Macerata – In occasione della conferenza stampa di presentazione delle Giornate FAI di Primavera tenutasi a Macerata (LEGGI QUI), il professor Gerardo Villanacci, giurista, docente e editorialista del Corriere della Sera, è stato ospite del Picchio Podcast per parlare di cultura, diritto e tutela del patrimonio. Villanacci, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici presso il Ministero della Cultura, ha offerto una riflessione a tutto tondo sul ruolo della cultura nella società italiana.
Partendo proprio dal FAI, esso secondo Villanacci rappresenta un’occasione unica per scoprire luoghi che altrimenti resterebbero sconosciuti: “Attraverso il FAI possiamo conoscere luoghi che probabilmente non avremmo mai scoperto se non fossero stati messi in evidenza dall’iniziativa. Rendere fruibili questi spazi è fondamentale.” Il professore ha sottolineato come la tutela del patrimonio da parte dello Stato sia stata essenziale per preservare tesori storici e artistici, ma che oggi la sfida sia valorizzare e rendere accessibili questi luoghi. “Pensiamo allo Sferisterio, che durante la stagione lirica richiama migliaia di visitatori: la fruibilità è parte integrante della cultura”, ha spiegato.
Nel corso dell’intervista, Villanacci ha riflettuto sul diritto contemporaneo, sottolineando come esso debba avere una funzione promozionale: non solo regolamentare, ma anticipare esigenze e contribuire al progresso della società. “Quando ero studente ho letto un manuale di diritto cosmico: un esempio di come il diritto debba essere avanguardista e propositivo”, ha raccontato. Il professore ha anche richiamato l’importanza della prudenza, citando il discorso del Papa all’apertura dell’anno giudiziario in Vaticano: “Oggi più che mai è necessario riflettere prima di assumere decisioni, soprattutto nel contesto culturale e giuridico”.
Villanacci ha sottolineato la responsabilità degli italiani nella tutela del patrimonio: “Se dovessi difendere la cultura in Tribunale, l’accusa principale sarebbe il lungo disinteresse verso i luoghi storici e artistici. Solo con la Costituzione del 1948 l’Italia ha posto la cultura come diritto fondamentale, sancito dall’articolo 9”.
Riguardo a Macerata e alle Marche, il professore ha evidenziato la ricchezza del territorio: “La Regione Marche è straordinaria. Ci sono teatri storici, due siti UNESCO come Urbino e il centro storico di Fabriano. È paradigmatica delle bellezze italiane”.
L’intervista ha toccato anche temi legati alle nuove tecnologie: “L’intelligenza artificiale è straordinaria e ci aiuta nella vita quotidiana, ma la centralità deve restare della persona. La tecnologia non può prevalere sull’essere umano, che deve guidarla, non esserne guidato”.
Villanacci ha concluso riflettendo sul ruolo del giurista contemporaneo: “Oggi un giurista deve avere una visione più ampia, conoscere economia, sociologia e antropologia. Occuparsi di norme significa occuparsi di regole applicate alle persone, tenendo sempre presente proporzionalità e ragionevolezza”.
Macerata – In occasione della conferenza stampa di presentazione delle Giornate FAI di Primavera tenutasi a Macerata (LEGGI QUI), il professor Gerardo Villanacci, giurista, docente e editorialista del Corriere della Sera, è stato ospite del Picchio Podcast per parlare di cultura, diritto e tutela del patrimonio. Villanacci, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici presso il Ministero della Cultura, ha offerto una riflessione a tutto tondo sul ruolo della cultura nella società italiana.
Partendo proprio dal FAI, esso secondo Villanacci rappresenta un’occasione unica per scoprire luoghi che altrimenti resterebbero sconosciuti: “Attraverso il FAI possiamo conoscere luoghi che probabilmente non avremmo mai scoperto se non fossero stati messi in evidenza dall’iniziativa. Rendere fruibili questi spazi è fondamentale.” Il professore ha sottolineato come la tutela del patrimonio da parte dello Stato sia stata essenziale per preservare tesori storici e artistici, ma che oggi la sfida sia valorizzare e rendere accessibili questi luoghi. “Pensiamo allo Sferisterio, che durante la stagione lirica richiama migliaia di visitatori: la fruibilità è parte integrante della cultura”, ha spiegato.
Nel corso dell’intervista, Villanacci ha riflettuto sul diritto contemporaneo, sottolineando come esso debba avere una funzione promozionale: non solo regolamentare, ma anticipare esigenze e contribuire al progresso della società. “Quando ero studente ho letto un manuale di diritto cosmico: un esempio di come il diritto debba essere avanguardista e propositivo”, ha raccontato. Il professore ha anche richiamato l’importanza della prudenza, citando il discorso del Papa all’apertura dell’anno giudiziario in Vaticano: “Oggi più che mai è necessario riflettere prima di assumere decisioni, soprattutto nel contesto culturale e giuridico”.
Villanacci ha sottolineato la responsabilità degli italiani nella tutela del patrimonio: “Se dovessi difendere la cultura in Tribunale, l’accusa principale sarebbe il lungo disinteresse verso i luoghi storici e artistici. Solo con la Costituzione del 1948 l’Italia ha posto la cultura come diritto fondamentale, sancito dall’articolo 9”.
Riguardo a Macerata e alle Marche, il professore ha evidenziato la ricchezza del territorio: “La Regione Marche è straordinaria. Ci sono teatri storici, due siti UNESCO come Urbino e il centro storico di Fabriano. È paradigmatica delle bellezze italiane”.
L’intervista ha toccato anche temi legati alle nuove tecnologie: “L’intelligenza artificiale è straordinaria e ci aiuta nella vita quotidiana, ma la centralità deve restare della persona. La tecnologia non può prevalere sull’essere umano, che deve guidarla, non esserne guidato”.
Villanacci ha concluso riflettendo sul ruolo del giurista contemporaneo: “Oggi un giurista deve avere una visione più ampia, conoscere economia, sociologia e antropologia. Occuparsi di norme significa occuparsi di regole applicate alle persone, tenendo sempre presente proporzionalità e ragionevolezza”.
SAN SEVERINO MARCHE – Incidente nel pomeriggio di oggi, intorno alle 14, lungo la strada provinciale 121, dove per cause in corso di accertamento due vetture si sono scontrate frontalmente.
ul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 e i vigili del fuoco, che hanno prestato i primi soccorsi e messo in sicurezza l’area. Il bilancio è di due persone ferite: un 30enne è stato trasferito in eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette, mentre l’altra persona coinvolta è stata trasportata in ambulanza all’ospedale di Camerino.
Presenti anche i carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare le responsabilità.
(Foto di repertorio)
CORRIDONIA – I Carabinieri della Stazione di Corridonia hanno denunciato in stato di libertà due donne, di 56 e 28 anni, entrambe residenti a Pescara e già note alle forze dell’ordine, ritenute responsabili di un tentato furto aggravato ai danni di un supermercato della zona.
L’episodio risale al 13 febbraio scorso, quando le due donne, durante l’orario di apertura del supermercato, si sono dirette direttamente agli scaffali e hanno sottratto diversi profumi e prodotti per la cosmesi, per un valore complessivo superiore ai 100 euro, nascondendoli sotto le giacche.
L’addetto alla sicurezza, tuttavia, aveva notato sin da subito l’atteggiamento sospetto delle due donne. Arrivate alle casse, le sospettate hanno tentato di fuggire senza pagare, dando vita a una concitata scena in cui hanno abbandonato la merce e spruzzato dello spray al peperoncino contro l’addetto alla vigilanza e una commessa intervenuta in soccorso, riuscendo infine a dileguarsi nelle vie limitrofe.
Grazie alla denuncia del titolare del supermercato, i Carabinieri hanno avviato le indagini, raccogliendo testimonianze e analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza sia all’interno del negozio sia nelle vicinanze. Le registrazioni hanno permesso di ricostruire chiaramente i movimenti delle due donne e di confermare le lesioni provocate dal contatto con la sostanza urticante.
Al termine delle indagini, le due donne sono state formalmente denunciate all’autorità giudiziaria per tentato furto aggravato in concorso e lesioni personali.
SENIGALLIA - Mattinata di disagi sull’autostrada A14, dove poco dopo le 8 si è verificato un incidente stradale al chilometro 193 in direzione sud, coinvolgendo un autocarro e un’autovettura.
Sul posto sono intervenute tempestivamente le squadre dei Vigili del Fuoco di Senigallia e Fano, che hanno lavorato per estrarre i feriti rimasti incastrati all’interno dell’auto. Una volta liberati, i feriti sono stati affidati alle cure del personale sanitario.
Il bilancio dell’incidente è di tre persone coinvolte: una è stata soccorsa in codice rosso, mentre altre due hanno riportato ferite meno gravi.
Per consentire le operazioni di soccorso e la successiva rimozione dei mezzi incidentati, il tratto autostradale è stato temporaneamente chiuso al traffico, causando rallentamenti e disagi alla circolazione.
Presenti sul luogo anche gli agenti della Polizia Autostradale, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Si è svolto oggi pomeriggio alle ore 17, presso l’Aula Verde del Polo Pantaleoni, l’incontro-dibattito dedicato al futuro del centro storico di Macerata, promosso dal comitato civico Centro Storico Macerata. Un appuntamento atteso, che ha registrato una folta partecipazione della cittadinanza, con l’aula piena, segno evidente di quanto il tema sia sentito dalla comunità.
Al centro dell’incontro, il rilancio del cuore cittadino, tra criticità e opportunità legate alla vivibilità, agli spazi pubblici, al commercio di prossimità, alla sicurezza e alle prospettive di sviluppo sostenibile. Un confronto aperto che ha visto la presenza di cittadini, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa.
"Il centro storico non è solo un luogo fisico, ma l’identità stessa della nostra comunità", avevano sottolineato i promotori alla vigilia, e il dibattito odierno ha confermato questa visione, arricchendola di analisi concrete, proposte e una forte volontà di riportare il centro al centro.
Nicola Perfetti, del comitato civico centro storico Macerata, ha spiegato il senso dell’iniziativa: “È un incontro, un punto che ci eravamo posti come qualificante del nostro operato. Siamo attivi da circa un anno e stiamo svolgendo un’attività di scouting, stiamo cercando di capire quelle che sono le problematiche da residenti per residenti. Il centro storico ci si scorda sempre essere un quartiere. Questo di oggi è un punto della situazione, un punto nave che abbiamo voluto compiere anche con le istituzioni, con assessori ed esponenti della cultura e delle università locali, per fare il punto sullo stato attuale del centro storico, tra residenzialità, prospettive future, commercio e accessibilità, con tutte le problematiche attuali”. Un intervento che richiama ascolto diretto, analisi e una visione condivisa.
A fornire un’analisi approfondita è stato il giornalista Carlo Cambi, che ha portato dati e riflessioni sul contesto socio-economico: "Macerata ha una conformazione di mura che esclude e non include. I residenti sono 2600, con una perdita di 600 negli ultimi anni. È la quarta città in Italia per incremento dell’inflazione e allo stesso tempo ci sono molti pensionati con circa 900 euro. Sono dati che contrastano con l’idea che il commercio vada benissimo. Il profilo demografico del centro storico invecchia, diminuisce e costa sempre di più viverci”. Un quadro segnato da criticità evidenti, numeri e una realtà in progressivo cambiamento.
Entrando nel dettaglio economico, ha aggiunto: "Il valore immobiliare è di 1200 euro a metro quadrato, molto inferiore rispetto a realtà come Civitanova. Le attività economiche sono 3775, ma si sono erose di 150 unità. Il commercio all’ingrosso vale il 22%, ma è in calo. Il 5,8% sono attività di ristorazione e si registra un fenomeno di gentrificazione, con l'espulsione di residenti e attività tradizionali. Dobbiamo riconquistare i luoghi, restituirli ad artigiani e specificità locali, recuperando identità e anima della città". Parole che indicano la necessità di rilancio economico, tutela e valorizzazione del territorio.
Sul ruolo dell’università si è soffermato il rettore John McCourt: "Deve essere una città per giovani e anziani. Dobbiamo migliorare la situazione parcheggi e la coordinazione tra eventi e locali. Il centro non deve essere conservato come un museo, ma deve essere vissuto e pieno di vita. L’università ha investito per rivitalizzarlo, come dimostra anche l’intervento sull’ex Banca d’Italia. Se il centro è il cuore pulsante della città e rallenta, tutta la città ne soffre. Serve investire, insieme, pubblico e privato". Un intervento che evidenzia il ruolo strategico dell’università, gli investimenti e la necessità di una città più dinamica.
Una riflessione culturale è arrivata dal poeta Filippo Davoli: "Il problema di Macerata non è l’accoglienza, ma il trattenere. Il centro storico è un quartiere abitato, ma si è progressivamente spopolato: uffici e negozi hanno chiuso e i residenti hanno iniziato ad andarsene. Bisogna ripopolare il centro, perché se torna la vita tornano anche il commercio e la cultura, che acquista stabilità oltre agli eventi”. Un richiamo alla vita quotidiana, alla comunità e alla necessità di ripopolare il centro.
A chiudere, l’intervento dell’assessore comunale Paolo Renna: "Proseguiamo un lavoro iniziato da tempo. L’ascolto è un dovere per chi amministra ed è anche un piacere. Ora raccogliamo proposte e disagi dei cittadini. Siamo un comune terremotato e le difficoltà vengono anche da lontano, ma Macerata ha tutti i presupposti per rifiorire e ricrescere".
L’incontro ha così rappresentato un primo passo concreto verso un percorso partecipato, in cui istituzioni e cittadini sembrano pronti a collaborare per restituire centralità, rafforzare l’identità e rilanciare la vita del centro storico.
I Carabinieri del comando provinciale di Macerata hanno deferito in stato di libertà, nel giro di 24 ore, un cittadino tunisino di 29 anni, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di ricettazione e furto aggravato.
Il primo intervento è scaturito dall’attività dei militari del Nor – Sezione Radiomobile di Macerata. Durante un controllo nel centro cittadino, l’uomo è stato trovato in possesso di numerosi capi di abbigliamento e calzature, ancora confezionati ed etichettati, per un valore di circa 250 euro. Non essendo in grado di giustificare la provenienza della merce, il giovane è stato denunciato per ricettazione. Il materiale sequestrato è ora sottoposto ad accertamenti per individuare i legittimi proprietari.
Nonostante la denuncia del giorno precedente, il 29enne ha colpito nuovamente a Corridonia. La pronta segnalazione del personale di un noto supermercato ha permesso ai Carabinieri della Stazione di Corridonia di intervenire immediatamente. L’uomo è stato bloccato all’uscita del negozio, subito dopo aver oltrepassato le casse senza pagare, con un borsone contenente prodotti per la cura della persona, biancheria, alimenti e un elettrodomestico, per un valore di 76 euro.
Per questo secondo episodio il giovane è stato nuovamente deferito all’autorità giudiziaria, questa volta per furto aggravato. La refurtiva, interamente recuperata, è stata restituita al responsabile del punto vendita che ha formalizzato la denuncia presso il locale Comando dei Carabinieri.
++ AGGIORNAMENTO ORE 19:30 ++
Si è conclusa nel migliore dei modi la giornata di grande apprensione per la comunità di Appignano. Sandro Angeloni, il 77enne scomparso nella mattinata di oggi dal centro cittadino, è stato ritrovato. L'uomo, che si era allontanato a piedi e di cui si erano perse le tracce intorno alle 10:30, è stato rintracciato a diversi chilometri di distanza da casa, visibilmente provato ma in buone condizioni di salute.
La svolta nelle ricerche è arrivata grazie alla straordinaria catena di solidarietà innescata dall'appello della nuora, Daniela Zepponi, le cui centinaia di condivisioni hanno permesso di raccogliere segnalazioni decisive per il ritrovamento.
Con un nuovo post carico di emozione, Daniela Zepponi ha voluto informare tutti i cittadini del ritrovamento, ringraziando chiunque abbia fornito informazioni utili: "Con il cuore colmo di gratitudine condividiamo la nostra gioia! Abbiamo trovato Sandro, molto provato ma lucido, a chilometri da casa. E non sarebbe stato possibile senza le indicazioni delle persone che mi hanno scritto e chiamato. Questo significa essere comunità. Grazie grazie grazie!!!".
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Ore di profonda ansia per la comunità di Appignano. Dalle 10:30 di questa mattina non si hanno più notizie di Sandro Angeloni, un pensionato di 77 anni allontanatosi dal centro cittadino. L'allarme è scattato immediatamente e ha mobilitato le forze dell'ordine, che sono impegnate nelle ricerche per rintracciare l'uomo.
A dare forza alle operazioni di ricerca è stato l'appello social lanciato dalla nuora, Daniela Zepponi (Presidente CNA Impresa Donna Marche e Macerata), che è stato condiviso in pochi minuti da centinaia di cittadini in tutta la provincia.
Sandro Angeloni è stato visto l'ultima volta nei pressi della tabaccheria in centro. È alto circa 1,70 metri, ha gli occhi azzurri e alcune difficoltà motorie e di linguaggio. Al momento della scomparsa indossava una giacca di pelle lunga, pantaloni neri e scarpe nere.
Riportiamo integralmente il messaggio diffuso da Daniela Zepponi per agevolare le ricerche: "Vi chiedo aiuto. Stamattina mio suocero, Sandro Angeloni, è scomparso alle 10.30 dal centro di Appignano, accanto alla tabaccheria. È alto circa 1.70, ha gli occhi azzurri. Cammina un po' a fatica e parla poco. I carabinieri si sono già attivati ma io vi chiedo il grande aiuto di condividere il più possibile la sua foto. Potrebbe essere stanco, potrebbe essere caduto, potrebbe essersi allontanato in auto magari fidandosi di qualcuno. Indossa una giacca di pelle lunga pantaloni nere e scarpe nere. Ogni cosa potrebbe esserci di aiuto. Ogni secondo conta. Potete contattare i carabinieri o direttamente me su Facebook o al numero 3381062974. Tutta la famiglia vi ringrazia".
I carabinieri sono già attivamente impegnati sul territorio, setacciando le zone limitrofe al centro storico e verificando ogni segnalazione utile. La famiglia invita chiunque creda di averlo avvistato o abbia informazioni, anche minime, a contattare immediatamente il numero di emergenza 112 o il recapito telefonico fornito nell'appello.
Un infortunio sul lavoro ha mobilitato i soccorsi nella tarda mattinata di oggi in contrada San Marco Vecchio, a Passo di Treia. Intorno alle 12:30, un operaio di 56 anni di origini albanesi è rimasto gravemente ferito mentre era impegnato nel montaggio della copertura di alcuni nuovi capannoni in costruzione.
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri della stazione di Treia, intervenuti prontamente sul posto per i rilievi, l'uomo stava lavorando per conto di una ditta di Chieti che opera in regime di subappalto. Per cause che restano ancora al vaglio delle autorità, un pesante blocco di cemento è precipitato colpendo in pieno la mano destra del lavoratore.
L'impatto è stato violentissimo e ha causato lo schiacciamento dell'arto con la subamputazione di quattro falangi. Immediata è scattata la macchina dei soccorsi: il personale del 118, dopo aver prestato le prime cure sul posto e valutata la gravità del trauma, ha richiesto l'invio dell'eliambulanza.
Il 56enne è stato quindi trasferito d'urgenza all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona. Restano da accertare le responsabilità e l'esatta dinamica che ha portato alla caduta del blocco durante le operazioni di posa della copertura.
Giovedì mattina apro Facebook. Primo post: SÌ. Secondo post: NO. Terzo post: ECCO PERCHÉ SÌ. Quarto post: VI SPIEGO PERCHÉ SI. Quinto post: una foto di tramonto. Finalmente. Scrollo. Sesto post: Vota SÌ.
Chiudo. Riapro dopo tre ore. Stesso identico copione.
Guarda, io il referendum lo seguo e andrò a votare e pure SI. Ci mancherebbe. Ma la mia bacheca è diventata un talk show permanente.
Quando i politici diventano monotematici
Da dieci giorni e oltre i politici non parlano più di nient'altro. Zero. Niente economia, niente sanità, niente trasporti. Solo referendum. SÌ o NO, con spiegazioni chilometriche, infografiche, appuntamenti e pipponi interminabili scritti con ChatGPT.
E sai qual è la cosa divertente? Che i dati dicono che i top manager italiani sui social sono il 78% presenti ma solo il 66% posta contenuti originali. Tradotto: ci sono ma non dicono niente.
I politici invece sono l'esatto contrario. Dicono SOLO una cosa. Ma la dicono sedici volte al giorno. Per quindici giorni di fila.
È come se tu invitassi un amico a cena e lui parlasse solo di quella volta che ha vinto una partita a calcetto nel 2014. Per tre ore. E tu lì che annuisci pensando "ma quando parli di altro?".
Il paradosso dei manager muti e dei politici verbosi
Ecco il paradosso. I manager, che dovrebbero parlare di mercato, innovazione, strategie, sono sempre più silenziosi. Profili aperti, follower in crescita, ma niente post. O post generici tipo "Buon inizio settimana" con foto motivazionale.
I politici invece hanno capito una cosa: i social sono fatti per monopolizzare l'attenzione. E loro lo fanno. Solo che monopolizzano con UNA SOLA COSA. Come quel parente che a Natale parla solo del suo intervento al ginocchio.
Risultato? Bacheche invase. Feed monotematici. E tu che a un certo punto pensi: "Ma davvero non è successo NIENT'ALTRO nel mondo negli ultimi dieci giorni?".
Come sopravvivere al feed-referendum
Primo trucco: silenzia temporaneamente. Instagram ti permette di silenziare le storie e i post di una persona per 30 giorni senza smettere di seguirla. Usalo. Con generosità. Tornerai a seguirla il 24 marzo quando avrà ripreso a postare foto del cane.
Secondo: cerca varianti. Se proprio vuoi restare informato, segui UN account per il SÌ e UN account per il NO. Non diciassette. Uno per parte. Basta. Il resto è rumore.
Terzo: ricordati che puoi spegnere. I social non sono obbligatori. Se apri Facebook e ti viene l'ansia da referendum, chiudi Facebook. Il referendum esisterà comunque. Ma la tua serenità forse no.
Quarto: 15. Martedì 24 marzo qualcuno posterà ancora "Grazie a chi ha votato SÌ/NO" e tu lì, zen, scrolli oltre. Non commentare. Non rispondere. Lascia che si spenga da solo.
La verità ironica
Domenica e lunedì voti. Martedì le bacheche avranno i risultati. I politici riprenderanno a parlare di altro (spero). I manager continueranno a non dire niente. E tu finalmente rivedrai foto di gatti, tramonti, piatti di pasta.
Ma per dieci giorni hai scoperto una cosa: i social sono come quella cena dove tutti parlano della stessa cosa e tu vorresti cambiare argomento ma non ci riesci.
Solo che qui puoi fare mute. E credimi, in questi giorni il tasto "silenzia" è il tuo migliore amico.
Domenica e lunedì si vota. Fino ad allora, proteggiti il feed come proteggeresti la tua sanità mentale.
Perché sono la stessa cosa.
VISSO – Appartiene a Nanni il primo attestato di percorrenza di un sentiero ufficiale rilasciato dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini. La sperimentazione, attualmente attiva solo sui Sentieri Natura, consente ai visitatori di registrare il momento di partenza e di conclusione del percorso in modo semplice, tramite l’Oracolo Sibilla IA, inquadrando i QR code presenti nelle bacheche dei sentieri. Entro l’estate il sistema sarà operativo su tutti gli altri itinerari del Parco.
Per richiedere il certificato, è sufficiente completare il percorso e compilare un form online. Tramite questo form, oltre a segnalare il gradimento dell’itinerario, i visitatori possono inviare suggerimenti o rilievi. Chi lo desidera può anche scegliere di lasciare traccia della visita sul Libro dei Visitatori, consultabile sulla pagina web dedicata ai singoli itinerari, indicando nome, data e tempi di percorrenza. Al termine della compilazione, il sistema, che non memorizza alcun dato personale, genera il certificato scaricabile direttamente sul dispositivo mobile.
Il signor Nanni ha completato il Sentiero Natura di Visso il 14 marzo 2026, impiegando 2 ore e 14 minuti e dichiarandosi “molto soddisfatto” dell’esperienza.
«Si tratta di una modalità di relazione innovativa, dinamica e coinvolgente tra il Parco e il visitatore», spiega il Commissario dell’Ente, Corrado Perugini. «Con questo strumento non solo rilasciamo un certificato che attesta la percorrenza di un sentiero, ma creiamo un rapporto diretto con le persone che visitano il Parco, offrendo loro la possibilità di esprimere commenti e osservazioni sul gradimento dell’esperienza naturalistica. È un passo avanti verso una frequentazione sempre più consapevole e sostenibile del territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini».
A Macerata prende forma una nuova realtà politica. Si compie infatti un passo decisivo per il radicamento territoriale del partito “Futuro Nazionale”, fondato dal generale Roberto Vannacci, con la nascita ufficiale del Comitato Costituente numero 247. "La nuova delegazione si propone di diventare il punto di riferimento nevralgico per l’attività del partito nel capoluogo e in tutto l’entroterra maceratese", si legge in un comunicato.
L’apertura del Comitato 247 nasce "dall’esigenza di offrire una casa politica a cittadini, professionisti e giovani che si riconoscono nei valori del partito e che intendono contribuire attivamente al rilancio sociale ed economico del territorio marchigiano. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di consolidamento della presenza locale, con l’obiettivo di costruire una rete solida e partecipata".
Il Comitato Costituente "si configura non soltanto come una sede di rappresentanza, ma come un vero e proprio laboratorio di partecipazione politica. Tra i suoi compiti principali vi sarà la promozione del tesseramento, attraverso la gestione della campagna adesioni e l’accoglienza dei nuovi militanti. Grande attenzione sarà inoltre dedicata all’organizzazione di iniziative pubbliche, con incontri e dibattiti pensati per ascoltare le istanze delle comunità locali e favorire il dialogo diretto con i cittadini".
Un altro pilastro dell’attività sarà il radicamento territoriale, con la creazione di una rete capillare che, partendo da Macerata, coinvolga progressivamente i comuni dell’entroterra. Parallelamente, il Comitato "lavorerà alla diffusione dei valori e del programma di Futuro Nazionale, contribuendo a delinearne identità e presenza sul territorio. Tra gli obiettivi dichiarati figura anche quello di gettare le basi per la futura struttura organizzativa territoriale del partito".
“La nascita del Comitato 247 a Macerata rappresenta una sfida piena di entusiasmo per chiunque creda che la politica debba tornare a essere ascolto e presenza costante”, dichiarano i promotori. “Vogliamo essere il ponte tra le necessità del nostro entroterra e le proposte nazionali, partendo dai temi di una destra vera e coraggiosa”. Il Comitato invita tutti i cittadini interessati a conoscere il programma di Futuro Nazionale e ad aderire attivamente alle prime fasi organizzative.
Nelle prossime settimane è prevista l’organizzazione di un evento pubblico di presentazione ufficiale alla cittadinanza, durante il quale verranno illustrate le prime tappe del percorso politico locale.
Macerata - L’applicazione del nuovo “Decreto Montagna” rischia di assestare un colpo durissimo al sistema scolastico delle Marche, con conseguenze particolarmente gravi per la provincia di Macerata. Comuni come Cingoli e Colmurano — insieme a molti altri — potrebbero perdere lo status di “zona montana”, vedendo così cancellate le deroghe relative al numero minimo di alunni per classe. Una scelta che, se confermata, innescherebbe un pericoloso effetto domino: meno classi, chiusura dei plessi scolastici, aumento delle distanze per le famiglie e, in ultima analisi, un’ulteriore accelerazione dello spopolamento di territori già profondamente segnati dagli eventi sismici.
Ad esprimere forte preoccupazione è Ugo Barbi, Segretario Snals di Macerata per una riforma che appare distante dalla realtà geografica, sociale e demografica del territorio.
“I comuni interessati stanno ancora affrontando le conseguenze del terremoto: la perdita della scuola, presidio fondamentale per la vita delle comunità, rappresenterebbe un ulteriore fattore di abbandono dei territori – ha affermato Barbi. Il calo delle nascite è un fenomeno strutturale. Applicare parametri numerici rigidi in questo contesto equivale, di fatto, a decretare la chiusura dei plessi nelle aree più fragili. La soppressione delle scuole locali costringerebbe inoltre le famiglie a lunghi e complessi spostamenti quotidiani, aggravando il disagio sociale e organizzativo. Non è accettabile ipotizzare classi composte da 30 alunni – ha continuato il segretario Snals di Macerata. Un sovraffollamento di tale entità compromette la qualità dell’apprendimento e penalizza in particolare gli studenti più fragili. Nelle scuole del territorio è significativa la presenza di alunni con Bes (Bisogni Educativi Speciali), Dsa e disabilità. In classi sovraffollate, il principio di inclusione — cardine del sistema scolastico italiano — rischia di essere seriamente compromesso, con un inevitabile impoverimento dei percorsi educativi”.
Alla luce di queste criticità, lo Snals di Macerata chiede con urgenza una revisione dei criteri di determinazione degli organici, mantenendo le deroghe per i comuni del cratere sismico e per le aree svantaggiate; riducendo il numero massimo di alunni per classe, a tutela della sicurezza e della qualità didattica. La scuola è un presidio sociale essenziale e non va considerato come un semplice capitolo di spesa da comprimere. Lo Snals auspica un coinvolgimento immediato da parte delle istituzioni regionali affinché vengano salvaguardati il diritto allo studio, la coesione sociale e il futuro dei territori più fragili.
Era stato annunciato nei giorni scorsi e da oggi, 21 marzo, è finalmente realtà: il Servizio Farmaceutico dell’ospedale Santa Lucia di Recanati torna operativo, riportando in città un servizio atteso dal 2020.
La riattivazione consente nuovamente la distribuzione di farmaci legati a particolari piani terapeutici e alla dispensazione ospedaliera direttamente all’interno della struttura recanatese. Un passo importante per la comunità, che potrà beneficiare di un servizio più vicino e accessibile.
I vantaggi sono concreti, sia in termini di risparmio di tempo sia nella semplificazione delle procedure burocratiche. Il ripristino del servizio rappresenta inoltre un supporto fondamentale per le persone più fragili o con difficoltà di movimento, che in passato erano costrette a recarsi fino alla farmacia ospedaliera di Civitanova Marche per ottenere i farmaci necessari.
Con il ritorno del Servizio Farmaceutico, l’ospedale Santa Lucia rafforza così il proprio ruolo di presidio sanitario di riferimento per il territorio, garantendo una risposta più efficiente e vicina ai bisogni dei cittadini.
A Treia prende forma un nuovo modello di sanità territoriale che punta a rafforzare la vicinanza ai cittadini e a ridurre la pressione sugli ospedali.
Il sindaco Franco Capponi sottolinea come la struttura sia già in linea con la riforma introdotta dalla legge 19, spiegando che “questa struttura ha già la nuova conformazione della sanità del territorio della Regione”, configurandosi come ospedale di comunità affiancato dalla casa di comunità, un sistema integrato pensato per rispondere in modo efficace ai bisogni locali.
Gli interventi realizzati hanno permesso di rendere l’infrastruttura pienamente funzionale, "trasformandola in un polo di eccellenza territoriale capace di offrire servizi qualificati, in particolare nella riabilitazione intensiva", definita come il “fiore all’occhiello della sanità maceratese”. L’attenzione sarà rivolta soprattutto alle patologie dell’anziano, con l’obiettivo di garantire assistenza continua e prossima al domicilio.
Ad oggi i 20 posti letto non sono ancora attulizzabili per mancaza di operatori, ma “gli spazi ci sono, ora c’è da trovare il giusto canale di risorse”, evidenzia Capponi, riferendosi alla necessità di ristrutturare il vecchio stabile dell’Inrca. Le prospettive restano positive grazie alla sinergia tra enti locali e Regione, in una visione che punta a restituire centralità a strutture che un tempo erano ospedali, oggi riconvertite in presidi moderni e più vicini ai bisogni reali della popolazione, capaci di offrire servizi capillari e continui.
Sul piano regionale, l’assessore alla sanità Paolo Calcinaro evidenzia come il piano preveda l’apertura di circa trenta case di comunità entro metà anno, anche se alcune risultano ancora in ritardo. “Andiamo verso la trentina, non 30 precise, però è un numero cospicuo”, spiega, sottolineando l’importanza di una rete capillare che offra un’alternativa concreta all’ospedale. L’obiettivo "è rendere i servizi più accessibili e diffusi, alleggerendo il carico delle strutture ospedaliere sia per i ricoveri sia per le prestazioni ambulatoriali". Fondamentale sarà anche la capacità di gestire sul territorio gli accessi impropri al pronto soccorso, offrendo soluzioni più appropriate e tempestive, perché “gli ospedali non riescono a offrire da soli tutti i servizi”.
A rafforzare il quadro interviene il direttore generale dell’Ast Macerata, Alessandro Marini, che definisce l’intervento una realizzazione importante per la riorganizzazione dei servizi territoriali. La struttura diventa un punto di riferimento centrale dove il cittadino può trovare risposte rapide, soprattutto per la gestione della cronicità. “Ridiamo questa struttura all’organizzazione dei servizi territoriali”, afferma, evidenziando come al suo interno opereranno medici di famiglia e specialisti. L’ospedale di comunità garantirà degenze brevi e mirate, evitando il ricorso all’ospedale tradizionale e permettendo una gestione più efficace delle dimissioni, offrendo un luogo intermedio per chi non può rientrare subito a casa.
Il progetto di Treia si inserisce in una rete più ampia di sette interventi nella provincia di Macerata, contribuendo a costruire una sanità territoriale moderna e integrata. Determinante il ruolo dei finanziamenti, con un investimento di un milione e duecentomila euro dalla Regione e un ulteriore milione di euro dal PNRR, nell’ambito della Missione 6 dedicata alla salute. Un lavoro reso possibile anche grazie all’impegno di tecnici, professionisti e maestranze, uniti da un forte senso di responsabilità e da un obiettivo comune: garantire servizi sanitari più efficienti, accessibili e vicini ai cittadini, in una rete sempre più diffusa e funzionale sul territorio.
Matelica festeggia un nuovo talento dello sport giovanile: la giovanissima atleta Nicole Lunadei ha conquistato una splendida medaglia d’argento al campionato nazionale di judo “Trofeo Italia”, disputato nei giorni scorsi a Leinì, in Piemonte.
L’atleta matelicese, tesserata con l’associazione sportiva dilettantistica J-Etic e allenata dal maestro Boris Giachetta, è scesa sul tatami nella categoria Esordienti A (32 kg), distinguendosi per tecnica, determinazione e maturità agonistica. Dopo un percorso di gara brillante, Nicole è riuscita a raggiungere la finale, chiudendo la competizione con un meritatissimo secondo posto a livello nazionale.
Un risultato di grande prestigio, che premia il lavoro quotidiano, l’impegno e i sacrifici affrontati dentro e fuori dalla palestra, confermando il valore del percorso sportivo intrapreso.
A congratularsi pubblicamente con la giovane atleta è stato anche l’assessore allo Sport del Comune di Matelica, Filippo Maria Conti, che ha sottolineato l’importanza del traguardo raggiunto:«Brava Nicole, importante il secondo posto nazionale al Trofeo Italia in Piemonte, risultato che ti premia per il tuo impegno, sacrificio e preparazione. La competizione, di alto livello, ha messo in evidenza le tue capacità tecniche e mentali».
L’assessore ha inoltre evidenziato il significato educativo dello sport, in particolare del judo:«Oltre al successo sportivo, questo traguardo sottolinea il valore educativo del judo, una disciplina che insegna rispetto, autocontrollo e capacità di affrontare le difficoltà, contribuendo alla crescita personale sopra e fuori dal tatami».
Il Circolo Tennis Francesco Guzzini di Recanati conquista un risultato di grande rilievo nella classifica nazionale delle Scuole Tennis Fitp 2025, confermandosi tra le realtà più solide e competitive del panorama regionale e nazionale.
Con 3.650 punti, il circolo si è classificato al secondo posto nelle Marche tra le Scuole Tennis Standard School e al 25° posto su oltre 400 strutture in tutta Italia. Nella graduatoria generale, che comprende più di duemila realtà sportive, il club recanatese ha raggiunto il terzo posto regionale e il 67° a livello nazionale, a dimostrazione di un percorso costruito con continuità e qualità.
Un risultato che premia un progetto sportivo fondato sulla crescita dei giovani e sulla qualità dell’insegnamento. La scuola tennis coinvolge ogni anno oltre cento allievi – 130 nella stagione in corso – seguiti da uno staff qualificato composto da tecnici, maestri e istruttori federali, impegnati non solo nella formazione sportiva ma anche in quella educativa.
Accanto all’attività di base, il circolo porta avanti anche un’intensa attività agonistica, con diverse squadre impegnate nei campionati federali. Un aspetto particolarmente significativo è rappresentato dal fatto che molte di queste squadre sono composte da ragazzi cresciuti all’interno dello stesso circolo, a conferma del valore del lavoro svolto sul territorio.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente Massimiliano Guzzini, che ha sottolineato come il risultato "sia il frutto dell’impegno condiviso da tutta la comunità del circolo, dai tecnici agli atleti, fino alle famiglie e ai volontari. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno degli sponsor e delle aziende locali, che contribuiscono allo sviluppo delle attività e dei progetti".
Il Circolo Tennis Guzzini guarda ora al futuro con l’obiettivo di consolidare la propria posizione e continuare a investire nella formazione dei giovani, rafforzando il proprio ruolo di punto di riferimento per il tennis nelle Marche.
L’escalation militare in Iran apre nuovi scenari di incertezza geopolitica e preoccupa anche il tessuto produttivo del territorio maceratese. Le tensioni internazionali, infatti, stanno già producendo effetti concreti su mercati, costi e capacità di programmazione delle imprese, con ripercussioni che rischiano di intensificarsi nel breve periodo.
Il quadro che emerge è quello di una crescente apprensione tra le aziende, alle prese con l’aumento dei costi energetici e logistici, ritardi nelle catene di approvvigionamento e un generale clima di instabilità che rende più complessa ogni pianificazione. In alcune filiere la situazione resta ancora sotto controllo, ma i comparti più esposti stanno già registrando difficoltà tangibili.
A pesare è soprattutto la dinamica del prezzo del petrolio, influenzata non solo dalla crisi mediorientale ma anche da forti oscillazioni di mercato che, secondo gli operatori, risentono di possibili fenomeni speculativi. Il risultato è un immediato effetto a catena su energia, materie prime e trasporti, con rincari che si propagano lungo tutta la filiera produttiva.
Particolarmente delicata appare la situazione legata allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per i traffici internazionali. Eventuali blocchi o limitazioni al transito stanno già incidendo sulle rotte commerciali, causando ritardi e costi aggiuntivi che mettono a rischio anche l’export.
A lanciare l’allarme è Federico Maccari, presidente della sezione Agroalimentare, che evidenzia come l’aumento dei carburanti e dei fertilizzanti "stia gravando pesantemente sulle produzioni". "Le difficoltà nei trasporti marittimi, sottolinea, rischiano inoltre di compromettere la spedizione dei prodotti freschi, con inevitabili conseguenze sui prezzi al consumo".
Preoccupazioni analoghe arrivano dal comparto tessile. Il presidente Michele Paoloni segnala come il rincaro del petrolio "stia incidendo direttamente sui costi delle fibre sintetiche, mentre le deviazioni delle rotte nel Golfo stanno generando ritardi e sovraccosti che colpiscono l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione, con effetti negativi su vendite e competitività".
A tracciare un quadro complessivo è il presidente di Confindustria Macerata, Marco Ragni, che parla apertamente di una situazione allarmante. "Il conflitto, spiega, sta aggravando in modo significativo i costi energetici e logistici, mettendo a rischio la competitività delle imprese locali e, più in generale, del sistema produttivo italiano".
"In uno scenario caratterizzato da forti oscillazioni dei prezzi e da una crescente instabilità, diventa sempre più difficile per le aziende assorbire gli aumenti senza ripercussioni. Per garantire la continuità produttiva, avverte Ragni, tali rincari finiranno inevitabilmente per essere distribuiti lungo tutta la catena del valore, con effetti destinati a riflettersi anche sui consumatori".
La crisi in Medio Oriente, dunque, non resta confinata sul piano geopolitico, ma si traduce già oggi in una sfida concreta per l’economia reale, mettendo alla prova la tenuta delle filiere e la capacità di resistenza delle piccole e medie imprese del territorio.
L’impresa Hugo Boss Shoes & Accessories Italia S.p.A., azienda associata a Confindustria Macerata, è tra le diciotto aziende delle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno premiate nell’edizione 2025 del programma Workplace Health Promotion (WHP), dedicato alla promozione della salute nei luoghi di lavoro.
La cerimonia di consegna dei riconoscimenti si è svolta nella sede della Regione Marche, su iniziativa dell’Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche, alla presenza dell’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro e dell’assessore al Lavoro Tiziano Consoli, che hanno evidenziato il ruolo fondamentale della prevenzione nei contesti lavorativi e il valore delle imprese che investono nel benessere dei propri dipendenti.
Il riconoscimento viene assegnato alle aziende che adottano buone pratiche volontarie e percorsi condivisi tra lavoratori e datori di lavoro, con l’obiettivo di promuovere stili di vita salutari, prevenire le malattie croniche, favorire l’invecchiamento attivo e ridurre le disuguaglianze di salute. Un impegno che contribuisce a rafforzare la responsabilità sociale d’impresa e a costruire ambienti lavorativi più sani e inclusivi.
In questo contesto risulta centrale il ruolo di Confindustria Macerata, da sempre impegnata nel promuovere iniziative orientate alla parità di genere e alla diffusione della cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro. Investire nella salute dei lavoratori significa infatti costruire un modello di impresa capace di coniugare produttività, benessere e realizzazione personale.
Il programma rientra nel Programma Predefinito 03 “Luoghi di lavoro che promuovono salute”, previsto dal Piano Regionale della Prevenzione 2020–2025 e ispirato al modello WHP promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo il quale l’azienda rappresenta una comunità in grado di generare benessere, qualità della vita e partecipazione attiva.
A sostenere l’iniziativa è anche il protocollo d’intesa tra Regione, INAIL e parti sociali, che valorizza gli investimenti delle imprese attraverso strumenti dedicati, tra cui la riduzione del tasso assicurativo OT23, beneficio riconosciuto alle aziende che realizzano interventi volontari per migliorare sicurezza e salute sul lavoro.
La rete WHP è in costante crescita: dalle 19 aziende coinvolte nel 2024, con circa 4.200 lavoratori, si è passati nel 2025 a 41 realtà, coinvolgendo oltre 9.300 lavoratori. Un risultato reso possibile grazie al lavoro del Gruppo Tecnico Interistituzionale, che ha ampliato le buone pratiche disponibili, semplificato gli strumenti rivolti a piccole e medie imprese e microimprese, rafforzato il coordinamento territoriale e integrato il programma con iniziative di screening sanitario.
"Unicam non è soltanto un luogo dove si studia. È un luogo dove si diventa. E tutti voi, studenti e studentesse, con il vostro entusiasmo, la vostra creatività e il vostro senso di responsabilità, ne siete la parte più viva, preziosa e fondamentale, siete non solo la nostra forza ma la speranza ed il futuro dei nostri territori, del nostro Paese, della nostra Europa, per costruire un futuro di pace e sviluppo. Con questa certezza dichiaro aperto il 690mo anno accademico della nostra indispensabile Università": è con queste parole che il rettore Graziano Leoni ha dichiarato ufficialmente aperto il 690mo anno accademico della “indispensabile”, questo è l’aggettivo scelto quest’anno, Università di Camerino.
"Saperi in dialogo per costruire futuro" è stato il tema scelto quest’anno per la cerimonia che ha avuto come ospite d’onore Ivano Dionigi, professore Emerito di Lingua e Letteratura Latina dell’Università di Bologna. L’evento si è aperto con i saluti del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, del presidente del Consiglio studentesco Edoardo Pettinari, della rappresentante del personale tecnico e amministrativo Emanuela Laliscia, della rappresentante del personale docente e ricercatore Sara Cipolletti e del direttore generale Andrea Braschi. Il rettore, Graziano Leoni, ha poi tenuto la relazione al termine della quale è stato dichiarato ufficialmente aperto l’anno accademico.
Il rettore Leoni ha aperto con una riflessione sul contesto internazionale, senza eludere la gravità del momento storico: "Di fronte alla guerra in Ucraina, alla tragedia umanitaria a Gaza, ai conflitti che consumano vite e speranze in molte parti del mondo, l’università non può e non deve tacere. La conoscenza non è neutrale rispetto alla pace o alla guerra: formare menti capaci di pensiero critico, di dialogo e di responsabilità è doveroso".
Il rettore ha illustrato l’adesione di Unicam alla Carta di Assisi, sottoscritta lo scorso 25 febbraio, che impegna gli atenei a orientare ricerca e didattica alla giustizia, alla sostenibilità e alla tutela della dignità umana. Ha quindi presentato l’istituzione della figura del Delegato alle “Politiche per la pace e il confronto democratico” e l’adesione al progetto Iupals – Italian Universities for Palestinian Students. Accoglierli e sostenerli è un atto coerente con i valori fondativi dell’università, che vede nel sapere il suo bene più prezioso, ha dichiarato.
Al centro della relazione, la scelta del titolo dell’anno accademico come chiave interpretativa della missione universitaria. "Il sapere si costruisce insieme – ha affermato il rettore Leoni – e senza dialogo non ha ragione di esistere. Questo è il senso del titolo che abbiamo scelto, un invito rivolto a tutta la nostra comunità a intendere il proprio lavoro quotidiano come contributo a qualcosa che va oltre l’individuo: la costruzione collettiva di un mondo più giusto, più libero e più consapevole".
Il rettore ha annunciato due nuovi corsi di laurea, quello triennale in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, che si fonda su anni di lavoro scientifico che Unicam ha condotto nel campo della salute, della nutrizione e della biomeccanica clinica e dello sport, e quello magistrale in Biotecnologie per le Scienze Mediche e Veterinarie, che consolida e innalza la tradizione di eccellenza nelle scienze della vita, mettendo in dialogo due ambiti, la medicina umana e quella animale, che la ricerca moderna insegna a leggere in modo sempre più integrato. Ha inoltre presentato il Laboratorio Immersivo di Chimica, un ambiente che combina realtà virtuale e formazione scientifica, nato dalla collaborazione tra la Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute e la Scuola di Architettura e Design.
Sul fronte dei risultati, Leoni ha ricordato che Unicam si è confermata, per il ventiduesimo anno consecutivo, al primo posto nella classifica CENSIS degli atenei fino a 10.000 studenti e, per il quinto anno di fila, prima tra tutti gli atenei statali italiani per punteggio assoluto: "Un risultato che premia l’impegno costante nel garantire servizi di eccellenza e un’offerta formativa di qualità. Ma dietro questo risultato c’è una filosofia precisa: noi crediamo fermamente che la formazione universitaria autentica non possa essere svolta a distanza. L’università non è un contenuto da erogare, ma un’esperienza da attraversare".
Il rettore ha evidenziato anche i successi nel campo dell’internazionalizzazione, su tutti KreativEU, l’Alleanza Europea delle Università di cui Unicam è partner, nonché quelli della ricerca, che ha confermato la propria competitività e la capacità di attrarre importanti finanziamenti.
A dieci anni dagli eventi sismici del 2016, il rettore ha fatto il punto sui cantieri in corso, annunciando con particolare soddisfazione l’imminente apertura dei lavori per il recupero del Palazzo Ducale, edificio simbolo dell’ateneo. Ha inoltre comunicato la prossima apertura di Palazzo Ribechi – nuova foresteria dell’ateneo – e dell’ex convento di Santa Caterina, che ospiterà la Biblioteca Scientifica Unificata, la School of Advanced Studies e la Scuola di specializzazione in Farmacia Ospedaliera.
La cerimonia ha visto come ospite d’onore Ivano Dionigi, professore emerito di Lingua e Letteratura latina all’Università di Bologna ed ex rettore dello stesso ateneo, che ha tenuto la prolusione dal titolo Ci sarà bisogno di noi, un intervento di ampio respiro filosofico e civile, che ha messo al centro la crisi del linguaggio, il ruolo della politica e il valore insostituibile dell’istituzione universitaria, un presidio civile irrinunciabile.
"Ci sarà ancora bisogno di noi, intesi come Università – ha affermato il professor Dionigi – la quale rimane l’istituzione pubblica più sana, oltre che la più preziosa e nobile, del Paese. A chi, se non alla comunità universitaria, affidare il compito di insegnare che la res publica, la cosa pubblica, è di tutti?".
Dionigi ha concluso la sua prolusione con un appello diretto alle studentesse e agli studenti: "Mostrate i vostri volti, fate sentire la vostra voce, non siate clandestini; il vostro tempo non è domani, è ora. Voi avete il futuro nel sangue e il privilegio di dare del tu al tempo. Impegnatevi in politica: fatelo con passione e orgoglio, non solo per affermare voi stessi, ma anche per una sorta di pietas verso di noi, che non ce l’abbiamo fatta a lasciarvi un mondo migliore. Noi abbiamo vendemmiato più che seminato. Il mondo sarà migliore il giorno in cui non diremo più di un ragazzo o di una ragazza “è tutto suo padre, tutta sua madre”, ma di un genitore diremo “è tutto suo figlio, è tutto sua figlia”.
A distanza di trentotto anni dal diploma, gli ex studenti della classe 5ª Chimici A – sperimentale Deuterio – dell’ITI “E. Mattei” di Recanati si sono ritrovati per una giornata all’insegna dei ricordi e dell’amicizia. Un’iniziativa nata dal desiderio condiviso di rinsaldare legami che, nonostante il tempo trascorso, non si sono mai davvero spezzati.
All’incontro hanno partecipato numerosi ex compagni di classe, alcuni dei quali arrivati anche da fuori regione, da città come Rovigo e Rimini, a testimonianza di quanto fosse forte la volontà di esserci. Fin dai primi momenti, l’atmosfera si è rivelata carica di emozione, con sorrisi, abbracci e racconti che hanno riportato tutti indietro negli anni trascorsi tra i banchi di scuola.
Durante la giornata, i partecipanti hanno ripercorso insieme le esperienze vissute tra lezioni, laboratori e momenti di complicità, riscoprendo lo stesso spirito che li aveva uniti in gioventù. Vecchie fotografie, aneddoti e ricordi personali hanno trasformato l’incontro in un vero e proprio viaggio nel tempo, capace di riaccendere emozioni autentiche.
Non sono mancati i racconti dei percorsi di vita e professionali intrapresi da ciascuno: storie diverse, talvolta lontane tra loro, ma accomunate da una solida base costruita proprio negli anni della formazione scolastica. Un’occasione per riflettere su quanto quell’esperienza abbia contribuito a forgiare non solo competenze, ma anche relazioni durature.
L’incontro si è concluso con una promessa condivisa: non lasciare passare altri 38 anni prima di rivedersi. L’entusiasmo e la partecipazione hanno confermato il valore profondo della memoria e dell’appartenenza a una comunità scolastica che continua a vivere, anche a distanza di decenni.
Rush finale per i 60 artisti convocati al Teatro Rossi di Macerata per la selezione dei 16 finalisti di Musicultura 2026. Sei alla volta si esibiscono da giorni davanti al caloroso pubblico e alla giuria guidata dal direttore artistico Ezio Nannipieri e composta da: Stefano Bonagura giornalista e produttore artistico di Musicultura, Marco Maestri compositore, la prof.ssa Gillian Susan Philip dell’Università di Macerata, il professor Daniele Tomassoni dell’Università di Camerino, la cantautrice Roberta Giallo, la regista Giulia Grandinetti e le due giurie studentesche degli atenei di Macerata e Camerino, partner culturali del Festival. In particolare, per l’Università di Camerino la giuria di Musicultura annovera gli studenti: Renato Nicolae Agnello, Veronica Baldini, Ludovica Catena, Andrea D’Aquanno, Jordan Dell’Elce, Alessandro Ippoliti, Lucia Lucernoni, Carolina Malatini, Mattia Romanella e Paola Russo.
Nella penultima serata delle Audizioni Live l’artista di Udine Giavitto ha conquistato il Premio del Pubblico Banca Macerata. L’ambito riconoscimento di tappa è stato consegnato da Rodolfo Zucchini consigliere di Banca Macerata e dal vicesindaco del Comune di Macerata Francesca D’Alessandro: “Musicultura è un Festival di cui Macerata va profondamente fiera, un progetto che, anno dopo anno, lascia un segno nel panorama nazionale grazie a una comunità straordinaria fatta di talento, passione e visione. In un momento in cui avvertiamo forte la necessità di dare spazio e fiducia ai giovani, Musicultura rappresenta un vero e proprio laboratorio in divenire, capace di offrire opportunità concrete e di far crescere generazioni di artisti e professionisti”.
Giavitto ha conquistato il pubblico con brani di forte impatto narrativo ed emotivo: “Il ministero dell’amore” e “Stelle e striscia” (la cena di famiglia). Figlio di un musicista che ha partecipato a due edizioni di Musicultura, Andrea Giavitto incarna una ricerca artistica che affonda le radici nell'amore per la parola e nel dubbio come strumento di indagine. La sua visione musicale si configura attorno a sonorità prevalentemente folk, intrecciate ad elementi di progressive rock e hip hop che creano un linguaggio ibrido e contemporaneo.
L’album Artù, il suo progetto più recente e significativo, rappresenta il manifesto artistico più maturo di Giavitto che sintetizza e proietta in avanti la sua visione estetica e concettuale.
Rosita Brucoli, cantautrice pugliese classe ’99 si è esibita con “Agente” e “Lasciamo papà” un tema quello del lutto per la perdita del padre che diventa nella sua musica accettazione, e nel contempo forza ed energia. Le sue parole si fondono con melodie incisive e sonorità calibrate, con una potenza evocativa capace di scavare nell'anima. Cresciuta tra l'eleganza senza tempo di Mina e l'irriverenza rap di Caparezza, Rosita si afferma dopo il trasferimento a Torino nel 2017: collabora con Niccolò Fabi al Reset Festival, apre concerti per Willie Peyote, Colapesce e Carmen Consoli.
A Milano nel 2019 studia canto pop al Conservatorio Verdi. I riconoscimenti fioccano: Giffoni Music Concept Award (2021), Premio Nebbiolo (2022), e l'album d'esordio Camminare e Correre. Nel 2025 segna il ritorno con il secondo disco Siamo Stati Guai, pubblicato con Sound To Be, a cui fa eco il Premio per la miglior composizione e testo originali a "Musicante – In viaggio con Pino Daniele".
Gabriele Esposito di Massa Di Somma (Napoli), classe 1998, ha incantato il pubblico con "Si mannammor'" e "L'unica", il brano che in poco tempo dall’uscita ha ottenuto oltre un milione e mezzo di stream. Esposito coltiva un legame viscerale con la tradizione musicale partenopea, mantenendo uno sguardo aperto alle sonorità d'oltreoceano. Si forma nelle strade della Campania, Napoli, Salerno, Cava de' Tirreni, con Via Scarlatti al Vomero che rappresenta il suo luogo d'ispirazione e riferimento musicale. La dimensione live è l'elemento costitutivo del suo percorso: un incontro diretto con il pubblico che fonde identità, passione e radici, creando uno stile personale che dialoga costantemente tra folklore e modernità. Il suo EP Via Scarlatti (2022) e i successivi singoli, tra cui "'Na rivoluzione (Sento 'o bbene ca me faccio)" (2024), testimoniano l'evoluzione di una ricerca sempre più consapevole e matura.
Con una voce potente e una presenza scenica carica di energia, La Noce di Latina, ha proposto “Nuotare” e “Volpe”, due brani in cui alterna graffi e carezze, muovendosi con naturalezza tra suggestioni elettroniche e sonorità pop. Prodotta da Matteo Gabbianelli, Marta La Noce pubblica nel 2022,Libera con Cecilia Lavatore: un progetto discografico e teatrale dedicato a storie di donne e diritti civili, dove musica e parola diventano rito collettivo. Vincitrice del Meeting Music Contest, del Premio Nuovo IMAIE e del Premio Stream Believe di Music For Change 2025, porta sui palchi energia, urgenza e identità, aprendo concerti e spettacoli di Bandabardò, Anna Castiglia, Sabina Guzzanti e Zulù dei 99 Posse.
Manuella di Sassari, ha offerto “Trippi” e “Undi è l’amori” il brano intenso e potente che più rappresenta la cantautrice sarda, ispirato da un canto tradizionale dell’isola: “la corsicana”. Originaria di Budoni, Manuela Manca è una cantautrice alternative pop dalla voce ipnotica e viscerale che trasforma memorie ataviche e radici etnomusicali in un sound contemporaneo caratterizzato da stratificazioni vocali sintetiche ed eteree, elettronica scura e melodie sospese. La sua musica intensa ed immersiva crea architetture sonore di luce e ombra, desiderio e tensione. Con ogni nota Manuella forma spazi emotivi profondi dove il suono diventa introspezione, mistero e pura energia magnetica.
Da Trieste sul palco di Musicultura Acqua Distillata canta Ribaltavapori, con un set acustico composto da chitarra violoncello e violino ha presentato i brani “Gaia” e “Il mercato degli abbagli”. Ribaltavapori al secolo Antonio Uras e Acqua Distillata nome d’arte di Lucia Gatto, hanno unito le loro sensibilità artistiche per realizzare un album dal titolo Acqua Distillata canta Ribaltavapori. Il progetto, suddiviso in due volumi, rappresenta un viaggio musicale nel mondo della canzone d’autore, ispirato ai toni degli anni ’60 e arricchito da arrangiamenti orchestrali. L’album, scritto interamente da Ribaltavapori e co-prodotto con Sesto, si configura come un concept che esplora tematiche di attualità invitando l’ascoltatore a una riflessione profonda sulla società contemporanea.
Questa sera sabato 21 marzo ultimo appuntamento con le Audizioni live saliranno sul palco gli ultimi sei artisti: Il Maestrale – Bari; Isabella Privitera – Bologna; Chino – Roma; Federico Baldi – Bergamo; angelae– Padova; Chiara Accardi – Paler
La trentasettesima edizione di Musicultura entra nel vivo e regala un'ottava serata di Audizioni Live ricca di emozioni e talento. A trionfare nel cuore del pubblico maceratese è stata Angelica Perri, cantautrice calabrese classe 2001, che si è aggiudicata il Premio del Pubblico Banca Macerata.
L'artista ha conquistato la platea del Teatro Lauro Rossi con i brani “Apparentemente intera”, un inno alla riscoperta della propria forza interiore, e “Licange”, un originale gioco linguistico in dialetto calabrese dal profondo messaggio pacifista. A consegnare il riconoscimento sono stati Alberto Borroni, consigliere di amministrazione di Banca Macerata, e John McCourt, Rettore dell’Università di Macerata, il quale ha sottolineato con emozione come la creatività e la passione di questi giovani artisti rappresentino una luce di speranza e un futuro luminoso per l'intera comunità.
Il legame tra il Festival e l'Ateneo maceratese si conferma più solido che mai. Sono ben 19 gli studenti dell'UniMc impegnati attivamente nelle operazioni delle Audizioni Live, suddivisi tra la Giuria e la redazione di "Sciuscià", il blog ufficiale della rassegna.
Il team dei giurati vede protagonisti Giulia Albertini, Silvia Ardini, Fulvio Borredon, Irene Brandis, Andrea Canullo, Irene Cecchi, Gaia Cerquetella, Eleonora Lai, Silvia Salzano e Francesca Pia Ventura. Parallelamente, il racconto giornalistico è affidato a Alice Cruciani, Rita De Finis, Francesca De Mutiis, Aurora Mancinelli, Emanuele Moscatelli, Paolo Pistocchi, Leonardo Sperandini, Mattia Terenzi e Benedetta Trabucco, che documentano ogni sfumatura di questa maratona musicale.
Oltre alla vincitrice della serata, il palco ha ospitato una varietà di proposte artistiche di altissimo livello. Rossana De Pace, già reduce dai palchi di San Siro e del Maradona in apertura ai Negramaro, ha fuso radici mediterranee e tensioni urbane, mentre il veneziano Alessandro Ragazzo, polistrumentista laureato in chitarra jazz e recentemente ospite a Propaganda Live, ha esplorato ballate malinconiche dalle atmosfere retrò. Spazio anche alle sonorità dark e consapevoli di Versailles (Luca Briscese), volto noto di X Factor, e alla scrittura colta di Cesare Augusto Giorgini, attuale membro della band di Niccolò Fabi, che ha presentato il suo progetto ispirato all'Odissea. Ha chiuso il cerchio il giovanissimo romano scacciapensieri, capace di unire il rigore dell'Opera lirica all'urgenza dell'indie rock per raccontare il caos emotivo della Gen Z.
L'attesa è ora tutta per domani, sabato 21 marzo, quando si celebrerà l'ultima serata delle Audizioni Live presso il Teatro Lauro Rossi. Per chi non potrà essere presente in sala, l'evento sarà garantito da una copertura mediatica capillare con i collegamenti su Rai Tgr Marche, le dirette su èTv Marche e lo streaming sui canali social ufficiali di Musicultura (Facebook e YouTube). Sarà l'ultimo atto di una selezione che ha trasformato Macerata nella capitale della nuova canzone d'autore italiana.
Grande partecipazione per la cerimonia di inaugurazione di un nuovo spazio dedicato alla ristorazione veloce e automatizzata nel cuore della città. In piazza Don Giovanni Minzoni ha aperto ufficialmente “E&S Vending”, un moderno punto di distribuzione attivo 24 ore su 24, pensato per offrire un servizio pratico e di qualità, soprattutto ai numerosi giovani che frequentano la zona.
A guidare l’iniziativa è Leonardo Chiariotti, classe 2005, giovane imprenditore già noto anche in ambito sportivo come promessa del calcio e protagonista nelle realtà locali.
Alla cerimonia del taglio del nastro erano presenti il sindaco Rosa Piermattei e il vice sindaco Jacopo Orlandani. «Vedere un ragazzo così giovane investire con coraggio nella propria città è un segnale di grande speranza per tutta la comunità – ha dichiarato il primo cittadino –. L’apertura di nuove attività contribuisce a rendere San Severino Marche più viva e funzionale».
Il punto “E&S Vending” è stato progettato per garantire efficienza e accessibilità, grazie a distributori di ultima generazione che offrono un’ampia scelta di prodotti: dagli snack alle bevande calde e fredde, fino a soluzioni per pasti veloci, il tutto in un ambiente curato e costantemente monitorato.
CASTELRAIMONDO – Era gremito il Lanciano Forum di Castelraimondo per la data zero del nuovo tour di Amedeo Minghi, che quest’anno festeggia i 60 anni di carriera. Lo scorso giovedì 19 marzo la voce inconfondibile e vellutata del cantautore romano ha incantato il pubblico per quasi due ore, guidandolo in un viaggio tra i grandi successi che hanno segnato la storia della musica italiana e i pezzi più recenti, da “Vattene amore” e “Cantare d’amore” fino alla nuova “Anima sbiadita”.
La sala era pervasa da un’emozione palpabile, con molti spettatori intenti a riprendere i momenti più suggestivi del concerto con i telefoni. L’evento si è trasformato così in un canto collettivo, un omaggio a chi è cresciuto ascoltando le canzoni di Minghi.
«È un grande onore poter ospitare artisti del calibro di Amedeo Minghi sul nostro territorio», ha dichiarato il sindaco Patrizio Leonelli. «Come Comune siamo molto entusiasti che abbia scelto di aprire il suo nuovo tour proprio al Lanciano Forum di Castelraimondo in occasione dei 60 anni di carriera».
Anche il consigliere regionale Renzo Marinelli ha sottolineato l’importanza dell’evento per il territorio: «Concerti come quello di Amedeo Minghi rappresentano occasioni culturali e aggregative di grande valore, che permettono di valorizzare e far conoscere Castelraimondo come realtà virtuosa, capace di ospitare eventi di spessore che danno lustro alla nostra splendida regione».
Il futuro della ricostruzione e dell'innovazione tecnologica dell'Appennino centrale approda sul piccolo schermo. Domenica 22 marzo, alle ore 13:00, il programma di Rai 3 "Il posto giusto" dedicherà un ampio servizio al progetto Stric (Centro Internazionale per la Ricerca sulle Scienze e Tecniche della Ricostruzione Fisica, Economica e Sociale), l'ambiziosa infrastruttura che sorgerà a Camerino, in località Torre del Parco.
Si tratta di un'occasione di visibilità nazionale per una delle esperienze più avanzate nate nel cratere del sisma 2016, simbolo di una rinascita che non si limita alle mura, ma punta sulla scienza e sullo sviluppo sociale.
Il Centro STRIC, che vede l'Università di Camerino nel ruolo di soggetto capofila, nasce per offrire una risposta multidisciplinare alle crisi sismiche. L'obiettivo è creare un modello integrato che connetta la sicurezza degli edifici al rilancio economico e alla tenuta delle comunità montane.
Tra le dotazioni tecnologiche più attese spicca un simulatore sismico basato su tavole vibranti con una configurazione unica in Europa, destinato a trasformare Camerino in un punto di riferimento internazionale per la ricerca sulla sicurezza strutturale. Il progetto, sostenuto dai finanziamenti della Struttura commissariale e dal programma NextAppennino, coinvolge un partenariato scientifico d'élite che include enti come l'INGV, il CNR, l'ENEA, l'INFN e il Gran Sasso Science Institute.
Soddisfazione è stata espressa dal Commissario Straordinario Guido Castelli, che ha definito lo STRIC un modello di eccellenza per il futuro del territorio. Secondo Castelli, il progetto incarna un'idea moderna di ricostruzione che va oltre la semplice riparazione, puntando a creare condizioni di sviluppo duraturo attraverso l'innovazione e la coesione sociale. Il Commissario ha inoltre sottolineato il legame simbiotico tra la città e il suo Ateneo, guidato dal Rettore Graziano Leoni - che proprio in questi giorni ha inaugurato il suo 690° anno accademico - ribadendo come queste risorse siano la dimostrazione concreta di come la ricostruzione possa trasformarsi in una vera leva di crescita per l'intero Appennino.
La dea bendata ha fatto tappa a Villa Potenza, portando con sé un regalo da mezzo milione di euro. La notizia, che sta già facendo il giro della frazione, riguarda una vincita straordinaria realizzata presso la Tabaccheria di Monica Principi. Con un biglietto della serie "Il Miliardario", dal costo di soli 5 euro, un fortunato giocatore è riuscito a centrare il premio massimo, portandosi a casa la bellezza di 500.000 euro.
La vincita risale allo scorso 11 marzo, ma i titolari della ricevitoria ne sono venuti a conoscenza soltanto in queste ore, a seguito della comunicazione ufficiale da parte di Brightstar, la società che gestisce i giochi. Un ritardo che non ha smorzato l'entusiasmo della tabaccheria, dove ora è caccia al vincitore o alla vincitrice.
"Siamo felicissimi che una vincita così grande sia passata tra le nostre mani - spiegano dalla Tabaccheria Principi -. Non avevamo mai registrato un premio di questa portata prima d'ora e siamo entusiasti all'idea di aver contribuito a cambiare in meglio la vita di qualcuno".
Identificare il neo-miliardario, tuttavia, non sarà un'impresa facile. L'attività si trova infatti in una posizione di forte passaggio, servendo quotidianamente sia i residenti della zona sia i molti clienti occasionali che transitano lungo la direttrice che collega Macerata alle località limitrofe. "Non abbiamo idea di chi possa essere il vincitore - aggiungono dalla tabaccheria - proprio perché il nostro locale è frequentato da una clientela molto variegata". Mentre nel quartiere è scattato l'immancabile "totovincitore", resta la certezza di un evento record per la ricevitoria di via Borgo Peranzoni.
TOLENTINO - Il Cosmari ha pubblicato sul proprio sito istituzionale un avviso di selezione finalizzato alla formazione di una graduatoria per l’assunzione di un responsabile area manutenzione impianti con contratto a tempo indeterminato (livello A2 – CCNL Igiene Ambientale Utilitalia).
La figura sarà inserita alle dirette dipendenze della direzione e avrà il compito di programmare e coordinare le attività di manutenzione preventiva, ordinaria e straordinaria degli impianti, supervisionando risorse interne e ditte esterne. L’obiettivo sarà garantire efficienza, continuità operativa e sicurezza.
L’attività riguarda le manutenzioni elettriche ed elettroniche degli impianti, quelle meccaniche e civili/edili, nonché la gestione dei sottoservizi e degli accessori necessari al funzionamento degli impianti e delle sedi, inclusi impianti termosanitari, fotovoltaici, di sollevamento e di distribuzione carburanti.
Tra i requisiti richiesti, oltre a quelli generali e preferenziali, figurano un diploma quinquennale di scuola superiore o laurea tecnica in ingegneria (meccanica, elettrica, elettronica, industriale o elettrotecnica), esperienza di almeno due anni in manutenzione impianti di trattamento rifiuti o manutenzione industriale, competenze in meccanica, elettrica, elettronica, elettrotecnica o oleodinamica, padronanza di strumenti informatici e gestionali e patente B.
Le domande di partecipazione devono essere presentate esclusivamente online entro le ore 23:59 del 18 aprile 2026, tramite il form dedicato al seguente indirizzo: https://web.iolavoronelpubblico.it/cosmari_responsabileareamanutenzioneimpianti_2026/login
Il bando completo è disponibile sul sito ufficiale del Cosmari all’indirizzo:https://www.cosmarimc.it/concorsi-cms/avviso-selezione-per-titoli-ed-esami-formazione-graduatoria-per-assunzione-di-n-1-responsabile-a-tempo-indeterminato-area-manutenzione-impianti/
Uno dei simboli storici e viari della città di Tolentino si appresta a fermarsi per consentire un importante intervento di ripristino. L'amministrazione comunale ha comunicato la necessità di realizzare alcuni lavori urgenti di manutenzione sulla superficie in pietra del Ponte del Diavolo, un'operazione utile a garantire la sicurezza e il decoro della pavimentazione stradale. Per permettere lo svolgimento delle attività in totale sicurezza, il comando di Polizia Locale ha emesso un'apposita ordinanza che regola la circolazione nella zona interessata dal cantiere.
Il provvedimento dispone la sospensione temporanea della circolazione veicolare e pedonale in via del Ponte, includendo l'intera struttura del Ponte del Diavolo. Le restrizioni saranno operative dalle ore 9:00 di lunedì 23 marzo e si protrarranno fino alle ore 19:00 di sabato 28 marzo, o comunque fino al completamento definitivo degli interventi. Durante questo periodo, il transito sarà totalmente interdetto sia ai mezzi a motore che ai passanti, rendendo necessario l'utilizzo di percorsi alternativi per il collegamento tra le due sponde del fiume Chienti.
L'intervento è stato pianificato con urgenza per intervenire sulle criticità rilevate sulla superficie viaria in pietra, soggetta all'usura del tempo e del traffico. L'amministrazione raccomanda la massima attenzione alla segnaletica temporanea che verrà installata in prossimità dell'area e invita i cittadini a programmare i propri spostamenti tenendo conto della chiusura totale del tratto, che rimarrà in vigore per l'intera durata della prossima settimana lavorativa.