Autovelox, alcolock e nuovo codice della strada: al Lauro Rossi una giornata di formazione con l'esperto Protospataro (FOTO e VIDEO)
Eventi
20/10/2026 13:00

Autovelox, alcolock e nuovo codice della strada: al Lauro Rossi una giornata di formazione con l'esperto Protospataro (FOTO e VIDEO)

Giornata dedicata alle novità in materia di Codice della Strada oggi al Teatro Lauro Rossi di Macerata, in piazza della Libertà. Nel nuovo Incontro con l'Autore, Giandomenico Protospataro, esperto nel settore della circolazione stradale sotto il profilo tecnico, giuridico e normativo e con maturata esperienza operativa negli organi di Polizia, ha dedicato la mattinata ad approfondimenti e chiarimenti, lasciando ai partecipanti anche la possibiltà di esporre i propri quesiti.  Un'opportunità per gli operatori del settore per confrontarsi sugli aspetti tecnici e operativi che riguardano le consuete attività di sicurezza stradale e controllo, con degli approfondimenti specifici sulle procedure operative di accertamento dell'assunzione di sostanze stupefacenti, sulla sospensione breve della patente e sull'alcolock. "La formazione è la base per poter applicare la norma del giusto modo e far sì che la cittadinanza e gli autori della viabilità sappiano come comportarsi e come controllare. La sicurezza è l'obbiettivo che dobbiamo raggiungere e quest'ultimo passa anche da giiornate come queste - afferma il comandante della Polizia Locale di Macerata Danilo Doria -. L'evidenza e l'importanza dell'argomento sono rappresentate anche dalla presenza di tutti i componeneti del Comitato Provinciale di Sicurezza Pubblica". Spazio anche ad una panoramica sulla bozza del nuovo Codice della Strada e sul nuovo Decreto Ministeriale omologazione relativo agli autovelox, con attenzione ai profili operativi, tecnici e al regime transiotrio per l'utilizzo di dispositivi già approvati.  "Abbiamo organizzato una giornata di formazione legata a microinformazioni come l'alcolock per i conducenti condannati per l'alcol, l'accertamento della droga, le tematiche riguadanti i monopattini e la loro targatura e la revisione delle macchine agricole; pensate per comprendere verso cosa ci stiamo muovendo", spiega Protospataro.   

Autovelox, alcolock e nuovo codice della strada: al Lauro Rossi una giornata di formazione con l'esperto Protospataro (FOTO e VIDEO)

Autovelox, alcolock e nuovo codice della strada: al Lauro Rossi una giornata di formazione con l'esperto Protospataro (FOTO e VIDEO)
20/10/2026 13:00

Giornata dedicata alle novità in materia di Codice della Strada oggi al Teatro Lauro Rossi di Macerata, in piazza della Libertà. Nel nuovo Incontro con l'Autore, Giandomenico Protospataro, esperto nel settore della circolazione stradale sotto il profilo tecnico, giuridico e normativo e con maturata esperienza operativa negli organi di Polizia, ha dedicato la mattinata ad approfondimenti e chiarimenti, lasciando ai partecipanti anche la possibiltà di esporre i propri quesiti.  Un'opportunità per gli operatori del settore per confrontarsi sugli aspetti tecnici e operativi che riguardano le consuete attività di sicurezza stradale e controllo, con degli approfondimenti specifici sulle procedure operative di accertamento dell'assunzione di sostanze stupefacenti, sulla sospensione breve della patente e sull'alcolock. "La formazione è la base per poter applicare la norma del giusto modo e far sì che la cittadinanza e gli autori della viabilità sappiano come comportarsi e come controllare. La sicurezza è l'obbiettivo che dobbiamo raggiungere e quest'ultimo passa anche da giiornate come queste - afferma il comandante della Polizia Locale di Macerata Danilo Doria -. L'evidenza e l'importanza dell'argomento sono rappresentate anche dalla presenza di tutti i componeneti del Comitato Provinciale di Sicurezza Pubblica". Spazio anche ad una panoramica sulla bozza del nuovo Codice della Strada e sul nuovo Decreto Ministeriale omologazione relativo agli autovelox, con attenzione ai profili operativi, tecnici e al regime transiotrio per l'utilizzo di dispositivi già approvati.  "Abbiamo organizzato una giornata di formazione legata a microinformazioni come l'alcolock per i conducenti condannati per l'alcol, l'accertamento della droga, le tematiche riguadanti i monopattini e la loro targatura e la revisione delle macchine agricole; pensate per comprendere verso cosa ci stiamo muovendo", spiega Protospataro.   

Cronaca

San Severino, addio a Lucia Lancioni: con il marito Annino aveva fondato Lombardelli Confezioni

San Severino, addio a Lucia Lancioni: con il marito Annino aveva fondato Lombardelli Confezioni

20/10/2026 13:50

San Severino Marche perde una protagonista della propria storia economica e produttiva. È scomparsa Lucia Lancioni, imprenditrice che, insieme al marito Annino, aveva fondato la Lombardelli Confezioni, realtà affermatasi nel settore dell'abbigliamento ben oltre i confini del territorio maceratese. L’azienda, specializzata nella lavorazione per conto terzi, è diventata negli anni un punto di riferimento per importanti firme della moda italiana e internazionale, grazie a un percorso costruito attraverso lavoro, competenza e sacrifici. Un’impresa nata dall’impegno della coppia e cresciuta fino a conquistare un ruolo significativo nel comparto della confezione. Anche dopo aver lasciato l'attività lavorativa, Lucia non aveva interrotto il rapporto con l’azienda. Fino a pochi anni fa, quando le era possibile, continuava a visitare i reparti e a incontrare il personale, interessandosi direttamente all’andamento del lavoro. Un legame rimasto vivo nel tempo, testimonianza della dedizione con cui aveva contribuito a costruire la realtà imprenditoriale. I valori trasmessi da Lucia e Annino continuano oggi attraverso l’impegno dei figli Roberto, Giuseppe e Alessandro, che portano avanti una storia familiare legata al mondo produttivo e al tessuto economico di San Severino Marche. Alla famiglia si è stretta l’intera comunità settempedana. Il sindaco Rosa Piermattei, a nome dell’Amministrazione comunale, ha espresso cordoglio per la scomparsa, ricordando Lucia come una figura stimata per le sue qualità umane, la laboriosità e la generosità. Una donna che, insieme al marito, ha lasciato un segno nella storia industriale e sociale della città.

Addio a Maria Capuzi: dopo 65 anni d'amore torna a riposare a Ussita accanto al suo Sante

Addio a Maria Capuzi: dopo 65 anni d'amore torna a riposare a Ussita accanto al suo Sante

20/10/2026 13:20

Dopo 65 anni trascorsi insieme, Maria Capuzi tornerà a riposare accanto al marito Sante Nori, scomparso sette mesi fa. La donna, originaria di Vallestretta, frazione di Ussita, è morta oggi, 20 ottobre, all’età di 91 anni al Policlinico Tor Vergata di Roma, circondata dall’affetto dei figli Maria Teresa e Antonio. La salma farà ritorno nel paese d’origine, dove sarà tumulata accanto all’uomo con cui aveva condiviso una vita intera. La loro è una storia segnata dalla lontananza, ma soprattutto da un legame mai spezzato con le proprie radici. Maria e Sante si erano trasferiti nella Capitale nei primi anni Sessanta, costruendo lì la propria vita. Eppure, il rapporto con Vallestretta e Ussita era rimasto una presenza costante: tornavano tra quelle montagne nelle diverse stagioni dell’anno, ritrovando luoghi familiari, affetti e ricordi. Nemmeno il terremoto del 2016, con le ferite profonde lasciate nei borghi dell'entroterra maceratese, era riuscito a cancellare quel senso di appartenenza. La loro terra continuava a rappresentare molto più di un luogo d’origine: era la casa a cui sentirsi legati, la comunità nella quale riconoscersi e il paesaggio in cui ritrovare una parte essenziale della propria storia. Maria e Sante, tuttavia, non hanno potuto assistere alla rinascita dei luoghi tanto amati. Non hanno visto le comunità tornare alla vita e i paesi ritrovare la vitalità di un tempo. Una ferita che accompagna la loro vicenda e quella di tanti abitanti costretti a vivere lontano dalle proprie case, senza mai smettere di sentirle proprie. Ora Maria farà ritorno a Ussita per ricongiungersi al marito. A sette mesi dalla scomparsa di Sante, i due torneranno a essere fianco a fianco nella terra che li aveva visti crescere e alla quale erano rimasti legati per tutta la vita. Con la morte di Maria si chiude una storia familiare profondamente intrecciata con quella di Ussita e delle sue frazioni. Resta il ricordo di un amore durato 65 anni e di un’appartenenza capace di resistere alla distanza e alle trasformazioni imposte dal terremoto. Un legame che continuerà a vivere nella memoria dei figli, di quanti li hanno conosciuti e di quei luoghi che, anche da lontano, non hanno mai smesso di chiamare casa.

Attualità

"I conti non tornano": anche gli agricoltori marchigiani a Roma con la Cia contro rincari e speculazioni

"I conti non tornano": anche gli agricoltori marchigiani a Roma con la Cia contro rincari e speculazioni

19/10/2026 19:00

Alla mobilitazione nazionale prevista per domani, 20 ottobre, in piazza Montecitorio e piazza Capranica intervengono anche gli agricoltori marchigiani. Insieme alle delegazioni di Toscana, Sardegna e Campania, anche Cia - Agricoltori Italiani delle Marche aderisce a "I conti non tornano. Tutto a carico di agricoltori e cittadini".  La giornata di domani rappresenta la quarta di sei giornate di presidi che hanno interessato la Capitale. Cia nazionale aveva già promosso, dal 13 al 15 ottobre delle mobilitazioni, che si ripeteranno dal 20 al 22 ottobre che hanno visto (e vedranno) la partecipazioni di produttori e agricoltori da tutto il Paese. Le motivazioni dietro la presenza nelle piazze di Montecitorio e Capranica risiedono nelle stesse che hanno portato moltissimi agricoltori e autotrasportatori a bloccare le strade del Sud Italia per protestare contro il caro vita: dai prodotti della spesa alimentare quotidiana, a quelli dell'energia e dei carburanti. Blocchi che hanno causato l'esaurimento del carburante alle pompe di benizina e dei prodotti sugli scaffali dei supermercati. L'unione tra agricoltori e cittadini che si oppongono al costante aumento del peso dei rincari sulle spalle di chi produce e aquista. Il presidente nazionale Cia Cristiano Fini afferma: "La crisi dell'agricoltura non riguarda solo noi: coinvolge tutti i cittadini perchè chiama in causa la sicurezza alimentare, la tutela ambientale e il presidio dei territori. Gli agricoltori stanno lavorando con prezzi che in molti casi non coprono neppure i costi di produzione". "Le imprese devono affrontate costi di produzione sempre più difficili da sostenre, mentre le famiglie fanno i conti con il peso della spesa. Il 20 ottobre porteremo a Roma le esigenze dell'agricoltura marchigiana, chiedendo che siano al centro delle scelte politiche" dichiara il presidente Cia Marche Alessandro Taddei.  La volontà è di rompere la catena della speculazione e le distorisioni della filiera che portano i produttori ad essere pagati sempre meno e i cittadini a spendere sempre di più.

Vivere al mare dopo la pensione: Civitanova conquista il primato italiano

Vivere al mare dopo la pensione: Civitanova conquista il primato italiano

19/10/2026 12:29

Civitanova conquista il primo posto nella classifica di Magic Towns Italy, come la migliore destinazione per i pensionati internazionali che desiderano trasferirsi e vivere vicino al mare. La graduatoria attribuisce alla città un punteggio di compatibilità di 92,3 su 100, sulla base di una valutazione che prende in considerazione diversi aspetti della vita quotidiana, con particolare attenzione alla vicinanza dei servizi, alla possibilità di spostarsi a piedi e all’accessibilità dell’assistenza sanitaria. Il risultato riguarda uno specifico profilo di persone, pensionati principalmente provenienti da Stati Uniti, Regno Unito e Germania.  “Accogliamo con soddisfazione questo riconoscimento - dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica - Sapere che Civitanova Marche si posiziona al primo posto assoluto in Italia per i pensionati che cercano il mare, è la conferma della vivibilità del nostro territorio. La combinazione tra paesaggio, qualità dell'ambiente, servizi e tessuto economico rende la nostra città un luogo ideale per vivere ed essere attrattiva anche oltre i confini nazionali”.  Magic Towns Italy è un motore di ricerca indipendente rivolto a un pubblico internazionale che valuta il trasferimento in Italia. Finanziato esclusivamente dai propri utenti, il portale analizza un patrimonio di 5,8 milioni di dati relativi a tutti i 7.896 comuni italiani, prendendo in esame parametri fondamentali quali vivibilità, economia, vicinanza a scuole e strutture ospedaliere, qualità dell'ambiente e molti altri servizi. La classifica Inverno 2026 incrocia questi dati oggettivi con i profili di ricerca e le esigenze espresse dagli utenti,  L'inserimento nel ranking garantisce la massima trasparenza e imparzialità, in quanto non è possibile pagare per comparire o salire in classifica.

Politica

Viaggio in Cina, Parcaroli replica alle polemiche: "Nessun costo per il Comune"

Viaggio in Cina, Parcaroli replica alle polemiche: "Nessun costo per il Comune"

19/10/2026 11:37

«Il sindaco di Macerata non ha pagato nulla e tantomeno il Comune ha visto uscire un euro dalle casse pubbliche per l'evento svoltosi a Pechino». Sandro Parcaroli interviene sulle polemiche legate al suo recente viaggio in Cina e chiarisce la propria posizione, respingendo le contestazioni relative ai costi della trasferta e alle presunte spese sostenute dal figlio. Il primo cittadino spiega di aver partecipato a Pechino a un convegno internazionale dedicato alle smart city su invito degli organizzatori. Una circostanza che, secondo Parcaroli, chiarisce le modalità della partecipazione e l'assenza di costi a carico dell'amministrazione comunale. Nel suo intervento, il sindaco allarga il discorso alle trasferte effettuate dall'inizio del mandato, nell'ottobre 2020, sostenendo di non aver mai richiesto rimborsi per le spese personali sostenute in occasione di convegni, eventi pubblici, cerimonie e incontri istituzionali. «In questi sei anni non ho chiesto il rimborso di un solo euro», ribadisce Parcaroli, ricordando anche gli spostamenti effettuati con la propria auto per raggiungere i ministeri. Il sindaco contesta inoltre le affermazioni secondo cui le spese sostenute dal figlio per il viaggio in Cina sarebbero state inserite nel bilancio del Comune. Parcaroli definisce tali dichiarazioni «false e diffamatorie» e annuncia l'intenzione di tutelarsi nelle sedi competenti. Nel suo intervento, il primo cittadino invita quindi a distinguere le polemiche dai fatti che, secondo la sua ricostruzione, dimostrerebbero come la trasferta a Pechino non abbia comportato esborsi per le casse comunali. La vicenda si inserisce nel dibattito pubblico seguito alla partecipazione del sindaco al convegno internazionale in Cina. Al centro della replica di Parcaroli ci sono soprattutto due aspetti: le modalità con cui è stato organizzato il viaggio e la sua affermazione di non aver mai richiesto rimborsi per le trasferte istituzionali nel corso del mandato. «Il sindaco Sandro Parcaroli non ha mai chiesto il rimborso di un euro delle spese sostenute, la trasferta a Pechino non è costata un centesimo al Comune», ribadisce il primo cittadino, riservandosi di agire nelle sedi competenti nei confronti di quelle che considera affermazioni diffamatorie.

Civitanova, Troiani attacca dopo la sfiducia a Ciarapica: "Il Consiglio più farsesco di sempre"

Civitanova, Troiani attacca dopo la sfiducia a Ciarapica: "Il Consiglio più farsesco di sempre"

17/10/2026 15:00

«IIl consiglio comunale più farsesco e comico al quale abbia mai partecipato». È il giudizio espresso da Fausto Troiani, consigliere comunale di Vince Civitanova, sulla seduta del 14 ottobre, durante la quale è stata respinta la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Fabrizio Ciarapica. Troiani, in Consiglio comunale dal dicembre 1995, con l’esclusione dei cinque anni dell’amministrazione Corvatta, affida a una lunga presa di posizione una dura critica agli atteggiamenti e alle scelte dei diversi protagonisti della seduta. «In tutti questi anni non sono mai mancato a un consiglio comunale, a mia memoria, e di consigli pessimi ne ho visti, di argomenti strani ne ho sentiti, di personaggi infami ne ho conosciuti», scrive, definendo quella del 14 ottobre una seduta senza precedenti per il suo carattere, a suo giudizio, farsesco. Tra i passaggi più critici c’è quello rivolto alla consigliera Silvia Squadroni, alla quale Troiani contesta la scelta di lasciare di fatto il fronte dell’opposizione, entrare in Forza Italia e votare contro la mozione di sfiducia al sindaco. Nel suo intervento, Troiani sostiene che la consigliera abbia cercato di giustificare il proprio cambiamento di schieramento con paragoni e accuse rivolti a lui e ai consiglieri del centrosinistra, che avevano sottoscritto la mozione insieme a Vince Civitanova. Per il consigliere, si sarebbe trattato di argomentazioni utilizzate per motivare una scelta politica che segna una discontinuità rispetto alle posizioni assunte in passato nei confronti di Ciarapica. Nel mirino di Troiani finisce anche Fratelli d’Italia. Il consigliere sottolinea la contraddizione che, a suo giudizio, sarebbe emersa durante la seduta: da una parte, le dure critiche rivolte al sindaco dal capogruppo del partito, con l’invito persino a dimettersi; dall’altra, l’astensione che ha contribuito a evitare l’approvazione della mozione di sfiducia. Troiani contesta anche le motivazioni addotte per giustificare questa posizione, in particolare i dubbi sulla capacità di un eventuale commissario prefettizio di gestire questioni come l’evoluzione della direttiva Bolkestein e il centro per l’autismo. Secondo il consigliere di Vince Civitanova, la scelta potrebbe avere anche conseguenze sul piano politico. Troiani ritiene infatti che Fratelli d’Italia rischi di subire la crescita di Futuro Nazionale, partito al quale riconduce l’attuale collocazione politica del sindaco, indicato nel suo intervento come responsabile regionale della formazione. Troiani riserva ulteriori passaggi polemici ai consiglieri Pollastrelli e Turchi. Al primo contesta di aver interpretato il suo intervento in aula come un racconto della storia di Vince Civitanova, mentre, precisa Troiani, il suo intento era ricostruire quelli che considera i ripetuti cambiamenti di schieramento di Ciarapica nei confronti dei partiti e degli elettori del centrodestra. Il consigliere critica inoltre il voto contrario di Pollastrelli alla mozione di sfiducia, ricordando che in passato, a suo dire, avrebbe manifestato una posizione diversa. Richiama poi le indiscrezioni relative a un possibile interesse per un incarico nel Consiglio provinciale, senza presentarlo come un fatto accertato. Più duro il giudizio su Turchi, che, secondo il racconto di Troiani, avrebbe partecipato in passato alle riunioni di Vince Civitanova sostenendo la necessità di mandare a casa Ciarapica, per poi diventare un suo difensore dopo la nomina a responsabile provinciale di Futuro Nazionale. Nella parte finale del suo intervento, Troiani richiama anche le notizie circolate sulla stampa in merito a presunte adesioni non autorizzate a Futuro Nazionale, con persone che avrebbero dichiarato di essere state iscritte a loro insaputa e intenzionate a rivolgersi alle autorità competenti. Il consigliere pone interrogativi sulle eventuali responsabilità, ma non indica elementi che consentano di attribuirle a una persona specifica. La conclusione di Troiani riguarda i nuovi equilibri politici emersi dopo la seduta del 14 ottobre. Secondo la sua ricostruzione, il sindaco sarebbe oggi sostenuto da sette voti su 25: il proprio, quello della consigliera proveniente dall’opposizione e altri cinque riconducibili al variegato residuo della precedente maggioranza di centrodestra. Una lettura che Troiani utilizza per mettere in evidenza la fragilità politica dell'attuale assetto amministrativo e le contraddizioni che, a suo giudizio, attraversano gli schieramenti cittadini. La sua presa di posizione si chiude con la locuzione latina «Omnia munda mundis», traducibile come «tutto è puro per i puri», una conclusione che accompagna una critica complessiva ai comportamenti e alle scelte dei protagonisti della politica civitanovese.

Sanità

Sanità, altri 2 milioni per le assunzioni nelle Marche: 205mila euro all'Ast di Macerata

Sanità, altri 2 milioni per le assunzioni nelle Marche: 205mila euro all'Ast di Macerata

20/10/2026 11:30

Altri 2 milioni di euro per aumentare la capacità di assunzione della sanità marchigiana. La Giunta regionale ha approvato un nuovo incremento del tetto di spesa per il personale delle aziende sanitarie e ospedaliere, portando a oltre 970 milioni di euro il limite complessivo del Servizio sanitario regionale. Per l’Ast di Macerata sono previsti 205.185 euro aggiuntivi, destinati a sostenere il potenziamento dei servizi sul territorio. Si tratta del terzo intervento del 2026, dopo i 9,5 milioni di euro approvati a gennaio e i 4,6 milioni di giugno. Con l’ultimo provvedimento, l’aumento complessivo del tetto di spesa autorizzato nel corso dell’anno supera così i 16 milioni di euro. Le risorse sono ripartite tra le cinque Aziende sanitarie territoriali, l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche e l’Inrca. Nel dettaglio, 335.100 euro sono destinati all’Ast di Pesaro Urbino, 610.323 euro a quella di Ancona, 205.185 euro a Macerata, 313.208 euro a Fermo e 236.184 euro ad Ascoli Piceno. All’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche spettano 250mila euro, mentre all’Inrca sono assegnati 50mila euro. L’obiettivo è rafforzare la sanità territoriale, sostenere l’attivazione delle Case della Comunità e potenziare i nuovi ambulatori dedicati ai bisogni non differibili, collegati con i pronto soccorso. Per queste strutture sono previste anche risorse aggiuntive destinate alle Case della Comunità di Vallefoglia, Cupramontana, Sassoferrato, Arcevia, Porto Sant’Elpidio, Montegiorgio e Ripatransone, che si aggiungono alle 29 inizialmente individuate con personale già finanziato. «Con questo provvedimento diamo ulteriore sostegno alla sanità marchigiana. È il terzo intervento della Giunta dall’inizio dell’anno per aumentare la capacità di assunzione delle aziende del Servizio sanitario regionale», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, sottolineando la necessità di rafforzare i servizi negli ospedali e sul territorio. Tra gli esempi citati dall’assessore figura Montegiorgio, dove il personale aggiuntivo dovrà contribuire anche al progetto Smart Village: un modello di welfare e assistenza sociosanitaria domiciliare personalizzata rivolto soprattutto agli over 75, con l’obiettivo di favorire l’autonomia delle persone anziane e la permanenza nella propria abitazione. L’aumento delle risorse si inserisce in un percorso che, nei mesi scorsi, ha già interessato anche l’Ast di Macerata. Ad aprile la Regione aveva approvato i nuovi piani occupazionali per le aziende sanitarie di Macerata e Fermo, programmando rispettivamente 172 e 104 nuove assunzioni. I posti riguardano in larga parte personale sanitario, tra medici, infermieri, tecnici e operatori sociosanitari, oltre a figure amministrative. Resta tuttavia da verificare in quale misura gli incrementi del tetto di spesa si traducano in nuovi ingressi e in un effettivo rafforzamento dei servizi. Il tema è stato sollevato anche dalla Cisl Fp Marche, che il 14 ottobre, dopo un incontro con la Regione, ha definito positivo l’aumento delle risorse per il personale, giudicandolo però ancora parziale rispetto al fabbisogno delle aziende sanitarie. Il sindacato ha chiesto di conoscere i dati sulle assunzioni già effettuate e ha espresso la preoccupazione che una parte dei reclutamenti possa essere stata assorbita dalle necessità della rete ospedaliera, anziché essere destinata al potenziamento dell’assistenza territoriale. Una questione rilevante soprattutto in vista dell’operatività delle Case della Comunità e dei nuovi servizi che dovrebbero contribuire a garantire risposte più vicine ai cittadini. L’incremento del tetto di spesa rappresenta quindi un margine economico aggiuntivo per il reclutamento del personale. La sua ricaduta concreta dipenderà dalle procedure di assunzione, dalla disponibilità dei professionisti e dalla capacità delle aziende sanitarie di destinare le nuove risorse ai servizi che ne hanno maggiore necessità.

Dal lavoro alle Terme di Tolentino all'Uganda: l'impegno di Beatrice Bistocco per Africa Mission

Dal lavoro alle Terme di Tolentino all'Uganda: l'impegno di Beatrice Bistocco per Africa Mission

18/10/2026 11:50

Il titolo dell’argomento che oggi trattiamo nella rubrica “Sano a sapersi” è un detto popolare che si sente ripetere spesso in più ambiti, nel sociale, nel culturale, nel religioso e persino in quello economico. Riusciamo a comprendere che è un modo efficace per alimentare il nostro benessere se facciamo del bene a noi stessi, ma anche agli altri così da costruire un bene sempre più allargato intorno a noi. È un ragionamento che sconfina nella valutazione dei valori umani, nei principi morali, negli insegnamenti cristiani e nelle migliori speculazioni di pensiero che ci sono state tramandate. Che tanti uomini e donne non riescano a difendersi e fuggire dalle tentazioni che creano malessere e negatività fa parte della nostra natura, ma una volta trovati gli antidoti, risulta chiaro che fare del bene ci fa bene, proprio alla nostra salute, alimenta il benessere. Fare del bene però è un vago concetto generale, bisogna riempirlo di contenuti. Ognuno nella sua vita deve trovare la sua via del bene, o più vie, ricercando e confrontandosi con la realtà che sta vivendo. Proprio per riempire di contenuti la lunga prefazione che ci siamo permessi, oggi incontriamo una signora, Beatrice Bistocco, che da qualche anno, oltre che al suo lavoro di estetista alle Terme S. Lucia di Tolentino, anche in questo caso distribuendo benessere, coltiva un altro impegno di grande valenza benefica, un contributo all’alleviamento di sofferenze e limiti di tanti uomini e donne residenti nelle zone più povere del mondo. Lo fa come collaboratrice di un’associazione umanitaria denominata “Africa Mission”. Signora Beatrice, ci parli di “Africa Mission” e della sua attività. “Africa Mission” è un’associazione umanitaria nata 50 anni fa ad opera di Vittorio Pastori, un ristoratore di Varese, che aveva seguito il suo vescovo curandone le attività curiali nella diocesi di Piacenza. Proprio su istigazione del vescovo Monsignor Manfredini, egli fece un viaggio in Africa e precisamente in una zona tra le più povere dell’Uganda, la regione di Karamoja, un territorio semidesertico tre volte grande quello delle Marche dove vivono circa 1 milione di abitanti, tutti piccoli agricoltori e pastori con grossi problemi per la loro stessa sopravvivenza soprattutto per la mancanza di acqua. Fu un impulso per creare “Africa Mission” con la sede principale a Piacenza. In seguito, Vittorio Pastori fu consacrato presbitero e conosciuto da tutti come don Vittorione per la sua imponente stazza. È venuto a mancare 30 anni fa, ma la sua opera si è ingrandita. Negli anni ha contribuito all’assistenza in molte parti del mondo, ma la sua operatività principale è rimasta proprio in quella zona dell’Uganda. Oggi “Africa Mission” conta organizzazioni di collaborazione in tredici regioni italiane, una delle più importanti si trova nella provincia di Pesaro qui nelle Marche. Poi a Tolentino ci sono anch’io che posso contare sull’aiuto di tanti amici. Cosa fa “Africa Mission” nella regione di Karamoja in Uganda? “In un territorio come quello, non molto diverso da come lo vide allora don Vittorione, “Africa Mission” si occupa soprattutto della realizzazione di pozzi d’acqua. Non è un’opera semplice, perché per arrivare alle falde acquifere bisogna scavare ben oltre 50 metri. Ne sono stati realizzati molti e questa opportunità dell’acqua ha aiutato in qualche maniera a migliorare la vita degli abitanti. Altre emergenze della zona sono la scuola e la sanità. “Africa Mission” anche in queste necessità sta facendo molto, in collaborazione con i missionari Comboniani che hanno una buona presenza in quella terra. Io stessa mi sono recata come altri volontari in Karamoja per un mese negli ultimi due anni. È davvero speciale la sensazione che hai nel constatare il grande bisogno che quella gente ha di te e la loro riconoscenza. Nell’ambito di un’educazione a nuovi mestieri per loro sconosciuti soprattutto nel campo artigianale, sto seguendo un progetto per insegnare a tagliare e cucire le stoffe”. Oltre al bene che portate a chi ha bisogno, qual è il bene che ricevete da questa vostra azione? “Sicuramente io sono soddisfatta, più serena, più disponibile, più aperta in tutti i contesti della mia vita quotidiana, quando sono qui a casa. È una sensazione di benessere che ho ricevuto cercando il benessere di chi, proprio per la loro estrazione geografica, ne ha ricevuto davvero poco. A volte con i miei amici volontari dell’associazione diciamo che dobbiamo ringraziare piuttosto che essere ringraziati”. Penso che abbiate bisogno di un sostegno economico. Come lo recherate? “Ci sono donazioni liberali di vario tipo, manifestazioni per recuperare risorse. Vorrei segnalare e invitare tutti a partecipare ad una cena di beneficenza per “Africa Mission” che si svolgerà a Tolentino nel ristorante Bellini venerdì 13 novembre alle ore 20.30. Era stata comunicata in precedenza un’altra data, ma ripeto presso il ristorante Bellini il 13 novembre alle ore 20.30. La cena molto gustosa ha un costo di 30 euro, una parte andrà a favore della nostra missione”.

Sport

L'Aurora si rialza nel derby, Senigagliesi non si nasconde: "Vogliamo vincere il campionato"

L'Aurora si rialza nel derby, Senigagliesi non si nasconde: "Vogliamo vincere il campionato"

19/10/2026 17:33

Day after felice in casa Aurora Treia. Il 2-0 nel derby contro il Chiesanuova porta in dote tre punti pesanti, ma soprattutto restituisce entusiasmo a una squadra chiamata a reagire dopo la sconfitta casalinga contro il Fano. E farlo in una sfida così sentita rende il successo ancora più significativo. I cucinieri salgono a quota 16 punti e consolidano la seconda posizione in classifica, alle spalle della sola Fermana. Un risultato che dà nuovo slancio alle ambizioni della formazione treiese, capace di rispondere sul campo in una partita che, per il valore della rivalità e per il significato che assume per la comunità locale, va ben oltre i tre punti. Il successo permette inoltre di riscattare la sconfitta rimediata in Coppa ad agosto al Don Guido Bibini, una gara che aveva lasciato strascichi e polemiche legati a episodi extracalcistici. Questa volta a parlare è stato il campo, con l'Aurora brava a imporsi e a ritrovare la strada della vittoria. Tra i protagonisti del derby c'è Luca Senigagliesi, autore del momentaneo 0-1 nella sfida del Don Guido Bibini e tra gli uomini più attesi in una partita dal peso specifico particolare. L'attaccante sottolinea soprattutto la capacità della squadra di rialzarsi dopo il passo falso precedente. «Reagire era importante dopo la gara col Fano, ci era richiesto e farlo in un derby molto sentito come questo era molto delicato. Sono contento del gol, del rigore e del resto, ma l'importante era il risultato», racconta Senigagliesi. Parole che fotografano lo spirito con cui l'Aurora ha affrontato l'appuntamento: mettere da parte le delusioni, ritrovare compattezza e dimostrare di saper rispondere alle difficoltà. Per l'attaccante, la soddisfazione personale passa inevitabilmente in secondo piano rispetto al bene della squadra. «Fare gol è bello anche nel campetto di parrocchia, sono contento di essere tornato a casa, ma l'importante è giocare per un obiettivo che abbiamo tutti in mente e che giochiamo domenica dopo domenica per portarlo a casa». Il messaggio è chiaro: l'Aurora Treia non vuole accontentarsi di un buon avvio di stagione, ma punta a recitare un ruolo da protagonista. Le ambizioni societarie sono importanti e il gruppo è consapevole delle aspettative che accompagnano il proprio percorso. «Sicuramente siamo stati chiamati per essere protagonisti e provare a vincere il campionato. La società è ambiziosissima e quindi dobbiamo cercare di migliorarci senza pensare a questo, ma partita dopo partita», spiega Senigagliesi. È proprio questa la linea da seguire per i cucinieri: coltivare l'ambizione senza lasciarsi condizionare dalla classifica, continuando a lavorare e a concentrarsi sul prossimo impegno. Il derby con il Chiesanuova ha restituito fiducia e punti preziosi, ma la stagione è ancora lunga. Per l'Aurora Treia, intanto, il lunedì porta sorrisi e una certezza: vincere una partita così sentita vale sempre qualcosa in più.

Ginnastica Macerata, sei ori alla Coppa Campioni: pioggia di medaglie a Pomigliano

Ginnastica Macerata, sei ori alla Coppa Campioni: pioggia di medaglie a Pomigliano

19/10/2026 15:30

Sei medaglie d’oro, un argento e un bronzo per chiudere nel migliore dei modi l’anno agonistico. La Ginnastica Macerata si mette in evidenza alla Coppa Campioni di ginnastica aerobica, andata in scena il 17 e 18 ottobre a Pomigliano d'Arco, conquistando risultati di prestigio in tutte le categorie, dalle Allieve alle Senior. A brillare è stata soprattutto la capacità delle atlete maceratesi di alternare prestazioni individuali di alto livello a prove di squadra, confermando il lavoro svolto quotidianamente in palestra e l’affiatamento tra le ginnaste. Nella categoria Senior, Arianna Ciurlanti conquista il primo posto nell’individuale, grazie a un esercizio di qualità, caratterizzato da eleganza e maturità tecnica. Doppia vittoria per le Junior B. Margherita Paolucci, Ginevra Evangelista e Anna Pinzi si impongono nella prova del trio, mentre nel gruppo arriva un altro oro per la formazione composta dalle tre atlete maceratesi insieme ad Anna Bisconti e Angela Schiano, quest’ultima della Chige. Una prestazione convincente, sostenuta da armonia e sincronizzazione. Buone indicazioni anche dalle prove individuali, disputate in una competizione particolarmente partecipata. Paolucci si distingue per sicurezza ed eleganza, Bisconti conferma i progressi compiuti e Evangelista, impegnata in tutte e tre le specialità, dimostra energia e determinazione. Risultati altrettanto significativi arrivano dalle Junior A, protagoniste di una giornata da quattro medaglie. Norah Leoperdi vince l’individuale, mentre Diana Marchetti conquista l’argento. Le due ginnaste, insieme a Matilde Ottaviani, salgono poi sul gradino più alto del podio nel trio. Il quarto successo di categoria arriva nella prova del gruppo, con Norah e Diana affiancate da Matilde Ottaviani, Angelica Garbuglia e Beatrice Ortenzi. Positive anche le prestazioni individuali di Ottaviani e Garbuglia, che confermano la crescita del gruppo e il lavoro portato avanti durante la stagione. A completare il medagliere ci pensano le Allieve, con il bronzo conquistato nel trio da Agnesa Beqiraj, Linda Crescimbeni ed Elena Staffolani. La formazione del gruppo, composta da Benedetta Foglia, Anita Francia, Angelica Grioli, Mia Mengoni ed Elena Tacconi, sfiora invece il podio, confermandosi competitiva. Segnali incoraggianti arrivano anche dal secondo trio, formato da Grioli, Mengoni e Tacconi, e dalle prove individuali di Staffolani, Dominique Marchetti, Francia e Foglia. Al di là delle medaglie, la trasferta campana consegna alla Ginnastica Macerata un bilancio positivo per l’intero settore agonistico. Tutte le categorie hanno dimostrato di poter competere ad alto livello, dalle più giovani alle Senior, valorizzando il percorso di crescita costruito attraverso allenamenti, impegno e spirito di squadra. Un risultato che premia il lavoro delle atlete, la guida dei tecnici e il sostegno delle famiglie, offrendo alla società maceratese una solida base da cui ripartire per la prossima stagione.

Economia

Energia e carburanti, stangata da 918 milioni nelle Marche: "A rischio investimenti e occupazione"

Energia e carburanti, stangata da 918 milioni nelle Marche: "A rischio investimenti e occupazione"

19/10/2026 11:22

Il caro energia torna a pesare sui bilanci di famiglie e imprese, con una stangata che, nelle Marche, potrebbe avvicinarsi ai 918 milioni di euro nel 2026. È la stima elaborata dal Centro Studi Cna Marche sulla base di un aumento medio del 20% dei prezzi di energia e carburanti. Un rincaro che rischia di sottrarre risorse ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle aziende, mettendo sotto pressione la competitività del sistema produttivo regionale. Secondo l'analisi della Cna che proietta sull'intero anno l'andamento dei consumi e della spesa energetica, a livello nazionale il conto complessivo per benzina, gasolio, elettricità e gas potrebbe raggiungere i 206 miliardi di euro. Si tratta di oltre 33 miliardi in più rispetto al 2025 e di una cifra superiore anche ai 202 miliardi registrati nel 2022, durante la precedente crisi energetica. Le conseguenze sarebbero significative sia per le famiglie, con un aggravio medio superiore ai 500 euro annui, sia per le imprese, per le quali il costo aggiuntivo medio supererebbe i 4.500 euro. Nel dettaglio regionale, la maggiore spesa stimata ammonta a circa 918 milioni di euro. Di questi, oltre 328 milioni ricadrebbero sulle famiglie marchigiane, mentre circa 589 milioni graverebbero sulle imprese. Un impatto rilevante per un territorio in cui il tessuto economico è composto in larga parte da piccole e medie attività, spesso particolarmente esposte alle variazioni dei costi energetici. A incidere è soprattutto la dinamica dei carburanti. Nei primi otto mesi del 2026, secondo i dati richiamati dalla CNA, i consumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3%, ma la spesa è aumentata del 12,6%. Per la benzina si registra invece una crescita dei consumi del 4,8%, accompagnata da un incremento della spesa del 9,6%. Se la tendenza dovesse proseguire, il conto annuale dei carburanti arriverebbe a 74,4 miliardi di euro, contro i 66,6 miliardi dell'anno precedente. La pressione sui bilanci si avverte anche nel Maceratese, dove i prezzi dei carburanti restano elevati. In base ai dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 13 ottobre, la benzina self-service costa in media 2,020 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge i 2,224 euro. Valori che incidono direttamente sui costi di esercizio di numerose attività economiche del territorio, dal manifatturiero al sistema casa, dall'agroalimentare all'autoriparazione, fino al settore dei trasporti. Per queste imprese, l'aumento delle spese per carburanti, elettricità e gas rischia di comprimere i margini e ridurre la capacità di investire. «Ogni misura che contribuisce a ridurre il prezzo alla pompa è positiva – sottolinea Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata – ma occorre prestare attenzione a come viene distribuito lo sforzo lungo la filiera. Non sarebbe equilibrato se una parte rilevante della calmierazione finisse per gravare proprio sui gestori degli impianti, spesso piccole imprese che rappresentano l'ultimo anello della catena. È necessario che il contributo alla riduzione dei prezzi sia sostenibile e proporzionato lungo tutti i passaggi della filiera». Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i carburanti. Anche le bollette di elettricità e gas continuano a rappresentare una voce di spesa critica, rendendo necessario un intervento che vada oltre le misure temporanee. Per la CNA, la riduzione strutturale del costo dell'energia deve diventare una priorità della politica economica. Tra le proposte avanzate a livello nazionale figura l'istituzione, nella prossima legge di bilancio, di un fondo da un miliardo di euro all'anno per sostenere la realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici destinati all'autoproduzione delle imprese. L'obiettivo è ridurre la spesa energetica e limitare la dipendenza dalle oscillazioni dei mercati. «Per le nostre imprese bollette e carburanti più cari significano meno risorse per investire, innovare e creare occupazione – conclude Giglietti –. Servono interventi immediati, ma anche strumenti che consentano alle aziende di diventare progressivamente meno dipendenti dalle oscillazioni dei mercati energetici. Per un territorio produttivo come il nostro è una questione di competitività e di capacità di programmare il futuro».

Civitanova, Elsa Fornero  al Forum per l'indipendenza finanziaria: "L'autonomia delle donne è libertà"

Civitanova, Elsa Fornero al Forum per l'indipendenza finanziaria: "L'autonomia delle donne è libertà"

17/10/2026 10:38

C'è Gina, 70 anni, pensionata, che con il denaro ha sempre avuto un rapporto difficile e conflittuale. Una vita trascorsa a cercare di far quadrare i conti, tra lavori che la impegnavano giorno e notte e un matrimonio complicato e opprimente dal quale è riuscita a uscire contando sulle proprie forze. Oggi ha raggiunto traguardi importanti: ha pagato la casa e ha permesso alla figlia di studiare fino alla laurea in Scienze infermieristiche. C'è Sara, manager che ha saputo affrontare le difficoltà di un percorso personale e professionale complesso, superando lo scetticismo di chi le suggeriva di lasciar perdere. Ha trasformato gli ostacoli in opportunità, conquistando la libertà di scegliere e di costruire qualcosa di realmente suo, fino a cambiare vita. E c'è Giada, giovane docente di lettere nella scuola secondaria, alle prese con un precariato che rende incerto il futuro. «Ho aperto il mio primo fondo pensionistico – spiega – spinta dal desiderio di garantirmi un cuscinetto previdenziale, un paracadute capace di darmi sicurezza in un mercato futuro non proprio a misura dei giovani, per usare un eufemismo». Tre storie diverse, un unico filo conduttore: la ricerca dell'autonomia economica, una conquista che per le donne continua a essere particolarmente difficile. Proprio da queste testimonianze ha preso le mosse il primo Forum nazionale sull'indipendenza economica e finanziaria al femminile, promosso da Banco Marchigiano e svoltosi venerdì nella sala conferenze dell'istituto di credito a Civitanova Marche. L'iniziativa è stata organizzata da INHUB, associazione nata per accompagnare le imprese verso modelli organizzativi più inclusivi, e ha riunito voci ed esperienze del mondo economico, accademico e sociale. Al centro della giornata, l'educazione finanziaria come strumento di consapevolezza, la disparità di genere nelle opportunità economiche e il diritto delle donne a costruire il proprio futuro in autonomia. Temi affrontati nella tavola rotonda moderata dalla giornalista Ester Viola, con la partecipazione di autorevoli ospiti, tra cui l'ex ministra Elsa Fornero, intervenuta in collegamento. «Promuovere la cultura e l'educazione finanziaria è indispensabile». È il messaggio di Massimo Tombolini, direttore generale di Banco Marchigiano, che ha sottolineato come le donne abbiano ancora troppo spesso meno occasioni di partecipare alle decisioni economiche e possano, di conseguenza, sentirsi meno sicure nell'affrontarle. Le risposte, secondo Tombolini, devono partire dall'educazione finanziaria fin dalla giovane età, attraverso un linguaggio semplice e strumenti pratici. Fondamentale anche l'orientamento, per conoscere prodotti e opportunità come conti correnti, investimenti e previdenza integrativa e imparare a scegliere con consapevolezza. A questo si aggiunge la responsabilità degli istituti di credito, chiamati ad ascoltare e accompagnare le persone senza dare nulla per scontato. «L'autonomia economica è una condizione di libertà e di pari opportunità, e noi vogliamo contribuire a costruirla», ha affermato Tombolini. Per tradurre questo impegno in iniziative concrete, Banco Marchigiano ha annunciato un conto corrente dedicato alle donne, gratuito per 24 mesi a partire dal 16 ottobre. Presentato anche un «passaporto finanziario», pensato come un percorso a tappe per accompagnare le donne verso una piena cittadinanza finanziaria, attraverso strumenti e azioni utili a rafforzare la propria indipendenza. Molto applaudito l'intervento in collegamento di Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha posto l'accento sulla necessità di cambiare prospettiva per superare le disuguaglianze economiche e sociali. «È necessario un mindset, ossia un mutamento di prospettiva che, oltre a ridurre le profonde discriminazioni legate ai divari salariali, riporti al centro l'autonomia delle donne e il loro diritto a scelte davvero libere da un padre, da un marito e anche dallo Stato», ha dichiarato. Per Fornero, occorre affrancarsi da una logica assistenziale che ha spesso caratterizzato le politiche italiane rivolte alle lavoratrici: un sistema che prima produce o alimenta discriminazioni nel mercato del lavoro e poi cerca di compensarle attraverso bonus, sussidi e misure previdenziali. Ripercorrendo la propria esperienza di governo, l'ex ministra ha ricordato le difficoltà incontrate nel tentativo di ottenere risorse per intervenire sul mercato del lavoro. «Se io non ho risorse non posso cambiare il mondo del lavoro», ha raccontato di aver detto a Palazzo Chigi, ricordando lo stanziamento di 200 milioni di euro. Fornero ha inoltre rievocato la battaglia per introdurre il congedo obbligatorio per i padri, una misura che, nonostante le resistenze legate ai costi, venne introdotta perché rappresentava un primo passo verso una maggiore condivisione delle responsabilità familiari. «Significava accendere almeno una lampadina», ha ricordato. Il peso del lavoro di cura, tradizionalmente attribuito alle donne, resta infatti uno degli ostacoli alla loro indipendenza. Fornero ha anche criticato le scelte politiche che in passato favorirono il ritorno delle donne in famiglia attraverso strumenti come le baby pensioni, giudicandole irresponsabili sia nei confronti delle lavoratrici sia per la sostenibilità dei conti pubblici. L'educazione finanziaria comincia anche tra le mura domestiche. A sottolinearlo è stata Monica Rivelli, responsabile Sviluppo progetti di FEduF, la Fondazione per l'Educazione finanziaria e al Risparmio, che promuove percorsi educativi nelle scuole. «Non è facile parlare di denaro. Non è stato facile farlo nelle scuole, dove siamo presenti con progetti di educazione finanziaria, e non lo è nelle famiglie, dove è ancora considerato un po' un tabù», ha spiegato. Secondo Rivelli, affrontare apertamente questi temi permette ai ragazzi di sviluppare maggiori competenze. La famiglia rappresenta infatti la prima agenzia di socializzazione economica: i figli imparano non soltanto da ciò che viene loro raccontato, ma anche dagli esempi quotidiani. Un genitore che pianifica le spese e gestisce il bilancio familiare trasmette abitudini che possono diventare strumenti utili per il futuro. Lo stesso meccanismo riguarda gli stereotipi di genere, che possono condizionare fin dall'infanzia il rapporto con il denaro e la percezione delle proprie capacità economiche. Sul ruolo di questi condizionamenti si è soffermata anche Giulia Bettin, professoressa di Economia politica alla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche, richiamando l'attenzione sugli stereotipi che continuano a influenzare le opportunità e le scelte delle donne. L'importanza di un sostegno concreto alle donne è stata evidenziata anche da Roberta Famà, Chief ESG, Brand e Rapporti istituzionali di Cassa Centrale Banca. «Il mondo del credito cooperativo agisce avendo relazioni concrete con i territori. Questo ci permette di aiutare le donne con l'educazione finanziaria e di essere un supporto alla consapevolezza», ha spiegato. Un'attenzione particolare va a chi si assume la maggior parte degli impegni legati alla cura di mariti, figli e anziani, rinunciando talvolta a un reddito personale, alla tutela previdenziale e alla possibilità di costruire una propria autonomia economica. Un tema che si intreccia con quello della violenza economica, una forma di sopraffazione che può manifestarsi attraverso il controllo delle risorse, la limitazione dell'accesso al denaro e la dipendenza finanziaria dal partner. Elisa Giusti, responsabile del servizio antiviolenza Il Faro, ha approfondito le diverse situazioni in cui le disparità economiche possono nascondere dinamiche di controllo e abuso, mettendo in evidenza quanto la disponibilità di risorse proprie sia importante per la libertà personale. Il Forum di Civitanova ha così messo in luce una questione che va oltre la gestione del denaro: l'indipendenza economica è una condizione essenziale per scegliere, progettare il proprio futuro e sottrarsi a situazioni di dipendenza e sopraffazione. Le storie di Gina, Sara e Giada raccontano percorsi differenti, ma convergono sullo stesso punto: la libertà finanziaria non si costruisce soltanto attraverso il reddito, ma anche con conoscenze, consapevolezza, opportunità e strumenti concreti. Una sfida che chiama in causa famiglie, scuole, imprese, istituzioni e sistema bancario, affinché l'autonomia delle donne diventi sempre più una possibilità reale e non un traguardo da conquistare da sole.

Scuola e università

Macerata Humanities Festival, oltre 4.500 presenze: McCourt cerca nuovi fondi per crescere

Macerata Humanities Festival, oltre 4.500 presenze: McCourt cerca nuovi fondi per crescere

20/10/2026 13:00

Oltre 4.500 presenze, più di 150 protagonisti e oltre 50 appuntamenti in quattro giorni. Il Macerata Humanities Festival archivia la quarta edizione con numeri in crescita e un obiettivo già sul tavolo: rafforzare il sostegno economico alla manifestazione per accompagnarne lo sviluppo. Il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, ideatore del Festival, annuncia l’avvio di un confronto con imprese, fondazioni e istituzioni in vista della prossima edizione. Promossa dall’Ateneo dal 13 al 16 ottobre, la rassegna ha affrontato il tema “Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori”, mettendo in dialogo ricerca, cultura e questioni che riguardano la società contemporanea. Un’edizione insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica, che ha confermato la volontà di portare le scienze umane e sociali fuori dalle aule universitarie, coinvolgendo pubblici diversi. A evidenziare la partecipazione dei giovani è soprattutto l’incremento del 10,4% delle presenze studentesche registrate agli eventi. Accanto agli incontri, il concorso letterario Humanities ha offerto agli studenti un ulteriore spazio di espressione. Anche la diffusione digitale restituisce la portata dell’iniziativa: un primo conteggio dei contenuti legati al Festival ha superato le 250mila visualizzazioni su Instagram. “Le humanities stanno tornando centrali nella comprensione e nel governo del presente e nella programmazione del futuro”, osserva McCourt. Per il rettore, le discipline umanistiche aiutano a valutare le conseguenze delle decisioni, riconoscere le ingiustizie e immaginare alternative. Il Festival, in questa prospettiva, rende accessibile tale lavoro e lo sottopone al confronto con la comunità. Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo, il conferimento della laurea honoris causa allo scrittore irlandese Colm Tóibín, alla presenza dell’ambasciatrice d’Irlanda Elizabeth McCullough, ha dato alla manifestazione una dimensione internazionale, con attenzione anche da parte di testate italiane e straniere. Il dialogo con il sociologo Hartmut Rosa e gli interventi di Alberto Oliverio e Vittorio Gallese hanno intrecciato prospettive sociologiche e neuroscientifiche. Spazio anche all’ambiente con Stefano Mancuso, che ha ricevuto il dottorato honoris causa dall’Accademia di Belle Arti di Macerata. La riflessione culturale si è sviluppata anche attraverso linguaggi diversi da quello accademico: la narrazione di Matteo Caccia, la musica di Appassionata e il teatro di Paola Minaccioni, che ha chiuso la rassegna con il tutto esaurito al Lauro Rossi. A fare da filo conduttore visivo è stata l’immagine della Sfinge, realizzata dall’illustratore Michelangelo Rossato con Ars in Fabula. “È stato un lavoro corale di docenti, ricercatori, personale e studenti dei cinque dipartimenti”, sottolinea Fabiola Falappa, delegata del rettore per il Festival, rimarcando il dialogo tra discipline e pubblico. Ora l’attenzione si sposta sulla quinta edizione e sulla necessità di consolidare la rete di collaborazioni costruita negli anni. “Il Festival è cresciuto, si è consolidato ed è riconoscibile, grazie anche alla qualità delle relazioni costruite con i nostri partner e tradotte in una visione condivisa del ruolo della cultura per lo sviluppo del territorio”, afferma McCourt. Per compiere un ulteriore salto di qualità, però, serve “un sostegno economico più forte e continuativo”. Il rettore avvierà quindi un confronto con imprese, fondazioni e istituzioni, a partire dai partner già coinvolti, con l’obiettivo di costruire nuove alleanze e assicurare risorse per la prossima edizione. “È un investimento in un ottimo biglietto da visita per la città, l’Università e le Marche”, conclude. Il Festival ha ricevuto il patrocinio della Regione Marche, del Comune di Macerata, della Fondazione Marche Cultura, della Crui e di Rai Marche. Tra i sostenitori figurano, come main sponsor, EDIF, iGuzzini e BCC Recanati e Colmurano, insieme a BCC Banca dei Sibillini, Gruppo Editoriale ELI e Dami. Alla realizzazione hanno contribuito i cinque dipartimenti dell’Ateneo e una rete di enti e associazioni, tra cui Amnesty International, Save the Children, Biblioteca Statale, Eurocarers, Inrca, Inps, Cnr e Gruppo Andreani.

Sisma, 14,3 milioni per la sede di Giurisprudenza a Macerata: il cantiere può partire nei prossimi mesi

Sisma, 14,3 milioni per la sede di Giurisprudenza a Macerata: il cantiere può partire nei prossimi mesi

20/10/2026 12:10

Via libera al progetto esecutivo per la messa in sicurezza e il miglioramento sismico dello storico ex Collegio dei Barnabiti, sede del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata. L’investimento complessivo ammonta a 14,34 milioni di euro e, una volta completate la gara e l’assegnazione dei lavori, il cantiere potrà partire entro pochi mesi. Il passaggio decisivo è arrivato il 19 ottobre, con l’esito positivo della Conferenza dei Servizi Speciale sul progetto esecutivo. L’intervento rientra nel programma di ricostruzione post-sisma 2016, nell’ambito dell’Ordinanza speciale numero 25 del 2021, e punta a recuperare uno dei complessi storici più rappresentativi del centro di Macerata, danneggiato dal terremoto di dieci anni fa. La copertura economica prevede 8,92 milioni di euro dalle risorse della ricostruzione, 3,39 milioni stanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e altri 2 milioni messi a disposizione direttamente dall’Ateneo. “Un intervento strategico che coniuga sicurezza, tutela del patrimonio storico e futuro dell’Università nel cuore di Macerata”, ha commentato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, sottolineando il valore dell’edificio per l’identità cittadina e per la formazione delle nuove generazioni. Il via libera al progetto, ha aggiunto, è il risultato del lavoro della Struttura commissariale insieme all’Università, all’Ufficio speciale per la ricostruzione e agli altri enti coinvolti. Soddisfazione anche da parte del rettore John McCourt, che ha ricordato il valore simbolico e culturale dell’Aula Magna e dell’Antica Biblioteca, luoghi che hanno accolto generazioni di studenti e docenti. L’obiettivo, ha spiegato, è restituire questi spazi alla loro funzione di luoghi di conoscenza e incontro. Il sindaco Sandro Parcaroli ha definito l’approvazione del progetto un passaggio importante per la città, evidenziando il ruolo dell’Università nello sviluppo culturale e socio-economico del territorio e la necessità di garantire strutture sicure e adeguate a studenti e personale accademico. Gli interventi nell’ex Collegio dei Barnabiti Il progetto interessa lo storico complesso di via Piaggia della Libertà, nel centro cittadino. Di origine seicentesca, l’edificio si sviluppa su sei livelli attorno a un chiostro centrale, per una superficie complessiva di circa 8mila metri quadrati. Nel tempo ha subito diversi interventi di trasformazione, tra cui la realizzazione dell’Aula Magna nel 1890 e della nuova biblioteca nel 1960. Il terremoto del 2016 aveva provocato danni strutturali e lesioni diffuse, rendendo inagibili alcune porzioni dell’immobile. I lavori riguarderanno le parti interessate dai danni, per una superficie di circa 6.870 metri quadrati, attraverso il consolidamento delle murature e il rinforzo delle strutture portanti, delle coperture e degli elementi architettonici. Interventi specifici sono previsti anche per l’Aula Magna e l’Antica Biblioteca, con opere di rinforzo strutturale. Il progetto comprende inoltre l’abbattimento delle barriere architettoniche, la realizzazione di un nuovo vano scala e di un ascensore, la riqualificazione degli impianti, l’efficientamento energetico e l’adeguamento alle norme antincendio. Il completamento dell’iter autorizzativo apre così la strada alla fase successiva, quella della gara e dell’affidamento. L’obiettivo è restituire alla comunità universitaria un edificio più sicuro, accessibile e funzionale, salvaguardando allo stesso tempo il patrimonio storico e architettonico di Macerata.

Cultura

Marche, nasce la Rete delle Dimore e dei Parchi Storici: 11 beni in provincia di Macerata

Marche, nasce la Rete delle Dimore e dei Parchi Storici: 11 beni in provincia di Macerata

20/10/2026 12:20

Sono 34 i beni storici già accreditati nella nuova Rete delle Dimore e dei Parchi Storici delle Marche, di cui 11 in provincia di Macerata. Il progetto, promosso dalla Regione in attuazione della legge regionale del 2021 e coordinato da Fondazione Marche Cultura, punta a mettere in connessione castelli, ville, dimore storiche, parchi e giardini per renderli più conosciuti e accessibili, rafforzando l'offerta culturale e turistica del territorio. La Rete nasce con l'obiettivo di trasformare un patrimonio diffuso in un sistema riconoscibile, capace di collegare luoghi, istituzioni, proprietari, gestori, associazioni e comunità. L'intento è favorire nuove opportunità di visita e promozione, valorizzando allo stesso tempo la storia e le peculiarità paesaggistiche delle diverse aree marchigiane. La distribuzione dei beni già accreditati interessa tutte e cinque le province: sette si trovano nell'Anconetano, sei nell'Ascolano, otto nel Fermano, undici nel Maceratese e due nel Pesarese. Tra i luoghi inseriti nella Rete figurano il Castello della Rancia di Tolentino, Palazzo Buonaccorsi a Macerata e il Parco storico e Villa La Quiete di Treia, insieme a numerose altre realtà di interesse storico, architettonico e paesaggistico. Il percorso di accreditamento rimane aperto e progressivo, attraverso procedure regionali articolate per annualità, con l'obiettivo di ampliare nel tempo il numero dei siti coinvolti. “La Rete delle Dimore e dei Parchi Storici delle Marche nasce dalla volontà di riconoscere, tutelare e valorizzare un patrimonio diffuso che appartiene profondamente alla storia, all'identità e al paesaggio della nostra regione”, dichiara il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Mettere questi luoghi in relazione, aggiunge, significa renderli più visibili e fruibili, promuovendo una conoscenza consapevole e sostenibile e nuove opportunità per i territori. Una mappa per scoprire il patrimonio marchigiano Tra gli strumenti previsti c'è una sezione dedicata sul portale istituzionale della Regione, nell'area Cultura. Sarà realizzata una mappa georeferenziata con schede descrittive dei singoli beni, immagini, informazioni storico-culturali, indicazioni per la visita e collegamenti ai siti ufficiali. I visitatori potranno esplorare le realtà accreditate per provincia e scoprire anche il patrimonio culturale e paesaggistico circostante. Il coordinamento delle attività di documentazione, comunicazione e valorizzazione è affidato a Fondazione Marche Cultura. Il presidente Andrea Agostini sottolinea che il valore del progetto consiste nella capacità di trasformare un patrimonio già esistente in un sistema più accessibile e condiviso, attraverso strumenti informativi e contenuti rivolti anche a nuovi pubblici. La Rete coinvolge inoltre realtà impegnate nella tutela e nella promozione culturale, tra cui FAI Marche, ADSI Marche, Italia Nostra e Legambiente, insieme a proprietari, gestori, enti locali e altri soggetti del territorio. Eventi e promozione anche a livello nazionale Un altro obiettivo è mettere in relazione le iniziative già esistenti, evitando sovrapposizioni e favorendo una programmazione coordinata di aperture, eventi e occasioni di visita. Tra gli appuntamenti interessati figurano le Giornate FAI di Primavera e d'Autunno, le Giornate Nazionali delle Case dei Personaggi Illustri, la Giornata Nazionale ADSI, le Giornate Europee del Patrimonio e le iniziative dedicate alle Case della Memoria e ai parchi. È prevista anche un'attività di comunicazione nazionale, con il coinvolgimento delle testate specializzate Finestre sull'Arte e Il Giornale dell'Arte, per dare maggiore visibilità al patrimonio storico e paesaggistico marchigiano. L'obiettivo finale è favorire un turismo culturale più consapevole e diffuso, trasformando dimore, castelli, ville e giardini in luoghi da conoscere e visitare, capaci di custodire la memoria delle comunità e generare nuove opportunità culturali, sociali ed economiche.

Mostra SOS a Freising, l’arte delle Marche dopo il sisma

Mostra SOS a Freising, l’arte delle Marche dopo il sisma

19/10/2026 16:00

Dalle ferite del terremoto del 2016 a una nuova occasione di valorizzazione internazionale. Venti opere d’arte provenienti dalle province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo sono protagoniste in Germania della mostra “SOS – Save Our Souls. Arte, fede e identità tra i Sibillini e l’Adriatico”, inaugurata il 18 ottobre al Diözesanmuseum di Freising, in Baviera, dove resterà aperta fino al 31 marzo 2027. L’esposizione, promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata insieme al Museo Diocesano di Freising, porta davanti al pubblico internazionale un patrimonio che attraversa i secoli, dal XIII agli inizi del XVII, e racconta al tempo stesso il complesso lavoro di recupero e conservazione avviato dopo il sisma. Dietro le opere esposte c’è infatti un percorso iniziato nell’emergenza, con il recupero dei beni dagli edifici monumentali danneggiati e il loro trasferimento nei depositi di sicurezza, per poi proseguire con la catalogazione, la progettazione degli interventi di restauro e la ricerca dei finanziamenti necessari. Un lavoro portato avanti negli anni per salvaguardare manufatti di grande valore artistico e religioso e renderne nuovamente possibile la fruizione pubblica.   “Un lavoro costante, svolto nel rispetto delle esigenze di tutela e conservazione e in dialogo con i proprietari e le comunità, per custodire il valore artistico, religioso e identitario delle opere e accompagnarne la restituzione alla fruizione pubblica”, spiega Pierluigi Moriconi, storico dell’arte della Soprintendenza e curatore della mostra. La conoscenza del patrimonio e il rapporto con il territorio, sottolinea, hanno permesso di intrecciare la storia delle opere con quella del loro recupero e della loro salvaguardia. La mostra assume così un significato che va oltre la dimensione artistica. Le opere diventano ambasciatrici dei “Cammini della Rinascita”, il progetto che mette in relazione borghi, paesaggi, luoghi della cultura e comunità, trasformando il patrimonio diffuso in una risorsa per il futuro delle aree colpite dal terremoto. “Le opere esposte raccontano un patrimonio fatto di arte, fede, tradizioni e territori, e diventano oggi vere e proprie ambasciatrici dei ‘Cammini della Rinascita’”, afferma il commissario alla ricostruzione Guido Castelli. “Alcune di queste opere sono state recuperate e restaurate dopo il sisma. La loro presenza in Germania dimostra che ricostruire non significa soltanto restituire ciò che è stato perduto, ma creare nuove connessioni, rafforzare l’identità dei territori e aprirli a nuove opportunità”. Portare questi capolavori in Europa significa, dunque, raccontare un Appennino che non vuole essere identificato soltanto con la devastazione del 2016, ma anche con la capacità delle sue comunità di rialzarsi e guardare avanti. Un percorso nel quale la tutela della memoria si accompagna alla costruzione di nuove opportunità culturali e turistiche. Tra gli artisti rappresentati figurano Carlo e Vittore Crivelli, Lorenzo Lotto, Allegretto Nuzi, Paolo da Visso, Pietro Alemanno, Marco Palmezzano e Cola dell’Amatrice. Per la prima volta in mostra sono presenti anche opere di Paolo Bontulli da Percanestro, a testimonianza della ricchezza e della varietà della produzione artistica sviluppatasi nei territori marchigiani. Tre opere, in particolare, rappresentano il legame tra arte, spiritualità e identità delle comunità delle province coinvolte. Il Polittico di Massa Fermana di Carlo Crivelli, firmato e datato 1468, è la prima opera marchigiana documentata dell’artista. I fondi dorati e la raffigurazione della Madonna con il Bambino e dei santi testimoniano la ricchezza del suo linguaggio figurativo. Proveniente dalla chiesa dei Santi Lorenzo, Silvestro e Ruffino, dopo il terremoto è stato trasferito nella Pinacoteca civica. Dalla provincia di Ascoli Piceno arriva la Pala di San Vittore di Cola dell’Amatrice, realizzata nel 1514 per l’omonima chiesa ascolana grazie alla devozione dei cittadini. L’opera raffigura la Madonna con il Bambino e i santi Vittore, Eustachio, Andrea e Cristanziano. Sullo sfondo compare una veduta della città medievale di Ascoli sotto un temporale, richiamo alla protezione di san Cristanziano contro la grandine. Dopo i gravi danni subiti dalla chiesa nel 2016, il dipinto è custodito nel Museo Diocesano di Ascoli Piceno, in attesa di poter tornare nella sua sede originaria. Il legame con il territorio maceratese e con l’area dei Sibillini è rappresentato dal Polittico di Nocelleto di Paolo da Visso, databile intorno al 1470 e proveniente dalla chiesa di Santa Maria in Castellare, nel territorio di Castelsantangelo sul Nera. I colori vivaci, i fondi oro e la carpenteria gotica incorniciano la Madonna con il Bambino, gli angeli e i santi. Sopravvissuta alla distruzione della chiesa durante il terremoto, l’opera è stata messa in sicurezza nel deposito museale MARec di San Severino Marche. La realizzazione della mostra permette inoltre di rendere visibile il lavoro spesso poco conosciuto svolto dalla Soprintendenza diretta dall’architetto Giovanni Issini e dalle numerose professionalità coinvolte: storici dell’arte, restauratori, tecnici e personale impegnato nel recupero, nella documentazione, nella gestione dei depositi e nell’organizzazione dei prestiti. Un impegno collettivo che ha consentito a opere segnate dal sisma di superare la fase dell’emergenza e tornare a essere ammirate. A Freising, il patrimonio marchigiano diventa così il racconto concreto di una rinascita che passa dalla cultura, dalla memoria e dalla capacità di mantenere vivo il legame tra i capolavori e le comunità da cui provengono.

Eventi

Dall'Abbadia di Fiastra ai Sibillini: 600 ciclisti da tutto il mondo per Marche Trail

Dall'Abbadia di Fiastra ai Sibillini: 600 ciclisti da tutto il mondo per Marche Trail

20/10/2026 12:40

Quasi mille chilometri, oltre 30 comuni attraversati e quattro percorsi per la nona edizione dell’avventura bikepacking, partita e arrivata all'Abbadia di Fiastra. Il prossimo anno l'evento si allargherà a quattro giorni. Circa 600 partecipanti provenienti da tutta Europa e anche da fuori continente, quasi mille chilometri di percorsi e oltre 30 comuni attraversati, tra borghi, colline, strade bianche, Monti Sibillini e costa adriatica. Si chiude con un bilancio positivo la nona edizione di Marche Trail, l’avventura in bicicletta organizzata dall'Asd Marche Bikepacking dal 9 all'11 ottobre, con partenza e arrivo nella riserva naturale dell'Abbadia di Fiastra. Quattro gli itinerari proposti: Classic 300, Wild 400, Short 200 e OneShot Social Gravel, pensati per scoprire le Marche pedalando anche lontano dalle rotte più conosciute. Una formula che punta non alla competizione, ma al viaggio e alla valorizzazione del territorio, portando visitatori nei piccoli centri anche al di fuori dei tradizionali periodi di alta stagione turistica. L'edizione 2026 ha potuto contare sulla collaborazione di amministrazioni, strutture ricettive e realtà locali. Grazie alla Fondazione Giustiniani Bandini, l'Abbadia di Fiastra si è trasformata nel Marche Trail Village, mentre i Comuni di Ascoli Piceno e Potenza Picena hanno ospitato i campi base. Un ruolo importante è stato svolto anche dal Natural Village Resort e dalle numerose strutture lungo gli itinerari, che hanno accolto i ciclisti offrendo loro l’opportunità di conoscere da vicino luoghi, attività e comunità. Tra le novità più apprezzate dell'anno c’è stato FUR_GÒ – Gravel, People, Music and Beer, il van itinerante che ha animato i ristori trasformandoli in occasioni di incontro e condivisione. Il progetto sarà confermato e sviluppato anche nelle prossime edizioni e negli appuntamenti giornalieri OneShot Social Gravel. L'Asd Marche Bikepacking ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa: dalla Fondazione Giustiniani Bandini al Natural Village Resort, dai Comuni coinvolti alle strutture ricettive, passando per gli sponsor e i partner. Un riconoscimento particolare è stato rivolto ai volontari, alle attività locali e ai partecipanti, protagonisti dell’esperienza. Archiviata la nona edizione, lo sguardo è già rivolto al prossimo appuntamento. Nell'ottobre 2027 Marche Trail festeggerà il suo decimo anniversario, con un programma che si estenderà a quattro giorni e punterà a coinvolgere ancora più Comuni, strutture ricettive, associazioni e attività locali. L’edizione del decennale sarà ufficializzata a Milano il 7 e 8 novembre, durante gli Stati generali del circuito italiano degli eventi Trail Bikepacking. “Vogliamo che siano quattro giorni di viaggio e di festa, sempre nella prima metà di ottobre, con l’obiettivo di coinvolgere ancora di più Comuni, strutture ricettive, associazioni e attività locali”, spiega l’organizzazione. L’intento è fare del decennale un ulteriore passo avanti nella promozione del turismo lento, raccontando attraverso la bicicletta paesaggi, borghi, accoglienza ed eccellenze delle Marche. Nel frattempo proseguono le OneShot Social Gravel, pedalate itineranti e piccole avventure di un giorno organizzate in collaborazione con Comuni e soggetti privati per far conoscere le aree interne, i prodotti e gli angoli meno noti della regione. Il calendario degli ultimi appuntamenti del 2026 prevede il 24 ottobre una tappa ai Pantani di Accumoli, il 15 novembre al lago di Boccafornace, in collaborazione con il Comune di Valfornace, e il 27 dicembre la Conero Gravel, con partenza dall’Abbazia di San Firmano. Fotografie, video e informazioni sui prossimi eventi sono disponibili sul sito ufficiale www.marchetrail.it e sui canali social di Marche Trail e OneShot Social Gravel.

Francesco Tricarico a Potenza Picena con "W L'Italia": musica e arte visiva al Mugellini Festival

Francesco Tricarico a Potenza Picena con "W L'Italia": musica e arte visiva al Mugellini Festival

20/10/2026 11:50

Musica, poesia e pittura si incontrano a Potenza Picena con Francesco Tricarico, protagonista del prossimo appuntamento del Mugellini Festival 2026. Domenica 25 ottobre, alle 17.30, la Cappella dei Contadini ospiterà il cantautore milanese con il suo nuovo tour teatrale “W L'Italia - sogni...canzoni...squallori”, accompagnato, per l'occasione, dall'esposizione delle riproduzioni delle sue opere d'arte visiva. L'appuntamento porterà nelle Marche uno degli autori più originali e anticonformisti della musica italiana, capace di conquistare il pubblico con brani come “Io sono Francesco” e “Vita tranquilla”, quest'ultimo premiato a Sanremo con il Premio della Critica. Con undici album all'attivo e una carriera lontana dalle convenzioni dell'industria discografica, Tricarico ha costruito nel tempo un percorso personale, in cui la scrittura musicale si intreccia con una costante ricerca espressiva. Il nuovo spettacolo, “W L'Italia - sogni...canzoni...squallori”, va oltre la dimensione del concerto tradizionale. Al centro ci sono i temi che attraversano da sempre la sua produzione: la fragilità della condizione umana, la progressiva riduzione della libertà, la perdita del pensiero critico e il rischio di un'omologazione che mette in secondo piano i valori autentici. Canzoni e parole diventano così strumenti per interrogare il presente, con l'ironia e la sensibilità poetica che contraddistinguono l'artista. La tappa di Potenza Picena riserverà inoltre uno spazio alla sua attività pittorica. Le riproduzioni delle opere visive di Tricarico saranno esposte accanto all'esperienza musicale, offrendo al pubblico l'occasione di conoscere un'altra dimensione della sua ricerca artistica. Colori e forme dialogheranno con le atmosfere delle canzoni, in un percorso che mette in relazione linguaggi diversi ma legati dalla stessa visione del mondo. L'iniziativa si inserisce nel programma del Mugellini Festival, che anche attraverso questo appuntamento propone un incontro tra musica e arti visive nella cornice della Cappella dei Contadini. I biglietti sono disponibili su CiaoTickets al costo di 10 euro.

Curiosità

I sessantenni di cinque comuni festeggiano insieme la cifra tonda

I sessantenni di cinque comuni festeggiano insieme la cifra tonda

19/10/2026 13:55

Sessant'anni da festeggiare insieme, tra ricordi, sorrisi e amicizie che resistono al passare del tempo. È stato questo lo spirito che ha accompagnato la festa dei coscritti del 1966 di Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona, ai quali si è unito anche un rappresentante di Belforte del Chienti, ritrovatisi sabato scorso per celebrare il raggiungimento dei sessant'anni. Un compleanno speciale, trasformato in un'occasione per ritrovarsi, ripercorrere le tappe della propria vita e riscoprire il valore delle radici comuni. Perché, al di là delle esperienze e dei percorsi personali, ci sono ricordi e legami capaci di attraversare gli anni e mantenere intatto il senso di appartenenza a una comunità. La serata, organizzata da Noemi Paola Riccardi, Maria Staffolani, Alberto Girolami e Paolo Mariantoni, si è aperta al centro di comunità, nella chiesa Beato Francesco Piani di Caldarola. Qui i partecipanti si sono riuniti per ringraziare per il dono della vita e dedicare un pensiero ai coetanei scomparsi, Tullia Biondi e don Salvatore Sicignano, ricordati con affetto. La festa è proseguita al ristorante La Torre del Parco di Camerino, dove la cena conviviale ha lasciato spazio ai racconti e ai tanti ricordi condivisi. Tra una battuta e un aneddoto, sono riaffiorati gli anni dell'infanzia, i tempi della scuola, le amicizie e le esperienze della giovinezza. Momenti di vita che hanno riportato i presenti indietro nel tempo, quando si cresceva insieme e il futuro appariva ancora tutto da scoprire. Sessant'anni rappresentano una tappa importante, fatta di esperienze, famiglie, soddisfazioni e cambiamenti. Ritrovarsi per festeggiarla insieme ha significato anche riconoscere il valore di una storia condivisa, costruita negli anni e capace di unire persone e territori. Una serata all'insegna della convivialità e della memoria, con la consapevolezza che, anche quando la vita porta ciascuno lungo strade diverse, le amicizie di un tempo e le radici comuni continuano a rappresentare un patrimonio prezioso da custodire.

I nati nel 1950 fanno festa: a Potenza Picena si rinnova il legame di una generazione

I nati nel 1950 fanno festa: a Potenza Picena si rinnova il legame di una generazione

19/10/2026 11:00

Una serata speciale, vissuta nel segno dell’amicizia, della convivialità e dei ricordi di una vita. I nati nel 1950 di Potenza Picena si sono ritrovati nei giorni scorsi per una reunion che ha riportato insieme volti familiari e storie di una generazione, unita da esperienze condivise e da un legame con il territorio che il tempo non ha scalfito. All’iniziativa, nata da un’idea di Mario Properzi e Leonarda Ciuccarelli promotori e organizzatori dell’incontro, hanno aderito più di trenta “cinquantini”, desiderosi di trascorrere qualche ora in compagnia e riscoprire il piacere di stare insieme. La cornice scelta per l’appuntamento è stata quella dello storico ristorante Le Scalette, nel cuore del centro storico cittadino. Qui, attorno alla tavola, la cena si è trasformata in un’occasione per riannodare i fili della memoria, tra racconti, aneddoti e ricordi di un passato comune. Tra una portata e l’altra, la conversazione ha ripercorso le tappe di una vita, facendo riaffiorare episodi, volti ed esperienze che hanno accompagnato i partecipanti nel corso degli anni. Non sono mancati sorrisi ed emozioni, in un’atmosfera resa ancora più coinvolgente dalla gioia di ritrovarsi e dalla consapevolezza di appartenere a una stessa comunità. A impreziosire la serata è stata la musica del sax di Arturo Sargentoni, che con le sue note ha accompagnato i momenti conviviali, regalando all’incontro un tocco di eleganza e suggestione. La reunion si è così trasformata in molto più di una semplice cena: un’occasione per celebrare l’amicizia, valorizzare i legami costruiti nel tempo e riscoprire il valore di una storia condivisa. L’auspicio dei partecipanti è che l’iniziativa possa ripetersi anche in futuro, diventando un appuntamento capace di rinnovare nel tempo il piacere di ritrovarsi e il senso di appartenenza alla comunità di Potenza Picena. 

Varie

"Basta chilometri e attese per un esame": la Farmacia dei Servizi diventa strutturale nelle Marche

"Basta chilometri e attese per un esame": la Farmacia dei Servizi diventa strutturale nelle Marche

20/10/2026 10:31

Le farmacie marchigiane diventano un presidio strutturale dell'assistenza sanitaria territoriale. Dal primo ottobre 2026 la Farmacia dei Servizi entra stabilmente nell'offerta del Servizio sanitario regionale, superando la fase sperimentale avviata nel 2023. Un passaggio che punta a rendere più accessibili le prestazioni sanitarie, riducendo gli spostamenti dei cittadini e rafforzando soprattutto la rete assistenziale nelle aree interne e nei piccoli comuni. Il nuovo assetto, annunciato dalla Regione Marche insieme a Federfarma Marche, si inserisce nel percorso nazionale di stabilizzazione previsto dalla Legge di Bilancio 2026 e trova attuazione attraverso il nuovo Accordo collettivo nazionale e il nuovo Accordo integrativo regionale. Per i cittadini, la novità si traduce nella possibilità di accedere, nelle farmacie aderenti e secondo le modalità previste dall'organizzazione regionale, a un numero crescente di prestazioni senza dover necessariamente raggiungere ospedali o ambulatori. Tra i servizi previsti figurano elettrocardiogramma, Holter cardiaco e pressorio, spirometria, prestazioni infermieristiche e vaccinazioni, oltre alla possibilità di effettuare prenotazioni attraverso il Centro unico di prenotazione (Cup) e di usufruire di attività di prevenzione e supporto agli screening. Il modello valorizza la capillarità della rete delle farmacie, che rappresentano spesso il presidio sanitario più vicino per chi vive nei centri più piccoli o nelle zone meno servite. La presenza diffusa sul territorio può risultare utile anche nelle aree urbane, offrendo un ulteriore punto di accesso ai servizi sanitari. Per le prestazioni erogate nell'ambito del Servizio sanitario regionale che prevedono una compartecipazione alla spesa, i cittadini non esenti pagheranno il ticket direttamente in farmacia, secondo le tariffe e le modalità stabilite dalla Regione. Rimangono valide le esenzioni previste dalla normativa per reddito, patologia, invalidità e per le altre condizioni riconosciute. "È un traguardo che premia il lavoro delle farmacie marchigiane, le prime in Italia ad avviare la sperimentazione nel 2023", sottolinea Marco Meconi, presidente di Federfarma Marche. Con il passaggio alla fase strutturale, spiega, la farmacia diventa un presidio stabile e vicino ai cittadini, tanto nelle aree interne e rurali quanto nei contesti urbani in cui l'accesso ai servizi può essere condizionato dagli orari e dalla distanza delle strutture. Meconi evidenzia inoltre che il pagamento del ticket seguirà le stesse regole e le medesime esenzioni applicate alle altre strutture del servizio sanitario regionale, con l'obiettivo di ridurre attese e chilometri da percorrere, agevolando in particolare le fasce più fragili della popolazione. Il presidente ringrazia quindi la Regione e le farmacie che hanno partecipato alla sperimentazione, contribuendo a rendere possibile il nuovo modello. Federfarma Marche, aggiunge Meconi, è a disposizione di farmacie e cittadini per chiarire il funzionamento dell'accordo e le modalità di accesso alle prestazioni. Sul potenziamento dei servizi è intervenuto anche l'assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, che ha sottolineato l'importanza di rendere permanente il modello e di incentivare la presenza delle farmacie nei territori più difficili da raggiungere per il sistema sanitario. "È un passo molto importante per più motivazioni", ha dichiarato Calcinaro, anticipando che dal prossimo anno aumenteranno i servizi offerti. Tra le novità indicate dall'assessore c'è la possibilità di ricevere in farmacia, e non soltanto ritirare, i kit per lo screening del tumore del colon-retto. L'obiettivo della Regione è quindi consolidare il ruolo delle farmacie nella prevenzione e nell'assistenza di prossimità, ampliando progressivamente le opportunità per i cittadini e rafforzando la rete sanitaria anche nei territori più distanti dai principali presidi ospedalieri.

Civitanova, un albero rosa in piazzetta Conchiglia per la prevenzione del tumore al seno

Civitanova, un albero rosa in piazzetta Conchiglia per la prevenzione del tumore al seno

20/10/2026 10:10

Un albero illuminato di rosa per ricordare le donne che non ci sono più, sostenere chi sta affrontando la malattia e richiamare l'attenzione sull'importanza della prevenzione. Piazzetta Conchiglia, a Civitanova Marche, è diventata il luogo di un messaggio collettivo contro il tumore al seno, con un'iniziativa promossa da Alessandra Fioretti, volontaria di Komen Italia e membro del direttivo del Lions Club Cluana. L'accensione delle luci, accompagnata dalle note di The Mission di Ennio Morricone, eseguite al sassofono dal maestro Fabrizio Ferrari del Corpo bandistico di Civitanova Marche, ha rappresentato il momento centrale della serata del 19 ottobre. Un gesto simbolico per ricordare che la lotta contro il cancro non deve essere affrontata in solitudine, ma diventare una responsabilità condivisa dall'intera comunità. L'iniziativa segna anche un momento di vicinanza delle istituzioni cittadine all'associazione Komen Italia, impegnata nella lotta ai tumori del seno e nella promozione della prevenzione. Alla serata hanno partecipato rappresentanti dell'amministrazione comunale, del mondo sanitario e dell'associazionismo. Il presidente del Consiglio comunale, Roberto Tiberi, ha portato i saluti del sindaco, sottolineando il valore dell'appuntamento, sostenuto anche grazie all'impegno del consigliere comunale Andrea Ruffini. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle strutture sanitarie del territorio: la direttrice sanitaria dell'Ast di Macerata, Daniela Corsi, ha illustrato i risultati raggiunti dagli ospedali locali nella diagnosi, nella cura e nel trattamento delle patologie oncologiche femminili. A dare un significato ancora più profondo alla serata sono state le testimonianze personali. La consigliera comunale Siria Carella ha ricordato con commozione una cara amica scomparsa a causa del cancro, mentre la consigliera Paola Campetelli ha condiviso la propria esperienza, affrontando il tema con delicatezza e sensibilità. Presente anche Amerina Orioli, in rappresentanza dell'associazione "Come Ginestre", che ha ribadito l'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, ricordando la partecipazione dell'organizzazione alla Race for the Cure di Roma, la manifestazione simbolo promossa da Komen Italia. All'incontro ha preso parte inoltre la nutrizionista Elisa Patti, da tempo sensibile al tema e già presente all'iniziativa organizzata dall'associazione lo scorso anno. In chiusura, Alessandra Fioretti ha ringraziato i partecipanti e le istituzioni intervenute, rilanciando l'auspicio che il messaggio della serata possa trovare spazio crescente nella città. L'obiettivo per il futuro è ambizioso: illuminare di rosa l'intero Palazzo Comunale per tutto il mese di ottobre 2027, trasformando il simbolo della prevenzione in un segnale visibile e duraturo di partecipazione collettiva. Un impegno che guarda alle donne che stanno affrontando la malattia, ma anche a quelle che non ci sono più. "Questi momenti e questi simboli sono dedicati a chi purtroppo non ce l'ha fatta, ma soprattutto a tutte le donne che ce la faranno", ha dichiarato Fioretti, affidando a queste parole il significato più profondo dell'iniziativa.

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