Porto Recanati, viaggia con un'auto rubata: denunciato 49enne per ricettazione
Cronaca
18/07/2026 11:15

Porto Recanati, viaggia con un'auto rubata: denunciato 49enne per ricettazione

Viaggiava a bordo di un'auto rubata, ma l'atteggiamento sospetto del conducente non è sfuggito all'occhio attento di un Carabiniere libero dal servizio. È così scattato l'intervento dei militari della Stazione dei Carabinieri di Porto Recanati, che hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 49 anni, originario di San Severino Marche e residente a Numana, con l'accusa di ricettazione. L'episodio è avvenuto dopo che il militare, notando il veicolo sospetto, ha deciso di informare immediatamente i colleghi della Stazione locale. La segnalazione ha permesso ai Carabinieri di intervenire rapidamente e intercettare il mezzo in via Salvo D'Acquisto. Durante il controllo del conducente e del veicolo sono emersi gli elementi che hanno confermato i sospetti: l'autovettura è risultata essere stata rubata il 10 luglio scorso a Castelfidardo. Al termine degli accertamenti di rito, il mezzo sarà restituito al legittimo proprietario. L'uomo è stato invece deferito all'autorità giudiziaria con l'accusa di ricettazione. Le indagini sono ora condotte dai Carabinieri della Stazione di Porto Recanati, che hanno provveduto a informare la competente Procura della Repubblica per gli ulteriori accertamenti del caso.

Porto Recanati, viaggia con un'auto rubata: denunciato 49enne per ricettazione

Porto Recanati, viaggia con un'auto rubata: denunciato 49enne per ricettazione
18/07/2026 11:15

Viaggiava a bordo di un'auto rubata, ma l'atteggiamento sospetto del conducente non è sfuggito all'occhio attento di un Carabiniere libero dal servizio. È così scattato l'intervento dei militari della Stazione dei Carabinieri di Porto Recanati, che hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 49 anni, originario di San Severino Marche e residente a Numana, con l'accusa di ricettazione. L'episodio è avvenuto dopo che il militare, notando il veicolo sospetto, ha deciso di informare immediatamente i colleghi della Stazione locale. La segnalazione ha permesso ai Carabinieri di intervenire rapidamente e intercettare il mezzo in via Salvo D'Acquisto. Durante il controllo del conducente e del veicolo sono emersi gli elementi che hanno confermato i sospetti: l'autovettura è risultata essere stata rubata il 10 luglio scorso a Castelfidardo. Al termine degli accertamenti di rito, il mezzo sarà restituito al legittimo proprietario. L'uomo è stato invece deferito all'autorità giudiziaria con l'accusa di ricettazione. Le indagini sono ora condotte dai Carabinieri della Stazione di Porto Recanati, che hanno provveduto a informare la competente Procura della Repubblica per gli ulteriori accertamenti del caso.

Cronaca

Incendio al tetto del convento di San Lorenzo: evacuate religiose

Incendio al tetto del convento di San Lorenzo: evacuate religiose

18/07/2026 16:33

Momenti di apprensione nel primo pomeriggio di oggi ad Amandola, dove un incendio ha interessato il tetto del convento di San Lorenzo. L'allarme è scattato poco dopo le 13.30, facendo intervenire sul posto la squadra dei vigili del fuoco di Amandola. Vista la complessità dell'intervento, sono stati mobilitati anche una seconda squadra del comando provinciale di Fermo, con autobotte e autoscala, e una squadra del comando dei vigili del fuoco di Ascoli Piceno. Le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza dell'edificio hanno permesso di contenere la propagazione delle fiamme, evitando che l'incendio si estendesse ad altre parti della struttura. Per motivi precauzionali sono state evacuate una decina di religiose che si trovavano all'interno del convento al momento dell'incendio. Fortunatamente non si registrano feriti. Al termine delle operazioni saranno avviati gli accertamenti per chiarire le cause che hanno provocato il rogo.

Finti investimenti dopo i “like” sui social: sottratti oltre 1.700 euro, denunciate due donne

Finti investimenti dopo i “like” sui social: sottratti oltre 1.700 euro, denunciate due donne

17/07/2026 19:40

Due donne sono state denunciate in stato di libertà per truffa aggravata in concorso al termine di un’indagine condotta dai carabinieri della Stazione di Castelplanio, in provincia di Ancona, sulla cosiddetta “truffa dei like”, un raggiro sempre più diffuso che sfrutta le piattaforme social attraverso la promessa di facili guadagni. L’indagine è partita alla fine dello scorso marzo, quando una 42enne residente in un comune della zona si è rivolta ai militari raccontando di essere stata contattata tramite annunci online che proponevano compensi in cambio di semplici interazioni sui social, come mettere “mi piace” a video pubblicati sulle piattaforme. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un presunto broker avrebbe inizialmente accreditato alla donna piccole somme di denaro, con l’obiettivo di conquistare la sua fiducia e convincerla della bontà dell’operazione. Successivamente, la vittima sarebbe stata indotta a effettuare finti investimenti, fino a versare complessivamente oltre 1.700 euro attraverso due distinti bonifici. Dopo aver ricevuto il denaro, il contatto avrebbe però interrotto ogni comunicazione rendendosi irreperibile. I carabinieri hanno quindi avviato gli accertamenti, concentrandosi in particolare sul tracciamento dei flussi finanziari. Attraverso l’analisi dei movimenti bancari e dei conti destinatari delle somme, i militari sono riusciti a risalire alle presunte beneficiarie del denaro. Sono state così identificate una 35enne di origine straniera residente in provincia di Ragusa e una 37enne residente in provincia di Como, entrambe già note alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. Gli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa hanno consentito ai carabinieri di deferire le due donne all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di truffa aggravata in concorso.  

Attualità

Gli aristo-influencer, ovvero il lusso che non urla più

Gli aristo-influencer, ovvero il lusso che non urla più

C'è stata un'epoca, nemmeno troppo lontana, in cui l'influencer perfetta era quella che ti sbatteva in faccia tutto quello che aveva. La borsa firmata con il logo grande come un'insegna, l'auto sportiva parcheggiata davanti all'hotel a cinque stelle, il polso carico di orologi, la vacanza da diecimila euro. Era il lusso che gridava, quello che aveva bisogno di essere visto, fotografato, ostentato, perché altrimenti non esisteva. E noi lì a guardare, un po' affascinati e un po' infastiditi, con quella sensazione strana di assistere a qualcosa che aveva a che fare più con l'insicurezza che con l'eleganza. Poi, piano piano, qualcosa è cambiato. E oggi il fenomeno più interessante che Vogue Business sta analizzando è esattamente l'opposto di tutto questo: l'ascesa degli aristo-influencer, creator che raccontano uno stile di vita fatto di eleganza discreta, dimore storiche, tradizioni di famiglia e un lusso che si vede proprio perché non si mostra. Niente loghi appariscenti, niente ostentazione, niente urla. Una camicia di lino perfetta, una casa antica con i mobili ereditati dalla nonna, una tazza di tè in un giardino inglese, colori neutri, gesti misurati. È il trionfo di quello che ormai tutti chiamano lusso silenzioso. La cosa che trovo affascinante, è che dietro questo cambiamento estetico si nasconde un cambiamento culturale molto più profondo. Perché quando la gente inizia a preferire l'eleganza discreta all'ostentazione, sta dicendo qualcosa di importante su di sé e sul momento che stiamo vivendo. Sta dicendo che è stanca. Stanca di anni di consumismo sfrenato, di haul in cui gli influencer mostravano sacchetti su sacchetti di roba comprata, di trend che sparivano prima ancora di togliere il cartellino. Sta dicendo che vuole tornare a qualcosa di vero, di duraturo, di autentico. E che il vero lusso, quello che conta davvero, non è avere l'ultima borsa alla moda, ma avere il gusto di scegliere una cosa bella e tenerla per sempre. C'è una frase di Coco Chanel che riassume tutto questo meglio di qualsiasi analisi di tendenza, e dice più o meno che il vero lusso non si nota, si riconosce. Ed è esattamente il principio su cui si fonda tutto questo movimento. Il capo di quiet luxury non ha il logo, non ha la scritta, non ha niente che lo renda immediatamente identificabile a chi non capisce. Ha però un tessuto meraviglioso, un taglio perfetto, una cura nei dettagli che solo chi se ne intende sa cogliere. E qui, per me, sta la parte più interessante e anche un po' ironica di tutta la faccenda. Perché il quiet luxury, il lusso che non vuole essere notato, che rifiuta l'ostentazione, che predica la discrezione, è diventato comunque un trend su TikTok con miliardi di visualizzazioni. In altre parole, abbiamo trasformato anche la discrezione in un contenuto, anche il non-mostrarsi in un modo per mostrarsi. Gli aristo-influencer che raccontano le loro giornate nelle dimore di campagna, con i loro maglioni di cashmere color cammello e le loro tazze di porcellana, stanno pur sempre facendo la stessa cosa che facevano gli influencer di prima: si stanno mettendo in scena. Solo che lo fanno con più garbo, con più eleganza, con un'estetica che sussurra invece di urlare. Ma sempre di messa in scena si tratta. Non lo dico per criticare, sia chiaro, perché personalmente questa tendenza mi piace moltissimo e la trovo un enorme passo avanti rispetto alla volgarità ostentata degli anni scorsi. Preferisco mille volte un feed pieno di eleganza discreta che uno pieno di logo firmati e macchine di lusso. La verità, credo, è che questo trend ci racconta un desiderio profondo e sincero, quello di autenticità, di qualità, di raffinatezza vera, in un'epoca che ci ha stancati con l'eccesso e il rumore. È lo stesso desiderio che vediamo emergere ovunque, nella voglia di rallentare, di tornare alle cose fatte bene, di dare valore a ciò che dura invece che a ciò che passa. E questa, al di là delle pose e dei meccanismi social, è una tendenza bellissima, perché ci ricorda una cosa che le nostre nonne sapevano benissimo e che noi avevamo dimenticato: che l'eleganza vera non ha bisogno di gridare, che la classe non si compra ma si coltiva, e che le cose più belle sono spesso quelle che sussurrano.   E se anche gli aristo-influencer, in fondo, un pochino ci marciano, poco importa. Almeno ci stanno riportando verso il bello. E il bello, quello vero, vale sempre la pena.  

Fiastra, Legambiente conferma la qualità delle acque del lago

Fiastra, Legambiente conferma la qualità delle acque del lago

17/07/2026 16:23

Il lago di Fiastra si conferma tra le eccellenze ambientali delle Marche. Anche nel 2026 il bacino ha superato il monitoraggio di Goletta dei Laghi di Legambiente, con le acque risultate entro i limiti previsti dalla normativa nazionale nel punto di campionamento di San Lorenzo al Lago, nei pressi della foce del canale della spiaggia Verdefiastra. Il risultato, presentato durante la tappa marchigiana della storica campagna di monitoraggio dedicata ai laghi italiani, conferma il trend positivo registrato negli ultimi anni e premia la qualità delle acque del lago artificiale, sempre più punto di riferimento per residenti e turisti durante la stagione estiva. Le analisi hanno riguardato i due soli laghi marchigiani inseriti quest’anno nel programma di Goletta dei Laghi, Fiastra e Cingoli. Per il bacino fiastrense il giudizio è stato nuovamente positivo, in continuità con le rilevazioni effettuate negli ultimi tre anni. La presentazione dei dati si è svolta al Chiosco al Lago alla presenza del sindaco di Fiastra Giancarlo Ricottini, del presidente di Legambiente Marche Marco Ciarulli, della direttrice Marzia Mattioli e del portavoce di Goletta dei Laghi Emilio Bianco. L’iniziativa si è conclusa con un momento aperto alla cittadinanza: un giro del lago in canoa che ha permesso a residenti e visitatori di vivere direttamente il territorio protagonista del monitoraggio. Alla certificazione di Goletta dei Laghi si aggiunge la conferma delle Quattro Vele di Legambiente, già ottenute lo scorso anno. Un riconoscimento che valorizza il lavoro portato avanti per la tutela del bacino e che rappresenta un ulteriore elemento di attrattività per un territorio che punta sul turismo sostenibile e sulla valorizzazione del proprio patrimonio naturale. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Giancarlo Ricottini, che ha sottolineato come il risultato rappresenti una conferma dell’impegno dell’amministrazione nella salvaguardia ambientale. La qualità delle acque e la bellezza del paesaggio, ha spiegato, continuano a essere elementi fondamentali per chi sceglie Fiastra come destinazione. Il primo cittadino ha inoltre ricordato gli investimenti effettuati negli ultimi due anni, pari a 43 mila euro, per migliorare l’operatività del depuratore, in attesa della realizzazione del nuovo impianto, il cui appalto è previsto nei prossimi mesi. “È un risultato che ci rende davvero soddisfatti – ha evidenziato Ricottini – perché Fiastra è l’unico comune delle Marche ad aver ottenuto le quattro vele da Legambiente”.

Politica

Morrovalle, al via la rottamazione quinquies: sanzioni e interessi azzerati su tributi e multe

Morrovalle, al via la rottamazione quinquies: sanzioni e interessi azzerati su tributi e multe

18/07/2026 10:40

Il Comune di Morrovalle apre la strada alla Rottamazione Quinquies, offrendo a cittadini e imprese la possibilità di regolarizzare i debiti relativi ai tributi locali e alle sanzioni del Codice della strada con un'importante agevolazione economica. Grazie al regolamento approvato dal Consiglio comunale, sarà infatti possibile estinguere le proprie pendenze pagando esclusivamente la quota capitale dovuta e le eventuali spese di notifica o procedura, ottenendo l'azzeramento totale delle sanzioni e degli interessi di mora. Le domande dovranno essere presentate entro il prossimo 30 settembre. La misura interessa tutti i carichi pendenti e gli accertamenti divenuti esecutivi, purché non ancora affidati alla riscossione coattiva, emessi entro il 31 dicembre 2024. Rientrano nella definizione agevolata le principali entrate comunali, tra cui Imu, Tari, Cup – relativo a passi carrabili, pubblicità e occupazione del suolo pubblico – oltre alle multe per violazioni del Codice della strada. Oltre alla cancellazione di sanzioni e interessi, il provvedimento offre una significativa flessibilità nei pagamenti. I contribuenti potranno scegliere se versare l'importo dovuto in un'unica soluzione oppure richiedere una rateizzazione fino a un massimo di 48 rate mensili, con una rata minima di 80 euro. La presentazione della domanda consentirà inoltre di sospendere eventuali procedure cautelari o esecutive già avviate, evitando allo stesso tempo l'apertura di nuovi contenziosi tributari. L'iter prevede la presentazione dell'istanza entro il 30 settembre, la successiva verifica da parte degli uffici comunali, la comunicazione dell'esito entro il 30 novembre 2026 e il pagamento dell'intero importo o della prima rata entro il 31 dicembre 2026. «Abbiamo voluto tendere una mano a tutti i cittadini e alle attività economiche del nostro territorio che si trovano in una situazione di temporanea difficoltà – afferma il sindaco Andrea Staffolani –. Non si tratta di una sanatoria che premia chi non rispetta le regole, ma di un patto di collaborazione e buona fede per favorire la regolarizzazione spontanea dei debiti accumulati». Sottolinea la portata dell'iniziativa anche l'assessore al Bilancio e ai Tributi Alfredo Benedetti, che definisce il provvedimento «un intervento ad alto impatto sociale che offre la possibilità di ripartire». L'assessore evidenzia inoltre come la definizione agevolata consenta anche di autodenunciare eventuali irregolarità di cui il Comune non è ancora a conoscenza, evitando così il pagamento di sanzioni e interessi. «La misura riguarda oltre 560 mila euro di entrate sanabili, con un risparmio complessivo per i contribuenti di oltre 110 mila euro tra sanzioni e interessi», spiega Benedetti, precisando che la definizione si articola in due ambiti: il primo riguarda gli atti notificati e divenuti definitivi entro il 31 dicembre 2024, mentre il secondo offre la possibilità di regolarizzare spontaneamente le violazioni esistenti al 31 dicembre 2025 per le quali il Comune non ha ancora notificato alcun atto. Gli uffici comunali sono già a disposizione dei cittadini per fornire informazioni e assistenza nella compilazione e nella presentazione delle domande di adesione.

Pd Marche, Thomas Braconi è il nuovo segretario regionale

Pd Marche, Thomas Braconi è il nuovo segretario regionale

18/07/2026 10:13

Il Partito Democratico delle Marche riparte da Thomas Braconi, eletto all'unanimità nuovo segretario regionale nel corso dell'assemblea del partito. L'elezione arriva dopo le dimissioni dell'ex segretaria Chantal Bomprezzi, rassegnate all'indomani delle ultime elezioni amministrative. Braconi, già eletto un anno fa alla guida del PD della provincia di Ancona, assume ora la responsabilità di guidare il partito marchigiano in una fase considerata cruciale per il rilancio dell'organizzazione e per la preparazione delle prossime sfide politiche. Soddisfazione è stata espressa da Matteo Ricci, che ha definito l'elezione il risultato di un lungo lavoro di ricomposizione interna. «Finisce l'era delle divisioni. È stato un lungo mese di faticosa tessitura unitaria e sono molto soddisfatto del risultato raggiunto. Finalmente è prevalsa la responsabilità di tutti e la voglia di ricostruire e rilanciare il partito marchigiano, che viene da almeno dieci anni di grandi difficoltà. L'unità è la precondizione per tornare a vincere», ha dichiarato. Ricci ha inoltre sottolineato come l'accordo raggiunto abbia consentito di evitare il commissariamento del partito regionale. «Oggi non abbiamo solo evitato un commissariamento, che avrebbe avvilito ulteriormente il nostro elettorato, ma abbiamo posto le basi per tornare a essere forti in vista delle prossime sfide e per costruire un'opposizione efficace al sempre più mediocre governo della Regione», ha aggiunto. Con l'elezione di Thomas Braconi si apre dunque una nuova fase per il Partito Democratico delle Marche, chiamato a ritrovare compattezza interna e a rafforzare la propria azione politica sul territorio in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. 

Sanità

Alimentazione estiva, due settimane di vacanza non cancellano un anno di buone abitudini

Alimentazione estiva, due settimane di vacanza non cancellano un anno di buone abitudini

18/07/2026 16:12

L'arrivo della stagione estiva e la prospettiva delle vacanze portano spesso con sé un'ingiustificata ansia legata al mantenimento della forma fisica e delle abitudini alimentari seguite durante l'anno. In questo periodo, la parola "sgarro" torna a farsi sentire nei discorsi quotidiani, portando con sé un senso di colpa e di errore. Questo concetto è tuttavia ampiamente superato: considerare il cibo come un premio o una punizione, o dividerlo rigidamente in "buono" o "cattivo", è un approccio che non aiuta il benessere a lungo termine. Un percorso di salute strutturato nell'arco di dieci o undici mesi non può essere rovinato da due o tre settimane di maggiore flessibilità. La nostra forma fisica e il nostro benessere sono il risultato di ciò che facciamo costantemente tutto l'anno, non delle eccezioni temporanee. Al contrario, concedersi pasti più liberi durante le vacanze offre benefici che partono proprio dalla mente e dalla nostra vita sociale. I pranzi in spiaggia, i gelati in compagnia o le cene all'aperto sono momenti fondamentali di condivisione che riducono lo stress accumulato durante i mesi di lavoro. Il cibo ha da sempre un forte valore emotivo e culturale; vivere questi momenti con l'ansia del controllo o, peggio, isolandosi per paura di esagerare, crea una tensione dannosa. Allentare la presa permette di ricaricare le energie mentali, migliorando il rapporto con la tavola e prevenendo quella frustrazione che, a lungo andare, è la vera causa dell'abbandono delle buone abitudini. Dal punto di vista biologico, inoltre, l'introduzione sporadica di pasti più ricchi ha una sua precisa utilità. Quando seguiamo un regime alimentare ipocalorico per molto tempo, il nostro organismo tende ad attivare dei meccanismi di difesa primordiali. Di fronte a una restrizione di calorie e carboidrati, il corpo riduce temporaneamente i segnali ormonali legati alla sazietà e all'energia per risparmiare risorse, interpretando la situazione come un momento di scarsità. Un pasto più abbondante consumato in totale serenità agisce come un vero e proprio interruttore biologico: invia al cervello il messaggio che non vi è alcuna carestia in corso, permettendo al corpo di ripristinare momentaneamente quei normali segnali ormonali di benessere e vitalità che la restrizione prolungata tende ad assopire. Godersi le vacanze, quindi, non significa affatto perdere il controllo o esagerare, ma rappresenta un esercizio di vera consapevolezza. Assaporare un piatto tipico del luogo di vacanza o un dolce estivo con serenità, prestando attenzione al gusto e al piacere del momento senza sensi di colpa, ci insegna a sviluppare una sana autoregolazione. Imparare a gestire le eccezioni, riconoscendole come una parte normale e piacevole di una vita equilibrata, è il traguardo più importante di un percorso nutrizionale. Le vacanze estive smettono così di essere una minaccia per i progressi fatti e diventano un’opportunità per consolidare un rapporto sereno, flessibile e duraturo con il cibo e con il proprio corpo.  

Monte San Martino, torna il medico di base: il dottor Casarola raccoglie il testimone della dottoressa Cristallini

Monte San Martino, torna il medico di base: il dottor Casarola raccoglie il testimone della dottoressa Cristallini

16/07/2026 12:00

Dopo il pensionamento della dottoressa Cristallini, Monte San Martino torna ad avere il proprio medico di medicina generale. Da venerdì 17 luglio prenderà servizio il dottor Giuseppe Casarola, medico chirurgo di Monte San Giusto, che ha dato la propria disponibilità a svolgere l’attività ambulatoriale nel territorio comunale. Il nuovo professionista garantirà la presenza in ambulatorio due giorni alla settimana, permettendo di ripristinare un servizio fondamentale per la comunità, in particolare per gli anziani, le persone fragili e i cittadini con maggiori difficoltà negli spostamenti. L’attività ambulatoriale inizierà venerdì 17 luglio con il seguente orario: dalle 9 alle 11 al mattino e dalle 16 alle 18 nel pomeriggio. Nella stessa giornata il Comune metterà a disposizione personale dedicato per assistere i cittadini nelle procedure di scelta del nuovo medico e nelle pratiche amministrative necessarie. Sabato 18 luglio il dottor Casarola sarà nuovamente presente in ambulatorio dalle 8 alle 10. Successivamente, alle 10.30, nella sala consiliare del Comune si terrà la presentazione ufficiale alla cittadinanza. Durante la cerimonia il sindaco consegnerà un riconoscimento alla dottoressa Cristallini, storica professionista che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per Monte San Martino, distinguendosi per competenza, disponibilità e per il rapporto umano costruito con intere generazioni di cittadini. L’incontro sarà anche un simbolico passaggio di consegne tra la dottoressa Cristallini e il nuovo medico. «Nei piccoli Comuni dell’entroterra il medico di base non è soltanto un professionista sanitario, ma una figura centrale per la comunità – sottolinea il sindaco – soprattutto per chi vive condizioni di fragilità o ha difficoltà a raggiungere i servizi sanitari. Dopo il pensionamento della dottoressa Cristallini ci siamo trovati davanti a una situazione complessa, comune purtroppo a molti territori delle aree interne. Grazie al lavoro svolto insieme all’Azienda sanitaria siamo riusciti a trovare una soluzione». Il Comune ha espresso gratitudine al dottor Casarola per la disponibilità dimostrata e alla dottoressa Cristallini per il lungo servizio svolto a favore della popolazione. Alla cerimonia di sabato sono invitati tutti i cittadini. Saranno presenti anche i rappresentanti delle associazioni locali, per condividere un momento considerato particolarmente importante per il futuro della comunità.

Sport

Aurora Treia, colpo internazionale in difesa: arriva Agustin Ale

Aurora Treia, colpo internazionale in difesa: arriva Agustin Ale

18/07/2026 17:40

L’Associazione Polisportiva Aurora Treia comunica ufficialmente di aver acquisito le prestazioni sportive del giocatore Agustin Ale per la stagione sportiva 2026-2027. Agustin Ale è un difensore centrale roccioso, nato nel 1995, con una notevole esperienza maturata in campo internazionale. Il giocatore vanta presenze con la selezione Under 20 dell’Uruguay, 11 gare disputate in Copa Libertadores, con una rete messa a segno con la maglia del Delfin SC e oltre 100 presenze messe a referto con il River Plate di Montevideo. Ha giocato anche in Ecuador con il Guyaquil City, in Paraguay con l’Olimpia ed infine tra le file della Académica de Coimbra in Portogallo. Nelle ultime tre stagioni disputate in Italia è stato protagonista nel Campionato di Serie D dividendosi tra San Luca, Imolese e San Marino. Tutta l’Associazione Polisportiva Aurora Treia rivolge ad Agustin Ale il più caloroso benvenuto, con l’augurio che questa nuova avventura possa essere ricca di soddisfazioni personali ed importanti successi da condividere con i colori biancorossi. “Sono davvero felice per questa fantastica opportunità che mi è stata concessa- dichiara Agustin Ale. Entrare a far parte di un progetto serio e molto ambizioso come questo è sempre motivo di grande entusiasmo. Sono fortemente motivato e convinto che insieme ai miei nuovi compagni, allo staff e a tutta la società riusciremo a costruire una grande famiglia, creando basi solide per continuare a crescere e raggiungere tutti gli obiettivi che ci porremo. Affronteremo questa sfida con umiltà, lavoro e determinazione, dando tutto per portare questo gruppo il più in alto possibile”.

Federico Buffa porta Michael Jordan all’Anfiteatro di Urbisaglia

Federico Buffa porta Michael Jordan all’Anfiteatro di Urbisaglia

18/07/2026 16:16

Sarà Federico Buffa, maestro dello storytelling sportivo italiano, ad inaugurare Overtime MAMA, il nuovo progetto del Festival nazionale del racconto, dell’etica e del giornalismo sportivo, che nel corso del 2026 porterà spettacoli e incontri nei luoghi più suggestivi della provincia di Macerata, intrecciando cultura, sport, territorio e patrimonio storico. L'appuntamento è in programma lunedì 20 luglio alle 21.30 nell'Anfiteatro Romano di Urbisaglia, dove Buffa porterà in scena "Number 23. Vita e splendori di Michael Jordan", spettacolo dedicato al più grande cestista della storia. L'evento nasce dalla collaborazione tra Direzione Regionale Musei Nazionali Marche, Parco Archeologico di Urbs Salvia, Comune di Urbisaglia, PlayMarche, MAMA e Overtime, con l'obiettivo di trasformare luoghi simbolo delle Marche in palcoscenici dove il racconto incontra la storia. Il mito di Michael Jordan raccontato da Federico Buffa Scritto e interpretato dallo stesso Federico Buffa, lo spettacolo ripercorre la straordinaria carriera di Michael Jordan, dalle prime stagioni in NBA fino alla consacrazione come leggenda dello sport mondiale. Accompagnato al pianoforte da Alessandro Nidi, Buffa guiderà il pubblico attraverso le imprese del campione che, dal 1984 al 2003, ha rivoluzionato il basket conquistando sei titoli NBA e diventando un'icona capace di andare ben oltre il rettangolo di gioco. Lo spettacolo non racconta soltanto i numeri e i record del campione americano, ma anche la sua dimensione umana, la determinazione, la capacità di trasformare le difficoltà in occasioni di riscatto e di costruire un marchio riconosciuto in tutto il mondo. Una narrazione che intreccia sport, musica, storia e memoria, cifra stilistica che ha reso Federico Buffa uno dei più apprezzati narratori italiani. Unica data nelle Marche Quella di Urbisaglia sarà l'unica tappa marchigiana del tour 2026-2027 di "Number 23", destinato a toccare alcune delle location più prestigiose d'Italia. I biglietti, al costo di 25 euro (20 euro il ridotto), sono disponibili presso l'Ufficio Turistico di Urbisaglia e sul circuito Vivaticket. Con questo appuntamento prende ufficialmente il via Overtime MAMA, progetto che punta a valorizzare il territorio marchigiano attraverso il linguaggio universale dello sport e del racconto, portando il pubblico a vivere esperienze culturali in alcuni dei luoghi più affascinanti della provincia di Macerata.

Economia

RC Auto, nelle Marche premi in crescita: il costo medio resta sotto la media nazionale

RC Auto, nelle Marche premi in crescita: il costo medio resta sotto la media nazionale

17/07/2026 13:50

I costi delle assicurazioni auto continuano a crescere in Italia. Secondo l’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, a giugno 2026 il premio medio per una polizza RC Auto ha raggiunto 490,66 euro, con un aumento del 5,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un incremento che interessa tutte le fasce d’età, con differenze particolarmente marcate per i più giovani: gli automobilisti Under 25 arrivano infatti a sostenere una spesa media superiore ai mille euro l’anno. Nella regione Marche il prezzo medio dell’RC Auto a giugno 2026 si è attestato a 465,23 euro, un valore inferiore di 25,43 euro rispetto alla media nazionale, ma comunque in crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche nelle Marche la copertura aggiuntiva più scelta è l’Assistenza Stradale, inserita nel 33,5% delle polizze, con un costo medio di 25,90 euro l’anno. Seguono l’Infortuni del Conducente, scelta dal 23% degli automobilisti e con un prezzo medio di 30,68 euro, e la Tutela Legale, presente nel 18,1% dei contratti con una spesa media di 14,74 euro.   Per quanto riguarda le garanzie opzionali, nella regione la più onerosa è quella relativa agli Eventi Naturali, con un costo medio annuo di 89,23 euro, comunque molto inferiore rispetto al dato nazionale di 193,60 euro. Il quadro che emerge è quello di un mercato assicurativo in cui i costi continuano a crescere, con differenze legate all’età degli automobilisti e alle diverse esigenze di protezione.

Interessi sui mutui, trasparenza contrattuale sotto esame: “Possibile ricalcolo dei costi”

Interessi sui mutui, trasparenza contrattuale sotto esame: “Possibile ricalcolo dei costi”

16/07/2026 16:36

Le recenti pronunce della Corte di Cassazione, comprese alcune decisioni delle Sezioni Unite, riaccendono il dibattito sulla trasparenza dei contratti di mutuo bancario e sulla corretta applicazione dei tassi di interesse. Secondo l’associazione Tutela Impresa, che da tempo si occupa di queste problematiche, in presenza di determinate irregolarità contrattuali potrebbe essere possibile procedere al ricalcolo degli interessi applicati, con una conseguente riduzione del costo complessivo del finanziamento. Tra gli elementi che possono richiedere una verifica vengono indicati la mancata o poco chiara specificazione del regime di capitalizzazione degli interessi, la tipologia di ammortamento adottata — come quello alla francese o all’italiana — e una non corretta esposizione dei valori relativi al Tan (Tasso annuo nominale) e al Taeg (Tasso annuo effettivo globale). Altri profili di possibile criticità riguarderebbero il rinvio a parametri esterni non adeguatamente indicati o non facilmente conoscibili, il riferimento generico a consuetudini di mercato oppure la mancata indicazione di elementi tecnici come il divisore Euribor utilizzato (360 o 365 giorni) o la base temporale dell’indice di riferimento. Secondo quanto sostenuto dall’associazione, "tali condizioni potrebbero determinare un’ipotesi di indeterminatezza del tasso di interesse ai sensi dell’articolo 117 del Testo unico bancario (TUB), con la possibilità, nei casi riconosciuti, di applicare criteri sostitutivi previsti dalla normativa e procedere alla revisione degli importi dovuti". Le verifiche, inoltre, riguardano anche i casi di cessione dei crediti deteriorati, fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni. L’associazione richiama l’attenzione sulle procedure di trasferimento dei crediti a società specializzate, sottolineando la necessità di controllare ogni singolo caso e la documentazione collegata. A occuparsi di queste tematiche è l’associazione Tutela Impresa, con sede a Civitanova Marche, che ha sviluppato una collaborazione con Consumatori Italia per fornire assistenza sul territorio regionale e ha attivato rapporti con alcune associazioni di promozione sociale impegnate nel supporto ai cittadini nelle procedure esecutive. L’obiettivo, spiegano dall’associazione, "è offrire un primo orientamento gratuito a imprese e privati che intendano verificare la correttezza dei propri contratti bancari e valutare eventuali strumenti di tutela".   

Scuola e università

Addio al professor Michele Millozzi, storico e anima dell’Università di Macerata per oltre trent’anni

Addio al professor Michele Millozzi, storico e anima dell’Università di Macerata per oltre trent’anni

16/07/2026 13:55

L’Università di Macerata è in lutto per la scomparsa del professor Michele Millozzi, storico dell’Italia contemporanea e del Risorgimento, docente dell’Ateneo per oltre trent’anni. Il professore è venuto a mancare ieri, lasciando un’importante eredità scientifica e culturale nel mondo accademico e nella comunità cittadina. Studioso rigoroso e appassionato, allievo dello storico Raffaele Molinelli, Millozzi ha dedicato la propria vita alla ricerca, all’insegnamento e alla divulgazione della memoria civile. Le sue attività di studio si sono concentrate in particolare sulla storia delle Marche, sulle culture democratiche e repubblicane, sul Risorgimento e sulle origini del fascismo. Il suo percorso all’Università di Macerata è iniziato nel 1977, quando entrò nella Facoltà di Lettere e Filosofia come assistente ordinario di Storia contemporanea. Successivamente divenne professore associato di Storia del Risorgimento e, dal 1999 al 2010, professore ordinario di Storia contemporanea, continuando anche l’insegnamento della disciplina risorgimentale. «Con Michele Millozzi perdiamo un docente e uno studioso che ha saputo trasmettere il valore pubblico della storia, intesa non solo come ricerca rigorosa, ma come esercizio di memoria civile e responsabilità democratica», ha dichiarato il rettore dell’Università di Macerata John McCourt. «La sua eredità resta nelle sue opere, nei suoi studenti e nella comunità accademica che ha contribuito a far crescere». Anche il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, professor Roberto Mancini, ha voluto ricordarne la figura: «Oltre al grande valore scientifico come storico, erano apprezzate da tutti la sua pacatezza e la sua umanità, qualità che lo rendevano un punto di riferimento per studenti e colleghi». La comunità accademica di UniMc si stringe ora attorno alla famiglia, ai colleghi e agli allievi del professor Millozzi, ricordando una figura che ha saputo unire rigore scientifico, impegno civile e attenzione verso le nuove generazioni.

Unimc apre le porte ai futuri studenti: il 22 luglio e il 27 agosto gli Open Day di orientamento

Unimc apre le porte ai futuri studenti: il 22 luglio e il 27 agosto gli Open Day di orientamento

15/07/2026 13:00

L’Università di Macerata apre nuovamente le porte ai futuri studenti con due giornate dedicate all’orientamento: mercoledì 22 luglio e giovedì 27 agosto tornano gli Open Day Unimc, appuntamenti pensati per conoscere i corsi di laurea, i servizi, le agevolazioni e tutte le opportunità offerte dall’Ateneo. Gli incontri si svolgeranno tra la Loggia del Grano e il Polo Pantaleoni, dove studenti e famiglie potranno ricevere informazioni e confrontarsi direttamente con docenti e personale universitario. Le giornate prenderanno il via alle ore 9.30 con la presentazione dei corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico, ospitata nell’aula blu del Polo Pantaleoni e organizzata per dipartimenti. Dalle ore 11, invece, nell’aula verde, saranno presentati i corsi di laurea magistrali. Gli Open Day saranno anche l’occasione per conoscere le novità dell’offerta formativa per l’anno accademico 2026/2027. Tra i nuovi percorsi figurano il corso in Scienze motorie e sportive per l’inclusione, dedicato al ruolo dello sport come strumento di integrazione, il percorso in Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali, pensato per formare professionisti nella gestione del patrimonio documentale digitale, e il nuovo titolo congiunto Forced Migration: Europe in a Global Context, sviluppato nell’ambito dell’alleanza europea Erua. Durante la giornata sarà possibile partecipare a più sessioni di presentazione, previa prenotazione attraverso il portale dedicato all’orientamento dell’Ateneo. Grande attenzione sarà riservata anche alle famiglie: nell’aula rossa del Polo Pantaleoni sarà allestito uno spazio informativo dove il personale dell’ufficio orientamento sarà disponibile per illustrare corsi di studio, servizi e modalità di iscrizione. Alle ore 11 e alle ore 16, la delegata del rettore per l’orientamento Rosita Deluigi, insieme allo staff dell’ufficio orientamento, guiderà due incontri dedicati alla scelta del percorso universitario, alle agevolazioni disponibili e agli strumenti a disposizione degli studenti. Per tutta la giornata, dalle ore 8 alle 20, alla Loggia del Grano saranno presenti gli stand informativi dell’orientamento, dell’alleanza Erua, di Erdis e delle associazioni studentesche. Presenti anche il Cus – Centro universitario sportivo e Radio Rum, la web radio dell’Ateneo. Gli Open Day rappresentano un’importante occasione per conoscere da vicino la realtà universitaria maceratese e orientarsi nella scelta del proprio futuro percorso di studi. Il programma completo e le modalità di prenotazione sono disponibili sul sito dell’Università di Macerata.

Cultura

Quando Figaro racconta il presente: Daniele Menghini e il suo Barbiere di Siviglia (VIDEO)

Quando Figaro racconta il presente: Daniele Menghini e il suo Barbiere di Siviglia (VIDEO)

18/07/2026 17:00

Attento alle pieghe meno evidenti dei grandi classici, curioso nel mettere in dialogo passato e presente, capace di guardare alla tradizione senza lasciarla immobile: sono caratteristiche che raccontano il lavoro di Daniele Menghini e che trovano piena espressione nel suo Barbiere di Siviglia, lo spettacolo nato allo Sferisterio di Macerata e oggi nuovamente protagonista del cartellone del Macerata Opera Festival. Per Menghini confrontarsi con un’opera così conosciuta significa soprattutto provare a scoprire cosa si nasconde dietro ciò che tutti credono di conoscere già. Il Barbiere è la commedia brillante per eccellenza, l’opera degli equivoci, delle risate e dell’energia travolgente di Rossini, ma sotto quella leggerezza custodisce anche una dimensione più inquieta, fatta di ambizioni, apparenze e giochi di potere. È proprio da questa doppia anima che nasce la lettura del regista. Lo spettacolo torna sul palco che lo ha visto nascere, in uno spazio che ha rappresentato fin dall’inizio una sfida e un’opportunità. Perché portare il Barbiere di Siviglia allo Sferisterio significa confrontarsi con un’opera pensata come un piccolo meccanismo teatrale e con un palcoscenico dalla dimensione monumentale. La domanda da cui Menghini è partito è quindi semplice solo in apparenza: come dare a questa musica e a questi personaggi il respiro necessario per abitare un luogo così ampio? La risposta è stata cercare una nuova energia, avvicinando il mondo di Siviglia a quello di un grande concerto rock. Una scelta che trova la sua chiave proprio in Figaro. Il celebre barbiere rossiniano, nella visione di Menghini, non è soltanto il factotum brillante che muove gli ingranaggi della storia, ma un uomo che ha costruito il proprio successo trasformandosi in un personaggio pubblico. «Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono»: nelle sue parole c’è già il ritratto di una star, di qualcuno che dal piccolo salone di provincia è arrivato sotto i riflettori. Ma dietro il sorriso di Figaro e la comicità dell’opera emerge anche un lato più oscuro. È questo uno degli aspetti che più interessa il regista: ricordare che Rossini non racconta soltanto il divertimento, ma anche una società dove la reputazione può essere manipolata, dove la voce collettiva può diventare strumento di potere e dove l’immagine spesso conta più della realtà. La calunnia di Don Basilio, il meccanismo della diffusione delle voci, l’opportunismo dei personaggi sono elementi che sembrano parlare direttamente al presente. Un mondo fatto di visibilità e consenso che rende il Barbiere sorprendentemente contemporaneo, quasi come se Rossini avesse intuito alcune dinamiche della società dello spettacolo di oggi. Nel lavoro di Menghini, però, la contemporaneità non arriva mai dall’esterno: nasce dalla musica stessa. «Il primo regista dell’opera è il compositore», racconta, perché è nella partitura che sono già contenuti il movimento, i colori e il respiro dei personaggi. Il compito del regista è ascoltare quella materia e accompagnarla verso una nuova vita scenica. Poi arriva l’incontro con gli interpreti, con la loro sensibilità e la loro unicità. Perché ogni personaggio cambia ogni volta che incontra un nuovo artista: Figaro rimane Figaro, ma non è mai esattamente lo stesso. È in questo spazio tra ciò che è scritto e ciò che può ancora nascere che prende forma il lavoro della regia. Scene, costumi, luci e movimenti costruiscono lentamente lo spettacolo, fino al momento in cui arriva l’orchestra. È allora che, per Menghini, tutto finalmente prende vita: ciò che fino a quel momento era un’idea, un progetto, una pagina studiata, diventa un organismo vivo capace di respirare insieme agli interpreti e al pubblico. A chi conosce già il Barbiere di Siviglia, il regista chiede di arrivare senza aspettative troppo definite, lasciando spazio alla sorpresa. A chi invece non ha mai incontrato l’opera, propone di lasciarsi accompagnare dentro un mondo fatto di musica, teatro e meraviglia. Perché, anche dopo quasi due secoli, Figaro ha ancora qualcosa da raccontare. E forse è proprio questa la forza del lavoro di Menghini: ricordare che dietro la risata più brillante può nascondersi una domanda ancora attuale, quella su quanto il mondo che Rossini raccontava assomigli ancora al nostro.

PlayMarche porta Studio Azzurro a Macerata: quarant’anni di immagini in movimento

PlayMarche porta Studio Azzurro a Macerata: quarant’anni di immagini in movimento

18/07/2026 15:30

Dal 9 luglio al 29 novembre 2026 PlayMarche Macerata presenta Studio Azzurro – L’immagine in movimento, un progetto espositivo realizzato da Studio Azzurro in collaborazione con PlayMarche Macerata, con il sostegno di Città di Macerata e Macerata Musei. La mostra propone un percorso attraverso alcuni momenti fondativi e centrali della ricerca di Studio Azzurro, a partire dai primissimi lavori ancora legati alla pratica fotografica fino alle videoinstallazioni, ai videoambienti e alle opere interattive che hanno segnato la storia dello Studio. Fotografie, video, maquettes e videambientazioni ricostruiscono una traiettoria in cui l’immagine non è mai pensata come superficie chiusa, ma come dispositivo in relazione con lo spazio, il corpo, il tempo e lo spettatore. .Per la prima volta il percorso espositivo prende avvio con alcuni esiti delle ricerca fotografica che da sempre ha affiancato la ricerca video. Questo nucleo originario rappresenta il punto di partenza di una sperimentazione che intreccia progressivamente fotografia e immagine in movimento, dando vita a un linguaggio capace di oltrepassare i limiti dello schermo e di trasformare lo spazio espositivo in un ambiente narrativo immersivo. Grazie alla presenza di copiosi materiali di progetto relativi alle opere emerge la dimensione laboratoriale che attraversa tutta la storia di Studio Azzurro: un sapere trasmesso attraverso il fare insieme, la costruzione degli apparati, la condivisione delle competenze e il dialogo tra generazioni. Questa modalità di lavoro, oggi riletta anche alla luce degli studi sull’embodied knowledge, diventa una chiave per comprendere tanto le opere delle origini quanto le più recenti pratiche di ricostruzione, formazione e valorizzazione delle opere storiche. Il percorso si apre con lavori relativi a opere nate nell’ambito del Centro di Documentazione di Palazzo Fortuny a Venezia, tra cui Quattro immagini con interferenze video del 1983, Il nuotatore (va troppo spesso ad Heidelberg) del 1984, Vedute (quel tale non sta mai fermo) del 1985 e Pareti. Figure strappate del 1986. Queste opere anticipano molte delle questioni che diventeranno centrali nella ricerca dello Studio: la frattura del quadro, la relazione tra immagine e architettura, la narrazione espansa, il dialogo tra presenza fisica e dispositivo tecnologico. Accanto a questa ricognizione sulle origini, la mostra presenta alcune opere cardine della storia di Studio Azzurro, in scala reale adattata agli ambienti e in scala 1:10. Tra queste, Il giardino delle cose del 1992 segna il passaggio verso una relazione sempre più diretta e sensoriale tra spettatore e immagine. Il dittico video performativo Il combattimento di Ettore e Achille prosegue nell›indagine intorno al superamento dello schermo e alla presenza del corpo nell’immagine. Una sezione centrale è dedicata a Dove va tutta ’sta gente, storica videoinstallazione realizzata nel 2000 e presentata a Dortmund per Vision Ruhr, qui proposta in una forma ridotta e adattata allo spazio. L’opera affronta il tema dei movimenti migratori nel Mediterraneo attraverso soglie invisibili che impediscono il passaggio e rendono inefficace il tentativo di avvicinamento dello spettatore. A distanza di ventisei anni, conserva una forza critica intatta e interroga con estrema lucidità le barriere, fisiche e simboliche, del presente. Il percorso prosegue con Il colore dei gesti, una sinfonia sonora e cromatica per sei schermi e materie evocatrici del periplo mediterraneo. L’opera restituisce il Mediterraneo non solo come frontiera, ma come spazio di gesti, tecniche, memorie e saperi condivisi, suggerendo la possibilità di riconoscere un linguaggio comune lungo le sue coste. Studio Azzurro – L’immagine in movimento attraversa così fotografia, video, teatro e installazione per restituire la complessità di una ricerca che ha saputo ridefinire il rapporto tra tecnologia e presenza, immagine e ambiente, memoria e responsabilità dello sguardo.  

Eventi

Civitanova, da Freddie Mercury a Battisti: tre Philoshow per i 15 anni di Popsophia

Civitanova, da Freddie Mercury a Battisti: tre Philoshow per i 15 anni di Popsophia

18/07/2026 18:50

Il sipario si apre, la filosofia sale sul palcoscenico per le tre serate evento di Popsophia. Manca pochissimo all’avvio del festival a Civitanova in programma dal 25 al 27 luglio e che segna anche un compleanno, i 15 anni della manifestazione nata proprio a Civitanova Alta nel 2011. È online il video del festival che racconterà questa maratona di 3 giorni con ospiti, filosofi, intellettuali, scrittori chiamati a ragionare attorno al tema del mito e della celebrità. La sigla di Popsophia immerge immediatamente nella dimensione dell’arte: un teatro vuoto dove un’aspirante attrice respira la magia dell’attesa, la sensazione del velluto del sipario, prima che questo si apra sull’infinità di possibilità che si trova di fronte. Con la nuova sigla Popsophia lancia così i suoi attesissimi Philoshow che saranno il cuore della riflessione attorno al tema “The show must go on”.  Un trittico di appuntamenti che possono essere letti proprio come una trilogia per raccontare, con spettacoli, il dietro le quinte del mondo dello spettacolo, dal musical, genere per eccellenza che unisce musica, teatro, ballo, cinema, passando per il rock immortale dei Queen fino a chi ha fatto la scelta di abbandonare le scene come Lucio Battisti.   I tre spettacoli sono la punta di diamante della programmazione estiva civitanovese e tornano là dove tutto era iniziato nel borgo storico di Civitanova in piazza della libertà dal 25 al 27 luglio. Si inizierà sabato prossimo con “A star is born. Filosofia del musical, da Moulin Rouge a La La Land”, un viaggio fra i musical più famosi. Molto più che spettacoli, autentiche mitologie contemporanee. Sul palcoscenico prendono forma i grandi temi della filosofia: il desiderio di essere visti, il prezzo del successo, il confine tra finzione e realtà. Per la prima volta Popsophia dedica un philoshow a questo universo, un meta spettacolo, uno spettacolo che parla del mondo dello spettacolo capace di attraversare Broadway e Hollywood, il teatro e il cinema, trasformando la musica in racconto esistenziale.  Con Lucrezia Ercoli, la filosofa Ilaria Gaspari. Il pubblico attraverserà un secolo di spettacolo accompagnato dalla musica dal vivo della Factory che eseguirà dal vivo alcuni brani entrati nella memoria collettiva di un genere e dell’immaginario comune.   Domenica 26 luglio arriverà il philoshow “The Show Must Go On" che dà il nome a questa edizione del festival. La canzone manifesto dei Queen diventa il filo conduttore di uno spettacolo dedicato alla band che ha trasformato il rock in teatro, fondendo opera lirica, glam, hard rock e pop in un linguaggio unico. A ottant'anni dalla nascita di Freddie Mercury, Popsophia rende omaggio all'artista che ha fatto della scena il luogo della libertà assoluta. Da I Want to Break Free, manifesto di emancipazione individuale, all'epica Bohemian Rhapsody, dalla ricerca di amore di Somebody to Love alla tensione esistenziale di Who Wants to Live Forever, lo spettacolo è un viaggio nella vita e nella musica di una band che, come dichiarava lo stesso Freddie Mercury è “la più assurda comparsa sulla faccia della terra”. Accanto a Lucrezia Ercoli, sul palco salirà Carlo Massarini, il "Mister Fantasy" della televisione italiana, che accompagnerà il pubblico dentro il mito dei Queen tra racconti, videoclip e immagini d'epoca. La Factory farà rivivere anche Radio Ga Ga, A Kind of Magic, Barcelona e naturalmente The Show Must Go On  inni capaci di trasformare ogni concerto in un rito collettivo. L’ultimo capitolo della trilogia, lunedì sera, 27 luglio con La filosofia di Lucio Battisti nello spettacolo “A Fari spenti” che riflette proprio sulla necessità di “spegnere” la luce della celebrità per riconquistare la propria identità. A raccontare la parabola artistica di Lucio Battisti ci sarà Leo Turrini, giornalista presente fin dalla prima edizione del 2011 che insieme a Lucrezia Ercoli attraverserà con aneddoti e storie il pensiero nascosto dietro le parole di Mogol e le intuizioni musicali di Battisti.    

Montecassiano, “Odio l’estate”: Chiara Galiazzo apre il MACSI Festival

Montecassiano, “Odio l’estate”: Chiara Galiazzo apre il MACSI Festival

18/07/2026 17:30

Prende il via martedì 21 luglio la programmazione del MACSI Festival 2026, la rassegna di Montecassiano dedicata ad arte, cultura, scienza e innovazione, che propone un calendario di appuntamenti capaci di unire spettacolo, cultura e valorizzazione del territorio. La prima serata del festival, in programma alle 21,30 nella suggestiva cornice del Cortile delle Clarisse di Montecassiano, vedrà protagonista Chiara Galiazzo, una delle voci più riconoscibili e apprezzate della musica italiana. L’artista porterà sul palco il suo “Odio l’estate – Duo acustico Summer tour”, un concerto in una dimensione più intima e raccolta, dove i brani più amati del suo repertorio saranno reinterpretati in chiave acustica, valorizzando l’eleganza della sua voce e il rapporto diretto con il pubblico. Il MACSI Festival, organizzato dal Comune di Montecassiano in collaborazione con la Pro loco di Montecassiano, nasce con l’obiettivo di promuovere una proposta culturale di qualità e di valorizzare gli spazi e il patrimonio storico del borgo attraverso appuntamenti dedicati alla musica, all’arte, alla cultura, alla scienza e all’innovazione. L’ingresso al concerto sarà gratuito. La serata inaugurale apre il programma del MACSI Festival 2026, un percorso di 3 eventi pensato per coinvolgere il pubblico attraverso linguaggi diversi e creare momenti di condivisione e partecipazione nel cuore del territorio. Le prossime serate saranno il 23 luglio con Giobbe Covatta ed il 30 luglio con Lucrezia Ercoli.  

Curiosità

Palazzo Cortesi ospita il "dopo" Macerata Opera Festival, un brindisi alla prima del Nabucco

Palazzo Cortesi ospita il "dopo" Macerata Opera Festival, un brindisi alla prima del Nabucco

18/07/2026 13:20

Dopo il debutto del Macerata Opera Festival, inaugurato con la rappresentazione del Nabucco, Palazzo Cortesi ha accolto la delegazione del festival per il tradizionale appuntamento del “dopo” prima. Un momento di incontro e convivialità che ha riunito artisti, protagonisti e organizzatori della manifestazione dopo la tensione e l’emozione della serata inaugurale. Nel suggestivo spazio del dehors di Palazzo Cortesi hanno brindato insieme il direttore artistico Marco Vinco, la sovrintendente Lucia Chiatti, gli interpreti dell’opera e gli altri ospiti del MOF, accolti dalla struttura con un buffet pensato per accompagnare il momento di festa e condivisione. La scelta di Palazzo Cortesi come sede dell’appuntamento si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione dello storico edificio maceratese, recentemente restaurato e rilanciato come nuovo polo di aggregazione culturale e ricettiva nel cuore della città. La struttura, gestita da Sara Longarini, nasce con l’obiettivo di coniugare ospitalità, storia e convivialità, offrendo a cittadini e visitatori un’esperienza che unisce cultura, ristorazione e intrattenimento. Il palazzo custodisce un patrimonio architettonico di grande valore, con elementi che attraversano diversi secoli, dal Trecento all’Ottocento. Durante il recupero sono stati valorizzati dettagli storici come decorazioni originali, archi antichi e ambienti legati alla memoria della città, che secondo le ricostruzioni storiche sarebbero appartenuti anche alla dimora della famiglia del padre di Matteo Ricci. Nel corso dei lavori sarebbero inoltre emersi manoscritti e materiali collegati alla stampa rivoluzionaria risorgimentale, testimonianze del passato del palazzo come luogo legato anche all’attività tipografica clandestina. Con i lavori di ammodernamento Palazzo Cortesi si è dotato di una area Spa, che è attiva per gli ospiti, e sarà aperta al pubblico dopo ferragosto. La struttura è diventata recentemente Boutique Hotel 4 stelle. Il progetto di Palazzo Cortesi punta a trasformare lo storico edificio in un punto di riferimento per la vita cittadina, attraverso un’offerta che comprende un hotel destinato a diventare quattro stelle, nuove suite, una spa privata, un ristorante di fascia medio-alta e un lounge bar dedicato alla socialità. Nei mesi estivi, l’area esterna continuerà ad ospitare eventi, serate e iniziative culturali, rafforzando il legame tra il palazzo e il panorama culturale maceratese. Da questa sera infatti ci sarà il lounge bar con Jorge Soratti, bartender pluripremiato a livello mondiale, sempre con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento elegante per la città di Macerata.

Tolentino, cinquant'anni di Dolci Delizie: il Comune rende omaggio a un'attività storica

Tolentino, cinquant'anni di Dolci Delizie: il Comune rende omaggio a un'attività storica

17/07/2026 15:53

Tolentino celebra i cinquant'anni di attività di Dolci Delizie – Forno Don Bosco, una delle realtà storiche del commercio cittadino, protagonista da mezzo secolo della vita della comunità. Per l'importante traguardo il sindaco Mauro Sclavi, insieme all'Amministrazione comunale e alla città, ha voluto rendere omaggio all'attività gestita da Luca Domizi e Monica Paolucci, sottolineandone il valore imprenditoriale e sociale. Luca Domizi, figlio di un panettiere che già negli anni Sessanta gestiva un'attività del settore, ha ereditato dal padre la passione e i segreti del mestiere. Insieme a Monica Paolucci ha poi rilevato il forno dalla famiglia Cruciani, dando avvio a un percorso di crescita caratterizzato da professionalità, dedizione e continui investimenti. Come hanno ricordato il sindaco Mauro Sclavi e il consigliere Fabio Montemarani, negli anni l'azienda ha saputo svilupparsi, ampliando l'attività con l'apertura di un secondo punto vendita in via La Malfa e creando nuove opportunità occupazionali, contribuendo così alla crescita economica e sociale della città. Un riconoscimento che premia anche la scelta di valorizzare i prodotti del territorio, l'attenzione verso la clientela e il forte legame con la comunità locale. Elementi che hanno reso Dolci Delizie un punto di riferimento non solo per i cittadini di Tolentino, ma anche per molti clienti provenienti dai comuni limitrofi. L'Amministrazione ha infine evidenziato come, in questi cinquant'anni, il forno abbia saputo mantenere elevati standard qualitativi, preservando la produzione del pane e delle specialità dolciarie della tradizione, "contribuendo a custodire e tramandare un patrimonio gastronomico che rappresenta un'eccellenza del territorio".

Varie

L’inclusione passa anche attraverso i libri: a Civitanova torna il progetto Book Box

L’inclusione passa anche attraverso i libri: a Civitanova torna il progetto Book Box

17/07/2026 13:10

Riparte anche nel 2026 Book Box, il progetto di inclusione sociale promosso da Anffas Civitanova Marche sulla scia dell’esperienza nazionale nata in via sperimentale a Firenze e poi replicata in diverse città italiane. L’iniziativa, avviata a Civitanova nel 2019 con il sostegno dell’Assessorato ai Servizi sociali del Comune, prosegue con l’obiettivo di favorire l’autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità all’interno della comunità. Il progetto prevede la realizzazione di piccoli box di libri collocati nelle sale d’attesa di luoghi frequentati quotidianamente da bambini e adulti, come studi medici, farmacie ed esercizi pubblici. Una vera e propria biblioteca diffusa in cui la cura, l’aggiornamento e la distribuzione di libri e riviste vengono affidati ai ragazzi coinvolti, affiancati da educatori specializzati. Negli anni il percorso ha permesso ai partecipanti di raccogliere, catalogare e distribuire numerosi volumi, entrando in contatto con attività e cittadini del territorio e sviluppando competenze, relazioni e maggiore autonomia. Un’esperienza che va oltre la semplice gestione dei libri, diventando uno strumento concreto di inclusione e di valorizzazione delle capacità individuali. Per l’edizione 2026 l’Amministrazione comunale ha deciso di rafforzare il proprio sostegno al progetto, riconoscendone il valore educativo e sociale nell’ambito di una politica orientata alla piena inclusività. «Proseguiamo insieme ad Anffas il percorso di valorizzazione di ciascuno e della promozione delle autonomie, in un’ottica di inclusione vera che è valore sia per i ragazzi che per la città – ha dichiarato l’assessore al Welfare Barbara Capponi –. Grazie all’associazione e ai partner aderenti che, in un vero spirito di comunità educata ed educante, rendono possibile questa sinergia». Book Box rientra nelle iniziative dell’Assessorato al Welfare all’interno del progetto trasversale “Civitanova città con l’Infanzia” e si inserisce nel percorso portato avanti da Anffas Civitanova Marche a sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie. L’associazione gestisce infatti il Centro Socio Educativo Riabilitativo a carattere diurno, una comunità residenziale e diversi altri servizi dedicati all’accompagnamento e al benessere delle persone fragili. Attraverso i libri, il progetto continua così a creare occasioni di incontro e partecipazione, trasformando semplici spazi di attesa in luoghi di relazione e promuovendo una città sempre più attenta e inclusiva.

ASP Civica Assistenza Tolentino ottiene l'accreditamento regionale di livello avanzato

ASP Civica Assistenza Tolentino ottiene l'accreditamento regionale di livello avanzato

17/07/2026 13:00

L'ASP Civica Assistenza Tolentino ha ottenuto l'Accreditamento Istituzionale di Livello Avanzato per le proprie strutture residenziali e semiresidenziali, riconoscimento rilasciato nell'ambito della nuova disciplina regionale che regola qualità, sicurezza e accreditamento dei servizi sanitari e sociosanitari. Il traguardo è stato formalizzato con il Decreto del dirigente del Settore Autorizzazioni e Accreditamenti della Regione Marche n. 215 del 9 luglio 2026, al termine del percorso previsto dalla normativa regionale. Si tratta di un risultato di particolare rilievo, raggiunto dopo una verifica approfondita nel corso della quale sono stati esaminati oltre 250 requisiti tra evidenze documentali e organizzative. La valutazione ha riguardato numerosi aspetti dell'attività dell'ente, dalla qualità organizzativa alla sicurezza, dalla gestione del rischio alla presa in carico degli ospiti, passando per la formazione del personale, la comunicazione, la manutenzione delle strutture, la gestione documentale, i processi assistenziali e il miglioramento continuo. L'accreditamento assume un valore ancora più significativo perché riguarda una struttura pubblica che ogni giorno assiste oltre 100 persone tra anziani non autosufficienti, persone affette da demenza e utenti del centro diurno. Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell'ASP, Simone Paolo Ricci, che ha coordinato l'intero percorso fin dal suo insediamento. «Conosco bene il tema dell'accreditamento e fin dal mio primo giorno ho voluto portare l'attenzione di tutta l'Azienda su questo obiettivo. All'epoca sembrava quasi irraggiungibile, vista l'immensa mole di lavoro che avevamo davanti. Siamo in un momento molto complicato per il settore socio-sanitario, ma noi abbiamo abbassato la testa e ci siamo rimboccati le maniche, costruendo un viaggio professionale incredibile con tutto il gruppo di lavoro, che ha seguito il percorso con impegno, serietà e competenza, ognuno per quanto di propria responsabilità». Per Ricci, il risultato ottenuto rappresenta soprattutto un punto di partenza. «Siamo solo all'inizio, ma sono davvero orgoglioso perché siamo riusciti a trasformare un pesante adempimento normativo in una straordinaria opportunità di crescita. Lo certifica anche il giudizio della commissione di valutazione OTA regionale, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto, per il possesso dei requisiti e per le innovazioni tecnologiche adottate dall'Azienda. Tutto questo non può che avere un riflesso positivo sulla qualità dei servizi». Anche il presidente del Consiglio di amministrazione dell'ASP, Fabrizio Castelli, ha voluto sottolineare il valore del riconoscimento, ringraziando il personale coinvolto nel percorso. «Quando si lavora seriamente su obiettivi ambiziosi, con metodo, responsabilità e spirito di squadra, i risultati arrivano. Questo accreditamento premia l'impegno della Direzione, dei responsabili, dei professionisti e di tutto il personale dell'ASP. È un risultato che conferma il valore pubblico della Civica Assistenza Tolentino e il ruolo fondamentale che questa Azienda svolge per la nostra comunità». L'Accreditamento Istituzionale di Livello Avanzato rappresenta così una tappa significativa nel percorso di crescita dell'ASP Civica Assistenza Tolentino, rafforzandone il ruolo di presidio pubblico orientato alla qualità, alla sicurezza e all'innovazione nei servizi dedicati alle persone più fragili.

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