Pieve Torina, scoppia incendio in una casa mobile: uomo resta ustionato
Cronaca
05/10/2026 09:28

Pieve Torina, scoppia incendio in una casa mobile: uomo resta ustionato

Paura all’alba a Pieve Torina, dove intorno alle 5 di questa mattina i Vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio sviluppatosi all’interno di una casa mobile su ruote. Sul posto sono arrivate le squadre dei Vigili del fuoco di Camerino e Visso, che hanno operato per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’area interessata dall’incendio. Un 35enne è rimasto coinvolto nel rogo: si tratta di un uomo, rimasto ustionato, che è stato affidato alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto. Presenti anche le forze dell’ordine, impegnate negli accertamenti di competenza per ricostruire quanto accaduto e le cause dell’incendio.

Pieve Torina, scoppia incendio in una casa mobile: uomo resta ustionato

Pieve Torina, scoppia incendio in una casa mobile: uomo resta ustionato
05/10/2026 09:28

Paura all’alba a Pieve Torina, dove intorno alle 5 di questa mattina i Vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio sviluppatosi all’interno di una casa mobile su ruote. Sul posto sono arrivate le squadre dei Vigili del fuoco di Camerino e Visso, che hanno operato per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’area interessata dall’incendio. Un 35enne è rimasto coinvolto nel rogo: si tratta di un uomo, rimasto ustionato, che è stato affidato alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto. Presenti anche le forze dell’ordine, impegnate negli accertamenti di competenza per ricostruire quanto accaduto e le cause dell’incendio.

Cronaca

Fuga di gas dopo un danneggiamento: chiusa la strada provinciale verso Urbisaglia

Fuga di gas dopo un danneggiamento: chiusa la strada provinciale verso Urbisaglia

05/10/2026 15:43

 Una fuga di gas ha provocato la chiusura di un tratto della strada provinciale che dalla rotonda di Contrada Maestà sale verso Urbisaglia. La perdita sarebbe stata provocata dal danneggiamento di una condotta. Per consentire le operazioni di messa in sicurezza è stato disposto il divieto di transito sul tratto compreso tra la rotonda di Contrada Maestà e l'incrocio con la strada denominata “Gabbetta”. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, gli agenti delle forze dell'ordine e le autorità competenti, impegnati nelle operazioni necessarie a mettere in sicurezza l'area e a ripristinare le condizioni di sicurezza. La raccomandazione rivolta agli automobilisti è di non percorrere il tratto interessato dalla chiusura e di seguire le indicazioni del personale presente sul posto. Per raggiungere Urbisaglia o per uscire dal centro abitato è quindi necessario utilizzare percorsi alternativi, evitando la zona interessata dal provvedimento. La strada resterà interdetta al traffico fino al completamento degli interventi necessari per garantire nuovamente condizioni di sicurezza.

Truffe agli anziani, allarme a Matelica: “Attenzione ai falsi carabinieri”

Truffe agli anziani, allarme a Matelica: “Attenzione ai falsi carabinieri”

05/10/2026 12:00

 Telefonate sospette, falsi appartenenti alle forze dell’ordine, avvocati o tecnici che si presentano alla porta di casa e richieste di denaro, gioielli o altri beni di valore. Il fenomeno delle truffe ai danni soprattutto delle persone più anziane torna a preoccupare anche a Matelica, dove il Comune ha deciso di rivolgere un nuovo appello alla cittadinanza. L’ultimo episodio, reso noto nei giorni scorsi, ha riguardato proprio il territorio matelicese. Una donna sarebbe stata raggirata attraverso la telefonata di un falso carabiniere. Al termine delle indagini, i militari della locale Stazione hanno identificato e denunciato due giovani ritenuti responsabili della truffa. Da qui l’invito dell’Amministrazione comunale a non abbassare la guardia e a prestare la massima attenzione davanti a richieste insolite o situazioni che possano apparire sospette. Il Comune ricorda una delle regole fondamentali per difendersi da questo tipo di raggiri: nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede telefonicamente o direttamente a domicilio denaro, gioielli o altri oggetti di valore per risolvere presunte emergenze, incidenti o procedimenti giudiziari. In caso di telefonate sospette, l'invito è a non fornire informazioni personali, non consegnare denaro o preziosi e soprattutto a non fare entrare estranei in casa. Il consiglio è quello di interrompere la conversazione e contattare immediatamente i Carabinieri per verificare quanto sta accadendo. Anche un semplice dubbio, sottolinea il Comune, deve essere considerato un motivo sufficiente per chiedere aiuto. Un ruolo importante nella prevenzione può essere svolto anche da figli, nipoti e familiari. Il Comune invita infatti le generazioni più giovani a parlare con genitori e nonni, spiegando loro le modalità con cui vengono messi in atto questi raggiri e come comportarsi davanti a richieste insolite. «Queste truffe fanno leva soprattutto sulla paura, sulla fiducia e sul senso di responsabilità delle persone, cercando di approfittare di un momento di fragilità o di preoccupazione», sottolinea il sindaco di Matelica Denis Cingolani. Il primo cittadino invita quindi a «non agire d’impulso» e a diffidare di chi, al telefono o presentandosi alla porta di casa, chiede denaro, gioielli o informazioni personali. «Invito tutti i cittadini a prestare la massima attenzione e, davanti a qualsiasi situazione sospetta, a contattare immediatamente i Carabinieri», aggiunge Cingolani, rivolgendosi poi ai più giovani: «Parlate con i vostri genitori, nonni e familiari anziani, spiegate loro quali sono i rischi e ricordate loro di non esitare a chiedere aiuto». La prevenzione, conclude il sindaco, passa anche dalla collaborazione dell'intera comunità e dal lavoro delle forze dell'ordine, «per proteggere soprattutto le persone più esposte a questo tipo di raggiri».

Attualità

Messaggio alle 22.47, risposta pretesa alle 22.49: l'assurdo galateo delle chat

Messaggio alle 22.47, risposta pretesa alle 22.49: l'assurdo galateo delle chat

Per anni abbiamo imparato una strana forma di educazione digitale: se qualcuno ti scrive, devi rispondere, e possibilmente anche in fretta, perché il telefono ha già comunicato all’altro che il messaggio è arrivato, che forse lo hai letto e magari eri anche online. Così una possibilità tecnica è diventata quasi un obbligo sociale. Hai visualizzato alle 22.47? Perché non hai risposto? Eri su Instagram? Hai pubblicato una storia? Quindi il telefono lo stavi usando. Il problema è tutto qui: essere raggiungibili non significa essere disponibili. Forse la nuova educazione digitale dovrebbe ripartire proprio da questo principio. Viviamo con notifiche continue, gruppi WhatsApp, email, Messenger, DM e chat professionali che arrivano a qualsiasi ora. La tecnologia ha cancellato molti confini tra tempo personale e tempo di lavoro. Sta a noi rimetterli. Scrivere a qualcuno alle 22.47 può essere perfettamente legittimo. Pretendere una risposta alle 22.49 è un’altra cosa. Nel lavoro il fenomeno è ancora più evidente: il cliente che scrive la domenica, la mail serale seguita dal messaggio “ti ho mandato una mail”, il sollecito dopo pochi minuti, il classico “ci sei?” accompagnato magari da due punti interrogativi. Nessuno dice apertamente “devi rispondermi subito”. Eppure spunte blu, accessi e stato online hanno creato una nuova pressione: se hai letto, devi reagire. Se sei connesso, devi esserci. Nel mondo analogico sarebbe impensabile. Nessuno suonerebbe al campanello di casa di un professionista alle undici di sera solo perché vede la luce accesa. Online, invece, sembriamo aver perso questa misura. Anche i vocali interminabili appartengono alla stessa cultura. Cinque minuti di audio possono essere comodissimi per chi li manda, ma sono cinque minuti del tempo di chi li riceve. Una piccola differenza che dice molto: il nostro tempo non vale più di quello degli altri. Il punto non è demonizzare la tecnologia. Le piattaforme sono costruite per richiamare continuamente la nostra attenzione attraverso notifiche, badge, reazioni e indicatori di lettura. Proprio per questo diventa importante recuperare la capacità di decidere quando esserci. Non tutto è urgente. Una persona può essere online senza essere disponibile per noi. Può leggere, guardare un video, pubblicare una foto o semplicemente perdere tempo senza dover rispondere a nessuno. Vale anche professionalmente. Stabilire dei confini non significa essere meno efficienti o meno attenti ai clienti, significa riconoscere che la rapidità non è l’unico parametro della qualità di una relazione. Una risposta data il giorno dopo non è necessariamente disinteresse. Una domenica senza WhatsApp di lavoro non è scarsa professionalità. Un messaggio letto e lasciato lì per qualche ora non è maleducazione. Forse dovremmo iniziare a considerare elegante anche il silenzio digitale: quello che non pretende, non sollecita e lascia all’altro il diritto di scegliere quando tornare disponibile. Per anni abbiamo pensato che la buona educazione online consistesse nel rispondere velocemente. Forse oggi dovremmo insegnare qualcosa di più evoluto: saper aspettare. La tecnologia ci ha resi tutti raggiungibili, siamo stati noi a trasformare la raggiungibilità in reperibilità permanente. CHIC: rispettare il tempo digitale degli altri.NON CHIC: considerare “online” sinonimo di “disponibile”.  

Centro Servizi Volontariato, Paolo Gobbi confermato presidente

Centro Servizi Volontariato, Paolo Gobbi confermato presidente

03/10/2026 12:30

Paolo Gobbi è stato riconfermato alla guida del Csv, il Centro servizi per il volontariato. Maceratese, 43 anni, ingegnere e docente, da sempre attivo nell'Avis cittadina, è donatore dall'età di 18 anni. Gobbi è stato rieletto dal nuovo direttivo, in carica da maggio 2025, e resterà al vertice dell'organizzazione per i prossimi quattro anni. Confermata anche la vicepresidente vicaria Sonia Brunetti, della Pubblica assistenza Avis Montemarciano, mentre il nuovo tesoriere è Giacomo Di Marco, dell'Avis provinciale di Pesaro. Il Csv è un'associazione di secondo livello, composta da oltre 450 enti del Terzo settore (Ets), che gestisce l'omonimo ente, attivo nelle Marche da 28 anni. Il suo compito è organizzare, gestire e fornire supporto alle organizzazioni di volontariato presenti sul territorio. Una platea ampia: nella regione si contano oggi oltre 4.800 Ets e più di 91.000 volontari.

Politica

Potenza Picena - Attacchi social dopo l’adesione a Futuro Nazionale, Virgili: “Ora denuncio tutti”

Potenza Picena - Attacchi social dopo l’adesione a Futuro Nazionale, Virgili: “Ora denuncio tutti”

05/10/2026 12:30

«Ho denunciato tutti coloro che hanno insultato e offeso la mia persona, la mia dignità di donna e di madre e, soprattutto, mio figlio». È netta la presa di posizione di Rosanna Virgili, 34 anni, insegnante e madre, finita al centro di una serie di attacchi sui social dopo la sua adesione a Futuro Nazionale e l’apertura a Potenza Picena del nuovo comitato, il numero 2244, del quale è referente. Virgili racconta di aver raccolto e conservato i commenti comparsi sui social, consegnandoli al proprio avvocato. «Le offese non mi fermano. Al contrario, mi fortificano», afferma. Ma, secondo la referente, c'è un limite che non dovrebbe essere oltrepassato. «Quando il confronto politico si trasforma in un attacco personale e, soprattutto, quando viene coinvolto un bambino, non si parla più di confronto, ma di qualcosa che va fermamente condannato», sostiene. Tra le accuse che Virgili respinge c'è anche quella di essere “contro le donne”. «È un’accusa che respingo fermamente. Non sono contro le donne e non lo sarò mai», afferma. La 34enne rivendica la propria posizione sul principio di uguaglianza davanti alla legge e sulla necessità, a suo giudizio, di valutare ogni reato in relazione alla gravità della condotta, indipendentemente dal sesso di chi lo commette. «Trovo paradossale – prosegue Virgili – che proprio chi sostiene di difendere le donne abbia scelto di attaccarmi utilizzando contro di me il fatto di essere donna, madre e insegnante». La referente del comitato aggiunge: «Per me il rispetto non è selettivo: deve valere sempre, soprattutto quando ci si confronta con chi ha idee politiche diverse dalle proprie». Virgili replica anche a chi, sui social, l'ha definita «il troll di Turchi», con riferimento a Pierpaolo Turchi, coordinatore provinciale di Futuro Nazionale. «Non sono il troll di nessuno. Sono una donna che ha scelto liberamente di mettersi in gioco, che crede nelle proprie idee e che porta avanti con convinzione questo percorso», ribadisce. La referente del nuovo comitato ringrazia quindi «chi mi sostiene e chi mi guida», citando proprio Turchi, con il quale dice di stare affrontando la nuova esperienza politica. «Gli attacchi personali non cambieranno le mie convinzioni», assicura Virgili. E traccia una linea netta tra critica politica e offese personali: «Le critiche politiche sono legittime. Gli insulti, le offese e il coinvolgimento dei familiari no». Infine, la decisione di procedere per le vie legali: «Tutti risponderanno degli insulti che mi sono stati rivolti», conclude.

Nuove abitazioni nell’area ex Donoma, il Comitato del Centro: "Servono spazi pubblici, non altro cemento"

Nuove abitazioni nell’area ex Donoma, il Comitato del Centro: "Servono spazi pubblici, non altro cemento"

05/10/2026 10:44

Il progetto di riqualificazione dell'area ex Donoma continua ad alimentare il dibattito in città. A intervenire ora è il Comitato del Centro, che esprime forti perplessità sull'ipotesi progettuale e chiede all'Amministrazione comunale un confronto pubblico con cittadini, associazioni e realtà economiche. «Abbiamo letto con attenzione quanto riportato dalla stampa relativamente al progetto di riqualificazione dell'area ex Donoma», esordisce il Comitato, riconoscendo l'importanza del recupero di un'area oggi inutilizzata, ma contestando l'impostazione dell'intervento. «Riteniamo che il progetto, nella sua scellerata impostazione attuale, rappresenti una scelta profondamente sbagliata per il futuro della città», sostiene il Comitato del Centro. A preoccupare sono soprattutto le nuove residenze previste nell'area. «La realizzazione di un nuovo complesso residenziale di cinque piani, con decine di nuovi appartamenti concentrati nel cuore del centro urbano, comporterà infatti un inevitabile aumento del traffico veicolare, della pressione sui parcheggi e del carico sui servizi pubblici», afferma il gruppo. Secondo il Comitato, la zona sarebbe già oggi alle prese con «strade congestionate, carenza cronica di posti auto e progressiva riduzione degli spazi destinati alla socialità e alla vita comunitaria». Da qui la domanda sulla direzione che si vuole imprimere allo sviluppo urbano: «Ci chiediamo se sia davvero questa la visione di città che si intende perseguire». Nel mirino finiscono anche le opere compensative previste dal progetto. «Pur apprezzabili, non sembrano sufficienti a bilanciare l'impatto complessivo dell'intervento», sostiene il Comitato, che richiama in particolare la destinazione di una parte dell'area ad attività culturali. «Un collegamento tra vie urbane, alcuni parcheggi aggiuntivi e la cessione di soli 150 metri quadrati, su 3.800 disponibili, destinati ad attività culturali non possono compensare la perdita di un'opportunità strategica per realizzare un vero spazio pubblico, un'area verde, un centro civico o servizi condivisi», si legge nella nota. Per il Comitato del Centro, l'area ex Donoma avrebbe potuto rappresentare «un'occasione unica per restituire al centro una funzione sociale e collettiva», considerata anche la «scarsità di luoghi di aggregazione e di spazi aperti accessibili a famiglie, giovani e anziani». La richiesta: «Un confronto pubblico prima della conclusione dell'iter» Il Comitato pone quindi l'accento sul tema della partecipazione alle scelte urbanistiche e chiama in causa direttamente l'Amministrazione comunale. «Per questo chiediamo all'Amministrazione comunale di aprire un confronto pubblico trasparente con i residenti, le associazioni e le realtà economiche del centro prima che l'iter urbanistico giunga a conclusione», afferma il gruppo. Nel comunicato viene inoltre criticata la gestione delle deleghe all'urbanistica e il livello di coinvolgimento del Consiglio comunale. Il Comitato sostiene che, a fronte di una variante considerata «impattante», sarebbe necessaria «la massima partecipazione», con un coinvolgimento più ampio rispetto alla sola Giunta. La richiesta è dunque quella di valutare anche «soluzioni alternative più sostenibili e più utili all'interesse generale», evitando che le decisioni sull'area siano determinate esclusivamente dai parametri edificatori. «Il futuro di un'area così importante non può essere deciso esclusivamente sulla base di parametri edificatori», conclude il Comitato, rilanciando la propria idea di città: «La città ha bisogno di più spazi da vivere insieme, non di altro cemento».

Sanità

Tumore al seno: l'importanza della mammografia con tomosintesi e le nuove frontiere della cura

Tumore al seno: l'importanza della mammografia con tomosintesi e le nuove frontiere della cura

04/10/2026 11:50

Tra tutti i tumori che possono colpire la specie umana il tumore del seno per le donne è sicuramente quello che ha un’incidenza maggiore. Si stima che in un anno ci siano decine di migliaia di diagnosi; con riferimento ai dati del Ministero della Salute, quelle eseguite nel 2024 sono state circa 53.686 nuove diagnosi, 53.065 nelle donne, 621 negli uomini. Si tratta di una patologia oncologica che fino a qualche anno fa presentava un’alta mortalità. A prescindere dalla tipologia, che presenta delle variazioni dal punto di vista morfologico ed istologico, fino a 20 anni fa si calcolava che per 8 donne su 10 non si prospettava una lunga sopravvivenza alla patologia. Ma la ricerca ha sviluppato un continuo progresso della tecnica chirurgica, delle terapie specifiche ed anche dei protocolli di comportamento nel post-operatorio. Una grande influenza sulla riduzione della mortalità hanno avuto di sicuro gli screening di prevenzione per una diagnosi precoce a cui le donne si sottopongono soprattutto nella fascia di età più a rischio (45-70 anni). Il Servizio Sanitario Nazionale opera con un’organizzazione capillare, avvertendo tutte le donne interessate della possibilità di un esame mammografico assolutamente gratuito da ripetersi ogni due anni. La mammografia è l’esame di elezione per una eventuale diagnosi precoce di tumore del seno. Anche questo esame ha subito un’evoluzione tecnologica e, pur essendo generalmente efficace nella sua funzione, in certe occasioni, come nella versione con tomosintesi, riesce a percepire una modificazione cellulare ridottissima altrimenti non percepibile anche in seni particolarmente densi. I fattori di rischio per il tumore del seno sono sicuramente l’età, ma anche la familiarità; si stima che una percentuale compresa tra il 5 e 7% dei tumori mammari sia ereditaria. Anche gli ormoni hanno un ruolo nell’incidenza della patologia; aumentano la possibilità un menarca precoce, una menopausa tardiva ed anche l’assenza di gravidanze, così come i contraccettivi orali ed alcune terapie ormonali sostitutive. Quanto descritto rappresenta i cosiddetti rischi non modificabili, sono invece modificabili quelli legati ai comportamenti individuali: alimentazione scorretta alla base di sovrappeso e obesità, consumo di alcol e fumo. Si è invece verificato che l’allattamento al seno riduce il rischio di ammalarsi di cancro al seno. La rilevazione dei sintomi viene associata alla percezione di un nodulo tramite autopalpazione. In realtà, nella stragrande percentuale dei casi si tratta di forme benigne, come fibroadenomi e cisti, che compaiono principalmente nelle donne fertili, hanno forma regolare, sono dolorosi e si muovono se spostati con le dita. I noduli originati da un cancro maligno presentano invece bordi irregolari, non si spostano e sono in genere segno di una forma tumorale già avanzata. Un segno da tenere in considerazione è anche l’alterazione della forma del capezzolo o perdita di liquido da un solo capezzolo. Oltra alla mammografia per la fascia di età più esposta, la diagnosi prevede per le donne under 45 un’ecografia mammaria da cui trarre eventuali ulteriori accertamenti. La terapia per questo tipo di tumore è anzitutto chirurgica per rimuovere i tessuti malati. Si tende a ricorrere se possibile alla chirurgia conservativa con l’obiettivo di salvare il seno, ma si può arrivare anche alla mastectomia parziale o totale. Anche in questo caso, comunque si può procedere alla ricostruzione del seno. Dopo l’intervento si effettua una radioterapia adiuvante contro il rischio di recidiva locale. A seguito di un’attenta valutazione istologica e biologica del carcinoma, a molte pazienti viene proposta anche una terapia con farmaci anticancro; la chemioterapia non è sempre necessaria, possono essere adottate terapie ormonali o trattamenti con farmaci che vanno a colpire bersagli molecolari. Negli ultimi anni si è assistito ad un progresso significativo delle tecniche di cura tale da rendere possibile anche il trattamento di tumori particolarmente aggressivi o in fase avanzata. È notizia ultima, nell’ambito della ricerca, l’approvazione da parte dell’AIFA di una farmacologia mirata nella terapia di una forma molto aggressiva di tumore al seno, in grado di ridurre il rischio di morte del 34% in tutta la popolazione studiata e addirittura del 52% nelle pazienti con già presenti metastasi cerebrali. Il mese di ottobre è dedicato proprio all’informazione per la prevenzione, diagnosi precoce e cura del tumore del seno. Nella nostra rubrica “Sano a sapersi” dedicheremo più di una puntata all’argomento molto importante per la salute delle donne. Oggi abbiamo preferito iniziare con un’analisi dell’elemento tecnologico per la fase più significativa: la diagnosi precoce. Abbiamo interpellato il Dr. Pietro Cruciani radiologo diagnostico, già responsabile del servizio di Radiologia presso l’Ospedale di Camerino- San Severino attualmente consulente del centro medico Associati Fisiomed per descrivere l’ultima tecnologia a sua disposizione: la mammografia con tomosintesi. Dr. Cruciani quali sono le differenze tra la mammografia digitale tradizionale e quella con tomosintesi? "Entrambe le tecniche sono digitali. La mammografia con tomosintesi, pur erogando sostanzialmente la stessa dose di radiazioni assorbite, offre un miglior risultato diagnostico. Con questa tecnica è infatti possibile studiare la mammella anche nella terza dimensione, la profondità, evitando la sovrapposizione delle strutture ghiandolari della mammella. Il risultato finale è una maggior accuratezza con possibilità di individuare lesioni meno evidenziabili con la mammografia tradizionale che possono rimanere nascoste sotto al tessuto ghiandolare normale". Quali vantaggi hanno le pazienti nell’eseguire questo tipo di esame? "Il posizionamento della mammella è più confortevole e flessibile, a vantaggio delle donne diversamente abili o in carrozzina. L’apparecchio guadagna in profondità con visualizzazione ottimale del tessuto retromammario. L’esame è meno doloroso di una mammografia standard poiché con la tomosintesi la compressione è ridotta al minimo, quanto basta per stendere il tessuto". A chi è consigliato maggiormente questo tipo di esame? "Alle donne con mammelle dense, male esplorabili con mammografia standard. In questi seni la tomo, eliminando le sovrapposizioni ha individuato statisticamente il doppio dei tumori. È indicato inoltre nelle mammelle già operate, nei tumori multicentrici e quando sono presenti microcalcificazioni con ottimale analisi morfologica".    

Alimentazione, la perfezione non esiste: conta l’insieme delle nostre abitudini

Alimentazione, la perfezione non esiste: conta l’insieme delle nostre abitudini

03/10/2026 16:54

A volte l'idea di mangiare bene finisce per assomigliare più a una lista di regole che a qualcosa che dovrebbe semplicemente accompagnarci nella vita di tutti i giorni. Scegliere gli alimenti giusti, rispettare le quantità, non saltare i pasti, limitare gli zuccheri, evitare gli eccessi. E quando una di queste regole viene meno, può sembrare di aver compromesso tutto. Ma un'alimentazione equilibrata non si costruisce sulla perfezione. Mangiare bene significa innanzitutto guardare all'insieme delle proprie abitudini. Non è il singolo pranzo sbilanciato, la cena fuori con gli amici o il dolce mangiato a fine pasto a determinare la qualità della nostra alimentazione, così come non basta aggiungere un alimento considerato “sano” per rendere equilibrata una dieta. È ciò che facciamo con continuità, nel corso delle settimane e dei mesi, ad avere il peso maggiore. Eppure non è sempre facile guardare le cose in questo modo. Siamo abituati a pensare al cibo attraverso categorie nette: consentito o vietato, sano o poco sano, giusto o sbagliato. Anche il singolo pasto può così diventare qualcosa da “fare bene”, anziché semplicemente una parte della nostra giornata. Quando non rispetta lo schema a cui siamo abituati, può essere percepito come uno “sgarro”, anche se si tratta soltanto di un pasto diverso dal solito. Del resto, non tutte le giornate ci permettono di organizzare i pasti come vorremmo. Può capitare di rientrare tardi dal lavoro, di non aver fatto la spesa o di aprire il frigorifero e trovare ben poco a disposizione. In quei momenti si mangia quello che c'è: magari un pasto più semplice, poco vario o non perfettamente bilanciato. E non c'è nulla di sbagliato in questo. La varietà rimane un principio importante di una buona alimentazione, ma non è necessario ritrovarla in modo impeccabile a ogni pasto. Se una volta mangiamo in modo diverso dal solito, non abbiamo bisogno di compensare né di pensare di aver compromesso l'intera giornata. Ci saranno altre occasioni per mangiare in modo più completo e vario, senza che sia necessario fare qualcosa per “rimediare”. È questa, in fondo, la flessibilità che dovrebbe accompagnare un'alimentazione sana: avere delle buone abitudini, ma poterle adattare quando la vita lo richiede. Non significa mangiare senza attenzione e nemmeno considerare equivalenti tutte le scelte alimentari. Significa, piuttosto, non trasformare ogni piccola variazione in un errore da correggere. Perché la salute non si costruisce attraverso qualche giornata “perfetta”, ma attraverso comportamenti che riusciamo a mantenere nel tempo. E questo vale non soltanto per ciò che mangiamo, ma anche per il movimento, il sonno e, più in generale, per il modo in cui ci prendiamo cura di noi. Forse, allora, più che chiederci se abbiamo mangiato perfettamente, sarebbe utile chiederci se la nostra alimentazione, nel complesso, ci sta aiutando a prenderci cura della nostra salute e se è abbastanza sostenibile da poter far parte della nostra vita a lungo. Mangiare bene non significa che ogni pasto debba essere completo, programmato e perfettamente bilanciato. Significa avere un modo di mangiare che, nel suo insieme, ci permetta di prenderci cura di noi senza dover essere perfetti ogni giorno.

Sport

Centro Nuoto Macerata, Simone Scarponi è bronzo ai Campionati Italiani Lifesaving Ocean

Centro Nuoto Macerata, Simone Scarponi è bronzo ai Campionati Italiani Lifesaving Ocean

05/10/2026 14:00

Simone Scarponi conquista il bronzo nazionale nella gara Sprint Seniores e regala al Centro Nuoto Macerata la soddisfazione più importante della trasferta di Riccione, dove si sono disputati i Campionati Italiani Lifesaving Ocean, appuntamento conclusivo della stagione 2026 del Salvamento. Per tre giorni le migliori società italiane si sono affrontate tra acqua e spiaggia nelle diverse specialità del programma: Frangente, Salvataggio Tavola, Staffetta Tavola, Bandierine, Sprint e Staffetta Sprint. Il Centro Nuoto Macerata è stato protagonista con numerosi atleti, ottenendo piazzamenti e accessi alle fasi finali delle competizioni. La gioia maggiore è arrivata nella seconda giornata, dedicata alle gare Sprint. Simone Scarponi ha chiuso al terzo posto tra i Seniores, conquistando una medaglia di bronzo italiana al termine di una prova che gli ha permesso di salire sul podio nazionale. Nella stessa specialità sono arrivate anche le prestazioni di Chiara Cipriani e Anya Lattanzi. Le due velociste hanno raggiunto la finale, ma sono state successivamente squalificate per un errore tecnico commesso all'arrivo. Per entrambe è arrivato comunque un risultato di rilievo nella Staffetta Sprint Juniores, chiusa al quinto posto nazionale insieme alle compagne Martina Salvucci e Giulia Razeti. Nel settore maschile, Diego Crescimbeni ha ottenuto il 17° posto nella categoria Esordienti A, mentre la staffetta Juniores composta da Tommaso Campanella, Teodor Alexandru Tita, Mattia Alessandrelli e Mattia Scuffia ha concluso al decimo posto. Nelle eliminatorie Sprint hanno gareggiato anche Federico Rinaldi e Kristian Frani. Buoni risultati sono arrivati anche dalle Bandierine. Tra i Ragazzi Nicolò Mari, al primo anno di categoria, si è piazzato tra i quattro migliori atleti della sua fascia d'età, fermandosi a un passo dalla finale. In gara anche Renzo Ionni e Nicolò Palucci. Al femminile, nella categoria Ragazze, Chiara Cipriani si è fermata a un passo dalla semifinale, mentre Anya Lattanzi ha chiuso al 12° posto nazionale. Tra le Cadette Federica Foglia ha raggiunto la finale, terminando all'ottavo posto, mentre Paola Angeletti si è fermata in semifinale. Da segnalare anche la prima esperienza in una manifestazione di questo livello per Agnese Sincini e Ilaria Staffolani, entrambe impegnate nelle Bandierine e capaci di superare due turni. La prima giornata era stata dedicata alla Staffetta Tavola, con Ilaria Turchetti e Alessia Addimando impegnate nel settore femminile e Renzo Ionni e Nicolò Mari in quello maschile. Nell'ultima giornata il Centro Nuoto Macerata è tornato in acqua nelle prove di Tavola e Nuoto Frangente, conquistando diversi pass per le finali tricolori. Nel Frangente Tommaso Campanella ha chiuso al 28° posto tra gli Juniores, mentre nella categoria Ragazzi Miryam Paperi ha ottenuto il 20° posto e Renzo Ionni il 22°. Diego Crescimbeni ha terminato al 18° posto tra gli Esordienti A. Mattia Scuffia ha invece raggiunto la semifinale, fermandosi a un solo posto dall'accesso alla finale. Nelle gare di Tavola hanno maturato ulteriore esperienza anche Ernesto Pallotto e Vincenzo Azzari. La trasferta di Riccione avrebbe potuto regalare ulteriori opportunità anche a Mariel Calabrese, Martina Gjini e Sofia Natali, che non hanno però potuto prendere parte alle gare Sprint individuali e di staffetta a causa di un cambio di programma dell'ultimo momento legato alle condizioni meteorologiche. Per il Centro Nuoto Macerata arriva così una chiusura di stagione positiva, impreziosita dal bronzo nazionale di Simone Scarponi e da una serie di piazzamenti e prestazioni che confermano la crescita del gruppo biancorosso nel Salvamento.

La Gruppo Fisiomed Macerata carbura in pre-campionato: sconfitta Fano in quattro set

La Gruppo Fisiomed Macerata carbura in pre-campionato: sconfitta Fano in quattro set

05/10/2026 13:00

La Gruppo Fisiomed Macerata supera la Essence Hotels Fano in trasferta nel settimo allenamento congiunto della preseason. Finisce 1-3 contro la Essence Hotels Fano (27-25, 22-25, 22-25, 21-25) per i maceratesi che, al Palas Allende contro un avversario di tutto rispetto, alzano i propri giri del motore. Macerata sbaglia meno dei fanesi, sistema i vari fondamentali e gioca un buon match. Top scorer dell’incontro è Marco Novello, 21 punti per lui, seguono i padroni di casa Boschini e l’ex Karyagin con 19. Coach Giannini sceglie Frage titolare in posto 4 assieme a capitan Randazzo. A Esposito i gradi di regista con Novello opposto, Sandu-Diaferia al centro, Marchisio in seconda linea. Risponde la Essence Hotels di coach Bonitta col bulgaro Palev in regia opposto a Pinali, Boschini e l’ex Karyagin sono i laterali, Trillini-Tondo al centro, Benedicenti libero. Macerata parte subito bene nel primo set: i biancorossi comandano fino al 21-20 quando subiscono la rimonta della Essence Hotels. Chiudono i locali al secondo vantaggio 27-25. I due successivi set sono molto equilibrati. Nel secondo, Fano fa la voce grossa a muro, ma i biancorossi sono pazienti e, nonostante un -3 a metà set (16-13) riescono a rimontare, chiudendo 22-25 sia questo che il set successivo. Nell’ultimo, Macerata accelera (8-4) per poi arrivare a metà set su un convincente +6 (16-10). I maceratesi chiudono poi 21-25 parziale ed incontro. A fine match, ecco le impressioni del nuovo acquisto biancorosso Daniel Frage: “La squadra ha giocato bene secondo me, ho visto degli ottimi segnali. Abbiamo avuto un po’ di alti e assi, ma non abbiamo mollato fino alla fine. Ci siamo detti nello spogliatoio che è il momento di prepararci seriamente per l’inizio del campionato e l’abbiamo fatto, aiutandoci l’un l’altro. Credo sia stato un buon risultato, ma continuiamo a prepararci tecnicamente e mentalmente per la prossima sfida!”. Si tornerà in campo mercoledì 7 al Banca Macerata Forum, quando nel capoluogo maceratese arriverà la Yuasa Battery Grottazzolina per l’ultimo test prestagionale.

Economia

Bollette luce e gas, autunno 'caldo' nelle Marche: "Aumenti fino al 36%, Macerata la provincia più cara"

Bollette luce e gas, autunno 'caldo' nelle Marche: "Aumenti fino al 36%, Macerata la provincia più cara"

01/10/2026 19:40

L’autunno potrebbe portare con sé un nuovo aumento delle bollette di luce e gas nelle Marche. Secondo un’analisi di Facile.it, tra settembre e dicembre 2026 la spesa energetica delle famiglie potrebbe aumentare di circa il 36% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A registrare l'incremento maggiore, secondo le stime, sarebbe la provincia di Macerata, dove la spesa complessiva per luce e gas potrebbe raggiungere circa 1.047 euro, con un aumento del 36,1% su base annua. Seguono Ancona, con una spesa stimata di 970 euro (+35,8%), Fermo, con 959 euro (+35,8%), Ascoli Piceno, con 948 euro (+35,9%), e Pesaro e Urbino, dove la spesa potrebbe attestarsi intorno ai 936 euro, con un incremento del 35,7%. Provincia Spesa stimata settembre-dicembre 2026 Aumento annuo Macerata 1.047 euro +36,1% Ancona 970 euro +35,8% Fermo 959 euro +35,8% Ascoli Piceno 948 euro +35,9% Pesaro e Urbino 936 euro +35,7%   Alla base delle previsioni ci sono le quotazioni future dell'energia elaborate da Eex e analizzate da Facile.it. Per i prossimi quattro mesi, i forward indicano un Pun, il prezzo di riferimento all'ingrosso dell'energia elettrica, in aumento del 65% rispetto allo scorso anno. Ancora più marcata la crescita prevista per il gas: il Psv, indice di riferimento per il costo della materia prima, risulterebbe in aumento del 113% rispetto al 2025. «Il prorogarsi della situazione di conflitto – osserva Facile.it – potrebbe tradursi in un autunno e un inverno “bollenti” dal punto di vista delle bollette». L'analisi prende in considerazione i consumi del 2025 dichiarati dagli utenti di Facile.it. A questi dati sono state applicate le tariffe indicizzate del mercato libero in vigore tra settembre e dicembre 2025, confrontandole con i prezzi che il mercato si attende per lo stesso periodo del 2026, sulla base dei forward Eex aggiornati al 24 agosto 2026. Nel calcolo sono state considerate tutte le principali voci che incidono sul costo finale della bolletta: materia energia, trasporto e gestione del contatore, oneri, imposte e Iva. Per l'energia elettrica è stato considerato il Pun, a cui è stato aggiunto uno spread medio di 0,014 euro/kWh; per il gas il riferimento è il Psv, con uno spread medio di 0,0911 euro/Smc. Le cifre rappresentano quindi stime riferite a contratti del mercato libero a prezzo indicizzato e non costituiscono necessariamente l'importo che ogni famiglia si troverà a pagare. L'effettiva spesa dipenderà dai consumi, dal contratto sottoscritto e dall'andamento dei prezzi dell'energia nei prossimi mesi.

Da New York a Tokyo, Camera di commercio Marche porta nella regione le Camere di commercio italiane all'estero

Da New York a Tokyo, Camera di commercio Marche porta nella regione le Camere di commercio italiane all'estero

29/09/2026 10:50

Il 7 ottobre a Colli del Tronto una giornata di incontri B2B tra i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e le imprese. Un’occasione di confronto diretto sui mercati internazionali per le aziende. Rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero incontreranno il 7 ottobre le imprese marchigiane all’Hotel Il Casale di Colli del Tronto. La giornata prevede incontri B2B tra imprese e interlocutori della rete camerale italiana all’estero. Hanno già confermato la propria presenza i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero di Città del Guatemala, Ho Chi Minh City, Hong Kong, Izmir, Johannesburg, Lione, Londra, Melbourne, Montreal, New York, Pechino, Tokyo e Varsavia. Sono inoltre in fase di conferma altre adesioni. La giornata sarà anche occasione di incontro e scambio tra i Segretari Generali delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, riuniti a Colli del Tronto per la Convention. L’iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con le Aziende Speciali TECNE, LINEA e LINFA e con Assocamere Estero, ed è rivolta a tutte le imprese marchigiane interessate ad avviare o consolidare percorsi di internazionalizzazione. "Il rapporto diretto con le reti camerali italiane all’estero rappresenta un'opportunità concreta per le nostre imprese, perché consente di conoscere meglio i mercati, intercettare interlocutori e costruire relazioni utili ai percorsi di internazionalizzazione", sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. "Con Open Marche vogliamo mettere a disposizione delle imprese marchigiane un'occasione di confronto diretto e qualificato, rafforzando il ruolo della Camera di Commercio come punto di riferimento per chi guarda ai mercati internazionali". La partecipazione agli incontri è gratuita e sarà subordinata all'iscrizione. Seguiranno nei prossimi giorni ulteriori informazioni sulle Camere partecipanti, sulle modalità di adesione e sul programma della giornata.

Scuola e università

Unimc svela i segreti della Tifernum romana: emersi nuovi edifici e il portico delle Terme

Unimc svela i segreti della Tifernum romana: emersi nuovi edifici e il portico delle Terme

05/10/2026 16:00

Nuove strutture nel quartiere residenziale e un’ulteriore colonna che rafforza l’ipotesi di un grande portico davanti alla palestra delle terme: la ventiquattresima campagna di scavo archeologico dell’Università di Macerata a Tifernum Mataurense, l’antica città romana di Sant’Angelo in Vado, nel Pesarese, aggiunge nuovi tasselli alla conoscenza dell’assetto urbano del sito. La campagna, svolta dal 31 agosto al 26 settembre sotto la direzione di Emanuela Stortoni del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del Turismo, è condotta in collaborazione con il Comune di Sant’Angelo in Vado e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino. Un’attività iniziata nel 2000 e che ha ormai superato i venticinque anni di ricerca sul campo. Le principali novità arrivano dall’area di “Campo della Pieve”. In un settore finora inesplorato del quartiere residenziale, non lontano dalla celebre “Domus del Mito”, sono emerse murature associate a strati di crollo costituiti da pietre, laterizi e diffuse tracce di carbone, elementi che potrebbero essere riconducibili alla distruzione di un edificio. La struttura sembra inoltre affacciarsi su un tracciato viario, offrendo nuovi elementi per ricostruire il rapporto tra le abitazioni e la rete stradale della città antica. Risultati significativi anche nell’area delle terme romane, al centro delle indagini degli ultimi anni. Il rinvenimento di un’altra colonna rafforza l’ipotesi della presenza di un ampio portico lungo la fronte della palestra e suggerisce per il complesso dimensioni maggiori rispetto a quelle finora ipotizzate. All’esterno, un marciapiede metteva in collegamento la strada, pavimentata con grandi basoli, con l’edificio pubblico; al di sotto correva una canaletta destinata allo smaltimento delle acque. Accanto allo scavo sono proseguite le attività di consolidamento e restauro delle strutture e dei reperti rinvenuti, mentre il cantiere si è confermato anche un laboratorio di formazione sul campo per gli studenti dei corsi di laurea in Beni culturali e turismo e in Archeologia e Sviluppo dei Territori, insieme a studenti provenienti da altri atenei. Quest’anno sono stati coinvolti anche gli studenti del corso di Management dei Beni Culturali, impegnati nell’applicazione delle competenze di archeologia pubblica e nella progettazione delle iniziative rivolte alla comunità. Tra queste, il progetto “Da grande farò l’archeologo” ha coinvolto circa 120 alunni delle scuole primaria e secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo locale. A completare le attività il ciclo “Vado per la città antica”, con la passeggiata inaugurale, i “Lunedì dell’Archeologia”, le visite di “Per un cantiere aperto” e l’archeotrekking conclusivo nell’Alta Valle del Metauro. Un percorso che affianca alla ricerca e alla formazione il coinvolgimento diretto della comunità, facendo dell’archeologia uno strumento di conoscenza e valorizzazione condivisa del patrimonio del territorio.

Festa della Laurea all'Università di Camerino: auditorium gremito per la consegna delle pergamene

Festa della Laurea all'Università di Camerino: auditorium gremito per la consegna delle pergamene

02/10/2026 17:00

Un pomeriggio dedicato ai traguardi raggiunti, alle emozioni e ai ricordi di un percorso universitario. L’Università di Camerino ha celebrato ieri, giovedì 1 ottobre, la tradizionale Festa della Laurea, con la consegna delle pergamene alle laureate e ai laureati che hanno conseguito il titolo nell’anno accademico 2024/2025. A fare da cornice alla cerimonia è stato l’auditorium Benedetto XIII, gremito di centinaia di neolaureate e neolaureati delle cinque Scuole di Ateneo, accompagnati da familiari e amici arrivati da diverse parti d’Italia e dall’estero. L’evento si è aperto con il saluto del rettore Graziano Leoni, che ha rivolto un messaggio alle studentesse e agli studenti sottolineando l’impegno e la determinazione che hanno accompagnato il loro percorso universitario. "È davvero emozionante vedere l’auditorium gremito. Vi ringrazio per aver scelto l'Università di Camerino e ringrazio tutte le vostre famiglie e i vostri amici che vi hanno supportato e dato la possibilità di fare questo percorso, che mi auguro sia stato formativo e di crescita personale", ha dichiarato Leoni. "Voglio quindi esprimere il mio più caloroso augurio a tutte e tutti voi per un futuro di grandi soddisfazioni non solo professionali, ma anche personali". Alla presenza dei Prorettori, dei Delegati, del Direttore Generale e dei Direttori delle Scuole di Ateneo, è quindi arrivato il momento della consegna delle pergamene, uno dei momenti più attesi della giornata. Per ciascuna delle cinque Scuole, la consegna è stata preceduta dalla testimonianza di una laureata o di un laureato, chiamati a raccontare la propria esperienza all'interno dell'Ateneo. Sono intervenuti Beatrice Marcelli per la Scuola di Giurisprudenza, Qendron Mema per la Scuola di Architettura e Design, Raffaele Camisa per la Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Alice Rassu per la Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria e Vlad Dogariu per la Scuola di Scienze e Tecnologie.   La cerimonia ha rappresentato anche l'occasione per rivolgere un saluto speciale a docenti e personale tecnico-amministrativo che hanno concluso il proprio servizio nell'ultimo anno. A loro è stato dedicato un momento ufficiale di congedo dall'Università di Camerino, a chiusura di una giornata dedicata tanto ai nuovi percorsi professionali dei laureati quanto a chi ha contribuito alla vita dell'Ateneo nel corso degli anni.

Cultura

San Severino, i capolavori dei Salimbeni visibili dopo anni nei depositi: aperte due nuove mostre

San Severino, i capolavori dei Salimbeni visibili dopo anni nei depositi: aperte due nuove mostre

04/10/2026 14:10

Dopo la chiusura della Pinacoteca Civica a seguito del terremoto, alcune delle opere più importanti della storia artistica di San Severino Marche tornano finalmente a essere ammirate dal pubblico. È stata inaugurata nella Galleria d'Arte Moderna "Filippo Bigioli", all'interno del Palazzo Comunale di piazza del Popolo, la doppia esposizione dedicata a Jacopo e Lorenzo Salimbeni e al rapporto tra San Francesco e la città. Le due mostre, visitabili fino al 10 gennaio 2027, sono "Jacopo e Lorenzo Salimbeni da San Severino. I capolavori ritrovati" e "San Francesco e San Severino Marche: arte, storia e memoria", entrambe curate dal professor Stefano Papetti. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di riportare alla fruizione pubblica opere che per anni sono rimaste nei depositi a causa della chiusura della Pinacoteca Civica. Un patrimonio particolarmente significativo per la storia di San Severino, che torna così protagonista attraverso un percorso espositivo dedicato alla pittura tardogotica e alla tradizione francescana del territorio. Tra i pezzi più importanti in mostra c'è il trittico del 1400 firmato da Lorenzo Salimbeni, considerato un'opera fondamentale per comprendere l'avvio del percorso artistico dei due fratelli, protagonisti del Gotico Cortese e attivi sotto il mecenatismo della signoria degli Smeducci. Presenti anche i santi provenienti da Santa Maria della Pieve e il monocromo raffigurante il prefetto Egeo, proveniente dalla basilica di San Lorenzo in Doliolo. A spiegare il significato dell'esposizione è stato lo stesso curatore Stefano Papetti: "San Severino Marche ritrova questi capolavori dopo anni in cui sono rimasti chiusi nei depositi, in attesa che sia restaurata la Pinacoteca dove avranno la loro casa definitiva". La riapertura della Pinacoteca resta quindi l'obiettivo finale, mentre la mostra rappresenta un'importante occasione per riportare temporaneamente le opere davanti al pubblico. La scelta di organizzare l'esposizione si lega anche alle celebrazioni per il seicentesimo anniversario della morte di Jacopo Salimbeni, ricorrenza per la quale il Ministero della Cultura ha istituito un apposito Comitato Nazionale. "L'aver portato finalmente alla vista di tutti il trittico firmato da Lorenzo Salimbeni del 1400 – ha spiegato Papetti – rappresenta un'anteprima straordinaria di tutte le iniziative, convegni e video documentari che programmeremo nell'arco del triennio". L'altra sezione dell'esposizione è dedicata al rapporto tra San Francesco e San Severino Marche, un legame documentato dalle fonti che ricordano le visite del Santo nella città nel 1212 e nel 1221. Particolare rilievo viene dato all'incontro al monastero di San Salvatore a Colpersito con Guglielmo da Lisciano, il "rex versum" che divenne poi frate Pacifico e collaborò con Francesco alla stesura del Cantico delle Creature. Il percorso ricostruisce anche la memoria della chiesa di San Francesco nella città alta, andata distrutta nel tempo ma dalla quale sono stati recuperati alcuni affreschi. Tra questi figurano la raffigurazione delle Stimmate e quella dell'Approvazione della regola da parte di papa Onorio III, caratterizzate da un marcato espressionismo di scuola bolognese. In mostra anche frammenti come la Madonna con il Bambino e san Francesco, attribuita ai Salimbeni e proveniente da Santa Maria della Pieve, oltre ad alcuni oggetti legati alla tradizione francescana. All'inaugurazione hanno partecipato, insieme al sindaco Rosa Piermattei, il consigliere regionale Renzo Marinelli, il direttore di Anci Marche Francesca Bedeschi, il direttore di ArtiFex International Paolo Bedeschi, il presidente del Consiglio comunale Sandro Granata, il vicesindaco Jacopo Orlandani, l'assessore alla Cultura Vanna Bianconi, il direttore artistico dei Teatri di Sanseverino Francesco Rapaccioni e la presidente della Pro Loco. Le esposizioni sono promosse dal Comune di San Severino Marche in collaborazione con Ministero della Cultura, Soprintendenza ABAP per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative e San Severino Musei. La visita è possibile presso la Galleria d'Arte Moderna "Filippo Bigioli" fino al 10 gennaio 2027.

Giornate Fai d'Autunno 2026, otto aperture in provincia di Macerata: c'è anche il Cappellone di San Nicola

Giornate Fai d'Autunno 2026, otto aperture in provincia di Macerata: c'è anche il Cappellone di San Nicola

01/10/2026 12:50

Sono otto i luoghi della provincia di Macerata inseriti nel programma delle Giornate Fai d’Autunno 2026, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre. Un percorso che attraversa il territorio da Camerino a Civitanova Marche, passando per Macerata, Tolentino, Recanati e Matelica, con aperture eccezionali e visite alla scoperta di edifici e complessi normalmente non accessibili o poco conosciuti. La quindicesima edizione delle Giornate FAI coinvolgerà complessivamente 29 comuni marchigiani, con 43 aperture in tutta la regione, grazie al lavoro di 19 gruppi e presidi FAI, oltre 350 volontari, 50 scuole e circa 1.200 Apprendisti Ciceroni. Nel Maceratese il programma comprende il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata a Camerino, l'Orto sul Colle dell'Infinito e l'Ex Palazzo Garulli - oggi sede BCC a Recanati, il Cappellone di San Nicola a Tolentino, i Palazzi dell'ex Banca d'Italia dell'Università di Macerata, Dall'ex Casa del Balilla alla Villa Bruscantini a Civitanova Marche e Palazzo Piersanti a Matelica. A Tolentino sarà possibile entrare nel Cappellone di San Nicola, nell'ala più antica della Basilica di San Nicola da Tolentino. Il complesso custodisce uno dei più importanti cicli pittorici del primo Trecento ed è rimasto chiuso per oltre dieci anni a causa dei danni provocati dal terremoto del 2016. Il restauro, concluso nel mese di settembre, ha riguardato il consolidamento e il recupero della leggibilità delle superfici e dei colori. Gli affreschi sono attribuiti a maestranze guidate da Pietro da Rimini, seguace di Giotto. Il percorso permette di ammirare le decorazioni della volta con gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa, le scene dedicate alla Vergine, a Cristo e a San Nicola e la Crocifissione sopra l'altare. Al centro del Cappellone si trova inoltre l'arca in pietra con la statua policroma del Santo, progettata nel 1474 da Francesco di Simone Ferrucci e completata da Niccolò di Giovanni. A Macerata, le Giornate FAI porteranno alla scoperta dei Palazzi dell'ex Banca d'Italia, complesso rimasto a lungo chiuso dopo la dismissione della filiale bancaria e recentemente interessato da un importante intervento di restauro da parte dell'Università di Macerata. La visita comprende il piano terra di Palazzo Diamanti, con la facciata, l'ingresso, il cortile e la sala degli sportelli, per poi proseguire verso Palazzo Lazzarini. Qui sarà possibile vedere la sala dei portavalori, che conserva un affresco storico del Cinquecento, il cortile e il piano nobile con le decorazioni ottocentesche. A Camerino sarà protagonista il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, in vista dei 500 anni dell'Ordine dei Cappuccini, che saranno celebrati nel 2028. Le visite interesseranno le parti più antiche del complesso, tra cui la chiesa, l'area del Cinquecento e il refettorio, oltre al museo storico con i suoi manufatti e la collezione di tabernacoli lignei marchigiani. Il percorso comprenderà anche gli spazi boschivi esterni al convento. Il complesso è inoltre tra i luoghi più votati del XIII censimento "I Luoghi del Cuore", tuttora in corso. A Civitanova Marche, invece, il percorso "Dall'ex Casa del Balilla alla Villa Bruscantini" permetterà di visitare eccezionalmente il giardino di Villa Bruscantini, mentre la villa resterà esclusa dal percorso in quanto residenza privata. L'iniziativa propone due esposizioni: una dedicata ad Adalberto Libera, con progetti e documenti relativi alla Casa del Balilla, e una dedicata alla storia della villa e alla figura del baritono Sesto Bruscantini, accompagnata anche da momenti musicali. Il programma maceratese comprende inoltre tre aperture a Recanati e Matelica. A Recanati sarà possibile visitare l'Orto sul Colle dell'Infinito, il bene FAI legato alla memoria di Giacomo Leopardi, e l'Ex Palazzo Garulli, oggi sede BCC. A Matelica è invece inserito Palazzo Piersanti. Le aperture fanno parte del programma regionale delle Giornate FAI d'Autunno, che quest'anno propone nelle Marche 43 luoghi distribuiti nelle diverse province. A livello nazionale saranno oltre 700 i luoghi visitabili in 350 città, con visite a contributo libero nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre. Per orari, modalità di visita ed eventuali prenotazioni, il FAI invita a consultare le singole schede dei luoghi sul portale ufficiale, poiché il programma può subire variazioni.

Eventi

Recanati, un parco giochi per fra Giulio Criminesi: “Il suo nome vivrà nella gioia dei bambini”

Recanati, un parco giochi per fra Giulio Criminesi: “Il suo nome vivrà nella gioia dei bambini”

05/10/2026 16:26

Il sorriso di fra Giulio Criminesi continua a vivere nel luogo che più di ogni altro ne ha raccontato la presenza a Recanati. Da ieri, 4 ottobre, il convento dei Frati Cappuccini di Montemorello ospita un nuovo parco giochi dedicato alla memoria del sacerdote, scomparso lo scorso 25 aprile. Uno spazio pensato per i bambini, ma anche un luogo dal forte valore simbolico. Proprio il convento di Montemorello rappresentava infatti uno dei luoghi più importanti dell’esperienza di fra Giulio, che nel corso degli anni aveva contribuito a farlo diventare una casa aperta alla comunità, capace di accogliere persone di ogni età e provenienza. All’inaugurazione era presente anche il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, che ha ricordato il legame profondo tra il sacerdote e la città. «Padre Giulio ha lasciato tanto a Recanati – ha sottolineato il primo cittadino – dal suo sorriso alla sua capacità di accogliere, ascoltare e condividere. Oggi non è più fra noi, ma il suo nome continuerà a vivere nel modo più bello: in questo parco, circondato dalla vita e dalla gioia dei bambini che qui giocheranno e rideranno, accompagnandoli verso il futuro». Fra Giulio aveva dedicato oltre sessant’anni alla vita sacerdotale, intrapresa all’età di 26 anni. A Recanati aveva costruito negli anni un rapporto profondo con la comunità, affiancando alla vita religiosa una quotidianità fatta di piccoli gesti, incontri e passioni. Accanto alla preghiera e all’impegno nel convento c'erano anche momenti semplici che ne avevano fatto una figura familiare per tanti recanatesi. Tra questi, la preparazione del suo ormai famoso ciambellone destinato alla cucina del convento e la passione per la Recanatese, che seguiva anche allo stadio Tubaldi. Un sacerdote, dunque, ma anche una presenza quotidiana capace di entrare nella vita della città e di lasciare un ricordo personale in tante persone. Il nuovo parco giochi si inserisce proprio in quella visione del convento che fra Giulio aveva contribuito a costruire: uno spazio non chiuso in sé stesso, ma aperto all’incontro e alla condivisione. La scelta di dedicargli un'area destinata ai bambini assume così un significato particolare. Il ricordo del sacerdote viene affidato alla vita, alle risate e ai giochi delle nuove generazioni, in un luogo che continuerà a essere frequentato dalla comunità. «Un grazie va a chi ha reso possibile questa intitolazione e, soprattutto, proprio a Padre Giulio, che a Recanati è stato molto più di un sacerdote: un uomo, un cittadino e un amico per tutti noi», ha concluso il sindaco Pepa.  

La Mela di Aism, in campo anche i Bersaglieri di Macerata

La Mela di Aism, in campo anche i Bersaglieri di Macerata

05/10/2026 13:25

Mele, banchetti, sorrisi e soprattutto tanta voglia di fare squadra. Anche quest’anno i Bersaglieri di Macerata hanno affiancato l’Associazione nella campagna “La Mela di AISM”, iniziativa dedicata alla raccolta fondi per sostenere la ricerca scientifica e i servizi rivolti alle persone con sclerosi multipla e patologie correlate. Una collaborazione che negli anni è diventata una presenza consolidata e che unisce la Sezione provinciale AISM di Macerata e la sezione maceratese dell’Associazione Nazionale Bersaglieri “Cap. Mario Burchi”. I volontari dell’associazione e le “piume cremisi” hanno condiviso anche quest’anno l’impegno nei punti di raccolta, contribuendo alla campagna e incontrando i cittadini nelle piazze. Un sostegno concreto che si aggiunge alle tante attività portate avanti quotidianamente da AISM sul territorio. Il rapporto tra AISM e Bersaglieri si è consolidato nel tempo attraverso disponibilità e partecipazione alle iniziative dell’associazione. Una collaborazione che, oltre alla raccolta fondi, rappresenta un'occasione per sensibilizzare la cittadinanza sui temi legati alla sclerosi multipla e sull'importanza della ricerca. Quest’anno la campagna è arrivata a pochi giorni da un altro appuntamento significativo per AISM Macerata: il 26 settembre è stata inaugurata la nuova sede provinciale di Villa Potenza, in via del Vallato. La nuova struttura è stata pensata come un punto di riferimento per l'associazione, un luogo dedicato all'ascolto, all'incontro e al sostegno delle persone con sclerosi multipla e delle loro famiglie. A sottolineare il valore della collaborazione è Carmine Posa, presidente della Sezione ANB di Macerata. «Essere Bersaglieri non significa solo custodire una storia gloriosa, ma cercare ogni giorno il modo di renderla utile agli altri», afferma Posa. «Quando gli amici di AISM ci chiamano, per noi esserci è naturale. Il Bersagliere è abituato a correre, ma la corsa più bella è quella che si fa insieme, senza lasciare indietro nessuno». Un impegno che, aggiunge il presidente, può essere portato avanti anche con il sorriso: «Perché anche il sorriso è una forma di coraggio». La sclerosi multipla è una patologia complessa e può presentare anche sintomi non immediatamente visibili. Per questo, accanto alla ricerca scientifica e all'assistenza, assumono un ruolo importante anche l'informazione e la sensibilizzazione. È proprio questo uno degli obiettivi della campagna “La Mela di AISM”: raccogliere fondi per sostenere la ricerca e i servizi, ma anche portare il tema della sclerosi multipla nelle piazze e creare occasioni di incontro con i cittadini. Nella provincia di Macerata, secondo quanto riferito dalla presidente di AISM Macerata Andrea Sabrina Heukrodt, sono circa 700 le persone con diagnosi di sclerosi multipla. Dietro questo numero ci sono storie personali e familiari, esigenze diverse e percorsi che richiedono attenzione e sostegno. Anche per questo la collaborazione tra associazioni, volontari e realtà del territorio assume un valore particolare. Il ringraziamento dell’AISM e dei Bersaglieri va quindi ai volontari impegnati nei banchetti, alle realtà che sostengono l'associazione e soprattutto ai cittadini che hanno scelto di contribuire alla campagna acquistando le mele. Un piccolo gesto che, attraverso la raccolta fondi, contribuisce a sostenere ricerca, assistenza e servizi per le persone con sclerosi multipla.

Curiosità

"Cercasi nonne delle Marche per un documentario": il fondatore di ArteSettima lancia la ricerca sui social

"Cercasi nonne delle Marche per un documentario": il fondatore di ArteSettima lancia la ricerca sui social

30/09/2026 16:00

Una ricerca affidata ai social per andare a caccia di storie, ricordi e testimonianze delle donne marchigiane nate negli anni Trenta e Quaranta. A lanciarla è Andrea Vailati, fondatore e direttore editoriale di ArteSettima e uno dei volti del podcast dedicato al cinema.  Attraverso una storia pubblicata sul suo profilo Instagram, Vailati cerca nonne residenti nelle Marche, appartenenti a quella generazione che ha vissuto l'infanzia e la giovinezza tra gli anni della guerra e quelli della ricostruzione. La richiesta si dovrebbe inserire nel progetto “Madri”, documentario di ArteSettima dedicato alle donne del secondo dopoguerra. L'idea è raccogliere testimonianze personali capaci di raccontare il Novecento non attraverso i libri di storia, ma attraverso la memoria diretta di chi lo ha vissuto.  Nel progetto sono già state raccolte storie in diverse regioni italiane, con interviste rivolte a donne con esperienze e percorsi molto differenti: dalla vita in città a quella in campagna, dal lavoro alla famiglia, fino agli anni della guerra e del dopoguerra.  Ora la ricerca arriva nelle Marche. L'appello di Vailati è rivolto quindi alle famiglie marchigiane che abbiano una nonna nata negli anni Trenta o Quaranta e disponibile a raccontare la propria storia davanti a una telecamera. Se conoscete o avete nonne di quell'età rispondete all'appello di Vailati sul suo profilo che trovate qui.

Lou Ferrigno ad Apiro: l'Incredibile "Hulk" da Panatta per un tuffo nel mondo del fitness

Lou Ferrigno ad Apiro: l'Incredibile "Hulk" da Panatta per un tuffo nel mondo del fitness

30/09/2026 15:30

L'Incredibile Hulk arriva ad Apiro. Lou Ferrigno, l'attore e culturista statunitense che ha interpretato il celebre supereroe nella storica serie televisiva, sarà ospite della Panatta nelle giornate dell'1 e 2 ottobre per una visita agli stabilimenti dell'azienda marchigiana e un allenamento con il fondatore Rudi Panatta. Ferrigno sarà accompagnato alla scoperta della realtà produttiva di Apiro, dove potrà conoscere da vicino le attrezzature destinate al bodybuilding e al fitness, visitare lo showroom e provarne alcune durante una sessione di allenamento. L'occasione sarà anche un modo per vedere il percorso che porta alla realizzazione delle macchine, dalla progettazione allo studio della biomeccanica fino alla produzione "made in Italy". Un incontro che mette a confronto due figure legate, seppure attraverso percorsi differenti, alla storia del bodybuilding. Ferrigno è stato tra i protagonisti della generazione che negli anni Settanta contribuì a far conoscere questa disciplina anche al di fuori delle palestre. Nel 1975 partecipò al Mr. Olympia, competizione nella quale si confrontò anche con Arnold Schwarzenegger, esperienza raccontata nel documentario "Pumping Iron", presentato al Festival di Cannes nel 1977. Pochi anni dopo, il ruolo di Hulk nella serie televisiva lo avrebbe trasformato in un volto riconoscibile in tutto il mondo. L'allenamento e il bodybuilding sono, però, rimasti una costante della sua vita, anche dopo il successo televisivo e cinematografico. Ad Apiro, Ferrigno incontrerà una realtà che da oltre sessant'anni sviluppa e produce attrezzature per l'allenamento. La visita alla Panatta sarà, quindi, anche l'occasione per mettere in relazione la storia di chi ha contribuito a rendere popolare il bodybuilding con quella di un'azienda che continua a progettare e realizzare macchinari per questa disciplina. "Per noi è un piacere ospitare un personaggio iconico come Lou Ferrigno - dichiara Rudi Panatta -. È una delle leggende del bodybuilding internazionale e un personaggio ancora amatissimo dal pubblico, con il quale ha saputo mantenere un rapporto costante nel tempo". Per due giorni, dunque, Apiro sarà il punto d'incontro tra una delle icone del bodybuilding mondiale e una delle realtà marchigiane più legate alla produzione di attrezzature per l'allenamento. Ferrigno visiterà gli stabilimenti Panatta e, insieme a Rudi Panatta, tornerà anche a confrontarsi con le macchine in palestra.

Varie

Serravalle, dal terremoto del '97 a punto di riferimento per la comunità: encomio solenne per Padre Mario Minnicucci

Serravalle, dal terremoto del '97 a punto di riferimento per la comunità: encomio solenne per Padre Mario Minnicucci

05/10/2026 16:10

Il comune di Serravalle di Chienti ha conferito l’Encomio Solenne a Padre Mario Minnicucci, storico parroco del territorio, per l’attività pastorale, umana e sociale svolta al servizio della comunità. Un riconoscimento che guarda in particolare al lungo impegno del sacerdote al fianco della popolazione, iniziato nel novembre del 1997, pochi giorni dopo il terremoto che colpì il territorio. L’onorificenza è stata accompagnata dalla consegna di una pergamena e di una targa ricordo. L'amministrazione comunale ha voluto così esprimere la gratitudine della cittadinanza nei confronti di una figura che, nel corso di quasi trent'anni, è diventata un punto di riferimento per generazioni di serravallesi. Nato a Mogliano il 4 ottobre 1943, Padre Mario ha intrapreso il percorso religioso francescano dopo un periodo di formazione durato nove anni. La sua missione pastorale lo ha portato inizialmente a Fermo e successivamente a Castelfidardo. Poi, il 3 novembre 1997, il vescovo monsignor Francesco Fagiani lo inviò a Serravalle di Chienti, dove la popolazione era ancora alle prese con le conseguenze del terremoto. In quei primi mesi il sacerdote visse direttamente la condizione degli sfollati. Senza neppure un alloggio stabile, trascorreva le giornate nella tendopoli della Protezione Civile, prestando particolare attenzione agli anziani e ai bambini. La sera trovava ospitalità presso il Beato Rizzerio di Muccia. Con la chiesa parrocchiale inagibile, le celebrazioni religiose si svolgevano all'interno di un grande tendone. Fu in quella fase di emergenza che Padre Mario divenne una presenza costante per la comunità, attraverso la preghiera, la vicinanza alle persone e l'impegno quotidiano. Un rapporto destinato a proseguire anche una volta terminata l'emergenza. Nel corso degli anni il parroco ha promosso numerose iniziative rivolte soprattutto ai giovani, organizzando campi scuola, gite e momenti di aggregazione. Tra le esperienze ricordate dall'amministrazione ci sono i campi di Montazzoli, in Abruzzo, con le escursioni alle Isole Tremiti, e quelli di Fermo. Numerosi anche i pellegrinaggi organizzati verso luoghi di fede come la Madonna dell'Ambro, Loreto, Santa Rita da Cascia e Assisi. A Serravalle ha inoltre contribuito alla nascita e alla realizzazione di iniziative capaci di coinvolgere l'intera comunità, tra cui il Presepe Vivente e la Passione di Cristo, favorendo la partecipazione anche di persone tradizionalmente meno vicine alla vita parrocchiale. Particolare attenzione è stata dedicata alle famiglie, con la celebrazione degli anniversari di matrimonio, e ai bambini e ai ragazzi, attraverso il catechismo, le recite di Natale e Pasqua e i numerosi momenti conviviali organizzati insieme alle catechiste e ai collaboratori della parrocchia. Costante anche la vicinanza agli anziani e alle persone impossibilitate a muoversi, che Padre Mario ha continuato a raggiungere personalmente per la Comunione e per portare un segno di vicinanza, soprattutto durante le festività. Negli ultimi anni il sacerdote ha rivolto attenzione anche all'integrazione dei bambini provenienti da culture e religioni differenti. Nel solco della tradizione francescana, le risorse raccolte sono state inoltre destinate alle necessità della comunità e alla tutela del patrimonio religioso. Padre Mario ha contribuito al recupero di diversi edifici ecclesiastici, tra cui le chiese di Gelagna Alta, dell'Immacolata e di Santa Croce. La parrocchia di Serravalle, anche grazie alla presenza della cucina e della sala polivalente, è diventata nel tempo un luogo di accoglienza non soltanto per i fedeli, ma anche per i pellegrini della Via Lauretana e per l'intera comunità. Il legame costruito negli anni non si è limitato a Serravalle. Padre Mario ha mantenuto rapporti di affetto anche con i fedeli delle precedenti parrocchie di Fermo e Castelfidardo. In occasione del cinquantesimo anniversario della sua attività sacerdotale è stato inoltre ricevuto a Roma da Papa Francesco, in un incontro particolarmente significativo nel suo percorso religioso. Oggi, alla vigilia degli 83 anni, Padre Mario continua la sua missione pastorale a Serravalle di Chienti. "L'attività svolta da Padre Mario costituisce una testimonianza concreta di dedizione al prossimo e di impegno a favore della comunità. Il suo operato ha superato negli anni i confini della missione spirituale, diventando un autentico servizio rivolto a tutta Serravalle di Chienti", sottolinea il sindaco Rinaldo Rocchi. Con l'Encomio Solenne, il Comune ha voluto riconoscere pubblicamente il percorso di un sacerdote che ha accompagnato la comunità nei momenti più difficili, a partire dall'emergenza del terremoto del 1997, continuando negli anni a essere una presenza nella vita religiosa, sociale e comunitaria di Serravalle di Chienti.

Tolentino, scende il livello del lago delle Grazie: stop all'acqua per gli orti sociali dal 6 ottobre

Tolentino, scende il livello del lago delle Grazie: stop all'acqua per gli orti sociali dal 6 ottobre

05/10/2026 15:30

Il livello del lago delle Grazie si sta abbassando rapidamente a causa del prolungato periodo di siccità e da martedì 6 ottobre sarà interrotta la fornitura d'acqua per l'irrigazione della Condotta degli Orti. Lo comunica Assm spa, gestore del bacino idrico, dopo aver informato il sindaco di Tolentino. L'interruzione della fornitura idrica a uso irriguo scatterà alle ore 17 di martedì 6 ottobre e resterà in vigore fino a quando il livello del bacino non sarà tornato alle condizioni ordinarie. La decisione si è resa necessaria a fronte del rapido abbassamento del livello del lago, legato al protrarsi delle condizioni particolarmente siccitose. Assm deve, inoltre, garantire il rilascio del deflusso minimo vitale (DMV) e, di conseguenza, si rende necessario ridurre al minimo i prelievi di acqua dal bacino del lago delle Grazie. Lo stop riguarda direttamente i conduttori degli orti alimentati dalla "Condotta degli Orti", che non potranno utilizzare l'acqua della rete per irrigare i propri appezzamenti fino alla riattivazione della fornitura. Agli utenti viene quindi consigliato di stoccare nelle prossime 24 ore una quantità di acqua sufficiente per le esigenze di irrigazione, utilizzando appositi contenitori. La sospensione resterà in vigore per tutta la durata dell'emergenza legata alla scarsità della risorsa idrica e terminerà con il ripristino del livello ordinario del lago delle Grazie.

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