Incidente questa mattina, intorno alle 9:30, in via Spalato a Macerata, dove un’auto e una moto si sono scontrate frontalmente, mentre procedevano in direzioni opposte. Le cause dell’impatto sono ancora in fase di accertamento.
Ad avere la peggio è stato il motociclista, un giovane di 25 anni, che è finito a terra dopo l’urto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e disposto il trasporto all’ospedale di Macerata per accertamenti. Secondo le prime informazioni, le sue condizioni non sarebbero gravi.
Illesa, seppur scossa, la conducente dell’auto coinvolta.
L’incidente ha causato qualche rallentamento al traffico. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale, incaricati di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Incidente questa mattina, intorno alle 9:30, in via Spalato a Macerata, dove un’auto e una moto si sono scontrate frontalmente, mentre procedevano in direzioni opposte. Le cause dell’impatto sono ancora in fase di accertamento.
Ad avere la peggio è stato il motociclista, un giovane di 25 anni, che è finito a terra dopo l’urto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e disposto il trasporto all’ospedale di Macerata per accertamenti. Secondo le prime informazioni, le sue condizioni non sarebbero gravi.
Illesa, seppur scossa, la conducente dell’auto coinvolta.
L’incidente ha causato qualche rallentamento al traffico. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale, incaricati di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Nel corso delle ultime ore, l’azione coordinata delle Compagnie carabinieri di Camerino, Macerata e delle Stazioni locali ha portato al deferimento in stato di libertà di cinque persone. L’attività di controllo sulle principali arterie stradali della provincia ha portato a numerosi interventi per guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti, con quattro patenti ritirate.
A Matelica i militari dell’Aliquota Radiomobile di Camerino hanno denunciato un 21enne di Fabriano, neopatentato, trovato alla guida con un tasso alcolemico pari a 1,40 g/l e 1,52 g/l nelle due prove effettuate. Per lui è scattato il ritiro immediato della patente.
A Camerino un 49enne originario di Scafati (Salerno) è stato denunciato a seguito di un incidente stradale. Trasportato in ospedale per accertamenti, è risultato positivo sia all’alcol (0,82 g/l) sia alla cocaina.
A Colmurano i Carabinieri del Norm della Compagnia di Tolentino hanno fermato un 48enne di Petriolo alla guida di una Volkswagen Golf, risultato positivo all’etilometro con un valore di 0,90 g/l.
A San Ginesio, sempre i militari del Norm di Tolentino, hanno denunciato un 27enne nigeriano residente ad Amandola, coinvolto in un sinistro senza feriti e risultato positivo con un tasso alcolemico di 1,40 g/l.
A Macerata, infine, la Sezione Radiomobile ha denunciato un 21enne di Montecosaro fermato alla guida di una Bmw con un tasso alcolemico pari a 1,30 g/l. Il veicolo è stato affidato a terzi e la patente ritirata.
Non solo sicurezza stradale, ma anche controlli sugli eventi sportivi. A Treia, durante l’incontro di calcio categoria “Allievi Cadetti” tra Treiese e Camerino/Castelraimondo, i Carabinieri hanno individuato tra il pubblico un 48enne calabrese residente a Macerata.
L’uomo è risultato destinatario di un provvedimento di Daspo della durata di un anno, emesso nel settembre 2025. Per la violazione delle prescrizioni è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria e segnalato alla Questura competente.
Un incidente si è verificato oggi pomeriggio, intorno alle 15:30, lungo la superstrada a Morrovalle, dove una ragazza di 35 anni è rimasta ferita ed è stata poi trasportata in pronto soccorso. La donna si trovava alla guida della sua Lancia Y nera e stava percorrendo la strada in direzione monti quando, dopo aver effettuato un testacoda, ha perso il controllo del veicolo andando a sbattere. Secondo le prime informazioni disponibili, nell’episodio non risultano coinvolte altre vetture.
Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco, che hanno prestato i primi soccorsi. La 35enne è stata assistita direttamente sul posto dal personale dell’emergenza e successivamente trasferita al pronto soccorso di Macerata. Le sue condizioni, fortunatamente, non sono gravi.
I vigili del fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza del veicolo, mentre restano ancora da chiarire le cause che hanno portato all’incidente. Per gli accertamenti del caso è stata allertata la polizia stradale.
A Villa Potenza, in via dell’Acquedotto, si è verificato un incidente stradale che ha coinvolto una donna, sulla settantina, finita in ospedale dopo aver perso il controllo della propria auto. Secondo quanto ricostruito, il veicolo è prima andato a impattare contro una staccionata e successivamente contro un muretto.
Sul posto è intervenuta la polizia locale per i primi rilievi nell’area interessata dall’accaduto. Presenti anche i vigili del fuoco e un’ambulanza del 118, che hanno prestato i primi soccorsi alla conducente.
La donna è stata successivamente trasportata all’ospedale di Macerata, ma le sue condizioni non risultano gravi. Restano in corso ulteriori accertamenti per chiarire le cause che hanno portato alla perdita di controllo del veicolo e alla conseguente sbandata.
Una solenne e intensa celebrazione ha segnato la giornata del 25 aprile a San Severino Marche, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso parte alle commemorazioni per l’81esimo anniversario della Festa della Liberazione.
Ad accogliere il Capo dello Stato, al suo arrivo, le più alte autorità civili e militari: il ministro della Difesa Guido Crosetto, il capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, il sindaco Rosa Piermattei, il prefetto Giovanni Signer, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci. Presenti anche il picchetto d’onore della Legione Carabinieri Marche, le autorità militari e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. Ad accompagnare l’arrivo del Presidente, il lungo e sentito applauso di centinaia di cittadini e studenti, che hanno sventolato il tricolore, testimoniando un profondo senso di appartenenza ai valori della Repubblica.
La prima tappa si è svolta al Monumento ai Caduti della Resistenza, dove il Presidente ha deposto una corona d’alloro, rendendo omaggio al sacrificio di quanti hanno lottato per la libertà. Il monumento, realizzato nel 1965 dall’artista Arnaldo Bellabarba, rappresenta uno dei luoghi più significativi della memoria cittadina, anche grazie al recente restauro reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni e comunità.
Successivamente, il Capo dello Stato si è trasferito in piazza Del Popolo, accolto da un nuovo, caloroso applauso. Dopo l’esecuzione dell’inno nazionale, ha ricevuto gli onori militari e passato in rassegna il picchetto interforze, prima di raggiungere il Teatro Feronia per la cerimonia istituzionale.
Ad aprire gli interventi è stato il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci, che ha dato il benvenuto al Presidente Mattarella e ricordato alcune testimonianze partigiane. A seguire, il sindaco Rosa Piermattei ha richiamato il valore storico e civile del territorio: «Il nostro territorio, uno dei più vasti delle Marche, non è stato solo un teatro di guerra ma un laboratorio di solidarietà internazionale. Il Battaglione Mario rappresentò un qualcosa di unico per l’Italia intera: un’unità multietnica dove italiani, prigionieri alleati fuggiti dai campi di concentramento ed ex prigionieri di diverse nazionalità combatterono fianco a fianco. C’erano giovani, donne e sacerdoti».
Nel suo intervento, il sindaco ha voluto ricordare figure emblematiche della Resistenza locale: «Bruno Taborro, vicecomandante del Battaglione Mario, fu tra i protagonisti di quella lotta contro l’oppressione nazifascista che ebbe nelle nostre montagne, e in particolare sul Monte San Vicino, uno dei suoi teatri. E Carlo Abbamagal, partigiano etiope, fu simbolo di una lotta che non conosceva confini di razza o nazione, ma solo il confine universale tra la giustizia e la tirannia».
Un passaggio che ha trovato il suo culmine in un messaggio dal forte valore universale: «Questi uomini ci hanno insegnato che la libertà è un bene universale e che la solidarietà è l’arma più potente contro ogni forma di odio. E questo, ogni 25 Aprile e ogni giorno, dobbiamo ricordarlo e fare in modo di tramandarlo».
Parole di riconoscenza sono state espresse dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha rivolto un saluto al Capo dello Stato: «I marchigiani tutti, le assicuro signor Presidente, le sono profondamente grati per la sua attenzione alle Marche e per la sua presenza qui oggi, in una occasione così solenne, com’è l’ottantunesimo Anniversario della Liberazione».
Il presidente regionale ha poi sottolineato il valore contemporaneo della ricorrenza: «Penso che la giornata odierna non debba limitarsi a un doveroso esercizio della memoria, ma debba essere uno strumento vivo e concreto di testimonianza, l’occasione per rinnovare un impegno e una responsabilità condivisi».
Richiamando il contesto internazionale, ha aggiunto: «Non dobbiamo dimenticare mai che l’amore e la passione per la democrazia e la libertà rappresentano l’unico vero antidoto ad ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. E che una democrazia può prosperare e trovare vigore solo se si fonda sul confronto e sul rispetto dell’altro, non sull’odio o sulla delegittimazione dell’avversario politico».
E ancora: «Le celebrazioni di oggi ci richiamano a una riflessione sulla difficile epoca che stiamo attraversando, in cui riemergono spettri del passato, in cui la forza del diritto internazionale è messa in discussione, e le democrazie fanno i conti con minacce sempre più insidiose- Dal Dopoguerra ad oggi i valori della Costituzione hanno garantito pace e solidarietà, libertà e democrazia, crescita e uguaglianza: sono valori che appartengono al DNA del popolo italiano e che dobbiamo tutelare ogni giorno».
Nel corso della cerimonia, l’attore Neri Marcorè ha dato voce alla memoria leggendo una poesia dedicata alla Resistenza, contribuendo a rendere ancora più intensa la partecipazione emotiva.
Nel suo intervento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il significato fondante della giornata: «In questo luogo si trovano le radici della Repubblica, nata per esprimere la speranza e l’avvio di un futuro migliore - poi citando Vittorio De Sica in "Miracolo a Milano" - Una nuova Italia, verso un Paese in cui “buongiorno” vuol dire davvero buongiorno». Un passaggio che ha sottolineato il valore storico del percorso compiuto: «Ottantuno anni di pace, sviluppo e progresso sono raccolti nella nostra Costituzione».
Richiamando anche il valore simbolico della città e del suo teatro, ha aggiunto: «Feronia, dea della libertà, oggi ci richiama a celebrare la festa di tutti gli italiani amanti della libertà. Da San Severino vogliamo ribadire la nostra determinazione nella difesa delle libertà, della giustizia e della pace».
Il Capo dello Stato ha quindi ricordato il ruolo del territorio nella storia della Resistenza: «Questa provincia fu oggetto di prevaricazioni e stragi, e San Severino fu teatro dei primi scontri a fuoco. Qui si trovano esempi di sacrificio e virtù civica che hanno contribuito a costruire la Repubblica».
Infine, uno sguardo al futuro: «L’Italia guarda con fiducia alle sfide del futuro insieme agli altri popoli europei. La Repubblica è riconoscente alla gente delle Marche per il contributo che ha fornito alla sua formazione e al suo sviluppo».
La cerimonia si è conclusa con parole che hanno unito idealmente l’intera comunità nazionale: «Viva la Liberazione, viva la Repubblica».
Una giornata di altissimo valore istituzionale e civile, che ha rinnovato, nel segno della memoria, l’impegno condiviso verso i principi fondanti della democrazia italiana.
Tutto esaurito al Multiplex di Piediripa per l’anteprima maceratese dell’art film “La paura dei numeri” di Mauro John Capece, prodotto dall’Associazione Culturale Picus e già premiato in diversi festival internazionali, tra cui l’American Golden Film Festival e l’Amsterdam Film Festival.
L’evento, condotto dal giornalista e attore David Romano – presente anche nel cast del film – ha accompagnato il pubblico dentro un incontro che è andato ben oltre la semplice proiezione, trasformandosi in un momento di confronto su cinema, territorio e soprattutto sul tema centrale dell’opera: lo spettro autistico. Il cortometraggio affronta infatti la condizione dello spettro autistico attraverso la storia di Anna e Maria, due bambine legate da un incontro che supera il tempo e le apparenze. Un racconto che sceglie una chiave simbolica e delicata, evitando ogni approccio didascalico per restituire invece una dimensione emotiva e relazionale della neurodivergenza, intesa come parte della complessità umana e non come limite.
Il progetto nasce dal racconto “Il fantasma della fontana”, pubblicato nell’antologia “Marche d’Autore – I Misteri”, e porta in modo decisivo la firma narrativa di Elisabetta Garbati, che ha raccontato così l’origine della storia: «Tutto nasce da un incontro e da una storia che mi appartiene, un ricordo d’infanzia a Sefro, una fontana, figure misteriose e una leggenda che nel tempo ho sentito il bisogno di raccontare e fissare sulla carta». Un’immagine che restituisce bene la genesi profondamente personale del racconto, nato da un legame con la memoria e con il territorio dell’Alto Maceratese.
Proprio da quella narrazione si è sviluppato il lavoro di adattamento firmato da David Miliozzi, Jonatan Arpetti e Valerio Tatarella, che hanno trasformato il racconto in sceneggiatura, mantenendo intatto il nucleo emotivo originale e costruendo un’opera corale che ha poi trovato la sua forma cinematografica grazie alla regia di Mauro John Capece.
Nel corso dell’incontro, la dottoressa Garbati ha sottolineato anche la dimensione umana e professionale che ha influenzato il suo contributo al progetto, legata alla sua esperienza medica e al contatto quotidiano con le fragilità delle famiglie. «Dover comunicare una diagnosi è la parte più difficile del mio lavoro», ha spiegato, evidenziando come il film nasca anche da una sensibilità maturata nel rapporto diretto con le persone e con le loro storie.
Il vicesindaco di Treia Davide Buschittari ha invece posto l’attenzione sul valore delle location utilizzate, come Villa Luzi, sottolineando il ruolo delle Marche come set cinematografico sempre più attrattivo grazie anche al lavoro delle film commission e alla valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico del territorio.
Il regista Mauro John Capece ha raccontato la genesi del film come un percorso corale e fortemente radicato nel lavoro di squadra, spiegando come l’obiettivo non fosse quello di “consolare” lo spettatore, ma di lasciare un segno: un’opera capace di restare, di interrogare e di stimolare una riflessione sulla diversità e sul modo in cui viene percepita.
Dopo la proiezione, il confronto si è arricchito con gli interventi del cast e dei protagonisti tecnici e artistici del progetto. Corinna Coroneo ha evidenziato la sensibilità con cui il film affronta la disabilità, sottolineando il cambiamento storico e culturale nel modo di percepire queste condizioni. Francesco Pugnaloni, al suo debutto cinematografico, ha raccontato l’impatto del set e la differenza tra teatro e cinema, definendo l’esperienza formativa e intensa.
Maurizio Boldrini ha parlato di un lavoro “poetico e malinconico”, mentre Andrea Pierdicca ha descritto la costruzione del suo personaggio e la complessità emotiva delle scene più forti. David Miliozzi, che ha affiancato la scrittura della sceneggiatura, ha invece posto l’accento sul lavoro di sottrazione necessario nella scrittura cinematografica e sul tema centrale del film, sintetizzato nella frase chiave: «noi non siamo diversi, sono gli altri che sono tutti uguali», a indicare una riflessione profonda sull’unicità di ciascun individuo.
Un contributo importante è arrivato anche da Jonatan Arpetti e Valerio Tatarella, che hanno raccontato il percorso produttivo dell’opera e la costruzione del progetto fin dalle sue origini, evidenziando il lavoro collettivo che ha permesso di dare forma al film.
A chiudere l’incontro è stata la testimonianza di Fabrizio Principi e Vito Catano, dell’associazione I Blu Infinito – Onfalos, che hanno riportato il tema del film nella dimensione concreta delle famiglie e della quotidianità legata all’autismo. Un intervento intenso, che ha sottolineato come la diagnosi non sia un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso complesso, che richiede rete, sostegno e condivisione.
Il sold out di Piediripa ha così confermato non solo il successo dell’opera, ma anche la forza di un progetto nato dal territorio e capace di trasformare una storia locale in una riflessione universale sulla fragilità, sulla diversità e sul modo in cui si costruiscono le relazioni umane.
Una retribuzione immediata in cambio di semplici "clic" di gradimento su una nota piattaforma musicale. Sembrava l'occasione perfetta per arrotondare lo stipendio, ma si è rivelata una truffa sofisticata che è costata oltre 7.500 euro a un 40enne di Fabriano. Grazie alle indagini condotte dagli agenti del Commissariato cittadino, la Polizia di Stato è riuscita a risalire ai responsabili, denunciando cinque persone residenti in diverse regioni d'Italia.
Tutto è iniziato lo scorso marzo, quando l'uomo si è imbattuto in un annuncio web che prometteva pagamenti per mettere "mi piace" a contenuti social. Inizialmente scettico, il 40enne ha deciso di provare, entrando in un gruppo di messaggistica dedicato. Per rendere credibile il raggiro, i truffatori hanno inizialmente accreditato sul suo conto circa 450 euro tramite diversi bonifici internazionali.
Questa somma, realmente incassata, ha vinto le resistenze dell'uomo, convincendolo della serietà dell'iniziativa e spingendolo a fare il passo successivo: l'investimento nel trading online.
Allettato dalla promessa di profitti altissimi in tempi brevi, il fabrianese ha iniziato a versare piccole somme, arrivando a bonificare circa 3.200 euro. Gli organizzatori gli hanno fornito l'accesso a un sito web contraffatto dove, attraverso una password personale, poteva monitorare la crescita (fittizia) del suo capitale, che in pochi giorni sembrava aver raggiunto il valore di 6.000 euro.
Il castello di carte è crollato quando l'uomo ha chiesto di incassare i guadagni. A quel punto sono scattate le richieste di denaro per "sbloccare" i fondi: prima 2.500 euro per un presunto congelamento del conto, poi altri 2.000 euro con il pretesto di dover pagare le tasse anticipate sui profitti. Una volta ottenuti i pagamenti, i malviventi sono spariti nel nulla.
Dopo la denuncia presentata al Commissariato di Fabriano, i poliziotti hanno avviato una complessa attività d'indagine informatica e bancaria. Gli accertamenti hanno permesso di identificare e deferire all'Autorità Giudiziaria cinque soggetti (tre uomini e due donne), alcuni dei quali già noti alle forze dell'ordine per reati informatici e contro il patrimonio.
Si è svolta nella mattinata odierna, all’interno del porto di Civitanova Marche, la periodica esercitazione antincendio coordinata dalla Guardia Costiera di Civitanova Marche, con la collaborazione del distaccamento dei Vigili del Fuoco e della Croce Verde.
L’attività addestrativa ha avuto come obiettivo principale la simulazione di un incendio sviluppatosi a bordo di un motopeschereccio ormeggiato alla radice del molo Gasparroni. L’esercitazione è stata finalizzata a testare la prontezza operativa dei soggetti coinvolti e a migliorare il coordinamento e le capacità organizzative della Sala operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Civitanova Marche.
L’operazione ha consentito di verificare l’efficacia delle procedure di intervento e la rapidità di risposta delle squadre impegnate, confermando l’ottimo livello di preparazione della Guardia Costiera, dei Vigili del Fuoco e della Croce Verde, quotidianamente attivi nelle attività di soccorso, prevenzione e assistenza sul territorio nazionale.
La Guardia Costiera di Civitanova Marche ha inoltre rinnovato l’invito a cittadini e diportisti a segnalare tempestivamente eventuali situazioni di pericolo in mare, contattando il numero blu 1530 oppure il Numero Unico di Emergenza 112, entrambi gratuiti e attivi 24 ore su 24 su tutto il territorio nazionale.
Favorire lo sviluppo economico locale, valorizzare il patrimonio artistico e creare un asse strategico tra il mare e le colline marchigiane. Con questi obiettivi la Giunta Comunale di Corridonia ha approvato la sottoscrizione di un "Patto di Amicizia" con il Comune di Porto San Giorgio.
Il Patto nasce dalla volontà comune di instaurare un rapporto di collaborazione stabile, non oneroso, fondato sui principi di cooperazione istituzionale e reciproco sostegno. L’accordo prevede lo scambio di buone pratiche, supporto organizzativo e una promozione congiunta in occasione di eventi turistico-culturali realizzati nei rispettivi territori.
La sinergia si basa sulla complementarietà delle due realtà: Porto San Giorgio è riconosciuto come un polo di attrazione turistica costiera con una consolidata vocazione balneare; Corridonia rappresenta una realtà significativa dell’entroterra, caratterizzata da un rilevante patrimonio storico, artistico ed enogastronomico.
Attraverso questa cooperazione istituzionale, i due Comuni puntano a creare percorsi tematici condivisi che rafforzino l’identità territoriale, mettere in rete risorse, competenze e attrattori culturali, promuovere congiuntamente manifestazioni e iniziative per una valorizzazione integrata del territorio.
“Oggi – sottolinea l’assessore alla cultura di Corridonia Massimo Cesca - iniziative di promozione culturale e ancora di più turistica devono essere pensate ed attuate in maniera sinergica tra più enti. Ragionare in maniera autoreferenziaria sarebbe un fallimento anche per i centri più grandi. Vogliamo quindi sviluppare una sempre maggiore collaborazione partendo dai comuni della costa per valorizzare le rispettive peculiarità. Nei prossimi giorni incontreremo gli amministratori di Porto San Giorgio per iniziare a programmare ed ideare insieme progetti operativi”.
A Camerino è attivo un nuovo sportello del progetto Rainbow Hub, un servizio gratuito e riservato dedicato a chi vive o assiste situazioni di discriminazione. Il presidio, ospitato negli spazi dell’Università di Camerino, nasce con l’obiettivo di rafforzare la presenza del progetto nelle aree interne e offrire un punto di riferimento concreto e accessibile per il territorio.
Lo sportello si trova presso l’Edificio Ex Carmelitane, in via Viviano Venanzi 16, ed è aperto il lunedì dalle 15:00 alle 17:00 e il giovedì dalle 9:00 alle 12:00. È possibile accedere su appuntamento, ma resta attiva anche una linea telefonica antidiscriminazioni disponibile 24 ore su 24 al numero 3666714881.
Il servizio si inserisce all’interno del progetto Rainbow Hub, promosso da un partenariato composto dal Comune di Fano, Cooss Marche, Cooperativa Labirinto e dalle associazioni Arcigay Comunitas Ancona e Agorà Pesaro. Già presente in altre aree della regione, il progetto rappresenta un punto di riferimento per l’ascolto, il supporto psicologico e l’orientamento legale, rivolgendosi in particolare alle soggettività LGBTQIAP+ e a chiunque affronti situazioni di esclusione, violenza o difficoltà legate all’identità personale.
L’attivazione dello sportello a Camerino assume un valore strategico. Città universitaria e luogo di incontro tra persone provenienti da contesti diversi, Camerino è un ambiente in cui la presenza di uno spazio di ascolto accessibile può fare la differenza, soprattutto per chi si trova ad affrontare momenti di fragilità o isolamento.
Rainbow Hub non è solo un centro di supporto, ma anche un osservatorio attivo sul territorio. Il progetto si propone infatti di individuare e contrastare ogni forma di discriminazione, promuovendo al tempo stesso formazione e buone pratiche per prevenire violenza e odio. L’obiettivo è creare un ambiente accogliente e sicuro, in cui le persone possano sentirsi libere di esprimersi e chiedere aiuto.
Negli ultimi anni è emersa con sempre maggiore evidenza la necessità di servizi capaci di intercettare bisogni spesso sommersi. In questo contesto, la presenza dello sportello all’interno dell’Università rappresenta una risposta concreta, offrendo uno spazio in cui trasformare il bisogno in richiesta di aiuto.
«Quando si parla di discriminazione, il problema più grande è che spesso le persone non sanno a chi rivolgersi o pensano che non valga la pena chiedere aiuto – spiegano dal team di progetto –. Con questo sportello vogliamo lanciare un messaggio chiaro: qui è possibile farlo. Anche solo per parlare, anche solo per orientarsi. Non serve avere già tutte le risposte, basta fare il primo passo».
Il progetto è realizzato con il contributo dell’Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, a conferma dell’impegno istituzionale nella promozione dei diritti e dell’inclusione.
Si scalda il clima elettorale a Montecassiano in vista delle amministrative del 24 e 25 maggio. Con l’annuncio ufficiale della nascita di "Progetto Civico", si delinea una delle sfidanti principali per il governo del borgo: a guidarla sarà Mario Capparucci, figura storica della politica locale che ha sciolto le riserve per tornare a correre per la carica di sindaco.
Per Capparucci si tratta di un vero e proprio "richiamo in servizio". Dopo aver concluso il suo secondo mandato da primo cittadino nel 2014 e aver raggiunto il pensionamento nel 2020, l’ex amministratore era convinto che il suo tempo istituzionale fosse concluso, dedicandosi ad enti del terzo settore.Tuttavia, le dimissioni del sindaco Catena (ora consigliere regionale) hanno rimescolato le carte.
"Sono stato interpellato insistentemente da un gruppo di amici che facevano appello al mio senso di responsabilità e all’amore che da sempre nutro per Montecassiano", spiega Capparucci, citando l'insegnamento di Paolo VI sulla politica come "forma più alta di carità".
La lista non è solo un’operazione nostalgia, ma punta tutto sul cambio generazionale. La squadra è composta da professionisti, esponenti della società civile e del volontariato che, in molti casi, si affacciano per la prima volta all'impegno amministrativo. L'obiettivo dichiarato è unire la bussola dell'esperienza di Capparucci con il "vento del rinnovamento" dei profili più giovani.
I candidati consiglieri che sosterranno la corsa di Capparucci sono: Caterina Antognozzi, Marco Carbonari, Lucia Cingolani, Simone Cingolani, Valentina Fermani, Ludovico Giaconi, Aldo Massei, Francesco Merelli, Luisa Moretti, Manuel Picchio, Franco Polenta e Tommaso Tombesi.
Il nome scelto, "Progetto Civico", intende esaltare i valori della collaborazione e della condivisione. La lista si presenta come un gruppo solido che vuole mettere al centro la partecipazione e la responsabilità, puntando su persone che "non hanno bisogno di interpretare i problemi perché già li vivono e li riconoscono come propri"."Torno in campo non per rievocare il passato – conclude Capparucci – ma per ripartire insieme da dove siamo e meritiamo di divenire"
La situazione del cimitero comunale finisce al centro dello scontro politico a Porto Recanati. Tutti i gruppi di opposizione - Centrodestra Unito, Porto Recanati 21-26 e Porto Recanati in Movimento - hanno presentato una mozione congiunta per impegnare l'amministrazione Michelini a intervenire con urgenza su una struttura definita "sempre più precaria e priva di spazi".
Secondo i consiglieri di minoranza, il civico cimitero è ormai oggetto di critiche costanti da parte dei cittadini, sia per la "risibile disponibilità di loculi ridotta a poche unità", sia per la "mancata manutenzione soprattutto di alcuni lati perimetrali del vecchio cimitero".
Le opposizioni accusano la giunta di aver ignorato il problema durante l'approvazione del bilancio di previsione 2026 lo scorso 26 febbraio, non inserendo alcun intervento specifico e non rispondendo alle sollecitazioni in aula.
Per sbloccare lo stallo, i cinque consiglieri propongono di attingere alla quota libera dell'avanzo di amministrazione (stimata intorno agli 80mila euro) che si renderà disponibile con l'imminente approvazione del rendiconto 2025.
"Vogliamo impegnare il Sindaco e la Giunta Comunale a destinare una quota congrua alla realizzazione di lavori di investimento urgenti presso il Civico Cimitero – affermano in modo unitario i consiglieri di minoranza – e a predisporre prima possibile, tramite gli uffici tecnici competenti, un piano di interventi prioritari come messa in sicurezza, ripristino loculi e manutenzione straordinaria delle coperture, corredato dai relativi quadri economici".
La mozione non si limita alla richiesta di fondi, ma chiede un piano d'azione concreto e immediato: "Chiediamo di provvedere al riutilizzo dei loculi liberi o liberabili come già censiti dalla precedente amministrazione. Chiediamo inoltre di riferire in Consiglio Comunale, e quindi a tutti i cittadini rappresentati, il cronoprogramma dei lavori e l'ammontare delle risorse stanziate".
Il Comune di Treia ha consegnato nei giorni scorsi un sollevatore e due valigette di primo soccorso destinati agli ospiti della casa di riposo cittadina, con l’obiettivo di rafforzare l’attenzione verso le persone anziane e, in particolare, quelle in condizioni di maggiore fragilità.
La donazione è stata resa possibile grazie alla serata teatrale organizzata nel periodo tra Natale e Capodanno insieme ai Vociferando. L’intero incasso dell’evento è stato infatti destinato all’acquisto del materiale, trasformando un momento di intrattenimento in un’iniziativa di solidarietà concreta a favore della struttura.
Alla consegna erano presenti il sindaco Franco Capponi e l’assessora Sabrina Virgili.
«Quella sera a teatro è stata un’occasione per stare insieme, ma dal palco è nato qualcosa che oggi ha preso forma – ha commentato l’assessora Virgili – Sono particolarmente contenta di donare alla casa di riposo, a nome della comunità treiese, strumenti utili che entrano nella quotidianità di chi vi risiede. Era questo il nostro intento: trasformare un evento in un gesto concreto, capace di fare la differenza ogni giorno».
L’iniziativa si inserisce nel percorso di attenzione e sostegno verso la casa di riposo cittadina, confermando il valore della collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio.
“La salute della storia” è un’espressione impropria che comunque può avere un senso. Abbiamo festeggiato il 25 aprile, il giorno della liberazione, abbiamo celebrato la terapia che ha guarito l’Italia dall’infezione nazi-fascista per ripristinare libertà e democrazia, la buona salute di una Nazione che potrà poi avvalersi di un prontuario ben studiato per impedire ricadute: la Costituzione.
Se vogliamo continuare su questa falsariga metaforica tra salute fisica e benessere socio-politico, dobbiamo dire che da allora la salute della nostra storia nazionale è stata abbastanza buona, non senza però periodi di difficoltà e fragilità, che qualche volta hanno fatto temere malattie devastanti: le stagioni delle stragi e degli attentati, i tentativi di colpi di stato, le azioni delle Brigate Rosse, l’assassinio di Aldo Moro, le azioni di altre formazioni più o meno segrete o criminali che hanno attentato allo stato democratico.
Per fortuna le terapie istituzionali e costituzionali hanno funzionato e si sono evitati danni peggiori e permanenti.
Oggi la salute della storia ha infranto i confini nazionali, siamo alla valutazione di una salute globale, purtroppo non rassicurante, non siamo al pericolo mortale, ma di sicuro con tanti rischi che compromettono la salute di tantissimi e la serenità di tutti.
Sono tante le guerre: “la guerra mondiale a pezzi” - come diceva Papa Francesco - alcune vicinissime a noi come quella in Ucraina, alcune crudeli e senza limiti come in Palestina, Iran e Libano, alcune ignorate dalla comunicazione come nello Yemen, in Sudan… Capi di Stato di nazioni importanti e trainanti che hanno sposato la legge del più forte, ignorando il diritto internazionale e i valori umanitari che erano assurti a virtuose regole globali condivise dopo le esperienze peggiori del passato.
Niente, la natura umana vuole confermare che nel suo DNA c’è il gene della contesa e della guerra, si fa fatica a neutralizzarlo; per dei periodi, magari, ci si riesce per una forma di immunizzazione di massa come per i virus, ma poi risorge.
La salute della storia immancabilmente precipita, i terapeuti si sforzano di suggerire la medicina giusta, vedi Papa Francesco, Papa Leone e non solo, ma si scontrano con i negazionisti che preferiscono salvaguardare l’economia speculativa, l’immenso business delle armi, il narcisismo patologico di alcuni potenti di turno, che sempre attraggono consenso ed ammirazione.
Immaginiamo per un momento che tutte le risorse dedicate nel mondo alle armi siano utilizzate per rendere migliore la vita delle donne e degli uomini, cadrebbero anche tutte le negatività sociali che vengono chiamate a giustificare le guerre: carestie, migrazioni, disuguaglianze, ignoranza e fanatismi ideologici e religiosi; ci sarebbe più cultura e più SALUTE. Sono pensieri utopistici, ma sognare non costa niente, anzi fa proprio bene alla SALUTE.
L’Aurora Treia scrive la pagina più bella della sua storia: grazie al successo per 2-0 sul Monturano nell’ultima giornata, i biancorossi conquistano la promozione in Eccellenza al termine di una stagione semplicemente perfetta. Un traguardo storico per il club treiese, che approda per la prima volta nel massimo campionato regionale proprio nell’anno del 60° anniversario dalla fondazione. Un’annata da incorniciare, impreziosita non solo dalla vittoria del campionato, ma anche dal successo in Coppa arrivato poche settimane fa.
I numeri raccontano meglio di qualsiasi parola la grandezza dell’impresa: 70 punti, frutto di 20 vittorie e 10 pareggi in 30 partite, senza mai conoscere la sconfitta. Un dominio costruito giornata dopo giornata, resistendo anche al serrato duello con l’Azzurra Colli, che ha chiuso a un solo punto di distanza e ora si giocherà lo spareggio promozione contro il Fano. Al secondo anno dal suo ingresso nel calcio, il gruppo Lube centra già un risultato straordinario: due trofei e una promozione. E non è finita, perché sabato prossimo l’Aurora Treia avrà anche l’occasione di completare uno storico triplete nella finale per il titolo regionale contro il Lunano. Una squadra costruita per vincere, con investimenti importanti ma anche con la capacità di reggere la pressione e trasformarla in energia positiva. Dopo il triplice fischio contro il Monturano, è esplosa la festa: una gioia condivisa da società, squadra e tifosi.
L’amministratore delegato della Lube, Fabio Giulianelli, sottolinea il valore dell’impresa: «Un gruppo che non ha mai mollato e non ha perso neanche una partita. Abbiamo fatto un campionato straordinario per intensità ed emozioni. Era un obiettivo programmato, ma tra programmare e vincere c’è di mezzo tutto. Essere riusciti è un’impresa che ci riempie d’orgoglio: chi sta con Lube deve pensare a vincere».
Grande emozione nelle parole del presidente Stefano Cegna: «È un successo voluto e cercato. Nel sessantesimo anno di storia non poteva esserci regalo più bello. Lo dedico a tutte le persone che negli anni hanno dato l’anima per questa società e oggi non ci sono più».
Il direttore tecnico Federico Giunti evidenzia il percorso: «Quando parti da favorita non è mai facile. I ragazzi hanno fatto qualcosa di incredibile, in campionato e in Coppa. Complimenti anche all’Azzurra Colli, che ci ha tenuto testa fino alla fine». Sulla stessa linea il ds Andrea Ballini: «Questo gruppo è stato fantastico, coeso e sereno fin dal primo giorno. È stato bravissimo a gestire la pressione».
Il tecnico Simone Ricci racconta la chiave del successo: «Un gruppo quasi totalmente nuovo che ha pensato solo a lavorare. Siamo rimasti umili, lucidi e concentrati, sapendo che il campionato si sarebbe deciso all’ultima giornata».
Leader tecnico e capocannoniere del girone con 20 gol, Davide Borrelli celebra una stagione irripetibile: «È una gioia immensa. Dopo la Coppa, tanti gol e una cavalcata senza sconfitte, più di così non si può chiedere. Questo gruppo ha dimostrato il suo valore fin dal primo giorno».
Decisivo anche Federico Melchiorri, autore del gol che ha sbloccato la gara decisiva. Il "cigno di Treia", tornato a giocare nella squadra della sua città natale dopo una lunga carriera ai vertici del calcio italiano ha commentato: «Vincere un campionato è sempre fantastico. È stato un percorso bellissimo e meritato. Abbiamo avuto la mentalità giusta e la voglia di vincere».
Un trionfo costruito con programmazione, qualità e spirito di squadra. L’Aurora Treia vola in Eccellenza e lo fa dalla porta principale, con una stagione perfetta. E ora, all’orizzonte, c’è un ultimo sogno da inseguire: completare un’annata già storica.
Una domenica da incorniciare per la Roller Civitanova, che ieri, 26 aprile, ha dominato la scena all’XI Memorial Gilda Leoperdi – 1° Trofeo Città di Pollenza. La società civitanovese ha sbaragliato la concorrenza di ben 29 club provenienti da tutta la regione e oltre, conquistando il gradino più alto del podio nella classifica per società e portando a casa il trofeo più ambito.
Il successo è stato costruito fin dalle prime battute grazie alle categorie Giovanissimi. Tra le femmine, spicca il secondo posto nella combinata di Giulia Tiburzi (autrice di due argenti e un bronzo), seguita a ruota da Thea Dari, terza sul podio finale. Punti pesanti per la classifica generale sono arrivati anche dalle ottime prove di Elisabetta Recchi, Aurora Quattrini e Giulia Cardarelli, oltre alla costanza di Filippo Medici e Nicolò D’Addazio tra i maschi.
Nelle categorie Esordienti, la Roller ha mostrato i muscoli. Diego Pepa Salierno è stato l'assoluto protagonista maschile, trionfando sia nella destrezza che nello sprint e chiudendo al 1° posto nella combinata. Tra le ragazze, vittoria nello sprint per Cecilia Altobelli (3ª in combinata) e nella destrezza per Elettra Scolà (4ª). Un contributo corale decisivo è arrivato dal folto gruppo composto da Amelia De Florio, Chiara Massaro, Bianca Mei, Greta Iezzi, Giulia Perini, Anna Marandino e Vittoria Recchioni, insieme a Michele Onofri, Moises Ramos Pupo e Diego Russo.
La tenuta del gruppo è stata confermata nelle categorie superiori. Tra le Ragazze, Veronica Nanna ha sfiorato il podio nello sprint, mentre Samuel Polverini, nella categoria Allievi M, ha centrato un prezioso terzo posto nella gara dei 5.000 punti. Prestazioni di rilievo anche per Elia Scolà (8° nello sprint), Maria Zamponi e Mia Cardarelli, fondamentali per blindare il primato societario.
Visibilmente soddisfatto il Presidente della Roller Civitanova, Euro Scolà: "Siamo molto soddisfatti non solo per i risultati, ma per l’impegno e lo spirito di squadra dimostrati. Questo successo è il frutto del lavoro condiviso tra atleti, staff tecnico e famiglie: un impegno quotidiano che oggi trova una bella conferma".
Il plauso della società è andato infine alle allenatrici Flavia Martinelli, Simona Vesprini e Marta Marconi, capaci di guidare il gruppo verso un traguardo che proietta la Roller Civitanova con ambizione verso il prosieguo della stagione.
Eurosuole è uno dei simboli più riconoscibili del manifatturiero marchigiano e ha aperto le porte della sua sede di Civitanova Marche alla sottosegretaria alle Finanze, Lucia Albano, e al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Una visita istituzionale durante la quale il presidente e fondatore Germano Ercoli ha illustrato una situazione segnata dalle difficoltà.
«Il distretto fermano-maceratese, cuore della calzatura italiana, vive una fase di forte difficoltà, segnata dalla perdita di competenze, dalla riduzione della capacità produttiva e dalla crescente pressione della concorrenza internazionale – ha detto Ercoli - Molte imprese hanno chiuso o delocalizzato verso Paesi asiatici. In Europa, invece, il sistema produttivo si trova a fare i conti con vincoli normativi stringenti, burocrazia e soprattutto con il peso crescente dei costi energetici».
Proprio l’energia rappresenta oggi una delle principali criticità. Le imprese registrano aumenti significativi delle bollette, con picchi mensili anche superiori al 25%, che incidono direttamente sulla competitività. In questo scenario, Eurosuole ha scelto di reagire investendo in autonomia energetica: è in fase di realizzazione un collegamento a un impianto fotovoltaico che consentirà di produrre circa 4 milioni di kWh all’anno, coprendo circa il 40% del fabbisogno aziendale.
«Vogliamo difendere e rafforzare il tessuto imprenditoriale – ha spiegato il presidente Acquaroli – in questo siamo allineati al Governo nazionale. Dobbiamo continuare a investire sulle infrastrutture e affrontare un contesto internazionale sempre più instabile, che ormai rappresenta una difficoltà strutturale per imprese e famiglie. Guardiamo anche alla nuova programmazione europea come a un’opportunità per dare risposte concrete».
La visita alla Eurosuole ha rappresentato anche l’occasione per osservare da vicino un modello industriale che incarna il cosiddetto genius loci marchigiano: capacità di innovare, attenzione alla qualità e forte legame con la comunità. Fondata nel 1976, negli anni è diventata un punto di riferimento europeo nella produzione di suole in gomma e poliuretano, con 230 dipendenti, 55 mila metri quadrati di stabilimento e oltre 13 milioni di paia prodotte ogni anno.
Imprese come quella civitanovese continuano a rappresentare un presidio fondamentale, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale. Il messaggio che emerge con forza è chiaro: difendere l’industria significa difendere il lavoro e il futuro delle Marche. Ma senza una strategia industriale condivisa, il rischio è quello di vedere progressivamente indebolirsi uno dei pilastri dell’economia regionale e nazionale.
«Realtà eccellenti come Eurosuole – ha detto la sottosegretaria Albano – risentono di queste crisi lontane. Il messaggio che volevamo dare oggi è chiaro: le istituzioni devono essere al fianco di imprenditori e lavoratori, perché la ricchezza nasce dal loro lavoro, non dalle norme. L’Italia oggi può far valere una maggiore credibilità a livello internazionale e questo aiuta nel confronto europeo».
«Un’azienda come Eurosuole – è la riflessione finale di Ercoli – deve andare avanti ma oggi più che mai è necessario che la politica esca dai meandri della burocrazia e pensi a difendere le proprie attività sul territorio perché senza di esse non ci saranno più beni e servizi e non ci sarà più impiego di manodopera».
Al via la seconda edizione di “Insieme per il bene comune”, il progetto di crowdfunding promosso dal Banco Marchigiano a sostegno del Terzo Settore. L’iniziativa sarà presentata il 22 aprile alle ore 17:30 presso la Sala Conferenze “Fratini” della banca, in vicolo Nettuno 29 a Civitanova Marche.
L’evento è aperto anche ai non clienti dell’istituto di credito e rappresenta un’occasione per approfondire le modalità di partecipazione al progetto, conoscere i dettagli della nuova edizione e ascoltare le testimonianze di alcune realtà che, grazie al crowdfunding, hanno già trasformato le proprie idee in risultati concreti. La partecipazione è possibile tramite iscrizione sul sito ufficiale del Banco Marchigiano.
I numeri della prima edizione raccontano un successo significativo: cinque progetti finanziati, 60.000 euro raccolti e oltre mille donatori coinvolti. Tra le iniziative sostenute nel 2025 figurano “Due di Noi” della Cooperativa Casa della Gioventù di Senigallia – Centro diurno “L’Aquilone” di Mondavio, “SuperVillage” dell’Associazione Culturale Il Borgo di Montecosaro, il progetto “Verso una biblioteca del cinema in memoria di Claudio Gaetani” del Civitanova Film Festival, “Lo studio di Rosy” dell’Associazione Grande Anima OdV di Montegiorgio ed “Espandiamo La Goccia” dell’associazione La Goccia Odv di Macerata. È inoltre ancora attiva la campagna dedicata al Premio Annibal Caro alla traduzione letteraria di Civitanova Marche.
Con questa seconda edizione, il Banco Marchigiano rilancia l’iniziativa con un duplice obiettivo: fornire sostegno economico ai primi cinque progetti selezionati — coprendo il 30% dell’obiettivo di raccolta e mantenendo lo stesso contributo anche sulle eventuali eccedenze — e accompagnare le associazioni con competenze e strumenti utili per una comunicazione efficace e una raccolta fondi professionale.
“Insieme per il bene comune” si conferma così un progetto che va oltre il semplice finanziamento, rafforzando il ruolo del Banco Marchigiano come banca di territorio, capace di unire risorse economiche, relazioni e visione strategica a servizio della comunità.
Prosegue il ciclo di seminari promosso dalla Università di Camerino, attraverso la Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, in collaborazione con il Centro Studi per l'Ecologia e la Biodiversità degli Appennini. Al centro degli incontri, un tema di grande attualità: le strategie di coesistenza tra attività umane e fauna selvatica.
L’iniziativa coinvolge biologi, naturalisti e veterinari e si rivolge principalmente agli studenti dell’Ateneo, pur rimanendo aperta anche a cittadini interessati e alle scuole secondarie del territorio. L’obiettivo è offrire un’informazione scientifica chiara e aggiornata sulle buone pratiche da adottare per superare il conflitto tra uomo e animali selvatici, promuovendo al contempo la tutela della biodiversità e delle attività produttive.
Il prossimo appuntamento è in programma per mercoledì 29 aprile alle ore 16:00 presso il Polo Didattico Renzoni di Matelica. Interverranno Giampaolo Pennacchioni, direttore del Centro Studi, e Andrea Gallizia, con una relazione dedicata all’ecologia dei canidi e al fenomeno della sovrapposizione territoriale tra cane e lupo. L’evento sarà fruibile anche in modalità online.
Il ciclo proseguirà poi il 6 e il 13 maggio con ulteriori approfondimenti: dalle sperimentazioni eco-etologiche a supporto del comparto zootecnico per limitare l’attività dei predatori, fino alle pratiche concrete per ridurre i conflitti tra uomo e specie selvatiche.
Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale dell’Ateneo.
L’Università di Macerata ospita una puntata speciale di “Un caffè con il Rettore”: il rettore John McCourt ha incontrato Adrián N. Bravi, scrittore argentino di lingua italiana, bibliotecario dell’Ateneo maceratese da trent’anni e una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea. La puntata sarà trasmessa domani, martedì 28 aprile alle 21 sui canali Facebook e YouTube ufficiali di Unimc.
Nato a Buenos Aires, Bravi è arrivato in Italia alla fine degli anni Ottanta per studiare filosofia all’Università di Macerata. Ha scelto di restare, a Recanati, e di scrivere in italiano, una lingua che non era la sua lingua madre, ma che è diventata il suo strumento d’elezione per la creazione letteraria. Il suo primo romanzo in italiano è uscito nel 2004; da allora ha pubblicato oltre dieci libri, tradotti in inglese, francese, spagnolo e arabo.
Il suo romanzo “Adelaida”, dedicato alla vita di Adelaida Gigli Valeiras, nipote del tenore Beniamino Gigli, attraverso le dittature e gli esili dell’Argentina del Novecento, è stato selezionato nella dozzina del Premio Strega 2024 e ha vinto il Premio Comisso 2024. Il suo ultimo libro, “La nuotatrice notturna”, affronta il tema dell’identità e della ricerca delle radici attraverso la storia di un uomo che, alla morte del padre, si mette in viaggio verso il Portogallo. Nel 2026 ha vinto ex-aequo la prima edizione del Premio Volver — Antonio Dal Masetto, dedicato ad autori di madrelingua non italiana che hanno adottato l’italiano come lingua di creazione.
Dopo quattro anni di attesa, i tamburi tornano a rullare al Castello della Rancia. Dal 1 al 3 maggio 2026, Tolentino celebra la 25ª edizione della rievocazione storica della Battaglia del 1815, scontro epico tra le truppe austriache del Barone Bianchi e l’esercito franco-napoletano di Gioacchino Murat. Considerata dagli storici la prima battaglia per l’indipendenza italiana, l'evento trasformerà il territorio in un museo a cielo aperto con circa 300 rievocatori provenienti da tutta Europa.
L’Associazione Tolentino815, guidata da Paolo Scisiciani, ha messo a punto un programma che va ben oltre la simulazione bellica. Oltre ai combattimenti con armi ad avancarica, i visitatori potranno esplorare gli accampamenti militari, assistendo a scene di vita quotidiana del soldato tra fuochi di bivacco e parate in divise d’epoca fedelmente ricostruite.
Tra le novità di quest'anno, spicca lo spettacolo immersivo curato dal regista Fabrizio Romagnoli, dedicato alla figura complessa di Re Gioacchino Murat, e un approfondimento scientifico sul ruolo del medico nei campi di battaglia del XIX secolo. Per i più piccoli, l’associazione “La Storia Toccata con Mano” proporrà giochi e attività didattiche dell’epoca.
Il momento clou dell'atmosfera ottocentesca sarà sabato 2 maggio con la Notte 815. A partire dalle ore 21:00, il cortile del Castello sarà animato dalle danze d’epoca del Balletto storico del Battaglione Estense. Tra ronde militari, cartomanti e popolani, il pubblico potrà vivere una serata fuori dal tempo, immerso nei sapori delle degustazioni tipiche e nelle musiche dell'epoca.
Per agevolare l’afflusso di visitatori, l’organizzazione ha previsto un servizio navetta gratuito attivo sabato e domenica dalle ore 13:00. Le corse partiranno dall’area camper in zona Sticchi (piscina comunale), con fermata intermedia in piazza della Concordia (Cinema Giometti) e arrivo al Castello della Rancia.
L’Associazione Arena Sferisterio – Teatro di Tradizione compie un deciso passo verso il futuro grazie a un importante intervento di rinnovamento della propria infrastruttura informatica, dimostrando come innovazione tecnologica e tutela del patrimonio storico possano convivere in modo efficace. Il progetto ha interessato l’intero sistema IT dell’ente, consentendo di superare i limiti strutturali di un edificio storico e di dotare uffici e biglietteria di una rete moderna, sicura e ad alte prestazioni, completamente integrata e invisibile.
A guidare l’intervento è stato il network designer Paolo F. Appignanesi, che ha introdotto un approccio basato su una visione di “IT consapevole”, capace di coniugare efficienza, sostenibilità e sicurezza. Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il significativo miglioramento in termini di risparmio energetico. I vecchi server e firewall, caratterizzati da consumi elevati, sono stati sostituiti da apparati di nuova generazione ad altissima efficienza, in grado di gestire l’intero carico operativo utilizzando solo una minima parte della loro capacità. Questo ha permesso una drastica riduzione dell’impatto energetico, con benefici concreti sia per l’ambiente sia per i costi di gestione.
Parallelamente, è stato compiuto un salto di qualità sul fronte della sicurezza informatica. La nuova infrastruttura si basa su una rete segmentata di livello enterprise che garantisce la protezione dei dati sensibili e delle operazioni di biglietteria, con sistemi di difesa avanzati contro le minacce digitali. Le comunicazioni tra i diversi ambiti operativi sono ora protette da standard elevati, assicurando affidabilità e continuità nelle attività quotidiane.
Un altro elemento centrale del progetto è la realizzazione di uno spazio dati condiviso e centralizzato, progettato per semplificare il lavoro dello staff. Il nuovo sistema consente l’accesso ai documenti in modo rapido e sicuro da tutte le postazioni autorizzate, accompagnato da backup costanti che garantiscono la salvaguardia delle informazioni. Questo approccio favorisce una maggiore collaborazione interna e migliora l’efficienza organizzativa.
Importante anche il risultato ottenuto sul piano amministrativo, con il completamento dell’accreditamento dell’Associazione come ente no-profit presso i principali fornitori di software. Questo traguardo consente l’accesso a licenze e servizi cloud a condizioni fortemente agevolate o gratuite, liberando risorse economiche da destinare alle attività artistiche e culturali.
Il presidente Sandro Parcaroli ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto, sottolineando come il progetto "abbia migliorato la sicurezza e la gestione dei dati, rendendo più semplice la fruizione dei documenti e aumentando l’efficienza complessiva, con un risparmio significativo sia in termini di tempo che di energia". Anche la sovrintendente Lucia Chiatti ha evidenziato l’importanza del nuovo sistema, che consente la creazione di un archivio condiviso e favorisce il lavoro di squadra, "superando la frammentazione delle informazioni e garantendo continuità operativa".
Particolarmente complessa è stata la sfida legata all’integrazione delle nuove tecnologie in un contesto architettonico storico. Come spiegato dal progettista, "non era possibile intervenire in modo invasivo sulle strutture, e il successo del progetto è stato proprio quello di riuscire a far transitare grandi quantità di dati attraverso le infrastrutture esistenti, mantenendo l’impatto visivo nullo. Il risultato è una rete potente ma invisibile, capace di semplificare il lavoro quotidiano e ridurre gli sprechi".
Il mondo della scuola e quello dell’imprenditoria locale si sono incontrati tra i profumi e le eccellenze del territorio presso lo storico Bar Gelateria Guido 1970, a Porto Recanati. I ragazzi dell’Istituto Alberghiero sono stati infatti i protagonisti di una masterclass esclusiva dedicata alla filiera e alla preparazione del caffè, trasformando un pomeriggio al bar in una vera e propria aula didattica d’alto livello.
L’iniziativa è nata dalla volontà dell’Istituto di offrire ai propri studenti competenze reali e spendibili, grazie alla collaborazione con due giganti del settore che rappresentano il "made in Marche" nel mondo: Nuova Simonelli, leader nelle macchine per espresso, e Romcaffè, storica torrefazione del territorio.
Questa collaborazione ha permesso ai futuri professionisti dell’accoglienza di confrontarsi direttamente con relatori esperti, scoprendo i segreti della tostatura, della macinatura e dell’estrazione perfetta.
Occasioni come questa confermano quanto sia fondamentale il legame tra formazione e mondo del lavoro. Per gli studenti, trovarsi dietro il bancone di una realtà storica come quella di Guido ha rappresentato un'occasione per costruire competenze reali, andando oltre i libri di testo.
"Un’esperienza formativa di grande valore - commentano gli organizzatori -. È fondamentale continuare a investire sui giovani e sul loro futuro, permettendo loro di confrontarsi con professionisti e tecnologie che sono l'eccellenza del nostro territorio".
La giornata si è conclusa con grande entusiasmo da parte dei partecipanti, a testimonianza di come il binomio tra istruzione e realtà imprenditoriali locali sia la ricetta vincente per rilanciare le professioni del settore turistico-alberghiero.
La sala consiliare del Municipio di San Severino Marche ha accolto la cerimonia ufficiale di conferimento dei nuovi distintivi di grado al personale della Polizia Locale, alla presenza del sindaco Rosa Piermattei, del vice sindaco e assessore alla Polizia Locale, Sicurezza e Legalità, Jacopo Orlandani, e del comandante del Corpo, il commissario Adriano Bizzarri.
Momento particolarmente significativo è stato quello dedicato all’ispettore capo Marco Gatti, che, a pochi giorni dal pensionamento previsto per il 1 maggio, è stato promosso a titolo onorifico al grado di sostituto commissario. A consegnare i nuovi distintivi, apponendo le mostrine e rivolgendo parole di stima per il lungo servizio svolto, è stato il sindaco Piermattei, che ha voluto sottolineare l’impegno e la dedizione dimostrati da Gatti, in particolare durante i sei mesi in cui ha guidato il Comando nel pieno dell’emergenza sisma.
Al termine della cerimonia l’ispettore capo Gatti è stato festeggiato all’esterno del Municipio dai colleghi della Polizia Locale, che gli hanno reso omaggio con il suono delle sirene delle auto di servizio, in un clima di sincera partecipazione e riconoscenza.
Nel corso della mattinata sono stati inoltre conferiti i nuovi gradi ad altri appartenenti al Corpo che hanno maturato i requisiti di anzianità di servizio: Federico Cardorani è stato insignito del grado di sovrintendente capo, mentre Marco Flavio Benigni ha ricevuto il grado di assistente.
“Questa cerimonia rappresenta un momento importante per tutta la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei – perché valorizza il lavoro quotidiano degli uomini e delle donne della Polizia Locale, sempre presenti sul territorio con professionalità e spirito di servizio. Un ringraziamento speciale va a Marco Gatti, per l’impegno dimostrato in tanti anni e per aver guidato il Comando in una fase complessa come quella dell’emergenza sisma. A lui e a tutti gli insigniti rivolgo le più sincere congratulazioni a nome dell’Amministrazione comunale e della città”.
“Il conferimento dei nuovi gradi – ha aggiunto il commissario Adriano Bizzarri – è un riconoscimento meritato per il percorso professionale e l’impegno dimostrato nel tempo. A Marco Gatti va il nostro grazie per la dedizione e la competenza con cui ha svolto il proprio servizio, mentre ai colleghi promossi auguro buon lavoro per le nuove responsabilità che li attendono”.
La comunità di San Severino Marche si è stretta in un nuovo caloroso abbraccio per festeggiare una sua concittadina: Maria Carletti, residente nella frazione di Colleluce, ha tagliato il prestigioso traguardo del secolo di vita.
Il sindaco, Rosa Piermattei, ha voluto onorare personalmente la signora Maria facendole visita per consegnarle una pergamena ricordo e un omaggio floreale, brindando insieme a lei e alla sua famiglia.
Nata a Santa Maria in Piana di Treia il 20 aprile 1926, Maria è rimasta vedova Albino Scagnetti oltre quarant'anni fa dopo averlo sposato a vent’anni d’età. Ha dedicato la sua esistenza ai figli Rita e Mario, anche lui scomparso, e circondandosi dell'affetto dei nipoti Fabiana e Simone, e della pronipote Sofia, campionessa marchigiana di ballo.
Nonostante il secolo di vita, Maria conserva una tempra straordinaria e un'ironia pungente. Grande lettrice di riviste e libri sulla storia locale, non rinuncia a seguire i programmi televisivi, dichiarando una simpatia per Gerry Scotti e Stefano De Martino.
Famosa per le sue tagliatelle, Maria ha cucinato per anni non solo per i propri cari ma anche per i clienti del ristorante "La Lucciola" dove il 25 aprile, in una data densa di significato per la città e per l'Italia, ha raccolto gli auguri di parenti ed amici.
Per l'occasione è stata celebrata una messa da padre Luciano Genga che ha suggellato un momento di gioia condivisa per tutta la frazione di Colleluce e l'intera comunità settempedana.
A volte le grandi verità arrivano dalle voci più piccole. È il caso di Valerio, un alunno di quarta elementare dell'Istituto Comprensivo "Enrico Mattei", che ha preso carta e penna per scrivere una lettera a cuore aperto al sindaco di Matelica, Denis Cingolani. Un messaggio di rara potenza che l'amministrazione comunale ha deciso di condividere con orgoglio, vedendovi un monito per l'intera cittadinanza.
Nella sua missiva, il giovanissimo cittadino non usa giri di parole e punta dritto alla responsabilità degli adulti verso l’ambiente e il territorio. Valerio scrive: "Salve, sindaco sono un piccolo cittadino e le voglio chiedere di rispettare questa bellissima città. La prego di far rispettare le regole a tutti gli adulti di tipo: non inquinare, non incendiare le foreste... Perché l’uomo distrugge le bellezze di questa Terra. La prego che mi risponda. Da un suo cittadino. Tantissimi saluti da un bambino di 4ª elementare, Valerio".
Una richiesta di protezione verso la natura e la propria città che ha colpito profondamente il primo cittadino per la sua schiettezza e profondità.
Il sindaco Denis Cingolani ha voluto rispondere personalmente a Valerio, accogliendo il suo invito come un impegno solenne per l'amministrazione: "Caro Valerio, ho letto con attenzione la tua lettera e ti ringrazio per le parole sincere e per l’impegno che dimostri verso la nostra città e l’ambiente. Hai perfettamente ragione: non inquinare e non distruggere le nostre foreste è un dovere di tutti".
Cingolani ha poi rassicurato il bambino sul lavoro quotidiano del Comune: "Ci impegniamo ogni giorno per sensibilizzare i cittadini e proteggere il nostro patrimonio naturale, che è una ricchezza preziosa per tutti. Accolgo con piacere il tuo invito: continueremo a promuovere iniziative per educare grandi e piccoli, ma il contributo di ciascuno di noi è fondamentale".
Organizzare un viaggio negli Stati Uniti significa confrontarsi con un territorio vasto, le distanze sono importanti, le differenze tra stati marcate, le esperienze possibili quasi infinite. Il ruolo del tour operator assume un valore concreto: non si limita alla prenotazione, ma diventa un vero mediatore tra il viaggiatore e un sistema articolato fatto di trasporti, normative, logiche territoriali e opportunità. La domanda che molti si pongono è semplice: ha ancora senso affidarsi a un viaggio organizzato nell’era del fai da te? La risposta, osservando quali sono le criticità reali di un viaggio negli USA, è meno scontata di quanto si pensi.
Il ruolo del tour operator negli Stati Uniti tra complessità e ottimizzazione
Negli Stati Uniti, la gestione del viaggio non riguarda soltanto la scelta delle destinazioni. Il nodo centrale è la costruzione coerente dell’itinerario, capace di tenere insieme distanze, tempi di percorrenza, condizioni climatiche e disponibilità dei servizi. Un tour operator Stati Uniti lavora su questo livello progettuale, spesso invisibile a chi viaggia in autonomia. La differenza si percepisce nella fluidità dell’esperienza: spostamenti ottimizzati, tappe equilibrate, tempi morti ridotti.
Le grandi città come New York, Los Angeles e Las Vegas richiedono approcci diversi. New York, ad esempio, è una destinazione verticale, concentrata, dove la logistica urbana incide meno rispetto alla pianificazione delle esperienze. Los Angeles, al contrario, è dispersiva, richiede spostamenti continui e una conoscenza pratica delle distanze reali. Las Vegas introduce una logica ancora diversa, legata al tempo e al ritmo della città. Un operatore esperto non si limita a “inserire” queste tappe, ma le connette in modo funzionale, evitando passaggi inutili o sovrapposizioni.
Un altro elemento rilevante è la gestione delle variabili impreviste. Negli Stati Uniti, fattori come il traffico, le condizioni meteo nei parchi nazionali o la disponibilità delle strutture possono incidere sull’itinerario. Il tour operator agisce come filtro e soluzione, intervenendo rapidamente senza compromettere l’esperienza complessiva. È un lavoro di regia più che di semplice intermediazione.
Viaggio organizzato vs fai da te: vantaggi reali e limiti da considerare
Il confronto tra viaggio organizzato e fai da te negli Stati Uniti non può essere ridotto a una questione di costo. Il punto è il rapporto tra controllo e complessità. Il fai da te offre libertà, ma richiede tempo, competenze e capacità di gestione. Prenotare voli, hotel e noleggi auto è solo la parte superficiale: il vero lavoro sta nel coordinare tutto in modo efficiente.
Un viaggio organizzato, al contrario, riduce il margine di errore. La scelta delle strutture, ad esempio, non è casuale ma risponde a criteri precisi: posizione, accessibilità, qualità del servizio. Anche la gestione degli spostamenti è più lineare. Nei tour che attraversano più stati, come quelli che includono California, Nevada e Arizona, il rischio principale del fai da te è sottovalutare le distanze o sovraccaricare l’itinerario.
C’è poi un tema meno evidente ma centrale: l’accesso alle esperienze. Alcuni ingressi ai parchi nazionali, visite guidate o attività specifiche richiedono prenotazioni anticipate o canali privilegiati. Un tour operator Stati Uniti ha spesso accordi e disponibilità che il singolo viaggiatore fatica a ottenere. Questo si traduce in un’esperienza più completa, non necessariamente più costosa, ma sicuramente più strutturata.
Va detto che il viaggio organizzato non è privo di limiti. La flessibilità è ridotta, soprattutto nei tour di gruppo. Tuttavia, negli ultimi anni si è diffuso un modello intermedio, che combina struttura e autonomia, permettendo margini di personalizzazione senza rinunciare alla sicurezza organizzativa.
Itinerari tra città iconiche e grandi spazi naturali
Gli Stati Uniti offrono una varietà di itinerari difficilmente replicabile altrove. I tour operator costruiscono percorsi che tengono insieme due anime del Paese: quella urbana e quella naturale. Le città iconiche rappresentano spesso il punto di ingresso. New York introduce il viaggio con la sua densità culturale, i suoi quartieri distinti, la stratificazione sociale e architettonica. Los Angeles amplia lo sguardo, mostrando un modello urbano diffuso, legato all’industria dell’intrattenimento ma anche alla mobilità privata. Las Vegas, infine, rappresenta una parentesi quasi sospesa, dove il tempo sembra seguire regole proprie.
Accanto a queste città, i parchi nazionali costituiscono l’altra grande dimensione del viaggio. Il Grand Canyon, Yosemite, Bryce Canyon, Zion sono solo alcuni esempi di un sistema naturale che richiede preparazione e conoscenza. Non si tratta solo di visitare, ma di capire come muoversi, quando andare, quali percorsi scegliere. Un tour operator Stati Uniti inserisce questi luoghi all’interno di un disegno più ampio, evitando che diventino tappe isolate o mal integrate.
Un aspetto spesso sottovalutato è il ritmo. Un buon itinerario alterna momenti intensi a fasi più distese. Dopo giornate urbane dense, l’ingresso nei parchi offre un cambio di prospettiva, quasi una pausa necessaria. Questo equilibrio non è casuale, ma frutto di esperienza e analisi dei flussi turistici.
Versis America: un approccio costruito sull’esperienza
Versis America è il tour operator Stati Uniti specializzato nell’organizzazione di viaggi orientati alla costruzione dell’esperienza. L’approccio si distingue per la capacità di combinare itinerari classici con soluzioni personalizzate, mantenendo una struttura solida ma adattabile.
L’offerta si sviluppa su più livelli. Da un lato, tour organizzati che toccano le principali destinazioni, pensati per chi desidera un percorso definito e accompagnato. Dall’altro, formule più flessibili come fly and drive, che permettono di mantenere autonomia negli spostamenti senza rinunciare al supporto organizzativo. Questo doppio binario risponde a esigenze diverse, evitando soluzioni standardizzate.
Un elemento rilevante è l’attenzione alla costruzione delle tappe. Gli itinerari non si limitano a collegare punti sulla mappa, ma cercano coerenza narrativa. Le città e i parchi vengono inseriti in un percorso che ha un senso complessivo, evitando sovrapposizioni o passaggi ridondanti. Anche la selezione delle strutture e delle esperienze segue questa logica, con un equilibrio tra qualità e funzionalità.
Spostamenti e logistica
Negli Stati Uniti, la logistica è una componente determinante. Le distanze tra una tappa e l’altra possono superare facilmente le cinque o sei ore di guida. Le infrastrutture sono efficienti, ma richiedono familiarità con il sistema. Il noleggio auto, ad esempio, comporta scelte precise: tipologia del veicolo, assicurazioni, condizioni di restituzione.
Un tour operator interviene proprio su questo livello operativo. Nei tour guidati, gli spostamenti sono gestiti con mezzi dedicati e autisti esperti. Nei tour più flessibili, invece, viene fornito un supporto dettagliato: itinerari stradali, tempi di percorrenza realistici, indicazioni sui punti di sosta. Questo riduce lo stress e consente di concentrarsi sull’esperienza.
Anche i voli interni rappresentano una variabile importante. Negli Stati Uniti, spostarsi in aereo tra costa est e ovest è spesso inevitabile. La scelta degli orari, delle compagnie e degli aeroporti incide direttamente sulla qualità del viaggio. Un errore in questa fase può compromettere intere giornate.
La logistica, quindi, non è un aspetto secondario ma il fattore che determina la riuscita complessiva del viaggio. È qui che il valore di un tour operator Stati Uniti emerge con maggiore chiarezza.
Oggi la Comunità della Parrocchia di Santa Maria Assunta si è ritrovata a festeggiare, oltre alla ricorrenza del 25 aprile come Festa della Liberazione, anche per onorare Sant’Amico, nato nel X secolo a Montemilone, oggi Pollenza, e divenuto abate benedettino dell’Abbazia di Rambona. Il santo, vissuto prima di San Francesco, è ricordato anche per aver ammansito un lupo, episodio raffigurato nella copia dell’affresco presente dietro l’altare della piccola chiesetta in legno, dove oggi il nuovo parroco Don Ignazio ha celebrato la Santa Messa, ripercorrendo la storia e la figura di Sant’Amico.
Dopo la celebrazione, durante la quale Don Ignazio ha ricordato la vita del santo nato proprio a Montemilone, si è svolta una processione all’esterno della chiesetta con la benedizione delle campagne nei quattro punti cardinali, secondo una tradizione molto sentita dalla comunità locale. A seguire i parrocchiani sono stati invitati a condividere un piccolo rinfresco preparato per l’occasione, momento conviviale che ha rafforzato il senso di comunità.
Nel corso dell’incontro è stata espressa anche la speranza che possano iniziare al più presto i lavori per la valorizzazione dell’Abbazia di Rambona, con l’auspicio che il Vescovo possa presto celebrare una messa e impartire la benedizione per l’avvio degli interventi. L’obiettivo condiviso è quello di vedere questo luogo tornare a vivere pienamente, favorendo una rinascita non solo nella vita religiosa, ma anche in quella ricreativa, come avveniva in passato quando ogni anno si organizzava una festa molto partecipata con stand gastronomici, commedie dialettali e fuochi artificiali, tipici delle realtà di campagna.