Una Fiat Qubo condotta da un 76enne ha imboccato contromano la Statale 77, scontrandosi frontalmente con una Ford guidata da un 19enne che procedeva nel corretto senso di marcia. L'incidente si è verificato questa mattina, intorno alle 6, nel tratto compreso tra Macerata Ovest e Sforzacosta. Entrambi i conducenti sono rimasti feriti e sono stati trasferiti in ospedale in codice rosso, ma, secondo le prime informazioni, non sarebbero in pericolo di vita.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Macerata, che hanno provveduto a estrarre dalle lamiere il 76enne al volante della Fiat Qubo, rimasto incastrato nell'abitacolo in seguito all'impatto. La squadra ha poi messo in sicurezza i due veicoli coinvolti. I soccorritori sanitari hanno prestato le prime cure ai feriti, disponendone il trasferimento in ospedale.
I rilievi per ricostruire la dinamica dell'incidente sono stati svolti dai carabinieri di Tolentino, mentre la gestione della circolazione è stata affidata alla polizia stradale.
Restano da ricostruire nel dettaglio le circostanze che hanno portato la Fiat Qubo a procedere contromano, provocando lo scontro frontale con la Ford.
Notevoli i disagi alla circolazione stradale: in un primo momento è stata disposta la chiusura dell'intero tratto compreso tra gli svincoli di Piediripa e Sforzacosta, poi riaperto al traffico. Alle ore 9, però, risulta ancora chiuso lo svincolo di Macerata Ovest per chi procede in direzione monti.
Una Fiat Qubo condotta da un 76enne ha imboccato contromano la Statale 77, scontrandosi frontalmente con una Ford guidata da un 19enne che procedeva nel corretto senso di marcia. L'incidente si è verificato questa mattina, intorno alle 6, nel tratto compreso tra Macerata Ovest e Sforzacosta. Entrambi i conducenti sono rimasti feriti e sono stati trasferiti in ospedale in codice rosso, ma, secondo le prime informazioni, non sarebbero in pericolo di vita.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Macerata, che hanno provveduto a estrarre dalle lamiere il 76enne al volante della Fiat Qubo, rimasto incastrato nell'abitacolo in seguito all'impatto. La squadra ha poi messo in sicurezza i due veicoli coinvolti. I soccorritori sanitari hanno prestato le prime cure ai feriti, disponendone il trasferimento in ospedale.
I rilievi per ricostruire la dinamica dell'incidente sono stati svolti dai carabinieri di Tolentino, mentre la gestione della circolazione è stata affidata alla polizia stradale.
Restano da ricostruire nel dettaglio le circostanze che hanno portato la Fiat Qubo a procedere contromano, provocando lo scontro frontale con la Ford.
Notevoli i disagi alla circolazione stradale: in un primo momento è stata disposta la chiusura dell'intero tratto compreso tra gli svincoli di Piediripa e Sforzacosta, poi riaperto al traffico. Alle ore 9, però, risulta ancora chiuso lo svincolo di Macerata Ovest per chi procede in direzione monti.
La mozione di sfiducia non passa e Fabrizio Ciarapica resta sindaco di Civitanova Marche. Ma il Consiglio comunale di ieri sera consegna l'immagine di una maggioranza profondamente divisa, tra accuse di tradimento politico, contestazioni e un clima sempre più acceso. A pesare sul risultato sono stati soprattutto i sei astenuti, tra cui i cinque consiglieri di Fratelli d'Italia, mentre il voto contrario della consigliera della lista civica "SìAmo Civitanova" Silvia Squadroni ha contribuito a impedire il raggiungimento della soglia necessaria.
Ad aprire il dibattito è stato Francesco Micucci, capogruppo del Partito democratico e tra i promotori della mozione. Il consigliere ha contestato la permanenza di Ciarapica alla guida della città dopo il passaggio a Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci. «Il suo treno per Ancona ha deragliato due volte e oggi deve prendere il treno per Roma», ha dichiarato, facendo riferimento alle sconfitte elettorali del sindaco e alle sue ambizioni politiche. Per Micucci, il cambio di schieramento rappresenta una rottura rispetto agli accordi con cui Ciarapica era stato eletto nel 2022.
Il primo cittadino ha respinto le contestazioni, sostenendo che la mozione non metta in discussione l'operato amministrativo, ma una scelta politica personale. Ha quindi rivendicato il lavoro svolto e la necessità di completare i progetti avviati prima della fine del mandato. Un intervento lungo, accompagnato da proteste e richieste di concludere da parte del pubblico.
Il passaggio più atteso è stato quello di Silvia Squadroni, che ha spiegato perché non abbia firmato la mozione. «Il fine non giustifica i mezzi», ha dichiarato, aggiungendo: «Quando fai un patto con il diavolo, il diavolo ti mangia l'anima». La consigliera ha attaccato duramente il gruppo 'Vince Civitanova', accusando il gruppo di utilizzare «la minaccia e la prevaricazione» come metodo politico.
Nel suo intervento, Squadroni ha anche preso posizione contro gli attacchi personali ricevuti negli ultimi giorni sui social, dove sarebbe stata definita una «banderuola», contestando le offese rivolte sia alla sua persona sia alla sua professione. Ha annunciato di aver presentato una denuncia-querela.
Il Consiglio comunale si è svolto in un'aula attraversata da una tensione palpabile, con una significativa partecipazione di pubblico che ha accompagnato l'intera discussione. Il clima, tuttavia, si era fatto acceso già prima dell'inizio della seduta, quando Paolo Biancucci, marito dell'ormai ex assessora all'Urbanistica Roberta Belletti, ha avuto un acceso scambio con l'avvocato Alberto Feliziani, iscritto del partito Fratelli d'Italia, arrivato in aula accompagnato da guardie del corpo.
La replica di Fausto Troiani, leader di Vince Civitanova, non si è fatta attendere. Il consigliere ha accusato Squadroni di aver descritto Ciarapica come incapace di intendere e di volere, ricordandole la candidatura con Vince Civitanova nel 2012. Ha poi rivendicato la scelta di sostenere la sfiducia, spiegando che l'ipotesi di dimissioni contestuali dei consiglieri era stata valutata per accelerare la fine dell'esperienza amministrativa. Troiani ha inoltre difeso l'ex assessora Roberta Belletti, definendola il "miglior assessore all'Urbanistica degli ultimi tempi".
A intervenire è stato anche Giorgio Pollastrelli, della Lega, che ha liquidato come «nulla cosmico» la ricostruzione di Troiani. «Cambiare partito è un diritto costituzionale», ha osservato, contestando che la mozione fosse fondata principalmente sulla scelta politica del sindaco anziché su presunte inadempienze amministrative. Lo stesso Pollastrelli ha votato contro la mozione di sfiducia al primo cittadino.
Dai banchi dell'opposizione sono arrivate anche le critiche di Lidia Iezzi e Mirella Paglialunga, mentre Elisabetta Giorgini ha definito quella in carica «la peggiore giunta nella storia della città». Fratelli d'Italia, pur attraverso il duro intervento del capogruppo Andrea Ruffini, ha scelto di astenersi: «Ciarapica è un sindaco dimezzato, appeso a un filo», ha dichiarato, accusandolo di aver tradito gli accordi elettorali.
La mozione si è così fermata a undici voti favorevoli, sette contrari e sei astensioni. Ciarapica resta alla guida del Comune, ma la seduta ha reso evidente quanto sia fragile il sostegno politico che gli rimane, a pochi mesi dalla fine della legislatura.
San Severino Marche proclamerà il lutto cittadino sabato 17 ottobre, in occasione dei funerali di Stefano Marrese, il 21enne che ha perso la vita nel tragico incidente stradale avvenuto sul raccordo autostradale Perugia-Bettolle, nei pressi di Passignano sul Trasimeno, in Umbria. Le esequie saranno celebrate proprio sabato, alle 10:30, nella chiesa di San Domenico.
La decisione è stata assunta dalla sindaca Rosa Piermattei per esprimere, anche attraverso un gesto istituzionale, la vicinanza dell'intera città alla famiglia del giovane e a quella di Gaia Stronati, la collega di lavoro di 20 anni morta nello stesso incidente.
La tragedia è stata ricordata anche durante l'ultima seduta del Consiglio comunale settempedano, aperta con un momento di raccoglimento dedicato ai due ragazzi. Prima dell'inizio dei lavori, la prima cittadina ha voluto esprimere il cordoglio dell'amministrazione e dell'intera comunità.
"Di fronte a una tragedia così dolorosa, l'intera comunità cittadina si stringe con affetto e sincera partecipazione alle famiglie, condividendone il dolore in questo momento di immensa sofferenza", ha dichiarato Piermattei.
Il lutto cittadino accompagnerà dunque la giornata dell'ultimo saluto a Stefano, che viveva a San Severino Marche insieme ai genitori e al fratello. Il giovane, originario della frazione Fontanelle di Teano, in provincia di Caserta, lavorava nel settore delle consulenze per le forniture energetiche, attività che condivideva con Gaia, originaria di Jesi e residente a Castelbellino.
L'incidente si è verificato lunedì mattina lungo il raccordo Perugia-Bettolle, dove l'auto sulla quale viaggiavano i due giovani si è scontrata frontalmente con un camion. Trasportati in condizioni disperate all'ospedale di Perugia, entrambi sono morti a causa delle gravi ferite riportate.
In vista della cerimonia funebre, l'amministrazione comunale ha invitato istituzioni scolastiche, esercizi commerciali, enti pubblici e privati e associazioni del territorio ad aderire al lutto cittadino nelle forme ritenute più opportune, con gesti di rispetto e partecipazione.
Un'intera città si prepara così a stringersi attorno alla famiglia Marrese per accompagnare Stefano nel suo ultimo viaggio.
Più agenti della polizia stradale per aumentare i controlli sulla SS77 della Val di Chienti. È la richiesta del SIULP di Macerata dopo il grave incidente avvenuto all'alba tra gli svincoli di Piediripa e Sforzacosta, originato da un'auto che procedeva contromano.
A intervenire è Damiano Cioppettini, segretario generale provinciale del SIULP Macerata, che torna a denunciare le carenze di organico della specialità e sollecita risposte concrete per garantire una maggiore sicurezza lungo la superstrada.
"Di fronte al ripetersi di gravi incidenti non è più rinviabile un potenziamento significativo e strutturale della Polizia Stradale", afferma Cioppettini, sottolineando come il sindacato segnali da tempo le difficoltà legate al numero di operatori disponibili. "Non possiamo continuare a leggere sulla stampa di gravi incidenti che si susseguono sulla SS77 senza vedere risposte concrete sul fronte del rafforzamento degli organici".
La superstrada della Val di Chienti, nel collegamento tra Foligno e Civitanova Marche, rientra nelle competenze della Polizia Stradale per la vigilanza e il controllo della circolazione. Per il SIULP, dunque, è necessario mettere gli operatori nelle condizioni di garantire una presenza più costante, attraverso più pattuglie, controlli mirati e servizi continuativi.
"Non basta richiamare l'importanza della prevenzione: bisogna mettere chi è chiamato a garantirla nelle condizioni di lavorare con risorse adeguate", prosegue il segretario provinciale. Il problema, secondo il sindacato, non può essere affrontato soltanto attraverso la programmazione dei servizi, ma richiede assegnazioni effettive di personale, senza ulteriori rinvii.
Nel comunicato, Cioppettini richiama anche le parole di Maurizio Francalancia, padre di Daniele, uno dei tre giovani morti nel tragico incidente del 14 giugno sulla superstrada. Le sue richieste di maggiore sicurezza, con particolare attenzione ai tratti interessati dai cantieri, hanno alimentato il dibattito pubblico sulla prevenzione degli incidenti lungo la SS77.
Il Siulp precisa di non voler sovrapporre le proprie rivendicazioni sindacali al dolore delle famiglie né attribuire alle loro parole significati diversi da quelli espressi. Il tema, tuttavia, resta quello della necessità di affiancare agli interventi sulla sicurezza dell'infrastruttura un rafforzamento dei controlli da parte delle forze di polizia.
"Nessuno sostiene che una pattuglia in più possa impedire ogni incidente, né intende anticipare valutazioni sulle responsabilità dei singoli episodi - conclude Cioppettini -. Questa doverosa prudenza, tuttavia, non può diventare un alibi per rinviare le scelte sugli organici. Se si vuole garantire un maggiore controllo della SS77, bisogna mettere a disposizione il personale necessario".
Circa "120mila euro per affidare a un vettore privato il servizio navetta legato alla chiusura degli ascensori del parcheggio centro storico", mentre vengono tagliate alcune corse ordinarie del trasporto pubblico locale. La questione approda nuovamente al centro del dibattito cittadino dopo la presa di posizione di Cgil, Cisl e delle organizzazioni sindacali dei trasporti (Filt Cgl, Fit Cisl, Faisa Cisal), che chiedono un confronto urgente con il Comune e Apm. Una problematica già sollevata negli scorso giorni anche dal consigliere comunale di opposizione Michele Lattanzi, capogruppo della lista "L'Altra Macerata".
Il nodo è la riorganizzazione del servizio di mobilità durante i lavori di rifacimento degli ascensori del parcheggio centro storico. Per garantire i collegamenti con il centro, sono state soppresse alcune corse ordinarie delle linee urbane, una scelta contestata sia dall'esponente della minoranza sia dalle rappresentanze sindacali, che denunciano le ricadute su studenti, residenti e utenti abituali del trasporto pubblico.
Lattanzi aveva accusato l'amministrazione guidata dal sindaco Sandro Parcaroli di presentare la navetta come un nuovo servizio senza evidenziare adeguatamente il prezzo pagato dai cittadini in termini di collegamenti eliminati (leggi di più). Nel suo intervento aveva chiesto il ripristino immediato delle corse soppresse, senza attendere la conclusione dei lavori agli ascensori.
Ora la contestazione arriva anche da Cgil, Cisl, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal, che definiscono il trasporto pubblico locale un "bene comune essenziale" e criticano una gestione che, a loro giudizio, finisce per "penalizzare un servizio per sostenerne un altro".
Nel dettaglio, i sindacati richiamano la soppressione di corse delle linee 7/10, 6 e 2, alcune delle quali utilizzate anche dagli studenti universitari. La navetta pomeridiana, secondo le sigle, avrebbe inoltre mostrato limiti già nella prima giornata di attività: appena 13-15 passeggeri, orari non cadenzati e un'attestazione a piazza Oberdan anziché in piazza della Libertà.
A rendere più controversa la scelta è il costo dell'affidamento esterno. Le organizzazioni sindacali citano la determina Apm numero 244, relativa al servizio nella fascia mattutina, per il quale sarebbe stato previsto un importo di 97.950 euro più Iva, pari a circa 120mila euro complessivi, comprese Iva e opzioni, per i cinque-sei mesi di cantiere.
"Il trasporto pubblico locale rappresenta un bene comune fondamentale e un pilastro per la tenuta sociale ed economica della città: non può essere gestito con la logica miope della coperta corta, dove si spoglia un servizio essenziale per vestirne un altro", affermano congiuntamente le rappresentanze confederali e di categoria.
I sindacati contestano anche l'eventuale giustificazione legata alla carenza di personale interno ad Apm. Secondo le organizzazioni, un confronto preventivo avrebbe consentito di individuare soluzioni organizzative alternative, attraverso la contrattazione e una gestione flessibile dei turni, nel rispetto di ferie, riposi e diritti dei dipendenti.
"Esprimiamo un profondo dissenso politico e gestionale verso una linea che preferisce destinare ingenti risorse pubbliche all'esterno piuttosto che valorizzare l'Azienda pubblica e le sue professionalità", sostengono le sigle, secondo cui una diversa organizzazione avrebbe potuto garantire una maggiore efficienza e un risparmio per le casse pubbliche.
Cgil, Cisl e sindacati dei trasporti fanno sapere di aver già inviato una nota congiunta al Comune di Macerata e ad Apm, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo di confronto. L'obiettivo è ripristinare le corse ordinarie soppresse, tutelare il diritto alla mobilità di residenti e studenti e coinvolgere le parti sociali nelle decisioni sul trasporto pubblico.
Una parrucchieria abusiva scoperta e le attrezzature utilizzate per l'attività sequestrate, oltre a un caso di presenza irregolare in un'abitazione. È quanto emerso dai controlli della polizia locale in via Fonte Maggiore a Macerata, avviati dopo le segnalazioni dei residenti per ripetuti episodi di disturbo della quiete pubblica durante le ore notturne.
L'attività di monitoraggio, proseguita per diversi mesi, ha portato gli agenti a effettuare una serie di verifiche sugli immobili della zona, con l'obiettivo di accertare eventuali irregolarità abitative e commerciali. I primi sopralluoghi, svolti tra febbraio e marzo in collaborazione con il personale dell'ufficio tecnico comunale, avevano riguardato uno stabile per verificarne l'idoneità abitativa e la regolarità degli occupanti.
Nel mese di agosto, a seguito di nuove segnalazioni, gli agenti hanno riscontrato la presenza irregolare nell'edificio di una famiglia di origine peruviana, composta da due adulti e due minori. Per la situazione sono stati redatti gli atti previsti.
La svolta è arrivata a metà settembre, durante un ulteriore controllo coordinato dal comandante della polizia locale, Danilo Doria. Dopo aver verificato che la famiglia si era allontanata dallo stabile, gli agenti hanno esteso gli accertamenti a un secondo edificio della stessa via, dove hanno individuato un'attività di parrucchieria esercitata abusivamente da un cittadino di origine peruviana.
L'uomo è stato accompagnato al comando della polizia locale, dove gli è stata contestata la violazione relativa all'esercizio abusivo dell'attività, secondo la normativa regionale e nazionale. Contestualmente, sono state sequestrate tutte le attrezzature impiegate per il lavoro. Gli ulteriori accertamenti svolti nei giorni successivi hanno consentito di completare la documentazione trasmessa all'autorità giudiziaria.
"L'intervento nasce anche dall'ascolto e dalle segnalazioni dei cittadini", ha dichiarato Doria, sottolineando che garantire la vivibilità del quartiere e il rispetto delle regole in ambito abitativo e commerciale rappresenta una priorità. Il comandante ha inoltre ribadito l'importanza dei controlli sul territorio per verificare e sanzionare eventuali situazioni di irregolarità.
L'attività della polizia locale si inserisce in un percorso di monitoraggio avviato per rispondere alle richieste dei residenti di via Fonte Maggiore, che tra dicembre 2025 e gennaio 2026 avevano segnalato episodi ripetuti di disturbo della quiete pubblica in orario notturno.
Una chiazza di breccia sull'asfalto, in prossimità di una curva, è all'origine della caduta di un giovane di circa 30 anni che oggi, intorno alle 10.30, stava percorrendo in scooter la provinciale Cingolana, in direzione Appignano, nel territorio comunale di Treia.
A raccontare l'accaduto è un automobilista che viaggiava poco dietro di lui, al volante della propria Fiat Panda, diretto verso la zona industriale. Poco prima della curva, lo scooterista avrebbe perso aderenza proprio a causa del materiale presente sulla carreggiata, finendo a terra.
L'origine della breccia non è chiara: potrebbe provenire dal terreno adiacente, anche in seguito alle piogge, oppure essere stata persa da un camion di passaggio. Il giovane, stando alla testimonianza dell'automobilista, si è rialzato subito e avrebbe riportato soltanto qualche graffio.
Il conducente della Panda si è fermato per verificare le sue condizioni e chiedergli se fosse necessario chiamare il 118. Il ragazzo ha riferito di non aver bisogno di assistenza e, dopo essersi accertati che non ci fossero conseguenze apparentemente gravi, i due hanno ripreso il viaggio.
A rendere meno gravi le conseguenze dell'episodio è stata anche l'assenza di veicoli in arrivo dalla direzione opposta, verso Macerata e Treia. «Per fortuna in quel momento non passava nessuno», racconta l'automobilista, che a sua volta ha dovuto mantenere la distanza per evitare di essere coinvolto nell'incidente.
La segnalazione riguarda soprattutto la permanenza del materiale sulla strada. Una volta raggiunta la zona industriale, l'automobilista ha raccontato quanto accaduto a un commerciante, che gli avrebbe riferito di aver notato la stessa situazione da circa tre giorni, percorrendo quotidianamente quel tratto per recarsi al lavoro.
Resta da verificare se la presenza di breccia sia già stata segnalata agli enti competenti e da dove provenga il materiale. L'auspicio è che venga effettuato un controllo e che la carreggiata sia ripulita, soprattutto in prossimità della curva, per evitare che altri veicoli, in particolare quelli a due ruote, possano perdere aderenza.
Presunte violazioni della normativa urbanistico-edilizia, verifiche sugli immobili e un'autorimessa sottoposta a sequestro penale. È il bilancio delle attività investigative condotte dalla Polizia locale di Tolentino, con il supporto dei tecnici dell'Ufficio Ricostruzione, su alcuni manufatti e immobili situati in via Angelelli.
Gli accertamenti, avviati tra gennaio e febbraio 2026, hanno previsto sopralluoghi e approfondimenti documentali per verificare la regolarità degli interventi edilizi realizzati e la loro conformità ai titoli autorizzativi.
Al termine delle verifiche sono state individuate presunte responsabilità a carico dei rispettivi titolari e proprietari degli immobili interessati. Le persone coinvolte sono state quindi deferite alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per le ipotesi di reato ravvisate.
Tra gli sviluppi più recenti dell'indagine, alla fine di settembre 2026 è stato eseguito il sequestro penale di un'autorimessa. Il manufatto è stato successivamente messo a disposizione dell'autorità giudiziaria, cui spetteranno le valutazioni e le determinazioni di competenza.
L'attività si inserisce nel programma di vigilanza avviato dal Comune, che dal 2025 ha intensificato i controlli sui cantieri presenti nel territorio, con particolare attenzione agli interventi legati alla ricostruzione post-sisma.
Le verifiche riguardano non soltanto il rispetto delle norme urbanistiche ed edilizie e la corrispondenza delle opere ai permessi rilasciati, ma anche l'osservanza delle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Un investimento di 120mila euro, interamente finanziato con risorse del bilancio comunale, per migliorare le condizioni della viabilità rurale nella zona di Sant'Andrea. Il Comune di Tolentino ha approvato il progetto di manutenzione che interesserà circa 6,8 chilometri di strade, con l'obiettivo di rendere più sicuri e agevoli gli spostamenti di residenti, imprese agricole e attività produttive.
Gli interventi coinvolgeranno sei tratti della rete viaria comunale: le strade Sant'Andrea, San Giorgio, San Rocco-Rofanello, Santa Lucia di Sant'Andrea, Baroncia-Santa Maria e San Rocco-Baroncia. Si tratta di collegamenti importanti per le aree collinari del territorio, utilizzati quotidianamente anche dalle aziende agricole e dalle strutture ricettive presenti nella zona.
Il progressivo deterioramento del fondo stradale è legato soprattutto alle caratteristiche del territorio, con pendenze significative, e all'azione delle precipitazioni atmosferiche, che nel tempo hanno favorito fenomeni di erosione e dilavamento. Da qui la necessità di intervenire sia sulla superficie delle carreggiate sia sui sistemi di raccolta e smaltimento delle acque piovane.
Il progetto prevede la risagomatura e la regolarizzazione delle strade, il ripristino del fondo attraverso la posa e la compattazione di materiale stabilizzato e la sistemazione dei fossi laterali e delle bocchette di scolo. Particolare attenzione sarà dedicata alla regimazione delle acque meteoriche, uno degli aspetti determinanti per limitare il deterioramento delle strade non asfaltate e migliorare la durata degli interventi.
La zona di Sant'Andrea svolge inoltre una funzione di collegamento con le aree collinari dei Comuni limitrofi di Belforte del Chienti e Camporotondo di Fiastrone. La manutenzione della rete viaria assume quindi un'importanza che va oltre il servizio ai singoli residenti, incidendo sull'accessibilità di un'area più ampia e sulle attività economiche che vi operano.
Con questo progetto l'amministrazione comunale prosegue il programma di manutenzione delle infrastrutture esistenti, con attenzione anche alle frazioni e alle zone periferiche, dove la qualità dei collegamenti è essenziale per la vita quotidiana e per il lavoro delle imprese.
Il progetto è stato predisposto dal Settore Lavori pubblici del Comune. La durata prevista dei lavori è di 30 giorni naturali e consecutivi dalla consegna, una volta completate le procedure necessarie all'avvio del cantiere.
La chiusura temporanea degli ascensori che collegano i Giardini Diaz al centro storico modifica gli spostamenti verso il cuore della città. Per limitare i disagi, il Comune e APM hanno potenziato il servizio di navetta sostitutiva, estendendolo anche alle ore del mattino a partire da lunedì 12 ottobre.
Il collegamento è attivo dal lunedì al sabato, dalle 7.30 alle 15 e dalle 15.30 alle 20. Le corse hanno una frequenza indicativa di circa dieci minuti e vengono effettuate in presenza di utenti a bordo. La navetta parte dal piazzale dei Giardini Diaz e raggiunge piazza Oberdan, senza fermate intermedie.
L'ampliamento dell'orario punta a facilitare gli spostamenti di residenti, studenti e lavoratori, oltre a consentire di raggiungere più agevolmente le attività commerciali del centro durante il periodo di indisponibilità degli ascensori.
«Con l'attivazione della fascia mattutina abbiamo una risposta strutturata e concreta alle esigenze di chi vive, frequenta o lavora quotidianamente nel nostro centro storico», spiega l'assessore alla Mobilità Barbara Antolini. L'amministrazione, aggiunge, è consapevole dei disagi legati alla chiusura e ha rimodulato il servizio per agevolare gli spostamenti e ridurre l'impatto dei lavori in corso.
È disponibile anche un servizio di trasporto dedicato alle persone con disabilità o difficoltà motorie, effettuato con mezzi attrezzati e attivabile su prenotazione. Per informazioni e richieste è possibile contattare la centrale operativa Ircr ai numeri 0733 263026 e 340 4617175.
Nel frattempo, è in distribuzione una brochure informativa con gli orari della navetta e le indicazioni sui percorsi pedonali consigliati per raggiungere il centro storico dai parcheggi Centrale, Centro Storico, Garibaldi, Sferisterio e Direzionale.
In attesa del ripristino degli ascensori, navette e itinerari pedonali rappresentano quindi le principali alternative per raggiungere il centro storico, con particolare attenzione alle esigenze di chi ha maggiori difficoltà negli spostamenti.
"Solidarietà ai cittadini di Montefano, Pollenza e Loro Piceno. La scelta del sito poggi su valutazioni trasparenti e motivate, no ai soprusi politici". È quanto dichiarato dai consiglieri regionali di minoranza del Partito Democratico Leonardo Catena e Valeria Mancinelli e Michele Caporossi (Progetto Marche Vive) sulla vicenda della nuova discarica della provincia di Macerata.
I tre esponenti politici si sono schierati al fianco della sindaca di Montefano, Angela Barbieri, e degli amministratori locali di Montefano, Pollenza e Loro Piceno, contestando il percorso seguito per individuare il sito destinato a ospitare il nuovo impianto.
La presa di posizione è arrivata nel corso di una conferenza stampa, durante la quale i consiglieri hanno espresso solidarietà alle comunità coinvolte e chiesto maggiore trasparenza sulle valutazioni tecniche che hanno portato alla revisione della graduatoria dei siti potenzialmente idonei.
"La provincia ha bisogno di una soluzione sostenibile per i rifiuti. Ma i ritardi accumulati dal 2016 non autorizzano il presidente Gentilucci e i sindaci di destra a cambiare le regole alla fine del percorso e a imporre, con un sopruso politico aggravato dall'arroganza, una scelta di cui non hanno spiegato le ragioni tecniche", dichiarano Catena, Mancinelli e Caporossi.
Al centro della contestazione c'è la modifica dei criteri di valutazione approvata dall'assemblea dell'Ata il 6 maggio. Secondo quanto ricostruito dai consiglieri, i nuovi parametri aggiuntivi avrebbero acquisito complessivamente un peso del 40%, riducendo al 60% quello dei fattori utilizzati nel precedente lavoro dell'Università Politecnica delle Marche, elaborato sulla base delle indicazioni fornite dagli stessi sindaci.
Una modifica che, secondo i tre esponenti regionali, avrebbe determinato un significativo ribaltamento della graduatoria approvata il 15 maggio. I siti situati nei Comuni guidati dal centrosinistra, precedentemente collocati alle posizioni 4, 9, 15 e 18, sarebbero passati ai primi quattro posti.
"Come si spiega che il peso attribuito alla densità abitativa sia del 5% e pesi di più del rischio idrogeologico (2,4%) o delle zone di interesse agrituristico (3,6%)?", chiedono i consiglieri, sollecitando chiarimenti sulle ragioni tecniche dei nuovi criteri, sul peso assegnato a ciascuno e sul momento in cui sono stati introdotti.
Le accuse rivolte all'Ata e agli amministratori che hanno sostenuto la modifica rappresentano la posizione politica dei tre consiglieri. Sulla legittimità degli atti, sottolineano gli stessi esponenti, dovranno pronunciarsi i giudici: i Comuni di Montefano e Pollenza hanno infatti impugnato le delibere dell'Ata.
La vicenda, secondo Catena, Mancinelli e Caporossi, si intreccia anche con i costi sostenuti per la gestione dei rifiuti nel territorio provinciale. I consiglieri attribuiscono una parte significativa dei ritardi al sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, e agli amministratori dello stesso schieramento politico, richiamando il ricorso ai conferimenti fuori provincia e alle soluzioni provvisorie.
Nel mirino finisce anche la misura compensativa approvata per la discarica di Cingoli. L'Ata avrebbe stabilito un nuovo ecoindennizzo di 18,33 euro a tonnellata, più del doppio rispetto ai precedenti 8,21 euro e superiore, secondo i consiglieri, ai valori previsti per altri impianti nelle Marche e in altre regioni.
L'onere complessivo, secondo la stima riportata dai tre esponenti regionali, sarebbe di 5,2 milioni di euro a carico di cittadini e imprese del Maceratese, con un incremento di 2,7 milioni rispetto al passato. I consiglieri collegano questi costi all'andamento della Tari, sostenendo che le tariffe siano già aumentate di oltre il 30% e siano destinate a crescere ulteriormente nei prossimi anni, anche in relazione alla situazione finanziaria del Cosmari.
Un altro punto riguarda il trattamento riservato alla sindaca di Montefano nel confronto pubblico. I consiglieri hanno espresso solidarietà ad Angela Barbieri, rivendicando il diritto degli amministratori locali a difendere le proprie comunità e quello dei cittadini e dei comitati a chiedere spiegazioni e manifestare pacificamente il proprio dissenso.
Da qui la richiesta alla Regione Marche di riferire sull'esito delle verifiche annunciate in Consiglio regionale e di chiarire gli eventuali rilievi relativi al procedimento. Catena, Mancinelli e Caporossi chiedono inoltre di valutare, qualora l'Ata non fosse in grado di garantire un percorso solido e tempestivo, l'esercizio dei poteri sostitutivi attraverso il commissariamento dell'ente.
"Non chiediamo di spostare il problema da un Comune all'altro. Chiediamo che una decisione destinata a incidere per anni su ambiente, salute e costi del servizio sia presa con criteri motivati, regole trasparenti e rispetto per tutte le comunità coinvolte", concludono i consiglieri regionali.
Consentire ai lavoratori con diabete di utilizzare liberamente lo smartphone per monitorare la glicemia durante l’orario di lavoro, superando eventuali divieti aziendali che ostacolano l’impiego dei dispositivi. È la richiesta rivolta alla Regione Marche da Sandro Scipioni, segretario del Partito Socialista Italiano di Macerata, insieme all’attivista Damiano Iulio, promotore del principio di "digitalizzazione umana".
Al centro dell’appello c’è il riconoscimento dello smartphone come strumento essenziale per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare per chi utilizza i sensori per il monitoraggio continuo del glucosio (CGM), come quelli della linea FreeStyle. Questi dispositivi permettono di controllare i livelli glicemici in tempo reale attraverso un’applicazione, contribuendo a individuare tempestivamente situazioni di rischio.
La proposta punta a fare in modo che i regolamenti aziendali non impediscano l’utilizzo di questi strumenti durante il servizio, quando sono necessari per gestire il diabete. Secondo i promotori, oggi la tutela dei diritti delle persone con questa patologia deve confrontarsi anche con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
"La digitalizzazione umana significa far sì che l'innovazione tecnologica sia uno strumento di dignità e tutela della persona - dichiara Damiano lulio -. Come sta già avvenendo in Emilia-Romagna con l'impegno istituzionale del consigliere Andrea Massari, chiediamo che anche le Marche adottino questo provvedimento per consentire ai lavoratori diabetici di monitorare la propria salute in tempo reale tramite smartphone, senza ostacoli, discriminazioni o vincoli burocratici".
Sulla stessa linea Sandro Scipioni, Segretario del PSI di Macerata: "L'aumento costante dei casi di diabete impone risposte concrete e pragmatiche. Riconoscere lo smartphone come strumento salvavita all'interno dei protocolli di sicurezza aziendali é una misura di civiltà a costo zero per le casse pubbliche, ma dal valore inestimabile per la salute pubblica. Sollecitiamo l'Assemblea Regionale delle Marche ad approvare al più presto questo atto per garantire pari dignità e massima sicurezza a tutti i lavoratori del territorio".
Visite senologiche ed ecografie mammarie gratuite negli ospedali di Macerata, Civitanova Marche e San Severino. È l'iniziativa promossa dall'Ast di Macerata in collaborazione con la Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) per lunedì 19 ottobre, nell'ambito del mese rosa dedicato alla prevenzione del tumore al seno. L'opportunità è rivolta sia alle donne iscritte alla Lilt sia a quelle non iscritte.
L'iniziativa coinvolgerà diversi reparti dei tre presidi ospedalieri, grazie alla disponibilità dei medici Nicola Battelli, Paolo Decembrini Cognigni, Giovanni Benedetti, Giancarlo Ciccioli e Luca Faloppi.
Per le donne non iscritte alla Lilt, la prenotazione dovrà essere effettuata venerdì 16 ottobre, telefonando al numero 0733/2572859. Le donne già iscritte all'associazione dovranno invece prenotare tramite e-mail, scrivendo a macerata@lilt.it.
"Il mese di ottobre ci ricorda come fare prevenzione salva la vita e quanto sia importante per le donne aderire all'iniziativa", ha dichiarato il direttore generale dell'Ast di Macerata, Alessandro Marini, ringraziando i professionisti sanitari e la Lilt per la collaborazione.
A sottolineare l'importanza della diagnosi precoce è anche Nicola Battelli, direttore del Dipartimento oncoematologico dell'Ast di Macerata. "Una donna su otto in Italia viene colpita da tumore della mammella. Nelle Marche le nuove diagnosi ogni anno sono circa 1.400. Il 90% delle donne colpite da tumore della mammella possono considerarsi guarite", ha spiegato.
Un risultato raggiunto, secondo Battelli, grazie alla prevenzione, che consente di individuare tumori sempre più piccoli, e ai nuovi farmaci antitumorali, che negli ultimi anni hanno migliorato sensibilmente le percentuali di guarigione. Nel solo reparto di Oncologia di Macerata, lo scorso anno, sono stati presi in carico circa 600 dei nuovi casi registrati nelle Marche.
Le prestazioni per le donne non iscritte alla Lilt saranno distribuite nei tre ospedali. A Macerata sono previste sette visite senologiche dalle 10 alla Breast Unit, diretta da Paolo Decembrini Cognigni, seguite da altre dieci visite dalle 12:30 all'Oncologia, diretta da Nicola Battelli. Dalle 14, inoltre, saranno effettuate sei ecografie mammarie in Radiodiagnostica, a cura di Giancarlo Ciccioli, responsabile della Diagnostica senologica.
All'ospedale di Civitanova Marche sono in programma cinque visite dalle 12:30 presso l'Oncologia diretta da Giovanni Benedetti. A San Severino Marche, sempre dalle 12:30, saranno invece disponibili cinque visite presso l'Oncologia diretta da Luca Faloppi.
Anche le donne iscritte alla Lilt potranno accedere a prestazioni dedicate. A Macerata sono previste due visite senologiche dalle 11:10 alla Breast Unit, altre cinque visite dalle 14:30 all'Oncologia e due ecografie mammarie dalle 16 in Radiodiagnostica. A San Severino Marche saranno effettuate due visite dalle 12:30 presso l'Oncologia.
Per le donne iscritte alla Lilt, all'ospedale di Civitanova Marche saranno disponibili due visite dalle 13:30 presso l'Oncologia, diretta dal dottor Giovanni Benedetti.
Con l'arrivo della stagione più fredda riparte la campagna di vaccinazione antinfluenzale nelle Marche. Da lunedì 12 ottobre è possibile vaccinarsi nelle diverse sedi di erogazione del territorio, comprese le farmacie aderenti, con l'obiettivo di proteggere soprattutto le persone più esposte al rischio di complicanze. La programmazione regionale per il 2026-2027 prevede complessivamente 375.100 dosi, distribuite in base alle fasce d'età e alle categorie di destinatari.
L'avvio della campagna si inserisce in un quadro nazionale che continua a destare attenzione. Secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore, nella stagione influenzale più recente la copertura tra gli over 65 sarebbe scesa al 49,8%, portando per la prima volta da dieci anni la quota dei vaccinati sotto la metà della popolazione anziana. Anche nella popolazione generale l'adesione rimane contenuta: il dato indicato dal quotidiano è del 18,9%. Numeri che riaccendono il dibattito sull'importanza della prevenzione, soprattutto per le persone fragili.
Nelle Marche, gli ultimi dati regionali individuati e riferiti alla stagione 2024-2025 mostrano una copertura antinfluenzale del 51,4% tra gli over 65, contro una media nazionale del 52,5%. La percentuale regionale, riportata dalla FNP CISL Marche, resta distante dall'obiettivo minimo del 75% indicato per questa fascia di popolazione. Si tratta di dati relativi alla stagione 2024-2025, da non confondere con quelli riferiti alla campagna più recente.
Tra le novità della campagna marchigiana 2026-2027 c'è la raccomandazione preferenziale dei vaccini potenziati per le persone dai 60 anni in su, estesa quindi anche alla fascia tra i 60 e i 64 anni. La vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente, tra gli altri, agli over 60, alle persone con patologie croniche o condizioni di fragilità, alle donne in gravidanza, ai bambini nelle fasce previste, agli operatori sanitari e a chi svolge servizi pubblici di primario interesse.
La rete coinvolge medici di medicina generale, pediatri, servizi di igiene e sanità pubblica, distretti, strutture ospedaliere e residenziali e farmacie aderenti. Per le persone non trasportabili potrà essere organizzata la vaccinazione a domicilio, mentre sono previste attività dedicate agli anziani e ai soggetti fragili nelle strutture residenziali e nei distretti. La campagna procede inoltre in concomitanza con quella contro il Covid-19: quando appropriato, i due vaccini possono essere somministrati nella stessa seduta.
L'obiettivo è rendere la prevenzione più accessibile e ridurre il rischio di forme gravi della malattia. L'influenza, infatti, non è sempre un'infezione banale: può provocare complicanze, ricoveri e conseguenze particolarmente serie nelle persone anziane e in chi presenta condizioni di salute già compromesse. Per questo la Regione punta a rafforzare la diffusione della vaccinazione, avvicinando i servizi ai cittadini e favorendo una maggiore adesione alla campagna.
L’Aurora Treia conquista la semifinale di Coppa Italia Eccellenza e si prepara ad affrontare la Fermana. Al “Della Vittoria” di Tolentino, la sfida di ritorno dei quarti di finale si chiude senza reti, un risultato sufficiente ai biancorossi per proseguire il cammino nella competizione dopo il 4-0 ottenuto nella gara d’andata. Il Tolentino saluta invece la Coppa Italia, raccogliendo indicazioni positive dai tanti giovani schierati in campo.
Mister Passarini conferma la fiducia nella linea verde, mandando in campo dal primo minuto ben sette under: Zannotti, Cicconetti, Fontana, Latini, D’Innocenzo, Papavero e Giuli. Sul fronte Aurora Treia, il tecnico Simone Ricci si affida ancora a Linares tra i pali, con i giovani Smetana e Seye a supporto del reparto offensivo, affiancati da Cirrottola e Manna.
La prima frazione scorre su ritmi non particolarmente elevati, ma non mancano le occasioni. Al 4’ l’Aurora Treia va vicina al vantaggio: Smetana supera in velocità il diretto avversario e serve Cirrottola, che di testa manda il pallone sul fondo. Il Tolentino risponde al 21’, quando D’Innocenzo si presenta alla conclusione ravvicinata, trovando però il provvidenziale intervento di Cantarini, decisivo nel mantenere il risultato in equilibrio.
Gli ospiti provano a rendersi pericolosi anche su calcio piazzato, con Giuliodori e Smetana che non riescono a trovare lo specchio della porta. Prima dell’intervallo è invece Linares a mettersi in evidenza, opponendosi al tiro di Cirulli.
Nella ripresa sono i cremisi a partire meglio, sfiorando il vantaggio dopo pochi secondi dal rientro in campo. La retroguardia dell’Aurora Treia, tuttavia, non si lascia sorprendere e continua a difendere con ordine. I padroni di casa provano a prendere in mano il gioco, mentre gli ospiti gestiscono il vantaggio maturato all’andata e cercano gli spazi per colpire in ripartenza. Al 55’ è ancora Cirulli a farsi vedere in avanti.
Le occasioni più nitide per l’Aurora Treia arrivano invece con Giuliodori e Seye, protagonisti di una doppia opportunità nel giro di un minuto. Il risultato, però, non cambia: dopo cinque minuti di recupero arriva il triplice fischio che sancisce lo 0-0 finale.
L’Aurora Treia vola così in semifinale di Coppa Italia Eccellenza, dove troverà la Fermana. Per il Tolentino termina l’avventura nella competizione, con la possibilità di guardare agli impegni futuri anche attraverso le risposte offerte dai giovani impiegati da Passarini.
TABELLINO
TOLENTINO: Zannotti, Cicconetti (64' Gabrielli), Tizi, Fontana (77' Garcia F), Latini (57' Pietrangeli), Tomassetti (55' Diouane), D'Innocenzo (69' Bonvin), Papavero, Cirulli, Giuli, Mariani. A disposizione: Ajradinoski, Strano, Nunes, Capponi. Allenatore: Paolo Passarini.
AURORA TREIA: Linares, Petraglia, Vanzan (30' Calamita), Favo (57' Alla), Hutsol, Cantarini (45' Bartolini), Smetana (67' Capriotti), Giuliodori, Cirrottola, Manna, Seye (71' Nasic). A disposizione: Barbacani, Senigagliesi, Melchiorri, Sbaffo. Allenatore: Simone Ricci.
MARCATORI: - ARBITRO: Lorenzo Paoletti - Sezione di Fermo.
ASSISTENTI: Alessio Fermani - Sezione di Jesi; Anthony Cerca - Sezione di Jesi.
NOTE: ammoniti Papavero, Giuli e Diouane, angoli 4-1, recuperi 1'-5', presenti circa 300 spettatori al "Della Vittoria" di Tolentino.
La CBF Balducci sfiora l’impresa. Nell’anticipo della quarta giornata di Serie A1, le arancionere mettono in difficoltà la corazzata Scandicci, ma devono cedere 1-3 (14-25, 25-21, 24-26, 23-25) contro le toscane al termine uno spettacolo non adatto ai deboli di cuore. Le arancionere giocano alla pari contro le campionesse del mondo in carica, più volte messe alle corde dalla vena maceratese, ma devono mangiarsi le mani tradite nei momenti decisivi dai dettagli, specie nel terzo e quarto parziale.
Nei fondamentali le due squadre si sono equivalse: decidono i dettagli che la Savino del Bene ha saputo girare a suo vantaggio: il sestetto toscano è una squadra di campionesse, ma vedere una CBF giocare così e non portare via punti fa male. Ancor di più dato che Macerata resta al palo in classifica e senza punti, mentre Scandicci sale a quota 5. Ora testa alla prossima trasferta di San Giovanni in Marignano di domenica per sbloccarsi. Best scorers Van Ryk e Stoyanova, ambedue 25 volte a segno.
Starting six: CBF con Carraro, Schut, Farriol, Mazzaro, Stoyanova e Caforio come libero. Replica ospite con Van Ryk, Skinner, Aleksic, Bosetti, Ognjenovic, Nwakalor e Armini a difendere. La Balducci approccia malissimo mentre le toscane eseguono perfettamente il compito, perfette in ricezione, attacco e a muro (6-12). Le ospiti gestiscono senza patemi, con Skinner che mette giù il +7 Savino del Bene (10-17). Aleksic fa male (12-21), mentre a chiudere ci pensa Van Ryk (14-25).
L’inizio di secondo parziale sembra alludere al precedente (1-4) ma sarà un’altra storia. Un monster block arancionero e un attacco Scandicci out fissano la parità (6-6), poi il turno in battuta della Stoyanova il sorpasso CBF (9-7). Si prosegue punto a punto (15-15), poi le arancionere sprintano: Schut con un ace, la Stoyanova con un mani out e un attacco fuori toscano fissano il +4 (22-18). La CBF resiste e vince il set 25-21 grazie ad un errore scandiccese.
Al rientro sul taraflex Stoyanova illude in battuta (7-5), ma poi Macerata va in blackout sottorete per il +4 Scandicci (8-12). Il sestetto di Gaspari però ricambia il favore (11-12) e Stoyanova in free-ball completa il riaggancio sul 14-14. Graziani piazza l’ace, ma Schut replica dalla stessa mattonella (18-18).
Stoyanova ribalta il cambio palla e un muro su Van Ryk regala due palle set CBF (24-22). La Balducci però cede sul più bello, ribaltata dal turno in battuta di Bosetti e una mancanza di lucidità nel momento chiave: un muro ospite permette a Scandicci di imporsi ai vantaggi 24-26.
Tornate in campo, la CBF annulla una fuga tentata dalle avversarie (4-4). Macerata mette avanti per un attimo la testa (9-8), ma Van Ryk e Skinner ribaltano subito, poi un monster block toscano costa il -3 e il timeout (11-14). Le ragazze di Lionetti però non mollano: Mosetti viene murata e Stoyanova trasforma un pallone difeso nel 16-16. Finale thrilling: Stoyanova annulla un break (22-22) ma un muro ospite regala due palle match alle ospiti (22-24). Al secondo tentativo Aleksic non sbaglia dal centro (23-25).
Tabellino Cbf Balducci Hr Macerata - Savino Del Bene Scandicci 1-3
CBF BALDUCCI HR MACERATA 1: Carraro 3, Schut 10, Bonelli 1, Mazzon 1, Piomboni 1, Farriol 2, Mazzaro 6, Gardini 10, Decortes, Stoyanova 25, Caforio (L). NE: Landucci, Tesi (L). All. Lionetti.
SAVINO DEL BENE SCANDICCI 3: Blessing Eze, Van Ryk 25, Skinner 20, D’Odorico, Aleksic 10, Bosetti 6, Ognjenovic 4, Graziani 4, Nwakalor 3, Bergmann, Armini (L). NE: Van Hecke, Alberti, Sirressi (L). All. Gaspari.
ARBITRO: Papadopol di Mantova.
PARZIALI: 14-25 (22’), 25-21 (27’), 24-26 (31’), 23-25 (34’)
Ace: Macerata 4, Scandicci 2. Errori in battuta: Macerata 13, Scandicci 14. Muri: Macerata 11, Scandicci 10.
(Credit foto: Cbf Balducci Volley)
Il marchio marchigiano Tombolini amplia la propria presenza internazionale e approda a Tashkent, capitale dell'Uzbekistan, con l'apertura di una nuova boutique monomarca. L’inaugurazione si è svolta lo scorso venerdì 9 ottobre, segnando un nuovo passo nel percorso di crescita del brand nel mercato del lusso dell'Asia Centrale.
L'apertura porta nel cuore della capitale uzbeka la tradizione sartoriale italiana firmata Tombolini, attraverso un progetto che punta a coniugare artigianalità, innovazione tecnologica e contemporaneità. Protagonisti dell'evento sono stati Silvio Calvigioni Tombolini e Dmitry Mashchenko, fondatore e amministratore delegato di Podium Group, che hanno accompagnato gli ospiti alla scoperta delle nuove proposte del marchio.
La boutique si trova in Zarafshon Street 17 e ospita le collezioni Zero Gravity FW26-27 e TMB, due linee che interpretano differenti aspetti dell’eleganza maschile contemporanea. Al centro della proposta c’è Zero Gravity, progetto dedicato alla realizzazione di capi particolarmente leggeri, pensati per unire raffinatezza, comfort e funzionalità. La capsule TMB si distingue, invece, per un approccio più dinamico e sportivo, con un guardaroba versatile e adatto a diverse occasioni.
Il nuovo punto vendita nasce dalla collaborazione con Podium, realtà attiva da 26 anni nel settore del luxury retail in Uzbekistan e partner di importanti marchi internazionali. L'accordo si inserisce nella strategia di Tombolini volta a raggiungere nuovi mercati e consolidare la propria presenza oltre i confini nazionali.
"L'apertura di Tashkent rappresenta un passo importante nella crescita di Tombolini e conferma la nostra volontà di portare la cultura sartoriale italiana in mercati nuovi e ricchi di potenziale. Con Zero Gravity e Tmb interpretiamo un’idea di eccellenza che unisce alta qualità, innovazione e libertà di movimento", dichiara Silvio Calvigioni Tombolini. "Siamo lieti di intraprendere questo percorso insieme a Podium, con cui condividiamo la prospettiva di uno sviluppo solido e duraturo", aggiunge.
In un contesto geopolitico segnato da tensioni, nuovi equilibri e mercati sempre più difficili da prevedere, internazionalizzare e diversificare diventano per le imprese una necessità strategica, oltre che un’opportunità di crescita.
È questo il messaggio al centro di Open Marche, la giornata promossa dalla Camera di Commercio delle Marche che ha portato a Colli del Tronto circa 80 imprese marchigiane e i rappresentanti di 16 Camere di Commercio Italiane all’Estero, da New York a Tokyo, da Londra a Melbourne.
Una giornata di incontri B2B, con appuntamenti individuali durante i quali le aziende hanno potuto confrontarsi sui mercati di maggiore interesse, individuare possibili partner, conoscere canali distributivi e condizioni di accesso. Un confronto diretto con una rete che conosce dall’interno territori, regole, consumi e dinamiche commerciali.
«Mettiamo in campo tante possibilità per il sistema imprenditoriale marchigiano» spiega il presidente di Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, «e con Open Market abbiamo fatto qualcosa di interessante proprio per tutti quei settori che vogliono approcciare nuovi mercati. Crediamo fortemente che il sistema camerale possa essere un volano importante per l’internazionalizzazione».
Sabatini nel suo intervento ricorda «i dati positivi» trainati dalla nautica e sottolinea come le Marche siano una regione in cui le imprese sanno esprimere «una manifattura di alta qualità, innovativa, tecnologica».
«Le adesioni a Open Marche confermano quanto le nostre imprese vogliano confrontarsi direttamente con i mercati internazionali – prosegue Sabatini, che è anche vicepresidente di Unioncamere – Portiamo nelle Marche una rete che conosce da vicino territori, regole e abitudini di acquisto dei Paesi a cui le nostre aziende sono interessate per il loro business. I mercati cambiano in fretta: diversificare è sempre più una condizione per restare competitivi».
Export, una geografia sempre più diversificata
Secondo i dati Istat elaborati dall’Ufficio Statistica e Studi di Camera Marche, la Francia resta il principale mercato, con 1,37 miliardi di euro di interscambio nel 2025 e una crescita dell’export del 12,8% nel primo semestre 2026.
In Europa crescono anche Spagna (+8,4%), sostenuta dai macchinari (+30%), e Regno Unito, mentre la Polonia vale 569 milioni di euro. Più complesso il quadro della Turchia, che con 280 milioni registra nei primi sei mesi del 2026 una flessione dell’export del 14%.
Sul fronte americano, gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali mercati di sbocco, con 956 milioni di euro nel 2025 e una crescita dell’export che nel primo semestre 2026 quasi raddoppia. Il Canada, con 102 milioni, cresce del 20,4%. Più contenuti i valori di Guatemala e Repubblica Dominicana, che mostrano però opportunità legate soprattutto a macchinari e comparti specializzati.
In Asia la Cina vale 296 milioni di euro, con farmaceutico e moda in testa, e cresce del 9,5% nel primo semestre 2026. Il Giappone raggiunge 101 milioni, mentre il Vietnam, pur partendo da un valore di soli 19 milioni, registra una crescita del 62,6%. Hong Kong rappresenta invece un hub strategico per l’area Asia-Pacifico, con opportunità che spaziano dal lusso alla tecnologia, dal food & beverage alla logistica.
Segnali positivi arrivano anche da mercati più lontani: l’Australia vale 114 milioni e cresce del 21,2%, mentre il Sudafrica, con 33 milioni, registra un incremento del 19,7%.
Pozza: le Camere all’estero rendono accessibili mercati sempre più complessi
«Le Camere di Commercio italiane all’estero sono oggi qui di nuovo, grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche, dopo la Convention Mondiale del 2023, per incontrare le imprese marchigiane e consolidare i rapporti con questo territorio dinamico e assai orientato all’export» spiega Mario Pozza, presidente Assocamerestero.
Per Pozza «la forza dell’Italia è data dalle sue piccole e medie imprese e per questo il lavoro delle Camere italiane all’estero è quello di rendere i mercati, oggi sempre più difficili da prevedere e comprendere, accessibili e a portata di export per tutte quelle aziende che hanno un buon prodotto e hanno voglia e capacità per investire nel proprio futuro».
Cardinali: l’internazionalizzazione richiede una strategia
Per il presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali, la sfida dell’internazionalizzazione richiede una strategia.
«Oggi l’internazionalizzazione va vista come una strategia, va pianificata, bisogna fare investimenti e spesso bisogna essere anche presenti – spiega -. Sono quindi richieste risorse, tempo e soprattutto competenze. Queste occasioni diventano un modo, da un lato, per costruire relazioni e, dall’altro, per comprendere in maniera più approfondita quelle che sono le necessità di un mercato. Ovviamente non c’è un prodotto che vale bene per tutti: è chiaro che l’internazionalizzazione, appunto come strategia, va supportata e affiancata anche a un adeguato sviluppo dei prodotti, che devono sempre più rispondere in maniera specifica a differenti mercati e differenti esigenze.
L’export in questo momento nelle Marche mostra dati positivi, chiaramente dati che sono anche influenzati da due settori particolarmente rilevanti, come la cantieristica navale, che comunque trascina un indotto importante all’interno della nostra regione, e anche la filiera farmaceutica. Abbiamo settori che tengono molto bene, che da anni mostrano performance positive, come ad esempio l’agroalimentare e la meccanica. Abbiamo poi, dall’altro lato, comparti che mostrano più difficoltà, come ad esempio il comparto della moda e delle calzature, particolarmente influenzato anche da quelli che sono i conflitti in corso».
Un appuntamento dedicato ad Andrea Angeli e al suo ultimo libro, "Fede, ultima speranza. Storie di religiosi in aree di conflitto", sarà tra i momenti centrali delle ultime due giornate del Macerata Humanities Festival. La manifestazione promossa dall’Università di Macerata si avvia alla conclusione giovedì 15 e venerdì 16 ottobre con un programma che intreccia neuroscienze, diritti umani, sociologia, sostenibilità, letteratura e spettacolo.
L’incontro in ricordo di Angeli, recentemente scomparso, è in calendario venerdì 16 ottobre alle 11 nella Sala conferenze di piazza Strambi. L'appuntamento, promosso dall’Associazione Laureati Ateneo Maceratese, sarà dedicato al volume che raccoglie storie di religiosi impegnati in aree di conflitto. Nel corso dell'evento interverrà anche il direttore di Picchio News, Guido Picchio, amico fraterno di Angeli.
Il festival, giunto alla quarta edizione e quest’anno dedicato al tema "Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori", proporrà nelle due giornate anche ospiti di rilievo del mondo scientifico e culturale.
Giovedì 15 ottobre, alle 15 al Polo Tucci di via Morbiducci, il neuroscienziato Alberto Oliverio parlerà del rapporto tra cervello, apprendimento ed educazione. Alle 16:30, nell'Aula Magna della Loggia del Grano, i registi Taisija Krugovych e Vasilij Bogatov presenteranno il documentario “Memorial. Lo scioglimento”, dedicato alla chiusura forzata dell’organizzazione russa per i diritti umani insignita del Nobel per la Pace.
Alle 17, nell’aula Omero Proietti di via Garibaldi, spazio alla lectio magistralis del sociologo Hartmut Rosa, tra le voci più influenti della sociologia europea contemporanea. Alle 18:30, al Teatro della Filarmonica, si terrà la premiazione della terza edizione del Concorso Letterario Humanities, dedicato a racconti e poesie di studenti delle scuole superiori e universitari.
Ospite la scrittrice Giulia Ciarapica, accompagnata dal Coro UniMC. La giornata si chiuderà alle 21 al Teatro Lauro Rossi con il concerto del Trio Spagnolo–Piccotti–Consonni, promosso da Appassionata, con musiche di Farrenc, Zemlinsky e Brahms. Per gli studenti UniMC sono previsti biglietti a partire da 5 euro; informazioni su appassionataonline.it.
Venerdì, dopo l’incontro dedicato ad Andrea Angeli, alle 16 nell’aula Omero Proietti sarà presentato il libro “Filosofia del respiro: verso un’etica della prossimità” di Lenart Škof, una riflessione sulla convivenza fondata sulla cura e sulla responsabilità reciproca.
Alle 17, nell’aula verde del Polo Pantaleoni, Antonella Inverno e Paolo Lattanzio di Save the Children Italia affronteranno il tema delle fragilità adolescenziali e del ruolo dell’ascolto e dell’educazione nella prevenzione della violenza. Alle 18, al Cinema Italia, l’Accademia di Belle Arti conferirà il Dottorato di Ricerca honoris causa a Stefano Mancuso, scienziato e divulgatore noto per i suoi studi sulla neurobiologia vegetale.
Sempre venerdì, alle 18:30, tra via Garibaldi e Palazzo Lazzarini, la performance itinerante “The Walking Choir”, nell’ambito del progetto Over|Rule, trasformerà il canto polifonico in un’esperienza collettiva tra arte e libertà.
Il gran finale è previsto alle 21:15 al Teatro Lauro Rossi con Paola Minaccioni e lo spettacolo “La vita è bella? No, è un tipo”, un viaggio ironico tra modelli di felicità, conformismo e valore delle imperfezioni. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. I biglietti saranno disponibili alla Biglietteria dei Teatri in piazza Mazzini oppure direttamente in teatro dalle 20:15 alle 21. Tutti gli appuntamenti del Macerata Humanities Festival sono a ingresso libero, salvo le indicazioni specifiche per il concerto. Il programma completo è consultabile sul sito www.unimc.it/mhf.
L'Università di Macerata ha conferito ieri la laurea magistrale honoris causa in Lingue, culture e traduzione letteraria a Colm Tóibín, tra le voci più autorevoli della letteratura contemporanea, autore di romanzi tradotti in tutto il mondo come Brooklyn, Nora Webster, Il mago e Long Island. La cerimonia si è svolta alla presenza dell’ambasciatrice d’Irlanda in Italia Elizabeth McCullough, di rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni e di un pubblico di studenti e appassionati di letteratura, aprendo la quarta edizione del Macerata Humanities Festival.
“Di solito, una laurea riconosce ciò che una persona ha imparato all’università. Oggi riconosciamo anche ciò che un’università può imparare da una persona”, ha affermato il rettore John McCourt, sottolineando la capacità dello scrittore di raccontare la complessità delle relazioni umane senza semplificazioni né giudizi. “Leggere Tóibín significa imparare a sostare davanti a una vita senza pretendere subito di giudicarla”.
L’ambasciatrice Elizabeth McCullough ha ricordato il prestigio e la lunga storia dell’Ateneo maceratese e i profondi legami culturali tra Irlanda e Italia: “Come Joyce, Colm Tóibín è uno scrittore irlandese dal forte senso di appartenenza ai luoghi, ma è anche uno scrittore profondamente europeo, capace di mostrarci il significato universale delle esperienze quotidiane e delle realtà locali”.
Intensa e personale la laudatio dello scrittore e critico letterario Mario Fortunato, che, con un tono affettuoso, brillante e a tratti ironico, ha intrecciato l’analisi letteraria ai ricordi di un’amicizia iniziata a Roma nel 1999. “Il realismo di Tóibín non è un fine ma un mezzo: un mezzo di trasporto usato per raggiungere e superare la realtà”, ha osservato. “È nel silenzioso lavorio del suo respiro che Tóibín, come ogni vero artista e come quasi tutti gli adolescenti, elabora il proprio splendore”.
Sono intervenuti anche Roberto Mancini, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, e Carla Cucina, presidente del Consiglio unificato dei corsi di laurea in Lingue, che ha letto il dispositivo di conferimento.
A seguire, un vivace dialogo tra Tóibín e McCourt ha offerto al pubblico un ritratto più spontaneo dello scrittore, tra ricordi d’infanzia, riflessioni sulla scrittura e aneddoti divertenti. Tóibín ha raccontato il ruolo della memoria, dei paesaggi irlandesi e delle figure femminili della sua famiglia nella nascita dei suoi personaggi, mettendo in guardia dalla nostalgia, «una forma di sentimentalismo».
Parlando del proprio metodo creativo, ha insistito sull’importanza della disciplina: «Il modo per scrivere un romanzo è scrivere un romanzo. Se non finisci tu quel libro, nessun altro lo farà». E agli studenti interessati alla scrittura ha rivolto un consiglio originale: «Pensate a qualcosa che avreste davvero voluto fare e che non avete fatto. Scrivete come se l’aveste fatto».
Non sono mancati momenti di ironia, come quando Tóibín ha ricordato la partecipazione alla notte degli Oscar per il film Brooklyn, tratto dal suo romanzo: «C’è un secondo ingresso agli Oscar, senza tappeto rosso, ma con il linoleum. È quello per quelli come me, i romanzieri, di cui non importa niente a nessuno».
Dopo la cerimonia accademica, il Festival è entrato nel vivo con l’inaugurazione ufficiale a Palazzo Lazzarini. Il rettore John McCourt e la delegata al Festival Fabiola Falappa hanno dato il via alla quarta edizione della manifestazione. Hanno portato il saluto anche la vicesindaco Francesca D’Alessandro, il presidente della Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini, il vicepresidente della Bcc di Recanati e Colmurano Paolo Maggini, il direttore generale della Banca dei Sibillini Alberto Palmieri, Sara Splendiani per iGuzzini e Alessia Iacopini per Dami.
Dalla fotografia d’autore alla poesia contemporanea, passando per narrativa e saggistica, fino alla finale del premio Poesia di Strada a Loro Piceno. Sabato 17 ottobre prende il via la XXV edizione del Licenze Poetiche Festival, la rassegna che da decenni porta a Macerata voci e protagonisti della letteratura contemporanea, con un calendario di sette appuntamenti in programma fino al 14 novembre.
Ad aprire il festival sarà Dino Ignani, conosciuto come “il fotografo dei poeti”, ospite sabato 17 ottobre alle 18 alla Biblioteca della Poesia, in via Costa 10, a Macerata. Nel corso della sua carriera ha ritratto alcuni dei nomi più importanti della poesia internazionale, tra cui il premio Nobel Seamus Heaney e la vincitrice del Pulitzer Jorie Graham. I suoi scatti raccontano mezzo secolo di poesia mondiale attraverso volti, incontri e storie, mettendo in relazione fotografia e letteratura.
Il secondo appuntamento è fissato per sabato 24 ottobre alle 18, ancora alla Biblioteca della Poesia, con la poetessa veneta Silvia Secco, autrice pluripremiata che presenterà il suo nuovo libro, “Scritture bianche”.
Il festival si sposterà quindi a Urbisaglia: domenica 25 ottobre, alle 18, la Biblioteca comunale ospiterà Renata Morresi, professoressa associata all’Università di Padova, dove insegna Letteratura Americana. Al centro dell’incontro ci sarà il suo ultimo libro di poesia, “Sulle mura del sole”, pubblicato da Marcos y Marcos.
Domenica 1 novembre, alle 18, la manifestazione tornerà a Macerata per il tradizionale appuntamento dedicato alla poesia marchigiana. I protagonisti saranno Alessio Alessandrini e Barbara Coacci, autori con un lungo percorso di pubblicazioni e ricerca, espressioni di due voci differenti ma rappresentative della tradizione poetica regionale.
Sabato 7 novembre, alle 18, sarà invece la libreria La cicogna triste, in largo Affede a Macerata, a ospitare il festival. In programma la presentazione degli ultimi lavori di Elisa Davoglio e Lidia Riviello. Davoglio, che lavora nel campo dell’informatica e dell’addestramento delle intelligenze artificiali, porta nella propria esperienza letteraria uno sguardo legato anche alle nuove tecnologie. Riviello, nel suo ultimo libro di poesia pubblicato da Aragno, riflette invece sull’idea di vita nelle sue diverse forme, comprese quelle associate alla virtualità di un avatar.
Una novità caratterizza il penultimo appuntamento della rassegna: da quest’anno Licenze Poetiche apre anche alla narrativa e alla saggistica. Domenica 8 novembre, alle 18 alla Biblioteca della Poesia, arriverà a Macerata Emanuela Panatta, scrittrice, attrice e ballerina. Nel suo percorso professionale figurano collaborazioni con Gianni Boncompagni, Paolo Bonolis, Pippo Baudo e Gino Landi, accanto all’attività letteraria e teatrale. L’incontro sarà dedicato al suo ultimo libro, “Civico 33, nuove storie”, pubblicato dalla casa editrice maceratese Seri.
La conclusione è in programma sabato 14 novembre al teatro di Loro Piceno, con la serata finale della XIX edizione del premio Poesia di Strada, dedicato alla poesia inedita. A contendersi il riconoscimento saranno i dieci poeti finalisti provenienti da tutta Italia. Ospite d’onore sarà Roberto Ariagno, poeta piemontese vincitore del premio nel 2024.
Con sette appuntamenti distribuiti tra Macerata e il territorio provinciale, Licenze Poetiche conferma così la propria attenzione alla poesia contemporanea e amplia il percorso verso altre forme della creatività letteraria.
Le storie delle persone comuni, le fragilità spesso invisibili e il valore delle relazioni in una società sempre più individualista: sono questi i temi al centro di "Il senso dell’umano", lo spettacolo di Domenico Iannacone in programma venerdì 30 ottobre a Tolentino, con un doppio appuntamento pensato per coinvolgere sia gli studenti sia l’intera cittadinanza.
L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Politiche sociali in collaborazione con le associazioni che partecipano al Tavolo della Povertà, si svilupperà in due momenti distinti. Dalle 9.30 alle 12, al Teatro Spirito Santo, il giornalista incontrerà gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore "Filelfo" e dell’Istituto "Leopardi – Frau". Alle 21.15, invece, il Teatro Nicola Vaccaj ospiterà lo spettacolo aperto a tutta la cittadinanza, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria.
“Il senso dell’umano” è una conversazione scenica ideata e portata sul palco da Iannacone, accompagnato dalle musiche di Samuele Giacomozzi. Attraverso racconti e testimonianze, lo spettacolo dà voce a chi vive ai margini, alle persone comuni e a quelle realtà che spesso restano lontane dai riflettori del potere e dalla cronaca più rumorosa.
Al centro della narrazione c’è soprattutto l'importanza dello sguardo, dell'ascolto e della cura dell'altro. In un tempo segnato dalla velocità, dall’individualismo e da logiche di sopraffazione, l’incontro con l’altro diventa uno strumento per comprendere la realtà e riscoprire il valore dell’umanità quotidiana. Un racconto che intreccia denuncia civile e poesia, invitando a rallentare e a riconoscere le fragilità che attraversano la società.
Giornalista, autore televisivo e regista, Domenico Iannacone è conosciuto per il suo stile di reportage e d’inchiesta attento alle questioni sociali e alle storie individuali. Su Rai 3 conduce il programma "Che ci faccio qui", nel quale dà spazio a vicende umane spesso trascurate, trasformandole in occasioni di riflessione collettiva.
L’appuntamento, sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Benedetta Lancioni, rappresenta anche un’occasione per proseguire il lavoro avviato insieme alle realtà associative del territorio.
"Siamo molto felici di questa giornata - afferma Lancioni - che è la seconda che organizziamo in collaborazione con tutte le associazioni che fanno parte del Tavolo della Povertà, che da anni ormai operano sul territorio per fare non solo un lavoro di contrasto alla povertà e alle richieste che arrivano dal territorio giornalmente, ma proprio per favorire un cambiamento culturale rispetto a quelli che sono i temi della povertà".
L’esperienza di Iannacone, conclude l’assessore, offrirà "un ulteriore momento di riflessione e di accrescimento personale per tutti", con l’auspicio che possa contribuire a modificare atteggiamenti e comportamenti della comunità.
Per partecipare allo spettacolo delle 21.15 al Teatro Nicola Vaccaj è necessario prenotare chiamando i numeri 0733/901320 e 0733/901299. Le prenotazioni sono disponibili dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.30, e il martedì e il giovedì anche dalle 16 alle 18.
Dopo dieci anni di attesa e l'inaugurazione dei giorni scorsi, Rocca Varano torna ad accogliere il pubblico con due giornate di visite gratuite. Il complesso storico di Camerino sarà aperto sabato 17 e domenica 18 ottobre, offrendo a cittadini e turisti l’occasione di riscoprire uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio storico e culturale della città.
Le visite saranno possibili sabato dalle 15 alle 17:30, mentre domenica la Rocca sarà accessibile sia al mattino, dalle 10 alle 12:30, sia nel pomeriggio, dalle 15 alle 17:30. L’ingresso sarà libero e non è indicata la necessità di prenotazione.
Per agevolare gli spostamenti sarà inoltre disponibile un servizio navetta gratuito dall’Area Sae di località Varano fino a Rocca Varano, attivo durante gli orari di apertura. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Pro Loco di Camerino al numero 345/8855294.
La riapertura arriva al termine dell’intervento realizzato dall'amministrazione comunale e restituisce alla comunità un luogo profondamente legato alla storia del territorio. La Rocca rappresenta da secoli una delle porte d’ingresso alla città e costituisce una testimonianza del passato camerte, oltre che un punto di interesse per chi desidera conoscere le tradizioni locali.
"La riapertura rappresenta un’importante occasione per tornare a vivere un luogo profondamente legato alla storia e all’identità di Camerino, restituendo alla comunità e ai visitatori uno dei suoi simboli più significativi - dichiara l’assessore al Turismo Silvia Piscini -. Rocca Varano è un patrimonio storico e culturale che merita di essere conosciuto, valorizzato e riscoperto, anche per il ruolo che ha avuto nel corso dei secoli nella storia del nostro territorio".
Il cibo come elemento fondamentale per la salute, ma anche come espressione del territorio, delle tradizioni agricole e della qualità delle produzioni. Saranno questi i temi al centro del convegno “Innovare oggi per nutrire domani”, in programma domenica 18 ottobre nella sala consiliare del Comune di Colmurano, in occasione della Giornata mondiale dell'alimentazione.
L'iniziativa è promossa dall'associazione Le Paccucce di Colmurano e si propone di aprire un confronto tra competenze diverse, dalla medicina alla nutrizione, dall'agricoltura biologica alla panificazione, per approfondire il legame tra ciò che portiamo in tavola e il nostro benessere quotidiano.
Al dibattito interverranno Andrea Fabiani, medico chirurgo specializzato in urologia e andrologia; Simone Menin, biologo nutrizionista, docente Haccp, membro del CNBN nella sezione “Dieta Mediterranea” ed educatore alimentare FITP; Demetrio Ruffini, dottore agronomo specializzato nel settore dell'olivicoltura; e Raffaele Pozzi, agricoltore biologico e fornaio.
Il confronto metterà in relazione gli aspetti scientifici dell'alimentazione con il valore delle produzioni agricole e artigianali, approfondendo l'importanza di scelte consapevoli e di uno stile di vita equilibrato.
Il messaggio alla base dell'incontro è che innovare per nutrire meglio le generazioni future significa prestare attenzione alla qualità degli alimenti, seguire una corretta alimentazione e affiancarla a un'attività fisica regolare. In questo contesto, anche gesti semplici, come consumare pane e olio extravergine d'oliva, diventano un richiamo alla tradizione alimentare mediterranea e alla valorizzazione delle produzioni locali.
Il convegno gode del patrocinio della Comunità montana dei Monti Azzurri e del Comune di Colmurano, con il sostegno della Bcc di Recanati e Colmurano.
Un'occasione per approfondire il tema dell'alimentazione da prospettive differenti e riflettere su come salute, cultura del cibo e attenzione all'ambiente possano contribuire a costruire abitudini più consapevoli per il futuro.
A un mese circa dal delicato intervento conclusosi con il ritorno a casa di un 17enne, il comune di San Severino Marche ha accolto e premiato la squadra dei vigili del fuoco protagonista del soccorso. La cerimonia si è svolta nella Sala del Consiglio di Palazzo Comunale, dove il sindaco Rosa Piermattei ha voluto tributare un riconoscimento all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per il lavoro svolto quotidianamente a tutela della comunità.
All'incontro hanno partecipato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Macerata, il primo dirigente ingegner Leonardo Rampino, il Direttore Coordinatore Speciale, ingegner Carlo Iammarino, e i componenti della squadra intervenuta nell'operazione: il capo squadra esperto Michele Sciapichetti, i vigili del fuoco coordinatori Roberto Savoretti e Federico Girolimini e la giovane settempedana Nicoletta Raggi, prima donna vigile del fuoco nella storia di San Severino Marche.
Proprio Raggi, insieme ai colleghi, era stata protagonista dell'intervento che aveva permesso di riportare a casa il ragazzo, con sindrome dello spettro autistico, allontanatosi dalla propria abitazione di Villa Potenza. Dopo essere stato individuato dai soccorritori, il 17enne non era stato immediatamente convinto a seguirli. Era stata quindi la giovane vigile del fuoco ad avvicinarsi con cautela, rispettando i suoi tempi e conquistandone progressivamente la fiducia attraverso il dialogo, fino a convincerlo a tornare verso casa e a ricongiungersi con la famiglia.
Un approccio basato sulla pazienza e sulla sensibilità che aveva permesso di portare a termine positivamente una fase particolarmente delicata del soccorso.
Nel corso della cerimonia, alla presenza anche del comandante della Polizia Locale, vice commissario Adriano Bizzarri, il sindaco Piermattei ha espresso la gratitudine della comunità settempedana all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.
"Si è colta l'occasione di questa ennesima operazione conclusasi positivamente per tutti per presentare un ringraziamento sentito all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco da cui la nostra comunità ha ricevuto sempre tantissimo – ha sottolineato il primo cittadino -. Sapere che voi ci siete sempre mette sicurezza e dà tranquillità, anche nelle situazioni più difficili".
Piermattei ha quindi consegnato ai componenti della squadra una speciale pergamena di encomio, come riconoscimento per la professionalità, il coraggio e la sensibilità dimostrati nell'intervento e, più in generale, per il servizio quotidiano svolto a tutela della collettività.
Un attestato che il Comune ha voluto rivolgere non soltanto ai protagonisti dell'operazione, ma simbolicamente all'intero Corpo dei Vigili del Fuoco, indicato dall'amministrazione come un presidio costante di sicurezza e un esempio di dedizione al bene comune.
Al comandante Rampino e all'ingegner Iammarino, infine, il sindaco ha consegnato una guida della città, come segno di accoglienza e di riconoscenza da parte dell'intera comunità di San Severino Marche.
Al via le iscrizioni al corso di formazione per il riconoscimento dei funghi epigei organizzato dall'Unione Montana Potenza Esino Musone. L'iniziativa, prevista dalla Legge Regionale n. 18/2022, è rivolta a tutti i cittadini interessati e punta a preparare i partecipanti all'esame necessario per ottenere l'abilitazione alla raccolta dei funghi.
Il corso avrà una durata complessiva di 21 ore e si svolgerà nel mese di novembre. Le lezioni in presenza sono state fissate per le serate dell'11, 12, 13, 18, 19, 24 e 25 novembre e si terranno a San Severino Marche, al teatro Italia di via Roma 24.
L'obiettivo è fornire ai partecipanti le conoscenze necessarie per affrontare e superare l'esame di abilitazione previsto dalla normativa regionale, passaggio propedeutico e obbligatorio per il successivo rilascio del tesserino che consente la raccolta dei funghi.
La partecipazione è aperta a tutti. Nel caso in cui le domande dovessero superare la capienza massima della sala, sarà data priorità ai residenti nei Comuni che fanno parte dell'Unione Montana Potenza Esino Musone.
Per iscriversi è necessario compilare l'apposito modulo, richiedibile all'ufficio competente, e inviarlo entro e non oltre il 31 ottobre all'indirizzo email demanio@umpotenzaesino.it. Per ulteriori informazioni e chiarimenti è possibile rivolgersi allo stesso indirizzo di posta elettronica oppure contattare il numero 0733 637245 (interno 6) negli orari di apertura al pubblico degli uffici.
Nella nuova puntata del podcast Nati per..., il nostro viaggio nella vocazione e nel talento incontra la storia di Massimo Zenobi, uno dei fondatori, insieme a Saverio Marconi, della Compagnia della Rancia ed oggi Responsabile Marketing e Comunicazione del Teatro Sistina di Roma. Una figura pionieristica che ha saputo fondere la poesia dello spettacolo dal vivo con il rigore e la spinta propulsiva dell'innovazione strategica.
Spesso le storie di talento affondano le loro radici in un luogo dell'anima. Per Massimo quel luogo è Tolentino, un centro operoso nel cuore delle Marche. È qui che negli anni '80, Zenobi insieme a Saverio Marconi e a un gruppo di giovani sognatori fondano la Compagnia della Rancia.
In un'Italia teatrale ancora legata a schemi tradizionali, scommettere sul musical moderno è stato un atto visionario che ha generato una vera e propria rivoluzione culturale, capace di portare il genere del musical a riempire i grandi teatri nazionali.
Massimo Zenobi non ha solo contribuito a un’innovazione culturale, ma anche a una svolta digitale.
Nel 1996, quando la rete internet era ancora un territorio inesplorato per il mondo della cultura, Zenobi intuisce la potenza del web e fonda musical.it, il primo storico portale italiano dedicato interamente al genere. L'anno successivo, nel 1997, firma un'ulteriore svolta: in occasione del lancio dell’allestimento di Grease (con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia), gestisce la prima sperimentazione di biglietteria online in Italia.
Un'innovazione che gli è valsa, nel 1999, l'inserimento da parte del quotidiano ItaliaOggi nella rosa dei 25 migliori uomini di marketing d'Italia.
Nel 2017 Zenobi ha anche assunto la direzione del Politeama di Tolentino, centro polifunzionale per le arti promosso dalla Fondazione Franco Moschini. A dimostrazione del fatto che il cerchio del talento si chiude quando sa farsi restituzione, tornando alle proprie origini, per nutrirle con l’esperienza accumulata nel mondo.
Oggi Massimo Zenobi è il custode della comunicazione e del marketing del Teatro Sistina di Roma, il tempio della commedia musicale italiana. Un ruolo in cui, grazie alla sua creatività, riesce a far dialogare la memoria storica dei grandi maestri del passato con i linguaggi e i codici promozionali della contemporaneità.
Ascolta la storia di Massimo Zenobi: la puntata di "Nati per..." è disponibile ora su YouTube, Facebook e Spotify!
Dopo oltre ottant'anni, un piccolo oggetto è riuscito a riannodare il filo della memoria e a riportare idealmente a casa un giovane soldato mai più tornato dalla guerra. La piastrina militare di Enrico Palazzesi, settempedano disperso durante la campagna di Russia nel 1942, è stata riconsegnata ufficialmente alla famiglia nel corso di una cerimonia ospitata nella Sala del Consiglio comunale di San Severino Marche, alla presenza del sindaco Rosa Piermattei.
Un momento di forte intensità emotiva, che ha restituito un frammento di storia personale e familiare alla comunità settempedana, ricordando al tempo stesso la tragedia vissuta da migliaia di militari italiani sul fronte orientale durante la Seconda guerra mondiale.
Il ritrovamento della piastrina è stato possibile grazie all'attività dell'Armir, l'Associazione Ricerca Militari Italiani in Russia, impegnata da anni nella ricerca e nell'identificazione dei soldati italiani dispersi, attraverso il recupero dei reperti e lo studio delle testimonianze e dei documenti storici.
Le ricerche archivistiche e anagrafiche hanno permesso ai volontari di risalire all'identità di Enrico Palazzesi e di rintracciare una lontana cugina da parte materna. Da qui il percorso che ha condotto alla restituzione del prezioso cimelio alla famiglia e al suo ritorno simbolico nella città d'origine del militare.
Primogenito di una famiglia settempedana, Palazzesi era partito giovanissimo per il fronte russo, senza fare più ritorno. Il suo corpo risulta ancora disperso. La piastrina non restituisce dunque una sepoltura ai suoi cari, ma rappresenta un segno concreto dopo decenni di assenza, un legame ritrovato con una vicenda rimasta a lungo sospesa tra il dolore e l'incertezza.
«San Severino Marche ha voluto rendere omaggio a un suo figlio, il cui sacrificio per decenni è rimasto avvolto dal silenzio e dalla lontananza», ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei. «Accogliere nella casa comunale la piastrina di Enrico Palazzesi non significa soltanto ricostruire un tassello della memoria storica della nostra comunità, ma dare una risposta morale al dolore di una famiglia che per più di ottant'anni ha atteso un segno di ritorno».
La prima cittadina ha rivolto un ringraziamento all'associazione Armir, all'Associazione Nazionale Alpini e a tutti coloro che si impegnano per restituire identità e dignità ai militari dispersi. «La piastrina di Enrico torna a San Severino Marche come simbolo di pace, di monito per le giovani generazioni e ricordo per tutta la nostra città», ha aggiunto.
Alla cerimonia hanno partecipato anche i rappresentanti locali e regionali dell'Associazione Nazionale Alpini. Tommaso Luchetti, presidente della sezione Marche, ha ricordato le dimensioni della tragedia della campagna di Russia e il valore della ricerca dei militari scomparsi.
«Sebbene i corpi rimangano sconosciuti, grazie alla collaborazione tra italiani e russi che hanno lavorato per recuperare le piastrine è stato possibile dare un nome e un ricordo a chi è caduto», ha sottolineato Luchetti, esprimendo la propria gratitudine alla famiglia Palazzesi per aver contribuito all'organizzazione della commemorazione. «Per la famiglia Palazzesi, ritrovare questa piastrina è come veder rientrare a casa il proprio caro».
Luchetti ha inoltre richiamato il ricordo dei tanti soldati che non riuscirono a sopravvivere alla ritirata e alla prigionia, sottolineando il legame tra la memoria di quei fatti e l'impegno dell'associazione alpini. Un ricordo che coinvolge anche il Gruppo Alpini Valpotenza, intitolato alla memoria dei reduci Lucia, Neuro Anti di Castreccioni e Alfredo Faelli di San Severino Marche.
All'incontro è intervenuto anche Angelo Ciccarelli, storico capogruppo del Gruppo Alpini Valpotenza, che ha espresso la propria emozione nel partecipare a una cerimonia così significativa per la storia del gruppo e del territorio.
La restituzione della piastrina di Enrico Palazzesi va oltre il valore materiale del reperto. È il recupero di un'identità, la possibilità di dare un volto e una storia a una perdita rimasta per decenni senza risposte. Un gesto che rinnova il ricordo di chi non è tornato dalla guerra e trasmette alle nuove generazioni un messaggio di pace, consapevolezza e rispetto per la memoria.