Porto Recanati, viaggia con un'auto rubata: denunciato 49enne per ricettazione
Cronaca
18/07/2026 11:15

Porto Recanati, viaggia con un'auto rubata: denunciato 49enne per ricettazione

Viaggiava a bordo di un'auto rubata, ma l'atteggiamento sospetto del conducente non è sfuggito all'occhio attento di un Carabiniere libero dal servizio. È così scattato l'intervento dei militari della Stazione dei Carabinieri di Porto Recanati, che hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 49 anni, originario di San Severino Marche e residente a Numana, con l'accusa di ricettazione. L'episodio è avvenuto dopo che il militare, notando il veicolo sospetto, ha deciso di informare immediatamente i colleghi della Stazione locale. La segnalazione ha permesso ai Carabinieri di intervenire rapidamente e intercettare il mezzo in via Salvo D'Acquisto. Durante il controllo del conducente e del veicolo sono emersi gli elementi che hanno confermato i sospetti: l'autovettura è risultata essere stata rubata il 10 luglio scorso a Castelfidardo. Al termine degli accertamenti di rito, il mezzo sarà restituito al legittimo proprietario. L'uomo è stato invece deferito all'autorità giudiziaria con l'accusa di ricettazione. Le indagini sono ora condotte dai Carabinieri della Stazione di Porto Recanati, che hanno provveduto a informare la competente Procura della Repubblica per gli ulteriori accertamenti del caso.

Porto Recanati, viaggia con un'auto rubata: denunciato 49enne per ricettazione

Porto Recanati, viaggia con un'auto rubata: denunciato 49enne per ricettazione
18/07/2026 11:15

Viaggiava a bordo di un'auto rubata, ma l'atteggiamento sospetto del conducente non è sfuggito all'occhio attento di un Carabiniere libero dal servizio. È così scattato l'intervento dei militari della Stazione dei Carabinieri di Porto Recanati, che hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 49 anni, originario di San Severino Marche e residente a Numana, con l'accusa di ricettazione. L'episodio è avvenuto dopo che il militare, notando il veicolo sospetto, ha deciso di informare immediatamente i colleghi della Stazione locale. La segnalazione ha permesso ai Carabinieri di intervenire rapidamente e intercettare il mezzo in via Salvo D'Acquisto. Durante il controllo del conducente e del veicolo sono emersi gli elementi che hanno confermato i sospetti: l'autovettura è risultata essere stata rubata il 10 luglio scorso a Castelfidardo. Al termine degli accertamenti di rito, il mezzo sarà restituito al legittimo proprietario. L'uomo è stato invece deferito all'autorità giudiziaria con l'accusa di ricettazione. Le indagini sono ora condotte dai Carabinieri della Stazione di Porto Recanati, che hanno provveduto a informare la competente Procura della Repubblica per gli ulteriori accertamenti del caso.

Cronaca

Finti investimenti dopo i “like” sui social: sottratti oltre 1.700 euro, denunciate due donne

Finti investimenti dopo i “like” sui social: sottratti oltre 1.700 euro, denunciate due donne

17/07/2026 19:40

Due donne sono state denunciate in stato di libertà per truffa aggravata in concorso al termine di un’indagine condotta dai carabinieri della Stazione di Castelplanio, in provincia di Ancona, sulla cosiddetta “truffa dei like”, un raggiro sempre più diffuso che sfrutta le piattaforme social attraverso la promessa di facili guadagni. L’indagine è partita alla fine dello scorso marzo, quando una 42enne residente in un comune della zona si è rivolta ai militari raccontando di essere stata contattata tramite annunci online che proponevano compensi in cambio di semplici interazioni sui social, come mettere “mi piace” a video pubblicati sulle piattaforme. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un presunto broker avrebbe inizialmente accreditato alla donna piccole somme di denaro, con l’obiettivo di conquistare la sua fiducia e convincerla della bontà dell’operazione. Successivamente, la vittima sarebbe stata indotta a effettuare finti investimenti, fino a versare complessivamente oltre 1.700 euro attraverso due distinti bonifici. Dopo aver ricevuto il denaro, il contatto avrebbe però interrotto ogni comunicazione rendendosi irreperibile. I carabinieri hanno quindi avviato gli accertamenti, concentrandosi in particolare sul tracciamento dei flussi finanziari. Attraverso l’analisi dei movimenti bancari e dei conti destinatari delle somme, i militari sono riusciti a risalire alle presunte beneficiarie del denaro. Sono state così identificate una 35enne di origine straniera residente in provincia di Ragusa e una 37enne residente in provincia di Como, entrambe già note alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. Gli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa hanno consentito ai carabinieri di deferire le due donne all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di truffa aggravata in concorso.  

Macerata, scontro tra auto e scooter sulla Provinciale: un ferito trasportato all'ospedale

Macerata, scontro tra auto e scooter sulla Provinciale: un ferito trasportato all'ospedale

17/07/2026 19:00

Incidente stradale nel pomeriggio di oggi a Macerata, dove un’auto e uno scooter si sono scontrati lungo via Enrico De Nicola, nel tratto della S.P. 362 Jesina. Il sinistro si è verificato intorno alle 16.40 per cause ancora in corso di accertamento. Secondo una prima ricostruzione, una vettura e un mezzo a due ruote sono entrati in collisione. Ad avere la peggio è stato il conducente dello scooter, un uomo di 60 anni, che dopo l’impatto è finito a terra riportando ferite. Immediato l’intervento dei sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure allo scooterista prima del trasferimento al Pronto soccorso dell’ospedale di Macerata per ulteriori accertamenti. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia locale di Macerata, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità.   Le operazioni di soccorso e gli accertamenti hanno causato alcuni rallentamenti alla circolazione nella zona interessata.

Attualità

Gli aristo-influencer, ovvero il lusso che non urla più

Gli aristo-influencer, ovvero il lusso che non urla più

C'è stata un'epoca, nemmeno troppo lontana, in cui l'influencer perfetta era quella che ti sbatteva in faccia tutto quello che aveva. La borsa firmata con il logo grande come un'insegna, l'auto sportiva parcheggiata davanti all'hotel a cinque stelle, il polso carico di orologi, la vacanza da diecimila euro. Era il lusso che gridava, quello che aveva bisogno di essere visto, fotografato, ostentato, perché altrimenti non esisteva. E noi lì a guardare, un po' affascinati e un po' infastiditi, con quella sensazione strana di assistere a qualcosa che aveva a che fare più con l'insicurezza che con l'eleganza. Poi, piano piano, qualcosa è cambiato. E oggi il fenomeno più interessante che Vogue Business sta analizzando è esattamente l'opposto di tutto questo: l'ascesa degli aristo-influencer, creator che raccontano uno stile di vita fatto di eleganza discreta, dimore storiche, tradizioni di famiglia e un lusso che si vede proprio perché non si mostra. Niente loghi appariscenti, niente ostentazione, niente urla. Una camicia di lino perfetta, una casa antica con i mobili ereditati dalla nonna, una tazza di tè in un giardino inglese, colori neutri, gesti misurati. È il trionfo di quello che ormai tutti chiamano lusso silenzioso. La cosa che trovo affascinante, è che dietro questo cambiamento estetico si nasconde un cambiamento culturale molto più profondo. Perché quando la gente inizia a preferire l'eleganza discreta all'ostentazione, sta dicendo qualcosa di importante su di sé e sul momento che stiamo vivendo. Sta dicendo che è stanca. Stanca di anni di consumismo sfrenato, di haul in cui gli influencer mostravano sacchetti su sacchetti di roba comprata, di trend che sparivano prima ancora di togliere il cartellino. Sta dicendo che vuole tornare a qualcosa di vero, di duraturo, di autentico. E che il vero lusso, quello che conta davvero, non è avere l'ultima borsa alla moda, ma avere il gusto di scegliere una cosa bella e tenerla per sempre. C'è una frase di Coco Chanel che riassume tutto questo meglio di qualsiasi analisi di tendenza, e dice più o meno che il vero lusso non si nota, si riconosce. Ed è esattamente il principio su cui si fonda tutto questo movimento. Il capo di quiet luxury non ha il logo, non ha la scritta, non ha niente che lo renda immediatamente identificabile a chi non capisce. Ha però un tessuto meraviglioso, un taglio perfetto, una cura nei dettagli che solo chi se ne intende sa cogliere. E qui, per me, sta la parte più interessante e anche un po' ironica di tutta la faccenda. Perché il quiet luxury, il lusso che non vuole essere notato, che rifiuta l'ostentazione, che predica la discrezione, è diventato comunque un trend su TikTok con miliardi di visualizzazioni. In altre parole, abbiamo trasformato anche la discrezione in un contenuto, anche il non-mostrarsi in un modo per mostrarsi. Gli aristo-influencer che raccontano le loro giornate nelle dimore di campagna, con i loro maglioni di cashmere color cammello e le loro tazze di porcellana, stanno pur sempre facendo la stessa cosa che facevano gli influencer di prima: si stanno mettendo in scena. Solo che lo fanno con più garbo, con più eleganza, con un'estetica che sussurra invece di urlare. Ma sempre di messa in scena si tratta. Non lo dico per criticare, sia chiaro, perché personalmente questa tendenza mi piace moltissimo e la trovo un enorme passo avanti rispetto alla volgarità ostentata degli anni scorsi. Preferisco mille volte un feed pieno di eleganza discreta che uno pieno di logo firmati e macchine di lusso. La verità, credo, è che questo trend ci racconta un desiderio profondo e sincero, quello di autenticità, di qualità, di raffinatezza vera, in un'epoca che ci ha stancati con l'eccesso e il rumore. È lo stesso desiderio che vediamo emergere ovunque, nella voglia di rallentare, di tornare alle cose fatte bene, di dare valore a ciò che dura invece che a ciò che passa. E questa, al di là delle pose e dei meccanismi social, è una tendenza bellissima, perché ci ricorda una cosa che le nostre nonne sapevano benissimo e che noi avevamo dimenticato: che l'eleganza vera non ha bisogno di gridare, che la classe non si compra ma si coltiva, e che le cose più belle sono spesso quelle che sussurrano.   E se anche gli aristo-influencer, in fondo, un pochino ci marciano, poco importa. Almeno ci stanno riportando verso il bello. E il bello, quello vero, vale sempre la pena.  

Autovelox, nelle Marche spenti 15 dispositivi dopo la riforma: 76 quelli omologati

Autovelox, nelle Marche spenti 15 dispositivi dopo la riforma: 76 quelli omologati

18/07/2026 12:00

La nuova disciplina sugli autovelox entra in vigore e nelle Marche scatta la revisione dei dispositivi presenti sul territorio. Dopo la riforma voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, sono stati 15 gli autovelox disattivati perché non ancora in possesso dei requisiti previsti dalla nuova normativa. A comunicarlo è lo stesso Ministero, che fa il punto sulla situazione regionale: attualmente risultano 76 dispositivi omologati sui 91 complessivamente installati nelle Marche. La riforma punta a introdurre criteri uniformi per tutti gli strumenti di rilevazione automatica della velocità, mettendo ordine in un sistema che, secondo il Ministero, è rimasto senza regole comuni per oltre trent'anni. "Dopo 34 anni si è dunque messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all'individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati", si legge nella nota del dicastero. Il ministro Salvini ha sottolineato come il controllo della velocità debba avere come obiettivo principale la sicurezza degli automobilisti e non possa trasformarsi in un semplice strumento per aumentare gli incassi degli enti locali. "Se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall'altra il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini", ha ribadito il ministro. La revisione degli autovelox proseguirà anche nei prossimi mesi con l'obiettivo di uniformare il sistema nazionale e garantire maggiore chiarezza sulle modalità di utilizzo degli apparecchi di controllo della velocità.

Politica

Morrovalle, al via la rottamazione quinquies: sanzioni e interessi azzerati su tributi e multe

Morrovalle, al via la rottamazione quinquies: sanzioni e interessi azzerati su tributi e multe

18/07/2026 10:40

Il Comune di Morrovalle apre la strada alla Rottamazione Quinquies, offrendo a cittadini e imprese la possibilità di regolarizzare i debiti relativi ai tributi locali e alle sanzioni del Codice della strada con un'importante agevolazione economica. Grazie al regolamento approvato dal Consiglio comunale, sarà infatti possibile estinguere le proprie pendenze pagando esclusivamente la quota capitale dovuta e le eventuali spese di notifica o procedura, ottenendo l'azzeramento totale delle sanzioni e degli interessi di mora. Le domande dovranno essere presentate entro il prossimo 30 settembre. La misura interessa tutti i carichi pendenti e gli accertamenti divenuti esecutivi, purché non ancora affidati alla riscossione coattiva, emessi entro il 31 dicembre 2024. Rientrano nella definizione agevolata le principali entrate comunali, tra cui Imu, Tari, Cup – relativo a passi carrabili, pubblicità e occupazione del suolo pubblico – oltre alle multe per violazioni del Codice della strada. Oltre alla cancellazione di sanzioni e interessi, il provvedimento offre una significativa flessibilità nei pagamenti. I contribuenti potranno scegliere se versare l'importo dovuto in un'unica soluzione oppure richiedere una rateizzazione fino a un massimo di 48 rate mensili, con una rata minima di 80 euro. La presentazione della domanda consentirà inoltre di sospendere eventuali procedure cautelari o esecutive già avviate, evitando allo stesso tempo l'apertura di nuovi contenziosi tributari. L'iter prevede la presentazione dell'istanza entro il 30 settembre, la successiva verifica da parte degli uffici comunali, la comunicazione dell'esito entro il 30 novembre 2026 e il pagamento dell'intero importo o della prima rata entro il 31 dicembre 2026. «Abbiamo voluto tendere una mano a tutti i cittadini e alle attività economiche del nostro territorio che si trovano in una situazione di temporanea difficoltà – afferma il sindaco Andrea Staffolani –. Non si tratta di una sanatoria che premia chi non rispetta le regole, ma di un patto di collaborazione e buona fede per favorire la regolarizzazione spontanea dei debiti accumulati». Sottolinea la portata dell'iniziativa anche l'assessore al Bilancio e ai Tributi Alfredo Benedetti, che definisce il provvedimento «un intervento ad alto impatto sociale che offre la possibilità di ripartire». L'assessore evidenzia inoltre come la definizione agevolata consenta anche di autodenunciare eventuali irregolarità di cui il Comune non è ancora a conoscenza, evitando così il pagamento di sanzioni e interessi. «La misura riguarda oltre 560 mila euro di entrate sanabili, con un risparmio complessivo per i contribuenti di oltre 110 mila euro tra sanzioni e interessi», spiega Benedetti, precisando che la definizione si articola in due ambiti: il primo riguarda gli atti notificati e divenuti definitivi entro il 31 dicembre 2024, mentre il secondo offre la possibilità di regolarizzare spontaneamente le violazioni esistenti al 31 dicembre 2025 per le quali il Comune non ha ancora notificato alcun atto. Gli uffici comunali sono già a disposizione dei cittadini per fornire informazioni e assistenza nella compilazione e nella presentazione delle domande di adesione.

Pd Marche, Thomas Braconi è il nuovo segretario regionale

Pd Marche, Thomas Braconi è il nuovo segretario regionale

18/07/2026 10:13

Il Partito Democratico delle Marche riparte da Thomas Braconi, eletto all'unanimità nuovo segretario regionale nel corso dell'assemblea del partito. L'elezione arriva dopo le dimissioni dell'ex segretaria Chantal Bomprezzi, rassegnate all'indomani delle ultime elezioni amministrative. Braconi, già eletto un anno fa alla guida del PD della provincia di Ancona, assume ora la responsabilità di guidare il partito marchigiano in una fase considerata cruciale per il rilancio dell'organizzazione e per la preparazione delle prossime sfide politiche. Soddisfazione è stata espressa da Matteo Ricci, che ha definito l'elezione il risultato di un lungo lavoro di ricomposizione interna. «Finisce l'era delle divisioni. È stato un lungo mese di faticosa tessitura unitaria e sono molto soddisfatto del risultato raggiunto. Finalmente è prevalsa la responsabilità di tutti e la voglia di ricostruire e rilanciare il partito marchigiano, che viene da almeno dieci anni di grandi difficoltà. L'unità è la precondizione per tornare a vincere», ha dichiarato. Ricci ha inoltre sottolineato come l'accordo raggiunto abbia consentito di evitare il commissariamento del partito regionale. «Oggi non abbiamo solo evitato un commissariamento, che avrebbe avvilito ulteriormente il nostro elettorato, ma abbiamo posto le basi per tornare a essere forti in vista delle prossime sfide e per costruire un'opposizione efficace al sempre più mediocre governo della Regione», ha aggiunto. Con l'elezione di Thomas Braconi si apre dunque una nuova fase per il Partito Democratico delle Marche, chiamato a ritrovare compattezza interna e a rafforzare la propria azione politica sul territorio in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. 

Sanità

Monte San Martino, torna il medico di base: il dottor Casarola raccoglie il testimone della dottoressa Cristallini

Monte San Martino, torna il medico di base: il dottor Casarola raccoglie il testimone della dottoressa Cristallini

16/07/2026 12:00

Dopo il pensionamento della dottoressa Cristallini, Monte San Martino torna ad avere il proprio medico di medicina generale. Da venerdì 17 luglio prenderà servizio il dottor Giuseppe Casarola, medico chirurgo di Monte San Giusto, che ha dato la propria disponibilità a svolgere l’attività ambulatoriale nel territorio comunale. Il nuovo professionista garantirà la presenza in ambulatorio due giorni alla settimana, permettendo di ripristinare un servizio fondamentale per la comunità, in particolare per gli anziani, le persone fragili e i cittadini con maggiori difficoltà negli spostamenti. L’attività ambulatoriale inizierà venerdì 17 luglio con il seguente orario: dalle 9 alle 11 al mattino e dalle 16 alle 18 nel pomeriggio. Nella stessa giornata il Comune metterà a disposizione personale dedicato per assistere i cittadini nelle procedure di scelta del nuovo medico e nelle pratiche amministrative necessarie. Sabato 18 luglio il dottor Casarola sarà nuovamente presente in ambulatorio dalle 8 alle 10. Successivamente, alle 10.30, nella sala consiliare del Comune si terrà la presentazione ufficiale alla cittadinanza. Durante la cerimonia il sindaco consegnerà un riconoscimento alla dottoressa Cristallini, storica professionista che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per Monte San Martino, distinguendosi per competenza, disponibilità e per il rapporto umano costruito con intere generazioni di cittadini. L’incontro sarà anche un simbolico passaggio di consegne tra la dottoressa Cristallini e il nuovo medico. «Nei piccoli Comuni dell’entroterra il medico di base non è soltanto un professionista sanitario, ma una figura centrale per la comunità – sottolinea il sindaco – soprattutto per chi vive condizioni di fragilità o ha difficoltà a raggiungere i servizi sanitari. Dopo il pensionamento della dottoressa Cristallini ci siamo trovati davanti a una situazione complessa, comune purtroppo a molti territori delle aree interne. Grazie al lavoro svolto insieme all’Azienda sanitaria siamo riusciti a trovare una soluzione». Il Comune ha espresso gratitudine al dottor Casarola per la disponibilità dimostrata e alla dottoressa Cristallini per il lungo servizio svolto a favore della popolazione. Alla cerimonia di sabato sono invitati tutti i cittadini. Saranno presenti anche i rappresentanti delle associazioni locali, per condividere un momento considerato particolarmente importante per il futuro della comunità.

Arrivano i Pua: a Matelica, Camerino e San Severino nuovi sportelli per i servizi socio-sanitari

Arrivano i Pua: a Matelica, Camerino e San Severino nuovi sportelli per i servizi socio-sanitari

16/07/2026 11:26

Un unico punto di accesso per orientare i cittadini nei servizi socio-sanitari del territorio. È questa la funzione dei nuovi PUA, i Punti Unici di Accesso, che saranno attivati nei comuni di Matelica, Camerino e San Severino Marche. Il progetto, promosso dal Distretto sanitario di Camerino in collaborazione con gli Ambiti territoriali sociali 17 e 18, nasce con l'obiettivo di semplificare il rapporto tra cittadini e istituzioni, offrendo un riferimento unico soprattutto alle persone non autosufficienti, agli anziani, ai cittadini con disabilità e a coloro che necessitano di percorsi legati alle dipendenze. Gli sportelli saranno operativi a rotazione, dal lunedì al sabato, esclusivamente in orario mattutino dalle 10 alle 13.30. Il PUA di Matelica sarà ospitato all'interno dell'Ospedale di Comunità di viale Europa e sarà aperto il lunedì e il giovedì. Il martedì e il venerdì sarà invece attivo lo sportello di Camerino presso la Casa di Comunità in località Caselle, mentre il mercoledì e il sabato sarà operativo il servizio presso la Casa di Comunità di viale Glorioso a San Severino Marche. «Oggi si delinea una nuova era per i servizi sociosanitari del nostro territorio – commenta il sindaco di Matelica Denis Cingolani –. Grazie ai PUA l'utente potrà trovare, attraverso un unico sportello, quei servizi che in passato erano spesso frammentati e difficili da raggiungere». Il primo cittadino sottolinea l'importanza del progetto soprattutto per le aree interne: «È il risultato di un lavoro di squadra tra AST, ambiti sociali e operatori. Si tratta di una riforma sanitaria importante e determinante per territori come i nostri, che spesso presentano maggiori difficoltà rispetto alle zone costiere». I nuovi sportelli rappresentano quindi un passo verso una maggiore integrazione tra assistenza sanitaria e sociale, permettendo ai cittadini di accedere più facilmente alle informazioni e ai servizi disponibili. «È un atto concreto a sostegno delle fasce più fragili – conclude Cingolani – dagli anziani ai minori fino alle persone con disabilità. Un servizio uguale per tutti e presente nei tre presidi ospedalieri del distretto sanitario di Camerino».

Sport

Serie B Interregionale, la protesta dei club marchigiani: “Gironi senza logica, penalizzati territori e società”

Serie B Interregionale, la protesta dei club marchigiani: “Gironi senza logica, penalizzati territori e società”

17/07/2026 17:28

Il basket marchigiano alza la voce contro la composizione dei gironi della Serie B Interregionale. La decisione del Consiglio Federale della FIP di suddividere le squadre della regione in due gironi distinti e in due diverse Conference ha provocato la reazione di quattro società: Attila Junior Basket Porto Recanati, Pallacanestro Recanati 2001, Vigor Basket Matelica e Virtus Basket Civitanova Marche. In un comunicato congiunto i club esprimono “sorpresa e profondo sconcerto” per una scelta ritenuta fortemente penalizzante sotto il profilo sportivo, logistico ed economico. La stagione avrebbe dovuto rappresentare un momento di particolare entusiasmo per il movimento cestistico regionale. Con i ripescaggi di Metauro Basket e Taurus Basket Jesi, infatti, le Marche potranno contare su nove formazioni ai nastri di partenza della Serie B Interregionale, un numero che non si registrava da anni. Una presenza così ampia aveva alimentato le aspettative di società e tifosi, pronti a vivere un campionato ricco di derby e confronti tra realtà vicine per storia, tradizione e appartenenza territoriale. La suddivisione stabilita dalla Federazione ha però cambiato lo scenario. Quattro società marchigiane sono state inserite nella Conference Sud, una scelta che i club definiscono difficile da comprendere anche dal punto di vista geografico. “Le Marche appartengono al Centro Italia – sottolineano le società – e questa collocazione appare priva di una logica territoriale”. Il problema principale riguarda il girone E, nel quale sono state inserite alcune delle formazioni marchigiane. Secondo quanto evidenziato nel comunicato, il raggruppamento comporterà dieci trasferte con necessità di pernottamento e un chilometraggio complessivo superiore ai 9mila chilometri, con un significativo aumento dei costi organizzativi. A suscitare perplessità è anche la composizione numerica dei gironi. Il girone E sarà infatti l’unico dell’intero campionato formato da 16 squadre, mentre il girone F della Conference Sud ne comprenderà 14 e gli altri raggruppamenti 15. Una differenza che, secondo i club, determinerà una disparità di trattamento: le squadre inserite nel girone E dovranno affrontare una trasferta in più e quattro partite aggiuntive rispetto ad altre formazioni. Le società contestano inoltre il fatto che, dopo la decisione della FIP di riammettere dieci squadre al campionato, gli effetti di tale scelta siano ricaduti proprio sulle realtà marchigiane. “Parliamo di società che da anni rappresentano esempi di solidità, correttezza gestionale e affidabilità – si legge nella nota – riconosciute e rispettate nel panorama cestistico nazionale”. Secondo i quattro club, la nuova organizzazione penalizza non solo le singole società, ma l’intero movimento regionale, privando il pubblico di molti derby attesi e aumentando il peso economico della stagione. Per questo motivo viene chiesto alla Federazione un ripensamento della decisione, nel nome di criteri di equilibrio territoriale, ragionevolezza ed equità competitiva. In caso contrario, le società annunciano che valuteranno “ogni iniziativa utile a tutelare i propri interessi e quelli dei rispettivi territori, anche nelle sedi competenti”.   Una presa di posizione forte che apre dunque un confronto tra il basket marchigiano e la Federazione sulla composizione dei campionati e sulla sostenibilità delle trasferte nella nuova Serie B Interregionale.

Nasce Nova Union: Chiesanuova, Appignano e Montecassiano uniscono i settori giovanili

Nasce Nova Union: Chiesanuova, Appignano e Montecassiano uniscono i settori giovanili

17/07/2026 15:30

Il calcio giovanile marchigiano apre un nuovo capitolo. Dall'evoluzione della collaborazione tra Chiesanuova, Appignano e Montecassiano nasce ufficialmente Nova Union, un nuovo polo sportivo dedicato esclusivamente alla crescita, alla formazione e alla valorizzazione dei giovani calciatori. La costituzione della nuova realtà è stata formalizzata il 16 luglio 2026 e rappresenta un passo in avanti rispetto alla precedente sinergia tra le tre società. L'obiettivo è quello di superare i tradizionali confini territoriali per creare un progetto condiviso, capace di mettere a sistema competenze, strutture e organizzazione. Nova Union non si presenta come una semplice collaborazione tra club, ma come un polo calcistico centralizzato che riunisce le migliori risorse umane, tecniche e infrastrutturali dei tre comuni. Il progetto si fonda su alcuni principi cardine. Il primo riguarda la condivisione delle infrastrutture sportive, con l'utilizzo coordinato dei campi presenti nei tre territori per garantire spazi di allenamento adeguati a tutte le categorie. Grande attenzione sarà riservata anche all'aspetto tecnico, attraverso uno staff unico di allenatori e preparatori qualificati, che lavoreranno seguendo una metodologia didattica comune e orientata alla crescita del singolo atleta. L'unione delle tre società punta inoltre a migliorare la sostenibilità del progetto, ottimizzando i costi di gestione e reinvestendo le risorse per incrementare la qualità dei servizi offerti alle famiglie. Un altro obiettivo dichiarato è quello di promuovere uno sport sempre più inclusivo, contrastando l'abbandono precoce dell'attività calcistica e favorendo un ambiente educativo e radicato nei valori delle tre comunità. «Con la Nova Union abbattiamo i campanilismi per offrire ai nostri ragazzi il miglior percorso di crescita possibile, sia umano che calcistico», dichiarano congiuntamente i presidenti Claudio Camilletti, Luciano Bonvecchi e Antonio Acciarresi. «Uniti siamo più forti, più organizzati e capaci di offrire alle famiglie un servizio di altissimo livello qualitativo. Questa unione non cancella le nostre storie, ma le proietta nel futuro, creando un polo d'attrazione e di eccellenza per tutto il territorio», aggiungono i tre dirigenti. La nuova realtà sarà presentata ufficialmente alla comunità mercoledì 22 luglio, nella cornice del Cortile delle Clarisse di Montecassiano. All'incontro sono invitati famiglie, tesserati e organi di informazione. Nel corso della serata verranno illustrati nel dettaglio il progetto sportivo, i quadri tecnici, le metodologie di allenamento e il calendario dei prossimi Open Day estivi, con cui Nova Union inizierà concretamente la propria attività.

Economia

RC Auto, nelle Marche premi in crescita: il costo medio resta sotto la media nazionale

RC Auto, nelle Marche premi in crescita: il costo medio resta sotto la media nazionale

17/07/2026 13:50

I costi delle assicurazioni auto continuano a crescere in Italia. Secondo l’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, a giugno 2026 il premio medio per una polizza RC Auto ha raggiunto 490,66 euro, con un aumento del 5,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un incremento che interessa tutte le fasce d’età, con differenze particolarmente marcate per i più giovani: gli automobilisti Under 25 arrivano infatti a sostenere una spesa media superiore ai mille euro l’anno. Nella regione Marche il prezzo medio dell’RC Auto a giugno 2026 si è attestato a 465,23 euro, un valore inferiore di 25,43 euro rispetto alla media nazionale, ma comunque in crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche nelle Marche la copertura aggiuntiva più scelta è l’Assistenza Stradale, inserita nel 33,5% delle polizze, con un costo medio di 25,90 euro l’anno. Seguono l’Infortuni del Conducente, scelta dal 23% degli automobilisti e con un prezzo medio di 30,68 euro, e la Tutela Legale, presente nel 18,1% dei contratti con una spesa media di 14,74 euro.   Per quanto riguarda le garanzie opzionali, nella regione la più onerosa è quella relativa agli Eventi Naturali, con un costo medio annuo di 89,23 euro, comunque molto inferiore rispetto al dato nazionale di 193,60 euro. Il quadro che emerge è quello di un mercato assicurativo in cui i costi continuano a crescere, con differenze legate all’età degli automobilisti e alle diverse esigenze di protezione.

Interessi sui mutui, trasparenza contrattuale sotto esame: “Possibile ricalcolo dei costi”

Interessi sui mutui, trasparenza contrattuale sotto esame: “Possibile ricalcolo dei costi”

16/07/2026 16:36

Le recenti pronunce della Corte di Cassazione, comprese alcune decisioni delle Sezioni Unite, riaccendono il dibattito sulla trasparenza dei contratti di mutuo bancario e sulla corretta applicazione dei tassi di interesse. Secondo l’associazione Tutela Impresa, che da tempo si occupa di queste problematiche, in presenza di determinate irregolarità contrattuali potrebbe essere possibile procedere al ricalcolo degli interessi applicati, con una conseguente riduzione del costo complessivo del finanziamento. Tra gli elementi che possono richiedere una verifica vengono indicati la mancata o poco chiara specificazione del regime di capitalizzazione degli interessi, la tipologia di ammortamento adottata — come quello alla francese o all’italiana — e una non corretta esposizione dei valori relativi al Tan (Tasso annuo nominale) e al Taeg (Tasso annuo effettivo globale). Altri profili di possibile criticità riguarderebbero il rinvio a parametri esterni non adeguatamente indicati o non facilmente conoscibili, il riferimento generico a consuetudini di mercato oppure la mancata indicazione di elementi tecnici come il divisore Euribor utilizzato (360 o 365 giorni) o la base temporale dell’indice di riferimento. Secondo quanto sostenuto dall’associazione, "tali condizioni potrebbero determinare un’ipotesi di indeterminatezza del tasso di interesse ai sensi dell’articolo 117 del Testo unico bancario (TUB), con la possibilità, nei casi riconosciuti, di applicare criteri sostitutivi previsti dalla normativa e procedere alla revisione degli importi dovuti". Le verifiche, inoltre, riguardano anche i casi di cessione dei crediti deteriorati, fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni. L’associazione richiama l’attenzione sulle procedure di trasferimento dei crediti a società specializzate, sottolineando la necessità di controllare ogni singolo caso e la documentazione collegata. A occuparsi di queste tematiche è l’associazione Tutela Impresa, con sede a Civitanova Marche, che ha sviluppato una collaborazione con Consumatori Italia per fornire assistenza sul territorio regionale e ha attivato rapporti con alcune associazioni di promozione sociale impegnate nel supporto ai cittadini nelle procedure esecutive. L’obiettivo, spiegano dall’associazione, "è offrire un primo orientamento gratuito a imprese e privati che intendano verificare la correttezza dei propri contratti bancari e valutare eventuali strumenti di tutela".   

Scuola e università

Addio al professor Michele Millozzi, storico e anima dell’Università di Macerata per oltre trent’anni

Addio al professor Michele Millozzi, storico e anima dell’Università di Macerata per oltre trent’anni

16/07/2026 13:55

L’Università di Macerata è in lutto per la scomparsa del professor Michele Millozzi, storico dell’Italia contemporanea e del Risorgimento, docente dell’Ateneo per oltre trent’anni. Il professore è venuto a mancare ieri, lasciando un’importante eredità scientifica e culturale nel mondo accademico e nella comunità cittadina. Studioso rigoroso e appassionato, allievo dello storico Raffaele Molinelli, Millozzi ha dedicato la propria vita alla ricerca, all’insegnamento e alla divulgazione della memoria civile. Le sue attività di studio si sono concentrate in particolare sulla storia delle Marche, sulle culture democratiche e repubblicane, sul Risorgimento e sulle origini del fascismo. Il suo percorso all’Università di Macerata è iniziato nel 1977, quando entrò nella Facoltà di Lettere e Filosofia come assistente ordinario di Storia contemporanea. Successivamente divenne professore associato di Storia del Risorgimento e, dal 1999 al 2010, professore ordinario di Storia contemporanea, continuando anche l’insegnamento della disciplina risorgimentale. «Con Michele Millozzi perdiamo un docente e uno studioso che ha saputo trasmettere il valore pubblico della storia, intesa non solo come ricerca rigorosa, ma come esercizio di memoria civile e responsabilità democratica», ha dichiarato il rettore dell’Università di Macerata John McCourt. «La sua eredità resta nelle sue opere, nei suoi studenti e nella comunità accademica che ha contribuito a far crescere». Anche il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, professor Roberto Mancini, ha voluto ricordarne la figura: «Oltre al grande valore scientifico come storico, erano apprezzate da tutti la sua pacatezza e la sua umanità, qualità che lo rendevano un punto di riferimento per studenti e colleghi». La comunità accademica di UniMc si stringe ora attorno alla famiglia, ai colleghi e agli allievi del professor Millozzi, ricordando una figura che ha saputo unire rigore scientifico, impegno civile e attenzione verso le nuove generazioni.

Unimc apre le porte ai futuri studenti: il 22 luglio e il 27 agosto gli Open Day di orientamento

Unimc apre le porte ai futuri studenti: il 22 luglio e il 27 agosto gli Open Day di orientamento

15/07/2026 13:00

L’Università di Macerata apre nuovamente le porte ai futuri studenti con due giornate dedicate all’orientamento: mercoledì 22 luglio e giovedì 27 agosto tornano gli Open Day Unimc, appuntamenti pensati per conoscere i corsi di laurea, i servizi, le agevolazioni e tutte le opportunità offerte dall’Ateneo. Gli incontri si svolgeranno tra la Loggia del Grano e il Polo Pantaleoni, dove studenti e famiglie potranno ricevere informazioni e confrontarsi direttamente con docenti e personale universitario. Le giornate prenderanno il via alle ore 9.30 con la presentazione dei corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico, ospitata nell’aula blu del Polo Pantaleoni e organizzata per dipartimenti. Dalle ore 11, invece, nell’aula verde, saranno presentati i corsi di laurea magistrali. Gli Open Day saranno anche l’occasione per conoscere le novità dell’offerta formativa per l’anno accademico 2026/2027. Tra i nuovi percorsi figurano il corso in Scienze motorie e sportive per l’inclusione, dedicato al ruolo dello sport come strumento di integrazione, il percorso in Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali, pensato per formare professionisti nella gestione del patrimonio documentale digitale, e il nuovo titolo congiunto Forced Migration: Europe in a Global Context, sviluppato nell’ambito dell’alleanza europea Erua. Durante la giornata sarà possibile partecipare a più sessioni di presentazione, previa prenotazione attraverso il portale dedicato all’orientamento dell’Ateneo. Grande attenzione sarà riservata anche alle famiglie: nell’aula rossa del Polo Pantaleoni sarà allestito uno spazio informativo dove il personale dell’ufficio orientamento sarà disponibile per illustrare corsi di studio, servizi e modalità di iscrizione. Alle ore 11 e alle ore 16, la delegata del rettore per l’orientamento Rosita Deluigi, insieme allo staff dell’ufficio orientamento, guiderà due incontri dedicati alla scelta del percorso universitario, alle agevolazioni disponibili e agli strumenti a disposizione degli studenti. Per tutta la giornata, dalle ore 8 alle 20, alla Loggia del Grano saranno presenti gli stand informativi dell’orientamento, dell’alleanza Erua, di Erdis e delle associazioni studentesche. Presenti anche il Cus – Centro universitario sportivo e Radio Rum, la web radio dell’Ateneo. Gli Open Day rappresentano un’importante occasione per conoscere da vicino la realtà universitaria maceratese e orientarsi nella scelta del proprio futuro percorso di studi. Il programma completo e le modalità di prenotazione sono disponibili sul sito dell’Università di Macerata.

Cultura

Sul red carpet del Nabucco a Macerata va in scena la "rivoluzione casual"

Sul red carpet del Nabucco a Macerata va in scena la "rivoluzione casual"

Il debutto della stagione lirica allo Sferisterio di Macerata è da sempre un rito di appartenenza, un appuntamento in cui la comunità si riconosce e si celebra. Ieri sera, venerdì 17 luglio, il palcoscenico marchigiano ha inaugurato il suo Macerata Opera Festival con un nuovo allestimento del Nabucco di Giuseppe Verdi, firmato dalla direzione artistica di Marco Vinco. Un debutto che ha richiamato in platea le massime autorità regionali e un parterre di ospiti nazionali e internazionali. Ma un altro spettacolo sorprendente è iniziato un’ora prima dell’opera, lungo la sfilata che conduce ai cancelli dell’arena. Sul red carpet dei maceratesi e dei tanti turisti è andato in scena un vero e proprio confronto generazionale sulla scelta del look, sospeso tra il rigore della tradizione e l’avanzata della casual revolution. Fino a qualche anno fa, il codice d’abbigliamento per la Prima dello Sferisterio non ammetteva repliche: abito lungo per le signore, smoking o rigoroso papillon per gli uomini. Un formalismo che risponde ancora oggi al desiderio di onorare l’evento. Vestirsi eleganti significa uscire dalla consuetudine, staccarsi dalla quotidianità e regalarsi un momento speciale. Anche ieri sera questo mondo ha brillato: lo si è visto nelle sete preziose, nei gioielli di famiglia e nel portamento fiero di chi sente che «la Prima sia una cosa seria». A pochi centimetri da loro, tuttavia, si è visto un altro tipo di pubblico, composto anche da numerosi turisti stranieri, che hanno interpretato l’opera con la rilassatezza tipica di chi si appresta a vivere un concerto pop. L’effetto visivo all’ingresso è stato un gioco di contrasti: il rosso e l’oro degli abiti eleganti si sono mescolati ai toni pastello delle camicie di lino sbottonate, ai mocassini comodi e alle T-shirt. Così, lo strascico e il sandalo gioiello della signora della Macerata bene hanno camminato accanto alle sneakers del ragazzo della porta accanto. Questo nuovo filone contemporaneo rivendica una visione della cultura più democratica e accessibile: quella di chi vuole vivere la musica colta in totale libertà, rifiutando i vecchi cliché borghesi. Mentre sul palcoscenico il capolavoro verdiano raccontava, attraverso le note immortali del “Va’, pensiero”, la storia del riscatto di un popolo oppresso, in platea andava in scena il riscatto di un pubblico moderno. Quando però le luci si sono spente e la musica ha preso il sopravvento, l’abito è scomparso e le due generazioni si sono scoperte unite dalla stessa emozione: la magia delle note di Giuseppe Verdi.

Un deserto di pietra, un coro di popoli: il Nabucco inaugura il MOF 2026

Un deserto di pietra, un coro di popoli: il Nabucco inaugura il MOF 2026

18/07/2026 11:30

Lo si sente prima ancora che lo si guardi. Scricchiola, vibra, rimbomba sotto i passi di un popolo in fuga, sotto la rabbia di una regina mancata, sotto il peso di un re che si crede Dio e finisce per inginocchiarsi davanti alla propria fragilità. In questo Nabucco che inaugura il Macerata Opera Festival, il protagonista inatteso è proprio il palcoscenico dello Sferisterio: una superficie immensa che gli interpreti percorrono senza tregua, trasformandola in materia viva, capace di raccontare quanto le voci. È un Nabucco a tutto palco. E non potrebbe essere altrimenti. La regia di Paul-Émile Fourny sceglie la monumentalità, ma è la scenografia di Benito Leonori a darle corpo. Una gigantesca architettura di pietra, una sorta di Stonehenge contemporanea, domina la scena e cambia continuamente funzione: tempio, rovina, trono, prigione. Poi si frantuma, si apre, si ricompone, fino al lampo che conclude il secondo atto. È forse il momento in cui l'intero impianto scenico raggiunge la sua massima efficacia: la luce squarcia il cielo, la struttura cede, la distruzione diventa racconto e lo stupore nasce naturalmente dalla perfetta alleanza tra musica, spazio e teatro.  Ma questa monumentalità non cerca l'opulenza del Nabucco tradizionale: non ci sono palazzi scintillanti né un Oriente da cartolina. La vicenda si colloca in un paesaggio arido, duro, quasi post-apocalittico, un deserto di pietra dove non esistono più regni, ma soltanto sopravvissuti. Babilonesi ed ebrei, apparentemente nemici, condividono la stessa condizione: sono popoli reduci, privati delle proprie certezze e alla ricerca di un'identità perduta. In questo spazio spoglio la vicenda di Verdi acquista una dimensione più universale: la guerra non è soltanto lo scontro tra due popoli, ma il racconto di uomini che hanno perso tutto. A completare questo universo visivo sono i costumi disegnati da Giovanna Fiorentini, che accompagnano la narrazione senza mai diventare decorazione. Il contrasto tra i popoli emerge anche dagli abiti: la durezza dei babilonesi vestiti di pelli dalle strutture rigide e dai volumi aggressivi, si contrappone agli ebrei avvolti in tessuti leggeri e dai colori della terra. Particolarmente riuscito il mantello-gilet indossato da Abigaille nel momento della conquista del potere, richiamo della giacca portata da Nabucco nel primo atto, che racconta, senza bisogno di parole, il furto del trono al padre. Più altalenante, invece, il dialogo con le videoproiezioni. Quando accompagnano la drammaturgia, amplificandone il significato, funzionano magistralmente: è il caso del crollo finale del secondo atto o del Va', pensiero, dove il mare che accoglie il popolo ebraico si fonde con il cielo dello Sferisterio, cancellando il confine tra palcoscenico e orizzonte. L'immagine è semplice, poetica, necessaria. Meno persuasive risultano altre scelte: la cavalcata dei soldati all'ingresso di Nabucco, le fiamme che insistono sulla distruzione o il mare in tempesta che avvolge Zaccaria e il coro nel terzo atto. L'impatto visivo è innegabile, ma in questi momenti la tecnologia sembra raccontare ciò che il teatro aveva già saputo esprimere da solo. Lo Sferisterio non ha bisogno di diventare uno schermo monumentale: possiede già la forza della pietra, della prospettiva e di centinaia di corpi in movimento. È l'unico appunto che si può muovere a un allestimento di grande intelligenza visiva: quando tutto cerca di stupire, lo stupore rischia di perdere parte della sua forza. Chi non ha avuto bisogno di alcun artificio per conquistare il pubblico è stata Anastasia Bartoli, che ha dato corpo alla sua Abigaille sotto lo sguardo attento della madre Cecilia Gasdia, presente in platea. Se l'attesa della serata inaugurale era tutta per il suo debutto all'aperto, Bartoli non ha deluso. Non sorprende, perché il valore della sua interpretazione era già noto. Ma incanta. La sua Abigaille non è soltanto la donna feroce e assetata di potere consegnata da Verdi alla storia dell'opera: Bartoli ne scava le crepe, mostrando una figura sospesa tra rabbia e dolore, forza e fragilità. In "Ben io t'invenni... Anch'io dischiuso un giorno" la voce si fa intima e malinconica, lasciando emergere la solitudine di un personaggio che dietro la sete di vendetta nasconde un disperato bisogno di riconoscimento. Il culmine arriva in "Su me... morente", dove la sua voce danza con il corno inglese in un dialogo struggente: due linee sonore che si intrecciano fino a fondersi in un unico respiro di dolore. È un momento di grande sincerità interpretativa, in cui ogni frase sembra consumarsi insieme al personaggio. Il teatro si fa silenzio, prima ancora che applauso. Brividi, autentici. Tra gli uomini emerge con autorevolezza lo Zaccaria di Alberto Comes. La voce corre con facilità nello spazio aperto dello Sferisterio, mantenendo sempre compattezza timbrica e autorevolezza. Le arie e le cabalette sono affrontate con sicurezza, ma è soprattutto la presenza scenica a convincere. Dialoga con il coro senza esserne mai travolto, imponendosi come il riferimento maschile dell'intera produzione. Nel ruolo del protagonista Ariun Ganbaatar costruisce un Nabucco dalla forte presenza scenica, una figura che trova nello spazio dello Sferisterio il luogo ideale per esprimere la propria imponenza. La voce possiede ampiezza e corpo, con un colore naturalmente adatto al repertorio verdiano e una proiezione capace di attraversare l'intera arena. Qualche asperità non compromette un'interpretazione che cresce con il personaggio: è infatti nel momento della caduta, quando il re si confronta con la propria fragilità, che arriva la parte più convincente della sua prova. In Dio di Giuda emerge tutta la sua potenza drammatica: il conflitto interiore di Nabucco trova finalmente una voce piena, intensa, capace di restituire il peso della colpa e dello smarrimento. È un momento in cui il personaggio abbandona la dimensione del conquistatore per diventare un uomo spezzato, e Ganbaatar riesce a dare concretezza a questa trasformazione. Accanto ai protagonisti, Alessandro Scotto Di Luzio tratteggia un Ismaele dalla buona presenza scenica, mentre Laura Verrecchia offre una Fenena raccolta e delicata, interpreti che contribuiscono all'equilibrio dell'insieme. A dare ulteriore forza a questo impianto è la direzione di Fabrizio Maria Carminati, capace di guidare la partitura verdiana con equilibrio e slancio. L'orchestra cresce, esplode e si ritrae con naturalezza, sfruttando lo spazio dello Sferisterio senza mai perdere il controllo del dettaglio, trasformandolo in una vera cassa di risonanza emotiva. Accanto a lui, il Coro Lirico Marchigiano "Vincenzo Bellini" è un corpo vivo della tragedia: non soltanto una massa sonora, ma un popolo che occupa il palco, lo attraversa e lo modifica. Nei grandi affreschi corali e soprattutto nel Va', pensiero, la compattezza, la dinamica e la forza espressiva del coro restituiscono tutta la potenza collettiva della pagina verdiana. Alla fine resta proprio questa immagine: un teatro che non è più soltanto un luogo, ma un organismo vivo. La pietra dello Sferisterio ha vibrato sotto i passi degli interpreti, sotto il peso della storia raccontata da Verdi, sotto una musica che ancora oggi riesce a trasformare una vicenda antica in emozione presente. Questo Nabucco convince non perché sia perfetto. Qualche effetto scenico poteva essere risparmiato, qualche immagine lasciata alla fantasia dello spettatore. Ma perché riesce a ricordare che il teatro, prima di essere tecnologia, è spazio, pietra, corpi e voci. E quando questi elementi trovano il loro equilibrio, come accade in questa inaugurazione del Macerata Opera Festival, il resto diventa semplicemente contorno.  

Eventi

Lunaria 2026, Giorgio Poi conquista la Piazzuola del Sabato del Villaggio

Lunaria 2026, Giorgio Poi conquista la Piazzuola del Sabato del Villaggio

18/07/2026 13:56

“Questo luogo ha un valore particolare: qui c’è la casa di Giacomo Leopardi, forse il più grande poeta mai vissuto. È un onore e un privilegio suonare davanti alle finestre da cui lui si affacciava”. Con queste parole Giorgio Poi ha salutato il pubblico di Lunaria 2026, la rassegna estiva organizzata da Musicultura insieme al Comune di Recanati, regalando una serata sospesa tra musica e poesia nella suggestiva cornice della Piazzuola del Sabato del Villaggio. Un luogo simbolico, reso ancora più speciale dalla presenza della contessa Olimpia Leopardi, ospite d’onore dal vicino Palazzo Leopardi, dove la storia del poeta continua a vivere. La musica di Giorgio Poi ha incontrato la memoria leopardiana in un dialogo fatto di emozioni, parole e atmosfere. Il cantautore novarese, romano d’adozione e con importanti esperienze internazionali tra Londra e Berlino, ha portato sul palco il suo universo sonoro raffinato, tra pop d’autore, influenze indie e arrangiamenti dal respiro cinematografico. Per circa un’ora e mezza la chitarra acustica di Giorgio Poi ha dialogato con il quartetto d’archi composto da Clarissa Marino al violoncello, Fausto Cigarini alla viola, Alessandro Trabace e Daniel Bozzi ai violini. Una formazione capace di valorizzare le sfumature più intime dei brani del cantautore, dalle canzoni più amate del suo repertorio fino alle tracce dell’ultimo album “Schegge”, pubblicato nel 2025 per Bomba Dischi. Le “piccole canzoni”, come le ha definite lo stesso Poi dal palco, hanno accompagnato il pubblico in un viaggio musicale malinconico e delicato, ironico e realistico, fatto di immagini, ricordi e suggestioni. Fin dalle prime note di “I pomeriggi”, “Giochi di gambe” e “Nelle tue piscine”, la Piazzuola si è trasformata in un grande coro. Il pubblico ha accompagnato i brani con applausi e battiti di mani, dando vita a una serata di forte partecipazione. “C’è un’atmosfera particolare questa sera, grazie Lunaria, grazie Recanati”, ha detto il cantautore, visibilmente emozionato. La presenza del quartetto d’archi ha amplificato la dimensione emotiva delle canzoni, creando un intreccio tra suoni e immagini, tra visioni intime e melodie avvolgenti. Nel corso della serata non sono mancati alcuni dei brani più rappresentativi della carriera di Giorgio Poi: da “Niente di strano”, singolo del debutto del 2016, a “Solo per gioco”, fino a “Un aggettivo un verbo una parola”, “Acqua minerale”, “Tutta la terra finisce in mare”, “Rococò” e “Non c’è vita sopra i 3000 kelvin”. Il concerto è proseguito tra energia e leggerezza con “Giorni felici”, “Barzellette”, “Moai”, “Uomini contro insetti”, “La musica italiana” e la chiusura affidata all’amata “Vinavil”, accolta da una grande festa del pubblico. A grande richiesta Giorgio Poi è tornato sul palco per i bis, eseguendo in solitaria “Erica cuore ad elica” e poi riproponendo, insieme agli archi, “Nelle tue piscine”, salutato da lunghi applausi. Una serata che ha confermato la forza di Lunaria nel creare incontri unici tra artisti, luoghi e memoria. I prossimi appuntamenti della rassegna saranno il 24 luglio con Dimartino al Colle dell’Infinito, il 29 luglio in Piazza Leopardi con il concerto dei Tiromancino e l’11 settembre al Castello di Montefiore con il vincitore assoluto di Musicultura 2026, Claudio Covato, insieme alla band XGIOVE.

Cluana Hub conquista il pubblico: musica, incontri e sport animano l’estate civitanovese

Cluana Hub conquista il pubblico: musica, incontri e sport animano l’estate civitanovese

17/07/2026 15:30

Il Cluana Hub conquista Civitanova e si conferma uno degli spazi più partecipati dell’estate cittadina. La serata di ieri alla Palazzina Sud del Lido Cluana ha registrato una grande presenza di pubblico per il karaoke con il giovane cantautore civitanovese Giovanni Neve, nome d’arte di Giovanni Morbidoni, trasformando lo spazio in un luogo di musica, condivisione e aggregazione. Il nuovo polo culturale e creativo, promosso dall’associazione CB Culture in collaborazione con il Comune di Civitanova Marche e il Banco Marchigiano, sta diventando un punto di riferimento capace di coinvolgere fasce d’età diverse, proponendo occasioni di incontro che uniscono intrattenimento, confronto e partecipazione. La serata ha confermato il successo di una proposta pensata per creare momenti di socialità autentica, con giovani e adulti insieme in un ambiente aperto e dinamico. “Siamo entusiasti di vedere una partecipazione così numerosa e trasversale – ha dichiarato l’assessore al Turismo Mara Orazi –. Il Cluana Hub si sta affermando come un vero laboratorio di idee dove giovani e adulti possono incontrarsi in un contesto di divertimento sano. Vederli condividere gli stessi spazi, partecipare insieme a talk, proiezioni e momenti di aggregazione dimostra che Civitanova sa fare comunità”. La programmazione del Cluana Hub proseguirà fino al 9 agosto con un calendario dedicato a mostre, incontri, cinema e dibattiti. Il prossimo appuntamento è previsto per sabato 18 luglio alle ore 19 con il talk “Il tempo è veramente denaro?”, condotto da Paolo Manocchi, un momento di riflessione sulle abitudini e sui ritmi della vita contemporanea. Domenica 19 luglio, invece, spazio all’approfondimento con il talk sull’educazione sessuale curato da Livio Ricciardi, in programma dalle ore 18, seguito dalla proiezione della finale dei Mondiali. Un’estate, quella del Cluana Hub, all’insegna della partecipazione e della condivisione, con l’obiettivo di offrire alla città un nuovo luogo di incontro e crescita culturale.    

Curiosità

Palazzo Cortesi ospita il "dopo" Macerata Opera Festival, un brindisi alla prima del Nabucco

Palazzo Cortesi ospita il "dopo" Macerata Opera Festival, un brindisi alla prima del Nabucco

18/07/2026 13:20

Dopo il debutto del Macerata Opera Festival, inaugurato con la rappresentazione del Nabucco, Palazzo Cortesi ha accolto la delegazione del festival per il tradizionale appuntamento del “dopo” prima. Un momento di incontro e convivialità che ha riunito artisti, protagonisti e organizzatori della manifestazione dopo la tensione e l’emozione della serata inaugurale. Nel suggestivo spazio del dehors di Palazzo Cortesi hanno brindato insieme il direttore artistico Marco Vinco, la sovrintendente Lucia Chiatti, gli interpreti dell’opera e gli altri ospiti del MOF, accolti dalla struttura con un buffet pensato per accompagnare il momento di festa e condivisione. La scelta di Palazzo Cortesi come sede dell’appuntamento si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione dello storico edificio maceratese, recentemente restaurato e rilanciato come nuovo polo di aggregazione culturale e ricettiva nel cuore della città. La struttura, gestita da Sara Longarini, nasce con l’obiettivo di coniugare ospitalità, storia e convivialità, offrendo a cittadini e visitatori un’esperienza che unisce cultura, ristorazione e intrattenimento. Il palazzo custodisce un patrimonio architettonico di grande valore, con elementi che attraversano diversi secoli, dal Trecento all’Ottocento. Durante il recupero sono stati valorizzati dettagli storici come decorazioni originali, archi antichi e ambienti legati alla memoria della città, che secondo le ricostruzioni storiche sarebbero appartenuti anche alla dimora della famiglia del padre di Matteo Ricci. Nel corso dei lavori sarebbero inoltre emersi manoscritti e materiali collegati alla stampa rivoluzionaria risorgimentale, testimonianze del passato del palazzo come luogo legato anche all’attività tipografica clandestina. Con i lavori di ammodernamento Palazzo Cortesi si è dotato di una area Spa, che è attiva per gli ospiti, e sarà aperta al pubblico dopo ferragosto. La struttura è diventata recentemente Boutique Hotel 4 stelle. Il progetto di Palazzo Cortesi punta a trasformare lo storico edificio in un punto di riferimento per la vita cittadina, attraverso un’offerta che comprende un hotel destinato a diventare quattro stelle, nuove suite, una spa privata, un ristorante di fascia medio-alta e un lounge bar dedicato alla socialità. Nei mesi estivi, l’area esterna continuerà ad ospitare eventi, serate e iniziative culturali, rafforzando il legame tra il palazzo e il panorama culturale maceratese. Da questa sera infatti ci sarà il lounge bar con Jorge Soratti, bartender pluripremiato a livello mondiale, sempre con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento elegante per la città di Macerata.

Tolentino, cinquant'anni di Dolci Delizie: il Comune rende omaggio a un'attività storica

Tolentino, cinquant'anni di Dolci Delizie: il Comune rende omaggio a un'attività storica

17/07/2026 15:53

Tolentino celebra i cinquant'anni di attività di Dolci Delizie – Forno Don Bosco, una delle realtà storiche del commercio cittadino, protagonista da mezzo secolo della vita della comunità. Per l'importante traguardo il sindaco Mauro Sclavi, insieme all'Amministrazione comunale e alla città, ha voluto rendere omaggio all'attività gestita da Luca Domizi e Monica Paolucci, sottolineandone il valore imprenditoriale e sociale. Luca Domizi, figlio di un panettiere che già negli anni Sessanta gestiva un'attività del settore, ha ereditato dal padre la passione e i segreti del mestiere. Insieme a Monica Paolucci ha poi rilevato il forno dalla famiglia Cruciani, dando avvio a un percorso di crescita caratterizzato da professionalità, dedizione e continui investimenti. Come hanno ricordato il sindaco Mauro Sclavi e il consigliere Fabio Montemarani, negli anni l'azienda ha saputo svilupparsi, ampliando l'attività con l'apertura di un secondo punto vendita in via La Malfa e creando nuove opportunità occupazionali, contribuendo così alla crescita economica e sociale della città. Un riconoscimento che premia anche la scelta di valorizzare i prodotti del territorio, l'attenzione verso la clientela e il forte legame con la comunità locale. Elementi che hanno reso Dolci Delizie un punto di riferimento non solo per i cittadini di Tolentino, ma anche per molti clienti provenienti dai comuni limitrofi. L'Amministrazione ha infine evidenziato come, in questi cinquant'anni, il forno abbia saputo mantenere elevati standard qualitativi, preservando la produzione del pane e delle specialità dolciarie della tradizione, "contribuendo a custodire e tramandare un patrimonio gastronomico che rappresenta un'eccellenza del territorio".

Varie

L’inclusione passa anche attraverso i libri: a Civitanova torna il progetto Book Box

L’inclusione passa anche attraverso i libri: a Civitanova torna il progetto Book Box

17/07/2026 13:10

Riparte anche nel 2026 Book Box, il progetto di inclusione sociale promosso da Anffas Civitanova Marche sulla scia dell’esperienza nazionale nata in via sperimentale a Firenze e poi replicata in diverse città italiane. L’iniziativa, avviata a Civitanova nel 2019 con il sostegno dell’Assessorato ai Servizi sociali del Comune, prosegue con l’obiettivo di favorire l’autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità all’interno della comunità. Il progetto prevede la realizzazione di piccoli box di libri collocati nelle sale d’attesa di luoghi frequentati quotidianamente da bambini e adulti, come studi medici, farmacie ed esercizi pubblici. Una vera e propria biblioteca diffusa in cui la cura, l’aggiornamento e la distribuzione di libri e riviste vengono affidati ai ragazzi coinvolti, affiancati da educatori specializzati. Negli anni il percorso ha permesso ai partecipanti di raccogliere, catalogare e distribuire numerosi volumi, entrando in contatto con attività e cittadini del territorio e sviluppando competenze, relazioni e maggiore autonomia. Un’esperienza che va oltre la semplice gestione dei libri, diventando uno strumento concreto di inclusione e di valorizzazione delle capacità individuali. Per l’edizione 2026 l’Amministrazione comunale ha deciso di rafforzare il proprio sostegno al progetto, riconoscendone il valore educativo e sociale nell’ambito di una politica orientata alla piena inclusività. «Proseguiamo insieme ad Anffas il percorso di valorizzazione di ciascuno e della promozione delle autonomie, in un’ottica di inclusione vera che è valore sia per i ragazzi che per la città – ha dichiarato l’assessore al Welfare Barbara Capponi –. Grazie all’associazione e ai partner aderenti che, in un vero spirito di comunità educata ed educante, rendono possibile questa sinergia». Book Box rientra nelle iniziative dell’Assessorato al Welfare all’interno del progetto trasversale “Civitanova città con l’Infanzia” e si inserisce nel percorso portato avanti da Anffas Civitanova Marche a sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie. L’associazione gestisce infatti il Centro Socio Educativo Riabilitativo a carattere diurno, una comunità residenziale e diversi altri servizi dedicati all’accompagnamento e al benessere delle persone fragili. Attraverso i libri, il progetto continua così a creare occasioni di incontro e partecipazione, trasformando semplici spazi di attesa in luoghi di relazione e promuovendo una città sempre più attenta e inclusiva.

ASP Civica Assistenza Tolentino ottiene l'accreditamento regionale di livello avanzato

ASP Civica Assistenza Tolentino ottiene l'accreditamento regionale di livello avanzato

17/07/2026 13:00

L'ASP Civica Assistenza Tolentino ha ottenuto l'Accreditamento Istituzionale di Livello Avanzato per le proprie strutture residenziali e semiresidenziali, riconoscimento rilasciato nell'ambito della nuova disciplina regionale che regola qualità, sicurezza e accreditamento dei servizi sanitari e sociosanitari. Il traguardo è stato formalizzato con il Decreto del dirigente del Settore Autorizzazioni e Accreditamenti della Regione Marche n. 215 del 9 luglio 2026, al termine del percorso previsto dalla normativa regionale. Si tratta di un risultato di particolare rilievo, raggiunto dopo una verifica approfondita nel corso della quale sono stati esaminati oltre 250 requisiti tra evidenze documentali e organizzative. La valutazione ha riguardato numerosi aspetti dell'attività dell'ente, dalla qualità organizzativa alla sicurezza, dalla gestione del rischio alla presa in carico degli ospiti, passando per la formazione del personale, la comunicazione, la manutenzione delle strutture, la gestione documentale, i processi assistenziali e il miglioramento continuo. L'accreditamento assume un valore ancora più significativo perché riguarda una struttura pubblica che ogni giorno assiste oltre 100 persone tra anziani non autosufficienti, persone affette da demenza e utenti del centro diurno. Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell'ASP, Simone Paolo Ricci, che ha coordinato l'intero percorso fin dal suo insediamento. «Conosco bene il tema dell'accreditamento e fin dal mio primo giorno ho voluto portare l'attenzione di tutta l'Azienda su questo obiettivo. All'epoca sembrava quasi irraggiungibile, vista l'immensa mole di lavoro che avevamo davanti. Siamo in un momento molto complicato per il settore socio-sanitario, ma noi abbiamo abbassato la testa e ci siamo rimboccati le maniche, costruendo un viaggio professionale incredibile con tutto il gruppo di lavoro, che ha seguito il percorso con impegno, serietà e competenza, ognuno per quanto di propria responsabilità». Per Ricci, il risultato ottenuto rappresenta soprattutto un punto di partenza. «Siamo solo all'inizio, ma sono davvero orgoglioso perché siamo riusciti a trasformare un pesante adempimento normativo in una straordinaria opportunità di crescita. Lo certifica anche il giudizio della commissione di valutazione OTA regionale, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto, per il possesso dei requisiti e per le innovazioni tecnologiche adottate dall'Azienda. Tutto questo non può che avere un riflesso positivo sulla qualità dei servizi». Anche il presidente del Consiglio di amministrazione dell'ASP, Fabrizio Castelli, ha voluto sottolineare il valore del riconoscimento, ringraziando il personale coinvolto nel percorso. «Quando si lavora seriamente su obiettivi ambiziosi, con metodo, responsabilità e spirito di squadra, i risultati arrivano. Questo accreditamento premia l'impegno della Direzione, dei responsabili, dei professionisti e di tutto il personale dell'ASP. È un risultato che conferma il valore pubblico della Civica Assistenza Tolentino e il ruolo fondamentale che questa Azienda svolge per la nostra comunità». L'Accreditamento Istituzionale di Livello Avanzato rappresenta così una tappa significativa nel percorso di crescita dell'ASP Civica Assistenza Tolentino, rafforzandone il ruolo di presidio pubblico orientato alla qualità, alla sicurezza e all'innovazione nei servizi dedicati alle persone più fragili.

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