Cinque giorni fa, esattamente il 21 febbraio, via Roma è stata chiusa al traffico per garantire il proseguimento dei lavori del nuovo sottopasso, che permetterà di attraversare la zona evitando così gli ingorghi e i tempi d'attesa che da sempre caratterizzano l'area all'altezza del passaggio a livello e della rotonda corrispondente. Stamattina, inoltre, è stata comunicata la chiusura di un'altra arteria della viabilità, quella di contrada Valteia (leggi qui), introducendo così il senso unico e vietando il transito ai veicoli che, arrivando da via Cincinelli e Corneto, escono da Macerata.
Quest'ultimo provvedimento, però, non sarà temporaneo: si tratta di una decisione maturata a seguito dei numerosi incidenti riscontrati in quella zona, soprattutto in caso di pioggia, e che si estenderà anche dopo la fine dei lavori, in via definitiva.
Il comandante della polizia locale, Danilo Doria, ha illustrato l'incremento del traffico rilevato dalle telecamere Ocr, con un aumento del 95,94% a Corneto, che è passata da un transito di 3770 veicoli registrati il 16 febbraio (prima, cioè, della chiusura di via Roma), a un picco di 7387 lo scorso lunedì.
Il rischio di congestioni del traffico è alto, ma la presenza di postazioni di viabilità distribuite in tutta la rete stradale di Macerata ha permesso di gestire al meglio la viabilità, evitando blocchi e garantendo la fluidità della circolazione. Doria, inoltre, ha voluto sottolineare l'inevitabilità dei provvedimenti presi: "Questa era l'unica strategia possibile per bilanciare la chiusura del sottopasso. Sarà molto faticoso per i nostri operatori, ma i risultati che stiamo riscontrando ripagheranno sicuramente tutti gli sforzi. L'efficienza di questo sistema dipende da un insieme di ingranaggi che fa sì che tutto funzioni alla perfezione. I lavori del nuovo sottopasso, comunque, stanno scorrendo bene, confido in una riapertura molto vicina, entro il prossimo mese".
Per quanto riguarda l'accesso a Macerata da parte dei veicoli provenienti da aree esterne alla città, a chi arriva dalla zona di Camerino, San Severino e Tolentino, è consigliato di passare per Pollenza, mentre coloro che giungono dalle zone montane potranno immettersi attraverso l'ingresso da Piediripa.
Cinque giorni fa, esattamente il 21 febbraio, via Roma è stata chiusa al traffico per garantire il proseguimento dei lavori del nuovo sottopasso, che permetterà di attraversare la zona evitando così gli ingorghi e i tempi d'attesa che da sempre caratterizzano l'area all'altezza del passaggio a livello e della rotonda corrispondente. Stamattina, inoltre, è stata comunicata la chiusura di un'altra arteria della viabilità, quella di contrada Valteia (leggi qui), introducendo così il senso unico e vietando il transito ai veicoli che, arrivando da via Cincinelli e Corneto, escono da Macerata.
Quest'ultimo provvedimento, però, non sarà temporaneo: si tratta di una decisione maturata a seguito dei numerosi incidenti riscontrati in quella zona, soprattutto in caso di pioggia, e che si estenderà anche dopo la fine dei lavori, in via definitiva.
Il comandante della polizia locale, Danilo Doria, ha illustrato l'incremento del traffico rilevato dalle telecamere Ocr, con un aumento del 95,94% a Corneto, che è passata da un transito di 3770 veicoli registrati il 16 febbraio (prima, cioè, della chiusura di via Roma), a un picco di 7387 lo scorso lunedì.
Il rischio di congestioni del traffico è alto, ma la presenza di postazioni di viabilità distribuite in tutta la rete stradale di Macerata ha permesso di gestire al meglio la viabilità, evitando blocchi e garantendo la fluidità della circolazione. Doria, inoltre, ha voluto sottolineare l'inevitabilità dei provvedimenti presi: "Questa era l'unica strategia possibile per bilanciare la chiusura del sottopasso. Sarà molto faticoso per i nostri operatori, ma i risultati che stiamo riscontrando ripagheranno sicuramente tutti gli sforzi. L'efficienza di questo sistema dipende da un insieme di ingranaggi che fa sì che tutto funzioni alla perfezione. I lavori del nuovo sottopasso, comunque, stanno scorrendo bene, confido in una riapertura molto vicina, entro il prossimo mese".
Per quanto riguarda l'accesso a Macerata da parte dei veicoli provenienti da aree esterne alla città, a chi arriva dalla zona di Camerino, San Severino e Tolentino, è consigliato di passare per Pollenza, mentre coloro che giungono dalle zone montane potranno immettersi attraverso l'ingresso da Piediripa.
Una notte di controlli e interventi per i carabinieri della Compagnia di Macerata si è conclusa con il deferimento in stato di libertà di un giovane del luogo. Un 28enne, residente nel capoluogo e già noto alle forze dell'ordine, è stato denunciato all'autorità giudiziaria con le accuse di guida in stato di ebbrezza alcolica e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
Il fatto è avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 febbraio lungo viale Leopardi. I militari della sezione radiomobile sono intervenuti per i rilievi di un sinistro stradale che ha visto coinvolta un'unica autovettura: il conducente, il 28enne maceratese, ha perso il controllo del mezzo finendo la sua corsa contro un muro di recinzione.
Al momento dell'arrivo dei carabinieri, il giovane si trovava in compagnia di altre due persone che occupavano l'abitacolo; fortunatamente, nessuno dei presenti ha riportato lesioni a seguito dell'impatto. Tuttavia, il conducente ha manifestato fin da subito i chiari sintomi del consumo di sostanze alcoliche. Sottoposto ad accertamento etilometrico, il ragazzo è risultato positivo con un tasso di 1,95 g/l, valore quasi quattro volte superiore al limite consentito dalla legge, che ha fatto scattare l'immediato ritiro della patente di guida.
Durante le operazioni di rito, l'atteggiamento particolarmente agitato del giovane ha spinto i militari ad approfondire il controllo sul veicolo. La perquisizione dell'auto ha dato esito positivo: all'interno del vano portaoggetti era infatti ben occultato un coltello con una lama di 13 centimetri.
Per il 28enne è scattata dunque la doppia denuncia: alla contestazione per la guida in stato di ebbrezza si è aggiunta quella per il porto abusivo dell'arma bianca, che è stata contestualmente posta sotto sequestro.
(Foto di repertorio)
Per chiudere al meglio la stagione dei saldi, che sta regalando grandi soddisfazioni, Celeste Fashion lancia per la prima volta l'evento speciale "All You Can Shop", un format inedito pensato per salutare i saldi e dare ufficialmente il via alla nuova collezione primavera-estate.
L'idea è semplice quanto irresistibile: in negozio sono disponibili tre buste di formati diversi, al costo di 39 euro, 59 euro e 99 euro. Si sceglie la busta preferita, la si riempie fino alla linea tratteggiata e tutto ciò che si riesce a piegare e inserire all’interno si paga esclusivamente al prezzo indicato sul formato scelto. Più riesci a far entrare, più conviene.
Si tratta di un evento mai realizzato prima, creato da Cinzia Tomassoni insieme a tutte le collaboratrici, per proporre un nuovo modo di vivere il fine saldo e festeggiare l'inizio di una stagione tutta da scoprire. L'iniziativa segna anche un momento importante per l'azienda: il 2026 è l'anno dei 25 anni di attività, un traguardo che sarà celebrato con diversi appuntamenti speciali sia nel punto vendita di Macerata sia in quello di Montecassiano.
Le date sono già fissate. A Macerata l'All You Can Shop si terrà venerdì 27 e sabato 28. Invece a Montecassiano, nel punto vendita situato al parco commerciale, l'evento sarà attivo venerdì 27, sabato 28 e domenica 1 marzo. Tre giorni – e in un caso due – pensati per offrire un’occasione unica a chi ama lo shopping e vuole rinnovare il guardaroba con un’opportunità davvero vantaggiosa.
Celeste Fashion è un punto di riferimento per l’abbigliamento giovane donna e uomo, con un’ampia proposta che include anche calzature e accessori. Lo stile fresco, attuale e sempre attento alle tendenze rende ogni collezione perfetta per chi desidera capi versatili e di qualità.
Per ulteriori informazioni sull’evento All You Can Shop, sulle nuove collezioni e sui prossimi appuntamenti in programma per i 25 anni di attività, è possibile visitare il sito ufficiale www.celestefashion.it e seguire i canali social Instagram e Facebook Celeste Fashion Boutique, dove verranno pubblicati aggiornamenti, novità e dettagli esclusivi.
Laura Laviano sbatte la porta e lascia la Lega, un addio che scuote il panorama politico cittadino. L'assessore all'ambiente e alle attività produttive della giunta Parcaroli, rompe gli indugi e ufficializza l'uscita dal Carroccio. Una decisione sofferta ma irrevocabile, accompagnata da una nota dai toni durissimi in cui l’esponente di giunta denuncia un clima di ostilità e una gestione del partito lontana dal servizio alla comunità.
L'assessore ha chiarito subito le ragioni del suo gesto, rivendicando la coerenza del proprio percorso: "Comunico ufficialmente la mia uscita dalla Lega. Ho onorato il mandato fino alla fine di questa consigliatura per rispetto degli elettori che mi hanno scelta, ma oggi le divergenze politiche e di visione rendono impossibile la mia permanenza in un partito che oltretutto è in perenne conflitto con se' stesso".
Secondo Laviano, il problema sarebbe strutturale: "Per come la intendo io, la politica è una missione al servizio dei cittadini. Purtroppo, dopo oltre cinque anni, mi trovo a denunciare una realtà fatta di interessi personali e brama di potere. Esiste un malinteso che sta distruggendo le nostre istituzioni: l'idea che la politica serva per 'farsi un curriculum' o assicurarsi un posto di lavoro".
L'assessore ha poi rivendicato il valore della competenza: "La realtà deve essere l'opposto: non è la politica che deve dare un lavoro a te; sei tu che, con la tua esperienza e professionalità, ti metti a disposizione della comunità. Chi non ha nulla da dare finirà inevitabilmente per usare la propria posizione per fini privati. Paradossalmente, la mia indipendenza professionale è stata usata come pretesto per isolarmi, quando invece la competenza e l'autonomia economica dovrebbero essere un valore aggiunto".
Il passaggio più amaro riguarda il trattamento ricevuto durante i recenti problemi di salute che l'hanno costretta a un periodo di degenza: "In questi anni ho subito attacchi continui, mirati a colpirmi come persona pur di occupare 'un posto al sole'. La vicenda che mi ha coinvolta ultimamente è stata la prova del nove. In un momento di estrema fragilità, ho visto cadere le maschere".
Un "copione" che, secondo Laviano, si sarebbe già visto in passato: "Già nel 2023 mentre affrontavo l'incidente che mi costringeva sulla sedia a rotelle, alcuni vertici erano pronti a 'farmi fuori', approfittando della mia vulnerabilità. Un copione che si sta ripetendo oggi: indifferenza, o peggio, il tentativo di sfruttare la mia assenza fisica per eliminarmi politicamente. Non posso dimenticare le frasi atroci di chi, in passato, mi ha augurato la morte perché non mi sono piegata a concedere privilegi non legittimi".
Non mancano però parole di stima per chi le è rimasto vicino: "Voglio esprimere la mia profonda riconoscenza ai componenti del gruppo consiliare Lega, rimasto al mio fianco con lealtà e ai molti cittadini e ai numerosi esponenti dell’opposizione che mi hanno dimostrato vicinanza sincera. Questo prova che l'umanità viene prima delle tessere di partito".
Diametralmente opposto il giudizio su altri esponenti: "La mia totale mancanza di stima va invece a quei soggetti che gravitano nell'ombra della Lega e che usano lo slogan 'la Lega si serve, della Lega non ci si serve' e che sono i primi ad usare la politica come 'bassa macelleria sociale'. A loro dico che la mia dignità non è in vendita".
Nonostante l'addio al partito e i limiti fisici del momento, Laura Laviano assicura che non lascerà il suo incarico: "La convalescenza mi impone un limite fisico, ma la politica non si fa solo con le gambe: si fa con la testa e con il cuore. Anche da casa o da un letto d'ospedale, il mio impegno non arretra di un millimetro. Chi ha sperato che la mia assenza fisica diventasse un'assenza politica resterà deluso".
La chiosa è un guanto di sfida per il futuro: "Vado avanti a testa alta, con la forza della verità. La Politica del Buon Senso esiste ancora nel mio operato e non scenderò mai a patti con chi calpesta la sofferenza altrui per un misero interesse personale".
Si fingevano consulenti esperti, capaci di spianare la strada per una vita regolare in Italia, ma dietro le promesse di lavoro e integrazione si celava una vera e propria organizzazione dedita alla truffa e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Polizia di Stato di Macerata, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha concluso un'articolata indagine che ha portato alla denuncia di quattro soggetti: due italiani e due argentini.
L'indagine, condotta dalla Squadra Mobile con il supporto fondamentale dell'Ufficio Immigrazione, ha scoperchiato un sistema che sfruttava le speranze di cittadini stranieri, principalmente di origine peruviana e argentina, pronti a tutto pur di garantire un futuro migliore ai propri figli.
L'inchiesta è partita nel settembre 2024, a seguito della denuncia di una coppia di peruviani - un amministratore e un'odontotecnica - già vittime di estorsione nel loro Paese e giunti in Italia per fuggire dalla criminalità locale. I due erano stati agganciati già alla fine del 2023 tramite una pagina Instagram dedicata, dove un cittadino argentino residente in Italia offriva, dietro compenso, servizi per ottenere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro e alloggi pronti all'uso.
Il meccanismo era ben oliato: veniva richiesta una caparra confirmatoria prima ancora dell'arrivo in Italia e, una volta giunte a destinazione, le vittime pagavano il resto della somma pattuita via chat. Per rendere il tutto credibile, gli indagati accompagnavano personalmente i malcapitati presso gli uffici pubblici, approfittando della loro scarsa conoscenza della lingua e delle leggi italiane per far firmare documenti inutili.
Le vittime, entrate in Italia con un semplice visto turistico, ignoravano di non potersi regolarizzare per motivi di lavoro senza un regolare decreto flussi. L'organizzazione sfruttava i 90 giorni di permanenza legale per turismo per preparare il cosiddetto "kit delle Poste": l'invio della domanda illudeva i cittadini stranieri sulla possibilità di ottenere il titolo di soggiorno. Solo al momento del diniego da parte della Questura, i truffati prendevano coscienza della loro irregolarità e del raggiro subito.
Gli investigatori hanno scoperto che il caso della coppia peruviana non era isolato. Molte altre persone sono state colpite dal medesimo metodo, perdendo cospicue somme di denaro mai restituite. Molte vittime, trovandosi irregolari a causa della truffa, hanno scelto di lasciare l'Italia per rientrare nei paesi d'origine.
L'analisi dei conti correnti e delle istanze inoltrate (spesso compilate "dalla stessa mano") ha permesso alla Sezione criminalità straniera di definire i contorni di un volume d'affari di circa 40 mila euro. La Squadra Mobile sospetta che il fenomeno possa essere ancora più diffuso di quanto emerso finora, confidando che altre vittime possano trovare il coraggio di denunciare.
In quella che da molti viene definita in maniera profana come "la settimana santa" della musica italiana, quella di Sanremo, il Festival della canzone italiana, il Picchio Podcast ha avuto il piacere di ospitare l’autore marchigiano Piero Romitelli, originario di Morrovalle, che da anni firma brani per alcuni dei più grandi nomi della musica italiana, tra cui Marco Mengoni, Loredana Bertè, Eros Ramazzotti, Il Volo e Raf, per citarne alcuni. Il palco dell’Ariston ha avuto modo di conoscerlo sia come interprete che come autore. Insieme a lui quindi abbiamo commentato la prima serata del festival, allargando poi la nostra chiacchierata ad un discorso più generale sulla sua carriera, sul momento della scena musicale italiana e dell’industria discografica.
Gli occhi di tutta Italia, e non solo, sono puntati sulla città dei fiori. Social network, televisione e commenti online contribuiscono a rendere Sanremo un appuntamento mediatico trasversale. «È un po’ come quando ci sono i Mondiali di calcio: in questa settimana tutti diventano esperti di musica», ha scherzato Romitelli.
Parlando delle canzoni in gara, l’autore ha definito il festival «una macchina bellissima». Le trenta proposte musicali richiedono spesso più ascolti per essere comprese pienamente. «Molti brani sono difficili da cogliere al primo impatto, ma tra questi ce ne sono alcuni che hanno la potenzialità di restare nelle classifiche fino all’estate».
Tra le canzoni che potrebbero trasformarsi in hit, Romitelli cita i brani di Sal da Vinci e Ditonellapiaga. Pur non prevedendo un piazzamento di vertice, l’autore confessa di apprezzare il brano di Nayt come semplice ascoltatore: «Forse non è il palco ideale per emergere, perché Sanremo richiede grande presenza scenica e vocalità molto forte».
Un palco che, come detto, ha avuto il merito di calcare sia come interprete, nel 2016 quando arrivò tra i finalisti di Sanremo Giovani, e ancor prima nel 2007 quando si classificò terzo col brano “Malinconiche sere” nella sezione nuove proposte, ma anche come autore nel 2020, scrivendo “Il sole ad est” di Alberto Urso per la sezione big e “8 marzo” di Tecla, piazzatosi secondo nelle nuove proposte e insignito dei premi della critica Jannacci e Dalla. “Quel palco più di ogni altro ti regala un’emozione difficile da spiegare a parole”.
La prima volta in assoluto sul palco dell’Ariston risale però al 2005, quando lo aveva calcato durante la sua esperienza ad Amici di Maria De Filippi. “Eravamo con gli altri ragazzi del talent nelle casette del programma quando ci dissero che dovevamo prepararci su una canzone in gara perchè dovevamo accompagnare Gigi D’Alessio come ospiti a Sanremo. Partimmo col pullman da Roma, eravamo tipo dei ragazzi in gita. Diciamo che in quel caso, vivendola in gruppo, è stato più semplice”.
Più intensa l’emozione del 2007, quando partecipò con il duo Pquadro nella categoria nuove proposte, ottenendo il terzo posto con il brano Malinconiche sere. “Lì eravamo in due ma l’emozione si è triplicata: c’era una responsabilità enorme che fino a 30 secondi prima di salire sul palco non avevo percepito. Avevo una ventina d’anni ed ero totalmente incosciente. Quando hanno detto il nome del duo e bisognava scendere quelle scale lì ho realizzato che ci stavano guardando milioni di persone e sono andato in paranoia nera perchè sapevo che non potevo sbagliare. Mi è salita la paura e non ho performato come avrei dovuto. Sono scoppiato completamente a piangere, poi mi sono asciugato le lacrime e ho fatto quello che potevo. Col senno di poi avrei potuto gestirla meglio, ma a quell’età era molto difficile”.
Nonostante l’emozione il brano si classificò comunque al terzo posto. A distanza di anni ci ride su: “Pensa se non me la fossi fatta sotto”.
Come in questa edizione, anche quella volta tra gli ospiti c’era Tiziano Ferro. “Anche uno come lui prima di salire sul palco non era tranquillissimo. Questo per renderci conto di come quel palco fa paura davvero a tutti, a maggior ragione ad un ragazzo di 20 anni di provincia”.
Sul dietro le quinte di Sanremo invece racconta: “In quella settimana non c’è tempo neanche di pensare. Per ogni cantante in gara sono programmate talmente tante interviste che non hai molto modo di confrontarti con gli altri artisti in gara. Avere i big della musica italiana a fianco? All’epoca non mi rendevo conto, mi sembrava tutto un gioco. Me la sono vissuta con leggerezza e ne sono felice”.
In quel Sanremo Giovani tra l’altro c’era Fabrizio Moro, che poi vinse col brano Pensa, la sua prima canzone di successo. “Finito il festival ci ritrovammo a casa sua a mangiare una pizza”.
Anni dopo ha vissuto il festival da autore. “La differenza? è sostanziale: non vai sul palco e quindi non c’è quel tipo di pressione, ma c’è una preparazione totalmente diversa”.
Per spiegarla usa un paragone efficace: “In molti ogni anno mi chiedono se vado a Sanremo, come fosse una cosa semplice. Non è così automatico scrivere canzoni che poi verranno cantate su quel palco da grandi artisti. Se ne presentano circa 300 e ne prendono 30. Ognuno di loro in genere provina dalle 30 alle 40 canzoni. Quindi devi scrivere la canzone che sceglierà e poi deve essere a sua volta scelto. Andare a Sanremo non è così semplice: è un evento eccezionale, per me è come vincere un’Olimpiade. Sono fiero di esserci arrivato, ma c’è un grande lavoro dietro abbinato ad un po’ di fortuna, di cui c’è sempre bisogno”.
Una canzone preferita tra quelle che ha scritto per Sanremo? “Impossibile scegliere, per me le canzoni sono come figli. Chiaramente 8 marzo per me ha un significato importante e l’ha cantata Tecla che è diventata anche un’attrice di fama mondiale. Il sole ad est invece ci tengo a ricordare che è arrivata ultima al festival per la giuria di qualità, ma tra le prime due al televoto. Io faccio questo lavoro per la gente: sono felice se arriva un bel voto dalla critica, ma lo sono ancora di più se le mie canzoni arrivano alle persone”.
Un altro brano a cui ha lavorato e a cui è particolarmente legato è “Cosa ti aspetti da me” di Loredana Berté del Sanremo del 2019, così come quello del Volo che si classificò al terzo posto lo stesso anno. “La Berté è un’icona, ma anche un cavallo pazzo. Ce ne sono davvero pochi come lei: riesce a rendere pazzesca anche una canzone media”.
Tra i vari artisti per cui ha avuto il piacere di scrivere canzoni ce ne sono anche alcuni in gara in questa edizione, tra cui Raf e Sal da Vinci: “Raf l’ho sentito e gli ho fatto un grande in bocca al lupo. Sal da Vinci ha forse la canzone più forte di tutti a livello pop, destinata a rimanere anche negli anni”. In effetti la prima serata l’ha confermato, col pubblico dell’Ariston che ha salutato con una grande ovazione l’esibizione dell’artista napoletano.
Come per le canzoni, non c’è un artista “migliore” con cui lavorare: “Quando siamo in studio non è un lavoro meccanico: è un lavoro emotivo, se non c’è sintonia e se non c’è quella vibrazione giusta non può nascere qualcosa di bello”.
Nel 2016 la partecipazione a Sarà Sanremo con la sorella Valeria. In quel caso solo sfiorato il palco dell’Ariston, ma rimane comunque la bellissima esperienza condivisa tra fratelli: “Un percorso pazzesco e capitato solo grazie a noi e alla nostra canzone. Non avevamo un manager, un’etichetta discografica, un produttore, un fotografo, neanche un road manager ma siamo andati a giocarcela in quell'anno con artisti come Mahmood, Irama, Gabbani e Ermal Meta”. Basti pensare che 3 di questi 4 poi hanno vinto Sanremo big (Mahmood due volte).
Tra interprete e autore, dice di sentirsi oggi più autore. Quello che non è stato mai però è un cantautore, perché ci svela di aver scritto canzoni per grandi artisti ma mai per se stesso. Una scelta curiosa così motivata: “Prima sono stato interprete di canzoni di altri autori. è una mia scelta, preferisco scindere le due cose per non creare un conflitto d’interessi. Magari verrà un giorno in cui canterò le mie canzoni, ma giusto per godimento personale. Non c’è nessuna ambizione di successo, soprattutto alla mia età. Poi credo che quello che scrivo qualche altro artista possa renderlo meglio di come lo faccio io, sia vocalmente che a livello di percepito”.
Il ricordo più bello di Sanremo? "Ricevere il leoncino del terzo posto, che tra l’altro è scomparso".
Oltre al lavoro di autore per altri artisti, Romitelli ha messo in campo anche iniziative personali legate alla sua visione della musica come esperienza collettiva e formativa. «Non vivo solo di Sanremo e delle collaborazioni con nomi noti — spiega —. Ho scelto di costruire la mia vita artistica qui, a Trodica di Morrovalle, perché credo che la qualità della vita sia fondamentale, soprattutto per la famiglia». Per questo motivo ha aperto uno studio di registrazione nella sua zona, chiamato Your Song, proprio con l’intento di offrire un luogo dove artisti emergenti e giovani talenti possano confrontarsi, crescere e imparare il mestiere della musica. «Ho deciso di investire qui nel territorio, non solo per me ma anche per altri. Qui ci sono artisti interessanti, e voglio dare loro uno spazio dove potersi sviluppare. Ho aperto le porte dello studio anche a chi vuole provare. Spero davvero di trovare qualcuno di forte, qui o anche fuori dalla nostra provincia»
Nel corso dell’intervista abbiamo poi parlato dell’attuale scena italiana e di come scrivere una canzone, soprattutto per un altro artista. Avete la possibilità di ascoltare l’intervista completa su YouTube.
Infine, immancabile uno sguardo al vincitore: «Se fosse solo per la gente direi Sal da Vinci. Ma la stampa non impazzisce per lui. A Sanremo contano pubblico, radio e critica. È sempre un equilibrio».
Tentato furto di rame sventato dai Carabinieri nel cimitero comunale di Morrovalle. I militari della Stazione Carabinieri di Morrovalle hanno deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria un cittadino marocchino di 50 anni, residente nella provincia fermana e già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di tentato furto aggravato.
L’episodio si è verificato in orario serale, durante un servizio di controllo del territorio. Transitanto nei pressi del cimitero comunale, i Carabinieri hanno notato il cancello d’ingresso aperto, circostanza ritenuta anomala considerato l’orario. Insospettiti, hanno deciso di effettuare un controllo approfondito.
Una volta avvicinatisi, i militari hanno riscontrato evidenti segni di effrazione sul cancello. Poco distante hanno inoltre notato un’autovettura in sosta con portiere e bagagliaio aperti. A quel punto sono intervenuti sorprendendo un uomo mentre caricava nel veicolo una lastra di rame, appena smontata dall’interno dell’area cimiteriale.
Il materiale è stato recuperato e posto sotto sequestro. L’uomo è stato accompagnato in caserma per le formalità di rito e successivamente denunciato a piede libero per tentato furto aggravato.
Finisce a reti bianche, ma con tante emozioni, il primo atto della semifinale di Coppa Italia Promozione. Sul prato del "Leonardo Capponi", Aurora Treia e Atletico Azzurra Colli si sono affrontate a viso aperto, confermando perché si stiano contendendo il primato nel girone B di campionato. Uno 0-0 che lascia tutto aperto in vista del ritorno previsto tra due settimane al "Colle Vaccaro".
Mister Ricci lancia dal primo minuto l'inedito tandem d'attacco Seye-Chornopyshchuk, mentre l'Azzurra Colli di Alfonsi opta per una linea verde con molti under. L'avvio è di marca locale: al 7' Chornopyshchuk si libera in area e calcia a botta sicura, ma trova la risposta di Marcucci; sulla ribattuta Seye ci riprova, ma l'estremo difensore ospite è ancora miracoloso. Sugli sviluppi del corner è Guzzini a svettare più in alto di tutti, negandogli la gioia del gol solo un attento Marcucci.
L'Aurora preme e sfiora il vantaggio anche con una pennellata di Mazzoni per Chornopyshchuk, anticipato dall'uscita perfetta del portiere. Nel finale di frazione, però, il Colli si sveglia: Valentini e Spadoni mettono i brividi alla retroguardia treiese, ma un provvidenziale Giachetta blinda lo 0-0 prima dell'intervallo.
Il secondo tempo vede gli ospiti partire con un piglio più aggressivo. Esposito sfiora il palo con un tiro a giro e poco dopo spreca un'ottima sponda di Valentini calciando alto. L'Aurora Treia non resta a guardare e risponde con una coordinazione acrobatica di Seye su corner, che però non inquadra lo specchio.
A metà ripresa i due tecnici decidono di inserire l'artiglieria pesante. Ricci getta nella mischia Borrelli e Palladini, mentre Alfonsi risponde con Pampano. Il neo-entrato Borrelli si rende subito pericoloso, prima pennellando un cross per la testa di Chornopyshchuk (fuori di un soffio) e poi tentando addirittura il "gol olimpico" direttamente dalla bandierina del calcio d'angolo.
L'ultimo quarto d'ora è una girandola di capovolgimenti di fronte. Il Colli preme con Pampano e sciupa una doppia occasione con Angelini e Spadoni, mentre l'Aurora carica a testa bassa fino al triplice fischio. Le difese, però, reggono l'urto, cristallizzando il risultato sullo 0-0.
Un pareggio sostanzialmente giusto per quanto visto in campo, che trasforma la gara di ritorno in una vera e propria finale secca. Per l'Aurora Treia sarà fondamentale mantenere questa intensità per espugnare il campo di Colli del Tronto e strappare il pass per la finalissima.
TABELLINO AURORA TREIA - ATLETICO AZZURRA COLLI
AURORA TREIA: Giachetta, Gabrielli A (45’ Calamita), Dominino, Giuliodori, Ballanti (45’ Orlietti), Tavoni, Mazzoni (60’ Borrelli), Guglielmo (60’ Palladini), Chornopyshchuk, Guzzini, Seye. A disposizione: Testa, Bartolini, Lamri, Melchiorri. Allenatore: Simone Ricci.
A.A.COLLI: Marcucci, Marucci (59’ Contartese), Acciarri, Armata (59’ Gabrielli I), Felicetti (45’ Sabatini), Filipponi, Angelini (87’ Cardinali), Spadoni, Esposito, Valentini, Bocci (59’ Pampano). A disposizione: Sperantini, Candellori, Valeri, Galli. Allenatore: Sante Alfonsi.
MARCATORI: - ARBITRO: Francesco Di Maio – Sezione di S.Benedetto del Tronto. ASSISTENTI: Youssef Diouane – Sezione di Fermo; Pierfrancesco Parisi – Sezione di Macerata.
NOTE: ammoniti Orlietti, Ricci (dalla panchina), Felicetti e Alfonsi (dalla panchina), angoli 5-4, recuperi 0’-3’, presenti circa 150 spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.
Sono passati quattro anni da quel febbraio 2022 che ha cambiato per sempre il volto dell'Europa, e la comunità di Treia continua a essere un punto di riferimento solido per chi è fuggito dal conflitto in Ucraina. Attraverso un protocollo d'intesa con la Prefettura, il Comune ha saputo trasformare l'emergenza in un percorso di stabilità, ospitando fino a 50 cittadini ucraini grazie al Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS), finanziato con risorse europee e del Ministero dell’Interno.
La particolarità del "modello Treia" risiede nell'accoglienza diffusa: le famiglie non sono state isolate, ma ospitate in appartamenti dislocati sul territorio, molti dei quali messi a disposizione generosamente dalle famiglie treiesi. Questa scelta ha permesso a 18 tra bambini e ragazzi di integrarsi nelle scuole locali e agli adulti di partecipare attivamente alla vita cittadina, contribuendo anche a rivitalizzare il centro storico.
"Abbiamo voluto costruire un modello che garantisse dignità e autonomia - spiega il sindaco Franco Capponi - mettendo a disposizione appartamenti e un sostegno concreto. Non è stata solo una risposta all’emergenza, ma un percorso strutturato. Oggi i bambini frequentano le nostre scuole e le famiglie hanno costruito relazioni forti, anche se dietro l'integrazione resta la ferita aperta di chi ha dovuto lasciare la propria casa senza sapere se potrà mai tornarci".
Tra i volti di questa comunità c’è quello di Kristina Lysyhanych, wedding planner arrivata da Odessa nel marzo 2022 con il marito Serhii e il figlio Daniel. In questi quattro anni la loro famiglia è cresciuta: a Macerata è nata la piccola Nicole, che a settembre inizierà la scuola dell’infanzia.
Nonostante la piena integrazione, il sentimento resta sospeso: "Siamo consapevoli che il futuro dei bambini è qui, ma viviamo in un limbo - racconta Kristina - il pensiero all'Ucraina c'è sempre. Sono grata al sindaco e alla comunità per l'umanità ricevuta, ma è fondamentale non dimenticare: la Russia è responsabile dell'invasione e la memoria è la base della giustizia".
La Prefettura di Macerata ha reso noto il calendario delle postazioni autovelox lungo la superstrada SS77 della Val di Chienti e sulla SS77 Var. (Sfercia – Fonte Mattinate) per tutto il mese di marzo 2026. I controlli saranno effettuati dalla polizia stradale di Macerata e dalle polizie locali di Tolentino, Caldarola, Camerino, Corridonia e Montecosaro.
Il calendario completo di marzo 2026
Il piano dei controlli per il mese di marzo si apre domenica 1 con le postazioni della Polstrada di Macerata attive dalle ore 08:00 alle 20:00 al chilometro 79+070 in direzione mare-monti e al chilometro 104+200 in direzione monti-mare. La settimana prosegue lunedì 2 con la Polstrada nuovamente impegnata nei medesimi tratti e orari. Martedì 3 i controlli vedranno protagoniste le Polizie Locali: Montecosaro sarà attiva al chilometro 102+400 dalle 08:00 alle 13:00, mentre Corridonia presidierà il chilometro 85+100 nella fascia pomeridiana dalle 13:00 alle 19:00.
Mercoledì 4 e giovedì 5 tornerà in campo la Polstrada di Macerata con il consueto orario prolungato 08:00-20:00 nelle due direzioni di marcia. Venerdì 6 la pattuglia di Tolentino monitorerà il chilometro 77+270 dalle 08:00 alle 13:00, seguita nel pomeriggio da Caldarola al chilometro 58+600 dalle 13:00 alle 19:00. Sabato 7 sarà la volta della Polizia Locale di Camerino al chilometro 39+590 (08:00-13:00), per poi chiudere la prima decade domenica 8 con i controlli della Polstrada.
La seconda settimana del mese vedrà i dispositivi attivi lunedì 9 a Belforte del Chienti al chilometro 63+370 (08:00-13:00) e a Corridonia nel pomeriggio (13:00-19:00). Martedì 10 le verifiche interesseranno Caldarola la mattina e Montecosaro sempre nella fascia 08:00-13:00. Mercoledì 11 e giovedì 12 vedranno la sorveglianza fissa della Polstrada di Macerata su entrambi i sensi di marcia. Venerdì 13 i controlli saranno affidati a Caldarola (08:00-13:00) e a Tolentino per il turno pomeridiano dalle 13:00 alle 19:00. Sabato 14 e domenica 15 la Polstrada garantirà la copertura totale dalle 08:00 alle 20:00.
Entrando nella seconda metà di marzo, lunedì 16 vedrà in azione le Polizie Locali di Corridonia la mattina (08:00-13:00), seguita nel pomeriggio da Tolentino e Belforte del Chienti (13:00-19:00). Martedì 17 le postazioni saranno attive a Montecosaro la mattina e a Camerino nel turno pomeridiano (13:00-19:00). Mercoledì 18 e giovedì 19 saranno nuovamente affidati alla Polstrada di Macerata. Venerdì 20 i radar saranno posizionati a Caldarola nel pomeriggio, mentre sabato 21 i controlli saranno effettuati la mattina a Belforte del Chienti. Domenica 22 sarà ancora una volta la Polizia Stradale a presidiare i chilometri 79+070 e 104+200.
L'ultima parte del mese inizierà lunedì 23 con Belforte del Chienti attivo nel pomeriggio (13:00-19:00) e Camerino la mattina (08:00-13:00). Martedì 24 vedrà un dispiegamento triplo al mattino con Tolentino e Corridonia, mentre nel pomeriggio toccherà a Montecosaro (13:00-19:00). Dopo le consuete postazioni di mercoledì 25 e giovedì 26 gestite dalla Polstrada, venerdì 27 i controlli faranno tappa a Camerino dalle 08:00 alle 13:00. Sabato 28 sarà Caldarola a monitorare la strada la mattina, mentre domenica 29 tornerà la Polizia Stradale.
Il mese si chiuderà con l'impegno di lunedì 30, che vedrà attive Tolentino la mattina e le pattuglie di Corridonia e Camerino nel pomeriggio, per terminare martedì 31 con l'ultimo servizio della Polstrada di Macerata.
Ecco nel dettaglio il calendario delle postazioni:
Il countdown per le comunali del 24 e 25 maggio è ufficialmente iniziato, ma nel centrodestra maceratese il clima è tutt’altro che sereno. A scuotere le acque è una nota congiunta del coordinatore comunale di Noi Moderati, Luigi Carelli, e del suo vice Guido Garufi, che non usano giri di parole per descrivere l'attuale fase di stallo della coalizione, definendola un «assurdo travaglio».
L’analisi parte da una constatazione pragmatica dello scenario avversario: «Noi Moderati prende atto dell’attuale geografia politica di Macerata, le elezioni, del resto, non sono lontane: il 24 maggio. Tra poco, dunque. A nessuno deve sfuggire che il centro sinistra abbia trovato importante e razionale sintesi e accordo sul candidato Gianluca Tittarelli, espressione indubbiamente civica».
Il partito rivendica con forza la propria identità e il lavoro svolto sul territorio, presentandosi con una compagine solida: «Il nostro partito, sia chiaro, ha già una sua lista “senza riempitivi” (per intenderci), ed ha una posizione “centrista” ovvero è “il centro” del centrodestra e fino ad oggi marca con decisione questa posizione». Tuttavia, è proprio guardando al resto della coalizione che emergono le critiche più aspre.
Secondo Carelli e Garufi, l'incertezza sul nome del leader della coalizione rischia di compromettere la corsa elettorale. «Desta stupore e inquietudine l’enorme e detestabile “rallentamento” nella scelta del candidato sindaco poiché, lo diciamo convinti, questo è nocivo e sembra assurdo, illogico, controproducente e allarmante ed anche irritante».
I dirigenti locali di Noi Moderati puntano il dito contro le dinamiche di potere che scavalcano il merito e il territorio: «Nessuno, eccetto che i risultati e le competenze, può decretare vincitori e vinti, assessori e vicesindaci, non altri, non telefonate romane. Il buon senso questo consiglierebbe, di ragionare a freddo: gli assetti dei partiti sono mutati e sarebbe il caso di essere realisti».
Il comunicato si chiude con un monito diretto al primo cittadino in carica e una previsione per nulla ottimistica sulla tenuta della coalizione al primo turno. «L’attuale “lotta per le investiture” ci sembra disdicevole e rende il terreno nebbioso e ambiguo. Anche noi attendiamo la decisione del sindaco uscente, Sandro Parcaroli, invitandolo a stringere e ad ognuno un bagno di umiltà».
Secondo gli esponenti di Noi Moderati, la frammentazione attuale peserà sulle urne: «Non sarà più un centrodestra vincente al primo turno. Questo è quanto noi ci sentiamo moralmente in dovere di comunicare prima di tutto alla nostra area elettorale e a quelli che diserteranno i seggi, lo facciamo per nostra autotutela poichè non si possono richiedere sacrifici umani».
In vista del referendum confermativo sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo, è stato costituito a Macerata il "Comitato per il Sì al referendum", coordinato dall’avvocato Gerardo Pizzirusso, con l'obiettivo di promuovere l’informazione ed il confronto su un tema di rango costituzionale di particolare rilevanza.
"Il 'Comitato per il Sì' al referendum ha natura a-partitica ed a-politica ed è composto da liberi cittadini ed esponenti della società civile uniti dalla comune volontà di sostenere la riforma e di condividerne lo scopo teso a garantire il fondamentale principio dell’effettività del giusto processo", spiega Pizzirusso.
Il Comitato si propone di "spiegare le ragioni giuridiche e processuali del Sì, nonché le motivazioni dell'impegno civico finalizzato a favorire la sensibilizzazione di tutti i cittadini su una riforma epocale della giustizia - prosegue Pizzirusso -, ritenendo che una giustizia che funzioni è una condizione essenziale per la libertà e per la tutela dei diritti.
Il Comitato ha già avviato il calendario degli incontri per illustrare ed informare i cittadini sulle ragioni del Sì, con un primo incontro pubblico fissato per il 27 febbraio, alle ore 18:00, a Macerata, presso Casa Filarmonica in Via Ghino Valenti 120 cui la cittadinanza è invitata a partecipare.
L’infermiere non è solo un esecutore di protocolli, ma un custode della dignità umana. È questo il messaggio potente emerso dall’Auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, dove questa mattina si è svolto il primo convegno del 2026 promosso dall'Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI).
L’incontro, intitolato “Prendersi cura della persona: la speranza dell’umano che è dentro l’umanità”, ha riunito circa cento iscritti e cittadini per riflettere sull’etica e sulla dimensione relazionale dell’assistenza.
La giornata si è aperta con i saluti delle autorità: Don Carlos per la Diocesi, il dott. Pietro Pinciaroli per l'Ordine dei Medici e la Vicesindaco Francesca D'Alessandro. Gli interventi hanno unanimemente riconosciuto l’infermiere come pilastro non solo del sistema sanitario, ma del tessuto sociale stesso, capace di farsi carico delle fragilità dei più deboli.
A dare il via ai lavori è stato il Presidente dell'OPI Macerata, il dott. Sandro di Tuccio, che ha chiarito la filosofia dell'evento: "Prendersi cura non è un semplice atto tecnico, ma relazione, responsabilità e testimonianza di umanità. In contesti segnati da solitudine e vulnerabilità, siamo chiamati a custodire la speranza".
Particolarmente attesa la Lectio Magistralis di S.E. Mons. Nazzareno Marconi, Vescovo di Macerata. Il prelato ha ricordato come la speranza si renda visibile attraverso gesti concreti: lo sguardo, l’ascolto e la prossimità, ponendo la persona al centro di ogni azione.
Il dibattito si è poi arricchito con la presentazione del libro “Cuore, Mente, Mani” della dott.ssa Samanda Pettinari, che ha descritto l'integrazione tra passione e competenza come cardine dell'identità professionale. La dott.ssa Paola Arcadi ha invece sollevato una riflessione cruciale: l’umanizzazione non deve essere un obiettivo aggiuntivo, ma il fondamento imprescindibile di ogni intervento sanitario, specialmente in un'epoca dominata dalla tecnologia.
Il tema della "gentilezza consapevole" è stato affrontato dal dott. Aurelio Filippini, che l'ha definita un atto di responsabilità etica capace di generare fiducia nel paziente. In chiusura, Don Massimo Angelelli ha esplorato il concetto di vulnerabilità, intesa non come limite ma come spazio di incontro tra chi cura e chi è curato.
Il coordinamento scientifico è stato curato dalla dott.ssa Lucia Giuliani, che ha saputo moderare il dialogo tra le diverse anime — professionale, etica e spirituale — della mattinata. Con questa iniziativa, l'OPI di Macerata conferma la volontà di investire su una formazione che vada oltre la scienza, puntando dritto al cuore del significato profondo dell'essere infermiere oggi.
Interventi live dalla sala endoscopica e discussione interattiva tra esperti, ecco come la Pneumologia dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche segue l'evoluzione delle tecniche mininvasive. Testata una strumentazione fondamentale per migliorare le diagnosi anche di piccole lesioni polmonari periferiche attraverso un modello assolutamente innovativo a livello nazionale. Di fronte a una crescente incidenza di neoplasie polmonari, pneumopatie infiltrative diffuse e di malattie pleuriche è sempre più indispensabile una formazione specialistica che integri conoscenze teoriche con competenze pratiche avanzate. Ecco il primo risultato raggiunto dal corso teorico-pratico incentrato su tecniche all’avanguardia di pneumologia interventistica che si è svolto nei giorni scorsi all'interno del reparto di Pneumologia del presidio ospedaliero di Torrette, da anni all’avanguardia in questo settore.
Negli ultimi anni la pneumologia interventistica ha assunto un ruolo sempre più centrale nella diagnosi e nel trattamento delle patologie toraciche, grazie all’evoluzione delle tecniche mininvasive che consentono un approccio diretto alle vie aeree, al parenchima polmonare e alla pleura. In questo contesto si inscrive il corso che si è svolto nel reparto di Pneumologia Interventistica dell'AOU delle Marche. Due giornate, che hanno visto la partecipazione di specialisti da tutta Italia, letture frontali di esperti si sono alternate a casi in diretta dalla sala endoscopica con commento tecnico in tempo reale e discussione interattiva con l’audience. Le procedure effettuate nella sessione 'dal vivo' hanno riguardato la broncoscopia rigida combinata con laser di ultima generazione, la toracoscopia medica e il campionamento di noduli polmonari mediante sistemi avanzati di guida, come la navigazione aumentata da intelligenza artificiale (Lung Vision, BodyVision Medical), la sonda videoendoscopica con telecamera miniaturizzata (Iriscope, Lys medical) e la fluoroscopia intraoperatoria tridimensionale.
Quest’ultima strumentazione, in particolare, consente di migliorare l’approccio diagnostico delle lesioni polmonari periferiche di esigue dimensioni, mediante acquisizione tridimensionale di immagini dettagliate, definite e contrastate in tempo reale, monitorando anche la posizione del letto di imaging nello spazio, garantendo una perfetta sincronizzazione. Il modello impiegato in questo Corso (Alien x 3D– Eurocolumbus) è uno dei primi utilizzati in Italia. I partecipanti, infine, hanno potuto mettere in pratica quanto acquisito, esercitandosi su una piattaforma di simulazione virtuale che integra hardware, software e IA per riprodurre un ambiente interventistico realistico sincronizzando modelli ad alta precisione con dati 3D in tempo reale.
Questo il commento dei responsabili scientifici del corso, gli pneumologi Prof. Federico Mei, Dr. Michele Sediari e Prof.ssa Martina Bonifazi: “Siamo molto soddisfatti della riuscita di questo corso. Proporre una tipologia di formazione di livello avanzato, in cui si fondono innovazione tecnologica ed esperienza clinica, è di fondamentale importanza per la crescita della disciplina e dei giovani medici, soprattutto per un ospedale di insegnamento come l’AUO delle Marche, dove assistenza, didattica e ricerca sono perfettamente integrati”.
Grande orgoglio per la città di Tolentino che nei giorni scorsi ha celebrato il successo della giovane sciatrice Alessia Mancini, protagonista ai Campionati Italiani Fisdir di Sci Alpino e Sci Nordico, svoltisi il 30 e 31 gennaio a Tarvisio.
L’atleta tolentinate ha conquistato il primo posto nella gara di SuperG, laureandosi Campionessa italiana al termine di una competizione di alto livello tecnico, caratterizzata da grande equilibrio e sfide avvincenti. Un risultato prestigioso maturato nell’ambito degli European Open Fisdir, manifestazione che ha visto confrontarsi atleti provenienti da tutta Italia in due intense giornate all’insegna dello sport, della competizione e dell’inclusione.
La rassegna tricolore, accompagnata dal motto “Talento, passione e amicizia: il cuore dello sport paralimpico sulla neve”, ha confermato la crescita e la qualità del movimento federale, mettendo in luce storie di impegno, determinazione e spirito sportivo. Tra queste, spicca quella di Alessia Mancini, capace di distinguersi con una prova eccellente che le ha permesso di salire sul gradino più alto del podio.
Per celebrare l’importante traguardo, il sindaco Mauro Sclavi e la vicesindaco e assessore allo Sport Alessia Pupo hanno ricevuto ufficialmente l’atleta in Comune, esprimendo le congratulazioni dell’intera comunità tolentinate e dell’Amministrazione comunale. Nel corso dell’incontro, ad Alessia è stata consegnata una targa come segno di stima e riconoscenza per il prestigioso risultato raggiunto.
Presenti alla cerimonia anche gli assessori Benedetta Lancioni, Diego Aloisi, Franco Ferri e Fabio Tiberi, a testimonianza della vicinanza e del sostegno dell’Amministrazione allo sport e ai suoi giovani protagonisti.
La Regular Season 2025/26 termina con una serata di festa all’Eurosuole Forum per un successo corale. Nel 22° turno la Cucine Lube Civitanova supera Vero Volley Monza in tre set (25-21, 25-16, 25-21) ricavando spunti utili per l’imminente Final Four di Del Monte® Supercoppa e facendo girare il gruppo.
Il match infrasettimanale in notturna porta punti ininfluenti per la classifica dei vicecampioni d’Italia, già matematicamente sesti da una settimana e opposti a Trento nel primo turno dei Play Off, mentre sancisce il trionfo di Alex Nikolov nella classifica dei migliori realizzatori della prima fase con 450 sigillii in 21 partite giocate (un match saltato per squalifica). I cucinieri torneranno in campo sabato 28 febbraio 2026, alle 18, sul taraflex del PalaTrieste per la Semifinale di Supercoppa in gara unica contro Rana Verona.
Gli 11 ace biancorossi, ben 4 di Tenorio, nominato MVP, e i 16 punti del solito generosissimo Nikolov (64% di efficacia) racchiudono l’essenza di un match controllato dai marchigiani. Nessun avversario sale in doppia cifra, solo nel computo dei muri vincenti gli ospiti chiudono in vantaggio (7 a 5).
Nel primo set (25-21) Boninfante smista bene i palloni e la Lube ha gioco facile al servizio e in attacco andando sul +7. Nel finale Monza si riscatta a muro risalendo fino a 23-21 prima di inchinarsi. Nel secondo parziale (25-16) tra i monzesi c’è Rohrs. Civitanova cresce in attacco (60%), domina al servizio (5 i vincenti) e non corre rischi, ma sale si esalta con Loeppky (4 su 4 nelle offensive e 2 ace), seguito da Nikolov (5 punti con il 71%) e fa girare la squadra. Nel terzo set (25-21), dopo una partenza meno incisiva, la Lube riprende il comando delle operazioni e anche Monza dà spazio alla panchina.
La gara
Lube in campo con Boninfante al palleggio, gli schiacciatori Loeppky, Nikolov e Bottolo ad attaccare, Podrascanin e Tenorio al centro, Balaso libero. Ospiti schierati con Zimmermann in cabina di regia e Velichkov bocca da fuoco, Frascio e Atanasov di banda, Beretta e l’ex cuciniero Larizza al centro, Scanferla libero.
Inizio grintoso della Lube. I biancorossi macinano punti e vanno sul 6-2 dopo l’attacco di Bottolo, per poi allungare dopo l’ace dello stesso Bottolo e il muro di Tenorio (12-7). Il diagonale non contenuto di Nikolov e l’ace di Tenorio valgono il +7 (15-8). Forte del cospicuo vantaggio, Civitanova paga un calo di tensione nervosa e subisce la pericolosa rimonta brianzola, con gli ospiti a -2 dopo l’ace di Atanasov e l’errore di Nikolov (23-21). Nella fase più delicato i cucinieri chiudono con l’esperienza. Di Podrascanin il muro finale (25-21).
Al rientro c’è Rohrs tra i monzesi. La Lube parte con il piglio giusto al servizio grazie all’ace di Tenorio e ai due di Loeppky, intervallati dagli attacchi di tutti gli schiacciatori e da un’ottima pressione a muro (14-4). Sul 15-5 entra Duflos-Rossi. Monza cerca di alzare il livello (17-10). Tra i cucinieri entrano Kukartsev e Orduna. Sull’ace di Tenorio e il diagonale di Nikolov il divario torna abissale (22-13). Tanti applausi per il muro di Orduna del 24-14. Anche il punto finale è dell’alzatore (25-16).
Nel terzo set resta in campo la diagonale composta da Orduna e Kukartsev, così come in banda rimane Duflos-Rossi, mentre c’è Bisotto al posto di Balaso. Dopo un avvio punto a punto il gioco cuciniero sale d’intensità (11-7). Una giocata tecnicamente difficilissima di Nikolov e l’ace di Orduna tengono a distanza gli uomini di Eccheli (14-9). Così come nel primo atto di gara, i padroni di casa subiscono una flessione (23-21), ma nel momento di difficoltà spingono di nuovo l’acceleratore con il muro di Nikolov (25-21).
Cucine Lube Civitanova – Vero Volley Monza 3-0 (25-21, 25-16, 25-21)
CIVITANOVA: Boninfante 2, Bottolo 3, Gargiulo ne, Loeppky 10, Nikolov 16, Tenorio 7, Bisotto (L), D'Heer ne, Orduna 3, Balaso (L), Kukartsev 3, Podrascanin 2, Duflos-Rossi 7. All. Medei.
MONZA: Zimmermann, Atanasov 4, Mosca 1, Rohrs 8, Beretta 2, Velichkov 6, Frascio 7, Scanferla (L), Larizza 5, Pisoni (L), Ciampi, Knipe. All. Eccheli.
Arbitri: Brancati (PG) e Vagni (PG)
Note: durata set 27’, 24’, 24. Totale: 1h 15’. Civitanova: errori al servizio 13, ace 11, muri 5, attacco 56%, ricezione 51% (36%). Monza: errori al servizio 13, ace 4, muri 7, attacco 39%, ricezione 35% (18%). Spettatori: 2.004. MVP: Tenorio.
Bilanci da record per i principali istituti di credito italiani e una pronuncia europea destinata a incidere sul rapporto tra banche e clienti. È questo il quadro delineato da Giuseppe Tosoni, presidente dell'associazione Tutela Impresa, che evidenzia le profonde differenze tra l’andamento del sistema bancario e quello del tessuto produttivo italiano.
I numeri confermano la solidità del settore. Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Bper Banca, Banco BPM e Credem hanno chiuso il 2025 con utili complessivi pari a 27,74 miliardi di euro, in crescita del 16,2% rispetto ai 23,86 miliardi dell’anno precedente.
Nel dettaglio, i primi cinque gruppi hanno registrato utili record per oltre 27,8 miliardi (+10,6% sul 2024), con un Roe del 14,7%. La flessione del margine di interesse (-5,1%) è stata compensata dall’aumento delle commissioni (+6%) e delle attività assicurative (+17,1%), che oggi rappresentano circa il 39% dei ricavi, un dato superiore alla media europea. Risultati che hanno sostenuto anche le quotazioni in Borsa, consolidando una redditività ormai strutturale.
In questo contesto di rafforzamento patrimoniale, si inserisce anche la sentenza del 12 febbraio 2026 (causa C-471/24) della Corte di giustizia dell'Unione europea.
La terza sezione ha chiarito che il diritto europeo non impone alle banche di fornire spiegazioni tecniche approfondite sul metodo di calcolo degli indici di riferimento nei contratti. Gli obblighi informativi gravano principalmente sul soggetto che elabora l’indice, il quale deve rendere accessibili gli elementi essenziali del metodo adottato. Le banche possono limitarsi a rinviare a tali informazioni, senza doverle riprodurre analiticamente nei contratti.
Una decisione che, osserva Tosoni, "ridimensiona le pretese di nullità automatica delle clausole sui tassi variabili e rafforza ulteriormente la posizione degli istituti di credito in un quadro normativo già dettagliato".
Parallelamente, il mondo delle piccole imprese presenta dinamiche molto diverse. Secondo i dati di Unioncamere e Movimprese, nel 2025 lo stock di imprese artigiane in Italia supera 1,23 milioni, ma nel lungo periodo il comparto ha perso circa 128 mila imprese nell’arco di dieci anni.
Il quadro che emerge è quello di un sistema bancario sempre più solido, redditizio e tutelato anche sul piano giuridico, a fronte di un tessuto di piccole imprese che resiste ma si riduce numericamente nel tempo.
«Servono politiche di sostegno e modernizzazione – sottolinea Tosoni – per mantenere competitivo un comparto essenziale per l’economia italiana, evitando che il divario tra finanza e produzione reale continui ad ampliarsi».
Il comparto ortofrutticolo marchigiano sta attraversando una fase di forte criticità, in linea con il quadro nazionale definito di “transizione violenta” dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto all’apertura di Fruit Logistica a Berlino. Una lettura pienamente condivisa da Cia Marche, che evidenzia come anche "a livello regionale il settore sia stretto tra costi crescenti e marginalità sempre più ridotte".
Tra le principali criticità emerge lo squilibrio all’interno delle filiere: il valore riconosciuto ai produttori agricoli resta spesso distante dal prezzo finale pagato dai consumatori. Una forbice che da anni caratterizza il settore e che continua a penalizzare gli agricoltori, senza generare reali vantaggi per chi acquista. Sugli scaffali, infatti, i prezzi non diminuiscono, anzi in molti casi aumentano.
"La conseguenza è un progressivo deterioramento della sostenibilità economica delle imprese agricole. Quando i prezzi scendono sotto la soglia di remuneratività, diventa antieconomico perfino raccogliere il prodotto, con il rischio concreto di ridurre l’offerta e compromettere la disponibilità di alcune tipologie ortofrutticole nel medio-lungo periodo".
In questo contesto, viene giudicata condivisibile l’ipotesi di istituire un Osservatorio europeo sui prezzi, anche se, a livello comunitario, più che nuove norme sembrano necessari controlli più efficaci e interventi stringenti contro la vendita sottocosto.
Un altro nodo cruciale riguarda la frammentazione dell’offerta. "Nelle Marche, come nel resto del Paese, il settore è caratterizzato da una forte disgregazione tra produttori", afferma Cia agricoltori. "Questa debolezza strutturale riduce il potere contrattuale delle aziende agricole e rafforza la posizione degli acquirenti. Le aggregazioni tra produttori vengono quindi indicate come passaggio strategico per riequilibrare i rapporti lungo la filiera".
Sul piano europeo, Cia-Agricoltori Italiani ha preso parte alle manifestazioni a Bruxelles contro l’ipotesi di un fondo unico per la Politica Agricola Comune e a Strasburgo contro l’accordo Mercosur, ritenuto poco rassicurante sul piano della reciprocità dei controlli. Restano inoltre criticità legate al fenomeno del “sounding”, che consente a prodotti extraeuropei di transitare formalmente attraverso uno Stato membro per aggirare le normative vigenti, senza garantire gli stessi standard qualitativi richiesti ai produttori europei.
"Il quadro marchigiano riflette dunque una pressione crescente sulle imprese agricole, molte delle quali si trovano a dover eliminare merce di elevata qualità perché non collocabile sul mercato a prezzi equi. Quando la competizione si gioca esclusivamente sul costo, a essere penalizzata è la componente più sana ma anche più fragile della filiera: le aziende e le famiglie agricole".
"Da qui la necessità di un cambio di prospettiva. La competizione basata unicamente sul prezzo non è più sostenibile: occorre puntare sulla qualità, valorizzarla concretamente e comunicarne i benefici ai consumatori".
"In questa strategia assumono un ruolo centrale anche gli accordi trasversali con il settore Horeca. Rafforzare la presenza dell’ortofrutta marchigiana nei canali della ristorazione, dell’ospitalità e della somministrazione significa promuovere un consumo consapevole di prodotti locali e di stagione, sostenere le filiere territoriali e offrire un’alimentazione più sostenibile e di qualità". Una leva che può contribuire a restituire valore economico e prospettiva a un comparto strategico per l’economia regionale.
L'Università di Camerino consolida il proprio ruolo centrale nel sistema accademico regionale. In un clima di grande fermento per la partecipazione studentesca, Edoardo Pettinari, già Presidente del Consiglio delle studentesse e degli studenti di Unicam, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento venendo eletto rappresentante degli studenti all’interno del Crum (Comitato Regionale Universitario delle Marche).
Il dato che emerge dalle urne non è solo una vittoria numerica, ma un forte segnale politico e istituzionale. Pettinari è risultato il primo della lista tra i candidati, un traguardo tutt'altro che scontato. Alle elezioni ha partecipato la componente studentesca dei Consigli di Amministrazione e dei Senati Accademici delle quattro università marchigiane: oltre a Camerino, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università degli Studi di Macerata e l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.
Nonostante l’Università di Camerino disponesse sulla carta di un numero limitato di voti rispetto ai grandi atenei regionali, Pettinari ha saputo catalizzare ben cinque preferenze provenienti interamente da altri atenei. Un consenso ampio e trasversale che premia la credibilità e la capacità di dialogo costruita dal giovane rappresentante camerte al di fuori delle proprie mura.
L'elezione di Pettinari è stata accolta con grande soddisfazione dai vertici dell'Ateneo. Il risultato viene interpretato come il coronamento di un modo di intendere la rappresentanza intesa come servizio, ascolto e responsabilità. In questi anni, Pettinari si è distinto per essere un presidente attivo, capace di portare la voce degli studenti con competenza e visione all'interno dei processi decisionali.
Questa nomina rappresenta un ulteriore segnale della qualità della partecipazione studentesca in Unicam, sempre più protagonista nel dialogo tra le università marchigiane. Per l'ateneo di Camerino, avere un proprio esponente al vertice della rappresentanza regionale significa poter incidere con maggior forza sulle politiche universitarie del territorio, garantendo che le istanze degli studenti siano ascoltate ai massimi livelli istituzionali.
L'Università Politecnica delle Marche rinnova il proprio impegno per la sicurezza stradale e la prevenzione istituendo e assegnando anche per il 2025 il Premio di Laurea dedicato alla memoria degli ingegneri Manuel Biagiola e Huub Pistoor. Il riconoscimento è stato conferito al dottor Omar Guazzaroni, laureato magistrale in Ingegneria Civile, oggi dottorando presso il Dipartimento Dicea dell’Ateneo.
Le vite dei due ingegneri furono tragicamente spezzate nelle Marche nel 2019, a causa di drammatici episodi di violenza stradale e mancato rispetto delle regole. Manuel Biagiola perse la vita a Potenza Picena, travolto da un automobilista mentre rientrava a casa in moto dal lavoro. Huub Pistoor morì nei pressi di Jesi, colpito da un rimorchio staccatosi dalla motrice di un camion che investì la sua auto. Due professionisti uniti dalla passione per l’ingegneria e dall’impegno nel proprio lavoro, oggi ricordati attraverso un’iniziativa che guarda al futuro.
Il Senato Accademico dell’Università ha istituito un premio annuale destinato a una Tesi di Laurea Magistrale conseguita presso UnivPM nei corsi di Ingegneria Civile, Ingegneria Meccanica, Ingegneria Informatica e dell’Automazione o Environmental Engineering. Gli elaborati devono affrontare temi centrali per la società contemporanea: mobilità sostenibile, progettazione di strade e infrastrutture sicure, innovazioni tecnologiche per la prevenzione dell’incidentalità, progetti di mobilità urbana nel rispetto della sicurezza e dell’impatto ambientale.
Per il 2025 il premio è stato assegnato a Omar Guazzaroni per una tesi dedicata allo studio di miscele bituminose realizzate con bitumi ad alto tenore di polimeri, materiali innovativi capaci di migliorare la resilienza delle pavimentazioni stradali, ridurre le esigenpize manutentive e aumentare sicurezza e sostenibilità.
«Per me è un vero piacere essere stato l’assegnatario di questo premio così importante, dedicato alla memoria degli ingegneri Manuel Biagiola e Huub Pistoor», ha commentato Guazzaroni. «Nella mia tesi magistrale in Ingegneria Civile ho studiato materiali innovativi che consentono di costruire pavimentazioni più resilienti, con minori esigenze manutentive e quindi più sostenibili e sicure per gli utenti».
Il giovane ingegnere prosegue oggi il suo percorso di ricerca all’interno del dottorato presso il Dipartimento DICEA – Area Strade dell’Università Politecnica delle Marche, dove sta lavorando allo sviluppo di modelli predittivi a supporto dei sistemi di gestione delle pavimentazioni. L’obiettivo è ottimizzare la programmazione degli interventi di manutenzione, migliorando l’efficienza delle risorse e innalzando ulteriormente i livelli di sicurezza.
«La sicurezza stradale rimane un tema centrale del mio impegno quotidiano – aggiunge – e poter contribuire a questo ambito rappresenta per me un onore, oltre che una motivazione costante». Un premio che non è solo un riconoscimento accademico, ma un segnale forte: la memoria può trasformarsi in responsabilità condivisa, ricerca, innovazione e prevenzione.
Sarà un’esposizione corale, intensa e profondamente attuale quella che animerà le Gallerie Sangallo dal 7 al 15 marzo 2026. Undici artisti marchigiani – otto donne e tre uomini – daranno vita a una mostra collettiva articolata in undici mini-personali, ciascuna con una propria identità espressiva ma inserita in un percorso unitario e coerente.
Il progetto nasce con l’obiettivo di accendere una riflessione sul ruolo della donna nel mondo dell’arte e, più in generale, nella società contemporanea. Se fino alla fine dell’Ottocento alle donne era di fatto precluso l’accesso alla formazione artistica e alle professioni creative, la storia dimostra che non sono mai mancate figure femminili di grande talento, spesso però non riconosciute o sottovalutate. Ancora oggi, le opere realizzate da artiste donne rappresentano meno del 20% di quelle esposte nei musei e nelle gallerie, segno di una disparità che si traduce in minore riconoscimento economico, artistico e istituzionale.
La mostra si inserisce proprio in questo solco critico e culturale. Autodeterminazione, introspezione, visioni, desideri, paure, esperienze personali – positive e negative – diventano materia creativa e si trasformano in un vero e proprio manifesto collettivo che lancia un messaggio chiaro: “Basta modestia!”. Un invito a superare stereotipi e retaggi culturali che ancora oggi influenzano, spesso inconsapevolmente, uomini e donne, anche in una società che ha formalmente raggiunto la parità dei diritti.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Tolentino e dalla Consulta delle Donne di Tolentino ed è organizzata in collaborazione con l’associazione Art & Territory, realtà impegnata nella promozione culturale del territorio.
L’inaugurazione è in programma sabato 7 marzo alle ore 17.30, alla presenza delle autorità istituzionali. Espongono: Mariastella Angeli, Beate Bennewitz, Giuseppe Branchesi, Monica Conforti, Gabriella Gattari, Silvia Gatti, Luigi Iacone, Angela Latorre, Angela Pesci, Fiorella Sampaolo e Giammario Tosi.
Villa Buonaccorsi si prepara a tornare al suo antico splendore, non più solo come gioiello architettonico privato, ma come motore di sviluppo per l’intero territorio. Nel pomeriggio di ieri, al Collegio Romano, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini hanno formalmente sottoscritto l’accordo di valorizzazione per il complesso monumentale settecentesco.
La firma sancisce un percorso condiviso tra gli enti per il pieno rilancio di uno dei complessi più significativi delle Marche e del centro Italia. L’obiettivo primario è garantire la tutela, il restauro e la fruibilità pubblica, promuovendo una gestione sostenibile nell'ambito di una strategia coordinata di sviluppo culturale del territorio.
L'intesa definisce le linee operative per la creazione di un Piano strategico di sviluppo culturale integrato. L'investimento del Ministero, motivato dall'unicità del valore storico-artistico del sito, punterà a migliorare l'accessibilità fisica e culturale, con un’attenzione specifica all’inclusione delle persone con disabilità e al potenziamento dei servizi di accoglienza e didattica.
"Con questo accordo vogliamo restituire pienamente questo capolavoro del Settecento alla fruizione pubblica, trasformandolo in un motore di crescita culturale e territoriale per Potenza Picena e per l’intera regione Marche", ha dichiarato il Ministro Giuli.
Sulla stessa linea il presidente Acquaroli, che ha sottolineato come l'obiettivo sia integrare la Villa nel sistema culturale regionale e nazionale: "Una rete culturale che sa raccontare l'eccellenza delle Marche al mondo".
Il comune di Potenza Picena avrà un ruolo centrale nel processo, promuovendo il dialogo e il coinvolgimento della cittadinanza. Il sindaco Noemi Tartabini ha confermato la piena disponibilità dell'ente: "La Villa deve tornare a essere un punto di riferimento per la valorizzazione culturale e turistica del nostro territorio".
Per l'attuazione dell'accordo sarà costituito un Comitato Tecnico Istituzionale, composto dai rappresentanti dei tre enti firmatari. Questo organismo avrà il compito di elaborare e monitorare il Piano strategico, garantendo una governance stabile e condivisa per il futuro del complesso.
San Severino Marche si prepara ad accogliere il ritorno della rassegna "Vimini", un'iniziativa curata dall’associazione Parcoscenico. Il progetto, patrocinato dal Comune, si propone di valorizzare i luoghi più suggestivi del territorio settempedano attraverso un format che unisce escursionismo, approfondimento naturalistico e spettacolo. Il nuovo calendario prevede quattro appuntamenti domenicali imperdibili, pensati per far riscoprire il patrimonio locale con occhi nuovi: dai borghi alla Riserva naturale regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito.
Si inizia domenica 15 marzo, alle ore 10, ad Elcito, con una giornata dedicata alla scoperta del "borgo del vento" attraverso un'escursione naturalistica arricchita da un laboratorio teatrale all'aperto. Il 21 marzo, sempre alle ore 10, sarà la volta dell'escursione alle grotte di Sant'Eustachio: un appuntamento di particolare prestigio che vanta il patrocinio dell’Università di Camerino.
Domenica 29 marzo, alle 10, il progetto si sposterà a Canfaito. Immersi nella secolare faggeta, i partecipanti potranno vivere un'esperienza che coniuga l'escursione naturalistica con l'approfondimento micologico. Infine, domenica 12 aprile, ci sarà l'appuntamento pomeridiano, alle ore 15:30, ad Aliforni, con l'escursione-spettacolo "Il villaggio degli invisibili", una performance ispirata ai suggestivi personaggi delle canzoni di Fabrizio De André.
Il progetto "Vimini" nasce dalla volontà di creare una connessione profonda tra i cittadini e l'ambiente circostante. Il Comune ha scelto di sostenere attivamente questa iniziativa riconoscendone l'alto valore culturale e turistico. Inoltre, la collaborazione con l’Università di Camerino per la tappa alle grotte di Sant'Eustachio sottolinea lo spessore scientifico e divulgativo del percorso.
£Sosteniamo con convinzione il lavoro di Parcoscenico - ha spiegato l’Amministrazione settempedana dando il patrocinio alla rassegna -, poiché permette di vivere i nostri borghi e le nostre bellezze naturali non come semplici spettatori, ma come parte integrante di un racconto che unisce cultura e sostenibilità".
Macerata si prepara ad accogliere una delle voci più talentuose e versatili del panorama musicale italiano contemporaneo. Il prossimo 4 settembre, l’Arena Sferisterio ospiterà Serena Brancale, nuova attesissima protagonista di Sferisterio Live +. Polistrumentista, performer e compositrice, Serena Brancale porterà sul palco maceratese il suo inconfondibile mix di soul, jazz, funk e tradizione barese. Redenta dal successo virale dei suoi ultimi progetti e dalla partecipazione al Festival di Sanremo, l’artista promette una serata ad alto tasso di energia, capace di coniugare il virtuosismo tecnico con una spontaneità travolgente.
Dopo aver mostrato una nuova e intensa sfumatura del suo percorso artistico, ed emozionato il pubblico con “Qui con me”, brano in gara al Festival di Sanremo, Serena Brancale annuncia il suo “Sacro Tour”, che porterà la sua musica in Italia e in Europa: nuovi e imperdibili appuntamenti live, tra cui quello di Macerata che vede la collaborazione della Best Eventi in ambito organizzativo (085 9047726 e sito web www.besteventi.it per le info), dove sarà possibile vivere la sua energia, sensibilità e talento. Ad aprire il tour tre date speciali: Londra, Madrid e Barcellona.
Se l’anno scorso ha calcato alcuni dei palchi più iconici del jazz mondiale, portando all’estero la sua visione nu-soul contemporanea, fino al suo “Anema e core Tour di oltre 40 date in Italia culminato agli Arcimboldi di Milano, quest’anno trasformerà ogni concerto in un’esperienza ancora più intensa e personale.
Il “Sacro Tour” rappresenta uno spettacolo che promette di unire energia e spiritualità, groove e introspezione, radici e sperimentazione. Un viaggio musicale che toccherà tutta l’Italia, ma si aprirà nelle città più importanti d’Europa, confermando Serena come una delle voci italiane più riconoscibili e apprezzate anche oltreconfine.
L’assessore agli Eventi e al Turismo, Riccardo Sacchi, commenta così l’inserimento dell’artista nel cartellone estivo: “Con l’arrivo di Serena Brancale, Sferisterio Live + conferma la sua vocazione di rassegna poliedrica. Siamo orgogliosi di ospitare un’artista che rappresenta l’eccellenza del nuovo pop-soul italiano, capace di parlare a generazioni diverse grazie a un linguaggio musicale freschissimo e di altissima qualità e attualmente sulla cresta dell’onda grazie alla sua fortunatissima partecipazione al festival di Sanremo. La sua presenza, per la prima volta in un concerto dal vivo in Arena dopo la partecipazione come ospite alle serate finali di Musicultura nel 2024, impreziosisce un calendario pensato per valorizzare la nostra Arena come tempio della musica in ogni sua forma, offrendo al pubblico un’esperienza emozionante e dal respiro contemporaneo”.
Biglietti in vendita da martedì 3 marzo alla Biglietteria Sferisterio e nei punti vendita TicketOne. I prezzi dei biglietti sono i seguenti: il settore platino costa 74,75 euro, il settore oro 69,00 euro, il settore verde 63,25 euro, il settore blu 57,50 euro, il settore rosso 51,75 euro e il settore giallo 46,00 euro. È inoltre disponibile la balconata in piedi al prezzo di 40,25 euro.
Non si vive di sole canzoni, e quest'anno il "rumore" più apprezzato tra i riflettori di Sanremo è stato il "crunch" inconfondibile della pinsa firmata Tiziano Scagnoli. Lo chef maceratese, anima creativa del ristorante 'Le Tre Spighe' di Urbisaglia, ha trasformato la kermesse ligure in un palcoscenico del gusto, portando l'eccellenza dell'entroterra marchigiano all'attenzione della platea internazionale del Festival.
Scagnoli ha saputo stregare il pubblico sanremese fondendo la tecnica della pinsa romana artigianale con l'intensità delle materie prime della sua terra. Un'operazione che è stata, prima di tutto, una dichiarazione d'amore per le proprie radici: "Le Marche sono parte di me e mi accompagnano in ogni sfida fuori regione", ha dichiarato lo chef, confermando come la cucina di qualità resti il miglior biglietto da visita per il territorio.
Ma la trasferta ligure è stata soprattutto il trampolino di lancio per un'importante anteprima imprenditoriale. Sanremo ha infatti tenuto a battesimo l'annuncio di un nuovo e ambizioso progetto gastronomico interamente dedicato alla pinsa romana.
L'idea, nata e maturata tra le colline maceratesi, punta a imporsi come un nuovo standard di eccellenza nel settore. Il successo riscosso nella "Città dei Fiori" è solo l'antipasto: il debutto ufficiale del format è previsto entro circa un mese e promette di rivoluzionare l'approccio alla pinsa artigianale, mettendo al centro la digeribilità estrema e una selezione "maniacale" degli ingredienti.
La Sala Consiliare del Palazzo Comunale di San Severino Marche ha fatto da cornice a un momento di profonda emozione per la comunità settempedana. L'amministrazione comunale ha voluto tributare un riconoscimento ufficiale a Roberto Nasso, giovane concittadino che ha recentemente raggiunto il prestigioso grado di Maresciallo dell’Esercito Italiano.
Nato a San Severino il 27 giugno 2001, Roberto Nasso ha intrapreso la carriera militare nel marzo 2022, formandosi presso la Scuola Sottufficiali di Viterbo. In pochi anni, il Maresciallo ha costruito un profilo tecnico di altissimo profilo: è infatti istruttore in ambienti critici (CBRN e Counter-IED), paracadutista e pilota abilitato di droni.
Il suo percorso non si ferma all'addestramento operativo, ma prosegue sul fronte accademico con il completamento della laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Dal primo ottobre scorso, Nasso opera presso il Comando Genio come Comandante di Plotone, pronto a intervenire in contesti nazionali e internazionali sotto l’egida della Nato.
Durante la cerimonia, presieduta dal sindaco Rosa Piermattei alla presenza delle massime cariche cittadine e dei familiari, è emerso un dettaglio che ha commosso i presenti: il Maresciallo ha scelto di far incidere il simbolo della Città di San Severino sulla propria sciabola di rappresentanza.
"Vedere un giovane settempedano appuntarsi le mostrine è un messaggio di speranza - ha dichiarato il sindaco Piermattei - Nasso è un solido servitore dello Stato cresciuto sui binari della lealtà e dell’onore".
Particolarmente toccante il ricordo del Maresciallo Nasso, che ha rievocato il momento in cui il padre gli ha appuntato le mostrine sulla divisa storica. Per il giovane militare, indossare l'uniforme non è solo una professione, ma l'impegno quotidiano a operare nel rispetto dei valori democratici e costituzionali.
Al termine dell'incontro, il Comune ha consegnato a Roberto una pergamena ufficiale come segno di stima e ringraziamento. Un gesto che suggella il legame tra un giovane proiettato verso scenari internazionali e una città che ne segue con orgoglio la costante ascesa professionale.
Quando un semplice scatto diventa uno strumento per raccontare emozioni e unire le generazioni. Si è concluso domenica 22 febbraio il laboratorio di arte e fotografia “Arte In un click”, un’iniziativa che ha saputo trasformare il Centro per la Famiglia in un vivace polo di creatività e partecipazione. L’evento, promosso dall’Assessorato alla Famiglia della Città di Civitanova Marche e gestito dall’ASP Paolo Ricci, rientra nel più ampio progetto “Civitanova Città con l’Infanzia”.
Il percorso, durato due mesi, ha coinvolto un pubblico eterogeneo: dai bambini della fascia 4-10 anni fino agli adolescenti dai 12 ai 18 anni, insieme alle loro famiglie. Un'esperienza che non è stata solo tecnica, ma una vera occasione di condivisione e crescita personale.
Il momento culminante della giornata di domenica è stata l’inaugurazione della mostra finale. Le fotografie esposte hanno raccolto i frutti del lavoro laboratoriale, restituendo al numeroso pubblico presente storie e sguardi unici sulla realtà.
Oltre all'esposizione, i partecipanti e i visitatori hanno potuto cimentarsi in un laboratorio artistico "live", trasformando la narrazione fotografica in un'attività dinamica e immediata. Un modo per ribadire il valore della fotografia come linguaggio universale capace di favorire il dialogo tra piccoli, ragazzi e adulti.
A chiudere la giornata è stato il concorso fotografico, che ha premiato la sensibilità di un giovanissimo artista. Il vincitore di questa edizione è Nicola, un bambino di 9 anni, che ha conquistato la giuria con l'immagine suggestiva di un lago. La foto è stata lodata per la composizione e la capacità di trasmettere emozione, doti che le varranno la pubblicazione come copertina della pagina social del Centro per la Famiglia.
L’iniziativa ha confermato l'importanza di questi spazi come luoghi di incontro e comunità. Per chi fosse interessato a scoprire i prossimi appuntamenti, il Centro per la Famiglia invita a consultare i propri canali ufficiali.
Il cantiere per il completamento del sottopasso di via Roma non porta con sé solo lavori strutturali, ma una vera e propria rivoluzione della mobilità nel quadrante ovest della città (leggi qui). La polizia locale di Macerata ha infatti confermato che il nuovo assetto della viabilità, istituito per gestire i flussi durante i lavori, è destinato a diventare permanente.
La novità principale riguarda contrada Valteia, dove è stato istituito un senso vietato per i veicoli in uscita da Macerata (provenienti da via Cincinelli e Corneto). Una scelta che, come specificato dal Comando, non verrà revocata al termine del cantiere, ma diverrà parte integrante del nuovo piano del traffico cittadino.
La decisione di blindare contrada Valteia non è legata esclusivamente alle esigenze logistiche del cantiere, ma poggia su una precisa analisi tecnica. I dati raccolti dagli studi sulla sicurezza stradale hanno, infatti, evidenziato criticità legate all’incidentalità nell'area e a una velocità media dei veicoli troppo elevata per le caratteristiche della carreggiata.
Deviando il traffico, l'amministrazione punta a snellire i punti critici e a proteggere i residenti e gli automobilisti, indirizzando il flusso verso arterie più moderne e strutturate per sostenere volumi di traffico pesanti.
Con l’entrata a regime di questo provvedimento, cambia l'itinerario per chi deve lasciare la città. Gli automobilisti che transitano nell'area saranno ora tenuti a percorrere necessariamente contrada Corneto. Questo percorso permetterà di immettersi su strada Carrareccia in modo ordinato, raggiungendo la viabilità principale direttamente all'altezza della rotatoria Banca Macerata.