Assalto nella notte al Centro Commerciale Cuore Adriatico, di Civitanova Marche. Intorno a mezzanotte una banda di malviventi ha utilizzato una Fiat Panda rubata poco prima nella zona commerciale come ariete per sfondare uno degli ingressi principali della struttura, quello che si affaccia verso Obi.
Dopo aver abbattuto la porta a vetri, i ladri hanno puntato dritto verso la gioielleria Stroili Oro, tentando un secondo sfondamento per aprirsi un varco nella serranda del negozio. L’auto è stata lanciata contro la chiusura metallica, che però ha retto all’impatto. Subito dopo è scattato l’allarme, mettendo in fuga la banda.
Il colpo è così sfumato nel giro di pochi minuti. I malviventi hanno abbandonato il centro commerciale e sono scappati a bordo di un’altra vettura, facendo perdere le proprie tracce. Nessun bottino, ma danni evidenti agli ingressi della struttura.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine. Le indagini sono affidate agli agenti del commissariato di polizia, che stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per risalire ai responsabili. È ora caccia ai ladri.
L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza nelle aree commerciali, già in passato nel mirino di tentativi simili messi a segno con la tecnica della “spaccata” tramite veicoli rubati.
Assalto nella notte al Centro Commerciale Cuore Adriatico, di Civitanova Marche. Intorno a mezzanotte una banda di malviventi ha utilizzato una Fiat Panda rubata poco prima nella zona commerciale come ariete per sfondare uno degli ingressi principali della struttura, quello che si affaccia verso Obi.
Dopo aver abbattuto la porta a vetri, i ladri hanno puntato dritto verso la gioielleria Stroili Oro, tentando un secondo sfondamento per aprirsi un varco nella serranda del negozio. L’auto è stata lanciata contro la chiusura metallica, che però ha retto all’impatto. Subito dopo è scattato l’allarme, mettendo in fuga la banda.
Il colpo è così sfumato nel giro di pochi minuti. I malviventi hanno abbandonato il centro commerciale e sono scappati a bordo di un’altra vettura, facendo perdere le proprie tracce. Nessun bottino, ma danni evidenti agli ingressi della struttura.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine. Le indagini sono affidate agli agenti del commissariato di polizia, che stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per risalire ai responsabili. È ora caccia ai ladri.
L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza nelle aree commerciali, già in passato nel mirino di tentativi simili messi a segno con la tecnica della “spaccata” tramite veicoli rubati.
Sicurezza stradale, contrasto allo spaccio e verifiche amministrative nei luoghi della movida. È questo il bilancio dell’operazione di controllo coordinato del territorio condotta dai militari della Compagnia Carabinieri di Tolentino, con il supporto del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Macerata.
Il servizio, che ha visto impegnati 12 militari e 6 pattuglie, si è concentrato sulla prevenzione dei reati contro il patrimonio e sulla vigilanza delle aree di aggregazione giovanile, con particolare attenzione agli esercizi pubblici e ai locali di intrattenimento, tra cui un night club della zona.
Sul fronte del contrasto al consumo di sostanze stupefacenti, tre persone – un 30enne algerino, un 38enne egiziano e un 26enne di Pollenza – sono state segnalate alla Prefettura. I militari hanno rinvenuto e sequestrato complessivamente oltre 10 grammi di hashish e alcune dosi di cocaina destinate all’uso personale, trovate all’interno dei locali controllati.
Intensificati anche i controlli sulle principali arterie stradali del territorio. A San Ginesio un 39enne campano è stato denunciato per recidiva nella guida con patente già revocata: per lui è scattato anche il fermo amministrativo del veicolo. L’uomo è stato inoltre trovato in possesso di hashish e segnalato come assuntore.
A Tolentino, invece, i Carabinieri hanno identificato e sanzionato un 30enne marocchino residente nel Casertano che, dopo aver provocato un tamponamento, si era allontanato senza fornire le proprie generalità.
Nel complesso, l’operazione ha portato all’identificazione di 98 persone, all’ispezione di 5 esercizi pubblici e all’elevazione di 2 contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada.
L’attività rientra in una più ampia strategia di controllo preventivo disposta dal Comando Provinciale, con l’obiettivo di mantenere elevati standard di sicurezza e prevenire comportamenti illeciti nelle aree a maggiore frequentazione.
Una serata di divertimento si è conclusa con l'intervento delle forze dell'ordine e la cessazione immediata di ogni attività. Nella notte di sabato scorso, la Polizia di Stato e la Polizia Locale di Macerata hanno effettuato un'ispezione congiunta in un locale della città, dove era in corso una festa organizzata da alcuni giovani.
Gli agenti della squadra della Polizia Amministrativa della Questura, insieme ai colleghi della locale, erano risaliti all'evento grazie a un attento monitoraggio dei social network, dove la serata era stata ampiamente pubblicizzata.
Al momento dell'irruzione, le forze dell'ordine hanno riscontrato la presenza di un cospicuo numero di ragazzi intenti a ballare con la musica di un DJ con consolle, oltre a un'attività di somministrazione di alimenti e bevande in pieno svolgimento.
Il controllo ha però fatto emergere gravi irregolarità: l’evento è risultato privo delle prescritte autorizzazioni amministrative previste per il pubblico spettacolo. Di conseguenza, l’organizzatore della festa è stato sanzionato per aver promosso il trattenimento abusivo, mentre al gestore della struttura sono state contestate tre diverse sanzioni.
L’operazione si è conclusa con l’intimazione della cessazione immediata dell'attività danzante. Gli uffici operanti stanno ora procedendo con ulteriori verifiche per chiarire l'intero quadro autorizzatorio del locale coinvolto. Questo intervento si inserisce in una più ampia strategia di monitoraggio del territorio, intensificata a seguito delle indicazioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal prefetto di Macerata.
L'obiettivo prioritario resta la prevenzione di situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, un tema diventato ancora più sensibile dopo i recenti e tragici fatti di cronaca avvenuti in Svizzera. I controlli delle forze di polizia continueranno a essere rigorosi, puntando sia sulle strutture già autorizzate, sia su quelle situazioni in cui l'intrattenimento viene esercitato in totale mancanza di licenze, mettendo potenzialmente a rischio la sicurezza dei partecipanti.
Si sono concluse nel modo più tragico, intorno al mezzogiorno di oggi, le ricerche del 20enne di Pollenza scomparso venerdì sera dopo aver aggredito la madre. I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato il corpo del giovane nello specchio acqueo del porto di Civitanova Marche, proprio nel punto in cui si erano concentrati gli sforzi dei soccorritori fin dall'inizio delle operazioni, nei pressi di un motopontone attraccato.
Il ritrovamento è avvenuto a breve distanza dal molo dove il ragazzo aveva abbandonato la sua Mercedes Classe A. Secondo quanto emerso dalla ricostruzione degli inquirenti, basata anche sulla visione delle immagini di videosorveglianza, il giovane sarebbe stato visto gettarsi in acqua, riemergere per poi gettarsi nuovamente, scomparendo definitivamente tra i flutti.
La vicenda ha avuto origine in un'abitazione di Pollenza, dove il ragazzo, al culmine di una lite, ha aggredito brutalmente la madre, estetista di 53 anni. La donna, trovata priva di sensi dal marito al suo rientro in casa, è attualmente ricoverata in coma all'ospedale di Macerata con la mascella fratturata; la sua prognosi resta riservata.
Non appena il cadavere è stato individuato dai nuclei subacquei, la zona del porto è stata blindata dalle forze dell’ordine per consentire le operazioni di recupero della salma. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la Polizia e la Guardia Costiera, sotto il coordinamento della Procura di Macerata.
Il conto alla rovescia verso le amministrative del 24 e 25 maggio è iniziato, ma a Macerata il quadro politico resta tutt’altro che definito. Al centro delle attenzioni c’è ancora il sindaco uscente Sandro Parcaroli, il cui futuro politico appare sempre più incerto. Nelle ultime settimane avrebbe preso corpo, anche attraverso confidenze riservate, l’ipotesi di una sua rinuncia alla ricandidatura. Una scelta che non nasce all’improvviso, ma sarebbe il risultato di una somma di fattori personali e politici che hanno progressivamente logorato il primo cittadino.
Il clima che si respira in città avrebbe inciso più delle rassicurazioni arrivate da Roma. L'incontro di fine gennaio con Matteo Salvini aveva riacceso entusiasmo e fiducia, lasciando intendere che la strada del bis fosse ancora percorribile. Tuttavia, una volta rientrato a Macerata, Parcaroli si sarebbe ritrovato immerso in tensioni che quell’appuntamento non è riuscito a sciogliere. Anzi, le difficoltà locali sembrano aver avuto il sopravvento sugli incoraggiamenti nazionali.
A pesare maggiormente è stata la vicenda del mattatoio, divenuta uno dei terreni di scontro più duri di questa consiliatura. L'opposizione ha chiesto l’istituzione di una commissione d’indagine, sollevando interrogativi sulla gestione amministrativa. Un attacco che il sindaco avrebbe vissuto come una messa in discussione personale, oltre che politica. Non è un caso che il tema torni prepotentemente d'attualità proprio nel penultimo Consiglio comunale prima delle elezioni, destinato a trasformarsi in un passaggio ad alta tensione.
Ma il disagio del primo cittadino non si fermerebbe ai rapporti con la minoranza. Il fronte più delicato resta quello interno alla maggioranza, in particolare una Lega locale segnata da divisioni e malumori. La richiesta di accesso agli atti sul mattatoio avanzata dal capogruppo leghista Aldo Alessandrini è stata interpretata come un segnale di sfiducia difficilmente archiviabile. Un gesto che avrebbe accentuato la sensazione di isolamento del sindaco all’interno della sua stessa coalizione.
In questo contesto, alle tensioni politiche si intrecciano valutazioni più intime: l'età, la famiglia, il desiderio di ridurre l’esposizione pubblica dopo anni di amministrazione. Dubbi che rendono sempre meno scontata la sua permanenza in campo. Eppure, il centrodestra si trova di fronte a un problema tutt’altro che secondario: non può permettersi un vuoto di leadership a tre mesi dal voto.
Il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha ribadito la preferenza per la continuità, mentre Forza Italia ha confermato la disponibilità a sostenere un eventuale secondo mandato di Parcaroli. Le vere incognite restano però nel Carroccio, dove le fratture interne appaiono tutt’altro che ricomposte.
Se il sindaco dovesse ufficializzare il passo indietro, si aprirebbe una corsa contro il tempo per individuare un candidato condiviso. Fratelli d’Italia, oggi forza trainante della coalizione, valuta il nome dell’assessore Paolo Renna, considerato vicino ad Acquaroli e alla senatrice Elena Leonardi. Restano sullo sfondo anche la vicesindaca Francesca D'Alessandro, entrata da poco nel partito, e Fabio Pistarelli, già capo di gabinetto del governatore. In area azzurra circola il nome dell’assessore Riccardo Sacchi, mentre l’Udc guarda a Marco Caldarelli.
Sul versante opposto, il centrosinistra ha già sciolto le riserve con la candidatura di Gianluca Tittarelli. Una scelta che mette ulteriore pressione al centrodestra, chiamato ora a decidere se ricompattarsi attorno al sindaco uscente o aprire una trattativa complessa per il dopo-Parcaroli. In ogni caso, la partita sembra destinata a giocarsi più sugli equilibri interni alla coalizione che sul confronto con l’opposizione. E il tempo, ormai, non è più un alleato.
I dati generali sulle iscrizioni scolastiche nelle Marche confermano un trend negativo nel triennio 2024-2027, con una contrazione che diventa particolarmente marcata nell’ultimo anno. Il totale degli studenti regionali passa da 14.192 nel 2024-2025 a 14.160 nel 2025-2026, fino a scendere a 13.469 nel 2026-2027, registrando un calo di 691 unità in un solo anno. Dopo una fase iniziale di sostanziale stabilità, il sistema scolastico marchigiano entra quindi in una fase di riduzione più evidente, che coinvolge tutte le province.
In questo quadro si inserisce la provincia di Macerata, che mostra un andamento negativo continuo. Gli studenti passano da 2.918 nel 2024-2025 a 2.896 nel 2025-2026, fino a 2.764 nel 2026-2027, con una perdita complessiva di 154 iscritti nel triennio e un calo di 132 unità nell’ultimo anno. Il dato colloca Macerata tra le province maggiormente interessate dalla flessione, anche se non ai livelli di Pesaro Urbino, che registra la contrazione più marcata.
Il confronto provinciale evidenzia come Ancona scenda a 4.259 studenti nel 2026-2027 con 151 iscritti in meno, mentre Pesaro Urbino passa a 3.144 studenti, segnando un calo di 232 unità. Ascoli Piceno e Fermo mostrano riduzioni più contenute ma comunque significative, rispettivamente di 86 e 90 studenti nell’ultimo anno. In questo scenario, Macerata si colloca in una posizione intermedia, ma con un segnale chiaro di ridimensionamento.
Un elemento centrale riguarda la distribuzione delle iscrizioni regionali per tipologia di scuola nel 2026-2027. Le iscrizioni totali ai licei ammontano a 7.393 studenti, confermandosi come l’indirizzo più scelto. Seguono gli istituti tecnici con 4.179 iscritti, mentre gli istituti professionali raccolgono 1.911 studenti.
(Dati Usr Marche)
Non si placa il dibattito dopo la sentenza del Tribunale di Macerata che ha assolto Fabrizio Pascucci, il bancario arrestato a Civitanova lo scorso gennaio, riconoscendo la "particolare tenuità del fatto" per la resistenza a pubblico ufficiale e il non doversi procedere per le lesioni. A intervenire con una nota durissima è il SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), che esprime «rabbia, amarezza e forte preoccupazione» per l'esito del procedimento.
Secondo la ricostruzione sindacale, l'episodio – avvenuto alle 2 di notte – non può essere derubricato a fatto di lieve entità.
«Si rimane allibiti di fronte a tali sentenze», dichiara Damiano Cioppettini, segretario generale del Siulp Macerata. «Apprendere che non fermarsi all’alt, darsi alla fuga mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti e aggredire dei poliziotti rappresenti un reato di tenue entità tale da portare all’assoluzione, lascia un intero comparto attoniti e disorientati».
Il sindacato richiama anche le recenti parole del Presidente della Repubblica sulla necessità di tutelare chi rappresenta lo Stato: «Quando si delegittima un’articolazione dello Stato, si delegittima l’intera azione pubblica e salta il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Noi non siamo né forcaioli né per l’aumento indiscriminato delle pene, ma decisioni come questa aumentano la convinzione di impunità in chi non rispetta le regole».
La nota si conclude con un pensiero rivolto agli operatori della Polizia Stradale rimasti coinvolti nella vicenda: «Esprimo la mia totale solidarietà ai colleghi vittime di questa situazione beffarda. Auguro una pronta guarigione al collega ferito. Siamo vicini a tutti i poliziotti che hanno giurato fedeltà a uno Stato dal quale si attendono vicinanza e sostegno, non "colpi bassi" che disincentivano l'impegno quotidiano».
Il mondo del commercio maceratese e nazionale piange la scomparsa di Dino Gironzi, storico imprenditore del settore ortofrutticolo, venuto a mancare all'età di 86 anni dopo un lungo periodo di malattia.
Figura carismatica e stimata, Gironzi è stato una personalità chiave del settore fino ai primi anni 2000, legando indissolubilmente il suo nome alla nascita di una delle realtà più importanti del territorio: l'Oro della Terra.
La storia professionale di Dino inizia lontano, radicata nella passione trasmessa dai genitori sin dall'infanzia. Dai primi anni '70, grazie a un eccezionale spirito di iniziativa e successivamente alla collaborazione con il socio Federico Ortenzi, era riuscito a creare un modello imprenditoriale di successo.
Gironzi era un profondo conoscitore dei mercati nazionali e internazionali: acquistava prodotti d'eccellenza dalla Sicilia fino alla Spagna, senza mai dimenticare il legame con i mercati locali, per poi rifornire i principali negozianti e supermercati del centro Italia.
Ciò che ha sempre distinto l'operato di Dino Gironzi è stata la sua lungimiranza. Sotto la sua guida, l'azienda è stata tra le prime a livello nazionale ad avviare l'informatizzazione dei processi operativi, anticipando tendenze che sarebbero diventate standard solo molti anni dopo. Un innovatore che ha saputo coniugare la tradizione del commercio "di una volta" con le sfide della modernità.
Nel 2001 aveva deciso di ritirarsi a vita privata per dedicarsi interamente alla sua famiglia e ai suoi affetti più cari. La notizia della sua scomparsa ha destato profondo cordoglio in tutto l'ambiente ortofrutticolo, dove era conosciuto per la sua correttezza e la sua profonda competenza.
La salma è attualmente esposta presso la casa funeraria Croce Verde di Sforzacosta. I funerali si terranno domani, lunedì 23 febbraio, alle ore 15:30 presso la chiesa di Piediripa, dove la comunità potrà stringersi attorno alla famiglia per l'ultimo saluto.
Un centro storico gremito, famiglie con bambini e tanti curiosi hanno fatto da cornice, sabato 21 febbraio, al Capodanno Cinese 2026 che ha portato nel cuore della città l’energia e i simboli dell’Anno del Cavallo.
Il pomeriggio si è aperto alle 15.30 con il tradizionale corteo partito da Piazza Annessione. Tamburi, draghi danzanti e costumi dai colori accesi hanno attraversato le vie del centro storico attirando l’attenzione dei passanti e accompagnando la sfilata fino a Piazza Mazzini. Un serpentone festoso che ha trasformato per un’ora il cuore cittadino in uno scenario orientale, tra rosso e oro, simboli di fortuna e prosperità.
Dalle 16.30 alle 20 la piazza si è poi trasformata nella “Città Cinese”, con stand, animazioni e spettacoli pensati per tutte le età. Non sono mancate le specialità gastronomiche – tra cui i tradizionali ravioli al vapore – insieme a esibizioni artistiche, momenti musicali e performance che hanno coinvolto il pubblico.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Macerata Cultura, ha richiamato numerosi cittadini, confermando l’interesse per un appuntamento che negli anni è diventato un momento di incontro e condivisione tra culture diverse.
Per un pomeriggio Piazza Mazzini si è riempita di lanterne, sorrisi e curiosità, regalando alla città un’atmosfera vivace e partecipata che ha animato il centro storico fino alle prime ore della sera.
TOLENTINO – La Giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo per l’istituzione di un fondo destinato al sostegno delle attività produttive che continuano a risentire delle conseguenze del sisma del 2016 e della lunga fase di ricostruzione.
Il provvedimento, inserito nel bilancio di previsione 2026-2028 in corso di approvazione, prevede uno stanziamento complessivo di 100mila euro a favore degli operatori economici con sede nel territorio comunale.
Le attività del centro storico e delle aree limitrofe convivono ancora con cantieri aperti, modifiche alla viabilità e una riduzione dei flussi di clientela. Una situazione che, secondo l’Amministrazione, rende necessario un intervento mirato per sostenere chi ha scelto di proseguire la propria attività in città nonostante le difficoltà.
Il percorso che ha portato alla delibera è stato avviato nel 2025 attraverso un confronto con associazioni di categoria ed esercenti, dai quali è emersa l’esigenza di uno strumento strutturato e trasparente.
"Il bando, che sarà predisposto dal Servizio SUAP e pubblicato nelle prossime settimane, definirà criteri di accesso improntati a imparzialità e trasparenza, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore difficoltà economica legate agli effetti del sisma e ai disagi connessi alla ricostruzione". spiega Il Comune.
L’obiettivo dell’iniziativa è fornire un sostegno concreto al tessuto economico locale, considerato elemento centrale per la ripresa della città, inserendo il fondo in una strategia più ampia di rilancio e accompagnamento verso una ripartenza stabile e duratura.
Si avvicina il momento delle elezioni provinciali nelle Marche, con il voto previsto domenica 15 marzo dalle 8:00 alle 20:00 presso le sedi provinciali. A differenza delle elezioni comunali, queste sono consultazioni di secondo livello, dove a votare non sono i cittadini, ma sindaci e consiglieri comunali dei Comuni interessati.
Nelle scorse ore i sindaci del territorio hanno ufficializzato le candidature a presidente degli enti provinciali, ora in fase di verifica da parte degli uffici elettorali. Per la Provincia di Ancona si sfideranno il presidente uscente Daniele Carnevali, sindaco di Polverigi, e Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano. Nella Provincia di Macerata la corsa vede contrapposti Alessandro Gentilucci, sindaco di Pievetorina, e Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno.
A Fermo è invece candidato unico Michele Ortenzi, presidente uscente e sindaco di Montegiorgio, mentre ad Ascoli Piceno la sfida sarà tra Sergio Loggi, presidente uscente e sindaco di Monteprandone, e Fabio Salvi, sindaco di Venarotta. La Provincia di Pesaro e Urbino resta esclusa da questa tornata elettorale, con il presidente Giuseppe Paolini ancora in carica.
Gli elettori chiamati al voto sono 663 ad Ancona, 696 a Macerata, 470 a Fermo e 404 ad Ascoli Piceno, rappresentando rispettivamente 47, 54, 38 e 32 Comuni votanti. Alcuni comuni commissariati, come Muccia a Macerata o Campofilone e Pedaso a Fermo, non partecipano al voto. Ogni elettore potrà esprimere un solo voto ponderato, calcolato in base alla popolazione del proprio Comune, che rientra in una delle fasce demografiche stabilite dalla normativa provinciale. Il peso di ciascun voto viene determinato dividendo la popolazione della fascia per la popolazione totale della provincia, poi per il numero di elettori della fascia, arrotondando alla terza cifra decimale e moltiplicando per 1.000.
Le elezioni di domenica definiranno quindi i nuovi presidenti delle Province, con sfide a due ad Ancona, Macerata e Ascoli, e una candidatura unica a Fermo, determinando la guida degli enti provinciali per i prossimi anni.
Anche nella Provincia di Macerata si è costituito il Comitato società civile per il No al Referendum Costituzionale sulla riforma della magistratura, in programma il 22 e 23 marzo.
Tra le realtà che hanno aderito figurano Anpi, Arci, Libera, CGIL, Auser, Sunia, Partito Democratico, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, Europa Verde, Dipende da Noi, Partito della Rifondazione Comunista e Partito Comunista Italiano. Il Comitato opererà in coordinamento con altre realtà a livello nazionale, promuovendo iniziative di informazione e sensibilizzazione sui contenuti della riforma.
Secondo il Comitato, la riforma rischia di alterare l’equilibrio tra i poteri delineato dalla Costituzione, in particolare tra potere giudiziario e potere politico, senza apportare reali miglioramenti al funzionamento della giustizia o ridurre i tempi dei processi.
“L’indipendenza del potere giudiziario non è un privilegio, ma l’unica garanzia affinché tutte le cittadine e tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge”, sottolineano i promotori.
"Nei prossimi giorni il Comitato si impegnerà a garantire massima divulgazione delle ragioni del No, proseguono, affinché ogni cittadino possa votare con piena consapevolezza e comprendere le conseguenze della riforma sul futuro del Paese".
Un atto di grande altruismo ha illuminato nei giorni scorsi l’ospedale di Camerino. Una donna di 75 anni, originaria della provincia di Macerata, ha donato i propri organi, lasciando un segno profondo nella comunità locale.
La signora, che in vita aveva già espresso il consenso alla donazione durante il rinnovo della carta d’identità, ha dimostrato come la cultura del dono possa diventare un esempio concreto, soprattutto in un presidio montano dove da tempo non si registravano donazioni simili.
Il prelievo è stato effettuato da un’équipe multidisciplinare coordinata dal NIT (Circuito Nord Italia Transplant) di Milano e dal Centro Regionale Trapianti di Ancona, che ha provveduto al prelievo di fegato, reni e cornee.
“La donazione di organi è un bellissimo gesto di altruismo che può cambiare la vita di molte persone – ha dichiarato il direttore generale dell’AST di Macerata, Alessandro Marini – Ringrazio per questo anche la famiglia della donatrice e tutti i professionisti sanitari coinvolti nell’ottima riuscita dell’intervento, tra cui il dottor Angelo Leo, direttore dell’U.O.C di Anestesia e Rianimazione, e la dottoressa Tiziana Ciccola, coordinatrice locale della donazione di organi e tessuti dell’ospedale di Camerino”.
I capelli sono un elemento del nostro corpo che ha avuto fin dalle fasi evolutive del genere umano un ruolo di protezione del cranio e per la sua esposizione anche una valenza estetica. Questa loro naturale incidenza nella caratterizzazione del nostro corpo ha finito per determinare anche una definizione generale, è infatti frequente definire una persona dal colore dei capelli più che da altre caratteristiche come occhi, statura ecc…
Storicamente per sottolineare il valore fisico e psicologico della capigliatura ci sono anche dei racconti mitologici come quello per esempio di Sansone che perse tutta la sua straordinaria forza quando i lunghi capelli gli furono tagliati. E’ chiaro che ognuno di noi tiene ai propri capelli e si preoccupa per la loro salute.
Ne parliamo allora con chi nel mondo della scienza medica si è dedicato alla loro buona conservazione: la tricologia medica ha assunto con studi dedicati alla diagnosi e cura la giusta rilevanza, il medico tricologo è la figura professionale a cui rivolgersi.
Oggi parliamo della salute dei capelli con il dottor Andrea Cardini che da sempre dedica la sua professione a questa branca e che presta la sua collaborazione in più centri medici del nostro territorio.
Dr. Cardini, che cos'è la tricologia medica?
"La tricologia è quella disciplina medica che ha come obiettivo la diagnosi e la cura delle malattie del cuoio capelluto e del capello. Essa è stata oggetto di studi medico-scientifici fin dagli esordi della medicina stessa, ma è solo negli ultimi anni, grazie alla scoperta dei meccanismi che regolano le funzioni dei follicoli capilliferi e l’introduzione di nuovi principi attivi efficaci nelle diverse forme di caduta dei capelli, che questa branca della medicina ha avuto un impulso notevole e ha permesso il raggiungimento di risultati precedentemente impensabili".
Quali sono le forme di caduta dei capelli più diffuse tra i pazienti?
“Le tipologie di “caduta dei capelli” più frequenti sono rappresentate dalla cosiddetta “Alopecia Androgenetica” o calvizie declinata sia al maschile che al femminile, e il “Telogen Effluvium” che si caratterizza per una perdita diffusa dei capelli. La calvizie colpisce più frequentemente il genere maschile in quanto tra le sue cause annoveriamo l’effetto alopecizzante dell’ormone di tipo androgeno diidrotestosterone (DHT).
Nelle donne questa forma di calvizie coinvolge soprattutto coloro che si trovano nella fase post-menopausale, anche qui principalmente per una modificazione del quadro ormonale caratterizzato dal decremento degli ormoni estrogeni che portano benefici ai capelli.
Utile puntualizzare che la calvizie consiste non in una caduta eccessiva dei capelli, ma in una progressiva regressione della struttura dei capelli della parte alta della testa, che si trasformano in 'peli' (miniaturizzazione). Il Telogen Effluvium, invece, consiste nella caduta dei capelli diffusa su tutta la testa, solitamente visibile al lavaggio, spazzolamento o sul cuscino, dovuta ai cambi di stagione, stress, diete, stati carenziali in vitamine e minerali oppure a diverse alterazioni patologiche di diversi organi o apparati".
Si possono trattare efficacemente tali problematiche tricologiche?
"Per quanto riguarda il capitolo della terapia in tricologia, si sottolinea la sempre maggiore necessità di coniugare le metodiche farmacologiche più usate in questa disciplina con trattamenti a base di principi attivi di origine vegetale, che uniscano caratteristiche di efficacia accanto a quelle di una buona tollerabilità da parte del paziente.
A questo proposito è doveroso menzionare l’efficacia degli oli essenziali sia nel trattamento della calvizie sia nel Telogen Effluvium, efficacia comprovata sia da numerosi studi clinici internazionali pubblicati negli ultimi 10-15 anni, sia dai risultati osservati nella pratica clinica quotidiana. Anche l’estratto di Serenoa Repens , possedendo la proprietà di contrastare il diidrotestosterone (DHT), risulta molto utile nel trattamento della calvizie".
Quindi, per avere una corretta diagnosi tricologica e, conseguentemente, una terapia adeguata, a chi ci si dovrebbe rivolgere?
"Concluderei questo argomento medico-estetico suggerendo che, a mio parere, la regola da seguire per ottenere una corretta diagnosi ed i migliori risultati possibili, è quella di rivolgersi al medico in possesso delle conoscenze adeguate per saper interpretare e trattare validamente le problematiche poste dal paziente tricologico".
Ancora un podio internazionale per Elia Villotti. Il cavaliere civitanovese ha conquistato il terzo posto nella categoria 140 a tempo del CSI2* disputato a Busto Arsizio, presso il prestigioso Circolo Ippico Etrea, confermando uno straordinario momento di forma nel panorama del salto ostacoli europeo.
In sella a Stalanda, Villotti aveva già dato segnali importanti chiudendo con zero penalità la categoria 135. Nella successiva 140 a tempo, con 51 partenti al via, ha poi firmato una prova di altissimo livello fermando il cronometro a 63.73, un tempo che gli è valso il terzo gradino del podio in una competizione di caratura internazionale.
Le gare CSI (Concours de Saut International), riconosciute dalla Federazione Equestre Internazionale, rappresentano infatti un circuito di elevato profilo tecnico; la qualifica “due stelle” identifica eventi di grande rilievo, con percorsi impegnativi e la presenza di binomi provenienti da diversi Paesi, validi anche ai fini del ranking mondiale.
Il risultato lombardo si inserisce in un percorso internazionale ormai consolidato. Solo poche settimane fa Villotti era stato protagonista al Mediterranean Equestrian Tour di Oliva, uno dei circuiti più prestigiosi del calendario europeo invernale, dove aveva ottenuto piazzamenti significativi attirando l’attenzione degli osservatori federali. Nel suo cammino figurano anche esperienze su campi iconici come quello dello CSIO di Roma Piazza di Siena, teatro di alcune tra le competizioni equestri più importanti del panorama nazionale e internazionale, a testimonianza di una crescita costante e di una solidità tecnica sempre più evidente.
Dietro i risultati sportivi c’è una realtà strutturata e lungimirante: Cavalli delle Fonti, centro equestre di Civitanova Alta, oggi considerato tra le eccellenze marchigiane del settore. Il progetto è portato avanti da Elia insieme ai fratelli Francesco, Rebecca e Rachele Villotti, in una gestione familiare che ha saputo trasformare passione e competenza in un modello organizzativo di alto livello. Alla base di tutto c’è la visione di Gianromeo Villotti, fondatore e anima della struttura, che fin dall’inizio ha creduto nello sport equestre come strumento di crescita non solo agonistica, ma anche educativa e sociale.
Fondamentale nel percorso di Elia è il lavoro del fratello e coach Francesco Villotti, tecnico federale stimato anche in ambito internazionale. La sua attività si estende alla preparazione di numerosi binomi impegnati in competizioni nazionali e internazionali, con una particolare attenzione alla valorizzazione dei cavalli giovani e alla formazione di atleti capaci di competere ai massimi livelli. L’esperienza maturata anche fuori dai confini italiani ha contribuito a dare a Cavalli delle Fonti una dimensione sempre più ampia e qualificata.
Il terzo posto al CSI2* di Busto Arsizio non è dunque soltanto un risultato personale, ma il simbolo di un lavoro corale che coinvolge un’intera famiglia e un team coeso. Con Elia sul podio internazionale, Civitanova Marche vede sventolare i propri colori in uno dei contesti sportivi più competitivi d’Europa. Dietro quel podio c’è una visione diventata progetto e un progetto trasformato, con dedizione e competenza, in eccellenza sportiva.
Nuova svolta tecnica in casa Civitanovese. La società rossoblù ha ufficializzato l’affidamento della guida della Prima Squadra a Massimo Silva, che da oggi assume l’incarico di allenatore. Insieme a lui entra nello staff anche il vice Nuno Couceiro, profilo di esperienza internazionale chiamato a rafforzare l’area tecnica.
“La società affida a mister Silva e al suo staff un progetto tecnico fondato su identità, organizzazione e determinazione, valori imprescindibili per onorare la storia e la maglia della Civitanovese”, si legge nella nota ufficiale del club, ora in mano a Francesco Borrelli, che ha rivolto ai nuovi arrivati il più caloroso benvenuto, con l’auspicio di centrare gli obiettivi stagionali.
Il cambio arriva all’indomani del pareggio contro il Chiesanuova, scontro diretto nella zona calda della classifica. Un risultato che non ha modificato in modo sostanziale la situazione dei rossoblù, rimasti ancorati al fondo per gran parte della stagione, in alcune settimane addirittura all’ultimo posto.
Silva prende il posto di Daniele Marinelli, già subentrato ad Andrea Mercanti nel tentativo di dare una scossa a un gruppo in difficoltà. Una scossa che, però, non si è tradotta in un reale cambio di passo: più che i risultati in sé, è mancata la continuità, come dimostrano i sei punti raccolti nelle ultime quattro gare, insufficienti per invertire la rotta in classifica.
Tecnico di lunga esperienza e con un passato costellato di successi, Silva è chiamato ora a una missione delicata: risollevare morale e classifica, ridare compattezza alla squadra e guidarla fuori dalla bagarre playout. Serviranno punti, ma anche una nuova identità e una ritrovata solidità mentale per invertire la rotta.
Strano incrocio del destino: lo scorso anno Silva era stato artefice di una miracolosa salvezza col Notaresco in Serie D, battendo proprio la Civitanovese al playout e condannando i rivieraschi alla retrocessione in Eccellenza.
La piazza attende segnali concreti già dalle prossime settimane: il tempo stringe e la salvezza passa da un cambio di passo immediato.
Bilanci da record per i principali istituti di credito italiani e una pronuncia europea destinata a incidere sul rapporto tra banche e clienti. È questo il quadro delineato da Giuseppe Tosoni, presidente dell'associazione Tutela Impresa, che evidenzia le profonde differenze tra l’andamento del sistema bancario e quello del tessuto produttivo italiano.
I numeri confermano la solidità del settore. Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Bper Banca, Banco BPM e Credem hanno chiuso il 2025 con utili complessivi pari a 27,74 miliardi di euro, in crescita del 16,2% rispetto ai 23,86 miliardi dell’anno precedente.
Nel dettaglio, i primi cinque gruppi hanno registrato utili record per oltre 27,8 miliardi (+10,6% sul 2024), con un Roe del 14,7%. La flessione del margine di interesse (-5,1%) è stata compensata dall’aumento delle commissioni (+6%) e delle attività assicurative (+17,1%), che oggi rappresentano circa il 39% dei ricavi, un dato superiore alla media europea. Risultati che hanno sostenuto anche le quotazioni in Borsa, consolidando una redditività ormai strutturale.
In questo contesto di rafforzamento patrimoniale, si inserisce anche la sentenza del 12 febbraio 2026 (causa C-471/24) della Corte di giustizia dell'Unione europea.
La terza sezione ha chiarito che il diritto europeo non impone alle banche di fornire spiegazioni tecniche approfondite sul metodo di calcolo degli indici di riferimento nei contratti. Gli obblighi informativi gravano principalmente sul soggetto che elabora l’indice, il quale deve rendere accessibili gli elementi essenziali del metodo adottato. Le banche possono limitarsi a rinviare a tali informazioni, senza doverle riprodurre analiticamente nei contratti.
Una decisione che, osserva Tosoni, "ridimensiona le pretese di nullità automatica delle clausole sui tassi variabili e rafforza ulteriormente la posizione degli istituti di credito in un quadro normativo già dettagliato".
Parallelamente, il mondo delle piccole imprese presenta dinamiche molto diverse. Secondo i dati di Unioncamere e Movimprese, nel 2025 lo stock di imprese artigiane in Italia supera 1,23 milioni, ma nel lungo periodo il comparto ha perso circa 128 mila imprese nell’arco di dieci anni.
Il quadro che emerge è quello di un sistema bancario sempre più solido, redditizio e tutelato anche sul piano giuridico, a fronte di un tessuto di piccole imprese che resiste ma si riduce numericamente nel tempo.
«Servono politiche di sostegno e modernizzazione – sottolinea Tosoni – per mantenere competitivo un comparto essenziale per l’economia italiana, evitando che il divario tra finanza e produzione reale continui ad ampliarsi».
Il comparto ortofrutticolo marchigiano sta attraversando una fase di forte criticità, in linea con il quadro nazionale definito di “transizione violenta” dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto all’apertura di Fruit Logistica a Berlino. Una lettura pienamente condivisa da Cia Marche, che evidenzia come anche "a livello regionale il settore sia stretto tra costi crescenti e marginalità sempre più ridotte".
Tra le principali criticità emerge lo squilibrio all’interno delle filiere: il valore riconosciuto ai produttori agricoli resta spesso distante dal prezzo finale pagato dai consumatori. Una forbice che da anni caratterizza il settore e che continua a penalizzare gli agricoltori, senza generare reali vantaggi per chi acquista. Sugli scaffali, infatti, i prezzi non diminuiscono, anzi in molti casi aumentano.
"La conseguenza è un progressivo deterioramento della sostenibilità economica delle imprese agricole. Quando i prezzi scendono sotto la soglia di remuneratività, diventa antieconomico perfino raccogliere il prodotto, con il rischio concreto di ridurre l’offerta e compromettere la disponibilità di alcune tipologie ortofrutticole nel medio-lungo periodo".
In questo contesto, viene giudicata condivisibile l’ipotesi di istituire un Osservatorio europeo sui prezzi, anche se, a livello comunitario, più che nuove norme sembrano necessari controlli più efficaci e interventi stringenti contro la vendita sottocosto.
Un altro nodo cruciale riguarda la frammentazione dell’offerta. "Nelle Marche, come nel resto del Paese, il settore è caratterizzato da una forte disgregazione tra produttori", afferma Cia agricoltori. "Questa debolezza strutturale riduce il potere contrattuale delle aziende agricole e rafforza la posizione degli acquirenti. Le aggregazioni tra produttori vengono quindi indicate come passaggio strategico per riequilibrare i rapporti lungo la filiera".
Sul piano europeo, Cia-Agricoltori Italiani ha preso parte alle manifestazioni a Bruxelles contro l’ipotesi di un fondo unico per la Politica Agricola Comune e a Strasburgo contro l’accordo Mercosur, ritenuto poco rassicurante sul piano della reciprocità dei controlli. Restano inoltre criticità legate al fenomeno del “sounding”, che consente a prodotti extraeuropei di transitare formalmente attraverso uno Stato membro per aggirare le normative vigenti, senza garantire gli stessi standard qualitativi richiesti ai produttori europei.
"Il quadro marchigiano riflette dunque una pressione crescente sulle imprese agricole, molte delle quali si trovano a dover eliminare merce di elevata qualità perché non collocabile sul mercato a prezzi equi. Quando la competizione si gioca esclusivamente sul costo, a essere penalizzata è la componente più sana ma anche più fragile della filiera: le aziende e le famiglie agricole".
"Da qui la necessità di un cambio di prospettiva. La competizione basata unicamente sul prezzo non è più sostenibile: occorre puntare sulla qualità, valorizzarla concretamente e comunicarne i benefici ai consumatori".
"In questa strategia assumono un ruolo centrale anche gli accordi trasversali con il settore Horeca. Rafforzare la presenza dell’ortofrutta marchigiana nei canali della ristorazione, dell’ospitalità e della somministrazione significa promuovere un consumo consapevole di prodotti locali e di stagione, sostenere le filiere territoriali e offrire un’alimentazione più sostenibile e di qualità". Una leva che può contribuire a restituire valore economico e prospettiva a un comparto strategico per l’economia regionale.
Sarà dedicato alla valorizzazione scientifica, culturale e produttiva della Sinclinale Camerte il convegno “La scienza dei luoghi. Conoscenza, comunità e innovazione per la valorizzazione della Sinclinale Camerte”, in programma all'Università di Camerino mercoledì 25 febbraio alle ore 9.30 presso la Sala Stampa del CHIP.
La Sinclinale Camerte rappresenta un patrimonio naturale, culturale e produttivo di straordinario valore, un territorio complesso che racchiude storia geologica, biodiversità, saperi diffusi e identità comunitarie profonde. Comprenderlo, raccontarlo e valorizzarlo significa mettere in dialogo conoscenza scientifica, comunità locali e visioni di sviluppo sostenibile.
Il convegno, che ha il patrocinio di Rai Marche, nasce con l’obiettivo di mostrare come la scienza - nelle sue diverse declinazioni, dalla geologia alla botanica, dalla chimica degli alimenti alle scienze sociali - possa offrire strumenti concreti per leggere i territori, interpretarne le peculiarità e accompagnarne i processi di valorizzazione. Non si tratta solo di produrre conoscenza, ma di renderla accessibile, condivisa e capace di generare impatto reale. In questa prospettiva, l’Università di Camerino conferma il proprio ruolo di presidio culturale e scientifico al servizio dei territori, promuovendo modelli di public engagement che favoriscano la partecipazione attiva, il dialogo con le istituzioni e il mondo produttivo e la costruzione di percorsi di sviluppo fondati su competenze, qualità e sostenibilità. La Sinclinale Camerte diventa così un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, in cui la scienza non osserva.
Dopo i saluti delle autorità accademiche e istituzionali, il rettore dell’Università di Camerino, Graziano Leoni, introdurrà i lavori, delineando il ruolo dell’Ateneo quale presidio culturale e scientifico al servizio del territorio. A moderare i lavori sarà Christiana Ruggeri, caporedattrice del Dipartimento Scienze del TG2. Il programma si articolerà in tre panel tematici.
Il primo panel, “La Sinclinale Camerte come laboratorio di conoscenza”, affronterà il tema della lettura scientifica del territorio come base per uno sviluppo sostenibile e identitario. Stefano Mazzoli, geologo della Scuola di Scienze e Tecnologie, proporrà una riflessione sulla struttura geologica e paesaggistica della Sinclinale, mentre Andrea Catorci, botanico della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, approfondirà il valore della biodiversità e dei paesaggi vegetali quali patrimonio territoriale.
Il secondo panel, “La Sinclinale Camerte come laboratorio di conoscenza e cittadinanza”, metterà in dialogo scienze naturali, chimica degli alimenti e scienze sociali. Gianni Sagratini, direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, illustrerà il ruolo della chimica del cibo nell’identità territoriale, tra qualità, sicurezza e tradizione, mentre Marco Giovagnoli, sociologo della Scuola di Giurisprudenza, analizzerà le dinamiche sociali, il capitale culturale e la percezione del valore dei territori nei processi di sviluppo locale.
Il terzo panel sarà dedicato a “Impresa, innovazione e valorizzazione delle specificità locali”, con gli interventi di rappresentanti del mondo produttivo: Sauro Grimaldi per Confindustria Macerata, Federico Maccari per La Pasta di Camerino e Sara Servili per Fidoka. Un confronto che intende evidenziare come la collaborazione tra ricerca e impresa possa tradursi in filiere competitive, qualità e sostenibilità.
Le conclusioni saranno affidate a Elisabetta Torregiani, referente del progetto Sinclinale Unesco, che proporrà una visione integrata tra ricerca e economia reale, sottolineando il valore delle competenze e delle filiere territoriali come leve strategiche per la competitività.
Si chiude con un risultato straordinario la finestra dedicata alle preiscrizioni scolastiche per l’anno 2026/2027 all’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini” che ha registrato un vero e proprio record, ben 170 nuove preiscrizioni, segnando un incremento del 40% rispetto all’anno precedente.
Un dato che conferma l'attrattività di un istituto storico che, grazie ai recenti investimenti, torna ad essere un punto di riferimento per l'istruzione tecnica non solo del Maceratese, ma di tutta la regione.
Il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, esprime profonda soddisfazione per questo traguardo, che premia la lungimiranza delle politiche scolastiche e gli sforzi profusi per la ricostruzione: “Il successo del ‘Divini’ è il successo di un’intera città - dichiara il sindaco, che spiega - Raggiungere le 170 preiscrizioni con una crescita del 40% è la risposta più bella che potessimo ricevere dalle famiglie e dai ragazzi. Significa che l’offerta formativa è eccellente e che la fiducia verso il nostro polo scolastico è ai massimi livelli. Vedere così tanti giovani scegliere di investire qui il loro futuro è una vittoria per la nostra comunità e per la nostra economia locale”.
Un ruolo determinante in questa rinascita è stato giocato dalla nuova struttura scolastica, un fiore all’occhiello dell’edilizia pubblica post-sisma. Il primo cittadino settempedano torna per questo a rivolgere un ringraziamento particolare al commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, senatore Guido Castelli: “Non posso che esprimere la mia più profonda gratitudine al senatore Castelli - prosegue il sindaco - Grazie al suo straordinario lavoro e alla determinazione della Struttura Commissariale oggi il ‘Divini’ dispone di una sede nuova, moderna, sicura e funzionale. Una scuola dotata di laboratori all'avanguardia che permettono un apprendimento allineato alle richieste delle imprese. Senza questa accelerazione impressa alla ricostruzione pubblica, oggi non potremmo festeggiare questi numeri. Questa scuola è il simbolo della nostra ripartenza”.
Grazie all’incredibile mobilitazione della comunità, l’iniziativa nata per valorizzare e rendere fruibile la preziosa collezione di libri e DVD appartenuta a Claudio Gaetani ha superato ogni aspettativa.
A darne notizia è il Civitanova Film Festival, che spiega come la campagna di crowdfunding abbia segnato un successo importante: la cifra minima utile alla causa di 7.500 euro, necessaria per avviare il progetto di catalogazione e digitalizzazione della parte libraria di tale collezione, è stata non solo raggiunta ma ampiamente superata, toccando quota 11.730 euro. Questo significa che l’obiettivo prefissato è stato centrato al 156%, grazie alla generosità di 147 sostenitori che hanno creduto nel valore di questo “ponte verso il futuro” dedicato alla memoria di Claudio Gaetani.
Peppe Barbera e Michele Fofi, direttori artistici del CFF, vogliono innanzitutto fare “un ringraziamento speciale al Banco Marchigiano, il cui sostegno è stato fondamentale e determinante per dare forza e concretezza a questa visione, dandoci anche il là per lanciare la campagna. Accanto a loro, il nostro grazie va alla piattaforma Ginger per il supporto tecnico e al Comune di Civitanova e alla Marche Film Commission per la costante vicinanza".
La riuscita di questa impresa collettiva è stata resa possibile grazie alla famiglia di Claudio Gaetani e ai suoi amici più cari, al lavoro della Cooperativa Era (che si occuperà della catalogazione e digitalizzazione, nda) e di tutti coloro che hanno scelto di donare. Un plauso va a Diletta Diomedi, Marco Amato e Claudio Centioni, che hanno lavorato instancabilmente al progetto e a tutto lo staff del CFF. La nostra gratitudine - continuano - si estende anche a chi ci ha supportato non solo economicamente, ma anche nell’organizzazione degli eventi correlati alla campagna: la compagnia Les Moustaches, la S.O.M.S. di Corridonia e l’Ask Centro Fonti San Lorenzo di Recanati”.
“Speriamo - concludono Fofi e Barbera - che questo sia solo il primo di una serie di tasselli che andranno a collegarsi per la realizzazione della Biblioteca del Cinema, un luogo anche fisico che si rivolgerà ai giovani nell’ottica di creare uno spazio aperto di condivisione, coesione e di scambio tra generazioni. In tutto ciò, il cinema è il motore e collante, nel ricordo di Claudio”.
Grazie a questi fondi, gli investimenti saranno così ripartiti: 7.500 euro verranno destinati alla catalogazione e digitalizzazione del fondo; 1.900 euro permetteranno l’acquisto di 95 nuovi libri che andranno ad arricchire la biblioteca; i restanti saranno ripartiti tra arredi e ultime voci necessarie al completamento dell’opera.
Sarà il regista Daniele Menghini il protagonista del nuovo appuntamento della rassegna La città sul palcoscenico, promossa dall’Associazione Amici dello Sferisterio e dedicata ai linguaggi e ai processi della creazione scenica e musicale.
Menghini sarà anche tra i protagonisti della prossima edizione del Macerata Opera Festival, con la ripresa della produzione de Il barbiere di Siviglia, che tornerà in scena nell’estate 2026.
L’incontro, dal titolo “La regia: architettura della visione”, si terrà martedì 24 febbraio alle ore 18.00 nella Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio di Macerata e offrirà al pubblico l’occasione di entrare nel laboratorio creativo della regia d’opera, raccontandone strumenti, responsabilità e immaginazione.
Che cosa significa costruire una regia? Come nasce uno spettacolo prima di arrivare sul palcoscenico? L’appuntamento accompagnerà il pubblico dentro il processo creativo che conduce dall’idea alla scena: dalla definizione dello spazio e del movimento scenico al dialogo con la musica e con gli interpreti, fino alla costruzione di una drammaturgia visiva capace di restituire senso e contemporaneità all’opera lirica.
Regista e attore, diplomato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, Menghini si è formato tra teatro di ricerca e opera lirica collaborando con importanti personalità della scena contemporanea, da Robert Wilson a Massimo Popolizio, da Umberto Orsini a Filippo Timi e Fabio Cherstich.
Dopo le prime esperienze come attore, si avvicina al teatro musicale maturando significative esperienze come assistente alla regia accanto a Davide Livermore al Teatro alla Scala e a Graham Vick, collaborazioni che segnano in modo determinante il suo percorso artistico.
Nel 2020 vince il concorso internazionale di regia del Macerata Opera Festival con un progetto dedicato a Il barbiere di Siviglia, che ha debuttato proprio allo Sferisterio nel 2022. Negli ultimi anni ha firmato produzioni nei principali teatri italiani ed europei, tra cui il Teatro dell'Opera di Roma, il Teatro Regio di Parma, il Teatro Massimo di Palermo e il Maggio Musicale Fiorentino, affermandosi come una delle voci più interessanti della scena operistica italiana.
La rassegna La città sul palcoscenico propone un ciclo di appuntamenti dedicati ai mestieri e ai linguaggi dello spettacolo — regia, costume, spazio teatrale, interpretazione e memoria — con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra teatro e città e offrire occasioni di approfondimento aperte a tutti.
L’incontro è inoltre riconosciuto tra le attività accreditate dall’Università di Macerata e consente agli studenti il riconoscimento di CFU secondo le modalità stabilite dai Dipartimenti.
Non ha deluso le aspettative l'edizione 2026 del Carnevale di Tolentino. Dopo l'attesa forzata a causa del maltempo delle scorse settimane, la città si è ripresa il suo palcoscenico naturale con un evento che ha registrato il pubblico delle grandi occasioni. Un vero e proprio "bagno di folla" ha invaso le vie del centro già dal primo pomeriggio, trasformando Piazza Martiri di Montalto nel cuore pulsante della festa e Piazza Mauruzi in un paradiso per i più piccoli tra gonfiabili e dolciumi. L'evento, frutto della sinergia tra il Comune, l’associazione “I Ponti del Diavolo” e il Coordinamento dei Comitati di Quartiere e di Contrada, ha visto sfilare gruppi mascherati carichi di entusiasmo, accompagnati dalle note del Corpo bandistico e dalle Majorette di Petriolo.
Il lungo serpentone colorato, partito da via Roma, ha offerto uno spaccato di incredibile creatività locale. In apertura la Scuola Infanzia Rodari e Grandi ha incantato con il fiabesco "Favole, sogni e futuro", seguita dal gruppo di Ributino che ha riportato in auge "La Febbre del Sabato Sera". Il Foro Boario ha sfilato con la coloratissima "Arca de no... altri", mentre la Divina Pastora ha saputo ricreare il mondo di Heidi con tanto di montagne sorridenti.
Non è mancata l'eleganza con "Le Grazie: ciak si gira", una raffinata interpretazione di "Assassinio sull’Orient Express", a cui si è contrapposta la scatenata versione "Apres Ski" proposta dal Quartiere Buozzi. A chiudere il cerchio della fantasia sono stati l’originale "Parco della Luna" della Contrada San Giuseppe e il gruppo de "Le 5 Leggende".
Il compito di valutare i partecipanti è spettato a una giuria d'eccezione, composta dal creator digitale Alessandro Andreozzi (in arte Aluccio), dall'attrice Rebecca Liberati (attualmente su Canale 5 con "Colpa dei sensi"), dall'assessore dell'Unione Montana Monia Batassa e dal referente Admo Giannicola Domizi.
Al termine di un'attenta valutazione, la vittoria assoluta è andata alla Contrada San Giuseppe, seguita sul podio dalla Divina Pastora al secondo posto e dal Quartiere Foro Boario al terzo. Sono stati inoltre assegnati diversi premi speciali: la Scuola Infanzia Rodari e Grandi è stata premiata come gruppo più numeroso, Ributino ha vinto il premio per il gruppo più vintage, il Comitato Le Grazie quello per l'originalità, il Quartiere Buozzi è stato eletto gruppo più allegro, mentre il riconoscimento per il gruppo più misterioso è andato a "Le 5 Leggende".
Soddisfatti il Sindaco Mauro Sclavi, presentatosi ironicamente nei panni di Stitch, e la Vicesindaco Alessia Pupo, che hanno sottolineato come il centro storico pieno di musica abbia rappresentato il desiderio di collaborare per il bene della città.
Un successo reso possibile grazie al lavoro dei presentatori Giusy Minnozzi, Carla Passacantando e Luca Romagnoli, insieme alla diretta live di Multiradio con dj Alessio Beat. La festa, baciata da un sole primaverile, si è conclusa tra lanci di caramelle e coriandoli, regalando alla comunità tolentinate un pomeriggio di pura e meritata spensieratezza.
Si apre ufficialmente la strada verso la XXIII edizione del Montelago Celtic Festival, in programma dal 5 all’8 agosto 2026 a Taverne di Serravalle di Chienti. L’inizio del conto alla rovescia è stato segnato dall’Early Bird, la prima tranche di prevendita dei biglietti, esaurita in appena due ore. Il 6 aprile toccherà alla Spring Offer, con altri 4.000 ingressi disponibili, sia per chi ritorna sia per chi partecipa per la prima volta a uno dei festival italiani in stile anglosassone: campeggio libero, musica senza sosta e un’atmosfera immersa tra i Monti Sibillini.
La XXIII edizione conferma il festival come un evento capace di attraversare mondi sonori diversi, mantenendo saldamente lo spirito folk. Tra i nomi internazionali spiccano gli Eluveitie, punto di riferimento del folk metal europeo, che presenteranno il loro ultimo album Ànv, e i pionieri del symphonic power metal italiano, Rhapsody of Fire. Dalla Germania arrivano gli In Extremo, maestri del Middle Age Metal, e dall’Irlanda il fenomeno The Scratch, recentemente inseriti da The Independent tra le Top 10 Bands to Watch in 2026. Tornano anche gli italiani Folkstone, e dal Francia arrivano i Ciac Boum, protagonisti del balfolk europeo.
Il cuore della tradizione sarà rappresentato dalle leggende vocali finlandesi Värttinä e dagli anglo-irlandesi Lúnasa, acclamati a livello mondiale e definiti “i nuovi dei della musica irlandese” da MOJO. Completano il cartellone gli intramontabili Steve ’n’ Seagulls, pronti a reinterpretare classici rock e metal in chiave bluegrass e folk.
Il direttore artistico Michele Serafini commenta: “Montelago è ormai una realtà unica in Italia: poco convenzionale per i festival mainstream, ma radicato nella tradizione folk. Lavoriamo con le più grandi agenzie europee per portare band rare in Italia, e al contempo facciamo scouting tra strade e pub per le nuove proposte. Ecco perché accanto a nomi storici come Lúnasa e Värttinä troviamo artisti emergenti come Mec Lir, Talisk e The Scratch, che rappresentano il new trad più estremo di Irlanda e Scozia.”
La line-up completa comprende anche Trinaluna, Dj Gandalf, Elias Alexander, Lou Tapage, Gadan, Tralala Lovers, Mortimer Mc Grave, Half Man Half Not, Folkamiseria, Malembà, Resonance, TRAM, Tersycore, City of Rome Pipe Band, The Cloverhearts e Uncle Bard & the Dirty Bastards. In totale saranno 36 concerti distribuiti su 5 palchi, promettendo quattro giorni di musica, tradizione e magia celtica in un contesto naturale unico.
Un percorso artistico che, in pochi mesi, l'ha portata dal cuore delle Marche fino alla vetrina più prestigiosa della musica italiana. Camilla Ruffini, 22 anni, cantautrice maceratese, si prepara a vivere la sua "settimana santa" della musica: martedì 24 febbraio sarà infatti tra i protagonisti de “I Festival canori marchigiani a Sanremo”, un evento che celebra le eccellenze del territorio proprio nei giorni del Festival della Canzone Italiana.
Il trampolino di lancio per la giovane artista è stato il contest musicale "Voci al Futuro", promosso dalla Uil Marche. Lo scorso ottobre, in una gremita Piazza del Popolo ad Ascoli Piceno, Camilla era riuscita a sbaragliare la concorrenza di 40 iscritti, trionfando nella finale tra i 10 migliori artisti selezionati.
Quella vittoria non è stata solo un premio, ma l'inizio di una nuova opportunità che ora la vedrà esibirsi in due momenti chiave della giornata inaugurale di Sanremo: alle ore 15 a Casa Sanremo, il salotto culturale che accoglie i protagonisti del Festival, e alle ore 18 al Villaggio del Festival, presso la splendida cornice di Villa Ormond.
Grande soddisfazione è stata espressa da Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della Uil Marche, che ha sottolineato il valore sociale dell'iniziativa: «Siamo davvero felici per Camilla. Con "Voci al Futuro" abbiamo voluto dimostrare che il sindacato non è solo rivendicazione, ma anche costruzione di comunità e opportunità per i giovani. Vedere Camilla su quei palchi è la dimostrazione che investire sull'energia e sulla voglia di esprimersi dei ragazzi porta a risultati concreti».
Per la 22enne maceratese si tratta di una tappa fondamentale di crescita, un’occasione per mettere alla prova il proprio talento davanti a una platea nazionale nel momento di massima visibilità per la musica leggera italiana.
MACERATA - Il 9 febbraio 2026, Gina Cesanelli ha raggiunto un traguardo straordinario: i 100 anni. Parenti e amici si sono radunati nella sua abitazione per celebrare una vita lunga, segnata dalla semplicità e dall’impegno quotidiano.
La cerimonia è stata suggellata dalla benedizione di don Pierandrea, parroco di Santa Croce, che ha ricordato i due anziani esemplari del Vangelo, Simeone e Anna, simboli di saggezza e fedeltà. Il sindaco Sandro Parcaroli ha consegnato a Gina una targa ricordo, portando gli auguri dell’Amministrazione comunale “per il raggiungimento del mirabile traguardo”.
Gina Cesanelli ha vissuto un’infanzia difficile, segnata dalla perdita dei genitori e dalle ristrettezze del primo dopoguerra. Cresciuta nella fatica, ha lavorato presso la fornace Bartoloni, storica realtà produttiva che ha dato occupazione a molti cittadini.
Il matrimonio con Attilio Ortenzi, vedovo con quattro figli, le ha donato una bella e grande famiglia. Gina ha condiviso con lui molti anni di vita, fino alla sua scomparsa, e successivamente ha continuato a vivere circondata dall’affetto dei nipoti, dei figli di Attilio e dalla fedele badante Costanza.
Un secolo di vita, dunque, trascorso con dedizione alla famiglia, lavoro e fede, un traguardo che la comunità di Macerata ha voluto festeggiare con affetto e riconoscenza.
Lunedì 23 febbraio, salvo imprevisti meteorologici, avranno inizio i lavori per il rifacimento delle fognature sulla rotatoria di Sambucheto. L’intervento comporterà la chiusura alternata delle corsie di marcia, con la corsia che rimarrà libera riservata esclusivamente alla direzione da Macerata (Villa Potenza) verso Recanati.
Per quanto riguarda il traffico proveniente da Recanati e Porto Recanati, è prevista una deviazione completa all'altezza di via della Repubblica, nei pressi dell'Ufficio Postale. I veicoli proseguiranno in via E. Fermi, dove verrà invertito il senso di marcia, per poi attraversare via Don Milani e via D. Pietro Medici prima di immettersi nuovamente sulla Strada Statale 77. In caso di necessità, il traffico leggero proveniente da Villa Potenza potrà usufruire di una deviazione appositamente segnalata all'altezza di Viale dei Mori.
L'amministrazione comunica inoltre che il collegamento con Madonna del Monte rimarrà interrotto per tutta la durata del cantiere e che la fermata del pullman verrà temporaneamente spostata in via E. Fermi, in prossimità del Monumento ai Caduti.
Tutto pronto per la partenza dei lavori per il rifacimento della pavimentazione del centro storico, che inizierà nelle prossime settimane con l’intervento in via Sant’Angelo. Il Comune si occuperà dell’intervento sul fondo stradale, mentre l’Apm opererà sulle condutture idriche poste al di sotto di esso.
Considerando che nel centro storico sono presenti grotte, cavità sotterranee, cisterne e pozzi che in alcuni casi trovano posto al di sotto della sede stradale, il Comune chiede preventivamente ai proprietari di segnalare l’eventuale presenza di questi ipogei in modo tale che la ditta esecutrice dei lavori possa operare in sicurezza ed evitando di danneggiarli. Il Comune provvederà nei prossimi giorni a contattare anche di persona i titolari degli edifici che si affacciano su via Sant’Angelo in modo da avere una mappatura il più possibile fedele della situazione al momento del via degli scavi.