Tra la bufera di neve del 1980 e l'ombra del grande potere. Il mistero della morte di Gabriella Guerin e Jeannette Bishop May (ex moglie del barone Rothschild) torna d'attualità con la riapertura delle indagini della Procura di Macerata
Tra la bufera di neve del 1980 e l'ombra del grande potere. Il mistero della morte di Gabriella Guerin e Jeannette Bishop May (ex moglie del barone Rothschild) torna d'attualità con la riapertura delle indagini della Procura di Macerata
MACERATA - Dopo un anno e mezzo di disagi, via dei Velini riapre finalmente al traffico in entrambi i sensi di marcia. I lavori principali sono stati completati e la strada è ora percorribile, con la nuova segnaletica orizzontale già tracciata.
La riapertura dell'infrastruttura pone fine a un prolungato periodo di disagi, definito da residenti e automobilisti come un autentico "calvario", caratterizzato da deviazioni, rallentamenti e quotidiane difficoltà di transito. Benché il cantiere fosse stato ufficialmente consegnato il 17 giugno 2024 e l'ultimazione dei lavori fosse inizialmente prevista entro la scorsa stagione estiva, l'intervento ha subito una proroga di due mesi e mezzo. L'opera in questione è stata finanziata con uno stanziamento complessivo di 3,8 milioni di euro.
Restano ancora da realizzare alcuni interventi accessori, come l’installazione dell’illuminazione e delle barriere di sicurezza. Queste opere, assicurano dal Comune, potranno essere eseguite senza necessità di nuove chiusure, garantendo così la normale circolazione lungo tutta la via.
La viabilità torna quindi alla normalità, mentre i lavori rimanenti verranno portati a termine nelle prossime settimane con modalità che non comporteranno, pare, ulteriori intralci.
Il Comando provinciale dei carabinieri di Macerata ha intensificato i controlli sul territorio con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e prevenire reati contro il patrimonio, traffico di sostanze stupefacenti e violazioni al Codice della Strada. I servizi, svolti in sinergia dalle Stazioni e dai Nuclei/Sezioni Radiomobili della provincia, hanno permesso di intervenire tempestivamente in diversi episodi.
A Macerata, i militari della Sezione Radiomobile della locale Compagnia sono intervenuti in seguito a un incidente stradale che ha visto protagonista un 23enne del posto alla guida della propria moto Suzuki.
Il giovane ha perso il controllo della due ruote, terminando fuori dalla sede stradale senza coinvolgere altri mezzi o persone. Trasportato all’Ospedale Torrette di Ancona, è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni. Gli accertamenti tossicologici hanno rilevato un tasso alcolemico di 1,51 g/l, quasi triplo rispetto al limite di legge, con conseguente denuncia all'autorità Giudiziaria per guida in stato di ebbrezza alcolica.
Non è stato l’unico caso: i carabinieri hanno denunciato anche un 28enne pakistano residente a Monte San Giusto, coinvolto in un sinistro senza feriti a Corridonia. I controlli etilometrici sul luogo hanno evidenziato un tasso alcolemico pari a 0,98 g/l (quasi doppio rispetto al limite consentito). All’uomo è stata ritirata immediatamente la patente, mentre l’autovettura è stata affidata a persona idonea.
Ubriachezza molesta in un bar a Tolentino: denunciato giovane egiziano. A Tolentino, i militari dell’aliquota radiomobile della locale Compagnia sono intervenuti presso un bar a seguito della segnalazione di comportamenti molesti da parte di un avventore.
Sul posto, i carabinieri hanno individuato un 26enne di origine egiziana, domiciliato a Serravalle di Chienti, che presentava chiari segni di ubriachezza. L’uomo è stato sanzionato per ubriachezza molesta e, durante il controllo, è stato trovato in possesso di un grammo di hashish, che è stato sottoposto a sequestro amministrativo per la successiva distruzione. Contestualmente, il giovane è stato segnalato al Prefetto per la detenzione della sostanza stupefacente.
Nel corso dello stesso servizio, i carabinieri hanno fermato alla guida del proprio veicolo un 27enne residente a Tolentino, di origini senegalesi, che circolava con la patente sospesa a seguito di un provvedimento prefettizio per mancata presentazione a visita presso la Commissione Medica.
L’uomo era inoltre sprovvisto di assicurazione RCA. I militari hanno elevato le previste sanzioni amministrative per circa 1.000 euro, lo hanno segnalato alla Prefettura per guida con documento sospeso e hanno proceduto al sequestro del veicolo.
Con 227 voti favorevoli, all'unanimità, il 19 novembre l’aula della Camera ha approvato in via definitiva e all’unanimità il ddl che istituisce il reato di femminicidio. Il provvedimento, che aveva già ottenuto il via libera anche dal Senato, diventerà ora legge e introduce nel Codice penale l’articolo 577-bis, il delitto di femminicidio, prevedendo l’ergastolo quando l’omicidio di una donna sia commesso per discriminazione di genere, odio o per reprimere la libertà della vittima. Un passaggio che ha segnato un momento di rara compattezza parlamentare su uno dei temi più drammatici dell’attualità.
Diverso, invece, il destino dell’altro provvedimento che nelle stesse ore era finito al centro del dibattito politico: il ddl sulla violenza alle donne che introduce il principio del consenso informato, già approvato all’unanimità alla Camera. Questo testo, giornalisticamente noto come "Ddl consenso", non è infatti arrivato all’esame dell’Aula del Senato, dove era atteso per il via libera definitivo, a causa dei dubbi sollevati da alcuni rappresentanti dei partiti di maggioranza in Commissione. Uno stop che ha riaperto tensioni e fratture.
A giustificare la frenata sono arrivate le parole di Matteo Salvini, secondo cui la legge è importante ma va scritta con attenzione “perché non diventi un’arma di chi si vuole vendicare”. Sulla stessa linea la senatrice leghista Giovanna Bongiorno, da sempre impegnata sul tema e fondatrice di Doppia Difesa, che ha parlato della necessità di migliorare il testo: "Ci sono due Camere. È stata rilevata dai rappresentanti del centrodestra l’esigenza di migliorare il testo. Ho accolto la richiesta perché presenta ottimi spunti, ma merita un approfondimento. Il 25 era una data simbolo. Avremmo potuto celebrarla con uno spot su due leggi a favore delle donne, sarebbe stato bello… Ma il senso di responsabilità ha prevalso".
Le opposizioni, che avevano accolto con entusiasmo l’unanimità della Camera sul ddl consenso e il clima di collaborazione tra Schlein e Meloni, hanno parlato apertamente di un regolamento di conti interno alla maggioranza, in particolare tra Lega e Fratelli d’Italia. La premier, dal canto suo, ha cercato di rassicurare, ribadendo che la norma sul consenso si farà, ma che deve essere scritta nel modo giusto, e che tutte le forze politiche concordano sulla necessità di superare l’attuale disciplina.
Mentre a Roma il confronto è passato rapidamente dal dialogo allo scontro, lo stesso tema è stato al centro anche del dibattito nelle Marche, durante la seduta aperta del Consiglio regionale dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha parlato di una “piaga sociale che richiede un impegno concreto e condiviso”, ricordando come la violenza assuma molteplici forme e spesso si consumi per anni tra le mura domestiche, a opera di persone considerate vicine alla vittima e spesso alla presenza di minori.
I numeri del Rapporto regionale 2024 confermano una situazione allarmante: le donne che si sono rivolte ai servizi sono state 663 nel 2021, 705 nel 2022, 748 nel 2023 e 841 nel 2024. Un aumento che, da un lato, segnala una crescita del fenomeno e, dall’altro, è anche frutto di una maggiore sensibilizzazione. “Come istituzioni – ha concluso Acquaroli – dobbiamo proseguire nel rafforzamento delle misure di tutela, attraverso politiche integrate, investimenti economici e normativi e il consolidamento della rete territoriale”.
Durante la stessa seduta è intervenuta anche l’assessora regionale alle Pari Opportunità Francesca Pantaloni, che ha ribadito: “La violenza contro le donne non è un fatto privato né una fatalità, ma una ferita alla dignità di tutta la nostra comunità”. Il Rapporto 2024 mostra che le 841 donne che hanno chiesto aiuto ai centri antiviolenza segnano un aumento del 12,4% rispetto all’anno precedente; il 71,9% sono italiane, il 28,1% straniere. I consultori femminili hanno registrato 971 accessi, con un incremento del 44,1%, mentre i casi di violenza sui minori sono cresciuti del 78,9% dal 2020. Anche le Procure marchigiane hanno fatto registrare aumenti significativi dei procedimenti penali per violenza di genere.
Per affrontare l’emergenza, la giunta regionale ha stanziato 1,65 milioni di euro per il biennio 2024-2025 destinati alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere nelle cinque province. I fondi finanziano i centri antiviolenza, le case rifugio, i consultori, i programmi per uomini autori di violenza e le attività di formazione. È stata inoltre potenziata la rete dei Pronto soccorso, dove nel 2024 si sono registrati 224 accessi correlati a episodi di violenza.
Forse in queste settimane si è persa un’occasione per lanciare un messaggio davvero unitario sul tema del contrasto alla violenza di genere. Da una parte, nei territori come le Marche, si investe in modo concreto su prevenzione, protezione e servizi; dall’altra, a livello nazionale, il confronto politico sul consenso "libero e attuale" continua a dividersi tra timori, veti incrociati e calcoli politici. La legge sul femminicidio è ormai realtà, ma la partita sul consenso resta aperta. E quello che sembrava un percorso lineare verso un ulteriore avanzamento dei diritti si è trasformato, ancora una volta, in un terreno di scontro che rischia di allontanare la politica dalle esigenze reali delle vittime.
Venerdì 28 novembre l'Università di Camerino ha aperto le porte al pubblico con "Oltre i confini dell'aula: il ruolo dell'Università nel dialogo con la società", un incontro focalizzato sulla divulgazione delle iniziative promosse dall'Ateneo nell'ambito del public engagement. L'appuntamento ha dato ufficialmente il via a quella che è la nuova winter edition di "La Scienza in festa", un festival del sapere scientifico pensato per promuovere una maggior consapevolezza dell'importanza della ricerca anche tra coloro che non appartengono all'ambiente accademico.
"Questa versione invernale di "Scienza in festa" è la continuazione di un percorso che abbiamo iniziato da tempo con l'Università di Camerino: un percorso attraverso il quale vogliamo dimostrare quanto il public engagement sia fondamentale nel ruolo che le università rivestono all'interno delle dinamiche territoriali" ha affermato il professor Claudio Perfetti, coordinatore del progetto "Viceversa" di Unicam.
Il professor Graziano Leoni, rettore dell'Università di Camerino, ha introdotto il tema del Public Engagement parlando della dimensione universitaria non soltanto come luogo di ricerca, ma anche come snodo di legami che si rendono protagonisti attivi nello sviluppo della comunità: "Un'università che non sa uscire dalle aule e dai laboratori non può definirsi tale. Gli atenei hanno la responsabilità sociale di riversare sul territorio e sui cittadini le scoperte, gli studi, le attività formative. Non ha più senso parlare di un'università arroccata: il mito della torre d'avorio è ormai anacronistico".
Un'università, dunque, che riabbraccia il significato etimologico del termine, ossia quello di una corporazione di persone, una comunità il cui fattore di coesione, l'unico e insindacabile, è il sapere come bene superiore. "L'universitas - ha dichiarato Pier Andrea Serra, presidente dell'associazione APEnet e prorettore per la Terza Missione dell'Università di Sassari - deve essere un ente che fa della ricerca, della didattica e del trasferimento delle conoscenze un bene territoriale, capace di andare incontro alle esigenze delle comunità e delle società. Un luogo dove c'è un'università è allo stesso tempo un luogo che ha più prospettive e più supporto, anche e soprattutto in condizioni di difficoltà, come nel caso di Camerino. Senza l'università, probabilmente, alcuni territori avrebbero meno speranze di crescita e di ripresa".
Territori, quindi, che vengono resi sempre più partecipi delle ricerche e dei progressi raggiunti all'interno delle aule. Alla base del public engagement stanno la volontà di coinvolgere attivamente la popolazione extra accademica e la divulgazione di nozioni che rischiano di rimanere completamente estranee a chi non possiede i mezzi per decifrarle.
L'iniziativa proseguirà nella giornata di sabato 29 novembre, a Matelica, con diversi appuntamenti divulgativi, dall'incontro "Algoritmi di guerra e grammatiche di pace: la scienza e i media nell'era dell'IA", alla "passeggiata scientifica" per le vie del centro storico arricchita da fondamenti di Botanica, Storia, Sociologia e Tecnologia, fino allo spettacolo di chimica e all' "aperitivo scientifico" che avrà come protagonista il Verdicchio di Matelica.
OSIMO - Un inatteso incidente ha richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco nel primo pomeriggio di oggi, per soccorrere un cane finito in una situazione di pericolo.
La squadra del distaccamento di Osimo è intervenuta poco dopo le ore 13:00 per un salvataggio insolito: un cane era rimasto incastrato all'interno di un tombino interrato a circa mezzo metro di profondità.
Grazie alla prontezza e alla competenza della squadra, i Vigili del fuoco sono riusciti a individuare con precisione la posizione dell’animale e hanno subito effettuato uno scavo mirato intorno al tombino per liberarlo.
L'operazione si è conclusa con successo e a lieto fine: il cane è stato estratto incolume ed è stato immediatamente riaffidato al proprietario, che era presente sul posto.
Civitanova Marche piange oggi la scomparsa di Stefano Paolini, venuto a mancare questo pomeriggio a causa di un malore improvviso. Aveva 66 anni. Una notizia che ha scosso profondamente la città, lasciando un vuoto nel cuore di quanti lo conoscevano.
Paolini, storico barbiere civitanovese, aveva festeggiato nel 2022 i cinquant’anni della sua attività, diventando negli anni un vero punto di riferimento per generazioni di cittadini. Accanto alla sua attività professionale, Stefano era conosciuto e amato anche per la sua grande passione per la Civitanovese. Tifoso rossoblù da sempre e presidente del club rossoblù Umberto Traini, per molti anni aveva ricoperto il ruolo di speaker della squadra, prestando la sua voce alle sfide casalinghe e accompagnando la squadra con entusiasmo contagioso. Il suo impegno e il suo affetto verso i colori rossoblù gli avevano fatto conquistare il rispetto dell’intera comunità sportiva.
Non a caso, la Civitanovese Calcio ha voluto ricordarlo con un messaggio carico di affetto e riconoscenza:“La Civitanovese Calcio si stringe con profondo dolore attorno alla famiglia di Stefano Paolini, storica voce rossoblù, grande amico della Civitanovese e presidente del Club rossoblù, venuto a mancare nelle scorse ore".
"Stefano è stato per tutti noi molto più di un semplice tifoso: è stato una presenza costante, un punto di riferimento, un uomo capace di trasmettere passione, amore e appartenenza per questi colori con la sua voce, il suo entusiasmo e il suo cuore rossoblù”.
Nel comunicato, la società sottolinea come il legame di Paolini con la squadra fosse autentico e profondo, costruito negli anni con dedizione, amicizia e rispetto. Un legame che rimarrà indelebile nella memoria di chi lo ha conosciuto dentro e fuori dallo stadio.
“Alla famiglia Paolini, al Club Rossoblù e a tutti i suoi cari – conclude la nota – giungano le più sentite condoglianze da parte della società, della dirigenza, dello staff, dei calciatori e di tutto il popolo rossoblù. Ciao Stefano, la tua voce continuerà a vivere per sempre nei cuori di tutti noi”.
Alle 18:00 in punto piazza della Libertà ha trattenuto il fiato. Letteralmente. Dopo il “piccolo” inconveniente tecnico dello scorso anno, l’accensione dell’albero di Natale era attesa quasi quanto un finale ai rigori: tutti con lo sguardo fisso sulle luci, sperando che questa volta andasse tutto liscio.
Per rendere l’attesa ancora più elettrica, niente classico countdown: i bambini hanno lanciato un count-up di 46 secondi, una salita verso la gloria luminosa che ha fatto sorridere il pubblico… e forse sudare freddo gli organizzatori. Ma alla fine, allo scoccare del 46°, in pieno recupero, l’albero si è acceso davvero – e con lui l’intera piazza. Stavolta senza esitazioni. Applausi liberatori e grande sospiro collettivo.
A completare la scena, la banda musicale, che con i cappellini di Natale ha intonato i classici natalizi, dando quell’atmosfera da film che ti fa quasi dimenticare le tensioni da “prova di accensione”.
L’assessore agli eventi Riccardo Sacchi, fianco a fianco con il sindaco Sandro Parcaroli, gli assessori Renna e Marchiori e i consiglieri Alessandrini e Castiglioni, ha ricordato il fitto cartellone di oltre 100 appuntamenti che accompagneranno la città fino al 6 gennaio, quando in piazza tornerà il tradizionale evento dell’Epifania.
La serata è stata condotta da Claudio Ricci, che con la sua voce e qualche battuta ha regalato leggerezza alla piazza. Oltre all’albero, si sono accese anche le luminarie sospese sul “soffitto” luminoso di piazza della Libertà, creando un’atmosfera suggestiva che ha poi accompagnato lo spostamento della festa verso piazza Cesare Battisti, dove è stata inaugurata anche la pista di ghiaccio, subito affollata da grandi e piccoli.
Con questo momento collettivo, l’amministrazione comunale ha voluto augurare a tutti i cittadini un sereno e luminoso periodo natalizio, inaugurando ufficialmente le iniziative che animeranno il centro storico nelle prossime settimane.
Il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, su segnalazione dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata, ha emesso un’ordinanza di divieto di consumo dell’acqua potabile per consumo umano e alimentare nella zona del quartiere Le Grazie e nelle aree limitrofe. A seguito di analisi periodiche, infatti, le autorità sanitarie hanno riscontrato nel punto di prelievo della zona la presenza di enterococco superiore ai valori stabiliti per legge. In via precauzionale, pertanto, è fatto divieto alla cittadinanza ricadente nel perimetro dell’area del quartiere Le Grazie di consumare acqua erogata dall’acquedotto pubblico per uso domestico e alimentare.
Il Comune, constatata la situazione, ha subito attivato il Centro Operativo Comunale (COC) in coordinamento con Protezione Civile, AST, ASTEA e Comando di Polizia Locale. La situazione è in corso di aggiornamento. Parallelamente ai controlli effettuati da AST e ASUR, l’Amministrazione ha richiesto al gestore ulteriori verifiche e analisi dei parametri che segnalano valori di enterococco solo lievemente superiori ai limiti. Tuttavia, le analisi del gestore non possono essere utilizzate per far rientrare l’ordinanza emessa: servirà infatti la valutazione definitiva dell’ASUR, attesa nelle prossime ore, per determinare la fine del divieto di consumo dell’acqua. Il sindaco Pepa ha dichiarato che, date le prime valutazioni tecniche, la situazione potrebbe tornare alla normalità nella giornata di martedì 2 dicembre. Già lunedì 1° dicembre la scuola primaria Le Grazie e la mensa del plesso saranno regolarmente aperte, grazie al posizionamento all’esterno di una cisterna d’acqua potabile.
Il gestore del servizio idrico sta procedendo in queste ore alla clorazione e garantisce la distribuzione di acqua potabile attraverso autobotti posizionate in via Passionisti, nell’area di parcheggio San Gabriele adiacente alla casetta dell’acqua, e presso il parcheggio di Largo Monte Cardosa.
Il primo cittadino è intervenuto personalmente sul posto, assieme alle autorità competenti, per informare la popolazione interessata dal disagio sugli aggiornamenti del caso e sui comportamenti da assumere per evitare ricadute sanitarie. È attivo il servizio telefonico al numero 335 746 7861, a disposizione della popolazione per segnalare esclusivamente emergenze idriche, come difficoltà nell’approvvigionamento autonomo di acqua. Per ogni necessità non emergenziale si invita la cittadinanza a rivolgersi ai canali ufficiali del Comune di Recanati.
Forte dissenso in seno al Consiglio comunale di Ussita sull'approvazione del Documento Unico di Programmazione Super Semplificato (DUPSS). Il consigliere di minoranza, Guido Rossi, ha espresso voto contrario, motivando in modo puntuale e dettagliato una serie di gravi criticità procedurali e contabili che ha ritenuto doveroso portare all'attenzione della cittadinanza.
Il consigliere Rossi ha denunciato che il voto contrario espresso non è stato di natura politica, ma strettamente tecnico, a causa di anomalie, discrepanze e omissioni che compromettono la legittimità del procedimento.
L'accusa principale mossa dal consigliere Rossi riguarda la totale assenza di uno strumento chiave per la gestione finanziaria dell'Ente: il Regolamento di Contabilità.
"Il documento approvato cita più volte il Regolamento di Contabilità che, però, non è mai stato adottato dal Comune, nonostante sia uno strumento obbligatorio previsto dal T.U.E.L.," ha spiegato Rossi. "Approvare un documento programmatico basato su un atto che non esiste significa presentare ai cittadini un quadro contabile non fondato e non verificabile. La sua assenza genera un vuoto normativo che incide sulla validità delle procedure e pregiudica il controllo".
Altro punto di forte attrito riguarda le previsioni finanziarie relative alla gestione degli impianti sciistici di Frontignano. Mettendo a confronto i documenti, il consigliere Rossi ha evidenziato una netta contraddizione sui canoni che la società affidataria deve versare.
"L'offerta presentata dalla società è di 70.700 euro annui, mentre il Comune ha stipulato un contratto che prevede un canone di 10.000 euro per il primo anno, 20.000 per il secondo e 30.000 per il terzo", ha contestato. "Non solo i dati non coincidono, ma gli introiti dovuti non sono nemmeno riportati nel DUPSS, compromettendo l'attendibilità delle previsioni".
Rossi ha puntato il dito anche contro la tempistica di consegna degli atti. L’intera documentazione è stata consegnata ai Consiglieri meno di 48 ore prima della seduta, anziché i 20 giorni previsti dalla legge, impedendo di fatto "un'analisi seria e trasparente".
A ciò si aggiunge il ritardo nella consegna di specifici documenti richiesti il 25 marzo 2025: "Ad oggi, dopo oltre 200 giorni, ancora niente. Negare o ritardare la consegna degli atti significa impedire al sottoscritto di svolgere il proprio ruolo e rappresenta un serio vulnus democratico". "Di fronte alle contestazioni, la maggioranza ha pensato bene di passare subito alla votazione, senza fornire interventi a difesa della proposta".
Il consigliere Giorgio Pollastrelli ha incontrato, nella sala del Consiglio provinciale, Jesus Olmos, neo eletto presidente di “Argentinos nelle Marche”, associazione di promozione sociale che sta prendendo forma anche nel nostro territorio con lo scopo di promuovere attività sociali e culturali tra gli argentini residenti nelle Marche. Argentini che, tornando a vivere in Italia tramite la loro discendenza, quasi sempre richiedono la cittadinanza italiana per merito della “ius sanguinus” e vanno così automaticamente a diventare anche nuovi cittadini europei.
Il consigliere Pollastrelli, che gestisce la delega alle Politiche europee, ha portato il saluto del presidente della Provincia Sandro Parcaroli e di tutta l’Amministrazione. “Ringrazio il presidente Olmos per essere venuto in Provincia a presentare la sua realtà associativa – spiega Pollastrelli -. L’incontro è stata un’occasione per comprendere e approfondire quali sono le problematiche e le informazioni necessarie per chi decide di tornare a vivere nelle Marche dall’Argentina grazie alla propria discendenza italiana. L’incontro è stato utile per informare l’Associazione delle tante opportunità che offre l’Europa ai suoi cittadini: dalle occasioni di studio e incontro tra le associazioni, a quelle di viaggio e di mobilità lavorativa all’interno della UE”.
Olmos, da qualche anno residente a Montecassiano insieme alla sua famiglia, ha espresso soddisfazione per le informazioni ricevute spiegando come spesso gli argentini che rientrano in Italia e scelgono le Marche come terra dei padri o dei nonni dove tornare a vivere, abbiano necessità di ricevere informazioni chiare, oltre alla vicinanza da parte di un’associazione come la loro.
Negli ultimi anni il rapporto tra carne rossa e salute cardiovascolare è diventato un tema centrale nel dibattito scientifico e nei consigli nutrizionali. Per molto tempo l’attenzione si è concentrata quasi esclusivamente sul contenuto di grassi saturi e colesterolo, due elementi che, se assunti in eccesso, possono favorire l’aumento del colesterolo LDL e contribuire alla formazione di placche nelle arterie. Questi meccanismi sono reali e ben documentati, ma oggi sappiamo che non rappresentano l’unica spiegazione. La ricerca più recente ha infatti messo in luce un altro percorso, meno intuitivo ma estremamente rilevante, che coinvolge il nostro microbiota intestinale e la produzione di due molecole: TMA (trimetilammina) e TMAO (trimetilammina-N-ossido).
Quando consumiamo carne rossa, introduciamo sostanze come colina, carnitina e fosfatidilcolina. Si tratta di nutrienti utili al nostro organismo, ma che, una volta raggiunto l’intestino, vengono metabolizzati da particolari batteri. Questo processo porta alla formazione del TMA, una molecola che viene assorbita e trasportata al fegato, dove viene convertita in TMAO. Ed è qui che il discorso si fa davvero interessante: livelli elevati di TMAO nel sangue sono stati più volte associati a un aumento del rischio cardiovascolare. Le evidenze indicano che il TMAO può facilitare l’infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni, favorire l’accumulo di colesterolo e contribuire allo sviluppo di placche aterosclerotiche, oltre a influenzare la capacità del sangue di formare coaguli. Non si tratta di un effetto immediato, ma di un processo graduale che riflette le abitudini alimentari nel lungo periodo.
Un aspetto affascinante è che non tutti producono TMA e TMAO nella stessa quantità. La differenza sta nel microbiota intestinale, l’insieme dei miliardi di batteri che ci abitano e che rispondono a ciò che mangiamo. Una dieta ricca di fibre, frutta, verdura e legumi favorisce popolazioni batteriche che producono poco TMA, mentre un’alimentazione povera di vegetali e molto ricca di carne rossa seleziona microbi più attivi in questo processo.
Per questo motivo non è corretto demonizzare un alimento in sé, ma è fondamentale considerare la frequenza di consumo e l’insieme delle abitudini alimentari. Il rischio aumenta soprattutto quando la carne rossa viene consumata spesso e quando è accompagnata da una dieta povera di fibre. Le carni lavorate, come insaccati e affumicati, rappresentano un discorso a parte perché aggiungono altri fattori di rischio, come un eccesso di sale e la presenza di nitriti.
Adottare un approccio equilibrato significa ridurre la carne rossa a un consumo occasionale, dare più spazio a fonti proteiche come pesce, legumi e carni bianche, e soprattutto aumentare le fibre, che aiutano a modulare positivamente il microbiota. Queste scelte non hanno lo scopo di proibire, ma di proteggere, offrendo al corpo un ambiente metabolico più favorevole.
Capire cosa accade nel nostro organismo quando mangiamo carne rossa ci permette di prendere decisioni più consapevoli. La salute del cuore non si costruisce in un giorno, ma attraverso tanti gesti quotidiani che raccontano cura e rispetto verso il proprio corpo. Anche ciò che portiamo in tavola può diventare parte di questa storia.
L’Azienda sanitaria territoriale di Macerata conquista il massimo riconoscimento nazionale in tema di salute femminile: i Bollini Rosa 2026-2027 sono stati infatti assegnati agli ospedali di Macerata, Civitanova Marche e, per la prima volta, anche al presidio ospedaliero di Camerino. L’annuncio è arrivato questa mattina durante la cerimonia ufficiale che si è svolta al Ministero della Salute, dove Fondazione Onda Ets ha premiato le strutture più attente ai percorsi sanitari dedicati alle donne.
Il Bollino Rosa, da vent’anni punto di riferimento nazionale nell’ambito della medicina di genere, viene attribuito agli ospedali che garantiscono servizi di prevenzione, diagnosi e cura pensati per rispondere alle differenti esigenze di salute femminile, ma anche a quelle patologie comuni a uomini e donne per le quali vengono sviluppati percorsi ospedalieri mirati. Entrare nella rete degli ospedali premiati significa aderire a una comunità virtuosa: sono 370 le strutture italiane che, per il prossimo biennio, potranno fregiarsi del riconoscimento.
Grande soddisfazione arriva dall’Ast di Macerata. "Il riconoscimento assegnato alle tre strutture ospedaliere della nostra Azienda certifica la qualità dei percorsi multidisciplinari rivolti alle specifiche esigenze della donna in ogni fascia d’età - dichiara il direttore generale Alessandro Marini - e premia la competenza del personale sanitario e l’impegno costante per la salute del paziente".
Secondo Marini, i Bollini Rosa valorizzano in particolare le specialità dedicate alla donna, la presenza di servizi di accoglienza qualificati e le attività di supporto alle vittime di violenza, elementi centrali nel lavoro quotidiano degli ospedali della provincia.
Con la conferma per Macerata e Civitanova e il debutto di Camerino, il territorio maceratese si colloca tra le realtà più virtuose nelle politiche sanitarie rivolte alle donne, rafforzando la propria presenza nella rete nazionale promossa da Fondazione Onda.
Seconda sconfitta in campionato per l’Audax Settempedana che non riesce a superare l’ostacolo Sforzacosta 2010 e, a causa del ko all’inglese in casa della capolista del girone E di 3^ Categoria, deve momentaneamente abbandonare la zona play-off.
"Il gioco si è sviluppato principalmente a centrocampo – analizzano l’esperto dirigente dell’Audax Settempedana Francesco “Checco” Sfrappini e l’indimenticato “puntero” Roberto Biondi, anche lui nelle file dirigenziali granata -, con poche conclusioni degne di nota. I nostri avversari sono riusciti a passare in vantaggio al 20’ grazie ad un tiro-cross perfido che è andato ad incocciare sul montante per poi carambolare di nuovo in campo. Saadi è stato lesto ad insaccare in tap-in, vanificando il nostro tentativo di ricacciare la palla lontano. Il primo tempo si è chiuso senza gioie per l’Audax nonostante i nostri tentativi di battagliare a centrocampo. Abbiamo perduto per un cartellino rosso la nostra punta di diamante Biagetti ed abbiamo incassato il secondo gol a firma del loro centravanti Caraceni. Non abbiamo tuttavia mai smesso di credere nella rimonta neanche nella ripresa e, grazie pure al riequilibrio della parità numerica per un rosso beccato dai padroni di casa nella seconda frazione, nei minuti restanti abbiamo tentato un forcing senza però, onestamente, riuscire mai ad impensierire la loro retroguardia. Dal punto di vista agonistico e caratteriale – commentano infine Sfrappini e Biondi – la nostra è stata una prova convincente, ma sotto il profilo del gioco e delle occasioni non abbiamo prodotto lampi. Rimbocchiamoci le maniche e pensiamo alla prossima gara".
Venerdì 5 dicembre, alle 21.00, al Tullio Leonori l’Audax Settempedana sfiderà il San Ginesio che l’appaia in classifica. Sarà una gara da approcciare con il giusto piglio dato che la posta in palio per l’undici di Fabio Quagliuzzi è alta.
Dopo il successo del primo appuntamento, torna l’iniziativa “Pedali che raccontano”, la rassegna promossa dall’Assessorato alla Mobilità Sostenibile del Comune di Civitanova Marche in collaborazione con il C.E.A. – Cittadini Elettori Attenti. L'evento è dedicato a esplorare il potenziale della bicicletta come strumento di trasformazione urbana, sociale ed economica.
La seconda giornata si terrà domenica 30 novembre, alle ore 17:00, presso la Palazzina Lido Cluana, e vedrà la partecipazione di cittadini, associazioni e operatori del territorio che condividono la visione di una Civitanova più sostenibile, connessa e accessibile.
Durante l’incontro si approfondiranno temi cruciali come la mobilità dolce, il cicloturismo, l'accoglienza attiva e il miglioramento della qualità della vita urbana. Saranno inoltre forniti aggiornamenti sui progetti infrastrutturali in corso, quali il potenziamento della Ciclovia Adriatica e la realizzazione del nuovo ponte ciclopedonale, interventi fondamentali per rafforzare i collegamenti ciclabili con i comuni limitrofi.
L'evento vedrà la partecipazione di due ospiti speciali provenienti dal mondo del ciclismo professionistico: Lorenzo Ginestra, atleta del team Swatt Club, reduce dal contributo determinante alla vittoria del Campionato Italiano Professionisti 2025; Paolo Totò, ciclista professionista su strada e paraciclista, guida di Federico Andreoli (classe B, ipovedenti su tandem) ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024, dove si è classificato sesto.
Sarà inoltre presentato il progetto Bike Hospitality FCI, un’iniziativa pensata per rafforzare e integrare le reti cicloturistiche esistenti, ampliando le opportunità per strutture ricettive e servizi dedicati alla mobilità leggera.
L’assessora alla Mobilità Sostenibile, Roberta Belletti, ha espresso la filosofia alla base dell’iniziativa: «Con “Pedali che raccontano” mettiamo al centro un’idea diversa di città: più sana, più vivibile, più aperta. Credo fermamente che la bicicletta non sia solo un mezzo di trasporto, ma uno strumento di trasformazione sociale ed economica. E per una città che vuole davvero crescere, serve una visione che tenga insieme sostenibilità e sviluppo. Questo evento va esattamente in quella direzione.»
L’assessora ha infine ringraziato il C.E.A. – Cittadini Elettori Attenti, l’associazione Civitanova GreenLife e tutte le realtà associative che collaborano attivamente per rendere possibile ogni iniziativa legata alla mobilità sostenibile.
Macerata - Un auditorium universitario gremito di professionisti, imprenditori e accademici ha accolto l'evento di grande rilievo sul nuovo diritto tributario, organizzato congiuntamente dagli Studi legali Borgiani Parisella e Associati (Macerata) e Tremonti Partners (Milano). L'iniziativa, patrocinata dall'Università degli Studi di Macerata, dagli ordini professionali di avvocati e dottori commercialisti, e da Confindustria Macerata, ha offerto una lettura aggiornata e pragmatica delle attuali sfide economiche e fiscali.
Il momento clou della giornata è stato l'intervento del professor Giulio Tremonti, che ha presentato il suo ultimo saggio, “Guerra o pace”. Dialogando con il rettore dell'Università di Macerata, John McCourt, l'ex ministro ha analizzato i principali trend globali, lanciando un chiaro allarme: l'emergere dei dazi come "nuova arma economica". La discussione ha posto l'accento su come la fiscalità e le dinamiche geopolitiche siano ormai indissolubilmente legate, influenzando direttamente le strategie aziendali.
I saluti istituzionali, che hanno aperto l'evento, hanno visto la partecipazione del rettore McCourt, di Lorenzo Piccardi (Tremonti Partners), dell'avvocato Paolo Parisella (presidente dell’ordine degli avvocati di Macerata e socio fondatore dello Studio Borgiani Parisella) e di Luca Mira (presidente ODCEC Macerata e Camerino).
La giornata è proseguita con tre panel tecnici, moderati da Giulio Tombesi (Tremonti Partners), che hanno portato il confronto sui temi più caldi della fiscalità d'impresa: Transfer Pricing e Multinazionali: il primo panel, con interventi di Simone Zucchetti (Tremonti Partners), di Paolo Nazziconi (Clementoni), di Giorgio Cingolani (Biesse) e di Cesare Tomassetti (Oikon Consulting), si è focalizzato sul ruolo cruciale del transfer pricing nel rapporto tra diverse giurisdizioni, elemento fondamentale nella fiscalità dei gruppi multinazionali.
Il secondo segmento ha esplorato i modelli organizzativi e gli strumenti di collaborazione con l'amministrazione finanziaria. L'avvocato Diego Aringoli (Borgiani Parisella) e l'avvocato Cristiano Caumont Caimi (Tremonti Partners), insieme a Silvia Sardi (Ariston Group), a Mario Cognigni (Tod’s) e a Valeria Nucera (Unimc), hanno evidenziato le implicazioni operative del Modello 231 e del regime di adempimento collaborativo.
L'ultimo panel, guidato dall'avvocato Paolo Parisella e da Lorenzo Piccardi, ha analizzato le dinamiche giuridiche e fiscali delle operazioni straordinarie (M&A) e delle strategie per la continuità d’impresa e il passaggio generazionale.
Nel complesso, l'iniziativa si è dimostrata un momento di confronto, capace di creare un ponte essenziale tra competenze accademiche, professionali e mondo imprenditoriale.
Una sigla che ormai è entrata nel dibattito pubblico, spesso tra entusiasmi e critiche: la Zes, Zona economica speciale. Dal 20 novembre lo strumento è ufficialmente in vigore anche nelle Marche, dopo un iter avviato con l’annuncio del disegno di legge il 4 agosto a Cessapalombo, in occasione dell’inizio dei lavori per la Pedemontana. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge numero 171 del 18 novembre 2025, il regime già operativo nel Mezzogiorno viene esteso anche a Marche e Umbria, classificate dall’Unione Europea come “regioni in transizione”. Una misura che per la maggioranza rappresenta una leva di sviluppo, mentre per le opposizioni rischia di restare un intervento più simbolico che strutturale.
La Zes nasce con il decreto legge 91 del 2017, che ha previsto l’istituzione di Zone economiche speciali nelle aree meno sviluppate e in transizione per favorire la crescita delle imprese attraverso condizioni economiche, finanziarie e amministrative più vantaggiose. Con il decreto 124 del 2023 è stata poi istituita dal 1° gennaio 2024 la Zes unica del Mezzogiorno, comprendente Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. La legge 171 estende ora questo perimetro anche alle Marche e all’Umbria, con efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta, avvenuta il 19 novembre 2025.
Al centro della Zes ci sono tre pilastri: credito d’imposta per gli investimenti, agevolazioni fiscali e contributive, e una forte semplificazione amministrativa. Per Marche e Umbria sono stati stanziati 110 milioni di euro per il credito d’imposta a integrazione del Fondo unico Zes. Dal 2026 il rifinanziamento della Zes unica comprenderà su base triennale anche queste due regioni, con risorse previste in legge di bilancio pari a 2,3 miliardi di euro per il 2026 e 1,7 miliardi per il biennio 2027-2028.
Sul fronte delle procedure, gli investimenti possono beneficiare dell’Autorizzazione unica attraverso lo Sportello unico digitale Zes (Sud Zes), portale integrato nella piattaforma “Impresa in un giorno”. Attraverso questo strumento è possibile presentare un’unica istanza per tutti i procedimenti amministrativi relativi alla realizzazione, ampliamento, localizzazione e riattivazione di impianti produttivi, compresi gli interventi edilizi. L’avvio del procedimento deve avvenire entro tre giorni lavorativi dalla ricezione della domanda, attraverso una conferenza di servizi semplificata. La conclusione avviene con un solo provvedimento finale che sostituisce fino a 35 titoli autorizzativi. I tempi medi di chiusura si attestano attorno ai 30 giorni.
Per quanto riguarda l’occupazione, la misura prevede un bonus assunzioni destinato ai datori di lavoro con un organico fino a 10 dipendenti che assumono a tempo indeterminato lavoratori over 35 disoccupati di lungo periodo. Possono accedere all’agevolazione i soggetti disoccupati da almeno 24 mesi o già assunti in passato da un datore di lavoro che abbia beneficiato solo parzialmente della stessa misura. L’incentivo, in regime de minimis, consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi Inail, fino a un massimo di 650 euro mensili per lavoratore. La richiesta deve essere presentata all’Inps tramite modulo telematico.
Il credito d’imposta si applica agli investimenti in beni strumentali effettuati dal 1° gennaio al 15 novembre 2025. Sono agevolabili progetti legati all’acquisto, anche in leasing, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, oltre a immobili e terreni destinati alla realizzazione o all’ampliamento di sedi produttive, alla diversificazione della produzione o all’acquisizione di attivi di stabilimenti chiusi. Sono ammessi solo gli investimenti effettuati nelle zone 107.3.c individuate dalla Carta nazionale degli aiuti di Stato a finalità regionale. L’accesso al credito per il 2025 avviene tramite comunicazione all’Agenzia delle Entrate dal 20 novembre al 2 dicembre, indicando le spese sostenute nel periodo agevolato. Le intensità dell’agevolazione seguono la Carta nazionale degli aiuti: 35% per micro e piccole imprese, 25% per le medie e 15% per le grandi.
La presentazione ufficiale della Zes nelle Marche è avvenuta ad Ancona, nell’aula magna della facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche, alla presenza di istituzioni, sindacati, banche, atenei e associazioni di categoria. Sono intervenuti il sindaco Daniele Silvetti, il rettore Enrico Quagliarini, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’assessore allo Sviluppo economico e alla Zes Giacomo Bugaro e la sottosegretaria al Mef Lucia Albano, insieme al coordinatore della struttura di missione Zes Unica Giosy Romano, che ha definito la semplificazione amministrativa la «vera rivoluzione» dello strumento, sottolineando che tutta la regione Marche è ora Zes e che ogni investimento può essere avviato con un’unica istanza e un unico interlocutore.
Parallelamente resta acceso il confronto politico. Il deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli ha definito l’estensione della Zes «un provvedimento atteso e strategico» per attrarre investimenti in territori con reddito medio inferiore alla media europea, sostenendo che rappresenti una risposta concreta a «anni di mancato sviluppo». Di segno opposto la posizione del deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Fede, che parla di misura «di facciata» e denuncia la insufficienza delle risorse, ricordando che i 2,3 miliardi previsti per il 2025 non sarebbero proporzionati alle richieste già pervenute dalle imprese. Per questo il M5s si è astenuto in Aula, non per contrarietà ai principi, ma per denunciare quella che considera una mancanza di risorse adeguate.
La Zes ha avuto un ruolo centrale anche nella recente campagna elettorale per la guida della Regione Marche. Il presidente riconfermato Francesco Acquaroli, insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ne aveva annunciato l’attivazione a Cessapalombo il 4 agosto, durante l’avvio dei lavori della Pedemontana Sud. Di tutt’altro avviso il candidato sconfitto Ricci, che aveva liquidato l’iniziativa come una mossa «solo propagandistica». Oggi, tra le aspettative di chi considera la Zes una leva decisiva per il rilancio e i timori di chi la giudica una promessa elettorale, la misura è entrata nella fase attuativa: solo l’applicazione concreta e i primi risultati diranno se saprà produrre effetti reali sull’economia di Marche e Umbria.
Si è conclusa ufficialmente l'esperienza post-terremoto dell'Istituto Tecnico Tecnologico Statale "Eustachio Divini" presso il plesso "Luzio", storica sede delle scuole elementari cittadine. Questa mattina, con una cerimonia significativa, si è celebrata la riconsegna dell'edificio al Comune di San Severino Marche, ente proprietario. Un momento che segna un importante passo verso il ritorno alla piena normalità per la comunità scolastica settempedana.
La simbolica restituzione delle chiavi è stata compiuta dal dirigente scolastico dell'Itts "Divini", professor Sandro Luciani, nelle mani del sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei.
Presenti alla cerimonia anche la dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo "Tacchi Venturi", professoressa Catia Scattolini, padre Luciano Genga, parroco di San Lorenzo in Doliolo e custode del Santuario di San Pacifico, e Dino Marinelli, coordinatore del gruppo comunale di Protezione Civile.
A rendere omaggio all'edificio che li ha ospitati per anni, è intervenuta una rappresentanza delle 14 classi del biennio (sette prime e sette seconde), gli ultimi studenti del "Divini" che da lunedì inizieranno le lezioni nella nuova e moderna sede di viale Mazzini. I ragazzi hanno partecipato attivamente al simbolico stacco delle insegne del "Divini" e all'ammaina bandiera tricolore.
L'ultimo giorno al "Luzio" ha visto gli studenti impegnati nel trasloco fisico di banchi e sedie, consegnati a una società incaricata del trasferimento definitivo degli arredi nel nuovo istituto.
Il sindaco Rosa Piermattei ha espresso la sua gioia per l'importante traguardo: "Oggi è certamente un giorno felice perché salutiamo il trasferimento da parte degli ultimi studenti del “Divini” dal “Luzio” al nuovo edificio di viale Mazzini. Negli ultimi nove anni hanno affrontato, e noi con loro, molti sacrifici e difficoltà per riuscire ad avere una nuova sede scolastica, costruita con criteri moderni e sicuri. I fatti hanno dimostrato che l’edificio che li ha temporaneamente ospitati era solido e affidabile e questo ci ha consentito di mantenerlo nel patrimonio del Comune di San Severino Marche. Dal prossimo anno questo stabile verrà adeguato dal punto di vista sismico. Verrà rimosso il terzo piano e tornerà a essere una struttura dedicata alla scuola Primaria o dell’Infanzia. Voglio ringraziarvi – ha poi concluso il sindaco rivolto agli studenti - per l’aiuto e per l’impegno dimostrato, anche fisicamente, nello spostamento verso il nuovo edificio: ognuno di voi ha contribuito. Vi auguro un buon anno scolastico".
Il dirigente scolastico del "Divini", professor Sandro Luciani, ha formalizzato la restituzione delle chiavi al sindaco, un gesto che come detto chiude il capitolo dell'emergenza per la sua scuola.
La collega dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo, professoressa Catia Scattolini, ha commentato il trasferimento con speranza: "L’ambiente accogliente e stimolante del nuovo “Divini” favorirà sicuramente il processo di apprendimento. Mi che il nuovo plesso Luzio che verrà sia bello come il vostro".
Padre Luciano Genga ha offerto una riflessione spirituale e di incoraggiamento ai giovani presenti: "Di fronte alle difficoltà non dobbiamo scoraggiarci ma dobbiamo avere la forza di reagire. Se lo fai insieme alle istituzioni, in questo caso sono state tante quelle che hanno collaborato tra loro, capisci che unendosi si possono fare tante e grandi cose. Da soli si riesce in ben poco. Voi che siete giovani, voi che siete il futuro, guardate sempre avanti con fiducia e speranza e non scoraggiatevi”.
La riconsegna del plesso "Luzio", a nove anni dalle scosse di terremoto, apre ora la strada ai prossimi interventi di adeguamento sismico e riqualificazione.
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L’importanza di tutelare l'acqua, risorsa vitale e fragile, non conosce confini. E in un Pianeta dove ogni goccia d'acqua dolce è collegata al vasto ecosistema marino, l'IIS Matteo Ricci di Macerata ha dimostrato di aver colto questa lezione fondamentale, ottenendo un prestigioso e meritato riconoscimento a livello europeo.
Grande è l'entusiasmo nell'Istituto per la certificazione "European Blue School" conferita al suo "Progetto Ecosistema delle acque dolci". Questo traguardo proietta la scuola maceratese nella Rete delle Scuole Blu Europee, un’iniziativa di spicco all'interno della Coalizione EU4Ocean, promossa dalla Direzione Generale Affari Marittimi e Pesca (DG Mare) della Commissione Europea.
Essere una "Scuola Blu Europea" non è un semplice titolo, ma la convalida di un impegno concreto che trasforma l'educazione ambientale in azione. L'Istituto si posiziona così come un punto di riferimento nell'educazione legata all'acqua e al mare, intensificando il lavoro di sensibilizzazione delle nuove generazioni sulle sfide ambientali globali.
Il cuore del successo risiede nella metodologia didattica del progetto, che ha coinvolto direttamente gli alunni del corso ambientale dell’indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie. Sotto la guida dei loro docenti, i ragazzi sono diventati veri e propri ricercatori sul campo, dedicando tempo ed energie all'esplorazione e allo studio attivo degli ecosistemi d'acqua dolce del territorio maceratese.
Questo approccio esperienziale non ha solo permesso loro di acquisire competenze scientifiche e tecniche di alto livello, ma ha instillato un profondo senso di responsabilità verso la tutela delle risorse idriche. Il progetto incarna pienamente la filosofia della Rete Blu Europea, dimostrando che l'alfabetizzazione idrica e oceanica, pur partendo da un contesto locale, ha un impatto globale.
A coronare questo risultato, la dichiarazione della dirigente scolastica, Rita Emiliozzi, che ha sottolineato il valore del riconoscimento. "Ricevere la certificazione 'European Blue School' per il nostro Progetto Ecosistema delle acque dolci è un onore che ripaga l'impegno di anni," ha affermato la dirigente. "Questo riconoscimento europeo non solo attesta la qualità della nostra offerta formativa nell'ambito ambientale, ma rafforza il nostro ruolo di scuola 'aperta' e attenta alle sfide globali. I nostri docenti hanno saputo trasmettere ai ragazzi l'importanza della cura e della conoscenza dei nostri ecosistemi, preparandoli a essere cittadini attivi e consapevoli del futuro".
Il successo è il frutto della dedizione di un team di docenti appassionati, tra cui Maria Teresa Cottini, Maria Letizia Falcioni, Annalisa Candelori, Elisabetta Crucianelli, Sabrina Rapari e Girolamo Pasquiarello, oltre all'indispensabile supporto degli assistenti tecnici.
Con il conseguimento della certificazione, l'IIS Matteo Ricci si impegna a proseguire con rinnovato vigore lungo il percorso dell'eccellenza didattica, promuovendo una cittadinanza sempre più consapevole e attenta al cruciale tema dell'acqua.
Il crocifisso della cappella del camposanto di Treia, scolpito da Ennio Chelli, può a pieno titolo essere considerato uno dei tanti tesori nascosti che punteggiano l’Italia, spesso ignorati ma capaci di raccontare storie profonde di fede, arte e memoria.
Il libro di Maurizio Chelli, dopo una necessaria panoramica sulle principali tipologie del Cristo in croce nella storia dell’arte, concentra l’attenzione proprio su questa opera, analizzandola con sguardo attento e sensibile. Ne mette in luce alcuni dettagli significativi, carichi di simbolismo, che consentono di ampliare il discorso oltre il semplice dato formale. Tra questi, spicca il particolare dell’orecchio, che rimanda alla conceptio per aurem, ossia alla concezione di Cristo attraverso l’ascolto, legata alla verginità di Maria, ma anche all’invito rivolto ai fedeli ad ascoltare la Parola di Dio.
Il volume prende in esame anche un piccolo crocifisso precedente, appartenente agli eredi dell’artista, per cogliere affinità, consonanze e differenze all’interno di uno stesso percorso stilistico. Ne emerge un quadro più completo della ricerca di Ennio Chelli, formatosi a Parigi negli anni delle avanguardie, dalle quali però si distacca scegliendo consapevolmente una via personale, orientata verso una sorta di “classicità ritrovata”, che guarda al Medioevo e al Rinascimento come riferimenti privilegiati.
Attraverso le testimonianze orali raccolte, in particolare dalle parole della nuora Ernesta, l’opera del camposanto di Treia viene restituita anche nella sua dimensione affettiva: non solo tappa fondamentale del cammino artistico di Chelli, ma capitolo importante della storia familiare.
L’auspicio dell’autore è che il lettore, accompagnato in questo percorso tra simboli, forme e memoria, possa avvicinarsi al Crocifisso di Treia con uno sguardo nuovo, più consapevole e partecipe.
Successo di pubblico e di critica per l’anteprima mondiale del film Strike - Figli di un’era sbagliata, presentato nella sezione Zibaldone della 43° edizione di Torino Film Festival, girato nell’estate del 2024 in una struttura scolastica di Potenza Picena.
Opera prima dei giovani autori e attori Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico, scritta insieme a loro da Gianni Corsi, Strike – Figli di un’era sbagliata è una coproduzione italo-spagnola Paco Cinematografica e Neo Art Producciones, realizzata con il contributo di Regione Marche (PR FESR 2021-2027), Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission con Regione Lazio – Lazio Cinema International (PR FESR LAZIO 2021-2027), progetto cofinanziato dall’Unione Europea.
Il film annovera un cast d’eccezione composto da Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Max Mazzotta, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno, Lorenzo Zurzolo e Pilar Fogliati. Le musiche originali sono state realizzate da Davide “Dade” Pavanello.
Una commedia ironica e profonda allo stesso tempo, in cui tre ragazzi di vent'anni, che per motivi differenti frequentano il Ser.D.(la struttura sanitaria che accoglie tutti i tipi di dipendenti patologici) si ritroveranno ad affrontare insieme insicurezze e dipendenze, imparando anche a fidarsi l’uno dell’altro.
“Sostenere Strike significa investire nella capacità del cinema di raccontare le relazioni umane con onestà e profondità. – Ha dichiarato al Torino Film Festival il presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission Andrea Agostini - Opere come questa, oltre ad essere d’intrattenimento, rappresentano strumenti di conoscenza e di dialogo, capaci di mettere in luce fragilità, solidarietà e percorsi di cura che riguardano tutti noi. Una produzione che ha dato la possibilità a numerosi professionisti locali e a centinaia di comparse del territorio di dare il proprio contributo tecnico e artistico. Il risultato di una comunità che lavora insieme e dimostra come il cinema possa essere motore di coesione sociale e sviluppo culturale per la nostra regione”.
La produzione di Strike, che lo scorso anno ha trasformato Potenza Picena in un grande set per quattro settimane, vedeva circa la metà della troupe composta da professionisti e maestranze locali insieme ad oltre duecento comparse selezionate sul territorio; un film che ha offerto lavoro specializzato, valorizzato competenze tecniche e coinvolto la comunità, vivacizzando l’economia locale.
Gli interni del lungometraggio sono girati in una struttura scolastica trasformata nel centro Sert dove si incontrano i protagonisti interpretati dagli stessi giovanissimi registi Giovanni Nasta, Diego Tricarico e Gabriele Berti, un’opera tratta dal loro omonimo spettacolo teatrale.
La storia narra dei destini di tre ragazzi che si incrociano tra le mura di una struttura specializzata nella cura di dipendenze patologiche. Dante, il laureando in psicologia, è timido e goffo. Pietro, costretto a regolari controlli dopo essere stato beccato per l’ennesima volta in possesso di marijuana, vorrebbe scappare in vacanza con la sua (ex) fidanzata. Tiziano, apparentemente un “duro”, ha fretta di risolvere al più presto un apparente dipendenza da crack. I tre ragazzi, a prima vista incompatibili, impareranno a fidarsi l'uno dell'altro ed a combattere insieme le proprie dipendenze ed insicurezze.
A Civitanova Alta l’evento per celebrare le nozze di quercia dell’associazione di categoria. Il direttore Polacco premiato per i suoi 40 anni in struttura: “Commercio, turismo e cultura insieme muovono i territori”
“Celebriamo 80 anni di storia, ma soprattutto 80 anni di persone, di imprese, di comunità. Confcommercio è questo: la forza di migliaia di uomini e donne che, ogni giorno, con coraggio e dedizione, tengono accese le luci delle nostre città. Ottant’anni non sono solo un anniversario: sono una responsabilità, la consapevolezza di ciò che abbiamo costruito e, soprattutto, di ciò che dobbiamo ancora costruire insieme”.
Con queste parole il direttore di Confcommercio Marche, Massimiliano Polacco, ha salutato ieri pomeriggio la platea del teatro Annibal Caro di Civitanova, stracolmo per l’iniziativa organizzata dall’associazione di categoria per festeggiare le proprie nozze di quercia. Un evento al quale non sono voluti mancare i big della politica nazionale e regionale: il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, i senatori Elena Leonardi e Guido Castelli, l’europarlamentare Carlo Ciccioli. Presente anche Elena Proietti Trotti, il segretario particolare del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Ottant’anni di Confcommercio nelle Marche – ha dichiarato nel corso del suo intervento - significano ottant’anni di relazioni vitali tra commercio, turismo, cultura, e imprenditoria tutta. Per questo, l’intesa tra mondo culturale e mondo del commercio non è accessoria: è strutturale. E nelle Marche questa alleanza è particolarmente visibile. Il Ministro Giuli è da sempre vicino alle Marche e a dimostrazione di questo ci sono gli investimenti nella tutela del patrimonio culturale marchigiano e la grande attenzione con cui il Ministero della Cultura guarda a questo modello. Dal 2022 ad oggi, infatti con questo Governo il MiC ha destinato alle Marche: una cifra complessiva di 221,3 milioni di euro. Il Ministero sarà al vostro fianco in questo percorso, convinto che la ricchezza culturale delle Marche – dai siti UNESCO alle tradizioni, dalle eccellenze enogastronomiche ai musei diffusi – possa continuare ad alimentare un modello di crescita sostenibile, aperto, inclusivo”.
E proprio la cultura è stata riconosciuta come un settore fondamentale per creare sviluppo. Polacco, nel sottolineare la bontà della scelta del presidente Acquaroli di unire Commercio, Turismo e Cultura in un’unica delega assessorile nella nuova giunta ha sottolineato che “oggi commercio e turismo sono due facce della stessa medaglia. Chi propone di separarli dimostra di non aver compreso né l’evoluzione del mercato né la complessità delle dinamiche che muovono i territori. Le imprese del commercio, dei pubblici esercizi e dei servizi sono il motore del turismo esperienziale, culturale ed enogastronomico che caratterizza le Marche. E la Regione lo ha riconosciuto da tempo: ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie, locali serali sono imprese del commercio, ma sono al tempo stesso imprese turistiche a tutti gli effetti. Le politiche pubbliche sul commercio vanno rafforzate e coordinate con quelle del turismo e della cultura. Perché il futuro dei centri urbani si costruisce con innovazione, formazione e sinergia, non con divisioni artificiali di settori che convivono e crescono insieme da sempre”. Un comparto che rappresenta un motore economico per la regione. Confcommercio Marche rappresenta circa 25.000 imprese. Di queste 12mila sono attive nel commercio, 8mila nel turismo e 4mila nei servizi e danno lavoro a circa 90mila persone.
Nel corso dell’evento spazio a due importanti tavole rotonde. La prima, “Confcommercio per il lavoro: la forza della contrattazione nel terziario”, ha messo a confronto Mauro Lusetti (vicepresidente Confcommercio e presidente di Conad Italia), Ivana Veronese (segretaria confederale Uil Nazionale), Francesco Maria Chelli (presidente Istat) e la senatrice Elena Leonardi (segretario Commissione Lavoro del Senato), e ha approfondito come la buona contrattazione possa coniugare tutela, competitività e qualità dei servizi.
Proprio Chelli ha portato dati freschi sull’andamento del pil italiano cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% nei confronti del terzo trimestre del 2024, crescita trainata soprattutto dal valore aggiunto dell’agricoltura (+0,8%) e dei servizi (+0,2%). “I nostri associati – ha spiegato il presidente Lusetti - sono imprenditori autonomi che si sono evoluti nel tempo da piccoli operatori commerciali a imprenditori che oggi gestiscono anche società complesse con centinaia di centinaia di dipendenti. C'è un recupero da una parte delle piccole e medie dimensioni in quanto capaci di rispondere meglio ai cambiamenti e esigenze del consumatore, quindi noi investiamo molto in quella direzione nella diversificazione dei canali e soprattutto nella valorizzazione della figura dell'imprenditore all'interno del punto di vendita che fa sempre la differenza in termini positivi, perché capisce e percepisce prima di tutti gli altri i bisogni e i cambiamenti al prossimo”.
La seconda, “Rigenerare territori, riscoprire paesaggi: Confcommercio tra Turismo d’avanguardia e Commercio di prossimità”, con Proietti Trotti, Castelli, Luigi Franchi, direttore di Belviaggio e di Sale&Cucina e Renato Mattioni, vicesegretario generale Confcommercio, si è invece concentrata su turismo, urbanistica e commercio di prossimità, temi cruciali per la ripartenza delle aree interne e la valorizzazione delle eccellenze locali. Nel corso della serata c’è stato spazio anche per i riconoscimenti individuali a 50 aziende che si sono distinte per innovazione e radicamento nelle rispettive categorie: impresa femminile, impresa giovanile, impresa del futuro, impresa sostenibile, impresa solidale, impresa della tradizione, impresa del territorio e impresa associata dell’anno. E nel gran finale c’è stato tempo anche per festeggiare un altro traguardo davvero speciale: i 40 anni dello stesso Polacco, in Confcommercio da Milano, Roma e infine nelle Marche alla guida della struttura. Una sorpresa che il suo intero Staff e il presidente di Confcommercio, Giacomo Bramucci, hanno voluto fare al Direttore per rendere ancora più speciale una serata davvero memorabile.
All’Hotel Ginestra di Recanati, domani 30 novembre, alle ore 17.30, si terrà la presentazione di Fatum, nuova mostra di grafica d’arte realizzata dagli studenti del Liceo Classico “Giacomo Leopardi” e curata dal professor Jacopo Pannocchia, ideatore e anima della Stamperia Venieri. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’hotel, il liceo recanatese e la stessa stamperia.
All’apertura dell’evento è previsto un saluto istituzionale del dirigente scolastico del Liceo “Leopardi”, Ermanno Bracalente. Il programma comprende anche un breve intervento musicale del chitarrista recanatese Marco Poeta, noto per il suo legame con il fado portoghese e per una ricerca artistica che intreccia chitarra, voce e tradizione in un linguaggio personale.
Il titolo della mostra, Fatum, richiama il tema del destino, inteso non come elemento immobile, ma come segno: un tratto inciso, una pressione, una scelta di gesto che fissa sulla lastra ciò che ancora non esiste. La grafica d’arte viene presentata come luogo d’incontro tra volontà e imprevisto, controllo e rivelazione, in una metafora del fato che orienta senza determinare completamente.
Le opere esposte raccontano questo dialogo attraverso immagini in cui il segno diventa percorso, oracolo, domanda aperta. La mostra intende valorizzare la creatività dei giovani incisori della Stamperia Venieri e ribadire il ruolo della formazione artistica come spazio di ricerca e sperimentazione.
Il Subbuteo maceratese si prepara a vivere uno dei momenti più attesi della stagione: il campionato italiano a squadre di Serie C F.I.S.C.T., in programma a Reggio Emilia, presso Subbuteoland, sabato 29 e domenica 30 novembre. Un appuntamento che richiamerà 27 squadre da ogni parte d’Italia, suddivise in tre gironi, pronte a contendersi la promozione alla Serie B in due giornate di gioco serrato e strategia in miniatura.
A rappresentare la provincia saranno gli Old Lions, storica formazione subbuteistica maceratese. Guidata dal capitano Leonardo D’Amico, la squadra si presenterà al completo: Jury Di Tullio, Stefano Gambella, Mario Marcolini, Rocco Iarlori, Andrea Senesi, Lorenzo Scoponi e il milanese Mirko Balio. Un gruppo saldo e compatto, che unisce esperienza, talento e grande affiatamento.
«L’obiettivo è chiaro: vogliamo tornare in Serie B», è il messaggio che filtra dalla società alla vigilia della trasferta. E i presupposti non mancano. La formazione maceratese arriva a Reggio Emilia forte di un periodo particolarmente positivo: agli inizi di novembre gli Old Lions hanno infatti centrato un importante terzo posto categoria GOLD al Guerin Subbuteo a squadre di Ascoli, confermando la propria competitività a livello nazionale.
Solo poche settimane prima, a metà settembre, anche Macerata era stata al centro della scena subbuteistica: alla bocciofila XXIV Maggio si è svolto un torneo nazionale con 48 giocatori provenienti da tutta Italia, dedicato alla memoria di Maurizio Cavallaro, fondatore del Subbuteo Club Old Lions. Un evento di altissimo livello, culminato nella finale decisa ai calci piazzati dal perugino Stefano Flamini sul varesino Vittorio De Pascale, dopo uno 0-0 combattutissimo.
Oltre ai risultati sportivi, gli Old Lions continuano a rappresentare un vero presidio di passione per l’intera provincia. Il club si ritrova ogni venerdì sera, dalle 21.30 alle 24.00 (e in alcune domeniche mattina durante l’inverno), nella sede di via Ungaretti 80/82 a Macerata, nel quartiere Collevario. Un luogo di incontro, gioco e ricordi, dove ancora si respira l’atmosfera degli anni ’80 e ’90, quando il Subbuteo animava garage, taverne e cantine di tutta la città.
Chiunque desideri avvicinarsi al gioco, dai nostalgici ai curiosi alla prima esperienza, può rivolgersi al club al numero 348-8558931. Gli Old Lions sono attivi anche su Facebook, dove ogni venerdì viene trasmessa in diretta una partita del torneo settimanale, un modo per gustare da casa il fascino senza tempo del “calcio in punta di dito”.
Ora il conto alla rovescia è iniziato. L’avventura a Subbuteoland è alle porte e gli Old Lions sono pronti a dare tutto. Macerata li seguirà con il fiato sospeso, sperando di vederli festeggiare un nuovo salto in Serie B.
Ci sarà anche un giovanissimo talento della provincia di Macerata sul palco della 68ª edizione dello Zecchino d’Oro: Nicolò, 6 anni, di Montecassiano, è infatti uno dei tre piccoli interpreti della canzone “Perché perché perché”, in gara nella seconda semifinale in onda sabato 29 novembre su Rai 1.
Il brano, scritto da Maurizio Festuccia con musica di Francesco Stillitano, è una ballata dance che racconta il meraviglioso mondo delle domande senza fine tipiche dell’infanzia — quei “perché?” che si rincorrono uno dopo l’altro, aprendo la porta alla curiosità e alla fantasia.
A dare voce alla canzone saranno tre bambini provenienti da altrettante città italiane: Victoria (Verona), Gionsi (Bologna) e, appunto, Nicolò, che rappresenterà con entusiasmo le Marche e in particolare la sua Montecassiano.
Per il piccolo cantante maceratese si tratta di un’esperienza unica: salire sul palco dell’Antoniano, sostenuto dal celebre Piccolo Coro, di fronte a un pubblico nazionale e alle giurie che decreteranno l’andamento della gara. Un’emozione grande, condivisa da tutta la comunità, che in queste ore sta facendo sentire la propria vicinanza alla famiglia e al giovane protagonista.
“Perché perché perché” verrà eseguita durante la seconda semifinale, in programma sabato dalle 17.10 alle 18.40, quando saranno presentate le ultime sette canzoni delle quattordici in concorso. Per Nicolò sarà il momento di mostrare tutta la sua spontaneità, la sua voce e la sua energia in uno spettacolo che da decenni fa sognare generazioni di bambini.
Il paese segue con orgoglio il suo piccolo ambasciatore di talento e dolcezza. Comunque vada la gara, Montecassiano ha già il suo vincitore.
Erano sei i punti all’ordine del giorno nel consiglio comunale andato in scena ieri sera a Palazzo Lazzarini.
Dopo l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti, via libera al nuovo regolamento di gestione della fototeca comunale, contenente alcune modifiche e correzioni al precedente senza però intaccarne la sostanza di soggetto fondamentale per la conservazione della memoria storica della città e la promozione di iniziative ed eventi legati al mondo della fotografia.
Approvata anche la ratificazione della delibera di giunta n. 124 dello scorso 2 ottobre, così come è arrivato l’ok a maggioranza per una variazione al bilancio di previsione 2025-2027, che è stata illustrata dall’assessore al bilancio Alfredo Benedetti.
"Andiamo ad applicare l’ultimo residuo dell’avanzo di amministrazione del 2024 per una cifra di poco meno di 19 mila euro – ha spiegato Benedetti – tra le altre voci, sono aumentati gli introiti derivanti dagli accertamenti per le affissioni per circa 7 mila euro e per la Tarsu per 30 mila euro, così come il recupero dell’evasione Imu cresce di 42 mila euro. Inoltre abbiamo intercettato un contributo ministeriale di 61 mila euro per l’istituzione di un fondo di equità per la rimozione dei disequilibri economici e sociali. Poi, crescono gli incassi dalle violazioni del Codice della strada per 25 mila euro, i proventi dalla gestione dell’asilo nido per 12 mila euro e riceviamo un eco-indennizzo dalla Morrovalle Ambiente per 90 mila euro".
Rinviata all’unanimità la discussione del punto numero 5, ovvero l’approvazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. "La Regione ha concesso 180 giorni di proroga sul termine per l’approvazione, abbiamo deciso di sfruttare questo tempo per approfondire al meglio la questione", ha precisato il sindaco Andrea Staffolani.
In conclusione, si è discussa la mozione presentata dal gruppo Cura e Partecipazione che chiedeva l'esposizione simbolica della bandiera palestinese e l'approvazione di un ordine del giorno contro il genocidio di Gaza. Maggioranza e opposizione hanno concordato di muoversi come era successo nei mesi scorsi sulla tematica del gioco d’azzardo, ossia costituendo un tavolo congiunto di discussione per arrivare ad un testo e a iniziative concrete condivise.
"Anche da parte nostra c’è la più netta condanna alle stragi e agli eccidi di vittime innocenti compiuti dal Governo Netanyahu nella Striscia di Gaza – ha evidenziato l’assessore Stefano Montemarani – apprezziamo l’iniziativa di Cura e Partecipazione e su molte delle proposte avanzate ci troviamo d’accordo. L’impegno è quello di ritrovarsi da qui alle prossime settimane per trovare dei punti d’unione e ritornare qui in consiglio comunale con un documento unitario. Sono sicuro che non avremo difficoltà a trovare un accordo sia sul testo che sulle iniziative concrete da proporre".
Il consiglio comunale dovrebbe tornare a riunirsi nelle prossime settimane per la discussione del bilancio di previsione per il prossimo anno.
Il Black Friday 2025 è tornato nei due grandi centri commerciali ai piedi di Macerata, Corridomnia e Val di Chienti, ma con un’atmosfera meno frenetica rispetto agli anni passati. I commercianti parlano di una giornata positiva, segnata però da un cambiamento evidente nelle abitudini dei consumatori. Le offerte anticipate hanno infatti distribuito gli acquisti su più giorni, riducendo il classico picco del venerdì.
Secondo diversi esercenti, l’affluenza è buona ma non eccezionale, con la previsione che il vero movimento arriverà tra sabato e domenica, quando il tempo libero spingerà molte persone a fare shopping. Altri negozianti, invece, raccontano di un venerdì già particolarmente vivace, con un flusso continuo di clienti e ritmi intensi.
Il quadro generale resta comunque positivo, ma conferma una tendenza che si consolida anno dopo anno: sempre più utenti scelgono di acquistare online, attratti dalla comodità e dalla vasta gamma di prodotti. Eppure la possibilità di toccare con mano un capo o vedere da vicino un articolo continua a essere considerata da molti un valore che “non ha prezzo”.
Tra gli acquirenti si incrociano motivazioni diverse: c’è chi si anticipa per i regali di Natale e chi lo prende come pretesto per farsi un giro all’inizio del fine settimana, segno che il Black Friday rimane un appuntamento capace di unire necessità e piacere, pur evolvendosi nelle forme e nei tempi.