Andrea Pizzarulli, da Civitanova alla Silicon Valley: la storia del fondatore di Civitanavi Systems (VIDEO)
Varie
31/10/2026 13:20

Andrea Pizzarulli, da Civitanova alla Silicon Valley: la storia del fondatore di Civitanavi Systems (VIDEO)

Nella vita e nel percorso professionale di Andrea Pizzarulli, ingegnere e fondatore di Civitanavi Systems - azienda leader mondiale nella progettazione e produzione di sistemi di navigazione inerziale - l’orientamento non è mai stato soltanto una questione di coordinate geografiche, ma anche una forma di ascolto della propria vocazione. In questo nuovo episodio del podcast «Nati per…» esploriamo la storia di un uomo che ha trasformato un’intuizione tecnologica in un’eccellenza globale, dimostrando che i grandi traguardi non nascono soltanto negli hub metropolitani, ma anche là dove radici, coraggio e visione sanno incontrarsi. La storia di Andrea parte da Civitanova Marche, una laurea in Ingegneria Elettronica ad Ancona, fino al grande salto nel vuoto negli anni Duemila, quando arriva nella Silicon Valley per lavorare come Chief Engineer in Terawave Communication. È il momento in cui il talento, quella scintilla originaria che spinge l'individuo a realizzare la propria natura, si confronta con l'energia e il rischio dell'innovazione. Pizzarulli avrebbe potuto restare negli Stati Uniti; invece, con grande coraggio, dopo cinque anni decide di tornare nelle Marche, portando con sé il respiro internazionale e la consapevolezza che il talento non ha bisogno di confini prestabiliti. Così, nel 2012, affronta il rischio di creare una propria impresa e fonda Civitanavi Systems. In un settore dominato da colossi mondiali, l'azienda marchigiana diventa rapidamente un punto di riferimento internazionale nella progettazione di sistemi di navigazione inerziale ad alta precisione: una tecnologia capace di orientare aerei, navi e veicoli complessi anche quando il segnale GPS scompare. Una crescita costruita sulla fiducia in un team di giovani e sulla forza della squadra, anziché sull'ipertrofia del singolo. Così, Andrea Pizzarulli arriverà a quotare in borsa la sua società. Poi l’inaspettato: la multinazionale americana Honeywell (il principale competitor mondiale) nota Civitanavi dopo aver perso una gara d'appalto internazionale contro di loro. Chiedendosi chi fosse questo attore emerso dalle Marche, decidono di volerli conoscere. Nel 2024 Honeywell acquisisce Civitanavi Systems con un'operazione dal valore complessivo di circa 200 milioni di euro, integrando la tecnologia marchigiana nella propria offerta. La traiettoria di Civitanavi, culminata nella grande operazione industriale che ha portato l'azienda nel network globale di Honeywell, non è soltanto una storia di successo economico, ma anche la dimostrazione di come la visione, unita all'autenticità e alla coerenza, possa ridefinire gli standard di un intero mercato. In questa conversazione, Andrea Pizzarulli ci accompagna dentro le tappe di un viaggio straordinario: dall'infanzia, le prime domande sul funzionamento del mondo fino alla maturità di un imprenditore che continua a guardare lontano, ricordandoci che il vero talento non è mai un punto d'arrivo, ma una rotta da mantenere sempre viva con nuovi progetti. Ascolta la storia di Andrea Pizzarulli: la puntata di "Nati per..." è disponibile ora su YouTube, Facebook e Spotify!

Andrea Pizzarulli, da Civitanova alla Silicon Valley: la storia del fondatore di Civitanavi Systems (VIDEO)

Andrea Pizzarulli, da Civitanova alla Silicon Valley: la storia del fondatore di Civitanavi Systems (VIDEO)
31/10/2026 13:20

Nella vita e nel percorso professionale di Andrea Pizzarulli, ingegnere e fondatore di Civitanavi Systems - azienda leader mondiale nella progettazione e produzione di sistemi di navigazione inerziale - l’orientamento non è mai stato soltanto una questione di coordinate geografiche, ma anche una forma di ascolto della propria vocazione. In questo nuovo episodio del podcast «Nati per…» esploriamo la storia di un uomo che ha trasformato un’intuizione tecnologica in un’eccellenza globale, dimostrando che i grandi traguardi non nascono soltanto negli hub metropolitani, ma anche là dove radici, coraggio e visione sanno incontrarsi. La storia di Andrea parte da Civitanova Marche, una laurea in Ingegneria Elettronica ad Ancona, fino al grande salto nel vuoto negli anni Duemila, quando arriva nella Silicon Valley per lavorare come Chief Engineer in Terawave Communication. È il momento in cui il talento, quella scintilla originaria che spinge l'individuo a realizzare la propria natura, si confronta con l'energia e il rischio dell'innovazione. Pizzarulli avrebbe potuto restare negli Stati Uniti; invece, con grande coraggio, dopo cinque anni decide di tornare nelle Marche, portando con sé il respiro internazionale e la consapevolezza che il talento non ha bisogno di confini prestabiliti. Così, nel 2012, affronta il rischio di creare una propria impresa e fonda Civitanavi Systems. In un settore dominato da colossi mondiali, l'azienda marchigiana diventa rapidamente un punto di riferimento internazionale nella progettazione di sistemi di navigazione inerziale ad alta precisione: una tecnologia capace di orientare aerei, navi e veicoli complessi anche quando il segnale GPS scompare. Una crescita costruita sulla fiducia in un team di giovani e sulla forza della squadra, anziché sull'ipertrofia del singolo. Così, Andrea Pizzarulli arriverà a quotare in borsa la sua società. Poi l’inaspettato: la multinazionale americana Honeywell (il principale competitor mondiale) nota Civitanavi dopo aver perso una gara d'appalto internazionale contro di loro. Chiedendosi chi fosse questo attore emerso dalle Marche, decidono di volerli conoscere. Nel 2024 Honeywell acquisisce Civitanavi Systems con un'operazione dal valore complessivo di circa 200 milioni di euro, integrando la tecnologia marchigiana nella propria offerta. La traiettoria di Civitanavi, culminata nella grande operazione industriale che ha portato l'azienda nel network globale di Honeywell, non è soltanto una storia di successo economico, ma anche la dimostrazione di come la visione, unita all'autenticità e alla coerenza, possa ridefinire gli standard di un intero mercato. In questa conversazione, Andrea Pizzarulli ci accompagna dentro le tappe di un viaggio straordinario: dall'infanzia, le prime domande sul funzionamento del mondo fino alla maturità di un imprenditore che continua a guardare lontano, ricordandoci che il vero talento non è mai un punto d'arrivo, ma una rotta da mantenere sempre viva con nuovi progetti. Ascolta la storia di Andrea Pizzarulli: la puntata di "Nati per..." è disponibile ora su YouTube, Facebook e Spotify!

Cronaca

Civitanova, cade mentre va alla fermata dell'autobus: la Polizia la soccorre. "Sono stati i miei salvatori"

Civitanova, cade mentre va alla fermata dell'autobus: la Polizia la soccorre. "Sono stati i miei salvatori"

30/10/2026 13:38

Una caduta nel cuore della notte, il dolore e la difficoltà a rialzarsi. Poi il passaggio provvidenziale di una pattuglia della Polizia di Stato, che si è fermata per prestarle aiuto, rimanendole accanto fino all'arrivo dei soccorritori. Una storia di attenzione e umanità che ha per protagonisti gli agenti del Commissariato di Civitanova Marche e una donna che, nei giorni successivi, ha voluto ringraziarli con una lettera inviata alla Questura di Macerata. L'episodio è avvenuto nelle prime ore del mattino di un sabato di qualche settimana fa, intorno alle 4, nella zona di un centro commerciale della città. La donna stava raggiungendo la fermata dell'autobus quando, per cause non specificate, è caduta riportando delle lesioni. Dopo essersi rialzata con grande fatica, si è ritrovata dolorante e in stato confusionale, senza riuscire a proseguire il cammino. In quel momento è transitata una pattuglia della Polizia di Stato, impegnata nel servizio di controllo del territorio. Gli agenti hanno notato i cenni della donna e si sono immediatamente fermati per verificare cosa fosse accaduto e prestarle assistenza. Compresa la gravità della situazione, hanno richiesto l'intervento del personale sanitario del 118, restando accanto alla donna per confortarla e assisterla fino all'arrivo dei soccorritori. Gli accertamenti successivi hanno evidenziato una frattura delle ossa. Superato il momento di difficoltà, la donna ha voluto far arrivare il proprio ringraziamento agli agenti attraverso una lettera indirizzata alla Questura di Macerata. Nelle sue parole ha ricordato la premura, la disponibilità e il conforto ricevuti in quei momenti, quando si era trovata sola e impossibilitata a chiedere aiuto. «Sono stati i miei protettori e salvatori. Con infinita ed eterna gratitudine», ha scritto, esprimendo tutta la riconoscenza per chi non ha esitato a fermarsi e a prendersi cura di lei. Una testimonianza che restituisce il valore di un intervento forse lontano dai grandi fatti di cronaca, ma significativo per il suo contenuto umano. Perché il lavoro delle donne e degli uomini della Polizia di Stato non si limita ai servizi di prevenzione e sicurezza: significa anche saper riconoscere una situazione di difficoltà, intervenire con tempestività e offrire vicinanza a chi ha bisogno di aiuto.

Truffa del finto carabiniere a Treia, tre arresti: recuperati gioielli per oltre 10mila euro

Truffa del finto carabiniere a Treia, tre arresti: recuperati gioielli per oltre 10mila euro

30/10/2026 12:42

Hanno utilizzato la tecnica del finto carabiniere per convincere un'anziana a consegnare i gioielli custoditi in casa, ma la fuga è durata poco. Tre persone, due uomini di 33 e 53 anni e una donna di 39, tutti originari della Campania e già noti alle forze dell'ordine, sono state arrestate dai Carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata con l'accusa di truffa aggravata in concorso. L'operazione è scattata nel pomeriggio di ieri, 29 ottobre, al termine di un'attività di controllo e ricerca avviata dopo diverse segnalazioni arrivate alla Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri. Nel corso della mattinata, alcuni cittadini anziani residenti nei Comuni del Maceratese avevano infatti segnalato tentativi di raggiro messi in atto attraverso la ormai nota tecnica del falso appartenente all'Arma. I militari hanno avviato immediatamente gli accertamenti, concentrando l'attenzione su una Peugeot 208 a noleggio, notata aggirarsi con fare sospetto nelle zone interessate dalle segnalazioni. Intorno alle 14 è arrivata la chiamata decisiva. Un uomo di 59 anni, residente a Treia, ha chiesto l'intervento dei Carabinieri dopo aver scoperto che la madre convivente, una donna di 81 anni, era appena stata vittima di una truffa. Il raggiro era stato organizzato nei dettagli. L'anziana era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come un carabiniere, raccontandole che l'automobile del marito sarebbe stata coinvolta in una rapina. Con questo pretesto, il falso militare era riuscito a convincere il figlio ad allontanarsi dall'abitazione e a recarsi presso la caserma dei Carabinieri di Macerata. Una volta rimasta sola, la donna era stata nuovamente contattata dai truffatori, che l'avevano convinta a consegnare tutti i preziosi presenti in casa. Poco dopo, alla porta si era presentata una complice, incaricata di ritirare i gioielli. A quel punto è scattato il piano di ricerca dei Carabinieri, con il supporto dei militari della Stazione di Treia. L'autovettura sospetta è stata individuata e bloccata poco dopo lungo la Strada Provinciale 361, nel territorio comunale di Treia, con a bordo i tre presunti responsabili. La successiva perquisizione personale e del veicolo ha permesso di recuperare, nella disponibilità della donna, un fazzoletto di stoffa contenente numerosi gioielli in oro, per un peso complessivo di circa 108 grammi e un valore stimato superiore ai 10mila euro. I preziosi sono stati riconosciuti dalla vittima e recuperati. Nel corso dell'operazione sono stati inoltre sequestrati quattro telefoni cellulari e una bilancia digitale da cucina, che, secondo gli investigatori, potrebbe essere stata utilizzata per pesare immediatamente la refurtiva. Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell'autorità giudiziaria, i due uomini sono stati accompagnati nella casa circondariale di Ancona Montacuto, mentre la donna è stata trasferita nel carcere di Pesaro Villa Fastigi. Tutti e tre sono in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto. L'intervento ha consentito di recuperare l'intero bottino e di interrompere l'attività del gruppo, che secondo quanto emerso stava operando sul territorio con la tecnica del finto carabiniere.

Attualità

Sisma 2016, le comunità ferite ricevute in Vaticano. Il Papa: "Scorgere nelle rovine il progetto di una casa"

Sisma 2016, le comunità ferite ricevute in Vaticano. Il Papa: "Scorgere nelle rovine il progetto di una casa"

31/10/2026 14:40

"Per ricostruire è necessario acquisire occhi capaci di scorgere in una rovina il progetto di una casa e di una città". È il messaggio consegnato da Papa Leone XIV alle comunità colpite dal sisma del 2016, ricevute questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano. A dieci anni dalla sequenza sismica che ha segnato il Centro Italia, il Pontefice ha incontrato i rappresentanti dei territori ancora impegnati nel percorso di rinascita, richiamando l'importanza di una ricostruzione condivisa, capace di andare oltre il ripristino degli edifici e di restituire futuro alle comunità. All'udienza hanno partecipato i rappresentanti dei 138 Comuni del cratere, i vescovi delle diocesi interessate, i presidenti delle Regioni Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, insieme a prefetti, rappresentanti delle Forze dell'Ordine, parlamentari del territorio e componenti della Struttura commissariale di Governo. Da Amatrice a Norcia, da Camerino ad Arquata del Tronto, passando per Accumoli e Campotosto, l'incontro ha riunito le comunità che continuano a fare i conti con le conseguenze del terremoto e con la necessità di completare il percorso di ricostruzione. Nel suo intervento, Leone XIV ha posto l'accento sulla responsabilità condivisa e sulla capacità di immaginare un futuro per i territori feriti dal sisma. La rinascita, secondo il Pontefice, non può prescindere dalla collaborazione tra le persone e dalla volontà di trasformare le macerie in nuove opportunità. Un percorso che deve tradursi anche in risultati concreti. Il Santo Padre ha ricordato che la speranza ha bisogno di risposte tangibili e che la ricostruzione materiale deve procedere nel minor tempo possibile, garantendo sicurezza e trasparenza. Ma non basta ricostruire case e infrastrutture: occorre anche recuperare i servizi, le relazioni e il senso di appartenenza che tengono unite le comunità. "Non si può ricominciare, infatti, senza prima ricostruire ciò che dà senso e fondamento a una comunità. Altrimenti tutto rimane disunito e si sfalda. Si tratta dunque di ripartire dal centro, di ripartire da Dio, dalle persone, dal bene comune, dalle relazioni. Allora la nostra speranza sarà fondata sulla roccia", ha affermato il Pontefice. Un messaggio accolto con gratitudine dal commissario straordinario alla ricostruzione del sisma 2016, il senatore Guido Castelli, che già alla vigilia dell'udienza aveva espresso il riconoscimento delle popolazioni per l'attenzione e la vicinanza dimostrate dal Papa. "È un messaggio che sento profondamente: restituire le case significa anche ricreare le condizioni perché le persone possano abitare i propri paesi, lavorare, crescere i figli e ritrovare luoghi di incontro e legami di comunità", ha dichiarato Castelli. "Grazie, Santo Padre. Le Sue parole sono uno sprone a proseguire con ancora maggiore determinazione, al servizio di queste terre e della loro gente", ha concluso il commissario.

Acquedotto del Nera, stop all’acqua per quattro giorni: otto Comuni coinvolti, c’è anche Macerata

Acquedotto del Nera, stop all’acqua per quattro giorni: otto Comuni coinvolti, c’è anche Macerata

30/10/2026 16:17

Da martedì 3 novembre e per circa quattro giorni saranno sospese le forniture dell’Acquedotto del Nera a causa di un intervento di manutenzione straordinaria, ritenuto improrogabile, necessario per riparare una tubazione di scarico rotta in località Polverina di Camerino. Il fuori servizio interesserà i serbatoi idrici che alimentano Macerata, Treia, Pollenza e Appignano, oltre ai Comuni di Tolentino, Caldarola, Belforte del Chienti e Valfornace, già interessati dalla comunicazione diffusa da Assm. A Tolentino, come annunciato dall’azienda, saranno attivate tutte le fonti di approvvigionamento integrative disponibili sul territorio e finora non utilizzate, tra cui pozzi e potabilizzatore. Verrà, inoltre, modificato temporaneamente l’assetto di alcune reti di distribuzione, con l’obiettivo di contenere i disagi per gli utenti. La situazione resta tuttavia delicata per l'intero territorio interessato. Le falde delle sorgenti, infatti, non sono ancora entrate nella consueta fase di ricarica stagionale e la portata delle risorse idriche locali risente ancora della siccità degli ultimi mesi. Nonostante l'attivazione delle centrali alimentate dai campi pozzi, l'acqua disponibile potrebbe non essere sufficiente a soddisfare i normali fabbisogni idropotabili. Il rischio è quindi quello di possibili cali di pressione e, nei casi più critici, di temporanee interruzioni dell'erogazione, qualora non fosse possibile mantenere i livelli necessari nei serbatoi di accumulo. Da qui l'appello rivolto alle amministrazioni e alla cittadinanza dei Comuni coinvolti: limitare il più possibile i consumi idrici durante i giorni dell'intervento, evitando gli utilizzi non indispensabili e prestando particolare attenzione agli sprechi. 

Politica

Civitanova, i riformisti bocciano (per ora) la candidatura di Foglia: "Parla al popolo ignorando i partiti"

Civitanova, i riformisti bocciano (per ora) la candidatura di Foglia: "Parla al popolo ignorando i partiti"

31/10/2026 15:20

"Riteniamo che Andrea Foglia sia brava persona, un professionista molto capace e che vada ascoltata, ma per essere il nostro candidato sindaco deve dimostrare di diventare un cammello che riesce a entrare nella cruna dell'ago". È la conclusione, tutt'altro che diplomatica, della presa di posizione del mondo riformista civitanovese dopo la presentazione ufficiale di Andrea Foglia e del suo 'Progetto Civitanova', l'associazione civica e indipendente che ha annunciato il percorso verso le elezioni comunali del 2027. A firmare il documento sono esponenti di Marche in Azione con Calenda, ovvero Ivo Costamagna, Alessio Botticelli, Alessandro Marinozzi e Federico Valori, e della Federazione dei Riformatori, con Luca Sollini, Giovanna Marchionni e Carmine Sbrescia. Una presa di posizione che mette in discussione contenuti e soprattutto metodo dell'iniziativa presentata da Foglia all'Hotel Miramare, dove ha ufficializzato la propria disponibilità a guidare un progetto per il futuro della città. Il primo affondo riguarda proprio le modalità con cui il fisioterapista ha scelto di lanciare la sua proposta politica: "Foglia invita tutti, senza alcuna differenziazione, parla al "popolo" (quello stesso che scelse... Barabba) ignorando la funzione, costituzionalmente fondamentale, dei partiti politici, non esprime alcun giudizio sull'operato dell'attuale amministrazione, che infatti è presente in prima fila con il sindaco Ciarapica e la sua 'splendida' giunta". Nel mirino dei firmatari finisce anche la prospettiva decennale illustrata da Foglia, che guarda alla Civitanova del 2037 senza, secondo i riformisti, affrontare adeguatamente le emergenze del presente. "Ci illustra il programma per il... 2037 mentre invece Civitanova è impegnata in una battaglia di sopravvivenza quotidiana", scrivono, contestando anche quella che definiscono una nuova, ennesima variante edilizia: "L'edificazione etica", totalmente arbitraria e, secondo i rappresentanti di Azione e Riformatori, non soggetta alle leggi e al regolamento urbanistico in vigore. Altra questione sollevata riguarda gli ispiratori politici del progetto. "Foglia, inoltre, nasconde i suoi 'ispiratori' ma non le loro lunghe... 'ombre' (come sempre accade quando ci avviciniamo al tramonto)", attaccano i firmatari. Critiche anche sui temi della sanità e della sicurezza, indicati da Foglia tra i punti cardine della sua proposta: "Ci parla di sanità e sicurezza che sono questioni che abbiamo a cuore tutti ma che non sono di competenza del sindaco, se non in modo del tutto residuale". La presa di posizione si trasforma, quindi, in un appello alla mobilitazione dei cittadini e dello stesso mondo riformista, che rivendica il proprio ruolo nella storia amministrativa della città: "Il nostro vuole essere un richiamo alla mobilitazione a tutti i cittadini di Civitanova Marche che è, ancora oggi, emarginata economicamente e politicamente ed al mondo riformista troppo a lungo ingiustamente criminalizzato". E ancora: "Lo diciamo con l'orgoglio di chi ha caratterizzato e guidato, con sindaci rimasti nei cuori dei civitanovesi, le fasi più significative dello sviluppo della città. Non abdicheremo dinanzi ad una... foglia al vento d'autunno".  Il messaggio finale a Foglia, dunque, lascia aperta la porta al confronto, ma non equivale a un sostegno alla sua candidatura. Il riconoscimento delle qualità personali e professionali del promotore di Progetto Civitanova non basta, almeno per ora, a convincere il fronte riformista. 

Inchiesta sulla ricostruzione, vertice Castelli-Gambacurta: "Legalità sì, ma i cantieri non si fermano"

Inchiesta sulla ricostruzione, vertice Castelli-Gambacurta: "Legalità sì, ma i cantieri non si fermano"

29/10/2026 17:04

 Rigore negli accertamenti, ma senza fermare la ricostruzione. È la linea emersa dall’incontro di oggi tra il commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, e il prefetto Stefano Gambacurta, a capo della Struttura di prevenzione antimafia. Al centro del confronto, le verifiche avviate dopo la recente inchiesta giudiziaria che ha coinvolto alcune imprese impegnate nei cantieri post-sisma. Nel corso del colloquio è stato fatto il punto sulle attività istruttorie in corso e sulle iniziative necessarie a garantire il pieno rispetto della legalità. L’obiettivo condiviso, è stato spiegato, è coniugare la massima severità nei controlli con la tempestività delle decisioni, per tutelare cittadini, imprese e l’intera filiera edilizia ed evitare rallentamenti. Tra i dati emersi, quello più rilevante riguarda tre delle imprese coinvolte nell’inchiesta, che erano già state oggetto di specifiche misure antimafia. Si aggiungono agli oltre cento provvedimenti emanati negli ultimi tre anni. Per la Struttura commissariale, ciò dimostra che i presìdi di prevenzione e controllo previsti dall’ordinamento si sono attivati e hanno funzionato. Le eventuali condotte fraudolente volte ad aggirarli sono ora oggetto di accertamento. Allo stato attuale, alla Struttura commissariale non risultano comunicati provvedimenti inibitori nei confronti delle imprese coinvolte. Il prefetto Gambacurta ha confermato la massima attenzione sulla vicenda e l’avvio di tutti gli approfondimenti istruttori necessari, propedeutici alle determinazioni di sua competenza. «La legalità è una condizione imprescindibile della ricostruzione e non può essere oggetto di compromessi», ha dichiarato Castelli. «Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di agire con rigore e rapidità, distinguendo le eventuali responsabilità individuali dalla posizione delle tante imprese e dei lavoratori che operano correttamente». Il commissario ha quindi messo in guardia da possibili ripercussioni sui cantieri: «È fondamentale che gli accertamenti facciano il loro corso senza determinare un blocco indiscriminato, che finirebbe per penalizzare innanzitutto i cittadini che attendono di tornare nelle proprie case». Il confronto con il prefetto, ha aggiunto, «conferma la piena attenzione delle istituzioni e la volontà comune di garantire legalità, trasparenza e continuità alla ricostruzione».    

Sanità

Mieloma multiplo, via al trial internazionale a Torrette: l'obiettivo è la guarigione senza trapianto

Mieloma multiplo, via al trial internazionale a Torrette: l'obiettivo è la guarigione senza trapianto

31/10/2026 09:50

Una nuova prospettiva nella lotta contro il mieloma multiplo, con l'obiettivo di arrivare alla guarigione evitando il trapianto di cellule staminali. Due pazienti marchigiani, entrambi uomini di 53 e 58 anni, sono stati arruolati in un innovativo trial clinico internazionale avviato dalla Clinica Ematologica dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. I due pazienti, residenti rispettivamente nella provincia di Fermo e nel Maceratese, sono stati ricoverati nei giorni scorsi all'ospedale di Torrette, dove sono stati presi in carico sotto il profilo clinico, logistico e organizzativo. La struttura, diretta dalla professoressa Antonella Poloni, partecipa così a uno studio multicentrico globale che potrebbe segnare un'importante evoluzione nel trattamento di questa patologia. Altri pazienti sono già in attesa di poter entrare nel protocollo. Il mieloma multiplo è un tumore del sangue che interessa prevalentemente la popolazione anziana, con un'età media alla diagnosi intorno ai 70 anni. Per i pazienti più giovani e idonei, il percorso terapeutico tradizionale prevede generalmente cicli di chemio-immunoterapia seguiti dal trapianto autologo di cellule staminali, una procedura efficace ma particolarmente impegnativa per l'organismo e associata a importanti effetti tossici. La sperimentazione internazionale introduce una strategia differente, basata sull'impiego di un anticorpo trispecifico di ultima generazione. Si tratta di una molecola progettata per legarsi contemporaneamente alle cellule tumorali e a quelle del sistema immunitario, potenziando la risposta di quest'ultimo e indirizzandola in maniera mirata contro la malattia. La novità più significativa riguarda proprio la possibilità di superare il ricorso al trapianto autologo e alla relativa chemioterapia. Il protocollo prevede inoltre un trattamento immunoterapico limitato nel tempo, anziché una terapia cronica. L'obiettivo è eliminare completamente la malattia residua fin dalle prime fasi della diagnosi, puntando alla guarigione. "L'arruolamento dei primi due pazienti giovani in un protocollo così ambizioso rappresenta un momento di grande orgoglio e speranza per la nostra ematologia e per l'intera comunità scientifica – spiega la professoressa Antonella Poloni –. Essere parte attiva di questo network internazionale ci consente di offrire ai nostri pazienti l'accesso immediato alle terapie più avanzate al mondo". La direttrice della Clinica Ematologica sottolinea il cambio di prospettiva offerto dalla sperimentazione: "L'obiettivo non è più solo cronicizzare la malattia o prolungare la sopravvivenza, ma eradicare il mieloma all'esordio sfruttando la massima potenza dell'immunoterapia ed evitando procedure invasive come il trapianto". Poloni ha inoltre rivolto un ringraziamento al dottor Offidani e alla dottoressa Morè, responsabili del Team Mieloma, per la professionalità nella gestione dei pazienti, e al professor Gianluca Moroncini, direttore della Clinica Medica dell'AOUM, per la collaborazione che consente di seguire i casi più complessi. L'avvio del trattamento sui primi due pazienti è avvenuto nel rispetto dei rigorosi standard di monitoraggio previsti dal protocollo internazionale. La sperimentazione dovrà verificare non soltanto l'efficacia della nuova terapia, ma anche il suo profilo di tollerabilità. Un percorso ancora in fase di studio, che apre tuttavia nuove prospettive per il trattamento del mieloma multiplo e per i pazienti più giovani.

Qualità e sicurezza in sanità, l’Ast Macerata certifica 13 Unità operative

Qualità e sicurezza in sanità, l’Ast Macerata certifica 13 Unità operative

26/10/2026 14:00

L’Azienda sanitaria territoriale di Macerata rafforza il proprio percorso di miglioramento della qualità dei servizi. Al termine delle verifiche condotte nei giorni scorsi dagli organismi accreditati, l’Ast ha ottenuto la conferma della certificazione ISO 9001:2015 per 11 Unità operative, estendendo il riconoscimento ad altre due strutture, che lo conseguono per la prima volta. Le nuove certificazioni riguardano la Patologia clinica degli ospedali di Macerata, San Severino Marche e Camerino e la Radiodiagnostica delle strutture di Macerata, Tolentino e Treia. Il risultato porta a 13 il numero complessivo delle Unità operative certificate. Le attività di verifica si sono svolte con la supervisione del direttore amministrativo, il dottor Milco Coacci, e il coordinamento operativo della coordinatrice infermieristica, la dottoressa Beatrice Venanzetti. La certificazione ISO 9001:2015 attesta la conformità del sistema di gestione della qualità a uno standard internazionale che punta a garantire processi organizzativi strutturati, procedure controllate e un costante monitoraggio delle attività. Il modello prevede l’analisi e la gestione dei rischi, l’ottimizzazione delle risorse e la verifica dell’efficacia dei processi, con particolare attenzione alla sicurezza, alla trasparenza e ai bisogni degli utenti. «L’estensione del perimetro di certificazione ad altre due Unità operative evidenzia la volontà dell’Ast di diffondere in modo capillare le buone pratiche organizzative su tutta la rete dei servizi territoriali e ospedalieri, grazie all’impegno costante di tutto il personale medico, infermieristico, tecnico e amministrativo», ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini. «Mantenere ed estendere questi standard significa offrire ai cittadini servizi sanitari sempre più efficienti, tracciabili e orientati all’eccellenza», ha aggiunto. Il riconoscimento ISO 9001:2015 interessa complessivamente l’Oncologia di Macerata, la Fisica medica, la Medicina nucleare, la Terapia del dolore, la Radioterapia oncologica, il Servizio di prevenzione e protezione, il Blocco operatorio di Macerata, le Professioni sanitarie, la Farmacia ospedaliera di Macerata, la Centrale operativa 118 di Macerata e l’Anestesia e rianimazione di Macerata, oltre alla Patologia clinica degli ospedali di Macerata, San Severino Marche e Camerino e alla Radiodiagnostica degli ospedali di Macerata, Tolentino e Treia. La conferma della certificazione e la sua estensione rappresentano un ulteriore passaggio nel percorso intrapreso dall’Ast di Macerata per consolidare procedure organizzative condivise e promuovere il miglioramento continuo delle prestazioni. Un lavoro che coinvolge le diverse professionalità sanitarie e amministrative e che punta a rendere i servizi sempre più rispondenti alle esigenze dei cittadini.

Sport

L'ultima della classe per sfatare il tabù: la Maceratese a caccia della prima vittoria interna

L'ultima della classe per sfatare il tabù: la Maceratese a caccia della prima vittoria interna

31/10/2026 16:00

Alla vigilia di Maceratese-Angelana l'obiettivo sarà semplice quanto complicato: sfatare il tabù 'Helvia Recina - Pino Brizi', dove i biancorossi sinora non hanno mai vinto. Il tecnico della 'Rata' Sante Alfonsi si esprime così: "Dobbiamo invertire il trend negativo, questo negativismo che c'è dentro ed intorno a noi e dobbiamo portare tutto dalla nostra parte. Bisogna dare tutti di più, il massimo per cercare domani di portare a casa il massimo risultato, dato che i tre punti sarebbero fondamentali per noi, per dare un po' di tranquillità all'ambiente sia a noi stessi un po' di fiducia". Dall'altra sponda vi sarà l'ultima in classifica, che ha cambiato anche guida tecnica, ma Alfonsi non si fida: "Conosco il mister Ciampelli, è una persona molto preparata e sicuramente hanno puntato su di lui per risalire la classica. Ripeto, come stiamo dicendo, che dobbiamo pensare non tanto agli avversari, ma a noi". Alfonsi chiude così: "Sappiamo che è una partita importante per noi, perché veniamo da questo trend non positivo da invertire. Dovremo dare tutto in mezzo al campo e non pensare ad altro. Vogliamo mostrare alla gente che noi ci teniamo e farlo con i fatti: i tifosi sono stanchi di sentire parole, vogliono vedere i risultati e domani dobbiamo farli". Otto punti per la squadra del capoluogo, terz'ultima in compagnia di Pietralunghese e Santegidiese, mentre gli ospiti ne hanno collezionati sinora quattro. La 'Rata' ha comunicato poi, nelle scorse ore, l'addio a Mattia Pampano, con l'avanti che è passato in Promozione all'Azzurra Colli. Per la direzione del bollente match è stato designato Stefano Mariani di Livorno, assistenti Vincenzo Smecca di Carrara e Simone Giovannini di Prato. (Credit foto: Francesco Tartari/S.S. Maceratese) 

Pallavolo, domani terza giornata di serie A2: a Macerata i veneti dell'Alva Inox Porto Viro

Pallavolo, domani terza giornata di serie A2: a Macerata i veneti dell'Alva Inox Porto Viro

31/10/2026 15:40

Si avvicina la terza giornata di serie A2 per la Gruppo Fisiomed Alema Energy Macerata. Domani, alle ore 18:00, la truppa di Giannini scenderà nuovamente in campo al Banca Macerata Forum per sfidare i veneti dell'Alva Inox Porto Viro. Sarà un Halloween da paura per Macerata, che punta ad ottenere la seconda vittoria di fila.    L'avversario, però, non è banale: tre punti in classifica anche per i nerofucsia di Porto Viro, che hanno in comune con Macerata la vittoria ottenuta col massimo scarto contro Palmi. Lo score parla di tre vittorie a testa nei precedenti incontri, con la squadra ospite sempre sconfitta nell’impianto maceratese negli ultimi cinque anni.   I veneti si presentano sotto lo Sferisterio dopo il primo stop interno del campionato, arrivato per uno 0-3 contro la Consar Ravenna. Nonostante questo, il sestetto di coach Bologna propone giocatori interessanti: probabile diagonale principale con Sperotto e Cantagalli, laterali Klobucar e Tiozzo, centrali Sperandio e Grottoli, Morgese titolare della seconda linea.   Macerata, invece, arriva alla gara dopo il successo contro la Sviluppo Sud Palmi, che ha restituito tranquillità e positività al gruppo. Simon Plaskie, laterale belga biancorosso, si esprime così sullo start di stagione maceratese: "Penso che la scorsa vittoria in casa sia stata molto importante per iniziare la stagione davanti ai nostri tifosi e per dimostrare il valore della squadra. Fisicamente non sono ancora al meglio perché dopo una lunga estate ho qualche problema alla schiena, ma sto migliorando ogni giorno. Come squadra, giochiamo una buona pallavolo e, secondo me, ci sono ancora ampi margini di miglioramento. In un campionato così competitivo, vincere alla fine è la cosa più importante".   Plaskie dedica qualche parola anche alle sensazioni provate dopo il trasferimento: "Mi piace molto l'Italia. Ovviamente devo adattarmi alla lingua e a un nuovo ambiente, ma per il momento va tutto bene. Sono felice che la stagione sia iniziata e sono piacevolmente sorpreso dal livello della nostra squadra e di tutte quelle del campionato. Penso che in classifica ogni squadra, dalla decima alla prima, possa battere qualsiasi avversaria e questo rende il campionato molto interessante e divertente da giocare. Non vedo l'ora di affrontare nuove battaglie".   Fischio d’inizio, dunque, al Banca Macerata Forum domenica primo novembte alle 18:00. La diretta dell’incontro sarà online su Dazn, mentre i biglietti sono ancora disponibili su Liveticket.

Economia

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

30/10/2026 11:18

 Il Sal zero rappresenta uno strumento importante per garantire liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma e permettere anche alle piccole aziende artigiane di partecipare ai lavori. A sottolinearne il valore è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che interviene nel dibattito sull'utilizzo del meccanismo, invitando a valutarne la funzione originaria e le esigenze concrete a cui risponde. Il cosiddetto SAL zero, acronimo di Stato di Avanzamento Lavori, si differenzia dai normali Sal perché consente alle imprese di ottenere un'anticipazione su un contributo già concesso, prima che siano raggiunti i consueti livelli di avanzamento delle lavorazioni. L'erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia fideiussoria. Introdotto nel dicembre 2016 per gli interventi relativi ai danni lievi e successivamente esteso, dall'aprile 2017, anche a quelli gravi, il meccanismo prevedeva inizialmente un'anticipazione massima del 20%. La percentuale è stata portata al 30% nel settembre 2021, per poi tornare al 20% con la modifica dell'8 maggio scorso. Alla base della sua introduzione c'è una necessità concreta: evitare che le imprese debbano sostenere interamente con risorse proprie i costi iniziali dei cantieri, aspettando mesi prima di ricevere i primi pagamenti. «Il Sal zero è nato per rispondere a un problema concreto: consentire alle imprese di lavorare senza dover anticipare per mesi, con risorse proprie, tutti i costi di avvio e delle prime lavorazioni nei cantieri», spiega Giglietti. La disponibilità immediata di liquidità permette di acquistare materiali, pagare i dipendenti, saldare i fornitori e remunerare gli artigiani coinvolti nelle diverse fasi degli interventi. Il nodo principale riguarda la differenza tra i tempi di pagamento delle spese sostenute dalle aziende e quelli necessari per ottenere la liquidazione dei normali stati di avanzamento. Secondo quanto riferito da Cna sulla base dell'esperienza delle imprese, fornitori e artigiani vengono generalmente pagati entro 60-90 giorni, mentre per incassare un SAL ordinario possono trascorrere anche più di otto mesi. Un'attesa legata ai diversi passaggi burocratici e tecnici: dall'esecuzione e contabilizzazione delle lavorazioni alla predisposizione della documentazione, fino alle istruttorie degli uffici della ricostruzione e alle successive procedure bancarie. Una situazione che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte. «Una grande impresa strutturata ha generalmente maggiori disponibilità finanziarie per sostenere queste anticipazioni, mentre una piccola impresa edile artigiana spesso non dispone di tutte le risorse necessarie», osserva il presidente di CNA Macerata. Il SAL zero, inoltre, può agevolare anche l'accesso al credito bancario, offrendo maggiore prevedibilità ai flussi finanziari. I benefici non riguardano soltanto le imprese edili, ma l'intera filiera della ricostruzione: elettricisti, termoidraulici, falegnami, fabbri e tutte le attività artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli interventi. Questo, tuttavia, non significa che il sistema non debba essere accompagnato da verifiche adeguate. Cna Macerata riconosce la necessità di controlli rigorosi ed efficaci, soprattutto alla luce delle criticità emerse nel dibattito sul funzionamento dello strumento. «Alcuni strumenti di verifica erano previsti e sono tuttora presenti. Occorre accertare dove e perché non abbiano funzionato adeguatamente e, se necessario, rafforzarli», sottolinea Giglietti. Tra le possibili soluzioni indicate dall'associazione ci sono anche una revisione al ribasso del tetto massimo dell'anticipazione, qualora ritenuto eccessivo, e controlli più puntuali sull'effettivo avanzamento delle attività, sulla capacità operativa delle imprese, sul numero di cantieri gestiti contemporaneamente e sulla filiera dei subappalti. La posizione di Cna è dunque quella di preservare la funzione dello strumento, intervenendo sulle eventuali criticità senza penalizzare l'intero sistema produttivo. «Non bisogna confondere l'utilità di uno strumento con gli eventuali utilizzi irregolari che ne possono essere stati fatti», precisa il presidente. In gioco, secondo l'associazione, c'è anche la possibilità di mantenere sul territorio le ricadute economiche e occupazionali della ricostruzione, favorendo la partecipazione delle piccole imprese locali e sostenendo l'indotto artigiano. «Senza uno strumento come il SAL zero, la ricostruzione rischierebbe di diventare appannaggio quasi esclusivo delle grandi imprese, le sole con la capacità finanziaria di sostenere per mesi e mesi i costi dei cantieri. A farne le spese sarebbero le piccole aziende del territorio e tutto l'indotto artigiano, con gravi conseguenze per l'economia locale», conclude Giglietti.

Banche "in fuga" dalle Marche: Macerata perde il 44,7% degli sportelli in dieci anni

Banche "in fuga" dalle Marche: Macerata perde il 44,7% degli sportelli in dieci anni

29/10/2026 15:15

La provincia di Macerata ha perso il 44,7% degli sportelli bancari in dieci anni, un dato che la colloca al secondo posto nelle Marche per intensità della riduzione, subito dopo Ancona. È uno dei numeri più significativi dell'analisi sulla desertificazione bancaria diffusa dalla Cgil Marche e dalla Fisac Cgil Marche, elaborata a partire dai dati Ires Marche. Il fenomeno riguarda l'intero territorio regionale. Dal 2016 a oggi, il numero degli sportelli bancari tradizionali e di credito cooperativo è passato da 1.046 a 584, con una perdita complessiva di 462 filiali, pari al 44,2%. Un calo superiore alla media nazionale, ferma al 35,2%, che secondo il sindacato colloca le Marche al primo posto in Italia per desertificazione bancaria. Nel confronto tra i territori marchigiani, la provincia di Macerata registra una contrazione del 44,7%. A fare peggio è soltanto quella di Ancona, con il 48,5%. Seguono Pesaro e Urbino, con il 44,3%, Ascoli Piceno, con il 40,4%, e Fermo, con il 33,7%. La riduzione degli sportelli pesa soprattutto sulla possibilità di accedere ai servizi bancari vicino a casa, con ricadute per cittadini, anziani, famiglie e imprese. Una questione particolarmente rilevante per le aree interne del Maceratese, dove la distanza dai principali centri abitati può rendere più difficile raggiungere una filiale. "La tutela delle aree interne e di una parte così consistente del territorio marchigiano passa anche dal mantenimento dei servizi bancari, necessari ai cittadini, fondamentali per le imprese. Su questo, la Regione intervenga al più presto", afferma Giuseppe Santarelli, segretario generale della Cgil Marche. I dati evidenziano una progressiva riduzione della presenza bancaria anche nei territori più periferici. Nei comuni periferici marchigiani la diminuzione degli sportelli raggiunge il 49,4%. La contrazione è del 44,4% nei centri e del 43,1% nelle aree interne considerate nel loro complesso. Dal 2016, 53 comuni marchigiani che disponevano di almeno uno sportello bancario sono rimasti senza filiali. A questi si aggiungono 31 comuni che erano già privi del servizio: oggi, quindi, sono 84 i comuni senza sportelli, pari al 37,3% del totale regionale. Il fenomeno interessa oltre 12mila residenti, secondo i dati diffusi dal sindacato, mentre il peso dei comuni senza filiali sale al 49,5% nelle aree interne e al 52,5% nei comuni periferici. In queste zone, dunque, più della metà dei comuni risulta priva di uno sportello bancario. Anche il cratere del sisma presenta una situazione significativa: 22 comuni hanno perso l'ultimo sportello dal 2016, pari al 25,9% dei territori considerati. Complessivamente, nell'area del cratere sono 42 i comuni senza filiali, con circa 45mila residenti coinvolti. Per Daniele Boccetti, segretario regionale della Cgil Marche, la riduzione dei servizi bancari si inserisce in un quadro più ampio di arretramento dei presidi territoriali: "Nel territorio si dimezzano gli sportelli bancari e diminuiscono significativamente anche gli uffici postali, almeno in termini di orari di apertura e presenza territoriale. Questo contribuisce ad alimentare un senso di abbandono e di assenza dello Stato, che mina la coesione sociale della comunità". Riccardo Romano, segretario della Fisac Cgil Marche, richiama invece le conseguenze per lavoratori e clienti, oltre all'impatto sull'occupazione nel settore: "Questa politica di desertificazione causa disagi anche alle lavoratrici e ai lavoratori proprio in un periodo in cui la digitalizzazione dovrebbe favorire un lavoro che va verso i lavoratori, e i clienti e non viceversa. Non va inoltre dimenticato che alla desertificazione fa seguito la riduzione degli addetti di settore tramite il fondo di solidarietà che implica una riduzione del reddito dei prepensionati residenti in Regione. Da ultimo non dimentichiamo come le Banche siano un presidio di legalità a tutela del fenomeno dell’usura e come il carattere di servizio a interesse pubblico del servizio bancario deve essere fatto valere dalla politica".  

Scuola e università

Diritto di voto e doveri civici, l'Università di Macerata lancia un corso gratuito

Diritto di voto e doveri civici, l'Università di Macerata lancia un corso gratuito

30/10/2026 15:30

L'Università di Macerata mette a disposizione un percorso di formazione dedicato ai doveri civici e alle regole del seggio elettorale. Promuovere la conoscenza dei doveri civici e delle regole che disciplinano lo svolgimento delle operazioni elettorali, contribuendo a rafforzare la consapevolezza del valore della partecipazione democratica. È questo il tema al centro di “Cittadinanza e diritto di voto. Per-corso di formazione su doveri civici e regole del seggio elettorale”, promosso da Università e Prefettura di Macerata.   Il percorso affronta un aspetto fondamentale della vita democratica: il rapporto tra l'esercizio del diritto di voto, i doveri civici e il rispetto delle regole che ne garantiscono il corretto svolgimento. Un tema che coinvolge non soltanto la dimensione giuridica, ma anche il significato della responsabilità individuale e collettiva nella partecipazione alla vita pubblica.   Il corso è gratuito e prevede 12 ore di lezione e un laboratorio pratico di 4 ore, svolto con la collaborazione del Comune di Macerata - servizi demografici. Al termine sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Le iscrizioni sono aperte e la prima lezione si svolgerà il 9 novembre. Tutte le informazioni sono disponibili nel sito del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata https://giurisprudenza.unimc.it.     Il voto, riconosciuto dall'articolo 48 della Costituzione come personale, eguale, libero e segreto, rappresenta uno degli strumenti fondamentali della democrazia. La sua attuazione richiede un sistema di regole e garanzie, la cui conoscenza contribuisce a comprendere il funzionamento delle istituzioni democratiche. In questa prospettiva, il percorso formativo unisce la riflessione sui principi della cittadinanza all'attenzione per gli aspetti che riguardano il funzionamento del seggio elettorale, offrendo anche una preparazione utile a coloro che intendano iscriversi all’albo degli scrutatori di seggio elettorale.   La collaborazione tra Università e Prefettura assume così un particolare significato sul piano dell'educazione alla cittadinanza: un'iniziativa che mette in dialogo il mondo accademico e le istituzioni del territorio, valorizzando la formazione come strumento per diffondere la conoscenza delle regole democratiche e favorire una partecipazione più consapevole alla vita della comunità

Unicam, Premio Mazzi alla ricercatrice Paola Stabile per gli studi sull'economia circolare

Unicam, Premio Mazzi alla ricercatrice Paola Stabile per gli studi sull'economia circolare

30/10/2026 15:00

Un riconoscimento al valore della ricerca scientifica e al suo contributo alle sfide ambientali del futuro. La dottoressa, Paola Stabile, ricercatrice della Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino, ha ricevuto il Premio Mazzi nel corso del Congresso nazionale congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia. Un premio che valorizza il lavoro svolto nello studio dei materiali derivati dai rifiuti e delle loro potenzialità nell'ambito dell'economia circolare. Durante il congresso, Stabile ha inoltre coordinato per la quarta volta la sessione scientifica dedicata ai geomateriali derivati dai rifiuti e al loro riutilizzo sostenibile, con particolare attenzione alle tecniche avanzate di caratterizzazione mineralogica. Nel corso dell'appuntamento scientifico la ricercatrice ha presentato uno studio sul comportamento e sulla stabilizzazione dei metalli pesanti presenti nel bottom ash, ovvero le ceneri pesanti prodotte dagli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani. Si tratta di materiali complessi, composti da fasi vetrose e cristalline, che possono contenere sia elementi potenzialmente inquinanti sia sostanze di interesse strategico e tecnologico. Comprendere come questi elementi si distribuiscono nelle diverse componenti mineralogiche è fondamentale per valutarne i possibili rischi ambientali e individuare modalità di recupero e riutilizzo. Proprio su questo aspetto si concentra il lavoro di ricerca di Paola Stabile, che punta a individuare nuove opportunità per trasformare residui e scarti in materiali utili. Il premio ottenuto sarà destinato a sostenere un ulteriore approfondimento scientifico ad alta temperatura sulla cristallochimica e sulla distribuzione degli elementi durante la vetrificazione degli scarti da incenerimento. Particolare attenzione sarà riservata al possibile recupero di elementi minori di valore. «La mia attuale attività di ricerca si concentra sullo studio dei materiali derivati da rifiuti e residui industriali, con particolare attenzione ai processi che permettono di trasformare uno scarto in una nuova risorsa», spiega la ricercatrice. «Comprendere come questi elementi si distribuiscono tra le diverse fasi mineralogiche è fondamentale per valutare sia il loro impatto ambientale sia le possibili strategie di recupero e riutilizzo». Per raggiungere questi obiettivi vengono impiegate diverse tecniche di indagine, tra cui la diffrazione a raggi X, le analisi chimiche, la microscopia elettronica e le spettroscopie infrarossa e Raman. Un insieme di strumenti che consente di studiare le trasformazioni delle ceneri durante i trattamenti termici, approfondendo i processi di cristallizzazione, fusione e vetrificazione e il modo in cui gli elementi metallici vengono incorporati e stabilizzati nelle componenti vetrose o cristalline. Il lavoro si inserisce in una prospettiva più ampia di economia circolare, nella quale il rifiuto non viene considerato soltanto un materiale da smaltire, ma una possibile risorsa da conoscere, caratterizzare e valorizzare. Le conoscenze mineralogiche e cristallochimiche possono infatti contribuire allo sviluppo di nuovi geomateriali, vetri e vetro-ceramiche ottenuti da materie seconde. «La ricerca scientifica può offrire un contributo concreto alle grandi sfide ambientali contemporanee», sottolinea infine Stabile. «Studiare in profondità la struttura e la composizione dei materiali significa acquisire conoscenze fondamentali per ridurre l'impatto ambientale, utilizzare in modo più efficiente le risorse e sviluppare nuove soluzioni tecnologiche per trasformare ciò che oggi consideriamo uno scarto in una possibile risorsa per il futuro». Un risultato che premia dunque il lavoro della ricercatrice e conferma il ruolo della ricerca universitaria nello sviluppo di soluzioni innovative per una gestione più sostenibile dei materiali e delle risorse.

Cultura

MarcheStorie porta San Francesco a Belforte del Chienti: ripercorrendo le vie del cammino

MarcheStorie porta San Francesco a Belforte del Chienti: ripercorrendo le vie del cammino

30/10/2026 14:00

Parte il nuovo progetto Marchestorie della rete che comprende i comuni tra il Fiastrone ed il Chienti: Caldarola, Camporotondo, Cessapalombo, Belforte.  Una staffetta che l’Associazione Esteuropaovest idealmente fa con l’altro progetto "Antigone e Francesco”, che dopo Fiastra ha toccato Serrapetrona.  Nel nome di San Francesco parte questo secondo progetto: proprio da quel territorio dell'Italia centrale di cui le Marche fa parte, dove fece il suo primo pellegrinaggio fuori dall'Ubria. Da qui, Francesco continuò a viaggiare per altri dieci anni, fino al 1219, divenendo nel mondo il più italiano dei Santi, oltre che uno dei padri della nostra lingua. Per diffondere il pensiero francescano, è stato scelto il mezzo del teatro dal vivo, quello che riesce a tramandare la memoria umana e sacra di Francesco e dei luoghi che a lui rimandano, trovando ascolto specie nelle giovani generazioni. È il Francesco più legato alla natura il protagonista della giornata di domenica 1 novembre a Belforte del Chienti, il suo pensiero ecologista e naturista: la giornata inizierà alle ore 16:00 nella Chiesa di S.Eustachio, con la Conferenza sull’ enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica humanitas” con relatore Don Oreste Campagna. L’enciclica di papa Leone XIV sostiene la centralità dell’essere umano, il valore infinito di ogni persona contro i rischi di disumanizzazione derivanti dal modello tecnocratico. Sostiene il primato della coscienza e della responsabilità morale per la gestione della tecnologia e dell’intelligenza artificiale che rischia di essere strumento di esclusione, profitto asimmetrico o controllo geopolitico da parte di pochi monopoli. La conferenza è curata dalla Biblioteca Comunale. A seguire, alle ore 17:30 l’evento principale "Cercando Francesco tra la Montagna Sacra" di Giorgio Felicetti, con Moira Ciccioli, Gian Paolo Valentini, Rachele Morelli e Giovanni Aiardo Esposito. Per cercare Francesco bisogna ripartire da quel primo cammino che dall’Umbria passava attraverso l’Appennino fino alla Marca. Lo spettacolo ripercorre nella memoria quelle vie che San Francesco utilizzò ottocento anni fa per le sue predicazioni tra le Marche meridionali e quelle del centro-nord della regione. Un viaggio che dal paganesimo arriva ai giorni nostri, indica una religiosità fatta di luoghi, di popoli e gente in cammino, alla ricerca del Sacro. Francesco ricerca Dio nel mondo della sofferenza, della miseria, della emarginazione, ed è quella ricerca che gli attori e le attrici in scena saranno chiamati ad affrontare, nella sofferenza ancor viva nel cratere sismico. Così come le sue parole per la “cura” del mondo e della natura saranno guida a questo “viaggio teatrale” davanti al polittico capolavoro di Giovanni Boccati, dentro la bellissima chiesa di Sant’Eustachio di Belforte, le cui origini sono coeve al Santo Francesco.  Alla fine dello spettacolo risuonerà forte una domanda: e se Francesco tornasse oggi, come sarebbero accolti lui e le sue parole, e quale aspetto avrebbe?  A chiusura di un pomeriggio denso di significati, alle ore 19:00 in piazza la Castagnata di Ognissanti, un rito comunitario di profondo senso sociale, che va oltre la degustazione del frutto autunnale. Storicamente la Castagnata di Ognissanti è legata alla cultura rurale e parrocchiale italiana, rappresenta un momento di coesione, inclusione e solidarietà fra i cittadini.    Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito. 

San Severino, a dieci anni dal sisma torna la mostra fotografica di Luca Maria Cristini: l’arte salvata dalle macerie

San Severino, a dieci anni dal sisma torna la mostra fotografica di Luca Maria Cristini: l’arte salvata dalle macerie

29/10/2026 15:52

L’arte sepolta e poi salvata, quella che ha rischiato di scomparire per sempre sotto le macerie del terremoto e che non dobbiamo dimenticare. Torna in mostra a San Severino attraverso gli scatti di Luca Maria Cristini, che hanno fissato l’impatto emotivo del ritrovamento di statue e opere sacre dopo il sisma. Si intitola “Scherza coi fanti e lascia stare i santi” l’esposizione fotografica riallestita il 26 ottobre nello “Scrigno della Gioia”, nella chiesa di San Giovanni. Il progetto aveva già offerto in passato un piccolo contributo a quella ricostruzione sociale necessaria quanto quella fisica, ormai avviata. Questa volta ha in più una finalità benefica. Cristini, architetto, nei giorni del terremoto era responsabile dei beni culturali dell’Arcidiocesi di Camerino e San Severino. Ha lavorato a lungo insieme ai Vigili del Fuoco, ai volontari e ai “Monuments Men” dell’Arma, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale guidati dal colonnello Carmelo Grasso, per mettere in salvo il maggior numero possibile di opere dai luoghi di culto distrutti o a rischio crollo. In quei frangenti coglieva anche istantanee non tecniche, dal forte accento emozionale. “Ho scattato queste foto, senza alcuna velleità artistica, con uno smartphone o, nel migliore dei casi, con una fotocamera amatoriale”, racconta. “Quello che ho voluto fissare è il sentimento vivo che le statue sacre, anche ridotte in frammenti, mi trasmettevano in quei momenti concitati”. Calate forzatamente dagli altari, quelle sculture sembravano animarsi, trasmettendo paura, dolore, smarrimento, talvolta abbandono e rassegnazione. La mostra, già ospitata in passato al Pino’s Bar, nella Pinacoteca comunale “Pietro Tacchi-Venturi” di San Severino e sul bus Setra del 1975 della Contram, in versione itinerante tra Camerino e Visso, raccoglie immagini riprese tra settembre 2016 e marzo 2017 durante le decine di operazioni di recupero in chiese e musei danneggiati. Tra le migliaia di foto scattate per documentare la messa in sicurezza, Cristini ne ha selezionate venti. L’allestimento è stato possibile anche grazie alla collaborazione dello store Upim di San Severino e di Gammario Borri. Il catalogo, edito dalla settempedana Hexagon di Pamela Natalini, raccoglie i contributi della giornalista Maria Francesca Alfonsi e del critico fotografico Alberto Pellegrino. Quest’ultimo osserva come le fotografie siano la prova di quanto possano cambiare la vita e l’ambiente di una comunità quando un evento naturale tragico frantuma o cancella una memoria stratificata nei secoli. Pellegrino firma anche un saggio sulla devozione popolare, ne analizza gli aspetti sociologici e umani. Alfonsi, nella presentazione, sottolinea che le immagini ricordano quanto sia poco il tempo rimasto per non disperdere una memoria preziosa, fatta non solo di grande arte ma anche di una lunga pratica democratica: su questi monti, ricorda, nacque anzitempo l’idea d’Europa. Il tempo è poco e l’avversario è l’indifferenza, perché senza memoria non si costruisce il futuro. A dieci anni dal sisma emergono anche segnali positivi: alcune delle opere riprodotte sono state restaurate e sono tornate a disposizione di fedeli e appassionati. Tra queste la celebre “Madonna delle Rose” di San Placido di Ussita, oggi al MARec, il museo allestito dalla diocesi di Camerino nell’ex palazzo vescovile di San Severino. Fu proprio Cristini a suggerire e ottenere, superate le prime perplessità degli enti di tutela, che gran parte delle opere provenienti dall’area epicentrale vi fossero depositate. La mostra è dedicata alle tante donne e uomini della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’ordine, del volontariato, degli enti di tutela e della comunicazione che, con sacrificio, fatica e dolore, animati da un inspiegabile “sacro furore” tipico dei momenti di emergenza, hanno lavorato al recupero delle testimonianze di devozione e d’arte nel territorio ferito dal Sisma Centro Italia 2016. Il ricavato della vendita dei cataloghi sarà interamente devoluto alle missioni dei padri Cappuccini di San Severino nel Corno d’Africa, attive soprattutto nella regione del Wolayta, tramite l’associazione “Sorrisi per l’Etiopia”. Chi lo desidera può inoltre contribuire con donazioni dirette all’associazione (Sorrisi per l’Etiopia ETS).

Eventi

Macerata Jazz Winter, Matteo Paggi e Fabrizio Bosso pronti ad infiammare il Lauro Rossi

Macerata Jazz Winter, Matteo Paggi e Fabrizio Bosso pronti ad infiammare il Lauro Rossi

31/10/2026 17:00

Dopo il successo della serata inaugurale con Simona Molinari, che ha fatto registrare un Teatro Lauro Rossi gremito, Macerata Jazz Winter torna martedì 3 novembre, alle 21.15, con un incontro in esclusiva tra il trombonista marchigiano Matteo Paggi e Fabrizio Bosso, uno dei più apprezzati trombettisti della scena jazz italiana. Al centro del secondo appuntamento della 57ª edizione della rassegna ci sarà “Giraffe”, il progetto con cui Paggi esplora nuove direzioni musicali, intrecciando jazz, influenze rock, ricerca melodica ed elettronica. Organizzata da Musicamdo Jazz, con la direzione artistica di Daniele Massimi, e promossa dal Comune di Macerata – Assessorato alla Cultura, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Marche, in collaborazione con I-Jazz, Università di Macerata e Consorzio Marche Spettacolo, la rassegna prosegue il suo percorso tra grandi interpreti internazionali, nuove generazioni di musicisti e incontri artistici originali, confermando il Teatro Lauro Rossi come uno dei palcoscenici di riferimento per il jazz nelle Marche. Classe 1997, originario delle Marche e oggi residente nei Paesi Bassi, Matteo Paggi è tra i protagonisti più interessanti della nuova generazione del jazz italiano. Il suo percorso artistico ha conosciuto una svolta nel 2022, quando una chiamata dell'ultimo minuto da parte di Enrico Rava per un concerto in quintetto si è trasformata nell'ingresso stabile nei Fearless Five. Un'esperienza che lo ha portato a confrontarsi con uno dei grandi maestri del jazz italiano e a maturare un linguaggio personale, aperto alla contaminazione e alla sperimentazione. Nel 2025 sono arrivati importanti riconoscimenti: i Fearless Five sono stati premiati dal referendum Top Jazz della rivista Musica Jazz come migliore formazione e per il miglior disco dell'anno, mentre Paggi si è aggiudicato il titolo di Miglior Nuovo Talento e il riconoscimento Next Jazz Generation 2025 di I-Jazz. Premi che ne confermano il percorso di crescita e la capacità di affermarsi con una propria identità artistica. A Macerata presenterà il secondo capitolo discografico di “Giraffe”, un progetto di composizioni originali il cui nome richiama simbolicamente la capacità di guardare lontano, oltre i confini dei generi e delle convenzioni musicali. Un universo sonoro nel quale l'improvvisazione jazzistica incontra sonorità rock, suggestioni elettroniche e una forte attenzione alla melodia. Ad arricchire il concerto sarà la presenza straordinaria di Fabrizio Bosso, artista capace di coniugare virtuosismo, intensità espressiva e una straordinaria sensibilità melodica. Un incontro in esclusiva che metterà a dialogo due generazioni del jazz italiano, tra esperienza e nuove prospettive creative. Sul palco, accanto a Matteo Paggi al trombone e all'elettronicae Fabrizio Bosso alla tromba, saliranno Lorenzo Simoni al sax alto, Vittorio Solimene al pianoforte, Andrea Grossi al contrabbasso e Andrea Carta alla batteria. La serata di Macerata Jazz prenderà il via già alle 19.30 al Centrale, in Piazza della Libertà, con “Il gusto del jazz”, il ciclo di aperitivi in concerto che accompagna gli appuntamenti al Lauro Rossi. Protagonista sarà la Sunshine Band, con Monia Marinozzi alla voce, Tonino Monachesi alla chitarra, Giuseppe Barabucci al contrabbasso e Marco Brandi alla batteria, affiancati per l'occasione dal sassofonista Fabrizio Caraceni. Dopo il concerto in teatro, alle 23.30, il Centrale tornerà ad animarsi con la tradizionale jam session, spazio di incontro e improvvisazione aperto ai musicisti, che prolungherà la serata nel segno della condivisione. Accanto alla programmazione musicale, Macerata Jazz rinnova la propria attenzione alla memoria e alla formazione. Nel programma della stagione trova spazio anche una mostra dedicata a Carlo Pieroni, storico fotografo e amico del festival, scomparso la scorsa estate e ricordato con emozione durante la serata inaugurale, quando è stata consegnata una targa commemorativa ai suoi figli. Prosegue inoltre la collaborazione con l'Università di Macerata attraverso IMPROVEisACTION, il laboratorio curato da Emanuela Sabbatini, responsabile dell'ufficio stampa e della comunicazione del festival, che coinvolge gli studenti nel racconto della rassegna affiancando lo staff di Musicamdo. I biglietti per il concerto sono disponibili sul circuito Vivaticket e presso la Biglietteria dei Teatri di Macerata, in Piazza Mazzini 10 (tel. 0733 230735). Per gli appuntamenti al Centrale è possibile prenotare un tavolo al numero 0733 1778664. Informazioni su www.musicamdo.it. Il prossimo appuntamento di Macerata Jazz Winter sarà giovedì 19 novembre, alle 21.15, al Teatro Lauro Rossi, con il Gerald Clayton Trio. Il pianista e compositore statunitense, artista Blue Note e sei volte candidato ai Grammy Awards, arriverà a Macerata nell'ambito del suo tour mondiale insieme a Joe Sanders al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria, per una serata dedicata all'improvvisazione e al dialogo musicale tra tre protagonisti della scena jazz internazionale.

Matelica, consegnati sei alloggi popolari dopo i lavori post-sisma

Matelica, consegnati sei alloggi popolari dopo i lavori post-sisma

30/10/2026 19:10

Sette appartamenti di proprietà dell'Erap nel condominio di via Sciamanna 4, a Matelica, sono stati interessati da un intervento di manutenzione straordinaria che ha consentito di migliorare la sicurezza sismica e l’efficienza energetica dell’edificio. Sei abitazioni sono state consegnate oggi alle famiglie assegnatarie, mentre la settima sarà riservata alla mobilità. La cerimonia si è svolta direttamente nello stabile, dopo un primo incontro in Comune. Presenti il presidente di Erap Marche, Tommaso Fagioli, l’ingegnere Ettore Pandolfi, responsabile del presidio Erap di Macerata, il sindaco Denis Cingolani, l’assessore Barbara Cacciolari e il presidente del Consiglio comunale Sauro Falzetti. Gli interventi hanno riguardato il miglioramento sismico e l'efficientamento energetico del condominio. In particolare, sono state coibentate tutte le superfici, sostituiti gli infissi e i generatori autonomi con caldaie a condensazione da 24 kW per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Sono state inoltre inserite le canne fumarie, ripristinata la pavimentazione dei marciapiedi esterni e sostituiti i parapetti. A queste opere si sono aggiunti ulteriori lavori di manutenzione ordinaria finanziati con fondi dell'ente: tra questi, la sostituzione dei portoncini d'ingresso e l'installazione di nuovi sanitari, con l'obiettivo di rendere gli appartamenti immediatamente abitabili. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Denis Cingolani, che ha sottolineato il valore della consegna anche in occasione del decimo anniversario dal terremoto del 2016. "Come amministrazione comunale, siamo davvero molto contenti, in occasione del decimo anniversario dal sisma, di poter riconsegnare alla comunità un altro pezzetto di Matelica. Dopo diversi anni di attesa la consegna di questi sette alloggi rappresenta finalmente una risposta positiva e concreta per la nostra comunità, perché significa mettere a disposizione nuove opportunità abitative per famiglie che ne hanno bisogno". Il primo cittadino ha evidenziato l'importanza di poter disporre di abitazioni pubbliche rinnovate e più sicure: "La casa è un elemento fondamentale e poter contare su alloggi pubblici rinnovati, più sicuri ed efficienti dal punto di vista energetico è un valore aggiunto per tutto il territorio". Cingolani ha quindi ringraziato Erap Marche per aver seguito il progetto e gli uffici comunali impegnati nelle procedure di assegnazione, insieme ai condomini, all'amministratore, alla ditta esecutrice, ai legali e ai tecnici coinvolti. "Avere una casa per una famiglia significa dignità e stabilità. Continueremo a lavorare insieme agli enti competenti affinché il patrimonio di edilizia residenziale pubblica possa rappresentare sempre più uno strumento efficace per sostenere le famiglie e garantire il diritto alla casa", ha concluso.

Curiosità

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

29/10/2026 17:30

A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, San Severino Marche torna al centro del racconto internazionale sul sisma. La rivista National Geographic ha dedicato uno speciale alla ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano, con un reportage dal titolo "Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso". Il servizio, pubblicato sul sito italiano della rivista e corredato dalle fotografie del settempedano Claudio Scarponi, ripercorre lo stato dei cantieri e le ferite ancora aperte nei territori colpiti dal terremoto. Tra le immagini scelte per documentare le conseguenze del sisma e il lungo percorso di ripartenza c'è anche uno scatto dell'interno del palasport comunale Albino Ciarapica di viale Mazzini, a San Severino Marche. Il palasport che accolse 180 sfollati La fotografia riporta alla memoria i giorni più difficili dell'emergenza, quando la struttura sportiva fu trasformata in uno dei principali centri di accoglienza allestiti dal Comune. Il palasport mise a disposizione 180 posti letto per gli sfollati, offrendo un primo riparo alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo le scosse. L'accoglienza a San Severino non si limitò al palasport. Altri centri furono attivati nelle palestre dell'Istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" e del plesso scolastico di Cesolo, oltre che in una struttura modulare installata nei pressi della chiesa della frazione. Una rete di spazi e interventi che testimoniò la risposta della comunità settempedana nelle ore e nei giorni più complessi, quando fu necessario trovare rapidamente una sistemazione per le persone rimaste senza casa. La ricostruzione ancora in corso Il reportage di National Geographic riporta l'attenzione su un territorio che, a distanza di dieci anni dal terremoto, continua a fare i conti con la ricostruzione. Le immagini di Scarponi raccontano non soltanto i segni lasciati dalle scosse e l'avanzamento dei lavori, ma anche la memoria di quanto accadde e la capacità delle comunità locali di affrontare l'emergenza. Per San Severino Marche, la presenza del palasport Albino Ciarapica tra gli scatti pubblicati rappresenta anche l'occasione per ricordare la solidarietà e l'organizzazione messe in campo per assistere gli sfollati. Un frammento della storia del terremoto che torna oggi sotto i riflettori, mentre il percorso di ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano non è ancora concluso. Il reportage completo è disponibile sul sito di National Geographic a questo link: Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso.

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

27/10/2026 17:00

Cento anni di ricordi, esperienze e legami familiari. Celestino Morosi ha raggiunto lo straordinario traguardo del secolo di vita e ha festeggiato il compleanno nella casa di riposo di Castelraimondo, dove è attualmente ospite, circondato dall'affetto dei figli Simonetta e Aurelio, dei nipoti e dei suoi cari. Originario di Castelraimondo, Morosi ha trascorso gran parte della propria vita a Matelica, mantenendo il legame con il territorio d'origine. La ricorrenza è stata l'occasione per riunire la famiglia e celebrare un percorso lungo un secolo, caratterizzato da tante esperienze e dagli affetti costruiti nel tempo. Alla festa ha partecipato anche Barbara Cacciolari, assessore del comune di Matelica, che ha portato al centenario gli auguri e i saluti del sindaco Denis Cingolani. Gli auguri sono arrivati anche dall'amministrazione comunale di Castelraimondo. Il sindaco Patrizio Leonelli e l'assessore Ilenia Cittadini hanno rivolto a Celestino un messaggio di affetto: "Raggiungere i cento anni è un traguardo davvero speciale, che porta con sé una vita intera di ricordi, esperienze e affetti. A Celestino rivolgiamo i nostri più affettuosi auguri e l'abbraccio di tutta Castelraimondo". Gli amministratori hanno sottolineato anche il valore della festa organizzata nella struttura cittadina: "Siamo felici che questo compleanno sia stato festeggiato nella nostra Casa di riposo, circondato dall'affetto della sua famiglia e delle persone che ogni giorno se ne prendono cura. A Celestino auguriamo serenità e ancora tanti momenti belli da condividere". Un ringraziamento è stato infine rivolto alla Casa di riposo di Castelraimondo per aver accolto e celebrato questo importante traguardo, rendendo speciale il compleanno del centenario.

Varie

Civitanova, oltre 1,2 milioni di euro per rifare le strade: ecco tutte le vie interessate dai lavori

Civitanova, oltre 1,2 milioni di euro per rifare le strade: ecco tutte le vie interessate dai lavori

31/10/2026 11:40

Oltre un milione e 200mila euro per rifare gli asfalti e migliorare la sicurezza delle strade di Civitanova Marche. La giunta comunale ha approvato un nuovo piano di manutenzione straordinaria che interesserà diverse arterie cittadine, dal centro alle zone periferiche, con interventi di rifacimento del manto stradale e sistemazione di alcuni tratti di marciapiede. Il primo intervento è già stato completato: si tratta dei lavori in via Dante Alighieri, nel tratto compreso tra la rotatoria di San Marone e via Quasimodo, per un investimento di 204.600 euro. Il programma proseguirà con una serie di opere distribuite in diversi quartieri della città. Tra gli interventi economicamente più consistenti figurano quelli in via Regina Elena, dove saranno investiti 211mila euro per il rifacimento del manto stradale, e in via Nino Bixio, che sarà interessata da una nuova asfaltatura completa per un importo di 210mila euro. Altri 150mila euro sono stati stanziati per via Einaudi, dove i lavori riguarderanno una porzione delle corsie est, a partire dalla rotatoria all'intersezione con via Quintino Sella. La stessa cifra sarà destinata a corso Umberto I, nel tratto compreso tra via Lauro Rossi e via Duca degli Abruzzi. Il piano comprende anche interventi nelle zone periferiche. In via Querini sono previsti lavori per 60mila euro, che oltre al rifacimento dell'asfalto comprenderanno la realizzazione di alcuni tratti di marciapiede per completare e raccordare la rete pedonale esistente. In via Costa, a partire da via Dalla Chiesa, sarà realizzata una nuova asfaltatura con uno stanziamento di 90mila euro. Ulteriori 95mila euro serviranno per sistemare alcuni tratti di via James Cook, via Vasco de Gama e via Pisani. Chiude il programma un intervento da 50mila euro sulla strada della Chiusa, in contrada Piane di Chienti, nel tratto compreso tra strada del Vallato e strada provinciale Montecosaro. "Con questo piano andiamo ad agire su numerose strade, dal centro alle periferie, confermando la volontà di prestare attenzione a tutto il territorio comunale. È un impegno concreto che portiamo avanti con programmazione e responsabilità", dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica. Sull'importanza degli interventi si è soffermato anche l'assessore ai Lavori pubblici Ermanno Carassai: "Si tratta di un programma di interventi articolato, che ci consentirà di agire su diverse criticità della viabilità cittadina. Non si tratta soltanto di stendere nuovo asfalto, ma di migliorare concretamente la sicurezza e la funzionalità della rete stradale".

Crucianelli Rest/Edile, i lavoratori per ora escludono lo sciopero: "Monitoriamo la situazione"

Crucianelli Rest/Edile, i lavoratori per ora escludono lo sciopero: "Monitoriamo la situazione"

31/10/2026 11:30

Nessuno stato di agitazione, almeno per il momento, e un monitoraggio costante sulla situazione aziendale. È la posizione espressa dai lavoratori della Crucianelli Rest/Edile di Tolentino, al termine dell'assemblea sindacale che si è svolta oggi, alla presenza delle organizzazioni Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Al centro del confronto, le preoccupazioni per il futuro dell'impresa e per la tutela dei posti di lavoro, in un quadro ancora condizionato dagli sviluppi dell'inchiesta "Ricostruzione". A fare il punto sono le stesse sigle sindacali, che riferiscono come, allo stato attuale, l'azienda abbia dichiarato di proseguire regolarmente la propria attività lavorativa. "Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, inoltre, non risultano ordinanze giudiziarie che abbiano disposto il blocco dei conti correnti aziendali o impedito l'esecuzione dei pagamenti", sottolineano i sindaco. Un quadro che, almeno per il momento, consentirebbe di guardare con maggiore fiducia alla corresponsione delle retribuzioni. Le organizzazioni sindacali precisano, tuttavia, che la regolarità degli stipendi resta legata al mantenimento delle condizioni attuali e all'eventuale assenza di provvedimenti giudiziari che possano disporre il blocco dei SAL, gli stati di avanzamento dei lavori. Proprio su questo aspetto si concentra una delle principali incognite per il futuro della società, il cui ruolo nella ricostruzione post-sisma è emerso nell'ambito dell'indagine condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona. L'inchiesta ha portato all'arresto dell'imprenditore Enrico Crucianelli e ha acceso i riflettori sulle attività e sui rapporti economici legati alla ricostruzione. Durante l'assemblea di oggi, i dipendenti hanno avuto modo di confrontarsi con i rappresentanti sindacali, esprimendo le proprie preoccupazioni e chiedendo che l'evoluzione della situazione venga seguita con attenzione. Al termine del confronto è maturata la decisione di non proclamare, almeno in questa fase, alcuno stato di agitazione, riservandosi comunque di rivalutare la posizione qualora dovessero emergere nuovi elementi. Le tre organizzazioni sindacali hanno ribadito l'impegno a vigilare sulla salvaguardia dei posti di lavoro, sulla continuità occupazionale e sulla regolarità dei pagamenti. Un'attività di monitoraggio che potrà contare anche sulla disponibilità manifestata dall'azienda a incontrare le rappresentanze di categoria e ad aggiornarle sugli sviluppi di natura finanziaria e organizzativa. La priorità, sottolineano Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, resta la "tutela dei lavoratori e dei loro diritti, attraverso un'azione unitaria e responsabile". 

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