Siamo diventati terra di mafia: sotto le macerie della credibilità
Politica
26/10/2026 15:25

Siamo diventati terra di mafia: sotto le macerie della credibilità

Scrive Niccolò Machiavelli nel celeberrimo capitolo XVIII de Il Principe: «Né mai a un Principe mancheranno cagioni legittime di colorare l’inosservanza». Si discetta di volpe e leone e si capisce che un governante non deve andare per il sottile se gli conviene mancare alla parola data o alla buona fede. Il problema è quando uno non sa essere né volpe né leone perché è solo un «bianconiglio». Il riferimento al sindaco Sandro Parcaroli è volutamente causale. Si sente a Macerata, che è l’epicentro del malaffare, deflagrata la questione della «cricca» – me ne occuperò con cognizione, avendo però le carte, e dunque tra un po’ – un fragoroso silenzio. S’è acquetata la frenesia cementizia che in alcuni momenti, non sporadici né brevi, è diventata tracotanza e il sindaco è rapidamente rientrato in modalità «che ne sapìo io». Però sarà complicato levarsela fingendosi estranei alla terra. M’accingo a ragionare delle conseguenze cittadine di un’inchiesta che, se confermata, è capace di seppellire il centrodestra per i prossimi secoli, anche perché appare evidente che il centrodestra maceratese, ma direi marchigiano, è in larga misura popolato da nani e ballerine. Manca il coraggio di metterci la faccia e manca la forza politica di portare elementi a discarico. Ciò che andrò argomentando parte tuttavia da un’inderogabile esigenza: affermare che la presunzione d’innocenza è sacra e che chiunque sia incappato in questa inchiesta deve essere considerato non colpevole fino a sentenza passata in giudicato. Proprio in forza di questa considerazione, se si debbono avere cautele nella cronaca, non si debbono invece tacere le conseguenze che sono manifeste. E che investono quattro ambiti: la maggioranza e la giunta che governano il Comune di Macerata; la statura del personale politico, tanto di maggioranza quanto di opposizione; il tessuto economico e sociale della città e della provincia; la dignità e i bisogni tanto delle popolazioni colpite dal sisma, che da dieci anni (tra quattro giorni sarà l’anniversario di quella gigantesca tragedia) attendono una casa, quanto degli operai impegnati nel cratere. Comune di Macerata Appare di tutta evidenza che non sono più tollerabili opacità di alcun tipo. L’accesso agli atti promosso dalla minoranza sui lavori pubblici in città dovrà essere il più rapido e il più esaustivo possibile e sarà il caso che il presidente del Consiglio comunale, Francesco Luciani, dia la massima priorità e pubblicità ai lavori d’assemblea in cui queste risultanze saranno affrontate. Resta infatti un mistero come a Macerata, a ogni gara al ribasso, corrisponda un sistematico rialzo in corso d’opera e nel volgere di poche settimane, che finisce per superare la base d’asta. Resta un mistero come una medesima ditta abbia avuto 14 incarichi sotto soglia. Resta un mistero come mai i cantieri a Macerata non si chiudano mai. Il garrulo assessore Lego parla adesso solo nelle chat della maggioranza per esprimere solidarietà ai colleghi di Fratelli d’Italia, avvisare che vi saranno attacchi e che bisogna avere la schiena dritta. Beh, forse bisognerebbe cominciare a dire la verità. Le mamme e i papà dei bambini della scuola materna sorta alle Vergini stanno ancora aspettando di sapere se quella scuola abbia o non abbia tutti i collaudi. E io sono in trepida attesa della denuncia che «che ne sapìo io» ha annunciato contro di me per procurato allarme, solo perché, facendo il mio mestiere, ho osato chiedere se quelle scuole abbiano tutte le certificazioni di legge. L’assessore Andrea Marchiori – in arte Lego – ieri, 25 ottobre, in un articolo comparso sulla cronaca locale de Il Resto del Carlino, spiega che ogni giorno si reca al cantiere del polo delle Vergini per sorvegliare che sia tutto a posto. Certo, slitta un po’ l’apertura della scuola, ma pazienza. E tuttavia, in un passaggio, dice: «In questa settimana sono stati allestiti i nuovi arredi nella scuola dell’infanzia già operativa». Dunque, la scuola dell’infanzia è stata aperta incompleta. E allora sorge una domanda: come ha ottenuto la certificazione antincendio, visto che per averla è indispensabile che l’edificio sia arredato? Ora, è vero che alcuni autorevoli esponenti politici affini all’assessore Marchiori sono componenti del meritorio corpo dei pompieri e che addirittura si è parlato di un ex comandante come possibile capo di gabinetto del sindaco, ma una risposta sarebbe d’uopo, sempre per la trasparenza. Andiamo avanti, avvertendo che questo è solo il primo atto di una più ampia riflessione. Il Comune di Macerata è uno dei pochi in cui le funzioni di dirigente dell’ufficio Urbanistica e dell’ufficio Lavori pubblici sono in capo alla medesima persona: l’ingegnere Tristano Luchetti. A novembre 2025 il sindaco ha prorogato, in zona Cesarini rispetto alla fine del mandato del precedente segretario comunale Francesco Massi, per altri tre anni l’incarico a Luchetti alla guida dei servizi tecnici del Comune, sia per l’edilizia privata sia per i lavori pubblici. E questo nonostante la legge 190/2012 obblighi la rotazione degli incarichi dirigenziali. In particolare, l’Anac – Autorità nazionale anticorruzione – fin dal giugno 2022, con una propria circolare, richiama: «La rotazione è necessaria per prevenire la corruzione soprattutto in quei servizi a più alta probabilità di fenomeni corruttivi». Alla luce dell’inchiesta sulla cricca degli appalti, è ancora sostenibile la posizione del sindaco Parcaroli di strenua difesa del doppio incarico all’ingegner Luchetti? Andando avanti, ci si domanda perché «che ne sapìo io» abbia voluto tenere per sé la delega all’Urbanistica. Magari è in grado di spiegarci come l’ex hotel Claudiani abbia ottenuto il cambio di destinazione d’uso e, parimenti, com’è stato possibile per l’ex complesso delle Monachette. Ma ci torno tra qualche riga. Forse ha tenuto la delega perché i cantieri aperti dalla Rest-edil a Macerata sono troppo pochi e andavano incrementati? Di certo l’assessore Lego avrà modo di spiegare perché il Centro Fiere – costato, pare, 13 milioni – non sia ancora operativo e perché sul Centro agroalimentare ci siano tante domande aperte. Perché improvvisamente Marchiori, che si è vantato del profluvio di quattrini e di cemento piovuto su Macerata, ora tace? Una domanda: quanti sono i lavori finiti e collaudati? E quanto hanno pesato i SAL (stati di avanzamento dei lavori) sulla cassa comunale? Torno sulle Monachette. Al netto del fatto che il cantiere sia stato un’utile zona di sosta per l’auto di una neoconsigliera, che talvolta ha lasciato il posto anche a un neoassessore a lei particolarmente vicino, si ricorderà che l’assessore Lego se la prese con gli abitanti del centro storico che lamentavano la carenza di parcheggi per i troppi cantieri. Che fa, Marchiori, si scusa? E soprattutto è in grado, visto che i cantieri saranno tutti sotto sequestro, di dire alla città come si convive con questi fantasmi? E ancora: che sapeva lui dell’appalto Monachette, visto che lo ha tanto magnificato? Resta aperto il mistero glorioso delle Giuseppine: 18 milioni di contributo. Evidentemente, tra monache e suore, a Macerata l’edilizia è una faccenda confessionale! Da qui partirà un successivo approfondimento. La politica È stupefacente constatare come nessun segretario cittadino di partito del centrodestra abbia detto un fiato sull’inchiesta che riguarda la cricca. Eppure Macerata è l’epicentro dello scandalo, sempre stando alle accuse – ancora tutte da provare, poiché non passate al vaglio del processo – della Direzione distrettuale antimafia. Non ha parlato il sindaco, ma è scontato, perché quasi mai costui ha qualcosa da dire che superi il confine della banalità. Non ha parlato l’assessore Lego, che però è anche segretario della Lega. Non un fiato da Barbara Antolini, segretaria di Forza Italia. Fratelli d’Italia non dà cenni d’esistenza in vita. Il che rende palese come assommare il doppio incarico di assessore e rappresentante di partito ingessi il dibattito. Ma anche l’opposizione appare molto cauta. Pare che non ci sia la sufficiente consapevolezza che la mafia è tra noi! Eppure, in questa inchiesta c’è un salto di qualità. Si parla d’infiltrazione della malavita organizzata nel tessuto economico della città. A nessuno viene in mente il collegamento con le bande criminali che gestiscono un imponente traffico di stupefacenti a Macerata? A nessuno viene in mente di chiedersi quanto le attività economiche – che so? Negozi di abbigliamento, sedicenti ristoranti, pseudo-consulenti, affittacamere – siano implicate e impiegate per il riciclaggio? Se e quanto le liste dei partiti siano state infiltrate? Se e quanto alcune esclusioni – viene in mente il caso dell’ex consigliera Sabrina De Padova, che molto si è impegnata nel chiedere lumi su lavori e appalti – alcune resistenze – il non volere l’architetto Silvano Iommi presidente della commissione Urbanistica – e alcune dimenticanze – la commissione d’inchiesta sul mattatoio – siano state condizionate da poteri esterni e opachi alla vita democratica della città? Fa meraviglia che su questo punto le opposizioni e il Pd in particolare non chiedano non solo un dibattito, ma un impegno serio alla trasparenza. E che il personale politico della città, ma anche della Regione, non sia del tutto attrezzato a sostenere l’urto della «cricca» che lo ha infiltrato e manovrato a suo piacimento, forse spartendo un po’ di tornaconto, appare evidente da due fatti. Il primo è che il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, è venuto a Macerata a ragionare del nuovo ospedale sapendo tre cose: i soldi per farlo non ci sono, l’area è sovradimensionata e pone problemi di trasparenza sull’esproprio; da Fermo emergono intercettazioni che coinvolgono direttamente l’edificazione dell’ospedale di quella città, in diretta concorrenza con il futuro e del tutto incerto nosocomio maceratese. Il secondo fatto è che si continua a sostenere che il presidente Acquaroli, sapute di voci attorno al suo ex capo di gabinetto, abbia attivato un audit interno e che ciò soddisfi ogni esigenza di trasparenza. Vengono almeno due dubbi: se le «voci» erano consistenti, perché non si è attivata la magistratura? E, in ogni caso, perché si è dato – di certo involontariamente – al sospettato il tempo di eliminare le prove (che peraltro la Guardia di Finanza già possedeva, almeno così risulterebbe dall’inchiesta) dai computer della Regione? Ebbene, a questi interrogativi la sinistra risponde con un’aggressione, la destra con una difesa tanto scontata quanto sconclusionata. Nessuno che sin qui abbia condotto una seria riflessione su come recuperare la fiducia dei cittadini. Eppure un modo c’è: si chiama trasparenza. Si chiama mettere in piazza le carte, si chiama mettersi a disposizione della magistratura sul piano della legittimità e accettare il confronto sui dati di realtà – a partire dal famoso accesso agli atti – sul piano politico. Il tessuto economico-sociale Non è sin qui emersa alcuna riflessione attorno a tre temi. Primo: con i cantieri bloccati e sotto sequestro, per quanto tempo la cittadinanza dovrà sopportare i disagi? E, se del caso, come si possono alleviare? L’euforia cementizia e la protervia dei cantieri quanto distacco hanno oggi prodotto tra cittadino e istituzioni? Secondo tema: a che livello di credibilità sono scese le istituzioni? Quando si parlerà di nuovi appalti, di lavori che vanno a rilento, di proclami come in passato sulla famosa filiera di governo che da Roma arriva a Macerata passando per Ancona, scaricando miliardi, c’è qualcuno ancora disposto a crederci? E cosa fanno i dirigenti del centrodestra per porre rimedio a questa caduta verticale di fiducia e credibilità? Continueranno come in passato a chiedere atti di fede o saranno disposti a passare la mano? Non sfuggirà a nessuno che l’avvocato Fabio Pistarelli – per il quale deve valere la massima garanzia del rispetto della presunzione d’innocenza – era stato presentato da Fratelli d’Italia come il tutore della rielezione di Sandro Parcaroli. Né sfuggirà che esponenti della Lega hanno affinità con alcuni degli indagati. È possibile che dagli interrogatori programmati da mercoledì al 4 novembre emergano verità scomode. Sono attrezzati i partiti per farvi fronte? Hanno aperto al loro interno un dibattito di chiarimento? Nulla di tutto ciò è accaduto. Egualmente, si è misurato l’impatto economico che il blocco della ricostruzione avrà sul Pil provinciale? «Che ne sapìo io» fino a qualche mese fa era al vertice della Provincia. A proposito: non si è accorto di nulla delle attività di Crucianelli? E che rapporti aveva con i costruttori? È questione che dovrà essere attentamente approfondita. Senza dimenticare che il coinvolgimento, a vario titolo, dell’Università di Macerata e di quella di Camerino toglie ulteriore credibilità e, dunque, attrattività ai nostri territori. Le vittime Con una dichiarazione che sa di assoluta improvvisazione, la senatrice nonché coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, Elena Leonardi, ha detto: «Le famiglie terremotate e le imprese sane non devono pagare colpe altrui: la loro tutela è la nostra priorità». Sembra un pezzo di cabaret. Viene da chiedersi come tutto ciò si realizzi se i cantieri hanno i sigilli. Viene da chiedersi come tutto ciò sia possibile se il Governo – giustamente – che ella sostiene ha decretato al 31 dicembre la fine dell’emergenza terremoto. Al punto che i mutui non saranno più sospesi e i contributi per la sistemazione temporanea non ci saranno più. Ecco qui altre domande. Possibile che nessuno abbia vigilato sui subappalti? Che il grido di chi lavorava sottopagato non sia stato ascoltato? Possibile che la «destra sociale» non si sia fatta carico di comprendere come stavano davvero le cose? Era meglio tagliare nastri e farsi le foto opportunity che vigilare? Che interrogare direttamente i territori? È da questo deficit di credibilità che difficilmente il centrodestra troverà il modo di uscire. Per ora non si è vista alcuna iniziativa di legge che tenti di attutire il colpo, di dare una prospettiva alle famiglie – e sono ancora tante, troppe – che non hanno un tetto. Con uno strano fenomeno: sul caso Marche si fanno solo sussurri. Nei territori di mafia si chiama omertà. E che piaccia o no, oggi i nostri sono territori di mafia.

Siamo diventati terra di mafia: sotto le macerie della credibilità

Siamo diventati terra di mafia: sotto le macerie della credibilità
26/10/2026 15:25

Scrive Niccolò Machiavelli nel celeberrimo capitolo XVIII de Il Principe: «Né mai a un Principe mancheranno cagioni legittime di colorare l’inosservanza». Si discetta di volpe e leone e si capisce che un governante non deve andare per il sottile se gli conviene mancare alla parola data o alla buona fede. Il problema è quando uno non sa essere né volpe né leone perché è solo un «bianconiglio». Il riferimento al sindaco Sandro Parcaroli è volutamente causale. Si sente a Macerata, che è l’epicentro del malaffare, deflagrata la questione della «cricca» – me ne occuperò con cognizione, avendo però le carte, e dunque tra un po’ – un fragoroso silenzio. S’è acquetata la frenesia cementizia che in alcuni momenti, non sporadici né brevi, è diventata tracotanza e il sindaco è rapidamente rientrato in modalità «che ne sapìo io». Però sarà complicato levarsela fingendosi estranei alla terra. M’accingo a ragionare delle conseguenze cittadine di un’inchiesta che, se confermata, è capace di seppellire il centrodestra per i prossimi secoli, anche perché appare evidente che il centrodestra maceratese, ma direi marchigiano, è in larga misura popolato da nani e ballerine. Manca il coraggio di metterci la faccia e manca la forza politica di portare elementi a discarico. Ciò che andrò argomentando parte tuttavia da un’inderogabile esigenza: affermare che la presunzione d’innocenza è sacra e che chiunque sia incappato in questa inchiesta deve essere considerato non colpevole fino a sentenza passata in giudicato. Proprio in forza di questa considerazione, se si debbono avere cautele nella cronaca, non si debbono invece tacere le conseguenze che sono manifeste. E che investono quattro ambiti: la maggioranza e la giunta che governano il Comune di Macerata; la statura del personale politico, tanto di maggioranza quanto di opposizione; il tessuto economico e sociale della città e della provincia; la dignità e i bisogni tanto delle popolazioni colpite dal sisma, che da dieci anni (tra quattro giorni sarà l’anniversario di quella gigantesca tragedia) attendono una casa, quanto degli operai impegnati nel cratere. Comune di Macerata Appare di tutta evidenza che non sono più tollerabili opacità di alcun tipo. L’accesso agli atti promosso dalla minoranza sui lavori pubblici in città dovrà essere il più rapido e il più esaustivo possibile e sarà il caso che il presidente del Consiglio comunale, Francesco Luciani, dia la massima priorità e pubblicità ai lavori d’assemblea in cui queste risultanze saranno affrontate. Resta infatti un mistero come a Macerata, a ogni gara al ribasso, corrisponda un sistematico rialzo in corso d’opera e nel volgere di poche settimane, che finisce per superare la base d’asta. Resta un mistero come una medesima ditta abbia avuto 14 incarichi sotto soglia. Resta un mistero come mai i cantieri a Macerata non si chiudano mai. Il garrulo assessore Lego parla adesso solo nelle chat della maggioranza per esprimere solidarietà ai colleghi di Fratelli d’Italia, avvisare che vi saranno attacchi e che bisogna avere la schiena dritta. Beh, forse bisognerebbe cominciare a dire la verità. Le mamme e i papà dei bambini della scuola materna sorta alle Vergini stanno ancora aspettando di sapere se quella scuola abbia o non abbia tutti i collaudi. E io sono in trepida attesa della denuncia che «che ne sapìo io» ha annunciato contro di me per procurato allarme, solo perché, facendo il mio mestiere, ho osato chiedere se quelle scuole abbiano tutte le certificazioni di legge. L’assessore Andrea Marchiori – in arte Lego – ieri, 25 ottobre, in un articolo comparso sulla cronaca locale de Il Resto del Carlino, spiega che ogni giorno si reca al cantiere del polo delle Vergini per sorvegliare che sia tutto a posto. Certo, slitta un po’ l’apertura della scuola, ma pazienza. E tuttavia, in un passaggio, dice: «In questa settimana sono stati allestiti i nuovi arredi nella scuola dell’infanzia già operativa». Dunque, la scuola dell’infanzia è stata aperta incompleta. E allora sorge una domanda: come ha ottenuto la certificazione antincendio, visto che per averla è indispensabile che l’edificio sia arredato? Ora, è vero che alcuni autorevoli esponenti politici affini all’assessore Marchiori sono componenti del meritorio corpo dei pompieri e che addirittura si è parlato di un ex comandante come possibile capo di gabinetto del sindaco, ma una risposta sarebbe d’uopo, sempre per la trasparenza. Andiamo avanti, avvertendo che questo è solo il primo atto di una più ampia riflessione. Il Comune di Macerata è uno dei pochi in cui le funzioni di dirigente dell’ufficio Urbanistica e dell’ufficio Lavori pubblici sono in capo alla medesima persona: l’ingegnere Tristano Luchetti. A novembre 2025 il sindaco ha prorogato, in zona Cesarini rispetto alla fine del mandato del precedente segretario comunale Francesco Massi, per altri tre anni l’incarico a Luchetti alla guida dei servizi tecnici del Comune, sia per l’edilizia privata sia per i lavori pubblici. E questo nonostante la legge 190/2012 obblighi la rotazione degli incarichi dirigenziali. In particolare, l’Anac – Autorità nazionale anticorruzione – fin dal giugno 2022, con una propria circolare, richiama: «La rotazione è necessaria per prevenire la corruzione soprattutto in quei servizi a più alta probabilità di fenomeni corruttivi». Alla luce dell’inchiesta sulla cricca degli appalti, è ancora sostenibile la posizione del sindaco Parcaroli di strenua difesa del doppio incarico all’ingegner Luchetti? Andando avanti, ci si domanda perché «che ne sapìo io» abbia voluto tenere per sé la delega all’Urbanistica. Magari è in grado di spiegarci come l’ex hotel Claudiani abbia ottenuto il cambio di destinazione d’uso e, parimenti, com’è stato possibile per l’ex complesso delle Monachette. Ma ci torno tra qualche riga. Forse ha tenuto la delega perché i cantieri aperti dalla Rest-edil a Macerata sono troppo pochi e andavano incrementati? Di certo l’assessore Lego avrà modo di spiegare perché il Centro Fiere – costato, pare, 13 milioni – non sia ancora operativo e perché sul Centro agroalimentare ci siano tante domande aperte. Perché improvvisamente Marchiori, che si è vantato del profluvio di quattrini e di cemento piovuto su Macerata, ora tace? Una domanda: quanti sono i lavori finiti e collaudati? E quanto hanno pesato i SAL (stati di avanzamento dei lavori) sulla cassa comunale? Torno sulle Monachette. Al netto del fatto che il cantiere sia stato un’utile zona di sosta per l’auto di una neoconsigliera, che talvolta ha lasciato il posto anche a un neoassessore a lei particolarmente vicino, si ricorderà che l’assessore Lego se la prese con gli abitanti del centro storico che lamentavano la carenza di parcheggi per i troppi cantieri. Che fa, Marchiori, si scusa? E soprattutto è in grado, visto che i cantieri saranno tutti sotto sequestro, di dire alla città come si convive con questi fantasmi? E ancora: che sapeva lui dell’appalto Monachette, visto che lo ha tanto magnificato? Resta aperto il mistero glorioso delle Giuseppine: 18 milioni di contributo. Evidentemente, tra monache e suore, a Macerata l’edilizia è una faccenda confessionale! Da qui partirà un successivo approfondimento. La politica È stupefacente constatare come nessun segretario cittadino di partito del centrodestra abbia detto un fiato sull’inchiesta che riguarda la cricca. Eppure Macerata è l’epicentro dello scandalo, sempre stando alle accuse – ancora tutte da provare, poiché non passate al vaglio del processo – della Direzione distrettuale antimafia. Non ha parlato il sindaco, ma è scontato, perché quasi mai costui ha qualcosa da dire che superi il confine della banalità. Non ha parlato l’assessore Lego, che però è anche segretario della Lega. Non un fiato da Barbara Antolini, segretaria di Forza Italia. Fratelli d’Italia non dà cenni d’esistenza in vita. Il che rende palese come assommare il doppio incarico di assessore e rappresentante di partito ingessi il dibattito. Ma anche l’opposizione appare molto cauta. Pare che non ci sia la sufficiente consapevolezza che la mafia è tra noi! Eppure, in questa inchiesta c’è un salto di qualità. Si parla d’infiltrazione della malavita organizzata nel tessuto economico della città. A nessuno viene in mente il collegamento con le bande criminali che gestiscono un imponente traffico di stupefacenti a Macerata? A nessuno viene in mente di chiedersi quanto le attività economiche – che so? Negozi di abbigliamento, sedicenti ristoranti, pseudo-consulenti, affittacamere – siano implicate e impiegate per il riciclaggio? Se e quanto le liste dei partiti siano state infiltrate? Se e quanto alcune esclusioni – viene in mente il caso dell’ex consigliera Sabrina De Padova, che molto si è impegnata nel chiedere lumi su lavori e appalti – alcune resistenze – il non volere l’architetto Silvano Iommi presidente della commissione Urbanistica – e alcune dimenticanze – la commissione d’inchiesta sul mattatoio – siano state condizionate da poteri esterni e opachi alla vita democratica della città? Fa meraviglia che su questo punto le opposizioni e il Pd in particolare non chiedano non solo un dibattito, ma un impegno serio alla trasparenza. E che il personale politico della città, ma anche della Regione, non sia del tutto attrezzato a sostenere l’urto della «cricca» che lo ha infiltrato e manovrato a suo piacimento, forse spartendo un po’ di tornaconto, appare evidente da due fatti. Il primo è che il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, è venuto a Macerata a ragionare del nuovo ospedale sapendo tre cose: i soldi per farlo non ci sono, l’area è sovradimensionata e pone problemi di trasparenza sull’esproprio; da Fermo emergono intercettazioni che coinvolgono direttamente l’edificazione dell’ospedale di quella città, in diretta concorrenza con il futuro e del tutto incerto nosocomio maceratese. Il secondo fatto è che si continua a sostenere che il presidente Acquaroli, sapute di voci attorno al suo ex capo di gabinetto, abbia attivato un audit interno e che ciò soddisfi ogni esigenza di trasparenza. Vengono almeno due dubbi: se le «voci» erano consistenti, perché non si è attivata la magistratura? E, in ogni caso, perché si è dato – di certo involontariamente – al sospettato il tempo di eliminare le prove (che peraltro la Guardia di Finanza già possedeva, almeno così risulterebbe dall’inchiesta) dai computer della Regione? Ebbene, a questi interrogativi la sinistra risponde con un’aggressione, la destra con una difesa tanto scontata quanto sconclusionata. Nessuno che sin qui abbia condotto una seria riflessione su come recuperare la fiducia dei cittadini. Eppure un modo c’è: si chiama trasparenza. Si chiama mettere in piazza le carte, si chiama mettersi a disposizione della magistratura sul piano della legittimità e accettare il confronto sui dati di realtà – a partire dal famoso accesso agli atti – sul piano politico. Il tessuto economico-sociale Non è sin qui emersa alcuna riflessione attorno a tre temi. Primo: con i cantieri bloccati e sotto sequestro, per quanto tempo la cittadinanza dovrà sopportare i disagi? E, se del caso, come si possono alleviare? L’euforia cementizia e la protervia dei cantieri quanto distacco hanno oggi prodotto tra cittadino e istituzioni? Secondo tema: a che livello di credibilità sono scese le istituzioni? Quando si parlerà di nuovi appalti, di lavori che vanno a rilento, di proclami come in passato sulla famosa filiera di governo che da Roma arriva a Macerata passando per Ancona, scaricando miliardi, c’è qualcuno ancora disposto a crederci? E cosa fanno i dirigenti del centrodestra per porre rimedio a questa caduta verticale di fiducia e credibilità? Continueranno come in passato a chiedere atti di fede o saranno disposti a passare la mano? Non sfuggirà a nessuno che l’avvocato Fabio Pistarelli – per il quale deve valere la massima garanzia del rispetto della presunzione d’innocenza – era stato presentato da Fratelli d’Italia come il tutore della rielezione di Sandro Parcaroli. Né sfuggirà che esponenti della Lega hanno affinità con alcuni degli indagati. È possibile che dagli interrogatori programmati da mercoledì al 4 novembre emergano verità scomode. Sono attrezzati i partiti per farvi fronte? Hanno aperto al loro interno un dibattito di chiarimento? Nulla di tutto ciò è accaduto. Egualmente, si è misurato l’impatto economico che il blocco della ricostruzione avrà sul Pil provinciale? «Che ne sapìo io» fino a qualche mese fa era al vertice della Provincia. A proposito: non si è accorto di nulla delle attività di Crucianelli? E che rapporti aveva con i costruttori? È questione che dovrà essere attentamente approfondita. Senza dimenticare che il coinvolgimento, a vario titolo, dell’Università di Macerata e di quella di Camerino toglie ulteriore credibilità e, dunque, attrattività ai nostri territori. Le vittime Con una dichiarazione che sa di assoluta improvvisazione, la senatrice nonché coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, Elena Leonardi, ha detto: «Le famiglie terremotate e le imprese sane non devono pagare colpe altrui: la loro tutela è la nostra priorità». Sembra un pezzo di cabaret. Viene da chiedersi come tutto ciò si realizzi se i cantieri hanno i sigilli. Viene da chiedersi come tutto ciò sia possibile se il Governo – giustamente – che ella sostiene ha decretato al 31 dicembre la fine dell’emergenza terremoto. Al punto che i mutui non saranno più sospesi e i contributi per la sistemazione temporanea non ci saranno più. Ecco qui altre domande. Possibile che nessuno abbia vigilato sui subappalti? Che il grido di chi lavorava sottopagato non sia stato ascoltato? Possibile che la «destra sociale» non si sia fatta carico di comprendere come stavano davvero le cose? Era meglio tagliare nastri e farsi le foto opportunity che vigilare? Che interrogare direttamente i territori? È da questo deficit di credibilità che difficilmente il centrodestra troverà il modo di uscire. Per ora non si è vista alcuna iniziativa di legge che tenti di attutire il colpo, di dare una prospettiva alle famiglie – e sono ancora tante, troppe – che non hanno un tetto. Con uno strano fenomeno: sul caso Marche si fanno solo sussurri. Nei territori di mafia si chiama omertà. E che piaccia o no, oggi i nostri sono territori di mafia.

Cronaca

Castelraimondo, scontro tra moto e auto: due feriti, una 31enne in eliambulanza a Torrette

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26/10/2026 18:50

Due motociclisti sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio a Castelraimondo, lungo la statale 256. Erano circa le 16:15 quando la moto sulla quale viaggiavano una ragazza di 31 anni e un uomo di 45 anni si è scontrata con un’automobile. A seguito dell’impatto, entrambi sono rimasti feriti. Considerata la dinamica dell’incidente, per la 31enne è stato disposto il trasferimento in eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Il 45enne è stato invece trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Camerino. Sul luogo dello scontro sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri, impegnati nei soccorsi e negli accertamenti per ricostruire quanto accaduto. Entrambi i feriti sono rimasti coscienti durante le operazioni di soccorso. Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento.

Spaccio tra Macerata e Ancona: arrestato un 26enne a Cingoli

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26/10/2026 13:50

Due interventi dei carabinieri della Compagnia di Macerata tra Cingoli e il capoluogo. Nel primo caso, i militari hanno arrestato un 26enne destinatario di un ordine di carcerazione per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nel secondo, una donna di 27 anni è stata denunciata per guida in stato di ebbrezza dopo essere risultata positiva all'etilometro durante un controllo stradale. I carabinieri della Stazione di Cingoli hanno rintracciato e arrestato un operaio di 26 anni, di origini ucraine e residente nella cittadina, già noto alle forze dell'ordine. Il giovane era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, Ufficio Esecuzioni penali. Il provvedimento riguarda ripetuti episodi di spaccio di sostanze stupefacenti commessi nel corso del 2024 tra le province di Macerata e Ancona. Il 26enne deve scontare una pena residua definitiva di 3 anni, 4 mesi e 14 giorni di reclusione. Dopo le formalità di rito, è stato accompagnato alla casa circondariale di Ancona-Montacuto, dove rimane a disposizione dell'autorità giudiziaria. A Macerata, i carabinieri della Sezione Radiomobile del Nucleo operativo e radiomobile hanno denunciato in stato di libertà una donna di 27 anni, residente in un comune della provincia, per guida in stato di ebbrezza alcolica. La donna è stata fermata durante un controllo notturno in piazza Marconi, mentre si trovava alla guida della propria autovettura. Sottoposta alla prova con l'etilometro, è risultata avere un tasso alcolemico pari a 1,52 grammi per litro, un valore superiore di oltre tre volte al limite generale consentito di 0,5 g/l. I militari hanno proceduto al ritiro della patente di guida e alla denuncia della conducente all'autorità giudiziaria. I due episodi rientrano nei servizi di controllo del territorio svolti dai carabinieri della Compagnia di Macerata, che comprendono l'esecuzione dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria e le verifiche sul rispetto delle norme del Codice della strada.

Attualità

Tolentino, Enrico Crucianelli si dimette: Luca Mira è il nuovo amministratore unico della Crucianelli Rest Edile

Tolentino, Enrico Crucianelli si dimette: Luca Mira è il nuovo amministratore unico della Crucianelli Rest Edile

26/10/2026 21:40

"Dimissioni irrevocabili" per Enrico Crucianelli dalla carica di amministratore unico della Crucianelli Rest Edile srl di Tolentino, a seguito dell'inchiesta "Ricostruzione", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona. L'assemblea dei soci ha, contestualmente, nominato al suo posto il commercialista e revisore contabile Luca Mira, presidente dell'Apm (Azienda pluriservizi Macerata), che sarà affiancato dall'avvocato Andrea Netti per gli aspetti legali. Crucianelli aveva già annunciato la propria autosospensione dalla presidenza di Ance Macerata. Il nuovo amministratore unico illustra le ragioni del cambio al vertice e le priorità della nuova gestione in una nota. "Con questa scelta - si legge - l’azienda ha inteso dare una risposta immediata e concreta al territorio, intervenendo tempestivamente sul proprio assetto di governo e individuando una nuova guida per la gestione delle attività. Il rinnovamento dell’organo amministrativo esprime la volontà di affrontare con responsabilità la fase attuale, assicurando capacità organizzativa e un’interlocuzione puntuale con tutti i soggetti interessati". "La nuova amministrazione avrà come priorità di tutelare i lavoratori e le lavoratrici dell’impresa, di dare risposte concrete al territorio, nonché di dare stabilità ai rapporti con committenti, fornitori e partner, attraverso una tempestiva ricognizione delle attività e degli impegni in corso - prosegue la nota - La società è consapevole dell’importanza del proprio ruolo nel tessuto economico e produttivo locale. Intende, pertanto, accompagnare questa scelta con azioni concrete, improntate alla trasparenza, alla correttezza e al rispetto degli obblighi assunti, mantenendo un dialogo aperto e responsabile con le Istituzioni tutte".    

Ex Monachette, Erdis: "Avviate verifiche interne sui contratti sotto indagine"

Ex Monachette, Erdis: "Avviate verifiche interne sui contratti sotto indagine"

26/10/2026 19:40

Le ex Monachette di Macerata finiscono al centro delle verifiche interne annunciate da Erdis Marche dopo l'inchiesta "Ricostruzione", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. L'Ente regionale per il diritto allo studio universitario, proprietario dello storico complesso nel cuore della città, ha avviato controlli sulle procedure e sugli atti che hanno portato alla contrattualizzazione con i soggetti coinvolti nell'indagine. La vicenda si inserisce nel quadro dell'inchiesta che conta 51 indagati e che, per quanto riguarda il complesso maceratese, comprende contestazioni relative, a vario titolo, a presunti episodi di corruzione e turbativa d'asta. Tra le persone coinvolte figura anche l'ingegnere Michele Pompili, responsabile unico del progetto per il restyling dell'immobile, al quale la Dda contesta la turbativa d'asta. Si tratta di contestazioni ancora al vaglio dell'autorità giudiziaria e per le quali vale il principio di presunzione di non colpevolezza. Nella nota diffusa dopo le recenti vicende giudiziarie, Erdis Marche esprime "piena fiducia nell'operato della Magistratura e delle Forze dell'Ordine" e garantisce "la massima e totale collaborazione con gli organismi giudicanti e inquirenti, mettendo a disposizione ogni atto e documento utile all'accertamento dei fatti". Il Consiglio di amministrazione, riferisce l'Ente, "si è riunito con tempestività, anche in seduta straordinaria", operando con uno spirito istituzionale improntato a "legalità, rigore e trasparenza". Erdis assicura inoltre di aver attivato "tutte le procedure e le misure necessarie a fronteggiare la contingenza" e a garantire la continuità dell'attività amministrativa e dei servizi rivolti agli studenti. Sul piano organizzativo, l'Ente comunica che sono già partite "verifiche interne sulle procedure e sugli atti che hanno portato alla contrattualizzazione con i soggetti coinvolti". Una misura che si accompagna alla decisione, adottata per ragioni cautelari, di escludere i funzionari indagati dai ruoli operativi collegati ai contratti oggetto dell'indagine. "Per motivi cautelari, i funzionari indagati non ricoprono più ruoli operativi connessi ai contratti oggetto dell'indagine", precisa Erdis. Parallelamente, il direttore generale, nella sua funzione di responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, ha avviato con la struttura di supporto "un'analisi straordinaria dei processi interni connessi, per rivalutare i rischi corruttivi e individuare ulteriori misure di rafforzamento dei controlli". L'obiettivo dichiarato è quindi verificare le procedure interessate e valutare eventuali interventi aggiuntivi per rafforzare i presidi interni. Per poter ricostruire con maggiore precisione i fatti e decidere le eventuali iniziative successive, Erdis ha inoltre chiesto alla Procura della Repubblica di accedere al fascicolo giudiziario, che al momento non è ancora disponibile per l'Ente. Oltre agli accertamenti interni, resta aperta la questione della prosecuzione dei lavori nei cantieri coinvolti. Erdis fa sapere di aver chiesto alla Procura Antimafia indicazioni per conciliare le esigenze investigative con la necessità di portare avanti gli interventi. L'Ente riferisce di aver sollecitato "le indicazioni utili a bilanciare gli interessi di giustizia con la prosecuzione dei lavori nei vari cantieri". La prospettiva è quella di confermare per l'anno accademico 2027/2028 l'assegnazione dei posti letto ai borsisti fuori sede che frequentano gli studi a Macerata. Un passaggio rilevante per il diritto allo studio in città, mentre gli accertamenti giudiziari proseguono e l'Ente è chiamato a valutare le ricadute della vicenda sulle procedure contrattuali e sull'avanzamento degli interventi. In chiusura, Erdis richiama espressamente la presunzione di non colpevolezza per tutte le persone coinvolte, fino a un'eventuale sentenza definitiva. L'Ente aggiunge che, qualora dovessero emergere comportamenti lesivi dei propri interessi, "tutelerà la propria posizione in ogni sede competente".

Politica

Inchiesta Dda, Luconi e Borroni fanno scudo ad Acquaroli: "Ignobile speculare sui terremotati. Doppiopesismo da sinistra"

Inchiesta Dda, Luconi e Borroni fanno scudo ad Acquaroli: "Ignobile speculare sui terremotati. Doppiopesismo da sinistra"

26/10/2026 18:50

L’inchiesta sulla ricostruzione post-sisma nelle Marche continua ad alimentare il confronto politico. A intervenire sono la sottosegretaria alla Giunta regionale Silvia Luconi e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Pierpaolo Borroni, che respingono le critiche delle opposizioni e confermano la fiducia nel presidente Francesco Acquaroli. Entrambi chiedono che siano gli inquirenti a fare piena luce sui fatti, contestando al centrosinistra quello che considerano un tentativo di utilizzare la vicenda per colpire politicamente l’amministrazione regionale. Luconi esprime «pieno sostegno» alla magistratura e alla Guardia di Finanza, affinché «facciano luce su ogni fatto, perché ciascuno risponda delle proprie condotte». Allo stesso tempo, ribadisce la fiducia in Acquaroli e respinge «con fermezza ogni generalizzazione contro Fratelli d'Italia», criticando le posizioni espresse da Catena, Carancini e dagli altri esponenti dell’opposizione regionale. «Usare una vicenda così grave e delicata per colpire l'avversario politico è semplicemente raccapricciante», afferma la sottosegretaria, che invita chi formula accuse a dimostrarne la fondatezza. Rivolgendosi direttamente a Catena, lo sollecita a indicare eventuali passaggi degli atti ufficiali che attesterebbero una responsabilità del presidente della Regione: «Se negli atti ufficiali trova una responsabilità del presidente Acquaroli, indichi il passaggio preciso. Altrimenti abbia il pudore di fermarsi». Nel suo intervento, Luconi richiama anche la propria esperienza personale di cittadina che vive nel cratere sismico, sottolineando le difficoltà di chi attende ancora di rientrare nella propria abitazione e di chi lavora ogni giorno per portare avanti la ricostruzione. Famiglie preoccupate per i cantieri, lavoratori che temono per il proprio posto e imprese che aspettano risposte rappresentano, secondo la sottosegretaria, le priorità da tutelare. «Un intero indotto che tiene in piedi le comunità colpite dal sisma», osserva, evidenziando la necessità di evitare che le polemiche politiche finiscano per mettere in secondo piano le esigenze dei territori. Sulla stessa linea si colloca Borroni, che concentra il proprio intervento sul principio del garantismo e su quello che definisce il «doppiopesismo della sinistra». Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia sottolinea che, allo stato delle informazioni da lui richiamate, non risultano indagati Acquaroli, consiglieri regionali, assessori o dirigenti dell’Ufficio speciale per la ricostruzione (Usr). Per questo contesta le richieste di dimissioni rivolte al presidente e invita l’opposizione a mantenere lo stesso atteggiamento garantista adottato in altre circostanze. Borroni richiama in particolare il caso di Matteo Ricci, candidato del Pd alla presidenza della Regione, sostenendo che Fratelli d’Italia non ne abbia chiesto il ritiro della candidatura né le dimissioni da europarlamentare. «La sinistra invocò il garantismo e giustamente. Perché oggi quel principio non vale più?», domanda, ribadendo che «non si può trasformare un’indagine in uno strumento per colpire un’intera amministrazione regionale, tanto meno un presidente che non risulta indagato». Il consigliere precisa, comunque, che la difesa dell’amministrazione non significa sminuire la gravità dei fatti oggetto dell’inchiesta, che nel suo intervento riconduce a un ex collaboratore del presidente. «Le istituzioni devono essere trasparenti, ispirate alla legalità e utilizzare correttamente le risorse pubbliche. Sarà la magistratura a valutare le responsabilità individuali», dichiara, ringraziando gli inquirenti per il lavoro svolto e aggiungendo: «Chi ha sbagliato pagherà». Nel finale, Borroni riporta l’attenzione sulla ricostruzione, sostenendo che da quando la struttura commissariale è guidata dal centrodestra il processo abbia registrato «un’accelerazione significativa». «Speculare sui terremotati e su un cantiere ereditato fermo è un atteggiamento vergognoso, che si ritorcerà contro chi lo pratica. Così come lo è lanciare dubbi su eventuali finanziamenti pubblici per fini elettorali, che sono solo illazioni e per le quali è giusto che il nostro partito si tuteli nelle sedi opportune», conclude il consigliere regionale.   

Carta "Dedicata a Te", il Comune di Macerata fa causa: 119 famiglie senza il contributo

Carta "Dedicata a Te", il Comune di Macerata fa causa: 119 famiglie senza il contributo

26/10/2026 15:40

Sono 119 le famiglie di Macerata rimaste senza il contributo della Carta "Dedicata a Te" 2025 a causa dei mancati recapiti contestati alla società One Click Srl, incaricata del servizio postale. Per tutelare i cittadini coinvolti, l'amministrazione comunale ha deciso di intraprendere un’azione legale nei confronti dell'azienda, con l'obiettivo di accertare le responsabilità e ottenere il risarcimento dei danni. La vicenda è stata affrontata dal Comune attraverso una serie di iniziative, a partire dalle verifiche amministrative e dall'attivazione delle procedure contrattuali e assicurative previste. La compagnia assicurativa ha riconosciuto le penali contrattuali, ma ha contestato la copertura dei 59.500 euro relativi ai contributi che le famiglie non hanno potuto percepire. Di fronte a questa posizione, l'amministrazione ha scelto di procedere per vie legali, conferendo un incarico a un avvocato e promuovendo un’azione giudiziaria contro One Click Srl. La causa è stata iscritta presso il Tribunale di Macerata, al quale spetterà ora valutare le responsabilità e stabilire le eventuali somme dovute. Il Comune ha annunciato che continuerà a seguire il procedimento con l’obiettivo di tutelare gli interessi dell'Ente e delle famiglie coinvolte, che non hanno potuto beneficiare del sostegno previsto. "Come Comune siamo al fianco delle famiglie - afferma la vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Francesca D'Alessandro -. Quando un sostegno destinato a chi ne ha diritto viene meno a causa di un disservizio, il nostro compito è fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per tutelare i cittadini". "Per questo il Comune, pur essendo parte lesa, non è rimasto fermo. Si è attivato e ha intrapreso un'azione legale concreta e continueremo a seguire la vicenda con attenzione e determinazione. Continueremo a lavorare, con serietà, responsabilità e rispetto per tutti i cittadini coinvolti", conclude D'Alessandro.

Sanità

Qualità e sicurezza in sanità, l’Ast Macerata certifica 13 Unità operative

Qualità e sicurezza in sanità, l’Ast Macerata certifica 13 Unità operative

26/10/2026 14:00

L’Azienda sanitaria territoriale di Macerata rafforza il proprio percorso di miglioramento della qualità dei servizi. Al termine delle verifiche condotte nei giorni scorsi dagli organismi accreditati, l’Ast ha ottenuto la conferma della certificazione ISO 9001:2015 per 11 Unità operative, estendendo il riconoscimento ad altre due strutture, che lo conseguono per la prima volta. Le nuove certificazioni riguardano la Patologia clinica degli ospedali di Macerata, San Severino Marche e Camerino e la Radiodiagnostica delle strutture di Macerata, Tolentino e Treia. Il risultato porta a 13 il numero complessivo delle Unità operative certificate. Le attività di verifica si sono svolte con la supervisione del direttore amministrativo, il dottor Milco Coacci, e il coordinamento operativo della coordinatrice infermieristica, la dottoressa Beatrice Venanzetti. La certificazione ISO 9001:2015 attesta la conformità del sistema di gestione della qualità a uno standard internazionale che punta a garantire processi organizzativi strutturati, procedure controllate e un costante monitoraggio delle attività. Il modello prevede l’analisi e la gestione dei rischi, l’ottimizzazione delle risorse e la verifica dell’efficacia dei processi, con particolare attenzione alla sicurezza, alla trasparenza e ai bisogni degli utenti. «L’estensione del perimetro di certificazione ad altre due Unità operative evidenzia la volontà dell’Ast di diffondere in modo capillare le buone pratiche organizzative su tutta la rete dei servizi territoriali e ospedalieri, grazie all’impegno costante di tutto il personale medico, infermieristico, tecnico e amministrativo», ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini. «Mantenere ed estendere questi standard significa offrire ai cittadini servizi sanitari sempre più efficienti, tracciabili e orientati all’eccellenza», ha aggiunto. Il riconoscimento ISO 9001:2015 interessa complessivamente l’Oncologia di Macerata, la Fisica medica, la Medicina nucleare, la Terapia del dolore, la Radioterapia oncologica, il Servizio di prevenzione e protezione, il Blocco operatorio di Macerata, le Professioni sanitarie, la Farmacia ospedaliera di Macerata, la Centrale operativa 118 di Macerata e l’Anestesia e rianimazione di Macerata, oltre alla Patologia clinica degli ospedali di Macerata, San Severino Marche e Camerino e alla Radiodiagnostica degli ospedali di Macerata, Tolentino e Treia. La conferma della certificazione e la sua estensione rappresentano un ulteriore passaggio nel percorso intrapreso dall’Ast di Macerata per consolidare procedure organizzative condivise e promuovere il miglioramento continuo delle prestazioni. Un lavoro che coinvolge le diverse professionalità sanitarie e amministrative e che punta a rendere i servizi sempre più rispondenti alle esigenze dei cittadini.

Menopausa e alimentazione: prendersi cura del corpo che cambia

Menopausa e alimentazione: prendersi cura del corpo che cambia

24/10/2026 16:00

La menopausa è una fase naturale della vita, eppure è spesso accompagnata da preoccupazioni che riguardano soprattutto il peso, la forma fisica e i cambiamenti che si riflettono sul corpo. Si parla meno, invece, di ciò che accade alla massa muscolare, alle ossa e alla salute metabolica. Proprio da qui vale la pena partire per comprendere come l'alimentazione possa diventare un'alleata in questa fase. La riduzione degli estrogeni che accompagna la menopausa favorisce alcuni cambiamenti nella distribuzione del grasso corporeo, con una maggiore tendenza ad accumularlo nella zona addominale. L'aumento di peso osservato nella mezza età, tuttavia, non dipende esclusivamente dagli ormoni: anche l'invecchiamento, la riduzione dell'attività fisica e i cambiamenti del dispendio energetico contribuiscono. Non è quindi inevitabile ingrassare, né è necessario ricorrere a diete drastiche per contrastare ogni cambiamento. Un aspetto particolarmente importante riguarda la massa muscolare. Con l'avanzare dell'età, questa tende progressivamente a ridursi, soprattutto in assenza di un'attività fisica adeguata. Preservarla significa sostenere la forza, l'autonomia e la funzionalità dell'organismo. In questo contesto, le proteine assumono un ruolo importante: pesce, uova, latticini, legumi e altre fonti proteiche possono contribuire a soddisfare il fabbisogno, all'interno di un'alimentazione varia e adeguata alle necessità individuali.  A completare il quadro è il movimento, in particolare l'esercizio contro resistenza, che aiuta a mantenere massa e forza muscolare. Anche le ossa meritano attenzione. La diminuzione degli estrogeni accelera la perdita di massa ossea e può aumentare, nel tempo, il rischio di osteoporosi. Per sostenerne la salute è importante assicurare un apporto adeguato di calcio, presente per esempio in latte e derivati, in alcune acque minerali e in alimenti vegetali come alcune verdure e semi di sesamo. La vitamina D contribuisce all'assorbimento del calcio e alla salute ossea; l'eventuale integrazione va valutata in base alle esigenze individuali e al rischio di carenza. Anche in questo caso, l'alimentazione lavora insieme all'attività fisica e agli altri fattori di prevenzione. Non esiste, dunque, un alimento capace di riequilibrare da solo gli ormoni o una dieta specifica adatta a tutte le donne in menopausa. Un modello alimentare ispirato alla dieta mediterranea, ricco di vegetali, legumi, cereali integrali, fonti proteiche varie e grassi insaturi, rappresenta una buona base per la salute complessiva. Infine, vampate, disturbi del sonno e cambiamenti dell'umore non devono essere semplicemente sopportati: quando incidono sulla qualità della vita, meritano un confronto con il medico. L'alimentazione può sostenere la salute, ma non sostituisce le terapie indicate per i sintomi. La menopausa non è una condizione da combattere, ma una fase naturale della vita da vivere con consapevolezza, imparando a comprendere i cambiamenti del proprio corpo e a rispondere alle sue nuove esigenze con strumenti adeguati, senza rincorrere soluzioni rapide o modelli estetici irrealistici.

Sport

La 'Rata' e il tabù Helvia Recina, Alfonsi: "Ci rinforzeremo ancora, vogliamo salvarci il prima possibile"

La 'Rata' e il tabù Helvia Recina, Alfonsi: "Ci rinforzeremo ancora, vogliamo salvarci il prima possibile"

26/10/2026 18:30

La Maceratese evita la sconfitta nel finale, ma il pareggio per 1-1 contro il K-Sport Montecchio Gallo lascia ancora aperte le questioni legate alla classifica e al percorso verso la salvezza. Gli ospiti erano passati in vantaggio al 30' con Mariani, prima del rigore trasformato da Didio all'89', che ha fissato il risultato. Un punto che porta i biancorossi a quota 8, ancora in zona playout, mentre il K-Sport sale a 12 punti e lascia il campo con il rammarico di non aver concretizzato le occasioni create. Nel post-partita, il tecnico della Maceratese Sante Alfonsi ha sottolineato le difficoltà della gara e l'importanza del risultato per una squadra alla ricerca di punti. "Non era facile, avevamo bisogno di punti. Ringrazio i ragazzi perché hanno lottato. Forse vincere sarebbe stato troppo", ha spiegato l'allenatore, consapevole delle aspettative che accompagnano la squadra biancorossa. "Macerata è un ambiente esigente, i tifosi vogliono giustamente i risultati. Noi vogliamo salvarci il prima possibile", ha aggiunto Alfonsi, che ha già rivolto lo sguardo al prossimo impegno. Domenica la Maceratese tornerà a giocare in casa e l'obiettivo sarà quello di interrompere il digiuno di vittorie davanti al proprio pubblico. Il tecnico ha inoltre ribadito la necessità di ampliare le alternative a disposizione. La società, ha spiegato, è intenzionata a intervenire ancora sul mercato per rinforzare la rosa. Tra gli imprevisti, l'infortunio di Baldassin prima ancora del debutto, mentre Mbaye ha offerto una prestazione positiva. "Cerchiamo altre soluzioni per allargare la rosa", ha detto Alfonsi, auspicando che il pareggio possa rappresentare un punto di partenza per il prosieguo della stagione. Di segno opposto l'analisi di Stefano Magi, collaboratore dello staff tecnico del K-Sport Montecchio Gallo, che ha evidenziato la delusione per una vittoria sfumata nel finale. "Secondo me meritavamo di vincere. Creare cinque occasioni in trasferta non è una cosa banale, avevamo preparato bene la partita e c'è grande rammarico: sembra di aver perso due punti", ha dichiarato. Magi ha anche annunciato che lo staff rivedrà l'episodio del rigore concesso alla Maceratese, sottolineando come, a suo giudizio, la squadra non avesse dato agli avversari molte opportunità per rientrare in partita. "Non ricordo tante occasioni della Maceratese. La gara si è sporcata, come spesso succede in questa categoria. Non siamo riusciti a chiuderla, ma per quanto visto meritavamo la vittoria", ha concluso. Nel post-partita è arrivato infine il pensiero del direttore sportivo della Maceratese, Spadoni, rivolto a Riccardo Marcantoni, ricoverato all'ospedale di Ancona dopo un incidente avvenuto durante la settimana. "Vorrei mandare un abbraccio a Riccardo Marcantoni, che da under portai 20 anni fa alla Maceratese. So che sta lottando all'ospedale di Ancona dopo l'incidente avuto in settimana. La nostra speranza è di rivederlo in buona salute, grazie", ha detto Spadoni, affidando alle sue parole un messaggio di vicinanza e speranza.

Dopo le scintille con Allegri c'è San Siro: Juan Luca Sacchi arbitrerà Milan-Bologna

Dopo le scintille con Allegri c'è San Siro: Juan Luca Sacchi arbitrerà Milan-Bologna

26/10/2026 16:30

Sarà Juan Luca Sacchi a dirigere Milan-Bologna, gara valida per la nona giornata di Serie A in programma mercoledì 28 ottobre alle 18:30 a San Siro. Per il fischietto maceratese si tratta di un nuovo impegno di rilievo nel massimo campionato, a pochi giorni da Napoli-Roma, partita nella quale è stato coinvolto da quarto ufficiale nell'episodio che ha portato all'espulsione di Massimiliano Allegri. Sacchi sarà affiancato dagli assistenti Baccini e Dei Giudici, mentre Andrea Colombo ricoprirà il ruolo di quarto ufficiale. Al Var ci sarà Giua, con Paterna come Avar. Il nome di Sacchi è tornato al centro dell'attenzione dopo il big match di sabato scorso tra Napoli e Roma, terminato sul 3-3. In quell'occasione il maceratese non dirigeva la partita, affidata ad Andrea Colombo, ma svolgeva il ruolo di quarto ufficiale a bordo campo. L'episodio è arrivato nel finale, dopo il gol del pareggio romanista ad opera di Balerdi. Allegri è stato espulso e si è avvicinato a Sacchi per chiedere spiegazioni sul provvedimento, dando vita a un confronto ripreso dalle telecamere. Nel post-partita, l'allenatore del Napoli ha contestato la decisione, sostenendo di non aver detto o fatto nulla che giustificasse il cartellino rosso. Il giudice sportivo ha successivamente inflitto ad Allegri due giornate di squalifica e un'ammenda di 10mila euro per il comportamento tenuto durante e dopo la gara. Il Napoli ha annunciato l'intenzione di presentare ricorso contro il provvedimento. Tornando alla partita di San Siro, valevole come turno infrasettimanale, i precedenti con i rossoneri raccontano un bilancio equilibrato. Nei sei incontri precedentemente diretti da Sacchi, il Milan ha ottenuto tre vittorie e incassato tre sconfitte. L'ultimo incrocio risale all'11 aprile 2025, quando la squadra milanese si impose per 4-0 in trasferta contro l'Udinese. Tra le sconfitte più recenti figurano il 2-1 subito a Parma il 24 agosto 2024, l'1-0 casalingo contro l'Udinese nel novembre 2023 e l'1-2 interno contro il Sassuolo nell'aprile 2021. Nel bilancio positivo rientrano invece il successo per 1-0 sull'Empoli del marzo 2024 e lo 0-3 sul campo del Genoa nel dicembre 2021, oltre alla vittoria contro l'Udinese. Anche con il Bologna i precedenti sono numerosi: dieci partite dirette, con tre vittorie rossoblù, quattro pareggi e tre sconfitte. Numeri che restituiscono un quadro di sostanziale equilibrio per la squadra emiliana.  

Economia

Caso Crucianelli, Confindustria Macerata: "Legalità e trasparenza principi non negoziabili"

Caso Crucianelli, Confindustria Macerata: "Legalità e trasparenza principi non negoziabili"

24/10/2026 12:00

 Enrico Crucianelli, presidente di Ance Macerata e componente del Consiglio di presidenza di Confindustria Macerata, ha deciso di autosospendersi dagli incarichi associativi in seguito al suo coinvolgimento nell'inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione post-sisma. La decisione è stata accolta da Confindustria Macerata, che ha diffuso una nota ufficiale per esprimere la propria posizione sulla vicenda. L'indagine riguarda presunti illeciti negli appalti pubblici e nei cantieri della ricostruzione dopo il terremoto, nell'ambito di un'inchiesta che ha portato all'esecuzione di misure cautelari. Una vicenda delicata, sulla quale l'associazione imprenditoriale dichiara di voler mantenere la massima attenzione, nel rispetto dell'attività degli inquirenti e delle garanzie riconosciute alle persone coinvolte. Nel comunicato diffuso il 23 ottobre, Confindustria Macerata prende atto della scelta di Crucianelli, riconoscendo «il senso di tempestiva responsabilità» che, secondo l'associazione, caratterizza la decisione di autosospendersi in questa fase. L'organizzazione sottolinea inoltre di seguire con attenzione gli sviluppi dell'indagine, ribadendo il pieno rispetto per il lavoro della magistratura e delle autorità competenti, insieme alla necessità di tutelare le garanzie individuali e il principio di presunzione di non colpevolezza. Nel documento, Confindustria Macerata richiama con fermezza i valori sui quali si fonda l'attività associativa. «La legalità, l'integrità e la trasparenza sono principi costitutivi dichiarati nel proprio codice etico e nella carta dei valori associativi, e condizioni non negoziabili», si legge nella nota. Una presa di posizione con cui l'associazione ribadisce la propria linea di condotta in una fase in cui l'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma ha acceso i riflettori sul sistema degli appalti e sugli interessi economici legati agli interventi nei territori colpiti dal terremoto. Confindustria Macerata conferma quindi l'intenzione di proseguire il proprio impegno nel segno dei principi etici dichiarati, sottolineando la responsabilità nei confronti degli associati, delle istituzioni e dell'intera comunità.  

Marche, imprese in crescita: 251 attività in più nel terzo trimestre. Macerata segna +77

Marche, imprese in crescita: 251 attività in più nel terzo trimestre. Macerata segna +77

22/10/2026 13:00

Il sistema imprenditoriale marchigiano chiude il terzo trimestre del 2026 con 251 imprese in più, di cui 77 nella provincia di Macerata. Tra luglio e settembre le iscrizioni al Registro delle imprese sono state 1.425, a fronte di 1.174 cessazioni nette. Il tasso di crescita regionale si attesta così allo 0,17%, al di sotto della media nazionale dello 0,32%. È quanto emerge da Movimprese, l’elaborazione statistica trimestrale di Unioncamere basata sui dati del Registro delle imprese, con l’approfondimento regionale curato dalla Camera di Commercio delle Marche. Il risultato conferma una dinamica positiva per il tessuto economico regionale, seppure con un ritmo più contenuto rispetto al dato italiano. L’andamento del 2026 mostra due trimestri in crescita, dopo la partenza negativa dei primi tre mesi dell’anno: al -0,26% del primo trimestre sono seguiti il +0,51% del secondo e il +0,17% del terzo. Nel Maceratese il saldo è positivo per 77 imprese, con un tasso di crescita dello 0,23%. Un risultato che colloca la provincia al secondo posto nelle Marche per incremento percentuale, dietro ad Ascoli Piceno, che registra 88 attività in più e una crescita dello 0,41%. Segue Pesaro e Urbino, con 81 imprese aggiuntive e un tasso dello 0,24%. Più contenuta la crescita di Ancona, che chiude il trimestre con un saldo positivo di 25 imprese e una variazione dello 0,07%. L’unica provincia in controtendenza è Fermo, dove si registra una perdita di 20 attività e un tasso negativo dello 0,11%. Al 30 settembre 2026, le imprese registrate nelle Marche sono complessivamente 145.704, delle quali 131.128 attive. A trainare la crescita sono soprattutto le società di capitali, che nel trimestre fanno segnare un saldo positivo di 330 imprese, con un tasso dello 0,73%, in linea con quello nazionale. Un dato che conferma una tendenza ormai consolidata verso forme societarie più strutturate. Sul fronte dei settori economici, gli aumenti più consistenti riguardano i servizi di alloggio e ristorazione, con 76 imprese in più, seguiti dalle costruzioni (+65) e dalle attività immobiliari (+62). Positivi anche i risultati delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+49) e dei servizi finanziari e assicurativi (+48). Segnali favorevoli arrivano inoltre dagli altri servizi, dalle attività amministrative e di supporto, dai comparti artistici e sportivi e dai servizi informatici. Non mancano, tuttavia, le criticità. Il commercio registra una flessione di 13 imprese, l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca perdono 12 attività, mentre il manifatturiero segna un saldo negativo di cinque imprese. "I dati restituiscono un quadro articolato: il sistema imprenditoriale marchigiano mantiene un saldo positivo, ma con differenze significative tra settori e territori", commenta Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche. "Le variazioni negative di comparti tradizionali richiedono attenzione. Il nostro impegno è accompagnare le imprese nelle sfide della competitività, sostenendole nell’apertura ai mercati internazionali attraverso incontri B2B e iniziative di internazionalizzazione, nei percorsi di digitalizzazione e nell’adozione di modelli di sviluppo sostenibili, capaci di coniugare solidità economica, responsabilità sociale e attenzione all’ambiente", aggiunge Sabatini. L’obiettivo, sottolinea il presidente, è mettere a disposizione strumenti concreti per rafforzare la capacità delle imprese di affrontare i cambiamenti e cogliere nuove opportunità di crescita.

Scuola e università

Giovanni Amoroso torna a Macerata: "La Costituzione è il patto che ci tiene insieme" (FOTO e VIDEO)

Giovanni Amoroso torna a Macerata: "La Costituzione è il patto che ci tiene insieme" (FOTO e VIDEO)

22/10/2026 18:30

Questa mattina alla Loggia del Grano apertura dell’anno accademico per il dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali. Una mattinata che ha avuto l’onore di ospitare il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e che ha concentrato la sua attenzione su due importanti anniversari; quello degli ottanta anni dalla nascita della Repubblica Italiana e quello dei settanta anni dall’istituzione della Corte Costituzionale. "La Costituzione è in buona salute, oggi voglio portare un messaggio di ottimismo" - afferma il presidente -. "Parlare agli studenti della Costituzione è importante perché è il patto fondativo che ci tiene assieme e che fa comunità, quindi è importante che la conoscano e che sappiano come è nata". Per il presidente un ritorno nella città di Macerata, dove alla fine degli anni Ottanta è stato professore di diritto civile: "Ritorno molto volentieri e ricordo che quando venivo qui stavo bene, perché sentivo una città universitaria, incontravo gli studenti e sentivo questa sensazione di vicinanza e di college che mi ha lasciato proprio un bel ricordo". Nel corso degli interventi si è ricordato il valore che il voto di ottanta anni fa ebbe per il nostro paese, conferendo alla “nascente Repubblica una legittimazione pienamente popolare” per riprendere le parole della professoressa Laura Vagni, prorettrice per la Didattica, che continua: “Oggi il referendum resta uno strumento prezioso di democrazia”. La professoressa ha anche annunciato l’avvio di un corso di formazione in collaborazione con la Prefettura di Macerata, che unisce i principi costituzionali alla pratica del seggio elettorale, aperto agli studenti e alle studentesse. A intervenire anche il professor Ronald Car, presidente del Consiglio della Classe LM-52 che ha ricordato il traguardo dei quindici anni del corso di laurea e le soddisfazioni raccolte sotto il punto di vista dell’accoglienza degli studenti stranieri arrivati a Macerata tramite programmi di mobilità. Il professor Uoldelul Chelati Dirar, delegato della presidente del Consiglio unificato delle Classi L-36 e LM-62 si è invece soffermato sulla trasformazione che è stata fatta al corso di studi di scienze politiche ed internazionali, ricalibrando la centralità del percorso formativo sulla realtà contemporanea e sulle sue sfide. Linguaggio e comunicazione, le parole al centro dell’intervento della professoressa Alessia Bertolazzi, presidente del Consiglio Unificato delle Classi L-20 e LM-19, che ha ripreso l’articolo 3 della Costituzione definendolo “un testo che ha immaginato un paese più giusto di quello che esisteva precedentemente e ha chiesto alla Repubblica di raggiungerlo”. "Più domande farete, più dubbi solleverete, più conoscerete ciò che vi circonda, più sarete liberi, perché la libertà è sempre libertà di scelta", ha detto rivolgendosi agli studenti il direttore del Dipartimento Angelo Ventrone. Infine, la parola anche al rappresentante della Comunità Studentessa, il dottor Stefano di Carlo che ha ribadito l’importanza della garanzia di quei diritti costituzionali: “La presenza del presidente della Consulta ci ricorda che la Costituzione è stata pensata proprio per questo, per impedire che si travalichino i diritti. La Costituzione è un testo vivo, scritto con la resistenza, con le lotte per il suffragio e per la giustizia sociale, e vive solo se la difendiamo nelle aule, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e nella vita di ogni giorno”. Nella seconda parte dell’incontro la proiezione di filmati dell’Archivio storico dell’Istituto Luce sulle date storiche del 1946 e 1956 e la lectio inaugurale del presidente Giovanni Amoroso che ne ha ripercorso le tappe fondamentali per il loro raggiungimento.

Ex compagni di classe si ritrovano dopo 40 anni: la rimpatriata degli ex studenti del "Corridoni"

Ex compagni di classe si ritrovano dopo 40 anni: la rimpatriata degli ex studenti del "Corridoni"

21/10/2026 20:10

Quarant’anni dopo il diploma, il registro è ancora aperto. Qualche capello è sparito, qualcuno è diventato bianco e gli occhiali sono ormai quasi indispensabili, ma lo spirito è rimasto quello dei ragazzi del 1986. Da luglio 1986 a ottobre 2026: gli ex studenti dell’Istituto tecnico commerciale “F. Corridoni” si sono ritrovati per festeggiare i 40 anni dal diploma di ragioniere, in una rimpatriata che, più che una cena, si è trasformata in un viaggio nel tempo. C’è chi ha percorso centinaia di chilometri pur di non mancare all’appello. Perché certi appuntamenti non si possono perdere, soprattutto quando ad aspettarti ci sono persone con cui hai condiviso cinque anni di scuola e una quantità imprecisata di marachelle. È bastato sedersi a tavola perché tornassero a galla interrogazioni da incubo, compiti in classe, episodi esilaranti e gli indimenticabili professori e professoresse. Quelli che quarant’anni fa facevano tremare le ginocchia e che oggi, incredibilmente, fanno sorridere al solo ricordo. Tra un aneddoto e l’altro, qualcuno ha dimostrato una memoria sorprendente, riportando alla luce episodi che altri avrebbero volentieri lasciato sepolti nel 1986. Qualcun altro, invece, ha continuato a negare ogni responsabilità. Proprio come allora. Ma dietro le risate e le immancabili prese in giro c’è qualcosa che va ben oltre la nostalgia. Quei ragazzi, infatti, non sono rimasti soltanto ex compagni di scuola: sono diventati amici, per alcuni amici veri, di quelli che ci sono sempre, nei momenti belli e in quelli difficili. Legami costruiti sulla fiducia e sul sostegno reciproco, che nemmeno quarant’anni sono riusciti a scalfire. Anche chi non ha potuto partecipare ha voluto essere presente con messaggi e abbracci a distanza. Un segno che, in fondo, quella classe non si è mai davvero sciolta. A rispondere all’appello, questa volta senza il timore di un’interrogazione, sono stati Alfredo Benedetti, Paolo Carpineti, Tonino Marini, Paolo Sciocchetti, Claudio Santini, Gianluca Bevilacqua, Antonio Santini, Bibiana Vagni, Sabina Boschi, Fabio Scoponi, Silvia Biondi, Giuseppe Berrettoni, Simona Tassetti, Franco Moschini, Fabio Compieta e Paola Gnocchini. Un elenco che, quarant’anni dopo, somiglia ancora a quello del vecchio registro di classe. Con una differenza: stavolta nessuno rischiava un brutto voto, al massimo qualche presa in giro. E quando è arrivata la torta con quel numero, 40, qualcuno avrà certamente pensato a un errore di contabilità. Possibile che sia passato tutto questo tempo? Eppure è bastata una serata per ritrovarsi di nuovo diciottenni, con la stessa voglia di ridere, scherzare e stare insieme. Una cosa ha messo tutti d’accordo: mai più aspettare così tanto per rivedersi. Meglio organizzare incontri più frequenti, prima che per riconoscersi servano le fotografie dell’album di classe. Del resto, dopo quarant’anni di bilanci, dare e avere, entrate e uscite, questi ragionieri un conto lo sanno ancora fare benissimo: 40 anni trascorsi, migliaia di ricordi, infinite risate e amicizie che non hanno prezzo. Il bilancio? Decisamente in attivo.

Cultura

Recanati accoglie la “Madonna delle fragole” di Cranach: svelato lo scambio con Freising

Recanati accoglie la “Madonna delle fragole” di Cranach: svelato lo scambio con Freising

24/10/2026 15:24

 Un dialogo artistico che attraversa le Alpi e unisce due tradizioni rinascimentali. Questa mattina, 24 ottobre, il Museo Civico di Villa Colloredo Mels ha svelato al pubblico la Madonna delle fragole di Lucas Cranach il Vecchio, arrivata dal Museo Diocesano di Freising-Monaco nell’ambito di uno scambio di opere che ha portato l’Annunciazione di Lorenzo Lotto in terra bavarese. Alla cerimonia, intitolata “Un Sì che viaggia”, hanno partecipato il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, l’assessore alla Cultura Ettore Pelati, il direttore del Museo diocesano di Freising Christoph Kürzeder, la vicedirettrice Carmen Roll, il responsabile della collezione Steffen Mensch e il professor Stefano Papetti.” «Siamo onorati di ospitare la Madonna delle fragole nella nostra città», ha dichiarato Pepa. «Per Recanati significa diventare protagonista nel panorama artistico europeo, dando ampia visibilità al nostro territorio anche all’estero. Vedere l’immagine della nostra Annunciazione diffusa per tutta la città di Freising ci riempie d’orgoglio». Il primo cittadino ha infine ringraziato quanti si sono impegnati per rendere possibile lo scambio. Sulla stessa linea l’assessore Pelati, secondo cui l’operazione va oltre le due opere coinvolte: «Vogliamo che diventi un’iniziativa di promozione territoriale in Germania, area da sempre attratta dai nostri luoghi». Attraverso il ruolo di “ambasciatore” del Lotto, ha spiegato, il progetto punta a far conoscere meglio Recanati e le sue risorse, rafforzando al tempo stesso l’identità culturale europea intesa come dialogo tra le diverse tradizioni nazionali. Pelati ha ricordato anche la trasferta di domenica scorsa a Freising, dove l’Annunciazione di Lotto è stata esposta all’inaugurazione della mostra “Save Our Souls”, in cui ha un ruolo di rilievo. Ad accompagnarlo, tra gli altri, numerosi amministratori marchigiani e il commissario alla ricostruzione post-sisma Guido Castelli. «Aspettiamo cittadini, turisti e appassionati a Villa Colloredo per ammirare questo splendido gioiello di arte rinascimentale», ha aggiunto. Per il Museo Diocesano di Freising si tratta di un evento senza precedenti. «È la prima volta che la Madonna delle fragole si sposta dalla nostra sede», ha sottolineato Kürzeder. «Abbiamo compreso l’importanza che l’Annunciazione di Lotto riveste per Recanati e abbiamo deciso di scambiarla con quello che riteniamo il nostro pezzo più pregiato, credendo fortemente nel suo alto valore culturale». Prima dello svelamento, la vicedirettrice Carmen Roll ha ripercorso davanti alle autorità e al pubblico la storia del dipinto e la poetica di Cranach il Vecchio. Gli studi approfonditi condotti proprio in occasione dello scambio ne hanno attribuito in via definitiva la paternità: decisiva, in particolare, l’identificazione del serpente, che ha permesso di dare un nome all’autore. La Madonna delle fragole resta a oggi una delle opere di Cranach meglio conservate. Il professor Papetti, con la sua lezione, ha infine ricostruito le analogie iconografiche tra Lotto e Cranach, offrendo una chiave di lettura fondamentale per comprendere i contesti artistici e culturali del Cinquecento. L’opera resterà esposta a Villa Colloredo Mels fino al prossimo marzo, all’interno del Museo Civico, accanto a una copia “d’autore” dell’Annunciazione realizzata dal maestro Cesare Peruzzi e custodita nei locali della Fondazione Ircer, ente proprietario dell’originale di Lotto. 

"Torquato Tasso" di Cingolani torna a splendere: firmata la convenzione per il restauro

"Torquato Tasso" di Cingolani torna a splendere: firmata la convenzione per il restauro

23/10/2026 15:12

Una pagina della storia culturale di Macerata si prepara a tornare alla bellezza originaria grazie alla collaborazione tra istituzioni e imprese. È stata firmata la convenzione tra la Provincia, il Comune di Macerata e la ditta Sardellini Costruzioni per il restauro della tela Torquato Tasso che sottopone la Gerusalemme liberata all’Accademia dei Catenati di Macerata, realizzata nel 1903 dal pittore maceratese Giovanni Cingolani e di proprietà della Provincia. L’iniziativa nasce dalla volontà della Sardellini che, per celebrare gli 80 anni di attività, ha chiesto alla Provincia di poter restaurare gratuitamente il dipinto. La tela racconta il 1° novembre 1587, quando Torquato Tasso, durante un breve soggiorno a Macerata, sottopose il poema Gerusalemme liberata agli accademici dei Catenati. Un episodio che testimonia il ruolo della città nella vita culturale dell’epoca e che Cingolani ha tradotto in una preziosa testimonianza pittorica. Il restauro sarà realizzato dai restauratori della Sardellini Costruzioni, coordinati dalla direzione tecnica del restauratore Alfredo Beleggia. Per l’intervento sono stati acquisiti tutti i pareri della Soprintendenza. Una volta concluso, il dipinto sarà esposto a Palazzo Buonaccorsi, grazie alla collaborazione con il Comune e con i Musei Civici, e vi resterà visibile al pubblico fino al termine dei lavori alla Prefettura. La valorizzazione della tela si inserisce in un quadro avviato dalla Provincia, promotrice nel 2024 di un accordo di collaborazione scientifica con l’Università di Macerata per catalogare le opere d’arte mobili della Prefettura, in vista dei lavori di miglioramento sismico. Le responsabili scientifiche per l’ateneo sono state le professoresse Francesca Coltrinari e Patrizia Dragoni, del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del Turismo. «Questa operazione rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni e imprese possa tradursi in un risultato importante per l’intera comunità», sottolinea il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci. Per lui non si tratta solo di riportare allo splendore una tela di grande valore, ma di restituirla ai cittadini e ai visitatori: «Prendersene cura significa investire nella cultura e rafforzare il legame con la storia del nostro territorio». Gentilucci ha ringraziato il Comune per la disponibilità e la Sardellini per la scelta di celebrare i suoi 80 anni con «un gesto di autentico mecenatismo». Soddisfazione anche dal sindaco Sandro Parcaroli, secondo cui la collaborazione tra enti pubblici e imprese è «la chiave vincente per la cura del nostro patrimonio». La tela di Cingolani, aggiunge, «tornerà così a splendere e a essere pienamente fruibile da parte di cittadini e visitatori».   Tobia Sardellini, direttore tecnico e commerciale dell’azienda, spiega che la scelta nasce dal «profondo legame» con il territorio maceratese e si inserisce in un percorso di specializzazione nel restauro dei beni culturali, che l’azienda intende ora estendere alle opere d’arte mobili, come i dipinti su tela. Celebrare gli 80 anni con un gesto concreto per la comunità, conclude, significa «dare continuità alla nostra storia imprenditoriale».

Eventi

Marianna Aprile a Treia con "La promessa": ottant'anni di battaglie per i diritti delle donne

Marianna Aprile a Treia con "La promessa": ottant'anni di battaglie per i diritti delle donne

26/10/2026 19:10

Dal primo voto femminile all'arrivo di una donna a Palazzo Chigi, la giornalista ripercorre le conquiste e le sfide ancora aperte nel suo ultimo libro. Appuntamento venerdì 6 novembre al Teatro Comunale. Ottant’anni di conquiste, battaglie e trasformazioni sociali per i diritti delle donne, dal voto del 1946 fino alla prima donna alla guida del Governo. È il percorso al centro di "La promessa. Dal suffragio femminile alla prima donna a Palazzo Chigi, storia di una rivoluzione incompleta", il libro che la giornalista Marianna Aprile presenterà a Treia venerdì 6 novembre. L’incontro è in programma alle 21:30 al Teatro Comunale, dove l’autrice ripercorrerà le tappe di una storia che ha cambiato profondamente il Paese, senza tralasciare le questioni ancora aperte sul fronte della parità. Il volume parte dal 1946, anno in cui le donne italiane votarono per la prima volta alle elezioni politiche, e attraversa le conquiste che hanno ampliato i diritti e il ruolo femminile nella società. Ma il raggiungimento di importanti traguardi legislativi e l’accesso alle più alte cariche istituzionali non esauriscono il percorso verso una piena uguaglianza. Da qui la domanda al centro del libro: quanto resta ancora da realizzare della promessa di cittadinanza, autonomia e parità per le donne? La presentazione si inserisce nel percorso di iniziative che il Comune di Treia dedica, nel mese di novembre, all’approfondimento e al confronto sui temi legati alle donne. Una scelta che assume un significato particolare nell’anno in cui ricorrono gli ottant’anni dal voto femminile in Italia. "Nell'ottica di dare continuità al percorso avviato ormai due anni fa, per il mese di novembre in cui dedicare occasioni di approfondimento e confronto su temi con un focus particolare sulle donne - spiega l’assessora ai servizi sociali Camilla Palmieri - dopo l’incontro dello scorso anno con Vera Gheno, quest’anno abbiamo scelto di ospitare Marianna Aprile, che con il suo libro “La promessa” ripercorre la storia dei diritti conquistati dalle donne, dal voto fino ai giorni nostri. Crediamo sia importante offrire occasioni di confronto su questi temi, partendo dalla storia per comprendere meglio il presente". L’iniziativa è organizzata dal Comune di Treia in collaborazione con Help S.O.S. Salute e Famiglia Odv. L’ingresso è libero, con prenotazione tramite Eventbrite. Per informazioni è possibile contattare il numero 350/1804334.

Macerata sotterranea e misteriosa, tornano le visite tra grotte e palazzi storici: date e prenotazioni

Macerata sotterranea e misteriosa, tornano le visite tra grotte e palazzi storici: date e prenotazioni

26/10/2026 17:59

Il 14 e 15 novembre nuovo appuntamento con il Trekking in Città: dal sottosuolo di Palazzo Buonaccorsi alle cavità di Palazzo Narducci-Boccaccio, un percorso tra storia, leggende e teatro. Prenotazione obbligatoria, costo di 18 euro per gli adulti. Scendere fino a 20 metri sotto il livello stradale per esplorare ambienti nascosti, attraversare i vicoli del centro storico e scoprire storie e leggende della città. Sabato 14 e domenica 15 novembre torna a Macerata "Macerata sotterranea, segreta e misteriosa", il Trekking in Città organizzato dall'associazione Macerata by Marche nell'ambito della rassegna "Macerata Insolita", con il patrocinio del Comune e dell'assessorato al Turismo. Dopo il successo delle precedenti edizioni, l'iniziativa propone un nuovo itinerario alla scoperta di luoghi poco conosciuti del patrimonio storico e architettonico cittadino. Un'esperienza che combina visite guidate, divulgazione e intrattenimento, con il contributo di speleologi, guide turistiche e accompagnatori abilitati. Tra le tappe principali ci saranno gli ambienti ipogei del settecentesco Palazzo Buonaccorsi e il complesso sotterraneo di Palazzo Narducci-Boccaccio, articolato su tre livelli. Qui i partecipanti potranno esplorare le cavità artificiali fino a circa 20 metri di profondità, accompagnati in sicurezza, e assistere a una performance teatrale in ambientazione storica. Anche gli spostamenti tra i diversi luoghi diventeranno parte della visita, con passaggi tra i vicoli del centro storico, aneddoti e racconti legati alla storia di Macerata. L'obiettivo è offrire un modo diverso di conoscere la città, andando oltre i percorsi turistici più tradizionali. «Macerata segreta sotterranea rappresenta un esempio significativo di come la valorizzazione del patrimonio storico-culturale possa tradursi in un'esperienza turistica originale e attrattiva», commenta l'assessore al Turismo Riccardo Sacchi, che sottolinea come la riscoperta di luoghi normalmente non accessibili permetta di ampliare l'offerta e di proporre nuove chiavi di lettura della città. «Il successo delle precedenti edizioni dimostra come questa proposta abbia saputo consolidarsi nel tempo, diventando un appuntamento riconoscibile, capace di suscitare interesse e curiosità e di richiamare un pubblico eterogeneo. La Macerata sotterranea si sta affermando come un vero e proprio brand turistico della città», aggiunge Sacchi, indicando nell'iniziativa un elemento da valorizzare ulteriormente per rafforzare l'attrattività della destinazione. Soddisfazione anche da parte di Elena Prokopenko, guida turistica e presidente di Macerata by Marche, che evidenzia la partecipazione registrata negli anni e la collaborazione con l'amministrazione comunale. Un ringraziamento particolare è rivolto alla famiglia proprietaria di Palazzo Narducci-Boccaccio, che ha messo a disposizione le proprie grotte dopo un importante investimento e si è resa disponibile a collaborare anche per future iniziative. Date, orari e informazioni per partecipare Le visite guidate partiranno dal cortile di Palazzo Buonaccorsi, in via Don Minzoni 24. Sabato 14 novembre sono previsti cinque turni, alle 15, 15.30, 16, 17 e 17.30. Domenica 15 novembre le partenze saranno alle 10, 11, 15, 15.30, 16, 17 e 17.30. Il percorso ha una difficoltà media, si sviluppa su circa 1,5 chilometri e dura approssimativamente due ore. A causa dell'umidità e della presenza di modeste infiltrazioni d'acqua, per accedere alle cavità sono necessari abbigliamento e calzature adeguati. Caschetti e torce saranno forniti agli iscritti. Per ragioni di sicurezza, ogni gruppo sarà composto da un massimo di 15 persone. La partecipazione è consentita ai bambini dai 6 anni in su; gli adulti dovranno compilare una liberatoria prima della partenza. Nelle due giornate sarà riproposto anche l'aperitivo tematico "Macerata Segreta" in piazza della Libertà. Costi e prenotazioni La partecipazione costa 18 euro per gli adulti e 10 euro per i bambini dai 6 ai 10 anni. La prenotazione è obbligatoria, fino a esaurimento dei posti disponibili, ed è richiesta entro giovedì 12 novembre. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 340/4177177, esclusivamente tramite WhatsApp. Attraverso lo stesso recapito si possono ottenere indicazioni sulle modalità di pagamento.

Curiosità

Il tempo passa, l’amicizia resta: i nati nel 1976 festeggiano i 50 anni a Camerino

Il tempo passa, l’amicizia resta: i nati nel 1976 festeggiano i 50 anni a Camerino

26/10/2026 10:26

Ci sono legami che resistono al passare degli anni e amicizie capaci di ritrovare, anche dopo tanto tempo, la stessa spontaneità di un tempo. È questo lo spirito che ha accompagnato la rimpatriata dei nati nel 1976, ritrovatisi venerdì 23 ottobre all’agriturismo La Finestrella di Camerino per festeggiare insieme un traguardo importante: i cinquant’anni. Una serata speciale, nata dal desiderio di condividere ricordi, emozioni e momenti di spensieratezza, che ha riunito numerosi coetanei accomunati dallo stesso anno di nascita e da un patrimonio di esperienze che continua a creare occasioni di incontro. La maggior parte dei partecipanti è arrivata da Camerino, Muccia e Pievetorina, ma all’appuntamento non sono mancati amici provenienti da altre località delle Marche e anche da fuori regione. Una partecipazione che ha reso ancora più significativo il ritrovo, confermando quanto sia forte il desiderio di mantenere vivi i rapporti e ritagliarsi occasioni per stare insieme. Fin dai primi momenti, l’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni: sorrisi, abbracci e racconti hanno fatto da cornice a una festa che, tra una portata e l’altra, si è animata sempre di più. I ricordi del passato si sono intrecciati con le esperienze del presente, dando vita a una serata scandita da risate, canti, balli e prove di abilità, all’insegna della leggerezza e del buonumore. A rendere ancora più piacevole l’incontro è stata la presenza dell’artista Marco Cingolani, che ha accompagnato e allietato i partecipanti, contribuendo a creare un clima di festa e coinvolgimento. Per una sera, il tempo è sembrato tornare indietro, lasciando spazio alla gioia di ritrovarsi, riconoscersi e riscoprire la bellezza di appartenere a una storia comune. Cinquant’anni rappresentano una tappa importante, ma anche l’occasione per guardare al percorso compiuto con un sorriso, valorizzando le persone che ne hanno fatto parte e i legami che continuano a resistere nel tempo. Quella della Finestrella non è stata soltanto una cena tra coetanei, ma un momento autentico di condivisione, capace di dimostrare come la voglia di stare insieme possa rinnovarsi anche dopo tanti anni. Perché, al di là delle strade percorse e delle esperienze vissute, ritrovarsi significa riscoprire ciò che unisce e creare nuovi ricordi da custodire. E mentre la serata continua a rivivere nelle fotografie e nei racconti dei partecipanti, già si guarda al futuro con il desiderio di ripetere l’esperienza. L'entusiasmo con cui i nati nel 1976 hanno celebrato questo importante compleanno lascia infatti presagire che il prossimo appuntamento sarà atteso con altrettanta voglia di condividere momenti di amicizia e allegria. Perché il tempo può cambiare tante cose, ma non necessariamente lo spirito di chi sa ancora ritrovarsi, sorridere e fare festa insieme.

La Nicchia dei Sapori sbarca a Castelraimondo: inaugurata la nuova sede

La Nicchia dei Sapori sbarca a Castelraimondo: inaugurata la nuova sede

23/10/2026 14:00

La Nicchia dei Sapori cresce e apre una seconda sede a Castelraimondo, in piazza della Repubblica 20-21. Il nuovo locale è stato inaugurato giovedì 22 ottobre, con una serata molto partecipata: tante persone hanno assistito al taglio del nastro e hanno festeggiato con i titolari, approfittando dell’occasione per conoscere i nuovi spazi. L’attività è nata sette anni fa a Sefro dalla volontà dei titolari di realizzare un progetto nel proprio territorio, valorizzandone i prodotti e le tradizioni gastronomiche. Bistrot, gastronomia e alimentari, propone una selezione di prodotti prevalentemente locali e tipici, affiancata da specialità a base di trota a chilometro zero. Il lavoro quotidiano e la fiducia dei clienti hanno accompagnato la crescita dell’attività, fino alla scelta di aprire a Castelraimondo. La sede di Sefro continua regolarmente a funzionare, mentre il nuovo locale porta nel paese la stessa cura nella scelta dei prodotti e nella preparazione dei piatti. «A Sefro, casa nostra, abbiamo visto nascere e crescere la nostra attività e il rapporto con i clienti: quest’anno abbiamo festeggiato il settimo anniversario dell’apertura», racconta Paolo, titolare. «Nell’ultimo periodo nutrivamo il desiderio di far crescere ulteriormente la nostra realtà e sentivamo che era il momento giusto per farlo: abbiamo così deciso di rimboccarci le maniche e aprire una seconda sede, per essere ancora più presenti nel territorio e farci conoscere da sempre più persone». «Siamo felicissimi di iniziare questa nuova avventura e la partecipazione all’inaugurazione ci dà sicuramente una bella spinta per partire nel modo giusto», aggiunge. Poi i ringraziamenti a chi è passato a salutarli e a chi ha dato loro fiducia in questi anni, e l’invito ai clienti: «Ora non ci resta che rinnovare a tutti l’invito anche alla sede di Castelraimondo, vi aspettiamo».

Varie

Palestra dopo i 40 anni come costruire massa muscolare e forza senza farsi male

Palestra dopo i 40 anni come costruire massa muscolare e forza senza farsi male

26/10/2026 16:40

Dopo i 40 anni sono sempre più numerose le persone che decidono di iscriversi in palestra, per rimettersi in forma, ritrovare energia o semplicemente prendersi cura di sé. È una scelta più che giusta: proprio in questa fase della vita l’allenamento di forza diventa uno degli strumenti più efficaci per mantenere il corpo in salute. Allenarsi a 45 anni, però, non è come farlo a 20. Il corpo cambia, i tempi di recupero si allungano e alcune attenzioni diventano indispensabili per ottenere risultati senza incorrere in infortuni. Cosa cambia nel corpo dopo i 40 anni Già a partire dai 30-40 anni la massa muscolare tende a ridursi lentamente, e senza uno stimolo adeguato questo processo accelera con il passare del tempo. A diminuire non è soltanto il volume dei muscoli, ma anche la forza, con conseguenze sulla postura, sul metabolismo e sulla capacità di affrontare le fatiche quotidiane. Anche le articolazioni e i tendini diventano meno elastici, e il recupero dopo uno sforzo intenso richiede più tempo. C’è poi un aspetto meno noto: con l’età il muscolo risponde in modo meno efficace agli stimoli, un fenomeno che gli studiosi chiamano resistenza anabolica. In pratica, per costruire la stessa quantità di tessuto muscolare servono più proteine rispetto a quando si era giovani. Per chi si allena con regolarità, l’apporto consigliato si colloca in genere tra 1,2 e 1,6 grammi per chilo di peso corporeo al giorno, distribuiti nei vari pasti con porzioni di almeno 25-30 grammi. Carne, pesce, uova, legumi e latticini restano la base, mentre le proteine per massa muscolare e forza assunte dopo l’allenamento possono aiutare a raggiungere questa quota nei giorni in cui un pasto completo non è subito disponibile. Le regole per allenarsi in sicurezza Prima di iniziare è sempre consigliabile un controllo dal medico, che in molte palestre è comunque richiesto con il certificato medico per l’attività non agonistica. Una volta ottenuto il via libera, alcune regole aiutano a evitare gli errori più comuni: • Riscaldarsi sempre per almeno 10 minuti prima di sollevare carichi • Curare la tecnica prima di aumentare il peso, meglio con l’aiuto di un istruttore • Aumentare i carichi gradualmente, settimana dopo settimana • Rispettare i tempi di recupero tra una seduta e l’altra • Ascoltare i segnali del corpo, fermandosi in caso di dolore articolare Il dolore muscolare dei giorni successivi è normale, soprattutto all’inizio. Il dolore alle articolazioni, invece, è un campanello d’allarme da non ignorare. Come impostare la settimana in palestra Per chi ricomincia o parte da zero, due o tre sedute settimanali di circa un’ora rappresentano il punto di partenza ideale. È utile lasciare almeno un giorno di riposo tra un allenamento e l’altro, in modo da dare ai muscoli il tempo di recuperare e adattarsi. Il programma dovrebbe basarsi sugli esercizi multiarticolari, quelli che coinvolgono più gruppi muscolari insieme: squat, affondi, panca, rematore, stacchi con carichi moderati. Sono i più efficaci per sviluppare forza e massa muscolare, e allenano anche l’equilibrio e la coordinazione. Accanto a questi, è importante dedicare spazio alla mobilità articolare e al rinforzo del core, cioè la muscolatura del tronco, che protegge la schiena. L’attività aerobica, come la camminata veloce o la bicicletta, completa il quadro e fa bene al cuore, ma non dovrebbe sostituire il lavoro con i pesi. Infine, un ruolo decisivo lo gioca il sonno: è durante il riposo notturno che il corpo ripara i tessuti e costruisce nuovo muscolo. Non è mai troppo tardi per diventare più forti Costruire massa muscolare e forza dopo i 40 anni è possibile, e i benefici vanno ben oltre l’aspetto fisico: più energia, una postura migliore, un metabolismo più attivo e una maggiore autonomia negli anni a venire. Servono costanza, pazienza e qualche attenzione in più rispetto a quando si era ragazzi. Con un allenamento ben impostato, un’alimentazione ricca di proteine di qualità e il giusto riposo, la palestra può diventare un’alleata preziosa a ogni età.

Cambio di stagione ad ottobre: guida alla trapunta letto matrimoniale per preparare la camera all'inverno

Cambio di stagione ad ottobre: guida alla trapunta letto matrimoniale per preparare la camera all'inverno

26/10/2026 15:00

Il cambio di stagione in camera da letto non richiede di sostituire tutto in una volta. Ottobre è un periodo di transizione: alcune notti sono ancora miti, altre fanno già pensare all’inverno. Prima di scegliere una copertura più calda, conviene osservare come si comporta la stanza, come dormi e quali tessili utilizzi già. La trapunta entra in questo equilibrio insieme a lenzuola, coprimaterasso, eventuali coperte aggiuntive e abbigliamento da notte. Il cambio di stagione parte anche dalla camera da letto La prima cosa da fare è rivedere ciò che hai già. Una copertura che in settembre risultava sufficiente può diventare leggera quando la temperatura notturna scende, ma non è detto che serva subito una soluzione molto calda. Se il clima è ancora variabile, poter aggiungere o togliere uno strato resta spesso la scelta più pratica. Osserva anche la stanza nelle ore serali. Una camera che riceve sole durante il giorno può trattenere il calore in modo diverso rispetto a un ambiente più esposto o poco riscaldato. La sensazione personale resta comunque decisiva: due persone nella stessa casa possono preferire configurazioni del letto differenti. Il cambio di stagione è anche un buon momento per controllare lo stato dei tessili. Verifica che trapunte e coperte riposte nei mesi caldi siano asciutte, pulite e prive di odori anomali prima di utilizzarle. Se devono essere lavate, segui le istruzioni dell’etichetta e assicurati che siano completamente asciutte prima di rimetterle sul letto. Come scegliere la misura corretta per il matrimoniale La dicitura “matrimoniale” non basta per sapere come una trapunta cadrà sul tuo letto. Materasso, altezza del piano di riposo e struttura possono modificare molto il risultato. Prima dell’acquisto misura larghezza e lunghezza del materasso, poi valuta la caduta che desideri sui lati e ai piedi. Se il materasso è alto o utilizzi un topper, una misura che sulla carta sembra adeguata può lasciare meno tessuto sui bordi di quanto immaginavi. Al contrario, una trapunta molto ampia può arrivare troppo vicino al pavimento o risultare meno pratica da gestire. Non esiste una caduta corretta in assoluto: dipende dall’effetto estetico che vuoi ottenere e da come ti muovi durante il sonno. Quando confronti le alternative, guarda soprattutto le misure effettive in centimetri: sono il dato più utile per capire come la copertura cadrà sul tuo letto. Anche nel caso di una trapunta letto matrimoniale Caleffi, vale la pena verificare dimensioni, composizione e istruzioni di manutenzione del singolo modello, invece di affidarsi soltanto alla dicitura “matrimoniale”. Calore e comfort: valutare le esigenze reali della stanza Il livello di calore percepito non dipende da una sola caratteristica. L’imbottitura, la costruzione della trapunta, gli altri strati presenti sul letto, la temperatura della camera e le preferenze personali lavorano insieme. Per questo evitare equivalenze semplici, come “più pesante uguale più caldo”, aiuta a confrontare meglio le opzioni. Se dormi in una stanza che viene riscaldata per molte ore, potresti preferire una copertura diversa rispetto a chi mantiene l’ambiente più fresco. Anche il fatto di condividere il letto conta: chi tende a scaldarsi durante la notte può avere esigenze opposte rispetto a una persona più freddolosa. I materiali vanno letti attraverso l’etichetta e le indicazioni del produttore. Non è corretto attribuire automaticamente a una fibra una maggiore traspirabilità, una migliore capacità termica o un comfort superiore. Tessuto esterno, imbottitura, lavorazione e quantità di materiale possono cambiare il comportamento complessivo della trapunta. Prima di decidere, pensa anche alla gestione quotidiana. Una copertura piacevole ma difficile da lavare o da asciugare può essere poco pratica se in casa hai bisogno di lavaggi frequenti. Il comfort comprende anche la facilità con cui riesci a utilizzare e mantenere il tessile durante tutta la stagione. Coordinare trapunta, lenzuola e colori senza appesantire l'ambiente Una trapunta occupa una parte importante del campo visivo della camera, quindi colore e fantasia incidono molto sull’aspetto generale. Non è necessario scegliere tonalità scure perché è autunno: una palette chiara può funzionare bene anche nei mesi freddi, soprattutto in una stanza piccola o con poca luce naturale. Se ami colori intensi, puoi usarli sulla trapunta e mantenere più neutri lenzuola e cuscini. Se preferisci cambiare spesso l’aspetto del letto, una base semplice lascia più libertà agli accessori. L’equilibrio dipende dal numero di elementi visibili e da quanto ciascuno richiama l’attenzione. Evita di valutare i materiali soltanto per l’effetto estetico. Una superficie opaca, liscia o lavorata può cambiare la percezione dello spazio, ma la praticità va verificata separatamente. Un tessile che si abbina bene alla stanza deve comunque essere compatibile con la tua routine di lavaggio e con l’uso quotidiano. Anche tende, tappeti e pareti entrano nel risultato. Prima di acquistare può essere utile osservare il colore del letto con la luce del mattino e con quella artificiale della sera: la stessa tonalità può apparire molto diversa nelle due condizioni. Cura e conservazione tra una stagione e l'altra La manutenzione comincia dall’etichetta. Frequenza e modalità di lavaggio, asciugatura, eventuale uso dell’asciugatrice o necessità di un trattamento specifico dipendono dal prodotto. Applicare una regola generica a tutte le trapunte rischia di rovinare il tessuto o l’imbottitura. Durante la stagione è utile mantenere il letto e la stanza asciutti e arieggiati secondo le normali esigenze domestiche. Se la trapunta si macchia, verifica come trattare la zona interessata senza improvvisare detergenti o temperature non previste dalle istruzioni. Quando arriva il momento di riporla, la priorità è che sia pulita e completamente asciutta. Il contenitore deve proteggerla da polvere e umidità senza creare condizioni che favoriscano cattivi odori o deformazioni. Anche lo spazio disponibile conta: comprimere eccessivamente una trapunta per mesi può non essere coerente con le indicazioni di conservazione del produttore. Preparare il letto per l’inverno significa quindi fare scelte che restino pratiche per tutta la stagione. Misura corretta, livello di calore adatto alla stanza, manutenzione gestibile e abbinamenti coerenti contano più dell’idea di seguire una regola stagionale valida per tutti.  

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