Siamo diventati terra di mafia: sotto le macerie della credibilità
Politica
26/10/2026 15:25

Siamo diventati terra di mafia: sotto le macerie della credibilità

Scrive Niccolò Machiavelli nel celeberrimo capitolo XVIII de Il Principe: «Né mai a un Principe mancheranno cagioni legittime di colorare l’inosservanza». Si discetta di volpe e leone e si capisce che un governante non deve andare per il sottile se gli conviene mancare alla parola data o alla buona fede. Il problema è quando uno non sa essere né volpe né leone perché è solo un «bianconiglio». Il riferimento al sindaco Sandro Parcaroli è volutamente causale. Si sente a Macerata, che è l’epicentro del malaffare, deflagrata la questione della «cricca» – me ne occuperò con cognizione, avendo però le carte, e dunque tra un po’ – un fragoroso silenzio. S’è acquetata la frenesia cementizia che in alcuni momenti, non sporadici né brevi, è diventata tracotanza e il sindaco è rapidamente rientrato in modalità «che ne sapìo io». Però sarà complicato levarsela fingendosi estranei alla terra. M’accingo a ragionare delle conseguenze cittadine di un’inchiesta che, se confermata, è capace di seppellire il centrodestra per i prossimi secoli, anche perché appare evidente che il centrodestra maceratese, ma direi marchigiano, è in larga misura popolato da nani e ballerine. Manca il coraggio di metterci la faccia e manca la forza politica di portare elementi a discarico. Ciò che andrò argomentando parte tuttavia da un’inderogabile esigenza: affermare che la presunzione d’innocenza è sacra e che chiunque sia incappato in questa inchiesta deve essere considerato non colpevole fino a sentenza passata in giudicato. Proprio in forza di questa considerazione, se si debbono avere cautele nella cronaca, non si debbono invece tacere le conseguenze che sono manifeste. E che investono quattro ambiti: la maggioranza e la giunta che governano il Comune di Macerata; la statura del personale politico, tanto di maggioranza quanto di opposizione; il tessuto economico e sociale della città e della provincia; la dignità e i bisogni tanto delle popolazioni colpite dal sisma, che da dieci anni (tra quattro giorni sarà l’anniversario di quella gigantesca tragedia) attendono una casa, quanto degli operai impegnati nel cratere. Comune di Macerata Appare di tutta evidenza che non sono più tollerabili opacità di alcun tipo. L’accesso agli atti promosso dalla minoranza sui lavori pubblici in città dovrà essere il più rapido e il più esaustivo possibile e sarà il caso che il presidente del Consiglio comunale, Francesco Luciani, dia la massima priorità e pubblicità ai lavori d’assemblea in cui queste risultanze saranno affrontate. Resta infatti un mistero come a Macerata, a ogni gara al ribasso, corrisponda un sistematico rialzo in corso d’opera e nel volgere di poche settimane, che finisce per superare la base d’asta. Resta un mistero come una medesima ditta abbia avuto 14 incarichi sotto soglia. Resta un mistero come mai i cantieri a Macerata non si chiudano mai. Il garrulo assessore Lego parla adesso solo nelle chat della maggioranza per esprimere solidarietà ai colleghi di Fratelli d’Italia, avvisare che vi saranno attacchi e che bisogna avere la schiena dritta. Beh, forse bisognerebbe cominciare a dire la verità. Le mamme e i papà dei bambini della scuola materna sorta alle Vergini stanno ancora aspettando di sapere se quella scuola abbia o non abbia tutti i collaudi. E io sono in trepida attesa della denuncia che «che ne sapìo io» ha annunciato contro di me per procurato allarme, solo perché, facendo il mio mestiere, ho osato chiedere se quelle scuole abbiano tutte le certificazioni di legge. L’assessore Andrea Marchiori – in arte Lego – ieri, 25 ottobre, in un articolo comparso sulla cronaca locale de Il Resto del Carlino, spiega che ogni giorno si reca al cantiere del polo delle Vergini per sorvegliare che sia tutto a posto. Certo, slitta un po’ l’apertura della scuola, ma pazienza. E tuttavia, in un passaggio, dice: «In questa settimana sono stati allestiti i nuovi arredi nella scuola dell’infanzia già operativa». Dunque, la scuola dell’infanzia è stata aperta incompleta. E allora sorge una domanda: come ha ottenuto la certificazione antincendio, visto che per averla è indispensabile che l’edificio sia arredato? Ora, è vero che alcuni autorevoli esponenti politici affini all’assessore Marchiori sono componenti del meritorio corpo dei pompieri e che addirittura si è parlato di un ex comandante come possibile capo di gabinetto del sindaco, ma una risposta sarebbe d’uopo, sempre per la trasparenza. Andiamo avanti, avvertendo che questo è solo il primo atto di una più ampia riflessione. Il Comune di Macerata è uno dei pochi in cui le funzioni di dirigente dell’ufficio Urbanistica e dell’ufficio Lavori pubblici sono in capo alla medesima persona: l’ingegnere Tristano Luchetti. A novembre 2025 il sindaco ha prorogato, in zona Cesarini rispetto alla fine del mandato del precedente segretario comunale Francesco Massi, per altri tre anni l’incarico a Luchetti alla guida dei servizi tecnici del Comune, sia per l’edilizia privata sia per i lavori pubblici. E questo nonostante la legge 190/2012 obblighi la rotazione degli incarichi dirigenziali. In particolare, l’Anac – Autorità nazionale anticorruzione – fin dal giugno 2022, con una propria circolare, richiama: «La rotazione è necessaria per prevenire la corruzione soprattutto in quei servizi a più alta probabilità di fenomeni corruttivi». Alla luce dell’inchiesta sulla cricca degli appalti, è ancora sostenibile la posizione del sindaco Parcaroli di strenua difesa del doppio incarico all’ingegner Luchetti? Andando avanti, ci si domanda perché «che ne sapìo io» abbia voluto tenere per sé la delega all’Urbanistica. Magari è in grado di spiegarci come l’ex hotel Claudiani abbia ottenuto il cambio di destinazione d’uso e, parimenti, com’è stato possibile per l’ex complesso delle Monachette. Ma ci torno tra qualche riga. Forse ha tenuto la delega perché i cantieri aperti dalla Rest-edil a Macerata sono troppo pochi e andavano incrementati? Di certo l’assessore Lego avrà modo di spiegare perché il Centro Fiere – costato, pare, 13 milioni – non sia ancora operativo e perché sul Centro agroalimentare ci siano tante domande aperte. Perché improvvisamente Marchiori, che si è vantato del profluvio di quattrini e di cemento piovuto su Macerata, ora tace? Una domanda: quanti sono i lavori finiti e collaudati? E quanto hanno pesato i SAL (stati di avanzamento dei lavori) sulla cassa comunale? Torno sulle Monachette. Al netto del fatto che il cantiere sia stato un’utile zona di sosta per l’auto di una neoconsigliera, che talvolta ha lasciato il posto anche a un neoassessore a lei particolarmente vicino, si ricorderà che l’assessore Lego se la prese con gli abitanti del centro storico che lamentavano la carenza di parcheggi per i troppi cantieri. Che fa, Marchiori, si scusa? E soprattutto è in grado, visto che i cantieri saranno tutti sotto sequestro, di dire alla città come si convive con questi fantasmi? E ancora: che sapeva lui dell’appalto Monachette, visto che lo ha tanto magnificato? Resta aperto il mistero glorioso delle Giuseppine: 18 milioni di contributo. Evidentemente, tra monache e suore, a Macerata l’edilizia è una faccenda confessionale! Da qui partirà un successivo approfondimento. La politica È stupefacente constatare come nessun segretario cittadino di partito del centrodestra abbia detto un fiato sull’inchiesta che riguarda la cricca. Eppure Macerata è l’epicentro dello scandalo, sempre stando alle accuse – ancora tutte da provare, poiché non passate al vaglio del processo – della Direzione distrettuale antimafia. Non ha parlato il sindaco, ma è scontato, perché quasi mai costui ha qualcosa da dire che superi il confine della banalità. Non ha parlato l’assessore Lego, che però è anche segretario della Lega. Non un fiato da Barbara Antolini, segretaria di Forza Italia. Fratelli d’Italia non dà cenni d’esistenza in vita. Il che rende palese come assommare il doppio incarico di assessore e rappresentante di partito ingessi il dibattito. Ma anche l’opposizione appare molto cauta. Pare che non ci sia la sufficiente consapevolezza che la mafia è tra noi! Eppure, in questa inchiesta c’è un salto di qualità. Si parla d’infiltrazione della malavita organizzata nel tessuto economico della città. A nessuno viene in mente il collegamento con le bande criminali che gestiscono un imponente traffico di stupefacenti a Macerata? A nessuno viene in mente di chiedersi quanto le attività economiche – che so? Negozi di abbigliamento, sedicenti ristoranti, pseudo-consulenti, affittacamere – siano implicate e impiegate per il riciclaggio? Se e quanto le liste dei partiti siano state infiltrate? Se e quanto alcune esclusioni – viene in mente il caso dell’ex consigliera Sabrina De Padova, che molto si è impegnata nel chiedere lumi su lavori e appalti – alcune resistenze – il non volere l’architetto Silvano Iommi presidente della commissione Urbanistica – e alcune dimenticanze – la commissione d’inchiesta sul mattatoio – siano state condizionate da poteri esterni e opachi alla vita democratica della città? Fa meraviglia che su questo punto le opposizioni e il Pd in particolare non chiedano non solo un dibattito, ma un impegno serio alla trasparenza. E che il personale politico della città, ma anche della Regione, non sia del tutto attrezzato a sostenere l’urto della «cricca» che lo ha infiltrato e manovrato a suo piacimento, forse spartendo un po’ di tornaconto, appare evidente da due fatti. Il primo è che il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, è venuto a Macerata a ragionare del nuovo ospedale sapendo tre cose: i soldi per farlo non ci sono, l’area è sovradimensionata e pone problemi di trasparenza sull’esproprio; da Fermo emergono intercettazioni che coinvolgono direttamente l’edificazione dell’ospedale di quella città, in diretta concorrenza con il futuro e del tutto incerto nosocomio maceratese. Il secondo fatto è che si continua a sostenere che il presidente Acquaroli, sapute di voci attorno al suo ex capo di gabinetto, abbia attivato un audit interno e che ciò soddisfi ogni esigenza di trasparenza. Vengono almeno due dubbi: se le «voci» erano consistenti, perché non si è attivata la magistratura? E, in ogni caso, perché si è dato – di certo involontariamente – al sospettato il tempo di eliminare le prove (che peraltro la Guardia di Finanza già possedeva, almeno così risulterebbe dall’inchiesta) dai computer della Regione? Ebbene, a questi interrogativi la sinistra risponde con un’aggressione, la destra con una difesa tanto scontata quanto sconclusionata. Nessuno che sin qui abbia condotto una seria riflessione su come recuperare la fiducia dei cittadini. Eppure un modo c’è: si chiama trasparenza. Si chiama mettere in piazza le carte, si chiama mettersi a disposizione della magistratura sul piano della legittimità e accettare il confronto sui dati di realtà – a partire dal famoso accesso agli atti – sul piano politico. Il tessuto economico-sociale Non è sin qui emersa alcuna riflessione attorno a tre temi. Primo: con i cantieri bloccati e sotto sequestro, per quanto tempo la cittadinanza dovrà sopportare i disagi? E, se del caso, come si possono alleviare? L’euforia cementizia e la protervia dei cantieri quanto distacco hanno oggi prodotto tra cittadino e istituzioni? Secondo tema: a che livello di credibilità sono scese le istituzioni? Quando si parlerà di nuovi appalti, di lavori che vanno a rilento, di proclami come in passato sulla famosa filiera di governo che da Roma arriva a Macerata passando per Ancona, scaricando miliardi, c’è qualcuno ancora disposto a crederci? E cosa fanno i dirigenti del centrodestra per porre rimedio a questa caduta verticale di fiducia e credibilità? Continueranno come in passato a chiedere atti di fede o saranno disposti a passare la mano? Non sfuggirà a nessuno che l’avvocato Fabio Pistarelli – per il quale deve valere la massima garanzia del rispetto della presunzione d’innocenza – era stato presentato da Fratelli d’Italia come il tutore della rielezione di Sandro Parcaroli. Né sfuggirà che esponenti della Lega hanno affinità con alcuni degli indagati. È possibile che dagli interrogatori programmati da mercoledì al 4 novembre emergano verità scomode. Sono attrezzati i partiti per farvi fronte? Hanno aperto al loro interno un dibattito di chiarimento? Nulla di tutto ciò è accaduto. Egualmente, si è misurato l’impatto economico che il blocco della ricostruzione avrà sul Pil provinciale? «Che ne sapìo io» fino a qualche mese fa era al vertice della Provincia. A proposito: non si è accorto di nulla delle attività di Crucianelli? E che rapporti aveva con i costruttori? È questione che dovrà essere attentamente approfondita. Senza dimenticare che il coinvolgimento, a vario titolo, dell’Università di Macerata e di quella di Camerino toglie ulteriore credibilità e, dunque, attrattività ai nostri territori. Le vittime Con una dichiarazione che sa di assoluta improvvisazione, la senatrice nonché coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, Elena Leonardi, ha detto: «Le famiglie terremotate e le imprese sane non devono pagare colpe altrui: la loro tutela è la nostra priorità». Sembra un pezzo di cabaret. Viene da chiedersi come tutto ciò si realizzi se i cantieri hanno i sigilli. Viene da chiedersi come tutto ciò sia possibile se il Governo – giustamente – che ella sostiene ha decretato al 31 dicembre la fine dell’emergenza terremoto. Al punto che i mutui non saranno più sospesi e i contributi per la sistemazione temporanea non ci saranno più. Ecco qui altre domande. Possibile che nessuno abbia vigilato sui subappalti? Che il grido di chi lavorava sottopagato non sia stato ascoltato? Possibile che la «destra sociale» non si sia fatta carico di comprendere come stavano davvero le cose? Era meglio tagliare nastri e farsi le foto opportunity che vigilare? Che interrogare direttamente i territori? È da questo deficit di credibilità che difficilmente il centrodestra troverà il modo di uscire. Per ora non si è vista alcuna iniziativa di legge che tenti di attutire il colpo, di dare una prospettiva alle famiglie – e sono ancora tante, troppe – che non hanno un tetto. Con uno strano fenomeno: sul caso Marche si fanno solo sussurri. Nei territori di mafia si chiama omertà. E che piaccia o no, oggi i nostri sono territori di mafia.

Siamo diventati terra di mafia: sotto le macerie della credibilità

Siamo diventati terra di mafia: sotto le macerie della credibilità
26/10/2026 15:25

Scrive Niccolò Machiavelli nel celeberrimo capitolo XVIII de Il Principe: «Né mai a un Principe mancheranno cagioni legittime di colorare l’inosservanza». Si discetta di volpe e leone e si capisce che un governante non deve andare per il sottile se gli conviene mancare alla parola data o alla buona fede. Il problema è quando uno non sa essere né volpe né leone perché è solo un «bianconiglio». Il riferimento al sindaco Sandro Parcaroli è volutamente causale. Si sente a Macerata, che è l’epicentro del malaffare, deflagrata la questione della «cricca» – me ne occuperò con cognizione, avendo però le carte, e dunque tra un po’ – un fragoroso silenzio. S’è acquetata la frenesia cementizia che in alcuni momenti, non sporadici né brevi, è diventata tracotanza e il sindaco è rapidamente rientrato in modalità «che ne sapìo io». Però sarà complicato levarsela fingendosi estranei alla terra. M’accingo a ragionare delle conseguenze cittadine di un’inchiesta che, se confermata, è capace di seppellire il centrodestra per i prossimi secoli, anche perché appare evidente che il centrodestra maceratese, ma direi marchigiano, è in larga misura popolato da nani e ballerine. Manca il coraggio di metterci la faccia e manca la forza politica di portare elementi a discarico. Ciò che andrò argomentando parte tuttavia da un’inderogabile esigenza: affermare che la presunzione d’innocenza è sacra e che chiunque sia incappato in questa inchiesta deve essere considerato non colpevole fino a sentenza passata in giudicato. Proprio in forza di questa considerazione, se si debbono avere cautele nella cronaca, non si debbono invece tacere le conseguenze che sono manifeste. E che investono quattro ambiti: la maggioranza e la giunta che governano il Comune di Macerata; la statura del personale politico, tanto di maggioranza quanto di opposizione; il tessuto economico e sociale della città e della provincia; la dignità e i bisogni tanto delle popolazioni colpite dal sisma, che da dieci anni (tra quattro giorni sarà l’anniversario di quella gigantesca tragedia) attendono una casa, quanto degli operai impegnati nel cratere. Comune di Macerata Appare di tutta evidenza che non sono più tollerabili opacità di alcun tipo. L’accesso agli atti promosso dalla minoranza sui lavori pubblici in città dovrà essere il più rapido e il più esaustivo possibile e sarà il caso che il presidente del Consiglio comunale, Francesco Luciani, dia la massima priorità e pubblicità ai lavori d’assemblea in cui queste risultanze saranno affrontate. Resta infatti un mistero come a Macerata, a ogni gara al ribasso, corrisponda un sistematico rialzo in corso d’opera e nel volgere di poche settimane, che finisce per superare la base d’asta. Resta un mistero come una medesima ditta abbia avuto 14 incarichi sotto soglia. Resta un mistero come mai i cantieri a Macerata non si chiudano mai. Il garrulo assessore Lego parla adesso solo nelle chat della maggioranza per esprimere solidarietà ai colleghi di Fratelli d’Italia, avvisare che vi saranno attacchi e che bisogna avere la schiena dritta. Beh, forse bisognerebbe cominciare a dire la verità. Le mamme e i papà dei bambini della scuola materna sorta alle Vergini stanno ancora aspettando di sapere se quella scuola abbia o non abbia tutti i collaudi. E io sono in trepida attesa della denuncia che «che ne sapìo io» ha annunciato contro di me per procurato allarme, solo perché, facendo il mio mestiere, ho osato chiedere se quelle scuole abbiano tutte le certificazioni di legge. L’assessore Andrea Marchiori – in arte Lego – ieri, 25 ottobre, in un articolo comparso sulla cronaca locale de Il Resto del Carlino, spiega che ogni giorno si reca al cantiere del polo delle Vergini per sorvegliare che sia tutto a posto. Certo, slitta un po’ l’apertura della scuola, ma pazienza. E tuttavia, in un passaggio, dice: «In questa settimana sono stati allestiti i nuovi arredi nella scuola dell’infanzia già operativa». Dunque, la scuola dell’infanzia è stata aperta incompleta. E allora sorge una domanda: come ha ottenuto la certificazione antincendio, visto che per averla è indispensabile che l’edificio sia arredato? Ora, è vero che alcuni autorevoli esponenti politici affini all’assessore Marchiori sono componenti del meritorio corpo dei pompieri e che addirittura si è parlato di un ex comandante come possibile capo di gabinetto del sindaco, ma una risposta sarebbe d’uopo, sempre per la trasparenza. Andiamo avanti, avvertendo che questo è solo il primo atto di una più ampia riflessione. Il Comune di Macerata è uno dei pochi in cui le funzioni di dirigente dell’ufficio Urbanistica e dell’ufficio Lavori pubblici sono in capo alla medesima persona: l’ingegnere Tristano Luchetti. A novembre 2025 il sindaco ha prorogato, in zona Cesarini rispetto alla fine del mandato del precedente segretario comunale Francesco Massi, per altri tre anni l’incarico a Luchetti alla guida dei servizi tecnici del Comune, sia per l’edilizia privata sia per i lavori pubblici. E questo nonostante la legge 190/2012 obblighi la rotazione degli incarichi dirigenziali. In particolare, l’Anac – Autorità nazionale anticorruzione – fin dal giugno 2022, con una propria circolare, richiama: «La rotazione è necessaria per prevenire la corruzione soprattutto in quei servizi a più alta probabilità di fenomeni corruttivi». Alla luce dell’inchiesta sulla cricca degli appalti, è ancora sostenibile la posizione del sindaco Parcaroli di strenua difesa del doppio incarico all’ingegner Luchetti? Andando avanti, ci si domanda perché «che ne sapìo io» abbia voluto tenere per sé la delega all’Urbanistica. Magari è in grado di spiegarci come l’ex hotel Claudiani abbia ottenuto il cambio di destinazione d’uso e, parimenti, com’è stato possibile per l’ex complesso delle Monachette. Ma ci torno tra qualche riga. Forse ha tenuto la delega perché i cantieri aperti dalla Rest-edil a Macerata sono troppo pochi e andavano incrementati? Di certo l’assessore Lego avrà modo di spiegare perché il Centro Fiere – costato, pare, 13 milioni – non sia ancora operativo e perché sul Centro agroalimentare ci siano tante domande aperte. Perché improvvisamente Marchiori, che si è vantato del profluvio di quattrini e di cemento piovuto su Macerata, ora tace? Una domanda: quanti sono i lavori finiti e collaudati? E quanto hanno pesato i SAL (stati di avanzamento dei lavori) sulla cassa comunale? Torno sulle Monachette. Al netto del fatto che il cantiere sia stato un’utile zona di sosta per l’auto di una neoconsigliera, che talvolta ha lasciato il posto anche a un neoassessore a lei particolarmente vicino, si ricorderà che l’assessore Lego se la prese con gli abitanti del centro storico che lamentavano la carenza di parcheggi per i troppi cantieri. Che fa, Marchiori, si scusa? E soprattutto è in grado, visto che i cantieri saranno tutti sotto sequestro, di dire alla città come si convive con questi fantasmi? E ancora: che sapeva lui dell’appalto Monachette, visto che lo ha tanto magnificato? Resta aperto il mistero glorioso delle Giuseppine: 18 milioni di contributo. Evidentemente, tra monache e suore, a Macerata l’edilizia è una faccenda confessionale! Da qui partirà un successivo approfondimento. La politica È stupefacente constatare come nessun segretario cittadino di partito del centrodestra abbia detto un fiato sull’inchiesta che riguarda la cricca. Eppure Macerata è l’epicentro dello scandalo, sempre stando alle accuse – ancora tutte da provare, poiché non passate al vaglio del processo – della Direzione distrettuale antimafia. Non ha parlato il sindaco, ma è scontato, perché quasi mai costui ha qualcosa da dire che superi il confine della banalità. Non ha parlato l’assessore Lego, che però è anche segretario della Lega. Non un fiato da Barbara Antolini, segretaria di Forza Italia. Fratelli d’Italia non dà cenni d’esistenza in vita. Il che rende palese come assommare il doppio incarico di assessore e rappresentante di partito ingessi il dibattito. Ma anche l’opposizione appare molto cauta. Pare che non ci sia la sufficiente consapevolezza che la mafia è tra noi! Eppure, in questa inchiesta c’è un salto di qualità. Si parla d’infiltrazione della malavita organizzata nel tessuto economico della città. A nessuno viene in mente il collegamento con le bande criminali che gestiscono un imponente traffico di stupefacenti a Macerata? A nessuno viene in mente di chiedersi quanto le attività economiche – che so? Negozi di abbigliamento, sedicenti ristoranti, pseudo-consulenti, affittacamere – siano implicate e impiegate per il riciclaggio? Se e quanto le liste dei partiti siano state infiltrate? Se e quanto alcune esclusioni – viene in mente il caso dell’ex consigliera Sabrina De Padova, che molto si è impegnata nel chiedere lumi su lavori e appalti – alcune resistenze – il non volere l’architetto Silvano Iommi presidente della commissione Urbanistica – e alcune dimenticanze – la commissione d’inchiesta sul mattatoio – siano state condizionate da poteri esterni e opachi alla vita democratica della città? Fa meraviglia che su questo punto le opposizioni e il Pd in particolare non chiedano non solo un dibattito, ma un impegno serio alla trasparenza. E che il personale politico della città, ma anche della Regione, non sia del tutto attrezzato a sostenere l’urto della «cricca» che lo ha infiltrato e manovrato a suo piacimento, forse spartendo un po’ di tornaconto, appare evidente da due fatti. Il primo è che il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, è venuto a Macerata a ragionare del nuovo ospedale sapendo tre cose: i soldi per farlo non ci sono, l’area è sovradimensionata e pone problemi di trasparenza sull’esproprio; da Fermo emergono intercettazioni che coinvolgono direttamente l’edificazione dell’ospedale di quella città, in diretta concorrenza con il futuro e del tutto incerto nosocomio maceratese. Il secondo fatto è che si continua a sostenere che il presidente Acquaroli, sapute di voci attorno al suo ex capo di gabinetto, abbia attivato un audit interno e che ciò soddisfi ogni esigenza di trasparenza. Vengono almeno due dubbi: se le «voci» erano consistenti, perché non si è attivata la magistratura? E, in ogni caso, perché si è dato – di certo involontariamente – al sospettato il tempo di eliminare le prove (che peraltro la Guardia di Finanza già possedeva, almeno così risulterebbe dall’inchiesta) dai computer della Regione? Ebbene, a questi interrogativi la sinistra risponde con un’aggressione, la destra con una difesa tanto scontata quanto sconclusionata. Nessuno che sin qui abbia condotto una seria riflessione su come recuperare la fiducia dei cittadini. Eppure un modo c’è: si chiama trasparenza. Si chiama mettere in piazza le carte, si chiama mettersi a disposizione della magistratura sul piano della legittimità e accettare il confronto sui dati di realtà – a partire dal famoso accesso agli atti – sul piano politico. Il tessuto economico-sociale Non è sin qui emersa alcuna riflessione attorno a tre temi. Primo: con i cantieri bloccati e sotto sequestro, per quanto tempo la cittadinanza dovrà sopportare i disagi? E, se del caso, come si possono alleviare? L’euforia cementizia e la protervia dei cantieri quanto distacco hanno oggi prodotto tra cittadino e istituzioni? Secondo tema: a che livello di credibilità sono scese le istituzioni? Quando si parlerà di nuovi appalti, di lavori che vanno a rilento, di proclami come in passato sulla famosa filiera di governo che da Roma arriva a Macerata passando per Ancona, scaricando miliardi, c’è qualcuno ancora disposto a crederci? E cosa fanno i dirigenti del centrodestra per porre rimedio a questa caduta verticale di fiducia e credibilità? Continueranno come in passato a chiedere atti di fede o saranno disposti a passare la mano? Non sfuggirà a nessuno che l’avvocato Fabio Pistarelli – per il quale deve valere la massima garanzia del rispetto della presunzione d’innocenza – era stato presentato da Fratelli d’Italia come il tutore della rielezione di Sandro Parcaroli. Né sfuggirà che esponenti della Lega hanno affinità con alcuni degli indagati. È possibile che dagli interrogatori programmati da mercoledì al 4 novembre emergano verità scomode. Sono attrezzati i partiti per farvi fronte? Hanno aperto al loro interno un dibattito di chiarimento? Nulla di tutto ciò è accaduto. Egualmente, si è misurato l’impatto economico che il blocco della ricostruzione avrà sul Pil provinciale? «Che ne sapìo io» fino a qualche mese fa era al vertice della Provincia. A proposito: non si è accorto di nulla delle attività di Crucianelli? E che rapporti aveva con i costruttori? È questione che dovrà essere attentamente approfondita. Senza dimenticare che il coinvolgimento, a vario titolo, dell’Università di Macerata e di quella di Camerino toglie ulteriore credibilità e, dunque, attrattività ai nostri territori. Le vittime Con una dichiarazione che sa di assoluta improvvisazione, la senatrice nonché coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, Elena Leonardi, ha detto: «Le famiglie terremotate e le imprese sane non devono pagare colpe altrui: la loro tutela è la nostra priorità». Sembra un pezzo di cabaret. Viene da chiedersi come tutto ciò si realizzi se i cantieri hanno i sigilli. Viene da chiedersi come tutto ciò sia possibile se il Governo – giustamente – che ella sostiene ha decretato al 31 dicembre la fine dell’emergenza terremoto. Al punto che i mutui non saranno più sospesi e i contributi per la sistemazione temporanea non ci saranno più. Ecco qui altre domande. Possibile che nessuno abbia vigilato sui subappalti? Che il grido di chi lavorava sottopagato non sia stato ascoltato? Possibile che la «destra sociale» non si sia fatta carico di comprendere come stavano davvero le cose? Era meglio tagliare nastri e farsi le foto opportunity che vigilare? Che interrogare direttamente i territori? È da questo deficit di credibilità che difficilmente il centrodestra troverà il modo di uscire. Per ora non si è vista alcuna iniziativa di legge che tenti di attutire il colpo, di dare una prospettiva alle famiglie – e sono ancora tante, troppe – che non hanno un tetto. Con uno strano fenomeno: sul caso Marche si fanno solo sussurri. Nei territori di mafia si chiama omertà. E che piaccia o no, oggi i nostri sono territori di mafia.

Cronaca

Spaccio tra Macerata e Ancona: arrestato un 26enne a Cingoli

Spaccio tra Macerata e Ancona: arrestato un 26enne a Cingoli

26/10/2026 13:50

Due interventi dei carabinieri della Compagnia di Macerata tra Cingoli e il capoluogo. Nel primo caso, i militari hanno arrestato un 26enne destinatario di un ordine di carcerazione per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nel secondo, una donna di 27 anni è stata denunciata per guida in stato di ebbrezza dopo essere risultata positiva all'etilometro durante un controllo stradale. I carabinieri della Stazione di Cingoli hanno rintracciato e arrestato un operaio di 26 anni, di origini ucraine e residente nella cittadina, già noto alle forze dell'ordine. Il giovane era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, Ufficio Esecuzioni penali. Il provvedimento riguarda ripetuti episodi di spaccio di sostanze stupefacenti commessi nel corso del 2024 tra le province di Macerata e Ancona. Il 26enne deve scontare una pena residua definitiva di 3 anni, 4 mesi e 14 giorni di reclusione. Dopo le formalità di rito, è stato accompagnato alla casa circondariale di Ancona-Montacuto, dove rimane a disposizione dell'autorità giudiziaria. A Macerata, i carabinieri della Sezione Radiomobile del Nucleo operativo e radiomobile hanno denunciato in stato di libertà una donna di 27 anni, residente in un comune della provincia, per guida in stato di ebbrezza alcolica. La donna è stata fermata durante un controllo notturno in piazza Marconi, mentre si trovava alla guida della propria autovettura. Sottoposta alla prova con l'etilometro, è risultata avere un tasso alcolemico pari a 1,52 grammi per litro, un valore superiore di oltre tre volte al limite generale consentito di 0,5 g/l. I militari hanno proceduto al ritiro della patente di guida e alla denuncia della conducente all'autorità giudiziaria. I due episodi rientrano nei servizi di controllo del territorio svolti dai carabinieri della Compagnia di Macerata, che comprendono l'esecuzione dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria e le verifiche sul rispetto delle norme del Codice della strada.

Pollenza, 31enne  arrestato mentre cede cocaina: sequestrati oltre 4mila euro in contanti

Pollenza, 31enne arrestato mentre cede cocaina: sequestrati oltre 4mila euro in contanti

26/10/2026 13:30

Un uomo di 31 anni, cittadino albanese senza fissa dimora in Italia e disoccupato, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di cessione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L'operazione è stata condotta nella serata di sabato 24 ottobre a Pollenza dai militari della locale Stazione, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale di Macerata. L'intervento è scattato intorno alle 22, in largo G. Verga, dove i carabinieri, sebbene liberi dal servizio, hanno notato uno scambio sospetto tra il 31enne e un uomo del posto di 49 anni, disoccupato e già noto alle forze dell'ordine. I militari sono intervenuti interrompendo la cessione di una dose di cocaina del peso di 0,65 grammi. Il controllo ha portato all'esecuzione di perquisizioni personali e veicolari. All'interno dell'auto a noleggio utilizzata dal 31enne sono state trovate altre cinque dosi di cocaina, per un peso complessivo di circa 3,6 grammi, due smartphone completi di schede Sim e 1.800 euro in contanti. Addosso all'uomo i militari hanno inoltre recuperato altri 1.000 euro. Gli accertamenti sono stati successivamente estesi anche al domicilio dell'indagato, dove è stata rinvenuta un'ulteriore somma di 1.240 euro. Il bilancio complessivo dell'operazione è di 4,24 grammi di cocaina sequestrati, insieme ai due telefoni cellulari e a 4.040 euro in contanti, somma che, secondo l'ipotesi investigativa, sarebbe riconducibile all'attività di spaccio. Il denaro è destinato al versamento sul Fondo unico di giustizia. I dispositivi elettronici sono stati messi a disposizione dell'autorità giudiziaria per i successivi accertamenti tecnici. Su disposizione del pubblico ministero di turno, il 31enne è stato condotto nelle camere di sicurezza, in attesa dell'udienza per il rito direttissimo prevista per la giornata successiva all'arresto. Il 49enne che avrebbe acquistato la dose è stato invece segnalato alla Prefettura di Macerata, ai sensi dell'articolo 75 del Dpr 309/1990, quale assuntore di sostanze stupefacenti.  

Attualità

Ricostruzione post-sisma, il Cnre si propone per rilevare i cantieri a rischio stop

Ricostruzione post-sisma, il Cnre si propone per rilevare i cantieri a rischio stop

24/10/2026 15:10

 Evitare che le inchieste sulla ricostruzione post-terremoto del 2016 si traducano in nuovi ritardi per le popolazioni colpite. È questo l'obiettivo della proposta che il Cnre, Centro Nazionale Ricostruzione Ecologica, intende sottoporre alla Struttura commissariale straordinaria guidata da Guido Castelli. L'organizzazione, presieduta e fondata da Claudio Fasano, si propone come possibile interlocutore operativo per assicurare la prosecuzione dei lavori nei cantieri che dovessero rimanere senza un'impresa esecutrice in seguito a provvedimenti giudiziari o amministrativi. L'iniziativa nasce in una fase delicata per la ricostruzione, segnata dalle recenti indagini sui presunti illeciti negli appalti e dalle verifiche sulla regolarità delle imprese impegnate nei territori del cratere sismico. La preoccupazione principale riguarda le conseguenze che eventuali sospensioni, revoche o contenziosi potrebbero avere sui tempi di completamento delle opere pubbliche e degli interventi sugli edifici privati. La proposta del Cnre punta a mettere a disposizione una struttura già organizzata, in grado di intervenire rapidamente qualora alcuni cantieri dovessero restare privi di un esecutore. L'intento è limitare le interruzioni e impedire che le conseguenze delle vicende giudiziarie ricadano ulteriormente sui cittadini, sulle imprese dell'indotto e sui lavoratori. «L'obiettivo prioritario è assicurare la continuità dei cantieri ed evitare che gli strascichi delle inchieste si traducano in ritardi inaccettabili per le comunità e i territori del cratere», spiega il presidente Claudio Fasano. Secondo il CNRE, la continuità operativa dovrebbe accompagnarsi a un rigoroso rispetto delle norme in materia di trasparenza, sicurezza sul lavoro e sostenibilità ambientale. La proposta viene presentata, quindi, come un possibile strumento per coniugare la prosecuzione degli interventi con le esigenze di legalità e controllo. Uno degli aspetti centrali dell'iniziativa riguarda le modalità con cui potrebbero essere individuati i nuovi esecutori dei lavori. Il modello prospettato dal Cnre ipotizza la possibilità di affidamenti diretti da parte della Struttura commissariale, nei limiti consentiti dalla normativa applicabile, evitando il ricorso a una filiera articolata di subappalti. Il tema è particolarmente delicato alla luce delle criticità emerse in alcuni cantieri, dove i ritardi nei pagamenti hanno alimentato tensioni tra i lavoratori e le imprese coinvolte. In episodi recenti, alcuni operai sono arrivati a salire sulle gru per richiamare l'attenzione sugli stipendi arretrati. La proposta mira anche a evitare che le difficoltà di una singola azienda si ripercuotano sull'intera filiera produttiva, mettendo a rischio i posti di lavoro e le attività economiche che ruotano attorno alla ricostruzione. La manifestazione di disponibilità annunciata dal Cnre non costituisce, al momento, un affidamento di lavori né una decisione già assunta dal commissario. Sarà la Struttura commissariale a dover valutare la fattibilità tecnica e giuridica della proposta, verificandone la compatibilità con le procedure previste dalla normativa e con i poteri straordinari per la gestione della ricostruzione. Il punto centrale resta la necessità di garantire che eventuali provvedimenti nei confronti delle imprese non determinino un nuovo rallentamento degli interventi. Per le comunità terremotate, ancora in attesa del completamento di abitazioni e opere pubbliche, la continuità dei cantieri rappresenta infatti una priorità.

Penna San Giovanni, studenti protagonisti della legalità: celebrato il carabiniere Giovanni Burocchi

Penna San Giovanni, studenti protagonisti della legalità: celebrato il carabiniere Giovanni Burocchi

24/10/2026 13:48

 La memoria di chi ha sacrificato la propria vita per i valori in cui credeva, l'educazione alla legalità e la formazione dei cittadini di domani. Sono stati questi i temi al centro della cerimonia conclusiva del progetto “I valori che uniscono”, svoltasi nella mattinata di ieri a Penna San Giovanni, alla presenza del generale di Corpo d'Armata Aldo Iacobelli, comandante interregionale Carabinieri “Podgora”. L'iniziativa, promossa dall'associazione LumbeLumbe, presieduta dal generale in congedo Italo Governatori, è ispirata alla figura del carabiniere Giovanni Burocchi, nato e cresciuto a Penna San Giovanni e insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Il militare perse la vita a Fiume il 3 ottobre 1919, distinguendosi per il proprio coraggio. La giornata ha riunito numerose autorità civili, militari e istituzionali, insieme agli amministratori locali, ai rappresentanti delle Forze di polizia e ai familiari del carabiniere commemorato. Presenti, tra gli altri, il comandante della Legione Carabinieri Marche, il prefetto e il procuratore della Repubblica di Macerata, il sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, l'Ispettore regionale dell'Associazione Nazionale Carabinieri e il presidente dell'Unione Montana Monti Azzurri. Hanno partecipato anche i sindaci di Penna San Giovanni, Monte San Martino e Sarnano, il presidente della sezione dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Penna San Giovanni e Monte San Martino, i pronipoti di Giovanni Burocchi e i rappresentanti provinciali delle Forze di polizia. A rendere ancora più significativa la cerimonia è stata la presenza del professor Alessandro D'Acquisto, fratello del venerabile vicebrigadiere Salvo D'Acquisto, anch'egli insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Il momento commemorativo si è aperto con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Successivamente, al Belvedere Burocchi, è stata deposta una corona d'alloro presso il monumento dedicato al militare, accompagnata da un momento di raccoglimento scandito dalle note del silenzio d'ordinanza. Gli interventi delle autorità hanno ricordato il valore della testimonianza di Giovanni Burocchi e il contributo che l'Arma dei Carabinieri continua a offrire alla collettività. Ma il cuore della giornata è stato soprattutto il coinvolgimento degli studenti che hanno partecipato al progetto, realizzato in collaborazione con il Comando Legione Carabinieri Marche e l'Ufficio scolastico regionale. Gli alunni dell'Istituto omnicomprensivo Leopardi-Frau-De Magistris, accompagnati dai docenti e dalla dirigente scolastica, sono stati i veri protagonisti dell'iniziativa, che ha promosso percorsi di cittadinanza attiva e sensibilizzazione sui temi della legalità, della solidarietà, del rispetto delle regole e della tutela dell'ambiente. Particolarmente significativo il messaggio rivolto ai ragazzi dal generale Aldo Iacobelli, che ha invitato le nuove generazioni a considerare la legalità non come un principio astratto, ma come una scelta da rinnovare quotidianamente. «Non vi viene chiesto di diventare degli eroi o dei martiri. Vi viene suggerito di diventare dei cittadini consapevoli, praticando ogni giorno quella che può essere definita la “liturgia della legalità”», ha affermato. Il comandante ha quindi ricordato come la scelta di comportarsi correttamente possa talvolta apparire difficile o solitaria, ma abbia sempre un valore fondamentale per la società. Agli studenti ha assicurato che, lungo questo percorso, potranno trovare sostegno nella parte sana della comunità e nell'Arma dei Carabinieri, descritta come un punto di riferimento e un «porto sicuro». Un invito a diventare cittadini responsabili, capaci di scegliere l'onestà, rispettare gli altri e contribuire attivamente alla crescita delle proprie comunità. La cerimonia si è conclusa con la premiazione degli alunni delle scuole dei Comuni di Penna San Giovanni, Monte San Martino, Gualdo e Sarnano, a riconoscimento del percorso svolto nell'ambito del progetto. La permanenza nelle Marche del generale Iacobelli è stata anche l'occasione per incontrare il personale dell'Arma impegnato quotidianamente sul territorio delle province di Macerata e Fermo. L'alto ufficiale ha visitato la Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche e le Stazioni di Porto Recanati, Penna San Giovanni, Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio e Montegranaro, dove è stato accolto dai rispettivi comandanti e da rappresentanze dei militari. Nel corso degli incontri ha espresso apprezzamento per la professionalità, la dedizione e l'attenzione con cui i Carabinieri operano al servizio delle comunità, richiamando l'importanza di valori quali umanità, ascolto, rispetto, fiducia, inclusione e solidarietà. Principi che, insieme al senso del dovere e al giuramento prestato, costituiscono il fondamento del rapporto tra l'Arma e i cittadini. A conclusione delle visite, il generale ha apposto il tradizionale visto sui Memoriali del Servizio, gesto simbolico che testimonia il legame tra i vertici istituzionali e i presidi territoriali.

Politica

Carta "Dedicata a Te", il Comune di Macerata fa causa: 119 famiglie senza il contributo

Carta "Dedicata a Te", il Comune di Macerata fa causa: 119 famiglie senza il contributo

26/10/2026 15:40

Sono 119 le famiglie di Macerata rimaste senza il contributo della Carta "Dedicata a Te" 2025 a causa dei mancati recapiti contestati alla società One Click Srl, incaricata del servizio postale. Per tutelare i cittadini coinvolti, l'amministrazione comunale ha deciso di intraprendere un’azione legale nei confronti dell'azienda, con l'obiettivo di accertare le responsabilità e ottenere il risarcimento dei danni. La vicenda è stata affrontata dal Comune attraverso una serie di iniziative, a partire dalle verifiche amministrative e dall'attivazione delle procedure contrattuali e assicurative previste. La compagnia assicurativa ha riconosciuto le penali contrattuali, ma ha contestato la copertura dei 59.500 euro relativi ai contributi che le famiglie non hanno potuto percepire. Di fronte a questa posizione, l'amministrazione ha scelto di procedere per vie legali, conferendo un incarico a un avvocato e promuovendo un’azione giudiziaria contro One Click Srl. La causa è stata iscritta presso il Tribunale di Macerata, al quale spetterà ora valutare le responsabilità e stabilire le eventuali somme dovute. Il Comune ha annunciato che continuerà a seguire il procedimento con l’obiettivo di tutelare gli interessi dell'Ente e delle famiglie coinvolte, che non hanno potuto beneficiare del sostegno previsto. "Come Comune siamo al fianco delle famiglie - afferma la vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Francesca D'Alessandro -. Quando un sostegno destinato a chi ne ha diritto viene meno a causa di un disservizio, il nostro compito è fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per tutelare i cittadini". "Per questo il Comune, pur essendo parte lesa, non è rimasto fermo. Si è attivato e ha intrapreso un'azione legale concreta e continueremo a seguire la vicenda con attenzione e determinazione. Continueremo a lavorare, con serietà, responsabilità e rispetto per tutti i cittadini coinvolti", conclude D'Alessandro.

Inchiesta Dda, Castelli su Pistarelli: "Mai valutato di inserirlo nella struttura commissariale"

Inchiesta Dda, Castelli su Pistarelli: "Mai valutato di inserirlo nella struttura commissariale"

25/10/2026 12:45

"Pistarelli nella mia struttura? Ipotesi mai presa in considerazione". Così il commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma, Guido Castelli, interviene - con una nota - sull'inchiesta "Ricostruzione" della Dda di Ancona e chiarisce i propri rapporti con l'ex capo di gabinetto Fabio Pistarelli e il proprio ruolo nelle vicende relative al complesso delle Monachette di Macerata, destinato a diventare uno studentato universitario.  "Il primo elemento da chiarire riguarda l’incontro propiziato a Palazzo Raffaello dall’allora capo di Gabinetto Pistarelli del quale, visti gli anni intercorsi, non ricordo con precisione i dettagli - scrive Castelli in una nota -. L’oggetto, comunque, era la richiesta di chiarimenti da parte di Erdis relativamente a informazioni di natura pubblica, inerenti a procedure amministrative disciplinate dalla normativa sulla ricostruzione post-sisma, a partire dal decreto-legge n. 189 del 2016, ed in particolare se un immobile privato lesionato dal sisma avente diritto al contributo, mantiene tale diritto se lo stesso viene acquistato da un ente pubblico, in questo caso l’Erdis". Castelli sostiene che l'interlocuzione fosse legata a informazioni accessibili e a questioni di carattere amministrativo, senza alcuna rilevanza riservata: "Informazioni pubbliche che, proprio per la loro natura, non avevano alcun carattere riservato e che rientravano nell’ordinaria attività istituzionale esercitata dal sottoscritto in qualità di assessore alla ricostruzione". I finanziamenti per il complesso Le Monachette Il commissario ricostruisce l'iter che ha portato al finanziamento del complesso immobiliare delle 'Monachette' a Macerata, inserito in un progetto per la realizzazione di posti letto destinati agli studenti universitari. "Erdis aveva partecipato al bando DM 1257/2021 del Ministero dell’Università e della Ricerca che prevedeva il finanziamento di interventi volti alla creazione, rifunzionalizzazione, ristrutturazione di fabbricati da adibire a studentati universitari. Tra i diversi progetti presentati dall’Erdis, quello del complesso 'Le Monachette' di Macerata è rientrato tra quelli finanziati nella graduatoria approvata con DM n. 1488 del 6 novembre 2023", spiega Castelli. Secondo il senatore di Fratelli d'Italia, l'ente regionale aveva chiesto alla struttura commissariale un'integrazione urgente delle risorse per rispettare i termini imposti dal finanziamento ministeriale: "La struttura commissariale era chiamata quindi ad agire con urgenza al fine di evitare che l’ente pubblico Erdis della Regione Marche perdesse l’importante finanziamento ministeriale". Il contributo è stato approvato con l'ordinanza speciale numero 68 del 21 dicembre 2023, con un contributo di quasi quattro milioni di euro (3.951.011,47 euro, ndr). "Detto contributo si è dunque aggiunto a quello garantito dal Mur, di euro 8.287.506,98, e a quello dello stesso Erdis, per euro 1.795.342,78", ricorda Castelli.  E prosegue: "Occorre evidenziare che la proprietà, anche qualora non avesse alienato il bene ad Erdis, avrebbe avuto diritto al contributo della ricostruzione privata essendo l’edificio in questione inagibile con il nesso di causalità con il sisma, dichiarato e verificato secondo le disposizioni del testo unico della ricostruzione privata". Il ruolo di Pompili e il chiarimento sul RUP Un altro punto affrontato dal commissario riguarda il presunto coinvolgimento nella scelta del responsabile unico del progetto (Rup) per i lavori delle Monachette: "Nella primavera 2025 (quando la procedura di affidamento per i lavori del complesso 'Le Monachette' si era già conclusa) Pompili, che per quanto di mia conoscenza si era dimesso da tempo da Erdis e che lavorava alla Politecnica delle Marche, in via del tutto riservata, mi rappresentò di aver ricevuto da Erdis la richiesta di assumere il ruolo di Responsabile unico del progetto. Mi chiese un consiglio personale sull’opportunità di accettare tale incarico". "Conoscendolo come persona competente, gli suggerii di valutare positivamente la possibilità vista anche la complessità del progetto - ricorda Castelli -. Questo è il perimetro: un consiglio espresso a fronte di una richiesta personale, successiva alla procedura di aggiudicazione della gara dei lavori, senza alcuna interferenza nelle procedure di Erdis. Ogni commento, interpretazione o insinuazione contenuti a questo proposito nelle dichiarazioni degli indagati sono destituite di qualsivoglia fondamento". "Mai preso in considerazione un incarico per Pistarelli" Nella parte finale del comunicato, Castelli affronta anche i riferimenti a un possibile ingresso di Fabio Pistarelli nella struttura commissariale, ipotesi che sarebbe stata evocata nelle conversazioni degli indagati. "Per quello che riguarda, infine, i commenti e gli auspici degli indagati riguardanti un ipotetico coinvolgimento di Fabio Pistarelli nella Struttura commissariale - scrive Castelli nella nota -, preciso che mai ho preso in considerazione la possibilità che l’avvocato Pistarelli potesse essere reclutato a qualsiasi titolo all’interno della struttura medesima; circostanza che in effetti mai si è verificata a dimostrazione della totale inconsistenza del 'chiacchiericcio' riferito dagli indagati". Il commissario conclude rivendicando la correttezza del proprio operato: "La mia condotta è sempre stata trasparente, diligente e ossequiosa del principio di legalità. Il resto sono solo millanterie".

Sanità

Qualità e sicurezza in sanità, l’Ast Macerata certifica 13 Unità operative

Qualità e sicurezza in sanità, l’Ast Macerata certifica 13 Unità operative

26/10/2026 14:00

L’Azienda sanitaria territoriale di Macerata rafforza il proprio percorso di miglioramento della qualità dei servizi. Al termine delle verifiche condotte nei giorni scorsi dagli organismi accreditati, l’Ast ha ottenuto la conferma della certificazione ISO 9001:2015 per 11 Unità operative, estendendo il riconoscimento ad altre due strutture, che lo conseguono per la prima volta. Le nuove certificazioni riguardano la Patologia clinica degli ospedali di Macerata, San Severino Marche e Camerino e la Radiodiagnostica delle strutture di Macerata, Tolentino e Treia. Il risultato porta a 13 il numero complessivo delle Unità operative certificate. Le attività di verifica si sono svolte con la supervisione del direttore amministrativo, il dottor Milco Coacci, e il coordinamento operativo della coordinatrice infermieristica, la dottoressa Beatrice Venanzetti. La certificazione ISO 9001:2015 attesta la conformità del sistema di gestione della qualità a uno standard internazionale che punta a garantire processi organizzativi strutturati, procedure controllate e un costante monitoraggio delle attività. Il modello prevede l’analisi e la gestione dei rischi, l’ottimizzazione delle risorse e la verifica dell’efficacia dei processi, con particolare attenzione alla sicurezza, alla trasparenza e ai bisogni degli utenti. «L’estensione del perimetro di certificazione ad altre due Unità operative evidenzia la volontà dell’Ast di diffondere in modo capillare le buone pratiche organizzative su tutta la rete dei servizi territoriali e ospedalieri, grazie all’impegno costante di tutto il personale medico, infermieristico, tecnico e amministrativo», ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini. «Mantenere ed estendere questi standard significa offrire ai cittadini servizi sanitari sempre più efficienti, tracciabili e orientati all’eccellenza», ha aggiunto. Il riconoscimento ISO 9001:2015 interessa complessivamente l’Oncologia di Macerata, la Fisica medica, la Medicina nucleare, la Terapia del dolore, la Radioterapia oncologica, il Servizio di prevenzione e protezione, il Blocco operatorio di Macerata, le Professioni sanitarie, la Farmacia ospedaliera di Macerata, la Centrale operativa 118 di Macerata e l’Anestesia e rianimazione di Macerata, oltre alla Patologia clinica degli ospedali di Macerata, San Severino Marche e Camerino e alla Radiodiagnostica degli ospedali di Macerata, Tolentino e Treia. La conferma della certificazione e la sua estensione rappresentano un ulteriore passaggio nel percorso intrapreso dall’Ast di Macerata per consolidare procedure organizzative condivise e promuovere il miglioramento continuo delle prestazioni. Un lavoro che coinvolge le diverse professionalità sanitarie e amministrative e che punta a rendere i servizi sempre più rispondenti alle esigenze dei cittadini.

Menopausa e alimentazione: prendersi cura del corpo che cambia

Menopausa e alimentazione: prendersi cura del corpo che cambia

24/10/2026 16:00

La menopausa è una fase naturale della vita, eppure è spesso accompagnata da preoccupazioni che riguardano soprattutto il peso, la forma fisica e i cambiamenti che si riflettono sul corpo. Si parla meno, invece, di ciò che accade alla massa muscolare, alle ossa e alla salute metabolica. Proprio da qui vale la pena partire per comprendere come l'alimentazione possa diventare un'alleata in questa fase. La riduzione degli estrogeni che accompagna la menopausa favorisce alcuni cambiamenti nella distribuzione del grasso corporeo, con una maggiore tendenza ad accumularlo nella zona addominale. L'aumento di peso osservato nella mezza età, tuttavia, non dipende esclusivamente dagli ormoni: anche l'invecchiamento, la riduzione dell'attività fisica e i cambiamenti del dispendio energetico contribuiscono. Non è quindi inevitabile ingrassare, né è necessario ricorrere a diete drastiche per contrastare ogni cambiamento. Un aspetto particolarmente importante riguarda la massa muscolare. Con l'avanzare dell'età, questa tende progressivamente a ridursi, soprattutto in assenza di un'attività fisica adeguata. Preservarla significa sostenere la forza, l'autonomia e la funzionalità dell'organismo. In questo contesto, le proteine assumono un ruolo importante: pesce, uova, latticini, legumi e altre fonti proteiche possono contribuire a soddisfare il fabbisogno, all'interno di un'alimentazione varia e adeguata alle necessità individuali.  A completare il quadro è il movimento, in particolare l'esercizio contro resistenza, che aiuta a mantenere massa e forza muscolare. Anche le ossa meritano attenzione. La diminuzione degli estrogeni accelera la perdita di massa ossea e può aumentare, nel tempo, il rischio di osteoporosi. Per sostenerne la salute è importante assicurare un apporto adeguato di calcio, presente per esempio in latte e derivati, in alcune acque minerali e in alimenti vegetali come alcune verdure e semi di sesamo. La vitamina D contribuisce all'assorbimento del calcio e alla salute ossea; l'eventuale integrazione va valutata in base alle esigenze individuali e al rischio di carenza. Anche in questo caso, l'alimentazione lavora insieme all'attività fisica e agli altri fattori di prevenzione. Non esiste, dunque, un alimento capace di riequilibrare da solo gli ormoni o una dieta specifica adatta a tutte le donne in menopausa. Un modello alimentare ispirato alla dieta mediterranea, ricco di vegetali, legumi, cereali integrali, fonti proteiche varie e grassi insaturi, rappresenta una buona base per la salute complessiva. Infine, vampate, disturbi del sonno e cambiamenti dell'umore non devono essere semplicemente sopportati: quando incidono sulla qualità della vita, meritano un confronto con il medico. L'alimentazione può sostenere la salute, ma non sostituisce le terapie indicate per i sintomi. La menopausa non è una condizione da combattere, ma una fase naturale della vita da vivere con consapevolezza, imparando a comprendere i cambiamenti del proprio corpo e a rispondere alle sue nuove esigenze con strumenti adeguati, senza rincorrere soluzioni rapide o modelli estetici irrealistici.

Sport

Dopo le scintille con Allegri c'è San Siro: Juan Luca Sacchi arbitrerà Milan-Bologna

Dopo le scintille con Allegri c'è San Siro: Juan Luca Sacchi arbitrerà Milan-Bologna

26/10/2026 16:30

Sarà Juan Luca Sacchi a dirigere Milan-Bologna, gara valida per la nona giornata di Serie A in programma mercoledì 28 ottobre alle 18:30 a San Siro. Per il fischietto maceratese si tratta di un nuovo impegno di rilievo nel massimo campionato, a pochi giorni da Napoli-Roma, partita nella quale è stato coinvolto da quarto ufficiale nell'episodio che ha portato all'espulsione di Massimiliano Allegri. Sacchi sarà affiancato dagli assistenti Baccini e Dei Giudici, mentre Andrea Colombo ricoprirà il ruolo di quarto ufficiale. Al Var ci sarà Giua, con Paterna come Avar. Il nome di Sacchi è tornato al centro dell'attenzione dopo il big match di sabato scorso tra Napoli e Roma, terminato sul 3-3. In quell'occasione il maceratese non dirigeva la partita, affidata ad Andrea Colombo, ma svolgeva il ruolo di quarto ufficiale a bordo campo. L'episodio è arrivato nel finale, dopo il gol del pareggio romanista ad opera di Balerdi. Allegri è stato espulso e si è avvicinato a Sacchi per chiedere spiegazioni sul provvedimento, dando vita a un confronto ripreso dalle telecamere. Nel post-partita, l'allenatore del Napoli ha contestato la decisione, sostenendo di non aver detto o fatto nulla che giustificasse il cartellino rosso. Il giudice sportivo ha successivamente inflitto ad Allegri due giornate di squalifica e un'ammenda di 10mila euro per il comportamento tenuto durante e dopo la gara. Il Napoli ha annunciato l'intenzione di presentare ricorso contro il provvedimento. Tornando alla partita di San Siro, valevole come turno infrasettimanale, i precedenti con i rossoneri raccontano un bilancio equilibrato. Nei sei incontri precedentemente diretti da Sacchi, il Milan ha ottenuto tre vittorie e incassato tre sconfitte. L'ultimo incrocio risale all'11 aprile 2025, quando la squadra milanese si impose per 4-0 in trasferta contro l'Udinese. Tra le sconfitte più recenti figurano il 2-1 subito a Parma il 24 agosto 2024, l'1-0 casalingo contro l'Udinese nel novembre 2023 e l'1-2 interno contro il Sassuolo nell'aprile 2021. Nel bilancio positivo rientrano invece il successo per 1-0 sull'Empoli del marzo 2024 e lo 0-3 sul campo del Genoa nel dicembre 2021, oltre alla vittoria contro l'Udinese. Anche con il Bologna i precedenti sono numerosi: dieci partite dirette, con tre vittorie rossoblù, quattro pareggi e tre sconfitte. Numeri che restituiscono un quadro di sostanziale equilibrio per la squadra emiliana.  

Halley Matelica, il tabù è sfatato: blitz vincente a L’Aquila

Halley Matelica, il tabù è sfatato: blitz vincente a L’Aquila

26/10/2026 10:18

La Halley Matelica rompe il tabù delle trasferte e lo fa con una prestazione di grande personalità. Sul parquet del PalaAngeli, la formazione biancorossa supera il Nuovo Basket Aquilano per 76-59, centrando il primo successo esterno della stagione e riscattando le precedenti uscite lontano da casa contro Bari e Molfetta. Una vittoria netta, costruita fin dalle prime battute grazie a un’intensità difensiva elevata, a un attacco corale e a percentuali di realizzazione convincenti. La Vigor prende subito il controllo della gara e, nonostante il tentativo di reazione dei padroni di casa nella seconda metà dell’incontro, mantiene saldamente in mano le redini del match. L’avvio è tutto di marca matelicese, con Prenga protagonista dei primi possessi offensivi e autore dei canestri che lanciano gli ospiti. La difesa della Halley limita le principali soluzioni offensive abruzzesi, concedendo soltanto qualche iniziativa a Cassar e alcuni rimbalzi offensivi di troppo. Coach Barbarossa alterna efficacemente la difesa a zona a quella a uomo, mettendo in difficoltà gli avversari e trovando risposte positive da tutto il gruppo. Dall’altra parte del campo, Matelica gioca con fluidità e precisione, allargando progressivamente il divario. A pochi istanti dall’intervallo arriva anche il sigillo di Gay, protagonista di una prestazione straordinaria: la sua tripla doppia, con 16 punti, 11 rimbalzi e 10 assist, fotografa perfettamente la superiorità degli ospiti. Al riposo lungo il punteggio è già eloquente: 48-24 per la Halley. Al rientro dagli spogliatoi, la Vigor non abbassa il ritmo. Altre due triple di Gay spingono i biancorossi fino al massimo vantaggio di +30 sul 58-28 al 23’, dando l’impressione di una partita ormai indirizzata. Il Nuovo Basket Aquilano, però, prova a reagire affidandosi soprattutto a capitan Cecchi, che mette a referto 21 punti complessivi, 16 dei quali nella ripresa. I padroni di casa riescono così a ridurre parzialmente il distacco, arrivando fino al -18 sul 52-70 a sette minuti dalla sirena, grazie anche a una tripla di Cassar. La Halley, tuttavia, non si scompone, gestisce il vantaggio con lucidità e conduce in porto una vittoria importante sia per la classifica sia per il morale. Al termine della gara, coach Barbarossa sottolinea la risposta della squadra dopo le difficoltà delle ultime uscite: «I ragazzi hanno interpretato la partita molto bene, mettendo subito grande energia. Questo ci ha consentito di costruire immediatamente un grande vantaggio». Il tecnico invita però a mantenere alta la concentrazione, senza lasciarsi condizionare dai risultati precedenti: «Dobbiamo essere bravi a ragionare di gara in gara. Oggi abbiamo fatto molto bene e dovremo ripartire da qui, con la consapevolezza di sapere cosa ci ha consentito di vincere». Barbarossa evidenzia anche la capacità della squadra di reagire alla zona avversaria nel terzo periodo, continuando a trovare soluzioni offensive e impedendo all’Aquila di rientrare realmente in partita. Un ringraziamento particolare, infine, alla società, presente numerosa al seguito della squadra, e ai tifosi che hanno affrontato la trasferta per sostenere i biancorossi. Archiviata la doppia trasferta, per la Halley Matelica si apre ora una fase con due impegni consecutivi davanti al pubblico di casa. Il primo appuntamento è in programma domenica prossima, quando al palazzetto arriverà la B-Chem Civitanova per un derby che offrirà alla Vigor l’occasione di dare continuità al successo conquistato in Abruzzo. NUOVO BASKET AQUILANO-HALLEY MATELICA 59-76 Parziali: 9-19, 15-29, 18-18, 17-10. Nuovo Basket Aquilano: Bologna, Compagnoni 5, Ciccarelli n.e., Nardecchia, Marrucci 5, Bischetti 6, Berardi, Alfonsetti n.e., Cecchi 21, Cassar 18, Cabas n.e., Tuccella 4. All. D’Addio. Halley Matelica: Pacini, Valle 11, Panzini 8, Liberati 3, Guidolin 2, Milosevic 16, Doneda 6, Prenga 14, Mazzotti n.e., Gay 16. All. Barbarossa. Arbitri: Antimiani e Casaccia.

Economia

Caso Crucianelli, Confindustria Macerata: "Legalità e trasparenza principi non negoziabili"

Caso Crucianelli, Confindustria Macerata: "Legalità e trasparenza principi non negoziabili"

24/10/2026 12:00

 Enrico Crucianelli, presidente di Ance Macerata e componente del Consiglio di presidenza di Confindustria Macerata, ha deciso di autosospendersi dagli incarichi associativi in seguito al suo coinvolgimento nell'inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione post-sisma. La decisione è stata accolta da Confindustria Macerata, che ha diffuso una nota ufficiale per esprimere la propria posizione sulla vicenda. L'indagine riguarda presunti illeciti negli appalti pubblici e nei cantieri della ricostruzione dopo il terremoto, nell'ambito di un'inchiesta che ha portato all'esecuzione di misure cautelari. Una vicenda delicata, sulla quale l'associazione imprenditoriale dichiara di voler mantenere la massima attenzione, nel rispetto dell'attività degli inquirenti e delle garanzie riconosciute alle persone coinvolte. Nel comunicato diffuso il 23 ottobre, Confindustria Macerata prende atto della scelta di Crucianelli, riconoscendo «il senso di tempestiva responsabilità» che, secondo l'associazione, caratterizza la decisione di autosospendersi in questa fase. L'organizzazione sottolinea inoltre di seguire con attenzione gli sviluppi dell'indagine, ribadendo il pieno rispetto per il lavoro della magistratura e delle autorità competenti, insieme alla necessità di tutelare le garanzie individuali e il principio di presunzione di non colpevolezza. Nel documento, Confindustria Macerata richiama con fermezza i valori sui quali si fonda l'attività associativa. «La legalità, l'integrità e la trasparenza sono principi costitutivi dichiarati nel proprio codice etico e nella carta dei valori associativi, e condizioni non negoziabili», si legge nella nota. Una presa di posizione con cui l'associazione ribadisce la propria linea di condotta in una fase in cui l'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma ha acceso i riflettori sul sistema degli appalti e sugli interessi economici legati agli interventi nei territori colpiti dal terremoto. Confindustria Macerata conferma quindi l'intenzione di proseguire il proprio impegno nel segno dei principi etici dichiarati, sottolineando la responsabilità nei confronti degli associati, delle istituzioni e dell'intera comunità.  

Marche, imprese in crescita: 251 attività in più nel terzo trimestre. Macerata segna +77

Marche, imprese in crescita: 251 attività in più nel terzo trimestre. Macerata segna +77

22/10/2026 13:00

Il sistema imprenditoriale marchigiano chiude il terzo trimestre del 2026 con 251 imprese in più, di cui 77 nella provincia di Macerata. Tra luglio e settembre le iscrizioni al Registro delle imprese sono state 1.425, a fronte di 1.174 cessazioni nette. Il tasso di crescita regionale si attesta così allo 0,17%, al di sotto della media nazionale dello 0,32%. È quanto emerge da Movimprese, l’elaborazione statistica trimestrale di Unioncamere basata sui dati del Registro delle imprese, con l’approfondimento regionale curato dalla Camera di Commercio delle Marche. Il risultato conferma una dinamica positiva per il tessuto economico regionale, seppure con un ritmo più contenuto rispetto al dato italiano. L’andamento del 2026 mostra due trimestri in crescita, dopo la partenza negativa dei primi tre mesi dell’anno: al -0,26% del primo trimestre sono seguiti il +0,51% del secondo e il +0,17% del terzo. Nel Maceratese il saldo è positivo per 77 imprese, con un tasso di crescita dello 0,23%. Un risultato che colloca la provincia al secondo posto nelle Marche per incremento percentuale, dietro ad Ascoli Piceno, che registra 88 attività in più e una crescita dello 0,41%. Segue Pesaro e Urbino, con 81 imprese aggiuntive e un tasso dello 0,24%. Più contenuta la crescita di Ancona, che chiude il trimestre con un saldo positivo di 25 imprese e una variazione dello 0,07%. L’unica provincia in controtendenza è Fermo, dove si registra una perdita di 20 attività e un tasso negativo dello 0,11%. Al 30 settembre 2026, le imprese registrate nelle Marche sono complessivamente 145.704, delle quali 131.128 attive. A trainare la crescita sono soprattutto le società di capitali, che nel trimestre fanno segnare un saldo positivo di 330 imprese, con un tasso dello 0,73%, in linea con quello nazionale. Un dato che conferma una tendenza ormai consolidata verso forme societarie più strutturate. Sul fronte dei settori economici, gli aumenti più consistenti riguardano i servizi di alloggio e ristorazione, con 76 imprese in più, seguiti dalle costruzioni (+65) e dalle attività immobiliari (+62). Positivi anche i risultati delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+49) e dei servizi finanziari e assicurativi (+48). Segnali favorevoli arrivano inoltre dagli altri servizi, dalle attività amministrative e di supporto, dai comparti artistici e sportivi e dai servizi informatici. Non mancano, tuttavia, le criticità. Il commercio registra una flessione di 13 imprese, l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca perdono 12 attività, mentre il manifatturiero segna un saldo negativo di cinque imprese. "I dati restituiscono un quadro articolato: il sistema imprenditoriale marchigiano mantiene un saldo positivo, ma con differenze significative tra settori e territori", commenta Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche. "Le variazioni negative di comparti tradizionali richiedono attenzione. Il nostro impegno è accompagnare le imprese nelle sfide della competitività, sostenendole nell’apertura ai mercati internazionali attraverso incontri B2B e iniziative di internazionalizzazione, nei percorsi di digitalizzazione e nell’adozione di modelli di sviluppo sostenibili, capaci di coniugare solidità economica, responsabilità sociale e attenzione all’ambiente", aggiunge Sabatini. L’obiettivo, sottolinea il presidente, è mettere a disposizione strumenti concreti per rafforzare la capacità delle imprese di affrontare i cambiamenti e cogliere nuove opportunità di crescita.

Scuola e università

Giovanni Amoroso torna a Macerata: "La Costituzione è il patto che ci tiene insieme" (FOTO e VIDEO)

Giovanni Amoroso torna a Macerata: "La Costituzione è il patto che ci tiene insieme" (FOTO e VIDEO)

22/10/2026 18:30

Questa mattina alla Loggia del Grano apertura dell’anno accademico per il dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali. Una mattinata che ha avuto l’onore di ospitare il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e che ha concentrato la sua attenzione su due importanti anniversari; quello degli ottanta anni dalla nascita della Repubblica Italiana e quello dei settanta anni dall’istituzione della Corte Costituzionale. "La Costituzione è in buona salute, oggi voglio portare un messaggio di ottimismo" - afferma il presidente -. "Parlare agli studenti della Costituzione è importante perché è il patto fondativo che ci tiene assieme e che fa comunità, quindi è importante che la conoscano e che sappiano come è nata". Per il presidente un ritorno nella città di Macerata, dove alla fine degli anni Ottanta è stato professore di diritto civile: "Ritorno molto volentieri e ricordo che quando venivo qui stavo bene, perché sentivo una città universitaria, incontravo gli studenti e sentivo questa sensazione di vicinanza e di college che mi ha lasciato proprio un bel ricordo". Nel corso degli interventi si è ricordato il valore che il voto di ottanta anni fa ebbe per il nostro paese, conferendo alla “nascente Repubblica una legittimazione pienamente popolare” per riprendere le parole della professoressa Laura Vagni, prorettrice per la Didattica, che continua: “Oggi il referendum resta uno strumento prezioso di democrazia”. La professoressa ha anche annunciato l’avvio di un corso di formazione in collaborazione con la Prefettura di Macerata, che unisce i principi costituzionali alla pratica del seggio elettorale, aperto agli studenti e alle studentesse. A intervenire anche il professor Ronald Car, presidente del Consiglio della Classe LM-52 che ha ricordato il traguardo dei quindici anni del corso di laurea e le soddisfazioni raccolte sotto il punto di vista dell’accoglienza degli studenti stranieri arrivati a Macerata tramite programmi di mobilità. Il professor Uoldelul Chelati Dirar, delegato della presidente del Consiglio unificato delle Classi L-36 e LM-62 si è invece soffermato sulla trasformazione che è stata fatta al corso di studi di scienze politiche ed internazionali, ricalibrando la centralità del percorso formativo sulla realtà contemporanea e sulle sue sfide. Linguaggio e comunicazione, le parole al centro dell’intervento della professoressa Alessia Bertolazzi, presidente del Consiglio Unificato delle Classi L-20 e LM-19, che ha ripreso l’articolo 3 della Costituzione definendolo “un testo che ha immaginato un paese più giusto di quello che esisteva precedentemente e ha chiesto alla Repubblica di raggiungerlo”. "Più domande farete, più dubbi solleverete, più conoscerete ciò che vi circonda, più sarete liberi, perché la libertà è sempre libertà di scelta", ha detto rivolgendosi agli studenti il direttore del Dipartimento Angelo Ventrone. Infine, la parola anche al rappresentante della Comunità Studentessa, il dottor Stefano di Carlo che ha ribadito l’importanza della garanzia di quei diritti costituzionali: “La presenza del presidente della Consulta ci ricorda che la Costituzione è stata pensata proprio per questo, per impedire che si travalichino i diritti. La Costituzione è un testo vivo, scritto con la resistenza, con le lotte per il suffragio e per la giustizia sociale, e vive solo se la difendiamo nelle aule, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e nella vita di ogni giorno”. Nella seconda parte dell’incontro la proiezione di filmati dell’Archivio storico dell’Istituto Luce sulle date storiche del 1946 e 1956 e la lectio inaugurale del presidente Giovanni Amoroso che ne ha ripercorso le tappe fondamentali per il loro raggiungimento.

Ex compagni di classe si ritrovano dopo 40 anni: la rimpatriata degli ex studenti del "Corridoni"

Ex compagni di classe si ritrovano dopo 40 anni: la rimpatriata degli ex studenti del "Corridoni"

21/10/2026 20:10

Quarant’anni dopo il diploma, il registro è ancora aperto. Qualche capello è sparito, qualcuno è diventato bianco e gli occhiali sono ormai quasi indispensabili, ma lo spirito è rimasto quello dei ragazzi del 1986. Da luglio 1986 a ottobre 2026: gli ex studenti dell’Istituto tecnico commerciale “F. Corridoni” si sono ritrovati per festeggiare i 40 anni dal diploma di ragioniere, in una rimpatriata che, più che una cena, si è trasformata in un viaggio nel tempo. C’è chi ha percorso centinaia di chilometri pur di non mancare all’appello. Perché certi appuntamenti non si possono perdere, soprattutto quando ad aspettarti ci sono persone con cui hai condiviso cinque anni di scuola e una quantità imprecisata di marachelle. È bastato sedersi a tavola perché tornassero a galla interrogazioni da incubo, compiti in classe, episodi esilaranti e gli indimenticabili professori e professoresse. Quelli che quarant’anni fa facevano tremare le ginocchia e che oggi, incredibilmente, fanno sorridere al solo ricordo. Tra un aneddoto e l’altro, qualcuno ha dimostrato una memoria sorprendente, riportando alla luce episodi che altri avrebbero volentieri lasciato sepolti nel 1986. Qualcun altro, invece, ha continuato a negare ogni responsabilità. Proprio come allora. Ma dietro le risate e le immancabili prese in giro c’è qualcosa che va ben oltre la nostalgia. Quei ragazzi, infatti, non sono rimasti soltanto ex compagni di scuola: sono diventati amici, per alcuni amici veri, di quelli che ci sono sempre, nei momenti belli e in quelli difficili. Legami costruiti sulla fiducia e sul sostegno reciproco, che nemmeno quarant’anni sono riusciti a scalfire. Anche chi non ha potuto partecipare ha voluto essere presente con messaggi e abbracci a distanza. Un segno che, in fondo, quella classe non si è mai davvero sciolta. A rispondere all’appello, questa volta senza il timore di un’interrogazione, sono stati Alfredo Benedetti, Paolo Carpineti, Tonino Marini, Paolo Sciocchetti, Claudio Santini, Gianluca Bevilacqua, Antonio Santini, Bibiana Vagni, Sabina Boschi, Fabio Scoponi, Silvia Biondi, Giuseppe Berrettoni, Simona Tassetti, Franco Moschini, Fabio Compieta e Paola Gnocchini. Un elenco che, quarant’anni dopo, somiglia ancora a quello del vecchio registro di classe. Con una differenza: stavolta nessuno rischiava un brutto voto, al massimo qualche presa in giro. E quando è arrivata la torta con quel numero, 40, qualcuno avrà certamente pensato a un errore di contabilità. Possibile che sia passato tutto questo tempo? Eppure è bastata una serata per ritrovarsi di nuovo diciottenni, con la stessa voglia di ridere, scherzare e stare insieme. Una cosa ha messo tutti d’accordo: mai più aspettare così tanto per rivedersi. Meglio organizzare incontri più frequenti, prima che per riconoscersi servano le fotografie dell’album di classe. Del resto, dopo quarant’anni di bilanci, dare e avere, entrate e uscite, questi ragionieri un conto lo sanno ancora fare benissimo: 40 anni trascorsi, migliaia di ricordi, infinite risate e amicizie che non hanno prezzo. Il bilancio? Decisamente in attivo.

Cultura

Recanati accoglie la “Madonna delle fragole” di Cranach: svelato lo scambio con Freising

Recanati accoglie la “Madonna delle fragole” di Cranach: svelato lo scambio con Freising

24/10/2026 15:24

 Un dialogo artistico che attraversa le Alpi e unisce due tradizioni rinascimentali. Questa mattina, 24 ottobre, il Museo Civico di Villa Colloredo Mels ha svelato al pubblico la Madonna delle fragole di Lucas Cranach il Vecchio, arrivata dal Museo Diocesano di Freising-Monaco nell’ambito di uno scambio di opere che ha portato l’Annunciazione di Lorenzo Lotto in terra bavarese. Alla cerimonia, intitolata “Un Sì che viaggia”, hanno partecipato il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, l’assessore alla Cultura Ettore Pelati, il direttore del Museo diocesano di Freising Christoph Kürzeder, la vicedirettrice Carmen Roll, il responsabile della collezione Steffen Mensch e il professor Stefano Papetti.” «Siamo onorati di ospitare la Madonna delle fragole nella nostra città», ha dichiarato Pepa. «Per Recanati significa diventare protagonista nel panorama artistico europeo, dando ampia visibilità al nostro territorio anche all’estero. Vedere l’immagine della nostra Annunciazione diffusa per tutta la città di Freising ci riempie d’orgoglio». Il primo cittadino ha infine ringraziato quanti si sono impegnati per rendere possibile lo scambio. Sulla stessa linea l’assessore Pelati, secondo cui l’operazione va oltre le due opere coinvolte: «Vogliamo che diventi un’iniziativa di promozione territoriale in Germania, area da sempre attratta dai nostri luoghi». Attraverso il ruolo di “ambasciatore” del Lotto, ha spiegato, il progetto punta a far conoscere meglio Recanati e le sue risorse, rafforzando al tempo stesso l’identità culturale europea intesa come dialogo tra le diverse tradizioni nazionali. Pelati ha ricordato anche la trasferta di domenica scorsa a Freising, dove l’Annunciazione di Lotto è stata esposta all’inaugurazione della mostra “Save Our Souls”, in cui ha un ruolo di rilievo. Ad accompagnarlo, tra gli altri, numerosi amministratori marchigiani e il commissario alla ricostruzione post-sisma Guido Castelli. «Aspettiamo cittadini, turisti e appassionati a Villa Colloredo per ammirare questo splendido gioiello di arte rinascimentale», ha aggiunto. Per il Museo Diocesano di Freising si tratta di un evento senza precedenti. «È la prima volta che la Madonna delle fragole si sposta dalla nostra sede», ha sottolineato Kürzeder. «Abbiamo compreso l’importanza che l’Annunciazione di Lotto riveste per Recanati e abbiamo deciso di scambiarla con quello che riteniamo il nostro pezzo più pregiato, credendo fortemente nel suo alto valore culturale». Prima dello svelamento, la vicedirettrice Carmen Roll ha ripercorso davanti alle autorità e al pubblico la storia del dipinto e la poetica di Cranach il Vecchio. Gli studi approfonditi condotti proprio in occasione dello scambio ne hanno attribuito in via definitiva la paternità: decisiva, in particolare, l’identificazione del serpente, che ha permesso di dare un nome all’autore. La Madonna delle fragole resta a oggi una delle opere di Cranach meglio conservate. Il professor Papetti, con la sua lezione, ha infine ricostruito le analogie iconografiche tra Lotto e Cranach, offrendo una chiave di lettura fondamentale per comprendere i contesti artistici e culturali del Cinquecento. L’opera resterà esposta a Villa Colloredo Mels fino al prossimo marzo, all’interno del Museo Civico, accanto a una copia “d’autore” dell’Annunciazione realizzata dal maestro Cesare Peruzzi e custodita nei locali della Fondazione Ircer, ente proprietario dell’originale di Lotto. 

"Torquato Tasso" di Cingolani torna a splendere: firmata la convenzione per il restauro

"Torquato Tasso" di Cingolani torna a splendere: firmata la convenzione per il restauro

23/10/2026 15:12

Una pagina della storia culturale di Macerata si prepara a tornare alla bellezza originaria grazie alla collaborazione tra istituzioni e imprese. È stata firmata la convenzione tra la Provincia, il Comune di Macerata e la ditta Sardellini Costruzioni per il restauro della tela Torquato Tasso che sottopone la Gerusalemme liberata all’Accademia dei Catenati di Macerata, realizzata nel 1903 dal pittore maceratese Giovanni Cingolani e di proprietà della Provincia. L’iniziativa nasce dalla volontà della Sardellini che, per celebrare gli 80 anni di attività, ha chiesto alla Provincia di poter restaurare gratuitamente il dipinto. La tela racconta il 1° novembre 1587, quando Torquato Tasso, durante un breve soggiorno a Macerata, sottopose il poema Gerusalemme liberata agli accademici dei Catenati. Un episodio che testimonia il ruolo della città nella vita culturale dell’epoca e che Cingolani ha tradotto in una preziosa testimonianza pittorica. Il restauro sarà realizzato dai restauratori della Sardellini Costruzioni, coordinati dalla direzione tecnica del restauratore Alfredo Beleggia. Per l’intervento sono stati acquisiti tutti i pareri della Soprintendenza. Una volta concluso, il dipinto sarà esposto a Palazzo Buonaccorsi, grazie alla collaborazione con il Comune e con i Musei Civici, e vi resterà visibile al pubblico fino al termine dei lavori alla Prefettura. La valorizzazione della tela si inserisce in un quadro avviato dalla Provincia, promotrice nel 2024 di un accordo di collaborazione scientifica con l’Università di Macerata per catalogare le opere d’arte mobili della Prefettura, in vista dei lavori di miglioramento sismico. Le responsabili scientifiche per l’ateneo sono state le professoresse Francesca Coltrinari e Patrizia Dragoni, del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del Turismo. «Questa operazione rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni e imprese possa tradursi in un risultato importante per l’intera comunità», sottolinea il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci. Per lui non si tratta solo di riportare allo splendore una tela di grande valore, ma di restituirla ai cittadini e ai visitatori: «Prendersene cura significa investire nella cultura e rafforzare il legame con la storia del nostro territorio». Gentilucci ha ringraziato il Comune per la disponibilità e la Sardellini per la scelta di celebrare i suoi 80 anni con «un gesto di autentico mecenatismo». Soddisfazione anche dal sindaco Sandro Parcaroli, secondo cui la collaborazione tra enti pubblici e imprese è «la chiave vincente per la cura del nostro patrimonio». La tela di Cingolani, aggiunge, «tornerà così a splendere e a essere pienamente fruibile da parte di cittadini e visitatori».   Tobia Sardellini, direttore tecnico e commerciale dell’azienda, spiega che la scelta nasce dal «profondo legame» con il territorio maceratese e si inserisce in un percorso di specializzazione nel restauro dei beni culturali, che l’azienda intende ora estendere alle opere d’arte mobili, come i dipinti su tela. Celebrare gli 80 anni con un gesto concreto per la comunità, conclude, significa «dare continuità alla nostra storia imprenditoriale».

Eventi

Cessapalombo, riapre il Giardino delle Farfalle a 10 anni dal sisma: "Amore e sorrisi, i nuovi alberi da piantare" (VIDEO e FOTO)

Cessapalombo, riapre il Giardino delle Farfalle a 10 anni dal sisma: "Amore e sorrisi, i nuovi alberi da piantare" (VIDEO e FOTO)

26/10/2026 17:28

Un nuovo battito d’ali oggi a Montalto di Cessapalombo. A dieci anni dal terremoto del 26 ottobre 2016, che rese inagibile la struttura, il Giardino delle Farfalle, centro di educazione ambientale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini attivo dal 2011, torna a guardare al futuro. Oggi Fabiana Tassoni e Patrizio Guglini, guide ambientali escursionistiche e gestori dell'attività che in questi dieci anni ha continuato ad operare, aprono le porte restaurate del nuovo edificio per avvicinare nuovamente bambini, adulti e famiglie alle 851 specie di farfalle e falene presenti nel Parco dei Monti Azzurri. Un intervento su un edificio di 430 metri quadrati complessivi, che comprende un giardino di 12.000 metri quadrati realizzato grazie ad un investimento di fondi complessivi di oltre 1,1 milioni di euro.   "Quando quindici anni fa io e Patrizio abbiamo iniziato questa avventura eravamo ricchi di entusiasmo. Cuore e leggerezza sono gli alberi che abbiamo deciso di paintare e che abbiamo sempre continuato ad innaffiare. Quando quel 27 ottobre di dieci anni fa ci è stato detto che l'edificio era inagibile abbiamo cercato di non abbatterci e sopratutto abbiamo deciso di non delocalizzarci, perchè era qui che volevamo restare. Oggi, a distanza di quindici anni piantiamo due nuovi alberi: amare e sorridere" dice Fabiana. Patrizio, invece, vuole ricordare anche le tappe più dure del percorso che li ha portati fino alla giornata di oggi: "Io sono quello dei conti. Non ci sono stati solo sorrisi, ma è anche vero che le opere più belle sono quelle più lavorate. Questo posto ci concede di godere della meraviglia della natura tutti i giorni e sono sicuro che, insieme a chi da sempre ci è accanto, riusciremo a realizzare tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati mantenendo intatto il desiderio di far vivere questo luogo nel senso più profondo della natura". Presenti all'inaugurazione anche le figure istituzionali, il sindaco di Cessapalombo Giuseppina Feliciotti ricorda la perseveranza di Patrizio e Fabiana che "hanno sempre creduto nella vocazione naturalistica di questo posto che per noi resta un fiore all'occhiello, perché unico in tutto il centro Italia". La nuova struttura realizzata all'interno del Giardino delle farfalle ha vinto il 23 ottobre a Fermo il premio IN/ARCHITETTURA 2026, favorendo il dialogo con l'ambiente tramite elementi di essenzialità, integrazione, sostenibilità che passano per la scelta dei materiali. L'architetto Andrea Stortoni, a capo del progetto, ha ricordato come i temi da affrontare siano stati molteplici: "Abbiamo fatto un importante ragionamento sul paesaggio, decidendo di utilizzare il perimetro naturale dell'andamento collinare avvicinando, appunto, l'edificio alla collina. Abbiamo spostato i locali della visita al piano superiore lasciando quelli tecnici al piano inferiore e ottenuto la praticabilità del tetto come giardino e parte della visita stessa, adeguando tutta la struttura alla classe 3 sismica".  La parte museale comprende spazi per laboratori, una galleria vetrata e una sala polifunzionale, destinata a esposizioni, incontri e conferenze, con una capienza di almeno 50 posti. Anche Rossella Bellesi, funzionario della sovrintendenza, ha evidenziato il successo ottenuto nell'installazione di una costruzione contemporanea che è riuscita ad integrarsi perfettamente all'interno dell'ambiente del Parco con una "qualità architettonica che ha donato nuova identità al luogo". Corrado Perugini, presidente dell'Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha sottolineato l'importanza che il Giardino delle farfalle ricopre nel settore della biodiversità: "Il nuovo museo accompagna e immerge i visitatori nel mondo delle farfalle, a partire dal bruco per arrivare alla farfalla. Un museo da visitare e in cui tornare". Cessapalombo è l'unico comune interamente presente all'interno del Parco Nazionale, come ricorda il presidente dell'Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti: "Accanto agli alberi piantati da Fabiana e Patrizio, metterei anche quello della caparbietà. Oggi riprende un'attività non solo tecnico naturalistica ma anche economica e di risorgimento per un piccolo borgo". A prendere la parola anche il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, che ha rimarcato l'importanza della scelta di non soccombere alla delocalizzazione, quanto piuttosto di rimanere nel territorio e "mettere nelle condizioni di poter tornare".  Presenti anche gli interventi del consigliere regionale Pierpaolo Borroni, della sottosegretaria Silvia Luconi e del commissario alla ricostruzione Guido Castelli. Quest'ultimo ha ribadito l'unicità del Giardino delle farfalle, premiandone il "vantaggio pubblico che altrove non si trova".

San Severino ricorda il cardinale Edoardo Menichelli: una targa per il suo legame con Serripola

San Severino ricorda il cardinale Edoardo Menichelli: una targa per il suo legame con Serripola

26/10/2026 16:00

Una targa commemorativa per custodire la memoria di un uomo che, nonostante i prestigiosi incarichi ricoperti nella Chiesa, non ha mai dimenticato le proprie radici e la comunità da cui era partito. San Severino Marche ha ricordato così il cardinale Edoardo Menichelli, affettuosamente conosciuto da tutti come “Don Edoardo”, nel primo anniversario della sua scomparsa. La cerimonia si è svolta nella frazione di Serripola, dove Menichelli nacque il 14 ottobre 1939. Qui, sulla facciata della piccola chiesa locale, è stata inaugurata una targa commemorativa destinata a mantenere vivo il ricordo del cardinale e dei valori che hanno accompagnato il suo percorso umano e religioso. L’iniziativa, promossa dalla Comunanza agraria di Serripola e Tabbiano, ha richiamato numerosi partecipanti, riuniti per rendere omaggio a una figura profondamente legata al territorio. Il momento centrale della commemorazione è stato la celebrazione eucaristica presieduta da don Aldo Romagnoli. Alla cerimonia hanno preso parte anche il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e l’assessore comunale alla Cultura, Vanna Bianconi, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni alla comunità e al ricordo di uno dei suoi figli più illustri. Sulla targa sono incise parole che riassumono il significato della sua testimonianza: «Sei stato investito dei più alti ministeri sacerdotali, ma non hai mai dimenticato le tue origini. Presbitero, vice parroco, vescovo, arcivescovo, cardinale. Sei sempre tornato tra la tua gente dove ti sei messo a servizio degli altri. Il tuo esempio è il nostro modello». Un messaggio che va oltre il ricordo formale e richiama i tratti distintivi della vita di Menichelli: la semplicità, la vicinanza alle persone, l'attenzione verso gli ultimi e il legame mai interrotto con la sua terra d'origine. Un uomo che, pur raggiungendo i più alti livelli della gerarchia ecclesiastica, ha continuato a distinguersi per uno stile sobrio e per la disponibilità verso gli altri. Ordinato sacerdote il 3 luglio 1965, Menichelli svolse inizialmente importanti incarichi nella Curia romana, lavorando come funzionario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e come ufficiale della Segreteria della Congregazione per le Chiese Orientali. Nel 1994 fu nominato arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto, mentre nel 2004 venne chiamato alla guida dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo, incarico mantenuto fino al 2017. Nel 2015 papa Francesco lo creò cardinale, assegnandogli il titolo dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a Tor Fiorenza. Nello stesso periodo ricoprì anche la carica di presidente della Conferenza episcopale marchigiana, dal 2015 al 2017. Nonostante gli impegni e le responsabilità di alto profilo, il cardinale non perse mai il contatto con la propria comunità. Negli ultimi anni, anche quando le condizioni di salute si fecero più fragili, continuò a svolgere il suo servizio pastorale a San Severino Marche, come aiuto parroco presso il santuario della Madonna dei Lumi, celebrando l'Eucaristia fino a quando gli fu possibile. Edoardo Menichelli è morto il 20 ottobre 2025, all'età di 86 anni. Come da sua volontà, riposa nella cattedrale di San Ciriaco ad Ancona. La targa inaugurata a Serripola rappresenta così un segno concreto di riconoscenza da parte della sua comunità: un invito a ricordare non soltanto il cardinale e gli incarichi prestigiosi che ha ricoperto, ma soprattutto l'uomo che ha continuato a tornare tra la sua gente, mettendosi al servizio degli altri. Un'eredità spirituale e umana che San Severino Marche intende custodire nel tempo.

Curiosità

Il tempo passa, l’amicizia resta: i nati nel 1976 festeggiano i 50 anni a Camerino

Il tempo passa, l’amicizia resta: i nati nel 1976 festeggiano i 50 anni a Camerino

26/10/2026 10:26

Ci sono legami che resistono al passare degli anni e amicizie capaci di ritrovare, anche dopo tanto tempo, la stessa spontaneità di un tempo. È questo lo spirito che ha accompagnato la rimpatriata dei nati nel 1976, ritrovatisi venerdì 23 ottobre all’agriturismo La Finestrella di Camerino per festeggiare insieme un traguardo importante: i cinquant’anni. Una serata speciale, nata dal desiderio di condividere ricordi, emozioni e momenti di spensieratezza, che ha riunito numerosi coetanei accomunati dallo stesso anno di nascita e da un patrimonio di esperienze che continua a creare occasioni di incontro. La maggior parte dei partecipanti è arrivata da Camerino, Muccia e Pievetorina, ma all’appuntamento non sono mancati amici provenienti da altre località delle Marche e anche da fuori regione. Una partecipazione che ha reso ancora più significativo il ritrovo, confermando quanto sia forte il desiderio di mantenere vivi i rapporti e ritagliarsi occasioni per stare insieme. Fin dai primi momenti, l’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni: sorrisi, abbracci e racconti hanno fatto da cornice a una festa che, tra una portata e l’altra, si è animata sempre di più. I ricordi del passato si sono intrecciati con le esperienze del presente, dando vita a una serata scandita da risate, canti, balli e prove di abilità, all’insegna della leggerezza e del buonumore. A rendere ancora più piacevole l’incontro è stata la presenza dell’artista Marco Cingolani, che ha accompagnato e allietato i partecipanti, contribuendo a creare un clima di festa e coinvolgimento. Per una sera, il tempo è sembrato tornare indietro, lasciando spazio alla gioia di ritrovarsi, riconoscersi e riscoprire la bellezza di appartenere a una storia comune. Cinquant’anni rappresentano una tappa importante, ma anche l’occasione per guardare al percorso compiuto con un sorriso, valorizzando le persone che ne hanno fatto parte e i legami che continuano a resistere nel tempo. Quella della Finestrella non è stata soltanto una cena tra coetanei, ma un momento autentico di condivisione, capace di dimostrare come la voglia di stare insieme possa rinnovarsi anche dopo tanti anni. Perché, al di là delle strade percorse e delle esperienze vissute, ritrovarsi significa riscoprire ciò che unisce e creare nuovi ricordi da custodire. E mentre la serata continua a rivivere nelle fotografie e nei racconti dei partecipanti, già si guarda al futuro con il desiderio di ripetere l’esperienza. L'entusiasmo con cui i nati nel 1976 hanno celebrato questo importante compleanno lascia infatti presagire che il prossimo appuntamento sarà atteso con altrettanta voglia di condividere momenti di amicizia e allegria. Perché il tempo può cambiare tante cose, ma non necessariamente lo spirito di chi sa ancora ritrovarsi, sorridere e fare festa insieme.

La Nicchia dei Sapori sbarca a Castelraimondo: inaugurata la nuova sede

La Nicchia dei Sapori sbarca a Castelraimondo: inaugurata la nuova sede

23/10/2026 14:00

La Nicchia dei Sapori cresce e apre una seconda sede a Castelraimondo, in piazza della Repubblica 20-21. Il nuovo locale è stato inaugurato giovedì 22 ottobre, con una serata molto partecipata: tante persone hanno assistito al taglio del nastro e hanno festeggiato con i titolari, approfittando dell’occasione per conoscere i nuovi spazi. L’attività è nata sette anni fa a Sefro dalla volontà dei titolari di realizzare un progetto nel proprio territorio, valorizzandone i prodotti e le tradizioni gastronomiche. Bistrot, gastronomia e alimentari, propone una selezione di prodotti prevalentemente locali e tipici, affiancata da specialità a base di trota a chilometro zero. Il lavoro quotidiano e la fiducia dei clienti hanno accompagnato la crescita dell’attività, fino alla scelta di aprire a Castelraimondo. La sede di Sefro continua regolarmente a funzionare, mentre il nuovo locale porta nel paese la stessa cura nella scelta dei prodotti e nella preparazione dei piatti. «A Sefro, casa nostra, abbiamo visto nascere e crescere la nostra attività e il rapporto con i clienti: quest’anno abbiamo festeggiato il settimo anniversario dell’apertura», racconta Paolo, titolare. «Nell’ultimo periodo nutrivamo il desiderio di far crescere ulteriormente la nostra realtà e sentivamo che era il momento giusto per farlo: abbiamo così deciso di rimboccarci le maniche e aprire una seconda sede, per essere ancora più presenti nel territorio e farci conoscere da sempre più persone». «Siamo felicissimi di iniziare questa nuova avventura e la partecipazione all’inaugurazione ci dà sicuramente una bella spinta per partire nel modo giusto», aggiunge. Poi i ringraziamenti a chi è passato a salutarli e a chi ha dato loro fiducia in questi anni, e l’invito ai clienti: «Ora non ci resta che rinnovare a tutti l’invito anche alla sede di Castelraimondo, vi aspettiamo».

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Palestra dopo i 40 anni come costruire massa muscolare e forza senza farsi male

Palestra dopo i 40 anni come costruire massa muscolare e forza senza farsi male

26/10/2026 16:40

Dopo i 40 anni sono sempre più numerose le persone che decidono di iscriversi in palestra, per rimettersi in forma, ritrovare energia o semplicemente prendersi cura di sé. È una scelta più che giusta: proprio in questa fase della vita l’allenamento di forza diventa uno degli strumenti più efficaci per mantenere il corpo in salute. Allenarsi a 45 anni, però, non è come farlo a 20. Il corpo cambia, i tempi di recupero si allungano e alcune attenzioni diventano indispensabili per ottenere risultati senza incorrere in infortuni. Cosa cambia nel corpo dopo i 40 anni Già a partire dai 30-40 anni la massa muscolare tende a ridursi lentamente, e senza uno stimolo adeguato questo processo accelera con il passare del tempo. A diminuire non è soltanto il volume dei muscoli, ma anche la forza, con conseguenze sulla postura, sul metabolismo e sulla capacità di affrontare le fatiche quotidiane. Anche le articolazioni e i tendini diventano meno elastici, e il recupero dopo uno sforzo intenso richiede più tempo. C’è poi un aspetto meno noto: con l’età il muscolo risponde in modo meno efficace agli stimoli, un fenomeno che gli studiosi chiamano resistenza anabolica. In pratica, per costruire la stessa quantità di tessuto muscolare servono più proteine rispetto a quando si era giovani. Per chi si allena con regolarità, l’apporto consigliato si colloca in genere tra 1,2 e 1,6 grammi per chilo di peso corporeo al giorno, distribuiti nei vari pasti con porzioni di almeno 25-30 grammi. Carne, pesce, uova, legumi e latticini restano la base, mentre le proteine per massa muscolare e forza assunte dopo l’allenamento possono aiutare a raggiungere questa quota nei giorni in cui un pasto completo non è subito disponibile. Le regole per allenarsi in sicurezza Prima di iniziare è sempre consigliabile un controllo dal medico, che in molte palestre è comunque richiesto con il certificato medico per l’attività non agonistica. Una volta ottenuto il via libera, alcune regole aiutano a evitare gli errori più comuni: • Riscaldarsi sempre per almeno 10 minuti prima di sollevare carichi • Curare la tecnica prima di aumentare il peso, meglio con l’aiuto di un istruttore • Aumentare i carichi gradualmente, settimana dopo settimana • Rispettare i tempi di recupero tra una seduta e l’altra • Ascoltare i segnali del corpo, fermandosi in caso di dolore articolare Il dolore muscolare dei giorni successivi è normale, soprattutto all’inizio. Il dolore alle articolazioni, invece, è un campanello d’allarme da non ignorare. Come impostare la settimana in palestra Per chi ricomincia o parte da zero, due o tre sedute settimanali di circa un’ora rappresentano il punto di partenza ideale. È utile lasciare almeno un giorno di riposo tra un allenamento e l’altro, in modo da dare ai muscoli il tempo di recuperare e adattarsi. Il programma dovrebbe basarsi sugli esercizi multiarticolari, quelli che coinvolgono più gruppi muscolari insieme: squat, affondi, panca, rematore, stacchi con carichi moderati. Sono i più efficaci per sviluppare forza e massa muscolare, e allenano anche l’equilibrio e la coordinazione. Accanto a questi, è importante dedicare spazio alla mobilità articolare e al rinforzo del core, cioè la muscolatura del tronco, che protegge la schiena. L’attività aerobica, come la camminata veloce o la bicicletta, completa il quadro e fa bene al cuore, ma non dovrebbe sostituire il lavoro con i pesi. Infine, un ruolo decisivo lo gioca il sonno: è durante il riposo notturno che il corpo ripara i tessuti e costruisce nuovo muscolo. Non è mai troppo tardi per diventare più forti Costruire massa muscolare e forza dopo i 40 anni è possibile, e i benefici vanno ben oltre l’aspetto fisico: più energia, una postura migliore, un metabolismo più attivo e una maggiore autonomia negli anni a venire. Servono costanza, pazienza e qualche attenzione in più rispetto a quando si era ragazzi. Con un allenamento ben impostato, un’alimentazione ricca di proteine di qualità e il giusto riposo, la palestra può diventare un’alleata preziosa a ogni età.

Cambio di stagione ad ottobre: guida alla trapunta letto matrimoniale per preparare la camera all'inverno

Cambio di stagione ad ottobre: guida alla trapunta letto matrimoniale per preparare la camera all'inverno

26/10/2026 15:00

Il cambio di stagione in camera da letto non richiede di sostituire tutto in una volta. Ottobre è un periodo di transizione: alcune notti sono ancora miti, altre fanno già pensare all’inverno. Prima di scegliere una copertura più calda, conviene osservare come si comporta la stanza, come dormi e quali tessili utilizzi già. La trapunta entra in questo equilibrio insieme a lenzuola, coprimaterasso, eventuali coperte aggiuntive e abbigliamento da notte. Il cambio di stagione parte anche dalla camera da letto La prima cosa da fare è rivedere ciò che hai già. Una copertura che in settembre risultava sufficiente può diventare leggera quando la temperatura notturna scende, ma non è detto che serva subito una soluzione molto calda. Se il clima è ancora variabile, poter aggiungere o togliere uno strato resta spesso la scelta più pratica. Osserva anche la stanza nelle ore serali. Una camera che riceve sole durante il giorno può trattenere il calore in modo diverso rispetto a un ambiente più esposto o poco riscaldato. La sensazione personale resta comunque decisiva: due persone nella stessa casa possono preferire configurazioni del letto differenti. Il cambio di stagione è anche un buon momento per controllare lo stato dei tessili. Verifica che trapunte e coperte riposte nei mesi caldi siano asciutte, pulite e prive di odori anomali prima di utilizzarle. Se devono essere lavate, segui le istruzioni dell’etichetta e assicurati che siano completamente asciutte prima di rimetterle sul letto. Come scegliere la misura corretta per il matrimoniale La dicitura “matrimoniale” non basta per sapere come una trapunta cadrà sul tuo letto. Materasso, altezza del piano di riposo e struttura possono modificare molto il risultato. Prima dell’acquisto misura larghezza e lunghezza del materasso, poi valuta la caduta che desideri sui lati e ai piedi. Se il materasso è alto o utilizzi un topper, una misura che sulla carta sembra adeguata può lasciare meno tessuto sui bordi di quanto immaginavi. Al contrario, una trapunta molto ampia può arrivare troppo vicino al pavimento o risultare meno pratica da gestire. Non esiste una caduta corretta in assoluto: dipende dall’effetto estetico che vuoi ottenere e da come ti muovi durante il sonno. Quando confronti le alternative, guarda soprattutto le misure effettive in centimetri: sono il dato più utile per capire come la copertura cadrà sul tuo letto. Anche nel caso di una trapunta letto matrimoniale Caleffi, vale la pena verificare dimensioni, composizione e istruzioni di manutenzione del singolo modello, invece di affidarsi soltanto alla dicitura “matrimoniale”. Calore e comfort: valutare le esigenze reali della stanza Il livello di calore percepito non dipende da una sola caratteristica. L’imbottitura, la costruzione della trapunta, gli altri strati presenti sul letto, la temperatura della camera e le preferenze personali lavorano insieme. Per questo evitare equivalenze semplici, come “più pesante uguale più caldo”, aiuta a confrontare meglio le opzioni. Se dormi in una stanza che viene riscaldata per molte ore, potresti preferire una copertura diversa rispetto a chi mantiene l’ambiente più fresco. Anche il fatto di condividere il letto conta: chi tende a scaldarsi durante la notte può avere esigenze opposte rispetto a una persona più freddolosa. I materiali vanno letti attraverso l’etichetta e le indicazioni del produttore. Non è corretto attribuire automaticamente a una fibra una maggiore traspirabilità, una migliore capacità termica o un comfort superiore. Tessuto esterno, imbottitura, lavorazione e quantità di materiale possono cambiare il comportamento complessivo della trapunta. Prima di decidere, pensa anche alla gestione quotidiana. Una copertura piacevole ma difficile da lavare o da asciugare può essere poco pratica se in casa hai bisogno di lavaggi frequenti. Il comfort comprende anche la facilità con cui riesci a utilizzare e mantenere il tessile durante tutta la stagione. Coordinare trapunta, lenzuola e colori senza appesantire l'ambiente Una trapunta occupa una parte importante del campo visivo della camera, quindi colore e fantasia incidono molto sull’aspetto generale. Non è necessario scegliere tonalità scure perché è autunno: una palette chiara può funzionare bene anche nei mesi freddi, soprattutto in una stanza piccola o con poca luce naturale. Se ami colori intensi, puoi usarli sulla trapunta e mantenere più neutri lenzuola e cuscini. Se preferisci cambiare spesso l’aspetto del letto, una base semplice lascia più libertà agli accessori. L’equilibrio dipende dal numero di elementi visibili e da quanto ciascuno richiama l’attenzione. Evita di valutare i materiali soltanto per l’effetto estetico. Una superficie opaca, liscia o lavorata può cambiare la percezione dello spazio, ma la praticità va verificata separatamente. Un tessile che si abbina bene alla stanza deve comunque essere compatibile con la tua routine di lavaggio e con l’uso quotidiano. Anche tende, tappeti e pareti entrano nel risultato. Prima di acquistare può essere utile osservare il colore del letto con la luce del mattino e con quella artificiale della sera: la stessa tonalità può apparire molto diversa nelle due condizioni. Cura e conservazione tra una stagione e l'altra La manutenzione comincia dall’etichetta. Frequenza e modalità di lavaggio, asciugatura, eventuale uso dell’asciugatrice o necessità di un trattamento specifico dipendono dal prodotto. Applicare una regola generica a tutte le trapunte rischia di rovinare il tessuto o l’imbottitura. Durante la stagione è utile mantenere il letto e la stanza asciutti e arieggiati secondo le normali esigenze domestiche. Se la trapunta si macchia, verifica come trattare la zona interessata senza improvvisare detergenti o temperature non previste dalle istruzioni. Quando arriva il momento di riporla, la priorità è che sia pulita e completamente asciutta. Il contenitore deve proteggerla da polvere e umidità senza creare condizioni che favoriscano cattivi odori o deformazioni. Anche lo spazio disponibile conta: comprimere eccessivamente una trapunta per mesi può non essere coerente con le indicazioni di conservazione del produttore. Preparare il letto per l’inverno significa quindi fare scelte che restino pratiche per tutta la stagione. Misura corretta, livello di calore adatto alla stanza, manutenzione gestibile e abbinamenti coerenti contano più dell’idea di seguire una regola stagionale valida per tutti.  

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