Ricostruzione: perché per il Commissario i cantieri sono al 97% e per ActionAid solo al 33% (VIDEO)
Attualità
10/09/2026 11:10

Ricostruzione: perché per il Commissario i cantieri sono al 97% e per ActionAid solo al 33% (VIDEO)

A un decennio dalle scosse che hanno sconvolto il Centro Italia, fare il punto sulla ricostruzione pubblica è un atto dovuto. Tuttavia, addentrarsi tra le pieghe dei dati non è semplice, ed è proprio da un paio di settimane a questa parte che il dibattito si è riacceso con forza, rendendo necessario fare chiarezza su una questione di fondo: come si misura davvero l'avanzamento di un'opera pubblica? Il tema è rimbalzato al centro dell'attenzione in seguito alle analisi e ai rilievi emersi dal report di ActionAid “Dieci anni dopo: i dati raccontano”, pubblicato nell’agosto 2026, che ha messo in luce il divario tra la comunicazione istituzionale e la realtà fisica dei cantieri. La questione assume un peso rilevante nel Maceratese, la provincia che concentra la quota più consistente della ricostruzione pubblica marchigiana, con ben 1.048 interventi programmati. Secondo il Rapporto sulla ricostruzione 2026 della Struttura Commissariale, queste opere ammontano a un valore che supera 1,46 miliardi di euro, inserite in un quadro regionale marchigiano che conta complessivamente 1.872 interventi per oltre 2,51 miliardi. Ed è proprio per rispondere alle sollecitazioni sollevate dal monitoraggio civico che si innestano le recenti dichiarazioni rilasciate dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli, a margine della camminata di supervisione al Campus di Tolentino. Nel suo dossier, ActionAid ha preso come esempio emblematico proprio la struttura tolentinate da 31 milioni di euro per spiegare il cuore della questione. Per capire cosa sta succedendo bisogna comprendere la differenza metodologica tra i due report: per la Struttura Commissariale un'opera risulta "avviata" quando entra nella macchina burocratica, ovvero quando le viene assegnato il CUP (Codice Unico di Progetto) che è unicamente una targa amministrativa, ma che non ha nulla a che fare con l'apertura del cantiere. Per ActionAid, invece, un'opera è "avviata" solo ed esclusivamente quando raggiunge la Fase 7, ossia quando gli operai entrano in cantiere e i lavori partono concretamente. Tutto ciò che sta prima, nelle fasi da 0 a 6 — tra pareri, carteggi e gare d'appalto — per il monitoraggio civico è ancora semplice burocrazia. Emblematico il caso del Liceo Filelfo: pratica aperta nel 2019 ma ancora registrata come burocrazia nei report 2026, proprio mentre se ne annunciava l'avvio dei cantieri. È la denuncia di ActionAid: senza dati aggiornati, si crea un corto circuito tra gli annunci pubblici e la realtà delle carte. Durante il sopralluogo al cantiere tolentinate, Castelli ha voluto replicare punto su punto, rivendicando la concretezza dei fatti rispetto al ritardo delle banche dati: «In occasione del decennale c'erano state delle sottolineature probabilmente non corrette da parte di alcune associazioni che legittimamente monitorano l'andamento di questo cantiere, che qualcuno sosteneva non essere neanche avviato. In realtà c'è stato un tema probabilmente di dati non aggiornati, ma spesso e volentieri la ricostruzione va ancora più veloce di quanto vadano le informazioni. Questo è un fatto positivo perché non sono importanti i dati, sono importanti la realtà dei fatti. Qualche volta ci sono asimmetrie, come nel caso del Filelfo. La realtà è quella che è rappresentata dietro le mie spalle». Il caso del Filelfo racchiude in sé l'intera questione: da un lato una macchina burocratica i cui registri faticano a stare al passo con l'evoluzione dei cantieri reali; dall'altro, la dimostrazione di come due sguardi diversi possano condurre a narrazioni opposte. Ma quindi, concretamente, quanto differiscono i dati di ActionAid da quelli del commissario? E perché? La risposta sta proprio nel confronto tra queste due lenti. Applicando i due diversi metri di misura ai medesimi dati ufficiali dell'intero cratere, le cifre si ribaltano completamente. Secondo la Struttura Commissariale, il 97,5% delle opere pubbliche è sbloccato e avviato, con un residuale 2,5% di interventi non ancora avviati e circa il 40% della programmazione totale coperta da lavori in corso o già conclusi. Guardando invece ai cantieri reali, ActionAid rileva che le opere entrate in Fase 7 (quelle che hanno visto l'effettivo inizio dei lavori o la loro conclusione) sono appena il 33,6%, pari a 1.232 interventi su 3.667 analizzati nell'intero cratere.  La differenza emerge forte anche sul piano economico: se per la Struttura quasi tutti i 4,85 miliardi di euro stanziati risultano in movimento, per ActionAid il 74,4% delle risorse (circa 3,6 miliardi) è ancora immobilizzato in opere che non hanno mai visto la posa della prima pietra. Nella nostra regione, infine, ActionAid rileva che 1.243 interventi (il 66,4%) sono ancora fermi alla sola fase burocratica, trattenendo il 73,9% dei fondi regionali destinati alle opere pubbliche. Questo non significa sminuire i progressi istituzionali. Tra il 2025 e il 2026 i numeri mostrano comunque una progressione: le opere in attesa di cantiere sono scese da 2.521 a 2.432, quelle con cantiere aperto sono salite da 444 a 548 e quelle tra fine lavori e collaudo da 574 a 684. Ma per le comunità, la distinzione tra fase burocratica ed esecutiva non è un mero esercizio tecnico. Un'opera può essere sbloccata, finanziata e progettata, ma il passaggio decisivo resta quello in cui le ruspe entrano e il cantiere apre. A dieci anni dal sisma, la misura della ricostruzione si gioca tutta nella distanza che separa un faldone avviato su una scrivania da un edificio restituito alla collettività.

Ricostruzione: perché per il Commissario i cantieri sono al 97% e per ActionAid solo al 33% (VIDEO)

Ricostruzione: perché per il Commissario i cantieri sono al 97% e per ActionAid solo al 33% (VIDEO)
10/09/2026 11:10

A un decennio dalle scosse che hanno sconvolto il Centro Italia, fare il punto sulla ricostruzione pubblica è un atto dovuto. Tuttavia, addentrarsi tra le pieghe dei dati non è semplice, ed è proprio da un paio di settimane a questa parte che il dibattito si è riacceso con forza, rendendo necessario fare chiarezza su una questione di fondo: come si misura davvero l'avanzamento di un'opera pubblica? Il tema è rimbalzato al centro dell'attenzione in seguito alle analisi e ai rilievi emersi dal report di ActionAid “Dieci anni dopo: i dati raccontano”, pubblicato nell’agosto 2026, che ha messo in luce il divario tra la comunicazione istituzionale e la realtà fisica dei cantieri. La questione assume un peso rilevante nel Maceratese, la provincia che concentra la quota più consistente della ricostruzione pubblica marchigiana, con ben 1.048 interventi programmati. Secondo il Rapporto sulla ricostruzione 2026 della Struttura Commissariale, queste opere ammontano a un valore che supera 1,46 miliardi di euro, inserite in un quadro regionale marchigiano che conta complessivamente 1.872 interventi per oltre 2,51 miliardi. Ed è proprio per rispondere alle sollecitazioni sollevate dal monitoraggio civico che si innestano le recenti dichiarazioni rilasciate dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Guido Castelli, a margine della camminata di supervisione al Campus di Tolentino. Nel suo dossier, ActionAid ha preso come esempio emblematico proprio la struttura tolentinate da 31 milioni di euro per spiegare il cuore della questione. Per capire cosa sta succedendo bisogna comprendere la differenza metodologica tra i due report: per la Struttura Commissariale un'opera risulta "avviata" quando entra nella macchina burocratica, ovvero quando le viene assegnato il CUP (Codice Unico di Progetto) che è unicamente una targa amministrativa, ma che non ha nulla a che fare con l'apertura del cantiere. Per ActionAid, invece, un'opera è "avviata" solo ed esclusivamente quando raggiunge la Fase 7, ossia quando gli operai entrano in cantiere e i lavori partono concretamente. Tutto ciò che sta prima, nelle fasi da 0 a 6 — tra pareri, carteggi e gare d'appalto — per il monitoraggio civico è ancora semplice burocrazia. Emblematico il caso del Liceo Filelfo: pratica aperta nel 2019 ma ancora registrata come burocrazia nei report 2026, proprio mentre se ne annunciava l'avvio dei cantieri. È la denuncia di ActionAid: senza dati aggiornati, si crea un corto circuito tra gli annunci pubblici e la realtà delle carte. Durante il sopralluogo al cantiere tolentinate, Castelli ha voluto replicare punto su punto, rivendicando la concretezza dei fatti rispetto al ritardo delle banche dati: «In occasione del decennale c'erano state delle sottolineature probabilmente non corrette da parte di alcune associazioni che legittimamente monitorano l'andamento di questo cantiere, che qualcuno sosteneva non essere neanche avviato. In realtà c'è stato un tema probabilmente di dati non aggiornati, ma spesso e volentieri la ricostruzione va ancora più veloce di quanto vadano le informazioni. Questo è un fatto positivo perché non sono importanti i dati, sono importanti la realtà dei fatti. Qualche volta ci sono asimmetrie, come nel caso del Filelfo. La realtà è quella che è rappresentata dietro le mie spalle». Il caso del Filelfo racchiude in sé l'intera questione: da un lato una macchina burocratica i cui registri faticano a stare al passo con l'evoluzione dei cantieri reali; dall'altro, la dimostrazione di come due sguardi diversi possano condurre a narrazioni opposte. Ma quindi, concretamente, quanto differiscono i dati di ActionAid da quelli del commissario? E perché? La risposta sta proprio nel confronto tra queste due lenti. Applicando i due diversi metri di misura ai medesimi dati ufficiali dell'intero cratere, le cifre si ribaltano completamente. Secondo la Struttura Commissariale, il 97,5% delle opere pubbliche è sbloccato e avviato, con un residuale 2,5% di interventi non ancora avviati e circa il 40% della programmazione totale coperta da lavori in corso o già conclusi. Guardando invece ai cantieri reali, ActionAid rileva che le opere entrate in Fase 7 (quelle che hanno visto l'effettivo inizio dei lavori o la loro conclusione) sono appena il 33,6%, pari a 1.232 interventi su 3.667 analizzati nell'intero cratere.  La differenza emerge forte anche sul piano economico: se per la Struttura quasi tutti i 4,85 miliardi di euro stanziati risultano in movimento, per ActionAid il 74,4% delle risorse (circa 3,6 miliardi) è ancora immobilizzato in opere che non hanno mai visto la posa della prima pietra. Nella nostra regione, infine, ActionAid rileva che 1.243 interventi (il 66,4%) sono ancora fermi alla sola fase burocratica, trattenendo il 73,9% dei fondi regionali destinati alle opere pubbliche. Questo non significa sminuire i progressi istituzionali. Tra il 2025 e il 2026 i numeri mostrano comunque una progressione: le opere in attesa di cantiere sono scese da 2.521 a 2.432, quelle con cantiere aperto sono salite da 444 a 548 e quelle tra fine lavori e collaudo da 574 a 684. Ma per le comunità, la distinzione tra fase burocratica ed esecutiva non è un mero esercizio tecnico. Un'opera può essere sbloccata, finanziata e progettata, ma il passaggio decisivo resta quello in cui le ruspe entrano e il cantiere apre. A dieci anni dal sisma, la misura della ricostruzione si gioca tutta nella distanza che separa un faldone avviato su una scrivania da un edificio restituito alla collettività.

Cronaca

Maltempo nelle Marche, altri 90 interventi dei Vigili del fuoco: alberi caduti e strade bloccate

Maltempo nelle Marche, altri 90 interventi dei Vigili del fuoco: alberi caduti e strade bloccate

10/09/2026 19:34

Non si ferma il lavoro dei Vigili del fuoco nelle Marche dopo l’ondata di maltempo che ha interessato il territorio regionale. Dalla mattinata di oggi sono stati effettuati altri 90 interventi, che si aggiungono ai 160 già portati a termine dopo le forti piogge e le raffiche di vento che hanno colpito diverse zone della regione nel tardo pomeriggio di ieri. Il maggior numero di richieste è arrivato dalle province di Ancona e Pesaro Urbino: 55 gli interventi effettuati nell’Anconetano, mentre sono 35 quelli registrati nel Pesarese. A impegnare maggiormente le squadre dei Vigili del fuoco sono stati soprattutto alberi e rami caduti sulla sede stradale o rimasti pericolanti a causa del forte vento. Le squadre sono state impegnate nelle operazioni di messa in sicurezza e nella rimozione degli ostacoli, con l’obiettivo di ripristinare la viabilità e mettere in sicurezza le aree interessate. Il bilancio complessivo degli interventi sale così a 250 operazioni in due giorni, a conferma della portata del fronte di maltempo che ha interessato la regione. La situazione resta sotto osservazione anche nelle prossime ore. Nel nord delle Marche e nell’area interna centrale della regione è stata infatti diramata un’allerta arancione, valida fino alla mezzanotte di oggi. Dopo le precipitazioni e il vento che hanno caratterizzato la giornata di ieri, l’attenzione resta quindi alta, soprattutto per il rischio legato alla caduta di alberi e rami e alle possibili conseguenze sulla viabilità. I Vigili del fuoco proseguono intanto le attività sul territorio per rispondere alle richieste di intervento e completare le operazioni di messa in sicurezza nelle zone maggiormente colpite.

Lupi vicino alle abitazioni, la Regione Marche rafforza i controlli: “Monitoraggio coordinato”

Lupi vicino alle abitazioni, la Regione Marche rafforza i controlli: “Monitoraggio coordinato”

10/09/2026 16:10

Rafforzare il monitoraggio, verificare con puntualità le segnalazioni e garantire un’azione coordinata tra tutti gli enti competenti. Sono queste le principali direttrici indicate dalla Regione Marche dopo le recenti segnalazioni della presenza di lupi in prossimità di aree abitate. L’assessore regionale alla Caccia, Giacomo Bugaro, ha inviato una comunicazione ai Comuni, ai Carabinieri Forestali, alle Polizie Provinciali e agli enti gestori delle aree naturali protette, chiedendo un impegno coordinato per seguire l’evoluzione del fenomeno e intervenire sulla base di informazioni verificate. “La Regione si è attivata tempestivamente per affrontare una problematica che sta suscitando attenzione e preoccupazione tra i cittadini”, spiega Bugaro. “Abbiamo immediatamente avviato un percorso di coordinamento con tutti gli enti competenti per garantire il monitoraggio delle situazioni segnalate e raccogliere informazioni certe e validate”. La priorità, sottolinea l’assessore, è gestire la presenza del lupo con la massima attenzione, nel rispetto delle indicazioni tecnico-scientifiche di Ispra, tutelando allo stesso tempo la sicurezza delle comunità locali. La Regione ha chiesto ai diversi soggetti coinvolti di operare secondo le rispettive competenze per assicurare un monitoraggio il più possibile omogeneo, con particolare attenzione alle zone vicine ai centri abitati, alle aree periurbane e ai luoghi caratterizzati da una significativa presenza di persone. Un ruolo specifico sarà svolto dai Carabinieri Forestali, che saranno coinvolti nella verifica e nella validazione delle segnalazioni, nei sopralluoghi e nelle attività di monitoraggio specialistico previste dal protocollo sperimentale Ispra/Life Wild Wolf. Le Polizie Provinciali collaboreranno invece al monitoraggio continuativo del territorio, alla raccolta delle segnalazioni e all’individuazione di eventuali fattori attrattivi che potrebbero favorire la presenza dei lupi nelle vicinanze delle abitazioni. Agli enti gestori delle aree naturali protette è stato chiesto di attivare le specifiche azioni di monitoraggio, anche attraverso l'utilizzo di fototrappole e altri strumenti tecnici. Le attività saranno orientate a individuare rapidamente eventuali comportamenti anomali o fenomeni di progressiva confidenza del lupo verso l'uomo, favorendo la prevenzione attraverso la rimozione di possibili attrattivi presenti nelle aree urbane e periurbane e il ricorso, se necessario, a sistemi di dissuasione non cruenta, come dispositivi sonori o luminosi. L'assessorato regionale garantirà il supporto tecnico necessario per coordinare la raccolta dei dati e affrontare eventuali criticità che dovessero emergere durante le attività di monitoraggio. Viene inoltre richiamata l'attenzione dei cittadini sull'importanza di adottare comportamenti corretti, evitando di avvicinare o alimentare la fauna selvatica e prestando particolare attenzione alla custodia degli animali domestici. 

Attualità

Scuola e caldo, a Macerata solo il 36% dei plessi ha impianti di climatizzazione (VIDEO)

Scuola e caldo, a Macerata solo il 36% dei plessi ha impianti di climatizzazione (VIDEO)

09/09/2026 19:40

La crisi climatica in corso non interessa solamente il settore agroalimentare, energetico o quello turistico. A fare i conti con le temperature estreme che hanno accompagnato quest’estate e che stanno caratterizzando i primi giorni di settembre, sono anche gli studenti che in questa settimana stanno tornando sui banchi di scuola. Il rientro in aula è iniziato lo scorso lunedì nella Provincia autonoma di Bolzano ed è previsto per il 14 settembre nella provincia di Macerata e, in base alle varie Regioni, proseguirà fino al 17 settembre. Ma accanto al generale malcontento che può suscitare l’inizio di un nuovo anno scolastico, questo settembre prevede anche un caldo sofferto, che le strutture scolastiche italiane non sono pronte ad affrontare. All’interno del documento Sicurezza e Benessere nelle scuole. Indagine sulla qualità dell’aria e sull’ergonomia a cura dell’INAIL si legge che “gli ambienti scolastici, al pari di quelli d’ufficio, possono essere classificati tra quelli di tipo 'moderato' (in riferimento agli ambienti termici). In essi le condizioni climatiche non compromettono l’incolumità degli occupanti, ma possono alterare il loro benessere psicofisico, condizionando l’efficacia dell’apprendimento". Il testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, inoltre, descrivendo le caratteristiche relative alle temperature degli uffici afferma che “in estate la differenza tra temperatura interna ed esterna, non dovrebbe superare i 7 gradi. Rispetto al problema della temperatura dei locali la risposta è più semplice: il datore di lavoro deve garantire, ai sensi dell'art 65 e allegato 4 del D.Lgs 81/08, una temperatura adeguata dei locali di lavoro connessa con la tipologia d'attività ed il consumo energetico (sforzo) del lavoratore: ad esempio per il lavoro d'ufficio (21-23 gradi); lavoro fisico di media intensità (18-21 gradi). In ogni caso nel periodo estivo la temperatura dei locali non deve superare i 24 gradi”. Sulla base di questi dati, il think-tank indipendente Tortuga ha rilevato che ad oggi, “circa il 45% delle scuole sono senza climatizzazione ed esposte a caldo critico, per una popolazione di circa 2,7 milioni di studenti”. Inoltre, all’interno dello studio si osserva come il Rapporto sull’edilizia scolastica della Fondazione Agnelli abbia rilevato che “gli edifici scolastici italiani hanno un'età media di 52 anni e in gran parte non sono più adeguati alle esigenze del futuro prossimo dal punto di vista della sicurezza, della sostenibilità e degli spazi per una buona didattica. Si tratta, in larga misura, di scuole costruite tra gli anni Sessanta e Ottanta e pensate per un'altra epoca e per un altro clima”. Nel campione di edifici scolastici presi in considerazione, il 30% non riporta se è dotato o meno di un impianto funzionante: “le scuole del Centro-Sud e delle Isole hanno una probabilità più elevata di non riportare questa informazione, pari a circa il 35%, mentre nelle regioni del Nord la quota si colloca intorno al 15%”. Escludendo gli edifici per cui questa informazione è mancante, il dato relativo alle scuole italiane che dispongono di un impianto di climatizzazione si attesta al 10%. All'interno del report di Tortuga, tra le regioni italiane, quella che spicca in particolare e che supera di gran lunga la media nazionale è la regione Marche, “dove circa il 40% degli istituti scolastici dispone di aria condizionata”. Il dato, stando allo studio, è da collegare al processo di ricostruzione che ha interessato la regione nel periodo post sisma del 2016. Nonostante questo, però, la presenza di sistemi di raffrescamento è presente in meno di una scuola su due. A donare un quadro della situazione relativa alla prensenza di questi sistemi sono anche i dati del Portale Unico MIM 2024-2025. Al 6 agosto 2025 gli istituti rilevati nella provincia di Macerata sono 333. Di questi, 114 sono Scuole dell’infanzia, 103 Scuole primarie, 55 istituti comprensivi e secondarie di primo grado e 61 comprendono istituti superiori, licei e tecnici. Scendendo più nello specifico, di questi 333 istituti solamente 121 dispongono di un impianto di condizionamento e ventilazione (pari a circa il 36%); maggiormente diffusi all'interno delle Scuole Primarie. Risultano invece sprovvisti di sistemi di raffrescamento ben 206 plessi (all'incirca il 62%), per la maggior parte Scuole dell'Infanzia. Infine, quelle presenti sotto la dicitura "non definito" sono sei.  Il ministro dell'istruzione Giuseppe Valditara ha comunicato lo stanziamento di 20 milioni di euro per rispondere all'emergenza caldo all'interno delle strutture scolastiche. I soldi saranno destinati a tutte le scuole ma dovranno essere gli stessi istituti a fare richiesta per ottenerne una parte e potranno farlo solamente fino a venerdì, seguendo il modello del 'Click day'. Quest'ultimo meccanismo prevede che a ricevere il supporto economico saranno solo le scuole che riusciranno a fare domanda per prime, fino a completo esaurimento.  "Se pensiamo a tutte le scuole d'Italia immagino che 20 milioni di euro possano non essere sufficienti, però intanto è una misura. Noi come Ufficio scuola abbiamo anche mandato una comunicazione agli istituti scolastici per suggerire proprio di partecipare alla selezione di questi fondi messi a disposizione per il raffrescamento delle scuole - afferma l'assessore all'Istruzione e alla Cultura del Comune di Macerata Lorella Benedetti - Speriamo, quanto meno, che questi soldi arrivino e che vengano utilizzati al meglio".        

Manifatture Alessia apre le porte al Brasile: 45 giovani imprenditori a Belforte alla scoperta del "made in Italy"

Manifatture Alessia apre le porte al Brasile: 45 giovani imprenditori a Belforte alla scoperta del "made in Italy"

09/09/2026 16:00

Da oltreoceano per conoscere da vicino le radici dell'eccellenza italiana. Nella giornata di ieri, a Belforte del Chienti, una delegazione di 45 giovani imprenditori brasiliani, impegnati in uno Studio Tour attraverso l'Italia alla scoperta delle realtà che hanno costruito e continuano a rappresentare il successo del Made in Italy. Il gruppo, nei giorni precedenti, ha fatto tappa in altre due leggende assolute del settore: il lanificio Cariaggi, leader mondiale indiscusso nella filatura del cashmere più pregiato, e le storiche Seterie Ratti di Como, un vero mito internazionale nella stampa e nel disegno della seta d'alta moda. Il percorso ha poi portato la delegazione nel Comune maceratese, accompagnata da Angelo Accorsi e Romano Benini, con cui il tema del territorio è stato messo al centro della discussione. La visita a Belforte è iniziata a Villa Valentini, storica dimora del XVII secolo oggi sede di Manifatture Alessia Srl. Ad accogliere gli imprenditori brasiliani sono stati i titolari Roberto Giujusa e Isabella Del Vecchio, che hanno raccontato la scelta di acquisire e riqualificare la villa, trasformandola nella sede della propria attività. Una scelta imprenditoriale che nasce dalla convinzione che il luogo in cui si lavora non sia un semplice contenitore, ma possa contribuire in maniera concreta alla creatività e alla qualità del lavoro. "Il luogo forma il gusto e la sensibilità", ha spiegato Giujusa, introducendo uno dei concetti centrali dell’incontro: quello del Genius Loci, inteso come l’influenza che il territorio, la cultura e l’ambiente esercitano sul modo di pensare e di lavorare delle persone. La riflessione sul Made in Italy instaurata con la delegazione nasce proprio sullo stretto rapporto che intercorre tra luogo, competenze e capacità produttiva. "È impossibile per una persona che non vive in Italia raggiungere certi livelli", ha osservato Giujusa, sottolineando come l’eccellenza italiana non sia riconducibile a un singolo elemento, ma alla capacità di mettere insieme componenti diverse: "La materia prima, la tecnica, l’artigianalità, l’architettura, il paesaggio". Un patrimonio costruito nel tempo, nel quale un ruolo fondamentale è svolto dalle competenze che si tramandano di generazione in generazione. Dopo la visita a Villa Valentini, la delegazione è stata accompagnata dal presidente di Confartigianato Tolentino Andrea Rilli nel centro storico di Belforte dove, in piazza Umberto I, ad accoglierla c'erano il sindaco Alessio Vita e la vicesindaco Mariella Migliorelli. Il confronto sul significato profondo dell'eccellenza italiana è proseguito all'ex Oratorio, messo a disposizione dal Comune. A dialogare con i giovani imprenditori brasiliani sono stati ancora Roberto Giujusa e Andrea Rilli. "Noi lavoriamo con le mani, siamo artigiani. E sono i dettagli a fare la differenza in tutti i lavori", ha sottolineato Rilli, richiamando l’importanza del metodo e dell’empatia nel rapporto con il lavoro e con le persone. Una competenza che non è soltanto teorica, ma che si costruisce attraverso l’esperienza, attraverso quella che Giujusa ha definito una vera e propria "laurea sul campo": il sapere acquisito facendo, osservando, provando e tramandando. Il confronto si è concluso con un messaggio rivolto direttamente ai giovani imprenditori brasiliani: "I sogni sono l’inizio di tutto. Realizzate i vostri sogni", ha detto Rilli. A portare il saluto dell’amministrazione comunale è stato il sindaco Alessio Vita, che ha illustrato agli ospiti le principali eccellenze di Belforte del Chienti e l’impegno dell’amministrazione nella valorizzazione del patrimonio storico e imprenditoriale del paese. "È motivo di grande orgoglio per tutta la nostra comunità aver potuto accogliere a Belforte una delegazione internazionale di giovani imprenditori - ha detto il sindaco Alessio Vita - Questo incontro dimostra che anche un piccolo Comune può dialogare con il mondo quando sa valorizzare le proprie eccellenze. Abbiamo avuto la possibilità di presentare loro non soltanto i nostri prodotti, ma soprattutto il nostro territorio, la nostra storia e le competenze che ancora oggi rappresentano una parte importante della nostra identità".

Politica

Civitanova, Forza Italia spiega l'astensione sulla sicurezza: "Basta speculazioni, serve responsabilità"

Civitanova, Forza Italia spiega l'astensione sulla sicurezza: "Basta speculazioni, serve responsabilità"

10/09/2026 15:00

Una scelta di responsabilità, non una presa di distanza dal tema della sicurezza. Forza Italia torna sul voto espresso nell’ultimo Consiglio comunale sulla mozione dedicata alla sicurezza e, attraverso il segretario cittadino Paolo Giannoni e la consigliera comunale Paola Fontana, rivendica la linea adottata in Aula. «Il dibattito in Aula avrebbe dovuto affrontare con equilibrio un tema fondamentale per la città, ma si è trasformato in un’occasione di scontro e di posizionamento personale che rischia di allontanare le istituzioni dai bisogni reali dei cittadini», sostiene Giannoni. Il segretario cittadino rivendica quindi l’astensione del gruppo consiliare come una scelta dettata dalla volontà di mantenere un atteggiamento «maturo e responsabile». «Forza Italia ha scelto di mantenere una linea di profonda maturità e responsabilità. La nostra astensione è stata un atto di rispetto verso la comunità e un invito alla serietà», afferma. Il punto, per Giannoni, è evitare che la sicurezza diventi esclusivamente materia di contrapposizione politica. «La sicurezza richiede una regia serena e pragmatica, non contrapposizioni d’Aula che rischiano di svuotare di senso i problemi della città». Un tema che, secondo Paola Fontana, coinvolge direttamente l’intera comunità. «La sicurezza riguarda tutti: chi vive e lavora a Civitanova, le famiglie, i genitori che vedono i propri figli uscire la sera, i tanti turisti e i giovani che scelgono la nostra città», sottolinea la consigliera. «Non possiamo permettere che il lavoro quotidiano di chi crea ricchezza e posti di lavoro venga penalizzato da narrazioni allarmistiche e speculazioni che trasmettono un'immagine distorta e ingiusta della nostra città». Per la consigliera, la priorità resta «il sostegno costante alle Forze dell'Ordine e interventi coordinati sul territorio, compresa la salvaguardia della Stazione dei Carabinieri di Civitanova Alta». Fontana rivendica poi l'operato dell'amministrazione anche sul fronte del contrasto alla violenza di genere e della tutela della figura femminile: «Sulle polemiche ideologiche dell'opposizione la mia risposta è una sola: i fatti. L'impegno per le donne si misura con le azioni concrete, dalla campagna di sensibilizzazione "Respect is an Act of Love" nei luoghi di ritrovo e nelle scuole, fino al sostegno economico diretto al Centro Antiviolenza della Cooperativa Il Faro tramite le iniziative dello StraGalà». In chiusura, il segretario Giannoni ribadisce la collocazione politica del partito: «Forza Italia conferma con coerenza la propria appartenenza al centrodestra e il rispetto del mandato ricevuto dagli elettori. Continueremo a lavorare con equilibrio, fermezza e spirito costruttivo, concentrandoci unicamente su ciò che serve davvero a Civitanova Marche».

Beko, il futuro di Melano resta incerto. Cacciolari: "Dietro quei 60 lavoratori ci sono famiglie e progetti"

Beko, il futuro di Melano resta incerto. Cacciolari: "Dietro quei 60 lavoratori ci sono famiglie e progetti"

09/09/2026 17:00

L'amministrazione comunale di Matelica scende al fianco dei lavoratori dello stabilimento Beko di Melano, a Fabriano, alle prese con una fase di forte incertezza sulle prospettive occupazionali e produttive del sito. Ieri, martedì 8 settembre, l’assessore alle Attività Produttive Barbara Cacciolari ha partecipato al presidio organizzato a sostegno dei dipendenti, portando personalmente la vicinanza dell’Amministrazione comunale. Una presenza che assume un significato particolare per la comunità matelicese: sono infatti circa 60 i lavoratori residenti a Matelica impiegati nello stabilimento di Melano. Numeri che, sottolinea l’Amministrazione, raccontano non soltanto una realtà occupazionale, ma il futuro di decine di famiglie e di una parte significativa del tessuto sociale ed economico della città. "Abbiamo voluto essere presenti accanto ai lavoratori dello stabilimento Beko di Melano - spiega l’assessore Cacciolari - per portare loro personalmente la vicinanza e il sostegno dell’Amministrazione comunale di Matelica in un momento di forte preoccupazione per il futuro occupazionale e produttivo dello stabilimento". La vertenza riguarda direttamente anche Matelica. "Sono circa 60 i lavoratori della nostra città occupati nello stabilimento di Melano - prosegue Cacciolari -. Dietro questo numero ci sono sessanta persone, le loro famiglie, i loro progetti e anni di professionalità e sacrifici".  

Sanità

La prevenzione al centro: screening gratuiti a Civitanova per persone e animali

La prevenzione al centro: screening gratuiti a Civitanova per persone e animali

09/09/2026 13:40

"Ho voluto fortemente questa giornata perché credo che la salute delle persone e quella degli animali siano la stessa storia, raccontata da due punti di vista che troppo spesso restano separati" dichiara Alessio Piretti, filmmaker e presidente di La Fabbrica delle Idee 2.0 APS riferendosi all'evento "Due vite in una sola Salute – Giornata della Prevenzione Sanitaria, Veterinaria e del Benessere” che sarà ospitata domenica 13 settembre a Civitanova Alta, dalle ore 10:00 alle ore 19:00 al piazzale Ex Tramvia.  Un appuntamento che porta al centro prevenzione sanitaria, controlli specialistici, salute veterinaria e dimostrazioni in maniera gratuita, perchè "Portare la prevenzione in piazza, gratuitamente, è il modo più semplice che conosciamo per prenderci cura davvero della nostra comunità, un gesto alla volta" continua Piretti. Per quanto riguarda l'area della salute umana, sarà possibile effettuare controlli dell'udito, visite internistiche con check-up generale, dermatologia con mappatura dei nei, controllo della vista e diabetologia con stick glicemico e consulenza, ma anche attività legate all'ambito reumatologico, neurologico e psicologico. A presidere l'area di screening e prevenzione saranno presenti professionisti dei vari ambiti, in particolare il dottor Giuseppe Centanni e la dottoressa Alla Konnova per la dermatologia; la dottoressa Styhar Myroslava per la reumatologia; la dottoressa Simonetta Calamita e il dottor Giuseppe Cappiello per l’area otorinolaringoiatrica e uditiva; il dottor Ferdinando Nicoletti per la medicina interna; la dottoressa Giulia Vivas per l’oculistica; il dottor Luigi Chiaramoni per la neurologia; la dottoressa Antonietta Di Paolo per la psicologia. Ma l'evento prevede anche un'area dedicata interamente alla salute animale. La parte veterinaria prevede, infatti, visite generali per cani, valutazioni del benessere e dello stile di vita, indicazioni medico-nutrizionali e motorie e dimostrazioni sulle emergenze. Collaborano l’Università degli Studi di Camerino e l’ospedale Veterinario Universitario Didattico. A partecipare sarà la dottoressa Sara Tognetti (operatore del benessere animale, operatore Ortho-bionomy e Fitoalimirgia, esperta in Omeopatia Unicista, in formazione facilitatore MFN). A collaborare all'evento saranno, inoltre, Croce Verde, Amplifon, l’I.I.S. Bonifazi-Corridoni e la Società Operaia di Civitanova Alta, impegnata anche nella preparazione degli spazi. La partecipazione all' evento è gratuita. Per prenotare è possibile contattare il numero 371 669 8563. Gli screening hanno finalità di prevenzione e orientamento e saranno effettuati compatibilmente con la disponibilità dei professionisti. In caso di maltempo, l’evento sarà rinviato a data da destinarsi.    

Liste d’attesa, la Regione rende strutturale l’overbooking: un appuntamento in più per recuperare le assenze

Liste d’attesa, la Regione rende strutturale l’overbooking: un appuntamento in più per recuperare le assenze

08/09/2026 19:12

Un appuntamento aggiuntivo nelle agende sanitarie per compensare le assenze dell’ultimo minuto e utilizzare i posti disponibili che altrimenti rischierebbero di rimanere inutilizzati. È questa una delle principali novità introdotte dalla Regione Marche nella gestione delle liste d’attesa, con la delibera approvata dalla Giunta regionale che rende strutturali alcune delle misure sperimentate nei mesi scorsi. Il provvedimento punta in particolare a migliorare l’organizzazione delle agende e ad aumentare il numero delle prestazioni effettivamente erogate. Tra gli strumenti individuati c’è l’overbooking, che potrà essere applicato alle agende di visite specialistiche, mammografie, ecografie e MOC, la densitometria ossea. In concreto, nelle agende individuate potrà essere inserito un appuntamento aggiuntivo, collocato all’inizio o alla fine della seduta. L’obiettivo è compensare eventuali mancate presentazioni e sfruttare integralmente la capacità disponibile delle strutture. La misura, sottolinea la Regione, non viene considerata risolutiva rispetto alla complessità delle liste d’attesa, ma come uno degli strumenti organizzativi per recuperare prestazioni e aumentare le opportunità di accesso per i cittadini. «Siamo consapevoli che quello delle liste d’attesa è un tema sul quale c’è ancora molto da lavorare. I passi avanti compiuti, però, ci sono e i numeri lo dimostrano», afferma l’assessore Paolo Calcinaro. Secondo l’assessore, l’overbooking rappresenta un ulteriore intervento per ottimizzare i tempi e utilizzare in maniera più efficace le disponibilità del sistema sanitario. La delibera introduce inoltre l’obbligo, in tutte le agende, del riutilizzo delle disponibilità per tutte le classi di priorità. Quando un cittadino cancella un appuntamento o rinuncia alla prestazione, il posto liberato dovrà quindi essere rapidamente rimesso a disposizione, evitando che rimanga inutilizzato. L’obiettivo è aumentare il numero complessivo di prestazioni prenotabili attraverso una gestione più dinamica delle agende. Un altro tassello riguarda il rapporto con i cittadini inseriti nelle liste di garanzia. Diventa strutturale la collaborazione tra gli uffici che gestiscono le liste d’attesa e gli Uffici relazioni con il pubblico (URP) delle aziende sanitarie. Il coordinamento dovrebbe consentire di rendere più efficace il contatto con gli utenti, facilitare i richiami e accelerare l’assegnazione di un appuntamento quando si rendono disponibili nuovi posti. Tra le misure introdotte c’è anche la “Priorità di imprenotazione”, che consente, per alcune prestazioni non comprese tra quelle monitorate dal Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (PNGLA), di utilizzare posti disponibili in una classe di priorità successiva quando non è possibile trovare un appuntamento nella classe indicata dal medico, purché siano rispettati i tempi di attesa previsti.  La priorità clinica indicata dal medico non viene modificata: il meccanismo serve esclusivamente a utilizzare una disponibilità già presente nell’agenda, evitando che il posto rimanga inutilizzato. Ad esempio, a fronte di una prescrizione con priorità B, potrà essere proposta una disponibilità in classe D qualora questa consenta comunque di rispettare i tempi di attesa.

Sport

Aurora Treia, la prima in "casa" è a Recanati: nel derby con Matelica le donne pagano la metà

Aurora Treia, la prima in "casa" è a Recanati: nel derby con Matelica le donne pagano la metà

10/09/2026 17:00

Domenica sarà la volta del debutto casalingo per l'Aurora Treia. In realtà in casa ci si giocherà de iure, dato che, causa lavori al Capponi di Treia, contro il Matelica si gioca allo stadio Nicola Tubaldi di Recanati, alle ore 15:00. Mister Ricci arriverà al match dovendo sbrogliare gli ultimi dubbi: buona parte della squadra dovrebbe essere confermata dalla prova di Urbino, mentre per altri, ci sarà da ragionare fino in ultimo. Da valutare la coppia centrale e se rischiare Vanzan e Cirrottola, ancora acciaccati e sempre in recupero, mentre a centrocampo Buonavoglia e Alla dovrebbero essere della sfida. Sbaffo e Senigagliesi partono avvantaggiati in attacco. Dall’altra parte anche il Matelica dovrebbe la formazione schierata contro il Montefano. Mentre lo stadio Capponi è ancora non omologabile per l’Eccellenza per i lavori di rifacimento del campo, la compagine cuciniera ha reso noti i prezzi dei biglietti per domenica e lanciato la campagna abbonamenti, con la possibilità di acquistare un pacchetto unico legato alle partite della società pallavolistica. Nel caso del match di domenica, dieci euro per gli uomini e cinque per le donne mentre per gli under 16 l’ingresso al match sarà gratuito, con la disponibilità dei tickets direttamente da acquisire al botteghino del Tubaldi.

CBF Balducci quasi al completo: rientrano Gardini e Stoyanova, sabato il primo test a Perugia

CBF Balducci quasi al completo: rientrano Gardini e Stoyanova, sabato il primo test a Perugia

10/09/2026 17:00

Dopo le prime tre settimane di preparazione, la CBF Balducci HR è finalmente quasi al completo. Nel gruppo sono infatti rientrate Beatrice Gardini e Mikaela Stoyanova, entrambe impegnate durante l’estate con le rispettive Nazionali. La schiacciatrice italiana arriva dall’esperienza con la Nazionale azzurra ai Giochi del Mediterraneo, dove ha conquistato la medaglia d’argento. L’opposta bulgara, invece, ha partecipato a EuroVolley 2026 con la Bulgaria, eliminata agli ottavi di finale proprio dall’Italia di Julio Velasco. Il loro rientro consente a coach Valerio Lionetti di lavorare con un organico praticamente al completo e di preparare così il primo appuntamento sul campo della nuova stagione. Il primo allenamento congiunto è in programma sabato alle ore 17 al PalaBarton di Perugia, dove la CBF Balducci HR affronterà la Bartoccini + Energia Perugia. Un test utile soprattutto per iniziare a verificare sul campo il lavoro svolto nelle prime settimane di preparazione e per cominciare a mettere a punto i meccanismi di gioco. Per Beatrice Gardini sarà anche una sfida dal sapore particolare, visto che la schiacciatrice ha vestito proprio la maglia della formazione umbra nella scorsa stagione. “Sono molto contenta. È stata un’estate molto lunga, quindi per me è stato importante avere qualche giorno per resettare e arrivare qui più fresca possibile”, racconta Gardini. “Non vedo l’ora di vedere questo palazzetto pieno, questa volta a tifare per me”. La giocatrice si è già inserita nel nuovo gruppo e guarda con curiosità alle prossime settimane: “Penso che ci sia un bel gruppo e spero che riusciremo ad amalgamarci nel migliore dei modi. Sono davvero curiosa di vedere quello che riusciremo a fare”. La priorità, in questa fase, è trovare rapidamente l’intesa sul parquet. “La preparazione è già iniziata e la cosa più importante è iniziare subito con la giusta concentrazione e capire bene i meccanismi di gioco. Con Valerio Lionetti abbiamo già parlato di alcune dinamiche e sarà fondamentale riportarle immediatamente in campo”. Poi il pensiero torna al primo test di sabato, in un palazzetto che Gardini conosce bene: “Ci sarà subito il primo test a Perugia, in un palas che conosco bene”. Entusiasmo anche nelle parole di Mikaela Stoyanova, arrivata alla CBF Balducci HR dalla Megabox Vallefoglia e alla prima esperienza con la formazione arancionera. “Sono molto emozionata di essere qui con la CBF Balducci HR e di iniziare questa nuova avventura. Non vedo l’ora di vivere questa nuova esperienza”, racconta l’opposta bulgara, reduce da un’estate intensa con la Nazionale. “È stata un’estate molto lunga con la Nazionale, ma allo stesso tempo è stato positivo perché mi ha permesso di mantenere una buona condizione e di non perdere la forma. Ora ho avuto qualche giorno per recuperare e sono pronta per iniziare a lavorare con la squadra”. Per Stoyanova si tratta della seconda stagione nel campionato italiano, dopo l’esperienza con Vallefoglia. Ora l’obiettivo è inserirsi rapidamente nei meccanismi della nuova squadra e mettere le proprie qualità al servizio del gruppo. “Darò il massimo e non vedo l’ora di mettere le mie qualità a disposizione della squadra, per fare tutti insieme una stagione ancora migliore”.

Economia

Firma digitale e identità digitale: torna il servizio allo sportello della Camera di Commercio

Firma digitale e identità digitale: torna il servizio allo sportello della Camera di Commercio

10/09/2026 12:10

Dal 15 settembre torna attivo in presenza il servizio per il rilascio della firma digitale e dell'identità digitale presso gli sportelli della Camera di Commercio delle Marche. Dopo tre anni di attività esclusivamente telematica, sarà nuovamente possibile rivolgersi direttamente agli uffici nelle cinque sedi provinciali di Ancona, Pesaro, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Il servizio non sarà riservato alle imprese, ma sarà accessibile a tutti i cittadini, italiani e stranieri, purché in possesso di un codice fiscale italiano. Tra le categorie che possono usufruirne rientrano imprenditori e aspiranti imprenditori, operatori economici, professionisti e anche studenti che abbiano la necessità di firmare documenti digitalmente. Per ottenere il servizio sarà necessario prenotare un appuntamento online a partire dal 14 settembre. La riattivazione degli sportelli rappresenta un ritorno al contatto diretto dopo il periodo in cui, per ragioni legate all'emergenza, il rilascio era stato gestito esclusivamente attraverso modalità telematiche. L'obiettivo è affiancare all'offerta digitale un'assistenza fisica sul territorio, facilitando l'accesso agli strumenti di identità e firma digitale. La firma digitale costituisce infatti l'equivalente informatico della firma autografa su carta e consente di garantire autenticità, integrità e valore legale dei documenti informatici. "Nel 2026 celebriamo il trentennale del Registro Imprese, un traguardo che ci ricorda quanto il nostro sistema sia evoluto con la digitalizzazione" sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini. La riapertura del servizio allo sportello, aggiunge, rappresenta "un ulteriore passo avanti" perché consente di integrare il digitale con la presenza fisica sul territorio, contribuendo a ridurre i divari territoriali e a garantire un'assistenza personalizzata. "È questa, oggi, la sfida di una digitalizzazione davvero accessibile - conclude Sabatini - capace di mettere ogni impresa e ogni cittadino nelle condizioni di utilizzare con semplicità gli strumenti digitali".

Quasi un imprenditore su sei ha più di 70 anni, Balducci: "Il ricambio è una scelta di futuro"

Quasi un imprenditore su sei ha più di 70 anni, Balducci: "Il ricambio è una scelta di futuro"

08/09/2026 10:10

"Il ricambio generazionale non è un traguardo. È una scelta di futuro". Massimiliano Balducci, Ceo di CBF Balducci Group e presidente di Confindustria Giovani Macerata, interviene sul tema del passaggio generazionale nelle imprese, tornato al centro del dibattito alla luce dei dati sull'invecchiamento della classe imprenditoriale. Un fenomeno particolarmente rilevante anche nelle Marche e in provincia di Macerata, dove una quota significativa degli imprenditori ha più di 70 anni, mentre nel territorio si è progressivamente ridotta la platea di giovani potenziali successori. In questo scenario, Balducci porta l'esperienza della propria azienda come esempio concreto di un percorso già affrontato. In CBF Balducci Group il ricambio generazionale è stato infatti completato e la continuità dell'impresa è oggi affidata a una nuova generazione. "Abbiamo scelto di affrontare questa sfida per tempo - spiega Balducci -. Il ricambio generazionale è già stato completato e oggi la continuità dell'azienda passa attraverso una nuova generazione, chiamata non semplicemente a raccogliere un'eredità, ma a costruire il futuro dell'impresa con nuove competenze, nuove responsabilità e una visione aperta al cambiamento". Un passaggio che, sottolinea il presidente di Confindustria Giovani Macerata, non si esaurisce nel semplice trasferimento della proprietà o della guida aziendale. "È stata una scelta impegnativa, che ha richiesto tempo, confronto e soprattutto la consapevolezza che un'azienda non si trasferisce semplicemente da una generazione all'altra: si trasferiscono valori, cultura, competenze e responsabilità". È proprio nella capacità di mettere insieme esperienza e innovazione che, secondo Balducci, si trova una delle chiavi per affrontare il futuro del tessuto produttivo. "Il ricambio generazionale non dovrebbe essere vissuto come la fine di un percorso, ma come l'inizio di una nuova fase, capace di mettere insieme l'esperienza di chi ha costruito l'azienda e l'energia di chi dovrà farla crescere domani", osserva. L'esperienza maturata all'interno di CBF Balducci Group diventa così, nelle parole di Balducci, non soltanto un risultato della storia aziendale, ma un investimento sul futuro. Da qui la proposta rivolta al mondo imprenditoriale del territorio. In qualità di presidente di Confindustria Giovani Macerata, Balducci intende proporre ai consiglieri la costituzione di un tavolo permanente dedicato al ricambio generazionale. L'idea si inserisce nel solco del progetto nazionale "GenerAZIONI 2026", dedicato proprio al passaggio generazionale. L'obiettivo, spiega Balducci, è andare oltre la formula del convegno occasionale e creare uno spazio in grado di accompagnare concretamente le imprese che devono affrontare il passaggio di testimone. "Non un convegno una tantum, ma un luogo dove accompagnare realmente le aziende", sottolinea. La proposta comprende anche la possibile costituzione di un "Osservatorio sul ricambio generazionale", con l'obiettivo di raccogliere informazioni più approfondite e avere una fotografia costantemente aggiornata di un fenomeno destinato ad avere un peso sempre maggiore sul futuro economico del territorio. Il tema, del resto, non riguarda soltanto la continuità delle singole aziende, ma la capacità del sistema produttivo di conservare competenze, occupazione e know-how, favorendo al tempo stesso l'ingresso di nuove energie e nuove competenze.  

Scuola e università

UniMc protagonista a Glasgow: McCourt unico rettore italiano alla conferenza EAIE 2026

UniMc protagonista a Glasgow: McCourt unico rettore italiano alla conferenza EAIE 2026

10/09/2026 18:38

L’Università di Macerata guarda sempre più oltre i confini nazionali e porta la propria esperienza a Glasgow, dove è in corso la 36ª Conferenza annuale della European Association for International Education (EAIE 2026), principale appuntamento europeo dedicato all’internazionalizzazione dell’istruzione superiore. Tra gli oltre 7mila partecipanti provenienti da tutto il mondo c’è anche il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, presente con una doppia veste: quella di guida dell’Ateneo maceratese e quella di presidente del Board of Rectors della European Reform University Alliance (ERUA). Una presenza che assume anche un particolare rilievo sul piano nazionale, dal momento che McCourt è l’unico rettore di un ateneo italiano presente alla conferenza. A Glasgow, insieme al rettore, sono presenti la prorettrice all’Internazionalizzazione Emanuela Giacomini e Antonella Tiberi, responsabile dell’Area Internazionalizzazione dell’Ateneo. Una delegazione che consente di unire la rappresentanza istituzionale di ERUA alla possibilità di sviluppare nuovi rapporti e partnership internazionali per l’Università di Macerata. Nel corso della conferenza sono infatti numerosi gli incontri bilaterali con università, reti e potenziali partner internazionali. Tra gli appuntamenti istituzionali, McCourt ha incontrato anche il console generale d’Italia per la Scozia, Luca Fratini. Il rettore, inoltre, nella sua veste di componente del Consiglio di amministrazione di Uni-Italia in rappresentanza della Crui, ha portato il saluto all’Italian Reception organizzato da Uni-Italia e Indire. L’incontro ha riunito almeno quaranta rappresentanti di università e agenzie internazionali, insieme a numerosi atenei italiani. Il tema della conferenza di Glasgow è “Il ritmo della rivoluzione”, un invito rivolto al mondo universitario a ripensare i modelli esistenti e a rafforzare le forme di collaborazione internazionale. Un confronto ampio, articolato in oltre 240 sessioni, che affrontano questioni centrali per il futuro dell’istruzione superiore: dai programmi europei alle politiche universitarie, dalle partnership internazionali alla mobilità, dall’innovazione nella didattica alla responsabilità sociale. “Essere presenti a Glasgow significa partecipare al luogo nel quale si sta discutendo il futuro internazionale dell’università”, sottolinea McCourt. In un contesto internazionale segnato da nuove divisioni e contrapposizioni, secondo il rettore le università devono invece mantenere aperto il dialogo. “In un mondo che sembra spesso orientarsi verso nuove chiusure e contrapposizioni, le università devono muoversi nella direzione opposta. La loro natura è transnazionale: devono costruire ponti verso nuove conoscenze, mantenere aperti gli spazi del dialogo e creare opportunità per studenti, ricercatori e territori”. Da qui la convinzione che l’internazionalizzazione non possa essere considerata un'attività secondaria, ma rappresenti una componente fondamentale della missione degli atenei. “L’internazionalizzazione non è un’attività accessoria, ma una responsabilità fondamentale dell’università contemporanea”, ribadisce il rettore. La presenza a Glasgow permette dunque all’Università di Macerata di muoversi su più livelli, mettendo insieme la dimensione istituzionale, quella accademica e quella operativa. “La presenza congiunta del rettore, della prorettrice e dell’Area Internazionalizzazione – conclude McCourt – ci permette di tenere insieme la dimensione politica, quella accademica e quella operativa”. Un’occasione non soltanto per rappresentare ERUA, ma anche per presentare a livello internazionale le competenze e le peculiarità dell’Ateneo maceratese. “Rappresentiamo ERUA, ma nello stesso tempo presentiamo la specificità e le competenze di UniMC, costruendo rapporti che possano tradursi in opportunità concrete per tutta la nostra comunità universitaria”.

Scuola media, un giorno gratis per provarla: a Civitanova la "Middle School Free Experience"

Scuola media, un giorno gratis per provarla: a Civitanova la "Middle School Free Experience"

09/09/2026 17:25

Come scegliere la scuola secondaria di primo grado più adatta al proprio figlio? La Marche International School propone per tutto il mese di settembre un'iniziativa pensata proprio per aiutare famiglie e studenti a trovare una risposta concreta: è la "Middle School Free Experience", un'esperienza completamente gratuita che permette ai ragazzi di vivere per una giornata la scuola prima di sceglierla. L'iniziativa è rivolta agli studenti che stanno per concludere la scuola primaria e si preparano ad affrontare il passaggio alla secondaria di primo grado. Le famiglie possono scegliere liberamente il giorno e il periodo, dal lunedì al venerdì, e concordare direttamente con la scuola la giornata di prova. Non si tratta di una semplice visita. Il ragazzo o la ragazza potrà infatti entrare nella quotidianità scolastica, partecipare alle attività in classe, conoscere gli insegnanti, confrontarsi con gli altri studenti e familiarizzare con gli spazi e con il metodo educativo della Middle School. L'obiettivo è andare oltre le informazioni che normalmente vengono raccolte durante un Open Day o attraverso il sito internet dell'istituto. La Middle School della Marche International School propone un ambiente moderno, internazionale e innovativo, nel quale l'apprendimento viene affiancato allo sviluppo dell'autonomia, della creatività, delle competenze linguistiche e della capacità di collaborare con gli altri. "La scelta della scuola non dovrebbe basarsi soltanto su ciò che si legge o si vede durante una visita – spiegano dalla Marche International School –. Con la Middle School Free Experience vogliamo dare ai ragazzi la possibilità di essere davvero protagonisti della scelta, entrando in classe, partecipando alle attività e vivendo per un giorno la loro possibile nuova realtà scolastica". La proposta punta quindi a coinvolgere direttamente gli studenti in un passaggio importante della loro crescita, lasciando che siano l'esperienza personale e il contatto diretto con l'ambiente scolastico a orientare la scelta. La partecipazione alla Middle School Free Experience è gratuita e può essere programmata durante tutto il mese di settembre, dal lunedì al venerdì. Per concordare la giornata è necessario contattare direttamente la Marche International School. L'idea alla base del progetto è semplice: per capire se una scuola può essere davvero quella giusta, a volte non basta visitarla, bisogna viverla. Ed è proprio ai ragazzi che viene affidata la domanda decisiva: "Mi vedo qui?".

Cultura

La Biblioteca digitale Leopardiana apre al pubblico: ok al progetto dal Ministero della Cultura

La Biblioteca digitale Leopardiana apre al pubblico: ok al progetto dal Ministero della Cultura

09/09/2026 11:30

Manoscritti, immagini e documenti dedicati a Giacomo Leopardi raccolti e resi più facilmente accessibili a studiosi e cittadini. È la Biblioteca Digitale Leopardiana, la nuova piattaforma promossa dal Centro Nazionale di Studi Leopardiani (CNSL), che sarà presentata ufficialmente al pubblico venerdì 25 settembre  prossimo, alle 17, nella sala Franco Foschi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati. Un appuntamento che assume un rilievo particolare anche grazie al patrocinio del Ministero della Cultura, riconoscimento che conferma il valore scientifico e culturale dell'iniziativa e ne sottolinea la dimensione nazionale. Il progetto nasce con l'obiettivo di riunire e valorizzare un patrimonio leopardiano oggi distribuito tra diverse istituzioni e raccolte, mettendo a disposizione attraverso gli strumenti digitali materiali preziosi per la conoscenza e lo studio dell'opera e della figura di Leopardi. Il patrocinio del Ministero della Cultura si aggiunge a quelli già concessi da Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Recanati, Università di Macerata e FAI – Orto sul Colle dell'Infinito. Al progetto collaborano inoltre la Biblioteca Nazionale di Napoli e la Cattedra Giacomo Leopardi dell'Università di Macerata. «È per noi un onore ricevere il patrocinio del Ministero della Cultura», sottolinea il presidente del Cnsl Fabio Corvatta. «La Biblioteca Digitale Leopardiana nasce per rendere accessibile a studiosi e cittadini un patrimonio prezioso e ancora troppo disperso ed è il frutto della collaborazione tra istituzioni che hanno creduto in questo percorso fin dall'inizio». Corvatta ha quindi rivolto un ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione del progetto, guardando già alle prossime fasi: «Continueremo a portare avanti questo percorso con la stessa determinazione». La presentazione del 25 settembre rappresenterà dunque un momento importante per illustrare al pubblico la piattaforma e le sue potenzialità, con l'obiettivo di rendere sempre più fruibile e condiviso il patrimonio legato a uno dei protagonisti della cultura e della letteratura italiana.

Civitanova Film Festival, la dodicesima edizione guarda a “Il torto e la ragione”. E arriva Giorgio Pasotti

Civitanova Film Festival, la dodicesima edizione guarda a “Il torto e la ragione”. E arriva Giorgio Pasotti

05/09/2026 13:00

 Il cinema torna protagonista a Civitanova Marche con la dodicesima edizione del Civitanova Film Festival, in programma dal 9 al 18 ottobre prossimi. Una rassegna che, anche quest’anno, manterrà il grande schermo al centro della scena, aprendosi però a teatro, musica, letteratura e ad altri linguaggi capaci di dialogare con il cinema. A fare da filo conduttore all’edizione 2026 sarà “Il torto e la ragione”, un tema particolarmente attuale scelto dai direttori artistici Peppe Barbera e Michele Fofi per interrogarsi sulle contrapposizioni che caratterizzano il presente. «In questo periodo storico, dove sembra normale doversi schierare – spiegano Barbera e Fofi – ci vogliamo interrogare sulle reali distanze fra il torto e la ragione e sugli strumenti che abbiamo per non cedere ad una contrapposizione schematica e divisiva». Un tema che il festival affronterà attraverso il cinema, mettendo in discussione le convinzioni personali e invitando il pubblico a confrontarsi anche con il punto di vista dell’altro. «Il cinema è pieno di eroi ed antagonisti, di riscatti e rivalse, di scontri ed incontri», sottolineano i direttori artistici, indicando nella settima arte lo strumento per raccontare «i flussi della vita, i torti, le ragioni e se c’è una parte dove stare». Oltre 300 corti da tutto il mondo Il cuore del Civitanova Film Festival resta il concorso internazionale dedicato ai cortometraggi, che anche per questa edizione ha fatto registrare una partecipazione significativa: sono state oltre 300 le opere arrivate da ogni parte del mondo. Dopo la selezione degli organizzatori, saranno 12 i cortometraggi chiamati a contendersi i diversi riconoscimenti del festival. Tra i premi spicca quello assegnato dalla giuria tecnica al miglior corto, intitolato al regista civitanovese Stelvio Massi. Accanto al concorso internazionale torna anche Corti Young, il progetto pensato per avvicinare gli studenti al linguaggio cinematografico. Il mini-concorso coinvolgerà le scuole del territorio, chiamando i ragazzi a votare la loro opera preferita all’interno di una selezione di cortometraggi dedicati a temi vicini alla loro esperienza. Giorgio Pasotti omaggia Ennio Morricone In attesa di conoscere nelle prossime settimane gli altri protagonisti e il programma completo, il festival ha già annunciato il primo grande ospite dell’edizione 2026: Giorgio Pasotti. L’attore sarà protagonista il 16 ottobre al Teatro Rossini, dove salirà sul palco insieme al Quintetto Saverio Mercadante per un atteso omaggio a Ennio Morricone, uno dei più importanti compositori della storia del cinema. Un appuntamento che unisce recitazione e musica e che si inserisce tra gli spettacoli fuori abbonamento della Stagione di Prosa civitanovese. Le prevendite per lo spettacolo saranno attive su Vivaticket dal 15 settembre. Il programma completo del Civitanova Film Festival sarà svelato nelle prossime settimane, insieme agli altri ospiti e agli appuntamenti che accompagneranno i dieci giorni della manifestazione. Il CFF è promosso e organizzato dall’APS Favolacce, dall’Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova Marche.

Eventi

Femminicidi: Marche all'undicesimo posto secondo "Non una di Meno" . A Osimo il talk “La carica delle 35”

Femminicidi: Marche all'undicesimo posto secondo "Non una di Meno" . A Osimo il talk “La carica delle 35”

10/09/2026 18:30

I dati più recenti restituiscono il quadro di una piaga sociale ancora lontana dall'essere debellata. Se da una parte il Dossier del Viminale 2026 evidenzia nel primo semestre una flessione del 37% per quanto riguarda i femminicidi e gli omicidi volontari con vittime donne (passati dai 54 dello stesso periodo del 2025 agli attuali 34), dall’altra c'è una dimensione quotidiana della violenza che continua a consumarsi nell'ombra. Si tratta degli abusi e delle prevaricazioni che avvengono nei luoghi di lavoro. L’ultima indagine Istat sulle molestie a sfondo sessuale nel contesto professionale rivela infatti che il 13,5% delle lavoratrici tra i 15 e i 70 anni ne è stata vittima almeno una volta nella vita, un dato che tra le giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni schizza addirittura al 21,2%. È proprio con l'obiettivo di accendere i riflettori su questo fenomeno e promuovere una cultura della consapevolezza che fa tappa a Osimo l'iniziativa “La carica delle 35. Sindache unite contro la violenza di genere”, il format itinerante ideato dal marchio editoriale indipendente Fall in Lov. L’appuntamento, promosso dalla Consulta “Donne - Pari Opportunità” del Comune, si terrà venerdì 11 settembre alle 21 presso l’Auditorium Ridotto del Teatro La Nuova Fenice. L’iniziativa, avviata lo scorso anno, punta a portare il dibattito direttamente nelle sedi istituzionali e culturali delle Marche, creando una sinergia concreta tra le prime cittadine della regione, le amministrazioni locali e le professioniste del settore. A fare da guida al dibattito sarà il libro “Oltre il silenzio. Riconoscere la violenza”, scritto da Elisabetta Pieragostini e pubblicato da Fall in Lov. Attraverso numeri, storie reali e indicazioni operative, il saggio offre strumenti utili per identificare e contrastare quelle condotte moleste che spesso vengono sottovalutate o coperte dall'omertà nei contesti lavorativi. L'incontro si aprirà con i saluti istituzionali della sindaca di Osimo Michela Glorio e di Elisa Catania, presidente della Consulta comunale Pari Opportunità. La serata proseguirà con un approfondimento multidisciplinare che vedrà gli interventi dell'autrice Elisabetta Pieragostini, della docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università di Macerata Paola Nicolini, dell'avvocata Ester Viola, della responsabile delle Case Rifugio della Cooperativa Sociale Polo 9 di Ancona Silvia Cavoli e dell'editor e responsabile dell'ufficio stampa di Fall in Lov Fabrizio Baleani. Le conclusioni del confronto saranno affidate a Simonetta Tirroni, assessora con delega alle Pari Opportunità del Comune di Osimo.

Civitanova Alta, la caserma dei carabinieri non verrà soppressa. Ciarapica: "Successo della maggioranza"

Civitanova Alta, la caserma dei carabinieri non verrà soppressa. Ciarapica: "Successo della maggioranza"

10/09/2026 14:20

La soppressione della caserma dei carabinieri di Civitanova Alta è stata sospesa. È questo l'esito dell'interlocuzione avvenuta in Prefettura, annunciato dal sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica, che ha definito il risultato un passo importante per mantenere il presidio sul territorio. La vicenda era iniziata lo scorso 10 marzo, quando, a causa delle criticità strutturali riscontrate nell'immobile che ospitava la stazione, le forze dell'Arma erano state trasferite presso il comando centrale di via Carnia. Una soluzione che, secondo quanto riferito dall'amministrazione comunale, aveva consentito di accorpare militari e funzioni, mantenendo una presenza sul territorio anche a Civitanova Alta. Il possibile definitivo superamento della caserma aveva, però, sollevato preoccupazioni sul fronte della sicurezza. Proprio su questo aspetto si è concentrato l'intervento del sindaco durante l'incontro in Prefettura, dove è stata ottenuta la sospensione della trattazione del provvedimento di soppressione. "La Caserma dei Carabinieri di Civitanova Alta, almeno per il momento, è salva", ha dichiarato Ciarapica al termine dell'incontro. Il sindaco ha quindi sottolineato come il presidio rappresenti "un presidio strategico e fondamentale per la sicurezza di tutta la città". Nel suo intervento, Ciarapica ha attribuito un ruolo anche al "confronto avvenuto in Consiglio comunale", ringraziando "il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, il gruppo locale di Fratelli d'Italia, il consigliere Pierpaolo Turchi e gli altri consiglieri di maggioranza per il sostegno alla richiesta di mantenimento della caserma". Secondo il sindaco, la maggioranza avrebbe saputo fare "fronte comune unendo una mozione sulla sicurezza e un emendamento specifico sulla caserma in un unico documento". Ciarapica ha definito il risultato un "atto di grande intelligenza politica", ribadendo che la sicurezza dovrebbe rappresentare un tema condiviso al di là degli schieramenti. Non sono mancate, tuttavia, le critiche rivolte al Partito Democratico. Il primo cittadino ha espresso "amarezza per la scelta dei consiglieri dem di uscire dall'aula anziché sostenere la posizione della maggioranza", definendola una decisione "irresponsabile" su un tema che considera centrale per la città. Per il momento, dunque, il provvedimento di soppressione resta sospeso, mentre resta da definire quale sarà il futuro della caserma di Civitanova Alta e quali soluzioni potranno essere adottate per garantire la permanenza del presidio dell'Arma.

Curiosità

Sant’Elpidio a Mare, riaffiora una tomba picena del VI secolo a.C.: recuperati vasi e reperti

Sant’Elpidio a Mare, riaffiora una tomba picena del VI secolo a.C.: recuperati vasi e reperti

10/09/2026 10:20

Una tomba della cultura picena, risalente in via preliminare al VI secolo a.C., è riaffiorata nei pressi del cimitero di Sant'Elpidio a Mare. La scoperta è emersa a seguito della segnalazione della presenza di presunti reperti archeologici e ha portato, nella mattinata di martedì 8 settembre, all’intervento della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Gli accertamenti effettuati dal personale tecnico-scientifico hanno permesso di riconoscere l'evidenza archeologica come parte di un corredo funerario più articolato, composto da diversi oggetti, tra cui vasi e recipienti ceramici, deposti all'interno della sepoltura. Considerata la rilevanza del ritrovamento e la necessità di preservare i materiali, la Soprintendenza ha proceduto immediatamente alla documentazione, al prelievo e alla messa in sicurezza dei reperti, che saranno ora sottoposti a interventi di restauro e a un approfondito lavoro di studio. L'operazione è stata condotta direttamente dall'istituto ministeriale attraverso il funzionario archeologo territorialmente competente, il dottor Francesco Belfiori. Al sopralluogo hanno preso parte anche i tecnici e gli operatori dell'Ufficio Tecnico comunale, insieme al comandante della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo capo Michele Guglielmi. Si tratta di un'area che aveva già attirato in passato l'attenzione della Soprintendenza e degli altri organi preposti alla tutela del territorio, proprio per la presenza di precedenti rinvenimenti archeologici fortuiti. La nuova scoperta potrebbe, dunque, aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza della presenza picena nel territorio di Sant'Elpidio a Mare. Gli oggetti recuperati saranno ora sottoposti alle necessarie analisi. Gli esiti degli approfondimenti verranno presentati successivamente alla comunità locale, una volta completate le attività di restauro e studio. Nel frattempo, Soprintendenza e Comune lavoreranno insieme per individuare le modalità attraverso cui valorizzare e rendere fruibili al pubblico i reperti. L'amministrazione comunale ha già manifestato la propria disponibilità a individuare risorse e spazi adeguati per ospitare i manufatti, sulla base delle indicazioni tecniche e delle tempistiche che saranno definite dalla Soprintendenza.

Macerata, la 5ª A del “Gentili” si ritrova dopo 50 anni: 21 compagni di nuovo insieme

Macerata, la 5ª A del “Gentili” si ritrova dopo 50 anni: 21 compagni di nuovo insieme

05/09/2026 16:34

Si erano diplomati all’Istituto Tecnico Commerciale “A. Gentili” di Macerata nel 1976. Cinquant’anni dopo, 21 ex compagni di classe hanno voluto ritrovarsi proprio lì, nello storico Palazzo degli Studi che allora ospitava la loro classe: la 5ª A. Un appuntamento nato dal desiderio di rivedersi, ricordare gli anni della scuola e celebrare insieme un traguardo importante. La foto di gruppo davanti a quello che per loro è stato un luogo significativo della giovinezza ha immortalato il momento, riportando per qualche istante tutti indietro nel tempo. Dopo lo scatto celebrativo, la comitiva si è trasferita all’Agriturismo Moretti di Macerata per un pranzo definito scherzosamente “frugale”. Una tavola imbandita che è diventata il pretesto per trascorrere alcune ore in allegria, tra ricordi, nostalgie, aneddoti e qualche immancabile pettegolezzo rimasto per anni nel cassetto della memoria. Oggi hanno 69 anni e, nonostante mezzo secolo di vita trascorso dal diploma, hanno ancora la stessa voglia di incontrarsi e condividere il piacere della compagnia. Molte cose sono cambiate, naturalmente, ma lo spirito sembra essere rimasto quello di allora: la curiosità, l’ironia e soprattutto il piacere di stare insieme. Nel frattempo, le loro vite hanno preso direzioni diverse. Impiegati, professionisti, bancari, imprenditori e lavoratori impegnati in tanti settori hanno costruito nel corso degli anni le proprie esperienze personali e professionali. Per la maggior parte, oggi, sono pensionati, alle prese con una quotidianità scandita dagli affetti familiari, dai figli, dai consorti e dai nipoti. Cinquant’anni sono tanti e hanno inevitabilmente lasciato il segno. Le differenze tra i percorsi individuali sono numerose, ma quando la classe si ritrova emerge ciò che ancora li accomuna: il ricordo di una stagione importante della vita e il piacere di condividere nuovamente tempo, emozioni e sorrisi. Chi avrebbe potuto immaginare, allora, quanto sarebbe stata intensa la vita nei cinquant’anni successivi? Oggi, guardandosi indietro, ciascuno porta con sé una storia diversa, fatta di scelte, soddisfazioni, difficoltà e cambiamenti. Eppure, davanti a una fotografia o seduti intorno a una tavola, la distanza del tempo sembra improvvisamente accorciarsi. È questo, forse, il valore più autentico di una rimpatriata: scoprire che alcuni legami resistono agli anni e che il piacere di ritrovarsi può essere ancora forte, nonostante le strade della vita si siano inevitabilmente allontanate. La 5ª A si considera, non senza una buona dose di ironia, una vera “classe di ferro”. E il proposito per gli anni a venire è chiaro: continuare a mordere la vita, costruendo un futuro piacevole e dignitoso e, soprattutto, senza perdere l’occasione di ritrovarsi. Il prossimo appuntamento, dunque, è già idealmente fissato: nei prossimi anni, ancora insieme e, possibilmente, ancora tutti presenti. Perché mezzo secolo dopo il diploma, la voglia di fare l’appello non è ancora passata. I 21 partecipanti, rigorosamente in ordine alfabetico, proprio come in classe, sono: Alessandra Ardu, Cristina Bentivoglio, Flavia Buschittari, Maria Cristina Cervigni, Patrizia D’Addio, Maurizio Del Savio, Walter Galassi, Lanfranco Giuliani, Stefano Marcolini, Mauro Mari, Marcella Maroni, Rosaria Monachesi, Giuliana Moretti, Tiziana Morettini, Mauro Palazzini, Angelo Piermarini, Anita Ricci, Filippo Scarponi, Simonetta Sperandini, Loredana Tacconi, Flavia Tartaglini.

Varie

"Quando piove la terra del nuovo polo scolastico finisce nelle nostre case"

"Quando piove la terra del nuovo polo scolastico finisce nelle nostre case"

10/09/2026 15:00

Le forti piogge che hanno interessato Macerata nella giornata di ieri e anche questa mattina hanno riportato l'attenzione su una criticità segnalata da alcuni residenti nella zona delle Vergini, dove sono in corso i lavori per il nuovo Polo scolastico. A scrivere a Picchio News è un cittadino della zona, che descrive una situazione che, a suo dire, si ripresenterebbe ormai da mesi ogni volta che le precipitazioni diventano particolarmente intense. "Ormai da mesi quando piove intensamente tutta la terra movimentata per il nuovo polo scolastico scende in strada creando enormi fiumi di fango", racconta il residente. Il problema, secondo la segnalazione, non riguarderebbe soltanto la sede stradale. Il materiale trasportato dall'acqua arriverebbe infatti anche nelle proprietà private delle abitazioni situate a est del polo scolastico. "Entrano nelle proprietà private delle abitazioni ad est del polo e su tutta la strada creando enormi disagi", aggiunge il cittadino. Il residente individua quindi una possibile causa nella modalità con cui è stato sistemato il terreno nell'area interessata dai lavori. "La terra è stata compattata ma non contenuta", sostiene, spiegando che in occasione delle piogge più intense il terreno, non trovando un adeguato contenimento, verrebbe trascinato dall'acqua verso la strada e le abitazioni. Una situazione che, sempre secondo quanto riferito a Picchio News, sarebbe già stata portata all'attenzione dell'amministrazione comunale. "Molti residenti hanno già segnalato il disagio ai vari uffici comunali ma ancora niente", afferma il cittadino. La preoccupazione riguarda soprattutto i prossimi mesi, con l'avvicinarsi della stagione autunnale e invernale e quindi di nuove possibili giornate caratterizzate da precipitazioni abbondanti. "Mi chiedo quindi cosa possa succedere andando ormai verso la stagione invernale", conclude il residente nella sua segnalazione. Il nuovo Polo scolastico delle Vergini si trova intanto nella fase di completamento. Il comune di Macerata ha recentemente comunicato di aver predisposto i servizi necessari per il trasferimento temporaneo degli alunni della scuola primaria "E. Medi" nei locali dell'istituto comprensivo "E. Fermi" di via Pace, destinando 60mila euro dal Fondo di riserva del bilancio 2026 alla riorganizzazione dei servizi, al trasporto scolastico e all'allestimento delle cucine. La segnalazione dei residenti pone ora l'attenzione sulle condizioni dell'area esterna al cantiere e sulla gestione del terreno in caso di precipitazioni intense, chiedendo che la criticità possa essere affrontata prima dell'arrivo della stagione più piovosa.

A Civitanova Alta apre Trifit: il nuovo centro per allenamento funzionale e benessere

A Civitanova Alta apre Trifit: il nuovo centro per allenamento funzionale e benessere

10/09/2026 10:00

Una nuova realtà dedicata al movimento e al benessere ha aperto le sue porte a Civitanova Alta. Domenica 30 agosto è stata inaugurata TRIFIT Civitanova, il nuovo centro in via Filippo Corridoni 20, nato per portare anche sul territorio civitanovese il metodo TRIFIT, un sistema di allenamento funzionale in piccoli gruppi che mette al centro la persona, le sue caratteristiche e i suoi obiettivi.   L’attività è ufficialmente partita il 1° settembre e l’accoglienza da parte della popolazione di Civitanova Alta e delle zone limitrofe è stata fin da subito particolarmente positiva, con grande entusiasmo per la nascita di una nuova realtà dedicata all’attività fisica sul territorio.   Il cuore della proposta è infatti il lavoro in piccoli gruppi su prenotazione, una scelta precisa, pensata per permettere al trainer di seguire ogni partecipante con la massima attenzione, adattando esercizi, carichi e difficoltà alle caratteristiche e agli obiettivi individuali.   È proprio questo uno degli elementi distintivi del metodo TRIFIT: allenarsi insieme agli altri, mantenendo però un lavoro personalizzato. Il metodo nasce dall'incontro tra preparazione atletica e allenamento funzionale e punta a migliorare forza, resistenza, mobilità, coordinazione e qualità del movimento, rendendo l'attività fisica accessibile a persone con livelli di preparazione differenti.   L'obiettivo è creare un ambiente nel quale allenarsi diventa un momento di condivisione, motivazione e collaborazione: ci si allena insieme, ci si sostiene e si condividono progressi e difficoltà. «Aprire TRIFIT Civitanova è stato un passo importante per noi. Volevamo portare a Civitanova Alta una novità, un modo diverso di vivere lo sport e un luogo in cui le persone potessero sentirsi parte di qualcosa. Sentivamo che in questa zona mancava uno spazio dedicato all'attività fisica vissuta non solo come allenamento, ma anche come momento di condivisione, socialità e benessere».   L'apertura del nuovo centro rappresenta anche un ulteriore passo nel percorso di crescita di TRIFIT sul territorio. Il centro di Civitanova si aggiunge infatti alla realtà già presente a Potenza Picena, con l'obiettivo di portare il metodo e la sua filosofia a un numero sempre maggiore di persone.   «Vedere la risposta delle persone di Civitanova Alta e delle zone limitrofe già dall'inaugurazione e nei primi giorni di attività ci ha dato una grande soddisfazione. Siamo orgogliosi di aver scelto questa zona e di poter contribuire, con la nostra attività, a portare un nuovo spazio dedicato allo sport e al benessere».    

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