Monte Cavallo, il nuovo municipio dopo dieci anni: "Ora torni la voglia di investire"
Attualità
26/08/2026 10:00

Monte Cavallo, il nuovo municipio dopo dieci anni: "Ora torni la voglia di investire"

Monte Cavallo il simbolo della ricostruzione ha una data precisa: il 3 settembre. Quel giorno il nuovo municipio verrà inaugurato ufficialmente, dieci anni dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia. Un edificio che torna a essere il cuore amministrativo del paese e che, per il sindaco Pietro Cecoli, rappresenta molto più della semplice conclusione di un cantiere. «La ricostruzione ha subito una certa accelerazione e sinceramente era ora», racconta il primo cittadino, riconoscendo il ruolo del commissario alla ricostruzione Guido Castelli nell'impulso dato al percorso negli ultimi anni. Il nuovo palazzo comunale è ormai terminato. Il 26 e 27 agosto è previsto il trasferimento degli uffici, con tutte le operazioni necessarie per riportare computer, rete e servizi nella nuova sede. Poi, il 3 settembre, arriverà il momento dell'inaugurazione. Per un piccolo Comune come Monte Cavallo, la conclusione dell'opera assume un significato particolare. «Dopo dieci anni siamo riusciti a ridare una nuova vita al nostro Comune tramite il palazzo comunale», spiega Cecoli. L'edificio è composto da una parte completamente nuova e una parte ristrutturata, restituendo così alla comunità uno dei suoi principali punti di riferimento. Il municipio, però, è soltanto una parte della ricostruzione. Sul fronte delle abitazioni private, il percorso continua e presenta difficoltà legate anche alle caratteristiche della comunità. «Essendo un Comune piccolo ci sono molte case che bisogna spingere i privati a ristrutturare», spiega il sindaco. In alcuni casi sono l'età dei proprietari o i costi da sostenere direttamente a rallentare le decisioni. «Cominciano a dire: io ho un accollo, io sono anziano», racconta Cecoli. Il Comune sta quindi cercando di accompagnare i proprietari e riportare in movimento anche quegli interventi che rischiano di rimanere fermi. L'obiettivo è evitare che il paese conservi edifici vuoti e danneggiati, perché «lasciare dei ruderi dentro i paesi è una brutta cosa». A dieci anni dal terremoto, anche a Monte Cavallo le SAE sono ancora tutte occupate. Ma qualcosa sta iniziando a cambiare: «A breve due, tre case verranno riconsegnate», annuncia Cecoli. Si tratta di un passaggio importante, perché consentirà di liberare alcune delle soluzioni abitative di emergenza e di destinarle, secondo quanto previsto dalla Regione, a persone interessate a risiedere nel Comune. Ed è proprio qui che il discorso sulla ricostruzione si trasforma in quello sul futuro. Perché ricostruire un edificio non significa automaticamente ricostruire una comunità. Servono persone, attività, servizi e soprattutto la volontà di investire nuovamente in un territorio che il terremoto ha profondamente modificato. Per Cecoli il nuovo municipio può rappresentare un punto di ripartenza. «Non posso che augurare ai cittadini che con la nuova struttura torni la voglia di investire nel piccolo», dice il sindaco. L'idea è quella di accompagnare la ricostruzione edilizia con una nuova stagione per le attività economiche e ricettive. Un segnale, secondo il primo cittadino, è arrivato anche recentemente con l'apertura di una nuova attività legata alla produzione del ciauscolo e con il ritorno a Monte Cavallo della figlia della titolare, arrivata da Parigi per rilevare l'attività. Piccoli segnali che, in un paese di dimensioni ridotte, possono assumere un peso significativo. «Cerchiamo di dare un input anche alle persone di Monte Cavallo di buona volontà che vogliono aprire nuova attività qui», afferma Cecoli. Perché la sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare la ricostruzione da punto di arrivo a punto di partenza. Il nuovo municipio è pronto, alcune abitazioni stanno tornando disponibili e nuove attività possono rappresentare l'occasione per riportare persone e vitalità nel paese. A dieci anni dal sisma, Monte Cavallo prova quindi a lasciarsi alle spalle la fase dell'emergenza. Il 3 settembre, con l'inaugurazione del nuovo municipio, sarà un momento simbolico: non soltanto la restituzione di un edificio alla comunità, ma la possibilità di aprire una nuova pagina.

Monte Cavallo, il nuovo municipio dopo dieci anni: "Ora torni la voglia di investire"

Monte Cavallo, il nuovo municipio dopo dieci anni: "Ora torni la voglia di investire"
26/08/2026 10:00

Monte Cavallo il simbolo della ricostruzione ha una data precisa: il 3 settembre. Quel giorno il nuovo municipio verrà inaugurato ufficialmente, dieci anni dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia. Un edificio che torna a essere il cuore amministrativo del paese e che, per il sindaco Pietro Cecoli, rappresenta molto più della semplice conclusione di un cantiere. «La ricostruzione ha subito una certa accelerazione e sinceramente era ora», racconta il primo cittadino, riconoscendo il ruolo del commissario alla ricostruzione Guido Castelli nell'impulso dato al percorso negli ultimi anni. Il nuovo palazzo comunale è ormai terminato. Il 26 e 27 agosto è previsto il trasferimento degli uffici, con tutte le operazioni necessarie per riportare computer, rete e servizi nella nuova sede. Poi, il 3 settembre, arriverà il momento dell'inaugurazione. Per un piccolo Comune come Monte Cavallo, la conclusione dell'opera assume un significato particolare. «Dopo dieci anni siamo riusciti a ridare una nuova vita al nostro Comune tramite il palazzo comunale», spiega Cecoli. L'edificio è composto da una parte completamente nuova e una parte ristrutturata, restituendo così alla comunità uno dei suoi principali punti di riferimento. Il municipio, però, è soltanto una parte della ricostruzione. Sul fronte delle abitazioni private, il percorso continua e presenta difficoltà legate anche alle caratteristiche della comunità. «Essendo un Comune piccolo ci sono molte case che bisogna spingere i privati a ristrutturare», spiega il sindaco. In alcuni casi sono l'età dei proprietari o i costi da sostenere direttamente a rallentare le decisioni. «Cominciano a dire: io ho un accollo, io sono anziano», racconta Cecoli. Il Comune sta quindi cercando di accompagnare i proprietari e riportare in movimento anche quegli interventi che rischiano di rimanere fermi. L'obiettivo è evitare che il paese conservi edifici vuoti e danneggiati, perché «lasciare dei ruderi dentro i paesi è una brutta cosa». A dieci anni dal terremoto, anche a Monte Cavallo le SAE sono ancora tutte occupate. Ma qualcosa sta iniziando a cambiare: «A breve due, tre case verranno riconsegnate», annuncia Cecoli. Si tratta di un passaggio importante, perché consentirà di liberare alcune delle soluzioni abitative di emergenza e di destinarle, secondo quanto previsto dalla Regione, a persone interessate a risiedere nel Comune. Ed è proprio qui che il discorso sulla ricostruzione si trasforma in quello sul futuro. Perché ricostruire un edificio non significa automaticamente ricostruire una comunità. Servono persone, attività, servizi e soprattutto la volontà di investire nuovamente in un territorio che il terremoto ha profondamente modificato. Per Cecoli il nuovo municipio può rappresentare un punto di ripartenza. «Non posso che augurare ai cittadini che con la nuova struttura torni la voglia di investire nel piccolo», dice il sindaco. L'idea è quella di accompagnare la ricostruzione edilizia con una nuova stagione per le attività economiche e ricettive. Un segnale, secondo il primo cittadino, è arrivato anche recentemente con l'apertura di una nuova attività legata alla produzione del ciauscolo e con il ritorno a Monte Cavallo della figlia della titolare, arrivata da Parigi per rilevare l'attività. Piccoli segnali che, in un paese di dimensioni ridotte, possono assumere un peso significativo. «Cerchiamo di dare un input anche alle persone di Monte Cavallo di buona volontà che vogliono aprire nuova attività qui», afferma Cecoli. Perché la sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare la ricostruzione da punto di arrivo a punto di partenza. Il nuovo municipio è pronto, alcune abitazioni stanno tornando disponibili e nuove attività possono rappresentare l'occasione per riportare persone e vitalità nel paese. A dieci anni dal sisma, Monte Cavallo prova quindi a lasciarsi alle spalle la fase dell'emergenza. Il 3 settembre, con l'inaugurazione del nuovo municipio, sarà un momento simbolico: non soltanto la restituzione di un edificio alla comunità, ma la possibilità di aprire una nuova pagina.

Cronaca

Potenza Picena, violazione degli obblighi di assistenza familiare: arrestato 45enne

Potenza Picena, violazione degli obblighi di assistenza familiare: arrestato 45enne

26/08/2026 11:13

I militari della Stazione di Porto Potenza Picena hanno arrestato un 45enne italiano, residente in zona e già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di un ordine di carcerazione. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Ancona – Ufficio Esecuzioni Penali e riguarda una condanna per la violazione reiterata degli obblighi di assistenza familiare, commessa nel 2018 in provincia di Ancona. L’uomo dovrà scontare una pena di tre mesi di reclusione. I carabinieri hanno dato esecuzione al provvedimento e, una volta completate le formalità previste, hanno accompagnato il 45enne alla Casa circondariale di Fermo, dove è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha emesso l’ordine. L’arresto rientra nell’attività di controllo del territorio portata avanti dai militari della Compagnia di Civitanova Marche.

Paura durante il maltempo: albero piomba sull'autobotte dei Vigili del Fuoco. Equipaggio salvo per miracolo

Paura durante il maltempo: albero piomba sull'autobotte dei Vigili del Fuoco. Equipaggio salvo per miracolo

25/08/2026 22:00

Uno spaventoso fuoriprogramma ha segnato la giornata di interventi straordinari legati all'ondata di maltempo che ha colpito la regione. Una squadra del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Arcevia è scampata al peggio mentre era impegnata nelle operazioni di messa in sicurezza lungo le strade bloccate da alberi e rami caduti a causa delle forti raffiche di vento e della pioggia battente. Durante il tragitto verso un nuovo intervento, un’imponente quercia ha ceduto all’improvviso sotto la forza delle intemperie, abbattendosi in pieno sul mezzo di soccorso in transito. L'impatto è stato devastante: l'autobotte — un mezzo di recente acquisizione — è rimasta quasi completamente schiacciata ed è andata distrutta. Nonostante la gravità dei danni al veicolo, la prontezza dei riflessi del conducente e una grande dose di fortuna hanno evitato la tragedia. I pompieri dell'equipaggio sono riusciti a uscire autonomamente dall'abitacolo senza riportare conseguenze gravi. Una volta messi al sicuro, gli operatori hanno persino ripreso le attività per completare le missioni di soccorso assegnate. L'episodio è stato confermato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ancona e testimonia, ancora una volta, l'elevato livello di rischio a cui gli operatori del soccorso si espongono quotidianamente per tutelare la comunità, anche nelle condizioni meteorologiche più estreme.

Attualità

Dieci anni dal sisma, gli ex dipendenti tornano alla Domus Laetitiae: “Vederla così è un colpo al cuore”

Dieci anni dal sisma, gli ex dipendenti tornano alla Domus Laetitiae: “Vederla così è un colpo al cuore”

25/08/2026 18:43

USSITA - Il 24 agosto 2016 è una data che ha segnato per sempre la memoria delle comunità dell’Appennino marchigiano. Dieci anni dopo quella prima, devastante scossa, il ricordo del terremoto resta profondamente legato ai luoghi e alle persone che hanno vissuto la vita dei Monti Sibillini prima del sisma. A Frontignano di Ussita, nel piazzale antistante la Domus Laetitiae, a circa 1.300 metri di quota, il decennale del terremoto è diventato anche l’occasione per un incontro carico di emozioni. Qui si sono ritrovati spontaneamente alcuni ex dipendenti della storica struttura ricettiva, tornati davanti a quello che per molti di loro è stato molto più di un semplice luogo di lavoro. Un appuntamento nato dalla volontà di condividere ricordi, riannodare i fili di un passato comune e rendere omaggio a un’esperienza professionale e umana che ha accompagnato per anni la vita di tante persone. Per chi ci ha lavorato, la Domus Laetitiae rappresentava una vera e propria comunità. «Vivevamo la Domus Laetitiae h24», raccontano gli ex dipendenti, ricordando giornate che iniziavano con la colazione dei gruppi e terminavano soltanto a tarda sera. La struttura era un punto di riferimento per famiglie, escursionisti, gruppi parrocchiali, giovani in ritiro e comitive in vacanza studio, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico. D'estate come d'inverno, con le attività legate agli impianti di Frontignano, la Domus era in grado di accogliere contemporaneamente numerosi gruppi, diventando uno dei principali punti di riferimento dell'ospitalità in quota. Tra quelle mura sono passate generazioni di giovani e famiglie, in un ambiente che gli ex lavoratori ricordano come caratterizzato da accoglienza, spirito di gruppo e familiarità. A guidare la struttura per oltre 25 anni sono stati gestori che, secondo il ricordo degli ex dipendenti, hanno saputo trasmettere allo staff professionalità, attenzione verso gli ospiti e capacità di affrontare quotidianamente le difficoltà di un'attività ricettiva in montagna. «È grazie a tutto lo staff e alla dedizione vissuta stagione dopo stagione – spiegano gli ex lavoratori – che la struttura è arrivata a essere un vero e proprio fiore all'occhiello e un punto di riferimento turistico per l'intero Parco dei Monti Sibillini». Un patrimonio fatto non soltanto di numeri e presenze turistiche, ma soprattutto di relazioni umane e di ricordi che, a distanza di dieci anni dal sisma, rimangono ancora fortemente presenti. Proprio il confronto tra il passato e il presente ha reso particolarmente intenso il ritrovo di Frontignano. La Domus Laetitiae, gravemente danneggiata dal terremoto, appare oggi segnata dal tempo e dall'abbandono. Per chi ha trascorso lì anni della propria vita, assistere al degrado della struttura significa confrontarsi con una delle immagini più dolorose della ricostruzione ancora incompiuta. «Vederla così degradata e abbandonata è un vero e proprio colpo al cuore», raccontano gli ex dipendenti. «È un colpo al cuore di chi questa struttura l'ha vissuta veramente, lavorandoci e abitandoci h24 e dedicandovi anni di cura ed entusiasmo». Il decennale del sisma diventa così anche un'occasione per riportare l'attenzione su uno dei luoghi simbolo di Frontignano e sul futuro di una struttura che per decenni ha rappresentato un importante presidio turistico e sociale della montagna. Dalla giornata di memoria arriva quindi anche un appello rivolto al futuro e alle istituzioni impegnate nella ricostruzione. «Ci auspichiamo con tutto il cuore che la Domus Laetitiae possa risorgere presto», concludono gli ex dipendenti. «Questo territorio ha bisogno di ritrovare i suoi luoghi simbolici. Restituire una prospettiva di futuro a questa struttura significa dare un segnale concreto di rinascita a Frontignano, a Ussita e a tutte le comunità dei Monti Sibillini». A dieci anni dal terremoto, il ritrovo degli ex lavoratori ha così trasformato un luogo segnato dalle ferite del sisma in uno spazio di memoria e, soprattutto, di speranza. Perché dietro le mura della Domus Laetitiae non ci sono soltanto anni di storia alberghiera: ci sono persone, famiglie, generazioni e una parte importante della vita di Frontignano.

Sport e Periferie, Pieve Torina vince il bando: si farà il nuovo campo di calcio con pista di atletica

Sport e Periferie, Pieve Torina vince il bando: si farà il nuovo campo di calcio con pista di atletica

25/08/2026 14:17

Pieve Torina si aggiudica il bando “Sport e Periferie” e compie un nuovo passo nel percorso di ricostruzione e rilancio del territorio dopo il sisma. Il progetto per la realizzazione del nuovo campo di calcio, della pista di atletica e delle strutture dedicate alla ginnastica ha infatti ottenuto i pareri favorevoli del Coni e della Fidal, aprendo la strada alla realizzazione di un altro importante tassello del polo sportivo comunale. L’intervento nasce con l’obiettivo di rafforzare la qualità dei servizi e, soprattutto, di ricostruire quei legami sociali che il terremoto ha profondamente indebolito. Il nuovo impianto andrà a completare un’area destinata a diventare un vero e proprio punto di riferimento per lo sport, il tempo libero e la socialità. «Nel dopo sisma l’indebolimento dei legami sociali che ha colpito le nostre comunità ci ha spinto a progettare iniziative volte a migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini», sottolinea il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci. «In quest’ottica si colloca la realizzazione del nuovo campo di calcio con la pista d’atletica e le strutture per la ginnastica, a completamento del polo che include la piscina, il palazzetto dello sport, il nuovo ristorante, i campi di padel, da tennis e da calcetto e il centro benessere». Per l’amministrazione comunale, dunque, lo sport rappresenta molto più della realizzazione di nuove strutture. È uno strumento di inclusione, aggregazione e promozione del benessere, oltre che un elemento strategico per rendere il paese sempre più attrattivo per famiglie e giovani. «In questo percorso di rinascita lo sport rappresenta un pilastro essenziale per l’inclusione sociale, la salute delle comunità e la valorizzazione del territorio», prosegue Gentilucci. «Stiamo ricostruendo una realtà urbana a misura di famiglie e giovani e l’investimento in strutture sportive è una delle risposte più concrete ed efficaci per il rilancio e il futuro di Pieve Torina». Il nuovo campo di calcio e la pista di atletica si inseriscono così in una visione più ampia della ricostruzione, che punta a restituire alla comunità non soltanto edifici e servizi, ma anche occasioni di incontro e spazi capaci di favorire una nuova socialità. Un progetto che guarda quindi oltre la ricostruzione materiale e che individua nello sport uno dei motori della rinascita di Pieve Torina.

Politica

Macerata, assistenza scolastica ai disabili. Contigiani attacca il Comune: "Fa il gioco delle tre carte"

Macerata, assistenza scolastica ai disabili. Contigiani attacca il Comune: "Fa il gioco delle tre carte"

26/08/2026 10:35

MACERATA – «Con il bando sull’assistenza scolastica alla disabilità a Macerata, l’Amministrazione fa il gioco delle tre carte: scarica i tagli sui lavoratori e impoverisce il servizio per gli studenti». È un attacco diretto quello di Ninfa Contigiani, consigliera comunale del Partito democratico, che interviene sul nuovo capitolato d’appalto per l’assistenza all’autonomia scolastica, dopo la formale diffida presentata da USB Lavoro Privato al Comune.  Contigiani, che è anche docente dell’Università di Macerata impegnata nella formazione degli operatori del sociale, chiede all’Amministrazione di fermare l’iter e aprire immediatamente un confronto con le rappresentanze dei lavoratori.  «Non si può fare cassa e cercare il risparmio sui diritti degli alunni con disabilità e sulla pelle degli educatori», sostiene la consigliera dem, secondo la quale «il Comune di Macerata dovrebbe sospendere il bando e aprire subito un tavolo di confronto».  Nel mirino ci sono soprattutto le condizioni previste dal nuovo capitolato. «La diffida del sindacato solleva questioni di straordinaria gravità che toccano sia la dignità del lavoro sia la qualità dei servizi dedicati ai soggetti più fragili della nostra comunità», afferma Contigiani.  Tra le criticità indicate dalla consigliera ci sono «il sotto-inquadramento delle figure educative, la mancata attribuzione di un livello contrattuale coerente con la complessità del ruolo, il trasferimento del rischio economico sui lavoratori in caso di assenza dell’alunno e clausole di tutela occupazionale deboli».  Per Contigiani, si tratta di «scelte che vanno nella direzione opposta a quella di un welfare moderno e credibile».  La consigliera richiama anche la propria esperienza accademica e il lavoro svolto nella formazione degli operatori sociali. «Nella mia esperienza di docente, insieme a tanti colleghi dei corsi professionalizzati per il lavoro sociale, ci spendiamo per valorizzare le competenze e l'importanza della relazione umana tra operatore e assistito», spiega. Da qui, aggiunge, la contraddizione che vede nella scelta dell’Amministrazione di «svalutare proprio questa specificità».  Il nodo, secondo Contigiani, non riguarda soltanto le condizioni contrattuali degli educatori, ma rischia di avere ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza. «Un welfare pubblico non può prescindere dalla tutela dei suoi lavoratori», sottolinea. E avverte: «Far finta di non sapere che la precarietà di chi educa mina la qualità dell'assistenza significa fare il “gioco delle tre carte”: si vende l'idea di offrire un servizio e si pompa comunicativamente la crescita dei numeri, ma nei fatti se ne scarica il costo e la fatica sulle spalle degli operatori, tenendoli legati a condizioni precarie».  Un sistema che, secondo la consigliera, rischierebbe di produrre conseguenze anche sul piano sociale. «Tutto questo rischia di diventare un sistema e non ce lo possiamo permettere mentre il bisogno sociale cresce sempre più», afferma, collegando la questione anche alla condizione occupazionale delle donne. «Aggraverebbe anche la forbice di differenza salariale e di garanzie lavorative del lavoro femminile da quello maschile, perché sappiamo tutti che sono ambiti professionali a fortissima femminilizzazione».  Contigiani guarda quindi alle conseguenze di lungo periodo. «Mi sento di mettere in guardia dalle conseguenze a lungo termine sul tessuto sociale della nostra città», dice. E pone una domanda all’Amministrazione: «A conti fatti, quanto può resistere un sistema in cui l’ente pubblico si disinteressa della qualità del lavoro che usa per dare i suoi servizi nascondendosi dietro gli appalti con i contratti privatistici?».  La consigliera teme che le difficoltà degli operatori possano alla fine ripercuotersi sull’intero sistema di welfare: «Quanto tempo passerà prima che il boomerang torni indietro, reimmettendo quegli stessi lavoratori e le loro famiglie nel circuito del bisogno sociale?».  Al centro resta però la continuità educativa degli studenti con disabilità. «La continuità educativa e la stabilità delle figure di riferimento sono elementi fondamentali per il benessere degli alunni con disabilità e delle loro famiglie: frammentare questo lavoro significa impoverire moltissimo il servizio», sostiene Contigiani.  Infine, l’appello diretto al sindaco. «È inaccettabile che il Comune proceda in direzione ostinata e contraria, rifiutando da mesi ogni dialogo con le rappresentanze dei lavoratori», afferma la consigliera Pd. La richiesta è netta: «Fermi l'iter del capitolato e convochi immediatamente un tavolo di confronto con le parti sociali».   «La tutela del lavoro e il benessere degli studenti con disabilità devono tornare al centro dell'agenda pubblica con investimenti reali, non solo a parole», conclude Contigiani.ChatGPT ha

Sisma 2016, dieci anni dopo Acquaroli ad Arquata: "La ricostruzione è la nostra priorità"

Sisma 2016, dieci anni dopo Acquaroli ad Arquata: "La ricostruzione è la nostra priorità"

24/08/2026 18:00

Dieci anni dopo il terremoto, le Marche tornano a ricordare le vittime e a fare il punto sul percorso della ricostruzione. Nel giorno del decimo anniversario del sisma del 24 agosto 2016, il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha partecipato alle celebrazioni di Arquata del Tronto, dove si è aperta la giornata commemorativa con il ricordo delle 52 vittime marchigiane. Alla celebrazione eucaristica, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, ha preso parte anche il presidente Acquaroli. Le commemorazioni sono poi proseguite nel pomeriggio ad Amatrice, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dello stesso Acquaroli, degli assessori regionali Francesca Pantaloni e Tiziano Consoli, del sottosegretario alla Presidenza della Giunta Silvia Luconi e delle autorità civili, militari e religiose. "Oggi ricordiamo le vittime, il dolore delle famiglie, delle comunità che purtroppo sono state devastate quella terribile notte che diede il via alle scosse", ha dichiarato Acquaroli, sottolineando come la ricostruzione delle aree maggiormente colpite rappresenti ancora una sfida complessa. "Dove la distruzione è stata totale la ricostruzione non è semplice, perché ha richiesto e richiede ancora un enorme lavoro e l'impegno costante e quotidiano di tutti gli attori e gli enti coinvolti", ha aggiunto il presidente della Regione. Nel suo intervento Acquaroli ha evidenziato i progressi compiuti negli ultimi anni, pur sottolineando che il percorso non è ancora concluso: "La ricostruzione è la nostra priorità e finalmente possiamo vedere importanti passi avanti", ha affermato. Poi ricorda: "Nelle Marche sono oltre 14.300 i cantieri avviati, dei quali 8.822 risultano conclusi. I contributi concessi per la ricostruzione privata ammontano a 8,8 miliardi di euro, mentre quelli già liquidati raggiungono i 5,9 miliardi". La regione rappresenta circa il 60% dell'intera ricostruzione privata del cratere. Sul fronte della ricostruzione pubblica sono invece programmati 1.872 interventi, per un valore complessivo superiore a 2,5 miliardi di euro. "Siamo arrivati a oltre il 60% della ricostruzione privata", ha sottolineato Acquaroli, evidenziando però la particolare complessità degli interventi nei borghi completamente distrutti e nei centri storici. Tra questi c'è proprio Arquata del Tronto, dove la ricostruzione presenta caratteristiche particolarmente complesse. "Penso ad Arquata e al progetto, unico al mondo, per la messa in sicurezza e la stabilizzazione della collina e la ricostruzione del centro storico", ha spiegato il presidente. Secondo i dati forniti dalla Regione, negli ultimi tre anni è stato erogato il 70% delle risorse complessivamente liquidate per la ricostruzione privata dell'intero cratere. Un risultato che Acquaroli attribuisce al lavoro congiunto dei diversi livelli istituzionali: "Queste consapevolezze ci guidano ogni giorno nel mettere il massimo impegno a tutti i livelli istituzionali: il Governo, la Struttura Commissariale, la Regione, l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione, i Comuni, gli uffici tecnici e i professionisti".  "Grazie soprattutto al Governo e al presidente Meloni che, non solo oggi con la sua presenza ad Amatrice, ma fin dal primo giorno di insediamento, ha dimostrato un'attenzione concreta attraverso misure e provvedimenti che hanno contribuito a risolvere questioni e a potenziare la ricostruzione. Penso anche alla Zona Economica Speciale, fondamentale per affiancare alla ricostruzione edilizia una ripartenza economica capace di attrarre nuove opportunità", ha aggiunto. "C'è ancora tanto lavoro da fare ma rinnoviamo oggi e ogni giorno il nostro più grande impegno per il futuro dei territori colpiti", ha concluso Acquaroli. Nel pomeriggio, ad Amatrice, il presidente della Regione ha partecipato alle celebrazioni insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rinnovando il ricordo delle 299 vittime complessive del terremoto del 2016 e l'impegno a proseguire il percorso di ricostruzione e rilancio delle comunità dell'Appennino Centrale.

Sanità

Scoliosi, al Salesi una tecnica all’avanguardia per un paziente di 12 anni

Scoliosi, al Salesi una tecnica all’avanguardia per un paziente di 12 anni

22/08/2026 10:00

Un bambino di 12 anni, affetto da una forma gravissima di scoliosi, è stato operato all’AOU delle Marche con una tecnica mininvasiva mai utilizzata prima nella regione su un paziente così piccolo. L’intervento è stato eseguito dalla Clinica Ortopedica dell’Adulto e Pediatrica, diretta dal professor Antonio Pompilio Gigante, utilizzando la tecnica di correzione bipolare percutanea senza artrodesi. “Questa particolare procedura non era mai stata utilizzata negli ospedali della regione”, spiega la dottoressa Monia Martiniani, responsabile dell’Ambulatorio di Scoliosi e Deformità della Colonna. La famiglia del ragazzo, dopo essersi rivolta ad altre strutture, ha scelto di affidarsi all’équipe dell’AOU delle Marche. La procedura permette di correggere la deformità attraverso piccoli accessi chirurgici, evitando la fusione definitiva delle vertebre. L’impianto è inoltre dotato di un sistema auto-allungante che segue la crescita del bambino, riducendo la necessità di ulteriori interventi. “Le incisioni molto ridotte garantiscono tempi chirurgici inferiori, con il vantaggio di ridurre le perdite ematiche, il rischio infettivo e i tempi anestesiologici”, sottolinea Martiniani. La tecnica è stata approfondita dall’équipe anche grazie all’esperienza maturata nel 2023 all’ospedale pediatrico Necker di Parigi, dove viene utilizzata da diversi anni.   L’intervento ha coinvolto un’équipe multidisciplinare del Salesi e rientra nel Progetto Scoliosi e nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dell’AOU delle Marche, con l’obiettivo di offrire trattamenti sempre più specialistici per le deformità vertebrali pediatriche.

Sanità privata, Calcinaro replica alle polemiche: "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più"

Sanità privata, Calcinaro replica alle polemiche: "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più"

17/08/2026 17:10

"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate. Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani. Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire. "Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa. Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”. Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione. "Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata. "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".

Sport

Associati Fisiomed Macerata, si riparte: visite mediche e preparazione al via. Resta il nodo della presidenza

Associati Fisiomed Macerata, si riparte: visite mediche e preparazione al via. Resta il nodo della presidenza

25/08/2026 17:49

L’Associati Fisiomed Macerata è tornata in città e si prepara ad affrontare la nuova stagione di Serie A2. Per la formazione biancorossa è tempo di visite mediche e di rimettersi al lavoro in vista di un campionato che si preannuncia intenso e competitivo. Nella giornata odierna i ragazzi di mister Giannini hanno effettuato le visite mediche di rito presso la sede del Centro Medico Fisiomed di Sforzacosta, sponsor della società maceratese. Un passaggio necessario prima dell’inizio ufficiale della preparazione, fissato per domani. Da quel momento prenderà il via un mese e mezzo di allenamenti e test amichevoli, con lo staff tecnico chiamato a mettere a punto la squadra in vista dell’esordio nel campionato di seconda serie nazionale. Prima di tuffarsi completamente nella nuova stagione, però, ci sarà spazio per il tradizionale abbraccio con la città. La squadra verrà infatti presentata ufficialmente lunedì 31 agosto in piazza della Libertà, nell’ambito dei festeggiamenti patronali di San Giuliano. Sarà dunque l’occasione per conoscere da vicino la formazione che rappresenterà Macerata nel prossimo campionato e per creare il primo contatto ufficiale con i tifosi. Sul fronte societario resta invece da definire la questione relativa alla presidenza. Il ruolo è attualmente vacante dopo le dimissioni di Gianluca Tittarelli, costretto a lasciare l’incarico per incompatibilità legata alla sua attività di consigliere comunale. Per quanto riguarda il campo, invece, è già fissato l’appuntamento con il debutto stagionale. L’Associati Fisiomed Macerata scenderà in campo il 18 ottobre, quando sarà ospite della Virtus Volley Napoli al PalaVesuvio. La marcia di avvicinamento è dunque ufficialmente iniziata: un mese e mezzo di lavoro attende la formazione biancorossa, con allenamenti, amichevoli e preparazione tattica in vista di un campionato nel quale Macerata sarà chiamata a confrontarsi con diverse realtà ambiziose e competitive.

Trodica scatenato sul mercato: arrivano Villalba e Carbone, confermati Elladi e Violini

Trodica scatenato sul mercato: arrivano Villalba e Carbone, confermati Elladi e Violini

25/08/2026 17:00

Continua a muoversi il mercato nel campionato di Eccellenza. A rispondere al doppio colpo piazzato dall’Aurora Treia con gli arrivi di Satta e Capriotti ci pensa il Trodica, letteralmente scatenato in questi giorni di agosto. Come la formazione targata Lube, si punta sulla linea green: arrivano infatti alla corte di mister Buratti i giovani Alejo Villalba e Stefano Carbone, che fanno il paio con i rinnovi di Nicolas Elladi e Federico Violini. Partendo dai nuovi arrivi, si può notare come ambedue siano under, classe 2008, giunti a Trodica con profili interessanti e voglia di fare bene. Sarà la prima esperienza tra i grandi per entrambi. Villalba, di origini argentine, è schierabile come esterno offensivo o seconda punta e proviene dal club argentino ADIUR. Carbone, invece, di ruolo centrocampista, è stato prelevato dal Pescara, dove ha compiuto tutta la trafila nel settore giovanile. Resteranno inoltre in maglia biancazzurra anche altri due giovani, Nicolas Elladi e Federico Violini. La società ha infatti annunciato nelle scorse ore di aver rinnovato la fiducia ai due attaccanti, che quindi rimarranno dalle parti dello stadio San Francesco anche nella stagione ormai ai blocchi di partenza. Si continua così a delineare il Trodica che affronterà il campionato di Eccellenza 2026/27.

Economia

Della Valle torna ad Arquata a dieci anni dal terremoto: "Realizzeremo altri due stabilimenti"

Della Valle torna ad Arquata a dieci anni dal terremoto: "Realizzeremo altri due stabilimenti"

24/08/2026 14:50

"Non bisogna abbassare la guardia. Questo è il momento di fare uno scatto di reni: poche chiacchiere e tanti fatti". A dieci anni dal terremoto che devastò il Centro Italia, Diego Della Valle torna a Pescara del Tronto e rilancia il proprio impegno per la rinascita del territorio. L'imprenditore marchigiano, presidente del gruppo Tod's, ha annunciato la volontà di realizzare almeno un altro stabilimento, se non due, con l'obiettivo di continuare a creare occupazione e contrastare lo spopolamento dell'entroterra. Della Valle fu tra i primi, subito dopo il sisma del 24 agosto 2016, a individuare nel lavoro uno degli strumenti fondamentali per mantenere vivo il territorio. Nel dicembre dello stesso anno presentò il progetto per la realizzazione di una nuova fabbrica ad Arquata del Tronto. I lavori procedettero rapidamente e lo stabilimento venne inaugurato il 20 dicembre 2017, a meno di un anno dalla presentazione del progetto. Un investimento di circa 10 milioni di euro per una struttura di duemila metri quadrati, inizialmente avviata con una cinquantina di dipendenti e progettata per arrivare a un organico di circa cento lavoratori. Ora, a dieci anni dal sisma, arriva l'annuncio di un possibile nuovo passo in avanti. "In 12 mesi abbiamo costruito uno stabilimento, ne vorremmo fare almeno un altro, se non due", ha dichiarato Della Valle, come riporta Ansa, spiegando che la sfida sarà anche quella di individuare le professionalità necessarie. "Adesso si tratta di coordinarsi per capire le maestranze, come prenderle e dove trovarle", ha aggiunto l'imprenditore, sottolineando la necessità di una collaborazione concreta tra istituzioni e imprese. Un modello che, secondo Della Valle, ha già dimostrato di poter funzionare proprio nel caso di Arquata. "La politica locale deve funzionare bene come ha funzionato quando abbiamo costruito l'azienda", ha osservato, ricordando anche il sostegno ricevuto a livello nazionale nella fase di realizzazione dello stabilimento. "Oggi le imprese devono mettersi a disposizione anche del forte problema sociale che c'è - ha affermato -. Guadagniamo, pensiamo al profitto, ma pensiamo anche a come agevolare la vita delle persone". Un ragionamento che l'imprenditore estende al rapporto tra mondo economico e istituzioni: "Dobbiamo metterci al centro della vita sociale italiana, insieme alla politica, per cercare di dare risposte sociali vere e farlo in fretta".  

Macerata tra le province più imprenditoriali d’Italia: nona con 93,1 imprese ogni mille abitanti

Macerata tra le province più imprenditoriali d’Italia: nona con 93,1 imprese ogni mille abitanti

21/08/2026 13:00

La voglia di fare impresa, nel Maceratese, resta forte. La provincia è infatti nona in Italia per numero di imprese rispetto alla popolazione, con 93,1 attività ogni mille abitanti. Un dato che supera nettamente la media nazionale, ferma a 80,6. A fotografare la situazione è l’Area Studi e Ricerche Cna sulla base dei dati Istat. Una graduatoria che vede nelle prime posizioni soprattutto territori del Centro-Nord e che conferma anche la particolare vocazione imprenditoriale delle Marche. Fermo è quinta in Italia, con 95,5 imprese ogni mille abitanti, mentre Macerata si piazza al nono posto. In testa c’è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano (110,6) e Rimini (105,5). Poi Firenze (98,2), Fermo, Valle d’Aosta (94,3), Padova e Lucca (93,9), Macerata e Roma (92,1). Numeri che, secondo la CNA, raccontano una caratteristica precisa del territorio: qui l’impresa è soprattutto piccola, familiare e profondamente legata alla comunità. «Essere tra le prime dieci province italiane non è soltanto un dato statistico – sottolinea il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti – ma racconta quanto l’impresa sia radicata nella storia e nella struttura economica del nostro territorio». Nel Maceratese, infatti, fare impresa significa spesso lavorare in piccole realtà, mantenere competenze e professionalità e creare occupazione anche nei centri più piccoli e nelle aree interne. È uno dei tratti distintivi dell’economia italiana. Nel Paese ci sono poco meno di 4,8 milioni di imprese, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di circa quattro occupati. E la maggior parte non si trova nelle grandi città. Le 14 città metropolitane concentrano infatti il 38,1% delle imprese e il 43,3% degli addetti. Il resto del tessuto produttivo è distribuito tra province, città intermedie, distretti e piccoli Comuni. Il peso delle piccole attività Per Macerata questo modello è particolarmente importante. La presenza delle piccole imprese non rappresenta soltanto un dato economico, ma contribuisce a mantenere vivi i territori, soprattutto quelli più lontani dai principali centri. Il confronto con il resto d’Italia evidenzia però anche forti differenze. In fondo alla classifica c’è il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti. Seguono Enna (55,9), Caltanissetta (56,5), Agrigento (58,4) e Taranto (58,8). Dove la propensione a fare impresa è più bassa, pesano anche spopolamento, invecchiamento della popolazione, difficoltà di accesso al credito, infrastrutture insufficienti e una minore presenza di filiere produttive. Per Giglietti, dunque, il buon piazzamento di Macerata non deve far abbassare la guardia.

Scuola e università

Addio a Pietro Rescigno, maestro del diritto civile: a Macerata mosse i primi passi di una straordinaria carriera

Addio a Pietro Rescigno, maestro del diritto civile: a Macerata mosse i primi passi di una straordinaria carriera

25/08/2026 21:26

L’Università di Macerata e l'intero mondo accademico piangono la scomparsa di Pietro Rescigno, figura di primissimo piano della giurisprudenza italiana del Novecento e maestro riconosciuto del diritto civile. Il suo straordinario percorso accademico prese il via proprio nell'Ateneo marchigiano, segnando l'inizio di una stagione intellettuale che avrebbe ridefinito il dibattito giuridico nazionale. Era il 1954 quando un giovanissimo Rescigno, appena venticinquenne, vinceva il concorso per la cattedra di Diritto civile prendendo servizio a Macerata. In soli quattro anni di insegnamento, fino al 1958, il docente riuscì a lasciare un segno indelebile negli studenti e nei colleghi, avviando quelle riflessioni sui soggetti collettivi e sul ruolo del diritto privato in una società pluralista che lo avrebbero poi reso celebre. Nonostante una carriera luminosa che lo ha portato ai vertici della cultura giuridica, il legame con la città delle Marche non si è mai spezzato. Un filo rosso riemerso con forza il 21 maggio 2008, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Teoria e tecniche della normazione giuridica. Tornato in quella stessa Aula Magna dove nel 1954 aveva pronunciato il discorso di apertura dell'anno accademico, il giurista ricordò con commozione gli esordi: «Macerata ha conservato per me un valore preziosissimo e inestimabile», affermò, evidenziando come l'Ateneo avesse saputo preservare nel tempo «l'attitudine al dialogo e allo scambio della piccola comunità di allora». Con la scomparsa di Pietro Rescigno si chiude una pagina fondamentale della storia del diritto italiano, ma resta viva l'eredità scientifica e umana di un maestro che a Macerata trovò il primo terreno fertile per il suo pensiero. Il rettore John McCourt, a nome dell’intera comunità universitaria, si unisce al cordoglio del mondo accademico e giuridico, ricordando con gratitudine uno studioso insigne e un maestro profondamente legato alla storia dell’Ateneo.

Unicam, iscrizioni aperte alla Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”: 18 posti e borsa di studio

Unicam, iscrizioni aperte alla Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”: 18 posti e borsa di studio

25/08/2026 16:40

Sono aperte fino al 3 settembre le iscrizioni alla Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani" dell'Università di Camerino, un percorso rivolto a studentesse e studenti meritevoli e motivati che vogliono affiancare al normale corso di laurea un'esperienza formativa di alto livello. La Scuola, diretta dalla professoressa Loredana Cappellacci, propone un programma interdisciplinare finalizzato allo sviluppo di competenze trasversali, spirito critico, capacità di leadership e apertura al dialogo tra diversi ambiti del sapere. Il percorso prevede attività formative aggiuntive, seminari, laboratori e occasioni di confronto con docenti, ricercatori e professionisti. Al termine degli studi, il diploma rilasciato dalla Scuola è equiparato a quello conseguito al termine di un master universitario di secondo livello. Le parole del rettore Leoni "La Scuola di Studi Superiori 'Carlo Urbani' rappresenta una delle eccellenze del nostro Ateneo sulla quale abbiamo sempre investito", ha sottolineato il rettore Graziano Leoni, definendola "una importante opportunità che offriamo alle nostre studentesse ed ai nostri studenti migliori". Il rettore ha evidenziato in particolare il valore dell'interdisciplinarietà tra le aree scientifiche, giuridiche e sanitarie, che permette agli studenti di confrontarsi e apprendere attraverso un percorso parallelo a quello universitario. Tra le opportunità offerte figurano anche mobilità internazionale, stage all'estero e un supporto personalizzato per accompagnare gli studenti nelle scelte legate alla propria carriera accademica e professionale. Due percorsi di studio Attiva dal 2010, la Scuola di Studi Superiori "C. Urbani" rappresenta uno dei percorsi con cui Unicam punta a valorizzare il talento degli studenti universitari e accompagnarli verso un percorso di alta formazione. La Scuola è articolata in due percorsi. Il primo è quello delle Scienze Sperimentali e Sociali, rivolto a chi sceglie i corsi di studio delle Scuole di Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze e Tecnologie. Il secondo è quello delle Scienze della Salute, dedicato agli studenti iscritti ai corsi delle Scuole di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute e di Bioscienze e Medicina Veterinaria. Esonero dalle tasse, borsa e alloggio gratuito Per gli studenti ammessi sono previsti importanti benefici. Oltre all'esonero dalle tasse universitarie, la Scuola garantisce una borsa di studio di 1.400 euro, l'alloggio gratuito presso il campus universitario e la presenza di un docente tutor. Per il prossimo anno accademico saranno disponibili 18 posti.   Le candidature potranno essere presentate fino al 3 settembre 2026. Il bando completo e tutte le informazioni relative alle modalità di ammissione sono disponibili sul sito della Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani" di Unicam.

Cultura

"Scoperte importanti per la storia del territorio": a Porto Recanati riaffiora l'antica Potentia romana

"Scoperte importanti per la storia del territorio": a Porto Recanati riaffiora l'antica Potentia romana

21/08/2026 17:20

Nuove importanti evidenze archeologiche sono emerse nell'area di Potentia, l'antica colonia romana di Porto Recanati, dove nel pomeriggio di giovedì 20 agosto il cantiere di scavo è stato eccezionalmente aperto al pubblico nell'ambito dell'iniziativa "Tra le vie di Potentia. L'archeologia incontra la comunità". Accompagnati dagli archeologi della Soprintendenza e di ArcheoLAB, i partecipanti hanno potuto visitare il nuovo cantiere di scavo e conoscere da vicino le metodologie utilizzate e i risultati delle indagini preventive effettuate in vista della realizzazione del nuovo accesso all'area dal lato nord. I due saggi stratigrafici hanno restituito elementi di particolare interesse per ricostruire l'organizzazione urbana dell'antica colonia romana. Nel primo saggio è emersa la fase tardoantica di sistemazione di una grande area aperta, verosimilmente identificabile con il foro cittadino. Il secondo ha invece portato alla luce l'intersezione tra un cardo e un decumanus, oltre ad alcune strutture edilizie affacciate sulla strada, con resti di intonaci e porzioni di pavimentazione ancora conservate. L'iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, in collaborazione con il comune di Porto Recanati e ArcheoLAB. Il progetto "Potentia: accessibilità, inclusione e rigenerazione culturale" è inserito nel Piano Olivetti per la Cultura. "Accogliamo con grande entusiasmo la ripresa degli scavi archeologici a Potentia, un patrimonio straordinario che può ancora restituire importanti testimonianze sulla storia del nostro territorio", dichiara il sindaco Andrea Michelini. "L'auspicio è che questa nuova fase di ricerca possa proseguire a lungo e con continuità, permettendo di approfondire la conoscenza dell'antica città e di rendere il sito sempre più accessibile e vicino alla comunità". Il primo cittadino ha inoltre ringraziato l'architetto Giovanni Issini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, la dottoressa Nicol Tiburzi, funzionario dell'Area archeologica, e il professor Frank Vermeulen dell'Università di Gent, Dipartimento di Archeologia, per il contributo offerto alla ricostruzione dell'assetto urbano di Potentia. L'apertura del cantiere rappresenta il primo passo di un percorso più ampio finalizzato a rendere Potentia sempre più accessibile, conosciuta e integrata negli itinerari culturali e turistici del territorio. Il progetto prevede infatti visite guidate, attività didattiche, iniziative divulgative e percorsi inclusivi, con l'obiettivo di rafforzare il legame tra l'antica città romana e la comunità, valorizzandone il patrimonio storico e archeologico.

Alberto Cartuccia Cingolani incanta Villa Spada: applausi e sold-out per il giovane pianista

Alberto Cartuccia Cingolani incanta Villa Spada: applausi e sold-out per il giovane pianista

21/08/2026 15:05

È stato un giovanissimo pianista di appena nove anni, Alberto Cartuccia Cingolani, il protagonista del gran finale del Quiete Music Festival di Treia, chiuso con un'autentica ovazione e un nuovo sold out a Villa Spada. Davanti a un pubblico numeroso, con una significativa presenza anche di spettatori arrivati dall'estero, il giovane artista ha trasformato il concerto in un vero spettacolo fatto di musica, racconti, ironia e sorprendente spontaneità. Una serata che ha confermato anche il successo della rassegna, aperta a inizio luglio con un altro tutto esaurito e conclusa con Villa Spada nuovamente gremita. Cartuccia Cingolani ha affrontato l'intero programma senza spartito, mostrando una sicurezza e una preparazione musicale fuori dal comune. A colpire il pubblico non è stata però soltanto la sua tecnica: il giovane pianista ha dimostrato anche una notevole presenza scenica, presentando personalmente ogni brano e raccontandone caratteristiche, atmosfere e curiosità. Alle domande rivoltegli durante la serata ha risposto con chiarezza e competenza, sorprendendo per la maturità delle sue risposte ma senza perdere quella leggerezza e quell'umorismo tipici della sua età che hanno contribuito a rendere ancora più speciale il concerto. "È stato un concerto straordinario, degno di un festival che ha oggettivamente entusiasmato", ha commentato il sindaco Franco Capponi, ricordando anche un curioso fuori programma della serata. A un certo punto, infatti, è stato persino il fonico, solitamente discreto dietro la consolle, a prendere il microfono per invitare il pubblico a tributare un grande applauso ad Alberto per la sua capacità di suonare senza spartito. Un momento che, secondo il primo cittadino, ha fotografato perfettamente l'atmosfera della serata: il pubblico è stato conquistato non soltanto dal talento del giovane pianista, ma anche dalla sua personalità. "Siamo molto soddisfatti di questa stagione del Quiete Music Festival", ha aggiunto Capponi, sottolineando la qualità degli artisti portati a Villa Spada e la risposta del pubblico. "La risposta è stata importante, come dimostrano i sold out che hanno aperto e chiuso la rassegna e ci ha fatto particolarmente piacere vedere una presenza così numerosa anche di spettatori stranieri". Per il sindaco, tuttavia, la serata conclusiva ha avuto qualcosa di ancora più speciale: "Abbiamo visto un artista di appena nove anni capace di emozionare con una naturalezza davvero rara. Quella sicurezza e, allo stesso tempo, tutta la spontaneità e l'ironia di un bambino sono qualità che difficilmente si dimenticano". Al termine del concerto è arrivato anche un invito ufficiale a tornare a Treia per la prossima stagione, subito accettato dal giovane pianista. E non è mancata una piccola sfida per il futuro. Capponi ha infatti chiesto ad Alberto se, in occasione della prossima edizione, preparerà la "Polonaise" di Chopin dedicata alla contessa Komar, figura legata alla storia di Villa Spada. Il giovane pianista, con la consueta sincerità, ha ammesso che Chopin non è il suo compositore preferito, ma ha comunque promesso che si metterà al lavoro. Un arrivederci che ha già una possibile colonna sonora e che chiude nel migliore dei modi un'edizione del Quiete Music Festival capace di portare a Villa Spada musica, qualità e pubblico, superando serata dopo serata le aspettative degli organizzatori.

Eventi

Belforte, “Giustizia Donna”: quando riconoscere la violenza è il primo passo per uscirne

Belforte, “Giustizia Donna”: quando riconoscere la violenza è il primo passo per uscirne

C’è una frase che è rimasta impressa a chi ha partecipato all’incontro “Giustizia Donna” all’ex oratorio di Belforte del Chienti, ed è quella pronunciata dalla dottoressa Elisa Giusti, coordinatrice del Cav Sos Donna Macerata: la violenza spegne. Spegne piano, senza che quasi te ne accorga, ed è proprio questo il motivo per cui riconoscerla resta il passaggio più difficile per chi la vive. L’appuntamento, patrocinato dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Marche in collaborazione con il Comune e Pro Belforte, ha riunito tre voci diverse ma complementari: quella giuridica, quella dell’accoglienza e quella delle forze dell’ordine, per raccontare insieme un fenomeno che riguarda tutte le famiglie, senza distinzioni. Elisa Giusti ha spiegato come tutto spesso cominci con il cosiddetto love bombing, quell’eccesso di attenzioni che fa innamorare e che poi, lentamente, si trasforma in controllo, nel linguaggio, nelle scelte, nei no che diventano sempre più difficili da pronunciare. Le donne che si rivolgono al Cav, ha raccontato, spesso lo fanno quando la violenza è già consumata, perché manca la consapevolezza di cosa sia davvero questo servizio e di come possa aiutare prima che sia troppo tardi. Il numero 1522, attivo 24 ore su 24, è proprio pensato per questo: non è una denuncia, ma un primo passo per non sentirsi più sole. L’avvocato Marco Massei ha invece messo l’accento su un aspetto molto concreto, quello delle prove. La violenza psicologica, ha spiegato, è difficile da dimostrare in tribunale proprio perché non lascia segni visibili, ed è per questo che diventa fondamentale conservare messaggi, registrazioni, testimonianze di chi sta vicino a chi soffre. Anche il mancato pagamento di un mantenimento, ha ricordato, è una forma di violenza economica che va documentata nel tempo. E per chi ha paura di raccontare, esiste la possibilità di essere ascoltate a porte chiuse, con domande che tutelano la persona durante l’audizione. A completare il quadro è arrivata la testimonianza del maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia Carabinieri di Tolentino, che durante la serata è stata anche salutata e ringraziata per il servizio svolto sul territorio in occasione del suo trasferimento ad altro incarico. Il maggiore ha raccontato quanto sia importante, per chi lavora sul campo, saper leggere i segnali che una donna porta con sé quando si presenta in caserma: una ciabatta al posto delle scarpe, l’assenza del cellulare, l’agitazione di chi vuole andare via subito, anche senza lesioni visibili, anche quando poi torna sui suoi passi e nega tutto. Sono dettagli che le forze dell’ordine devono imparare a cogliere, perché la vergogna e il timore del giudizio degli altri restano ancora oggi tra i freni più forti al parlare. Rispetto al periodo della pandemia, ha sottolineato il maggiore Maggi, le denunce sono aumentate, segno che qualcosa si sta muovendo. E la comunità maceratese, ha aggiunto, dimostra ogni giorno di più il desiderio di esserci, di fare rete, perché è proprio lavorando insieme, tra istituzioni, forze dell’ordine e associazioni, che si ottengono i risultati migliori. Un incontro che ha unito riflessione e strumenti concreti, per ricordare a tutti che nessuna donna dovrebbe mai sentirsi sola davanti alla violenza, e che ogni piccolo passo verso la consapevolezza è già un passo verso la libertà.

Miss Marche, la finale regionale sbarca a Civitanova: sfida tra le reginette

Miss Marche, la finale regionale sbarca a Civitanova: sfida tra le reginette

26/08/2026 10:51

Riflettori puntati sulla bellezza e sul talento delle giovani concorrenti. Giovedì 27 agosto Civitanova ospiterà la finale regionale di Miss Marche 2026, appuntamento che torna in città confermando il legame ormai consolidato tra la manifestazione e il territorio.  La serata si svolgerà nell’area portuale, al parcheggio del Mercato Ittico, con inizio alle 21.30. L’ingresso sarà libero e il programma promette una serata all’insegna dello spettacolo, con ospiti e sorprese.  A contendersi il titolo di Miss Marche 2026 saranno le ragazze che hanno superato le selezioni provinciali e conquistato i titoli regionali che consentono l’accesso alle pre-finali nazionali del concorso.  Sarà la giuria a valutare le concorrenti e a decretare, fase dopo fase, le ragazze che accederanno ai turni successivi fino alla proclamazione della nuova Miss Marche.  Un appuntamento che richiama ogni anno il pubblico civitanovese e che rappresenta anche una vetrina per le giovani protagoniste del concorso, pronte a giocarsi l'accesso alle fasi nazionali.  A condurre la serata saranno Marco Zingaretti e Asia Campanelli, Miss Marche in carica, che accompagneranno il pubblico attraverso le diverse fasi della competizione.  L'appuntamento è dunque fissato per giovedì 27 agosto alle 21.30 al Mercato Ittico di Civitanova. Per assistere alla finale regionale l'ingresso è gratuito.

Curiosità

Matelica, il giovane vigile del fuoco Diego Ricci ricevuto in Municipio dal sindaco Cingolani

Matelica, il giovane vigile del fuoco Diego Ricci ricevuto in Municipio dal sindaco Cingolani

25/08/2026 16:00

È stato accolto questa mattina in Municipio a Matelica Diego Ricci, il giovane concittadino che ha appena completato il percorso di formazione ed è entrato ufficialmente in servizio come vigile del fuoco. A riceverlo è stato il sindaco Denis Cingolani, che ha voluto congratularsi personalmente con il giovane matelicese per il traguardo raggiunto e per la scelta di intraprendere una professione al servizio della comunità. Il percorso di Ricci è iniziato nel luglio 2024, quando ha presentato la propria candidatura al concorso pubblico per entrare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco. "Dopo una prova preselettiva di teoria, una prova motorio-attitudinale e le visite mediche, il 27 ottobre 2025 sono entrato a far parte del 102º corso allievi vigili del fuoco", racconta Ricci. Il percorso si è concluso con la cerimonia di giuramento del 29 luglio 2026, momento che ha sancito l'ingresso ufficiale nel Corpo. La formazione ha previsto un articolato percorso teorico e pratico. Il corso è stato strutturato in sei mesi di addestramento presso le Scuole Centrali Antincendi di Roma e la Scuola di Formazione Operativa di Montelibretti, seguiti da tre mesi di applicazione pratica presso il comando di residenza. Durante il periodo formativo, Ricci ha affrontato diversi corsi dedicati alla preparazione e all'utilizzo delle attrezzature necessarie per intervenire nelle differenti situazioni di emergenza. Tra le specializzazioni e le attività affrontate figurano NBCR, antincendio aeroportuale, TPSS, Costruzioni e Dissesti, USAR, ATP, SAF e TAS. Un percorso intenso, pensato per fornire ai nuovi vigili del fuoco le competenze necessarie ad affrontare interventi complessi e situazioni di emergenza con professionalità e preparazione. Al termine della formazione, per Diego Ricci è quindi iniziata la nuova esperienza professionale al servizio del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il sindaco Denis Cingolani ha espresso le proprie congratulazioni al giovane matelicese per il risultato raggiunto. "Mi complimento con Diego Ricci per lo splendido risultato raggiunto e per aver scelto una carriera al servizio degli altri e del bene comune. Tanti auguri per il cammino che hai intrapreso!", ha dichiarato il primo cittadino.  

Loro Piceno e Sankt Nikolai im Sausal, 40 anni di amicizia: rinnovato il patto di gemellaggio (FOTO)

Loro Piceno e Sankt Nikolai im Sausal, 40 anni di amicizia: rinnovato il patto di gemellaggio (FOTO)

25/08/2026 12:30

distanze. Loro Piceno e Sankt Nikolai im Sausal hanno celebrato domenica 23 agosto il 40° anniversario del gemellaggio che unisce le due comunità dal 1986, rinnovando un rapporto che nel corso dei decenni è diventato sempre più profondo. La giornata si è aperta con la musica del corpo bandistico di Loro Piceno, prima del saluto del sindaco Robertino Paoloni alla delegazione austriaca guidata dal primo cittadino di Sankt Nikolai im Sausal, Gerhard Hartinger, e a tutti i presenti. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ad Andrea Guidassoni e Mauro Taccari, che hanno curato la traduzione durante la giornata, favorendo il dialogo e la partecipazione tra le due comunità. Un gemellaggio nato da una storia d'amore Nel suo intervento, il sindaco Paoloni ha ripercorso le origini del gemellaggio, nato da una vicenda profondamente umana. Durante la Seconda guerra mondiale, il lorese Rinaldo Tirabasso trovò accoglienza nelle campagne austriache nei pressi di Sankt Nikolai, dove conobbe Anna, la donna che sarebbe diventata la sua compagna di vita. Una storia personale diventata nel tempo il punto di partenza di un rapporto tra due comunità. "Il gemellaggio non è nato per interessi economici o turistici, ma è nato grazie a quello di più importante che il genere umano possa avere: l'amore", ha sottolineato Paoloni. Un pensiero è stato rivolto anche ai due sindaci che nel 1986 sottoscrissero il primo Patto di Gemellaggio, Mario Verdicchio ed Erwin Aistleitener, entrambi scomparsi, oltre a tutte le persone che nel corso degli anni hanno contribuito a mantenere vivo il rapporto. Tra i momenti ricordati dal primo cittadino anche la vicinanza della comunità austriaca dopo il terremoto del 2016, quando il legame tra Loro Piceno e Sankt Nikolai si è manifestato concretamente nel momento della difficoltà. "Il vero valore di un'amicizia non si misura soltanto nei momenti di festa, ma anche nei momenti di difficoltà", ha ricordato Paoloni. Il rinnovo del Patto di Gemellaggio Parole condivise dal sindaco Gerhard Hartinger, che ha sottolineato il valore di un'amicizia costruita attraverso quarant'anni di incontri, rapporti personali e momenti condivisi. Il primo cittadino austriaco ha evidenziato anche la necessità di trasmettere questo legame alle nuove generazioni, invitando la comunità di Loro Piceno a Sankt Nikolai im Sausal il prossimo anno per un nuovo momento di incontro. A portare la propria testimonianza sono stati anche gli ex sindaci di Loro Piceno Claudio Tedeschi, Daniele Piatti e Ilenia Catalini, che hanno ricordato gli anni trascorsi a stretto contatto con la comunità austriaca e il proprio impegno nella gestione del gemellaggio. Il momento più solenne della giornata è stato il rinnovo del Patto di Gemellaggio, sottoscritto nuovamente dai due sindaci. Quarant'anni dopo quella prima firma, le due comunità si sono ritrovate fianco a fianco per confermare un legame che il tempo non ha indebolito, ma reso ancora più forte. Particolarmente significativo il gesto di Robertino Paoloni, che per l'occasione ha ritrovato e indossato la fascia originale appartenuta a Mario Verdicchio, il sindaco che nel 1986 firmò il primo patto. Un simbolico filo conduttore tra quella giornata di quarant'anni fa e la celebrazione di oggi. A suggellare il rinnovo sono stati lo scambio delle targhe commemorative, la donazione di uno stendardo realizzato dai bambini di Sankt Nikolai e la fotografia ufficiale delle due delegazioni. Una storia iniziata nel 1986 che, dunque, non si chiude, ma apre un nuovo capitolo con lo sguardo già rivolto al traguardo dei cinquant'anni. La giornata è proseguita con il corteo verso la chiesa, accompagnato dalla banda, per la celebrazione della Santa Messa. A seguire, il pranzo conviviale ha riunito ancora una volta italiani e austriaci in un clima di festa e amicizia. Tra scambio di doni, musica, canti e balli, gli amici di Sankt Nikolai hanno coinvolto i presenti trasformando il momento conviviale in una vera festa condivisa. "Quarant'anni sono oggi una storia da raccontare. Cinquant'anni saranno una storia da costruire insieme", ha concluso Paoloni.

Varie

San Giuliano, scatta il divieto di fiamme libere: fino a 5mila euro di multa. Ecco tutte le modifiche alla viabilità

San Giuliano, scatta il divieto di fiamme libere: fino a 5mila euro di multa. Ecco tutte le modifiche alla viabilità

25/08/2026 15:40

Divieto di utilizzare apparecchiature a fiamma libera o in grado di produrre scintille, stop alla vendita per asporto di bevande in vetro o alluminio e importanti modifiche alla viabilità. Sono le principali disposizioni adottate dal Comune di Macerata in vista delle celebrazioni di San Giuliano e della Fiera patronale del 30 e 31 agosto. I primi provvedimenti scatteranno già nei prossimi giorni, mentre le principali limitazioni alla circolazione entreranno in vigore dalle ore 10:00 del 30 agosto e resteranno attive fino alla conclusione delle operazioni di pulizia, prevista indicativamente per le ore 3:00 del 1° settembre. Fiamme libere vietate: multe fino a 5mila euro Particolare attenzione è stata riservata alle disposizioni sulla sicurezza e sull'incolumità pubblica. L'ordinanza vieta l'utilizzo di apparecchiature a fiamma libera o comunque in grado di produrre scintille. Il divieto sarà in vigore nel centro storico, all'interno delle mura urbiche, dalle 18 del 28 agosto alle 6 del 29 agosto e dalle 18 del 29 agosto alle 6 del 30 agosto. Dalle 12 del 30 agosto alle 6 del 1° settembre, il divieto sarà esteso all'intera area interessata dalla Fiera di San Giuliano, comprendente viale Puccinotti, viale Trieste, piazza Nazario Sauro, piazza Mazzini, piazza Cesare Battisti, corso Matteotti, piazza Annessione, via Garibaldi, piazza Garibaldi, corso Cavour, l'inizio della discesa di via dei Giardini e le relative traverse. Previsto inoltre il divieto, per gli esercizi e le attività di commercio e somministrazione, di vendere per asporto bevande contenute in bottiglie o contenitori di vetro o alluminio. La disposizione non riguarda la somministrazione al tavolo, anche all'aperto. Anche i partecipanti alle manifestazioni non potranno detenere bevande contenute in contenitori di vetro o alluminio. Le sanzioni sono particolarmente pesanti: il mancato rispetto dei divieti relativi alla vendita per asporto e all'utilizzo di apparecchiature a fiamma libera comporta una multa da 500 a 5.000 euro. Per chi viene trovato in possesso di bevande in contenitori di vetro o alluminio la sanzione va invece da 25 a 500 euro. Le modifiche alla viabilità In occasione della Fiera saranno numerose le strade interessate da divieti di transito, sensi di marcia modificati e sbarramenti. Dalle 10 del 30 agosto sarà interdetto il transito, salvo le categorie autorizzate, in alcune delle principali vie interessate dalla manifestazione, tra cui viale Puccinotti, viale Trieste, via Caduti di Nassiriya, via Pannelli, corso Cavour, piazza Garibaldi e l'area dei Giardini Diaz. Limitazioni specifiche riguarderanno anche l'accesso al centro storico da via Zara, all'altezza dell'intersezione con via Armaroli. In base alle fasce orarie previste potranno transitare polizia e mezzi di soccorso, taxi, residenti, persone con disabilità, veicoli autorizzati e mezzi degli operatori della Fiera. In caso di necessità, le limitazioni potranno essere estese anche all'imbocco di Rampa Zara. Per garantire la gestione dei flussi di traffico e mantenere libere le vie di emergenza, saranno inoltre interessate da modifiche temporanee via Padre Matteo Ricci, Piaggia della Biblioteca, via Ciccarelli, piazza Mazzini, Porta Convitto e via Armaroli. I percorsi alternativi Il Comune ha predisposto anche una serie di percorsi alternativi per il traffico diretto verso la stazione ferroviaria, l'ospedale e i quartieri Cairoli e Pace. Tra le strade individuate figurano via Trento, piazza della Vittoria, via Roma e via Issy Les Moulineaux, con ulteriori collegamenti possibili attraverso via Cioci, via Cadorna, via Mugnoz, via Mameli, via Piave e viale Don Bosco oppure via Mattei, via San Francesco e via Braccialarghe. La Polizia Locale potrà comunque introdurre ulteriori modifiche o restrizioni qualora fossero necessarie per motivi di sicurezza, ordine pubblico o in presenza di un consistente afflusso di persone. Attenzione ai divieti di sosta I divieti di sosta con rimozione forzata scatteranno dalle 8 del 30 agosto e resteranno in vigore fino alle 3 del 1° settembre in numerose aree del centro e della zona fieristica. Tra le aree interessate ci sono piazza Mazzini, piazza Cesare Battisti, via Gramsci, corso Matteotti, via Tommaso Lauri, via Garibaldi, piazza Annessione, viale Trieste, piazza Nazario Sauro, corso Cavour, piazza Garibaldi, Giardini Diaz e via Morbiducci. Divieti specifici riguarderanno anche le aree destinate al mercatino Coldiretti e CNA, in corso della Repubblica e piazza Vittorio Veneto, oltre alle altre zone interessate dagli allestimenti e dagli spazi fieristici. Le agevolazioni per i residenti Sono previste agevolazioni per i residenti della zona A e A+Park. Dalle 7 del 30 agosto alle 9 del 1° settembre, i veicoli muniti di permesso residenti zona A e A+Park potranno sostare gratuitamente nelle aree di sosta a pagamento gestite da APM che non siano interessate dai divieti temporanei. L'agevolazione comprenderà anche le aree in struttura e gli stalli riservati ai residenti delle altre zone, oltre al tratto di viale Leopardi riservato ai residenti, da Rampa Zara fino all'ultimo attraversamento pedonale. I residenti del centro storico titolari di aree private ma privi del permesso di sosta zona A potranno richiedere ad APM un apposito permesso per usufruire delle stesse agevolazioni. I primi provvedimenti già dal 26 agosto Le modifiche inizieranno già mercoledì 26 agosto. Dalle 15 sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata su tutta piazza della Libertà, fino alle 15 del 1° settembre, per consentire il montaggio e lo smontaggio del palco e delle attrezzature. Dal 28 agosto arriveranno inoltre modifiche alla circolazione e alla sosta in via Don Minzoni e via Zara, con l'attivazione del varco elettronico della Ztl di via Don Minzoni nella serata del 28 agosto. Il Comune invita cittadini e visitatori a prestare attenzione alla segnaletica temporanea, a non lasciare i veicoli nelle aree interessate dai divieti e, quando possibile, a utilizzare i parcheggi esterni al centro e i percorsi alternativi. È inoltre prevista la sospensione del rilascio dei permessi temporanei per la ZTL dalle 12 del 30 agosto alle 6 del 1° settembre. Entro le 17 del 30 agosto, tutti i veicoli degli operatori commerciali dovranno essere rimossi dalle aree interessate dalla fiera e trasferiti nei parcheggi autorizzati, fatta eccezione per i mezzi degli operatori assegnatari di posteggio secondo quanto previsto dall'ordinanza. Doria: "Rispettare segnaletica e divieti" "Tutte le disposizioni adottate sia per la viabilità che per la sicurezza servono a garantire il regolare svolgimento della fiera come avvenuto negli ultimi anni", spiega il comandante della polizia locale, Danilo Doria. L'obiettivo, aggiunge, è permettere a tutti i cittadini di vivere la manifestazione "in assoluta tranquillità", anche grazie alla presenza degli operatori della Polizia Locale e delle associazioni di viabilità e Protezione Civile. "Ci sarà un margine di tolleranza ma resta la raccomandazione a rispettare la segnaletica e i divieti predisposti al fine di evitare le sanzioni che è il nostro obiettivo ultimo", sottolinea Doria. Il comandante ha inoltre evidenziato l'ampliamento delle aree di parcheggio, anche in risposta alle richieste dei residenti del centro storico, con una zona che va da Rampa Zara lungo viale Leopardi fino ai Cancelli.

Macerata, Fisiomed dona un defibrillatore alla nuova palestra di via Metauro

Macerata, Fisiomed dona un defibrillatore alla nuova palestra di via Metauro

25/08/2026 15:20

La nuova palestra di via Metauro a Piediripa si prepara ad aprire le porte alle associazioni sportive. Questa mattina è stato consegnato al Comune di Macerata un defibrillatore DAE donato da Fisiomed, dispositivo che completa la dotazione necessaria per rendere pienamente operativo l'impianto. A consegnare il dispositivo direttamente al sindaco Sandro Parcaroli è stato l'amministratore delegato di Fisiomed, Enrico Falistocco. Alla cerimonia erano presenti anche la vicesindaca Francesca D'Alessandro, l'assessore allo Sport Riccardo Sacchi, l'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori e l'assessore ai Servizi Amministrativi Pierfrancesco Tasso. Presenti inoltre Simone Ciattaglia, dirigente del Servizio Welfare, Cultura e Risorse Umane, e Tristano Luchetti, dirigente del Servizio Tecnico del Comune di Macerata. "Grazie di cuore a Fisiomed – ha commentato il sindaco Parcaroli –. Una realtà sempre presente non solo per lo sport ma per tutte le iniziative che si svolgono in città. Con questa donazione mettiamo a punto la dotazione della palestra che da ora potrà entrare in funzione a tutti gli effetti". Da settembre spazio alle associazioni sportive Il defibrillatore va a completare la strumentazione prevista dalla normativa per gli impianti sportivi. La palestra di Piediripa sarà gestita direttamente dal Comune e gli spazi verranno assegnati alle associazioni sportive su base oraria, attraverso una procedura attualmente in fase di ultimazione. L'obiettivo è permettere l'avvio delle attività a partire da settembre, con la struttura pronta ad accogliere diverse realtà sportive del territorio, tra cui l'Asd Macerata Scherma e le associazioni di arti marziali. "Con l'espletamento della procedura di assegnazione degli orari – spiega l'assessore allo Sport Riccardo Sacchi – da settembre la palestra sarà a disposizione delle attività delle associazioni sportive, tra cui l'Asd Macerata Scherma e le associazioni di arti marziali". "Grazie al gruppo Fisiomed per questo fondamentale strumento che ci consente di aprire l'impianto in tutta sicurezza", aggiunge Sacchi. Fisiomed: "Uno strumento imprescindibile per chi fa sport" La donazione rappresenta anche un ulteriore segnale di vicinanza di Fisiomed alla città di Macerata. L'amministratore delegato Enrico Falistocco ha ricordato il legame della struttura sanitaria con il territorio, sottolineando come proprio nella vicina Sforzacosta sia nata la prima delle attuali undici sedi del gruppo. "A due passi da qui, nella vicina Sforzacosta, è sorta la prima delle nostre attuali undici sedi e pertanto è con ancor più piacere essere intervenuti in favore del Comune di Macerata con questa donazione", ha spiegato Falistocco. Il DAE rappresenta infatti uno strumento fondamentale per intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiocircolatorio, aumentando le possibilità di soccorrere la persona colpita e di limitare il rischio di danni irreversibili agli organi vitali. "Uno strumento imprescindibile, tanto più per chi vuol fare sport", ha concluso l'ad di Fisiomed, sottolineando l'importanza della presenza del dispositivo all'interno della nuova struttura di Piediripa.

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