Giornata dedicata alle novità in materia di Codice della Strada oggi al Teatro Lauro Rossi di Macerata, in piazza della Libertà. Nel nuovo Incontro con l'Autore, Giandomenico Protospataro, esperto nel settore della circolazione stradale sotto il profilo tecnico, giuridico e normativo e con maturata esperienza operativa negli organi di Polizia, ha dedicato la mattinata ad approfondimenti e chiarimenti, lasciando ai partecipanti anche la possibiltà di esporre i propri quesiti.
Un'opportunità per gli operatori del settore per confrontarsi sugli aspetti tecnici e operativi che riguardano le consuete attività di sicurezza stradale e controllo, con degli approfondimenti specifici sulle procedure operative di accertamento dell'assunzione di sostanze stupefacenti, sulla sospensione breve della patente e sull'alcolock.
"La formazione è la base per poter applicare la norma del giusto modo e far sì che la cittadinanza e gli autori della viabilità sappiano come comportarsi e come controllare. La sicurezza è l'obbiettivo che dobbiamo raggiungere e quest'ultimo passa anche da giiornate come queste - afferma il comandante della Polizia Locale di Macerata Danilo Doria -. L'evidenza e l'importanza dell'argomento sono rappresentate anche dalla presenza di tutti i componeneti del Comitato Provinciale di Sicurezza Pubblica".
Spazio anche ad una panoramica sulla bozza del nuovo Codice della Strada e sul nuovo Decreto Ministeriale omologazione relativo agli autovelox, con attenzione ai profili operativi, tecnici e al regime transiotrio per l'utilizzo di dispositivi già approvati.
"Abbiamo organizzato una giornata di formazione legata a microinformazioni come l'alcolock per i conducenti condannati per l'alcol, l'accertamento della droga, le tematiche riguadanti i monopattini e la loro targatura e la revisione delle macchine agricole; pensate per comprendere verso cosa ci stiamo muovendo", spiega Protospataro.
Giornata dedicata alle novità in materia di Codice della Strada oggi al Teatro Lauro Rossi di Macerata, in piazza della Libertà. Nel nuovo Incontro con l'Autore, Giandomenico Protospataro, esperto nel settore della circolazione stradale sotto il profilo tecnico, giuridico e normativo e con maturata esperienza operativa negli organi di Polizia, ha dedicato la mattinata ad approfondimenti e chiarimenti, lasciando ai partecipanti anche la possibiltà di esporre i propri quesiti.
Un'opportunità per gli operatori del settore per confrontarsi sugli aspetti tecnici e operativi che riguardano le consuete attività di sicurezza stradale e controllo, con degli approfondimenti specifici sulle procedure operative di accertamento dell'assunzione di sostanze stupefacenti, sulla sospensione breve della patente e sull'alcolock.
"La formazione è la base per poter applicare la norma del giusto modo e far sì che la cittadinanza e gli autori della viabilità sappiano come comportarsi e come controllare. La sicurezza è l'obbiettivo che dobbiamo raggiungere e quest'ultimo passa anche da giiornate come queste - afferma il comandante della Polizia Locale di Macerata Danilo Doria -. L'evidenza e l'importanza dell'argomento sono rappresentate anche dalla presenza di tutti i componeneti del Comitato Provinciale di Sicurezza Pubblica".
Spazio anche ad una panoramica sulla bozza del nuovo Codice della Strada e sul nuovo Decreto Ministeriale omologazione relativo agli autovelox, con attenzione ai profili operativi, tecnici e al regime transiotrio per l'utilizzo di dispositivi già approvati.
"Abbiamo organizzato una giornata di formazione legata a microinformazioni come l'alcolock per i conducenti condannati per l'alcol, l'accertamento della droga, le tematiche riguadanti i monopattini e la loro targatura e la revisione delle macchine agricole; pensate per comprendere verso cosa ci stiamo muovendo", spiega Protospataro.
Ha nascosto vestiti e un paio di scarpe per un valore superiore a 200 euro, ma è stata fermata all’uscita del negozio dopo l'attivazione delle barriere antitaccheggio. È successo nella mattinata di sabato scorso in un esercizio commerciale di corso Umberto I, dove una donna di 25 anni, cittadina algerina, è stata denunciata dalla polizia locale per furto aggravato con violenza sulle cose, false dichiarazioni a pubblico ufficiale e violazione delle norme sul soggiorno.
Gli agenti erano impegnati nel servizio di controllo appiedato del centro, predisposto nelle ore di maggiore afflusso durante il giorno di mercato, quando poco dopo le 10 sono stati richiamati dalle addette del punto vendita. Secondo la ricostruzione, la cliente era entrata poco prima e si era trattenuta a lungo nella zona dei camerini. Quando ha tentato di uscire senza acquistare nulla, il sistema antitaccheggio ha segnalato la presenza della merce.
Fermata dal personale, la donna ha restituito diversi capi d’abbigliamento e un paio di calzature che teneva nascosti addosso e nella borsa. Su tutti gli articoli i dispositivi antitaccheggio erano stati rimossi, mentre su uno la placca risultava forzata e rotta.
Sul posto sono intervenuti una pattuglia automontata e il funzionario di turno. Alla richiesta di fornire le proprie generalità, la 25enne ha fornito versioni differenti e non corrispondenti. Non avendo con sé documenti, è stata accompagnata al comando e identificata attraverso i rilievi fotodattiloscopici eseguiti al commissariato di pubblica sicurezza.
La merce è stata recuperata integralmente e restituita al negozio. La donna è stata denunciata in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata e sarà segnalata alla Questura per l’eventuale adozione del foglio di via obbligatorio. Non si è proceduto all’arresto in flagranza poiché la querela del punto vendita è stata formalizzata lunedì 19 ottobre, a distanza di due giorni dai fatti.
L’attività della polizia locale ha riguardato anche altri due episodi. Nelle prime ore di lunedì, due pattuglie hanno effettuato un sopralluogo in un cantiere edile privato, in seguito alla querela presentata il 12 maggio scorso dal responsabile dell’area per occupazione abusiva.
All’interno sono stati trovati due uomini nati in India e privi di documenti. Accompagnati al comando e identificati con il supporto del commissariato, entrambi - risultati gravati da precedenti - sono stati denunciati per invasione di edifici e per la violazione del Testo unico sull’immigrazione. Per uno dei due sarà proposta l’applicazione del foglio di via obbligatorio.
Sempre il 19 ottobre, gli agenti hanno sequestrato una carta d’identità elettronica appartenente a un cittadino italiano residente a Civitanova Marche. Il documento presentava un foro rettangolare dal quale era stato completamente asportato il microchip integrato. Il sequestro è stato eseguito ai sensi dell’articolo 354 del codice di procedura penale e gli atti sono stati trasmessi alla Procura per falsità materiale e alterazione di documento.
Il comandante della polizia locale, Cristian Lupidi, ha sottolineato l’importanza del presidio sul territorio, ricordando che l’intervento nel negozio di corso Umberto I è stato possibile grazie alla presenza degli agenti a piedi durante il mercato: "Questa volta la presenza non ha impedito che il fatto accadesse, ma ha consentito di individuare e identificare l’autrice nell’immediatezza, con il deferimento all’autorità giudiziaria e la restituzione della merce all’esercizio commerciale".
Per tutte le persone coinvolte, i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari: resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Nuova allerta meteo della Protezione Civile regionale sulle Marche. Il Centro Funzionale Multirischi ha emesso un messaggio di allertamento - valido dalle 00:00 di mercoledì 21 ottobre fino alle 00:00 di giovedì 22 ottobre 2026 - che prevede condizioni di spiccato maltempo, caratterizzate in particolare da forte vento e mareggiate diffuse.
A partire dalle prime ore di mercoledì e fino alle ore centrali, si prevede un deciso aumento dello stato del mare fino ad agitato, con un'altezza delle onde compresa tra 2,5 e 4 metri. Il fenomeno provocherà mareggiate diffuse su tutta la fascia costiera marchigiana, compresa quella maceratese. L'aumento del moto ondoso è alimentato da un flusso teso di scirocco, con raffiche che sulla costa raggiungeranno l'intensità di vento forte e in mare aperto toccheranno i livelli di burrasca o burrasca forte.
Nel corso del pomeriggio di mercoledì, la ventilazione ruoterà ovunque dai quadranti sud-occidentali. Si prevede un'ulteriore intensificazione dei flussi in serata, con raffiche che sulle zone dell'entroterra potranno raggiungere l'intensità di burrasca forte, e di burrasca sulla zona pesarese, con particolare riferimento alla fascia collinare di quest'ultima.
Il transito di strutture nuvolose, parzialmente frenato dall'interazione con l'Appennino, darà luogo a una fase di tempo variabile, caratterizzata dall'alternanza tra periodi asciutti e brevi momenti piovosi. In mattinata sono previste precipitazioni sparse di debole intensità, localmente a carattere di rovescio, mentre dal pomeriggio saranno presenti fenomeni locali a ridosso dei rilievi. Le temperature sono date in aumento.
Prima la protesta sulla gru in piazza San Nicola, poi il confronto con il sindaco. La vicenda dei quattro operai saliti lunedì sulla struttura per denunciare il mancato pagamento degli stipendi (leggi qui) si sposta ora sul terreno delle verifiche e della tutela dei lavoratori. Martedì pomeriggio Mauro Sclavi ha ricevuto i protagonisti della protesta, che gli hanno raccontato le difficoltà vissute nei rapporti di lavoro e chiesto un aiuto per individuare una soluzione.
Un incontro cordiale, nel corso del quale gli operai hanno riconosciuto di aver scelto una forma di protesta eccessiva. «La loro protesta era assolutamente sbagliata ed esagerata», hanno ammesso, spiegando di aver voluto soprattutto attirare l'attenzione sulla propria situazione e precisando che il loro gesto non deve essere imitato. Tra le richieste rivolte al primo cittadino anche quella di una collaborazione per reperire un alloggio.
Restano da chiarire le presunte irregolarità denunciate dai lavoratori, che dovranno essere accertate dagli organi competenti. Gli operai hanno riferito di rapporti di lavoro che, a loro dire, non sarebbero stati rispettati e di difficoltà nel trovare interlocutori in grado di rappresentarli e tutelarne i diritti.
Sclavi ha ascoltato le loro testimonianze, invitandoli a rivolgersi agli uffici preposti e alle forze dell'ordine per affrontare le controversie nelle sedi opportune. Ma il sindaco ha anche colto l'occasione per lanciare un messaggio chiaro: «Salire su una gru è pericoloso e sbagliato. Prima incontriamoci, parliamo e affrontiamo insieme i problemi per trovare soluzioni praticabili».
La protesta riaccende i riflettori sulle condizioni di lavoro nei cantieri della ricostruzione post-sisma, in un territorio interessato da un'intensa attività edilizia e da una crescente presenza di manodopera. «Consideriamo legittime le rimostranze di chi lavora e presta la propria opera e che quindi, giustamente, deve essere pagato per quanto pattuito con il contratto», sottolinea Sclavi. Il problema, secondo il primo cittadino, è trovare strumenti efficaci per risolvere le controversie senza arrivare a gesti estremi.
Sindacati, Ispettorato del lavoro e uffici legali possono intervenire per dirimere le situazioni più delicate. Anche il Comune, ha ricordato il sindaco, può offrire assistenza per individuare soluzioni praticabili.
«I contratti di lavoro devono essere chiari e tutelare i lavoratori oltre alle imprese», rimarca Sclavi, che chiede controlli e verifiche nei cantieri. La ricostruzione, con il suo enorme fabbisogno di manodopera, sta modificando anche il tessuto sociale del territorio. «Ci troviamo a dover contrastare fenomeni che mai si erano verificati nelle nostre zone», osserva il sindaco, auspicando che non si ripetano episodi simili.
L'obiettivo è passare dalle parole ai fatti. Sclavi ha annunciato l'intenzione di chiedere al Prefetto la convocazione di un tavolo tecnico che riunisca associazioni di categoria, sindacati, sindaci dei territori interessati dalla ricostruzione e forze dell'ordine. L'intento è coordinare controlli e accertamenti nei cantieri, individuare eventuali anomalie e prevenire nuove situazioni di tensione.
Il sindaco ha inoltre ringraziato tutti coloro che hanno contribuito a gestire la vicenda: Polizia di Stato e mediatori, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Polizia Locale, sanitari del 118, Croce Rossa, sindacati e amministrazione comunale di Gagliole, dove vivono tre dei quattro uomini coinvolti e che si è attivata per garantire loro vitto e alloggio.
«Ho seguito ogni fase della trattativa che, fortunatamente, con l'apporto di tutti si è conclusa dopo circa undici ore, positivamente. I ragazzi hanno accolto le nostre proposte e hanno deciso di scendere», ha ricordato Sclavi.
La protesta si è chiusa, dunque, con il ritorno a terra degli operai. Ora la partita si sposta sui rapporti di lavoro denunciati e sulla necessità di verificare quanto accade nei cantieri. Perché il diritto a essere pagati per il lavoro svolto deve trovare risposte concrete, senza che la disperazione porti a mettere a rischio la propria incolumità.
Musica, luci e un dj per una serata danzante organizzata all’interno di un circolo privato, ma senza le necessarie autorizzazioni. È quanto hanno accertato gli agenti della Polizia di Stato durante un controllo amministrativo effettuato nella notte tra il 17 e il 18 ottobre in un locale di Recanati.
L’ispezione è stata condotta dal personale della Divisione Polizia amministrativa e di sicurezza della Questura di Macerata, con il supporto della Polizia scientifica. Al momento del controllo, nei locali erano presenti circa venti persone, impegnate in un’attività di ballo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’intrattenimento era organizzato con dj, impianto audio e luci e risultava pubblicizzato anche attraverso i social network. Un’attività che, tuttavia, sarebbe stata svolta senza il necessario titolo autorizzatorio e che non poteva essere ricondotta alla semplice somministrazione di alimenti e bevande dichiarata dal circolo. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato una mancata corrispondenza con le finalità indicate nell’atto costitutivo dell’associazione.
Nel corso dell’ispezione sono emerse anche altre irregolarità amministrative: la mancata esposizione della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) relativa alla somministrazione e l’omessa compilazione delle schede di rilevazione settimanale previste dalla normativa igienico-sanitaria.
Al presidente del circolo sono state contestate tre violazioni, per un importo complessivo di circa 1.500 euro. Per gli aspetti di competenza sanitaria sarà informata l’Azienda sanitaria territoriale, mentre ulteriori verifiche saranno svolte attraverso il Suap, lo Sportello unico per le attività produttive del Comune di Recanati.
Controlli anche a Macerata
Nell’ambito dello stesso servizio, gli agenti hanno verificato anche il rispetto di una precedente diffida relativa a un presunto evento abusivo organizzato in un immobile di Macerata.
In questo caso, il controllo non ha evidenziato attività in corso né la presenza di avventori all’interno della struttura.
L’operazione rientra nell’attività di vigilanza della Polizia di Stato finalizzata a verificare la regolarità degli esercizi e delle iniziative di intrattenimento, con particolare attenzione al rispetto delle norme amministrative e delle disposizioni in materia di sicurezza e igiene.
Controlli sulle strade e verifiche contro la diffusione delle sostanze stupefacenti: è il bilancio del servizio straordinario a largo raggio condotto dai carabinieri della Compagnia di Camerino, impegnati nella prevenzione e nel contrasto dei reati sul territorio. Tre gli episodi emersi durante le attività, che hanno portato a una denuncia per guida in stato di ebbrezza, una segnalazione per possesso di droga per uso personale e una denuncia per la manomissione di una carta d’identità elettronica.
Nel primo caso, un 34enne nato in Polonia e residente a Camerino è stato denunciato in stato di libertà dopo essere stato sottoposto a un controllo mentre si trovava alla guida della propria auto. Il test alcolemico ha rilevato un tasso superiore ai limiti consentiti dalla legge. Per l’uomo è scattato il ritiro immediato della patente, in vista del successivo provvedimento di sospensione.
Un secondo intervento ha riguardato un 18enne originario della provincia di Chieti e residente a Pescara, fermato durante un normale posto di controllo mentre si trovava a bordo della propria autovettura. I militari lo hanno trovato in possesso di circa cinque grammi di hashish, che sono stati sequestrati. Per il giovane è scattata la segnalazione alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla sicurezza documentale. I carabinieri della stazione di Ussita hanno infatti individuato un 32enne residente nella provincia di Pescara che aveva rimosso il microchip dalla propria carta d’identità elettronica.
Il dispositivo contiene in modo sicuro i dati personali e biometrici del titolare, tra cui fotografia e impronte digitali, oltre alle informazioni necessarie per l’identificazione online. La rimozione del chip costituisce una manomissione del documento e, per questo motivo, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria per falsità materiale commessa dal privato.
Tragico ritrovamento oggi pomeriggio nelle campagne di San Ginesio, al confine con il territorio di Ripe. Un uomo di 81 anni, di origine straniera, è stato trovato senza vita in un terreno agricolo.
L’allarme è scattato intorno alle 17.30, quando un conoscente dell’anziano ha rinvenuto il corpo e ha subito chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare: i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
I militari dell’Arma hanno effettuato i rilievi di rito per ricostruire l’accaduto. Sulla base delle prime informazioni, si sarebbe trattato di un gesto volontario.
Ordina due bancali di pellet su internet, paga oltre 500 euro, ma la merce non arriva mai. È da questa vicenda, denunciata la scorsa estate da un cittadino residente in un comune limitrofo, che sono partite le indagini dei Carabinieri della Stazione di Morro d’Alba, che hanno portato alla denuncia di un uomo di 70 anni, residente fuori provincia e già gravato da precedenti di polizia.
L’uomo è stato denunciato in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria, poiché ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima aveva acquistato online due bancali di pellet, effettuando un bonifico istantaneo per un importo superiore a 500 euro sul conto corrente indicato per il pagamento. Una volta versata la somma, però, la consegna non è mai avvenuta.
A quel punto è scattata la denuncia, che ha dato il via all’attività investigativa dei militari. Attraverso accertamenti bancari e verifiche mirate, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire i movimenti di denaro e a individuare il 70enne quale intestatario e utilizzatore effettivo del conto corrente sul quale era stato accreditato il pagamento.
L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto alle truffe online e ai reati contro il patrimonio, fenomeni che continuano a rappresentare un rischio per chi acquista beni attraverso il web. Le forze dell’ordine raccomandano di prestare attenzione alle offerte particolarmente convenienti e di verificare l’affidabilità dei venditori prima di procedere con i pagamenti.
La posizione dell’uomo resta al vaglio dell’autorità giudiziaria.
La Camera di Commercio delle Marche apre le selezioni per 14 assunzioni a tempo indeterminato attraverso due concorsi pubblici. Si tratta delle prime procedure concorsuali avviate dall’istituzione dopo la nascita del nuovo ente regionale, nel 2018, e sono rivolte a candidati in possesso di differenti titoli di studio, dal diploma di scuola superiore alla laurea.
I posti disponibili sono complessivamente quattordici: cinque nell’Area dei Funzionari e delle elevate qualificazioni e nove nell’Area degli Istruttori. Le selezioni puntano a inserire nuove risorse nei servizi amministrativi e contabili dell’ente camerale.
Il primo concorso prevede l’assunzione di cinque funzionari amministrativo-contabili e di supporto, inquadrati nell’area dei funzionari e delle elevate qualificazioni.
Per partecipare è necessario possedere uno dei titoli di studio indicati nel bando, che comprende specifiche lauree magistrali, specialistiche e triennali negli ambiti giuridico, economico, statistico e politico-amministrativo, oltre agli eventuali ulteriori titoli espressamente previsti dall’avviso.
La seconda procedura mette a disposizione nove posti per istruttori amministrativo-contabili, inquadrati nell’Area degli Istruttori.
In questo caso, il requisito di accesso è il diploma di scuola secondaria superiore di secondo grado, conseguito al termine di un percorso di studi quadriennale o quinquennale.
Le due selezioni si rivolgono dunque a candidati con percorsi formativi differenti, offrendo opportunità di inserimento stabile nella pubblica amministrazione.
Le prove scritte teorico-pratiche si svolgeranno interamente in modalità digitale da remoto, attraverso una piattaforma dedicata. I colloqui, invece, si terranno in presenza.
Per conoscere nel dettaglio i requisiti di ammissione, le materie d’esame, le modalità di partecipazione e le scadenze per presentare la domanda, è necessario consultare i testi integrali dei due avvisi.
I bandi sono disponibili sul portale nazionale del reclutamento InPA e sul sito istituzionale della Camera di Commercio delle Marche, nella sezione Amministrazione trasparente, alla voce bandi di concorso.
Le persone interessate sono invitate a verificare attentamente i requisiti richiesti e i termini di presentazione delle candidature direttamente attraverso i canali ufficiali.
Nel gennaio 2012 il Movimento dei Forconi partì dalla Sicilia e raggiunse diverse regioni italiane, coinvolgendo anche le marinerie marchigiane. Oggi il caro carburante riaccende le proteste nel Mezzogiorno, mentre ad Ancona scendono in piazza i manifestanti contro il caro-vita e gli autotrasportatori marchigiani sono in stato di mobilitazione.
Una protesta che parte dal Sud, i mezzi che si fermano, le merci che rischiano di non arrivare a destinazione. E, dietro il blocco, una questione che riguarda tutti: quanto costa lavorare e quanto resta davvero nelle tasche di chi produce, trasporta e vende.
In questi giorni la protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio si è fatta sentire soprattutto nel Mezzogiorno, con presidi e disagi in diverse aree tra Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Una mobilitazione nata dalla difficoltà di sostenere costi sempre più alti, che rischia di ripercuotersi anche sulla distribuzione delle merci e sulle attività che dipendono dal trasporto su strada.
Non sarebbe la prima volta che una protesta nata nel Sud supera i confini delle regioni in cui è partita. Nel gennaio 2012 il Movimento dei Forconi diede vita in Sicilia a una mobilitazione contro il costo del carburante, i pedaggi e le spese di gestione. Nel giro di pochi giorni, le iniziative coinvolsero altre parti d'Italia, con ripercussioni anche sui trasporti e sulla circolazione delle merci.
In quel caso il malcontento arrivò anche nelle Marche. Il 23 gennaio 2012 si fermarono i pescherecci di Civitanova Marche, nell'ambito della mobilitazione che coinvolse diverse marinerie. Il giorno successivo, il coinvolgimento delle marinerie marchigiane fu richiamato anche in un intervento al Senato.
Un precedente che non significa che oggi debba ripetersi lo stesso scenario, ma che mostra come una protesta legata ai costi e alla sostenibilità del lavoro possa estendersi ad altre categorie e territori.
Nelle Marche, intanto, emergono segnali di un malcontento che va oltre il settore dei trasporti. Il 17 ottobre, ad Ancona, oltre 150 persone hanno partecipato alla manifestazione del movimento "Tutta l'Italia in piazza", contestando il caro-vita, l'aumento dei costi dell'energia e dei carburanti, i salari bassi e la perdita di potere d'acquisto.
Una protesta distinta da quella degli autotrasportatori, ma che si inserisce nello stesso quadro di difficoltà economiche. Sul fronte del trasporto merci, infatti, Cna Marche ha confermato che le imprese regionali sono in stato di mobilitazione in attesa del confronto con il governo, mentre Cna Fermo ha segnalato che l'aumento del gasolio può tradursi in circa 2mila euro di costi aggiuntivi al mese per un mezzo pesante. Anche per il settore agricolo si muove qualcosa con CIA Marche che sarà presente alla mobilitazione nazionale prevista a Roma per domani 20 ottobre.
Il punto è ma capire fin dove possa arrivare la mobilitazione. Se il costo del carburante continua a erodere i margini delle imprese e i trasportatori decidono di fermarsi, le conseguenze possono andare oltre la categoria: consegne rallentate, difficoltà per grossisti e negozi, maggiori costi per le aziende e possibili ricadute sui consumatori.
È questo il meccanismo che rende una protesta di settore una questione economica più ampia. E che riporta al precedente del 2012: allora la mobilitazione partita dalla Sicilia coinvolse anche le marinerie marchigiane; oggi, mentre il Sud è attraversato dalle proteste contro il caro gasolio, ad Ancona si manifesta contro il caro-vita e gli autotrasportatori regionali chiedono risposte.
La domanda è quanto resteranno separate queste forme di malcontento e se la mobilitazione dei trasportatori si allargherà anche sul piano delle iniziative concrete. Perché quando i costi diventano difficili da sostenere, il problema non riguarda soltanto chi protesta: può finire per coinvolgere l'intera filiera, da chi produce a chi acquista.
"Non basta indignarsi, bisogna fermare la proposta". Strada Comune prende posizione contro l’ordine del giorno che punta a sostituire il gettone di presenza dei consiglieri comunali di Macerata con un’indennità mensile di funzione e chiede che venga ritirato. Il gruppo invita, inoltre, tutte le forze di opposizione a unirsi nella battaglia e a votare contro l'iniziativa, giudicata inopportuna rispetto alle priorità della città.
"La nostra contrarietà è netta - affermano il portavoce Andrea Tonnarelli e il consigliere comunale Alberto Cicarè -. La politica è responsabilità e servizio alla comunità e non può considerare il proprio trattamento economico una priorità".
"Nessuno intende negare che l’attività di un consigliere comunale non si esaurisce nelle ore trascorse in aula e richiede studio, preparazione, confronto e responsabilità", si legge nella nota dei due esponenti di Strada Comune, che aggiungono come "riconoscere l’impegno di chi svolge un mandato elettivo non significa necessariamente condividerne la soluzione economica proposta".
Per Cicarè e Tonnarelli, infatti, "il bene comune deve venire prima dell’interesse di chi è chiamato a rappresentarlo". Un passaggio del comunicato riguarda la definizione dell’iniziativa come proposta "bipartisan" e "trasversale", circolata nelle ultime ore. Strada Comune contesta questa rappresentazione: "Ne avremmo parlato in Consiglio comunale al momento di trattare l’argomento, ma ci sono state uscite sui mezzi di stampa e sui social che hanno puntato a far emergere un’immagine lontana dalla realtà, come se la proposta fosse ascrivibile all’intero Consiglio comunale", sostengono Tonnarelli e Cicarè.
La nota specifica che "solo due consiglieri di opposizione l’hanno sottoscritta" e che mancano anche le firme di diversi consiglieri di maggioranza. Da qui la critica alla comunicazione che ha accompagnato l’iniziativa: "La realtà va raccontata bene, altrimenti dal populismo si cade nella scorrettezza".
Il gruppo ribadisce quindi di non voler lasciare spazio a equivoci sulla propria posizione e sposta l’attenzione dalle dichiarazioni alle azioni concrete: "Se giudichiamo questa iniziativa inopportuna e contraria alle priorità della città, dobbiamo avere il coraggio di dirlo con chiarezza e la coerenza di agire di conseguenza. Non basta dichiararsi indignati o prendere le distanze: occorre fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità istituzionali per impedire che questa proposta venga portata avanti".
L’appello è rivolto a tutte le forze di opposizione, al di là delle appartenenze politiche: "Uniamoci nel chiedere il ritiro dell’ordine del giorno e impegniamoci a votare contro". L’obiettivo, spiegano, non è alimentare "contrapposizioni strumentali e personali", ma difendere un principio politico e istituzionale condiviso.
Strada Comune chiama in causa anche la maggioranza, invitandola a riflettere sull’opportunità di proseguire con la proposta. Nel comunicato viene richiamato il precedente aumento, "fino al massimo consentito dalla legge, delle indennità di carica del sindaco, della giunta e del presidente del Consiglio comunale".
Secondo il gruppo, insistere anche sull’indennità mensile per i consiglieri rischierebbe di aumentare ulteriormente la distanza tra cittadini e politica: "Ai cittadini non servono politici che chiedono di essere rassicurati sul valore economico del proprio ruolo. Servono amministratori capaci di dimostrare, ogni giorno, il valore del proprio impegno".
"Noi la politica la facciamo per scelta e per passione; per questo consideriamo assolutamente fuori contesto questa proposta che, anche indirettamente, rischia di far apparire come un privilegiato chi è stato eletto a esercitare una funzione pubblica", concludono Tonnarelli e Cicaré.
"La politica deve essere una missione, non un mestiere". Sabrina De Padova, ex consigliera comunale di Macerata, interviene sull’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale per chiedere che ai consiglieri venga riconosciuta un’indennità mensile anziché il gettone di presenza.
"Comprendo perfettamente quanto tempo richieda il consigliere comunale nello studiare gli atti, approfondire le questioni, effettuare accessi agli atti, confrontarsi con gli uffici e informarsi per poter prendere decisioni consapevoli", afferma. Un’attività che, osserva, comporta un sacrificio di tempo ed energie, spesso sottratti "al lavoro, alla famiglia e alla propria vita personale".
"Credo che la politica debba restare, prima di tutto, una missione al servizio dei cittadini, non un mestiere da cui ricavare un reddito fisso o costruire una carriera personale", sostiene l’ex consigliera. E insiste: "Fare politica non significa cercare un posto da occupare, ma assumersi una responsabilità verso la propria comunità". Una responsabilità che, secondo De Padova, "non si misura con un’indennità mensile, ma con l’impegno, le scelte, la trasparenza e i risultati concreti che si riescono a portare ai cittadini".
"Questo principio dovrebbe valere ancora di più per assessori e parlamentari", dichiara, invitando a interrogarsi su come recuperare il significato più autentico dell’attività politica. "Impegnarsi per il bene comune, non per il proprio tornaconto: solo questo permetterebbe di contrastare l’astensionismo".
"Nella mia esperienza ho sempre cercato di tutelare gli interessi dei cittadini, anche quando questo ha significato mettermi in contrasto con la mia stessa amministrazione", afferma De Padova. Tra gli aspetti su cui si è concentrata cita "le spese comunali, i tempi di realizzazione delle opere pubbliche" e le ragioni alla base di determinate decisioni.
"Avrei potuto non contestare nulla, non perdere ore sui documenti e limitarmi ad approvare ciò che veniva proposto. Sarebbe stato certamente più semplice. Ma non sarebbe stato il modo in cui intendevo fare politica", aggiunge De Padova, criticando quella che definisce una deriva verso la politica intesa come percorso professionale: "Purtroppo, troppo spesso, la politica diventa una questione di carriera".
"Ritengo che si debba discutere di come riconoscere l’impegno effettivo, senza trasformare la carica politica in una professione remunerata indipendentemente dal contributo dato", prosegue De Padova. Una possibile alternativa, secondo l’ex consigliera, potrebbe essere "un sistema di gettoni legato non soltanto alla presenza, ma anche alla partecipazione concreta ai lavori consiliari".
Nel suo ragionamento, infatti, non tutti i modi di esercitare il mandato sarebbero equivalenti: "Ci sono consiglieri che intervengono, studiano, propongono, controllano e si assumono la responsabilità delle proprie posizioni. E ce ne sono altri che raramente prendono la parola e si limitano ad approvare ogni decisione senza un confronto visibile".
La domanda che pone è diretta: "Possiamo davvero pensare che il valore dell’impegno politico sia lo stesso in entrambi i casi?". Il tema, conclude, riguarda il modello di rappresentanza che si vuole costruire: "Vogliamo evidenziare sempre di più una politica fatta da persone che cercano una posizione, uno stipendio e una carriera, oppure da persone disposte a impegnarsi, anche sacrificando tempo e tranquillità personale, per il bene della comunità? È tempo che la politica torni ai suoi valori, partendo dal buon esempio: meno privilegi, meno stipendi e più spirito di servizio".
Altri 2 milioni di euro per aumentare la capacità di assunzione della sanità marchigiana. La Giunta regionale ha approvato un nuovo incremento del tetto di spesa per il personale delle aziende sanitarie e ospedaliere, portando a oltre 970 milioni di euro il limite complessivo del Servizio sanitario regionale. Per l’Ast di Macerata sono previsti 205.185 euro aggiuntivi, destinati a sostenere il potenziamento dei servizi sul territorio.
Si tratta del terzo intervento del 2026, dopo i 9,5 milioni di euro approvati a gennaio e i 4,6 milioni di giugno. Con l’ultimo provvedimento, l’aumento complessivo del tetto di spesa autorizzato nel corso dell’anno supera così i 16 milioni di euro.
Le risorse sono ripartite tra le cinque Aziende sanitarie territoriali, l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche e l’Inrca. Nel dettaglio, 335.100 euro sono destinati all’Ast di Pesaro Urbino, 610.323 euro a quella di Ancona, 205.185 euro a Macerata, 313.208 euro a Fermo e 236.184 euro ad Ascoli Piceno. All’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche spettano 250mila euro, mentre all’Inrca sono assegnati 50mila euro.
L’obiettivo è rafforzare la sanità territoriale, sostenere l’attivazione delle Case della Comunità e potenziare i nuovi ambulatori dedicati ai bisogni non differibili, collegati con i pronto soccorso. Per queste strutture sono previste anche risorse aggiuntive destinate alle Case della Comunità di Vallefoglia, Cupramontana, Sassoferrato, Arcevia, Porto Sant’Elpidio, Montegiorgio e Ripatransone, che si aggiungono alle 29 inizialmente individuate con personale già finanziato.
«Con questo provvedimento diamo ulteriore sostegno alla sanità marchigiana. È il terzo intervento della Giunta dall’inizio dell’anno per aumentare la capacità di assunzione delle aziende del Servizio sanitario regionale», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, sottolineando la necessità di rafforzare i servizi negli ospedali e sul territorio.
Tra gli esempi citati dall’assessore figura Montegiorgio, dove il personale aggiuntivo dovrà contribuire anche al progetto Smart Village: un modello di welfare e assistenza sociosanitaria domiciliare personalizzata rivolto soprattutto agli over 75, con l’obiettivo di favorire l’autonomia delle persone anziane e la permanenza nella propria abitazione.
L’aumento delle risorse si inserisce in un percorso che, nei mesi scorsi, ha già interessato anche l’Ast di Macerata. Ad aprile la Regione aveva approvato i nuovi piani occupazionali per le aziende sanitarie di Macerata e Fermo, programmando rispettivamente 172 e 104 nuove assunzioni. I posti riguardano in larga parte personale sanitario, tra medici, infermieri, tecnici e operatori sociosanitari, oltre a figure amministrative.
Resta tuttavia da verificare in quale misura gli incrementi del tetto di spesa si traducano in nuovi ingressi e in un effettivo rafforzamento dei servizi. Il tema è stato sollevato anche dalla Cisl Fp Marche, che il 14 ottobre, dopo un incontro con la Regione, ha definito positivo l’aumento delle risorse per il personale, giudicandolo però ancora parziale rispetto al fabbisogno delle aziende sanitarie.
Il sindacato ha chiesto di conoscere i dati sulle assunzioni già effettuate e ha espresso la preoccupazione che una parte dei reclutamenti possa essere stata assorbita dalle necessità della rete ospedaliera, anziché essere destinata al potenziamento dell’assistenza territoriale. Una questione rilevante soprattutto in vista dell’operatività delle Case della Comunità e dei nuovi servizi che dovrebbero contribuire a garantire risposte più vicine ai cittadini.
L’incremento del tetto di spesa rappresenta quindi un margine economico aggiuntivo per il reclutamento del personale. La sua ricaduta concreta dipenderà dalle procedure di assunzione, dalla disponibilità dei professionisti e dalla capacità delle aziende sanitarie di destinare le nuove risorse ai servizi che ne hanno maggiore necessità.
Il titolo dell’argomento che oggi trattiamo nella rubrica “Sano a sapersi” è un detto popolare che si sente ripetere spesso in più ambiti, nel sociale, nel culturale, nel religioso e persino in quello economico. Riusciamo a comprendere che è un modo efficace per alimentare il nostro benessere se facciamo del bene a noi stessi, ma anche agli altri così da costruire un bene sempre più allargato intorno a noi.
È un ragionamento che sconfina nella valutazione dei valori umani, nei principi morali, negli insegnamenti cristiani e nelle migliori speculazioni di pensiero che ci sono state tramandate. Che tanti uomini e donne non riescano a difendersi e fuggire dalle tentazioni che creano malessere e negatività fa parte della nostra natura, ma una volta trovati gli antidoti, risulta chiaro che fare del bene ci fa bene, proprio alla nostra salute, alimenta il benessere.
Fare del bene però è un vago concetto generale, bisogna riempirlo di contenuti. Ognuno nella sua vita deve trovare la sua via del bene, o più vie, ricercando e confrontandosi con la realtà che sta vivendo.
Proprio per riempire di contenuti la lunga prefazione che ci siamo permessi, oggi incontriamo una signora, Beatrice Bistocco, che da qualche anno, oltre che al suo lavoro di estetista alle Terme S. Lucia di Tolentino, anche in questo caso distribuendo benessere, coltiva un altro impegno di grande valenza benefica, un contributo all’alleviamento di sofferenze e limiti di tanti uomini e donne residenti nelle zone più povere del mondo. Lo fa come collaboratrice di un’associazione umanitaria denominata “Africa Mission”.
Signora Beatrice, ci parli di “Africa Mission” e della sua attività.
“Africa Mission” è un’associazione umanitaria nata 50 anni fa ad opera di Vittorio Pastori, un ristoratore di Varese, che aveva seguito il suo vescovo curandone le attività curiali nella diocesi di Piacenza.
Proprio su istigazione del vescovo Monsignor Manfredini, egli fece un viaggio in Africa e precisamente in una zona tra le più povere dell’Uganda, la regione di Karamoja, un territorio semidesertico tre volte grande quello delle Marche dove vivono circa 1 milione di abitanti, tutti piccoli agricoltori e pastori con grossi problemi per la loro stessa sopravvivenza soprattutto per la mancanza di acqua. Fu un impulso per creare “Africa Mission” con la sede principale a Piacenza.
In seguito, Vittorio Pastori fu consacrato presbitero e conosciuto da tutti come don Vittorione per la sua imponente stazza. È venuto a mancare 30 anni fa, ma la sua opera si è ingrandita. Negli anni ha contribuito all’assistenza in molte parti del mondo, ma la sua operatività principale è rimasta proprio in quella zona dell’Uganda. Oggi “Africa Mission” conta organizzazioni di collaborazione in tredici regioni italiane, una delle più importanti si trova nella provincia di Pesaro qui nelle Marche. Poi a Tolentino ci sono anch’io che posso contare sull’aiuto di tanti amici.
Cosa fa “Africa Mission” nella regione di Karamoja in Uganda?
“In un territorio come quello, non molto diverso da come lo vide allora don Vittorione, “Africa Mission” si occupa soprattutto della realizzazione di pozzi d’acqua. Non è un’opera semplice, perché per arrivare alle falde acquifere bisogna scavare ben oltre 50 metri. Ne sono stati realizzati molti e questa opportunità dell’acqua ha aiutato in qualche maniera a migliorare la vita degli abitanti.
Altre emergenze della zona sono la scuola e la sanità. “Africa Mission” anche in queste necessità sta facendo molto, in collaborazione con i missionari Comboniani che hanno una buona presenza in quella terra. Io stessa mi sono recata come altri volontari in Karamoja per un mese negli ultimi due anni.
È davvero speciale la sensazione che hai nel constatare il grande bisogno che quella gente ha di te e la loro riconoscenza. Nell’ambito di un’educazione a nuovi mestieri per loro sconosciuti soprattutto nel campo artigianale, sto seguendo un progetto per insegnare a tagliare e cucire le stoffe”.
Oltre al bene che portate a chi ha bisogno, qual è il bene che ricevete da questa vostra azione?
“Sicuramente io sono soddisfatta, più serena, più disponibile, più aperta in tutti i contesti della mia vita quotidiana, quando sono qui a casa. È una sensazione di benessere che ho ricevuto cercando il benessere di chi, proprio per la loro estrazione geografica, ne ha ricevuto davvero poco. A volte con i miei amici volontari dell’associazione diciamo che dobbiamo ringraziare piuttosto che essere ringraziati”.
Penso che abbiate bisogno di un sostegno economico. Come lo recherate?
“Ci sono donazioni liberali di vario tipo, manifestazioni per recuperare risorse. Vorrei segnalare e invitare tutti a partecipare ad una cena di beneficenza per “Africa Mission” che si svolgerà a Tolentino nel ristorante Bellini venerdì 13 novembre alle ore 20.30. Era stata comunicata in precedenza un’altra data, ma ripeto presso il ristorante Bellini il 13 novembre alle ore 20.30. La cena molto gustosa ha un costo di 30 euro, una parte andrà a favore della nostra missione”.
La Maceratese riparte da mister Sante Alfonsi. Dopo la pesante sconfitta per 5-2 sul campo del Notaresco, la dirigenza biancorossa ha scelto di confermare la fiducia al tecnico di San Benedetto del Tronto, proseguendo sulla linea intrapresa dall'inizio della stagione. Nel post-partita si era parlato di un possibile avvicendamento in panchina, ma la società ha deciso di andare avanti con l'attuale guida tecnica, puntando sulla compattezza del gruppo per superare il momento di difficoltà.
La decisione è arrivata al termine di una giornata di confronto, con il presidente Alberto Crocioni che ha convocato una riunione con dirigenza, staff tecnico e squadra per analizzare la prestazione offerta in Abruzzo e fare quadrato. Come comunicato dalla stessa società, il confronto è stato duro ma sincero e ha permesso a tutte le componenti di ribadire la volontà di restare unite, assumendosi ciascuna le proprie responsabilità e proseguendo nel percorso tecnico intrapreso, ritenuto la strada migliore per uscire da questa fase complicata.
Lo stesso Crocioni, arrabbiato per il risultato e consapevole delle proprie responsabilità, ha chiesto a squadra, staff e dirigenza di alzare immediatamente il livello di attenzione, dando una risposta concreta già dalla prossima gara. La società ha inoltre rinnovato le proprie scuse alla tifoseria, che anche a Notaresco ha seguito numerosa i colori biancorossi, auspicando che tutto l'ambiente sappia mantenere compattezza e fiducia nel lavoro quotidiano.
Resta, tuttavia, una situazione da affrontare con urgenza. La Maceratese è reduce da un'involuzione che ha riportato preoccupazione nell'ambiente: i sette punti in classifica e la vicinanza alla zona playout rappresentano un campanello d'allarme, ma a pesare sono anche il malumore dei tifosi, le critiche e le osservazioni degli addetti ai lavori. Al di là dei risultati, si avverte inoltre la sensazione che l'attuale rosa abbia margini di crescita limitati e possa aver bisogno di rinforzi per invertire la rotta.
In quest'ottica, l'attenzione è rivolta anche a Baldassin, arrivato in biancorosso ma non ancora nelle migliori condizioni. L'auspicio è che il giocatore possa recuperare la condizione necessaria per accomodarsi almeno in panchina già nel prossimo turno.
Nel calcio, del resto, la memoria è corta. Prima delle sconfitte contro Foligno e Notaresco, la Rata aveva raccolto sette punti in tre partite, dando l'impressione di aver imboccato la strada giusta. Ora, però, è necessario lasciarsi alle spalle il recente doppio passo falso e concentrarsi sui prossimi impegni, che potrebbero rivelarsi decisivi per rilanciare la stagione.
Il calendario offre subito un'occasione per reagire: i biancorossi giocheranno due partite consecutive in casa, entrambe all'Helvia Recina Pino Brizi. Il 25 ottobre arriverà il K-Sport Montecchio Gallo, mentre il 1° novembre sarà la volta dell'Angelana. Due sfide contro avversarie dirette nella corsa alla permanenza in categoria, nelle quali sarà fondamentale conquistare punti e ritrovare fiducia.
La fiducia ad Alfonsi, dunque, è confermata. Adesso, però, serviranno risposte concrete sul campo: la Maceratese è chiamata a trasformare le parole e la volontà di restare unita in prestazioni e risultati, per allontanarsi dalle zone pericolose della classifica e ritrovare serenità.
Day after felice in casa Aurora Treia. Il 2-0 nel derby contro il Chiesanuova porta in dote tre punti pesanti, ma soprattutto restituisce entusiasmo a una squadra chiamata a reagire dopo la sconfitta casalinga contro il Fano. E farlo in una sfida così sentita rende il successo ancora più significativo.
I cucinieri salgono a quota 16 punti e consolidano la seconda posizione in classifica, alle spalle della sola Fermana. Un risultato che dà nuovo slancio alle ambizioni della formazione treiese, capace di rispondere sul campo in una partita che, per il valore della rivalità e per il significato che assume per la comunità locale, va ben oltre i tre punti.
Il successo permette inoltre di riscattare la sconfitta rimediata in Coppa ad agosto al Don Guido Bibini, una gara che aveva lasciato strascichi e polemiche legati a episodi extracalcistici. Questa volta a parlare è stato il campo, con l'Aurora brava a imporsi e a ritrovare la strada della vittoria.
Tra i protagonisti del derby c'è Luca Senigagliesi, autore del momentaneo 0-1 nella sfida del Don Guido Bibini e tra gli uomini più attesi in una partita dal peso specifico particolare. L'attaccante sottolinea soprattutto la capacità della squadra di rialzarsi dopo il passo falso precedente.
«Reagire era importante dopo la gara col Fano, ci era richiesto e farlo in un derby molto sentito come questo era molto delicato. Sono contento del gol, del rigore e del resto, ma l'importante era il risultato», racconta Senigagliesi.
Parole che fotografano lo spirito con cui l'Aurora ha affrontato l'appuntamento: mettere da parte le delusioni, ritrovare compattezza e dimostrare di saper rispondere alle difficoltà. Per l'attaccante, la soddisfazione personale passa inevitabilmente in secondo piano rispetto al bene della squadra.
«Fare gol è bello anche nel campetto di parrocchia, sono contento di essere tornato a casa, ma l'importante è giocare per un obiettivo che abbiamo tutti in mente e che giochiamo domenica dopo domenica per portarlo a casa».
Il messaggio è chiaro: l'Aurora Treia non vuole accontentarsi di un buon avvio di stagione, ma punta a recitare un ruolo da protagonista. Le ambizioni societarie sono importanti e il gruppo è consapevole delle aspettative che accompagnano il proprio percorso.
«Sicuramente siamo stati chiamati per essere protagonisti e provare a vincere il campionato. La società è ambiziosissima e quindi dobbiamo cercare di migliorarci senza pensare a questo, ma partita dopo partita», spiega Senigagliesi.
È proprio questa la linea da seguire per i cucinieri: coltivare l'ambizione senza lasciarsi condizionare dalla classifica, continuando a lavorare e a concentrarsi sul prossimo impegno. Il derby con il Chiesanuova ha restituito fiducia e punti preziosi, ma la stagione è ancora lunga.
Per l'Aurora Treia, intanto, il lunedì porta sorrisi e una certezza: vincere una partita così sentita vale sempre qualcosa in più.
Il caro energia torna a pesare sui bilanci di famiglie e imprese, con una stangata che, nelle Marche, potrebbe avvicinarsi ai 918 milioni di euro nel 2026. È la stima elaborata dal Centro Studi Cna Marche sulla base di un aumento medio del 20% dei prezzi di energia e carburanti. Un rincaro che rischia di sottrarre risorse ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle aziende, mettendo sotto pressione la competitività del sistema produttivo regionale.
Secondo l'analisi della Cna che proietta sull'intero anno l'andamento dei consumi e della spesa energetica, a livello nazionale il conto complessivo per benzina, gasolio, elettricità e gas potrebbe raggiungere i 206 miliardi di euro. Si tratta di oltre 33 miliardi in più rispetto al 2025 e di una cifra superiore anche ai 202 miliardi registrati nel 2022, durante la precedente crisi energetica.
Le conseguenze sarebbero significative sia per le famiglie, con un aggravio medio superiore ai 500 euro annui, sia per le imprese, per le quali il costo aggiuntivo medio supererebbe i 4.500 euro.
Nel dettaglio regionale, la maggiore spesa stimata ammonta a circa 918 milioni di euro. Di questi, oltre 328 milioni ricadrebbero sulle famiglie marchigiane, mentre circa 589 milioni graverebbero sulle imprese. Un impatto rilevante per un territorio in cui il tessuto economico è composto in larga parte da piccole e medie attività, spesso particolarmente esposte alle variazioni dei costi energetici.
A incidere è soprattutto la dinamica dei carburanti. Nei primi otto mesi del 2026, secondo i dati richiamati dalla CNA, i consumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3%, ma la spesa è aumentata del 12,6%. Per la benzina si registra invece una crescita dei consumi del 4,8%, accompagnata da un incremento della spesa del 9,6%.
Se la tendenza dovesse proseguire, il conto annuale dei carburanti arriverebbe a 74,4 miliardi di euro, contro i 66,6 miliardi dell'anno precedente.
La pressione sui bilanci si avverte anche nel Maceratese, dove i prezzi dei carburanti restano elevati. In base ai dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 13 ottobre, la benzina self-service costa in media 2,020 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge i 2,224 euro.
Valori che incidono direttamente sui costi di esercizio di numerose attività economiche del territorio, dal manifatturiero al sistema casa, dall'agroalimentare all'autoriparazione, fino al settore dei trasporti. Per queste imprese, l'aumento delle spese per carburanti, elettricità e gas rischia di comprimere i margini e ridurre la capacità di investire.
«Ogni misura che contribuisce a ridurre il prezzo alla pompa è positiva – sottolinea Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata – ma occorre prestare attenzione a come viene distribuito lo sforzo lungo la filiera. Non sarebbe equilibrato se una parte rilevante della calmierazione finisse per gravare proprio sui gestori degli impianti, spesso piccole imprese che rappresentano l'ultimo anello della catena. È necessario che il contributo alla riduzione dei prezzi sia sostenibile e proporzionato lungo tutti i passaggi della filiera».
Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i carburanti. Anche le bollette di elettricità e gas continuano a rappresentare una voce di spesa critica, rendendo necessario un intervento che vada oltre le misure temporanee.
Per la CNA, la riduzione strutturale del costo dell'energia deve diventare una priorità della politica economica. Tra le proposte avanzate a livello nazionale figura l'istituzione, nella prossima legge di bilancio, di un fondo da un miliardo di euro all'anno per sostenere la realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici destinati all'autoproduzione delle imprese. L'obiettivo è ridurre la spesa energetica e limitare la dipendenza dalle oscillazioni dei mercati.
«Per le nostre imprese bollette e carburanti più cari significano meno risorse per investire, innovare e creare occupazione – conclude Giglietti –. Servono interventi immediati, ma anche strumenti che consentano alle aziende di diventare progressivamente meno dipendenti dalle oscillazioni dei mercati energetici. Per un territorio produttivo come il nostro è una questione di competitività e di capacità di programmare il futuro».
C'è Gina, 70 anni, pensionata, che con il denaro ha sempre avuto un rapporto difficile e conflittuale. Una vita trascorsa a cercare di far quadrare i conti, tra lavori che la impegnavano giorno e notte e un matrimonio complicato e opprimente dal quale è riuscita a uscire contando sulle proprie forze. Oggi ha raggiunto traguardi importanti: ha pagato la casa e ha permesso alla figlia di studiare fino alla laurea in Scienze infermieristiche.
C'è Sara, manager che ha saputo affrontare le difficoltà di un percorso personale e professionale complesso, superando lo scetticismo di chi le suggeriva di lasciar perdere. Ha trasformato gli ostacoli in opportunità, conquistando la libertà di scegliere e di costruire qualcosa di realmente suo, fino a cambiare vita.
E c'è Giada, giovane docente di lettere nella scuola secondaria, alle prese con un precariato che rende incerto il futuro. «Ho aperto il mio primo fondo pensionistico – spiega – spinta dal desiderio di garantirmi un cuscinetto previdenziale, un paracadute capace di darmi sicurezza in un mercato futuro non proprio a misura dei giovani, per usare un eufemismo».
Tre storie diverse, un unico filo conduttore: la ricerca dell'autonomia economica, una conquista che per le donne continua a essere particolarmente difficile.
Proprio da queste testimonianze ha preso le mosse il primo Forum nazionale sull'indipendenza economica e finanziaria al femminile, promosso da Banco Marchigiano e svoltosi venerdì nella sala conferenze dell'istituto di credito a Civitanova Marche. L'iniziativa è stata organizzata da INHUB, associazione nata per accompagnare le imprese verso modelli organizzativi più inclusivi, e ha riunito voci ed esperienze del mondo economico, accademico e sociale.
Al centro della giornata, l'educazione finanziaria come strumento di consapevolezza, la disparità di genere nelle opportunità economiche e il diritto delle donne a costruire il proprio futuro in autonomia. Temi affrontati nella tavola rotonda moderata dalla giornalista Ester Viola, con la partecipazione di autorevoli ospiti, tra cui l'ex ministra Elsa Fornero, intervenuta in collegamento.
«Promuovere la cultura e l'educazione finanziaria è indispensabile». È il messaggio di Massimo Tombolini, direttore generale di Banco Marchigiano, che ha sottolineato come le donne abbiano ancora troppo spesso meno occasioni di partecipare alle decisioni economiche e possano, di conseguenza, sentirsi meno sicure nell'affrontarle.
Le risposte, secondo Tombolini, devono partire dall'educazione finanziaria fin dalla giovane età, attraverso un linguaggio semplice e strumenti pratici. Fondamentale anche l'orientamento, per conoscere prodotti e opportunità come conti correnti, investimenti e previdenza integrativa e imparare a scegliere con consapevolezza. A questo si aggiunge la responsabilità degli istituti di credito, chiamati ad ascoltare e accompagnare le persone senza dare nulla per scontato.
«L'autonomia economica è una condizione di libertà e di pari opportunità, e noi vogliamo contribuire a costruirla», ha affermato Tombolini.
Per tradurre questo impegno in iniziative concrete, Banco Marchigiano ha annunciato un conto corrente dedicato alle donne, gratuito per 24 mesi a partire dal 16 ottobre. Presentato anche un «passaporto finanziario», pensato come un percorso a tappe per accompagnare le donne verso una piena cittadinanza finanziaria, attraverso strumenti e azioni utili a rafforzare la propria indipendenza.
Molto applaudito l'intervento in collegamento di Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha posto l'accento sulla necessità di cambiare prospettiva per superare le disuguaglianze economiche e sociali.
«È necessario un mindset, ossia un mutamento di prospettiva che, oltre a ridurre le profonde discriminazioni legate ai divari salariali, riporti al centro l'autonomia delle donne e il loro diritto a scelte davvero libere da un padre, da un marito e anche dallo Stato», ha dichiarato.
Per Fornero, occorre affrancarsi da una logica assistenziale che ha spesso caratterizzato le politiche italiane rivolte alle lavoratrici: un sistema che prima produce o alimenta discriminazioni nel mercato del lavoro e poi cerca di compensarle attraverso bonus, sussidi e misure previdenziali.
Ripercorrendo la propria esperienza di governo, l'ex ministra ha ricordato le difficoltà incontrate nel tentativo di ottenere risorse per intervenire sul mercato del lavoro. «Se io non ho risorse non posso cambiare il mondo del lavoro», ha raccontato di aver detto a Palazzo Chigi, ricordando lo stanziamento di 200 milioni di euro.
Fornero ha inoltre rievocato la battaglia per introdurre il congedo obbligatorio per i padri, una misura che, nonostante le resistenze legate ai costi, venne introdotta perché rappresentava un primo passo verso una maggiore condivisione delle responsabilità familiari.
«Significava accendere almeno una lampadina», ha ricordato.
Il peso del lavoro di cura, tradizionalmente attribuito alle donne, resta infatti uno degli ostacoli alla loro indipendenza. Fornero ha anche criticato le scelte politiche che in passato favorirono il ritorno delle donne in famiglia attraverso strumenti come le baby pensioni, giudicandole irresponsabili sia nei confronti delle lavoratrici sia per la sostenibilità dei conti pubblici.
L'educazione finanziaria comincia anche tra le mura domestiche. A sottolinearlo è stata Monica Rivelli, responsabile Sviluppo progetti di FEduF, la Fondazione per l'Educazione finanziaria e al Risparmio, che promuove percorsi educativi nelle scuole.
«Non è facile parlare di denaro. Non è stato facile farlo nelle scuole, dove siamo presenti con progetti di educazione finanziaria, e non lo è nelle famiglie, dove è ancora considerato un po' un tabù», ha spiegato.
Secondo Rivelli, affrontare apertamente questi temi permette ai ragazzi di sviluppare maggiori competenze. La famiglia rappresenta infatti la prima agenzia di socializzazione economica: i figli imparano non soltanto da ciò che viene loro raccontato, ma anche dagli esempi quotidiani. Un genitore che pianifica le spese e gestisce il bilancio familiare trasmette abitudini che possono diventare strumenti utili per il futuro.
Lo stesso meccanismo riguarda gli stereotipi di genere, che possono condizionare fin dall'infanzia il rapporto con il denaro e la percezione delle proprie capacità economiche.
Sul ruolo di questi condizionamenti si è soffermata anche Giulia Bettin, professoressa di Economia politica alla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche, richiamando l'attenzione sugli stereotipi che continuano a influenzare le opportunità e le scelte delle donne.
L'importanza di un sostegno concreto alle donne è stata evidenziata anche da Roberta Famà, Chief ESG, Brand e Rapporti istituzionali di Cassa Centrale Banca.
«Il mondo del credito cooperativo agisce avendo relazioni concrete con i territori. Questo ci permette di aiutare le donne con l'educazione finanziaria e di essere un supporto alla consapevolezza», ha spiegato.
Un'attenzione particolare va a chi si assume la maggior parte degli impegni legati alla cura di mariti, figli e anziani, rinunciando talvolta a un reddito personale, alla tutela previdenziale e alla possibilità di costruire una propria autonomia economica.
Un tema che si intreccia con quello della violenza economica, una forma di sopraffazione che può manifestarsi attraverso il controllo delle risorse, la limitazione dell'accesso al denaro e la dipendenza finanziaria dal partner.
Elisa Giusti, responsabile del servizio antiviolenza Il Faro, ha approfondito le diverse situazioni in cui le disparità economiche possono nascondere dinamiche di controllo e abuso, mettendo in evidenza quanto la disponibilità di risorse proprie sia importante per la libertà personale.
Il Forum di Civitanova ha così messo in luce una questione che va oltre la gestione del denaro: l'indipendenza economica è una condizione essenziale per scegliere, progettare il proprio futuro e sottrarsi a situazioni di dipendenza e sopraffazione.
Le storie di Gina, Sara e Giada raccontano percorsi differenti, ma convergono sullo stesso punto: la libertà finanziaria non si costruisce soltanto attraverso il reddito, ma anche con conoscenze, consapevolezza, opportunità e strumenti concreti. Una sfida che chiama in causa famiglie, scuole, imprese, istituzioni e sistema bancario, affinché l'autonomia delle donne diventi sempre più una possibilità reale e non un traguardo da conquistare da sole.
Una visita all’Aula Magna dell’Università di Macerata, una porta chiusa per lavori e una descrizione capace di accendere la curiosità. Nasce così la storia della donazione di Luciano Cencioni, cittadino di Orvieto, che ha scelto di affidare all’Ateneo maceratese un’opera capace di intrecciare memoria storica, arte e cultura.
Il dono comprende un sigillo di una bolla papale di Niccolò IV, due medaglie raffiguranti i pontefici Leone X e Paolo III e un manufatto in ceramica artistica, realizzato appositamente per custodire i tre reperti. Una composizione che racconta alcuni passaggi fondamentali della storia universitaria e testimonia il legame tra due città, unite da vicende storiche che affondano le radici nel Medioevo.
Tutto ha avuto inizio il 10 settembre 2024, quando Cencioni, in visita a Macerata, aveva tentato di entrare nell’Aula Magna dell’Università, trovandola temporaneamente chiusa per lavori. A colpirlo non è stata soltanto l’impossibilità di visitare lo spazio, ma soprattutto il racconto di un addetto all’accoglienza che, pur non potendo accompagnarlo all’interno, gliene aveva descritto con entusiasmo la storia e il valore.
Tornato a Orvieto, Cencioni ha deciso di approfondire le origini dell’Ateneo, scoprendo connessioni storiche inaspettate e lasciandosi ispirare fino a trasformare la sua ricerca in un progetto artistico. Con il contributo di alcuni artigiani ceramisti ha preso forma un’opera che riunisce simboli e testimonianze di tre momenti significativi per l’Università di Macerata: il 1290, anno tradizionalmente associato al legame tra Niccolò IV e le origini dell’Ateneo; il 1518, quando Leone X autorizzò il conferimento gratuito del grado dottorale ai giovani poveri della provincia; e il 1540, anno in cui Paolo III istituì lo Studium Generale maceratese.
Il manufatto si sviluppa in tre sezioni, destinate ad accogliere il sigillo pontificio e le due medaglie. Stemmi ed elementi vegetali completano la composizione, arricchendola di significati simbolici. Tra questi, il tarassaco richiama la diffusione della conoscenza, mentre l’alloro rappresenta il merito e la dignità accademica.
Per Cencioni, il valore dell’opera va oltre la sua dimensione materiale. «Un oggetto nasce da un’intenzione. Finché rimane nelle mani di chi lo ha concepito, il suo significato resta cristallizzato. Ma quando viene donato, inizia una vita autonoma: altri potranno osservarlo e forse riconoscere nei suoi simboli significati diversi da quelli finora immaginati», ha spiegato. Una riflessione che accompagna la scelta di affidare la composizione alla comunità universitaria maceratese, con l’auspicio che possa custodire una testimonianza storica e diventare occasione di nuove interpretazioni e approfondimenti.
La donazione è stata accolta con gratitudine dal rettore John McCourt, che ha sottolineato il valore culturale e simbolico del gesto. «Siamo grati a Luciano Cencioni per questo gesto di generosità e sensibilità culturale», ha dichiarato, evidenziando come sia particolarmente significativo che una persona esterna all’Ateneo abbia trovato nella sua storia uno stimolo per studiare, creare e condividere.
«Questa donazione ci ricorda che il patrimonio storico di un Ateneo non appartiene soltanto a chi lo frequenta, ma è un bene collettivo, capace di creare legami tra persone, città e generazioni», ha aggiunto il rettore.
Da un incontro fortuito è nato così un percorso di ricerca e creatività che oggi si traduce in un dono destinato a entrare nella memoria dell’Università di Macerata. Una storia che dimostra come la curiosità possa trasformarsi in conoscenza e come l'arte, attraverso la condivisione, possa diventare un ponte tra luoghi, epoche e comunità.
Oltre 4.500 presenze, più di 150 protagonisti e oltre 50 appuntamenti in quattro giorni. Il Macerata Humanities Festival archivia la quarta edizione con numeri in crescita e un obiettivo già sul tavolo: rafforzare il sostegno economico alla manifestazione per accompagnarne lo sviluppo. Il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, ideatore del Festival, annuncia l’avvio di un confronto con imprese, fondazioni e istituzioni in vista della prossima edizione.
Promossa dall’Ateneo dal 13 al 16 ottobre, la rassegna ha affrontato il tema “Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori”, mettendo in dialogo ricerca, cultura e questioni che riguardano la società contemporanea. Un’edizione insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica, che ha confermato la volontà di portare le scienze umane e sociali fuori dalle aule universitarie, coinvolgendo pubblici diversi.
A evidenziare la partecipazione dei giovani è soprattutto l’incremento del 10,4% delle presenze studentesche registrate agli eventi. Accanto agli incontri, il concorso letterario Humanities ha offerto agli studenti un ulteriore spazio di espressione. Anche la diffusione digitale restituisce la portata dell’iniziativa: un primo conteggio dei contenuti legati al Festival ha superato le 250mila visualizzazioni su Instagram.
“Le humanities stanno tornando centrali nella comprensione e nel governo del presente e nella programmazione del futuro”, osserva McCourt. Per il rettore, le discipline umanistiche aiutano a valutare le conseguenze delle decisioni, riconoscere le ingiustizie e immaginare alternative. Il Festival, in questa prospettiva, rende accessibile tale lavoro e lo sottopone al confronto con la comunità.
Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo, il conferimento della laurea honoris causa allo scrittore irlandese Colm Tóibín, alla presenza dell’ambasciatrice d’Irlanda Elizabeth McCullough, ha dato alla manifestazione una dimensione internazionale, con attenzione anche da parte di testate italiane e straniere. Il dialogo con il sociologo Hartmut Rosa e gli interventi di Alberto Oliverio e Vittorio Gallese hanno intrecciato prospettive sociologiche e neuroscientifiche. Spazio anche all’ambiente con Stefano Mancuso, che ha ricevuto il dottorato honoris causa dall’Accademia di Belle Arti di Macerata.
La riflessione culturale si è sviluppata anche attraverso linguaggi diversi da quello accademico: la narrazione di Matteo Caccia, la musica di Appassionata e il teatro di Paola Minaccioni, che ha chiuso la rassegna con il tutto esaurito al Lauro Rossi. A fare da filo conduttore visivo è stata l’immagine della Sfinge, realizzata dall’illustratore Michelangelo Rossato con Ars in Fabula.
“È stato un lavoro corale di docenti, ricercatori, personale e studenti dei cinque dipartimenti”, sottolinea Fabiola Falappa, delegata del rettore per il Festival, rimarcando il dialogo tra discipline e pubblico.
Ora l’attenzione si sposta sulla quinta edizione e sulla necessità di consolidare la rete di collaborazioni costruita negli anni. “Il Festival è cresciuto, si è consolidato ed è riconoscibile, grazie anche alla qualità delle relazioni costruite con i nostri partner e tradotte in una visione condivisa del ruolo della cultura per lo sviluppo del territorio”, afferma McCourt. Per compiere un ulteriore salto di qualità, però, serve “un sostegno economico più forte e continuativo”.
Il rettore avvierà quindi un confronto con imprese, fondazioni e istituzioni, a partire dai partner già coinvolti, con l’obiettivo di costruire nuove alleanze e assicurare risorse per la prossima edizione. “È un investimento in un ottimo biglietto da visita per la città, l’Università e le Marche”, conclude.
Il Festival ha ricevuto il patrocinio della Regione Marche, del Comune di Macerata, della Fondazione Marche Cultura, della Crui e di Rai Marche. Tra i sostenitori figurano, come main sponsor, EDIF, iGuzzini e BCC Recanati e Colmurano, insieme a BCC Banca dei Sibillini, Gruppo Editoriale ELI e Dami. Alla realizzazione hanno contribuito i cinque dipartimenti dell’Ateneo e una rete di enti e associazioni, tra cui Amnesty International, Save the Children, Biblioteca Statale, Eurocarers, Inrca, Inps, Cnr e Gruppo Andreani.
Recanati si prepara ad accogliere un’opera di grande valore artistico e storico: la Madonna delle fragole di Lucas Cranach, realizzata negli anni Quaranta del Cinquecento, sarà esposta da sabato 24 ottobre al Museo Civico di Villa Colloredo Mels, dove resterà fino a marzo 2027. Il dipinto avrà uno spazio espositivo dedicato all’interno del percorso museale, offrendo a cittadini e visitatori l’occasione di ammirare da vicino uno dei protagonisti della pittura europea del XVI secolo.
L’arrivo dell’opera sarà celebrato sabato mattina, alle 9.30, con una cerimonia ufficiale a Villa Colloredo. Saranno presenti il sindaco di Recanati, Emanuele Pepa, l’assessore alla Cultura Ettore Pelati, il direttore del Museo diocesano di Freising, Christoph Kürzeder, la vicedirettrice Carmen Roll e il responsabile della collezione Steffen Mensch. Interverranno inoltre l’architetto Giovanni Issini, in rappresentanza della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, e il professor Stefano Papetti.
L’esposizione della Madonna delle fragole si inserisce in un progetto di collaborazione culturale tra Recanati e il Museo diocesano di Freising, in Baviera. Lo scambio ha portato in Germania l’Annunciazione di Lorenzo Lotto, proveniente dal patrimonio artistico recanatese e concessa in prestito per la mostra Save Our Souls, inaugurata al Museo diocesano di Freising.
Un’iniziativa che punta a rafforzare i rapporti tra le due istituzioni museali e a promuovere il patrimonio artistico dei rispettivi territori, creando nuove occasioni di incontro tra arte, turismo e cultura.
«Siamo onorati di ospitare la Madonna delle fragole nella nostra città», ha dichiarato il sindaco Emanuele Pepa, sottolineando come l’iniziativa rappresenti un’opportunità per rafforzare la presenza di Recanati nel panorama artistico europeo e dare maggiore visibilità al territorio anche oltre i confini nazionali. Il primo cittadino ha inoltre ringraziato quanti hanno contribuito alla realizzazione dello scambio di opere.
L’assessore alla Cultura Ettore Pelati ha richiamato l’attenzione anche sull’accoglienza riservata all’Annunciazione di Lorenzo Lotto in Germania. Il 18 ottobre ha partecipato, insieme ad amministratori marchigiani e al commissario alla ricostruzione post-sisma Guido Castelli, all’inaugurazione della mostra Save Our Souls a Freising, davanti a un pubblico numeroso.
«Un’occasione unica, questa, che ha reso ancora più palese quanto questa mostra rappresenti, per il nostro territorio, un’opportunità speciale per farsi conoscere e scoprire, attirando turisti e appassionati che aspettano solo di godersi l’ospitalità del nostro territorio», ha affermato Pelati.
Con l’arrivo della Madonna delle fragole, Recanati prosegue dunque il percorso di valorizzazione del proprio patrimonio culturale attraverso collaborazioni internazionali e iniziative capaci di richiamare l’attenzione di studiosi, appassionati e visitatori. Dal 24 ottobre, Villa Colloredo Mels diventerà il luogo in cui questo dialogo tra Italia e Germania prenderà forma attraverso due opere, due storie artistiche e un progetto comune di promozione della cultura.
Sono 34 i beni storici già accreditati nella nuova Rete delle Dimore e dei Parchi Storici delle Marche, di cui 11 in provincia di Macerata. Il progetto, promosso dalla Regione in attuazione della legge regionale del 2021 e coordinato da Fondazione Marche Cultura, punta a mettere in connessione castelli, ville, dimore storiche, parchi e giardini per renderli più conosciuti e accessibili, rafforzando l'offerta culturale e turistica del territorio.
La Rete nasce con l'obiettivo di trasformare un patrimonio diffuso in un sistema riconoscibile, capace di collegare luoghi, istituzioni, proprietari, gestori, associazioni e comunità. L'intento è favorire nuove opportunità di visita e promozione, valorizzando allo stesso tempo la storia e le peculiarità paesaggistiche delle diverse aree marchigiane.
La distribuzione dei beni già accreditati interessa tutte e cinque le province: sette si trovano nell'Anconetano, sei nell'Ascolano, otto nel Fermano, undici nel Maceratese e due nel Pesarese. Tra i luoghi inseriti nella Rete figurano il Castello della Rancia di Tolentino, Palazzo Buonaccorsi a Macerata e il Parco storico e Villa La Quiete di Treia, insieme a numerose altre realtà di interesse storico, architettonico e paesaggistico.
Il percorso di accreditamento rimane aperto e progressivo, attraverso procedure regionali articolate per annualità, con l'obiettivo di ampliare nel tempo il numero dei siti coinvolti.
“La Rete delle Dimore e dei Parchi Storici delle Marche nasce dalla volontà di riconoscere, tutelare e valorizzare un patrimonio diffuso che appartiene profondamente alla storia, all'identità e al paesaggio della nostra regione”, dichiara il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Mettere questi luoghi in relazione, aggiunge, significa renderli più visibili e fruibili, promuovendo una conoscenza consapevole e sostenibile e nuove opportunità per i territori.
Una mappa per scoprire il patrimonio marchigiano
Tra gli strumenti previsti c'è una sezione dedicata sul portale istituzionale della Regione, nell'area Cultura. Sarà realizzata una mappa georeferenziata con schede descrittive dei singoli beni, immagini, informazioni storico-culturali, indicazioni per la visita e collegamenti ai siti ufficiali. I visitatori potranno esplorare le realtà accreditate per provincia e scoprire anche il patrimonio culturale e paesaggistico circostante.
Il coordinamento delle attività di documentazione, comunicazione e valorizzazione è affidato a Fondazione Marche Cultura. Il presidente Andrea Agostini sottolinea che il valore del progetto consiste nella capacità di trasformare un patrimonio già esistente in un sistema più accessibile e condiviso, attraverso strumenti informativi e contenuti rivolti anche a nuovi pubblici.
La Rete coinvolge inoltre realtà impegnate nella tutela e nella promozione culturale, tra cui FAI Marche, ADSI Marche, Italia Nostra e Legambiente, insieme a proprietari, gestori, enti locali e altri soggetti del territorio.
Eventi e promozione anche a livello nazionale
Un altro obiettivo è mettere in relazione le iniziative già esistenti, evitando sovrapposizioni e favorendo una programmazione coordinata di aperture, eventi e occasioni di visita. Tra gli appuntamenti interessati figurano le Giornate FAI di Primavera e d'Autunno, le Giornate Nazionali delle Case dei Personaggi Illustri, la Giornata Nazionale ADSI, le Giornate Europee del Patrimonio e le iniziative dedicate alle Case della Memoria e ai parchi.
È prevista anche un'attività di comunicazione nazionale, con il coinvolgimento delle testate specializzate Finestre sull'Arte e Il Giornale dell'Arte, per dare maggiore visibilità al patrimonio storico e paesaggistico marchigiano.
L'obiettivo finale è favorire un turismo culturale più consapevole e diffuso, trasformando dimore, castelli, ville e giardini in luoghi da conoscere e visitare, capaci di custodire la memoria delle comunità e generare nuove opportunità culturali, sociali ed economiche.
Quasi mille chilometri, oltre 30 comuni attraversati e quattro percorsi per la nona edizione dell’avventura bikepacking, partita e arrivata all'Abbadia di Fiastra. Il prossimo anno l'evento si allargherà a quattro giorni.
Circa 600 partecipanti provenienti da tutta Europa e anche da fuori continente, quasi mille chilometri di percorsi e oltre 30 comuni attraversati, tra borghi, colline, strade bianche, Monti Sibillini e costa adriatica. Si chiude con un bilancio positivo la nona edizione di Marche Trail, l’avventura in bicicletta organizzata dall'Asd Marche Bikepacking dal 9 all'11 ottobre, con partenza e arrivo nella riserva naturale dell'Abbadia di Fiastra.
Quattro gli itinerari proposti: Classic 300, Wild 400, Short 200 e OneShot Social Gravel, pensati per scoprire le Marche pedalando anche lontano dalle rotte più conosciute. Una formula che punta non alla competizione, ma al viaggio e alla valorizzazione del territorio, portando visitatori nei piccoli centri anche al di fuori dei tradizionali periodi di alta stagione turistica.
L'edizione 2026 ha potuto contare sulla collaborazione di amministrazioni, strutture ricettive e realtà locali. Grazie alla Fondazione Giustiniani Bandini, l'Abbadia di Fiastra si è trasformata nel Marche Trail Village, mentre i Comuni di Ascoli Piceno e Potenza Picena hanno ospitato i campi base. Un ruolo importante è stato svolto anche dal Natural Village Resort e dalle numerose strutture lungo gli itinerari, che hanno accolto i ciclisti offrendo loro l’opportunità di conoscere da vicino luoghi, attività e comunità.
Tra le novità più apprezzate dell'anno c’è stato FUR_GÒ – Gravel, People, Music and Beer, il van itinerante che ha animato i ristori trasformandoli in occasioni di incontro e condivisione. Il progetto sarà confermato e sviluppato anche nelle prossime edizioni e negli appuntamenti giornalieri OneShot Social Gravel.
L'Asd Marche Bikepacking ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa: dalla Fondazione Giustiniani Bandini al Natural Village Resort, dai Comuni coinvolti alle strutture ricettive, passando per gli sponsor e i partner. Un riconoscimento particolare è stato rivolto ai volontari, alle attività locali e ai partecipanti, protagonisti dell’esperienza.
Archiviata la nona edizione, lo sguardo è già rivolto al prossimo appuntamento. Nell'ottobre 2027 Marche Trail festeggerà il suo decimo anniversario, con un programma che si estenderà a quattro giorni e punterà a coinvolgere ancora più Comuni, strutture ricettive, associazioni e attività locali. L’edizione del decennale sarà ufficializzata a Milano il 7 e 8 novembre, durante gli Stati generali del circuito italiano degli eventi Trail Bikepacking.
“Vogliamo che siano quattro giorni di viaggio e di festa, sempre nella prima metà di ottobre, con l’obiettivo di coinvolgere ancora di più Comuni, strutture ricettive, associazioni e attività locali”, spiega l’organizzazione. L’intento è fare del decennale un ulteriore passo avanti nella promozione del turismo lento, raccontando attraverso la bicicletta paesaggi, borghi, accoglienza ed eccellenze delle Marche.
Nel frattempo proseguono le OneShot Social Gravel, pedalate itineranti e piccole avventure di un giorno organizzate in collaborazione con Comuni e soggetti privati per far conoscere le aree interne, i prodotti e gli angoli meno noti della regione. Il calendario degli ultimi appuntamenti del 2026 prevede il 24 ottobre una tappa ai Pantani di Accumoli, il 15 novembre al lago di Boccafornace, in collaborazione con il Comune di Valfornace, e il 27 dicembre la Conero Gravel, con partenza dall’Abbazia di San Firmano.
Fotografie, video e informazioni sui prossimi eventi sono disponibili sul sito ufficiale www.marchetrail.it e sui canali social di Marche Trail e OneShot Social Gravel.
Musica, poesia e pittura si incontrano a Potenza Picena con Francesco Tricarico, protagonista del prossimo appuntamento del Mugellini Festival 2026. Domenica 25 ottobre, alle 17.30, la Cappella dei Contadini ospiterà il cantautore milanese con il suo nuovo tour teatrale “W L'Italia - sogni...canzoni...squallori”, accompagnato, per l'occasione, dall'esposizione delle riproduzioni delle sue opere d'arte visiva.
L'appuntamento porterà nelle Marche uno degli autori più originali e anticonformisti della musica italiana, capace di conquistare il pubblico con brani come “Io sono Francesco” e “Vita tranquilla”, quest'ultimo premiato a Sanremo con il Premio della Critica. Con undici album all'attivo e una carriera lontana dalle convenzioni dell'industria discografica, Tricarico ha costruito nel tempo un percorso personale, in cui la scrittura musicale si intreccia con una costante ricerca espressiva.
Il nuovo spettacolo, “W L'Italia - sogni...canzoni...squallori”, va oltre la dimensione del concerto tradizionale. Al centro ci sono i temi che attraversano da sempre la sua produzione: la fragilità della condizione umana, la progressiva riduzione della libertà, la perdita del pensiero critico e il rischio di un'omologazione che mette in secondo piano i valori autentici. Canzoni e parole diventano così strumenti per interrogare il presente, con l'ironia e la sensibilità poetica che contraddistinguono l'artista.
La tappa di Potenza Picena riserverà inoltre uno spazio alla sua attività pittorica. Le riproduzioni delle opere visive di Tricarico saranno esposte accanto all'esperienza musicale, offrendo al pubblico l'occasione di conoscere un'altra dimensione della sua ricerca artistica. Colori e forme dialogheranno con le atmosfere delle canzoni, in un percorso che mette in relazione linguaggi diversi ma legati dalla stessa visione del mondo.
L'iniziativa si inserisce nel programma del Mugellini Festival, che anche attraverso questo appuntamento propone un incontro tra musica e arti visive nella cornice della Cappella dei Contadini. I biglietti sono disponibili su CiaoTickets al costo di 10 euro.
Sessant'anni da festeggiare insieme, tra ricordi, sorrisi e amicizie che resistono al passare del tempo. È stato questo lo spirito che ha accompagnato la festa dei coscritti del 1966 di Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo e Serrapetrona, ai quali si è unito anche un rappresentante di Belforte del Chienti, ritrovatisi sabato scorso per celebrare il raggiungimento dei sessant'anni.
Un compleanno speciale, trasformato in un'occasione per ritrovarsi, ripercorrere le tappe della propria vita e riscoprire il valore delle radici comuni. Perché, al di là delle esperienze e dei percorsi personali, ci sono ricordi e legami capaci di attraversare gli anni e mantenere intatto il senso di appartenenza a una comunità.
La serata, organizzata da Noemi Paola Riccardi, Maria Staffolani, Alberto Girolami e Paolo Mariantoni, si è aperta al centro di comunità, nella chiesa Beato Francesco Piani di Caldarola. Qui i partecipanti si sono riuniti per ringraziare per il dono della vita e dedicare un pensiero ai coetanei scomparsi, Tullia Biondi e don Salvatore Sicignano, ricordati con affetto.
La festa è proseguita al ristorante La Torre del Parco di Camerino, dove la cena conviviale ha lasciato spazio ai racconti e ai tanti ricordi condivisi.
Tra una battuta e un aneddoto, sono riaffiorati gli anni dell'infanzia, i tempi della scuola, le amicizie e le esperienze della giovinezza. Momenti di vita che hanno riportato i presenti indietro nel tempo, quando si cresceva insieme e il futuro appariva ancora tutto da scoprire.
Sessant'anni rappresentano una tappa importante, fatta di esperienze, famiglie, soddisfazioni e cambiamenti. Ritrovarsi per festeggiarla insieme ha significato anche riconoscere il valore di una storia condivisa, costruita negli anni e capace di unire persone e territori.
Una serata all'insegna della convivialità e della memoria, con la consapevolezza che, anche quando la vita porta ciascuno lungo strade diverse, le amicizie di un tempo e le radici comuni continuano a rappresentare un patrimonio prezioso da custodire.
Una serata speciale, vissuta nel segno dell’amicizia, della convivialità e dei ricordi di una vita. I nati nel 1950 di Potenza Picena si sono ritrovati nei giorni scorsi per una reunion che ha riportato insieme volti familiari e storie di una generazione, unita da esperienze condivise e da un legame con il territorio che il tempo non ha scalfito.
All’iniziativa, nata da un’idea di Mario Properzi e Leonarda Ciuccarelli promotori e organizzatori dell’incontro, hanno aderito più di trenta “cinquantini”, desiderosi di trascorrere qualche ora in compagnia e riscoprire il piacere di stare insieme.
La cornice scelta per l’appuntamento è stata quella dello storico ristorante Le Scalette, nel cuore del centro storico cittadino. Qui, attorno alla tavola, la cena si è trasformata in un’occasione per riannodare i fili della memoria, tra racconti, aneddoti e ricordi di un passato comune.
Tra una portata e l’altra, la conversazione ha ripercorso le tappe di una vita, facendo riaffiorare episodi, volti ed esperienze che hanno accompagnato i partecipanti nel corso degli anni. Non sono mancati sorrisi ed emozioni, in un’atmosfera resa ancora più coinvolgente dalla gioia di ritrovarsi e dalla consapevolezza di appartenere a una stessa comunità.
A impreziosire la serata è stata la musica del sax di Arturo Sargentoni, che con le sue note ha accompagnato i momenti conviviali, regalando all’incontro un tocco di eleganza e suggestione.
La reunion si è così trasformata in molto più di una semplice cena: un’occasione per celebrare l’amicizia, valorizzare i legami costruiti nel tempo e riscoprire il valore di una storia condivisa.
L’auspicio dei partecipanti è che l’iniziativa possa ripetersi anche in futuro, diventando un appuntamento capace di rinnovare nel tempo il piacere di ritrovarsi e il senso di appartenenza alla comunità di Potenza Picena.
Approvato il progetto esecutivo per il miglioramento sismico della chiesa affacciata su piazza Martiri Vissani, danneggiata dal terremoto del 2016. Previsti interventi sulle murature, sulle coperture e sugli apparati artistici.
La ricostruzione del centro storico di Visso segna un nuovo passaggio con l'approvazione del progetto esecutivo per il miglioramento sismico della Collegiata di Santa Maria, uno degli edifici monumentali più rappresentativi del borgo dei Sibillini. La Conferenza dei Servizi ha dato il via libera all'intervento, che prevede un investimento complessivo di oltre 8 milioni di euro, finanziato con le risorse della ricostruzione post sisma.
La chiesa, affacciata su piazza Martiri Vissani, ha riportato gravi danni con le scosse del 2016 e del 2017. Il suo recupero rappresenta un tassello importante per la restituzione alla comunità di uno dei luoghi più significativi della storia e dell'identità vissana.
«L'approvazione del progetto della Collegiata di Santa Maria rappresenta un risultato di straordinaria importanza per Visso e per l'intero territorio dei Sibillini», dichiara il commissario straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, sottolineando come il valore dell'intervento vada oltre il recupero del monumento e riguardi «la rinascita del cuore stesso di Visso».
Castelli richiama anche gli altri interventi che stanno contribuendo a sbloccare il percorso di ricostruzione del centro storico, dal tunnel di via Galliano ai cantieri avviati e ai progetti in fase di definizione. Un lavoro che, evidenzia, coinvolge Regione Marche, Diocesi, Comune, Struttura commissariale e Ufficio speciale per la ricostruzione.
Il progetto, il cui soggetto attuatore è l'Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, prevede opere di consolidamento delle murature, delle volte e della torre campanaria, oltre al rafforzamento delle strutture attraverso tiranti e sistemi metallici. Sarà sostituita la copertura della navata principale, mentre quelle dell'abside e della sagrestia saranno consolidate.
Particolare attenzione sarà riservata alla conservazione degli elementi di pregio, tra cui il soffitto ligneo settecentesco e il rosone. In programma anche il ripristino degli spazi interni, della pavimentazione dell'antica Pieve e degli impianti, con interventi pensati per rispettare le caratteristiche storiche e artistiche dell'edificio.
Le origini della Collegiata risalgono al Medioevo. Il complesso comprende l'antica Pieve, la navata principale ampliata nella seconda metà del XIII secolo, il campanile e la sagrestia. Al suo interno sono custoditi affreschi di epoche diverse e altari barocchi. Sulla facciata spicca l'affresco dell'Annunciazione del 1441, attribuito a Paolo da Visso.
La notizia è stata accolta con soddisfazione anche dall'arcivescovo di Camerino, Francesco Massara, che ha definito l'approvazione del progetto un motivo di «grande gioia e speranza». Il recupero, ha spiegato, consentirà di salvaguardare un patrimonio artistico di valore e di restituire alla comunità un luogo in cui si intrecciano fede, identità e memoria collettiva. L'auspicio è che la Collegiata possa tornare a essere «un luogo vivo di preghiera, cultura e incontro».
Anche la sindaca Rosella Sensi ha sottolineato il significato del progetto per la popolazione vissana. La chiesa, ha ricordato, ha accompagnato per secoli la vita della comunità, dai battesimi ai funerali, diventando un punto di riferimento insieme alla piazza antistante. «Restituire la Collegiata, con il suo patrimonio storico e culturale, significa restituire a Visso un pezzo della propria anima», ha dichiarato.
L'approvazione si aggiunge ad altri passaggi compiuti per il recupero del centro storico: recentemente è arrivato il via libera al progetto esecutivo di Palazzo Varano, mentre nei mesi scorsi è stato consegnato il cantiere di Palazzo dei Priori. Interventi che, insieme alle opere pubbliche e private in programma, puntano a ricostruire progressivamente il cuore monumentale di Visso, duramente colpito dal sisma.
L'allergia da acari è una delle forme allergiche più diffuse in Italia, ma anche una delle meno visibili: al contrario delle allergie ai pollini, che hanno una stagione chiara e riconoscibile, quella agli acari non fa pause. È presente tutto l'anno, si manifesta in casa, il luogo che dovrebbe essere il più sicuro, e spesso si protrae per anni prima di ricevere una diagnosi corretta. Questa guida raccoglie tutto quello che è utile sapere per riconoscerla e gestirla nel modo giusto.
Chi sono gli acari della polvere
Gli acari della polvere domestica sono artropodi microscopici invisibili ad occhio nudo che vivono nelle nostre case. I due principali sono Dermatophagoides pteronyssinus e Dermatophagoides farinae. Si nutrono di cellule cutanee desquamate (la forfora umana) e prosperano in ambienti caldi e umidi: i materassi, i cuscini, le imbottiture, i tappeti, i peluche e le tende sono i loro habitat preferiti.
Il responsabile dell'allergia non è l'acaro in sé, ma le proteine contenute nelle sue deiezioni e nel suo corpo. Quando queste particelle vengono inalate, il sistema immunitario delle persone predisposte le riconosce come nemiche e avvia una risposta allergica.
I sintomi dell'allergia da acari
I sintomi della rinite allergica da acari sono quelli classici della rinite perenne:
● Starnuti a raffica, spesso più intensi al mattino al risveglio,
● Naso che cola con secrezione liquida e trasparente,
● Congestione nasale persistente, che interferisce con il sonno,
● Prurito intenso a naso, occhi e palato,
● Occhi arrossati e lacrimanti,
● Tosse secca da gocciolamento retronasale,
● Stanchezza cronica legata al sonno disturbato.
Il segnale più caratteristico dell'allergia da acari è il peggioramento al risveglio e dopo aver rifatto il letto, e il miglioramento quando si trascorre tempo all'aperto lontano dall'ambiente domestico.
Come ridurre l'esposizione agli acari in casa
La bonifica ambientale è il primo e più importante intervento nella gestione dell'allergia da acari. Prima di tutto è fondamentale rivestire materasso e cuscini con fodere anti-acaro impermeabili agli allergeni. Si tratta di una misura semplice ma efficace, perché protegge dalle 6-8 ore di esposizione notturna
Ad accompagnare questo accorgimento c’è poi l'igienizzazione della biancheria. Lavarla ogni settimana a 60°C elimina gli acari. Bisogna poi cercare di rendere casa un luogo quanto più neutro possibile: eliminare o ridurre tappeti, moquette e peluche è fondamentale, in quanto le superfici lisce sono molto più facili da sanificare.
Per mantenere la casa in condizioni ideali è poi utile arieggiare le camere ogni giorno e usare un aspirapolvere con filtro HEPA.
Il supporto farmacologico
Anche adottando tutte le misure ambientali, i sintomi dell'allergia da acari possono manifestarsi, soprattutto nelle stagioni in cui si trascorre più tempo in casa. In questi momenti, un antistaminico di seconda generazione è la risposta più pratica. Ad esempio Fexallegra è un antistaminico per l’allergia agli acari che agisce sui principali sintomi della rinite allergica, starnuti, prurito, congestione, senza causare sonnolenza.
Per i casi più severi o persistenti, l'allergologo può valutare l'immunoterapia specifica agli acari (desensibilizzazione), un percorso che nel tempo riduce la risposta allergica all'allergene.
L'allergia da acari si gestisce su due fronti paralleli: ridurre l'esposizione in casa con misure ambientali concrete, e controllare i sintomi con il supporto farmacologico appropriato. Con il giusto approccio, è possibile ridurre significativamente il disagio e migliorare la qualità della vita anche senza eliminare la fonte dell'allergia.