Belforte del Chienti, dove il tartufo è di casa: la scommessa vinta della famiglia Carassai (FOTO e VIDEO)
Varie
28/01/2026 10:00

Belforte del Chienti, dove il tartufo è di casa: la scommessa vinta della famiglia Carassai (FOTO e VIDEO)

Nel cuore delle Marche, a Belforte del Chienti in provincia di Macerata, l’Azienda Agricola Carassai Giordano rappresenta oggi una realtà autentica capace di unire agricoltura, tartufo nero pregiato, accoglienza turistica e valorizzazione del territorio. Una storia che nasce dalla passione e dalla determinazione di Giordano Carassai, fondatore e titolare, che racconta: "L'azienda è nata circa dieci anni fa, per una passione nata tramite mio padre, che da piccolo mi faceva essere aiutante nell'orto di casa". Da quell’orto domestico è iniziato un percorso fatto di sacrifici, esperienze e volontà di imparare sul campo. Prima ancora di possedere un terreno, Giordano ha scelto di "andare a dare una mano agli agricoltori locali, quindi anche sugli allevamenti", costruendo passo dopo passo una competenza concreta. La svolta arriva con l’acquisto di un piccolo appezzamento agricolo ai piedi di Belforte: "Da lì abbiamo ribonificato tutto il terreno, che era un bosco, ed è iniziato questo tipo di avventura”. Oggi l'azienda agricola Carassai Giordano è una realtà strutturata, con uno sguardo chiaro verso il futuro. L’obiettivo è duplice: far crescere l’azienda e allo stesso tempo far conoscere un territorio ricco di potenzialità ancora poco esplorate. "Ad oggi l'obiettivo dell'azienda agricola, e anche il mio, è di far conoscere questo territorio", sottolinea Giordano. Un ruolo centrale è svolto dalla tartufaia, curata da Leonardo Carassai, fratello di Giordano e tartufaio. Qui nasce il tartufo nero pregiato, prodotto simbolo dell’azienda. "La stagione è iniziata il primo dicembre e finirà il 15 marzo. Siamo a buon punto quindi, abbiamo tartufi molto maturi, molto buoni quest'anno", spiega Leonardo. L'impianto conta circa 600 piante giovani di tartufo nero pregiato, affiancate anche dalla produzione di tartufo scorzone estivo, avviata negli ultimi anni. La particolarità della tartufaia risiede nelle tecniche adottate, pensate per creare le condizioni ideali alla crescita del tartufo. "La particolarità del nostro impianto è avere una pacciamatura di ghiaglino intorno alle piante per trovare le condizioni giuste e favorevoli per la creazione del tartufo e per combattere il sole estivo", racconta Leonardo, evidenziando l’attenzione alla qualità e alla sostenibilità. Accanto alla produzione agricola, l’azienda si distingue come azienda agricola multifunzionale, grazie al lavoro di Erika Carassai, responsabile della fattoria didattica. "Noi siamo fattoria didattica e facciamo accoglienza a scuole, a gruppi, a turisti, per fare delle esperienze in natura che possono far riscoprire qual è il vero senso del benessere a 360 gradi", spiega Erika. Un benessere che passa dal cibo sano, ma anche da uno stile di vita corretto e dal contatto diretto con la natura. Durante l’inverno, l’esperienza più richiesta è quella legata al tartufo: la cerca del tartufo in tartufaia, insieme a Leonardo e al suo cane, permette ai visitatori di vivere da vicino una tradizione antica e affascinante. Con l’arrivo della primavera, l’azienda apre le porte a turisti italiani e stranieri, scolaresche, famiglie e gruppi, desiderosi di conoscere le tradizioni rurali marchigiane. L’accoglienza passa anche dal gusto, grazie all’AgriFoodTrack aziendale, uno spazio dedicato alla degustazione dei prodotti di propria produzione e di quelli di altre aziende agricole locali selezionate con cura. L’Azienda Agricola Carassai Giordano di Belforte del Chienti si conferma così un esempio virtuoso di come agricoltura, tartufo, turismo esperienziale e didattica possano convivere, creando valore per il territorio e offrendo ai visitatori un’esperienza autentica, sostenibile e profondamente legata alle radici.

Belforte del Chienti, dove il tartufo è di casa: la scommessa vinta della famiglia Carassai (FOTO e VIDEO)

Belforte del Chienti, dove il tartufo è di casa: la scommessa vinta della famiglia Carassai (FOTO e VIDEO)
28/01/2026 10:00

Nel cuore delle Marche, a Belforte del Chienti in provincia di Macerata, l’Azienda Agricola Carassai Giordano rappresenta oggi una realtà autentica capace di unire agricoltura, tartufo nero pregiato, accoglienza turistica e valorizzazione del territorio. Una storia che nasce dalla passione e dalla determinazione di Giordano Carassai, fondatore e titolare, che racconta: "L'azienda è nata circa dieci anni fa, per una passione nata tramite mio padre, che da piccolo mi faceva essere aiutante nell'orto di casa". Da quell’orto domestico è iniziato un percorso fatto di sacrifici, esperienze e volontà di imparare sul campo. Prima ancora di possedere un terreno, Giordano ha scelto di "andare a dare una mano agli agricoltori locali, quindi anche sugli allevamenti", costruendo passo dopo passo una competenza concreta. La svolta arriva con l’acquisto di un piccolo appezzamento agricolo ai piedi di Belforte: "Da lì abbiamo ribonificato tutto il terreno, che era un bosco, ed è iniziato questo tipo di avventura”. Oggi l'azienda agricola Carassai Giordano è una realtà strutturata, con uno sguardo chiaro verso il futuro. L’obiettivo è duplice: far crescere l’azienda e allo stesso tempo far conoscere un territorio ricco di potenzialità ancora poco esplorate. "Ad oggi l'obiettivo dell'azienda agricola, e anche il mio, è di far conoscere questo territorio", sottolinea Giordano. Un ruolo centrale è svolto dalla tartufaia, curata da Leonardo Carassai, fratello di Giordano e tartufaio. Qui nasce il tartufo nero pregiato, prodotto simbolo dell’azienda. "La stagione è iniziata il primo dicembre e finirà il 15 marzo. Siamo a buon punto quindi, abbiamo tartufi molto maturi, molto buoni quest'anno", spiega Leonardo. L'impianto conta circa 600 piante giovani di tartufo nero pregiato, affiancate anche dalla produzione di tartufo scorzone estivo, avviata negli ultimi anni. La particolarità della tartufaia risiede nelle tecniche adottate, pensate per creare le condizioni ideali alla crescita del tartufo. "La particolarità del nostro impianto è avere una pacciamatura di ghiaglino intorno alle piante per trovare le condizioni giuste e favorevoli per la creazione del tartufo e per combattere il sole estivo", racconta Leonardo, evidenziando l’attenzione alla qualità e alla sostenibilità. Accanto alla produzione agricola, l’azienda si distingue come azienda agricola multifunzionale, grazie al lavoro di Erika Carassai, responsabile della fattoria didattica. "Noi siamo fattoria didattica e facciamo accoglienza a scuole, a gruppi, a turisti, per fare delle esperienze in natura che possono far riscoprire qual è il vero senso del benessere a 360 gradi", spiega Erika. Un benessere che passa dal cibo sano, ma anche da uno stile di vita corretto e dal contatto diretto con la natura. Durante l’inverno, l’esperienza più richiesta è quella legata al tartufo: la cerca del tartufo in tartufaia, insieme a Leonardo e al suo cane, permette ai visitatori di vivere da vicino una tradizione antica e affascinante. Con l’arrivo della primavera, l’azienda apre le porte a turisti italiani e stranieri, scolaresche, famiglie e gruppi, desiderosi di conoscere le tradizioni rurali marchigiane. L’accoglienza passa anche dal gusto, grazie all’AgriFoodTrack aziendale, uno spazio dedicato alla degustazione dei prodotti di propria produzione e di quelli di altre aziende agricole locali selezionate con cura. L’Azienda Agricola Carassai Giordano di Belforte del Chienti si conferma così un esempio virtuoso di come agricoltura, tartufo, turismo esperienziale e didattica possano convivere, creando valore per il territorio e offrendo ai visitatori un’esperienza autentica, sostenibile e profondamente legata alle radici.

Cronaca

Dai furti di Tolentino a Crans-Montana, il punto del prefetto: "Più controllo del vicinato e stretta sulle feste abusive"

Dai furti di Tolentino a Crans-Montana, il punto del prefetto: "Più controllo del vicinato e stretta sulle feste abusive"

28/01/2026 17:20

Una risposta decisa per riportare la serenità a Tolentino. Su esplicita richiesta del sindaco Mauro Sclavi, preoccupato dall'ondata di furti che ha recentemente colpito diverse abitazioni del comune, il prefetto di Macerata Giovanni Signer ha convocato questa mattina una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia per pianificare un intervento straordinario sul territorio. L'incontro, a cui hanno partecipato la vicesindaco Alessia Pupo e il comandante della polizia locale Andrea Isidori insieme ai vertici provinciali di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, è servito per analizzare nel dettaglio le ultime segnalazioni. Il prefetto ha dato direttive immediate per un rafforzamento dei servizi di controllo e ha sollecitato l'amministrazione comunale a dare impulso al "controllo di vicinato", strumento ritenuto essenziale per presidiare soprattutto le frazioni e le aree periferiche. La giornata in Prefettura è proseguita con una seconda riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, dedicata alla sicurezza nei luoghi del divertimento. In linea con la direttiva del Ministero dell’Interno emanata il 19 gennaio scorso dopo la tragedia di Crans-Montana, è stata decisa una stretta sui controlli nelle attività di intrattenimento e pubblico spettacolo. Il Prefetto ha sottolineato che verranno programmate verifiche rigorose sulla corrispondenza tra le autorizzazioni concesse e l'effettivo esercizio delle attività. I controlli riguarderanno in particolare le misure antincendio, la gestione delle emergenze, il rispetto dei limiti di capienza e l'uso di fiamme libere o fuochi d'artificio. Per contrastare l'organizzazione illegale di eventi, le forze dell'ordine monitoreranno costantemente i canali social e le piattaforme web, così da intercettare tempestivamente feste abusive organizzate in modo estemporaneo all'interno di bar o ristoranti non idonei.

Tolentino, tamponamento a catena: due feriti trasportati all'ospedale

Tolentino, tamponamento a catena: due feriti trasportati all'ospedale

28/01/2026 14:56

Momenti di paura nella tarda mattinata di mercoledì 28 gennaio a Tolentino. Intorno alle 12.20, per cause ancora in corso di accertamento da parte della Polizia Locale, si è verificato un incidente stradale in via Filzi, poco prima dell’ingresso del parcheggio e in prossimità di un attraversamento pedonale. L’impatto ha dato origine a un tamponamento a catena che ha coinvolto quattro autovetture, tutte condotte da residenti a Tolentino. Si tratta di una BMW guidata da un 68enne, una DR condotta da una giovane di 26 anni,, un Fiat Doblò al cui volante si trovava un 53enne, e un’Audi Q3 guidata da un 51enne.  A seguito dello scontro, due automobilisti sono rimasti feriti. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e disposto il trasferimento dei due conducenti al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata per accertamenti. È stato inoltre necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Tolentino per la messa in sicurezza dei veicoli coinvolti, dal momento che una delle auto era alimentata a metano e un’altra a GPL.   La Polizia Locale ha effettuato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e ha gestito la viabilità per limitare i disagi alla circolazione. Il traffico è tornato regolare intorno alle 13.05.

Attualità

Istat, Macerata in controtendenza: il capoluogo cresce nel numero di residenti grazie ai flussi migratori

Istat, Macerata in controtendenza: il capoluogo cresce nel numero di residenti grazie ai flussi migratori

28/01/2026 16:00

I dati Istat sulla popolazione nelle Marche mostrano come dinamiche demografiche opposte finiscano per bilanciarsi. Da una parte continua a pesare il saldo naturale negativo, con i nuovi nati che restano meno della metà dei decessi, dall’altra la spinta dei movimenti migratori, soprattutto dall’estero, che portano nella regione molte più persone di quante non se ne vadano. Il risultato complessivo è che tra gennaio e ottobre dello scorso anno, all’ultimo aggiornamento mensile pubblicato dall’Istat, le Marche hanno perso appena 283 residenti, pari a 0,19 per mille, scendendo a 1.480.262 abitanti. Un dato in linea con la media italiana, visto che al 31 ottobre 2025, secondo i primi dati provvisori Istat, la popolazione residente in Italia ammonta a 58.956.824 abitanti, in diminuzione di 13 mila unità rispetto all’inizio dell’anno. Per la regione si tratta comunque di un rallentamento della decrescita demografica rispetto al 2024, quando nei primi dieci mesi aveva perso 599 residenti, più del doppio rispetto al dato attuale. Il quadro resta segnato da poche nascite. Nelle Marche il mese di ottobre 2025 ha fatto registrare 752 nascite, il dato mensile più alto dell’anno, per un totale di 6.852 nati da inizio anno, solo 41 in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Numeri che restano però molto lontani da quelli del triennio 2007-2010, quando le nascite annue si aggiravano tra 14.000 e 14.600. A fronte di questi valori, nei primi dieci mesi del 2025 si sono registrati 14.221 decessi, con un saldo naturale negativo di 7.269 unità. A limitare l’impatto di questo squilibrio interviene il contributo dei flussi migratori, che producono un saldo positivo di 6.459 residenti, grazie a 9.884 ingressi contro 3.425 uscite. È questo elemento a ridurre al minimo il calo demografico complessivo e a sostenere in particolare i centri urbani marchigiani, più attrattivi per chi arriva dall’estero e da altre regioni italiane. Delle dodici città marchigiane più importanti, nove presentano un segno positivo nei primi dieci mesi del 2025. In questo contesto si inserisce il dato di Macerata, che registra un incremento di 80 residenti nei primi dieci mesi del 2025. Un valore contenuto, ma significativo perché va in controtendenza rispetto al saldo naturale negativo e conferma come anche per il capoluogo maceratese il ruolo dei movimenti migratori sia determinante nel mantenere stabile la popolazione. Accanto a Macerata mostrano segnali positivi anche Fermo (+73), Jesi (+68) e Civitanova Marche (+50), mentre alcune città importanti restano in calo, come Ascoli Piceno (-28), Senigallia (-26) e Osimo (-15). (Dati Istat)

Differenziata, la provincia rallenta: Macerata e Civitanova in calo, Camporotondo al top

Differenziata, la provincia rallenta: Macerata e Civitanova in calo, Camporotondo al top

28/01/2026 13:20

La raccolta differenziata in provincia di Macerata segna una nuova battuta d’arresto. I dati Cosmar relativi al 2025 parlano di una percentuale complessiva del 73,12%, in lieve calo rispetto al 73,73% registrato nel 2024 e con una flessione ancora più evidente se il confronto viene fatto con il 2020, quando si sfiorava il 75%. In termini assoluti, nel corso dell’anno sono state raccolte 118.723 tonnellate di rifiuti differenziati. Il rallentamento riguarda soprattutto i centri più popolosi. Macerata scende dal 74,71% al 73,51%, Civitanova passa dal 71,57% al 70,65%, Tolentino arretra dal 73,64% al 72,82% e Recanati cala leggermente dal 76,83% al 76,44%. In controtendenza Potenza Picena, che migliora passando dal 72,33% al 72,78%. Segnali positivi arrivano invece da diversi piccoli comuni dell’entroterra, dove la raccolta differenziata cresce anche in modo significativo. Sefro compie un vero balzo in avanti, salendo dal 47,97% al 60,49%, mentre Ussita passa dal 50,20% al 58,77%. Migliorano anche Cessapalombo, Colmurano, Fiastra, Monte San Martino e Muccia, tutti con percentuali in aumento rispetto all’anno precedente. In cima alla classifica provinciale cambia però il vertice. Dopo un anno fuori dal primo posto, Camporotondo di Fiastrone torna sul gradino più alto con l’83,52% di raccolta differenziata, confermandosi una delle realtà più virtuose del territorio. Alle sue spalle si piazzano Montelupone, con l’81,02%, e Appignano, che chiude il podio all’80,53%. Scende invece Serrapetrona, che dal primato del 2024 scivola al quarto posto dopo il calo dall’84,71% all’80,06%. Il sindaco di Camporotondo Massimiliano Micucci commenta con entusiasmo il risultato: «Non posso che essere felice e complimentarmi con la cittadinanza. Da sempre siamo tra le prime posizioni in questa classifica e diverse volte abbiamo vinto il premio del “Comune Riciclone”». Secondo Micucci, la chiave del successo parte dalle nuove generazioni: «Coinvolgiamo la scuola primaria, lavorando con maestre e bambini per trasmettere l’attenzione alla raccolta differenziata fin dai più piccoli. Inoltre, promuoviamo campagne informative per tutti i cittadini, rispondendo alle loro esigenze e integrando i servizi dove necessario, come aggiungendo cassonetti per facilitare il conferimento corretto». Un altro fattore determinante è l’isola ecologica dei cinque comuni, che consente di smaltire correttamente rifiuti ingombranti e materiali che altrimenti verrebbero conferiti in maniera errata. «Abbiamo esteso l’orario di apertura anche al sabato pomeriggio e collaboriamo strettamente con il Cosmari. È un mix di fattori che ha portato a questo successo», conclude il sindaco. Il quadro si fa più complicato nei comuni colpiti dal sisma, molti dei quali perdono posizioni e percentuali. Camerino scende dal 67,53% al 64,42%, Esanatoglia dal 77,35% al 73,86%, mentre arretrano anche Gagliole, Fiuminata, Valfornace, Pieve Torina e Visso, che registra uno dei cali più marcati. In coda alla classifica resta Poggio San Vicino, che pur rimanendo ultimo mostra comunque un lieve miglioramento della percentuale di raccolta. In penultima posizione Castelsantangelo sul Nera, mentre Bolognola, terzultima, registra un piccolo passo avanti rispetto al 2024. Un quadro complessivo che evidenzia una provincia ancora su buoni livelli di differenziata, ma alle prese con un rallentamento strutturale, soprattutto nei centri più grandi, mentre i piccoli comuni continuano a rappresentare, in molti casi, un modello di buone pratiche.

Politica

"Pavimentazioni fessurate e recinzioni arrugginite": Avs Macerata critica il restyling dei Giardini Diaz

"Pavimentazioni fessurate e recinzioni arrugginite": Avs Macerata critica il restyling dei Giardini Diaz

28/01/2026 11:51

MACERATA – Mentre i lavori di restyling dei Giardini Diaz sembrano avviati verso la conclusione, i cittadini maceratesi iniziano già a registrare una serie di criticità che minano la fruibilità e l’estetica del polmone verde cittadino. Secondo Avs Macerata, il progetto, pur costato oltre mezzo milione di euro, lascia molte “dolenti constatazioni” sotto gli occhi di tutti. Basta una passeggiata lungo i due viali principali per notare le vistose fessurazioni della pavimentazione drenante, che sollevano dubbi sulla tenuta futura dell’opera. A preoccupare è anche lo stato della recinzione, ormai divorata dalla ruggine, esclusa dal progetto di manutenzione. Per Patrizia Sagretti, componente della segreteria provinciale di Avs Macerata, il risultato del restyling è ben lontano dall’ideale. «È inaccettabile che, a fronte di una spesa così ingente, non si sia trovato il modo di intervenire sulla recinzione – sottolinea Sagretti – Forse l’obiettivo è lasciarla degradare fino al totale sfacelo, sperando in un futuro finanziamento per sostituirla ex novo. Una gestione patrimoniale miope». Il restyling, secondo Avs, ha inoltre trasformato i giardini in una sorta di “Piazza Diaz”: le siepi, gli arbusti e le zone d’ombra sono stati rimossi in nome della visibilità e della sicurezza, ma a discapito del verde, che per Sagretti rappresenta “il motore della pianificazione sostenibile della città”. «Il verde urbano non è e non deve essere solo abbellimento – continua – È il verde, insieme alla mobilità sostenibile, alle strade sicure per tutti, al costruito decoroso e ai servizi facilmente accessibili, che migliora la qualità della vita».   Per Avs, l’amministrazione comunale avrebbe sprecato risorse e perso l’occasione di rafforzare l’immagine della città: «Questa amministrazione – conclude Sagretti – ha dato una pessima immagine di sé ed una città più difficile da abitare».

La vicenda del mattatoio pesa: cresce l'ostilità a Parcaroli che va a in cerca dell'investitura

La vicenda del mattatoio pesa: cresce l'ostilità a Parcaroli che va a in cerca dell'investitura

27/01/2026 15:10

Diciamolo subito: questa è una chiacchiera da zanzi-bar, però pare che stia pesando non poco sul futuro del Centrodestra a Macerata. Si sa che Sandro Parcaroli, come ai tempi del Papa quando Macerata è la terza città dello Stato Pontificio, va a fare una visita "ad limina" a Roma per farsi dare dal Capo l'investitura. Trasferta certo non semplice e si dice neppure troppo felice. Matteo Salvini è stato raggiunto dalle tante incertezze che si stanno appalesando sulla bontà di riproporlo per il bis. A quel che si sa anche a palazzo Raffaello – la seconda curia a cui Sandro Parcaroli rivolge le sue preghiere – Franceso Acquaroli ha cominciato a interrogarsi sulle possibilità di successo dell’attuale Primo cittadino di Macerata. E Acquaroli non si può permettere d’incassare un insuccesso a Macerata. Sul fronte del consenso della Regione pesa e non poco la faccenda del mattatoio che ha molti punti oscuri, sul fronte romano c’è l’anatema verso il generale Vannacci che ha spostato totalmente gli equilibri. Se fino a una settimana fa Luca Buldorini era il plenipotenziario rampante della Lega, da domenica scorsa quando Salvini ha scomunicato l’attuale vicesegretario nazionale, le sue azioni sono drasticamente in ribasso. Il giovane appignanese da pompiere qual è ha cercato di spegnere l’incendio eliminando dai suoi profili social tutte le foto che lo ritraggono con Roberto Vannacci – ma le foto ci sono e qui potete ben vederle - cercando anche di oscurare il suo entusiasmo per la Compagnia Marca Libera che è diventata improvvisamente scomoda anche per Andrea Marchiori anche lui pronto ad ereditare la successione di Parcaroli qualora il Sindaco salti. Buldorini ci ha sperato, anzi ci spera tutt’ora, ma in casa Lega la resa dei conti è totale. Anche Giorgia Latini, la segretaria regionale che pare aver perso la battaglia per far tornare Andrea Maria Antonini in giunta, molto legata alla trilaterale Buldorini-Parcaroli-Marchiori, dovrà prima o poi rendere conto della sua benevolenza verso i vannaccisti. Al punto che si è saldato un nuovo asse tra Renzo Marinelli (campione di preferenze nel deludentissimo risultato del Carroccio alle scorse regionali) e Filippo Saltamartini con il primo destinato a diventare assessore regionale appena sarà concluso l’iter per l’allargamento dell’esecutivo regionale e il secondo pronto a tornare in Consiglio regionale. E’ la Lega della prima ora che si piglia la rivincita, è la Lega che parla con i ceti produttivi e si occupa dei territori più che preoccuparsi di piacere alla gente che piace. In questo contesto Sandro Parcaoroli e ancor di più Luca Buldorini non hanno spazio e da quel che si capisce anche Francesco Acquaroli sarebbe stanco di dare retta ai personalismi del Carroccio e vorrebbe chiudere la pratica Macerata con una garanzia di vittoria che in questo momento Sandro Parcaroli non offre. Anche perché contro il Sindaco si è scatenata una sotterranea quanto durissima offensiva di almeno metà della sua giunta (restano al suo fianco l’assessore Lego, l’assessora Imballo con una posizione del tutto attendista di Paolo Renna e di Oriana Piccioni) e di tre quarti dei consiglieri della maggioranza che, infatti, lunedì mentre il Sindaco veniva incalzato duramente dalla minoranza non ha detto un fiato in difesa del Primo Cittadino. A rendere incandescente il rapporto del Sindaco con i suoi è il passaggio finale del discorso che Sandro Parcaroli ha pronunciato al termine della sua arruffata e debole autodifesa sul caso mattatoio lunedì in Consiglio comunale: "Ritengo che le illazioni sul mio comportamento che si è arrivati a definire oscuro, o addirittura penalmente rilevante, siano frutto di una concezione ripugnante della politica, sulla quale (in italiano sarebbe in cui, ma trattandosi di Parcaroli un errore è concesso n.d.r) non mi rivedo affatto. Ringrazio la giunta e la maggioranza per il sostegno e la condivisione delle scelte, urgenti e indifferibili, che si è dovuti adottare in questa delicata vicenda". Mezz’ora dopo sulle chat è cominciata una serie di distinguo che è andata crescendo come una valanga. I pareri vanno “Da questa è una chiamata di correo” che lascia intravvedere una mai sopita preoccupazione per avvisi non troppo simpatici che potrebbero arrivare a seguito della vicenda, a “ma che vuole questo che ha fatto tutto da solo?” ad altri che contestano l’esistenza di un inner circle del Sindaco fino a chi apertamente dice: "Ci ha fatto votare chissà perché e poi ha fatto come gli è parso”. Le conseguenze sono pesanti anche per le segreterie dei partiti che devono cercare di contenere questa ondata crescente di malcontento. Da Forza Italia Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio regionale, si è affrettato a dire che “se Parcaroli che noi appoggiamo non corre, noi abbiamo il candidato: Riccardo Sacchi".  E infatti l’assessore allo Sport sin qui prodigo di evviva per Parcaroli si è abilmente defilato. Caos totale nella Lega dove le ambizioni sbagliate di Andrea Marchiori e di Luca Buldorini sono tramontate con Vannacci e dove ufficialmente nulla si può dire essendoci la pesante ipoteca di Sandro Parcaroli in cerca d’investitura a questo punto assai poco probabile. Resta alla finestra Anna Menghi che certo ha oggi una posizione di oggettivo vantaggio: non è mai stata vannaccista, ha esperienza politico amministrativa da vendere e ha una solida “reputazione” in città avendo sempre mantenuto un filo di dialogo con tutte le componenti della società maceratese. Lei peraltro è la sola che può, passato il ciclone delle “ambizioni sbagliate” per citare uno stimolante classico di Alberto Moravia, rinsaldare la Lega a Macerata con l’aiuto di Aldo Alessandrini, capogruppo e segretario cittadino, che sulla vicenda mattatoio ha tenuto un a plomb invidiabile per correttezza politica difendendo col suo silenzio più l’istituzione Consiglio comunale che non il Sindaco. Il grande punto interrogativo resta Fratelli d’Italia. Pierfrancesco Castiglioni è stato il solo della maggioranza a prendere le difese (d’ufficio?) di Parcaroli in Consiglio comunale sul caso mattatoio.  Nella riunione di Roma con Giovani Donzelli, capogruppo alla Camera e responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, i meloniani maceratesi si sono sentiti dire: state pronti, perché abbiamo il piano B e il candiato sindaco deve essere nostro. Come dire Sandro Parcaroli non è scontato. Pare circoli un sondaggio molto riservato che lo darebbe perdente se solo il Centrosinistra mettese in campo un candidato non "estremo" perché Parcaroli ha perso il "fascino" dell’imprenditore di successo (ha ceduto gran pare delle sue attività) è sorretto da una "corte dei miracoli" che si è alienata gran parte dei commercianti, ha generato scontento per la bulimia d'investimenti tradotti in cantieri dell’eterna incompiuta che hanno generato certissimi disagi per incerti e futuri benefici, si è lanciato in un eccesso di promesse non mantenute prima tra tutte il nuovo ospedale, a seguire i rifiuti, l’acqua, e il rilancio economico della città, ha un’ostilità dichiarata delle frazioni: da Villa Potenza (non gli perdonano via dei Velini) a Sforzacosta, a Piediripa che si sentono trascurate per carenza di servizi ed eccesso di traffico. Ma il piano B di Fratelli d’Italia in sede locale è di difficile gestione. Si sussurra che Fabio Pistarelli potrebbe essere il cavallo di ritorno e le ragioni ci sono.  A cominciare da possibili sviluppi della vicenda mattatoio che finirà sotto la lente della commissione speciale d’indagine del Comune. Ma certo è che il Centrodestra oggi è in cerca di un centro di gravità. Che potrebbe essere proprio al centro. Mentre Sandro Parcaroli in partenza per una vacanza a Zanzibar non scioglie la riserva. Qualcuno deve avergli fatto capire che è lui destinato a fare la riserva: in panchina ai giardini Diaz. Ci sta che si senta dire a Roma: caro Sandro per te il grande fardello (di fare il Sindaco) finisce qui.   

Sanità

Nuovo specialista per la sanità maceratese: 50 e lode in Ortopedia per Daniele Pupilli

Nuovo specialista per la sanità maceratese: 50 e lode in Ortopedia per Daniele Pupilli

28/01/2026 17:45

Il dottor Daniele Pupilli in servizio all'ospedale di Camerino consegue il titolo con il massimo dei voti discutendo una tesi sulla chirurgia mininvasiva della coxartrosi. Un nuovo specialista in ortopedia e traumatologia per il territorio maceratese. Ieri, martedì 27 gennaio 2026, presso l'università Politecnica delle Marche, Daniele Pupilli ha conseguito la specializzazione in ortopedia e traumatologia con la votazione di 50 e lode, coronando un percorso formativo iniziato oltre undici anni fa. Una passione manifestata sin da piccolo, che da Castelraimondo città di cui è originario lo ha portato a studiare fino a diventare uno dei componenti del reparto di ortopedia di Camerino. La discussione della tesi, dal titolo "Trattamento della coxartrosi con Pta con tecnica mininvasiva anteriore bikini: confronto fra supporto di navigazione chirurgica avanzata e supporto fluoroscopico intraoperatorio", si è svolta presso la facoltà di Medicina e Chirurgia sotto la guida di Antonio Pompilio Gigante, direttore della scuola di specializzazione e relatore del lavoro primario a Torrette, con la correlazione di Leonardo Pasotti, primario di Camerino. La ricerca ha approfondito le tecniche chirurgiche mininvasive nel trattamento della coxartrosi, confrontando l'utilizzo della navigazione chirurgica avanzata con il supporto fluoroscopico intraoperatorio nell'impianto di protesi totale d'anca mediante approccio anteriore bikini, una metodica che consente minore invasività e recupero più rapido per i pazienti. Il traguardo raggiunto rappresenta l'apice di un percorso formativo lungo e impegnativo: sei anni per la laurea in Medicina e Chirurgia, conseguita con 110 e lode, seguiti da cinque anni di specializzazione. Un cammino che ha richiesto dedizione, sacrificio e una passione costante per la medicina e la chirurgia ortopedica. La specializzazione in Ortopedia e Traumatologia presso l'università Politecnica delle Marche è riconosciuta come una delle scuole di eccellenza nel panorama nazionale.

Miastenia grave, nelle Marche la cura per i pazienti arriva a casa

Miastenia grave, nelle Marche la cura per i pazienti arriva a casa

28/01/2026 11:30

Da oggi i pazienti marchigiani affetti da miastenia grave - una malattia autoimmune rara e cronica che toglie forza ai muscoli, causando una debolezza debilitante e potenzialmente letale - possono somministrarsi la terapia direttamente a casa, in pochi secondi e in totale sicurezza. Appena approvata dall’Aifa, è ora disponibile anche nelle Marche una terapia innovativa (efgartigimod alfa) in siringa preriempita che può essere autosomministrata a domicilio e non in ospedale. "La miastenia gravis rappresenta una sfida terapeutica importante. Per i pazienti marchigiani, questa nuova modalità di somministrazione consentirà di gestire la patologia in modo più comodo e flessibile, riducendo lo stress legato ai frequenti spostamenti verso l'ospedale. - dichiara la dottoressa Cristina Petrelli, dirigente medico presso l'UOC Neurologia dell’ospedale di Macerata - Si tratta di un'opzione ‘pronta all'uso’ che migliora l'indipendenza dei pazienti e riduce il tempo necessario per la terapia a circa 20-30 secondi contro tempi molto più lunghi dell’infusione endovenosa in ambito ospedaliero.” La miastenia grave è causata da un malfunzionamento del sistema immunitario che produce anticorpi che interferiscono con la normale comunicazione tra nervi e muscoli. Può insorgere a qualsiasi età, ma si manifesta più frequentemente tra i 20 e i 30 anni nelle donne e tra i 50 e i 60 anni negli uomini. Si stima che colpisca intorno a 15.000-18.000 persone in Italia - un caso ogni 5.000 individui. “La disponibilità nelle Marche della formulazione in siringa preriempita offre diversi vantaggi sia per il paziente che per il sistema ospedaliero. - aggiunge la dottoressa Petrelli - Infatti, la terapia può essere somministrata a domiciliodal paziente o da un caregiver - dopo un'adeguata formazione - riducendo il numero di accessi necessari per le infusioni endovenose settimanali e di conseguenza le liste d’attesa, ma anche permettendo al paziente di raggiungere una migliore qualità di vita”. Efgartigimod alfa - frutto della ricerca di argenx, un'azienda globale che opera nel settore dell’immunologia - è il primo farmaco progettato per ridurre gli anticorpi malfunzionanti nel sistema immunitario delle persone con miastenia grave, compresi quelli che danneggiano i tessuti. L’azienda ha sviluppato anche un programma di supporto dedicato a chi sceglie la gestione domiciliare, offrendo strumenti per il training, l’assistenza alla somministrazione e il monitoraggio del trattamento. “Questa approvazione testimonia il nostro impegno continuo nella ricerca e sviluppo di terapie innovative e sempre più personalizzate, anche nelle modalità di somministrazione - ha dichiarato Fabrizio Celia, General Manager di argenx in Italia -. La possibilità per i pazienti marchigiani di somministrarsi autonomamente la terapia a casa migliora in modo significativo la gestione clinica, riducendo il carico ambulatoriale e ospedaliero, e aumenta la libertà e l’autonomia del paziente”.  

Sport

Derby ad alta tensione, il conto del giudice sportivo: stangata per Passarini e Marinelli

Derby ad alta tensione, il conto del giudice sportivo: stangata per Passarini e Marinelli

28/01/2026 16:24

Il derby tra Civitanovese e Tolentino, già carico di tensione in campo, ha lasciato strascichi importanti anche a livello disciplinare. Il giudice sportivo del campionato di Eccellenza ha infatti adottato diversi provvedimenti, colpendo sia i due allenatori protagonisti dell’acceso confronto in panchina, sia alcuni calciatori espulsi nel corso della gara, oltre ad altri tesserati del campionato. Il provvedimento più pesante riguarda gli allenatori Daniele Marinelli (Civitanovese) e Paolo Passarini (Tolentino), entrambi squalificati fino al 25 febbraio per “condotta gravemente antisportiva nei confronti dell’allenatore avversario, a gioco fermo”. I due tecnici dovranno così saltare quattro giornate di campionato e potranno tornare in panchina alla 24ª giornata: la Civitanovese contro l’Osimana e il Tolentino contro il Montegranaro. Sanzioni anche per i calciatori coinvolti negli episodi del match. Il giudice sportivo ha inflitto due turni di squalifica ai rossoblù D’Ancora e Filipponi, entrambi espulsi in maniera diretti nel corso della gara. I due giocatori della Civitanovese non saranno a disposizione nelle sfide contro Urbania e Montefano. Stesso provvedimento anche per il capitano del Tolentino Lorenzo Tizi, allontanato quando si trovava in panchina, fermato per due giornate e costretto a saltare gli incontri contro Trodica e Osimana. Il quadro disciplinare del turno di Eccellenza si completa con la squalifica di due giornate anche per l’allenatore del K Sport Montecchio Gallo, Beppe Magi, punito "per aver rivolto alla panchina avversaria espressione gravemente irriguardosa". Il tecnico pesarese non potrà guidare la squadra nelle gare contro Fabriano e nel big match contro il Trodica. Provvedimenti che confermano quanto l'ultimo turno di campionato sia stato segnato da alta tensione e nervosismo, con conseguenze pesanti soprattutto per le panchine e per alcuni elementi chiave delle rispettive squadre.  

Matelica - Arriva l'attaccante svedese Touray Lamin. Mister Santoni: "Dobbiamo compattarci"

Matelica - Arriva l'attaccante svedese Touray Lamin. Mister Santoni: "Dobbiamo compattarci"

28/01/2026 15:49

Il Matelica accoglie un nuovo rinforzo in attacco: si tratta di Touray Lamin, classe 1999, nato in Gambia ma con cittadinanza svedese. Dopo un primo approccio con il calcio italiano tra i dilettanti, Lamin ha costruito la sua carriera in Svezia, vestendo le maglie di Lindigo, Newroz, Tyreso FF e FC Gute. Nella stagione 2023-2024 ha trionfato nel campionato di Eccellenza Sarda con l’Ilvamaddalena, proseguendo poi in Serie D e segnando complessivamente 11 reti in un anno e mezzo. Negli ultimi sei mesi è tornato in Svezia al Lunds BK, ma nonostante l’interesse di diversi club di Serie D, ha scelto di sposare il progetto biancorosso del Matelica. Lamin è stato accolto in società dalla presidentessa Sabrina Orlandi e dal capitano Paolo Ginestra. (Foto S.S. Matelica) Nel frattempo, è iniziata la terza avventura di Giuseppe Santoni sulla panchina del Matelica. L’esordio di Mister Santoni è arrivato con un pareggio sul campo del Chiesanuova (LEGGI QUI). “Non era facile, visto il momento difficile sotto tanti punti di vista – aveva commentato il tecnico al termine del match – Con pochi allenamenti abbiamo cercato di dare un’indirizzata a livello di mentalità e di carattere e la squadra ha risposto bene su un campo difficile contro un avversario ostico”. Il tecnico ha poi delineato le linee guida per il futuro: “La squadra presa singolarmente è buona, ma bisogna raggiungere rapidamente un’unità di squadra e compattarsi. L’obiettivo è molto difficile visto l’equilibrio del campionato, ci sarà da lottare fino alla fine tutti insieme”. Il Matelica tornerà in campo questa domenica al Giovanni Paolo II, ospitando l’Osimana, reduce dal pareggio interno con la Fermana e ancora alla ricerca del primo successo del 2026. Un altro banco di prova importante per Santoni e i suoi ragazzi.

Economia

Borghi terremotati, Federcontribuenti Marche al Governo:"Occorrono atti concreti. Qui c'è potenziale  di crescita"

Borghi terremotati, Federcontribuenti Marche al Governo:"Occorrono atti concreti. Qui c'è potenziale di crescita"

25/01/2026 15:00

"Il Governo deve occuparsi di quel 96% di territorio che non è ancora una destinazione turistica. È in quelle aree che c’è il vero potenziale di crescita”: parole condivisibili della ministra Santanchè, ma che devono tradursi in atti concreti verso i territori più fragili e dimenticati, come i borghi dell’Italia centrale colpiti dal sisma del 2016 e 2017". E' il commento della Segretaria Regionale Marche di Federcontribuenti, Maria Teresa Nori, alle parole della ministra del turismo in una conferenza stampa al Forum internazionale di Milano soffermandosi sulla bellezza dei borghi storici.  "Visso, Ussita, Castelsant’Angelo e tanti altri piccoli comuni in particolare del maceratese - fa presente Maria Teresa Nori - non sono solo “punti sulla mappa”, ma comunità che resistono ogni giorno alla crisi, alla burocrazia, allo spopolamento. La resilienza di commercianti, operatori economici, presìdi sanitari come le piccole farmacie, è l’anima viva di questi borghi".  Federcontribuenti sottolinea infine "l'ottimo lavoro del Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli" ma chiede al Governo "di non dimenticare questo pezzo d’Italia sventrato ma mai arreso. Investire qui non è solo doveroso, è un’occasione di rilancio per un’Italia più equa, coesa e viva".

Viviamo Civitanova incontra Confcommercio: “Affitti troppo alti, attività storiche con le spalle al muro”

Viviamo Civitanova incontra Confcommercio: “Affitti troppo alti, attività storiche con le spalle al muro”

24/01/2026 11:00

Si è svolto nella giornata di venerdì un importante tavolo di confronto tra l’Associazione Viviamo Civitanova APS e Confcommercio Marche, dedicato alle principali criticità che interessano il commercio di vicinato e i centri urbani, con particolare riferimento alla realtà di Civitanova Marche. All’incontro, ospitato presso la sede di Confcommercio Marche, ha partecipato una delegazione dell’Associazione composta dalla presidente Manola Gironacci, dalla vicepresidente Barbara Martinarelli e da Vitaliana Acciarri. Per Confcommercio erano presenti il direttore generale di Confcommercio Marche e Confcommercio Marche Centrali, Massimiliano Polacco, la responsabile dell’Area sindacale, marketing e territorio, Federica Polacco, la responsabile del Servizio credito, Katia Cicola, e il referente sindacale per il settore commercio, Andrea Curtatoni. Il confronto, durato oltre due ore, si è svolto in un clima di ascolto e dialogo approfondito. L’Associazione Viviamo Civitanova ha portato al tavolo le istanze raccolte quotidianamente sul territorio, restituendo un quadro concreto delle difficoltà che oggi affrontano i commercianti locali. Il primo tema affrontato è stato quello della carenza cronica di parcheggi, considerata una delle principali cause di penalizzazione dell’accessibilità ai centri urbani. "È stato ribadito come nessuna misura di sostegno, incentivo o bando possa produrre effetti reali se cittadini e visitatori non hanno la possibilità concreta di raggiungere agevolmente le attività commerciali. Senza accessibilità, ogni politica di rilancio rischia di restare inefficace",spiega l'associazione. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dei canoni di locazione elevati, che colpiscono soprattutto le attività già insediate da anni. Se per le nuove aperture il mercato tende a riequilibrarsi in base alla domanda, per i commercianti storici il problema principale resta la difficoltà di rinegoziare i contratti. "Molti esercenti si trovano “con le spalle al muro”, consapevoli che un cambio di sede comporterebbe costi insostenibili legati al nuovo civico, all’allestimento dei locali e alla perdita dell’avviamento commerciale". L’Associazione ha inoltre sottolineato la necessità di un sostegno mirato alle attività storiche dei centri urbani, vere e proprie sentinelle di identità, vivibilità e qualità urbana. Imprese che hanno resistito nel tempo e che hanno attraversato anche il periodo più critico della pandemia. Proprio durante l’emergenza Covid, molte di queste attività hanno dovuto ricorrere a finanziamenti bancari, spesso garantiti dal Medio Credito, per far fronte ai pagamenti dei fornitori in una fase di totale blocco delle vendite. "Oggi quei mutui, sommati alla riduzione dei consumi, all’aumento dei costi e alla rigidità delle spese fisse, rappresentano un peso enorme sulla gestione quotidiana delle imprese decennali, rendendo urgente l’attivazione di strumenti di sostegno strutturali e specifici", prosegue l'associazione. Il confronto con Confcommercio Marche è stato definito dall’Associazione come reale, costruttivo e approfondito. Le criticità emerse sono state pienamente condivise e riconosciute come centrali, entrando a far parte delle analisi e delle linee di lavoro dell’Associazione di categoria, che ha espresso la volontà di muoversi in maniera coordinata su questi temi. Dall’incontro nasce dunque un percorso comune tra Confcommercio Marche e Viviamo Civitanova Aps, con l’obiettivo di condividere priorità, strategie e azioni da portare sui tavoli istituzionali, a tutela del commercio di vicinato e della vitalità dei centri urbani. L’Associazione Viviamo Civitanova ha infine espresso sincera gratitudine per l’ospitalità e il confronto, ribadendo la convinzione che solo attraverso un lavoro condiviso e coordinato sia possibile costruire risposte efficaci e durature per il commercio locale.

Scuola e università

Macerata, all'Istituto Agrario nasce Agrotech 5.0: un diploma "su misura" per le imprese

Macerata, all'Istituto Agrario nasce Agrotech 5.0: un diploma "su misura" per le imprese

28/01/2026 16:30

Sarà presentato sabato 31 gennaio il nuovo percorso professionalizzante di 4 anni che preparerà i giovani alle professioni più richieste del settore agrario. Importanti collaborazioni con il mondo della formazione superiore Arriva il diploma tecnico agrario che connette lo studente direttamente al mondo del lavoro e all’alta specializzazione. L’IIS Garibaldi di Macerata, guidato dalla dirigente Antonella Canova, lancia la nuova filiera formativa tecnologico-professionale, Agrotech 5.0, della durata di 4+2 anni, un percorso progettato con le imprese per colmare il divario tra scuola e lavoro.  "Il diploma tecnico agrario viene presentato sabato 31 gennaio alle ore 15.30 nell’aula 4.0 dell’Istituto Agrario - dichiara la dirigente Canova -. Oltre a me saranno presenti la referente del corso Katia Ripani, il coordinatore didattico dell’ITS Smart Academy della sede di Porto Sant’Elpidio, Mario Andrenacci e il coordinatore del corso manager qualità ambientale Andrea Laudazi. Agrotech 5.0 è la formazione tecnica per l’agricoltura del futuro e preparerà i giovani alle professioni più richieste del settore agrario, garantendo competenze tecniche d’avanguardia e una solida base culturale".  Il corso di 4+2 anni è composto da istruzione tecnica a indirizzo Produzioni e Trasformazioni, con una forte specializzazione nell’agricoltura 5.0 e nelle tecnologie innovative applicate al settore agroalimentare. È pensato per formare figure professionali capaci di affrontare le sfide dell’agricoltura moderna, con particolare attenzione alla sostenibilità, alla digitalizzazione e all’agricoltura di precisione. Agrotech 5.0 permette di diventare un esperto di Smart Farming, Green Economy, Agro-Digital, Made in Italy, Marketing e Tutela dell’ambiente e dei consumatori. Le lezioni sono distribuite su una settimana di 5 giorni, con un solo rientro pomeridiano, per un totale di 35 ore settimanali e al termine del percorso gli studenti sostengono l’Esame di Stato, con valore equivalente a quello del tradizionale corso quinquennale. Un elemento qualificante del diploma tecnico agrario è il forte legame con il territorio e con il mondo della formazione superiore. Sono attivi accordi di rete con aziende locali specializzate in agricoltura di precisione; con l’ITS SMART Academy di Fermo e il Dipartimento di Scienze Agrarie, Ambientali e Alimentari (D3A) dell’Università Politecnica delle Marche. Queste collaborazioni permettono di integrare la didattica con esperienze concrete, in linea con le reali esigenze del settore. Il percorso prevede un potenziamento delle attività pratiche, con 400 ore di Formazione Scuola Lavoro (FSL), che consentono agli studenti di acquisire competenze operative immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. Dopo i 4 anni, il diplomato potrà proseguire lo studio nell’alta formazione tecnica, iscrivendosi a un ITS Academy e conseguire in due anni il Diploma di Tecnico Superiore – V livello EQF; iscriversi all’Università; entrare direttamente nel mondo del lavoro, in aziende agricole e agroindustriali innovative e ad alto contenuto tecnologico.  

Classifica europea delle università: Camerino davanti a Macerata nel ranking QS

Classifica europea delle università: Camerino davanti a Macerata nel ranking QS

28/01/2026 15:00

Nella mappa europea degli atenei disegnata dal QS World University Rankings: Europe 2026, il confronto più diretto per il territorio maceratese premia l’Università di Camerino. L’ateneo camerte si colloca infatti al 475° posto in Europa, precedendo l’Università di Macerata, che scende alla 584ª posizione. Un divario che emerge chiaramente leggendo i dati della classifica e che riporta al centro il tema della competitività universitaria nella provincia. Camerino ottiene uno score complessivo di 13,1 e mostra i risultati migliori soprattutto sul fronte della ricerca. Le citazioni per facoltà raggiungono quota 32,8, un valore superiore a quello di diversi atenei italiani collocati nella stessa fascia europea. Più contenuti, ma comunque presenti, i numeri relativi alla reputazione accademica (6,9) e alla employer reputation, ovvero la considerazione presso i datori di lavoro, che si ferma a 4. Sul tema della sostenibilità, parametro sempre più rilevante nelle graduatorie internazionali, Camerino ottiene 2,6 punti. Più arretrata, invece, l’Università di Macerata, che nel ranking QS europeo si posiziona al 584° posto. I singoli indicatori raccontano una realtà ancora in difficoltà nei principali criteri utilizzati dalla classifica: la reputazione accademica è pari a 6,3, le pubblicazioni per docente a 19,1 e la employer reputation si ferma a 3,5. Ancora più basso il dato sulla sostenibilità, che raggiunge appena 1,2 punti. Il confronto diretto tra i due atenei evidenzia dunque un vantaggio per Camerino, in particolare nella produzione scientifica e nell’impatto della ricerca, elementi che incidono in modo significativo sulla posizione finale in classifica. Un risultato che assume un valore simbolico importante per il territorio, soprattutto alla luce delle sfide affrontate dall’ateneo camerte negli ultimi anni.  Nel quadro regionale, la migliore università marchigiana resta l’Università Politecnica delle Marche, che raggiunge il 348° posto in Europa con uno score complessivo di 23,4, mentre l’Università di Urbino “Carlo Bo” si colloca al 550° posto. Ai vertici della classifica europea si confermano infine i grandi atenei internazionali: Oxford, l’Eth di Zurigo e l’Imperial College di Londra occupano le prime tre posizioni, mantenendo un distacco che continua a segnare il panorama universitario europeo.

Cultura

Tolentino, la prorompente comicità di Barbara Foria arriva al Politeama

Tolentino, la prorompente comicità di Barbara Foria arriva al Politeama

27/01/2026 11:30

Barbara Foria, attrice napoletana e Woman in Red D.O.P (Pura Denominazione di Origine Partenopea), porta a teatro il diario di una ragazza speciale, ma non unica. Domenica 1° febbraio alle ore 18.00 va in scena al Politeama Franco Moschini Basta un filo di rossetto, one woman show sulla donna 3.0. In questo spettacolo Barbara Foria raccoglie le riflessioni di una cinquantenne pronta a darsi un peso nella società e a fare un bilancio della propria vita, che anche se drammatico “è sempre meglio della bilancia e di darsi un peso”. Coco Chanel diceva: «Se siete tristi, se avete un problema d’amore, truccatevi, mettetevi il rossetto rosso e attaccate». Così il rossetto diventa simbolo di potere, libertà, allegria e sensualità, un alleato per sentirsi più belle, sicure, pronte a brillare e a lasciare il segno. Basta scegliere la nuance giusta, abbinarla all’occasione, allo stato d’animo ma soprattutto agli sbalzi di umore e di ormoni di una donna di mezza età, quasi sull’orlo di una crisi di nervi, per dare alle giornate un colore diverso. È grazie al rossetto che Barbara Foria vede il mondo meno grigio e più colorato, portando sul palco esilaranti storie di vita vissuta, con tutte le nevrosi e contraddizioni dei nostri tempi. Che sia rosso, rosa, viola, nude o marrone, che lo si usi per baciare, mangiare, sorridere, urlare o scrivere sullo specchio del bagno, tutte dovrebbero indossare il proprio rossetto preferito ogni mattina e andare alla conquista del mondo. Barbara Foria è un’artista poliedrica, tra i volti più amati del panorama nazionale. Protagonista di numerose trasmissioni televisive dedicate alla comicità, è anche regina dei teatri italiani della risata. Ha preso parte a diversi programmi per Rai, La7 e Comedy Central, tra cui Tintoria Show, Pirati, Assolo Comicità in tour e Cuore al centro della coppia. È stata uno dei volti di Rai 4 e inviata di spicco dell’irriverente magazine Sugo di Gregorio Paolini. A teatro ha lavorato per anni al fianco di Rosalia Porcaro nello spettacolo Sessosenzacuore.com, per la regia di Serena Dandini. Il grande successo arriva con il suo primo One Woman Show Sto matrimonio non sa… d’affare!, scritto con Luciano Melchionna e diretto da Marco Simeoli. Nel 2012 entra nel cast di Colorado, conquistando il pubblico con monologhi irriverenti che la consacrano come “la beniamina delle donne”, “la donna in rosso” e “girl power”. Nonostante i numerosi impegni televisivi, non ha mai abbandonato il teatro, portando in scena spettacoli come Il piacere è tutto mio!, Gli uomini preferiscono le tonte, Love Cost, A qualcuno piace in saldo! fino ai più recenti Volevo una cena romantica… e l’ho pagata io! ed Euforia, entrambi con la regia di Claudio Insegno. Durante la 75ª edizione del Festival di Sanremo è stata inviata speciale de “La Vita in Diretta”. Biglietti: 30 euro + prevendita, in vendita al Botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e da tre ore prima di ogni spettacolo, oppure online su www.politeama.org/biglietti. La stagione artistica del Politeama è organizzata con il patrocinio del Comune di Tolentino e con il contributo di Estra Prometeo, Zurich Antinori Assifin e Gruppo Medico Fisiomed. Il prossimo appuntamento sarà domenica 15 marzo con Massimo Ghini in Noi Giuda, spettacolo scritto da Angelo Longoni.

Monte San Martino-Milano unite nell'arte, più di 53mila visitatori il polittico dei Crivelli. Pompei: "Così i borghi ripartono dalla cultura"

Monte San Martino-Milano unite nell'arte, più di 53mila visitatori il polittico dei Crivelli. Pompei: "Così i borghi ripartono dalla cultura"

27/01/2026 11:00

Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo la mostra dedicata al Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli, ospitata tra dicembre e gennaio nella Sala Alessi di Palazzo Marino, nel cuore di Milano. In 41 giorni di apertura sono stati registrati oltre 53mila visitatori, un dato significativo che conferma il forte interesse suscitato da uno dei capolavori più importanti della pittura italiana del Quattrocento, raramente concesso in prestito. L’esposizione rientrava nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026 e ha rappresentato una vetrina di assoluto rilievo sia per l’opera sia per il borgo marchigiano da cui proviene. Il Polittico, datato intorno al 1490, è una monumentale “macchina” pittorica alta circa tre metri e larga oltre due, composta da dieci tavole e da una predella raffigurante Cristo benedicente tra i dodici apostoli, con al centro la Vergine con il Bambino. L’opera colpisce per la ricchezza dei dettagli, le raffinate dorature e l’intensa espressività delle figure, ed è considerata dagli studiosi un caso quasi unico, poiché ritenuta l’unica realizzazione attribuibile congiuntamente ai due fratelli Crivelli, pittori veneziani attivi nelle Marche nella seconda metà del Quattrocento. Prima della mostra milanese, il Polittico era stato spostato da Monte San Martino solo in rarissime occasioni, e non usciva dal territorio nazionale dal 1961. Soddisfazione e orgoglio emergono dalle parole del sindaco di Monte San Martino, Matteo Pompei, che ha definito l’intera operazione «esemplare dal punto di vista dell’organizzazione», frutto di un lavoro di coordinamento durato un anno e che ha coinvolto Curia di Fermo, Arcidiocesi, Comune di Monte San Martino, Soprintendenza delle Marche, Regione Marche, Comune di Milano, Civita Mostre e Musei, Rinascente e Intesa Sanpaolo. «Tutti hanno lavorato per un unico intento – ha spiegato – e i numeri ci dicono che il riscontro è stato straordinario, soprattutto considerando che Crivelli è forse più noto ai critici che al grande pubblico». Per il sindaco, la mostra è stata «una vetrina unica, non solo per l’opera ma anche per il borgo», e un esempio concreto di come i piccoli centri possano ripartire puntando su un turismo culturale di qualità. Particolarmente toccante, per Pompei, è stato il momento in cui, alla vigilia della chiusura, una parte significativa della comunità di Monte San Martino si è recata a Milano per visitare la mostra. «È stato commovente – ha raccontato – vedere persone dai tre mesi agli ottant’anni arrivare a Milano e trovare il nome di Monte San Martino sulla facciata di Palazzo Marino, a due passi dal Duomo». Un’immagine simbolica che sintetizza il senso profondo dell’iniziativa e il dialogo tra realtà apparentemente lontane. A sottolinearne il valore è stato anche Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri, che ha definito l’iniziativa «un’occasione per Milano di connettersi alle radici profonde dell’arte e della spiritualità del centro Italia, valorizzando il patrimonio culturale nazionale in un luogo simbolico come Palazzo Marino». La mostra ha confermato così il ruolo dell’arte come ponte tra territori, capace di raccontare storie e identità che attraversano i secoli e uniscono il Paese, concetto ribadito anche dal sindaco Pompei: "È bello vedere due realtà diametralmente opposte come Milano e Monte San Martino unirsi attraverso l’arte" Con la chiusura dell’esposizione milanese, il Polittico sarà ora sottoposto a un accurato intervento di restauro e successivamente verrà collocato nella Pinacoteca civica di Monte San Martino, insieme alle altre opere del patrimonio comunale. La scelta è legata alla necessità di un riadeguamento post-sisma della chiesa di San Martino Vescovo, sua sede originaria. Questo passaggio offrirà una nuova occasione per ammirare l’opera in una mostra di carattere temporaneo, nel periodo necessario ai lavori di recupero dell’edificio sacro, rafforzando ulteriormente il legame tra il capolavoro dei Crivelli e il territorio che lo custodisce.

Eventi

Banco Marchigiano ottiene anche per il 2026 la certificazione per la parità di genere

Banco Marchigiano ottiene anche per il 2026 la certificazione per la parità di genere

28/01/2026 15:30

Il Banco Marchigiano ottiene anche per il 2026 la Certificazione per la parità di genere, rilasciata da Bureau Veritas Certification secondo la prassi UNI/PdR 125:2022, a conferma di un percorso strutturato e continuo sui temi delle pari opportunità, dell’equità e della valorizzazione delle persone. La certificazione rappresenta la testimonianza concreta della solidità delle politiche adottate, della loro applicazione nel tempo e della capacità dell’organizzazione di tradurre i propri valori in pratiche quotidiane. Nel panorama bancario delle Marche e dell’Abruzzo, Banco Marchigiano si distingue tra le realtà più attente allo sviluppo di un ambiente di lavoro equo e rispettoso delle diversità, riconoscendo nella parità di genere un fattore chiave di crescita e sostenibilità. "Il rinnovo della Certificazione per la Parità di Genere – commenta Maria Concetta Di Saverio, vice direttrice generale – è motivo di grande soddisfazione, perché conferma la bontà del percorso intrapreso e l’efficacia delle azioni messe in campo. La parità non è un obiettivo statico, ma un impegno quotidiano che richiede ascolto, responsabilità e coerenza nel tempo. Continuiamo ad investire in formazione per dare supporto alle colleghe e ai colleghi che ricoprono ruoli di responsabilità organizzando corsi di coaching supportivo e di rafforzamento dell’empowerment femminile. Inoltre, come risposta sensibile ai bisogni emotivi di sostegno alla genitorialità attiva, abbiamo offerto a tutti i dipendenti un percorso formativo con psicoterapeuta sui temi della conciliazione vita/lavoro e della gestione del tempo che parte dal mindset".  Sottolinea il valore strategico di questo risultato anche il direttore generale Massimo Tombolini: "Investire sulle persone, sul rispetto e sulle pari opportunità significa rafforzare l’organizzazione nel suo complesso. Un contesto di lavoro fondato su equità e valorizzazione delle competenze favorisce la crescita, l’innovazione e la sostenibilità di lungo periodo, valori centrali per il futuro della nostra Banca. Crediamo che il benessere dei dipendenti si rifletta positivamente sulla cura della relazione con il cliente e sulle performance aziendali e per questo abbiamo accolto le richieste di flessibilità e rimodulazione dell’orario di lavoro, introducendo in via sperimentale la chiusura anticipata il venerdi pomeriggio e ri-distribuendo le ore lavorative durante il resto della settimana". La Certificazione per la Parità di Genere attesta, tra l’altro, l’impegno di Banco Marchigiano nel prevenire ogni forma di discriminazione, garantire pari opportunità di crescita e sviluppo professionale, promuovere l’equità retributiva, rafforzare una cultura aziendale orientata al rispetto e alla responsabilità, adottare politiche concrete di conciliazione tra vita professionale e vita privata. Con questa riconferma, Banco Marchigiano ribadisce la volontà di proseguire con determinazione nel percorso di miglioramento continuo, facendo della parità di genere un elemento strutturale della propria identità e del proprio modello di banca cooperativa.  

Macerata, alla Mozzi Borgetti l'“Iran sulle ali della libertà”: dal futuro del Paese alla condizione femminile

Macerata, alla Mozzi Borgetti l'“Iran sulle ali della libertà”: dal futuro del Paese alla condizione femminile

28/01/2026 14:00

Dalla difesa dei diritti delle donne alla promozione di una cultura del rispetto e del benessere, il percorso di incontri ed eventi promossi dalla consigliera comunale De Padova nasce da un’urgenza precisa: non restare in silenzio di fronte alle ingiustizie e alle fragilità del nostro tempo. Il primo momento di questo impegno è stata la manifestazione “Donna, Vita, Libertà”, organizzata quando ricopriva il ruolo di presidentessa del Consiglio delle Donne, in seguito alla morte di Mahsa Amini. Un evento sentito e partecipato, che ha acceso l’attenzione sulla repressione in Iran e sulla condizione delle donne, diventando il punto di partenza di un percorso di riflessione più ampio. Da quella manifestazione è nata la volontà di approfondire e informare. Un secondo evento è stato infatti dedicato all’analisi della situazione storica e politica dell’Iran, con uno sguardo alle leggi, all’evoluzione del Paese e ai profondi cambiamenti che hanno portato a una progressiva negazione delle libertà fondamentali. Un racconto necessario per comprendere la realtà quotidiana di un popolo che vive tra restrizioni, paura e resistenza, con un’attenzione particolare alla condizione femminile. Successivamente, la presentazione del film “Leggere Lolita a Teheran”, alla presenza della produttrice Marisa Stocchi, ha offerto uno sguardo più intimo e culturale sulla realtà iraniana, dando voce alle storie personali e al coraggio di chi continua a lottare attraverso l’arte, la parola e la memoria. Il percorso prosegue con l’evento “Iran sulle ali della libertà”, in programma il 31 gennaio 2026, dalle ore 16:45 alle 18:30, presso la Sala Castiglioni della Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti, in piazza Vittorio Veneto. L’incontro sarà un momento di riflessione sulla situazione politica attuale dell’Iran, ma anche uno spazio aperto alla speranza, per interrogarsi sul futuro del Paese e sul ruolo fondamentale delle donne come motore di cambiamento e rinascita. Interverranno Alberto Febbrajo, docente di sociologia e diritto, Alberto Pettinari, docente di economia aziendale, e Sadeghi Mojtaba, esperto di cultura iraniana. Accanto ai temi dei diritti e della libertà, l’attenzione della consigliera si estende anche al valore educativo e sociale dello sport. Il 13 febbraio 2026 si terrà il convegno “Vinciamo fuori dal campo sportivo: rispetto e salute”, con la partecipazione di Pietro Paolella, presidente della CBF Balducci HR Macerata, Matteo Seccacini, presidente dell’Atletico Macerata, Mina Sehdev del Dipartimento di Scienze della Formazione UNIMC e Nathalie Pavone, docente e psicomotricista funzionale (ISFAR). Il convegno intende valorizzare lo sport come strumento di benessere, educazione e inclusione sociale, capace di incidere positivamente nella crescita dei giovani. Verranno affrontati temi come la salute fisica e mentale, la prevenzione del disagio giovanile, la lotta alla discriminazione sportiva e la responsabilità genitoriale, con l’obiettivo di promuovere una cultura fondata su rispetto, salute e responsabilità condivisa.  

Curiosità

Macerata, piccoli finanzieri per un giorno: la "Fratelli Cervi" in visita al Comando Provinciale

Macerata, piccoli finanzieri per un giorno: la "Fratelli Cervi" in visita al Comando Provinciale

28/01/2026 15:20

Una mattinata tra divise, gazzette e il fiuto infallibile di Hanima. Gli alunni della classe 2ª B della scuola primaria "Fratelli Cervi" hanno varcato oggi la soglia del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Macerata per una lezione decisamente fuori dal comune. L'iniziativa, svoltasi nella mattinata del 28 gennaio, ha permesso ai 18 giovanissimi studenti di conoscere da vicino il lavoro quotidiano dei militari. La visita è iniziata con la proiezione di un video istituzionale che ha illustrato, con un linguaggio accessibile, la struttura del Corpo e i compiti che la Guardia di Finanza svolge per la tutela della collettività e il contrasto agli illeciti. Il momento più dinamico della giornata è proseguito nel piazzale del Comando, dove i bambini hanno potuto ammirare i mezzi del Nucleo Mobile. Grande curiosità per le autovetture di servizio e le dotazioni tecnologiche di bordo, ma il vero protagonista della mattinata è stato Hanima. Il cane antidroga dell'unità cinofila ha dato prova delle sue abilità in una simulazione di ricerca di sostanze stupefacenti, lasciando a bocca aperta alunni e insegnanti. L’incontro non è stato solo un momento di svago, ma fa parte del progetto nazionale «Educazione alla Legalità Economica». Nato dal protocollo d’intesa tra il Comando Generale della Guardia di Finanza e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il programma punta a seminare tra le nuove generazioni il concetto di valore delle regole e del bene comune. L'obiettivo è diffondere la cultura della legalità fin dai banchi di scuola, facendo percepire le forze dell'ordine come alleati vicini al cittadino già in tenera età. Una lezione sul campo che i piccoli studenti della "Fratelli Cervi" difficilmente dimenticheranno.

Francesco Pazzelli, una vita dietro la sedia del barbiere: 64 anni di storia di Caldarola

Francesco Pazzelli, una vita dietro la sedia del barbiere: 64 anni di storia di Caldarola

27/01/2026 10:40

Dopo 64 anni di lavoro, di racconti davanti allo specchio, di generazioni cresciute su quella sedia, Francesco Pazzelli posa le forbici e va in pensione. Si chiude così una pagina di storia di Caldarola, un punto di riferimento che ha attraversato decenni di cambiamenti, nel mestiere e nella vita del paese. Pazzelli ha iniziato giovanissimo: era il 1958 quando muoveva i primi passi come apprendista a Caldarola, nella bottega del barbiere Manlio Ravaglioli. Quattro anni dopo, nel 1962, apre la sua prima barbieria in via Roma e nel 1969, alla cessazione dell’attività del suo maestro, si trasferisce in piazza Vittorio Emanuele, sotto il loggiato di Palazzo Pallotta: un luogo diventato simbolo, dove per anni si sono incrociate storie e generazioni intere. Professionista curioso e sempre attento all’evoluzione del mestiere, Pazzelli ha frequentato l’Anam, l’Accademia Nazionale di Acconciatura Maschile, conseguendo il diploma. Nel 1980 è diventato maestro acconciatore maschile e nel 1984 ha ottenuto l’attestato di riqualificazione professionale. Ha partecipato a numerosi concorsi di acconciatura maschile e a festival di moda e colore, sia a livello provinciale che regionale, portando passione e competenza anche fuori dai confini caldarolesi. Nel 2013 è arrivato un importante riconoscimento: la medaglia d’oro della Camera di Commercio di Macerata, premio a una carriera fatta di grande dedizione. La sua storia professionale si intreccia però inevitabilmente con quella di Caldarola, segnata anche da eventi difficili. Il terremoto del 1997 lo costringe a lasciare temporaneamente lo storico negozio sotto le logge e a trasferirsi lungo viale Umberto I. Ma l’11 novembre 2001 riesce a tornare a casa, sotto il loggiato di Palazzo Pallotta. Un ritorno che sembrava definitivo, fino al nuovo sisma del 2016, che lo obbliga a trasferirsi ancora, questa volta in via Martiri di Montalto, nella zona industriale, sede dalla quale oggi arriva la pensione. Ora Francesco Pazzelli lascia il testimone al futuro, e lo fa con serenità e soddisfazione: l’attività, infatti, sarà rilevata da un giovane. Una notizia che lo rende particolarmente felice, perché il mestiere del barbiere non è solo un lavoro storico: la barbieria è prima di tutto un luogo di incontro, di vita quotidiana. L’augurio è che chi verrà dopo di lui sappia portare avanti questa attività con la stessa passione di Pazzelli, continuando a raccontare, tra un taglio e l’altro, la storia di Caldarola e delle sue generazioni.

Varie

Crescere insieme, stanza dopo stanza: la cameretta come spazio di vita

Crescere insieme, stanza dopo stanza: la cameretta come spazio di vita

28/01/2026 13:20

La cameretta non è solo una stanza. È il primo spazio davvero “tuo” che tuo figlio vive ogni giorno: qui si gioca, si studia, si sogna, si cresce. Progettare questo ambiente significa immaginare il futuro, anticipare i cambiamenti e accompagnare ogni fase della crescita con soluzioni intelligenti, belle e funzionali. È proprio da questa visione che nasce il mondo delle camerette Giessegi, azienda marchigiana con sede ad Appignano (MC), punto di riferimento nel settore del mobile per l’infanzia e l’adolescenza. Un ambiente che cresce con chi lo vive Quando scegli una cameretta Giessegi non stai acquistando semplicemente dei mobili, ma un ambiente pensato per evolversi nel tempo. Le soluzioni modulari sono il cuore del progetto: armadi, letti, scrivanie e sistemi contenitivi possono essere configurati e riconfigurati in base alle esigenze che cambiano, senza mai rinunciare all’armonia estetica. Il risultato è uno spazio flessibile, capace di trasformarsi da area gioco a zona studio, fino a diventare una vera e propria stanza da ragazzo o ragazza. Un approccio che mette al centro la persona e la sua crescita, permettendoti di investire in una cameretta che dura nel tempo, sia dal punto di vista funzionale che stilistico. La cameretta è anche uno spazio emotivo. È il luogo dove tuo figlio si sente al sicuro, libero di esprimersi e di immaginare. Per questo lo stile Giessegi è orientato al lifestyle: ambienti luminosi, ben organizzati, in cui ogni elemento ha una funzione precisa ma anche un valore estetico. Vivibilità e praticità convivono con un design contemporaneo, capace di dialogare con il resto della casa e di adattarsi alle nuove esigenze dell’abitare moderno.  Ogni famiglia è diversa, ogni bambino ha il suo carattere, i suoi gusti, le sue passioni: per questo la personalizzazione è uno dei valori fondanti di Giessegi. L’ampia gamma di finiture, colori e materiali ti consente di creare una cameretta davvero su misura, capace di riflettere la personalità di chi la vive. Dalle tonalità più neutre e rilassanti a quelle più vivaci ed energiche, dalle superfici materiche ai dettagli più contemporanei, ogni scelta contribuisce a costruire un ambiente accogliente e stimolante. Qui il design non è mai fine a se stesso, ma diventa uno strumento per migliorare la qualità della vita quotidiana. Made in Italy: artigianalità e cura per il dettaglio Scegliere Giessegi significa scegliere il Made in Italy autentico: la produzione avviene nelle Marche, territorio storicamente legato all’eccellenza manifatturiera del mobile. Ogni elemento nasce da un’attenta progettazione e da una lavorazione che unisce tecnologia industriale e cultura artigianale. La cura per il dettaglio si percepisce in ogni componente: dagli accostamenti cromatici alle finiture, dalla solidità delle strutture alla precisione degli incastri. È questa attenzione che rende le camerette Giessegi affidabili, sicure e pensate per accompagnare i tuoi figli giorno dopo giorno, anno dopo anno. Qualità e risparmio hanno trovato casa: una filosofia che dimostra come sia possibile coniugare soluzioni di alto livello con un investimento consapevole e duraturo. Affidati a un rivenditore autorizzato Giessegi Per progettare la cameretta ideale è fondamentale il supporto di un professionista. I rivenditori autorizzati Giessegi sono pronti ad ascoltarti, guidarti nella scelta delle soluzioni più adatte e trasformare le tue esigenze in un progetto concreto, studiato nei minimi dettagli. Che tu stia arredando la prima cameretta o ripensando uno spazio già esistente, il consiglio di un esperto ti permetterà di valorizzare al meglio ogni centimetro, creando un ambiente funzionale, sicuro e bello da vivere. Perché una cameretta ben progettata non è solo un arredo: è il luogo in cui crescono i ricordi più importanti.

San Severino, "Generazioni di felicità": gli scout salutano una storia lunga 50 anni

San Severino, "Generazioni di felicità": gli scout salutano una storia lunga 50 anni

27/01/2026 12:38

Un traguardo storico che diventa occasione di riflessione collettiva. Nel contesto delle celebrazioni per il cinquantesimo anno di attività, il gruppo scout Agesci "San Severino 1" e la comunità MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) invitano la cittadinanza a un evento di grande spessore educativo. Venerdì prossimo (30 gennaio), alle ore 21, il teatro Italia ospiterà l’incontro dal titolo "Generazioni di felicità". L’iniziativa, patrocinata dal Comune, si propone di esplorare le potenzialità del metodo scout come strumento pedagogico intramontabile, capace di parlare a giovani e adulti. Per l'occasione, interverranno due relatori di assoluto rilievo nel panorama scoutistico nazionale e internazionale: Gualtiero Zanolini, già membro del Comitato Mondiale dello Scoutismo, affronterà il tema “Perché lo scoutismo è educativo?”, analizzando come il contatto con la natura, il servizio e la vita di gruppo contribuiscano alla formazione di cittadini consapevoli mentre Luca Lanari, referente nazionale per la formazione Masci, interverrà sul tema: "Perché essere scout anche da adulti?", esplorando il senso di appartenenza e le emozioni di chi sceglie di continuare a vivere i valori della Promessa anche nell'età adulta. Per l’occasione gli scout del gruppo “san Severino 1” condivideranno con famiglie, educatori e cittadini la bellezza di un percorso che da mezzo secolo aiuta tanti giovani settempedani a diventare 'buoni cittadini', con uno sguardo rivolto al futuro". L'ingresso è libero e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

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