Attimi di grande apprensione nella tarda mattinata di sabato a Civitanova Marche, dove il tempestivo intervento della Polizia di Stato ha consentito di salvare una donna di 34 anni che aveva manifestato l'intenzione di togliersi la vita.
Tutto è iniziato quando una pattuglia della Squadra Volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza, impegnata in un posto di controllo in città, è stata avvicinata da una donna visibilmente sconvolta. La madre della 34enne aveva appena ricevuto dalla figlia alcuni messaggi dal contenuto allarmante, nei quali annunciava la volontà di farla finita.
Compresa immediatamente la gravità della situazione, gli agenti hanno raccolto le prime informazioni utili e attivato le ricerche attraverso la Sala Operativa, dirigendosi verso il luogo in cui la giovane avrebbe potuto trovarsi.
Una volta giunti sul posto, i poliziotti hanno trovato anche la sorella della donna, che aveva tentato inutilmente di convincerla ad aprire la porta. Dopo un breve scambio di parole, infatti, la 34enne aveva interrotto ogni comunicazione, rimanendo barricata all'interno dell'abitazione.
Valutando concreto e imminente il pericolo per l'incolumità della donna, gli agenti hanno richiesto l'intervento del personale sanitario del 118 e dei Vigili del Fuoco. Contemporaneamente, ritenendo che ogni ulteriore attesa potesse risultare determinante, hanno deciso di entrare immediatamente nell'appartamento: uno degli operatori ha forzato la porta d'ingresso, consentendo ai colleghi di raggiungere la giovane.
La 34enne è stata trovata in un evidente stato di alterazione psicologica. Grazie alla professionalità, alla calma e alla capacità di instaurare un dialogo dimostrate dagli agenti intervenuti, la situazione è stata progressivamente riportata sotto controllo fino all'arrivo del personale sanitario.
La donna è stata quindi affidata alle cure del 118 per gli accertamenti e l'assistenza necessari.
Attimi di grande apprensione nella tarda mattinata di sabato a Civitanova Marche, dove il tempestivo intervento della Polizia di Stato ha consentito di salvare una donna di 34 anni che aveva manifestato l'intenzione di togliersi la vita.
Tutto è iniziato quando una pattuglia della Squadra Volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza, impegnata in un posto di controllo in città, è stata avvicinata da una donna visibilmente sconvolta. La madre della 34enne aveva appena ricevuto dalla figlia alcuni messaggi dal contenuto allarmante, nei quali annunciava la volontà di farla finita.
Compresa immediatamente la gravità della situazione, gli agenti hanno raccolto le prime informazioni utili e attivato le ricerche attraverso la Sala Operativa, dirigendosi verso il luogo in cui la giovane avrebbe potuto trovarsi.
Una volta giunti sul posto, i poliziotti hanno trovato anche la sorella della donna, che aveva tentato inutilmente di convincerla ad aprire la porta. Dopo un breve scambio di parole, infatti, la 34enne aveva interrotto ogni comunicazione, rimanendo barricata all'interno dell'abitazione.
Valutando concreto e imminente il pericolo per l'incolumità della donna, gli agenti hanno richiesto l'intervento del personale sanitario del 118 e dei Vigili del Fuoco. Contemporaneamente, ritenendo che ogni ulteriore attesa potesse risultare determinante, hanno deciso di entrare immediatamente nell'appartamento: uno degli operatori ha forzato la porta d'ingresso, consentendo ai colleghi di raggiungere la giovane.
La 34enne è stata trovata in un evidente stato di alterazione psicologica. Grazie alla professionalità, alla calma e alla capacità di instaurare un dialogo dimostrate dagli agenti intervenuti, la situazione è stata progressivamente riportata sotto controllo fino all'arrivo del personale sanitario.
La donna è stata quindi affidata alle cure del 118 per gli accertamenti e l'assistenza necessari.
Intervento dei Carabinieri a Matelica, dove un operaio è stato denunciato dopo aver minacciato i militari intervenuti per sedare una lite e aver tentato di compiere un gesto estremo.
I Carabinieri della Stazione di Matelica, con il supporto del personale dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Camerino, hanno denunciato in stato di libertà un 33enne di nazionalità libica, domiciliato a Matelica, ritenuto responsabile dei reati di minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
L'intervento è scattato all'interno di un immobile in fase di ristrutturazione, dove era stata segnalata una violenta lite tra alcuni operai. Una volta raggiunto il cantiere, i militari hanno individuato il 33enne in un forte stato di agitazione. L'uomo avrebbe manifestato l'intenzione di togliersi la vita, cercando di lanciarsi da una finestra situata al secondo piano dell'edificio.
I carabinieri hanno compreso immediatamente la gravità della situazione e sono intervenuti riuscendo a bloccarlo prima che potesse mettere in atto il gesto. Durante le operazioni di soccorso, però, il 33enne avrebbe reagito con violenza, opponendo resistenza e rivolgendo minacce ai militari nel tentativo di sottrarsi al loro intervento.
Dopo essere stato immobilizzato e messo in sicurezza, l'uomo è stato affidato al personale sanitario del 118 di Camerino, che ne ha disposto il trasferimento e il successivo ricovero nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Macerata.
Al termine degli accertamenti, il 33enne è stato denunciato all'Autorità giudiziaria competente per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
Dietro ogni allestimento d'opera c'è un universo fatto di simboli, intuizioni e scelte che il pubblico scopre solo quando il sipario si alza. Per il Trovatore di Giuseppe Verdi, in scena allo Sferisterio per il Macerata Opera Festival, questo universo prende forma grazie alle scenografie di Louis Désiré e ai costumi di Diego Méndez, protagonisti di un allestimento nato nel 2013 proprio per lo spazio monumentale dell'arena maceratese e oggi riproposto con la regia di Francisco Negrin.
Seduti sul palcoscenico dello Sferisterio, proprio su alcuni degli elementi scenici che di lì a poche ore sarebbero diventati parte dello spettacolo, Louis Désiré e Diego Méndez raccontano come sia nata l'idea di dare una forma visiva a una delle opere più amate – e spesso considerate più complesse – del repertorio verdiano.
Per Louis Désiré il punto di partenza non è stata tanto la vicenda del Trovatore, quanto il rapporto tra la musica di Verdi e la narrazione. «Qualche volta, ascoltando il Trovatore, ci si dimentica quasi della storia perché la musica è troppo bella», racconta. Da qui nasce il desiderio di costruire uno spettacolo che aiutasse il pubblico a seguire il dramma, mettendone in evidenza il vero cuore: personaggi incapaci di vivere il presente, prigionieri di un passato che continua a determinarne ogni scelta.
È proprio questa idea a diventare scenografia. Due enormi tavole attraversano il palcoscenico: una intatta, quasi a rappresentare un futuro ancora possibile; l'altra devastata, bruciata, segno di un passato che continua a pesare sui protagonisti. Al centro, la torre di Saragozza, elemento simbolico dell'opera, mentre una parete di lampade sembra restringere progressivamente lo spazio, come se il tempo stesso si chiudesse attorno ai personaggi, conducendoli verso un destino inevitabile.
L'allestimento, spiega lo scenografo francese, nasce anche da un'esigenza di semplicità. L'idea iniziale era molto più ambiziosa, ma venne ripensata per adattarsi alle possibilità produttive del festival. Una scelta che, a distanza di oltre dieci anni, si è rivelata vincente: dopo il debutto del 2013, la realizzazione di un DVD e una ripresa cancellata dalla pandemia, il Trovatore torna oggi sul palcoscenico dello Sferisterio con la stessa forza evocativa.
Accanto alle scenografie, i costumi di Diego Méndez contribuiscono a costruire un mondo sospeso, volutamente privo di riferimenti storici precisi. Non c'è un Medioevo da ricostruire fedelmente, ma un universo dominato dai sentimenti e dalle ossessioni dei personaggi.
«I costumi parlano più dei sentimenti che di un'epoca», spiega Méndez. Per questo la tavolozza cromatica è ridotta all'essenziale: grigi, neri e blu dominano la scena, mentre il rosso, riservato al Conte di Luna, diventa l'unico colore capace di emergere con forza. Anche questa scelta risponde alla volontà di alleggerire la dimensione storica dell'opera, evitando un realismo medievale che rischierebbe di appesantire una vicenda già ricca di tensione.
Il fuoco, elemento centrale dello spettacolo e della storia stessa del Trovatore, influenza inevitabilmente anche il lavoro sui costumi. Ma più che un effetto scenico, diventa un simbolo che attraversa tutto l'allestimento. Lo stesso vale per il coro maschile, immaginato come un "regno dei morti", presenza costante che manipola lo spazio e accompagna i protagonisti all'interno di un universo dal quale sembra impossibile fuggire.
Al centro di questo mondo c'è la vendetta, il sentimento che muove Azucena e che, secondo Désiré, rappresenta il vero motore dell'opera. Una forza che si oppone alla vita e al futuro, rinchiudendo tutti i personaggi in un tempo immobile, incapace di lasciarsi alle spalle il dolore.
Così il Trovatore immaginato da Louis Désiré e Diego Méndez rinuncia a raccontare un'epoca per raccontare una condizione umana. Le scenografie monumentali e i costumi essenziali dialogano con lo spazio dello Sferisterio trasformando il dramma verdiano in un racconto fatto di memoria, fuoco e destino. Un allestimento che non cerca di spiegare tutto, ma accompagna lo spettatore dentro la tragedia, lasciando che siano le immagini, insieme alla musica di Verdi, a fare il resto.
+++Aggionrnamento+++
Tragedia nella serata di ieri lungo la Strada Provinciale 78, nel tratto che collega Colmurano e Urbisaglia. Un grave incidente stradale, avvenuto intorno alle 20.30 all'altezza di un piccolo ponte tra i due comuni, è costato la vita a due persone che viaggiavano in sella a una moto.
Le vittime sono Gian Carlo Petri, 50 anni, residente a Serravalle, ed Emanuela Taschini, 49 anni, residente a Visso.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio dei carabinieri della Stazione di Urbisaglia e dei militari della Compagnia di Tolentino, la Yamaha sulla quale viaggiavano i due avrebbe tamponato, per cause in corso di accertamento, un furgone condotto da un pensionato di Urbisaglia, rimasto illeso. L'impatto è avvenuto nei pressi di via Setificio ed è stato estremamente violento.
Un testimone ha raccontato di aver visto la motocicletta sollevarsi da terra dopo la collisione, prima di ricadere sull'asfalto. Immediatamente è stato lanciato l'allarme ai soccorsi.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i sanitari del 118 con ambulanze e automedica, i vigili del fuoco e i carabinieri. Vista la gravità della situazione è stata fatta decollare anche l'eliambulanza, mentre il personale sanitario tentava disperatamente di rianimare i due motociclisti.
Nonostante i prolungati tentativi di soccorso, per entrambi non c'è stato nulla da fare. Le ferite riportate nell'impatto si sono rivelate fatali e i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Per consentire le operazioni di soccorso, i rilievi delle forze dell'ordine e la rimozione dei mezzi coinvolti, la Provinciale 78 è stata temporaneamente chiusa al traffico. Saranno gli accertamenti dei carabinieri a chiarire l'esatta dinamica dell'incidente.
Un presunto giro di prostituzione a domicilio è stato scoperto dai Carabinieri a Pioraco al termine di un'attività investigativa avviata dopo alcuni controlli sul territorio. Un 38enne di nazionalità romena, residente in provincia di Pesaro ma dimorante a Pioraco, è stato denunciato in stato di libertà con l'accusa di favoreggiamento della prostituzione.
L'operazione è stata condotta dai Carabinieri della Stazione di Pioraco, con il supporto dei militari delle Stazioni di Fiuminata e Camerino.
Le indagini sono partite dai consueti servizi di pattugliamento, durante i quali i militari avevano notato un insolito e continuo via vai di persone nei pressi dell'abitazione del 38enne. La situazione ha spinto gli investigatori ad approfondire gli accertamenti per comprendere l'origine di quei frequenti accessi.
Secondo quanto emerso dall'attività investigativa, l'uomo avrebbe organizzato all'interno della propria abitazione un'attività di prostituzione gestita attraverso un sito di incontri online. Gli accertamenti avrebbero inoltre permesso di ricostruire un sistema di appuntamenti che, secondo gli inquirenti, veniva organizzato utilizzando piattaforme social e servizi di messaggistica per prendere contatti con i clienti e concordare gli incontri.
Stando a quanto ricostruito dai carabinieri, il sistema consentiva di intercettare rapidamente le richieste, fissare gli appuntamenti e organizzare gli incontri all'interno dell'abitazione.
Al termine delle indagini, il 38enne è stato denunciato alla competente Autorità giudiziaria con l'accusa di favoreggiamento della prostituzione.
Momenti di apprensione nella notte al porto sud di Civitanova Marche, dove due uomini sono rimasti intossicati dal monossido di carbonio mentre si trovavano a bordo di una chiatta ormeggiata.
L'allarme è scattato intorno all'1.30. A necessitare dei soccorsi sono stati due uomini residenti in provincia di Ancona, rispettivamente di 56 e 52 anni, che avrebbero accusato un malore dopo essere scesi sottocoperta.
Il primo a sentirsi male è stato il comandante dell'imbarcazione, 56 anni. Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure ai due uomini. Gli accertamenti eseguiti hanno evidenziato sintomi compatibili con un'intossicazione da monossido di carbonio.
Dopo essere stati stabilizzati, entrambi sono stati trasportati al pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche per gli esami del caso. Successivamente, nel corso della notte, è stato disposto il loro trasferimento al Centro di medicina iperbarica di Ravenna, dove hanno proseguito il trattamento.
Fortunatamente, secondo le informazioni disponibili, le condizioni di entrambi non sono gravi.
Incidente stradale nel tardo pomeriggio di oggi lungo la Superstrada 77, nel territorio di Tolentino. Lo schianto si è verificato intorno alle 19.30 in prossimità dello svincolo di Tolentino Est, in direzione monti, e ha coinvolto tre autovetture.
A bordo dei mezzi viaggiavano complessivamente otto persone. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno collaborato con il personale sanitario nelle operazioni di assistenza ai feriti e hanno provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli coinvolti nell'incidente.
Presenti anche i carabinieri, che si sono occupati dei rilievi di legge e della gestione della viabilità durante le operazioni di soccorso.
Al momento non sono state rese note le condizioni delle persone coinvolte né le cause che hanno provocato l'incidente, sulle quali sono in corso gli accertamenti.
Alle 15.30 di oggi, un giovane di 28 anni di origine egiziana ha rischiato di annegare nel lago di Fiastra. Essenziale l’intervento di un uomo presente sulla riva che, vedendo il ragazzo agitarsi nell’acqua, è intervenuto evitando che si arrivasse al peggio.
Secondo una prima ricostruzione, il giovane avrebbe iniziato ad avere difficoltà durante il bagno, senza riuscire più a mantenersi a galla e ingerendo acqua. La situazione ha attirato l’attenzione di un presente, che si è avvicinato rapidamente con un pedalò e ha raggiunto il 28enne, riuscendo a portarlo in una condizione di maggiore sicurezza in attesa dei soccorsi.
Le operazioni di recupero sono poi proseguite grazie all’intervento del bagnino, arrivato sul posto con il mezzo di salvataggio per accompagnare il giovane fino alla riva. Nel frattempo è stata attivata la macchina dei soccorsi, con l’arrivo dei vigili del fuoco e del personale sanitario del 118, supportato da un’ambulanza e dall’eliambulanza Icaro.
Dopo le prime cure e la stabilizzazione sul lungolago, il 28enne è stato trasferito in codice rosso all’ospedale di Macerata per ulteriori accertamenti. Le sue condizioni, secondo quanto emerso, non desterebbero comunque particolare preoccupazione: il giovane non sarebbe in pericolo di vita.
Si è conclusa il 18 luglio la lunga carriera del luogotenente cariche speciali Fabio Piola, comandante del Nucleo Mobile della Compagnia della Guardia di Finanza di Civitanova Marche, collocato in congedo per il raggiungimento dei limiti di età.
Quarant'anni di servizio, iniziati nel 1985 con il servizio militare e proseguiti dal 1986 con l'arruolamento nel Corpo della Guardia di Finanza. Dopo aver frequentato il corso per finanzieri alla Scuola Alpina di Predazzo e il biennio di formazione per ispettori nelle scuole di Cuneo e Lido di Ostia, Piola ha costruito un percorso professionale caratterizzato da incarichi di rilievo nei settori della polizia economico-finanziaria e della polizia giudiziaria.
Le prime esperienze operative lo hanno visto impegnato al Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bologna, dove ha prestato servizio per quattro anni svolgendo importanti attività di polizia tributaria. Successivamente è stato assegnato alle Sezioni Speciali del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Ancona, occupandosi di verifiche fiscali nei confronti di aziende con rilevanti volumi d'affari.
Dal 1997 e fino al termine della carriera ha prestato servizio alla Compagnia di Civitanova Marche. Inizialmente assegnato alla Sezione Operativa Volante, ha poi assunto il comando del Nucleo Mobile, incarico nel quale ha diretto numerose indagini di polizia tributaria e giudiziaria.
Nel corso dei quasi trent'anni trascorsi a Civitanova Marche ha fornito un contributo determinante in numerose attività investigative, conseguendo significativi risultati nel contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, nella tutela della sicurezza dei prodotti, nella lotta alla contraffazione di marchi e brevetti e nella difesa del Made in Italy.
L'impegno e la professionalità dimostrati nel corso della carriera gli sono valsi numerosi riconoscimenti: un encomio solenne, 21 encomi semplici e 10 elogi, testimonianza dell'apprezzamento ricevuto per il lavoro svolto.
In occasione del collocamento in congedo, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Macerata, colonnello Ferdinando Mazzacuva, e il comandante della Compagnia di Civitanova Marche, capitano Francesco Magliocco, hanno rivolto a Fabio Piola, a nome di tutti i colleghi, un sentito ringraziamento per il servizio prestato con lealtà, rettitudine e spirito di dedizione, formulandogli i migliori auguri per una nuova fase della vita ricca di soddisfazioni personali.
Il Comune di Recanati riunisce istituzioni, forze dell'ordine, comitati di quartiere ed esperti per fare il punto sulla sicurezza cittadina e definire nuove strategie di prevenzione del disagio giovanile. L'appuntamento è fissato per mercoledì 22 luglio alle ore 21.30 e rappresenta un momento di confronto promosso anche in risposta alle richieste e alle segnalazioni avanzate dai comitati di quartiere.
Al tavolo parteciperanno il sindaco, gli assessori competenti, il Comandante della Polizia Locale, i rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri, i comitati di quartiere e la psicologa e pedagogista Silvia Serroni, chiamata a offrire un contributo sul piano educativo e della prevenzione.
L'incontro si inserisce nell'ambito del progetto "Assist" di Pars, finanziato attraverso il PR Marche FSE+ 2021-2027 – Asse 3 "Inclusione sociale", in collaborazione con il Dipartimento delle Dipendenze Patologiche. L'obiettivo è quello di analizzare la situazione della sicurezza urbana e costruire un percorso condiviso per intercettare e prevenire i fenomeni di devianza giovanile, rafforzando il dialogo tra istituzioni, cittadini e realtà del territorio.
Il progetto coinvolge già una rete composta da scuole, oratori, il tavolo di partecipazione giovanile RecanatiNext, società sportive e il Family Point, con l'intento di offrire un sostegno continuativo ai ragazzi e alle loro famiglie. L'idea è quella di andare oltre le singole iniziative, costruendo un percorso strutturato di accompagnamento e presa in carico che possa proseguire anche nei prossimi mesi.
Le politiche rivolte ai giovani troveranno un'immediata applicazione anche attraverso l'evento "Street Soccer 3vs3 & Gaming", in programma il 22 e 23 luglio, dalle 18 alle 23, in Piazza Giacomo Leopardi. Per due giorni il centro storico si trasformerà in uno spazio dedicato allo sport e alla socializzazione, con tornei di calcio tre contro tre riservati alle categorie Junior e Senior, per i ragazzi nati tra il 2009 e il 2012, un torneo femminile e una Gaming Zone dedicata alle competizioni digitali.
L'Amministrazione comunale sottolinea come la sicurezza non possa essere affidata esclusivamente al controllo del territorio, ma debba passare anche attraverso la prevenzione, la partecipazione e la creazione di opportunità di aggregazione positiva per i più giovani. L'incontro del 22 luglio punta proprio a rafforzare questa rete di collaborazione, coinvolgendo attivamente residenti, istituzioni e associazioni nella costruzione di un modello di welfare di comunità capace di rispondere ai bisogni delle nuove generazioni.
Una spesa da oltre 10mila euro per la sistemazione delle aiuole davanti allo Sferisterio finisce al centro della polemica politica. A sollevare la questione è Roberto Cherubini, esponente del Movimento 5 Stelle di Macerata, che chiede maggiore trasparenza sull'intervento disposto dal Comune in vista del Macerata Opera Festival.
Nel mirino c'è una determina con cui l'amministrazione ha affidato i lavori di "sistemazione e rinnovo del verde urbano" in piazza Nazario Sauro, per un importo di oltre 10.800 euro.
Cherubini precisa di non mettere in discussione la necessità di curare il decoro della città, soprattutto in occasione di una manifestazione di rilievo come il Macerata Opera Festival. Le perplessità riguardano invece le modalità con cui è stato affidato l'intervento.
«L'affidamento è diretto, senza gara e senza confronto tra più operatori», osserva l'esponente del M5S. Una procedura consentita dalla normativa per importi inferiori alle soglie previste dal Codice degli appalti, ma che, secondo Cherubini, «apre una questione di opportunità politica».
Per il rappresentante pentastellato, infatti, resta da chiarire se l'amministrazione abbia realmente ricercato la soluzione economicamente più vantaggiosa. «Oltre 10.800 euro per aiuole e verde urbano non sono pochi. Sarebbe opportuno conoscere nel dettaglio come è composta questa spesa: materiali utilizzati, ore di lavoro, piante installate e manutenzione prevista».
Cherubini evidenzia inoltre che nella determina si fa riferimento a una ditta «in possesso di idonea esperienza», ma si domanda quali siano stati i criteri adottati per la scelta dell'operatore economico. «È stato effettuato un confronto, anche informale, con altri preventivi oppure si è proceduto direttamente all'affidamento?», chiede.
Secondo il M5S, la questione non riguarda tanto la regolarità amministrativa dell'atto quanto il principio della trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche. «Quando si spendono soldi dei cittadini – sostiene Cherubini – il criterio dovrebbe essere sempre quello del massimo controllo, del massimo risparmio e della massima trasparenza».
L'esponente pentastellato sottolinea inoltre come, a suo giudizio, la documentazione disponibile non consenta di comprendere in maniera puntuale le lavorazioni eseguite e ricorda che, in passato, lo stesso assessore Iommi aveva definito "funerea" la realizzazione di quell'aiuola.
«La domanda è semplice – conclude Cherubini –: i cittadini stanno pagando il giusto oppure stanno pagando troppo? Anche i piccoli affidamenti meritano attenzione, perché è proprio dalla gestione delle spese ordinarie che passa la credibilità di un'amministrazione».
Il Comune di Morrovalle apre la strada alla Rottamazione Quinquies, offrendo a cittadini e imprese la possibilità di regolarizzare i debiti relativi ai tributi locali e alle sanzioni del Codice della strada con un'importante agevolazione economica. Grazie al regolamento approvato dal Consiglio comunale, sarà infatti possibile estinguere le proprie pendenze pagando esclusivamente la quota capitale dovuta e le eventuali spese di notifica o procedura, ottenendo l'azzeramento totale delle sanzioni e degli interessi di mora. Le domande dovranno essere presentate entro il prossimo 30 settembre.
La misura interessa tutti i carichi pendenti e gli accertamenti divenuti esecutivi, purché non ancora affidati alla riscossione coattiva, emessi entro il 31 dicembre 2024. Rientrano nella definizione agevolata le principali entrate comunali, tra cui Imu, Tari, Cup – relativo a passi carrabili, pubblicità e occupazione del suolo pubblico – oltre alle multe per violazioni del Codice della strada.
Oltre alla cancellazione di sanzioni e interessi, il provvedimento offre una significativa flessibilità nei pagamenti. I contribuenti potranno scegliere se versare l'importo dovuto in un'unica soluzione oppure richiedere una rateizzazione fino a un massimo di 48 rate mensili, con una rata minima di 80 euro. La presentazione della domanda consentirà inoltre di sospendere eventuali procedure cautelari o esecutive già avviate, evitando allo stesso tempo l'apertura di nuovi contenziosi tributari.
L'iter prevede la presentazione dell'istanza entro il 30 settembre, la successiva verifica da parte degli uffici comunali, la comunicazione dell'esito entro il 30 novembre 2026 e il pagamento dell'intero importo o della prima rata entro il 31 dicembre 2026.
«Abbiamo voluto tendere una mano a tutti i cittadini e alle attività economiche del nostro territorio che si trovano in una situazione di temporanea difficoltà – afferma il sindaco Andrea Staffolani –. Non si tratta di una sanatoria che premia chi non rispetta le regole, ma di un patto di collaborazione e buona fede per favorire la regolarizzazione spontanea dei debiti accumulati».
Sottolinea la portata dell'iniziativa anche l'assessore al Bilancio e ai Tributi Alfredo Benedetti, che definisce il provvedimento «un intervento ad alto impatto sociale che offre la possibilità di ripartire». L'assessore evidenzia inoltre come la definizione agevolata consenta anche di autodenunciare eventuali irregolarità di cui il Comune non è ancora a conoscenza, evitando così il pagamento di sanzioni e interessi. «La misura riguarda oltre 560 mila euro di entrate sanabili, con un risparmio complessivo per i contribuenti di oltre 110 mila euro tra sanzioni e interessi», spiega Benedetti, precisando che la definizione si articola in due ambiti: il primo riguarda gli atti notificati e divenuti definitivi entro il 31 dicembre 2024, mentre il secondo offre la possibilità di regolarizzare spontaneamente le violazioni esistenti al 31 dicembre 2025 per le quali il Comune non ha ancora notificato alcun atto.
Gli uffici comunali sono già a disposizione dei cittadini per fornire informazioni e assistenza nella compilazione e nella presentazione delle domande di adesione.
L'arrivo della stagione estiva e la prospettiva delle vacanze portano spesso con sé un'ingiustificata ansia legata al mantenimento della forma fisica e delle abitudini alimentari seguite durante l'anno. In questo periodo, la parola "sgarro" torna a farsi sentire nei discorsi quotidiani, portando con sé un senso di colpa e di errore. Questo concetto è tuttavia ampiamente superato: considerare il cibo come un premio o una punizione, o dividerlo rigidamente in "buono" o "cattivo", è un approccio che non aiuta il benessere a lungo termine. Un percorso di salute strutturato nell'arco di dieci o undici mesi non può essere rovinato da due o tre settimane di maggiore flessibilità. La nostra forma fisica e il nostro benessere sono il risultato di ciò che facciamo costantemente tutto l'anno, non delle eccezioni temporanee.
Al contrario, concedersi pasti più liberi durante le vacanze offre benefici che partono proprio dalla mente e dalla nostra vita sociale. I pranzi in spiaggia, i gelati in compagnia o le cene all'aperto sono momenti fondamentali di condivisione che riducono lo stress accumulato durante i mesi di lavoro. Il cibo ha da sempre un forte valore emotivo e culturale; vivere questi momenti con l'ansia del controllo o, peggio, isolandosi per paura di esagerare, crea una tensione dannosa. Allentare la presa permette di ricaricare le energie mentali, migliorando il rapporto con la tavola e prevenendo quella frustrazione che, a lungo andare, è la vera causa dell'abbandono delle buone abitudini.
Dal punto di vista biologico, inoltre, l'introduzione sporadica di pasti più ricchi ha una sua precisa utilità. Quando seguiamo un regime alimentare ipocalorico per molto tempo, il nostro organismo tende ad attivare dei meccanismi di difesa primordiali. Di fronte a una restrizione di calorie e carboidrati, il corpo riduce temporaneamente i segnali ormonali legati alla sazietà e all'energia per risparmiare risorse, interpretando la situazione come un momento di scarsità. Un pasto più abbondante consumato in totale serenità agisce come un vero e proprio interruttore biologico: invia al cervello il messaggio che non vi è alcuna carestia in corso, permettendo al corpo di ripristinare momentaneamente quei normali segnali ormonali di benessere e vitalità che la restrizione prolungata tende ad assopire.
Godersi le vacanze, quindi, non significa affatto perdere il controllo o esagerare, ma rappresenta un esercizio di vera consapevolezza. Assaporare un piatto tipico del luogo di vacanza o un dolce estivo con serenità, prestando attenzione al gusto e al piacere del momento senza sensi di colpa, ci insegna a sviluppare una sana autoregolazione. Imparare a gestire le eccezioni, riconoscendole come una parte normale e piacevole di una vita equilibrata, è il traguardo più importante di un percorso nutrizionale. Le vacanze estive smettono così di essere una minaccia per i progressi fatti e diventano un’opportunità per consolidare un rapporto sereno, flessibile e duraturo con il cibo e con il proprio corpo.
Dopo il pensionamento della dottoressa Cristallini, Monte San Martino torna ad avere il proprio medico di medicina generale. Da venerdì 17 luglio prenderà servizio il dottor Giuseppe Casarola, medico chirurgo di Monte San Giusto, che ha dato la propria disponibilità a svolgere l’attività ambulatoriale nel territorio comunale.
Il nuovo professionista garantirà la presenza in ambulatorio due giorni alla settimana, permettendo di ripristinare un servizio fondamentale per la comunità, in particolare per gli anziani, le persone fragili e i cittadini con maggiori difficoltà negli spostamenti.
L’attività ambulatoriale inizierà venerdì 17 luglio con il seguente orario: dalle 9 alle 11 al mattino e dalle 16 alle 18 nel pomeriggio. Nella stessa giornata il Comune metterà a disposizione personale dedicato per assistere i cittadini nelle procedure di scelta del nuovo medico e nelle pratiche amministrative necessarie.
Sabato 18 luglio il dottor Casarola sarà nuovamente presente in ambulatorio dalle 8 alle 10. Successivamente, alle 10.30, nella sala consiliare del Comune si terrà la presentazione ufficiale alla cittadinanza.
Durante la cerimonia il sindaco consegnerà un riconoscimento alla dottoressa Cristallini, storica professionista che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per Monte San Martino, distinguendosi per competenza, disponibilità e per il rapporto umano costruito con intere generazioni di cittadini.
L’incontro sarà anche un simbolico passaggio di consegne tra la dottoressa Cristallini e il nuovo medico.
«Nei piccoli Comuni dell’entroterra il medico di base non è soltanto un professionista sanitario, ma una figura centrale per la comunità – sottolinea il sindaco – soprattutto per chi vive condizioni di fragilità o ha difficoltà a raggiungere i servizi sanitari. Dopo il pensionamento della dottoressa Cristallini ci siamo trovati davanti a una situazione complessa, comune purtroppo a molti territori delle aree interne. Grazie al lavoro svolto insieme all’Azienda sanitaria siamo riusciti a trovare una soluzione».
Il Comune ha espresso gratitudine al dottor Casarola per la disponibilità dimostrata e alla dottoressa Cristallini per il lungo servizio svolto a favore della popolazione.
Alla cerimonia di sabato sono invitati tutti i cittadini. Saranno presenti anche i rappresentanti delle associazioni locali, per condividere un momento considerato particolarmente importante per il futuro della comunità.
Se il buongiorno si vede dal mattino, la stagione 2026/27 della Cucine Lube Civitanova è già pronta a regalare grandi emozioni, non solo in campo ma anche sugli spalti dell’Eurosuole Forum. La risposta del pubblico biancorosso alla nuova campagna abbonamenti “Essere Lube, Esserci Sempre” è stata immediata e significativa: nella giornata di sabato 18 luglio sono state infatti sottoscritte ben 453 tessere stagionali per assistere alle sfide dei vicecampioni d’Italia nelle competizioni più importanti, dalla SuperLega Credem Banca alla CEV Champions League, passando per la Del Monte® Coppa Italia.
Un dato che conferma il grande entusiasmo attorno alla squadra e il forte legame tra la Lube e il suo pubblico. Il popolo biancorosso ha voluto rispondere presente fin dal primo giorno, dimostrando ancora una volta il senso di appartenenza nei confronti di una formazione chiamata ad affrontare una nuova stagione con ambizione, entusiasmo e la volontà di restare ai vertici del volley italiano e internazionale.
La campagna abbonamenti proseguirà nei prossimi giorni secondo il calendario già comunicato dalla società. Il botteghino sarà aperto dal mercoledì al venerdì dalle ore 17 alle 19 e il sabato dalle ore 10 alle 12, mentre sarà possibile acquistare gli abbonamenti anche online attraverso il circuito Vivaticket sul sito ufficiale della società.
Per gli abbonati della passata stagione resta attivo il diritto di prelazione fino al 1° agosto 2026. Sono inoltre già disponibili i posti che non risultavano assegnati durante il campionato 2025/26.
La Lube Volley ha ringraziato tutti i supporter che hanno scelto di confermare la propria presenza fin dal primo giorno e ha invitato l’intera tifoseria a vivere da protagonista il nuovo percorso dei giganti cucinieri, in una stagione che si preannuncia ricca di sfide e appuntamenti importanti.
Manca sempre meno all'edizione 2026 della Sarnano-Sassotetto, la storica cronoscalata che tra due settimane riporterà auto moderne e storiche lungo i tornanti dei Monti Sibillini. Dal 24 al 26 luglio, il territorio maceratese ospiterà una delle gare più attese della stagione automobilistica nazionale.
L'evento è organizzato dall'Automobile Club Macerata e dall'ASD AC Macerata, in collaborazione con il Comune di Sarnano, con il supporto della Provincia di Macerata, ente gestore del percorso di gara, e della Regione Marche.
La competizione rappresenta l'ottava prova del Campionato Italiano Velocità Montagna Nord e la sesta prova del Campionato Italiano Velocità Salita Autostoriche, richiamando piloti e appassionati da tutta Italia.
Il percorso di gara, lungo 9.927 metri, si sviluppa dalla località Brilli fino a Fonte Lardina ed è considerato tra i più tecnici e spettacolari del panorama nazionale delle cronoscalate. Con un dislivello di 783 metri e una pendenza media dell'8%, il tracciato metterà alla prova sia le capacità dei piloti sia le prestazioni delle vetture. A caratterizzarlo saranno anche numerosi tornanti e una chicane di rallentamento collocata a circa 4,5 chilometri dalla partenza, elementi che ne aumentano ulteriormente il livello di difficoltà.
Per l'intero fine settimana Sarnano si trasformerà nel cuore pulsante della manifestazione, con le aree paddock allestite nel centro cittadino e l'arrivo di team, piloti e tifosi, offrendo anche un'importante vetrina per uno dei territori più suggestivi delle Marche dal punto di vista naturalistico e storico.
Le iscrizioni alla gara resteranno aperte fino alle ore 23 di lunedì 20 luglio, termine ultimo per i piloti che intendono prendere parte alla competizione.
La manifestazione sarà presentata ufficialmente alla stampa mercoledì 22 luglio alle ore 11.30, nella Sala del Consiglio della Provincia di Macerata.
I costi delle assicurazioni auto continuano a crescere in Italia. Secondo l’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, a giugno 2026 il premio medio per una polizza RC Auto ha raggiunto 490,66 euro, con un aumento del 5,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un incremento che interessa tutte le fasce d’età, con differenze particolarmente marcate per i più giovani: gli automobilisti Under 25 arrivano infatti a sostenere una spesa media superiore ai mille euro l’anno.
Nella regione Marche il prezzo medio dell’RC Auto a giugno 2026 si è attestato a 465,23 euro, un valore inferiore di 25,43 euro rispetto alla media nazionale, ma comunque in crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Anche nelle Marche la copertura aggiuntiva più scelta è l’Assistenza Stradale, inserita nel 33,5% delle polizze, con un costo medio di 25,90 euro l’anno. Seguono l’Infortuni del Conducente, scelta dal 23% degli automobilisti e con un prezzo medio di 30,68 euro, e la Tutela Legale, presente nel 18,1% dei contratti con una spesa media di 14,74 euro.
Per quanto riguarda le garanzie opzionali, nella regione la più onerosa è quella relativa agli Eventi Naturali, con un costo medio annuo di 89,23 euro, comunque molto inferiore rispetto al dato nazionale di 193,60 euro.
Il quadro che emerge è quello di un mercato assicurativo in cui i costi continuano a crescere, con differenze legate all’età degli automobilisti e alle diverse esigenze di protezione.
Le recenti pronunce della Corte di Cassazione, comprese alcune decisioni delle Sezioni Unite, riaccendono il dibattito sulla trasparenza dei contratti di mutuo bancario e sulla corretta applicazione dei tassi di interesse.
Secondo l’associazione Tutela Impresa, che da tempo si occupa di queste problematiche, in presenza di determinate irregolarità contrattuali potrebbe essere possibile procedere al ricalcolo degli interessi applicati, con una conseguente riduzione del costo complessivo del finanziamento.
Tra gli elementi che possono richiedere una verifica vengono indicati la mancata o poco chiara specificazione del regime di capitalizzazione degli interessi, la tipologia di ammortamento adottata — come quello alla francese o all’italiana — e una non corretta esposizione dei valori relativi al Tan (Tasso annuo nominale) e al Taeg (Tasso annuo effettivo globale).
Altri profili di possibile criticità riguarderebbero il rinvio a parametri esterni non adeguatamente indicati o non facilmente conoscibili, il riferimento generico a consuetudini di mercato oppure la mancata indicazione di elementi tecnici come il divisore Euribor utilizzato (360 o 365 giorni) o la base temporale dell’indice di riferimento.
Secondo quanto sostenuto dall’associazione, "tali condizioni potrebbero determinare un’ipotesi di indeterminatezza del tasso di interesse ai sensi dell’articolo 117 del Testo unico bancario (TUB), con la possibilità, nei casi riconosciuti, di applicare criteri sostitutivi previsti dalla normativa e procedere alla revisione degli importi dovuti".
Le verifiche, inoltre, riguardano anche i casi di cessione dei crediti deteriorati, fenomeno sempre più frequente negli ultimi anni. L’associazione richiama l’attenzione sulle procedure di trasferimento dei crediti a società specializzate, sottolineando la necessità di controllare ogni singolo caso e la documentazione collegata.
A occuparsi di queste tematiche è l’associazione Tutela Impresa, con sede a Civitanova Marche, che ha sviluppato una collaborazione con Consumatori Italia per fornire assistenza sul territorio regionale e ha attivato rapporti con alcune associazioni di promozione sociale impegnate nel supporto ai cittadini nelle procedure esecutive.
L’obiettivo, spiegano dall’associazione, "è offrire un primo orientamento gratuito a imprese e privati che intendano verificare la correttezza dei propri contratti bancari e valutare eventuali strumenti di tutela".
L’Università di Macerata è in lutto per la scomparsa del professor Michele Millozzi, storico dell’Italia contemporanea e del Risorgimento, docente dell’Ateneo per oltre trent’anni. Il professore è venuto a mancare ieri, lasciando un’importante eredità scientifica e culturale nel mondo accademico e nella comunità cittadina.
Studioso rigoroso e appassionato, allievo dello storico Raffaele Molinelli, Millozzi ha dedicato la propria vita alla ricerca, all’insegnamento e alla divulgazione della memoria civile. Le sue attività di studio si sono concentrate in particolare sulla storia delle Marche, sulle culture democratiche e repubblicane, sul Risorgimento e sulle origini del fascismo.
Il suo percorso all’Università di Macerata è iniziato nel 1977, quando entrò nella Facoltà di Lettere e Filosofia come assistente ordinario di Storia contemporanea. Successivamente divenne professore associato di Storia del Risorgimento e, dal 1999 al 2010, professore ordinario di Storia contemporanea, continuando anche l’insegnamento della disciplina risorgimentale.
«Con Michele Millozzi perdiamo un docente e uno studioso che ha saputo trasmettere il valore pubblico della storia, intesa non solo come ricerca rigorosa, ma come esercizio di memoria civile e responsabilità democratica», ha dichiarato il rettore dell’Università di Macerata John McCourt. «La sua eredità resta nelle sue opere, nei suoi studenti e nella comunità accademica che ha contribuito a far crescere».
Anche il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, professor Roberto Mancini, ha voluto ricordarne la figura: «Oltre al grande valore scientifico come storico, erano apprezzate da tutti la sua pacatezza e la sua umanità, qualità che lo rendevano un punto di riferimento per studenti e colleghi».
La comunità accademica di UniMc si stringe ora attorno alla famiglia, ai colleghi e agli allievi del professor Millozzi, ricordando una figura che ha saputo unire rigore scientifico, impegno civile e attenzione verso le nuove generazioni.
L’Università di Macerata apre nuovamente le porte ai futuri studenti con due giornate dedicate all’orientamento: mercoledì 22 luglio e giovedì 27 agosto tornano gli Open Day Unimc, appuntamenti pensati per conoscere i corsi di laurea, i servizi, le agevolazioni e tutte le opportunità offerte dall’Ateneo.
Gli incontri si svolgeranno tra la Loggia del Grano e il Polo Pantaleoni, dove studenti e famiglie potranno ricevere informazioni e confrontarsi direttamente con docenti e personale universitario.
Le giornate prenderanno il via alle ore 9.30 con la presentazione dei corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico, ospitata nell’aula blu del Polo Pantaleoni e organizzata per dipartimenti. Dalle ore 11, invece, nell’aula verde, saranno presentati i corsi di laurea magistrali.
Gli Open Day saranno anche l’occasione per conoscere le novità dell’offerta formativa per l’anno accademico 2026/2027. Tra i nuovi percorsi figurano il corso in Scienze motorie e sportive per l’inclusione, dedicato al ruolo dello sport come strumento di integrazione, il percorso in Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali, pensato per formare professionisti nella gestione del patrimonio documentale digitale, e il nuovo titolo congiunto Forced Migration: Europe in a Global Context, sviluppato nell’ambito dell’alleanza europea Erua.
Durante la giornata sarà possibile partecipare a più sessioni di presentazione, previa prenotazione attraverso il portale dedicato all’orientamento dell’Ateneo.
Grande attenzione sarà riservata anche alle famiglie: nell’aula rossa del Polo Pantaleoni sarà allestito uno spazio informativo dove il personale dell’ufficio orientamento sarà disponibile per illustrare corsi di studio, servizi e modalità di iscrizione.
Alle ore 11 e alle ore 16, la delegata del rettore per l’orientamento Rosita Deluigi, insieme allo staff dell’ufficio orientamento, guiderà due incontri dedicati alla scelta del percorso universitario, alle agevolazioni disponibili e agli strumenti a disposizione degli studenti.
Per tutta la giornata, dalle ore 8 alle 20, alla Loggia del Grano saranno presenti gli stand informativi dell’orientamento, dell’alleanza Erua, di Erdis e delle associazioni studentesche. Presenti anche il Cus – Centro universitario sportivo e Radio Rum, la web radio dell’Ateneo.
Gli Open Day rappresentano un’importante occasione per conoscere da vicino la realtà universitaria maceratese e orientarsi nella scelta del proprio futuro percorso di studi.
Il programma completo e le modalità di prenotazione sono disponibili sul sito dell’Università di Macerata.
La musica come strumento di promozione del territorio e il patrimonio culturale delle Marche come protagonista. È questa la filosofia che accompagna il percorso artistico del Maestro Valentino Alessandrini, violinista marchigiano che negli ultimi anni ha trasformato i luoghi simbolo della regione nel palcoscenico dei suoi videoclip musicali.
Un progetto che unisce arte, valorizzazione del territorio e comunicazione digitale, con l'obiettivo di raccontare le bellezze delle Marche attraverso un linguaggio moderno e coinvolgente, capace di avvicinare soprattutto le giovani generazioni al patrimonio storico, artistico e paesaggistico regionale.
L'ultimo lavoro rappresenta una tappa importante del suo percorso. Alessandrini ha infatti realizzato il videoclip della sua personale reinterpretazione di "Con te partirò", il celebre brano portato al successo da Andrea Bocelli, scegliendo come scenografia l'Arena Sferisterio di Macerata, uno dei monumenti più rappresentativi della cultura marchigiana.
Per il violinista si è trattato di un riconoscimento significativo, che testimonia l'apprezzamento per un progetto artistico capace di coniugare qualità musicale e promozione del territorio.
Pubblicato sui social il 16 giugno scorso, il videoclip ha riscosso un notevole successo. Al 20 luglio ha superato le 204mila visualizzazioni su Facebook, raccogliendo centinaia di commenti positivi. Molti utenti hanno espresso apprezzamento per l'iniziativa e il desiderio di assistere a un'esibizione dal vivo del violinista proprio nella suggestiva cornice dello Sferisterio.
Il progetto conferma come la musica possa diventare un efficace strumento di promozione culturale e turistica, capace di valorizzare il patrimonio marchigiano attraverso immagini evocative e interpretazioni musicali in grado di raggiungere un pubblico ampio, soprattutto grazie ai canali digitali.
L'attività del Maestro Alessandrini prosegue anche sul fronte discografico. È infatti in uscita il nuovo album "Violin Covers Vol. 5", che sarà presto disponibile sulle principali piattaforme digitali. Un nuovo capitolo della carriera di un artista che continua a distinguersi per la capacità di raccontare la propria terra attraverso il linguaggio universale della musica.
Quando arte, paesaggio e cultura si incontrano, il risultato diventa qualcosa di più di un semplice videoclip: un invito a riscoprire le Marche attraverso emozioni, immagini e note, contribuendo a far conoscere le eccellenze del territorio anche oltre i confini regionali.
È stata inaugurata lo scorso 18 luglio al Museo Arturo Ghergo di Montefano la mostra “Ritratti post-umani” di Fabrizio Carotti, terzo appuntamento della rassegna “Dialoghi visivi del presente”, dedicata alle nuove forme della ricerca fotografica contemporanea. L’esposizione, visitabile fino al 23 agosto, propone una riflessione sul ruolo dell’immagine nell’epoca digitale e sulla trasformazione del concetto stesso di ritratto.
Nelle opere di Carotti il volto non è più l’unico elemento attraverso cui si definisce un’identità. La figura umana si amplia e si intreccia con gli spazi abitati, con la luce, con la memoria e con il rapporto tra corpo, architettura e tecnologia. Il ritratto diventa così la rappresentazione di una condizione umana in evoluzione, sospesa tra presenza fisica e metamorfosi digitale.
Alla presentazione sono intervenuti Nicola Caporaletti, assessore alle Politiche giovanili del Comune di Montefano, Claudia Scipioni, presidente dell’Associazione Effetto Ghergo, e Andrea Carnevali, critico d’arte, giornalista e curatore della mostra.
Il percorso espositivo racconta una città trasformata in organismo mentale: nelle immagini di Carotti architetture brutaliste, torri, corridoi, scale, ponti e superfici di cemento diventano scenari sospesi tra realtà e immaginazione. Il cemento, da materiale freddo e inerte, si trasforma in una superficie capace di custodire emozioni, ombre, attese e possibilità di vita.
L’intelligenza artificiale entra nel lavoro dell’artista non come elemento autonomo o sostitutivo della creatività umana, ma come strumento espressivo sottoposto alle scelte e alla sensibilità dell’autore. Secondo il curatore Andrea Carnevali, Carotti supera i confini tradizionali del ritratto, estendendo la rappresentazione dell’essere umano agli ambienti, alle architetture e ai dispositivi tecnologici. Lo spazio diventa così parte integrante dell’identità, mentre le opere interrogano una trasformazione già presente nella società contemporanea.
Un nucleo particolarmente significativo della mostra è dedicato al tema della maternità. Le immagini del rapporto tra madre e bambino introducono una dimensione intima e universale, dove corpo, luce e architettura dialogano in una riflessione sulla nascita, sulla protezione e sulla trasmissione della vita. Un tema che mette in relazione la dimensione più profondamente umana con il cambiamento portato dalla tecnologia digitale.
L’inaugurazione è stata accompagnata anche dalla performance sonora di Andrea Accoroni, fondatore del progetto Riciclato Circo Musicale, e di Simone Medori. Un intervento artistico che ha unito immagini e suoni attraverso strumenti realizzati con materiali di recupero, trasformando il principio del riuso in una ricerca creativa. Accoroni ha ideato e costruito uno speciale strumento a fiato capace di evocare il respiro umano, dando vita a un’esperienza sonora fatta di soffi, vibrazioni e risonanze in dialogo con gli ambienti del museo e con le opere esposte.
La performance ha creato un confronto tra due modalità di trasformazione della materia: da una parte il recupero sostenibile e creativo dei materiali, dall’altra la produzione potenzialmente infinita di immagini attraverso l’intelligenza artificiale. Nel percorso sono state inoltre affiancate alcune fotografie realizzate con tecniche tradizionali, caratterizzate da rigore formale ed eleganza compositiva.
Per Claudia Scipioni, presidente dell’Associazione Effetto Ghergo, la mostra conferma il ruolo del Museo Arturo Ghergo come luogo capace di custodire la memoria fotografica e, allo stesso tempo, dialogare con le sperimentazioni del presente. L’esposizione di Carotti mette infatti in relazione la tradizione del ritratto con i nuovi linguaggi visivi e tecnologici, proseguendo il percorso di apertura verso la fotografia contemporanea.
Nel nome di Arturo Ghergo, maestro del ritratto e della costruzione dell’immagine pubblica, “Ritratti post-umani” propone una riflessione sul futuro della fotografia: il ritratto non più soltanto come rappresentazione della somiglianza, ma come spazio di trasformazione, ricerca e interpretazione del presente.
Lo scorso mese il Rotary Club Tolentino, durante la presidenza di Iole Rosini, ha promosso il recupero della storica edicola sacra della Madonna della Tempesta, situata in contrada Regnano. Un intervento che ha restituito alla comunità un piccolo ma prezioso manufatto, simbolo della devozione popolare e della memoria storica del territorio.
Nel corso degli anni l'edicola aveva subito un progressivo deterioramento. In particolare, il tetto risultava gravemente danneggiato e in parte divelto, rendendo necessario un intervento di restauro per salvaguardarne la struttura e conservarne il valore storico e religioso.
L'iniziativa si inserisce nel costante impegno del Rotary Club Tolentino per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale locale. Fondamentale il contributo del socio Simone Scisciani, che ha eseguito il restauro, di Oliviero Rotini, autore della targa commemorativa, e dei residenti della contrada che hanno collaborato alla riuscita del progetto.
L'edicola restaurata è stata inaugurata nei giorni scorsi alla presenza di numerosi cittadini e rappresentanti delle istituzioni. Hanno partecipato Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale delle Marche e originaria di Regnano, il governatore del Distretto Rotary 2090 Stefano Gobbi, la past president del Rotary Tolentino Iole Rosini, che ha ringraziato quanti hanno contribuito all'intervento, e l'attuale presidente del club Annarita Ortolani.
La cerimonia ha rappresentato un momento di forte partecipazione per la comunità, che si è ritrovata attorno a uno dei luoghi più identitari della contrada.
«Il primo ringraziamento che mi sento di rivolgere – ha dichiarato Silvia Luconi – è al Rotary Tolentino, con la past president Iole Rosini e il presidente Annarita Ortolani, che hanno accolto la nostra proposta di riqualificare un luogo che rappresenta un vero presidio della nostra comunità. Attorno a questa edicola si è sviluppata la storia di Regnano: dai mesi mariani alle prime feste della contrada, nate proprio qui quarant'anni fa».
L'edicola della Madonna della Tempesta è infatti legata a un'antica tradizione popolare. La leggenda racconta che un abitante del luogo, scampato a un grave incidente grazie all'intercessione della Vergine dopo che il suo cavallo si era imbizzarrito, fece costruire a proprie spese questa edicola in segno di riconoscenza, dedicandola proprio alla Madonna della Tempesta. Da allora il piccolo santuario è diventato un punto di riferimento religioso, sociale e culturale per gli abitanti della zona.
Il recupero assume un significato ancora più importante in un anno particolarmente simbolico per Regnano. Nel 2026 ricorre infatti il 130° anniversario della chiesa della contrada, costruita nel 1896, mentre dopo l'estate prenderanno il via i lavori di ristrutturazione post-sisma dell'edificio religioso.
«In tutti questi anni – ha aggiunto Luconi – la comunità si è sempre impegnata a mantenere vivo questo patrimonio, tramandandolo di generazione in generazione. Prima i nostri nonni, poi i nostri genitori e oggi noi, cercando di trasmetterne il valore anche ai nostri figli, perché le campagne rappresentano ancora uno dei presìdi sociali più importanti del nostro entroterra».
Con il restauro dell'edicola della Madonna della Tempesta, Regnano recupera così non soltanto un bene architettonico, ma un luogo ricco di significati, capace di custodire la storia, la fede e l'identità di un'intera comunità.
Il sipario si apre, la filosofia sale sul palcoscenico per le tre serate evento di Popsophia. Manca pochissimo all’avvio del festival a Civitanova in programma dal 25 al 27 luglio e che segna anche un compleanno, i 15 anni della manifestazione nata proprio a Civitanova Alta nel 2011.
È online il video del festival che racconterà questa maratona di 3 giorni con ospiti, filosofi, intellettuali, scrittori chiamati a ragionare attorno al tema del mito e della celebrità. La sigla di Popsophia immerge immediatamente nella dimensione dell’arte: un teatro vuoto dove un’aspirante attrice respira la magia dell’attesa, la sensazione del velluto del sipario, prima che questo si apra sull’infinità di possibilità che si trova di fronte.
Con la nuova sigla Popsophia lancia così i suoi attesissimi Philoshow che saranno il cuore della riflessione attorno al tema “The show must go on”. Un trittico di appuntamenti che possono essere letti proprio come una trilogia per raccontare, con spettacoli, il dietro le quinte del mondo dello spettacolo, dal musical, genere per eccellenza che unisce musica, teatro, ballo, cinema, passando per il rock immortale dei Queen fino a chi ha fatto la scelta di abbandonare le scene come Lucio Battisti.
I tre spettacoli sono la punta di diamante della programmazione estiva civitanovese e tornano là dove tutto era iniziato nel borgo storico di Civitanova in piazza della libertà dal 25 al 27 luglio.
Si inizierà sabato prossimo con “A star is born. Filosofia del musical, da Moulin Rouge a La La Land”, un viaggio fra i musical più famosi. Molto più che spettacoli, autentiche mitologie contemporanee. Sul palcoscenico prendono forma i grandi temi della filosofia: il desiderio di essere visti, il prezzo del successo, il confine tra finzione e realtà. Per la prima volta Popsophia dedica un philoshow a questo universo, un meta spettacolo, uno spettacolo che parla del mondo dello spettacolo capace di attraversare Broadway e Hollywood, il teatro e il cinema, trasformando la musica in racconto esistenziale. Con Lucrezia Ercoli, la filosofa Ilaria Gaspari. Il pubblico attraverserà un secolo di spettacolo accompagnato dalla musica dal vivo della Factory che eseguirà dal vivo alcuni brani entrati nella memoria collettiva di un genere e dell’immaginario comune.
Domenica 26 luglio arriverà il philoshow “The Show Must Go On" che dà il nome a questa edizione del festival. La canzone manifesto dei Queen diventa il filo conduttore di uno spettacolo dedicato alla band che ha trasformato il rock in teatro, fondendo opera lirica, glam, hard rock e pop in un linguaggio unico. A ottant'anni dalla nascita di Freddie Mercury, Popsophia rende omaggio all'artista che ha fatto della scena il luogo della libertà assoluta. Da I Want to Break Free, manifesto di emancipazione individuale, all'epica Bohemian Rhapsody, dalla ricerca di amore di Somebody to Love alla tensione esistenziale di Who Wants to Live Forever, lo spettacolo è un viaggio nella vita e nella musica di una band che, come dichiarava lo stesso Freddie Mercury è “la più assurda comparsa sulla faccia della terra”. Accanto a Lucrezia Ercoli, sul palco salirà Carlo Massarini, il "Mister Fantasy" della televisione italiana, che accompagnerà il pubblico dentro il mito dei Queen tra racconti, videoclip e immagini d'epoca. La Factory farà rivivere anche Radio Ga Ga, A Kind of Magic, Barcelona e naturalmente The Show Must Go On inni capaci di trasformare ogni concerto in un rito collettivo.
L’ultimo capitolo della trilogia, lunedì sera, 27 luglio con La filosofia di Lucio Battisti nello spettacolo “A Fari spenti” che riflette proprio sulla necessità di “spegnere” la luce della celebrità per riconquistare la propria identità. A raccontare la parabola artistica di Lucio Battisti ci sarà Leo Turrini, giornalista presente fin dalla prima edizione del 2011 che insieme a Lucrezia Ercoli attraverserà con aneddoti e storie il pensiero nascosto dietro le parole di Mogol e le intuizioni musicali di Battisti.
Dopo il debutto del Macerata Opera Festival, inaugurato con la rappresentazione del Nabucco, Palazzo Cortesi ha accolto la delegazione del festival per il tradizionale appuntamento del “dopo” prima. Un momento di incontro e convivialità che ha riunito artisti, protagonisti e organizzatori della manifestazione dopo la tensione e l’emozione della serata inaugurale.
Nel suggestivo spazio del dehors di Palazzo Cortesi hanno brindato insieme il direttore artistico Marco Vinco, la sovrintendente Lucia Chiatti, gli interpreti dell’opera e gli altri ospiti del MOF, accolti dalla struttura con un buffet pensato per accompagnare il momento di festa e condivisione.
La scelta di Palazzo Cortesi come sede dell’appuntamento si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione dello storico edificio maceratese, recentemente restaurato e rilanciato come nuovo polo di aggregazione culturale e ricettiva nel cuore della città. La struttura, gestita da Sara Longarini, nasce con l’obiettivo di coniugare ospitalità, storia e convivialità, offrendo a cittadini e visitatori un’esperienza che unisce cultura, ristorazione e intrattenimento.
Il palazzo custodisce un patrimonio architettonico di grande valore, con elementi che attraversano diversi secoli, dal Trecento all’Ottocento. Durante il recupero sono stati valorizzati dettagli storici come decorazioni originali, archi antichi e ambienti legati alla memoria della città, che secondo le ricostruzioni storiche sarebbero appartenuti anche alla dimora della famiglia del padre di Matteo Ricci. Nel corso dei lavori sarebbero inoltre emersi manoscritti e materiali collegati alla stampa rivoluzionaria risorgimentale, testimonianze del passato del palazzo come luogo legato anche all’attività tipografica clandestina.
Con i lavori di ammodernamento Palazzo Cortesi si è dotato di una area Spa, che è attiva per gli ospiti, e sarà aperta al pubblico dopo ferragosto. La struttura è diventata recentemente Boutique Hotel 4 stelle.
Il progetto di Palazzo Cortesi punta a trasformare lo storico edificio in un punto di riferimento per la vita cittadina, attraverso un’offerta che comprende un hotel destinato a diventare quattro stelle, nuove suite, una spa privata, un ristorante di fascia medio-alta e un lounge bar dedicato alla socialità. Nei mesi estivi, l’area esterna continuerà ad ospitare eventi, serate e iniziative culturali, rafforzando il legame tra il palazzo e il panorama culturale maceratese.
Da questa sera infatti ci sarà il lounge bar con Jorge Soratti, bartender pluripremiato a livello mondiale, sempre con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento elegante per la città di Macerata.
Tolentino celebra i cinquant'anni di attività di Dolci Delizie – Forno Don Bosco, una delle realtà storiche del commercio cittadino, protagonista da mezzo secolo della vita della comunità.
Per l'importante traguardo il sindaco Mauro Sclavi, insieme all'Amministrazione comunale e alla città, ha voluto rendere omaggio all'attività gestita da Luca Domizi e Monica Paolucci, sottolineandone il valore imprenditoriale e sociale.
Luca Domizi, figlio di un panettiere che già negli anni Sessanta gestiva un'attività del settore, ha ereditato dal padre la passione e i segreti del mestiere. Insieme a Monica Paolucci ha poi rilevato il forno dalla famiglia Cruciani, dando avvio a un percorso di crescita caratterizzato da professionalità, dedizione e continui investimenti.
Come hanno ricordato il sindaco Mauro Sclavi e il consigliere Fabio Montemarani, negli anni l'azienda ha saputo svilupparsi, ampliando l'attività con l'apertura di un secondo punto vendita in via La Malfa e creando nuove opportunità occupazionali, contribuendo così alla crescita economica e sociale della città.
Un riconoscimento che premia anche la scelta di valorizzare i prodotti del territorio, l'attenzione verso la clientela e il forte legame con la comunità locale. Elementi che hanno reso Dolci Delizie un punto di riferimento non solo per i cittadini di Tolentino, ma anche per molti clienti provenienti dai comuni limitrofi.
L'Amministrazione ha infine evidenziato come, in questi cinquant'anni, il forno abbia saputo mantenere elevati standard qualitativi, preservando la produzione del pane e delle specialità dolciarie della tradizione, "contribuendo a custodire e tramandare un patrimonio gastronomico che rappresenta un'eccellenza del territorio".
Questa settimana la rubrica “Sano a sapersi” propone la locandina con il programma della presentazione del progetto “La cultura della salute”, che si svolgerà il 27 luglio a Massa Fermana (FM).
Picchio News e la rubrica “Sano a sapersi” avranno in quel progetto un ruolo importante. Tutti i nostri lettori sono invitati a partecipare.
Una serata ricca di emozioni per celebrare un importante traguardo: i cinquant'anni della Linotype, storica tipografia fondata nel 1976 da Wolfango Del Pupo ed Ennio Gullini, ai quali si unirono successivamente Gino Vitali e Guido Nunziante, contribuendo alla crescita di una realtà diventata un punto di riferimento per il territorio.
L'evento, condotto da Solidea Vitali e Mario Sposetti, con la partecipazione di Multiradio e dei DJ Fabio e Lele, ha riunito tante persone che nel corso degli anni hanno contribuito alla storia della Linotype: collaboratori, clienti e chi ha vissuto dall'interno il percorso dell'azienda, condividendone impegno, professionalità, difficoltà e soddisfazioni.
Tra i presenti anche Manuela Teodori, Nenella Savi, Paola Caponi e Paolo Passarini, protagonisti di un vero e proprio incontro di famiglia nel senso più ampio del termine, dove i ricordi hanno accompagnato abbracci ed emozioni.
Attraverso fotografie storiche e testimonianze, è stato ripercorso il cammino della Linotype, dagli anni della stampa tradizionale e dei caratteri tipografici fino all'evoluzione tecnologica e alle moderne soluzioni digitali.
Oggi la storia continua con Gionata Del Pupo, affiancato per la parte amministrativa da Samuela Del Pupo. Un percorso che porta avanti un'eredità fondata sulla competenza professionale e su valori rimasti centrali nel tempo: il rispetto per il lavoro, l'attenzione alle persone e il legame con il territorio.
Perché la Linotype non è stata soltanto un'impresa. Nel corso di questi cinquant'anni è diventata una presenza importante nella vita sociale della città, sostenendo iniziative sportive, eventi culturali e numerosi progetti di solidarietà.
A rendere ancora più significativo l'anniversario sono stati gli interventi di alcune personalità che hanno voluto testimoniare il valore umano e professionale della famiglia Del Pupo e della Linotype.
Tra loro Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale; Giuseppe Pezzanesi, già sindaco e amico della famiglia Del Pupo; il maestro Andrea Carradori, priore della Confraternita dei Sacconi; Edoardo Mattioli, presidente della Proloco TCT; e Fabiano Gobbi, imprenditore artigiano, che ha consegnato a Gionata una targa commemorativa come riconoscimento per il traguardo raggiunto.
La serata si è così trasformata in qualcosa di più di una semplice celebrazione aziendale: un momento per ripercorrere mezzo secolo di storia, ringraziare chi ha contribuito a costruirla e ricordare che dietro ogni impresa ci sono soprattutto le persone.