Civitanova: esce per buttare la spazzatura, donna muore in strada dopo un malore
Cronaca
30/11/2025 16:00

Civitanova: esce per buttare la spazzatura, donna muore in strada dopo un malore

È uscita di casa per gettare il sacchetto dell’umido e non ha più fatto ritorno. Una 87enne di Civitanova, Tosca Vespa, è stata stroncata da un malore questa mattina mentre rientrava verso la sua abitazione di via Baracca. Erano circa le 7.30 quando la donna ha lasciato il marito in casa per raggiungere i bidoni dei rifiuti. Dopo aver depositato il sacchetto, ha percorso pochi metri per tornare indietro, ma si è improvvisamente sentita male. Ha fatto in tempo ad avvicinarsi al portone prima di accasciarsi a terra. Alcuni passanti si sono accorti dell’emergenza e hanno chiamato i soccorsi. La Croce Verde di Civitanova è arrivata rapidamente, ma per l’anziana non c’era già più nulla da fare. Per gli accertamenti di rito è intervenuta anche una volante del commissariato di Civitanova.

Civitanova: esce per buttare la spazzatura, donna muore in strada dopo un malore

Civitanova: esce per buttare la spazzatura, donna muore in strada dopo un malore
30/11/2025 16:00

È uscita di casa per gettare il sacchetto dell’umido e non ha più fatto ritorno. Una 87enne di Civitanova, Tosca Vespa, è stata stroncata da un malore questa mattina mentre rientrava verso la sua abitazione di via Baracca. Erano circa le 7.30 quando la donna ha lasciato il marito in casa per raggiungere i bidoni dei rifiuti. Dopo aver depositato il sacchetto, ha percorso pochi metri per tornare indietro, ma si è improvvisamente sentita male. Ha fatto in tempo ad avvicinarsi al portone prima di accasciarsi a terra. Alcuni passanti si sono accorti dell’emergenza e hanno chiamato i soccorsi. La Croce Verde di Civitanova è arrivata rapidamente, ma per l’anziana non c’era già più nulla da fare. Per gli accertamenti di rito è intervenuta anche una volante del commissariato di Civitanova.

Cronaca

Cane rimane intrappolato in un tombino interrato: intervengono i Vigili del fuoco

Cane rimane intrappolato in un tombino interrato: intervengono i Vigili del fuoco

29/11/2025 16:15

OSIMO - Un inatteso incidente ha richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco nel primo pomeriggio di oggi, per soccorrere un cane finito in una situazione di pericolo. La squadra del distaccamento di Osimo è intervenuta poco dopo le ore 13:00 per un salvataggio insolito: un cane era rimasto incastrato all'interno di un tombino interrato a circa mezzo metro di profondità. Grazie alla prontezza e alla competenza della squadra, i Vigili del fuoco sono riusciti a individuare con precisione la posizione dell’animale e hanno subito effettuato uno scavo mirato intorno al tombino per liberarlo. L'operazione si è conclusa con successo e a lieto fine: il cane è stato estratto incolume ed è stato immediatamente riaffidato al proprietario, che era presente sul posto. 

Attualità

1,2… 46 via: dopo il countdown… al contrario, l’albero illumina piazza della Libertà (VIDEO)

1,2… 46 via: dopo il countdown… al contrario, l’albero illumina piazza della Libertà (VIDEO)

29/11/2025 19:50

Alle 18:00 in punto piazza della Libertà ha trattenuto il fiato. Letteralmente. Dopo il “piccolo” inconveniente tecnico dello scorso anno, l’accensione dell’albero di Natale era attesa quasi quanto un finale ai rigori: tutti con lo sguardo fisso sulle luci, sperando che questa volta andasse tutto liscio. Per rendere l’attesa ancora più elettrica, niente classico countdown: i bambini hanno lanciato un count-up di 46 secondi, una salita verso la gloria luminosa che ha fatto sorridere il pubblico… e forse sudare freddo gli organizzatori. Ma alla fine, allo scoccare del 46°, in pieno recupero, l’albero si è acceso davvero – e con lui l’intera piazza. Stavolta senza esitazioni. Applausi liberatori e grande sospiro collettivo. A completare la scena, la banda musicale, che con i cappellini di Natale ha intonato i classici natalizi, dando quell’atmosfera da film che ti fa quasi dimenticare le tensioni da “prova di accensione”.   L’assessore agli eventi Riccardo Sacchi, fianco a fianco con il sindaco Sandro Parcaroli, gli assessori Renna e Marchiori e i consiglieri Alessandrini e Castiglioni, ha ricordato il fitto cartellone di oltre 100 appuntamenti che accompagneranno la città fino al 6 gennaio, quando in piazza tornerà il tradizionale evento dell’Epifania. La serata è stata condotta da Claudio Ricci, che con la sua voce e qualche battuta ha regalato leggerezza alla piazza. Oltre all’albero, si sono accese anche le luminarie sospese sul “soffitto” luminoso di piazza della Libertà, creando un’atmosfera suggestiva che ha poi accompagnato lo spostamento della festa verso piazza Cesare Battisti, dove è stata inaugurata anche la pista di ghiaccio, subito affollata da grandi e piccoli.    Con questo momento collettivo, l’amministrazione comunale ha voluto augurare a tutti i cittadini un sereno e luminoso periodo natalizio, inaugurando ufficialmente le iniziative che animeranno il centro storico nelle prossime settimane.

Recanati, acqua contaminata a Le Grazie, divieto di consumo per uso alimentare e domestico

Recanati, acqua contaminata a Le Grazie, divieto di consumo per uso alimentare e domestico

29/11/2025 18:30

Il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, su segnalazione dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata, ha emesso un’ordinanza di divieto di consumo dell’acqua potabile per consumo umano e alimentare nella zona del quartiere Le Grazie e nelle aree limitrofe. A seguito di analisi periodiche, infatti, le autorità sanitarie hanno riscontrato nel punto di prelievo della zona la presenza di enterococco superiore ai valori stabiliti per legge. In via precauzionale, pertanto, è fatto divieto alla cittadinanza ricadente nel perimetro dell’area del quartiere Le Grazie di consumare acqua erogata dall’acquedotto pubblico per uso domestico e alimentare.  Il Comune, constatata la situazione, ha subito attivato il Centro Operativo Comunale (COC) in coordinamento con Protezione Civile, AST, ASTEA e Comando di Polizia Locale. La situazione è in corso di aggiornamento. Parallelamente ai controlli effettuati da AST e ASUR, l’Amministrazione ha richiesto al gestore ulteriori verifiche e analisi dei parametri che segnalano valori di enterococco solo lievemente superiori ai limiti. Tuttavia, le analisi del gestore non possono essere utilizzate per far rientrare l’ordinanza emessa: servirà infatti la valutazione definitiva dell’ASUR, attesa nelle prossime ore, per determinare la fine del divieto di consumo dell’acqua. Il sindaco Pepa ha dichiarato che, date le prime valutazioni tecniche, la situazione potrebbe tornare alla normalità nella giornata di martedì 2 dicembre. Già lunedì 1° dicembre la scuola primaria Le Grazie e la mensa del plesso saranno regolarmente aperte, grazie al posizionamento all’esterno di una cisterna d’acqua potabile.  Il gestore del servizio idrico sta procedendo in queste ore alla clorazione e garantisce la distribuzione di acqua potabile attraverso autobotti posizionate in via Passionisti, nell’area di parcheggio San Gabriele adiacente alla casetta dell’acqua, e presso il parcheggio di Largo Monte Cardosa. Il primo cittadino è intervenuto personalmente sul posto, assieme alle autorità competenti, per informare la popolazione interessata dal disagio sugli aggiornamenti del caso e sui comportamenti da assumere per evitare ricadute sanitarie. È attivo il servizio telefonico al numero 335 746 7861, a disposizione della popolazione per segnalare esclusivamente emergenze idriche, come difficoltà nell’approvvigionamento autonomo di acqua. Per ogni necessità non emergenziale si invita la cittadinanza a rivolgersi ai canali ufficiali del Comune di Recanati.  

Politica

Ussita, caos bilancio. Rossi attacca: "Dupss approvato senza regolamento contabile obbligatorio"

Ussita, caos bilancio. Rossi attacca: "Dupss approvato senza regolamento contabile obbligatorio"

29/11/2025 16:34

Forte dissenso in seno al Consiglio comunale di Ussita sull'approvazione del Documento Unico di Programmazione Super Semplificato (DUPSS). Il consigliere di minoranza, Guido Rossi, ha espresso voto contrario, motivando in modo puntuale e dettagliato una serie di gravi criticità procedurali e contabili che ha ritenuto doveroso portare all'attenzione della cittadinanza. Il consigliere Rossi ha denunciato che il voto contrario espresso non è stato di natura politica, ma strettamente tecnico, a causa di anomalie, discrepanze e omissioni che compromettono la legittimità del procedimento. L'accusa principale mossa dal consigliere Rossi riguarda la totale assenza di uno strumento chiave per la gestione finanziaria dell'Ente: il Regolamento di Contabilità. "Il documento approvato cita più volte il Regolamento di Contabilità che, però, non è mai stato adottato dal Comune, nonostante sia uno strumento obbligatorio previsto dal T.U.E.L.," ha spiegato Rossi. "Approvare un documento programmatico basato su un atto che non esiste significa presentare ai cittadini un quadro contabile non fondato e non verificabile. La sua assenza genera un vuoto normativo che incide sulla validità delle procedure e pregiudica il controllo". Altro punto di forte attrito riguarda le previsioni finanziarie relative alla gestione degli impianti sciistici di Frontignano. Mettendo a confronto i documenti, il consigliere Rossi ha evidenziato una netta contraddizione sui canoni che la società affidataria deve versare. "L'offerta presentata dalla società è di 70.700 euro annui, mentre il Comune ha stipulato un contratto che prevede un canone di 10.000 euro per il primo anno, 20.000 per il secondo e 30.000 per il terzo",  ha contestato. "Non solo i dati non coincidono, ma gli introiti dovuti non sono nemmeno riportati nel DUPSS, compromettendo l'attendibilità delle previsioni". Rossi ha puntato il dito anche contro la tempistica di consegna degli atti. L’intera documentazione è stata consegnata ai Consiglieri meno di 48 ore prima della seduta, anziché i 20 giorni previsti dalla legge, impedendo di fatto "un'analisi seria e trasparente". A ciò si aggiunge il ritardo nella consegna di specifici documenti richiesti il 25 marzo 2025: "Ad oggi, dopo oltre 200 giorni, ancora niente. Negare o ritardare la consegna degli atti significa impedire al sottoscritto di svolgere il proprio ruolo e rappresenta un serio vulnus democratico". "Di fronte alle contestazioni, la maggioranza ha pensato bene di passare subito alla votazione, senza fornire interventi a difesa della proposta". 

"Argentinos nelle Marche": la Provincia incontra l'associazione che riporta in patria ius sanguinis e nuovi cittadini Ue

"Argentinos nelle Marche": la Provincia incontra l'associazione che riporta in patria ius sanguinis e nuovi cittadini Ue

29/11/2025 13:29

Il consigliere Giorgio Pollastrelli ha incontrato, nella sala del Consiglio provinciale, Jesus Olmos, neo eletto presidente di “Argentinos nelle Marche”, associazione di promozione sociale che sta prendendo forma anche nel nostro territorio con lo scopo di promuovere attività sociali e culturali tra gli argentini residenti nelle Marche. Argentini che, tornando a vivere in Italia tramite la loro discendenza, quasi sempre richiedono la cittadinanza italiana per merito della “ius sanguinus” e vanno così automaticamente a diventare anche nuovi cittadini europei. Il consigliere Pollastrelli, che gestisce la delega alle Politiche europee, ha portato il saluto del presidente della Provincia Sandro Parcaroli e di tutta l’Amministrazione. “Ringrazio il presidente Olmos per essere venuto in Provincia a presentare la sua realtà associativa – spiega Pollastrelli -. L’incontro è stata un’occasione per comprendere e approfondire quali sono le problematiche e le informazioni necessarie per chi decide di tornare a vivere nelle Marche dall’Argentina grazie alla propria discendenza italiana. L’incontro è stato utile per informare l’Associazione delle tante opportunità che offre l’Europa ai suoi cittadini: dalle occasioni di studio e incontro tra le associazioni, a quelle di viaggio e di mobilità lavorativa all’interno della UE”. Olmos, da qualche anno residente a Montecassiano insieme alla sua famiglia, ha espresso soddisfazione per le informazioni ricevute spiegando come spesso gli argentini che rientrano in Italia e scelgono le Marche come terra dei padri o dei nonni dove tornare a vivere, abbiano necessità di ricevere informazioni chiare, oltre alla vicinanza da parte di un’associazione come la loro. 

Sanità

"Una gioventù 'malata' o trascurata?": l'intervista alla psicologa clinica Maria Stella Andreozzi

"Una gioventù 'malata' o trascurata?": l'intervista alla psicologa clinica Maria Stella Andreozzi

30/11/2025 11:00

L’argomento è serio, serissimo. Le cronache giornaliere ci consegnano episodi di estrema gravità che riguardano i comportamenti dei giovani ed anche giovanissimi. Ci siamo occupati nelle pagine precedenti della popolazione anziana e del suo incremento con i conseguenti problemi di organizzazione sociale e tutela della salute. La popolazione giovane merita altrettanta attenzione, i giovani sono la parte più viva della società, sono il futuro, sono la parte più bella, dovrebbero essere la parte più sana. Nelle nazioni occidentali ed in particolare in Italia il numero dei giovani in percentuale sta decrescendo in conseguenza del calo della natalità che ha colpito le società più industrializzate risentendo di una crisi soprattutto di organizzazione sociale ed economica prima strisciante e poi divenuta, in certi ambiti, dirompente. Possiamo considerare come gioventù quel periodo che va dall’adolescenza fino alla prima maturità, dai 13 ai 30 anni circa. Le generazioni che intercorrono tra questi due limiti di tempo sono incappate forse nel periodo peggiore dal dopoguerra. Il modello di sviluppo economico si è basato sul consumismo e nel secolo scorso ha contribuito alla crescita di società evolute rapidamente in tutti i loro aspetti. La tecnologia ha fatto passi rapidi e da gigante invadendo la vita di ognuno di noi, dalla comunicazione all’educazione, dall’alimentazione alla gestione del tempo libero, fino alla tutela della salute. Un fenomeno gigantesco che ha contribuito a dare opportunità di visibilità e parola a tutti, ha creato un’inedita ed evoluta società moderna. Anche nel periodo migliore, almeno in Italia, quando la tecnologia non era così invasiva, qualche punto nero nello splendore di un benessere generale in espansione però si intravedeva, ma era inghiottito dall’ebbrezza e dall’eccitazione per la possibilità di avere sempre di più. Il culto quasi smisurato del denaro era evidente che stava fiaccando il valore della cultura, della morale, della tutela dell’ambiente, dei valori legati ad una società arcaica e spesso contadina che aveva sempre tutelato la famiglia e l’educazione dei più giovani. Le speculazioni edilizie con immane deturpamento ambientale, le speculazioni finanziarie con la concentrazione di grandi ricchezze nelle mani di pochi a scapito dei tanti che la ricchezza l’avevano prodotta, i mercati del vizio, per esempio droga e prostituzione, sembravano tutti mali minori, quasi fisiologici, uno scotto da pagare per l’acquisizione del benessere generalizzato. Le droghe meritano un momento di riflessione perché per i giovani hanno rappresentato e rappresentano ancora un pericolo enorme. Per una parte rilevante di loro la droga ha deteriorato la vita, spesso l’ha distrutta economicamente, intellettualmente e fisicamente e non solo la loro, ma anche quella delle persone più vicine. Se si parla di salute la tossicodipendenza ha determinato e determina gravi conseguenze neurologiche e psichiatriche, il deperimento fisico, la difficoltà di studiare o lavorare, poi la possibilità di contrarre infezioni come epatiti, AIDS, un calvario senza fine che ha annientato, e continua a farlo, milioni di giovani, peggio di una guerra. Tutto questo è potuto succedere grazie all’avidità smisurata di organizzazioni criminali che hanno iniettato nella società un “virus” devastante proprio per colpire e sfruttare i giovani. Un altro buco nero tollerato è stata la deliberata distruzione dell’ambiente con un’immane opera di cementificazione ed inquinamento che ha letteralmente stravolto l’equilibrio tra gli elementi e le forze della natura. Di questo scempio ogni giorno ne vediamo le conseguenze. Per restare ai punti neri che poi sono diventati delle vere e proprie macchie, un altro problema della nostra società opulenta è quello dell’alimentazione scorretta ed eccessiva. La fame atavica dei nostri nonni e dei nostri padri ha generato per reazione, assumendo come forma di riscatto sociale, il consumo di un’enorme quantità di alimenti non necessari ed il conseguente rischio rappresentato soprattutto per i giovani dall’obesità. L’obesità giovanile, se non si corre presto ai ripari, mina la salute per tutta la vita. È anche evidente che il modello economico e politico basato sull’espansione dei consumi doveva prima o poi entrare in crisi. Quando si ha a disposizione tutto quello che viene proposto, il meccanismo del ricambio dei beni acquisiti è più lento di quello che propone la novità e vengono a cadere una dopo l’altra le certezze, in più con il peso e il pericolo delle contraddizioni del sistema; il lavoro innanzi tutto, ma anche la scuola, la tutela della salute, il concetto di famiglia, la ricerca di una prospettiva di futuro hanno subito e stanno ancora subendo un appannamento rovinoso. Il disorientamento anche dei migliori è palpabile e drammatico, figurarsi quello di coloro che restano più indietro. La tendenza è quella di rinchiudersi in una solitudine che illude di frequentare tutto il mondo attraverso lo schermo di uno smartphone e le innumerevoli proposte di ogni tipo e valore che in esso appaiono. Le famiglie cercano in qualche modo di arginare i danni, di difendere i loro giovani, ma fino a quando e in che modo lo possono fare? Oltretutto in periodi come questo i mercati del crimine e del vizio che propongono soluzioni compensative al disagio non arretrano, anzi si espandono ed offrono prodotti sempre nuovi ed appetibili. Droghe, alcool, “sballi” vari penetrano sempre più in una popolazione giovanile che comincia ad evidenziare le caratteristiche di uno stato di deriva. Tutto questo è un aspetto importante della salute con il rischio, speriamo solo teorico, che il grande aumento di aspettativa di vita rilevato nelle generazioni che erano giovani durante la guerra arretri ed evidenzi problematiche di salute nuove, frequenti e gravi. Cerchiamo una piccola sintesi con la dottoressa Maria Stella Andreozzi, psicologa clinica e docente contrattista all’Università di Macerata che si occupa tutti i giorni di questi problemi con gli studi e confrontandosi con esempi reali. Dott.ssa Andreozzi quali sono le cause dell'evidente disagio giovanile attuale? "In un mondo in continua e veloce trasformazione ai giovani di oggi è richiesto un costante e faticoso adattamento. Per spiegare questo disagio non si può non parlare dell’utilizzo che i giovani fanno dei social: una vera e propria sostituzione del mondo reale con quello virtuale, sottovalutandone le implicazioni. I giovani sembrano molto suscettibili all’illusione della facilità del successo e alla demonizzazione del fallimento. Forte è la paura di non essere all’altezza delle aspettative sociali e di non riuscire a reggere questo peso. Se da una parte ciò può degenerare in una corsa alla perfezione per non sentirsi inadeguati, dall’altra può determinare una ridotta esposizione personale a situazioni o contesti che possano generare emozioni spiacevoli e frustrazione. In entrambe le situazioni i giovani si sottraggono alla possibilità di far "palestra’" di emozioni che possono essere vissute negativamente, ma che sono estremamente utili nel nostro vivere quotidiano, come la vergogna e la paura".  Quali sono le problematiche più frequenti che lei rileva nei giovani? "Tra le difficoltà più frequenti troviamo appunto l’utilizzo inappropriato delle nuove tecnologie, disturbi d’ansia e depressivi, dipendenze da sostanze psicoattive, problematiche alimentari e ritiro sociale. Si configurano come vere e proprie strategie per far fronte al disagio emozionale che i giovani vivono". Ci sono rimedi che lei potrebbe suggerire? "La presa di consapevolezza di un disagio è il primo passo. Qualora si senta il bisogno di aiuto più strutturato, è fondamentale rivolgersi a professionisti della salute mentale. Ricordiamo che l’educazione parte da piccoli, a casa, e l’azione preventiva ha un grande valore protettivo".

Responsabilità medica per ritardata diagnosi: quando spetta il risarcimento?

Responsabilità medica per ritardata diagnosi: quando spetta il risarcimento?

30/11/2025 10:10

Torna come ogni domenica la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana “Chiedilo all'Avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla responsabilità medica per danno da ritardata diagnosi. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana alla domanda posta da un lettore di Macerata che chiede: “In quali circostanze è possibile richiedere il risarcimento danni al medico che ha ritardato la valutazione diagnostica di una malattia?” Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione estremamente sensibile, su cui ha avuto modo di pronunciarsi la Suprema Corte con la sentenza n. 8461/2019, riguardante la morte di una paziente alla quale era stato diagnosticato tardivamente un male di natura maligna. In tale circostanza, nella valutazione della responsabilità del medico che aveva eseguito la prima visita, la Corte di Cassazione si è uniformata a quanto stabilito dalle Sezioni Unite nel 2008 (sentenza n. 576), secondo cui: “Il nesso di causalità materiale va accertato secondo le regole degli artt. 40 e 41 c.p., e può essere escluso solo quando, al momento dell’azione o dell’omissione, l’evento di danno appariva assolutamente imprevedibile e inverosimile alla luce delle migliori conoscenze scientifiche del momento.” In base a tale orientamento, per valutare la responsabilità del soggetto autore dell’azione o dell’omissione deve sussistere un’indissolubile relazione tra la condotta e l’evento dannoso, nel senso che, eliminando astrattamente la prima, il secondo non si sarebbe verificato. Inoltre, anche laddove si accertasse che l’evento si sarebbe comunque prodotto, la responsabilità permane se la condotta del medico ha aggravato o accelerato il danno, rendendo quindi risarcibile l’evento in ambito civile sia come danno patrimoniale sia come danno non patrimoniale. Pertanto, in risposta alla domanda del nostro lettore, e in conformità con il più autorevole orientamento della Suprema Corte, si può affermare che: “È configurabile il nesso causale tra il comportamento omissivo del medico e il pregiudizio subito dal paziente qualora, attraverso un criterio probabilistico, si ritenga che l’opera del medico, se correttamente e prontamente prestata, avrebbe avuto serie e apprezzabili possibilità di evitare il danno verificatosi.” A ciò si aggiunge che, in tali circostanze, “Si dovrà applicare la regola della preponderanza dell’evidenza, o del più probabile che non, al nesso di causalità fra la condotta del medico e tutte le conseguenze dannose da essa scaturite” (Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 8461/2019; n. 10978/2023). Rimango in attesa, come sempre, delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

Sport

Trofeo Granducato Pisa: Chiara Beccacece e Alice Pieroni brillano per la scherma Macerata

Trofeo Granducato Pisa: Chiara Beccacece e Alice Pieroni brillano per la scherma Macerata

30/11/2025 17:00

A Pisa si è svolta la seconda tappa del Trofeo nazionale del Granducato di scherma Under 14. Chiara Beccacece e Alice Pieroni hanno difeso con onore i colori della scherma maceratese. Nella competizione toscana Chiara è stata autrice di un eccellente girone di qualificazione con sei vittorie in altrettanti incontri disputati, qualificandosi direttamente per i sedicesimi di finale. Nel primo assalto ad eliminazione diretta ha superato Elena Montesano del Cus Siena, arrendendosi poi alla fiorentina Sveva Mosa negli ottavi. Alice dopo il girone iniziale ha superato l'aretina Viola Burzi, cedendo poi con l'aretina Olivia Ciabatti. È stata una gara di elevato contenuto tecnico in cui le atlete maceratesi hanno confermato i progressi tecnici fatti e mostrato ampie possibilità di crescita per i prossimi impegni agonistici. La scherma a Macerata è una realtà tecnica e formativa per tanti bambini e bambine alla ricerca di divertimento e amicizie in un ambiente sano, dove praticare uno sport di elevati contenuti educativi.  Provarlo non costa nulla

Macerata Scherma, Alex Chiacchera esordisce nella gara nazionale paralimpica di Bologna

Macerata Scherma, Alex Chiacchera esordisce nella gara nazionale paralimpica di Bologna

30/11/2025 12:10

Si è svolta a San Lazzaro di Savena, Bologna, la prima gara nazionale di scherma paralimpica, un appuntamento che ha riunito gli atleti più forti e rappresentativi del panorama italiano. Tra loro, per la prima volta, anche Alex Chiacchera, atleta con disabilità della Macerata Scherma, impegnato nella gara di fioretto in carrozzina. Per Alex si è trattato di un debutto ricco di emozioni, vissuto in un contesto agonistico di alto livello ma allo stesso tempo caratterizzato da un forte spirito di solidarietà e rispetto reciproco. Nel suo primo incontro, il giovane schermidore ha affrontato il campione mondiale Emanuele Lambertini: una sfida impegnativa, segnata da una grande differenza di esperienza, ma resa speciale dalla sportività del campione, che ha rivolto ad Alex parole di incoraggiamento e numerosi complimenti. Dopo la fase a gironi, Chiacchera ha incontrato il torinese Maurizio Busano, che si è imposto per 15-12 in un assalto combattuto punto su punto. Una prova che ha messo in luce la buona preparazione tecnica dell’atleta maceratese, frutto del lavoro svolto insieme alla sua maestra Carola Cicconetti. La partecipazione di Alex alla competizione nazionale rappresenta per Macerata un segnale importante: la scherma paralimpica si conferma una disciplina capace di offrire nuove opportunità di crescita, soddisfazione e inclusione alle persone con disabilità. Troppo spesso, infatti, i ragazzi con problemi motori rinunciano allo sport perché non sanno che anche sul territorio maceratese esiste la possibilità di praticare un’attività riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo, motivante e gratificante sotto ogni aspetto. Un invito, dunque, a provare: perché lo sport può diventare non solo passione, ma anche occasione di incontro, amicizia e scoperta di nuove potenzialità.

Economia

La 'Guerra o Pace' di Giulio Tremonti in dialogo con Unimc e professionisti: "Dazi nuova arma economica globale"

La 'Guerra o Pace' di Giulio Tremonti in dialogo con Unimc e professionisti: "Dazi nuova arma economica globale"

28/11/2025 19:34

Macerata - Un auditorium universitario gremito di professionisti, imprenditori e accademici ha accolto l'evento di grande rilievo sul nuovo diritto tributario, organizzato congiuntamente dagli Studi legali Borgiani Parisella e Associati (Macerata) e Tremonti Partners (Milano). L'iniziativa, patrocinata dall'Università degli Studi di Macerata, dagli ordini professionali di avvocati e dottori commercialisti, e da Confindustria Macerata, ha offerto una lettura aggiornata e pragmatica delle attuali sfide economiche e fiscali. Il momento clou della giornata è stato l'intervento del professor Giulio Tremonti, che ha presentato il suo ultimo saggio, “Guerra o pace”. Dialogando con il  rettore dell'Università di Macerata, John McCourt, l'ex ministro ha analizzato i principali trend globali, lanciando un chiaro allarme: l'emergere dei dazi come "nuova arma economica". La discussione ha posto l'accento su come la fiscalità e le dinamiche geopolitiche siano ormai indissolubilmente legate, influenzando direttamente le strategie aziendali. I saluti istituzionali, che hanno aperto l'evento, hanno visto la partecipazione del rettore McCourt, di Lorenzo Piccardi (Tremonti Partners), dell'avvocato Paolo Parisella (presidente dell’ordine degli avvocati di Macerata e socio fondatore dello Studio Borgiani Parisella) e di Luca Mira (presidente ODCEC Macerata e Camerino).  La giornata è proseguita con tre panel tecnici, moderati da Giulio Tombesi (Tremonti Partners), che hanno portato il confronto sui temi più caldi della fiscalità d'impresa: Transfer Pricing e Multinazionali: il primo panel, con interventi di Simone Zucchetti (Tremonti Partners), di Paolo Nazziconi (Clementoni), di Giorgio Cingolani (Biesse) e di Cesare Tomassetti (Oikon Consulting), si è focalizzato sul ruolo cruciale del transfer pricing nel rapporto tra diverse giurisdizioni, elemento fondamentale nella fiscalità dei gruppi multinazionali. Il secondo segmento ha esplorato i modelli organizzativi e gli strumenti di collaborazione con l'amministrazione finanziaria. L'avvocato Diego Aringoli (Borgiani Parisella) e l'avvocato Cristiano Caumont Caimi (Tremonti Partners), insieme a Silvia Sardi (Ariston Group), a Mario Cognigni (Tod’s) e a Valeria Nucera (Unimc), hanno evidenziato le implicazioni operative del Modello 231 e del regime di adempimento collaborativo. L'ultimo panel, guidato dall'avvocato Paolo Parisella e da Lorenzo Piccardi, ha analizzato le dinamiche giuridiche e fiscali delle operazioni straordinarie (M&A) e delle strategie per la continuità d’impresa e il passaggio generazionale. Nel complesso, l'iniziativa si è dimostrata un momento di confronto, capace di creare un ponte essenziale tra competenze accademiche, professionali e mondo imprenditoriale.

Zes nelle Marche e in Umbria: cosa prevede la legge 171 tra incentivi e semplificazioni

Zes nelle Marche e in Umbria: cosa prevede la legge 171 tra incentivi e semplificazioni

27/11/2025 12:25

Una sigla che ormai è entrata nel dibattito pubblico, spesso tra entusiasmi e critiche: la Zes, Zona economica speciale. Dal 20 novembre lo strumento è ufficialmente in vigore anche nelle Marche, dopo un iter avviato con l’annuncio del disegno di legge il 4 agosto a Cessapalombo, in occasione dell’inizio dei lavori per la Pedemontana. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge numero 171 del 18 novembre 2025, il regime già operativo nel Mezzogiorno viene esteso anche a Marche e Umbria, classificate dall’Unione Europea come “regioni in transizione”. Una misura che per la maggioranza rappresenta una leva di sviluppo, mentre per le opposizioni rischia di restare un intervento più simbolico che strutturale. La Zes nasce con il decreto legge 91 del 2017, che ha previsto l’istituzione di Zone economiche speciali nelle aree meno sviluppate e in transizione per favorire la crescita delle imprese attraverso condizioni economiche, finanziarie e amministrative più vantaggiose. Con il decreto 124 del 2023 è stata poi istituita dal 1° gennaio 2024 la Zes unica del Mezzogiorno, comprendente Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. La legge 171 estende ora questo perimetro anche alle Marche e all’Umbria, con efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta, avvenuta il 19 novembre 2025. Al centro della Zes ci sono tre pilastri: credito d’imposta per gli investimenti, agevolazioni fiscali e contributive, e una forte semplificazione amministrativa. Per Marche e Umbria sono stati stanziati 110 milioni di euro per il credito d’imposta a integrazione del Fondo unico Zes. Dal 2026 il rifinanziamento della Zes unica comprenderà su base triennale anche queste due regioni, con risorse previste in legge di bilancio pari a 2,3 miliardi di euro per il 2026 e 1,7 miliardi per il biennio 2027-2028. Sul fronte delle procedure, gli investimenti possono beneficiare dell’Autorizzazione unica attraverso lo Sportello unico digitale Zes (Sud Zes), portale integrato nella piattaforma “Impresa in un giorno”. Attraverso questo strumento è possibile presentare un’unica istanza per tutti i procedimenti amministrativi relativi alla realizzazione, ampliamento, localizzazione e riattivazione di impianti produttivi, compresi gli interventi edilizi. L’avvio del procedimento deve avvenire entro tre giorni lavorativi dalla ricezione della domanda, attraverso una conferenza di servizi semplificata. La conclusione avviene con un solo provvedimento finale che sostituisce fino a 35 titoli autorizzativi. I tempi medi di chiusura si attestano attorno ai 30 giorni. Per quanto riguarda l’occupazione, la misura prevede un bonus assunzioni destinato ai datori di lavoro con un organico fino a 10 dipendenti che assumono a tempo indeterminato lavoratori over 35 disoccupati di lungo periodo. Possono accedere all’agevolazione i soggetti disoccupati da almeno 24 mesi o già assunti in passato da un datore di lavoro che abbia beneficiato solo parzialmente della stessa misura. L’incentivo, in regime de minimis, consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi Inail, fino a un massimo di 650 euro mensili per lavoratore. La richiesta deve essere presentata all’Inps tramite modulo telematico. Il credito d’imposta si applica agli investimenti in beni strumentali effettuati dal 1° gennaio al 15 novembre 2025. Sono agevolabili progetti legati all’acquisto, anche in leasing, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, oltre a immobili e terreni destinati alla realizzazione o all’ampliamento di sedi produttive, alla diversificazione della produzione o all’acquisizione di attivi di stabilimenti chiusi. Sono ammessi solo gli investimenti effettuati nelle zone 107.3.c individuate dalla Carta nazionale degli aiuti di Stato a finalità regionale. L’accesso al credito per il 2025 avviene tramite comunicazione all’Agenzia delle Entrate dal 20 novembre al 2 dicembre, indicando le spese sostenute nel periodo agevolato. Le intensità dell’agevolazione seguono la Carta nazionale degli aiuti: 35% per micro e piccole imprese, 25% per le medie e 15% per le grandi. La presentazione ufficiale della Zes nelle Marche è avvenuta ad Ancona, nell’aula magna della facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche, alla presenza di istituzioni, sindacati, banche, atenei e associazioni di categoria. Sono intervenuti il sindaco Daniele Silvetti, il rettore Enrico Quagliarini, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’assessore allo Sviluppo economico e alla Zes Giacomo Bugaro e la sottosegretaria al Mef Lucia Albano, insieme al coordinatore della struttura di missione Zes Unica Giosy Romano, che ha definito la semplificazione amministrativa la «vera rivoluzione» dello strumento, sottolineando che tutta la regione Marche è ora Zes e che ogni investimento può essere avviato con un’unica istanza e un unico interlocutore. Parallelamente resta acceso il confronto politico. Il deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli ha definito l’estensione della Zes «un provvedimento atteso e strategico» per attrarre investimenti in territori con reddito medio inferiore alla media europea, sostenendo che rappresenti una risposta concreta a «anni di mancato sviluppo». Di segno opposto la posizione del deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Fede, che parla di misura «di facciata» e denuncia la insufficienza delle risorse, ricordando che i 2,3 miliardi previsti per il 2025 non sarebbero proporzionati alle richieste già pervenute dalle imprese. Per questo il M5s si è astenuto in Aula, non per contrarietà ai principi, ma per denunciare quella che considera una mancanza di risorse adeguate. La Zes ha avuto un ruolo centrale anche nella recente campagna elettorale per la guida della Regione Marche. Il presidente riconfermato Francesco Acquaroli, insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ne aveva annunciato l’attivazione a Cessapalombo il 4 agosto, durante l’avvio dei lavori della Pedemontana Sud. Di tutt’altro avviso il candidato sconfitto Ricci, che aveva liquidato l’iniziativa come una mossa «solo propagandistica». Oggi, tra le aspettative di chi considera la Zes una leva decisiva per il rilancio e i timori di chi la giudica una promessa elettorale, la misura è entrata nella fase attuativa: solo l’applicazione concreta e i primi risultati diranno se saprà produrre effetti reali sull’economia di Marche e Umbria.

Scuola e università

San Severino, ritorno alla normalità: il "Divini" lascia la sede provvisoria e riconsegna il plesso al Comune

San Severino, ritorno alla normalità: il "Divini" lascia la sede provvisoria e riconsegna il plesso al Comune

29/11/2025 12:51

Si è conclusa ufficialmente l'esperienza post-terremoto dell'Istituto Tecnico Tecnologico Statale "Eustachio Divini" presso il plesso "Luzio", storica sede delle scuole elementari cittadine. Questa mattina, con una cerimonia significativa, si è celebrata la riconsegna dell'edificio al Comune di San Severino Marche, ente proprietario. Un momento che segna un importante passo verso il ritorno alla piena normalità per la comunità scolastica settempedana. La simbolica restituzione delle chiavi è stata compiuta dal dirigente scolastico dell'Itts "Divini", professor Sandro Luciani, nelle mani del sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei. Presenti alla cerimonia anche la dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo "Tacchi Venturi", professoressa Catia Scattolini, padre Luciano Genga, parroco di San Lorenzo in Doliolo e custode del Santuario di San Pacifico, e Dino Marinelli, coordinatore del gruppo comunale di Protezione Civile. A rendere omaggio all'edificio che li ha ospitati per anni, è intervenuta una rappresentanza delle 14 classi del biennio (sette prime e sette seconde), gli ultimi studenti del "Divini" che da lunedì inizieranno le lezioni nella nuova e moderna sede di viale Mazzini. I ragazzi hanno partecipato attivamente al simbolico stacco delle insegne del "Divini" e all'ammaina bandiera tricolore. L'ultimo giorno al "Luzio" ha visto gli studenti impegnati nel trasloco fisico di banchi e sedie, consegnati a una società incaricata del trasferimento definitivo degli arredi nel nuovo istituto. Il sindaco Rosa Piermattei ha espresso la sua gioia per l'importante traguardo: "Oggi è certamente un giorno felice perché salutiamo il trasferimento da parte degli ultimi studenti del “Divini” dal “Luzio” al nuovo edificio di viale Mazzini. Negli ultimi nove anni hanno affrontato, e noi con loro, molti sacrifici e difficoltà per riuscire ad avere una nuova sede scolastica, costruita con criteri moderni e sicuri. I fatti hanno dimostrato che l’edificio che li ha temporaneamente ospitati era solido e affidabile e questo ci ha consentito di mantenerlo nel patrimonio del Comune di San Severino Marche. Dal prossimo anno questo stabile verrà adeguato dal punto di vista sismico. Verrà rimosso il terzo piano e tornerà a essere una struttura dedicata alla scuola Primaria o dell’Infanzia. Voglio ringraziarvi – ha poi concluso il sindaco rivolto agli studenti - per l’aiuto e per l’impegno dimostrato, anche fisicamente, nello spostamento verso il nuovo edificio: ognuno di voi ha contribuito. Vi auguro un buon anno scolastico". Il dirigente scolastico del "Divini", professor Sandro Luciani, ha formalizzato la restituzione delle chiavi al sindaco, un gesto che come detto chiude il capitolo dell'emergenza per la sua scuola.  La collega dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo, professoressa Catia Scattolini, ha commentato il trasferimento con speranza: "L’ambiente accogliente e stimolante del nuovo “Divini” favorirà sicuramente il processo di apprendimento. Mi che il nuovo plesso Luzio che verrà sia bello come il vostro". Padre Luciano Genga ha offerto una riflessione spirituale e di incoraggiamento ai giovani presenti: "Di fronte alle difficoltà non dobbiamo scoraggiarci ma dobbiamo avere la forza di reagire. Se lo fai insieme alle istituzioni, in questo caso sono state tante quelle che hanno collaborato tra loro, capisci che unendosi si possono fare tante e grandi cose. Da soli si riesce in ben poco. Voi che siete giovani, voi che siete il futuro, guardate sempre avanti con fiducia e speranza e non scoraggiatevi”. La riconsegna del plesso "Luzio", a nove anni dalle scosse di terremoto, apre ora la strada ai prossimi interventi di adeguamento sismico e riqualificazione.                                                                 :

Macerata, l'Iis "Matteo Ricci" fa rete in Europa: certificato il progetto ambientale sulle acque dolci

Macerata, l'Iis "Matteo Ricci" fa rete in Europa: certificato il progetto ambientale sulle acque dolci

29/11/2025 12:00

L’importanza di tutelare l'acqua, risorsa vitale e fragile, non conosce confini. E in un Pianeta dove ogni goccia d'acqua dolce è collegata al vasto ecosistema marino, l'IIS Matteo Ricci di Macerata ha dimostrato di aver colto questa lezione fondamentale, ottenendo un prestigioso e meritato riconoscimento a livello europeo. Grande è l'entusiasmo nell'Istituto per la certificazione "European Blue School" conferita al suo "Progetto Ecosistema delle acque dolci". Questo traguardo proietta la scuola maceratese nella Rete delle Scuole Blu Europee, un’iniziativa di spicco all'interno della Coalizione EU4Ocean, promossa dalla Direzione Generale Affari Marittimi e Pesca (DG Mare) della Commissione Europea.     Essere una "Scuola Blu Europea" non è un semplice titolo, ma la convalida di un impegno concreto che trasforma l'educazione ambientale in azione. L'Istituto si posiziona così come un punto di riferimento nell'educazione legata all'acqua e al mare, intensificando il lavoro di sensibilizzazione delle nuove generazioni sulle sfide ambientali globali. Il cuore del successo risiede nella metodologia didattica del progetto, che ha coinvolto direttamente gli alunni del corso ambientale dell’indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie. Sotto la guida dei loro docenti, i ragazzi sono diventati veri e propri ricercatori sul campo, dedicando tempo ed energie all'esplorazione e allo studio attivo degli ecosistemi d'acqua dolce del territorio maceratese. Questo approccio esperienziale non ha solo permesso loro di acquisire competenze scientifiche e tecniche di alto livello, ma ha instillato un profondo senso di responsabilità verso la tutela delle risorse idriche. Il progetto incarna pienamente la filosofia della Rete Blu Europea, dimostrando che l'alfabetizzazione idrica e oceanica, pur partendo da un contesto locale, ha un impatto globale.     A coronare questo risultato, la dichiarazione della dirigente scolastica, Rita Emiliozzi, che ha sottolineato il valore del riconoscimento. "Ricevere la certificazione 'European Blue School' per il nostro Progetto Ecosistema delle acque dolci è un onore che ripaga l'impegno di anni," ha affermato la dirigente. "Questo riconoscimento europeo non solo attesta la qualità della nostra offerta formativa nell'ambito ambientale, ma rafforza il nostro ruolo di scuola 'aperta' e attenta alle sfide globali. I nostri docenti hanno saputo trasmettere ai ragazzi l'importanza della cura e della conoscenza dei nostri ecosistemi, preparandoli a essere cittadini attivi e consapevoli del futuro". Il successo è il frutto della dedizione di un team di docenti appassionati, tra cui Maria Teresa Cottini, Maria Letizia Falcioni, Annalisa Candelori, Elisabetta Crucianelli, Sabrina Rapari e Girolamo Pasquiarello, oltre all'indispensabile supporto degli assistenti tecnici. Con il conseguimento della certificazione, l'IIS Matteo Ricci si impegna a proseguire con rinnovato vigore lungo il percorso dell'eccellenza didattica, promuovendo una cittadinanza sempre più consapevole e attenta al cruciale tema dell'acqua.

Cultura

Treia, il libro di Maurizio Chielli disvela un tesoro tra le colline marchigiane: il crocifisso del camposanto

Treia, il libro di Maurizio Chielli disvela un tesoro tra le colline marchigiane: il crocifisso del camposanto

29/11/2025 16:00

Il crocifisso della cappella del camposanto di Treia, scolpito da Ennio Chelli, può a pieno titolo essere considerato uno dei tanti tesori nascosti che punteggiano l’Italia, spesso ignorati ma capaci di raccontare storie profonde di fede, arte e memoria. Il libro di Maurizio Chelli, dopo una necessaria panoramica sulle principali tipologie del Cristo in croce nella storia dell’arte, concentra l’attenzione proprio su questa opera, analizzandola con sguardo attento e sensibile. Ne mette in luce alcuni dettagli significativi, carichi di simbolismo, che consentono di ampliare il discorso oltre il semplice dato formale. Tra questi, spicca il particolare dell’orecchio, che rimanda alla conceptio per aurem, ossia alla concezione di Cristo attraverso l’ascolto, legata alla verginità di Maria, ma anche all’invito rivolto ai fedeli ad ascoltare la Parola di Dio. Il volume prende in esame anche un piccolo crocifisso precedente, appartenente agli eredi dell’artista, per cogliere affinità, consonanze e differenze all’interno di uno stesso percorso stilistico. Ne emerge un quadro più completo della ricerca di Ennio Chelli, formatosi a Parigi negli anni delle avanguardie, dalle quali però si distacca scegliendo consapevolmente una via personale, orientata verso una sorta di “classicità ritrovata”, che guarda al Medioevo e al Rinascimento come riferimenti privilegiati. Attraverso le testimonianze orali raccolte, in particolare dalle parole della nuora Ernesta, l’opera del camposanto di Treia viene restituita anche nella sua dimensione affettiva: non solo tappa fondamentale del cammino artistico di Chelli, ma capitolo importante della storia familiare. L’auspicio dell’autore è che il lettore, accompagnato in questo percorso tra simboli, forme e memoria, possa avvicinarsi al Crocifisso di Treia con uno sguardo nuovo, più consapevole e partecipe.

"Strike" conquista il Torino Film Festival: applausi per la commedia girata a Potenza Picena

"Strike" conquista il Torino Film Festival: applausi per la commedia girata a Potenza Picena

29/11/2025 13:07

Successo di pubblico e di critica per l’anteprima mondiale del film  Strike - Figli di un’era sbagliata, presentato nella sezione Zibaldone della 43° edizione di Torino Film Festival, girato nell’estate del 2024 in una struttura scolastica di Potenza Picena. Opera prima dei giovani autori e attori Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico, scritta insieme a loro da Gianni Corsi, Strike – Figli di un’era sbagliata è una coproduzione italo-spagnola Paco Cinematografica e Neo Art Producciones, realizzata con il contributo di Regione Marche (PR FESR 2021-2027), Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission con Regione Lazio – Lazio Cinema International (PR FESR LAZIO 2021-2027), progetto cofinanziato dall’Unione Europea. Il film annovera un cast d’eccezione composto da Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Max Mazzotta, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno, Lorenzo Zurzolo e Pilar Fogliati. Le musiche originali sono state realizzate da Davide “Dade” Pavanello.  Una commedia ironica e profonda allo stesso tempo, in cui tre ragazzi di vent'anni, che per motivi differenti frequentano il Ser.D.(la struttura sanitaria che accoglie tutti i tipi di dipendenti patologici) si ritroveranno ad affrontare insieme insicurezze e dipendenze, imparando anche a fidarsi l’uno dell’altro. “Sostenere Strike significa investire nella capacità del cinema di raccontare le relazioni umane con onestà e profondità. – Ha dichiarato al Torino Film Festival il presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission Andrea Agostini - Opere come questa, oltre ad essere d’intrattenimento, rappresentano strumenti di conoscenza e di dialogo, capaci di mettere in luce fragilità, solidarietà e percorsi di cura che riguardano tutti noi. Una produzione che ha dato la possibilità a numerosi professionisti locali e a centinaia di comparse del territorio di dare il proprio contributo tecnico e artistico.  Il risultato di una comunità che lavora insieme e dimostra come il cinema possa essere motore di coesione sociale e sviluppo culturale per la nostra regione”.  La produzione di Strike, che lo scorso anno ha trasformato Potenza Picena in un grande set per quattro settimane, vedeva circa la metà della troupe composta da professionisti e maestranze locali insieme ad oltre duecento comparse selezionate sul territorio; un film che ha offerto lavoro specializzato, valorizzato competenze tecniche e coinvolto la comunità, vivacizzando l’economia locale. Gli interni del lungometraggio sono girati in una struttura scolastica trasformata nel centro Sert dove si incontrano i protagonisti interpretati dagli stessi giovanissimi registi Giovanni Nasta, Diego Tricarico e Gabriele Berti, un’opera tratta dal loro omonimo spettacolo teatrale. La storia narra dei destini di tre ragazzi che si incrociano tra le mura di una struttura specializzata nella cura di dipendenze patologiche. Dante, il laureando in psicologia, è timido e goffo. Pietro, costretto a regolari controlli dopo essere stato beccato per l’ennesima volta in possesso di marijuana, vorrebbe scappare in vacanza con la sua (ex) fidanzata. Tiziano, apparentemente un “duro”, ha fretta di risolvere al più presto un apparente dipendenza da crack. I tre ragazzi, a prima vista incompatibili, impareranno a fidarsi l'uno dell'altro ed a combattere insieme le proprie dipendenze ed insicurezze.            

Eventi

Castelraimondo, inaugurata la mostra dei Presepi Artistici curata da Gianpiero Gabrielli

Castelraimondo, inaugurata la mostra dei Presepi Artistici curata da Gianpiero Gabrielli

30/11/2025 11:20

È stata inaugurata ieri, sabato 29 novembre alle ore 16, la Mostra dei Presepi Artistici allestita in Piazza della Repubblica a Castelraimondo, un’iniziativa che punta a valorizzare l’artigianato locale e a dare ufficialmente il via all’atmosfera natalizia nel cuore del paese. L’esposizione, affascinante e ricca di suggestioni, raccoglie presepi realizzati da numerosi artisti del territorio, ma anche da creativi provenienti da altre località della regione. Nei locali dell’ex cinema trova spazio il presepe artigianale di Gianpiero Gabrielli, un appuntamento ormai tradizionale e molto atteso. A completare il percorso, è stato inaugurato anche il presepe tradizionale a grandezza naturale, collocato stabilmente in Piazza della Repubblica, frutto dell’impegno di un gruppo di volontari: Piero Paolucci, Elio Mariotti, Agelisao Olivari, Tommaso Luchetti, Antonio Aringoli, Paolo Compagnucci e Barboni Mariso. La cerimonia si è aperta con la benedizione del parroco, che ha sottolineato il valore simbolico e comunitario dell’iniziativa. All’evento hanno preso parte il sindaco di Castelraimondo Patrizio Leonelli, il consigliere regionale Renzo Marinelli, il vicesindaco Roberto Pupilli, gli assessori Cittadini e Lucarelli e il consigliere Calmanti. Una presenza istituzionale significativa, a conferma dell’importanza attribuita a questa tradizione natalizia. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Leonelli, che ha definito la mostra «un appuntamento imperdibile che ci fa respirare lo spirito del Natale» e un’occasione preziosa per «dare lustro al nostro artigianato locale». Il primo cittadino ha poi rivolto un ringraziamento speciale a Gianpiero Gabrielli e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento. Sulla stessa linea il consigliere regionale Marinelli, che ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti «un incentivo in più per visitare Castelraimondo immersa nell’atmosfera natalizia». Marinelli ha ricordato l’importanza di visitare anche il presepe tradizionale allestito in piazza, ringraziando i numerosi volontari per l’entusiasmo e la dedizione dimostrati. Molto emozionato, Gianpiero Gabrielli ha raccontato la sua lunga storia d’amore con i presepi, iniziata sui banchi delle elementari grazie a un maestro che, nel periodo natalizio, portava i bambini a cercare il muschio e a costruire le prime casette. «È una tradizione che ho portato avanti per tutta la vita – ha spiegato – ed è da tempo che sognavo di realizzare una mostra come questa. Invito tutti a venire a visitare questi presepi artigianali: sono il frutto di passione, memoria e creatività».   La Mostra dei Presepi Artistici resterà aperta per tutto il periodo natalizio, configurandosi come un’occasione perfetta per riscoprire il valore della tradizione e la bellezza del lavoro artigianale che ancora oggi anima il territorio.

Sarnano, il simbolo del Serafino in un murale: svelata l'opera degli studenti dell'Accademia di Belle Arti

Sarnano, il simbolo del Serafino in un murale: svelata l'opera degli studenti dell'Accademia di Belle Arti

30/11/2025 10:40

È stato inaugurato sabato mattina, alle ore 11:30, il murale "In Cantico", realizzato in Via Benedetto Costa grazie alla collaborazione tra il Comune di Sarnano e l’Accademia di Belle Arti di Macerata, nell’ambito della scuola di Decorazione & Public Art e del Dipartimento di Arti Visive. Il progetto, curato dai docenti Paola Taddei, Paolo Gobbi e Nicola Alessandrini, è stato pensato, progettato e realizzato dalle studentesse e dagli studenti dei corsi di Decorazione & Public Art e di Pittura del Contemporaneo (biennio). Alla realizzazione hanno partecipato: Bisconti Lorenzo, Carsetti Filippo, Castellano Chiara, Cecchi Martina, Chanoufi Sara, Cirioni Dora, Massicci Marianna, Bianchini Roberta, Marchetti Ilaria, Yu Shillong, Yuan Hao Yin, Cao Xinrui, Zhang Qianfen, Sterlacchini Goliardo, Deda Alessandro. L’opera trae ispirazione dal simbolo del Serafino, donato secondo la tradizione locale da San Francesco e divenuto emblema di pace per la comunità sarnanese. Gli studenti hanno reinterpretato paesaggi, forme naturali ed energie vitali attraverso un linguaggio artistico contemporaneo fatto di colori, astrazioni, campiture dense e ritmi visivi fluidi, creando un dialogo simbolico tra elementi animali, vegetali, umani e paesaggistici. All’inaugurazione hanno preso parte gli studenti dell’Ipsia Renzo Frau, l’amministrazione comunale, i docenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, oltre a numerosi cittadini. La cerimonia si è conclusa con la benedizione impartita da Don Marcello Squarcia, che ha sottolineato il valore comunitario e spirituale dell’opera. "Il comune di Sarnano ringrazia l’Accademia di Belle Arti di Macerata, i docenti, gli studenti e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di un intervento artistico destinato ad arricchire il patrimonio visivo e culturale del territorio", sottolinea il sindaco Fabio Fantegrossi.

Curiosità

Gli Old Lions di Macerata volano a Reggio Emilia: caccia alla Serie B nel campionato italiano di Subbuteo

Gli Old Lions di Macerata volano a Reggio Emilia: caccia alla Serie B nel campionato italiano di Subbuteo

28/11/2025 10:10

Il Subbuteo maceratese si prepara a vivere uno dei momenti più attesi della stagione: il campionato italiano a squadre di Serie C F.I.S.C.T., in programma a Reggio Emilia, presso Subbuteoland, sabato 29 e domenica 30 novembre. Un appuntamento che richiamerà 27 squadre da ogni parte d’Italia, suddivise in tre gironi, pronte a contendersi la promozione alla Serie B in due giornate di gioco serrato e strategia in miniatura. A rappresentare la provincia saranno gli Old Lions, storica formazione subbuteistica maceratese. Guidata dal capitano Leonardo D’Amico, la squadra si presenterà al completo: Jury Di Tullio, Stefano Gambella, Mario Marcolini, Rocco Iarlori, Andrea Senesi, Lorenzo Scoponi e il milanese Mirko Balio. Un gruppo saldo e compatto, che unisce esperienza, talento e grande affiatamento. «L’obiettivo è chiaro: vogliamo tornare in Serie B», è il messaggio che filtra dalla società alla vigilia della trasferta. E i presupposti non mancano. La formazione maceratese arriva a Reggio Emilia forte di un periodo particolarmente positivo: agli inizi di novembre gli Old Lions hanno infatti centrato un importante terzo posto categoria GOLD al Guerin Subbuteo a squadre di Ascoli, confermando la propria competitività a livello nazionale. Solo poche settimane prima, a metà settembre, anche Macerata era stata al centro della scena subbuteistica: alla bocciofila XXIV Maggio si è svolto un torneo nazionale con 48 giocatori provenienti da tutta Italia, dedicato alla memoria di Maurizio Cavallaro, fondatore del Subbuteo Club Old Lions. Un evento di altissimo livello, culminato nella finale decisa ai calci piazzati dal perugino Stefano Flamini sul varesino Vittorio De Pascale, dopo uno 0-0 combattutissimo. Oltre ai risultati sportivi, gli Old Lions continuano a rappresentare un vero presidio di passione per l’intera provincia. Il club si ritrova ogni venerdì sera, dalle 21.30 alle 24.00 (e in alcune domeniche mattina durante l’inverno), nella sede di via Ungaretti 80/82 a Macerata, nel quartiere Collevario. Un luogo di incontro, gioco e ricordi, dove ancora si respira l’atmosfera degli anni ’80 e ’90, quando il Subbuteo animava garage, taverne e cantine di tutta la città. Chiunque desideri avvicinarsi al gioco, dai nostalgici ai curiosi alla prima esperienza, può rivolgersi al club al numero 348-8558931. Gli Old Lions sono attivi anche su Facebook, dove ogni venerdì viene trasmessa in diretta una partita del torneo settimanale, un modo per gustare da casa il fascino senza tempo del “calcio in punta di dito”.   Ora il conto alla rovescia è iniziato. L’avventura a Subbuteoland è alle porte e gli Old Lions sono pronti a dare tutto. Macerata li seguirà con il fiato sospeso, sperando di vederli festeggiare un nuovo salto in Serie B.

Zecchino d’Oro 2025, il piccolo Nicolò porta Montecassiano sul palco di Rai 1

Zecchino d’Oro 2025, il piccolo Nicolò porta Montecassiano sul palco di Rai 1

28/11/2025 09:30

Ci sarà anche un giovanissimo talento della provincia di Macerata sul palco della 68ª edizione dello Zecchino d’Oro: Nicolò, 6 anni, di Montecassiano, è infatti uno dei tre piccoli interpreti della canzone “Perché perché perché”, in gara nella seconda semifinale in onda sabato 29 novembre su Rai 1. Il brano, scritto da Maurizio Festuccia con musica di Francesco Stillitano, è una ballata dance che racconta il meraviglioso mondo delle domande senza fine tipiche dell’infanzia — quei “perché?” che si rincorrono uno dopo l’altro, aprendo la porta alla curiosità e alla fantasia. A dare voce alla canzone saranno tre bambini provenienti da altrettante città italiane: Victoria (Verona), Gionsi (Bologna) e, appunto, Nicolò, che rappresenterà con entusiasmo le Marche e in particolare la sua Montecassiano. Per il piccolo cantante maceratese si tratta di un’esperienza unica: salire sul palco dell’Antoniano, sostenuto dal celebre Piccolo Coro, di fronte a un pubblico nazionale e alle giurie che decreteranno l’andamento della gara. Un’emozione grande, condivisa da tutta la comunità, che in queste ore sta facendo sentire la propria vicinanza alla famiglia e al giovane protagonista. “Perché perché perché” verrà eseguita durante la seconda semifinale, in programma sabato dalle 17.10 alle 18.40, quando saranno presentate le ultime sette canzoni delle quattordici in concorso. Per Nicolò sarà il momento di mostrare tutta la sua spontaneità, la sua voce e la sua energia in uno spettacolo che da decenni fa sognare generazioni di bambini.   Il paese segue con orgoglio il suo piccolo ambasciatore di talento e dolcezza. Comunque vada la gara, Montecassiano ha già il suo vincitore.

Varie

Il Polittico di Monte San Martino in esposizione a Milano: dal 3 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026 a Palazzo Marino

Il Polittico di Monte San Martino in esposizione a Milano: dal 3 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026 a Palazzo Marino

30/11/2025 16:35

Il Comune di Monte San Martino è orgoglioso di annunciare la partecipazione attiva alla prestigiosa mostra natalizia di Palazzo Marino, a Milano, dedicata al celebre Polittico di Monte San Martino, opera quattrocentesca dei fratelli Carlo e Vittore Crivelli. L’esposizione si svolgerà dal 3 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026 nella Sala Alessi del municipio milanese, con ingresso libero e visite guidate gratuite. Realizzato intorno al 1490, il Polittico – raro esempio di collaborazione tra Carlo e Vittore Crivelli – è composto da dieci tavole con una predella che raffigura Cristo benedicente tra i dodici apostoli. Al centro domina la Vergine con il Bambino, simbolo del Mistero natalizio, offrendo ai visitatori un’esperienza artistica e spirituale di grande intensità. Nella sua storia ultrasecolare, il polittico ha lasciato la sua sede originaria nella chiesa di San Martino Vescovo a Monte San Martino soltanto in tre occasioni: Ancona (1950), Fermo (1951) e Venezia (1961). Il trasferimento a Milano rappresenta quindi un momento di forte rilevanza culturale e simbolica per il nostro comune. La mostra è promossa dal Comune di Milano, dall’Arcidiocesi di Fermo e da Intesa Sanpaolo, ed è un progetto di Palazzo Reale e Gallerie d’Italia, in collaborazione con il Comune di Monte San Martino, la Parrocchia di Monte San Martino e la Rete Museale Metroborgo di Marca. L’allestimento è curato da Civita Mostre e Musei, con il sostegno di Rinascente. La curatela scientifica è affidata a Giovanni Morale e Marcello Smarrelli; l’esposizione rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Per il Comune di Monte San Martino questa mostra è più di un semplice evento artistico: è un’occasione di visibilità internazionale per il patrimonio storico e artistico del borgo e di tutta l’arte rinascimentale marchigiana. Il Sindaco di Monte San Martino, Matteo Pompei, commenta: «Siamo profondamente onorati che il più importante dei 4 polittici che custodiamo, cioè il Polittico di Carlo e Vittore Crivelli, opera unica nel suo genere simbolo della nostra storia, venga esposto nella prestigiosa Sala Alessi di Palazzo Marino. Questo evento non solo promuove il patrimonio culturale di Monte San Martino, ma dà lustro a tutto il patrimonio artistico custodito nelle nostre belle Marche». Il Direttore della Rete Museale, Tommaso Strinati, commenta: “La soddisfazione nel vedere il politico di Carlo e Vittore Crivelli di Monte San Martino protagonista della mostra di Natale nella Sala Alessi in Palazzo Marino, occasione particolarmente amata dai milanesi, è immensa. Una particolare gratitudine va ai curatori, Giovanni Morale e Marcello Smarrelli, che hanno dimostrato, in controtendenza rispetto alle politiche e culturali di molti capoluoghi d’Italia, che i gioielli del nostro patrimonio storico artistico, in particolare medievale e rinascimentale, vanno cercati nei piccoli borghi del territorio, in questo caso nel cuore delle Marche, nello straordinario territorio maceratese, dove Monte San Martino spicca per il pregio e il numero delle opere d’arte che la sua comunità, attraverso l’azione attenta della Diocesi e la Soprintendenza, custodisce da secoli.   Le visite alla mostra saranno possibili dal 3 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026 presso la Sala Alessi di Palazzo Marino, in Piazza della Scala 2 a Milano. L’esposizione sarà aperta ogni giorno dalle 9:30 alle 20:00, con ultimo ingresso previsto mezz’ora prima della chiusura. Sono previste alcune variazioni: il 7 dicembre la mostra chiuderà alle 12:00, mentre il 24 e il 31 dicembre l’orario sarà ridotto fino alle 18:00. Durante le festività dell’8 e del 26 dicembre, così come dell’1 e del 6 gennaio, l’orario rimarrà invariato, mentre il 25 dicembre l’apertura sarà limitata alla fascia pomeridiana, dalle 14:30 alle 18:30. L’ingresso è gratuito e comprende visite guidate tenute da storici dell’arte, mentre le prenotazioni saranno necessarie esclusivamente per le scuole, a partire dal 17 novembre 2025.

L'attesa: come gestire l'ansia delle spunte di Whatsapp

L'attesa: come gestire l'ansia delle spunte di Whatsapp

“Attesa” deriva dal latino ad-tendere, cioè “tendere verso”. È un movimento proiettato in avanti, verso qualcosa che ancora dovrà accadere. Una tensione diretta ad un evento che ancora non esiste, ma che occupa già spazio nella nostra mente. Un’attenzione sospesa che immagina scenari per colmare il senso di incertezza. L’attesa è un movimento interiore che ci proietta a ciò che speriamo o temiamo. Può diventare creativa, quando nasce da un desiderio, oppure caricarsi di ansia, quando è alimentata dalla paura. La teoria dell’attesa trova oggi una nuova espressione nella dinamica dei messaggi su WhatsApp. Questa forma di comunicazione digitale ha accentuato le nostre insicurezze affettive: “Visualizzato”, “non visualizzato”, “visualizzato senza risposta” sono diventati indicatori emotivi che non hanno un reale significato. Eppure, proprio su questi segnali ambigui, finiamo per costruire relazioni sospese tra fiducia e timore, caratterizzate dall’“ansia da risposta” e da un bisogno urgente di conferme. Le spunte dei messaggi sono diventate simboli carichi di significato, capaci di attivare emozioni profonde sulla base di semplici ipotesi. Un’apparente trasparenza che in realtà alimenta l’illusione del controllo dell’altro. Possiamo vedere quando un messaggio viene letto, ma non possiamo sapere cosa stia facendo la persona in quel momento né perché risponda, o scelga di non farlo. Così riempiamo quel vuoto con supposizioni, spesso errate, tentando di interpretare ciò che accade dall’altra parte. Le reazioni all’attesa variano molto in base allo stile di attaccamento della persona. Chi ha un attaccamento ansioso, sempre bisognoso di conferme e timoroso dell’abbandono, vive il non visualizzato come un segnale di disinteresse. L’attesa, in questo caso, diventa un’esperienza emotiva intensa, quasi un rifiuto. L’incertezza apre un vuoto che il soggetto sente di dover colmare immediatamente con rassicurazioni. Si innesca così un meccanismo di ipervigilanza: si cercano risposte anticipate, segnali nascosti, tentativi di controllo del comportamento dell’altro, senza considerare la realtà, spesso più semplice. Ancora più destabilizzante è il visualizzato non risposto: qui l’informazione c’è, il messaggio è stato letto, ma è proprio questo che alimenta fantasie negative e timori di rifiuto. Chi presenta un attaccamento evitante, al contrario, tende a minimizzare il proprio – spesso non riconosciuto – bisogno di vicinanza. Di fronte all’attesa, la sua strategia è l’allontanamento: prendere distanza per evitare la dipendenza emotiva. In questo caso, l’attesa genera chiusura e un forte controllo delle emozioni. L’attaccamento disorganizzato, invece, alterna ansia e distacco. Il vuoto dell’incertezza viene riempito con risposte caotiche e oscillanti, riflettendo la difficoltà di regolare le proprie emozioni. Un attaccamento sicuro vive l’incertezza con serenità, riconoscendola come una parte naturale delle relazioni. Chi lo possiede non interpreta il silenzio come rifiuto e rimane disponibile al confronto. WhatsApp ha accorciato le distanze al punto da farci credere che tutto debba essere immediato. Così perdiamo di vista i tempi dell’altro, che possono includere la necessità di elaborare pensieri, emozioni e situazioni. La qualità delle relazioni si gioca proprio in quell’intervallo di non conoscenza, nello spazio sospeso tra un messaggio e la sua risposta. Uno spazio che andrebbe riempito non con supposizioni, ma con presenza nel presente, con una vita che ci appassioni e che nutra una fiducia di base, evitando di legare il nostro valore alla rapidità con cui qualcuno risponde.   Ci possiamo liberare dall’ansia delle spunte o degli “online” imparando a ridurre il controllo e ad accettare che esistono eventi, tempi e decisioni che non dipendono da noi.

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