Ripa (Futuro per Macerata) verso le elezioni: "Siamo nati indipendenti e resteremo tali, anche al ballottaggio" (VIDEO)
Politica
06/05/2026 17:20

Ripa (Futuro per Macerata) verso le elezioni: "Siamo nati indipendenti e resteremo tali, anche al ballottaggio" (VIDEO)

MACERATA – Prosegue il nostro viaggio tra le vie del centro storico per conoscere da vicino i candidati sindaci in vista delle prossime elezioni amministrative. Tra una passeggiata e un confronto diretto con la città, questa volta è il turno di Giordano Ripa, alla guida della lista civica Futuro per Macerata, che racconta idee, priorità e visione per il futuro del capoluogo. Una lista civica “vera”, nata dal basso e destinata a durare anche oltre le elezioni. «Non è stato semplice costruire la lista – spiega – ma ci siamo riusciti partendo da zero, con un lavoro lungo e capillare». La caratteristica che sottolinea più volte è una: «Nessuno dei nostri candidati ha legami con i partiti. Siamo persone che arrivano dal mondo civico e che conoscono la città». Il progetto, racconta, non nasce all’ultimo momento ma da un percorso iniziato oltre un anno fa, fatto di incontri con associazioni, categorie e singoli cittadini. «Abbiamo ascoltato tanto, davvero tanto. Il nostro programma viene da lì». Per spiegare il metodo usa un’immagine semplice: «È come una piramide rovesciata: alla base ci sono i cittadini, non i vertici dei partiti». E lancia anche un messaggio politico chiaro: «Non siamo una lista che si scioglie il giorno dopo le elezioni. Andremo avanti comunque, con le nostre idee». Da ex medico ospedaliero, Ripa entra deciso sul tema sanità. E non usa giri di parole: «Sul nuovo ospedale in questi anni abbiamo sentito tante promesse, ma pochi fatti». Ripercorre annunci e tempi slittati, fino ad arrivare a oggi: «Siamo ancora alle prime fasi. E tra burocrazia e iter tecnici serviranno anni prima di vedere qualcosa di concreto». Una posizione critica, ma anche realista: «Da cittadino mi auguro che si faccia, perché Macerata ha eccellenze sanitarie. Però bisogna dire le cose come stanno». Ripa non nasconde il passaggio politico che lo ha portato fin qui. Dopo l’elezione in maggioranza, la scelta di uscire: «Avevo delle aspettative, soprattutto sulla sanità, ma sono state disattese». Da lì la decisione di cambiare strada: «A quel punto ho capito che dovevo costruire qualcosa di diverso, completamente civico». Sul centro storico il ragionamento è pratico: «Ci sono tre realtà che devono convivere: residenti, studenti e commercianti». Tra i problemi principali indica la viabilità e i parcheggi: «Oggi entrare in centro è complicato, soprattutto la mattina». Le soluzioni? Un parcheggio a Rampa Zara e il recupero dell’ex Cinema Corso: «È un progetto già esistente e fattibile». Non manca il tema movida: «Va gestita meglio, per garantire convivenza e qualità della vita». Nel suo modello di città non ci sono zone di serie A e serie B: «Le periferie valgono quanto il centro, sia nei servizi che negli eventi». Sul fronte culturale, l’idea è valorizzare di più ciò che già esiste: «Abbiamo tanti musei poco sfruttati. Non ci sono solo i grandi contenitori, c’è molto di più». Infine lo sguardo al voto. Ripa resta prudente: «È una partita aperta, difficile fare previsioni». Ma una cosa la chiarisce: «Noi siamo nati indipendenti e restiamo tali. Il nostro obiettivo è arrivare al ballottaggio». E se non dovesse succedere? «Non decideremo noi eventuali alleanze: saranno i nostri sostenitori a scegliere». Un modo per ribadire ancora una volta la linea del progetto: identità civica forte, autonomia e partecipazione.

Ripa (Futuro per Macerata) verso le elezioni: "Siamo nati indipendenti e resteremo tali, anche al ballottaggio" (VIDEO)

Ripa (Futuro per Macerata) verso le elezioni: "Siamo nati indipendenti e resteremo tali, anche al ballottaggio" (VIDEO)
06/05/2026 17:20

MACERATA – Prosegue il nostro viaggio tra le vie del centro storico per conoscere da vicino i candidati sindaci in vista delle prossime elezioni amministrative. Tra una passeggiata e un confronto diretto con la città, questa volta è il turno di Giordano Ripa, alla guida della lista civica Futuro per Macerata, che racconta idee, priorità e visione per il futuro del capoluogo. Una lista civica “vera”, nata dal basso e destinata a durare anche oltre le elezioni. «Non è stato semplice costruire la lista – spiega – ma ci siamo riusciti partendo da zero, con un lavoro lungo e capillare». La caratteristica che sottolinea più volte è una: «Nessuno dei nostri candidati ha legami con i partiti. Siamo persone che arrivano dal mondo civico e che conoscono la città». Il progetto, racconta, non nasce all’ultimo momento ma da un percorso iniziato oltre un anno fa, fatto di incontri con associazioni, categorie e singoli cittadini. «Abbiamo ascoltato tanto, davvero tanto. Il nostro programma viene da lì». Per spiegare il metodo usa un’immagine semplice: «È come una piramide rovesciata: alla base ci sono i cittadini, non i vertici dei partiti». E lancia anche un messaggio politico chiaro: «Non siamo una lista che si scioglie il giorno dopo le elezioni. Andremo avanti comunque, con le nostre idee». Da ex medico ospedaliero, Ripa entra deciso sul tema sanità. E non usa giri di parole: «Sul nuovo ospedale in questi anni abbiamo sentito tante promesse, ma pochi fatti». Ripercorre annunci e tempi slittati, fino ad arrivare a oggi: «Siamo ancora alle prime fasi. E tra burocrazia e iter tecnici serviranno anni prima di vedere qualcosa di concreto». Una posizione critica, ma anche realista: «Da cittadino mi auguro che si faccia, perché Macerata ha eccellenze sanitarie. Però bisogna dire le cose come stanno». Ripa non nasconde il passaggio politico che lo ha portato fin qui. Dopo l’elezione in maggioranza, la scelta di uscire: «Avevo delle aspettative, soprattutto sulla sanità, ma sono state disattese». Da lì la decisione di cambiare strada: «A quel punto ho capito che dovevo costruire qualcosa di diverso, completamente civico». Sul centro storico il ragionamento è pratico: «Ci sono tre realtà che devono convivere: residenti, studenti e commercianti». Tra i problemi principali indica la viabilità e i parcheggi: «Oggi entrare in centro è complicato, soprattutto la mattina». Le soluzioni? Un parcheggio a Rampa Zara e il recupero dell’ex Cinema Corso: «È un progetto già esistente e fattibile». Non manca il tema movida: «Va gestita meglio, per garantire convivenza e qualità della vita». Nel suo modello di città non ci sono zone di serie A e serie B: «Le periferie valgono quanto il centro, sia nei servizi che negli eventi». Sul fronte culturale, l’idea è valorizzare di più ciò che già esiste: «Abbiamo tanti musei poco sfruttati. Non ci sono solo i grandi contenitori, c’è molto di più». Infine lo sguardo al voto. Ripa resta prudente: «È una partita aperta, difficile fare previsioni». Ma una cosa la chiarisce: «Noi siamo nati indipendenti e restiamo tali. Il nostro obiettivo è arrivare al ballottaggio». E se non dovesse succedere? «Non decideremo noi eventuali alleanze: saranno i nostri sostenitori a scegliere». Un modo per ribadire ancora una volta la linea del progetto: identità civica forte, autonomia e partecipazione.

Cronaca

Tolentino piange Mara Cotogno: fatale una malattia a 49 anni

Tolentino piange Mara Cotogno: fatale una malattia a 49 anni

06/05/2026 18:50

Profondo cordoglio a Tolentino per la scomparsa di Mara Cotogno, 49 anni, conosciuta e stimata da molti per il suo carattere solare e la sua disponibilità. Mara è venuta a mancare lunedì al Policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverata per sottoporsi a cure mediche. Da tempo lottava contro una grave malattia e, negli ultimi giorni, le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate.  Nel corso degli anni aveva svolto diversi lavori, sempre con entusiasmo e impegno. Era stata ausiliaria del traffico, poi promoter nei supermercati e nelle farmacie per sigarette elettroniche e altri prodotti, e in seguito segretaria scolastica in vari istituti del territorio, tra cui le scuole di Tolentino e San Severino Marche. Chi l’ha conosciuta la descrive come una donna instancabile, sorridente e piena di vita. La notizia della sua scomparsa ha suscitato una profonda ondata di affetto e vicinanza nei confronti della famiglia. In tanti, amici e conoscenti, si sono stretti attorno alla mamma Giuliana, al fratello Fabrizio, allo zio Aldo, ai cugini e a tutte le persone che le volevano bene. Le esequie funebri si svolgeranno giovedì alle ore 15:30 nella chiesa di San Catervo, a Tolentino. Il corteo funebre muoverà dalla casa funeraria Rossetti. 

Strage di Corinaldo, definitive le condanne: rigettati i ricorsi in Cassazione

Strage di Corinaldo, definitive le condanne: rigettati i ricorsi in Cassazione

06/05/2026 11:30

ANCONA – Sono diventate definitive le condanne per il filone bis del procedimento giudiziario relativo alla strage della discoteca Lanterna Azzurra, avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, in cui morirono cinque minorenni e una donna di 39 anni. La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato o dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da sette imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Con questa decisione, diventa irrevocabile la sentenza della Corte d’Appello di Ancona. I giudici di secondo grado avevano già riconosciuto la responsabilità degli imputati per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro colposo, legati alle condizioni di sicurezza del locale. Le pene confermate variano da 3 anni fino a 5 anni e un mese di reclusione. In particolare, tre anni sono stati confermati per le proprietarie del locale Letizia Micci e Mara Paialunga; 5 anni e un mese per Marco Cecchini, indicato come dj e gestore di fatto; 3 anni e 4 mesi per il socio Carlantonio Capone; 3 anni e 8 mesi per Gianni Ermellini, responsabile della sicurezza; 4 anni per Alberto e Marco Micci, anch’essi proprietari. Per Cecchini è stata esclusa una contravvenzione già dichiarata prescritta in appello, senza effetti sul totale della pena. Il procedimento riguarda le condizioni di sicurezza della discoteca al momento dei fatti. Secondo quanto ricostruito nelle sentenze, la tragedia avvenne durante il tentativo di fuga del pubblico, dopo l’utilizzo di spray al peperoncino all’interno del locale e il cedimento di una balaustra nei pressi dell’uscita di sicurezza numero 3, che contribuì alla calca fatale. Nel medesimo filone erano già stati definiti due patteggiamenti in primo grado: quello di Francesco Bartozzi, amministratore unico della Magic Srl, e del buttafuori Alessandro Righetti.

Attualità

San Severino, necessaria prenotazione per la carta d’identità elettronica

San Severino, necessaria prenotazione per la carta d’identità elettronica

06/05/2026 13:36

L’Ufficio Anagrafe del Comune di San Severino ricorda ai cittadini che per il rilascio della Carta d’Identità Elettronica (CIE) è necessario prenotare un appuntamento telefonico contattando il numero 0733-641256, attivo dalle ore 8 alle 10 nei giorni feriali. La comunicazione si inserisce nel percorso di adeguamento al Regolamento UE 2019/1157, che stabilisce standard di sicurezza uniformi per i documenti d’identità dei cittadini europei. Dal 3 agosto 2026 la Carta d’Identità cartacea non sarà più valida, indipendentemente dalla data di scadenza riportata sul documento. La CIE diventerà quindi l’unico documento riconosciuto per l’identificazione e per l’espatrio. Per il rilascio è richiesta la presenza dell’interessato (dai 12 anni in su), una fototessera recente, la precedente carta d’identità oppure la denuncia in caso di smarrimento o furto, e la tessera sanitaria. Il costo del documento è di 22 euro, pagabili in contanti o con POS. Per i minori è necessaria la firma di entrambi i genitori nel caso si richieda la validità per l’espatrio, oppure il loro assenso scritto in caso di assenza.   Il Comune invita i cittadini a programmare per tempo il rinnovo del documento, in vista della progressiva sostituzione delle carte d’identità cartacee.

Nasce “Kune”, l’associazione che unisce Macerata alle sue città gemellate

Nasce “Kune”, l’associazione che unisce Macerata alle sue città gemellate

05/05/2026 20:02

Si chiama “Kune”, parola in esperanto che significa “insieme”, la nuova associazione nata a Macerata con l’obiettivo di promuovere e rafforzare i rapporti con le città gemellate e sviluppare nuove relazioni internazionali. La presentazione ufficiale si è svolta nel piazzale Vittime del terrorismo, nel quartiere Corneto, durante un incontro conviviale aperto alla cittadinanza e alla stampa. L’evento ha visto la partecipazione di una classe di studenti provenienti dall’Isola La Réunion, ospiti delle famiglie degli studenti del Liceo Classico Linguistico Leopardi, in un momento di autentico scambio culturale fatto di tradizioni, usanze e condivisione. “Abbiamo voluto presentare la nostra associazione mostrando fin da subito lo spirito che ci ha spinto a costituirla – ha spiegato il presidente Luciano Frattani –. Lo scambio culturale vissuto oggi rappresenta perfettamente la nostra idea di comunità: un luogo dove culture diverse si incontrano e crescono insieme”. Kune è un’associazione senza scopo di lucro che persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Tra i suoi obiettivi principali vi è il consolidamento dei rapporti con le città gemellate di Weiden, Issy-les-Moulineaux e Floriana, oltre alla costruzione di nuove collaborazioni internazionali. L’associazione intende operare attraverso l’organizzazione di attività culturali, artistiche e ricreative, promuovendo al contempo il volontariato e la partecipazione civica. Non mancheranno iniziative editoriali e progetti solidali, con particolare attenzione al sostegno delle persone in condizioni di svantaggio. Con Kune, Macerata punta dunque a rafforzare il proprio ruolo di città aperta al dialogo e allo scambio, dove il concetto di “insieme” diventa il motore di nuove opportunità culturali e sociali.   (Foto di Luciano Cartechini)

Politica

Elezioni Macerata - "Un fondo comunale per voucher psicologici": la proposta di Mattia Orioli

Elezioni Macerata - "Un fondo comunale per voucher psicologici": la proposta di Mattia Orioli

06/05/2026 19:30

In vista delle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, il Terzo Polo lancia la sfida per una "Macerata città della persona". Il candidato sindaco Mattia Orioli, presentando la lista (leggi qui), ha voluto sottolineare il ruolo centrale delle nuove generazioni nel progetto politico, rivolgendo un ringraziamento particolare a Leonardo Piermattei per il lavoro svolto nella fase burocratica di presentazione.  «Il contributo dei nostri giovani, sia in prima linea che nel fondamentale lavoro dietro le quinte, è la linfa vitale del Terzo Polo - ha dichiarato Orioli - la dedizione di Piermattei e degli altri ragazzi in lista testimoniano la volontà di creare una classe dirigente nuova, seria ed entusiasta di lavorare per la città verso un reale cambiamento». Proprio su istanza del gruppo giovani, la coalizione ha deciso di porre la salute mentale e il benessere della persona come pilastro del proprio programma elettorale. L'obiettivo dichiarato è quello di normalizzare il tema, rendendo il supporto psicologico un diritto accessibile a tutti, oltre ogni barriera economica.  Secondo la visione del Terzo Polo, il Comune deve assumere un ruolo attivo: «Se la sanità clinica è responsabilità della Regione, la prevenzione e il benessere sociale sono compiti primari del Comune». L’intenzione è quella di valorizzare le realtà e gli sportelli di ascolto già esistenti sul territorio, rendendoli però più incisivi attraverso una strategia strutturata e capillare.  Per tradurre questi principi in azioni amministrative, la proposta prevede l'istituzione di un "Fondo Comunale per il Benessere Psicologico". Tale fondo, alimentato da finanziamenti europei e nazionali, permetterebbe l'erogazione di voucher destinati ai cittadini, con una corsia preferenziale per le fasce giovanili e per chi vive situazioni di precarietà.  Il servizio verrebbe garantito da una rete di professionisti locali aderenti a un protocollo di tariffe agevolate, integrando il supporto negli spazi già familiari ai maceratesi come scuole, centri civici e luoghi di aggregazione. L'obiettivo finale di Orioli è quello di trasformare Macerata in una comunità più coesa, «dove il benessere non sia più un lusso per pochi o un rimedio estremo, ma un'opportunità reale di crescita».

Sarnano, prosegue il piano asfalti nelle contrade: operai al lavoro a Schito

Sarnano, prosegue il piano asfalti nelle contrade: operai al lavoro a Schito

06/05/2026 19:10

Continua l'azione dell'amministrazione comunale di Sarnano per il ripristino e la messa in sicurezza della viabilità rurale e periferica. In questi giorni, i cantieri si sono spostati in Contrada Schito, con un intervento mirato nella zona Marconacci, un'area che da tempo soffriva di criticità strutturali. La strada interessata dai lavori presentava condizioni particolarmente compromesse, frutto dell'azione combinata delle intemperie, dell'usura del tempo e, come sottolineato dall'ente, di una situazione di abbandono protrattasi per molti anni. Il cantiere punta a restituire sicurezza, decoro e piena percorribilità ai residenti della zona, rispondendo a un'esigenza sentita da tempo dalla comunità locale. Il consigliere Alessandro Bruschi, che ha seguito l’iter degli impegni assunti per la sistemazione del tratto, ha rimarcato la linea dell'Amministrazione: «L’obiettivo è chiaro: intervenire dove serve, senza distinzioni, senza logiche particolari e senza favoritismi. Ci stiamo muovendo seguendo esclusivamente criteri di necessità, sicurezza e interesse pubblico». Il Comune non nasconde che le criticità sul vasto territorio sarnanese siano ancora numerose, sia per quanto riguarda le strade comunali che quelle vicinali. Tuttavia, l'intenzione è quella di procedere con una programmazione costante nei prossimi mesi, compatibilmente con le risorse a disposizione. «Ogni strada sistemata rappresenta un passo avanti per l’intera comunità - ha aggiunto il consigliere Bruschi - e il nostro impegno è quello di continuare su questa strada con serietà e concretezza, mantenendo alta l'attenzione verso tutte le frazioni e le contrade del nostro territorio che da anni attendono risposte concrete».

Sanità

Il sindaco Pompei: "Monte San Martino è senza medico, l'Ast ce lo ha comunicato via WhatsApp"

Il sindaco Pompei: "Monte San Martino è senza medico, l'Ast ce lo ha comunicato via WhatsApp"

06/05/2026 18:00

Un messaggio via WhatsApp, poche parole "gelide e definitive": "Da domani la dottoressa Cristallini non potrà più prestare servizio". È così che, secondo il comunicato inviatoci dal sindaco Matteo Pompei, “il direttore sanitario dell’AST di Macerata, la dottoressa Daniela Corsi, ha deciso di liquidare il diritto alla salute di un’intera comunità montana". L’amministrazione comunale non usa mezzi termini ed esprime "il più fermo e totale sdegno per le modalità e la sostanza di un provvedimento che definire irrispettoso è un eufemismo". Una situazione che si inserisce in un contesto già critico, perché "da oltre tre anni questo Comune vive in un limbo intollerabile, ostaggio di una burocrazia regionale incapace di programmare il turn-over di un medico che ha abbondantemente superato l’età pensionabile". Al centro della denuncia c’è quello che viene definito “un paradosso vergognoso”: “la dottoressa Cristallini, con uno spirito di servizio che dovrebbe far arrossire i vertici sanitari regionali, ha continuato a operare gratuitamente negli ultimi mesi per non lasciare i cittadini privi di assistenza”. Una dedizione che, sempre secondo il comunicato, si è scontrata con un sistema inefficiente, perché "mentre il medico donava il proprio tempo e la propria professionalità alla comunità, l’apparato burocratico dell'Ast e della Regione rispondeva con rassicurazioni puntualmente disattese". Durissime le parole dell’amministrazione: "Ci hanno mentito per mesi. Ci era stato garantito l’imminente arrivo di un sostituto". E ancora: "Oggi scopriamo che non solo non c’è un erede che possa garantire la continuità del servizio, ma che l’unico presidio esistente viene cancellato con un colpo di spugna digitale via WhatsApp". Una gestione che viene definita senza mezzi termini “una gestione della sanità pubblica che non risolve i problemi, ma li crea deliberatamente”. Le conseguenze, si legge, sono pesanti per il territorio: "La sospensione improvvisa del servizio non è solo un disguido tecnico; è un attentato alla tenuta sociale dei nostri piccoli centri". In particolare, "in un territorio montano, dove l'età media è elevata e i collegamenti sono complessi, privare i cittadini del medico di base significa condannarli all'isolamento e alla precarietà sanitaria". Il comune di Monte San Martino chiarisce di non voler accettare passivamente questa situazione, definita una vera e propria “doccia fredda”, e chiede "l'immediata soluzione della problematica attraverso l’invio, entro 24 ore, di un sostituto effettivo", insieme a "un incontro urgente con i vertici dell'AST Macerata e con l'Assessorato alla Sanità della Regione Marche" e "rispetto per una popolazione che non può essere trattata come un numero marginale in un foglio di calcolo". La posizione finale è netta: "La pazienza dei piccoli centri è finita" e "non permetteremo che la burocrazia firmi l’atto di morte dei nostri territori". In assenza di risposte, conclude l’amministrazione, "è pronta a intraprendere ogni azione necessaria, in ogni sede competente, per tutelare la salute e la dignità dei propri cittadini".

Macerata, donati due defibrillatori didattici al 118: in memoria della dottoressa Daniela Del Bello

Macerata, donati due defibrillatori didattici al 118: in memoria della dottoressa Daniela Del Bello

06/05/2026 13:58

Il dottor Paolo Ruggeri ha donato al 118 di Macerata due defibrillatori didattici per trainer. Il gesto di generosità è stato voluto in memoria della moglie,Daniela Del Bello dottoressa in servizio al 118 di Macerata e recentemente scomparsa, che è stata referente del centro di formazione della centrale operativa per B.L.S.D. e primo soccorso. Questa apparecchiatura, insieme ai manichini didattici, rappresenta uno strumento fondamentale per insegnare nei corsi ai discenti una rianimazione cardio-polmonare di alta qualità, attraverso l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Il Centro di Formazione del Servizio Territoriale 118 dell’Ast di Macerata organizza corsi rivolti sia ai dipendenti dell’Ast per incrementare le competenze del personale, che agli operatori esterni e privati che ne facciano richiesta.  “Grazie a questa donazione è possibile diffondere la cultura del primo soccorso, che permette di salvare vite in situazioni di emergenza. Più persone sanno usare un DAE e più aumenta la probabilità che in caso di arresto cardiaco qualcuno intervenga nel minor tempo possibile, entro i primi cinque minuti, che sono decisivi per la persona” –ha affermato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini.  

Sport

Apiro capitale della Coppa Italia di Ruzzola: 61 formazioni in gara tra Marche e Umbria

Apiro capitale della Coppa Italia di Ruzzola: 61 formazioni in gara tra Marche e Umbria

06/05/2026 16:34

Domenica scorsa ad Apiro, nelle strade che fanno da cornice al Monte San Vicino, la FIGeST Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali, ha organizzato la Coppa Italia 2026 di ruzzola, manifestazione sportiva alla quale hanno preso parte ben 61 formazioni provenienti da Marche e Umbria, regioni, dove questa disciplina registra un buon numero di praticanti. I team in gara erano così suddivisi: 17 nella Categoria A, che si sono dati battaglia sui percorsi di Colognola e Rancore di Cingoli, 21 nella categoria B, che si sono sfidati sulle strade di Civitella e 23 nella categoria C, che sono stati impegnati lungo la strada che porta alla bella Abbazia di Sant’Urbano. La manifestazione, favorita dal bel tempo, ha visto le formazioni sfidarsi in 2 manches ad eliminazione diretta ai 10 lanci nel corso della mattinata. Nel pomeriggio le finaliste dei 3 gironi,  si sono affrontate nella gara decisiva per l'assegnazione dei Trofei. Sui 4 percorsi di gara, preparati dalla Asd Polisportiva San Vicino del presidente Ennio Malassisi, la competizione si è svolta nella massima regolarità, e al termine i risultati sono stati i seguenti: Categoria A: 1.Ruzzola Vallesina Quota 311 (AN); 2. Nocera 2022 (PG); 3. Edilizia Galli (AN), 4; Morano 2000 (PG); 5. Ruzzola Vallesina (AN) Categoria B: 1. New Team (PG), 2. A.R. 2002 Ostra Vetere (AN) 3. Ruzzola Ripe (AN), 4. Castiglioni (AN), 5.Corinaldo 1 Senior (AN), Torre Plestina (MC). Categoria C:1. Real San Donato (An), 2. Pro Loco Ripe (AN), 3. La Rinascente (PU), 4.  Colle Aprico (AN), 5. Confezioni Maroni (PG), 6. Trecastelli (An). Alla premiazione avvenuta presso lo Chalet Nua di Apiro, sono intervenuti il presidente del Consiglio di Specialità Ruzzola Angelo Gaudenzi, il segretario del Consiglio di Specialità Luigi Gaudenzi, Sauro Francescangeli presidente del Comitato Provinciale di Ancona e Enio Malassisi, presidente della Asd Polisportiva San Vicino. Prossimo appuntamento il Campionato italiano di ruzzola a coppie, previsto per i giorni 23-24 maggio a Valfornace.

Caso Chieti, la Recanatese non si ferma: ricorso alla Procura Federale insieme ad altri 3 club

Caso Chieti, la Recanatese non si ferma: ricorso alla Procura Federale insieme ad altri 3 club

06/05/2026 15:20

Non si placa la tempesta giudiziaria che sta scuotendo il finale di stagione nel Girone F di Serie D. Dopo aver definito "scandalosa" la sentenza del Tribunale Federale Nazionale, che ha sanzionato il Chieti con una sola ammenda senza penalizzazioni in classifica, la Recanatese è passata ufficialmente all'azione. Nella giornata di oggi, il club guidato dal presidente Massimiliano Guzzini ha depositato un atto di significazione alla Procura Federale della Figc per chiedere la tutela della regolarità del campionato. La società leopardiana non è sola in questa battaglia, poiché al suo fianco si sono schierate anche Sammaurese, Termoli e Fossombrone, tutte assistite dal noto esperto di diritto sportivo, l'avvocato Mattia Grassani. L'obiettivo dell'esposto è spingere l'organo inquirente a impugnare la decisione di primo grado, affinché la Procura eserciti le proprie prerogative e ricorra in appello contro la sentenza riguardante il club abruzzese. Nel dettaglio, al Chieti viene contestato il mancato deposito delle dichiarazioni liberatorie entro il termine perentorio del 31 gennaio 2026. Le inadempienze riguarderebbero le mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2025 per il calciatore Jacopo Surricchio, oltre ai pagamenti destinati agli allenatori Francesco Del Zotti e Paolo D’Ercole, che risulterebbero regolarizzati solamente per la mensilità di agosto 2025. Nonostante tali mancanze, il Tribunale si era limitato a infliggere tre mesi di inibizione al presidente e un'ammenda di 5.000 euro alla società, un verdetto che i quattro club firmatari considerano inadeguato a garantire la parità competitiva. La Recanatese e le altre società esponenti, dichiarandosi perfettamente adempienti ai propri obblighi, hanno sottolineato come il "rispetto delle norme" sia "il cardine di una competizione di rilievo nazionale, specialmente alla luce delle nuove tutele sul lavoro sportivo". Per questo motivo, i club si sono riservati il diritto di intervento nel giudizio di secondo grado, determinati a far valere le proprie ragioni in una corsa salvezza che si deciderà ormai tanto sul campo quanto nelle aule della giustizia sportiva. (Credit foto: Facebook Us Recanatese) 

Economia

Debiti bancari ed esecuzioni immobiliari: nuove difese per i debitori contro le irregolarità

Debiti bancari ed esecuzioni immobiliari: nuove difese per i debitori contro le irregolarità

29/04/2026 18:40

Anche la Giurisprudenza di legittimità, oltre a quella di merito, apre recentemente nuovi spiragli per consentire ai debitori esecutati di difendersi più adeguatamente dalle ingiustizie bancarie. Mentre in passato si potevano definire "bonariamente" le controversie sorte fra le banche, cessionarie e debitori, ora per bloccare le esecuzioni immobiliari è necessario (quasi obbligatorio) il ricorso al Giudice di merito o, ancora meglio, al Giudice delle Esecuzioni. Infatti, tra le varie cessionarie dei crediti bancari, ultimamente, molte rinunciano strategicamente a fornire le dovute spiegazioni ed a documentare la regolarità del loro operato, comportamento che risulta comunque vantaggioso per le stesse in considerazione dell'elevato numero di pratiche coinvolte. "Di fronte a esplicite richieste sulla titolarità del credito e legittimazione ad agire, le cessionarie spesso rispondono in modo generico e totalmente incompleto", evidenzia il cav. rag. Giuseppe Tosoni, presidente dell'Associazione Tutela Impresa e delegato dello Sportello del Consumatore Italia per la Regione Marche "Ma ciò facilita la procedura del debitore, che è legittimato a conoscere con precisione se le azioni intraprese sono valide per una procedura esecutiva giudiziale", prosegue. A tal riguardo, emerge un dato singolare: circa 300 di tali società sono localizzate nello stesso indirizzo a Conegliano Veneto, la cui regolarità è oggetto di verifica da parte della Guardia di Finanza, iniziativa promossa dall'associazione in collaborazione con un'imprenditrice di Tolentino. "Pertanto, si invitano le parti debitrici a verificare preventivamente la legittimità delle cessionarie e valutare ulteriori contestazioni - conclude Tosoni ricordando l'urgenza del fenomeno -: in provincia di Macerata ci sono ben 1.200 immobili all'asta, di cui circa 120 solo a Civitanova Marche".

Imprese e crisi globale, l’analisi di Marco Ragni (Confindustria Macerata): “Fare sistema è l’unica strada" (VIDEO)

Imprese e crisi globale, l’analisi di Marco Ragni (Confindustria Macerata): “Fare sistema è l’unica strada" (VIDEO)

29/04/2026 10:00

In un contesto economico segnato da tensioni internazionali, aumento dei costi energetici e forte incertezza globale, il sistema produttivo locale è chiamato a ripensare le proprie strategie. In questa intervista, Marco Ragni, presidente di Confindustria Macerata e amministratore delegato di Fatar, analizza lo stato dell’economia del territorio, evidenziando criticità, opportunità e il ruolo centrale della collaborazione tra imprese per affrontare una fase complessa ma non priva di prospettive. La provincia di Macerata è un territorio ampio e diversificato, in che modo si costruisce e si rafforza la coesione tra imprenditori appartenenti a settori differenti?La provincia di Macerata è un territorio dove c’è un tessuto imprenditoriale molto vario: manifatturiero, moda, agroalimentare, meccanica, arredo. Questo rappresenta da una parte un punto di forza e dall’altra una complessità. L’associazione lavora per creare connessioni vere tra le imprese, attraverso tavoli comuni dove condividere problemi e progetti. Costruiamo iniziative trasversali, come un importante progetto sull’introduzione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, e favoriamo lo scambio di competenze. Oggi nessuno compete da solo, ma all’interno di una filiera. Oggi la vera competitività nasce dalla capacità di fare sistema e non di restare isolati. Sta prendendo forma un’aggregazione tra Ancona, Fermo e Macerata: quali sono gli obiettivi e le ricadute sul territorio?Questo processo di aggregazione è un passaggio strategico, non formale. Da soli rischiamo di essere troppo piccoli per contare davvero. Mettere insieme Macerata, Ancona e Fermo significa fare massa critica e avere maggiore peso nei tavoli dove si decidono le politiche industriali, a livello regionale, nazionale ed europeo. Inoltre, questa rete permetterà di offrire servizi più evoluti alle aziende associate. Allargando lo sguardo allo scenario geopolitico internazionale, quanto incidono queste dinamiche sulla produzione locale?Le tensioni internazionali oggi si sentono in modo concreto anche sul nostro territorio. Conflitti, dazi e difficoltà nelle forniture rendono più complicato pianificare investimenti e strategie. Da una parte si registra un calo della domanda, dall’altra aumentano i costi delle forniture e dell’energia. Tutto questo incide direttamente sui bilanci delle imprese. Le aziende stanno reagendo, ma il contesto resta molto instabile. Quali sono oggi i settori maggiormente colpiti da questa fase di instabilità?In prima battuta i settori più colpiti sono quelli orientati all’export, come la moda e il calzaturiero, che subiscono la contrazione della domanda e le difficoltà nei mercati esteri. Anche altri comparti, come l’agroalimentare e l’arredo casa, risentono di problemi nelle catene di fornitura e nella logistica, con difficoltà a rimanere competitivi nelle filiere produttive. Quali interventi ritiene prioritari da parte della politica per sostenere il sistema produttivo?Le imprese hanno bisogno soprattutto di certezze e di risposte chiare. Da troppo tempo vengono rimandate decisioni importanti, a partire dalla politica energetica, che deve essere definita in modo chiaro a livello europeo, nazionale e regionale. Nelle Marche è fondamentale portare avanti il tema del termovalorizzatore. Serve inoltre intervenire sulla rete di distribuzione: molte aziende, soprattutto nelle aree interne, soffrono ancora di sbalzi e interruzioni di energia. C’è poi il paradosso degli investimenti nel fotovoltaico: da una parte vengono incentivati, dall’altra le imprese non riescono ad allacciarsi alla rete per mancanza di infrastrutture adeguate. A questo si aggiunge un quadro normativo complesso che aumenta la burocrazia. Le aziende sono ormai abituate a portare “zaini pesanti” sulle spalle: è il momento che la politica inizi a togliere qualche peso. Guardando al futuro, quali prospettive economiche si vedono nei prossimi mesi per il territorio?Il quadro resta molto complesso e fare previsioni è difficile, sia nel breve che nel medio termine, perché i conflitti internazionali influenzano direttamente gli equilibri economici globali. Le aziende sono reattive e si stanno organizzando, ma hanno poche leve strategiche per reagire in questa fase. Proprio per questo diventa ancora più importante fare sistema e affrontare insieme le difficoltà a livello associativo. Questo può rappresentare un vantaggio per tornare rapidamente competitivi quando la situazione tornerà a normalizzarsi.

Scuola e università

Unimc, una borsa di studio in memoria di Riccardo Lombardi: premiata Giulia Degli Emili

Unimc, una borsa di studio in memoria di Riccardo Lombardi: premiata Giulia Degli Emili

06/05/2026 14:40

All’Università di Macerata, la memoria di Riccardo Lombardi, scomparso prematuramente lo scorso anno, continua a vivere tra le aule dell’ateneo. Ieri, martedì 5 maggio, in rettorato il rettore John Mc Court, alla presenza della prorettrice al Welfare Natascia Mattucci e della presidente dei corsi in Mediazione linguistica Costanza Geddes Da Filicaia, ha consegnato la borsa di studio istituita e finanziata in suo onore dai genitori del ragazzo, Raffaele Lombardi e Silvia Mira: a vincerla è stata Giulia Degli Emili.  La borsa di studio, destinata a una matricola di Mediazione Linguistica, non è solo un sostegno economico, ma un ritratto fedele di ciò che Riccardo amava: l’impegno nel sociale, la musica e lo studio delle lingue straniere. La scelta dei criteri di assegnazione riflette infatti le passioni di un ragazzo che aveva fatto della curiosità culturale e dell'altruismo la propria cifra distintiva. Il rettore John McCourt ha espresso profonda gratitudine per l'iniziativa: "Da un momento di profondo dolore può nascere una cosa bella. Questo premio è un esempio meraviglioso e i genitori di Riccardo meritano il nostro ringraziamento per il loro generoso gesto". Per Raffaele e Silvia, il finanziamento di questo premio rappresenta un modo per tenere viva la memoria del figlio, per vederlo camminare ancora nell’Università di Macerata. Giulia Degli Emili, classe 2006, si avvicina molto alla persona che era Riccardo. Amante della cultura e delle lingue straniere, sta approfondendo inglese, spagnolo e la lingua italiana dei segni all’interno del suo corso di laurea. Suona inoltre il flauto traverso da quando aveva dieci anni e fa parte della banda cittadina. “Conoscere - ha scritto nella sua lettera motivazione - la storia e la passione, che Riccardo, ha dedicato allo studio e alla vita culturale, mi ha spinto a riflettere non solo sul mio percorso accademico, ma sul valore di ciò che desidero diventare come persona. La sua dedizione allo studio è stata per me fonte di grande ispirazione, poiché ho trovato in lui quei valori che guidano ogni giorno le mie scelte”. Ai genitori di Riccardo Giulia ha raccontato come ami tornare appena può nel suo paese, Monte San Vito, per ritrovare nella banda quel “dialogo emotivo tra chi suona e chi ascolta”.     

Tfa sostegno Marche, via libera del Crum a UniMC e Urbino: no alla proposta della Link Campus

Tfa sostegno Marche, via libera del Crum a UniMC e Urbino: no alla proposta della Link Campus

06/05/2026 13:00

Il Coordinamento Regionale delle Università delle Marche (CRUM), presieduto dal rettore dell’Università di Macerata John McCourt e composto dai rappresentanti degli atenei marchigiani, della regione e degli studenti, ha espresso parere favorevole all’attivazione del TFA Sostegno XI ciclo per le università di Macerata e Urbino. Alla riunione, svoltasi il 5 maggio, ha partecipato anche una rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche. L’offerta approvata prevede 961 posti per l’Università di Macerata e 270 per l’Università di Urbino Carlo Bo, distribuiti tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado. I posti includono anche una quota riservata ai soprannumerari. Nel motivare il parere favorevole, il Crum ha richiamato la continuità dell’esperienza formativa dei due atenei pubblici, la sostenibilità dell’offerta rispetto al fabbisogno del territorio e il radicamento delle iniziative nel sistema scolastico regionale. Diversa la valutazione per le proposte presentate dalla Link Campus University per le sedi di Fano e Ascoli Piceno, per le quali è stato espresso parere non favorevole. Secondo il Coordinamento, eventuali attivazioni dovranno essere supportate da un’istruttoria più approfondita e da un maggiore radicamento nel contesto universitario e scolastico regionale. Nel corso della seduta si è registrata l’astensione dell’assessore regionale e vicepresidente Enrico Rossi. Il Crum ha infine ribadito l’importanza di garantire qualità formativa, sostenibilità organizzativa e coerenza tra offerta accademica e reale capacità del sistema territoriale, con particolare attenzione alla formazione degli insegnanti di sostegno.  

Cultura

Da New York a Civitanova, successo per il Silent Reading Party: lettura e socialità al porto

Da New York a Civitanova, successo per il Silent Reading Party: lettura e socialità al porto

06/05/2026 17:00

CIVITANOVA MARCHE – Nuova partecipazione per il "Silent Reading Party", l’iniziativa promossa dal Civitanova Social Hub, realtà attiva sul territorio cittadino negli ultimi mesi. L’ultimo appuntamento si è svolto lunedì sera negli spazi del Ristorante Club Vela, affacciato sul porto. L'evento ha mantenuto la formula della lettura silenziosa condivisa, arricchita in questa occasione dalla possibilità di accompagnare il momento con un calice di vino, assumendo così il nome di "Wine Reading Party". Il format si ispira a esperienze nate a New York nel 2010, pensate come risposta all’eccessiva esposizione agli stimoli digitali. Anche a Civitanova l’iniziativa si propone come alternativa di intrattenimento, offrendo uno spazio di pausa e concentrazione, in un contesto informale e collettivo. La serata si è svolta tra il lungomare e l’area portuale, con partecipanti di diverse età che hanno condiviso un momento di lettura individuale in un ambiente comune. “L’obiettivo è creare uno spazio di incontro e socializzazione partendo da un’attività personale come la lettura”, spiegano gli organizzatori. Il gruppo sottolinea inoltre la crescita della partecipazione e annuncia l’intenzione di proseguire con nuovi appuntamenti e format nei prossimi mesi. Il progetto si inserisce tra le iniziative culturali emergenti in città, con l’obiettivo di favorire momenti di aggregazione alternativi e accessibili.  

Castelraimondo, il rock senza filtri di Enrico Ruggeri conquista il Lanciano Forum

Castelraimondo, il rock senza filtri di Enrico Ruggeri conquista il Lanciano Forum

03/05/2026 09:50

Una serata "elettrica", autentica e fuori dagli schemi. Il comune di Castelraimondo archivia con soddisfazione il grande successo dell'Electric Tour 2026 di Enrico Ruggeri, che giovedì 30 aprile ha infiammato il Lanciano Forum. L'artista milanese ha regalato al pubblico una performance rock pura, basata sull'improvvisazione e sulla musica suonata rigorosamente dal vivo. In un’epoca dominata da basi e sequenze digitali, il concerto di Ruggeri si è distinto per la sua natura diretta: una scaletta scelta sul momento che ha dato vita a un dialogo costante e spontaneo tra il palco e la sala gremita. Accompagnato da una band di altissimo livello - composta da Sergio Aschieris e Johnny Gimpel alle chitarre, Francesco Luppi alle tastiere, Mitia Maccaferri al basso e voce e Lele Veronesi alla batteria - Ruggeri ha interpretato circa venti brani. Il filo conduttore è stato il rock, attraverso il quale il cantautore ha ripercorso i grandi successi che hanno segnato intere generazioni della musica italiana. Lo stesso Ruggeri ha voluto ringraziare il pubblico marchigiano attraverso i propri canali social, definendo la data di Castelraimondo come una "partenza perfetta". «I giorni di prove ci hanno caricato, sembrava già un concerto di metà tour - ha scritto il cantante - grande band ma soprattutto grandi voi! Spero siate stati ben ripagati dei chilometri fatti, sappiate che siete preziosi».

Eventi

Civitanova celebra la Giornata dell'Europa: due appuntamenti su bandi europei, IA e giovani

Civitanova celebra la Giornata dell'Europa: due appuntamenti su bandi europei, IA e giovani

06/05/2026 13:00

La città di Civitanova Marche aderisce alle celebrazioni della Giornata dell’Europa 2026 con un programma di iniziative rivolte al mondo delle imprese, della scuola e della cittadinanza, promosse dall’Assessorato alle Politiche Comunitarie in collaborazione con il Centro Eurodesk e numerosi partner del territorio. Il calendario prevede due appuntamenti principali: il convegno “Bandi europei, incentivi per le imprese e intelligenza artificiale: opportunità per il territorio”, in programma l’8 maggio dalle 15.30 alle 18.30 presso la sede del Banco Marchigiano, e l’evento “Expo delle Politiche Europee raccontate dai giovani”, previsto il 12 maggio all’Auditorium dell’IIS Bonifazi-Corridoni. “Con queste iniziative – sottolinea il vicesindaco e assessore all’Ufficio Europa Claudio Morresi – vogliamo creare un’importante occasione di promozione dei valori europei, della partecipazione attiva dei giovani e del dialogo tra istituzioni, scuola e sistema produttivo locale. Oggi più che mai è fondamentale far conoscere le opportunità europee e accompagnare cittadini e operatori economici verso strumenti innovativi, come l’intelligenza artificiale e la finanza agevolata, capaci di generare sviluppo e competitività per Civitanova”.  Ad aprire il convegno, dopo i saluti istituzionali del vicesindaco Morresi e di Gabriele Lanciotti, presidente di Confartigianato Civitanova, sarà il professor Giuseppe Rivetti dell’Università di Macerata, esperto di diritto tributario europeo, che interverrà sulla recente inclusione della Regione Marche nella Zona Economica Speciale (ZES) Unica, considerata un’importante leva per la competitività e lo sviluppo del tessuto produttivo locale. Seguiranno gli interventi di Roberta Crocetti, Head of EU Funds di Servizi Europa – Projectfin, e Moreno Domenichini, esperto di innovazione e strumenti di intelligenza artificiale applicati alla finanza agevolata.   Il 12 maggio saranno protagonisti gli studenti con l’“Expo delle Politiche Europee”. Presenteranno elaborati, progetti, installazioni e contenuti multimediali realizzati durante il percorso di studio, utilizzando linguaggi creativi e innovativi per raccontare le politiche europee in modo accessibile e coinvolgente. I migliori lavori saranno selezionati da una giuria qualificata, composta anche da membri della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia. I gruppi vincitori parteciperanno, a settembre, a un viaggio studio presso lo Spazio Europa David Sassoli di Roma, un’importante occasione di formazione e approfondimento istituzionale.    

Cicloturismo, il Vic Bikepacking attraversa le aree di Canfaito e del Monte San Vicino

Cicloturismo, il Vic Bikepacking attraversa le aree di Canfaito e del Monte San Vicino

06/05/2026 13:00

SAN SEVERINO MARCHE – È tutto pronto per il Vic Bikepacking 2026, evento dedicato al cicloturismo che nel fine settimana del 9 e 10 maggio attraverserà alcune delle aree naturalistiche più note dell’entroterra marchigiano. L’iniziativa ha già registrato il tutto esaurito. L’evento, patrocinato dal Comune di San Severino Marche, si sviluppa lungo un percorso di circa 150 chilometri con un dislivello positivo di 3.700 metri. I partecipanti potranno scegliere tra due tracce, entrambe pensate per valorizzare il territorio e la pratica del bikepacking. La partenza è prevista da Fabriano, con attraversamento di strade sterrate e secondarie che conducono verso la Riserva Naturale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, gestita dall’Unione Montana Potenza Esino Musone. Tra i passaggi più significativi figura il territorio settempedano, con la faggeta secolare di Canfaito e le pendici del Monte San Vicino, punto di riferimento paesaggistico dell’Appennino umbro-marchigiano. Il programma prevede una prima tappa con arrivo al campo base di Matelica, dove sarà organizzato il pernottamento in tenda o in bivacco al coperto, secondo la filosofia del bikepacking, che unisce sport e condivisione.   L’evento punta a promuovere il turismo lento e la valorizzazione delle aree interne, considerate un punto di riferimento per il cicloturismo grazie alla qualità dei percorsi e alla gestione ambientale del territorio.

Curiosità

Appignano in festa per Nazzarena: la "super-nonna" compie 106 anni

Appignano in festa per Nazzarena: la "super-nonna" compie 106 anni

04/05/2026 15:30

C’è un segreto tra i vicoli di Appignano, un borgo dove il tempo sembra scorrere con una benevolenza speciale. A confermarlo è lo straordinario traguardo raggiunto dalla signora Nazzarena Cicarè, vedova Prenna, che il 3 maggio ha spento ben 106 candeline, circondata dall’affetto incondizionato di un’intera comunità. Nata il 3 maggio 1920, Nazzarena Cicarè, oltre ad essere la memoria storica del paese, è l’esempio vivente di quella "qualità della vita" che rende Appignano un’eccellenza del territorio marchigiano. I festeggiamenti, curati con amore dalla figlia Lella, dai parenti e dai numerosi amici, sono stati un momento di profonda commozione. A portare l’omaggio ufficiale della cittadinanza sono stati il sindaco Mariano Calamita e il vicesindaco Stefano Montecchiarini. "È un onore per me e per la nostra comunità festeggiare la signora Nazzarena che incarna il nostro spirito di resilienza e gioia di vivere - ha dichiarato il sindaco Mariano Calamita -. La sua longevità è una testimonianza preziosa delle virtù del nostro territorio, dove l’aria incontaminata, le tradizioni autentiche e la buona tavola si fondono per creare un ambiente ideale per vivere a lungo e in salute. A nome dell'amministrazione comunale e di tutti i cittadini di Appignano, auguro a Nazzarena ancora tanti momenti di gioia e serenità". La festa si è trasformata in un inno alla vita, confermando Appignano come un luogo dove il benessere non è solo un dato statistico, ma un valore condiviso che si respira negli incontri quotidiani e nella forza di queste "super-nonne" che continuano a ispirare le nuove generazioni con il loro sorriso e la loro saggezza.

Civitanova, fine di un'era: il Donoma chiude i battenti dopo 13 anni

Civitanova, fine di un'era: il Donoma chiude i battenti dopo 13 anni

04/05/2026 12:33

"La musica è finita, gli amici se ne vanno”. Potrebbe essere questo l’incipit simbolico per raccontare la chiusura del Donoma di Civitanova, storico locale della movida cittadina che dopo 13 anni di attività spegne definitivamente le luci negli spazi dell’ex cinema Adriatico. L’intero edificio sarà infatti riconvertito in un grande complesso residenziale. La struttura ha avuto nel tempo una lunga storia: ha ospitato il pub O’Connell, poi la discoteca Taboo e successivamente altre attività, fino all’attuale configurazione che comprende anche spazi destinati alla ristorazione e servizi. Sul lato sud, inoltre, per anni ha trovato sede anche un presidio delle forze dell’ordine. La gestione più recente, durata circa cinque anni, si conclude dopo un periodo complesso caratterizzato da trattative non andate a buon fine con la proprietà dell’immobile, la società Saci dei fratelli Torresi. Non è stato raggiunto un accordo per una prosecuzione temporanea dell’attività, nonostante fosse stata ipotizzata una soluzione transitoria con rinnovi a breve termine. Il contratto di affitto risultava già scaduto a dicembre 2025, dopo dodici anni di attività, con una proroga temporanea che ha consentito di proseguire per un ultimo periodo. La proprietà ha ora richiesto la liberazione dei locali entro 40 giorni, rendendo necessario lo smantellamento della struttura con il coinvolgimento di ditte specializzate. Nel corso degli anni il Donoma ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento della movida civitanovese e dell’intrattenimento notturno regionale, contribuendo anche all’indotto turistico e commerciale della città, con ricadute su bar, ristoranti e strutture ricettive. L’attività ha impiegato tra le 50 e le 70 persone tra staff interno e sicurezza. La chiusura ha suscitato preoccupazione tra i lavoratori, mentre viene sottolineato come la movida negli ultimi anni sia cambiata, con un aumento di episodi problematici e criticità legate alla sicurezza non solo a livello locale ma nazionale. Nonostante la fine dell’esperienza a Civitanova, il marchio Donoma potrebbe non scomparire. Sono infatti in corso valutazioni per nuove aperture in altre sedi e con nuovi investitori, anche al di fuori della città, con particolare attenzione a possibili sviluppi nella zona di Porto Sant’Elpidio.  

Varie

Tolentino, completata la riqualificazione dello skatepark in zona Sticchi

Tolentino, completata la riqualificazione dello skatepark in zona Sticchi

06/05/2026 16:00

Tutto pronto per la cerimonia di inaugurazione dello skatepark realizzato in zona Sticchi, di fianco alla piscina comunale che si terrà sabato 9 maggio, alle ore 17.00 e che prevede, dopo il taglio del nastro, il saluto delle autorità, free skate e dj set. Nell’impianto, sono stati effettuati lavori di sistemazione del fondo e levigatura ed è stata realizzata un'area attrezzata con rampe e ostacoli per l'uso di skateboard. Il quadro economico ammonta a € 80.000 finanziati tramite fondi comunali e il contributo della ditta La Triveneta Cavi spa. Realizzata anche la sistemazione dell'area esterna dove saranno posizionate alcune panchine fatte in malta cementizia con stampa 3D e donate dalla ditta Materianova srl. Direttore dei lavori Cesare Salvatori, RUP Katiuscia Faraoni con la collaborazione di Stefano Staffolani (Ufficio Lavori Pubblici) e di Emanuele Tiberi responsabile settore sisma manutenzione. Va sottolineato che i ragazzi del comitato skate di Tolentino, promotori dell'iniziativa, hanno contribuito fattivamente all'opera, realizzando la verniciatura della balaustra e dei graffiti. "La riqualificazione dell’impianto – ricordano il sindaco Mauro Sclavi e il vicesindaco e assessore allo Sport Alessia Pupo – era stata richiesta da diversi ragazzi appassionati di skate, con i quali abbiamo condiviso il progetto e il percorso che oggi rappresentano quindi il frutto di quell’ascolto. Lo skatepark sarà sicuramente un luogo dedicato allo sport e al divertimento, ma anche uno spazio dove costruire relazioni e un punto di aggregazione soprattutto per ragazzi e famiglie. Come Amministrazione abbiamo voluto restituire alla città questo impianto rigenerato, che era in disuso da diversi anni, come segno concreto di un impegno soprattutto verso i ragazzi. Lo Skatepark è il risultato di un lavoro di squadra e ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto: gli sponsor, le ditte e i tecnici che vi hanno operato, i ragazzi del comitato, l’ASSM spa e la struttura comunale con particolare riferimento all'Ufficio Lavori Pubblici, Ufficio Sport, Ufficio Manutenzioni e operai".      

Emergenza cinghiali, Coldiretti Marche all'attacco: "Dalla Regione una revisione miope e pericolosa"

Emergenza cinghiali, Coldiretti Marche all'attacco: "Dalla Regione una revisione miope e pericolosa"

05/05/2026 12:50

Più che una revisione, sembrerebbe una vera e propria restaurazione. Coldiretti Marche senza mezzi termini contro le proposte di modifica, da parte della Regione, del Regolamento regionale 3/2012 sulla gestione degli ungulati. “Nella sua forma attuale – spiega la presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni – è un documento pericolosamente miope e tecnicamente inadeguato a fronteggiare l'emergenza cinghiali; anche l’incontro dello scorso 30 aprile, che avrebbe dovuto essere chiarificatore, ha portato ad un misero e preoccupante ‘nulla di fatto’, privo di elementi evidenti di accoglimento delle nostre proposte verbali”. Il primo scoglio è di metodo, ma con pesanti ricadute di merito. “Intanto la Regione - è il giudizio dell’organizzazione agricola - sta mettendo mano alle regole della caccia senza aver aggiornato il Piano Faunistico Venatorio Regionale fermo al 2019 e, ancora più grave, senza aver recepito l’ordinanza 1/2026 del Commissario Straordinario alla peste suina africana, che impone l’obbligo di massimizzare i prelievi con ogni mezzo possibile per tutelare al massimo il settore suinicolo regionale (e non solo), sotto la spada di Damocle della PSA, che, qualora accertata, porterebbe all’abbattimento di tutti i capi suini allevati e all’istituzione di zone rosse dove non sarebbe più possibile qualsiasi attività, comprese raccolta di funghi o castagne e quelle turistiche come il trekking, le passeggiate a cavallo ed altro”. Ma c’è di più, con queste modifiche la Regione vorrebbe chiudere la caccia di selezione durante il periodo della caccia collettiva per quattro mesi e introdurrebbe una superficie minima di 2 ettari per permettere ai coltivatori l'accesso prioritario alle Unità di Gestione. "Una beffa – sbottano da Coldiretti Marche – intanto perché si limitano le forze nel periodo più idoneo alla massima pressione selettiva, mentre l'emergenza richiederebbe più selezione sul campo per abbattere il tasso di crescita della popolazione degli ungulati, e poi perché un agricoltore con un ettaro di ortaggi di pregio o un piccolo vigneto rimarrebbe da solo a subire le razzie. Senza parlare della pretesa di gestire il tutto senza una base scientifica aggiornata, affidando la nuova zonizzazione tra aree vocate e non, a logiche di consenso territoriale anziché basarsi sull'effettiva densità scientifica dei branchi e sulla mappa dei danni documentati". Coldiretti non è nuova a queste battaglie e negli anni ha ottenuto innovazioni normative che hanno portato la legislazione marchigiana a diventare un punto di riferimento nazionale. Dal 2018, l’associazione ha guidato una vera rivoluzione gestionale: dal DGR 1469/18 sull’autodifesa degli agricoltori sul proprio fondo, alla riforma degli ATC con l'imposizione di uno Statuto Unico e il commissariamento degli Ambiti che ignoravano i danni agli agricoltori fino al nuovo sistema informatizzato che ha ridotto i tempi di erogazione e garantito trasparenza, i passi in avanti sono stati tanti a difesa del settore. "Oggi rischiamo di buttare tutto al vento - tuona Coldiretti – questa revisione è un pericoloso ritorno al passato che vede la gestione del cinghiale come una ‘concessione ludica’, quando invece i fatti impongono il pieno riconoscimento a servizio di pubblica utilità. Il tempo delle mediazioni al ribasso è finito. Se la Regione Marche non recepirà integralmente le nostre osservazioni, il rischio è che il Regolamento 3/2012 diventi il manifesto di un fallimento gestionale marchigiano degli ungulati, con un ritorno al passato inquietante". "Non accetteremo un regolamento che faccia marcia indietro rispetto ai traguardi raggiunti o palliativi che i contribuenti (attraverso i risarcimenti) e gli agricoltori (con la perdita del reddito) non possono più permettersi di pagare. La palla passa ora alla Regione: scegliere se stare con chi produce o con chi, per inerzia, vuole portare le campagne marchigiane verso un deserto produttivo e sciogliere il paradosso tutto marchigiano che, da una parte celebra il valore dell’agricoltura regionale rispetto alle altre regioni d’Italia, ma poi consente di legare le mani proprio a chi quella terra la lavora, tramite interventi miopi sulla gestione venatoria", conclude Coldiretti.   

Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.