Tensioni nel Golfo, le agenzie di Macerata: “Clienti in ansia e viaggi da ripensare, molti chiedono destinazioni alternative”
Le tensioni nell’area del Golfo Persico non restano confinate alle cronache internazionali. Gli effetti iniziano a farsi sentire anche nel turismo locale, dove le agenzie di viaggio registrano un aumento delle richieste di informazioni, qualche disdetta e soprattutto la necessità di ripensare itinerari e scali. Il nodo non riguarda tanto le destinazioni finali, quanto i grandi hub del traffico aereo del Medio Oriente, come Dubai e Doha, snodi fondamentali per i collegamenti tra Europa e Asia. «Ci stanno chiamando diverse persone che dovevano partire e ci stanno ripensando o cercando di cambiare destinazione. Vogliono essere rassicurati anche sulle mete dove non c’è conflitto», spiega Fabrizio Domizioli della Domizioli Viaggi. Un fenomeno che racconta molto del rapporto tra percezione del rischio e informazione. «Le persone si spaventano facilmente. Ci fanno domande anche su destinazioni che non hanno alcun problema. In realtà, se non c’è uno sconsiglio ufficiale della Farnesina, si può viaggiare tranquillamente». Tuttavia qualche cancellazione c’è stata, soprattutto per ragioni pratiche. «Abbiamo avuto delle disdette perché i clienti avevano lo scalo a Dubai o a Doha. In quei casi abbiamo consigliato l’annullamento e proposto alternative». Più che la sicurezza delle destinazioni, a pesare è l’incertezza nei collegamenti aerei. «Verso Oriente passano una marea di voli da quegli aeroporti», spiega Domizioli. «L’80% dei voli passa da lì». Questo significa che anche mete lontane dal conflitto rischiano di essere indirettamente coinvolte. «Per esempio le Maldive sono uno dei posti più tranquilli del mondo e sono in mezzo all’oceano, ma se devi transitare da quegli aeroporti inevitabilmente si crea qualche ansia e qualche difficoltà». Domizioli sottolinea anche la differenza tra chi prenota tramite agenzia e tour operator e chi organizza il viaggio autonomamente. «Le persone che avevamo in viaggio sono tornate più o meno tutte, chi con più disagi e chi con meno. Noi come agenzia e come tour operator siamo obbligati a garantire protezioni a tutti senza far pagare un centesimo e anche eventuali soggiorni extra in albergo vengono coperti dalle assicurazioni e dai tour operator». Un aspetto che può fare la differenza in situazioni di emergenza. «Chi ha prenotato da solo ha dovuto gestire tutto per conto proprio. Chi invece ha viaggiato con noi è rientrato senza costi aggiuntivi, magari con qualche disagio o con un rientro posticipato, ma senza problemi». Sul fronte delle disdette, però, le regole sono precise. «Non si possono fare cancellazioni semplicemente per paura», chiarisce Domizoli. «La paura è soggettiva e nessuna assicurazione la rimborsa». Le polizze di annullamento coprono infatti solo situazioni specifiche. «Le assicurazioni che facciamo per eventuali annullamenti sono legate a motivi di salute imprevedibili al momento della partenza oppure a problemi reali nella destinazione, come un conflitto o un aeroporto chiuso». Per questo motivo negli ultimi tempi le compagnie assicurative stanno effettuando controlli più accurati. «Visto che stanno arrivando molte richieste di annullamento per motivi di salute, stanno chiedendo documentazioni mediche sempre più precise per evitare che qualcuno inventi malattie solo per cancellare il viaggio». Secondo Domizioli, la reazione dei viaggiatori italiani appare più prudente rispetto a quella di altri Paesi europei. «Parlando con fornitori che lavorano in Egitto o in altre zone tranquille, mi dicono che i più paurosi siamo noi italiani», racconta Domizioli. «Spagnoli, inglesi e francesi continuano a partire serenamente, mentre noi abbiamo tante ansie spesso non del tutto fondate». Un atteggiamento che tende però a ridimensionarsi con il tempo. «È successo anche con il conflitto russo-ucraino: all’inizio si era fermato tutto, poi con il passare dei mesi le persone hanno iniziato a convivere con la situazione». Una linea di prudenza condivisa anche da Sabina Cecarini della Agenzia Viaggi Cecarini. «Fortunatamente in questo periodo non avevo clienti che volavano con compagnie come Emirates o Etihad Airways», spiega. I tour operator stanno comunque riorganizzando i collegamenti. «Le alternative che stanno proponendo sono voli con Neos, ma giorno per giorno arrivano nuove comunicazioni di sospensione per i Paesi coinvolti». Al momento alcune partenze risultano sospese fino al 22 marzo per rotte che transitano da Oman, Qatar, Emirati e Arabia Saudita. La prudenza ha portato anche a cambiare l’offerta in agenzia. «Avevo molte richieste per Dubai e Abu Dhabi, ma ho preferito toglierle anche dalla vetrina». Per ora non si registrano cancellazioni di massa, ma cresce l’incertezza. «Non ho avuto disdette vere e proprie», precisa Cecarini, «ma molti clienti stanno ripensando ai viaggi programmati nei prossimi mesi». Tra le destinazioni che continuano ad attirare interesse ci sono soprattutto Giappone e Thailandia, ma con rotte alternative. «Si cercano voli che non passino da Qatar, Dubai o Abu Dhabi e nemmeno con compagnie molto utilizzate come Turkish Airlines, perché anche l’aeroporto di Istanbul è stato coinvolto». Su un punto le agenzie maceratesi sono concordi: la prima cosa da fare prima di partire è verificare sempre le informazioni ufficiali. Il riferimento è il portale della Farnesina Viaggiare Sicuri, che aggiorna quotidianamente la situazione geopolitica nei diversi Paesi del mondo. Consultare il sito – e registrare il proprio viaggio – permette di conoscere eventuali criticità e di essere contattati dalle autorità italiane in caso di emergenza. «Molti consigliano di registrarsi anche con l’app nel momento in cui vai all’estero per ricevere aggiornamenti live. Non costa nulla e fai sapere alla Farnesina dove sei e gli diamo una possibilità di darci una mano». Intanto le agenzie di viaggio del territorio continuano a monitorare giorno per giorno l’evolversi della crisi. Perché, come dimostra ancora una volta questa fase di tensione internazionale, nel turismo globale basta che si chiuda uno snodo strategico del traffico aereo per far cambiare rotta ai viaggiatori di mezzo mondo.

cielo coperto (MC)
