Ci sono anche il costruttore Enrico Crucianelli e l’avvocato Fabio Pistarelli tra le otto persone arrestate nell’ambito dell’operazione "Ricostruzione", la maxi inchiesta della Guardia di Finanza di Ancona, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, sulle presunte irregolarità negli appalti pubblici e privati legati alla ricostruzione post-sisma del 2016.
La vicenda coinvolge figure di primo piano del mondo imprenditoriale e politico marchigiano. Crucianelli è un noto costruttore e presidente dell'Ance Macerata, l’associazione nazionale dei costruttori edili. Pistarelli, avvocato ed ex consigliere regionale, è un esponente di Fratelli d’Italia e ha ricoperto l’incarico di capo di gabinetto del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, durante il primo mandato.
Le contestazioni formulate nei confronti dei due indagati sono differenti. Crucianelli è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, in relazione al presunto coinvolgimento di imprese edili legate alla criminalità organizzata come subappaltatrici nei lavori della ricostruzione.
Pistarelli è invece indagato per corruzione. Secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe ricevuto somme di denaro, per un importo che si aggirerebbe intorno ai 100mila euro, per favorire negli appalti un’impresa termoidraulica riconducibile ad Antonio Cervigni, anche lui arrestato nell’ambito dell’operazione.
Le accuse dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.
Parallelamente all’esecuzione delle misure cautelari, la Guardia di Finanza sta effettuando perquisizioni nelle sedi delle imprese coinvolte, con l’obiettivo di acquisire documenti e strumenti informatici utili alle indagini.
Le attività hanno interessato anche lo studio professionale di Pistarelli, dove sono intervenuti il sostituto procuratore di Ancona Valeria Cigliola e il presidente dell’Ordine degli avvocati, Paolo Parisella, secondo quanto previsto per le operazioni di questo tipo.
Gli arrestati sono assistiti dagli avvocati Gabriele Cofanelli, Massimiliano Cofanelli e Marcello De Santis. L'indagine coordinata dalla Dda di Ancona coinvolge complessivamente 51 persone e ha portato a otto misure di custodia cautelare in carcere e al sequestro di beni per oltre 57 milioni di euro.
Al centro degli accertamenti ci sono le commesse per la ricostruzione privata degli edifici danneggiati dal terremoto del 2016 e gli appalti pubblici banditi dalla Regione Marche, dall’Erdis e dall'Università di Camerino.
L’inchiesta si sviluppa su più filoni, che riguardano presunte truffe aggravate per ottenere erogazioni pubbliche, possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nei subappalti e ipotesi di corruzione tra pubblici ufficiali e imprenditori.
Sono oltre 50 le perquisizioni e le acquisizioni documentali disposte nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza. Maggiori dettagli verranno forniti nel corso di una conferenza stampa indetta per le ore 15:00 di questo pomeriggio.
Ci sono anche il costruttore Enrico Crucianelli e l’avvocato Fabio Pistarelli tra le otto persone arrestate nell’ambito dell’operazione "Ricostruzione", la maxi inchiesta della Guardia di Finanza di Ancona, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, sulle presunte irregolarità negli appalti pubblici e privati legati alla ricostruzione post-sisma del 2016.
La vicenda coinvolge figure di primo piano del mondo imprenditoriale e politico marchigiano. Crucianelli è un noto costruttore e presidente dell'Ance Macerata, l’associazione nazionale dei costruttori edili. Pistarelli, avvocato ed ex consigliere regionale, è un esponente di Fratelli d’Italia e ha ricoperto l’incarico di capo di gabinetto del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, durante il primo mandato.
Le contestazioni formulate nei confronti dei due indagati sono differenti. Crucianelli è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, in relazione al presunto coinvolgimento di imprese edili legate alla criminalità organizzata come subappaltatrici nei lavori della ricostruzione.
Pistarelli è invece indagato per corruzione. Secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe ricevuto somme di denaro, per un importo che si aggirerebbe intorno ai 100mila euro, per favorire negli appalti un’impresa termoidraulica riconducibile ad Antonio Cervigni, anche lui arrestato nell’ambito dell’operazione.
Le accuse dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.
Parallelamente all’esecuzione delle misure cautelari, la Guardia di Finanza sta effettuando perquisizioni nelle sedi delle imprese coinvolte, con l’obiettivo di acquisire documenti e strumenti informatici utili alle indagini.
Le attività hanno interessato anche lo studio professionale di Pistarelli, dove sono intervenuti il sostituto procuratore di Ancona Valeria Cigliola e il presidente dell’Ordine degli avvocati, Paolo Parisella, secondo quanto previsto per le operazioni di questo tipo.
Gli arrestati sono assistiti dagli avvocati Gabriele Cofanelli, Massimiliano Cofanelli e Marcello De Santis. L'indagine coordinata dalla Dda di Ancona coinvolge complessivamente 51 persone e ha portato a otto misure di custodia cautelare in carcere e al sequestro di beni per oltre 57 milioni di euro.
Al centro degli accertamenti ci sono le commesse per la ricostruzione privata degli edifici danneggiati dal terremoto del 2016 e gli appalti pubblici banditi dalla Regione Marche, dall’Erdis e dall'Università di Camerino.
L’inchiesta si sviluppa su più filoni, che riguardano presunte truffe aggravate per ottenere erogazioni pubbliche, possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nei subappalti e ipotesi di corruzione tra pubblici ufficiali e imprenditori.
Sono oltre 50 le perquisizioni e le acquisizioni documentali disposte nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza. Maggiori dettagli verranno forniti nel corso di una conferenza stampa indetta per le ore 15:00 di questo pomeriggio.
Questa mattina a Macerata, davanti ai cancelli di Porta Romana, in fondo a Corso Garibaldi, uno sciopero indetto da parte della Rete Studenti Medi di Macerata. Dopo le mobilitazioni che hanno coinvolto la Francia e la Spagna, oggi dalle 8:00 alle 12:00 più di 150 studenti sono scesi in piazza per far sentire la loro voce e per chiedere condizioni migliori per le scuole maceratesi e una risposta concreta all'aumento del costo della vita.
Con lo sciopero "Studenti Fuoriclasse" si evidenziano le problematiche legate ai costi troppo alti del materiale scolastico e degli abbonamenti dei mezzi, che non permettono agli studenti di poter accedere completamente ai servizi scolastici e che risultano essere problematici sopratutto per i ragazzi che provengono dalle aree interne.
Oltre a questo, si condannano le condizioni fatiscenti degli edifici scolastici e si rivendica anche l’opposizione al decreto legge per l’avvio dell’anno scolastico che prevede la presenza di un tetto massimo per gli studenti stranieri nelle classi.
Bandiere sventolanti, striscioni, cartelloni, canti, cori e un megafono ad amplificare le voci di chi chiede che il diritto allo studio venga garantito sotto forma di condizioni dignitose, piuttosto che percepito come sempre più elitario.
Gli studenti che hanno preso la parola durante il presidio hanno evidenziato il malessere, le paure, i dubbi sul loro futuro e la percezione di abbandono da parte dello Stato: “Io voglio diventare madre, ma non è questa la vita che voglio dare ai miei figli”, dice una ragazza al megafono.
Margherita Paolucci, coordinatrice di “La Ginestra”, la base maceratese della Rete Studenti spiega che non è più possibile andare avanti in condizioni in cui ci sono "buchi nei muri, topi nei corridoi, muffa e intonaco staccato. Non è possibile che il nostro governo pensi al tetto massimo degli studenti in classe quando invece, anche a Macerata, ci sono scuole dove l'edilizia è fatiscente e i costi per l'istruzione sono inaccessibili per tantissime famiglie".
Accanto ai ragazzi, anche le voci di chi, anni fa, prima di loro rivendicava gli stessi diritti e che oggi vuole mostrarsi solidale nei loro confronti. Una signora di 76 anni afferma che "la loro lotta è anche la nostra lotta. Questi giovani hanno grandi problemi: il problema della scuola, di una futura occupazione, di un diritto allo studio, di un diritto a vivere e a lavorare".
Nelle prossime settimane sono previste alte mobilitazioni nella regione, in vista anche del 20 novembre, giornata dello studente, che prevede lo sciopero generale indetto dalla CGIL e accanto a cui parteciperanno anche gli studenti.
Tragedia questa mattina a Urbisaglia: il panettiere 56enne Catalin Costantin Zaharia ha perso la vita in un incidente stradale. Erano circa le 7:15 quando il furgoncino che stava conducendo lungo la strada provinciale 83, in via Sacrario, è finito contro un muretto di recinzione di un edificio, nella zona del centro storico. L'uomo lascia la moglie Claudia, le figlie Emma e Letizia e il nipotino Matteo.
L'impatto si è rivelato fatale per il conducente, di origine romena ma da quasi 30 anni residente nel comune. Lavorava al panificio Carnevali di Villa Potenza e stava rientrando verso casa con il mezzo aziendale. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Tolentino, ma per il 56enne non c'è stato nulla da fare.
Per consentire le operazioni di soccorso e gli accertamenti, il tratto interessato dall'incidente è stato interdetto al traffico. Sono in corso le verifiche per ricostruire la dinamica dell'accaduto.
Non ci sono stati altri mezzi coinvolti nel sinistro. In un primo momento era stato richiesto anche l'intervento dell'eliambulanza, il cui atterraggio non si è reso necessario dopo la constatazione del decesso dell'uomo. All'origine dell'incidente sembrerebbe esserci stato un malore.
I funerali di Catalin Costantin Zaharia si terranno sabato 24 ottobre alle ore 11 nella chiesa parrocchiale di Urbisaglia. La camera ardente è allestita presso la Casa funeraria Croce Verde di Sforzacosta.
(Servizio in aggiornamento)
Il copione è sempre lo stesso, ma stavolta il finale è diverso. Una telefonata, un finto operatore delle Poste, una figlia in difficoltà da “salvare” con contanti e gioielli. A cadere nella trappola è stata un’anziana di 84 anni di Montecassiano, ma la rapidità dei carabinieri ha permesso di chiudere il cerchio nel giro di poche ore: in manette è finito un 34enne residente a Catania, già noto alle forze dell’ordine.
Tutto è cominciato l’8 ottobre, intorno alle 13. Al telefono dell’anziana risponde una voce che si presenta come un dipendente di Poste Italiane. Il tono è convincente e fa leva sugli affetti: la figlia, spiega, avrebbe contratto un grosso debito che va saldato subito, con denaro e oggetti preziosi.
Il finto incaricato alla porta. Poco dopo un uomo bussa all’abitazione. La donna, spaventata, gli consegna i contanti che ha in casa e diversi gioielli. Soltanto quando l’uomo si è allontanato si rende conto di essere stata truffata e dà l’allarme ai carabinieri della Stazione di Montecassiano.
I militari arrivano subito sul posto e avviano gli accertamenti. Passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza, pubbliche e private, lungo le principali strade della zona, individuano l’auto usata per la fuga: un veicolo intestato a una società di noleggio.
Con il supporto degli strumenti informatici della Polizia Locale di Montecassiano viene poi ricostruito il percorso seguito dal mezzo, e scatta la diramazione delle ricerche a livello nazionale, con particolare attenzione alle autostrade e alle province verso cui il malvivente poteva dirigersi per tornare a casa.
La rete tesa dai carabinieri funziona. In tarda serata una pattuglia della Sezione Radiomobile della Compagnia di Cassino intercetta l’auto segnalata nei pressi del casello autostradale. Dalla perquisizione del veicolo salta fuori l’intero bottino rubato poche ore prima all’anziana. Il conducente viene identificato: è il 34enne catanese.
L’uomo è stato arrestato e condotto nella Casa Circondariale di Cassino, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nei giorni scorsi denaro e preziosi sono tornati nelle mani dell’84enne, che ha voluto ringraziare i carabinieri per la tempestività, la professionalità e la vicinanza dimostrate.
È uscito "Inviati di guerra. Una vita al loro fianco", il libro postumo di Andrea Angeli, pubblicato da Rubbettino lo scorso 16 ottobre. Il diplomatico delle Nazioni Unite lo aveva terminato poco prima di morire, a fine agosto, nella sua Macerata e, in parte, anche all'interno della redazione di Picchio News, ospitato dall'amico fraterno Guido Picchio. Per presentarlo la giornalista Elisabetta Burba, nel quotidiano online Krisis di cui è direttrice, ha selezionato alcuni brani: cartoline dall’inferno che ripercorrono le sue esperienze in diversi teatri di crisi, dalla Cambogia alla Bosnia, dall’Iraq al Kosovo.
Una selezione che dimostra la profondità dello sguardo e offre uno spaccato del rigore professionale di Andrea Angeli. Con queste pagine, Krisis desidera rendere omaggio a un uomo che ha operato nei luoghi più difficili del nostro tempo con competenza, riservatezza e, soprattutto, profonda umanità.
Come scrive nella prefazione del libro il giornalista Jas Gawronsky, "Andrea non ha mai fatto mancare un aiuto ai giornalisti che conoscevano il mestiere, ma non è mai venuto meno ai suoi obblighi di riservatezza e rispetto delle istituzioni". E conclude: "Questa sua equidistanza dalla fonte e dalla foce, in quel terreno scivoloso in cui galleggiano le notizie, le indiscrezioni e a volte gli avvelenatori di pozzi, ne ha caratterizzato non solo i 16 anni di servizio in ex Jugoslavia e i sette tra Irak e Afghanistan, ma anche i periodi trascorsi su scenari apparentemente meno decisivi, eppure sensibilissimi, come la Cambogia o Timor Est".
Di seguito gli stralci del libro di Andrea Angeli, selezionati da Elisabetta Burba:
In Cambogia con Tiziano Terzani
«Ai primi del ’92 si chiuse l’entusiasmante esperienza newyorkese e, come preannunciato, mi ritrovai nella lista del personale in partenza per la mega spedizione in Cambogia. Un contingente Onu di 22.000 effettivi tra militari e civili in via di dispiegamento nell’ex colonia francese, con lo scopo di creare un governo legittimo dopo quattro anni di Khmer rossi e nove di occupazione vietnamita. Passare dai grattacieli di 50 piani alle palafitte non fu facile, come pure allontanarsi da una cerchia di conoscenze di lavoro di notevole interesse, divenute nel tempo buone amicizie; ma la vita dell’espatriato è così, anche se gli “sbalzi” all’Onu sono maggiori che in una multinazionale […].
Chi nel giro della stampa – italiana e non – dominava incontrastato era Tiziano Terzani, approdato a Bangkok dopo un ventennale peregrinare per varie capitali asiatiche. Ogni mese si faceva vedere a Phnom Penh. Conosceva alla perfezione il Paese – da cui era stato cacciato dai Khmer rossi nel ’77 – e non aveva molta pazienza e tempo da perdere con noi novellini. Normalmente lo si incontrava tramite Peppino De Vincentiis, il quale si era guadagnato la sua stima per essere giunto con la primissima avanguardia Onu insieme a Sergio Vieira de Mello, o in occasione di fugaci apparizioni la domenica nella piscina dell’hotel Cambodiana. In Italia Terzani era conosciuto dagli attenti lettori del Corriere, con cui collaborava in occasione di fatti eclatanti, ma soprattutto dagli appassionati di Indocina per via del suo “Giai Phong” in cui raccontava la caduta di Saigon, un best seller della fine degli anni Settanta tradotto in varie lingue. Ben più noto era tuttavia in Germania dove i suoi articoli uscivano regolarmente da anni su Der Spiegel e su Stern.
Anche chi non sapeva più di tanto su di lui – io tra questi – ne rimaneva profondamente colpito. Portamento solenne, rigorosamente vestito di bianco, eloquio forbito, racconti formidabili, memoria d’acciaio, affascinava l’interlocutore. Proprio in quel periodo prese la decisione di non viaggiare in aereo per un anno, lo confidò per primo a noi amici cambogiani. Ne scaturì Un indovino mi disse, libro che lo fece conoscere al grande pubblico italico».
In Bosnia con Christiane Amanpour
«Il passo da Phnom Penh a Sarajevo fu quindi assai breve e questa volta press officer lo ero ufficialmente e non dietro le quinte, perdipiù nella missione del Palazzo di vetro di maggiore importanza in quel momento. Tuttavia, incoscientemente non mi rendevo conto quanto rischioso e impegnativo sarebbe stato vivere in quelle zone né quanto delicato potesse essere quell’incarico. Realizzai entrambe le cose già nei primi giorni.
Il viaggio in auto non blindata da Zagabria alla capitale bosniaca, seppur in convoglio di tre mezzi, fu un incubo, tant’è che da quel giorno vennero messi al bando quegli spostamenti via terra. I primi due impegni professionali furono di accompagnare Christiane Amanpour della CNN e Flora Lewis del NY Times all’aeroporto per assistere allo sbarco di aiuti umanitari e il giorno dopo di scortare in una postazione avanzata di caschi blu la scrittrice e filosofa americana Susan Sontag. Le prime due erano autentiche star dell’informazione. Christiane monopolizzava il canale americano all-news, faceva dirette praticamente senza sosta, aggiornava i servizi ogni tre ore, dormiva a singhiozzo; l’altra inviata dello stesso canale, Jackie Shymanski, venticinquenne canadese di Winnipeg, pur bravissima, non aveva lo stesso fisico della collega angloiraniana, ogni tanto quando andavo negli scantinati dell’ Eurovisione da dove trasmetteva la trovavo con il capo appoggiato sulle braccia conserte per sfruttare anche una breve pausa per il riposo.
La Lewis era la principale foreign correspondent e columnist del quotidiano newyorkese dopo essere stata per vent’anni in giro per il mondo con la Associated Press. Susan Sontag aveva sposato la causa dei sarajevesi trascorrendo nonostante le ristrettezze e i rischi lunghi periodi nella capitale bosniaca. Era divenuta un simbolo della capitale insanguinata. Mesi prima aveva sfidato l’assedio portando in scena Aspettando Godot di Samuel Beckett nel grottesco teatro nazionale illuminato da tante piccole candele. Per quel gesto coraggioso e la profonda vicinanza ai circoli intellettuali, il sindaco Kreševljaković le aveva concesso la cittadinanza onoraria di Sarajevo mentre il consiglio comunale nel Dopoguerra intitolerà a lei la piazza del teatro».
In Irak con Bernardo Valli
«Dei tanti incontri con Bernardo sul campo, ricordo in particolare una notte sotto le stelle di Nassiriya. Leonardo Leso, responsabile dei reparti dell’Arma impiegati all’estero, si trovava in visita ai carabinieri lì dislocati e mi aveva invitato a seguirlo in un pattugliamento a piedi. “Passo verso l’una dall’hotel Janoob, quello sulle rive dell’Eufrate”, mi aveva detto. Chiesi permesso di far venire l’inviato di Repubblica. “Certo – rispose – così anche lui si capacita del nostro impegno per la sicurezza. Ma – aggiunse – verrà a quell’ora?”. Per Leso, come per i paracadutisti del Tuscania, di cui è stato a lungo comandante, giorno e notte pari erano. Dare appuntamenti a ore in cui generalmente si dorme è perfettamente normale. Non avendo atteso il mio assenso, dava per scontato che lo stesso fosse per me: cosa purtroppo vera. Valli all’idea di vederci all’una nella notte di Nassiriya non batté ciglio. “Ok – disse Bernardo – così vediamo bene la città, di giorno c’è sempre un tal casino”. All’una, puntuale, dal buio Lungoeufrate spuntò la footpatrol dell’Arma. Accompagnavano Leso il comandante Carmelo Burgio, anche lui da una vita al Tuscania e lo scrittore-regista Pino Agnetti. Agli angoli, quasi invisibili, silenziosi come gatti, quattro brigadieri baschi amaranto. Ci incamminammo insieme. Bernardo iniziò a parlare dell’Irak ai tempi di Re Faysal II, da lui incontrato nel ’57; i due ufficiali e l’inviato legarono subito. Le due ore di marcia passarono senza che ce ne accorgessimo. Valli, solitamente parco nella citazione di individui, il giorno dopo raccontando la ricognizione notturna nel reportage da Nassiriya, menzionò i due carabinieri “d’azione” per nome e cognome, segno che lo avevano impressionato favorevolmente».
In Kosovo con Guido Picchio ed Elisabetta Burba
«All’indomani del ritiro delle forze di sicurezza serbe dal Kosovo si aprì una stagione di vendette che le forze internazionali con molte difficoltà cercarono di arginare. Non sempre fu possibile. Tra gli obiettivi sensibili vi erano i pochi serbi rimasti oltre che, in alcuni casi, kosovari fedeli alla linea moderata del leader pacifista Ibrahim Rugova. A rischio anche chiese e monasteri serbo-ortodossi. Nel giro di pochi mesi ne fecero le spese un centinaio di edifici religiosi, in gran parte nelle aree occidentali. Ci fu senza dubbio una sottovalutazione del fenomeno. Il grido d’allarme fu sintetizzato da un’eloquente pubblicazione dell’antico Patriarcato di Peć, dove stazionavano le truppe italiane. Crucified Kosovo mostrava inequivocabilmente un centinaio di chiese e monasteri prima e dopo il dispiegamento dei soldati stranieri: un documento agghiacciante […].
Ricordo ancora un pomeriggio di dicembre 2001, un venerdì, piombarono in ufficio Elisabetta Burba di Panorama accompagnata dal fotografo Guido Picchio. Dovevano seguire un’operazione riservata che reparti speciali dei carabinieri avrebbero condotto all’alba del giorno dopo nell’area Sud-Ovest del Kosovo e fare una breve ricognizione a Kukës domenica. «Dato che siamo nel fine settimana vi accompagno volentieri – gli dissi – anche a me interessa vedere come è diventato l’avamposto albanese e poi tengo molto a farvi vedere Dečani». «Dobbiamo però prendere la mia Pandina – aggiunsi – la jeep UN può attraversare la frontiera solo con un permesso speciale».
Dopo il monastero concordammo cena al vicino comando italiano e pernottamento in hotel a Dakovica, pronti per il giorno dopo. Entrambe le visite si protrassero più del programmato. Elisabetta – fondatrice di Krisis, sito di geopolitica – rimase affascinata dai racconti di padre Sava e ottenne utili dritte per il suo reportage del giorno dopo. Fuori aveva iniziato a fioccare ma nell’affollato bar della truppa una grappa tirò l’altra ed Elisabetta da buona carnica non volle rinunciare al bicchiere della staffa. Il comandante ci aveva offerto gentilmente una branda, ma preferimmo proseguire.
Non c’era un cane per strada, classica notte da lupi. Contavo almeno in uno spalaneve, sapevo che la Nato ne aveva donati cinque alla forza di protezione civile locale. Neanche quello. Con l’aumentare del manto nevoso pigiai l’acceleratore sperando di superare eventuali accumuli. Ce l’avrei forse fatta se l’impatto con un montarozzo non avesse fatto sganciare il cavo d’acciaio del cambio: bloccati a folle. Passò un camioncino che ci avrebbe trainato nella direzione opposta. Preferimmo aspettare. Nel frattempo, riuscimmo a contattare la pattuglia Onu della Guardia di finanza in servizio al confine con l’Albania, Davide Marchese e Paul Giaquinto erano già a letto ma in meno di un’ora ci raggiunsero trainandoci fino a Dakovica. La gelida notte in Panda fu scongiurata anche se i due reporter se la videro brutta, e io con loro.
L’operazione Nato del giorno dopo scattò simultaneamente in varie città del mondo. Nel mirino degli investigatori internazionali la Global relief foundation, ong islamica con base in Illinois messa sotto inchiesta dall’Fbi per supposta affiliazione ad al Qaeda. I due iracheni che gestivano l’antenna di Dakovica furono presi in consegna dai carabinieri del generale Garelli che provvidero anche a sequestrare vari scatoloni di materiale informativo inneggiante alla jihad. Lo scoop c’era tutto. Da tempo si sospettava che la lunga fase transitoria del nuovo Kosovo potesse creare terreno fertile per infiltrazioni di estremisti religiosi, ma la notizia che ci fossero veri e propri covi di seguaci di Bin Laden in un territorio sotto controllo NATO colse di sorpresa i più».
Un’inchiesta sulla ricostruzione privata post-sisma 2016 e sugli appalti pubblici nelle Marche ha portato a otto misure di custodia cautelare in carcere, 51 persone indagate e al sequestro di beni per oltre 57 milioni di euro. L’operazione, denominata "Ricostruzione", è stata condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Ancona e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.
L’indagine interessa da vicino anche il Maceratese: tra gli ambiti oggetto degli accertamenti figurano, infatti, gli appalti banditi dall’Università di Camerino, oltre alle commesse legate alla ricostruzione privata degli edifici danneggiati dal terremoto del 2016.
L’inchiesta si sviluppa su più filoni investigativi. Uno riguarda una presunta truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate alla ricostruzione privata, con lavori che sarebbero stati subappaltati anche a soggetti collegati alla criminalità organizzata di stampo mafioso, in particolare calabrese e campana. Un altro filone riguarda presunte condotte corruttive che avrebbero coinvolto pubblici ufficiali e imprenditori.
Nel mirino degli investigatori sono finiti anche appalti banditi dalla Regione Marche e dall'Erdis Marche, l’ente regionale per il diritto allo studio universitario, oltre a quelli dell’ateneo camerte.
Complessivamente sono state eseguite oltre 50 perquisizioni nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza.
Le attività, tra esecuzione delle misure cautelari, perquisizioni e acquisizione di documenti, hanno impegnato circa 230 militari della Guardia di Finanza. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona ha disposto la custodia cautelare in carcere per otto indagati, mentre per altre cinque persone è stato previsto l’interrogatorio preventivo.
I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa fissata per le 15 al Comando provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, alla presenza della procuratrice della Repubblica di Ancona, Monica Garulli.
Le contestazioni sono al momento oggetto di indagine e la posizione delle persone coinvolte dovrà essere valutata nelle sedi giudiziarie competenti.
VALFORNACE - Lavorava ogni giorno nei cantieri della ricostruzione post-sisma, ma su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale. I carabinieri di Camerino hanno rintracciato e arrestato un cittadino salvadoregno di 38 anni, ricercato dalle autorità del suo Paese con richiesta di estradizione.
Il blitz nella struttura ricettiva. L’operazione è scattata nell’ambito dei controlli quotidiani sul territorio e del contrasto alla criminalità. I militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Camerino, dopo una mirata e rapida attività info-investigativa, hanno individuato l’uomo all’interno di una struttura ricettiva nel comune di Valfornace, dove è stato bloccato.
Il 38enne è nato a La Paz, in El Salvador, e risiede a Roma. Nell’entroterra maceratese si trovava per lavoro: è infatti impiegato come operaio edile nei cantieri legati alla ricostruzione dopo il terremoto.
A carico dell’uomo c’è un provvedimento di cattura con richiesta di estradizione emesso dall’autorità giudiziaria salvadoregna. Il reato contestato è associazione a delinquere.
Il carcere. Espletate le formalità di rito, e su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’uomo è stato accompagnato alla Casa Circondariale di Ancona Montacuto, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria competente per il proseguimento dell’iter estradizionale.
Quando la gelosia smette di essere una manifestazione d’affetto e diventa controllo? E quando attenzioni apparentemente innocue si trasformano in strumenti per limitare la libertà dell’altra persona? Sono le domande al centro di "Iceberg", lo spettacolo che domenica 22 novembre, alle 16:30, farà tappa al Teatro Nicola Vaccaj di Tolentino, con la partecipazione della criminologa Roberta Bruzzone.
L’appuntamento unisce teatro e approfondimento, con l’obiettivo di accendere i riflettori sui meccanismi della manipolazione affettiva e sui segnali che possono nascondersi anche nelle relazioni apparentemente normali.
Prima dello spettacolo, Roberta Bruzzone introdurrà il tema con un intervento dedicato alla personalità narcisistica, al controllo e alla manipolazione nelle relazioni. Il talk offrirà spunti di riflessione sui comportamenti che possono essere sottovalutati quando si è coinvolti emotivamente e sulle ragioni per cui può diventare difficile riconoscere una dinamica dannosa e allontanarsene.
Il percorso partirà da situazioni quotidiane: una gelosia presentata come prova d’amore, domande insistenti per sapere dove si trova il partner, indicazioni su come vestirsi o attenzioni che, gradualmente, si trasformano in regole. Riconoscere quando un legame limita l’autonomia e la libertà personale è il tema centrale dell’iniziativa.
Dopo l’approfondimento, spazio alla rappresentazione teatrale. "Iceberg" porta in scena sette personaggi e sette storie ispirate a vicende reali, intrecciando esperienze, fragilità, paure e segreti. Attraverso le vicende dei protagonisti, lo spettacolo esplora il confine tra attenzione e controllo, amore e possesso, protezione e limitazione della libertà.
La narrazione alterna ironia, emozione e momenti di forte intensità, invitando il pubblico a osservare quei dettagli che nella quotidianità possono passare inosservati. Il titolo richiama proprio l’idea che ciò che emerge in superficie sia soltanto una parte di una realtà più complessa.
L’iniziativa è promossa da Met – Marche Eventi Teatro APS, in collaborazione con la Casa delle Donne di Jesi, nell’ambito della Rassegna delle Relazioni e dell’Amore Consapevole. "Iceberg" inaugura il percorso, destinato a raggiungere anche altre città marchigiane con ospiti di rilievo nazionale.
La rassegna è accompagnata da una campagna social di sensibilizzazione promossa da Taffo nazionale. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, al 22 ottobre il post dedicato all’iniziativa pubblicato sul profilo Instagram @taffofuneralservices aveva superato, in meno di 24 ore, i 16mila “Mi piace” e i 1.600 repost.
L’obiettivo è contribuire a una maggiore consapevolezza sulle dinamiche relazionali, promuovendo una cultura fondata sul rispetto e sulla libertà personale.
L’appuntamento con "Iceberg" e Roberta Bruzzone è fissato per domenica 22 novembre 2026, alle 16:30, al Teatro Nicola Vaccaj di Tolentino. Il biglietto unico costa 15 euro. I tagliandi sono disponibili online sulla piattaforma Vivaticket.
"Nella provincia di Macerata la spesa per la casa assorbe ormai il 40% del reddito familiare medio. Trovare un appartamento in affitto a canoni sostenibili è diventato un'impresa quasi impossibile". È l'allarme lanciato da Rocco Gravina (Cisl Macerata-Civitanova Marche) ed Emanuela Ripari (Sicet Cisl Marche) della Cisl, che tracciano un quadro preoccupante del mercato abitativo nel territorio maceratese, tra aumento dei canoni, difficoltà economiche delle famiglie e crescita degli sfratti.
I numeri riportati nell'analisi dell'organizzazione sindacale fotografano una situazione sempre più difficile: sono 133 gli sfratti calendarizzati in provincia, di cui 104 per morosità incolpevole. Nel capoluogo, inoltre, "l'incidenza raggiunge l'8% ogni mille famiglie", un valore che, secondo la Cisl, colloca Macerata "tra le città italiane di dimensioni demografiche analoghe con i livelli più elevati di tensione abitativa".
"Accelerare gli sfratti significa scegliere di far esplodere un'emergenza abitativa", avvertono Gravina e Ripari, sottolineando come la crisi colpisca soprattutto chi dispone di risorse economiche limitate. Secondo i dati citati dai sindacalisti, oltre il 47% degli inquilini appartiene a famiglie in condizione di povertà e circa il 13% dei residenti vive in affitto. Tra i nuclei più fragili figurano anche numerose famiglie con figli minorenni.
La questione abitativa, evidenzia la Cisl, si intreccia con quella sociale e con le politiche rivolte ai giovani e alle persone straniere. "Senza una casa a costi sostenibili nessuna politica di integrazione, come nessuna politica per i giovani, può davvero funzionare", osservano i rappresentanti sindacali.
A rendere ancora più complesso il quadro è la crescita dei prezzi degli affitti, che negli ultimi anni ha superato nettamente quella delle retribuzioni. "Dal 2019 a oggi i canoni di locazione in città sono cresciuti più del doppio rispetto alle retribuzioni medie", rilevano Gravina e Ripari.
Una dinamica che costringe i nuclei familiari a comprimere altre voci di spesa, dai consumi alle cure sanitarie, fino al risparmio. La difficoltà nel trovare abitazioni a prezzi accessibili riguarda Macerata e le città della costa, dove la disponibilità di alloggi destinati alla locazione stabile viene descritta come "cronicamente insufficiente".
Tra i fattori che incidono sul mercato, la Cisl indica "la diffusione degli affitti turistici e delle locazioni brevi stagionali, che possono spingere i proprietari a privilegiare formule temporanee rispetto ai contratti di lunga durata". Il risultato è una riduzione delle opportunità per famiglie, lavoratori e giovani coppie, mentre i pochi appartamenti disponibili raggiungono prezzi difficilmente sostenibili per chi percepisce stipendi ordinari.
Anche l'accesso all'edilizia residenziale pubblica incontra ostacoli. I bandi per le case popolari producono "graduatorie lunghe, a fronte di un numero limitato di alloggi immediatamente disponibili". Per il sindacato, il piano casa del Governo deve quindi essere accompagnato da misure concrete di sostegno, capaci di rispondere alle necessità di chi non riesce a sostenere i costi del mercato privato.
Nel capoluogo sono già state avviate alcune iniziative per ampliare l'offerta abitativa. Il comune di Macerata ha attivato un protocollo d'intesa con Erap Marche per il recupero di un immobile degradato nel centro storico, da trasformare in alloggi destinati alle giovani coppie. È stata inoltre avviata un'indagine esplorativa di mercato per individuare complessi immobiliari privati da destinare all'edilizia residenziale sociale.
Interventi che rappresentano un primo passo, ma che, secondo Gravina e Ripari, non esauriscono le necessità del territorio. Tra le proposte avanzate dalle parti sociali c'è l'attivazione di "vere e proprie agenzie comunali di intermediazione immobiliare".
Riguardo Macerata, la "domanda di stanze è altissima, ma la disponibilità di appartamenti in centro storico è crollata per via dei tanti cantieri legati alla ricostruzione post-sisma e alle ristrutturazioni edilizie - dicono i sindacalisti -. Le stanze singole sono passate da una media storica di 170 euro a un punto di partenza minimo di 200-240 euro al mese, escluse le utenze. Nelle zone più richieste i prezzi per una camera di qualità medio-alta oscillano stabilmente sopra questa soglia. Le stanze doppie mantengono una forbice compresa tra i 150 e i 200 euro al mese per posto letto. A questo aumento lineare si somma il rincaro dei costi di gestione (luce, gas, condominio)".
"A fronte - concludono i sindacalisti Cisl Emanuela Ripari e Rocco Gravina - di un'entrata mensile media di circa 700 euro per chi vive con la pensione minima, un affitto concordato per un bilocale in quartieri come Collevario o Santa Croce richiede mediamente tra i 380 e i 450 euro, escluse le spese. L'anziano si trova a dover scegliere se pagare il locatore o destinare le restanti poche decine di euro all'acquisto di generi di prima necessità e farmaci".
Educare i più giovani a un uso consapevole della rete, aiutarli a riconoscere i pericoli del web e promuovere una cultura della legalità. Sono questi gli obiettivi di "Una vita da social", la campagna itinerante della Polizia di Stato che ha fatto tappa a Macerata, coinvolgendo gli studenti delle scuole del capoluogo in un percorso dedicato alla sicurezza online e alla prevenzione del cyberbullismo.
Protagonista dell’iniziativa è il truck della Polizia Postale, allestito come un’aula didattica multimediale. Al suo interno, i ragazzi possono partecipare ad attività interattive, guardare video e mettersi alla prova attraverso giochi pensati per avvicinarli ai temi della sicurezza digitale. Un modo per affrontare con un linguaggio accessibile i rischi legati alla navigazione in rete e ai comportamenti che possono avere conseguenze anche al di fuori dello schermo.
«Per noi è una giornata molto importante – ha spiegato la primo dirigente della Polizia di Stato di Macerata, Maria Nicoletta Pascucci –. Il truck della Polizia Postale attraversa diverse città italiane e questa volta abbiamo avuto l’opportunità di ospitarlo anche a Macerata. È un mezzo allestito con strumenti multimediali rivolti alle nuove generazioni, attraverso i quali i nostri operatori illustrano i rischi legati alla navigazione in rete. I video interattivi e le attività proposte sono studiati per coinvolgere i ragazzi e aiutarli a comprendere i pericoli del mondo digitale».
Presente all’iniziativa anche l’assessore comunale alla Sicurezza, Paolo Renna, che ha sottolineato l’importanza di giornate dedicate alla sensibilizzazione dei più giovani. Al centro, il valore della prevenzione come strumento fondamentale per tutelare la propria incolumità e quella degli altri, tanto nel mondo digitale quanto nella vita quotidiana. Un percorso che passa dalla conoscenza dei rischi, dalla consapevolezza delle conseguenze dei propri comportamenti e dall’educazione al rispetto delle regole, online e fuori dalla rete.
L’iniziativa non si è fermata alla sicurezza informatica. Accanto al truck è stato allestito un villaggio della legalità, con stand dedicati alle diverse specialità della Polizia di Stato, per offrire agli studenti l’opportunità di conoscere più da vicino strumenti, attività e competenze degli operatori.
Presente lo stand della Polizia Postale, con brochure e materiale informativo sui rischi della rete, ma anche quello della Polizia Scientifica, dove i ragazzi possono scoprire le attrezzature utilizzate nelle attività investigative e il lavoro svolto dagli specialisti. Spazio anche alla Polizia Stradale, impegnata nella sensibilizzazione sui comportamenti corretti alla guida e sulla prevenzione degli incidenti.
«Abbiamo coinvolto diverse scuole del capoluogo, che hanno aderito in maniera molto positiva – ha aggiunto Pascucci –. Stiamo registrando un continuo afflusso di studenti. Accanto alla Polizia Postale, la Polizia Scientifica mostra gli strumenti del proprio lavoro, mentre la Polizia Stradale affronta il tema della sicurezza sulla strada. È importante sensibilizzare i ragazzi anche sui rischi legati alla guida dei ciclomotori, soprattutto in una fascia d’età in cui molti iniziano a utilizzare il motorino».
“Una vita da social” è la campagna educativa itinerante promossa dalla Polizia di Stato per sensibilizzare soprattutto i più giovani sull’utilizzo responsabile di internet e dei social network. Il progetto affronta le diverse forme di prevaricazione digitale, dal cyberbullismo alla diffusione non consensuale di immagini e video intimi, fino ai rischi legati ai contatti online e alla condivisione di contenuti personali.
L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni in rete, fornendo ai ragazzi strumenti utili per riconoscere le situazioni pericolose e sapere a chi rivolgersi in caso di difficoltà.
Attraverso il confronto diretto con gli operatori e le attività proposte, la tappa maceratese ha portato così la prevenzione fuori dalle aule scolastiche, trasformando l’incontro con la Polizia in un’occasione di apprendimento e partecipazione. Un percorso che punta a ricordare come la sicurezza digitale, al pari di quella stradale, passi anche dalla conoscenza dei rischi e dalla responsabilità individuale.
"Il centrodestra a Civitanova c'è e va avanti senza ricatti e senza veti. Non prendiamo ordini da chi ha deciso di uscire dal perimetro della coalizione". È quanto afferma il segretario cittadino della Lega, Veronica Fortuna.
Il riferimento è a Vince Civitanova e al suo leader Fausto Troiani, precisa Fortuna: "Prima il tentativo di firmare atti dal notaio con il Pd e le liste di centrosinistra per far cadere l'amministrazione Ciarapica, poi hanno firmato la mozione di sfiducia con la sinistra. Due mosse politiche fallite che parlano da sole".
"Troiani è andato dal sindaco Ciarapica a chiedere il ritiro delle deleghe del vicesindaco Morresi, che è espressione di Forza Italia, indicando anche un suo sostituto - prosegue Fortuna -. Il sindaco non lo ha ascoltato e ha fatto bene, era una richiesta irricevibile. Non si chiede la testa di un alleato del centrodestra per prendersi un posto".
E sull'urbanistica: "A chiedere commissioni d'indagine sull'urbanistica sono proprio quelli che hanno gestito e cogestito l'urbanistica a Civitanova fino ad ora, negli ultimi dieci anni. Se ci sono state trasformazioni pesanti che la città paga, le responsabilità sono loro".
"La commissione sulle convenzioni urbanistiche l'ha già chiesta e protocollata il nostro gruppo, Lega più civici, ben prima di Vince Civitanova. La mozione è stata presentata dal capogruppo Giorgio Pollastrelli e firmata da Fabiola Polverini e da Pierpaolo Turchi, ed è già depositata alla vigilia della conferenza dei capigruppo sulla sfiducia - aggiunge Fortuna -. Non è una mossa dell'ultima ora. Già due anni fa, con una interrogazione a firma Pollastrelli, avevamo chiesto all'allora assessora all'Urbanistica Roberta Belletti di verificare tutte le convenzioni ancora pendenti». "La Lega - conclude la nota - sta con gli alleati leali, con chi vuole costruire e non con chi lavora per dividere. Il centrodestra non si ricatta".
Dimensione Bandecchi punta su Morrovalle per avviare il proprio percorso politico nelle Marche. Il movimento ha nominato Larry Cesanelli coordinatore regionale e lo ha indicato come candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative. La doppia investitura è stata ufficializzata il 21 ottobre e, secondo quanto comunicato dal partito, rientra nella strategia di rafforzamento della propria presenza sul territorio.
La nomina è arrivata su indicazione dei vertici del movimento, in linea con l'indirizzo del presidente Stefano Bandecchi. Cesanelli avrà il compito di coordinare l'organizzazione regionale e, allo stesso tempo, guidare la lista che si presenterà agli elettori di Morrovalle.
Tra le priorità indicate da Dimensione Bandecchi figurano "sviluppo economico, sicurezza e rilancio dei servizi local"i. Il movimento dichiara di voler proporre "un'alternativa alle forze politiche tradizionali", puntando su un" approccio pragmatico" e sull'efficienza amministrativa.
"Assumo questo doppio ruolo con grande determinazione e senso di responsabilità - ha dichiarato Cesanelli -. Il modello politico di Stefano Bandecchi, fatto di azione, risultati e vicinanza reale ai problemi delle persone, guiderà la crescita di Dimensione in tutta la regione Marche. Iniziamo questo cammino proprio da Morrovalle, mettendoci la faccia in prima persona con l'obiettivo di portare quel cambio di passo e quell'efficienza amministrativa che il territorio attende da tempo".
Il movimento annuncia inoltre che nelle prossime settimane saranno organizzati i primi incontri pubblici sul territorio, seguiti da una conferenza stampa dedicata alla presentazione della struttura regionale e delle prime linee programmatiche per il futuro amministrativo di Morrovalle.
Altri 2 milioni di euro per aumentare la capacità di assunzione della sanità marchigiana. La Giunta regionale ha approvato un nuovo incremento del tetto di spesa per il personale delle aziende sanitarie e ospedaliere, portando a oltre 970 milioni di euro il limite complessivo del Servizio sanitario regionale. Per l’Ast di Macerata sono previsti 205.185 euro aggiuntivi, destinati a sostenere il potenziamento dei servizi sul territorio.
Si tratta del terzo intervento del 2026, dopo i 9,5 milioni di euro approvati a gennaio e i 4,6 milioni di giugno. Con l’ultimo provvedimento, l’aumento complessivo del tetto di spesa autorizzato nel corso dell’anno supera così i 16 milioni di euro.
Le risorse sono ripartite tra le cinque Aziende sanitarie territoriali, l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche e l’Inrca. Nel dettaglio, 335.100 euro sono destinati all’Ast di Pesaro Urbino, 610.323 euro a quella di Ancona, 205.185 euro a Macerata, 313.208 euro a Fermo e 236.184 euro ad Ascoli Piceno. All’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche spettano 250mila euro, mentre all’Inrca sono assegnati 50mila euro.
L’obiettivo è rafforzare la sanità territoriale, sostenere l’attivazione delle Case della Comunità e potenziare i nuovi ambulatori dedicati ai bisogni non differibili, collegati con i pronto soccorso. Per queste strutture sono previste anche risorse aggiuntive destinate alle Case della Comunità di Vallefoglia, Cupramontana, Sassoferrato, Arcevia, Porto Sant’Elpidio, Montegiorgio e Ripatransone, che si aggiungono alle 29 inizialmente individuate con personale già finanziato.
«Con questo provvedimento diamo ulteriore sostegno alla sanità marchigiana. È il terzo intervento della Giunta dall’inizio dell’anno per aumentare la capacità di assunzione delle aziende del Servizio sanitario regionale», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, sottolineando la necessità di rafforzare i servizi negli ospedali e sul territorio.
Tra gli esempi citati dall’assessore figura Montegiorgio, dove il personale aggiuntivo dovrà contribuire anche al progetto Smart Village: un modello di welfare e assistenza sociosanitaria domiciliare personalizzata rivolto soprattutto agli over 75, con l’obiettivo di favorire l’autonomia delle persone anziane e la permanenza nella propria abitazione.
L’aumento delle risorse si inserisce in un percorso che, nei mesi scorsi, ha già interessato anche l’Ast di Macerata. Ad aprile la Regione aveva approvato i nuovi piani occupazionali per le aziende sanitarie di Macerata e Fermo, programmando rispettivamente 172 e 104 nuove assunzioni. I posti riguardano in larga parte personale sanitario, tra medici, infermieri, tecnici e operatori sociosanitari, oltre a figure amministrative.
Resta tuttavia da verificare in quale misura gli incrementi del tetto di spesa si traducano in nuovi ingressi e in un effettivo rafforzamento dei servizi. Il tema è stato sollevato anche dalla Cisl Fp Marche, che il 14 ottobre, dopo un incontro con la Regione, ha definito positivo l’aumento delle risorse per il personale, giudicandolo però ancora parziale rispetto al fabbisogno delle aziende sanitarie.
Il sindacato ha chiesto di conoscere i dati sulle assunzioni già effettuate e ha espresso la preoccupazione che una parte dei reclutamenti possa essere stata assorbita dalle necessità della rete ospedaliera, anziché essere destinata al potenziamento dell’assistenza territoriale. Una questione rilevante soprattutto in vista dell’operatività delle Case della Comunità e dei nuovi servizi che dovrebbero contribuire a garantire risposte più vicine ai cittadini.
L’incremento del tetto di spesa rappresenta quindi un margine economico aggiuntivo per il reclutamento del personale. La sua ricaduta concreta dipenderà dalle procedure di assunzione, dalla disponibilità dei professionisti e dalla capacità delle aziende sanitarie di destinare le nuove risorse ai servizi che ne hanno maggiore necessità.
Il titolo dell’argomento che oggi trattiamo nella rubrica “Sano a sapersi” è un detto popolare che si sente ripetere spesso in più ambiti, nel sociale, nel culturale, nel religioso e persino in quello economico. Riusciamo a comprendere che è un modo efficace per alimentare il nostro benessere se facciamo del bene a noi stessi, ma anche agli altri così da costruire un bene sempre più allargato intorno a noi.
È un ragionamento che sconfina nella valutazione dei valori umani, nei principi morali, negli insegnamenti cristiani e nelle migliori speculazioni di pensiero che ci sono state tramandate. Che tanti uomini e donne non riescano a difendersi e fuggire dalle tentazioni che creano malessere e negatività fa parte della nostra natura, ma una volta trovati gli antidoti, risulta chiaro che fare del bene ci fa bene, proprio alla nostra salute, alimenta il benessere.
Fare del bene però è un vago concetto generale, bisogna riempirlo di contenuti. Ognuno nella sua vita deve trovare la sua via del bene, o più vie, ricercando e confrontandosi con la realtà che sta vivendo.
Proprio per riempire di contenuti la lunga prefazione che ci siamo permessi, oggi incontriamo una signora, Beatrice Bistocco, che da qualche anno, oltre che al suo lavoro di estetista alle Terme S. Lucia di Tolentino, anche in questo caso distribuendo benessere, coltiva un altro impegno di grande valenza benefica, un contributo all’alleviamento di sofferenze e limiti di tanti uomini e donne residenti nelle zone più povere del mondo. Lo fa come collaboratrice di un’associazione umanitaria denominata “Africa Mission”.
Signora Beatrice, ci parli di “Africa Mission” e della sua attività.
“Africa Mission” è un’associazione umanitaria nata 50 anni fa ad opera di Vittorio Pastori, un ristoratore di Varese, che aveva seguito il suo vescovo curandone le attività curiali nella diocesi di Piacenza.
Proprio su istigazione del vescovo Monsignor Manfredini, egli fece un viaggio in Africa e precisamente in una zona tra le più povere dell’Uganda, la regione di Karamoja, un territorio semidesertico tre volte grande quello delle Marche dove vivono circa 1 milione di abitanti, tutti piccoli agricoltori e pastori con grossi problemi per la loro stessa sopravvivenza soprattutto per la mancanza di acqua. Fu un impulso per creare “Africa Mission” con la sede principale a Piacenza.
In seguito, Vittorio Pastori fu consacrato presbitero e conosciuto da tutti come don Vittorione per la sua imponente stazza. È venuto a mancare 30 anni fa, ma la sua opera si è ingrandita. Negli anni ha contribuito all’assistenza in molte parti del mondo, ma la sua operatività principale è rimasta proprio in quella zona dell’Uganda. Oggi “Africa Mission” conta organizzazioni di collaborazione in tredici regioni italiane, una delle più importanti si trova nella provincia di Pesaro qui nelle Marche. Poi a Tolentino ci sono anch’io che posso contare sull’aiuto di tanti amici.
Cosa fa “Africa Mission” nella regione di Karamoja in Uganda?
“In un territorio come quello, non molto diverso da come lo vide allora don Vittorione, “Africa Mission” si occupa soprattutto della realizzazione di pozzi d’acqua. Non è un’opera semplice, perché per arrivare alle falde acquifere bisogna scavare ben oltre 50 metri. Ne sono stati realizzati molti e questa opportunità dell’acqua ha aiutato in qualche maniera a migliorare la vita degli abitanti.
Altre emergenze della zona sono la scuola e la sanità. “Africa Mission” anche in queste necessità sta facendo molto, in collaborazione con i missionari Comboniani che hanno una buona presenza in quella terra. Io stessa mi sono recata come altri volontari in Karamoja per un mese negli ultimi due anni.
È davvero speciale la sensazione che hai nel constatare il grande bisogno che quella gente ha di te e la loro riconoscenza. Nell’ambito di un’educazione a nuovi mestieri per loro sconosciuti soprattutto nel campo artigianale, sto seguendo un progetto per insegnare a tagliare e cucire le stoffe”.
Oltre al bene che portate a chi ha bisogno, qual è il bene che ricevete da questa vostra azione?
“Sicuramente io sono soddisfatta, più serena, più disponibile, più aperta in tutti i contesti della mia vita quotidiana, quando sono qui a casa. È una sensazione di benessere che ho ricevuto cercando il benessere di chi, proprio per la loro estrazione geografica, ne ha ricevuto davvero poco. A volte con i miei amici volontari dell’associazione diciamo che dobbiamo ringraziare piuttosto che essere ringraziati”.
Penso che abbiate bisogno di un sostegno economico. Come lo recherate?
“Ci sono donazioni liberali di vario tipo, manifestazioni per recuperare risorse. Vorrei segnalare e invitare tutti a partecipare ad una cena di beneficenza per “Africa Mission” che si svolgerà a Tolentino nel ristorante Bellini venerdì 13 novembre alle ore 20.30. Era stata comunicata in precedenza un’altra data, ma ripeto presso il ristorante Bellini il 13 novembre alle ore 20.30. La cena molto gustosa ha un costo di 30 euro, una parte andrà a favore della nostra missione”.
Arrivano rinforzi nella Maceratese. La società biancorossa ha ufficializzato nelle scorse ore l'acquisto di Simone Tardini, che vestirà la maglia biancorossa nella stagione 2026/2027. Corridoniense, classe 2008, Tardini è un esterno difensivo mancino. Nonostante la giovane età, il ragazzo mostra un curriculum ricco: dopo i primi passi nel Corridonia, ha proseguito il suo percorso nelle giovanili della Fermana e del Gubbio, dove ha militato fino alla categoria Primavera.
Lo scorso anno ha debuttato tra i grandi, militando in Eccellenza con la maglia del Trodica. Tardini sposa la causa biancorossa dopo i primi mesi del 2026-27 nella Vigor Senigallia, dove ha militato nella prima parte di questa stagione. Il suo innesto sicuramente rinforza il pacchetto 'under' a disposizione di mister Alfonsi.
Il giocatore si presente così ai microfoni della Rata: "Sono contento di approdare in una squadra che ho sempre seguito e a cui sono legato fin da bambino. Sono pronto a dare tutto per questi colori". Tardini, appena arrivato, ha preso parte ad una prima seduta di allenamento con la squadra nella giornata odierna sul campo Dei Pini. Forza fresche perciò su cui contare per la difficile ed importante prossima giornata, che prevede il derby a domicilio contro il K-Sport Montecchio Gallo.
È ricominciato il lavoro in casa Trodica. Gli uomini di mister Buratti sono rientrati in campo dopo il pirotecnico pareggio di Urbino, un 3-3 che ha lasciato i biancazzurri a quota 10 punti, nella pancia del gruppo. Il punto del San Francesco ha comunque lasciato vari aspetti su cui lavorare e del rammarico, date le due reti di vantaggio con cui il Trodica aveva chiuso il primo tempo.
Tommaso Pallotta, difensore classe 2007, si esprime così sull'incontro di domenica scorsa: "La partita con l'Urbino è stata folle, siamo entrati in campo molto bene con la giusta mentalità facendo subito due gol e mettendo in difficoltà i nostri avversari per gran parte della partita. Poi però, con due episodi, sono riusciti a riprenderci per poi farci il terzo. Restiamo sicuramente con l’amaro in bocca nonostante il nostro 3 a 3".
Un avvio di campionato con risultati e prestazioni comunque positivi in una squadra che è cambiata negli uomini, ma non nelle ambizioni: "È un inizio di stagione positivo: abbiamo fatto delle bellissime prestazioni su campi importanti come Fermo e Fermignano, ma anche in casa non siamo da meno dove cito le prestazioni con Montegranaro e Aurora Treia. Quindi siamo soddisfatti di questo inizio di stagione ma con ancora molta, molta fame e voglia". Ora testa per la squadra del Cavallino al prossimo match, domenica in casa del Matelica.
Il sistema imprenditoriale marchigiano chiude il terzo trimestre del 2026 con 251 imprese in più, di cui 77 nella provincia di Macerata. Tra luglio e settembre le iscrizioni al Registro delle imprese sono state 1.425, a fronte di 1.174 cessazioni nette. Il tasso di crescita regionale si attesta così allo 0,17%, al di sotto della media nazionale dello 0,32%.
È quanto emerge da Movimprese, l’elaborazione statistica trimestrale di Unioncamere basata sui dati del Registro delle imprese, con l’approfondimento regionale curato dalla Camera di Commercio delle Marche.
Il risultato conferma una dinamica positiva per il tessuto economico regionale, seppure con un ritmo più contenuto rispetto al dato italiano. L’andamento del 2026 mostra due trimestri in crescita, dopo la partenza negativa dei primi tre mesi dell’anno: al -0,26% del primo trimestre sono seguiti il +0,51% del secondo e il +0,17% del terzo.
Nel Maceratese il saldo è positivo per 77 imprese, con un tasso di crescita dello 0,23%. Un risultato che colloca la provincia al secondo posto nelle Marche per incremento percentuale, dietro ad Ascoli Piceno, che registra 88 attività in più e una crescita dello 0,41%.
Segue Pesaro e Urbino, con 81 imprese aggiuntive e un tasso dello 0,24%. Più contenuta la crescita di Ancona, che chiude il trimestre con un saldo positivo di 25 imprese e una variazione dello 0,07%. L’unica provincia in controtendenza è Fermo, dove si registra una perdita di 20 attività e un tasso negativo dello 0,11%.
Al 30 settembre 2026, le imprese registrate nelle Marche sono complessivamente 145.704, delle quali 131.128 attive.
A trainare la crescita sono soprattutto le società di capitali, che nel trimestre fanno segnare un saldo positivo di 330 imprese, con un tasso dello 0,73%, in linea con quello nazionale. Un dato che conferma una tendenza ormai consolidata verso forme societarie più strutturate.
Sul fronte dei settori economici, gli aumenti più consistenti riguardano i servizi di alloggio e ristorazione, con 76 imprese in più, seguiti dalle costruzioni (+65) e dalle attività immobiliari (+62). Positivi anche i risultati delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+49) e dei servizi finanziari e assicurativi (+48).
Segnali favorevoli arrivano inoltre dagli altri servizi, dalle attività amministrative e di supporto, dai comparti artistici e sportivi e dai servizi informatici.
Non mancano, tuttavia, le criticità. Il commercio registra una flessione di 13 imprese, l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca perdono 12 attività, mentre il manifatturiero segna un saldo negativo di cinque imprese.
"I dati restituiscono un quadro articolato: il sistema imprenditoriale marchigiano mantiene un saldo positivo, ma con differenze significative tra settori e territori", commenta Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche.
"Le variazioni negative di comparti tradizionali richiedono attenzione. Il nostro impegno è accompagnare le imprese nelle sfide della competitività, sostenendole nell’apertura ai mercati internazionali attraverso incontri B2B e iniziative di internazionalizzazione, nei percorsi di digitalizzazione e nell’adozione di modelli di sviluppo sostenibili, capaci di coniugare solidità economica, responsabilità sociale e attenzione all’ambiente", aggiunge Sabatini.
L’obiettivo, sottolinea il presidente, è mettere a disposizione strumenti concreti per rafforzare la capacità delle imprese di affrontare i cambiamenti e cogliere nuove opportunità di crescita.
Il caro energia torna a pesare sui bilanci di famiglie e imprese, con una stangata che, nelle Marche, potrebbe avvicinarsi ai 918 milioni di euro nel 2026. È la stima elaborata dal Centro Studi Cna Marche sulla base di un aumento medio del 20% dei prezzi di energia e carburanti. Un rincaro che rischia di sottrarre risorse ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle aziende, mettendo sotto pressione la competitività del sistema produttivo regionale.
Secondo l'analisi della Cna che proietta sull'intero anno l'andamento dei consumi e della spesa energetica, a livello nazionale il conto complessivo per benzina, gasolio, elettricità e gas potrebbe raggiungere i 206 miliardi di euro. Si tratta di oltre 33 miliardi in più rispetto al 2025 e di una cifra superiore anche ai 202 miliardi registrati nel 2022, durante la precedente crisi energetica.
Le conseguenze sarebbero significative sia per le famiglie, con un aggravio medio superiore ai 500 euro annui, sia per le imprese, per le quali il costo aggiuntivo medio supererebbe i 4.500 euro.
Nel dettaglio regionale, la maggiore spesa stimata ammonta a circa 918 milioni di euro. Di questi, oltre 328 milioni ricadrebbero sulle famiglie marchigiane, mentre circa 589 milioni graverebbero sulle imprese. Un impatto rilevante per un territorio in cui il tessuto economico è composto in larga parte da piccole e medie attività, spesso particolarmente esposte alle variazioni dei costi energetici.
A incidere è soprattutto la dinamica dei carburanti. Nei primi otto mesi del 2026, secondo i dati richiamati dalla CNA, i consumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3%, ma la spesa è aumentata del 12,6%. Per la benzina si registra invece una crescita dei consumi del 4,8%, accompagnata da un incremento della spesa del 9,6%.
Se la tendenza dovesse proseguire, il conto annuale dei carburanti arriverebbe a 74,4 miliardi di euro, contro i 66,6 miliardi dell'anno precedente.
La pressione sui bilanci si avverte anche nel Maceratese, dove i prezzi dei carburanti restano elevati. In base ai dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 13 ottobre, la benzina self-service costa in media 2,020 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge i 2,224 euro.
Valori che incidono direttamente sui costi di esercizio di numerose attività economiche del territorio, dal manifatturiero al sistema casa, dall'agroalimentare all'autoriparazione, fino al settore dei trasporti. Per queste imprese, l'aumento delle spese per carburanti, elettricità e gas rischia di comprimere i margini e ridurre la capacità di investire.
«Ogni misura che contribuisce a ridurre il prezzo alla pompa è positiva – sottolinea Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata – ma occorre prestare attenzione a come viene distribuito lo sforzo lungo la filiera. Non sarebbe equilibrato se una parte rilevante della calmierazione finisse per gravare proprio sui gestori degli impianti, spesso piccole imprese che rappresentano l'ultimo anello della catena. È necessario che il contributo alla riduzione dei prezzi sia sostenibile e proporzionato lungo tutti i passaggi della filiera».
Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i carburanti. Anche le bollette di elettricità e gas continuano a rappresentare una voce di spesa critica, rendendo necessario un intervento che vada oltre le misure temporanee.
Per la CNA, la riduzione strutturale del costo dell'energia deve diventare una priorità della politica economica. Tra le proposte avanzate a livello nazionale figura l'istituzione, nella prossima legge di bilancio, di un fondo da un miliardo di euro all'anno per sostenere la realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici destinati all'autoproduzione delle imprese. L'obiettivo è ridurre la spesa energetica e limitare la dipendenza dalle oscillazioni dei mercati.
«Per le nostre imprese bollette e carburanti più cari significano meno risorse per investire, innovare e creare occupazione – conclude Giglietti –. Servono interventi immediati, ma anche strumenti che consentano alle aziende di diventare progressivamente meno dipendenti dalle oscillazioni dei mercati energetici. Per un territorio produttivo come il nostro è una questione di competitività e di capacità di programmare il futuro».
Quarant’anni dopo il diploma, il registro è ancora aperto. Qualche capello è sparito, qualcuno è diventato bianco e gli occhiali sono ormai quasi indispensabili, ma lo spirito è rimasto quello dei ragazzi del 1986.
Da luglio 1986 a ottobre 2026: gli ex studenti dell’Istituto tecnico commerciale “F. Corridoni” si sono ritrovati per festeggiare i 40 anni dal diploma di ragioniere, in una rimpatriata che, più che una cena, si è trasformata in un viaggio nel tempo.
C’è chi ha percorso centinaia di chilometri pur di non mancare all’appello. Perché certi appuntamenti non si possono perdere, soprattutto quando ad aspettarti ci sono persone con cui hai condiviso cinque anni di scuola e una quantità imprecisata di marachelle.
È bastato sedersi a tavola perché tornassero a galla interrogazioni da incubo, compiti in classe, episodi esilaranti e gli indimenticabili professori e professoresse. Quelli che quarant’anni fa facevano tremare le ginocchia e che oggi, incredibilmente, fanno sorridere al solo ricordo.
Tra un aneddoto e l’altro, qualcuno ha dimostrato una memoria sorprendente, riportando alla luce episodi che altri avrebbero volentieri lasciato sepolti nel 1986. Qualcun altro, invece, ha continuato a negare ogni responsabilità. Proprio come allora.
Ma dietro le risate e le immancabili prese in giro c’è qualcosa che va ben oltre la nostalgia. Quei ragazzi, infatti, non sono rimasti soltanto ex compagni di scuola: sono diventati amici, per alcuni amici veri, di quelli che ci sono sempre, nei momenti belli e in quelli difficili. Legami costruiti sulla fiducia e sul sostegno reciproco, che nemmeno quarant’anni sono riusciti a scalfire.
Anche chi non ha potuto partecipare ha voluto essere presente con messaggi e abbracci a distanza. Un segno che, in fondo, quella classe non si è mai davvero sciolta.
A rispondere all’appello, questa volta senza il timore di un’interrogazione, sono stati Alfredo Benedetti, Paolo Carpineti, Tonino Marini, Paolo Sciocchetti, Claudio Santini, Gianluca Bevilacqua, Antonio Santini, Bibiana Vagni, Sabina Boschi, Fabio Scoponi, Silvia Biondi, Giuseppe Berrettoni, Simona Tassetti, Franco Moschini, Fabio Compieta e Paola Gnocchini.
Un elenco che, quarant’anni dopo, somiglia ancora a quello del vecchio registro di classe. Con una differenza: stavolta nessuno rischiava un brutto voto, al massimo qualche presa in giro.
E quando è arrivata la torta con quel numero, 40, qualcuno avrà certamente pensato a un errore di contabilità. Possibile che sia passato tutto questo tempo? Eppure è bastata una serata per ritrovarsi di nuovo diciottenni, con la stessa voglia di ridere, scherzare e stare insieme.
Una cosa ha messo tutti d’accordo: mai più aspettare così tanto per rivedersi. Meglio organizzare incontri più frequenti, prima che per riconoscersi servano le fotografie dell’album di classe.
Del resto, dopo quarant’anni di bilanci, dare e avere, entrate e uscite, questi ragionieri un conto lo sanno ancora fare benissimo: 40 anni trascorsi, migliaia di ricordi, infinite risate e amicizie che non hanno prezzo. Il bilancio? Decisamente in attivo.
L'Università di Camerino inaugura il suo 691° anno accademico guardando all’Europa e al ruolo della conoscenza nella costruzione di una comunità sempre più integrata. "Essere Università, costruire Europa" è il tema scelto per la cerimonia in programma mercoledì 28 ottobre, alle ore 10, all’Auditorium Benedetto XIII di Camerino, appuntamento che quest'anno si intreccia con la dimensione internazionale dell'Ateneo.
L’inaugurazione si svolgerà nell’ambito della KreativEU Week, la settimana dedicata alle attività dell'Alleanza europea di cui Unicam è l'unico partner italiano, in programma dal 26 al 31 ottobre. Un’occasione per valorizzare il legame tra la storia dell’università camerte e il suo impegno nella cooperazione internazionale, mettendo al centro il contributo degli atenei alla costruzione dell’Europa attraverso formazione, ricerca e partecipazione.
La cerimonia si aprirà con i saluti istituzionali del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli. Seguiranno gli interventi di Edoardo Pettinari, presidente del Consiglio degli studenti e delle studentesse, di Subeide Mari, rappresentante del personale tecnico e amministrativo, e del direttore generale Andrea Braschi.
Spazio poi alla dimensione europea con João Freitas Coroado, presidente dell’Alleanza KreativEU, che interverrà sul tema “KreativEU: una visione europea per l’università”. Il rettore Graziano Leoni terrà quindi la relazione inaugurale dal titolo “Essere Università, costruire Europa”.
A completare gli interventi sarà Giulia D'Agnone, rappresentante del personale docente e ricercatore e docente di Diritto dell’Unione europea della Scuola di Giurisprudenza di Unicam, con una riflessione dedicata a "Università e integrazione europea: conoscenza, partecipazione, futuro".
La mattinata proseguirà con il KreativEU Day, durante il quale saranno allestite postazioni dedicate alle università dell’Alleanza. Studenti, docenti e partecipanti potranno così conoscere più da vicino gli atenei coinvolti e le opportunità offerte dalla collaborazione internazionale.
KreativEU, undici università per un progetto europeo
Avviata nel gennaio 2025 e cofinanziata dalla Commissione europea attraverso l’azione “European Universities” del programma Erasmus+, KreativEU riunisce undici università di altrettanti Paesi, con l’obiettivo di costruire un’Università Europea fondata sulla cultura, sulla creatività e sul patrimonio condiviso.
Oltre all’Italia, partecipano al progetto atenei di Portogallo, Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Svezia e Turchia. L’iniziativa proseguirà fino al 2028 e dispone di un finanziamento complessivo di 14,4 milioni di euro, di cui oltre 1,5 milioni destinati all'Università di Camerino. Il coordinamento del progetto per Unicam è affidato al professor Renato De Leone.
L’Alleanza punta a rafforzare la cooperazione tra gli atenei nei campi della didattica, della ricerca e della mobilità internazionale, riconoscendo nel patrimonio culturale europeo una risorsa per promuovere innovazione, inclusione e sviluppo sostenibile.
In questo contesto, Unicam guida le attività dedicate alla creazione del Campus Universitario Europeo KreativEU, contribuendo allo sviluppo di spazi e strumenti condivisi a disposizione di studenti, docenti, ricercatori e personale delle università partner.
L’inaugurazione del nuovo anno accademico diventa così anche un momento per ribadire la vocazione internazionale dell’Ateneo camerte e il ruolo della formazione universitaria nella costruzione di relazioni, competenze e opportunità oltre i confini nazionali.
Un pomeriggio dedicato alla spiritualità francescana, tra narrazione, musica classica e riscoperta delle radici del territorio. Il convento di Renacavata, a Camerino, ha accolto domenica un pubblico numeroso per l’iniziativa “Le Marche di San Francesco – I racconti dei suoi viaggi fra narrazioni e musica”, promossa dall’associazione culturale “Ripartiamo” in collaborazione con la Biblioteca Centrale dei Frati Minori Cappuccini delle Marche di Fermo.
L’appuntamento, iniziato alle 17, ha trasformato uno dei luoghi simbolo della storia dei Cappuccini in uno spazio di condivisione, nel segno dei valori di fraternità, pace e semplicità evangelica. La partecipazione ha coinvolto cittadini di Camerino e visitatori, riuniti nello spiazzo antistante il convento.
A guidare il pubblico alla scoperta del rapporto tra San Francesco e le terre marchigiane è stato Diego Mecenero, con una narrazione dedicata ai viaggi e agli episodi più significativi della vita del santo. Le sue parole hanno ripercorso vicende e incontri, restituendo il senso di un messaggio ancora attuale.
Ad accompagnare il racconto, le esecuzioni al pianoforte di Andrea Ercoli, che ha proposto brani di Franz Liszt, Fryderyk Chopin e Gian Francesco Malipiero. L’alternanza tra parole e musica ha contribuito a creare un’atmosfera raccolta e suggestiva, valorizzata dalla cornice naturale del convento.
Nel corso dell’iniziativa, padre Sergio ha richiamato il messaggio di San Francesco, rinnovando anche l’invito a sostenere il convento di Renacavata nella campagna “Luoghi del Cuore” del FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano.
La candidatura rappresenta un’opportunità per accrescere l’attenzione su un complesso di grande valore storico, religioso e culturale, legato alla presenza dei Frati Minori Cappuccini e alla storia del territorio camerte. L’appello rivolto ai cittadini è quello di partecipare al censimento e votare per Renacavata, contribuendo alla sua valorizzazione.
La giornata si è conclusa con il calore dell’accoglienza della comunità cappuccina e dei partecipanti, in un incontro che ha unito musica, cultura e spiritualità, rinnovando il legame tra Camerino e la tradizione francescana.
Recanati si prepara ad accogliere un’opera di grande valore artistico e storico: la Madonna delle fragole di Lucas Cranach, realizzata negli anni Quaranta del Cinquecento, sarà esposta da sabato 24 ottobre al Museo Civico di Villa Colloredo Mels, dove resterà fino a marzo 2027. Il dipinto avrà uno spazio espositivo dedicato all’interno del percorso museale, offrendo a cittadini e visitatori l’occasione di ammirare da vicino uno dei protagonisti della pittura europea del XVI secolo.
L’arrivo dell’opera sarà celebrato sabato mattina, alle 9.30, con una cerimonia ufficiale a Villa Colloredo. Saranno presenti il sindaco di Recanati, Emanuele Pepa, l’assessore alla Cultura Ettore Pelati, il direttore del Museo diocesano di Freising, Christoph Kürzeder, la vicedirettrice Carmen Roll e il responsabile della collezione Steffen Mensch. Interverranno inoltre l’architetto Giovanni Issini, in rappresentanza della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, e il professor Stefano Papetti.
L’esposizione della Madonna delle fragole si inserisce in un progetto di collaborazione culturale tra Recanati e il Museo diocesano di Freising, in Baviera. Lo scambio ha portato in Germania l’Annunciazione di Lorenzo Lotto, proveniente dal patrimonio artistico recanatese e concessa in prestito per la mostra Save Our Souls, inaugurata al Museo diocesano di Freising.
Un’iniziativa che punta a rafforzare i rapporti tra le due istituzioni museali e a promuovere il patrimonio artistico dei rispettivi territori, creando nuove occasioni di incontro tra arte, turismo e cultura.
«Siamo onorati di ospitare la Madonna delle fragole nella nostra città», ha dichiarato il sindaco Emanuele Pepa, sottolineando come l’iniziativa rappresenti un’opportunità per rafforzare la presenza di Recanati nel panorama artistico europeo e dare maggiore visibilità al territorio anche oltre i confini nazionali. Il primo cittadino ha inoltre ringraziato quanti hanno contribuito alla realizzazione dello scambio di opere.
L’assessore alla Cultura Ettore Pelati ha richiamato l’attenzione anche sull’accoglienza riservata all’Annunciazione di Lorenzo Lotto in Germania. Il 18 ottobre ha partecipato, insieme ad amministratori marchigiani e al commissario alla ricostruzione post-sisma Guido Castelli, all’inaugurazione della mostra Save Our Souls a Freising, davanti a un pubblico numeroso.
«Un’occasione unica, questa, che ha reso ancora più palese quanto questa mostra rappresenti, per il nostro territorio, un’opportunità speciale per farsi conoscere e scoprire, attirando turisti e appassionati che aspettano solo di godersi l’ospitalità del nostro territorio», ha affermato Pelati.
Con l’arrivo della Madonna delle fragole, Recanati prosegue dunque il percorso di valorizzazione del proprio patrimonio culturale attraverso collaborazioni internazionali e iniziative capaci di richiamare l’attenzione di studiosi, appassionati e visitatori. Dal 24 ottobre, Villa Colloredo Mels diventerà il luogo in cui questo dialogo tra Italia e Germania prenderà forma attraverso due opere, due storie artistiche e un progetto comune di promozione della cultura.
Sarà Simona Molinari con "La donna è mobile" a inaugurare la 57ª edizione di Macerata Jazz Winter, al via venerdì 23 ottobre. Il primo appuntamento della rassegna porterà sul palco del Teatro Lauro Rossi uno spettacolo tra musica e teatro dedicato alla libertà espressiva delle donne, inserito in un programma che coinvolgerà anche il Centrale, nel cuore del centro storico.
La serata si svilupperà in tre momenti: alle 19.30 l’aperitivo in concerto con Naima al Centrale, alle 21.15 lo spettacolo di Simona Molinari al teatro e, dalle 23.30, il ritorno al locale per la prima jam session della stagione.
Organizzata da Musicamdo Jazz, con la direzione artistica di Daniele Massimi e la promozione del Comune di Macerata attraverso l’assessorato alla Cultura, la rassegna è sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Marche, in collaborazione con I-Jazz, Università di Macerata e Consorzio Marche Spettacolo. Il cartellone proseguirà fino al 5 gennaio 2027, con sei concerti al Teatro Lauro Rossi, altrettanti aperitivi musicali e jam session al Centrale.
Un percorso che rinnova una tradizione nata nel 1970 con Paolo Piangiarelli, quando allo Sferisterio prese vita il primo Festival Internazionale del Jazz di Macerata.
Simona Molinari al Lauro Rossi con “La donna è mobile”
Il momento centrale della serata inaugurale sarà alle 21.15 al Teatro Lauro Rossi, dove Simona Molinari presenterà "La donna è mobile", spettacolo scritto insieme a Simona Orlando che intreccia canzoni, narrazione e teatro per raccontare le molteplici sfaccettature dell’identità femminile.
Il titolo richiama la celebre aria del Rigoletto di Giuseppe Verdi, ma ne propone una lettura diversa: la donna “mobile” diventa simbolo di libertà, cambiamento e capacità di scegliere autonomamente il proprio percorso, superando convenzioni e stereotipi.
Il viaggio musicale attraversa generi ed epoche, dall’opera lirica alle sonorità contemporanee, passando per Lucio Dalla, Milly e Billie Eilish. Ironia e leggerezza si alternano a momenti più intensi, in uno spettacolo che mette al centro le storie di donne capaci di affermare la propria voce e di aprire nuove strade.
Ad accompagnare la cantautrice sarà una band interamente femminile: Sade Mangiaracina al pianoforte e alle tastiere, Francesca Remigi alla batteria, Chiara Lucchini ai sassofoni e al flauto ed Elisabetta Pasquale al basso elettrico. Un organico che valorizza il contributo delle donne non soltanto come interpreti, ma anche come musiciste e protagoniste della creazione artistica.
Dal Centrale alla jam session: una serata tra musica e convivialità
L’apertura della 57ª edizione è fissata alle 19.30 al Centrale, in piazza della Libertà, con “Il gusto del jazz”, il progetto che affianca agli spettacoli in teatro appuntamenti musicali più informali.
A inaugurare il ciclo sarà Naima, formazione composta da Marta Giulioni alla voce, Nico Tangherlini al pianoforte, Lorenzo Scipioni al contrabbasso e Tommaso Agostinelli alla batteria. L’aperitivo in concerto offrirà al pubblico un primo momento di incontro con la musica dal vivo, confermando il ruolo del Centrale come spazio di riferimento per la rassegna e per la vita culturale del centro storico.
Alle 23.30 la serata tornerà nello stesso locale con la prima jam session della stagione. Musicisti e appassionati potranno così prolungare l’esperienza del concerto attraverso l’improvvisazione e il confronto musicale, in un appuntamento destinato ad accompagnare le diverse serate del festival.
Una mostra per ricordare Carlo Pieroni
L’edizione 2026 di Macerata Jazz sarà anche l’occasione per ricordare Carlo Pieroni, fotografo e amico del festival, scomparso lasciando un patrimonio di immagini legate alla musica dal vivo e alla storia della manifestazione.
A lui sarà dedicata una mostra fotografica che ripercorrerà, attraverso il suo sguardo, il rapporto costruito negli anni con musicisti, organizzatori e pubblico. Un omaggio alla sensibilità artistica di Pieroni e al contributo della fotografia nel custodire la memoria dei concerti e dei protagonisti della rassegna.
Si rinnova inoltre la collaborazione con l’Università di Macerata attraverso IMPROVEisACTION, il laboratorio curato da Emanuela Sabbatini, responsabile dell’ufficio stampa e della comunicazione del festival. Gli studenti saranno coinvolti direttamente nelle attività dello staff di Musicamdo, sperimentando sul campo il lavoro di comunicazione culturale e il racconto degli eventi.
Il 3 novembre arriva Matteo Paggi con Fabrizio Bosso
Il secondo appuntamento di Macerata Jazz Winter è in programma martedì 3 novembre, alle 21.15, al Teatro Lauro Rossi, con il progetto “Giraffe” del trombonista marchigiano Matteo Paggi e la partecipazione straordinaria del trombettista Fabrizio Bosso.
L’incontro porterà sul palco le composizioni originali di Paggi, in un percorso musicale che intreccia jazz, influenze rock, ricerca melodica ed elettronica. La presenza di Bosso arricchirà il progetto con il suono della sua tromba, per un nuovo appuntamento del cartellone che accompagnerà Macerata fino all’inizio del 2027.
Un viaggio alla scoperta delle radici marchigiane, tra storie di emigrazione, tradizioni popolari, musica, poesia e danza. Nasce a Recanati il Festival delle tradizioni marchigiane, iniziativa ideata dal gruppo folk Li Matti de Montecò in collaborazione con il Centro Studi Tradizioni Popolari, Giaconi Editore, il Museo dell'Emigrazione Marchigiana, l'Università delle Arti e Italea.
L'appuntamento è per sabato 24 ottobre, alle 17, all'Auditorium Centro Mondiale della Poesia di Recanati. L'ingresso sarà libero e il programma proporrà un pomeriggio dedicato alla cultura e all'identità del territorio, attraverso testimonianze, approfondimenti e momenti di spettacolo. Dalle 15 sarà inoltre possibile visitare il Museo dell'Emigrazione Marchigiana.
A moderare l'incontro saranno Monia Scocco e Fabio Macedoni, che accompagneranno il pubblico attraverso gli interventi di studiosi, ricercatori ed esperti di tradizioni locali.
Ad aprire gli interventi sarà Luigi Petruzzellis, responsabile del Museo dell'Emigrazione Marchigiana di Recanati, con un approfondimento sulle testimonianze della tradizione popolare conservate dagli emigrati marchigiani. Seguirà Fiorenzo Santini, giornalista, sociologo e ricercatore, che racconterà storie e vicende legate all'emigrazione regionale.
Concetta Ferrara, direttrice del Sistema Museale Piceno, si concentrerà invece sul ruolo dei borghi e dei musei locali come presidi di cultura, comunità e territorio. A seguire, Gabriella Piccioni, presidente del Centro Studi Tradizioni Popolari “Radici del Futuro”, proporrà una riflessione sulle tradizioni e sulle radici marchigiane, con riferimenti all'opera di Giacomo Leopardi.
Proprio il poeta recanatese sarà al centro anche di un omaggio musicale curato da Li Matti de Montecò, che proporranno canti e stornelli legati alla tradizione popolare e alle suggestioni che hanno ispirato le sue opere.
Il programma proseguirà con Francesco Ricci, tecnico specializzato nella costruzione di fisarmoniche, che parlerà degli strumenti musicali tradizionali, tra storia, caratteristiche e prospettive future.
Spazio anche alla poesia in vernacolo civitanovese, affidata a Bruno Francinella, per valorizzare una forma espressiva che conserva parole, modi di dire e memorie della comunità.
A chiudere il festival sarà un workshop di danza aperto a tutti, dedicato al saltarello, ballo tradizionale che rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della cultura popolare marchigiana. Un'occasione per passare dall'ascolto alla partecipazione diretta, riscoprendo i passi e i ritmi della tradizione.
L'iniziativa è patrocinata dal Comune di Recanati, dal Consiglio regionale – Assemblea legislativa delle Marche e dalla F.I.T.A.C.S.
Sessant'anni da festeggiare insieme, tra ricordi, sorrisi e amicizie che resistono al passare del tempo. È stato questo lo spirito che ha accompagnato la festa dei coscritti del 1966 di Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona, ai quali si è unito anche un rappresentante di Belforte del Chienti, ritrovatisi sabato scorso per celebrare il raggiungimento dei sessant'anni.
Un compleanno speciale, trasformato in un'occasione per ritrovarsi, ripercorrere le tappe della propria vita e riscoprire il valore delle radici comuni. Perché, al di là delle esperienze e dei percorsi personali, ci sono ricordi e legami capaci di attraversare gli anni e mantenere intatto il senso di appartenenza a una comunità.
La serata, organizzata da Noemi Paola Riccardi, Maria Staffolani, Alberto Girolami e Paolo Mariantoni, si è aperta al centro di comunità, nella chiesa Beato Francesco Piani di Caldarola. Qui i partecipanti si sono riuniti per ringraziare per il dono della vita e dedicare un pensiero ai coetanei scomparsi, Tullia Biondi e don Salvatore Sicignano, ricordati con affetto.
La festa è proseguita al ristorante La Torre del Parco di Camerino, dove la cena conviviale ha lasciato spazio ai racconti e ai tanti ricordi condivisi.
Tra una battuta e un aneddoto, sono riaffiorati gli anni dell'infanzia, i tempi della scuola, le amicizie e le esperienze della giovinezza. Momenti di vita che hanno riportato i presenti indietro nel tempo, quando si cresceva insieme e il futuro appariva ancora tutto da scoprire.
Sessant'anni rappresentano una tappa importante, fatta di esperienze, famiglie, soddisfazioni e cambiamenti. Ritrovarsi per festeggiarla insieme ha significato anche riconoscere il valore di una storia condivisa, costruita negli anni e capace di unire persone e territori.
Una serata all'insegna della convivialità e della memoria, con la consapevolezza che, anche quando la vita porta ciascuno lungo strade diverse, le amicizie di un tempo e le radici comuni continuano a rappresentare un patrimonio prezioso da custodire.
Una serata speciale, vissuta nel segno dell’amicizia, della convivialità e dei ricordi di una vita. I nati nel 1950 di Potenza Picena si sono ritrovati nei giorni scorsi per una reunion che ha riportato insieme volti familiari e storie di una generazione, unita da esperienze condivise e da un legame con il territorio che il tempo non ha scalfito.
All’iniziativa, nata da un’idea di Mario Properzi e Leonarda Ciuccarelli promotori e organizzatori dell’incontro, hanno aderito più di trenta “cinquantini”, desiderosi di trascorrere qualche ora in compagnia e riscoprire il piacere di stare insieme.
La cornice scelta per l’appuntamento è stata quella dello storico ristorante Le Scalette, nel cuore del centro storico cittadino. Qui, attorno alla tavola, la cena si è trasformata in un’occasione per riannodare i fili della memoria, tra racconti, aneddoti e ricordi di un passato comune.
Tra una portata e l’altra, la conversazione ha ripercorso le tappe di una vita, facendo riaffiorare episodi, volti ed esperienze che hanno accompagnato i partecipanti nel corso degli anni. Non sono mancati sorrisi ed emozioni, in un’atmosfera resa ancora più coinvolgente dalla gioia di ritrovarsi e dalla consapevolezza di appartenere a una stessa comunità.
A impreziosire la serata è stata la musica del sax di Arturo Sargentoni, che con le sue note ha accompagnato i momenti conviviali, regalando all’incontro un tocco di eleganza e suggestione.
La reunion si è così trasformata in molto più di una semplice cena: un’occasione per celebrare l’amicizia, valorizzare i legami costruiti nel tempo e riscoprire il valore di una storia condivisa.
L’auspicio dei partecipanti è che l’iniziativa possa ripetersi anche in futuro, diventando un appuntamento capace di rinnovare nel tempo il piacere di ritrovarsi e il senso di appartenenza alla comunità di Potenza Picena.
Lettere informative in ritardo, ma il censimento prosegue regolarmente. A Civitanova Marche l’amministrazione comunale informa i cittadini sui possibili disguidi nella consegna delle comunicazioni relative al Censimento permanente della popolazione 2026, in programma dal 5 ottobre al 23 dicembre. A causare i ritardi, secondo quanto comunicato dall’Istat, sono rallentamenti logistici da parte del corriere incaricato della distribuzione.
La rilevazione non riguarda tutte le famiglie, ma soltanto un campione selezionato. Per quelle coinvolte, tuttavia, rispondere al questionario è un obbligo di legge, anche nel caso in cui la lettera con le credenziali non sia ancora arrivata.
Per verificare se il proprio nucleo familiare è stato selezionato è possibile contattare il Numero unico Istat 1510, attivo dal lunedì al sabato dalle 9 alle 21. In alternativa, si può controllare la propria casella Pec, consultare l’app IO oppure rivolgersi al Centro comunale di rilevazione, situato presso l’Ufficio elettorale del Comune di Civitanova Marche.
È possibile compilare il questionario anche senza attendere la lettera con le credenziali. Fino al 6 dicembre 2026, le famiglie coinvolte possono rispondere online accedendo al portale ufficiale del censimento Istat tramite Carta d’identità elettronica (Cie) o Spid. Una volta completata la compilazione, occorre inviare il questionario e scaricare la ricevuta che attesta l'avvenuta trasmissione.
Chi preferisce un supporto diretto può, invece, contattare o raggiungere di persona il Centro comunale di rilevazione presso l’Ufficio elettorale. Il servizio sarà disponibile fino al 23 dicembre, con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13 e il martedì e giovedì anche dalle 15 alle 18.
Dal 12 novembre 2026 è inoltre previsto l’intervento dei rilevatori incaricati dal Comune, che si recheranno nelle abitazioni delle famiglie che non avranno ancora compilato autonomamente il questionario. Gli operatori saranno muniti di apposito cartellino identificativo.
E se nei vostri quartieri
Tutto è rimasto come ieri
Senza le barricate
Senza feriti, senza granate
Se avete preso per buone
Le "verità" della televisione
Anche se allora vi siete assolti
Siete lo stesso coinvolti
Era il 1973 quando "Storia di un impiegato" di Fabrizio De Andrè usciva sul mercato discografico italiano. Un concept album che parla, per l’appunto, della storia di un impiegato. La vita di un uomo che osserva da lontano le rivolte del Sessantotto e che poi decide di ribellarsi in maniera violenta e solitaria, costruendo una bomba artigianale da far esplodere davanti al Parlamento.
A spingere l'impiegato verso questa decisione sono i venti del Maggio Francese, la serie di rivolte che avevano interessato la città di Parigi proprio nel 1968, quando i gruppi studenteschi della città decidono di organizzarsi per protestare contro l’intervento sproporzionato della polizia che aveva caricato i manifestanti dopo l’occupazione dell’università della Sorbona.
Questa miccia trova riscontro nell’opinione pubblica e il 13 maggio venne indetto uno sciopero generale che vide la partecipazione di 9 milioni di persone.
E se vi siete detti
Non sta succedendo niente
Le fabbriche riapriranno
Arresteranno qualche studente
Convinti che fosse un gioco
A cui avremmo giocato poco
E proprio in quel maggio francese De Andrè trova l’ispirazione per scrivere "Canzone del Maggio", adattamento di "Chacun de vous est concerné" della cantautrice francese Dominique Grange.
De André riprende i concetti espressi dal brano di Grange per veicolare un messaggio diretto proprio all'impiegato: "Siete lo stesso coinvolti". Anche se non attivamente, anche se non come parte effettiva della protesta, siete lo stesso coinvolti perché ognuno ha una responsabilità.
Allora, forse, quello che si tenta di evidenziare è l’immobilismo e la poca solidarietà verso chi cerca di protestare. Una paura che può essere compresa, perché la manifestazione che esplode in violenza può spaventare, ma pone allo stesso tempo davanti a problemi e difficoltà che non andrebbero ignorati. Problemi che, molto spesso, vengono messi all'angolo con altrettanta violenza nella speranza di cancellare un messaggio.
L'attualità in un brano di cinquantatrè anni fa, dovrebbe far riflettere, senza polarizzare, sulle motivazioni che spingono ancora oggi i cittadini a continuare quel gioco a cui si credeva avrebbero giocato poco.