Ricostruzione post-sisma, tra gli arrestati Crucianelli e Pistarelli: tutti i dettagli della maxi-inchiesta
Cronaca
22/10/2026 18:10

Ricostruzione post-sisma, tra gli arrestati Crucianelli e Pistarelli: tutti i dettagli della maxi-inchiesta

Dai subappalti nei cantieri del terremoto alle presunte corruzioni negli affidamenti pubblici: il gip presso il Tribunale di Ancona ha disposto otto arresti in carcere e sequestri per oltre 57 milioni di euro. Sono 51 le persone indagate. Un sistema che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe intrecciato gli appalti della ricostruzione privata post-sisma con presunti rapporti con ambienti della criminalità organizzata, e un secondo filone relativo alla corruzione negli affidamenti pubblici. È il quadro delineato dalla Procura di Ancona nell’ambito dell’operazione "Ricostruzione", che vede tra i nomi di maggior rilievo quelli dell'imprenditore Enrico Crucianelli, già presidente Ance Macerata, e dell’avvocato Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente regionale Francesco Acquaroli, ruolo lasciato nel dicembre 2025. Il primo filone dell'inchiesta riguarda i finanziamenti pubblici destinati alla ricostruzione privata dopo il terremoto del 2016. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, "pur disponendo di una forza lavoro incompatibile con il numero degli appalti acquisiti", Crucianelli avrebbe acquisito una "posizione monopolistica nel settore della ricostruzione". Per realizzare gli interventi avrebbe fatto ricorso in maniera "sistematica" al subappalto di manodopera. Gli investigatori ipotizzano che, attraverso questo meccanismo, sarebbero entrate nella filiera imprese con criticità sotto il profilo antimafia o riconducibili, secondo l’accusa, a soggetti vicini alla criminalità organizzata. Il valore complessivo degli appalti e delle risorse esaminati si aggirerebbe intorno ai 200 milioni di euro. Le stime investigative indicano profitti per circa 39 milioni per l’impresa appaltatrice e 18 milioni per i subappaltatori. In questo filone compare anche Vincenzo Chiappalone, imprenditore edile stanziatosi a Sassoferrato dalla fine degli anni Novanta, indicato tra le persone coinvolte nell’inchiesta. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe avuto rapporti con ambienti della ’ndrangheta calabrese e avrebbe utilizzato società attive nei subappalti per operazioni fatturate solo formalmente. L'indagine, in particolare, riferisce di rapporti con la famiglia Avignone di Taurianova e Cittanova e con la cosca Crea di Rizziconi, quest'ultima già coinvolta in precedenti indagini relative all’omicidio, avvenuto a Pesaro nel 2018, del fratello del collaboratore di giustizia Gerolamo Bruzzese. Le fatture per operazioni inesistenti contestate ammonterebbero a circa 8 milioni di euro. Una parte dei pagamenti sarebbe poi stata restituita in contanti o trasferita a soggetti ritenuti legati a famiglie criminali calabresi. Tra i nomi citati nell’ambito delle società formalmente intestate a terzi figurano anche Giuseppe e Raffaele Diana, che secondo l’ipotesi investigativa sarebbero riconducibili ad ambienti vicini al clan dei Casalesi, fazione Zagaria. Secondo gli investigatori, alcune società sarebbero state intestate formalmente a prestanome per celare i soggetti che ne avrebbero avuto il controllo effettivo. Il meccanismo ipotizzato avrebbe consentito di aggirare vincoli e ostacoli amministrativi attraverso l’impiego di società formalmente riconducibili a persone diverse dai soggetti che, secondo gli inquirenti, ne avrebbero avuto il controllo effettivo. Tra le contestazioni figurano la presunta truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, la fittizia intestazione di attività economiche e, in alcuni casi, l’aggravante mafiosa. Il presunto sistema di corruzione negli appalti pubblici Un secondo filone riguarda l’ipotizzata esistenza di un "comitato d'affari" in grado di influenzare procedure pubbliche, attraverso relazioni con funzionari e amministratori e la corresponsione di denaro o altre utilità. Tra i nomi di rilievo figura Fabio Pistarelli, avvocato ed ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Secondo l’accusa, Pistarelli avrebbe ricevuto benefici per circa 105mila euro, di cui almeno 60mila in contanti e altri 45mila sotto forma di utilità, comprese opere di ristrutturazione edilizia. Nel presunto sistema sarebbero stati coinvolti intermediari, tra i quali Antonio Cervigni, imprenditore del settore termoidraulico di Pollenza, e Antonio Esposito, originario della provincia di Caserta. Le posizioni individuali e le singole contestazioni restano da valutare nelle sedi giudiziarie. Tra gli episodi esaminati dagli investigatori c’è la compravendita dell'ex monastero "Corpus Domini Le Monachette", destinato a diventare una residenza universitaria. L’immobile, di proprietà di una famiglia di imprenditori maceratesi e danneggiato dal terremoto, sarebbe stato acquistato prima del sisma per circa 2 milioni di euro e rivenduto nel 2024 per oltre 3,3 milioni. Il progetto di recupero, finanziato con risorse del ministero dell’Università e della ricerca e dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, avrebbe previsto interventi per circa 12 milioni di euro, di cui circa 6 milioni affidati a Crucianelli e successivamente subappaltati a società riconducibili, secondo l’ipotesi accusatoria, a Chiappalone. Gli inquirenti ipotizzano che, in cambio di una somma di circa 250mila euro, l'immobile sia stato fatto acquistare da Erdis Marche per destinarlo a studentato. Sarebbe stata inoltre promessa una somma pari al 2% del valore dei lavori, circa 120mila euro, al gruppo e agli altri soggetti coinvolti, tra cui il precedente proprietario dell'immobile. Nel filone degli appalti pubblici sono state esaminate anche altre procedure, tra cui la riconversione di un edificio militare ad Ancona in alloggi per studenti, alcuni affidamenti nel settore sanitario e contratti relativi alla gestione energetica e manutentiva e a strutture assistenziali. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcune delle iniziative ipotizzate non sarebbero arrivate a conclusione dopo le dimissioni di Pistarelli, avvenute nel dicembre del 2025. Il filone dell’Università di Camerino e gli altri indagati maceratesi Un ulteriore ramo dell’inchiesta riguarda procedure di appalto dell’Università di Camerino. Secondo l’ipotesi investigativa, alcuni soggetti dell’area tecnica dell’ateneo avrebbero ricevuto denaro o altre utilità in relazione a gare e affidamenti; i flussi contestati, per circa 350mila euro, sarebbero stati giustificati attraverso fatture ritenute false. Per questo filone il giudice per le indagini preliminari ha dichiarato l’incompetenza territoriale, disponendo la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria competente. Questo ramo non coinvolge Pistarelli. Tra gli indagati figurano Gian Luca Marucci, ingegnere e responsabile dell'area tecnica dell'Università di Camerino, e Bruno Mogliani e Francesco Tomassetti, geometri collegati all'ufficio tecnico dell'ateneo. Nell'elenco compaiono anche Francesco Ascenzi, architetto dell'ufficio tecnico dell'Università di Macerata, gli imprenditori maceratesi Andrea Intermesoli e Antonio Ezechielli, l'avvocato Fiorenzo Principi e l'imprenditore Adrian Tanasie, residente a Tolentino e indicato come legale rappresentante della Adriatica Costruzioni. La loro iscrizione nel registro degli indagati non implica che a ciascuno siano contestate le medesime condotte: le singole posizioni vanno distinte sulla base degli atti giudiziari. Sequestri per oltre 57 milioni di euro Il bilancio dell’operazione comprende un sequestro preventivo da 56.802.639,57 euro relativo alle presunte frodi aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche e un ulteriore sequestro preventivo da 257.200 euro nell’ambito del filone sulla corruzione. Sono inoltre tre le società sottoposte a sequestro. Le attività hanno interessato, oltre alle Marche, numerose altre regioni italiane, tra cui Lazio, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Umbria, Abruzzo, Veneto e Toscana. Alle operazioni hanno preso parte circa 230 finanzieri, impegnati anche in oltre 50 perquisizioni e acquisizioni documentali. L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari: le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento e per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

Ricostruzione post-sisma, tra gli arrestati Crucianelli e Pistarelli: tutti i dettagli della maxi-inchiesta

Ricostruzione post-sisma, tra gli arrestati Crucianelli e Pistarelli: tutti i dettagli della maxi-inchiesta
22/10/2026 18:10

Dai subappalti nei cantieri del terremoto alle presunte corruzioni negli affidamenti pubblici: il gip presso il Tribunale di Ancona ha disposto otto arresti in carcere e sequestri per oltre 57 milioni di euro. Sono 51 le persone indagate. Un sistema che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe intrecciato gli appalti della ricostruzione privata post-sisma con presunti rapporti con ambienti della criminalità organizzata, e un secondo filone relativo alla corruzione negli affidamenti pubblici. È il quadro delineato dalla Procura di Ancona nell’ambito dell’operazione "Ricostruzione", che vede tra i nomi di maggior rilievo quelli dell'imprenditore Enrico Crucianelli, già presidente Ance Macerata, e dell’avvocato Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente regionale Francesco Acquaroli, ruolo lasciato nel dicembre 2025. Il primo filone dell'inchiesta riguarda i finanziamenti pubblici destinati alla ricostruzione privata dopo il terremoto del 2016. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, "pur disponendo di una forza lavoro incompatibile con il numero degli appalti acquisiti", Crucianelli avrebbe acquisito una "posizione monopolistica nel settore della ricostruzione". Per realizzare gli interventi avrebbe fatto ricorso in maniera "sistematica" al subappalto di manodopera. Gli investigatori ipotizzano che, attraverso questo meccanismo, sarebbero entrate nella filiera imprese con criticità sotto il profilo antimafia o riconducibili, secondo l’accusa, a soggetti vicini alla criminalità organizzata. Il valore complessivo degli appalti e delle risorse esaminati si aggirerebbe intorno ai 200 milioni di euro. Le stime investigative indicano profitti per circa 39 milioni per l’impresa appaltatrice e 18 milioni per i subappaltatori. In questo filone compare anche Vincenzo Chiappalone, imprenditore edile stanziatosi a Sassoferrato dalla fine degli anni Novanta, indicato tra le persone coinvolte nell’inchiesta. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe avuto rapporti con ambienti della ’ndrangheta calabrese e avrebbe utilizzato società attive nei subappalti per operazioni fatturate solo formalmente. L'indagine, in particolare, riferisce di rapporti con la famiglia Avignone di Taurianova e Cittanova e con la cosca Crea di Rizziconi, quest'ultima già coinvolta in precedenti indagini relative all’omicidio, avvenuto a Pesaro nel 2018, del fratello del collaboratore di giustizia Gerolamo Bruzzese. Le fatture per operazioni inesistenti contestate ammonterebbero a circa 8 milioni di euro. Una parte dei pagamenti sarebbe poi stata restituita in contanti o trasferita a soggetti ritenuti legati a famiglie criminali calabresi. Tra i nomi citati nell’ambito delle società formalmente intestate a terzi figurano anche Giuseppe e Raffaele Diana, che secondo l’ipotesi investigativa sarebbero riconducibili ad ambienti vicini al clan dei Casalesi, fazione Zagaria. Secondo gli investigatori, alcune società sarebbero state intestate formalmente a prestanome per celare i soggetti che ne avrebbero avuto il controllo effettivo. Il meccanismo ipotizzato avrebbe consentito di aggirare vincoli e ostacoli amministrativi attraverso l’impiego di società formalmente riconducibili a persone diverse dai soggetti che, secondo gli inquirenti, ne avrebbero avuto il controllo effettivo. Tra le contestazioni figurano la presunta truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, la fittizia intestazione di attività economiche e, in alcuni casi, l’aggravante mafiosa. Il presunto sistema di corruzione negli appalti pubblici Un secondo filone riguarda l’ipotizzata esistenza di un "comitato d'affari" in grado di influenzare procedure pubbliche, attraverso relazioni con funzionari e amministratori e la corresponsione di denaro o altre utilità. Tra i nomi di rilievo figura Fabio Pistarelli, avvocato ed ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Secondo l’accusa, Pistarelli avrebbe ricevuto benefici per circa 105mila euro, di cui almeno 60mila in contanti e altri 45mila sotto forma di utilità, comprese opere di ristrutturazione edilizia. Nel presunto sistema sarebbero stati coinvolti intermediari, tra i quali Antonio Cervigni, imprenditore del settore termoidraulico di Pollenza, e Antonio Esposito, originario della provincia di Caserta. Le posizioni individuali e le singole contestazioni restano da valutare nelle sedi giudiziarie. Tra gli episodi esaminati dagli investigatori c’è la compravendita dell'ex monastero "Corpus Domini Le Monachette", destinato a diventare una residenza universitaria. L’immobile, di proprietà di una famiglia di imprenditori maceratesi e danneggiato dal terremoto, sarebbe stato acquistato prima del sisma per circa 2 milioni di euro e rivenduto nel 2024 per oltre 3,3 milioni. Il progetto di recupero, finanziato con risorse del ministero dell’Università e della ricerca e dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, avrebbe previsto interventi per circa 12 milioni di euro, di cui circa 6 milioni affidati a Crucianelli e successivamente subappaltati a società riconducibili, secondo l’ipotesi accusatoria, a Chiappalone. Gli inquirenti ipotizzano che, in cambio di una somma di circa 250mila euro, l'immobile sia stato fatto acquistare da Erdis Marche per destinarlo a studentato. Sarebbe stata inoltre promessa una somma pari al 2% del valore dei lavori, circa 120mila euro, al gruppo e agli altri soggetti coinvolti, tra cui il precedente proprietario dell'immobile. Nel filone degli appalti pubblici sono state esaminate anche altre procedure, tra cui la riconversione di un edificio militare ad Ancona in alloggi per studenti, alcuni affidamenti nel settore sanitario e contratti relativi alla gestione energetica e manutentiva e a strutture assistenziali. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcune delle iniziative ipotizzate non sarebbero arrivate a conclusione dopo le dimissioni di Pistarelli, avvenute nel dicembre del 2025. Il filone dell’Università di Camerino e gli altri indagati maceratesi Un ulteriore ramo dell’inchiesta riguarda procedure di appalto dell’Università di Camerino. Secondo l’ipotesi investigativa, alcuni soggetti dell’area tecnica dell’ateneo avrebbero ricevuto denaro o altre utilità in relazione a gare e affidamenti; i flussi contestati, per circa 350mila euro, sarebbero stati giustificati attraverso fatture ritenute false. Per questo filone il giudice per le indagini preliminari ha dichiarato l’incompetenza territoriale, disponendo la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria competente. Questo ramo non coinvolge Pistarelli. Tra gli indagati figurano Gian Luca Marucci, ingegnere e responsabile dell'area tecnica dell'Università di Camerino, e Bruno Mogliani e Francesco Tomassetti, geometri collegati all'ufficio tecnico dell'ateneo. Nell'elenco compaiono anche Francesco Ascenzi, architetto dell'ufficio tecnico dell'Università di Macerata, gli imprenditori maceratesi Andrea Intermesoli e Antonio Ezechielli, l'avvocato Fiorenzo Principi e l'imprenditore Adrian Tanasie, residente a Tolentino e indicato come legale rappresentante della Adriatica Costruzioni. La loro iscrizione nel registro degli indagati non implica che a ciascuno siano contestate le medesime condotte: le singole posizioni vanno distinte sulla base degli atti giudiziari. Sequestri per oltre 57 milioni di euro Il bilancio dell’operazione comprende un sequestro preventivo da 56.802.639,57 euro relativo alle presunte frodi aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche e un ulteriore sequestro preventivo da 257.200 euro nell’ambito del filone sulla corruzione. Sono inoltre tre le società sottoposte a sequestro. Le attività hanno interessato, oltre alle Marche, numerose altre regioni italiane, tra cui Lazio, Campania, Calabria, Emilia-Romagna, Umbria, Abruzzo, Veneto e Toscana. Alle operazioni hanno preso parte circa 230 finanzieri, impegnati anche in oltre 50 perquisizioni e acquisizioni documentali. L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari: le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento e per tutte le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

Cronaca

Matelica, scontro tra autocarro e vettura: autista estratto dalle lamiere e trasportato all'ospedale

Matelica, scontro tra autocarro e vettura: autista estratto dalle lamiere e trasportato all'ospedale

22/10/2026 20:28

Incidente stradale nel tardo pomeriggio di oggi in via Fratelli Sciamanna, a Matelica, dove un autocarro e un’autovettura si sono scontrati. L’allarme è scattato intorno alle 18. All’arrivo della squadra dei vigili del fuoco di Camerino, l’autista dell’autocarro era rimasto incastrato nell’abitacolo. I pompieri, in collaborazione con il personale sanitario, hanno eseguito le operazioni di estricazione e lo hanno liberato. Il ferito è stato poi trasportato all'ospedale. Le sue condizioni non sarebbero gravi.  Terminati i soccorsi, la squadra ha messo in sicurezza i veicoli e l’area interessata. Per consentire le operazioni la strada è stata temporaneamente chiusa al traffico. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri.

Montecassiano, perde il controllo dell'auto si ribalta: donna trasportata a Torrette in eliambulanza

Montecassiano, perde il controllo dell'auto si ribalta: donna trasportata a Torrette in eliambulanza

22/10/2026 19:15

Auto ribaltata e intervento dell’eliambulanza nel pomeriggio di oggi in via Matteotti, a Montecassiano. L’incidente è avvenuto intorno alle 16:15. Secondo una prima ricostruzione, una vettura condotta da una donna si è ribaltata dopo che la conducente ha perso il controllo del mezzo. Le cause sono ancora in fase di accertamento.   Sul posto sono intervenuti il personale del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, che hanno messo in sicurezza l’area. Per la conducente è stato disposto il trasporto in elisoccorso all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona.

Attualità

Emergenza casa nel Maceratese: "Il 40% del reddito se ne va per l'affitto". Crescono sfratti e prezzi delle stanze

Emergenza casa nel Maceratese: "Il 40% del reddito se ne va per l'affitto". Crescono sfratti e prezzi delle stanze

21/10/2026 18:10

"Nella provincia di Macerata la spesa per la casa assorbe ormai il 40% del reddito familiare medio. Trovare un appartamento in affitto a canoni sostenibili è diventato un'impresa quasi impossibile". È l'allarme lanciato da Rocco Gravina (Cisl Macerata-Civitanova Marche) ed Emanuela Ripari (Sicet Cisl Marche) della Cisl, che tracciano un quadro preoccupante del mercato abitativo nel territorio maceratese, tra aumento dei canoni, difficoltà economiche delle famiglie e crescita degli sfratti. I numeri riportati nell'analisi dell'organizzazione sindacale fotografano una situazione sempre più difficile: sono 133 gli sfratti calendarizzati in provincia, di cui 104 per morosità incolpevole. Nel capoluogo, inoltre, "l'incidenza raggiunge l'8% ogni mille famiglie", un valore che, secondo la Cisl, colloca Macerata "tra le città italiane di dimensioni demografiche analoghe con i livelli più elevati di tensione abitativa". "Accelerare gli sfratti significa scegliere di far esplodere un'emergenza abitativa", avvertono Gravina e Ripari, sottolineando come la crisi colpisca soprattutto chi dispone di risorse economiche limitate. Secondo i dati citati dai sindacalisti, oltre il 47% degli inquilini appartiene a famiglie in condizione di povertà e circa il 13% dei residenti vive in affitto. Tra i nuclei più fragili figurano anche numerose famiglie con figli minorenni. La questione abitativa, evidenzia la Cisl, si intreccia con quella sociale e con le politiche rivolte ai giovani e alle persone straniere. "Senza una casa a costi sostenibili nessuna politica di integrazione, come nessuna politica per i giovani, può davvero funzionare", osservano i rappresentanti sindacali. A rendere ancora più complesso il quadro è la crescita dei prezzi degli affitti, che negli ultimi anni ha superato nettamente quella delle retribuzioni. "Dal 2019 a oggi i canoni di locazione in città sono cresciuti più del doppio rispetto alle retribuzioni medie", rilevano Gravina e Ripari. Una dinamica che costringe i nuclei familiari a comprimere altre voci di spesa, dai consumi alle cure sanitarie, fino al risparmio. La difficoltà nel trovare abitazioni a prezzi accessibili riguarda Macerata e le città della costa, dove la disponibilità di alloggi destinati alla locazione stabile viene descritta come "cronicamente insufficiente". Tra i fattori che incidono sul mercato, la Cisl indica "la diffusione degli affitti turistici e delle locazioni brevi stagionali, che possono spingere i proprietari a privilegiare formule temporanee rispetto ai contratti di lunga durata". Il risultato è una riduzione delle opportunità per famiglie, lavoratori e giovani coppie, mentre i pochi appartamenti disponibili raggiungono prezzi difficilmente sostenibili per chi percepisce stipendi ordinari. Anche l'accesso all'edilizia residenziale pubblica incontra ostacoli. I bandi per le case popolari producono "graduatorie lunghe, a fronte di un numero limitato di alloggi immediatamente disponibili". Per il sindacato, il piano casa del Governo deve quindi essere accompagnato da misure concrete di sostegno, capaci di rispondere alle necessità di chi non riesce a sostenere i costi del mercato privato. Nel capoluogo sono già state avviate alcune iniziative per ampliare l'offerta abitativa. Il comune di Macerata ha attivato un protocollo d'intesa con Erap Marche per il recupero di un immobile degradato nel centro storico, da trasformare in alloggi destinati alle giovani coppie. È stata inoltre avviata un'indagine esplorativa di mercato per individuare complessi immobiliari privati da destinare all'edilizia residenziale sociale. Interventi che rappresentano un primo passo, ma che, secondo Gravina e Ripari, non esauriscono le necessità del territorio. Tra le proposte avanzate dalle parti sociali c'è l'attivazione di "vere e proprie agenzie comunali di intermediazione immobiliare". Riguardo Macerata, la "domanda di stanze è altissima, ma la disponibilità di appartamenti in centro storico è crollata per via dei tanti cantieri legati alla ricostruzione post-sisma e alle ristrutturazioni edilizie - dicono i sindacalisti -. Le stanze singole sono passate da una media storica di 170 euro a un punto di partenza minimo di 200-240 euro al mese, escluse le utenze. Nelle zone più richieste i prezzi per una camera di qualità medio-alta oscillano stabilmente sopra questa soglia. Le stanze doppie mantengono una forbice compresa tra i 150 e i 200 euro al mese per posto letto. A questo aumento lineare si somma il rincaro dei costi di gestione (luce, gas, condominio)". "A fronte - concludono i sindacalisti Cisl Emanuela Ripari e Rocco Gravina - di un'entrata mensile media di circa 700 euro per chi vive con la pensione minima, un affitto concordato per un bilocale in quartieri come Collevario o Santa Croce richiede mediamente tra i 380 e i 450 euro, escluse le spese. L'anziano si trova a dover scegliere se pagare il locatore o destinare le restanti poche decine di euro all'acquisto di generi di prima necessità e farmaci".

"Una vita da social", il truck della Polizia fa tappa a Macerata per educare i giovani ai rischi del web (FOTO e VIDEO)

"Una vita da social", il truck della Polizia fa tappa a Macerata per educare i giovani ai rischi del web (FOTO e VIDEO)

21/10/2026 16:40

Educare i più giovani a un uso consapevole della rete, aiutarli a riconoscere i pericoli del web e promuovere una cultura della legalità. Sono questi gli obiettivi di "Una vita da social", la campagna itinerante della Polizia di Stato che ha fatto tappa a Macerata, coinvolgendo gli studenti delle scuole del capoluogo in un percorso dedicato alla sicurezza online e alla prevenzione del cyberbullismo. Protagonista dell’iniziativa è il truck della Polizia Postale, allestito come un’aula didattica multimediale. Al suo interno, i ragazzi possono partecipare ad attività interattive, guardare video e mettersi alla prova attraverso giochi pensati per avvicinarli ai temi della sicurezza digitale. Un modo per affrontare con un linguaggio accessibile i rischi legati alla navigazione in rete e ai comportamenti che possono avere conseguenze anche al di fuori dello schermo. «Per noi è una giornata molto importante – ha spiegato la primo dirigente della Polizia di Stato di Macerata, Maria Nicoletta Pascucci –. Il truck della Polizia Postale attraversa diverse città italiane e questa volta abbiamo avuto l’opportunità di ospitarlo anche a Macerata. È un mezzo allestito con strumenti multimediali rivolti alle nuove generazioni, attraverso i quali i nostri operatori illustrano i rischi legati alla navigazione in rete. I video interattivi e le attività proposte sono studiati per coinvolgere i ragazzi e aiutarli a comprendere i pericoli del mondo digitale». Presente all’iniziativa anche l’assessore comunale alla Sicurezza, Paolo Renna, che ha sottolineato l’importanza di giornate dedicate alla sensibilizzazione dei più giovani. Al centro, il valore della prevenzione come strumento fondamentale per tutelare la propria incolumità e quella degli altri, tanto nel mondo digitale quanto nella vita quotidiana. Un percorso che passa dalla conoscenza dei rischi, dalla consapevolezza delle conseguenze dei propri comportamenti e dall’educazione al rispetto delle regole, online e fuori dalla rete. L’iniziativa non si è fermata alla sicurezza informatica. Accanto al truck è stato allestito un villaggio della legalità, con stand dedicati alle diverse specialità della Polizia di Stato, per offrire agli studenti l’opportunità di conoscere più da vicino strumenti, attività e competenze degli operatori. Presente lo stand della Polizia Postale, con brochure e materiale informativo sui rischi della rete, ma anche quello della Polizia Scientifica, dove i ragazzi possono scoprire le attrezzature utilizzate nelle attività investigative e il lavoro svolto dagli specialisti. Spazio anche alla Polizia Stradale, impegnata nella sensibilizzazione sui comportamenti corretti alla guida e sulla prevenzione degli incidenti. «Abbiamo coinvolto diverse scuole del capoluogo, che hanno aderito in maniera molto positiva – ha aggiunto Pascucci –. Stiamo registrando un continuo afflusso di studenti. Accanto alla Polizia Postale, la Polizia Scientifica mostra gli strumenti del proprio lavoro, mentre la Polizia Stradale affronta il tema della sicurezza sulla strada. È importante sensibilizzare i ragazzi anche sui rischi legati alla guida dei ciclomotori, soprattutto in una fascia d’età in cui molti iniziano a utilizzare il motorino». “Una vita da social” è la campagna educativa itinerante promossa dalla Polizia di Stato per sensibilizzare soprattutto i più giovani sull’utilizzo responsabile di internet e dei social network. Il progetto affronta le diverse forme di prevaricazione digitale, dal cyberbullismo alla diffusione non consensuale di immagini e video intimi, fino ai rischi legati ai contatti online e alla condivisione di contenuti personali. L’obiettivo è promuovere una maggiore consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni in rete, fornendo ai ragazzi strumenti utili per riconoscere le situazioni pericolose e sapere a chi rivolgersi in caso di difficoltà. Attraverso il confronto diretto con gli operatori e le attività proposte, la tappa maceratese ha portato così la prevenzione fuori dalle aule scolastiche, trasformando l’incontro con la Polizia in un’occasione di apprendimento e partecipazione. Un percorso che punta a ricordare come la sicurezza digitale, al pari di quella stradale, passi anche dalla conoscenza dei rischi e dalla responsabilità individuale.

Politica

Inchiesta sul sisma, Acquaroli: "Un tradimento se le accuse saranno confermate"

Inchiesta sul sisma, Acquaroli: "Un tradimento se le accuse saranno confermate"

22/10/2026 20:36

Una giornata vissuta tra «incredulità» e poi «un misto di amarezza e delusione». È quella del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, dopo l’arresto dell’ex capo di Gabinetto Fabio Pistarelli, dimessosi nel dicembre 2025, con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta della Dda e della Guardia di Finanza sulla ricostruzione post sisma 2016. L’operazione «Ricostruzione» ha portato a otto misure di custodia cautelare in carcere, 51 indagati e al sequestro di beni per oltre 57 milioni di euro. Acquaroli è intervenuto con un video sui social. «Se le contestazioni mosse al mio ex capo di Gabinetto dovessero trovare conferma nei prossimi passaggi giudiziari o nei processi, di quanto è avvenuto si può parlare di un tradimento», ha detto. Un tradimento, ha spiegato il presidente, «nei confronti della comunità marchigiana»: quella dei territori colpiti dal sisma del 2016, che attendeva risposte e confidava nel lavoro della Regione per riavere ciò che il terremoto aveva tolto. Ma sarebbe anche, ha aggiunto, un tradimento verso chi lo aveva scelto, cioè verso lo stesso Acquaroli, che aveva voluto Pistarelli al proprio fianco per migliorare le condizioni della regione e della comunità. «Quando ho fatto quella scelta all’inizio del mio mandato, nel 2020, sicuramente non potevo neanche lontanamente immaginare giornate come quella di oggi», ha concluso.   Dopo l’operazione, i gruppi di minoranza in Consiglio regionale hanno chiesto al presidente di convocare un’assise straordinaria. Fratelli d’Italia aveva sostenuto che il presidente è «parte lesa» nella vicenda.

Inchiesta sul sisma, Castelli: "Quadro di estrema gravità". FdI: "Acquaroli è parte lesa"

Inchiesta sul sisma, Castelli: "Quadro di estrema gravità". FdI: "Acquaroli è parte lesa"

22/10/2026 20:16

ANCONA – Otto misure di custodia cautelare in carcere, 51 indagati e beni sequestrati per oltre 57 milioni di euro: è il bilancio dell’operazione «Ricostruzione» della Guardia di Finanza di Ancona, coordinata dalla Dda (leggi qui per saperne di più). L’inchiesta ipotizza truffa aggravata, infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso e corruzione, in un sistema di commesse per la ricostruzione privata post sisma 2016 e di appalti banditi da Regione Marche, Erdis Marche e Università di Camerino. Tra gli arrestati ci sono il costruttore maceratese Enrico Crucianelli e l’avvocato Fabio Pistarelli, ex capo di Gabinetto del presidente Francesco Acquaroli, a cui viene contestata la corruzione. Pistarelli aveva lasciato l’incarico nel dicembre 2025, mentre Crucianelli è presidente di Ance Macerata. L’ordinanza è stata emessa dal gip di Ancona il 12 ottobre 2026 e prevede, oltre al carcere per otto indagati, l’interrogatorio preventivo per altri cinque e il sequestro di tre società. All’operazione hanno partecipato circa 230 finanzieri, in oltre 50 perquisizioni in tredici province. Castelli: «Quadro di estrema gravità». Sull’inchiesta è intervenuto il commissario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, che ha espresso «profondo sconcerto» per un quadro «di estrema gravità». Castelli ha ringraziato magistratura e Guardia di Finanza, parlando di vicende che, «se confermate», sarebbero «un’offesa inaudita alle istituzioni» e alle comunità colpite dal terremoto. «A dieci anni dal sisma è inaccettabile anche solo l’ipotesi che qualcuno abbia tentato di lucrare sulle difficoltà delle popolazioni», ha dichiarato. Il commissario ha ricordato gli strumenti antimafia previsti fin dal decreto-legge 189 del 2016, tra cui l’Anagrafe antimafia degli esecutori, il Durc di congruità e il badge di cantiere, e il divieto di subappalto a cascata introdotto con un’ordinanza del 2024. Questi presidi, ha spiegato, hanno portato negli ultimi tre anni a 102 interdittive antimafia e 13 provvedimenti di vigilanza collaborativa. Dalle informazioni diffuse dalla Finanza, ha aggiunto, emergono però ipotesi di falsificazioni che avrebbero permesso di eludere i controlli alterando elementi essenziali dell’Anagrafe: meccanismi «particolarmente insidiosi», individuabili solo con gli strumenti dell’autorità giudiziaria. La priorità della struttura commissariale, ha concluso, è difendere le famiglie incolpevoli, garantire la continuità della ricostruzione e tutelare le imprese oneste: «La legalità non è un ostacolo alla ricostruzione, ma un presupposto perché possa completarsi». FdI: «Acquaroli parte lesa». Sul fronte politico interviene il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale: «Il presidente Francesco Acquaroli è parte lesa in questa vicenda. È questo il punto da cui partire». Secondo il gruppo, dalle comunicazioni della Procura emerge che il presidente e la Giunta sono estranei ai fatti contestati; l’ex capo di Gabinetto avrebbe agito per proprio conto e alcune condotte non si sarebbero concretizzate proprio per la cessazione del suo incarico. FdI dichiara piena fiducia nella magistratura, senza «sconti né protezioni legate all’appartenenza politica», e respinge i tentativi di attribuire al presidente responsabilità altrui: «Non è accettabile trasformare un’indagine su condotte individuali in un processo politico contro chi, da quelle stesse condotte, risulta danneggiato». Il gruppo ricorda infine di aver rispettato la presunzione di innocenza anche verso il candidato del centrosinistra alle scorse regionali e chiede «la stessa serietà» a chi oggi è all’opposizione. L’opposizione: «Convocare un Consiglio straordinario». I gruppi di minoranza in Consiglio regionale (Pd, M5S, Avs, Progetto Marche e Lista Ricci) parlano di sconcerto, sgomento e fortissima preoccupazione e chiedono ad Acquaroli di convocare un’assise straordinaria.

Sanità

Sanità, altri 2 milioni per le assunzioni nelle Marche: 205mila euro all'Ast di Macerata

Sanità, altri 2 milioni per le assunzioni nelle Marche: 205mila euro all'Ast di Macerata

20/10/2026 11:30

Altri 2 milioni di euro per aumentare la capacità di assunzione della sanità marchigiana. La Giunta regionale ha approvato un nuovo incremento del tetto di spesa per il personale delle aziende sanitarie e ospedaliere, portando a oltre 970 milioni di euro il limite complessivo del Servizio sanitario regionale. Per l’Ast di Macerata sono previsti 205.185 euro aggiuntivi, destinati a sostenere il potenziamento dei servizi sul territorio. Si tratta del terzo intervento del 2026, dopo i 9,5 milioni di euro approvati a gennaio e i 4,6 milioni di giugno. Con l’ultimo provvedimento, l’aumento complessivo del tetto di spesa autorizzato nel corso dell’anno supera così i 16 milioni di euro. Le risorse sono ripartite tra le cinque Aziende sanitarie territoriali, l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche e l’Inrca. Nel dettaglio, 335.100 euro sono destinati all’Ast di Pesaro Urbino, 610.323 euro a quella di Ancona, 205.185 euro a Macerata, 313.208 euro a Fermo e 236.184 euro ad Ascoli Piceno. All’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche spettano 250mila euro, mentre all’Inrca sono assegnati 50mila euro. L’obiettivo è rafforzare la sanità territoriale, sostenere l’attivazione delle Case della Comunità e potenziare i nuovi ambulatori dedicati ai bisogni non differibili, collegati con i pronto soccorso. Per queste strutture sono previste anche risorse aggiuntive destinate alle Case della Comunità di Vallefoglia, Cupramontana, Sassoferrato, Arcevia, Porto Sant’Elpidio, Montegiorgio e Ripatransone, che si aggiungono alle 29 inizialmente individuate con personale già finanziato. «Con questo provvedimento diamo ulteriore sostegno alla sanità marchigiana. È il terzo intervento della Giunta dall’inizio dell’anno per aumentare la capacità di assunzione delle aziende del Servizio sanitario regionale», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, sottolineando la necessità di rafforzare i servizi negli ospedali e sul territorio. Tra gli esempi citati dall’assessore figura Montegiorgio, dove il personale aggiuntivo dovrà contribuire anche al progetto Smart Village: un modello di welfare e assistenza sociosanitaria domiciliare personalizzata rivolto soprattutto agli over 75, con l’obiettivo di favorire l’autonomia delle persone anziane e la permanenza nella propria abitazione. L’aumento delle risorse si inserisce in un percorso che, nei mesi scorsi, ha già interessato anche l’Ast di Macerata. Ad aprile la Regione aveva approvato i nuovi piani occupazionali per le aziende sanitarie di Macerata e Fermo, programmando rispettivamente 172 e 104 nuove assunzioni. I posti riguardano in larga parte personale sanitario, tra medici, infermieri, tecnici e operatori sociosanitari, oltre a figure amministrative. Resta tuttavia da verificare in quale misura gli incrementi del tetto di spesa si traducano in nuovi ingressi e in un effettivo rafforzamento dei servizi. Il tema è stato sollevato anche dalla Cisl Fp Marche, che il 14 ottobre, dopo un incontro con la Regione, ha definito positivo l’aumento delle risorse per il personale, giudicandolo però ancora parziale rispetto al fabbisogno delle aziende sanitarie. Il sindacato ha chiesto di conoscere i dati sulle assunzioni già effettuate e ha espresso la preoccupazione che una parte dei reclutamenti possa essere stata assorbita dalle necessità della rete ospedaliera, anziché essere destinata al potenziamento dell’assistenza territoriale. Una questione rilevante soprattutto in vista dell’operatività delle Case della Comunità e dei nuovi servizi che dovrebbero contribuire a garantire risposte più vicine ai cittadini. L’incremento del tetto di spesa rappresenta quindi un margine economico aggiuntivo per il reclutamento del personale. La sua ricaduta concreta dipenderà dalle procedure di assunzione, dalla disponibilità dei professionisti e dalla capacità delle aziende sanitarie di destinare le nuove risorse ai servizi che ne hanno maggiore necessità.

Dal lavoro alle Terme di Tolentino all'Uganda: l'impegno di Beatrice Bistocco per Africa Mission

Dal lavoro alle Terme di Tolentino all'Uganda: l'impegno di Beatrice Bistocco per Africa Mission

18/10/2026 11:50

Il titolo dell’argomento che oggi trattiamo nella rubrica “Sano a sapersi” è un detto popolare che si sente ripetere spesso in più ambiti, nel sociale, nel culturale, nel religioso e persino in quello economico. Riusciamo a comprendere che è un modo efficace per alimentare il nostro benessere se facciamo del bene a noi stessi, ma anche agli altri così da costruire un bene sempre più allargato intorno a noi. È un ragionamento che sconfina nella valutazione dei valori umani, nei principi morali, negli insegnamenti cristiani e nelle migliori speculazioni di pensiero che ci sono state tramandate. Che tanti uomini e donne non riescano a difendersi e fuggire dalle tentazioni che creano malessere e negatività fa parte della nostra natura, ma una volta trovati gli antidoti, risulta chiaro che fare del bene ci fa bene, proprio alla nostra salute, alimenta il benessere. Fare del bene però è un vago concetto generale, bisogna riempirlo di contenuti. Ognuno nella sua vita deve trovare la sua via del bene, o più vie, ricercando e confrontandosi con la realtà che sta vivendo. Proprio per riempire di contenuti la lunga prefazione che ci siamo permessi, oggi incontriamo una signora, Beatrice Bistocco, che da qualche anno, oltre che al suo lavoro di estetista alle Terme S. Lucia di Tolentino, anche in questo caso distribuendo benessere, coltiva un altro impegno di grande valenza benefica, un contributo all’alleviamento di sofferenze e limiti di tanti uomini e donne residenti nelle zone più povere del mondo. Lo fa come collaboratrice di un’associazione umanitaria denominata “Africa Mission”. Signora Beatrice, ci parli di “Africa Mission” e della sua attività. “Africa Mission” è un’associazione umanitaria nata 50 anni fa ad opera di Vittorio Pastori, un ristoratore di Varese, che aveva seguito il suo vescovo curandone le attività curiali nella diocesi di Piacenza. Proprio su istigazione del vescovo Monsignor Manfredini, egli fece un viaggio in Africa e precisamente in una zona tra le più povere dell’Uganda, la regione di Karamoja, un territorio semidesertico tre volte grande quello delle Marche dove vivono circa 1 milione di abitanti, tutti piccoli agricoltori e pastori con grossi problemi per la loro stessa sopravvivenza soprattutto per la mancanza di acqua. Fu un impulso per creare “Africa Mission” con la sede principale a Piacenza. In seguito, Vittorio Pastori fu consacrato presbitero e conosciuto da tutti come don Vittorione per la sua imponente stazza. È venuto a mancare 30 anni fa, ma la sua opera si è ingrandita. Negli anni ha contribuito all’assistenza in molte parti del mondo, ma la sua operatività principale è rimasta proprio in quella zona dell’Uganda. Oggi “Africa Mission” conta organizzazioni di collaborazione in tredici regioni italiane, una delle più importanti si trova nella provincia di Pesaro qui nelle Marche. Poi a Tolentino ci sono anch’io che posso contare sull’aiuto di tanti amici. Cosa fa “Africa Mission” nella regione di Karamoja in Uganda? “In un territorio come quello, non molto diverso da come lo vide allora don Vittorione, “Africa Mission” si occupa soprattutto della realizzazione di pozzi d’acqua. Non è un’opera semplice, perché per arrivare alle falde acquifere bisogna scavare ben oltre 50 metri. Ne sono stati realizzati molti e questa opportunità dell’acqua ha aiutato in qualche maniera a migliorare la vita degli abitanti. Altre emergenze della zona sono la scuola e la sanità. “Africa Mission” anche in queste necessità sta facendo molto, in collaborazione con i missionari Comboniani che hanno una buona presenza in quella terra. Io stessa mi sono recata come altri volontari in Karamoja per un mese negli ultimi due anni. È davvero speciale la sensazione che hai nel constatare il grande bisogno che quella gente ha di te e la loro riconoscenza. Nell’ambito di un’educazione a nuovi mestieri per loro sconosciuti soprattutto nel campo artigianale, sto seguendo un progetto per insegnare a tagliare e cucire le stoffe”. Oltre al bene che portate a chi ha bisogno, qual è il bene che ricevete da questa vostra azione? “Sicuramente io sono soddisfatta, più serena, più disponibile, più aperta in tutti i contesti della mia vita quotidiana, quando sono qui a casa. È una sensazione di benessere che ho ricevuto cercando il benessere di chi, proprio per la loro estrazione geografica, ne ha ricevuto davvero poco. A volte con i miei amici volontari dell’associazione diciamo che dobbiamo ringraziare piuttosto che essere ringraziati”. Penso che abbiate bisogno di un sostegno economico. Come lo recherate? “Ci sono donazioni liberali di vario tipo, manifestazioni per recuperare risorse. Vorrei segnalare e invitare tutti a partecipare ad una cena di beneficenza per “Africa Mission” che si svolgerà a Tolentino nel ristorante Bellini venerdì 13 novembre alle ore 20.30. Era stata comunicata in precedenza un’altra data, ma ripeto presso il ristorante Bellini il 13 novembre alle ore 20.30. La cena molto gustosa ha un costo di 30 euro, una parte andrà a favore della nostra missione”.

Sport

Maceratese, mercato in fermento: dopo Tardini, l’addio di Branco. In arrivo Pjetri e Mbaye?

Maceratese, mercato in fermento: dopo Tardini, l’addio di Branco. In arrivo Pjetri e Mbaye?

22/10/2026 17:00

Mercato attivo su più fronti in casa Maceratese. L’undici biancorosso si sta muovendo in entrata e in uscita in queste ore per fornire una rosa ancora più competitiva a mister Sante Alfonsi. Dopo l’ufficialità dell’ingaggio di Simone Tardini, nelle ultime ore è arrivata la comunicazione di un addio, quello del difensore Elliott Branco. Il giocatore franco-portoghese, come ufficializzato dalla Rata, lascia la squadra dopo aver iniziato la stagione con la formazione del capoluogo di provincia. In entrata, invece, si vocifera di due giocatori vicini all’approdo nella Maceratese. Il primo sarebbe l’ex centrale dell’Aurora Treia (con esperienze anche con la Vigor Senigallia e il Notaresco) Eneo Pjetri. Il ragazzo, classe 2000, ha lasciato la truppa di mister Ricci a inizio stagione per problemi personali legati alla gestione della propria scuola calcio. Il secondo sarebbe il centrocampista Aliuone Mbaye, classe 2008, attualmente in forza alla Recanatese. Su tali fronti, però, non si hanno ancora effettive certezze né conferme, almeno al momento in cui si scrive. Non resta che aspettare.

Un 'under' in difesa, dopo l'over contro il Notaresco: Simone Tardini è della Maceratese

Un 'under' in difesa, dopo l'over contro il Notaresco: Simone Tardini è della Maceratese

21/10/2026 16:30

Arrivano rinforzi nella Maceratese. La società biancorossa ha ufficializzato nelle scorse ore l'acquisto di Simone Tardini, che vestirà la maglia biancorossa nella stagione 2026/2027. Corridoniense, classe 2008, Tardini è un esterno difensivo mancino. Nonostante la giovane età, il ragazzo mostra un curriculum ricco: dopo i primi passi nel Corridonia, ha proseguito il suo percorso nelle giovanili della Fermana e del Gubbio, dove ha militato fino alla categoria Primavera. Lo scorso anno ha debuttato tra i grandi, militando in Eccellenza con la maglia del Trodica. Tardini sposa la causa biancorossa dopo i primi mesi del 2026-27 nella Vigor Senigallia, dove ha militato nella prima parte di questa stagione. Il suo innesto sicuramente rinforza il pacchetto 'under' a disposizione di mister Alfonsi. Il giocatore si presente così ai microfoni della Rata: "Sono contento di approdare in una squadra che ho sempre seguito e a cui sono legato fin da bambino. Sono pronto a dare tutto per questi colori". Tardini, appena arrivato, ha preso parte ad una prima seduta di allenamento con la squadra nella giornata odierna sul campo Dei Pini. Forza fresche perciò su cui contare per la difficile ed importante prossima giornata, che prevede il derby a domicilio contro il K-Sport Montecchio Gallo.

Economia

Marche, imprese in crescita: 251 attività in più nel terzo trimestre. Macerata segna +77

Marche, imprese in crescita: 251 attività in più nel terzo trimestre. Macerata segna +77

22/10/2026 13:00

Il sistema imprenditoriale marchigiano chiude il terzo trimestre del 2026 con 251 imprese in più, di cui 77 nella provincia di Macerata. Tra luglio e settembre le iscrizioni al Registro delle imprese sono state 1.425, a fronte di 1.174 cessazioni nette. Il tasso di crescita regionale si attesta così allo 0,17%, al di sotto della media nazionale dello 0,32%. È quanto emerge da Movimprese, l’elaborazione statistica trimestrale di Unioncamere basata sui dati del Registro delle imprese, con l’approfondimento regionale curato dalla Camera di Commercio delle Marche. Il risultato conferma una dinamica positiva per il tessuto economico regionale, seppure con un ritmo più contenuto rispetto al dato italiano. L’andamento del 2026 mostra due trimestri in crescita, dopo la partenza negativa dei primi tre mesi dell’anno: al -0,26% del primo trimestre sono seguiti il +0,51% del secondo e il +0,17% del terzo. Nel Maceratese il saldo è positivo per 77 imprese, con un tasso di crescita dello 0,23%. Un risultato che colloca la provincia al secondo posto nelle Marche per incremento percentuale, dietro ad Ascoli Piceno, che registra 88 attività in più e una crescita dello 0,41%. Segue Pesaro e Urbino, con 81 imprese aggiuntive e un tasso dello 0,24%. Più contenuta la crescita di Ancona, che chiude il trimestre con un saldo positivo di 25 imprese e una variazione dello 0,07%. L’unica provincia in controtendenza è Fermo, dove si registra una perdita di 20 attività e un tasso negativo dello 0,11%. Al 30 settembre 2026, le imprese registrate nelle Marche sono complessivamente 145.704, delle quali 131.128 attive. A trainare la crescita sono soprattutto le società di capitali, che nel trimestre fanno segnare un saldo positivo di 330 imprese, con un tasso dello 0,73%, in linea con quello nazionale. Un dato che conferma una tendenza ormai consolidata verso forme societarie più strutturate. Sul fronte dei settori economici, gli aumenti più consistenti riguardano i servizi di alloggio e ristorazione, con 76 imprese in più, seguiti dalle costruzioni (+65) e dalle attività immobiliari (+62). Positivi anche i risultati delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+49) e dei servizi finanziari e assicurativi (+48). Segnali favorevoli arrivano inoltre dagli altri servizi, dalle attività amministrative e di supporto, dai comparti artistici e sportivi e dai servizi informatici. Non mancano, tuttavia, le criticità. Il commercio registra una flessione di 13 imprese, l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca perdono 12 attività, mentre il manifatturiero segna un saldo negativo di cinque imprese. "I dati restituiscono un quadro articolato: il sistema imprenditoriale marchigiano mantiene un saldo positivo, ma con differenze significative tra settori e territori", commenta Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche. "Le variazioni negative di comparti tradizionali richiedono attenzione. Il nostro impegno è accompagnare le imprese nelle sfide della competitività, sostenendole nell’apertura ai mercati internazionali attraverso incontri B2B e iniziative di internazionalizzazione, nei percorsi di digitalizzazione e nell’adozione di modelli di sviluppo sostenibili, capaci di coniugare solidità economica, responsabilità sociale e attenzione all’ambiente", aggiunge Sabatini. L’obiettivo, sottolinea il presidente, è mettere a disposizione strumenti concreti per rafforzare la capacità delle imprese di affrontare i cambiamenti e cogliere nuove opportunità di crescita.

Energia e carburanti, stangata da 918 milioni nelle Marche: "A rischio investimenti e occupazione"

Energia e carburanti, stangata da 918 milioni nelle Marche: "A rischio investimenti e occupazione"

19/10/2026 11:22

Il caro energia torna a pesare sui bilanci di famiglie e imprese, con una stangata che, nelle Marche, potrebbe avvicinarsi ai 918 milioni di euro nel 2026. È la stima elaborata dal Centro Studi Cna Marche sulla base di un aumento medio del 20% dei prezzi di energia e carburanti. Un rincaro che rischia di sottrarre risorse ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle aziende, mettendo sotto pressione la competitività del sistema produttivo regionale. Secondo l'analisi della Cna che proietta sull'intero anno l'andamento dei consumi e della spesa energetica, a livello nazionale il conto complessivo per benzina, gasolio, elettricità e gas potrebbe raggiungere i 206 miliardi di euro. Si tratta di oltre 33 miliardi in più rispetto al 2025 e di una cifra superiore anche ai 202 miliardi registrati nel 2022, durante la precedente crisi energetica. Le conseguenze sarebbero significative sia per le famiglie, con un aggravio medio superiore ai 500 euro annui, sia per le imprese, per le quali il costo aggiuntivo medio supererebbe i 4.500 euro. Nel dettaglio regionale, la maggiore spesa stimata ammonta a circa 918 milioni di euro. Di questi, oltre 328 milioni ricadrebbero sulle famiglie marchigiane, mentre circa 589 milioni graverebbero sulle imprese. Un impatto rilevante per un territorio in cui il tessuto economico è composto in larga parte da piccole e medie attività, spesso particolarmente esposte alle variazioni dei costi energetici. A incidere è soprattutto la dinamica dei carburanti. Nei primi otto mesi del 2026, secondo i dati richiamati dalla CNA, i consumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3%, ma la spesa è aumentata del 12,6%. Per la benzina si registra invece una crescita dei consumi del 4,8%, accompagnata da un incremento della spesa del 9,6%. Se la tendenza dovesse proseguire, il conto annuale dei carburanti arriverebbe a 74,4 miliardi di euro, contro i 66,6 miliardi dell'anno precedente. La pressione sui bilanci si avverte anche nel Maceratese, dove i prezzi dei carburanti restano elevati. In base ai dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 13 ottobre, la benzina self-service costa in media 2,020 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge i 2,224 euro. Valori che incidono direttamente sui costi di esercizio di numerose attività economiche del territorio, dal manifatturiero al sistema casa, dall'agroalimentare all'autoriparazione, fino al settore dei trasporti. Per queste imprese, l'aumento delle spese per carburanti, elettricità e gas rischia di comprimere i margini e ridurre la capacità di investire. «Ogni misura che contribuisce a ridurre il prezzo alla pompa è positiva – sottolinea Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata – ma occorre prestare attenzione a come viene distribuito lo sforzo lungo la filiera. Non sarebbe equilibrato se una parte rilevante della calmierazione finisse per gravare proprio sui gestori degli impianti, spesso piccole imprese che rappresentano l'ultimo anello della catena. È necessario che il contributo alla riduzione dei prezzi sia sostenibile e proporzionato lungo tutti i passaggi della filiera». Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i carburanti. Anche le bollette di elettricità e gas continuano a rappresentare una voce di spesa critica, rendendo necessario un intervento che vada oltre le misure temporanee. Per la CNA, la riduzione strutturale del costo dell'energia deve diventare una priorità della politica economica. Tra le proposte avanzate a livello nazionale figura l'istituzione, nella prossima legge di bilancio, di un fondo da un miliardo di euro all'anno per sostenere la realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici destinati all'autoproduzione delle imprese. L'obiettivo è ridurre la spesa energetica e limitare la dipendenza dalle oscillazioni dei mercati. «Per le nostre imprese bollette e carburanti più cari significano meno risorse per investire, innovare e creare occupazione – conclude Giglietti –. Servono interventi immediati, ma anche strumenti che consentano alle aziende di diventare progressivamente meno dipendenti dalle oscillazioni dei mercati energetici. Per un territorio produttivo come il nostro è una questione di competitività e di capacità di programmare il futuro».

Scuola e università

Giovanni Amoroso torna a Macerata: "La Costituzione è il patto che ci tiene insieme" (FOTO e VIDEO)

Giovanni Amoroso torna a Macerata: "La Costituzione è il patto che ci tiene insieme" (FOTO e VIDEO)

22/10/2026 18:30

Questa mattina alla Loggia del Grano apertura dell’anno accademico per il dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali. Una mattinata che ha avuto l’onore di ospitare il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e che ha concentrato la sua attenzione su due importanti anniversari; quello degli ottanta anni dalla nascita della Repubblica Italiana e quello dei settanta anni dall’istituzione della Corte Costituzionale. "La Costituzione è in buona salute, oggi voglio portare un messaggio di ottimismo" - afferma il presidente -. "Parlare agli studenti della Costituzione è importante perché è il patto fondativo che ci tiene assieme e che fa comunità, quindi è importante che la conoscano e che sappiano come è nata". Per il presidente un ritorno nella città di Macerata, dove alla fine degli anni Ottanta è stato professore di diritto civile: "Ritorno molto volentieri e ricordo che quando venivo qui stavo bene, perché sentivo una città universitaria, incontravo gli studenti e sentivo questa sensazione di vicinanza e di college che mi ha lasciato proprio un bel ricordo". Nel corso degli interventi si è ricordato il valore che il voto di ottanta anni fa ebbe per il nostro paese, conferendo alla “nascente Repubblica una legittimazione pienamente popolare” per riprendere le parole della professoressa Laura Vagni, prorettrice per la Didattica, che continua: “Oggi il referendum resta uno strumento prezioso di democrazia”. La professoressa ha anche annunciato l’avvio di un corso di formazione in collaborazione con la Prefettura di Macerata, che unisce i principi costituzionali alla pratica del seggio elettorale, aperto agli studenti e alle studentesse. A intervenire anche il professor Ronald Car, presidente del Consiglio della Classe LM-52 che ha ricordato il traguardo dei quindici anni del corso di laurea e le soddisfazioni raccolte sotto il punto di vista dell’accoglienza degli studenti stranieri arrivati a Macerata tramite programmi di mobilità. Il professor Uoldelul Chelati Dirar, delegato della presidente del Consiglio unificato delle Classi L-36 e LM-62 si è invece soffermato sulla trasformazione che è stata fatta al corso di studi di scienze politiche ed internazionali, ricalibrando la centralità del percorso formativo sulla realtà contemporanea e sulle sue sfide. Linguaggio e comunicazione, le parole al centro dell’intervento della professoressa Alessia Bertolazzi, presidente del Consiglio Unificato delle Classi L-20 e LM-19, che ha ripreso l’articolo 3 della Costituzione definendolo “un testo che ha immaginato un paese più giusto di quello che esisteva precedentemente e ha chiesto alla Repubblica di raggiungerlo”. "Più domande farete, più dubbi solleverete, più conoscerete ciò che vi circonda, più sarete liberi, perché la libertà è sempre libertà di scelta", ha detto rivolgendosi agli studenti il direttore del Dipartimento Angelo Ventrone. Infine, la parola anche al rappresentante della Comunità Studentessa, il dottor Stefano di Carlo che ha ribadito l’importanza della garanzia di quei diritti costituzionali: “La presenza del presidente della Consulta ci ricorda che la Costituzione è stata pensata proprio per questo, per impedire che si travalichino i diritti. La Costituzione è un testo vivo, scritto con la resistenza, con le lotte per il suffragio e per la giustizia sociale, e vive solo se la difendiamo nelle aule, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e nella vita di ogni giorno”. Nella seconda parte dell’incontro la proiezione di filmati dell’Archivio storico dell’Istituto Luce sulle date storiche del 1946 e 1956 e la lectio inaugurale del presidente Giovanni Amoroso che ne ha ripercorso le tappe fondamentali per il loro raggiungimento.

Ex compagni di classe si ritrovano dopo 40 anni: la rimpatriata degli ex studenti del "Corridoni"

Ex compagni di classe si ritrovano dopo 40 anni: la rimpatriata degli ex studenti del "Corridoni"

21/10/2026 20:10

Quarant’anni dopo il diploma, il registro è ancora aperto. Qualche capello è sparito, qualcuno è diventato bianco e gli occhiali sono ormai quasi indispensabili, ma lo spirito è rimasto quello dei ragazzi del 1986. Da luglio 1986 a ottobre 2026: gli ex studenti dell’Istituto tecnico commerciale “F. Corridoni” si sono ritrovati per festeggiare i 40 anni dal diploma di ragioniere, in una rimpatriata che, più che una cena, si è trasformata in un viaggio nel tempo. C’è chi ha percorso centinaia di chilometri pur di non mancare all’appello. Perché certi appuntamenti non si possono perdere, soprattutto quando ad aspettarti ci sono persone con cui hai condiviso cinque anni di scuola e una quantità imprecisata di marachelle. È bastato sedersi a tavola perché tornassero a galla interrogazioni da incubo, compiti in classe, episodi esilaranti e gli indimenticabili professori e professoresse. Quelli che quarant’anni fa facevano tremare le ginocchia e che oggi, incredibilmente, fanno sorridere al solo ricordo. Tra un aneddoto e l’altro, qualcuno ha dimostrato una memoria sorprendente, riportando alla luce episodi che altri avrebbero volentieri lasciato sepolti nel 1986. Qualcun altro, invece, ha continuato a negare ogni responsabilità. Proprio come allora. Ma dietro le risate e le immancabili prese in giro c’è qualcosa che va ben oltre la nostalgia. Quei ragazzi, infatti, non sono rimasti soltanto ex compagni di scuola: sono diventati amici, per alcuni amici veri, di quelli che ci sono sempre, nei momenti belli e in quelli difficili. Legami costruiti sulla fiducia e sul sostegno reciproco, che nemmeno quarant’anni sono riusciti a scalfire. Anche chi non ha potuto partecipare ha voluto essere presente con messaggi e abbracci a distanza. Un segno che, in fondo, quella classe non si è mai davvero sciolta. A rispondere all’appello, questa volta senza il timore di un’interrogazione, sono stati Alfredo Benedetti, Paolo Carpineti, Tonino Marini, Paolo Sciocchetti, Claudio Santini, Gianluca Bevilacqua, Antonio Santini, Bibiana Vagni, Sabina Boschi, Fabio Scoponi, Silvia Biondi, Giuseppe Berrettoni, Simona Tassetti, Franco Moschini, Fabio Compieta e Paola Gnocchini. Un elenco che, quarant’anni dopo, somiglia ancora a quello del vecchio registro di classe. Con una differenza: stavolta nessuno rischiava un brutto voto, al massimo qualche presa in giro. E quando è arrivata la torta con quel numero, 40, qualcuno avrà certamente pensato a un errore di contabilità. Possibile che sia passato tutto questo tempo? Eppure è bastata una serata per ritrovarsi di nuovo diciottenni, con la stessa voglia di ridere, scherzare e stare insieme. Una cosa ha messo tutti d’accordo: mai più aspettare così tanto per rivedersi. Meglio organizzare incontri più frequenti, prima che per riconoscersi servano le fotografie dell’album di classe. Del resto, dopo quarant’anni di bilanci, dare e avere, entrate e uscite, questi ragionieri un conto lo sanno ancora fare benissimo: 40 anni trascorsi, migliaia di ricordi, infinite risate e amicizie che non hanno prezzo. Il bilancio? Decisamente in attivo.

Cultura

Tolentino, chiusa la settima edizione del diVento Festival: Tarkovskij e Bianco conquistano il pubblico

Tolentino, chiusa la settima edizione del diVento Festival: Tarkovskij e Bianco conquistano il pubblico

22/10/2026 17:46

Calato il sipario sulla settima edizione del diVento Festival, andata in scena lo scorso weekend a Tolentino. Il tema scelto, «Il tempo è quando ci sei tu», ha trovato riscontro nelle giornate di festival: organizzatori, artisti e pubblico parlano di un clima di accoglienza e di attenzione reciproca, in cui gli incontri culturali hanno lasciato spazio anche alla condivisione e alla nascita di nuove amicizie. Sabato. La giornata si è aperta con la riapertura di Fabrica City, spazio restituito alla comunità e pensato come luogo di incontro. Qui il pubblico ha ascoltato lo scrittore Giancarlo Pontiggia, protagonista di un intenso approfondimento sul cinema di Tarkovskij. Spazio poi a un lavoro teatrale e sonoro dedicato ad Anna Claudi, figura anticonformista la cui opera pittorica e il cui pensiero, è stato sottolineato, hanno ancora molto da dire all’oggi. In serata il concerto del musicista torinese Bianco, che ha alternato canzoni e racconti personali, coinvolgendo la platea con un registro semplice e diretto. Domenica. Al Politeama Franco Moschini la giornata è iniziata con Sara Cipolletti e il suo studio sul paesaggio, sulle ferite che lo segnano e sulle trasformazioni nel tempo. Poi il momento più atteso, dedicato a Andrej Tarkovskij. Moderati dal direttore artistico Gianfranco Lauretano, sono intervenuti l’editore e fotografo Andrea Ulivi, la docente Giuseppina Larocca e Andrej Andreevič Tarkovskij, figlio del regista. È stato proiettato il film-documentario da lui realizzato,"Andrej Tarkovskij. Il cinema come preghiera", che ripercorre una biografia segnata da sofferenze, difficoltà storiche e dalla lontananza forzata dagli affetti e dalla patria, trasformata in arte e testimonianza universali. Tra gli interventi, quello di Ulivi, che ha raccontato il proprio legame con il regista: «Tarkovskij e i suoi film mi hanno cambiato la vita». Un cinema, è stato ricordato nel corso della serata, che abbraccia spiritualità, affetti, natura e politica e che mette lo spettatore davanti al contrasto tra bene e male e alla libertà della scelta.   Il bilancio. L’associazione «Tolentino Arte e Cultura» e lo staff del festival chiudono l’edizione con un ringraziamento a quanti hanno partecipato. Per gli organizzatori il diVento Festival si conferma un appuntamento importante per la crescita del territorio, un progetto che «vince la scommessa» quando arte e conoscenza si mettono al servizio delle relazioni umane.

Camerino, musica e poesia a Renacavata per San Francesco: il convento candidato ai Luoghi del Cuore Fai

Camerino, musica e poesia a Renacavata per San Francesco: il convento candidato ai Luoghi del Cuore Fai

22/10/2026 10:30

Un pomeriggio dedicato alla spiritualità francescana, tra narrazione, musica classica e riscoperta delle radici del territorio. Il convento di Renacavata, a Camerino, ha accolto domenica un pubblico numeroso per l’iniziativa “Le Marche di San Francesco – I racconti dei suoi viaggi fra narrazioni e musica”, promossa dall’associazione culturale “Ripartiamo” in collaborazione con la Biblioteca Centrale dei Frati Minori Cappuccini delle Marche di Fermo. L’appuntamento, iniziato alle 17, ha trasformato uno dei luoghi simbolo della storia dei Cappuccini in uno spazio di condivisione, nel segno dei valori di fraternità, pace e semplicità evangelica. La partecipazione ha coinvolto cittadini di Camerino e visitatori, riuniti nello spiazzo antistante il convento. A guidare il pubblico alla scoperta del rapporto tra San Francesco e le terre marchigiane è stato Diego Mecenero, con una narrazione dedicata ai viaggi e agli episodi più significativi della vita del santo. Le sue parole hanno ripercorso vicende e incontri, restituendo il senso di un messaggio ancora attuale. Ad accompagnare il racconto, le esecuzioni al pianoforte di Andrea Ercoli, che ha proposto brani di Franz Liszt, Fryderyk Chopin e Gian Francesco Malipiero. L’alternanza tra parole e musica ha contribuito a creare un’atmosfera raccolta e suggestiva, valorizzata dalla cornice naturale del convento. Nel corso dell’iniziativa, padre Sergio ha richiamato il messaggio di San Francesco, rinnovando anche l’invito a sostenere il convento di Renacavata nella campagna “Luoghi del Cuore” del FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano. La candidatura rappresenta un’opportunità per accrescere l’attenzione su un complesso di grande valore storico, religioso e culturale, legato alla presenza dei Frati Minori Cappuccini e alla storia del territorio camerte. L’appello rivolto ai cittadini è quello di partecipare al censimento e votare per Renacavata, contribuendo alla sua valorizzazione. La giornata si è conclusa con il calore dell’accoglienza della comunità cappuccina e dei partecipanti, in un incontro che ha unito musica, cultura e spiritualità, rinnovando il legame tra Camerino e la tradizione francescana.

Eventi

Simona Molinari inaugura Macerata Jazz Winter al Teatro Lauro Rossi con "La donna è mobile"

Simona Molinari inaugura Macerata Jazz Winter al Teatro Lauro Rossi con "La donna è mobile"

21/10/2026 19:00

Sarà Simona Molinari con "La donna è mobile" a inaugurare la 57ª edizione di Macerata Jazz Winter, al via venerdì 23 ottobre. Il primo appuntamento della rassegna porterà sul palco del Teatro Lauro Rossi uno spettacolo tra musica e teatro dedicato alla libertà espressiva delle donne, inserito in un programma che coinvolgerà anche il Centrale, nel cuore del centro storico. La serata si svilupperà in tre momenti: alle 19.30 l’aperitivo in concerto con Naima al Centrale, alle 21.15 lo spettacolo di Simona Molinari al teatro e, dalle 23.30, il ritorno al locale per la prima jam session della stagione. Organizzata da Musicamdo Jazz, con la direzione artistica di Daniele Massimi e la promozione del Comune di Macerata attraverso l’assessorato alla Cultura, la rassegna è sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Marche, in collaborazione con I-Jazz, Università di Macerata e Consorzio Marche Spettacolo. Il cartellone proseguirà fino al 5 gennaio 2027, con sei concerti al Teatro Lauro Rossi, altrettanti aperitivi musicali e jam session al Centrale. Un percorso che rinnova una tradizione nata nel 1970 con Paolo Piangiarelli, quando allo Sferisterio prese vita il primo Festival Internazionale del Jazz di Macerata. Simona Molinari al Lauro Rossi con “La donna è mobile” Il momento centrale della serata inaugurale sarà alle 21.15 al Teatro Lauro Rossi, dove Simona Molinari presenterà "La donna è mobile", spettacolo scritto insieme a Simona Orlando che intreccia canzoni, narrazione e teatro per raccontare le molteplici sfaccettature dell’identità femminile. Il titolo richiama la celebre aria del Rigoletto di Giuseppe Verdi, ma ne propone una lettura diversa: la donna “mobile” diventa simbolo di libertà, cambiamento e capacità di scegliere autonomamente il proprio percorso, superando convenzioni e stereotipi. Il viaggio musicale attraversa generi ed epoche, dall’opera lirica alle sonorità contemporanee, passando per Lucio Dalla, Milly e Billie Eilish. Ironia e leggerezza si alternano a momenti più intensi, in uno spettacolo che mette al centro le storie di donne capaci di affermare la propria voce e di aprire nuove strade. Ad accompagnare la cantautrice sarà una band interamente femminile: Sade Mangiaracina al pianoforte e alle tastiere, Francesca Remigi alla batteria, Chiara Lucchini ai sassofoni e al flauto ed Elisabetta Pasquale al basso elettrico. Un organico che valorizza il contributo delle donne non soltanto come interpreti, ma anche come musiciste e protagoniste della creazione artistica. Dal Centrale alla jam session: una serata tra musica e convivialità L’apertura della 57ª edizione è fissata alle 19.30 al Centrale, in piazza della Libertà, con “Il gusto del jazz”, il progetto che affianca agli spettacoli in teatro appuntamenti musicali più informali. A inaugurare il ciclo sarà Naima, formazione composta da Marta Giulioni alla voce, Nico Tangherlini al pianoforte, Lorenzo Scipioni al contrabbasso e Tommaso Agostinelli alla batteria. L’aperitivo in concerto offrirà al pubblico un primo momento di incontro con la musica dal vivo, confermando il ruolo del Centrale come spazio di riferimento per la rassegna e per la vita culturale del centro storico. Alle 23.30 la serata tornerà nello stesso locale con la prima jam session della stagione. Musicisti e appassionati potranno così prolungare l’esperienza del concerto attraverso l’improvvisazione e il confronto musicale, in un appuntamento destinato ad accompagnare le diverse serate del festival. Una mostra per ricordare Carlo Pieroni L’edizione 2026 di Macerata Jazz sarà anche l’occasione per ricordare Carlo Pieroni, fotografo e amico del festival, scomparso lasciando un patrimonio di immagini legate alla musica dal vivo e alla storia della manifestazione. A lui sarà dedicata una mostra fotografica che ripercorrerà, attraverso il suo sguardo, il rapporto costruito negli anni con musicisti, organizzatori e pubblico. Un omaggio alla sensibilità artistica di Pieroni e al contributo della fotografia nel custodire la memoria dei concerti e dei protagonisti della rassegna. Si rinnova inoltre la collaborazione con l’Università di Macerata attraverso IMPROVEisACTION, il laboratorio curato da Emanuela Sabbatini, responsabile dell’ufficio stampa e della comunicazione del festival. Gli studenti saranno coinvolti direttamente nelle attività dello staff di Musicamdo, sperimentando sul campo il lavoro di comunicazione culturale e il racconto degli eventi. Il 3 novembre arriva Matteo Paggi con Fabrizio Bosso Il secondo appuntamento di Macerata Jazz Winter è in programma martedì 3 novembre, alle 21.15, al Teatro Lauro Rossi, con il progetto “Giraffe” del trombonista marchigiano Matteo Paggi e la partecipazione straordinaria del trombettista Fabrizio Bosso. L’incontro porterà sul palco le composizioni originali di Paggi, in un percorso musicale che intreccia jazz, influenze rock, ricerca melodica ed elettronica. La presenza di Bosso arricchirà il progetto con il suono della sua tromba, per un nuovo appuntamento del cartellone che accompagnerà Macerata fino all’inizio del 2027.

Recanati, nasce il Festival delle tradizioni marchigiane: un viaggio tra musica, poesia e memoria

Recanati, nasce il Festival delle tradizioni marchigiane: un viaggio tra musica, poesia e memoria

21/10/2026 17:00

Un viaggio alla scoperta delle radici marchigiane, tra storie di emigrazione, tradizioni popolari, musica, poesia e danza. Nasce a Recanati il Festival delle tradizioni marchigiane, iniziativa ideata dal gruppo folk Li Matti de Montecò in collaborazione con il Centro Studi Tradizioni Popolari, Giaconi Editore, il Museo dell'Emigrazione Marchigiana, l'Università delle Arti e Italea. L'appuntamento è per sabato 24 ottobre, alle 17, all'Auditorium Centro Mondiale della Poesia di Recanati. L'ingresso sarà libero e il programma proporrà un pomeriggio dedicato alla cultura e all'identità del territorio, attraverso testimonianze, approfondimenti e momenti di spettacolo. Dalle 15 sarà inoltre possibile visitare il Museo dell'Emigrazione Marchigiana. A moderare l'incontro saranno Monia Scocco e Fabio Macedoni, che accompagneranno il pubblico attraverso gli interventi di studiosi, ricercatori ed esperti di tradizioni locali. Ad aprire gli interventi sarà Luigi Petruzzellis, responsabile del Museo dell'Emigrazione Marchigiana di Recanati, con un approfondimento sulle testimonianze della tradizione popolare conservate dagli emigrati marchigiani. Seguirà Fiorenzo Santini, giornalista, sociologo e ricercatore, che racconterà storie e vicende legate all'emigrazione regionale. Concetta Ferrara, direttrice del Sistema Museale Piceno, si concentrerà invece sul ruolo dei borghi e dei musei locali come presidi di cultura, comunità e territorio. A seguire, Gabriella Piccioni, presidente del Centro Studi Tradizioni Popolari “Radici del Futuro”, proporrà una riflessione sulle tradizioni e sulle radici marchigiane, con riferimenti all'opera di Giacomo Leopardi. Proprio il poeta recanatese sarà al centro anche di un omaggio musicale curato da Li Matti de Montecò, che proporranno canti e stornelli legati alla tradizione popolare e alle suggestioni che hanno ispirato le sue opere. Il programma proseguirà con Francesco Ricci, tecnico specializzato nella costruzione di fisarmoniche, che parlerà degli strumenti musicali tradizionali, tra storia, caratteristiche e prospettive future. Spazio anche alla poesia in vernacolo civitanovese, affidata a Bruno Francinella, per valorizzare una forma espressiva che conserva parole, modi di dire e memorie della comunità. A chiudere il festival sarà un workshop di danza aperto a tutti, dedicato al saltarello, ballo tradizionale che rappresenta una delle espressioni più riconoscibili della cultura popolare marchigiana. Un'occasione per passare dall'ascolto alla partecipazione diretta, riscoprendo i passi e i ritmi della tradizione. L'iniziativa è patrocinata dal Comune di Recanati, dal Consiglio regionale – Assemblea legislativa delle Marche e dalla F.I.T.A.C.S.

Curiosità

Mangia il Carolina Reaper e sorride: Milena Magrini di Muccia campionessa italiana Superhot

Mangia il Carolina Reaper e sorride: Milena Magrini di Muccia campionessa italiana Superhot

22/10/2026 20:00

Una maceratese è campionessa italiana di peperoncino estremo. Sabato 17 ottobre, a Jesolo, durante la festa «M’illumino di spezie» nel centro storico, Milena Magrini, di Muccia, ha conquistato il titolo Superhot a pari merito con il pluricampione Carmelo Francavilla, detto il «Gladiatore», di Mesagne. La strada verso la finale era cominciata ad agosto a Serravalle di Chienti, durante la Festa del Peperoncino, dove si disputava una tappa di qualificazione. Il favorito era il campione uscente Andrea Liberati, ma a imporsi è stata Magrini, che ha affrontato il Carolina Reaper (oltre due milioni di unità Scoville) addirittura sorridendo. Liberati si è classificato secondo e lei ha ottenuto il pass per Jesolo. Anche in finale i pronostici erano per Francavilla, già vincitore di numerosi titoli nel circuito Superhot Italia e in altre competizioni. Il testa a testa è andato avanti fino agli ultimi peperoncini: Francavilla si è alzato un attimo prima della sfidante, ma giudici e pubblico hanno deciso di assegnare il primo posto a entrambi. Magrini è iscritta alla Delegazione Strampelli dell’Accademia Italiana del Peperoncino, la prima delegazione marchigiana, nata a Serravalle di Chienti. In gara ha avuto il sostegno dei Balacco’s Pepper di Grottazzolina, produttori legati alla stessa delegazione. Compagni e amici hanno seguito la finale in diretta Facebook. La delegazione Strampelli ha contribuito anche alla parte espositiva dell’evento, inviando alla mostra «Spezie di Fuoco» circa cento varietà di peperoncino da tutto il mondo, ognuna con una scheda informativa curata da Mirco Santacchi e Marco D’Ercole, che da anni si occupano della cultura e della coltivazione di queste piante.   Il campionato, giunto alla quinta edizione, è organizzato da Jack Pepper e Adriano Pepper De Luca che, con Daniele Berto, hanno fondato il marchio The Chilli Pirates, specializzato in eventi dedicati al peperoncino.

I sessantenni di cinque comuni festeggiano insieme la cifra tonda

I sessantenni di cinque comuni festeggiano insieme la cifra tonda

19/10/2026 13:55

Sessant'anni da festeggiare insieme, tra ricordi, sorrisi e amicizie che resistono al passare del tempo. È stato questo lo spirito che ha accompagnato la festa dei coscritti del 1966 di Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona, ai quali si è unito anche un rappresentante di Belforte del Chienti, ritrovatisi sabato scorso per celebrare il raggiungimento dei sessant'anni. Un compleanno speciale, trasformato in un'occasione per ritrovarsi, ripercorrere le tappe della propria vita e riscoprire il valore delle radici comuni. Perché, al di là delle esperienze e dei percorsi personali, ci sono ricordi e legami capaci di attraversare gli anni e mantenere intatto il senso di appartenenza a una comunità. La serata, organizzata da Noemi Paola Riccardi, Maria Staffolani, Alberto Girolami e Paolo Mariantoni, si è aperta al centro di comunità, nella chiesa Beato Francesco Piani di Caldarola. Qui i partecipanti si sono riuniti per ringraziare per il dono della vita e dedicare un pensiero ai coetanei scomparsi, Tullia Biondi e don Salvatore Sicignano, ricordati con affetto. La festa è proseguita al ristorante La Torre del Parco di Camerino, dove la cena conviviale ha lasciato spazio ai racconti e ai tanti ricordi condivisi. Tra una battuta e un aneddoto, sono riaffiorati gli anni dell'infanzia, i tempi della scuola, le amicizie e le esperienze della giovinezza. Momenti di vita che hanno riportato i presenti indietro nel tempo, quando si cresceva insieme e il futuro appariva ancora tutto da scoprire. Sessant'anni rappresentano una tappa importante, fatta di esperienze, famiglie, soddisfazioni e cambiamenti. Ritrovarsi per festeggiarla insieme ha significato anche riconoscere il valore di una storia condivisa, costruita negli anni e capace di unire persone e territori. Una serata all'insegna della convivialità e della memoria, con la consapevolezza che, anche quando la vita porta ciascuno lungo strade diverse, le amicizie di un tempo e le radici comuni continuano a rappresentare un patrimonio prezioso da custodire.

Varie

Censimento Istat 2026, lettere in ritardo a Civitanova: come verificare se si è coinvolti

Censimento Istat 2026, lettere in ritardo a Civitanova: come verificare se si è coinvolti

22/10/2026 10:40

Lettere informative in ritardo, ma il censimento prosegue regolarmente. A Civitanova Marche l’amministrazione comunale informa i cittadini sui possibili disguidi nella consegna delle comunicazioni relative al Censimento permanente della popolazione 2026, in programma dal 5 ottobre al 23 dicembre. A causare i ritardi, secondo quanto comunicato dall’Istat, sono rallentamenti logistici da parte del corriere incaricato della distribuzione. La rilevazione non riguarda tutte le famiglie, ma soltanto un campione selezionato. Per quelle coinvolte, tuttavia, rispondere al questionario è un obbligo di legge, anche nel caso in cui la lettera con le credenziali non sia ancora arrivata. Per verificare se il proprio nucleo familiare è stato selezionato è possibile contattare il Numero unico Istat 1510, attivo dal lunedì al sabato dalle 9 alle 21. In alternativa, si può controllare la propria casella Pec, consultare l’app IO oppure rivolgersi al Centro comunale di rilevazione, situato presso l’Ufficio elettorale del Comune di Civitanova Marche. È possibile compilare il questionario anche senza attendere la lettera con le credenziali. Fino al 6 dicembre 2026, le famiglie coinvolte possono rispondere online accedendo al portale ufficiale del censimento Istat tramite Carta d’identità elettronica (Cie) o Spid. Una volta completata la compilazione, occorre inviare il questionario e scaricare la ricevuta che attesta l'avvenuta trasmissione. Chi preferisce un supporto diretto può, invece, contattare o raggiungere di persona il Centro comunale di rilevazione presso l’Ufficio elettorale. Il servizio sarà disponibile fino al 23 dicembre, con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 13 e il martedì e giovedì anche dalle 15 alle 18. Dal 12 novembre 2026 è inoltre previsto l’intervento dei rilevatori incaricati dal Comune, che si recheranno nelle abitazioni delle famiglie che non avranno ancora compilato autonomamente il questionario. Gli operatori saranno muniti di apposito cartellino identificativo.

Essere lo stesso coinvolti: cosa può dirci ancora "Canzone del Maggio" di De Andrè

Essere lo stesso coinvolti: cosa può dirci ancora "Canzone del Maggio" di De Andrè

21/10/2026 19:20

E se nei vostri quartieri Tutto è rimasto come ieri Senza le barricate Senza feriti, senza granate Se avete preso per buone Le "verità" della televisione Anche se allora vi siete assolti Siete lo stesso coinvolti Era il 1973 quando "Storia di un impiegato" di Fabrizio De Andrè usciva sul mercato discografico italiano. Un concept album che parla, per l’appunto, della storia di un impiegato. La vita di un uomo che osserva da lontano le rivolte del Sessantotto e che poi decide di ribellarsi in maniera violenta e solitaria, costruendo una bomba artigianale da far esplodere davanti al Parlamento. A spingere l'impiegato verso questa decisione sono i venti del Maggio Francese, la serie di rivolte che avevano interessato la città di Parigi proprio nel 1968, quando i gruppi studenteschi della città decidono di organizzarsi per protestare contro l’intervento sproporzionato della polizia che aveva caricato i manifestanti dopo l’occupazione dell’università della Sorbona. Questa miccia trova riscontro nell’opinione pubblica e il 13 maggio venne indetto uno sciopero generale che vide la partecipazione di 9 milioni di persone. E se vi siete detti Non sta succedendo niente Le fabbriche riapriranno Arresteranno qualche studente Convinti che fosse un gioco A cui avremmo giocato poco E proprio in quel maggio francese De Andrè trova l’ispirazione per scrivere "Canzone del Maggio", adattamento di "Chacun de vous est concerné" della cantautrice francese Dominique Grange. De André riprende i concetti espressi dal brano di Grange per veicolare un messaggio diretto proprio all'impiegato: "Siete lo stesso coinvolti". Anche se non attivamente, anche se non come parte effettiva della protesta, siete lo stesso coinvolti perché ognuno ha una responsabilità. Allora, forse, quello che si tenta di evidenziare è l’immobilismo e la poca solidarietà verso chi cerca di protestare. Una paura che può essere compresa, perché la manifestazione che esplode in violenza può spaventare, ma pone allo stesso tempo davanti a problemi e difficoltà che non andrebbero ignorati. Problemi che, molto spesso, vengono messi all'angolo con altrettanta violenza nella speranza di cancellare un messaggio. L'attualità in un brano di cinquantatrè anni fa, dovrebbe far riflettere, senza polarizzare, sulle motivazioni che spingono ancora oggi i cittadini a continuare quel gioco a cui si credeva avrebbero giocato poco. 

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