La 'settimana santa' di Sanremo con Piero Romitelli: "Come vincere un'Olimpiade. Quel palco fa paura a tutti" (VIDEO)
Attualità
25/02/2026 19:50

La 'settimana santa' di Sanremo con Piero Romitelli: "Come vincere un'Olimpiade. Quel palco fa paura a tutti" (VIDEO)

In quella che da molti viene definita in maniera profana come "la settimana santa" della musica italiana, quella di Sanremo, il Festival della canzone italiana, il Picchio Podcast ha avuto il piacere di ospitare l’autore marchigiano Piero Romitelli, originario di Morrovalle, che da anni firma brani per alcuni dei più grandi nomi della musica italiana, tra cui Marco Mengoni, Loredana Bertè, Eros Ramazzotti, Il Volo e Raf, per citarne alcuni. Il palco dell’Ariston ha avuto modo di conoscerlo sia come interprete che come autore. Insieme a lui quindi abbiamo commentato la prima serata del festival, allargando poi la nostra chiacchierata ad un discorso più generale sulla sua carriera, sul momento della scena musicale italiana e dell’industria discografica.  Gli occhi di tutta Italia, e non solo, sono puntati sulla città dei fiori. Social network, televisione e commenti online contribuiscono a rendere Sanremo un appuntamento mediatico trasversale. «È un po’ come quando ci sono i Mondiali di calcio: in questa settimana tutti diventano esperti di musica», ha scherzato Romitelli. Parlando delle canzoni in gara, l’autore ha definito il festival «una macchina bellissima». Le trenta proposte musicali richiedono spesso più ascolti per essere comprese pienamente. «Molti brani sono difficili da cogliere al primo impatto, ma tra questi ce ne sono alcuni che hanno la potenzialità di restare nelle classifiche fino all’estate». Tra le canzoni che potrebbero trasformarsi in hit, Romitelli cita i brani di Sal da Vinci e Ditonellapiaga. Pur non prevedendo un piazzamento di vertice, l’autore confessa di apprezzare il brano di Nayt come semplice ascoltatore: «Forse non è il palco ideale per emergere, perché Sanremo richiede grande presenza scenica e vocalità molto forte». Un palco che, come detto, ha avuto il merito di calcare sia come interprete, nel 2016 quando arrivò tra i finalisti di Sanremo Giovani, e ancor prima nel 2007 quando si classificò terzo col brano “Malinconiche sere” nella sezione nuove proposte, ma anche come autore nel 2020, scrivendo “Il sole ad est” di Alberto Urso per la sezione big e “8 marzo” di Tecla, piazzatosi secondo nelle nuove proposte e insignito dei premi della critica Jannacci e Dalla.  “Quel palco più di ogni altro ti regala un’emozione difficile da spiegare a parole”.  La prima volta in assoluto sul palco dell’Ariston risale però al 2005, quando lo aveva calcato durante la sua esperienza ad Amici di Maria De Filippi. “Eravamo con gli altri ragazzi del talent nelle casette del programma quando ci dissero che dovevamo prepararci su una canzone in gara perchè dovevamo accompagnare Gigi D’Alessio come ospiti a Sanremo. Partimmo col pullman da Roma, eravamo tipo dei ragazzi in gita. Diciamo che in quel caso, vivendola in gruppo, è stato più semplice”. Più intensa l’emozione del 2007, quando partecipò con il duo Pquadro nella categoria nuove proposte, ottenendo il terzo posto con il brano Malinconiche sere. “Lì eravamo in due ma l’emozione si è triplicata: c’era una responsabilità enorme che fino a 30 secondi prima di salire sul palco non avevo percepito. Avevo una ventina d’anni ed ero totalmente incosciente. Quando hanno detto il nome del duo e bisognava scendere quelle scale lì ho realizzato che ci stavano guardando milioni di persone e sono andato in paranoia nera perchè sapevo che non potevo sbagliare. Mi è salita la paura e non ho performato come avrei dovuto. Sono scoppiato completamente a piangere, poi mi sono asciugato le lacrime e ho fatto quello che potevo. Col senno di poi avrei potuto gestirla meglio, ma a quell’età era molto difficile”.  Nonostante l’emozione il brano si classificò comunque al terzo posto. A distanza di anni ci ride su: “Pensa se non me la fossi fatta sotto”.  Come in questa edizione, anche quella volta tra gli ospiti c’era Tiziano Ferro. “Anche uno come lui prima di salire sul palco non era tranquillissimo. Questo per renderci conto di come quel palco fa paura davvero a tutti, a maggior ragione ad un ragazzo di 20 anni di provincia”.   Sul dietro le quinte di Sanremo invece racconta: “In quella settimana non c’è tempo neanche di pensare. Per ogni cantante in gara sono programmate talmente tante interviste che non hai molto modo di confrontarti con gli altri artisti in gara. Avere i big della musica italiana a fianco? All’epoca non mi rendevo conto, mi sembrava tutto un gioco. Me la sono vissuta con leggerezza e  ne sono felice”.  In quel Sanremo Giovani tra l’altro c’era Fabrizio Moro, che poi vinse col brano Pensa, la sua prima canzone di successo. “Finito il festival ci ritrovammo a casa sua a mangiare una pizza”.  Anni dopo ha vissuto il festival da autore. “La differenza? è sostanziale: non vai sul palco e quindi non c’è quel tipo di pressione, ma c’è una preparazione totalmente diversa”.  Per spiegarla usa un paragone efficace: “In molti ogni anno mi chiedono se vado a Sanremo, come fosse una cosa semplice. Non è così automatico scrivere canzoni che poi verranno cantate su quel palco da grandi artisti. Se ne presentano circa 300 e ne prendono 30. Ognuno di loro in genere provina dalle 30 alle 40 canzoni. Quindi devi scrivere la canzone che sceglierà e poi deve essere a sua volta scelto. Andare a Sanremo non è così semplice: è un evento eccezionale, per me è come vincere un’Olimpiade. Sono fiero di esserci arrivato, ma c’è un grande lavoro dietro abbinato ad un po’ di fortuna, di cui c’è sempre bisogno”.  Una canzone preferita tra quelle che ha scritto per Sanremo? “Impossibile scegliere, per me le canzoni sono come figli. Chiaramente 8 marzo per me ha un significato importante e l’ha cantata Tecla che è diventata anche un’attrice di fama mondiale. Il sole ad est invece ci tengo a ricordare che è arrivata ultima al festival per la giuria di qualità, ma tra le prime due al televoto. Io faccio questo lavoro per la gente: sono felice se arriva un bel voto dalla critica, ma lo sono ancora di più se le mie canzoni arrivano alle persone”. Un altro brano a cui ha lavorato e a cui è particolarmente legato è “Cosa ti aspetti da me” di Loredana Berté del Sanremo del 2019, così come quello del Volo che si classificò al terzo posto lo stesso anno. “La Berté è un’icona, ma anche un cavallo pazzo. Ce ne sono davvero pochi come lei: riesce a rendere pazzesca anche una canzone media”.  Tra i vari artisti per cui ha avuto il piacere di scrivere canzoni ce ne sono anche alcuni in gara in questa edizione, tra cui Raf e Sal da Vinci: “Raf l’ho sentito e gli ho fatto un grande in bocca al lupo. Sal da Vinci ha forse la canzone più forte di tutti a livello pop, destinata a rimanere anche negli anni”. In effetti la prima serata l’ha confermato, col pubblico dell’Ariston che ha salutato con una grande ovazione l’esibizione dell’artista napoletano.   Come per le canzoni, non c’è un artista “migliore” con cui lavorare: “Quando siamo in studio non è un lavoro meccanico: è un lavoro emotivo, se non c’è sintonia e se non c’è quella vibrazione giusta non può nascere qualcosa di bello”.  Nel 2016 la partecipazione a Sarà Sanremo con la sorella Valeria. In quel caso solo sfiorato il palco dell’Ariston, ma rimane comunque la bellissima esperienza condivisa tra fratelli: “Un percorso pazzesco e capitato solo grazie a noi e alla nostra canzone. Non avevamo un manager, un’etichetta discografica, un produttore, un fotografo, neanche un road manager ma siamo andati a giocarcela in quell'anno con artisti come Mahmood, Irama, Gabbani e Ermal Meta”.  Basti pensare che 3 di questi 4 poi hanno vinto Sanremo big (Mahmood due volte).  Tra interprete e autore, dice di sentirsi oggi più autore. Quello che non è stato mai però è un cantautore, perché ci svela di aver scritto canzoni per grandi artisti ma mai per se stesso. Una scelta curiosa così motivata: “Prima sono stato interprete di canzoni di altri autori. è una mia scelta, preferisco scindere le due cose per non creare un conflitto d’interessi. Magari verrà un giorno in cui canterò le mie canzoni, ma giusto per godimento personale. Non c’è nessuna ambizione di successo, soprattutto alla mia età. Poi credo che quello che scrivo qualche altro artista possa renderlo meglio di come lo faccio io, sia vocalmente che a livello di percepito”.  Il ricordo più bello di Sanremo? "Ricevere il leoncino del terzo posto, che tra l’altro è scomparso".  Oltre al lavoro di autore per altri artisti, Romitelli ha messo in campo anche iniziative personali legate alla sua visione della musica come esperienza collettiva e formativa. «Non vivo solo di Sanremo e delle collaborazioni con nomi noti — spiega —. Ho scelto di costruire la mia vita artistica qui, a Trodica di Morrovalle, perché credo che la qualità della vita sia fondamentale, soprattutto per la famiglia». Per questo motivo ha aperto uno studio di registrazione nella sua zona, chiamato Your Song, proprio con l’intento di offrire un luogo dove artisti emergenti e giovani talenti possano confrontarsi, crescere e imparare il mestiere della musica. «Ho deciso di investire qui nel territorio, non solo per me ma anche per altri. Qui ci sono artisti interessanti, e voglio dare loro uno spazio dove potersi sviluppare. Ho aperto le porte dello studio anche a chi vuole provare. Spero davvero di trovare qualcuno di forte, qui o anche fuori dalla nostra provincia» Nel corso dell’intervista abbiamo poi parlato dell’attuale scena italiana e di come scrivere una canzone, soprattutto per un altro artista. Avete la possibilità di ascoltare l’intervista completa su YouTube.   Infine, immancabile uno sguardo al vincitore: «Se fosse solo per la gente direi Sal da Vinci. Ma la stampa non impazzisce per lui. A Sanremo contano pubblico, radio e critica. È sempre un equilibrio».   

La 'settimana santa' di Sanremo con Piero Romitelli: "Come vincere un'Olimpiade. Quel palco fa paura a tutti" (VIDEO)

La 'settimana santa' di Sanremo con Piero Romitelli: "Come vincere un'Olimpiade. Quel palco fa paura a tutti" (VIDEO)
25/02/2026 19:50

In quella che da molti viene definita in maniera profana come "la settimana santa" della musica italiana, quella di Sanremo, il Festival della canzone italiana, il Picchio Podcast ha avuto il piacere di ospitare l’autore marchigiano Piero Romitelli, originario di Morrovalle, che da anni firma brani per alcuni dei più grandi nomi della musica italiana, tra cui Marco Mengoni, Loredana Bertè, Eros Ramazzotti, Il Volo e Raf, per citarne alcuni. Il palco dell’Ariston ha avuto modo di conoscerlo sia come interprete che come autore. Insieme a lui quindi abbiamo commentato la prima serata del festival, allargando poi la nostra chiacchierata ad un discorso più generale sulla sua carriera, sul momento della scena musicale italiana e dell’industria discografica.  Gli occhi di tutta Italia, e non solo, sono puntati sulla città dei fiori. Social network, televisione e commenti online contribuiscono a rendere Sanremo un appuntamento mediatico trasversale. «È un po’ come quando ci sono i Mondiali di calcio: in questa settimana tutti diventano esperti di musica», ha scherzato Romitelli. Parlando delle canzoni in gara, l’autore ha definito il festival «una macchina bellissima». Le trenta proposte musicali richiedono spesso più ascolti per essere comprese pienamente. «Molti brani sono difficili da cogliere al primo impatto, ma tra questi ce ne sono alcuni che hanno la potenzialità di restare nelle classifiche fino all’estate». Tra le canzoni che potrebbero trasformarsi in hit, Romitelli cita i brani di Sal da Vinci e Ditonellapiaga. Pur non prevedendo un piazzamento di vertice, l’autore confessa di apprezzare il brano di Nayt come semplice ascoltatore: «Forse non è il palco ideale per emergere, perché Sanremo richiede grande presenza scenica e vocalità molto forte». Un palco che, come detto, ha avuto il merito di calcare sia come interprete, nel 2016 quando arrivò tra i finalisti di Sanremo Giovani, e ancor prima nel 2007 quando si classificò terzo col brano “Malinconiche sere” nella sezione nuove proposte, ma anche come autore nel 2020, scrivendo “Il sole ad est” di Alberto Urso per la sezione big e “8 marzo” di Tecla, piazzatosi secondo nelle nuove proposte e insignito dei premi della critica Jannacci e Dalla.  “Quel palco più di ogni altro ti regala un’emozione difficile da spiegare a parole”.  La prima volta in assoluto sul palco dell’Ariston risale però al 2005, quando lo aveva calcato durante la sua esperienza ad Amici di Maria De Filippi. “Eravamo con gli altri ragazzi del talent nelle casette del programma quando ci dissero che dovevamo prepararci su una canzone in gara perchè dovevamo accompagnare Gigi D’Alessio come ospiti a Sanremo. Partimmo col pullman da Roma, eravamo tipo dei ragazzi in gita. Diciamo che in quel caso, vivendola in gruppo, è stato più semplice”. Più intensa l’emozione del 2007, quando partecipò con il duo Pquadro nella categoria nuove proposte, ottenendo il terzo posto con il brano Malinconiche sere. “Lì eravamo in due ma l’emozione si è triplicata: c’era una responsabilità enorme che fino a 30 secondi prima di salire sul palco non avevo percepito. Avevo una ventina d’anni ed ero totalmente incosciente. Quando hanno detto il nome del duo e bisognava scendere quelle scale lì ho realizzato che ci stavano guardando milioni di persone e sono andato in paranoia nera perchè sapevo che non potevo sbagliare. Mi è salita la paura e non ho performato come avrei dovuto. Sono scoppiato completamente a piangere, poi mi sono asciugato le lacrime e ho fatto quello che potevo. Col senno di poi avrei potuto gestirla meglio, ma a quell’età era molto difficile”.  Nonostante l’emozione il brano si classificò comunque al terzo posto. A distanza di anni ci ride su: “Pensa se non me la fossi fatta sotto”.  Come in questa edizione, anche quella volta tra gli ospiti c’era Tiziano Ferro. “Anche uno come lui prima di salire sul palco non era tranquillissimo. Questo per renderci conto di come quel palco fa paura davvero a tutti, a maggior ragione ad un ragazzo di 20 anni di provincia”.   Sul dietro le quinte di Sanremo invece racconta: “In quella settimana non c’è tempo neanche di pensare. Per ogni cantante in gara sono programmate talmente tante interviste che non hai molto modo di confrontarti con gli altri artisti in gara. Avere i big della musica italiana a fianco? All’epoca non mi rendevo conto, mi sembrava tutto un gioco. Me la sono vissuta con leggerezza e  ne sono felice”.  In quel Sanremo Giovani tra l’altro c’era Fabrizio Moro, che poi vinse col brano Pensa, la sua prima canzone di successo. “Finito il festival ci ritrovammo a casa sua a mangiare una pizza”.  Anni dopo ha vissuto il festival da autore. “La differenza? è sostanziale: non vai sul palco e quindi non c’è quel tipo di pressione, ma c’è una preparazione totalmente diversa”.  Per spiegarla usa un paragone efficace: “In molti ogni anno mi chiedono se vado a Sanremo, come fosse una cosa semplice. Non è così automatico scrivere canzoni che poi verranno cantate su quel palco da grandi artisti. Se ne presentano circa 300 e ne prendono 30. Ognuno di loro in genere provina dalle 30 alle 40 canzoni. Quindi devi scrivere la canzone che sceglierà e poi deve essere a sua volta scelto. Andare a Sanremo non è così semplice: è un evento eccezionale, per me è come vincere un’Olimpiade. Sono fiero di esserci arrivato, ma c’è un grande lavoro dietro abbinato ad un po’ di fortuna, di cui c’è sempre bisogno”.  Una canzone preferita tra quelle che ha scritto per Sanremo? “Impossibile scegliere, per me le canzoni sono come figli. Chiaramente 8 marzo per me ha un significato importante e l’ha cantata Tecla che è diventata anche un’attrice di fama mondiale. Il sole ad est invece ci tengo a ricordare che è arrivata ultima al festival per la giuria di qualità, ma tra le prime due al televoto. Io faccio questo lavoro per la gente: sono felice se arriva un bel voto dalla critica, ma lo sono ancora di più se le mie canzoni arrivano alle persone”. Un altro brano a cui ha lavorato e a cui è particolarmente legato è “Cosa ti aspetti da me” di Loredana Berté del Sanremo del 2019, così come quello del Volo che si classificò al terzo posto lo stesso anno. “La Berté è un’icona, ma anche un cavallo pazzo. Ce ne sono davvero pochi come lei: riesce a rendere pazzesca anche una canzone media”.  Tra i vari artisti per cui ha avuto il piacere di scrivere canzoni ce ne sono anche alcuni in gara in questa edizione, tra cui Raf e Sal da Vinci: “Raf l’ho sentito e gli ho fatto un grande in bocca al lupo. Sal da Vinci ha forse la canzone più forte di tutti a livello pop, destinata a rimanere anche negli anni”. In effetti la prima serata l’ha confermato, col pubblico dell’Ariston che ha salutato con una grande ovazione l’esibizione dell’artista napoletano.   Come per le canzoni, non c’è un artista “migliore” con cui lavorare: “Quando siamo in studio non è un lavoro meccanico: è un lavoro emotivo, se non c’è sintonia e se non c’è quella vibrazione giusta non può nascere qualcosa di bello”.  Nel 2016 la partecipazione a Sarà Sanremo con la sorella Valeria. In quel caso solo sfiorato il palco dell’Ariston, ma rimane comunque la bellissima esperienza condivisa tra fratelli: “Un percorso pazzesco e capitato solo grazie a noi e alla nostra canzone. Non avevamo un manager, un’etichetta discografica, un produttore, un fotografo, neanche un road manager ma siamo andati a giocarcela in quell'anno con artisti come Mahmood, Irama, Gabbani e Ermal Meta”.  Basti pensare che 3 di questi 4 poi hanno vinto Sanremo big (Mahmood due volte).  Tra interprete e autore, dice di sentirsi oggi più autore. Quello che non è stato mai però è un cantautore, perché ci svela di aver scritto canzoni per grandi artisti ma mai per se stesso. Una scelta curiosa così motivata: “Prima sono stato interprete di canzoni di altri autori. è una mia scelta, preferisco scindere le due cose per non creare un conflitto d’interessi. Magari verrà un giorno in cui canterò le mie canzoni, ma giusto per godimento personale. Non c’è nessuna ambizione di successo, soprattutto alla mia età. Poi credo che quello che scrivo qualche altro artista possa renderlo meglio di come lo faccio io, sia vocalmente che a livello di percepito”.  Il ricordo più bello di Sanremo? "Ricevere il leoncino del terzo posto, che tra l’altro è scomparso".  Oltre al lavoro di autore per altri artisti, Romitelli ha messo in campo anche iniziative personali legate alla sua visione della musica come esperienza collettiva e formativa. «Non vivo solo di Sanremo e delle collaborazioni con nomi noti — spiega —. Ho scelto di costruire la mia vita artistica qui, a Trodica di Morrovalle, perché credo che la qualità della vita sia fondamentale, soprattutto per la famiglia». Per questo motivo ha aperto uno studio di registrazione nella sua zona, chiamato Your Song, proprio con l’intento di offrire un luogo dove artisti emergenti e giovani talenti possano confrontarsi, crescere e imparare il mestiere della musica. «Ho deciso di investire qui nel territorio, non solo per me ma anche per altri. Qui ci sono artisti interessanti, e voglio dare loro uno spazio dove potersi sviluppare. Ho aperto le porte dello studio anche a chi vuole provare. Spero davvero di trovare qualcuno di forte, qui o anche fuori dalla nostra provincia» Nel corso dell’intervista abbiamo poi parlato dell’attuale scena italiana e di come scrivere una canzone, soprattutto per un altro artista. Avete la possibilità di ascoltare l’intervista completa su YouTube.   Infine, immancabile uno sguardo al vincitore: «Se fosse solo per la gente direi Sal da Vinci. Ma la stampa non impazzisce per lui. A Sanremo contano pubblico, radio e critica. È sempre un equilibrio».   

Cronaca

Aurora Treia e Azzurra Colli regalano spettacolo, ma non i gol: la finale si decide al ritorno

Aurora Treia e Azzurra Colli regalano spettacolo, ma non i gol: la finale si decide al ritorno

25/02/2026 19:10

Finisce a reti bianche, ma con tante emozioni, il primo atto della semifinale di Coppa Italia Promozione. Sul prato del "Leonardo Capponi", Aurora Treia e Atletico Azzurra Colli si sono affrontate a viso aperto, confermando perché si stiano contendendo il primato nel girone B di campionato. Uno 0-0 che lascia tutto aperto in vista del ritorno previsto tra due settimane al "Colle Vaccaro". Mister Ricci lancia dal primo minuto l'inedito tandem d'attacco Seye-Chornopyshchuk, mentre l'Azzurra Colli di Alfonsi opta per una linea verde con molti under. L'avvio è di marca locale: al 7' Chornopyshchuk si libera in area e calcia a botta sicura, ma trova la risposta di Marcucci; sulla ribattuta Seye ci riprova, ma l'estremo difensore ospite è ancora miracoloso. Sugli sviluppi del corner è Guzzini a svettare più in alto di tutti, negandogli la gioia del gol solo un attento Marcucci. L'Aurora preme e sfiora il vantaggio anche con una pennellata di Mazzoni per Chornopyshchuk, anticipato dall'uscita perfetta del portiere. Nel finale di frazione, però, il Colli si sveglia: Valentini e Spadoni mettono i brividi alla retroguardia treiese, ma un provvidenziale Giachetta blinda lo 0-0 prima dell'intervallo. Il secondo tempo vede gli ospiti partire con un piglio più aggressivo. Esposito sfiora il palo con un tiro a giro e poco dopo spreca un'ottima sponda di Valentini calciando alto. L'Aurora Treia non resta a guardare e risponde con una coordinazione acrobatica di Seye su corner, che però non inquadra lo specchio. A metà ripresa i due tecnici decidono di inserire l'artiglieria pesante. Ricci getta nella mischia Borrelli e Palladini, mentre Alfonsi risponde con Pampano. Il neo-entrato Borrelli si rende subito pericoloso, prima pennellando un cross per la testa di Chornopyshchuk (fuori di un soffio) e poi tentando addirittura il "gol olimpico" direttamente dalla bandierina del calcio d'angolo. L'ultimo quarto d'ora è una girandola di capovolgimenti di fronte. Il Colli preme con Pampano e sciupa una doppia occasione con Angelini e Spadoni, mentre l'Aurora carica a testa bassa fino al triplice fischio. Le difese, però, reggono l'urto, cristallizzando il risultato sullo 0-0. Un pareggio sostanzialmente giusto per quanto visto in campo, che trasforma la gara di ritorno in una vera e propria finale secca. Per l'Aurora Treia sarà fondamentale mantenere questa intensità per espugnare il campo di Colli del Tronto e strappare il pass per la finalissima. TABELLINO AURORA TREIA - ATLETICO AZZURRA COLLI  AURORA TREIA: Giachetta, Gabrielli A (45’ Calamita), Dominino, Giuliodori, Ballanti (45’ Orlietti), Tavoni, Mazzoni (60’ Borrelli), Guglielmo (60’ Palladini), Chornopyshchuk, Guzzini, Seye. A disposizione: Testa, Bartolini, Lamri, Melchiorri. Allenatore: Simone Ricci. A.A.COLLI: Marcucci, Marucci (59’ Contartese), Acciarri, Armata (59’ Gabrielli I), Felicetti (45’ Sabatini), Filipponi, Angelini (87’ Cardinali), Spadoni, Esposito, Valentini, Bocci (59’ Pampano). A disposizione: Sperantini, Candellori, Valeri, Galli. Allenatore: Sante Alfonsi. MARCATORI: - ARBITRO: Francesco Di Maio – Sezione di S.Benedetto del Tronto. ASSISTENTI: Youssef Diouane – Sezione di Fermo; Pierfrancesco Parisi – Sezione di Macerata. NOTE: ammoniti Orlietti, Ricci (dalla panchina), Felicetti e Alfonsi (dalla panchina), angoli 5-4, recuperi 0’-3’, presenti circa 150 spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.

Aggressioni davanti ai figli e casa devastata: provvedimento del questore per un 30enne

Aggressioni davanti ai figli e casa devastata: provvedimento del questore per un 30enne

24/02/2026 18:24

Il questore di Ancona, Cesare Capocasa, ha emesso un provvedimento di ammonimento nei confronti di un uomo di 30 anni, cittadino italiano, ritenuto responsabile di condotte riconducibili alla violenza domestica ai danni della compagna. Gli episodi si sarebbero verificati anche in presenza dei figli minori della coppia. Secondo quanto ricostruito dagli operatori intervenuti, il primo episodio sarebbe avvenuto al culmine di un acceso diverbio: l’uomo avrebbe graffiato la donna all’avambraccio, provocandole anche un arrossamento al collo, per poi scagliare un bicchiere contro il muro e mettere a soqquadro l’appartamento. In una successiva circostanza, sempre durante una lite, il trentenne avrebbe colpito con un pugno la porta della cucina, danneggiandola, e avrebbe nuovamente devastato l’abitazione. In quell’occasione avrebbe inoltre compiuto gesti autolesionistici. In entrambe le situazioni si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine e del personale sanitario per riportare la calma e prestare assistenza. Alla luce degli elementi raccolti, il questore ha adottato la misura di prevenzione dell’ammonimento, prevista nei casi di violenza domestica, intimando all’uomo di cessare immediatamente ogni comportamento aggressivo e di mantenere una condotta conforme alla legge. La normativa stabilisce che, qualora un soggetto già destinatario di ammonimento dovesse reiterare le condotte vessatorie, il reato diventa procedibile d’ufficio, anche in assenza di querela da parte della vittima.   La Polizia di Stato ricorda infine che episodi di violenza o situazioni di pericolo possono essere segnalati anche tramite l’applicazione ufficiale YouPol, disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android, strumento pensato per favorire segnalazioni rapide e riservate.

Attualità

Sanremo 2026, le Marche nel videoclip di Chiello: la regione fa da cornice a "Ti penso sempre"

Sanremo 2026, le Marche nel videoclip di Chiello: la regione fa da cornice a "Ti penso sempre"

25/02/2026 17:43

Il Festival di Sanremo appena iniziato consente di svelare un gustoso ‘segreto’: Chiello - giovane artista in prepotente ascesa, presente tra i big - ha scelto anche Urbino – grazie alla collaborazione di Comune di Urbino e AMAT - come location per il videoclip del brano in gara, Ti penso sempre. Video già cliccatissimo a poche ore dalla sua pubblicazione, diretto con estrosa genialità da Tommaso Ottomano. "Facciamo grandi complimenti a Chiello, Tommaso Ottomano e a tutta la produzione per la realizzazione di questo video davvero ricchissimo, che mette in luce due luoghi bellissimi della nostra città - dichiara Lara Ottaviani Assessore alla Cultura del Comune di Urbino -. La produzione ha girato per due giorni a Urbino: una notte nella zona monumentale, davanti al Duomo Cattedrale, e una sera al nostro Teatro Sanzio. Proprio in teatro abbiamo voluto, grazie a un grande lavoro dei tecnici del Comune e di Amat, allestire il palco con il sipario “comòdino” del 1851 del Sanzio, un sipario storico davvero bellissimo che speriamo di restaurare a breve". "Abbiamo notato con piacere l’apprezzamento di Chiello, che qualche giorno fa ha postato sui social proprio le foto scattate al Sanzio. Come Amministrazione comunale, siamo sicuri che le belle immagini della nostra città saranno anche un veicolo di promozione e attrazione, grazie al videoclip e alla canzone in gara al Festival di Sanremo, firmata da un artista di successo, giovane e talentuoso - conclude Ottaviani -. È stato un piacere lavorare con questa produzione, composta da tanti giovani davvero professionali, che mantengono un grande rispetto per i luoghi in cui si trovano a operare. Desidero ringraziare l’Assessorato alla Cultura, il Settore Comunicazione, la Segreteria del Sindaco, la Polizia Municipale di Urbino e il Settore Manutenzione, i cui tanti dipendenti si sono messi a disposizione per agevolare il lavoro della produzione in tutti i modi, certi di svolgere un importante servizio di promozione della nostra città". Conosciuto all’anagrafe come Rocco Modello, classe 1999, Chiello è nato a Venosa, una piccola località in provincia di Potenza. Il nome d’arte “Chiello” nasce come abbreviazione affettuosa di Rocco, ma con il tempo ha assunto un significato più profondo: rappresenta la sua identità artistica e la connessione con il mondo reale e quello musicale. Nel 2025 Chiello pubblica Scarabocchi, il suo terzo album, che riflette una visione ancora più matura e introspettiva della sua musica. Scarabocchi include collaborazioni con artisti come Rose Villain e Achille Lauro e si distingue per una fusione di influenze sonore tra cantautorato, rock e urban. Per la prima volta in gara al 76° Festival di Sanremo 2026, Chiello presenta il brano Ti penso sempre, una canzone intensa ed emotiva che cattura il suo stile poetico e riflessivo. Il brano pezzo anticipa l’album Agonia, annunciato in uscita il 20 marzo 2026. Il videoclip di Ti penso sempre - realizzato tra Urbino, Pesaro, Fano, Rimini e Milano - è scritto e diretto da Tommaso Ottomano, la produzione è di Borotalco, producer Alessandro Urbinati (marchigiano di Pesaro, classe ‘96) e Lorenzo Bramati (di Milano, classe ‘94).

San Severino, via al restauro delle mura storiche: oltre 2,3 milioni per Porta Sette Cannelle

San Severino, via al restauro delle mura storiche: oltre 2,3 milioni per Porta Sette Cannelle

25/02/2026 16:11

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per il primo stralcio dei lavori di restauro e recupero conservativo della Porta delle Sette Cannelle e delle mura storiche di San Severino Marche. Un intervento strategico per la tutela e la valorizzazione del patrimonio monumentale cittadino, inserito nell’ordinanza commissariale 137 del 2023, che prevede un investimento complessivo di 2.332.666 euro, interamente finanziato e già concesso al Comune in qualità di soggetto attuatore. A sottolineare l’importanza dell’approvazione è il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli: «Con questo provvedimento prende forma un intervento che permetterà di restituire pieno valore storico, artistico e identitario a uno dei complessi monumentali più significativi della città. È nostro dovere proseguire nell’opera di rilancio dell’entroterra colpito dal terremoto nella maniera più efficace e capillare possibile, per restituire un territorio davvero a misura di futuro». Il commissario ha inoltre ringraziato il Comune, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Francesco Acquaroli per la collaborazione istituzionale. Soddisfazione anche da parte del sindaco Rosa Piermattei: «Non si tratta solo dell’avvio di un altro importante cantiere, ma di un intervento che permetterà finalmente di mettere in sicurezza e restituire alla loro originaria bellezza elementi architettonici che definiscono il profilo stesso della nostra comunità. La costante attenzione del Commissario Castelli e la sinergia con la Struttura Commissariale, l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione stanno trasformando la sfida della ricostruzione in un’opportunità concreta di rinascita». Il progetto riguarda l’intero sistema delle mura urbiche, comprendente la Porta San Francesco e la stessa Porta delle Sette Cannelle. È previsto un insieme coordinato di opere di restauro conservativo, risanamento, consolidamento e messa in sicurezza dei tratti murari, calibrate in base alle diverse tipologie costruttive e ai livelli di degrado rilevati. Tra gli interventi in programma figurano la ripresa delle lesioni, il consolidamento dei maschi murari, la sostituzione della copertina sommitale in laterizio e il rifacimento delle ringhiere metalliche. Per Porta San Francesco sono previsti lavori specifici sulla volta, sul solaio di copertura e sui paramenti verticali. Per la Porta delle Sette Cannelle si interverrà con perforazioni armate, diatoni artificiali, tecniche di “scuci-cuci” e cuciture armate, al fine di recuperare le condizioni statiche e conservative dell’arco. Il progetto comprende inoltre la riqualificazione del percorso pedonale lungo il tratto delle mura affacciato su via Scampoli e la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione, studiato per valorizzare i punti più significativi della cinta muraria. La cinta muraria di San Severino Marche conserva testimonianze di epoche diverse: una porzione risalente alla prima cerchia dei secoli XI-XII, che comprende l’antica Porta delle Sette Cannelle, e l’ampliamento del XIII secolo, realizzato per inglobare il borgo San Francesco e la prima espansione verso il fondovalle. Proprio in questa fase venne edificata Porta San Francesco, nella prima metà del Duecento. Con questo intervento, la città compie un passo significativo verso la piena valorizzazione di uno dei suoi simboli storici, rafforzando sicurezza, identità e attrattività culturale.

Politica

Indagine R-Store, Stefano Parcaroli: "La nostra famiglia estranea alla vicenda"

Indagine R-Store, Stefano Parcaroli: "La nostra famiglia estranea alla vicenda"

25/02/2026 21:00

Dopo l’articolo pubblicato dalla nostra testata (leggi qui), Stefano Parcaroli interviene per precisare alcuni passaggi che definisce «fattualmente errati» e che, a suo dire, avrebbero generato una ricostruzione non corretta dei rapporti tra la famiglia Parcaroli e la società R-Store. Il punto centrale della replica riguarda la titolazione dell’articolo, nel quale R-Store veniva indicata come «ex azienda di Parcaroli». «La realtà è opposta — chiarisce — R-Store non era, non è e non è mai stata l’azienda di Sandro Parcaroli né la mia. È invece la società che ha acquistato da noi Med Computer S.r.l., con sede a Macerata. Noi siamo stati i venditori, non i proprietari di R-Store». Med Computer, storica azienda maceratese attiva nel settore delle tecnologie digitali, era stata fondata dal padre Sandro Parcaroli e guidata negli anni dalla famiglia. Nel corso del 2024 la società è stata ceduta a R-Store S.p.A., al termine — viene precisato — di una trattativa che ha coinvolto advisor professionali e una procedura di due diligence. Contestualmente alla vendita, perfezionata a fine 2024, Stefano Parcaroli è rimasto nel management della società acquirente con il ruolo di vice-presidente. «Ho accettato l’incarico esclusivamente per garantire continuità operativa e tutelare le persone che lavoravano con me da anni», afferma. Per quanto riguarda l’indagine che coinvolge R-Store e alcuni suoi esponenti, relativa a fatti del 2023, Parcaroli sottolinea di aver appreso la notizia «dagli organi di informazione, come il resto dell’opinione pubblica». La famiglia si dichiara estranea alle condotte oggetto di accertamento e aggiunge che, qualora le contestazioni trovassero riscontro, sarebbe «tra i soggetti eventualmente danneggiati». Respinte inoltre le insinuazioni sulla provenienza dei fondi utilizzati per il pagamento della cessione di Med Computer. «La vendita — si legge nella nota — è stata interamente coperta da un’operazione finanziaria specifica, finalizzata con istituti bancari di primo livello». Parcaroli invita chi solleva dubbi a documentare eventuali contestazioni «con atti precisi». Infine, viene ribadita la posizione di Sandro Parcaroli, attuale sindaco uscente di Macerata. «Non ha avuto alcun ruolo operativo, gestionale o decisionale nella vicenda, né ha mai ricoperto incarichi nelle società coinvolte». Secondo la famiglia, collegare la sua figura istituzionale all’inchiesta sarebbe «un atto che va oltre il legittimo esercizio del diritto di cronaca».  

Sarnano, senso unico alternato sulla ex SS78. Merli:  "Oltre 180 giorni di disagi e nessuna risposta”

Sarnano, senso unico alternato sulla ex SS78. Merli: "Oltre 180 giorni di disagi e nessuna risposta”

25/02/2026 14:30

A sei mesi dall’apertura del cantiere e a un mese dalla diffida ufficiale, la ex strada statale 78 in località Callarella resta un simbolo di immobilismo e degrado. Quello che doveva essere un intervento di manutenzione si è trasformato in un vero e proprio ostacolo per automobilisti e residenti, costretti a percorrere un tratto cruciale della strada con un senso unico alternato estenuante. Nonostante le numerose segnalazioni e la diffida formale presentata oltre un mese fa, nulla è cambiato. La carreggiata ridotta provoca code negli orari di punta e tempi di percorrenza dilatati, mentre la società responsabile del cantiere non ha fornito alcuna risposta, lasciando l’area in uno stato di incuria che preoccupa cittadini e utenti della strada. A denunciare la situazione è il consigliere comunale di Sarnano, Andrea Merli: “Oltre 180 giorni di disagi, carreggiata ridotta e totale silenzio da parte della società: la situazione è ormai insostenibile. Chiediamo un intervento immediato degli enti competenti per il ripristino della viabilità o, quanto meno, l’avvio dei lavori”.    "L’istanza dei cittadini è chiara, conclude Merli: basta attese, servono fatti concreti, per garantire sicurezza e fluidità della viabilità". 

Sanità

Macerata, la cura oltre la tecnica: l’Opi lancia la sfida dell’umanità

Macerata, la cura oltre la tecnica: l’Opi lancia la sfida dell’umanità

25/02/2026 19:28

L’infermiere non è solo un esecutore di protocolli, ma un custode della dignità umana. È questo il messaggio potente emerso dall’Auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, dove questa mattina si è svolto il primo convegno del 2026 promosso dall'Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI). L’incontro, intitolato “Prendersi cura della persona: la speranza dell’umano che è dentro l’umanità”, ha riunito circa cento iscritti e cittadini per riflettere sull’etica e sulla dimensione relazionale dell’assistenza. La giornata si è aperta con i saluti delle autorità: Don Carlos per la Diocesi, il dott. Pietro Pinciaroli per l'Ordine dei Medici e la Vicesindaco Francesca D'Alessandro. Gli interventi hanno unanimemente riconosciuto l’infermiere come pilastro non solo del sistema sanitario, ma del tessuto sociale stesso, capace di farsi carico delle fragilità dei più deboli. A dare il via ai lavori è stato il Presidente dell'OPI Macerata, il dott. Sandro di Tuccio, che ha chiarito la filosofia dell'evento: "Prendersi cura non è un semplice atto tecnico, ma relazione, responsabilità e testimonianza di umanità. In contesti segnati da solitudine e vulnerabilità, siamo chiamati a custodire la speranza". Particolarmente attesa la Lectio Magistralis di S.E. Mons. Nazzareno Marconi, Vescovo di Macerata. Il prelato ha ricordato come la speranza si renda visibile attraverso gesti concreti: lo sguardo, l’ascolto e la prossimità, ponendo la persona al centro di ogni azione. Il dibattito si è poi arricchito con la presentazione del libro “Cuore, Mente, Mani” della dott.ssa Samanda Pettinari, che ha descritto l'integrazione tra passione e competenza come cardine dell'identità professionale. La dott.ssa Paola Arcadi ha invece sollevato una riflessione cruciale: l’umanizzazione non deve essere un obiettivo aggiuntivo, ma il fondamento imprescindibile di ogni intervento sanitario, specialmente in un'epoca dominata dalla tecnologia. Il tema della "gentilezza consapevole" è stato affrontato dal dott. Aurelio Filippini, che l'ha definita un atto di responsabilità etica capace di generare fiducia nel paziente. In chiusura, Don Massimo Angelelli ha esplorato il concetto di vulnerabilità, intesa non come limite ma come spazio di incontro tra chi cura e chi è curato. Il coordinamento scientifico è stato curato dalla dott.ssa Lucia Giuliani, che ha saputo moderare il dialogo tra le diverse anime — professionale, etica e spirituale — della mattinata. Con questa iniziativa, l'OPI di Macerata conferma la volontà di investire su una formazione che vada oltre la scienza, puntando dritto al cuore del significato profondo dell'essere infermiere oggi.

Diagnosi più precise per i noduli polmonari: a Torrette testato il modello 3D tra i primi in Italia

Diagnosi più precise per i noduli polmonari: a Torrette testato il modello 3D tra i primi in Italia

25/02/2026 09:40

Interventi live dalla sala endoscopica e discussione interattiva tra esperti, ecco come la Pneumologia dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche segue l'evoluzione delle tecniche mininvasive. Testata una strumentazione fondamentale per migliorare le diagnosi anche di piccole lesioni polmonari periferiche attraverso un modello assolutamente innovativo a livello nazionale. Di fronte a una crescente incidenza di neoplasie polmonari, pneumopatie infiltrative diffuse e di malattie pleuriche è sempre più indispensabile una formazione specialistica che integri conoscenze teoriche con competenze pratiche avanzate. Ecco il primo risultato raggiunto dal corso teorico-pratico incentrato su tecniche all’avanguardia di pneumologia interventistica che si è svolto nei giorni scorsi all'interno del reparto di Pneumologia del presidio ospedaliero di Torrette, da anni all’avanguardia in questo settore. Negli ultimi anni la pneumologia interventistica ha assunto un ruolo sempre più centrale nella diagnosi e nel trattamento delle patologie toraciche, grazie all’evoluzione delle tecniche mininvasive che consentono un approccio diretto alle vie aeree, al parenchima polmonare e alla pleura. In questo contesto si inscrive il corso che si è svolto nel reparto di Pneumologia Interventistica dell'AOU delle Marche. Due giornate, che hanno visto la partecipazione di specialisti da tutta Italia, letture frontali di esperti si sono alternate a casi in diretta dalla sala endoscopica con commento tecnico in tempo reale e discussione interattiva con l’audience. Le procedure effettuate nella sessione 'dal vivo' hanno riguardato la broncoscopia rigida combinata con laser di ultima generazione, la toracoscopia medica e il campionamento di noduli polmonari mediante sistemi avanzati di guida, come la navigazione aumentata da intelligenza artificiale (Lung Vision, BodyVision Medical), la sonda videoendoscopica con telecamera miniaturizzata (Iriscope, Lys medical) e la fluoroscopia intraoperatoria tridimensionale. Quest’ultima strumentazione, in particolare, consente di migliorare l’approccio diagnostico delle lesioni polmonari periferiche di esigue dimensioni, mediante acquisizione tridimensionale di immagini dettagliate, definite e contrastate in tempo reale, monitorando anche la posizione del letto di imaging nello spazio, garantendo una perfetta sincronizzazione. Il modello impiegato in questo Corso (Alien x 3D– Eurocolumbus) è uno dei primi utilizzati in Italia. I partecipanti, infine, hanno potuto mettere in pratica quanto acquisito, esercitandosi su una piattaforma di simulazione virtuale che integra hardware, software e IA per riprodurre un ambiente interventistico realistico sincronizzando modelli ad alta precisione con dati 3D in tempo reale. Questo il commento dei responsabili scientifici del corso, gli pneumologi Prof. Federico Mei, Dr. Michele Sediari e Prof.ssa Martina Bonifazi: “Siamo molto soddisfatti della riuscita di questo corso. Proporre una tipologia di formazione di livello avanzato, in cui si fondono innovazione tecnologica ed esperienza clinica, è di fondamentale importanza per la crescita della disciplina e dei giovani medici, soprattutto per un ospedale di insegnamento come l’AUO delle Marche, dove assistenza, didattica e ricerca sono perfettamente integrati”.

Sport

La Lube strapazza Monza nell'ultima di regular season: Tenorio si regala serata da mvp

La Lube strapazza Monza nell'ultima di regular season: Tenorio si regala serata da mvp

25/02/2026 23:20

La Regular Season 2025/26 termina con una serata di festa all’Eurosuole Forum per un successo corale. Nel 22° turno la Cucine Lube Civitanova supera Vero Volley Monza in tre set (25-21, 25-16, 25-21) ricavando spunti utili per l’imminente Final Four di Del Monte® Supercoppa e facendo girare il gruppo. Il match infrasettimanale in notturna porta punti ininfluenti per la classifica dei vicecampioni d’Italia, già matematicamente sesti da una settimana e opposti a Trento nel primo turno dei Play Off, mentre sancisce il trionfo di Alex Nikolov nella classifica dei migliori realizzatori della prima fase con 450 sigillii in 21 partite giocate (un match saltato per squalifica). I cucinieri torneranno in campo sabato 28 febbraio 2026, alle 18, sul taraflex del PalaTrieste per la Semifinale di Supercoppa in gara unica contro Rana Verona. Gli 11 ace biancorossi, ben 4 di Tenorio, nominato MVP, e i 16 punti del solito generosissimo Nikolov (64% di efficacia) racchiudono l’essenza di un match controllato dai marchigiani. Nessun avversario sale in doppia cifra, solo nel computo dei muri vincenti gli ospiti chiudono in vantaggio (7 a 5). Nel primo set (25-21) Boninfante smista bene i palloni e la Lube ha gioco facile al servizio e in attacco andando sul +7. Nel finale Monza si riscatta a muro risalendo fino a 23-21 prima di inchinarsi. Nel secondo parziale (25-16) tra i monzesi c’è Rohrs. Civitanova cresce in attacco (60%), domina al servizio (5 i vincenti) e non corre rischi, ma sale si esalta con Loeppky (4 su 4 nelle offensive e 2 ace), seguito da Nikolov (5 punti con il 71%) e fa girare la squadra. Nel terzo set (25-21), dopo una partenza meno incisiva, la Lube riprende il comando delle operazioni e anche Monza dà spazio alla panchina. La gara Lube in campo con Boninfante al palleggio, gli schiacciatori Loeppky, Nikolov e Bottolo ad attaccare, Podrascanin e Tenorio al centro, Balaso libero. Ospiti schierati con Zimmermann in cabina di regia e Velichkov bocca da fuoco, Frascio e Atanasov di banda, Beretta e l’ex cuciniero Larizza al centro, Scanferla libero. Inizio grintoso della Lube. I biancorossi macinano punti e vanno sul 6-2 dopo l’attacco di Bottolo, per poi allungare dopo l’ace dello stesso Bottolo e il muro di Tenorio (12-7). Il diagonale non contenuto di Nikolov e l’ace di Tenorio valgono il +7 (15-8). Forte del cospicuo vantaggio, Civitanova paga un calo di tensione nervosa e subisce la pericolosa rimonta brianzola, con gli ospiti a -2 dopo l’ace di Atanasov e l’errore di Nikolov (23-21). Nella fase più delicato i cucinieri chiudono con l’esperienza. Di Podrascanin il muro finale (25-21). Al rientro c’è Rohrs tra i monzesi. La Lube parte con il piglio giusto al servizio grazie all’ace di Tenorio e ai due di Loeppky, intervallati dagli attacchi di tutti gli schiacciatori e da un’ottima pressione a muro (14-4). Sul 15-5 entra Duflos-Rossi. Monza cerca di alzare il livello (17-10). Tra i cucinieri entrano Kukartsev e Orduna. Sull’ace di Tenorio e il diagonale di Nikolov il divario torna abissale (22-13). Tanti applausi per il muro di Orduna del 24-14. Anche il punto finale è dell’alzatore (25-16). Nel terzo set resta in campo la diagonale composta da Orduna e Kukartsev, così come in banda rimane Duflos-Rossi, mentre c’è Bisotto al posto di Balaso. Dopo un avvio punto a punto il gioco cuciniero sale d’intensità (11-7). Una giocata tecnicamente difficilissima di Nikolov e l’ace di Orduna tengono a distanza gli uomini di Eccheli (14-9). Così come nel primo atto di gara, i padroni di casa subiscono una flessione (23-21), ma nel momento di difficoltà spingono di nuovo l’acceleratore con il muro di Nikolov (25-21). Cucine Lube Civitanova – Vero Volley Monza 3-0 (25-21, 25-16, 25-21) CIVITANOVA: Boninfante 2, Bottolo 3, Gargiulo ne, Loeppky 10, Nikolov 16, Tenorio 7, Bisotto (L), D'Heer ne, Orduna 3, Balaso (L), Kukartsev 3, Podrascanin 2, Duflos-Rossi 7. All. Medei. MONZA: Zimmermann, Atanasov 4, Mosca 1, Rohrs 8, Beretta 2, Velichkov 6, Frascio 7, Scanferla (L), Larizza 5, Pisoni (L), Ciampi, Knipe. All. Eccheli. Arbitri: Brancati (PG) e Vagni (PG) Note: durata set 27’, 24’, 24. Totale: 1h 15’. Civitanova: errori al servizio 13, ace 11, muri 5, attacco 56%, ricezione 51% (36%). Monza: errori al servizio 13, ace 4, muri 7, attacco 39%, ricezione 35% (18%). Spettatori: 2.004. MVP: Tenorio.

Trodica-Matelica, nervi tesi e 1-1 anche nelle squalifiche: il giudice sportivo ferma Sirolesi e Scandurra

Trodica-Matelica, nervi tesi e 1-1 anche nelle squalifiche: il giudice sportivo ferma Sirolesi e Scandurra

25/02/2026 17:00

Finisce in perfetta parità, non solo sul campo, ma anche nelle decisioni disciplinari del giudice sportivo. Dopo il match della 23ª giornata tra Trodica e Matelica, terminato 1-1, il referto del post partita restituisce un "equilibrio" anche sul piano delle sanzioni: 1-1 nelle inibizioni dirigenziali. Il giudice sportivo ha infatti disposto l'inibizione fino all'11 marzo per Mirko Sirolesi e Gabriele Scandurra, dirigenti rispettivamente delle due squadre, ritenuti protagonisti di un diverbio acceso e sanzionati “per comportamento irriguardoso nei confronti di un dirigente avversario”. Restando in Eccellenza, provvedimento anche per il presidente della Montegranaro Calcio, Andrea Tosoni, fermato fino al 4 marzo per proteste nei confronti dell’operato arbitrale. Sul fronte delle sanzioni economiche, il giudice sportivo ha comminato una multa di 300 euro alla USD Fermignanese, uscita sconfitta dal confronto interno con la Fermana. Nel dettaglio, la società è stata sanzionata per l’apertura del cancello che delimita il terreno di gioco a fine partita, consentendo l’ingresso nello spazio antistante gli spogliatoi di persone non inserite in distinta ma riconducibili alla società, con l’obiettivo di protestare contro l’operato arbitrale. Nel provvedimento viene inoltre riportato l’episodio avvenuto durante il primo tempo, quando è stata fatta esplodere una bomba carta senza conseguenze per i presenti. (Credit foto: SS Matelica Calcio)   

Economia

"Sistema bancario solido, piccole imprese in difficoltà: due Italie a confronto"

"Sistema bancario solido, piccole imprese in difficoltà: due Italie a confronto"

20/02/2026 11:00

Bilanci da record per i principali istituti di credito italiani e una pronuncia europea destinata a incidere sul rapporto tra banche e clienti. È questo il quadro delineato da Giuseppe Tosoni, presidente dell'associazione Tutela Impresa, che evidenzia le profonde differenze tra l’andamento del sistema bancario e quello del tessuto produttivo italiano. I numeri confermano la solidità del settore. Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Bper Banca, Banco BPM e Credem hanno chiuso il 2025 con utili complessivi pari a 27,74 miliardi di euro, in crescita del 16,2% rispetto ai 23,86 miliardi dell’anno precedente. Nel dettaglio, i primi cinque gruppi hanno registrato utili record per oltre 27,8 miliardi (+10,6% sul 2024), con un Roe del 14,7%. La flessione del margine di interesse (-5,1%) è stata compensata dall’aumento delle commissioni (+6%) e delle attività assicurative (+17,1%), che oggi rappresentano circa il 39% dei ricavi, un dato superiore alla media europea. Risultati che hanno sostenuto anche le quotazioni in Borsa, consolidando una redditività ormai strutturale. In questo contesto di rafforzamento patrimoniale, si inserisce anche la sentenza del 12 febbraio 2026 (causa C-471/24) della Corte di giustizia dell'Unione europea. La terza sezione ha chiarito che il diritto europeo non impone alle banche di fornire spiegazioni tecniche approfondite sul metodo di calcolo degli indici di riferimento nei contratti. Gli obblighi informativi gravano principalmente sul soggetto che elabora l’indice, il quale deve rendere accessibili gli elementi essenziali del metodo adottato. Le banche possono limitarsi a rinviare a tali informazioni, senza doverle riprodurre analiticamente nei contratti. Una decisione che, osserva Tosoni, "ridimensiona le pretese di nullità automatica delle clausole sui tassi variabili e rafforza ulteriormente la posizione degli istituti di credito in un quadro normativo già dettagliato". Parallelamente, il mondo delle piccole imprese presenta dinamiche molto diverse. Secondo i dati di Unioncamere e Movimprese, nel 2025 lo stock di imprese artigiane in Italia supera 1,23 milioni, ma nel lungo periodo il comparto ha perso circa 128 mila imprese nell’arco di dieci anni. Il quadro che emerge è quello di un sistema bancario sempre più solido, redditizio e tutelato anche sul piano giuridico, a fronte di un tessuto di piccole imprese che resiste ma si riduce numericamente nel tempo.   «Servono politiche di sostegno e modernizzazione – sottolinea Tosoni – per mantenere competitivo un comparto essenziale per l’economia italiana, evitando che il divario tra finanza e produzione reale continui ad ampliarsi».

Dalla Pac al Mercosur, l’allarme dell’ortofrutta marchigiana

Dalla Pac al Mercosur, l’allarme dell’ortofrutta marchigiana

19/02/2026 16:03

Il comparto ortofrutticolo marchigiano sta attraversando una fase di forte criticità, in linea con il quadro nazionale definito di “transizione violenta” dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto all’apertura di Fruit Logistica a Berlino. Una lettura pienamente condivisa da Cia Marche, che evidenzia come anche "a livello regionale il settore sia stretto tra costi crescenti e marginalità sempre più ridotte". Tra le principali criticità emerge lo squilibrio all’interno delle filiere: il valore riconosciuto ai produttori agricoli resta spesso distante dal prezzo finale pagato dai consumatori. Una forbice che da anni caratterizza il settore e che continua a penalizzare gli agricoltori, senza generare reali vantaggi per chi acquista. Sugli scaffali, infatti, i prezzi non diminuiscono, anzi in molti casi aumentano. "La conseguenza è un progressivo deterioramento della sostenibilità economica delle imprese agricole. Quando i prezzi scendono sotto la soglia di remuneratività, diventa antieconomico perfino raccogliere il prodotto, con il rischio concreto di ridurre l’offerta e compromettere la disponibilità di alcune tipologie ortofrutticole nel medio-lungo periodo". In questo contesto, viene giudicata condivisibile l’ipotesi di istituire un Osservatorio europeo sui prezzi, anche se, a livello comunitario, più che nuove norme sembrano necessari controlli più efficaci e interventi stringenti contro la vendita sottocosto. Un altro nodo cruciale riguarda la frammentazione dell’offerta. "Nelle Marche, come nel resto del Paese, il settore è caratterizzato da una forte disgregazione tra produttori", afferma Cia agricoltori. "Questa debolezza strutturale riduce il potere contrattuale delle aziende agricole e rafforza la posizione degli acquirenti. Le aggregazioni tra produttori vengono quindi indicate come passaggio strategico per riequilibrare i rapporti lungo la filiera". Sul piano europeo, Cia-Agricoltori Italiani ha preso parte alle manifestazioni a Bruxelles contro l’ipotesi di un fondo unico per la Politica Agricola Comune e a Strasburgo contro l’accordo Mercosur, ritenuto poco rassicurante sul piano della reciprocità dei controlli. Restano inoltre criticità legate al fenomeno del “sounding”, che consente a prodotti extraeuropei di transitare formalmente attraverso uno Stato membro per aggirare le normative vigenti, senza garantire gli stessi standard qualitativi richiesti ai produttori europei. "Il quadro marchigiano riflette dunque una pressione crescente sulle imprese agricole, molte delle quali si trovano a dover eliminare merce di elevata qualità perché non collocabile sul mercato a prezzi equi. Quando la competizione si gioca esclusivamente sul costo, a essere penalizzata è la componente più sana ma anche più fragile della filiera: le aziende e le famiglie agricole". "Da qui la necessità di un cambio di prospettiva. La competizione basata unicamente sul prezzo non è più sostenibile: occorre puntare sulla qualità, valorizzarla concretamente e comunicarne i benefici ai consumatori". "In questa strategia assumono un ruolo centrale anche gli accordi trasversali con il settore Horeca. Rafforzare la presenza dell’ortofrutta marchigiana nei canali della ristorazione, dell’ospitalità e della somministrazione significa promuovere un consumo consapevole di prodotti locali e di stagione, sostenere le filiere territoriali e offrire un’alimentazione più sostenibile e di qualità". Una leva che può contribuire a restituire valore economico e prospettiva a un comparto strategico per l’economia regionale.

Scuola e università

Unicam, Edoardo Pettinari eletto rappresentante degli studenti al Crum

Unicam, Edoardo Pettinari eletto rappresentante degli studenti al Crum

25/02/2026 18:50

L'Università di Camerino consolida il proprio ruolo centrale nel sistema accademico regionale. In un clima di grande fermento per la partecipazione studentesca, Edoardo Pettinari, già Presidente del Consiglio delle studentesse e degli studenti di Unicam, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento venendo eletto rappresentante degli studenti all’interno del Crum (Comitato Regionale Universitario delle Marche). Il dato che emerge dalle urne non è solo una vittoria numerica, ma un forte segnale politico e istituzionale. Pettinari è risultato il primo della lista tra i candidati, un traguardo tutt'altro che scontato. Alle elezioni ha partecipato la componente studentesca dei Consigli di Amministrazione e dei Senati Accademici delle quattro università marchigiane: oltre a Camerino, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università degli Studi di Macerata e l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Nonostante l’Università di Camerino disponesse sulla carta di un numero limitato di voti rispetto ai grandi atenei regionali, Pettinari ha saputo catalizzare ben cinque preferenze provenienti interamente da altri atenei. Un consenso ampio e trasversale che premia la credibilità e la capacità di dialogo costruita dal giovane rappresentante camerte al di fuori delle proprie mura. L'elezione di Pettinari è stata accolta con grande soddisfazione dai vertici dell'Ateneo. Il risultato viene interpretato come il coronamento di un modo di intendere la rappresentanza intesa come servizio, ascolto e responsabilità. In questi anni, Pettinari si è distinto per essere un presidente attivo, capace di portare la voce degli studenti con competenza e visione all'interno dei processi decisionali. Questa nomina rappresenta un ulteriore segnale della qualità della partecipazione studentesca in Unicam, sempre più protagonista nel dialogo tra le università marchigiane. Per l'ateneo di Camerino, avere un proprio esponente al vertice della rappresentanza regionale significa poter incidere con maggior forza sulle politiche universitarie del territorio, garantendo che le istanze degli studenti siano ascoltate ai massimi livelli istituzionali.

UnivPM, premio di laurea 2025 nel ricordo di Biagiola e Pistoor: vince Omar Guazzaroni

UnivPM, premio di laurea 2025 nel ricordo di Biagiola e Pistoor: vince Omar Guazzaroni

25/02/2026 18:14

L'Università Politecnica delle Marche rinnova il proprio impegno per la sicurezza stradale e la prevenzione istituendo e assegnando anche per il 2025 il Premio di Laurea dedicato alla memoria degli ingegneri Manuel Biagiola e Huub Pistoor. Il riconoscimento è stato conferito al dottor Omar Guazzaroni, laureato magistrale in Ingegneria Civile, oggi dottorando presso il Dipartimento Dicea dell’Ateneo. Le vite dei due ingegneri furono tragicamente spezzate nelle Marche nel 2019, a causa di drammatici episodi di violenza stradale e mancato rispetto delle regole. Manuel Biagiola perse la vita a Potenza Picena, travolto da un automobilista mentre rientrava a casa in moto dal lavoro. Huub Pistoor morì nei pressi di Jesi, colpito da un rimorchio staccatosi dalla motrice di un camion che investì la sua auto. Due professionisti uniti dalla passione per l’ingegneria e dall’impegno nel proprio lavoro, oggi ricordati attraverso un’iniziativa che guarda al futuro. Il Senato Accademico dell’Università ha istituito un premio annuale destinato a una Tesi di Laurea Magistrale conseguita presso UnivPM nei corsi di Ingegneria Civile, Ingegneria Meccanica, Ingegneria Informatica e dell’Automazione o Environmental Engineering. Gli elaborati devono affrontare temi centrali per la società contemporanea: mobilità sostenibile, progettazione di strade e infrastrutture sicure, innovazioni tecnologiche per la prevenzione dell’incidentalità, progetti di mobilità urbana nel rispetto della sicurezza e dell’impatto ambientale. Per il 2025 il premio è stato assegnato a Omar Guazzaroni per una tesi dedicata allo studio di miscele bituminose realizzate con bitumi ad alto tenore di polimeri, materiali innovativi capaci di migliorare la resilienza delle pavimentazioni stradali, ridurre le esigenpize manutentive e aumentare sicurezza e sostenibilità. «Per me è un vero piacere essere stato l’assegnatario di questo premio così importante, dedicato alla memoria degli ingegneri Manuel Biagiola e Huub Pistoor», ha commentato Guazzaroni. «Nella mia tesi magistrale in Ingegneria Civile ho studiato materiali innovativi che consentono di costruire pavimentazioni più resilienti, con minori esigenze manutentive e quindi più sostenibili e sicure per gli utenti». Il giovane ingegnere prosegue oggi il suo percorso di ricerca all’interno del dottorato presso il Dipartimento DICEA – Area Strade dell’Università Politecnica delle Marche, dove sta lavorando allo sviluppo di modelli predittivi a supporto dei sistemi di gestione delle pavimentazioni. L’obiettivo è ottimizzare la programmazione degli interventi di manutenzione, migliorando l’efficienza delle risorse e innalzando ulteriormente i livelli di sicurezza. «La sicurezza stradale rimane un tema centrale del mio impegno quotidiano – aggiunge – e poter contribuire a questo ambito rappresenta per me un onore, oltre che una motivazione costante». Un premio che non è solo un riconoscimento accademico, ma un segnale forte: la memoria può trasformarsi in responsabilità condivisa, ricerca, innovazione e prevenzione.

Cultura

San Severino, parole che curano, libri che interrogano: il programma di "Come animali selvaggi tra libri e ombre”

San Severino, parole che curano, libri che interrogano: il programma di "Come animali selvaggi tra libri e ombre”

25/02/2026 13:50

Entra nel vivo “Come animali selvaggi tra libri e ombre”, il progetto di promozione della lettura della Città di San Severino Marche, vincitore del bando nazionale del Centro per il libro e la lettura Cepell “Città che legge”. L’iniziativa, che mira a rafforzare il legame tra cultura, natura e benessere, propone per i mesi di marzo e aprile un fitto calendario di incontri che spaziano dal sostegno ai più fragili alla rassegna filosofico-letteraria. Il modulo invernale “Parole Magiche”, curato dalla formatrice wellness Luana Bibini, prosegue il suo percorso dedicato al benessere emotivo attraverso la narrazione. Dopo i primi due incontri già realizzati presso l’Hospice dell’ospedale civile "Bartolomeo Eustachio" tra dicembre e febbraio, l’attività si sposta ora presso la Casa di Riposo "Lazzarelli". Il ciclo prevede quattro appuntamenti il 4, l’11, il 25 marzo e il 1 aprile, dedicati a caregiver e ospiti della struttura. Attraverso l'ascolto attento e la scrittura espressiva, il progetto punta a trasformare l'esperienza della cura in un'opportunità di connessione e condivisione, consolidando il senso di comunità. In parallelo, la biblioteca comunale "Francesco Antolisei" ospiterà “Animalia”, una rassegna curata da Lucia Tancredi e Stefania Monteverde che indaga il rapporto tra umanità e mondo animale attraverso le lenti della grande letteratura e della filosofia. Gli incontri si terranno nella sala lettura di via Battisti dalle ore 17 alle 19 secondo il seguente calendario: 5 marzo Lucia Tancredi presenta "La bestialità è una cosa di famiglia", un viaggio nelle cosmologie selvatiche di Colette, Virginia Woolf e Clarice Lispector, il 19 marzo sempre Lucia Tancredi conduce "Prove di resistenza elastica", esplorando i bestiari incantati di Madame Leprince de Beaumont, Marianne Moore e Anna Maria Ortese, il 9 aprile Stefania Monteverde propone "Quando gioco con la mia gatta, chissà se lei si sta divertendo con me?", una riflessione sulla coscienza degli animali con Michel de Montaigne, Margherita Hack e Vinciane Despret e il 23 aprile sempre Stefania Monteverde chiude il ciclo con "Gli animali ci guardano e noi siamo nudi davanti a loro", analizzando il concetto di "specie compagne" con Friedrich Nietzsche, Jacques Derrida e Donna Haraway. Il progetto, ideato e organizzato in collaborazione con la startup Redenv srl , vede il coinvolgimento di una vasta rete di partner locali, tra cui l’Associazione Sognalibro, l’Associazione Il pranzo al sacco e le istituzioni scolastiche cittadine. “I libri liberano con l’immaginazione e curano con le storie”, spiega l’assessore alla Cultura della Città di San Severino Marche, Vanna Bianconi, richiamando il mito della dea Feronia, protettrice della natura a cui la città ha dedicato il suo storico teatro, e che funge da guida ideale per questo percorso di riconnessione tra civiltà e mondo naturale. Al termine della rassegna verrà rilasciato un attestato di partecipazione.      

Marche Film Commission finanzia sette film e una serie tv: oltre 7 milioni di indotto nella Regione

Marche Film Commission finanzia sette film e una serie tv: oltre 7 milioni di indotto nella Regione

25/02/2026 11:57

Fondazione Marche Cultura - Marche Film Commission  annuncia gli esiti del bando regionale 2025 a sostegno delle produzioni audiovisive, del piano complessivo di investimenti della Regione Marche sul PR FESR 2021-2027. Tra le domande pervenute sono stati selezionati sette lungometraggi e una serie televisiva, per un totale di investimento di 2 milioni di euro, opere che producono un indotto economico diretto e indiretto nelle Marche di oltre 7 milioni di euro. “Con i risultati di questo  bando diamo continuità all’investimento di questi ultimi tre anni dove abbiamo dimostrato con successo che il cinema può diventare una vera leva di sviluppo per la Regione --- dichiara Andrea  Agostini presidente di Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission -  Investire nel settore significa investire in economia reale, secondo Cassa Depositi e Prestiti ogni euro speso in una produzione audiovisiva genera  3,54 euro di impatto sull’economia: promozione, turismo, reddito, occupazione diretta e indotta, crescita dei servizi e rafforzamento delle piccole imprese locali e lavoro per tutti: alberghi, ristoranti,  operatori commerciali,  fornitori vari e  imprese artigiane. È un circuito virtuoso che crea valore a lungo termine. Ad ulteriore conferma dell’enorme potenziale dell’audiovisivo, il recente successo della nuova serie tv Colpa dei sensi, tra i vincitori del bando, andata in onda in prima serata su Canale 5 e girata totalmente nelle Marche”. Il bando della Regione per il sostegno alle produzioni prevede che almeno il 20% delle riprese sia realizzato nelle Marche e riconosce punteggi più alti alle opere che coinvolgono professionalità e imprese marchigiane. È una misura che incentiva la nascita di un tessuto produttivo stabile, fatto di maestranze locali, service tecnici e aziende creative. “Il nostro obiettivo — continua Agostini — è consolidare questo ecosistema, creando un impatto strutturale sull’economia regionale. Il cinema deve diventare un settore produttivo a tutti gli effetti, con una filiera riconosciuta e un indotto in crescita costante”. Ecco i vincitori del bando 2025 a sostegno delle produzioni audiovisive per la sezione film e serie televisive. la fiction di successo Colpa dei sensi diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi, prodotta da Compagnia Leone Cinematografica in onda in tre prime serate su Canale 5 dal 30 gennaio al 17 febbraio. Protagonisti Gabriel Garko e Anna Safroncik con loro nel cast Tommaso Basili, Marco Cocci, Lina Sastri, Giorgia Wurth e Francesco Venditti. Girata tra i comuni di Fermo, Porto San Giorgio, Ancona, Genga, Fabriano e Fossombrone, la serie tv ha mostrato la bellezza delle Marche ad una media di oltre 2.433.000 telespettatori ogni serata. La storia racconta del ritorno di Davide ad Ancona che sconvolge la vita di Laura ed Enrico. Davide vuole far luce sulla morte della madre, per la quale il padre si è sempre dichiarato innocente. Quando Enrico viene trovato morto, Davide diventa il principale sospettato, dando il via ad un oscuro mistero. L'estate peggiore della mia vita  è il  film  diretto dal regista marchigiano Gianluca Santoni, originario di Monte Urano  (FM), già candidato con la sua opera prima Io e il secco ai David di Donatello 2025 (sezione Miglior esordio alla regia). Prodotto da Nightswim Srl, il film affronta temi come il divorzio e il rapporto genitore-figlio in chiave comica. Le riprese inizieranno tra fine primavera e inizio estate 2026 e si svolgeranno nell’area di Porto San Giorgio. E’ la storia di Pietro, undici anni, che affronta la separazione dei genitori durante una vacanza al mare negli anni '90. Insieme a Martina, una ragazza più grande e decisa, organizza piani per salvare il matrimonio dei suoi. Un’avventura alla scoperta delle fragilità degli adulti e delle prime cotte. Wrestling magia è il titolo dell’opera firmata dalla regia di Andrea Tagliaferri e prodotta da Archimede Srl (Matteo Garrone) ad oggi in preparazione che prevede sei settimane di lavorazione nelle Marche tra siti storici e aree industriali, location ideali per l'estetica pop del film.La storia narra di Jo, una ragazza solitaria che nasconde il volto deformato dietro una maschera da wrestler. Grazie a delle caramelle magiche, riesce a vedersi bella per poche ore, ma il prezzo per la sua salute è alto. Dovrà scegliere tra l'illusione e l'accettazione di sé. Anche io è il film diretto da Eleonora Puglia (Blue) prodotto da Camaleo  che vedrà tra i luoghi principali il Castello di Gradara e dimore storiche marchigiane del Piceno, tra cui  Villa Cicchi.Eva è la protagonista della storia, una giovane cantante ambiziosa intrappolata in un matrimonio freddo con Jacopo, uno sceneggiatore distratto. Attraverso manipolazioni, ricatti e ambizione, Eva scala il successo nel mondo dello spettacolo, trasformandosi radicalmente pur di ottenere il potere desiderato. Un mondo percepito di Pierpaolo Marcelli e il film prodotto da Undicidue3 che verrà girato nel territorio di Pesaro e vedrà il coinvolgimento di molti giovani esordienti locali.La pellicola vede protagonista Marco, un manager di successo di 49 anni che vive una vita monotona e rigida. L'incontro scontro con Chiara, una diciassettenne attivista per l'ambiente, stravolgerà completamente il suo mondo e le sue certezze. La regola dell'amico il nuovo film di Giampaolo Morelli prodotto da Italian International Film. Già in lavorazione nelle Marche, in particolare ad Ancona -centro storico , Passetto e  porto turistico-  Osimo, le Grotte di Frasassi e l’aeroporto di Fano, la pellicola vede nel cast Giampaolo Morelli, Francesco Arca, Ilaria Spada in una storia tra amicizia e sentimenti. Fil e Anna sono migliori amici da sempre. Quando lei gli chiede un "favore biologico" per avere un figlio senza legami sentimentali, Fil accetta, rendendosi però conto di amarla. L'arrivo di un nuovo pretendente, Ronnie, complicherà i suoi piani di conquista. Briciole d'amore è il film che porta la firma della regista Ekaterina Khudenkikh (A se stesso). Prodotto da Meet Productions, ambientato a Grottammare, racconta di un gruppo di donne capaci di trasformare la solitudine in solidarietà. Maria, segnata dalla perdita del figlio, scopre insieme ad altre donne il potere di cucinare dolci in segreto per donarli alla comunità, creando un movimento invisibile di cura e resistenza. Gli illusionisti è il nuovo film diretto dall’ attore e regista Pino Quartullo prodotto da QualityFilm SRL che sarà girato nelle Marche per ben 4 settimane. La trama ruota attorno a una storia ambientata in una città, dove la Chiesa tenta di intervenire nella politica locale candidando un sacerdote giovane e carismatico, rivelando dinamiche tra realtà e "illusioni" politiche.    

Eventi

Civitanova, dal jazz d’autore all’omaggio a Sinatra: il Civita Jazz Festival torna con tre serate

Civitanova, dal jazz d’autore all’omaggio a Sinatra: il Civita Jazz Festival torna con tre serate

25/02/2026 19:30

Si alza il sipario sulla quarta edizione del Civita Jazz Festival, rassegna che anima il teatro Annibal Caro di Civitanova Alta con tre serate di grande musica. La rassegna è promossa dall’Azienda dei Teatri con l’Assessorato alla Cultura del Comune e l’Amat, per la direzione artistica di Luca Scagnetti.  Il primo live è in programma sabato 21 marzo 2026 (ore 21.15) con il progetto acustico di Chiara Civello: il pubblico assisterà ad un’intima esplorazione dove la musica diventa meditazione tra improvvisazione e canzone. Pochi strumenti e qualche incursione di elettronica dipingono paesaggi sonori che nascono e si dissolvono, seguendo un ritmo che sfida la linearità, come frammenti di pensieri incompiuti. La voce inconfondibile di Chiara Civello, cantante, cantautrice, pianista e compositrice italiana, racconterà la vulnerabilità, un’emozione che ci avvicina alla nostra essenza più profonda. Il secondo appuntamento è per venerdì 24 aprile (ore 21.15) quando Nicky Nicolai e Stefano Di Battista Jazz Quartet presenteranno lo spettacolo "Mille Bolle Blu - Il ritmo degli anni ’60 tra canzoni di ieri e ricordi di oggi". L’incantevole e vibrante voce di Nicky Nicolai, accompagnata dall’estro e dal sax di Stefano di Battista e il suo quartetto, traccerà percorsi per rivivere le canzoni che hanno fatto la nostra storia. Una girandola di melodie per un cocktail da gustare, a tutte le età: da Mina a Gabriella Ferri, da Nancy Sinatra a Eduardo De Crescenzo e Ornella Vanoni, passando per The Archies e Nina Simone. La chiusura di questo trittico è venerdì 22 maggio (ore 21.15) con Gianluca Guidi in "Sinatra - The Man and his Music". Gianluca Guidi torna in scena con uno spettacolo-omaggio a Frank Sinatra, mito assoluto della musica leggera. Lo show ripercorre la vita, gli amori e i grandi successi di Francis Albert Sinatra, uomo controverso ma capace di incantare milioni di spettatori e attraversare quattro generazioni con la sua voce inconfondibile. A quasi 110 anni dalla nascita, Guidi lo celebra “per voce”, tra musica e prosa, aneddoti sui Kennedy, amori tormentati e un cameo “virtuale” di Johnny Dorelli, che dopo gli anni a New York incise in italiano molti brani di Sinatra. 

Pieve Torina, corso di difesa personale verso la chiusura con consegna attestati

Pieve Torina, corso di difesa personale verso la chiusura con consegna attestati

25/02/2026 16:10

Venerdì pomeriggio si conclude il corso di difesa personale organizzato dal Comune di Pieve Torina in collaborazione con il Centro Universitario Sportivo di Macerata. "Consegneremo gli attestati di partecipazione a coloro che si sono iscritti, una quindicina, a significare come sia stato recepito il messaggio che volevamo sottendere con questa iniziativa proposta lo scorso 25 novembre in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne" commenta il sindaco, Alessandro Gentilucci. "Ogni anno, in occasione del 25 novembre, il comune di Pieve Torina promuove iniziative volte alla prevenzione della violenza di genere. In questo caso" prosegue Gentilucci "abbiamo voluto lavorare sul rafforzamento dell’autonomia e della sicurezza personale delle donne residenti nel territorio con l’obiettivo di fornire loro tecniche di gestione del rischio e prevenzione delle situazioni di pericolo". Alla consegna degli attestati, che si terrà presso la palestrina del Centro Civico in via De Gasperi alle ore 19, interverrà, oltre al sindaco, anche la delegata FIJLKAM della provincia di Macerata, Laura Moretti.

Curiosità

Maresciallo dell'Esercito a 24 anni: Roberto Nasso porta lo stemma di San Severino sulla sua sciabola

Maresciallo dell'Esercito a 24 anni: Roberto Nasso porta lo stemma di San Severino sulla sua sciabola

24/02/2026 12:20

La Sala Consiliare del Palazzo Comunale di San Severino Marche ha fatto da cornice a un momento di profonda emozione per la comunità settempedana. L'amministrazione comunale ha voluto tributare un riconoscimento ufficiale a Roberto Nasso, giovane concittadino che ha recentemente raggiunto il prestigioso grado di Maresciallo dell’Esercito Italiano. Nato a San Severino il 27 giugno 2001, Roberto Nasso ha intrapreso la carriera militare nel marzo 2022, formandosi presso la Scuola Sottufficiali di Viterbo. In pochi anni, il Maresciallo ha costruito un profilo tecnico di altissimo profilo: è infatti istruttore in ambienti critici (CBRN e Counter-IED), paracadutista e pilota abilitato di droni. Il suo percorso non si ferma all'addestramento operativo, ma prosegue sul fronte accademico con il completamento della laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Dal primo ottobre scorso, Nasso opera presso il Comando Genio come Comandante di Plotone, pronto a intervenire in contesti nazionali e internazionali sotto l’egida della Nato. Durante la cerimonia, presieduta dal sindaco Rosa Piermattei alla presenza delle massime cariche cittadine e dei familiari, è emerso un dettaglio che ha commosso i presenti: il Maresciallo ha scelto di far incidere il simbolo della Città di San Severino sulla propria sciabola di rappresentanza. "Vedere un giovane settempedano appuntarsi le mostrine è un messaggio di speranza - ha dichiarato il sindaco Piermattei - Nasso è un solido servitore dello Stato cresciuto sui binari della lealtà e dell’onore". Particolarmente toccante il ricordo del Maresciallo Nasso, che ha rievocato il momento in cui il padre gli ha appuntato le mostrine sulla divisa storica. Per il giovane militare, indossare l'uniforme non è solo una professione, ma l'impegno quotidiano a operare nel rispetto dei valori democratici e costituzionali. Al termine dell'incontro, il Comune ha consegnato a Roberto una pergamena ufficiale come segno di stima e ringraziamento. Un gesto che suggella il legame tra un giovane proiettato verso scenari internazionali e una città che ne segue con orgoglio la costante ascesa professionale.

Le Marche in sella tra borghi e risate: Piero Massimo Macchini è il volto delle "Strade di Marca"

Le Marche in sella tra borghi e risate: Piero Massimo Macchini è il volto delle "Strade di Marca"

24/02/2026 09:40

Le Marche sono il luogo dove trovare la pace del cuore, ma anche il terreno perfetto per far girare le gambe. È questo il binomio al centro della nuova campagna di comunicazione di NoiMarcheBikeLife, che ha scelto un testimonial d’eccezione per promuovere il percorso cicloturistico Strade di Marca: l’attore fermano Piero Massimo Macchini. Lontano dai classici video patinati e dalle narrazioni puramente romantiche, il corto diretto dal regista Massimiliano Sbrolla punta tutto sull’ironia. Macchini, considerato la nuova "maschera" del territorio per la sua capacità di interpretare con affetto i tratti tipici del marchigiano medio, tenta nel video di declamare le bellezze della regione, venendo però continuamente interrotto dal passaggio dei ciclisti. Un gioco di "disturbo" creativo che, alla fine, convince anche il comico a salire in sella e a unirsi alla scoperta delle meraviglie locali. "Abbiamo scelto un linguaggio diverso per raccontare il nostro territorio," spiegano gli ideatori di NoiMarcheBikeLife, Loredana e Sonia Miconi e Mauro Fumagalli. "Volevamo un segno profondo e moderno, che unisse l’accoglienza autentica alla scoperta lenta, lontano dai soliti cliché." Il progetto non è solo un’operazione di marketing, ma una vera e propria alleanza territoriale che abbraccia 29 comuni spalmati su tutte le province marchigiane, con Civitanova Marche nel ruolo di comune capofila. L'itinerario delle Strade di Marca si snoda per 800 chilometri, collegando il litorale adriatico ai rilievi dell’Appennino in un paesaggio che cambia costantemente volto, offrendo al visitatore un'esperienza fatta di natura, tradizioni e comunità ospitali. Questa iniziativa interprovinciale risponde alla crescente domanda di un turismo attento alla sostenibilità e all'autenticità del viaggio su due ruote, proponendo un'offerta unitaria e strutturata per chi desidera attraversare le Marche senza fretta. Dopo il successo dell’anteprima alla BIT di Milano, dove il video è stato particolarmente apprezzato per la sua forza espressiva e la sua comicità radicata nel dialetto e nella gestualità, il progetto si prepara a un ulteriore sviluppo. La collaborazione con Piero Massimo Macchini non si limiterà infatti allo schermo: il cicloturismo e lo spirito delle Strade di Marca saranno presto al centro di un vero e proprio spettacolo teatrale portato in scena dall'attore, confermando come la promozione del territorio passi oggi attraverso forme di intrattenimento originali e vicine alla gente.

Varie

Montecosaro capitale della cultura: il Rive’r Festival trasloca a Sant’Agostino

Montecosaro capitale della cultura: il Rive’r Festival trasloca a Sant’Agostino

25/02/2026 18:30

Il grande teatro contemporaneo, il giornalismo d’inchiesta e la poesia mistica si incontrano nel cuore di Montecosaro. Tutto è pronto per l’edizione invernale di Rive’r Festival, che quest'anno sceglie la suggestiva cornice della Chiesa di Sant’Agostino come nuova location principale, per poi concludersi, nel secondo weekend, presso le sale del Palazzo Comunale. Il cartellone, curato dal direttore artistico Giorgio Felicetti, mette a segno una serie di colpi straordinari, portando nel borgo maceratese nomi di assoluta caratura europea. L’apertura, prevista per venerdì 27 febbraio alle 21:15, è un evento dal forte carico emotivo. A Sant’Agostino arriverà Pippo Delbono, uno dei registi più rivoluzionari della scena teatrale internazionale. Insieme a lui ci saranno Pepe Robledo, storico co-fondatore della compagnia, e lo stesso Felicetti per ricordare la straordinaria esperienza di "Montecosaroteatro" e la figura di Bobò. L'attore-icona, che ha vissuto 46 anni in manicomio prima di diventare uno sciamano della scena mondiale, sarà il protagonista del docufilm omonimo che verrà proiettato durante la serata. La pellicola, impreziosita dalle musiche di Enzo Avitabile, è un atto d’amore di Delbono verso l'amico scomparso: un racconto fatto di sguardi, silenzi e di quella danza libera scoperta fuori dalle mura del manicomio. Il pomeriggio di sabato 28 febbraio, a partire dalle ore 17:00 con ingresso gratuito, sarà interamente dedicato al femminile con il focus intitolato "Di Storia e di Storie". Ad aprire la sessione sarà la giornalista Simona Zecchi, firma de L'Espresso e Il Fatto Quotidiano, che presenterà l'inchiesta "Pasolini: ordine eseguito". A mezzo secolo dall'omicidio di Pier Paolo Pasolini, l'autrice dipana la matassa del crimine riportando alla luce nuove testimonianze su quella fatidica notte all'Idroscalo. A seguire, la scrittrice maceratese Lucia Tancredi dialogherà con la nota giornalista Ritanna Armeni. Al centro del confronto ci sarà il romanzo "A Roma non ci sono le montagne", che ripercorre i fatti di via Rasella e l'impegno dei Gruppi di azione patriottica attraverso la figura di Carla Capponi. Domenica 1 marzo sarà il turno di Mariangela Gualtieri, considerata da molti la più importante poeta vivente. Il suo rito sonoro "Naturale Sconosciuto", guidato dalla sapiente regia di Cesare Ronconi, ha già fatto registrare il tutto esaurito per quanto riguarda i biglietti online, lasciando attiva solo una lista d’attesa. Un ritorno molto atteso per l'artista della Valdoca, che proporrà una riflessione poetica profonda sul legame tra l'essere umano e la natura brulicante. Il festival proseguirà poi nel weekend successivo spostandosi al Palazzo Comunale. Si riparte venerdì 6 marzo con lo spettacolo "Sergio" di e con Francesca Sarteanesi, attrice candidata al Premio Ubu. Il sipario calerà definitivamente il 7 e 8 marzo con un momento dedicato alla formazione: il workshop teatrale sul "Corpo di Antigone" diretto da Giorgio Felicetti. Per quanto riguarda i costi, l'ingresso per Pippo Delbono è di 13 euro, mentre per Mariangela Gualtieri è di 18 euro. Restano a ingresso gratuito gli appuntamenti del 28 febbraio e del 6 marzo. Per informazioni sui biglietti e iscrizioni al workshop sono attivi i numeri 347.3665927 e 347.3537465. L'intero evento è sostenuto dal Banco Marchigiano come sponsor unico.

La SNAI alla BTM di Bari, Gentilucci: "Portiamo il cuore delle Marche nei luoghi iconici della promozione turistica"

La SNAI alla BTM di Bari, Gentilucci: "Portiamo il cuore delle Marche nei luoghi iconici della promozione turistica"

24/02/2026 13:00

Prosegue il programma di promozione e marketing della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) alto maceratese. Dopo la BIT di Milano sarà la BTM di Bari a ospitare uno slot dedicato all’Unione Montana Marca di Camerino, soggetto capofila della SNAI. «Portiamo il cuore delle Marche nei luoghi iconici della promozione turistica, dov’è possibile intercettare i principali operatori del settore e far conoscere il nostro territorio e le buone pratiche che stiamo portando avanti» sottolinea Alessandro Gentilucci, presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino. «Abbiamo scelto la linea dell’esperienza sensoriale, la cultura che attraversa i cinque sensi, per raccontare cosa si può vivere nel cuore della nostra regione: arte, biodiversità, natura, benessere e poi prodotti tipici e genuini, la bellezza dei paesaggi e del lavoro dell’uomo, un insieme di emozioni e suggestioni che toccano in profondità e che rivelano l’essenza di questa terra che sta risorgendo». Insieme a Gentilucci saranno presenti Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri, che presenterà la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) Monti Azzurri, primo esempio in Italia di condivisione dell’energia basato su sostenibilità, inclusione e sviluppo locale, e i sindaci di Montecavallo, Castel Sant’Angelo sul Nera, Ussita e San Ginesio, nell’ordine Pietro Cecoli, Alfredo Riccioni, Silvia Bernardini e Giuliano Ciabocco, oltre ad altri rappresentanti e consiglieri comunali. «Come sempre» conclude Gentilucci, «proporremo al pubblico degustazioni di eccellenze gastronomiche per dare concreta testimonianza dell’esperienzialità che attende chi sceglierà di venire a visitare le nostre terre». L’appuntamento è per giovedì pomeriggio, 26 febbraio, alla Business Tourism Management 2026 di Bari. Ricordiamo che l’organizzazione di questo evento è resa possibile grazie ai fondi resi disponibili dal POC Marche 2014-2020 e dalla Regione Marche.

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