Una studentessa di 22 anni, domiciliata presso il Campus Infinito di Recanati, è stata vittima di un'aggressione in piena notte nel centro cittadino da parte di tre malviventi che hanno tentato di rapinarla della borsa. A conclusione di una tempestiva e mirata attività investigativa avviata subito dopo la denuncia della giovane, i carabinieri della locale stazione hanno identificato e deferito in stato di libertà alla Procura della repubblica un ragazzo di 18 anni, residente a Loreto e già noto alle forze dell'ordine, ritenuto responsabile del reato di tentata rapina in concorso.
Nel frattempo, i militari dell'Arma proseguono senza sosta le attività d'indagine finalizzate a dare un nome e un volto ai due complici che hanno preso parte al raid. L'episodio si è verificato intorno alle 2:00 di una notte di fine giugno, mentre la ventiduenne stava transitando a piedi lungo una via del centro storico leopardiano.
In quel momento la ragazza è stata improvvisamente accerchiata dai tre individui, i quali l'hanno aggredita cercando di strapparle con la forza la borsa che portava con sé. Nonostante la situazione di grave e oggettivo pericolo, la giovane è riuscita con prontezza a divincolarsi dalla presa dei malviventi e a darsi alla fuga, riuscendo a raggiungere in sicurezza la propria abitazione e senza riportare, fortunatamente, alcuna lesione fisica.
Subito dopo la formalizzazione della denuncia-querela, i carabinieri hanno fatto scattare immediati accertamenti sul luogo dell'aggressione. Per dare una svolta alle indagini è stato fondamentale il sistema di videosorveglianza cittadino che copriva interamente l'area del tentato colpo.
L'analisi accurata dei filmati registrati dalle telecamere e i successivi riscontri investigativi incrociati dai militari hanno permesso di raccogliere elementi schiaccianti a carico del diciottenne lauretano. Gli inquirenti sono ora al lavoro per chiudere il cerchio attorno agli altri due componenti del gruppo.
Una studentessa di 22 anni, domiciliata presso il Campus Infinito di Recanati, è stata vittima di un'aggressione in piena notte nel centro cittadino da parte di tre malviventi che hanno tentato di rapinarla della borsa. A conclusione di una tempestiva e mirata attività investigativa avviata subito dopo la denuncia della giovane, i carabinieri della locale stazione hanno identificato e deferito in stato di libertà alla Procura della repubblica un ragazzo di 18 anni, residente a Loreto e già noto alle forze dell'ordine, ritenuto responsabile del reato di tentata rapina in concorso.
Nel frattempo, i militari dell'Arma proseguono senza sosta le attività d'indagine finalizzate a dare un nome e un volto ai due complici che hanno preso parte al raid. L'episodio si è verificato intorno alle 2:00 di una notte di fine giugno, mentre la ventiduenne stava transitando a piedi lungo una via del centro storico leopardiano.
In quel momento la ragazza è stata improvvisamente accerchiata dai tre individui, i quali l'hanno aggredita cercando di strapparle con la forza la borsa che portava con sé. Nonostante la situazione di grave e oggettivo pericolo, la giovane è riuscita con prontezza a divincolarsi dalla presa dei malviventi e a darsi alla fuga, riuscendo a raggiungere in sicurezza la propria abitazione e senza riportare, fortunatamente, alcuna lesione fisica.
Subito dopo la formalizzazione della denuncia-querela, i carabinieri hanno fatto scattare immediati accertamenti sul luogo dell'aggressione. Per dare una svolta alle indagini è stato fondamentale il sistema di videosorveglianza cittadino che copriva interamente l'area del tentato colpo.
L'analisi accurata dei filmati registrati dalle telecamere e i successivi riscontri investigativi incrociati dai militari hanno permesso di raccogliere elementi schiaccianti a carico del diciottenne lauretano. Gli inquirenti sono ora al lavoro per chiudere il cerchio attorno agli altri due componenti del gruppo.
Sono stati ritrovati e stanno bene i due escursionisti di Osimo dei quali non si aveva più notizia da mercoledì, da quando non c'era stato più alcun contatto telefonico da parte di familiari e amici, mentre la coppia, lei 38 anni, lui 42, si trovava sugli Spalti di Toro a camminare.
Ieri, scattato l'allarme una volta che non si erano presentati a lavoro, la loro macchina era stata rinvenuta ancora parcheggiata al Rifugio Pordenone ed erano partite le ricerche sia sulle montagne venete, che su quelle del Friuli Venezia Giulia, con l'impiego di mezzi e uomini di Soccorso alpino - Centro Cadore e Valcellina - Guardia di finanza, Vigili del fuoco e diversi elicotteri.
Questa mattina alle 5.30, pur ipotizzando che fosse probabile si trovassero sul versante del Friuli Venezia Giulia, due squadre del Soccorso alpino del Centro Cadore e di Pieve di Cadore, da ieri impegnate nelle ricerche, si sono ritrovate al campo Sportivo di Vallesella con il Centro mobile di coordinamento per un'ulteriore indagine sul versante cadorino.
Obiettivo della perlustrazione di questa mattina il Sentiero Marini, un percorso dismesso e di difficile percorrenza, che collega Spe al Rifugio Pordenone, attraverso il Bivacco Gervasutti, considerato una possibile zona prioritaria. Era già stato sorvolato ieri, ma si riteneva da dover approfondire la perlustrazione a piedi e in volo.
Una squadra del soccorso alpino è stata, quindi, trasportata a Forcella Spe dall'elicottero dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, per incamminarsi lungo il sentiero dismesso, una seconda squadra ha invece proseguito a bordo per una ricognizione dall'alto. Ed è stato dall'elicottero che i soccorritori hanno individuato i due escursionisti in mezzo al bosco, vicini ai ruderi di Casera Col Cadorin. I volontari hanno intravisto l'uomo sul sentiero, un soccorritore si è fatto subito sbarcare per parlare con lui e c'è stata la conferma.
La coppia, che stava bene, anche se provata dai lunghi giorni all'addiaccio, si trovava bloccata in quel luogo da giovedì. Partiti dal Rifugio Pordenone, erano passati dalla Val Montanaia, erano scesi al Rifugio Pordenone per poi prendere il sentiero da Forcella Spe.
Purtroppo erano stati costretti a fermarsi dalle condizioni improponibili del percorso, franato e con ripidi ghiaioni di pietra dura, senza riuscire a tornare sui propri passi. Si erano fermati nei pressi dei ruderi perchè c'era un torrentello da cui si sono potuti almeno dissetare in tutti questi giorni. Ieri, dal loro racconto, avevano sentito gli elicotteri, ma non erano riusciti a farsi vedere. Tre volontari sono stati lasciati da loro per verificarne le condizioni e preparare il recupero.
La coppia è stata poi imbarcata sull'elicottero dell'Air service e trasportata assieme a un soccorritore del Centro Cadore al Rifugio Pordenone, per essere affidata al Soccorso alpino della Valcellina, che si stava muovendo sul proprio territorio.
Una pensionata di 81 anni è stata derubata della propria collana in oro giallo, del valore di circa 3.000 euro, da una malvivente che l'ha avvicinata in strada e l'ha raggirata utilizzando la nota e insidiosa "tecnica dell'abbraccio". A conclusione di un'accurata attività d'indagine, i carabinieri della stazione locale hanno identificato e deferito in stato di libertà alla procura della repubblica una cittadina spagnola di 28 anni, senza fissa dimora e già gravata da precedenti di polizia per reati specifici, ritenuta responsabile del reato di furto con destrezza.
L'episodio si è verificato nelle prime ore del mattino di un giorno di fine giugno, mentre la vedova ottantunenne stava percorrendo a piedi la via verso la propria abitazione. La giovane straniera si è accostata all'anziana e, simulando un gesto affettuoso, è riuscita con estrema rapidità e abilità a sfilare il prezioso monile dal collo della vittima, per poi dileguarsi immediatamente facendo perdere le proprie tracce.
I carabinieri sono riusciti a risalire all'identità della presunta autrice del colpo grazie a una tempestiva attività investigativa, supportata in modo determinante dall'analisi accurata dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza presenti nell'area in cui si è consumato il reato.
A seguito di questo ennesimo episodio, l'Arma ha rinnovato l'invito alla cittadinanza, in particolar modo alle persone anziane, a prestare la massima attenzione nei confronti di sconosciuti che cercano il contatto fisico con pretesti affettuosi o scuse banali, raccomandando di segnalare subito ogni situazione sospetta al numero di emergenza 112.
Nelle Marche il traguardo previsto dal burden sharing, ovvero l’obiettivo di installare 2,3 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili entro il 2030, resta ancora distante. Secondo i dati dell’Osservatorio REgions 2030, curato da Elemens e Public Affairs Advisors, sono attualmente in attesa della valutazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) quattro progetti fotovoltaici per complessivi 108 MW e otto impianti eolici per 470 MW.
La Regione Marche, che negli ultimi mesi ha espresso parere negativo su quattro progetti eolici nell’area appenninica, sta esaminando attraverso la procedura autorizzativa unica regionale (Paur) altri interventi per 235 MW di fotovoltaico e 90 MW di eolico. Tuttavia, secondo l’analisi, anche questi progetti avrebbero ridotte possibilità di trasformarsi in impianti operativi.
L’indirizzo scelto da Palazzo Raffaello emerge dai numeri: dal 2020 fino allo scorso maggio sono stati autorizzati 182 impianti fotovoltaici, di cui 165 di piccola taglia, generalmente tra 4 e 5 MW, mentre nello stesso periodo non è stato autorizzato alcun impianto eolico.
La strategia regionale punta quindi soprattutto sul solare come principale fonte per aumentare la produzione energetica rinnovabile e contribuire agli obiettivi europei. Il rischio, però, è quello di procedere con un ritmo insufficiente: rispetto al target intermedio del 2026, fissato a 930 MW, mancano ancora 114 MW, mentre per arrivare al traguardo del 2030 la distanza da colmare è di 1,68 GW.
L’assessore regionale allo Sviluppo economicoGiacomo Bugaro ha evidenziato come le installazioni eoliche incontrino forti resistenze a causa della concentrazione delle aree più ventose in due zone dell’Appennino marchigiano caratterizzate da un elevato valore ambientale e paesaggistico. Anche il fotovoltaico, secondo l’assessore, deve fare i conti con le opposizioni legate all’inserimento degli impianti in aree agricole, dove il paesaggio collinare rappresenta un elemento fortemente identitario per il territorio.
Secondo Tommaso Barbetti, partner di Elemens, le Marche non solo hanno mostrato difficoltà nell’approvazione dei progetti presentati, ma non sono riuscite nemmeno ad attrarre l’interesse degli operatori. Negli ultimi anni, infatti, solo Trentino, Valle d’Aosta e Umbria hanno registrato un numero inferiore di richieste di autorizzazione. Le caratteristiche territoriali rappresentano un elemento da considerare, ma anche la percezione di un contesto poco favorevole agli investimenti potrebbe aver inciso.
Attualmente la produzione locale da fonti rinnovabili copre meno di un terzo dei consumi annuali regionali: 2.381 GWh prodotti rispetto a un fabbisogno di 7.400 GWh. A trainare il settore è soprattutto il fotovoltaico, che rende le Marche la regione con il maggior numero di impianti in rapporto alla popolazione: sono 59mila, con una produzione annua di 1.602 GWh, pari al 67,3% dell’energia rinnovabile prodotta sul territorio.
Uno studio della Politecnica delle Marche ha evidenziato inoltre la possibilità di raddoppiare le superfici disponibili per il fotovoltaico, arrivando a circa 900 ettari, pari a circa lo 0,1% del territorio regionale. Le opportunità riguardano soprattutto coperture di edifici industriali e urbani e aree già compromesse, come terreni abbandonati o cave dismesse, anche se permangono ostacoli legati a procedure burocratiche e opposizioni locali.
Per quanto riguarda le altre fonti, l’eolico nelle Marche produce 27,8 GWh, mentre l’idroelettrico, ormai quasi completamente sfruttato, raggiunge 255,1 GWh, con una riduzione del 55,1% tra il 2024 e il 2025. Il termoelettrico arriva a 495,2 GWh, mentre non risultano presenti impianti di geotermia ad alta entalpia.
Secondo Giovanni Galgano, amministratore delegato di Public Affairs Advisors, gli scenari futuri dei consumi richiederanno alle Marche uno sforzo maggiore nell’accoglienza di impianti rinnovabili di media e grande dimensione. Gli impianti piccoli e diffusi sul territorio restano importanti, ma da soli non sono sufficienti ad accelerare il processo di decarbonizzazione dei consumi civili e industriali.
Una posizione condivisa anche da Massimo Cecchini, responsabile delle politiche energetiche per Confindustria Marche, che auspica che il nuovo Piano Regionale Energia e Clima (Prec) 2030 definisca criteri chiari per attirare grandi investitori con una prospettiva di lungo periodo. L’obiettivo è intercettare anche gli operatori interessati, entro il 2027, alla realizzazione di impianti rinnovabili nell’ambito del progetto nazionale Energy Release.
Nel frattempo proseguono il percorso della proposta di legge sulle aree idonee, presentata dalla giunta regionale e avviata al confronto con province, comuni e associazioni di categoria, e la revisione del Prec 2030, che dopo il parere della Valutazione ambientale strategica sarà trasmessa dalla giunta al Consiglio regionale.
Bugaro ha infine sottolineato la necessità di monitorare ogni anno l’andamento degli obiettivi, intervenendo nei limiti delle competenze regionali. La Regione, ha spiegato l’assessore, sta già operando attraverso bandi di finanziamento rivolti a imprese e comunità energetiche.
(Fonte: Il Sole 24 Ore; Foto: Regione Marche)
Le Marche chiudono il 2025 con una crescita economica superiore alla media nazionale. È quanto emerge dalle stime contenute nell'ultima analisi della Svimez, diffuso qualche settimana fa, secondo cui il Pil regionale aumenta dello 0,9%, a fronte del +0,5% registrato dall'Italia. Tra le regioni del Centro, solo il Lazio, con un incremento del 2%, fa meglio, mentre Toscana (-0,6%) e Umbria (-0,2%) chiudono l'anno in flessione.
A sostenere la crescita marchigiana è soprattutto la buona tenuta dei principali comparti produttivi. L'agricoltura registra un incremento del 10%, l'industria cresce dell'1,5%, le costruzioni dello 0,8% e i servizi dello 0,2%. Nel complesso, tra il 2022 e il 2025, l'economia marchigiana mette a segno una crescita cumulata del 6,6%.
Tra gli elementi più significativi evidenziati dal rapporto c'è il forte aumento degli investimenti in costruzioni, cresciuti nelle Marche del 53,4% nel quadriennio 2022-2025. Si tratta di uno degli incrementi più elevati a livello nazionale, superiore alla media del Centro-Nord (+34,3%). Anche gli investimenti nelle opere pubbliche mostrano una dinamica particolarmente positiva, con un aumento del 103,2%, effetto della progressiva attuazione degli interventi finanziati dal Pnrr per la ricostruzione post-sisma.
Accanto ai segnali positivi, il dossier evidenzia però una criticità importante sul fronte del commercio internazionale. Nel 2025 le esportazioni marchigiane si attestano a 13,43 miliardi di euro, in calo del 7,6% rispetto all'anno precedente. Nonostante la flessione, l'export continua a rappresentare una componente rilevante dell'economia regionale, con un'incidenza pari al 25,6% del Pil.
Il quadro delineato dalla Svimez conferma quindi una regione che riesce a crescere più della media italiana grazie alla spinta degli investimenti e alla tenuta del sistema produttivo, ma che continua a fare i conti con le difficoltà dei mercati esteri. Una situazione che riflette anche l'andamento nazionale: nel 2025 il Pil italiano si è fermato al +0,5%, mentre il Mezzogiorno, per il quarto anno consecutivo, ha registrato una crescita superiore a quella del Centro-Nord, sostenuta soprattutto dagli investimenti pubblici.
Sono bastate alcune settimane di indagini per dare un volto ai presunti autori della scorribanda notturna che, all'alba del 28 maggio, aveva messo in allarme il centro di San Severino Marche. La Polizia Locale ha denunciato a piede libero due minorenni, entrambi diciassettenni, ritenuti responsabili di furto aggravato e tentato furto.
L'attività investigativa, condotta dagli agenti del Comando di Polizia Locale guidato dal vice commissario Adriano Bizzarri, ha permesso di ricostruire nei dettagli quanto accaduto grazie a un accurato lavoro di analisi dei filmati del sistema comunale di videosorveglianza, al confronto incrociato dei fotogrammi e a una testimonianza rivelatasi decisiva.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i due giovani avrebbero trascorso diverse ore a muoversi nelle vie del centro prima di entrare in azione in viale Eustachio, dove sarebbero riusciti ad aprire un'auto in sosta. Dall'abitacolo avrebbero sottratto un borsone e vari effetti personali, configurando così l'ipotesi di furto aggravato.
La loro azione non si sarebbe fermata lì. I due si sarebbero poi diretti verso la zona della stazione ferroviaria, dove avrebbero tentato di introdursi in un esercizio commerciale senza riuscire a portare a termine il colpo. Nel corso della stessa notte sarebbero stati registrati anche altri tentativi di effrazione ai danni di attività commerciali del centro cittadino, episodi che avevano destato forte preoccupazione tra i commercianti.
Al termine degli accertamenti, i due diciassettenni sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona, che dovrà ora valutare le rispettive posizioni.
Le indagini, però, non sono concluse. La Polizia Locale sta infatti proseguendo gli accertamenti per individuare i responsabili dei recenti atti vandalici che hanno colpito la segnaletica stradale e il patrimonio comunale durante le ore notturne. Anche in questo caso, le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza potrebbero rivelarsi determinanti per arrivare all'identificazione degli autori.
Il mondo del calcio marchigiano piange la scomparsa di Beniamino Di Giacomo, per tutti semplicemente "Gegè", storico attaccante e allenatore spentosi nella mattinata di oggi all'età di 91 anni presso la casa di cura Villa dei Pini di Civitanova Marche, dove si trovava ricoverato da qualche tempo.
Nato a Porto Recanati, Di Giacomo era considerato una vera e propria leggenda dello sport locale, capace di partire dai campi della propria regione fino ad arrivare sul tetto d'Europa e del mondo con la maglia della grande Inter di Helenio Herrera, lasciando un ricordo indelebile in tutte le piazze storiche della massima serie. La notizia ha destato profonda commozione a Porto Recanati, città a cui era rimasto legatissimo e che oggi si è stretta calorosamente attorno alla famiglia in un momento di grande dolore.
Cresciuto calcisticamente nel Castelfidardo dopo i primi passi con la maglia arancione della squadra del suo paese, Di Giacomo compì il grande salto nel calcio che conta nel 1955 approdando in serie A con la Spal. Da lì prese il via una memorabile carriera da bomber che lo portò a vestire i colori di Napoli, Lecco e Torino, prima della definitiva consacrazione a Milano.
Tra il 1962 e il 1964 fu infatti tra i protagonisti assoluti della formazione nerazzurra guidata dal "Mago" Herrera, conquistando lo scudetto nel 1963 e la coppa dei campioni nel 1964, siglando complessivamente 13 reti in 37 apparizioni. Un percorso agonistico straordinario, impreziosito da oltre 300 presenze in massima serie e da una convocazione nella Nazionale maggiore nell'amichevole vinta contro la Danimarca il 5 dicembre 1964.
Il suo cammino sui campi di gioco proseguì per un altro decennio con le maglie di Cesena, Anconitana, Fano e Mantova. Proprio con i lombardi firmò nel 1967 una delle reti più celebri della storia del calcio italiano, segnando all'ultima giornata il gol dell'ex che costò il tricolore all'Inter a vantaggio della Juventus.
Appesi gli scarpini al chiodo, il suo legame con le Marche rimase indissolubile e si tinse di nuovi successi nelle vesti di allenatore, guidando tra le altre anche la Civitanovese in due differenti bienni, nelle stagioni 1980/1981 e 1985/1986.
"Oggi ricordo con profondo cordoglio, commozione e sincero rispetto Beniamino 'Gegè' Di Giacomo, campione del calcio portorecanatese e uomo che ha saputo incarnare, con naturalezza e dignità, i valori più autentici e nobili dello sport". Questo il ricordo commosso del sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini.
"Non è stato soltanto un grande protagonista sul campo, ma anche un esempio di passione, dedizione e amore per la propria comunità - ha aggiunto il primo cittadino -. Con il suo impegno costante, il suo spirito di squadra e la sua generosità, ha dato moltissimo alla nostra città e al nostro movimento calcistico, diventando nel tempo una vera figura di riferimento, dentro e fuori dal campo. Chi lo ha conosciuto ricorda il suo entusiasmo, la sua umanità e quella capacità rara di trasmettere ai più giovani l’importanza del rispetto, del sacrificio e dell’appartenenza. Valori che oggi rappresentano una parte preziosa dell’eredità che ci lascia".
"Il suo ricordo continuerà a vivere nei colori che ha difeso con orgoglio, nei ragazzi che ha ispirato con il suo esempio e nel cuore riconoscente di tutta la comunità di Porto Recanati. Grazie, “Gegè”, per ciò che sei stato per tutti noi e per tutto ciò che, con semplicità e grandezza, hai donato alla tua città. Da parte mia e dell’Amministrazione comunale, alla famiglia di Beniamino Di Giacomo giungano le più sincere e sentite condoglianze, accompagnate da un pensiero di profonda vicinanza e affetto in questo momento di grande dolore", ha concluso il primo cittadino.
(Credit foto: Fb Aldo Ascani)
Un uomo di 64 anni è stato trovato privo di vita nella serata di oggi, all'interno del garage della propria abitazione a Macerata, situata nel quartiere Santa Lucia. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri, ma per l'uomo non c'è stato nulla da fare. Secondo le prime informazioni raccolte, si tratterebbe di un gesto volontario.
A fare la drammatica scoperta sono stati i familiari del sessantaquattrenne che, entrando nel locale, hanno immediatamente allertato i numeri d'emergenza. Nonostante il rapido arrivo del personale sanitario e delle squadre di soccorso, gli operatori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo.
I rilievi e gli accertamenti volti a chiarire l'esatta dinamica di quanto accaduto sono stati affidati ai carabinieri della compagnia di Macerata, rimasti sul posto per completare le procedure di rito. Si tratta del secondo drammatico gesto suicida registrato in città nel giro di poco più di ventiquattro ore, dopo la scomparsa di una donna di 72 anni avvenuta nella giornata di ieri in via Mameli.
I saldi estivi sono tornati puntuali anche quest'anno. Nelle Marche la stagione degli sconti ha preso ufficialmente il via il 4 luglio e, come da tradizione, le vetrine si sono riempite di cartelli colorati che promettono ribassi dal 20 al 70 per cento. Entrare in un negozio, però, può trasformarsi rapidamente in una vera e propria caccia al tesoro: centinaia di articoli, offerte apparentemente imperdibili e percentuali diverse che rischiano di confondere anche i consumatori più attenti.
Per il commercio marchigiano i saldi restano comunque un momento importante. Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio Marche, la spesa media prevista per questa stagione si aggira intorno ai 200 euro a famiglia, circa 90 euro a persona. Un appuntamento che coinvolge sia i consumatori, alla ricerca di prezzi più convenienti, sia i negozianti, che vedono nei saldi un'occasione per sostenere le vendite e rinnovare il magazzino.
Ma cosa conviene davvero acquistare durante i saldi? Per aiutare i lettori a orientarsi nel mare delle promozioni estive, abbiamo raccolto alcuni consigli utili per fare acquisti consapevoli e sfruttare al meglio la stagione degli sconti.
Ecco cinque regole per evitare spese inutili e trasformare lo shopping in un vero risparmio
La prima regola è non farsi conquistare solo dallo sconto. Un -50% o un -70% fa sempre effetto, ma la percentuale da sola non basta. Prima di acquistare è importante guardare il prezzo finale e chiedersi se il prodotto valga davvero quella cifra.
La seconda è scegliere la qualità, non soltanto la quantità. I saldi sono il momento ideale per comprare quei capi destinati a durare nel tempo: una buona giacca, un paio di scarpe resistenti o un capo passe-partout possono rivelarsi investimenti più intelligenti rispetto a tanti acquisti dettati solo dall'entusiasmo del momento.
La terza regola è comprare solo ciò che verrà realmente utilizzato. La domanda da porsi è semplice: "Lo avrei comprato anche senza lo sconto?". Se la risposta è no, probabilmente non si tratta di un vero affare, ma solo di una spesa in più.
La quarta riguarda l'attenzione al prodotto, oltre che al cartellino. Prima di pagare è sempre bene controllare tessuti, cuciture e condizioni del capo. Un prezzo basso non deve mai significare rinunciare alla qualità.
Infine, è importante entrare in negozio con un piano. Una lista di ciò che serve e un budget stabilito sono i migliori alleati contro gli acquisti impulsivi. I saldi premiano chi cerca occasioni, non chi si lascia trascinare dalle offerte.
I saldi restano un'occasione interessante per risparmiare, soprattutto su prodotti di qualità che avremmo acquistato comunque. Con qualche controllo in più e un po' di pianificazione, anche il giro tra le vetrine può trasformarsi in un affare davvero vantaggioso.
RECANATI – Cambiano gli orari della Zona a traffico limitato nel centro storico. Da lunedì 13 luglio fino al prossimo 14 settembre prenderà il via la sperimentazione del nuovo calendario di chiusure al traffico, un provvedimento pensato dall'amministrazione comunale con l’obiettivo di migliorare la sicurezza dei pedoni, favorire una maggiore vivibilità degli spazi del centro e accompagnare il previsto aumento delle presenze turistiche durante i mesi estivi.
La decisione arriva dopo le valutazioni condivise tra l'amministrazione comunale, il Comando di Polizia Locale e le richieste arrivate nel tempo da residenti e attività commerciali del centro storico. L’intento è quello di trovare un equilibrio tra le esigenze di chi vive e lavora nelle vie interessate dalla ZTL e la necessità di valorizzare i luoghi più caratteristici della città, soprattutto nelle giornate e negli orari di maggiore affluenza.
Nel dettaglio, la chiusura al traffico sarà attiva dal giovedì al sabato dalle ore 20:30 fino alle 2:00 del giorno successivo, mentre la domenica la Ztl sarà in vigore dalle ore 15:00 alle ore 2:00. Si tratta delle fasce individuate come più adatte per garantire una maggiore fruizione del centro storico da parte di cittadini, visitatori e turisti, limitando il passaggio dei veicoli nelle ore caratterizzate da una maggiore presenza di persone.
Negli altri giorni della settimana, invece, la Ztl resterà normalmente aperta, consentendo il transito secondo le modalità abituali. L'amministrazione ha comunque previsto la possibilità di introdurre ulteriori limitazioni anche al di fuori degli orari stabiliti, qualora si presentino particolari esigenze di servizio.
Tra queste rientrano, ad esempio, l’organizzazione di eventi civili e culturali che potrebbero richiedere temporanee modifiche alla viabilità o ulteriori restrizioni per motivi di sicurezza e gestione degli spazi pubblici.
La sperimentazione proseguirà quindi per tutta l’estate, fino al 14 settembre, periodo nel quale verranno valutati gli effetti del nuovo assetto della viabilità. L’obiettivo è monitorare la risposta della città e verificare l’efficacia delle nuove fasce orarie, tenendo conto delle esigenze dei residenti, delle attività economiche e dei numerosi visitatori che scelgono Recanati durante la stagione estiva.
CIVITANOVA MARCHE – Le modifiche al pacchetto delle opere compensative previste per l'area Ex Cecchetti accendono il confronto politico. Il movimento regionale Dipende da Noi critica la ridefinizione degli interventi decisa dall'Amministrazione comunale, soffermandosi in particolare sulla prevista realizzazione di nuovi parcheggi nell'area del liceo "Leonardo da Vinci".
Secondo il movimento, gli accordi originari con la società Civitanova 2000 prevedevano, oltre al Parco Ex Cecchetti e al Museo, anche la realizzazione di un sottopasso in via Venezia per collegare l'area con la stessa via, attraversando la linea ferroviaria Civitanova-Albacina. Un'opera che, ricordano gli esponenti di Dipende da Noi, era già stata bocciata dalla Soprintendenza.
Il nuovo assetto illustrato dall'Amministrazione comprende invece uno spazio polifunzionale all'interno del parco, una palestra a servizio della scuola "Annibal Caro", il collegamento tra via della Vela e via Nelson Mandela e, inoltre, un ulteriore parcheggio che dovrebbe essere realizzato dalla Provincia.
È proprio quest'ultimo intervento a suscitare le maggiori perplessità. Secondo Dipende da Noi, dal rendering presentato dal Comune emergerebbe un'ulteriore impermeabilizzazione di parte dell'area scolastica del liceo "Leonardo da Vinci", in contrasto con le richieste avanzate negli anni dalla comunità scolastica. Studenti, docenti e istituto, infatti, avrebbero più volte promosso progetti finalizzati alla depavimentazione degli spazi esterni per renderli più verdi, vivibili e favorevoli alla socialità.
Il movimento richiama inoltre il principio della depavimentazione, ormai adottato da numerose amministrazioni come strumento per ridurre il consumo di suolo, migliorare il drenaggio delle acque piovane, contrastare le isole di calore e incrementare la qualità ambientale urbana. Obiettivi che, sottolinea, sono richiamati anche dal Piano Nazionale di Ripristino della Natura e dagli impegni previsti dal Regolamento europeo sul ripristino degli ecosistemi.
Per questo Dipende da Noi ha annunciato di aver presentato un accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione relativa alle modifiche delle opere compensative e per comprendere le motivazioni che hanno portato alla previsione del nuovo parcheggio. Contestualmente il movimento presenterà anche un'interrogazione per conoscere quali iniziative l'Amministrazione intenda adottare per attuare gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripristino della Natura.
"Riteniamo profondamente sbagliata la scelta di continuare a cementificare un'area già fortemente urbanizzata", afferma il movimento, secondo cui mentre molte città europee investono nella riduzione delle superfici asfaltate e nell'incremento del verde pubblico, a Civitanova si continuerebbe a privilegiare nuove opere in cemento. Per Dipende da Noi, le future trasformazioni urbane dovrebbero invece orientarsi verso interventi capaci di migliorare la qualità ambientale, aumentare gli spazi verdi e rispondere alle esigenze delle nuove generazioni.
Gli episodi di cronaca che hanno contrassegnato l'ultimo fine settimana a Civitanova Marche (leggi qui), hanno riacceso il dibattito politico attorno alla gestione della sicurezza urbana. Sulla delicata questione è intervenuto direttamente il consigliere regionale civitanovese di Fratelli d'Italia, Pierpaolo Borroni, che - commentando il bilancio dei controlli ad alto impatto disposti dal questore - ha chiesto il varo immediato di un piano integrato straordinario per tutelare residenti, giovani e attività commerciali all'avvio della stagione estiva.
"Garantire una movida sicura significa tutelare contemporaneamente i cittadini, i giovani, le famiglie e gli operatori economici che ogni sera contribuiscono alla vitalità della città - ha dichiarato Borroni -. Per questo è necessario rafforzare ulteriormente gli strumenti di prevenzione e controllo del territorio per evitare quei fenomeni che minano queste legittime aspirazioni. Esprimo un profondo ringraziamento per l’operato delle nostre forze dell’ordine e per le azioni messe in campo dalla Prefettura che hanno, certamente, contribuito a limitare episodi di violenza dovuto sempre ad abusi di alcol e droga. Ma serve un ulteriore sforzo con un piano integrato che ottimizzi risorse, uomini e mezzi".
"Occorre consolidare il presidio del territorio attraverso un accordo tra comune e Compagnia dei carabinieri per l'installazione di una stazione mobile nei punti più sensibili del lungomare nelle serate di martedì, venerdì e sabato, giorni di massima movida non solo estiva a Civitanova - propone Borroni -. Allo stesso tempo è necessario istituire un tavolo permanente per la sicurezza tra Prefettura, forze dell'ordine e Comune, affiancato da un tavolo tecnico dedicato al disagio giovanile che coinvolga Ast, servizi sociali, Ufficio Scolastico Provinciale ed enti del terzo settore e da un terzo tavolo comunale permanente tra amministrazione, attività commerciali e polizia locale per definire un piano integrato di controllo del territorio".
"Occorrono anche azioni concrete immediate, penso al vietare nei distributori automatici, in particolare quelli del centro cittadino, la vendita di superalcolici ed energy drink, quest’ultimi utilizzati come base per potenziare droghe sintetiche - prosegue il consigliere regionale di FdI -. Si deve investire nell'ulteriore potenziamento della videosorveglianza. Civitanova è già tra le città più videosorvegliate delle Marche, ed oggi serve aumentare i sistemi di ultima generazione, dotati di software intelligenti, in grado di supportare concretamente le forze dell'ordine nell'attività di prevenzione e repressione dei reati".
"Infine, rilancio la proposta, già avanzata nel 2025 ma incredibilmente senza essere stata avviata dal sindaco Ciarapica, di destinare risorse per l'impiego di guardie giurate private a supporto della polizia locale nei momenti di maggiore afflusso che abbiano il compito di controllare e segnalare. Erano stati stanziati 30mila euro con un apposito capitolo di bilancio, purtroppo mai utilizzati. Credo fermamente che solo attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni, forze dell'ordine e imprese potremo garantire una movida sicura e consentire ai nostri commercianti di lavorare nelle migliori condizioni possibili", conclude Borroni.
Ha preso il via a Civitanova Marche una settimana interamente dedicata alla salute e alla diagnosi precoce che vedrà l'ambulatorio mobile della Fondazione Ant stazionare in piazza XX Settembre fino a venerdì 10 luglio. L'iniziativa, che si rinnova come ogni anno sul territorio comunale, mette a disposizione dei residenti un totale di 104 controlli specialistici completamente gratuiti, confermandosi uno strumento di primaria importanza nella sensibilizzazione e nella lotta concreta contro l'insorgenza delle patologie neoplastiche.
Il bus della prevenzione, giunto nella giornata di ieri al centro della città costiera, opererà per cinque giornate consecutive concentrando l'attività clinica di questa edizione su due percorsi diagnostici specifici, ovvero il "Progetto Tiroide" e il "Progetto Mammella". Il presidio sanitario è frutto della stretta collaborazione tra la Fondazione Ant e il comune di Civitanova Marche, con il coinvolgimento diretto dell'assessorato alle politiche sociali nell'ambito della più ampia progettualità locale denominata "Civitanova Città con l’infanzia".
La realizzazione di questa importante campagna di screening gratuito è stata resa possibile anche grazie al fondamentale sostegno economico e logistico garantito da diverse realtà del territorio, tra cui il Banco Marchigiano Credito Cooperativo, la Farmacia Alighieri, l'Hotel Dimorae e le Farmacie Angelini. Grazie a questa convergenza tra terzo settore, amministrazione locale e partner privati, la cittadinanza potrà usufruire di visite e accertamenti clinici gratuiti mirati, promuovendo in modo diffuso la cultura della prevenzione medica.
Un gesto di solidarietà che si traduce in un concreto miglioramento dei servizi sanitari: il Centro Italiano Femminile di Montecassiano ha donato al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Macerata un nuovo lettino ginecologico e uno sfigmomanometro, acquistati grazie al ricavato della pesca di beneficenza organizzata lo scorso 8 marzo.
L’iniziativa, resa possibile dalla partecipazione della comunità, ha permesso di raccogliere fondi destinati all’acquisto di strumentazione sanitaria destinata all’ambulatorio urgenze, punto di riferimento per tutta l’utenza che afferisce all’Unità Operativa dell’AST Macerata.
La fornitura è stata effettuata presso lo “Strumedical Shop”, rivenditore che ha collaborato anche occupandosi gentilmente della consegna. I dispositivi, prodotti da un’azienda italiana e dotati di tutte le certificazioni richieste, sostituiscono apparecchiature già presenti, garantendo così continuità e aggiornamento tecnologico nelle attività ambulatoriali.
Alla consegna era presente una delegazione del Centro Italiano Femminile di Montecassiano, tra cui la vice presidente Maria Pia Cocciarini, anche presidente del CIF regionale e componente della Commissione Pari Opportunità delle Marche.
Un ruolo significativo è stato svolto anche dall’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessora Cinzia Paolucci, per il patrocinio concesso all’iniziativa. Il Comune di Montecassiano ha infatti sostenuto l’evento insieme ai cittadini, che hanno partecipato numerosi alla pesca di beneficenza, contribuendo alla riuscita del progetto.
L’associazione ha infine voluto ringraziare tutti coloro che, negli anni, continuano a sostenere l’iniziativa, permettendo di trasformare un momento di aggregazione in un aiuto concreto per la sanità del territorio e per la salute delle donne.
La Cucine Lube Civitanova guarda al presente senza perdere di vista il futuro e mette a segno un investimento di prospettiva. Il club biancorosso ha infatti ufficializzato l'ingaggio dell'opposto ucraino Maksym Tonkonoh, classe 2007, alto ben 214 centimetri, considerato uno dei giovani più promettenti del panorama europeo.
Reduce da due stagioni in Serie A2 con la Virtus Fano, il gigante ucraino ha collezionato complessivamente 442 punti, frutto di 355 attacchi vincenti, 27 ace e 60 muri. Numeri che gli hanno consentito di attirare l'attenzione della Lube, che ne aveva già seguito da vicino la crescita dopo le ottime prestazioni con le nazionali giovanili ucraine.
L'ultima conferma del suo talento è arrivata agli Europei Under 22, dove ha chiuso la fase finale con 72 punti in tre partite. Nello stesso periodo è arrivata anche la convocazione nella Nazionale maggiore ucraina per la Volleyball Nations League 2026, ulteriore tappa di una crescita costante iniziata in patria con Barkom-Ukraine 18 e proseguita al Bukovyna Chernivtsi prima dell'approdo in Italia.
Per Tonkonoh si tratta del primo approdo in SuperLega, dove sarà a disposizione di coach Giampaolo Medei in una squadra che punta ancora una volta ai vertici del campionato.
"Per un atleta giovane come me ricevere la chiamata di un club prestigioso come la Lube è motivo di grande orgoglio", ha dichiarato il nuovo opposto biancorosso. "Qui avrò la possibilità di allenarmi con tanti campioni e di crescere in quello che considero il campionato più competitivo del mondo. Voglio continuare il percorso iniziato a Fano e migliorare ogni giorno".
Il giovane ucraino ha sottolineato anche i progressi compiuti nelle ultime stagioni: "Mi sento più efficace in attacco e più solido a muro. Sono convinto che lavorando con i nuovi compagni potrò diventare ancora più incisivo".
Non è mancato un riferimento alla situazione del suo Paese: "Mi mancano i luoghi dove sono cresciuto, ma non posso tornare. Sono grato alla mia famiglia e al mio primo allenatore per aver creduto in me e avermi spinto a non mollare".
Infine, uno sguardo al futuro e una promessa ai tifosi della Lube: "Il mio sogno è diventare uno dei migliori attaccanti del panorama internazionale, senza mai dimenticare che viene prima la squadra. Ai nostri tifosi prometto il massimo impegno in ogni allenamento e in ogni partita".
La scuola Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli celebra un importante traguardo al termine della sessione regionale di esami 2026 organizzata dallo Csen Regione Marche – Settore Karate, svoltasi il 4 luglio al palazzetto dello sport di Montelupone, in provincia di Macerata. Quattro atleti hanno infatti conquistato la cintura nera 1° Dan, coronando un percorso di impegno, costanza e crescita tecnica.
Davanti alla commissione regionale Csen, i candidati Matilde Corvatta, Thomas Vita, William Caveda Garcia e Pietro Basilico hanno affrontato con successo le prove tecniche previste dal programma d'esame, dimostrando preparazione, disciplina e spirito marziale.
Per il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli, il risultato rappresenta un'ulteriore conferma della qualità del lavoro portato avanti negli anni dal direttore tecnico, maestro Fabrizio Tarulli, insieme allo staff tecnico, impegnato quotidianamente nella formazione degli atleti sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello educativo. La società opera da anni nelle sedi di Tolentino, Porto Recanati e Ripe San Ginesio, distinguendosi nelle competizioni regionali e nazionali e nell'organizzazione di eventi dedicati al karate.
Grande soddisfazione è stata espressa dal maestro Fabrizio Tarulli, che ha voluto congratularsi con i nuovi cinturati neri per il traguardo raggiunto.
«La cintura nera non rappresenta un punto di arrivo, ma l'inizio di un percorso ancora più impegnativo. Questo risultato premia anni di sacrifici, allenamenti e dedizione. Complimenti alle nuove cinture nere e alle loro famiglie che li hanno sostenuti in questo cammino».
L'ottenimento della cintura nera costituisce uno dei momenti più significativi nella formazione di un karateka, simbolo della maturità tecnica e della consapevolezza acquisite attraverso anni di pratica.
La Regione Marche mette in campo una nuova programmazione di risorse per sostenere il settore agricolo, forestale e zootecnico. Sono oltre 84 milioni di euro il valore dei nuovi bandi che verranno attivati nell’ambito della riprogrammazione del Complemento di sviluppo rurale (Csr), all’interno di un Piano strategico integrato dedicato alla competitività rurale, alla forestazione, alla zootecnia e alla liquidità delle imprese.
La manovra complessiva riguarda risorse per 209,88 milioni di euro e prevede interventi su diversi fronti: un terzo pacchetto dedicato ai giovani agricoltori da 7 milioni di euro, 20 milioni per l’ammodernamento delle aziende agricole, 13 milioni per il potenziamento degli impianti irrigui, oltre 2,4 milioni per la filiera forestale, 20 milioni per montagna e benessere animale e più di 4 milioni di euro per sostenere la liquidità delle imprese.
La manovra è stata presentata a Palazzo Raffaello dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e dal vicepresidente Enrico Rossi, assessore con deleghe ad Agricoltura, Sviluppo rurale e zootecnia.
Nel dettaglio, la programmazione comprende circa 41,3 milioni di euro destinati alle graduatorie dei bandi 2025 per interventi strutturali e di diversificazione, oltre 7,7 milioni di euro per integrare le risorse già disponibili e consentire lo scorrimento delle graduatorie fino al finanziamento di tutte le domande ammissibili. A queste si aggiungono oltre 76,5 milioni di euro per la conferma degli interventi legati al Sistema integrato di gestione e controllo (Sigc) dell’Unione europea, utilizzato per monitorare l’erogazione dei fondi della Politica agricola comune (Pac), e gli oltre 84,2 milioni di euro destinati ai nuovi bandi.
Durante la presentazione, il vicepresidente Rossi ha evidenziato anche il risultato raggiunto nell’utilizzo delle precedenti risorse del Piano di sviluppo rurale 2014-2022. Nonostante alcune criticità emerse alla fine del 2025, la Regione Marche ha chiuso il programma tra le prime regioni italiane per capacità di impiego dei fondi. Rossi ha sottolineato il lavoro svolto dalla struttura regionale e dalle organizzazioni di categoria per raggiungere questo obiettivo.
Per il periodo 2026-2028, giovani e modernizzazione delle imprese rappresentano due priorità strategiche. L’obiettivo è affiancare alle risorse del Csr anche altri strumenti capaci di offrire garanzie finanziarie agli investimenti e favorire l’ingresso dei giovani nel settore agricolo, attraverso meccanismi in grado di moltiplicare l’effetto degli investimenti.
Il presidente Acquaroli ha evidenziato come stia cambiando l’approccio europeo verso l’agricoltura, con una maggiore attenzione alla necessità di costruire un modello che sia allo stesso tempo custode del territorio e competitivo dal punto di vista economico.
Secondo Acquaroli, la redditività delle imprese agricole è un elemento fondamentale per rendere il settore nuovamente attrattivo, soprattutto per le nuove generazioni. Nonostante un contesto internazionale complesso, l’agricoltura italiana continua a crescere sul fronte dell’export e anche quella marchigiana sta registrando risultati positivi in alcuni comparti grazie all’aumento del valore aggiunto.
La Regione punta ora a rafforzare ulteriormente questa strategia, sostenendo i settori maggiormente in difficoltà, favorendo l’innovazione e creando le condizioni per un’agricoltura marchigiana più forte, capace di trattenere i giovani e valorizzare il territorio.
(foto Ansa)
JESI – È ufficialmente operativo da questa mattina il nuovo centro di distribuzione Amazon di Jesi, il primo nelle Marche e il nono in Italia. Un investimento da 180 milioni di euro che punta a rafforzare la rete logistica dell'azienda nel Centro Italia e che porterà alla creazione di 1.000 posti di lavoro a tempo indeterminato entro i prossimi tre anni.
Il nuovo hub ha ricevuto oggi il suo primo prodotto, un set della collezione Lego Botanicals, dando così il via alle attività del sito logistico.
La struttura si sviluppa su una superficie di circa 60.000 metri quadrati ed è dotata di oltre 1.000 posti auto, tra cui 54 riservati alle persone con disabilità e 108 predisposti per la ricarica di veicoli elettrici, a testimonianza dell'attenzione dedicata all'accessibilità e alla sostenibilità ambientale.
Con l'apertura del centro di Jesi, Amazon consolida la propria presenza nella regione adriatica e punta a migliorare i tempi di consegna ai clienti del Centro Italia, offrendo allo stesso tempo nuove opportunità alle piccole e medie imprese marchigiane che utilizzano la piattaforma per raggiungere il mercato nazionale ed europeo.
Il nuovo centro rappresenta anche un'importante opportunità occupazionale. Amazon prevede infatti di assumere 1.000 dipendenti a tempo indeterminato entro i prossimi tre anni, che si aggiungeranno agli oltre 19.000 lavoratori già impiegati stabilmente nelle oltre 60 sedi presenti sul territorio nazionale.
All'interno del sito sono presenti oltre 60 differenti profili professionali, che spaziano dagli operatori di magazzino agli specialisti IT, dai tecnici della manutenzione agli addetti alla sicurezza, fino ai professionisti delle risorse umane, della finanza e del procurement.
Il centro è stato progettato con particolare attenzione alla sicurezza e all'ergonomia. Le postazioni di lavoro sono studiate per ridurre lo sforzo fisico e i movimenti ripetitivi grazie all'impiego di tecnologie assistive che svolgono le attività più gravose, consentendo agli operatori di concentrarsi sulle mansioni che richiedono competenze e capacità decisionali.
«Con l'apertura di Jesi rafforziamo la nostra presenza nelle Marche e nella regione adriatica, un territorio con un tessuto imprenditoriale vivace e una forte vocazione manifatturiera – ha dichiarato Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon.it –. Questo sito ci permetterà di servire più velocemente i clienti del Centro Italia e di offrire alle piccole e medie imprese marchigiane un nuovo punto di accesso verso milioni di clienti in Italia e in Europa».
Sulla stessa linea Lorenzo Barbo, amministratore delegato di Amazon Italia Logistica: «Chi entra a Jesi oggi trova un ambiente di lavoro progettato intorno alle persone. Mi entusiasma soprattutto la varietà delle professionalità presenti nel centro e le concrete opportunità di crescita offerte anche a chi inizia senza esperienza».
Dal suo arrivo in Italia nel 2010 Amazon ha investito oltre 25 miliardi di euro, di cui 4 miliardi nel solo 2024. L'azienda sottolinea inoltre il proprio impegno sul fronte delle condizioni economiche dei dipendenti.
Da gennaio 2026, infatti, la retribuzione lorda mensile di ingresso per i ruoli logistici è pari a 1.914 euro, un importo che l'azienda evidenzia essere superiore dell'8% rispetto al minimo previsto dal CCNL Logistica e Trasporti per il quinto livello e in crescita del 23,5% rispetto al 2020.
Con l'apertura del polo di Jesi, Amazon aggiunge così un nuovo tassello al proprio piano di sviluppo in Italia, rafforzando la rete logistica nazionale e creando nuove opportunità occupazionali nelle Marche.
È stata presentata oggi la nuova campagna di comunicazione dell’Università di Camerino per le immatricolazioni all’anno accademico 2026/2027.
Il nuovo slogan scelto, “Il futuro non si aspetta, si frequenta”, è un invito diretto alle giovani generazioni: il futuro non è qualcosa da attendere passivamente, ma una scelta da compiere, un’esperienza da vivere, un percorso da costruire ogni giorno attraverso lo studio, le relazioni, la ricerca, le opportunità e la vita universitaria.
A illustrare la campagna è stato il rettore dell’Università di Camerino, Graziano Leoni, affiancato dalla prorettrice alla Didattica, orientamento e formazione, professoressa Giulia Bonacucina, dal prorettore alla Ricerca e trasferimento tecnologico, Guido Favia, dalla delegata all'Attuazione delle politiche di Ateneo per lo Spazio Europeo della Ricerca, professoressa Anna Maria Eleuteri, dal delegato ai Rapporti con il territorio e diritto allo studio, professor Andrea Spaterna, e dal direttore generale, Andrea Braschi.
“Con questa nuova campagna – ha sottolineato il Rettore Leoni – vogliamo parlare alle studentesse e agli studenti con un messaggio semplice e concreto: il futuro non arriva da solo, non si costruisce restando fermi. Si sceglie, si prepara e si frequenta ogni giorno. Unicam offre proprio questo: la possibilità di vivere pienamente il proprio percorso universitario, in una comunità accogliente, dinamica e internazionale, dove formazione, ricerca, innovazione e relazioni personali diventano strumenti per costruire il proprio domani”.
La campagna si sviluppa attraverso un concept visivo e narrativo fortemente contemporaneo, che richiama l’idea di una prospettiva a 360 gradi sull’esperienza universitaria. La grafica mette al centro studentesse e studenti nei luoghi dell’Ateneo, in un’immagine dinamica e immersiva che restituisce il senso di una scelta capace di aprire lo sguardo, ampliare le possibilità e offrire nuovi punti di vista.
Il video di presentazione accompagna questo immaginario con un racconto diretto e coinvolgente: il futuro non è una promessa lontana, ma prende forma in un’aula, in un laboratorio, in un campo sportivo, in una biblioteca, in un incontro inatteso, in nuove amicizie, nella possibilità di studiare, sbagliare, riprovare e crescere insieme. È proprio questa dimensione quotidiana, concreta e condivisa a dare significato al claim: “Il futuro non si aspetta, si frequenta”.
Protagoniste e protagonisti della campagna sono ancora una volta le studentesse e gli studenti Unicam, scelti per raccontare con autenticità la vita universitaria nei campus, negli spazi di studio, nei laboratori e nei luoghi della città. Un’esperienza che non si esaurisce nella frequenza delle lezioni, ma comprende anche servizi, opportunità internazionali, attività culturali, sport, socialità e una forte relazione con il territorio. Testimonial della campagna di quest’anno sono Aurora Veccia, Edoardo Pettinari, Veronika Moriconi, Alessandro Maria Calista, Maddalena Fileni, Francesco Gervasio e Ambra Compagnucci.
“Siamo pronti ad accogliere le nuove studentesse e i nuovi studenti – ha proseguito il Rettore Leoni – offrendo loro un Ateneo attento alla qualità della formazione, ai servizi e al benessere delle persone. Borse di studio, agevolazioni, tutorato, servizi per l’inclusione, opportunità internazionali e numerose soluzioni abitative grazie al progetto dello Studentato diffuso sono parte integrante di un progetto che mette davvero al centro chi sceglie Unicam. Studiare qui significa poter contare su una comunità che accompagna ogni persona nel proprio percorso di crescita”.
Per l’anno accademico 2026/2027, Unicam amplia ulteriormente la propria offerta formativa con nuovi corsi di laurea: la laurea triennale in “Scienze delle Attività Motorie e Sportive”, che forma il chinesiologo di base con il supporto degli impianti sportivi del CUS Camerino come laboratorio a cielo aperto; la laurea magistrale in “Biotecnologie per le Scienze Mediche e Veterinarie”, che mette in dialogo medicina umana e animale; e i corsi in “Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell'Unione Europea” e “Informazione Scientifica sul Farmaco”, erogati prevalentemente a distanza nell’ambito del progetto EduNext.
Prosegue inoltre la nuova modalità di accesso a Medicina Veterinaria, basata sul semestre aperto universitario in sostituzione del tradizionale test di ingresso, che sarà attiva presso la sede di Matelica. Contemporaneamente, l’Ateneo è in grado di offrire corsi affini di alta qualità anche a coloro che sceglieranno percorsi alternativi.
Dallo scorso 1° luglio sono aperte le iscrizioni ai corsi di laurea triennali, magistrali e magistrali a ciclo unico attivati dalle cinque Scuole di Ateneo: Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie. Completano l’offerta la Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani” e la Scuola Internazionale di Dottorato.
Nel periodo estivo sono previsti numerosi appuntamenti di orientamento per scoprire Unicam. Attraverso Porte Aperte, Open Day e Laboratori Aperti, sarà possibile visitare i campus, incontrare docenti e studenti, assistere a lezioni dimostrative e partecipare a sessioni informative, oltre a conoscere le strutture dell’Ateneo, i laboratori scientifici e gli alloggi.
L’Università Politecnica delle Marche e il comune di Tolentino hanno formalmente stretto un'importante collaborazione istituzionale finalizzata a pianificare lo sviluppo urbanistico, economico e sociale della città per i prossimi anni. È stato, infatti, sottoscritto il protocollo d'intesa denominato "Tolentino 2030 – Indirizzi e obiettivi strategici per lo sviluppo e la rigenerazione urbana della città di Tolentino".
L’iniziativa nasce con l'intento di tracciare un percorso integrato di analisi e progettazione capace di guidare le future scelte amministrative e di sostenere il rilancio del territorio, fortemente segnato dalle trasformazioni successive al sisma del 2016 e dalle dinamiche macroeconomiche che colpiscono i centri urbani di medie dimensioni nell'entroterra.
L’accordo si svilupperà attraverso un programma di ricerca interdisciplinare coordinato dal DiCEA (Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura) in stretta sinergia con il DiMa (Dipartimento di Management).
L'attività scientifica sul campo metterà a fuoco soluzioni innovative per contrastare il calo demografico, valorizzare pienamente il centro storico, ottimizzare gli strumenti di pianificazione comunale e intercettare nuove opportunità di finanziamento europee e nazionali. La presentazione ufficiale del progetto è avvenuta nella sede del rettorato ad Ancona alla presenza del rettore Enrico Quagliarini, del sindaco Mauro Sclavi, del vicesindaco Alessia Pupo, dei vertici accademici e dei responsabili dell'ufficio pianificazione comunale.
"Questo accordo guarda alla rigenerazione fisica ed economica di una città ferita dal terremoto – ha evidenziato il rettore della Politecnica, Enrico Quagliarini – una ferita che questo processo comune intende trasformare in nuova linfa urbana per l'intero cratere".
Viva soddisfazione per la sinergia è stata espressa anche dal sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, che ha rimarcato come lo studio non si limiterà all'architettura: "Questo percorso ci permetterà di pensare a strategie economiche e sociologiche che disegneranno la Tolentino del futuro. L’università è per noi un partner privilegiato per ottenere un'ottica più lungimirante sui tempi medi e lunghi".
Grande partecipazione e grande entusiasmo per il taglio del nastro della nuova Pinacoteca Comunale di Sarnano, inaugurata nella serata di venerdì con un ricco programma di eventi che ha coinvolto cittadini, appassionati d’arte e visitatori.
La manifestazione si è aperta con la presentazione del libro “Il Manutentore delle Anime” di Laura Pisani, promossa dall’Associazione Art&Territory e curata da Solidea Vitali.
A seguire, sul palco sono intervenuti il Sindaco di Sarnano Fabio Fantegrossi, Monia Batassa in rappresentanza dell’Unione Montana Monti Azzurri, il dott. Valerio Vernesi direttore della Rete Museale dei Monti Azzurri e il dottor Roberto Perna, presidente di PlayMarche.
L’incontro è stato l’occasione per illustrare il progetto che ha portato alla riapertura della Pinacoteca, frutto di un importante lavoro di squadra che ha coinvolto restauratori, tecnici comunali, professionisti dell’allestimento e numerosi collaboratori. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a Treccani, rappresentata dal dott. Stefano Leone, che ha illustrato l’impegno dell’istituzione nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano.
Alle 21.30 le luci di Piazza Alta si sono spente per lasciare spazio a un suggestivo videomapping “Back to Light” by PlayMarche, dedicato alle opere custodite nella Pinacoteca. Le immagini hanno animato le facciate del Palazzo Comunale, della Chiesa di San Francesco e del Palazzo del Popolo e del Podestà, regalando al pubblico uno spettacolo di grande impatto visivo che ha suscitato stupore e ammirazione.
Dopo la suggestiva passeggiata di visione delle proiezioni, si è svolto il taglio del nastro della Pinacoteca Comunale, seguito dalla prima visita guidata condotta dal professor Alessandro Del Priori dell’Università di Camerino, che ha contribuito anche alla progettazione dell’allestimento museale.
Un successo oltre le aspettative che lascia ben sperare anche per il secondo appuntamento, in programma nella serata di sabato. Il videomapping sarà riproposto per la Notte Romantica de “I Borghi più belli d’Italia”, con apertura notturna della pinacoteca e numerose altre iniziative che animeranno il centro storico di Sarnano, offrendo un fine settimana all’insegna dell’arte, della cultura e della valorizzazione del territorio.
La pinacoteca sarà aperta poi per tutta l’estate, con il supporto della Pro Loco.
Proseguono le indagini archeologiche nell'area di piazza Andrea Costa a Fano, dove sorgono i resti della Basilica di Vitruvio, edificio progettato nel I secolo a.C. La conclusione della prima fase degli scavi ha restituito nuovi elementi di grande interesse, tra cui i resti di un muro absidato, una scoperta che potrebbe offrire nuove chiavi di lettura sull'ubicazione dell'Aedes Augusti, il tempio destinato al culto imperiale.
Ad illustrare i risultati della campagna di scavo è stato Cristiano Casci Ceccacci, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, che ha presentato il bilancio scientifico delle attività svolte. Parallelamente prosegue il percorso condiviso tra Comune di Fano, Soprintendenza e Regione Marcheper la ricerca, la tutela e la valorizzazione del sito, accompagnato da nuovi investimenti destinati alle prossime fasi del progetto.
Nel corso delle indagini sono state acquisite importanti conferme, ma sono emersi anche dati completamente nuovi. Gli archeologi hanno approfondito diversi settori dell'area, riuscendo a definire con maggiore precisione strutture murarie e livelli pavimentali risalenti all'epoca romana.
Sul fronte di via Arco d'Augusto, in corrispondenza del perimetro della basilica, sono state documentate le operazioni di spoliazione avvenute dopo l'età romana. In quest'area sono stati rinvenuti materiali ceramici databili tra l'XI e il XII secolo d.C., testimonianza del riutilizzo del sito durante il periodo medievale.
Tra i ritrovamenti di maggiore rilievo figura anche il basamento della sesta colonna sul lato Darderi, conservatosi solo parzialmente a causa di interventi successivi. Gli scavi hanno inoltre permesso di riportare alla luce un ulteriore tratto del pavimento romano e un nuovo segmento murario lungo via Montevecchio, elementi che contribuiscono a ricostruire con crescente precisione la planimetria del monumento attribuito a Vitruvio.
Per il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, i risultati rappresentano un passaggio fondamentale per comprendere sempre meglio l'edificio. Pur non essendo ancora conclusivi, i dati raccolti consentono di definire con maggiore accuratezza quella che viene identificata come la Basilica di Vitruvio e di ricostruire le trasformazioni subite dal complesso nel corso dei secoli, confermandone la lunga continuità di utilizzo. Le indagini, inoltre, stanno contribuendo a ricostruire parti dell'edificio che Vitruvio, nel De Architectura, non descrive direttamente ma lascia intuire fossero presenti.
Sul fronte economico è stato annunciato un nuovo stanziamento di 400 mila euro, ripartito in parti uguali tra Comune di Fano e Regione Marche, con un contributo regionale finanziato attraverso il fondo per il turismo. Le risorse serviranno a proseguire il percorso di valorizzazione dell'importante scoperta archeologica.
L'amministrazione comunale punta inoltre a intervenire sull'immobile che ospita la pescheria, con un progetto di riqualificazione che comprende manutenzione, nuova illuminazione, sistemi di protezione dagli uccelli e un miglioramento complessivo del decoro e della fruibilità dell'area. L'obiettivo è definire l'operazione entro il prossimo mese di settembre.
Ulteriori risorse arriveranno anche dal Ministero della Cultura. Il soprintendente Andrea Pessina ha annunciato che sono già stati destinati 350 mila euro ai primi interventi di restauro dei reperti e al proseguimento delle indagini archeologiche. È stata inoltre presentata una richiesta di ulteriori 800 mila euro per garantire continuità alle attività di scavo, con l'obiettivo di approfondire e valorizzare un patrimonio ritenuto di eccezionale valore scientifico e culturale.
I risultati della prima fase delle indagini saranno infine presentati alla prossima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, in programma tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre.
(foto Ansa)
Da luglio ad agosto la provincia di Macerata si riempie di concerti, festival e appuntamenti musicali: dai palchi nei borghi alle location immerse nella natura, dalle grandi produzioni agli eventi più indipendenti. Una mappa di serate da segnare in agenda per chi cerca musica dal vivo, nuovi artisti e occasioni per vivere il territorio in modo diverso.
A luglio, in diversi luoghi dell’entroterra marchigiano, torna IncantoMarche, il festival nato dall’esperienza di RisorgiMarche. La rassegna mantiene la sua formula originale: portare la musica fuori dai circuiti tradizionali, tra paesaggi naturali, borghi e luoghi simbolo del territorio. Il programma 2026 prevede appuntamenti a San Severino Marche, con l’apertura affidata a Neri Marcorè e Ditonellapiaga a Castel San Pietro, la tappa di Sefro il 26 luglio con I Patagarri e il concerto del 30 luglio al Convento di San Salvatore in Colpersito con Mario Tozzi ed Enzo Favata.
A Recanati il 9, il 17 e il 24 luglio torna Lunaria, la rassegna firmata Musicultura dedicata alla musica d’autore. Tre appuntamenti con tre protagonisti della scena italiana: sul palco arrivano Morgan, Giorgio Poi e Dimartino, per tre serate tra cantautorato, ricerca musicale e nuove contaminazioni.
A Morrovalle dal 9 all’11 luglio torna il Fool Festival, uno degli appuntamenti più legati alla scena indipendente marchigiana. Il festival porta sul palco musica alternativa e nuove tendenze: tra gli ospiti annunciati ci sono I Ministri, protagonisti della serata del 10 luglio.
A Macerata, all’Arena Sferisterio, dal 17 luglio al 9 agosto torna il Macerata Opera Festival, uno degli appuntamenti più importanti del calendario culturale cittadino. Il cartellone 2026 propone Nabucco, Il barbiere di Siviglia, Il trovatore e lo spettacolo speciale dedicato ai Carmina Burana.
A Montecassiano dal 21 al 30 luglio spazio al MACSI Festival, rassegna che intreccia musica, cultura e spettacolo nel centro storico del borgo. Tra gli appuntamenti annunciati ci sono il concerto di Chiara il 21 luglio, lo spettacolo di Giobbe Covatta il 23 luglio e l’incontro con Lucrezia Ercoli il 30 luglio.
Nei borghi della provincia di Macerata durante tutta l’estate torna anche Borghi in Jazz Festival, il progetto che porta il jazz nelle piazze e nei centri storici dell’entroterra. Il programma 2026 è ancora in aggiornamento: date e artisti verranno comunicati nelle prossime settimane.
A San Severino Marche e negli altri comuni coinvolti tra luglio e agosto torna il San Severino Blues Festival, una delle rassegne storiche dedicate al blues e alle sue contaminazioni. Un appuntamento per gli appassionati di soul, rhythm’n’blues e musica afroamericana, con concerti diffusi sul territorio.
A Montecosaro dal 29 luglio al 2 agosto arriva il MIND Festival, uno degli appuntamenti più vicini alla scena musicale contemporanea. Cinque giornate tra indie, pop, elettronica e nuove sonorità con un cartellone che comprende Pippo Sowlo, Ruggero De I Timidi, I Cani, Ditonellapiaga, Camoufly, Benny Benassi, Parisi, Mauro Repetto, Sayf e Mind Enterprises.
A San Ginesio dal 31 luglio al 2 agosto torna il Soul & Blues Festival, tre giorni dedicati alle radici della musica afroamericana. Nel cuore del borgo si incontrano blues, soul e rhythm’n’blues, con concerti pensati per chi ama le grandi voci e le sonorità nate dall’incontro tra culture diverse.
Dai piccoli borghi ai grandi palchi, l’estate musicale maceratese offre una playlist fatta di generi diversi e atmosfere diverse. Una stagione da vivere tra concerti, piazze e luoghi del territorio, scegliendo ogni sera la propria colonna sonora.
MONTECOSARO – Teatro, cinema, poesia e riflessione sul presente saranno protagonisti della tredicesima edizione di RIVE.R Festival, la rassegna che da giovedì 9 a sabato 11 luglio trasformerà l’Orto dei Frati del Palazzo comunale di Montecosaro in un’arena culturale a cielo aperto.
Promosso dal Comune di Montecosaro e realizzato da Esteuropaovest con la direzione artistica di Giorgio Felicetti, il festival quest’anno apre una vera e propria “Finestra d’estate” sulla Generazione quaranta gradi, una nuova generazione di artisti, registe e pensatrici under 40 chiamata a confrontarsi con scenari profondamente diversi dal passato.
La crisi climatica, le trasformazioni sociali, i nuovi conflitti internazionali, il peso della dimensione digitale e il rapporto sempre più complesso tra realtà e finzione sono i temi al centro di un programma che unisce linguaggi diversi, con una particolare attenzione alla partecipazione femminile e alle nuove forme espressive.
Ad aprire il festival, giovedì 9 luglio alle 21.30, sarà Virginia Veludo, conosciuta sui social come @rossa perpendicolare, con l’incontro “Poesia Mediterraneo dell’anima”.
Poetessa, scrittrice e opinionista, Veludo proporrà un viaggio tra poesia e geopolitica, raccontando il Mediterraneo come spazio simbolico capace di unire culture, popoli e storie. Al centro della riflessione il ruolo della poesia contemporanea, chiamata ancora oggi a creare connessioni e dare voce alle inquietudini del presente.
La serata proseguirà alle 22.30 con la proiezione del film “Put Your Soul on Your Hand and Walk” della regista Sepideh Farsi. L’opera racconta la vita quotidiana nella Striscia di Gaza attraverso il dialogo a distanza tra la regista e la fotogiornalista palestinese Fatima “Fatem” Hassouna, trasformando la testimonianza personale in un documento sulla resistenza, la memoria e il valore della narrazione.
Venerdì 10 luglio alle 21.30 spazio al teatro contemporaneo con il collettivo Baladam B-side e lo spettacolo “Pigiama Party”.
Una performance ironica e surreale che riflette sul confine sempre più sottile tra realtà e finzione nell’epoca digitale. Attraverso un gioco teatrale basato su informazioni inesistenti, il collettivo affronta il tema dell’infodemia, delle verità costruite e della difficoltà di orientarsi nel grande flusso comunicativo contemporaneo.
A seguire, alle 22.30, il cinema proporrà il docufilm “Willie Peyote – Elegia Sabauda”, diretto dal giovane regista Enrico Bisi. Il film racconta il percorso umano e artistico del cantautore torinese, seguendolo dagli anni più difficili fino all’esperienza del Festival di Sanremo 2025, tra musica, impegno sociale e il legame profondo con la sua città.
Sabato 11 luglio alle 21.30 sarà protagonista la comicità di Gioia Salvatori con lo spettacolo “Cuoro – Inciampi per sentimenti altissimi”, un monologo che affronta con ironia e sensibilità una delle domande più universali: che cos’è l’amore?
Attrice, autrice e performer, Salvatori porta sul palco una comicità capace di unire leggerezza e profondità, dopo esperienze teatrali e televisive che l’hanno vista protagonista anche in programmi come “Propaganda Live” e “Vieni avanti Cretina!”.
A chiudere il festival, alle 22.30, sarà la commedia cinematografica francese “La famiglia Leroy”, opera prima del giovane regista Florent Bernard, una storia familiare che racconta crisi di coppia, rapporti generazionali e difficoltà quotidiane con uno sguardo ironico e intelligente.
Tutti gli appuntamenti di RIVE.R Festival sono a ingresso gratuito.
a comunità di Loro Piceno ha celebrato un traguardo straordinario e ricco di emozione. Maria Sorbatti ha compiuto cento anni di vita, spegnendo le candeline circondata dall'affetto e dalla gratitudine di ben tre generazioni.
Nata il primo luglio del 1926, Maria è storicamente conosciuta in paese come la sarta di Loro Piceno, una donna descritta dai familiari come di piccola statura ma dotata di una grandissima levatura morale, con un carattere forte e saldo forgiato nelle responsabilità e nella dedizione quotidiana verso i suoi cari.
Nel corso del suo lungo cammino, Maria ha rappresentato una guida costante per l'intera cerchia familiare. Ha accudito il padre con profondo amore filiale, è stata un punto di riferimento insostituibile per i fratelli e la sorella e ha sostenuto il marito nei momenti più difficili della malattia.
Con le sue mani laboriose non ha soltanto confezionato abiti con precisione e pazienza, ma ha metaforicamente cucito e rammendato i legami e le difficoltà della propria famiglia, trasmettendo un'eredità fondata sul valore del lavoro, del sacrificio, della tenacia e della dignità.
La sua casa è stata il fulcro in cui ha cresciuto con dedizione tre figli, vedendo poi rifiorire il proprio operato e i propri principi morali nella nascita di sei nipoti e sette pronipoti.
La speciale ricorrenza è stata suggellata da una cerimonia ufficiale e molto partecipata alla quale ha preso parte il sindaco di Loro Piceno, che ha voluto omaggiare la neo centenaria consegnandole personalmente l'attestato di nascita originale a nome di tutta la cittadinanza.
Accanto al primo cittadino era presente anche il parroco don Luca, che ha unito la comunità nella benedizione e nei festeggiamenti. I parenti hanno voluto dedicarle una toccante lettera per ringraziarla di essere stata una guida silenziosa ma costante, un punto fermo capace di incarnare la memoria vivente di un intero secolo speso interamente per il bene della famiglia.
La Rai esce dai suoi spazi tradizionali per ritrovare il contatto diretto con il pubblico, le piazze e i territori. È questo il messaggio lanciato dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi in occasione della presentazione dei Palinsesti Rai 2026-2027, ospitata ieri venerdi 3 luglio al Teatro delle Muse di Ancona, che per un giorno è diventato il cuore della televisione italiana.
La giornata si è aperta con il confronto tra i vertici dell’azienda e la stampa, al quale ha preso parte anche l’amministratore delegato di Rai Pubblicità, Luca Poggi, per poi concludersi con una serata di gala riservata agli ospiti.
Nel pomeriggio Piazza della Repubblica si è trasformata in un vero e proprio red carpet. Centinaia di persone hanno accolto i protagonisti della nuova stagione televisiva. Il più atteso è stato Stefano De Martino, reduce dal successo di Affari Tuoi, che si è fermato a salutare il pubblico tra selfie e autografi. Grande affetto anche per Lino Banfi, accolto con un lungo applauso.
Tra i protagonisti del photocall anche Elettra Lamborghini, indicata come una delle principali novità della stagione televisiva, insieme a Caterina Balivo, Tiberio Timperi, Alberto Matano, Marco Liorni, Elenoire Casalegno, Luca Barbarossa, Ema Stokholma, Gigi Marzullo, Lello Arena, Massimo Giletti, Roberta Bruzzone, Salvo Sottile, Monica Setta, Serena Rossi, Eleonora Daniele, Elisa Isoardi e Vittorio Brumotti, Piero Chiambretti, Sal Da Vinci, Luca Barbareschi.
Alle 20.45 il pubblico si è spostato all'interno del Teatro delle Muse, dove la serata è stata impreziosita dall'esibizione di Gianna Nannini. Da sola sul palco, accompagnata dal pianoforte, l'artista ha regalato una performance intensa ed energica, accolta da una lunga standing ovation.
La presentazione ufficiale dei palinsesti era iniziata già in mattinata con gli interventi dei vertici Rai. «Portare la Rai fuori dai suoi spazi tradizionali per ricondurla nelle piazze, nelle vie, tra le persone e nei territori», ha spiegato Giampaolo Rossi, illustrando la filosofia che ha portato per la prima volta la presentazione dei palinsesti lontano dagli storici centri di produzione dell'azienda. Un concetto condiviso anche dall’amministratore delegato di Rai Pubblicità, Luca Poggi.
Successivamente i direttori delle reti hanno illustrato le principali novità della stagione, rispondendo alle domande dei giornalisti. Tra i temi che hanno suscitato maggiore interesse resta ancora aperta la questione del futuro di "Chi l'ha visto?", con il nome dell'erede di Federica Sciarelli ancora da definire.
Tra le principali conferme spiccano Carlo Conti con Tale e Quale Show, Antonella Clerici alla guida di The Voice, Milly Carlucci con Ballando con le Stelle, Bruno Vespa con Cinque Minuti, Geppi Cucciari con Splendida Cornice, oltre ai programmi di approfondimento affidati a Massimo Giletti, Riccardo Iacona e Sigfrido Ranucci.
Per Stefano De Martino la Rai punta ancora più in alto: oltre a confermarlo alla guida di Affari Tuoi, gli affiderà anche il Festival di Sanremo 2027 e l'edizione successiva.
Tra le novità della prima serata figura "Le cose che non sai", il nuovo programma di Eleonora Daniele, mentre su Rai 2 Salvo Sottile prenderà il timone di Ore 14, Roberto Inciocchi debutterà con un nuovo talk politico e sociale, Francesca Fagnani tornerà con Belve ed Elettra Lamborghini sarà la nuova conduttrice di Boss in Incognito.
Nel daytime resteranno punti fermi Mara Venier con Domenica In, Caterina Balivo con La Volta Buona, Alberto Matano con La Vita in Diretta, Marco Liorni con L'Eredità, Massimiliano Ossini e Daniela Ferolla a Unomattina, insieme agli appuntamenti con Eleonora Daniele e Antonella Clerici.
Spazio infine anche alle seconde serate, con Vittorio Brumotti alla guida di Ultima Chiamata, il ritorno di Fiorello con La Pennicanza e Nunzia De Girolamo che continuerà a condurre Ciao Maschio, preceduta da Elisa Isoardi con Bar Centrale.
Sono 4.140 le firme consegnate questa mattina in Regione dal Comitato No Discarica Montefano, guidato dalla sindaca Angela Barbieri, per ribadire la contrarietà ai due siti individuati nel territorio comunale per la realizzazione di nuove discariche.
Una delegazione composta da rappresentanti delle comunità di Montefano, Passatempo e San Biagio ha partecipato a un sit-in davanti alla sede della Regione Marche, chiedendo maggiore trasparenza sull'iter che ha portato il territorio montefanese in cima alla graduatoria per l'individuazione dei siti.
Nel documento consegnato, il comitato esprime il proprio no ai due progetti di discarica, contesta quella che definisce una mancanza di trasparenza e denuncia l'introduzione di tre criteri politici da parte dell'ATA di Macerata, ritenuti responsabili di aver modificato l'esito della graduatoria tecnica elaborata dall'Università sulla base di venti criteri scientifici.
Nel corso della mattinata i rappresentanti del comitato sono stati ricevuti dal presidente del Consiglio regionale delle Marche Gianluca Pasqui, dall'assessore regionale all'Ambiente Tiziano Consoli e dai consiglieri regionali Leonardo Catena e Valeria Mancinelli.
Secondo quanto riferito dal Comitato No Discariche Montefano, durante l'incontro è stato illustrato alle istituzioni il motivo della protesta e sono stati chiesti chiarimenti sulle procedure che hanno portato Montefano al primo posto della graduatoria. La Regione avrebbe assicurato che il primo passo sarà verificare la legittimità delle procedure adottate nel corso dell'iter.
Il comitato ha espresso soddisfazione per l'esito della giornata, definendola un successo e ringraziando tutti i cittadini che hanno preso parte al sit-in, oltre a coloro che hanno manifestato il proprio sostegno pur non potendo essere presenti.
La campagna del grano duro 2026 si apre con forti preoccupazioni per le imprese agricole del Maceratese. A lanciare l'allarme è Confagricoltura, che denuncia prezzi di mercato ancora ben al di sotto dei costi di produzione, una situazione che mette a rischio la redditività delle aziende cerealicole e la tenuta di un comparto considerato strategico per l'agricoltura provinciale.
Secondo l'associazione, il quadro non è migliorato neppure con l'avvio della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro, uno strumento sul quale, nei mesi scorsi, erano state riposte aspettative che si sono rivelate infondate.
Confagricoltura chiarisce che la CUN non è stata istituita per fissare prezzi remunerativi o garantire il reddito degli agricoltori, ma esclusivamente per rilevare in modo trasparente l'andamento del mercato attraverso il confronto tra i diversi soggetti della filiera. L'associazione sottolinea inoltre come la composizione della Commissione non sia equilibrata, dal momento che gli stoccatori, ovvero coloro che materialmente immagazzinano il grano, ne sono rimasti esclusi.
Per questo motivo, secondo Confagricoltura, attribuire alla Commissione il compito di risolvere la crisi del comparto ha significato alimentare aspettative non realistiche tra gli agricoltori. La delusione odierna, evidenzia l'organizzazione, non deriva dal funzionamento della CUN, che si limita a svolgere il ruolo previsto dalla normativa, ma dall'aver presentato questo organismo come la soluzione ai problemi del settore. Il nodo resta invece rappresentato dalle dinamiche del mercato, sulle quali la Commissione non ha alcun potere di intervento.
L'associazione individua la principale criticità nella mancanza di una strategia politica di lungo periodo, a livello europeo, nazionale e locale, a sostegno della cerealicoltura. Negli ultimi anni, sostiene Confagricoltura, si è fatto ricorso prevalentemente a interventi emergenziali e contributi occasionali, spesso destinati esclusivamente ai produttori, senza costruire strumenti capaci di rafforzare in modo strutturale la competitività delle imprese.
Una situazione che, secondo l'organizzazione, non riguarda soltanto il Maceratese ma interessa l'intero Centro Italia. Per questo Confagricoltura Abruzzo, Confagricoltura Lazio, Confagricoltura Marche e Confagricoltura Umbria chiedono di investire nel rafforzamento delle relazioni tra tutti gli anelli della filiera, dalla produzione allo stoccaggio, dalla trasformazione all'industria fino alla grande distribuzione organizzata.
Le associazioni ritengono fondamentale incentivare strumenti di aggregazione dell'offerta, come Organizzazioni di Produttori e cooperative agricole, affinché le imprese possano acquisire maggiore forza contrattuale, programmare meglio la produzione e gestire con maggiore efficienza gli equilibri tra domanda e offerta.
Tra le richieste figurano anche un maggiore ricorso ai contratti di filiera, investimenti nella qualità delle produzioni, nello stoccaggio e nell'innovazione, oltre alla piena attuazione del decreto-legge 63/2024 sui costi di produzione, evitando che il peso delle misure ricada esclusivamente sulle aziende agricole.
Per Confagricoltura il comparto cerealicolo italiano ha bisogno di una strategia di lungo periodo e non di interventi occasionali. L'associazione richiama inoltre l'attenzione sul forte squilibrio esistente tra il prezzo riconosciuto al grano e quello dei prodotti derivati, come la pasta, una volta arrivati sugli scaffali della grande distribuzione, ritenendo necessario costruire una filiera più moderna, competitiva e capace di distribuire il valore in modo più equilibrato tra tutti gli operatori.
Solo attraverso un cambio di impostazione, conclude Confagricoltura, sarà possibile garantire un futuro alla coltivazione dei cereali e alla sostenibilità economica delle imprese agricole.