Tamponamento a catena questa mattina in via Pancalducci, nei pressi del cimitero di Macerata. L’incidente è avvenuto intorno alle 10 e ha coinvolto tre autovetture.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale, i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118. Per consentire le operazioni di soccorso e permettere alla Polizia Locale di effettuare i rilievi, la strada è stata temporaneamente chiusa al traffico.
La chiusura ha provocato rallentamenti e disagi alla circolazione, con la situazione che sta progressivamente tornando alla normalità.
Alcune persone coinvolte nel tamponamento sono rimaste ferite e sono state assistite sul posto dai sanitari del 118.
Tamponamento a catena questa mattina in via Pancalducci, nei pressi del cimitero di Macerata. L’incidente è avvenuto intorno alle 10 e ha coinvolto tre autovetture.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale, i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118. Per consentire le operazioni di soccorso e permettere alla Polizia Locale di effettuare i rilievi, la strada è stata temporaneamente chiusa al traffico.
La chiusura ha provocato rallentamenti e disagi alla circolazione, con la situazione che sta progressivamente tornando alla normalità.
Alcune persone coinvolte nel tamponamento sono rimaste ferite e sono state assistite sul posto dai sanitari del 118.
«Le comunità vanno unite, non divise». È il messaggio lanciato da Alessandro Gentilucci, presidente della Provincia di Macerata e sindaco di Pieve Torina, tornando sulla protesta del Comitato No Discarica Montefano arrivato domenica nel comune dell’entroterra per chiedere un confronto sulla possibile localizzazione del nuovo impianto.
Gentilucci è tornato sulla questione ieri mattina, 8 settembre, ai nostri microfoni a margine del sopralluogo al Tolentino Campus, alla presenza del senatore Guido Castelli e del sindaco di Tolentino Mauro Sclavi. Il presidente ha ribadito che la protesta era legittima, ma che Pieve Torina non fosse il luogo adatto per una manifestazione di questo tipo, considerando la situazione ancora vissuta dalla comunità a quasi dieci anni dal terremoto del 2016.
«È la manifestazione dei terremotati che, quando si girano e tornano verso casa, la casa non c'è ma c'è una SAE», ha spiegato Gentilucci, ricordando le condizioni di un paese di circa 1.500 abitanti, tra i più colpiti dal sisma e ancora alle prese con una ricostruzione che procede tra cantieri ed edifici da recuperare. Il presidente ha raccontato anche della forte reazione dei cittadini di Pieve Torina, spiegando che alcuni partecipanti arrivati da Montefano, dopo aver compreso meglio la situazione locale, si sarebbero scusati. Da qui il suo appello a non mettere i territori uno contro l'altro e la critica a chi, secondo Gentilucci, avrebbe cercato di «infuocare le folle» per finalità politiche.
Sul tema della discarica, Gentilucci ha ricordato che l'impianto di Cingoli è autorizzato fino al 2033 e che sarà necessario verificare, attraverso gli strumenti tecnici e giuridici, il lavoro svolto dai tecnici e dall'Università Politecnica delle Marche nell'individuazione dei siti. Secondo il presidente, inoltre, Pieve Torina avrebbe un peso minimo nell'assemblea dell'ATA, tanto da rendere la protesta indirizzata verso il bersaglio sbagliato. «Nulla c'entra con un comune di 1.500 abitanti che ancora vive una condizione di emergenza», ha ribadito, definendo la manifestazione priva di elementi costruttivi e con una componente strumentale. Gentilucci ha quindi ringraziato i cittadini di Pieve Torina e i Carabinieri per la gestione della giornata.
Domenica il Comitato No Discarica Montefano aveva spiegato di essere arrivato a Pieve Torina con l'obiettivo di incontrare proprio Gentilucci, sostenendo di averlo invitato più volte a un confronto. La manifestazione, inizialmente prevista lungo il Percorso delle Acque, era stata spostata al Parco delle Rimembranze per ragioni di ordine e sicurezza. Gli organizzatori avevano inoltre chiarito di non voler protestare contro la comunità pievetorinese e avevano accolto positivamente il confronto con il presidente, che si era detto disponibile a visitare a Montefano i due siti ai primi posti della graduatoria. Restano invece le contestazioni sui criteri utilizzati per la valutazione delle aree, in particolare sul peso attribuito alla presenza delle falde acquifere e sul possibile ruolo di valutazioni politiche.
A intervenire è stata anche la sindaca di Montefano Angela Barbieri, che ha contestato alcune ricostruzioni di Gentilucci e chiesto maggiore trasparenza. Barbieri ha spiegato di non aver partecipato alla protesta per evitare uno scontro politico e ha contestato, tra gli altri aspetti, la ricostruzione relativa a una fotografia mostrata durante il confronto e la data di una cena tra amministratori, indicando il 4 maggio, due giorni prima dell'assemblea ATA del 6 maggio. La sindaca ha inoltre contestato il peso attribuito alla Provincia nell'assemblea, sostenendo che la rappresentanza provinciale sarebbe stata del 5%, oltre allo 0,1% di Pieve Torina.
Il confronto, dunque, resta aperto. Ma Gentilucci, ieri mattina, ha ribadito quale debba essere, secondo lui, la strada da seguire: «Le strumentalizzazioni non debbono esistere, debbono rimanere tali all'interno delle strutture preposte». Il futuro della discarica resta da definire, mentre il presidente della Provincia chiede che il tema venga affrontato nelle sedi istituzionali e senza trasformare il confronto tra territori in una contrapposizione.
Patti Smith torna a San Severino Marche. La leggendaria artista americana sarà protagonista di una serata speciale al Teatro comunale Feronia, dove sabato 5 dicembre alle 21 porterà in scena il suo spettacolo “Words and Music - Where Francis Walked”.
Per la cantautrice, poetessa e artista statunitense si tratta di un ritorno particolarmente significativo. Smith aveva già incantato il pubblico settempedano nel 2007, quando era stata protagonista del San Severino Blues Marche Festival. Negli anni successivi è tornata più volte in città, consolidando un legame speciale con San Severino Marche, di cui ha apprezzato il patrimonio storico, artistico e culturale.
Questa volta l’appuntamento sarà caratterizzato da una dimensione più intima e raccolta. “Words and Music - Where Francis Walked” è infatti un concerto-racconto acustico nel quale Patti Smith intreccia alcune delle canzoni più celebri del proprio repertorio con poesie, letture e testi, costruendo un percorso tra musica e spiritualità.
Lo spettacolo nasce nell'ambito delle celebrazioni per l’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi e racconta il profondo legame sviluppato dalla Smith con la figura del Poverello. Un rapporto nato nel 2012, dopo la sua prima visita ad Assisi su invito della comunità francescana. Proprio in quell'occasione l'artista compose la poesia “Where Francis Walked”, dalla quale prende il titolo lo spettacolo.
La spiritualità è quindi al centro della performance, attraverso una visione che supera i confini della religione istituzionale e ricerca il sacro nella quotidianità, nella poesia e nella musica. Un linguaggio essenziale, personale e profondamente evocativo che da sempre caratterizza l'universo artistico della Smith.
Nata a Chicago nel 1946 e cresciuta nel New Jersey, Patti Smith si trasferì a New York nel 1967, diventando negli anni una delle figure più influenti della cultura contemporanea. Il suo album d'esordio, “Horses”, pubblicato nel 1975, è considerato una pietra miliare della musica rock ed è stato inserito nel 2010 nel National Recording Registry della Biblioteca del Congresso.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato album come “Radio Ethiopia”, “Easter”, “Wave”, “Dream of Life”, “Gone Again”, “Peace and Noise”, “Gung Ho”, “Trampin'”, “Banga” e “Outside Society”. Tra i brani più celebri figura “Because the Night”, scritta insieme a Bruce Springsteen, mentre “People Have the Power” è diventato uno degli inni più riconoscibili della sua produzione.
Ma la sua attività artistica non si è limitata alla musica. Patti Smith è anche poetessa, scrittrice e artista visiva. Nel 2010 ha ricevuto il National Book Award per “Just Kids”, il memoir dedicato all'amicizia con il fotografo Robert Mapplethorpe. Tra le sue opere letterarie figurano anche “M Train”, “Devotion”, “Year of the Monkey” e “A Book of Days”, fino al più recente “Bread of Angels”, pubblicato nel 2025.
Una carriera costellata di riconoscimenti, tra nomination ai Grammy e ai Golden Globe, lauree honoris causa e importanti onorificenze internazionali. Un percorso che ha fatto di Patti Smith una figura di riferimento per generazioni di artisti e musicisti.
Il ritorno al Teatro Feronia rappresenta così un appuntamento di grande rilievo per la città e per tutti gli appassionati di musica e cultura. Un’occasione speciale per ritrovare Patti Smith in un luogo a cui è legata da tempo e per assistere a uno spettacolo dal carattere intimo e suggestivo, nel quale le sue canzoni incontreranno poesia, parole e spiritualità.
Un evento che, a pochi giorni dal Natale, porterà sul palco settempedano una delle figure più importanti della cultura musicale internazionale, rinnovando quel legame speciale tra l’artista americana e San Severino Marche.
Proseguono i lavori per la costruzione del nuovo polo scolastico di Tolentino, dove la realizzazione del corpo centrale dell’edificio sta iniziando a prendere forma. Il sopralluogo tecnico che si è svolto questa mattina in via Pace e a cui hanno partecipato il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, la sottosegretaria alla Presidenza della regione Marche Silvia Luconi, il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci e il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, ha permesso di ispezionare il cantiere del polo che ospiterà il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, il Liceo Coreutico “Filelfo”, l’Ite “Filelfo” e l’Ipia “Frau”, riunendo così gli istituti superiori in un unico complesso.
Durante la visita è stato possibile constatare l'avanzamento dell’intervento di costruzione, i cui tempi proseguono in linea con il cronoprogramma. La consegna del corpo in costruzione, infatti, è prevista per il prossimo agosto, mentre l’officina e la palestra saranno pronte per la fine del 2028 e l’inizio del 2029.
"Credo che nel prossimo anno scolastico potremmo vedere entrare qui i primi studenti e questa è la più grande soddisfazione che da Presidente della Provincia posso avere", afferma il presidente Gentilucci con l'augurio di "ridare, dopo gli eventi sismici, dignità e rispetto a questi ragazzi che rappresentano le generazioni del futuro” e ricordando come la realizzazione di scuole e la creazione di spazi funzionali alle nuove generazioni per la formazione e l'inserimento all'interno del territorio sia stata messa al centro del suo mandato.
Sulla situazione dei lavori e sulla loro fine, le parole del sindaco Sclavi sono di grande fiducia: “Le parole più eloquenti sono quelle alle mie spalle. I lavori stanno andando molto velocemente e il primo blocco è quasi ultimato. Questo è il simbolo di una rinascita e la speranza è quella di riaprire il prima possibile, così come era stato detta dal cronoprogramma”.
Il percorso di riqualificazione e realizzazione da parte della struttura commissariale dell'Usr per l’edilizia scolastica prevede 450 edifici scolastici in tutto il cratere sismico, di cui 220 solamente nella regione Marche, tra cui il Campus di Tolentino.
“Tutto questo ha uno scopo, ovvero garantire che degli anni, la sicurezza degli edifici scolastici possa essere la massima immaginabile - afferma il commissario Castelli -. Questo è un edificio molto impegnativo dal punto di vista del sacrificio e del costo finanziario perché prevede l’impegno di 31 milioni di euro. Nonostante questo avrà il massimo grado di invulnerabilità sismica ma anche un’ autosufficienza energetica".
"Deponiamo ora ogni cura terrena". Per onorare la memoria di Andrea Angeli, i monaci del monastero di Visoki Dečani hanno recitato l’Inno dei cherubini, uno dei canti più solenni della liturgia ortodossa, nel quale i fedeli rappresentano misticamente gli angeli che intonano l'Inno alla Trinità, lasciando da parte ogni preoccupazione mondana.
Queste parole antiche, che risalgono almeno al sesto secolo, riassumono il senso di una vita trascorsa al servizio delle vittime delle guerre, dal Kosovo all’Irak, dall’Afghanistan alla Cambogia. La scelta dell’inno non è casuale: i cherubini cantano per il funzionario delle Nazioni Unite appena scomparso che, per nome e per vocazione, è sempre stato al servizio degli altri.
Andrea Angeli era molto legato al monastero serbo-kosovaro, a cui aveva dedicato uno dei suoi libri: L’assedio invisibile, Rubbettino editore. Un legame così intenso che Padre Mariano Asunis, il cappellano della Brigata Sassari, lo ha ricordato durante l'omelia funebre sabato 5 settembre nella chiesa di Santa Croce a Macerata, citando l'abate padre Sava Janjic.
"Il suo lavoro si è contraddistinto per coraggio, discrezione e un profondo rispetto per la dignità umana" si legge nel ricordo scritto dalla fratellanza del monastero il 3 settembre su X. "Per noi di Dečani, tuttavia, Andrea è stato soprattutto un amico fidato e sincero. Durante gli anni trascorsi in Kosovo, ha dimostrato particolare attenzione per la Chiesa serbo-ortodossa, le sue comunità monastiche e la tutela del suo patrimonio spirituale e culturale".
Per difendere il monastero, Andrea si dava da fare in silenzio, com'era sua abitudine. Con un sms del 25 luglio 2021, nel suo stile telegrafico mi segnalava: "Se può servire sappi che i deputati Sgarbi e Emiliozzi M5S hanno presentato interrogazione parl. chiedendo al Governo di sostenere l'accordo nelle sedi int.li". Si riferiva all’atto con cui i due deputati chiedevano al Ministro degli Affari esteri come intendesse dare continuità al modello diplomatico e militare dello "storico accordo per la salvaguardia del Monastero di Dečani".
"Dečani gli era proprio entrato nel cuore - ricorda oggi Guido Picchio, la sua memoria storica maceratese - Me ne parlava sempre". I monaci hanno ben presente le "cure terrene" che Andrea prodigava per il loro monastero. "Ricordiamo con gratitudine il suo discreto sostegno al lungo impegno per ottenere il riconoscimento e la registrazione dei 24 ettari di terreno del nostro Monastero" hanno scritto i monaci nel testo In Memoriam: Andrea Angeli, a Dear Friend of Dečani Monastery, "nonché il suo importante contributo al dialogo sulla contesa strada che attraversa la Zona di Protezione Speciale".
Adesso Andrea è diventato a tutti gli effetti un angelo, forse un cherubino. E ha deposto ogni cura terrena. Ma non credo che abbia smesso di vegliare su Dečani.
Incidente stradale poco prima delle 12:30 in via Primo Maggio a Morrovalle, lungo la strada che collega Trodica al centro abitato. Un 56enne del posto ha perso il controllo della Fiat Panda che stava conducendo, finendo in una scarpata fuori dalla carreggiata.
Secondo le prime informazioni, per cause ancora in corso di accertamento, l'auto avrebbe invaso la corsia opposta, andando a schiantarsi contro la recinzione a protezione del pendio. L'impatto ha provocato la rottura della rete e la vettura è precipitata nella scarpata sottostante, compiendo un volo di circa due metri.
Nell'incidente non sono rimasti coinvolti altri veicoli né persone. Per soccorrere il conducente, rimasto sempre cosciente, sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco di Macerata e Civitanova Marche, che hanno raggiunto l'auto nella zona impervia e provveduto all'estrazione del 56enne, affidandolo successivamente alle cure del personale sanitario del 118 e della Croce Rossa. L'uomo è stato, quindi, trasportato all'ospedale di Civitanova Marche per gli accertamenti del caso.
I vigili del fuoco hanno, inoltre, provveduto alla messa in sicurezza della vettura e dell'area interessata dall'incidente. Sul posto è intervenuta anche la polizia locale di Morrovalle, impegnata nella gestione della viabilità e negli accertamenti necessari a ricostruire la dinamica dell'incidente e chiarirne le cause.
Una scossa di terremoto è stata registrata nella tarda mattinata di oggi, nel territorio del Fermano. Il sisma, di magnitudo ML 2.9, è stato rilevato alle 13.27 ora italiana con epicentro a circa 2 chilometri a sud-ovest di Falerone.
Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il terremoto ha avuto coordinate geografiche 43.0943 di latitudine e 13.4643 di longitudine, mentre l'ipocentro è stato localizzato a una profondità di 26 chilometri.
La scossa è stata avvertita anche in alcune zone del Maceratese, dove diverse persone hanno percepito un breve movimento tellurico.
Il terremoto è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV di Roma. Al momento non vengono segnalati danni o conseguenze a persone e cose in relazione alla scossa.
CIVITANOVA MARCHE - È morto a 78 anni Giovanni Garofolo, medico ospedaliero e storico esponente del Partito Socialista, protagonista per diversi anni della vita amministrativa cittadina.
La sua è stata una vita divisa tra la professione medica e l'impegno per la città. Radiologo all'ospedale di Civitanova, Garofolo ha poi ricoperto il ruolo di primario a Recanati, costruendo nel corso della sua carriera un rapporto profondo con colleghi e pazienti.
Parallelamente ha portato avanti la sua passione politica, con il garofano socialista come punto di riferimento. È stato responsabile cittadino del Partito Socialista e, insieme agli altri compagni di partito, ha partecipato alle principali vicende politiche e amministrative della città.
Nel corso della sua esperienza nelle istituzioni ha ricoperto anche l'incarico di assessore ai Servizi sociali nella giunta guidata da Tommaso Corvatta, oltre a essere stato assessore provinciale.
Una stagione politica diversa, quella vissuta da Garofolo, nella quale il confronto poteva essere anche acceso, ma senza mai perdere di vista il rispetto personale. È questo uno degli aspetti che molti ricordano della sua esperienza pubblica: il rapporto con gli avversari politici e con i compagni di viaggio, sempre improntato al dialogo.
Da tempo si era ritirato dall'impegno politico attivo, ma il suo nome è rimasto legato a una lunga stagione della vita pubblica civitanovese. La notizia della sua scomparsa ha suscitato dolore e cordoglio tra quanti lo hanno conosciuto come medico, amministratore e uomo impegnato nella comunità.
Garofolo lascia la moglie Cristiana e i figli Federica, Francesco e Alessandra.
La camera ardente è stata allestita presso la Sala del commiato di San Marone, a Civitanova. I funerali saranno celebrati venerdì 11 settembre, alle 11, nella chiesa di Maria Ausiliatrice.
Prosegue il piano di manutenzione e riqualificazione della rete stradale cittadina. La Giunta comunale ha approvato due delibere che prevedono altrettanti interventi di manutenzione straordinaria del manto stradale, per un investimento complessivo di 200mila euro.
Il primo intervento, del valore di 150mila euro, riguarda il rifacimento del manto stradale di corso Umberto, nei tratti compresi tra via Lauro Rossi e via Duca degli Abruzzi. Si tratta di una delle principali arterie del centro cittadino, sulla quale è previsto un intervento finalizzato a migliorare le condizioni della sede stradale e la qualità della viabilità.
Il secondo intervento interesserà invece la Strada della Chiusa 1, in contrada Piane di Chienti. In questo caso l'Amministrazione ha stanziato 50mila euro per la manutenzione della sede stradale nel tratto compreso tra la Strada del Vallato e la SP Montecosaro.
I due provvedimenti si inseriscono nel più ampio programma di manutenzione della viabilità cittadina, con l'obiettivo di intervenire sulle strade che presentano le maggiori necessità.
«Con questi due interventi continuiamo a dare attuazione al piano asfalti, con l'obiettivo di intervenire progressivamente sulle strade che necessitano di maggiore manutenzione – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica –. La sicurezza e la qualità della viabilità rappresentano una priorità per l'Amministrazione. Stiamo lavorando per programmare gli interventi in modo puntuale, destinando risorse alle situazioni più urgenti e garantendo una manutenzione sempre più capillare del territorio».
Con le due nuove opere, dunque, l'Amministrazione comunale prosegue il programma di riqualificazione della rete stradale, destinando risorse sia alle vie del centro sia alla viabilità delle aree periferiche e delle contrade.
Via libera della Giunta comunale al progetto di fattibilità tecnico-economica per la manutenzione straordinaria delle vasche della piscina comunale di contrada San Domenico.
L’intervento, per un importo complessivo di 55mila euro finanziati con fondi comunali, riguarda le parti di calcestruzzo ammalorate delle vasche situate al piano seminterrato dell’impianto, gestito dalla società cooperativa sportiva dilettantistica “Il Grillo”.
I lavori prevedono la demolizione delle porzioni di calcestruzzo deteriorate, il trattamento dei ferri di armatura con prodotti passivanti e il successivo ripristino mediante l’utilizzo di una specifica malta.
Il progetto è stato redatto dall’Ufficio tecnico comunale – Settore V, Servizio Patrimonio edilizio. Progettista è il geometra Daniele Brecciaroli.
Strumentalizzati? Inopportuni? No, presidente Gentilucci. Noi siamo solamente disperati». Il Comitato No Discarica Montefano replica alle dichiarazioni di Alessandro Gentilucci, presidente della Provincia di Macerata e sindaco di Pieve Torina, dopo la manifestazione organizzata domenica 6 settembre proprio nel comune dell'entroterra per chiedere un confronto sulla possibile localizzazione della nuova discarica.
Una risposta lunga e dai toni duri, nella quale il Comitato contesta la ricostruzione della protesta e respinge l'accusa di essere stato strumentalizzato. «Noi non abbiamo agito su mandato di nessuno, ma esclusivamente in base alla nostra coscienza di cittadini», affermano gli organizzatori.
Al centro della replica ci sono innanzitutto le ragioni che hanno portato il gruppo a manifestare a Pieve Torina. Il Comitato sostiene di essere «disperato» per una situazione che, a suo dire, sarebbe iniziata con una cena tra amministratori nella quale sarebbe stata prospettata la realizzazione della discarica a Montefano per «salvare altri Comuni». Una ricostruzione che gli stessi promotori della protesta collegano poi alle decisioni assunte in sede Ata e ai criteri utilizzati per individuare i siti.
Il Comitato torna quindi a contestare la possibile localizzazione dell'impianto, sostenendo che "uno dei siti individuati si troverebbe in prossimità dei pozzi di captazione della condotta idrica del lago di Castreccioni, oltre che vicino ad abitazioni e centri abitati. Vengono inoltre richiamate le caratteristiche agricole del territorio montefanese, con particolare riferimento alle produzioni biologiche e al vino locale".
Nel mirino finisce anche il ruolo di Gentilucci. Il Comitato sostiene di averlo invitato più volte a un confronto, senza però ottenere, secondo quanto riferito, un incontro diretto. «La manifestazione non ci sarebbe mai stata se avessimo avuto la possibilità di incontrarla prima», scrivono rivolgendosi al presidente della Provincia, contestando anche quanto da lui dichiarato domenica in merito all'assenza di precedenti inviti.
Particolarmente critico il passaggio relativo alle parole pronunciate da Gentilucci dopo la manifestazione. Il Comitato contesta il riferimento ai partecipanti che sarebbero «tornati con i piedi per terra» e avrebbero chiesto scusa dopo aver compreso la situazione di Pieve Torina.
«Chi era a manifestare domenica oggi non può che sentirsi offeso per le parole che ha preferito affidare ai giornali il giorno successivo», sostiene il Comitato, sottolineando come la protesta, a loro dire, non sarebbe nata da alcuna regia politica. «Dice che siamo stati strumentalizzati? È fin troppo facile buttarla in caciara. La verità, però, è un’altra: noi non abbiamo agito su mandato di nessuno, ma esclusivamente in base alla nostra coscienza di cittadini».
Gli organizzatori rivendicano quindi la natura trasversale della mobilitazione, spiegando che tra i partecipanti ci sono persone con orientamenti politici diversi. «Chi c’era domenica, c’era personalmente, perché quello che è successo all’Ata è un sopruso così grave che travalica i colori politici», affermano.
Nel mirino del Comitato resta infatti la procedura che ha portato all'individuazione dei possibili siti per la nuova discarica e, in particolare, quello di Montefano. Secondo gli organizzatori, la vicenda riguarderebbe un’intera comunità che rischia di trovarsi «una discarica proprio sotto casa».
Il Comitato torna poi a rivolgersi direttamente a Gentilucci, ricordando il suo doppio ruolo di presidente della Provincia di Macerata e sindaco di Pieve Torina: «Noi siamo suoi cittadini e lei è il nostro presidente». Da qui la richiesta di non considerare i cittadini montefanesi meno importanti rispetto agli altri abitanti della provincia.
Gli organizzatori contestano inoltre il tono utilizzato da Gentilucci nel commentare la manifestazione, ritenendo «non molto istituzionale» che un presidente di Provincia «mortifichi pubblicamente i propri cittadini» attraverso dichiarazioni sulla protesta e sulle presunte scuse dei manifestanti.
Il Comitato ribadisce quindi di aver cercato più volte un confronto con Gentilucci e sostiene che la manifestazione a Pieve Torina avrebbe potuto essere evitata se fosse stato possibile incontrarlo in precedenza. «Non solo non si è mai presentato – affermano – ma ha addirittura sostenuto, davanti a tutti, di non essere mai stato invitato».
Infine, il messaggio è rivolto direttamente alla comunità di Pieve Torina. Il Comitato riconosce la drammaticità dell’esperienza vissuta dal paese dopo il terremoto, ma chiede di non essere giudicato per aver scelto la protesta. «Non potremmo mai chiedervi di capire fino in fondo quello che stiamo vivendo, perché voi avete perso una vita intera in una notte», si legge nella nota.
La preoccupazione, spiegano i promotori, è quella di ritrovarsi con «case invivibili, proprietà senza più valore, aria irrespirabile» e una discarica in prossimità dei pozzi di captazione che servono un’intera vallata.
«Siamo soltanto persone disperate, che temono di ritrovarsi con una discarica sopra pozzi di captazione», conclude il Comitato, ribadendo la volontà di continuare la mobilitazione contro quella che considera una decisione «ingiusta e discriminatoria».
"Presidente, questa volta, dica la verità e renda tutto trasparente". È il passaggio con cui la sindaca di Montefano Angela Barbieri replica alle dichiarazioni del presidente della Provincia di Macerata e sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, sulla manifestazione organizzata dal Comitato No Discarica di Montefano a Pieve Torina.
Barbieri chiarisce innanzitutto di aver scelto volutamente di non partecipare alla manifestazione del 6 settembre, per evitare che la propria presenza potesse spostare il confronto dal tema della discarica a quello dello scontro politico.
"Mi sembrava sacrosanto che un gruppo di cittadini potesse avere la possibilità di parlare liberamente con il Presidente della Provincia, senza che la mia presenza potesse distogliere l’attenzione dal tema fondamentale - la discarica e il futuro del nostro territorio - per spostarla inevitabilmente sul terreno politico", spiega la sindaca.
Secondo Barbieri, però, la stessa correttezza non sarebbe stata adottata da Gentilucci. La sindaca contesta in particolare alcune affermazioni che, per come le sono state riferite dai manifestanti e per quanto riportato dalla stampa, ritiene gravi e non corrispondenti alla verità.
"Vorrei ricordare al Presidente Gentilucci una cosa molto semplice: quei cittadini che aveva davanti sono anche suoi cittadini, perché lei è il Presidente della Provincia di Macerata", afferma.
La fotografia mostrata ai manifestanti
Il punto centrale della replica riguarda una fotografia che, secondo quanto riferito alla sindaca da alcuni partecipanti alla manifestazione, sarebbe stata mostrata da Gentilucci ai cittadini presenti a Pieve Torina.
Nello scatto, stando al racconto di Barbieri, comparirebbero la sindaca e altri amministratori della Provincia durante una cena. Gentilucci avrebbe sostenuto che la serata si fosse svolta di lunedì e che soltanto il giorno successivo, martedì, si fosse tenuta la cosiddetta "cena carbonara" degli amministratori della maggioranza dell'ATA 3.
"Da quanto mi è stato raccontato, sarebbe stata scattata da lontano e apparentemente di nascosto, dato che nessuno di noi si è accorto, mentre ero con alcuni amministratori tranquillamente a cena in un ristorante aperto al pubblico, fuori dal ristorante stesso", sostiene Barbieri.
Da qui le domande rivolte dalla sindaca al presidente della Provincia: "Chi ha scattato quella fotografia? Chi gliel’ha inviata? Per quale motivo è stata scattata? Perché è stata conservata e tenuta nascosta fino a ieri?".
"La cena si è svolta il 4 maggio"
Barbieri contesta inoltre la ricostruzione della cronologia degli eventi. La cena tra amministratori della minoranza provinciale, afferma la sindaca, si sarebbe svolta il 4 maggio e non nella data indicata da Gentilucci.
Una circostanza che, secondo Barbieri, sarebbe facilmente verificabile attraverso la prenotazione del ristorante e i messaggi WhatsApp utilizzati per organizzare la serata.
La sindaca sottolinea inoltre che la cena si sarebbe tenuta due giorni prima dell'Assemblea dell'ATA 3 del 6 maggio, mentre della cosiddetta "cena carbonara", nella quale all'epoca si sarebbe discusso dell'individuazione di Pollenza e Loro Piceno come possibili siti per la discarica, "si parlava già da diversi giorni".
Barbieri non nega che durante quella cena si possa essere parlato anche della discarica, ma pone una domanda politica: "Quale potere avremmo avuto noi Sindaci di minoranza, non avendo i numeri, per imporre una qualsiasi decisione alla maggioranza? Nessuno".
"La Provincia aveva un peso del 5%"
La sindaca contesta poi un altro punto delle dichiarazioni di Gentilucci, relativo al peso del voto della Provincia nell'Assemblea ATA 3. Secondo Barbieri, il presidente avrebbe indicato il proprio voto come equivalente a circa lo 0,1%, mentre, nella sua ricostruzione, "come rappresentante della Provincia ha un voto che vale il 5%: 5+0,1=5,1%". "Questa è la reale influenza che il Presidente avrebbe potuto avere all'Assemblea ATA del 6 maggio, se solo avesse voluto", sostiene la sindaca.
"Non c'entra chi mi sostiene"
Barbieri respinge inoltre l'idea che la mobilitazione contro l'ipotesi della discarica possa essere ricondotta alla sua figura politica. La sindaca racconta di aver appreso da una cittadina che, durante la manifestazione, sarebbe stato chiesto a Gentilucci se sarebbe andato a Montefano qualora fosse stato invitato dal sindaco. La risposta che le è stata riferita sarebbe stata: "No, perché aizza i cittadini". "No, Presidente", replica Barbieri. "In questa battaglia contro quella che molti cittadini considerano un'ingiustizia non c’entra nulla chi mi sostiene".
La sindaca sottolinea infatti come alla mobilitazione abbiano partecipato anche persone che non l'hanno mai votata e cittadini politicamente più vicini a Gentilucci che a lei. "Queste persone non stanno combattendo per me. Stanno combattendo per la propria dignità e per la loro comunità. Stanno difendendo il diritto di essere considerati cittadini della Provincia di Macerata esattamente come tutti gli altri", afferma.
"Ho voluto fortemente questa giornata perché credo che la salute delle persone e quella degli animali siano la stessa storia, raccontata da due punti di vista che troppo spesso restano separati" dichiara Alessio Piretti, filmmaker e presidente di La Fabbrica delle Idee 2.0 APS riferendosi all'evento "Due vite in una sola Salute – Giornata della Prevenzione Sanitaria, Veterinaria e del Benessere” che sarà ospitata domenica 13 settembre a Civitanova Alta, dalle ore 10:00 alle ore 19:00 al piazzale Ex Tramvia.
Un appuntamento che porta al centro prevenzione sanitaria, controlli specialistici, salute veterinaria e dimostrazioni in maniera gratuita, perchè "Portare la prevenzione in piazza, gratuitamente, è il modo più semplice che conosciamo per prenderci cura davvero della nostra comunità, un gesto alla volta" continua Piretti.
Per quanto riguarda l'area della salute umana, sarà possibile effettuare controlli dell'udito, visite internistiche con check-up generale, dermatologia con mappatura dei nei, controllo della vista e diabetologia con stick glicemico e consulenza, ma anche attività legate all'ambito reumatologico, neurologico e psicologico.
A presidere l'area di screening e prevenzione saranno presenti professionisti dei vari ambiti, in particolare il dottor Giuseppe Centanni e la dottoressa Alla Konnova per la dermatologia; la dottoressa Styhar Myroslava per la reumatologia; la dottoressa Simonetta Calamita e il dottor Giuseppe Cappiello per l’area otorinolaringoiatrica e uditiva; il dottor Ferdinando Nicoletti per la medicina interna; la dottoressa Giulia Vivas per l’oculistica; il dottor Luigi Chiaramoni per la neurologia; la dottoressa Antonietta Di Paolo per la psicologia.
Ma l'evento prevede anche un'area dedicata interamente alla salute animale. La parte veterinaria prevede, infatti, visite generali per cani, valutazioni del benessere e dello stile di vita, indicazioni medico-nutrizionali e motorie e dimostrazioni sulle emergenze. Collaborano l’Università degli Studi di Camerino e l’ospedale Veterinario Universitario Didattico. A partecipare sarà la dottoressa Sarta Tognetti, medico veterinario omeopatico specializzato in approcci integrati e benessere olistico.
A collaborare all'evento saranno, inoltre, Croce Verde, Amplifon, l’I.I.S. Bonifazi-Corridoni e la Società Operaia di Civitanova Alta, impegnata anche nella preparazione degli spazi.
La partecipazione all' evento è gratuita. Per prenotare è possibile contattare il numero 371 669 8563. Gli screening hanno finalità di prevenzione e orientamento e saranno effettuati compatibilmente con la disponibilità dei professionisti. In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato a data da destinarsi.
Un appuntamento aggiuntivo nelle agende sanitarie per compensare le assenze dell’ultimo minuto e utilizzare i posti disponibili che altrimenti rischierebbero di rimanere inutilizzati. È questa una delle principali novità introdotte dalla Regione Marche nella gestione delle liste d’attesa, con la delibera approvata dalla Giunta regionale che rende strutturali alcune delle misure sperimentate nei mesi scorsi.
Il provvedimento punta in particolare a migliorare l’organizzazione delle agende e ad aumentare il numero delle prestazioni effettivamente erogate. Tra gli strumenti individuati c’è l’overbooking, che potrà essere applicato alle agende di visite specialistiche, mammografie, ecografie e MOC, la densitometria ossea.
In concreto, nelle agende individuate potrà essere inserito un appuntamento aggiuntivo, collocato all’inizio o alla fine della seduta. L’obiettivo è compensare eventuali mancate presentazioni e sfruttare integralmente la capacità disponibile delle strutture.
La misura, sottolinea la Regione, non viene considerata risolutiva rispetto alla complessità delle liste d’attesa, ma come uno degli strumenti organizzativi per recuperare prestazioni e aumentare le opportunità di accesso per i cittadini.
«Siamo consapevoli che quello delle liste d’attesa è un tema sul quale c’è ancora molto da lavorare. I passi avanti compiuti, però, ci sono e i numeri lo dimostrano», afferma l’assessore Paolo Calcinaro. Secondo l’assessore, l’overbooking rappresenta un ulteriore intervento per ottimizzare i tempi e utilizzare in maniera più efficace le disponibilità del sistema sanitario.
La delibera introduce inoltre l’obbligo, in tutte le agende, del riutilizzo delle disponibilità per tutte le classi di priorità.
Quando un cittadino cancella un appuntamento o rinuncia alla prestazione, il posto liberato dovrà quindi essere rapidamente rimesso a disposizione, evitando che rimanga inutilizzato. L’obiettivo è aumentare il numero complessivo di prestazioni prenotabili attraverso una gestione più dinamica delle agende.
Un altro tassello riguarda il rapporto con i cittadini inseriti nelle liste di garanzia. Diventa strutturale la collaborazione tra gli uffici che gestiscono le liste d’attesa e gli Uffici relazioni con il pubblico (URP) delle aziende sanitarie.
Il coordinamento dovrebbe consentire di rendere più efficace il contatto con gli utenti, facilitare i richiami e accelerare l’assegnazione di un appuntamento quando si rendono disponibili nuovi posti.
Tra le misure introdotte c’è anche la “Priorità di imprenotazione”, che consente, per alcune prestazioni non comprese tra quelle monitorate dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (PNGLA), di utilizzare posti disponibili in una classe di priorità successiva quando non è possibile trovare un appuntamento nella classe indicata dal medico, purché siano rispettati i tempi di attesa previsti.
La priorità clinica indicata dal medico non viene modificata: il meccanismo serve esclusivamente a utilizzare una disponibilità già presente nell’agenda, evitando che il posto rimanga inutilizzato. Ad esempio, a fronte di una prescrizione con priorità B, potrà essere proposta una disponibilità in classe D qualora questa consenta comunque di rispettare i tempi di attesa.
Cambio di squadra nel campionato di Eccellenza Marche. Saluta il Trodica il giovane attaccante Federico Violini direzione Chiesanuova. Il classe 2008 dice addio ai ragazzi di mister Buratti e sbarca allo stadio Don Guido Bibini, dove ad attenderlo ci sarà il nuovo allenatore Monteneri.
Under, potrà essere una freccia in più nella faretra dei biancorossi, vogliosi di riscattare il ko interno della prima giornata a domicilio contro la Fermana nella prossima sfida, in trasferta sul campo del Montefano. Saranno giorni delicati per i ragazzi del presidente Bonvecchi tra l’altro, dato che poi mercoledì 16 settembre ci sarà il derby di ritorno in coppa contro l’Aurora Treia, dove partono con un gol di vantaggio visto il 2-1 dell’andata.
Da ricordare che si giocherà non al Capponi di Treia, ma a Tolentino con orario d'inizio alle 20:00, vista l’indisponibilità dell’impianto treiese, con i cucinieri costretti ad emigrare tra l’altro anche nel loro debutto in “casa” in campionato contro il Matelica al 'Tubaldi' di Recanati.
Il grande tennis internazionale torna a Tolentino. Dal 19 al 27 settembre 2026, i campi del Circolo Tennis Tolentino, in viale della Fraternità, ospiteranno per il secondo anno consecutivo il Delta Motors Tolentino Open, torneo del circuito WTA 125 destinato a rappresentare uno degli appuntamenti sportivi più importanti dell’anno nelle Marche.
La manifestazione è stata presentata questa mattina a Palazzo Raffaello, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’assessore regionale allo Sport Tiziano Consoli, il sottosegretario alla Giunta Silvia Luconi, il consigliere regionale Jessica Marcozzi, il vicepresidente del Coni Marche Giovani Torresi, il consigliere nazionale FITP Emiliano Guzzo, il presidente del Comitato regionale FITP Andrea Bolognesi, il vicesindaco e assessore allo Sport del Comune di Tolentino Alessia Pupo, il presidente dell’ASD Tennis Tolentino Marco Sposetti e Marco Pisciotta, direttore del torneo e rappresentante di Delta Motors.
Un appuntamento che punta a coniugare sport di alto livello, promozione territoriale e turismo. «Quello di Tolentino è un appuntamento che racchiude diversi elementi importanti», ha sottolineato l’assessore Consoli, evidenziando il valore internazionale della manifestazione e la sua capacità di contribuire alla crescita turistica del territorio. Per la Regione, il torneo rappresenta inoltre un segnale di attenzione nei confronti di una comunità che ha saputo reagire alle difficoltà legate al sisma, tornando a investire e a guardare al futuro.
Sulla stessa linea il sottosegretario Luconi, che ha ricordato come il valore del Tennis Tolentino vada oltre la singola settimana di competizione. Il circolo svolge infatti durante tutto l’anno una funzione sportiva, sociale e formativa, soprattutto attraverso le scuole tennis e le attività rivolte ai giovani. La prima edizione del torneo ha inoltre prodotto ricadute significative sull'economia locale, coinvolgendo strutture ricettive e attività del comprensorio grazie alla presenza di giocatrici, accompagnatori e staff.
Il livello tecnico dell’edizione 2026 si annuncia particolarmente elevato. Nel torneo saranno infatti presenti otto giocatrici attualmente comprese tra le prime 150 del mondo.
Tra le italiane figurano Nuria Brancaccio, finalista nell’edizione dello scorso anno, Martina Trevisan, impegnata nella risalita del ranking, e le giovani Federica Urgesi e Jennifer Ruggeri. Restano invece da definire le ultime wildcard, che saranno assegnate dal settore tecnico nazionale anche in relazione agli altri appuntamenti internazionali in calendario.
«Siamo molto orgogliosi di ospitare per il secondo anno consecutivo un appuntamento di questo livello», ha commentato il presidente dell’ASD Tennis Tolentino Marco Sposetti. Per il circolo, ha aggiunto, si tratta di un riconoscimento importante ma anche di una responsabilità, considerati gli elevati standard richiesti da una competizione internazionale di questo livello.
Il programma prevede un tabellone di qualificazione da 32 giocatrici, con 16 posti disponibili per il main draw, mentre il tabellone principale sarà composto da 32 atlete. Il torneo di doppio vedrà invece al via 16 coppie. Le finali di singolare e doppio sono in programma domenica 27 settembre.
Il circuito WTA comprende diverse categorie di tornei, dai Grand Slam ai WTA 1000, 500, 250 e 125, oltre alle WTA Finals. Nel 2026 sono soltanto sei gli appuntamenti WTA 125 organizzati in Italia, un dato che conferma il peso assunto dal torneo di Tolentino nel panorama tennistico nazionale.
L’edizione dello scorso anno ha regalato una delle storie più interessanti della manifestazione: il titolo è stato conquistato dall’ucraina Oleksandra Oliynykova, arrivata nelle Marche senza i favori dei pronostici e capace di conquistare a Tolentino il titolo più importante della sua carriera.
Anche quest’anno è prevista una significativa copertura mediatica e televisiva, con la partecipazione di SuperTennis, che contribuirà a portare le immagini del torneo oltre i confini cittadini e regionali.
Il torneo non sarà però soltanto una competizione sportiva. All’interno del Circolo Tennis Tolentino sarà allestita un’area hospitality con stand dedicati alla promozione del territorio e alle aziende, mentre le scuole del comprensorio saranno invitate ad assistere alle partite.
L’accesso sarà gratuito a partire dai quarti di finale, mentre per semifinali e finali sarà previsto un ticket a prezzo contenuto.
Per il vicesindaco Alessia Pupo, la conferma del WTA 125 rappresenta un motivo di particolare orgoglio per la città. Tolentino, già riconosciuta come Città dello Sport e realtà di riferimento per il tennis, è chiamata ora a valorizzare ulteriormente le proprie strutture e il proprio patrimonio sportivo.
La conferma della manifestazione, ha sottolineato Pupo, è il risultato della sinergia tra amministrazione comunale, Associazione Tennis Tolentino, sponsor e istituzioni sportive e rappresenta un riconoscimento non soltanto per la città, ma per l’intero territorio marchigiano.
Fondato nel 1966, il Circolo Tennis Tolentino dispone di sette campi da tennis e due da padel, con oltre 1.000 tesserati. La struttura è stabilmente ai vertici delle classifiche dei migliori tennis club italiani ed è riconosciuta per l'attività agonistica, la formazione dei giovani e il forte radicamento nel tessuto sociale.
Il circolo rappresenta un vero e proprio vivaio per giovani talenti e una struttura scelta anche da giocatrici del circuito WTA per prepararsi agli appuntamenti internazionali. Tra le atlete che hanno frequentato i campi tolentinati c’è anche Elisabetta Cocciaretto, arrivata fino al numero 29 del ranking mondiale e protagonista con la Nazionale italiana nella Billie Jean King Cup.
Nel corso dell’anno il Tennis Tolentino ospita inoltre numerosi appuntamenti, soprattutto giovanili, tra cui competizioni di livello internazionale, oltre a corsi di formazione e perfezionamento rivolti a maestri e tecnici.
Un lavoro quotidiano che trova nel WTA 125 la sua vetrina più prestigiosa. Per nove giorni Tolentino sarà così al centro dell’attenzione del tennis internazionale, con l’obiettivo di confermare il successo della prima edizione e trasformare il torneo in un appuntamento stabile per la città e per le Marche.
"Il ricambio generazionale non è un traguardo. È una scelta di futuro". Massimiliano Balducci, Ceo di CBF Balducci Group e presidente di Confindustria Giovani Macerata, interviene sul tema del passaggio generazionale nelle imprese, tornato al centro del dibattito alla luce dei dati sull'invecchiamento della classe imprenditoriale.
Un fenomeno particolarmente rilevante anche nelle Marche e in provincia di Macerata, dove una quota significativa degli imprenditori ha più di 70 anni, mentre nel territorio si è progressivamente ridotta la platea di giovani potenziali successori.
In questo scenario, Balducci porta l'esperienza della propria azienda come esempio concreto di un percorso già affrontato. In CBF Balducci Group il ricambio generazionale è stato infatti completato e la continuità dell'impresa è oggi affidata a una nuova generazione.
"Abbiamo scelto di affrontare questa sfida per tempo - spiega Balducci -. Il ricambio generazionale è già stato completato e oggi la continuità dell'azienda passa attraverso una nuova generazione, chiamata non semplicemente a raccogliere un'eredità, ma a costruire il futuro dell'impresa con nuove competenze, nuove responsabilità e una visione aperta al cambiamento".
Un passaggio che, sottolinea il presidente di Confindustria Giovani Macerata, non si esaurisce nel semplice trasferimento della proprietà o della guida aziendale. "È stata una scelta impegnativa, che ha richiesto tempo, confronto e soprattutto la consapevolezza che un'azienda non si trasferisce semplicemente da una generazione all'altra: si trasferiscono valori, cultura, competenze e responsabilità".
È proprio nella capacità di mettere insieme esperienza e innovazione che, secondo Balducci, si trova una delle chiavi per affrontare il futuro del tessuto produttivo. "Il ricambio generazionale non dovrebbe essere vissuto come la fine di un percorso, ma come l'inizio di una nuova fase, capace di mettere insieme l'esperienza di chi ha costruito l'azienda e l'energia di chi dovrà farla crescere domani", osserva.
L'esperienza maturata all'interno di CBF Balducci Group diventa così, nelle parole di Balducci, non soltanto un risultato della storia aziendale, ma un investimento sul futuro. Da qui la proposta rivolta al mondo imprenditoriale del territorio. In qualità di presidente di Confindustria Giovani Macerata, Balducci intende proporre ai consiglieri la costituzione di un tavolo permanente dedicato al ricambio generazionale.
L'idea si inserisce nel solco del progetto nazionale "GenerAZIONI 2026", dedicato proprio al passaggio generazionale. L'obiettivo, spiega Balducci, è andare oltre la formula del convegno occasionale e creare uno spazio in grado di accompagnare concretamente le imprese che devono affrontare il passaggio di testimone.
"Non un convegno una tantum, ma un luogo dove accompagnare realmente le aziende", sottolinea. La proposta comprende anche la possibile costituzione di un "Osservatorio sul ricambio generazionale", con l'obiettivo di raccogliere informazioni più approfondite e avere una fotografia costantemente aggiornata di un fenomeno destinato ad avere un peso sempre maggiore sul futuro economico del territorio.
Il tema, del resto, non riguarda soltanto la continuità delle singole aziende, ma la capacità del sistema produttivo di conservare competenze, occupazione e know-how, favorendo al tempo stesso l'ingresso di nuove energie e nuove competenze.
A Macerata quasi un titolare di impresa individuale su sei ha almeno 70 anni. Sono 2.977 gli imprenditori ultrasettantenni, pari al 16,3% del totale: un dato che porta la provincia al settimo posto in Italia per incidenza degli over 70 e al primo nelle Marche.
È il dato che emerge dal dossier CNA “Imprese senza ricambio”, dedicato al rischio di mancato passaggio generazionale che interessa il tessuto produttivo italiano. Un fenomeno particolarmente evidente nel Maceratese, dove la quota di imprenditori anziani supera sia la media nazionale, ferma al 10,7%, sia quella regionale, pari a circa 14,2%.
Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con quello di dieci anni fa. Nel 2015 i titolari con almeno 70 anni erano 3.486, il 14,6% del totale. Oggi sono diminuiti in valore assoluto, ma la loro incidenza è aumentata di 1,7 punti percentuali, arrivando al 16,3%.
Alle spalle dell'invecchiamento degli imprenditori c'è anche una platea sempre più ridotta di potenziali successori. Tra il 2015 e il 2026, infatti, in provincia di Macerata i residenti tra i 20 e i 39 anni sono diminuiti del 15,5%.
Il problema riguarda un territorio nel quale le piccole imprese hanno un peso particolarmente rilevante: quasi tre imprese attive su dieci sono artigiane. E il ricambio generazionale appare complicato anche guardando al dato regionale: nelle Marche, nell'arco di dieci anni, le imprese giovanili sono diminuite del 36,7%.
A livello nazionale, tra i settori maggiormente esposti all'invecchiamento dei titolari ci sono il manifatturiero, con il 9,6% di ultrasettantenni, il trasporto e magazzinaggio con l'8,4% e il commercio con il 7,8%. Nello stesso periodo, le imprese giovanili sono calate del 38,7% nelle costruzioni, del 36,2% nel commercio e del 35,9% nell'industria.
Il rischio, secondo CNA Macerata, non è soltanto quello della chiusura di una singola attività. «Quando un'impresa sana chiude perché non c'è qualcuno nelle condizioni di continuarla non perdiamo soltanto un'attività economica», sottolinea il presidente CNA Macerata Simone Giglietti. A sparire possono essere competenze, professionalità, rapporti con clienti e fornitori e, soprattutto nel mondo dell'artigianato, mestieri costruiti in decenni di lavoro.
Da qui la richiesta di una politica strutturata per favorire il passaggio delle imprese dalle generazioni più anziane a giovani imprenditori o ad altri soggetti interessati a rilevarle. CNA propone incentivi per chi subentra, credito agevolato, garanzie, sostegno agli investimenti e strumenti per accompagnare il trasferimento delle competenze. Tra le ipotesi anche la possibilità di favorire il subentro dei dipendenti nelle aziende.
L'associazione guarda in particolare al modello già utilizzato nel settore agricolo per favorire l'ingresso dei giovani. «Servirebbe un vero e proprio “Pacchetto ricambio d'impresa”», propone Giglietti, con risorse dedicate a chi rileva un'attività esistente e strumenti per consentirne il rilancio.
Per il presidente di CNA Macerata la questione riguarda quindi non soltanto le singole famiglie imprenditoriali, ma il futuro economico del territorio. «Favorire il ricambio generazionale significa difendere capacità produttiva e occupazione», afferma Giglietti, ma anche «preservare il tessuto economico dei piccoli Comuni e delle aree interne».
Saranno 35 borse di studio da 2.500 euro ciascuna quelle erogate dal Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza per l'anno accademico 2026/2027 rivolte a studenti e studentesse che si immatricoleranno o iscriveranno al primo anno dei corsi del Dipartimento. L' importo complessivo di 87.500 euro deriva dal lascito testamentario di 500 mila euro disposto a favore del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata dal professor Franco Bolognini, scomparso lo scorso 11 gennaio.
Docente dell’Università di Macerata dal 1965 fino al pensionamento nel 2010, Franco Bolognini ha legato gran parte della propria vita accademica alla Facoltà di Giurisprudenza, dove è stato professore ordinario di Diritto canonico e punto di riferimento per generazioni di studenti e studiosi.
"Quello del professor Bolognini – sottolinea il rettore John McCourt - è un gesto di straordinaria generosità e, insieme, di autentica lungimiranza. Ha scelto di trasformare il frutto di una vita e di oltre quarant’anni dedicati all’Università di Macerata in un investimento nel futuro delle nuove generazioni. Il suo lascito non rappresenta soltanto un sostegno economico di eccezionale rilievo: è un grande atto di fiducia nell’Università, nel valore della conoscenza e nelle capacità dei nostri giovani. Grazie a questa scelta, il merito potrà tradursi in opportunità concrete e molti studenti e studentesse potranno affrontare con maggiore serenità il proprio percorso universitario. Il professor Bolognini continuerà così a vivere nella nostra comunità e nel cammino di coloro che beneficeranno della sua generosità. È nostra responsabilità onorarne pienamente la volontà, amministrando queste risorse con rigore e facendone un sostegno duraturo al talento e al diritto allo studio".
A restituire anche il profilo più personale del docente è il professor Giuseppe Rivetti, che a Bolognini era legato da un lungo rapporto professionale e di amicizia: "Il prof. Bolognini è stato un giurista colto e raffinato. La tradizione era il suo punto fermo e ispirava le sue riflessioni. Ci accumunava l’interesse per la dimensione tributaria che declinavamo in entrambi gli ordinamenti. L’Università era la sua casa, la sua famiglia, tutto. Ogni volta che passo davanti a quello che era il suo ufficio mi sembra di vederlo tra i suoi libri con una fila interminabile di studenti in attesa di chiedere la tesi o parlare dell’esame. E proprio agli studenti, tanto amati, il suo ultimo gesto di generosità".
L’iniziativa rafforza gli interventi del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimc per il diritto allo studio e il welfare per la sostenibilità sociale. “Il lascito del prof. Bolognini – commenta la direttrice Claudia Cesari - ci commuove e ci onora: è un gesto di grande generosità, che attesta il duraturo legame del collega con il nostro Dipartimento, ma anche il suo costante apprezzamento per noi e la sua fiducia nella nostra capacità di formare e offrire opportunità alle giovani generazioni. Di questo gli siamo grati e terremo fede alla sua volontà anche per i prossimi anni, continuando a supportare gli studenti e le studentesse capaci e meritevoli lungo il loro percorso di studio presso di noi”.
Le modalità e i termini per la presentazione delle domande saranno definiti nei bandi predisposti dall’Ateneo che saranno pubblicati sul sito unimc.it e giurisprudenza.unimc.it.
La fisica delle nuove frontiere quantistiche si dà appuntamento nelle Marche. Ha preso il via oggi, nella sede dell'Università di Camerino a San Benedetto del Tronto, "SuperFluctuations 2026 - Fluctuations and Highly Non Linear Phenomena in Superfluids and Superconductors", la conferenza internazionale che fino al 9 settembre riunirà scienziate e scienziati provenienti da prestigiose istituzioni italiane e internazionali.
A rendere particolarmente prestigiosa la giornata inaugurale è stata la presenza di Klaus von Klitzing, Premio Nobel per la Fisica e scienziato del Max Planck Institute for Solid State Research di Stoccarda, e della scienziata Francesca Ferlaino, dell'Università di Innsbruck e dell'Institute for Quantum Optics and Quantum Information. Ferlaino è stata nominata "Austria's Scientist of the Year 2025" ed è stata inserita tra le 100 donne di successo da Forbes Italia nel 2026.
Von Klitzing ha affrontato il tema dei fenomeni di condensazione eccitonica e della superfluidità nei sistemi Quantum Hall, mentre Ferlaino ha presentato le più recenti ricerche sull'emergere degli stati quantistici supersolidi.
Nel corso delle tre giornate, studiosi e studiose si confronteranno sulle più recenti frontiere della fisica della materia e dei sistemi quantistici, affrontando temi che spaziano dalla superfluidità alla superconduttività, dalle tecnologie e dai dispositivi quantistici fino all'utilizzo di machine learning e quantum computing per lo sviluppo di nuovi metodi numerici.
L'edizione 2026 assume inoltre un significato particolare perché è dedicata alla memoria del professor Antun Balaz, dell'Institute of Physics dell'Università di Belgrado, scomparso prematuramente. Balaz era stato protagonista, come invited speaker, di tutte le edizioni della conferenza a partire dal 2017.
Per ricordarne l'eredità scientifica e il contributo alla fisica teorica e computazionale dei condensati di Bose-Einstein e dei sistemi correlati, gli organizzatori hanno istituito l'"Antun Balaz – SuperFluctuations Prize", destinato a giovani ricercatrici e ricercatori e agli studiosi nelle fasi iniziali e intermedie della carriera.
"SuperFluctuations è ormai un appuntamento di riferimento per la comunità scientifica internazionale che si occupa di queste tematiche", sottolinea il professor Andrea Perali, docente dell'Università di Camerino e chair della conferenza. "Quest'anno assume per noi un significato particolare perché abbiamo voluto dedicarlo alla memoria di Antun Balaz, collega e amico che ha accompagnato SuperFluctuations fin dalla prima edizione".
Perali evidenzia inoltre il valore della presenza dei due scienziati chiamati ad aprire i lavori: "Siamo inoltre particolarmente orgogliosi di poter aprire i lavori con due scienziati di straordinario prestigio come Klaus von Klitzing e Francesca Ferlaino: la loro presenza conferma il livello scientifico raggiunto dalla conferenza e rappresenta una importante opportunità, soprattutto per le giovani ricercatrici e i giovani ricercatori presenti".
La conferenza è organizzata congiuntamente dall'Università di Camerino, dall'Università di Padova e dall'Università di Salerno, nell'ambito dell'International MultiSuper Network, con il patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto e del Consiglio regionale delle Marche.
Per tre giorni, dunque, San Benedetto diventa un punto di incontro internazionale per la ricerca sui fenomeni quantistici, mettendo in dialogo studiosi affermati e giovani ricercatori su alcuni dei temi destinati a segnare lo sviluppo della fisica e delle tecnologie del futuro.
Manoscritti, immagini e documenti dedicati a Giacomo Leopardi raccolti e resi più facilmente accessibili a studiosi e cittadini. È la Biblioteca Digitale Leopardiana, la nuova piattaforma promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani (CNSL), che sarà presentata ufficialmente al pubblico venerdì 25 settembre prossimo, alle 17, nella sala Franco Foschi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati.
Un appuntamento che assume un rilievo particolare anche grazie al patrocinio del Ministero della Cultura, riconoscimento che conferma il valore scientifico e culturale dell'iniziativa e ne sottolinea la dimensione nazionale.
Il progetto nasce con l'obiettivo di riunire e valorizzare un patrimonio leopardiano oggi distribuito tra diverse istituzioni e raccolte, mettendo a disposizione attraverso gli strumenti digitali materiali preziosi per la conoscenza e lo studio dell'opera e della figura di Leopardi.
Il patrocinio del Ministero della Cultura si aggiunge a quelli già concessi da Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Recanati, Università di Macerata e FAI – Orto sul Colle dell'Infinito. Al progetto collaborano inoltre la Biblioteca Nazionale di Napoli e la Cattedra Giacomo Leopardi dell'Università di Macerata.
«È per noi un onore ricevere il patrocinio del Ministero della Cultura», sottolinea il presidente del Cnsl Fabio Corvatta. «La Biblioteca Digitale Leopardiana nasce per rendere accessibile a studiosi e cittadini un patrimonio prezioso e ancora troppo disperso ed è il frutto della collaborazione tra istituzioni che hanno creduto in questo percorso fin dall'inizio».
Corvatta ha quindi rivolto un ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione del progetto, guardando già alle prossime fasi: «Continueremo a portare avanti questo percorso con la stessa determinazione».
La presentazione del 25 settembre rappresenterà dunque un momento importante per illustrare al pubblico la piattaforma e le sue potenzialità, con l'obiettivo di rendere sempre più fruibile e condiviso il patrimonio legato a uno dei protagonisti della cultura e della letteratura italiana.
Il cinema torna protagonista a Civitanova Marche con la dodicesima edizione del Civitanova Film Festival, in programma dal 9 al 18 ottobre prossimi. Una rassegna che, anche quest’anno, manterrà il grande schermo al centro della scena, aprendosi però a teatro, musica, letteratura e ad altri linguaggi capaci di dialogare con il cinema.
A fare da filo conduttore all’edizione 2026 sarà “Il torto e la ragione”, un tema particolarmente attuale scelto dai direttori artistici Peppe Barbera e Michele Fofi per interrogarsi sulle contrapposizioni che caratterizzano il presente.
«In questo periodo storico, dove sembra normale doversi schierare – spiegano Barbera e Fofi – ci vogliamo interrogare sulle reali distanze fra il torto e la ragione e sugli strumenti che abbiamo per non cedere ad una contrapposizione schematica e divisiva».
Un tema che il festival affronterà attraverso il cinema, mettendo in discussione le convinzioni personali e invitando il pubblico a confrontarsi anche con il punto di vista dell’altro. «Il cinema è pieno di eroi ed antagonisti, di riscatti e rivalse, di scontri ed incontri», sottolineano i direttori artistici, indicando nella settima arte lo strumento per raccontare «i flussi della vita, i torti, le ragioni e se c’è una parte dove stare».
Oltre 300 corti da tutto il mondo
Il cuore del Civitanova Film Festival resta il concorso internazionale dedicato ai cortometraggi, che anche per questa edizione ha fatto registrare una partecipazione significativa: sono state oltre 300 le opere arrivate da ogni parte del mondo.
Dopo la selezione degli organizzatori, saranno 12 i cortometraggi chiamati a contendersi i diversi riconoscimenti del festival. Tra i premi spicca quello assegnato dalla giuria tecnica al miglior corto, intitolato al regista civitanovese Stelvio Massi.
Accanto al concorso internazionale torna anche Corti Young, il progetto pensato per avvicinare gli studenti al linguaggio cinematografico. Il mini-concorso coinvolgerà le scuole del territorio, chiamando i ragazzi a votare la loro opera preferita all’interno di una selezione di cortometraggi dedicati a temi vicini alla loro esperienza.
Giorgio Pasotti omaggia Ennio Morricone
In attesa di conoscere nelle prossime settimane gli altri protagonisti e il programma completo, il festival ha già annunciato il primo grande ospite dell’edizione 2026: Giorgio Pasotti.
L’attore sarà protagonista il 16 ottobre al Teatro Rossini, dove salirà sul palco insieme al Quintetto Saverio Mercadante per un atteso omaggio a Ennio Morricone, uno dei più importanti compositori della storia del cinema.
Un appuntamento che unisce recitazione e musica e che si inserisce tra gli spettacoli fuori abbonamento della Stagione di Prosa civitanovese.
Le prevendite per lo spettacolo saranno attive su Vivaticket dal 15 settembre.
Il programma completo del Civitanova Film Festival sarà svelato nelle prossime settimane, insieme agli altri ospiti e agli appuntamenti che accompagneranno i dieci giorni della manifestazione.
Il CFF è promosso e organizzato dall’APS Favolacce, dall’Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova Marche.
Cresce l’attesa a Matelica per il concerto gratuito di Ermal Meta, in programma sabato 12 settembre alle 21:30 in piazza Enrico Mattei. L’appuntamento, offerto come ogni anno dalla Fondazione Il Vallato in occasione della festa del patrono Sant’Adriano, si prepara ad attirare un pubblico numeroso.
Per consentire a tutti di vivere al meglio la serata, oltre alla piazza principale sarà possibile assistere allo spettacolo anche dal Parco urbano Maria Fiorella Conti, dove verrà allestito un maxischermo per la diretta del concerto.
Quest’anno, inoltre, l’evento avrà un’importante novità sul fronte dell’inclusività. Per la prima volta, infatti, sarà predisposto in piazza uno spazio dedicato alle persone sorde, che potranno seguire il concerto attraverso l’interpretazione dei testi e della musica affidata a una performer LIS (Lingua dei Segni Italiana).
Il cantautore sarà a Matelica nell’ambito del suo nuovo Tour 2026, che lo sta portando sui palchi dei principali centri italiani con uno spettacolo descritto come intenso, intimo ed emozionante.
Dopo il successo dei precedenti tour e degli ultimi progetti discografici, Ermal Meta torna a incontrare il pubblico con un live costruito proprio sul rapporto diretto con gli spettatori. La scaletta unirà i brani più amati della sua carriera alle nuove produzioni, in un viaggio musicale tra pop, cantautorato e arrangiamenti moderni.
Sono già numerose le persone che si stanno preparando a raggiungere Matelica per assistere gratuitamente all'appuntamento in piazza Mattei, che rappresenta uno degli eventi più attesi della festa patronale.
Cinquant’anni di musica, informazione, compagnia e soprattutto di legame con il territorio. Sarà Multiradio, con la titolare ed editrice Oriana Forconi, a ricevere quest’anno il Premio “Ponte del diavolo – Cittadino tolentinate dell’anno”, riconoscimento promosso dall’associazione “I Ponti del diavolo”.
La cerimonia si terrà il 10 settembre alle 21 al teatro Vaccaj di Tolentino, nell’ambito della manifestazione “Sul Ponte del diavolo… tra storia e leggenda”, organizzata dall’associazione presieduta da Carla Passacantando in collaborazione con il Comune di Tolentino.
La scelta della commissione, condivisa con il sindaco, vuole rendere omaggio a una realtà che proprio quest’anno celebra un traguardo importante: mezzo secolo di attività. Multiradio non è soltanto un’emittente radiofonica, ma una presenza che ha accompagnato generazioni di ascoltatori, diventando nel tempo parte della storia e dell’identità della comunità tolentinate.
Una radio può trasmettere musica, ma quando riesce a trasformarsi in compagnia, informazione, emozione e punto di riferimento quotidiano, finisce per diventare qualcosa di più di una semplice emittente. Diventa memoria collettiva. È proprio questo rapporto costruito negli anni con Tolentino e con i suoi cittadini che il premio intende valorizzare.
Lo scorso anno il riconoscimento era stato assegnato all’imprenditore Renzo Foglia, fondatore di Erreuno.
Nel corso della serata del 10 settembre saranno inoltre consegnate numerose menzioni d’onore, a testimonianza di professionalità, impegno e attività svolte a favore della comunità. I riconoscimenti andranno al giornalista Roberto Tallei, vice caporedattore di Sky Tg24; a Luca Passacantando e Paolo Fineschi, ideatori del podcast “L’inganno dei silenzi”; al medico Daniele Domizi; al maggiore Giulia Maggi, ex comandante della Compagnia dei carabinieri di Tolentino; a don Ariel Valentin Veloz, parroco dell’Unità pastorale numero 8; all’associazione Senza confini, a supporto del CentroArancia di Tolentino, presieduta da Rosanna Baccifava; all’Asd Cantine Riunite Csi e a Maria Pascolini, istruttore tecnico di primo livello paralimpico della Federazione italiana bocce.
Ad accompagnare la cerimonia sarà l’esibizione della cantante e musicista Martina Mema, dell’Istituto musicale Vaccaj. Alla serata sarà presente anche Caterina Alloggio, Miss Cinema Marche.
La manifestazione “Sul Ponte del diavolo… tra storia e leggenda” ha già fatto registrare una significativa partecipazione. L’appuntamento inaugurale si è svolto il 3 settembre, con la messa celebrata da monsignor Giancarlo Vecerrica e la rievocazione delle “Antiche canestrelle” nell’area verde del Ponte del Diavolo, evento che ha richiamato un pubblico numeroso.
Il programma proseguirà quindi il 12 settembre. Alle 20, nei pressi del Ponte del Diavolo, aprirà l’angolo food, mentre alle 21 partirà da piazza Don Bosco il corteo storico diretto verso piazza della Libertà. Qui è previsto uno spettacolo, prima della prosecuzione del corteo verso il Ponte del Diavolo.
Sarà proprio nello scenario del ponte che verrà rievocata la celebre leggenda, con la partecipazione del gruppo storico e una gara tra gli sbandieratori delle cinque contrade.
Grande attesa anche per la presenza dell’attore e regista Giorgio Pasotti, testimonial della serata e chiamato a vestire i panni del narratore della leggenda.
Il centro storico di Tolentino sarà così animato da figuranti in costume, tamburini e sbandieratori, in un viaggio nel passato capace di restituire alla città atmosfere e suggestioni di altri tempi. La serata si concluderà con una degustazione di prodotti tipici locali.
Due appuntamenti, dunque, per celebrare insieme storia, tradizione, cultura e identità di Tolentino, con un riconoscimento speciale a una realtà che, da cinquant’anni, racconta e accompagna la vita della città attraverso la sua voce: Multiradio.
Si erano diplomati all’Istituto Tecnico Commerciale “A. Gentili” di Macerata nel 1976. Cinquant’anni dopo, 21 ex compagni di classe hanno voluto ritrovarsi proprio lì, nello storico Palazzo degli Studi che allora ospitava la loro classe: la 5ª A.
Un appuntamento nato dal desiderio di rivedersi, ricordare gli anni della scuola e celebrare insieme un traguardo importante. La foto di gruppo davanti a quello che per loro è stato un luogo significativo della giovinezza ha immortalato il momento, riportando per qualche istante tutti indietro nel tempo.
Dopo lo scatto celebrativo, la comitiva si è trasferita all’Agriturismo Moretti di Macerata per un pranzo definito scherzosamente “frugale”. Una tavola imbandita che è diventata il pretesto per trascorrere alcune ore in allegria, tra ricordi, nostalgie, aneddoti e qualche immancabile pettegolezzo rimasto per anni nel cassetto della memoria.
Oggi hanno 69 anni e, nonostante mezzo secolo di vita trascorso dal diploma, hanno ancora la stessa voglia di incontrarsi e condividere il piacere della compagnia. Molte cose sono cambiate, naturalmente, ma lo spirito sembra essere rimasto quello di allora: la curiosità, l’ironia e soprattutto il piacere di stare insieme.
Nel frattempo, le loro vite hanno preso direzioni diverse. Impiegati, professionisti, bancari, imprenditori e lavoratori impegnati in tanti settori hanno costruito nel corso degli anni le proprie esperienze personali e professionali. Per la maggior parte, oggi, sono pensionati, alle prese con una quotidianità scandita dagli affetti familiari, dai figli, dai consorti e dai nipoti.
Cinquant’anni sono tanti e hanno inevitabilmente lasciato il segno. Le differenze tra i percorsi individuali sono numerose, ma quando la classe si ritrova emerge ciò che ancora li accomuna: il ricordo di una stagione importante della vita e il piacere di condividere nuovamente tempo, emozioni e sorrisi.
Chi avrebbe potuto immaginare, allora, quanto sarebbe stata intensa la vita nei cinquant’anni successivi? Oggi, guardandosi indietro, ciascuno porta con sé una storia diversa, fatta di scelte, soddisfazioni, difficoltà e cambiamenti. Eppure, davanti a una fotografia o seduti intorno a una tavola, la distanza del tempo sembra improvvisamente accorciarsi.
È questo, forse, il valore più autentico di una rimpatriata: scoprire che alcuni legami resistono agli anni e che il piacere di ritrovarsi può essere ancora forte, nonostante le strade della vita si siano inevitabilmente allontanate.
La 5ª A si considera, non senza una buona dose di ironia, una vera “classe di ferro”. E il proposito per gli anni a venire è chiaro: continuare a mordere la vita, costruendo un futuro piacevole e dignitoso e, soprattutto, senza perdere l’occasione di ritrovarsi.
Il prossimo appuntamento, dunque, è già idealmente fissato: nei prossimi anni, ancora insieme e, possibilmente, ancora tutti presenti. Perché mezzo secolo dopo il diploma, la voglia di fare l’appello non è ancora passata.
I 21 partecipanti, rigorosamente in ordine alfabetico, proprio come in classe, sono: Alessandra Ardu, Cristina Bentivoglio, Flavia Buschittari, Maria Cristina Cervigni, Patrizia D’Addio, Maurizio Del Savio, Walter Galassi, Lanfranco Giuliani, Stefano Marcolini, Mauro Mari, Marcella Maroni, Rosaria Monachesi, Giuliana Moretti, Tiziana Morettini, Mauro Palazzini, Angelo Piermarini, Anita Ricci, Filippo Scarponi, Simonetta Sperandini, Loredana Tacconi, Flavia Tartaglini.
È già un successo la collaborazione esclusiva realizzata tra l'artista Zara Larsson e Winx Club, un duo che ha acceso l'attenzione del pubblico e dei social. L'universo delle amatissime fate incontra quello della popstar internazionale in un crossover che porta la magia di WInx nel cuore della cultura pop contemporanea e che unisce musica, animazione, moda e nuove generazioni.
Oltre 50.2 milioni di visualizzazioni complessive in tutto il mondo tra Instagram, TikTok e YouTube per i contenuti dedicati alla collaborazione, accompagnate da più di 600.000 condivisioni e repost.
Questi numeri sono testimoni della capacità del progetto di intercettare pubblici diversi, unendo la fanbase internazionale di Zara Larsson a quella di Winx club, che attraversa le generazioni.
La performance live di "Midnight Sun", successo dell'artista del 2025 nominato ai Grammy Awards come Best Dance Pop Recording, si fonde perfettamente con la presenza delle fate e con l'inconfondibile stile animato che ha reso Winx Club un classico internazionale.
Un estratto del video sarà disponibile all'interno dei nuovi episodi di "Winx Club: The Magic is Back", la cui stagione completa sarà lanciata in Italia su Rai Gulp e RaiPlay nel mese di settembre. Sei nuovi episodi sono inoltre già disponibili su Netflix.
Anche la 'Dance Challenge', format ormai consolidato sui social che invita il pubblico a replicare alcuni passa di danza 'reinterpretati' dalla popstar nel mondo Winx sulle note di Midnight Sun, ha ottenuto grande partecipazione ed un elevato numero di visualizzazioni sui profili social ufficiali di Winx Club.
Chi è Zara Larsson
Zara Larsson è una delle artiste più influenti della scena pop contemporanea. A soli dieci anni aveva già conquistato il grande pubblico, vincendo “Talang” (la versione svedese di “Got Talent”).
Da allora è diventata una vera star mondiale, con una solida fanbase e miliardi di stream. I suoi successi, tra cui “Symphony” (realizzato insieme ai Clean Bandit), “Lush Life” e “Never Forget You”, hanno ottenuto numerose certificazioni multi-platino e raggiunto le classifiche di tutta Europa, Regno Unito e Stati Uniti.
Nel corso della sua carriera si è aggiudicata cinque MTV Europe Music Awards, quattro Grammy Awards, tre Nickelodeon Kids' Choice Awards, ed è stata candidata ai BRIT Award e agli MTV Video Music Awards.
Il successo di Raimbow e Winx Club
Fondato nel 1995, il Gruppo Rainbow è una delle eccellenze della creatività italiana nel mondo dell’intrattenimento, in grado di competere con i colossi globali, vantando prodotti trasmessi in oltre 130 Paesi che spaziano dall’animazione al live action fino al licensing.
Rainbow si afferma con il successo planetario della saga Winx Club, divenuto un fenomeno della cultura pop. Winx è entrato nell’immaginario collettivo e continua a ispirare nuove generazioni di fan in tutto il mondo. Tra i principali motivi di questo grande successo, la capacità del concept originario di svilupparsi in nuovi percorsi di racconto, sempre al passo con i tempi e senza mai perdere di vista i valori identitari della saga.
Sin dal suo esordio nel 2004 Winx Club ha conquistato milioni di giovani e ha raggiunto traguardi straordinari: 9 stagioni animate coprodotte con Rai, 3 film per il cinema, 4 film per la TV, 2 serie animate coprodotte con Netflix, 2 stagioni live-action Netflix Original "Fate - The Winx Saga" e milioni di fan in tutto il mondo.
Le mura bianche di Paros si accendono dei colori di Stefano Calisti. L'artista maceratese torna a esporre in Grecia con una nuova mostra ospitata a Paroikia, capoluogo e principale porto dell'isola delle Cicladi, dove le sue opere saranno visitabili fino alla fine di ottobre presso la T.K. Place Art Gallery.
Per Calisti si tratta della seconda esperienza espositiva in Grecia, dopo la mostra allestita nella suggestiva Santorini nel 2018. Un ritorno in un Paese che l'artista apprezza particolarmente e che, ancora una volta, diventa lo scenario per il suo percorso creativo.
Paros è una delle destinazioni più amate delle Cicladi, conosciuta per il suo equilibrio tra vivacità e autenticità, tra il carattere delle sue località e la bellezza del paesaggio mediterraneo. È proprio questa atmosfera ad accompagnare l'esposizione di Calisti, che porta sull'isola una selezione di opere capaci di intrecciare suggestioni greche e radici profondamente legate alla sua terra.
Tra i dipinti esposti trovano infatti spazio alcuni scorci della Grecia, Paese particolarmente apprezzato dall'artista, ma anche e soprattutto paesaggi marchigiani e vedute di Macerata, città alla quale Calisti è particolarmente legato.
Il contrasto tra il bianco dell'architettura cicladica e i colori vivaci delle sue opere diventa così il filo conduttore di una mostra che mette in dialogo due territori lontani ma accomunati dalla luce, dal paesaggio e dalla forte identità culturale.
Dopo l'esperienza di Santorini di otto anni fa, Stefano Calisti torna dunque a confrontarsi con il pubblico greco, portando a Paros non soltanto la propria ricerca artistica, ma anche un pezzo della Macerata che continua a essere una delle principali fonti di ispirazione del suo lavoro.
La mostra alla T.K. Place Art Gallery di Parikia resterà aperta fino alla fine di ottobre, offrendo ai visitatori dell'isola l'opportunità di conoscere da vicino le opere dell'artista maceratese.
Benedetto dal vescovo Nazzareno Marconi l'avvio del cantiere della chiesa del Santissimo Redentore a Tolentino, luogo di culto che sarà interessato da un importante intervento di recupero dopo i danni provocati dagli eventi sismici del 2016. Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco Mauro Sclavi, la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi, il nuovo parroco don Gianni Compagnucci, insieme alle imprese e alle maestranze impegnate nei lavori.
L'intervento prevede un investimento complessivo di 353.374,37 euro e riguarderà principalmente il consolidamento strutturale dell'edificio, costruito nel corso del XX secolo e interessato anche dal naturale degrado del tempo, oltre al restauro degli spazi interni. I lavori sono stati affidati all'Ati composta dalla ditta Alma di Mancini Srl per le opere edili e dalle ditte Boing Srl e Restauro Dipint Sas per gli interventi di restauro.
A benedire il cantiere è stato il vescovo della Diocesi di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, che ha sottolineato il significato dell'intervento non soltanto dal punto di vista edilizio, ma soprattutto per la comunità: "Non vogliamo costruire solo muri ma soprattutto comunità, ed è questo il senso del nostro incontrarci qui oggi".
Il vescovo ha quindi evidenziato come molti cantieri della ricostruzione stiano finalmente partendo, dopo un lungo lavoro di studio e progettazione: "Tanti cantieri stanno partendo dopo un lavoro di studio molto importante che adesso inizia a dare i suoi frutti".
Marconi ha ringraziato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, l'Usr, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e il Comune di Tolentino.
Nel suo intervento il vescovo ha fatto riferimento anche alla chiesa di San Catervo, per la quale nel giugno scorso era stato effettuato un sopralluogo insieme al senatore Castelli. Marconi ha invitato a evitare anticipazioni sulla possibile data di riapertura: "Ascolto e perciò invito tutti a frenare fughe in avanti in merito a una possibile scadenza per la sua riapertura. La data sarà comunicata ufficialmente quando i lavori saranno ultimati e tutto sarà in sicurezza".
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Mauro Sclavi, che ha sottolineato il particolare valore simbolico della cerimonia: "Ci troviamo in uno dei punti più alti della città ed ha per questo avuto anche un valore particolare la volontà di mons. Marconi di essere qui a benedire l'avvio del cantiere".
Il primo cittadino ha quindi ringraziato quanti sono impegnati nel percorso della ricostruzione, sottolineando come la riapertura di un luogo di culto rappresenti un momento di crescita per l'intera comunità: "Per la nostra comunità la possibilità di riaprire un luogo di culto è sempre un motivo di crescita non solo personale".
Alla benedizione era presente anche la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi, che ha definito la chiesa del colle del Redentore un presidio religioso e sociale fondamentale per gli abitanti della zona.
"Qui si sono sempre riuniti per momenti di preghiera e conviviali", ha ricordato Luconi, parlando di un luogo che rappresenta anche "una luce di speranza". La notizia dell'avvio dei lavori, ha aggiunto, "ha suscitato subito una grandissima emozione" tra i residenti.
Alla cerimonia hanno partecipato inoltre Marco Mancini, titolare della ditta Alma, l'architetto Massimo Staffolani, la geometra Silvia Ramadù, il geometra Albino Brandi e le restauratrici Maria Pia Topa, Laura Giannangeli e Alessandra Bellucci.
L'avvio del cantiere segna così un nuovo passo nel percorso di ricostruzione post-sisma a Tolentino, con l'obiettivo di restituire alla comunità un luogo di culto che, oltre alla sua funzione religiosa, rappresenta da sempre un importante punto di aggregazione per il territorio.