Operazione "Suburra", un 28enne maceratese era il "Padrino": ecco come funzionava la "holding" della droga (VIDEO)
L'indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Ancona, ha svelato i contorni di un’organizzazione criminale transnazionale capace di imporre un vero e proprio monopolio del narcotraffico nelle Marche. Le 12 misure cautelari eseguite all'alba colpiscono un gruppo armato composto da italiani, albanesi e marocchini, con un volume d'affari vertiginoso che si aggirava tra i 150 e i 200 kg di hashish e circa 40 kg di cocaina movimentati ogni singolo mese. L'organizzazione non si limitava allo spaccio tradizionale, ma aveva adottato una precisa strategia aziendale. Al fianco di un gruppo principale dedicato esclusivamente ai grandi quantitativi con carichi non inferiori al chilo, erano stati creati dei "Point", vere e proprie filiali per la vendita al dettaglio situate a Sant’Elpidio a Mare, Fano e Grottammare. Grazie a questa ramificazione, il gruppo era riuscito a controllare capillarmente le province di Macerata, Ancona, Fermo, Ascoli Piceno e Pesaro-Urbino. L'acquisto dello stupefacente avveniva tramite lo shop "La sacra famiglia" attivo su piattaforme di messaggistica (come Telegram e Whatsapp, ndr), ma l'accesso era estremamente blindato. Per evitare infiltrazioni delle forze dell'ordine, l'organizzazione pretendeva dai clienti un'autenticazione rigorosa che prevedeva l'invio della copia fronte/retro della carta d'identità, uno screenshot del proprio profilo Instagram e un selfie dell'acquirente con il documento in mano. Solo dopo aver superato questo controllo i clienti potevano scegliere la qualità della droga dal menù e la modalità di consegna, optando per il servizio a domicilio con supplemento o per la forma del "meet up" in luoghi scelti dal clan. Una volta consumato l'acquisto, era persino possibile lasciare una recensione pubblica sulla puntualità del servizio e sulla qualità del prodotto testato. Al vertice della piramide figura un 28enne originario della provincia di Macerata, già pregiudicato, che gestiva gli ordini direttamente dalla Spagna, dove l'organizzazione aveva trasferito la propria sede logistica. Chiamato da tutti "Padre" o "The God Father", il giovane manteneva i contatti con i fornitori del sud della Spagna, della zona di Roma e con diverse famiglie pugliesi e calabresi. In posizione subordinata si trovavano tre giovanissimi italiani definiti insospettabili, tra i 23 e i 27 anni, a cui erano affidate la contabilità e la gestione quotidiana dei corrieri e dei magazzinieri. L'organizzazione garantiva stipendi fissi molto elevati, con i magazzinieri che guadagnavano 2.500 euro al mese e i corrieri che percepivano 150 euro al giorno più rimborsi spese, arrivando a effettuare anche dieci consegne quotidiane. La ferocia del gruppo è emersa in diversi episodi inquietanti, come quando un esponente di un gruppo barese, tenuto come garanzia nelle Marche, è stato costretto a lanciarsi da un'auto in corsa all'altezza di San Benedetto del Tronto per sfuggire alla vendetta del "Padre" dopo che un affare in Puglia era andato male. In un'altra occasione, il capo aveva persino progettato di uccidere il cane di un associato ritenuto infedele nascondendo dei chiodi all'interno di alcune polpette. L'inchiesta, che si è avvalsa della partecipazione di due agenti sotto copertura, ha portato complessivamente all'arresto di 13 persone e al sequestro di 204 kg di hashish, 5 kg di cocaina e due pistole. All'operazione hanno partecipato centinaia di agenti delle Squadre Mobili regionali e dei Reparti Prevenzione Crimine di diverse regioni italiane. Si ricorda che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza degli indagati sarà accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna. ++ AGGIORNAMENTO ORE 12:30 ++ Nel corso dell'operazione scattata all'alba di oggi sono stati arrestati in flagranza di reato ulteriori 3 soggetti: due sono stati trovati in possesso di sostanza stupefacente e uno in possesso di un’arma con dei colpi detenuta illegalmente e risultata provento di furto.

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