"Bosnia-Italia e quella partita del '96 che celebrò la fine della guerra. Io a Sarajevo fotografai un pezzo di storia" (FOTO)
Il destino mette nuovamente di fronte Bosnia ed Erzegovina e Italia. Diversi gli scenari, diversi i protagonisti, diversa la posta in palio: stasera le due rappresentative si affrontano per un posto al Mondiale 2026. Ma a trent'anni di distanza, è impossibile non tornare con la mente a quel 6 novembre 1996, quando l'Italia vicecampione del mondo fece visita a una nazionale neonata in un Paese appena uscito da uno dei conflitti più cruenti dell'era contemporanea. Un evento che porta con sé una fortissima impronta maceratese, legata a doppio filo ai ricordi del funzionario Onu Andrea Angeli e del fotoreporter Guido Picchio, oggi direttore editoriale del nostro quotidiano online Picchio News. Quella partita si giocò alle 13:30, in un orario insolito dettato dalla necessità: lo stadio Kosevo di Sarajevo non aveva ancora ripristinato l’impianto d’illuminazione e il maxischermo, perforato dai proiettili, era coperto dallo striscione "Grazie Azzurri". In quel clima sospeso tra macerie e speranza, Andrea Angeli era già sul campo da quattro anni come peacekeeper delle Nazioni Unite. Proprio Andrea Angeli, ricordando l'atmosfera respirata tra i militari della Brigata Garibaldi guidati dal generale Agostino Pedone, racconta: "La presenza degli azzurri in un teatro di guerra è stato un evento eccezionale per i militari italiani, si è trattato di un momento di grande distensione dopo anni difficili. Ricordo come dopo la partita i militari si accalcarono per scattare fotografie e chiedere autografi ai calciatori". A immortalare quegli attimi c'era l'allora fotoreporter Guido Picchio, che a Sarajevo era già stato più volte in tempo di guerra, compreso un sequestro di 36 ore nel 1994 insieme ai colleghi Lucia Annunziata (Corriere della Sera) e Federico Bugno (L'Espresso), risolto proprio grazie alla mediazione dell'amico Angeli. Il direttore di Picchio News ricorda quell'emozione con estrema nitidezza, sfogliando l'album dei ricordi sia in maniera figurata che letterale. Guido, infatti, ci sorprende arrivando in redazione con uno dei raccoglitori ritrovati tra gli scaffali di casa: "Nel '96 ero inviato ancora per varie agenzie giornalistiche - ci dice con gli occhi colmi delle esperienze affrontate -, ricevetti l'accredito sempre grazie all'intercessione di Angeli, per me fu un momento di gioia ed emozione sia per la storicità dell'evento che segnava un ritorno alla normalità dopo gli anni sanguinosi della Guerra, sia perché per la prima volta nella mia carriera fotografai la Nazionale di Calcio Italiana, all'epoca vicecampione del Mondo del ct Sacchi". "Il ricordo è dolce anche perché una delle foto che scattai della partita è diventata anche una cartolina per i militari italiani del contingente Garibaldi - aggiunge Guido -. Tutto nacque da una mia intuizione, appoggiata sin da subito dal generale Pedone, visto che all'epoca l'unico modo che i militari avevano per comunicare con le proprie famiglie era proprio attraverso le cartoline, e per ovvie ragioni nello spaccio militare scarseggiavano in maniera frequente". Sul campo finì 2-1 per la Bosnia (gol di Salihamidzic, Chiesa e Bolic), un risultato storico celebrato dalla voce di Bruno Pizzul che aprì la cronaca Rai sottolineando come il significato del match andasse ben oltre l'evento sportivo. "Speriamo che questa sera il risultato sarà diverso", chiosa in maniera sorniona il direttore Guido Picchio. Non possiamo che essere d'accordo.

pioggia leggera (MC)
