Telefoni roventi nella destra: l’ira di Acquaroli su Poletti
Politica
28/06/2026 12:30

Telefoni roventi nella destra: l’ira di Acquaroli su Poletti

Cantava  Domenico Modugno negli anni del boom, quando a Macerata si faceva lo struscio, i negozi erano pieni e brillavano invece delle lucette le insegne della Upim, “piange il telefono perché non voi votà, anche se dico Parca so già che non risponderà”. Eh già: partenza in salita per la giunta della protervia leghista con un lunedì da alte tensioni in consiglio comunale. I cellulari sono roventi; il riscaldamento climatico c’entra poco perché i maggiorenti dei partiti che si sono fatti promotori di un governo cittadino a trazione leghista che esclude il centro e i cattolici stanno inseguendo quelli che in epoca di prima Repubblica si chiamavano peones, ma che guardando al secondo esecutivo Parcaroli sono dei consiglieri con titoli assai superiori di quelli di alcuni neo-assessori, certamente superiori alla coppia dei “consigliori” del Sindaco. Nelle telefonate si passa dalle minacce alle blandizie, ma tutti hanno capito che una promessa di Sandro Parcaroli dura come un gatto in tangenziale. Perciò a conti fatti al Centrodestra mancano da 6 a 8 voti per far eleggere Francesco Luciani presidente del Consiglio Comunale. Il suo bis è stato messo in discussione della composizione della giunta che ha indispettito Macerata Unica (leggi Deborah Pantana) e Unione di Centro e scontentato moltissimi consiglieri di Fratelli d’Italia (lì si annida il maggior numero di franchi tiratori annunciati) di Forza Italia, ma si sa che anche un paio di consiglieri della Lega sarebbero pronti a impallinare Luciani. I massimi strateghi della Sandropolitik (Mauro Lucentini e il consiglier di minoranza di Appignano) non hanno fatto i conti con i subentranti in consiglio! Dunque a conti fatti a Luciani mancano almeno tre voti da Fratelli d’Italia, due voti da Forza Italia, uno o due dalla Lega e i due delle liste del Centrodestra che pure hanno vinto le elezioni, ma sono state escluse dall’esecutivo. Domani alla prima seduta del Consiglio comunale gli assessori (che non votano per il presidente del Consiglio tranne il Sindaco) arriveranno con il pallottoliere, il pubblico con i pop corn. Del resto per alcuni cabalisti il 17 non è un numero fortunatissimo. Si starà a vedere. Ma come conseguenza di questa giunta annunciata di destra destra non c’è solo il voto su Luciani, ci sono ripercussioni che vanno ben al di là del perimetro del Consiglio comunale e investono direttamente la Regione e la Curia. Oltre ad avere un riflesso politico importante che dimostra come i cosiddetti “registi” della politica locale abbiano la vista assai corta. Se si pigliano a riferimento i sondaggi nazionali emerge prepotente la considerazione che sacrificare il Centro (soprattutto con un Roberto Vannacci rampante) per la destra è sconfitta sicura, ma guardando ai risultati elettorali di Macerata si scopre che Sandro Parcaroli disubbidendo alla giusta indicazione di Francesco Acquaroli che raccomandava un esecutivo composto da 3 di Fdi, 2 della Lega, 2 di FI e un assessore ciascuno dei partiti di centro ha dato vita a una giunta di minoranza. I tre partiti rappresentati in giunta assommano infatti al 38,6% dei voti raccolti nelle scorse comunali, il campo di Centrosinistra vale il 41,7% in senso stretto, l’area anti-Parcaroli assommando Sigona, Orioli e Ripa sale al 49,8%. Quelli che Parcaroli ha lasciato fuori dalla porta (Udc 2,99% e Popolari 1,6) sono quelli che lo hanno fatto vincere e che se in Consiglio comunale si mettono di traverso aggregando attorno a sé tutto il dissenso non lo faranno governare. Di questo il Sindaco è stato avvertito direttamente da una telefonata di Maurizio Lupi, segretario nazionale di Noi moderati, rispetto a cui pare il primo cittadino abbia fatto spallucce. Vedremo domani quali saranno le conseguenze. Che invece già ci sono e pesanti in Regione e in Curia. Da quel che trapela Francesco Acquaroli – si parla di un’animata discussione una settimana fa ai 50 anni di Eurosuole tra lui e Mauro Lucentini: sarebbero volate parole grosse – è talmente scontento che starebbe pensando di mandare a casa Renato Poletti, il suo capo di gabinetto arrivato in sostituzione di Fabio Pistarelli che, sostengono le malelingue, contempla questo spettacolo dei politici maceratesi dilettanti allo sbaraglio con malcelata soddisfazione. Poletti – nonostante il cognome non è parente del fu cardinale grande tessitore di vicende curiali all’ombra di papa Paolo VI, ma spesso tirato in ballo anche per il caso di Emanuela Orlandi visto che fu lui ad autorizzare la sepoltura del capo della banda della Magliana De Pedis nella cattedrale di Sant’Apollinare – ha mancato l’appuntamento proprio con la curia di Macerata. Secondo Acquaroli non è stato capace di tenere a freno le aspirazioni di don Gianluca Merlini che avrebbe dirottato tantissimi voti sulla Lega contro le opinioni del medesimo vescovo. Su Merlini ci sono adesso voci di possibile trasferimento ad altro incarico in atra diocesi, ma nessuno sa la verità sul destino del mago delle preferenze Merlini. Una cosa è sicura nella Fondazione Bandini che è servita a Poletti per scalare l’ufficio in Regione l’esclusione dei centristi cattolici dalla giunta è stata vissuta come uno schiaffo e tutto il volontariato cattolico è in subbuglio. Ma sul (forse) capo di gabinetto della Regione c’è un altro appunto. Si sa che Francesca D’Alessandro che ha stracciato tutti in fatto di preferenze, segno evidente che gli elettori ne hanno riconosciuto la capacità e la dedizione, voleva l’assessorato alla cultura oltreché l’incarico di vicesindaco che si è conquistata per meriti. Ebbene pare che Poletti nella trattativa con Merlini – sono tornati i tempi del Papa re quando il legato pontificio decideva i destini della città da piazza Strambi e sembra che questo il vescovo a Merlini non sia disposto a perdonarlo  - piuttosto che portare avanti le indicazioni ricevute da Francesco Acquaroli abbia tutelato le indicazioni ricevute da Katiuscia Cassetta (non si è ripresentata per evitare il giudizio degli elettori) di nominare Lorella Benedetti assessora alla cultura per stoppare proprio la D’Alessandro con la quale la Cassetta non ha mai avuto rapporti idilliaci. Poletti che nel curriculum si vanta di avere ottimi rapporti col Vaticano sarebbe stato sensibilizzato a prestare attenzione alle istanze della Cassetta proprio da ambienti curiali. La Benedetti assicurerebbe una totale continuità con le scelte della fu assessora preferita da Parcaroli e si vocifera infatti che nonostante la sua assoluta fedeltà a Fratelli d’Italia l’esattora (questo è il nomignolo che hanno già dato alla neo responsabile dalla cultura perché proviene dall’Agenzia delle Entrate) sia il quarto assessore d’influenza leghista. Ebbene questa manovra potrebbe costare il gabinetto regionale a Poletti. Si apre invece la partita del gabinetto comunale che è il piano B. Qualora infatti Luciani non passasse – anche per evitare un inevitabile scontro in Regione col potentissimo assessore Paolo Calcinaro promotore della lista dove l’ex presidente del Consiglio comunale si è presentato – gli si dovrebbe offrire un assessorato e l’unico che potrebbe cederlo è Giuseppe Romano che però il sindaco è obbligato a compensare lautamente. Con Romano Parcaroli le promesse deve rispettarle! Per il titolare del negozio di camicie si era già prospettata l’ipotesi di fargli fare il city manager, ma purtroppo questo signore non ha i titoli. Così verrebbe messo nel gabinetto del Sindaco con emolumento congruo. Staremo a vedere se domani in Consiglio comunale i “franchi” tireranno lo scarico!

Telefoni roventi nella destra: l’ira di Acquaroli su Poletti

Telefoni roventi nella destra: l’ira di Acquaroli su Poletti
28/06/2026 12:30

Cantava  Domenico Modugno negli anni del boom, quando a Macerata si faceva lo struscio, i negozi erano pieni e brillavano invece delle lucette le insegne della Upim, “piange il telefono perché non voi votà, anche se dico Parca so già che non risponderà”. Eh già: partenza in salita per la giunta della protervia leghista con un lunedì da alte tensioni in consiglio comunale. I cellulari sono roventi; il riscaldamento climatico c’entra poco perché i maggiorenti dei partiti che si sono fatti promotori di un governo cittadino a trazione leghista che esclude il centro e i cattolici stanno inseguendo quelli che in epoca di prima Repubblica si chiamavano peones, ma che guardando al secondo esecutivo Parcaroli sono dei consiglieri con titoli assai superiori di quelli di alcuni neo-assessori, certamente superiori alla coppia dei “consigliori” del Sindaco. Nelle telefonate si passa dalle minacce alle blandizie, ma tutti hanno capito che una promessa di Sandro Parcaroli dura come un gatto in tangenziale. Perciò a conti fatti al Centrodestra mancano da 6 a 8 voti per far eleggere Francesco Luciani presidente del Consiglio Comunale. Il suo bis è stato messo in discussione della composizione della giunta che ha indispettito Macerata Unica (leggi Deborah Pantana) e Unione di Centro e scontentato moltissimi consiglieri di Fratelli d’Italia (lì si annida il maggior numero di franchi tiratori annunciati) di Forza Italia, ma si sa che anche un paio di consiglieri della Lega sarebbero pronti a impallinare Luciani. I massimi strateghi della Sandropolitik (Mauro Lucentini e il consiglier di minoranza di Appignano) non hanno fatto i conti con i subentranti in consiglio! Dunque a conti fatti a Luciani mancano almeno tre voti da Fratelli d’Italia, due voti da Forza Italia, uno o due dalla Lega e i due delle liste del Centrodestra che pure hanno vinto le elezioni, ma sono state escluse dall’esecutivo. Domani alla prima seduta del Consiglio comunale gli assessori (che non votano per il presidente del Consiglio tranne il Sindaco) arriveranno con il pallottoliere, il pubblico con i pop corn. Del resto per alcuni cabalisti il 17 non è un numero fortunatissimo. Si starà a vedere. Ma come conseguenza di questa giunta annunciata di destra destra non c’è solo il voto su Luciani, ci sono ripercussioni che vanno ben al di là del perimetro del Consiglio comunale e investono direttamente la Regione e la Curia. Oltre ad avere un riflesso politico importante che dimostra come i cosiddetti “registi” della politica locale abbiano la vista assai corta. Se si pigliano a riferimento i sondaggi nazionali emerge prepotente la considerazione che sacrificare il Centro (soprattutto con un Roberto Vannacci rampante) per la destra è sconfitta sicura, ma guardando ai risultati elettorali di Macerata si scopre che Sandro Parcaroli disubbidendo alla giusta indicazione di Francesco Acquaroli che raccomandava un esecutivo composto da 3 di Fdi, 2 della Lega, 2 di FI e un assessore ciascuno dei partiti di centro ha dato vita a una giunta di minoranza. I tre partiti rappresentati in giunta assommano infatti al 38,6% dei voti raccolti nelle scorse comunali, il campo di Centrosinistra vale il 41,7% in senso stretto, l’area anti-Parcaroli assommando Sigona, Orioli e Ripa sale al 49,8%. Quelli che Parcaroli ha lasciato fuori dalla porta (Udc 2,99% e Popolari 1,6) sono quelli che lo hanno fatto vincere e che se in Consiglio comunale si mettono di traverso aggregando attorno a sé tutto il dissenso non lo faranno governare. Di questo il Sindaco è stato avvertito direttamente da una telefonata di Maurizio Lupi, segretario nazionale di Noi moderati, rispetto a cui pare il primo cittadino abbia fatto spallucce. Vedremo domani quali saranno le conseguenze. Che invece già ci sono e pesanti in Regione e in Curia. Da quel che trapela Francesco Acquaroli – si parla di un’animata discussione una settimana fa ai 50 anni di Eurosuole tra lui e Mauro Lucentini: sarebbero volate parole grosse – è talmente scontento che starebbe pensando di mandare a casa Renato Poletti, il suo capo di gabinetto arrivato in sostituzione di Fabio Pistarelli che, sostengono le malelingue, contempla questo spettacolo dei politici maceratesi dilettanti allo sbaraglio con malcelata soddisfazione. Poletti – nonostante il cognome non è parente del fu cardinale grande tessitore di vicende curiali all’ombra di papa Paolo VI, ma spesso tirato in ballo anche per il caso di Emanuela Orlandi visto che fu lui ad autorizzare la sepoltura del capo della banda della Magliana De Pedis nella cattedrale di Sant’Apollinare – ha mancato l’appuntamento proprio con la curia di Macerata. Secondo Acquaroli non è stato capace di tenere a freno le aspirazioni di don Gianluca Merlini che avrebbe dirottato tantissimi voti sulla Lega contro le opinioni del medesimo vescovo. Su Merlini ci sono adesso voci di possibile trasferimento ad altro incarico in atra diocesi, ma nessuno sa la verità sul destino del mago delle preferenze Merlini. Una cosa è sicura nella Fondazione Bandini che è servita a Poletti per scalare l’ufficio in Regione l’esclusione dei centristi cattolici dalla giunta è stata vissuta come uno schiaffo e tutto il volontariato cattolico è in subbuglio. Ma sul (forse) capo di gabinetto della Regione c’è un altro appunto. Si sa che Francesca D’Alessandro che ha stracciato tutti in fatto di preferenze, segno evidente che gli elettori ne hanno riconosciuto la capacità e la dedizione, voleva l’assessorato alla cultura oltreché l’incarico di vicesindaco che si è conquistata per meriti. Ebbene pare che Poletti nella trattativa con Merlini – sono tornati i tempi del Papa re quando il legato pontificio decideva i destini della città da piazza Strambi e sembra che questo il vescovo a Merlini non sia disposto a perdonarlo  - piuttosto che portare avanti le indicazioni ricevute da Francesco Acquaroli abbia tutelato le indicazioni ricevute da Katiuscia Cassetta (non si è ripresentata per evitare il giudizio degli elettori) di nominare Lorella Benedetti assessora alla cultura per stoppare proprio la D’Alessandro con la quale la Cassetta non ha mai avuto rapporti idilliaci. Poletti che nel curriculum si vanta di avere ottimi rapporti col Vaticano sarebbe stato sensibilizzato a prestare attenzione alle istanze della Cassetta proprio da ambienti curiali. La Benedetti assicurerebbe una totale continuità con le scelte della fu assessora preferita da Parcaroli e si vocifera infatti che nonostante la sua assoluta fedeltà a Fratelli d’Italia l’esattora (questo è il nomignolo che hanno già dato alla neo responsabile dalla cultura perché proviene dall’Agenzia delle Entrate) sia il quarto assessore d’influenza leghista. Ebbene questa manovra potrebbe costare il gabinetto regionale a Poletti. Si apre invece la partita del gabinetto comunale che è il piano B. Qualora infatti Luciani non passasse – anche per evitare un inevitabile scontro in Regione col potentissimo assessore Paolo Calcinaro promotore della lista dove l’ex presidente del Consiglio comunale si è presentato – gli si dovrebbe offrire un assessorato e l’unico che potrebbe cederlo è Giuseppe Romano che però il sindaco è obbligato a compensare lautamente. Con Romano Parcaroli le promesse deve rispettarle! Per il titolare del negozio di camicie si era già prospettata l’ipotesi di fargli fare il city manager, ma purtroppo questo signore non ha i titoli. Così verrebbe messo nel gabinetto del Sindaco con emolumento congruo. Staremo a vedere se domani in Consiglio comunale i “franchi” tireranno lo scarico!

Cronaca

Escursionista colta da malore a Forca Canapine, interviene il Soccorso Alpino

Escursionista colta da malore a Forca Canapine, interviene il Soccorso Alpino

27/06/2026 17:40

Nel primo pomeriggio di oggi il Soccorso Alpino e Speleologico Marche è intervenuto lungo il sentiero che dal Rifugio Colle Le Cese conduce alla Fonte del Vescovo, in località Forca Canapine, per soccorrere un'escursionista romana, classe 1952 (74 anni), colta da un malore durante l'escursione. Sul posto sono intervenuti i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, un'ambulanza medicalizzata del 118 e una squadra dei Vigili del Fuoco di Ascoli Piceno. Una volta raggiunta la donna, il medico ha effettuato la valutazione sanitaria e prestato le prime cure. Successivamente l'escursionista è stata trasportata a bordo del pick-up del Soccorso Alpino fino al punto in cui si trovava l'ambulanza. Da lì è stata trasferita in ospedale per essere sottoposta agli accertamenti clinici del caso.

Pollenza, frontale tra furgoni: strada chiusa e due feriti. Interviene l'eliambulanza

Pollenza, frontale tra furgoni: strada chiusa e due feriti. Interviene l'eliambulanza

27/06/2026 14:24

POLLENZA – I Vigili del Fuoco sono intervenuti alle ore 12:30 lungo la strada statale Piane di Chienti, al chilometro 80, per un incidente stradale che ha coinvolto due furgoni. Sul posto è intervenuta la squadra del comando di Macerata, che ha provveduto all’estrazione dei conducenti dai rispettivi mezzi utilizzando attrezzature oleodinamiche. I feriti sono stati successivamente affidati alle cure del personale sanitario del 118, che ha richiesto l’intervento dell’eliambulanza. Nel sinistro sono rimaste ferite due persone: una è stata trasportata in elisoccorso all’ospedale Torrette di Ancona, mentre l’altra è stata inizialmente trasferita al Pronto Soccorso di Macerata e successivamente indirizzata anch’essa all’ospedale Torrette di Ancona per ulteriori accertamenti. La strada è stata temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni per consentire le operazioni di soccorso e messa in sicurezza. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Attualità

Civitanova, 40 nuovi parcheggi pubblici nella zona nord: acquisita la lottizzazione Belvedere

Civitanova, 40 nuovi parcheggi pubblici nella zona nord: acquisita la lottizzazione Belvedere

27/06/2026 15:00

CIVITANOVA MARCHE – La dotazione di parcheggi pubblici della zona nord della città si amplia con circa 40 nuovi posti auto, entrati ufficialmente a far parte del patrimonio comunale grazie all'acquisizione delle opere di urbanizzazione della lottizzazione Belvedere. Con il completamento dell'iter amministrativo, il parcheggio diventa a tutti gli effetti un servizio pubblico, destinato a migliorare l'offerta di sosta per residenti e visitatori in una delle aree più frequentate della città. «Con questo passaggio acquisiamo un'infrastruttura che rafforza la dotazione di servizi della zona nord», sottolinea l'assessore all'Urbanistica e ai Parcheggi, Roberta Belletti. «Questi posti auto rappresentano una risposta concreta alle esigenze del quartiere e costituiscono un supporto importante anche per il lungomare nord, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza», aggiunge. Il nuovo parcheggio contribuirà infatti ad aumentare l'accessibilità dell'area, offrendo maggiori possibilità di sosta e alleggerendo la pressione del traffico e dei parcheggi sulle vie circostanti, in particolare durante la stagione estiva. L'acquisizione delle opere di urbanizzazione rappresenta inoltre un passaggio previsto dalla pianificazione urbanistica, che consente al Comune di mettere definitivamente a disposizione della collettività infrastrutture e servizi realizzati nell'ambito degli interventi edilizi. «Si tratta di un patrimonio che entra definitivamente nella disponibilità del Comune e che contribuisce a rendere la città più funzionale e meglio attrezzata», conclude Belletti. Il nuovo parcheggio entra così a far parte della rete dei servizi pubblici della zona nord, rafforzando l'offerta di sosta in un quartiere che registra un'elevata frequentazione durante tutto l'anno e, in particolare, nei mesi estivi.

Quando il caldo spegne i social: la disconnessione più naturale dell’anno

Quando il caldo spegne i social: la disconnessione più naturale dell’anno

Martedì pomeriggio, trentaquattro gradi. Una collega mi scrive su WhatsApp: “Non ce la faccio più, sto scoppiando dal caldo.” Le rispondo. Poi non risponde più. La richiamo dopo un’ora, pensando a qualcosa di urgente. “Scusa, mi ero addormentata sotto l’ombrellone con il telefono in mano.”Ecco, è iniziata l’estate. Quella vera, quella fatta di caldo che ti spalma sul lettino, di serate in cui l’unica cosa sensata da fare è sedersi fuori e guardare il niente, di pranzi che durano tre ore non perché ci sia qualcosa di speciale da dire, ma perché nessuno ha voglia di alzarsi. E in tutta questa bellissima pigrizia collettiva, succede qualcosa che mesi di app per il benessere digitale, articoli sul detox dai social e guru della mindfulness non erano riusciti a ottenere: il telefono finisce in borsa e ci rimane. Non è una scelta consapevole, non è una disciplina, non è il risultato di settimane di lavoro su se stessi. È il caldo. È l’afa che ti toglie anche solo la voglia di sollevare il braccio per prendere il telefono. È la luce del sole che rende illeggibile qualsiasi display. È quella sensazione fisica, concreta, quasi brutale, per cui quando sei al mare o in piscina o semplicemente seduta fuori in una sera di giugno, scrollare TikTok ti sembra la cosa più inutile del mondo, e non perché sei diventata improvvisamente saggia, ma perché c’è il tramonto davanti e fa troppo caldo per fare anche quello. Per anni abbiamo inseguito la disconnessione come un obiettivo. Abbiamo comprato app per bloccare le app, abbiamo impostato limiti di tempo sullo schermo che puntualmente ignoravamo dopo tre giorni, abbiamo letto articoli sul digital detox, abbiamo provato il weekend senza telefono con risultati misti e molta ansia. E invece eccolo qui, il segreto che nessuno ci aveva detto: basta aspettare luglio. L’estate risolve tutto da sola, senza sforzo, senza disciplina, senza nemmeno accorgersene. I dati lo confermano in modo quasi comico: nel 2026 il bisogno di rallentare è diventato un trend globale e il 79% di Millennials e Gen Z dichiara di cercare esperienze che uniscano stimoli intellettuali e manuali, ovvero leggere, cucinare, camminare, stare con le persone. Tutte cose che l’estate favorisce naturalmente, senza che nessuno abbia bisogno di dichiararlo trend o di farci un podcast. Perché in estate succede qualcosa di molto semplice: la vita reale torna a essere più interessante di quella virtuale. La serata in piazza con gli amici non ha bisogno di filtri per essere bella. Il gelato non va fotografato, va mangiato, e in fretta, prima che si sciolga. La conversazione sotto le stelle non può essere messa in pausa per rispondere a una notifica, perché sarebbe uno spreco. E il mare, quel rumore costante e ipnotico, è l’unico feed che non stanca mai, quello che puoi guardare per ore senza sentire il bisogno di qualcosa di diverso. Certo, non mancano le eccezioni. C’è chi anche sotto l’ombrellone riesce a fare call di lavoro, chi posta ogni tramonto con caption filosofica, chi non riesce a staccare nemmeno in vacanza perché “ormai sono così”. Ma anche loro, a un certo punto della stagione, si fermano. Magari è il terzo giorno al mare, magari è una sera in cui il telefono è rimasto in camera, magari è semplicemente quella stanchezza buona che viene dopo una giornata di sole e di acqua e di dolce far niente, quella stanchezza che ti fa dormire come non dormivi da mesi. E in quel momento, i social aspettano. E va benissimo così. La verità è che questo periodo dell’anno ci restituisce qualcosa che durante i mesi invernali dimentichiamo di avere: il tempo presente. Non il tempo da ottimizzare, da riempire, da documentare. Il tempo da vivere, quello un po’ pigro e un po’ felice che sa di crema solare e di cene lunghe e di conversazioni che iniziano senza un argomento preciso e finiscono tardi. È il tempo che nessuna piattaforma riesce a catturare davvero, perché il bello di quei momenti sta esattamente nel fatto che non vengono registrati, non vengono condivisi, non lasciano traccia tranne che nella memoria di chi c’era. Quindi godetevela, questa disconnessione involontaria. Godetevela voi che potete, voi che non siete condannati a restare svegli a programmare post anche con trentaquattro gradi. Perché chi fa questo lavoro lo sa bene: per i social media manager l’estate non esiste davvero. I contenuti vanno pianificati, i post programmati, i commenti monitorati anche da sotto l’ombrellone, anche con il telefono che scotta tra le mani, anche quando l’unica cosa sensata sarebbe tuffarsi e non tornare a galla fino a settembre. Noi lavoriamo perché voi possiate disconnettervi. Ed è un lavoro che facciamo volentieri, anche se ogni tanto guardiamo il mare con un filo di invidia. Ma questa è un’altra storia.

Politica

PD, Ricotta confermato capogruppo: Perticarari guiderà il gruppo a metà mandato

PD, Ricotta confermato capogruppo: Perticarari guiderà il gruppo a metà mandato

27/06/2026 17:20

  MACERATA – Nell’ottica della valorizzazione delle risorse interne, dell’unità d’intenti e della trasparenza nelle scelte, il gruppo consiliare del Partito Democratico ha definito una linea organizzativa basata sulla continuità e, al tempo stesso, sul rinnovamento della propria classe dirigente. La decisione prevede la conferma di Narciso Ricotta nel ruolo di capogruppo, con un successivo avvicendamento a metà mandato, quando la guida passerà ad Andrea Perticarari. Si tratta di un passaggio definito dal gruppo come strategico e generazionale, volto a consolidare la nuova classe dirigente attraverso la collaborazione tra l’esperienza delle figure storiche e il contributo dei consiglieri più recenti. Il gruppo consiliare del Partito Democratico ribadisce inoltre l’impegno a svolgere un’opposizione costruttiva e attenta alle esigenze della città, non limitata ai soli lavori d’aula, ma aperta anche alle istanze che emergono dal territorio. «Nella piena consapevolezza e volontà di dover essere una forza politica trainante, competente ma anche innovativa, ci prepariamo fin da ora con trasparenza al nostro ruolo di opposizione per poi essere pronti ad amministrare la città», conclude la nota del gruppo consiliare.  

"Chiamare sicurezza una legge è una manipolazione dell’opinione pubblica”: confronto sui decreti a Macerata

"Chiamare sicurezza una legge è una manipolazione dell’opinione pubblica”: confronto sui decreti a Macerata

27/06/2026 12:16

MACERATA – “Decreti sicurezza, sicurezza per chi e da chi?” È la domanda al centro del dibattito pubblico svoltosi ieri sera alle 18 al Bar Ginetta, in largo Affede, nel centro storico di Macerata. L’incontro, promosso da ANPI ed Emergency, è stato introdotto da Chiara Bonotti per l’Anpi e da Giovanna Ciarlantini per Emergency. Numerosi cittadini hanno partecipato ascoltando gli interventi delle avvocate Lucrezia Boari, vicepresidente provinciale Anpi, e Roberta Sforza, dell’Associazione Avvocato di Strada. Il confronto si è aperto con una riflessione sul significato dei cosiddetti “decreti sicurezza”, varati dal Governo tra il 2023 e il 2026. Secondo quanto emerso nel dibattito, il termine “sicurezza” rappresenterebbe già una scelta politica e comunicativa. In questo contesto è stata richiamata una riflessione critica:“Chiamare ‘Sicurezza’ una legge è già una manipolazione dell’opinione pubblica: chi vorrebbe mai il pericolo o l’insicurezza?” È stata inoltre posta la questione su chi siano i destinatari delle misure e quali fenomeni vengano effettivamente affrontati.Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come i diversi “pacchetti sicurezza” non contengano, secondo i relatori, interventi strutturali su povertà, disagio sociale, abitativo e giovanile, a fronte di un’attenzione prevalentemente rivolta all’ordine pubblico. Da qui la domanda centrale rivolta ai presenti: se tali provvedimenti siano realmente efficaci nel contrasto alla criminalità e alle criticità sociali, oppure se rappresentino soprattutto uno strumento di comunicazione politica. Il dibattito si è poi ampliato al tema della progressiva compressione dei diritti costituzionali, spesso giustificata in nome della sicurezza o dell’emergenza, a fronte – è stato osservato – della disponibilità di risorse in altri ambiti, come quello delle spese militari. Ampio spazio è stato dedicato al tema della sanità pubblica. Giovanna Ciarlantini (Emergency) ha richiamato l’articolo 32 della Costituzione, sottolineando le difficoltà crescenti del sistema sanitario nazionale. “L’articolo 32 afferma che la salute è un diritto fondamentale dell’individuo, ma liste d’attesa interminabili e carenza di personale fanno sì che chi può si rivolga al privato e chi non può rinunci a curarsi”, è stato evidenziato nel corso dell’intervento. Emergency ha ricordato anche la propria presenza in Italia, accanto all’attività internazionale, in risposta all’aumento delle richieste di assistenza da parte di cittadini in difficoltà. Un altro focus ha riguardato le politiche migratorie, con riferimento ai decreti Piantedosi e Cutro, indicati come misure che renderebbero più complesso il soccorso in mare e ridurrebbero gli strumenti di accoglienza e integrazione. In questo contesto è stata ribadita una posizione sintetizzata nello slogan emerso durante il dibattito:“La sicurezza passa solo attraverso l’integrazione, non con l’emarginazione.” Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del diritto di manifestare. Le relatrici hanno evidenziato come la questione riguardi potenzialmente tutti i cittadini, anche al di fuori delle appartenenze politiche. È stato sottolineato il tema dell’equilibrio tra tutela dell’ordine pubblico e diritti costituzionali, soprattutto in relazione a nuove forme di protesta e alle possibili conseguenze normative. In chiusura, Lucrezia Boari ha evidenziato il rischio di una progressiva marginalizzazione di categorie sociali già fragili e una riduzione degli spazi di espressione del dissenso. L’incontro si è concluso con un richiamo condiviso al valore della Costituzione e dei diritti fondamentali. La riflessione finale ha sottolineato come la tutela dei diritti non riguardi solo singole categorie, ma l’intera collettività: la riduzione dei diritti di alcuni può tradursi in una fragilità complessiva del sistema democratico.

Sanità

Perché magnesio e potassio non bastano contro la spossatezza

Perché magnesio e potassio non bastano contro la spossatezza

27/06/2026 17:00

Con l’arrivo del caldo estivo si ripete un rito quotidiano: sciogliere una bustina di integratore minerale in un bicchiere d'acqua. La motivazione appare logica: sudiamo, ci sentiamo spossati e quindi dobbiamo reintegrare i minerali persi, identificati quasi sempre nel binomio magnesio e potassio. Se però analizziamo la chimica del sudore, scopriamo che questa abitudine poggia su un’interpretazione parziale di come funziona il nostro corpo. Iniziamo col dire che il sudore serve ad abbassare la nostra temperatura corporea e si forma a partire dai liquidi che scorrono fuori dalle nostre cellule, come il sangue. Nel nostro organismo i minerali sono distribuiti in modo preciso: il potassio e il magnesio sono presenti principalmente dentro le cellule, mentre il sodio e il cloro si trovano nei liquidi esterni. Di conseguenza, quando sudiamo, i minerali che vengono espulsi in maggiore quantità sono inevitabilmente quelli esterni. Perciò il minerale principale del sudore è il sodio. In un litro di sudore perdiamo mediamente da dieci a cento volte più sodio rispetto al potassio, mentre il magnesio viene eliminato solo in tracce minime. La classica spossatezza estiva, le gambe pesanti o i crampi che attribuiamo istintivamente alla mancanza di potassio e magnesio sono in realtà la conseguenza diretta del calo della pressione arteriosa dovuto alla vasodilatazione causata dal calore, non di una reale carenza di questi due minerali. Questo errore di valutazione spiega perché a volte, pur bevendo molto, continuiamo a sentirci spossati. Se reintegriamo i liquidi persi unicamente con acqua molto leggera o con preparati a base di solo potassio e magnesio, non stiamo restituendo al corpo il sodio che ha speso per sudare. Senza una corretta quota di sodio, l'acqua fa più fatica a rimanere nel circolo sanguigno per mantenere stabile la pressione arteriosa. Questo piccolo squilibrio, unito all'effetto del caldo sui vasi, è il vero responsabile di quella sensazione di stanchezza e stordimento nei giorni più afosi. Affrontare l'estate in modo corretto richiede quindi di ascoltare i reali bisogni dell'organismo. Per contrastare gli effetti del caldo in un soggetto sano, non servono quasi mai formulazioni speciali. È sufficiente una normale idratazione abbinata a un pizzico di sale da cucina in più nei pasti, che fornisce esattamente il sodio di cui il sudore ci ha privato. Per quanto riguarda il potassio e il magnesio, il modo migliore per farne scorta rimane il consumo di frutta e verdura fresca di stagione: alimenti ricchi di acqua e nutrienti che lavorano in perfetta armonia con il nostro corpo.

Fermo, ischemia intestinale acuta: intervento d’urgenza salva una donna, “decisivi rapidità e lavoro di squadra”

Fermo, ischemia intestinale acuta: intervento d’urgenza salva una donna, “decisivi rapidità e lavoro di squadra”

24/06/2026 11:29

Una colica addominale apparentemente banale che, nel giro di poche ore, si trasforma in una grave emergenza chirurgica. È quanto accaduto la sera del 13 maggio a una donna poi ricoverata d’urgenza all’ospedale di Fermo, in un intervento che il compagno, Fabrizio Romozzi di Macerata, descrive come “una corsa contro il tempo” in cui determinanti sono stati la tempestività dei soccorsi e la collaborazione tra professionisti sanitari. Tutto inizia intorno alle 21, quando la donna avverte forti dolori addominali mentre si trova a Marina Palmense. In un primo momento il quadro sembra riconducibile a episodi già avuti in passato, ma nel giro di poco la situazione peggiora rapidamente fino a diventare insostenibile. "Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo, racconta Romozzi . Ho immediatamente allertato il 112 e, contemporaneamente, ho contattato Vincenzo Flaiani, che le abita d fronte e che aveva le chiavi dell'appartamento. Senza perdere un istante è entrato in casa trovando la mia compagna in condizioni gravissime, incapace persino di alzarsi dal letto a causa dei dolori. Con grande prontezza e senso di responsabilità si è subito adoperato per prestarle assistenza e per agevolare l'intervento dei soccorritori. "Successivamente, insieme a Roberta Ramadori, l'ha accompagnata al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Fermo, rimanendole accanto e garantendole supporto fino al mio arrivo da Macerata. In quelle ore drammatiche la loro presenza, il loro aiuto concreto e la loro umanità hanno rappresentato un sostegno prezioso che non dimenticherò mai". Nonostante la forte pressione sul reparto, il personale sanitario individua rapidamente la gravità della situazione. Il dolore, riferito come estremamente intenso, richiede anche una doppia somministrazione di morfina per essere controllato. La svolta arriva con l’intuizione clinica che porta all’esecuzione immediata di una Tac, disposta dal dottor Marco Ercoli insieme al personale infermieristico. L’esame evidenzia un quadro critico: una grave ischemia intestinale massiva da volvolo, con ostruzione del circolo arterioso e rischio imminente di necrosi intestinale. A quel punto si attiva in tempi rapidissimi la macchina chirurgica. In circa mezz’ora viene predisposta la sala operatoria e richiamata l’équipe composta dai chirurghi Sergio Grani e Marco Massa, insieme al primario dell’Unità di Anestesia e Rianimazione Daniele Elisei, sotto il coordinamento della struttura chirurgica diretta da Silvio Guerriero. L’intervento, durato circa tre ore, affronta una situazione definita dagli operatori estremamente critica. Il volvolo aveva compromesso in modo severo la vascolarizzazione intestinale. Grazie all’azione chirurgica, viene progressivamente ripristinata la circolazione sanguigna e recuperata la funzionalità dell’intestino, evitando l’esito più grave. Il decorso post-operatorio prevede anche una fase di coma farmacologico, gestita in terapia intensiva con un monitoraggio costante. Nel racconto viene sottolineato il ruolo centrale non solo dei medici, ma dell’intera équipe sanitaria: infermieri, anestesisti, rianimatori e operatori che hanno garantito continuità assistenziale in tutte le fasi dell’emergenza. Un ringraziamento viene rivolto da Romozzi anche ai professionisti Catalini e Ferrini, descritti come "figure di riferimento nel supporto informativo e umano durante l’intero percorso". Il compagno della paziente, che ha raccontato l’intera vicenda, sottolinea come "l’esperienza abbia mostrato che l’efficacia di una struttura sanitaria non dipende solo dalle tecnologie disponibili, ma soprattutto dalla capacità di coordinamento tra professionisti nei momenti di massima emergenza". “È stata una corsa contro il tempo”, si legge nel suo racconto, “e se oggi possiamo parlarne è grazie alla competenza, alla prontezza e all’umanità di chi è intervenuto”.

Sport

Lube, Davide Gardini di nuovo biancorosso: "Per me è come chiudere un cerchio"

Lube, Davide Gardini di nuovo biancorosso: "Per me è come chiudere un cerchio"

27/06/2026 16:02

Un altro colpo di mercato per la Cucine Lube Civitanova, che continua a rinforzare il roster in vista della stagione 2026/2027. Il club biancorosso ha ufficializzato l'ingaggio dello schiacciatore Davide Gardini, classe 1999, alto 205 centimetri, proveniente dalla Sonepar Padova. Figlio dell'ex campione azzurro Andrea Gardini, tra i pallavolisti più vincenti della storia italiana e oggi allenatore del Galatasaray HDI Istanbul, Davide approda a Civitanova vivendo quello che lui stesso definisce un vero e proprio ritorno a casa. Il suo cartellino, infatti, apparteneva già alla Lube negli anni del Club Italia, periodo durante il quale disputò con la maglia biancorossa importanti competizioni giovanili, tra cui Boy League e Junior League. Il percorso del giocatore è iniziato proprio con il Club Italia, dove si è messo in luce nelle categorie Serie B e Serie A2, attirando l'attenzione della Federazione. Dal 2017 al 2022 ha poi proseguito la propria crescita negli Stati Uniti con la Brigham Young University (BYU), conquistando due titoli della Mountain Pacific Sports Federation (MPSF). Rientrato in Italia, Gardini ha esordito in SuperLega con la maglia di Padova, dove ha militato dal 2022 al 2024. Successivamente ha vestito la casacca dell'Allianz Milano nella stagione 2024/2025, prima di tornare a Padova nell'ultima annata, conclusa con il raggiungimento dei quarti di finale dei Play Off per il quinto posto. Nel suo palmarès spicca anche la medaglia d'oro alle Universiadi 2023 conquistata con la Nazionale italiana. Grande entusiasmo nelle prime dichiarazioni del nuovo schiacciatore della Lube. «Inizio una nuova avventura in una realtà che in parte sento già mia. Ai tempi del Club Italia il mio cartellino apparteneva alla Lube e ho disputato in biancorosso tornei come Boy League e Junior League. Mi sembra di chiudere un cerchio con grande orgoglio. Far parte del progetto di una società così importante è fantastico. Quando ti cerca un club come la Lube bisogna cogliere al volo l'opportunità. Non vedo l'ora di conoscere la splendida tifoseria biancorossa», ha dichiarato Gardini.

Quarant'anni dopo il primo campionato: emozionante reunion dei Brothers Macerata

Quarant'anni dopo il primo campionato: emozionante reunion dei Brothers Macerata

27/06/2026 15:30

POTENZA PICENA – Quarantadue anni dalla fondazione della squadra e quarant'anni dal primo campionato disputato. Un traguardo speciale che ha riportato insieme i protagonisti di una delle prime esperienze di football americano nel Maceratese. I Brothers Macerata, formazione nata dagli Yankee Macerata, si sono ritrovati per una serata all'insegna dell'amicizia e dei ricordi al ristorante Maramao di Potenza Picena. Un'occasione per riabbracciarsi dopo tanti anni, ripercorrendo le emozioni vissute sui campi da gioco e ricordando un periodo che ha segnato la nascita e la crescita del football americano nel territorio. Nel corso degli anni le loro strade si sono divise: c'è chi è diventato sindaco, chi avvocato, chi imprenditore, ma il legame costruito grazie allo sport è rimasto immutato. Tutti hanno accolto con entusiasmo l'invito alla reunion, condividendo aneddoti, fotografie e ricordi di una stagione che ha lasciato un segno nella storia sportiva locale. La serata si è trasformata in una vera e propria festa della memoria, durante la quale i protagonisti hanno celebrato non solo i risultati ottenuti sul campo, ma soprattutto i valori di amicizia, spirito di squadra e appartenenza che, a distanza di oltre quattro decenni, continuano a unirli.

Economia

Confindustria Macerata sceglie il futuro: via libera al percorso di aggregazione regionale

Confindustria Macerata sceglie il futuro: via libera al percorso di aggregazione regionale

26/06/2026 11:18

L'Assemblea generale di Confindustria Macerata ha approvato a larghissima maggioranza il documento di indirizzo che avvia il percorso verso una rappresentanza più forte, moderna e autorevole delle imprese marchigiane. Una decisione che conferma la volontà degli imprenditori del territorio di essere protagonisti di una nuova fase del sistema confindustriale regionale. La delibera ratifica il percorso già condiviso all'unanimità dal Consiglio di Presidenza e dal Consiglio Generale dell'associazione e rappresenta un passaggio significativo anche dal punto di vista storico. Dopo aver assunto in passato posizioni differenti rispetto ad analoghi progetti di aggregazione, Confindustria Macerata sceglie oggi di sostenere un modello che punta a coniugare identità territoriale, maggiore massa critica, competenze specialistiche e una più incisiva capacità di rappresentanza. Il percorso nasce dall'accordo sottoscritto dalle presidenze di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata, con l'obiettivo di rafforzare il peso delle imprese marchigiane, migliorare i servizi agli associati e valorizzare le peculiarità dei singoli territori all'interno di una visione condivisa. «Macerata sceglie di contribuire alla guida del cambiamento», afferma il presidente Marco Ragni. «Lo fa con senso di responsabilità e insieme agli altri territori che hanno deciso di condividere questo cammino. La complessità del contesto economico richiede organizzazioni più forti, più competenti e capaci di incidere nei luoghi in cui si determinano le condizioni di competitività delle nostre imprese». Nel corso dell'assemblea, Ragni ha illustrato la relazione dal titolo "Il paradosso dell'aggregazione necessaria", soffermandosi sulla necessità di superare logiche di conservazione e affrontare con pragmatismo le sfide future della rappresentanza industriale nelle Marche. «Dobbiamo distinguere tra identità e immobilismo», ha sottolineato. «L'identità di un territorio è un valore da preservare, mentre l'immobilismo rischia di far coincidere ciò che siamo con il modo in cui siamo organizzati oggi». Il voto dell'assemblea evidenzia una forte compattezza del sistema imprenditoriale maceratese e rafforza il mandato a proseguire il percorso di aggregazione attraverso il confronto e una visione condivisa. In un contesto caratterizzato dalle trasformazioni tecnologiche, dall'intelligenza artificiale, dalla transizione energetica e dai nuovi equilibri geopolitici, la qualità della rappresentanza viene considerata un elemento strategico per sostenere la competitività delle imprese e lo sviluppo del territorio. «Il futuro della rappresentanza non può essere costruito limitandosi a difendere gli assetti esistenti», conclude Ragni. «Serve il coraggio di aprire strade nuove, mantenendo saldo il legame con le nostre comunità produttive. L'identità è un patrimonio da custodire. L'immobilismo è un rischio da evitare. I territori non si indeboliscono quando scelgono di costruire insieme il futuro, ma quando smettono di interpretare il cambiamento».

La BCC Recanati e Colmurano premia il merito: aperto il bando 2026 per le borse di studio agli studenti

La BCC Recanati e Colmurano premia il merito: aperto il bando 2026 per le borse di studio agli studenti

25/06/2026 17:09

La Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano rinnova anche per il 2026 il proprio sostegno ai giovani del territorio, confermando il bando per l’assegnazione delle borse di studio riservate ai soci, ai figli dei soci, ai dipendenti e ai figli dei dipendenti che si siano distinti nel percorso scolastico o universitario. L’iniziativa, ormai consolidata, punta a valorizzare il merito e l’impegno nello studio, premiando i risultati raggiunti dagli studenti e rafforzando al tempo stesso il legame mutualistico che unisce la banca alla propria compagine sociale. Un’azione che si inserisce pienamente nei principi statutari dell’istituto, orientati alla crescita culturale e morale dei soci e delle comunità locali. Le borse di studio saranno assegnate in base al titolo di studio conseguito e alla votazione ottenuta. Per gli studenti che hanno completato la scuola secondaria di primo grado sono previsti 100 euro per chi ha ottenuto una votazione pari a 9 e 150 euro per chi ha conseguito il 10 o il 10 e lode. Per i diplomati della scuola secondaria di secondo grado, il contributo sarà di 150 euro con votazioni comprese tra 95 e 100 e di 200 euro in caso di 100 e lode. Per quanto riguarda il percorso universitario, le lauree triennali, magistrali, specialistiche e a ciclo unico conseguite nell’anno accademico 2024-2025 daranno diritto a una borsa di studio di 250 euro per votazioni comprese tra 108 e 110 e di 300 euro per chi ha ottenuto il massimo dei voti con lode. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 agosto 2026 esclusivamente tramite posta elettronica all’indirizzo eventi@recanati.bcc.it, utilizzando il modulo disponibile sul sito della banca o presso le filiali. Alla richiesta dovranno essere allegati un documento di identità in corso di validità e la documentazione attestante il titolo di studio conseguito o una certificazione sostitutiva riportante la votazione e l’anno di conseguimento. Nell’oggetto della mail dovrà essere indicata la dicitura “Borse di studio 2026_Cognome Nome”. L’assegnazione dei contributi avverrà sulla base delle domande pervenute e della documentazione presentata, secondo quanto previsto dal regolamento, a insindacabile giudizio del Consiglio di Amministrazione. Tutte le informazioni, il modulo di domanda e il regolamento completo sono disponibili sul sito della banca.

Scuola e università

Macerata, le ex maturande del Magistrale San Giuseppe si ritrovano dopo 52 anni

Macerata, le ex maturande del Magistrale San Giuseppe si ritrovano dopo 52 anni

27/06/2026 18:00

MACERATA – Una giornata all’insegna dei ricordi, dell’amicizia e della condivisione ha riunito le ex maturande dell’anno 1974 dell’Istituto Magistrale San Giuseppe di Macerata. Le protagoniste dell’incontro si sono ritrovate al ristorante di pesce “Km 25” di Macerata, per celebrare un doppio traguardo: i 52 anni dall’esame di maturità e, per molte di loro, anche il raggiungimento dei 70 anni di età. L’appuntamento è stato l’occasione per ripercorrere insieme gli anni trascorsi tra i banchi di scuola, tra episodi divertenti e momenti più impegnativi del percorso scolastico. Un vero e proprio viaggio nella memoria che ha riportato alla luce amicizie mai dimenticate e il piacere di ritrovarsi dopo tanti anni. Alla reunion hanno partecipato anche diverse ex alunne arrivate da fuori provincia e, in alcuni casi, da altre regioni, che hanno voluto prendere parte a questo speciale momento di festa e condivisione. Non è mancato il tradizionale taglio della torta, immortalato in una foto di gruppo, simbolo di una giornata vissuta tra sorrisi, emozioni e affetto reciproco. Il saluto finale è stato accompagnato da un auspicio condiviso da tutte: «Arrivederci al prossimo incontro! Speriamo di essere ancora di più». (Nella foto con la torta compaiono, da sinistra, Micozzi Loredana, Nardi Dhera, Borghini Stefania, Conti Stefania (seduta), Gaudenzi Teresa, Zavaglini Daniela, Mazzolini Miriana, Bastianelli Stefania, Tamagnini Floriana, Meschini Daniela, Tombesi Franca, Ciccarelli Carla, Frattani Letizia e Carloni Manuela)

Giornata del Laureato UniMC, 130 ex studenti celebrano 25 e 50 anni dalla laurea (Video)

Giornata del Laureato UniMC, 130 ex studenti celebrano 25 e 50 anni dalla laurea (Video)

27/06/2026 16:30

C’è chi ha attraversato confini, anni, carriere e Paesi per rientrare nella città in cui tutto è cominciato. La tradizionale Giornata del Laureato dell’Università di Macerata e dell’Associazione laureati ateneo maceratese (Alam) ha richiamato quasi 130 laureate e laureati di 25 e 50 anni fa, in un grande abbraccio collettivo tra l’Università e la sua comunità più ampia: quella di chi qui si è formato e continua, con il proprio percorso, a portare nel mondo il nome di UniMC. La manifestazione ha concluso i Graduation Day, che tra giovedì e venerdì hanno portato in piazza Vittorio Veneto oltre 600 laureati e laureate di oggi e di ieri. Tra le storie simbolo c’è quella di Despoina Pappa, arrivata dalla Grecia per celebrare i 25 anni dalla laurea in Giurisprudenza e oggi avvocato. “Questa non è una semplice cerimonia: è un ritorno”, ha ricordato il rettore John McCourt. “Bentornati nella vostra Università. Bentornati nella vostra casa UniMC”. Il rettore ha sottolineato il valore dell’università pubblica, “accessibile a tutte e a tutti”, e il ruolo delle scienze umane e sociali di fronte alle grandi sfide del presente: transizione digitale, intelligenza artificiale, sostenibilità, nuove disuguaglianze, trasformazioni del lavoro e fragilità democratiche. A fare gli onori di casa anche Daniela Gasparrini, presidente dell’Alam, che ha richiamato la missione dell’associazione, nata nel 1994 per mantenere vivo il rapporto tra l’Università e i suoi laureati. “Questa giornata è soprattutto un’occasione per ritrovare il senso di appartenenza alla comunità universitaria”, ha ricordato, evidenziando come negli anni della formazione non si acquisiscano soltanto conoscenze e competenze, ma si costruiscano amicizie, relazioni e consapevolezze che accompagnano tutta la vita. La cerimonia ha visto anche il conferimento dei riconoscimenti a quattro figure che raccontano, da prospettive diverse, la forza di una formazione capace di generare responsabilità, cultura e servizio. Tra i premiati come “Laureata dell’Anno”, l’Alam ha indicato Sofia Cingolani, laureata con lode in Storia e Conservazione dei Beni Culturali e successivamente dottore di ricerca a Macerata. Archeologa, direttrice dei Musei Archeologici Statali di Ascoli Piceno, Cingoli e Urbisaglia e del Parco archeologico di Urbs Salvia, rappresenta un percorso in cui ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale diventano responsabilità pubblica e servizio al territorio. Il riconoscimento di “Laureato dell’Anno” è andato anche all’avvocato Andrea Ballestrazzi, del Foro di Modena, che ha affiancato alla professione un intenso cammino umanistico a UniMC, conseguendo la laurea con lode in Filosofia e la laurea magistrale in Scienze Filosofiche. Il suo percorso, proseguito fino al dottorato sui temi della responsabilità, della solidarietà e dell’azione civile per il bene comune, si intreccia con l’impegno nell’organizzazione di volontariato “Ho Avuto Sete”, attiva in Africa e in Italia nei settori dell’acqua, della salute, dell’educazione e dell’inclusione sociale. Un altro premio “Laureato dell’Anno” è stato conferito ad Alessandro Aureli, laureato magistrale in Scienze della Politica a UniMC dopo la formazione alla Bocconi. La sua esperienza imprenditoriale in Aureli Mario Società Agricolaè stata valorizzata per la capacità di coniugare competenze manageriali, sensibilità umanistica e sostenibilità. Il premio “Oscar Olivelli”, istituito in memoria del giurista maceratese, è stato infine attribuito all’avvocato Gianfranco Borgani, laureato in Giurisprudenza a Macerata, che al rigore dell’attività forense ha affiancato un intenso impegno culturale per la riscoperta e la valorizzazione dell’eredità di Giuseppe Tucci, tra i maggiori orientalisti del Novecento. “Questa sera non celebriamo soltanto ciò che siete stati per l’Ateneo, ma ciò che continuate a essere: una parte viva della nostra storia, della nostra reputazione e del nostro futuro”, ha concluso il rettore.

Cultura

Da Luca Zingaretti a Stefano Accorsi, Fiorello e Papaleo: il Teatro Rossini svela la stagione 2026/27

Da Luca Zingaretti a Stefano Accorsi, Fiorello e Papaleo: il Teatro Rossini svela la stagione 2026/27

26/06/2026 17:00

Da Luca Zingaretti a Stefano Accorsi, da Giuseppe Fiorello a Rocco Papaleo, da Giulia Ottonello a Giulio Scarpati, Amanda Sandrelli e Luca Bizzarri. Otto appuntamenti in abbonamento e due fuori abbonamento per una stagione che intreccia letteratura, grandi storie, musica, danza e contemporaneità. Il Teatro Rossini di Civitanova Marche apre il sipario sulla Stagione 2026/27, promossa dal Comune di Civitanova Marche, dall'Azienda Teatri di Civitanova e dall'AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura. Una stagione che conferma il Rossini come punto di riferimento culturale del territorio e che propone un cartellone di grande qualità artistica, capace di coniugare il richiamo dei grandi protagonisti della scena italiana con produzioni di prestigio, nuovi allestimenti e testi che interrogano il nostro tempo. Ad inaugurare il cartellone, il 7 novembre, è l'anteprima nazionale di Assassinio sull'Orient Express, in residenza di allestimento a Civitanova Marche. Il celebre capolavoro di Agatha Christie, nell'adattamento di Ken Ludwig e con la regia di Roberto Valerio, vede Claudio "Greg" Gregori nei panni dell'infallibile Hercule Poirot, alle prese con uno dei casi più celebri della letteratura gialla. Un thriller teatrale elegante e avvincente che trasforma il celebre viaggio sull'Orient Express in una profonda riflessione sul rapporto tra verità, giustizia e responsabilità collettiva. Il 17 e 18 novembre Luca Zingaretti è il protagonista di Marco Polo e le città invisibili, spettacolo liberamente tratto dal capolavoro di Italo Calvino nel cinquantesimo anniversario della pubblicazione del libro. L'adattamento di Edoardo Erba e la regia di Giuseppe Dipasquale trasformano l'universo poetico delle Città invisibili in un intenso confronto tra immaginazione e potere, offrendo una lettura sorprendentemente contemporanea dell'opera calviniana. Il nuovo anno si apre il 19 e 20 gennaio con l'esclusiva regionale di Educazione sentimentale, scritto e diretto da Ivan Cotroneo e interpretato da Giuseppe Fiorello. Attraverso il racconto della vita di un uomo comune, lo spettacolo affronta con ironia e profondità i modelli culturali della mascolinità e le contraddizioni di un'educazione sentimentale che continua a interrogare la società contemporanea. Il 24 febbraio Stefano Accorsi è il protagonista di Nessuno. Le avventure di Ulisse, testo di Emanuele Aldrovandi con l'adattamento e la regia di Daniele Finzi Pasca. Una rilettura poetica e sorprendente del mito omerico che restituisce un Ulisse fragile e profondamente umano, in un viaggio teatrale dove l'epica incontra l'intimità e la memoria. Il 9 marzo è la volta di Scheda bianca, tratto dal romanzo Saggio sulla lucidità di José Saramago, con Rocco Papaleodiretto da Serena Sinigaglia in esclusiva regionale. Una parabola politica e civile di straordinaria attualità che racconta la crisi della democrazia attraverso una vicenda surreale e inquietante, sospesa tra ironia e disincanto. Il 1° aprile il Rossini accoglie Amélie – Il Musical, spettacolo ispirato al celebre film Il favoloso mondo di Amélie. Con Giulia Ottonello protagonista e la regia di Eugenio Contenti, il musical conduce il pubblico in una Parigi poetica e sognante, dove piccoli gesti e grandi emozioni diventano un inno alla gentilezza, alla fantasia e all'amore. Il 16 aprile Amanda Sandrelli e Giulio Scarpati, diretti da Antonio Zavatteri, guidano il cast di Cari Genitori, grande successo della drammaturgia francese contemporanea firmato da Emmanuel e Armelle Patron. Una commedia brillante e pungente che, tra colpi di scena e situazioni esilaranti, indaga i rapporti familiari, gli affetti e il delicato equilibrio tra sentimenti e interessi. A chiudere la stagione, il 5 maggio, è Le nostre donne di Éric Assous con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri, diretti da Alberto Giusta. Una commedia raffinata e irresistibile che, attraverso il confronto tra tre amici di lunga data, affronta con intelligenza e humour i temi dell'amicizia, della verità e delle relazioni di coppia. Accanto agli spettacoli in abbonamento, la stagione propone due prestigiosi appuntamenti fuori abbonamento. Il 16 ottobre, nell'ambito del Civitanova Film Festival, Giorgio Pasotti e il Quintetto Saverio Mercadante rendono omaggio a uno dei più grandi compositori del Novecento con Ennio Morricone… la musica senza tempo. Un viaggio emozionante tra parole e musica che ripercorre le colonne sonore indimenticabili del Maestro, capace di trasformare il cinema in emozione universale e patrimonio della memoria collettiva. Il 28 dicembre spazio alla grande danza internazionale con Il lago dei cigni, interpretato dal Russian Classical Balletdiretto da Evgeniya Bespalova. Considerato il simbolo per eccellenza del balletto classico, il capolavoro di Čajkovskijtorna in scena con tutta la sua forza evocativa, tra virtuosismo tecnico, eleganza coreografica e la magia senza tempo della storia di Odette e Siegfried.

Da Recanati alla Cina, la poesia di Leopardi conquista Pechino e Shanghai con Giulia Poeta

Da Recanati alla Cina, la poesia di Leopardi conquista Pechino e Shanghai con Giulia Poeta

25/06/2026 17:30

Lo immagino così, affacciato dagli infiniti spazi oltre la siepe a rimirare il finito, assorto ad ascoltare i suoi immortali versi in lingua cinese, idioma che in vita l'aveva a lungo incuriosito ed affascinato. Giacomo Leopardi infatti si interessò della scrittura cinese, confrontando il nostro sistema fonetico con quello logografico del mandarino, già dal 1821 nello Zibaldone. Un altro rimando all'estremo oriente lo troviamo nella celebre poesia Canto notturno di un pastore errante dell'Asia dove il fascino per l'esotico si mescola alla malia della luna, la stessa che in ogni tempo e in ogni angolo della terra interroga e attrae come le maree l'animo umano. Chissà quale effetto farebbe al poeta recanatese ascoltare L'infinito non solo nella lingua natia, dalla penetrante voce dell'attrice concittadina Giulia Poeta, ma nell'idioma cinese tradotto dall'eminente professor Wen Zheng. È successo a Pechino e Shanghai grazie a un ispirato e ambizioso progetto che ha gettato ponti nello spazio e nel tempo attingendo a versi sempre attuali ed universali attorno ai quali possiamo dimenticare le nostre mille differenze e riconoscere la nostra comune radice umana assetata d'infinito. Il 16 giugno 2026, presso l'Istituto di cultura di Pechino, diretto dall'illuminato Federico Roberto Antonelli, è andato infatti in scena lo spettacolo "Leopardi: verso l'infinito", scritto e interpretato dalla stessa Giulia Poeta, in questi giorni non solo in veste di attrice e doppiatrice ma onorata ambasciatrice della cultura leopardiana in Cina. La particolarità dello spettacolo è stata immaginare il sommo poeta introdurre in prima persona i suoi più celebri canti la cui traduzione in cinese veniva proiettata sul grande schermo. L'ambizioso progetto è riuscito ad accostare due idiomi e due culture apparentemente molto lontane che si sono raggiunte proprio nel punto dove la nostra ragione si ferma attraversando quel limite solo con l'immaginazione e la poesia, col sentimento e l'emozione. Emozione fatta di versi e di note, quelle struggenti della violinista di Castelfidardo Melissa Cantarini, che ha accompagnato la recitazione delle liriche attraverso il linguaggio universale e magico della musica. La lettura dei versi in entrambi i due idiomi è avvenuta il giorno seguente nell'ambito della Beijing International Book Fair per la presentazione della prima edizione cinese dell'opera dei Canti di Giacomo Leopardi. Alcune delle più celebri poesie di Leopardi sono state magistralmente lette in italiano da Giulia Poeta e in mandarino dal prof. Wen Zheng per dare l’opportunità al pubblico cinese di far propri i nostri celebri Canti. E se crediamo con Dostoevskij che “la bellezza salverà il mondo” la condivisione di arte, filosofia e cultura tra i popoli potrebbe essere l’antidoto persino alla guerra. Questo percorso nell'anima del poeta si è concluso il 18 giugno a Shanghai, arricchendo la serata di Gala Dinner del Panda d'Oro dedicata alla premiazione degli italiani in Cina distintisi in campo sociale e imprenditoriale, con un estratto dello spettacolo messo in scena a Pechino, connubio perfetto fra musica e poesia. In quest’ultima occasione si è colta ancora una volta l'emozione del pubblico e la sensazione che la scrittura del poeta non serva a dar voce solo al proprio intimo, né sia diretta solo ai suoi contemporanei, ma riesca a raggiungere i più lontani confini della terra e l'uomo di ogni tempo, parlando non solo alla mente e alla cultura ma all'animo umano. Ha del miracoloso che un poeta vissuto secoli fa possa risorgere ogni volta che si leggono i suoi versi, soprattutto quando chi li declama è in grado di sprigionarne tutto il pathos celato. Proprio come riesce a fare Giulia Poeta, il cui cognome diventa destino quando presta la sua voce anche al poeta che non ha più voce terrena, riattivando ad ogni parola quel flusso vitale d'energia che anima i suoi versi. La potenza della poesia riesce a risvegliare perfino lo spirito assopito delle generazioni di nativi digitali che spesso lasciano l'attività creativa a una macchina senz'anima. L'attualità dei temi trattati e l'emozione che ancora suscita in noi la poesia di Giacomo Leopardi ci rassicura, in fondo, che siamo ancora uomini e come tali siamo ancora in grado di sentire il riverbero di quelle domande di senso che ognuno porta dentro di sé e che il poeta ha espresso in modo così luminoso e affascinante. Infatti, secondo il teorico del romanticismo italiano, la poesia è il recupero della facoltà immaginativa tipica dei fanciulli e degli antichi, capacità che da adulti concreti e razionali quali siamo rischiamo di perdere. Ma ora a rischio sono persino i piccoli uomini in formazione quando, davanti a un foglio bianco, invece di vedervi uno spazio di libertà per dare respiro al proprio mondo interiore, chiedono a un algoritmo di riempirlo al loro posto. Per questo i poeti come Leopardi sono necessari come il pane, soprattutto oggi, perché non si spenga la nostra vena poetica e creativa, perché nessun confine né alcun limite ci fermi ma anzi ci spinga a immaginare cosa ci sia oltre quella siepe, perché la nostra sete d'infinito non si plachi mai. [Nella foto da sinistra:  Federico Roberto Antonelli (direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Pechino), Melissa Cantarini, Giulia Poeta, Filippo La Rosa (Vice Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale)]. 

Eventi

Rotary Club Tolentino, Annarita Ortolani nuova presidente per l’anno 2026-2027

Rotary Club Tolentino, Annarita Ortolani nuova presidente per l’anno 2026-2027

27/06/2026 20:20

Annarita Ortolani è la nuova presidente del Rotary Club Tolentino per l’anno rotariano 2026-2027. Titolare della Gioielleria Tesei Valli di Tolentino, succede alla treiese Iole Rosini, al termine del tradizionale passaggio del martelletto che si è svolto mercoledì sera al Casolare dei Segreti di Treia, alla presenza di autorità rotariane, soci e ospiti. Alla cerimonia hanno preso parte il governatore del Distretto 2090 per l’anno rotariano 2026-2027 Stefano Gobbi, il governatore dell’anno rotariano 2024-2025 Massimo De Liberato, il governatore designato per il 2027-2028 Stefano Quarchioni, l’assistente del governatore Roberto Calai Giorgio Piergiacomi, che ha donato a Iole Rosini un quadretto in ceramica, e il prefetto del Distretto 2090 per il 2026-2027 Chiara Fiorani. Nel suo intervento di insediamento, Annarita Ortolani ha posto l’accento sul valore della continuità e della collaborazione all’interno del Rotary. «Questo passaggio del martelletto è nel segno della continuità, come nei messaggi dei presidenti internazionali che si sono succeduti. “Uniti per fare del bene” è stato il motto dell’anno 2025-2026 e “Creiamo un impatto duraturo” è quello del presidente internazionale di questo anno rotariano, Olayinka Hakeem Babalola. Questo sarà il nostro compito: far crescere il club con la consapevolezza che, rafforzando il legame tra i soci e con la comunità, potremo agire insieme creando un impatto che duri nel tempo a livello personale, locale e globale». Il nuovo direttivo sarà composto dal past president Iole Rosini, dal presidente incoming Marco Massei, dal vicepresidente Roberto Ballini, dal segretario Lorena Tarini, dal tesoriere Marco Pinciaroli e dal prefetto Daniele Sparvoli. A completare la squadra saranno Laura Mocchegiani alla Commissione cultura, Maria Teresa Cristini alla Commissione effettivo, Leonardo Compagnucci alla Commissione Fondazione Rotary, Carla Passacantando alla Commissione immagine pubblica e comunicazione, Anna Ruffini alla Commissione progetti, Fabiola Menichelli alla Commissione amministrazione, Martina Cecarelli alla Commissione Rotaract e Interact, Claudio Alessandrini alla Commissione ambiente e Nicola Comodo nel ruolo di facilitatore della formazione di club. Nel corso della serata, Iole Rosini ha ripercorso l’attività svolta durante il proprio mandato attraverso una presentazione fotografica dedicata ai service e alle iniziative promosse dal club. L’occasione è stata anche quella per conferire il prestigioso riconoscimento Paul Harris Fellow a Fabiola Menichelli, Elvio Giannandrea, Francesco Losego e Giuseppe Moretti. Sono stati inoltre consegnati attestati di ringraziamento ai componenti del direttivo uscente, mentre Annarita Ortolani ha ricevuto un mazzo di fiori per il nuovo incarico. La neo presidente ha poi omaggiato la sua predecessora con un martelletto commemorativo e un mazzo di fiori, come segno di stima e riconoscenza per il lavoro svolto. La serata si è conclusa in un clima di amicizia e convivialità con il tradizionale taglio della torta celebrativa e un brindisi all’avvio del nuovo anno rotariano, che vedrà il Rotary Club Tolentino impegnato in nuovi progetti al servizio del territorio e della comunità.

Rotary Club Macerata "Matteo Ricci", passaggio di consegne: Francesca Accorsi è la nuova presidente

Rotary Club Macerata "Matteo Ricci", passaggio di consegne: Francesca Accorsi è la nuova presidente

27/06/2026 16:45

Si è svolta la tradizionale cerimonia del passaggio delle consegne del Rotary Club Macerata "Matteo Ricci", appuntamento che ha segnato la conclusione dell'anno rotariano 2025/2026 e l'avvio del nuovo mandato. Alla serata hanno partecipato l'assistente del governatore Giorgio Piergiacomi, insieme ai soci, ai familiari e agli amici del Club. Nel corso della conviviale il presidente uscente Tobia Sardellini ha ripercorso le principali attività svolte durante l'anno, ringraziando il Consiglio Direttivo per la collaborazione e sottolineando l'orgoglio di aver guidato il Club. Tra i progetti più significativi ricordati figurano la serata in vigna a sostegno della Onlus La Goccia, il 5° Torneo di Padel e Tennis a favore della Fondazione Anffas, il Premio "Silvia Rossi", giunto alla quinta edizione e assegnato a Veronica Berti Bocelli della Fondazione Andrea Bocelli, oltre al progetto "Rivelazioni sotto il loggiato", che ha portato al restauro di due preziose tele sei-settecentesche rinvenute nella Collegiata di Santa Maria Assunta di San Ginesio. Sardellini ha inoltre ricordato il progetto di prevenzione sanitaria nelle scuole, la conferenza di geopolitica con Dario Fabbri, la partecipazione a un Global Grant destinato a un'iniziativa solidale in Etiopia, il percorso formativo "Pillole di Rotary" e l'ingresso di tre nuovi soci. Al termine del suo intervento ha consegnato attestati di benemerenza e insegne ai componenti del Consiglio direttivo. Nel corso della serata sono stati conferiti anche due prestigiosi riconoscimenti Paul Harris Fellow, la massima onorificenza della Rotary Foundation. Il presidente uscente ha consegnato il riconoscimento al segretario Renzo Tartuferi, mentre l'Assistente del Governatore Giorgio Piergiacomi ha attribuito lo stesso riconoscimento a Tobia Sardellini, per l'impegno profuso durante il suo mandato. Momento centrale della serata è stato il passaggio del collare alla nuova presidente, la psicologa Francesca Accorsi, che guiderà il club nell'anno rotariano 2026/2027. Visibilmente emozionata, Accorsi ha ringraziato il suo predecessore per il lavoro svolto e ha presentato il nuovo Consiglio direttivo, paragonandolo a un gruppo di "argonauti", pronti ad affrontare insieme le sfide del nuovo anno rotariano. La sua presidenza sarà ispirata al motto "Creare un impatto duraturo", con l'obiettivo di proseguire e rafforzare l'impegno del Rotary a favore della comunità. Il nuovo Consiglio Direttivo è composto da Francesca Accorsi (presidente), Tobia Sardellini (past president), Paolo Piccardoni (presidente eletto), Gianni Giuli (segretario), Andrea Cirilli (tesoriere), Graziano Grelloni (prefetto), Guido Grandinetti (comunicatore) e dai consiglieri Luana Capparuccini, Giorgio Caraffa, Massimiliano Fraticelli, Lucia Isolani, Sabrina Morresi e Laura Ricci.  

Curiosità

Macerata e Weiden sempre più vicine: la neonata associazione Kune vola alla Burger Fest

Macerata e Weiden sempre più vicine: la neonata associazione Kune vola alla Burger Fest

28/06/2026 15:10

Prima trasferta ufficiale oltre i confini nazionali per l'associazione maceratese Kune, il nuovo sodalizio nato con l'obiettivo strategico di rilanciare e consolidare i rapporti di cooperazione e amicizia istituzionale tra il capoluogo e le sue storiche città gemellate: Weiden in der Oberpfalz (Germania), Issy-les-Moulineaux (Francia) e Floriana (Malta). In occasione della tradizionale Burger Fest, una delegazione del gruppo guidata dal presidente Luciano Frattani e composta dai soci Lamberto Bergamini, Ulderico Orazi, Gianluca Puliti, Pierluigi Tordini e Lorenzo Tordini ha raggiunto la cittadina della Baviera. La missione istituzionale ha permesso alla delegazione marchigiana di avere un confronto bilaterale con il neoeletto sindaco della città tedesca, Benjamin Zeitler. Nel corso del colloquio, svoltosi all'insegna del dialogo e della programmazione, le parti hanno confermato il valore storico del gemellaggio, tracciando le linee guida per promuovere futuri scambi culturali, economici e sociali capaci di coinvolgere le rispettive cittadinanze, le associazioni locali e i giovani dei due territori, potenziando la rete di cooperazione europea. "La nascita di Kune – ha sottolineato il presidente Luciano Frattani – risponde proprio all'esigenza di dare nuovo impulso alle relazioni costruite negli anni tra Macerata e le città gemellate. L'incontro con il sindaco Zeitler rappresenta un segnale positivo e l'inizio di un percorso che auspichiamo possa tradursi in nuove opportunità di collaborazione". Nei prossimi mesi il sodalizio proseguirà la propria attività programmando nuovi tavoli di lavoro e iniziative mirate a rinsaldare i contatti con le amministrazioni di Weiden, Issy-les-Moulineaux e Floriana.

Da San Severino alla guida dell'ordine internazionale: suor Daniela è la nuova superiora generale

Da San Severino alla guida dell'ordine internazionale: suor Daniela è la nuova superiora generale

27/06/2026 11:00

SAN SEVERINO MARCHE – La Congregazione delle Suore Missionarie dell'Amore di Cristo (Smac) ha una nuova guida. Il Consiglio generale dell'ordine, riunito nei giorni scorsi presso la Casa generalizia del Santuario della Madonna dei Lumi di San Severino Marche, ha eletto suor Daniela Buraschi nuova superiora generale della congregazione internazionale. La religiosa, 64 anni, si trova attualmente nelle Filippine, dove svolge la propria missione. Proprio lì le è stata comunicata ufficialmente l'elezione, che la porterà ad assumere il massimo incarico di governo dell'istituto religioso. Sebbene sia originaria di Cesta di Copparo, in provincia di Ferrara, suor Daniela è da molti anni profondamente legata a San Severino Marche, città nella quale vive e opera dagli anni Ottanta e dove è maturata la sua vocazione religiosa. Nel tempo è diventata un punto di riferimento per la comunità locale grazie alla sua presenza discreta, alla disponibilità e al costante impegno nel servizio agli altri. L'elezione è stata accolta con grande soddisfazione nella città settempedana. Il sindaco Rosa Piermattei ha voluto esprimere pubblicamente le felicitazioni dell'intera comunità attraverso una lettera indirizzata alla religiosa. «Sapere che il Consiglio generale, riunito nel nostro amato Santuario della Madonna dei Lumi, ha scelto lei per ricoprire il ruolo di massimo livello all'interno della comunità missionaria internazionale è motivo di immenso orgoglio per la nostra città», scrive il primo cittadino. Nel messaggio, il sindaco ha voluto ricordare anche il lungo servizio svolto da suor Daniela a San Severino Marche, sottolineando in particolare la dedizione con cui ha assistito il cardinale Edoardo Menichelli. «Desidero ricordare con profonda gratitudine la sua straordinaria presenza nel nostro territorio, contrassegnata da un impegno instancabile e, in modo particolare, dall'amorevole e costante assistenza che ha prestato al nostro amatissimo cardinale Edoardo Menichelli. Quella vicinanza, fatta di cura e profonda sensibilità, resta una testimonianza viva della sua totale dedizione al prossimo». Il messaggio si conclude con un augurio per il nuovo incarico e con la certezza che il legame con San Severino Marche resterà saldo. «Siamo certi che la sua guida illuminata saprà tracciare strade feconde per l'intera congregazione. Sappia che San Severino Marche continuerà a essere la sua casa e ad accompagnarla, passo dopo passo, con l'affetto di sempre». Per la comunità settempedana l'elezione di suor Daniela Buraschi rappresenta un importante motivo di orgoglio e il riconoscimento di un percorso di fede e servizio che, partito da San Severino Marche, assume ora una dimensione internazionale.      

Varie

Sciapichetti ricorda Adriano Ciaffi: “Con lui scompare la politica vera e popolare”

Sciapichetti ricorda Adriano Ciaffi: “Con lui scompare la politica vera e popolare”

28/06/2026 14:00

    “È stato protagonista assoluto della crescita economica della nostra regione. Uomo intelligente e generoso, esempio di cattolico democratico e di bella politica. Per me scompare l’amico di sempre, il punto di riferimento assoluto per tante battaglie. Con lui scompare la politica vera, autentica, popolare, esempio per intere generazioni”. Con queste parole Angelo Sciapichetti ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Adriano Ciaffi. Nel suo messaggio, Sciapichetti ha voluto ricordare non solo la figura istituzionale, ma anche il valore umano e politico di Ciaffi, sottolineandone il ruolo centrale nella storia amministrativa e politica delle Marche e del Paese. Adriano Ciaffi, avvocato e dirigente politico, è stato esponente della Democrazia Cristiana, del Partito Popolare e della Margherita, fino a partecipare al percorso costituente del Partito Democratico. Eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1968, fu tra i promotori della riforma agraria che portò alla trasformazione della mezzadria. Tra il 1975 e il 1978 guidò la Regione Marche come Presidente, in una fase politica caratterizzata da un’esperienza di governo innovativa, con l’appoggio esterno del Partito Comunista. Successivamente ricoprì il ruolo di Assessore al Bilancio regionale dal 1978 al 1983, contribuendo all’avvio delle prime politiche strutturate della Regione, in particolare in ambito sanitario. Rieletto alla Camera nel 1983, fu Sottosegretario di Stato agli Interni nei governi Craxi I, Craxi II e Fanfani VI. Dal 1988 al 1992 ricoprì l’incarico di vicepresidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, assumendone poi la presidenza nella legislatura successiva. Terminata l’esperienza parlamentare, tornò alla professione forense e continuò a impegnarsi nella vita pubblica locale come consigliere comunale, mantenendo un ruolo attivo nella sua comunità fino agli ultimi anni.        

Emorroidi e stitichezza: quando è necessario rivolgersi al proctologo

Emorroidi e stitichezza: quando è necessario rivolgersi al proctologo

28/06/2026 12:00

Oggi la nostra rubrica si occupa di proctologia, la branca specialistica della medicina e della chirurgia dedicata alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento delle patologie dell’ano, del retto e del colon. Si tratta di un ambito spesso poco affrontato nella comunicazione, complice un senso di pudore che porta a considerare questi disturbi come appartenenti esclusivamente alla sfera privata. Eppure, informare correttamente è fondamentale, perché le patologie proctologiche possono compromettere non solo il benessere quotidiano, ma anche il corretto funzionamento dell’intero organismo. A fare chiarezza è il dottor Antonio Capomagi, proctologo marchigiano, già ricercatore, chirurgo e docente, con una lunga esperienza maturata all’INRCA di Ancona e numerose collaborazioni in ambito nazionale e internazionale. Attualmente è consulente del gruppo medico Associati Fisiomed nel Maceratese. Abbiamo rivolto al dottor Capomagi alcune domande dedicate a una delle problematiche più diffuse, le emorroidi, con l’intenzione di approfondire nei prossimi appuntamenti anche altre patologie della sua specialità. Dottor Capomagi, perché chi soffre di stitichezza rischia maggiormente il prolasso delle emorroidi? "Perché la stitichezza costringe a fare sforzi intensi e prolungati sul water. La spinta continua schiaccia i vasi sanguigni dell'ano. Questo aumento di pressione gonfia le vene emorroidarie. I tessuti che tengono in sede le emorroidi si allungano e, alla fine, le emorroidi cedono e scivolano verso l'esterno". Le emorroidi prolassate possono impedire alle feci di uscire normalmente? "Sì, le emorroidi prolassate creano un vero e proprio ostacolo fisico. Quando scivolano verso il basso occupano spazio all'interno del canale anale, restringendo il passaggio e ostacolando il transito delle feci. Il paziente avverte una chiara sensazione di 'tappo' interno e si crea così un circolo vizioso che peggiora ulteriormente la stitichezza". Se non si risolve il problema della defecazione ostruita (STPSI), le emorroidi possono rientrare spontaneamente? "Dipende da quanto è grave e avanzato il prolasso. Se il problema è iniziale, eliminare lo sforzo consente alle emorroidi di sgonfiarsi e, nei primi stadi, i tessuti possono recuperare almeno in parte la loro elasticità. Se invece il prolasso è cronico, le emorroidi restano permanentemente all'esterno. In questi casi è necessario ricorrere all'intervento chirurgico e il proctologo rappresenta la figura di riferimento".

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