Macerata, code all’alba all’Ufficio Immigrazione: "Qui dalle 4 del mattino". La Questura: "Attività quotidiana complessa"(FOTO e VIDEO)
Lunghe code fin dalle prime ore del mattino davanti all’Ufficio Immigrazione di Macerata, sito a Piediripa vicino alla Motorizzazione Civile. Una scena che, secondo diverse segnalazioni, si ripete quotidianamente. Dopo varie segnalazioni, siamo andati a verificare la situazione sul posto. Già prima delle 8 del mattino, più di 50 persone erano in fila in attesa di entrare. Giovani, anziani, famiglie con bambini: tutti accomunati dalla necessità di rinnovare o richiedere documenti fondamentali per la propria permanenza in Italia. Molti raccontano di essere costretti ad arrivare con largo anticipo rispetto all’orario fissato sull’appuntamento, nel timore di non riuscire a essere ricevuti. Moussa, giovane senegalese, è in fila dalle 6 del mattino: «Avevo l’appuntamento alle 8:30, ma non rispettandolo sono costretto a venire prima per prendere il biglietto. Puoi stare qui anche fino alle 10. Non rispettano gli orari e sei costretto a venire sempre prima per fare la fila. Sono già un paio di volte che vengo». Una situazione che, a sentire le testimonianze raccolte, non sarebbe episodica ma strutturale. Miloudi, cittadino marocchino, racconta di essere arrivato addirittura prima delle 4 per un appuntamento fissato alle 8:30: «Devi venire presto per fare la fila, altrimenti hai problemi per entrare. Quando scadono i permessi devi venire, ma è sempre la stessa storia». Per comprendere le ragioni di queste attese, abbiamo contattato il commissario Massimo Santecchia, dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata. Santecchia spiega che l’ufficio gestisce quotidianamente tra le cento e le centoventi persone, tra rinnovi e primi rilasci di permesso di soggiorno, appuntamenti calendarizzati tramite il portale Poste Italiane e ritiri dei permessi già pronti. A questi numeri si aggiungono le pratiche legate alla protezione temporanea per cittadini ucraini, recentemente prorogata fino a marzo 2027, che richiede il rinnovo dei permessi già rilasciati negli anni precedenti. «Questa è la nostra attività di front office quotidiana, dal lunedì al venerdì. Abbiamo un’affluenza tra le 100 e le 120 persone al giorno, divise tra rinnovi, primi rilasci di permessi di soggiorno, appuntamenti fissati dalle Poste e ritiri dei permessi già pronti». In questo periodo, come detto, si aggiungono i flussi legati all’emergenza ucraina: «I permessi di soggiorno rilasciati negli anni precedenti scadevano a marzo 2026. La direttiva sulla protezione temporanea è stata prorogata fino a marzo 2027, quindi in questo momento molte persone devono rinnovare il permesso. Questo genera un flusso aggiuntivo che si somma a quello ordinario». Il commissario chiarisce anche la questione della fila visibile all’esterno: «L’impatto visivo è dovuto alla capacità limitata della sala, che può accogliere 35-40 persone contemporaneamente con 3-5 sportelli operativi. Non possiamo far entrare più persone insieme, per motivi di sicurezza e di corretta gestione documentale. Ma tutte le persone che si presentano vengono trattate, dalle 8:30 fino alle 11:30 e spesso anche oltre mezzogiorno, se ci sono pratiche in sospeso». Santecchia ha parlato anche delle priorità interne: «Garantiamo un accesso preferenziale per famiglie con minori, donne in stato di gravidanza, disabili e soggetti vulnerabili. Questo è un aspetto importante della gestione quotidiana, perché ci permette di affrontare situazioni di particolare difficoltà». Riguardo agli arrivi molto anticipati rispetto all’orario dell’appuntamento, il commissario è chiaro: «Gli appuntamenti sono diluiti nell’arco della mattinata. Non c’è alcuna necessità di arrivare alle quattro del mattino. Tuttavia, c’è l’abitudine di presentarsi comunque alle 8:30, indipendentemente dall’orario fissato, nella convinzione di poter anticipare la procedura. Possiamo fare informazione e sensibilizzare le persone, ma non possiamo dire a qualcuno di non presentarsi la mattina presto». L’ufficio deve inoltre gestire una quota significativa di utenti senza prenotazione, che arrivano spontaneamente con richieste non calendarizzabili, come integrazioni documentali o pratiche particolari. «Quando dico calendario Poste – spiega Santecchia – parlo delle pratiche di primo rilascio o rinnovo tramite kit postale. Ma ogni giorno arrivano anche persone fuori appuntamento. Sono utenti che non si possono prevedere numericamente in anticipo e che richiedono valutazioni al momento». Oltre ai flussi ordinari e straordinari, l’ufficio deve considerare i picchi stagionali, legati ai decreti flussi per lavoro, agli ingressi degli studenti universitari, e alla ricostruzione post-sisma che coinvolge manodopera straniera. «Ogni periodo dell’anno porta variazioni nei flussi e nelle pratiche da gestire. È un’attività complessa, unica a livello nazionale per il front office di un ufficio immigrazione». Il commissario conclude sottolineando la differenza tra percezione esterna e realtà operativa: «Non si tratta di un’emergenza, ma di un’attività quotidiana che richiede programmazione e impegno costante. Tutte le persone vengono comunque trattate, e se non è possibile completare la pratica subito, vengono rinviate a un appuntamento successivo. L’impatto visivo delle file all’esterno non deve far pensare a un disservizio, ma alla complessità della gestione numerica e procedurale». Le file all’alba restano così l’aspetto più evidente agli utenti. Da un lato c’è la percezione di attesa e disagio, dall’altro la gestione metodica e complessa di un ufficio che, ogni giorno, affronta numeri elevati, procedure articolate e spazi limitati, garantendo comunque assistenza a chi ha maggiore bisogno.

cielo sereno (MC)
