Intervento tempestivo dei Carabinieri della Stazione di Porto Recanati che hanno denunciato tre persone, residenti tra le province di Macerata e Ancona, per tentata truffa aggravata ai danni di una donna.
L’episodio si è verificato nella giornata di ieri, quando una 71enne del posto ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è finto “maresciallo dei Carabinieri”. L’interlocutore le ha riferito che il marito era stato arrestato e che sarebbe stato necessario consegnare una somma di denaro, tra contanti e gioielli, per ottenerne la liberazione.
Insospettita dalla richiesta, la donna ha prontamente informato il marito, il quale ha immediatamente allertato i Carabinieri. I militari sono intervenuti in tempi rapidi presso l’abitazione, dove hanno sorpreso uno dei malviventi mentre tentava di portare a termine la truffa.
Le successive indagini hanno permesso di individuare anche gli altri due complici, fermati poco dopo a bordo di un’auto dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche, intervenuti in supporto.
I tre soggetti, una volta identificati, sono stati denunciati. L’episodio conferma ancora una volta l’importanza di prestare massima attenzione a telefonate sospette e di contattare immediatamente le forze dell’ordine in caso di dubbi.
Intervento tempestivo dei Carabinieri della Stazione di Porto Recanati che hanno denunciato tre persone, residenti tra le province di Macerata e Ancona, per tentata truffa aggravata ai danni di una donna.
L’episodio si è verificato nella giornata di ieri, quando una 71enne del posto ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è finto “maresciallo dei Carabinieri”. L’interlocutore le ha riferito che il marito era stato arrestato e che sarebbe stato necessario consegnare una somma di denaro, tra contanti e gioielli, per ottenerne la liberazione.
Insospettita dalla richiesta, la donna ha prontamente informato il marito, il quale ha immediatamente allertato i Carabinieri. I militari sono intervenuti in tempi rapidi presso l’abitazione, dove hanno sorpreso uno dei malviventi mentre tentava di portare a termine la truffa.
Le successive indagini hanno permesso di individuare anche gli altri due complici, fermati poco dopo a bordo di un’auto dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche, intervenuti in supporto.
I tre soggetti, una volta identificati, sono stati denunciati. L’episodio conferma ancora una volta l’importanza di prestare massima attenzione a telefonate sospette e di contattare immediatamente le forze dell’ordine in caso di dubbi.
Il fronte meridionale del Libano continua a essere teatro di violenze e tensioni crescenti, con la missione Unifil delle Nazioni Unite ancora una volta coinvolta direttamente nei combattimenti tra Israele e Hezbollah. Un razzo ha colpito il quartier generale del contingente italiano nella base di Shama, nel settore ovest dell’operazione, causando danni lievi alle infrastrutture ma fortunatamente nessun ferito tra il personale.
L’episodio si inserisce in un contesto già fortemente deteriorato lungo la cosiddetta Blue Line, la linea di demarcazione tra Libano e Israele. Nei giorni precedenti, infatti, l’escalation aveva portato alla morte di tre caschi blu indonesiani, alimentando la preoccupazione delle cancellerie internazionali e riaccendendo il dibattito sulla sicurezza dei contingenti impegnati nella missione.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha immediatamente attivato i contatti con i vertici militari, tra cui il Capo di Stato Maggiore della Difesa e i comandanti operativi, per monitorare costantemente la situazione e verificare le condizioni dei militari italiani, risultati tutti illesi. Non si tratta del primo episodio recente: già il 16 marzo, nella stessa area di Shama, i soldati italiani avevano rischiato a causa dei detriti di un razzo intercettato dai sistemi israeliani.
In questo scenario complesso si inserisce il ruolo del generale Andrea Fraticelli, che lo scorso 2 marzo ha assunto il comando del contingente italiano e del settore ovest della missione Unifil. Originario di Macerata, 49 anni, Fraticelli sta guidando il contingente italiano e il settore ovest dell’Unifil, con responsabilità operative su circa 2.800 caschi blu, tra cui mille italiani, in gran parte appartenenti alla Brigata Sassari, nota come i “Dimonios”. Si tratta della quarta volta che questa brigata assume un ruolo di primo piano nel Paese dei cedri.
Il contingente sotto il suo comando comprende diverse unità, tra cui il 152° Reggimento fanteria “Sassari”, il Reggimento logistico, il 5° Reggimento genio guastatori e il 45° Reparto Comando e Supporti Tattici “Reggio”, confermando il peso strategico della componente italiana nella missione.
La situazione sul terreno resta estremamente critica. L’offensiva delle forze israeliane nel sud del Libano si è intensificata dopo la decisione del premier Benjamin Netanyahu di ampliare la zona cuscinetto per proteggere l’Alta Galilea dai lanci di razzi di Hezbollah. Secondo quanto rilevato dai caschi blu italiani, nell’ultima settimana si sono registrati oltre cento lanci quotidiani da parte delle milizie sciite e circa trecento da parte dell’Idf, costringendo il personale ONU a rifugiarsi frequentemente nei bunker.
Nonostante le difficoltà operative, la missione Unifil continua a svolgere il proprio mandato, garantendo pattugliamenti per la protezione dei civili e facilitando l’accesso delle agenzie umanitarie, seppur con limitazioni imposte dal contesto bellico. Dopo gli attacchi ai contingenti internazionali, inclusi quelli francesi, la Francia ha chiesto la convocazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Durante la riunione, Jean-Pierre Lacroix ha ribadito l’importanza della missione, sottolineando gli sforzi per mantenere il dialogo tra le parti e prevenire ulteriori escalation, chiedendo al contempo un sostegno forte e unanime da parte della comunità internazionale.
La provincia di Macerata continua a fare i conti con il calo demografico, ma i dati più recenti mostrano un rallentamento dell’emorragia di residenti e qualche segnale incoraggiante. Secondo il bilancio demografico Istat 2025, la diminuzione della popolazione appare meno marcata rispetto agli anni precedenti, con alcune realtà che registrano addirittura lievi crescite, in particolare lungo la costa e nell’area della Val di Chienti.
Resta però un quadro complesso, segnato da un saldo naturale fortemente negativo e da difficoltà diffuse nelle aree interne, compensate solo in parte dall’apporto della popolazione straniera.
Guardando ai dati dei singoli comuni, emergono dinamiche molto differenziate. Porto Recanati registra il miglior risultato con un aumento di 134 abitanti (+1%), passando da 12.600 a 12.734 residenti, con un dato particolarmente significativo rappresentato dal saldo naturale positivo di +2, frutto di 101 nascite contro 99 decessi.
Crescono anche Potenza Picena (+25, fino a 15.470 abitanti) e Civitanova Marche, che si conferma la città più popolosa della provincia con 41.929 residenti, in aumento di 40 unità. Dopo un calo negli anni precedenti, Civitanova torna così a salire, mantenendo comunque una crescita di oltre 3.600 abitanti rispetto al 2000.
Anche il capoluogo Macerata mostra segnali positivi, raggiungendo 40.689 residenti con un incremento di 104 persone, mentre Corridonia si avvicina a quota 15mila con un +54 (14.684 abitanti). In controtendenza alcune realtà della bassa valle del Chienti, come Montecosaro (-24) e Morrovalle (-19), mentre tra i centri più in difficoltà spicca Tolentino, che perde 118 residenti scendendo a 17.439.
In calo anche Recanati (-41), mentre San Severino tiene con un lieve +6 (11.893 abitanti) e Treia scende a 9.002 residenti, perdendone 78. Nell’area appenninica prevale il segno meno, con Camerino a 5.935 abitanti (-49) e Matelica a 9.026 (-46), mentre Cingoli resta sostanzialmente stabile con un lieve incremento di 5 residenti.
A livello provinciale, il bilancio complessivo resta negativo, anche se meno drammatico rispetto al passato. Al 1° gennaio 2025 i residenti erano 302.030, scesi a 301.689 al 31 dicembre, con una perdita di 341 abitanti. Il dato riporta la popolazione ai livelli di inizio anni Duemila, dopo il picco del 2012 quando si erano raggiunti 321.791 residenti.
Il declino era già iniziato prima del sisma, ma è stato accelerato dal terremoto del 2016 e successivamente dalla pandemia, con perdite significative soprattutto nel 2020. Il saldo naturale resta fortemente negativo, con 1.476 nascite contro 3.682 decessi (-1.882), mentre anche il saldo migratorio interno è in rosso (-174). A sostenere parzialmente la popolazione è invece il contributo degli stranieri, con 2.635 arrivi dall’estero e 920 partenze, per un saldo positivo di +1.715.
In conclusione, il quadro che emerge è quello di una provincia che continua a perdere abitanti ma con una discesa meno ripida rispetto agli anni passati. Le aree costiere e alcuni centri della Val di Chienti mostrano segnali di vitalità, mentre l’entroterra resta in difficoltà.
Decisivo si conferma il contributo della popolazione straniera, senza il quale il calo sarebbe molto più marcato, mentre il persistente saldo naturale negativo rappresenta la vera criticità strutturale per il futuro demografico del territorio.
Alle prossime elezioni amministrative del Comune di Macerata, il rischio per molti cittadini è quello di trovarsi davanti a una scheda elettorale tutt’altro che intuitiva, quasi un rompicapo tra simboli, liste e candidati sindaci.
In campo ci sono infatti cinque aspiranti primi cittadini, sostenuti da una galassia ampia e articolata di forze politiche e civiche che potrebbero generare confusione e disorientamento nell’elettore.
L’uscente Sandro Parcaroli si ripresenta con una coalizione di centrodestra composta da un folto numero di liste. Accanto ai partiti tradizionali come Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc e Noi Moderati, figurano anche liste civiche come Maceratesi per Parcaroli, ispirata al modello delle regionali con Marchigiani per Acquaroli, alla lista Civici Marche e ad una ulteriore lista Civici per Parcaroli legata al presidente dei commercianti del centro storico Giuseppe Romano.
Sul fronte opposto, il direttore di Val di Chienti Gianluca Tittarelli guida una coalizione di centrosinistra altrettanto ampia, anch’essa sostenuta da sette liste. Tra queste troviamo il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Avs, Macerata Riformista – che unisce Italia Viva e Partito Socialista – oltre a realtà civiche come Strada Comune, L’altra Macerata e Uniamo Macerata.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono candidati che si presentano al di fuori dei due principali schieramenti. Giordano Ripa, già uscito dalla coalizione nella passata legislatura, corre con la lista Futuro per Macerata, mentre Orioli, in passato candidato in una lista a sostegno di Parcaroli, si propone ora con il Terzo Polo, sostenuto da una costellazione di sigle tra cui Azione, Base Popolare, Partito Liberal Democratico, Repubblicani Europei, Radicali Italiani, il nuovo Cdu, Cristiani Democratici Uniti, Ora e Movimento Socialista Liberale, tutte racchiuse in un’unica lista.
Infine, Sigona si presenta con Officina delle Idee, la lista creata dall’ex rettore di Camerino Flavio Corradini, affiancata da una seconda lista, Urbana Futura, promossa da Marcello Marcelli.
Il risultato è una scheda elettorale che potrebbe apparire affollata, variopinta e complessa, con una presenza significativa di liste civiche o “semiciviche” accanto ai partiti tradizionali. Un mix che, se da un lato amplia la rappresentanza, dall’altro rischia di rendere più difficile per l’elettore orientarsi al momento del voto.
Emblematici saranno anche i simboli, spesso colorati e numerosi, che riempiranno la scheda, contribuendo a un effetto visivo potenzialmente dispersivo. Va comunque ricordato che il quadro è ancora in evoluzione: le liste devono essere ufficialmente chiuse e presentate agli uffici comunali, passaggio che chiarirà in modo definitivo la composizione degli schieramenti e l’aspetto finale della scheda elettorale.
La città di San Severino Marche si appresta a vivere una giornata che resterà scolpita nella sua storia: il prossimo 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si recherà in visita ufficiale nella comunità settempedana.
La notizia è stata accolta con profonda commozione dall’amministrazione e dai cittadini, segnando il riconoscimento definitivo del valore civile e del sacrificio del territorio durante la Resistenza. La visita giunge a suggello del legame stretto con la città, già insignita proprio da Mattarella della Medaglia d’Oro al Merito Civile nel 2022.
L’onorificenza celebra il ruolo fondamentale di San Severino nella lotta partigiana e lo spirito di accoglienza della popolazione, che offrì rifugio a centinaia di sfollati, tra cui la famiglia del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni.
Il cuore pulsante della cerimonia sarà il Teatro Feronia, affacciato sulla monumentale piazza del Popolo, dove il Capo dello Stato incontrerà le autorità locali. Il programma prevede la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti e una visita privata all’interno del Municipio restaurato, simbolo della rinascita post-sisma. Qui, il sindaco illustrerà i progressi della ricostruzione e la vitalità sociale del territorio.
La presenza di Mattarella onora solennemente i fatti cruenti avvenuti tra il San Vicino e Valdiola, come l'eccidio di Chigiano del 24 marzo 1944, dove caddero il capitano Salvatore Valerio e don Enrico Pocognoni.
"La visita del Presidente Mattarella è un regalo immenso per tutti noi - sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei, aggiungendo - È il riconoscimento di una storia fatta di coraggio durante la Resistenza e di una forza straordinaria mostrata negli anni difficili del post-sisma. Accoglierlo il 25 Aprile significa onorare il passato guardando con speranza al nostro futuro".
La Pasqua si avvicina e cosa c’è di meglio di un dolce made in Marche, capace di raccontare storia, tradizioni e profumi di una volta. Le ciambelle pasquali marchigiane, dette anche "strozzosse", rappresentano uno dei simboli più autentici della cultura gastronomica locale, un dolce semplice ma ricco di significato che ancora oggi resiste al tempo.
Le loro origini affondano in un passato contadino, quando a prepararle erano le “Vergare”, le donne delle famiglie rurali custodi dei saperi domestici. Si tratta di una ricetta antica e povera, realizzata con pochi ingredienti facilmente reperibili, ma proprio per questo capace di racchiudere un forte valore simbolico legato alla condivisione e alla festa.
Tradizione vuole che queste ciambelle venissero preparate nella notte del Venerdì Santo, per poi essere cotte la domenica di Pasqua. Un gesto che segnava la fine della Quaresima e l’inizio della celebrazione, con un dolce che riuniva la famiglia attorno alla tavola.
Gli ingredienti sono semplici: uova, zucchero, olio, farina e mistrà o liquore all’anice, che dona al dolce il suo aroma caratteristico. Nel fermano sono conosciute come “strozzosse”, un nome curioso che secondo la tradizione popolare potrebbe derivare dalla loro consistenza compatta.
Il procedimento è essenziale ma presenta una particolarità che rende questo dolce unico. Si inizia montando uova e zucchero, poi si aggiungono olio e farina, seguiti dal mistrà. Una volta ottenuto l’impasto, si formano le ciambelle che vengono prima lessate per circa quindici minuti. vengono poi fatte riposare e spaccate ai lati per poi venir cotte in forno per un'altra mezzora circa.
La doppia cottura è l’elemento distintivo che conferisce una consistenza a metà tra biscotto e pane dolce. Qualcuno poi, più goloso, aggiunge una glassa sopra dopo cottura.
Proprio questa lavorazione rappresenta una delle curiosità più interessanti della ricetta, piuttosto rara nella tradizione dolciaria italiana. Anche la forma è particolare, un cerchio che si spacca sui lati.
Oggi le "strozzosse" continuano a essere protagoniste delle tavole marchigiane, spesso gustate a colazione o accompagnate da un bicchiere di vino dolce nei giorni di festa. C'è anche chi le mangia con il salato per un antipasto diverso.
Un dolce che è molto più di una ricetta, ma una vera e propria testimonianza di identità, memoria e tradizione che continua a vivere nel presente.
Il Soccorso Alpino e Speleologico Marche invita alla massima prudenza tutti coloro che, durante le festività pasquali, intendano frequentare le aree montane della regione, in particolare i Monti Sibillini, i Monti della Laga e la Montagna dei Fiori.
A seguito della recente perturbazione che ha interessato il Centro Italia, le condizioni in quota sono particolarmente critiche. "Le nevicate recenti, combinate con vento e rialzo termico, hanno determinato un grado di pericolo valanghe marcato/forte, con diffusa instabilità del manto nevoso e possibilità di distacchi anche spontanei", si legge in una nota.
Il Soccorso Alpino raccomanda a escursionisti, sci alpinisti e ciaspolatori di "valutare con attenzione ogni uscita, pianificando itinerari compatibili con le condizioni attuali. È essenziale consultare bollettini meteo e nivologici aggiornati, disporre di equipaggiamento idoneo (ARTVA, pala e sonda) e possedere le competenze necessarie al loro utilizzo".
In queste situazioni, la consapevolezza e la preparazione sono determinanti: la prudenza resta il primo presidio di sicurezza in montagna.
Un normale servizio di controllo del territorio si è trasformato in una violenta colluttazione a Porto Recanati. I carabinieri della locale stazione hanno denunciato a piede libero un cittadino tunisino di 31 anni. L'uomo, residente in città, deve rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.
I fatti sono iniziati quando una pattuglia ha intercettato il 31enne a bordo della propria auto all'esterno della sua abitazione. Il soggetto è risultato essere sottoposto alla misura della libertà vigilata (emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Macerata nel dicembre 2025), che gli imponeva restrizioni specifiche in quel momento violate. Alla vista dei militari, l'uomo ha tentato una repentina fuga in auto, venendo però raggiunto e bloccato dopo un breve inseguimento.
Una volta fermato, il trentunenne ha opposto una strenua resistenza fisica contro i carabinieri. Nel tentativo di sottrarsi al controllo, l'uomo ha inoltre messo in atto gravi gesti di autolesionismo: secondo il rapporto dei militari, avrebbe colpito ripetutamente il capo contro il suolo, arrivando a infrangere con una testata il lunotto posteriore di un'auto in sosta.
Solo l'intervento di rinforzo dei militari dell'Aliquota Radiomobile ha permesso di immobilizzare il soggetto in sicurezza. Nello scontro, entrambi i carabinieri intervenuti hanno riportato lesioni fisiche. L'aggressore, dopo essere stato soccorso dal 118, è stato trasportato all'ospedale di Civitanova Marche, dove si trova attualmente piantonato e in osservazione per le ferite che si è autoinflitto.
La Conferenza Permanente ha approvato l’intervento di riparazione della chiesa di San Nicolò, situata nel cuore del centro storico di Tolentino. L’edificio, documentato già nel 1300, ha subito nel corso dei secoli vari interventi di restauro, tra cui quello di trasformazione ad opera di Giuseppe Lucatelli nel XIX secolo e i più recenti nel 1905 e 2013.
La chiesa, caratterizzata da un nartece, un’aula unica e un presbiterio, si distingue all’esterno per il paramento in laterizio faccia a vista, con portale, finestra termale e timpano sommitale con cornici in laterizio. I lavori approvati prevedono il consolidamento degli architravi lesionati con fasciature in materiale fibrorinforzato, la riparazione delle lesioni sui pannelli murari fratturati con il ripristino dell’intonaco a rete, la sostituzione di uno dei due capochiavi esterni e lo smontaggio e rimontaggio della porzione sommitale della vela campanaria, con inserimento di tirafondi e scuci-cuci delle lesioni alla base. L’intervento avrà un costo complessivo di 103.634,91 euro.
“Si tratta di un passo concreto nel percorso di recupero del patrimonio religioso e culturale colpito dal sisma – commenta il commissario alla ricostruzione Guido Castelli – Restituire sicurezza e dignità a questi luoghi significa salvaguardare edifici storici e ricostruire l’identità delle comunità. Le chiese, soprattutto nei nostri borghi, sono punti di riferimento spirituale, civile e sociale. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il vescovo Nazzareno Marconi, l’ufficio ricostruzione e il sindaco Mauro Sclavi per la collaborazione”.
Il sindaco Sclavi evidenzia inoltre l’aspetto ecumenico dell’intervento: “In questa chiesa si celebrano anche riti ortodossi; con questo lavoro, il commissario Castelli crea un ponte tra le due fedi".
Il Comune di Macerata ha definito le linee guida per la gestione della nuova piscina di viale Pagnanelli, ormai prossima all’inaugurazione. L’amministrazione ha approvato un atto di indirizzo che prevede, per i primi tre mesi, una gestione diretta dell’impianto da parte dell’Ente.
Si tratta di una fase iniziale di carattere sperimentale, pensata per verificare il funzionamento complessivo della struttura e raccogliere dati concreti sui costi di gestione, sull’affluenza degli utenti e sull’effettivo utilizzo degli spazi acqua. Un passaggio ritenuto strategico per costruire basi solide in vista dell’affidamento futuro.
Le informazioni raccolte durante questo periodo saranno infatti utilizzate per predisporre una dettagliata istruttoria tecnica e amministrativa, indispensabile per avviare una successiva procedura a evidenza pubblica. L’obiettivo è arrivare all’assegnazione in concessione della gestione dell’impianto sportivo con criteri più precisi e sostenibili.
“Abbiamo scelto un percorso prudente e basato su dati concreti – spiegano dal Comune – per garantire una gestione ottimale della struttura. Questa fase ci permetterà di analizzare ogni aspetto operativo in modo puntuale, con l’obiettivo di offrire alla comunità un servizio moderno ed efficiente”.
"Il nuovo impianto natatorio rappresenta un investimento rilevante per la città, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche sociale. Pensata per accogliere tutte le fasce d’età, la struttura mira a promuovere benessere, inclusione e momenti di aggregazione".
"Attesa da oltre vent’anni, la piscina di viale Pagnanelli si candida ora a diventare un punto di riferimento per il territorio, contribuendo a rafforzare l’offerta di servizi dedicati a cittadini, famiglie e associazioni sportive".
Il comune di Caldarola e la coalizione ambientale Tess intervengono dopo la presa di posizione di Legambiente successiva alla bocciatura del progetto eolico Wind Energy Gagliole, esprimendo stupore per l’atteggiamento dell’associazione ambientalista sul tema dei grandi impianti in montagna.
Il territorio di Caldarola è infatti interessato da un progetto eolico che prevede l’installazione di sette pale da 5 MW (inizialmente dodici), un intervento che l’amministrazione comunale ha sempre guardato con forte contrarietà per l’impatto potenziale sul paesaggio e sull’equilibrio ambientale dell’Appennino.
A ribadirlo è il sindaco Giuseppe Fabbroni: "Sono rimasto molto colpito in negativo dalla posizione di Legambiente - ammette -: non si capisce il motivo per cui un'associazione ambientalista possa sostenere un modello di sviluppo che rischia di distruggere l’Appennino".
Secondo Fabbroni, il punto non è essere contrari alle energie rinnovabili, ma chiedere una pianificazione seria e sostenibile: "Il rapporto costi-benefici dei grandi impianti in montagna è nettamente negativo. Noi non siamo contro le rinnovabili, ma contro questo modo di realizzarle".
In merito alla bocciatura del progetto eolico di Gagliole, Fabbroni evidenzia "l’importanza di far valere le norme sulla tutela del paesaggio a livello costituzionale. Il nostro plauso va alla Regione Marche per aver bloccato il mega impianto eolico di Gagliole e San Severino. Ora auspichiamo un forte intervento della stessa Regione nei confronti del Governo per fermare anche gli altri mega progetti, tra cui quello che interessa il territorio di Caldarola".
Anche la coalizione ambientale Tess sottolinea la necessità di un approccio più equilibrato alla transizione energetica, che tenga conto non solo degli obiettivi climatici, ma anche della tutela del paesaggio e della biodiversità.
Tess richiama l’attenzione su una transizione che rischia di essere guidata prevalentemente dalle logiche di mercato, senza un adeguato piano nazionale e regionale capace di indicare aree idonee e limiti chiari. Nel mirino, inoltre, il rischio che l’installazione di impianti industriali in zone interne e montane possa generare conseguenze permanenti sul territorio, senza portare benefici concreti alle comunità locali, soprattutto in termini di sviluppo e ricadute economiche dirette.
Comune e Tess ribadiscono infine la necessità di "investire su soluzioni alternative e meno impattanti, come il fotovoltaico in aree già urbanizzate o produttive, l’efficientamento energetico e l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, per raggiungere gli obiettivi ambientali senza compromettere l’identità dei territori appenninici".
L’Amministrazione di Civitanova Marche interviene per chiarire le dinamiche legate alla gestione dei rifiuti e agli eventuali rincari della Tari. L’assessore al Bilancio, Claudio Morresi, ha convocato la Commissione Bilancio con la partecipazione dei vertici di Ata e Cosmari, per fornire informazioni dettagliate e rassicurare i cittadini.
“Abbiamo scelto la via della responsabilità e della trasparenza per difendere i cittadini dall’impatto dei crescenti oneri straordinari nella gestione dei rifiuti – ha dichiarato Morresi –. Non ci sarà nessun immediato shock tariffario: i 3,4 milioni di euro (quota Civitanova) saranno assorbiti gradualmente nei prossimi anni”.
L’incremento massimo della tariffa, stabilito dall’Autorità di Regolazione Arera, sarà del 8,9% per il 2026, ma l’Amministrazione interverrà per ridurre alcuni costi non monetari, assorbendo la differenza con il bilancio comunale e tutelando così i bilanci domestici.
Gli aumenti della Tari riflettono i costi crescenti di gestione dei rifiuti, legati a smaltimento fuori provincia, aumento del costo dell’energia e delle materie prime, e necessità di ammodernare alcuni impianti. Morresi ha inoltre annunciato un’azione concreta a favore delle famiglie più fragili: lo slittamento dell’invio delle bollette TARI da marzo ad aprile, così da garantire l’applicazione automatica e immediata del Bonus Sociale ai nuclei a basso reddito, basato sull’ISee dichiarato.
Il neo presidente della Commissione Bilancio, Giorgio Pollastrelli, ha sottolineato l’importanza della convocazione: “Un segnale di grande attenzione alla problematica rifiuti e Tari e di rispetto da parte di Ata e Cosmari. Stiamo cercando di mantenere le tariffe a livelli non gravosi, pur di fronte a problemi per lo più esogeni”.
Pollastrelli ha inoltre precisato che, nonostante alcune voci politiche sollevino questioni sull’uso dei termovalorizzatori, la Tari nelle Marche resta sotto la media nazionale, con alti livelli di raccolta differenziata. L’ampliamento della discarica di Cingoli, ha concluso, permetterà ulteriori riduzioni delle tariffe in futuro.
Anche la consigliera comunale Paola Fontana, membro della Commissione, ha lodato l’iniziativa dell’assessore Morresi: “Si tratta di un atto di trasparenza e responsabilità verso i cittadini, affrontando le difficoltà a viso aperto e garantendo la massima chiarezza su un tema così delicato”.
"Vi sento come amici e, soprattutto, vi ringrazio per l’impegno nel mantenere sicuro, efficiente e accogliente il nostro servizio sanitario pubblico". Così scrive un cittadino, Giuseppe Gattari, in una lettera inviata alla nostra redazione in cui ha voluto condividere la propria esperienza di "buona sanità" vissuta presso il reparto di Otorinolaringoiatria dell'ospedale di Civitanova Marche. Una testimonianza che mette in luce non solo l'efficacia clinica delle cure ricevute, ma anche lo straordinario spessore umano del personale in servizio.
Ecco il testo integrale della lettera:
"Desidero raccontare la mia esperienza presso il reparto di Otorinolaringoiatria dell'Ospedale di Civitanova, dove sono stato ricoverato e curato dal 20 al 28 marzo scorso. Colpito da un improvviso e grave ascesso parafaringeo, sono stato indirizzato tempestivamente verso il corretto percorso terapeutico dal dottor M. Ruberto. In tempi rapidissimi sono stato accolto nel reparto, dove ho trascorso otto giorni sottoposto a un’intensa farmacoterapia che, dato il buon esito, ritengo mi abbia probabilmente evitato il ricorso all'intervento chirurgico.
In qualità di paziente, mi permetto di esprimere alcune considerazioni sull’esperienza vissuta all'interno della struttura, partendo dal presupposto che la vostra Unità Operativa Complessa (UOC) rappresenta, a mio parere, un’eccellenza locale del Servizio Sanitario Nazionale. L’atmosfera è estremamente accogliente e mette a proprio agio chiunque, siano essi pazienti minorenni o adulti.
Tutto il personale - dagli operatori socio-sanitari agli infermieri, fino ai medici - si è dimostrato competente, empatico, amichevole e socievole. È un team efficiente che non lascia trapelare sul luogo di lavoro eventuali problemi personali, accogliendo sempre tutti con il sorriso. Al momento delle dimissioni, si percepisce quasi un senso di piccolo rimpianto, come quando si lascia un gruppo di amici sempre solleciti, solidali e pieni di vita.
Desidero complimentarmi con il Direttore, il dottor Carlucci, e ringraziare tutti voi per la competenza, la dedizione e la simpatia con cui mi avete gratificato nel corso della degenza. Un pensiero particolare va alle infermiere che mi hanno assistito con più costanza e alla dottoressa 'latinista per modo di dire'. Vi sento come amici e, soprattutto, vi ringrazio per l’impegno nel mantenere sicuro, efficiente e accogliente il nostro servizio sanitario pubblico. Colgo l'occasione per augurare a tutti voi delle serene festività pasquali".
Il collegio di direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche interviene sul caso delle sacche di plasma andate sprecate presso l’Officina Trasfusionale, chiarendo la propria posizione e difendendo il buon nome dell’Istituzione.
L’organismo, composto dai direttori di Dipartimento, sottolinea come l’episodio, attualmente oggetto di accertamenti, "abbia natura organizzativa e debba essere inquadrato in modo rigoroso, senza dar spazio a interpretazioni distorte o strumentalizzazioni".
Secondo quanto evidenziato, si tratterebbe infatti di un evento circoscritto, che non può essere esteso all’intero sistema sanitario aziendale né tantomeno mettere in discussione i risultati complessivi raggiunti nel tempo.
L’Officina Trasfusionale coinvolta fa capo al Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale (DIRMT) e opera all’interno della stessa Azienda ospedaliera. Proprio per questo, viene ribadita la "necessità di affrontare la vicenda con responsabilità istituzionale e sulla base di dati oggettivi".
Nel documento, il collegio di direzione richiama anche il percorso intrapreso dall’attuale governance aziendale, descritto come "orientato alla qualità, alla sicurezza e al miglioramento continuo. Un approccio che, viene sottolineato, trova conferma nei risultati ottenuti sia in ambito clinico che nella ricerca e nella formazione".
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche viene indicata come "una realtà di riferimento a livello nazionale e internazionale, grazie all’integrazione tra assistenza sanitaria, attività scientifica e didattica, e al lavoro quotidiano di personale altamente qualificato".
Per questo motivo, il Collegio ribadisce che un singolo episodio, pur meritevole di approfondimento e di eventuali interventi correttivi, "non può compromettere il valore complessivo dell’Istituzione né il prestigio costruito negli anni".
Infine, viene rinnovato l’impegno a "garantire standard elevati di qualità, sicurezza e appropriatezza, evidenziando come la credibilità del sistema sanitario si fondi sulla trasparenza, sulla capacità di affrontare le criticità e sui risultati conseguiti quotidianamente dai professionisti".
Una giornata dedicata all'eccellenza manifatturiera e al confronto sul futuro del territorio. A Montecassiano, il commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, ha fatto visita alla sede della C.B.F. Balducci Group, accolto dal fondatore Franco Balducci e dal CEO Massimiliano Balducci (qui la nostra intervista).
L'incontro ha permesso di ripercorrere gli oltre 50 anni di storia di un'azienda leader in Europa nella produzione di abbigliamento professionale tecnico e calzature da lavoro. Oggi l'azienda, trasformata in società benefit, conta 150 addetti (di cui oltre il 60% donne) e opera in uno stabilimento di 18mila metri quadrati, dove ogni anno vengono tagliati 15mila chilometri di tessuto e controllati singolarmente oltre un milione e mezzo di capi.
Il CEO Massimiliano Balducci ha espresso soddisfazione per l'attenzione mostrata dal commissario verso le realtà produttive dell'entroterra: "Il senatore Castelli ha consentito una decisa accelerazione alla ricostruzione post sisma dimostrando grande attenzione alla ripartenza anche socio-economica non solo dei comuni del cratere ma dell’intero entroterra. Siamo stati lieti che il commissario abbia dimostrato grande curiosità per tutte le fasi di lavorazione e ci siamo confrontati su molti temi: dal reclutamento del personale alla formazione, dalla congiuntura internazionale alla pressione fiscale".
Il commissario Guido Castelli, al termine della visita ai reparti produttivi, ha sottolineato il ruolo cruciale di queste realtà per la tenuta del tessuto sociale: "L’Appennino centrale è un territorio ricco di eccellenze imprenditoriali e produttive che continuano a mantenere vivo il tessuto economico e sociale, offrendo concrete opportunità di lavoro e la possibilità per tanti giovani e famiglie di restare nei propri luoghi di origine. La C.B.F. Balducci Group, nel cratere Maceratese, rappresenta un esempio emblematico di questa vitalità: oltre 50 anni di storia, leadership consolidata nella progettazione e produzione di abbigliamento professionale, tecnico e dispositivi di protezione individuale certificati, con una presenza anche sui mercati internazionali".
"L’azienda, con sede a Montecassiano e fondata grazie all’ingegno del capostipite Franco Balducci, esprime la capacità manifatturiera dell’Appennino centrale di coniugare manualità, creatività e impegno. Queste imprese non solo garantiscono continuità occupazionale e sviluppo locale, ma dimostrano come nei nostri territori sia possibile trasformare le difficoltà post-sisma in opportunità concrete, unendo innovazione, tradizione e responsabilità sociale. È fondamentale continuare a valorizzare realtà come questa, che rappresentano un vero motore di crescita per l’intero territorio", conclude Castelli.
L’ultima giornata della regular season aveva lasciato in sospeso un solo verdetto: chi avrebbe sfidato il Borussia Cappuccini nello spareggio per accedere alle Final Four che assegneranno il titolo. A contendersi l’ultimo pass disponibile erano Atletiko Macerata e Futsal Macerata, in un vero e proprio “spareggio dello spareggio”. Tuttavia, la sfida non si è mai disputata: decisiva la rinuncia dei Red Devils di Merzoqui, che ha consegnato a tavolino il passaggio del turno ai ragazzi di Bajrami. Sarà dunque il Futsal Macerata a sfidare il Borussia l’8 aprile: chi vincerà accederà alla semifinale contro la capolista Furia Chalaca, mentre la perdente scenderà nella Wild Cup contro il Vr Macerata.
Tra le gare disputate, spiccano i clamorosi 24 gol complessivi nel match tra Q.P.R. Futsal e Borussia Cappuccini. Ben dieci le reti firmate dalla coppia Pensini-Romagnoli, divise equamente, con il “folletto” Pensini ancora protagonista di una prestazione monstre. Una classica partita di fine stagione, con difese larghe e grande propensione offensiva. Il Q.P.R. Futsal, con una vittoria, avrebbe potuto insidiare il Deportivo C5, ma i Dragoni hanno onorato il campionato fino all’ultimo.
Successo anche per il Collebronx, che supera 3-1 il Super Depor. Ancora a segno Mariselli, questa volta addirittura di testa, ma la doppietta di Gentili e il sigillo del “totem” Paci permettono ai ragazzi di Bruni di chiudere la regular season a pari punti con Furia Chalaca, penalizzati però dagli scontri diretti a favore dei peruviani.
A chiudere il programma, la “madre di tutte le sfide”: il derby peruviano tra Furia Chalaca e F.C. Perù (in foto). Una gara che andava oltre la classifica, già definita, e che metteva in palio orgoglio e prestigio. Nonostante il maltempo, circa cinquanta spettatori hanno fatto da cornice a una sfida intensa, sostenendo le squadre per tutti i 50 minuti e regalando un’immagine di grande partecipazione e unità della comunità sudamericana.
Sul campo, dominio dell’F.C. Perù: la formazione dei fratelli Fuertes, per la prima volta in stagione in maglia rossa, chiude avanti di quattro reti già nel primo tempo e resiste al ritorno degli avversari nella ripresa, imponendosi 7-4.
Nel match anche la sfida nella sfida tra Calero e Rodriguez per il titolo di capocannoniere: a spuntarla è il numero 9 dell’F.C. Perù, autore di quattro reti che gli valgono quota 33 gol stagionali, tre in più del diretto rivale.
In chiave playoff, sarà proprio l’F.C. Perù ad affrontare il Collebronx in semifinale. E non è da escludere un nuovo capitolo della rivalità con Furia Chalaca in una possibile finale, dopo che i campioni della regular season non sono riusciti a battere i connazionali nei precedenti stagionali.
RISULTATI 18ª GIORNATA
Borussia Cappuccini – Q.P.R. Futsal 14-10
Atletiko Macerata - Futsal Macerata 0-6 (a tavolino)
Collebronx – Deportivo C5 3-1
Furia Chalaca – F.C. Perù 4-7
CLASSIFICA
Furia Chalaca – 37 pts
Collebronx – 37 pts
F.C. Perù – 35 pts
Borussia Cappuccini – 29 pts
Futsal Macerata – 23 pts
Atletiko Macerata**– 17 pts
Deportivo C5 – 13 pts
Q.P.R. Futsal* – 11 pts
VR Macerata* – 2 pts
* 1 punto di penalizzazione
** 2 punti di penalizzazione
Passaggio formale decisivo in vista dell'assemblea dei soci della BCC Recanati e Colmurano. La capogruppo Iccrea SpA ha approvato definitivamente la lista dei candidati indicata dal Consiglio di Amministrazione uscente, che concorrerà al rinnovo delle cariche sociali durante l'assise prevista per il prossimo 18 aprile presso il Centro Fiere di Villa Potenza.
La squadra, guidata dal presidente uscente Gerardo Pizzirusso, punta su un mix di esperienza e rinnovamento. Accanto ai consiglieri uscenti Emanuela Serenelli e Alfredo Giampaoli, figurano le nuove candidature di Roberta Pennacchioni, Marina Guzzini, Gianfilippo Simoni, Maurizio Stacchiotti, Gianni Buccolini e Claudio Bertini.
Una compagine che, come sottolineato dall'istituto, rispecchia le competenze professionali e imprenditoriali richieste dalla normativa e mantiene un forte legame identitario con il territorio.
Il progetto della lista è orientato a dare continuità al percorso di sviluppo già intrapreso, seguendo il piano operativo finalizzato al sostegno dell'economia locale e al rafforzamento dei valori della mutualità. Al centro della visione per il prossimo mandato ci sono il socio e la valorizzazione del capitale umano, rappresentato dalla Direzione Generale e da tutti i dipendenti della banca.
Per quanto riguarda il Collegio Sindacale, la lista propone i nomi dei sindaci uscenti Luca Mira e Tatiana Seghetta, con l'ingresso di Barbara Brizi, oltre ai supplenti Samuela Mosca e Gilberto Chiodi.
Con l’avvicinarsi della Pasqua, nelle Marche si riscoprono le tradizioni culinarie e le eccellenze del territorio. Tra ricette casalinghe, acquisti ai mercati contadini e menù degli agriturismi, la festa primaverile segna l’inizio della stagione dei ponti e delle attività all’aperto.
Secondo Coldiretti, i mercati di Campagna Amica registrano una forte domanda di prodotti tipici, con i consumatori sempre più orientati alla qualità, alla stagionalità e alla convivialità. Immancabili sulle tavole marchigiane sono pizze di formaggio e piconi, accompagnati da pasta fresca ripiena, ciauscolo e altri salumi tradizionali. Tra le materie prime simbolo della stagione, grande attenzione è riservata ai carciofi, apprezzati fin dalle prime ore del mattino, e all’agnello, che resta protagonista dei menù pasquali, affiancato da carni di ogni tipo e dalle alternative di mare come le seppie. Le uova, simbolo della festività, rimangono un acquisto imprescindibile per il consumo diretto o per le preparazioni casalinghe.
Anche il comparto agrituristico registra segnali positivi. Secondo Terranostra Marche, le strutture di ristorazione rurale hanno visto un incremento delle prenotazioni, trainato soprattutto da un turismo di prossimità. Più incerta invece l’accoglienza, condizionata dal meteo instabile che limita le attività all’aperto come trekking e bici. I flussi turistici restano principalmente nazionali, con arrivi dal Nord e dal Sud Italia, mentre le prenotazioni estive confermano la tendenza a programmare i viaggi con largo anticipo.
In questo contesto, la Pasqua si conferma un momento chiave per l’economia rurale, tra riscoperta delle tradizioni e sostegno alle produzioni locali, offrendo al tempo stesso un’occasione di convivialità e scoperta del territorio marchigiano.
Cosa accadrebbe se le rane di Aristofane, simbolo del degrado culturale nell'Atene del V secolo a.C., si trasformassero oggi in entità digitali ossessive? È questa la sfida lanciata e vinta dal Liceo Classico "Filelfo" di Tolentino, che lo scorso 27 marzo ha messo in scena lo spettacolo "Rane (ma non troppo)".
L'evento, svoltosi in occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico e della Giornata Mondiale del Teatro, ha registrato un successo straordinario, trasformando il Teatro Vaccaj in un laboratorio di riflessione sull’era digitale.
La pièce ha reinterpretato il viaggio di Dioniso nell'oltretomba: non più una palude antica, ma un mondo colonizzato da notifiche, social network e intelligenze artificiali.
Tra incontri ironici con figure del mito e "nuove entità" come ChatGPT, Alexa e Siri, lo spettacolo ha interrogato il pubblico sul prezzo della dipendenza tecnologica e sul valore della memoria umana. Il finale ha messo in scena un serrato confronto tra l'efficienza dell'innovazione e l'autenticità del pensiero creativo, suggerendo che la poesia e l'immaginazione restano la cifra più profonda dell'identità umana.
Soddisfatto il dirigente scolastico Donato Romano, che ha annunciato un'importante novità: dal prossimo anno scolastico il Liceo inserirà nel triennio lo studio dell’etica dell'intelligenza artificiale come disciplina. Alla serata hanno partecipato anche il sindaco Mauro Sclavi e la consigliera regionale Silvia Luconi.
Il successo porta la firma del regista Fabio Bacaloni, che ha guidato i 70 studenti-attori e il corpo di danza, e della coordinatrice Claudia Canestrini, che insieme alle colleghe ha ideato un progetto nato, come lei stessa ha dichiarato, da un "atto d'amore per gli studenti e per la loro forza creativa".
(Credit foto: Lucrezia Palmieri)
La prestigiosa cornice del Teatro Persiani ha ospitato l’unica tappa regionale della commedia “Buongiorno, ministro!”, opera dell’autore spagnolo Jordi Galcerán. Sotto la sapiente regia di Ferdinando Ceriani, Enzo Iacchetti ha calcato la scena affiancato da Antonella Civale offrendo al pubblico una serata di alto spessore teatrale.
Tuttavia, la presenza dell'attore in città non si è esaurita sotto i riflettori. Il mattino seguente, Iacchetti ha dedicato un momento significativo alla scoperta delle eccellenze creative del territorio. Presso l’Hotel La Ginestra, i titolari Andrea Santarelli e Arianna Manovale hanno introdotto l’artista alla mostra “Fatum”, un’esposizione curata dal professor Jacopo Pannocchia e nata dal talento della Stamperia Venieri del Liceo Classico “Giacomo Leopardi”.
L’incontro si è poi trasformato in una visita immersiva: accompagnato da una delegazione di giovani studentesse e dai membri della compagnia – tra cui la stessa Civale, Ermenegildo Marciante ed Elisabetta Mandalari – Iacchetti si è recato personalmente presso i laboratori della Stamperia.
Durante l'attenta visita, gli ospiti hanno potuto approfondire le tecniche dell’acquaforte, ammirando la maturità stilistica e la profondità concettuale delle opere grafiche realizzate dagli studenti. Un apprezzamento, quello degli artisti, che è andato oltre la semplice cortesia: affascinati dalla qualità dei manufatti, gli ospiti hanno infatti scelto di acquistare alcune opere, suggellando così un legame autentico tra il mondo del teatro e la creatività giovanile recanatese.
Macerata si prepara a riabbracciare uno dei suoi gioielli architettonici e artistici più preziosi. Sabato 4 aprile, dopo una breve pausa, Palazzo Ricci riapre ufficialmente al pubblico, garantendo la visitabilità anche per le giornate di Pasqua e Pasquetta. Un’occasione imperdibile per turisti e residenti che desiderano immergersi nel dialogo unico tra l’edificio gentilizio settecentesco e i capolavori dell’arte italiana del XX secolo.
La riapertura segna l’inizio di una stagione 2026 che si annuncia particolarmente dinamica. Il primo grande appuntamento in calendario è fissato per sabato 18 aprile, quando verrà inaugurata la mostra dedicata a Mario Pompei, figura poliedrica di scenografo e illustratore del secolo scorso.
Il Presidente della Fondazione Carima, Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi, ha tracciato un bilancio entusiasta dell'anno passato, preannunciando nuove collaborazioni istituzionali: "Il 2025 è stato molto positivo sia in termini di iniziative che di presenze. Abbiamo programmato un calendario ambizioso che affiancherà la collezione permanente con monografiche riguardanti artisti del XX secolo che troveranno qui il loro contesto ideale".
Visitare Palazzo Ricci significa attraversare la storia dell’arte moderna in un contesto d'epoca: 180 opere tra dipinti e sculture dove i nomi di Balla, Boccioni, Carrà, de Chirico e Fontana convivono con gli arredi nobiliari della casata Ricci. Il percorso si conclude con la suggestiva cappellina di famiglia, che custodisce il prezioso Compianto su Cristo morto di Vittore Crivelli, una tappa quasi d'obbligo durante le festività pasquali.
A Sarnano si celebra una nuova tappa nel percorso di rinascita del territorio con l’inaugurazione e la riapertura della chiesa di Santa Chiara, nel cuore del centro storico. Un evento che arriva dopo un primo importante giro di interventi nel polo museale adiacente e che rappresenta un simbolo concreto della ricostruzione post sisma, non solo materiale ma anche culturale e sociale.
Il sindaco Fabio Fantegrossi ha sottolineato il valore identitario dell’edificio: "Una chiesa che si connette al tessuto urbano. È un edificio simbolico del comune di Sarnano", ricordando come l’attuale struttura sorga sull’antica chiesa di San Pietro. L’edificio, in stile barocco, si distingue per la sua verticalità ed eleganza, con una facciata convessa e un linguaggio architettonico dinamico caratterizzato dall’uso del mattone. Il recupero della chiesa assume un significato ancora più ampio perché inserito all’interno di un sistema culturale più articolato. "È fondamentale il suo recupero perché la chiesa è annessa al polo museale, che è stato recentemente ristrutturato e riallestito", ha aggiunto il sindaco, evidenziando l’obiettivo di creare un percorso culturale diffuso che colleghi pinacoteca, teatro, chiesa e altri luoghi simbolo del territorio.
A rimarcare l’importanza del momento è stato anche Guido Castelli, commissario alla ricostruzione, che ha parlato di un percorso lungo e complesso: "È una giornata importante. I km che faccio ogni giorno aumentano perché stiamo vedendo i frutti di un lavoro che è iniziato anni fa". Dopo un decennio dal terremoto, i segnali sono concreti: "Dopo dieci anni tutto si sta mettendo per il meglio", ha affermato, ricordando come siano state già ristrutturate circa 1200 chiese. Castelli ha poi sottolineato un aspetto cruciale della ricostruzione: "La ricostruzione è anche prevenzione. Questo serve anche a prepararci alla prossima scossa che verrà", evidenziando come l’esperienza maturata rappresenti un patrimonio di competenze fondamentale per il futuro.
Il tema della rinascita sociale è stato al centro anche dell’intervento di Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha evidenziato il cambiamento vissuto negli ultimi anni: "Dopo dieci anni, in cui all'inizio vedevamo le persone che se ne andavano, oggi vediamo riaprire luoghi e tornare gente". Un processo che va oltre la ricostruzione fisica: "Oltre alla costruzione materiale ci deve essere una ricostruzione immateriale, che faccia rivivere l'entroterra". Sulla stessa linea Pierpaolo Borroni ha ribadito la necessità di un impegno parallelo sul piano sociale: "Dobbiamo ricostruire un tessuto sociale contemporaneamente alla valorizzazione del nostro territorio".
Fondamentale anche il lavoro di recupero delle opere d’arte, come spiegato da Pierluigi Morriconi della Soprintendenza Marche Sud: "Abbiamo portato via le opere, ristrutturandole e salvandole alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Ed oggi le possiamo rivedere di nuovo qui". Le opere, provenienti dalla pinacoteca e dalla chiesa, tornano così alla comunità, mentre alcune saranno protagoniste anche di una mostra internazionale a Monaco di Baviera.
La direttrice dei lavori Deborah Licastro ha evidenziato l’importanza dell’intervento, dal valore di 300mila euro, definendolo uno degli ultimi completati: "Restituirla oggi alla comunità di Sarnano è un momento di grande emozione, arrivato grazie a un lavoro di sinergia tra ministero, impresa, amministratori e soprintendenza". I lavori sono stati eseguiti dalla ditta AR di Alessandrini Nello, contribuendo a riportare alla luce un edificio che nel tempo ha già affrontato due terremoti.
La riapertura della chiesa di Santa Chiara rappresenta così molto più di un semplice recupero architettonico: è il segno tangibile di una comunità che, dopo anni difficili, torna a vivere i propri spazi, a valorizzare la propria storia e a guardare con fiducia al futuro.
MACERATA – Dalla neve di Bolognola ai vigneti dell’entroterra, passando per il mare e i grandi eventi internazionali: la Pasquetta 2026 in provincia di Macerata si conferma ricca di proposte per tutti i gusti. Che si tratti di musica, natura, enogastronomia o divertimento in famiglia, il Lunedì dell’Angelo offre un ventaglio di esperienze sempre più ampio, capace di attrarre giovani, famiglie e turisti.
Tra gli eventi più originali spicca la Pasquetta Spring Ski Mountain Party allo ZChalet di Bolognola: grazie alle nevicate degli ultimi giorni, sarà possibile vivere un vero aprês-ski di primavera, tra sole, piste ancora imbiancate e musica. Un’atmosfera insolita per aprile che rende l’appuntamento ancora più suggestivo. Dj set a partire dalle 13 e diretta su Multiradio, con in consolle Francesco Cangiotti e Luca D’Agata, accompagnati dalle voci di Giusi Minnozzi e Matteo Piconi.
La musica sarà protagonista anche sulla costa e nei locali del territorio. A Porto Recanati riflettori puntati sulla discoteca I Am, che ospiterà una vera icona mondiale della scena elettronica come Carl Cox, affiancato da Anna Tur, Fabio Neural e Vikthor.
Per chi vuole anticipare i festeggiamenti, già domenica sera (5 aprile) si accendono le luci del divertimento: al Brahma Clubship di Civitanova arriva “Icona 2000” con special guest Il Pagante.
Fuori provinica invece, al Settepuntonove di Porto San Giorgio è atteso uno dei nomi più importanti della musica elettronica internazionale, Sven Väth, per un evento destinato a richiamare pubblico da tutta la regione.
Per chi preferisce ritmi più lenti, l’entroterra offre esperienze immerse nella natura. A Monte San Pietrangeli la Cantina Bastianelli propone “Pasquetta in cantina – Gira la ruota Edition”: una giornata che parte dalla colazione tra i filari e arriva fino all’aperitivo-cena, tra dj set, musica live, spettacoli comici e attività per bambini. Non mancano passeggiate a cavallo ed escursioni in e-bike.
Atmosfera simile anche a Civitanova Marche, dove le Tenute Murola aprono le porte per una Pasquetta tra vino e musica, con live e dj set nel cuore delle colline.
A Pollenza torna invece uno degli appuntamenti più informali e partecipati: la “Turbo Pasquetta Trash V” al Birrificio Malripe. Formula semplice e vincente: musica “trash”, birra artigianale e barbecue libero, con la possibilità per i partecipanti di organizzarsi in autonomia o affidarsi alle proposte del birrificio.
Spazio anche alle famiglie con eventi pensati per tutte le età. A Porto Recanati torna “AquiloniAmo”, con il volo di aquiloni giganti, laboratori per bambini, mercatini e street food. Un appuntamento che unisce spettacolo e partecipazione, con attività distribuite nell’arco della giornata.
Per chi cerca invece una Pasquetta all'insegna della natura, il Lago di Cingoli si conferma una delle mete più amate: alla Baya di Popeye cucina aperta tutto il giorno, pedalò, canoe, aree giochi e spazi relax immersi nel verde, per una giornata da vivere senza fretta tra sport, natura e convivialità.
Dalla montagna tornata imbiancata alle colline del vino, fino al mare e ai grandi eventi musicali, la Pasquetta 2026 nel Maceratese si presenta come un mosaico di esperienze diverse ma complementari. C’è chi sceglierà di ballare sulla neve, chi di rilassarsi tra i filari, chi di accendere la brace o far volare un aquilone: modi diversi di vivere la stessa giornata, con un unico filo conduttore, quello della condivisione.
A dieci anni dalla chiusura del Santuario Santa Maria delle Vergini di Macerata, avvenuta in seguito al terremoto del 2016, martedì 7 aprile la locale comunità parrocchiale compirà un gesto pacifico, semplice e potente per chiederne prima possibile la riapertura: un abbraccio attorno al Santuario.
Ci sono luoghi che non sono soltanto muri e pietre, sono memoria, sono casa, sono comunità: il Santuario Santa Maria delle Vergini è uno di questi. Dieci anni sono un tempo lungo, un tempo che pesa sulla vita spirituale, cultura di un quartiere e di un’intera città. La Santa Messa viene celebrata ancora oggi in un tendone provvisorio, mentre il Santuario – luogo identitario, custode di opere artistiche di valore e simbolo di una tradizione secolare –, resta chiuso e silenzioso, lasciando una ferita nella comunità e nel patrimonio culturale.
A tal scopo, in occasione della Festa di Santa Maria delle Vergini, martedì la comunità si stringerà attorno al suo Santuario chiuso per chiedere che, con l’impegno di tutti, torni a vivere.
Si tratta, va sottolineato, di un gesto pacifico, forte e necessario. «Non faremo rumore – ha ribadito in tal senso il parroco don Pietro Micheletti –, fare un abbraccio tangibile alla nostra chiesa. Vogliamo toccare una ferita ancora viva con bellezza, fede e comunità».
La riapertura del Santuario non rappresenta soltanto il recupero di uno spazio liturgico dignitoso, ma anche la restituzione alla collettività di un patrimonio artistico e storico che appartiene all’intera cittadinanza. L’iniziativa si svolgerà al termine della Messa delle ore 18 celebrata dal vescovo di Macerata mons. Nazzareno Marconi e della processione, indicativamente intorno alle ore 19.15. Tutta la cittadinanza, le Istituzioni e i rappresentanti dei media sono invitati a partecipare.
La città di Corridonia celebra oggi un traguardo straordinario: la signora Anedelia Cardinali, nata e cresciuta in città, ha spento 100 candeline. Un secolo di vita contrassegnato da coraggio, dedizione e amore per la famiglia.
Anedelia ha vissuto con forza le difficoltà della vita: rimasta vedova in giovane età, ha saputo dedicarsi con impegno al lavoro e alla cura dei suoi cari, supportata dalla mamma. Oggi, con mente lucida e grande simpatia, continua a recitare antiche preghiere e poesie, tramandando così un patrimonio prezioso della tradizione corridoniese.
La signora Cardinali ha festeggiato insieme alla figlia Giuseppina, al genero Resio, alle nipoti Paola e Laila e alle pronipoti, circondata dall’affetto della sua famiglia e della comunità.
«A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la città di Corridonia – commenta il sindaco Giuliana Giampaoli – rivolgo ad Anedelia i più sinceri auguri per questo importante traguardo, con l’auspicio che possa continuare a essere un esempio di saggezza e tenacia per tutti noi».
Un compleanno che va oltre le cifre: 100 anni di vita, esperienza e memoria vivente, un esempio di resilienza e di amore familiare che illumina la comunità.
Dalle nebbiose Highlands della Scozia al cuore medievale di Montelupone. Nasce Ratalanga, uno Scotch Whisky unico nel suo genere, frutto del sogno di Leonardo Bedini, gestore della Taverna dell'Artista, locale storico del borgo e punto di riferimento per l'enogastronomia del territorio.
Il nome è un omaggio colto e identitario: Ratalanga è l’anagramma di Gabriele Galantara, l'illustre artista satirico di Montelupone a cui la Taverna deve il suo nome. L’etichetta, gialla con scritte nere, riporta la silhouette di un uomo che cammina, tratta da un'autocaricatura originale dell'artista, suggellando un legame indissolubile tra il distillato e le sue radici marchigiane.
Nonostante l'anima sia di Montelupone, il "corpo" è rigorosamente scozzese. Si tratta di un Single Cask proveniente dalla storica distilleria Inchgower, nella regione dello Speyside. Maturato per quasi 10 anni in un’unica botte che in precedenza ospitava sherry oloroso, il whisky vanta una gradazione del 54,2%.
La scelta del "first fill" (primo riempimento) conferisce al distillato un'impronta decisa ma accessibile: a differenza dei classici whisky torbati, il Ratalanga si presenta delicato e "beverino", ideale anche per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo.
"A volte penso che si debba essere matti per fare una cosa del genere", racconta Leonardo Bedini. "È un passo enorme per un piccolo ristorante a conduzione familiare; credo che la Taverna dell'Artista sia una delle prime realtà italiane di queste dimensioni ad aver imbottigliato il proprio whisky".
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con un altro esperto del territorio, Andrea Morisco di Morisco Spirits, imbottigliatore indipendente marchigiano. Per Morisco si tratta del 25esimo prodotto, ma il primo con un legame così stretto con una realtà locale: "Poter collaborare con una realtà territoriale è per me motivo di grande orgoglio".
L'obiettivo per il futuro è ora quello di creare un ponte gastronomico, proponendo il Ratalanga in abbinamento alle eccellenze locali, dalle carni ai dolci marchigiani. Il whisky è disponibile da lunedì 30 marzo fisicamente presso la Taverna dell'Artista a Montelupone e online sui canali ufficiali della Taverna e di Morisco Spirits.
Il maltempo che ha colpito l'entroterra negli ultimi giorni ha lasciato il segno nel territorio di Matelica. Questa mattina uno smottamento ha interessato l'arteria che collega le località di Colle Tenuto e Poggeto, ostruendo completamente il passaggio con fango, detriti e vegetazione finiti al centro della carreggiata.
L'emergenza è stata gestita con estrema rapidità: la squadra esterna degli operatori comunali è intervenuta immediatamente sul posto e, nel giro di appena 3 ore, ha rimosso i materiali accumulati, mettendo in sicurezza il tratto e ripristinando la normale circolazione. Nel pomeriggio operazione simile per modalità e durata anche a Colferraio, con la viabilità tornata in breve alla normalità.
L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Denis Cingolani, ha espresso profonda gratitudine per la solerzia dimostrata dai lavoratori. "A loro va un sentito grazie da parte di tutta la città di Matelica - ha dichiarato il primo cittadino -. Come sempre si sono fatti trovare pronti e hanno risolto il problema in brevissimo tempo".
Questa mattina, all'Hotel La Ginestra di Recanati il dott. Gabriele Brandoni, medico e dirigente sanitario recanatese, ha annunciato la propria candidatura alla presidenza del Consiglio di Amministrazione della BCC di Recanati e Colmurano. Con una squadra “affidabile e credibile”, si candida in vista dell’assemblea dei soci chiamata al rinnovo degli organi di governo fissata per il 18 aprile al Centro Fiere di Villa Potenza di Macerata. La lista si autodefinisce “Alternativa” e si contrappone a quella del presidente uscente, l’avvocato Pizzorusso (leggi qui).
Direttore della Diabetologia dell’AST di Macerata, Brandoni porta una consolidata esperienza gestionale maturata nel sistema sanitario pubblico e incarichi in organismi come la Federazione Medico Sportiva Italiana e il COMIPA, oltre alla presidenza di Infinito Vita. La sua candidatura nasce con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il ruolo della banca come punto di riferimento economico e sociale del territorio.
“Viviamo una fase economica internazionale complessa – afferma – segnata da tensioni geopolitiche e da effetti rilevanti su energia, inflazione ed economia reale. In questo contesto le banche di territorio dovranno rafforzare la propria capacità di erogazione del credito accompagnando famiglie e imprese”.
Al centro della proposta, la valorizzazione dell’identità cooperativa della BCC, il sostegno al tessuto produttivo locale e l’attenzione alle nuove generazioni. Un passaggio rilevante riguarda anche la trasparenza del processo assembleare, che coinvolgerà circa 4.500 soci, con una forte presenza nelle aree costiere tra le province di Macerata e Ancona. Brandoni solleva perplessità sulle modalità di autenticazione delle deleghe, sottolineando come la scelta di limitarla a figure interne e al presidente uscente ponga un potenziale conflitto di interessi. “In una fase elettiva – osserva – devono essere garantiti in modo rigoroso i principi di terzietà, equilibrio e parità tra i candidati”.
Tra i punti qualificanti, anche la netta separazione tra gestione bancaria e dinamiche politiche. “La banca cooperativa è patrimonio di tutti i soci – ribadisce – e deve rimanere autonoma, indipendente e lontana da ogni logica politica”. Le linee strategiche indicano attenzione alla solidità economica, al credito per famiglie e PMI, alle sinergie con ICCREA Banca e Confidi, oltre a un forte investimento su innovazione tecnologica e digitalizzazione.
La lista Alternativa rivendica inoltre un elemento distintivo: l’approvazione senza riserve da parte di ICCREA, a differenza della lista del presidente uscente che ha dovuto sostituire tre nominativi su nove. “Una squadra pronta, credibile e trasparente”, sottolinea Brandoni, composta da figure professionali radicate nel territorio.
Tra i candidati al Consiglio di Amministrazione figurano, oltre allo stesso Brandoni, la consulente del lavoro Mirella Ascani, già consigliera della BCC e attiva nel sistema Confartigianato, l’imprenditore Gianluca Castagnari, amministratore delegato della Castagnari Srl, il perito agrario Gabriele Chiarici, libero professionista e già consigliere dell’istituto, e l’avvocato cassazionista Paolo Maggini, vicepresidente uscente.
Completano la lista l’avvocata Ilenia Montironi, esperta in diritto civile, il bancario in pensione Andrea Pecora, con esperienza nella stessa BCC e in ICCREA, l’imprenditore Oliviero Rotini, titolare della SIMEG Marmi di San Severino Marche, e la commercialista Laura Salvi, già componente del Collegio Sindacale.
Per il Collegio Sindacale sono candidati il professor Giuseppe Rivetti, docente di Diritto Tributario all’Università di Macerata, avvocato e revisore legale, la commercialista Lucia Carletta, con esperienza anche in ambito bancario, e Sergio Vincenzoni, commercialista e revisore con attività nella consulenza aziendale e societaria.
Nel comunicato della lista Alternativa emerge con forza il tema dell’indipendenza della governance, con il timore che la banca possa diventare terreno di influenza politica. “La nostra banca non sarà di questo o di quello, sarà la banca di tutti”, si legge, con l’obiettivo di garantire una gestione orientata esclusivamente agli interessi di soci e clienti.
Tra gli interventi, il vicepresidente uscente Paolo Maggini parla di “rinascita della banca in questi anni” e ribadisce la volontà di mantenerla autonoma e indipendente, “al mero servizio di soci e clienti”, puntando anche sulla capacità di intercettare le nuove esigenze della clientela in un contesto di evoluzione tecnologica. Lo stesso Maggini sottolinea come la divisione nasca da una visione diversa della banca, orientata a una gestione meno esposta e più funzionale.
Giuseppe Rivetti, candidato alla presidenza del Collegio Sindacale, richiama invece il valore della funzione di controllo come leva per lo sviluppo dell’istituto. “Ho già svolto servizio nel collegio sindacale. Vorrei tornare a svolgerlo a tempo pieno. Questa è una funzione di controllo che aiuta lo sviluppo della banca. sottolineo la mia indipendenza in quanto non svolgo una professione che va in contrasto con questo ruolo”, afferma, sottolineando anche la necessità di un ritorno alle origini, con maggiore vicinanza al territorio.
La BCC di Recanati e Colmurano conta circa 4.600 soci e 98 dipendenti. Proprio il ruolo del personale viene indicato dalla lista Alternativa come punto di forza decisivo per affrontare le sfide future e garantire continuità, crescita e qualità del servizio.
Nei prossimi giorni i candidati incontreranno i soci per presentare il programma e promuovere una partecipazione informata in vista dell’assemblea del 18 aprile, che per la prima volta dopo anni non si terrà a Recanati ma a Macerata.