Ex Monachette, i soldi e gli accordi dietro l’acquisto e i lavori: cosa emerge dalle carte
Cronaca
03/11/2026 10:00

Ex Monachette, i soldi e gli accordi dietro l’acquisto e i lavori: cosa emerge dalle carte

L'acquisto dell'immobile da parte di ERDIS per 3,3 milioni di euro, il successivo appalto per la ristrutturazione da oltre 5,8 milioni e una serie di presunti accordi economici tra imprenditori, intermediari e figure legate alla pubblica amministrazione. È uno dei filoni ricostruiti nell'ambito dell'inchiesta “Ricostruzione”, che nelle carte della magistratura dedica ampio spazio alla vicenda dell'ex monastero Corpus Domini, conosciuto a Macerata come Le Monachette, destinato a diventare uno studentato universitario. La vicenda parte dalla procedura avviata da ERDIS Marche, l'ente regionale per il diritto allo studio, con un avviso pubblico del 30 novembre 2021 per la ricerca di un immobile da destinare a studentato universitario, previo miglioramento sismico e riqualificazione energetica. La procedura si conclude con la delibera del Consiglio di amministrazione ERDIS del 29 gennaio 2024, che autorizza l'acquisto dell'ex monastero per 3 milioni e 300mila euro. L'immobile era riconducibile alle società Avinstas e Mabi, collegate alla famiglia Intermesoli. Il successivo atto di compravendita viene formalizzato il 28 maggio 2024. Secondo la ricostruzione della Procura, dietro l'operazione ci sarebbe stato un sistema di rapporti e accordi economici. Le carte attribuiscono a Fabio Pistarelli un ruolo di collegamento tra Andrea Intermesoli, Antonio Cervigni e Michele Pompili, all'epoca dirigente dell'Area tecnica di ERDIS e responsabile del procedimento. L'ipotesi investigativa è che l'acquisto dell'immobile sia stato agevolato attraverso l'intervento di più soggetti e che, in cambio, fosse stato concordato un compenso illecito. Un aspetto centrale riguarda le condizioni dell'edificio. L'ordinanza ricorda che il complesso era stato dichiarato inagibile il 28 febbraio 2017, dopo le verifiche successive al terremoto. Secondo quanto contestato dalla Procura, l'immobile non avrebbe avuto i requisiti di resistenza sismica necessari per essere utilizzato come studentato. Le carte contestano, inoltre, a Pompili di aver presentato l'investimento come congruo e particolarmente vantaggioso per l'ente, senza affrontare adeguatamente le criticità legate alla sicurezza sismica. Alla compravendita si affianca il capitolo dei finanziamenti per il recupero dell'edificio. Per gli interventi sull'ex monastero è stato previsto un finanziamento di 3.951.011,47 euro, concesso attraverso l'Ordinanza speciale numero 68 del 21 dicembre 2023, nell'ambito della ricostruzione post-sisma. Anche su questo passaggio l'ordinanza attribuisce a Pistarelli un intervento volto a favorire l'ottenimento delle risorse attraverso l'Ufficio speciale per la ricostruzione. Il secondo capitolo riguarda l'appalto per i lavori di restauro e risanamento conservativo. Le indagini si concentrano in particolare su un incontro avvenuto il 14 maggio 2024 tra Andrea Intermesoli ed Enrico Crucianelli, legale rappresentante della Crucianelli Rest/Edile. Secondo quanto riportato nell'ordinanza, i due si sarebbero incontrati nell'automobile dell'imprenditore, dopo aver spento i telefoni, per parlare della gara e della possibilità di favorire l'impresa. È proprio la conversazione intercettata in quell'occasione a rappresentare uno dei passaggi più significativi delle carte. Nella trascrizione riportata nell'ordinanza, prima della frase di Intermesoli «Due vogliono, va bene?», compare un'annotazione degli investigatori secondo cui l'imprenditore avrebbe indicato il numero due con la mano. Crucianelli avrebbe quindi chiesto se le somme sarebbero passate attraverso fatturazione, ricevendo una risposta affermativa. Poco dopo, alla precisazione di Intermesoli, Crucianelli avrebbe replicato: «No no, il problema della percentuale non c'è». Nel dialogo si fa anche riferimento al fatto che il costo sarebbe stato considerato nel ribasso dell'offerta economica. Per gli investigatori, la conversazione riguarderebbe una percentuale del 2% sul valore dell'appalto, quantificata in circa 120mila euro. Secondo la ricostruzione accusatoria, una quota di 40mila euro sarebbe stata destinata ad Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli e, attraverso di loro, a Fabio Pistarelli, per il quale sarebbero stati previsti 10mila euro. La parte restante sarebbe stata trattenuta da Intermesoli. Le carte ricostruiscono inoltre un passaggio economico specifico: una fattura da 40mila euro più Iva, emessa da L2A Energia nei confronti della società di Crucianelli, e un bonifico di 48.800 euro effettuato il 19 maggio 2026. Si tratta di un pagamento che gli investigatori collegano alla quota destinata agli intermediari; non significa, però, che l'intera somma di 120mila euro risulti versata. La gara per i lavori, del valore di 5.801.984,88 euro al netto dell'Iva, è stata aggiudicata a un raggruppamento temporaneo di imprese composto da Crucianelli Rest/Edile ed Eredi Paci Gerardo. L'aggiudicazione è uno degli elementi che gli investigatori mettono in relazione con la conversazione intercettata tra Intermesoli e Crucianelli. Le intercettazioni tornano al centro della ricostruzione anche alcuni mesi dopo, quando emergono difficoltà nella fase esecutiva dei lavori. Nel febbraio 2025, secondo quanto riportato nell'ordinanza, Pistarelli si sarebbe attivato affinché Michele Pompili tornasse a ricoprire il ruolo di responsabile unico del procedimento. In una conversazione del 24 febbraio 2025 con la moglie, Cervigni riferisce di aver chiesto l'intervento di Pistarelli: «Ho dovuto chiamare Fabio […] Fabio parla con il direttore generale e digli che desse l'incarico a Michele, sennò il cantiere va a fondo quassù». Il riferimento è alla nomina di Pompili, poi formalizzata con la determina ERDIS numero 38 del 14 marzo 2025. Nelle carte compare poi un ulteriore importo: 350mila euro che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso le intercettazioni, Intermesoli sarebbe stato debitore nei confronti di Cervigni ed Ezechielli. Una parte rilevante di questa somma sarebbe stata il compenso per aver agevolato la compravendita delle Monachette da parte delle società della famiglia Intermesoli a favore di ERDIS. La parte restante sarebbe invece collegata alla stipula del contratto di locazione dell'ex hotel Claudiani, sempre riconducibile alla famiglia Intermesoli e destinato anch'esso a ospitare studenti universitari. Su quest'ultimo aspetto, tuttavia, la stessa ordinanza precisa che le indagini erano ancora in corso e che sarebbero stati necessari ulteriori approfondimenti documentali e testimoniali. Un altro dialogo, datato 2 agosto 2025, tra Cervigni ed Ezechielli riguarda proprio la ripartizione delle somme provenienti da Crucianelli. Secondo la lettura degli investigatori, nel corso della conversazione i due fanno riferimento ai 10mila euro destinati a Pistarelli, ricondotti alla quota di 40mila euro collegata all'appalto delle Monachette. Dall'acquisto dell'immobile all'affidamento dei lavori, passando per i finanziamenti e i rapporti con i vertici dell'ente, le carte descrivono dunque una vicenda articolata, nella quale la Procura ipotizza l'esistenza di accordi e passaggi di denaro finalizzati a condizionare procedure pubbliche. Si tratta di contestazioni e ricostruzioni investigative che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento.

Ex Monachette, i soldi e gli accordi dietro l’acquisto e i lavori: cosa emerge dalle carte

Ex Monachette, i soldi e gli accordi dietro l’acquisto e i lavori: cosa emerge dalle carte
03/11/2026 10:00

L'acquisto dell'immobile da parte di ERDIS per 3,3 milioni di euro, il successivo appalto per la ristrutturazione da oltre 5,8 milioni e una serie di presunti accordi economici tra imprenditori, intermediari e figure legate alla pubblica amministrazione. È uno dei filoni ricostruiti nell'ambito dell'inchiesta “Ricostruzione”, che nelle carte della magistratura dedica ampio spazio alla vicenda dell'ex monastero Corpus Domini, conosciuto a Macerata come Le Monachette, destinato a diventare uno studentato universitario. La vicenda parte dalla procedura avviata da ERDIS Marche, l'ente regionale per il diritto allo studio, con un avviso pubblico del 30 novembre 2021 per la ricerca di un immobile da destinare a studentato universitario, previo miglioramento sismico e riqualificazione energetica. La procedura si conclude con la delibera del Consiglio di amministrazione ERDIS del 29 gennaio 2024, che autorizza l'acquisto dell'ex monastero per 3 milioni e 300mila euro. L'immobile era riconducibile alle società Avinstas e Mabi, collegate alla famiglia Intermesoli. Il successivo atto di compravendita viene formalizzato il 28 maggio 2024. Secondo la ricostruzione della Procura, dietro l'operazione ci sarebbe stato un sistema di rapporti e accordi economici. Le carte attribuiscono a Fabio Pistarelli un ruolo di collegamento tra Andrea Intermesoli, Antonio Cervigni e Michele Pompili, all'epoca dirigente dell'Area tecnica di ERDIS e responsabile del procedimento. L'ipotesi investigativa è che l'acquisto dell'immobile sia stato agevolato attraverso l'intervento di più soggetti e che, in cambio, fosse stato concordato un compenso illecito. Un aspetto centrale riguarda le condizioni dell'edificio. L'ordinanza ricorda che il complesso era stato dichiarato inagibile il 28 febbraio 2017, dopo le verifiche successive al terremoto. Secondo quanto contestato dalla Procura, l'immobile non avrebbe avuto i requisiti di resistenza sismica necessari per essere utilizzato come studentato. Le carte contestano, inoltre, a Pompili di aver presentato l'investimento come congruo e particolarmente vantaggioso per l'ente, senza affrontare adeguatamente le criticità legate alla sicurezza sismica. Alla compravendita si affianca il capitolo dei finanziamenti per il recupero dell'edificio. Per gli interventi sull'ex monastero è stato previsto un finanziamento di 3.951.011,47 euro, concesso attraverso l'Ordinanza speciale numero 68 del 21 dicembre 2023, nell'ambito della ricostruzione post-sisma. Anche su questo passaggio l'ordinanza attribuisce a Pistarelli un intervento volto a favorire l'ottenimento delle risorse attraverso l'Ufficio speciale per la ricostruzione. Il secondo capitolo riguarda l'appalto per i lavori di restauro e risanamento conservativo. Le indagini si concentrano in particolare su un incontro avvenuto il 14 maggio 2024 tra Andrea Intermesoli ed Enrico Crucianelli, legale rappresentante della Crucianelli Rest/Edile. Secondo quanto riportato nell'ordinanza, i due si sarebbero incontrati nell'automobile dell'imprenditore, dopo aver spento i telefoni, per parlare della gara e della possibilità di favorire l'impresa. È proprio la conversazione intercettata in quell'occasione a rappresentare uno dei passaggi più significativi delle carte. Nella trascrizione riportata nell'ordinanza, prima della frase di Intermesoli «Due vogliono, va bene?», compare un'annotazione degli investigatori secondo cui l'imprenditore avrebbe indicato il numero due con la mano. Crucianelli avrebbe quindi chiesto se le somme sarebbero passate attraverso fatturazione, ricevendo una risposta affermativa. Poco dopo, alla precisazione di Intermesoli, Crucianelli avrebbe replicato: «No no, il problema della percentuale non c'è». Nel dialogo si fa anche riferimento al fatto che il costo sarebbe stato considerato nel ribasso dell'offerta economica. Per gli investigatori, la conversazione riguarderebbe una percentuale del 2% sul valore dell'appalto, quantificata in circa 120mila euro. Secondo la ricostruzione accusatoria, una quota di 40mila euro sarebbe stata destinata ad Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli e, attraverso di loro, a Fabio Pistarelli, per il quale sarebbero stati previsti 10mila euro. La parte restante sarebbe stata trattenuta da Intermesoli. Le carte ricostruiscono inoltre un passaggio economico specifico: una fattura da 40mila euro più Iva, emessa da L2A Energia nei confronti della società di Crucianelli, e un bonifico di 48.800 euro effettuato il 19 maggio 2026. Si tratta di un pagamento che gli investigatori collegano alla quota destinata agli intermediari; non significa, però, che l'intera somma di 120mila euro risulti versata. La gara per i lavori, del valore di 5.801.984,88 euro al netto dell'Iva, è stata aggiudicata a un raggruppamento temporaneo di imprese composto da Crucianelli Rest/Edile ed Eredi Paci Gerardo. L'aggiudicazione è uno degli elementi che gli investigatori mettono in relazione con la conversazione intercettata tra Intermesoli e Crucianelli. Le intercettazioni tornano al centro della ricostruzione anche alcuni mesi dopo, quando emergono difficoltà nella fase esecutiva dei lavori. Nel febbraio 2025, secondo quanto riportato nell'ordinanza, Pistarelli si sarebbe attivato affinché Michele Pompili tornasse a ricoprire il ruolo di responsabile unico del procedimento. In una conversazione del 24 febbraio 2025 con la moglie, Cervigni riferisce di aver chiesto l'intervento di Pistarelli: «Ho dovuto chiamare Fabio […] Fabio parla con il direttore generale e digli che desse l'incarico a Michele, sennò il cantiere va a fondo quassù». Il riferimento è alla nomina di Pompili, poi formalizzata con la determina ERDIS numero 38 del 14 marzo 2025. Nelle carte compare poi un ulteriore importo: 350mila euro che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso le intercettazioni, Intermesoli sarebbe stato debitore nei confronti di Cervigni ed Ezechielli. Una parte rilevante di questa somma sarebbe stata il compenso per aver agevolato la compravendita delle Monachette da parte delle società della famiglia Intermesoli a favore di ERDIS. La parte restante sarebbe invece collegata alla stipula del contratto di locazione dell'ex hotel Claudiani, sempre riconducibile alla famiglia Intermesoli e destinato anch'esso a ospitare studenti universitari. Su quest'ultimo aspetto, tuttavia, la stessa ordinanza precisa che le indagini erano ancora in corso e che sarebbero stati necessari ulteriori approfondimenti documentali e testimoniali. Un altro dialogo, datato 2 agosto 2025, tra Cervigni ed Ezechielli riguarda proprio la ripartizione delle somme provenienti da Crucianelli. Secondo la lettura degli investigatori, nel corso della conversazione i due fanno riferimento ai 10mila euro destinati a Pistarelli, ricondotti alla quota di 40mila euro collegata all'appalto delle Monachette. Dall'acquisto dell'immobile all'affidamento dei lavori, passando per i finanziamenti e i rapporti con i vertici dell'ente, le carte descrivono dunque una vicenda articolata, nella quale la Procura ipotizza l'esistenza di accordi e passaggi di denaro finalizzati a condizionare procedure pubbliche. Si tratta di contestazioni e ricostruzioni investigative che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento.

Cronaca

Macerata - "I giovedì universitari? Costretti a barricarci nei locali, un Vietnam dei giorni d'oggi"

Macerata - "I giovedì universitari? Costretti a barricarci nei locali, un Vietnam dei giorni d'oggi"

03/11/2026 13:10

La movida universitaria di Macerata finisce nuovamente al centro delle preoccupazioni degli esercenti. A intervenire è l'Associazione Commercianti Macerata (ACM), presieduta da Paolo Perini, titolare del locale Hab. Il presidente ha presentato un esposto alla Questura di Macerata per chiedere una presenza più costante delle forze dell'ordine durante le serate della movida. A farsi portavoce delle ragioni dell'associazione è Vieri Cicconi, consulente sulla sicurezza sul lavoro, che descrive una situazione ritenuta sempre più difficile per chi lavora nel centro storico. "Nella nostra cara Macerata, risulta sempre più difficile poter donare ai giovani che la frequentano un ambiente sereno dove poter divertirsi in modo sereno e spensierato, giusto per la loro età. Si verificano sempre più spesso atti di violenza, risse e locali che vengono devastati", si legge nel comunicato elaborato dallo stesso Cicconi. "Tra i tanti ragazzi tranquilli che amano solo divertirsi spesso, in tarda serata, capita che soggetti estranei alla festa vadano oltre" tanto da "essere costretti a non uscire dal locale dove ci si barrica... un Vietnam dei giorni di oggi", si legge ancora. Una ricostruzione che porta Cicconi a concludere: "Lavorare non è più sicuro, né per i titolari né per i dipendenti". Il nodo della sicurezza sul lavoro Nel comunicato, il consulente richiama il decreto legislativo 81/2008, soffermandosi sugli obblighi dei datori di lavoro nei confronti del personale impiegato nelle aree esterne dei pubblici esercizi. "Anche se l'area è formalmente suolo pubblico, dal momento in cui viene concessa all'esercente per lo svolgimento dell'attività commerciale, essa diventa a tutti gli effetti un luogo di lavoro ai sensi dell'art. 62 del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro ha quindi l'obbligo giuridico di tutelare il proprio personale da rischi esterni, inclusi gli episodi di aggressione o violenza da parte di terzi (clienti, passanti o malintenzionati)", si legge nel documento. Cicconi elenca quindi gli adempimenti che, a suo avviso, devono essere presi in considerazione: "Il Datore di Lavoro deve integrare all'interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) il rischio di aggressione, molestie o violenza da parte di terzi legato al lavoro all'esterno (es. turni serali/notturni, vicinanza a zone della movida)". Tra le misure indicate figurano anche la formazione del personale sulle procedure di gestione dei conflitti, l'organizzazione dei turni per evitare che un dipendente rimanga isolato nelle aree esterne e la possibilità di ricorrere a strumenti di protezione. Nel comunicato vengono citati, tra gli altri, videosorveglianza, dispositivi antipanico, illuminazione adeguata e addetti ai servizi di controllo iscritti negli appositi elenchi prefettizi. La richiesta di maggiori controlli Il comunicato si rivolge anche alle istituzioni e alle forze dell'ordine, mettendo in discussione l'efficacia dei controlli effettuati dopo l'esposto presentato da Perini: "Possibile che dopo l'esposto alla Questura di Macerata è stato possibile solamente un controllo con il presidio delle forze dell'ordine? Per le altre nefaste nottate?". Nel comunicato viene chiamata in causa anche l'amministrazione comunale: "Il Comune come risponde? Inutile parlare di sicurezza sui luoghi di lavoro e della pubblica sicurezza quando poi ogni giovedì la piazza è piena di urla e di gente che riprende con i telefonini mentre altri corrono a chiamare disperati i soccorsi", conclude il consulente. La richiesta dell'ACM è dunque quella di rafforzare i controlli durante le serate della movida, affinché il centro storico possa continuare a essere un luogo di incontro e divertimento senza che commercianti e dipendenti siano costretti a temere per la propria incolumità.

Cingoli, incendio in un B&B: quattro persone intossicate, tra cui un minorenne

Cingoli, incendio in un B&B: quattro persone intossicate, tra cui un minorenne

02/11/2026 19:10

Momenti concitati nel pomeriggio di oggi in località Castreccioni, a Cingoli, dove un incendio è divampato all'interno di un bed and breakfast. Quattro persone, tra cui un anziano e un minorenne, sono rimaste intossicate e sono state affidate alle cure del personale sanitario. L'allarme è scattato intorno alle 16:30. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Apiro, che hanno provveduto a mettere sotto controllo le fiamme. In un primo momento era stato lo stesso proprietario della struttura a cercare di contenere l'incendio utilizzando un estintore, in attesa dell'arrivo dei soccorsi. Le quattro persone coinvolte sono state prese in carico dai sanitari per gli accertamenti e le cure necessarie. Non si troverebbero in gravi condizioni. Sul luogo dell'intervento sono arrivati anche i carabinieri e la polizia locale per gli adempimenti di competenza.  

Attualità

Caso Crucianelli, i sindacati dal prefetto: "Tavolo di crisi immediato e l'Usr paghi gli stipendi arretrati"

Caso Crucianelli, i sindacati dal prefetto: "Tavolo di crisi immediato e l'Usr paghi gli stipendi arretrati"

02/11/2026 18:30

Un tavolo di crisi urgente per affrontare le conseguenze dell'inchiesta "Ricostruzione", che riguarda anche Crucianelli Rest Edile, e un aggiornamento delle normative e dei protocolli esistenti per rafforzare le tutele lungo tutta la filiera del post-sisma. Sono i due fronti sui quali si concentra l'iniziativa di Cgil, Cisl e Uil Macerata, che hanno sottoposto al prefetto di Macerata, Giovanni Signer, un documento articolato in sei punti, con una serie di interventi ritenuti prioritari per tutelare i lavoratori, le imprese e i cittadini interessati dalla ricostruzione. La presa di posizione dei sindacati arriva dopo l'operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona e dalla Guardia di finanza, che ha portato alla luce un presunto sistema di infiltrazioni e irregolarità nella gestione di appalti e lavori legati alla ricostruzione post-terremoto del 2016. Un'inchiesta che ha investito anche il territorio maceratese e che, secondo le organizzazioni sindacali, impone risposte immediate per evitare che le conseguenze dell'indagine ricadano sui lavoratori, sulle loro famiglie e sull'intero tessuto economico locale. I sindacati ribadiscono il proprio "profondo riconoscimento alla magistratura e alle forze dell'ordine per l'attività svolta" e il pieno rispetto dell'accertamento delle responsabilità. Allo stesso tempo, sottolineano la necessità di assicurare la"regolare prosecuzione dei lavori e il rientro dei cittadini nelle proprie abitazioni". IL TAVOLO IN PREFETTURA PER GESTIRE L'EMERGENZA La prima richiesta riguarda l'immediata costituzione di un tavolo operativo coordinato dalla Prefettura, al quale dovrebbero partecipare Cgil, Cisl e Uil, insieme alle rispettive categorie dell'edilizia, alle associazioni datoriali, all'Ufficio speciale per la ricostruzione (USR) e al Commissario straordinario. La composizione dovrebbe essere integrata, in base alle questioni affrontate, con gli enti bilaterali, le istituzioni e gli organismi competenti. L'obiettivo è "censire le imprese, i cantieri e i lavoratori interessati dalla crisi", verificando le "retribuzioni già scadute e quelle in scadenza". Il tavolo dovrebbe, inoltre, individuare soluzioni per garantire la continuità occupazionale e il pagamento degli stipendi, anche nel caso di sospensione delle attività o di subentro di altre imprese. I sindacati chiedono responsabilità definite e tempi certi, con aggiornamenti almeno settimanali durante la prima fase di emergenza. BADGE OBBLIGATORIO IN TUTTI I CANTIERI E PIÙ CONTROLLI SUI SUBAPPALTI Un altro capitolo centrale riguarda il rafforzamento degli strumenti di tracciabilità della manodopera. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono l'importanza del badge e del settimanale di cantiere per contrastare il lavoro irregolare e chiedono che l'utilizzo del badge diventi obbligatorio in tutti i cantieri della ricostruzione, indipendentemente dall'importo dei lavori. I dati raccolti dovrebbero essere integrati con quelli relativi alle imprese, ai rapporti di lavoro e alle ore denunciate, così da individuare tempestivamente eventuali anomalie e orientare i controlli. Le organizzazioni chiedono anche di conoscere le criticità operative del sistema e di ricevere riscontri sulle segnalazioni, oltre a restituzioni periodiche dei dati in forma aggregata. Attenzione anche alla filiera degli appalti e dei subappalti. Secondo i sindacati, prima di affidare nuovi lavori è necessario verificare che le imprese abbiano una capacità organizzativa effettivamente adeguata agli impegni assunti, considerando il numero di cantieri attivi contemporaneamente, la disponibilità di manodopera, le qualifiche professionali, i mezzi e le risorse a disposizione. Le verifiche dovrebbero riguardare sia le imprese affidatarie sia quelle subappaltatrici, accertando la loro autonomia organizzativa e la reale capacità di eseguire le lavorazioni. Viene, inoltre, richiesto un contrasto più incisivo agli appalti non genuini e all'utilizzo improprio dei distacchi di manodopera, verificando chi esercita concretamente la direzione dei lavoratori. Tra gli aspetti da monitorare figurano anche la congruità della manodopera, i livelli di inquadramento, le mansioni effettivamente svolte e le eventuali concentrazioni anomale di lavoratori al primo livello. Particolare attenzione viene chiesta anche sui trasferimenti collettivi di personale tra imprese e sui cambi di esecutore, per individuare possibili operazioni elusive e tutelare i diritti contrattuali. STIPENDI GARANTITI E INTERVENTO SOSTITUTIVO DELL'USR Il terzo fronte riguarda direttamente i salari. Le organizzazioni sindacali chiedono di introdurre l'obbligo mensile, esteso a tutte le imprese della filiera, di documentare l'effettivo pagamento delle retribuzioni. La verifica, secondo la proposta, dovrebbe mettere in relazione presenze, ore denunciate, cedolini e pagamenti tracciabili. La semplice emissione di una busta paga o la disposizione di un bonifico non ancora eseguito non sarebbero sufficienti a dimostrare che il lavoratore abbia effettivamente ricevuto quanto dovuto. In caso di primo mancato pagamento, dovrebbe scattare una verifica tempestiva con il coinvolgimento dell'impresa affidataria. La richiesta più significativa riguarda però l'introduzione di una procedura espressa di intervento sostitutivo dell'Ufficio speciale per la ricostruzione, che consenta il pagamento diretto delle retribuzioni non corrisposte, previa verifica degli importi e utilizzando le somme dovute e disponibili per i lavori. Una misura che, nelle intenzioni dei sindacati, dovrebbe essere resa operativa attraverso gli atti necessari, definendo responsabilità, risorse e tempi e rispettando le diverse discipline della ricostruzione pubblica e privata, oltre agli eventuali vincoli giudiziari. PIÙ ISPETTORI, RECLUTAMENTO TRASPARENTE E TUTELA DEI LAVORATORI Nel documento viene evidenziata anche la necessità di rafforzare il personale degli organismi ispettivi, ritenuto insufficiente rispetto alla situazione straordinaria del territorio e al numero di imprese e lavoratori arrivati nella provincia di Macerata per partecipare alla ricostruzione. Accanto ai controlli, Cgil, Cisl e Uil propongono di consolidare i canali certificati di reclutamento, attraverso la collaborazione tra istituzioni, Centri per l'impiego, sistema bilaterale dell'edilizia e parti sociali. In questo contesto viene valorizzato il ruolo del Blen, il sistema di incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore edile, che dovrebbe mettere in relazione le disponibilità dei lavoratori con i fabbisogni delle imprese, verificare le competenze, promuovere formazione e qualificazione e favorire assunzioni dirette e regolari. Lo strumento potrebbe inoltre essere utilizzato per accompagnare la ricollocazione dei lavoratori coinvolti nell'attuale crisi, riducendo il ricorso a intermediari opachi. STRUTTURE RICETTIVE, ALLOGGI E CAMPI BASE PER LE MAESTRANZE L'ultimo punto riguarda le condizioni di vita dei lavoratori impegnati nei cantieri della ricostruzione e le possibili ripercussioni della crisi sulle attività economiche locali. I sindacati chiedono un monitoraggio immediato delle strutture ricettive, degli alloggi e delle attività di ristorazione che ospitano o forniscono servizi alle maestranze, con particolare attenzione ai pagamenti insoluti o ancora in sospeso. L'obiettivo è evitare che le difficoltà della filiera si estendano ulteriormente al tessuto economico del territorio. Viene, inoltre, richiesta una maggiore efficacia degli obblighi di comunicazione degli alloggi utilizzati dai lavoratori. La normativa già prevede questo adempimento, ma secondo le organizzazioni sindacali l'assenza di specifiche sanzioni in caso di omissione rischia di comprometterne l'efficacia. Infine, viene rilanciata una proposta avanzata più volte: la realizzazione di campi base organizzati e vigilati, in grado di garantire il controllo delle presenze e della provenienza delle maestranze, oltre a condizioni dignitose di vita, salute e sicurezza. Una soluzione che, secondo Cgil, Cisl e Uil, avrebbe anche un'altra ricaduta positiva: liberare progressivamente gli alloggi attualmente destinati ai lavoratori della ricostruzione, restituendoli alla cittadinanza e contribuendo ad affrontare la crisi abitativa che interessa il territorio marchigiano. "Ringraziamo il prefetto per l’attenzione e per l’impegno assunto a convocare urgentemente un tavolo con le controparti e le istituzioni competenti, per discutere le nostre proposte e individuare risposte concrete per i lavoratori e il territorio", concludono le sigle sindacali.  

Lago di Fiastra, esercitazioni alluvionali per i vigili del fuoco: in azione anche l'elicottero Drago 155

Lago di Fiastra, esercitazioni alluvionali per i vigili del fuoco: in azione anche l'elicottero Drago 155

02/11/2026 16:00

Si sono concluse al lago di Fiastra quattro giornate di addestramento dei Soccorritori Fluviali Alluvionali (SFA) dei vigili del fuoco del comando di Macerata, impegnati in una serie di esercitazioni per mantenere elevata la preparazione operativa negli interventi in ambienti acquatici e negli scenari legati alle emergenze alluvionali. Le attività hanno visto l'impiego di diversi mezzi e attrezzature specialistiche: gommoni per il contrasto del rischio acquatico, gommoni da rafting, moto d'acqua e un drone acquatico, oltre alle dotazioni necessarie per eseguire le manovre di soccorso in acqua. Particolarmente articolata l'esercitazione svolta mercoledì 28 ottobre, quando nello specchio d'acqua del lago è intervenuto anche l'elicottero Drago 155 del Reparto Volo di Pescara. Il velivolo ha effettuato specifiche manovre addestrative in collaborazione con il Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Ancona e il personale SFA del comando maceratese. L'attività rientra nel programma di formazione e mantenimento operativo del personale, con l'obiettivo di garantire la capacità di intervento in situazioni di emergenza che coinvolgono corsi d'acqua, bacini e territori interessati da eventi alluvionali. Un lavoro di preparazione fondamentale per assicurare efficienza e coordinamento tra le diverse squadre di soccorso e i mezzi specializzati. Dal comando dei vigili del fuoco di Macerata è arrivato, infine, un ringraziamento agli enti che hanno collaborato alla riuscita dell'iniziativa: l'amministrazione comunale di Fiastra, per la disponibilità degli spazi, Enel, per aver consentito l'utilizzo dello specchio d'acqua del lago, e l'Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini, per l'autorizzazione al sorvolo dell'elicottero sulle aree interessate.

Politica

Strada Comune si struttura in associazione: nuova app e un progetto per il futuro di Macerata

Strada Comune si struttura in associazione: nuova app e un progetto per il futuro di Macerata

02/11/2026 16:50

Strada Comune compie un nuovo passo nel proprio percorso politico e civico: da lista elettorale ad associazione strutturata, con una propria organizzazione, organismi interni e strumenti concreti per rafforzare il rapporto con la città. È quanto presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, durante la quale sono stati illustrati il nuovo assetto associativo, gli obiettivi politici per i prossimi anni e la nuova applicazione digitale pensata per favorire la partecipazione dei cittadini. «Vogliamo superare definitivamente il modello di una lista elettorale che esaurisce la propria funzione con le elezioni – ha dichiarato Andrea Tonnarelli, portavoce di Strada Comune –. La politica non può essere un’esperienza individuale, legata esclusivamente all’attività di un singolo consigliere. Deve diventare un’esperienza collettiva, capace di fare da collegamento tra la città e i luoghi in cui vengono prese le decisioni». L’associazione si è dotata di uno statuto e di una struttura organizzativa articolata in due organismi principali: l'assemblea generale, aperta a tutti gli iscritti e con funzione di indirizzo e deliberazione politica, e il coordinamento, incaricato di tradurre in attività e iniziative le proposte emerse dall’assemblea. Le iscrizioni sono aperte; il diritto di voto in assemblea spetta agli associati regolarmente iscritti. Alla guida dell’associazione è stato nominato Piergiorgio Ciarlantini, presidente, affiancato da Andrea Tonnarelli nel ruolo di portavoce e da Riccardo Pensini come tesoriere. Il coordinamento comprende inoltre il consigliere comunale Alberto Cicaré, Cecilia Trisciani, Letizia Carducci, Leonardo Basili, Carlo Migliorelli e Laura Nalli. Sono stati attivati anche due tavoli di lavoro. Il primo è dedicato al supporto dell’attività del consigliere comunale Alberto Cicaré, con l’obiettivo di rendere il lavoro istituzionale sempre più condiviso e partecipato. Il secondo, dedicato alle attività per la città, è aperto al confronto con associazioni, realtà civiche e soggetti politici, per costruire una rete stabile di ascolto e collaborazione. Tra gli strumenti presentati c’è la nuova applicazione di Strada Comune, pensata per rendere più semplice e immediato il rapporto tra l’associazione e i cittadini. L’app consente di partecipare alla vita della città attraverso un sistema di segnalazioni e contributi geolocalizzati: è possibile individuare sulla mappa il luogo a cui si riferisce il proprio contributo, selezionare la categoria pertinente, descrivere il problema o la proposta e, quando necessario, allegare una fotografia o un altro contenuto multimediale. La piattaforma mette, quindi, a disposizione uno spazio per raccogliere osservazioni, idee e proposte sui temi che riguardano Macerata, trasformando le esperienze quotidiane dei cittadini in spunti per il confronto e l’iniziativa politica. Nell’app sono presenti le indicazioni per installarla e utilizzarla, oltre a una sezione dedicata alle informazioni e alle condizioni relative a privacy e copyright. «Non vogliamo limitarci a chiedere ai cittadini di segnalare una buca o un problema – ha spiegato Alberto Cicaré –. Il nostro intento è soprattutto aprire uno spazio di discussione sui temi che interessano la città. Vogliamo raccogliere le istanze delle persone e portarle all’interno del Consiglio comunale e della discussione pubblica». L’applicazione non intende essere un duplicato degli strumenti di segnalazione che il Comune potrà mettere a disposizione, ma un canale autonomo di partecipazione civica e politica. I contributi raccolti serviranno a orientare il lavoro dell’associazione, alimentare il confronto con la comunità e contribuire alla definizione delle proposte da portare nelle sedi istituzionali. Il nuovo percorso guarda anche alle prossime sfide politiche e amministrative. L’obiettivo dichiarato è costruire, fin da oggi, un’alternativa credibile all’attuale governo della città, attraverso un lavoro costante sul territorio e un confronto con le altre forze del centrosinistra. «L’alternativa non si costruisce a ridosso delle elezioni, ma nel tempo e dentro la città – ha sottolineato Tonnarelli –. Per farlo dobbiamo cambiare metodo rispetto al passato, superare l’improvvisazione e costruire una proposta politica reale, radicata nei bisogni e nelle aspirazioni della comunità». Cicaré ha evidenziato la necessità di superare lo scollamento tra istituzioni e cittadini: «Il lavoro in Consiglio comunale non può essere l’unica dimensione dell’impegno politico. L’attività consiliare deve essere accompagnata da un lavoro collettivo, capace di coinvolgere la comunità e trasformare le sue istanze in proposte e iniziative concrete». Nel suo intervento, il consigliere ha, inoltre, richiamato l’attenzione sull’utilizzo delle ingenti risorse pubbliche degli ultimi anni, tra fondi PNRR e fondi per la ricostruzione post-sisma, evidenziando ritardi, criticità e occasioni mancate. Tra gli esempi citati, la situazione dell’Istituto d’Arte di Macerata, dove – è stato riferito nel corso della conferenza – continuano a registrarsi infiltrazioni nonostante gli interventi realizzati. Nel corso della conferenza stampa è stato affrontato anche il tema delle recenti indagini della Direzione distrettuale antimafia che stanno interessando il territorio. Strada Comune ha ribadito la necessità di distinguere nettamente il piano delle responsabilità penali, che spetta alla magistratura e agli eventuali successivi accertamenti processuali, da quello delle responsabilità politiche e amministrative. «La responsabilità penale è personale, ma quella politica non può essere considerata soltanto individuale: riguarda anche le scelte, i comportamenti e le responsabilità collettive di chi governa – ha dichiarato Tonnarelli –. Quello che chiediamo è un’assunzione di responsabilità, trasparenza e risposte chiare ai cittadini. Non possiamo accettare che di fronte a vicende così gravi prevalgano il silenzio e l’assenza di spiegazioni». Strada Comune annuncia quindi che continuerà a chiedere chiarezza sulle questioni politiche e amministrative emerse, affinché venga restituita credibilità alle istituzioni e alla politica, nel rispetto del percorso giudiziario e della presunzione di non colpevolezza. Il percorso avviato vuole essere soprattutto un invito alla partecipazione. Le iscrizioni a Strada Comune sono aperte e i tavoli di lavoro intendono coinvolgere anche persone, associazioni e realtà che non fanno parte dell’associazione, ma che desiderano contribuire alla vita pubblica cittadina. «Non possiamo limitarci a osservare quello che accade – ha concluso Cicaré –. Serve una comunità che abbia voglia di partecipare, impegnarsi e agire. Abbiamo costruito una struttura libera, aperta ai contributi di tutti. Ora chiediamo alla città di fare un passo insieme a noi». Strada Comune riparte, dunque, da una nuova organizzazione, ma soprattutto da un’idea precisa di politica: partecipazione, presenza sul territorio e costruzione collettiva di un’alternativa per Macerata. Di seguito il link per scaricare l’App di Strada Comune: https://app.stradacomune.it.

Futuro Nazionale, Paolo Diop rompe dopo sei mesi: «Mi aspettavo ascolto, umiltà e vicinanza alle persone»

Futuro Nazionale, Paolo Diop rompe dopo sei mesi: «Mi aspettavo ascolto, umiltà e vicinanza alle persone»

01/11/2026 16:00

Sei mesi appena e l'esperienza in Futuro Nazionale è già arrivata al capolinea. Paolo Diop annuncia il suo addio al movimento attraverso un post, nel quale non risparmia critiche alle scelte e agli atteggiamenti che avrebbe riscontrato nelle Marche. Una decisione maturata dopo una crescente distanza tra le aspettative iniziali e la realtà politica incontrata. «Avevo aderito a Futuro Nazionale perché pensavo potesse essere il partito della gente e per la gente», esordisce Diop, spiegando di essersi però trovato di fronte a situazioni che lo hanno allontanato da quell'idea e dai cittadini che il movimento vorrebbe rappresentare. «Mi aspettavo ascolto, umiltà e vicinanza alle persone. Invece, alcune presenze politiche mi hanno lasciato perplesso». Tra i nomi citati c'è quello di Fabrizio Ciarapica, proveniente da Forza Italia, insieme al vicevicario responsabile regionale, che Diop afferma risiedere in Svizzera. Proprio su quest'ultima scelta concentra una parte delle proprie perplessità: «Se si afferma “prima gli italiani”, è legittimo chiedersi come si concili questo principio con la scelta di affidare un ruolo regionale così importante a una persona che risiede all'estero». Una riflessione che, precisa, «non è un'accusa, ma una questione sulla quale credo sia giusto fare chiarezza». Il tono del messaggio si fa ancora più netto quando Diop ripercorre la propria esperienza politica. Racconta di aver militato in precedenza soltanto in due partiti, Fratelli d'Italia e Lega, e ammette che non avrebbe mai pensato di abbandonare una formazione dopo appena sei mesi. «Questa è stata la parentesi più breve della mia esperienza politica», scrive, prima di rivolgere un saluto a chi ha scelto di restare: «Auguro buona continuazione a chi continua a crederci, ma io non ci casco più». Alla base della decisione, secondo quanto raccontato, c'è soprattutto una diversa idea di rinnovamento politico. Diop contesta un modello nel quale, a suo giudizio, le appartenenze e il peso delle disponibilità economiche rischiano di prevalere sulle persone. «Per me, il rinnovamento deve mettere al centro le persone, non le appartenenze o il peso delle disponibilità economiche», sottolinea. E conclude con una critica diretta all'esperienza marchigiana del movimento: «La politica dovrebbe essere vicina ai cittadini, credibile e capace di ascoltarli: oggi, purtroppo, non ritrovo questi valori in Futuro Nazionale nelle Marche».

Sanità

Screening cardiovascolare a Porto Recanati: grande partecipazione con la Croce Rossa

Screening cardiovascolare a Porto Recanati: grande partecipazione con la Croce Rossa

02/11/2026 12:14

PORTO RECANATI - Sono 40 le persone che domenica mattina si sono sottoposte allo screening cardiovascolare gratuito della Croce Rossa Italiana nel piazzale della Scuola Diaz. Organizzata dal Comitato di Porto Potenza Picena, la mattinata ha registrato una grande partecipazione e la soddisfazione di quanti hanno preso parte all’iniziativa. Gli screening sono stati effettuati dal dottor Francesco Pellone, direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD) di Cardiologia Interventistica dell’Ospedale di Macerata, che ha messo a disposizione la propria professionalità a titolo gratuito. Il controllo comprende la misurazione di peso, altezza, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo, con eventuali approfondimenti, come elettrocardiogramma ed ecografia, quando ritenuti necessari dal medico. L’appuntamento rientra in Itinerari della Salute, il progetto nazionale con cui la Croce Rossa Italiana porta la prevenzione nelle piazze. Nel 2026 il tour prevede otto tappe in tutta Italia. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2021 hanno causato il 30,8% dei decessi. Pressione alta, glicemia e colesterolo elevati possono restare silenziosi per anni. Un controllo periodico permette di individuarli in tempo e di intervenire insieme al proprio medico prima che possano determinare conseguenze più gravi, come un infarto o un ictus. A sottolineare il valore della giornata è Matteo Carlocchia, presidente del Comitato di Porto Potenza Picena della Croce Rossa Italiana: «Quaranta persone, in una mattina di festa, hanno scelto di dedicare un po’ di tempo al proprio cuore e tantissime se ne sono andate ringraziandoci. Quel grazie è la cosa più bella che ci portiamo a casa. Siamo abituati a pensare alla Croce Rossa quando arriva l’emergenza. Ma il soccorso più efficace è quello che non serve, perché un rischio è stato scoperto in tempo. Il dottor Francesco Pellone ha scelto ancora una volta di esserci a titolo gratuito, e questo dice molto del medico e della persona. Grazie all’Amministrazione comunale e alla Farmacia Comunale di Porto Recanati, che hanno creduto in questa giornata, e ai nostri volontari, che l’hanno resa possibile. La prevenzione è un’abitudine, non un evento: mi auguro che chi è passato oggi lo racconti a casa e convinca qualcun altro a fare un controllo». Soddisfazione anche da parte dell’Amministrazione comunale, che ha patrocinato l’iniziativa. «Siamo molto soddisfatti della partecipazione registrata e della riuscita di questa giornata dedicata alla prevenzione», dichiara il sindaco di Porto Recanati Andrea Michelini. «Desidero ringraziare il presidente Matteo Carlocchia e tutti i volontari della Croce Rossa Italiana per l’impegno, la disponibilità e il prezioso lavoro che svolgono sul territorio. Iniziative come questa offrono ai cittadini un’opportunità concreta per prendersi cura della propria salute e contribuiscono a diffondere una maggiore cultura della prevenzione».

Giorni della Ricerca, l’AIRC compie 61 anni e riparte dal Quirinale

Giorni della Ricerca, l’AIRC compie 61 anni e riparte dal Quirinale

01/11/2026 12:00

Mercoledì 28 ottobre, con una cerimonia al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro della Salute Schillaci, del Ministro della Ricerca Anna Maria Bernini, del Presidente della Fondazione AIRC Andrea Sironi e della direttrice scientifica Anna Mondino, si è aperta la nuova edizione dei “Giorni della Ricerca”, la campagna nazionale dell’AIRC, di cui quest’anno ricorrono 61 anni di attività. Molti mezzi di comunicazione pubblici e privati stanno ricordando il numero 45521, attraverso il quale, con un semplice SMS o una telefonata da numero fisso o da cellulare, tutti possono contribuire al finanziamento della ricerca contro il cancro. In tantissime piazze, sabato 7 novembre, sarà possibile contribuire acquistando i cioccolatini della ricerca. Anche nei nostri territori si stanno svolgendo manifestazioni culturali e sportive per stimolare l’attenzione dei cittadini verso una delle problematiche più importanti per la prevenzione e la preservazione della salute. Il cancro è una patologia con grande incidenza, può colpire tutti gli organi del nostro corpo e la mortalità è ancora alta, seconda solo a quella delle patologie cardiovascolari. Se fino a non molti anni fa il malato di cancro vedeva di molto ridotta la sua aspettativa di vita, in tanti casi ridottissima, oggi possiamo dire che la situazione è radicalmente cambiata. Tanti malati di cancro sopravvivono a lungo e parecchi, soprattutto per certe tipologie di tumore, guariscono; la sensazione è che siamo avviati verso un percorso virtuoso della scienza che approderà in tempi non troppo lunghi alla sconfitta del cancro. Il merito di questa esaltante aspettativa è della ricerca. L’AIRC ne è un veicolo importante: non solo riesce a procurare i fondi, ma negli ultimi 50 anni è riuscita a creare una comunicazione che stimola la prevenzione, fondamentale per le patologie oncologiche, e la diagnosi precoce, alla base di una vittoria sulla malattia. L’AIRC significa anche l’impegno di tanti ricercatori, giovani e meno giovani, che assaporano il piacere e la soddisfazione di vedere pian piano sgretolarsi il mito dell’invincibilità di un’anomala e devastante mutazione di tessuti, con la grande probabilità, attraverso le metastasi, di infiltrare altri organi con una progressiva distruzione dei principi vitali. La ricerca, con applicazione, pazienza e costanza, ha trovato sempre uno spiraglio nella diagnosi e nella cura; gli spiragli ne hanno aperti altri e le specialità medico-scientifiche più interessate all’argomento (la radiologia, nelle sue varie forme diagnostiche ma anche terapeutiche, la chirurgia, la farmacologia), con una simbiosi operativa e di supporto continuo, hanno ottenuto risultati fino alla grande speranza di oggi. Gli input e le indicazioni per tutti, però, arrivano dagli anonimi laboratori di ricerca, dall’osservazione di un numero infinito di reazioni chimiche e biochimiche, dalle sperimentazioni tra provette e sofisticate macchine dell’ingegneria medicale. Il ricercatore e le squadre di ricercatori elaborano un progetto, lo perseguono, e devono essere pronti a persistere o a cambiare strada a seconda dei risultati quotidiani. Se oggi il cancro può essere curato con una chirurgia molto conservativa, con una chemioterapia mirata e specifica, priva dei devastanti effetti collaterali generali, e se possiamo addirittura pensare a una stimolazione del nostro sistema immunitario che blocchi subito le cellule anomale, lo dobbiamo ai comunicati che escono da quelle stanze appartate e qualche volta buie, dove uomini e donne lavorano per raggiungere un risultato scientifico di successo, utile a tutti. A volte la vita dei ricercatori riserva sorprese inaspettate: non raramente cercavano un risultato e ne hanno scoperto per caso uno più importante. Un esempio non proprio calzante, ma attinente, sono gli studi sull’mRNA per ricercare la via immunitaria contro il cancro: pur conservando la sua originaria finalità, questa ricerca è risultata essenziale per la realizzazione, in tempi record, di un vaccino contro il Covid. Ultimamente è arrivata una notizia davvero confortante: la scoperta di un intervento terapeutico nell’ambito di una ricerca internazionale con protagonista il Policlinico Gemelli di Roma. Si tratta di un intervento sui malati di tumore del pancreas non operabile, con l’iniezione di un farmaco denominato “colla radioattiva” che riduce il tumore e ne ferma l’espansione, aumentando di molto la prospettiva di vita. La ricerca e i suoi attori sono il fulcro dello sviluppo della civiltà umana. Oggi abbiamo riservato la nostra attenzione alla ricerca medico-scientifica e, specificatamente, alla ricerca contro il cancro, ma la ricerca è alla base di ogni attività umana, per migliorarla e renderla più utile alla nostra vita. Escluderei da questa virtuosa compagnia tutti quelli che si adoperano per trovare le armi più sofisticate e i metodi per distruggere la vita.   Ho avuto occasione, per il mio lavoro, di conoscere due tra i più grandi ricercatori della scienza medica insigniti del premio Nobel: la professoressa Rita Levi Montalcini e il professore Renato Dulbecco. La professoressa Montalcini in due occasioni ha cercato di spiegarmi i suoi studi sulle cellule del cervello; il professor Dulbecco, in un incontro di più di tre ore, mi parlò del DNA, dei cromosomi e del nostro patrimonio genetico. Due occasioni che non potrò mai dimenticare. Cercai di incamerare le loro nozioni, ma soprattutto rimasi colpito dal loro sguardo, dalla loro espressione serena e gentile di sognatori… I ricercatori possono trasformare il sogno in realtà.

Sport

Maceratese, risoluzione consensuale con il ds Giulio Spadoni

Maceratese, risoluzione consensuale con il ds Giulio Spadoni

03/11/2026 12:15

Si chiude dopo pochi mesi la nuova esperienza di Giulio Spadoni alla Maceratese. La società biancorossa ha comunicato la risoluzione consensuale del rapporto lavorativo con il direttore sportivo, una decisione maturata nella mattinata di oggi, di comune accordo tra le parti. "La società ringrazia Giulio per il lavoro svolto e gli augura le migliori fortune per il prosieguo della carriera": questo il messaggio diffuso dal club, che non ha fornito ulteriori dettagli sulle ragioni della separazione. Per Spadoni, classe 1966, si trattava della terza esperienza con la 'Rata'. Dirigente con oltre 35 anni di carriera, aveva iniziato il proprio percorso nel calcio nel 1990, costruendo negli anni un'esperienza maturata tra diverse realtà marchigiane e nazionali. Il suo primo capitolo in biancorosso risale al periodo 2004-2006, quando contribuì alla vittoria del campionato di Eccellenza nella stagione 2004/2005. Il secondo, dal 2014 al 2016, è legato a una delle pagine più significative della storia recente del club: la cavalcata degli "Invincibili", culminata con la promozione in Serie C e la partecipazione ai playoff contro il Pisa. Dopo le esperienze con Grosseto e Ancona, aveva ricoperto il ruolo di direttore sportivo anche al Monturano e all'Azzurra Colli, prima del ritorno a Macerata nel giugno scorso per la stagione 2026/2027. La separazione arriva dopo un avvio di campionato caratterizzato da risultati alterni. Nelle ultime tre giornate del girone F di Serie D, la Maceratese ha raccolto quattro punti: prima la pesante sconfitta per 5-2 sul campo del Notaresco, il 18 ottobre; poi il pareggio casalingo per 1-1 contro il K-Sport Montecchio Gallo, il 25 ottobre; infine il successo per 3-0 contro l'Angelana, arrivato domenica 1° novembre all'Helvia Recina. Proprio la vittoria più recente ha permesso ai biancorossi di ritrovare il successo e dare una risposta dopo il pareggio della settimana precedente. Dopo dieci giornate, la squadra si trova a quota 11 punti, frutto di tre vittorie, due pareggi e cinque sconfitte, con 13 reti realizzate e 17 subite. Ora per la Maceratese si apre una nuova fase anche sul piano dirigenziale. La società dovrà individuare come organizzare la direzione sportiva in vista del prosieguo della stagione, mentre il prossimo impegno di campionato è in programma domenica 8 novembre in trasferta contro il Città di Lanciano.

La Rata rialza la testa, Alfonsi: "Vittoria fondamentale, ma i problemi non sono risolti"

La Rata rialza la testa, Alfonsi: "Vittoria fondamentale, ma i problemi non sono risolti"

02/11/2026 17:39

È un mister Sante Alfonsi soddisfatto quello che si presenta nel post-gara di Maceratese-Angelana, dopo il netto 3-0 conquistato dalla sua Rata. Una vittoria importante, che restituisce fiducia all'ambiente e permette ai biancorossi di rilanciare classifica e morale dopo settimane complicate. «Era ora, perché vincere la partita in casa era necessario, sia per la classifica, sia per il morale, sia per tutto. Non nascondiamo che sono state settimane toste per noi, per la squadra e per i tifosi, ma l'unica cosa che mi sento di dire è che questi ragazzi stanno dando tutto, dal primo all'ultimo minuto. Il nostro campionato, purtroppo, è questo: ci vorremmo salvare il prima possibile. Venivamo da questo trittico di partite non facili, con risultati non bellissimi per noi, però oggi era importantissimo vincere. Non era scontato, perché l'Angelana è una squadra difficile. Chi ha giocato ha fatto bene, mi dispiace per gli infortuni». Alfonsi torna poi sull'atteggiamento mostrato dalla squadra, sottolineando la differenza rispetto alle precedenti uscite e le difficoltà affrontate nella preparazione della gara. «Siamo stati fortunati a sbloccarla dall'inizio, però l'atteggiamento della squadra è stato completamente diverso rispetto alle partite precedenti, come ad esempio quella di Notaresco. Venivamo da momenti difficili e da defezioni dell'ultimo momento che ci hanno costretto a cambiare la formazione e non era facile. Il mio plauso va, per esempio, a Luca Baldassin, che ha avuto varie peripezie e oggi era in campo. Mi sento anche di ringraziare chi è andato via: mi dispiace per come sono andate le cose. La vittoria di oggi è il coronamento di un buon lavoro fatto, nonostante un inizio di campionato non facile, con tante pressioni dall'esterno. Oggi siamo felici. Non è che adesso abbiamo risolto i nostri problemi, però il lavoro che stanno facendo i ragazzi è una cosa importante e ci tengo a precisarlo».

Economia

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

30/10/2026 11:18

 Il Sal zero rappresenta uno strumento importante per garantire liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma e permettere anche alle piccole aziende artigiane di partecipare ai lavori. A sottolinearne il valore è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che interviene nel dibattito sull'utilizzo del meccanismo, invitando a valutarne la funzione originaria e le esigenze concrete a cui risponde. Il cosiddetto SAL zero, acronimo di Stato di Avanzamento Lavori, si differenzia dai normali Sal perché consente alle imprese di ottenere un'anticipazione su un contributo già concesso, prima che siano raggiunti i consueti livelli di avanzamento delle lavorazioni. L'erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia fideiussoria. Introdotto nel dicembre 2016 per gli interventi relativi ai danni lievi e successivamente esteso, dall'aprile 2017, anche a quelli gravi, il meccanismo prevedeva inizialmente un'anticipazione massima del 20%. La percentuale è stata portata al 30% nel settembre 2021, per poi tornare al 20% con la modifica dell'8 maggio scorso. Alla base della sua introduzione c'è una necessità concreta: evitare che le imprese debbano sostenere interamente con risorse proprie i costi iniziali dei cantieri, aspettando mesi prima di ricevere i primi pagamenti. «Il Sal zero è nato per rispondere a un problema concreto: consentire alle imprese di lavorare senza dover anticipare per mesi, con risorse proprie, tutti i costi di avvio e delle prime lavorazioni nei cantieri», spiega Giglietti. La disponibilità immediata di liquidità permette di acquistare materiali, pagare i dipendenti, saldare i fornitori e remunerare gli artigiani coinvolti nelle diverse fasi degli interventi. Il nodo principale riguarda la differenza tra i tempi di pagamento delle spese sostenute dalle aziende e quelli necessari per ottenere la liquidazione dei normali stati di avanzamento. Secondo quanto riferito da Cna sulla base dell'esperienza delle imprese, fornitori e artigiani vengono generalmente pagati entro 60-90 giorni, mentre per incassare un SAL ordinario possono trascorrere anche più di otto mesi. Un'attesa legata ai diversi passaggi burocratici e tecnici: dall'esecuzione e contabilizzazione delle lavorazioni alla predisposizione della documentazione, fino alle istruttorie degli uffici della ricostruzione e alle successive procedure bancarie. Una situazione che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte. «Una grande impresa strutturata ha generalmente maggiori disponibilità finanziarie per sostenere queste anticipazioni, mentre una piccola impresa edile artigiana spesso non dispone di tutte le risorse necessarie», osserva il presidente di CNA Macerata. Il SAL zero, inoltre, può agevolare anche l'accesso al credito bancario, offrendo maggiore prevedibilità ai flussi finanziari. I benefici non riguardano soltanto le imprese edili, ma l'intera filiera della ricostruzione: elettricisti, termoidraulici, falegnami, fabbri e tutte le attività artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli interventi. Questo, tuttavia, non significa che il sistema non debba essere accompagnato da verifiche adeguate. Cna Macerata riconosce la necessità di controlli rigorosi ed efficaci, soprattutto alla luce delle criticità emerse nel dibattito sul funzionamento dello strumento. «Alcuni strumenti di verifica erano previsti e sono tuttora presenti. Occorre accertare dove e perché non abbiano funzionato adeguatamente e, se necessario, rafforzarli», sottolinea Giglietti. Tra le possibili soluzioni indicate dall'associazione ci sono anche una revisione al ribasso del tetto massimo dell'anticipazione, qualora ritenuto eccessivo, e controlli più puntuali sull'effettivo avanzamento delle attività, sulla capacità operativa delle imprese, sul numero di cantieri gestiti contemporaneamente e sulla filiera dei subappalti. La posizione di Cna è dunque quella di preservare la funzione dello strumento, intervenendo sulle eventuali criticità senza penalizzare l'intero sistema produttivo. «Non bisogna confondere l'utilità di uno strumento con gli eventuali utilizzi irregolari che ne possono essere stati fatti», precisa il presidente. In gioco, secondo l'associazione, c'è anche la possibilità di mantenere sul territorio le ricadute economiche e occupazionali della ricostruzione, favorendo la partecipazione delle piccole imprese locali e sostenendo l'indotto artigiano. «Senza uno strumento come il SAL zero, la ricostruzione rischierebbe di diventare appannaggio quasi esclusivo delle grandi imprese, le sole con la capacità finanziaria di sostenere per mesi e mesi i costi dei cantieri. A farne le spese sarebbero le piccole aziende del territorio e tutto l'indotto artigiano, con gravi conseguenze per l'economia locale», conclude Giglietti.

Banche "in fuga" dalle Marche: Macerata perde il 44,7% degli sportelli in dieci anni

Banche "in fuga" dalle Marche: Macerata perde il 44,7% degli sportelli in dieci anni

29/10/2026 15:15

La provincia di Macerata ha perso il 44,7% degli sportelli bancari in dieci anni, un dato che la colloca al secondo posto nelle Marche per intensità della riduzione, subito dopo Ancona. È uno dei numeri più significativi dell'analisi sulla desertificazione bancaria diffusa dalla Cgil Marche e dalla Fisac Cgil Marche, elaborata a partire dai dati Ires Marche. Il fenomeno riguarda l'intero territorio regionale. Dal 2016 a oggi, il numero degli sportelli bancari tradizionali e di credito cooperativo è passato da 1.046 a 584, con una perdita complessiva di 462 filiali, pari al 44,2%. Un calo superiore alla media nazionale, ferma al 35,2%, che secondo il sindacato colloca le Marche al primo posto in Italia per desertificazione bancaria. Nel confronto tra i territori marchigiani, la provincia di Macerata registra una contrazione del 44,7%. A fare peggio è soltanto quella di Ancona, con il 48,5%. Seguono Pesaro e Urbino, con il 44,3%, Ascoli Piceno, con il 40,4%, e Fermo, con il 33,7%. La riduzione degli sportelli pesa soprattutto sulla possibilità di accedere ai servizi bancari vicino a casa, con ricadute per cittadini, anziani, famiglie e imprese. Una questione particolarmente rilevante per le aree interne del Maceratese, dove la distanza dai principali centri abitati può rendere più difficile raggiungere una filiale. "La tutela delle aree interne e di una parte così consistente del territorio marchigiano passa anche dal mantenimento dei servizi bancari, necessari ai cittadini, fondamentali per le imprese. Su questo, la Regione intervenga al più presto", afferma Giuseppe Santarelli, segretario generale della Cgil Marche. I dati evidenziano una progressiva riduzione della presenza bancaria anche nei territori più periferici. Nei comuni periferici marchigiani la diminuzione degli sportelli raggiunge il 49,4%. La contrazione è del 44,4% nei centri e del 43,1% nelle aree interne considerate nel loro complesso. Dal 2016, 53 comuni marchigiani che disponevano di almeno uno sportello bancario sono rimasti senza filiali. A questi si aggiungono 31 comuni che erano già privi del servizio: oggi, quindi, sono 84 i comuni senza sportelli, pari al 37,3% del totale regionale. Il fenomeno interessa oltre 12mila residenti, secondo i dati diffusi dal sindacato, mentre il peso dei comuni senza filiali sale al 49,5% nelle aree interne e al 52,5% nei comuni periferici. In queste zone, dunque, più della metà dei comuni risulta priva di uno sportello bancario. Anche il cratere del sisma presenta una situazione significativa: 22 comuni hanno perso l'ultimo sportello dal 2016, pari al 25,9% dei territori considerati. Complessivamente, nell'area del cratere sono 42 i comuni senza filiali, con circa 45mila residenti coinvolti. Per Daniele Boccetti, segretario regionale della Cgil Marche, la riduzione dei servizi bancari si inserisce in un quadro più ampio di arretramento dei presidi territoriali: "Nel territorio si dimezzano gli sportelli bancari e diminuiscono significativamente anche gli uffici postali, almeno in termini di orari di apertura e presenza territoriale. Questo contribuisce ad alimentare un senso di abbandono e di assenza dello Stato, che mina la coesione sociale della comunità". Riccardo Romano, segretario della Fisac Cgil Marche, richiama invece le conseguenze per lavoratori e clienti, oltre all'impatto sull'occupazione nel settore: "Questa politica di desertificazione causa disagi anche alle lavoratrici e ai lavoratori proprio in un periodo in cui la digitalizzazione dovrebbe favorire un lavoro che va verso i lavoratori, e i clienti e non viceversa. Non va inoltre dimenticato che alla desertificazione fa seguito la riduzione degli addetti di settore tramite il fondo di solidarietà che implica una riduzione del reddito dei prepensionati residenti in Regione. Da ultimo non dimentichiamo come le Banche siano un presidio di legalità a tutela del fenomeno dell’usura e come il carattere di servizio a interesse pubblico del servizio bancario deve essere fatto valere dalla politica".  

Scuola e università

Infortuni sul lavoro, Unimc e Inail a confronto: a Macerata anche il Premio Daniela Carbone

Infortuni sul lavoro, Unimc e Inail a confronto: a Macerata anche il Premio Daniela Carbone

03/11/2026 10:40

Come cambiano le tutele assicurative di fronte all'evoluzione del mondo del lavoro? È la domanda al centro del convegno "L'infortunio in itinere al crocevia dell'assicurazione infortuni tra tradizione e nuovi modelli lavorativi", in programma giovedì 5 novembre, dalle 15 alle 18, nell'Aula 2 del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata, in Piaggia dell'Università 2. L'incontro sarà dedicato alle questioni giuridiche legate agli incidenti che si verificano durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro, una fattispecie che può essere riconosciuta come infortunio sul lavoro e che assume nuove sfumature alla luce delle trasformazioni dell'organizzazione professionale e dei modelli lavorativi. L'iniziativa nasce nell'ambito della convenzione tra l'Università di Macerata e la Direzione regionale dell'Inail e vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico e dell'Avvocatura dell'istituto assicurativo. Il confronto metterà a dialogo giurisprudenza, ricerca scientifica ed esperienza sul campo, con l'obiettivo di approfondire le nuove sfide della tutela assicurativa. Nel corso del pomeriggio ci sarà spazio anche per la seconda edizione del Premio di Laurea in diritto del lavoro intitolato alla memoria dell'avvocata Daniela Carbone, relativo all'anno accademico 2024/2025. Il riconoscimento, del valore di mille euro, è stato istituito grazie a una convenzione tra Unimc, Associazione giuslavoristi italiani – sezione Marche, Centro Studi in diritto del lavoro "Domenico Napoletano" – sezione Marche e Camera civile picena. L'obiettivo è valorizzare il merito accademico e incentivare lo studio del diritto del lavoro e della previdenza sociale, mantenendo vivo il ricordo di una professionista che ha lasciato un segno nel panorama giuridico. Daniela Carbone, giuslavorista di grande competenza e passione civile, era stata allieva della Scuola di specializzazione in Diritto sindacale, del lavoro e della previdenza dell'Università di Macerata. Laureata con lode alla Sapienza, aveva firmato numerosi contributi scientifici ed era stata coautrice del volume "Ordinamento previdenziale dell'Avvocatura" (2021). Nel corso della sua carriera aveva ricoperto anche gli incarichi di consigliera dell'Ordine degli avvocati di Ascoli Piceno e di segretaria generale aggiunta del Centro Studi nazionale in diritto del lavoro "Domenico Napoletano". Il premio intende quindi ricordarne non soltanto il percorso professionale e scientifico, ma anche l'impegno umano e civile, offrendo alle nuove generazioni di giuristi un esempio di dedizione allo studio e alla professione. Il convegno potrà essere seguito anche da remoto. Ulteriori informazioni e dettagli sull'evento sono disponibili sul sito del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata, all'indirizzo www.giurisprudenza.unimc.it.

Diritto di voto e doveri civici, l'Università di Macerata lancia un corso gratuito

Diritto di voto e doveri civici, l'Università di Macerata lancia un corso gratuito

30/10/2026 15:30

L'Università di Macerata mette a disposizione un percorso di formazione dedicato ai doveri civici e alle regole del seggio elettorale. Promuovere la conoscenza dei doveri civici e delle regole che disciplinano lo svolgimento delle operazioni elettorali, contribuendo a rafforzare la consapevolezza del valore della partecipazione democratica. È questo il tema al centro di “Cittadinanza e diritto di voto. Per-corso di formazione su doveri civici e regole del seggio elettorale”, promosso da Università e Prefettura di Macerata.   Il percorso affronta un aspetto fondamentale della vita democratica: il rapporto tra l'esercizio del diritto di voto, i doveri civici e il rispetto delle regole che ne garantiscono il corretto svolgimento. Un tema che coinvolge non soltanto la dimensione giuridica, ma anche il significato della responsabilità individuale e collettiva nella partecipazione alla vita pubblica.   Il corso è gratuito e prevede 12 ore di lezione e un laboratorio pratico di 4 ore, svolto con la collaborazione del Comune di Macerata - servizi demografici. Al termine sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Le iscrizioni sono aperte e la prima lezione si svolgerà il 9 novembre. Tutte le informazioni sono disponibili nel sito del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata https://giurisprudenza.unimc.it.     Il voto, riconosciuto dall'articolo 48 della Costituzione come personale, eguale, libero e segreto, rappresenta uno degli strumenti fondamentali della democrazia. La sua attuazione richiede un sistema di regole e garanzie, la cui conoscenza contribuisce a comprendere il funzionamento delle istituzioni democratiche. In questa prospettiva, il percorso formativo unisce la riflessione sui principi della cittadinanza all'attenzione per gli aspetti che riguardano il funzionamento del seggio elettorale, offrendo anche una preparazione utile a coloro che intendano iscriversi all’albo degli scrutatori di seggio elettorale.   La collaborazione tra Università e Prefettura assume così un particolare significato sul piano dell'educazione alla cittadinanza: un'iniziativa che mette in dialogo il mondo accademico e le istituzioni del territorio, valorizzando la formazione come strumento per diffondere la conoscenza delle regole democratiche e favorire una partecipazione più consapevole alla vita della comunità

Cultura

Una donna, mille aspettative e il diritto di scegliere. La lezione attuale di Sibilla Aleramo

Una donna, mille aspettative e il diritto di scegliere. La lezione attuale di Sibilla Aleramo

02/11/2026 16:38

Essere una donna è complicato. Essere la donna che tutti si aspettano, probabilmente, è un lavoro a tempo pieno. Senza ferie, senza straordinari e con un pubblico sempre pronto a compilare la scheda di valutazione. Il problema è che nessuno ci ha mai consegnato il contratto. Sibilla Aleramo conosceva bene questo meccanismo. E lo raccontava già nel 1906, quando pubblicò Una donna, un romanzo destinato a mettere in discussione molte delle certezze della società del suo tempo. La sua storia passa anche dalle Marche, precisamente da Porto Civitanova, dove arrivò ancora ragazzina, nel 1888, insieme alla famiglia. Allora si chiamava Rina Faccio. Aveva sogni, curiosità e una vita ancora tutta da immaginare. Ma proprio a Porto Civitanova la sua esistenza conobbe alcuni degli avvenimenti che avrebbero segnato profondamente la sua formazione e alimentato, anni dopo, la materia autobiografica del romanzo. Una violenza subita durante l'adolescenza, un matrimonio soffocante, la maternità, il peso delle convenzioni. E soprattutto una domanda che sarebbe diventata centrale nella sua esistenza: quanto di noi stesse possiamo sacrificare prima di smettere di riconoscerci? In Una donna, Aleramo racconta la progressiva conquista di una consapevolezza. Non quella di una donna che improvvisamente smette di amare, ma di una persona che comprende quanto sia pericoloso confondere l'amore con l'annullamento di sé. La sua decisione di lasciare il marito comportò anche la dolorosissima separazione dal figlio. Una ferita che non può essere liquidata con qualche frase motivazionale sul coraggio di ricominciare. Perché la libertà, nella vita reale, non arriva sempre accompagnata da un lieto fine. E nemmeno da una colonna sonora particolarmente incoraggiante. E oggi? Nel 2026, una donna dovrebbe essere indipendente, comprensiva, ambiziosa, presente, emotivamente equilibrata e possibilmente capace di leggere nel pensiero. Il tutto senza lamentarsi, perché altrimenti diventa complicata. Curioso come le aspettative siano infinite, mentre la pazienza dovrebbe essere inclusa nel pacchetto base. Anche nelle relazioni sentimentali sembra esistere un manuale invisibile del comportamento corretto. Se una donna resta in una relazione difficile, qualcuno le domanda perché non se ne vada. Se decide di andarsene, qualcun altro le rimprovera di non aver lottato abbastanza. Se perdona, è ingenua. Se non perdona, è rancorosa. Se aspetta, non ha amor proprio. Se smette di aspettare, evidentemente non amava abbastanza. Insomma, qualunque strada scelga, c'è sempre qualcuno convinto di conoscere quella migliore. Generalmente senza aver percorso nemmeno un metro della sua. Ma chi stabilisce che il coraggio debba avere una sola direzione? Ci sono donne che devono trovare la forza di andarsene. Altre che scelgono di restare, affrontando difficoltà che dall'esterno nessuno conosce davvero. Naturalmente, non tutte le situazioni sono paragonabili. Restare in una relazione segnata dalla violenza e dalla sopraffazione non equivale ad attraversare una crisi sentimentale. E la vicenda di Aleramo ci ricorda quanto possa essere necessario sottrarsi a un rapporto che nega la propria libertà. Ma ci ricorda anche qualcosa di più universale: nessuno dovrebbe decidere al posto nostro quale sacrificio sia accettabile e quale desiderio meriti di essere ascoltato. Forse è proprio questo il punto che rende Una donna ancora così attuale. Non la pretesa che tutte le donne facciano la stessa scelta, ma il diritto di poterla compiere senza essere definite esclusivamente dal giudizio degli altri. Da Porto Civitanova, oltre un secolo fa, Sibilla Aleramo iniziò un percorso che l'avrebbe portata a diventare una delle voci più importanti dell'emancipazione femminile italiana. Oggi abbiamo conquistato molte libertà che lei poteva soltanto immaginare. Ma continuiamo spesso a chiedere alle donne di giustificare ciò che desiderano, ciò che rifiutano e persino ciò che sono disposte a perdonare. E naturalmente, dopo aver spiegato tutto, sarebbe gradito anche un sorriso. Non vorremmo sembrare complicate. Forse la vera rivoluzione non consiste nel dimostrare di essere sempre forti, sempre giuste, sempre impeccabili. Forse consiste nel poter essere semplicemente persone. Con le proprie contraddizioni, i propri errori, le proprie scelte. Anche quando non piacciono a nessuno. Perché, dopo più di un secolo, la domanda non è soltanto quante libertà abbiano conquistato le donne. È quante volte debbano ancora chiedere scusa per averle esercitate.

Andrea Lanfranchi finalista all’Arte Laguna Prize con “Gaza-25”

Andrea Lanfranchi finalista all’Arte Laguna Prize con “Gaza-25”

01/11/2026 19:55

Il civitanovese Andrea Lanfranchi sarà uno dei protagonisti della XX edizione di “Arte Laguna Prize”, in programma dal 6 al 29 novembre in uno dei luoghi più iconici dell’arte contemporanea: l’Arsenale Nord di Venezia. Una sua opera, intitolata “Gaza-25”, è stata infatti selezionata tra le 28 opere finaliste della ventesima edizione del premio, nella sezione dedicata alla pittura. Alla rassegna parteciperanno complessivamente 240 artisti, provenienti da ogni parte del mondo. La giuria del premio riunisce personalità di rilievo del panorama artistico internazionale, tra cui Xiaoyu Weng, curatrice di Documenta 16 e direttrice artistica di Art in General a New York; Michal Novotný della Galleria Nazionale di Praga; Kostas Stasinopoulos, curatore, scrittore e direttore presso Kyklos – Centre of Arts and Cultures in Grecia; Emiliano Valdés, curatore indipendente e viceministro della Cultura in Guatemala; Jemima Kulumba, co-fondatrice della Biennale of Women in Art (WIA); Mario Nanni, designer e fondatore dello studio Marionanni e del Museo Virgola di Bologna; e Anastasia Dawson, curatrice indipendente e consulente d’arte a Dubai. Andrea Lanfranchi ha partecipato a mostre nazionali e internazionali e ha realizzato numerosi libri d’arte incisoria, presentati e conservati presso istituzioni di rilievo come il Senato della Repubblica Italiana, l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, l’Accademia delle Scienze Sociali di Pechino e il Museo del Costume e dell’Arte Multicolore di Guiyang, in Cina.

Eventi

Liberilibri festeggia 40 anni alla Mole Vanvitelliana: tre giorni con Porro, Nordio, Ferrara e Cruciani

Liberilibri festeggia 40 anni alla Mole Vanvitelliana: tre giorni con Porro, Nordio, Ferrara e Cruciani

03/11/2026 12:50

Una casa editrice nata a Macerata nel 1986 porta ad Ancona un festival nazionale dedicato alla libertà di pensiero. Dal 13 al 15 novembre la Mole Vanvitelliana ospiterà "La casa di Liberilibri – Una festa del libero pensiero", manifestazione organizzata dalla casa editrice marchigiana in collaborazione con il Comune di Ancona. Tre giornate di incontri, dibattiti e conversazioni con protagonisti della cultura, del giornalismo, della politica e dell'economia italiana, per celebrare i quarant'anni di attività della realtà editoriale. L'evento è stato presentato nella sede del Comune di Ancona e punta a diventare un appuntamento di rilievo nazionale, valorizzando le eccellenze marchigiane e accompagnando il percorso del capoluogo verso Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. Tra gli ospiti annunciati figurano Nicola Porro, Giuliano Ferrara, Carlo Nordio, Pietrangelo Buttafuoco, Marco Minniti, Marcello Veneziani, Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Insieme a loro anche Geminello Alvi, Serena Sileoni, Guido Damini, Lorenzo Castellani e Francesco Borgonovo. Il filo conduttore sarà il confronto tra idee e visioni differenti, con al centro la libertà individuale, le trasformazioni dell'Occidente, la geopolitica, l'intelligenza artificiale e il rapporto tra cultura e potere. Una storia editoriale nata a Macerata Il festival rappresenta soprattutto l'occasione per celebrare un'importante realtà culturale del territorio. Liberilibri è stata fondata a Macerata nel 1986 da Aldo Canovari e Carlo Cingolani, due imprenditori marchigiani che hanno dato vita a un progetto editoriale indipendente, capace di raggiungere una dimensione nazionale. In quarant'anni la casa editrice ha costruito un catalogo di oltre 330 titoli, portando in Italia autori e idee spesso lontani dalle convenzioni culturali dominanti. Oggi è presieduta da Nicola Porro e diretta da Michele Silenzi. La scelta di festeggiare l'anniversario con un festival aperto al pubblico, anziché con una semplice celebrazione della propria storia, rispecchia la volontà di rilanciare il ruolo del confronto culturale e della libera circolazione delle idee. Il programma: tre giorni tra cultura, politica e attualità La manifestazione prenderà il via venerdì 13 novembre alle 18, con l'apertura affidata a Nicola Porro e Michele Silenzi. Seguirà l'incontro "Visioni di libertà", che vedrà confrontarsi Marcello Veneziani, Serena Sileoni e Carlo Nordio, con la moderazione dello stesso Porro. La giornata di sabato 14 novembre sarà particolarmente ricca di appuntamenti. La mattinata sarà dedicata al mondo imprenditoriale marchigiano e al ruolo dell'Adriatico nello sviluppo economico. Nicola Porro condurrà la conversazione "Gli imprenditori marchigiani nel mondo, tra crisi e rinascita", mentre Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, e Levan Davitashvili, amministratore delegato di IP, saranno protagonisti dell'incontro "L'Adriatico motore di crescita". A seguire, Marco Minniti affronterà i nuovi scenari geopolitici in un'intervista con Ginevra Leganza. Nel pomeriggio spazio alla lezione-spettacolo di Guido Damini, "Nati per esplorare – La strada dell'uomo dalle caverne alle stelle", e al confronto tra Pietrangelo Buttafuoco e Giuseppe Dispaquale sul rapporto tra arte e libertà della mente. Giuliano Ferrara e Geminello Alvi discuteranno invece del "Futuro dell'Occidente", in una conversazione moderata da Michele Silenzi. La giornata si concluderà con Giuseppe Cruciani e David Parenzo, protagonisti di un appuntamento dal vivo con "La Zanzara", il programma radiofonico che porterà alla Mole il suo stile provocatorio e irriverente. Domenica 15 novembre il festival proseguirà con Lorenzo Castellani e Francesco Borgonovo, impegnati in una riflessione sui rapporti tra potere e pensiero contemporaneo. Successivamente Andrea Venanzoni e Riccardo Manzotti discuteranno della rivoluzione dell'intelligenza artificiale, tra rischi e nuove prospettive. A chiudere la manifestazione sarà Giordano Bruno Guerri con la lectio magistralis "L'Italia e i suoi fantasmi". Libri, incontri e una redazione di giovani La Mole Vanvitelliana non sarà soltanto il palcoscenico degli incontri, ma diventerà uno spazio aperto alla partecipazione del pubblico. Sarà allestita un'area dedicata all'intero catalogo Liberilibri, con possibilità di conoscere gli autori, acquistare i volumi e partecipare ai momenti di firma copie. Durante le tre giornate sarà inoltre attiva una redazione temporanea composta da studenti, giovani giornalisti e creator, che racconterà il festival attraverso interviste, podcast e contenuti digitali. La manifestazione prevede anche un'attenzione particolare alle eccellenze imprenditoriali marchigiane, con l'obiettivo di mettere in luce le storie di innovazione e le esperienze produttive che hanno contribuito a portare il nome della regione oltre i confini nazionali. Per chi parteciperà al festival sarà inoltre prevista una riduzione sul biglietto per visitare la mostra di Simona Bramati "Miti, metamorfosi, visioni", già allestita alla Mole Vanvitelliana. "La casa di Liberilibri – Una festa del libero pensiero" si svolgerà dal 13 al 15 novembre 2026 con ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Civitanova, torna il concorso di poesia Solidarity Word: debutta anche il racconto giallo

Civitanova, torna il concorso di poesia Solidarity Word: debutta anche il racconto giallo

03/11/2026 10:20

Sono aperte le iscrizioni alla quarta edizione del “Civitanova Solidarity Word”, il concorso dedicato alla scrittura e alla creatività giovanile che quest'anno si arricchisce di una novità: accanto alla sezione poesia, arriva infatti la prima edizione del concorso di racconto breve a sfondo giallo. L'iniziativa è promossa dalla Consulta per i Servizi Sociali di Civitanova Marche, in collaborazione con l'assessorato al Welfare del Comune, con l'obiettivo di valorizzare i talenti dei più giovani e stimolare la loro capacità di esprimersi attraverso la scrittura. Per la sezione poesia, il tema scelto per questa edizione è "La forza di esserci: nessuno è solo", un invito a riflettere sul valore della solidarietà, sulla vicinanza agli altri e sull'importanza di sentirsi parte di una comunità. La nuova sezione dedicata ai racconti brevi a sfondo giallo punta invece a dare spazio alla fantasia e all'immaginazione dei partecipanti. La partecipazione è gratuita. Gli elaborati, insieme al materiale richiesto, dovranno essere inviati entro il 10 novembre 2026. Il bando completo, con tutte le indicazioni per partecipare, è consultabile sul sito www.civitanovasolidaritysound.org. Per entrambe le sezioni sono previsti premi in buoni acquisto per materiale scolastico: 200 euro al primo classificato, 150 euro al secondo e 100 euro al terzo. Una giuria qualificata valuterà gli elaborati dopo la chiusura delle iscrizioni e selezionerà i finalisti delle due categorie. "Prosegue con soddisfazione la sinergia tra assessorato e Consulta dei Servizi sociali, che ringrazio. Negli anni questa collaborazione ha prodotto tanta ricaduta concreta nella città, portando anche il sociale di Civitanova in tutta Italia. Con questa iniziativa continuiamo a valorizzare i giovani incoraggiando e premiando i loro talenti. L'arte è strumento potente di crescita e autostima, e dare loro l'input di misurarsi su temi sociali ne rafforza la coscienza civica", dichiara l'assessore al Welfare Barbara Capponi.

Curiosità

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

29/10/2026 17:30

A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, San Severino Marche torna al centro del racconto internazionale sul sisma. La rivista National Geographic ha dedicato uno speciale alla ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano, con un reportage dal titolo "Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso". Il servizio, pubblicato sul sito italiano della rivista e corredato dalle fotografie del settempedano Claudio Scarponi, ripercorre lo stato dei cantieri e le ferite ancora aperte nei territori colpiti dal terremoto. Tra le immagini scelte per documentare le conseguenze del sisma e il lungo percorso di ripartenza c'è anche uno scatto dell'interno del palasport comunale Albino Ciarapica di viale Mazzini, a San Severino Marche. Il palasport che accolse 180 sfollati La fotografia riporta alla memoria i giorni più difficili dell'emergenza, quando la struttura sportiva fu trasformata in uno dei principali centri di accoglienza allestiti dal Comune. Il palasport mise a disposizione 180 posti letto per gli sfollati, offrendo un primo riparo alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo le scosse. L'accoglienza a San Severino non si limitò al palasport. Altri centri furono attivati nelle palestre dell'Istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" e del plesso scolastico di Cesolo, oltre che in una struttura modulare installata nei pressi della chiesa della frazione. Una rete di spazi e interventi che testimoniò la risposta della comunità settempedana nelle ore e nei giorni più complessi, quando fu necessario trovare rapidamente una sistemazione per le persone rimaste senza casa. La ricostruzione ancora in corso Il reportage di National Geographic riporta l'attenzione su un territorio che, a distanza di dieci anni dal terremoto, continua a fare i conti con la ricostruzione. Le immagini di Scarponi raccontano non soltanto i segni lasciati dalle scosse e l'avanzamento dei lavori, ma anche la memoria di quanto accadde e la capacità delle comunità locali di affrontare l'emergenza. Per San Severino Marche, la presenza del palasport Albino Ciarapica tra gli scatti pubblicati rappresenta anche l'occasione per ricordare la solidarietà e l'organizzazione messe in campo per assistere gli sfollati. Un frammento della storia del terremoto che torna oggi sotto i riflettori, mentre il percorso di ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano non è ancora concluso. Il reportage completo è disponibile sul sito di National Geographic a questo link: Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso.

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

27/10/2026 17:00

Cento anni di ricordi, esperienze e legami familiari. Celestino Morosi ha raggiunto lo straordinario traguardo del secolo di vita e ha festeggiato il compleanno nella casa di riposo di Castelraimondo, dove è attualmente ospite, circondato dall'affetto dei figli Simonetta e Aurelio, dei nipoti e dei suoi cari. Originario di Castelraimondo, Morosi ha trascorso gran parte della propria vita a Matelica, mantenendo il legame con il territorio d'origine. La ricorrenza è stata l'occasione per riunire la famiglia e celebrare un percorso lungo un secolo, caratterizzato da tante esperienze e dagli affetti costruiti nel tempo. Alla festa ha partecipato anche Barbara Cacciolari, assessore del comune di Matelica, che ha portato al centenario gli auguri e i saluti del sindaco Denis Cingolani. Gli auguri sono arrivati anche dall'amministrazione comunale di Castelraimondo. Il sindaco Patrizio Leonelli e l'assessore Ilenia Cittadini hanno rivolto a Celestino un messaggio di affetto: "Raggiungere i cento anni è un traguardo davvero speciale, che porta con sé una vita intera di ricordi, esperienze e affetti. A Celestino rivolgiamo i nostri più affettuosi auguri e l'abbraccio di tutta Castelraimondo". Gli amministratori hanno sottolineato anche il valore della festa organizzata nella struttura cittadina: "Siamo felici che questo compleanno sia stato festeggiato nella nostra Casa di riposo, circondato dall'affetto della sua famiglia e delle persone che ogni giorno se ne prendono cura. A Celestino auguriamo serenità e ancora tanti momenti belli da condividere". Un ringraziamento è stato infine rivolto alla Casa di riposo di Castelraimondo per aver accolto e celebrato questo importante traguardo, rendendo speciale il compleanno del centenario.

Varie

Rette per case di riposo e strutture residenziali: dall'Ats 16 contributi fino a 3mila euro. Come fare domanda

Rette per case di riposo e strutture residenziali: dall'Ats 16 contributi fino a 3mila euro. Come fare domanda

03/11/2026 12:40

Un aiuto concreto alle famiglie che sostengono le spese per l'assistenza di un proprio caro ospite di una struttura residenziale. Anche l'Ambito Territoriale Sociale 16 – Unione Montana dei Monti Azzurri, presieduto da Giampiero Feliciotti, ha aperto le domande per accedere ai contributi economici previsti dal progetto Multileva della Regione Marche. L'intervento prevede 250 euro mensili, fino a un massimo di 3.000 euro per il 2026, per alleggerire i costi delle rette di strutture sociali e sociosanitarie che accolgono anziani, persone con disabilità e persone con problemi di salute mentale. Le domande possono essere presentate fino al 16 novembre 2026 e le misure di sostegno si articolano in due distinti interventi, rivolti a differenti categorie di beneficiari. Il primo, denominato "Donne in equilibrio: tempi di vita, di cura e di lavoro" (Multileva 3.1), è riservato alle donne residenti nei Comuni dell'ATS 16, maggiorenni e fino a 67 anni, che contribuiscono al pagamento della retta di un familiare ospite di una struttura residenziale. Possono accedere al beneficio sia le donne occupate, con diverse tipologie contrattuali, sia quelle disoccupate, inoccupate o inattive. Sono invece escluse le pensionate. L'obiettivo è alleggerire il carico economico e assistenziale, favorendo la conciliazione tra responsabilità familiari e attività lavorativa. La seconda misura (Multileva 3.2) estende il sostegno ai familiari maggiorenni che contribuiscono al pagamento della retta e, in determinati casi, direttamente alle persone ospitate nelle strutture che sostengono autonomamente il costo dell'assistenza, senza ricevere un contributo economico dai familiari. Per entrambe le misure è previsto un limite ISEE di 25mila euro: ordinario per il familiare richiedente e sociosanitario residenziale per la persona ospite della struttura. Sono inoltre richiesti specifici requisiti relativi alla residenza, al rapporto di parentela o affinità e alle caratteristiche della struttura. Per ciascun ospite può essere riconosciuto un solo contributo, senza possibilità di cumulare le due misure o altri sostegni pubblici destinati alla stessa quota della retta. I moduli e gli avvisi completi sono disponibili sui siti www.ats16.it e www.unione.montiazzurri.it. Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare l'Ufficio Servizi Sociali dell'ATS 16 al numero 0733/656336. L'assegnazione dei contributi avverrà dopo la verifica dei requisiti e la formazione delle graduatorie regionali, sulla base dei valori ISEE e fino all'esaurimento delle risorse disponibili.

Recanati, addio a Giovanni Vigarani: era il figlio del tenore Beniamino Gigli

Recanati, addio a Giovanni Vigarani: era il figlio del tenore Beniamino Gigli

03/11/2026 12:00

Recanati piange la scomparsa di Giovanni Vigarani, morto all’età di 86 anni. Conosciuto dagli amici come Gianni e chiamato affettuosamente “Giovannino” dal padre, era nato nel 1940 dalla relazione tra il celebre tenore recanatese Beniamino Gigli e Lucia Vigarani, la donna che gli fu accanto per gran parte della vita. L’ultimo saluto è in programma domani, mercoledì 4 novembre, alle ore 10, nella chiesa di Cristo Redentore. Al termine della funzione religiosa, il corteo funebre raggiungerà il cimitero cittadino. La camera ardente è stata allestita presso l’obitorio dell’ospedale di Recanati. La famiglia ha chiesto di non acquistare fiori, invitando chi lo desidera a effettuare una donazione alla Fondazione Ant. A ricordarlo sono la moglie Maria Rita, la figlia Stefania, la sorella Maria Pia, il cognato Mario, i nipoti e gli altri familiari. La storia di Giovanni si intreccia con quella della famiglia di uno dei più grandi interpreti della lirica italiana. Dalla relazione tra Gigli e Lucia Vigarani nacquero tre figli: Giovanni, nel 1940, Gloria, nel 1942, e Maria Pia, nel 1944. Il tenore era già sposato con Costanza, dalla quale aveva avuto Rina ed Enzo. Le biografie dedicate all'artista riportano anche un particolare legato alla successione: sarebbe stato un suggerimento di Padre Pio da Pietrelcina a convincere Gigli a riconoscere ai figli avuti da Lucia la loro legittima parte di eredità. Un'altra ricorrenza lega profondamente la storia familiare: il 20 marzo. Nel 1890, proprio in quella data, nasceva a Recanati Beniamino Gigli. Il 20 marzo 1996, invece, si spegneva Lucia Vigarani. Giovanni aveva continuato a vivere nella città natale del padre e, nel corso degli anni, si era impegnato a mantenere viva la memoria del tenore e del suo patrimonio artistico. Era intervenuto più volte pubblicamente sul ricordo di Gigli e sul destino di Villa Gigli, portando avanti un impegno che aveva assunto un significato ancora più importante dopo la scomparsa dei membri della famiglia legale: la moglie Costanza, i figli Rina ed Enzo e il nipote Luigi Vincenzoni, che aveva dedicato la propria vita alla memoria dello zio. Con la morte di Giovanni Vigarani, Recanati perde una delle ultime testimonianze familiari dirette della vita di Beniamino Gigli e un legame con la storia privata del grande tenore.

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