Macerata - In attesa del collaudo delle Vergini, spuntano il dottor Jekyll e Mr Hyde
Politica
17/10/2026 13:00

Macerata - In attesa del collaudo delle Vergini, spuntano il dottor Jekyll e Mr Hyde

Chissà se il nostro amatissimo Sindaco ha mai letto uno dei capolavori di Robert Louis Stevenson; alcuni sostengono che si sia dilettato solo con i manuali di vendita della Apple. È una diceria infondata: basta ascoltare i suoi alti interventi in Consiglio comunale per rendersene conto. Peraltro, novello Matteo Ricci, è andato in missione a Pechino accompagnato dal figlio, che per la Cina ha un’autentica passione. Parcaroli, dirigente della Lega, è andato dai comunisti a farsi insegnare come si fa l’albergo diffuso, come si fa accoglienza – al netto dei campi di concentramento dove Xi Jinping rinchiude gli Uiguri e i dissidenti – e come si risponde al telefono al popolo. Dà un po’ meno risposte alla stampa, ma quando gli consegneranno il megafono ad personam inquadrato in Comune, categoria C, a spese del contribuente, sapremo tutto quello che fa comodo a lui: pa(tra)ssi a pa(tra)ssi. In perfetto stile cinese, cioè comunista. Sul viaggio in Cina, visto che ora ha appreso dai compagni come si risponde ai cittadini (Sindaco, ci dice qualcosa sui collaudi alle scuole alle Vergini?), ci fa sapere chi ha pagato per quella sua gitarella fuori porta? E l’accompagnatore Stefano Parcaroli ha cacciato di tasca o abbiamo provveduto noi? Volevo suggerire al nostro amatissimo Sindaco di approfondire lo «Strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde» perché davvero non ci si capacita di come in pubblico abbia la lacrima sul viso e nel chiuso del fortino municipale si dedichi, sulla scorta di Rigoletto, a meditare «Sì, vendetta, tremenda vendetta». I suoi «cortigiani» lo spingono a simili congetture per punire i giornalisti scomodi che si fanno i fatti della giunta. Forse per questo «Una lacrima sul viso» o forse sarebbe meglio chiamarlo Scottex, dai fazzoletti tergi-commozione, va anelando un suo megafono stampa capace di zittire quei ficcanaso (per la verità un po’ troppo pochi) che chiedono conto dell’operato della giunta. Sgombro subito il campo da congetture: che sulle scuole alle Vergini ci sia qualcosa da chiarire è vox populi. Vogliamo dire delle mamme preoccupate perché nella scuola non ci sarebbero gli estintori, perché mancano spazi verdi, perché le finestre si chiudono male e sono troppo basse e possono far venir voglia ai piccoli di arrampicarsi e sporgersi pericolosamente? Ma forse questi sono i canoni estetici dello «scatolismo», il nuovo stile architettonico imposto alla città dall’ingegner Tristano Luchetti, ormai supplente del Sindaco, come dimostrano recenti adunanze. Rincuoro la polizia politica della giunta anche sui dubbi relativi ai conti. Che il bilancio faccia acqua da tutte le parti si evince da quello consuntivo, su cui l’assessore deputata Barbara Antolini si è ben guardata dal metterci la faccia. Non ci vuole un master alla Bocconi per capire che, se la cassa è stata depauperata perché l’ufficio lavori pubblici, per tener buone le ditte, concede continui SAL (stati di avanzamento lavori), restano esigue risorse. Deve essere sfuggita la sentenza della Corte di Cassazione n. 29342 del 19/07/2024, che sottolinea come «la responsabilità per l'utilizzazione degli immobili non collaudati non può essere evitata, poiché i proprietari sono tenuti a garantire la conformità delle strutture alle normative vigenti». Pare però che la santissima trinità – l’assessore Andrea Marchiori, in arte Lego, l’ingegnere capo Tristano Luchetti e il Sindaco, legati a triplo filo – abbia stabilito: «A quello lo facciamo nero, sulle Vergini abbiamo ciò che serve». In che senso? La richiesta è elementare: quando sono stati fatti i collaudi (dallo statico all’antincendio, passando per il certificato d’idoneità sanitaria), chi li ha fatti e dove sono protocollati? Questi dati, per ora, non sono disponibili. Intanto si è concluso un complesso accesso agli atti chiesto dalla minoranza sui lavori pubblici, che pare abbia evidenziato molte lacune. Vedremo. Se la cassa è quasi azzerata, se da Apm non verrà alcun contributo, essendo la partecipata cospicuamente debitrice verso il Comune, al punto che si è dovuto appaltare a privati il servizio navetta per fare fronte ai disagi per l’annoso cantiere degli ascensori, se non ci sarà alcuna sospensione delle rate dei mutui, come ormai appare inevitabile dato che il 31 dicembre cessa l’emergenza terremoto, non è difficile prevedere che il bilancio preventivo 2027 sarà da lacrime e sangue. Se ripartono le rate, lo sbilancio potrebbe essere di 2 milioni; diversamente, ci sono sempre da coprire almeno 600.000 euro che mancano in cassa. Tenendo conto che ci sono ancora alcune questioncelle in sospeso: chi gestirà la piscina? Chi gestirà il Centro Fiere, ammesso che veda la luce? Intanto la giunta disquisisce su quanti volantini debbano stamparsi per un evento contro la violenza sulle donne (di assoluta importanza, va detto!) e tralascia di fare il punto sull’andamento di bilancio. Ma il tempo stringe. Il Governo deve fare una finanziaria striminzita: difficile che possa dire ai Comuni «si sospendono le rate dei mutui», mentre si chiede alle banche un sovrappiù di prelievo fiscale. Difficile che possa intervenire la Regione Marche. Perché, al di là delle regole contabili – esistono anche se la giunta Parcaroli, a cominciare dall’assessore con la camicia che dà incarichi retribuiti ai suoi sodali di lista, sembra ignorarle – anche la Regione Marche avrà ristrettezze di finanza, con un PIL tra il Foglia e il Tronto che non va oltre lo 0,5%, ben al di sotto della media nazionale. E ora forse c’è da contabilizzare anche la trasferta cinese. Di sicuro il dottor Stefano Parcaroli avrà saldato di persona, perché ha una particolare attrazione per Pechino. Risulterebbe che un paio di anni fa, mentre da responsabile della Med stava discutendo con R-Store – la società napoletana implicata in un’inchiesta tutt’altro che piacevole su un’ipotizzata truffa alla UE, che ha acquisito il commercio dei Parcaroli – mentre emergevano 5 milioni di debiti non previsti e si discuteva di licenziare qualche dipendente a Macerata per ridurre i costi, lui abbia annunciato di aver prenotato un viaggio a Pechino e di non poter seguire la pratica. Quando emerse la notizia dell’inchiesta della Procura europea sulla truffa, la famiglia Parcaroli insorse dicendo: «Con R-Store non c’entriamo nulla, né Sandro Parcaroli ha mai avuto un ruolo nel rapporto Med-R-Store». Verissimo, però almeno fino all’ottobre del 2024 Stefano Parcaroli, ma anche Sandro Parcaroli, interloquivano con Giancarlo Fimiani, amministratore delegato di R-Store, di cui è stato chiesto l’arresto ai domiciliari nel febbraio scorso, cercando di evitare contraccolpi all’immagine del Sindaco da eventuali licenziamenti alla Med. Sorge un interrogativo: se Fimiani chiedeva conto di 5 milioni di buco, perché i Parcaroli non chiedevano conto della correttezza degli affari di R-Store? Per dimenticare, Stefano Parcaroli volava allora a Pechino e c’è tornato in viaggio con papà. Ecco dove il dottor Jekyll si trasforma in mister Hyde: nella rabbiosa reazione alla realtà che va in direzione ostinata e contraria a quanto Scottex si aspetta. La psicologia – il romanzo di Robert Louis Stevenson è psicologico – conosce i narcisisti. Incorrono in una sindrome che si manifesta con la negazione dell’evidenza, la ricerca continua di un capro espiatorio, l’ostracismo per punire chi ha osato incrinare il loro specchio. È Mr Hyde che si manifesta e così capita, per esempio, che quando si scrive Sandro Parcaroli si legga sempre più spesso Tristano Luchetti che, con la copertura politica dell’assessore Lego, sembra sia il vero dominus del Comune di Macerata, dato «il trattamento del silenzio», alternato a improvvisi sbuffi di nervosismo, che il primo cittadino impone a chi gli sta accanto. Un episodio di un qualche peso si è verificato lunedì scorso. A una riunione con i consiglieri di maggioranza sulla lottizzazione Simonetti – il Sindaco dichiarò in Consiglio che voleva comprarsi un lotto di quel terreno dai Simonetti quando ancora era proprietario della Med attraverso la sua società di famiglia Astro Srl, che ha chiuso il 2025 con un utile netto al di sotto dei 38 mila euro – si sono presentati Tristano Luchetti, il segretario comunale Benedetto Perroni, ma non il Sindaco, che stava prendendo lezioni di buona amministrazione dai comunisti di Xi Jinping. Si è detto che era una riunione tecnica e un bis si farà lunedì, perché la decisione sull’area Simonetti va presa entro ottobre. Qui però sorge un dubbio: se quella era una riunione tecnica e, visto che il capo dell’ufficio tecnico e il segretario comunale sono al servizio della città, perché non sono stati invitati anche i consiglieri di minoranza, che hanno diritto a ottenere le medesime informazioni della maggioranza? Forse il dottor Jekyll ha lasciato campo a Mr Hyde?

Macerata - In attesa del collaudo delle Vergini, spuntano il dottor Jekyll e Mr Hyde

Macerata - In attesa del collaudo delle Vergini, spuntano il dottor Jekyll e Mr Hyde
17/10/2026 13:00

Chissà se il nostro amatissimo Sindaco ha mai letto uno dei capolavori di Robert Louis Stevenson; alcuni sostengono che si sia dilettato solo con i manuali di vendita della Apple. È una diceria infondata: basta ascoltare i suoi alti interventi in Consiglio comunale per rendersene conto. Peraltro, novello Matteo Ricci, è andato in missione a Pechino accompagnato dal figlio, che per la Cina ha un’autentica passione. Parcaroli, dirigente della Lega, è andato dai comunisti a farsi insegnare come si fa l’albergo diffuso, come si fa accoglienza – al netto dei campi di concentramento dove Xi Jinping rinchiude gli Uiguri e i dissidenti – e come si risponde al telefono al popolo. Dà un po’ meno risposte alla stampa, ma quando gli consegneranno il megafono ad personam inquadrato in Comune, categoria C, a spese del contribuente, sapremo tutto quello che fa comodo a lui: pa(tra)ssi a pa(tra)ssi. In perfetto stile cinese, cioè comunista. Sul viaggio in Cina, visto che ora ha appreso dai compagni come si risponde ai cittadini (Sindaco, ci dice qualcosa sui collaudi alle scuole alle Vergini?), ci fa sapere chi ha pagato per quella sua gitarella fuori porta? E l’accompagnatore Stefano Parcaroli ha cacciato di tasca o abbiamo provveduto noi? Volevo suggerire al nostro amatissimo Sindaco di approfondire lo «Strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde» perché davvero non ci si capacita di come in pubblico abbia la lacrima sul viso e nel chiuso del fortino municipale si dedichi, sulla scorta di Rigoletto, a meditare «Sì, vendetta, tremenda vendetta». I suoi «cortigiani» lo spingono a simili congetture per punire i giornalisti scomodi che si fanno i fatti della giunta. Forse per questo «Una lacrima sul viso» o forse sarebbe meglio chiamarlo Scottex, dai fazzoletti tergi-commozione, va anelando un suo megafono stampa capace di zittire quei ficcanaso (per la verità un po’ troppo pochi) che chiedono conto dell’operato della giunta. Sgombro subito il campo da congetture: che sulle scuole alle Vergini ci sia qualcosa da chiarire è vox populi. Vogliamo dire delle mamme preoccupate perché nella scuola non ci sarebbero gli estintori, perché mancano spazi verdi, perché le finestre si chiudono male e sono troppo basse e possono far venir voglia ai piccoli di arrampicarsi e sporgersi pericolosamente? Ma forse questi sono i canoni estetici dello «scatolismo», il nuovo stile architettonico imposto alla città dall’ingegner Tristano Luchetti, ormai supplente del Sindaco, come dimostrano recenti adunanze. Rincuoro la polizia politica della giunta anche sui dubbi relativi ai conti. Che il bilancio faccia acqua da tutte le parti si evince da quello consuntivo, su cui l’assessore deputata Barbara Antolini si è ben guardata dal metterci la faccia. Non ci vuole un master alla Bocconi per capire che, se la cassa è stata depauperata perché l’ufficio lavori pubblici, per tener buone le ditte, concede continui SAL (stati di avanzamento lavori), restano esigue risorse. Deve essere sfuggita la sentenza della Corte di Cassazione n. 29342 del 19/07/2024, che sottolinea come «la responsabilità per l'utilizzazione degli immobili non collaudati non può essere evitata, poiché i proprietari sono tenuti a garantire la conformità delle strutture alle normative vigenti». Pare però che la santissima trinità – l’assessore Andrea Marchiori, in arte Lego, l’ingegnere capo Tristano Luchetti e il Sindaco, legati a triplo filo – abbia stabilito: «A quello lo facciamo nero, sulle Vergini abbiamo ciò che serve». In che senso? La richiesta è elementare: quando sono stati fatti i collaudi (dallo statico all’antincendio, passando per il certificato d’idoneità sanitaria), chi li ha fatti e dove sono protocollati? Questi dati, per ora, non sono disponibili. Intanto si è concluso un complesso accesso agli atti chiesto dalla minoranza sui lavori pubblici, che pare abbia evidenziato molte lacune. Vedremo. Se la cassa è quasi azzerata, se da Apm non verrà alcun contributo, essendo la partecipata cospicuamente debitrice verso il Comune, al punto che si è dovuto appaltare a privati il servizio navetta per fare fronte ai disagi per l’annoso cantiere degli ascensori, se non ci sarà alcuna sospensione delle rate dei mutui, come ormai appare inevitabile dato che il 31 dicembre cessa l’emergenza terremoto, non è difficile prevedere che il bilancio preventivo 2027 sarà da lacrime e sangue. Se ripartono le rate, lo sbilancio potrebbe essere di 2 milioni; diversamente, ci sono sempre da coprire almeno 600.000 euro che mancano in cassa. Tenendo conto che ci sono ancora alcune questioncelle in sospeso: chi gestirà la piscina? Chi gestirà il Centro Fiere, ammesso che veda la luce? Intanto la giunta disquisisce su quanti volantini debbano stamparsi per un evento contro la violenza sulle donne (di assoluta importanza, va detto!) e tralascia di fare il punto sull’andamento di bilancio. Ma il tempo stringe. Il Governo deve fare una finanziaria striminzita: difficile che possa dire ai Comuni «si sospendono le rate dei mutui», mentre si chiede alle banche un sovrappiù di prelievo fiscale. Difficile che possa intervenire la Regione Marche. Perché, al di là delle regole contabili – esistono anche se la giunta Parcaroli, a cominciare dall’assessore con la camicia che dà incarichi retribuiti ai suoi sodali di lista, sembra ignorarle – anche la Regione Marche avrà ristrettezze di finanza, con un PIL tra il Foglia e il Tronto che non va oltre lo 0,5%, ben al di sotto della media nazionale. E ora forse c’è da contabilizzare anche la trasferta cinese. Di sicuro il dottor Stefano Parcaroli avrà saldato di persona, perché ha una particolare attrazione per Pechino. Risulterebbe che un paio di anni fa, mentre da responsabile della Med stava discutendo con R-Store – la società napoletana implicata in un’inchiesta tutt’altro che piacevole su un’ipotizzata truffa alla UE, che ha acquisito il commercio dei Parcaroli – mentre emergevano 5 milioni di debiti non previsti e si discuteva di licenziare qualche dipendente a Macerata per ridurre i costi, lui abbia annunciato di aver prenotato un viaggio a Pechino e di non poter seguire la pratica. Quando emerse la notizia dell’inchiesta della Procura europea sulla truffa, la famiglia Parcaroli insorse dicendo: «Con R-Store non c’entriamo nulla, né Sandro Parcaroli ha mai avuto un ruolo nel rapporto Med-R-Store». Verissimo, però almeno fino all’ottobre del 2024 Stefano Parcaroli, ma anche Sandro Parcaroli, interloquivano con Giancarlo Fimiani, amministratore delegato di R-Store, di cui è stato chiesto l’arresto ai domiciliari nel febbraio scorso, cercando di evitare contraccolpi all’immagine del Sindaco da eventuali licenziamenti alla Med. Sorge un interrogativo: se Fimiani chiedeva conto di 5 milioni di buco, perché i Parcaroli non chiedevano conto della correttezza degli affari di R-Store? Per dimenticare, Stefano Parcaroli volava allora a Pechino e c’è tornato in viaggio con papà. Ecco dove il dottor Jekyll si trasforma in mister Hyde: nella rabbiosa reazione alla realtà che va in direzione ostinata e contraria a quanto Scottex si aspetta. La psicologia – il romanzo di Robert Louis Stevenson è psicologico – conosce i narcisisti. Incorrono in una sindrome che si manifesta con la negazione dell’evidenza, la ricerca continua di un capro espiatorio, l’ostracismo per punire chi ha osato incrinare il loro specchio. È Mr Hyde che si manifesta e così capita, per esempio, che quando si scrive Sandro Parcaroli si legga sempre più spesso Tristano Luchetti che, con la copertura politica dell’assessore Lego, sembra sia il vero dominus del Comune di Macerata, dato «il trattamento del silenzio», alternato a improvvisi sbuffi di nervosismo, che il primo cittadino impone a chi gli sta accanto. Un episodio di un qualche peso si è verificato lunedì scorso. A una riunione con i consiglieri di maggioranza sulla lottizzazione Simonetti – il Sindaco dichiarò in Consiglio che voleva comprarsi un lotto di quel terreno dai Simonetti quando ancora era proprietario della Med attraverso la sua società di famiglia Astro Srl, che ha chiuso il 2025 con un utile netto al di sotto dei 38 mila euro – si sono presentati Tristano Luchetti, il segretario comunale Benedetto Perroni, ma non il Sindaco, che stava prendendo lezioni di buona amministrazione dai comunisti di Xi Jinping. Si è detto che era una riunione tecnica e un bis si farà lunedì, perché la decisione sull’area Simonetti va presa entro ottobre. Qui però sorge un dubbio: se quella era una riunione tecnica e, visto che il capo dell’ufficio tecnico e il segretario comunale sono al servizio della città, perché non sono stati invitati anche i consiglieri di minoranza, che hanno diritto a ottenere le medesime informazioni della maggioranza? Forse il dottor Jekyll ha lasciato campo a Mr Hyde?

Cronaca

Montefano, più controlli sul territorio dopo casi di truffa: il Comune punta su telecamere e lettura targhe

Montefano, più controlli sul territorio dopo casi di truffa: il Comune punta su telecamere e lettura targhe

17/10/2026 12:16

Una truffa da circa 10mila euro ai danni di una donna di 68 anni (leggi qui), ricostruita grazie al lavoro dei Carabinieri e al supporto della Polizia Locale. È quanto accaduto a Montefano lo scorso 6 ottobre, quando alla cittadina sono stati sottratti gioielli per un valore considerevole. Per il fatto sono stati denunciati un uomo di 36 anni e una donna di 29 anni. L'Amministrazione comunale ha espresso apprezzamento per l'attività investigativa svolta dai militari della stazione dei Carabinieri di Montefano, sottolineando anche il contributo della Polizia Locale. Fondamentali, in particolare, le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza comunale, che hanno fornito elementi utili alla ricostruzione dell'accaduto e all'individuazione dei presunti responsabili. Un risultato che, secondo il Comune, "conferma l'importanza della collaborazione tra le forze impegnate nella tutela della sicurezza pubblica e del ruolo delle tecnologie di controllo del territorio". Proprio sul potenziamento dei sistemi di sicurezza punta il progetto “Montefano Smart Security”, con cui l'Amministrazione comunale partecipa al bando regionale “Operazione Marche Sicure”. Il piano prevede l'installazione di sei nuove telecamere di contesto, una telecamera per la lettura automatica delle targhe, due unità mobili e il potenziamento della centrale operativa. In caso di finanziamento, il progetto consentirà inoltre di integrare nuove tecnologie di videoanalisi e intelligenza artificiale, con interventi previsti in alcuni punti strategici del territorio, tra cui il plesso scolastico, via Leopardi e il campo sportivo. L'obiettivo è migliorare il monitoraggio delle aree pubbliche, rafforzare gli strumenti a disposizione degli operatori e contribuire alla prevenzione degli episodi di illegalità. Accanto agli interventi tecnologici, l'Amministrazione richiama l'attenzione dei cittadini sulla necessità di prevenire i raggiri, con particolare riguardo alle persone anziane, spesso prese di mira dai truffatori. Il messaggio diffuso dal Comune è chiaro: "Nessun appartenente alle forze dell'ordine chiede di consegnare denaro o gioielli per effettuare controlli o verifiche". "In caso di telefonate sospette o visite da parte di persone che si presentano come rappresentanti delle istituzioni, il consiglio è di non consegnare nulla e contattare immediatamente le forze dell'ordine". L'Amministrazione comunale, attraverso l'assessore Nicola Caporaletti, ha infine rivolto un ringraziamento ai Carabinieri e alla Polizia Locale per la collaborazione e l'impegno quotidiano a tutela della comunità. Un'azione congiunta che punta a rafforzare la sicurezza a Montefano, attraverso le indagini, il potenziamento della videosorveglianza e una maggiore consapevolezza dei cittadini sui rischi legati alle truffe.

Recanati, addio ad Alice Mariani: con il Grottino aveva animato il Colle dell’Infinito

Recanati, addio ad Alice Mariani: con il Grottino aveva animato il Colle dell’Infinito

16/10/2026 19:40

Con il suo Grottino aveva contribuito a rendere vivo il Colle dell'Infinito, creando uno spazio di incontro tra musica, iniziative e socialità. Recanati piange la scomparsa di Alice Mariani, morta a 46 anni dopo aver affrontato a lungo una malattia. Molto conosciuta in città, Alice aveva legato il proprio nome alla gestione del locale, diventato soprattutto durante l'estate un punto di riferimento per giovani e non solo. Con passione ed entusiasmo aveva saputo andare oltre la semplice attività di ristoro, facendo del Grottino un luogo dove ritrovarsi e condividere momenti di convivialità. Nel corso degli anni, il locale aveva ospitato serate a tema e appuntamenti musicali con gruppi del territorio, contribuendo ad animare il Colle dell'Infinito. Un impegno che Alice aveva portato avanti con dedizione anche mentre affrontava le difficoltà legate alla malattia, mantenendo vivo il legame con la sua attività e con le tante persone che la frequentavano. La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio tra quanti l'avevano conosciuta, attraverso il lavoro e le iniziative organizzate al Grottino, oltre che tra familiari e amici. I funerali saranno celebrati sabato 17 ottobre, alle 15:30, nella chiesa di Montemorello. La camera ardente è stata allestita all'ospedale Santa Lucia. Nel rispetto delle volontà della famiglia, non saranno portati fiori. Chi vorrà ricordare Alice potrà invece effettuare un’offerta a sostegno dei bambini affetti da encefalite autoimmune, trasformando il ricordo in un gesto di solidarietà. Alice lascia il marito Massimo, i genitori David, noto oncologo, e Monica, e i fratelli Renato e Leonardo. A loro si stringe l’affetto di quanti, in queste ore, stanno esprimendo vicinanza alla famiglia.

Attualità

Una videochiamata si propone, non si impone

Una videochiamata si propone, non si impone

WhatsApp ormai non è più soltanto un’app, è diventato un pezzo della nostra vita. Ci scriviamo con gli amici, con i figli, con i clienti, con il medico, con il gruppo della palestra, con la scuola, con il condominio. Ci mandiamo foto, documenti, vocali, auguri, appuntamenti, indirizzi, ricette, comunicazioni di lavoro. Lo usano i ragazzi, lo usano i genitori, lo usano i nonni. È talmente entrato nella nostra quotidianità che spesso non ci accorgiamo nemmeno più di quanto spazio occupi. E proprio in questi giorni WhatsApp ha fatto un altro passo avanti: con una nuova funzione permette di invitare a una chiamata anche chi non ha un account, semplicemente attraverso un link. Comodo? Molto. Ma proprio perché diventa tutto più semplice, forse dobbiamo ricordarci ancora di più una regola elementare: una videochiamata si propone, non si impone. Mandare un link e scrivere “ci sentiamo alle 15” senza aver prima chiesto se l’altra persona è disponibile non è praticità, è dare per scontato il tempo degli altri. E WhatsApp, proprio perché è così presente nelle nostre giornate, ci ha abituati a una forma di disponibilità continua che a volte sfugge un po’ di mano. Se visualizzi, perché non rispondi?Se sei online, perché non mi richiami?Se hai letto, allora sei disponibile. Ma non funziona così. Essere connessi non significa essere liberi. Leggere un messaggio non significa poter rispondere in quel momento. Vedere una chiamata non significa doverla accettare. E soprattutto una videochiamata richiede attenzione, tempo, presenza, non è un vocale da ascoltare mentre fai altro. Per questo ci sono alcune regole semplici che fanno ancora una grande differenza: chiedere prima se è un buon momento, concordare un orario, dire in poche parole di cosa si vuole parlare, evitare le chiamate a sorpresa, soprattutto se si tratta di lavoro. E se la persona non risponde, evitare la raffica di “ci sei?”, “mi senti?”, “richiamami”. Vale anche per i messaggi. Non tutto è urgente, non tutto richiede una risposta immediata, non tutto ciò che per noi è importante lo è nello stesso momento anche per chi sta dall’altra parte. Forse la vera netiquette di oggi è proprio questa: usare strumenti sempre più veloci senza pretendere che anche le persone lo siano. WhatsApp ci semplifica la vita, ed è una cosa ottima, ma la comodità non dovrebbe mai diventare invadenza. CHIC / NON CHIC CHIC: chiedere “quando ti è comodo sentirci?” prima di mandare il link.NON CHIC: videochiamare a sorpresa e offendersi se l’altro non risponde.

Belforte, addio al traliccio dopo 40 anni: ora spazio alla nuova scuola

Belforte, addio al traliccio dopo 40 anni: ora spazio alla nuova scuola

16/10/2026 13:00

 Dopo circa quarant’anni, il traliccio dell’alta tensione che sorgeva nell’area della scuola secondaria di primo grado è stato finalmente rimosso. Si chiude così una vicenda che ha accompagnato intere generazioni di studenti e che segna un passaggio importante nel percorso di rinnovamento del capoluogo. Un risultato tutt’altro che scontato, arrivato al termine di un iter lungo e complesso. Il progetto preliminare per lo spostamento della struttura risale infatti a oltre vent’anni fa, ma soltanto oggi l’obiettivo è diventato realtà, restituendo nuove prospettive a un’area destinata a una profonda trasformazione. «La rimozione del traliccio è un risultato importante per Belforte del Chienti e un traguardo che ha un valore particolare proprio perché arriva al termine di un percorso lungo, iniziato molti anni fa», sottolinea il sindaco Alessio Vita. Per decenni la struttura ha fatto parte del paesaggio quotidiano degli studenti e della comunità. Il suo smontaggio rappresenta ora un passo concreto verso la riqualificazione dell’area scolastica, frutto, come evidenzia il primo cittadino, della collaborazione tra Comune, Struttura commissariale e Terna. La rimozione del traliccio è il primo tassello di un intervento più ampio che cambierà il volto dell’area. Il progetto prevede infatti la demolizione della vecchia struttura scolastica e la costruzione di un nuovo edificio moderno e all’avanguardia, per un investimento di circa tre milioni di euro. L’avvio dei lavori è previsto entro la fine dell’anno. Un passaggio che consentirà di proseguire nel percorso di rinnovamento degli spazi dedicati all’istruzione, con l’obiettivo di offrire agli studenti ambienti adeguati alle esigenze attuali e future. «Quando si affrontano situazioni complesse, i risultati non sempre arrivano in tempi brevi, ma è importante continuare a lavorare con determinazione per trasformare gli obiettivi in realtà», afferma Vita, sottolineando come l’intervento si inserisca in una visione più ampia di riqualificazione del paese. Il nuovo progetto scolastico si aggiunge agli interventi già realizzati o avviati dall’amministrazione comunale per valorizzare il capoluogo. Tra questi figurano il restyling della piazza, dell’ex oratorio e del Museo delle acque, oltre all’acquisizione dell’ex monastero da parte del Comune. L’obiettivo è ripensare il centro storico come uno spazio sempre più attrattivo, capace di offrire opportunità alle famiglie, ai giovani e alle attività economiche, incentivando nuove occasioni per vivere e investire nel paese. La rimozione del traliccio assume così un significato che va oltre il singolo intervento: è il simbolo di una questione rimasta aperta per decenni che trova finalmente una soluzione e, allo stesso tempo, il punto di partenza per una nuova fase di trasformazione dell’area scolastica. «È una soddisfazione per tutto il paese e la dimostrazione che anche questioni rimaste irrisolte per decenni possono trovare una soluzione», conclude il sindaco.

Politica

Civitanova, Feliziani replica alla denuncia di Troiani e Costamagna: "Nessun reato, tutelo la mia persona"

Civitanova, Feliziani replica alla denuncia di Troiani e Costamagna: "Nessun reato, tutelo la mia persona"

16/10/2026 16:30

Uomini in abito nero al suo fianco prima della seduta del Consiglio comunale, un diverbio con un cittadino presente in aula e l'invito a lasciare la sala ripetuto più volte. È quanto accaduto mercoledì scorso a Civitanova Marche, durante la discussione sulla mozione di sfiducia al sindaco Fabrizio Ciarapica, poi respinta. Protagonista della vicenda l'avvocato e rappresentante di Fratelli d'Italia Alberto Feliziani, che ora replica alla denuncia annunciata da Fausto Troiani e Ivo Costamagna, respingendo le contestazioni e affidando la propria tutela legale al penalista Paolo Giustozzi. Sui fatti prende posizione anche la sezione Anpi "Natale Mecozzi" di Civitanova-Montecosaro, che condanna duramente quanto avvenuto nell'aula consiliare. Poco prima della seduta, infatti, Feliziani aveva avuto un alterco con Paolo Biancucci, marito dell'ex assessore Roberta Belletti. La presenza delle guardie del corpo e la discussione hanno alimentato le polemiche attorno a una seduta già politicamente tesa. Fausto Troiani, consigliere comunale e responsabile di Vince Civitanova, e Ivo Costamagna, ex presidente del Consiglio comunale e responsabile di Azione, hanno annunciato di aver conferito un "mandato congiunto allo Studio Valori" per presentare una "denuncia" nei confronti di Feliziani "ai sensi dell'articolo 338 del Codice penale", che riguarda la violenza o la minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario. I due hanno definito l'accaduto di "estrema gravità istituzionale", precisando che la loro iniziativa non riguarda il merito della mozione di sfiducia, sulla quale avevano una posizione convergente, ma il "rispetto delle regole e del funzionamento delle istituzioni democratiche". Nella sua replica, Feliziani definisce "deplorevole" l'iniziativa dei due esponenti politici, accusandoli di aver annunciato la denuncia alla stampa per ottenere visibilità dopo i fatti in Consiglio. L'avvocato sostiene che i due tentino di "ritagliarsi una fetta di notorietà" e di recuperare credibilità politica. Sul piano giuridico, contesta l'ipotesi di reato: "Anche per chi non fosse esperto di diritto, non vi è alcun reato perimetrato dall'articolo 338 del Codice penale perché non ho minacciato alcun corpo politico, peraltro assente quando si è verificato mio malgrado l'alterco in questione". Feliziani attribuisce l'inizio della discussione a un "noto provocatore" e afferma di essersi preoccupato che altre persone potessero trascendere anche nei suoi confronti. Aggiunge che la situazione sarebbe stata preceduta da messaggi sui social che definisce "impropria chiamata alle armi in stile curva sud, disdicevole per una istituzione e per chi ne fa parte. Tutto documentato". L'avvocato interviene anche sull'abbigliamento dei sei accompagnatori che lo affiancavano in aula: "A mia memoria il total black risulta usuale nei locali notturni della costa civitanovese ma certamente la prossima volta, semmai questi ragazzi dovessero nuovamente accompagnarmi in qualche altra occasione, chiederò loro di indossare pantaloni grigi fumo di Londra e blazer blu notte con bottoni oro con camicia azzurra e cravatta regimental". Feliziani ha quindi annunciato di aver affidato la propria tutela all'avvocato Paolo Giustozzi, "anche in funzione attiva", dichiarando di rimettersi alle valutazioni della magistratura "visto che probabilmente con la mia presenza e con quella di almeno trenta tra iscritti e militanti civitanovesi , all’interno dell’aula aperta al pubblico, abbiamo garantito la libertà di voto proprio a quei consiglieri che ribellandosi ad un sistema hanno convintamente bocciato la mozione di sfiducia al sindaco promossa da Vince Civitanova , PD e liste della sinistra". Sulla vicenda è intervenuta anche la sezione Anpi "Natale Mecozzi" Civitanova-Montecosaro, che sottolinea "la gravità del comportamento" di Feliziani, definito "irrispettoso dell'assise comunale e verso la presenza di numerosi cittadini oltre che dell'evento istituzionale stesso". La sezione evoca inoltre "le squadracce del disastroso ventennio del secolo scorso" e chiede di conoscere quali iniziative il sindaco Fabrizio Ciarapica "intenda attivare nei confronti della magistratura competente". Anche il vice segretario facente funzione di Azione Provincia di Macerata, Alessio Botticelli, esprime la propria posizione e definisce quello di Feliziani "un gesto dalla gravità istituzionale inaudita, tanto più per chi esercita la professione di avvocato ed è, quindi, perfettamente consapevole delle conseguenze penali delle proprie azioni". E ribadisce: "Noi siamo moderati per natura e riformisti per convinzione, ma quando si tratta di difendere le istituzioni sappiamo essere più estremisti degli estremisti stessi. In politica la forma è sostanza, e l'avvocato Feliziani nell'ultimo Consiglio Comunale ha oltrepassato un limite che rischia di aprire un precedente che definire pericoloso è un eufemismo".  

San Severino, avanti con la scuola Luzio, criticità economiche per la Casa di riposo Lazzarelli

San Severino, avanti con la scuola Luzio, criticità economiche per la Casa di riposo Lazzarelli

16/10/2026 12:09

Due opere strategiche per la città, due percorsi con tempi e criticità differenti. Il recupero della scuola primaria “Alessandro Luzio” e la delocalizzazione della Casa di riposo “Lazzarelli” sono stati al centro dell’ultima seduta del Consiglio comunale di San Severino Marche, durante la quale il sindaco Rosa Piermattei ha risposto alle interrogazioni presentate dai gruppi consiliari “Insieme per San Severino” e “San Severino Futura”. L’obiettivo dell’amministrazione, ha spiegato la prima cittadina, resta quello di portare a termine entrambi gli interventi, nel rispetto delle procedure, dei finanziamenti assegnati e della qualità delle opere. La situazione, tuttavia, è diversa per i due progetti: se per la scuola Luzio l’iter procede attraverso le necessarie verifiche tecniche, per la Casa di riposo Lazzarelli sono emerse criticità economiche che richiedono ulteriori approfondimenti. Per l’adeguamento sismico della scuola primaria “Alessandro Luzio” è stato approvato un importo complessivo superiore a 10 milioni di euro, di cui oltre 8,1 milioni destinati ai lavori. Il sindaco ha ricostruito le tappe della progettazione, affidata nel dicembre 2025 e avviata formalmente il 12 gennaio 2026, dopo che l’immobile era tornato nella piena disponibilità del Comune, al termine dell’utilizzo da parte degli studenti dell’Itts “Divini”. Nel corso dell’iter si è resa necessaria una consegna parziale della progettazione, in attesa di acquisire alcuni pareri, tra cui quelli della Soprintendenza e dei Vigili del fuoco. Le prescrizioni degli enti competenti hanno inoltre richiesto revisioni e approfondimenti, ai quali si è aggiunta la progettazione di una cabina elettrica dedicata, concordata con il gestore Assem. Una volta completato e verificato il progetto esecutivo, la documentazione sarà trasmessa all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione per l’approvazione finale. I servizi tecnici comunali hanno già predisposto gli atti necessari per la gara d’appalto, che saranno sottoposti ai controlli previsti dalla legge, compresi quelli dell’Anac. Più articolata la situazione della Casa di riposo “Lazzarelli”, per la quale è previsto un finanziamento di 13.690.950 euro nell’ambito della ricostruzione post-sisma, attraverso l’Ordinanza speciale n. 45 del 2023. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica, affidato nell’agosto 2025, è stato consegnato dal raggruppamento incaricato nel settembre 2026, oltre la scadenza contrattuale. Dall’esame degli elaborati sono emerse criticità sostanziali, in particolare il mancato rispetto dei limiti economici stabiliti dall’ordinanza commissariale. La principale difficoltà riguarda la stima dei lavori, che presenta un incremento significativo rispetto agli importi consentiti. Una situazione che impone al Comune di valutare come procedere senza compromettere la realizzazione dell’opera e nel rispetto delle condizioni previste per il finanziamento. Il sindaco ha illustrato due possibili strade: chiedere un rifinanziamento dell’intervento oppure procedere alla risoluzione del contratto con il raggruppamento incaricato. Per individuare la soluzione più adeguata è stato fissato un incontro a Roma con la Struttura commissariale. Nel rispondere ai consiglieri, Piermattei ha ribadito che la tutela delle risorse assegnate rappresenta una priorità per l’amministrazione. Per la Lazzarelli, ha spiegato, è stata richiesta una verifica formale proprio per fare chiarezza sul quadro economico e sulle condizioni da rispettare. «Non esiste la possibilità di perdita o revoca del finanziamento», ha dichiarato la sindaca, rassicurando il Consiglio comunale sulla tenuta dei fondi. L’amministrazione intende quindi proseguire il percorso per entrambe le opere, pur nella consapevolezza delle differenti difficoltà. Per la scuola Luzio il lavoro si concentra sul completamento della progettazione e sull’iter necessario per arrivare alla gara; per la Casa di riposo Lazzarelli occorrerà invece individuare una soluzione alle criticità economiche emerse, attraverso il confronto con la Struttura commissariale. Due interventi centrali per il futuro della città, sui quali resta alta l’attenzione dell’amministrazione e dei gruppi consiliari.

Sanità

Osteoporosi, visite ed esami gratuiti negli ospedali del Maceratese: date, orari e prenotazioni

Osteoporosi, visite ed esami gratuiti negli ospedali del Maceratese: date, orari e prenotazioni

16/10/2026 15:50

Visite specialistiche, valutazioni del rischio, densitometrie ossee e incontri dedicati alla prevenzione: l'Ast di Macerata promuove una serie di appuntamenti gratuiti in occasione della Giornata mondiale dell’osteoporosi. Le iniziative coinvolgeranno gli ospedali di Civitanova Marche, Macerata, Camerino e Treia, con attività distribuite tra il 19 e il 22 ottobre. L’obiettivo è favorire la diagnosi precoce e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della salute delle ossa, con un'attenzione particolare alle donne in menopausa. Le prestazioni saranno gratuite, ma su prenotazione e fino a esaurimento dei posti disponibili. "Prendersi cura delle proprie ossa significa proteggere la propria autonomia e qualità di vita", spiega la dottoressa Silvia Battistoni, referente del Programma Libero 13 'PDTA Osteoporosi'. La malattia rende le ossa più fragili e aumenta il rischio di fratture, che possono verificarsi anche in seguito a traumi lievi. Da qui l’importanza della prevenzione, di stili di vita sani e dei controlli consigliati. Il direttore generale dell'Ast di Macerata, Alessandro Marini, sottolinea invece il valore della collaborazione tra i professionisti sanitari: "Attraverso queste iniziative vogliamo avvicinare i cittadini alla prevenzione dell’osteoporosi, offrendo visite e occasioni di informazione. Il nostro obiettivo è accompagnare le persone in un percorso condiviso di prevenzione e cura". Martedì 20 ottobre, all'ospedale di Civitanova Marche, sono previste dalle 9 alle 12 visite con valutazione del rischio di osteoporosi riservate alle donne con più di 50 anni, con il dottor Francesco Giorgetti della Medicina interna. Dalle 12 alle 14 si svolgeranno invece visite ginecologiche per le donne in menopausa, con valutazione del rischio osteoporotico, a cura della dottoressa Silvia Battistoni della Ginecologia e Ostetricia. Nella stessa giornata sono in programma anche incontri nutrizionali dalle 9 alle 12, con il dottor Alessandro Gregori del Dipartimento di prevenzione, e incontri motivazionali dalle 12 alle 14, con la dottoressa Maria Sellitti. Per prenotare le attività del presidio di Civitanova è necessario chiamare il numero 0733/823929 sabato 17 ottobre, dalle 13 alle 14. All’ospedale di Macerata, martedì 20 ottobre, dalle 11 alle 13, saranno effettuate visite con valutazione del rischio di osteoporosi dall’équipe dell’unità operativa diretta dal dottor Gabriele Brandoni, nell’ambito della Diabetologia, Endocrinologia e Nutrizione clinica. Le prenotazioni vanno effettuate telefonando allo 0733/2572103 sabato 17 ottobre, dalle 12 alle 13:30. Un secondo appuntamento è previsto giovedì 22 ottobre, dalle 11:30 alle 13:30, con visite per l’osteoporosi a cura del dottor Alessandro Saturni della Medicina interna. Per questa attività si può chiamare lo 0733/2572449 oppure lo 0733/2572315, sabato 17 ottobre, dalle 11 alle 12. All’ospedale di Treia, lunedì 19 ottobre, dalle 14 alle 17, sono previste visite con valutazione del rischio di osteoporosi a cura del dottor Claudio Fiorani della Medicina fisica e riabilitativa. Nella stessa fascia oraria si terranno anche incontri motivazionali con la dottoressa Maria Sellitti. Per le visite è necessario prenotare al numero 330/2643789 venerdì 16 ottobre, dalle 13 alle 14. Nel comunicato dell'Ast non è indicata una modalità di prenotazione specifica per gli incontri motivazionali. All’ospedale di Camerino, martedì 20 ottobre, dalle 12:30 alle 14:30, sarà possibile sottoporsi a esami Dxa, la densitometria ossea, con la dottoressa Giuliana Poloni della Radiologia. Le prenotazioni si effettuano chiamando lo 0737/639340 venerdì 16 ottobre, dalle 16 alle 17. Giovedì 22 ottobre, dalle 13 alle 15, sono invece previste visite con valutazione del rischio di osteoporosi a cura della dottoressa Natalia Busciantella Ricci della Diabetologia. Per prenotare occorre chiamare lo 0737/639304 lunedì 19 ottobre, dalle 12 alle 13:30. Tutte le prestazioni sono gratuite e gli appuntamenti saranno assegnati fino a esaurimento dei posti disponibili. L’iniziativa rientra nel percorso interdisciplinare del Programma Libero 13 "Pdta Osteoporosi", coordinato dalla dottoressa Battistoni, e coinvolge professionisti di diverse specialità dell’Ast di Macerata.

Tumore al seno: visite ed ecografie gratuite a Macerata, Civitanova e San Severino

Tumore al seno: visite ed ecografie gratuite a Macerata, Civitanova e San Severino

15/10/2026 13:10

Visite senologiche ed ecografie mammarie gratuite negli ospedali di Macerata, Civitanova Marche e San Severino. È l'iniziativa promossa dall'Ast di Macerata in collaborazione con la Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) per lunedì 19 ottobre, nell'ambito del mese rosa dedicato alla prevenzione del tumore al seno. L'opportunità è rivolta sia alle donne iscritte alla Lilt sia a quelle non iscritte. L'iniziativa coinvolgerà diversi reparti dei tre presidi ospedalieri, grazie alla disponibilità dei medici Nicola Battelli, Paolo Decembrini Cognigni, Giovanni Benedetti, Giancarlo Ciccioli e Luca Faloppi. Per le donne non iscritte alla Lilt, la prenotazione dovrà essere effettuata venerdì 16 ottobre, telefonando al numero 0733/2572859. Le donne già iscritte all'associazione dovranno invece prenotare tramite e-mail, scrivendo a macerata@lilt.it. "Il mese di ottobre ci ricorda come fare prevenzione salva la vita e quanto sia importante per le donne aderire all'iniziativa", ha dichiarato il direttore generale dell'Ast di Macerata, Alessandro Marini, ringraziando i professionisti sanitari e la Lilt per la collaborazione. A sottolineare l'importanza della diagnosi precoce è anche Nicola Battelli, direttore del Dipartimento oncoematologico dell'Ast di Macerata. "Una donna su otto in Italia viene colpita da tumore della mammella. Nelle Marche le nuove diagnosi ogni anno sono circa 1.400. Il 90% delle donne colpite da tumore della mammella possono considerarsi guarite", ha spiegato. Un risultato raggiunto, secondo Battelli, grazie alla prevenzione, che consente di individuare tumori sempre più piccoli, e ai nuovi farmaci antitumorali, che negli ultimi anni hanno migliorato sensibilmente le percentuali di guarigione. Nel solo reparto di Oncologia di Macerata, lo scorso anno, sono stati presi in carico circa 600 dei nuovi casi registrati nelle Marche. Le prestazioni per le donne non iscritte alla Lilt saranno distribuite nei tre ospedali. A Macerata sono previste sette visite senologiche dalle 10 alla Breast Unit, diretta da Paolo Decembrini Cognigni, seguite da altre dieci visite dalle 12:30 all'Oncologia, diretta da Nicola Battelli. Dalle 14, inoltre, saranno effettuate sei ecografie mammarie in Radiodiagnostica, a cura di Giancarlo Ciccioli, responsabile della Diagnostica senologica. All'ospedale di Civitanova Marche sono in programma cinque visite dalle 12:30 presso l'Oncologia diretta da Giovanni Benedetti. A San Severino Marche, sempre dalle 12:30, saranno invece disponibili cinque visite presso l'Oncologia diretta da Luca Faloppi. Anche le donne iscritte alla Lilt potranno accedere a prestazioni dedicate. A Macerata sono previste due visite senologiche dalle 11:10 alla Breast Unit, altre cinque visite dalle 14:30 all'Oncologia e due ecografie mammarie dalle 16 in Radiodiagnostica. A San Severino Marche saranno effettuate due visite dalle 12:30 presso l'Oncologia. Per le donne iscritte alla Lilt, all'ospedale di Civitanova Marche saranno disponibili due visite dalle 13:30 presso l'Oncologia, diretta dal dottor Giovanni Benedetti.

Sport

Trodica a Urbino per il riscatto, Massini suona la carica: "Dobbiamo continuare su questa strada"

Trodica a Urbino per il riscatto, Massini suona la carica: "Dobbiamo continuare su questa strada"

16/10/2026 16:07

Il Trodica si prepara a tornare in campo per la settima giornata del campionato di Eccellenza. Domenica, alle 15.30, i biancazzurri saranno impegnati sul campo dell’Urbino, con l’obiettivo di conquistare la terza vittoria in campionato e accorciare le distanze dalla zona playoff, attualmente a due lunghezze. La formazione trodicese è ferma a quota nove punti e arriva da un periodo caratterizzato da segnali incoraggianti. In campionato sono arrivate le vittorie in rimonta contro la Sangiustese e, in Coppa Italia, contro la Fermana. Un successo, quest’ultimo, che non è bastato per proseguire il cammino nella competizione: dopo aver vinto nei 90 minuti, il Trodica è stato eliminato ai calci di rigore dai canarini. Dall’altra parte ci sarà un Urbino deciso a riscattarsi dopo la sconfitta casalinga contro la Jesina. I ducali hanno tre punti in più rispetto ai biancazzurri e cercheranno di sfruttare il fattore campo per tornare al successo. Si prospetta quindi una sfida impegnativa, in un campionato che finora si sta dimostrando particolarmente equilibrato. A presentare la gara è il centrocampista del Trodica Tommaso Massini, consapevole delle difficoltà che attendono la squadra, ma anche fiducioso nel lavoro svolto durante la settimana. «Domenica sarà sicuramente una partita molto difficile, come tutte quelle di questo campionato molto equilibrato, contro una squadra forte, che nell’ultima partita ha perso e avrà voglia di rivalsa. Noi dal canto nostro dobbiamo continuare per la nostra strada, preparare bene la partita come stiamo facendo insieme al mister e allo staff. Giochiamo in casa, con i nostri tifosi che ci sostengono in ogni partita e cercheremo di regalargli una gioia». Un passaggio dell’intervista che richiama anche l’importanza del sostegno del pubblico, elemento sul quale i biancazzurri vogliono contare per affrontare al meglio il prossimo impegno. Nonostante l’eliminazione dalla Coppa Italia, la prestazione contro la Fermana ha lasciato indicazioni positive. Il Trodica è riuscito a imporsi nei tempi regolamentari sul campo di una delle squadre più quotate del campionato, mostrando carattere e compattezza. «Mercoledì abbiamo fatto una grande prova, di carattere, contro una delle squadre più forti del campionato in casa loro, che ci ha dato ancor più consapevolezza. Siamo stati squadra dall’inizio alla fine e questo in campo si è visto, riuscendo a vincere nei 90 minuti», racconta Massini. Resta il rammarico per l’epilogo ai rigori e per la mancata qualificazione, soprattutto per il desiderio di proseguire il percorso nella competizione. «Peccato per l’esito finale e per l’eliminazione, ci tenevamo a proseguire in Coppa Italia per la società e per i tifosi. Dobbiamo continuare su questa strada perché così facendo ci toglieremo delle belle soddisfazioni», aggiunge il centrocampista. Ora l’attenzione si sposta interamente sul campionato, dove il Trodica vuole dare continuità ai risultati e sfruttare la fiducia acquisita per compiere un altro passo in avanti in classifica. I precedenti tra Trodica e Urbino raccontano di un sostanziale equilibrio: una vittoria per parte nella scorsa stagione, con entrambe le squadre capaci di imporsi davanti al proprio pubblico. La partita sarà diretta dall’arbitro Alfonsi di San Benedetto del Tronto, assistito da Illuminati di Macerata e Nazeraj di Fermo. Calcio d’inizio domenica alle 15.30: per il Trodica l’obiettivo è conquistare tre punti preziosi e avvicinarsi alla zona playoff.

Lube, Balaso resta capitano e Bottolo sarà il vice: sabato debutto in SuperLega a Verona

Lube, Balaso resta capitano e Bottolo sarà il vice: sabato debutto in SuperLega a Verona

15/10/2026 19:00

 La Cucine Lube Civitanova si avvicina al debutto nella SuperLega Credem Banca con le idee chiare anche sul piano della leadership. Coach Giampaolo Medei ha confermato Fabio Balaso nel ruolo di capitano e ha affidato la fascia di vicecapitano a Mattia Bottolo. Due punti di riferimento per il gruppo biancorosso, entrambi campioni del mondo, chiamati a mettere esperienza e personalità al servizio della squadra. La nomina di Balaso rappresenta una conferma nel segno della continuità, mentre per Bottolo, schiacciatore classe 1999 originario di Bassano del Grappa, si tratta di un riconoscimento importante per il percorso compiuto negli anni con la maglia della Lube. «Probabilmente ho questo privilegio perché sono qui da diversi anni», ha commentato Bottolo, accogliendo con orgoglio il nuovo incarico. «Cercherò di supportare il più possibile tutto il gruppo e Fabio Balaso, che è capitano e veterano della Lube». Il vicecapitano ha poi sottolineato come i ruoli all’interno dello spogliatoio debbano rappresentare uno stimolo per tutti, senza mettere in secondo piano lo spirito collettivo. «Al di là dei ruoli e delle gerarchie, la coralità è ciò che davvero conta in questo team e sarà la nostra forza. Anche perché ognuno di noi si dovrà responsabilizzare per far sì che tutto proceda nel migliore dei modi». Parole che fotografano lo spirito con cui la formazione di Medei sta preparando l’avvio della nuova stagione. La prima sfida della Regular Season è in programma sabato 17 ottobre alle 18, in trasferta contro Rana Verona, al PalaMagis. Un esordio subito impegnativo per Civitanova, attesa da una squadra che negli ultimi anni si è confermata un’avversaria ambiziosa. Bottolo non nasconde le difficoltà della partita, ma nemmeno la voglia di cominciare il campionato nel migliore dei modi. «Quello di sabato a Verona sarà un esordio ostico. Siamo abituati a sfidare gli scaligeri per grandi obiettivi in palio. Affrontarsi già all’inizio del torneo è un qualcosa di anomalo rispetto agli ultimi anni». La gara avrà un peso significativo soprattutto sotto il profilo mentale: partire con una prestazione convincente consentirebbe alla Lube di dare subito un segnale al campionato e di mettere alla prova il lavoro svolto durante la preparazione. «Si tratta di una sfida importante dal punto di vista mentale perché vogliamo iniziare con il piede giusto e aspettiamo con ansia che arrivi il fischio d’inizio al PalaMagis», ha concluso Bottolo. In casa biancorossa, dunque, è tutto pronto per tornare in campo. Con Balaso confermato capitano e Bottolo promosso vice, la Lube punta sulla solidità dei suoi leader e sulla forza del gruppo per affrontare una stagione che si annuncia intensa fin dalle prime battute.

Economia

Civitanova, Elsa Fornero  al Forum per l'indipendenza finanziaria: "L'autonomia delle donne è libertà"

Civitanova, Elsa Fornero al Forum per l'indipendenza finanziaria: "L'autonomia delle donne è libertà"

17/10/2026 10:38

C'è Gina, 70 anni, pensionata, che con il denaro ha sempre avuto un rapporto difficile e conflittuale. Una vita trascorsa a cercare di far quadrare i conti, tra lavori che la impegnavano giorno e notte e un matrimonio complicato e opprimente dal quale è riuscita a uscire contando sulle proprie forze. Oggi ha raggiunto traguardi importanti: ha pagato la casa e ha permesso alla figlia di studiare fino alla laurea in Scienze infermieristiche. C'è Sara, manager che ha saputo affrontare le difficoltà di un percorso personale e professionale complesso, superando lo scetticismo di chi le suggeriva di lasciar perdere. Ha trasformato gli ostacoli in opportunità, conquistando la libertà di scegliere e di costruire qualcosa di realmente suo, fino a cambiare vita. E c'è Giada, giovane docente di lettere nella scuola secondaria, alle prese con un precariato che rende incerto il futuro. «Ho aperto il mio primo fondo pensionistico – spiega – spinta dal desiderio di garantirmi un cuscinetto previdenziale, un paracadute capace di darmi sicurezza in un mercato futuro non proprio a misura dei giovani, per usare un eufemismo». Tre storie diverse, un unico filo conduttore: la ricerca dell'autonomia economica, una conquista che per le donne continua a essere particolarmente difficile. Proprio da queste testimonianze ha preso le mosse il primo Forum nazionale sull'indipendenza economica e finanziaria al femminile, promosso da Banco Marchigiano e svoltosi venerdì nella sala conferenze dell'istituto di credito a Civitanova Marche. L'iniziativa è stata organizzata da INHUB, associazione nata per accompagnare le imprese verso modelli organizzativi più inclusivi, e ha riunito voci ed esperienze del mondo economico, accademico e sociale. Al centro della giornata, l'educazione finanziaria come strumento di consapevolezza, la disparità di genere nelle opportunità economiche e il diritto delle donne a costruire il proprio futuro in autonomia. Temi affrontati nella tavola rotonda moderata dalla giornalista Ester Viola, con la partecipazione di autorevoli ospiti, tra cui l'ex ministra Elsa Fornero, intervenuta in collegamento. «Promuovere la cultura e l'educazione finanziaria è indispensabile». È il messaggio di Massimo Tombolini, direttore generale di Banco Marchigiano, che ha sottolineato come le donne abbiano ancora troppo spesso meno occasioni di partecipare alle decisioni economiche e possano, di conseguenza, sentirsi meno sicure nell'affrontarle. Le risposte, secondo Tombolini, devono partire dall'educazione finanziaria fin dalla giovane età, attraverso un linguaggio semplice e strumenti pratici. Fondamentale anche l'orientamento, per conoscere prodotti e opportunità come conti correnti, investimenti e previdenza integrativa e imparare a scegliere con consapevolezza. A questo si aggiunge la responsabilità degli istituti di credito, chiamati ad ascoltare e accompagnare le persone senza dare nulla per scontato. «L'autonomia economica è una condizione di libertà e di pari opportunità, e noi vogliamo contribuire a costruirla», ha affermato Tombolini. Per tradurre questo impegno in iniziative concrete, Banco Marchigiano ha annunciato un conto corrente dedicato alle donne, gratuito per 24 mesi a partire dal 16 ottobre. Presentato anche un «passaporto finanziario», pensato come un percorso a tappe per accompagnare le donne verso una piena cittadinanza finanziaria, attraverso strumenti e azioni utili a rafforzare la propria indipendenza. Molto applaudito l'intervento in collegamento di Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha posto l'accento sulla necessità di cambiare prospettiva per superare le disuguaglianze economiche e sociali. «È necessario un mindset, ossia un mutamento di prospettiva che, oltre a ridurre le profonde discriminazioni legate ai divari salariali, riporti al centro l'autonomia delle donne e il loro diritto a scelte davvero libere da un padre, da un marito e anche dallo Stato», ha dichiarato. Per Fornero, occorre affrancarsi da una logica assistenziale che ha spesso caratterizzato le politiche italiane rivolte alle lavoratrici: un sistema che prima produce o alimenta discriminazioni nel mercato del lavoro e poi cerca di compensarle attraverso bonus, sussidi e misure previdenziali. Ripercorrendo la propria esperienza di governo, l'ex ministra ha ricordato le difficoltà incontrate nel tentativo di ottenere risorse per intervenire sul mercato del lavoro. «Se io non ho risorse non posso cambiare il mondo del lavoro», ha raccontato di aver detto a Palazzo Chigi, ricordando lo stanziamento di 200 milioni di euro. Fornero ha inoltre rievocato la battaglia per introdurre il congedo obbligatorio per i padri, una misura che, nonostante le resistenze legate ai costi, venne introdotta perché rappresentava un primo passo verso una maggiore condivisione delle responsabilità familiari. «Significava accendere almeno una lampadina», ha ricordato. Il peso del lavoro di cura, tradizionalmente attribuito alle donne, resta infatti uno degli ostacoli alla loro indipendenza. Fornero ha anche criticato le scelte politiche che in passato favorirono il ritorno delle donne in famiglia attraverso strumenti come le baby pensioni, giudicandole irresponsabili sia nei confronti delle lavoratrici sia per la sostenibilità dei conti pubblici. L'educazione finanziaria comincia anche tra le mura domestiche. A sottolinearlo è stata Monica Rivelli, responsabile Sviluppo progetti di FEduF, la Fondazione per l'Educazione finanziaria e al Risparmio, che promuove percorsi educativi nelle scuole. «Non è facile parlare di denaro. Non è stato facile farlo nelle scuole, dove siamo presenti con progetti di educazione finanziaria, e non lo è nelle famiglie, dove è ancora considerato un po' un tabù», ha spiegato. Secondo Rivelli, affrontare apertamente questi temi permette ai ragazzi di sviluppare maggiori competenze. La famiglia rappresenta infatti la prima agenzia di socializzazione economica: i figli imparano non soltanto da ciò che viene loro raccontato, ma anche dagli esempi quotidiani. Un genitore che pianifica le spese e gestisce il bilancio familiare trasmette abitudini che possono diventare strumenti utili per il futuro. Lo stesso meccanismo riguarda gli stereotipi di genere, che possono condizionare fin dall'infanzia il rapporto con il denaro e la percezione delle proprie capacità economiche. Sul ruolo di questi condizionamenti si è soffermata anche Giulia Bettin, professoressa di Economia politica alla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche, richiamando l'attenzione sugli stereotipi che continuano a influenzare le opportunità e le scelte delle donne. L'importanza di un sostegno concreto alle donne è stata evidenziata anche da Roberta Famà, Chief ESG, Brand e Rapporti istituzionali di Cassa Centrale Banca. «Il mondo del credito cooperativo agisce avendo relazioni concrete con i territori. Questo ci permette di aiutare le donne con l'educazione finanziaria e di essere un supporto alla consapevolezza», ha spiegato. Un'attenzione particolare va a chi si assume la maggior parte degli impegni legati alla cura di mariti, figli e anziani, rinunciando talvolta a un reddito personale, alla tutela previdenziale e alla possibilità di costruire una propria autonomia economica. Un tema che si intreccia con quello della violenza economica, una forma di sopraffazione che può manifestarsi attraverso il controllo delle risorse, la limitazione dell'accesso al denaro e la dipendenza finanziaria dal partner. Elisa Giusti, responsabile del servizio antiviolenza Il Faro, ha approfondito le diverse situazioni in cui le disparità economiche possono nascondere dinamiche di controllo e abuso, mettendo in evidenza quanto la disponibilità di risorse proprie sia importante per la libertà personale. Il Forum di Civitanova ha così messo in luce una questione che va oltre la gestione del denaro: l'indipendenza economica è una condizione essenziale per scegliere, progettare il proprio futuro e sottrarsi a situazioni di dipendenza e sopraffazione. Le storie di Gina, Sara e Giada raccontano percorsi differenti, ma convergono sullo stesso punto: la libertà finanziaria non si costruisce soltanto attraverso il reddito, ma anche con conoscenze, consapevolezza, opportunità e strumenti concreti. Una sfida che chiama in causa famiglie, scuole, imprese, istituzioni e sistema bancario, affinché l'autonomia delle donne diventi sempre più una possibilità reale e non un traguardo da conquistare da sole.

Monte San Martino,  Lucia Bonomi è la prima donna delle Marche a ricevere il Cassa Edile Awards

Monte San Martino, Lucia Bonomi è la prima donna delle Marche a ricevere il Cassa Edile Awards

15/10/2026 15:30

È Lucia Bonomi, dipendente della Bonomi Srl di Monte San Martino e residente a Urbisaglia, la prima donna marchigiana a ricevere il premio Cassa Edile Awards. Il riconoscimento le è stato consegnato al Saie di Bologna 2026 e valorizza l'impegno e la professionalità di chi contribuisce alla crescita del settore delle costruzioni. Bonomi lavora nell'azienda di famiglia, iscritta alla Cassa Edile Artigiana delle Marche (C.Ed.A.M.), e si distingue anche per le competenze nella conduzione di macchine per il movimento terra. Il premio, riconosciuto dalle Casse Edili e dalle Edilcasse italiane, viene assegnato a lavoratori, imprese e intermediari che si contraddistinguono per comportamenti virtuosi, costanza e impegno, contribuendo a migliorare gli standard del comparto. "Siamo particolarmente orgogliosi che una nostra lavoratrice, giovane donna e mamma, con spiccate abilità anche nel condurre macchine per il movimento terra abbia ricevuto il riconoscimento", ha dichiarato Marco Falcioni, direttore della C.Ed.A.M., presente sul palco a Bologna per celebrare il risultato. Il premio assume un significato particolare in un settore nel quale la presenza femminile resta ancora limitata. Secondo i dati forniti dalla Cassa Edile Artigiana delle Marche, tra gli circa 8mila lavoratori iscritti all'ente, le donne rappresentano meno dell'1%. Una situazione che potrebbe cambiare anche grazie all'innovazione tecnologica. "Con la digitalizzazione e l'introduzione di strumenti tecnologici avanzati la presenza femminile nel nostro comparto è destinata ad aumentare", ha aggiunto Falcioni. Per Lucia Bonomi, l'edilizia rappresenta una scelta professionale legata alla storia della propria famiglia. "La mia famiglia opera in questo settore da moltissimi anni e quindi contribuire alla crescita dell'azienda di famiglia è sempre stato per me un approdo lavorativo naturale", ha raccontato. Bonomi ha rivolto anche un messaggio alle giovani che non considerano le costruzioni come un possibile ambito professionale per una donna: "Non fermarsi alle apparenze ma approfondire la conoscenza di tutto ciò che l'edilizia significa, anche perché è un settore molto creativo che offre grandi soddisfazioni".  

Scuola e università

L'Humanities Festival premia i giovani scrittori: ecco i nomi dei 12 talenti

L'Humanities Festival premia i giovani scrittori: ecco i nomi dei 12 talenti

16/10/2026 18:00

Dodici giovani autrici e autori premiati, quattro categorie e un unico filo conduttore: il valore della conoscenza, della libertà e delle relazioni umane. Il Teatro della Filarmonica ha ospitato giovedì 15 ottobre la cerimonia conclusiva della terza edizione del Premio Letterario Humanities, promosso dall’Università di Macerata nell’ambito del Macerata Humanities Festival. Un appuntamento dedicato alla creatività delle nuove generazioni, che attraverso la poesia e la narrativa hanno dato voce alle grandi questioni del presente. Il concorso è rivolto agli studenti delle scuole superiori e delle università di Marche, Abruzzo e Umbria, chiamati quest’anno a confrontarsi con il tema del Festival: "Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori". La serata si è aperta con il saluto del rettore John McCourt, seguito dall’esibizione del Coro UniMc, diretto dal maestro Lorenzo Chiacchiera. Ospite dell’iniziativa la scrittrice, giornalista e bookblogger Giulia Ciarapica, laureata in Filologia moderna proprio all’Università di Macerata, che ha offerto al pubblico una riflessione sul tema scelto per questa edizione. Per la sezione "Poesia – Scuole superiori", il primo premio è andato a Diletta Stizza, del Liceo scientifico "Galileo Galilei" di Macerata. Al secondo posto si è classificata Angelica D’Addario, dell’I.I.S. “Corridoni-Campana”, mentre il terzo premio è stato assegnato a Nicole Penelope Balsamo, dell’I.I.S. "Matteo Ricci" di Macerata. Nella categoria "Poesia – Università", il primo classificato è Alessio Bracciatelli, studente di Lettere moderne e contemporanee. Secondo posto per Nicola Rosati, iscritto a Design e discipline della moda, e terzo per Sara Scoccia, studentessa del corso di Lingue e culture moderne dell’Università di Macerata. Per la sezione "Narrativa – Scuole superiori", a conquistare il primo posto è stata Alessia Gabriela Czap, del Liceo scientifico "Temistocle Calzecchi Onesti" di Fermo. Seconda classificata Stella Luchetta, del Liceo scientifico "Enrico Medi" di Senigallia, mentre al terzo posto si è piazzata Francesca Ludovici, dell'I.I.S. "A. Bafile" dell’Aquila. Tra gli universitari, per la categoria "Narrativa – Università", il primo premio è andato a Marco Bevilacqua, studente del corso di Filologia, letterature e storia dell’antichità dell'Università di Macerata. Seconda classificata Serena Cinquepalmi, iscritta al corso di Lingue, culture e traduzione letteraria dello stesso Ateneo, e terzo Massimo Bontempi, studente di Scienze filosofiche. A consegnare i riconoscimenti sono stati i componenti della giuria: Fabiola Branchesi, Adrian Bravi, Costanza Geddes Da Filicaia, Evita Greco e Renata Morresi. La cerimonia ha dato spazio anche alle opere premiate, con la lettura di alcuni estratti da parte dei giovani autori, offrendo al pubblico un assaggio delle diverse sensibilità e dei temi affrontati nei loro lavori. Nicole Penelope Balsamo è stata rappresentata dal fratello, mentre Alessia Gabriela Czap e Serena Cinquepalmi, assenti per motivi personali e di studio, hanno partecipato attraverso la lettura dei rispettivi testi.  

"Abbiamo lasciato un pezzo dei nostri cuori": inaugurato il murale di viale Foro Boario

"Abbiamo lasciato un pezzo dei nostri cuori": inaugurato il murale di viale Foro Boario

16/10/2026 15:18

TOLENTINO - Una parete grigia trasformata in una tela colorata, capace di raccontare emozioni, paure, gioie e speranze. È stato inaugurato giovedì 15 ottobre il murale realizzato dai bambini e dai ragazzi del progetto Gio.Lab sulla rampa del parcheggio di viale Foro Boario, a Tolentino. Un’opera che va oltre il valore artistico e diventa il simbolo di un percorso di crescita, condivisione e scoperta di sé. Il murale, intitolato “I colori delle emozioni”, è il risultato del lavoro svolto negli ultimi mesi dai giovani partecipanti al progetto, acronimo di “Gioco e Laboratorio”, un’attività pomeridiana sostenuta economicamente dall’Ambito Territoriale Sociale XVI e dal Comune di Tolentino, con attività che sul territorio comunale si svolgono principalmente negli spazi de “La Sorgente”. Attraverso laboratori creativi, i bambini e i ragazzi hanno imparato a riconoscere ed esprimere il proprio mondo interiore, lavorando sulla ceramica e realizzando maschere in cartapesta. Parallelamente, sotto la guida di esperti, hanno dato forma al murale durante un’attività all’aperto, trasformando le proprie esperienze emotive in immagini e colori. Alla cerimonia inaugurale erano presenti il sindaco Mauro Sclavi, l’assessore alle Politiche sociali Benedetta Lancioni, il coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale XVI Valerio Valeriani e Massimo Tasso, in rappresentanza dell’associazione Glatad, che fornisce l’équipe degli educatori. Il momento simbolico dell’inaugurazione ha visto il primo cittadino mettere sulle proprie spalle uno dei bambini per scoprire insieme la targa commemorativa. Un gesto accompagnato da un messaggio rivolto ai più piccoli: l’invito a «salire sulle spalle dei grandi», affinché gli adulti possano guidarli, attraverso l’esempio e l’educazione, verso una crescita serena e consapevole. Come spiega Martina Coppari, referente e coordinatrice del progetto, ridurre il Gio.Lab a una semplice attività pomeridiana basata sul gioco e sui laboratori sarebbe limitante. L’iniziativa nasce infatti dall’esigenza, individuata dai Servizi sociali e dall’Ambito Territoriale XVI, di offrire ai bambini e ai ragazzi uno spazio protetto e stimolante. Attraverso esperienze pratiche, creative e ludiche, il progetto accompagna i partecipanti in un percorso di socializzazione e introspezione, aiutandoli a esplorare e comprendere meglio il proprio mondo emotivo. Il murale rappresenta una delle espressioni più significative di questo cammino. «Questo muro non è solo un’opera d’arte, ma una traccia indelebile del viaggio fatto insieme», sottolinea Coppari, spiegando come il lavoro possa diventare anche un ricordo da ritrovare da adulti, per riconoscere ciò che si è stati e le emozioni vissute durante l’infanzia. A raccontare il significato più profondo dell’opera sono proprio i giovani artisti, che hanno affidato alle parole la loro esperienza. «Quando creo un murale sento tutto: paura, adrenalina, serenità, calma, pazienza, ma soprattutto tantissima felicità», raccontano. Dipingere è stato un modo per dare spazio a sentimenti che non sempre riescono a esprimere a parole, soprattutto nei momenti difficili. «Noi ragazzi e ragazze non siamo bravi con le parole, però siamo bravi a esprimerci attraverso immagini e colori in un posto sicuro», spiegano, ricordando il momento in cui, terminato il lavoro, si sono seduti a terra per osservare il risultato. È stato allora che hanno compreso di aver realizzato qualcosa di più di un semplice disegno: «Non abbiamo lasciato solo un disegno su un muro, abbiamo lasciato un pezzo dei nostri cuori lì, per chiunque passerà e avrà bisogno di sentirsi meno solo». La loro testimonianza restituisce il senso di un progetto in cui l’arte diventa uno strumento per comunicare, condividere e sentirsi accolti. Un’opera nata dalla creatività dei più giovani che, da oggi, appartiene anche alla città e a chiunque si fermerà a guardarla. Perché, come raccontano i ragazzi al termine dell’esperienza, «quel muro non è più solo un muro: è una parte di noi».

Cultura

Tolentino, il Teatro Vaccaj apre la stagione con Anna Ferzetti e la regia di Pierfrancesco Favino

Tolentino, il Teatro Vaccaj apre la stagione con Anna Ferzetti e la regia di Pierfrancesco Favino

17/10/2026 12:00

Il Teatro Nicola Vaccaj di Tolentino inaugura la nuova stagione domenica 18 ottobre con People, Places And Things, spettacolo interpretato da Anna Ferzetti e diretto da Pierfrancesco Favino. Un debutto importante per il teatro tolentinate, che torna a essere protagonista non soltanto come luogo di rappresentazione, ma anche come spazio di lavoro e di crescita dei progetti teatrali. Al centro della produzione c'è il potente testo del drammaturgo britannico Duncan Macmillan, considerato una delle voci più significative della scena contemporanea. Lo spettacolo è prodotto da Gli Ipocriti Melina Balsamo in coproduzione con il Teatro Stabile di Catania. La scelta del Vaccaj per il riallestimento rappresenta un significativo riconoscimento per la struttura di Tolentino, che a distanza di sette anni da Bella Figura torna ad accogliere una produzione impegnata nella preparazione di una nuova messa in scena. Per tutta la settimana la compagnia ha lavorato sul palcoscenico tolentinate, preparando il nuovo allestimento sotto la guida di Pierfrancesco Favino, apprezzato attore e regista. Un'attività che testimonia la vocazione del Teatro Vaccaj ad accogliere non solo gli spettacoli destinati al pubblico, ma anche i processi creativi che ne accompagnano la costruzione e l'evoluzione. Ospitare le prove di una produzione di questo livello significa infatti aprire le porte del teatro a una dimensione fondamentale dello spettacolo dal vivo, quella del lavoro artistico che precede il debutto. Durante una pausa dalle prove, il sindaco Mauro Sclavi e l'assessore alla Cultura Fabio Tiberi, accompagnati dal segretario generale Stefano Zanieri, hanno fatto visita alla compagnia per portare il saluto della città e dell'amministrazione comunale al regista Pierfrancesco Favino e a tutti gli artisti coinvolti. Con People, Places And Things, il Teatro Vaccaj inaugura la stagione affidandosi a un'opera di forte impatto, firmata da uno degli autori più interessanti del teatro britannico contemporaneo e portata in scena da un cast guidato da Anna Ferzetti, sotto la direzione di Favino. L'appuntamento di domenica 18 ottobre segna così l'avvio di un nuovo percorso culturale per il teatro tolentinate, confermandone il ruolo di riferimento per lo spettacolo dal vivo e per l'accoglienza di produzioni di rilievo nazionale.

San Severino, lutto per Stefano Marrese: rinviato il concerto al teatro Feronia

San Severino, lutto per Stefano Marrese: rinviato il concerto al teatro Feronia

17/10/2026 11:00

Il grave lutto che ha colpito la comunità di San Severino Marche per la scomparsa del giovane Stefano Marrese porta a una modifica del programma del Festival della Dea Feronia. Lo spettacolo previsto per questa sera, sabato 17 ottobre, al teatro Feronia è stato rinviato a data da destinarsi. A essere posticipato è il concerto “Mikael, la pietra, la piuma, la parola”, un viaggio musicale tra storie di popoli e di anime che avrebbe visto protagonisti Michele Lobaccaro, Michele Gazich, Giovannangelo de Gennaro e Francesco Cielo. Restano invece confermati tutti gli altri appuntamenti della manifestazione, che prosegue regolarmente nel fine settimana con incontri dedicati alla divulgazione scientifica, alla biodiversità e alla storia. Il programma di oggi, sabato 17 ottobre, si apre alle 17 con Barbara Gallavotti, nota scrittrice e divulgatrice scientifica, collaboratrice per oltre vent'anni di Piero Angela e coautrice di programmi televisivi come Superquark e Ulisse. Al centro dell'incontro il suo libro “Il futuro è già qui”, pubblicato da Mondadori. In dialogo con Lucia Tancredi, l'autrice proporrà una riflessione sul rapporto tra esseri umani e macchine, natura e artificiale, paura e fiducia, affrontando alcune delle grandi questioni che accompagnano le trasformazioni del nostro tempo. Alle 18.30 spazio alla biodiversità domestica con Nicola Bressi, naturalista e zoologo, curatore del Museo di Storia Naturale di Trieste. L'ospite presenterà “Coinquilini bestiali”, pubblicato da Aboca Edizioni, in un incontro condotto da Stefania Monteverde. Un viaggio alla scoperta degli animali che vivono nelle nostre case e di quella biodiversità quotidiana che spesso passa inosservata. Il Festival proseguirà domenica 18 ottobre con un programma che intreccia territorio, ricerca scientifica e riflessione storica. Alle 10 è prevista una visita guidata al castello di Pitino, per scoprire la storia e le leggende del luogo insieme a Daniela Perrone, guida turistica accreditata dalla Regione Marche. Nel pomeriggio, alle 17, il teatro Feronia ospiterà la biologa marina e ricercatrice Lucrezia Cilenti, autrice di “Blu il granchio”, pubblicato da EV Casa editrice e vincitore del Premio Franz Kafka Italia 2026. In dialogo con Marina Peral Sanchez, l'autrice racconterà la propria esperienza di studio della specie aliena del granchio blu, attraverso un'opera che intreccia rigore scientifico e riflessione personale. Alle 18, sempre al teatro Feronia, il Festival si concluderà con Giovanna Potenza, ricercatrice, storica e filosofa, che presenterà “Malefiche. Storia della caccia alle streghe”, edito da Ponte alle Grazie. In dialogo con Lucia Tancredi, l'autrice ripercorrerà quattro secoli di controllo sociale, politico e simbolico esercitato sulle donne attraverso la persecuzione per stregoneria. Tutti gli appuntamenti del Festival della Dea Feronia sono a ingresso gratuito grazie al finanziamento del bando “Città che legge” del Centro per il Libro e la Lettura. Per informazioni e aggiornamenti sul programma è possibile consultare le pagine Facebook e Instagram @iraccontidelladeaferonia e i canali ufficiali del Comune di San Severino Marche. Il rinvio del concerto rappresenta una modifica al programma dettata dal lutto che ha colpito la comunità settempedana. Gli altri incontri restano confermati, offrendo al pubblico un fine settimana di cultura, divulgazione e approfondimento.

Eventi

Occhio alle truffe, successo per l'incontro dell'ANPS Macerata: illustrati 52 tipi di raggiri

Occhio alle truffe, successo per l'incontro dell'ANPS Macerata: illustrati 52 tipi di raggiri

17/10/2026 11:28

Prevenire le truffe significa innanzitutto imparare a riconoscerle, capire come agiscono i malintenzionati e sapere come comportarsi quando si presenta una situazione sospetta. È stato questo il filo conduttore dell'incontro organizzato giovedì dalla Sezione Anps di Macerata e dal Gruppo di Volontariato al Circolo culturale Le Casette, in via Ariani, dove il pubblico ha risposto con una partecipazione tale da far registrare il tutto esaurito. L'iniziativa ha offerto ai presenti l'opportunità di approfondire le tecniche utilizzate dai truffatori attraverso esempi concreti, episodi verificatisi recentemente sul territorio e indicazioni pratiche per evitare di cadere nelle trappole. A tutti i partecipanti è stato inoltre distribuito gratuitamente un opuscolo dedicato a 52 diverse tipologie di truffe, pensato come strumento utile per aumentare la consapevolezza e aiutare anche familiari e conoscenti a proteggersi. Dopo l'introduzione del presidente del Circolo, Francesco Fagiani, l'avvocato Aldo Alessandrini ha dato spazio ai saluti istituzionali del vicesindaco Francesca D'Alessandro e dell'assessore alla Sicurezza Paolo Renna. Entrambi hanno espresso apprezzamento per l'iniziativa, sottolineando come la numerosa presenza di cittadini testimoni l'attenzione crescente verso un fenomeno che non riguarda soltanto le persone anziane, ma coinvolge anche altre fasce della popolazione, comprese quelle più giovani. Uno degli aspetti centrali dell'incontro è stato il tentativo di rispondere a una domanda fondamentale: perché le truffe continuano a mietere vittime nonostante i numerosi avvertimenti diffusi attraverso i mezzi d'informazione? La risposta è nella differenza tra conoscere genericamente un raggiro e saperlo riconoscere quando ci si trova direttamente coinvolti. Ricostruire le singole fasi della truffa, comprenderne i meccanismi e individuare i segnali d'allarme permette infatti di sviluppare maggiore attenzione e di reagire in maniera più consapevole. Tra gli esempi illustrati, la cosiddetta truffa dello specchietto, nella quale vengono utilizzati espedienti come la cosiddetta «palla magica» per simulare o avvalorare un presunto danno al veicolo, oppure il nastro isolante per sostenere una ricostruzione artificiosa dell'incidente. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle telefonate ingannevoli di chi si presenta come appartenente alle forze dell'ordine. In questi casi, il truffatore può sfruttare anche un apparente collegamento telefonico ancora attivo, inducendo la vittima a credere di essere in contatto con un interlocutore affidabile e a seguire le sue indicazioni. Spazio anche alle frodi finanziarie sul web, un fenomeno che fa leva sulla promessa di guadagni elevati e risultati rapidi. I truffatori possono utilizzare piattaforme fasulle che mostrano rendimenti apparentemente eccezionali, convincendo le vittime a effettuare ulteriori versamenti prima che l'inganno venga scoperto. Il messaggio emerso nel corso dell'incontro è chiaro: diffidare delle promesse di guadagni facili, verificare attentamente l'affidabilità degli interlocutori e non lasciarsi guidare dalla fretta o dalla pressione esercitata da chi propone un investimento. La prevenzione passa anche dalla possibilità di confrontarsi con altre persone, chiedere consiglio e segnalare tempestivamente situazioni sospette, evitando di affrontare da soli momenti di incertezza. Numerosi gli interventi del pubblico, che ha partecipato attivamente al confronto portando esperienze personali, domande e richieste di chiarimento. Un dialogo vivace che ha confermato l'importanza di affiancare alle campagne informative incontri capaci di entrare nel dettaglio delle situazioni reali e fornire risposte ai dubbi dei cittadini. Al termine della serata sono stati ringraziati i relatori che hanno contribuito all'iniziativa: Giorgio Iacobone, presidente della Sezione ANPS di Macerata; Fabio Tarquini, responsabile del Gruppo di Volontariato; Valter Angelici, commissario capo; Claudio Tarulli, per la Rete Educativa Digitale (RED); Leonardo Lucinato, per Banca Macerata; e Barbara Trasatti, Social Media Manager. L'incontro conferma il ruolo dell'Anps nel tessuto sociale cittadino: non soltanto custodire i valori e le tradizioni della Polizia di Stato, ma contribuire concretamente alla sicurezza della comunità attraverso la prevenzione, l'informazione e la collaborazione tra cittadini. Perché conoscere le tecniche utilizzate dai truffatori è fondamentale, ma condividere le informazioni, mantenere alta l'attenzione e aiutarsi reciprocamente può fare davvero la differenza.

Riapre il Duomo di San Catervo, Tolentino ritrova un simbolo: "Una ferita che si ricompone"

Riapre il Duomo di San Catervo, Tolentino ritrova un simbolo: "Una ferita che si ricompone"

17/10/2026 09:11

 Il Duomo di San Catervo riapre le sue porte e torna a essere uno dei principali punti di riferimento spirituali e culturali della città. La cerimonia, attesa da tempo dalla comunità tolentinate, si è svolta venerdì alla presenza delle autorità civili e religiose, nell’ambito delle celebrazioni dedicate al Santo Patrono e a dieci anni dal terremoto del 2016 che ha colpito il Centro Italia. L’ingresso dei fedeli in chiesa è avvenuto intorno alle 18, con il tradizionale taglio del nastro che ha dato ufficialmente il via agli appuntamenti religiosi in programma. A seguire, il vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, ha presieduto la celebrazione eucaristica, concelebrata dal clero locale insieme al parroco don Gianni Compagnucci. Una riapertura che va oltre il recupero di un edificio danneggiato dal sisma e che rappresenta un momento significativo per l’intera comunità, chiamata a ritrovare uno dei luoghi più profondamente legati alla propria storia e alla propria identità. Nel suo intervento, monsignor Marconi ha sottolineato l’importanza del ritorno alla piena fruibilità della chiesa, custode di un patrimonio storico, artistico e religioso di grande valore. «Non restituiamo alla città soltanto una chiesa, ma un luogo che custodisce secoli di storia», ha evidenziato il Vescovo, richiamando in particolare il celebre sarcofago di San Catervo, preziosa testimonianza delle radici cristiane del territorio risalente al IV secolo. Il Duomo rappresenta infatti un elemento fondamentale dell’identità tolentinate, non soltanto come luogo di culto, ma anche come patrimonio da preservare e valorizzare, capace di contribuire all'attrattività culturale e turistica della città. Marconi ha inoltre ricordato le origini della chiesa attuale, la cui realizzazione fu avviata per volontà di San Vincenzo Maria Strambi nel 1822, poco prima della sua partenza per Roma, dove era stato chiamato da papa Pio VII. Nel richiamare il contesto storico segnato dalle campagne napoleoniche e dalle requisizioni dei beni ecclesiastici, il Vescovo ha sottolineato il valore simbolico dell'opera voluta da Strambi, interpretandola come un segno di riscatto della bellezza e della pace dopo gli anni della guerra e delle spoliazioni. «La ricostruzione del Duomo non è perciò soltanto un recupero materiale: è restituzione di bellezza, memoria e futuro alle nostre comunità», ha concluso. Alla cerimonia è intervenuto anche il commissario straordinario per la ricostruzione post sisma, Guido Castelli, che ha rimarcato il valore del lavoro condiviso tra istituzioni, Diocesi e realtà coinvolte nel recupero dell'edificio. «La città ritrova uno dei luoghi più profondamente legati alla propria storia, alla propria identità e alla vita della comunità», ha dichiarato Castelli, ricordando come le chiese rappresentino testimonianze fondamentali della storia e della civiltà appenninica. A dieci anni dal terremoto, la riapertura di San Catervo assume un significato particolare perché testimonia come la ricostruzione non riguardi soltanto gli edifici, ma anche la ricomposizione dei legami sociali e delle identità territoriali ferite dal sisma. L'intervento, finanziato con circa 3,2 milioni di euro, rientra nel più ampio programma di recupero degli edifici di culto della Diocesi di Macerata, che comprende 77 interventi per un valore complessivo superiore a 55 milioni di euro. Castelli ha quindi ribadito l'importanza di preservare il patrimonio storico e artistico dei territori colpiti dal terremoto, garantendo alle nuove generazioni luoghi più sicuri senza disperderne il valore identitario. Un percorso portato avanti insieme alla Diocesi, ai Comuni e alla Regione Marche, guidata dal presidente Francesco Acquaroli. Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, che ha evidenziato il significato della riapertura proprio in concomitanza con le celebrazioni dedicate al patrono. La città torna così a riappropriarsi di uno dei suoi luoghi simbolo, nel quale fede, storia e tradizione si intrecciano da secoli. Sulla facciata del Duomo campeggia l'antica epigrafe «Alme Tolentini Populum Defende Caterve», testimonianza della devozione della comunità verso San Catervo. Particolarmente significativo è il ritorno alla venerazione del sarcofago paleocristiano del IV secolo, nel quale riposano San Catervo, la moglie Settimia Severina e il figlio Basso. Un reperto di eccezionale valore storico e religioso, che richiama anche l'importanza della famiglia nella tradizione cristiana. Il sindaco ha ringraziato il vescovo Marconi, il commissario Castelli, la struttura commissariale, la Soprintendenza, gli uffici comunali, le imprese e tutte le maestranze impegnate nel cantiere. Un lavoro collettivo che consente alla città di ritrovare non soltanto un luogo di culto, ma anche uno spazio di aggregazione e di condivisione. Alla cerimonia hanno partecipato anche la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio della Regione Marche, Silvia Luconi, e il consigliere regionale Renzo Marinelli. L'intervento ha interessato diversi aspetti del complesso monumentale. Tra le opere principali figurano il restauro della Cappella del Sarcofago e il recupero delle superfici decorate delle volte, valorizzate attraverso un nuovo impianto illuminotecnico progettato da iGuzzini illuminazione in collaborazione con la Diocesi di Macerata e finanziato, per questa parte, con il contributo della parrocchia di San Catervo. Sono stati inoltre rifunzionalizzati gli storici lampadari a goccia, tradizionalmente accesi nelle principali solennità religiose, tra cui Natale, Pasqua e la festa patronale. Tornano a essere esposti alla venerazione dei fedeli anche il busto reliquiario del Santo e il baldacchino processionale risalente al XVIII secolo. Il nuovo sistema di illuminazione comprende 154 proiettori, mentre il recupero dei lampadari storici ha permesso di ripristinare 281 lampadine destinate a illuminare il presbiterio e le navate. Per quanto riguarda il restauro e la riparazione dei danni provocati dal sisma, i lavori sono stati eseguiti dalla Fratelli Navarra srl, dal luglio 2026 Opera Navarra, realtà specializzata nel restauro monumentale e nella manutenzione del patrimonio storico e artistico. L'impresa è stata rappresentata dall'amministratore delegato Attilio Maria Navarra. L'installazione del nuovo impianto illuminotecnico e la rifunzionalizzazione dei lampadari sono state affidate alla Eredi Paci srl, rappresentata da Fabio Paci. Hanno collaborato anche la Sono di Enrico Pancotti, per il ripristino dell'impianto di diffusione sonora, e la CG Service di Giuseppe Capponi, che ha curato l'installazione dello stemma araldico della Diocesi di Macerata sulla facciata, completando così l'intervento. A illustrare i dettagli tecnici ed economici dell'opera è stato don Giacomo Alimenti, direttore dell'Ufficio Sisma della Diocesi di Macerata. I lavori, finanziati attraverso l'ordinanza commissariale n. 105/2020 nell'ambito della ricostruzione post sisma del Centro Italia, sono durati 25 mesi e si sono conclusi con 78 giorni di anticipo rispetto alla scadenza contrattuale. L'importo complessivo è stato pari a 3.195.769,39 euro, con un risparmio di 4.230,61 euro rispetto al contributo concesso. La Diocesi ha espresso gratitudine alla Struttura commissariale, all'Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Marche, alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e al Comune di Tolentino per la collaborazione istituzionale e tecnico-amministrativa. Un ringraziamento è stato rivolto anche ai professionisti che hanno curato la progettazione: l'architetto Alessandro Nardi per l'impianto architettonico, l'ingegnere Henry Gullini per le strutture, Marco Mangano per il restauro delle superfici decorate, l'ingegnere Aldo Tuzio per gli impianti e l'ingegnere Gianfranco Ruffini per il coordinamento dello staff progettuale. La riapertura del Duomo si inserisce in un programma di tre appuntamenti dedicati al ritorno al culto dell'edificio e alle celebrazioni patronali. Il momento culminante è previsto per il 17 ottobre, giorno della festa di San Catervo: alle 18 monsignor Marconi presiederà la celebrazione eucaristica, seguita dalla solenne processione con la reliquia del Santo lungo le vie della città.  

Curiosità

Ciauscolo, vincisgrassi e vino marchigiano a Parigi: la scommessa vincente di Jacopo e Massimiliano (FOTO)

Ciauscolo, vincisgrassi e vino marchigiano a Parigi: la scommessa vincente di Jacopo e Massimiliano (FOTO)

15/10/2026 19:53

“Avevamo voglia di variare, voglia di fare cose nuove e cambiare vita. E la passione per i prodotti del nostro territorio ci ha portato a buttarci in questa avventura”. Quando parlo con Jacopo Ferranti, proprietario insieme a Massimiliano Contigiani di Mangia Piano!, bottega marchigiana nel cuore dell’11° arrondissement di Parigi, quello che mi colpisce è il luccichio nei suoi occhi. Vicino Piazza della Bastiglia, al 42 di rue Popincourt, esiste un piccolo angolo di Marche che conserva ancora lo spirito delle antiche botteghe, fatto di tradizioni, sapori, vivacità e del calore delle persone. Ma le strade che hanno portato i due a diventare soci tra le vie di Parigi si diramano molto lontano dalla capitale francese. Massimiliano e Jacopo, infatti, sono originari delle Marche, nello specifico di Colmurano e Urbisaglia e hanno alle spalle due percorsi professionali che poco hanno a che fare con le botteghe alimentari. Massimiliano vive a Parigi dal 2007 e lavora nel mondo commerciale e nell’export, Jacopo vive a Milano da oltre dieci anni e lavora nel mondo della moda e poi della comunicazione, ma unito da un legame familiare allo storico Oleificio Piccinini di Urbisaglia. Conosciuti una sera d’estate del 2021, si ritrovano a parlare e si rendono conto che in comune non hanno solo l’essere marchigiani, ma anche la voglia di riscoprire un rapporto più autentico con il territorio, con il lavoro e con il tempo. “All’inizio volevamo fare solamente un negozio online. Ma poi ci siamo detti che a noi piaceva proprio il luogo fisico, ci piaceva l’idea di dare vita ad un luogo in cui le persone potevano venire, parlare e ritrovare quell’esperienza di bottega che inizia a scomparire anche in Italia”. Il dubbio resta, però, tra Italia e Francia. Poi la decisione: “Tra le due ci siamo detti che forse avrebbe avuto più senso aprire a Parigi, perché qui davvero nessuno conosce questo pezzo d’Italia, e l’idea di portare avanti i prodotti della nostra regione sarebbe stata ancora più forte”- spiega Jacopo -. "Anche se è stato necessario inserire una cartina in cui indicare precisamente dove si trovassero le Marche, perchè passavamo un sacco di tempo a spiegarlo a chi veniva nel nostro negozio". Dal 2021 al 2024 prendono forma idee e progetti e la decisione di lasciare il lavoro precedente per concentrarsi in quello che, il 13 luglio 2024, si concretizzerà in Mangia Piano!. Il nome, non a caso, invita a fermarsi, a dare importanza al tempo e a farlo anche all’interno della loro bottega: parlare, conoscere il prodotto, chi l’ha realizzato e la sua storia. “Mangia piano!” vuole lasciare a chi entra in bottega il calore di quella raccomandazione familiare che le nostre nonne ci dicevano sempre. All’interno della bottega si nota l’attenzione e la varietà dei prodotti. Massimiliano e Jacopo hanno selezionato produttori e artigiani a sostegno di produzioni territoriali e filiere corte, che possano portare a Parigi le ricette e i saperi delle lavorazioni tradizionali. Sugli scaffali si trovano la pasta all’uovo di Campofilone, quella di Camerino, i paccasassi del Conero, sughi pronti della tradizione marchigiana prodotti da aziende del territorio; poi Verdicchio, Rosso Conero, Pecorino; e ancora ciauscolo, formaggi del pastorello di Cupi di Visso, olive all’ascolana, vincisgrassi. La sorpresa più grande è stata la risposta della clientela francese, che oltre ad apprezzare i prodotti e l’idea dietro l’apertura della bottega, ha anche scoperto un territorio italiano poco conosciuto all’estero: “Tantissimi clienti francesi ci hanno detto di essere stati in vacanza nelle Marche grazie a noi, trovando lì quella stessa autenticità che cerchiamo di portare qui in negozio ogni giorno”.  

Ragazzo di 17 anni riportato a casa: San Severino premia la squadra dei vigili del fuoco

Ragazzo di 17 anni riportato a casa: San Severino premia la squadra dei vigili del fuoco

08/10/2026 12:40

A un mese circa dal delicato intervento conclusosi con il ritorno a casa di un 17enne, il comune di San Severino Marche ha accolto e premiato la squadra dei vigili del fuoco protagonista del soccorso. La cerimonia si è svolta nella Sala del Consiglio di Palazzo Comunale, dove il sindaco Rosa Piermattei ha voluto tributare un riconoscimento all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per il lavoro svolto quotidianamente a tutela della comunità. All'incontro hanno partecipato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Macerata, il primo dirigente ingegner Leonardo Rampino, il Direttore Coordinatore Speciale, ingegner Carlo Iammarino, e i componenti della squadra intervenuta nell'operazione: il capo squadra esperto Michele Sciapichetti, i vigili del fuoco coordinatori Roberto Savoretti e Federico Girolimini e la giovane settempedana Nicoletta Raggi, prima donna vigile del fuoco nella storia di San Severino Marche. Proprio Raggi, insieme ai colleghi, era stata protagonista dell'intervento che aveva permesso di riportare a casa il ragazzo, con sindrome dello spettro autistico, allontanatosi dalla propria abitazione di Villa Potenza. Dopo essere stato individuato dai soccorritori, il 17enne non era stato immediatamente convinto a seguirli. Era stata quindi la giovane vigile del fuoco ad avvicinarsi con cautela, rispettando i suoi tempi e conquistandone progressivamente la fiducia attraverso il dialogo, fino a convincerlo a tornare verso casa e a ricongiungersi con la famiglia. Un approccio basato sulla pazienza e sulla sensibilità che aveva permesso di portare a termine positivamente una fase particolarmente delicata del soccorso. Nel corso della cerimonia, alla presenza anche del comandante della Polizia Locale, vice commissario Adriano Bizzarri, il sindaco Piermattei ha espresso la gratitudine della comunità settempedana all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. "Si è colta l'occasione di questa ennesima operazione conclusasi positivamente per tutti per presentare un ringraziamento sentito all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco da cui la nostra comunità ha ricevuto sempre tantissimo – ha sottolineato il primo cittadino -. Sapere che voi ci siete sempre mette sicurezza e dà tranquillità, anche nelle situazioni più difficili". Piermattei ha quindi consegnato ai componenti della squadra una speciale pergamena di encomio, come riconoscimento per la professionalità, il coraggio e la sensibilità dimostrati nell'intervento e, più in generale, per il servizio quotidiano svolto a tutela della collettività. Un attestato che il Comune ha voluto rivolgere non soltanto ai protagonisti dell'operazione, ma simbolicamente all'intero Corpo dei Vigili del Fuoco, indicato dall'amministrazione come un presidio costante di sicurezza e un esempio di dedizione al bene comune. Al comandante Rampino e all'ingegner Iammarino, infine, il sindaco ha consegnato una guida della città, come segno di accoglienza e di riconoscenza da parte dell'intera comunità di San Severino Marche.

Varie

Macerata, Parcaroli dopo il viaggio in Cina: "Albergo diffuso e micro-giardini, idee da portare in città"

Macerata, Parcaroli dopo il viaggio in Cina: "Albergo diffuso e micro-giardini, idee da portare in città"

16/10/2026 17:50

Un albergo diffuso nel centro storico, piccoli giardini di comunità e nuove idee per riqualificare le aree di Villa Potenza, del Centro Fiere, di Piediripa e Sforzacosta. Sono alcuni dei progetti che il sindaco Sandro Parcaroli vorrebbe approfondire dopo il viaggio istituzionale a Pechino, dove ha partecipato al Beijing Forum on Swift Response to Public Complaints, il forum dedicato alle risposte rapide alle segnalazioni dei cittadini. Invitato insieme ad altri quattro italiani, è stato, secondo quanto riferito dal Comune, l'unico amministratore pubblico del nostro Paese presente all’iniziativa. L’esperienza nella capitale cinese ha offerto al primo cittadino l’occasione per osservare da vicino un sistema che raccoglie e smista le richieste dei residenti, ma anche per conoscere interventi di rigenerazione urbana e soluzioni tecnologiche che potrebbero offrire spunti per Macerata. Il viaggio, nelle intenzioni di Parcaroli, punta inoltre a rafforzare i rapporti con la Cina, a partire dalla storia di padre Matteo Ricci e dal progetto di gemellaggio con il distretto di Xicheng. "Da questo viaggio riporto l’arricchimento di un’idea da perseguire più che un modello da copiare, e un progetto concreto per rafforzare il legame tra Macerata e la Cina", spiega il sindaco. Dalle segnalazioni dei cittadini alla smart city Al centro del forum c’era il sistema di risposta alle richieste dei cittadini attivo a Pechino attraverso il numero 12345, avviato nel 2019. Secondo i dati citati dal Comune, il servizio gestisce oltre 21 milioni di richieste all’anno, più di 58mila al giorno, con percentuali di risoluzione e soddisfazione superiori al 97%. Le segnalazioni, raccolte attraverso telefono, messaggi, email e pagine web, vengono assegnate agli uffici competenti, che devono fornire una risposta. Al termine, il cittadino può valutare l’esito. Per Parcaroli, il valore dell’esperienza non sta tanto nelle dimensioni del servizio quanto nel principio che lo sostiene: mettere al centro la persona e garantire risposte verificabili. "La tecnologia in questi giorni ha avuto un ruolo, ma se n’è parlato poco. Quando se ne è parlato, l’intelligenza artificiale è stata presentata come un supporto all’operatore umano e non come un suo sostituto", osserva, ricordando che nel call center di Pechino lavorano circa 700 persone. L’obiettivo, per Macerata, sarebbe costruire un sistema capace di riunire in un unico flusso le richieste che arrivano attraverso canali diversi, riducendo i passaggi tra gli uffici e consentendo ai cittadini di seguire l’avanzamento delle pratiche, verificarne la conclusione e lasciare un riscontro. Un'organizzazione che, secondo il sindaco, potrebbe migliorare l’efficienza amministrativa senza rinunciare al rapporto umano. Le segnalazioni potrebbero, inoltre, diventare uno strumento per individuare i problemi che si ripetono nel tempo e intervenire in modo preventivo. Analizzate in forma anonima e nel loro insieme, potrebbero aiutare a riconoscere le criticità più frequenti e a orientare gli interventi. Parcaroli immagina anche strumenti di monitoraggio aperti alla cittadinanza, per misurare non soltanto il lavoro del Comune, ma anche la partecipazione dei residenti alla cura dei beni comuni. Micro-giardini e aree dismesse: gli spunti per Macerata Tra gli aspetti che hanno colpito il sindaco c’è la trasformazione urbana di Pechino, che racconta di aver ritrovato profondamente cambiata rispetto alla visita di vent’anni fa, con più spazi verdi, nuove infrastrutture e una diversa qualità dell’aria. Un’idea che potrebbe essere adattata anche alla realtà maceratese riguarda i piccoli giardini di quartiere. Il piano di Pechino per il 2026 prevede, secondo quanto riferito dal Comune, la realizzazione di 50 micro-giardini di comunità e di altri 100 in piccoli spazi della città. Parcaroli guarda alla possibilità di interventi analoghi anche a Macerata, sfruttando aree residuali e spazi da valorizzare. Un altro esempio arriva da Shougang, dove una grande area industriale dismessa è stata trasformata in un quartiere con spazi pubblici e un parco fluviale. Il progetto si estende su 8,63 chilometri quadrati e rappresenta, per il sindaco, un possibile punto di riferimento per ragionare sul recupero di alcune zone del territorio comunale. "I parallelismi con Macerata sono molti: Villa Potenza, il Centro Fiere, Piediripa e Sforzacosta, con i relativi parchi fluviali, sono aree in cui il tema del recupero e dell’integrazione tra attività, spazi pubblici e fiume può offrire spunti concreti", afferma Parcaroli. Centro storico e albergo diffuso Il confronto con Pechino riguarda anche il centro storico. Nel quartiere di Caochang, il sindaco ha visitato il Mandarin Oriental Qianmen, una struttura ricettiva diffusa realizzata attraverso il recupero di 42 case tradizionali restaurate. Da qui l’idea di valutare soluzioni simili anche a Macerata, puntando sulla riqualificazione degli edifici esistenti e sulla capacità di attrarre visitatori senza separare l’offerta turistica dalla vita della comunità residente. Parcaroli cita, inoltre, i comitati di quartiere incontrati durante la visita, impegnati a discutere questioni concrete come i lavori pubblici e l’occupazione dei parcheggi riservati ai residenti. Un’esperienza che, secondo il sindaco, richiama il ruolo che potrebbero avere anche a Macerata forme di partecipazione più strutturate. Un altro tema è il rapporto tra commercianti e abitanti. In alcuni quartieri di Pechino, comunità e attività economiche sottoscrivono accordi che riguardano la pulizia davanti ai negozi, la raccolta differenziata, i parcheggi e la cura del verde. "Nel nostro centro storico, dove convivono negozi e abitanti, penso che patti di questo tipo possano aiutare a farlo vivere meglio e a renderlo più curato", dichiara il primo cittadino. Robotica, intelligenza artificiale e infrastrutture Durante la visita al distretto di Yizhuang, Parcaroli ha avuto modo di conoscere da vicino il settore della guida autonoma, con i robotaxi in circolazione senza conducente, e quello della robotica applicata all’industria, alla medicina, all’accoglienza e alla ristorazione. Nel distretto si trovano anche la fabbrica Xiaomi e il Robot Mall. Per il sindaco, questi sviluppi rendono necessario preparare anche le amministrazioni pubbliche ai cambiamenti tecnologici dei prossimi anni. Ma l’innovazione, sottolinea, non può prescindere dalle infrastrutture energetiche e dalle reti che devono sostenerla. Nel suo resoconto cita gli investimenti cinesi nelle colonnine di ricarica, nelle stazioni ultraveloci e nel potenziamento delle reti elettriche e del gas. "L’innovazione senza una rete che la sostenga non regge", osserva, indicando questo aspetto come una lezione da tenere presente anche a livello locale. Il legame con la Cina e il progetto di gemellaggio Il viaggio ha avuto anche una dimensione diplomatica e culturale. Parcaroli ha incontrato l’ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti, già ospite a Macerata nel 2024 in occasione del Macerata Opera Festival, e ha assistito a una rappresentazione de "Il Flauto Magico" di Mozart in un teatro cittadino gremito di pubblico, comprese molte famiglie con bambini. Il sindaco punta a ricostruire un rapporto più forte tra Macerata e la Cina, anche attraverso il progetto di gemellaggio con il distretto di Xicheng, una delle aree centrali della capitale. Un legame che guarda alla figura di padre Matteo Ricci, il gesuita maceratese sepolto a Pechino e conosciuto in Cina, ma anche alle opportunità legate al turismo, all'artigianato, all'enogastronomia e alla cultura. Secondo Parcaroli, la città e il territorio regionale potrebbero attrarre visitatori cinesi interessati a ripercorrere le orme di Ricci e a conoscere il patrimonio storico e artistico locale. Per riuscirci, però, sarà necessario lavorare sull’accoglienza e adeguare servizi e strutture alle esigenze dei visitatori. Il sindaco guarda anche alle possibilità di esportazione verso il mercato cinese, non soltanto per i prodotti artigianali e alimentari, ma anche per l’offerta culturale. "Macerata vuole ricostruire un legame forte con la Cina e con Pechino", ribadisce. Il bilancio del viaggio, nelle parole del primo cittadino, è quindi un insieme di spunti da adattare alla realtà locale: dall’ascolto dei cittadini alla rigenerazione urbana, fino alle relazioni internazionali. "Sono partito con una curiosità: come fa una città di oltre venti milioni di abitanti a far sentire ascoltato ciascun cittadino. Torno con una convinzione: il punto non è la tecnologia, e nemmeno la procedura, ma l’attenzione. Ora tocca a noi lavorare, per essere una città che sa accogliere e sa ascoltare".

Studenti e sicurezza online: come proteggere tesi, appunti e progetti universitari dalle violazioni

Studenti e sicurezza online: come proteggere tesi, appunti e progetti universitari dalle violazioni

16/10/2026 15:20

La vita universitaria è sempre più digitale: appunti condivisi, dispense scaricate, ricerche online, presentazioni e tesi di laurea vengono quotidianamente archiviati su computer, smartphone e piattaforme cloud. Questa trasformazione ha semplificato lo studio e la collaborazione tra studenti, ma ha anche introdotto nuovi rischi legati alla sicurezza informatica. Furti di credenziali, attacchi di phishing, accessi non autorizzati e perdita di documenti possono compromettere mesi di lavoro accademico. Conoscere le principali minacce e adottare alcune precauzioni è fondamentale per proteggere il proprio percorso universitario. La sicurezza digitale nelle università italiane In Italia, la sicurezza informatica rappresenta una sfida sempre più importante anche per il mondo universitario. Gli atenei gestiscono quotidianamente grandi quantità di informazioni digitali: dati anagrafici degli studenti, documentazione amministrativa, risultati degli esami, progetti di ricerca, tesi di laurea e materiali didattici. La crescente diffusione delle piattaforme di e-learning, dei servizi cloud e degli strumenti di collaborazione online ha reso queste informazioni più accessibili, aumentando però anche le possibilità di esposizione alle minacce informatiche. Il fenomeno si inserisce in un quadro nazionale particolarmente significativo. Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel corso del 2025 sono stati rilevati 507 incidenti informatici gravi in Italia, contro i 357 del 2024, con un aumento del 42%. Un dato che evidenzia come le minacce digitali interessino un numero crescente di organizzazioni e servizi, rendendo indispensabile una maggiore attenzione alla protezione delle informazioni. Queste statistiche riguardano diversi settori e non esclusivamente quello universitario. Anche il settore dell'istruzione è esposto a rischi concreti. Il Rapporto Clusit 2025 aveva già evidenziato, a livello mondiale, un incremento del 43% degli incidenti informatici nel comparto Education durante il 2024. Università e istituti di formazione possono diventare obiettivi interessanti per i cybercriminali perché custodiscono informazioni personali, credenziali di accesso e documenti scientifici talvolta riservati. Le conseguenze di una violazione possono coinvolgere direttamente gli studenti. Un account universitario compromesso, ad esempio, potrebbe consentire a un malintenzionato di accedere alla posta elettronica, ai servizi didattici o ai documenti conservati online. Allo stesso modo, un attacco ransomware potrebbe rendere temporaneamente inutilizzabili file e materiali indispensabili per lo studio, mentre la diffusione non autorizzata di progetti e ricerche potrebbe compromettere la riservatezza del lavoro accademico. La protezione dei dati universitari, tuttavia, non dipende soltanto dalle misure adottate dagli atenei. Anche gli studenti svolgono un ruolo fondamentale: riconoscere i tentativi di phishing, proteggere le proprie credenziali e gestire correttamente i documenti digitali significa ridurre il rischio che una semplice disattenzione possa compromettere mesi di studio e ricerca. Proteggere la posta elettronica universitaria Uno degli strumenti più utilizzati dagli studenti è la posta elettronica, indispensabile per comunicare con docenti, segreterie e colleghi. Proprio per questo motivo, le caselle universitarie possono diventare bersagli di tentativi di phishing e furto delle credenziali. Una gestione attenta dell'email permette di ridurre i rischi, soprattutto quando si ricevono messaggi contenenti allegati, richieste di accesso o collegamenti a piattaforme esterne. Anche usare un'email con crittografia end-to-end risulta essere un'ottima opzione di protezione. È importante verificare sempre l'indirizzo del mittente, evitare di inserire password attraverso link sospetti e attivare l'autenticazione a due fattori, quando disponibile. Anche una comunicazione apparentemente proveniente dall'università potrebbe nascondere un tentativo di truffa. Biblioteche, aule studio e spazi universitari mettono spesso a disposizione connessioni Wi-Fi gratuite. Sebbene siano comode, alcune reti pubbliche possono esporre gli utenti a tentativi di intercettazione o a punti di accesso fraudolenti. Prima di collegarsi, è opportuno verificare il nome ufficiale della rete e utilizzare esclusivamente siti e servizi protetti da connessioni HTTPS. Per operazioni particolarmente delicate, come l'accesso a documenti riservati, può essere preferibile utilizzare una connessione mobile personale oppure una VPN affidabile, seguendo le indicazioni dell'ateneo. Tesi e progetti universitari: perché il backup è indispensabile Perdere una tesi di laurea a pochi giorni dalla consegna è uno degli scenari peggiori per uno studente. Un guasto al computer, un'infezione da malware oppure una cancellazione accidentale possono rendere inutilizzabili documenti sviluppati durante mesi di ricerca. Per prevenire queste situazioni è consigliabile adottare la regola del backup 3-2-1: conservare tre copie dei file, utilizzare almeno due supporti differenti e mantenere una copia separata dagli altri dispositivi. I servizi cloud possono essere utili per sincronizzare documenti e recuperare versioni precedenti, ma non devono rappresentare necessariamente l'unica soluzione di archiviazione. È inoltre opportuno salvare periodicamente versioni numerate della tesi, soprattutto quando vengono apportate modifiche importanti o vengono condivisi capitoli con il relatore. Password sicure e autenticazione a più fattori Molti studenti utilizzano gli stessi dati di accesso per piattaforme didattiche, social network e servizi personali: questa abitudine aumenta il rischio che una singola violazione comprometta più account contemporaneamente. La soluzione consiste nell'utilizzare password lunghe, uniche e difficili da indovinare, possibilmente generate e conservate attraverso un gestore di password. L'autenticazione multifattore aggiunge un ulteriore livello di protezione, richiedendo una verifica aggiuntiva prima di autorizzare l'accesso. È particolarmente importante per gli account collegati a servizi cloud, posta elettronica e portali universitari. La prevenzione digitale come competenza universitaria La sicurezza informatica non riguarda esclusivamente gli esperti di tecnologia: ogni studente può contribuire alla protezione dei propri contenuti attraverso comportamenti responsabili. Aggiornare regolarmente dispositivi e applicazioni, effettuare backup, riconoscere messaggi sospetti e controllare le autorizzazioni di condivisione sono abitudini semplici ma efficaci. Proteggere tesi, appunti e progetti significa tutelare il tempo, l'impegno e le conoscenze accumulate durante gli studi, sviluppando al contempo competenze digitali utili anche nel futuro professionale.  

Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.