Parcaroli si gioca la maggioranza e perde gli equilibri con Regione e Curia
Politica
26/06/2026 13:00

Parcaroli si gioca la maggioranza e perde gli equilibri con Regione e Curia

MACERATA - Per commentare il “parto” della giunta di Macerata si dovrebbero scomodare categorie della politica che vanno da Machiavelli a Winston Churchill, ma il livello della campagna elettorale e quello di alcuni assessori incaricati consiglia di rifugiarsi nel nazional popolare. Va detto però che appena scattata la foto dell’esecutivo cittadino è già sfocata e lunedì si capirà perché. Ci sono due canzonette che, adattate alla civitas Mariae, si prestano. La prima intonata, tra gli altri, da Lando Fiorini fa più o meno così: il “Parcarolo va contro corrente e quando canta l’eco s’arisente”; l’altra portata al successo da Alan Sorrenti ha questo motivetto: “Noi siamo figli della luce, figli della luce che ti porta i voti”. Solo che queste due canzonette rischiano di essere la colonna sonora di una giunta destinata a morire nella culla. Per due peccati originali che Esopo, guardando alla Lega, spiegherebbe con la favola del bue e della rana che per invidia della bestia si gonfiò tanto da scoppiare e, guardando al sindaco, col corvo e la volpe: l’uccello, sentendosi adulato, finisce per dare il suo pezzo di formaggio in pasto alla volpe. Dette così le cose forse anche qualche neo-assessore le capisce. Partiamo dall’eco che s’arisente. È quello del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: un signore dai modi felpati soprattutto in politica. Pare che al varo di questa giunta le urla si sentissero dal Passetto. Lui si era raccomandato che la formula fosse 3, 2, 2, 1, 1 (tre assessori a Fratelli d’Italia, due alla Lega e Forza Italia, uno ciascuno alle due formazioni di centro e cattoliche). Acquaroli è ben consapevole che farà fatica a spiegare ai suoi di Fratelli d’Italia perché, avendo vinto le elezioni in Regione e, anche se con qualche patema, a Macerata subisce un k.o. tecnico dalla Lega. In più Acquaroli ha già enormi problemi a Civitanova Marche e a San Benedetto dove il suo partito è di fatto solo un portatore di voti, ma non ha adeguati posti di responsabilità. Il presidente della Regione guarda lungo: verso le politiche, e sa che la giunta Parcaroli, composta com’è composta, darà durissimi contraccolpi. Sicuramente Acquaroli esce sconfitto dalla partita di Macerata e si vocifera che Mauro Lucentini – commissario ad acta della Lega – vada in giro vantandosene e destinando al Presidente epiteti non proprio da alleato. Questo è il difetto della Lega che si è fatta rana. Perché intanto Acquaroli ha rinfoderato l’idea di allargare la giunta regionale a otto assessori. Significa che Renzo Marinelli resta consigliere, che Filippo Saltamartini non rientra nell’assise regionale e che Giorgia Latini, segretario regionale della Lega, tra un anno, se vuole tornare in Parlamento, dovrà sudare le sette camicie. Evidentemente a Lucentini deve sfuggire il detto che la vendetta è un piatto che si gusta freddo. Ma una finestra sulle politiche l’ha aperta anche il sindaco Parcaroli: vedremo come. Tra gli sconfitti di questa giunta ci sono sicuramente quattro figure storiche della destra: Pierfrancesco Castiglioni, che resta consigliere semplice e forse viene retrocesso anche da capogruppo di FdI; Simone Livi, che azzoppato in Regione non riemerge neppure a Macerata; Andrea Blarasin, scontentato su tutti i fronti; e soprattutto Massimo Belvederesi, il segretario provinciale di Macerata, che deve spiegare il flop di Civitanova Marche e perché ha ceduto a Macerata alle pretese della Lega. Dunque la giunta Parcaroli parte con Francesco Acquaroli che la guarda in cagnesco e con Fratelli d’Italia largamente insoddisfatti. C’è l’altra canzonetta. Non è un mistero che don Gianluca Merlini abbia dirottato centinaia di voti sulla Lega. Lui è il “padre” dei cosiddetti “figli della luce” che in realtà sono ragazze e che a Macerata la vulgata popolare ha già ribattezzato come le “sottanone”. Pare che abbia cercato di arginare i “comunisti” facendo votare i leghisti. Ma non era previsto che Deborah Pantana e Marco Caldarelli fossero sfrattati. Pare che il vescovo, che pure ufficialmente si è tenuto lontanissimo dalla disputa elettorale, non abbia gradito e che con molta probabilità don Merlini sia destinato a breve ad altro incarico in un’altra diocesi. Sin qui le conseguenze meno visibili: Sandro Parcaroli con la sua giunta si è giocato in un colpo solo l’appoggio della Regione e la benevolenza della Chiesa. Ma lui ha la sindrome del corvo e non si accorge che c’è una volpe, anzi ci sono molte volpi, in attesa che lui apra il becco per fargli cadere il formaggio. È sufficiente aspettare lunedì quando il consiglio comunale dovrà votare il nuovo presidente dell’assemblea. L’accordo di maggioranza dice che deve toccare di nuovo a Francesco Luciani, stavolta eletto nei “Maceratesi per Parcaroli” dopo aver lasciato la Lega. A Luciani servono almeno 17 voti che, sulla carta, il centrodestra ha avendo la coalizione incassato il premio di maggioranza che la porta a venti consiglieri. Ma con la giunta appena formata Sandro Parcaroli è riuscito a fare ciò di cui quasi nessuno è stato capace: perdere il consenso ancora prima di insediarsi. Deborah Pantana ha già annunciato che farà opposizione, Marco Caldarelli ha avuto le mani libere dall’Udc che c’è rimasta malissimo dall’esclusione. Da venti consiglieri di maggioranza siamo già a diciotto.   In Forza Italia ci sono due scontenti (con la nomina degli assessori entrano in consiglio alcuni non eletti e la “Lega rana” di questo non ha tenuto conto) e altri due stanno in Fratelli d’Italia. Se va così, e l’opposizione vota compatta contro, Luciani non va oltre i 14 voti. E a quel punto lui pretenderà un posto in giunta. Chi è disposto Sandro Parcaroli a sacrificare? Teoricamente a farsi da parte dovrebbe essere Giuseppe Romano che, avendo già accettato la delega, si deve dimettere da consigliere. Ma se esce dalla giunta si trova con un pugno di mosche in mano. E cosa questo significhi come conseguenza Sandro Parcaroli lo sa fin troppo bene. Se Luciani non passa, chi assicura a questa giunta di avere i voti per andare avanti quando ci saranno da approvare atti esiziali come il bilancio? Il Consiglio comunale sarà trasformato in un suk dove si mercanteggiano i voti? Sono considerazioni che, a tutta prima, la Lega pigliatutto (seguendo il manuale Cencelli si è portata a casa 6 posti su 10 avendo solo il 12% dei voti: ha retto grazie all’apparentamento con i commercianti e con gli elettricisti di “mago” Merlini) pare non aver fatto. C’è il serio rischio che la famosa anatra zoppa di cui si vociferava in caso di vittoria di Gianluca Tittarelli sia la compagna di Sandro Parcaroli. Che però due conti se li deve essere fatti. A lui serve constatare che non ha la maggioranza, ma deve evitare di farsi sfiduciare, altrimenti con la politica ha chiuso, per dimettersi e poi presentarsi da vittima sacrificale a Matteo Salvini (ammesso che il capo attuale della Lega regga un anno) e chiedere la candidatura blindata al Senato fregando sia Giorgia Latini che Filippo Saltamartini. Perciò si stanno già stampando le nuove schede elettorali per Macerata. Ma è ipotesi remota; molto più prossima è la possibilità che a Parcaroli si ponga un dilemma che fu di Enrico di Navarra: se Luciani vuole il posto da assessore, fare il sindaco val bene un saluto (a) romano? PS - Queste cose succedono se uno per consigliere politico si sceglie chi per due volte ha cercato di fare il Sindaco in un paese di 4 mila abitanti e al massimo ha raccolto il 23% dei voti. La politica è una scienza: la furbizia non basta.

Parcaroli si gioca la maggioranza e perde gli equilibri con Regione e Curia

Parcaroli si gioca la maggioranza e perde gli equilibri con Regione e Curia
26/06/2026 13:00

MACERATA - Per commentare il “parto” della giunta di Macerata si dovrebbero scomodare categorie della politica che vanno da Machiavelli a Winston Churchill, ma il livello della campagna elettorale e quello di alcuni assessori incaricati consiglia di rifugiarsi nel nazional popolare. Va detto però che appena scattata la foto dell’esecutivo cittadino è già sfocata e lunedì si capirà perché. Ci sono due canzonette che, adattate alla civitas Mariae, si prestano. La prima intonata, tra gli altri, da Lando Fiorini fa più o meno così: il “Parcarolo va contro corrente e quando canta l’eco s’arisente”; l’altra portata al successo da Alan Sorrenti ha questo motivetto: “Noi siamo figli della luce, figli della luce che ti porta i voti”. Solo che queste due canzonette rischiano di essere la colonna sonora di una giunta destinata a morire nella culla. Per due peccati originali che Esopo, guardando alla Lega, spiegherebbe con la favola del bue e della rana che per invidia della bestia si gonfiò tanto da scoppiare e, guardando al sindaco, col corvo e la volpe: l’uccello, sentendosi adulato, finisce per dare il suo pezzo di formaggio in pasto alla volpe. Dette così le cose forse anche qualche neo-assessore le capisce. Partiamo dall’eco che s’arisente. È quello del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: un signore dai modi felpati soprattutto in politica. Pare che al varo di questa giunta le urla si sentissero dal Passetto. Lui si era raccomandato che la formula fosse 3, 2, 2, 1, 1 (tre assessori a Fratelli d’Italia, due alla Lega e Forza Italia, uno ciascuno alle due formazioni di centro e cattoliche). Acquaroli è ben consapevole che farà fatica a spiegare ai suoi di Fratelli d’Italia perché, avendo vinto le elezioni in Regione e, anche se con qualche patema, a Macerata subisce un k.o. tecnico dalla Lega. In più Acquaroli ha già enormi problemi a Civitanova Marche e a San Benedetto dove il suo partito è di fatto solo un portatore di voti, ma non ha adeguati posti di responsabilità. Il presidente della Regione guarda lungo: verso le politiche, e sa che la giunta Parcaroli, composta com’è composta, darà durissimi contraccolpi. Sicuramente Acquaroli esce sconfitto dalla partita di Macerata e si vocifera che Mauro Lucentini – commissario ad acta della Lega – vada in giro vantandosene e destinando al Presidente epiteti non proprio da alleato. Questo è il difetto della Lega che si è fatta rana. Perché intanto Acquaroli ha rinfoderato l’idea di allargare la giunta regionale a otto assessori. Significa che Renzo Marinelli resta consigliere, che Filippo Saltamartini non rientra nell’assise regionale e che Giorgia Latini, segretario regionale della Lega, tra un anno, se vuole tornare in Parlamento, dovrà sudare le sette camicie. Evidentemente a Lucentini deve sfuggire il detto che la vendetta è un piatto che si gusta freddo. Ma una finestra sulle politiche l’ha aperta anche il sindaco Parcaroli: vedremo come. Tra gli sconfitti di questa giunta ci sono sicuramente quattro figure storiche della destra: Pierfrancesco Castiglioni, che resta consigliere semplice e forse viene retrocesso anche da capogruppo di FdI; Simone Livi, che azzoppato in Regione non riemerge neppure a Macerata; Andrea Blarasin, scontentato su tutti i fronti; e soprattutto Massimo Belvederesi, il segretario provinciale di Macerata, che deve spiegare il flop di Civitanova Marche e perché ha ceduto a Macerata alle pretese della Lega. Dunque la giunta Parcaroli parte con Francesco Acquaroli che la guarda in cagnesco e con Fratelli d’Italia largamente insoddisfatti. C’è l’altra canzonetta. Non è un mistero che don Gianluca Merlini abbia dirottato centinaia di voti sulla Lega. Lui è il “padre” dei cosiddetti “figli della luce” che in realtà sono ragazze e che a Macerata la vulgata popolare ha già ribattezzato come le “sottanone”. Pare che abbia cercato di arginare i “comunisti” facendo votare i leghisti. Ma non era previsto che Deborah Pantana e Marco Caldarelli fossero sfrattati. Pare che il vescovo, che pure ufficialmente si è tenuto lontanissimo dalla disputa elettorale, non abbia gradito e che con molta probabilità don Merlini sia destinato a breve ad altro incarico in un’altra diocesi. Sin qui le conseguenze meno visibili: Sandro Parcaroli con la sua giunta si è giocato in un colpo solo l’appoggio della Regione e la benevolenza della Chiesa. Ma lui ha la sindrome del corvo e non si accorge che c’è una volpe, anzi ci sono molte volpi, in attesa che lui apra il becco per fargli cadere il formaggio. È sufficiente aspettare lunedì quando il consiglio comunale dovrà votare il nuovo presidente dell’assemblea. L’accordo di maggioranza dice che deve toccare di nuovo a Francesco Luciani, stavolta eletto nei “Maceratesi per Parcaroli” dopo aver lasciato la Lega. A Luciani servono almeno 17 voti che, sulla carta, il centrodestra ha avendo la coalizione incassato il premio di maggioranza che la porta a venti consiglieri. Ma con la giunta appena formata Sandro Parcaroli è riuscito a fare ciò di cui quasi nessuno è stato capace: perdere il consenso ancora prima di insediarsi. Deborah Pantana ha già annunciato che farà opposizione, Marco Caldarelli ha avuto le mani libere dall’Udc che c’è rimasta malissimo dall’esclusione. Da venti consiglieri di maggioranza siamo già a diciotto.   In Forza Italia ci sono due scontenti (con la nomina degli assessori entrano in consiglio alcuni non eletti e la “Lega rana” di questo non ha tenuto conto) e altri due stanno in Fratelli d’Italia. Se va così, e l’opposizione vota compatta contro, Luciani non va oltre i 14 voti. E a quel punto lui pretenderà un posto in giunta. Chi è disposto Sandro Parcaroli a sacrificare? Teoricamente a farsi da parte dovrebbe essere Giuseppe Romano che, avendo già accettato la delega, si deve dimettere da consigliere. Ma se esce dalla giunta si trova con un pugno di mosche in mano. E cosa questo significhi come conseguenza Sandro Parcaroli lo sa fin troppo bene. Se Luciani non passa, chi assicura a questa giunta di avere i voti per andare avanti quando ci saranno da approvare atti esiziali come il bilancio? Il Consiglio comunale sarà trasformato in un suk dove si mercanteggiano i voti? Sono considerazioni che, a tutta prima, la Lega pigliatutto (seguendo il manuale Cencelli si è portata a casa 6 posti su 10 avendo solo il 12% dei voti: ha retto grazie all’apparentamento con i commercianti e con gli elettricisti di “mago” Merlini) pare non aver fatto. C’è il serio rischio che la famosa anatra zoppa di cui si vociferava in caso di vittoria di Gianluca Tittarelli sia la compagna di Sandro Parcaroli. Che però due conti se li deve essere fatti. A lui serve constatare che non ha la maggioranza, ma deve evitare di farsi sfiduciare, altrimenti con la politica ha chiuso, per dimettersi e poi presentarsi da vittima sacrificale a Matteo Salvini (ammesso che il capo attuale della Lega regga un anno) e chiedere la candidatura blindata al Senato fregando sia Giorgia Latini che Filippo Saltamartini. Perciò si stanno già stampando le nuove schede elettorali per Macerata. Ma è ipotesi remota; molto più prossima è la possibilità che a Parcaroli si ponga un dilemma che fu di Enrico di Navarra: se Luciani vuole il posto da assessore, fare il sindaco val bene un saluto (a) romano? PS - Queste cose succedono se uno per consigliere politico si sceglie chi per due volte ha cercato di fare il Sindaco in un paese di 4 mila abitanti e al massimo ha raccolto il 23% dei voti. La politica è una scienza: la furbizia non basta.

Cronaca

Account social hackerati, da Civitanova un caso risolto con Meta tramite procedura extragiudiziale

Account social hackerati, da Civitanova un caso risolto con Meta tramite procedura extragiudiziale

25/06/2026 19:42

CIVITANOVA MARCHE – Account Facebook e Instagram compromessi, Business Manager non più accessibile e mesi di tentativi di recupero senza esito attraverso i canali di assistenza ordinari. È la situazione sempre più frequente per aziende e professionisti che utilizzano i social come strumenti centrali della propria attività. In questo contesto si inserisce il caso seguito da Dandicom, agenzia di comunicazione con sede a Civitanova Marche guidata dal Ceo Paolo Carlocchia, che ha assistito un cliente nel recupero degli account social compromessi attraverso una procedura extragiudiziale nei confronti di Meta. La vicenda, durata circa due-tre mesi, ha riguardato un’azienda che, dopo vari tentativi autonomi andati a vuoto, si è rivolta all’agenzia per il ripristino degli account Facebook, Instagram e del Business Manager. Dandicom ha seguito l’intero percorso: dalla raccolta delle prove alla ricostruzione della titolarità degli account, fino alla gestione del reclamo e dei contatti necessari per sostenere la richiesta. Il caso si è concluso con il riconoscimento del diritto al ripristino degli account, nell’ambito delle procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie previste dal Digital Services Act, il regolamento europeo che disciplina i rapporti tra utenti e piattaforme online. Una decisione che evidenzia la crescente rilevanza della tutela degli asset digitali per le imprese. La perdita o il blocco di un account social non rappresenta infatti solo un problema tecnico, ma può tradursi in danni economici concreti: interruzione delle campagne pubblicitarie, perdita di visibilità e difficoltà nella gestione della comunicazione con clienti e pubblico. «Oggi il blocco di account social o Business Manager può avere conseguenze rilevanti per le aziende, incidendo direttamente sulla continuità operativa e sulle attività di marketing» – ha dichiarato Paolo Carlocchia, Ceo di Dandicom. «Il nostro intervento ha permesso di ricostruire la situazione, docuentare la titolarità degli account e seguire una procedura complessa ma risolutiva per il loro ripristino».   Il caso mette inoltre in evidenza l’importanza della sicurezza digitale nella gestione dei profili aziendali: protezione degli accessi, corretta gestione degli amministratori e tracciabilità delle attività sono oggi elementi fondamentali per evitare la perdita di strumenti essenziali alla comunicazione online.

Matelica, danneggiati cestini e segnaletica: il Comune annuncia nuove misure

Matelica, danneggiati cestini e segnaletica: il Comune annuncia nuove misure

25/06/2026 15:48

MATELICA – Atti vandalici in via Tiratori, dove nei giorni scorsi sono stati danneggiati alcuni arredi e infrastrutture pubbliche. A renderlo noto è l'Amministrazione comunale, che ha comunicato di essere intervenuta tempestivamente per ripristinare le strutture compromesse e mettere in sicurezza l'area. Nel dettaglio, ignoti hanno piegato un palo della segnaletica stradale e danneggiato un cestino per la raccolta dei rifiuti. A seguito delle verifiche effettuate, il Comune ha inoltre disposto la rimozione delle panchine presenti lungo la via, poiché risultavano deteriorate e deturpate da scritte e graffiti. L'Amministrazione ha espresso una ferma condanna per quanto accaduto, sottolineando come simili episodi rappresentino un danno per l'intera collettività, sia sotto il profilo economico sia per il degrado che arrecano agli spazi pubblici. Per contrastare il fenomeno e prevenire nuovi episodi, il Comune avvierà uno studio di fattibilità finalizzato all'ampliamento del sistema di videosorveglianza nella zona interessata. Previsto anche un rafforzamento delle attività di vigilanza sul territorio. L'ente richiama inoltre cittadini e giovani al rispetto del patrimonio pubblico e delle aree comuni, evidenziando come la tutela della città sia una responsabilità condivisa. Con l'inizio della stagione estiva, l'Amministrazione segnala anche alcune lamentele relative al disturbo della quiete pubblica nelle ore notturne, invitando tutti ad adottare comportamenti rispettosi delle regole della convivenza civile. «Siamo profondamente dispiaciuti per quanto accaduto in via Tiratori – dichiarano il sindaco Denis Cingolani e l'assessore alla Polizia Locale Graziano Falzetti –. Gli atti vandalici e i comportamenti incivili non danneggiano soltanto beni materiali, ma colpiscono l'intera comunità. Per questo siamo intervenuti immediatamente e abbiamo deciso di rafforzare i controlli attraverso nuove telecamere. Rivolgiamo un appello a tutti, in particolare ai più giovani, affinché prevalgano il senso civico, l'educazione e il rispetto reciproco. Matelica è una città di tutti e tutti siamo chiamati a prendercene cura».

Attualità

Ponte dell’Intagliata a San Severino, aggiudicati i lavori: investimento da 1,9 milioni

Ponte dell’Intagliata a San Severino, aggiudicati i lavori: investimento da 1,9 milioni

26/06/2026 14:45

Compie un passo decisivo l’iter per la realizzazione del nuovo ponte dell’Intagliata, una delle infrastrutture viarie più strategiche e attese del territorio settempedano. L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche (Usr), attraverso la Direzione Appalti e Contratti, al termine della procedura telematica negoziata, ha aggiudicato ufficialmente l’appalto dei lavori all’impresa Francucci Srl di Treia. L’importo complessivo dell’intervento è pari a 1 milione e 900mila euro. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo ponte moderno a campata unica di circa 22 metri, costruito in acciaio con soletta in cemento armato e con una larghezza complessiva di circa 7,5 metri. L’opera sarà finanziata per 1 milione e 250mila euro dalla Struttura Commissariale attraverso l’Ordinanza Speciale n. 137, destinata al recupero del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma, mentre i restanti 650mila euro provengono dalla Regione Marche, grazie a un finanziamento intercettato dal Comune nel dicembre dello scorso anno. Non è prevista la demolizione del ponte storico, che sarà oggetto di un separato intervento di restauro a cura di Anas. Il manufatto, già danneggiato dagli eventi sismici del 2016, aveva subito ulteriori criticità nel marzo 2023 a seguito dell’impatto con un mezzo pesante, che aveva distrutto una delle balaustre di protezione. “Con l’affidamento formale alla ditta Francucci Srl si apre ora la fase operativa per la costruzione del nuovo ponte e per restituire alla comunità un’opera moderna e sicura”, ha sottolineato il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha inoltre espresso un ringraziamento al Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, senatore Guido Castelli, per lo stanziamento che consentirà l’apertura del cantiere in tempi brevi.

Visso, distributore di carburante ancora in tilt: il Comune scrive al prefetto

Visso, distributore di carburante ancora in tilt: il Comune scrive al prefetto

26/06/2026 10:00

VISSO – Continua a creare disagi il malfunzionamento dell'unico distributore di carburante presente nel territorio comunale di Visso. Una situazione che si protrae ormai da mesi e che preoccupa ancora di più in questo periodo, caratterizzato dal forte afflusso di visitatori diretti a Castelluccio per assistere alla tradizionale fioritura. L'impianto rappresenta infatti l'ultimo punto di rifornimento lungo l'itinerario verso Norcia e costituisce un servizio essenziale non solo per i residenti, ma anche per i numerosi turisti e per chi opera quotidianamente nell'area. L'amministrazione comunale, pur non avendo competenze dirette sulla gestione dell'impianto, segue la vicenda da tempo e, già oltre un mese fa, aveva avviato un confronto con il gestore chiedendo un intervento risolutivo. Tra le criticità segnalate, i continui problemi al sistema di pagamento, che in molti casi consente il rifornimento esclusivamente tramite contanti, escludendo carte e altri strumenti elettronici. Nel corso degli incontri era stata prospettata la sostituzione della colonnina interessata dai guasti, ma dopo l'ennesimo malfunzionamento registrato nei giorni scorsi è stato comunicato che l'intervento non potrà essere effettuato prima della prossima settimana. Una tempistica che rischia di aggravare i disagi proprio nei giorni di maggiore affluenza turistica. Per questo motivo il Comune ha deciso di trasmettere una segnalazione formale al prefetto, chiedendo che vengano valutate tutte le iniziative utili per ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile. «Comprendiamo perfettamente il disagio di cittadini e visitatori – afferma il sindaco Rosella Sensi – e vogliamo ribadire che il Comune non è il soggetto responsabile della gestione dell'impianto. Nonostante questo ci siamo attivati fin dal primo momento, incontrando il gestore, sollecitando gli interventi necessari e cercando ogni possibile soluzione per evitare che il servizio venisse meno in una fase così importante per il territorio». Il primo cittadino sottolinea inoltre come la carenza di servizi nelle aree del cratere renda ancora più delicata la situazione. «Siamo un Comune che ogni giorno combatte contro la progressiva riduzione dei servizi. Un distributore efficiente rappresenta un presidio fondamentale per i residenti e un elemento essenziale per l'accoglienza, la sicurezza e la mobilità di chi sceglie di visitare queste terre». L'assenza di impianti alternativi nelle immediate vicinanze, evidenzia infine l'amministrazione, potrebbe creare difficoltà anche ai servizi essenziali, ai mezzi di emergenza e agli operatori impegnati nella ricostruzione. «La fioritura di Castelluccio rappresenta una straordinaria opportunità per tutta l'area montana tra Marche e Umbria – conclude Sensi –. Per valorizzarla è indispensabile che istituzioni, gestori dei servizi e soggetti privati collaborino per garantire standard adeguati di accoglienza».

Politica

Civitanova, Giannoni (FI): “Nessuna delega in bianco a Ciarapica, priorità al patto con i cittadini”

Civitanova, Giannoni (FI): “Nessuna delega in bianco a Ciarapica, priorità al patto con i cittadini”

26/06/2026 14:00

Forza Italia Civitanova Marche ribadisce la propria posizione politica e respinge l’ipotesi di una “delega in bianco” nei confronti del sindaco Fabrizio Ciarapica (ex forzista ora in Futuro Nazionale) e delle scelte amministrative. Il partito azzurro conferma la linea della coerenza e del pieno rispetto del mandato elettorale sottoscritto con i cittadini. A intervenire è il segretario cittadino Paolo Giannoni, che definisce l’attuale fase politica come una “pagina di chiarezza e di solida responsabilità politica”, chiarendo la posizione del movimento rispetto alle recenti ricostruzioni apparse sulla stampa locale. “La presenza del segretario provinciale Gianluca Pasqui a un momento conviviale rientra nelle normali e corrette relazioni tra forze di coalizione – spiega Giannoni – ma trasformare una cena estiva nel segnale di nuovi assetti politici significa ignorare il funzionamento dei partiti strutturati. La linea di Forza Italia si decide esclusivamente nelle sedi ufficiali della segreteria cittadina, che resta l’unico organismo legittimato a rappresentare il partito a Civitanova Marche”. Il segretario sottolinea inoltre come la partecipazione a momenti di confronto informale non possa essere interpretata come un cambiamento degli equilibri politici interni alla coalizione. “Le dinamiche di partito – aggiunge – non si definiscono attraverso interpretazioni giornalistiche, ma attraverso atti formali e condivisi”. Giannoni richiama anche precedenti dichiarazioni della dirigenza di Vince Civitanova, ricordando come fosse già stata esclusa ogni ipotesi di riorganizzazione politica o fusione, invitando a evitare “ricostruzioni prive di fondamento politico”. Sul piano amministrativo, Forza Italia ribadisce la centralità del patto con gli elettori e la necessità di mantenere saldo il rapporto con la città. “Non abbiamo ammainato nessuna vela e non intendiamo accettare strappi rispetto al patto elettorale originario – afferma Giannoni –. La nostra presenza in maggioranza non è una cambiale in bianco: la priorità resta la coerenza verso il mandato elettorale”. Il segretario affronta infine anche il tema dei rapporti politici nel centrodestra, evidenziando la necessità di rispetto reciproco e chiarezza. “Il passaggio del sindaco Fabrizio Ciarapica al movimento di Vannacci rappresenta una frattura evidente rispetto agli impegni assunti con i cittadini. Forza Italia non sostiene posizioni in modo incondizionato e continuerà a valutare ogni scelta sulla base della coerenza con il programma elettorale”. “La nostra permanenza in maggioranza – conclude Giannoni – non è un atto dovuto né una cambiale in bianco. Chi confonde atti di cortesia istituzionale con cambi di assetto politico resterà deluso: Forza Italia resta ferma sui propri valori e pronta al dialogo solo nel rispetto del mandato degli elettori”.

Centro storico e identità, Avs attacca la proposta regionale: “Non si salva vietando il kebab”

Centro storico e identità, Avs attacca la proposta regionale: “Non si salva vietando il kebab”

26/06/2026 12:00

Si infiamma il dibattito politico attorno alla proposta di legge regionale sull’identità dei centri storici, sostenuta dal presidente Francesco Acquaroli e avallata anche dal sindaco di Macerata Sandro Parcaroli. A intervenire criticamente è Patrizia Sagretti, esponente di  Alleanza Verdi Sinistra, che definisce l’impostazione del provvedimento una “scorciatoia ideologica” incapace di affrontare i reali problemi delle città. Secondo la posizione espressa da Sagretti, la tutela dell’identità culturale dei centri storici non può essere confusa con forme di “protezionismo gastronomico”, né risolversi attraverso limitazioni alle attività commerciali etniche. “Eliminare un’insegna o un tipo di offerta culinaria non restituirà vita ai corsi principali delle città”, si osserva nella nota. L'esponente di Avs sottolinea come il declino dei centri storici sia legato a fattori strutturali, tra cui scelte urbanistiche, dinamiche demografiche e politiche abitative. Nel caso di Macerata, vengono richiamati alcuni elementi critici: difficoltà legate ai parcheggi per i residenti, inefficienze della Ztl, crisi del commercio tradizionale, progressivo spopolamento del centro e pressione sugli affitti, soprattutto per studenti universitari. Viene inoltre criticata la gestione degli spazi pubblici e delle politiche urbane, con riferimento a piazza della Libertà e alla percezione di un centro sempre meno vissuto e attrattivo. Per Avs, la rigenerazione dei centri storici passa invece da interventi strutturali: maggiore accessibilità, politiche abitative per studenti e famiglie, sostegno al commercio di prossimità, pedonalizzazioni mirate e potenziamento della mobilità sostenibile. L’obiettivo, si sottolinea, dovrebbe essere quello di “riportare vita” nei centri urbani piuttosto che introdurre restrizioni simboliche. Nel richiamare una celebre frase di Nilde Iotti, il movimento ribadisce che “la tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco”, identificando nel tessuto sociale e nei cittadini la vera identità dei centri storici. “La sfida – conclude Sagretti– è conservare ciò che rende vivi i centri urbani, non irrigidirli in modelli statici che rischiano di accelerarne il declino”.

Sanità

Fermo, ischemia intestinale acuta: intervento d’urgenza salva una donna, “decisivi rapidità e lavoro di squadra”

Fermo, ischemia intestinale acuta: intervento d’urgenza salva una donna, “decisivi rapidità e lavoro di squadra”

24/06/2026 11:29

Una colica addominale apparentemente banale che, nel giro di poche ore, si trasforma in una grave emergenza chirurgica. È quanto accaduto la sera del 13 maggio a una donna poi ricoverata d’urgenza all’ospedale di Fermo, in un intervento che il compagno, Fabrizio Romozzi di Macerata, descrive come “una corsa contro il tempo” in cui determinanti sono stati la tempestività dei soccorsi e la collaborazione tra professionisti sanitari. Tutto inizia intorno alle 21, quando la donna avverte forti dolori addominali mentre si trova a Marina Palmense. In un primo momento il quadro sembra riconducibile a episodi già avuti in passato, ma nel giro di poco la situazione peggiora rapidamente fino a diventare insostenibile. "Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo, racconta Romozzi . Ho immediatamente allertato il 112 e, contemporaneamente, ho contattato Vincenzo Flaiani, che le abita d fronte e che aveva le chiavi dell'appartamento. Senza perdere un istante è entrato in casa trovando la mia compagna in condizioni gravissime, incapace persino di alzarsi dal letto a causa dei dolori. Con grande prontezza e senso di responsabilità si è subito adoperato per prestarle assistenza e per agevolare l'intervento dei soccorritori. "Successivamente, insieme a Roberta Ramadori, l'ha accompagnata al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Fermo, rimanendole accanto e garantendole supporto fino al mio arrivo da Macerata. In quelle ore drammatiche la loro presenza, il loro aiuto concreto e la loro umanità hanno rappresentato un sostegno prezioso che non dimenticherò mai". Nonostante la forte pressione sul reparto, il personale sanitario individua rapidamente la gravità della situazione. Il dolore, riferito come estremamente intenso, richiede anche una doppia somministrazione di morfina per essere controllato. La svolta arriva con l’intuizione clinica che porta all’esecuzione immediata di una Tac, disposta dal dottor Marco Ercoli insieme al personale infermieristico. L’esame evidenzia un quadro critico: una grave ischemia intestinale massiva da volvolo, con ostruzione del circolo arterioso e rischio imminente di necrosi intestinale. A quel punto si attiva in tempi rapidissimi la macchina chirurgica. In circa mezz’ora viene predisposta la sala operatoria e richiamata l’équipe composta dai chirurghi Sergio Grani e Marco Massa, insieme al primario dell’Unità di Anestesia e Rianimazione Daniele Elisei, sotto il coordinamento della struttura chirurgica diretta da Silvio Guerriero. L’intervento, durato circa tre ore, affronta una situazione definita dagli operatori estremamente critica. Il volvolo aveva compromesso in modo severo la vascolarizzazione intestinale. Grazie all’azione chirurgica, viene progressivamente ripristinata la circolazione sanguigna e recuperata la funzionalità dell’intestino, evitando l’esito più grave. Il decorso post-operatorio prevede anche una fase di coma farmacologico, gestita in terapia intensiva con un monitoraggio costante. Nel racconto viene sottolineato il ruolo centrale non solo dei medici, ma dell’intera équipe sanitaria: infermieri, anestesisti, rianimatori e operatori che hanno garantito continuità assistenziale in tutte le fasi dell’emergenza. Un ringraziamento viene rivolto da Romozzi anche ai professionisti Catalini e Ferrini, descritti come "figure di riferimento nel supporto informativo e umano durante l’intero percorso". Il compagno della paziente, che ha raccontato l’intera vicenda, sottolinea come "l’esperienza abbia mostrato che l’efficacia di una struttura sanitaria non dipende solo dalle tecnologie disponibili, ma soprattutto dalla capacità di coordinamento tra professionisti nei momenti di massima emergenza". “È stata una corsa contro il tempo”, si legge nel suo racconto, “e se oggi possiamo parlarne è grazie alla competenza, alla prontezza e all’umanità di chi è intervenuto”.

Tumore al seno, al via uno studio sulla vitamina D per migliorare la qualità della vita delle pazienti

Tumore al seno, al via uno studio sulla vitamina D per migliorare la qualità della vita delle pazienti

22/06/2026 16:39

SAN SEVERINO MARCHE – Una sinergia tra Università, sanità pubblica e volontariato per migliorare la qualità della vita delle pazienti oncologiche. È stato presentato questa mattina, alla Casa della Comunità di San Severino Marche, un innovativo progetto di sperimentazione clinica che valuterà gli effetti della vitamina D sulla fatigue, il senso di stanchezza cronica che colpisce molte donne sottoposte a trattamenti per il tumore della mammella. Lo studio nasce dalla collaborazione tra l'Università di Camerino, l'Ast di Macerata e la Fondazione Onlus L'Anello della Vita di San Severino Marche. Si tratta della prima volta che un progetto osservazionale farmacologico promosso da Unicam viene realizzato grazie al sostegno economico determinante di un'associazione di volontariato e alla collaborazione tra ateneo e sistema sanitario territoriale. A rendere possibile la ricerca è stata una donazione di 100 mila euro da parte della Fondazione L'Anello della Vita, presieduta dall'avvocato Marco Massei. Le risorse hanno consentito di finanziare una borsa di studio per la dottoranda di Unicam Alba Ciattaglia, che seguirà il progetto sotto la supervisione scientifica del professor Gianni Sagratini, direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute dell'Ateneo camerte. Lo studio, che ha ottenuto il via libera del Comitato Etico delle Marche, coinvolgerà circa 140 donne operate per tumore al seno e si svilupperà nell'arco di oltre due anni. Le pazienti saranno seguite nelle strutture ospedaliere di San Severino Marche, Macerata, Civitanova Marche e Camerino. La parte clinica sarà coordinata dal reparto di Oncologia dell'ospedale di San Severino Marche, diretto dal dottor Luca Faloppi, con il coinvolgimento dell'intero Dipartimento Onco-Ematologico dell'Ast di Macerata guidato dal dottor Nicola Battelli. L'obiettivo della ricerca è verificare se la somministrazione di vitamina D possa contribuire a ridurre o alleviare la fatigue associata ai trattamenti oncologici, migliorando così il benessere e la qualità della vita delle pazienti. «La tutela della qualità di vita delle pazienti oncologiche è parte integrante della nostra missione di cura – ha sottolineato il direttore generale dell'Ast di Macerata Alessandro Marini –. Ringrazio l'Università, la Fondazione Anello della Vita, i professionisti coinvolti e tutte le donne che parteciperanno allo studio contribuendo al progresso delle cure». Soddisfazione è stata espressa anche dal rettore dell'Università di Camerino, Graziano Leoni, che ha evidenziato come il finanziamento rappresenti «un riconoscimento concreto alla qualità della ricerca portata avanti dall'Ateneo in stretta sinergia con il territorio e con il sistema sanitario regionale». Per il professor Gianni Sagratini, promotore del progetto, si tratta di «un percorso costruito su misura per il territorio, nato dall'incontro tra competenze scientifiche e esperienza clinica, con l'obiettivo di generare benefici concreti per le pazienti». Secondo la professoressa Rosita Gabbianelli, che coordina la parte biologica dello studio, la sperimentazione potrebbe rappresentare un importante passo avanti nel supporto alle donne che affrontano il percorso oncologico, offrendo nuove prospettive per contrastare uno dei sintomi più diffusi e debilitanti delle terapie antitumorali.

Sport

Impresa del Tennis Tolentino: le ragazze conquistano la promozione in B2

Impresa del Tennis Tolentino: le ragazze conquistano la promozione in B2

26/06/2026 10:20

Un traguardo storico, costruito con pazienza, passione e tanto lavoro sul vivaio. L'Associazione Tennis Tolentino festeggia la promozione della propria squadra femminile nel campionato nazionale di Serie B2, al termine di una stagione esaltante che conferma la crescita del movimento tennistico cittadino. Le ragazze hanno completato un percorso iniziato appena due anni fa dalla Serie D1, raggiungendo oggi un livello nazionale che consentirà loro di confrontarsi con realtà di alto profilo. «È un risultato stupendo, fortemente voluto e ottenuto con tanta passione – commenta la capitana Elisa Tassotti –. Le ragazze hanno disputato una stagione eccezionale e il prossimo anno avranno la possibilità di misurarsi con un campionato decisamente più competitivo». La promozione è arrivata attraverso un cammino impeccabile. Dopo aver superato la fase regionale, la formazione tolentinate ha vinto anche il raggruppamento di macroarea, conquistando così l'accesso alla finale nazionale contro il Circolo Tennis Nettuno di Bologna. Una sfida dominata dalle marchigiane, capaci di imporsi sia nell'incontro di andata disputato sui campi di Tolentino sia nella gara di ritorno in trasferta. A rendere ancora più prestigioso il risultato è la provenienza delle protagoniste. Tutte le atlete sono infatti cresciute nel vivaio dell'associazione, dove hanno iniziato a giocare fin da bambine. «Sono ragazze straordinarie – prosegue Tassotti – e questo successo è il frutto del percorso che hanno costruito negli anni insieme ai tecnici e a tutto il circolo. Voglio ringraziare Ginevra De Angelis, Silvia Dalle Molle, Martina De Leo, Melissa Panunti e Camilla Lambertucci: condividere con loro questo traguardo è motivo di grande orgoglio. Sono felice di aver dato il mio contributo al raggiungimento di un obiettivo così importante». Grande soddisfazione anche nelle parole del presidente dell'Associazione Tennis Tolentino, Marco Sposetti, che sottolinea il valore del progetto sportivo del club. «È un risultato eccezionale perché ottenuto da ragazze cresciute e allenate nel nostro circolo. È il premio per il loro impegno, la loro passione e per il lavoro svolto insieme alla capitana Elisa Tassotti e alla vicecapitana Camilla Lambertucci. Il fatto che abbiano un'età compresa tra i 16 e i 18 anni dimostra che il percorso intrapreso sul settore giovanile sta dando i frutti sperati». La promozione in Serie B2 rappresenta solo una delle tante soddisfazioni per il sodalizio tolentinate. Nei prossimi mesi, infatti, il club vivrà un'altra pagina storica con la partecipazione, per la prima volta, al campionato nazionale di Serie A2, ulteriore conferma della crescita costante dell'Associazione Tennis Tolentino.

Il Club Vela Portocivitanova brilla in Germania: Werpers decimo, Freddi e Giacomoni tra i big della classe ILCA 7

Il Club Vela Portocivitanova brilla in Germania: Werpers decimo, Freddi e Giacomoni tra i big della classe ILCA 7

25/06/2026 15:40

Si chiude con risultati di assoluto prestigio e risonanza internazionale l'esperienza degli atleti del Club Vela Portocivitanova alla Kieler Woche 2026, una delle regate più importanti e blasonate del circuito mondiale Sailing Grand Slam, andata in scena nelle acque della Germania. La manifestazione ha visto darsi battaglia ben 119 atleti di altissimo livello nella classe olimpica ILCA 7, all'interno di un contesto reso particolarmente ostico e complesso dalle mutevoli condizioni meteorologiche della settimana. A brillare è stato il civitanovese Kenje Werpers, autore di una eccezionale rimonta caratterizzata dai parziali di un primo e un quinto posto che gli hanno spalancato le porte della prestigiosa Medal Race, la finale riservata esclusivamente ai migliori dieci atleti della classifica generale. Le finali dell'ultima giornata sono state successivamente annullate dal comitato organizzatore a causa della totale assenza di vento, congelando così i posizionamenti: un verdetto che ha decretato uno storico 10° posto assoluto per Werpers, il quale sigla un ingresso d'autore nella Top 10 internazionale. Splendida anche la performance del compagno di squadra Paolo Freddi, protagonista di una regata solida e costante ai massimi livelli, impreziosita da una straordinaria vittoria di manche e conclusa con un eccellente 18° posto finale. A completare l'ottimo quadro per il sodalizio rossoblù sono stati i segnali di forte crescita lanciati da Pietro Giacomoni, capace di risalire la china fino alla 37ª posizione grazie a un formidabile secondo posto ottenuto nella quarta prova. La fortunata trasferta in terra tedesca certifica la competitività della scuola velica del Club Vela Portocivitanova, ormai stabilmente ai vertici delle classi olimpiche e capace di primeggiare negli appuntamenti più importanti della stagione sportiva.

Economia

Confindustria Macerata sceglie il futuro: via libera al percorso di aggregazione regionale

Confindustria Macerata sceglie il futuro: via libera al percorso di aggregazione regionale

26/06/2026 11:18

L'Assemblea generale di Confindustria Macerata ha approvato a larghissima maggioranza il documento di indirizzo che avvia il percorso verso una rappresentanza più forte, moderna e autorevole delle imprese marchigiane. Una decisione che conferma la volontà degli imprenditori del territorio di essere protagonisti di una nuova fase del sistema confindustriale regionale. La delibera ratifica il percorso già condiviso all'unanimità dal Consiglio di Presidenza e dal Consiglio Generale dell'associazione e rappresenta un passaggio significativo anche dal punto di vista storico. Dopo aver assunto in passato posizioni differenti rispetto ad analoghi progetti di aggregazione, Confindustria Macerata sceglie oggi di sostenere un modello che punta a coniugare identità territoriale, maggiore massa critica, competenze specialistiche e una più incisiva capacità di rappresentanza. Il percorso nasce dall'accordo sottoscritto dalle presidenze di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata, con l'obiettivo di rafforzare il peso delle imprese marchigiane, migliorare i servizi agli associati e valorizzare le peculiarità dei singoli territori all'interno di una visione condivisa. «Macerata sceglie di contribuire alla guida del cambiamento», afferma il presidente Marco Ragni. «Lo fa con senso di responsabilità e insieme agli altri territori che hanno deciso di condividere questo cammino. La complessità del contesto economico richiede organizzazioni più forti, più competenti e capaci di incidere nei luoghi in cui si determinano le condizioni di competitività delle nostre imprese». Nel corso dell'assemblea, Ragni ha illustrato la relazione dal titolo "Il paradosso dell'aggregazione necessaria", soffermandosi sulla necessità di superare logiche di conservazione e affrontare con pragmatismo le sfide future della rappresentanza industriale nelle Marche. «Dobbiamo distinguere tra identità e immobilismo», ha sottolineato. «L'identità di un territorio è un valore da preservare, mentre l'immobilismo rischia di far coincidere ciò che siamo con il modo in cui siamo organizzati oggi». Il voto dell'assemblea evidenzia una forte compattezza del sistema imprenditoriale maceratese e rafforza il mandato a proseguire il percorso di aggregazione attraverso il confronto e una visione condivisa. In un contesto caratterizzato dalle trasformazioni tecnologiche, dall'intelligenza artificiale, dalla transizione energetica e dai nuovi equilibri geopolitici, la qualità della rappresentanza viene considerata un elemento strategico per sostenere la competitività delle imprese e lo sviluppo del territorio. «Il futuro della rappresentanza non può essere costruito limitandosi a difendere gli assetti esistenti», conclude Ragni. «Serve il coraggio di aprire strade nuove, mantenendo saldo il legame con le nostre comunità produttive. L'identità è un patrimonio da custodire. L'immobilismo è un rischio da evitare. I territori non si indeboliscono quando scelgono di costruire insieme il futuro, ma quando smettono di interpretare il cambiamento».

La BCC Recanati e Colmurano premia il merito: aperto il bando 2026 per le borse di studio agli studenti

La BCC Recanati e Colmurano premia il merito: aperto il bando 2026 per le borse di studio agli studenti

25/06/2026 17:09

La Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano rinnova anche per il 2026 il proprio sostegno ai giovani del territorio, confermando il bando per l’assegnazione delle borse di studio riservate ai soci, ai figli dei soci, ai dipendenti e ai figli dei dipendenti che si siano distinti nel percorso scolastico o universitario. L’iniziativa, ormai consolidata, punta a valorizzare il merito e l’impegno nello studio, premiando i risultati raggiunti dagli studenti e rafforzando al tempo stesso il legame mutualistico che unisce la banca alla propria compagine sociale. Un’azione che si inserisce pienamente nei principi statutari dell’istituto, orientati alla crescita culturale e morale dei soci e delle comunità locali. Le borse di studio saranno assegnate in base al titolo di studio conseguito e alla votazione ottenuta. Per gli studenti che hanno completato la scuola secondaria di primo grado sono previsti 100 euro per chi ha ottenuto una votazione pari a 9 e 150 euro per chi ha conseguito il 10 o il 10 e lode. Per i diplomati della scuola secondaria di secondo grado, il contributo sarà di 150 euro con votazioni comprese tra 95 e 100 e di 200 euro in caso di 100 e lode. Per quanto riguarda il percorso universitario, le lauree triennali, magistrali, specialistiche e a ciclo unico conseguite nell’anno accademico 2024-2025 daranno diritto a una borsa di studio di 250 euro per votazioni comprese tra 108 e 110 e di 300 euro per chi ha ottenuto il massimo dei voti con lode. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 agosto 2026 esclusivamente tramite posta elettronica all’indirizzo eventi@recanati.bcc.it, utilizzando il modulo disponibile sul sito della banca o presso le filiali. Alla richiesta dovranno essere allegati un documento di identità in corso di validità e la documentazione attestante il titolo di studio conseguito o una certificazione sostitutiva riportante la votazione e l’anno di conseguimento. Nell’oggetto della mail dovrà essere indicata la dicitura “Borse di studio 2026_Cognome Nome”. L’assegnazione dei contributi avverrà sulla base delle domande pervenute e della documentazione presentata, secondo quanto previsto dal regolamento, a insindacabile giudizio del Consiglio di Amministrazione. Tutte le informazioni, il modulo di domanda e il regolamento completo sono disponibili sul sito della banca.

Scuola e università

Macerata, festa per il Graduation Day 2026. Il rettore McCourt: "Tratteniamo i talenti nelle Marche"

Macerata, festa per il Graduation Day 2026. Il rettore McCourt: "Tratteniamo i talenti nelle Marche"

25/06/2026 16:00

Più forte del caldo, più forte del sole di fine giugno, più forte perfino dell’emozione che accompagna ogni traguardo atteso a lungo. Piazza Vittorio Veneto si è riempita oggi di applausi, abbracci e sorrisi per la prima giornata dei Graduation Day dell’Università di Macerata, con centinaia di laureate e laureati pronti a ricevere la pergamena dalle mani del rettore John McCourt, davanti a famiglie, amici e compagni di studio. Oltre 500 ne sono attesi in queste due giornate. La mattina e il pomeriggio sono stati dedicati ai corsi di Economia, Giurisprudenza, Scienze politiche, Scienze della comunicazione e Scienze della formazione. Una cerimonia corale, pensata per restituire alla città il valore pubblico della formazione universitaria. “Ogni laurea in più è una possibilità in più: per una famiglia, per un territorio, per un’impresa, per una comunità”, ha ricordato il rettore John McCourt nel suo saluto. “Oggi non celebriamo soltanto un successo personale. Celebriamo qualcosa che riguarda tutti: ogni persona che studia, cresce e impara a pensare con libertà e rigore rende più forte anche la comunità in cui vive”. Nel suo intervento, McCourt ha richiamato anche il tema del numero ancora troppo basso di laureati in Italia: tra i 25 e i 64 anni, solo poco più di una persona su cinque ha un titolo di studio terziario, contro una media europea molto più alta.  Le Marche fanno meglio della media italiana: tra i giovani donuts, i laureati sono più numerosi che in molte altre zone del nostro Paese grazie alla presenza e al lavoro dei quattro atenei, ma non basta - ha sottolineato il rettore -. Una regione come la nostra non può limitarsi a formare talenti e poi guardarli partire. Ha bisogno di trattenerli, attrarli, valorizzarli. Ha bisogno che la conoscenza diventi lavoro, impresa, scuola, cultura, amministrazione pubblica, innovazione sociale”. La festa ha avuto anche un momento di raccoglimento. Il rettore ha voluto ricordare Nicolas, Giorgio e Daniele, i tre giovani scomparsi nel tragico incidente stradale che ha colpito profondamente Macerata nei giorni scorsi. “Ricordarli oggi non toglie luce alla vostra festa - ha detto McCourt rivolgendosi ai laureati -. Ci ricorda, invece, quanto sia preziosa la vita che celebriamo. Ogni traguardo, ogni abbraccio, ogni progetto, ogni possibilità di futuro non sono mai scontati”. Il rettore ha poi invitato le laureate e i laureati a vivere la laurea non come un punto fermo, ma come una soglia: "Non basta saper usare strumenti nuovi, dall’intelligenza artificiale alle tecnologie più avanzate. Bisogna saperli orientare. Non basta adattarsi al cambiamento. Bisogna contribuire a renderlo più giusto, più libero, più umano". I Graduation Day proseguono domani con il Dipartimento di Studi Umanistici, che riunisce i corsi in Lettere, Lingue, Storia, Mediazione linguistica e Filosofia. Nel pomeriggio si terrà anche la Giornata del Laureato, ideata ventitré anni fa dall’Alam (l’Associazione laureati dell’Ateneo maceratese), per richiamare a Macerata chi ha conseguito il titolo da 25 e 50 anni. Come ha ricordato la presidente dell’Associazione, Daniela Gasparrini, l’iniziativa nasce “per far incontrare il presente e il futuro dell’Università con il suo cuore antico”. Per l’occasione saranno assegnati i Premi “Laureato o Laureata dell’anno” a personalità laureate all’Università di Macerata che si sono distinte per il proprio percorso professionale e umano.

Università di Macerata e Carabinieri, rinnovato l’accordo per la formazione

Università di Macerata e Carabinieri, rinnovato l’accordo per la formazione

24/06/2026 15:26

L'Università di Macerata e Arma dei Carabinieri rinnovano la collaborazione per favorire l’accesso alla formazione universitaria del personale e dei loro familiari. È stato firmato questa mattina, nella sede del rettorato, il nuovo accordo tra l’Ateneo e il Comando Legione Carabinieri “Marche”, destinato a restare in vigore per i prossimi cinque anni. A sottoscrivere l’intesa sono stati il rettore John McCourt e il comandante della Legione Carabinieri Marche, il generale di brigata Nicola Conforti. Alla firma erano presenti anche il comandante provinciale dei Carabinieri di Macerata Raffaele Ruocco e il tenente colonnello Massimiliano Mengasini. L’accordo conferma una collaborazione avviata nel 2016 e prevede importanti agevolazioni per gli appartenenti all’Arma, sia in servizio sia in congedo, estese anche a coniugi, conviventi e figli. Tra i principali benefici figura una riduzione del 30% del contributo universitario per l’iscrizione ai corsi di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico dell’Università di Macerata, inclusi i percorsi erogati online. L’intesa riconosce inoltre il valore delle competenze maturate durante l’attività professionale. Le esperienze lavorative certificate potranno infatti essere valutate dai corsi di studio e trasformate in crediti formativi universitari, fino a un massimo di 12 CFU. Per gli studenti già iscritti agli anni successivi al primo, le agevolazioni saranno mantenute al raggiungimento di specifici obiettivi formativi. «Con questo rinnovo – ha dichiarato McCourt – l’Università rafforza il proprio impegno per una formazione aperta, continua e flessibile, capace di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita e del lavoro». Soddisfazione è stata espressa anche dal generale Conforti, che ha evidenziato come investire nella formazione significhi accrescere competenze e strumenti utili per affrontare una società in continua evoluzione, rafforzando al tempo stesso il legame tra istituzioni e territorio. L’accordo prevede infine la partecipazione di rappresentanti dell’Arma a seminari, incontri e convegni organizzati dall’Ateneo, favorendo occasioni di confronto tra il mondo universitario, le istituzioni e la comunità locale.

Cultura

Da Recanati alla Cina, la poesia di Leopardi conquista Pechino e Shanghai con Giulia Poeta

Da Recanati alla Cina, la poesia di Leopardi conquista Pechino e Shanghai con Giulia Poeta

25/06/2026 17:30

Lo immagino così, affacciato dagli infiniti spazi oltre la siepe a rimirare il finito, assorto ad ascoltare i suoi immortali versi in lingua cinese, idioma che in vita l'aveva a lungo incuriosito ed affascinato. Giacomo Leopardi infatti si interessò della scrittura cinese, confrontando il nostro sistema fonetico con quello logografico del mandarino, già dal 1821 nello Zibaldone. Un altro rimando all'estremo oriente lo troviamo nella celebre poesia Canto notturno di un pastore errante dell'Asia dove il fascino per l'esotico si mescola alla malia della luna, la stessa che in ogni tempo e in ogni angolo della terra interroga e attrae come le maree l'animo umano. Chissà quale effetto farebbe al poeta recanatese ascoltare L'infinito non solo nella lingua natia, dalla penetrante voce dell'attrice concittadina Giulia Poeta, ma nell'idioma cinese tradotto dall'eminente professor Wen Zheng. È successo a Pechino e Shanghai grazie a un ispirato e ambizioso progetto che ha gettato ponti nello spazio e nel tempo attingendo a versi sempre attuali ed universali attorno ai quali possiamo dimenticare le nostre mille differenze e riconoscere la nostra comune radice umana assetata d'infinito. Il 16 giugno 2026, presso l'Istituto di cultura di Pechino, diretto dall'illuminato Federico Roberto Antonelli, è andato infatti in scena lo spettacolo "Leopardi: verso l'infinito", scritto e interpretato dalla stessa Giulia Poeta, in questi giorni non solo in veste di attrice e doppiatrice ma onorata ambasciatrice della cultura leopardiana in Cina. La particolarità dello spettacolo è stata immaginare il sommo poeta introdurre in prima persona i suoi più celebri canti la cui traduzione in cinese veniva proiettata sul grande schermo. L'ambizioso progetto è riuscito ad accostare due idiomi e due culture apparentemente molto lontane che si sono raggiunte proprio nel punto dove la nostra ragione si ferma attraversando quel limite solo con l'immaginazione e la poesia, col sentimento e l'emozione. Emozione fatta di versi e di note, quelle struggenti della violinista di Castelfidardo Melissa Cantarini, che ha accompagnato la recitazione delle liriche attraverso il linguaggio universale e magico della musica. La lettura dei versi in entrambi i due idiomi è avvenuta il giorno seguente nell'ambito della Beijing International Book Fair per la presentazione della prima edizione cinese dell'opera dei Canti di Giacomo Leopardi. Alcune delle più celebri poesie di Leopardi sono state magistralmente lette in italiano da Giulia Poeta e in mandarino dal prof. Wen Zheng per dare l’opportunità al pubblico cinese di far propri i nostri celebri Canti. E se crediamo con Dostoevskij che “la bellezza salverà il mondo” la condivisione di arte, filosofia e cultura tra i popoli potrebbe essere l’antidoto persino alla guerra. Questo percorso nell'anima del poeta si è concluso il 18 giugno a Shanghai, arricchendo la serata di Gala Dinner del Panda d'Oro dedicata alla premiazione degli italiani in Cina distintisi in campo sociale e imprenditoriale, con un estratto dello spettacolo messo in scena a Pechino, connubio perfetto fra musica e poesia. In quest’ultima occasione si è colta ancora una volta l'emozione del pubblico e la sensazione che la scrittura del poeta non serva a dar voce solo al proprio intimo, né sia diretta solo ai suoi contemporanei, ma riesca a raggiungere i più lontani confini della terra e l'uomo di ogni tempo, parlando non solo alla mente e alla cultura ma all'animo umano. Ha del miracoloso che un poeta vissuto secoli fa possa risorgere ogni volta che si leggono i suoi versi, soprattutto quando chi li declama è in grado di sprigionarne tutto il pathos celato. Proprio come riesce a fare Giulia Poeta, il cui cognome diventa destino quando presta la sua voce anche al poeta che non ha più voce terrena, riattivando ad ogni parola quel flusso vitale d'energia che anima i suoi versi. La potenza della poesia riesce a risvegliare perfino lo spirito assopito delle generazioni di nativi digitali che spesso lasciano l'attività creativa a una macchina senz'anima. L'attualità dei temi trattati e l'emozione che ancora suscita in noi la poesia di Giacomo Leopardi ci rassicura, in fondo, che siamo ancora uomini e come tali siamo ancora in grado di sentire il riverbero di quelle domande di senso che ognuno porta dentro di sé e che il poeta ha espresso in modo così luminoso e affascinante. Infatti, secondo il teorico del romanticismo italiano, la poesia è il recupero della facoltà immaginativa tipica dei fanciulli e degli antichi, capacità che da adulti concreti e razionali quali siamo rischiamo di perdere. Ma ora a rischio sono persino i piccoli uomini in formazione quando, davanti a un foglio bianco, invece di vedervi uno spazio di libertà per dare respiro al proprio mondo interiore, chiedono a un algoritmo di riempirlo al loro posto. Per questo i poeti come Leopardi sono necessari come il pane, soprattutto oggi, perché non si spenga la nostra vena poetica e creativa, perché nessun confine né alcun limite ci fermi ma anzi ci spinga a immaginare cosa ci sia oltre quella siepe, perché la nostra sete d'infinito non si plachi mai. [Nella foto da sinistra:  Federico Roberto Antonelli (direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Pechino), Melissa Cantarini, Giulia Poeta, Filippo La Rosa (Vice Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale)]. 

Festa della Musica all'Abbazia di Fiastra: tutto esaurito per l'Abbey Chamber Orchestra e il soprano Lucia Spreca

Festa della Musica all'Abbazia di Fiastra: tutto esaurito per l'Abbey Chamber Orchestra e il soprano Lucia Spreca

23/06/2026 11:50

Uno scrigno architettonico millenario e le grandi note della tradizione classica si sono fusi in un evento unico che ha fatto registrare il tutto esaurito: in occasione della Festa Mondiale della Musica, l'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra ha ospitato domenica scorsa, 21 giugno, un applauditissimo concerto dedicato alla significativa ricorrenza internazionale. L'iniziativa, promossa con successo dall'associazione Pro Abbadia, ha avuto come assoluti protagonisti la Abbey Chamber Orchestra, diretta dal Maestro Licio Cernetti, e il celebre soprano Lucia Spreca. Alla serata ha partecipato un pubblico numeroso, attento e partecipe, tra cui spiccavano diverse autorità civili, i rappresentanti locali dei carabinieri e delle istituzioni religiose, tutti riuniti per celebrare il valore universale del linguaggio musicale. Il Maestro Cernetti ha guidato con la consueta competenza tecnica ed espressiva l'esecuzione di un programma raffinato e profondo, capace di intrecciare diverse epoche e stili musicali, partendo dalle geometrie del Barocco per arrivare fino alle spiccate sensibilità del tardo-ottocentesco. Ad affiancare magistralmente la compagine orchestrale è stata la voce di Lucia Spreca, artista che vanta un'importante carriera contrassegnata da numerose esibizioni e da una vasta esperienza in concerti lirici e polifonici anche fuori regione. Grazie alla sua versatile vocalità e a un controllo tecnico impeccabile, il soprano ha saputo spaziare con disinvoltura tra il repertorio di musica sacra e le celebri arie d'opera, offrendo interpretazioni magistrali di capolavori immortali compresi tra Bach e Vivaldi, fino a toccare le vette emotive di Puccini. I calorosi e ripetuti applausi che hanno accompagnato ogni singola esibizione hanno sancito il bilancio nettamente positivo di un appuntamento culturale di altissimo spessore, capace di valorizzare la grande musica all'interno di uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico e spirituale delle Marche.

Eventi

Fuori dal Guscio omaggia Ivano Fossati: il jazz incontra la canzone d'autore

Fuori dal Guscio omaggia Ivano Fossati: il jazz incontra la canzone d'autore

26/06/2026 11:43

Prosegue il viaggio tra musica dal vivo e gastronomia di "Fuori dal Guscio – Traiettorie musicali e di gusto", la rassegna organizzata da Mescola all'Otto Seaside di Civitanova Marche. Il prossimo appuntamento è in programma martedì 30 giugno alle 21, con il concerto del progetto "Il Fossati", un originale omaggio jazz al repertorio di Ivano Fossati. Protagonisti della serata saranno Emilia Zamuner alla voce, Massimo Moriconi al basso, Ettore Carucci al pianoforte e Gianluca Nanni alla batteria. Quattro musicisti di grande esperienza che proporranno una rilettura raffinata di alcune delle pagine più amate del cantautore ligure. In scaletta brani diventati ormai dei classici della musica italiana, come "C'è tempo", "La musica che gira intorno", "La canzone popolare", "E non finisce il cielo" e "Panama", reinterpretati attraverso il linguaggio del jazz. Il progetto nasce da un accurato lavoro sugli arrangiamenti e sulle armonie. Le melodie originali rimangono riconoscibili, ma vengono arricchite dall'improvvisazione e dalla sensibilità dei musicisti, dando vita a una lettura nuova, elegante e contemporanea. Al centro della performance la voce intensa di Emilia Zamuner, sostenuta dal basso di Massimo Moriconi, che firma anche gli arrangiamenti, dal pianismo di Ettore Carucci e dalla batteria di Gianluca Nanni. La rassegna Fuori dal Guscio continua così a proporre un percorso fatto di contaminazioni artistiche e culinarie, trasformando ogni martedì in un'esperienza che unisce concerto dal vivo e cena in un'unica atmosfera. Il calendario proseguirà martedì 7 luglio con Skilarx, progetto guidato da Samuele Sorana. In programma anche giovedì 2 luglio la serata "La Terapia Latina", dedicata ai ritmi latinoamericani, mentre ogni domenica torna "Sunset Ritual", l'appuntamento al tramonto con dj set, musica live e un'atmosfera pensata per accompagnare il calare del sole sul mare.

IncantoMarche, la sorpresa è Ditonellapiaga: sarà ospite di Neri Marcorè a San Severino

IncantoMarche, la sorpresa è Ditonellapiaga: sarà ospite di Neri Marcorè a San Severino

26/06/2026 10:18

Sarà Ditonellapiaga l'ospite del primo appuntamento di IncantoMarche/RisorgiMarche, la rassegna ideata da Neri Marcorè che torna a portare musica, parole e incontri nei luoghi più suggestivi dell'entroterra marchigiano. L'artista sarà protagonista dell'evento in programma domenica 29 giugno, alle 18.30, a Castel San Pietro, nel territorio di San Severino Marche, all'interno del format "Neri Marcorè incontra con", pensato come un dialogo informale tra il padrone di casa e personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Cantautrice tra le più interessanti della nuova scena italiana, Ditonellapiaga si è fatta conoscere dal grande pubblico grazie alle sue partecipazioni al Festival di Sanremo, distinguendosi per uno stile originale che fonde pop, jazz, cantautorato ed elettronica. Una personalità artistica libera e fuori dagli schemi, capace di sperimentare linguaggi diversi senza rinunciare a una forte identità musicale. La sua presenza inaugurerà la nuova edizione della manifestazione con un incontro che si preannuncia ricco di racconti, musica e momenti di confronto, nel segno dello spirito che da sempre caratterizza il progetto di Neri Marcorè: vivere i luoghi della natura con lentezza, lasciandosi guidare dall'incontro tra arte, paesaggio e pubblico. Gli organizzatori invitano gli spettatori a raggiungere il prato di Castel San Pietro «con il passo lento e con la voglia di lasciarsi sorprendere», per dare il via a una nuova stagione di IncantoMarche all'insegna della condivisione e della bellezza. I biglietti per partecipare all'evento sono già disponibili in prevendita sul circuito Ciaotickets.   (Foto, pagina ufficiale Facebook Ditonellapiaga) 

Curiosità

Macerata, l'estate 2026 decolla alla piscina Filarmonica: record di presenze

Macerata, l'estate 2026 decolla alla piscina Filarmonica: record di presenze

23/06/2026 12:20

Nonostante il calendario abbia sancito l’inizio formale dell’estate solo questa domenica, la forte ondata di calore che da giorni sta investendo il territorio ha spinto moltissimi cittadini a cercare refrigerio alla piscina Filarmonica di Macerata, diventata immediatamente la meta prediletta da famiglie, coppie e giovani per godersi un tuffo rinfrescante e un po’ di relax senza dover attendere i tradizionali pienoni di luglio. Lo stabilimento balneare del capoluogo, curato anche per la stagione estate 2026 dal Centro Nuoto Macerata, ha registrato un notevole afflusso di bambini, genitori e nonni alla ricerca di una vera e propria "spiaggia in città" capace di evitare lo stress legato alla carenza di parcheggi sul litorale, al sovraffollamento dei balneari e alle lunghe code di rientro in superstrada. La grande vasca di via Ghino Valenti, con le sue dimensioni di 25 metri per 18, si conferma la location ideale non solo per nuotare e frequentare i corsi, ma anche per rilassarsi prendendo il sole con una suggestiva vista panoramica sui Monti Sibillini. L'impianto ha riaperto ufficialmente i battenti lo scorso lunedì 1° giugno rimanendo attivo tutti i giorni; in queste prime settimane la struttura ha già ospitato numerose colonie estive e i ragazzi delle tante associazioni con cui il Centro Nuoto Macerata collabora storicamente a livello sociale, tra le quali spiccano l’Anffas e la cooperativa Il Faro. Tutta l'attività viene svolta in assoluta sicurezza per l'incolumità dei bagnanti grazie alla presenza costante di uno staff qualificato composto interamente da assistenti di vasca muniti di regolare brevetto. La Filarmonica si sta rivelando un'oasi perfetta anche per pause rigeneranti mordi-e-fuggi: a riscuotere grande successo, soprattutto tra i ventenni in prossimità dell'orario dell'aperitivo, è la rinnovata area relax allestita appena fuori dallo specchio d'acqua, attrezzata con ombrelloni extralarge, lettini e sedie dal design moderno.

Treia festeggia Francesca Fino: la giovane atleta convocata in Nazionale per gli Europei di Reining

Treia festeggia Francesca Fino: la giovane atleta convocata in Nazionale per gli Europei di Reining

23/06/2026 11:30

Grande soddisfazione per la città di Treia: l'atleta locale Francesca Fino è stata ufficialmente convocata a far parte del Team Italia che prenderà parte ai prossimi Campionati Europei di Reining nella prestigiosa categoria Young Professional. La giovane amazzone treiese rappresenterà i colori azzurri sul palcoscenico internazionale insieme ai compagni di squadra Alessio Pizzuti, Mattia Malagnino, Francesca Bianchi e Riccardo Cellini. + Per le gare della rassegna continentale, la Fino monterà AC Like Flinn Out, un cavallo di proprietà di Lorenzo Ranucci. L’importante manifestazione sportiva si svolgerà dal 28 giugno al 4 luglio prossimi presso le strutture del BO Ranch, in Francia, dove si ritroveranno per confrontarsi i migliori interpreti europei di questa spettacolare disciplina equestre. Nel meticoloso percorso di preparazione verso l’appuntamento continentale, Francesca Fino sarà affiancata passo dopo passo dal trainer Mattia Nadalini e potrà contare sul supporto tecnico del coach della Nazionale Alessandro Meconi, oltre che sull'assistenza della mental coach Elena Giulia Montorsi. Per la giovane atleta della provincia di Macerata si tratta di un importantissimo riconoscimento in carriera e di una prestigiosa opportunità per difendere i colori dell’Italia ai massimi livelli europei, accompagnata dal più sincero "in bocca al lupo" giunto calorosamente da parte di tutta la comunità treiese.

Varie

Differenziata sotto l'ombrellone a Civitanova, Porto Recanati e Potenza Picena: le novità del Cosmari

Differenziata sotto l'ombrellone a Civitanova, Porto Recanati e Potenza Picena: le novità del Cosmari

26/06/2026 15:10

La raccolta differenziata non va in vacanza e si prepara a traslocare direttamente sotto l’ombrellone per garantire alti standard di pulizia e sostenibilità sul litorale maceratese. Anche per questo 2026, come è ormai tradizione alle porte della stagione estiva, è stato ufficialmente avviato il progetto per la raccolta differenziata presso gli stabilimenti balneari dei comuni di Civitanova Marche, Porto Recanati e Potenza Picena. L'iniziativa, nata dal coinvolgimento diretto delle amministrazioni comunali e degli operatori balneari delle tre località insignite della prestigiosa Bandiera Blu, mira a tutelare l'ambiente marino attraverso una gestione capillare dei rifiuti. Il funzionamento della campagna è molto semplice: sulle spiagge degli chalet aderenti verranno installati i collaudati "Mini Ecopunti", composti da quattro bidoncini di diverso colore (verde per il vetro, grigio per la carta, blu per plastica e alluminio, giallo per l’indifferenziato) posizionati su un palo ben visibile grazie a una colorata bandiera e a una grafica rinnovata. I bagnanti potranno conferirvi i rifiuti che verranno poi prelevati dal personale degli chalet e stoccati nelle apposite isole ecologiche all'ingresso delle strutture. Per turisti e residenti saranno inoltre distribuiti depliant informativi con utili decaloghi per il corretto riciclo in spiaggia, a casa e nei campeggi. La vera novità dell'edizione 2026 è l'inserimento nei materiali di specifici QR code e link dedicati a Macerata Opera Festival e a tutti gli eventi estivi dei singoli comuni. Il progetto è stato presentato in conferenza stampa a Porto Recanati dal presidente del Cosmari Paolo Gattafoni, dal sindaco portorecanatese Andrea Michelini, dal consigliere delegato all’ambiente di Potenza Picena Nicolas Sampaolo e dal direttore generale del Cosmari Brigitte Pellei, alla presenza dell'assessore Sonia Alessandrini, del consigliere Gianluigi Serena e dei vertici dell'Associazione Balneari Diego Scalabroni e Francesca Brutti. L'obiettivo comune resta quello di stimolare un cambio di mentalità quotidiano per azzerare l'inquinamento sull'arenile, ricordando che tutto il materiale informativo è liberamente scaricabile dal sito ufficiale del Cosmari.

Mogliano, una tavolata di 200 metri in centro storico: arriva la "Cena Lunga del Patrono"

Mogliano, una tavolata di 200 metri in centro storico: arriva la "Cena Lunga del Patrono"

25/06/2026 11:40

Il borgo di Mogliano si sta preparando a vivere un'esperienza innovativa e particolare al tempo stesso, capace di coniugare la tradizione e la valorizzazione del territorio. Sabato 27 giugno, nell'ambito degli eventi per la festa del patrono San Giovanni Battista (ricorrenza festeggiata lo scorso 24 giugno), via Roma, cuore del centro storico del borgo maceratese, sarà protagonista di un evento inedito: la "Cena Lunga del Patrono", una serata interamente dedicata alla convivialità e al piacere di stare insieme, respirando il clima del centro cittadino con i suoi scorci particolari e i vicoli che si snodano ai lati della via principale. L'attrazione visiva e logistica della manifestazione sarà una spettacolare tavolata di circa 200 metri che si snoderà lungo tutta via Roma fino ad arrivare a piazza Garibaldi. A partire dalle ore 20:30 i partecipanti avranno l'occasione di accomodarsi per assaporare un gustoso menù tradizionale appositamente preparato per l'occasione. Una volta terminata la cena, l'intrattenimento si sposterà sul piano musicale con il via ufficiale al concerto in piazza del compaesano "Meco e il Clan", formazione molto nota e apprezzata a livello locale. Si tratta di un'iniziativa pensata per infondere nuova linfa al cuore urbano moglianese, riportando residenti e visitatori a vivere la piazza e i suggestivi punti di attrazione del paese, come il Viale e la Rocca. L'evento è interamente organizzato dalla Contrada San Nicolò e conta sul fondamentale patrocinio del Comune di Mogliano, con la supervisione per la sicurezza e la viabilità affidata come di consueto alla polizia locale e ai carabinieri della locale stazione per garantire il corretto svolgimento della manifestazione.

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