Al Tar per dieci voti: il giudice dice no, il ballottaggio si farà. Ma la vera partita è altrove
Politica
01/06/2026 18:20

Al Tar per dieci voti: il giudice dice no, il ballottaggio si farà. Ma la vera partita è altrove

Dieci voti. È tutto qui il margine che ha trasformato una vittoria annunciata in un ballottaggio, e che il sindaco uscente di Macerata Sandro Parcaroli ha provato a recuperare non alle urne, ma in tribunale. Con un ricorso depositato il 29 maggio ha chiesto al Tar delle Marche di ricontare le schede e di proclamarlo eletto già al primo turno, sospendendo nel frattempo il ballottaggio del 7 e 8 giugno. Il presidente del tribunale ha risposto il giorno dopo con una parola sola: la domanda cautelare è inammissibile. Il secondo turno si farà regolarmente. I numeri spiegano la posta in gioco. Per vincere al primo turno servivano 10.054 voti, la metà più uno dei 20.106 validi. Parcaroli si è fermato a 10.044: dieci in meno. Da qui la tesi del ricorso: tra le 350 schede annullate ce ne sarebbero diverse - secondo le dichiarazioni raccolte dal suo staff, venti o venticinque in un solo seggio - in cui l’elettore aveva di fatto scelto il sindaco, ma che gli scrutatori avrebbero scartato per un vizio di forma. Bastava ricontarle, secondo la difesa, per evitare del tutto il ballottaggio. Il giudice non è entrato nel merito di quei dieci voti - lo farà il 18 giugno, a urne ormai chiuse - ma ha respinto la richiesta di decidere tutto in fretta e furia prima del voto, con un argomento tanto semplice quanto tagliente: non c’è alcuna urgenza da tutelare, perché Parcaroli può comunque vincere il ballottaggio. Il tribunale, in sostanza, gli ha ricordato che la strada per diventare sindaco era già lì, aperta: le urne. Chiedere a un giudice di cancellarle, mentre quella strada resta percorribile, non aveva fondamento per essere deciso d'urgenza e senza nemmeno sentire la controparte. Qui sta il punto. Ricorrere è un diritto: nessuno può rimproverare a un candidato di rivolgersi alla giustizia quando si ritiene danneggiato, e dieci voti su ventimila sono un margine che, in teoria, un riconteggio potrebbe colmare. Ma una cosa è la legittimità, un’altra l'opportunità. E sul piano dell'opportunità l’iniziativa è difficile da difendere, tanto più ora che è stata dichiarata improcedibile nella sua parte urgente. Perché in un ballottaggio la merce più rara è il tempo: tredici giorni in tutto. E i due contendenti li hanno spesi in modi opposti, che dicono molto del loro modo di intendere la politica. Lo sfidante Gianluca Tittarelli ha fatto ciò che la fase richiede: si è confrontato con i candidati usciti di scena, ha discusso, ha cercato sintesi e convergenze sui temi, e ha individuato nel dottor Romano Mari - figura stimata, di lunga esperienza amministrativa - un punto di equilibrio da affiancare alla propria candidatura in una ottica di confronto intergenerazionale. Lo si giudichi convincente o tardivo, è comunque il lavoro di chi costruisce consenso parlando alle persone. Il sindaco uscente, negli stessi giorni, ha consegnato ai giornali la cronaca di un ricorso e poi quella della sua bocciatura. Ogni titolo sul Tar è un titolo che non parla di programmi, di ospedale, di città: ossigeno sottratto alla propria campagna. E il paradosso è che quel tempo è stato speso per provare a evitare la prova - il voto - che resta l’unica via per vincere. A completare il quadro, la scelta del terreno. Il sindaco uscente ha declinato il confronto pubblico proposto dalla stampa - il faccia a faccia che Tittarelli aveva invece accettato - privilegiando la presenza sui social, dove la mobilitazione di commenti favorevoli è più facile da orchestrare. Come se la piazza digitale, fatta di like e di post, contasse più di quella reale, fatta di cittadini cui guardare negli occhi. È il rovesciamento che racconta un’epoca: si evita il dibattito vero e si presidia quello virtuale, scambiando il rumore della rete per consenso. C’è, in tutto questo, un’amarezza che va oltre la contesa fra due nomi. Prima del voto avevamo chiesto alla politica di guardare ai numeri che contano davvero per Macerata: quelli della sua demografia. Quanti abitanti perde ogni anno la città, quanti giovani se ne vanno, quanti anziani restano soli, quante culle in meno si contano. Erano quelli i numeri attorno a cui costruire il futuro di un capoluogo che si svuota e invecchia. E invece eccoci qui, a contare un altro genere di numeri: dieci schede, una soglia, un riconteggio. Le cifre di un cavillo al posto delle cifre di un destino. È il segno di una politica che ha smarrito le proporzioni. Il tempo passato a litigare su dieci voti è tempo sottratto al confronto sulle cose - sull’ospedale che non parte, sul commercio che chiude, sui giovani che emigrano. In un confronto elettorale ogni giorno speso in tribunale è un giorno tolto alle idee, alle proposte, alla visione di cui questa città ha fame. Macerata avrebbe bisogno di chi conta i suoi figli che nascono e i suoi cittadini che restano; si ritrova a guardare chi conta le schede. E forse è proprio questa la distanza più grande tra la politica che serve e quella che abbiamo: l'una misura il futuro, l'altra misura sé stessa.

Al Tar per dieci voti: il giudice dice no, il ballottaggio si farà. Ma la vera partita è altrove

Al Tar per dieci voti: il giudice dice no, il ballottaggio si farà. Ma la vera partita è altrove
01/06/2026 18:20

Dieci voti. È tutto qui il margine che ha trasformato una vittoria annunciata in un ballottaggio, e che il sindaco uscente di Macerata Sandro Parcaroli ha provato a recuperare non alle urne, ma in tribunale. Con un ricorso depositato il 29 maggio ha chiesto al Tar delle Marche di ricontare le schede e di proclamarlo eletto già al primo turno, sospendendo nel frattempo il ballottaggio del 7 e 8 giugno. Il presidente del tribunale ha risposto il giorno dopo con una parola sola: la domanda cautelare è inammissibile. Il secondo turno si farà regolarmente. I numeri spiegano la posta in gioco. Per vincere al primo turno servivano 10.054 voti, la metà più uno dei 20.106 validi. Parcaroli si è fermato a 10.044: dieci in meno. Da qui la tesi del ricorso: tra le 350 schede annullate ce ne sarebbero diverse - secondo le dichiarazioni raccolte dal suo staff, venti o venticinque in un solo seggio - in cui l’elettore aveva di fatto scelto il sindaco, ma che gli scrutatori avrebbero scartato per un vizio di forma. Bastava ricontarle, secondo la difesa, per evitare del tutto il ballottaggio. Il giudice non è entrato nel merito di quei dieci voti - lo farà il 18 giugno, a urne ormai chiuse - ma ha respinto la richiesta di decidere tutto in fretta e furia prima del voto, con un argomento tanto semplice quanto tagliente: non c’è alcuna urgenza da tutelare, perché Parcaroli può comunque vincere il ballottaggio. Il tribunale, in sostanza, gli ha ricordato che la strada per diventare sindaco era già lì, aperta: le urne. Chiedere a un giudice di cancellarle, mentre quella strada resta percorribile, non aveva fondamento per essere deciso d'urgenza e senza nemmeno sentire la controparte. Qui sta il punto. Ricorrere è un diritto: nessuno può rimproverare a un candidato di rivolgersi alla giustizia quando si ritiene danneggiato, e dieci voti su ventimila sono un margine che, in teoria, un riconteggio potrebbe colmare. Ma una cosa è la legittimità, un’altra l'opportunità. E sul piano dell'opportunità l’iniziativa è difficile da difendere, tanto più ora che è stata dichiarata improcedibile nella sua parte urgente. Perché in un ballottaggio la merce più rara è il tempo: tredici giorni in tutto. E i due contendenti li hanno spesi in modi opposti, che dicono molto del loro modo di intendere la politica. Lo sfidante Gianluca Tittarelli ha fatto ciò che la fase richiede: si è confrontato con i candidati usciti di scena, ha discusso, ha cercato sintesi e convergenze sui temi, e ha individuato nel dottor Romano Mari - figura stimata, di lunga esperienza amministrativa - un punto di equilibrio da affiancare alla propria candidatura in una ottica di confronto intergenerazionale. Lo si giudichi convincente o tardivo, è comunque il lavoro di chi costruisce consenso parlando alle persone. Il sindaco uscente, negli stessi giorni, ha consegnato ai giornali la cronaca di un ricorso e poi quella della sua bocciatura. Ogni titolo sul Tar è un titolo che non parla di programmi, di ospedale, di città: ossigeno sottratto alla propria campagna. E il paradosso è che quel tempo è stato speso per provare a evitare la prova - il voto - che resta l’unica via per vincere. A completare il quadro, la scelta del terreno. Il sindaco uscente ha declinato il confronto pubblico proposto dalla stampa - il faccia a faccia che Tittarelli aveva invece accettato - privilegiando la presenza sui social, dove la mobilitazione di commenti favorevoli è più facile da orchestrare. Come se la piazza digitale, fatta di like e di post, contasse più di quella reale, fatta di cittadini cui guardare negli occhi. È il rovesciamento che racconta un’epoca: si evita il dibattito vero e si presidia quello virtuale, scambiando il rumore della rete per consenso. C’è, in tutto questo, un’amarezza che va oltre la contesa fra due nomi. Prima del voto avevamo chiesto alla politica di guardare ai numeri che contano davvero per Macerata: quelli della sua demografia. Quanti abitanti perde ogni anno la città, quanti giovani se ne vanno, quanti anziani restano soli, quante culle in meno si contano. Erano quelli i numeri attorno a cui costruire il futuro di un capoluogo che si svuota e invecchia. E invece eccoci qui, a contare un altro genere di numeri: dieci schede, una soglia, un riconteggio. Le cifre di un cavillo al posto delle cifre di un destino. È il segno di una politica che ha smarrito le proporzioni. Il tempo passato a litigare su dieci voti è tempo sottratto al confronto sulle cose - sull’ospedale che non parte, sul commercio che chiude, sui giovani che emigrano. In un confronto elettorale ogni giorno speso in tribunale è un giorno tolto alle idee, alle proposte, alla visione di cui questa città ha fame. Macerata avrebbe bisogno di chi conta i suoi figli che nascono e i suoi cittadini che restano; si ritrova a guardare chi conta le schede. E forse è proprio questa la distanza più grande tra la politica che serve e quella che abbiamo: l'una misura il futuro, l'altra misura sé stessa.

Cronaca

Pappagallo vuole "godersi il panorama": era finito in cima a un albero, i vigili del fuoco lo recuperano

Pappagallo vuole "godersi il panorama": era finito in cima a un albero, i vigili del fuoco lo recuperano

01/06/2026 17:30

Un insolito intervento di soccorso ha visto protagonisti nella mattinata di oggi i vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata. Sono stati, infatti, allertati per il recupero di un animale decisamente fuori dal comune nella frazione di Villa Potenza, dove un colorato volatile era diventato irraggiungibile per il suo detentore. L'allarme è scattato poco dopo le 11. Un bellissimo esemplare di Ara, un genere di volatili di grandi dimensioni appartenente alla famiglia dei pappagalli, era riuscito a sfuggire improvvisamente al controllo del suo proprietario durante un momento di distrazione. Il volatile, spaventato o semplicemente incuriosito dalla ritrovata libertà, ha spiccato il volo andando a posarsi sulla sommità di un albero ad alto fusto della zona, rendendo del tutto vani i tentativi di richiamo e di recupero da terra. Considerata l'altezza della pianta e l'impossibilità di raggiungere il traguardo in sicurezza, si è reso necessario l'intervento dei soccorritori specializzati. Sul posto è così giunta tempestivamente una squadra dei vigili del fuoco che, per operare ad alta quota, ha dovuto dispiegare l'ausilio dell'autoscala. Grazie alla prontezza e alla delicatezza degli operatori, che hanno agito con cautela per evitare che l'animale si spaventasse ulteriormente volando via, il pappagallo è stato provvidenzialmente recuperato e messo in sicurezza nel cestello del mezzo di soccorso. Una volta riportato a terra sano e salvo, l'esemplare di Ara è stato riconsegnato al legittimo proprietario, che ha potuto riabbracciare il proprio animale domestico ringraziando la squadra per il lieto fine della vicenda.

Montelupone, scia di furti di attrezzature agricole: denunciato un 60enne

Montelupone, scia di furti di attrezzature agricole: denunciato un 60enne

01/06/2026 14:30

MONTELUPONE – I Carabinieri della Stazione di Montelupone hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica un uomo di 60 anni, residente a Morrovalle e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile dei reati di furto aggravato e ricettazione. Il provvedimento è scaturito al termine di un’attività investigativa avviata dai militari dell’Arma a seguito di diverse segnalazioni pervenute da residenti della zona, che avevano denunciato una serie di furti avvenuti nelle aree rurali del territorio comunale. Gli accertamenti hanno permesso di raccogliere elementi ritenuti significativi a carico dell’uomo, individuato come presunto autore di diversi episodi di sottrazione di attrezzature e materiali agricoli custoditi all’interno di terreni privati nel corso dell’ultimo mese. Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno inoltre accertato il possesso, da parte del 60enne, della targa di un motociclo risultata provento di furto denunciato nel Comune di Civitanova Marche nello stesso periodo. Il materiale è stato recuperato e sottoposto a sequestro. L’uomo dovrà ora rispondere anche del reato di ricettazione.

Attualità

"Vetrine incompiute, reperti imballati e area interdetta": la denuncia sul museo archeologico di San Severino

"Vetrine incompiute, reperti imballati e area interdetta": la denuncia sul museo archeologico di San Severino

01/06/2026 15:15

SAN SEVERINO MARCHE – Vetrine con reperti ancora avvolti nel pluriball, scatoloni accatastati sul pavimento e un'intera area interdetta ai visitatori, delimitata da un nastro rosso. È l'immagine che emerge dalle fotografie scattate nei giorni scorsi all'interno del Museo Civico Archeologico "Giuseppe Moretti", ospitato nell'antico Episcopio di Castello al Monte, e che ha spinto Giuseppe Moretti, medico settempedano in pensione e appassionato di archeologia, a lanciare una denuncia pubblica sullo stato della struttura. «C'è una parte del museo che non è visitabile perché delimitata da un nastro rosso – racconta Moretti –. Sono convinto che vi siano reperti mai esposti al pubblico. Mio nipote, che ha scattato le fotografie, ha trovato anche scatoloni contenenti materiali archeologici accatastati». Il museo custodisce testimonianze preziose della storia del territorio, dalla preistoria all'età medievale. Tra i reperti conservati figurano la collezione Pascucci, i corredi provenienti dalle necropoli picene di Pitino, Monte Penna e Frustellano, oltre ai materiali rinvenuti nell'antica Septempeda. Un patrimonio costruito a partire dal 1972 e collocato nei primi anni Duemila nell'antico Episcopio di Castello al Monte. Proprio l'importanza della raccolta rende ancora più amara, secondo Moretti, la situazione attuale. «Il museo non merita di essere trattato in questo modo. Un patrimonio simile dovrebbe essere valorizzato e reso pienamente fruibile», afferma. «Oggi sembra esserci una situazione di stallo che penalizza non solo la cultura, ma anche le potenzialità turistiche della città. Il museo potrebbe rappresentare un punto di riferimento per gli studiosi e per tutti gli appassionati della civiltà picena, ma le collezioni non sono assolutamente mostrate per intero». La denuncia, precisa, non ha finalità polemiche ma vuole richiamare l'attenzione delle istituzioni competenti. «Rendo pubblica questa situazione affinché chi di dovere possa intervenire e restituire al museo e ai suoi reperti la valorizzazione che meritano», conclude. Un appello che riaccende l'attenzione su uno dei luoghi simbolo della memoria storica settempedana e sul futuro di una collezione archeologica che racconta secoli di storia del territorio.

Porto Recanati, abbattuti alcuni pini di piazza Brancondi: "Una scelta dolorosa ma necessaria"

Porto Recanati, abbattuti alcuni pini di piazza Brancondi: "Una scelta dolorosa ma necessaria"

01/06/2026 10:00

PORTO RECANATI – Un intervento doloroso ma inevitabile per la tutela del patrimonio arboreo cittadino. L'Amministrazione comunale di Porto Recanati ha annunciato il necessario abbattimento di alcuni pini presenti in piazza Brancondi, alberi che per decenni hanno rappresentato un elemento distintivo del paesaggio urbano e un simbolo riconosciuto dalla comunità. La decisione, spiegano dal Comune, è stata assunta al termine di approfondite verifiche tecniche effettuate dall'AMAP e da professionisti specializzati del settore, dopo anni di tentativi finalizzati a salvaguardare gli esemplari colpiti dall'infestazione. Secondo le relazioni fitosanitarie, gli alberi interessati presentano un avanzato stato di compromissione causato dalla Marchalina hellenica, una cocciniglia esotica che si nutre della linfa di alcune specie di pino. L'insetto, presente nelle Marche dal 2018 e segnalato anche nel territorio di Porto Recanati dal 2023, sta provocando danni sempre più estesi e difficili da contenere. Le piante mostrano infatti chiome gravemente deteriorate, estese fumaggini, seccumi diffusi e abbondanti secrezioni, con ricadute anche sulla fruibilità e sul decoro della pavimentazione sottostante. Nonostante gli interventi di contenimento messi in atto dall'Amministrazione comunale, attraverso lavaggi e monitoraggi costanti previsti dalle linee guida regionali, per alcuni esemplari la situazione è risultata ormai irreversibile. Le stesse indicazioni tecniche della Regione Marche prevedono, nei casi di piante morte o gravemente compromesse, l'abbattimento degli esemplari maggiormente colpiti per limitare la diffusione dell'infestazione e proteggere il restante patrimonio arboreo. «Comprendiamo perfettamente il valore affettivo, storico e ambientale che questi alberi hanno avuto per generazioni di cittadini – dichiara il sindaco Andrea Michelini – e condividiamo il sentimento di amarezza espresso da molti porto recanatesi. Tuttavia, amministrare significa anche assumere decisioni difficili quando sono supportate da valutazioni tecniche e necessarie per garantire la sicurezza pubblica e la tutela complessiva del nostro verde urbano». Il primo cittadino sottolinea come l'intervento non rappresenti la conclusione di un percorso, ma l'inizio di una nuova fase di riqualificazione dell'area. «Il nostro impegno – prosegue Michelini – sarà quello di programmare la ripiantumazione e la riqualificazione di piazza Brancondi attraverso specie più adatte alle nuove criticità fitosanitarie e ai cambiamenti in corso. Restituiremo alla piazza il suo patrimonio verde con soluzioni sostenibili e durature, seguendo le migliori pratiche agronomiche e intervenendo nel prossimo periodo di fermo vegetativo». L'Amministrazione comunale ribadisce che la tutela del verde pubblico rappresenta una priorità strategica per la città e che ogni scelta viene adottata con senso di responsabilità, trasparenza e attenzione all'interesse collettivo. «Proteggere il verde pubblico significa anche affrontare decisioni che nessuno vorrebbe prendere – conclude il sindaco – ma che diventano indispensabili quando è in gioco la salute delle piante, la sicurezza delle persone e la conservazione del patrimonio naturale per le future generazioni».

Politica

Ballottaggio, il Terzo Polo resta al centro: "Nessun sostegno ai candidati sindaco"

Ballottaggio, il Terzo Polo resta al centro: "Nessun sostegno ai candidati sindaco"

01/06/2026 20:13

Alla vigilia della Festa della Repubblica, il Terzo Polo torna nel dibattito politico attraverso una nota ufficiale emessa nel pomeriggio di oggi in vista del prossimo turno di ballottaggio per le elezioni amministrative a Macerata.  In un clima elettorale fortemente polarizzato, il Terzo Polo sceglie di smarcarsi dalle logiche di schieramento. "In coerenza con un approccio basato esclusivamente sui contenuti", si ribadisce la scelta di "non sostenere alcun candidato sindaco specifico. Non si intende promuovere alcuna indicazione di voto precostituita, ritenendo che la sovranità appartenga interamente ai cittadini". "Si invitano, pertanto, tutti gli elettori a esercitare il proprio diritto costituzionale in piena libertà e coscienza, valutando autonomamente quali profili presentino le migliori competenze e la maggiore capacità per tradurre in interventi reali i nostri punti programmatici ", viene aggiunto ricordando i tre storici punti cardine: il progetto legato alla fusione dei Comuni, la realizzazione del termovalorizzatore e la riattivazione dei Consigli di Quartiere con elezione diretta. "Rimarremo coerenti con l’impostazione data alla nostra attività politica al principio della campagna elettorale appena conclusa: rimarremo al centro, mantenendo la promessa formulata ai nostri elettori. Promessa che rinnoviamo ed estendiamo a tutta la cittadinanza assicurando la nostra funzione di ponte per superare artificiose fratture che danneggiano l’interesse comune. L'auspicio è che la tornata elettorale si svolga nel segno del massimo rispetto delle istituzioni e del futuro della nostra comunità", conclude la nota. 

Pollenza, brandiva un coltello nei pressi di un bar: rimpatriato 30enne

Pollenza, brandiva un coltello nei pressi di un bar: rimpatriato 30enne

01/06/2026 12:13

MACERATA – È stato accompagnato alla frontiera aerea per il successivo rimpatrio un cittadino senegalese di 30 anni, già destinatario di un decreto di espulsione dall’Italia, nell’ambito delle attività di contrasto alla presenza di stranieri irregolari sul territorio nazionale e ai reati a essi collegati. L’operazione è stata eseguita dalla Polizia di Stato di Macerata, su disposizione del questore Luigi Mangino, in conformità alle direttive emerse in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il provvedimento ha previsto l’accompagnamento coattivo alla frontiera aerea di Bologna, da cui l’uomo è stato imbarcato su un volo diretto a Dakar. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 30enne risultava irregolare sul territorio nazionale dal mese di ottobre 2025 ed era gravato da diversi precedenti di polizia per violenza, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di oggetti atti ad offendere e violazioni delle norme sull’ingresso dei cittadini extracomunitari in Italia. L’uomo era stato inoltre identificato dai Carabinieri lo scorso 20 maggio nei pressi di un bar di Casette Verdini, dove si trovava in evidente stato di agitazione e avrebbe brandito un’arma da taglio, creando una situazione di potenziale pericolo per i presenti. In relazione ai procedimenti pendenti, è stato concesso il nulla osta all’espulsione. Il decreto firmato dal questore e successivamente convalidato dal giudice di Pace ha quindi reso possibile l’esecuzione del rimpatrio. Nel pomeriggio del 29 maggio, personale specializzato della Polizia di Stato ha proceduto all’accompagnamento dell’uomo presso l’aeroporto di Bologna per le operazioni di imbarco.      

Sanità

"Una tira l'altra": le ciliegie sono la migliore tentazione della primavera

"Una tira l'altra": le ciliegie sono la migliore tentazione della primavera

30/05/2026 17:15

In questi mesi, i banchi dei mercati si tingono di un rosso inconfondibile. La ciliegia non è solo il frutto simbolo della primavera, ma un vero e proprio gioiello della biologia nutrizionale. Dietro la sua dolcezza si nasconde infatti una cascata di molecole bioattive capaci di dialogare intimamente con le nostre cellule. Quando consumiamo una manciata di ciliegie, introduciamo appena 40 calorie, con quasi l'86% di acqua, 9 grammi di zuccheri e una quantità di grassi pressoché irrilevante. La vera magia fisiologica, però, inizia nel nostro intestino grazie alla fibra, per lo più di tipo solubile. Questa funge da nutrimento d'elezione per il nostro microbiota: fermentandola, i microrganismi intestinali producono i cosiddetti acidi grassi a corta catena (SCFA), metaboliti fondamentali attentamente studiati per le loro spiccate attività antinfiammatorie e protettive per la mucosa. In altre parole, mangiando ciliegie manteniamo in salute l'ecosistema microbico che ci protegge dall'interno. A questo delicato equilibrio si aggiunge un'ottima ricarica di micronutrienti essenziali, tra cui spiccano il potassio, prezioso alleato nella regolazione della pressione arteriosa, e la Vitamina C. Tuttavia, ciò che rende le ciliegie un autentico alimento funzionale è il loro corredo di fitocomposti, in particolare le antocianine, le molecole responsabili di quel rosso intenso e brillante che attrae sia gli adulti che i più piccoli. Dal punto di vista clinico e biochimico, le antocianine sono polifenoli dotati di una straordinaria capacità antiossidante. Agiscono come dei veri e propri "spazzini" all'interno del nostro corpo, neutralizzando i radicali liberi e riducendo lo stress ossidativo, un processo silente che altrimenti danneggerebbe le strutture cellulari accelerando l'invecchiamento dei tessuti. Ma la loro azione benefica si spinge ben oltre il semplice contrasto ai radicali liberi. Diversi studi hanno dimostrato che questi composti possiedono marcate proprietà antinfiammatorie, agendo su specifiche vie di segnalazione cellulare. Offrono un supporto concreto e misurabile alla salute dell'endotelio, ovvero quel sottilissimo e vitale rivestimento interno dei nostri vasi sanguigni. Una dieta ricca di antocianine favorisce il rilascio di ossido nitrico, traducendosi in una migliore elasticità vascolare, un più efficiente controllo della pressione e, in definitiva, in un prezioso scudo protettivo per l'intero sistema cardiovascolare. Oltre alle antocianine, le ciliegie sono ricche di altre preziose sostanze protettive che hanno mostrato una capacità sorprendente: sembrano in grado di ostacolare lo sviluppo e la moltiplicazione di cellule anomale o danneggiate. Cosa significa questo per la nostra salute quotidiana? Ovviamente non che una manciata di frutta possa sostituire una terapia, ma che rappresenta un potente strumento di prevenzione a tavola. È un po' come fornire al nostro corpo una squadra di manutenzione sempre attiva, che lavora per mantenere i nostri tessuti giovani e sani nel lungo periodo. La natura ci insegna che i cibi di stagione arrivano esattamente quando il nostro corpo ne ha più bisogno, per prepararsi fisiologicamente ai mesi più caldi. Questa primavera, quando cederete alla tentazione di prenderne "solo un'altra", fatelo con la consapevolezza di stare regalando al vostro organismo non solo una pausa golosa, ma un prezioso atto di cura.  

Ast Macerata, Giornata nazionale del Sollievo: "Prendersi cura significa anche alleviare la sofferenza"

Ast Macerata, Giornata nazionale del Sollievo: "Prendersi cura significa anche alleviare la sofferenza"

29/05/2026 15:00

Domenica 31 maggio si celebra la 25esima Giornata nazionale del Sollievo, istituita il 24 maggio 2001 con direttiva del presidente del Consiglio dei Ministri su proposta dell'allora Ministro della Salute Umberto Veronesi per "promuovere e testimoniare, attraverso idonea informazione e tramite iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale in favore di tutti coloro che stanno ultimando il loro percorso di vita, non potendo giovarsi di cure destinate alla guarigione". La finalità di questa giornata è sensibilizzare la popolazione su cosa significhi accompagnare i sofferenti, promuovendo lo sviluppo di competenze e azioni in grado di portare sollievo. “Ogni operatore della sanità, compreso chi fa volontariato, deve prendersi cura di chi soffre, perseguendo il sollievo in ogni sua dimensione: fisica, psichica, spirituale e sociale. L’obiettivo non è solo la guarigione, si pensi nelle malattie in fase terminale dove non è raggiungibile, ma dare un senso al tempo rimasto favorendo le abilità residue delle persone e alleviando i sintomi che rendono difficile questa fase dell’esistenza. Lo scopo è dare vita ai giorni rimasti”, ha affermato Marina Lombardello, responsabile f.f. dell’Hospice e componente della Rete delle cure palliative locali dell’Azienda.  Nell’Ast di Macerata le Cure Palliative sono state estese anche alle malattie croniche non oncologiche, come ad esempio quelle neurologiche a prognosi infausta.  La recente adozione da parte dell’Azienda del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per la SLA prevede il coinvolgimento del medico palliativista fin dalla diagnosi, perché già in questa fase è necessario affrontare i desiderata della persona malata e dei suoi familiari rispetto ai cambiamenti della vita provocati dalla malattia, parlando dei percorsi sanitari da intraprendere. "Desidero ringraziare tutti i professionisti della nostra Azienda sanitaria che ogni giorno si impegnano a garantire ai cittadini il sollievo come parte integrante del diritto alla salute, promuovendo percorsi di cura centrati sulla persona. Un ringraziamento particolare rivolgo alle associazioni coinvolte nelle nostre attività, in particolare l’Associazione Gigi Ghirotti e l’AISLA" ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini.    

Sport

Basket San Severino: dopo otto stagioni Ortenzi passa il testimone, Enrico Bonci è il nuovo presidente

Basket San Severino: dopo otto stagioni Ortenzi passa il testimone, Enrico Bonci è il nuovo presidente

01/06/2026 19:00

Dopo otto stagioni, durante le quali la Società Amatori Basket San Severino è restata stabilmente nelle parti alte della classifica del campionato regionale di Divisione regionale 1 ed è riuscita ad aumentare notevolmente il numero dei tesserati del minibasket e del settore giovanile, il presidente Francesco Ortenzi ha deciso di lasciare le redini della società ad Enrico Bonci. Da sempre legato al basket settempedano, da giovane come giocatore, poi come appassionato e primo tifoso dei due figli Edoardo e Federico e nel corso degli ultimi due anni come main sponsor grazie all’azienda Climacalor, ora Enrico Bonci riceve da Ortenzi il testimone di numero uno societario. Il “presidentissimo” Ortenzi non abbandonerà la società, ma continuerà a mettere a disposizione la sua grande esperienza. Grazie alla sua oculatezza è riuscito nel corso di otto, lunghi anni ad offrire un’immagine della società settempedana sana, rispettando sempre tutti gli impegni presi con giocatori e allenatori. Se la Sab ha potuto partecipare per tante stagioni al maggior campionato regionale, gran merito va a Francesco Ortenzi che decise di prendere il testimone del compianto Luigi Ciclosi, di recente scomparso. Un presidente di poche parole, mai eccessivo, sempre pronto a confrontarsi con i collaboratori e soprattutto bravo a non fare mai il passo più lungo della gamba. Il nuovo numero uno Enrico Bonci ha accettato con entusiasmo l’incarico, con la volontà di continuare l’ottimo lavoro svolto dal suo predecessore. Ha abbracciato il progetto di valorizzare i giocatori locali, di investire nel settore minibasket, di fare in modo che la pallacanestro possa diventare una realtà ancora più importante per la città di San Severino. Il nuovo consiglio direttivo è completato dal vice presidente Paolo Severini, dal segretario Luigi Fucili e dal dirigente responsabile del settore giovanile Guido Grillo, coadiuvati dai dirigenti che si occuperanno dei vari gruppi e dal confermato direttore sportivo Gabriel Cingolani. L’entusiasmo è palpabile, la società sta cercando di allestire un roster capace di lottare per le primissime posizioni del campionato di Div. Reg. 1, senza dimenticare la linea verde. Vale a dire il settore giovanile e minibasket che, anche nella stagione 2025/26, ha evidenziato un notevole aumento degli iscritti sfiorando le 100 unità. Compito del nuovo direttivo sarà quello di continuare a lavorare per la diffusione, come diceva l’indimenticato giornalista Franco Lauro, "dello sport più bello del mondo".

Lube, Mattia Bottolo rinnova fino al 2029: "Qui mi sento a casa"

Lube, Mattia Bottolo rinnova fino al 2029: "Qui mi sento a casa"

01/06/2026 13:12

CIVITANOVA MARCHE – A.S. Volley Lube comunica di aver raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto con lo schiacciatore Mattia Bottolo, che resterà in biancorosso fino al 2029. Un prolungamento importante che consolida il legame tra il campione del mondo e la formazione cuciniera, con cui l’atleta ha già disputato quattro stagioni ad alto livello. Il rinnovo estende di due anni il precedente accordo, in scadenza nel 2026/27, confermando la volontà reciproca di proseguire un percorso condiviso che ha già portato risultati significativi. Dal suo arrivo a Civitanova nella stagione 2022/23, Bottolo ha contribuito ai principali successi recenti del club: la Coppa Italia 2025, tre finali Scudetto (2023, 2025, 2026), una finale di Challenge Cup (2025), due finali di Supercoppa italiana (2022 e 2023) e la vittoria nei Play Off 5° Posto nel 2024. Parallelamente, il percorso in Nazionale ha arricchito ulteriormente il suo palmarès: due ori mondiali (2022 e 2025), un argento europeo (2023) e un argento in Volleyball Nations League (2025), oltre al recente ruolo di capitano nelle prime uscite amichevoli con l’Italvolley guidata da Fefè De Giorgi. Reduce dal raduno di Cavalese con la Nazionale, e in attesa della Volleyball Nations League, Bottolo ha espresso soddisfazione per il rinnovo e per il percorso condiviso con il club marchigiano. «In questi quattro anni il mio rapporto con la Lube è cresciuto costantemente – ha dichiarato lo schiacciatore – mi sono trovato molto bene e quando senti fiducia e valorizzazione da parte dello staff, rinnovare diventa naturale. Sono venuto nelle Marche come una scommessa, ho dovuto lavorare e crescere, ma oggi mi sento un punto di riferimento del progetto». Il giocatore ha poi sottolineato il valore delle esperienze vissute tra club e Nazionale, e il legame con ambiente e tifosi. «Con la Lube e con la Nazionale ho vissuto esperienze che mi hanno fatto crescere sotto ogni punto di vista. Qui si lotta sempre fino alla fine e i tifosi, i Predators, riescono a darci una spinta speciale. Quando il palazzetto si accende succede qualcosa di unico». Con questo rinnovo, la Lube punta a consolidare uno dei suoi profili più rappresentativi per il futuro, costruendo continuità tecnica e progettuale attorno a uno dei protagonisti del volley internazionale.

Economia

"Giugno fiscale da incubo, oltre 90 scadenze per famiglie e imprese"

"Giugno fiscale da incubo, oltre 90 scadenze per famiglie e imprese"

28/05/2026 17:00

Il calendario fiscale del 2026 si apre con un mese di giugno particolarmente impegnativo per contribuenti, professionisti e imprese. Secondo le indicazioni diffuse dall’Agenzia delle Entrate, nelle prossime settimane saranno oltre novanta gli appuntamenti tributari da rispettare, senza considerare ulteriori adempimenti come Imu, modello 730 e definizioni agevolate. Una situazione che, secondo Giuseppe Tosoni, presidente dell’associazione Tutela Impresa con sede a Civitanova Marche, "rischia di mettere ulteriormente sotto pressione famiglie, lavoratori autonomi e aziende". “Nonostante le consuete promesse politiche ed elettorali – sottolinea Tosoni – ci troviamo ancora una volta di fronte a un sistema caratterizzato da un numero eccessivo di scadenze, spesso difficili da sostenere anche sotto il profilo finanziario”. Tra gli appuntamenti più rilevanti del mese figurano i versamenti periodici IVA, le ritenute fiscali operate dai sostituti d’imposta e i contributi previdenziali. Particolare attenzione dovrà inoltre essere riservata agli obblighi collegati alle dichiarazioni fiscali e ai pagamenti rateizzati derivanti dalle precedenti sanatorie. Uno dei temi più delicati riguarda la gestione delle rate della cosiddetta “rottamazione” delle cartelle. "Per alcuni contribuenti saranno previsti pochi giorni di tolleranza in caso di pagamento effettuato oltre la scadenza prevista, ma il mancato rispetto dei termini potrebbe comportare la perdita dei benefici concessi dalla definizione agevolata". Proprio su questo aspetto, l’associazione Tutela Impresa torna a chiedere nuovi strumenti di definizione agevolata dei debiti fiscali, includendo eventualmente anche annualità più recenti, al fine di consentire a imprese e cittadini di regolarizzare la propria posizione senza aggravare ulteriormente le difficoltà economiche. L’associazione invita quindi i contribuenti a programmare con largo anticipo pagamenti e adempimenti, così da evitare sanzioni, interessi e ulteriori problematiche amministrative. Giugno sarà inoltre un mese cruciale per le partite IVA e per le aziende chiamate a monitorare con precisione i termini relativi ai versamenti delle imposte dirette e degli acconti fiscali. Sul fronte normativo, prosegue intanto il processo di digitalizzazione del sistema tributario italiano. L’amministrazione finanziaria punta sempre più su controlli automatizzati, interoperabilità delle banche dati e strumenti digitali finalizzati a semplificare i rapporti con i contribuenti e a rendere più efficiente il sistema di riscossione. Secondo gli esperti, il 2026 rappresenta un anno di transizione per il fisco italiano, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema e contrastare l’evasione fiscale. Nel frattempo, però, giugno si conferma uno dei mesi più complessi dell’intero calendario tributario. "L’associazione Tutela Impresa resta a disposizione di cittadini e imprese per fornire chiarimenti e assistenza sugli adempimenti fiscali previsti nelle prossime settimane".

Tod’s, lascia il Ceo John Galantic dopo meno di due anni

Tod’s, lascia il Ceo John Galantic dopo meno di due anni

27/05/2026 13:15

Il gruppo Tod’s registra un cambio ai vertici. L’amministratore delegato John Galantic ha lasciato l’incarico dopo meno di due anni dalla nomina. La notizia è stata riportata dall’agenzia Bloomberg e confermata da una fonte interna all’azienda. Galantic, che aveva assunto la carica nel settembre 2024, ha lasciato il gruppo alla fine di aprile, adducendo motivi personali. Al momento, Tod’s non ha ancora nominato un successore. Prima di approdare alla guida della casa di moda italiana, il manager statunitense ha lavorato per circa 16 anni in Chanel, dove ha ricoperto diversi incarichi di rilievo, tra cui quello di responsabile per il mercato degli Stati Uniti. La sua nomina era avvenuta in una fase delicata per il gruppo guidato dalla famiglia Della Valle, dopo il processo di delisting dalla Borsa italiana. Tod’s, noto a livello internazionale per i suoi mocassini e per la produzione di lusso “Made in Italy”, è oggi controllato per circa il 54% dalla famiglia Della Valle, mentre il 36% del capitale è detenuto da L Catterton, uno dei principali fondi globali di private equity nel settore dei beni di consumo, nato dalla fusione tra Catterton e L Capital, quest’ultimo legato al gruppo LVMH e alla famiglia Arnault. Il gruppo, dunque, si trova ora ad affrontare una nuova fase di transizione in attesa della nomina del prossimo amministratore delegato.

Scuola e università

Camerino, studenti protagonisti del progetto sulle dipendenze: “Esci dal tunnel” tra neuroscienze e prevenzione

Camerino, studenti protagonisti del progetto sulle dipendenze: “Esci dal tunnel” tra neuroscienze e prevenzione

01/06/2026 12:35

CAMERINO – Un percorso di educazione, consapevolezza e cittadinanza attiva che ha trasformato gli studenti in piccoli ricercatori e divulgatori scientifici. Si è concluso nei giorni scorsi all’Università di Camerino il progetto “Esci dal tunnel – Un percorso tra neuroscienze, prevenzione e consapevolezza”, che ha coinvolto le studentesse e gli studenti della classe III A della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Imondi Romagnoli” di Fabriano, nel corso dell’anno scolastico 2025-2026. L’iniziativa, coordinata dalla professoressa Laura Magrini con il supporto di diversi docenti, tra cui la professoressa Alessandra Vecchiarelli, è nata con l’obiettivo di affrontare il tema delle dipendenze attraverso un approccio multidisciplinare, capace di integrare neuroscienze, prevenzione, educazione, linguaggi artistici, competenze digitali e conoscenza dei servizi territoriali. Nel corso dell’anno scolastico, gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con professionisti ed esperti grazie alla collaborazione con il SERD di Fabriano, rappresentato da Filippo Santi e Michela Cigliobianco, con l’Ambito Territoriale Sociale attraverso Paolo Nanni e con il Laboratorio di Neuropsicofarmacologia dell’Università di Camerino. Un percorso che ha permesso di approfondire le diverse forme di dipendenza, sia con sostanza che comportamentali, analizzandole dal punto di vista neurobiologico, psicologico e sociale. Divisi in gruppi di lavoro, i ragazzi hanno affrontato temi come la dipendenza affettiva, l’uso problematico dei social network, l’abuso di dispositivi digitali, oltre alle dipendenze da alcol, fumo e sostanze stupefacenti, diventando protagonisti attivi della ricerca e della riflessione. Accanto all’attività scientifica, gli studenti hanno sviluppato anche percorsi creativi e comunicativi, contribuendo alla realizzazione di elaborati e presentazioni che hanno reso il progetto particolarmente partecipato e interdisciplinare. Momento centrale del percorso è stato il convegno ospitato dall’Università di Camerino, ideato e gestito direttamente dagli studenti, che hanno ricoperto anche i ruoli di relatori, moderatori e presentatori, illustrando i risultati del lavoro svolto davanti a docenti universitari, rappresentanti del Serd, alla dirigente scolastica e alla consigliera comunale del Comune di Fabriano Nadia Ghidetti. Per l’Università di Camerino sono intervenuti ai saluti istituzionali la professoressa Giulia Bonacucina, prorettrice alla Didattica, il professor Roberto Ciccocioppo, coordinatore del Laboratorio di Neuropsicofarmacologia, e la professoressa Loredana Cappellacci, direttrice della Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”. La giornata si è conclusa con una visita ai laboratori didattici del Polo Sant’Agostino, offrendo agli studenti un primo contatto diretto con il mondo della ricerca universitaria e delle neuroscienze applicate. L’esperienza ha rappresentato un importante momento formativo, permettendo ai ragazzi di sviluppare competenze scientifiche, digitali e comunicative, oltre a rafforzare il pensiero critico e la consapevolezza sui temi della prevenzione e della salute. Un esempio concreto di collaborazione tra scuola, università e territorio per promuovere una cultura della conoscenza e della responsabilità fin dalle nuove generazioni.

Conservazione dei colori dell’architettura: il convegno Unicam a Ferrara

Conservazione dei colori dell’architettura: il convegno Unicam a Ferrara

31/05/2026 09:20

Nei tre giorni del Salone internazionale del restauro a Ferrara l’Università di Camerino (in particolare Graziella Roselli e Adriana Malpiedi, docenti del corso di laurea in Tecnologie innovative per i beni culturali - tecniche di diagnostica avanzate), il dott. Giuseppe Di Girolami, fondatore e presidente della Art & Co di Ascoli Piceno (società di diagnostica spin-off dell’Università di Camerino), e l’impresa Due Punto Tre di Teramo (rappresentata dall’ing. Giuseppe De Dominicis e dal dott. Alfredo Marcozzi) sono intervenuti con un seminario tematico sul delicato argomento de “I colori dell’architettura e la loro conservazione” presso la Sala Conferenze Ariosto dei padiglioni di Ferrara Fiere, che voleva affrontare l’importanza della conservazione delle cromie del passato ed evidenziare tutte le possibilità tecnologiche e diagnostiche oggi a disposizione che, se adeguatamente utilizzate, possono fornire un protocollo e un modus operandi virtuoso da proporre come modello per una corretta e sostenibile conservazione del patrimonio architettonico. Questo rappresenta infatti un tema caro per le regioni del Centro Italia, tutt’oggi più che mai interessate dal processo di ricostruzione post-sisma. Grazie all’interazione diretta tra la scienza e le competenze universitarie applicate al restauro e alla sinergia con il mondo delle imprese, che rappresentano la realtà operativa nel settore della ricostruzione e conservazione, si è discusso di come sia possibile conservare e riproporre il tessuto cromatico originale che da secoli caratterizza il patrimonio edilizio dei nostri territori, per non permettere che sia cancellata la memoria di un contesto storico-territoriale unico e da valorizzare.   La sinergia che si è creata tra l’UNICAM e le realtà lavorative del settore vuole dimostrare come la diretta collaborazione tra soggetti pubblici e privati possa essere il volano per una più efficace formazione degli studenti sul campo e un conseguente loro rapido inserimento nel mondo del lavoro, finalizzato alla reale applicazione del sapere accademico appreso.

Cultura

Da Steinbeck ad Agassi: Mogliano si trasforma in un borgo della lettura

Da Steinbeck ad Agassi: Mogliano si trasforma in un borgo della lettura

27/05/2026 15:42

MOGLIANO — Un’intera giornata dedicata alla letteratura, ai paesaggi marchigiani e alla condivisione culturale. Domenica 31 maggio il borgo di Mogliano ospiterà “Mogliano Legge – Itinerari fra panorami e letteratura”, iniziativa inserita nel cartellone nazionale de “Il Maggio dei Libri”. L’evento nasce dalla collaborazione tra il gruppo di lettura “Licenze Poetiche. I libri per l’isola deserta” e il Centro socio-culturale “Don Savino Ciccioli”, con l’obiettivo di trasformare il paese in una vera e propria sala lettura a cielo aperto, dove piazze, vicoli e scorci panoramici diventeranno luoghi di incontro tra libri e persone. A partire dalle ore 10, i partecipanti saranno accompagnati in un itinerario culturale attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi del borgo. La giornata si aprirà in Piazzale San Michele con la lettura di brani tratti da “Furore” di John Steinbeck, mentre alla Rocca sarà protagonista la narrativa italiana contemporanea con “Il silenzio dell’onda” di Gianrico Carofiglio. Nel cuore del centro storico, in Vicolo Boninfanti, spazio invece a “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, prima della pausa pranzo prevista al Parco Fluviale Santa Croce. Nel pomeriggio, il programma proseguirà con un momento dedicato alla “lettura silenziosa nel verde”, organizzato dal Silent Book Club, pensato come esperienza di relax e condivisione immersa nella natura. Gli appuntamenti continueranno poi con “Open” di Andre Agassi alle ore 16 presso “Lu terrò”, seguito dalla lettura di “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi davanti alla chiesa di Santa Maria da Piedi. La giornata letteraria si concluderà alle 18 in Piazzale San Giuseppe con “Cime tempestose” di Emily Brontë. Particolare attenzione sarà riservata anche ai più giovani. Dalle 18 alle 20, al Parco Comunale, si svolgerà infatti “Insieme è un’altra STORIA”, iniziativa con letture e laboratori dedicati a bambini e ragazzi. Non mancherà infine una curiosa iniziativa lungo Viale XX Settembre, dove sulle panchine saranno messi a disposizione i quotidiani del giorno, offrendo ai visitatori la possibilità di leggere le notizie immersi nella tranquillità e nel verde del paese.   Un evento che punta a valorizzare il piacere della lettura attraverso il contatto con il territorio, trasformando Mogliano in un luogo dove cultura, natura e comunità si incontrano.

Spazio Mari 2026, a Tolentino tre giorni tra cultura, cinema e ricostruzione post sisma

Spazio Mari 2026, a Tolentino tre giorni tra cultura, cinema e ricostruzione post sisma

27/05/2026 13:22

TOLENTINO — Torna nel 2026 “Spazio Mari”, la rassegna culturale ideata da Zagreus APS, giunta alla sua terza edizione e in programma il 30 e 31 maggio 2026 a Tolentino. L’iniziativa nasce nel 2024 per ricordare Luigi Mari, ex sindaco di Tolentino dal 1951 al 1960, medico, artista e fondatore della Biennale e del Museo Internazionale dell’Umorismo nell’Arte. Una figura centrale della vita culturale e politica del secondo dopoguerra cittadino, ricordata come innovatore e promotore dello sviluppo culturale del territorio. La rassegna, che continua a ispirarsi alla sua visione e al suo “sogno” di crescita della città, si arricchisce quest’anno di un tema centrale: il decennale del sisma che ha colpito il Centro Italia tra agosto e ottobre 2016. L’obiettivo dell’edizione 2026 è quello di stimolare un confronto pubblico sul futuro del territorio, attraverso incontri, talk, proiezioni cinematografiche e laboratori esperienziali, coinvolgendo realtà culturali locali e nazionali. Il programma La manifestazione si aprirà sabato 30 maggio alle 16.30 al Politeama Franco Moschini con “Lavori in corso – un aperitivo culturale”, un incontro dedicato alla ricostruzione a dieci anni dal sisma. Tre panel affronteranno il tema da prospettive differenti: il ruolo delle associazioni e della partecipazione dal basso, la trasformazione dell’identità culturale delle aree interne e l’evoluzione del processo di ricostruzione dal punto di vista tecnico e normativo. Tra gli interventi figurano quelli di esponenti di Sibillini Summer School e della Libreria Kindustria, oltre a esperti di urbanistica, architettura e beni culturali. Prevista anche la presentazione del progetto di restauro della Basilica di San Nicola da Tolentino, uno dei principali cantieri del cratere sismico. Nel pomeriggio spazio anche ai contributi di Appennino Foto Festival e del Museo del Synth Marchigiano, con un focus su archivi, eventi e produzione culturale contemporanea. La serata proseguirà alle 21 con una proiezione cinematografica nell’ambito della rassegna “Millimetri”, con il film Happy Days Motel e il corto In the Box della regista Francesca Staasch, presente in sala per un incontro con il pubblico. Domenica tra scrittura e formazione Domenica 31 maggio, presso “Letture in Centrale”, si terrà un laboratorio di scrittura di esperienza, condotto dalla stessa Staasch. Il percorso, gratuito e su prenotazione, sarà articolato in due sessioni (mattina e pomeriggio) e guiderà i partecipanti in un lavoro creativo e introspettivo sulla scrittura narrativa. Una rassegna in crescita Spazio Mari è realizzato con il patrocinio del Comune di Tolentino e la collaborazione del Politeama Franco Moschini, oltre al supporto di diverse realtà culturali del territorio. “L’obiettivo è creare un confronto aperto sui temi del territorio e della ricostruzione — spiegano gli organizzatori di Zagreus APS — offrendo uno spazio di dialogo tra esperienze e competenze diverse, per leggere il presente e immaginare il futuro delle aree colpite dal sisma”. La rassegna si conferma così un appuntamento culturale che unisce memoria, ricerca e partecipazione, con l’intento di stimolare una riflessione collettiva sulla trasformazione delle comunità locali.  

Eventi

Baglioni rinvia il tour al 2027: salteranno anche le due date allo Sferisterio di Macerata

Baglioni rinvia il tour al 2027: salteranno anche le due date allo Sferisterio di Macerata

01/06/2026 16:29

Slitta al 2027 il "GrandTour La vita è adesso", il nuovo tour di Claudio Baglioni che avrebbe dovuto prendere il via il prossimo 29 giugno da piazza San Marco a Venezia. L'annuncio è arrivato attraverso una nota ufficiale che spiega come il rinvio sia stato reso necessario da una polmonite interstiziale acuta che ha colpito il cantautore. Secondo quanto comunicato, la prognosi prevede circa 90 giorni di riposo e cure, incompatibili con gli impegni di una tournée che avrebbe dovuto attraversare l'Italia per tutta l'estate. A spiegare personalmente le proprie condizioni è stato lo stesso Baglioni attraverso un videomessaggio pubblicato sui social. L'artista ha raccontato di aver iniziato ad accusare i sintomi poco dopo il suo 75° compleanno, celebrato il 16 maggio. «Ho preso un'influenza abbastanza tradizionale, una sindrome influenzale fuori stagione. Siccome però non passava ho deciso di fare degli accertamenti e alla fine è emerso che non si trattava di una semplice influenza, ma di una polmonite acuta interstiziale», ha spiegato. Il cantante ha rassicurato i fan sulle sue condizioni, sottolineando di aver superato la fase più critica grazie alle cure e a una terapia farmacologica intensiva. «Sono uscito dalla fase più delicata e intensa. Ora bisogna recuperare completamente la funzionalità dell'apparato respiratorio», ha aggiunto. Una scelta sofferta, quella di rinviare il tour, ma ritenuta necessaria. «Per cantare quasi tre ore ogni sera affrontando un repertorio impegnativo bisogna essere nelle migliori condizioni possibili. Per questo abbiamo deciso di spostare l'intero calendario del Grand Tour di un anno». La tournée, inizialmente prevista tra giugno e settembre 2026 con partenza da Venezia e conclusione a Torino, sarà dunque riprogrammata nel 2027. Con tutta probabilità salteranno quindi anche le due attesissime date previste all'Arena Sferisterio di Macerata il 9 e 10 settembre, che dovrebbero essere ripianificate nel nuovo calendario del tour. Gli organizzatori comunicheranno nelle prossime settimane le modalità relative ai biglietti già acquistati e le nuove date degli spettacoli. Intanto migliaia di fan hanno espresso sui social vicinanza e affetto all'artista, augurandogli una pronta e completa guarigione.

Musicultura 2026, prende forma “La Controra”: Paola Turci, Brunori Sas e Fabio Concato tra gli ospiti

Musicultura 2026, prende forma “La Controra”: Paola Turci, Brunori Sas e Fabio Concato tra gli ospiti

01/06/2026 13:28

MACERATA – In attesa di conoscere i nomi degli otto vincitori di Musicultura 2026, ancora al vaglio del prestigioso Comitato Artistico di Garanzia, prende forma anche il programma de La Controra, il “festival nel festival” che dal 16 al 20 giugno animerà le piazze e i cortili del centro storico di Macerata con concerti, recital, incontri e dibattiti a ingresso libero. Un vero e proprio laboratorio culturale diffuso, in cui musica, letteratura, cinema e società si intrecciano costruendo un dialogo continuo tra parole, storie e linguaggi artistici. Tra gli ospiti già confermati figurano nomi di primo piano della scena culturale e musicale italiana: Paola Turci, Francesco Sarcina, Stefano Dal Bianco, Ermanno Cavazzoni, Fabio Concato, Giampaolo Morelli, Gloria Bellicchi, Susanna Nicchiarelli, Brunori Sas, Tosca, oltre ai vincitori di Musicultura 2025 Ibisco e Abat-Jour. Tra le novità dell’edizione 2026 spicca il doppio concerto dei giovani artisti vincitori del concorso: quattro si esibiranno martedì 16 giugno e altri quattro mercoledì 17, con inizio alle 21.15 in piazza Vittorio Veneto, trasformata per l’occasione nella Banca Macerata Arena. Le serate saranno condotte da John Vignola (Rai Radio1) e vedranno la partecipazione speciale di Paola Turci (16 giugno) e Francesco Sarcina (17 giugno). La poesia sarà protagonista martedì 16 giugno con Stefano Dal Bianco, vincitore del Premio Strega per la Poesia 2024, mentre il giorno successivo sarà la volta di Ermanno Cavazzoni, scrittore e sceneggiatore, autore de Il poema dei lunatici, da cui Federico Fellini trasse il film La voce della luna. A Macerata presenterà Storia di un’amicizia (Quodlibet), candidato al Premio Strega 2026. Sempre mercoledì 17 giugno spazio anche a Fabio Concato, che dialogherà con John Vignola e si esibirà al piano con la collaborazione di Ornella D’Urbano, ripercorrendo alcuni dei suoi brani più noti. Giovedì 18 giugno il format Refresh ospiterà il concerto dei vincitori di Musicultura 2025: Ibisco, premiato anche con il Premio Grotte di Frasassi per Languore, e la band reatina Abat-Jour, vincitrice del Premio Nuovo IMAIE. Nel pomeriggio dello stesso giorno è previsto l’incontro con Donato Caporalini e Carlo Latini, autori del volume I giorni che hanno cambiato l’Italia – 2 giugno 1946 e 12 maggio 1974, con il giornalista Edoardo Danieli e interventi musicali di Alessandra Rogante e Andrea Casta. Venerdì 19 giugno sarà protagonista la regista e scrittrice Susanna Nicchiarelli, membro del Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura, che presenterà il libro Paradise City (Mondadori). A seguire, l’attore e regista Giampaolo Morelli, insieme alla moglie Gloria Bellicchi, proporrà Dislessico famigliare, un racconto tra memoir e riflessione sulla dislessia e sulla vita familiare. Nella stessa giornata spazio anche a Brunori Sas, tra i principali interpreti del cantautorato contemporaneo, con il suo stile intimo e ironico capace di raccontare la società e la quotidianità. Sabato 20 giugno sarà la volta di Tosca, che incontrerà il pubblico de La Controra condividendo storie e riflessioni sulla sua carriera artistica. Nella stessa giornata sarà celebrato anche il centenario della nascita di Miles Davis, con un omaggio affidato a John Vignola, autore del volume Esercizi di metamorfosi – Le molte vite musicali di Miles Davis (RaiLibri), che ne racconterà il genio e le trasformazioni artistiche. Tra gli ospiti che si esibiranno allo Sferisterio nelle serate finali del 19 e 20 giugno figurano inoltre Planet Funk, Brunori Sas, Maria Antonietta e Colombre, Giampaolo Morelli, Tosca, Ron, Santamarea e Riccardo Rossi. Il pubblico, come da tradizione, sarà chiamato a votare il vincitore assoluto, che riceverà il Premio Banca Macerata da 20.000 euro. I biglietti per le serate finali sono disponibili presso la biglietteria dei Teatri di Macerata e sul circuito Vivaticket.

Curiosità

Tra innovazione e artigianalità, Tombolini come "ponte" della moda: doppio premio a Messina

Tra innovazione e artigianalità, Tombolini come "ponte" della moda: doppio premio a Messina

29/05/2026 18:28

Una storia lunga oltre sessant’anni che continua a reinventare il lusso maschile contemporaneo partendo da Colmurano e conquistando i principali palcoscenici nazionali e internazionali. La storica firma della moda Tombolini è stata tra i grandi protagonisti della quarta edizione del ME Fashion Award 2026, l'evento nazionale andato in scena il 28 maggio al Palacultura di Messina e interamente dedicato alle eccellenze della moda italiana, ai protagonisti dell’innovazione e alla cultura del Made in Italy. Nel corso della prestigiosa serata, il marchio ha ricevuto il ME Fashion Award 2026 come riconoscimento ufficiale per il fondamentale contributo dato all’evoluzione della moda uomo italiana. La giuria ha voluto premiare la capacità dell'azienda di declinare una visione contemporanea della sartorialità, sapendo coniugare in ogni collezione l'artigianalità, l'innovazione tecnica e la sostenibilità. A questo primo importante riconoscimento si è aggiunto, inoltre, un Premio Speciale conferito da Confartigianato Imprese Messina, esplicitamente dedicato a una delle realtà più rappresentative della tradizione artigianale della penisola. Si è trattato di un vero e proprio omaggio agli oltre 60 anni di storia di Tombolini.  La consegna dei due premi è avvenuta sul palco del Palacultura subito dopo la sfilata del brand, che ha mostrato al pubblico le ultime creazioni, alla presenza delle massime cariche regionali di Confartigianato. 

Traguardo storico a Fiastra: nonna Amalia compie cento anni

Traguardo storico a Fiastra: nonna Amalia compie cento anni

28/05/2026 11:40

Una giornata di festa e di profonda emozione ha unito la comunità di Fiastra. Nella giornata di lunedì 26 maggio, la cittadinanza ha celebrato un traguardo anagrafico straordinario: il centesimo compleanno della signora Amalia Cinti. La cerimonia ufficiale si è svolta nel pomeriggio, intorno alle ore 16:30, in un clima di grande affetto che ha visto la partecipazione del sindaco Giancarlo Ricottini, del vicesindaco Marcello Cocci e dei più stretti familiari della festeggiata. Nativa di Acquacanina, località dove ha trascorso gran parte della sua lunga esistenza legando il proprio nome alla storia locale, Amalia Cinti si è trasferita circa un anno fa, a causa di alcune fragilità legate all'età avanzata, presso la Asp Lazzarelli - Casa di riposo e Residenza protetta di San Severino Marche, struttura dove risiede attualmente e dove ha ricevuto la visita della delegazione comunale. A rendere ancora più speciale e toccante la ricorrenza è stata la presenza di una figura centrale nella vita della neo centenaria: il nipote più anziano, Coriolano Ferri, di 87 anni. L'anziano familiare, con ammirevole costanza, affronta ogni settimana il viaggio partendo da Acquacanina per raggiungere San Severino Marche, così da far visita alla zia e provvedere personalmente a ogni sua necessità quotidiana. Questa straordinaria testimonianza di legame e dedizione familiare non è passata inosservata, suscitando profonda commozione tra tutti i presenti e gli operatori della struttura nel corso della celebrazione. "Da tanti anni non si registrava a Fiastra il traguardo dei cento anni", ha dichiarato il vicesindaco Marcello Cocci, mentre il primo cittadino, Giancarlo Ricottini, ha tenuto a sottolineare "il valore simbolico di questa ricorrenza per l'intera comunità. Un secolo di vita, di storia e di memoria del territorio: un traguardo da celebrare con rispetto e con affetto"

Varie

Castelraimondo, all'ufficio postale arriva il servizio passaporti

Castelraimondo, all'ufficio postale arriva il servizio passaporti

31/05/2026 15:40

Importante novità per i cittadini di Castelraimondo e dei comuni limitrofi sul fronte della semplificazione burocratica. Ha preso ufficialmente il via la possibilità di richiedere o rinnovare il proprio passaporto direttamente presso lo sportello dell’ufficio postale di viale Europa 20. Il servizio, attivato di recente, rientra nel più ampio piano nazionale del progetto Polis - Casa dei Servizi di Cittadinanza digitale, promosso per digitalizzare e rendere più accessibili i servizi della pubblica amministrazione. L'iniziativa punta in modo specifico a favorire i residenti dell’entroterra e dei territori svantaggiati, riducendo sensibilmente la necessità di lunghi spostamenti fisici e, al contempo, accorciando i tempi di rilascio del documento di viaggio. Si tratta di un’agevolazione di rilievo per la comunità locale, che permette di ottenere un servizio essenziale senza il bisogno di recarsi presso la Questura competente, dove le liste d’attesa per gli appuntamenti sono generalmente molto lunghe e congestionate. Tra i vantaggi della nuova procedura introdotta a Castelraimondo spicca anche la flessibilità logistica: i cittadini che usufruiranno del servizio allo sportello postale potranno infatti richiedere di ricevere il passaporto direttamente presso il proprio domicilio, azzerando così un ulteriore viaggio per il ritiro. L'attivazione del passaporto non è l'unica novità legata alla transizione digitale dell'ufficio postale di viale Europa. Nella medesima ottica di facilitazione e prossimità verso l'utente, la sede cittadina ricorda che rimangono pienamente operativi anche gli sportelli dedicati al rilascio dei certificati INPS e dei certificati ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente). Grazie a questi canali, i residenti possono sbrigare numerose pratiche pensionistiche e anagrafiche direttamente in paese, consolidando l'ufficio postale come un vero e proprio punto di riferimento per i servizi pubblici sul territorio.

Vannacci sceglie Israele e si rivela allineato all'ordine dominante

Vannacci sceglie Israele e si rivela allineato all'ordine dominante

31/05/2026 11:45

Vannacci ha definitivamente chiarito la propria posizione, come usa dire. Non che non fosse in qualche modo chiaro il suo reale posizionamento nel diagramma dei rapporti di forza, in qualità di uomo politico organico al partito unico fintamente articolato del capitale. Da tempo era ampiamente nota la sua professione di fede liberista e atlantista, nonché la sua adesione al risibile schema della contrapposizione tra destra e sinistra, perfettamente funzionale alla riproduzione capitalistica e alla alternanza senza alternativa. Adesso però il Vannacci si spinge oltre e getta la maschera in relazione al proprio posizionamento rispetto a Israele. Così scrive il generale sulla propria pagina Facebook: “L’alleanza tra sinistra radicale e Islam è palese. Emerge grazie alle manifestazioni Propal con tanto di bandiere. […] La causa palestinese incarna la lotta contro gli ebrei, intrecciando religione e identità, e usa la retorica anti-occidentale per suscitare empatia. In Occidente, la sinistra antimperialista, globalista e talvolta antisemita abbraccia la stessa causa, sfruttando la propaganda emotiva sulle vittime per alimentare consenso”. Proviamo a fare chiarezza in questo delirio vacuo, in queste parole in libertà dadaista, in questo nulla mischiato al niente. Anzitutto, per il generale il nemico non è il nichilismo capitalistico, che aspira a neutralizzare ogni religione della trascendenza, dunque tanto l’Islam quanto il Cristianesimo. Niente affatto: per il prode generale passato dal campo militare a quello politico, il problema è l’Islam, religione della trascendenza che, come il Cristianesimo, ha oggi il merito di resistere al nulla della civiltà dei mercati. Come direbbe il vecchio Hegel, vi sono gli elementi per rispedirlo alla scuola elementare della saggezza. In secondo luogo, il generale prende di mira la sinistra, non il sistema capitalistico. Per la destra il nemico è la sinistra, per la sinistra il nemico è la destra, e intanto il sistema capitalistico può riprodursi indisturbatamente e le classi dominanti possono continuare a fare le loro malefatte senza interferenze, mentre i capita insanabilia di destra sono occupati nella lotta con i capita insanabilia di sinistra. Non sfugga nemmeno il passaggio, quasi lirico, con cui il generale identifica l’anti-imperialismo e il globalismo. Alla scuola elementare della saggezza di cui sopra, il generale potrà apprendere facilmente che la lotta contro l’imperialismo è l’opposto del cosmopolitismo, poiché chi lotta contro l’imperialismo rivendica le ragioni sacrosante dell’indipendenza della propria patria contro le ingerenze di Washington, facendo valere una dinamica antitetica rispetto a quella di quel cosmopolitismo che vuole l’unificazione del mondo sotto le insegne del libero mercato sotto cupola atlantista. Verrebbe da domandare al prode generale: se l’opposizione all’imperialismo corrisponde al male globalista, l’accettazione dell’imperialismo è invece una forma di resistenza al “mondo al contrario”? Veniamo infine alla questione del conflitto tra Israele e Palestina. Era nell’aria da tempo, ma mai il generale si era sbilanciato in maniera tanto chiara e inequivocabile. In passato si era limitato a dire che Israele aveva il diritto di difendersi, legittimando dunque la narrazione ideologica di Netanyahu, che usa quel teorema per poter aggredire i palestinesi qualificando come difesa l’aggressione. Ora, come dicevo, il generale si spinge più in là e delegittima la benemerita resistenza palestinese contro l’imperialismo israeliano, derubricando oltretutto sotto la voce “sinistra” la posizione di chi supporta quella benemerita resistenza. Per puntellare la propria posizione strutturalmente scricchiolante, il generale rispolvera il vecchio argomento logoro dell’identificazione tra critica dell’imperialismo di Israele e antisemitismo, il classico asylum ignorantiae, il caposaldo dell’ideologia dominante di quel “mondo al contrario” a cui il generale, volens nolens, risulta pienamente organico. Le posizioni del generale, sia chiaro, non ci stupiscono affatto: sono i pilastri programmatici della vecchia e collaudata destra bluette liberista e atlantista. Ci stupisce, invece, vedere tanti uomini e tante donne di buona volontà che si lasciano per l’ennesima volta abbindolare come citrulli dal mito di un nuovo che coincide perennemente con il vecchio. Il sistema dominante del liberal-capitalismo ha trovato la sua nuova dramatis persona.

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