Una studentessa di 22 anni, domiciliata presso il Campus Infinito di Recanati, è stata vittima di un'aggressione in piena notte nel centro cittadino da parte di tre malviventi che hanno tentato di rapinarla della borsa. A conclusione di una tempestiva e mirata attività investigativa avviata subito dopo la denuncia della giovane, i carabinieri della locale stazione hanno identificato e deferito in stato di libertà alla Procura della repubblica un ragazzo di 18 anni, residente a Loreto e già noto alle forze dell'ordine, ritenuto responsabile del reato di tentata rapina in concorso.
Nel frattempo, i militari dell'Arma proseguono senza sosta le attività d'indagine finalizzate a dare un nome e un volto ai due complici che hanno preso parte al raid. L'episodio si è verificato intorno alle 2:00 di una notte di fine giugno, mentre la ventiduenne stava transitando a piedi lungo una via del centro storico leopardiano.
In quel momento la ragazza è stata improvvisamente accerchiata dai tre individui, i quali l'hanno aggredita cercando di strapparle con la forza la borsa che portava con sé. Nonostante la situazione di grave e oggettivo pericolo, la giovane è riuscita con prontezza a divincolarsi dalla presa dei malviventi e a darsi alla fuga, riuscendo a raggiungere in sicurezza la propria abitazione e senza riportare, fortunatamente, alcuna lesione fisica.
Subito dopo la formalizzazione della denuncia-querela, i carabinieri hanno fatto scattare immediati accertamenti sul luogo dell'aggressione. Per dare una svolta alle indagini è stato fondamentale il sistema di videosorveglianza cittadino che copriva interamente l'area del tentato colpo.
L'analisi accurata dei filmati registrati dalle telecamere e i successivi riscontri investigativi incrociati dai militari hanno permesso di raccogliere elementi schiaccianti a carico del diciottenne lauretano. Gli inquirenti sono ora al lavoro per chiudere il cerchio attorno agli altri due componenti del gruppo.
Una studentessa di 22 anni, domiciliata presso il Campus Infinito di Recanati, è stata vittima di un'aggressione in piena notte nel centro cittadino da parte di tre malviventi che hanno tentato di rapinarla della borsa. A conclusione di una tempestiva e mirata attività investigativa avviata subito dopo la denuncia della giovane, i carabinieri della locale stazione hanno identificato e deferito in stato di libertà alla Procura della repubblica un ragazzo di 18 anni, residente a Loreto e già noto alle forze dell'ordine, ritenuto responsabile del reato di tentata rapina in concorso.
Nel frattempo, i militari dell'Arma proseguono senza sosta le attività d'indagine finalizzate a dare un nome e un volto ai due complici che hanno preso parte al raid. L'episodio si è verificato intorno alle 2:00 di una notte di fine giugno, mentre la ventiduenne stava transitando a piedi lungo una via del centro storico leopardiano.
In quel momento la ragazza è stata improvvisamente accerchiata dai tre individui, i quali l'hanno aggredita cercando di strapparle con la forza la borsa che portava con sé. Nonostante la situazione di grave e oggettivo pericolo, la giovane è riuscita con prontezza a divincolarsi dalla presa dei malviventi e a darsi alla fuga, riuscendo a raggiungere in sicurezza la propria abitazione e senza riportare, fortunatamente, alcuna lesione fisica.
Subito dopo la formalizzazione della denuncia-querela, i carabinieri hanno fatto scattare immediati accertamenti sul luogo dell'aggressione. Per dare una svolta alle indagini è stato fondamentale il sistema di videosorveglianza cittadino che copriva interamente l'area del tentato colpo.
L'analisi accurata dei filmati registrati dalle telecamere e i successivi riscontri investigativi incrociati dai militari hanno permesso di raccogliere elementi schiaccianti a carico del diciottenne lauretano. Gli inquirenti sono ora al lavoro per chiudere il cerchio attorno agli altri due componenti del gruppo.
Sono stati ritrovati e stanno bene i due escursionisti di Osimo dei quali non si aveva più notizia da mercoledì, da quando non c'era stato più alcun contatto telefonico da parte di familiari e amici, mentre la coppia, lei 38 anni, lui 42, si trovava sugli Spalti di Toro a camminare.
Ieri, scattato l'allarme una volta che non si erano presentati a lavoro, la loro macchina era stata rinvenuta ancora parcheggiata al Rifugio Pordenone ed erano partite le ricerche sia sulle montagne venete, che su quelle del Friuli Venezia Giulia, con l'impiego di mezzi e uomini di Soccorso alpino - Centro Cadore e Valcellina - Guardia di finanza, Vigili del fuoco e diversi elicotteri.
Questa mattina alle 5.30, pur ipotizzando che fosse probabile si trovassero sul versante del Friuli Venezia Giulia, due squadre del Soccorso alpino del Centro Cadore e di Pieve di Cadore, da ieri impegnate nelle ricerche, si sono ritrovate al campo Sportivo di Vallesella con il Centro mobile di coordinamento per un'ulteriore indagine sul versante cadorino.
Obiettivo della perlustrazione di questa mattina il Sentiero Marini, un percorso dismesso e di difficile percorrenza, che collega Spe al Rifugio Pordenone, attraverso il Bivacco Gervasutti, considerato una possibile zona prioritaria. Era già stato sorvolato ieri, ma si riteneva da dover approfondire la perlustrazione a piedi e in volo.
Una squadra del soccorso alpino è stata, quindi, trasportata a Forcella Spe dall'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, per incamminarsi lungo il sentiero dismesso, una seconda squadra ha invece proseguito a bordo per una ricognizione dall'alto. Ed è stato dall'elicottero che i soccorritori hanno individuato i due escursionisti in mezzo al bosco, vicini ai ruderi di Casera Col Cadorin. I volontari hanno intravisto l'uomo sul sentiero, un soccorritore si è fatto subito sbarcare per parlare con lui e c'è stata la conferma.
La coppia, che stava bene, anche se provata dai lunghi giorni all'addiaccio, si trovava bloccata in quel luogo da giovedì. Partiti dal Rifugio Pordenone, erano passati dalla Val Montanaia, erano scesi al Rifugio Pordenone per poi prendere il sentiero da Forcella Spe.
Purtroppo erano stati costretti a fermarsi dalle condizioni improponibili del percorso, franato e con ripidi ghiaioni di pietra dura, senza riuscire a tornare sui propri passi. Si erano fermati nei pressi dei ruderi perchè c'era un torrentello da cui si sono potuti almeno dissetare in tutti questi giorni. Ieri, dal loro racconto, avevano sentito gli elicotteri, ma non erano riusciti a farsi vedere. Tre volontari sono stati lasciati da loro per verificarne le condizioni e preparare il recupero.
La coppia è stata poi imbarcata sull'elicottero dell'Air service e trasportata assieme a un soccorritore del Centro Cadore al Rifugio Pordenone, per essere affidata al Soccorso alpino della Valcellina, che si stava muovendo sul proprio territorio.
Una pensionata di 81 anni è stata derubata della propria collana in oro giallo, del valore di circa 3.000 euro, da una malvivente che l'ha avvicinata in strada e l'ha raggirata utilizzando la nota e insidiosa "tecnica dell'abbraccio". A conclusione di un'accurata attività d'indagine, i carabinieri della stazione locale hanno identificato e deferito in stato di libertà alla procura della repubblica una cittadina spagnola di 28 anni, senza fissa dimora e già gravata da precedenti di polizia per reati specifici, ritenuta responsabile del reato di furto con destrezza.
L'episodio si è verificato nelle prime ore del mattino di un giorno di fine giugno, mentre la vedova ottantunenne stava percorrendo a piedi la via verso la propria abitazione. La giovane straniera si è accostata all'anziana e, simulando un gesto affettuoso, è riuscita con estrema rapidità e abilità a sfilare il prezioso monile dal collo della vittima, per poi dileguarsi immediatamente facendo perdere le proprie tracce.
I carabinieri sono riusciti a risalire all'identità della presunta autrice del colpo grazie a una tempestiva attività investigativa, supportata in modo determinante dall'analisi accurata dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza presenti nell'area in cui si è consumato il reato.
A seguito di questo ennesimo episodio, l'Arma ha rinnovato l'invito alla cittadinanza, in particolar modo alle persone anziane, a prestare la massima attenzione nei confronti di sconosciuti che cercano il contatto fisico con pretesti affettuosi o scuse banali, raccomandando di segnalare subito ogni situazione sospetta al numero di emergenza 112.
Nelle Marche il traguardo previsto dal burden sharing, ovvero l’obiettivo di installare 2,3 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili entro il 2030, resta ancora distante. Secondo i dati dell’Osservatorio REgions 2030, curato da Elemens e Public Affairs Advisors, sono attualmente in attesa della valutazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) quattro progetti fotovoltaici per complessivi 108 MW e otto impianti eolici per 470 MW.
La Regione Marche, che negli ultimi mesi ha espresso parere negativo su quattro progetti eolici nell’area appenninica, sta esaminando attraverso la procedura autorizzativa unica regionale (Paur) altri interventi per 235 MW di fotovoltaico e 90 MW di eolico. Tuttavia, secondo l’analisi, anche questi progetti avrebbero ridotte possibilità di trasformarsi in impianti operativi.
L’indirizzo scelto da Palazzo Raffaello emerge dai numeri: dal 2020 fino allo scorso maggio sono stati autorizzati 182 impianti fotovoltaici, di cui 165 di piccola taglia, generalmente tra 4 e 5 MW, mentre nello stesso periodo non è stato autorizzato alcun impianto eolico.
La strategia regionale punta quindi soprattutto sul solare come principale fonte per aumentare la produzione energetica rinnovabile e contribuire agli obiettivi europei. Il rischio, però, è quello di procedere con un ritmo insufficiente: rispetto al target intermedio del 2026, fissato a 930 MW, mancano ancora 114 MW, mentre per arrivare al traguardo del 2030 la distanza da colmare è di 1,68 GW.
L’assessore regionale allo Sviluppo economicoGiacomo Bugaro ha evidenziato come le installazioni eoliche incontrino forti resistenze a causa della concentrazione delle aree più ventose in due zone dell’Appennino marchigiano caratterizzate da un elevato valore ambientale e paesaggistico. Anche il fotovoltaico, secondo l’assessore, deve fare i conti con le opposizioni legate all’inserimento degli impianti in aree agricole, dove il paesaggio collinare rappresenta un elemento fortemente identitario per il territorio.
Secondo Tommaso Barbetti, partner di Elemens, le Marche non solo hanno mostrato difficoltà nell’approvazione dei progetti presentati, ma non sono riuscite nemmeno ad attrarre l’interesse degli operatori. Negli ultimi anni, infatti, solo Trentino, Valle d’Aosta e Umbria hanno registrato un numero inferiore di richieste di autorizzazione. Le caratteristiche territoriali rappresentano un elemento da considerare, ma anche la percezione di un contesto poco favorevole agli investimenti potrebbe aver inciso.
Attualmente la produzione locale da fonti rinnovabili copre meno di un terzo dei consumi annuali regionali: 2.381 GWh prodotti rispetto a un fabbisogno di 7.400 GWh. A trainare il settore è soprattutto il fotovoltaico, che rende le Marche la regione con il maggior numero di impianti in rapporto alla popolazione: sono 59mila, con una produzione annua di 1.602 GWh, pari al 67,3% dell’energia rinnovabile prodotta sul territorio.
Uno studio della Politecnica delle Marche ha evidenziato inoltre la possibilità di raddoppiare le superfici disponibili per il fotovoltaico, arrivando a circa 900 ettari, pari a circa lo 0,1% del territorio regionale. Le opportunità riguardano soprattutto coperture di edifici industriali e urbani e aree già compromesse, come terreni abbandonati o cave dismesse, anche se permangono ostacoli legati a procedure burocratiche e opposizioni locali.
Per quanto riguarda le altre fonti, l’eolico nelle Marche produce 27,8 GWh, mentre l’idroelettrico, ormai quasi completamente sfruttato, raggiunge 255,1 GWh, con una riduzione del 55,1% tra il 2024 e il 2025. Il termoelettrico arriva a 495,2 GWh, mentre non risultano presenti impianti di geotermia ad alta entalpia.
Secondo Giovanni Galgano, amministratore delegato di Public Affairs Advisors, gli scenari futuri dei consumi richiederanno alle Marche uno sforzo maggiore nell’accoglienza di impianti rinnovabili di media e grande dimensione. Gli impianti piccoli e diffusi sul territorio restano importanti, ma da soli non sono sufficienti ad accelerare il processo di decarbonizzazione dei consumi civili e industriali.
Una posizione condivisa anche da Massimo Cecchini, responsabile delle politiche energetiche per Confindustria Marche, che auspica che il nuovo Piano Regionale Energia e Clima (Prec) 2030 definisca criteri chiari per attirare grandi investitori con una prospettiva di lungo periodo. L’obiettivo è intercettare anche gli operatori interessati, entro il 2027, alla realizzazione di impianti rinnovabili nell’ambito del progetto nazionale Energy Release.
Nel frattempo proseguono il percorso della proposta di legge sulle aree idonee, presentata dalla giunta regionale e avviata al confronto con province, comuni e associazioni di categoria, e la revisione del Prec 2030, che dopo il parere della Valutazione ambientale strategica sarà trasmessa dalla giunta al Consiglio regionale.
Bugaro ha infine sottolineato la necessità di monitorare ogni anno l’andamento degli obiettivi, intervenendo nei limiti delle competenze regionali. La Regione, ha spiegato l’assessore, sta già operando attraverso bandi di finanziamento rivolti a imprese e comunità energetiche.
(Fonte: Il Sole 24 Ore; Foto: Regione Marche)
Le Marche chiudono il 2025 con una crescita economica superiore alla media nazionale. È quanto emerge dalle stime contenute nell'ultima analisi della Svimez, diffuso qualche settimana fa, secondo cui il Pil regionale aumenta dello 0,9%, a fronte del +0,5% registrato dall'Italia. Tra le regioni del Centro, solo il Lazio, con un incremento del 2%, fa meglio, mentre Toscana (-0,6%) e Umbria (-0,2%) chiudono l'anno in flessione.
A sostenere la crescita marchigiana è soprattutto la buona tenuta dei principali comparti produttivi. L'agricoltura registra un incremento del 10%, l'industria cresce dell'1,5%, le costruzioni dello 0,8% e i servizi dello 0,2%. Nel complesso, tra il 2022 e il 2025, l'economia marchigiana mette a segno una crescita cumulata del 6,6%.
Tra gli elementi più significativi evidenziati dal rapporto c'è il forte aumento degli investimenti in costruzioni, cresciuti nelle Marche del 53,4% nel quadriennio 2022-2025. Si tratta di uno degli incrementi più elevati a livello nazionale, superiore alla media del Centro-Nord (+34,3%). Anche gli investimenti nelle opere pubbliche mostrano una dinamica particolarmente positiva, con un aumento del 103,2%, effetto della progressiva attuazione degli interventi finanziati dal Pnrr per la ricostruzione post-sisma.
Accanto ai segnali positivi, il dossier evidenzia però una criticità importante sul fronte del commercio internazionale. Nel 2025 le esportazioni marchigiane si attestano a 13,43 miliardi di euro, in calo del 7,6% rispetto all'anno precedente. Nonostante la flessione, l'export continua a rappresentare una componente rilevante dell'economia regionale, con un'incidenza pari al 25,6% del Pil.
Il quadro delineato dalla Svimez conferma quindi una regione che riesce a crescere più della media italiana grazie alla spinta degli investimenti e alla tenuta del sistema produttivo, ma che continua a fare i conti con le difficoltà dei mercati esteri. Una situazione che riflette anche l'andamento nazionale: nel 2025 il Pil italiano si è fermato al +0,5%, mentre il Mezzogiorno, per il quarto anno consecutivo, ha registrato una crescita superiore a quella del Centro-Nord, sostenuta soprattutto dagli investimenti pubblici.
Sono bastate alcune settimane di indagini per dare un volto ai presunti autori della scorribanda notturna che, all'alba del 28 maggio, aveva messo in allarme il centro di San Severino Marche. La Polizia Locale ha denunciato a piede libero due minorenni, entrambi diciassettenni, ritenuti responsabili di furto aggravato e tentato furto.
L'attività investigativa, condotta dagli agenti del Comando di Polizia Locale guidato dal vice commissario Adriano Bizzarri, ha permesso di ricostruire nei dettagli quanto accaduto grazie a un accurato lavoro di analisi dei filmati del sistema comunale di videosorveglianza, al confronto incrociato dei fotogrammi e a una testimonianza rivelatasi decisiva.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i due giovani avrebbero trascorso diverse ore a muoversi nelle vie del centro prima di entrare in azione in viale Eustachio, dove sarebbero riusciti ad aprire un'auto in sosta. Dall'abitacolo avrebbero sottratto un borsone e vari effetti personali, configurando così l'ipotesi di furto aggravato.
La loro azione non si sarebbe fermata lì. I due si sarebbero poi diretti verso la zona della stazione ferroviaria, dove avrebbero tentato di introdursi in un esercizio commerciale senza riuscire a portare a termine il colpo. Nel corso della stessa notte sarebbero stati registrati anche altri tentativi di effrazione ai danni di attività commerciali del centro cittadino, episodi che avevano destato forte preoccupazione tra i commercianti.
Al termine degli accertamenti, i due diciassettenni sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona, che dovrà ora valutare le rispettive posizioni.
Le indagini, però, non sono concluse. La Polizia Locale sta infatti proseguendo gli accertamenti per individuare i responsabili dei recenti atti vandalici che hanno colpito la segnaletica stradale e il patrimonio comunale durante le ore notturne. Anche in questo caso, le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza potrebbero rivelarsi determinanti per arrivare all'identificazione degli autori.
Il mondo del calcio marchigiano piange la scomparsa di Beniamino Di Giacomo, per tutti semplicemente "Gegè", storico attaccante e allenatore spentosi nella mattinata di oggi all'età di 91 anni presso la casa di cura Villa dei Pini di Civitanova Marche, dove si trovava ricoverato da qualche tempo.
Nato a Porto Recanati, Di Giacomo era considerato una vera e propria leggenda dello sport locale, capace di partire dai campi della propria regione fino ad arrivare sul tetto d'Europa e del mondo con la maglia della grande Inter di Helenio Herrera, lasciando un ricordo indelebile in tutte le piazze storiche della massima serie. La notizia ha destato profonda commozione a Porto Recanati, città a cui era rimasto legatissimo e che oggi si è stretta calorosamente attorno alla famiglia in un momento di grande dolore.
Cresciuto calcisticamente nel Castelfidardo dopo i primi passi con la maglia arancione della squadra del suo paese, Di Giacomo compì il grande salto nel calcio che conta nel 1955 approdando in serie A con la Spal. Da lì prese il via una memorabile carriera da bomber che lo portò a vestire i colori di Napoli, Lecco e Torino, prima della definitiva consacrazione a Milano.
Tra il 1962 e il 1964 fu infatti tra i protagonisti assoluti della formazione nerazzurra guidata dal "Mago" Herrera, conquistando lo scudetto nel 1963 e la coppa dei campioni nel 1964, siglando complessivamente 13 reti in 37 apparizioni. Un percorso agonistico straordinario, impreziosito da oltre 300 presenze in massima serie e da una convocazione nella Nazionale maggiore nell'amichevole vinta contro la Danimarca il 5 dicembre 1964.
Il suo cammino sui campi di gioco proseguì per un altro decennio con le maglie di Cesena, Anconitana, Fano e Mantova. Proprio con i lombardi firmò nel 1967 una delle reti più celebri della storia del calcio italiano, segnando all'ultima giornata il gol dell'ex che costò il tricolore all'Inter a vantaggio della Juventus.
Appesi gli scarpini al chiodo, il suo legame con le Marche rimase indissolubile e si tinse di nuovi successi nelle vesti di allenatore, guidando tra le altre anche la Civitanovese in due differenti bienni, nelle stagioni 1980/1981 e 1985/1986.
"Oggi ricordo con profondo cordoglio, commozione e sincero rispetto Beniamino 'Gegè' Di Giacomo, campione del calcio portorecanatese e uomo che ha saputo incarnare, con naturalezza e dignità, i valori più autentici e nobili dello sport". Questo il ricordo commosso del sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini.
"Non è stato soltanto un grande protagonista sul campo, ma anche un esempio di passione, dedizione e amore per la propria comunità - ha aggiunto il primo cittadino -. Con il suo impegno costante, il suo spirito di squadra e la sua generosità, ha dato moltissimo alla nostra città e al nostro movimento calcistico, diventando nel tempo una vera figura di riferimento, dentro e fuori dal campo. Chi lo ha conosciuto ricorda il suo entusiasmo, la sua umanità e quella capacità rara di trasmettere ai più giovani l’importanza del rispetto, del sacrificio e dell’appartenenza. Valori che oggi rappresentano una parte preziosa dell’eredità che ci lascia".
"Il suo ricordo continuerà a vivere nei colori che ha difeso con orgoglio, nei ragazzi che ha ispirato con il suo esempio e nel cuore riconoscente di tutta la comunità di Porto Recanati. Grazie, “Gegè”, per ciò che sei stato per tutti noi e per tutto ciò che, con semplicità e grandezza, hai donato alla tua città. Da parte mia e dell’Amministrazione comunale, alla famiglia di Beniamino Di Giacomo giungano le più sincere e sentite condoglianze, accompagnate da un pensiero di profonda vicinanza e affetto in questo momento di grande dolore", ha concluso il primo cittadino.
(Credit foto: Fb Aldo Ascani)
Un uomo di 64 anni è stato trovato privo di vita nella serata di oggi, all'interno del garage della propria abitazione a Macerata, situata nel quartiere Santa Lucia. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri, ma per l'uomo non c'è stato nulla da fare. Secondo le prime informazioni raccolte, si tratterebbe di un gesto volontario.
A fare la drammatica scoperta sono stati i familiari del sessantaquattrenne che, entrando nel locale, hanno immediatamente allertato i numeri d'emergenza. Nonostante il rapido arrivo del personale sanitario e delle squadre di soccorso, gli operatori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo.
I rilievi e gli accertamenti volti a chiarire l'esatta dinamica di quanto accaduto sono stati affidati ai carabinieri della compagnia di Macerata, rimasti sul posto per completare le procedure di rito. Si tratta del secondo drammatico gesto suicida registrato in città nel giro di poco più di ventiquattro ore, dopo la scomparsa di una donna di 72 anni avvenuta nella giornata di ieri in via Mameli.
Una segnalazione è stata inviata alla redazione da un cittadino residente nella frazione di Villa Sant’Antonio, nel Comune di Visso (MC), che denuncia una situazione di presunto disagio legata alla mancata manutenzione del verde nelle aree circostanti la propria abitazione.
Nel testo, firmato da Corrado Sala, viene descritta la presenza di erba alta e vegetazione incolta, condizione ritenuta particolarmente critica in un periodo caratterizzato da elevate temperature e condizioni climatiche secche.
Secondo quanto segnalato, tale situazione potrebbe favorire la presenza di animali potenzialmente pericolosi, come rettili, e aumentare il rischio di incendi, soprattutto in presenza di sterpaglie secche.
Il cittadino richiama inoltre il rispetto delle normative e delle ordinanze estive in materia di manutenzione e pulizia dei terreni, evidenziando la necessità di un maggiore controllo sia da parte dei proprietari privati sia degli eventuali enti competenti sul territorio.
Nella segnalazione viene infine richiesto un intervento urgente per il taglio dell’erba nelle aree interessate, al fine di ripristinare condizioni di sicurezza adeguate per i residenti e per l’ambiente circostante.
La redazione prende atto della segnalazione ricevuta e la pubblica integralmente per opportuna conoscenza.
La Segreteria Regionale di UNARMA Associazione Sindacale Carabinieri Marche esprime il più sentito ringraziamento e il più vivo apprezzamento ai militari della Stazione Carabinieri di Loreto (AN) e a quelli dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Osimo (AN), che con un'operazione congiunta hanno arrestato in flagranza di reato due uomini, responsabili di una truffa aggravata ai danni di una persona anziana.
L'intervento, scaturito nel primo pomeriggio di ieri, 3 luglio, ha permesso ai militari di bloccare i due malviventi durante la fuga, evidenziando ancora una volta l'altissima professionalità dei Carabinieri della Compagnia di Osimo e il loro incessante e quotidiano impegno nel presidio del territorio a tutela della cittadinanza.
I malfattori avevano messo in atto un piano criminoso ben orchestrato. Hanno contattato telefonicamente un'anziana di Porto Recanati, approfittando del fatto che si trovasse da sola in casa. Uno di loro si è finto un Maresciallo dei Carabinieri e, per terrorizzare la donna, le ha fatto credere che il marito fosse gravemente coinvolto in una rapina e che l'auto utilizzata per il colpo risultasse intestata a lui.
Sfruttando il profondo stato di shock e agitazione della vittima, i truffatori l'hanno convinta a radunare tutti i gioielli di famiglia e a disporli su un panno bianco, con il falso pretesto di doverli confrontare con la refurtiva. Successivamente, con un'ulteriore scusa, hanno persuaso la signora a consegnare i preziosi direttamente a un loro "incaricato", che si è recato sul posto per ben due volte. In totale, i truffatori sono riusciti a farsi consegnare gioielli e denaro contante per un valore superiore ai 5.000 euro, per poi darsi alla fuga.
È proprio in questa fase che l'intuito investigativo dei militari, la presenza capillare sul territorio e il perfetto coordinamento tra i reparti hanno consentito di individuare il veicolo con cui i truffatori stavano tentando di allontanarsi. I Carabinieri si sono coordinati tempestivamente riuscendo a bloccare l'autovettura prima che imboccasse l'autostrada al casello di Loreto-Porto Recanati.
Il fulmineo intervento dei Carabinieri di Loreto e Osimo ha consentito di recuperare integralmente il bottino sottratto alla vittima. I due malviventi, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, sono stati assicurati alla giustizia e tradotti in carcere.
"Torniamo con estremo piacere ed orgoglio a complimentarci vivamente con i militari operanti, ringraziandoli per la perfetta riuscita dell'operazione, che ha permesso di sventare l'ennesima truffa nei confronti di una persona anziana. Questo avviene a distanza di poche settimane da un'altra brillante operazione a contrasto del medesimo e vile reato. Un risultato che, se da un lato denota la presenza costante e la dedizione dei militari della Compagnia di Osimo, dall'altro evidenzia quanto questo crimine sia purtroppo frequente e quanto meriti ogni nostro sforzo per informare i cittadini su come difendersi", ha dichiarato in una nota il Segretario Regionale UNARMA Marche, Marco Campetella.
"Rinnoviamo il nostro appello a tutti i cittadini a mantenere alta la guardia contro queste truffe, che iniziano sempre con un contatto telefonico", prosegue il Segretario UNARMA Marche, Giuseppe Palermo. "Ribadiamo con forza che mai nessuna Forza di Polizia chiederà soldi o gioielli a domicilio. Esortiamo i cittadini, qualora ricevessero telefonate di questo tipo, a interrompere immediatamente la comunicazione e a segnalare tempestivamente l'accaduto chiamando il 112."
Gli episodi di cronaca che hanno contrassegnato l'ultimo fine settimana a Civitanova Marche (leggi qui), hanno riacceso il dibattito politico attorno alla gestione della sicurezza urbana. Sulla delicata questione è intervenuto direttamente il consigliere regionale civitanovese di Fratelli d'Italia, Pierpaolo Borroni, che - commentando il bilancio dei controlli ad alto impatto disposti dal questore - ha chiesto il varo immediato di un piano integrato straordinario per tutelare residenti, giovani e attività commerciali all'avvio della stagione estiva.
"Garantire una movida sicura significa tutelare contemporaneamente i cittadini, i giovani, le famiglie e gli operatori economici che ogni sera contribuiscono alla vitalità della città - ha dichiarato Borroni -. Per questo è necessario rafforzare ulteriormente gli strumenti di prevenzione e controllo del territorio per evitare quei fenomeni che minano queste legittime aspirazioni. Esprimo un profondo ringraziamento per l’operato delle nostre forze dell’ordine e per le azioni messe in campo dalla Prefettura che hanno, certamente, contribuito a limitare episodi di violenza dovuto sempre ad abusi di alcol e droga. Ma serve un ulteriore sforzo con un piano integrato che ottimizzi risorse, uomini e mezzi".
"Occorre consolidare il presidio del territorio attraverso un accordo tra comune e Compagnia dei carabinieri per l'installazione di una stazione mobile nei punti più sensibili del lungomare nelle serate di martedì, venerdì e sabato, giorni di massima movida non solo estiva a Civitanova - propone Borroni -. Allo stesso tempo è necessario istituire un tavolo permanente per la sicurezza tra Prefettura, forze dell'ordine e Comune, affiancato da un tavolo tecnico dedicato al disagio giovanile che coinvolga Ast, servizi sociali, Ufficio Scolastico Provinciale ed enti del terzo settore e da un terzo tavolo comunale permanente tra amministrazione, attività commerciali e polizia locale per definire un piano integrato di controllo del territorio".
"Occorrono anche azioni concrete immediate, penso al vietare nei distributori automatici, in particolare quelli del centro cittadino, la vendita di superalcolici ed energy drink, quest’ultimi utilizzati come base per potenziare droghe sintetiche - prosegue il consigliere regionale di FdI -. Si deve investire nell'ulteriore potenziamento della videosorveglianza. Civitanova è già tra le città più videosorvegliate delle Marche, ed oggi serve aumentare i sistemi di ultima generazione, dotati di software intelligenti, in grado di supportare concretamente le forze dell'ordine nell'attività di prevenzione e repressione dei reati".
"Infine, rilancio la proposta, già avanzata nel 2025 ma incredibilmente senza essere stata avviata dal sindaco Ciarapica, di destinare risorse per l'impiego di guardie giurate private a supporto della polizia locale nei momenti di maggiore afflusso che abbiano il compito di controllare e segnalare. Erano stati stanziati 30mila euro con un apposito capitolo di bilancio, purtroppo mai utilizzati. Credo fermamente che solo attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni, forze dell'ordine e imprese potremo garantire una movida sicura e consentire ai nostri commercianti di lavorare nelle migliori condizioni possibili", conclude Borroni.
Linea della fermezza e tolleranza zero contro i fenomeni di violenza giovanile a Recanati. Il sindaco Emanuele Pepa ha convocato d'urgenza nella mattinata di oggi, lunedì 6 luglio, un tavolo tecnico straordinario sulla sicurezza urbana per fare il punto della situazione e programmare un giro di vite nei punti nevralgici della città.
Il vertice istituzionale è stato programmato per analizzare nel dettaglio gli ultimi preoccupanti episodi di cronaca che hanno visto tristemente protagonisti alcuni gruppi di minori sul territorio comunale e per coordinare un piano d'azione congiunto volto al contrasto, al monitoraggio e alla prevenzione del disagio sociale.
Al summit urgente di questa mattina hanno preso parte, accanto al primo cittadino, il vicesindaco Roberto Bartomeoli, l'assessore ai servizi sociali Emanuela Pergolesi, il comandante della polizia locale Nicolas Fulvi, i vertici del locale Comando dei carabinieri e i responsabili dei servizi sociali del comune.
"L'amministrazione comunale esprime la massima attenzione e fermezza di fronte a questi episodi, che non intendiamo in alcun modo sottovalutare – ha dichiarato perentorio il sindaco Pepa al termine del vertice – la nostra priorità assoluta è garantire la tranquillità e la sicurezza di tutti i cittadini".
Durante la riunione è emersa la chiara intenzione di avviare un doppio binario operativo: "Continueremo a lavorare in stretta sinergia, ciascuno per il proprio ambito di attività e competenza – ha sottolineato il primo cittadino – da un lato, la polizia locale e i carabinieri intensificheranno i controlli e le attività di vigilanza nei punti più sensibili della città; dall'altro, l'assessorato e i servizi sociali proseguiranno il fondamentale lavoro di prevenzione, monitoraggio e supporto educativo nei contesti di disagio giovanile".
La convocazione straordinaria della Giunta si è resa indispensabile anche alla luce degli sviluppi investigativi odierni legati proprio a una delle più gravi aggressioni registrate in città, quella avvenuta la sera dello scorso 14 giugno nei pressi del Parco Torrioni ai danni di un diciassettenne recanatese, preso a calci e pugni per futili motivi da un gruppo di coetanei.
Proprio nelle ultime ore, i carabinieri della stazione di Recanati hanno chiuso il cerchio sulle indagini di quel violento pestaggio, identificando e denunciando alla competente autorità giudiziaria quattro ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni (di cui tre minorenni) con l'accusa di lesioni personali aggravate in concorso, incastrati grazie alle riprese delle telecamere di videosorveglianza.
Un episodio emblematico che l'amministrazione intende isolare fermamente, evitando però pericolose stigmatizzazioni di massa: "Non dobbiamo però generalizzare – ha rimarcato il sindaco Pepa – la stragrande maggioranza dei nostri giovani è sana, ha sogni importanti e ha una grande voglia di costruire e vivere serenamente la propria città. È a loro che dobbiamo dare spazio e risposte, rendendo i quartieri luoghi vivi di aggregazione positiva, dove l'energia dei ragazzi possa esprimersi in progetti utili per tutta la comunità".
In conclusione, il capo della Giunta ha voluto rivolgere un appello diretto alla collaborazione attiva della cittadinanza: "Per rendere queste azioni davvero efficaci, il contributo dei residenti resta indispensabile. Invitiamo tutti i cittadini a continuare a vivere i luoghi della nostra città in totale tranquillità e a segnalare o denunciare tempestivamente alle forze dell'ordine qualsiasi episodio o situazione di pericolo. Solo attraverso un patto di collaborazione tra istituzioni, famiglie e forze dell'ordine possiamo isolare l'illegalità, riappropriarci dei nostri spazi e far crescere la parte migliore della nostra comunità".
Ha preso il via a Civitanova Marche una settimana interamente dedicata alla salute e alla diagnosi precoce che vedrà l'ambulatorio mobile della Fondazione Ant stazionare in piazza XX Settembre fino a venerdì 10 luglio. L'iniziativa, che si rinnova come ogni anno sul territorio comunale, mette a disposizione dei residenti un totale di 104 controlli specialistici completamente gratuiti, confermandosi uno strumento di primaria importanza nella sensibilizzazione e nella lotta concreta contro l'insorgenza delle patologie neoplastiche.
Il bus della prevenzione, giunto nella giornata di ieri al centro della città costiera, opererà per cinque giornate consecutive concentrando l'attività clinica di questa edizione su due percorsi diagnostici specifici, ovvero il "Progetto Tiroide" e il "Progetto Mammella". Il presidio sanitario è frutto della stretta collaborazione tra la Fondazione Ant e il comune di Civitanova Marche, con il coinvolgimento diretto dell'assessorato alle politiche sociali nell'ambito della più ampia progettualità locale denominata "Civitanova Città con l’infanzia".
La realizzazione di questa importante campagna di screening gratuito è stata resa possibile anche grazie al fondamentale sostegno economico e logistico garantito da diverse realtà del territorio, tra cui il Banco Marchigiano Credito Cooperativo, la Farmacia Alighieri, l'Hotel Dimorae e le Farmacie Angelini. Grazie a questa convergenza tra terzo settore, amministrazione locale e partner privati, la cittadinanza potrà usufruire di visite e accertamenti clinici gratuiti mirati, promuovendo in modo diffuso la cultura della prevenzione medica.
Un gesto di solidarietà che si traduce in un concreto miglioramento dei servizi sanitari: il Centro Italiano Femminile di Montecassiano ha donato al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Macerata un nuovo lettino ginecologico e uno sfigmomanometro, acquistati grazie al ricavato della pesca di beneficenza organizzata lo scorso 8 marzo.
L’iniziativa, resa possibile dalla partecipazione della comunità, ha permesso di raccogliere fondi destinati all’acquisto di strumentazione sanitaria destinata all’ambulatorio urgenze, punto di riferimento per tutta l’utenza che afferisce all’Unità Operativa dell’AST Macerata.
La fornitura è stata effettuata presso lo “Strumedical Shop”, rivenditore che ha collaborato anche occupandosi gentilmente della consegna. I dispositivi, prodotti da un’azienda italiana e dotati di tutte le certificazioni richieste, sostituiscono apparecchiature già presenti, garantendo così continuità e aggiornamento tecnologico nelle attività ambulatoriali.
Alla consegna era presente una delegazione del Centro Italiano Femminile di Montecassiano, tra cui la vice presidente Maria Pia Cocciarini, anche presidente del CIF regionale e componente della Commissione Pari Opportunità delle Marche.
Un ruolo significativo è stato svolto anche dall’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessora Cinzia Paolucci, per il patrocinio concesso all’iniziativa. Il Comune di Montecassiano ha infatti sostenuto l’evento insieme ai cittadini, che hanno partecipato numerosi alla pesca di beneficenza, contribuendo alla riuscita del progetto.
L’associazione ha infine voluto ringraziare tutti coloro che, negli anni, continuano a sostenere l’iniziativa, permettendo di trasformare un momento di aggregazione in un aiuto concreto per la sanità del territorio e per la salute delle donne.
La scuola Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli celebra un importante traguardo al termine della sessione regionale di esami 2026 organizzata dallo Csen Regione Marche – Settore Karate, svoltasi il 4 luglio al palazzetto dello sport di Montelupone, in provincia di Macerata. Quattro atleti hanno infatti conquistato la cintura nera 1° Dan, coronando un percorso di impegno, costanza e crescita tecnica.
Davanti alla commissione regionale Csen, i candidati Matilde Corvatta, Thomas Vita, William Caveda Garcia e Pietro Basilico hanno affrontato con successo le prove tecniche previste dal programma d'esame, dimostrando preparazione, disciplina e spirito marziale.
Per il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli, il risultato rappresenta un'ulteriore conferma della qualità del lavoro portato avanti negli anni dal direttore tecnico, maestro Fabrizio Tarulli, insieme allo staff tecnico, impegnato quotidianamente nella formazione degli atleti sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello educativo. La società opera da anni nelle sedi di Tolentino, Porto Recanati e Ripe San Ginesio, distinguendosi nelle competizioni regionali e nazionali e nell'organizzazione di eventi dedicati al karate.
Grande soddisfazione è stata espressa dal maestro Fabrizio Tarulli, che ha voluto congratularsi con i nuovi cinturati neri per il traguardo raggiunto.
«La cintura nera non rappresenta un punto di arrivo, ma l'inizio di un percorso ancora più impegnativo. Questo risultato premia anni di sacrifici, allenamenti e dedizione. Complimenti alle nuove cinture nere e alle loro famiglie che li hanno sostenuti in questo cammino».
L'ottenimento della cintura nera costituisce uno dei momenti più significativi nella formazione di un karateka, simbolo della maturità tecnica e della consapevolezza acquisite attraverso anni di pratica.
Importante fiammata di mercato del Montefano Calcio, che ha ufficializzato l'accordo con l'attaccante Stefano Spagna per il campionato di Eccellenza 2026/2027. Si tratta del secondo colpo proveniente dal Trodica, dopo l'ingaggio di Costa Ferreira.
Nato a Ginevra, classe 1991, Spagna mette a disposizione della sua nuova squadra un curriculum di grandissimo rilievo sviluppato sia tra i professionisti che nel mondo dei dilettanti. Dopo aver assaporato la Serie C nelle prime tappe della sua carriera indossando le maglie di Melfi e Montichiari, il calciatore ha costruito un percorso solido e prolifico all'interno del panorama calcistico marchigiano e interregionale, andando a segno ripetutamente con i club di Termoli, Santa Maria Apparente, Pinturetta, Loreto, Porto Sant'Elpidio e Montegiorgio.
Successivamente ha lasciato un segno profondo in Serie D per due stagioni con il Porto D'Ascoli, prima di laurearsi campione d'Eccellenza da protagonista assoluto con la Civitanovese nella stagione 2023/2024. Dopo il passaggio alla Recanatese, nell'ultimo torneo ha militato tra le file del Trodica, confermandosi come uno dei profili offensivi più incisivi della categoria.
Il neoacquisto rappresenterà il principale punto di riferimento avanzato a disposizione di mister Lorenzo Bilò per lo scacchiere tattico della prossima stagione.
(Credit foto: SSD Montefano)
La Regione Marche mette in campo una nuova programmazione di risorse per sostenere il settore agricolo, forestale e zootecnico. Sono oltre 84 milioni di euro il valore dei nuovi bandi che verranno attivati nell’ambito della riprogrammazione del Complemento di sviluppo rurale (Csr), all’interno di un Piano strategico integrato dedicato alla competitività rurale, alla forestazione, alla zootecnia e alla liquidità delle imprese.
La manovra complessiva riguarda risorse per 209,88 milioni di euro e prevede interventi su diversi fronti: un terzo pacchetto dedicato ai giovani agricoltori da 7 milioni di euro, 20 milioni per l’ammodernamento delle aziende agricole, 13 milioni per il potenziamento degli impianti irrigui, oltre 2,4 milioni per la filiera forestale, 20 milioni per montagna e benessere animale e più di 4 milioni di euro per sostenere la liquidità delle imprese.
La manovra è stata presentata a Palazzo Raffaello dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e dal vicepresidente Enrico Rossi, assessore con deleghe ad Agricoltura, Sviluppo rurale e zootecnia.
Nel dettaglio, la programmazione comprende circa 41,3 milioni di euro destinati alle graduatorie dei bandi 2025 per interventi strutturali e di diversificazione, oltre 7,7 milioni di euro per integrare le risorse già disponibili e consentire lo scorrimento delle graduatorie fino al finanziamento di tutte le domande ammissibili. A queste si aggiungono oltre 76,5 milioni di euro per la conferma degli interventi legati al Sistema integrato di gestione e controllo (Sigc) dell’Unione europea, utilizzato per monitorare l’erogazione dei fondi della Politica agricola comune (Pac), e gli oltre 84,2 milioni di euro destinati ai nuovi bandi.
Durante la presentazione, il vicepresidente Rossi ha evidenziato anche il risultato raggiunto nell’utilizzo delle precedenti risorse del Piano di sviluppo rurale 2014-2022. Nonostante alcune criticità emerse alla fine del 2025, la Regione Marche ha chiuso il programma tra le prime regioni italiane per capacità di impiego dei fondi. Rossi ha sottolineato il lavoro svolto dalla struttura regionale e dalle organizzazioni di categoria per raggiungere questo obiettivo.
Per il periodo 2026-2028, giovani e modernizzazione delle imprese rappresentano due priorità strategiche. L’obiettivo è affiancare alle risorse del Csr anche altri strumenti capaci di offrire garanzie finanziarie agli investimenti e favorire l’ingresso dei giovani nel settore agricolo, attraverso meccanismi in grado di moltiplicare l’effetto degli investimenti.
Il presidente Acquaroli ha evidenziato come stia cambiando l’approccio europeo verso l’agricoltura, con una maggiore attenzione alla necessità di costruire un modello che sia allo stesso tempo custode del territorio e competitivo dal punto di vista economico.
Secondo Acquaroli, la redditività delle imprese agricole è un elemento fondamentale per rendere il settore nuovamente attrattivo, soprattutto per le nuove generazioni. Nonostante un contesto internazionale complesso, l’agricoltura italiana continua a crescere sul fronte dell’export e anche quella marchigiana sta registrando risultati positivi in alcuni comparti grazie all’aumento del valore aggiunto.
La Regione punta ora a rafforzare ulteriormente questa strategia, sostenendo i settori maggiormente in difficoltà, favorendo l’innovazione e creando le condizioni per un’agricoltura marchigiana più forte, capace di trattenere i giovani e valorizzare il territorio.
(foto Ansa)
JESI – È ufficialmente operativo da questa mattina il nuovo centro di distribuzione Amazon di Jesi, il primo nelle Marche e il nono in Italia. Un investimento da 180 milioni di euro che punta a rafforzare la rete logistica dell'azienda nel Centro Italia e che porterà alla creazione di 1.000 posti di lavoro a tempo indeterminato entro i prossimi tre anni.
Il nuovo hub ha ricevuto oggi il suo primo prodotto, un set della collezione Lego Botanicals, dando così il via alle attività del sito logistico.
La struttura si sviluppa su una superficie di circa 60.000 metri quadrati ed è dotata di oltre 1.000 posti auto, tra cui 54 riservati alle persone con disabilità e 108 predisposti per la ricarica di veicoli elettrici, a testimonianza dell'attenzione dedicata all'accessibilità e alla sostenibilità ambientale.
Con l'apertura del centro di Jesi, Amazon consolida la propria presenza nella regione adriatica e punta a migliorare i tempi di consegna ai clienti del Centro Italia, offrendo allo stesso tempo nuove opportunità alle piccole e medie imprese marchigiane che utilizzano la piattaforma per raggiungere il mercato nazionale ed europeo.
Il nuovo centro rappresenta anche un'importante opportunità occupazionale. Amazon prevede infatti di assumere 1.000 dipendenti a tempo indeterminato entro i prossimi tre anni, che si aggiungeranno agli oltre 19.000 lavoratori già impiegati stabilmente nelle oltre 60 sedi presenti sul territorio nazionale.
All'interno del sito sono presenti oltre 60 differenti profili professionali, che spaziano dagli operatori di magazzino agli specialisti IT, dai tecnici della manutenzione agli addetti alla sicurezza, fino ai professionisti delle risorse umane, della finanza e del procurement.
Il centro è stato progettato con particolare attenzione alla sicurezza e all'ergonomia. Le postazioni di lavoro sono studiate per ridurre lo sforzo fisico e i movimenti ripetitivi grazie all'impiego di tecnologie assistive che svolgono le attività più gravose, consentendo agli operatori di concentrarsi sulle mansioni che richiedono competenze e capacità decisionali.
«Con l'apertura di Jesi rafforziamo la nostra presenza nelle Marche e nella regione adriatica, un territorio con un tessuto imprenditoriale vivace e una forte vocazione manifatturiera – ha dichiarato Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon.it –. Questo sito ci permetterà di servire più velocemente i clienti del Centro Italia e di offrire alle piccole e medie imprese marchigiane un nuovo punto di accesso verso milioni di clienti in Italia e in Europa».
Sulla stessa linea Lorenzo Barbo, amministratore delegato di Amazon Italia Logistica: «Chi entra a Jesi oggi trova un ambiente di lavoro progettato intorno alle persone. Mi entusiasma soprattutto la varietà delle professionalità presenti nel centro e le concrete opportunità di crescita offerte anche a chi inizia senza esperienza».
Dal suo arrivo in Italia nel 2010 Amazon ha investito oltre 25 miliardi di euro, di cui 4 miliardi nel solo 2024. L'azienda sottolinea inoltre il proprio impegno sul fronte delle condizioni economiche dei dipendenti.
Da gennaio 2026, infatti, la retribuzione lorda mensile di ingresso per i ruoli logistici è pari a 1.914 euro, un importo che l'azienda evidenzia essere superiore dell'8% rispetto al minimo previsto dal CCNL Logistica e Trasporti per il quinto livello e in crescita del 23,5% rispetto al 2020.
Con l'apertura del polo di Jesi, Amazon aggiunge così un nuovo tassello al proprio piano di sviluppo in Italia, rafforzando la rete logistica nazionale e creando nuove opportunità occupazionali nelle Marche.
È stata presentata oggi la nuova campagna di comunicazione dell’Università di Camerino per le immatricolazioni all’anno accademico 2026/2027.
Il nuovo slogan scelto, “Il futuro non si aspetta, si frequenta”, è un invito diretto alle giovani generazioni: il futuro non è qualcosa da attendere passivamente, ma una scelta da compiere, un’esperienza da vivere, un percorso da costruire ogni giorno attraverso lo studio, le relazioni, la ricerca, le opportunità e la vita universitaria.
A illustrare la campagna è stato il rettore dell’Università di Camerino, Graziano Leoni, affiancato dalla prorettrice alla Didattica, orientamento e formazione, professoressa Giulia Bonacucina, dal prorettore alla Ricerca e trasferimento tecnologico, Guido Favia, dalla delegata all'Attuazione delle politiche di Ateneo per lo Spazio Europeo della Ricerca, professoressa Anna Maria Eleuteri, dal delegato ai Rapporti con il territorio e diritto allo studio, professor Andrea Spaterna, e dal direttore generale, Andrea Braschi.
“Con questa nuova campagna – ha sottolineato il Rettore Leoni – vogliamo parlare alle studentesse e agli studenti con un messaggio semplice e concreto: il futuro non arriva da solo, non si costruisce restando fermi. Si sceglie, si prepara e si frequenta ogni giorno. Unicam offre proprio questo: la possibilità di vivere pienamente il proprio percorso universitario, in una comunità accogliente, dinamica e internazionale, dove formazione, ricerca, innovazione e relazioni personali diventano strumenti per costruire il proprio domani”.
La campagna si sviluppa attraverso un concept visivo e narrativo fortemente contemporaneo, che richiama l’idea di una prospettiva a 360 gradi sull’esperienza universitaria. La grafica mette al centro studentesse e studenti nei luoghi dell’Ateneo, in un’immagine dinamica e immersiva che restituisce il senso di una scelta capace di aprire lo sguardo, ampliare le possibilità e offrire nuovi punti di vista.
Il video di presentazione accompagna questo immaginario con un racconto diretto e coinvolgente: il futuro non è una promessa lontana, ma prende forma in un’aula, in un laboratorio, in un campo sportivo, in una biblioteca, in un incontro inatteso, in nuove amicizie, nella possibilità di studiare, sbagliare, riprovare e crescere insieme. È proprio questa dimensione quotidiana, concreta e condivisa a dare significato al claim: “Il futuro non si aspetta, si frequenta”.
Protagoniste e protagonisti della campagna sono ancora una volta le studentesse e gli studenti Unicam, scelti per raccontare con autenticità la vita universitaria nei campus, negli spazi di studio, nei laboratori e nei luoghi della città. Un’esperienza che non si esaurisce nella frequenza delle lezioni, ma comprende anche servizi, opportunità internazionali, attività culturali, sport, socialità e una forte relazione con il territorio. Testimonial della campagna di quest’anno sono Aurora Veccia, Edoardo Pettinari, Veronika Moriconi, Alessandro Maria Calista, Maddalena Fileni, Francesco Gervasio e Ambra Compagnucci.
“Siamo pronti ad accogliere le nuove studentesse e i nuovi studenti – ha proseguito il Rettore Leoni – offrendo loro un Ateneo attento alla qualità della formazione, ai servizi e al benessere delle persone. Borse di studio, agevolazioni, tutorato, servizi per l’inclusione, opportunità internazionali e numerose soluzioni abitative grazie al progetto dello Studentato diffuso sono parte integrante di un progetto che mette davvero al centro chi sceglie Unicam. Studiare qui significa poter contare su una comunità che accompagna ogni persona nel proprio percorso di crescita”.
Per l’anno accademico 2026/2027, Unicam amplia ulteriormente la propria offerta formativa con nuovi corsi di laurea: la laurea triennale in “Scienze delle Attività Motorie e Sportive”, che forma il chinesiologo di base con il supporto degli impianti sportivi del CUS Camerino come laboratorio a cielo aperto; la laurea magistrale in “Biotecnologie per le Scienze Mediche e Veterinarie”, che mette in dialogo medicina umana e animale; e i corsi in “Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell'Unione Europea” e “Informazione Scientifica sul Farmaco”, erogati prevalentemente a distanza nell’ambito del progetto EduNext.
Prosegue inoltre la nuova modalità di accesso a Medicina Veterinaria, basata sul semestre aperto universitario in sostituzione del tradizionale test di ingresso, che sarà attiva presso la sede di Matelica. Contemporaneamente, l’Ateneo è in grado di offrire corsi affini di alta qualità anche a coloro che sceglieranno percorsi alternativi.
Dallo scorso 1° luglio sono aperte le iscrizioni ai corsi di laurea triennali, magistrali e magistrali a ciclo unico attivati dalle cinque Scuole di Ateneo: Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie. Completano l’offerta la Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani” e la Scuola Internazionale di Dottorato.
Nel periodo estivo sono previsti numerosi appuntamenti di orientamento per scoprire Unicam. Attraverso Porte Aperte, Open Day e Laboratori Aperti, sarà possibile visitare i campus, incontrare docenti e studenti, assistere a lezioni dimostrative e partecipare a sessioni informative, oltre a conoscere le strutture dell’Ateneo, i laboratori scientifici e gli alloggi.
L’Università Politecnica delle Marche e il comune di Tolentino hanno formalmente stretto un'importante collaborazione istituzionale finalizzata a pianificare lo sviluppo urbanistico, economico e sociale della città per i prossimi anni. È stato, infatti, sottoscritto il protocollo d'intesa denominato "Tolentino 2030 – Indirizzi e obiettivi strategici per lo sviluppo e la rigenerazione urbana della città di Tolentino".
L’iniziativa nasce con l'intento di tracciare un percorso integrato di analisi e progettazione capace di guidare le future scelte amministrative e di sostenere il rilancio del territorio, fortemente segnato dalle trasformazioni successive al sisma del 2016 e dalle dinamiche macroeconomiche che colpiscono i centri urbani di medie dimensioni nell'entroterra.
L’accordo si svilupperà attraverso un programma di ricerca interdisciplinare coordinato dal DiCEA (Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura) in stretta sinergia con il DiMa (Dipartimento di Management).
L'attività scientifica sul campo metterà a fuoco soluzioni innovative per contrastare il calo demografico, valorizzare pienamente il centro storico, ottimizzare gli strumenti di pianificazione comunale e intercettare nuove opportunità di finanziamento europee e nazionali. La presentazione ufficiale del progetto è avvenuta nella sede del rettorato ad Ancona alla presenza del rettore Enrico Quagliarini, del sindaco Mauro Sclavi, del vicesindaco Alessia Pupo, dei vertici accademici e dei responsabili dell'ufficio pianificazione comunale.
"Questo accordo guarda alla rigenerazione fisica ed economica di una città ferita dal terremoto – ha evidenziato il rettore della Politecnica, Enrico Quagliarini – una ferita che questo processo comune intende trasformare in nuova linfa urbana per l'intero cratere".
Viva soddisfazione per la sinergia è stata espressa anche dal sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, che ha rimarcato come lo studio non si limiterà all'architettura: "Questo percorso ci permetterà di pensare a strategie economiche e sociologiche che disegneranno la Tolentino del futuro. L’università è per noi un partner privilegiato per ottenere un'ottica più lungimirante sui tempi medi e lunghi".
Grande partecipazione e grande entusiasmo per il taglio del nastro della nuova Pinacoteca Comunale di Sarnano, inaugurata nella serata di venerdì con un ricco programma di eventi che ha coinvolto cittadini, appassionati d’arte e visitatori.
La manifestazione si è aperta con la presentazione del libro “Il Manutentore delle Anime” di Laura Pisani, promossa dall’Associazione Art&Territory e curata da Solidea Vitali.
A seguire, sul palco sono intervenuti il Sindaco di Sarnano Fabio Fantegrossi, Monia Batassa in rappresentanza dell’Unione Montana Monti Azzurri, il dott. Valerio Vernesi direttore della Rete Museale dei Monti Azzurri e il dottor Roberto Perna, presidente di PlayMarche.
L’incontro è stato l’occasione per illustrare il progetto che ha portato alla riapertura della Pinacoteca, frutto di un importante lavoro di squadra che ha coinvolto restauratori, tecnici comunali, professionisti dell’allestimento e numerosi collaboratori. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a Treccani, rappresentata dal dott. Stefano Leone, che ha illustrato l’impegno dell’istituzione nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano.
Alle 21.30 le luci di Piazza Alta si sono spente per lasciare spazio a un suggestivo videomapping “Back to Light” by PlayMarche, dedicato alle opere custodite nella Pinacoteca. Le immagini hanno animato le facciate del Palazzo Comunale, della Chiesa di San Francesco e del Palazzo del Popolo e del Podestà, regalando al pubblico uno spettacolo di grande impatto visivo che ha suscitato stupore e ammirazione.
Dopo la suggestiva passeggiata di visione delle proiezioni, si è svolto il taglio del nastro della Pinacoteca Comunale, seguito dalla prima visita guidata condotta dal professor Alessandro Del Priori dell’Università di Camerino, che ha contribuito anche alla progettazione dell’allestimento museale.
Un successo oltre le aspettative che lascia ben sperare anche per il secondo appuntamento, in programma nella serata di sabato. Il videomapping sarà riproposto per la Notte Romantica de “I Borghi più belli d’Italia”, con apertura notturna della pinacoteca e numerose altre iniziative che animeranno il centro storico di Sarnano, offrendo un fine settimana all’insegna dell’arte, della cultura e della valorizzazione del territorio.
La pinacoteca sarà aperta poi per tutta l’estate, con il supporto della Pro Loco.
Proseguono le indagini archeologiche nell'area di piazza Andrea Costa a Fano, dove sorgono i resti della Basilica di Vitruvio, edificio progettato nel I secolo a.C. La conclusione della prima fase degli scavi ha restituito nuovi elementi di grande interesse, tra cui i resti di un muro absidato, una scoperta che potrebbe offrire nuove chiavi di lettura sull'ubicazione dell'Aedes Augusti, il tempio destinato al culto imperiale.
Ad illustrare i risultati della campagna di scavo è stato Cristiano Casci Ceccacci, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, che ha presentato il bilancio scientifico delle attività svolte. Parallelamente prosegue il percorso condiviso tra Comune di Fano, Soprintendenza e Regione Marcheper la ricerca, la tutela e la valorizzazione del sito, accompagnato da nuovi investimenti destinati alle prossime fasi del progetto.
Nel corso delle indagini sono state acquisite importanti conferme, ma sono emersi anche dati completamente nuovi. Gli archeologi hanno approfondito diversi settori dell'area, riuscendo a definire con maggiore precisione strutture murarie e livelli pavimentali risalenti all'epoca romana.
Sul fronte di via Arco d'Augusto, in corrispondenza del perimetro della basilica, sono state documentate le operazioni di spoliazione avvenute dopo l'età romana. In quest'area sono stati rinvenuti materiali ceramici databili tra l'XI e il XII secolo d.C., testimonianza del riutilizzo del sito durante il periodo medievale.
Tra i ritrovamenti di maggiore rilievo figura anche il basamento della sesta colonna sul lato Darderi, conservatosi solo parzialmente a causa di interventi successivi. Gli scavi hanno inoltre permesso di riportare alla luce un ulteriore tratto del pavimento romano e un nuovo segmento murario lungo via Montevecchio, elementi che contribuiscono a ricostruire con crescente precisione la planimetria del monumento attribuito a Vitruvio.
Per il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, i risultati rappresentano un passaggio fondamentale per comprendere sempre meglio l'edificio. Pur non essendo ancora conclusivi, i dati raccolti consentono di definire con maggiore accuratezza quella che viene identificata come la Basilica di Vitruvio e di ricostruire le trasformazioni subite dal complesso nel corso dei secoli, confermandone la lunga continuità di utilizzo. Le indagini, inoltre, stanno contribuendo a ricostruire parti dell'edificio che Vitruvio, nel De Architectura, non descrive direttamente ma lascia intuire fossero presenti.
Sul fronte economico è stato annunciato un nuovo stanziamento di 400 mila euro, ripartito in parti uguali tra Comune di Fano e Regione Marche, con un contributo regionale finanziato attraverso il fondo per il turismo. Le risorse serviranno a proseguire il percorso di valorizzazione dell'importante scoperta archeologica.
L'amministrazione comunale punta inoltre a intervenire sull'immobile che ospita la pescheria, con un progetto di riqualificazione che comprende manutenzione, nuova illuminazione, sistemi di protezione dagli uccelli e un miglioramento complessivo del decoro e della fruibilità dell'area. L'obiettivo è definire l'operazione entro il prossimo mese di settembre.
Ulteriori risorse arriveranno anche dal Ministero della Cultura. Il soprintendente Andrea Pessina ha annunciato che sono già stati destinati 350 mila euro ai primi interventi di restauro dei reperti e al proseguimento delle indagini archeologiche. È stata inoltre presentata una richiesta di ulteriori 800 mila euro per garantire continuità alle attività di scavo, con l'obiettivo di approfondire e valorizzare un patrimonio ritenuto di eccezionale valore scientifico e culturale.
I risultati della prima fase delle indagini saranno infine presentati alla prossima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, in programma tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre.
(foto Ansa)
La frazione di Valle Cascia si prepara a ospitare da giovedì 20 a domenica 23 agosto l'ottava edizione de "I Fumi della Fornace", la celebre festa nazionale della poesia, delle arti e del teatro che quest'anno svilupperà il proprio programma attorno al profondo tema centrale del "Lasciare la festa".
L'evento, nato nel 2019 e curato dall'associazione Congerie con il sostegno della regione Marche, della fondazione Marche cultura e di numerosi comuni del territorio, si propone di indagare la crisi della distanza nel mondo contemporaneo attraverso una fitta costellazione di pratiche collettive, spettacoli e attraversamenti culturali, offrendo ai visitatori anche la possibilità di cenare in loco e di alloggiare in un apposito campo tende.
Le giornate del festival si apriranno quotidianamente con "Isola e Isole", una ricca rassegna di conversazioni letterarie curata da Giuditta Chiaraluce per Edizioni Volatili, che vanta un parterre di ospiti di rilievo nazionale tra cui spiccano i vincitori del premio Strega poesia Stefano Dal Bianco e Marilena Renda, la candidata all'edizione 2026 Isabella Leardini, Elisa Biagini, Beatrice Zerdini, Marco Giovenale e i curatori del podcast Felici Pochi.
Parallelamente, la sezione "Abbecedario dei Paesaggi", curata da Valentina Compagnucci ed Elisa Michelini, proporrà un'articolata esplorazione visiva e storica del territorio marchigiano attraverso il progetto fotografico e di ricerca "Fragili eternità" realizzato in collaborazione con Archeolab, affiancato da una speciale cartografia affettiva dedicata alla storica esperienza artistica di Inteatro e dai laboratori sperimentali di "Diorama" affidati a Matilde Maria Luzi.
Il cuore performativo della kermesse vedrà il ritorno del tradizionale rito teatrale curato da Giorgiomaria Cornelio, che firmerà lo spettacolo quotidiano intitolato "Descantar", una nuova trilogia pensata come un refrain ciclico per accompagnare il pubblico nel passaggio dal giorno alla notte.
Le arti visive e la danza contemporanea troveranno invece spazio nella rassegna "Diffusa", sotto la direzione di Giulia Pigliapoco, con interventi coordinati da coreografi e performer del calibro di Gaetano Palermo, Michele Petrosino, Ludovico Paladini e Michele Di Stefano. Per la sezione espositiva, i locali di "Corrispondenze dalla Villeggiatura" accoglieranno la mostra documentaria sul primo festival internazionale dei poeti di Castel Porziano, curata da Andrea Balietti e Gloria Falasco, in contemporanea con l'esposizione collettiva d'arte contemporanea "Rosa Orsa" ideata da Simone Doria e Francesca Marcaccio.
Il fulcro delle serate rimarrà il Parco della Poesia, dove si alterneranno letture e concerti di livello internazionale. Tra gli appuntamenti più attesi figura il dialogo con il noto attore e autore Luigi Lo Cascio, ospite fisso della manifestazione, atteso nella serata di venerdì 21 agosto subito dopo la performance "Sayat-Nova" firmata dal musicista e regista Roberto Paci Dalò.
Il cartellone musicale proporrà i set di Vipera e Cesare Dell’Anna, seguiti sabato 22 agosto dalla Macchiati Band per una originale riscoperta della filosofia del ballo liscio. Le notti si chiuderanno infine con le sonorità contemporanee del dopofesta "Universo a Sonagli", arricchito dal manifesto ufficiale dell'evento che porta la firma del maestro della fotografia Guido Guidi e dai prestigiosi patrocini dell'accademia di belle arti di Macerata e dell'Università di San Marino.
È ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per la venticinquesima edizione della Civitanova-Sebenico, la storica regata internazionale d'altura organizzata dal Club Vela Portocivitanova che scatterà giovedì 9 luglio alle ore 12 dal litorale marchigiano.
L'evento del venticinquesimo anniversario, che si svolge sotto l'egida della Federazione Italiana Vela e in collaborazione con il Circolo Vela Val Sebenico, ha fatto registrare quest'anno un record assoluto di adesioni con ben 43 imbarcazioni iscritte al via, confermandosi come uno dei più importanti appuntamenti della stagione offshore nazionale e un solido ponte istituzionale e sportivo tra Italia e Croazia.
La flotta, in gran parte già ormeggiata sulle banchine civitanovesi in attesa del segnale della giuria internazionale, si dividerà su due differenti percorsi agonistici: 21 imbarcazioni della categoria ORC Class si daranno battaglia sul tracciato tradizionale di 106 miglia marine, valido per il Campionato Italiano Offshore, mentre 22 scafi della divisione ORC Gran Crociera punteranno la prua direttamente verso il fiordo croato affrontando un percorso ridotto di 96 miglia.
La principale novità regolamentare del 2026 è il debutto del Trofeo Challenger "Adriatico", che premierà il primo classificato in tempo reale della classe Gran Crociera e che andrà ad affiancare i tre storici riconoscimenti già previsti dall'albo d'oro della manifestazione.
Il livello tecnico della competizione si preannuncia altissimo, con la presenza di scafi di spicco come Altair IV e Xio, favoriti per il traguardo in tempo reale, accanto al nuovo Melges IC37 KP033 di Piero Paniccia, al Millennium 40 Luna x Te e alla barca Vittoria di Giorgio Paolucci, trionfatrice della scorsa edizione.
I primi arrivi in Croazia sono attesi per la mattinata di venerdì 10 luglio, anticipando una serie di eventi collaterali e regate tra le isole dell'arcipelago che culmineranno con il rientro in Italia domenica 12 luglio. L'alto valore diplomatico dell'iniziativa sarà suggellato dalla presenza a Sebenico dell'ambasciatore d'italia Paolo Trichilo e del console generale Iva Palmieri.
Orgoglio è stato espresso dalla presidente del club organizzatore, Cristiana Mazzaferro, che ha lodato la costante crescita della manifestazione, a cui si sono unite le parole del vicesindaco con delega allo sport Claudio Morresi, il quale ha rimarcato come la regata continui a trasmettere un fondamentale messaggio di dialogo, cooperazione e amicizia tra i popoli delle due sponde dell'Adriatico.
(Credit foto: Mario Barboni)
a comunità di Loro Piceno ha celebrato un traguardo straordinario e ricco di emozione. Maria Sorbatti ha compiuto cento anni di vita, spegnendo le candeline circondata dall'affetto e dalla gratitudine di ben tre generazioni.
Nata il primo luglio del 1926, Maria è storicamente conosciuta in paese come la sarta di Loro Piceno, una donna descritta dai familiari come di piccola statura ma dotata di una grandissima levatura morale, con un carattere forte e saldo forgiato nelle responsabilità e nella dedizione quotidiana verso i suoi cari.
Nel corso del suo lungo cammino, Maria ha rappresentato una guida costante per l'intera cerchia familiare. Ha accudito il padre con profondo amore filiale, è stata un punto di riferimento insostituibile per i fratelli e la sorella e ha sostenuto il marito nei momenti più difficili della malattia.
Con le sue mani laboriose non ha soltanto confezionato abiti con precisione e pazienza, ma ha metaforicamente cucito e rammendato i legami e le difficoltà della propria famiglia, trasmettendo un'eredità fondata sul valore del lavoro, del sacrificio, della tenacia e della dignità.
La sua casa è stata il fulcro in cui ha cresciuto con dedizione tre figli, vedendo poi rifiorire il proprio operato e i propri principi morali nella nascita di sei nipoti e sette pronipoti.
La speciale ricorrenza è stata suggellata da una cerimonia ufficiale e molto partecipata alla quale ha preso parte il sindaco di Loro Piceno, che ha voluto omaggiare la neo centenaria consegnandole personalmente l'attestato di nascita originale a nome di tutta la cittadinanza.
Accanto al primo cittadino era presente anche il parroco don Luca, che ha unito la comunità nella benedizione e nei festeggiamenti. I parenti hanno voluto dedicarle una toccante lettera per ringraziarla di essere stata una guida silenziosa ma costante, un punto fermo capace di incarnare la memoria vivente di un intero secolo speso interamente per il bene della famiglia.
La Rai esce dai suoi spazi tradizionali per ritrovare il contatto diretto con il pubblico, le piazze e i territori. È questo il messaggio lanciato dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi in occasione della presentazione dei Palinsesti Rai 2026-2027, ospitata ieri venerdi 3 luglio al Teatro delle Muse di Ancona, che per un giorno è diventato il cuore della televisione italiana.
La giornata si è aperta con il confronto tra i vertici dell’azienda e la stampa, al quale ha preso parte anche l’amministratore delegato di Rai Pubblicità, Luca Poggi, per poi concludersi con una serata di gala riservata agli ospiti.
Nel pomeriggio Piazza della Repubblica si è trasformata in un vero e proprio red carpet. Centinaia di persone hanno accolto i protagonisti della nuova stagione televisiva. Il più atteso è stato Stefano De Martino, reduce dal successo di Affari Tuoi, che si è fermato a salutare il pubblico tra selfie e autografi. Grande affetto anche per Lino Banfi, accolto con un lungo applauso.
Tra i protagonisti del photocall anche Elettra Lamborghini, indicata come una delle principali novità della stagione televisiva, insieme a Caterina Balivo, Tiberio Timperi, Alberto Matano, Marco Liorni, Elenoire Casalegno, Luca Barbarossa, Ema Stokholma, Gigi Marzullo, Lello Arena, Massimo Giletti, Roberta Bruzzone, Salvo Sottile, Monica Setta, Serena Rossi, Eleonora Daniele, Elisa Isoardi e Vittorio Brumotti, Piero Chiambretti, Sal Da Vinci, Luca Barbareschi.
Alle 20.45 il pubblico si è spostato all'interno del Teatro delle Muse, dove la serata è stata impreziosita dall'esibizione di Gianna Nannini. Da sola sul palco, accompagnata dal pianoforte, l'artista ha regalato una performance intensa ed energica, accolta da una lunga standing ovation.
La presentazione ufficiale dei palinsesti era iniziata già in mattinata con gli interventi dei vertici Rai. «Portare la Rai fuori dai suoi spazi tradizionali per ricondurla nelle piazze, nelle vie, tra le persone e nei territori», ha spiegato Giampaolo Rossi, illustrando la filosofia che ha portato per la prima volta la presentazione dei palinsesti lontano dagli storici centri di produzione dell'azienda. Un concetto condiviso anche dall’amministratore delegato di Rai Pubblicità, Luca Poggi.
Successivamente i direttori delle reti hanno illustrato le principali novità della stagione, rispondendo alle domande dei giornalisti. Tra i temi che hanno suscitato maggiore interesse resta ancora aperta la questione del futuro di "Chi l'ha visto?", con il nome dell'erede di Federica Sciarelli ancora da definire.
Tra le principali conferme spiccano Carlo Conti con Tale e Quale Show, Antonella Clerici alla guida di The Voice, Milly Carlucci con Ballando con le Stelle, Bruno Vespa con Cinque Minuti, Geppi Cucciari con Splendida Cornice, oltre ai programmi di approfondimento affidati a Massimo Giletti, Riccardo Iacona e Sigfrido Ranucci.
Per Stefano De Martino la Rai punta ancora più in alto: oltre a confermarlo alla guida di Affari Tuoi, gli affiderà anche il Festival di Sanremo 2027 e l'edizione successiva.
Tra le novità della prima serata figura "Le cose che non sai", il nuovo programma di Eleonora Daniele, mentre su Rai 2 Salvo Sottile prenderà il timone di Ore 14, Roberto Inciocchi debutterà con un nuovo talk politico e sociale, Francesca Fagnani tornerà con Belve ed Elettra Lamborghini sarà la nuova conduttrice di Boss in Incognito.
Nel daytime resteranno punti fermi Mara Venier con Domenica In, Caterina Balivo con La Volta Buona, Alberto Matano con La Vita in Diretta, Marco Liorni con L'Eredità, Massimiliano Ossini e Daniela Ferolla a Unomattina, insieme agli appuntamenti con Eleonora Daniele e Antonella Clerici.
Spazio infine anche alle seconde serate, con Vittorio Brumotti alla guida di Ultima Chiamata, il ritorno di Fiorello con La Pennicanza e Nunzia De Girolamo che continuerà a condurre Ciao Maschio, preceduta da Elisa Isoardi con Bar Centrale.
La Regione Marche punta su un nuovo modello di sicurezza integrata con l’operazione "Marche Sicure", il progetto approvato dalla giunta regionale su proposta del presidente Francesco Acquaroli per rafforzare la tutela di cittadini, famiglie e imprese e promuovere legalità, coesione sociale e attrattività del territorio.
L’atto di indirizzo definisce una strategia complessiva che coinvolgerà istituzioni, enti locali, forze dell’ordine, categorie economiche, imprese, organizzazioni sindacali e cittadini. L’obiettivo è affrontare il tema della sicurezza attraverso un approccio che affianchi ai controlli anche prevenzione, innovazione tecnologica e collaborazione tra soggetti pubblici e privati.
Il presidente Acquaroli ha sottolineato come il provvedimento rappresenti un ulteriore passo nel percorso avviato dalla Regione per rafforzare la sicurezza sul territorio, anche in raccordo con le iniziative del Governo nazionale. La sicurezza, secondo il presidente, deve essere affrontata come una responsabilità collettiva e con una visione strategica capace di sostenere anche i Comuni, spesso chiamati a gestire difficoltà legate alla pressione burocratica e alla limitatezza delle risorse disponibili.
Pur rimanendo una delle regioni italiane con i più bassi livelli di criminalità, le Marche devono prepararsi ai cambiamenti sociali e ai nuovi fenomeni che stanno interessando anche il territorio regionale. Per questo la Regione punta a rafforzare la cultura della legalità e a garantire condizioni sempre più sicure per cittadini e imprese.
Una particolare attenzione sarà dedicata ai giovani, con iniziative di sensibilizzazione sui rischi legati all’abuso di alcol e all’utilizzo di sostanze stupefacenti, soprattutto nei luoghi di aggregazione. L’obiettivo è promuovere un modello di divertimento sano e responsabile, prevenendo situazioni potenzialmente pericolose.
L’operazione “Marche Sicure” nasce dalla consapevolezza che la sicurezza rappresenta un elemento essenziale per la qualità della vita, la coesione sociale e la competitività del sistema economico regionale. In un territorio caratterizzato da piccoli comuni, vaste aree interne, distretti produttivi specializzati, attività economiche diffuse e infrastrutture strategiche, investire nella sicurezza significa tutelare cittadini e imprese, sostenere gli investimenti, valorizzare le produzioni locali e favorire turismo e sviluppo sostenibile.
Nel rispetto delle competenze dello Stato in materia di ordine pubblico, la Regione promuove un modello basato sulla collaborazione tra Prefetture, Questure, Forze dell’Ordine, enti locali, parti sociali e cittadini.
La strategia si articola in sei assi principali. Il primo riguarda la governance integrata della sicurezza, attraverso l’istituzione del Tavolo regionale per la sicurezza integrata e lo sviluppo dei Patti di sicurezza urbani, con l’obiettivo di creare un confronto stabile tra tutti i soggetti coinvolti.
Il secondo asse è dedicato alle tecnologie per la sicurezza del territorio, con il potenziamento della videosorveglianza intelligente, il monitoraggio avanzato e l’attivazione di control room comunali e intercomunali.
Il terzo riguarda i controlli per la salute, la sicurezza e la qualità alimentare, con azioni per tutelare le produzioni regionali, contrastare contraffazioni e concorrenza sleale e prevenire l’abuso di alcol e l’uso di sostanze stupefacenti.
Il quarto asse è rivolto alla legalità economica e abitativa, con interventi contro abusivismo, lavoro nero e utilizzi irregolari del patrimonio immobiliare, compreso il fenomeno dei subaffitti non regolari.
Il quinto punta sulla collaborazione pubblico-privato per la sicurezza, attraverso il rafforzamento della polizia locale con nuovi strumenti tecnologici, formazione e supporto ai presidi mobili nelle aree critiche, oltre alla collaborazione con gli istituti di vigilanza privata per la tutela di immobili, infrastrutture e patrimoni pubblici, nel rispetto delle competenze previste dalla normativa.
Il sesto asse riguarda l’educazione alla legalità e la prevenzione delle frodi, con attività nelle scuole per promuovere cittadinanza responsabile e campagne informative rivolte agli anziani e ai soggetti più vulnerabili contro truffe e raggiri.
L’atto approvato dalla giunta regionale rappresenta una fase di programmazione. Le singole linee di intervento saranno sviluppate attraverso successivi provvedimenti, accordi istituzionali, protocolli operativi e bandi pubblici, con l’obiettivo di costruire un sistema di sicurezza sempre più coordinato e vicino alle esigenze della comunità marchigiana.
Le Marche custodiscono un patrimonio silenzioso fatto di case vuote, chiese diroccate e strade che ormai nessuno percorre più. Sono i borghi fantasma, paesi che un tempo brulicavano di vita e oggi restano sospesi tra memoria e natura. Chi ama la storia, la fotografia o semplicemente le atmosfere fuori dal tempo troverà in questa regione un itinerario davvero sorprendente, lontano dalle mete più affollate della costa adriatica.
Cosa sono i borghi fantasma e perché affascinano sempre più viaggiatori
Il fenomeno dello spopolamento non è recente. Secondo alcune stime, in Italia esistono oltre 6.000 borghi abbandonati o a forte rischio abbandono, e le Marche ne custodiscono una parte significativa, soprattutto nell'entroterra appenninico. Guerre, terremoti, emigrazione verso le città: le cause cambiano da paese a paese, ma il risultato è sempre lo stesso, cioè interi centri abitati lasciati alla natura, con tetti crollati e piazze invase dall'erba alta.
Negli ultimi anni questi luoghi sono diventati mete ambite per fotografi ed escursionisti curiosi. Prima di partire conviene però organizzarsi bene, perché in molte di queste zone la copertura internet è scarsa e, quando si trova un wifi pubblico in un bar di paese, la connessione non è mai davvero sicura. Ecco perché uno strumento come VeePN può tornare utile. Aiuta a proteggere la tua connessione Internet anche quando sei lontano da casa, permettendoti di cercare informazioni o prenotare il tuo prossimo soggiorno direttamente dal tuo telefono.
Quando visitare e come raggiungere l'entroterra marchigiano
La primavera e l'inizio dell'autunno restano i periodi migliori per esplorare questi luoghi, quando le temperature sono miti e la vegetazione non ha ancora invaso del tutto i sentieri. In pieno inverno alcune strade di montagna possono chiudersi per la neve, mentre in estate il caldo rende le camminate più faticose nelle ore centrali della giornata.
Per raggiungere l'entroterra marchigiano conviene muoversi in auto, dato che i mezzi pubblici arrivano raramente fino alle frazioni più isolate. Gli aeroporti di riferimento restano quello di Ancona-Falconara e, in alternativa, quello di Perugia, entrambi collegati durante l'estate ad alcune città italiane con voli diretti.
Elcito, il borgo sospeso sul Monte San Vicino
A quasi 900 metri di altitudine, appoggiato sulle pendici del Monte San Vicino, sorge Elcito, frazione di San Severino Marche. Oggi vi abitano stabilmente pochissime persone, forse una decina, anche se d'estate il numero cresce grazie a chi torna nelle vecchie case di famiglia. Le pietre grigie delle abitazioni si confondono con la roccia della montagna, tanto che da lontano è difficile capire dove finisca il paese e cominci la natura.
Camminare tra i vicoli stretti significa respirare ancora l'atmosfera di un tempo: portoni chiusi, persiane socchiuse, un piccolo forno comune spento ormai da decenni. Non è raro incrociare qualche escursionista diretto verso le cime vicine, dato che Elcito è anche un ottimo punto di partenza per diversi sentieri di trekking, alcuni dei quali collegano il borgo ad altre frazioni ormai disabitate.
Precicchie e Crispiero, i volti nascosti del maceratese
Nell'entroterra di Macerata si trovano altri due esempi interessanti di spopolamento. Precicchie, frazione di Sarnano, conserva ancora una piccola chiesa e alcune case in pietra, mentre Crispiero, vicino a Muccia, porta tuttora i segni del terremoto del 2016.
Alcune caratteristiche accomunano questi borghi minori:
● Architettura in pietra locale, spesso di origine medievale
● Una chiesa, quasi sempre cuore storico del paese
● Case abbandonate ma raramente demolite, quindi ancora visibili
● Sentieri d'accesso non sempre segnalati bene
Ogni borgo diventa così una specie di piccolo museo a cielo aperto, anche se serve prudenza, perché molte strutture sono pericolanti.
Pescara del Tronto, la memoria di una notte d'agosto
Diverso, e decisamente più doloroso, è il caso di Pescara del Tronto, frazione di Arquata del Tronto. Il 24 agosto 2016 un terremoto di magnitudo 6.0 rase al suolo gran parte dell'abitato in pochi secondi, nel cuore della notte. Il sisma coinvolse complessivamente più di 100 comuni tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, e causò quasi 300 vittime in tutta l'area colpita.
Un abitante del posto, intervistato anni dopo da un giornale locale, raccontò così quei momenti:
"La terra tremava così forte che sembrava non dovesse fermarsi mai più."
Oggi il paese vecchio resta transennato, ma è visibile da un punto panoramico poco distante, diventato negli anni un luogo di riflessione più che di semplice turismo.
Come organizzare un viaggio tra i borghi abbandonati delle Marche
Visitare questi luoghi richiede un minimo di pianificazione. Le strade sono spesso strette e poco illuminate, quindi meglio muoversi con la luce del giorno. Un consiglio pratico: scaricare le mappe offline prima di lasciare le zone con copertura telefonica, perché in molte valli il segnale sparisce del tutto.
Tali viaggi hanno le loro sfumature. Per chi prepara l'itinerario da smartphone o computer, può essere comodo affidarsi a una VPN gratuita, disponibile anche come estensione per il browser Chrome, così da avere una protezione di base mentre si consultano forum di viaggio, mappe e recensioni di agriturismi. Questo resta un buon punto di partenza per chi non vuole installare altro software sul computer.
Ecco cosa portare con sé, in sintesi:
- Scarponi comodi, utili anche per brevi tratti su terreno sconnesso
- Una torcia, per un eventuale rientro al tramonto
- Acqua a sufficienza, perché nei borghi abbandonati non ci sono negozi
- Una batteria esterna per il telefono, indispensabile se si usa il GPS
Un patrimonio fragile da custodire
I borghi fantasma delle Marche non sono semplici curiosità da fotografare. Sono testimonianze di una storia fatta di lavoro contadino, comunità strette e, in alcuni casi, tragedie recenti che hanno segnato intere generazioni di famiglie marchigiane. Visitarli con rispetto significa anche contribuire, in piccola parte, a mantenerli vivi nella memoria collettiva.
Chi cerca un viaggio diverso dal solito troverà qui silenzio, storia e paesaggi che raccontano più di tante guide turistiche messe insieme. Bastano scarpe comode, un po' di curiosità e la voglia di camminare tra le pietre di un passato che, in fondo, non è mai davvero scomparso, e che aspetta solo qualcuno disposto ad ascoltarlo.