Dighe marchigiane, cala l'acqua negli invasi: Castreccioni resta il "polmone idrico" della regione (FOTO e VIDEO)
Tra le cinque dighe gestite dal Consorzio di Bonifica delle Marche, che si occupa del sistema di gestione e tutela delle risorse idrogeologiche della regione e delle attività di bonifica, la diga di Castreccioni, a Cingoli, rappresenta il 'polmone idrico delle Marche'. Il Consorzio si occupa, oltre alla diga di Castreccioni, della diga di Mercatale (Pesaro-Urbino), della diga di Comunanza (Ascoli Piceno), della diga di San Ruffino (tra Fermo e Macerata) e di quella di Rio Canale (tra Ascoli Piceno e Fermo). Al primo posto per volume di acqua disponibile, c’è proprio Castreccioni, che stando ai dati del 7 settembre 2026 vede la presenza di 28'000'000 di metri cubi. Un dato che evidenzia una diminuzione rispetto allo scorso anno, quando l’invaso ne aveva registrati 32'480'000. La diga di Castreccioni è il primo bacino artificiale della regione a livello di dimensioni e presenta un volume di invaso di 42 milioni di metri cubi d’acqua, oltre che un volume di laminazione che si attesta a 8,7 milioni di metri cubi. La diga, infatti, non svolge solo un importante ruolo della funzione di irrigazione della zona della Val Musone, in un’area che si estende per 3.700 ettari, ma è fondamentale anche nell’attività di laminazione. Quest’ultima descrive la gestione del surplus d’acqua nel caso di piogge eccezionalmente forti e prolungate e di piena, in modo da proteggere i territori a valle della diga. Mettendo a confronto le cinque dighe, è possibile osservare che la diminuzione delle riserve d’acqua è stato un fenomeno che ha colpito tutti gli invasi, fatta eccezione per quello di Comunanza. Qui rispetto al 2025, quando erano presenti 5'717'520 metri cubi, al 7 settembre 2026 se ne contavano 6'923'920. La presidente del Consorzio di Bonifica delle Marche Francesca Gironi, in relazione al calo che la diga di Castreccioni ha evidenziato rispetto allo scorso anno afferma che “nella sua complessità il sistema ha retto, naturalmente Castreccioni è il polmone idrico della nostra regione e del nostro servizio idrico. Ha ancora una quantità di milioni di metri cubi, circa 28, che sono molto elevati per rispondere ai fabbisogni”. La presidente punta però anche l’attenzione sulle situazioni più fragili, quelle che hanno avuto bisogno di maggiore gestione e attenzione, in particolare nel periodo del caldo estivo, come quella della diga di Mercatale, nel Comune di Sassocorvato-Auditore: “L'acqua arriva dal fiume Foglia, che è un fiume torrentizio. Quest'anno a causa delle temperature elevate, che sono state alte del 5% in più dal 1950 ad oggi, quindi una stagione di un caldo veramente particolare e con assenza di acqua, e al fatto che il Foglia sia un fiume torrentizio e quindi riceve l'acqua dai torrenti, c’è stata meno disponibilità d’acqua sulla diga”. “Nella zona del Tenna abbiamo dovuto procedere con la turnazione da fine agosto, perché a causa delle quantità che abbiamo rilasciato nei periodi precedenti, per evitare di lasciare gli agricoltori in difficoltà, abbiamo proceduto con questo sistema di alternanza, contando e sperando di arrivare così a fine stagione”, dice riferendosi alla situazione della diga di San Ruffino, tra i comuni di Amandola e Monte San Martino, all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Per evitare di lasciare gli agricoltori in difficoltà, infatti, il Consorzio di Bonifica delle Marche attua misure che rispondono all’andamento della stagione, ma anche misure di medio e lungo termine: “Misure di programmazione per le esigenze irrigue e tutti gli strumenti di pianificazione che possiamo mettere in atto: cercare di passare da impianti a canaletta, ovvero dove l'acqua scorre a pelo libero, a impianti a pressione; cercare di servire un numero maggiore di zone e di utenti. Oltre a questo stiamo indagando altri strumenti che possono essere sempre al servizio della custodia dell'acqua”, afferma la presidente, riferendosi anche ad un progetto sperimentale avviato con l’Università della Sapienza di Roma per la ricarica artificiale delle falde.

nubi sparse (MC)
