Un grave incidente stradale si è verificato nel pomeriggio di oggi, nel territorio comunale di Corridonia. Poco dopo le ore 16:30, per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell'ordine, due autovetture si sono scontrate in un violento impatto frontale mentre transitavano lungo la carreggiata in contrada San Vincenzo.
L'allarme è scattato immediatamente, mobilitando la macchina dei soccorsi. Ad avere la peggio nello scontro è stata la donna alla guida di uno dei due veicoli: a causa dei traumi riportati, i sanitari del 118 intervenuti sul posto hanno ritenuto necessario il trasferimento d’urgenza, in codice rosso, presso l’ospedale regionale Torrette di Ancona.
A bordo dell'auto si trovava anche il figlio minore della donna, undicenne, il quale - fortunatamente in condizioni meno preoccupanti - è stato comunque trasportato a bordo di un'ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata per tutti gli accertamenti e le cure del caso.
Oltre al personale medico e ai sanitari, sul luogo del sinistro sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco del Comando provinciale di Macerata, che hanno collaborato alle operazioni di soccorso e hanno provveduto alla delicata messa in sicurezza del tratto stradale interessato e dei mezzi incidentati. I rilievi di rito e la gestione della viabilità sono stati affidati alle forze dell'ordine, impegnati a ricostruire l'esatta dinamica del violento impatto.
Un grave incidente stradale si è verificato nel pomeriggio di oggi, nel territorio comunale di Corridonia. Poco dopo le ore 16:30, per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell'ordine, due autovetture si sono scontrate in un violento impatto frontale mentre transitavano lungo la carreggiata in contrada San Vincenzo.
L'allarme è scattato immediatamente, mobilitando la macchina dei soccorsi. Ad avere la peggio nello scontro è stata la donna alla guida di uno dei due veicoli: a causa dei traumi riportati, i sanitari del 118 intervenuti sul posto hanno ritenuto necessario il trasferimento d’urgenza, in codice rosso, presso l’ospedale regionale Torrette di Ancona.
A bordo dell'auto si trovava anche il figlio minore della donna, undicenne, il quale - fortunatamente in condizioni meno preoccupanti - è stato comunque trasportato a bordo di un'ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata per tutti gli accertamenti e le cure del caso.
Oltre al personale medico e ai sanitari, sul luogo del sinistro sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco del Comando provinciale di Macerata, che hanno collaborato alle operazioni di soccorso e hanno provveduto alla delicata messa in sicurezza del tratto stradale interessato e dei mezzi incidentati. I rilievi di rito e la gestione della viabilità sono stati affidati alle forze dell'ordine, impegnati a ricostruire l'esatta dinamica del violento impatto.
Centro storico, sicurezza, infrastrutture, università, ospedale e futuro della città. Sono questi alcuni dei temi al centro del confronto elettorale ospitato nella sala podcast della redazione di Picchio News tra Pierfrancesco Castiglioni, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia e consigliere di maggioranza uscente, e Ninfa Contigiani, segretaria comunale del Partito Democratico ed esponente dell’opposizione consiliare, in vista delle prossime elezioni amministrative di Macerata.
Nel corso del dibattito i due rappresentanti politici hanno tracciato un bilancio degli ultimi anni di amministrazione cittadina, mettendo in evidenza visioni differenti sullo sviluppo del capoluogo. Da una parte Castiglioni ha rivendicato il lavoro svolto dal centrodestra, citando opere infrastrutturali, riqualificazioni urbane, scuole, parchi e progetti legati alla viabilità e ai servizi. Dall’altra Contigiani ha sottolineato la necessità di una programmazione più condivisa e di una città capace di recuperare identità culturale, centralità politica e partecipazione dei cittadini.
Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’istruzione e al rapporto con l’Università di Macerata. Contigiani ha insistito sulla necessità di costruire un’alleanza stabile tra Comune e ateneo per affrontare le sfide legate alla denatalità, all’accoglienza degli studenti e alle nuove professionalità. Castiglioni ha invece evidenziato gli interventi realizzati sulle scuole e le misure previste dal programma del centrodestra per favorire la permanenza degli universitari in città, tra agevolazioni fiscali, trasporti e servizi dedicati.
Il confronto si è acceso anche sul tema della cultura e del turismo. Contigiani ha criticato la gestione dello Sferisterio e del Macerata Opera Festival, accusando l’amministrazione di aver indebolito l’identità culturale cittadina e di non aver affrontato il problema della ricettività turistica. Castiglioni ha difeso invece il lavoro svolto sul fronte dei musei, della promozione culturale e degli eventi, rivendicando la crescita delle presenze e il tentativo di ampliare l’offerta culturale durante tutto l’anno.
Tra i temi affrontati anche sicurezza urbana, centri di aggregazione, quartieri e spazi pubblici. Sul punto sono emerse differenze significative tra le due visioni: Castiglioni ha puntato l’attenzione sulla riqualificazione dei parchi, sull’illuminazione e sui progetti di housing sociale come il “condominio solidale”, mentre Contigiani ha ribadito l’importanza di politiche sociali strutturate, partecipazione e luoghi di incontro per giovani, donne e associazioni.
Non è mancato il confronto sull’ospedale di Macerata e sul futuro dell’attuale struttura sanitaria. Castiglioni ha ribadito la volontà del centrodestra di portare avanti il progetto del nuovo ospedale provinciale, sottolineando finanziamenti e progettazione già avviati. Contigiani ha invece evidenziato la necessità di un confronto ampio sul riutilizzo dell’area dell’ospedale esistente, chiedendo una pianificazione condivisa con cittadini, tecnici e realtà associative.
Nella parte finale del dibattito il focus si è spostato sul centro storico e sulle strategie per renderlo nuovamente attrattivo e abitato. Entrambi hanno riconosciuto la difficoltà della sfida, concordando sulla necessità di riportare residenti nel cuore della città, pur proponendo soluzioni differenti tra parcheggi, incentivi fiscali, servizi di prossimità, spazi culturali e nuove politiche abitative.
A chiudere il confronto sono stati gli appelli finali al voto e alla partecipazione democratica, tra continuità amministrativa rivendicata dal centrodestra e richiesta di cambiamento avanzata dal centrosinistra.
Il video integrale del confronto pubblicato oggi, lunedì 18 maggio sui canali YouTube e Facebook di Picchio News.
SAN SEVERINO MARCHE – Non si ferma l'ondata di controlli a tappeto contro il traffico di stupefacenti nella provincia di Macerata, capace questa volta di scoperchiare un’insospettabile centrale dello spaccio gestita da un anziano della zona. Nella tarda serata di sabato 16 maggio scorso, i Carabinieri della Stazione di San Severino Marche hanno tratto in arresto in flagranza di reato un pensionato di 70 anni, residente a Montefano, con la pesante accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L'operazione è scattata intorno alle 23:30 nel cuore del centro cittadino, dove i militari erano impegnati in un servizio mirato di osservazione e controllo del territorio, predisposto proprio per contrastare la diffusione della droga nell'entroterra maceratese. I Carabinieri hanno intercettato e intimato l'alt a una BMW 318. L'atteggiamento visibilmente nervoso e sospetto del conducente ha spinto i militari ad approfondire il controllo con una perquisizione personale e veicolare. L'intuizione si è rivelata fondata, poiché all'interno dell'abitacolo sono stati rinvenuti ventiquattro grammi di cocaina già suddivisi in dosi pronte per essere immesse sul mercato, oltre a tre grammi di marijuana e un bilancino di precisione.
L’azione investigativa si è spostata immediatamente dal posto di blocco all'abitazione del settantenne. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di stringere definitivamente il cerchio attorno all'attività illecita dell'uomo. All'interno delle mura domestiche, i Carabinieri hanno infatti scovato e sequestrato altri ventitré grammi di cocaina, quattro grammi di hashish, un secondo bilancino di precisione e una quantità considerevole di materiale idoneo al confezionamento delle dosi.
Tutta la droga e la strumentazione idonea allo spaccio sono state poste sotto sequestro e assunte in carico in attesa del formale versamento presso il competente Ufficio Corpi di Reato. Al termine delle formalità di rito, per il pensionato sono scattate le manette e l'uomo è stato trasferito presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, restando a immediata disposizione dell'autorità giudiziaria competente.
ANCONA – La macchina della sanità marchigiana si attiva a scopo preventivo di fronte all'evoluzione del quadro sanitario internazionale. La Regione Marche sta seguendo con estrema attenzione gli aggiornamenti relativi al focolaio da Hantavirus Andes, un’infezione recentemente collegata alla nave MV Hondius.
"Al momento la situazione sul territorio locale è sotto totale controllo", fa sapere la Regione: "Non si registrano casi sospetti o confermati, né risultano cittadini marchigiani coinvolti nel cluster transnazionale. Il monitoraggio viene condotto in costante raccordo con il Ministero della Salute e attraverso l'analisi dei dati ufficiali forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Centro europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie. Le prime valutazioni degli esperti indicano un livello di rischio molto basso, uno scenario che non richiede l’adozione di misure straordinarie ma che spinge il sistema sanitario a mantenere alti i livelli di allerta e preparazione".
Sul fronte operativo, l’amministrazione regionale ha già promosso i primi incontri tecnici per delineare le linee guida da attivare in caso di necessità. L'assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha precisato che l’esperienza maturata durante la pandemia da Covid-19 ha lasciato in eredità una struttura organizzativa solida e già collaudata, capace di rispondere prontamente alle emergenze. "L'obiettivo attuale è garantire una vigilanza costante, focalizzandosi in particolare sulla verifica delle scorte dei dispositivi di protezione, mantenendo un canale diretto con il Ministero e gli organismi internazionali per gestire la vicenda con il dovuto rigore e senza cedere a ingiustificati allarmismi".
"In linea con le direttive ministeriali, sono state avviate le procedure formali per individuare il polo diagnostico regionale di riferimento per l’Hantavirus, che avrà sede presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche ed entrerà a far parte della rete nazionale. Parallelamente, è stato attivato un coordinamento strategico che unisce i Dipartimenti di prevenzione, i presidi ospedalieri e la rete dei laboratori locali. Questa sinergia punta a garantire la massima tempestività nell’eventuale tracciamento dei casi, l'uniformità delle azioni mediche e la totale sicurezza degli operatori sanitari, consolidando il legame tra le strutture ospedaliere, la medicina del territorio e la sanità pubblica".
Per i cittadini che volessero approfondire la natura dell'infezione e seguire l'evoluzione della situazione, le autorità consigliano di consultare esclusivamente i canali ufficiali. Informazioni dettagliate e costantemente aggiornate sono disponibili sulle sezioni dedicate nei portali web del Ministero della Salute, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Centro europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Infettive.
CIVITANOVA MARCHE – Un normale controllo stradale si è trasformato in un pomeriggio di tensione nel cuore di Civitanova Marche, dove l'ostinazione di un automobilista ha fatto scattare una denuncia a piede libero. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia locale, impegnati in un servizio di vigilanza sulle principali arterie cittadine per garantire la sicurezza stradale, hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata un uomo di 51 anni. Il protagonista della vicenda, originario di Napoli ma da tempo residente a Civitanova Marche, era già noto alle forze dell'ordine per numerosi precedenti.
L'episodio si è verificato nel pomeriggio di giovedì, intorno alle ore 17:45, quando la pattuglia dell'Arma ha intercettato il cinquantunenne alla guida di un veicolo lungo via Aldo Moro, intimandogli l'alt per una verifica di routine. Durante gli accertamenti sul posto, i militari hanno scoperto che l'uomo stava circolando abusivamente, in quanto colpito da un provvedimento di revoca della patente di guida emesso in precedenza dalla Prefettura di Macerata.
La situazione, già compromessa sul piano amministrativo, è precipitata rapidamente nel momento in cui i Carabinieri hanno iniziato a contestare le sanzioni previste dal Codice della Strada. Nel disperato tentativo di opporsi alle procedure e di bloccare l'ispezione, l'automobilista ha perso il controllo, scagliandosi contro i militari operanti con gravi ingiurie e frasi esplicitamente minacciose.
Una condotta aggressiva che non ha comunque fermato l'operato delle forze dell'ordine. Al termine degli accertamenti di rito e dopo aver formalizzato la ricostruzione della dinamica, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro dei documenti e alla contestazione dei verbali, denunciando l'uomo all'autorità giudiziaria per le pesanti violazioni penali emerse durante il controllo.
Si è conclusa nel pomeriggio con un esito tragico la vicenda dell’84enne di Tolentino, allontanatosi da casa giovedì mattina e mai rientrato. Il corpo dell’uomo è stato individuato e recuperato dai Vigili del Fuoco in località Borgianello, nel territorio di Serrapetrona, dopo un’intensa attività di ricerca coordinata con le forze dell’ordine.
L’allarme era scattato nelle ore successive alla scomparsa, quando i familiari avevano denunciato ai Carabinieri il mancato rientro dell’anziano. L’uomo si era allontanato a bordo della sua Fiat Panda nera, diretto verso una proprietà situata proprio nel comune di Serrapetrona, ma non sarebbe mai arrivato a destinazione, facendo perdere le proprie tracce.
Le ricerche sono state avviate nella mattinata odierna dopo l’attivazione del piano di coordinamento da parte dei Carabinieri, che hanno richiesto il supporto dei Vigili del Fuoco. Sul campo hanno operato diverse unità specializzate, tra cui squadre cinofile, operatori con droni provenienti dall’Umbria e un elicottero decollato dall’Abruzzo, impegnati in un’ampia attività di sorvolo e perlustrazione delle aree più impervie.
È stato proprio il lavoro congiunto delle squadre a consentire il ritrovamento dell’uomo in una zona isolata. Una volta raggiunto il punto segnalato, i soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’84enne.
Il corpo è stato successivamente recuperato tramite l’elicottero impiegato nelle operazioni e trasportato in contrada Rancia, dove è stato consegnato alle autorità competenti. La salma resterà ora a disposizione del medico legale per gli accertamenti previsti, utili a chiarire con precisione le circostanze del decesso.
Ha agito d'istinto, mettendo subito in pratica quanto imparato negli anni di studio e corsia. Alessandro Misericordia, 33 anni, originario di Sant'Elpidio a Mare e specializzando in medicina interna all'ospedale di Baggiovara, è stato tra i primi a prestare soccorso ai pedoni travolti sabato scorso nel centro di Modena dal 31enne Salim El Koudri, alla guida di una Citroen C3
Il giovane medico marchigiano ha raccontato quei drammatici momenti all'Ansa, ripercorrendo gli attimi immediatamente successivi all’impatto. "Ero in centro città per fare delle compere per la casa, in un negozio, quando ho sentito il rumore di un forte impatto - ha spiegato Misericordia -. Sono uscito e ho visto una donna con le gambe amputate (di nazionalità tedesca, ndr). Così ho subito preso dei guanti e, insieme a un’infermiera, l’ho raggiunta cercando di fermare l’emorragia con la mia cintura".
Un intervento immediato, svolto in condizioni estremamente delicate, mentre intorno emergeva la gravità dell’accaduto. “Mi sono girato e ho visto altre persone a terra – ha raccontato ad Ansa –. A quel punto sono andato a controllare come stessero, se fossero coscienti e respirassero. Ho fatto rivalutazioni continue fino a quando non è arrivata la prima ambulanza che ho diretto verso la donna con le gambe amputate, la paziente in condizioni peggiori”.
Tra i feriti soccorsi anche una donna con diversi traumi importanti. "Aveva fratture al femore, al bacino e all’avambraccio e stava iniziando a respirare male. Le ho preso subito un accesso venoso periferico", riferisce il medico.
Misericordia ha voluto sottolineare anche il lavoro di squadra messo in campo nei primi minuti dell'emergenza: "Vorrei ringraziare tutti i colleghi che sono intervenuti, almeno quattro medici e altrettanti infermieri. Tutti fondamentali nella gestione della prima fase emergenziale".
Infine il pensiero alle vittime e alle conseguenze umane di quanto vissuto: "È stato un qualcosa che mi segnerà per tutta la vita e spero che i pazienti che abbiamo gestito ora abbiano il miglior decorso possibile". Il medico ha poi ringraziato tutte le forze intervenute sul posto: "Grazie a forze dell’ordine, vigili del fuoco e personale del 118. La gestione dell’emergenza è stata ottima".
(Credit foto: Ansa Marche)
Due salvataggi in meno di tre ore e due animali sottratti a un tragico destino. È la movimentata mattinata dei Vigili del fuoco marchigiani, protagonisti oggi, lunedì 18 maggio 2026, di due delicati interventi a Fano e Macerata per mettere in sicurezza un capriolo caduto in mare e un gattino intrappolato in un tubo.
La prima emergenza è scattata a Fano poco prima delle 7:00, quando la squadra del distaccamento locale è dovuta intervenire d'urgenza all'interno del porto turistico Marina dei Cesari. Un capriolo, probabilmente disorientato, era scivolato nel bacino portuale non riuscendo più a risalire. I Vigili del fuoco, lavorando in stretta sinergia con il personale della società che gestisce la struttura, sono riusciti a raggiungere l'animale in acqua, a metterlo in sicurezza e a riportarlo sulla banchina. Il capriolo è stato successivamente affidato alle cure del Centro Recupero Animali Selvatici (Cras).
Poche ore dopo, intorno alle 9:30, la centrale operativa di Macerata ha attivato la squadra del comando provinciale per una seconda emergenza in via Domenico Annibali. A far scattare i soccorsi è stata una dipendente dell'Ast che, sentendo un insistente miagolio, ha scoperto un gattino di pochi mesi bloccato all'interno di una conduttura. I pompieri hanno operato con cautela per individuare il punto esatto del tubo, riuscendo infine a estrarre il felino sano e salvo. Il piccolo micio è stato poi affidato alla stessa impiegata che aveva lanciato l'allarme.
PORTO RECANATI – L’Associazione Balneari di Porto Recanati esprime profonda soddisfazione per l’avvio dei lavori di movimentazione della sabbia, un intervento strategico destinato al ripristino del profilo di spiaggia nell’area nord di Scossicci. I cantieri si sono concentrati nel tratto compreso tra gli stabilimenti balneari Lido Sabbia d’Oro e KoCònero, storicamente identificato come una delle zone maggiormente flagellate e indebolite dalle violente mareggiate della stagione invernale.
L’operazione poggia su un meccanismo di recupero virtuoso che prevede il trasferimento della sabbia accumulata nell’avamporto di Numana all’interno della stessa unità di gestione costiera. Si tratta di un'area che purtroppo sconta una frammentazione burocratica e geografica, dividendo di fatto Scossicci in due parti e impedendo di utilizzare i medesimi sedimenti su tutta l’estensione della frazione. Nonostante i limiti strutturali, l'intervento è il frutto di una collaborazione senza precedenti tra i Comuni di Porto Recanati e Numana, resa possibile dal pressing e dall'impegno congiunto delle rispettive amministrazioni, degli uffici tecnici comunali e della Regione Marche.
I balneari portorecanatesi non nascondono che la battaglia contro l’erosione costiera resti una sfida estremamente complessa per il territorio. "Con quasi nove chilometri di litorale da difendere, le risorse economiche attualmente disponibili non consentono di intervenire ovunque nello stesso momento. La coperta, come sottolineato dall'associazione, è inevitabilmente corta. Tuttavia, nell’attesa che vengano intercettati ulteriori fondi per risolvere in maniera definitiva l’emergenza che minaccia la costa portorecanatese, gli operatori ritengono doveroso valorizzare il lavoro avviato, giudicato un segnale di attenzione concreto e importante per l'avvio della stagione turistica".
Il plauso della categoria va in modo particolare agli operatori balneari e all’amministrazione comunale di Numana. Lo scorso febbraio, per la prima volta, le associazioni di categoria e i sindaci dei due Comuni si sono seduti attorno allo stesso tavolo per affrontare insieme le principali questioni strategiche legate alla gestione della costa. Da quel confronto, definito concreto e costruttivo, è scaturito il risultato tangibile visibile oggi sul litorale, reso possibile dalla disponibilità e dallo spirito di collaborazione dimostrato da tutti i soggetti coinvolti.
I due centri della costa sono formalmente separati da un confine provinciale che divide Ancona e Macerata, ma restano accomunati dalla stessa unità di gestione costiera regionale e da un’unica identità territoriale, quella della Riviera del Conero. Proprio nelle situazioni di emergenza questa visione d’insieme deve trasformarsi in azioni sul campo nell’interesse delle imprese, dei cittadini e dell’intero comparto turistico. L’auspicio dell'Associazione Balneari è che questo intervento sia solo il primo passo verso una sinergia sempre più solida tra i territori, per affrontare la difesa del litorale con pragmatismo e lungimiranza.
Il “Comitato No Discarica Cantagallo/Pollenza” interviene con un comunicato durissimo dopo l’assemblea dell’ATA 3 del 15 maggio 2026, descrivendo quanto accaduto come un momento di forte contrapposizione istituzionale e sociale. Nel testo si legge: “Eravamo presenti all’assemblea dell’ATA 3 del 15 maggio 2026. Siamo entrati indignati. Siamo usciti umiliati.”
Secondo il comitato, anche questa seduta avrebbe replicato un clima già visto nelle precedenti riunioni, segnato da tensione e da una forte chiusura al confronto. Nel comunicato viene denunciato “un incredibile livello di arroganza politica, di chiusura al confronto e di totale disprezzo verso i cittadini e verso i territori più piccoli che lascia attoniti”, con interventi giudicati sempre più duri e distanti dalle comunità coinvolte.
Il passaggio politico viene descritto come già definito a priori: “Non un ripensamento, non un dubbio, non un gesto di ascolto: solo la volontà di ribadire, con toni ancora più duri, una decisione già scritta e già costruita ad arte.” Nel mirino anche alcuni amministratori locali, indicati come simboli di una gestione squilibrata del territorio.
Ampio spazio viene dedicato alla posizione del sindaco di Civitanova Marche, criticato per il richiamo al “senso di responsabilità”. Nel comunicato si legge: “si trincera dietro la densità di popolazione e, naturalmente, il tanto decantato senso di responsabilità”, mentre il comitato contesta la logica secondo cui territori diversi avrebbero un peso differente nella gestione dei rifiuti.
Critiche anche al sindaco di Recanati, accusato di solidarietà tardiva: “si proclama solidale con noi a parole, peccato che questa solidarietà arrivi solo ora”, mentre sul sindaco di Macerata il tono è ancora più netto: “Di nuovo assente. Come nella precedente assemblea.”
Uno dei passaggi centrali riguarda la posizione di Pollenza e il suo ruolo storico nella gestione dei rifiuti provinciali. Il comitato sottolinea: “Pollenza è il Comune che da oltre trent’anni sopporta il peso del Cosmari”, aggiungendo che il territorio continua a subire impatti ambientali e sanitari significativi e che “continuerà a sopportare il Cosmari ancora per lunghissimo tempo”.
Nel documento viene contestata anche la scelta dei criteri adottati a livello provinciale: “Se la logica è davvero quella di ‘non penalizzare chi ha già sofferto’, allora Pollenza doveva essere la prima a essere esclusa. Invece è stata messa in cima alla lista dei sacrificabili.” Una decisione definita come “una contraddizione politica gigantesca” e un “insulto alla nostra storia e ai nostri sacrifici”.
Forti critiche anche al sistema di voto dell’ATA 3, definito non equilibrato: “Non si vota per teste, ma per peso demografico”, un meccanismo che secondo il comitato trasformerebbe il processo decisionale in una “dittatura numerica”.
Ampia parte del comunicato è dedicata al cosiddetto “senso di responsabilità”, considerato una giustificazione politica ricorrente. Nel testo si legge: “Abbiamo perso il conto di quante volte… gli amministratori favorevoli alla mozione hanno recitato il loro mantra preferito: dobbiamo avere senso di responsabilità verso i cittadini”, frase che viene contestata ricordando che “per quasi un decennio l’ATA 3 è rimasta immobile”.
La conclusione del comitato è un atto di forte contrapposizione istituzionale: “Noi cittadini di Pollenza non siamo sudditi, né tanto meno siamo territori di serie B o discariche viventi”. Il gruppo annuncia infine che la mobilitazione continuerà anche nelle sedi legali.
Prosegue la campagna elettorale del centrosinistra a Macerata con l’arrivo di un nuovo leader nazionale. Mercoledì 20 maggio alle ore 18, in Piazza Vittorio Veneto, sarà infatti presente il co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinsitra Nicola Fratoianni per sostenere la candidatura a sindaco di Gianluca Tittarelli.
L’appuntamento rappresenta un nuovo tassello del tour di esponenti politici nazionali che, nelle ultime settimane, hanno fatto tappa in città a supporto della coalizione di centrosinistra. Prima di Fratoianni erano intervenuti infatti la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, il presidente del PD Stefano Bonaccini, la capogruppo di Italia Viva alla Camera Maria Elena Boschi, l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Carolina Morace, il portavoce nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli e il deputato dem ed ex ministro della Salute Roberto Speranza.
Salvo sorprese dell’ultimo momento, quello di Fratoianni dovrebbe essere l’ultimo appuntamento con i big nazionali della politica a sostegno della corsa a sindaco di Tittarelli.
L’incontro in Piazza Vittorio Veneto sarà aperto alla cittadinanza e rappresenterà un'occasione per affrontare i temi centrali della campagna elettorale, dalle politiche sociali all'ambiente, passando per lavoro, sanità e sviluppo del territorio
La crisi politica all'interno del centrodestra sarnanese tocca il punto di non ritorno. Dopo la dura presa di posizione domenicale del commissario di Forza Italia Federico Marconi, che difendeva il sindaco Fabio Fantegrossi e accusava Fratelli d'Italia di essersi "autoesclusa", arriva la pesantissima controrisposta del coordinamento comunale di Fratelli d'Italia Sarnano. Una nota al vetriolo che parla di "palese disagio e nervosismo" dei forzisti e lancia accuse precise sulla gestione del borgo e delle storiche Terme.
Il direttivo meloniano respinge fermamente la ricostruzione di Forza Italia sulla crisi della società termale e contrattacca duramente sulla gestione dell'amministrazione Fantegrossi. «Sulla Società Termale abbiamo assistito a un valzer di amministratori, superconsulenti lautamente pagati e proclami sui giornali di investitori, con soluzioni e procedure puntualmente smentite o mai cercate», attacca Fratelli d'Italia, sottolineando come dopo ben due anni non sia stato fatto nulla e lo stato di crisi sia stato "colpevolmente aggravato".
Il coordinamento smentisce anche la presunta contrarietà alla privatizzazione sollevata da Marconi, precisando che il partito ha solo chiesto di conoscere e discutere le linee guida del socio di maggioranza anziché "dare mandati a scatola chiusa a soggetti esterni, svuotando il ruolo del Consiglio comunale".
Fratelli d'Italia decide di fare i conti in pubblico, svelando i retroscena che hanno portato alla rottura interna. Secondo il coordinamento, il consigliere Battaglioni non si sarebbe autoescluso, ma sarebbe stato "costretto a rimettere la delega alle Terme in quanto più volte delegittimato ed estromesso da riunioni ristrette con consulenti esterni, a cui stranamente partecipava lo stesso Marconi non si sa con quale ruolo".
Viene inoltre ricordata la revoca dell'incarico di vicesindaco alla Tartabini con "motivazioni futili e risibili contenute in un videomessaggio del sindaco" e la creazione di un presunto "sottogruppo in seno alla maggioranza" per isolare i consiglieri di Fratelli d'Italia prima ancora che questi costituissero il gruppo autonomo.
Ma l'affondo più politico riguarda il presunto patto trasversale in Comune: «Le affermazioni di Marconi negano l’accordo con il capogruppo di minoranza Giacomino Piergentili, che ormai da mesi è sotto gli occhi di tutti i sarnanesi e di cui lui stesso è stato il principale artefice per tradire il voto popolare».
Fdi accusa gli ex alleati di essersi ricordati del centrodestra solo oggi, "in pieno naufragio", dopo aver perpetrato uno strappo gravissimo senza mai convocare un tavolo di coalizione. Il coordinamento concorda con gli azzurri su un unico passaggio: «Siamo d'accordo che i sarnanesi sono stanchi, ma sono stanchi di questo modo arrogante e poco trasparente con cui è stato sovvertito un percorso politico-amministrativo per ripicche e gelosie personali».
Ribadendo la fedeltà agli elettori e il rifiuto di quelli che definiscono "accorducci a tavolino", i rappresentanti di Fratelli d'Italia lanciano infine la sfida definitiva al primo cittadino e a Forza Italia: la convocazione immediata di un'assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza e a tutte le forze politiche per chiarire la verità sulle Terme e presentare le proprie proposte per il futuro del territorio.
Una giornata di alto profilo scientifico, professionale e umano per accendere i riflettori su un aspetto cruciale, ma spesso poco conosciuto, della sanità contemporanea: l’assistenza infermieristica fuori dalle corsie d’ospedale.
Ha registrato uno straordinario successo di pubblico il convegno “Le realtà assistenziali non ospedaliere”, organizzato nei giorni scorsi dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Macerata presso l’Auditorium Unimc “Ex Banca Marche”, con il patrocinio dell'Università di Macerata e dell'Ast.
L'evento, accreditato Ecm e aperto a tutte le professioni sanitarie, ha visto una massiccia partecipazione di camici bianchi, confermando l'interesse strategico per la medicina del territorio e di prossimità.
Sotto la direzione scientifica della dottoressa Lucia Giuliani, i lavori si sono aperti con i saluti del dottor Pinciaroli (Fnomceo) e del dottor Roberto Scendoni (Unimc), che hanno lodato l'alto livello multidisciplinare dell'iniziativa.
Il presidente dell’OPI Macerata, Sandro Di Tuccio, ha inaugurato le relazioni affrontando il tema dell’infermieristica nelle forze armate, portando la propria esperienza decennale in Marina Militare per spiegare la capacità di autonomia clinica e gestione dello stress richiesta a bordo di una nave o in scenari critici internazionali.
Subito dopo, i dottori Luigi Sammarco e Walter Piviero hanno illustrato il delicato equilibrio tra assistenza sanitaria e sicurezza pubblica nel Servizio Sanitario della Polizia di Stato, mentre la dottoressa Marta Pappacena ha delineato il ruolo, dinamico e ad alta responsabilità, dei professionisti inseriti nel corpo della Guardia di Finanza.
Il focus si è poi spostato sulle grandi crisi. Il dottor Marco Troiani ha catturato l'attenzione della platea parlando di medicina delle catastrofi e della complessa gestione del triage e delle risorse durante le maxi-emergenze e le calamità naturali. Una testimonianza toccante è arrivata dalla dottoressa Maria Grazia Ombrosi sull’assistenza nelle organizzazioni umanitarie, un intervento che ha rimarcato il valore etico della professione capace di superare ogni confine per difendere la dignità umana in contesti di estrema povertà sanitaria.
Di forte impatto anche la relazione della dottoressa Consuelo Quaglia sull’infermieristica penitenziaria, un ambiente ad altissima complessità dove l’operatore si confronta quotidianamente con fragilità psicologiche, dipendenze, patologie croniche e con il dovere di garantire il diritto alla salute come strumento di umanizzazione e inclusione dietro le sbarre.
A chiudere la sessione scientifica è stata la dottoressa Giulia Moriconi, che ha acceso i riflettori sulla figura dell’infermiere scolastico e del convitto. Si tratta di un ruolo ancora poco diffuso in Italia ma fondamentale nella sanità del futuro, finalizzato alla promozione della salute in età evolutiva, al supporto degli studenti minori con fragilità e alla creazione di reti solide tra le famiglie, le scuole e i servizi territoriali.
Il convegno ha dimostrato la straordinaria versatilità di una professione in continua evoluzione. Con questa giornata, l'OPI di Macerata ha ribadito il proprio impegno nel promuovere la crescita culturale del territorio e nel valorizzare competenze specialistiche che si rivelano ormai pilastri insostituibili per l'intero sistema sociosanitario moderno.
Per molti anni la creatina è stata considerata quasi esclusivamente un integratore legato al mondo dello sport. Oggi però la ricerca scientifica sta cambiando profondamente questa visione. Negli ultimi anni, infatti, numerosi studi hanno iniziato a mostrare come la creatina possa avere effetti che vanno ben oltre l’aumento della forza muscolare, coinvolgendo anche cervello, metabolismo e invecchiamento.
La creatina è una sostanza naturalmente presente nel nostro organismo e si trova soprattutto nei muscoli e nel cervello, cioè nei tessuti che richiedono grandi quantità di energia. Il suo ruolo principale è aiutare la rapida produzione di ATP, la principale fonte energetica delle cellule. È proprio questo meccanismo a spiegare perché oggi la creatina venga studiata in ambiti molto diversi tra loro.
I benefici più solidi e documentati restano quelli sul sistema muscolare. La creatina monoidrato è uno degli integratori più studiati al mondo per migliorare forza, potenza e performance negli esercizi ad alta intensità. Ma ciò che sta attirando sempre più attenzione è il suo possibile ruolo durante l’invecchiamento. Con l’età tendiamo infatti a perdere progressivamente massa e funzione muscolare, un fenomeno noto come sarcopenia. Diversi studi mostrano che, soprattutto se associata all’attività fisica contro resistenza, la creatina può aiutare a mantenere massa magra e forza anche negli adulti più anziani.
Negli ultimi anni anche il cervello è diventato un importante campo di ricerca. Alcune revisioni scientifiche suggeriscono che l’integrazione di creatina possa avere effetti positivi su memoria, attenzione e affaticamento mentale, soprattutto in situazioni di stress metabolico come privazione di sonno, forte stanchezza o invecchiamento. Il cervello, infatti, è uno degli organi con il più elevato consumo energetico del corpo umano.
La ricerca sta valutando anche un possibile ruolo neuroprotettivo della creatina in condizioni come declino cognitivo, depressione e malattie neurodegenerative. Al momento, però, gli studiosi invitano alla cautela: le evidenze sono promettenti ma ancora preliminari, e serviranno ulteriori studi per confermare questi effetti.
Un altro ambito emergente riguarda metabolismo e infiammazione. Alcuni lavori suggeriscono che la creatina possa contribuire indirettamente a migliorare la sensibilità insulinica e alcuni marker infiammatori, soprattutto quando associata all’esercizio fisico. Anche in questo caso, tuttavia, la ricerca è ancora in evoluzione.
Uno dei temi più discussi riguarda la sicurezza. Nonostante molti falsi miti diffusi online, la creatina monoidrato è oggi considerata uno degli integratori più sicuri e meglio studiati presenti in letteratura scientifica. Nelle persone sane, alle dosi comunemente utilizzate, non emergono evidenze di danni renali. Naturalmente, in presenza di patologie renali o condizioni cliniche particolari, l’integrazione deve sempre essere valutata insieme al medico.
Forse il messaggio più importante che emerge dalla ricerca moderna è che la creatina non dovrebbe essere vista soltanto come un integratore “per sportivi”. Si tratta di una molecola coinvolta nella produzione di energia cellulare e, proprio per questo, il suo potenziale interessa oggi molti ambiti della salute umana.
Questo non significa considerarla una sostanza miracolosa. Nessun integratore può sostituire alimentazione equilibrata, attività fisica, sonno adeguato e stile di vita sano. Ma la creatina rappresenta un esempio interessante di come la scienza della nutrizione stia evolvendo: non più focalizzata solo sull’estetica o sulla performance, ma sempre più orientata alla salute metabolica, cognitiva e all’invecchiamento in buona salute.
Una giornata di sport, passione e crescita tecnica ha acceso i motori al crossodromo comunale "San Pacifico" di San Severino Marche. L'impianto settempedano ha ospitato con grande successo il corso teorico-pratico organizzato dal Comitato Regionale Marche della FMI (Federazione Motociclistica Italiana), promosso in stretta e proficua collaborazione con il Moto Club Settempedano.
L'appuntamento ha richiamato ben 21 giovani talenti del motocross e del minicross provenienti da ogni angolo della regione. Per le promesse del vivaio marchigiano si è trattato di un'occasione straordinaria per affinare la tecnica di guida, studiare le traiettorie e perfezionare il proprio stile su uno dei tracciati più iconici, tecnici e impegnativi dell'intero panorama motociclistico italiano. I giovani piloti hanno risposto sul campo con una bellissima prova di maturità sportiva, affrontando con determinazione le sessioni teoriche e i severi test sul fango e sui salti del San Pacifico.
A guidare con grande competenza i test in pista sono stati i tecnici federali Danilo Marasca, impegnato nella sua duplice veste che lo vede anche apprezzato presidente del Moto Club Settempedano, ed Adriano Piunti. Sotto lo sguardo attento dello staff tecnico, ogni pilota ha potuto beneficiare di preziosi consigli personalizzati, mirati a elevare la sicurezza e la performance in vista dei prossimi impegni agonistici stagionali.
Ma l'avventura e l'impegno profuso per le giovani generazioni non finiscono qui. Il glorioso impianto di San Severino Marche si appresta infatti a voltare subito pagina per accogliere i debuttanti in un evento interamente dedicato ai primi passi sulle due ruote. Sabato 23 maggio, dalle ore 14:00 alle ore 19:00, il crossodromo ospiterà l'atteso appuntamento con "Hobby Sport Young".
L'iniziativa, promossa dalla Commissione Sviluppo Attività Sportive della FMI in collaborazione con il Comitato Regionale e il Moto Club locale, è completamente gratuita ed è riservata a bambini e bambine di età compresa tra i 6 e i 14 anni. Per partecipare non è richiesta alcuna esperienza precedente, né il possesso di attrezzatura propria: la Federazione metterà infatti a disposizione dei piccoli partecipanti i mezzi, le protezioni e la supervisione dei propri istruttori ufficiali.
Le iscrizioni potranno essere effettuate direttamente sul posto, alla presenza di un genitore, oppure preventivamente sul portale ufficiale corsi.federmoto.it. Per scendere in pista in totale sicurezza sono richiesti obbligatoriamente pantaloni lunghi e scarpe chiuse. Con queste iniziative, il Moto Club Settempedano e la FMI Marche confermano la centralità strategica del circuito del San Pacifico non solo come teatro di grandi sfide internazionali, ma anche come fondamentale polo educativo e sociale per la promozione dello sport giovanile sul territorio.
C’è tutto il dolore di una stagione straordinaria nelle parole di mister Sante Alfonsi e del presidente Giovanni Fioravanti al termine della finale playoff di Promozione persa dall’Azzurra Colli contro l’Alma Fano ai calci di rigore. Una sconfitta che lascia ferite profonde, soprattutto per come è maturata: dopo il vantaggio lampo firmato Liberati dopo appena 37 secondi, il Colli ha tenuto a lungo in mano il pallino del gioco, venendo raggiunto soltanto nel secondo tempo da una conclusione dalla lunghissima distanza di Sartori.
Nel post partita il tecnico Alfonsi non nasconde l’amarezza: “Possiamo soltanto ringraziare i ragazzi per tutto quello che hanno dato oggi e durante tutta la stagione. Meritavamo un epilogo diverso, però questo è il calcio. Loro festeggiano e noi ci lecchiamo le ferite, che sono ferite grosse”.
Il tecnico ex Civitanovese sottolinea come la squadra abbia rischiato pochissimo nell’arco della gara: “A parte quel palo di testa avevamo concesso poco. Il rammarico è non aver fatto il 2-0 e poi anche il 2-1 quando ne abbiamo avuto l’occasione. Purtroppo nel calcio capita anche questo”.
Una delusione ancora più pesante se si guarda al percorso costruito dall’Azzurra Colli durante l’intera annata. Secondo posto in campionato con 69 punti, playoff di girone annullati grazie al vantaggio accumulato sulla terza classificata e, per il secondo anno consecutivo, accesso alla finalissima regionale. “Fare 69 punti e arrivare secondi è già un grosso rammarico – spiega Alfonsi – e oggi penso che i ragazzi abbiano fatto una grande partita e meritassero un altro finale”.
Nonostante il dolore del momento, il mister ha voluto evidenziare il legame speciale creatosi con l’ambiente rossoblù: “Mi sono trovato in una società fantastica, fatta di persone vere, autentiche, che vivono il calcio in maniera sana e pulita. Andare ogni giorno al campo è stato una gioia. Il dispiacere più grande è per tutte le persone che ci sono state vicine durante l’anno e che meritavano una gioia diversa”.
Parole molto simili a quelle del presidente Fioravanti, che ha riconosciuto il valore del cammino della squadra senza però riuscire a cancellare la delusione per la finale persa. “La stagione non si può cancellare perché abbiamo fatto un percorso straordinario, però oggi fa male. Secondo me, visto quello che si è visto in campo, meritavamo noi”.
Il numero uno del Colli recrimina soprattutto per le tante occasioni non concretizzate: “La partita dovevamo chiuderla prima. Abbiamo dominato per lunghi tratti, ma ci è mancata lucidità sotto porta. Se sbagli tanti gol poi rischi di pagare tutto, ed è quello che è successo”.
Il presidente ha poi voluto ringraziare i tantissimi tifosi arrivati per sostenere la squadra: “Sono rimasto meravigliato da quanta gente ci abbia seguito. È stato uno spettacolo di pubblico bellissimo e corretto. Questo aumenta ancora di più il rammarico”.
Nonostante la seconda finale regionale consecutiva persa, in casa Azzurra Colli c’è comunque la volontà di ripartire subito: “Siamo abituati a lottare sempre. Adesso dobbiamo mandare giù questa delusione, poi ci riorganizzeremo. Il Colli ormai ha uno status: deve lottare per i vertici, e lo faremo anche il prossimo campionato”.
Un'ultima speranza di promozione per il Colli è legata al percorso nei playoff nazionali della Fermana, che se dovesse raggiungere la Serie D libererebbe un posto per il quale gli ascolani sarebbero i primi in graduatoria.
Si è conclusa con l’approvazione unanime del bilancio e un clima di grande soddisfazione l’Assemblea dei Soci del Banco Marchigiano, chiamata a esaminare i risultati di un esercizio definito dai vertici dell’istituto “l’anno dei record”.
I numeri confermano infatti una crescita significativa sia sul piano economico sia su quello patrimoniale, consolidando il ruolo della banca come punto di riferimento per famiglie e imprese nelle Marche e in Abruzzo.
L’utile lordo ha raggiunto i 17 milioni di euro, mentre l’utile netto ha superato i 15 milioni, segnando un incremento del 20,5% rispetto all’anno precedente. A rafforzare ulteriormente il quadro positivo è il CET1 ratio, principale indicatore della solidità bancaria, salito al 28,2%, con un patrimonio netto che supera i 115 milioni di euro.
«L’approvazione del bilancio da parte dei soci conferma la bontà della nostra strategia – ha dichiarato il presidente Sandro Palombini –. Siamo una banca che cresce e che riesce a trasformare i risultati economici in valore per il territorio. Gli oltre 800mila euro destinati a iniziative sociali, culturali, sportive e sanitarie rappresentano concretamente il nostro modo di fare banca».
Importanti anche i risultati sul fronte del sostegno all’economia reale. Nel 2025 il Banco Marchigiano ha erogato nuovi finanziamenti per 140 milioni di euro, con una crescita del 16,6% rispetto all’anno precedente.
Numeri che si traducono in interventi concreti sul territorio: circa 400 famiglie e giovani hanno potuto acquistare la prima casa grazie ai mutui concessi dall’istituto, mentre oltre 300 piccole imprese sono state supportate nei loro programmi di sviluppo e investimento.
Il direttore generale Massimo Tombolini ha evidenziato come i risultati raggiunti siano il frutto di un percorso costruito negli ultimi anni.
«Non si tratta di un exploit isolato – ha spiegato – ma del risultato di un lavoro portato avanti con continuità negli ultimi tre anni. Abbiamo incrementato la raccolta complessiva di oltre 300 milioni mantenendo al tempo stesso una qualità del credito molto elevata, con coperture sui crediti deteriorati superiori al 76%».
Tombolini ha inoltre sottolineato l’importanza del capitale umano all’interno dell’istituto, ricordando l’ingresso negli ultimi tre anni di circa 20 giovani neolaureati.
Anche il vicepresidente Marco Bindelli ha rimarcato il valore dell’appartenenza al Gruppo Cassa Centrale: «Far parte di un grande gruppo nazionale ci garantisce solidità e prospettive, ma restiamo profondamente legati ai distretti produttivi delle Marche e dell’Abruzzo e alle esigenze delle famiglie del territorio».
Il bilancio approvato conferma dunque il percorso di crescita del Banco Marchigiano, sempre più orientato a coniugare stabilità finanziaria, sostegno all’economia locale e attenzione alla comunità.
MONTAPPONE – Opportunità per le imprese, infrastrutture strategiche, formazione e innovazione: sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Opportunità e Strumenti per le Imprese del Distretto del Cappello”, promosso da Confapi Industria Ancona insieme a Uniontessile Confapi Industria Ancona e ospitato giovedì 14 maggio nella sede del Comune di Montappone.
L’appuntamento, patrocinato dai Comuni di Montappone, Massa Fermana, Falerone e Monte Vidon Corrado, oltre che dal commissario straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, ha riunito istituzioni, amministratori e imprenditori del territorio fermano per discutere delle prospettive di sviluppo del comparto manifatturiero legato al cappello, simbolo storico dell’economia locale.
A moderare l’incontro è stato Paolo Marzialetti, presidente nazionale del Settore Cappello della Federazione italiana Tessilivari e presidente di Uniontessile Confapi Industria Ancona.
Ad aprire i lavori sono stati il sindaco di Montappone Mario “Amerino” Clementi e il prefetto di Fermo Edoardo D’Alascio, che ha invitato amministrazioni e aziende a rafforzare le iniziative comuni per sostenere la crescita del distretto.
Particolarmente atteso l’intervento del senatore Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, che ha illustrato le opportunità previste per le imprese del cratere sismico e le azioni messe in campo a favore del territorio. Castelli ha inoltre evidenziato l’importanza dell’ingresso della Regione Marche nella ZES Unica a partire dalla fine del 2025, sottolineando le nuove misure che potranno integrare gli strumenti già esistenti per le aree colpite dal terremoto.
Il direttore di Confapi Industria Ancona Michele Montecchiani ha ribadito il ruolo dell’associazione come punto di riferimento per la piccola e media industria privata, evidenziando l’importanza della formazione e delle competenze come leva strategica per la competitività aziendale.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle criticità infrastrutturali che interessano il territorio. I sindaci dei Comuni coinvolti hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di superare l’isolamento logistico del Distretto del Cappello attraverso opere considerate fondamentali per lo sviluppo economico dell’area.
Tra le priorità indicate figurano il collegamento del distretto alla Mezzina tramite la strada che costeggia l’Ete Morto, il completamento della Mezzina verso Teramo e la realizzazione della Mare-Monti connessa alla Pedemontana, infrastruttura destinata a collegare Belforte del Chienti alla Salaria.
Nel corso dell’incontro, Eleonora Ferracuti, consigliere provinciale di Fermo, ha ricordato l’iter avviato per il riconoscimento del marchio IGP del Cappello Marchigiano e della Calzatura Fermano-Maceratese, mentre il tenente colonnello Alessandro Caputo, in rappresentanza del comandante provinciale della Guardia di Finanza Vittorio Angelini, ha sottolineato la vicinanza delle istituzioni alle imprese del territorio e il valore dell’eccellenza manifatturiera locale.
Il confronto finale con gli imprenditori ha fatto emergere le principali preoccupazioni del settore: dall’incertezza geopolitica alle ripercussioni sul mercato del lusso, fino alla difficoltà nel reperire personale qualificato e nella formazione continua in azienda.
Tra i temi più sentiti anche la necessità di ridurre i costi per la partecipazione alle fiere nazionali e internazionali e l’importanza di rafforzare la collaborazione con le università marchigiane per sviluppare applicazioni legate all’Intelligenza Artificiale e all’innovazione tecnologica.
Il futuro del nostro territorio è nelle mani degli studenti del Liceo "G. Leopardi"di Recanati, sempre più scuola di riferimento per una didattica laboratoriale d'eccellenza.
Il 28 maggio, presso l’Acquario Romano, un team rappresentativo delle classi 4R, 3M e 3L dell’indirizzo Scienze Applicate sfiderà le proposte di altri sette istituti provenienti da tutta Italia nella finale nazionale di "Mad for Science", il prestigioso concorso promosso dalla Fondazione Diasorin.
Oltre che una competizione, il concorso rappresenta un’esperienza didattica coinvolgente e un’occasione per potenziare con attrezzature all’avanguardia i laboratori scientifici già in dotazione alla scuola, dentro i quali, da anni, i docenti dell’indirizzo di Scienze Applicate lavorano per proiettare i ragazzi nel cuore della ricerca attiva.
In queste settimane, sotto la guida della professoressa di Scienze Naturali Lucia Galassi, mente e cuore dell'iniziativa, e del professore di Informatica Michele Brizi, gli studenti si stanno preparando ad affrontare una sfida multidisciplinare: dalla biotecnologia pura allo sviluppo di piattaforme digitali per condividere conoscenza.
Al centro di tutto c'è RootNet: un progetto nato per proteggere la biodiversità del suolo locale. Dopo una prima fase di sperimentazione condotta tra i laboratori scolastici e una serra domotica, le colline di Recanati, patrimonio di bellezza e cultura, diventeranno a loro volta un laboratorio a cielo aperto dove il team ha l’obiettivo di studiare le micorrize autoctone. Questi funghi simbionti, alleati naturali delle radici, verranno fatti proliferare attraverso l'uso di scarti agricoli locali (economia circolare) per rendere le piante più resilienti ai cambiamenti climatici, riducendo drasticamente la dipendenza da prodotti chimici industriali.
Il risultato è un modello di “cittadinanza scientifica attiva” dove la scuola non solo insegna, ma produce conoscenza utile al territorio.
A Roma,dunque, i ragazzi del nostro Liceo porteranno un manifesto che racconta come la scienza possa preservare concretamente la bellezza e la salute dei nostri luoghi.
SAN SEVERINO - Innovazione tecnologica, design avanzato e identità nazionale si incontrano nella nuova installazione realizzata davanti all’ingresso dell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”, in viale Mazzini.
L’opera nasce dalla collaborazione tra Fonsi Costruzioni Srl, specializzata in strutture in cemento armato e muratura, e MateriaNova Srl, realtà di Montecosaro attiva nel settore della stampa 3D applicata all’edilizia.
Si tratta di tre maxi sedute, vere e proprie chaise longue urbane, realizzate con tecnologia di stampa 3D cementizia e disposte nei colori della bandiera italiana: verde, bianco e rosso. Le forme sinuose e continue generano un effetto visivo e tattile di forte impatto, trasformando l’area in uno spazio contemporaneo e riconoscibile.
L’installazione è stata collocata in un contesto di particolare rilievo istituzionale, in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile che hanno visto anche la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a San Severino Marche.
La realizzazione è il risultato della sinergia tra le due aziende marchigiane, con MateriaNova impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative per l’architettura e l’edilizia digitale. L’azienda opera attraverso processi di deposizione strato su strato a partire da modelli CAD, riducendo tempi di lavorazione e impatto ambientale, con l’obiettivo di coniugare efficienza, sostenibilità e qualità materica.
Le sedute installate all’Istituto “Divini” non rappresentano solo un elemento di arredo urbano, ma anche un esempio concreto delle potenzialità dell’architettura sostenibile e delle nuove tecnologie applicate all’edilizia, con un forte valore educativo per gli studenti che si formano nelle discipline tecniche.
In occasione dell’installazione, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha voluto esprimere il proprio apprezzamento, complimentandosi personalmente con i rappresentanti delle aziende coinvolte per il progetto realizzato.
TOLENTINO – Sarà un finale di grande spessore culturale quello che attende il pubblico del Politeama Franco Moschini di Tolentino. Mercoledì 20 maggio, alle ore 21:15, i riflettori del teatro si accenderanno su uno dei volti più rappresentativi e amati del cinema, della televisione e del teatro italiano: Massimo Ghini. L'attore romano sarà il protagonista assoluto di "Noi Giuda", uno spettacolo potente e innovativo scritto e diretto da Angelo Longoni, firma tra le più autorevoli e compiante della drammaturgia contemporanea nazionale.
Al centro della rappresentazione c'è la figura storicamente condannata come il traditore per eccellenza dell'umanità. Giuda Iscariota torna idealmente sul palco per raccontare la storia più conosciuta al mondo, ma dal suo personale e inedito punto di vista. In questa originale rilettura teatrale, il personaggio esamina il proprio tradimento, il ruolo cruciale che gli è stato assegnato nel disegno divino e la sua profonda, quanto contraddittoria, umanità.
Rifiutando la tradizionale etichetta di assoluta malvagità che i secoli gli hanno cucito addosso, questo Giuda preferisce muoversi come un investigatore alla ricerca delle contraddizioni narrative, inseguendo un movente credibile per difendere e riabilitare la propria reputazione. In un delicato equilibrio tra ironia e dolore, lo spettacolo si trasforma in un avvincente interrogatorio senza tempo che invita lo spettatore a guardare oltre i pregiudizi.
L'opera acquisisce un valore ancora più profondo se si pensa che porta la firma di Angelo Longoni, regista e autore recentemente scomparso che ha lasciato un segno indelebile nella cultura italiana grazie alla sua sensibilità e alla sua capacità di indagare le infinite sfumature dell'animo umano attraverso storie intime, complesse e spesso ispirate a figure geniali.
I biglietti per assistere all'evento sono in vendita al costo di 30 euro (più diritti di prevendita) e possono essere acquistati direttamente presso il Botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16:00 alle ore 19:00 e a partire da tre ore prima dello scontro, oppure comodamente online sul circuito ufficiale del teatro. L'intero cartellone della stagione artistica è stato reso possibile grazie al patrocinio del Comune di Tolentino e al fondamentale sostegno dei partner privati Estra Prometeo, Zurich Antinori Assifin (Agenzia di Macerata) e Gruppo Medico Fisiomed.
Si è svolta ieri, sabato 16 maggio alle ore 19, la presentazione del libro “Fascisti e antifascisti. Tentativi di conciliazione”presso il dehors esterno di Palazzo Cortesi, in piazza Cesare Battisti. L’evento ha visto la partecipazione dello scrittore Ferdinando Bergamaschi e del filosofo Diego Fusaro, richiamando l’attenzione del pubblico su uno dei temi più complessi e dibattuti della storia politica italiana del Novecento.
La presentazione ha offerto un’occasione di approfondimento storico e filosofico sui tentativi di conciliazione e sulle strategie politiche attribuite al fascismo. Nel volume, Bergamaschi propone una lettura che interpreta alcune aperture del regime come parte di una strategia politica strutturata, legata anche all’idea di una “democrazia radicale e sostanziale di matrice roussoviana”, alternativa al modello parlamentare tradizionale.
Sono stati richiamati alcuni passaggi centrali del libro, dai Patti di pacificazione del 1921 ai rapporti con socialisti e sindacati, fino ai Patti Lateranensi del 1929 e ai tentativi di dialogo nella fase della Repubblica Sociale Italiana, con attenzione anche alla sinistra fascista e a figure culturali come Berto Ricci.
La presenza di Diego Fusaro ha contribuito ad arricchire il dibattito, offrendo ulteriori spunti di riflessione filosofica e interpretativa sui temi affrontati, con particolare attenzione alle letture del Novecento italiano e alle sue contraddizioni politiche e culturali.
L’evento si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione di Palazzo Cortesi, recentemente restaurato e destinato a diventare un nuovo polo culturale e ricettivo nel centro cittadino. La struttura, gestita da Sara Longarini, punta a coniugare ospitalità, cultura e ristorazione, con l’obiettivo di creare uno spazio di aggregazione aperto a cittadini e turisti.
Nonostante il tempo incerto, la presentazione si è comunque svolta regolarmente, trasferita per sicurezza sotto le logge adiacenti al dehors. A margine dell’incontro, gli ospiti sono stati accolti all’interno del palazzo per un aperitivo-cena.
Un ringraziamento a Sara Longarini e Diego Margione, che, insieme alla redazione di Picchio News, hanno curato l’organizzazione dell’evento. La presentazione è stata moderata da Paola Pauri, collaboratrice della stessa testata. L’iniziativa ha rappresentato uno dei primi appuntamenti di un calendario culturale più ampio che accompagnerà l’apertura completa della struttura prevista per la fine di giugno.
Una favola rock che si trasforma in realtà per la musica indipendente marchigiana. I Capabrò sono tra i vincitori ufficiali di “Zocca Paese della Musica”, il prestigioso contest nazionale che regalerà alla band l'incredibile opportunità di aprire il concerto di Vasco Rossi il prossimo 6 giugno al Parco Urbano Bassani di Ferrara. Per il gruppo si tratta di una consacrazione straordinaria, che permetterà loro di salire su uno dei palchi più importanti e imponenti dell’estate italiana, esibendosi davanti a una platea di decine di migliaia di persone dopo anni di gavetta autentica trascorsi tra club, festival indipendenti e spazi autogestiti.
Caratterizzati da un personalissimo mix di rock alternativo, teatralità e spiccata ironia sociale, i Capabrò hanno saputo costruire nel tempo un’identità artistica riconoscibile, solida e orgogliosamente fuori dagli schemi. La loro forza risiede nella capacità di alternare un'esplosiva energia live a una scrittura tagliente, senza rinunciare a momenti più intimi ed emotivi. Negli ultimi mesi il progetto ha vissuto un'accelerazione importante grazie alla pubblicazione di nuovi brani, tra cui spicca il singolo “Lavorare fa schifo”. Con questa traccia la band ha conquistato il premio “La Musica è Lavoro” al MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) ed è volata in finale al San Marino Song Contest 2026, confermando la bontà di una narrazione generazionale in bilico tra sarcasmo, precarietà e un profondo bisogno di libertà.
L'annuncio del maxi evento di Ferrara è arrivato in contemporanea con un'altra importante novità che riguarda i fan locali: la band ha infatti svelato quella che sarà l’unica data estiva marchigiana della stagione. I Capabrò si esibiranno in un concerto speciale al Memorabilia Festival di Recanati, per l'occasione con una formazione allargata e inedita, impreziosita dal supporto di una sezione di archi e fiati.
«Siamo una band nata nei locali e nei festival indipendenti delle Marche – hanno commentato i membri del gruppo, visibilmente emozionati per il doppio annuncio – e ritrovarci sul palco di Vasco Rossi pochi giorni prima di suonare a casa nostra, sul palco del Memorabilia, è qualcosa che al momento facciamo persino fatica a spiegare a parole».
Un pezzo di territorio maceratese si appresta a conquistare uno dei palcoscenici più prestigiosi d'Italia. Il prossimo giovedì 21 maggio, la tournée teatrale di "90 Mania – The Musical" celebrerà il suo atto finale nello storico Teatro Olimpico di Roma, che per l'occasione è già tutto esaurito. Un traguardo straordinario per uno spettacolo interamente ideato e realizzato dai ragazzi di Mas Flow, una realtà dinamica e intraprendente della provincia di Macerata che è riuscita a esportare fuori dai confini regionali un format di grandissimo successo.
Nato da un’idea originale di Lelemari e Giacomo Isolani, il progetto si è trasformato negli anni in uno dei format dedicati agli anni Novanta più coinvolgenti del panorama nazionale. La regia firmata da Lelemari rappresenta il vero marchio di fabbrica dello show: una direzione artistica studiata per abbattere completamente la quarta parete e il confine tra il palco e la platea.
Attraverso un mix travolgente di musica, comicità, effetti speciali ed emozioni, i ragazzi di Mas Flow sono riusciti a scardinare la classica impostazione teatrale, riportando il pubblico a vivere l'esperienza della sala in maniera partecipativa, cantando e ballando come nei grandi eventi di piazza di un tempo. Il sold out nella Capitale non fa che confermare la solidità di una community legatissima al brand e la forza di un fenomeno pop intergenerazionale.
Per celebrare degnamente il traguardo dell'Olimpico, la produzione ha deciso di lanciare un progetto speciale e totalmente inedito: una diretta streaming di oltre 12 ore sul canale YouTube ufficiale di "90 Mania". Sotto il titolo di "12 ore con 90 Mania", la trasmissione mostrerà tutto ciò che normalmente resta invisibile agli occhi degli spettatori.
A partire dalle ore 13:00 di giovedì, i canali social e il sito ufficiale (90mania.it) si collegheranno in diretta per documentare l'arrivo dei camion e della produzione a Roma, il montaggio delle scenografie, i preparativi del backstage, le prove tecniche, fino alle emozioni del dietro le quinte a notte fonda (il collegamento si chiuderà all'1:00). Lo spettacolo teatrale vero e proprio non verrà trasmesso, una scelta volta a preservare l'esclusività e la magia dell'esperienza live per chi è riuscito ad accaparrarsi il biglietto.
Quello di Roma non sarà affatto un punto di arrivo, bensì il trampolino di lancio per i prossimi mesi. Con la chiusura del sipario nei teatri, Mas Flow darà ufficialmente il via alla stagione estiva all'aperto, che vedrà il format "90 Mania" protagonista nelle piazze, nei festival e nelle grandi produzioni live in tutta la penisola. Per gli amanti dei velluti e dei palcoscenici al chiuso, l'appuntamento è già fissato per ottobre 2026, quando il musical tornerà ufficialmente nei teatri con una nuova programmazione e ulteriori e sorprendenti novità sceniche.
Superare l'isolamento operativo che per anni ha frenato le battaglie animaliste e unire le forze per fare pressione sulle istituzioni. Con questo obiettivo ambizioso nasce ufficialmente "Uniti per chi non ha voce", la prima grande rete regionale delle associazioni animaliste delle Marche. Il coordinamento, costituito per far fronte in modo strutturato alle criticità legate alla tutela e al benessere degli animali, vede la provincia di Macerata come assoluta protagonista del progetto, potendo contare su ben sei associazioni del territorio maceratese sulle tredici complessive che hanno siglato l'accordo a livello regionale.
Nello specifico, la colonna portante della provincia di Macerata è rappresentata da: Dolci Musetti (Tolentino), Lndc sezione Camerino e Matelica (Camerino), Associazione di volontariato Argo (Macerata), U.N.A. Potenza Picena Macerata (Morrovalle), Animals Mago Ranch (Cingoli) e Una cuccia per tutti (Mogliano). Insieme a loro, nel sodalizio figurano altre importanti realtà marchigiane tra le province di Ancona, Fermo e Ascoli Piceno (Amici di Gioia e Romeo, Amici Animali, Noi Animali, Amici di Fido, A-Mici a 4 zampe, A Zampe Scalze e Cani Liberi).
La prima e più urgente questione sul tavolo del neonato coordinamento riguarda la gestione dei cosiddetti cani da lavoro, una problematica che minaccia di trasformarsi in una vera emergenza. “Uniti per chi non ha voce” ha annunciato l’avvio di uno studio a livello regionale sulle cause del sovraffollamento dei canili e dei rifugi nelle Marche.
Secondo i dati raccolti dalle associazioni, la saturazione delle strutture è dovuta in gran parte alla massiccia presenza di cani da guardiania e da caccia non più utili o non adatti al lavoro (come Pastori Maremmani, Abruzzesi e relativi incroci adibiti al controllo delle greggi), che vengono sistematicamente abbandonati sul territorio.
La rete punta il dito contro una serie di criticità strutturali ben note ma non ancora affrontate con soluzioni tangibili: l'assenza di microchip e la mancata registrazione all'Anagrafe, che impediscono di risalire ai proprietari degli animali vaganti; le cure veterinarie scarse con il conseguente rischio di malattie infettive; le cucciolate incontrollate dovute alle mancate sterilizzazioni.
Tutto questo si traduce in cuccioli abbandonati in zone impervie, avvelenamenti e in un aumento insostenibile dei conferimenti nei canili, con un pesante impatto finanziario per i Comuni, sui quali gravano per legge le spese di mantenimento di ogni cane accalappiato nel proprio territorio. «Non è più il tempo delle risposte parziali. È il momento di affrontare il problema alla radice, esaminando una strategia condivisa con le Istituzioni, fatta di rispetto delle leggi in vigore, controlli frequenti e prevenzione», spiegano i promotori, richiamando anche la memoria dei tragici eventi di Scossicci (leggi qui) che hanno profondamente scosso l'opinione pubblica nazionale.
Per queste ragioni, il coordinamento ritiene non più rinviabile un confronto urgente e strutturato con la Regione Marche e con le amministrazioni locali. Per incidere con maggior forza sulle decisioni pubbliche, la rete ha lanciato un appello a tutte le altre realtà animaliste marchigiane affinché si uniscano alla causa: l’adesione è libera, volontaria, non comporta costi e ogni associazione manterrà la propria autonomia.
Anche i singoli cittadini possono fare la loro parte iscrivendosi e sostenendo il gruppo tramite la pagina Facebook ufficiale "Uniti per chi non ha voce", per dare finalmente forza a chi non può difendersi da solo.
È stata inaugurata ieri pomeriggio a Monte San Martino la nuova sede dell’associazione giovanile "Martinelli 603", un progetto nato dal desiderio semplice e potente di ritrovarsi, stare insieme e immaginare il futuro del paese.
La nuova casa dei giovani è stata realizzata nei locali di una ex fabbrica, una maglieria nata più di cinquant’anni fa per dare lavoro a tante ragazze del paese. Oggi quello stesso spazio torna a vivere con una nuova vocazione: come luogo di relazioni, idee, incontri, feste, iniziative e partecipazione.
Un passaggio di testimone ideale tra generazioni, dentro mura che hanno già custodito lavoro, sogni e pezzi importanti di vita comunitaria. Il nome scelto racconta bene lo spirito dell’associazione. "Martinelli" è infatti il soprannome con cui vengono chiamati i ragazzi di Monte San Martino, mentre "603" richiama i metri di altitudine del paese sul livello del mare. Un nome identitario, affettuoso, profondamente legato alla terra da cui nasce.
"L’idea è nata quasi per caso, durante una cena della Pro Loco - racconta il presidente Daniele Ercoli - ma in realtà rispondeva a un bisogno che sentivamo tutti. Negli ultimi anni diversi esercizi pubblici del paese hanno chiuso e i luoghi di ritrovo sono diventati sempre meno. Noi giovani volevamo creare uno spazio nostro, ma aperto a tutti, un’occasione per uscire di casa, incontrarsi, organizzare qualcosa, sentirsi parte attiva della comunità".
La risposta è stata immediata. Ancora prima dell’inaugurazione, “Martinelli 603” aveva già superato i sessanta iscritti tra i giovani del paese, a cui si aggiungono amici dei Comuni vicini legati in vario modo a Monte San Martino, che si propone quindi come polo di attrazione sociale per i giovani.
La sede resterà aperta soprattutto durante l’inverno, quando le occasioni di aggregazione sono più rare, mentre in estate l’associazione affiancherà e completerà le attività del chiosco ai giardini pubblici, con l’obiettivo di animare le serate e creare nuovi momenti di incontro.
"La sede è a disposizione della comunità e delle altre associazioni del paese – prosegue Ercoli –. Già da subito ospiterà iniziative e momenti conviviali, a partire dalla festa scudetto dell’Inter organizzata dal gruppo Monte San Martino Nerazzurra. Vogliamo che questo diventi un luogo vivo, attraversato da tante persone e da tante energie diverse".
Un risultato reso possibile grazie a un grande lavoro collettivo. I locali sono stati concessi gratuitamente dai proprietari e tanti ragazzi, insieme a tecnici e volontari, hanno contribuito alla sistemazione degli spazi senza chiedere compensi.
"Senza l’aiuto di tutti sarebbe stato impossibile – sottolinea il presidente –. I costi sarebbero stati troppo alti e non ce l’avremmo fatta. Ma anche questo significa comunità: mettere a disposizione tempo, competenze e passione per raggiungere insieme un obiettivo comune".
I giovani si sono dati uno statuto, hanno registrato formalmente l’associazione e hanno eletto un direttivo composto da undici persone. Daniele Ercoli è il presidente, Caterina Ghezzi la vicepresidente, Riccardo Pietrangeli il segretario e Marta De Angelis la tesoriera. Fanno parte del direttivo anche Alessandro Ghezzi, Irene Virgili, Federico Pietrangeli, Lucia Regoli, Matteo Paciaroni, Mattia Recchioni e Valerio Virgili.
Sono gli stessi giovani che già da anni animano la vita del paese in forme diverse: suonano nella banda e nel gruppo pop locale, giocano nella squadra di calcio, collaborano con la Pro Loco, organizzano giochi, feste e attività estive. Giovani che, spesso, indossano più “divise” della stessa comunità, come Mattia Recchioni, esempio di una generazione che non vuole limitarsi a guardare, ma sente il bisogno di partecipare.
Per sostenere le prime spese l’associazione ha già realizzato una linea di merchandising con felpe, magliette, shopper e adesivi, caratterizzati da grafica, colori e logo di “Martinelli 603”. Tra le idee più originali spicca una t-shirt dedicata ai cambiamenti climatici, che immagina ironicamente una Monte San Martino nel 2067 con la spiaggia: un modo leggero e creativo per parlare anche dei grandi temi del presente.
Il programma dei prossimi mesi è già ricco di idee. I ragazzi stanno lavorando all’organizzazione di eventi, feste, viaggi e anche a un’iniziativa di beneficenza, confermando la volontà di non limitarsi alla gestione di uno spazio, ma di costruire un vero percorso associativo e inclusivo.
A tagliare il nastro è stato il vicesindaco Piernicola Abbati, che ha sottolineato il valore simbolico e concreto dell’iniziativa. "Quello di oggi non è un semplice taglio del nastro – ha sottolineato Abbati – ma l’inizio di un percorso coraggioso. Questi ragazzi hanno scelto di mettersi in gioco, di non aspettare che qualcosa accada, ma di costruire con le proprie mani un luogo e una possibilità. Devono continuare a sognare il loro futuro e quello della nostra comunità, senza fermarsi alle prime difficoltà. La loro energia può diventare un esempio per le generazioni che verranno. L’amministrazione comunale sarà al loro fianco".
La parola futuro accompagna ogni iniziativa che vede protagonisti i giovani, ma nei piccoli paesi dell’entroterra, segnati dallo spopolamento e dalla difficoltà di trattenere energie nuove, assume un significato ancora più profondo. Diventa una parola concreta, quasi una forma di resistenza.
Restare, incontrarsi, aprire una sede, organizzare attività, ridare vita a uno spazio chiuso: sono gesti che raccontano una volontà precisa, quella di continuare a credere nel proprio paese.
A ricordarlo c’è anche lo striscione che campeggia sopra l’ingresso principale della nuova sede. Una linea del tempo parte dal 1240, anno del riconoscimento di Monte San Martino come Comune autonomo, e attraversa alcune delle tappe più significative della storia locale: le opere dei Crivelli, la fondazione della Società Operaia, la nascita della Sportiva, la visita di Re Carlo d’Inghilterra. Poi la linea prosegue con un tratteggio infinito.
"Perché il futuro del paese è ancora tutto da scrivere", ha tenuto a precisare Daniele Ercoli. E da ieri, a Monte San Martino, quella pagina bianca ha una nuova casa, una nuova voce e il volto dei suoi ragazzi.
(Articolo di Leonardo Virgili per i ragazzi del paese)
Un compleanno speciale che si celebra portando nel territorio due autentiche eccellenze nazionali nel campo della scienza e dell'arte. Il festival "Fabulando 2026", il celebre premio letterario e d'illustrazione dedicato a Gianni Rodari che ogni anno attira centinaia di scuole da tutta Italia e dall'estero, taglia il prestigioso traguardo del ventennale. Per l'occasione, il Comune di Pieve Torina ha organizzato un appuntamento straordinario fissato per mercoledì 27 maggio, alle ore 15:30, presso il locale Palazzetto dello Sport.
Il palco vedrà salire insieme Daniela Lucangeli, una delle massime scienziate ed esperte di neuroscienze a livello internazionale, e Nicoletta Costa, tra le più celebri e amate illustratrici italiane. Le due professioniste saranno le assolute protagoniste del seminario dal titolo “La meraviglia che insegna: educare attraverso emozioni, gioco e creatività”.
La portata dell'evento è stata sottolineata con orgoglio dal primo cittadino di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, che ha evidenziato il legame profondo tra gli ospiti e i progetti strategici del Comune. «Daniela Lucangeli è da tempo un punto di riferimento nei nostri programmi di formazione per il mondo della scuola», spiega il sindaco, specificando come con la scienziata sia attivo un percorso strutturato rivolto ai docenti sull’apprendimento legato alle emozioni e all'outdoor education.
«Avere Nicoletta Costa è invece il coronamento di un sogno», prosegue Gentilucci, «avremo a Pieve Torina una delle illustratrici più apprezzate dai lettori, piccoli e grandi, e della quale ospiteremo una mostra di disegni dedicati all’Omino della Pioggia di Gianni Rodari». Secondo il sindaco, la presenza simultanea delle due figure rappresenta un regalo immenso per la crescita culturale delle comunità locali in questa edizione storica del festival.
L'incontro si preannuncia come un polo di attrazione non solo per gli addetti ai lavori (insegnanti, educatori, pedagogisti), ma anche per le famiglie e gli appassionati della letteratura rodariana. La partecipazione all'evento è completamente libera e gratuita, ma gli organizzatori fanno sapere che i posti all'interno del Palazzetto dello Sport sono limitati.
Per assicurarsi l'accesso al seminario e non perdere questo focus dedicato all'educazione e alla creatività, è obbligatorio registrarsi in anticipo compilando il modulo online disponibile sulla piattaforma ufficiale all'indirizzo mind4children.com/x/fxpt08.
Dopo l’incontro del 14 maggio, promosso dall’Amministrazione Comunale di Potenza Picena e dedicato alla sicurezza della Strada Regina, anche alla luce della realizzazione del nuovo casello autostradale dell’A14, svoltosi nella sala convegni dell’azienda Elettromedia alla presenza del presidente Acquaroli, i Comitati “Una Valle da Vivere” esprimono condivisione e piena soddisfazione per le dichiarazioni del presidente della Regione Marche in merito all’intenzione di realizzare, in collaborazione con ANAS, un progetto per la messa in sicurezza della viabilità della Strada Regina, nel tratto compreso tra la SS16 e Fontenoce.
Non si parla, quindi, di una nuova strada, ma della valorizzazione dell’esistente attraverso ampliamenti, by-pass e rotatorie, interventi che potranno rendere la viabilità più sicura e sostenibile.
Già nel 2010 i Comitati spontanei, nel corso di numerosi incontri e attraverso nuove progettazioni elaborate con l’urbanista Giuseppe Malaisi, avevano espresso una netta contrarietà alla nuova superstrada sopraelevata a quattro corsie proposta dalla Provincia di Macerata, avanzando in alternativa soluzioni sostenibili ed efficaci, pienamente in linea con la recente visione della Regione Marche.
Diversa è invece la posizione dei Comitati rispetto alla proposta di nuova viabilità avanzata dalla Provincia di Maceratatra Villa Potenza e Sambucheto. Tale progetto prevede una nuova strada che attraverserebbe una campagna fragile dal punto di vista dell’ecosistema, caratterizzata da numerose zone esondabili, fertile e vocata a un’agricoltura di qualità. Inoltre, la nuova viabilità risulterebbe lontana dalle zone industriali di Montecassiano e Recanati e comporterebbe costi elevati, dovuti ai numerosi espropri e alla realizzazione di nuovi ponti sul fiume Potenza.
Nell’assemblea cittadina del 7 dicembre, svoltasi a Vallacascia di Montecassiano, i Comitati hanno illustrato una possibile progettazione alternativa: una nuova viabilità che utilizzi e ampli in parte i percorsi esistenti e preveda, solo in parte, una nuova bretella periferica a Sambucheto. Una soluzione che consentirebbe di evitare la distruzione di agricoltura, paesaggio e ambiente, con costi nettamente più contenuti.
Infine, i Comitati esprimono contrarietà e forte dissenso nei confronti del mega impianto fotovoltaico da 36 megawatt su 45 ettari previsto a Potenza Picena, ritenendolo causa di un evidente danno agricolo e paesaggistico in una valle che presenta anche una significativa vocazione storico-turistica.