Cinquantasei anni di storia non si misurano solo in metri di seta o precisione dei ricami, ma nella capacità di traghettare un sogno artigianale nel futuro. È questa l’essenza di Delsa, maison di abiti da sposa e cerimonia nata nel 1969 nel cuore delle Marche. Una realtà che ha saputo trasformare l'intuizione della fondatrice, Maria Cristina Craglia — che apprese i segreti del cucito in un convento di clausura —, in un brand di respiro internazionale, simbolo del Made in Italy più autentico.
Il segreto di questa longevità risiede in un delicato equilibrio tra fedeltà alle proprie radici e coraggio nell'innovare. Superate le grandi sfide che hanno scosso il settore del wedding negli ultimi anni, l'azienda di Belforte del Chienti ha dimostrato una straordinaria resilienza, espandendo i propri confini territoriali con l'apertura di un grande e moderno atelier ad Ancona.
Al timone di questa evoluzione c’è Gianluca Salvucci, Amministratore Delegato e figlio della fondatrice. Salvucci incarna una leadership che va oltre la semplice gestione dei bilanci. Sotto la sua direzione, Delsa ha saputo coniugare la complessità della produzione industriale con la poesia del "su misura", mantenendo intatta quell'atmosfera familiare che si respira fin dalle origini. La sua è una visione manageriale profondamente etica: non a caso l’azienda è stata insignita del prestigioso premio "Women Value Company" della Fondazione Marisa Bellisario, un riconoscimento nazionale per le politiche d'inclusione e la valorizzazione del talento femminile, pilastro storico del brand.
Ma il successo di Delsa non è fatto solo di strategie di mercato; è guidato da una profonda sensibilità personale. Cresciuto tra stoffe pregiate e dettagli di alta sartoria, Gianluca Salvucci ha saputo infondere il proprio gusto e la propria creatività nelle collezioni, dimostrando che un grande manager nella moda deve possedere, prima di tutto, un'anima artistica. Per lui, l'abito da sposa non è un semplice prodotto, ma il custode di una promessa d'amore che si rinnova nel tempo.
Oggi, la sfida del passaggio generazionale è già una realtà vincente. Collaborando in stretta sinergia con la terza generazione — rappresentata dalla figlia Anna Cristina —, Gianluca Salvucci sta guidando Delsa incontro alle spose contemporanee. Un ponte perfetto tra la sapienza manuale di ieri e i linguaggi iper-connessi di oggi, dimostrando che il vero segreto del successo è l’espressione della propria passione.
🎧 Ascolta la storia di Gianluca Salvucci: la puntata di "Nati per..." è disponibile ora su YouTube, Facebook e Spotify!
Cinquantasei anni di storia non si misurano solo in metri di seta o precisione dei ricami, ma nella capacità di traghettare un sogno artigianale nel futuro. È questa l’essenza di Delsa, maison di abiti da sposa e cerimonia nata nel 1969 nel cuore delle Marche. Una realtà che ha saputo trasformare l'intuizione della fondatrice, Maria Cristina Craglia — che apprese i segreti del cucito in un convento di clausura —, in un brand di respiro internazionale, simbolo del Made in Italy più autentico.
Il segreto di questa longevità risiede in un delicato equilibrio tra fedeltà alle proprie radici e coraggio nell'innovare. Superate le grandi sfide che hanno scosso il settore del wedding negli ultimi anni, l'azienda di Belforte del Chienti ha dimostrato una straordinaria resilienza, espandendo i propri confini territoriali con l'apertura di un grande e moderno atelier ad Ancona.
Al timone di questa evoluzione c’è Gianluca Salvucci, Amministratore Delegato e figlio della fondatrice. Salvucci incarna una leadership che va oltre la semplice gestione dei bilanci. Sotto la sua direzione, Delsa ha saputo coniugare la complessità della produzione industriale con la poesia del "su misura", mantenendo intatta quell'atmosfera familiare che si respira fin dalle origini. La sua è una visione manageriale profondamente etica: non a caso l’azienda è stata insignita del prestigioso premio "Women Value Company" della Fondazione Marisa Bellisario, un riconoscimento nazionale per le politiche d'inclusione e la valorizzazione del talento femminile, pilastro storico del brand.
Ma il successo di Delsa non è fatto solo di strategie di mercato; è guidato da una profonda sensibilità personale. Cresciuto tra stoffe pregiate e dettagli di alta sartoria, Gianluca Salvucci ha saputo infondere il proprio gusto e la propria creatività nelle collezioni, dimostrando che un grande manager nella moda deve possedere, prima di tutto, un'anima artistica. Per lui, l'abito da sposa non è un semplice prodotto, ma il custode di una promessa d'amore che si rinnova nel tempo.
Oggi, la sfida del passaggio generazionale è già una realtà vincente. Collaborando in stretta sinergia con la terza generazione — rappresentata dalla figlia Anna Cristina —, Gianluca Salvucci sta guidando Delsa incontro alle spose contemporanee. Un ponte perfetto tra la sapienza manuale di ieri e i linguaggi iper-connessi di oggi, dimostrando che il vero segreto del successo è l’espressione della propria passione.
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Prosegue l'ondata di calore che sta interessando le Marche. Il nuovo bollettino emesso dal Centro Funzionale Multirischi della Regione Marche segnala infatti un livello di pericolo 3 (rosso) per gran parte del territorio regionale fino a mercoledì 5 agosto, con condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione.
Per la provincia di Macerata la situazione è particolarmente critica. Nella giornata di oggi, lunedì 3 agosto, il capoluogo registra una temperatura prevista di 36 gradi, con una temperatura percepita di 37 gradi e un livello di pericolo pari a 3. Le stesse condizioni sono attese anche nella giornata di martedì 4 agosto.
Mercoledì 5 agosto il quadro potrebbe ulteriormente aggravarsi con una temperatura massima prevista di 37 gradi e una temperatura percepita di 38 gradi, mantenendo il livello massimo di allerta.
Secondo la classificazione regionale, il livello 3 (rosso) identifica una vera e propria ondata di calore, caratterizzata da condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi. In questi casi scatta l'allerta dei servizi sanitari e sociali, con particolare attenzione alle persone più fragili, agli anziani, ai bambini e a chi soffre di patologie croniche.
L'allerta rossa riguarda praticamente tutta la regione. Oltre a Macerata, il livello massimo di pericolo è previsto ad Ascoli Piceno, Fabriano, Fermo, Jesi e Pesaro già da lunedì. Per martedì e mercoledì il livello 3 interesserà tutte le principali località monitorate dalla Regione, comprese Ancona, San Benedetto del Tronto e Urbino, che oggi si trovano ancora in livello arancione.
Le temperature più elevate sono attese nell'entroterra marchigiano. A Fabriano si prevedono fino a 37 gradi, con temperature percepite che potranno raggiungere i 38 gradi, mentre ad Ascoli Piceno sono attesi 36-37 gradi. Valori elevati anche a Fermo, Jesi e Macerata, dove le massime oscilleranno tra i 35 e i 37 gradi.
Le autorità sanitarie raccomandano di evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, bere molta acqua, limitare l'attività fisica all'aperto e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili. È inoltre attivo il call center regionale dedicato alle ondate di calore al numero verde 800450020.
Il bollettino, emesso alle ore 10.17 di oggi, conferma quindi una fase di caldo intenso destinata a proseguire almeno fino a metà settimana, con la provincia di Macerata tra le aree maggiormente interessate dall'emergenza climatica.
Un'autopsia per chiarire le cause del decesso e accertamenti tecnici sul funzionamento del taser in dotazione ai carabinieri. Sono i due principali filoni dell'indagine aperta dalla Procura di Ancona sulla morte di un 35enne di nazionalità ucraina, deceduto per arresto cardiaco a bordo di un'ambulanza dopo un pericoloso inseguimento in auto e una violenta colluttazione con i militari a Senigallia.
Il fascicolo, affidato alla pm Valeria Cigliola e sotto la guida del procuratore capo Monica Garulli, verrà iscritto con la formula dell'annotazione preliminare, procedura adottata quando sussiste un fatto compiuto in presenza di una causa di giustificazione, senza procedere per ora all'iscrizione immediata nel registro degli indagati.
Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo, in forte stato di alterazione, avrebbe iniziato una serie di manovre azzardate a bordo di una Bmw bianca tra Fano e Marotta, guidando contromano e urtando diversi veicoli. Intercettato a Senigallia, ha speronato una gazzella dell'Arma prima di tentare la fuga a piedi.
Raggiunto dalle forze dell'ordine, ne è nata una violenta colluttazione nella quale il 35enne ha morso un dito a un militare. I carabinieri hanno fatto ricorso al dispositivo taser, ma gli inquirenti intendono verificare se l'apparecchiatura abbia funzionato correttamente, dato che l'uomo avrebbe continuato a reagire con aggressività.
I soccorritori del 118 e della Croce Rossa sono intervenuti sedando l'uomo le cui condizioni iniziali e i cui parametri vitali risultavano sotto controllo; tuttavia, durante il tragitto verso l'ospedale, si è verificato il repentino ed esiziale arresto cardiaco. L'esame autoptico verrà eseguito nei prossimi giorni all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona.
Un incidente si è verificato nella prima mattinata di oggi nel territorio comunale di Urbisaglia, dove una falciatrice semovente si è ribaltata su un fianco. Sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Macerata, supportata dal personale con un'autogrù. Gli operatori hanno provveduto al raddrizzamento del mezzo e alla successiva messa in sicurezza della zona. L'intervento si è concluso intorno alle ore 11:15.
Una simulazione di soccorso in mare per sensibilizzare cittadini e turisti sull'importanza della prevenzione degli annegamenti e testare il coordinamento tra le diverse forze impegnate nelle emergenze. È l'iniziativa che si è svolta questa mattina sul litorale di Porto Recanati, nella zona Montecatini, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione dell'annegamento, promossa dall'Organizzazione mondiale della sanità.
L'esercitazione, organizzata dal Comitato di Porto Potenza Picena della Croce Rossa Italiana, rientra nella campagna nazionale "Bandiera Blu: al mare in sicurezza". Inizialmente prevista per sabato scorso, era stata rinviata a causa delle condizioni del mare, ritenute non idonee allo svolgimento delle manovre in piena sicurezza.
Lo scenario simulato ha riguardato una bagnante finita contro alcuni scogli sommersi e rimasta priva di sensi. Dopo la chiamata al 112, è scattato il dispositivo di emergenza che ha coinvolto il Nucleo OPSA (Operatori Polivalenti di Salvataggio in Acqua) della Croce Rossa, intervenuto con una moto d'acqua per il recupero della donna, l'equipaggio sanitario a terra e il Gruppo comunale di Protezione civile di Porto Recanati, impegnato sia nelle operazioni in mare con il gommone sia nella gestione dell'area.
Una volta riportata a riva, la figurante è stata sottoposta alle manovre di rianimazione e successivamente presa in carico dal personale sanitario, che ha applicato i protocolli di emergenza per il trauma, simulando tutte le procedure previste fino al trasferimento.
L'esercitazione ha consentito di verificare l'efficacia del coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nei soccorsi, elemento ritenuto fondamentale nella gestione delle emergenze in ambiente marino.
«Quella di oggi è stata molto più di una simulazione: è stata una prova concreta della professionalità dei nostri OPSA in mare e dell'efficienza dell'equipaggio di soccorso a terra – ha dichiarato il presidente del Comitato di Porto Potenza Picena della Croce Rossa Italiana, Matteo Carlocchia –. Ogni annegamento è prevenibile quando ci sono preparazione, consapevolezza e collaborazione».
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Andrea Michelini, che ha ringraziato i volontari coinvolti sottolineando come iniziative di questo tipo rappresentino «un investimento concreto nella sicurezza della comunità e dei tanti turisti che scelgono Porto Recanati durante l'estate».
Il primo cittadino ha inoltre ricordato il valore della Bandiera Blu, riconoscimento ottenuto dalla città per il quinto anno consecutivo, evidenziando come il premio non riguardi soltanto la qualità delle acque, ma anche l'impegno sul fronte della sicurezza, dell'accoglienza e della tutela ambientale.
Anche il consigliere comunale con delega alla Protezione civile Gianluigi Serena ha sottolineato l'importanza di esercitazioni di questo tipo, che consentono di verificare sul campo procedure, mezzi e capacità operative: «Un sistema di Protezione civile efficiente si costruisce prima dell'emergenza, attraverso formazione, addestramento e collaborazione tra tutte le realtà del territorio».
Diversi giovani soccorsi dai sanitari del 118 mentre giacevano sdraiati nei prati dei giardini pubblici o collassati sui muretti del lungomare per l'abuso di alcol, due sanzioni scattate per ubriachezza molesta e due accesi litigi interrotti prima che degenerassero in rissa.
È il bilancio del servizio straordinario di controllo del territorio condotto a Civitanova Marche nella notte tra sabato 1° e domenica 2 agosto dalla polizia di stato con il supporto dell'Arma dei carabinieri e della guardia di finanza.
Gli interventi più delicati hanno riguardato le emergenze sanitarie legate all'eccesso di bevande alcoliche, con le pattuglie interforze che hanno dovuto prestare assistenza a più ragazzi in forte stato di alterazione etilica, disponendone il trasporto al pronto soccorso; due di loro sono stati sanzionati formalmente per ubriachezza molesta in luogo pubblico.
Gli agenti hanno sedato sul nascere anche violenti diverbi scoppiati all'uscita dei locali della movida: un gruppo di quattro giovani tra i 23 e i 28 anni, provenienti dalla provincia di Ancona, è stato bloccato dalle volanti del commissariato nei pressi di un parco dopo essere stato allontanato dagli addetti alla sicurezza del locale in cui si trovavano, mentre poco più tardi gli operatori sono dovuti intervenire per dividere due amici di 23 e 25 anni di Osimo arrivati alle mani per futili motivi fuori da un altro esercizio pubblico.
I controlli, coordinati nell'ambito del piano di vigilanza estiva disposto dal questore della provincia di Macerata e condiviso in sede di comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, hanno visto presidiare le principali vie di accesso, il litorale e i luoghi di ritrovo. Il bilancio complessivo dell'attività registra 65 persone identificate (di cui 9 con precedenti di polizia), 9 veicoli sottoposti a verifiche e 2 sanzioni per ubriachezza molesta.
Lutto a Mogliano per la scomparsa di Renato Germani, storicamente legato alla vita politica, culturale e sociale del paese, spentosi all'età di 105 anni. Persona colta e signorile, il comune di Mogliano e l'intera comunità ne piangono oggi la perdita ricordando un percorso di vita lungo e straordinario.
Vincitore a soli 18 anni di un concorso presso le Ferrovie dello Stato, Germani venne impiegato durante la Seconda Guerra Mondiale al Ministero della Guerra a Roma. Dopo l’8 settembre 1943 fece ritorno a Mogliano, dove la presenza degli ufficiali inglesi gli fruttò l'affidamento e la gestione del teatro Apollo. Figura poliedrica ed eclettica, nella sua lunga carriera lavorativa è stato sub agente assicurativo, contabile a Corridonia, imprenditore nel settore dell'artigianato e dei mobili.
Membro attivo delle istituzioni e delle rappresentanze sindacali, Germani è stato assessore ai servizi sociali del comune di Mogliano, fondatore del centro sociale anziani, segretario del Pri per vent'anni e storico dirigente Cisl. Nomina tra le più prestigiose della sua vita è stata quella a Cavaliere della Repubblica, firmata da Segni e Moro. Appassionato anche di musica e recitazione, suonò il sax nell'orchestrina "POKO-MOK" e si distinse in diverse rappresentazioni teatrali locali.
Un incendio è divampato nel pomeriggio di oggi a Piediripa. Le fiamme hanno interessato una legnaia, rendendo necessario un massiccio intervento dei vigili del fuoco. Sul posto anche i Carabinieri.
L’allarme è scattato intorno alle ore 16. Sul posto sono intervenuti diversi mezzi del comando provinciale dei vigili del fuoco di Macerata, impegnati nelle operazioni di spegnimento e nella messa in sicurezza dell’area.
I pompieri hanno lavorato per circoscrivere il rogo ed evitare che le fiamme potessero propagarsi alle strutture vicine.
Al momento non sono state rese note le cause dell’incendio, che saranno accertate attraverso i successivi sopralluoghi. Non risultano persone coinvolte.
L’amministrazione comunale di Porto Recanati interviene ufficialmente a seguito delle notizie relative alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di macerata nei confronti di nove persone – tra cui due dipendenti dell’ufficio tecnico comunale e sette titolari di imprese – nell'ambito di un'inchiesta su presunti illeciti nella gestione degli appalti pubblici.
In una nota congiunta, il sindaco Andrea Michelini e la giunta hanno chiarito la posizione dell'ente, sottolineando di considerarsi parte lesa nella vicenda e rivendicando la paternità delle prime segnalazioni inviate agli inquirenti.
"Fin dai primi mesi del nostro insediamento alla guida della città, nel 2021, abbiamo avuto modo di osservare, anche dietro segnalazioni, numerose possibili anomalie giuridico-amministrative in diverse pratiche gestite dall'ufficio tecnico", spiega Michelini. "Conseguentemente, a scopo cautelativo e per dirimere ogni dubbio sulla liceità degli atti e sui pagamenti alle imprese, abbiamo considerato nostro dovere informare la competente Procura di Macerata".
Sulla scorta delle valutazioni interne, l'amministrazione comunale aveva già provveduto nel dicembre 2022 a sollevare dall'incarico di responsabile dell'ufficio tecnico uno dei due dipendenti coinvolti per il venire meno del rapporto fiduciario. Le ipotesi di reato contestate dalla magistratura spaziano dalla turbativa d'asta alla falsità ideologica in atto pubblico, fino alla frode nelle pubbliche forniture e alle violazioni delle norme sugli appalti.
L'ente ribadisce comunque il principio di presunzione di innocenza in vista dell'udienza preliminare davanti al Gup fissata per il prossimo 7 ottobre: "Siamo consci che la richiesta non costituisce condanna e che gli indagati potranno avvalersi di tutti gli strumenti di difesa. Nel confermare totale fiducia nell'operato della magistratura, seguiremo l'evolversi del processo a tutela del prestigio del comune e degli interessi dei cittadini, riservandoci ogni iniziativa legale nelle sedi opportune".
Sembrano piccole "patatine" di plastica, ma sono frammenti arrivati dal mare e ora l’Università Milano-Bicocca li sta studiando per capire come si trasformano nell’ambiente
Se durante una passeggiata sulla spiaggia vi capita di trovare piccoli dischetti neri, simili a minuscole patatine di plastica o a frammenti di carbone, non buttateli. Quelli che a prima vista possono sembrare semplici rifiuti potrebbero infatti diventare campioni utili per uno studio scientifico sull’inquinamento marino.
Si tratta di piccoli frammenti di plastica, spesso di forma circolare e dal colore scuro, che vengono trasportati dalle correnti e dalle onde fino alle coste. Nel tempo questi materiali possono accumulare sulla loro superficie sostanze inquinanti presenti nell’acqua e subire trasformazioni dovute all’esposizione al sole, al sale e agli agenti atmosferici.
Proprio per capire meglio il loro comportamento in mare, l’Università Milano-Bicocca ha avviato una ricerca dedicata a questi misteriosi dischetti neri. L'obiettivo degli studiosi è analizzare la composizione del materiale, verificare quali contaminanti abbiano assorbito durante la permanenza in acqua e capire se, con il passare del tempo, possano rilasciare altre sostanze nell'ambiente.
A diffondere l’appello ai cittadini è stata anche la pagina Archeoplastica, che ha invitato chiunque trovi questi frammenti sulla sabbia a conservarli e inviarli ai ricercatori. Più campioni arriveranno dalle spiagge italiane, più completo potrà essere il quadro fornito dallo studio.
Per partecipare alla raccolta basta raccogliere i dischetti e inserirli in una busta chiusa, indicando la località e la data del ritrovamento. Poi dovranno essere spediti al Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università Milano Bicocca.
Un piccolo frammento raccolto sulla battigia può così trasformarsi in un tassello per comprendere meglio il problema della plastica nei nostri mari.
Buone notizie per le scuole dei territori colpiti dal sisma del 2016 e 2017. È pronto il provvedimento che assegna le risorse di organico in deroga per il personale docente e Ata, destinato agli istituti scolastici del cratere, e sarà trasmesso a breve agli Uffici scolastici competenti. L'obiettivo è consentire una programmazione più tempestiva del nuovo anno scolastico, garantendo la continuità didattica e il regolare funzionamento delle scuole.
Il decreto, previsto dal DL Sisma n. 3/2023, permetterà agli istituti di disporre delle risorse necessarie per lo sdoppiamento delle classi dove necessario, oltre a garantire il personale indispensabile per affrontare l'avvio delle lezioni con maggiore certezza. Si tratta di un passaggio particolarmente atteso da Comuni e dirigenti scolastici delle aree terremotate.
A sottolineare l'importanza del risultato è il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, che parla di un traguardo raggiunto grazie alla collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e del Merito.
"Per la prima volta siamo riusciti ad arrivare a questo importante passaggio prima dell'avvio dell'anno scolastico", afferma Castelli, evidenziando come gli organici in deroga rappresentino uno strumento fondamentale per garantire il diritto allo studio nelle aree più fragili dell'Appennino centrale, dove la scuola continua a svolgere un ruolo essenziale per la tenuta delle comunità. Il commissario ha inoltre ringraziato il ministro Giuseppe Valditara e gli uffici coinvolti per aver accolto le richieste provenienti dai sindaci e dalle istituzioni scolastiche del cratere.
Castelli ha ricordato anche che il decreto-legge n. 3 del 2023 ha previsto, grazie alle risorse della Presidenza del Consiglio dei ministri, il mantenimento degli organici e delle classi in deroga fino all'anno scolastico 2028-2029, misura ritenuta strategica per assicurare la continuità dell'offerta formativa e sostenere le comunità dell'Appennino centrale ancora impegnate nel percorso di ricostruzione.
"Anticipare i tempi significa consentire alle scuole di programmare con maggiore serenità il nuovo anno e contribuire a rafforzare il percorso di rinascita dei territori del sisma, nel quale il sistema scolastico riveste un ruolo strategico", conclude il commissario.
Lo ha recentemente annunziato il ministro Tajani, questa volta senza esibirsi nel suo proverbiale saltello: l’Italia utilizzerà il fondo Safe per il riarmo. Detto fondo prevede che gli Stati dell’Unione Europea possano attingere da Bruxelles una notevole quota di danari per armarsi.
Il giullaresco governo della destra bluette neoliberale si conferma, una volta di più, per quello che realmente è: il nemico dell’interesse nazionale e il servo dell’imperialismo occidentale.
Naturalmente il riarmo viene attuato in funzione antirussa, come se la Russia di Putin fosse in procinto di invadere l’Italia e l’Europa. Al di là del vitreo teatro delle ideologie e della martellante propaganda, sappiamo benissimo che è invece l’Unione Europea che si sta adoperando in ogni modo per occasionare la guerra con la Russia di Putin, fingendo però, con la massima ipocrisia, che sia quest’ultima a cercare il conflitto.
Hanno pure il coraggio di definirsi patrioti, quando in realtà sono nemici della patria e dell’interesse nazionale: dietro il patriottismo ideale si nasconde l’atlantismo imperialistico reale.
Anziché mettere a disposizione fondi per lo Stato sociale e per la scuola, per la sanità e per il lavoro, l’Unione Europea investe sulle armi e sulla guerra, con ciò rivelando una volta di più la propria natura di treno in corsa verso l’abisso.
Intanto, così ha recentemente dichiarato, senza perifrasi, Elly Schlein, vestale della sinistrash fucsia padronale e nemica delle classi lavoratrici: «Il Pd sosterrà l’Ucraina con tutti i mezzi a disposizione».
Non è chiaro se tra i mezzi a disposizione figurino anche i lauti stipendi dei parlamentari e dei senatori della sinistra fucsia, ma è fuor di discussione il fatto che la Schlein difenda strenuamente l’invio di armi al guitto di Kiev, attore Nato.
Schlein ha, inoltre, asserito che Putin ha violato il diritto internazionale. Ammesso e non concesso che ciò sia vero, domandiamo: forse che Putin lo ha violato più di Washington, strenuamente supportata dalla sinistra come dalla destra italiana?
Insomma, a conti fatti, si tratta della stessa posizione nefanda fatta valere dalla destra bluette neoliberale e filoatlantista di Giorgia Meloni.
Ciò mi permette, una volta di più, di sottolineare come oggi, con la loro omogeneità bipolare, destra e sinistra rappresentino l’alternanza che nega l’alternativa, facendo sempre e comunque valere l’interesse del blocco oligarchico neoliberale e del suo tableau de bord.
D’altro canto, due è il numero minimo per fingere una democrazia.
I militonti della destra e quelli della sinistra (se Sparta piange, Atene non ride...) si illudono oscenamente di poter scegliere tra due paradigmi alternativi, quando in realtà la loro scelta ricade sempre e comunque sul programma delle classi dirigenti senza frontiere, rispetto alle quali destra e sinistra non sono se non gli zelanti maggiordomi.
Nelle inqualificabili parole di Elly Schlein si coagula perfettamente la deplorevole adesione della sinistra al paradigma capitalistico e imperialistico dominante: quel paradigma che essa, quand’era rossa e non si era ancora sbiadita facendosi fucsia, combatteva strenuamente, opponendosi tanto al capitalismo quanto all’imperialismo.
La vestale della sinistra fucsia punta il dito contro Putin, reo di aver violato il diritto internazionale. Curiosamente, però, non punta mai il dito contro Washington, che della violazione del diritto internazionale ha fatto il proprio quotidiano modus operandi.
Anziché sostenere la possibilità di un mondo multipolare, sottratto alla presa dell’imperialismo americano, la sinistra, non diversamente dalla destra, supporta sempre e comunque le irragionevoli ragioni di Washington, demonizzando con la logora categoria della dittatura tutto ciò che, per una ragione o per un’altra, all’imperialismo di Washington opponga resistenza.
Come ricordavo nel mio studio "Sinistrash", la figura che meglio rappresenta la metamorfosi kafkiana della sinistra arcobaleno deve essere ravvisata nel Mattia Pascal pirandelliano, il quale, da un giorno all’altro, decide di cambiare la propria identità e di rinnegare in toto il proprio passato.
Così ha fatto anche la sinistra, facendosi indistinguibile dalla destra e assumendo lo sguardo di chi, in alto, ci odia.
La sera del 27 luglio in uno spazio suggestivo, nel centro di Massa Fermana, il borgo al confine tra le province di Macerata e Fermo, con un clima anche piacevole molto ambito in queste giornate afose, si è ritrovata tanta gente per ascoltare la presentazione di un progetto che si propone di diffondere la cultura della salute per la prevenzione della malattia e la ricerca del benessere.
Chi si occupa della rubrica “Sano a sapersi” di Picchio News sarà fra i protagonisti dell’iniziativa creata nell’ambito della attività sociale dell’associazione “Progetto comune APS”, che tra i suoi obiettivi principali ha proprio una comunicazione scrupolosa e sicura.
Nel variegato e molto complesso mondo della sanità, della protezione della salute dei cittadini, l’informazione, la costruzione di una cultura ha avuto sempre un ruolo marginale sopraffatto dalla necessità di un’attenzione prioritaria per condizioni di urgenza dei servizi di diagnosi e cura della malattia.
Organizzazione, risorse professionali ed economiche, lasciate ad iniziative velleitarie e senza continuità sia in ambito pubblico che privato. Ultimamente il clima è in parte cambiato; l’invecchiamento della popolazione, l’aumento vertiginoso delle richieste di assistenza, i periodi di assoluta necessità di gestire situazioni straordinarie, come una pandemia, hanno focalizzato il concetto di prevenzione, di cultura della salute da proporre socialmente per ridurre l’impegno, star meglio e più a lungo, essere eventualmente di aiuto a chi è preposto alla salvaguardia del bene più grande: la salute, appunto.
Nelle structures pubbliche il servizio di comunicazione comincia ad avere le sembianze di un reparto, nelle strutture private i più illuminati stanno costruendo un modello dove c’è una particolare attenzione per la comunicazione, i professionisti medici impegnati nella diagnosi e cura, ma disponibili anche per una buona informazione.
Nel territorio un esempio virtuoso è il gruppo medico Associati Fisiomed. Nella sua nuova sede a Sforzacosta c’è uno spazio apposito dove si svolgono convegni per l’aggiornamento degli operatori sanitari, ma anche un corso di informazione medico-scientifica della UNITRE Macerata e conferenze organizzate da varie associazioni.
Il personale specialistico medico e quello della comunicazione scientifica di Associati Fisiomed partecipano a campagne esterne come quella del CNA nelle aziende associate.
La cultura della salute e la buona informazione non hanno distinzione, non devono assoggettarsi al concetto di servizio pubblico o privato, è un servizio universale, globale dove tutti possono dare il proprio contributo per una comunicazione che risulti uniforme e di qualità, utilizzando i mezzi sempre più numerosi, efficienti e tecnologicamente avanzati.
Di tutto questo si è discusso lunedì scorso a Massa Fermana. A conferma di quanto ho cercato di spiegare, hanno portato il loro contributo l’assessore alla sanità della regione Marche Paolo Calcinaro, l’amministratore unico del centro medico Associati Fisiomed Enrico Falistocco, la presidente di UNITRE Macerata Gloria Pierucci, il rappresentante del distretto del cappello Paolo Marzialetti a testimonianza dell’interesse sociale dell’argomento.
Poi i rappresentanti delle fonti più qualificate e sicure di riferimento per l’organizzazione del progetto: rappresentanti delle AST territoriali, dell’Università politecnica delle Marche, sempre presente e garante in iniziative di questo tipo, delle risorse professionali della medicina privata.
Molto apprezzati e costruttivi gli interventi del Prof. Giampiero Macarri, docente universitario e direttore della U.O. di gastroenterologia dell’AST di Fermo, della Dott.ssa Lucia Isolani, Direttore del servizio di medicina del lavoro AST Macerata, del Prof. Giancarlo Balercia, direttore della clinica di endocrinologia UNIVPM, del Prof. Michele Germani, professore di ingegneria UNIVPM. Per impegni improvvisi ha inviato il suo saluto, senza poter essere presente, il Dott. Daniele Travaglini, specialista in chirurgia vascolare e flebologia e operatore nell’ambito della medicina privata.
Io, Fabrizio Scoccia, giornalista medico-scientifico curatore di questa rubrica e di altre e poi la presidente dell’associazione “Progetto comune APS” Chiara Mariozzi abbiamo detto che un progetto è stato elaborato per riunire le forze necessarie nel territorio e promuovere una cultura della salute sempre più diffusa e sicura.
Il numeroso pubblico presente, molto attento, ci fa pensare che il progetto possa avere un bel futuro. Un grazie speciale al sindaco di Massa Fermana Gilberto Caraceni per la disponibilità e la bella accoglienza.
Il guasto alla Pet-Tc dell’ospedale di Torrette non è ancora completamente risolto, ma l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche assicura che sono in corso tutte le azioni necessarie per garantire la continuità degli esami diagnostici.
Il sistema, spiega la direzione dell’Aou Marche, presenta “un’anomalia tecnica intermittente” sulla quale sono già intervenuti sia il personale del servizio di manutenzione sia i tecnici della casa produttrice. Il problema è legato alla necessità di reperire un componente di ricambio, la cui disponibilità consentirà il ripristino definitivo della piena funzionalità del macchinario.
Nel frattempo l’azienda sanitaria ha predisposto una serie di misure organizzative per evitare disagi ai pazienti. Tra le soluzioni individuate c’è la definizione di accordi con altre aziende sanitarie regionali, in particolare con Ast Macerata, che in passato aveva già collaborato con Torrette per prestazioni della stessa tipologia.
L’obiettivo è garantire la presa in carico dei pazienti esterni e di quelli provenienti da fuori provincia, mantenendo attivi i percorsi assistenziali stabiliti dalle strutture competenti.
L’Aou Marche precisa inoltre che la gestione dei pazienti prosegue anche attraverso le modalità alternative disponibili, compreso l’utilizzo della Risonanza magnetica Pet (Rmn Pet) quando appropriato per i percorsi clinici individuati.
Parallelamente, l’azienda ha valutato positivamente anche l’ipotesi di ricorrere temporaneamente a una Pet-Tc mobile, ovvero un’apparecchiatura installata su un mezzo dedicato che potrebbe essere utilizzata fino al completo ripristino del sistema fisso.
Sono infine in corso ulteriori verifiche e acquisizioni dal mercato per individuare le soluzioni più rapide ed efficaci.
Straordinario successo per gli Arcieri del Medio Chienti, che ai Campionati Italiani 3D di Schilpario conquistano con merito il titolo tricolore a squadre. In una competizione che ha fatto registrare numeri record con ben 750 atleti al via da tutta la penisola, la società di Belforte del Chienti si è imposta nell'appuntamento più importante della stagione sportiva della disciplina.
A trascinare il club sul gradino più alto del podio è stato il quartetto composto da Fabio Pittaluga, Giusto Magrelli, Marco Feliziani e Giuseppe Cambiotti. La squadra, superata una fitta concorrenza freccia dopo freccia, ha dominato la finale conquistando in maniera netta il titolo di Campione d'Italia 3D. Un'affermazione che riveste un valore doppio per Marco Feliziani, presidente degli Arcieri del Medio Chienti, che firma così il suo primo titolo tricolore in carriera.
"Ci sono vittorie che si raccontano e poi ci sono vittorie che si sentono dentro e che resteranno per sempre. Per me questa ha un significato speciale perché è il mio primo titolo italiano", ha commentato il presidente e arciere Feliziani.
"La cosa più bella è averlo conquistato insieme a tre compagni straordinari. Una vittoria di squadra non è mai soltanto di chi scende sul campo: voglio ringraziare tutti i nostri compagni che sono stati a bordo campo a sostenere e condividere ogni momento. Un grazie particolare va ai tecnici Marco Seri e Annalisa Agamennoni per i consigli e per il lavoro svolto: questo titolo porta anche la loro firma".
Con il motto "Vis unita fortior", gli Arcieri del Medio Chienti tornano a casa festeggiando un traguardo che valorizza la crescita, il gruppo e la passione dell'intera società.
Una piazza gremita di appassionati, famiglie e turisti ha fatto da cornice alla seconda edizione di "Scacchi sotto le Stelle", la simultanea organizzata dal Circolo Scacchi Recanati-Osimo-Offagna-Porto Recanati-Porto Potenza Picena (CSR), andata in scena sabato 1° agosto in piazza Douhet a Porto Potenza Picena.
Dopo il successo dello scorso anno, l'iniziativa ha riportato nel cuore della località balneare una serata dedicata agli scacchi, trasformando la piazza in un grande spazio di incontro all'insegna della strategia, della cultura e della socialità.
Protagonisti della serata sono stati i maestri marchigiani Flavio Borgiani e Claudio Graziani, impegnati in una simultanea contro 36 sfidanti di tutte le età, dai bambini agli adulti. L'evento è stato organizzato grazie all'impegno del tesserato del CSR, arbitro e istruttore Palmiro Possanzini, con il patrocinio del Comune di Potenza Picena e il supporto della Pro Loco di Porto Potenza Picena.
Prima dell'inizio delle partite, il presidente del Circolo Vincenzo Bondanese e lo stesso Possanzini hanno salutato i partecipanti, ringraziando l'amministrazione comunale, la Pro Loco, i due maestri e tutti i volontari che hanno contribuito all'organizzazione della manifestazione.
Nel corso della serata le scacchiere sono state animate da partite combattute e ricche di spunti tecnici, con la partecipazione anche di alcuni turisti stranieri, a conferma di come gli scacchi rappresentino un linguaggio universale capace di coinvolgere persone di ogni età e provenienza.
I due maestri hanno affrontato una lunga maratona di gioco, trovandosi spesso di fronte a posizioni complesse create dalla determinazione degli sfidanti, che hanno dimostrato preparazione, entusiasmo e grande spirito sportivo.
Al termine della manifestazione tutti i partecipanti hanno ricevuto in omaggio un dipinto dell'artista locale Michela Rafanelli, raffigurante figure scacchistiche sulla spiaggia di Porto Potenza. Premi speciali sono stati inoltre assegnati al primo bambino eliminato, al giocatore che ha conquistato la prima patta e all'ultimo concorrente rimasto in gara, ai quali è stato consegnato il volume "Quell'antico abbraccio al mare - La sciabica di Porto Potenza".
Tra i momenti più significativi della serata spicca la prova dei fratelli Diego e Tiago Nicolai, giovani tesserati del Circolo. I due sono riusciti a resistere ai maestri fino alle battute finali della simultanea, conclusasi intorno alle 2 di notte. Diego Nicolai ha ottenuto un pareggio, mentre Tiago Nicolai, appena 10 anni, è stato l'ultimo giocatore ancora impegnato davanti alla scacchiera ed è riuscito a conquistare la vittoria, firmando una delle imprese più applaudite della manifestazione.
Un risultato che, sottolinea il Circolo, rappresenta il frutto del lavoro svolto sul settore giovanile, attraverso attività formative e iniziative che utilizzano gli scacchi come strumento di crescita personale, educazione al rispetto delle regole e sviluppo delle capacità di concentrazione.
L'attività del Circolo Scacchi Recanati-Osimo-Offagna-Porto Recanati-Porto Potenza Picena proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti estivi: il 7 e 8 agosto sarà presente alla manifestazione "Rivivi 70" di Osimo, mentre il 24 agosto organizzerà un torneo amatoriale sul mare allo stabilimento balneare Al Meris.
Da una parte i cambiamenti climatici, che spingono i vignaioli verso vendemmie sempre più anticipate e vicine al periodo di Ferragosto, dall’altra il calo dei consumi, determinato anche dalla propensione delle nuove generazioni verso altre bevande. Per il settore vitivinicolo marchigiano "sono necessari interventi strutturali nell’ambito di una strategia unitaria in grado di affrontare l’oggi ma di proiettarsi verso il medio lungo termine".
È quanto sostiene Coldiretti Marche, che sollecita la Regione ad avviare un’operazione di mappatura aggiornata del territorio per rendere puntuale lo schedario viticolo regionale.
"È la base di partenza per valutare oggettivamente andamento produttivo, giacenze, strumenti attivati, fabbisogni delle aziende, punti di forza e criticità, misure OCM attivate, da attivare o rimodulare sulle esigenze delle imprese nell'ambito di un piano strategico regionale che possa abbracciare il settore a tutto tondo e strategie commerciali per arrivare a un Piano Strategico Vitivinicolo Regionale 2026-2030", sottolinea Coldiretti Marche.
A preoccupare maggiormente sono soprattutto giacenze e surplus produttivo. Al netto dell’afa e degli eventi meteo violenti, con grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo compromettendo la produzione anche fino al 90% in alcune aziende, si stima una produzione in linea con quella dello scorso anno, pari a circa 870mila ettolitri secondo i dati Ismea.
Ma il nodo principale riguarda la quantità di vino già presente in cantina. Secondo Coldiretti Marche le giacenze sarebbero altrettanto elevate e questo potrebbe determinare un crollo dei prezzi. Nei giorni scorsi l’Imt è intervenuto con una serie di provvedimenti per tutelare il valore del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
In particolare, le eccedenze produttive della campagna vendemmiale 2026 superiori ai 100 quintali per ettaro non potranno essere certificate Doc fino a giugno 2027. In alternativa potranno essere commercializzate, previa richiesta all’organo di controllo, come Esino Doc, Marche Igt o vino senza denominazione.
L’obiettivo è evitare un eccesso di offerta sul mercato e preservare valore economico e immagine della denominazione.
«Un mercato che ha bisogno di qualità - spiegano da Coldiretti Marche - e per questo chiediamo alla Regione di valutare un abbassamento delle rese produttive e interventi di distillazione per ridurre le giacenze e riequilibrare il mercato».
«Avere una mappatura reale del settore consentirà anche di valutare sospensioni per le autorizzazioni a nuovi impianti, prevedendo però specifiche deroghe per quelle imprese che per caratteristiche produttive e commerciali non contribuiscono all’aumento delle giacenze e agli squilibri di mercato».
Nelle Marche si contano circa 18mila ettari di vigne, di cui 12mila destinati alle produzioni di qualità Doc, Docg e Igt. Nonostante i consumi interni siano leggermente aumentati, passando dal 55% al 56% della popolazione marchigiana, si registra una trasformazione nelle abitudini, con un consumo più sporadico per oltre un terzo dei consumatori. Restano invece in calo i consumi nazionali ed esteri, soprattutto tra i giovani.
Nove marchigiani su dieci sono insoddisfatti della riduzione o della chiusura delle filiali bancarie nel proprio territorio. È uno dei dati più significativi che emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”, che fotografa le conseguenze della progressiva riduzione della presenza degli istituti di credito nelle comunità locali.
Secondo l’indagine, nelle Marche il 91,4% dei cittadini considera negativa la diminuzione degli sportelli bancari nei luoghi in cui vive. La presenza di un bancomat, sottolinea il rapporto, non viene percepita come una sostituzione adeguata del rapporto diretto con il personale bancario.
I numeri raccontano una trasformazione profonda del sistema bancario regionale. Tra il 2020 e il 2025 i comuni marchigiani serviti da banche sono passati da 184 a 143, con una riduzione del 22,3%. Nello stesso periodo le filiali sono scese da 790 a 585, con un calo del 25,9%: significa che in cinque anni sono stati chiusi 205 sportelli, con una media di 3,4 chiusure al mese.
La conseguenza è che oggi 103.439 cittadini marchigiani risiedono in comuni privi di uno sportello bancario.
Una situazione che, secondo Uilca, non riguarda soltanto la comodità di effettuare operazioni bancarie, ma coinvolge anche il ruolo sociale delle banche nei territori. “Dietro ogni sportello chiuso – evidenzia il segretario generale Uilca Fulvio Furlan – c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia”.
Il fenomeno viene collegato anche al rischio di ulteriore spopolamento delle aree interne e dei piccoli centri. Per il 63,4% dei cittadini marchigiani, infatti, la presenza di una filiale bancaria rappresenta un elemento che può influenzare la scelta di vivere o meno in un territorio. Inoltre, l’82,3% degli intervistati ritiene che la chiusura degli sportelli contribuisca alla marginalizzazione delle comunità locali.
Tra le criticità evidenziate dal rapporto c’è anche il tema della sicurezza. La riduzione del rapporto diretto con gli operatori bancari potrebbe aumentare la vulnerabilità dei cittadini più fragili rispetto a truffe e frodi. Nelle Marche il 79% delle persone intervistate ritiene che la scomparsa delle filiali favorisca il rischio usura, mentre l’86,6% considera la presenza del personale bancario importante per aiutare i cittadini a difendersi da phishing e truffe online.
La Uilca chiede quindi un cambio di prospettiva: non solo una rete bancaria basata sull’efficienza economica, ma anche un presidio vicino alle persone e ai territori.
“La banca – conclude Furlan – deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone”.
Secondo un approfondimento pubblicato dal Sole 24 Ore, in Italia oltre 15mila studenti universitari idonei ai benefici per il diritto allo studio rischiano ogni anno di rimanere senza un posto letto nelle residenze pubbliche. Una criticità che interessa l'intero Paese e che coinvolge anche le Marche, dove negli ultimi mesi sono stati avviati nuovi interventi per ampliare l'offerta abitativa destinata agli universitari.
Le rilevazioni dell'Andisu, l'associazione che riunisce gli organismi per il diritto allo studio universitario italiani, evidenziano come gli enti pubblici gestiscano circa 40mila posti letto, un numero ancora insufficiente rispetto alle richieste.
«Le domande di studenti fuori sede che possiedono i requisiti Iseeu e Ispe, oltre a quelli di merito per gli anni successivi al primo, superano di oltre 15mila unità la disponibilità dei nostri enti», ha spiegato il presidente Emilio Di Marzio. Un dato che emerge dalle graduatorie provvisorie e che testimonia una difficoltà strutturale del sistema universitario nazionale.
Nelle Marche il tema assume un'importanza particolare per la presenza di importanti poli accademici come Ancona, Macerata, Camerino e Urbino, oltre al ruolo svolto da ERDIS Marche nella gestione delle residenze universitarie e dei servizi destinati agli studenti.
Proprio da Macerata è arrivato recentemente un segnale concreto nella direzione indicata da Andisu. Lo scorso 27 luglio è stata infatti inaugurata la nuova residenza universitaria JHS Home, una struttura da 50 posti letto realizzata nell'ambito del piano nazionale per l'housing universitario. Di questi, 15 saranno riservati per almeno tre anni agli studenti vincitori di borsa di studio ERDIS, mentre i restanti saranno disponibili a tariffe calmierate.
Durante l'inaugurazione, la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha ribadito la centralità del tema abitativo per garantire un accesso equo all'istruzione universitaria.
«Il diritto allo studio deve avere un luogo, una stanza e dei servizi», ha dichiarato la ministra, sottolineando come l'incremento dei posti letto rappresenti una delle priorità nazionali a sostegno di studenti e famiglie.
Secondo Andisu, per colmare il divario tra domanda e offerta sono necessari nuovi investimenti pubblici, il rafforzamento del fondo statale integrativo e la realizzazione di ulteriori studentati nelle aree universitarie. L'obiettivo è aumentare il numero di alloggi gestiti dagli enti per il diritto allo studio, riducendo la dipendenza dal mercato privato degli affitti e garantendo agli studenti idonei la possibilità di accedere a una sistemazione a costi sostenibili.
Un possibile aiuto potrebbe arrivare dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il Pnrr prevede infatti che il 30% dei 60mila nuovi posti letto finanziati venga destinato agli enti per il diritto allo studio. In termini assoluti si tratta di circa 18mila posti, un numero che, almeno sulla carta, consentirebbe di assorbire il fabbisogno degli oltre 15mila studenti idonei oggi privi di sistemazione nelle strutture pubbliche.
L'Università di Macerata ha pubblicato due bandi per il conferimento di incarichi professionali destinati a rafforzare i servizi di inclusione per gli studenti e le attività di comunicazione legate ai progetti di innovazione didattica.
Il primo avviso riguarda la selezione di un massimo di 15 figure per attività di supporto accademico e mediazione rivolte a studentesse e studenti con disabilità o con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). Gli incaricati affiancheranno gli studenti nello studio, nella preparazione degli esami e della prova finale, nei tirocini e nei rapporti con docenti e strutture universitarie.
La selezione avverrà per titoli e colloquio. Possono candidarsi persone con una formazione specifica in ambito pedagogico, educativo o nel sostegno didattico e con esperienza nel settore. Le domande dovranno essere presentate entro le ore 14 del 19 agosto.
Il secondo bando è invece finalizzato all'individuazione di un'esperta o un esperto in comunicazione multimediale per il progetto "MEraviglIA – Metodologie didattiche inclusive e intelligenza artificiale", finanziato nell'ambito del Programma regionale Marche del Fondo sociale europeo Plus 2021-2027.
La figura selezionata si occuperà della progettazione e realizzazione di contenuti audiovisivi e podcast, dell'attuazione del piano di comunicazione, del coordinamento di eventi divulgativi e della promozione dei risultati del progetto attraverso i canali digitali.
Per partecipare è richiesto un titolo accademico di secondo livello, esperienza nella comunicazione di progetti innovativi e la presentazione di un portfolio professionale. Le candidature dovranno essere inviate entro il 26 agosto.
I bandi completi, con i requisiti richiesti e le modalità di presentazione delle domande, sono disponibili nella sezione "Ateneo – Bandi e concorsi – Collaborazioni esterne" del sito dell'Università di Macerata.
Si prepara ad accogliere la prima mostra in Italia di Fares Cachoux la città di Civitanova Marche. Dal 13 agosto al 3 novembre, lo Spazio Multimediale San Francesco a Civitanova Alta ospiterà la personale intitolata "...Oltre", un viaggio espositivo nell'arte grafica dell'artista franco-siriano attiva su temi complessi come politica, società e ambiente.
L'evento, a cura di Cristina Falco ed Enrico Lattanzi, è organizzato dal museo MAGMA e dall'associazione Cartacanta APS. Il percorso raccoglierà le serie più significative dell'artista, ripercorrendo le tappe principali della sua carriera.
Nato ad Homs e formatosi a Parigi, Fares Cachoux si caratterizza per uno stile minimalista fatto di tinte vibranti e forme nette. Le sue opere nascono come manifesti visivi d'impatto, concepiti per stimolare la coscienza del pubblico sulle emergenze contemporanee.
L'inaugurazione ufficiale si terrà il 13 agosto alle ore 18:00. La mostra sarà accessibile al pubblico con un biglietto d'ingresso al costo di 5 euro, con prevendite attive sul circuito Ciaotickets.
Presentata alla Camera dei Deputati la settima edizione del Ginesio Fest, in programma dal 25 al 30 agosto 2026 a San Ginesio, uno degli appuntamenti culturali più significativi dell'estate marchigiana. Un'edizione che segna un passaggio storico per la manifestazione, con il Premio San Ginesio "All'Arte dell'Attore" che assume ufficialmente il nome di Premio Remo Girone "All'Arte dell'Attore", in omaggio all'attore che ne fu ideatore e punto di riferimento fin dalla nascita del festival.
Nel corso della conferenza stampa romana sono stati annunciati anche i primi vincitori del nuovo riconoscimento: Maria Paiato e Valerio Binasco, due protagonisti assoluti della scena teatrale italiana contemporanea, scelti per rappresentare il valore artistico e umano che il premio intende celebrare.
Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, la senatrice Elena Leonardi, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche Silvia Luconi, il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco, il direttore artistico Leonardo Lidi, il presidente della giuria Alessio Boni e la fondatrice del festival Isabella Parrucci.
Il cambio di denominazione rappresenta un tributo alla figura di Remo Girone, che ha contribuito a costruire l'identità del festival trasmettendo una visione del mestiere dell'attore fondata su rigore, responsabilità, studio e autenticità.
La nuova giuria sarà presieduta da Alessio Boni e composta da Lino Musella, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari.
La cerimonia di consegna del premio aprirà ufficialmente il festival il 25 agosto e sarà condotta da Rebecca Liberati e Christian La Rosa.
Per il quinto anno consecutivo la direzione artistica è affidata a Leonardo Lidi, che ha scelto come filo conduttore della manifestazione il tema "Illusioni".
Un concetto che invita a riflettere sul ruolo del teatro come spazio capace di immaginare il futuro, creare comunità e alimentare nuove possibilità attraverso l'arte.
Lidi ha sottolineato come il Ginesio Fest sia diventato negli anni un luogo di incontro tra grandi maestri e nuove generazioni, offrendo opportunità concrete ai giovani artisti e trasformando San Ginesio in un punto di riferimento nazionale per il teatro contemporaneo.
Nel corso degli interventi è stato ribadito il valore culturale e sociale del festival, considerato un modello di rilancio delle aree interne colpite dal sisma.
Il presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone ha definito il Ginesio Fest un esempio virtuoso di integrazione tra spettacolo dal vivo, valorizzazione del patrimonio e sviluppo dei territori.
Sulla stessa linea il sottosegretario regionale Silvia Luconi, che ha evidenziato come il festival rappresenti uno strumento di crescita culturale e promozione delle Marche.
Il sindaco Giuliano Ciabocco ha invece ricordato il percorso iniziato dopo il sisma del 2016, sottolineando come il festival sia diventato uno degli elementi identitari di San Ginesio e parte integrante del cosiddetto "piano della bellezza", capace di accompagnare la ricostruzione attraverso la cultura.
Alessio Boni, presidente della giuria, ha ricordato la figura di Remo Girone definendolo «un maestro capace di scomparire dietro il personaggio, facendo emergere soltanto la verità della scena». Boni ha spiegato di aver accettato con convinzione questo incarico perché il Ginesio Fest rappresenta «un progetto autentico, costruito con qualità, ricerca e onestà», sottolineando inoltre come il teatro sia oggi uno dei pochi luoghi in cui la finzione riesce ancora a raccontare una profonda verità umana.a le novità illustrate durante la conferenza anche il progetto TETA – Teatro e Tavola, sostenuto con 3,5 milioni di euro attraverso il programma Next Appennino.
L'iniziativa, che sarà completata entro il 2028, unirà teatro ed eccellenze enogastronomiche in un nuovo spazio dedicato sia alla valorizzazione del territorio sia all'accoglienza di artisti e compagnie teatrali.
La fondatrice Isabella Parrucci ha inoltre ricordato come il Ginesio Fest sia stato riconosciuto dal Ministero della Cultura tra i progetti triennali del Fondo nazionale, ottenendo il punteggio più alto nella propria categoria.
Dal 25 al 30 agosto, il pubblico potrà assistere a un programma che alterna prime nazionali, anteprime, spettacoli, laboratori e residenze artistiche.
Tra i protagonisti figurano Antonio Latella, Babilonia Teatri, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Giulia Scotti, Marco Coscucci, Gruppo Uror, Francesco Marilungo, Riccardo Micheletti, Davide Calvaresi, Nicolò Tomassini e lo stesso Leonardo Lidi, che firmerà la regia della prima nazionale de "Il taccuino di Trigorin" di Tennessee Williams.
Il festival si conferma così uno degli appuntamenti culturali più importanti dell'estate marchigiana, capace di coniugare qualità artistica, valorizzazione del territorio e sostegno alle nuove generazioni, trasformando ancora una volta San Ginesio nel cuore pulsante del teatro contemporaneo.
Dopo la Giostra dell'Anello dello scorso 5 luglio, San Ginesio si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell'estate con il Palio della Pacca, in programma venerdì 15 agosto. Giunta alla 55ª edizione, la storica gara equestre sarà il momento culminante di una settimana ricca di iniziative tra rievocazioni, spettacoli, gastronomia e intrattenimento, organizzata dall'Associazione Tradizioni Sanginesine.
Quattro le Contrade in gara – Porta Alvaneto, Porta Ascarana, Porta Offuna e Porta Picena – che si contenderanno il drappo realizzato dall'artista Paola Imposimato, il cui disvelamento è in programma lunedì 10 agosto all'Auditorium di Sant'Agostino, insieme al sorteggio dell'ordine di partenza. Alla Contrada vincitrice andranno il drappo e la tradizionale porchetta, richiamo al premio originario della competizione medievale, mentre al cavaliere vincitore sarà consegnato il bozzetto originale dell'opera.
A contendersi il Palio saranno Tommaso Suadoni per Porta Alvaneto, vincitore dell'edizione 2025, Jacopo Matticari per Porta Ascarana, fresco trionfatore della Giostra dell'Anello 2026, Alessio Ricchiuti per Porta Offuna, vincitore della Giostra nel 2024 e secondo classificato quest'anno, e Davide Dimarti, classe 2005, che farà il suo debutto al Palio della Pacca con i colori di Porta Picena dopo le esperienze maturate nelle giostre storiche di Ascoli Piceno e Foligno.
Il programma entrerà nel vivo mercoledì 12 agosto con la Cena medievale con delitto in piazza T. E. Holland. Da giovedì 13 agosto aprirà invece la Taverna del Palio, accompagnata da animazione medievale, spettacoli di falconeria, giullari e musica. Venerdì 14 agosto spazio alla Caccia al tesoro medievale, seguita da nuove esibizioni itineranti, giocoleria, comicità e musica dal vivo.
Il 15 agosto, giorno del Palio, il programma prenderà il via alle 11 con la Messa solenne e la benedizione del drappo al Colle Ascarano. Alle 16 partirà da piazza Alberico Gentili il corteo storico della Municipalità e delle Contrade verso il Campo del Palio, dove alle 17 si disputerà la 55ª edizione del Palio della Pacca. Al termine della gara, alle 19, si svolgerà la premiazione della Contrada e del cavaliere vincitori. La competizione sarà trasmessa anche in diretta streaming sui canali ufficiali dell'Associazione Tradizioni Sanginesine e del Palio di San Ginesio.
La serata si concluderà con la riapertura della Taverna del Palio e, alle 23, con il concerto dei Mortimer McGrave.
Il Palio della Pacca rappresenta il secondo grande appuntamento equestre dell'anno dopo la Giostra dell'Anello e conferma il proprio ruolo centrale nel calendario delle rievocazioni storiche sanginesine, che nel 2026 hanno visto anche il ritorno delle Feste del Santissimo Crocifisso e del Ritorno degli Esuli. Il percorso proseguirà poi il 30 novembre, quando prenderanno il via le celebrazioni per il 650° anniversario della Battaglia della Fornarina, altra pagina fondamentale della storia di San Ginesio.
Giovani, famiglie e appassionati di musica elettronica hanno invaso Piazza Giacomo Leopardi per l’ottava edizione dell’EMF Recanati – Electronic Music Festival, trasformando il centro storico in un imponente palcoscenico a cielo aperto.
A rendere unica la serata è stato lo straordinario colpo d'occhio offertosi ai presenti: le facciate storiche della piazza, attraversate da un imponente gioco di luci, colori ed effetti scenici, sono diventate parte integrante dello show, regalando un suggestivo incontro tra l'architettura classica cittadina e i linguaggi musicali contemporanei.
In consolle si sono susseguiti i ritmi e i DJ set di Nicola Pigini, Gianmaria Ascani, Francesco Luv, Laurentt e la formula b2b di Gluten Freak con Freddie Wall, che hanno fatto ballare il pubblico fino a notte fonda, supportati dalle aree food & drink curate dai locali della zona.
Alla riuscita dell'evento ha lavorato una complessa macchina tecnica e organizzativa: FBT Elettronica ha curato l'impianto audio con il sistema MYRA, mentre Frenexport ha fornito le tecnologie d'illuminazione. La gestione tecnica e il light design sono stati firmati da Event Consulting, mentre MC Service e EOS si sono occupate rispettivamente dell'installazione dei ledwall e degli effetti scenici.
Forte il sostegno del tessuto economico locale, con il contributo di realtà come BCC di Recanati e Colmurano, Astea, Elettromedia, Birra Forst, Campetella Robotic, Fatar, Studiologic e Casoni. La manifestazione ha inoltre riservato spazio alla sensibilizzazione sociale sui temi giovanili grazie ai punti informativi di AVIS e della cooperativa sociale Pars.
Spenstesi i riflettori, Piazza Leopardi è tornata alla quotidianità, lasciando a partecipanti e organizzatori il ricordo di una serata di festa ed energia da incorniciare.
(Credit foto: Andrea Coletta)
Una serata di emozioni, affetto e gratitudine per don Gianni Compagnucci, parroco della comunità di San Catervo a Tolentino, che nei giorni scorsi ha festeggiato il traguardo dei sessant'anni con una sorpresa organizzata dai suoi parrocchiani.
La festa è stata preparata in occasione della celebrazione della messa nella chiesa di San Catervo, dove la comunità ha voluto rivolgere al sacerdote i propri auguri. La funzione religiosa è stata celebrata da don Gianni insieme a don Ariel Veloz, al priore della Basilica di San Nicola, padre Massimo Giustozzo, e a padre Gabriele Pedicino.
Al termine della celebrazione, il parroco pensava di trascorrere il compleanno in famiglia, ma ad attenderlo c'era una sorpresa organizzata nei minimi dettagli. Una volta entrato nel locale scelto per i festeggiamenti, don Gianni si è trovato davanti decine di parrocchiani pronti ad accoglierlo con entusiasmo e affetto.
Alla serata hanno partecipato anche rappresentanti dell'amministrazione comunale di Tolentino, tra cui il sindaco Mauro Sclavi, il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi, l'assessore Benedetta Lancioni e i consiglieri comunali Monia Prioretti e Silvia Tatò. Presenti anche l'ex sindaco Giuseppe Pezzanesi, i sacerdoti della città e don Fabio Moretti, compagno di seminario di don Gianni.
Un momento di condivisione che ha riunito fedeli, amici e istituzioni cittadine, testimonianza del forte legame costruito negli anni dal parroco con la comunità di San Catervo.
La serata si è conclusa con il tradizionale taglio della torta e il brindisi per i sessant'anni di don Gianni Compagnucci, accompagnato dagli auguri per il suo servizio pastorale e per il cammino portato avanti alla guida della parrocchia.
Un ritorno carico di emozione, memoria e significato. A oltre cinquant'anni dall'acquisto del Castello di Pitino, il dottor Pacifico Fattobene, storico, scrittore e tra i più autorevoli custodi della memoria settempedana, è tornato a visitare l'antico fortilizio dopo il completamento dei lavori di restauro che lo hanno restituito al suo antico splendore.
Classe 1938, Fattobene è considerato da tutti l'ultimo residente del maniero. Nel marzo del 1970 fu proprio lui a sottoscrivere l'atto di compravendita del castello, un momento destinato a entrare nella storia locale. Nella giornata di ieri, dopo il lungo intervento di recupero promosso dall'Amministrazione comunale, ha potuto rivedere quei luoghi ai quali ha dedicato una parte importante della propria vita.
Ad accompagnarlo nella visita sono stati il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il nipote Nunzio, il coordinatore della Casa di riposo "Lazzarelli", Mauro Marcantonelli, dove Fattobene risiede attualmente, e il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata.
Per lo storico settempedano è stata una visita dal forte valore simbolico. Camminare nuovamente tra le mura del castello restaurato ha rappresentato non solo un momento personale di intensa commozione, ma anche un tributo alla storia e all'identità della città.
Studioso instancabile e autore di numerose pubblicazioni dedicate al territorio, Fattobene ha dedicato l'intera esistenza alla ricerca d'archivio e alla valorizzazione della memoria locale. Dai suoi studi sulla Resistenza e sulla figura di Enrico Mattei fino alle ricerche sulle ultime lettere di Giacomo Leopardi, il suo lavoro ha contribuito a preservare e tramandare il patrimonio storico e culturale della comunità settempedana.
La sua figura è legata anche a numerose curiosità biografiche. Negli anni della formazione frequentò il seminario insieme al futuro cardinale Edoardo Menichelli e a don Giuseppe Branchesi. È inoltre cugino di primo grado del cantautore Renato Zero, che in passato avrebbe manifestato il desiderio di contribuire personalmente al recupero del Castello di Pitino.
La visita è arrivata poche settimane dopo la riapertura ufficiale del complesso monumentale, inaugurato il 4 luglio scorso alla presenza del Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. Il progetto di recupero, che ha interessato il castello, la chiesa di Santa Maria della Pietà e quella di Sant'Antonio Abate, è stato realizzato grazie a un investimento superiore a 1,7 milioni di euro nell'ambito del Piano Nazionale Complementare al Pnrr.
«È stato un momento di straordinaria intensità emotiva e umana poter accompagnare il dottor Pacifico Fattobene tra le mura rinate del Castello di Pitino – ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei –. A lui dobbiamo una gratitudine profonda per la passione e la dedizione con cui, in tutti questi anni, ha custodito la memoria di questo luogo simbolo della nostra città. Vedere la sua emozione davanti al castello restituito alla comunità è stata la testimonianza più autentica del valore di questo intervento. La sua presenza rappresenta il ponte ideale tra la storia che abbiamo ereditato e il futuro che vogliamo costruire per questo straordinario patrimonio».
C’è un appuntamento che ogni estate richiama migliaia di persone da tutta la regione e non solo. È quello con la Sagra della Vernaccia di Serrapetrona, la festa che unisce tradizione, buon cibo, musica e divertimento in uno dei borghi più affascinanti delle Marche.
Dal 6 al 9 agosto 2026, Serrapetrona tornerà a trasformarsi nella capitale del divertimento dell’entroterra maceratese con quattro serate ricche di spettacoli, concerti, dj set, gastronomia e intrattenimento per tutte le età.
L’evento, organizzato dal Comune di Serrapetrona in collaborazione con la Pro Loco, con la direzione artistica di DM SHOW SERVICE, proporrà ogni sera stand gastronomici con piatti tipici della tradizione marchigiana, l’immancabile Vernaccia di Serrapetrona e un programma artistico pensato per far cantare e ballare ogni generazione.
Giovedì 6 agosto si partirà con una grande festa dedicata alla musica che ha fatto la storia. Sul palco saliranno gli On The Radio, una delle band più coinvolgenti del panorama live, con uno spettacolo che attraversa i grandi successi dance degli anni ’70, ’80 e ’90, senza dimenticare le più amate hit italiane. A seguire, tutta l’energia di Emiliano Effe DJ, pronto a trasformare la piazza in una grande discoteca sotto le stelle.
Venerdì 7 agosto sarà la volta della serata dedicata ai mitici Pezzi da ’90. Protagonisti saranno i Duemila90, band interamente dedicata ai grandi successi degli anni Novanta, per un viaggio tra le canzoni che hanno segnato un’intera generazione. Dopo il live, si continuerà a ballare con il dj set di Alessio Beat.
Sabato 8 agosto arriverà uno degli appuntamenti più attesi dell’intera manifestazione. Sul palco saliranno gli esplosivi Varietà, con il loro spettacolo travolgente, capace di coinvolgere il pubblico dall’inizio alla fine grazie a musica, energia e tanta voglia di divertirsi. A chiudere la serata sarà il mitico Poldo, pronto a far scatenare la piazza fino a notte fonda.
Domenica 9 agosto il divertimento inizierà già dal pomeriggio con i nuovissimi Serra Games, un’edizione completamente ispirata al mondo della musica, tra giochi, sfide e animazione per grandi e piccoli. A chiudere la manifestazione sarà l’attesissimo concerto dei Rumska Lions, che porteranno sul palco tutta la loro inconfondibile energia per il gran finale della Sagra della Vernaccia 2026.
Quattro giorni di festa, sapori, spettacolo e tradizione, in uno scenario unico, dove il gusto della Vernaccia incontra la migliore musica dal vivo.
Dal 6 al 9 agosto, Serrapetrona vi aspetta per vivere insieme la Sagra della Vernaccia 2026.
Perché certe feste non si raccontano… si vivono.
Trasformare le ferite del passato in una nuova forza per affrontare il futuro. È il messaggio racchiuso in “Rinascere Oltre i Limiti. Come trasformare le sofferenze del passato in super poteri”, il libro della scrittrice Simona Budassi consegnato al sindaco Fabrizio Ciarapica nel corso di un incontro in Comune, al quale hanno partecipato anche i consiglieri comunali Giorgio Pollastrelli e Gianluca Crocetti.
L’autrice, oggi mamma, life coach certificata e consulente d’azienda, racconta senza filtri il proprio percorso personale: un’adolescenza segnata da dinamiche familiari complesse, la caduta nel dolore e una lunga risalita. Attraverso la propria testimonianza, Budassi trasforma un’esperienza di sofferenza in un messaggio di speranza, consapevolezza e rinascita rivolto alla comunità.
“La mia missione è semplice - spiega la Budassi - essere, con il mio esempio, un'ispirazione per i ragazzi che stanno attraversando i loro momenti bui e per i genitori che spesso non si accorgono dei segnali. Voglio dire ai giovani che il destino che sembra segnato non lo è: i primi capitoli della nostra storia li scrivono gli altri, ma il finale si scrive da soli”.
L’autrice aggiunge: “Le sofferenze del passato, se attraversate ed elaborate, non restano cicatrici da nascondere. Diventano competenze, sensibilità, forza”.
Sono questi i “super poteri” di cui parla Simona Budassi, che dalla propria esperienza di rinascita ha sviluppato un metodo in quattro fasi, il R.O.L.+1 (Riconoscere, Osservare, Liberare, +1: sane abitudini alimentari), con cui oggi accompagna una community di donne nello stesso cammino di trasformazione personale.
“Ci vuole un coraggio non da poco per fare quello che ha fatto Simona Budassi - dichiara il Sindaco Fabrizio Ciarapica - aspettare, elaborare, e poi, dopo tanti anni, raccontarsi senza filtri. Ringrazio Simona per il coraggio che l’ha portata a voler consegnare questo memoir ai giovani e agli adulti che li crescono. È un libro che invita a riflettere, a non arrendersi davanti alle difficoltà e a credere nella possibilità di trasformare il dolore in una risorsa per il futuro”.
Parole di apprezzamento sono state espresse anche dai consiglieri comunali Giorgio Pollastrelli e Gianluca Crocetti, che si sono complimentati con l’autrice per il valore della testimonianza e per il messaggio di speranza e resilienza contenuto nel volume.