Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Franco Baresi, storico capitano del Milan e della Nazionale italiana, morto questa mattina all'età di 66 anni. Considerato uno dei più grandi difensori della storia, Baresi lascia un'eredità sportiva straordinaria, ma anche il ricordo di un uomo apprezzato per la sua umanità e la sua disponibilità.
Tra i ricordi più significativi che lo legano al nostro territorio resta però quello del novembre 1997, quando Baresi raggiunse Serravalle di Chienti a pochi mesi dal terremoto che aveva colpito l'Appennino. L'ex capitano del Milan visitò i bambini costretti a frequentare le lezioni nei container, portando loro magliette autografate, tute e giacche a vento.
Un gesto semplice ma carico di significato, che contribuì a regalare un momento di serenità a una comunità ancora segnata dal sisma, e che vi facciamo ricordare con alcune foto di quel giorno del nostro direttore Guido Picchio che ricorda così la giornata: "Fu un'emozione per tutti i terremotati incontrarlo, fu una delle micce che diede la forza per ripartire. Mi ricordo di lui come di una persona gentilissima, disponibile con tutti per firmare autografi. Un campione anche fuori dal campo, un vero numero uno".
L'allora sindaco Venanzo Ronchetti ha ricordato l'importanza di quella visita: "Fu una giornata bellissima. Franco Baresi visitò tutte le scolaresche e incontrò gli alunni, regalando a ciascuno un giubbotto con i colori del Milan. Era una persona molto alla mano e i ragazzi erano entusiasti di poter trascorrere del tempo con un campione come lui. In un periodo così difficile, segnato dalle conseguenze del terremoto, quella visita rappresentò un momento diverso dal solito, capace di far dimenticare per qualche ora i tanti problemi che stavamo affrontando. Fu davvero un bellissimo gesto da parte sua".
Con la scomparsa di Franco Baresi se ne va una delle più autentiche bandiere del calcio italiano. Nelle Marche, oltre alle imprese sportive che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, resta il ricordo di un campione capace di lasciare il segno anche lontano dai campi da gioco.
Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Franco Baresi, storico capitano del Milan e della Nazionale italiana, morto questa mattina all'età di 66 anni. Considerato uno dei più grandi difensori della storia, Baresi lascia un'eredità sportiva straordinaria, ma anche il ricordo di un uomo apprezzato per la sua umanità e la sua disponibilità.
Tra i ricordi più significativi che lo legano al nostro territorio resta però quello del novembre 1997, quando Baresi raggiunse Serravalle di Chienti a pochi mesi dal terremoto che aveva colpito l'Appennino. L'ex capitano del Milan visitò i bambini costretti a frequentare le lezioni nei container, portando loro magliette autografate, tute e giacche a vento.
Un gesto semplice ma carico di significato, che contribuì a regalare un momento di serenità a una comunità ancora segnata dal sisma, e che vi facciamo ricordare con alcune foto di quel giorno del nostro direttore Guido Picchio che ricorda così la giornata: "Fu un'emozione per tutti i terremotati incontrarlo, fu una delle micce che diede la forza per ripartire. Mi ricordo di lui come di una persona gentilissima, disponibile con tutti per firmare autografi. Un campione anche fuori dal campo, un vero numero uno".
L'allora sindaco Venanzo Ronchetti ha ricordato l'importanza di quella visita: "Fu una giornata bellissima. Franco Baresi visitò tutte le scolaresche e incontrò gli alunni, regalando a ciascuno un giubbotto con i colori del Milan. Era una persona molto alla mano e i ragazzi erano entusiasti di poter trascorrere del tempo con un campione come lui. In un periodo così difficile, segnato dalle conseguenze del terremoto, quella visita rappresentò un momento diverso dal solito, capace di far dimenticare per qualche ora i tanti problemi che stavamo affrontando. Fu davvero un bellissimo gesto da parte sua".
Con la scomparsa di Franco Baresi se ne va una delle più autentiche bandiere del calcio italiano. Nelle Marche, oltre alle imprese sportive che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, resta il ricordo di un campione capace di lasciare il segno anche lontano dai campi da gioco.
Il faggio monumentale di Canfaito sta bene, ma continuerà a essere monitorato. Le analisi scientifiche condotte sull'albero simbolo della faggeta hanno restituito un quadro rassicurante: il "Patriarca", con i suoi circa 550 anni di età, conserva una buona vitalità e una stabilità meccanica sufficiente, anche se presenta alcune criticità legate alla sua lunga storia.
L'indagine è stata promossa dall'Unione Montana Potenza Esino Musone, ente gestore della Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, dopo una segnalazione dell'associazione LAC Marche. Per verificare lo stato di salute del faggio è stato incaricato il dottore forestale Tommaso Spilli, che ha effettuato una valutazione biomeccanica e fitosanitaria attraverso tomografie del fusto e del colletto.
Gli esami hanno confermato un'ottima vitalità generale dell'albero, evidenziando però alcune problematiche considerate compatibili con l'età avanzata. Al colletto è stata rilevata la presenza di carpofori di Ganoderma, un fungo che degrada il legno interno. Le analisi hanno però mostrato che il fusto è in buone condizioni: la cavità presente nella parte bassa dell'albero non compromette, al momento, la stabilità grazie alla capacità di compartimentazione del faggio e alla presenza di una quantità ancora adeguata di legno sano.
Più delicata è invece la situazione legata alla presenza di necrosi ed essudati tannici sul fusto, sintomi riconducibili a un possibile attacco di Phytophthora, un fungo patogeno che può provocare nel tempo un indebolimento della pianta e il progressivo disseccamento della chioma. Secondo gli esperti, tuttavia, il faggio potrebbe riuscire a contrastare l'attacco e sarà proprio il monitoraggio nei prossimi anni a permettere di valutarne l'evoluzione.
Per il "Patriarca" non sono previsti interventi invasivi: la strategia indicata dagli specialisti punta sulla tutela passiva dell'albero e sulla salvaguardia del suo habitat naturale.
"Il faggio monumentale di Canfaito è molto più di un albero: è un simbolo identitario per la nostra comunità, un punto di riferimento per il turismo sostenibile e un tesoro di biodiversità che abbiamo il dovere di proteggere – spiega il presidente dell'Unione Montana Denis Cingolani –. I dati ci rassicurano sulla sua straordinaria forza e stabilità meccanica, pur ricordandoci che ci troviamo davanti a un essere vivente plurisecolare che va trattato con rispetto, delicatezza e scientificità".
"Escludiamo qualsiasi intervento invasivo – aggiunge Cingolani –. La priorità sarà un monitoraggio costante nei prossimi anni e la salvaguardia del suo habitat naturalmente preservato. Invito tutti i visitatori della Riserva a vivere la faggeta con senso di responsabilità, evitando di calpestare eccessivamente la zona radicale".
Il faggio di Canfaito rappresenta non solo un elemento di grande valore paesaggistico, ma anche un importante alleato ambientale. Le analisi hanno permesso di stimarne i servizi ecosistemici: il "Patriarca", con una circonferenza del fusto di 632 centimetri e un'altezza di 21 metri, custodisce circa 53.794 chilogrammi di CO₂ nel legno e ne sequestra ogni anno circa 783 chilogrammi, producendo annualmente 512 chilogrammi di ossigeno.
Il valore economico stimato dei benefici ambientali generati dall'albero si aggira intorno ai 130mila euro, un dato che evidenzia come la tutela della biodiversità rappresenti anche un investimento per il territorio, dal punto di vista ambientale, turistico e culturale.
Guidava un monopattino contromano con un passeggero a bordo ed è risultato positivo ai cannabinoidi. Per questo un giovane residente a Valfornace è stato denunciato dai carabinieri della Compagnia di Tolentino alla Procura della Repubblica di Macerata per guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti.
Il provvedimento arriva a conclusione degli accertamenti medico-legali eseguiti dai sanitari dell'ospedale di Camerino, richiesti dai militari dopo il sinistro stradale avvenuto lo scorso 9 giugno a San Severino Marche, nel quale il giovane era rimasto coinvolto mentre viaggiava contromano alla guida del monopattino con un'altra persona a bordo.
Gli esami clinici hanno confermato l'assunzione di cannabinoidi, facendo scattare la denuncia e la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni.
L'episodio rientra nell'ambito dei controlli intensificati sul territorio dalla Compagnia Carabinieri di Tolentino, finalizzati alla prevenzione dei reati e al contrasto delle violazioni del Codice della strada.
Nel corso delle stesse attività, i militari sono intervenuti anche a Tolentino, dove hanno sequestrato sostanze stupefacenti in due distinti controlli. In via del Ponte un giovane del posto è stato trovato in possesso di due dosi di hashish, per circa un grammo complessivo, detenute per uso personale. In un'altra operazione è stato controllato un automobilista residente a Sarnano, trovato con 3 grammi di hashish e 2,5 grammi di cocaina. Per entrambi è scattata la segnalazione alla Prefettura di Macerata come assuntori, mentre al conducente è stata ritirata anche la patente.
Un blitz della polizia locale di Macerata nell'area dell'ex scuola di Villa Potenza, in via Borgo Peranzoni, ha portato al rinvenimento e al sequestro di diverse armi e oggetti atti ad offendere tra cui una mazza da baseball, un tirapugni, uno spray urticante e un coltello a serramanico: l'intervento è scattato a seguito della segnalazione di un cittadino insospettito da un continuo viavai di giovani nella zona.
L'operazione di controllo del territorio si è concretizzata nei giorni scorsi grazie alla fondamentale sinergia tra la comunità locale e le forze dell'ordine. Gli agenti della polizia locale, giunti sul posto per un sopralluogo ispettivo nei pressi del fabbricato dell'ex plesso scolastico, hanno perlustrato l'area individuando il materiale nascosto: una mazza da baseball, un tirapugni in metallo, una bomboletta di spray urticante e un coltellino a serramanico con lama pieghevole di 7 centimetri.
Tutto il materiale è stato immediatamente recuperato, posto sotto sequestro e messo a disposizione dell'autorità giudiziaria per gli approfondimenti d'indagine e gli accertamenti del caso. A commentare l'esito del blitz è il comandante Danilo Doria, che ha rimarcato l'importanza della collaborazione dei residenti per la tutela degli spazi pubblici: "L’operazione evidenzia il costante presidio del territorio. La vigilanza attiva e la sensibilità dei cittadini si confermano alleati preziosi per garantire la sicurezza, la legalità e il decoro negli spazi pubblici della città".
Un'articolata operazione di controllo condotta dalla polizia locale di Civitanova Marche lungo il litorale cittadino ha portato al sequestro di oltre 1.500 articoli tra prodotti abusivi e capi recanti marchi contraffatti, all'elevazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di 5.000 euro e al deferimento all'autorità giudiziaria di tre persone per reati legati alla vendita di merce falsa e all'inosservanza delle norme sul soggiorno.
Nel dettaglio delle verifiche effettuate dagli agenti, sono stati eseguiti 10 sequestri amministrativi per un totale di oltre 1.200 oggetti (tra cui abbigliamento, bigiotteria, accessori e occhiali) messi in vendita senza le prescritte autorizzazioni, con una sanzione di 500 euro comminata a ciascun trasgressore. Sul versante penale, sono stati operati 3 sequestri di merce recante i loghi falsificati di note griffe quali Adidas, Burberry, Armani e Dior, per oltre 250 pezzi ritirati dal mercato.
A seguito degli accertamenti, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata un cittadino del Bangladesh di 62 anni (residente a Civitanova Marche) e un cittadino marocchino di 61 anni per detenzione a fini di vendita di prodotti contraffatti; il 61enne è stato inoltre denunciato per la mancata esibizione del permesso di soggiorno. Deferita infine anche una cittadina senegalese di 52 anni, sorpresa a vendere bigiotteria abusiva senza documenti di soggiorno al seguito.
A margine del blitz è intervenuto il sindaco Fabrizio Ciarapica: "Desidero esprimere il mio apprezzamento per l’operazione portata a termine dalla nostra polizia locale sul lungomare cittadino. La legalità non è un optional, ma la base su cui costruire la convivenza civile e proteggere le attività commerciali che operano nel rispetto delle regole. Questa amministrazione continuerà a lavorare per mantenere alto il livello di sicurezza in città".
Sulla stessa linea il dirigente del comando della polizia locale, Cristian Lupidi: "La nostra priorità è garantire la sicurezza e il benessere di chi vive e visita Civitanova Marche. Le attività di contrasto all'abusivismo e alla contraffazione, insieme al presidio del lungomare, sono fondamentali per tutelare sia i cittadini che le attività commerciali regolari. Continueremo a lavorare in sinergia con tutte le forze in campo per assicurare un'estate all'insegna della legalità". I servizi di pattugliamento proseguiranno lungo la costa per tutto il periodo estivo.
Civitanova Marche entra nel cuore dell’estate con una stagione che, dopo un avvio condizionato dal maltempo, sembra aver ritrovato il suo ritmo. Spiagge, ristorazione e intrattenimento restano i punti di forza della proposta turistica cittadina, con gli operatori che raccontano un’estate caratterizzata da alcune conferme e da nuove tendenze, a partire dalla crescita delle presenze straniere.
A fare il punto è Marco Scarpetta, titolare di Rafael Beach e vicepresidente dell’Associazione Balneari Civitanovesi, che sottolinea come le difficoltà delle prime settimane siano ormai superate. “Finalmente è arrivato il caldo fisso – racconta – dopo diverse giornate di maltempo che hanno stressato strutture, operatori e anche i turisti che aspettavano di godersi il mare. Ora la gente è tornata tranquillamente in spiaggia”.
Sul fronte delle presenze, secondo Scarpetta il flusso appare leggermente più contenuto rispetto agli anni passati, ma con un elemento positivo: l’aumento dei visitatori stranieri, soprattutto dal Nord Europa. “Credo ci sia un po’ meno pressione, ma anche un aumento percentuale delle presenze straniere”, spiega, in attesa dei dati ufficiali di fine stagione.
Una tendenza confermata anche da Aldo Ascani, titolare dello Shada, che individua proprio nella crescita del turismo internazionale uno dei segnali più interessanti dell’estate 2026. “Mai come quest’anno ci sono tanti stranieri – sottolinea – ed è positivo anche perché molti hanno acquistato immobili nel Maceratese e frequentano le spiagge di Civitanova”.
Accanto alla spiaggia, continua a trainare la stagione anche la vita serale. La ristorazione e l’intrattenimento si confermano elementi centrali dell’offerta cittadina, come racconta Mauro Alberti, titolare del Muchacha, che ha registrato una risposta particolarmente positiva nelle ore della cena e del dopo cena. “Abbiamo fatto un exploit veramente inaspettato”, spiega, parlando di una stagione partita presto e comunque positiva, nonostante qualche difficoltà sul fronte delle presenze diurne infrasettimanali e della viabilità sul lungomare sud.
Anche per lo Shada il comparto dell’intrattenimento continua a rappresentare un punto di forza: la formula che unisce spiaggia, ristorazione e club mantiene il proprio richiamo senza particolari cali rispetto agli anni precedenti.
Il quadro che emerge dalle voci degli operatori è quindi quello di un’estate in equilibrio: Civitanova conferma la propria vocazione balneare, mentre cresce il peso di un turismo più internazionale e di un’offerta capace di vivere dalla mattina fino alla notte.
La comunità di San Severino Marche è in lutto per la scomparsa di Michele Rucoli, venuto a mancare all’età di 53 anni.
Alla famiglia è giunto il messaggio di cordoglio del sindaco Rosa Piermattei, che, a nome della Giunta e dell’intera Amministrazione comunale, ha espresso profonda vicinanza ai familiari e, in particolare, allo zio Alberto Capradossi, consigliere comunale di maggioranza, colpito dal grave lutto.
I funerali saranno celebrati sabato 1 agosto, alle ore 16, nella chiesa di San Domenico. La camera ardente è stata allestita presso la sala del commiato "Il Tempio degli Angeli", in via D'Alessandro, dove parenti e amici potranno rendere omaggio al defunto con orario continuato dalle 8 alle 20.
Per espressa volontà della famiglia, è stato chiesto di non inviare fiori, ma di destinare eventuali offerte alla ricerca contro i tumori.
Michele Rucoli lascia la compagna Claudia, la madre Giuseppina, i fratelli Daniele e Gianni, la cognata Letizia e le nipoti Camilla e Azzurra.
Nel pomeriggio di ieri due autovetture si sono scontrate in località Sambucheto, nel territorio comunale di Montecassiano, provocando il ribaltamento di uno dei veicoli: nell'incidente sono rimaste coinvolte tre persone, tra cui una donna estratta dall'abitacolo dai vigili del fuoco e trasportata in ospedale dal personale sanitario, mentre le altre due sono uscite autonomamente e sono rimaste illese.
L'allarme è scattato intorno alle ore 18:40, quando la sala operativa del Comando di Macerata ha inviato d'urgenza la locale squadra dei vigili del fuoco sul posto. Giunti sul posto, i pompieri hanno provveduto a liberare la donna rimasta incastrata all'interno della vettura capovolta, affidandola subito alle cure dei sanitari giunti con l'ambulanza.
Contestualmente, la squadra ha effettuato la messa in sicurezza dei mezzi coinvolti, uno dei quali con alimentazione a metano, per scongiurare qualsiasi ulteriore rischio. Sul luogo del sinistro sono intervenuti anche i carabinieri per i rilievi di rito e per ricostruire la dinamica dell'impatto.
Il nuovo polo scolastico di Tolentino entra in una fase decisiva. È iniziato infatti il montaggio della struttura prefabbricata in cemento armato che costituirà l'ossatura del corpo centrale dell'edificio, segnando l'avvio della fase di realizzazione tridimensionale del nuovo campus.
Al cantiere si è svolto un sopralluogo tecnico al quale hanno partecipato il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, i tecnici e i responsabili dell'impresa incaricata dei lavori.
L'intervento procede secondo il cronoprogramma previsto e rappresenta un passaggio fondamentale per la costruzione della nuova struttura scolastica, destinata a ospitare il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, il Liceo Coreutico "Filelfo", l'Ite "Filelfo" e l'Ipia "Frau".
"Stiamo costruendo una struttura moderna, sicura e sostenibile, progettata secondo i più elevati standard tecnologici e di efficienza energetica – ha dichiarato il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci –. Il nuovo polo scolastico non sarà soltanto un luogo dedicato alla formazione, ma un punto di riferimento per l'intera comunità, capace di coniugare qualità degli spazi, innovazione e sicurezza".
Con l'arrivo dei prefabbricati prende quindi forma la parte centrale dell'edificio, un passaggio che consentirà di rendere progressivamente visibile la struttura del futuro campus.
"Finalmente è partita la fase di realizzazione e verticalizzazione dell'edificio - commenta il sindaco Mauro Sclavi -. Ringraziamo il presidente Gentilucci e la Provincia di Macerata che hanno dato un nuovo impulso al cantiere. I prefabbricati sono già pronti per essere assemblati e in breve tempo vedremo crescere la struttura, a dimostrazione che il campus c'è".
Una volta completato, il nuovo polo scolastico riunirà diversi istituti superiori della città in un unico complesso, con l'obiettivo di offrire spazi più moderni e funzionali per studenti e personale scolastico.
Undici vittime nel giro di un anno. È il dato che più preoccupa nel quadro degli infortuni sul lavoro nelle Marche, con la provincia di Macerata protagonista di una crescita drammatica degli incidenti mortali.
Secondo i dati Inail diffusi durante l'iniziativa “Inail insieme - incontri con il territorio. La persona al centro”, nel 2025 le morti sul lavoro nel Maceratese sono passate da 2 a 11, segnando l'aumento più rilevante tra le province marchigiane.
Un dato che incide fortemente sul bilancio regionale: nelle Marche gli infortuni mortali sono infatti saliti complessivamente da 15 nel 2024 a 27 nel 2025, in controtendenza rispetto al dato nazionale, dove invece si è registrata una lieve diminuzione, passando da 797 a 792 vittime.
L'aumento regionale è legato soprattutto alle province di Macerata e Ascoli Piceno: nel territorio ascolano le vittime sono cresciute da 2 a 5, mentre nel Maceratese il salto è stato ancora più evidente, da 2 a 11.
Un incremento che ha portato anche a un raddoppio dell'incidenza degli infortuni mortali ogni 100mila lavoratori nelle Marche: si è passati da 2,33 a 4,15.
Il dato arriva in un contesto di crescita occupazionale. Come spiegato dal direttore generale dell’Inail Marcello Fiori, nel 2025 le Marche hanno raggiunto circa 651mila occupati, un risultato positivo che però comporta anche un aumento delle persone esposte ai rischi.
«Le Marche stanno crescendo dal punto di vista occupazionale – ha spiegato Fiori – ma abbiamo registrato alcuni fenomeni in crescita rispetto al passato, soprattutto per quanto riguarda la mortalità». Il direttore generale dell'Inail ha sottolineato proprio il caso della provincia di Macerata: «Stiamo indagando, vogliamo capire perché da 2 vittime si è passato a 11».
Numeri che, come ricordato dallo stesso Fiori, non possono essere letti soltanto come statistiche: «Quelle 11 persone non tornano a casa e hanno messo in una situazione di grave disagio e dolore le proprie famiglie».
Accanto al dato sugli incidenti mortali, nel 2025 nelle Marche sono aumentate anche le denunce complessive di infortunio sul lavoro: da 11.949 a 12.006. Considerando però il rapporto con il numero degli occupati, si registra una lieve diminuzione dell'incidenza, passata da 1.855 a 1.844 denunce ogni 100mila lavoratori.
Un quadro più complesso riguarda invece gli incidenti in itinere, cioè quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro: nelle Marche sono aumentati dell'1,6%, passando da 2.701 a 2.745 casi, ma le vittime sono diminuite da 7 a 4.
Resta dunque il nodo principale: capire cosa abbia determinato l'impennata degli incidenti mortali nel Maceratese e quali misure possano essere messe in campo per invertire un trend che, almeno sul fronte delle vittime, appare in forte controtendenza.
Forza Italia Civitanova prende posizione dopo il passaggio dei consiglieri Piero Croia e Nicolò Renzi al gruppo civico “Vince Civitanova”, avvenuto dopo il voto sulla variante urbanistica relativa alla Zona Industriale B.
Il partito di centrodestra ribadisce la volontà di mantenere una linea politica autonoma e coerente, pur prendendo atto delle scelte individuali dei due consiglieri. «Prendiamo atto delle decisioni altrui, ma restiamo fermi sulla nostra identità e sui principi che abbiamo rappresentato agli elettori», è il messaggio della segreteria cittadina.
A intervenire è il segretario comunale di Forza Italia, Paolo Giannoni, che commenta il passaggio dei due esponenti consiliari: «Sorprende leggere delle dichiarazioni relative a una “profonda e sofferta riflessione” che avrebbe portato a questa scelta. Un percorso maturato, però, nello spazio di appena ventiquattr’ore. Comprendiamo la difficoltà di chi si è trovato a scegliere tra una posizione amministrativa e la linea politica del partito. Per noi la lealtà verso gli elettori viene prima di tutto».
Secondo Giannoni, il voto sulla variante urbanistica ha rappresentato un passaggio politico rilevante per il gruppo: «Forza Italia ha fermato un progetto che non rispondeva agli interessi generali della città e alla nostra idea di sviluppo del territorio».
La posizione della segreteria cittadina, indicata come riferimento politico del partito, è stata portata in Consiglio comunale dalla consigliera Paola Fontana, che ha seguito l’indirizzo espresso dagli organismi locali.
«Un partito politico – aggiunge Giannoni – non può limitarsi a ratificare decisioni prese altrove. La segreteria ha il compito di definire una direzione politica e i consiglieri devono confrontarsi con la comunità che li ha eletti. La coerenza con i nostri valori viene prima di qualsiasi automatismo di maggioranza».
Forza Italia conclude confermando la disponibilità al dialogo con chi condivide il progetto politico del partito, ma ribadendo la propria distanza da scelte amministrative ritenute non condivisibili.
I consiglieri comunali Nicolò Renzi e Piero Croia hanno ufficializzato l'addio al gruppo consiliare di Forza Italia Civitanova per aderire contestualmente alla lista civica "Vince Civitanova": la decisione, maturata dopo una contestazione aperta verso la gestione della segreteria locale del partito azzurro accusata di operare senza confronto, rappresenta per i due amministratori un passaggio naturale per proseguire il mandato elettorale all'insegna del pragmatismo e del radicamento sul territorio.
In una nota congiunta, Renzi e Croia hanno spiegato i motivi che hanno condotto alla rottura con la dirigenza cittadina di Forza Italia: "A seguito di una lunga e approfondita riflessione, comunichiamo la decisione di lasciare il gruppo consiliare di Forza Italia. I valori e gli ideali del movimento politico azzurro fanno e continueranno a fare parte della nostra identità politica e personale. Tuttavia, non condividendo la gestione del partito da parte della locale segreteria, che da tempo opera in assoluta autonomia senza un reale confronto con tutti i consiglieri comunali e con gran parte degli iscritti, e considerato il venir meno delle condizioni per una proficua collaborazione politica e amministrativa, abbiamo ritenuto inevitabile intraprendere un percorso diverso".
Contestualmente, i due esponenti politici hanno formalizzato l'ingresso all'interno della compagine civica di maggioranza: "Annunciamo la nostra adesione al gruppo consiliare 'Vince Civitanova', una scelta che riteniamo naturale e coerente. 'Vince Civitanova' rappresenta una realtà civica fortemente radicata sul territorio, che ha sempre dimostrato serietà, pragmatismo e una straordinaria vicinanza ai bisogni reali dei cittadini. In questo gruppo ritroviamo non solo una piena condivisione di valori e di visione per la città, ma anche un clima di autentica stima e amicizia con colleghi con cui abbiamo già condiviso battaglie importanti. Con loro continueremo a lavorare con serenità ed efficacia nell'interesse di Civitanova".
In conclusione, Croia e Renzi hanno rivendicato il legame diretto con l'elettorato che li ha sostenuti alle urne: "Siamo stati eletti attraverso il voto di preferenza, grazie alla fiducia che i cittadini hanno riposto direttamente nelle nostre persone e nel lavoro svolto sul territorio. Continueremo pertanto a onorare quel mandato con lo stesso impegno, la stessa serietà e la stessa disponibilità all’ascolto che hanno sempre contraddistinto il nostro percorso amministrativo".
L'Ast di Macerata ha disposto l'apertura, a partire da lunedì 3 agosto, di un ambulatorio diurno presso la Casa della Comunità di San Severino Marche per fronteggiare la mancata copertura assistenziale venutasi a creare nel territorio comunale a seguito del collocamento a riposo della dottoressa Patrizia Caciorgna: il presidio, a carattere contingente e provvisorio, rimarrà attivo per l'intero mese di agosto con orari articolati tra mattina e pomeriggio per garantire visite, prescrizioni di farmaci e continuazione delle terapie ai pazienti rimasti temporaneamente sprovvisti di medico di medicina generale.
La misura tampone è stata introdotta dall'azienda sanitaria locale per sostenere la cittadinanza che non è riuscita a effettuare tempestivamente il cambio del medico di fiducia. Contestualmente, la direzione aziendale ha inviato una richiesta formale a tutti i professionisti aderenti all'aggregazione funzionale territoriale (Aft) di San Severino Marche per sollecitare la disponibilità alla creazione di un elenco separato, con l'obiettivo di ampliare l'assistenza e favorire il graduale assorbimento degli assistiti privi di copertura.
Il nuovo ambulatorio diurno opererà presso la struttura della Casa della Comunità dal lunedì al venerdì con la seguente programmazione: il lunedì, il martedì, il giovedì e il venerdì dalle ore 10:00 alle ore 16:00, mentre la giornata di mercoledì osserverà l'orario pomeridiano dalle ore 14:00 alle ore 20:00.
L'iniziativa è stata commentata dal direttore generale dell'Ast di Macerata, il dottor Alessandro Marini: "La salute dei cittadini viene prima di tutto e con l’apertura dell’ambulatorio diurno diamo una risposta concreta e immediata. È una misura temporanea, in attesa di poter coprire quanto prima le carenze, ma rappresenta un punto di riferimento per i bisogni sanitari indifferibili dei cittadini come visite, prescrizioni, certificati e continuità terapeutica".
Non più solo un ente erogatore di sussidi, ma un vero e proprio motore di benessere sociale radicato nel cuore della nostra regione. MarcheVita ETS, la Cassa Mutua del Banco Marchigiano, traccia il profilo di un anno di svolta, il 2025.
“Un anno caratterizzato da investimenti record nella prevenzione e da una visione strategica che pone al centro la qualità della vita dei cittadini marchigiani”, dice il Presidente di MarcheVita, Patrizio Frati.
"I risultati del 2025 – continua Matteo Venturini, Direttore di MarcheVita - confermano la nostra capacità di intercettare i bisogni reali della comunità. Investiamo attivamente nella cultura della prevenzione”.
L’impegno verso il territorio si è manifestato con particolare forza attraverso la campagna " 5 Scelte per la tua Salute", un' iniziativa che ha visto lo stanziamento di quasi 70.000 euro per offrire percorsi di prevenzione gratuiti e accessibili.
Il successo dell' operazione, che ha coinvolto 400 associati per un totale di 739 visite specialistiche in settori chiave come cardiologia, dermatologia, oculistica, senologica e nutrizionale, testimonia una crescente sensibilità dei cittadini del territorio di riferimento verso i temi della salute.
In diversi casi, questi controlli hanno permesso l' individuazione precoce di patologie, trasformando il supporto mutualistico in un presidio sanitario fondamentale per le famiglie della regione.
MarcheVita ETS ha inoltre promosso la cultura del primo soccorso con l' installazione di defibrillatori nelle scuole locali e ha favorito il senso di appartenenza attraverso gite e viaggi sociali che hanno coinvolto centinaia di iscritti provenienti da diverse province.
Con una base sociale in costante crescita e un modello che valorizza le strutture sanitarie convenzionate del territorio, la Mutua del Banco Marchigiano si conferma una risorsa indispensabile per lo sviluppo di un welfare regionale sempre più inclusivo e attento al benessere collettivo.
Diventare Socio di MarcheVita ETS è facile, ogni cliente o socio del Banco Marchigiano può registrarsi collegandosi al sito internet www.marche-vita.it e compilare il modulo di adesione. Ogni nuovo iscritto ha diritto da subito di partecipare alla campagna di screening di benvenuto con due visite gratuite a scelta.
Sempre più veloce il sistema dei sussidi e vicino alle esigenze dei cittadini. La "rivoluzione gentile" della Mutua prevede l' abbattimento della burocrazia, la gestione di tutte le richieste con una comoda applicazione e l' eliminazione dei tempi di attesa per l' accesso alle prestazioni, garantendo tutele immediate fin dal momento dell' iscrizione.
Un' attenzione particolare è rivolta alle nuove generazioni delle Marche: sono stati infatti introdotti strumenti specifici per i soci under 30, volti a sostenere la loro crescita professionale e universitaria, la mobilità formativa e la partecipazione alla vita culturale del territorio.
Ai giovani verrà anche offerto il primo anno di iscrizione gratuito e una tariffa agevolata per gli anni successivi (solo 35 euro) a favore di una categoria spesso svantaggiata in termini economici visto i difficili percorsi di formazione e carriere lavorativa del nostro paese.
Si è tenuta nella serata di giovedì 30 luglio, al Centro Sociale Ada di Camerino, la prima assemblea pubblica del nuovo corso dell'ASD Camerino Calcio: durante l'incontro, alla presenza del sindaco Roberto Lucarelli, la società ha presentato la struttura del nuovo direttivo guidato dal presidente Alessio Bottacchiari, l'area tecnica con il tecnico Giuliano Fondati, la rosa per il campionato 2026/2027 e le iniziative legate allo storico traguardo del Centenario del calcio camerte.
Nel corso della serata, il presidente Bottacchiari ha aperto i lavori illustrando l'organigramma del club: al suo fianco figurano il vicepresidente Niccolò Gentilucci e il segretario Lidio Palumbo. La gestione della Prima Squadra è stata affidata ai dirigenti Samuele Dominici e Marco Paniccià, mentre la formazione Juniores Regionale – reintrodotta per valorizzare i giovani del vivaio locale in sinergia con la società ASD Camerino Castelraimondo e le altre realtà del territorio – vedrà impegnati Sante Elisei, Venanzio Piccioni ed Enrico Tomassini. Completano la compagine societaria i consiglieri Marco Belardinelli e Pietro Tapanelli, oltre al responsabile per il rapporto con soci e abbonati Federico Lucarini.
Sul piano strettamente sportivo, l'area tecnica sarà coordinata dal direttore sportivo Riccardo Forconi. La guida della Prima Squadra è stata assegnata a mister Giuliano Fondati, affiancato dal viceallenatore e preparatore atletico Gianluca Scoponi e dal preparatore dei portieri Mauro Marsili. La panchina della Juniores è andata a Stefano Grasselli, con Giovanni Broglia nel ruolo di preparatore atletico. L'organico al completo si radunerà a partire da lunedì 3 agosto agli impianti sportivi in località Calvie per iniziare la preparazione pre-campionato.
Un'attenzione centrale è stata riservata alle celebrazioni del Centenario: la società ha infatti promosso la nascita di un comitato organizzativo aperto alla partecipazione di tutta la cittadinanza per ideare eventi e manifestazioni celebrative. Parallelamente, sono state aperte le adesioni per la campagna soci e la campagna abbonamenti per sostenere le attività del club biancorosso.
I giocatori convocati per l'inizio della preparazione agli ordini di mister Fondati:
Portieri: Gubinelli Andrea (2007), Rocchi Marco (1996). Difensori: Consoli Alessandro (2006), Fioretti Niccolò (2001), Francucci Matteo (2000), Gobbi Daniele (1996), Ucciero Tommaso (2007), Tomassini Leonardo (2008). Centrocampisti: Borioni Jacopo (1992), Fioretti Tommaso (2006), Gianfelici Tommaso (1997), Recchioni Andrea (2006), Rosi Tommaso (2006), Spurio Edoardo (2008), Trillini Massimiliano (1992). Attaccanti: Moscatelli Matias (2007), Palmieri Federico (1995), Ulivello Matteo (1988).
Dopo una prima parte di stagione dedicata alle competizioni sprint e olimpiche, il triathlon del Centro Nuoto Macerata ha cambiato passo affrontando le prove più impegnative del calendario: quelle sulle lunghe distanze, dove resistenza fisica e capacità mentale diventano elementi decisivi.
Un’estate intensa per il gruppo biancorosso, protagonista in alcune delle gare più dure del panorama nazionale e internazionale, con risultati di prestigio e importanti conferme.
Ad aprire questa nuova fase è stato Samir Daoud, alla sua prima esperienza sulla distanza Ironman 70.3, affrontata con successo nella prova di Jesolo.
Sulla stessa distanza si sono cimentati anche Stefano Wosz e Matteo Angelozzi, impegnati nel Challenge di Cesenatico. Proprio Angelozzi ha ottenuto un risultato di rilievo, migliorando il proprio record personale e fermando il cronometro sul tempo di 4h43’26”.
Prosegue invece il percorso di preparazione verso la gara regina del triathlon per Mattia Baldoni, impegnato nell’Ironman 70.3 di Alghero.
Su un tracciato particolarmente selettivo, soprattutto nella frazione ciclistica, l’atleta del Centro Nuoto Macerata ha disputato una prova solida e regolare, chiudendo in 13h09’01”. Da sottolineare la prestazione nella maratona finale, completata in poco più di quattro ore, in vista della prossima sfida: il full distance di Thun, in Svizzera, con i suoi 3,8 chilometri di nuoto, 180 chilometri in bici e 42,195 chilometri di corsa.
Tra le prove più spettacolari e dure affrontate dagli atleti biancorossi spicca quella di Matteo Carnevali, protagonista all’EagleXman in Abruzzo, una delle competizioni di triathlon extreme più selettive d’Italia.
La gara, iniziata alle 5 del mattino con il nuoto nel Lago di Campotosto, è proseguita sulle strade del Gran Sasso con una frazione ciclistica caratterizzata da 3.500 metri di dislivello positivo.
A completare la sfida una maratona trail con gli ultimi chilometri affrontati in notturna lungo il sentiero da Fonte Cerreto a Campo Imperatore.
Un’impresa per pochi, portata a termine da Carnevali in 18h05’39”.
Nella stessa manifestazione, sulla distanza olimpica, sono arrivati altri ottimi piazzamenti per il Centro Nuoto Macerata: Edoardo Domizi ha conquistato il 9° posto assoluto e il 4° posto di categoria S3, mentre Vittorio Fiorani ha chiuso al 12° posto assoluto, salendo sul gradino più alto del podio nella categoria S4.
Presente anche il tecnico Franco Pallocchini, che ha scelto di tornare a gareggiare indossando nuovamente il body da competizione e condividendo con i propri atleti la sfida sul campo. Non si ferma nemmeno Simone Leoni, impegnato nel prestigioso circuito internazionale XTERRA.
Dopo il successo ottenuto lo scorso anno a Scanno, questa stagione ha scelto di affrontare la distanza full partecipando ai Campionati Europei in Trentino, dove ha conquistato un importante 11° posto di categoria, risultando inoltre il terzo miglior italiano in gara.
A completare il quadro delle partecipazioni anche Roberto Ripani, impegnato ai Campionati Italiani di Paratriathlon a Loano.
Il suo 7° posto finale conferma la presenza sempre più significativa del Centro Nuoto Macerata anche nel settore del paratriathlon.
I risultati estivi si aggiungono a una primavera ricca di piazzamenti importanti. Tra questi spicca il percorso di Francesco Marconi, sempre sul podio nelle gare disputate e attualmente in piena corsa per conquistare il prestigioso pettorale Gold di leader del circuito Adriatic Series.
Ottima anche la crescita del giovane Leonardo Tiranti, categoria Junior, protagonista di una stagione in costante miglioramento e ai vertici della classifica dello stesso circuito.
Per il Centro Nuoto Macerata un’estate all’insegna della fatica, della passione e dei risultati, con gli atleti biancorossi sempre più protagonisti nelle competizioni che mettono alla prova il limite della resistenza.
È nato ufficialmente il Gruppo Giovani Imprenditori CNA Macerata. Venerdì scorso, allo Chalet Mosquito di Potenza Picena, si è svolta l'assemblea costitutiva del nuovo raggruppamento di interesse dell'associazione territoriale, al termine di un pomeriggio di confronto, ascolto e lavoro dedicato alle nuove generazioni di imprenditori.
L'iniziativa, dal titolo "Giovani Talenti. Strumenti pratici per crescere insieme", ha riunito imprenditrici e imprenditori provenienti da settori diversi e con esperienze differenti: imprese già strutturate, attività familiari, ditte individuali e giovani che si stanno affacciando al mondo dell'impresa. Una platea eterogenea che rappresenta la composizione del nuovo gruppo e il valore di un percorso pensato per dare spazio a idee, bisogni e proposte concrete.
Al pomeriggio di lavoro hanno preso parte anche la presidente nazionale dei Giovani Imprenditori CNA Selene Re, la direttrice di CNA Macerata Lucia Pistelli e il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti. Nel suo intervento, Selene Re ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa, evidenziando la volontà di creare anche nel territorio maceratese uno spazio stabile di confronto e collaborazione, capace di favorire il ricambio generazionale, stimolare l'innovazione e rafforzare la rete tra chi ogni giorno fa impresa.
La giornata si è aperta con gli interventi degli esperti di Uni.Co. e Unipol, che hanno affrontato rispettivamente i temi del credito, dei bandi e dei contributi, e quelli del welfare aziendale, della valorizzazione delle persone e della tutela dell'impresa. Successivamente, il confronto facilitato dai professionisti di Atteggiamento Digitale ha consentito ai partecipanti di lavorare direttamente sulle principali criticità che gli imprenditori affrontano nella gestione quotidiana delle proprie attività.
Dai lavori sono emersi temi molto concreti, tra cui la difficoltà di conciliare lavoro e vita privata, la gestione del tempo e dell'organizzazione interna, il rapporto con i clienti, la ricerca di collaboratori e manodopera qualificata, il peso della burocrazia, l'incertezza economica e le difficoltà di accesso alla liquidità necessaria per sostenere investimenti e crescita.
Accanto alle criticità, i partecipanti hanno individuato anche gli elementi sui quali costruire il percorso del nuovo gruppo: formazione mirata, capacità di fare rete, pianificazione, creatività, leadership, ascolto, empatia e una maggiore consapevolezza nella gestione dell'impresa. Un lavoro che consentirà a CNA Macerata di sviluppare nei prossimi mesi iniziative, servizi e momenti di confronto partendo dalle reali esigenze espresse dai giovani imprenditori.
Al termine dell'assemblea è stato eletto Filippo Salerno, imprenditore del settore costruzioni, come presidente dei Giovani Imprenditori CNA Macerata. A lui il compito di coordinare il percorso appena avviato e rappresentare le istanze delle nuove generazioni all'interno dell'associazione.
«È stata un'ottima iniziativa e sono convinto che riusciremo a creare un bel team – ha dichiarato il neo presidente Filippo Salerno –. Abbiamo trovato una CNA disponibile ad ascoltarci e per noi questo è molto stimolante, perché significa poter portare idee, esigenze e proposte dentro un'associazione che vuole costruire insieme a noi un percorso vero».
Il neo presidente ha poi indicato le priorità sulle quali il gruppo inizierà a lavorare.
«Nel corso del pomeriggio – ha aggiunto Salerno – sono stati affrontati molti temi sentiti dai giovani imprenditori e abbiamo ragionato su ciò di cui abbiamo bisogno per crescere. Accesso al credito, manodopera e formazione sono alcuni dei punti più delicati emersi dal confronto: saranno anche i primi fronti sui quali lavoreremo come gruppo».
I costi delle assicurazioni auto continuano a crescere in Italia. Secondo l’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, a giugno 2026 il premio medio per una polizza RC Auto ha raggiunto 490,66 euro, con un aumento del 5,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un incremento che interessa tutte le fasce d’età, con differenze particolarmente marcate per i più giovani: gli automobilisti Under 25 arrivano infatti a sostenere una spesa media superiore ai mille euro l’anno.
Nella regione Marche il prezzo medio dell’RC Auto a giugno 2026 si è attestato a 465,23 euro, un valore inferiore di 25,43 euro rispetto alla media nazionale, ma comunque in crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Anche nelle Marche la copertura aggiuntiva più scelta è l’Assistenza Stradale, inserita nel 33,5% delle polizze, con un costo medio di 25,90 euro l’anno. Seguono l’Infortuni del Conducente, scelta dal 23% degli automobilisti e con un prezzo medio di 30,68 euro, e la Tutela Legale, presente nel 18,1% dei contratti con una spesa media di 14,74 euro.
Per quanto riguarda le garanzie opzionali, nella regione la più onerosa è quella relativa agli Eventi Naturali, con un costo medio annuo di 89,23 euro, comunque molto inferiore rispetto al dato nazionale di 193,60 euro.
Il quadro che emerge è quello di un mercato assicurativo in cui i costi continuano a crescere, con differenze legate all’età degli automobilisti e alle diverse esigenze di protezione.
L'Università di Macerata ha pubblicato due bandi per il conferimento di incarichi professionali destinati a rafforzare i servizi di inclusione per gli studenti e le attività di comunicazione legate ai progetti di innovazione didattica.
Il primo avviso riguarda la selezione di un massimo di 15 figure per attività di supporto accademico e mediazione rivolte a studentesse e studenti con disabilità o con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). Gli incaricati affiancheranno gli studenti nello studio, nella preparazione degli esami e della prova finale, nei tirocini e nei rapporti con docenti e strutture universitarie.
La selezione avverrà per titoli e colloquio. Possono candidarsi persone con una formazione specifica in ambito pedagogico, educativo o nel sostegno didattico e con esperienza nel settore. Le domande dovranno essere presentate entro le ore 14 del 19 agosto.
Il secondo bando è invece finalizzato all'individuazione di un'esperta o un esperto in comunicazione multimediale per il progetto "MEraviglIA – Metodologie didattiche inclusive e intelligenza artificiale", finanziato nell'ambito del Programma regionale Marche del Fondo sociale europeo Plus 2021-2027.
La figura selezionata si occuperà della progettazione e realizzazione di contenuti audiovisivi e podcast, dell'attuazione del piano di comunicazione, del coordinamento di eventi divulgativi e della promozione dei risultati del progetto attraverso i canali digitali.
Per partecipare è richiesto un titolo accademico di secondo livello, esperienza nella comunicazione di progetti innovativi e la presentazione di un portfolio professionale. Le candidature dovranno essere inviate entro il 26 agosto.
I bandi completi, con i requisiti richiesti e le modalità di presentazione delle domande, sono disponibili nella sezione "Ateneo – Bandi e concorsi – Collaborazioni esterne" del sito dell'Università di Macerata.
L'Università di Camerino festeggia undici nuove specializzande e specializzandi che hanno conseguito il titolo di specialisti in farmacia ospedaliera durante la seduta di diploma svoltasi al Polo Sant’Agostino. Un traguardo fondamentale che consente l'accesso diretto alla dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), figura strategica per la gestione economica, clinica e organizzativa delle strutture sanitarie.
A guidare il percorso di studi è la scuola diretta dal professor Carlo Cifani, che ha evidenziato l'elevato profilo formativo e la forte selettività dell'accesso: "La scuola provvede alla formazione dei laureati in farmacia o chimica e tecnologia farmaceutiche (CTF) attraverso l'approfondimento teorico e pratico finalizzato all'espletamento della professione nell'ambito delle strutture farmaceutiche ospedaliere e territoriali del Servizio Sanitario Nazionale e/o internazionale. Sono specifici ambiti di competenza la gestione dei medicinali e dei dispositivi medici, la produzione di medicinali anche a carattere sperimentale, l'informazione e la documentazione sul farmaco, la vigilanza sui prodotti sanitari, la vigilanza sull'esercizio farmaceutico. L’accesso alla scuola di specializzazione è molto competitivo e avviene tramite concorso: solitamente sono tra 100 e 120 i partecipanti per 12 posti".
L'offerta didattica si caratterizza per un'intensa attività sul campo, come rimarcato dal direttore della scuola di scienze del farmaco e dei prodotti della salute, professor Gianni Sagratini: "Un percorso formativo della durata di 4 anni che affianca alla didattica in presenza un totale di oltre 5.000 ore di tirocinio in strutture ospedaliere e territoriali della rete formativa dell’università. Le attività professionalizzanti sono incentrate su: farmaco e dispositivo-vigilanza, area gestionale e di governo clinico, gestione operativa, clinico-terapeutica ed economica, management, sperimentazione clinica, galenica clinica, terapie oncologiche e farmaceutica territoriale".
In un panorama sanitario che richiede sostenibilità economica e innovazione continua, l'Università di Camerino conferma la volontà di investire nella crescita di figure manageriali e tecnico-scientifiche avanzate.
A ribadirlo è la pro rettrice alla didattica, professoressa Giulia Bonacucina: "L’Università di Camerino ha investito molto su questa figura professionale, garantendo un percorso formativo potenzialmente completo a partire dai corsi di laurea di Farmacia e CTF, per proseguire con la scuola di specializzazione ed infine con diversi master di II livello per integrare le competenze tecnico-scientifiche con capacità manageriali, necessarie per affrontare efficacemente le sfide emergenti del SSN: innovazione ed evoluzione dei percorsi di cura, delle tecnologie e dei ruoli organizzativi e di governance".
Presentata alla Camera dei Deputati la settima edizione del Ginesio Fest, in programma dal 25 al 30 agosto 2026 a San Ginesio, uno degli appuntamenti culturali più significativi dell'estate marchigiana. Un'edizione che segna un passaggio storico per la manifestazione, con il Premio San Ginesio "All'Arte dell'Attore" che assume ufficialmente il nome di Premio Remo Girone "All'Arte dell'Attore", in omaggio all'attore che ne fu ideatore e punto di riferimento fin dalla nascita del festival.
Nel corso della conferenza stampa romana sono stati annunciati anche i primi vincitori del nuovo riconoscimento: Maria Paiato e Valerio Binasco, due protagonisti assoluti della scena teatrale italiana contemporanea, scelti per rappresentare il valore artistico e umano che il premio intende celebrare.
Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, la senatrice Elena Leonardi, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche Silvia Luconi, il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco, il direttore artistico Leonardo Lidi, il presidente della giuria Alessio Boni e la fondatrice del festival Isabella Parrucci.
Il cambio di denominazione rappresenta un tributo alla figura di Remo Girone, che ha contribuito a costruire l'identità del festival trasmettendo una visione del mestiere dell'attore fondata su rigore, responsabilità, studio e autenticità.
La nuova giuria sarà presieduta da Alessio Boni e composta da Lino Musella, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari.
La cerimonia di consegna del premio aprirà ufficialmente il festival il 25 agosto e sarà condotta da Rebecca Liberati e Christian La Rosa.
Per il quinto anno consecutivo la direzione artistica è affidata a Leonardo Lidi, che ha scelto come filo conduttore della manifestazione il tema "Illusioni".
Un concetto che invita a riflettere sul ruolo del teatro come spazio capace di immaginare il futuro, creare comunità e alimentare nuove possibilità attraverso l'arte.
Lidi ha sottolineato come il Ginesio Fest sia diventato negli anni un luogo di incontro tra grandi maestri e nuove generazioni, offrendo opportunità concrete ai giovani artisti e trasformando San Ginesio in un punto di riferimento nazionale per il teatro contemporaneo.
Nel corso degli interventi è stato ribadito il valore culturale e sociale del festival, considerato un modello di rilancio delle aree interne colpite dal sisma.
Il presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone ha definito il Ginesio Fest un esempio virtuoso di integrazione tra spettacolo dal vivo, valorizzazione del patrimonio e sviluppo dei territori.
Sulla stessa linea il sottosegretario regionale Silvia Luconi, che ha evidenziato come il festival rappresenti uno strumento di crescita culturale e promozione delle Marche.
Il sindaco Giuliano Ciabocco ha invece ricordato il percorso iniziato dopo il sisma del 2016, sottolineando come il festival sia diventato uno degli elementi identitari di San Ginesio e parte integrante del cosiddetto "piano della bellezza", capace di accompagnare la ricostruzione attraverso la cultura.
Alessio Boni, presidente della giuria, ha ricordato la figura di Remo Girone definendolo «un maestro capace di scomparire dietro il personaggio, facendo emergere soltanto la verità della scena». Boni ha spiegato di aver accettato con convinzione questo incarico perché il Ginesio Fest rappresenta «un progetto autentico, costruito con qualità, ricerca e onestà», sottolineando inoltre come il teatro sia oggi uno dei pochi luoghi in cui la finzione riesce ancora a raccontare una profonda verità umana.a le novità illustrate durante la conferenza anche il progetto TETA – Teatro e Tavola, sostenuto con 3,5 milioni di euro attraverso il programma Next Appennino.
L'iniziativa, che sarà completata entro il 2028, unirà teatro ed eccellenze enogastronomiche in un nuovo spazio dedicato sia alla valorizzazione del territorio sia all'accoglienza di artisti e compagnie teatrali.
La fondatrice Isabella Parrucci ha inoltre ricordato come il Ginesio Fest sia stato riconosciuto dal Ministero della Cultura tra i progetti triennali del Fondo nazionale, ottenendo il punteggio più alto nella propria categoria.
Dal 25 al 30 agosto, il pubblico potrà assistere a un programma che alterna prime nazionali, anteprime, spettacoli, laboratori e residenze artistiche.
Tra i protagonisti figurano Antonio Latella, Babilonia Teatri, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Giulia Scotti, Marco Coscucci, Gruppo Uror, Francesco Marilungo, Riccardo Micheletti, Davide Calvaresi, Nicolò Tomassini e lo stesso Leonardo Lidi, che firmerà la regia della prima nazionale de "Il taccuino di Trigorin" di Tennessee Williams.
Il festival si conferma così uno degli appuntamenti culturali più importanti dell'estate marchigiana, capace di coniugare qualità artistica, valorizzazione del territorio e sostegno alle nuove generazioni, trasformando ancora una volta San Ginesio nel cuore pulsante del teatro contemporaneo.
Dopo essere tornato fruibile da cittadini, escursionisti e visitatori, uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico e paesaggistico del territorio settempedano, l' antico castello di Pitino, apre le sue porte per essere ammirato.
Il complesso monumentale situato a circa 11 chilometri dal centro storico e a 660 metri di altitudine, offrirà uno sguardo privilegiato su un paesaggio mozzafiato e su una storia millenaria per tutta l’estate con i seguenti orari di apertura: dal lunedì al giovedì dalle ore 8:00 alle 21:00, dal venerdì alla domenica dalle ore 8:00 alle 24:00.
Al momento l'accesso è consentito a tutta l'area esterna e panoramica del complesso, mentre restano momentaneamente esclusi dalle visite gli interni delle chiese e degli altri locali chiusi, in attesa del completamento di alcune piccole opere di rifinitura. Per valorizzare al meglio questo straordinario scenario, vengono periodicamente organizzate visite guidate condotte da esperti del territorio.
Proprio nei giorni scorsi si è tenuto un affascinante appuntamento in notturna che ha visto un'ampia e partecipata adesione: a guidare i visitatori tra le mura e le suggestioni sotto le stelle è stata la guida abilitata della Regione Marche Paola Pistoni.
L' amministrazione comunale continuerà a promuovere iniziative per far conoscere sempre di più questo prezioso scrigno di storia e bellezza.
Il sito su cui sorge il castello vanta radici antichissime: esso sorge, infatti, su uno dei più importanti insediamenti piceni dell' entroterra maceratese che ha conosciuto una vita ininterrotta dal VII al V secolo a.C., come testimoniato dalle tre necropoli di Monte Penna, Frustellano e Ponte di Pitino, oltre che dai reperti risalenti al Paleolitico riemersi durante gli scavi del Novecento.
Secondo alcune fonti storiche, la prima fondazione medievale si deve al nobile settempedano Marco Petilio nel XII secolo. Il castello vero e proprio fu edificato nel XIII secolo in una posizione altamente strategica per il controllo dell'alta valle del Potenza. Proprio per questo motivo, nel corso dei secoli fu al centro di accese e lunghissime controversie armate tra i Comuni di San Severino Marche, Treia, Cingoli, Tolentino e Camerino.
Nel 1239 fu l'imperatore Federico II di Svevia a cederlo al Comune di San Severino, che ne mantenne il controllo anche in epoca pontificia. Tra le sue pagine belliche più celebri si ricorda l' ultimo assedio dell' estate del 1426 da parte delle truppe pontificie contro la signoria degli Smeducci. Dichiarato di notevole interesse storico-artistico e sottoposto a vincolo nel 1974, il complesso è stato acquistato dal Comune di San Severino Marche il 7 gennaio 1988 per avviarne la definitiva tutela e valorizzazione.
Dopo il primo fine settimana, la Giostra de le Castella si prepara a vivere i giorni più attesi dell'edizione 2026. Tra il ritorno della Taverna della Luna, il corteo storico e la disfida del Palio, Caldarola si appresta a entrare nel vivo della sua rievocazione storica, uno degli appuntamenti simbolo dell'estate del territorio.
L'edizione di quest'anno si è aperta con una serata dedicata al ricordo di Ubaldo Gabrielli, tra i fondatori della manifestazione, scomparso lo scorso maggio. Nel corso dell'incontro sono stati presentati anche i nuovi tamburi acquistati grazie al progetto "Borghi Accoglienti", destinati ai gruppi storici e alle nuove generazioni.
Sabato si è svolto il corteo con l'offerta del doppiere e il primo spareggio del Palio, dedicato al tiro alla fune. Al termine della prova guida la classifica Vestignano con sei punti, davanti a Croce, Pievefavera e Valcimarra, tutte a quota quattro, mentre Caldarola è ancora ferma a zero. Il maltempo, invece, ha costretto gli organizzatori ad annullare la Taverna della Luna prevista per domenica.
La manifestazione riprenderà venerdì con la riapertura della Taverna della Luna, che quest'anno, a causa dei cantieri della ricostruzione, sarà allestita tra via Durante e piazza Leopardi. Venerdì è in programma la tradizionale Cena del Palio, mentre sabato spazio al Palio dei bambini, in programma alle 17 al campetto dell'oratorio Cristo Re.
La serata di sabato proseguirà dalle 21.30 con gli spettacoli degli Acrobati del Borgo, tra burattini, giocoleria, magia, acrobazie, fuoco e comicità.
Il momento clou arriverà domenica 2 agosto. Alle 16 prenderà il via il corteo storico con i Tamburini di Caldarola e gli sbandieratori del Palio dei Terzieri di Montecassiano. A seguire, in piazza Vittorio Emanuele II, si disputerà la disfida che assegnerà il Palio 2026 alla Castella vincitrice. La chiusura della manifestazione sarà affidata ancora alla Taverna della Luna, allo spettacolo "Peccaro dei Giullari" degli Acrobati del Borgo e al dj set di Marco Mosca.
«La Giostra de le Castella è molto più di una semplice rievocazione storica – sottolinea il presidente della Pro Loco Daniele Piani –. Ci auguriamo che continui a essere un momento capace di riunire l'intera comunità. Nel ricordo di chi l'ha ideata e con lo sguardo rivolto alle nuove generazioni, la manifestazione rinnova ogni anno il proprio significato: custodire la memoria di Caldarola attraverso la partecipazione, il volontariato e il coinvolgimento delle cinque Castella».
Piani evidenzia anche le difficoltà legate all'organizzazione di eventi estivi in un calendario sempre più ricco, ma ribadisce l'importanza di continuare a investire sulle tradizioni locali: «Siamo convinti che custodire ciò che le generazioni precedenti ci hanno lasciato sia l'unica strada per mantenere vivi questi luoghi».
Le polemiche sulle finiture e l’accusa di aver realizzato «una semplice distesa di cemento»: la risposta dell’amministrazione comunale è arrivata proprio nel momento del taglio del nastro.
Ieri sera, 30 luglio, Civitanova Marche ha riabbracciato ufficialmente il suo Varco sul Mare, completamente riqualificato grazie a un investimento di circa 4,5 milioni di euro. Un intervento imponente che segna una nuova fase per la città, regalando alla comunità un collegamento urbano moderno capace di unire in un unico respiro Piazza XX Settembre e il mare.
Ad aprire la cerimonia è stato l'intervento del sindaco Fabrizio Ciarapica, che prima di consegnare lo spazio ai cittadini ha voluto fare chiarezza sulle voci critiche emerse nelle ultime ore:
«Oggi il Varco sul Mare torna a essere un fondamentale luogo di collegamento e di cerniera tra il centro cittadino -con la nostra Piazza XX Settembre - e quel mare che, più di ogni altra cosa, rappresenta e identifica Civitanova. Questo non è un semplice intervento urbanistico: è la concretizzazione di una visione, un investimento sulla bellezza e sul miglioramento della qualità della vita, pensato per valorizzare gli spazi di aggregazione e condivisione».
«A chi dice che si tratta di un semplice lastricato di cemento rispondiamo che abbiamo utilizzato materiali di pregio indicati dalla Soprintendenza: la stessa pietra scelta è una graniglia con sassolini e sabbia che ricorda la storia di questo posto, quando un tempo qui c’era il mare».
«A chi sostiene che le aree verdi siano inesistenti, rispondo che in realtà ve ne sono molte. È uno spazio polivalente con un campo da basket e una fontana a terra con giochi di ritmo e luci. Ci tengo però a precisare che questo intervento ha dovuto tener conto della storia del luogo, mantenendone l’impostazione originale».
«Per la stesura del preliminare e dello studio di fattibilità ci siamo rivolti al Politecnico di Milano, un’eccellenza riconosciuta in Italia e in Europa tra le migliori realtà nel campo della riqualificazione e rigenerazione urbana. Successivamente, il testimone è passato al nostro Ufficio Tecnico per la redazione del progetto esecutivo, mentre la fase finale si è avvalsa della collaborazione dello Studio Andreoli, che ringrazio nella figura dell’Arch. Maurizio Andreoli».
«Oggi finalmente, dopo anni di lavori, apriamo una pagina nuova per la nostra città. Da questa sera il Varco non è più un cantiere dell'amministrazione comunale, ma appartiene a tutti voi: abbiatene cura e riempite questo spazio di allegria e di condivisione».
Alla serata ha preso parte anche il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci, che ha ribadito il ruolo chiave di Civitanova Marche come punto di riferimento turistico per l'intero territorio. Successivamente è intervenuto l’assessore ai Lavori Pubblici, Ermanno Carassai, prima di lasciare la parola all’architetto Andreoli per l'illustrazione tecnica del progetto. Tra le autorità presenti, anche i consiglieri comunali Gianluca Crocetti e Paolo Campetella.
Il Varco sul Mare si presenta oggi un spazio polivalente: l’area comprende zone dedicate allo sport e al fitness- con un grande campo da basket- ampie aree verdi, percorsi pedonali e ciclabili, oltre a una scenografica fontana a terra animata da giochi di ritmo e luci.
Una serata di emozioni, affetto e gratitudine per don Gianni Compagnucci, parroco della comunità di San Catervo a Tolentino, che nei giorni scorsi ha festeggiato il traguardo dei sessant'anni con una sorpresa organizzata dai suoi parrocchiani.
La festa è stata preparata in occasione della celebrazione della messa nella chiesa di San Catervo, dove la comunità ha voluto rivolgere al sacerdote i propri auguri. La funzione religiosa è stata celebrata da don Gianni insieme a don Ariel Veloz, al priore della Basilica di San Nicola, padre Massimo Giustozzo, e a padre Gabriele Pedicino.
Al termine della celebrazione, il parroco pensava di trascorrere il compleanno in famiglia, ma ad attenderlo c'era una sorpresa organizzata nei minimi dettagli. Una volta entrato nel locale scelto per i festeggiamenti, don Gianni si è trovato davanti decine di parrocchiani pronti ad accoglierlo con entusiasmo e affetto.
Alla serata hanno partecipato anche rappresentanti dell'amministrazione comunale di Tolentino, tra cui il sindaco Mauro Sclavi, il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi, l'assessore Benedetta Lancioni e i consiglieri comunali Monia Prioretti e Silvia Tatò. Presenti anche l'ex sindaco Giuseppe Pezzanesi, i sacerdoti della città e don Fabio Moretti, compagno di seminario di don Gianni.
Un momento di condivisione che ha riunito fedeli, amici e istituzioni cittadine, testimonianza del forte legame costruito negli anni dal parroco con la comunità di San Catervo.
La serata si è conclusa con il tradizionale taglio della torta e il brindisi per i sessant'anni di don Gianni Compagnucci, accompagnato dagli auguri per il suo servizio pastorale e per il cammino portato avanti alla guida della parrocchia.
Un ritorno carico di emozione, memoria e significato. A oltre cinquant'anni dall'acquisto del Castello di Pitino, il dottor Pacifico Fattobene, storico, scrittore e tra i più autorevoli custodi della memoria settempedana, è tornato a visitare l'antico fortilizio dopo il completamento dei lavori di restauro che lo hanno restituito al suo antico splendore.
Classe 1938, Fattobene è considerato da tutti l'ultimo residente del maniero. Nel marzo del 1970 fu proprio lui a sottoscrivere l'atto di compravendita del castello, un momento destinato a entrare nella storia locale. Nella giornata di ieri, dopo il lungo intervento di recupero promosso dall'Amministrazione comunale, ha potuto rivedere quei luoghi ai quali ha dedicato una parte importante della propria vita.
Ad accompagnarlo nella visita sono stati il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il nipote Nunzio, il coordinatore della Casa di riposo "Lazzarelli", Mauro Marcantonelli, dove Fattobene risiede attualmente, e il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata.
Per lo storico settempedano è stata una visita dal forte valore simbolico. Camminare nuovamente tra le mura del castello restaurato ha rappresentato non solo un momento personale di intensa commozione, ma anche un tributo alla storia e all'identità della città.
Studioso instancabile e autore di numerose pubblicazioni dedicate al territorio, Fattobene ha dedicato l'intera esistenza alla ricerca d'archivio e alla valorizzazione della memoria locale. Dai suoi studi sulla Resistenza e sulla figura di Enrico Mattei fino alle ricerche sulle ultime lettere di Giacomo Leopardi, il suo lavoro ha contribuito a preservare e tramandare il patrimonio storico e culturale della comunità settempedana.
La sua figura è legata anche a numerose curiosità biografiche. Negli anni della formazione frequentò il seminario insieme al futuro cardinale Edoardo Menichelli e a don Giuseppe Branchesi. È inoltre cugino di primo grado del cantautore Renato Zero, che in passato avrebbe manifestato il desiderio di contribuire personalmente al recupero del Castello di Pitino.
La visita è arrivata poche settimane dopo la riapertura ufficiale del complesso monumentale, inaugurato il 4 luglio scorso alla presenza del Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. Il progetto di recupero, che ha interessato il castello, la chiesa di Santa Maria della Pietà e quella di Sant'Antonio Abate, è stato realizzato grazie a un investimento superiore a 1,7 milioni di euro nell'ambito del Piano Nazionale Complementare al Pnrr.
«È stato un momento di straordinaria intensità emotiva e umana poter accompagnare il dottor Pacifico Fattobene tra le mura rinate del Castello di Pitino – ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei –. A lui dobbiamo una gratitudine profonda per la passione e la dedizione con cui, in tutti questi anni, ha custodito la memoria di questo luogo simbolo della nostra città. Vedere la sua emozione davanti al castello restituito alla comunità è stata la testimonianza più autentica del valore di questo intervento. La sua presenza rappresenta il ponte ideale tra la storia che abbiamo ereditato e il futuro che vogliamo costruire per questo straordinario patrimonio».
In arrivo chiusure notturne lungo il tratto marchigiano dell'autostrada A14 per permettere l'esecuzione dei lavori di rifacimento del manto stradale. Per consentire, infatti, gli interventi di asfaltatura sulla A14 Bologna-Taranto, la società Autostrade per l'Italia ha disposto l'interruzione temporanea del traffico nel tratto compreso tra le stazioni di Loreto-Porto Recanati e Ancona Sud in direzione Bologna.
Le limitazioni alla circolazione veicolare avverranno esclusivamente in orario notturno in due distinte giornate. La prima chiusura è programmata dalle ore 22:00 di lunedì 3 agosto alle ore 6:00 di martedì 4 agosto, mentre il secondo stop scatterà dalle ore 22:00 di mercoledì 5 agosto per concludersi alle ore 6:00 di giovedì 6 agosto. Negli stessi intervalli orari si renderà necessaria anche la contestuale chiusura dell'area di servizio Conero Est, situata all'interno del tratto interessato dai lavori.
Per i veicoli diretti verso nord e verso Ancona, dopo l'uscita obbligatoria al casello di Loreto-Porto Recanati, il percorso alternativo consigliato prevede di proseguire lungo la SS16 Adriatica per poi rientrare in autostrada A14 attraverso la stazione di Ancona Sud.
È stata presentata nella sala stampa della Camera dei deputati, su iniziativa dell'onorevole Antonio Baldelli, la nuova Ciclovia dei Borghi più belli d'Italia nelle Marche insieme alla guida "Come scoprire i Borghi più belli d’Italia nelle Marche senza auto": il progetto, promosso dall'associazione I Borghi più belli d'Italia nelle Marche con il sostegno dell'assessorato alle infrastrutture della Regione Marche, mette in rete 33 borghi attraverso cinque itinerari provinciali per oltre 1.100 chilometri di percorsi affiancati da una piattaforma tecnologica con la guida digitale "Sibilla".
A fare gli onori di casa e a tracciare la visione dell'iniziativa è stato l'onorevole Antonio Baldelli: "Un progetto capace di unire luoghi, persone e comunità, valorizzando con intelligenza quel patrimonio diffuso che rende unica la nostra regione. È un modello che guarda al futuro senza perdere ciò che siamo: rende i nostri borghi più accessibili, più conosciuti e più attrattivi, custodendone identità e autenticità. Perché il futuro dei borghi non è diventare altro, ma avere gli strumenti per continuare a essere sé stessi. È questa la strada giusta per creare nuove opportunità per i territori e costruire una crescita duratura, fondata sulla mobilità sostenibile e sulla qualità dell’esperienza".
L'infrastruttura territoriale si sviluppa integrando cartellonistica smart, totem, stazioni di ricarica e il portale itinerariborghimarche.it, supportato dall'avatar "Sibilla" per accompagnare i cicloturisti lungo i tragitti. La presidente dell'associazione I Borghi più belli d'Italia nelle Marche, Lorena Varani, ha rimarcato la portata strategica dell'opera: "Abbiamo creduto fin dall’inizio nella necessità di costruire uno strumento capace di mettere in relazione territori, comunità e servizi, valorizzando in chiave contemporanea l’identità diffusa della nostra regione. Per questo desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Regione Marche che ha reso possibile l’attuazione concreta del progetto, condividendone visione e obiettivi".
"La Ciclovia comprende cinque itinerari provinciali, oltre 1.100 chilometri di percorsi, 33 borghi coinvolti e una web app che accompagna il visitatore con contenuti, servizi, punti di interesse e informazioni in tempo reale. La sua forza sta nella capacità di evolvere nel tempo, integrando nuovi itinerari e nuovi servizi, e di offrire un supporto concreto alla fruizione del territorio, rendendo l’esperienza più semplice, accessibile e coerente con le esigenze del turismo contemporaneo", ha aggiunto.
Un plauso all'iniziativa è arrivato anche da Fiorello Primi, presidente dell'associazione nazionale I Borghi più belli d'Italia: "Una realtà che rappresenta una delle espressioni più belle e concrete della nostra idea di valorizzazione dei borghi. La Ciclovia non si limita a collegare dei luoghi: li mette in relazione, li racconta, li rende parte di un sistema vivo, dinamico e riconoscibile. È un modo nuovo di leggere il territorio, che unisce mobilità sostenibile, esperienza turistica e identità culturale. Le Marche dimostrano ancora una volta che i borghi sono patrimoni da conoscere e vivere. Questa è la direzione giusta per rafforzare il ruolo dei borghi come risorsa strategica per il Paese".
Il progetto, ideato da Alessandro Gualazzi, ha visto la collaborazione tecnico-operativa di Prait Soc. Coop., Grafox Srl e Nexma Srl. Insieme all'infrastruttura ciclabile è stato svelato il volume "Come scoprire i Borghi più belli d’Italia nelle Marche senza auto", firmato da Jake Carson e Mariangela Albertini ed edito da Giaconi Editore: un'opera di 165 pagine in italiano e inglese pensata per orientare i viaggiatori che scelgono di muoversi esclusivamente con i mezzi pubblici.