La caduta rovinosa, la denuncia, la causa e dopo 6 anni la condanna del proprietario del cane al cospicuo risarcimento. La vicenda nasce nel 2020, precisamente il 23 aprile, quando era da poco scattato il lockdown per gli italiani e un uomo aveva visto il cane del vicino corrergli incontro. Spaventato, l'uomo aveva fatto qualche passo indietro, inciampando e cadendo rovinosamente a terra. Immediatamente soccorso e portato in ospedale, i sanitari avevano riscontrato la frattura del polso e la lesione del gomito
Una conseguenza importante che aveva provocato una invalidità permanente che lo aveva reso inidoneo alla mansione svolta a lavoro, ma il peggio sarebbe arrivato successivamente quando il datore di lavoro dimostrò l'impossibilità di ricollocarlo in altra mansione arrivando, inevitabilmente, al licenziamento.
L'uomo, patrocinato dall'Avv. Mantella del foro di Macerata, aveva quindi citato in giudizio il vicino proprietario del cane per un giusto risarcimento quantificato inizialmente in 235.500 euro.
Il proprietario dell'animale aveva eccepito che non vi era stato contatto e che la caduta fosse stata causata da un cordolo del marciapiede, circostanza smentita dai testimoni che hanno rappresentato come la vicenda fosse avvenuta in mezzo alla strada, e che l'uomo avesse frainteso le intenzioni dell'animale che lo aveva solo avvicinato "a mò di feste".
Il giudice ha ritenuto che non fosse stato provato che fosse stato un evento imprevedibile né che esso possa essere qualificato quale "caso fortuito" configurandosi quindi la responsabilità in capo al proprietario dell'animale che, per legge, risponde dei danni causati dall'animale anche in assenza di un reale contatto fisico
Nella decisione, è stato però ridimensionato l'importo del risarcimento in 112.066 euro in quanto l'inabilità alla mansione svolta accertato dall'Ast - prevenzione e igiene sul lavoro si era basato "su una pluralità di fattori non tutti riconducibili all'incidente"
E' stato quindi riconosciuto all'uomo un risarcimento di 35.906 euro per l'invalidità permanente dell'11%, 74.373 euro per il danno patrimoniale da lucro cessante (la perdita del lavoro) e 1787 euro di spese sanitarie sostenute
Il proprietario del cane è stato, altresì, condannato alla condanna di spese di lite quantificate in 7000 euro.
La caduta rovinosa, la denuncia, la causa e dopo 6 anni la condanna del proprietario del cane al cospicuo risarcimento. La vicenda nasce nel 2020, precisamente il 23 aprile, quando era da poco scattato il lockdown per gli italiani e un uomo aveva visto il cane del vicino corrergli incontro. Spaventato, l'uomo aveva fatto qualche passo indietro, inciampando e cadendo rovinosamente a terra. Immediatamente soccorso e portato in ospedale, i sanitari avevano riscontrato la frattura del polso e la lesione del gomito
Una conseguenza importante che aveva provocato una invalidità permanente che lo aveva reso inidoneo alla mansione svolta a lavoro, ma il peggio sarebbe arrivato successivamente quando il datore di lavoro dimostrò l'impossibilità di ricollocarlo in altra mansione arrivando, inevitabilmente, al licenziamento.
L'uomo, patrocinato dall'Avv. Mantella del foro di Macerata, aveva quindi citato in giudizio il vicino proprietario del cane per un giusto risarcimento quantificato inizialmente in 235.500 euro.
Il proprietario dell'animale aveva eccepito che non vi era stato contatto e che la caduta fosse stata causata da un cordolo del marciapiede, circostanza smentita dai testimoni che hanno rappresentato come la vicenda fosse avvenuta in mezzo alla strada, e che l'uomo avesse frainteso le intenzioni dell'animale che lo aveva solo avvicinato "a mò di feste".
Il giudice ha ritenuto che non fosse stato provato che fosse stato un evento imprevedibile né che esso possa essere qualificato quale "caso fortuito" configurandosi quindi la responsabilità in capo al proprietario dell'animale che, per legge, risponde dei danni causati dall'animale anche in assenza di un reale contatto fisico
Nella decisione, è stato però ridimensionato l'importo del risarcimento in 112.066 euro in quanto l'inabilità alla mansione svolta accertato dall'Ast - prevenzione e igiene sul lavoro si era basato "su una pluralità di fattori non tutti riconducibili all'incidente"
E' stato quindi riconosciuto all'uomo un risarcimento di 35.906 euro per l'invalidità permanente dell'11%, 74.373 euro per il danno patrimoniale da lucro cessante (la perdita del lavoro) e 1787 euro di spese sanitarie sostenute
Il proprietario del cane è stato, altresì, condannato alla condanna di spese di lite quantificate in 7000 euro.
Oltre due chili di marijuana sequestrati nei pressi di un'abitazione a Civitanova Alta. È il risultato di un'operazione antidroga condotta dalla guardia di finanza di Civitanova Marche e dalla polizia locale, con l'ausilio dell'unità cinofila antidroga delle Fiamme Gialle. Un soggetto è stato deferito alla Procura della Repubblica di Macerata per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
L'intervento è scattato nell'ambito di una mirata attività info-investigativa finalizzata al contrasto del traffico e dello spaccio di droga. I finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche e gli agenti della polizia locale hanno eseguito un controllo nei pressi di un'abitazione nella zona di Civitanova Alta, dove, grazie anche al fiuto del cane antidroga, è stata individuata una consistente quantità di marijuana.
Il quantitativo, superiore ai due chilogrammi, è stato sottoposto a sequestro probatorio. La persona individuata è stata colta in flagranza e deferita alla competente autorità giudiziaria. Il sequestro è stato successivamente convalidato dall'autorità giudiziaria sulla base degli elementi indiziari raccolti nel corso dell'attività.
Nel corso dello stesso intervento è stato inoltre individuato un secondo soggetto, segnalato alla Prefettura in qualità di assuntore e detentore di sostanze stupefacenti. Nello specifico, gli sono stati sequestrati circa 8 grammi complessivi di hashish e marijuana, sottoposti a sequestro amministrativo.
L'operazione rientra nell'attività di prevenzione e contrasto ai traffici illeciti portata avanti dalla Guardia di finanza di Civitanova Marche e dalla polizia locale sul territorio provinciale, con particolare attenzione al fenomeno dello spaccio e della detenzione di sostanze stupefacenti.
Come precisato dalle forze dell'ordine, il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. La persona denunciata, pertanto, è da considerarsi non colpevole fino all'eventuale pronuncia di una sentenza irrevocabile di condanna, in ossequio al principio della presunzione d'innocenza.
Sciolto il dilemma che si stavano ponendo tanti maceratesi: il Bar Romcaffè riaprirà la prossima settimana, ma con una nuova gestione. Dopo circa una settimana di chiusura, lo storico locale di Macerata si prepare a riaprire i battenti, mantenendo però la denominazione e, soprattutto, una presenza che rappresenta una certezza per tanti clienti: Pierino Cammertoni resterà nel locale anche con il nuovo corso.
Il bar continuerà, inoltre, a proporre le attività che da sempre ne caratterizzano l'offerta, dalla colazione all'aperitivo, passando per la vendita di caffè sfuso. A cambiare sarà la gestione dell'attività, con un nuovo assetto e l'inserimento di nuovo personale, mentre sono previsti anche alcuni interventi di sistemazione e una rinfrescata degli ambienti prima della riapertura.
A rappresentare il principale elemento di continuità sarà Pierino Cammertoni, storico volto del Romcaffè. Per i clienti, dunque, il cambiamento nella gestione non coinciderà con la scomparsa di una delle figure più conosciute dello storico bar maceratese.
Resteranno, inoltre, le paste già proposte dal locale, mentre il nuovo assetto nasce dalla collaborazione tra la realtà che continuerà a occuparsi del caffè e un'altra attività del settore. I dettagli saranno resi noti nei prossimi giorni.
La chiusura di questi giorni era già stata programmata da tempo, indicativamente dall'inizio dell'estate, e si è resa necessaria per consentire il passaggio al nuovo assetto e gli interventi di sistemazione in vista della riapertura.
Per il Bar Romcaffè, quindi, non si tratta di un addio: il locale tornerà operativo la prossima settimana, conservando il suo nome e una parte della sua identità storica, con Pierino ancora dietro al bancone e una nuova gestione pronta a dare continuità all'attività.
Paura all’alba a Pieve Torina, dove intorno alle 5 di questa mattina i Vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio sviluppatosi all’interno di una casa mobile su ruote.
Sul posto sono arrivate le squadre dei Vigili del fuoco di Camerino e Visso, che hanno operato per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’area interessata dall’incendio.
Un 35enne è rimasto coinvolto nel rogo: si tratta di un uomo, rimasto ustionato, che è stato affidato alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto.
Presenti anche le forze dell’ordine, impegnate negli accertamenti di competenza per ricostruire quanto accaduto e le cause dell’incendio.
Controlli intensificati durante il periodo estivo, soprattutto lungo il tratto costiero, per contrastare lavoro sommerso, evasione fiscale e spaccio di sostanze stupefacenti. È il bilancio dell'attività condotta dalla Guardia di finanza della Compagnia di Civitanova Marche, impegnata in una serie di verifiche sul territorio.
Sul fronte del lavoro, le Fiamme Gialle hanno eseguito 33 interventi nei confronti di attività economiche, identificando complessivamente 112 persone.
Gli accertamenti hanno portato alla scoperta di 10 lavoratori completamente in nero, impiegati senza la preventiva comunicazione dell'instaurazione del rapporto di lavoro. Sono state inoltre rilevate violazioni relative alla tracciabilità delle retribuzioni.
Individuati anche tre lavoratori irregolari, impiegati nell'ambito di rapporti di lavoro intermittente senza la preventiva comunicazione della chiamata al lavoro.
I controlli hanno riguardato anche gli obblighi fiscali. In particolare, sono state contestate mancate emissioni del documento commerciale e la mancata installazione del registratore telematico, strumento previsto per la memorizzazione elettronica e la trasmissione dei corrispettivi.
Secondo quanto riferito dalla Guardia di finanza, le violazioni accertate hanno comportato sanzioni amministrative per almeno 30mila euro, oltre a circa 5mila euro di maxisanzioni, già versati all'Erario.
Parallelamente ai controlli economici, i finanzieri civitanovesi hanno partecipato ai servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dalla Prefettura di Macerata per contrastare i traffici di droga e garantire la sicurezza pubblica.
Nel corso delle operazioni sono stati individuati diversi soggetti in possesso di cocaina, marijuana e hashish. Complessivamente sono stati sequestrati oltre 2,2 chilogrammi di sostanze stupefacenti, sottoposte a sequestro penale e/o amministrativo.
Le persone individuate sono state segnalate alle Prefetture competenti oppure, nei casi previsti, deferite alla Procura della Repubblica di Macerata.
Nel complesso, i servizi di controllo e di ordine pubblico hanno portato alla segnalazione di 20 persone, cinque delle quali sono state deferite all'Autorità giudiziaria competente.
L'attività della Compagnia di Civitanova Marche si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio messo in campo dalla Guardia di finanza durante il periodo estivo.
L'obiettivo, sottolineano le Fiamme Gialle, è duplice: da una parte contrastare i fenomeni di illegalità economico-finanziaria e tutelare lavoratori e imprese che rispettano le regole; dall'altra arginare i fenomeni legati al traffico di stupefacenti e alla sicurezza pubblica.
Aveva denunciato ai Carabinieri il furto della propria Audi A3, ma secondo quanto ricostruito dagli investigatori l'auto non era stata rubata. La donna, infatti, avrebbe consegnato autonomamente il veicolo a un giovane, nonostante la vettura fosse già sottoposta a sequestro amministrativo e affidata alla sua custodia.
Per questo una donna residente a Camerino, classe 1978 e originaria di San Severino Marche, è stata denunciata in stato di libertà dai Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Camerino con l'ipotesi di simulazione di reato.
La vicenda è iniziata alla fine di settembre, quando la donna si è presentata negli uffici dell'Arma sostenendo che la propria Audi A3 fosse stata rubata da ignoti.
Il racconto avrebbe però presentato alcune incongruenze, che hanno spinto i militari ad approfondire gli accertamenti.
Dalle verifiche è emerso che l'auto era già stata sottoposta a sequestro amministrativo dalla Polizia Stradale di Camerino e affidata in custodia giudiziale alla stessa proprietaria.
Le indagini avrebbero permesso di ricostruire una dinamica completamente diversa da quella denunciata. Secondo quanto accertato dai Carabinieri, la donna avrebbe consegnato l'Audi a un giovane di Macerata, classe 1995, già noto alle forze dell'ordine.
Proprio alla guida di quella vettura, il giovane era stato successivamente arrestato dai Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile del N.O.R.M. della Compagnia di Tolentino per una serie di condotte pericolose.
L'episodio si era verificato nel territorio di Tolentino. Il conducente, secondo la ricostruzione dei militari, non si era fermato all'alt intimato dai Carabinieri e aveva iniziato una fuga, mettendo in pericolo l'incolumità degli operatori e degli altri utenti della strada.
Ne era nato un lungo inseguimento, che aveva attraversato i territori di Tolentino, Pollenza e Macerata.
La fuga si era conclusa in contrada Palombarette, nel territorio di Pollenza, dove l'Audi era finita fuori strada. Il conducente era stato quindi raggiunto e bloccato dai militari, che avevano proceduto al suo arresto.
Gli accertamenti successivi hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire anche la vicenda relativa alla presunta sottrazione dell'auto, portando alla denuncia della proprietaria per simulazione di reato.
È stata effettuata l’ispezione cadaverica sulla salma di Simone Giri, il 53enne trovato senza vita nella giornata di ieri nella sua abitazione di via Costa Martina, a Civitanova Marche. Al termine degli accertamenti, la salma è stata restituita ai familiari.
Giri, che viveva da solo, era conosciuto in città soprattutto per il suo legame con il mondo dell’intrattenimento e per gli anni trascorsi accanto ad alcuni dei locali che hanno segnato la nightlife civitanovese. A dare l’allarme sarebbero stati alcuni vicini, che non lo vedevano da diversi giorni.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio tra quanti lo avevano conosciuto e frequentato negli anni. A ricordarlo con particolare affetto è stato Aldo Ascani, che attraverso un post sui social ha ripercorso il rapporto con Giri e il suo ruolo negli anni d’oro del Green e del Lola.
«Con Simone se ne va un altro pezzo della nostra storia», ha scritto Ascani, ricordando una persona che era stata molto vicina alla famiglia e alle attività legate al mondo dell’intrattenimento.
Giri era stato infatti uno dei PR più vicini al gruppo in quegli anni. Una presenza discreta ma costante, che aveva contribuito alla vita e all’animazione dei locali. Negli ultimi anni aveva scelto invece una vita più appartata, allontanandosi progressivamente dal mondo dell’entertainment, senza però perdere il legame con le persone che avevano condiviso con lui quella stagione.
Nel ricordo di Ascani emerge il ritratto di un uomo generoso, determinato e disponibile, capace di impegnarsi fino in fondo quando c’era un obiettivo da raggiungere. Tra le sue passioni c’era anche la bicicletta, con la quale amava spostarsi e viaggiare.
«Quando c’era da raggiungere un obiettivo, si moltiplicava, faceva per dieci e dava tutto se stesso», è uno dei passaggi del ricordo affidato ai social da Ascani, che conclude con un messaggio carico di affetto: «Ciao Simone. Che Dio ti accolga tra le anime più buone. Ti porteremo con noi».
Un ricordo che in queste ore si unisce a quello di amici e conoscenti, mentre la comunità civitanovese si prepara a salutarlo.
I funerali si terranno domani, martedì, alle 15.15, nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice. Simone lascia il fratello Pierpaolo. la cognata e i nipoti.
Una condotta del gas in media pressione è stata danneggiata nel pomeriggio di oggi, nel territorio di Urbisaglia, durante alcune operazioni di movimentazione del terreno effettuate con un aratro. Il danneggiamento ha provocato una dispersione di gas e reso necessario l’intervento dei tecnici e la temporanea chiusura della strada provinciale.
La zona è stata immediatamente messa in sicurezza. I tecnici di Italgas, intervenuti sul posto, hanno provveduto a mettere in sicurezza la rete e hanno avviato le operazioni necessarie per la riparazione definitiva della tubazione.
Per consentire lo svolgimento degli interventi in condizioni di piena sicurezza è stato disposto il divieto di transito sul tratto della strada provinciale che dalla rotonda di Contrada Maestà sale verso Urbisaglia, fino all’incrocio con la strada denominata “Gabbetta”.
Strada chiusa fino alle 8 di domani
In un primo momento la riapertura era stata indicata, salvo imprevisti, per le prime ore della mattinata. La chiusura è stata invece confermata fino alle 8 di martedì 6 ottobre, per consentire il completamento delle operazioni in condizioni di sicurezza.
Le attività, viene comunicato, stanno procedendo regolarmente e la zona è stata messa in sicurezza.
Sul posto sono presenti i vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata, i carabinieri e altri operatori, insieme al personale della Provincia di Macerata e ai tecnici impegnati nella riparazione della condotta.
La raccomandazione del Comune è di "non percorrere il tratto interessato dalla chiusura e di attenersi alle indicazioni del personale presente sul posto".
"Chi deve raggiungere Urbisaglia o uscire dal centro abitato è invitato a pianificare gli spostamenti con anticipo e, dove possibile, a utilizzare le strade secondarie, così da evitare disagi e rallentamenti".
"La riapertura della provinciale avverrà al termine degli interventi di riparazione e una volta verificate le necessarie condizioni di sicurezza".
Le autorità ringraziano i cittadini per la collaborazione e la comprensione, così come i Carabinieri delle stazioni di Urbisaglia e Tolentino, i Vigili del Fuoco, i tecnici Italgas e tutti gli operatori della Provincia di Macerata impegnati nelle attività.
Tre famiglie di Caldarola sono state prese di mira nella stessa giornata da una truffa telefonica con falsi carabinieri. In tutti i casi i malviventi hanno contattato le vittime presentandosi come appartenenti all'Arma e cercando di ottenere denaro, beni di valore o informazioni personali.
Il fenomeno ha spinto il comune di Caldarola e la locale stazione dei carabinieri a lanciare un appello alla massima attenzione, soprattutto nei confronti delle persone anziane. Fortunatamente, in due dei tre episodi segnalati le persone contattate hanno capito rapidamente che qualcosa non tornava e si sono rivolte ai carabinieri. Nel terzo caso, una donna molto anziana ha invece interrotto la telefonata senza dare seguito alle richieste ricevute.
Il meccanismo è quello ormai noto delle telefonate in cui il truffatore si presenta come un carabiniere, facendo leva sull'urgenza per convincere la vittima a consegnare denaro o oggetti di valore oppure a fornire informazioni personali.
"È fondamentale ricordare che i carabinieri non telefonano per chiedere denaro, gioielli o altri beni, né per chiedere di effettuare pagamenti o consegne per conto di familiari. Di fronte a una richiesta di questo tipo bisogna interrompere immediatamente la conversazione e contattare le forze dell'ordine", è la raccomandazione del comandante della stazione dei carabinieri di Caldarola, Patrizio Tosti.
A rivolgersi alla cittadinanza è anche il sindaco Giuseppe Fabbroni, che invita a prestare particolare attenzione agli anziani e a fare passaparola all'interno della comunità: "In questo momento è necessario prestare la massima attenzione. Il fatto che in una sola giornata siano state prese di mira tre famiglie del nostro territorio dimostra quanto sia importante non sottovalutare il fenomeno. Chiediamo a tutti di fare attenzione e, soprattutto, di fare passaparola", sottolinea il primo cittadino.
Fabbroni si rivolge in particolare a figli, nipoti, familiari e vicini di casa delle persone anziane, invitandoli a informarle sui possibili tentativi di truffa. "Chi ha accanto un anziano che magari non utilizza i social o non è informato su questi fenomeni, lo avverta. Una semplice telefonata, una visita o una parola di attenzione possono davvero evitare che una persona cada nella trappola", aggiunge il sindaco.
Le forze dell'ordine ricordano di non fidarsi di telefonate nelle quali qualcuno si presenta come carabiniere e chiede denaro o beni di valore, così come di non fornire informazioni personali o bancarie. Non bisogna inoltre consegnare contanti, gioielli o altri oggetti a persone che si presentano alla porta con richieste di questo tipo.
In caso di telefonate sospette, la raccomandazione è di interrompere immediatamente la conversazione e contattare direttamente le forze dell'ordine, senza seguire le indicazioni fornite dall'interlocutore. È importante mantenere la calma e verificare autonomamente la situazione prima di compiere qualsiasi azione.
Per anni abbiamo imparato una strana forma di educazione digitale: se qualcuno ti scrive, devi rispondere, e possibilmente anche in fretta, perché il telefono ha già comunicato all’altro che il messaggio è arrivato, che forse lo hai letto e magari eri anche online.
Così una possibilità tecnica è diventata quasi un obbligo sociale.
Hai visualizzato alle 22.47? Perché non hai risposto? Eri su Instagram? Hai pubblicato una storia? Quindi il telefono lo stavi usando.
Il problema è tutto qui: essere raggiungibili non significa essere disponibili.
Forse la nuova educazione digitale dovrebbe ripartire proprio da questo principio.
Viviamo con notifiche continue, gruppi WhatsApp, email, Messenger, DM e chat professionali che arrivano a qualsiasi ora. La tecnologia ha cancellato molti confini tra tempo personale e tempo di lavoro. Sta a noi rimetterli.
Scrivere a qualcuno alle 22.47 può essere perfettamente legittimo. Pretendere una risposta alle 22.49 è un’altra cosa.
Nel lavoro il fenomeno è ancora più evidente: il cliente che scrive la domenica, la mail serale seguita dal messaggio “ti ho mandato una mail”, il sollecito dopo pochi minuti, il classico “ci sei?” accompagnato magari da due punti interrogativi.
Nessuno dice apertamente “devi rispondermi subito”. Eppure spunte blu, accessi e stato online hanno creato una nuova pressione: se hai letto, devi reagire. Se sei connesso, devi esserci.
Nel mondo analogico sarebbe impensabile. Nessuno suonerebbe al campanello di casa di un professionista alle undici di sera solo perché vede la luce accesa. Online, invece, sembriamo aver perso questa misura.
Anche i vocali interminabili appartengono alla stessa cultura. Cinque minuti di audio possono essere comodissimi per chi li manda, ma sono cinque minuti del tempo di chi li riceve. Una piccola differenza che dice molto: il nostro tempo non vale più di quello degli altri.
Il punto non è demonizzare la tecnologia. Le piattaforme sono costruite per richiamare continuamente la nostra attenzione attraverso notifiche, badge, reazioni e indicatori di lettura. Proprio per questo diventa importante recuperare la capacità di decidere quando esserci.
Non tutto è urgente. Una persona può essere online senza essere disponibile per noi. Può leggere, guardare un video, pubblicare una foto o semplicemente perdere tempo senza dover rispondere a nessuno.
Vale anche professionalmente. Stabilire dei confini non significa essere meno efficienti o meno attenti ai clienti, significa riconoscere che la rapidità non è l’unico parametro della qualità di una relazione.
Una risposta data il giorno dopo non è necessariamente disinteresse. Una domenica senza WhatsApp di lavoro non è scarsa professionalità. Un messaggio letto e lasciato lì per qualche ora non è maleducazione.
Forse dovremmo iniziare a considerare elegante anche il silenzio digitale: quello che non pretende, non sollecita e lascia all’altro il diritto di scegliere quando tornare disponibile.
Per anni abbiamo pensato che la buona educazione online consistesse nel rispondere velocemente.
Forse oggi dovremmo insegnare qualcosa di più evoluto: saper aspettare.
La tecnologia ci ha resi tutti raggiungibili, siamo stati noi a trasformare la raggiungibilità in reperibilità permanente.
CHIC: rispettare il tempo digitale degli altri.NON CHIC: considerare “online” sinonimo di “disponibile”.
"Le bollette della luce sono arrivate il 5 ottobre e riportano come termine per il pagamento il 9 ottobre. Quattro giorni sono un periodo assolutamente insufficiente e chiediamo che la scadenza venga immediatamente prorogata al 31 ottobre, senza interessi di mora né ulteriori costi per i cittadini". È quanto dichiara Francesco Pio Colosi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio comunale di Tolentino, intervenendo sulla questione delle bollette recapitate in questi giorni.
"Non possiamo far finta di nulla davanti a una situazione che rischia di mettere in difficoltà tante famiglie - aggiunge Colosi -. Tra il momento della ricezione della bolletta e la scadenza indicata per il pagamento intercorrono appena quattro giorni. È una tempistica che non tiene conto delle esigenze concrete dei cittadini e delle normali modalità con cui una famiglia organizza le proprie spese".
Colosi chiede quindi un intervento immediato per spostare la scadenza al 31 ottobre, garantendo a tutti la possibilità di pagare regolarmente senza essere gravati da interessi di mora, sanzioni o altri oneri. "Non stiamo chiedendo un privilegio – sottolinea Colosi – ma semplicemente una misura di buon senso. Se le bollette vengono recapitate il 5 ottobre, non si può pretendere che tutti riescano a effettuare il pagamento entro il 9. La proroga al 31 ottobre consentirebbe di superare questa criticità senza penalizzare nessuno".
"Chiediamo dunque all'amministrazione e ai soggetti competenti di intervenire con urgenza presso la Prometeo affinchè questo disservizio sia risolto altrimenti molti utenti potrebbero decidere di cambiare fornitore. Prima vengono i cittadini e le loro esigenze, soprattutto in un momento in cui il costo della vita continua a pesare sui bilanci familiari. La scadenza deve essere prorogata e nessuno deve pagare interessi di mora per un termine così ravvicinato", conclude Colosi.
«Ho denunciato tutti coloro che hanno insultato e offeso la mia persona, la mia dignità di donna e di madre e, soprattutto, mio figlio». È netta la presa di posizione di Rosanna Virgili, 34 anni, insegnante e madre, finita al centro di una serie di attacchi sui social dopo la sua adesione a Futuro Nazionale e l’apertura a Potenza Picena del nuovo comitato, il numero 2244, del quale è referente.
Virgili racconta di aver raccolto e conservato i commenti comparsi sui social, consegnandoli al proprio avvocato. «Le offese non mi fermano. Al contrario, mi fortificano», afferma. Ma, secondo la referente, c'è un limite che non dovrebbe essere oltrepassato.
«Quando il confronto politico si trasforma in un attacco personale e, soprattutto, quando viene coinvolto un bambino, non si parla più di confronto, ma di qualcosa che va fermamente condannato», sostiene.
Tra le accuse che Virgili respinge c'è anche quella di essere “contro le donne”. «È un’accusa che respingo fermamente. Non sono contro le donne e non lo sarò mai», afferma.
La 34enne rivendica la propria posizione sul principio di uguaglianza davanti alla legge e sulla necessità, a suo giudizio, di valutare ogni reato in relazione alla gravità della condotta, indipendentemente dal sesso di chi lo commette.
«Trovo paradossale – prosegue Virgili – che proprio chi sostiene di difendere le donne abbia scelto di attaccarmi utilizzando contro di me il fatto di essere donna, madre e insegnante».
La referente del comitato aggiunge: «Per me il rispetto non è selettivo: deve valere sempre, soprattutto quando ci si confronta con chi ha idee politiche diverse dalle proprie».
Virgili replica anche a chi, sui social, l'ha definita «il troll di Turchi», con riferimento a Pierpaolo Turchi, coordinatore provinciale di Futuro Nazionale.
«Non sono il troll di nessuno. Sono una donna che ha scelto liberamente di mettersi in gioco, che crede nelle proprie idee e che porta avanti con convinzione questo percorso», ribadisce.
La referente del nuovo comitato ringrazia quindi «chi mi sostiene e chi mi guida», citando proprio Turchi, con il quale dice di stare affrontando la nuova esperienza politica.
«Gli attacchi personali non cambieranno le mie convinzioni», assicura Virgili. E traccia una linea netta tra critica politica e offese personali: «Le critiche politiche sono legittime. Gli insulti, le offese e il coinvolgimento dei familiari no».
Infine, la decisione di procedere per le vie legali: «Tutti risponderanno degli insulti che mi sono stati rivolti», conclude.
Tra tutti i tumori che possono colpire la specie umana il tumore del seno per le donne è sicuramente quello che ha un’incidenza maggiore. Si stima che in un anno ci siano decine di migliaia di diagnosi; con riferimento ai dati del Ministero della Salute, quelle eseguite nel 2024 sono state circa 53.686 nuove diagnosi, 53.065 nelle donne, 621 negli uomini.
Si tratta di una patologia oncologica che fino a qualche anno fa presentava un’alta mortalità. A prescindere dalla tipologia, che presenta delle variazioni dal punto di vista morfologico ed istologico, fino a 20 anni fa si calcolava che per 8 donne su 10 non si prospettava una lunga sopravvivenza alla patologia. Ma la ricerca ha sviluppato un continuo progresso della tecnica chirurgica, delle terapie specifiche ed anche dei protocolli di comportamento nel post-operatorio. Una grande influenza sulla riduzione della mortalità hanno avuto di sicuro gli screening di prevenzione per una diagnosi precoce a cui le donne si sottopongono soprattutto nella fascia di età più a rischio (45-70 anni). Il Servizio Sanitario Nazionale opera con un’organizzazione capillare, avvertendo tutte le donne interessate della possibilità di un esame mammografico assolutamente gratuito da ripetersi ogni due anni.
La mammografia è l’esame di elezione per una eventuale diagnosi precoce di tumore del seno. Anche questo esame ha subito un’evoluzione tecnologica e, pur essendo generalmente efficace nella sua funzione, in certe occasioni, come nella versione con tomosintesi, riesce a percepire una modificazione cellulare ridottissima altrimenti non percepibile anche in seni particolarmente densi.
I fattori di rischio per il tumore del seno sono sicuramente l’età, ma anche la familiarità; si stima che una percentuale compresa tra il 5 e 7% dei tumori mammari sia ereditaria. Anche gli ormoni hanno un ruolo nell’incidenza della patologia; aumentano la possibilità un menarca precoce, una menopausa tardiva ed anche l’assenza di gravidanze, così come i contraccettivi orali ed alcune terapie ormonali sostitutive. Quanto descritto rappresenta i cosiddetti rischi non modificabili, sono invece modificabili quelli legati ai comportamenti individuali: alimentazione scorretta alla base di sovrappeso e obesità, consumo di alcol e fumo. Si è invece verificato che l’allattamento al seno riduce il rischio di ammalarsi di cancro al seno.
La rilevazione dei sintomi viene associata alla percezione di un nodulo tramite autopalpazione. In realtà, nella stragrande percentuale dei casi si tratta di forme benigne, come fibroadenomi e cisti, che compaiono principalmente nelle donne fertili, hanno forma regolare, sono dolorosi e si muovono se spostati con le dita. I noduli originati da un cancro maligno presentano invece bordi irregolari, non si spostano e sono in genere segno di una forma tumorale già avanzata. Un segno da tenere in considerazione è anche l’alterazione della forma del capezzolo o perdita di liquido da un solo capezzolo. Oltra alla mammografia per la fascia di età più esposta, la diagnosi prevede per le donne under 45 un’ecografia mammaria da cui trarre eventuali ulteriori accertamenti.
La terapia per questo tipo di tumore è anzitutto chirurgica per rimuovere i tessuti malati. Si tende a ricorrere se possibile alla chirurgia conservativa con l’obiettivo di salvare il seno, ma si può arrivare anche alla mastectomia parziale o totale. Anche in questo caso, comunque si può procedere alla ricostruzione del seno. Dopo l’intervento si effettua una radioterapia adiuvante contro il rischio di recidiva locale. A seguito di un’attenta valutazione istologica e biologica del carcinoma, a molte pazienti viene proposta anche una terapia con farmaci anticancro; la chemioterapia non è sempre necessaria, possono essere adottate terapie ormonali o trattamenti con farmaci che vanno a colpire bersagli molecolari.
Negli ultimi anni si è assistito ad un progresso significativo delle tecniche di cura tale da rendere possibile anche il trattamento di tumori particolarmente aggressivi o in fase avanzata. È notizia ultima, nell’ambito della ricerca, l’approvazione da parte dell’AIFA di una farmacologia mirata nella terapia di una forma molto aggressiva di tumore al seno, in grado di ridurre il rischio di morte del 34% in tutta la popolazione studiata e addirittura del 52% nelle pazienti con già presenti metastasi cerebrali.
Il mese di ottobre è dedicato proprio all’informazione per la prevenzione, diagnosi precoce e cura del tumore del seno. Nella nostra rubrica “Sano a sapersi” dedicheremo più di una puntata all’argomento molto importante per la salute delle donne. Oggi abbiamo preferito iniziare con un’analisi dell’elemento tecnologico per la fase più significativa: la diagnosi precoce. Abbiamo interpellato il Dr. Pietro Cruciani radiologo diagnostico, già responsabile del servizio di Radiologia presso l’Ospedale di Camerino- San Severino attualmente consulente del centro medico Associati Fisiomed per descrivere l’ultima tecnologia a sua disposizione: la mammografia con tomosintesi.
Dr. Cruciani quali sono le differenze tra la mammografia digitale tradizionale e quella con tomosintesi?
"Entrambe le tecniche sono digitali. La mammografia con tomosintesi, pur erogando sostanzialmente la stessa dose di radiazioni assorbite, offre un miglior risultato diagnostico. Con questa tecnica è infatti possibile studiare la mammella anche nella terza dimensione, la profondità, evitando la sovrapposizione delle strutture ghiandolari della mammella. Il risultato finale è una maggior accuratezza con possibilità di individuare lesioni meno evidenziabili con la mammografia tradizionale che possono rimanere nascoste sotto al tessuto ghiandolare normale".
Quali vantaggi hanno le pazienti nell’eseguire questo tipo di esame?
"Il posizionamento della mammella è più confortevole e flessibile, a vantaggio delle donne diversamente abili o in carrozzina. L’apparecchio guadagna in profondità con visualizzazione ottimale del tessuto retromammario. L’esame è meno doloroso di una mammografia standard poiché con la tomosintesi la compressione è ridotta al minimo, quanto basta per stendere il tessuto".
A chi è consigliato maggiormente questo tipo di esame?
"Alle donne con mammelle dense, male esplorabili con mammografia standard. In questi seni la tomo, eliminando le sovrapposizioni ha individuato statisticamente il doppio dei tumori. È indicato inoltre nelle mammelle già operate, nei tumori multicentrici e quando sono presenti microcalcificazioni con ottimale analisi morfologica".
A volte l'idea di mangiare bene finisce per assomigliare più a una lista di regole che a qualcosa che dovrebbe semplicemente accompagnarci nella vita di tutti i giorni. Scegliere gli alimenti giusti, rispettare le quantità, non saltare i pasti, limitare gli zuccheri, evitare gli eccessi. E quando una di queste regole viene meno, può sembrare di aver compromesso tutto.
Ma un'alimentazione equilibrata non si costruisce sulla perfezione.
Mangiare bene significa innanzitutto guardare all'insieme delle proprie abitudini. Non è il singolo pranzo sbilanciato, la cena fuori con gli amici o il dolce mangiato a fine pasto a determinare la qualità della nostra alimentazione, così come non basta aggiungere un alimento considerato “sano” per rendere equilibrata una dieta. È ciò che facciamo con continuità, nel corso delle settimane e dei mesi, ad avere il peso maggiore.
Eppure non è sempre facile guardare le cose in questo modo. Siamo abituati a pensare al cibo attraverso categorie nette: consentito o vietato, sano o poco sano, giusto o sbagliato. Anche il singolo pasto può così diventare qualcosa da “fare bene”, anziché semplicemente una parte della nostra giornata. Quando non rispetta lo schema a cui siamo abituati, può essere percepito come uno “sgarro”, anche se si tratta soltanto di un pasto diverso dal solito.
Del resto, non tutte le giornate ci permettono di organizzare i pasti come vorremmo. Può capitare di rientrare tardi dal lavoro, di non aver fatto la spesa o di aprire il frigorifero e trovare ben poco a disposizione. In quei momenti si mangia quello che c'è: magari un pasto più semplice, poco vario o non perfettamente bilanciato. E non c'è nulla di sbagliato in questo.
La varietà rimane un principio importante di una buona alimentazione, ma non è necessario ritrovarla in modo impeccabile a ogni pasto. Se una volta mangiamo in modo diverso dal solito, non abbiamo bisogno di compensare né di pensare di aver compromesso l'intera giornata. Ci saranno altre occasioni per mangiare in modo più completo e vario, senza che sia necessario fare qualcosa per “rimediare”.
È questa, in fondo, la flessibilità che dovrebbe accompagnare un'alimentazione sana: avere delle buone abitudini, ma poterle adattare quando la vita lo richiede. Non significa mangiare senza attenzione e nemmeno considerare equivalenti tutte le scelte alimentari. Significa, piuttosto, non trasformare ogni piccola variazione in un errore da correggere.
Perché la salute non si costruisce attraverso qualche giornata “perfetta”, ma attraverso comportamenti che riusciamo a mantenere nel tempo. E questo vale non soltanto per ciò che mangiamo, ma anche per il movimento, il sonno e, più in generale, per il modo in cui ci prendiamo cura di noi.
Forse, allora, più che chiederci se abbiamo mangiato perfettamente, sarebbe utile chiederci se la nostra alimentazione, nel complesso, ci sta aiutando a prenderci cura della nostra salute e se è abbastanza sostenibile da poter far parte della nostra vita a lungo.
Mangiare bene non significa che ogni pasto debba essere completo, programmato e perfettamente bilanciato. Significa avere un modo di mangiare che, nel suo insieme, ci permetta di prenderci cura di noi senza dover essere perfetti ogni giorno.
Sport e solidarietà tornano a scendere in campo a Macerata. Nel weekend del 10 e 11 ottobre il Rotary Club Macerata "Matteo Ricci", in collaborazione con il Tennis Padel Team Torresi, organizza la sesta edizione del torneo di padel e, per il secondo anno consecutivo, anche il torneo di tennis. L'intero ricavato delle iscrizioni sarà devoluto ad Anffas Macerata.
Le competizioni si svolgeranno sui campi del Tennis Padel Team Torresi, in via Dante Alighieri 20, e saranno riservate alle formule di doppio maschile e doppio misto, sia per il padel sia per il tennis. La quota di iscrizione è di 25 euro.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di unire la pratica sportiva a una raccolta fondi a sostegno delle attività di Anffas, proponendo al tempo stesso un'occasione di socialità e convivialità. Un appuntamento che il Rotary Club Macerata "Matteo Ricci" ripropone anche quest'anno con l'intento di promuovere lo sport e uno stile di vita sano attraverso un progetto di solidarietà.
Ad accompagnare la manifestazione ci saranno anche Antonio Pisu e Tiziana Foschi, ospiti legati ad Anffas. Pisu, attore e regista, è conosciuto anche per la pagina Instagram "Atleta del padre", attraverso la quale propone contenuti ironici e parodie legate al mondo del padel. Foschi è invece attrice e componente dello storico quartetto comico "La Premiata Ditta".
I due ospiti condivideranno con i partecipanti alcuni momenti della giornata, tra attività sportive e convivialità. Per la giornata di sabato 10 ottobre, inoltre, il Rotary ha organizzato a partire dalle 12 un buffet preparato dall'impresa sociale "Tutto Incluso", previsto per i partecipanti al torneo.
Il torneo rappresenta così un appuntamento che mette insieme sport, solidarietà e inclusione, con l'obiettivo di destinare le risorse raccolte a una realtà impegnata quotidianamente sul territorio a fianco delle persone con disabilità.
Per ricevere informazioni e perfezionare l'iscrizione è possibile contattare Patrizia Magnante al 347 97777934 oppure Giovanni Torresi al 392 0693425.
Tre medaglie e altrettanti pass per la fase interregionale dei Campionati Italiani Elite. È il bottino conquistato dal Macerata Boxing Club alle fasi regionali Marche-Umbria dei Campionati Italiani Assoluti, disputate a Osimo dal 2 al 4 ottobre.
La società maceratese ha centrato due medaglie d’oro e un argento, con tutti e tre i suoi pugili impegnati nella competizione capaci di ottenere l’accesso alla fase successiva del prestigioso torneo nazionale.
A salire sul gradino più alto del podio sono stati Ernis Abazi e Leonardo Ciccalè. Abazi, impegnato nella categoria dei 65 kg, si è laureato campione regionale per il quarto anno consecutivo, confermandosi tra i protagonisti della propria categoria. Per Ciccalè, invece, impegnato negli 80 kg, è arrivato il secondo titolo regionale consecutivo.
Medaglia d’argento nei 70 kg per il giovane Leone Messi, da poco entrato nella categoria Elite. Nonostante il secondo posto, il pugile maceratese ha conquistato anche lui la qualificazione alla fase successiva della competizione.
I tre atleti sono stati seguiti all’angolo dai tecnici Luca Crucianelli e Luca Pucci, che hanno espresso soddisfazione per i risultati ottenuti, sottolineando l'importanza del lavoro quotidiano svolto in palestra sia sul piano atletico sia su quello tecnico.
"La Federazione Pugilistica Italiana è una sola e, se non si lavora al massimo, non si va da nessuna parte", hanno sottolineato i tecnici, evidenziando come la preparazione costante rappresenti un elemento centrale nel percorso degli atleti.
Per Abazi, Ciccalè e Messi il prossimo appuntamento sarà dunque la fase interregionale del Campionato Italiano, in programma il 20 novembre a Montecatini, dove saranno in palio ulteriori possibilità di accesso alla competizione nazionale.
I risultati ottenuti a Osimo si inseriscono nel percorso di crescita del Macerata Boxing Club, che attualmente conta 10 pugili agonisti effettivi, tra cui due ragazze, oltre a numerosi altri atleti impegnati nella fase di preparazione. La palestra accoglie inoltre pugili e appassionati di tutte le età che praticano la disciplina a livello amatoriale.
L’autunno potrebbe portare con sé un nuovo aumento delle bollette di luce e gas nelle Marche. Secondo un’analisi di Facile.it, tra settembre e dicembre 2026 la spesa energetica delle famiglie potrebbe aumentare di circa il 36% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
A registrare l'incremento maggiore, secondo le stime, sarebbe la provincia di Macerata, dove la spesa complessiva per luce e gas potrebbe raggiungere circa 1.047 euro, con un aumento del 36,1% su base annua.
Seguono Ancona, con una spesa stimata di 970 euro (+35,8%), Fermo, con 959 euro (+35,8%), Ascoli Piceno, con 948 euro (+35,9%), e Pesaro e Urbino, dove la spesa potrebbe attestarsi intorno ai 936 euro, con un incremento del 35,7%.
Provincia
Spesa stimata settembre-dicembre 2026
Aumento annuo
Macerata
1.047 euro
+36,1%
Ancona
970 euro
+35,8%
Fermo
959 euro
+35,8%
Ascoli Piceno
948 euro
+35,9%
Pesaro e Urbino
936 euro
+35,7%
Alla base delle previsioni ci sono le quotazioni future dell'energia elaborate da Eex e analizzate da Facile.it. Per i prossimi quattro mesi, i forward indicano un Pun, il prezzo di riferimento all'ingrosso dell'energia elettrica, in aumento del 65% rispetto allo scorso anno.
Ancora più marcata la crescita prevista per il gas: il Psv, indice di riferimento per il costo della materia prima, risulterebbe in aumento del 113% rispetto al 2025.
«Il prorogarsi della situazione di conflitto – osserva Facile.it – potrebbe tradursi in un autunno e un inverno “bollenti” dal punto di vista delle bollette».
L'analisi prende in considerazione i consumi del 2025 dichiarati dagli utenti di Facile.it. A questi dati sono state applicate le tariffe indicizzate del mercato libero in vigore tra settembre e dicembre 2025, confrontandole con i prezzi che il mercato si attende per lo stesso periodo del 2026, sulla base dei forward Eex aggiornati al 24 agosto 2026.
Nel calcolo sono state considerate tutte le principali voci che incidono sul costo finale della bolletta: materia energia, trasporto e gestione del contatore, oneri, imposte e Iva.
Per l'energia elettrica è stato considerato il Pun, a cui è stato aggiunto uno spread medio di 0,014 euro/kWh; per il gas il riferimento è il Psv, con uno spread medio di 0,0911 euro/Smc.
Le cifre rappresentano quindi stime riferite a contratti del mercato libero a prezzo indicizzato e non costituiscono necessariamente l'importo che ogni famiglia si troverà a pagare. L'effettiva spesa dipenderà dai consumi, dal contratto sottoscritto e dall'andamento dei prezzi dell'energia nei prossimi mesi.
Il 7 ottobre a Colli del Tronto una giornata di incontri B2B tra i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e le imprese. Un’occasione di confronto diretto sui mercati internazionali per le aziende.
Rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero incontreranno il 7 ottobre le imprese marchigiane all’Hotel Il Casale di Colli del Tronto. La giornata prevede incontri B2B tra imprese e interlocutori della rete camerale italiana all’estero.
Hanno già confermato la propria presenza i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero di Città del Guatemala, Ho Chi Minh City, Hong Kong, Izmir, Johannesburg, Lione, Londra, Melbourne, Montreal, New York, Pechino, Tokyo e Varsavia. Sono inoltre in fase di conferma altre adesioni.
La giornata sarà anche occasione di incontro e scambio tra i Segretari Generali delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, riuniti a Colli del Tronto per la Convention.
L’iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con le Aziende Speciali TECNE, LINEA e LINFA e con Assocamere Estero, ed è rivolta a tutte le imprese marchigiane interessate ad avviare o consolidare percorsi di internazionalizzazione.
"Il rapporto diretto con le reti camerali italiane all’estero rappresenta un'opportunità concreta per le nostre imprese, perché consente di conoscere meglio i mercati, intercettare interlocutori e costruire relazioni utili ai percorsi di internazionalizzazione", sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. "Con Open Marche vogliamo mettere a disposizione delle imprese marchigiane un'occasione di confronto diretto e qualificato, rafforzando il ruolo della Camera di Commercio come punto di riferimento per chi guarda ai mercati internazionali".
La partecipazione agli incontri è gratuita e sarà subordinata all'iscrizione. Seguiranno nei prossimi giorni ulteriori informazioni sulle Camere partecipanti, sulle modalità di adesione e sul programma della giornata.
Il professor Massimiliano Fazzini, climatologo e docente dell'Università di Camerino, è stato chiamato a rappresentare l'Italia al WMO TECO-2026 di Amsterdam. Fazzini partecipa alla conferenza internazionale in qualità di delegato italiano e rapporteur di un tavolo tecnico dedicato alla qualità dei dati meteorologici satellitari e alla loro integrazione con le misurazioni effettuate al suolo.
L'appuntamento è in programma dal 5 all'8 ottobre al RAI Amsterdam Convention Centre, nell'ambito della WMO Technical Conference on Instruments and Methods of Observation, in concomitanza con la Meteorological Technology World Expo 2026.
Fazzini, docente dell'Università di Camerino e referente del Team Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale, prenderà parte ai lavori dedicati allo sviluppo e al miglioramento dei sistemi di osservazione meteorologica e ambientale.
Al centro del tavolo tecnico al quale parteciperà il docente ci saranno in particolare la qualità e l'affidabilità dei dati meteorologici, con attenzione al confronto tra le informazioni raccolte attraverso i satelliti e quelle provenienti dalle misurazioni effettuate direttamente al suolo, secondo gli standard definiti dalla World Meteorological Organization.
La TECO-2026 riunisce ad Amsterdam esperti, ricercatori, rappresentanti dei servizi meteorologici nazionali, istituzioni e imprese provenienti da diversi Paesi, chiamati a confrontarsi sulle più recenti tecnologie e metodologie per l'osservazione del sistema atmosferico e dell'ambiente.
Tra i temi affrontati nel corso della conferenza figurano anche la standardizzazione delle misure, la loro tracciabilità e la qualità dei dati, oltre alla possibilità di integrare sistemi di osservazione differenti per ottenere informazioni sempre più affidabili.
Dalla lavorazione dell'argilla alla realizzazione di piccoli manufatti: circa 11 insegnanti della Scuola Primaria Fratelli Cervi di Macerata hanno partecipato a un laboratorio dedicato alla ceramica, con l'obiettivo di portare successivamente quanto appreso nelle proprie classi e coinvolgere i bambini in un percorso tra manualità, creatività e scoperta.
L'iniziativa si è svolta sabato 3 ottobre negli spazi di Egan, azienda di Pollenza attiva da 25 anni nel settore della ceramica e della porcellana. Il progetto è nato su richiesta delle insegnanti e ha visto l'azienda mettere a disposizione competenze, materiali e spazi per una giornata formativa durata quasi cinque ore.
Le docenti hanno lavorato direttamente l'argilla, sperimentando strumenti e diverse tecniche di lavorazione. Dal pinch al colombino, fino alla tecnica a lastra, hanno potuto conoscere le possibilità espressive della materia e acquisire indicazioni da adattare alle diverse fasce d'età dei bambini della scuola primaria.
Il percorso passerà ora dalle insegnanti agli alunni, con attività pensate per bambini dai 6 ai 10 anni. Si partirà dalla scoperta della materia prima: da dove arriva l'argilla, perché può essere modellata e cosa accade durante la cottura.
Dalle spiegazioni si passerà poi alla pratica. I bambini potranno manipolare l'argilla e sperimentare alcune tecniche di base per realizzare piccoli oggetti, come ciotoline, animaletti o mattonelle decorate. Per personalizzare le creazioni potranno essere utilizzati anche elementi naturali, come foglie e conchiglie, così da sperimentare forme, impronte e texture.
I manufatti verranno lasciati asciugare e sottoposti alla cottura, prima di passare alla fase della decorazione, attraverso l'utilizzo di pennelli e colori.
L'obiettivo del progetto non sarà però quello di raggiungere un risultato "perfetto", quanto piuttosto far sperimentare ai bambini il contatto diretto con la materia e il piacere di costruire qualcosa con le proprie mani. La ceramica diventa così anche uno strumento per sviluppare pazienza, attenzione, cura e rispetto del lavoro altrui.
"Abbiamo accolto con grande piacere la proposta delle insegnanti, con alcune delle quali c'era già un rapporto di conoscenza e fiducia, mettendo a disposizione la nostra esperienza", spiega Donatella Coperchio, Responsabile Ricerca & Sviluppo di Egan.
"Durante il laboratorio ho cercato di trasmettere il mio sapere attraverso il fare, mostrando tecniche e lavorazioni che le docenti hanno potuto sperimentare in prima persona. La loro curiosità, la partecipazione e l'entusiasmo con cui hanno vissuto l'attività sono stati per me la soddisfazione più grande", aggiunge Coperchio.
Saranno ora le insegnanti a trasferire nelle classi le conoscenze acquisite durante il laboratorio, modulando le attività in base all'età e alle capacità degli alunni.
L'iniziativa rappresenta quindi un collegamento tra scuola, impresa e territorio, attraverso la condivisione di competenze legate a una materia che fa parte della storia di Egan e che potrà essere scoperta dai bambini attraverso l'esperienza diretta.
L'azienda, nata a Pollenza e attiva da 25 anni, realizza collezioni in ceramica e porcellana per la tavola, la cucina e il mondo del regalo, con un'attività caratterizzata da design italiano, colore e ricerca.
Da Potenza Picena alla Polonia, sulle note di Bach e Burgmüller. La quinta edizione di "Pianoforte al Tramonto" si è chiusa con un importante traguardo internazionale per il progetto nato nel 2022 dalla Pro Loco di Potenza Picena. La giovane pianista locale Maria Sole Fabbracci è stata infatti ospite a Sopot, nel comprensorio di Danzica, dove si è esibita nella storica dimora di Dworku Sierakowskich davanti al pubblico polacco.
L'appuntamento in Polonia rappresenta il punto di arrivo di uno scambio culturale e artistico sviluppato nel corso dell'ultima edizione. Un percorso di reciprocità che aveva visto protagonista a Potenza Picena il pianista polacco Bartek Kornowski, esibitosi nella suggestiva cornice del Pincio, prima che la musica potentina attraversasse i confini nazionali.
A Sopot, Maria Sole Fabbracci ha proposto un repertorio che ha spaziato tra Johann Sebastian Bach e Friedrich Burgmüller, portando in Polonia una rappresentante della realtà musicale locale e rafforzando il legame culturale tra Potenza Picena e il territorio di Danzica.
Lo scambio è stato reso possibile dalla collaborazione tra diverse realtà istituzionali e culturali. Gli organizzatori hanno rivolto un ringraziamento al Console Onorario italiano in Polonia Maurycy Chodorowski, oltre che a George Dernowski e Wojciech Swietonski, che hanno curato gli aspetti legati allo scambio artistico. Un riconoscimento è stato, inoltre, rivolto agli sponsor che hanno sostenuto l'iniziativa e all'artista Roberto Carlocchia, autore del dono istituzionale consegnato alle autorità polacche.
Per la Pro Loco di Potenza Picena, il risultato della quinta edizione segna dunque un passaggio significativo nella storia di "Pianoforte al Tramonto", progetto che, nato quasi come una scommessa, ha progressivamente ampliato la propria dimensione fino ad arrivare a un vero e proprio confronto culturale internazionale.
L'edizione appena conclusa ha ricevuto il patrocinio del Comune di Potenza Picena. E mentre cala il sipario sul quinto appuntamento, gli organizzatori hanno già fissato il prossimo traguardo: la sesta edizione di "Pianoforte al Tramonto" si terrà nell'agosto 2027.
Dopo la chiusura della Pinacoteca Civica a seguito del terremoto, alcune delle opere più importanti della storia artistica di San Severino Marche tornano finalmente a essere ammirate dal pubblico. È stata inaugurata nella Galleria d'Arte Moderna "Filippo Bigioli", all'interno del Palazzo Comunale di piazza del Popolo, la doppia esposizione dedicata a Jacopo e Lorenzo Salimbeni e al rapporto tra San Francesco e la città.
Le due mostre, visitabili fino al 10 gennaio 2027, sono "Jacopo e Lorenzo Salimbeni da San Severino. I capolavori ritrovati" e "San Francesco e San Severino Marche: arte, storia e memoria", entrambe curate dal professor Stefano Papetti.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di riportare alla fruizione pubblica opere che per anni sono rimaste nei depositi a causa della chiusura della Pinacoteca Civica. Un patrimonio particolarmente significativo per la storia di San Severino, che torna così protagonista attraverso un percorso espositivo dedicato alla pittura tardogotica e alla tradizione francescana del territorio.
Tra i pezzi più importanti in mostra c'è il trittico del 1400 firmato da Lorenzo Salimbeni, considerato un'opera fondamentale per comprendere l'avvio del percorso artistico dei due fratelli, protagonisti del Gotico Cortese e attivi sotto il mecenatismo della signoria degli Smeducci. Presenti anche i santi provenienti da Santa Maria della Pieve e il monocromo raffigurante il prefetto Egeo, proveniente dalla basilica di San Lorenzo in Doliolo.
A spiegare il significato dell'esposizione è stato lo stesso curatore Stefano Papetti: "San Severino Marche ritrova questi capolavori dopo anni in cui sono rimasti chiusi nei depositi, in attesa che sia restaurata la Pinacoteca dove avranno la loro casa definitiva". La riapertura della Pinacoteca resta quindi l'obiettivo finale, mentre la mostra rappresenta un'importante occasione per riportare temporaneamente le opere davanti al pubblico.
La scelta di organizzare l'esposizione si lega anche alle celebrazioni per il seicentesimo anniversario della morte di Jacopo Salimbeni, ricorrenza per la quale il Ministero della Cultura ha istituito un apposito Comitato Nazionale. "L'aver portato finalmente alla vista di tutti il trittico firmato da Lorenzo Salimbeni del 1400 – ha spiegato Papetti – rappresenta un'anteprima straordinaria di tutte le iniziative, convegni e video documentari che programmeremo nell'arco del triennio".
L'altra sezione dell'esposizione è dedicata al rapporto tra San Francesco e San Severino Marche, un legame documentato dalle fonti che ricordano le visite del Santo nella città nel 1212 e nel 1221. Particolare rilievo viene dato all'incontro al monastero di San Salvatore a Colpersito con Guglielmo da Lisciano, il "rex versum" che divenne poi frate Pacifico e collaborò con Francesco alla stesura del Cantico delle Creature.
Il percorso ricostruisce anche la memoria della chiesa di San Francesco nella città alta, andata distrutta nel tempo ma dalla quale sono stati recuperati alcuni affreschi. Tra questi figurano la raffigurazione delle Stimmate e quella dell'Approvazione della regola da parte di papa Onorio III, caratterizzate da un marcato espressionismo di scuola bolognese.
In mostra anche frammenti come la Madonna con il Bambino e san Francesco, attribuita ai Salimbeni e proveniente da Santa Maria della Pieve, oltre ad alcuni oggetti legati alla tradizione francescana.
All'inaugurazione hanno partecipato, insieme al sindaco Rosa Piermattei, il consigliere regionale Renzo Marinelli, il direttore di Anci Marche Francesca Bedeschi, il direttore di ArtiFex International Paolo Bedeschi, il presidente del Consiglio comunale Sandro Granata, il vicesindaco Jacopo Orlandani, l'assessore alla Cultura Vanna Bianconi, il direttore artistico dei Teatri di Sanseverino Francesco Rapaccioni e la presidente della Pro Loco.
Le esposizioni sono promosse dal Comune di San Severino Marche in collaborazione con Ministero della Cultura, Soprintendenza ABAP per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative e San Severino Musei. La visita è possibile presso la Galleria d'Arte Moderna "Filippo Bigioli" fino al 10 gennaio 2027.
Il Much More torna ad accendere le notti di Matelica, ma per la sua riapertura sceglie di partire dal cuore della città. Sabato 10 ottobre la storica discoteca di via Borgo Nazario Sauro inaugurerà la nuova stagione con una giornata di musica, arte e intrattenimento che attraverserà diversi luoghi di Matelica dal pomeriggio fino a mezzanotte, quando si apriranno ufficialmente le porte del locale.
Inaugurato nel 1979, il Much More si prepara così a una nuova stagione invernale rinnovando una formula già sperimentata lo scorso anno: portare l'evento di apertura oltre gli spazi della discoteca e coinvolgere l'intera città. Un percorso pensato per accompagnare il pubblico attraverso tre luoghi e altrettanti momenti di spettacolo, prima dell'arrivo al Much More per il via alla nuova stagione.
Il programma prenderà il via alle 17 a Palazzo Ottoni, con un talk condotto da Albi Scotti, dj e Head of Content di DJ Mag Italia. Sul palco si alterneranno artisti e autorità per ripercorrere la storia del Much More e il ruolo che il locale ha avuto negli anni nella scena musicale e artistica dell'entroterra marchigiano.
Una storia iniziata quasi cinquant'anni fa e sviluppatasi attraverso generazioni, linguaggi e protagonisti differenti. Al termine dell'incontro, Palazzo Ottoni continuerà a essere animato dalla musica con il dj set in vinile di Disco Strummer.
Alle 18 la manifestazione si sposterà ai Giardini Pubblici Libero Bigiaretti, dove prenderà vita un nuovo popup. Ad aprire la serata sarà una jam session aperta a tutti, seguita dai live di Parti Intime e Kymono, in programma fino alle 21.
A quel punto il percorso proseguirà verso il Parco urbano Maria Fiorella Conti, dove fino alla mezzanotte saranno protagonisti il dj set curato da Hipop e una live exhibition di Benz 310033.
Poi, allo scoccare della mezzanotte, il momento più atteso: l'apertura delle porte del Much More e l'inizio ufficiale della nuova stagione della discoteca.
"Abbiamo scelto di costruire l'apertura in questo modo perché non volevamo limitarci a dire che il Much More riapre - spiegano i titolari Riccardo Antonelli e Simone Bellardinelli -. Vogliamo che questa giornata rappresenti qualcosa di più: un'occasione per riportare musica, persone ed energia in diversi luoghi di Matelica e per far sentire che sta iniziando una nuova stagione".
"Il Much More è una realtà che da quasi cinquant'anni fa parte della storia della città e crediamo sia importante continuare a viverla in rapporto con il territorio. Il 10 ottobre sarà quindi un percorso che partirà nel pomeriggio e arriverà fino a notte inoltrata, passando attraverso musica, parole, live, dj set e arte. Poi, a mezzanotte, tutti al Much More per cominciare insieme una nuova stagione. Abbiamo davanti mesi pieni di appuntamenti e di novità e non vediamo l'ora di ripartire", concludono i titolari.
Raffaele Paganini sarà protagonista a Loro Piceno di una serata dedicata ai retroscena della sua carriera e al mondo del musical. L'appuntamento è in programma mercoledì 7 ottobre, alle 21.15, al Teatro Parrocchiale, nell'ambito del Festival Storie. L'ingresso è libero.
L'étoile e volto tra i più conosciuti della danza italiana sarà ospite del "Salottino del Musical", il format ideato dal direttore artistico del Festival, Saverio Marconi, regista e fondatore della Compagnia della Rancia. A condurre la conversazione sarà la giornalista Chiara Fermani.
Non si tratterà di una semplice intervista, ma di un incontro pensato per ripercorrere attraverso ricordi, aneddoti ed episodi meno conosciuti alcuni dei momenti più significativi della carriera di Paganini e della storia del musical italiano.
Al centro della serata ci sarà anche il rapporto artistico tra Paganini e Marconi, nato dopo l'incontro tra i due professionisti. Marconi vide Paganini in "Un americano a Parigi" e gli propose una nuova sfida: "Cantando sotto la pioggia". Da quella collaborazione prese forma un percorso nel mondo del musical che portò i due a lavorare insieme anche in produzioni come "Sette spose per sette fratelli" e "Dance!", realizzate dalla Compagnia della Rancia.
Paganini, entrato giovanissimo nel Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma, ha attraversato tutte le principali tappe della carriera nel balletto, da solista a primo ballerino fino al ruolo di étoile. Nel corso degli anni ha portato la propria esperienza sui palcoscenici italiani e internazionali, raggiungendo una grande popolarità anche attraverso la televisione.
Il "Salottino del Musical" nasce proprio con l'obiettivo di riportare al centro le storie personali degli artisti che hanno contribuito alla crescita del musical in Italia. Il format ideato da Marconi punta infatti a creare un confronto diretto con il pubblico, andando oltre la dimensione dello spettacolo per raccontare cosa accade dietro le quinte, come nascono le collaborazioni artistiche e quali incontri possono cambiare il percorso professionale di un artista.
Durante la serata a Loro Piceno, dunque, ci sarà spazio per i grandi spettacoli ma anche per i ricordi personali, gli episodi curiosi, le amicizie e gli imprevisti che hanno accompagnato Paganini nel corso della sua carriera.
L'appuntamento di mercoledì 7 ottobre rappresenta così una nuova tappa del Festival Storie, con il pubblico chiamato a partecipare direttamente alla conversazione e a conoscere più da vicino uno dei protagonisti della danza e del musical italiani.
Una ricerca affidata ai social per andare a caccia di storie, ricordi e testimonianze delle donne marchigiane nate negli anni Trenta e Quaranta. A lanciarla è Andrea Vailati, fondatore e direttore editoriale di ArteSettima e uno dei volti del podcast dedicato al cinema.
Attraverso una storia pubblicata sul suo profilo Instagram, Vailati cerca nonne residenti nelle Marche, appartenenti a quella generazione che ha vissuto l'infanzia e la giovinezza tra gli anni della guerra e quelli della ricostruzione.
La richiesta si dovrebbe inserire nel progetto “Madri”, documentario di ArteSettima dedicato alle donne del secondo dopoguerra. L'idea è raccogliere testimonianze personali capaci di raccontare il Novecento non attraverso i libri di storia, ma attraverso la memoria diretta di chi lo ha vissuto.
Nel progetto sono già state raccolte storie in diverse regioni italiane, con interviste rivolte a donne con esperienze e percorsi molto differenti: dalla vita in città a quella in campagna, dal lavoro alla famiglia, fino agli anni della guerra e del dopoguerra.
Ora la ricerca arriva nelle Marche. L'appello di Vailati è rivolto quindi alle famiglie marchigiane che abbiano una nonna nata negli anni Trenta o Quaranta e disponibile a raccontare la propria storia davanti a una telecamera. Se conoscete o avete nonne di quell'età rispondete all'appello di Vailati sul suo profilo che trovate qui.
L'Incredibile Hulk arriva ad Apiro. Lou Ferrigno, l'attore e culturista statunitense che ha interpretato il celebre supereroe nella storica serie televisiva, sarà ospite della Panatta nelle giornate dell'1 e 2 ottobre per una visita agli stabilimenti dell'azienda marchigiana e un allenamento con il fondatore Rudi Panatta.
Ferrigno sarà accompagnato alla scoperta della realtà produttiva di Apiro, dove potrà conoscere da vicino le attrezzature destinate al bodybuilding e al fitness, visitare lo showroom e provarne alcune durante una sessione di allenamento. L'occasione sarà anche un modo per vedere il percorso che porta alla realizzazione delle macchine, dalla progettazione allo studio della biomeccanica fino alla produzione "made in Italy".
Un incontro che mette a confronto due figure legate, seppure attraverso percorsi differenti, alla storia del bodybuilding. Ferrigno è stato tra i protagonisti della generazione che negli anni Settanta contribuì a far conoscere questa disciplina anche al di fuori delle palestre. Nel 1975 partecipò al Mr. Olympia, competizione nella quale si confrontò anche con Arnold Schwarzenegger, esperienza raccontata nel documentario "Pumping Iron", presentato al Festival di Cannes nel 1977.
Pochi anni dopo, il ruolo di Hulk nella serie televisiva lo avrebbe trasformato in un volto riconoscibile in tutto il mondo. L'allenamento e il bodybuilding sono, però, rimasti una costante della sua vita, anche dopo il successo televisivo e cinematografico.
Ad Apiro, Ferrigno incontrerà una realtà che da oltre sessant'anni sviluppa e produce attrezzature per l'allenamento. La visita alla Panatta sarà, quindi, anche l'occasione per mettere in relazione la storia di chi ha contribuito a rendere popolare il bodybuilding con quella di un'azienda che continua a progettare e realizzare macchinari per questa disciplina.
"Per noi è un piacere ospitare un personaggio iconico come Lou Ferrigno - dichiara Rudi Panatta -. È una delle leggende del bodybuilding internazionale e un personaggio ancora amatissimo dal pubblico, con il quale ha saputo mantenere un rapporto costante nel tempo".
Per due giorni, dunque, Apiro sarà il punto d'incontro tra una delle icone del bodybuilding mondiale e una delle realtà marchigiane più legate alla produzione di attrezzature per l'allenamento. Ferrigno visiterà gli stabilimenti Panatta e, insieme a Rudi Panatta, tornerà anche a confrontarsi con le macchine in palestra.
Tronchi, rami e sterpaglie rimossi dall'alveo del fiume Potenza nell'area di Ponte Sant’Antonio, a San Severino Marche. È il risultato dell'intervento di pulizia straordinaria portato a termine dai volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile, coordinati da Dino Marinelli.
Le squadre sono intervenute direttamente all'interno dell'alveo per liberare le acque e le sponde dal materiale trasportato dalla corrente e accumulatosi nel tempo. Un'operazione resa possibile anche dall'utilizzo di una pinza meccanica collegata al braccio di un camion, impiegata per sollevare e rimuovere i tronchi e le sterpaglie presenti lungo il corso d'acqua.
Per consentire ai volontari di lavorare in condizioni di sicurezza e permettere le manovre dei mezzi pesanti, la zona di Ponte Sant’Antonio è stata temporaneamente chiusa al traffico per tutta la durata delle operazioni.
L'area interessata dall'intervento si trova infatti in corrispondenza di uno degli ingressi principali alla città di San Severino Marche. La pulizia ha consentito di rimuovere materiale che avrebbe potuto ostacolare il regolare deflusso dell'acqua, nell'ambito delle attività di prevenzione e tutela del territorio.
Sul posto era presente anche il vicesindaco e assessore alla Sicurezza e alla Protezione Civile, Jacopo Orlandani, che ha seguito l'andamento dei lavori e portato ai volontari il ringraziamento dell'Amministrazione comunale.
Sindaco e Amministrazione hanno espresso il proprio apprezzamento per l'attività svolta, sottolineando il ruolo del Gruppo Comunale di Protezione Civile come presidio permanente per la sicurezza e la prevenzione del rischio idrogeologico a servizio della comunità.
Riparte a Monte San Giusto “Sempre Attivi”, il progetto rivolto alla popolazione adulta e agli over 65 che unisce attività motoria, prevenzione e socialità. L'iniziativa, promossa dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune in collaborazione con la Palestra Sirius, torna anche quest'anno forte di una partecipazione che dal 2018 continua a confermare l'interesse della comunità.
Il progetto propone un programma di attività fisica pensato specificamente per le esigenze dei partecipanti, con ginnastica dolce, esercizi di mobilità articolare e stretching, sotto la guida degli istruttori qualificati Giada Gironacci e Lorenzo Castricini.
"L'iniziativa nasce con l'obiettivo di incoraggiare nella popolazione adulta e over 65 uno stile di vita attivo, fondamentale per mantenere l'autonomia, migliorare la qualità della vita e preservare le funzioni cognitive e fisiche", spiega il vicesindaco Simona Scopetta. Il movimento, aggiunge, rappresenta anche "un'importante occasione di socializzazione e uno strumento concreto per contrastare la solitudine".
Le attività sono strutturate per consentire ai partecipanti di svolgere esercizio fisico in maniera graduale e sicura, lavorando sulla mobilità, sull'elasticità e sul benessere generale. "Il programma è pensato per permettere ai partecipanti di svolgere attività fisica in maniera graduale e sicura, lavorando sulla mobilità, sull'elasticità e sul benessere generale", sottolinea Gianluca Tosoni, titolare della Palestra Sirius.
Tra le novità e gli aspetti caratterizzanti di questa edizione c'è anche l'attenzione all'accessibilità. Il Comune ha infatti previsto un servizio di trasporto gratuito per raggiungere la palestra, con l'obiettivo di permettere la partecipazione anche a chi vive più lontano o incontra difficoltà negli spostamenti.
"Considerata l'importanza dell'iniziativa anche in termini di prevenzione e salute pubblica, abbiamo messo a disposizione un servizio di trasporto gratuito", evidenzia Scopetta, sottolineando come il progetto voglia rimuovere anche gli ostacoli legati alla mobilità.
Le numerose adesioni raccolte confermano il radicamento di “Sempre Attivi” nella comunità di Monte San Giusto. Attività fisica, prevenzione e occasioni di incontro si uniscono così in un progetto che, dal 2018, è diventato un appuntamento consolidato per i cittadini più adulti.
L'amministrazione comunale ha infine ringraziato lo staff della Palestra Sirius e tutti i partecipanti, il cui coinvolgimento contribuisce alla continuità di un'iniziativa ormai entrata nella tradizione del territorio.