Criminalità, Macerata tra le province più sicure d’Italia: 97ª su 106, ma crescono alcuni reati
Attualità
12/10/2026 14:44

Criminalità, Macerata tra le province più sicure d’Italia: 97ª su 106, ma crescono alcuni reati

La provincia di Macerata si colloca nella parte più bassa della classifica nazionale della criminalità, con un’incidenza dei reati denunciati tra le più contenute d’Italia. Un quadro complessivamente favorevole, che però non esclude singole criticità. È quanto emerge dall’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore, elaborato sui dati del ministero dell’Interno relativi al 2025. Nel Maceratese sono state registrate 7.595 denunce, corrispondenti a 2.517,49 reati ogni 100mila abitanti. La provincia occupa il 97° posto su 106 nella graduatoria generale, che colloca in cima i territori con la maggiore incidenza dei delitti denunciati. Rispetto all’edizione precedente, Macerata guadagna tre posizioni, passando dal 94° al 97° posto: un miglioramento relativo, da leggere insieme all’andamento del numero complessivo dei reati. Il significato della classifica è importante. Non si tratta di contare soltanto quanti delitti vengono denunciati, ma di rapportarli alla popolazione residente. In questo modo è possibile confrontare province con dimensioni differenti. Il numero assoluto di denunce racconta il volume degli episodi registrati; il tasso ogni 100mila abitanti permette invece di capire quanto incidano rispetto alla popolazione. Nel confronto regionale, Macerata presenta l’incidenza complessiva più bassa tra le cinque province marchigiane. Il territorio si colloca quindi in una posizione favorevole non soltanto rispetto alla graduatoria nazionale, ma anche rispetto alle altre realtà della regione. Il dato va letto senza trasformarlo in una misura assoluta della sicurezza: una posizione più bassa nella classifica indica una minore incidenza dei reati denunciati, ma non significa che ogni tipologia di criminalità sia meno diffusa o che non esistano problemi specifici. Anche il quadro nazionale offre un termine di paragone. Nel 2025 in Italia sono stati denunciati circa 2,36 milioni di delitti, con una diminuzione dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Il calo, tuttavia, non riguarda tutti i reati: mentre diminuiscono soprattutto i furti, continuano a crescere fenomeni come le truffe e le frodi informatiche. Tra gli indicatori che meritano attenzione ci sono i furti con strappo, cioè i casi in cui un oggetto viene sottratto direttamente alla vittima con uno strappo, come può accadere con una borsa o una collana. Nel 2025 in provincia di Macerata sono state registrate 32 denunce, con un’incidenza di 10,59 casi ogni 100mila abitanti. Per questa specifica tipologia di reato, Macerata si colloca al 44° posto nazionale, avanzando di 33 posizioni rispetto all’anno precedente. È un dato che contrasta con il buon piazzamento nella graduatoria complessiva e che richiede una lettura distinta: la provincia può avere un’incidenza generale contenuta e, allo stesso tempo, presentare valori relativamente più elevati per alcuni reati. Un altro indicatore riguarda gli omicidi volontari. Nel corso del 2025, in provincia di Macerata è stato registrato un caso, con un’incidenza di 0,33 ogni 100mila abitanti. Il territorio occupa il 60° posto nella graduatoria nazionale, migliorando di 26 posizioni rispetto all’anno precedente. Quando i numeri sono così contenuti, anche un singolo episodio può incidere sensibilmente sul tasso e sulla posizione in classifica. Per questo il dato non va interpretato isolatamente, ma inserito nel quadro complessivo della criminalità provinciale. A livello nazionale gli omicidi volontari sono scesi a 289, con una diminuzione dell’11,3% rispetto al 2024. È una tendenza generale che non coincide necessariamente con quella di ogni singola provincia. L’Indice della criminalità del Sole 24 Ore si basa sui delitti segnalati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia. Non fotografa quindi necessariamente tutti i reati effettivamente commessi, perché una parte degli episodi potrebbe non essere denunciata. Per Macerata, il dato generale è incoraggiante: 97° posto su 106 e un’incidenza inferiore a quella delle altre province marchigiane. Ma la classifica non esaurisce il tema della sicurezza. I furti con strappo, con una posizione nazionale decisamente più alta rispetto a quella generale, dimostrano che le diverse forme di criminalità possono seguire andamenti differenti. La lettura più corretta è quindi quella che tiene insieme i due livelli: da una parte il quadro complessivo, che colloca il Maceratese tra le province con meno denunce in rapporto alla popolazione; dall’altra i singoli reati, che consentono di individuare le situazioni da monitorare e di evitare che un solo numero restituisca un’immagine incompleta del territorio.

Criminalità, Macerata tra le province più sicure d’Italia: 97ª su 106, ma crescono alcuni reati

Criminalità, Macerata tra le province più sicure d’Italia: 97ª su 106, ma crescono alcuni reati
12/10/2026 14:44

La provincia di Macerata si colloca nella parte più bassa della classifica nazionale della criminalità, con un’incidenza dei reati denunciati tra le più contenute d’Italia. Un quadro complessivamente favorevole, che però non esclude singole criticità. È quanto emerge dall’Indice della criminalità 2026 del Sole 24 Ore, elaborato sui dati del ministero dell’Interno relativi al 2025. Nel Maceratese sono state registrate 7.595 denunce, corrispondenti a 2.517,49 reati ogni 100mila abitanti. La provincia occupa il 97° posto su 106 nella graduatoria generale, che colloca in cima i territori con la maggiore incidenza dei delitti denunciati. Rispetto all’edizione precedente, Macerata guadagna tre posizioni, passando dal 94° al 97° posto: un miglioramento relativo, da leggere insieme all’andamento del numero complessivo dei reati. Il significato della classifica è importante. Non si tratta di contare soltanto quanti delitti vengono denunciati, ma di rapportarli alla popolazione residente. In questo modo è possibile confrontare province con dimensioni differenti. Il numero assoluto di denunce racconta il volume degli episodi registrati; il tasso ogni 100mila abitanti permette invece di capire quanto incidano rispetto alla popolazione. Nel confronto regionale, Macerata presenta l’incidenza complessiva più bassa tra le cinque province marchigiane. Il territorio si colloca quindi in una posizione favorevole non soltanto rispetto alla graduatoria nazionale, ma anche rispetto alle altre realtà della regione. Il dato va letto senza trasformarlo in una misura assoluta della sicurezza: una posizione più bassa nella classifica indica una minore incidenza dei reati denunciati, ma non significa che ogni tipologia di criminalità sia meno diffusa o che non esistano problemi specifici. Anche il quadro nazionale offre un termine di paragone. Nel 2025 in Italia sono stati denunciati circa 2,36 milioni di delitti, con una diminuzione dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Il calo, tuttavia, non riguarda tutti i reati: mentre diminuiscono soprattutto i furti, continuano a crescere fenomeni come le truffe e le frodi informatiche. Tra gli indicatori che meritano attenzione ci sono i furti con strappo, cioè i casi in cui un oggetto viene sottratto direttamente alla vittima con uno strappo, come può accadere con una borsa o una collana. Nel 2025 in provincia di Macerata sono state registrate 32 denunce, con un’incidenza di 10,59 casi ogni 100mila abitanti. Per questa specifica tipologia di reato, Macerata si colloca al 44° posto nazionale, avanzando di 33 posizioni rispetto all’anno precedente. È un dato che contrasta con il buon piazzamento nella graduatoria complessiva e che richiede una lettura distinta: la provincia può avere un’incidenza generale contenuta e, allo stesso tempo, presentare valori relativamente più elevati per alcuni reati. Un altro indicatore riguarda gli omicidi volontari. Nel corso del 2025, in provincia di Macerata è stato registrato un caso, con un’incidenza di 0,33 ogni 100mila abitanti. Il territorio occupa il 60° posto nella graduatoria nazionale, migliorando di 26 posizioni rispetto all’anno precedente. Quando i numeri sono così contenuti, anche un singolo episodio può incidere sensibilmente sul tasso e sulla posizione in classifica. Per questo il dato non va interpretato isolatamente, ma inserito nel quadro complessivo della criminalità provinciale. A livello nazionale gli omicidi volontari sono scesi a 289, con una diminuzione dell’11,3% rispetto al 2024. È una tendenza generale che non coincide necessariamente con quella di ogni singola provincia. L’Indice della criminalità del Sole 24 Ore si basa sui delitti segnalati all’autorità giudiziaria dalle forze di polizia. Non fotografa quindi necessariamente tutti i reati effettivamente commessi, perché una parte degli episodi potrebbe non essere denunciata. Per Macerata, il dato generale è incoraggiante: 97° posto su 106 e un’incidenza inferiore a quella delle altre province marchigiane. Ma la classifica non esaurisce il tema della sicurezza. I furti con strappo, con una posizione nazionale decisamente più alta rispetto a quella generale, dimostrano che le diverse forme di criminalità possono seguire andamenti differenti. La lettura più corretta è quindi quella che tiene insieme i due livelli: da una parte il quadro complessivo, che colloca il Maceratese tra le province con meno denunce in rapporto alla popolazione; dall’altra i singoli reati, che consentono di individuare le situazioni da monitorare e di evitare che un solo numero restituisca un’immagine incompleta del territorio.

Cronaca

Minacce al Centro Fonti San Lorenzo, domenica un presidio per dire no alla violenza

Minacce al Centro Fonti San Lorenzo, domenica un presidio per dire no alla violenza

12/10/2026 14:26

RECANATI - Un’ondata di solidarietà dopo le minacce di morte e la svastica comparse nei giorni scorsi contro il Centro Fonti San Lorenzo. Ma anche la volontà di non arretrare e di trasformare quanto accaduto in un’occasione per rafforzare la rete sociale della città. L’associazione Fonti San Lorenzo rompe il silenzio dopo le intimidazioni ricevute e lancia un appello alla comunità: domenica 18 ottobre, alle 11, è in programma a Recanati un presidio pubblico per stringersi attorno al centro e ribadire il valore degli spazi educativi e di aggregazione. Nelle ultime 24 ore, raccontano le stesse Fonti San Lorenzo in un comunicato, sono arrivati centinaia di messaggi, telefonate, commenti e video di vicinanza. Una solidarietà trasversale, espressa da famiglie, singoli cittadini, associazioni e rappresentanti di partiti sia di maggioranza sia di opposizione. «Ne siamo state travolte. E quindi grazie, grazie con il cuore, ne avevamo e abbiamo bisogno», scrivono le responsabili del centro, sottolineando quanto il sostegno ricevuto sia importante in un momento difficile. Il messaggio, però, va oltre il ringraziamento. Per l’associazione, gli episodi intimidatori non colpiscono soltanto una realtà impegnata quotidianamente sul territorio, ma mettono in discussione il ruolo stesso dei luoghi di educazione, socialità e crescita. «Colpire uno spazio educativo e sociale significa colpire una comunità, una città intera», si legge nel comunicato. Da qui la scelta di reagire senza arretrare, anzi rilanciando l'impegno. «Davanti alla violenza non dobbiamo fare passi indietro, ma solo in avanti», affermano le Fonti San Lorenzo, convinte che quanto accaduto dimostri ancora una volta quanto sia necessario investire in presìdi sociali, educativi e di prossimità. L'invito è rivolto a famiglie, scuole, istituzioni, comitati, associazioni, parrocchie e cittadini. L'obiettivo è ritrovarsi domenica 18 ottobre alle 11 in un presidio pubblico che vuole essere, nelle intenzioni dei promotori, un grande abbraccio collettivo a sostegno del Centro Fonti San Lorenzo e della città di Recanati. Un'iniziativa per chiedere protezione e sostegno per chi opera quotidianamente sul territorio, ma anche per rafforzare la collaborazione tra istituzioni e realtà locali nella ricerca di risposte ai problemi della comunità. Il centro rivendica la volontà di proseguire il proprio lavoro: «Fonti non si ferma. Il nostro impegno per la città e non solo non si ferma e non si fermerà mai». Nel comunicato c'è anche un richiamo alla responsabilità collettiva e al valore degli spazi pubblici. Parchi, strade e luoghi di incontro, sostengono le Fonti San Lorenzo, possono diventare spazi di cura e convivenza soltanto attraverso la presenza e la partecipazione delle persone. Il messaggio conclusivo è un invito a esserci e a non lasciare che le intimidazioni alimentino paura o disinteresse: «Non fermiamoci: rilanciamo». Perché, è la convinzione dell'associazione, più persone parteciperanno al presidio, più forte sarà il segnale di unità e vicinanza contro la violenza.

Addio a Saverio Domenichini, barman di Civitanova: aveva 58 anni

Addio a Saverio Domenichini, barman di Civitanova: aveva 58 anni

12/10/2026 12:16

La città piange la scomparsa di Saverio Domenichini, morto sabato all’età di 58 anni, dopo una lunga malattia. Molto conosciuto a Civitanova, aveva costruito nel tempo una fitta rete di rapporti grazie alla sua professione di barman, svolta anche dietro al bancone del bar La Ternana. Un lavoro che gli aveva permesso di entrare in contatto con tante persone, che negli anni avevano imparato ad apprezzarne le capacità professionali e la cordialità. Un volto familiare per molti, legato alla quotidianità cittadina e ai momenti di incontro trascorsi al bar. Domenichini lascia la moglie Monia, il figlio Luca e la sorella Donatella, ai quali si stringe il cordoglio di quanti lo hanno conosciuto. La salma è stata composta nella sala funeraria Terra e Cielo, in via Cecchetti. Le esequie saranno celebrate martedì alle 9 nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, nel quartiere San Marone, a Civitanova Marche.

Attualità

Camerino, successo per le Giornate Fai d’Autunno: migliaia di visitatori a Renacavata

Camerino, successo per le Giornate Fai d’Autunno: migliaia di visitatori a Renacavata

12/10/2026 10:07

Migliaia di visitatori hanno raggiunto il Convento dei Frati Minori Cappuccini di Renacavata nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno 2026. Un fine settimana all’insegna della cultura, della memoria e della spiritualità, che ha permesso a numerose persone di scoprire uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico e religioso di Camerino. Il successo dell’iniziativa è stato il risultato di un’importante collaborazione tra l’Amministrazione comunale, il FAI, i Frati Minori Cappuccini e l’IIS “Varano-Antinori”, realtà che hanno lavorato insieme per valorizzare un complesso di straordinario interesse, profondamente legato alla storia della città e alle origini dell’Ordine cappuccino. Nel corso delle due giornate, il convento ha accolto un flusso continuo di visitatori, che hanno potuto esplorarne gli ambienti e conoscerne più da vicino la storia. Il percorso ha interessato la chiesa, il refettorio, il museo storico dell’arte cappuccina, con la sua significativa collezione di tabernacoli lignei marchigiani, e gli spazi verdi che circondano il complesso. Un’occasione preziosa per riscoprire un patrimonio che custodisce non soltanto testimonianze artistiche e architettoniche, ma anche una tradizione spirituale ancora viva, legata agli insegnamenti di San Francesco e ai valori della semplicità, dell’accoglienza e del rispetto per il prossimo e per il creato. Tra gli aspetti più apprezzati dell’iniziativa c’è stato il contributo degli apprendisti Ciceroni dell’IIS “Varano-Antinori”. Gli studenti hanno accompagnato i gruppi lungo il percorso di visita, illustrando con competenza ed entusiasmo la storia di Renacavata e le peculiarità del complesso conventuale. Un’esperienza formativa che ha permesso ai ragazzi di mettere in pratica le conoscenze acquisite a scuola e di diventare ambasciatori del patrimonio culturale della propria città. La preparazione e la passione dimostrate hanno riscosso il favore dei visitatori, confermando il valore educativo di progetti capaci di avvicinare le nuove generazioni alla storia e all’identità del territorio. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al dirigente scolastico Francesco Rosati, ai docenti e a tutti gli alunni e le alunne che hanno preso parte all’iniziativa, contribuendo alla riuscita delle giornate con impegno e dedizione. Positivo anche il riscontro sull’organizzazione logistica. Le navette gratuite messe a disposizione da Contram hanno consentito di raggiungere agevolmente il convento, facilitando gli spostamenti e contribuendo a gestire l’afflusso dei numerosi partecipanti. Le Giornate Fai d’Autunno hanno assunto quest’anno un significato ancora più importante alla luce della candidatura di Renacavata al censimento nazionale “I Luoghi del Cuore” promosso dal Fai. Il convento si trova attualmente al secondo posto della classifica, un risultato che testimonia l’attenzione e l’affetto riservati a questo luogo dalla comunità locale e da tanti cittadini in tutta Italia. Un traguardo che l’Amministrazione comunale invita a sostenere continuando a votare fino alla scadenza del censimento, affinché Renacavata possa consolidare la propria posizione e ottenere un riconoscimento ancora più significativo. Soddisfazione per il risultato delle due giornate è stata espressa dal sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli, che ha sottolineato il valore della partecipazione e il significato profondo del convento per la comunità. «Le Giornate Fai d’Autunno a Renacavata sono state un successo straordinario per Camerino, con tantissimi visitatori che in questi due giorni hanno raggiunto il Convento. È il segno tangibile di quanto questo luogo sia radicato nel cuore della nostra comunità e di quanto sia grande l’attenzione che tutto il Paese riserva alla culla dell’Ordine dei Cappuccini». Il primo cittadino ha poi evidenziato il valore spirituale del complesso: «Renacavata non è solo un monumento: è un luogo dello spirito. Qui si respira ancora l’insegnamento di San Francesco, il valore della semplicità, dell’accoglienza, del rispetto per l’altro e per il creato. Valori di cui oggi abbiamo più che mai bisogno e che i Frati continuano a testimoniare ogni giorno». Un pensiero speciale è stato dedicato agli studenti, veri protagonisti delle visite: «Il merito più grande di queste giornate va ai nostri ragazzi dell’IIS Varano-Antinori. I nostri Apprendisti Ciceroni sono stati impeccabili: preparati, competenti, con una passione e un entusiasmo che hanno commosso tutti i visitatori. Vederli raccontare la storia del loro territorio con così tanto orgoglio è stata l’emozione più bella. Sono loro i migliori ambasciatori della nostra città». Lucarelli ha quindi ringraziato il dirigente scolastico, i docenti, i Frati Minori Cappuccini per aver aperto le porte del convento e il FAI per aver rinnovato la propria attenzione nei confronti di Camerino. Infine, l’appello a sostenere la candidatura nel censimento nazionale: «Renacavata è oggi al secondo posto ne “I Luoghi del Cuore” FAI: invito tutta la cittadinanza a continuare a votare, ogni giorno, fino all’ultimo giorno utile. Ogni voto è decisivo per far vincere il nostro luogo dell’anima».

Giornata per le vittime del lavoro, Anmil Macerata: "Malattie professionali in crescita, serve Procura nazionale"

Giornata per le vittime del lavoro, Anmil Macerata: "Malattie professionali in crescita, serve Procura nazionale"

11/10/2026 18:50

 Si è celebrata oggi, seconda domenica di ottobre, la 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa da ANMIL (Associazione fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro). La manifestazione nazionale si è svolta a Longarone (Belluno), con il patrocinio della Rai e la media partnership delle TGR Rai. In tutta Italia sono state organizzate iniziative, tra cui quella della sede ANMIL di Macerata, aperta all'intera cittadinanza. Il programma. I partecipanti si sono ritrovati alle 10 in piazza Vittorio Veneto. Alle 10.30, nella Cattedrale San Giovanni, è stata celebrata la Santa Messa dedicata ai caduti sul lavoro. Alle 11.45, nella Sala Consiliare del Comune (piazza della Libertà), si è svolta la cerimonia civile con gli interventi di autorità e istituzioni locali. In quell'occasione sono stati nominati i grandi invalidi del lavoro destinatari dei Brevetti e dei Distintivi d'Onore, consegnati dalla Direzione regionale INAIL nelle persone del direttore Edoardo Antuono e dell'assistente sociale Edward Breda. Alle cerimonie hanno preso parte gli assessori del Comune di Macerata Debora Pantana e Pierfrancesco Tasso, il consigliere regionale Leonardo Catena, il presidente del Consiglio comunale di San Severino Marche Sandro Granata, il sindaco di Petriolo Matteo Santinelli e il vicesindaco di Potenza Picena Giuseppe Castagna. Le parole del presidente. «Ogni anno ci ritroviamo la seconda domenica di ottobre ad affrontare un'analisi dell'esistente, tra quanto è stato fatto e quanto ancora è al centro delle nostre battaglie, che poi sono la battaglia di civiltà di un intero Paese», ha dichiarato il presidente territoriale ANMIL di Macerata, Jon Primo Daniele Langston. Il presidente ha commentato i dati: «Alla luce del bilancio infortunistico del 2025, illustrato nella recente Relazione annuale dell'INAIL, i numeri dei primi sette mesi del 2026 non restituiscono la dignità che da 83 anni la nostra Associazione chiede per tutti i lavoratori del Paese e i loro familiari». Nella provincia di Macerata emerge una discrepanza: gli infortuni calano leggermente, mentre le denunce per malattie professionali subiscono un'impennata, in linea con la media regionale, dove l'aumento delle sole malattie professionali tocca il 20,2%. Langston ha quindi chiesto di rimettere in correlazione la stabilità del sistema lavoro con la sua sicurezza: «La precarietà, lo stagnamento dei salari a fronte di una sempre più rapida crescita del costo della vita, il proliferare di nuove tipologie di lavoro sulle quali incombe una normativa sfuggente, i cambiamenti climatici e l'incertezza dello scenario geopolitico devono essere affrontati in maniera strutturale». Il fenomeno degli infortuni, ha ricordato, «nasconde nel lavoro irregolare cifre ben più elevate di quelle riportate mensilmente da INAIL».   Centrale anche il tema delle testimonianze, che ANMIL porta da anni nelle scuole, nelle aziende e nei cantieri: «Raccontano non solo la prevenzione e il post-infortunio, ma anche il prezzo che quotidianamente chi ha vissuto un incidente o una malattia professionale paga spesso senza un concreto supporto da parte dello Stato. Rappresentano anche la deriva sociale verso cui il nostro Paese si sta scontrando, con sempre più persone costrette ad accettare patti di scorrettezza lavorativa che aumentano il rischio infortunistico e le tagliano fuori dalle forme di tutela vigenti».

Politica

Macerata, "prodotti mestruali gratuiti nelle farmacie comunali": Domizi (Pd) deposita una mozione

Macerata, "prodotti mestruali gratuiti nelle farmacie comunali": Domizi (Pd) deposita una mozione

12/10/2026 10:42

Avviare una sperimentazione per distribuire gratuitamente prodotti per l’igiene mestruale nelle farmacie comunali di Macerata, aiutando le persone in difficoltà economica ad accedere a beni essenziali e riducendo il peso della loro spesa. È quanto propone Tommaso Domizi, consigliere comunale del Partito Democratico e segretario cittadino dei Giovani Democratici, che ha depositato una mozione in Comune per chiedere all’Amministrazione di valutare l’introduzione dell’iniziativa a Macerata. La proposta si inserisce nel percorso promosso dai Giovani Democratici in diversi Comuni italiani, dove progetti analoghi sono già stati approvati. Al centro c’è il riconoscimento dei prodotti mestruali come beni essenziali, il cui costo può rappresentare una difficoltà per chi si trova in condizioni economiche fragili. «Nel 2026 non possiamo ignorare che per molte donne anche l’acquisto di prodotti mestruali può rappresentare una difficoltà economica. Parliamo di beni essenziali, non di lusso, e credo sia importante che anche il Comune faccia la propria parte per garantirne l’accesso», afferma Domizi. La mozione individua nelle tre farmacie comunali gestite da Apm, in corso Cavour, a Piediripa e in via Pace, i punti da cui partire per avviare la sperimentazione. Il sistema ipotizzato prevede una card rilasciata dagli uffici comunali competenti alle persone che dimostrino un legame con il territorio, per esempio attraverso la residenza, lo studio o il lavoro a Macerata. L’Amministrazione potrebbe inoltre introdurre un criterio di priorità basato sull’ISEE, in funzione delle risorse economiche effettivamente disponibili. L’obiettivo è costruire un meccanismo di accesso semplice e trasparente, capace di raggiungere chi ha maggiormente bisogno del sostegno senza rinunciare al controllo delle risorse pubbliche. Uno degli aspetti centrali della proposta riguarda la sostenibilità economica. La mozione non prevede una spesa senza limiti, ma invita a individuare preventivamente un budget, sulla base del quale stabilire il quantitativo massimo di prodotti distribuibili a ciascuna beneficiaria. Tra le ipotesi da valutare c’è anche l’avvio con una dotazione iniziale di poche migliaia di euro, compatibilmente con le disponibilità di bilancio e con i costi effettivi dei prodotti. La cifra, tuttavia, non è ancora stata definita: spetterebbe all’Amministrazione comunale individuare le risorse necessarie per l’eventuale attuazione del progetto. «La proposta è pensata proprio per essere sostenibile. Si può partire con un budget contenuto, stabilire quanti prodotti distribuire e verificare concretamente i risultati. Non chiediamo un impegno economico senza limiti, ma di valutare un intervento circoscritto, capace di rispondere a un bisogno reale senza compromettere il controllo della spesa pubblica», sottolinea il consigliere del Pd. Al termine della fase sperimentale, è previsto un monitoraggio dei risultati attraverso il conteggio delle card rilasciate, dei prodotti distribuiti e dei costi sostenuti. A questi dati si aggiungerebbe un questionario anonimo e facoltativo rivolto alle beneficiarie, per raccogliere valutazioni sull’efficacia dell’intervento. I risultati dovrebbero essere presentati al Consiglio comunale, che potrebbe così disporre di elementi concreti per valutare se proseguire l’iniziativa, modificarne le modalità oppure estenderla. La proposta non si limita alla distribuzione gratuita dei prodotti, ma comprende anche attività di informazione e sensibilizzazione sulla salute mestruale e sulle difficoltà economiche legate all’acquisto dei beni necessari. In quest’ottica, la mozione suggerisce di coinvolgere l’Azienda sanitaria territoriale, i consultori, le associazioni e gli enti del terzo settore, così da affiancare al sostegno materiale un percorso di informazione e consapevolezza. «Come Giovani Democratici crediamo che la politica debba partire dai bisogni quotidiani delle persone e tradurli in proposte realizzabili. Il ciclo mestruale non è una scelta e i prodotti necessari per affrontarlo non devono diventare un ostacolo economico. Macerata può fare la propria parte, cominciando con una sperimentazione concreta, controllata e basata su risultati verificabili», conclude Domizi.  

Robotaxi, treni e navette autonome: Augusto Pellegrini ripropone "Macerata Città Granne"

Robotaxi, treni e navette autonome: Augusto Pellegrini ripropone "Macerata Città Granne"

11/10/2026 14:20

L'intelligenza artificiale e la guida autonoma potrebbero diventare nuovi strumenti per ripensare la mobilità nel Maceratese. È questa la proposta di Augusto Pellegrini, ex consigliere comunale di Treia, che torna sul progetto della “Città Granne”, immaginando un territorio capace di superare gli attuali confini amministrativi attraverso una rete integrata di trasporti, tecnologie e servizi. Di seguito la proposta integrale firmata da Augusto Pellegrini. "Siamo all’inizio di uno tsunami tecnologico guidato dall’intelligenza artificiale, un cambio di paradigma che Macerata non si può permettere di ignorare e che rappresenta un ulteriore fattore abilitante della costruzione di una “Città Granne”, un’unica città provinciale federata che possa rispondere all’esigenza di coordinare ed attrarre risorse per investire sul nostro futuro. In molte città americane sono già realtà servizi di taxi senza conducente che si stanno espandendo molto rapidamente: solo Waymo, il leader, attualmente fa 500.000 corse a settimana con 3.000 veicoli operativi in 8 città, ma sta crescendo vertiginosamente di settimana in settimana. Le statistiche e le stime degli analisti e dei ricercatori ci dicono che la guida autonoma ha tre principali benefici: 1) Costa molto meno rispetto ad un’auto a guida umana: attualmente il 30% in meno del costo tutto compreso, ma ci si attende il 70% in meno nel 2035. 2) È molto più sicura: si stima una riduzione degli incidenti dell’80-90%. 3) Restituisce tempo per fare altro - lavoro, studio, divertimento - al trasportato. Per il territorio maceratese, caratterizzato da un’urbanizzazione policentrica e da un’orografia complessa, in combinazione con una ferrovia che diventasse “metropolitana di superficie”, la guida autonoma sarebbe il collante ideale per accorciare costi e tempi di percorrenza e “avvicinare” ancora di più i vari centri urbani del territorio, rendendoli ancora più compatibili con la partecipazione alla “Città Granne” e con un modello di sviluppo sostenibile. Un sistema di trasporto provinciale integrato si comporrebbe di tre principali elementi. 1) La spina dorsale: velocità e capacità. Il treno elettrico cadenzato lungo la Val di Chienti collega rapidamente la costa, con Civitanova, al capoluogo, Macerata, e all’entroterra, con Tolentino, azzerando il traffico pesante sulla superstrada SS77. 2) I micro-hub di comunità: zero sosta, piena connessione. Le stazioni intermedie non sono più parcheggi dismessi, ma piazze tecnologiche dove i veicoli autonomi arrivano su chiamata, lasciano i passeggeri direttamente al binario e ripartono senza occupare suolo pubblico. 3) L’ultimo miglio intelligente: mobilità per tutti. Dalle frazioni collinari, come Treia, Pollenza e Montecassiano, gli shuttle autonomi a chiamata coprono i dislivelli e le distanze intermedie in tempi certi, tra 10 e 20 minuti, rendendo superfluo il possesso della seconda o terza auto di famiglia. Inutile dire che pensare il trasporto in un’ottica integrata, oltre che sostenibile, porterebbe con ogni probabilità a un risparmio da far tremare i polsi. Solo alcuni dati per far comprendere il fenomeno e l’opportunità. Oggi in provincia si contano in media 1,65 auto per famiglia, per un costo totale di utilizzo annuale “tutto compreso” di circa 7-8.000 euro l’anno: un miliardo di euro all’anno per tutte le famiglie della provincia. Il 70% di costo in meno promesso dai robotaxi - il trasporto su rotaia porterebbe ancora maggiori risparmi - vale 700 milioni complessivi l’anno. E ciò non considera ancora i risparmi e i costi sociali evitabili grazie alla riduzione del numero di incidenti e dei relativi costi sanitari, nell’ordine di milioni di euro, al minore inquinamento, con un parco macchine elettrico e più utilizzato, e alla minore necessità di investire in costosi parcheggi nelle zone congestionate dei centri abitati. Ricordiamo i milioni di euro previsti per il parcheggio a Rampa Zara a Macerata. Come fare? Servono importanti investimenti iniziali, ma soprattutto è necessaria una regia istituzionale con una visione strategica, in grado di unire intorno a un piano università, imprenditoria e filiera istituzionale, al fine di ottenere risorse e creare consenso. Un'ulteriore validazione del fatto che a Macerata occorre pensare in “granne”, evitare di disperdere risorse su progetti potenzialmente anacronistici e, invece, puntare ad innalzare il profilo tecnologico della nostra economia. Se vogliamo difendere la nostra isola felice ed evitare il declino economico e lo spopolamento dobbiamo federare i nostri Comuni, oltre i confini attuali che furono stabiliti a fine Ottocento, quando non c’erano i telefonini e ci si spostava a cavallo: serve creare una “Città Granne”!

Sanità

Salute dell’udito, screening gratuito al Gruppo Fisiomed di Civitanova: come prenotare

Salute dell’udito, screening gratuito al Gruppo Fisiomed di Civitanova: come prenotare

12/10/2026 15:40

Un controllo gratuito per verificare la salute dell’udito e individuare eventuali problemi nelle fasi iniziali. Il Gruppo Fisiomed organizza a Civitanova Marche un Open Day dedicato alla prevenzione dell’ipoacusia, in programma venerdì 16 ottobre 2026 nella sede di via Carducci 1, in collaborazione con la professoressa e dottoressa Simonetta Calamita. L’iniziativa prevede uno screening gratuito con esame audiometrico e valutazione audiologica, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza dei controlli periodici e della diagnosi precoce. Per partecipare è necessaria la prenotazione, poiché i posti disponibili sono limitati. L’ipoacusia, ovvero la riduzione della capacità uditiva, è un disturbo che può manifestarsi gradualmente e senza segnali immediatamente riconoscibili. Tra le cause più comuni figurano l’esposizione prolungata al rumore, particolarmente rilevante in età adulta, l’invecchiamento dell’orecchio interno, che può portare alla presbiacusia, e alcune condizioni catarrali o infettive. La difficoltà nel percepire correttamente i suoni può incidere sulla qualità della vita e sulle relazioni quotidiane. Per questo, riconoscere tempestivamente eventuali problemi e sottoporsi a una valutazione specialistica rappresenta un passaggio importante per individuare le soluzioni più appropriate. Molte forme di perdita uditiva, infatti, possono essere prevenute o trattate in base alla causa. L’Open Day del Gruppo Fisiomed si inserisce proprio in questo percorso di sensibilizzazione, offrendo alla cittadinanza l’opportunità di effettuare un primo controllo senza costi. Per prenotare il proprio appuntamento è possibile contattare la segreteria al numero 0733 812185. Lo screening si svolgerà nella sede di via Carducci 1, a Civitanova Marche, venerdì 16 ottobre.

Fibromialgia, 30mila persone nelle Marche: "Siamo usciti dall'invisibilità, ora serve una legge"

Fibromialgia, 30mila persone nelle Marche: "Siamo usciti dall'invisibilità, ora serve una legge"

11/10/2026 12:27

La fibromialgia esce dall'invisibilità, ma la strada per garantire pieno riconoscimento e tutela a chi ne soffre è ancora lunga. Nelle Marche sono circa 30mila le persone che convivono con questa patologia, al centro del convegno pubblico organizzato sabato pomeriggio alla Gran Sala Cesanelli di Macerata da CFU-Italia, sezione Marche, in collaborazione con ACM, l'Associazione commercianti Macerat. L'incontro, intitolato "Fibromialgia, tra dolore e astenia", è stato il primo appuntamento pubblico dopo l'inserimento della malattia nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), avvenuto lo scorso primo ottobre. Un passaggio importante per il riconoscimento della patologia all'interno del Servizio sanitario nazionale, frutto anche dell'impegno portato avanti negli anni da CFU-Italia e dal suo direttivo, presieduto da Barbara Suzzi, attraverso un confronto costante con il legislatore. "Siamo usciti dall'invisibilità", ha dichiarato Suzzi in apertura del convegno, sottolineando però la necessità di proseguire il percorso: "È un passo importante per portare avanti le nostre istanze e raggiungere il vero traguardo, ossia l'approvazione di una legge che tenga in considerazione, tra i molti aspetti, anche quello lavorativo". L'inserimento nei Lea rappresenta infatti una novità significativa per le persone affette da fibromialgia, perché apre la strada a specifiche prestazioni assistenziali nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, sulla base dei criteri previsti. In particolare, il riconoscimento contempla, in presenza dei requisiti di gravità stabiliti, una visita di controllo ogni 12 mesi e un ciclo di dieci sedute di rieducazione motoria di gruppo. Sono inoltre previste cure termali indipendentemente dai criteri di severità e, in caso di comorbilità psichiatrica, una visita psichiatrica annuale. A fare gli onori di casa è stata Barbara Bastianelli, referente di CFU-Italia per Macerata e le Marche, che ha introdotto i temi dell'incontro, dedicato anche alle prassi terapeutiche e alle possibilità di gestione della malattia. "Il fatto che il convegno abbia ricevuto il sostegno di tante realtà del territorio conferma che finalmente si è compreso che la fibromialgia non riguarda solo chi ne è affetto e i familiari, ma la comunità tutta, perché chiama in causa il lavoro, le relazioni sociali, gli aspetti assistenziali e tutti i livelli istituzionali", ha osservato Bastianelli. Un coinvolgimento che si è tradotto nel patrocinio del Comune di Macerata e nella partecipazione di numerose realtà locali e regionali, tra cui Pro Loco, Croce Verde Macerata, Ambalt, Gruppo Fisiomed, Commissione Parità della Regione Marche e Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale. Dopo i saluti di Paolo Perini, presidente di ACM, e di Noemi Ortenzi, in rappresentanza della Commissione Parità della Regione Marche, si sono susseguiti gli interventi di Barbara Suzzi, della vicepresidente Catia Bugli e di Michele Gardarelli, medico, docente universitario di Medicina integrata e presidente del Comitato medico-scientifico dell'associazione. Spazio anche agli approfondimenti di Laura Calza ed Evelin Battistini, in qualità di nutrizioniste, e della psicologa Virginia Brillantini. La fibromialgia è una patologia caratterizzata da dolori muscolo-scheletrici diffusi e persistenti, che possono incidere profondamente sulla qualità della vita. Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità citati da CFU-Italia, interessa circa il 3% della popolazione, una stima che, secondo l'associazione, potrebbe essere inferiore alla reale diffusione della malattia. A esserne colpite sono prevalentemente le donne, ma la patologia interessa anche uomini e bambini in età scolare. Tra le difficoltà segnalate da chi ne soffre figurano la complessità del percorso diagnostico e terapeutico, l'assenza di farmaci specifici e la mancanza di prassi uniformi per la diagnosi e la cura. Proprio per questo, l'inserimento nei Lea viene considerato un primo risultato, ma non un punto di arrivo. La richiesta di CFU-Italia è quella di arrivare a una legge organica che affronti anche le ricadute della fibromialgia sulla vita quotidiana e professionale, riconoscendo le esigenze di chi convive con una condizione spesso difficile da comprendere dall'esterno. Un impegno che ha visto Barbara Suzzi protagonista anche a livello nazionale: nel 2023 la presidente di CFU-Italia è stata insignita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana per la sua attività di sensibilizzazione sulla fibromialgia. Il convegno di Macerata ha così rappresentato un'occasione di confronto tra associazioni, professionisti e istituzioni, con un messaggio condiviso: il riconoscimento nei Lea è un passo avanti, ma la piena tutela delle persone con fibromialgia passa anche attraverso il lavoro, l'assistenza e una maggiore consapevolezza sociale.

Sport

Civitanova, la pallavolo ricorda Rolando Scocco con il primo Memorial

Civitanova, la pallavolo ricorda Rolando Scocco con il primo Memorial

12/10/2026 15:00

La pallavolo civitanovese si è ritrovata nel pomeriggio di sabato 10 ottobre alla “Pirandello” per rendere omaggio a Rolando Scocco, storico presidente dell’US Volley 79, scomparso lo scorso anno all’età di 81 anni. Una figura importante per la società civitanovese, che per trent’anni ha accompagnato con passione e dedizione la crescita del club, fino al raggiungimento della Serie B2. Il primo Memorial a lui dedicato nasce per custodire il ricordo di un uomo che ha lasciato un segno profondo nella storia della società e dell’ambiente pallavolistico. Un appuntamento che ha unito sport, amicizia e memoria, celebrando i valori che hanno contraddistinto il suo percorso. A scendere in campo per il triangolare sono state l’US Volley 79, la Team Volley Ancona e l’Offida Volley, protagoniste di una giornata che va oltre il risultato sportivo. La prima sfida si apre con un minuto di silenzio in memoria di Rolando Scocco. Le doriche partono forte, ma le ragazze di Raffaella Cerusico prendono presto il controllo, portandosi sul 7-3 grazie al muro di Pettinari e Amadio. Ancona prova a rientrare fino al 12-11, ma le padrone di casa riallungano. Bartolacci si distingue con diagonali, pallonetti e un ace, contribuendo al 22-13. Un errore ospite regala il set point, poi Amurri chiude con un muro vincente: 25-15. Nel secondo parziale, la squadra ospite prova ad allungare, ma il muro di Amadio tiene in partita le doriche. Le civitanovesi ritrovano la parità sul 7-8 e grazie agli attacchi di Amurri e alle fast di Pettinari, prendono il largo. Decisivi anche i muri di Diaferia e Amadio e l’ace di Bartolacci. Pettinari firma il 24-18 al centro, poi un errore avversario consegna il set alle padrone di casa sul 25-18. Nella seconda gara, l’Offida Volley, guidata da Massimo Citeroni, conquista i primi due set contro la squadra di Giulio Pellini. Le ragazze di Offida impongono il proprio ritmo fin dalle prime battute, chiudendo il primo parziale sul 25-16 e il secondo sul 25-21, nonostante il tentativo di rimonta delle doriche. Nella sfida conclusiva del triangolare, l’Offida parte forte, ma l’US Volley 79 riesce a recuperare uno svantaggio di cinque punti grazie a muri, attacchi e agli ace di Mercanti. Nel finale, il pallonetto vincente di Amadio riaccende le speranze e, dopo una rimonta importante e scambi combattuti fino ai vantaggi, le civitanovesi si aggiudicano il primo set per 26-24. Nel secondo parziale l’Offida prende progressivamente il largo, resistendo ai tentativi di rimonta dell’US Volley 79. Pettinari e Bartolacci provano a tenere viva la partita, ma le ospiti chiudono sul 20-25, portando la sfida al tie-break. Il terzo set si apre in equilibrio, con l’US Volley 79 inizialmente in vantaggio. Dopo diversi pareggi, però l’Offida trova l’allungo decisivo e consolida il proprio vantaggio. Le padrone di casa tentano di reagire, ma le ospiti mantengono il controllo e conquistano il tie-break, aggiudicandosi l’incontro. A premiare le squadre erano presenti Domenica Fornari, presidente dell’US Volley ‘79, l’assessore allo Sport del Comune di Civitanova Claudio Morresi e il presidente della FIPAV provinciale Enrico Marcantoni. Nel corso della manifestazione, i presenti hanno ricordato con affetto il presidente Scocco, sottolineando quanto abbia fatto per la società e il contributo dato alla sua crescita. Presente anche il figlio, che ha ringraziato gli organizzatori e si è congratulato per la riuscita del torneo. Il primo Memorial Rolando Scocco si conclude con un rinfresco offerto dall’US Volley ‘79 a tutti i partecipanti, chiudendo una giornata all’insegna dello sport, dell’amicizia e del ricordo di una figura fondamentale per la storia della società. La società porge anche un grosso “in bocca al lupo” per Linda Borgognoni della Team Volley Ancona, uscita anzitempo per un brutto infortunio durante la sfida contro Offida.

Agnese Marucci vince a San Benedetto del Tronto: festa per il triathlon targato Camerino

Agnese Marucci vince a San Benedetto del Tronto: festa per il triathlon targato Camerino

12/10/2026 11:44

 Sport, formazione universitaria e passione per il triathlon si sono incontrati a San Benedetto del Tronto, dove una bella giornata di gare si è conclusa sul lungomare, con le premiazioni ospitate al Circolo Tennis Maggioni. Protagonisti anche l’Università di Camerino, il Cus Camerino e gli atleti dell’Olimpia Triathlon Camerino, partner della Flipper Triathlon nell’organizzazione delle competizioni che, nei mesi scorsi, avevano fatto tappa anche a Tolentino. A conquistare la vittoria è stata Agnese Marucci, neo laureata Unicam in Biological Sciences e portacolori dell’Olimpia Triathlon Camerino, protagonista di una prestazione che ha dato ulteriore lustro alla squadra camerte. Positiva anche la prova di Andrea Palmieri e degli altri atleti dell’Olimpia, che hanno confermato la vivacità del movimento sportivo legato al triathlon nel territorio. La manifestazione è stata anche l’occasione per valorizzare il legame tra sport e università attraverso il circuito Trileague Unicam. Nel corso della cerimonia conclusiva, i primi due classificati per genere, Carlotta Verde e Alessandro Vignaroli, hanno ricevuto i voucher per l’iscrizione al nuovo corso di laurea in Scienze delle attività motorie e sportive, già avviato con successo nel corrente anno accademico. A consegnare i riconoscimenti sono stati il professor Khosrow Tayebati, direttore del corso di laurea, e il professor Pietro Picerno, coordinatore del corso. Un’iniziativa che sottolinea l’impegno dell’Ateneo nel promuovere percorsi capaci di integrare attività sportiva, formazione e opportunità di crescita personale e professionale. Alla premiazione erano presenti anche Stefano Belardinelli, presidente del Cus Camerino, e Agnese Capecci, assessore allo Sport del Comune di San Benedetto del Tronto, a testimonianza della collaborazione tra realtà universitarie, associazioni sportive e istituzioni locali. La giornata sambenedettese rappresenta un ulteriore momento positivo per la collaborazione tra Flipper Triathlon, Università di Camerino e Cus Camerino, impegnati nella promozione della disciplina e nella diffusione della cultura sportiva. Il successo di Agnese Marucci e le buone prestazioni degli atleti dell’Olimpia Triathlon Camerino si affiancano così al valore formativo del circuito Trileague Unicam, che attraverso lo sport crea occasioni di incontro e valorizza il legame tra università e territorio. Una sinergia che guarda alla crescita dei giovani, alla promozione di stili di vita attivi e alla diffusione del triathlon, confermando come la collaborazione tra istituzioni accademiche e associazioni sportive possa tradursi in opportunità concrete per atlteti e studenti.     

Economia

Dal Made in Marche ai mercati esteri: 80 imprese a confronto con 16 Camere di Commercio

Dal Made in Marche ai mercati esteri: 80 imprese a confronto con 16 Camere di Commercio

08/10/2026 19:10

Ottanta imprese marchigiane hanno incontrato 16 Camere di Commercio Italiane all’Estero per confrontarsi sui mercati internazionali, individuare nuovi partner e costruire opportunità commerciali. È il cuore di “Open Marche”, l’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio delle Marche e ospitata all’Hotel Il Casale di Colli del Tronto. Una giornata dedicata all’internazionalizzazione del sistema produttivo regionale, che ha messo direttamente in contatto le aziende con rappresentanti delle Camere italiane presenti nei principali mercati mondiali. «Le adesioni confermano quanto le nostre imprese vogliano confrontarsi direttamente con i mercati internazionali», ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, evidenziando il ruolo del sistema camerale nel sostenere le aziende impegnate sui mercati esteri. L’auspicio del sindaco di Colli del Tronto Luca Morganti è invece che dall’iniziativa possano nascere nuove collaborazioni e iniziative imprenditoriali. Incontri diretti per conoscere i mercati La mattinata è stata dedicata agli incontri individuali tra gli imprenditori e i rappresentanti delle CCIE. Ogni azienda ha potuto indicare fino a cinque mercati di interesse, approfondendo possibilità commerciali, potenziali partner, canali distributivi e modalità di accesso ai diversi Paesi. «Crediamo fortemente che il sistema camerale possa essere un volano importante per l’internazionalizzazione», ha spiegato Sabatini, ricordando la presenza a Colli del Tronto di rappresentanti di Camere attive nei mercati più importanti. L’appuntamento si inserisce nel percorso avviato nel 2023 con la Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, ospitata proprio a Colli del Tronto. Mario Pozza, presidente di Assocamerestero, ha sottolineato la volontà di consolidare il rapporto con le Marche, definendole un territorio dinamico e fortemente orientato all’export. Secondo Pozza, le opportunità per il Made in Italy sui mercati internazionali sono numerose, soprattutto per le produzioni di qualità. Manifattura, design, agroalimentare e moda rappresentano alcuni dei comparti sui quali le imprese italiane possono continuare a competere. L'export come leva di crescita L’internazionalizzazione è stata indicata come una delle principali sfide per il sistema produttivo anche dal presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali. «È un tema fondamentale per le nostre imprese», ha sottolineato, definendolo uno dei veicoli più importanti per sostenere la crescita del sistema industriale regionale in un contesto internazionale complesso. Un’opportunità che riguarda diversi comparti dell’economia marchigiana, dal legno-arredo alla moda, dall’agroalimentare alla manifattura. Lorena Fulgini, coordinatrice Legno e Arredo di Confindustria Marche, ha evidenziato l’importanza di creare un rapporto diretto con le Camere italiane all’estero per individuare percorsi utili alla competitività delle aziende. Anche Doriana Marini, consigliera della Camera di Commercio delle Marche per l’artigianato e consigliera nazionale Federmoda, ha sottolineato la capacità delle imprese regionali di continuare a investire e crescere nonostante le difficoltà. «Siamo una regione manifatturiera e abbiamo molto da dire», ha osservato, richiamando in particolare le potenzialità del settore della moda e del Made in Marche. Le opportunità nei mercati esteri Il confronto con le Camere italiane all’estero ha permesso alle imprese di entrare in contatto con realtà che operano quotidianamente sui diversi mercati. Gabriele Musto, segretario generale della Camera di Commercio italiana in Guatemala e Honduras, ha ricordato i rapporti avviati con le aziende marchigiane dalla Convention del 2023 e le prime collaborazioni sviluppate nel settore della tecnologia applicata all’agroalimentare. Tra i comparti con prospettive interessanti anche vino, tartufo, moda, costruzioni e infrastrutture. Dalla Polonia, Alessio Racioppoli, business service manager della Camera di Commercio italiana, ha evidenziato il valore dell’incontro diretto con le imprese e la possibilità di offrire loro un supporto concreto nei percorsi di internazionalizzazione. Per la Francia, Simona Manzi, assistente commerciale estero della Camera di Commercio italiana a Lione, ha sottolineato l’interesse delle aziende marchigiane verso il mercato francese. Francia primo mercato, forte crescita negli Usa I dati elaborati dall’Ufficio Statistica e Studi di Camera Marche su fonte ISTAT restituiscono una presenza internazionale diversificata. La Francia si conferma il principale mercato, con un interscambio che nel 2025 ha raggiunto 1,37 miliardi di euro. Nei primi sei mesi del 2026 l’export marchigiano verso il Paese è cresciuto del 12,8%. Positivo anche il dato della Spagna, che nel 2025 ha registrato 789 milioni di euro di export marchigiano, con una crescita dell’8,4% nel primo semestre 2026. In aumento anche il Canada, dove le esportazioni regionali sono cresciute del 20,4%. Tra i mercati più importanti ci sono gli Stati Uniti, che nel 2025 hanno rappresentato 956 milioni di euro di export marchigiano. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni verso gli Usa hanno registrato una forte accelerazione, con macchinari e moda tra i comparti principali. Guardando all’Asia, la Cina vale 296 milioni di euro di export, mentre il Giappone raggiunge quota 101 milioni. Particolarmente significativo il dato del Vietnam, che, pur partendo da valori ancora contenuti, registra una crescita del 62,6% nel primo semestre 2026. Segnali positivi arrivano anche da Australia e Sudafrica, dove nello stesso periodo l’export marchigiano è cresciuto rispettivamente del 21,2% e del 19,7%. Il quadro restituisce una presenza internazionale sempre più articolata. Accanto ai mercati europei consolidati, le imprese marchigiane stanno guardando con crescente interesse alle opportunità offerte da America, Asia, Oceania e Africa. “Open Marche” ha messo così attorno allo stesso tavolo chi produce nelle Marche e chi presidia quotidianamente i mercati internazionali. Un confronto pensato per trasformare informazioni e relazioni in nuove partnership, nuovi sbocchi commerciali e occasioni di crescita per il Made in Marche. L’iniziativa è stata realizzata dalla Camera di Commercio delle Marche, in collaborazione con le Aziende Speciali TECNE, LINEA e LINFA e con Assocamerestero.

Gasolio agricolo alle stelle, Coldiretti Marche: “La Regione intervenga sul prezzo”

Gasolio agricolo alle stelle, Coldiretti Marche: “La Regione intervenga sul prezzo”

07/10/2026 13:38

Il caro carburanti torna a pesare sui bilanci delle aziende agricole marchigiane. Per questo Coldiretti Marche ha scritto alla Regione chiedendo un ulteriore intervento sul costo del gasolio agricolo, da affiancare alle misure già previste a livello nazionale. Secondo l'organizzazione agricola, dall'inizio della guerra in Iran il prezzo del gasolio destinato alle aziende agricole è passato da circa 85 centesimi al litro fino a punte di 1,75 euro, con un impatto significativo sui costi di produzione. La richiesta rivolta alla Regione Marche è quella di prevedere uno stanziamento dedicato per ridurre il costo al litro del gasolio agricolo acquistato dalle imprese, seguendo l'esempio di quanto già messo in campo, con modalità e risorse differenti, da altre Regioni come Lazio, Sardegna e Sicilia. L'obiettivo di Coldiretti è quello di sommare il nuovo eventuale sostegno regionale alle misure già esistenti, riportando il costo effettivamente sostenuto dagli agricoltori verso la soglia di un euro al litro. Un primo intervento contro l'impennata dei prezzi è arrivato da Eni e altre compagnie, che, a seguito del confronto con i vertici nazionali di Coldiretti e con il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, hanno introdotto uno sconto del 20% al netto dell'Iva sui carburanti destinati all'agricoltura e alla pesca. «Da anni guerre e tensioni internazionali hanno ricadute pesantissime sull'agricoltura, incidendo soprattutto sui costi di produzione – sottolinea Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche –. Nel caso del gasolio agricolo, lo sconto del 20% deciso da Eni e altri è un segnale di attenzione verso le imprese agricole e della pesca e consente di dare continuità al processo produttivo, contribuendo a garantire alle famiglie la disponibilità e l'accessibilità di cibo sano e sicuro». Coldiretti Marche ricorda inoltre di aver già ottenuto dalla Giunta Acquaroli un incremento del 30% della quota di gasolio agricolo agevolato che le aziende possono acquistare. Il confronto con le istituzioni prosegue ora con l'obiettivo di individuare ulteriori strumenti di sostegno per il comparto agricolo, alle prese con l'aumento dei costi e con un quadro internazionale caratterizzato da forti tensioni. «È in questo confronto che si inserisce ora la richiesta di un ulteriore intervento regionale sul prezzo – conclude Gardoni – con l'obiettivo di alleggerire una delle voci di costo che maggiormente incidono sui bilanci delle aziende agricole marchigiane».

Scuola e università

Università di Macerata, al via il nuovo incontro su “Mediazione tra i generi"

Università di Macerata, al via il nuovo incontro su “Mediazione tra i generi"

12/10/2026 11:30

Riprendono giovedi 15 ottobre gli incontri di “(Inter)mediazioni: persone e comunità”, il corso di formazione promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Macerata in collaborazione con la Società Filosofica Italiana di Macerata e con il patrocinio del Comune di Macerata. Dopo gli appuntamenti della prima parte dell’anno, che hanno registrato un’ampia partecipazione di studenti, docenti e cittadini, il nuovo incontro sarà dedicato alla “Mediazione tra i generi”. L’incontro si svolgerà dalle 17 alle 20 nella Sala Sbriccoli della Biblioteca Didattica d’Ateneo, al primo piano del Palazzo del Mutilato, in piazza Oberdan 4. Gli appuntamenti sono accreditati per i docenti attraverso la piattaforma Sofia e per le studentesse e gli studenti UniMc. Dopo l’introduzione di Arianna Fermani e Antonella Nardi, delegate alla Terza Missione del Dipartimento di Studi Umanistici, interverranno Natascia Mattucci, docente di Teoria del diritto e della politica; Paola Nicolini, docente di psicologia dello sviluppo; Lina Caraceni, docente di diritto processuale penale e diritto penitenziario, tutte dell’Università di Macerata, e Stefania Monteverde, docente di filosofia e storia e attivista culturale. Il corso intende portare il confronto sul tema della mediazione dentro alcuni degli ambiti che attraversano più direttamente la vita delle persone e delle comunità. I primi tre incontri sono stati dedicati alla mediazione in campo professionale, medico e tecnologico. “La terza Missione e la Formazione Permanente - spiega il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici Roberto Mancini – rappresentano oggi, all'interno di unavisone rinnovata dell'università, non più focalizzata esclusivamente sulla didattica e sulla ricerca, una opportunità e una sfida cruciali. Si tratta di portare la conoscenza al di fuori delle mura accademiche per avviare un percorso democratizzazione del sapere, rendendolo un bene comune accessibile a tutti e riducendo le disuguaglianze culturali. In un mondo in rapidissima evoluzione tecnologica e sociale, infatti, l'apprendimento continuo rappresenta uno strumento imprescindibile per garantire la partecipazione e la cittadinanza attiva”.

UniMC, laurea honoris causa in Francia per Ermanno Calzolaio

UniMC, laurea honoris causa in Francia per Ermanno Calzolaio

10/10/2026 14:40

Un riconoscimento internazionale per la ricerca giuridica dell’Università di Macerata e per il lavoro svolto negli anni nel rafforzare i rapporti con gli atenei europei. Il professor Ermanno Calzolaio, ordinario di Diritto privato comparato nel Dipartimento di Giurisprudenza e direttore della Scuola di Dottorato dell’Ateneo maceratese, ha ricevuto venerdì 9 ottobre la laurea honoris causa in Giurisprudenza dall’Università di Orléans, in Francia. La cerimonia si è svolta nell’ambito delle celebrazioni per i 720 anni dalla fondazione dell’università francese. Alla base del conferimento, le ricerche condotte da Calzolaio nel campo del diritto privato comparato e il contributo offerto allo sviluppo della collaborazione tra le due istituzioni accademiche. L’assegnazione del titolo ha seguito un percorso istituzionale che ha ottenuto l’approvazione del Ministero degli Affari Esteri francese. Per il Dipartimento di Giurisprudenza di UniMC, già riconosciuto come Dipartimento di Eccellenza, il premio rappresenta anche un riconoscimento del percorso scientifico e della proiezione internazionale raggiunti negli ultimi anni. «La laurea honoris causa al collega Calzolaio ci rallegra e ci onora», ha commentato la direttrice Claudia Cesari, sottolineando come il titolo valorizzi sia la carriera del docente sia il prestigio conquistato dal Dipartimento nella ricerca e nella didattica giuridica anche fuori dai confini nazionali. Il ruolo di Calzolaio è stato significativo anche nella costruzione di due percorsi strategici per la crescita della struttura: i progetti ministeriali dedicati ai Dipartimenti di Eccellenza e l’accordo per il doppio titolo con l’Università di Orléans. Quest’ultimo, attivo da oltre dieci anni, permette agli studenti ammessi di svolgere una parte del proprio percorso formativo in Francia e conseguire un titolo riconosciuto da entrambi gli atenei. Si tratta di un’opportunità ancora poco diffusa in Italia nell’ambito degli studi giuridici, che offre una dimensione europea alla formazione universitaria. La visita in Francia era iniziata già giovedì 8 ottobre, quando il docente ha tenuto una conferenza per i professori della Faculté de Droit, Economie, Gestion. Il suo intervento, intitolato “Creare il diritto senza dirlo: il volto del giudice tra civil law e common law”, ha affrontato il tema del ruolo del giudice nei diversi sistemi giuridici. Insieme a Calzolaio, l’Università di Orléans ha conferito la laurea honoris causa anche a Petra Reinke, docente di Scienza e Tecnologia dei Materiali all’Università di Costanza, e a Peter Haring-Bolivar, professore di Elettronica delle Alte Frequenze e Quantistica all’Università di Siegen. Il riconoscimento attribuito al docente maceratese premia dunque il suo percorso accademico e, allo stesso tempo, il lavoro di cooperazione internazionale sviluppato tra i due atenei, con ricadute sulla ricerca e sulle opportunità formative per gli studenti.

Cultura

Domenico Iannacone a Tolentino con "Il senso dell'umano": spettacolo gratuito al Vaccaj

Domenico Iannacone a Tolentino con "Il senso dell'umano": spettacolo gratuito al Vaccaj

12/10/2026 15:20

Le storie delle persone comuni, le fragilità spesso invisibili e il valore delle relazioni in una società sempre più individualista: sono questi i temi al centro di "Il senso dell’umano", lo spettacolo di Domenico Iannacone in programma venerdì 30 ottobre a Tolentino, con un doppio appuntamento pensato per coinvolgere sia gli studenti sia l’intera cittadinanza. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Politiche sociali in collaborazione con le associazioni che partecipano al Tavolo della Povertà, si svilupperà in due momenti distinti. Dalle 9.30 alle 12, al Teatro Spirito Santo, il giornalista incontrerà gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore "Filelfo" e dell’Istituto "Leopardi – Frau". Alle 21.15, invece, il Teatro Nicola Vaccaj ospiterà lo spettacolo aperto a tutta la cittadinanza, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria. “Il senso dell’umano” è una conversazione scenica ideata e portata sul palco da Iannacone, accompagnato dalle musiche di Samuele Giacomozzi. Attraverso racconti e testimonianze, lo spettacolo dà voce a chi vive ai margini, alle persone comuni e a quelle realtà che spesso restano lontane dai riflettori del potere e dalla cronaca più rumorosa. Al centro della narrazione c’è soprattutto l'importanza dello sguardo, dell'ascolto e della cura dell'altro. In un tempo segnato dalla velocità, dall’individualismo e da logiche di sopraffazione, l’incontro con l’altro diventa uno strumento per comprendere la realtà e riscoprire il valore dell’umanità quotidiana. Un racconto che intreccia denuncia civile e poesia, invitando a rallentare e a riconoscere le fragilità che attraversano la società. Giornalista, autore televisivo e regista, Domenico Iannacone è conosciuto per il suo stile di reportage e d’inchiesta attento alle questioni sociali e alle storie individuali. Su Rai 3 conduce il programma "Che ci faccio qui", nel quale dà spazio a vicende umane spesso trascurate, trasformandole in occasioni di riflessione collettiva. L’appuntamento, sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Benedetta Lancioni, rappresenta anche un’occasione per proseguire il lavoro avviato insieme alle realtà associative del territorio. "Siamo molto felici di questa giornata - afferma Lancioni - che è la seconda che organizziamo in collaborazione con tutte le associazioni che fanno parte del Tavolo della Povertà, che da anni ormai operano sul territorio per fare non solo un lavoro di contrasto alla povertà e alle richieste che arrivano dal territorio giornalmente, ma proprio per favorire un cambiamento culturale rispetto a quelli che sono i temi della povertà". L’esperienza di Iannacone, conclude l’assessore, offrirà "un ulteriore momento di riflessione e di accrescimento personale per tutti", con l’auspicio che possa contribuire a modificare atteggiamenti e comportamenti della comunità. Per partecipare allo spettacolo delle 21.15 al Teatro Nicola Vaccaj è necessario prenotare chiamando i numeri 0733/901320 e 0733/901299. Le prenotazioni sono disponibili dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.30, e il martedì e il giovedì anche dalle 16 alle 18.

Civitanova Film Festival, arrivano i corti internazionali e il grande Morricone con Giorgio Pasotti

Civitanova Film Festival, arrivano i corti internazionali e il grande Morricone con Giorgio Pasotti

12/10/2026 10:45

Oggi, lunedì 12 ottobre, l’appuntamento è all’Osteria Popolare, che ospiterà dalle 20 una cena-simposio filosoficodedicato al tema dell’edizione, Il torto e la ragione condotto da Arianna Fermani (info e prenotazioni 0733 814940). Professoressa di Storia della filosofia antica nell’Università di Macerata, Arianna Fermani è autrice di numerose pubblicazioni, molte dedicate all’Aristotele etico e caratterizzate dall’approccio multifocale alla filosofia antica. Il programma di domani, martedì 13 ottobre, è tutto al cinema Cecchetti e prenderà il via alle 9 con la prima proiezione di Corti Young alla presenza degli studenti della Scuola Secondaria di primo grado Ungaretti. Corti Young è ideato per avvicinare il mondo scolastico al linguaggio cinematografico attraverso un mini-concorso per gli studenti del territorio, che saranno chiamati a votare la propria opera preferita all’interno di una selezione di titoli incentrata su tematiche a loro vicine e idonee. Alle 18.15 verrà proiettato, invece, il film Orfeo, per la regia di Virgilio Villoresi (ingresso 5 euro, ridotto 4 euro), mentre alle 21.15 prenderà il via il consueto concorso internazionale dedicato ai cortometraggi, con le prime proiezioni (ingresso libero). Dodici i corti selezionati su oltre 300 opere giunte da ogni angolo del mondo, che si contenderanno i vari riconoscimenti, incluso il premio al miglior corto assegnato dalla giuria tecnica e intitolato al regista civitanovese Stelvio Massi. Intanto sono state inaugurate le due mostre del CFF 2026. La prima, Scattando s’impara, è l’esposizione fotografica delle opere degli utenti del Servizio Sollievo. Allestita alla Palazzina Sud del Lido Cluana, sarà visitabile: lunedì 12 (16-20); martedì 13 (16-20); mercoledì 14 (18-19.30). La seconda, Magma in Corso, è promossa dal Museo Magma: uno sguardo sullo straordinario periodo della grafica cubana, immediatamente successivo alla Rivoluzione del 1959. I manifesti sono esposti per tutta la durata del CFF in 20 vetrine di negozi su corso Umberto I, con possibilità di visite guidate tutti i giorni alle ore 18 (solo su prenotazione al 338 9688053). Tra gli eventi da segnare sull’agenda, venerdì 16 ottobre il teatro Rossini accoglierà il grande spettacolo “Ennio Morricone… la musica senza tempo”, con la voce narrante di Giorgio Pasotti accompagnato dall’Orchestra Saverio Mercadante (biglietti online su Vivaticket). Il programma completo del CFF 2026 è sul sito www.civitanovafestival.it. Il CFF è promosso e organizzato dall’APS Favolacce, dall’Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova Marche.

Eventi

San Severino, apre “Woof”: il nuovo spazio dedicato alla cura di cani e gatti

San Severino, apre “Woof”: il nuovo spazio dedicato alla cura di cani e gatti

12/10/2026 12:00

Ha aperto ufficialmente i battenti, in viale Bigioli n. 106, “Woof”, il nuovo spazio dedicato interamente al benessere, alla cura e alla bellezza di cani e gatti. L’attività nasce dalla passione e dal coraggio di Giulia Baccifava, giovane settempedana che ha deciso di trasformare il suo grande amore per gli animali in una vera e propria avventura imprenditoriale nel suo territorio d'origine. La scelta del nome non è casuale: Woof richiama subito il verso con cui immaginiamo i nostri cani esprimere gioia ed entusiasmo. Una parola semplice, immediata e solare, che sintetizza perfettamente la filosofia del locale e la missione di Giulia: mettere al primo posto il benessere psicofisico degli animali, garantendo trattamenti e servizi di toelettatura eseguiti con rispetto, pazienza e profonda dedizione. La struttura offre servizi su misura sia per cani sia per gatti, proponendosi non solo come semplice salone di toelettatura ma come punto di riferimento essenziale per chi considera il proprio animale d'affezione a tutti gli effetti un membro della famiglia. All’evento di inaugurazione, che ha visto la partecipazione di tanti cittadini e familiari, ha preso parte anche il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei. Il primo cittadino ha espresso grande apprezzamento per il progetto, sottolineando l'importanza di vedere giovani locali investire risorse ed energie nella propria città. Il centro è operativo e le prenotazioni sono ufficialmente aperte. 

Overtime, Lauro Rossi sold out per Rocco Papaleo. Oggi ultimo atto tra pugilato, Pasquale Luiso e Galeano

Overtime, Lauro Rossi sold out per Rocco Papaleo. Oggi ultimo atto tra pugilato, Pasquale Luiso e Galeano

11/10/2026 15:05

Rocco Papaleo e Overtime chiamano, Macerata risponde presente con lo straordinario colpo d'occhio del Teatro Lauro Rossi, tutto esaurito per la serata di gala del Festival nazionale del racconto, dell'etica e del giornalismo sportivo. Al termine di una giornata come di consueto ricca di appuntamenti con i grandi protagonisti dello sport, vissuto e raccontato, sabato 10 ottobre il pubblico di Overtime ha accolto a Macerata l'amatissimo attore e regista lucano per uno degli eventi più attesi di questa sedicesima edizione, promosso in collaborazione con il main sponsor Banco Marchigiano. Insieme all'autore e conduttore Rai Marco Ardemagni, Rocco Papaleo ha incantato il Teatro Lauro Rossi, tutto esaurito in ogni ordine di posti, raccontando il suo splendido viaggio artistico con ironia, intelligenza e lo sguardo poetico di chi non ha mai dimenticato le proprie radici. Spaziando dal mondo dello spettacolo a quello, ovviamente, dello sport, da autentico fuoriclasse del palcoscenico, Papaleo ha condiviso con il pubblico le avventure giovanili da centravanti di manovra sui campi da calcio, ma anche nell'atletica leggera e nella pallavolo, così come le iniziali simpatie per l'Inter e il Napoli di Maradona, prima che l'amore per il teatro e la passione per Francesco Totti e la sua Roma divampassero. In un costante dialogo tra sport, valori e cultura, il palco non poteva non lasciare spazio alle strepitose doti attoriali di Papaleo, protagonista di tre toccanti monologhi, accompagnati dall'applauso scrosciante del pubblico maceratese, e di un simpatico siparietto con Nicola Calzaretta, collaboratore del Guerin Sportivo nonché grande amico del Festival. Decisamente meritato, al termine dell'incontro, il premio realizzato dall'artista civitanovese Mauro Cicarè, consegnato a Papaleo dal direttore artistico di Overtime, Michele Spagnuolo. Per i suoi valori autentici e la capacità di costruire una carriera straordinaria partendo da zero, Papaleo si è confermato come figura ideale per celebrare il sodalizio tra Overtime e Banco Marchigiano, main sponsor del Festival e partner della serata. A confermarlo, dal palco, è stato Massimo Tombolini, direttore generale di Banco Marchigiano, che nel suo intervento ha ringraziato personalmente la famiglia Spagnuolo, sottolineando la passione e la competenza alla base di un Festival che continua a crescere edizione dopo edizione, per il bene di Macerata e delle Marche. Come evidenziato dal dg Tombolini, il "desiderio" di Banco Marchigiano è scendere in campo con testa e cuore, continuando a investire sul territorio al fianco di imprese, giovani e comunità e valorizzando le eccellenze locali, a cominciare da Overtime. «Se sono qui oggi è perché, da bambino, ho avuto la fortuna di ascoltare chi ha saputo trasmettermi l'amore per lo sport», afferma Michele Spagnuolo, direttore artistico di Overtime. «Per questo, da 16 edizioni il nostro obiettivo è raccontare l'etica sportiva e il desiderio di sport a 360 gradi, nelle piazze, nelle scuole e nei teatri, in un Festival che anno dopo anno è sempre più eterogeneo, generalista e partecipato. Tengo particolarmente a ringraziare i partner che sono al nostro fianco e gli oltre 100 ospiti di questa edizione, grandi giornalisti e grandi persone che negli anni sono entrati a far parte della famiglia di Overtime». «Partendo dallo sport e dai suoi valori, Overtime ha saputo creare un caleidoscopio che coinvolge ogni ambito della vita, con il racconto e la pratica sportiva come punto di riferimento costante», dichiara Riccardo Sacchi, assessore comunale allo Sport, al Turismo e ai Grandi eventi. «In queste 16 edizioni il Festival ha saputo imporsi come una realtà conosciuta e apprezzata in tutta Italia, riempiendo di entusiasmo e amore per lo sport tutti gli spazi della nostra città». IL PROGRAMMA - Oggi, domenica 11 ottobre, calerà ufficialmente il sipario sull’edizione 2026 del Festival. Archiviati i primi appuntamenti della mattinata, nel pomeriggio, alle 17, il Macerata Boxing Club di via Roma ospiterà “Il desiderio sul ring”, l’incontro promosso in collaborazione con la società maceratese che vedrà protagonista la pugile Pamela Malvina Noutcho Sawa, intervistata da Alberto Facchinetti (Il Foglio). Alle 18 appuntamento agli Antichi Forni per l’ultima presentazione di Overtime 2026, in anteprima nazionale, di “Pasquale Luiso. Il guerriero del gol”, con il “Toro di Sora” intervistato da Andrea Capretti. A chiudere il cerchio sul ricchissimo programma di Overtime sarà il reading “Splendori e miserie del gioco del calcio”, in programma alle 19 al Teatro della Filarmonica. Per l’occasione, Fabrizio Gabrielli leggerà e racconterà i testi di Eduardo Galeano, prima del tradizionale brindisi di chiusura che anticiperà il tema di Overtime Festival 2027.  

Curiosità

Ragazzo di 17 anni riportato a casa: San Severino premia la squadra dei vigili del fuoco

Ragazzo di 17 anni riportato a casa: San Severino premia la squadra dei vigili del fuoco

08/10/2026 12:40

A un mese circa dal delicato intervento conclusosi con il ritorno a casa di un 17enne, il comune di San Severino Marche ha accolto e premiato la squadra dei vigili del fuoco protagonista del soccorso. La cerimonia si è svolta nella Sala del Consiglio di Palazzo Comunale, dove il sindaco Rosa Piermattei ha voluto tributare un riconoscimento all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per il lavoro svolto quotidianamente a tutela della comunità. All'incontro hanno partecipato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Macerata, il primo dirigente ingegner Leonardo Rampino, il Direttore Coordinatore Speciale, ingegner Carlo Iammarino, e i componenti della squadra intervenuta nell'operazione: il capo squadra esperto Michele Sciapichetti, i vigili del fuoco coordinatori Roberto Savoretti e Federico Girolimini e la giovane settempedana Nicoletta Raggi, prima donna vigile del fuoco nella storia di San Severino Marche. Proprio Raggi, insieme ai colleghi, era stata protagonista dell'intervento che aveva permesso di riportare a casa il ragazzo, con sindrome dello spettro autistico, allontanatosi dalla propria abitazione di Villa Potenza. Dopo essere stato individuato dai soccorritori, il 17enne non era stato immediatamente convinto a seguirli. Era stata quindi la giovane vigile del fuoco ad avvicinarsi con cautela, rispettando i suoi tempi e conquistandone progressivamente la fiducia attraverso il dialogo, fino a convincerlo a tornare verso casa e a ricongiungersi con la famiglia. Un approccio basato sulla pazienza e sulla sensibilità che aveva permesso di portare a termine positivamente una fase particolarmente delicata del soccorso. Nel corso della cerimonia, alla presenza anche del comandante della Polizia Locale, vice commissario Adriano Bizzarri, il sindaco Piermattei ha espresso la gratitudine della comunità settempedana all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. "Si è colta l'occasione di questa ennesima operazione conclusasi positivamente per tutti per presentare un ringraziamento sentito all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco da cui la nostra comunità ha ricevuto sempre tantissimo – ha sottolineato il primo cittadino -. Sapere che voi ci siete sempre mette sicurezza e dà tranquillità, anche nelle situazioni più difficili". Piermattei ha quindi consegnato ai componenti della squadra una speciale pergamena di encomio, come riconoscimento per la professionalità, il coraggio e la sensibilità dimostrati nell'intervento e, più in generale, per il servizio quotidiano svolto a tutela della collettività. Un attestato che il Comune ha voluto rivolgere non soltanto ai protagonisti dell'operazione, ma simbolicamente all'intero Corpo dei Vigili del Fuoco, indicato dall'amministrazione come un presidio costante di sicurezza e un esempio di dedizione al bene comune. Al comandante Rampino e all'ingegner Iammarino, infine, il sindaco ha consegnato una guida della città, come segno di accoglienza e di riconoscenza da parte dell'intera comunità di San Severino Marche.

San Severino, al via il corso per il tesserino dei funghi: iscrizioni aperte fino al 31 ottobre

San Severino, al via il corso per il tesserino dei funghi: iscrizioni aperte fino al 31 ottobre

08/10/2026 11:00

Al via le iscrizioni al corso di formazione per il riconoscimento dei funghi epigei organizzato dall'Unione Montana Potenza Esino Musone. L'iniziativa, prevista dalla Legge Regionale n. 18/2022, è rivolta a tutti i cittadini interessati e punta a preparare i partecipanti all'esame necessario per ottenere l'abilitazione alla raccolta dei funghi. Il corso avrà una durata complessiva di 21 ore e si svolgerà nel mese di novembre. Le lezioni in presenza sono state fissate per le serate dell'11, 12, 13, 18, 19, 24 e 25 novembre e si terranno a San Severino Marche, al teatro Italia di via Roma 24. L'obiettivo è fornire ai partecipanti le conoscenze necessarie per affrontare e superare l'esame di abilitazione previsto dalla normativa regionale, passaggio propedeutico e obbligatorio per il successivo rilascio del tesserino che consente la raccolta dei funghi. La partecipazione è aperta a tutti. Nel caso in cui le domande dovessero superare la capienza massima della sala, sarà data priorità ai residenti nei Comuni che fanno parte dell'Unione Montana Potenza Esino Musone. Per iscriversi è necessario compilare l'apposito modulo, richiedibile all'ufficio competente, e inviarlo entro e non oltre il 31 ottobre all'indirizzo email demanio@umpotenzaesino.it. Per ulteriori informazioni e chiarimenti è possibile rivolgersi allo stesso indirizzo di posta elettronica oppure contattare il numero 0733 637245 (interno 6) negli orari di apertura al pubblico degli uffici.

Varie

Ddl antisemitismo: un progetto osceno, per silenziare la critica a USraele

Ddl antisemitismo: un progetto osceno, per silenziare la critica a USraele

11/10/2026 13:20

Era decisamente prevedibile. Il disegno di legge sull’antisemitismo ha suscitato un dibattito assai animato, contrassegnato dalla divisione nettissima tra sostenitori e oppositori. Per parte nostra, affermiamo senza ambagi e senza perifrasi edulcoranti che il disegno di legge è semplicemente vergognoso e inqualificabile. Proviamo celermente a chiarire perché, in modo semplicissimo e accessibile a chiunque sia ancora in grado di utilizzare sovranamente la propria testa. L’obiettivo reale del disegno di legge non è perseguire penalmente l’antisemitismo, ma silenziare ogni critica alle politiche estere genocidarie di Netanyahu. Il trucco, ça va sans dire, è, come sempre, l’identificazione irriflessa della critica delle politiche imperialistiche e sanguinarie di Israele con l’antisemitismo. L’obiettivo ultimo è immunizzare Israele rispetto a ogni possibile critica e, dunque, giustificarne sempre e comunque l’operato, quand’anche esso si traduca in pulizie etniche e in genocidi, come sta appunto avvenendo a Gaza. In sostanza, il ddl in questione introduce il reato di opinione, mettendo al bando la possibilità di criticare Israele, quali che siano le sue azioni. Anche un bambino delle scuole elementari può agevolmente comprendere che l’antisemitismo e la critica delle politiche di Israele non hanno alcuna connessione tra loro. Come non si arresta il ladro per la sua religione o per la sua nazionalità, ma in quanto ha rubato, così si critica Israele non per questioni etniche o religiose, ma per le sue malefatte nella politica estera, come si criticherebbe qualsiasi altro Stato del mondo se si comportasse in maniera analoga. Identificare l’antisemitismo con la critica delle politiche estere di Israele è quel che resta del ragionamento quando si è tolto il ragionamento. È chiaro come il sole che si può e, a nostro giudizio, si deve avversare radicalmente l’antisemitismo, come si può e si deve avversare radicalmente il criminale di guerra Netanyahu. Sarebbe, del resto, un puro non sequitur criticare un orrore, l’antisemitismo, per poi accettarne a cuor leggero un altro, l’agire genocidario e assassino di Netanyahu. Il richiamo ossessivo al passato novecentesco svolge in questo caso una parte quintessenzialmente ideologica, volta a garantire, come ricordavo, una permanente impunità a Israele per le sue malefatte. In questo modo, le vittime del 900 vengono oltraggiate e, per così dire, uccise una seconda volta, dacché sono incorporate in un progetto ideologico di santificazione della nuova violenza e dei nuovi stermini. Peraltro, l’antisemitismo è già, giustamente, punito penalmente in tutta Europa, quindi non si capisce a cosa serva detto ddl, se non a perseguitare chi critichi Israele facendolo passare per antisemita. Ciò detto, il ddl antisemitismo, tra l’altro, condanna come antisemitismo il paragone tra le politiche di Israele e quelle del nazismo. Converrete con me che è un puro controsenso, dato che nella storia può effettivamente accadere che uno Stato, compreso quello di Israele, possa effettivamente attuare politiche paragonabili a quelle del nazismo (o magari addirittura direttamente ispirate a queste ultime). Con il ddl in questione, però, si criminalizza a priori un’interpretazione storica possibile di eventi possibili, ponendo di fatto in essere un reato di opinione ma poi anche un reato di interpretazione storica. Spinoza si starà sicuramente rivoltando nella tomba, come si suol dire. In un regime democratico, spiegava il filosofo, ciascuno deve essere libero di interpretare la realtà e perfino i Testi Sacri come meglio crede: se le sue idee sono false, verranno confutate da quelle vere, poiché il contrario di falsità è verità, non censura. Il passaggio che ho poc’anzi evocato del ddl antisemitismo istituisce una sorta di blocco ermeneutico, in forza del quale una possibile interpretazione viene disabilitata aprioricamente e giudicata antisemita a prescindere dai fatti storici che si stanno svolgendo o che potranno svolgersi in futuro. Quanto poi al fatto che si debba perseguitare penalmente chi identifichi la critica delle politiche di Israele con l’intero popolo ebraico, non si capisce perché questo principio debba valere solo per un popolo e non per tutti: forse che è lecito identificare l’intero popolo americano con le malefatte compiute dal governo USA o l’intero popolo tedesco con i crimini a suo tempo compiuti da Hitler? Per dirla ancora con lo Spinoza del “Trattato teologico-politico”, non esistono popoli eletti che, in quanto tali, debbano essere trattati diversamente rispetto agli altri, perché tutti i popoli, come del resto tutti gli enti, sono estrinsecazioni immanenti dell’unica sostanza esistente, Deus sive natura. Insomma, basterebbe leggere Spinoza per capire l'assurdità del DDL.

Quando l'attesa diventa resa alla vita

Quando l'attesa diventa resa alla vita

Aspettiamo di sentirci pronti, di aver risolto i nostri irrisolti, di essere «guariti» dalle ferite del passato. Aspettiamo di essere amati, di accumulare una quantità minima di certezze prima di compiere un solo passo. Nel frattempo consumiamo la vita nell'ombra di un'inconsapevole sala d'attesa. È una forma di miopia che rinvia l'esistenza ad un ipotetico “dopo” che si realizzerà solo quando saremo «all’altezza». Una costante sensazione di incompletezza che, spesso, altro non è che un elegante alibi per le nostre paure. La trappola dell'attesa diventa ancora più insidiosa nelle relazioni sentimentali. Quante volte mettiamo la nostra vita in pausa per un «prima o poi» dai confini indefinibili? Rimaniamo sospesi, aspettando che l’altro impari ad amarci con la profondità e la presenza che desideriamo. Ci raccontiamo che questa pazienza sia una prova d’amore o un atto di maturità. In realtà, è una forma mascherata di resa, fonte di frustrazione. Aspettare che sia la decisione o la maturazione di qualcun altro a dare forma alla nostra realtà significa silenziare i nostri bisogni fondamentali, abdicando al timone della nostra esistenza. Una relazione autentica non si fonda sulla speranza di ciò che l'altro potrebbe diventare un giorno, ma su ciò che c'è oggi: sulla presenza reale, sui piccoli passi compiuti nel quotidiano e su una progettualità condivisa nel presente. Ciò che ci spinge a rimanere incastrati in queste sospensioni sentimentali, professionali o personali è spesso l'incapacità di rinunciare a un'aspettativa che non risponde alla realtà. Ci adattiamo a legami che ci prosciugano, ad amicizie in cui siamo costretti a recitare una parte, a occupazioni che soffocano chi siamo. Finiamo per commettere il tradimento più grave a noi stessi: ci rimpiccioliamo per adattarci agli altri. Comprendere, invece, che la solitudine non è una condanna, ma la più alta forma di fedeltà a se stessi, è un passo doloroso ma necessario. Richiede coraggio, ma restituisce libertà. Sconnettersi da ciò che ci spegne e ci tiene in sospeso non è un gesto di superbia, ma un atto d'amore verso la propria vita. Riprendersi il piacere della solitudine significa darsi la possibilità di svuotare il contenitore per poter accogliere il nuovo. L’evoluzione personale è, in fondo, un esercizio di sottrazione. Si cresce togliendo il superfluo e le aspettative in un’attesa inerme di felicità che possa arrivare dagli altri. Siamo già esseri interi. Non abbiamo bisogno di conferme o di permessi per esistere pienamente. La svolta non arriva quando le circostanze esterne si compiono, ma nell'istante in cui smettiamo di attendere il domani e iniziamo ad abitare, con coraggio e pienezza il presente.

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