I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Macerata hanno condotto un’articolata attività investigativa nei confronti di una società edile impegnata in un cantiere della ricostruzione in provincia di Macerata, facendo emergere gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Al termine degli accertamenti, il datore di lavoro, un socio occulto dell’impresa e l’amministratore di una società di formazione sulla sicurezza con sede fuori regione sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Macerata.
L’indagine è scattata in seguito a un infortunio sul lavoro subito da un operaio straniero. Da quel momento, i militari del NIL hanno avviato un controllo approfondito nel cantiere in cui la ditta operava in subappalto. L’intervento non si è limitato ai consueti accertamenti amministrativi, ma ha consentito di far emergere condotte di rilevanza penale.
Oltre alle violazioni già sanzionate relative all’organizzazione del cantiere e alle misure di sicurezza adottate, l’attività investigativa ha portato alla luce ulteriori irregolarità ritenute particolarmente gravi perché incidenti direttamente sulla salute e sull’incolumità dei lavoratori.
Secondo quanto accertato dai Carabinieri, il datore di lavoro e il socio occulto della ditta ispezionata, in concorso con l’amministratore della società di formazione, avrebbero falsamente attestato l’avvenuta erogazione della formazione e dell’addestramento obbligatorio per sei lavoratori, tutti di nazionalità egiziana.
Una condotta che, secondo gli investigatori, ha esposto i lavoratori a gravi rischi, dal momento che gli stessi sarebbero stati impiegati in mansioni specifiche senza aver mai ricevuto la necessaria preparazione tecnica né la conoscenza delle procedure di sicurezza indispensabili per operare in cantiere. Circostanza che avrebbe anche contribuito al verificarsi di un infortunio sul lavoro avvenuto nell’ottobre del 2024.
Al termine delle verifiche, il datore di lavoro, il socio occulto e il formatore per la sicurezza sono stati quindi deferiti alla Procura maceratese per reati connessi alla falsità in atti, alla violazione degli obblighi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e per aver contribuito, con la loro condotta omissiva, al verificarsi dell’infortunio.
I Carabinieri del NIL e del Comando provinciale di Macerata hanno fatto sapere che i controlli proseguiranno anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e contrastare ogni forma di sfruttamento della manodopera.
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Macerata hanno condotto un’articolata attività investigativa nei confronti di una società edile impegnata in un cantiere della ricostruzione in provincia di Macerata, facendo emergere gravi violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Al termine degli accertamenti, il datore di lavoro, un socio occulto dell’impresa e l’amministratore di una società di formazione sulla sicurezza con sede fuori regione sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Macerata.
L’indagine è scattata in seguito a un infortunio sul lavoro subito da un operaio straniero. Da quel momento, i militari del NIL hanno avviato un controllo approfondito nel cantiere in cui la ditta operava in subappalto. L’intervento non si è limitato ai consueti accertamenti amministrativi, ma ha consentito di far emergere condotte di rilevanza penale.
Oltre alle violazioni già sanzionate relative all’organizzazione del cantiere e alle misure di sicurezza adottate, l’attività investigativa ha portato alla luce ulteriori irregolarità ritenute particolarmente gravi perché incidenti direttamente sulla salute e sull’incolumità dei lavoratori.
Secondo quanto accertato dai Carabinieri, il datore di lavoro e il socio occulto della ditta ispezionata, in concorso con l’amministratore della società di formazione, avrebbero falsamente attestato l’avvenuta erogazione della formazione e dell’addestramento obbligatorio per sei lavoratori, tutti di nazionalità egiziana.
Una condotta che, secondo gli investigatori, ha esposto i lavoratori a gravi rischi, dal momento che gli stessi sarebbero stati impiegati in mansioni specifiche senza aver mai ricevuto la necessaria preparazione tecnica né la conoscenza delle procedure di sicurezza indispensabili per operare in cantiere. Circostanza che avrebbe anche contribuito al verificarsi di un infortunio sul lavoro avvenuto nell’ottobre del 2024.
Al termine delle verifiche, il datore di lavoro, il socio occulto e il formatore per la sicurezza sono stati quindi deferiti alla Procura maceratese per reati connessi alla falsità in atti, alla violazione degli obblighi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e per aver contribuito, con la loro condotta omissiva, al verificarsi dell’infortunio.
I Carabinieri del NIL e del Comando provinciale di Macerata hanno fatto sapere che i controlli proseguiranno anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e contrastare ogni forma di sfruttamento della manodopera.
La voce vibrante e l’anima teatrale di Marta Porrà, cantante civitanovese (originaria di Montecosaro), ha risuonato fino a Miami, dove l’artista ha avuto l’onore di esibirsi durante l’Italian Heritage Night dei Miami Open. Un’esperienza che Marta ricorda con entusiasmo: “Un’esperienza pazzesca, è stato veramente bello”, racconta ancora emozionata.
L’Italian Heritage Night è la giornata del torneo dedicata alla cultura italiana, una delle “giornate a tema” del Miami Open sponsorizzate da Parmigiano Reggiano. Marta ha cantato in uno degli spettacoli all’interno della vasta area degli stand, il cuore pulsante del torneo, dove il via vai di spettatori era continuo: “C’erano tantissime persone che si fermavano ad ascoltare e poi ripartivano… è stato bellissimo vedere tutto questo entusiasmo”.
Il repertorio della cantante è stato un omaggio alla musica italiana più iconica: un medley di successi come Quando, Quando, Quando, Sarà Perché Ti Amo, Nessuno Mi Può Giudicare, Volare, Gloria, e la celebre Con Te Partirò, scelta che ha conquistato il pubblico internazionale presente. Marta sottolinea anche il calore umano ricevuto: “C’era una signora che mi diceva ‘sono tanto felice per te’ e me lo ha ripetuto tantissime volte… ho vissuto tanto affetto, è stato bellissimo”.
Un’esibizione che si è svolta in un contesto davvero speciale, a pochi passi dai campi da gioco: “Dietro di me c’era il campo dove stava giocando Berrettini in quel momento”. Berrettini e non solo. Durante l’evento, Marta ha avuto la possibilità di sollevare il prestigioso trofeo del Miami Open e osservare da vicino alcuni protagonisti del torneo. Tra gli italiani, non è riuscita a incontrare Jannik Sinner, che avrebbe giocato il giorno successivo, ma ha seguito con interesse le performance di altri campioni come Carlos Alcaraz e la tennista marchigiana Elisabetta Cocciaretto: “Ho visto Alcaraz ma purtroppo non sono riuscita a parlarci, così come con la Cocciaretto, che ha fatto una super partita contro Gauff, anche se purtroppo non ha vinto. E Sinner? Ovviamente spero vinca il Miami Open, forza Sinner sempre!”.
Nonostante l’emozione, Marta ha affrontato la performance con sicurezza e carica: “Emozionata sempre, ma sicura, carica… posso dire di aver vinto la mia partita”, racconta, soddisfatta per aver portato un pezzo d’Italia in uno dei palcoscenici sportivi più importanti del mondo.
Marta Porrà ha così consolidato la sua presenza internazionale, regalando al pubblico una serata di musica italiana autentica e travolgente, portando con sé l’orgoglio marchigiano oltre oceano.
La Protezione Civile delle Marche ha emesso un'allerta meteo, valida dalla mezzanotte di giovedì 26 marzo alla mezzanotte di venerdì 27 marzo, che delinea un quadro di forte instabilità per tutta la provincia di Macerata.
L'avviso istituzionale pone particolare enfasi sul peggioramento delle condizioni meteo che colpirà sia l'entroterra che la fascia costiera, con fenomeni che spaziano dalle raffiche di vento eccezionali al ritorno della neve a quote basse.
Nelle aree interne della Zona 3 (entroterra maceratese), l'allerta è a livello giallo e prevede - già per le prime ore della notte - venti sud-occidentali con raffiche fino a burrasca forte e punte comprese tra 75 e 88 km/h. Parallelamente, per la Zona 4 (costa e collina maceratese), la criticità sale a livello arancione per vento e mareggiate.
In questo settore, a partire dalla mattinata di giovedì, si attende una rotazione dei venti dai quadranti settentrionali con raffiche che potranno raggiungere l'intensità di tempesta, toccando i 102 km/h specialmente lungo il litorale. Il bollettino segnala inoltre precipitazioni diffuse su tutto il territorio , con il limite delle nevicate in rapido abbassamento fino a circa 500-600 metri di altitudine.
Non si escludono tuttavia temporanei abbassamenti della quota neve o la comparsa di neve tonda e acqua mista a neve fino alle zone pianeggianti e costiere in corrispondenza dei rovesci più intensi. Il mare risulterà da molto mosso ad agitato, determinando il rischio di mareggiate lungo l'intero litorale provinciale. Temperature massime in evidente calo: non raggiungeranno i 10 gradi nella città di Macerata (8 i gradi previsti di massima, 6 i gradi di minima) sia nella giornata di giovedì che nella giornata di venerdì.
Treia – Si è concluso il percorso giudiziario di un 38enne residente a Treia, già noto agli uffici giudiziari, con l’esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona. L’uomo dovrà espiare una pena definitiva di 2 anni e 9 mesi di reclusione, oltre a una sanzione pecuniaria di 1.200 euro, a seguito di un cumulo di condanne per reati commessi tra il 2010 e il 2025.
Il curriculum criminale dell’uomo è variegato: tra i reati contestati figurano guida in stato di ebbrezza, truffa aggravata, appropriazione indebita, furto in abitazione, indebito utilizzo di carte di credito e circonvenzione di incapace.
Dopo le formalità di rito presso la caserma dei Carabinieri di Treia, l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Fermo, dove sconterà la pena in regime di semilibertà, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.
L’operazione dei Carabinieri locali rappresenta la conclusione di una vicenda penale lunga più di un decennio, ponendo fine a un accumulo di condanne per diverse tipologie di reato, alcune delle quali di particolare gravità.
San Severino Marche – Vittima di una sofisticata truffa informatica basata sul cosiddetto “social engineering”. Protagonista della vicenda è un sessantenne settempedano, operaio, la cui identità digitale è stata utilizzata da ignoti per tentare di raggirare amici e conoscenti.
I malviventi hanno creato un profilo Facebook “clone”, riproducendo foto e informazioni pubbliche dell’uomo, per poi contattare la sua rete di amici tramite messaggi privati. Con il pretesto di una raccolta fondi a favore di un’associazione di volontariato per anziani, il truffatore ha richiesto l’inserimento di dati bancari sensibili.
A far fallire il tentativo è stata la prontezza dei contatti della vittima: insospettiti dalla richiesta anomala, nessuno ha fornito informazioni personali e alcuni hanno subito avvisato il diretto interessato, permettendo l’attivazione immediata delle procedure di sicurezza.
L’uomo si è quindi rivolto al Comando della Polizia Locale di San Severino Marche per sporgere denuncia. Gli agenti sono intervenuti tempestivamente, mettendo in sicurezza il profilo e avviando le indagini per risalire all’autore della tentata truffa.
Il comandante, vice commissario Adriano Bizzarri, invita a prestare la massima attenzione, distinguendo tra profili “clonati” e profili “hackerati”: nel primo caso viene creato un account falso che imita quello reale, mentre nel secondo si verifica la sottrazione delle credenziali con conseguente esclusione del proprietario.
Le forze dell’ordine ricordano che nessuna istituzione o associazione seria richiede dati bancari o codici di accesso tramite social o telefono. Per prevenire episodi simili, è consigliabile limitare la visibilità delle informazioni personali e verificare sempre eventuali richieste sospette contattando direttamente la persona interessata attraverso altri canali.
Seguo in questa mia riflessione che, so già, sarà cestinata come sgradita o fuori tema (sicuri?) i comandamenti di una scrittrice che amo sommamente Agatha Christie. “Consigliava” al suo Emile Poirot: si ricordi che tre indizi fanno una prova. L’esito del referendum sulla riforma Nordio a Macerata città è il terzo indizio che mancava e ora c’è la prova: Sandro Parcaroli è un candidato inadeguato a guidare una coalizione di centrodestra sempre più debole nel progetto politico e sempre meno autorevole negli esponenti.
Sanno tutti, anche se è una delle verità inconfessabili, che Francesco Acquaroli temendo una faida interna a Fratelli d’Italia qualora si fosse scelto di non ricandidare il sindaco uscente e, a questo punto difficilmente rientrante, abbia detto: lui ci garantisce l’equilibro. Perciò ha sollecitato Matteo Salvini, che non vedeva l’ora dato che con le percentuali di consenso attese per la Lega quando gli ricapita di avere il primo cittadino di un capoluogo oltre il lombardoveneto?, a "pretendere" la ricandidatura di questo canuto pensionato (non è più un imprenditore avendo ceduto il suo ingrosso di computer) dalla lacrima facile, dall’eloquio stento e dal pensiero semplice. E tuttavia ci sono i tre indizi.
Lo schema Christie sostiene che: il primo indizio è un sospetto inziale e rimanda al flop che il centrodestra ha subito in città alle regionali; il secondo indizio è una coincidenza o casualità e richiama il fatto che il centrodestra a Macerata nelle elezioni per il presidente della Provincia tra i consiglieri comunali ha avuto il peggior risultato e solo un intervento nascosto quanto energico di Anna Menghi su tre leghisti ha consentito ad Alessandro Gentilucci di farcela.
Su questo farò una necessaria notazione che dà il senso del disfacimento del Centrodestra in città. Il terzo indizio infine è la prova provata ed è il risultato che si è avuto in città sul referendum. Come si sa Macerata ha avuto un pessimo risultato: il NO ha vinto col 53,17% dei consensi contro un 46,83% dei SI’. A Civitanova dove pure ha vinto il NO il divario è assai meno consistente. Ma il dato di Macerata città diventa clamoroso se confrontato con quello della provincia dove invece ha prevalso il SI’ ed è al di fuori del Nord-Est del paese un’eccezione.
Ed è proprio la differenza tra Macerata e il suo territorio a marcare la disfatta del Centrodestra cittadino e a segnalare l’inadeguatezza della candidatura Parcaroli. Sento sibilare i difensori a gettone di colui che fu Godo e che tutto il Centrodestra aspettava come l’oracolo di Delfi, ma che c’entra il referendum sulla giustizia con “lu candidatu sindecu”? Apparentemente nulla, nella sostanza politica tutto. Proviamo a ragionare.
L’effetto Parcaroli si è sentito in negativo su Acquaroli alle regionali, segno evidente che l’attuale giunta e i “capi” locali dei partiti di Centrodestra non godono di un gradimento consolidato e che il Sindaco non è un fattore di spinta del consenso. Ancora più devastante è l’impatto di Parcaroli sulla Provincia (intesa come Ente). Alessandro Gentilucci - voluto a ogni costo da Francesco Acquaroli al punto che il presidente della Regione ha stretto un patto con l’ex consigliera regionale Anna Menghi che avrà, sempre ammesso che il Centrodestra vinca e oggi appare assai problematico, un posto da assessore - appena eletto ha dovuto misurarsi con le proteste per la tariffa Tari che aumenta e con la mancata soluzione della privatizzazione dell’acqua di cui porta una qualche responsabilità.
Per non dire delle continue lagnanze che si fanno sullo stato pietoso della viabilità provinciale, sul disordine delle aree faunistiche, sul deficit infrastrutturale. L’eredità Parcaroli per Gentilucci non è un cadeau di pregio e di certo nella prossima campagna elettorale sarà buon gioco delle opposizioni rimproverare al “bianconiglio” di essere stato contemporaneamente Sindaco e presidente della Provincia e di aver portato in dote, a tacer d’altro, ai maceratesi un rincaro onerosissimo della tassa per i rifiuti.
E poi c’è la circostanza del referendum che conferma come Macerata non solo non sia una granitica roccaforte di consensi per il Centrodestra, ma abbia perduto del tutto il suo ruolo e la propria autorevolezza di capoluogo. E’ facilissimo notare che nessun consigliere regionale è stato espresso dalla città e che gli eletti sono tutti politici del territorio provinciale. Macerata è la Cenerentola del centrodestra e davvero si fa fatica a comprendere come su questo appannamento di consenso e di autorevolezza non pesi il fattore Parcaroli.
A dimostrazione ulteriore si può citare che tocca a Renzo Marinelli, consigliere regionale e in procinto di assurgere ad un assessorato, da Castelraimondo venire a dirimere le questioni della Lega a Macerata ormai destinata a una frantumazione di quadri e dunque di consensi. L’assessora Laura Laviano (la sola eletta tra quelli del fu Carroccio che siedono nella giunta Paracroli) da tempo ha detto addio al partito, il presidente del consiglio comunale Francesco Luciani è già in lista con I Marchigiani, Aldo Alessandrini sinora capogruppo e segretario cittadino pare intenzionato a non ricandidarsi e così almeno tre dei consiglieri uscenti, l’assessore Lego che sarebbe fatto fuori da Anna Menghi se corresse con la Lega da quel che si dice starebbe pensando di candidarsi nella “civica con la camicia” di un gruppo di negozianti che avrebbe il sostegno anche del consigliere di minoranza di Appignano probabilmente pentitosi di aver abbandonato il carro del generale Roberto Vannacci al punto che il commissario provinciale Mauro Lucentini sarebbe preoccupato per lo svuotamento possibile di consensi dalla lista di Salvini.
Dove resta in attesa Anna Menghi decisa a candidarsi all’ultimo. In casa Forza Italia le cose non vanno moto meglio. Si sa che, sia pure surrettiziamente, l’assessore uscente Riccardo Sacchi avrebbe posto il veto alla candidatura nelle liste forziste di Laura Laviano e addirittura di Silvano Iommi che di Forza Italia è stato uno dei primi animatori ai tempi in cui Sacchi era ancora alla corte di Alleanza Nazionale.
Ci sarebbe una certa rinnovata frizione tra l’assessore comunale e il presidente del consiglio regionale – guarda te anche lui di Camerino, dunque non di Macerata – Gianluca Pasqui che invece spinge per le doppie candidature di Laviano e Iommi convinto che l’evidente debolezza e frammentazione della Lega potrebbe dare a Forza Italia maggior spazio nella eventuale giunta Paracaroli-bis.
Su questa disfida sotterranea c’è anche una interlocuzione di Barbara Antolini, segretaria cittadina e capogruppo in Comune di Forza Italia, che potrebbe aspirare a un posto da assessore anche per i limiti imposti dalla rappresentanza di genere. In Fratelli d’Italia la situazione è magmatica. Si sa che in quattro aspirano al posto di assessore: Paolo Renna vuole fare anche il vicesindaco, ma Francesca D’Alessandro legittimamente aspira alla conferma (dato anche il consenso raccolto alle regionali) in quel ruolo, Simone Livi rimasto a piedi in Regione pretende un posto e Pierfrancesco Castiglioni chiede un segno di riconoscimento alla sua fedeltà. Si accontenterebbe pare del ruolo di Presidente dell’assemblea comunale.
Ma al carro di Fratelli d’Italia c’è un vero e proprio assalto al punto che si mormora di una "lista dei ristoratori" che chiederebbe un posto in giunta. In questo marasma spuntano altre due incognite. La prima è la lista I Marchigiani che si presenta molto agguerrita e non si sa ancora se Claudio Carbonari vi confluirà o meno, la seconda è la lista dell’Udc con la presenza dell’assessore Marco Caldarelli che potrebbe finire per diventare un catalizzatore dei dissidenti dagli apparati del Centrodestra senza contare che, sia pure con ridottissime speranze, sono in campo Mattia Orioli e Giordano Ripa che pescano in un’area limitrofa al Centrodestra.
Francesco Acquaroli ha scelto di confermare Sandro Parcaroli per tentare di arginare le spinte centrifughe e le faide interne di un Centrodestra che pare del tutto inconsapevole dell’erosione di consensi che ha subito e sta subendo. E del tutto indifferente ai sommovimenti dell’elettorato che invece il voto referendario ha palesemente fatto emergere. Lo dimostra la difficoltà che i partiti hanno nel formare le liste. Probabilmente solo Fratelli d’Italia riuscirà a comporre l’elenco di tutti e trenta i candidati.
A due mesi esatti dalle elezioni il Centrodestra non ha ancora elaborato una piattaforma programmatica ed è stato paralizzato prima aspettando Godo, oggi dalle manovre in cerca di un posto con l’elettore considerato variabile indifferente, e tale non è! Non si rende conto che ad esempio Marco Sigona gli ha posto un problema serio: come dialogare con i ceti produttivi, con il mondo delle professioni e con l’università?
E sull’altro fronte Giancarlo Tittarelli può capitalizzare il dissenso giovanile ben espresso dal voto del referendum e il voto popolare del tutto trascurato dalla giunta Parcaroli che si è arroccata nel suo fortino di cemento armato inconsapevole della perdita di ruolo e di peso che Macerata ha subito come dimostrano i tre indizi elettorali. Il tempo per cambiare candidato Sindaco il Centrodestra lo avrebbe, ma non lo farà. Sarebbe il caso di suggerire però a Francesco Acquaroli che potrebbe essere un voto a perdere.
Un incendio di sterpaglie ha interessato nella mattinata di oggi località Pitino, nel comune di San Severino Marche. L'allarme è scattato intorno alle 10:30, mobilitando i soccorsi per circoscrivere le fiamme che si stavano propagando su un'area di vegetazione spontanea.
Sul luogo dell'evento è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino. Gli operatori, avvalendosi di un’autobotte e di due mezzi 4x4, hanno lavorato per arginare il fronte del fuoco, confermando successivamente di aver provveduto allo spegnimento delle fiamme e alla messa in sicurezza dell’area. Secondo i dati tecnici forniti dai soccorritori, il rogo ha coinvolto circa un ettaro di terreno.
Dalle verifiche effettuate, non si registrano persone coinvolte e non sono stati riportati danni a strutture o abitazioni limitrofe. Oltre al personale del 115, sono intervenuti i carabinieri forestali per svolgere gli accertamenti necessari a stabilire l'esatta dinamica dell'accaduto.
Civitanova Marche – Prosegue senza sosta l’attività di controllo del territorio e l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari da parte dei Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche. Nelle ultime ore, i militari della locale Stazione hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Fermo.
Il provvedimento ha colpito un uomo di 56 anni, originario di Napoli, residente a Civitanova Marche ma di fatto domiciliato a Porto Sant’Elpidio, riconosciuto colpevole del reato di bancarotta fraudolenta per fatti commessi nel 2012 nel comune di Fermo.
Secondo quanto disposto dall’Autorità Giudiziaria, l’uomo dovrà scontare tre anni di reclusione. Al termine delle formalità di rito svolte presso la caserma dei Carabinieri, il 56enne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Fermo, dove rimarrà a disposizione della magistratura per l’espiazione della sentenza definitiva.
Il mondo della musica italiana dice addio a Gino Paoli, scomparso ieri, martedì 24 marzo 2026 all’età di 91 anni. Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, è stato uno dei più grandi interpreti della canzone d’autore. In queste ore sono numerosissime le manifestazioni di cordoglio, non solo dal mondo della musica ma anche da quello della cultura e delle istituzioni. I funerali si terranno in forma privata, alla presenza dei soli familiari.
Tra i tanti legami che hanno segnato la sua lunga carriera, anche nel territorio maceratese. Uno dei più significativi è stato quello con Musicultura, realtà alla quale Paoli è rimasto profondamente legato nel tempo. Sin dalle prime edizioni, infatti, aveva fatto parte del comitato artistico di garanzia, offrendo uno sguardo autorevole e sensibile sulla nuova canzone d’autore italiana. Musicultura non è stata per lui soltanto un palco, ma un luogo di confronto e di crescita condivisa, dove ha sempre dimostrato grande attenzione verso i giovani artisti. Più volte ospite tra Recanati e Macerata, Paoli ha contribuito a rafforzare l’identità del festival, diventandone negli anni una presenza familiare e preziosa.
Indissolubile anche il legame con lo Sferisterio di Macerata, dove nel 2014 si era esibito proprio in occasione di Musicultura insieme al pianista Danilo Rea, in un concerto intenso e raffinato. Un’esperienza rinnovata nel 2020, sempre allo Sferisterio, nell’ambito del Macerata Opera Festival.
A ricordarlo, con parole cariche di stima e affetto, è il direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri:
“Gino lascia dietro di sé un patrimonio di canzoni meravigliose, senza tempo. La tristezza, mia e di tutta Musicultura, per la sua scomparsa convive con la consapevolezza che ad andarsene sono un artista e un uomo che hanno vissuto intensamente ogni sfaccettatura dell’esistenza. Con lui se ne va un poeta sublime, un uomo refrattario ai compromessi ogni volta che la posta in gioco erano la bellezza, la libertà, l’amore, l’amicizia. A Musicultura, dove fu più volte ospite e membro del Comitato artistico, Gino si rivolse sempre con affetto e generosità. Anche di questo gli siamo e resteremo sempre grati. Una volta, riferendosi al concorso con cui diamo voce alle espressioni più creative dei giovani artisti, Gino ci definì “una finestra sul futuro”. Bella sintesi, ma purtroppo so che in quel futuro un altro Gino Paoli non ci sarà”.
Il giorno dopo la prima vera sconfitta del governo Meloni - quella del referendum sulla giustizia - si parla già di caduta dell’esecutivo, di elezioni anticipate, di possibili fratture al centro della maggioranza (con il quarto incomodo Vannacci, la cui consistenza elettorale è ancora tutta da verificare).
Il risultato è netto e, per molti versi, sorprendente. Le campagne referendarie erano partite in modo simile: magistrati e diretti interessati hanno insistito sugli stessi temi. Per il “sì”, Di Pietro si è speso in numerose ospitate televisive. A seguirlo, il ministro Nordio, che alle presenze mediatiche ha però affiancato anche alcune gaffe. Per il “no”, invece, si sono visti protagonisti come Gratteri, Colombo e diversi esponenti della minoranza parlamentare, che hanno puntato sul tema dell’elezione a sorte a partire da una lista stilata dal Parlamento.
Rimandendo sul piano della comunicazione, ciò che ha davvero mosso l'opinione pubblica sono stati i casi social.
Il primo riguarda il video di Alessandro Barbero, che in un reel esprimeva perplessità sulla riforma: contenuto poi oscurato da Facebook perché ritenuto fake news. Il secondo è la scelta della premier di scendere in campo nell’ultima settimana, moltiplicando le apparizioni televisive - da Mentana a Quarta Repubblica - ma andando poi a concludere la campagna referendaria nel podcast più seguito del momento.
L’ospitata che ha fatto più rumore, infatti, è stata quella al Pulp Podcast di Fedez e Davide Marra. La puntata è uscita il giorno prima del silenzio elettorale, con reel diventati virali nelle ore immediatamente precedenti e successive.
Da lì, il dibattito è esploso. C’è chi ha criticato la scelta di una premier che preferisce canali senza contraddittorio; chi, al contrario, ha esaltato il podcast come simbolo di una comunicazione capace di “battere” i media tradizionali, offrendo 50 minuti di confronto su temi che la stessa premier aveva evitato per mesi nei contesti giornalistici. Non sono mancate critiche anche ai conduttori, accusati di aver sprecato l’occasione, risultando troppo accomodanti, quasi due "Fazio qualunque".
A quel punto, il tema del referendum era passato in secondo piano. Si discuteva soltanto di comunicazione: cosa fosse giusto o sbagliato, cosa si sarebbe potuto fare meglio.
Poi arrivano domenica e lunedì mattina. Gli italiani hanno votano e, dopo un iniziale testa a testa negli instant poll, si afferma la vittoria del "no".
Meloni era pronta. Poche ore dopo pubblica un breve video in cui dichiara di rispettare la scelta degli italiani, ribadendo però la necessità di una riforma della giustizia e invitando ad andare avanti.
Le settimane precedenti, in cui la premier è scesa dal suo "scranno" per entrare nel dibattito pubblico, vanno forse lette proprio così: un modo per mettere le mani avanti. Meloni aveva percepito il rischio della sconfitta e ha lavorato per spersonalizzare il voto. Altrimenti oggi il discorso pubblico sarebbe tutto su dimissioni ed elezioni (chiedete a Renzi).
C’è però un altro dato da tenere a mente: questo referendum dimostra che la bolla social è, appunto, una bolla. Per giorni si è discusso di quanto il Pulp Podcast si fosse trasformato in uno strumento di propaganda governativa, salvo poi arrivare a un risultato opposto.
Forse i social non incidono così tanto come si crede. Sono senza dubbio strumenti più capillari e diretti rispetto alla televisione, e per questo politici e celebrità li utilizzano sempre di più. Ma il linguaggio resta spesso lo stesso. Un tempo Sorrentino presentava un film in tv; oggi continua a farlo, ma passa prima da podcast come quelli di Gazzoli o Tintoria. Allo stesso modo, Meloni va da Mentana, ma anche da Fedez, per intercettare pubblici diversi.
L’errore è attribuire a questi strumenti un potere di indirizzo assoluto. Sono più rapidi, più virali, ma non annullano la capacità di scelta degli elettori.
Il popolo ha parlato - e lo ha fatto in modo diverso rispetto alla narrazione dominante sui social, che spesso tendiamo a proiettare sull'intero Paese.
Un segnale, forse, che il rumore di fondo resta solo rumore di fondo.
Atto vandalico nella notte ai danni della sede maceratese di Fratelli d’Italia, situata in Corso Cairoli. Ignoti hanno preso di mira la vetrina del punto politico, imbrattandola con scritte offensive e sputi.
L’episodio è stato scoperto nelle prime ore del giorno, quando la sede si presentava visibilmente deturpata.
Sulla vicenda abbiamo raccolto il commento dell’esponente di Fratelli d’Italia Simone Livi, che ha espresso una posizione netta: "Quando non si hanno idee si fanno questi atti di vandalismo. Si commentano da soli. Dispiace perché io sono sempre per il confronto politico ma queste sono vigliaccate che lasciano il tempo che trovano. Ripeto, si commentano da soli".
Dopo l’esito del referendum costituzionale, che ha visto prevalere il No, interviene la Camera Penale di Macerata, che nel corso della campagna referendaria si era schierata convintamente per il Sì.
“Il voto dei cittadini merita sempre ascolto e rispetto, anche quando non coincide con la posizione che abbiamo sostenuto con convinzione e grande impegno”, si legge nella nota diffusa dall’associazione forense.
Pur prendendo atto del risultato, l’attenzione è ora rivolta al futuro, senza dimenticare il lavoro svolto durante la campagna: “Dobbiamo ora guardare al futuro, non prima di aver ringraziato coloro che hanno dedicato, in modo appassionato e disinteressato, le loro energie e il loro impegno a questa storica battaglia dell’avvocatura penale”.
Un dato particolarmente significativo riguarda il territorio: nella provincia di Macerata il Sì ha raggiunto il 50,62%, trainato soprattutto dal consenso nei piccoli centri e in controtendenza rispetto al quadro regionale e del Centro-Sud. “Un risultato che premia uno sforzo capillare e costante, che ci ha visti presenti in moltissimi Comuni del Maceratese, in un confronto diretto con gli elettori e con le comunità locali”.
La Camera Penale rivolge un ringraziamento ai propri iscritti, protagonisti di una campagna intensa: “Ci hanno accompagnato con il loro caloroso sostegno, incontrando instancabilmente gli elettori e offrendo un contributo tecnico sui temi della riforma”.
Nonostante la complessità dei contenuti, il confronto pubblico si è svolto in un clima costruttivo: “Riteniamo particolarmente significativo che i confronti si siano svolti, anche con i sostenitori del No, in un clima di correttezza e reciproco rispetto”.
Un riconoscimento viene espresso anche al mondo accademico, con momenti di dialogo all’Università degli Studi di Macerata e all’Università degli Studi di Camerino, oltre che alle forze politiche che hanno ospitato il dibattito.
Nonostante la sconfitta referendaria, resta forte il senso di unità dell’avvocatura: “Resta un patrimonio di valori condivisi, che ha acquisito forza attraverso una ritrovata unità, capace di mettersi in gioco per sostenere i valori costituzionali della libertà, del diritto di difesa e del processo equo e giusto”.
Lo sguardo è ora rivolto al futuro: “Il nostro impegno sarà quello di non disperdere questi valori, per radunare forze e componenti della società che condividono la volontà di cambiamento”.
(Nella foto l'avvocato Donato Attanasio, presidente della Camera penale di Macerata)
La Regione Marche istituisce una commissione di verifica sulla vicenda legata allo smaltimento delle sacche di plasma presso l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche. Nel pomeriggio di oggi, la Giunta regionale si è riunita per attivare formalmente le procedure di controllo, culminate nel decreto del direttore del Dipartimento Salute che ha individuato i componenti della commissione di verifica.
Il nucleo ispettivo è stato composto attraverso una valutazione tecnica mirata a selezionare "professionisti di comprovata esperienza e competenza" all'interno del sistema sanitario regionale, si legge in una nota rilasciata dalla Regione. L'obiettivo è fare piena luce sulle "presunte criticità nell’ambito delle attività svolte attinenti al processo di scomposizione del sangue e la dismissione di sacche di plasma" emerse nei giorni scorsi.
Della commissione fanno parte il dottor Massimo Mazzieri (direttore socio sanitario dell'AST di Ancona), il dottor Edoardo Berselli (direttore medico dell'AST di Pesaro e Urbino), il dottor Antonio Canzian (direttore della Medicina Trasfusionale dell'AST di Ascoli Piceno e direttore pro tempore del DIRMT) e la dottoressa Marianna Catalini (direttore delle Risorse Umane dell'AST di Ascoli Piceno).
Il team di esperti dovrà accertare le cause che hanno portato allo spreco delle sacche, 300 stando a quanto comunicato dall'assessore Calcinaro (leggi qui) mentre sarebbero molte di più in base a quanto riportato da alcune indiscrezioni di Fanpage.
Gli esperti dovranno anche verificare se la carenza di personale denunciata dall'assessore Calcinaro sia stata l'unico fattore determinante. I risultati della Commissione saranno fondamentali per garantire la massima trasparenza a tutela di tutti i donatori marchigiani.
Sensibilizzare la comunità sul tema della donazione di organi: è questo l’obiettivo dell’incontro organizzato dal gruppo Anspi, in programma venerdì 27 marzo alle ore 17 presso la parrocchia Santa Madre di Dio di Macerata.
L’iniziativa offre ai cittadini uno spazio di informazione e dialogo, affrontando la tematica della donazione da più punti di vista: dagli aspetti normativi legati al consenso, ai diritti coinvolti, fino alle procedure e garanzie previste dalla legge. Secondo Don Carlos, parroco della parrocchia, riflettere sulla donazione significa interrogarsi sul senso del dono, sulla dignità della vita e sulla possibilità concreta di trasformare una perdita in speranza per gli altri.
Le relatrici dell’incontro saranno la dottoressa Valeria Zompanti, che illustrerà risultati e prospettive legate al consenso alla donazione, e la Dr.ssa Maria Gorgoglione, che approfondirà il tema della dichiarazione di morte cerebrale.
Interverranno inoltre i dirigenti medici Diego Gattari ed Emanuele Iacobone, i quali, grazie alla loro esperienza nelle situazioni emergenziali, racconteranno casi vissuti in prima persona, per aiutare i partecipanti a comprendere meglio l’impatto e la complessità della donazione.
Nel 2025 l’Ospedale di Macerata ha registrato 6 donazioni multiorgano,13 donazioni di cornee, 6 di tessuto osseo e una di tessuti vascolari, dati che sottolineano l’importanza di una corretta informazione per sostenere la scelta consapevole dei donatori.
Accanto agli interventi tecnici, sarà dato spazio anche alle testimonianze, che aiutano a comprendere la dimensione più profonda ed emotiva di una scelta personale con un impatto enorme sulla collettività. L’incontro prevede anche un approfondimento etico, particolarmente significativo in un contesto comunitario come quello dell’oratorio, dove solidarietà e responsabilità verso gli altri trovano naturale espressione.
La Cucine Lube Civitanova stecca l’andata dei quarti di finale in CEV Champions League perdendo contro l’Aluron CMC Warta Zawiercie in tre set (22-25, 16-25, 29-31). Per raggiungere la Final Four ai vicecampioni d’Italia servirà una rimonta in Polonia giovedì 2 aprile (ore 18) sul campo dell’Arena Sosnowiec, nel cuore della torcida polacca. La strada verso la Final Four di Torino diventa più complicata per gli uomini di Giampaolo Medei, sorpresi dai vicecampioni d’Europa 2025, freschi vincitori della stagione regolare in PlusLiga.
Lo Zawiercie brilla in ricezione e in difesa, attua un gioco veloce con Tavares (MVP), vince la sfida al servizio (4 ace a 1) e porta in doppia cifra Russell (12) e Kwolek (10). Tra i biancorossi, che pagano una partenza con il freno a mano tirato, Nikolov chiude da top scorer (17), Loeppky mette a referto 11 punti.
Nel primo set (22-25) lo Zawiercie tiene in ricezione e martella in attacco (71%). La Lube replica con il 59% di positività senza però annullare il gap.
Nel secondo set (16-25) il team polacco si concede il lusso di firmare un 82% di squadra in attacco, con Kwolek autore di 6 punti (83% con un ace).
Il terzo set (29-31) è il più combattuto. Civitanova alza la testa nel finale e trova il sorpasso, ma spreca cinque palle set ai vantaggi prima del ko.
LA GARA - Civitanova si dispone con Boninfante al palleggio, i tre schiacciatori, Loeppky, Nikolov e Bottolo, i centrali Gargiulo e D’heer, Balaso libero. Polacchi schierati con Tavares al palleggio e Boladz opposto, Kwolek e Russell laterali, l’ex biancorosso Bieniek e Gladyr al centro, Popiwczak libero.
Avvio complicato per la Lube, che fatica a eludere il muro ospite (1-5). I padroni alzano gradualmente il livello e proprio con il block di Gargiulo si portano a -2 (8-10). Il parziale diventa più equilibrato e sull’ace di Boninfante la situazione è di 14-15. L’Aluron torna sul +3 dopo un salvataggio miracoloso e il successivo tocco beffardo di Bieniek (16-19). Sotto 21-24, la Lube annulla una palla set, ma cade sulla stoccata di Boladz (22-25).
Il secondo set si apre punto a punto, ma gli ospiti sono più precisi e veloci. Una situazione che porta gli uomini di Winiarski sul +5 contro una Lube irriconoscibile al servizio e troppo timorosa (7-12). Medei inserisce la diagonale composta da Orduna e Kukartsev e sul 9-15 chiama un time out. Il Club placco gioca in sicurezza, ma i padroni di casa concedono troppo e sul punteggio di 11-18 tornano in formazione tipo. Dopo un altro errore gratuito (11-19), Medei inserisce Duflos-Rossi. Sul 13-21 Podrascanin entra per D’heer. Il divario al servizio si riassume negli ultimi due punti dei polacchi, uno con l’ace di Kwolek e l’altro con l’errore dei cucinieri dai nove metri (16-25).
A spezzare l’equilibrio nel terzo set sono l’ace di Gladyr e un errore biancorosso (9-12). Piove sul bagnato quando la Lube incassa anche l’ace di Tavares (10-14). Immediato il time out di Medei. Le combinazioni di Boninfante e Nikolov provano a invertire la rotta (12-14).
Riprendono le sfuriate degli ospiti e dopo l’ace di Boladz (14-18) Medei chiama un altro time out. Civitanova reagisce e accorcia con il tocco di Gargiulo per poi ridurre al minimo le distanze su uno dei rari errori dello Zawiercie (17-18). Sul più bello i cucinieri si complicano la vita da soli (17-20) per poi reagire nuovamente in attacco (19-20) e trovare il pari sul diagonale di Nikolov, che si ripete sull’azione decisiva per il sorpasso (22-21). Il controsorpasso è firmato Bieniek (22-23), ma Loeppky risponde (23-23). C’ è spazio per Duflos-Rossi. L’errore al servizio della Lube dà un match ball ai rivali che sparano fuori (24-24). Civitanova mette il naso avanti con il muro di Boninfante, ma D’Heer batte out (25-25). Ai vantaggi la Lube non capitalizza altre 4 palle set e incassa il muro del 29-30 per poi sbagliare l’attacco del possibile pareggio (29-31).
(Credit foto: Spalvieri)
TREIA – Appuntamento con la storia per l’Aurora Treia si prepara a vivere una domenica speciale: il 29 marzo, infatti, i biancorossi disputeranno la prima finale di Coppa Italia Promozione della loro storia, affrontando la Castelfrettese nell’atto conclusivo della competizione. La sfida è in programma allo stadio “Galileo Mancini” di Castelfidardo, con calcio d’inizio fissato alle ore 16. Il prezzo del biglietto sarà unico, pari a 10 euro, per una gara che si preannuncia combattuta e ricca di emozioni.
L’Aurora arriva a questo appuntamento nel pieno di una stagione straordinaria. Domenica scorsa, nello scontro al vertice contro l’Azzurra Colli, è arrivato un pareggio per 1-1 che ha lasciato invariata la classifica, con i treiesi ancora in vetta e con un punto di vantaggio proprio sugli ascolani. Ora il campionato si ferma per due settimane, complice la pausa per il Torneo delle Regioni e le festività pasquali, offrendo così il palcoscenico ideale alla finale.
Nel post partita, mister Simone Ricci ha sottolineato l’importanza del momento: «È una settimana importante perché domenica ci giochiamo una finale storica per questa società. Ci teniamo a portare a casa la coppa, sapendo che affrontiamo un avversario forte. Poi avremo una settimana per ricaricare le pile e prepararci alle ultime tre battaglie di campionato».
Per il tecnico sarà anche una sfida dal sapore particolare. Lo scorso anno, infatti, Ricci sedeva proprio sulla panchina della Castelfrettese, con cui ha conquistato il campionato di Prima Categoria: «A Castelfrettese ho passato un anno bellissimo e devo ringraziare tutti perché mi hanno fatto sentire a casa dal primo giorno. È stata un’annata eccezionale: oltre alla vittoria del campionato, porto con me i rapporti con società, giocatori e tifosi. Domenica saremo avversari per 90 minuti, ognuno cercherà di portare a casa la coppa, ma Castelfrettese resta un pezzo di cuore».
Un’Aurora Treia che si presenta all’appuntamento forte di numeri impressionanti: «Questi ragazzi stanno facendo qualcosa di incredibile – ha aggiunto Ricci –. Se non sbaglio siamo alla 35ª partita da imbattuti, e certi traguardi non arrivano per caso. È un progetto iniziato quest’anno, abbiamo cambiato tanto ma fin dal primo giorno si è creata un’amalgama importante. Ora prendiamo questo punto in maniera positiva, recuperiamo e ci prepariamo a domenica».
Domenica, dunque, non sarà una partita come le altre. Per l’Aurora Treia è il momento di scrivere una nuova pagina della propria storia.
Si è svolta sabato scorso a Mogliano la quarta tappa di Craft Surfing, il progetto promosso da CNA Marche che valorizza l’artigianato regionale attraverso un viaggio tra botteghe, cultura e tradizioni. Un appuntamento che ha registrato una partecipazione significativa di artigiani, cittadini e appassionati, confermando l’interesse crescente attorno a un format capace di unire saper fare, identità e territorio.
Il pomeriggio si è aperto con la visita guidata alla chiesa di Santa Maria di Piazza, dove i partecipanti hanno potuto scoprire la storia della Pala di Lorenzo Lotto, ancora oggi al centro di vicende e curiosità che hanno suscitato grande interesse. L’itinerario è poi proseguito al MASM – Museo di Arte Sacra, per concludersi con l’arrivo al Museo delle Terre Artigiane dove Milko Morichetti, restauratore e dirigente CNA Macerata, ha accolto gli ospiti: "È stata una giornata che ha dimostrato quanto l’artigianato possa essere un potente strumento di racconto del territorio – commenta Morichetti -. Aprire la propria bottega significa condividere non solo tecniche e prodotti, ma anche storie, relazioni, emozioni e visioni che rendono vivo il nostro patrimonio culturale".
All’interno degli spazi museali, pensati come un luogo speciale dell'incontro tra cultura e artigianato, sono state esposte le opere di tre artigiani marchigiani: Olivia Monteforte di Pesaro, con le sue scarpe su misura; Barbara Tomassini di Ascoli Piceno, con le sue ceramiche dipinte a mano; Nicholas Tiranti, che ha raccontato la tradizione della fisarmonica marchigiana attraverso strumenti e lavorazioni.
Il pomeriggio è stato arricchito dal concerto del Maestro Giacomo Rotatori, che ha proposto una suggestiva rassegna di musiche da cinema rivisitate per fisarmonica, seguito da un momento conviviale con degustazione a cura delle locali realtà enogastronomiche Antica Gastronomia e cantina Volverino.
Il sindaco di Mogliano Fabrizio Luchetti ha portato i saluti dell’amministrazione e ha ringraziato gli organizzatori per l’interessante iniziativa. Presenti all’evento anche il presidente CNA Macerata Simone Giglietti, la direttrice Lucia Pistelli e altri componenti della presidenza territoriale dell'Associazione: "Craft Surfing è un’esperienza che crea connessioni autentiche tra artigiani e comunità – ha commentato Giglietti -. Da questi incontri nascono nuove opportunità e una rete sempre più solida, capace di rafforzare il valore della piccola impresa e del saper fare marchigiano".
Il progetto Craft Surfing prosegue così il suo percorso nelle Marche, promuovendo lo scambio di esperienze tra botteghe e contribuendo a costruire una rete di relazioni e competenze a sostegno dell’artigianato locale.
In cinque anni, le Marche hanno perso 4.112 attività agricole, pari a un calo del 16,1%. Una flessione particolarmente evidente tra il 2022 e il 2024, periodo in cui si registrano i numeri più allarmanti. I dati incrociati della Camera di Commercio Regionale e della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) rilevano un quadro di complessiva flessione pur in una situazione nazionale declinante. Sul comparto paiono addensarsi numerose preoccupazioni rilevanti anche per l’introduzione del Mercosur, definito il più grande mercato di libero scambio fra l’UE e Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, la cui definizione ha visto crescere moltissime proteste in tutto il Vecchio Continente.
Una nutrita piattaforma di produttori agricoli e associazioni animerà il Primo Forum regionale per la difesa del settore primario. L’iniziativa, dal titolo: “Mercosur: chi paga il conto? Cibo e salute, agricoltura e territorio: tra accordi europei e spesa quotidiana”, sarà di scena sabato 28 marzo, dalle ore 10, a Morrovalle, nella sala conferenze dello splendido Palazzo Lazzarini, sede del museo cittadino. L’originale forum è stato organizzato dalle associazioni culturali Marche Terre Libere e Anima Mundi Green Life, che hanno unito le loro esperienze sociali, culturali ed ambientali, fungendo da raccordo con i rappresentanti di categoria.
“Il comparto agricolo marchigiano consta di circa 3.800 imprese per una superficie di poco meno di 600.000 ettari, la provincia più popolata di imprese è la provincia di Macerata con 1.700 imprese. Per questa ragione - spiegano gli organizzatori - abbiamo scelto una località del maceratese, all’interno di una regione centrale per tutto il comparto in cui l'80,8% della Sau è coltivata a seminativi, con i cereali per la produzione di granella come coltura prevalente; l'11,8% sono prati e pascoli e il 7,3% a legnose agrarie. Gli alveari, gli avicoli e gli ovini sono le tipologie di allevamenti che nelle Marche contribuiscono di più ai totali nazionali (4,9%, 2,9% e 2,1%) mentre le aziende agricole con centro aziendale nelle Marche sono oltre 33mila (3% del totale Italia)”.
Tra i relatori, moderati da Orietta Baldelli, Alessandro Cacciamani (Membro del Comitato Agricoltori Maceratesi), Matteo Carboni (Presidente CIA Agricoltori Italiani Ascoli Piceno-Fermo-Macerata), Giuseppe Paolini (Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e Presidente UPI Marche), Debora Cuini (Responsabile Provinciale Medici per l’Ambiente, Presidente Anima Mundi Green Life), Marianella Fioravanti (esperta in Relazioni internazionali, Vicepresidente Associazione Marche Terre Libere).
“Il trattato Mercosur - spiegano gli organizzatori - nasce per favorire il commercio di alcuni settori produttivi (automotive, industria farmaceutica) ma è mortale per quello agricolo. Nessun vantaggio quindi per gli agricoltori europei ed italiani né per i cittadini, perché senza applicazione del principio di reciprocità importeremo cibo che non rispetta i nostri rigidi standard di produzione in termini di sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e tutela dei lavoratori. Non solo, sarà l’ennesimo caso di concorrenza sleale, considerando il differenziale del costo di produzione che grava sulle spalle degli agricoltori, particolarmente elevato per quelli europei ed italiani, con conseguenze potenzialmente rovinose sui prezzi”.
“Inoltre - scrivono in una nota i promotori dell’evento - in Sudamerica sono consentiti trattamenti e pratiche produttive banditi da anni nel nostro continente. Per quanto riguarda gli allevamenti, ad esempio, è consentito l’impiego di ormoni della crescita per accelerare l’ingrasso degli animali, mentre da noi è vietato da più di 30 anni poiché considerato potenzialmente dannoso per la salute dei consumatori. Senza contare la sorveglianza quasi inesistente sull’utilizzo di antibiotici. Regole che i nostri allevatori seguono all’interno di una filiera completamente tracciata e soggetta a rigidi controlli. Inoltre, con l’accordo Mercosur, le multinazionali della chimica avranno maggiore facilità a vendere in Sudamerica fitofarmaci vietati nell’Unione Europea, che finirebbero nei nostri cibi proprio con le importazioni agevolate dal Mercosur. Finirebbe il ruolo dell’agricoltore come custode dei cibi che la terra produce”.
L’Università degli Studi di Camerino rinnova il proprio impegno nell’orientamento universitario con due giornate dedicate alla scoperta dell’offerta formativa, in programma il 26 e 27 marzo. Un doppio appuntamento pensato per accompagnare studentesse, studenti e famiglie nella scelta del percorso accademico, offrendo una panoramica completa sui corsi di studio, i servizi e le opportunità dell’Ateneo.
La prima giornata, prevista per il 26 marzo, si svolgerà interamente online e sarà dedicata principalmente ai corsi di laurea triennale e a ciclo unico. Durante l’evento verranno presentati i percorsi formativi delle diverse Scuole di Ateneo, tra cui Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie, oltre alla Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”.
Sempre nella stessa giornata è in programma anche un incontro informativo rivolto ai genitori, con un focus sui principali servizi offerti dall’università: borse di studio, alloggi e soluzioni di studentato diffuso, impianti sportivi, programmi di mobilità internazionale, trasporti, supporto per disabilità e DSA, tutorato e benessere psicologico.
Il 27 marzo sarà invece una giornata mista, fruibile sia in presenza sia online, interamente dedicata ai corsi di laurea magistrale. In questa occasione, i partecipanti potranno approfondire i diversi percorsi di studio e confrontarsi direttamente con docenti, tutor e personale universitario, per ricevere informazioni utili e chiarire eventuali dubbi.
A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è il rettore Graziano Leoni: “Gli Open Day rappresentano un momento fondamentale di incontro con le future studentesse e i futuri studenti, un’occasione per raccontare da vicino la nostra comunità universitaria e accompagnare i giovani in una scelta consapevole, che riguarda non solo il percorso di studi ma il proprio progetto di vita”.
Per partecipare è necessario registrarsi attraverso il sito dedicato all’orientamento, dove sono disponibili anche i programmi dettagliati delle due giornate.
La scuola secondaria di primo grado di Treia ha promosso un’importante giornata dedicata alla sicurezza, coinvolgendo le classi seconde in un evento formativo realizzato in collaborazione con A.GE.PRO. (Associazione Geometri Protezione Civile), INGV Regione Marche e il Comune di Treia.
Nel corso dell’iniziativa, tecnici ed esperti hanno guidato gli studenti e le studentesse in una serie di laboratori dedicati alla prevenzione e alla sicurezza in caso di calamità naturali, con particolare attenzione al rischio sismico. I tecnici di A.GE.PRO., Marzo Lausdei, Luca Ricci, Sergio Corradetti e Fabrizio Vagnoni, hanno illustrato ai ragazzi e alle ragazze i principali protocolli di sicurezza da adottare in caso di terremoto, spiegando comportamenti corretti e procedure di emergenza.
Il personale dell’INGV della Regione Marche — Chiara Ladina, Simone Marzorati e Daniele Manoni — ha invece approfondito le cause dei terremoti e mostrato agli studenti e studentesse, attraverso apposite apparecchiature, come vengono rilevate le onde sismiche e come queste vengano interpretate dagli scienziati.
Durante la mattinata è intervenuto anche, in collegamento online, il commissario straordinario per la ricostruzione, il senatore Guido Castelli. Nel suo intervento ha fornito aggiornamenti sul processo di ricostruzione post-sisma, rassicurando inoltre sull’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo polo scolastico di Treia.
All’incontro hanno portato i loro saluti istituzionali anche la presidente provinciale del Collegio dei Geometri, la geometra Paola Passeri, e l’assessora del Comune di Treia Camilla Palmieri.
«È stata una giornata di formazione molto importante per i nostri allievi, resa possibile grazie alla collaborazione con INGV e A.GE.PRO.», ha dichiarato la dirigente scolastica Silvia Mascia Paolo. «Il nostro bellissimo paese è fragile a causa della sua significativa sismicità: è fondamentale rendere consapevoli i giovani cittadini e fare in modo che imparino a custodirlo con attenzione e responsabilità».
Flavio Corradini, già rettore dell’Università degli Studi di Camerino e docente ordinario di Informatica nello stesso ateneo, ha pubblicato con Franco Angeli Editore il suo nuovo libro, dedicato a uno dei temi oggi più discussi: l’Intelligenza Artificiale generativa. Il volume richiama l’attenzione sulla necessità di comprendere davvero natura, potenzialità e limiti di questi strumenti, sottolineando come il loro valore dipenda non solo dalla diffusione tecnologica, ma soprattutto dalla capacità di utilizzarli con competenza, senso critico e responsabilità.
“Negli ultimi mesi- dichiara Corradini- ho attraversato territori, contesti e comunità per raccontare cosa è, e cosa non è, la cosiddetta Intelligenza Artificiale generativa. Un tema che sento profondamente e che richiede, oggi più che mai, attenzione e consapevolezza. Gli strumenti non mancano: sono sempre più potenti e diffusi. Ma la vera sfida non è averli, è saperli utilizzare. E saperli utilizzare significa farlo con competenza, senso critico e responsabilità.
Solo così possiamo trasformare queste tecnologie in un reale valore per il lavoro, evitando al tempo stesso rischi e fraintendimenti che potrebbero metterci in difficoltà. Un grazie sincero a Franco Angeli per la fiducia e per aver creduto in questo progetto”.
In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, venerdì 27 marzo alle ore 18 e sabato 28 marzo alle ore 10, il Comune di Macerata organizza una visita guidata gratuita al Teatro Lauro Rossi.
L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con Macerata Culture e l’associazione Sferisterio aderendo alla call della Fondazione Marche Cultura. L'obiettivo è la valorizzazione del patrimonio dei teatri storici presenti sul territorio regionale.
Il percorso guidato permetterà ai visitatori di scoprire la storia e l'architettura del teatro cittadino, approfondendo il ruolo della struttura come centro di aggregazione culturale.
Informazioni e prenotazioni: il ritrovo è fissato all'Infopoint, in piazza della Libertà, 18. L'ingresso è gratuito su prenotazione da effettuare al numero 0733 060279, e – mail macerata.cultura@orologionetwork.it .
Un confronto approfondito su disagio adolescenziale, educazione e sfide del mondo digitale è stato al centro della conviviale interclub dei Rotary Club Tolentino, Rotary Club Macerata e Rotary Club Camerino, svoltasi il 24 marzo presso il ristorante Chiaroscuro.
L’incontro, promosso dal Rotary Tolentino insieme al socio Mario Marinelli, ha visto la partecipazione dei presidenti Iole Rosini, Annunziata Pagliariccio e Antonio Talpacci, oltre al governatore distrettuale incoming Stefano Gobbi.
La serata si è configurata come uno spazio di dialogo e apprendimento collettivo, con l’obiettivo di aiutare gli adulti a riconoscere il disagio giovanile e a costruire strategie educative condivise, rafforzando il ruolo della comunità come punto di riferimento per le nuove generazioni.
Tra i relatori, il dottor Lorenzo Lattanzi, vicepresidente nazionale Aiart e presidente regionale Marche, ha illustrato l’esperienza dei “Patti Digitali di Comunità”, indicandoli come risposta concreta alle sfide educative legate all’uso delle tecnologie.
Nel suo intervento ha evidenziato il fenomeno dell’“adultescenza”, ovvero la difficoltà degli adulti ad assumere un ruolo educativo chiaro nell’orientare le abitudini digitali dei minori. Stabilire regole condivise, tempi e responsabilità, ha sottolineato, consente di ridurre la pressione sociale sui ragazzi e favorire un dialogo più efficace tra le generazioni, recuperando un modello di corresponsabilità educativa.
Il dottor Andrea Foglia, coordinatore del Tavolo tecnico permanente per la salute e il benessere delle nuove generazioni della città di Civitanova e presidente di Red Rete Educazione Digitale Aps, ha invece posto l’accento sull’importanza dell’ascolto.
Partendo da una recente indagine territoriale, Foglia ha offerto uno sguardo autentico sul vissuto degli adolescenti: non semplici dati, ma racconti, fragilità e bisogni emersi quando ai ragazzi viene dato spazio per esprimersi. Ne emerge un quadro complesso, in cui il disagio non è solo individuale, ma profondamente legato al contesto familiare e sociale.
Un invito, dunque, rivolto agli adulti a rallentare, ascoltare e costruire alleanze educative solide, capaci di sostenere concretamente le nuove generazioni nel loro percorso di crescita.
Un appuntamento speciale per gli amanti della musica italiana: giovedì 26 marzo il Centro Commerciale Val di Chienti ospiterà il firmacopie di Marco Masini.
L’artista incontrerà il pubblico per presentare il suo nuovo album Perfetto Imperfetto, offrendo ai fan l’occasione di vivere un momento ravvicinato fatto di autografi, foto e incontro diretto.
Reduce dall’esperienza sul palco del Festival di Sanremo in coppia con Fedez con il brano "Male necessario", Masini torna così a contatto con il suo pubblico in un contesto più intimo, portando con sé un lavoro discografico che conferma la sua cifra stilistica, da sempre capace di raccontare emozioni e fragilità con autenticità.
L’evento, promosso dal centro commerciale sui propri canali social, è stato annunciato con un invito semplice e diretto: “Porta il disco, preparati per la foto… e non dimenticare l’autografo”.
Un’occasione imperdibile per i fan del cantautore, che potranno incontrarlo da vicino e portare a casa un ricordo unico, in una giornata che si preannuncia ricca di partecipazione.
C’è un filo invisibile che unisce i borghi della Val di Fiastra, un tracciato che non è solo una linea su una mappa, ma il risultato di un’esperienza collettiva nata "dal basso". A raccontare la genesi e l’anima dell’Anello della Val di Fiastra è Lucia Barchetta, ingegnere edile e coordinatrice della progettazione, figura che incarna perfettamente l'unione tra rigore tecnico e passione per il territorio.
Il legame di Lucia Barchetta con queste terre nasce nel cratere sismico. "Sono arrivata nella valle dopo anni di lavoro sulla ricostruzione e ricerca dedicata alla resilienza dei centri storici", spiega l'ingegnere. Una formazione tecnica che si è intrecciata con la sua esperienza nel CAI di Fermo: "L’Anello è stata l'occasione per unire la dimensione personale del cammino a un lavoro di progettazione territoriale. Questo progetto ha rafforzato la mia decisione di restare e contribuire allo sviluppo della valle".
L'idea dell'Anello affonda le radici nell'estate del 2020, in piena epoca post-lockdown, grazie a un'intuizione del festival Borgofuturo. In quell'occasione nacque il cosiddetto "buon contagio": eventi diffusi nei paesi della valle da raggiungere rigorosamente a piedi.
Sotto la guida dei Comuni di Ripe San Ginesio, Colmurano e Loro Piceno, il progetto si è trasformato in un processo di partecipazione diffusa. "Abbiamo avviato un lavoro complesso di mappatura e revisione dei tracciati - racconta Barchetta - cercando percorsi che fossero accessibili ma anche significativi dal punto di vista paesaggistico. Camminando si vedono cose che in macchina sfuggono completamente".
L'Anello si sviluppa in sette tappe, una per ogni comune della valle. Non si tratta solo di una destinazione turistica, ma di uno spazio di cura condiviso da amministrazioni, abitanti e associazioni. Il lavoro di comunicazione dell'agenzia Tonidigrigio ha poi contribuito a rendere visibile questa natura plurale e partecipata.
Per Lucia Barchetta, l’Anello è "un’infrastruttura leggera che mette in relazione paesaggio, borghi e persone", trasformando il semplice atto di camminare in una pratica concreta di presidio e valorizzazione del patrimonio marchigiano.
Le note dei Fab Four risuonano con accento marchigiano nel nord della Francia. Si è conclusa con un autentico trionfo la partecipazione dei The Ladders alla "Beatles Night 2026" di Wasquehal, vicino a Lille. La band, colonna portante del tributo beatlesiano in Italia, è stata tra i grandi protagonisti della 21ª edizione di uno degli eventi europei più prestigiosi dedicati alla band di Liverpool.
Il successo in terra francese porta la firma di un quintetto che unisce diverse anime della nostra regione. Sul palco dell’Espace Gérard Philipe, davanti a un teatro sold out, hanno brillato il maceratese Riccardo Scarponi e Mauro Cimarra di Jesi. A completare l'ossatura della band, portando alta la bandiera di Camerino, sono stati i due storici musicisti camerti Massimo Gerini e Brizio Romagnoli. Insieme a loro, a chiudere il cerchio di questa eccellenza regionale, anche Gabriele Chiappa di Fabriano.
I Ladders hanno infiammato il pubblico francese con un set dedicato ai brani più rock’n’roll dei Beatles, culminato in un momento di rara intensità emotiva. Per il gran finale, la band marchigiana ha chiamato sul palco le altre formazioni della serata – i francesi The Eggmen e i belgi The Beatlephonics – per un'esecuzione corale di "Hey Jude" che ha fatto scattare la standing ovation dell'intero palazzetto.
"È stata una serata fantastica - hanno commentato i membri della band al rientro - ma il merito va ai Beatles e alla splendida organizzazione di Pierre e di tutto lo staff francese che ci ha accolto come amici di vecchia data".
Attivi da ormai 15 anni, i Ladders si confermano una realtà internazionale capace di esportare il talento marchigiano oltre confine. Dopo il successo d'oltralpe, il tour tributo ai Fab Four non si ferma: il prossimo appuntamento è fissato per il 4 aprile allo Skylight Club di Foligno, per poi proseguire con le date estive in tutta la penisola.
L'amministrazione comunale di Macerata ha adottato provvedimenti urgenti in vista dell’ondata di maltempo prevista per la giornata di domani, giovedì 26 marzo (leggi qui). A causa dell'allerta vento di livello arancione e dell'allerta idrogeologica di livello giallo, è stata disposta la chiusura totale del cimitero, dei Giardini Diaz e del parco di Villa Lauri per l’intera giornata. La riapertura resta legata all'evoluzione del quadro meteorologico: venerdì, infatti, si valuterà se prolungare o meno il blocco a seguito dell'emissione del nuovo bollettino ufficiale.
Per gestire l'emergenza è stato attivato il Centro Operativo Comunale (COC), incaricato di monitorare la situazione in tempo reale e coordinare gli eventuali interventi di soccorso. L'amministrazione invita i cittadini a prestare la massima attenzione durante la permanenza all'aperto, raccomandando di evitare la sosta in prossimità di alberi, strutture temporanee o edifici pericolanti.
Grande prudenza è richiesta anche alla guida, specialmente nei tratti stradali più esposti al rischio di caduta di piante o sassi. Viene inoltre consigliato di mettere in sicurezza o spostare preventivamente ogni oggetto sensibile agli effetti delle forti raffiche prima dell’inizio del periodo di allerta.
Il panorama associativo dell'entroterra maceratese si arricchisce di una nuova, importante realtà. Il 24 febbraio scorso è nata ufficialmente a Castelraimondo la R.E.T.E. - OdV, acronimo di Relazioni, Educazione, Territorio, Esperienze. L'associazione, sorta per volontà di un gruppo di cittadini, si propone come uno spazio aperto di incontro e crescita, con l'obiettivo dichiarato di contribuire concretamente allo sviluppo culturale e sociale della comunità locale.
Secondo quanto espresso dai soci fondatori nel manifesto costitutivo, la missione dell'organizzazione è quella di mettere in connessione persone e realtà differenti: "R.E.T.E. si presenta come una realtà aperta, inclusiva e disponibile al confronto, al servizio del territorio e delle persone che lo vivono". Particolare attenzione sarà rivolta al dialogo tra le diverse generazioni e al coinvolgimento attivo dei giovani, favorendo un contesto in cui progettualità e idee possano trovare realizzazione pratica.
L'associazione intende promuovere iniziative che valorizzino il patrimonio locale, offrendo ai cittadini la possibilità di partecipare attivamente alla vita della comunità. "Entrare in R.E.T.E. significa partecipare attivamente alla vita della comunità e contribuire alla costruzione di nuove opportunità di incontro, cultura e condivisione" spiegano i promotori, lanciando un appello a tutta la cittadinanza di Castelraimondo affinché prenda parte a questo percorso collettivo volto a rafforzare il senso di appartenenza e a creare nuove esperienze di aggregazione.