Muccia, dieci anni dopo il terremoto la ricostruzione è al 31%: «Stringiamo i denti ancora un po'» (VIDEO)
Varie
25/08/2026 09:40

Muccia, dieci anni dopo il terremoto la ricostruzione è al 31%: «Stringiamo i denti ancora un po'» (VIDEO)

Dieci anni possono sembrare un tempo lunghissimo quando si aspetta di tornare nella propria casa. A Muccia il terremoto del 2016 ha lasciato una ferita ancora visibile, ma il percorso della ricostruzione procede e cominciano ad arrivare anche alcuni segnali positivi. A raccontare lo stato dell'arte è il sindaco Stefano Antonelli, che fotografa una situazione ancora complessa ma con una parte importante del percorso già avviata. «La ricostruzione sta andando discretamente bene», spiega il primo cittadino. Sono circa 880 gli edifici inagibili, mentre 112 sono già stati conclusi e le persone sono rientrate nelle proprie abitazioni. Le pratiche attualmente in gestione sono circa 280: numeri che portano il Comune a una percentuale di ricostruzione intorno al 31%. Accanto alla ricostruzione privata procede quella pubblica, con diversi interventi già decretati. Tra questi ci sono il teatro Leopoldo Marenco e la casa di riposo, mentre a breve dovrebbe partire il condominio di via Clementina, dove il Comune dispone di due appartamenti. Ci sono poi gli edifici storici, tra cui l'ex palazzo Paparelli, destinato a diventare la nuova sede comunale. Anche in questo caso il percorso attraverso l'Ufficio speciale per la ricostruzione è in corso e il decreto è atteso a breve. Ma il terremoto non ha cambiato soltanto il volto degli edifici. Ha modificato anche le abitudini delle persone, soprattutto di chi da dieci anni vive nelle SAE, le soluzioni abitative di emergenza realizzate dopo il sisma. Una permanenza che, con il passare del tempo, ha finito in alcuni casi per trasformarsi in una nuova normalità. «La gente nelle SAE ormai si è abituata», racconta Antonelli. Per alcune persone anziane, addirittura, lasciare queste abitazioni non è necessariamente percepito come un miglioramento: «Qualcuno non vorrebbe nemmeno uscire perché ha la comodità di stare tutto su un piano e quindi per loro è più accessibile, è più facile la vita». Un paradosso prodotto da dieci anni di emergenza: ciò che era nato come una soluzione temporanea è diventato, per alcune famiglie, un ambiente nel quale ci si è abituati a vivere. Il sindaco, però, guarda alla necessità di tornare alla normalità. «Piano piano bisogna andare avanti», sottolinea, perché la ricostruzione delle abitazioni significa anche ricostruire una comunità e restituire vitalità al paese. E proprio sul fronte demografico arriva uno dei segnali più incoraggianti. Nonostante le difficoltà e i tempi lunghi della ricostruzione, qualcuno ha scelto di vivere a Muccia. Due abitazioni sono state acquistate da privati provenienti da fuori comune e questo rappresenta un segnale tutt'altro che secondario. «Qualcuno che vuole tornare ad abitare a Muccia c'è, accogliamo queste due nuove famiglie», osserva Antonelli. Una controtendenza ancora limitata, ma importante perché dimostra che il paese può continuare a essere una scelta abitativa anche dopo la devastazione del terremoto e gli anni trascorsi lontano dalle proprie case. Il bilancio, a dieci anni dal sisma, resta quindi fatto di luci e ombre. La ricostruzione è partita, alcune famiglie sono rientrate, gli interventi pubblici avanzano e arrivano anche nuovi residenti, ma una parte consistente del lavoro deve ancora essere completata. Il messaggio del sindaco alla comunità è soprattutto un invito alla pazienza, senza però nascondere la fatica di un'attesa ormai decennale: «Dieci anni sono lunghi, stringiamo i denti per un altro po'». L'obiettivo è riuscire, «nel breve, tra cinque e dieci anni», a vedere il territorio tornare «quasi tutto alla normalità». Un traguardo che oggi può sembrare ancora lontano, ma che per Muccia significa soprattutto una cosa: tornare a essere un paese abitato, vissuto e non soltanto un territorio in ricostruzione.

Muccia, dieci anni dopo il terremoto la ricostruzione è al 31%: «Stringiamo i denti ancora un po'» (VIDEO)

Muccia, dieci anni dopo il terremoto la ricostruzione è al 31%: «Stringiamo i denti ancora un po'» (VIDEO)
25/08/2026 09:40

Dieci anni possono sembrare un tempo lunghissimo quando si aspetta di tornare nella propria casa. A Muccia il terremoto del 2016 ha lasciato una ferita ancora visibile, ma il percorso della ricostruzione procede e cominciano ad arrivare anche alcuni segnali positivi. A raccontare lo stato dell'arte è il sindaco Stefano Antonelli, che fotografa una situazione ancora complessa ma con una parte importante del percorso già avviata. «La ricostruzione sta andando discretamente bene», spiega il primo cittadino. Sono circa 880 gli edifici inagibili, mentre 112 sono già stati conclusi e le persone sono rientrate nelle proprie abitazioni. Le pratiche attualmente in gestione sono circa 280: numeri che portano il Comune a una percentuale di ricostruzione intorno al 31%. Accanto alla ricostruzione privata procede quella pubblica, con diversi interventi già decretati. Tra questi ci sono il teatro Leopoldo Marenco e la casa di riposo, mentre a breve dovrebbe partire il condominio di via Clementina, dove il Comune dispone di due appartamenti. Ci sono poi gli edifici storici, tra cui l'ex palazzo Paparelli, destinato a diventare la nuova sede comunale. Anche in questo caso il percorso attraverso l'Ufficio speciale per la ricostruzione è in corso e il decreto è atteso a breve. Ma il terremoto non ha cambiato soltanto il volto degli edifici. Ha modificato anche le abitudini delle persone, soprattutto di chi da dieci anni vive nelle SAE, le soluzioni abitative di emergenza realizzate dopo il sisma. Una permanenza che, con il passare del tempo, ha finito in alcuni casi per trasformarsi in una nuova normalità. «La gente nelle SAE ormai si è abituata», racconta Antonelli. Per alcune persone anziane, addirittura, lasciare queste abitazioni non è necessariamente percepito come un miglioramento: «Qualcuno non vorrebbe nemmeno uscire perché ha la comodità di stare tutto su un piano e quindi per loro è più accessibile, è più facile la vita». Un paradosso prodotto da dieci anni di emergenza: ciò che era nato come una soluzione temporanea è diventato, per alcune famiglie, un ambiente nel quale ci si è abituati a vivere. Il sindaco, però, guarda alla necessità di tornare alla normalità. «Piano piano bisogna andare avanti», sottolinea, perché la ricostruzione delle abitazioni significa anche ricostruire una comunità e restituire vitalità al paese. E proprio sul fronte demografico arriva uno dei segnali più incoraggianti. Nonostante le difficoltà e i tempi lunghi della ricostruzione, qualcuno ha scelto di vivere a Muccia. Due abitazioni sono state acquistate da privati provenienti da fuori comune e questo rappresenta un segnale tutt'altro che secondario. «Qualcuno che vuole tornare ad abitare a Muccia c'è, accogliamo queste due nuove famiglie», osserva Antonelli. Una controtendenza ancora limitata, ma importante perché dimostra che il paese può continuare a essere una scelta abitativa anche dopo la devastazione del terremoto e gli anni trascorsi lontano dalle proprie case. Il bilancio, a dieci anni dal sisma, resta quindi fatto di luci e ombre. La ricostruzione è partita, alcune famiglie sono rientrate, gli interventi pubblici avanzano e arrivano anche nuovi residenti, ma una parte consistente del lavoro deve ancora essere completata. Il messaggio del sindaco alla comunità è soprattutto un invito alla pazienza, senza però nascondere la fatica di un'attesa ormai decennale: «Dieci anni sono lunghi, stringiamo i denti per un altro po'». L'obiettivo è riuscire, «nel breve, tra cinque e dieci anni», a vedere il territorio tornare «quasi tutto alla normalità». Un traguardo che oggi può sembrare ancora lontano, ma che per Muccia significa soprattutto una cosa: tornare a essere un paese abitato, vissuto e non soltanto un territorio in ricostruzione.

Cronaca

Montecassiano, scontro tra auto e scooter: 62enne trasportato a Torrette

Montecassiano, scontro tra auto e scooter: 62enne trasportato a Torrette

24/08/2026 22:40

Uno scontro tra un'auto e uno scooter si è verificato nella serata di oggi a Sambucheto di Montecassiano, all'altezza dell'incrocio situato davanti alla pasticceria Paradiso. L'incidente è avvenuto poco dopo le 20:15. Ad avere la peggio è stato lo scooterista, un uomo di 62 anni residente a Tolentino, rimasto coinvolto nell'impatto con un'autovettura. Le condizioni del ferito hanno richiesto l'intervento dei sanitari del 118, che dopo le prime operazioni di soccorso hanno disposto il trasferimento all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Sul posto, insieme al personale dell'emergenza sanitaria, sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri, impegnati negli accertamenti e nella ricostruzione della dinamica dell'incidente. Inizialmente era stato valutato anche l'intervento dell'elisoccorso, ma il trasporto è poi avvenuto in ambulanza, con il 62enne trasferito presso il nosocomio anconetano.   Restano da chiarire le cause e l'esatta dinamica dello scontro: saranno i rilievi effettuati dai carabinieri a consentire di ricostruire quanto accaduto all'incrocio.

Civitanova, chiama i Carabinieri per una lite e poi li insulta e minaccia: denunciato 19enne

Civitanova, chiama i Carabinieri per una lite e poi li insulta e minaccia: denunciato 19enne

24/08/2026 13:22

Ha chiesto l'intervento dei Carabinieri per una lite, ma una volta arrivati i militari ha rivolto proprio a loro insulti e minacce. È quanto accaduto a Civitanova Marche, dove un 19enne del posto è stato denunciato.  L'intervento è stato effettuato dai Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche, intervenuti presso un noto esercizio del centro cittadino in seguito a una lite nella quale, secondo quanto ricostruito dai militari, era coinvolto lo stesso giovane. Quando i Carabinieri sono arrivati sul posto, il 19enne avrebbe iniziato a rivolgersi agli operanti con insulti e minacce, davanti agli altri avventori presenti nel locale. Il giovane, disoccupato e già gravato da precedenti di polizia, avrebbe inoltre mostrato un evidente stato di alterazione alcolica. Al termine degli accertamenti, i militari lo hanno denunciato in stato di libertà all'autorità giudiziaria. Il 19enne dovrà rispondere dei reati di minaccia e oltraggio a Pubblico Ufficiale. L'episodio è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria competente.

Attualità

Sport e Periferie, Pieve Torina vince il bando: si farà il nuovo campo di calcio con pista di atletica

Sport e Periferie, Pieve Torina vince il bando: si farà il nuovo campo di calcio con pista di atletica

25/08/2026 14:17

Pieve Torina si aggiudica il bando “Sport e Periferie” e compie un nuovo passo nel percorso di ricostruzione e rilancio del territorio dopo il sisma. Il progetto per la realizzazione del nuovo campo di calcio, della pista di atletica e delle strutture dedicate alla ginnastica ha infatti ottenuto i pareri favorevoli del Coni e della Fidal, aprendo la strada alla realizzazione di un altro importante tassello del polo sportivo comunale. L’intervento nasce con l’obiettivo di rafforzare la qualità dei servizi e, soprattutto, di ricostruire quei legami sociali che il terremoto ha profondamente indebolito. Il nuovo impianto andrà a completare un’area destinata a diventare un vero e proprio punto di riferimento per lo sport, il tempo libero e la socialità. «Nel dopo sisma l’indebolimento dei legami sociali che ha colpito le nostre comunità ci ha spinto a progettare iniziative volte a migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini», sottolinea il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci. «In quest’ottica si colloca la realizzazione del nuovo campo di calcio con la pista d’atletica e le strutture per la ginnastica, a completamento del polo che include la piscina, il palazzetto dello sport, il nuovo ristorante, i campi di padel, da tennis e da calcetto e il centro benessere». Per l’amministrazione comunale, dunque, lo sport rappresenta molto più della realizzazione di nuove strutture. È uno strumento di inclusione, aggregazione e promozione del benessere, oltre che un elemento strategico per rendere il paese sempre più attrattivo per famiglie e giovani. «In questo percorso di rinascita lo sport rappresenta un pilastro essenziale per l’inclusione sociale, la salute delle comunità e la valorizzazione del territorio», prosegue Gentilucci. «Stiamo ricostruendo una realtà urbana a misura di famiglie e giovani e l’investimento in strutture sportive è una delle risposte più concrete ed efficaci per il rilancio e il futuro di Pieve Torina». Il nuovo campo di calcio e la pista di atletica si inseriscono così in una visione più ampia della ricostruzione, che punta a restituire alla comunità non soltanto edifici e servizi, ma anche occasioni di incontro e spazi capaci di favorire una nuova socialità. Un progetto che guarda quindi oltre la ricostruzione materiale e che individua nello sport uno dei motori della rinascita di Pieve Torina.

Recanati, al via i lavori per la nuova rotatoria di via Nazario Sauro: "Termine previsto di tre settimane"

Recanati, al via i lavori per la nuova rotatoria di via Nazario Sauro: "Termine previsto di tre settimane"

24/08/2026 16:30

Sono partiti oggi, 24 agosto, come previsto dal cronoprogramma, i lavori per la realizzazione della nuova rotatoria all'incrocio tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro. Un intervento atteso da tempo, dal valore complessivo di 202mila euro, finanziato in parte dalla Regione Marche. Il cantiere dovrebbe rimanere aperto per circa tre settimane, con l'obiettivo di completare l'opera prima del 14 settembre, giorno fissato per l'inizio del nuovo anno scolastico. "Una tempistica studiata per concentrare la parte più impattante dei lavori nel periodo estivo e limitare i disagi alla circolazione quando torneranno a muoversi a pieno regime studenti, famiglie e lavoratori", fa sapere l'amministrazione comunale. L'intervento è finalizzato a migliorare la gestione del traffico nell'area e a ridurre la pressione sulla viabilità cittadina. L'amministrazione comunale ha lavorato per avviare il cantiere nella seconda metà di agosto, così da sfruttare il periodo di minore traffico e contenere le ripercussioni su residenti e attività commerciali. Durante i lavori l'accessibilità alla zona sarà comunque garantita, anche attraverso una diversa organizzazione della viabilità. A partire da oggi è temporaneamente interdetta la circolazione veicolare e pedonale all'uscita nord-est di viale Aldo Moro, nel tratto compreso tra l'intersezione con via Mattutini e la traversa senza sbocco situata a monte della scuola secondaria M. L. Patrizi. In corrispondenza dell'incrocio tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro sarà invece istituito il senso unico alternato, in funzione delle esigenze del cantiere e dell'avanzamento delle lavorazioni. Il traffico sarà regolato dai movieri oppure, quando necessario, attraverso un impianto semaforico. Viale Aldo Moro potrà inoltre contare su un ulteriore accesso, così da mantenere la possibilità di raggiungere l'area anche durante le diverse fasi dell'intervento. La realizzazione della rotatoria rappresenta un intervento atteso da anni e l'amministrazione ha scelto di concentrare l'apertura del cantiere nel periodo estivo proprio per ridurre l'impatto sulla quotidianità dei cittadini. Le prossime tre settimane saranno quindi decisive per completare i lavori e restituire l'incrocio alla normale circolazione prima della riapertura delle scuole. L'obiettivo è arrivare al 14 settembre con l'opera conclusa, evitando che l'avvio dell'anno scolastico coincida con la fase più delicata del cantiere.

Politica

Sisma 2016, dieci anni dopo Acquaroli ad Arquata: "La ricostruzione è la nostra priorità"

Sisma 2016, dieci anni dopo Acquaroli ad Arquata: "La ricostruzione è la nostra priorità"

24/08/2026 18:00

Dieci anni dopo il terremoto, le Marche tornano a ricordare le vittime e a fare il punto sul percorso della ricostruzione. Nel giorno del decimo anniversario del sisma del 24 agosto 2016, il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha partecipato alle celebrazioni di Arquata del Tronto, dove si è aperta la giornata commemorativa con il ricordo delle 52 vittime marchigiane. Alla celebrazione eucaristica, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, ha preso parte anche il presidente Acquaroli. Le commemorazioni sono poi proseguite nel pomeriggio ad Amatrice, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dello stesso Acquaroli, degli assessori regionali Francesca Pantaloni e Tiziano Consoli, del sottosegretario alla Presidenza della Giunta Silvia Luconi e delle autorità civili, militari e religiose. "Oggi ricordiamo le vittime, il dolore delle famiglie, delle comunità che purtroppo sono state devastate quella terribile notte che diede il via alle scosse", ha dichiarato Acquaroli, sottolineando come la ricostruzione delle aree maggiormente colpite rappresenti ancora una sfida complessa. "Dove la distruzione è stata totale la ricostruzione non è semplice, perché ha richiesto e richiede ancora un enorme lavoro e l'impegno costante e quotidiano di tutti gli attori e gli enti coinvolti", ha aggiunto il presidente della Regione. Nel suo intervento Acquaroli ha evidenziato i progressi compiuti negli ultimi anni, pur sottolineando che il percorso non è ancora concluso: "La ricostruzione è la nostra priorità e finalmente possiamo vedere importanti passi avanti", ha affermato. Poi ricorda: "Nelle Marche sono oltre 14.300 i cantieri avviati, dei quali 8.822 risultano conclusi. I contributi concessi per la ricostruzione privata ammontano a 8,8 miliardi di euro, mentre quelli già liquidati raggiungono i 5,9 miliardi". La regione rappresenta circa il 60% dell'intera ricostruzione privata del cratere. Sul fronte della ricostruzione pubblica sono invece programmati 1.872 interventi, per un valore complessivo superiore a 2,5 miliardi di euro. "Siamo arrivati a oltre il 60% della ricostruzione privata", ha sottolineato Acquaroli, evidenziando però la particolare complessità degli interventi nei borghi completamente distrutti e nei centri storici. Tra questi c'è proprio Arquata del Tronto, dove la ricostruzione presenta caratteristiche particolarmente complesse. "Penso ad Arquata e al progetto, unico al mondo, per la messa in sicurezza e la stabilizzazione della collina e la ricostruzione del centro storico", ha spiegato il presidente. Secondo i dati forniti dalla Regione, negli ultimi tre anni è stato erogato il 70% delle risorse complessivamente liquidate per la ricostruzione privata dell'intero cratere. Un risultato che Acquaroli attribuisce al lavoro congiunto dei diversi livelli istituzionali: "Queste consapevolezze ci guidano ogni giorno nel mettere il massimo impegno a tutti i livelli istituzionali: il Governo, la Struttura Commissariale, la Regione, l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione, i Comuni, gli uffici tecnici e i professionisti".  "Grazie soprattutto al Governo e al presidente Meloni che, non solo oggi con la sua presenza ad Amatrice, ma fin dal primo giorno di insediamento, ha dimostrato un'attenzione concreta attraverso misure e provvedimenti che hanno contribuito a risolvere questioni e a potenziare la ricostruzione. Penso anche alla Zona Economica Speciale, fondamentale per affiancare alla ricostruzione edilizia una ripartenza economica capace di attrarre nuove opportunità", ha aggiunto. "C'è ancora tanto lavoro da fare ma rinnoviamo oggi e ogni giorno il nostro più grande impegno per il futuro dei territori colpiti", ha concluso Acquaroli. Nel pomeriggio, ad Amatrice, il presidente della Regione ha partecipato alle celebrazioni insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rinnovando il ricordo delle 299 vittime complessive del terremoto del 2016 e l'impegno a proseguire il percorso di ricostruzione e rilancio delle comunità dell'Appennino Centrale.

Civitanova Alta, variante urbanistica bocciata: la proprietà diffida il Comune. “Ora serve una decisione”

Civitanova Alta, variante urbanistica bocciata: la proprietà diffida il Comune. “Ora serve una decisione”

24/08/2026 15:42

La bocciatura della variante urbanistica per la ex zona industriale “B” di Civitanova Alta apre un nuovo capitolo. Dopo il voto contrario espresso dal Consiglio comunale nella seduta del 29-30 luglio, la società proprietaria di un compendio produttivo ricompreso nell’area ha notificato al Comune una formale diffida a provvedere, chiedendo che venga concluso il procedimento di ripianificazione. La votazione si era chiusa con 12 voti contrari e 10 favorevoli, respingendo il passaggio della variante che lo stesso Consiglio comunale aveva invece approvato in via preliminare nell'aprile del 2025. Contestualmente alla diffida, la società ha presentato anche una istanza di accesso agli atti, chiedendo il verbale integrale della seduta consiliare, la trascrizione e le registrazioni del dibattito, oltre alla documentazione istruttoria e agli elaborati tecnici relativi al procedimento. La questione riguarda un'area che attende da anni una nuova disciplina urbanistica. Il problema nasce dallo stralcio disposto dalla Provincia nel 2007, che ha lasciato il quadrante in una situazione di cosiddetta “zona bianca”. La stessa delibera consiliare numero 16 dell'aprile 2025 aveva preso atto di questa situazione e della necessità di procedere alla riconfigurazione urbanistica dell'area. Quella delibera aveva rappresentato il risultato di un'istruttoria sviluppatasi nell'arco di diversi anni, con elaborati progettuali, studi geologici e il coinvolgimento degli enti sovraordinati. Il successivo voto di luglio ha però bloccato il percorso, lasciando nuovamente senza una disciplina urbanistica definitiva l'area interessata. È proprio la contraddizione tra i due passaggi consiliari, a distanza di circa quindici mesi, a essere ora contestata dalla proprietà. La vicenda richiama anche un precedente già affrontato dalla giustizia amministrativa. Nel 2019 il Tar Marche, con la sentenza numero 231, aveva condannato il Comune di Civitanova Marche al risarcimento del danno da ritardo per la mancata ripianificazione della contigua area Ceccotti, anch'essa rimasta “zona bianca” dopo lo stralcio del 2007. In quella circostanza il tribunale aveva evidenziato come le varianti avviate e successivamente abbandonate per divergenze di natura politico-amministrativa potessero comunque produrre conseguenze nei confronti di chi attendeva una nuova pianificazione. È su questo precedente che si inserisce ora la posizione della società proprietaria, assistita dall'avvocato Renzo Tartuferi. «La proprietà chiede ciò che la legge garantisce: che dopo trent'anni il procedimento si chiuda con una decisione espressa, motivata e coerente con l'istruttoria svolta», dichiara il legale. Secondo Tartuferi, la questione non riguarda la possibilità per l'amministrazione di esercitare le proprie prerogative in materia urbanistica, ma la necessità che tale discrezionalità venga esercitata attraverso una decisione motivata. «La discrezionalità urbanistica esiste, ma non è arbitrio: un'amministrazione che ha riconosciuto il vuoto di disciplina, ha istruito per anni la soluzione, l'ha sottoposta al sovraordinato parere della Regione, che è stato favorevole, e l'ha approvata in via preliminare non può poi fermarsi sulla soglia, avvitandosi su se stessa e contraddicendosi». Il legale richiama quindi il carattere provvisorio del regime delle zone bianche e la necessità, a suo avviso, di arrivare alla conclusione del procedimento. «La giurisprudenza è chiara: il regime delle "zone bianche" è per definizione provvisorio, e colmarlo non è una facoltà del Comune, è un obbligo». La società, precisa il legale, non esclude il confronto con l'amministrazione, ma considera ormai necessario arrivare a una conclusione. «Il ricorso al giudice e la richiesta di risarcimento restano l'estrema ratio: nessuno ha interesse a ripetere l'esperienza già vissuta da questo Comune con l'area Ceccotti, quando basta una delibera per chiudere la vicenda. Ma la disponibilità al confronto tecnico non va scambiata per disponibilità ad attendere ancora». La diffida assegna ora al Comune il termine previsto dalla legge per fornire una risposta. L'istanza di accesso agli atti dovrà invece essere riscontrata entro 30 giorni. In assenza di un riscontro, la società si riserva di intraprendere le ulteriori iniziative formali previste dalla legge. La vicenda della ex zona industriale di Civitanova Alta torna così al centro del confronto tra proprietà e amministrazione comunale, dopo anni di attesa e un procedimento urbanistico che, con il voto di luglio, è nuovamente rimasto senza una conclusione.

Sanità

Scoliosi, al Salesi una tecnica all’avanguardia per un paziente di 12 anni

Scoliosi, al Salesi una tecnica all’avanguardia per un paziente di 12 anni

22/08/2026 10:00

Un bambino di 12 anni, affetto da una forma gravissima di scoliosi, è stato operato all’AOU delle Marche con una tecnica mininvasiva mai utilizzata prima nella regione su un paziente così piccolo. L’intervento è stato eseguito dalla Clinica Ortopedica dell’Adulto e Pediatrica, diretta dal professor Antonio Pompilio Gigante, utilizzando la tecnica di correzione bipolare percutanea senza artrodesi. “Questa particolare procedura non era mai stata utilizzata negli ospedali della regione”, spiega la dottoressa Monia Martiniani, responsabile dell’Ambulatorio di Scoliosi e Deformità della Colonna. La famiglia del ragazzo, dopo essersi rivolta ad altre strutture, ha scelto di affidarsi all’équipe dell’AOU delle Marche. La procedura permette di correggere la deformità attraverso piccoli accessi chirurgici, evitando la fusione definitiva delle vertebre. L’impianto è inoltre dotato di un sistema auto-allungante che segue la crescita del bambino, riducendo la necessità di ulteriori interventi. “Le incisioni molto ridotte garantiscono tempi chirurgici inferiori, con il vantaggio di ridurre le perdite ematiche, il rischio infettivo e i tempi anestesiologici”, sottolinea Martiniani. La tecnica è stata approfondita dall’équipe anche grazie all’esperienza maturata nel 2023 all’ospedale pediatrico Necker di Parigi, dove viene utilizzata da diversi anni.   L’intervento ha coinvolto un’équipe multidisciplinare del Salesi e rientra nel Progetto Scoliosi e nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dell’AOU delle Marche, con l’obiettivo di offrire trattamenti sempre più specialistici per le deformità vertebrali pediatriche.

Sanità privata, Calcinaro replica alle polemiche: "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più"

Sanità privata, Calcinaro replica alle polemiche: "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più"

17/08/2026 17:10

"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate. Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani. Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire. "Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa. Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”. Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione. "Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata. "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".

Sport

Aurora Treia, è un mercato no stop: doppio colpo per il futuro, ecco Satta e Capriotti

Aurora Treia, è un mercato no stop: doppio colpo per il futuro, ecco Satta e Capriotti

25/08/2026 12:40

Doppio innesto giovane per l'Aurora Treia, che guarda al futuro e ufficializza l'arrivo di Alessandro Satta e Andrea Capriotti in vista della stagione sportiva 2026-2027. Entrambi classe 2008, i due giocatori rappresentano profili interessanti sui quali la società biancorossa punta per ampliare e far crescere la rosa a disposizione dello staff tecnico. Satta è un terzino di prospettiva, cresciuto nel settore giovanile del Monteruscello. Nel luglio 2024 è arrivato il passaggio al calcio professionistico con l'approdo alla Casertana, dove è stato inserito nell'organico dell'Under 17. Un percorso che gli ha permesso di confrontarsi con un ambiente di livello professionistico e che ora proseguirà con la nuova esperienza all'Aurora Treia. "Sono molto contento di essere entrato a far parte di questo ambizioso progetto", ha dichiarato Satta. "Sin da subito ho notato la professionalità e la serietà che ci sono dietro alla società e ne sono rimasto colpito". Il giovane terzino ha poi raccontato le prime impressioni sul nuovo gruppo: "Ho trovato un gruppo forte e coeso con il quale sono entusiasta di lavorare. Sono pronto a scendere in campo per dare il massimo e raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati". Capriotti arriva dal Monturano Per il reparto offensivo, invece, l'Aurora Treia ha puntato su Andrea Capriotti, anche lui classe 2008. L'attaccante ha mosso i primi passi alla Spes Valdaso, prima di trasferirsi all'Invictus Rapagnano-Grottazzolina, dove ha avuto modo di mettersi in evidenza per qualità tecniche e margini di miglioramento. Nella stagione 2025-2026 ha vestito la maglia del Monturano, realizzando quattro reti nel campionato di Promozione. Il passaggio all'Aurora Treia rappresenta per Capriotti una nuova occasione di crescita, in un contesto più competitivo nel quale continuare il proprio percorso di formazione e maturazione calcistica. "Sono contentissimo di intraprendere questa avventura all'interno di una società molto importante", le parole del nuovo attaccante biancorosso. "Questa per me sarà un'occasione di crescita molto speciale". Capriotti ha quindi rivolto il pensiero alla nuova maglia e all'ambiente treiese: "Sono pronto a dare il meglio per questa nuova maglia, per il paese ed i tifosi che sono molto appassionati e soprattutto per le tante persone che stanno credendo in me". ì

Eccellenza, ultimi botti di mercato. Poker di arrivi al Trodica: nel Chiesanuova debutto con gol per Mengani

Eccellenza, ultimi botti di mercato. Poker di arrivi al Trodica: nel Chiesanuova debutto con gol per Mengani

24/08/2026 18:40

Ultimi movimenti di mercato nel campionato di Eccellenza. Sono diverse le società alla ricerca di quel pezzo mancante in vista del debutto stagionale in programma nel prossimo weekend. Lo è il Trodica, che ha annunciato in questi giorni diversi nuovi arrivi che corrispondono ai nomi di Santiago Gerlero, Alessandro Filippetti, Diego Allegretti e Facundo Luques. Partendo dai primi due di loro, si può dire innanzitutto che siano ragazzi giovani, rispettivamente classe 2005 e 2007. Il primo è un esterno, duttile, interessante per mister Buratti: arriva dopo una precedente esperienza all’Angizia Luco. Filippetti invece è un difensore, cresciuto al Tolentino dove ha fatto tutta la trafila delle giovanili fino a debuttare in prima squadra. Diego Allegretti invece rinforza l’attacco. Molto esperienza per lui, classe 1992, tra Serie C e D, oltre più annate sportive disputate nelle Marche. Treviso, Sangiustese, Fano, Gozzano, Maceratese, Pineto e Matelica alcune delle casacche indossate, con una promozione in Serie C conquistata con gli abruzzesi nell’annata 2022/23. La scorsa stagione invece Allegretti ha giocato nel Matelica in Eccellenza. Ultimo colpo da evidenziare è invece quello di Luques, terzino di origini argentine classe 2002 ingaggiato dalla Rosetana, con cui ha vinto un campionato di Promozione abruzzese nella precedente annata agonistica. Altro club che ha piazzato il colpo è il Chiesanuova con l’arrivo di Edoardo Mengani. Classe 2004, il centrocampista, cresciuto tra Settempeda e Tolentino e con esperienze tra Audace Cerignola, Campobasso, l’Aquila ed Atletico Ascoli arriva dal Matelica con cui ha disputato la scorsa stagione. Alla prima partita disputata con i biancorossi è andato a segno in amichevole contro l’FC Osimo. Assieme a Mengani dalle parti del Sandro Ultimi infine arriva Nicolò Clerici. Stesso ruolo del compagno sopracitato, classe 1999, vestirà di biancorosso dopo vari campionati disputati in Serie D, con le maglie di Atletico Ascoli e Castelfidardo indossate.

Economia

Della Valle torna ad Arquata a dieci anni dal terremoto: "Realizzeremo altri due stabilimenti"

Della Valle torna ad Arquata a dieci anni dal terremoto: "Realizzeremo altri due stabilimenti"

24/08/2026 14:50

"Non bisogna abbassare la guardia. Questo è il momento di fare uno scatto di reni: poche chiacchiere e tanti fatti". A dieci anni dal terremoto che devastò il Centro Italia, Diego Della Valle torna a Pescara del Tronto e rilancia il proprio impegno per la rinascita del territorio. L'imprenditore marchigiano, presidente del gruppo Tod's, ha annunciato la volontà di realizzare almeno un altro stabilimento, se non due, con l'obiettivo di continuare a creare occupazione e contrastare lo spopolamento dell'entroterra. Della Valle fu tra i primi, subito dopo il sisma del 24 agosto 2016, a individuare nel lavoro uno degli strumenti fondamentali per mantenere vivo il territorio. Nel dicembre dello stesso anno presentò il progetto per la realizzazione di una nuova fabbrica ad Arquata del Tronto. I lavori procedettero rapidamente e lo stabilimento venne inaugurato il 20 dicembre 2017, a meno di un anno dalla presentazione del progetto. Un investimento di circa 10 milioni di euro per una struttura di duemila metri quadrati, inizialmente avviata con una cinquantina di dipendenti e progettata per arrivare a un organico di circa cento lavoratori. Ora, a dieci anni dal sisma, arriva l'annuncio di un possibile nuovo passo in avanti. "In 12 mesi abbiamo costruito uno stabilimento, ne vorremmo fare almeno un altro, se non due", ha dichiarato Della Valle, come riporta Ansa, spiegando che la sfida sarà anche quella di individuare le professionalità necessarie. "Adesso si tratta di coordinarsi per capire le maestranze, come prenderle e dove trovarle", ha aggiunto l'imprenditore, sottolineando la necessità di una collaborazione concreta tra istituzioni e imprese. Un modello che, secondo Della Valle, ha già dimostrato di poter funzionare proprio nel caso di Arquata. "La politica locale deve funzionare bene come ha funzionato quando abbiamo costruito l'azienda", ha osservato, ricordando anche il sostegno ricevuto a livello nazionale nella fase di realizzazione dello stabilimento. "Oggi le imprese devono mettersi a disposizione anche del forte problema sociale che c'è - ha affermato -. Guadagniamo, pensiamo al profitto, ma pensiamo anche a come agevolare la vita delle persone". Un ragionamento che l'imprenditore estende al rapporto tra mondo economico e istituzioni: "Dobbiamo metterci al centro della vita sociale italiana, insieme alla politica, per cercare di dare risposte sociali vere e farlo in fretta".  

Macerata tra le province più imprenditoriali d’Italia: nona con 93,1 imprese ogni mille abitanti

Macerata tra le province più imprenditoriali d’Italia: nona con 93,1 imprese ogni mille abitanti

21/08/2026 13:00

La voglia di fare impresa, nel Maceratese, resta forte. La provincia è infatti nona in Italia per numero di imprese rispetto alla popolazione, con 93,1 attività ogni mille abitanti. Un dato che supera nettamente la media nazionale, ferma a 80,6. A fotografare la situazione è l’Area Studi e Ricerche Cna sulla base dei dati Istat. Una graduatoria che vede nelle prime posizioni soprattutto territori del Centro-Nord e che conferma anche la particolare vocazione imprenditoriale delle Marche. Fermo è quinta in Italia, con 95,5 imprese ogni mille abitanti, mentre Macerata si piazza al nono posto. In testa c’è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano (110,6) e Rimini (105,5). Poi Firenze (98,2), Fermo, Valle d’Aosta (94,3), Padova e Lucca (93,9), Macerata e Roma (92,1). Numeri che, secondo la CNA, raccontano una caratteristica precisa del territorio: qui l’impresa è soprattutto piccola, familiare e profondamente legata alla comunità. «Essere tra le prime dieci province italiane non è soltanto un dato statistico – sottolinea il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti – ma racconta quanto l’impresa sia radicata nella storia e nella struttura economica del nostro territorio». Nel Maceratese, infatti, fare impresa significa spesso lavorare in piccole realtà, mantenere competenze e professionalità e creare occupazione anche nei centri più piccoli e nelle aree interne. È uno dei tratti distintivi dell’economia italiana. Nel Paese ci sono poco meno di 4,8 milioni di imprese, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di circa quattro occupati. E la maggior parte non si trova nelle grandi città. Le 14 città metropolitane concentrano infatti il 38,1% delle imprese e il 43,3% degli addetti. Il resto del tessuto produttivo è distribuito tra province, città intermedie, distretti e piccoli Comuni. Il peso delle piccole attività Per Macerata questo modello è particolarmente importante. La presenza delle piccole imprese non rappresenta soltanto un dato economico, ma contribuisce a mantenere vivi i territori, soprattutto quelli più lontani dai principali centri. Il confronto con il resto d’Italia evidenzia però anche forti differenze. In fondo alla classifica c’è il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti. Seguono Enna (55,9), Caltanissetta (56,5), Agrigento (58,4) e Taranto (58,8). Dove la propensione a fare impresa è più bassa, pesano anche spopolamento, invecchiamento della popolazione, difficoltà di accesso al credito, infrastrutture insufficienti e una minore presenza di filiere produttive. Per Giglietti, dunque, il buon piazzamento di Macerata non deve far abbassare la guardia.

Scuola e università

Dalla memoria alle sfide del digitale,  a Scienze politiche la formazione continua fuori dall’aula

Dalla memoria alle sfide del digitale, a Scienze politiche la formazione continua fuori dall’aula

24/08/2026 11:00

Esperienze sul campo, confronto con le principali istituzioni del Paese e occasioni di approfondimento accompagnano la didattica del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali dell’Università di Macerata. Tra i progetti più significativi, “Destinazione Auschwitz” ha coinvolto venti studentesse e studenti in un percorso di studio sulla memoria e sulla responsabilità civile, culminato nella visita al campo di concentramento e sterminio nazista.  L’iniziativa riflette uno dei tratti distintivi del Dipartimento: integrare gli insegnamenti con attività capaci di mettere in relazione conoscenze, competenze, territori e istituzioni. Seminari con riconoscimento di crediti, laboratori, incontri con esperti, tirocini e programmi di mobilità internazionale completano una formazione fondata sull’integrazione tra diritto, economia, storia, filosofia, sociologia, lingue, scienza politica e comunicazione.  “L’università non può limitarsi a trasmettere nozioni, ma deve aiutare studentesse e studenti a comprendere il mondo in cui vivono e ad assumersi responsabilità nei suoi confronti”, sottolinea il direttore Angelo Ventrone. “Progetti come “Destinazione Auschwitz” mostrano il valore di una formazione che unisce conoscenza, esperienza diretta e partecipazione civile. È lo stesso metodo che guida la nostra offerta formativa, costruita per fornire strumenti critici con cui interpretare la politica, la comunicazione, le trasformazioni digitali e gli equilibri internazionali”.  L’offerta del Dipartimento comprende due lauree triennali ad accesso libero. “Scienze politiche e relazioni internazionali” prepara a comprendere e gestire fenomeni politici, economici, giuridici e sociali dal livello locale a quello globale. “Scienze della comunicazione” forma invece nei campi dell’informazione, dei media, della pubblicità, delle relazioni pubbliche e della comunicazione digitale.  Tre le lauree magistrali: “Comunicazione e culture digitali”, dedicata alle trasformazioni dei media e delle professioni comunicative; “Politiche per la sostenibilità e l’innovazione digitale”, rivolta alla progettazione e alla gestione delle politiche pubbliche e dei processi di innovazione; “International Relations”, interamente impartita in inglese, con studenti provenienti da numerosi Paesi e opportunità di conseguire doppi titoli internazionali.  La formazione post laurea comprende il master interuniversitario di secondo livello in “Scienze amministrative e innovazione nella pubblica amministrazione” e il corso di perfezionamento in “Etica, diritto, tecnologie del digitale”. Percorsi che completano un’offerta multidisciplinare pensata per formare professionisti capaci di orientarsi nelle istituzioni, nelle organizzazioni internazionali, nelle imprese, nei media e nelle pubbliche amministrazioni.  

Frane e rischio idrogeologico, Unicam e Ispra insieme: nasce il nuovo Foglio geomorfologico di Macerata

Frane e rischio idrogeologico, Unicam e Ispra insieme: nasce il nuovo Foglio geomorfologico di Macerata

21/08/2026 17:10

Frane, alluvioni, erosione costiera e terremoti: nelle Marche la conoscenza del territorio diventa sempre più importante per prevenire i rischi. La Sezione di Geologia dell’Università di Camerino, attraverso la Regione Marche, ha firmato con Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – una convenzione per la realizzazione del Foglio geomorfologico CARG n. 303 – Macerata. Un progetto che punta a mettere a sistema conoscenze scientifiche e cartografia per individuare con maggiore precisione le aree esposte a pericolosità geologica e fornire uno strumento concreto alla pianificazione territoriale. Le recenti ondate di maltempo che hanno interessato le Marche, tra nubifragi, grandinate, frane e mareggiate, hanno riportato in primo piano la fragilità di un territorio caratterizzato da pendii ripidi, colline, vallate attraversate da corsi d’acqua, falesie e coste. Un paesaggio di grande valore, ma allo stesso tempo sottoposto a fenomeni naturali che possono trasformarsi in emergenze quando si sommano a una crescente urbanizzazione e agli effetti dei cambiamenti climatici. Il quadro delineato dai dati del Rapporto ISPRA 2025 e dalle attività di rilevamento svolte negli anni dai geologi dell’Università di Camerino evidenzia una situazione particolarmente delicata. Nelle Marche sono state censite oltre 42.500 frane, con una densità di circa 442 fenomeni ogni 100 chilometri quadrati, più del doppio rispetto alla media nazionale. Sono circa 90mila le persone che vivono o frequentano edifici situati in aree interessate da fenomeni franosi, mentre l’11,5% del territorio regionale è esposto al rischio di inondazione. A questi fattori si aggiunge l’elevata pericolosità sismica che caratterizza gran parte della regione, legata anche alla particolare struttura geologica e geomorfologica del territorio. Numeri che rendono evidente la necessità di conoscere sempre meglio il territorio e le sue trasformazioni. È proprio questo l’obiettivo del nuovo Foglio geomorfologico CARG 303. La cartografia permetterà di rappresentare le caratteristiche morfogenetiche e morfodinamiche del territorio, individuando e perimetrando le principali situazioni di criticità geo-ambientale. «Ogni evento naturale diviene emergenza se non viene fatta prevenzione», sottolinea il professor Piero Farabollini, docente della Sezione di Geologia Unicam e coordinatore del Foglio Macerata. «La prevenzione passa attraverso un dettagliato rilevamento geomorfologico che permette di cogliere l’evoluzione morfodinamica dei versanti e del territorio. Conoscere il territorio significa anticiparne le fragilità, prima che si trasformino in emergenze». Un lavoro che assume ulteriore rilevanza anche alla luce della nuova normativa regionale, che attribuisce ai Comuni un ruolo importante nell’integrazione degli studi geomorfologici all’interno degli strumenti di pianificazione territoriale. Sulla necessità di una strategia di lungo periodo interviene anche il professor Marco Materazzi, docente della Sezione di Geologia Unicam e direttore di rilevamento del Foglio. «Il dissesto idrogeologico nelle Marche non è dunque un fenomeno episodico – evidenzia – ma una condizione strutturale che richiede continuità di interventi, risorse e competenze, basate sulla conoscenza del territorio». Da qui la sfida indicata dai geologi: «Trasformare l’emergenza in prevenzione e la prevenzione in cultura del territorio». Il Foglio geomorfologico 303 interessa un’area particolarmente significativa anche dal punto di vista infrastrutturale e insediativo. Comprende il territorio interessato dalla crisi sismica del 2016, il capoluogo di provincia e numerosi Comuni delle aree pedemontane. Attraversano l’area importanti infrastrutture, tra cui le direttrici vallive del Potenza e del Chienti e la ferrovia, oltre a elettrodotti, gasdotti, acquedotti, reti di telecomunicazione e altre vie di comunicazione. Numerosi sono inoltre i centri abitati caratterizzati da un importante patrimonio storico e architettonico. Il nuovo strumento consentirà quindi di approfondire le condizioni del territorio e verificare le situazioni di criticità legate, tra gli altri fenomeni, a frane, erosione del suolo e dinamiche delle acque superficiali, tenendo conto anche degli effetti dei cambiamenti climatici e della crescente antropizzazione. Il nuovo incarico affidato ai geologi di Unicam segue il lavoro già concluso con il Foglio geomorfologico n. 296 – Tolentino e punta a rafforzare la collaborazione tra mondo scientifico e istituzioni. La cartografia geomorfologica, sottolineano da Unicam, non è quindi soltanto uno strumento di studio. «Può diventare un supporto concreto per le amministrazioni chiamate a pianificare lo sviluppo dei territori, individuare le criticità e orientare le scelte urbanistiche e infrastrutturali».

Cultura

"Scoperte importanti per la storia del territorio": a Porto Recanati riaffiora l'antica Potentia romana

"Scoperte importanti per la storia del territorio": a Porto Recanati riaffiora l'antica Potentia romana

21/08/2026 17:20

Nuove importanti evidenze archeologiche sono emerse nell'area di Potentia, l'antica colonia romana di Porto Recanati, dove nel pomeriggio di giovedì 20 agosto il cantiere di scavo è stato eccezionalmente aperto al pubblico nell'ambito dell'iniziativa "Tra le vie di Potentia. L'archeologia incontra la comunità". Accompagnati dagli archeologi della Soprintendenza e di ArcheoLAB, i partecipanti hanno potuto visitare il nuovo cantiere di scavo e conoscere da vicino le metodologie utilizzate e i risultati delle indagini preventive effettuate in vista della realizzazione del nuovo accesso all'area dal lato nord. I due saggi stratigrafici hanno restituito elementi di particolare interesse per ricostruire l'organizzazione urbana dell'antica colonia romana. Nel primo saggio è emersa la fase tardoantica di sistemazione di una grande area aperta, verosimilmente identificabile con il foro cittadino. Il secondo ha invece portato alla luce l'intersezione tra un cardo e un decumanus, oltre ad alcune strutture edilizie affacciate sulla strada, con resti di intonaci e porzioni di pavimentazione ancora conservate. L'iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, in collaborazione con il comune di Porto Recanati e ArcheoLAB. Il progetto "Potentia: accessibilità, inclusione e rigenerazione culturale" è inserito nel Piano Olivetti per la Cultura. "Accogliamo con grande entusiasmo la ripresa degli scavi archeologici a Potentia, un patrimonio straordinario che può ancora restituire importanti testimonianze sulla storia del nostro territorio", dichiara il sindaco Andrea Michelini. "L'auspicio è che questa nuova fase di ricerca possa proseguire a lungo e con continuità, permettendo di approfondire la conoscenza dell'antica città e di rendere il sito sempre più accessibile e vicino alla comunità". Il primo cittadino ha inoltre ringraziato l'architetto Giovanni Issini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, la dottoressa Nicol Tiburzi, funzionario dell'Area archeologica, e il professor Frank Vermeulen dell'Università di Gent, Dipartimento di Archeologia, per il contributo offerto alla ricostruzione dell'assetto urbano di Potentia. L'apertura del cantiere rappresenta il primo passo di un percorso più ampio finalizzato a rendere Potentia sempre più accessibile, conosciuta e integrata negli itinerari culturali e turistici del territorio. Il progetto prevede infatti visite guidate, attività didattiche, iniziative divulgative e percorsi inclusivi, con l'obiettivo di rafforzare il legame tra l'antica città romana e la comunità, valorizzandone il patrimonio storico e archeologico.

Alberto Cartuccia Cingolani incanta Villa Spada: applausi e sold-out per il giovane pianista

Alberto Cartuccia Cingolani incanta Villa Spada: applausi e sold-out per il giovane pianista

21/08/2026 15:05

È stato un giovanissimo pianista di appena nove anni, Alberto Cartuccia Cingolani, il protagonista del gran finale del Quiete Music Festival di Treia, chiuso con un'autentica ovazione e un nuovo sold out a Villa Spada. Davanti a un pubblico numeroso, con una significativa presenza anche di spettatori arrivati dall'estero, il giovane artista ha trasformato il concerto in un vero spettacolo fatto di musica, racconti, ironia e sorprendente spontaneità. Una serata che ha confermato anche il successo della rassegna, aperta a inizio luglio con un altro tutto esaurito e conclusa con Villa Spada nuovamente gremita. Cartuccia Cingolani ha affrontato l'intero programma senza spartito, mostrando una sicurezza e una preparazione musicale fuori dal comune. A colpire il pubblico non è stata però soltanto la sua tecnica: il giovane pianista ha dimostrato anche una notevole presenza scenica, presentando personalmente ogni brano e raccontandone caratteristiche, atmosfere e curiosità. Alle domande rivoltegli durante la serata ha risposto con chiarezza e competenza, sorprendendo per la maturità delle sue risposte ma senza perdere quella leggerezza e quell'umorismo tipici della sua età che hanno contribuito a rendere ancora più speciale il concerto. "È stato un concerto straordinario, degno di un festival che ha oggettivamente entusiasmato", ha commentato il sindaco Franco Capponi, ricordando anche un curioso fuori programma della serata. A un certo punto, infatti, è stato persino il fonico, solitamente discreto dietro la consolle, a prendere il microfono per invitare il pubblico a tributare un grande applauso ad Alberto per la sua capacità di suonare senza spartito. Un momento che, secondo il primo cittadino, ha fotografato perfettamente l'atmosfera della serata: il pubblico è stato conquistato non soltanto dal talento del giovane pianista, ma anche dalla sua personalità. "Siamo molto soddisfatti di questa stagione del Quiete Music Festival", ha aggiunto Capponi, sottolineando la qualità degli artisti portati a Villa Spada e la risposta del pubblico. "La risposta è stata importante, come dimostrano i sold out che hanno aperto e chiuso la rassegna e ci ha fatto particolarmente piacere vedere una presenza così numerosa anche di spettatori stranieri". Per il sindaco, tuttavia, la serata conclusiva ha avuto qualcosa di ancora più speciale: "Abbiamo visto un artista di appena nove anni capace di emozionare con una naturalezza davvero rara. Quella sicurezza e, allo stesso tempo, tutta la spontaneità e l'ironia di un bambino sono qualità che difficilmente si dimenticano". Al termine del concerto è arrivato anche un invito ufficiale a tornare a Treia per la prossima stagione, subito accettato dal giovane pianista. E non è mancata una piccola sfida per il futuro. Capponi ha infatti chiesto ad Alberto se, in occasione della prossima edizione, preparerà la "Polonaise" di Chopin dedicata alla contessa Komar, figura legata alla storia di Villa Spada. Il giovane pianista, con la consueta sincerità, ha ammesso che Chopin non è il suo compositore preferito, ma ha comunque promesso che si metterà al lavoro. Un arrivederci che ha già una possibile colonna sonora e che chiude nel migliore dei modi un'edizione del Quiete Music Festival capace di portare a Villa Spada musica, qualità e pubblico, superando serata dopo serata le aspettative degli organizzatori.

Eventi

Appignano, una nuova opera in ceramica per Porta Vittorio Emanuele II: al via il concorso

Appignano, una nuova opera in ceramica per Porta Vittorio Emanuele II: al via il concorso

25/08/2026 14:40

Una nuova opera in ceramica per Porta Vittorio Emanuele II. È questo l'obiettivo di "CeramicAppignano – Convivium", il nuovo concorso internazionale promosso dal comune di Appignano nell'ambito del progetto eco-museale MUDAPP – Museo Diffuso di Appignano. Appignano, tra le 60 città italiane della ceramica e tra le cinque della Regione Marche, invita artisti, ceramisti e designer italiani e internazionali a progettare un'opera d'arte contemporanea destinata a uno dei luoghi più significativi del borgo storico: la parete interna della Porta Vittorio Emanuele II. Il tema scelto per questa prima edizione è "Intramoenia – Extramoenia", una riflessione sul rapporto tra appartenenza e libertà, identità e apertura, protezione e scoperta. La porta diventa così non soltanto un elemento architettonico, ma una vera e propria soglia fisica e simbolica tra ciò che è noto e ciò che ancora deve essere esplorato. "Con CeramicAppignano – Convivium vogliamo dare un nuovo spazio ad una tradizione profondamente radicata nella storia della nostra comunità", spiega il sindaco Mariano Calamita. "La ceramica appignanese, l'arte antica dei nostri 'coccià', è un patrimonio vivo, capace di dialogare con la contemporaneità e di proiettare il nostro territorio verso il futuro". Secondo il primo cittadino, la nuova opera andrà ad arricchire l'itinerario museale urbano a cielo aperto già presente ad Appignano, contribuendo a raccontare l'identità del paese attraverso gli scorci del centro storico. "La Porta Vittorio Emanuele II diventerà una soglia ancora più forte e riconoscibile, un luogo in cui la storia di Appignano incontra la creatività degli artisti di oggi e si offre allo sguardo di cittadini e visitatori", aggiunge Calamita. Un'opera tra tradizione e contemporaneità La nuova realizzazione dovrà essere prevalentemente in ceramica e svilupparsi su una superficie di circa 280 x 400 centimetri, coprendone almeno il 75%. Il progetto dovrà inoltre essere concepito in forma modulare, attraverso più lastre o elementi distinti, così da garantire sicurezza, stabilità, durata nel tempo e facilità di installazione. "La scelta del tema Intramoenia – Extramoenia ci permette di raccontare Appignano attraverso una metafora universale", sottolinea l'assessora alla Cultura Lucia Santanatoglia. "La porta è il luogo in cui identità e apertura non si contrappongono, ma si incontrano. Chiediamo agli artisti di interpretare questa soglia con libertà e originalità, costruendo un'opera capace di dialogare con il borgo, con la sua storia ceramica e con la comunità", aggiunge. Per l'amministrazione, il concorso rappresenta inoltre un'occasione per portare l'arte contemporanea nello spazio pubblico e nella vita quotidiana dei cittadini. Anche il vicesindaco e assessore al Turismo Stefano Montecchiarini evidenzia il valore dell'iniziativa sul piano turistico. "Il concorso valorizza l'arte ceramica come una delle principali attrattive turistiche di Appignano", afferma. La nuova opera, collocata in un luogo simbolico e di passaggio come Porta Vittorio Emanuele II, sarà infatti parte dell'itinerario museale del borgo e potrà diventare un ulteriore punto di riferimento per cittadini e visitatori interessati a conoscere storia, tradizioni, enogastronomia e patrimonio artistico del territorio. Come partecipare al concorso La partecipazione è aperta, singolarmente o in gruppo, ad artisti, ceramisti e designer italiani e internazionali che abbiano compiuto 18 anni entro la scadenza del bando. Ogni partecipante potrà presentare una sola candidatura e i progetti dovranno essere inediti e non essere stati precedentemente presentati in concorsi, premi o esposizioni pubbliche nazionali o internazionali. La candidatura è gratuita e dovrà essere presentata online attraverso il form pubblicato sul sito del Comune di Appignano entro le ore 12.30 del 14 settembre 2026. Alla domanda dovranno essere allegati tre fotografie del modello in scala, realizzato nelle misure di 35 x 50 centimetri e ripreso da diversi punti di vista, oltre a una scheda descrittiva del progetto, una breve didascalia con misure, tecniche, materiali e motivazione artistica e un curriculum sintetico dell'autore o del gruppo, della lunghezza massima di 1.000 battute. La giuria selezionerà fino a un massimo di 20 idee progettuali. Gli artisti selezionati dovranno quindi realizzare e consegnare un modellino tridimensionale in scala 1:8, prevalentemente in ceramica, entro le ore 12 del 16 ottobre 2026. I modellini saranno esposti durante LEGUMINARIA, la tradizionale manifestazione popolare ed enogastronomica di Appignano che unisce i piatti della tradizione contadina all'antica arte della ceramica, in programma dal 16 al 18 ottobre 2026. La premiazione si terrà sabato 17 ottobre. Al primo classificato sarà assegnato un premio di 5.000 euro e l'artista vincitore dovrà realizzare l'opera entro sei mesi dalla comunicazione dell'esito. Durante la mostra sarà inoltre il pubblico a poter esprimere la propria preferenza attraverso una votazione popolare. L'artista più votato dai visitatori avrà la possibilità di allestire gratuitamente una mostra personale nell'ambito dell'edizione 2027 di Leguminaria. Un progetto che punta dunque a unire la tradizione ceramica di Appignano con la creatività contemporanea, trasformando una delle porte storiche del borgo in un nuovo elemento del percorso artistico e culturale del paese.

Ginesio Fest, il festival entra nel vivo tra letteratura e teatro: in scena anche "The End"

Ginesio Fest, il festival entra nel vivo tra letteratura e teatro: in scena anche "The End"

25/08/2026 10:10

Il Ginesio Fest entra nel vivo con una giornata dedicata alla letteratura, al teatro e alla formazione. La settima edizione della rassegna, diretta da Leonardo Lidi, propone quest'oggi a San Ginesio un programma articolato che mette in dialogo spettacoli, incontri e attività rivolte anche ai più piccoli. La giornata si aprirà alle 17 alla Biblioteca "Tra le righe" con la presentazione di "Irene", libro scritto da Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani, pubblicato dalla casa editrice Rrose Sélavy. Alle 18, invece, saranno due gli appuntamenti in programma. In piazza Alberico Gentili è prevista la restituzione del laboratorio per bambini "Il più grande illusionista del mondo", condotto da Ivan Mistreko. Un momento pensato per portare nello spazio pubblico il lavoro svolto con i più piccoli, trasformando il tema dell'illusione in un'esperienza concreta e condivisa. Alla stessa ora, all'Auditorium Sant'Agostino, andrà in scena "Per sempre", spettacolo di Alessandro Bandini prodotto da LAC Lugano Arte e Cultura. Il lavoro nasce dalle lettere e dalle cartoline inedite di Giovanni Testori, figura centrale della cultura italiana del Novecento, e racconta la relazione tra lo scrittore e il mercante d'arte francese Alain Toubas. Al centro dello spettacolo c'è una corrispondenza intensa, composta da lettere scritte in francese, disegni e cartoline, attraverso la quale emerge un lato meno conosciuto di Testori. Una storia d'amore fatta di desiderio, dolore e bisogno di sentirsi amati, che permette di rileggere la figura dello scrittore attraverso una prospettiva contemporanea. La serata del Ginesio Fest subirà invece una variazione rispetto al programma originario. Per importanti motivi di salute, lo spettacolo "Abracadabra", inizialmente previsto alle 21.15 al Chiostro Sant'Agostino, è stato sostituito da "The End" di Babilonia Teatri. Il riallestimento dello spettacolo, a quindici anni dal debutto, vedrà sul palco Valeria Raimondi, Enrico Castellani e Luca Scotton, con la produzione di Babilonia Teatri e SCARTI Centro di Produzione Teatrale d'Innovazione. "The End" affronta uno dei grandi tabù della contemporaneità: la morte. In una settima edizione del festival dedicata alle "Illusioni", lo spettacolo mette in discussione proprio l'idea dell'eterna giovinezza e dell'immortalità, interrogando il rapporto tra la società contemporanea e il tema della fine. La morte, spiegano gli autori, viene spesso rimossa, nascosta e separata dalla quotidianità. Vecchiaia, malattia e morte vengono allontanate dallo sguardo, mentre l'illusione di poter prolungare indefinitamente la vita alimenta la difficoltà di confrontarsi con la propria fragilità. A quindici anni dalla prima rappresentazione, "The End" torna così a interrogare il confine tra vita e morte, mantenendo al centro le contraddizioni di un presente che vorrebbe cancellare l'idea della fine. Uno spettacolo che, nelle parole della compagnia, vuole essere allo stesso tempo "un grido e una carezza": un gesto verso chi se ne va e verso ciò che lascia, ma anche una riflessione sulla difficoltà di accettare ogni conclusione. Con questa giornata, il Ginesio Fest conferma dunque la propria vocazione a costruire un programma in cui il teatro non vive isolato, ma dialoga con la letteratura, la formazione e la comunità, trasformando San Ginesio in uno spazio di incontro e confronto attraverso le diverse forme della scena contemporanea.

Curiosità

Loro Piceno e Sankt Nikolai im Sausal, 40 anni di amicizia: rinnovato il patto di gemellaggio (FOTO)

Loro Piceno e Sankt Nikolai im Sausal, 40 anni di amicizia: rinnovato il patto di gemellaggio (FOTO)

25/08/2026 12:30

distanze. Loro Piceno e Sankt Nikolai im Sausal hanno celebrato domenica 23 agosto il 40° anniversario del gemellaggio che unisce le due comunità dal 1986, rinnovando un rapporto che nel corso dei decenni è diventato sempre più profondo. La giornata si è aperta con la musica del corpo bandistico di Loro Piceno, prima del saluto del sindaco Robertino Paoloni alla delegazione austriaca guidata dal primo cittadino di Sankt Nikolai im Sausal, Gerhard Hartinger, e a tutti i presenti. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ad Andrea Guidassoni e Mauro Taccari, che hanno curato la traduzione durante la giornata, favorendo il dialogo e la partecipazione tra le due comunità. Un gemellaggio nato da una storia d'amore Nel suo intervento, il sindaco Paoloni ha ripercorso le origini del gemellaggio, nato da una vicenda profondamente umana. Durante la Seconda guerra mondiale, il lorese Rinaldo Tirabasso trovò accoglienza nelle campagne austriache nei pressi di Sankt Nikolai, dove conobbe Anna, la donna che sarebbe diventata la sua compagna di vita. Una storia personale diventata nel tempo il punto di partenza di un rapporto tra due comunità. "Il gemellaggio non è nato per interessi economici o turistici, ma è nato grazie a quello di più importante che il genere umano possa avere: l'amore", ha sottolineato Paoloni. Un pensiero è stato rivolto anche ai due sindaci che nel 1986 sottoscrissero il primo Patto di Gemellaggio, Mario Verdicchio ed Erwin Aistleitener, entrambi scomparsi, oltre a tutte le persone che nel corso degli anni hanno contribuito a mantenere vivo il rapporto. Tra i momenti ricordati dal primo cittadino anche la vicinanza della comunità austriaca dopo il terremoto del 2016, quando il legame tra Loro Piceno e Sankt Nikolai si è manifestato concretamente nel momento della difficoltà. "Il vero valore di un'amicizia non si misura soltanto nei momenti di festa, ma anche nei momenti di difficoltà", ha ricordato Paoloni. Il rinnovo del Patto di Gemellaggio Parole condivise dal sindaco Gerhard Hartinger, che ha sottolineato il valore di un'amicizia costruita attraverso quarant'anni di incontri, rapporti personali e momenti condivisi. Il primo cittadino austriaco ha evidenziato anche la necessità di trasmettere questo legame alle nuove generazioni, invitando la comunità di Loro Piceno a Sankt Nikolai im Sausal il prossimo anno per un nuovo momento di incontro. A portare la propria testimonianza sono stati anche gli ex sindaci di Loro Piceno Claudio Tedeschi, Daniele Piatti e Ilenia Catalini, che hanno ricordato gli anni trascorsi a stretto contatto con la comunità austriaca e il proprio impegno nella gestione del gemellaggio. Il momento più solenne della giornata è stato il rinnovo del Patto di Gemellaggio, sottoscritto nuovamente dai due sindaci. Quarant'anni dopo quella prima firma, le due comunità si sono ritrovate fianco a fianco per confermare un legame che il tempo non ha indebolito, ma reso ancora più forte. Particolarmente significativo il gesto di Robertino Paoloni, che per l'occasione ha ritrovato e indossato la fascia originale appartenuta a Mario Verdicchio, il sindaco che nel 1986 firmò il primo patto. Un simbolico filo conduttore tra quella giornata di quarant'anni fa e la celebrazione di oggi. A suggellare il rinnovo sono stati lo scambio delle targhe commemorative, la donazione di uno stendardo realizzato dai bambini di Sankt Nikolai e la fotografia ufficiale delle due delegazioni. Una storia iniziata nel 1986 che, dunque, non si chiude, ma apre un nuovo capitolo con lo sguardo già rivolto al traguardo dei cinquant'anni. La giornata è proseguita con il corteo verso la chiesa, accompagnato dalla banda, per la celebrazione della Santa Messa. A seguire, il pranzo conviviale ha riunito ancora una volta italiani e austriaci in un clima di festa e amicizia. Tra scambio di doni, musica, canti e balli, gli amici di Sankt Nikolai hanno coinvolto i presenti trasformando il momento conviviale in una vera festa condivisa. "Quarant'anni sono oggi una storia da raccontare. Cinquant'anni saranno una storia da costruire insieme", ha concluso Paoloni.

Benzina alle stelle, a Valle Castellana il pieno costa meno: così il  Comune ha salvato l'unico distributore

Benzina alle stelle, a Valle Castellana il pieno costa meno: così il Comune ha salvato l'unico distributore

24/08/2026 14:50

Mentre il prezzo dei carburanti continua a pesare sulle tasche degli automobilisti, a Valle Castellana, piccolo Comune montano in provincia di Teramo, il rifornimento costa sensibilmente meno rispetto alla media nazionale. Nel distributore comunale la benzina viene venduta a 1,75 euro al litro, mentre il diesel è a 1,89 euro. Prezzi che, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riferiti al 23 agosto, risultano inferiori di circa 26 centesimi al litro per la benzina e di 24 centesimi per il gasolio rispetto alla media regionale abruzzese. Il confronto con la media nazionale è simile: sulla rete stradale il prezzo medio self era di 2,010 euro al litro per la benzina e di 2,130 euro per il gasolio. Su un rifornimento da 50 litri, quindi, il risparmio rispetto alla media abruzzese è di circa 13 euro per la benzina e 12 euro per il diesel. La particolarità sta nella gestione. Il distributore è infatti direttamente nelle mani dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Camillo D'Angelo. La scelta risale al 2022, quando il proprietario dell'unico impianto presente sul territorio annunciò l'intenzione di interrompere l'attività. Per un Comune come Valle Castellana, con circa 800 abitanti distribuiti in una quarantina di frazioni e un territorio di circa 131 chilometri quadrati, la chiusura avrebbe significato dover percorrere quasi 20 chilometri per fare rifornimento. L'amministrazione ha quindi deciso di intervenire, rilevando la licenza e procedendo all'ammodernamento dell'impianto. Dal marzo 2022 il distributore viene gestito direttamente dal Comune. La politica dei prezzi punta a mantenere un margine ridotto, con l'obiettivo di garantire un servizio al territorio senza applicare i normali ricarichi delle stazioni di servizio. Con il passare del tempo il distributore ha iniziato ad attirare non soltanto i residenti. A fare rifornimento sono anche pendolari, lavoratori, imprese e turisti diretti verso il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La posizione del Comune, inoltre, porta all'impianto anche automobilisti provenienti dalla vicina provincia di Ascoli Piceno. I numeri mostrano la crescita dell'attività. Nel 2025 le entrate del distributore sono state di circa 500mila euro, una cifra molto distante dai circa 75mila euro registrati nel primo anno di gestione. La scelta nata per evitare la chiusura dell'unico distributore del paese si è quindi trasformata in un servizio utilizzato da una platea più ampia di automobilisti, mantenendo prezzi inferiori a quelli medi praticati sul territorio.

Varie

Treia, Francesca Fino conquista l'argento agli Europei di reining: "Dopo nove anni è stato un onore tornare in azzurro"

Treia, Francesca Fino conquista l'argento agli Europei di reining: "Dopo nove anni è stato un onore tornare in azzurro"

25/08/2026 11:10

Medaglia d'argento per Francesca Fino ai Campionati Europei di reining, disputati in Francia al Bo Ranch. L'atleta di Treia ha conquistato il secondo posto nella categoria Young Professional, in sella al cavallo Ac Like Flinn Out, contribuendo anche al risultato della squadra italiana. La formazione azzurra era composta, oltre che da Fino, da Mattia Malagnino, Alessio Pizzuti, Francesca Bianchi e Riccardo Cellini. Un'esperienza particolarmente significativa per la giovane atleta treiese, che è tornata a vestire la maglia della Nazionale a distanza di nove anni. "Ritornare a far parte della squadra azzurra. Dopo nove anni è stato per me un onore", ha raccontato Francesca Fino dopo la competizione, sottolineando la soddisfazione per aver potuto contribuire al risultato ottenuto dall'Italia. "Lieta di aver contribuito al buon risultato della squadra", ha aggiunto l'atleta, ringraziando "i miei compagni e tutto il team di professionisti" che hanno accompagnato la spedizione azzurra. Per Francesca si tratta di un risultato che arricchisce ulteriormente un percorso sportivo iniziato da giovanissima. Nel 2016 era stata infatti insignita del Premio Carlo Didimi, riconoscimento dedicato alle eccellenze sportive del territorio treiese. Alla giovane atleta sono arrivati anche i complimenti dell'amministrazione comunale di Treia, che ha voluto celebrare il risultato ottenuto in Francia e il ritorno di Francesca Fino nella squadra azzurra.

Come scegliere la giusta società di noleggio a lungo termine

Come scegliere la giusta società di noleggio a lungo termine

25/08/2026 09:20

La gestione della mobilità familiare ha subito un'evoluzione profonda negli ultimi anni, spinta dal desiderio di evitare i costi imprevisti legati alla proprietà dell'automobile. L'acquisto tradizionale di una vettura comporta infatti un impegno finanziario notevole, a cui si aggiungono la rapida svalutazione del mezzo e le continue spese di manutenzione. In questo contesto, l'utilizzo temporaneo della vettura in cambio di un canone fisso mensile si è affermato come una valida alternativa per i clienti privati che desiderano pianificare con precisione il budget di casa. Di fronte a un'offerta sempre più vasta, diventa tuttavia fondamentale affidarsi a realtà solide capaci di garantire contratti chiari e una gestione trasparente del veicolo. Tra gli operatori principali del settore spicca Leasys Italia, società che offre ai consumatori un'ampia selezione di vetture moderne e soluzioni su misura pensate per viaggiare in totale tranquillità. I fattori chiave da valutare prima di sottoscrivere il contratto Per individuare l'operatore più adatto alle proprie necessità personali è opportuno analizzare alcuni elementi fondamentali. Il primo parametro riguarda la chiarezza delle condizioni contrattuali, la quale deve consentire di comprendere con facilità quali servizi siano compresi nella quota mensile e quali eventuali spese rimangano a carico del cliente. Un altro aspetto di primaria importanza per un privato è la varietà del catalogo disponibile, che deve offrire modelli adeguati alle abitudini di vita quotidiane, dalle comode utilitarie cittadine ai più capienti veicoli per la famiglia. A questo si affianca la verifica della rete di assistenza sul territorio. La presenza capillare di officine e centri convenzionati vicino a casa garantisce risposte rapide e senza complicazioni logistiche per ogni intervento di manutenzione o controllo periodico. La tranquillità di una gestione delle spese tutto compreso Il punto di forza risiede nella capacità della società scelta di sollevare la famiglia da qualsiasi incombenza burocratica o finanziaria. L'inclusione delle principali coperture assicurative, come la responsabilità civile, la tutela contro il furto e la copertura dei danni al veicolo, insieme al soccorso stradale attivo in ogni momento, rappresenta la base per viaggiare senza alcuna preoccupazione. L'integrazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria all'interno del versamento mensile elimina alla radice il rischio di uscite impreviste dovute a guasti meccanici. Inoltre, la disponibilità di servizi opzionali come il cambio stagionale degli pneumatici o la fornitura di una vettura sostitutiva consente di mantenere la piena continuità degli spostamenti personali anche durante i fermi tecnici. Trasparenza economica e supporto nel passaggio al futuro Un operatore affidabile si distingue anche per la flessibilità nell'adattare i termini contrattuali all'evoluzione delle esigenze della vita privata. La possibilità di ricalibrare la durata o la percorrenza chilometrica prevista in caso di cambiamenti nelle abitudini quotidiane rappresenta una tutela fondamentale per il cliente. L'affiancamento nella scelta di motorizzazioni di nuova concezione, come i modelli ibridi o elettrici, permette di avvicinarsi alla guida sostenibile con la massima semplicità, al riparo dalle incertezze legate alla svalutazione del mezzo sul mercato dell'usato. Un partner qualificato guida così le famiglie verso una mobilità sempre aggiornata, efficiente e perfettamente allineata al budget familiare.  

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