Marche sempre più anziane e meno popolose: persi oltre 60mila residenti dal 2011
Attualità
14/10/2026 12:00

Marche sempre più anziane e meno popolose: persi oltre 60mila residenti dal 2011

Le Marche perdono abitanti e diventano sempre più anziane. È una trasformazione che si sviluppa da decenni e che oggi pone interrogativi sul futuro del territorio, dalla tenuta dei servizi alla disponibilità di lavoratori, fino alla capacità di garantire un ricambio generazionale. A raccontarla è l'Istat, che nel dossier Storie di dati – Le trasformazioni delle regioni italiane ricostruisce l'evoluzione demografica ed economica della regione, mettendola a confronto con le tendenze nazionali. Al 31 dicembre 2024, la popolazione marchigiana ammontava a 1.480.545 residenti, con una diminuzione di 2.201 persone rispetto all'anno precedente, pari allo 0,1%. Il dato si inserisce in un percorso di progressiva contrazione: dopo aver raggiunto il massimo storico nel 2011, la popolazione ha ripreso a diminuire. Rispetto a quell'anno, il calo è di 60.774 residenti, pari al 3,9%. La dinamica regionale si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato da una crescita demografica sempre più debole e da un saldo naturale negativo. Nelle Marche, tuttavia, la contrazione della popolazione è relativamente più rapida e l'invecchiamento più accentuato. A incidere sono soprattutto la bassa fecondità e l'aumento della speranza di vita, mentre i flussi migratori positivi non bastano a compensare le perdite. Uno dei segnali più evidenti arriva dalle nascite. Nel 2024 nelle Marche sono venuti al mondo 8.252 bambini, 545 in meno rispetto al 2023. È un nuovo record negativo di denatalità, che conferma la difficoltà nel garantire il ricambio tra le generazioni. Il problema non riguarda soltanto il numero dei nuovi nati, ma anche il progressivo squilibrio tra giovani e anziani. Nel 2024, infatti, nelle Marche si contavano 235 persone di almeno 65 anni ogni 100 giovani sotto i 15 anni, contro una media nazionale di 208. Anche l'età media continua a salire: è passata da 47,7 anni nel 2023 a 47,9 nel 2024. All'interno della regione emergono differenze territoriali: Pesaro e Urbino è la provincia più giovane, con 47,6 anni, mentre Ascoli Piceno, con 48,5 anni, e Fermo, con 48,3, registrano i valori più elevati. L'invecchiamento della popolazione è legato a due fenomeni che procedono parallelamente: da un lato si fanno meno figli, dall'altro si vive più a lungo. Il risultato è una struttura demografica nella quale le fasce più anziane acquistano un peso crescente, mentre quelle più giovani si restringono. A contenere almeno in parte la diminuzione dei residenti è la presenza straniera. Al 31 dicembre 2024, nelle Marche vivevano 135.023 cittadini stranieri, pari al 9,1% della popolazione regionale, con un aumento di 3.012 persone rispetto al 2023. I residenti stranieri provenivano da 157 Paesi. Le comunità più numerose erano quella rumena, che rappresentava il 16,9% degli stranieri residenti, quella albanese, con il 10,8%, e quella marocchina, con il 6,6%. Il contributo dei flussi migratori, sia interni sia dall'estero, non è però sufficiente a invertire la tendenza. La diminuzione della popolazione nel 2024 è stata determinata dal saldo naturale negativo e dall'aggiustamento statistico, a fronte di saldi migratori positivi. Il quadro conferma quindi una criticità strutturale: l'arrivo di nuovi residenti contribuisce a sostenere la popolazione, ma non compensa interamente la differenza tra nascite e decessi. La distribuzione della popolazione restituisce l'immagine di una regione caratterizzata da una rete di centri urbani medio-piccoli. Quasi un terzo dei residenti marchigiani vive nella provincia di Ancona, che concentra il 31,2% della popolazione regionale. Il quadro delineato dall'Istat restituisce l'immagine di una regione chiamata a confrontarsi con sfide strettamente connesse: la diminuzione dei residenti, il progressivo invecchiamento e le difficoltà di un'economia che non ha ancora recuperato i livelli precedenti alla crisi del 2008. Dinamiche che rischiano di incidere sulla tenuta dei servizi, sul mercato del lavoro e sulla vitalità dei centri più piccoli. La sfida per le Marche sarà riuscire a trasformare queste criticità in un'occasione di ripensamento delle politiche territoriali, creando condizioni capaci di trattenere i giovani, attrarre nuovi residenti e sostenere lo sviluppo delle comunità locali.

Marche sempre più anziane e meno popolose: persi oltre 60mila residenti dal 2011

Marche sempre più anziane e meno popolose: persi oltre 60mila residenti dal 2011
14/10/2026 12:00

Le Marche perdono abitanti e diventano sempre più anziane. È una trasformazione che si sviluppa da decenni e che oggi pone interrogativi sul futuro del territorio, dalla tenuta dei servizi alla disponibilità di lavoratori, fino alla capacità di garantire un ricambio generazionale. A raccontarla è l'Istat, che nel dossier Storie di dati – Le trasformazioni delle regioni italiane ricostruisce l'evoluzione demografica ed economica della regione, mettendola a confronto con le tendenze nazionali. Al 31 dicembre 2024, la popolazione marchigiana ammontava a 1.480.545 residenti, con una diminuzione di 2.201 persone rispetto all'anno precedente, pari allo 0,1%. Il dato si inserisce in un percorso di progressiva contrazione: dopo aver raggiunto il massimo storico nel 2011, la popolazione ha ripreso a diminuire. Rispetto a quell'anno, il calo è di 60.774 residenti, pari al 3,9%. La dinamica regionale si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato da una crescita demografica sempre più debole e da un saldo naturale negativo. Nelle Marche, tuttavia, la contrazione della popolazione è relativamente più rapida e l'invecchiamento più accentuato. A incidere sono soprattutto la bassa fecondità e l'aumento della speranza di vita, mentre i flussi migratori positivi non bastano a compensare le perdite. Uno dei segnali più evidenti arriva dalle nascite. Nel 2024 nelle Marche sono venuti al mondo 8.252 bambini, 545 in meno rispetto al 2023. È un nuovo record negativo di denatalità, che conferma la difficoltà nel garantire il ricambio tra le generazioni. Il problema non riguarda soltanto il numero dei nuovi nati, ma anche il progressivo squilibrio tra giovani e anziani. Nel 2024, infatti, nelle Marche si contavano 235 persone di almeno 65 anni ogni 100 giovani sotto i 15 anni, contro una media nazionale di 208. Anche l'età media continua a salire: è passata da 47,7 anni nel 2023 a 47,9 nel 2024. All'interno della regione emergono differenze territoriali: Pesaro e Urbino è la provincia più giovane, con 47,6 anni, mentre Ascoli Piceno, con 48,5 anni, e Fermo, con 48,3, registrano i valori più elevati. L'invecchiamento della popolazione è legato a due fenomeni che procedono parallelamente: da un lato si fanno meno figli, dall'altro si vive più a lungo. Il risultato è una struttura demografica nella quale le fasce più anziane acquistano un peso crescente, mentre quelle più giovani si restringono. A contenere almeno in parte la diminuzione dei residenti è la presenza straniera. Al 31 dicembre 2024, nelle Marche vivevano 135.023 cittadini stranieri, pari al 9,1% della popolazione regionale, con un aumento di 3.012 persone rispetto al 2023. I residenti stranieri provenivano da 157 Paesi. Le comunità più numerose erano quella rumena, che rappresentava il 16,9% degli stranieri residenti, quella albanese, con il 10,8%, e quella marocchina, con il 6,6%. Il contributo dei flussi migratori, sia interni sia dall'estero, non è però sufficiente a invertire la tendenza. La diminuzione della popolazione nel 2024 è stata determinata dal saldo naturale negativo e dall'aggiustamento statistico, a fronte di saldi migratori positivi. Il quadro conferma quindi una criticità strutturale: l'arrivo di nuovi residenti contribuisce a sostenere la popolazione, ma non compensa interamente la differenza tra nascite e decessi. La distribuzione della popolazione restituisce l'immagine di una regione caratterizzata da una rete di centri urbani medio-piccoli. Quasi un terzo dei residenti marchigiani vive nella provincia di Ancona, che concentra il 31,2% della popolazione regionale. Il quadro delineato dall'Istat restituisce l'immagine di una regione chiamata a confrontarsi con sfide strettamente connesse: la diminuzione dei residenti, il progressivo invecchiamento e le difficoltà di un'economia che non ha ancora recuperato i livelli precedenti alla crisi del 2008. Dinamiche che rischiano di incidere sulla tenuta dei servizi, sul mercato del lavoro e sulla vitalità dei centri più piccoli. La sfida per le Marche sarà riuscire a trasformare queste criticità in un'occasione di ripensamento delle politiche territoriali, creando condizioni capaci di trattenere i giovani, attrarre nuovi residenti e sostenere lo sviluppo delle comunità locali.

Cronaca

Macerata, guida ubriaco e con la patente sospesa: denunciato 41enne

Macerata, guida ubriaco e con la patente sospesa: denunciato 41enne

13/10/2026 14:22

Controlli notturni sulle strade del Maceratese per contrastare la guida in stato di ebbrezza. Un uomo di 41 anni, residente a Macerata e già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato in stato di libertà dai Carabinieri della Sezione Radiomobile del N.O.R.M. della Compagnia di Macerata. L’episodio si è verificato intorno alle 2:50, lungo la strada regionale 485, nel tratto compreso tra Macerata e Corridonia. Durante un servizio di controllo del territorio, i militari hanno intimato l’alt a una Lancia Y condotta dal 41enne. Sottoposto all’alcoltest, l’automobilista è risultato positivo, facendo registrare un tasso alcolemico di 1,45 grammi per litro, ben oltre il limite consentito dalla legge. Gli ulteriori accertamenti hanno fatto emergere un’altra irregolarità: l’uomo si trovava alla guida nonostante la patente fosse già stata sospesa. Per il 41enne è quindi scattata la denuncia in stato di libertà all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza alcolica. A suo carico sono state inoltre applicate le sanzioni amministrative previste, mentre il veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo.  

Scontro tra due auto e un camion sulla Statale Adriatica: tre feriti, uno estratto dalle lamiere

Scontro tra due auto e un camion sulla Statale Adriatica: tre feriti, uno estratto dalle lamiere

13/10/2026 11:50

Tre persone sono rimaste ferite in un incidente stradale che ha coinvolto due auto e un autocarro lungo la Statale 16 Adriatica, nel territorio comunale di Montemarciano. Lo scontro si è verificato questa mattina, poco dopo le 10, al chilometro 283+800. Sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Senigallia, che ha dovuto estrarre uno degli occupanti rimasto incastrato all’interno di una delle vetture. Una volta liberata, la persona è stata affidata alle cure del personale sanitario. In un primo momento era stato richiesto anche l’intervento dell’eliambulanza, successivamente annullato. Il ferito è stato quindi trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia. I vigili del fuoco hanno, inoltre, provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli coinvolti e dell’area interessata dall’incidente. Sul posto sono intervenute anche le forze dell’ordine, impegnate nei rilievi per ricostruire la dinamica dello scontro e nella gestione della viabilità, che ha registrato rallentamenti durante le operazioni di soccorso.

Attualità

Corridonia, Viale Montolmo si prepara al restyling: investimento da 750mila euro

Corridonia, Viale Montolmo si prepara al restyling: investimento da 750mila euro

14/10/2026 12:00

Entra nella fase operativa il progetto di riqualificazione e messa in sicurezza di viale Montolmo,  a Corridonia. Dopo un approfondito lavoro di studio e progettazione, il Comune ha approvato il progetto esecutivo lo scorso 30 settembre e si prepara ora a procedere con la gara per l'affidamento dei lavori, per un investimento complessivo di 750mila euro. L'importo destinato alle opere supera i 500mila euro. L'intervento nasce dalla necessità di affrontare le condizioni di forte deterioramento della sede stradale e dei percorsi pedonali, compromessi dal tempo, dall'intenso traffico e soprattutto dalle interferenze provocate dall'apparato radicale degli alberi presenti lungo il viale. Una situazione che, in diversi punti, ha reso difficoltosa e rischiosa la circolazione, sia per gli automobilisti sia per i pedoni. A determinare le criticità è anche l'attuale assetto del verde, caratterizzato da una fitta presenza di pini neri e pini domestici, alti oltre 15 metri e collocati in piccole aiuole che non garantiscono uno spazio adeguato allo sviluppo delle radici. Nel corso degli anni, queste hanno sollevato e danneggiato le pavimentazioni, arrivando in alcuni casi a interessare le proprietà private vicine. A ciò si aggiungono le condizioni di alcune piante, segnalate come malate o pericolosamente inclinate, con chiome che arrivano a ridosso degli edifici. Il progetto interesserà l'intero tratto di viale Montolmo, dalla rotatoria fino all'intersezione in direzione dell'ex Mattatoio, su entrambi i lati della carreggiata. È previsto inoltre uno stralcio di completamento in Viale Italia, fino all'incrocio con via Sibillini. In questo tratto, sul lato verso la scarpata, saranno rifatti il marciapiede, l'impianto di illuminazione pubblica e la ringhiera, in continuità con l'intervento principale. L'obiettivo dell'amministrazione non è soltanto ripristinare le condizioni di sicurezza, ma anche restituire qualità e funzionalità a uno spazio urbano importante per la città, cercando un equilibrio tra le esigenze infrastrutturali e la tutela del paesaggio. «Affrontare un progetto come questo ha richiesto grande attenzione, lavoro e un impegno economico notevole – dichiara il sindaco Giuliana Giampaoli –. Ma sicuramente la difficoltà maggiore è stata quella di costruire una soluzione che potesse conciliare la necessità di sicurezza con un disegno di rigenerazione del viale che preservasse e valorizzasse quanto più possibile anche gli aspetti architettonici e paesaggistici a cui tutti siamo fortemente legati». Una volta completata la procedura di gara e individuata l'impresa esecutrice, il Comune potrà definire le fasi del cantiere. «L'obiettivo prioritario – aggiunge la sindaca – sarà quello di recare il minor disagio possibile». Particolare attenzione sarà dedicata anche alla scelta delle nuove alberature, destinate a caratterizzare il viale dopo la riqualificazione. L'intenzione è realizzare un sistema di verde urbano capace di coniugare valore estetico, sostenibilità e sicurezza, attraverso specie adatte al clima locale e resistenti ai periodi di siccità. Saranno privilegiate piante sempreverdi, con apparati radicali compatibili con la presenza di strade, marciapiedi e sottoservizi, oltre che caratterizzate da un ridotto fabbisogno di manutenzione. La selezione terrà conto anche del valore paesaggistico delle specie, con l'obiettivo di garantire un viale gradevole e funzionale durante tutto l'anno.  

Muccia, rinasce il lavatoio comunale: via libera al progetto da quasi 300 mila euro

Muccia, rinasce il lavatoio comunale: via libera al progetto da quasi 300 mila euro

13/10/2026 19:44

L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto esecutivo per la demolizione e ricostruzione del lavatoio comunale di Muccia. Il provvedimento autorizza e concede un contributo di 299.998 euro, nell’ambito del Programma straordinario di Rigenerazione Urbana collegato alla ricostruzione post sisma. L’intervento riguarda uno spazio storicamente legato alla vita della comunità e mira a restituire piena funzionalità a un manufatto pubblico che, in passato, svolgeva un’importante funzione sociale nel tessuto urbano. Il progetto prevede la ricostruzione completa dell’edificio, insieme al recupero delle aree circostanti e del muro di cinta confinante con la strada comunale. Il nuovo lavatoio sarà realizzato con fondazioni in cemento armato e struttura portante rivestita in mattoni. La copertura sarà in legno, con manto in coppi tradizionali, così da mantenere le caratteristiche architettoniche tipiche del contesto locale. L’attuale volume adibito a magazzino sarà ridimensionato e trasformato in servizio igienico a supporto dell’area. Il progetto comprende anche il ripristino del muro di recinzione: in parte sarà recuperato attraverso la ricucitura delle murature esistenti, in parte ricostruito con un basso parapetto in mattoni sormontato da una ringhiera in ferro battuto. L’intera area sarà sistemata per riqualificare e valorizzare lo spazio pubblico. «Occorre sottolineare l’importanza che riveste la rigenerazione urbana all’interno del processo di rilancio dell’entroterra martoriato dal terremoto», spiega il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli. «Si tratta di interventi che mirano a restituire luoghi identitari, recuperando elementi storici della memoria collettiva e migliorando al tempo stesso la qualità degli spazi pubblici». Il commissario ringrazia quindi gli attori impegnati in prima linea, tra cui i Comuni, lo stesso Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli. Per il sindaco di Muccia, Stefano Antonelli, il lavatoio si inserisce in un disegno più ampio. «Il comune ha sviluppato negli ultimi anni un progetto di largo impatto storico e ambientale denominato “Parco dei Mulini”», spiega il primo cittadino. Il piano prevede la riqualificazione, nel centro storico, di tutte le aree comprese tra il fiume Chienti e il cosiddetto “vallato”, il canale idrico che alimenta i mulini esistenti. «Il lavatoio non è altro che un tassello che si aggiunge a questo percorso fluviale», aggiunge Antonelli. Attraverso l’utilizzo della risorsa idrica, il percorso permetterà di conoscere la storia dei mulini dei Varano e del palazzo comunale, ma anche le attività quotidiane più umili di un tempo.   Il sindaco ha infine ringraziato, a nome proprio e dell’intera amministrazione, il commissario Castelli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, la Regione Marche, l’architetto Claudio Mariani e l’ufficio tecnico comunale.

Politica

Scuole del cratere, "i dati ufficiali non coincidono con i cantieri": il report di Libera a dieci anni dal sisma

Scuole del cratere, "i dati ufficiali non coincidono con i cantieri": il report di Libera a dieci anni dal sisma

13/10/2026 18:09

Il report “Fame di sapere” mette a confronto i portali istituzionali con la realtà di tre opere campione: a Fermo un polo scolastico concluso nel 2020 risultava ancora agli inizi, a Corridonia si è fermi al progetto preliminare A dieci anni dal sisma del 2016, le informazioni pubbliche sulla ricostruzione delle scuole non corrispondono allo stato reale dei cantieri. È la conclusione del report “Fame di sapere”, pubblicato da Libera, che raccoglie gli esiti delle richieste di accesso civico generalizzato (FOIA) inviate l’8 giugno 2026 dal coordinamento regionale di Libera Marche. Le istanze riguardavano tre interventi campione nel cratere e rientrano nella campagna “Fame di Verità e Giustizia”. L’edilizia scolastica è la voce più consistente della ricostruzione pubblica: 195 progetti per 675 milioni di euro, con un investimento medio di circa 3,46 milioni a intervento. È però anche tra i settori con la fase di attuazione media più bassa. L’indagine ha evidenziato un forte scollamento tra quanto registrato sui portali ufficiali e la situazione effettiva delle opere. Fermo, polo scolastico “Betti-Fracassetti”. Dalla risposta del Comune risulta che l’intervento è concluso e collaudato fin dal 2020 e che la struttura è regolarmente utilizzata. Eppure, nei dataset istituzionali diffusi nel 2025, l’opera, da oltre 22 milioni di euro, compariva ancora nelle fasi iniziali. Corridonia, istituto superiore “Filippo Corridoni” (IPSIA). Per la nuova costruzione con delocalizzazione, gestita tramite l’Accordo Quadro Invitalia, la progettazione preliminare è stata consegnata soltanto l’8 giugno 2026. A dieci anni dal terremoto l’iter è dunque ancora alla fase di progetto preliminare. Tolentino, nuovo polo scolastico “Filelfo”. L’appalto integrato vale 23,3 milioni di euro, su un progetto complessivo di 31 milioni, ed è stato aggiudicato al raggruppamento formato da Apulia S.r.l. e Pagano S.p.A. I lavori, consegnati il 7 gennaio 2026, sono ora nella fase delle opere di fondazione. La fine dei lavori è prevista per il 21 aprile 2029. «Ricostruzione e trasparenza non possono che viaggiare insieme», dichiara Paolo Gasperini, coordinatore regionale di Libera Marche. «Avere dati certi, aggiornati all’oggi, pienamente fruibili è una premessa necessaria ad ogni azione di monitoraggio civico, ma ancora prima un modo per le Istituzioni di far conoscere davvero quello che stanno facendo». Gasperini indica anche le prossime mosse: Libera continuerà a rivolgersi ai livelli centrali, ma moltiplicherà soprattutto le domande FOIA alle stazioni appaltanti delle scuole del cratere, con l’obiettivo di contribuire alla conoscibilità pubblica e costruire dal basso una mappa aggiornata. Il tema, sottolinea Leonardo Ferrante della direzione nazionale di Libera, non riguarda solo il centro Italia: «La nostra azione sul diritto di sapere l’abbiamo esercitata anche sui temi della Milano post Olimpica al Nord e, al Sud, attorno alla trasparenza delle bonifiche in Terra dei Fuochi. Crediamo che, in tutte queste situazioni complesse e strategiche, la trasparenza sia la premessa di ogni altra azione, istituzionale e civica». Secondo Libera, la diffusione di informazioni non aggiornate "alimenta la sfiducia dei cittadini, distorce l’analisi della spesa e impedisce di individuare i veri blocchi burocratici e le lentezze amministrative". 

Navetta per il centro e tagli ai bus, Lattanzi attacca Parcaroli: "Gioco delle tre carte, ripristinare subito le corse soppresse"

Navetta per il centro e tagli ai bus, Lattanzi attacca Parcaroli: "Gioco delle tre carte, ripristinare subito le corse soppresse"

13/10/2026 16:59

"Apprendiamo con stupore che l'amministrazione Parcaroli tenta di giocare alle tre carte con i cittadini". È l'attacco di Michele Lattanzi, capogruppo della lista di minoranza 'L'Altra Macerata', che interviene sulla navetta attivata per collegare i giardini Diaz al centro storico durante i lavori di rifacimento degli ascensori, denunciando la contemporanea soppressione di alcune corse del trasporto pubblico urbano. "Se da una parte si è annunciato, in pompa magna, con tanto di video l'attivazione della navetta che dai giardini Diaz porta in centro storico, iniziativa giusta il visto il disagio creato dal rifacimento degli ascensori. Nulla si dice che a pagare la navetta sono i cittadini stessi tramite le tasse e tramite i servizi che vengono tagliati, ci riferiamo alla soppressione di 5 corse di trasporto urbano per tre linee", sottolinea Lattanzi in riferimento alla linea numero 6 (quella delle 16 e delle 18), alla linea numero 2 (19:35) e alla linea 7/10 (15,10 - 18,00).  L'esponente dell'opposizione chiede al sindaco di ripristinare immediatamente i collegamenti eliminati, senza aspettare la conclusione dei lavori, e contesta le modalità con cui l'amministrazione avrebbe organizzato il servizio: "Un forte disagio ai cittadini soprattutto agli anziani e agli studenti che fino al 5 ottobre potevano usufruire di tali linee, che tra l'altro percorrono quartieri densamente popolati come Rione Marche, il Convitto, le Vergini e le frazioni Piediripa e Sforzacosta. Chiediamo al sindaco di ripristinare tali corse subito, senza attendere la fine dei lavori degli ascensori. E stigmatizziamo un modo di amministrare subdolo, quello di creare un servizio togliendone un altro e soprattutto mettendo cittadini con bisogni diversi in contrasto fra loro". 

Sanità

Influenza, nelle Marche vaccinato poco più di un over 65 su due: al via la nuova campagna

Influenza, nelle Marche vaccinato poco più di un over 65 su due: al via la nuova campagna

14/10/2026 09:51

Con l'arrivo della stagione più fredda riparte la campagna di vaccinazione antinfluenzale nelle Marche. Da lunedì 12 ottobre è possibile vaccinarsi nelle diverse sedi di erogazione del territorio, comprese le farmacie aderenti, con l'obiettivo di proteggere soprattutto le persone più esposte al rischio di complicanze. La programmazione regionale per il 2026-2027 prevede complessivamente 375.100 dosi, distribuite in base alle fasce d'età e alle categorie di destinatari. L'avvio della campagna si inserisce in un quadro nazionale che continua a destare attenzione. Secondo i dati riportati dal Sole 24 Ore, nella stagione influenzale più recente la copertura tra gli over 65 sarebbe scesa al 49,8%, portando per la prima volta da dieci anni la quota dei vaccinati sotto la metà della popolazione anziana. Anche nella popolazione generale l'adesione rimane contenuta: il dato indicato dal quotidiano è del 18,9%. Numeri che riaccendono il dibattito sull'importanza della prevenzione, soprattutto per le persone fragili. Nelle Marche, gli ultimi dati regionali individuati e riferiti alla stagione 2024-2025 mostrano una copertura antinfluenzale del 51,4% tra gli over 65, contro una media nazionale del 52,5%. La percentuale regionale, riportata dalla FNP CISL Marche, resta distante dall'obiettivo minimo del 75% indicato per questa fascia di popolazione. Si tratta di dati relativi alla stagione 2024-2025, da non confondere con quelli riferiti alla campagna più recente. Tra le novità della campagna marchigiana 2026-2027 c'è la raccomandazione preferenziale dei vaccini potenziati per le persone dai 60 anni in su, estesa quindi anche alla fascia tra i 60 e i 64 anni. La vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente, tra gli altri, agli over 60, alle persone con patologie croniche o condizioni di fragilità, alle donne in gravidanza, ai bambini nelle fasce previste, agli operatori sanitari e a chi svolge servizi pubblici di primario interesse. La rete coinvolge medici di medicina generale, pediatri, servizi di igiene e sanità pubblica, distretti, strutture ospedaliere e residenziali e farmacie aderenti. Per le persone non trasportabili potrà essere organizzata la vaccinazione a domicilio, mentre sono previste attività dedicate agli anziani e ai soggetti fragili nelle strutture residenziali e nei distretti. La campagna procede inoltre in concomitanza con quella contro il Covid-19: quando appropriato, i due vaccini possono essere somministrati nella stessa seduta. L'obiettivo è rendere la prevenzione più accessibile e ridurre il rischio di forme gravi della malattia. L'influenza, infatti, non è sempre un'infezione banale: può provocare complicanze, ricoveri e conseguenze particolarmente serie nelle persone anziane e in chi presenta condizioni di salute già compromesse. Per questo la Regione punta a rafforzare la diffusione della vaccinazione, avvicinando i servizi ai cittadini e favorendo una maggiore adesione alla campagna.

Fibromialgia, nelle Marche arriva l’esenzione dal ticket per le forme più gravi

Fibromialgia, nelle Marche arriva l’esenzione dal ticket per le forme più gravi

13/10/2026 18:18

Nelle Marche arriva una nuova misura di sostegno per chi convive con le forme più gravi di fibromialgia. La Giunta regionale ha recepito l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), introducendo l’esenzione dal ticket sanitario per i pazienti con una sintomatologia particolarmente severa. Il provvedimento prevede un pacchetto di prestazioni dedicate, con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto alle persone che affrontano quotidianamente una patologia cronica capace di compromettere profondamente la qualità della vita, tra dolore diffuso e difficoltà nello svolgimento delle normali attività. «È un primo passo, perché siamo consapevoli che non tutte le forme della patologia sono ancora comprese in questo riconoscimento», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro. «Chi soffre di fibromialgia ha dovuto affrontare in passato, e affronta, non solo il peso della malattia, ma anche la difficoltà di vedere riconosciuta la propria condizione». L’assessore ha sottolineato l’importanza del provvedimento come prima risposta alle esigenze dei pazienti più fragili, attraverso prestazioni specifiche a carico del Servizio sanitario pubblico. L’obiettivo è trasformare il riconoscimento della sindrome in un sostegno concreto nella vita quotidiana. L’esenzione è destinata ai pazienti con forme molto severe di fibromialgia, individuate attraverso un punteggio superiore a 82 al FIQR (Fibromyalgia Impact Questionnaire Revised), il questionario che misura l’impatto della sindrome sulla qualità della vita. Per queste persone è previsto il nuovo codice di esenzione 068 – Sindrome fibromialgica. L’attestato avrà una durata minima di due anni e consentirà di usufruire gratuitamente di specifiche prestazioni sanitarie. Il pacchetto comprende una visita specialistica di controllo all’anno, un ciclo annuale di dieci sedute di rieducazione motoria di gruppo e, quando necessario, una visita psichiatrica annuale. Si tratta di un primo livello di assistenza mirato a garantire un sostegno alle persone maggiormente colpite dalla patologia, attraverso controlli specialistici e attività riabilitative. Tra le novità introdotte con l’aggiornamento dei Lea figura anche l’accesso alle cure termali a carico del Servizio sanitario nazionale per tutte le persone con fibromialgia, indipendentemente dalla gravità della patologia. Una misura che amplia le possibilità di assistenza anche ai pazienti che non rientrano nei criteri previsti per ottenere l’esenzione dal ticket, riservata invece alle forme più severe. Il riconoscimento rappresenta un passo avanti sul fronte della tutela sanitaria delle persone che convivono con questa sindrome cronica, anche se resta aperta la questione dell’assistenza ai pazienti con manifestazioni meno gravi. L’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza recepito dalla Regione Marche comprende anche altre condizioni cliniche. Tra queste figurano l’idrosadenite cronica suppurativa, una malattia infiammatoria cronica della pelle per la quale l’esenzione è prevista limitatamente allo stadio III della classificazione di Hurley, e la malattia polmonare da micobatteri non tubercolari. «La priorità è introdurre la fibromialgia come patologia riconosciuta, anche per fare in modo che nessun paziente debba sentirsi non riconosciuto nell’affrontare la malattia e che le condizioni più gravi ricevano l’attenzione sanitaria che meritano», ha concluso Calcinaro.  

Sport

Trodica, colpo in attacco: ufficiale l’arrivo di Ansumana Jallow

Trodica, colpo in attacco: ufficiale l’arrivo di Ansumana Jallow

13/10/2026 18:42

Il Trodica batte un colpo sul mercato e rinforza il proprio reparto offensivo. È ufficiale l’arrivo in biancazzurro di Ansumana Jallow, attaccante esterno gambiano classe 1999, volto già conosciuto nel panorama calcistico marchigiano grazie alle esperienze maturate tra Serie D ed Eccellenza. Un innesto importante per la formazione del Trodica, che punta ad aumentare le soluzioni a disposizione in avanti e ad alzare ulteriormente il livello della squadra in vista dei prossimi impegni stagionali. Jallow conosce bene il calcio regionale e in passato ha vestito le maglie di Grottammare, Azzurra Colli e Montegranaro, costruendosi un percorso tra diverse realtà del territorio. Nel corso dell’estate il suo nome era stato accostato anche alla Civitanovese, prima di proseguire la propria esperienza lontano dalle Marche. L’attaccante arriva infatti dalla Santegidiese, formazione con cui ha disputato l’ultima esperienza nella quarta serie nazionale, la Serie D. Ora il ritorno nelle Marche, con la maglia biancazzurra e la voglia di mettersi subito a disposizione della squadra. L’acquisto rappresenta un segnale importante da parte della società, intenzionata a consolidare le proprie ambizioni attraverso un innesto che porta esperienza e conoscenza del calcio marchigiano. L’attenzione è già rivolta ai prossimi appuntamenti, a cominciare dalla sfida di Coppa contro la Fermana. In casa Trodica l’auspicio è che il nuovo arrivato possa essere a disposizione già per il prossimo confronto, offrendo da subito un contributo alla causa biancazzurra. Con Jallow, il Trodica aggiunge dunque una nuova freccia al proprio arco offensivo e prova a dare ulteriore slancio alla stagione.

Coppa Italia Marche, mercoledì da leoni: Aurora Treia e Montefano vedono la semifinale

Coppa Italia Marche, mercoledì da leoni: Aurora Treia e Montefano vedono la semifinale

13/10/2026 16:46

Mercoledì di Coppa per il calcio marchigiano, con le squadre di Eccellenza e Promozione pronte a tornare in campo per un turno che mette in palio obiettivi importanti. Riflettori puntati sulle formazioni maceratesi, protagoniste nei quarti di finale di ritorno della Coppa Italia di Eccellenza Marche e negli ottavi di finale di andata della Coppa Italia Promozione. Aurora Treia con quattro gol di vantaggio Il programma serale si apre alle 20 con Tolentino-Aurora Treia, in scena allo stadio Della Vittoria. I cucinieri ripartono dal netto 4-0 conquistato nella gara d’andata e hanno un margine importante da gestire per conquistare la semifinale. I cremisi, dal canto loro, proveranno a sfruttare il fattore campo per tentare una rimonta complicata e riaprire il discorso qualificazione. A dirigere l’incontro sarà Paoletti di Fermo, assistito da Fermani e Cerca di Jesi. Trodica, serve l’impresa sul campo della Fermana Trasferta impegnativa per il Trodica, atteso dalla Fermana. I biancazzurri dovranno cercare di ribaltare il 2-1 maturato all’andata per continuare il proprio cammino nella competizione. I canarini partono con una rete di vantaggio e potranno contare sul sostegno del pubblico di casa, forti anche di un avvio di stagione positivo. Per il Trodica sarà dunque una sfida da affrontare con determinazione, nella quale ogni episodio potrebbe rivelarsi decisivo. L’arbitro designato è D’Ascanio di Ancona, con Vallesi di Macerata e Tidei di Fermo nel ruolo di assistenti. Montefano, da difendere il vantaggio sulla Jesina Nel pomeriggio toccherà al Montefano, che ospiterà la Jesina allo stadio dell’Immacolata. I viola ripartono dall’1-0 ottenuto in trasferta nella gara d’andata e avranno l’opportunità di sfruttare il fattore campo per consolidare il vantaggio e staccare il pass per il turno successivo. La Jesina, però, è chiamata a cercare il risultato per rimettere in equilibrio il confronto, mentre i padroni di casa dovranno gestire con attenzione il margine conquistato. La direzione di gara è affidata a Denti di Pesaro, coadiuvato dagli assistenti Bruscantini e Pio Rinaldi di Macerata. Fermignanese-Alma Fano, tutto ancora in equilibrio Completa il quadro dei quarti di finale di ritorno la sfida tra Fermignanese e Alma Fano, che ripartiranno dallo 0-0 dell’andata. Un confronto ancora apertissimo, nel quale non ci sono vantaggi da amministrare e la qualificazione si deciderà sulla base del risultato complessivo delle due partite. A dirigere il match sarà Persichini di Macerata, assistito da Lauro di Jesi e Baldisserri di Pesaro. Promozione, si parte con gli ottavi di finale Non soltanto Eccellenza. La Coppa Italia Promozione Marche propone le gare d’andata degli ottavi di finale, con due appuntamenti che coinvolgono altre formazioni del territorio. Alle 20.30 è in programma Civitanovese-Monturano, una sfida che apre il confronto tra le due squadre e che richiederà attenzione in vista della gara di ritorno. Alle 15.30 spazio invece al derby Borgo Mogliano-Settempeda, un confronto particolarmente interessante anche per la conoscenza reciproca tra le due formazioni. Una giornata ricca di appuntamenti, dunque, con diverse squadre maceratesi chiamate a giocarsi le proprie carte in Coppa. Tra vantaggi da difendere, rimonte da tentare e sfide ancora tutte da decidere, il mercoledì marchigiano promette novanta minuti di grande interesse. (Credit foto: profilo Facebook Aurora Treia / Studio 8zero)

Economia

Economia, Camera Marche, il presidente Sabatini: "Nuovi mercati e diversificazione per competere" (VIDEO)

Economia, Camera Marche, il presidente Sabatini: "Nuovi mercati e diversificazione per competere" (VIDEO)

13/10/2026 16:10

In un contesto geopolitico segnato da tensioni, nuovi equilibri e mercati sempre più difficili da prevedere, internazionalizzare e diversificare diventano per le imprese una necessità strategica, oltre che un’opportunità di crescita. È questo il messaggio al centro di Open Marche, la giornata promossa dalla Camera di Commercio delle Marche che ha portato a Colli del Tronto circa 80 imprese marchigiane e i rappresentanti di 16 Camere di Commercio Italiane all’Estero, da New York a Tokyo, da Londra a Melbourne. Una giornata di incontri B2B, con appuntamenti individuali durante i quali le aziende hanno potuto confrontarsi sui mercati di maggiore interesse, individuare possibili partner, conoscere canali distributivi e condizioni di accesso. Un confronto diretto con una rete che conosce dall’interno territori, regole, consumi e dinamiche commerciali. «Mettiamo in campo tante possibilità per il sistema imprenditoriale marchigiano» spiega il presidente di Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, «e con Open Market abbiamo fatto qualcosa di interessante proprio per tutti quei settori che vogliono approcciare nuovi mercati. Crediamo fortemente che il sistema camerale possa essere un volano importante per l’internazionalizzazione». Sabatini nel suo intervento ricorda «i dati positivi» trainati dalla nautica e sottolinea come le Marche siano una regione in cui le imprese sanno esprimere «una manifattura di alta qualità, innovativa, tecnologica». «Le adesioni a Open Marche confermano quanto le nostre imprese vogliano confrontarsi direttamente con i mercati internazionali – prosegue Sabatini, che è anche vicepresidente di Unioncamere – Portiamo nelle Marche una rete che conosce da vicino territori, regole e abitudini di acquisto dei Paesi a cui le nostre aziende sono interessate per il loro business. I mercati cambiano in fretta: diversificare è sempre più una condizione per restare competitivi». Export, una geografia sempre più diversificata Secondo i dati Istat elaborati dall’Ufficio Statistica e Studi di Camera Marche, la Francia resta il principale mercato, con 1,37 miliardi di euro di interscambio nel 2025 e una crescita dell’export del 12,8% nel primo semestre 2026. In Europa crescono anche Spagna (+8,4%), sostenuta dai macchinari (+30%), e Regno Unito, mentre la Polonia vale 569 milioni di euro. Più complesso il quadro della Turchia, che con 280 milioni registra nei primi sei mesi del 2026 una flessione dell’export del 14%. Sul fronte americano, gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali mercati di sbocco, con 956 milioni di euro nel 2025 e una crescita dell’export che nel primo semestre 2026 quasi raddoppia. Il Canada, con 102 milioni, cresce del 20,4%. Più contenuti i valori di Guatemala e Repubblica Dominicana, che mostrano però opportunità legate soprattutto a macchinari e comparti specializzati. In Asia la Cina vale 296 milioni di euro, con farmaceutico e moda in testa, e cresce del 9,5% nel primo semestre 2026. Il Giappone raggiunge 101 milioni, mentre il Vietnam, pur partendo da un valore di soli 19 milioni, registra una crescita del 62,6%. Hong Kong rappresenta invece un hub strategico per l’area Asia-Pacifico, con opportunità che spaziano dal lusso alla tecnologia, dal food & beverage alla logistica. Segnali positivi arrivano anche da mercati più lontani: l’Australia vale 114 milioni e cresce del 21,2%, mentre il Sudafrica, con 33 milioni, registra un incremento del 19,7%. Pozza: le Camere all’estero rendono accessibili mercati sempre più complessi «Le Camere di Commercio italiane all’estero sono oggi qui di nuovo, grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche, dopo la Convention Mondiale del 2023, per incontrare le imprese marchigiane e consolidare i rapporti con questo territorio dinamico e assai orientato all’export» spiega Mario Pozza, presidente Assocamerestero. Per Pozza «la forza dell’Italia è data dalle sue piccole e medie imprese e per questo il lavoro delle Camere italiane all’estero è quello di rendere i mercati, oggi sempre più difficili da prevedere e comprendere, accessibili e a portata di export per tutte quelle aziende che hanno un buon prodotto e hanno voglia e capacità per investire nel proprio futuro». Cardinali: l’internazionalizzazione richiede una strategia Per il presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali, la sfida dell’internazionalizzazione richiede una strategia. «Oggi l’internazionalizzazione va vista come una strategia, va pianificata, bisogna fare investimenti e spesso bisogna essere anche presenti – spiega -. Sono quindi richieste risorse, tempo e soprattutto competenze. Queste occasioni diventano un modo, da un lato, per costruire relazioni e, dall’altro, per comprendere in maniera più approfondita quelle che sono le necessità di un mercato. Ovviamente non c’è un prodotto che vale bene per tutti: è chiaro che l’internazionalizzazione, appunto come strategia, va supportata e affiancata anche a un adeguato sviluppo dei prodotti, che devono sempre più rispondere in maniera specifica a differenti mercati e differenti esigenze. L’export in questo momento nelle Marche mostra dati positivi, chiaramente dati che sono anche influenzati da due settori particolarmente rilevanti, come la cantieristica navale, che comunque trascina un indotto importante all’interno della nostra regione, e anche la filiera farmaceutica. Abbiamo settori che tengono molto bene, che da anni mostrano performance positive, come ad esempio l’agroalimentare e la meccanica. Abbiamo poi, dall’altro lato, comparti che mostrano più difficoltà, come ad esempio il comparto della moda e delle calzature, particolarmente influenzato anche da quelli che sono i conflitti in corso».

Dal Made in Marche ai mercati esteri: 80 imprese a confronto con 16 Camere di Commercio

Dal Made in Marche ai mercati esteri: 80 imprese a confronto con 16 Camere di Commercio

08/10/2026 19:10

Ottanta imprese marchigiane hanno incontrato 16 Camere di Commercio Italiane all’Estero per confrontarsi sui mercati internazionali, individuare nuovi partner e costruire opportunità commerciali. È il cuore di “Open Marche”, l’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio delle Marche e ospitata all’Hotel Il Casale di Colli del Tronto. Una giornata dedicata all’internazionalizzazione del sistema produttivo regionale, che ha messo direttamente in contatto le aziende con rappresentanti delle Camere italiane presenti nei principali mercati mondiali. «Le adesioni confermano quanto le nostre imprese vogliano confrontarsi direttamente con i mercati internazionali», ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, evidenziando il ruolo del sistema camerale nel sostenere le aziende impegnate sui mercati esteri. L’auspicio del sindaco di Colli del Tronto Luca Morganti è invece che dall’iniziativa possano nascere nuove collaborazioni e iniziative imprenditoriali. Incontri diretti per conoscere i mercati La mattinata è stata dedicata agli incontri individuali tra gli imprenditori e i rappresentanti delle CCIE. Ogni azienda ha potuto indicare fino a cinque mercati di interesse, approfondendo possibilità commerciali, potenziali partner, canali distributivi e modalità di accesso ai diversi Paesi. «Crediamo fortemente che il sistema camerale possa essere un volano importante per l’internazionalizzazione», ha spiegato Sabatini, ricordando la presenza a Colli del Tronto di rappresentanti di Camere attive nei mercati più importanti. L’appuntamento si inserisce nel percorso avviato nel 2023 con la Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, ospitata proprio a Colli del Tronto. Mario Pozza, presidente di Assocamerestero, ha sottolineato la volontà di consolidare il rapporto con le Marche, definendole un territorio dinamico e fortemente orientato all’export. Secondo Pozza, le opportunità per il Made in Italy sui mercati internazionali sono numerose, soprattutto per le produzioni di qualità. Manifattura, design, agroalimentare e moda rappresentano alcuni dei comparti sui quali le imprese italiane possono continuare a competere. L'export come leva di crescita L’internazionalizzazione è stata indicata come una delle principali sfide per il sistema produttivo anche dal presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali. «È un tema fondamentale per le nostre imprese», ha sottolineato, definendolo uno dei veicoli più importanti per sostenere la crescita del sistema industriale regionale in un contesto internazionale complesso. Un’opportunità che riguarda diversi comparti dell’economia marchigiana, dal legno-arredo alla moda, dall’agroalimentare alla manifattura. Lorena Fulgini, coordinatrice Legno e Arredo di Confindustria Marche, ha evidenziato l’importanza di creare un rapporto diretto con le Camere italiane all’estero per individuare percorsi utili alla competitività delle aziende. Anche Doriana Marini, consigliera della Camera di Commercio delle Marche per l’artigianato e consigliera nazionale Federmoda, ha sottolineato la capacità delle imprese regionali di continuare a investire e crescere nonostante le difficoltà. «Siamo una regione manifatturiera e abbiamo molto da dire», ha osservato, richiamando in particolare le potenzialità del settore della moda e del Made in Marche. Le opportunità nei mercati esteri Il confronto con le Camere italiane all’estero ha permesso alle imprese di entrare in contatto con realtà che operano quotidianamente sui diversi mercati. Gabriele Musto, segretario generale della Camera di Commercio italiana in Guatemala e Honduras, ha ricordato i rapporti avviati con le aziende marchigiane dalla Convention del 2023 e le prime collaborazioni sviluppate nel settore della tecnologia applicata all’agroalimentare. Tra i comparti con prospettive interessanti anche vino, tartufo, moda, costruzioni e infrastrutture. Dalla Polonia, Alessio Racioppoli, business service manager della Camera di Commercio italiana, ha evidenziato il valore dell’incontro diretto con le imprese e la possibilità di offrire loro un supporto concreto nei percorsi di internazionalizzazione. Per la Francia, Simona Manzi, assistente commerciale estero della Camera di Commercio italiana a Lione, ha sottolineato l’interesse delle aziende marchigiane verso il mercato francese. Francia primo mercato, forte crescita negli Usa I dati elaborati dall’Ufficio Statistica e Studi di Camera Marche su fonte ISTAT restituiscono una presenza internazionale diversificata. La Francia si conferma il principale mercato, con un interscambio che nel 2025 ha raggiunto 1,37 miliardi di euro. Nei primi sei mesi del 2026 l’export marchigiano verso il Paese è cresciuto del 12,8%. Positivo anche il dato della Spagna, che nel 2025 ha registrato 789 milioni di euro di export marchigiano, con una crescita dell’8,4% nel primo semestre 2026. In aumento anche il Canada, dove le esportazioni regionali sono cresciute del 20,4%. Tra i mercati più importanti ci sono gli Stati Uniti, che nel 2025 hanno rappresentato 956 milioni di euro di export marchigiano. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni verso gli Usa hanno registrato una forte accelerazione, con macchinari e moda tra i comparti principali. Guardando all’Asia, la Cina vale 296 milioni di euro di export, mentre il Giappone raggiunge quota 101 milioni. Particolarmente significativo il dato del Vietnam, che, pur partendo da valori ancora contenuti, registra una crescita del 62,6% nel primo semestre 2026. Segnali positivi arrivano anche da Australia e Sudafrica, dove nello stesso periodo l’export marchigiano è cresciuto rispettivamente del 21,2% e del 19,7%. Il quadro restituisce una presenza internazionale sempre più articolata. Accanto ai mercati europei consolidati, le imprese marchigiane stanno guardando con crescente interesse alle opportunità offerte da America, Asia, Oceania e Africa. “Open Marche” ha messo così attorno allo stesso tavolo chi produce nelle Marche e chi presidia quotidianamente i mercati internazionali. Un confronto pensato per trasformare informazioni e relazioni in nuove partnership, nuovi sbocchi commerciali e occasioni di crescita per il Made in Marche. L’iniziativa è stata realizzata dalla Camera di Commercio delle Marche, in collaborazione con le Aziende Speciali TECNE, LINEA e LINFA e con Assocamerestero.

Scuola e università

San Severino punta sulla sostenibilità: il Divini capofila del progetto Eco-Schools

San Severino punta sulla sostenibilità: il Divini capofila del progetto Eco-Schools

14/10/2026 10:20

Rafforzare la collaborazione tra scuola ed enti locali per promuovere la sostenibilità ambientale, valorizzare il patrimonio naturale dell'entroterra e sensibilizzare le nuove generazioni sui temi dell'ecologia. Sono questi gli obiettivi dell'iniziativa “Insieme per la valorizzazione del territorio”, in programma venerdì 16 ottobre, dalle ore 17, nell'Aula Magna dell'Itts “Eustachio Divini” di San Severino Marche. L'appuntamento segnerà un passaggio importante nella costruzione di una rete territoriale dedicata all'educazione ambientale, con la sottoscrizione del Protocollo d'Intesa tra l'istituto settempedano e l'Unione Montana Potenza Esino Musone per la costituzione e lo sviluppo di una rete di scuole aderenti al programma internazionale Eco-Schools, promosso dalla Foundation for Environmental Education (FEE). In base all'accordo, il Divini assumerà il ruolo di scuola capofila, con il compito di coordinare le attività sul piano tecnico e organizzativo. L'Unione Montana e i Comuni aderenti contribuiranno invece a raccordare il progetto con le politiche ambientali locali, favorendo una collaborazione stabile tra istituzioni, comunità scolastiche e realtà del territorio. La manifestazione si aprirà alle ore 17 con l'accoglienza dei partecipanti e i saluti istituzionali, ai quali prenderà parte anche il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei. Alle 17.15 è previsto l'intervento di Claudio Mazza, presidente di FEE Italia, seguito dalla firma ufficiale del Protocollo d'Intesa. Alle 17.45 sarà presentato il progetto Eco-Schools, percorso internazionale che coinvolge le scuole nella diffusione di comportamenti responsabili e buone pratiche a favore dell'ambiente. Alle ore 18 spazio alla celebrazione della Bandiera Verde, riconoscimento che valorizza l'impegno degli istituti scolastici nella promozione della sostenibilità e nell'adozione di pratiche ecologiche. All'iniziativa parteciperanno i sindaci dell'Unione Montana e rappresentanti di importanti realtà del territorio, tra cui il rettore dell'Università di Camerino, Graziano Leoni, il presidente del Cosmari, Paolo Gattafoni, e il direttore generale Brigitte Pellei. Il programma proseguirà alle 18.15 con il talk “Nel Segno della Luce” e l'inaugurazione della mostra fotografica curata dall'associazione Photonica3. I saluti conclusivi sono previsti per le ore 19. «La firma di questo Protocollo d'Intesa con l'Itts “Eustachio Divini” rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro delle nostre comunità», sottolinea Denis Cingolani, presidente dell'Unione Montana Potenza Esino Musone. «Mettere in rete le scuole del territorio attorno al progetto Eco-Schools e celebrare il traguardo della Bandiera Verde significa investire concretamente sui nostri ragazzi, rendendoli protagonisti attivi della tutela dell'ambiente». Cingolani evidenzia inoltre l'importanza della collaborazione tra istituzioni e realtà formative: «L'Unione Montana e i Comuni dell'ambito lavorano con convinzione al fianco del mondo scolastico e di eccellenze come FEE Italia, l'Università di Camerino e il Cosmari per costruire un modello di sviluppo montano sostenibile, consapevole e profondamente radicato nei valori del nostro straordinario patrimonio naturale». L'iniziativa punta così a consolidare un percorso condiviso nel quale la scuola diventa motore di cambiamento e le istituzioni locali partner attivi nella diffusione di una cultura della sostenibilità. Un investimento sulle giovani generazioni e, al tempo stesso, una strategia per valorizzare le risorse ambientali e rafforzare il legame tra comunità e territorio.

La diversità è una ricchezza: gli alunni di Chiesanuova in visita al Centro di Bolina

La diversità è una ricchezza: gli alunni di Chiesanuova in visita al Centro di Bolina

13/10/2026 16:00

Una giornata all’insegna della solidarietà, dell’inclusione e dell’aiuto reciproco. Mercoledì 7 ottobre 2026, gli alunni delle classi prima, seconda, terza, quarta e quinta della scuola primaria di Chiesanuova, appartenente all’Istituto comprensivo Paladini di Treia, hanno fatto visita al Centro di Bolina, realtà che gestisce un Centro socio-educativo riabilitativo (CSER). Accompagnati dalle insegnanti, dai docenti di sostegno e da un collaboratore scolastico, i bambini hanno trascorso una giornata speciale insieme ai ragazzi e agli operatori della struttura, vivendo un’esperienza educativa capace di andare oltre le aule scolastiche. Attraverso le attività laboratoriali organizzate dal personale del centro, alle quali gli alunni hanno partecipato con entusiasmo, i bambini hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi al tema della disabilità, comprendere il valore della diversità e sperimentare concretamente quanto siano importanti la collaborazione, il rispetto e l’accoglienza reciproca. Un’occasione preziosa per imparare che ogni persona ha capacità, talenti e sensibilità da valorizzare e che l’inclusione nasce soprattutto dalla possibilità di stare insieme, condividere esperienze e costruire relazioni autentiche. La giornata si è conclusa in un clima di allegria e convivialità, grazie anche al rinfresco e alle bevande offerti dal Centro di Bolina, che ha accolto calorosamente gli alunni e i loro accompagnatori. La scuola primaria di Chiesanuova ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento al Centro di Bolina per l’accoglienza e la disponibilità dimostrate, sottolineando l’importanza di realtà che, attraverso il proprio lavoro quotidiano, promuovono il benessere e l’autonomia delle persone con disabilità. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche al Comune di Treia e al sindaco Franco Capponi, che hanno messo a disposizione gratuitamente il pullman per consentire ai bambini di partecipare all’iniziativa. La visita è stata anche un’occasione per conoscere più da vicino le attività e il percorso di crescita del Centro di Bolina, una realtà che si propone come spazio inclusivo, sicuro e stimolante, dedicato alla crescita personale, all’autonomia e al benessere delle persone con disabilità. Dal 2024 a oggi, secondo i dati forniti dalla struttura, il numero degli utenti del centro diurno è passato da 7 a 25. Di questi, 10 presentano condizioni di disabilità grave, mentre 15 sono descritti come persone con disabilità medio-grave. Numeri che raccontano la crescita del servizio e l’importanza di poter contare su strutture capaci di offrire sostegno, opportunità e percorsi di partecipazione alla vita sociale. Al Centro di Bolina la quotidianità è scandita da numerose attività, pensate per valorizzare le capacità individuali e favorire l’acquisizione di nuove competenze. Tra queste spicca la cura dell’orto, dove vengono coltivate diverse varietà di verdure, successivamente consegnate anche a domicilio. Accanto all’attività agricola trovano spazio i laboratori musicali, la realizzazione di bomboniere, le attività di panificazione e i laboratori di pittura. Un programma ricco e diversificato che alterna impegno, creatività e momenti di svago, con l’obiettivo di offrire a ciascuno occasioni concrete di espressione e partecipazione. La struttura organizza inoltre gite della durata di sette giorni in diverse città, esperienze che permettono ai ragazzi di conoscere nuovi luoghi, vivere momenti di autonomia e sentirsi parte attiva della comunità. Nel tempo, il Centro di Bolina è diventato una grande famiglia, nella quale la condivisione delle giornate contribuisce a costruire legami, rafforzare le relazioni e dare valore a ogni piccolo traguardo. L’esperienza vissuta dagli alunni di Chiesanuova rappresenta un esempio concreto di come la scuola possa collaborare con le realtà del territorio per educare le nuove generazioni alla solidarietà e all’inclusione. Incontrarsi, conoscersi e condividere attività permette di superare pregiudizi e distanze, scoprendo che le differenze non sono un ostacolo, ma una ricchezza per tutta la comunità. Anche il sostegno alla struttura può contribuire alla continuità di questo impegno. Il Centro di Bolina accoglie donazioni di qualsiasi importo, un aiuto concreto per sostenere le attività quotidiane e continuare a offrire opportunità a bambini, ragazzi e adulti con disabilità. La giornata trascorsa insieme si è trasformata così in una lezione importante per tutti: la solidarietà non si insegna soltanto con le parole, ma soprattutto attraverso i gesti, l’ascolto e la condivisione. Perché una comunità davvero inclusiva è quella in cui ciascuno può trovare il proprio posto, esprimere le proprie capacità e sentirsi accolto.

Cultura

Domenico Iannacone a Tolentino con "Il senso dell'umano": spettacolo gratuito al Vaccaj

Domenico Iannacone a Tolentino con "Il senso dell'umano": spettacolo gratuito al Vaccaj

12/10/2026 15:20

Le storie delle persone comuni, le fragilità spesso invisibili e il valore delle relazioni in una società sempre più individualista: sono questi i temi al centro di "Il senso dell’umano", lo spettacolo di Domenico Iannacone in programma venerdì 30 ottobre a Tolentino, con un doppio appuntamento pensato per coinvolgere sia gli studenti sia l’intera cittadinanza. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alle Politiche sociali in collaborazione con le associazioni che partecipano al Tavolo della Povertà, si svilupperà in due momenti distinti. Dalle 9.30 alle 12, al Teatro Spirito Santo, il giornalista incontrerà gli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore "Filelfo" e dell’Istituto "Leopardi – Frau". Alle 21.15, invece, il Teatro Nicola Vaccaj ospiterà lo spettacolo aperto a tutta la cittadinanza, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria. “Il senso dell’umano” è una conversazione scenica ideata e portata sul palco da Iannacone, accompagnato dalle musiche di Samuele Giacomozzi. Attraverso racconti e testimonianze, lo spettacolo dà voce a chi vive ai margini, alle persone comuni e a quelle realtà che spesso restano lontane dai riflettori del potere e dalla cronaca più rumorosa. Al centro della narrazione c’è soprattutto l'importanza dello sguardo, dell'ascolto e della cura dell'altro. In un tempo segnato dalla velocità, dall’individualismo e da logiche di sopraffazione, l’incontro con l’altro diventa uno strumento per comprendere la realtà e riscoprire il valore dell’umanità quotidiana. Un racconto che intreccia denuncia civile e poesia, invitando a rallentare e a riconoscere le fragilità che attraversano la società. Giornalista, autore televisivo e regista, Domenico Iannacone è conosciuto per il suo stile di reportage e d’inchiesta attento alle questioni sociali e alle storie individuali. Su Rai 3 conduce il programma "Che ci faccio qui", nel quale dà spazio a vicende umane spesso trascurate, trasformandole in occasioni di riflessione collettiva. L’appuntamento, sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Benedetta Lancioni, rappresenta anche un’occasione per proseguire il lavoro avviato insieme alle realtà associative del territorio. "Siamo molto felici di questa giornata - afferma Lancioni - che è la seconda che organizziamo in collaborazione con tutte le associazioni che fanno parte del Tavolo della Povertà, che da anni ormai operano sul territorio per fare non solo un lavoro di contrasto alla povertà e alle richieste che arrivano dal territorio giornalmente, ma proprio per favorire un cambiamento culturale rispetto a quelli che sono i temi della povertà". L’esperienza di Iannacone, conclude l’assessore, offrirà "un ulteriore momento di riflessione e di accrescimento personale per tutti", con l’auspicio che possa contribuire a modificare atteggiamenti e comportamenti della comunità. Per partecipare allo spettacolo delle 21.15 al Teatro Nicola Vaccaj è necessario prenotare chiamando i numeri 0733/901320 e 0733/901299. Le prenotazioni sono disponibili dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.30, e il martedì e il giovedì anche dalle 16 alle 18.

Civitanova Film Festival, arrivano i corti internazionali e il grande Morricone con Giorgio Pasotti

Civitanova Film Festival, arrivano i corti internazionali e il grande Morricone con Giorgio Pasotti

12/10/2026 10:45

Oggi, lunedì 12 ottobre, l’appuntamento è all’Osteria Popolare, che ospiterà dalle 20 una cena-simposio filosoficodedicato al tema dell’edizione, Il torto e la ragione condotto da Arianna Fermani (info e prenotazioni 0733 814940). Professoressa di Storia della filosofia antica nell’Università di Macerata, Arianna Fermani è autrice di numerose pubblicazioni, molte dedicate all’Aristotele etico e caratterizzate dall’approccio multifocale alla filosofia antica. Il programma di domani, martedì 13 ottobre, è tutto al cinema Cecchetti e prenderà il via alle 9 con la prima proiezione di Corti Young alla presenza degli studenti della Scuola Secondaria di primo grado Ungaretti. Corti Young è ideato per avvicinare il mondo scolastico al linguaggio cinematografico attraverso un mini-concorso per gli studenti del territorio, che saranno chiamati a votare la propria opera preferita all’interno di una selezione di titoli incentrata su tematiche a loro vicine e idonee. Alle 18.15 verrà proiettato, invece, il film Orfeo, per la regia di Virgilio Villoresi (ingresso 5 euro, ridotto 4 euro), mentre alle 21.15 prenderà il via il consueto concorso internazionale dedicato ai cortometraggi, con le prime proiezioni (ingresso libero). Dodici i corti selezionati su oltre 300 opere giunte da ogni angolo del mondo, che si contenderanno i vari riconoscimenti, incluso il premio al miglior corto assegnato dalla giuria tecnica e intitolato al regista civitanovese Stelvio Massi. Intanto sono state inaugurate le due mostre del CFF 2026. La prima, Scattando s’impara, è l’esposizione fotografica delle opere degli utenti del Servizio Sollievo. Allestita alla Palazzina Sud del Lido Cluana, sarà visitabile: lunedì 12 (16-20); martedì 13 (16-20); mercoledì 14 (18-19.30). La seconda, Magma in Corso, è promossa dal Museo Magma: uno sguardo sullo straordinario periodo della grafica cubana, immediatamente successivo alla Rivoluzione del 1959. I manifesti sono esposti per tutta la durata del CFF in 20 vetrine di negozi su corso Umberto I, con possibilità di visite guidate tutti i giorni alle ore 18 (solo su prenotazione al 338 9688053). Tra gli eventi da segnare sull’agenda, venerdì 16 ottobre il teatro Rossini accoglierà il grande spettacolo “Ennio Morricone… la musica senza tempo”, con la voce narrante di Giorgio Pasotti accompagnato dall’Orchestra Saverio Mercadante (biglietti online su Vivaticket). Il programma completo del CFF 2026 è sul sito www.civitanovafestival.it. Il CFF è promosso e organizzato dall’APS Favolacce, dall’Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova Marche.

Eventi

L’imprenditoria femminile che cresce nelle Marche: Mio Shape inaugura la nuova sede a Civitanova

L’imprenditoria femminile che cresce nelle Marche: Mio Shape inaugura la nuova sede a Civitanova

13/10/2026 17:07

Una nuova sede, spazi più ampi e nuove prospettive di crescita. Mio Shape inaugura un nuovo capitolo della propria storia a Civitanova Marche, dove sabato è stata inaugurata la nuova sede del centro di estetica avanzata in via Dante Alighieri 42. Dopo due anni e mezzo di presenza in città, l’azienda compie un importante passo in avanti, trasferendosi in una struttura più grande, con spazi raddoppiati e un potenziamento del personale. Un investimento che testimonia la volontà di consolidare la propria presenza sul territorio e di continuare a crescere nel settore del benessere e della cura della persona. L’inaugurazione ha richiamato numerose persone, tra clienti, amici e cittadini, che hanno voluto visitare i nuovi ambienti e condividere con il gruppo questo momento speciale. Una giornata di festa e partecipazione, conclusa con un brindisi ai traguardi raggiunti e ai progetti futuri. Le radici di Mio Shape risalgono a 25 anni fa, con l’apertura del primo centro a Macerata. Da allora, il progetto si è sviluppato nel tempo, arrivando oggi a contare sedi a Macerata, Civitanova Marche e Pesaro, per un totale di 15 giovani donne impiegate. Un percorso di crescita costruito attraverso l’esperienza e la volontà di sviluppare un metodo di lavoro riconoscibile, con particolare attenzione alle esigenze individuali e agli obiettivi di ciascun cliente. Al centro del progetto c’è la metodica esclusiva sviluppata nel corso degli anni dalla titolare, la dottoressa Michela Palazzini, che ha maturato la propria esperienza nel settore fino a definire un approccio orientato alla personalizzazione dei percorsi. La proposta di Mio Shape combina esperienza, attenzione alla persona e programmi studiati in base alle diverse necessità, rivolgendosi sia alle donne sia agli uomini che desiderano prendersi cura del proprio corpo e migliorare il proprio benessere. Il trasferimento nella nuova sede civitanovese rappresenta un passaggio significativo per l’azienda, che dopo due anni e mezzo di attività in città sceglie di investire ulteriormente, ampliando gli ambienti e raddoppiando anche il personale dedicato alla sede. La nuova struttura nasce con l’obiettivo di offrire spazi più ampi e accoglienti, dedicati all’estetica avanzata, alla bellezza e al benessere, in un contesto pensato per accompagnare i clienti in percorsi personalizzati. L’inaugurazione di sabato non è stata soltanto l’occasione per presentare i nuovi locali, ma anche un momento per condividere con la comunità il percorso compiuto finora e guardare ai prossimi traguardi. Per Mio Shape, infatti, la crescita non si ferma alla nuova sede di Civitanova Marche: lo sguardo è rivolto anche ai progetti futuri e a possibili nuove aperture, con l’intenzione di proseguire un percorso imprenditoriale iniziato un quarto di secolo fa a Macerata. Una storia che continua a crescere, puntando sull’esperienza maturata, sul lavoro del proprio team e su una proposta dedicata alla cura della persona.

CorriAdmo, torna la corsa della solidarietà: una giornata per sensibilizzare sulla donazione di midollo osseo (FOTO e VIDEO)

CorriAdmo, torna la corsa della solidarietà: una giornata per sensibilizzare sulla donazione di midollo osseo (FOTO e VIDEO)

13/10/2026 14:30

Una mattinata all’insegna dello sport, della condivisione e della solidarietà, con un obiettivo che può fare la differenza tra la vita e la morte: sensibilizzare sull’importanza della donazione di midollo osseo e aumentare il numero di potenziali donatori. Torna domenica 18 ottobre CorriAdmo, giunta alla settima edizione e alla seconda organizzata al centro commerciale Val di Chienti, che rinnova il proprio sostegno all’iniziativa promossa da Admo. L’appuntamento è pensato per coinvolgere famiglie, sportivi e cittadini di tutte le età, attraverso tre percorsi di diversa lunghezza: 2,6, 4,3 e 8 chilometri. Una formula accessibile, che mette al centro la partecipazione e il piacere di stare insieme, senza rinunciare al messaggio fondamentale della manifestazione. "È un progetto rivolto alle famiglie e a tutti coloro che vogliono trascorrere una giornata insieme, all’insegna della solidarietà e del territorio", ha spiegato Gianluca Tittarelli, direttore del centro commerciale Val di Chienti, sottolineando il valore sociale dell’iniziativa. Un modello che unisce sostegno alla causa e partecipazione del territorio, reso possibile anche grazie al contributo degli sponsor e dei partner, tra cui Conad e Game Seven Athletics, oltre alla collaborazione della Croce Rossa Italiana, della Croce Verde di Macerata, dell'Avis provinciale e del Centro Servizi per il Volontariato Marche. A sostenere la manifestazione anche i Comuni di Macerata, Corridonia e Montecassiano e diversi istituti scolastici del territorio. Per Eleonora Salvatori, responsabile di Admo Macerata, la crescita della manifestazione è strettamente legata alla collaborazione con il centro commerciale, che negli ultimi due anni ha contribuito a dare nuovo impulso all’attività dell’associazione e alla sensibilizzazione sulla donazione. I numeri raccontano un risultato concreto: dall’inizio dell’anno, nel territorio di riferimento, si contano 110 nuovi iscritti al registro dei donatori, otto donazioni effettive e altre tre in corso. "Più aumenta il numero dei donatori iscritti, più possibilità abbiamo di salvare una vita", ha ricordato Salvatori, evidenziando come CorriAdmo sia diventato l’evento di punta dell’associazione, anche per la capacità di raggiungere un pubblico ampio e avvicinare nuove persone alla cultura del dono. Durante la mattinata sarà presente anche personale sanitario del centro trasfusionale, con la possibilità di avviare la procedura di iscrizione al registro attraverso un semplice tampone salivare. Un gesto rapido, ma fondamentale: trovare un donatore compatibile, infatti, può essere particolarmente difficile, e ampliare il registro significa aumentare le possibilità per chi attende un trapianto. A dare un volto concreto a questa possibilità è stata la testimonianza di Giampiero Virgili, assessore allo Sport del Comune di Montecassiano, che ha raccontato l’esperienza della figlia Francesca, diventata donatrice dopo essersi iscritta al registro a 18 anni. La decisione era maturata in seguito alla malattia di un compagno di scuola, che non era riuscito a superare una forma di fibrosi cistica. Dopo alcuni anni di attesa, Francesca è stata contattata perché risultata compatibile con un paziente. Il percorso ha richiesto preparazione e controlli, fino alla donazione effettiva, effettuata attraverso la raccolta di 19 sacche. Un’esperienza vissuta in un momento particolarmente delicato per la famiglia, segnato anche da un aneurisma cerebrale che aveva colpito la madre della giovane pochi giorni prima della procedura. "Da genitore è stata una grande soddisfazione", ha raccontato Virgili, ricordando come la figlia, dopo la donazione, abbia coinvolto altre undici persone, tra amiche e conoscenti, convincendole a iscriversi al registro. Una testimonianza che restituisce il significato più profondo della manifestazione: una scelta individuale può generare una catena di solidarietà e offrire nuove possibilità a chi è in attesa di un donatore. Il sostegno ad Admo è condiviso anche da Banca Macerata, partner dell’iniziativa. Irene Croceri, responsabile marketing dell’istituto, ha ricordato il percorso di collaborazione costruito negli anni e l’impegno comune nella promozione della cultura del dono, anche attraverso iniziative pubbliche organizzate insieme ad Admo, Avis e Aido. "Non ci piace parlare soltanto di sponsor: siamo partner, lavoriamo insieme", ha sottolineato Croceri, ribadendo la volontà della banca di continuare a sostenere progetti capaci di tradurre i valori della solidarietà in azioni concrete. Sull’importanza della donazione si è soffermata anche Cinzia Fagiolino, in rappresentanza dell’Avis provinciale di Macerata, che ha richiamato il legame tra le due associazioni e il ruolo dei donatori di sangue. Proprio chi dona sangue, grazie ai controlli periodici a cui è sottoposto, può essere sensibilizzato anche sulla possibilità di iscriversi al registro dei donatori di midollo osseo, purché rientri nei requisiti previsti. La fascia d’età per l’iscrizione è quella compresa tra i 18 e i 35 anni. La procedura iniziale è semplice e prevede la raccolta di un campione di saliva, ma può rappresentare il primo passo di un percorso capace di cambiare il destino di una persona malata. Il programma di domenica prevede il riscaldamento collettivo prima della partenza, fissata alle 9.30, oltre ad attività dedicate ai bambini e ai servizi messi a disposizione dal centro commerciale. Tre distanze per coinvolgere partecipanti con esigenze e preparazioni diverse, unite dallo stesso obiettivo: trasformare una giornata di sport in un’occasione per informare, sensibilizzare e ricordare che diventare donatori può salvare una vita.

Curiosità

Ragazzo di 17 anni riportato a casa: San Severino premia la squadra dei vigili del fuoco

Ragazzo di 17 anni riportato a casa: San Severino premia la squadra dei vigili del fuoco

08/10/2026 12:40

A un mese circa dal delicato intervento conclusosi con il ritorno a casa di un 17enne, il comune di San Severino Marche ha accolto e premiato la squadra dei vigili del fuoco protagonista del soccorso. La cerimonia si è svolta nella Sala del Consiglio di Palazzo Comunale, dove il sindaco Rosa Piermattei ha voluto tributare un riconoscimento all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per il lavoro svolto quotidianamente a tutela della comunità. All'incontro hanno partecipato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Macerata, il primo dirigente ingegner Leonardo Rampino, il Direttore Coordinatore Speciale, ingegner Carlo Iammarino, e i componenti della squadra intervenuta nell'operazione: il capo squadra esperto Michele Sciapichetti, i vigili del fuoco coordinatori Roberto Savoretti e Federico Girolimini e la giovane settempedana Nicoletta Raggi, prima donna vigile del fuoco nella storia di San Severino Marche. Proprio Raggi, insieme ai colleghi, era stata protagonista dell'intervento che aveva permesso di riportare a casa il ragazzo, con sindrome dello spettro autistico, allontanatosi dalla propria abitazione di Villa Potenza. Dopo essere stato individuato dai soccorritori, il 17enne non era stato immediatamente convinto a seguirli. Era stata quindi la giovane vigile del fuoco ad avvicinarsi con cautela, rispettando i suoi tempi e conquistandone progressivamente la fiducia attraverso il dialogo, fino a convincerlo a tornare verso casa e a ricongiungersi con la famiglia. Un approccio basato sulla pazienza e sulla sensibilità che aveva permesso di portare a termine positivamente una fase particolarmente delicata del soccorso. Nel corso della cerimonia, alla presenza anche del comandante della Polizia Locale, vice commissario Adriano Bizzarri, il sindaco Piermattei ha espresso la gratitudine della comunità settempedana all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. "Si è colta l'occasione di questa ennesima operazione conclusasi positivamente per tutti per presentare un ringraziamento sentito all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco da cui la nostra comunità ha ricevuto sempre tantissimo – ha sottolineato il primo cittadino -. Sapere che voi ci siete sempre mette sicurezza e dà tranquillità, anche nelle situazioni più difficili". Piermattei ha quindi consegnato ai componenti della squadra una speciale pergamena di encomio, come riconoscimento per la professionalità, il coraggio e la sensibilità dimostrati nell'intervento e, più in generale, per il servizio quotidiano svolto a tutela della collettività. Un attestato che il Comune ha voluto rivolgere non soltanto ai protagonisti dell'operazione, ma simbolicamente all'intero Corpo dei Vigili del Fuoco, indicato dall'amministrazione come un presidio costante di sicurezza e un esempio di dedizione al bene comune. Al comandante Rampino e all'ingegner Iammarino, infine, il sindaco ha consegnato una guida della città, come segno di accoglienza e di riconoscenza da parte dell'intera comunità di San Severino Marche.

San Severino, al via il corso per il tesserino dei funghi: iscrizioni aperte fino al 31 ottobre

San Severino, al via il corso per il tesserino dei funghi: iscrizioni aperte fino al 31 ottobre

08/10/2026 11:00

Al via le iscrizioni al corso di formazione per il riconoscimento dei funghi epigei organizzato dall'Unione Montana Potenza Esino Musone. L'iniziativa, prevista dalla Legge Regionale n. 18/2022, è rivolta a tutti i cittadini interessati e punta a preparare i partecipanti all'esame necessario per ottenere l'abilitazione alla raccolta dei funghi. Il corso avrà una durata complessiva di 21 ore e si svolgerà nel mese di novembre. Le lezioni in presenza sono state fissate per le serate dell'11, 12, 13, 18, 19, 24 e 25 novembre e si terranno a San Severino Marche, al teatro Italia di via Roma 24. L'obiettivo è fornire ai partecipanti le conoscenze necessarie per affrontare e superare l'esame di abilitazione previsto dalla normativa regionale, passaggio propedeutico e obbligatorio per il successivo rilascio del tesserino che consente la raccolta dei funghi. La partecipazione è aperta a tutti. Nel caso in cui le domande dovessero superare la capienza massima della sala, sarà data priorità ai residenti nei Comuni che fanno parte dell'Unione Montana Potenza Esino Musone. Per iscriversi è necessario compilare l'apposito modulo, richiedibile all'ufficio competente, e inviarlo entro e non oltre il 31 ottobre all'indirizzo email demanio@umpotenzaesino.it. Per ulteriori informazioni e chiarimenti è possibile rivolgersi allo stesso indirizzo di posta elettronica oppure contattare il numero 0733 637245 (interno 6) negli orari di apertura al pubblico degli uffici.

Varie

Dalla Russia a San Severino, torna a casa la piastrina del soldato Enrico Palazzesi

Dalla Russia a San Severino, torna a casa la piastrina del soldato Enrico Palazzesi

14/10/2026 11:00

 Dopo oltre ottant'anni, un piccolo oggetto è riuscito a riannodare il filo della memoria e a riportare idealmente a casa un giovane soldato mai più tornato dalla guerra. La piastrina militare di Enrico Palazzesi, settempedano disperso durante la campagna di Russia nel 1942, è stata riconsegnata ufficialmente alla famiglia nel corso di una cerimonia ospitata nella Sala del Consiglio comunale di San Severino Marche, alla presenza del sindaco Rosa Piermattei. Un momento di forte intensità emotiva, che ha restituito un frammento di storia personale e familiare alla comunità settempedana, ricordando al tempo stesso la tragedia vissuta da migliaia di militari italiani sul fronte orientale durante la Seconda guerra mondiale. Il ritrovamento della piastrina è stato possibile grazie all'attività dell'Armir, l'Associazione Ricerca Militari Italiani in Russia, impegnata da anni nella ricerca e nell'identificazione dei soldati italiani dispersi, attraverso il recupero dei reperti e lo studio delle testimonianze e dei documenti storici. Le ricerche archivistiche e anagrafiche hanno permesso ai volontari di risalire all'identità di Enrico Palazzesi e di rintracciare una lontana cugina da parte materna. Da qui il percorso che ha condotto alla restituzione del prezioso cimelio alla famiglia e al suo ritorno simbolico nella città d'origine del militare. Primogenito di una famiglia settempedana, Palazzesi era partito giovanissimo per il fronte russo, senza fare più ritorno. Il suo corpo risulta ancora disperso. La piastrina non restituisce dunque una sepoltura ai suoi cari, ma rappresenta un segno concreto dopo decenni di assenza, un legame ritrovato con una vicenda rimasta a lungo sospesa tra il dolore e l'incertezza. «San Severino Marche ha voluto rendere omaggio a un suo figlio, il cui sacrificio per decenni è rimasto avvolto dal silenzio e dalla lontananza», ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei. «Accogliere nella casa comunale la piastrina di Enrico Palazzesi non significa soltanto ricostruire un tassello della memoria storica della nostra comunità, ma dare una risposta morale al dolore di una famiglia che per più di ottant'anni ha atteso un segno di ritorno». La prima cittadina ha rivolto un ringraziamento all'associazione Armir, all'Associazione Nazionale Alpini e a tutti coloro che si impegnano per restituire identità e dignità ai militari dispersi. «La piastrina di Enrico torna a San Severino Marche come simbolo di pace, di monito per le giovani generazioni e ricordo per tutta la nostra città», ha aggiunto. Alla cerimonia hanno partecipato anche i rappresentanti locali e regionali dell'Associazione Nazionale Alpini. Tommaso Luchetti, presidente della sezione Marche, ha ricordato le dimensioni della tragedia della campagna di Russia e il valore della ricerca dei militari scomparsi. «Sebbene i corpi rimangano sconosciuti, grazie alla collaborazione tra italiani e russi che hanno lavorato per recuperare le piastrine è stato possibile dare un nome e un ricordo a chi è caduto», ha sottolineato Luchetti, esprimendo la propria gratitudine alla famiglia Palazzesi per aver contribuito all'organizzazione della commemorazione. «Per la famiglia Palazzesi, ritrovare questa piastrina è come veder rientrare a casa il proprio caro». Luchetti ha inoltre richiamato il ricordo dei tanti soldati che non riuscirono a sopravvivere alla ritirata e alla prigionia, sottolineando il legame tra la memoria di quei fatti e l'impegno dell'associazione alpini. Un ricordo che coinvolge anche il Gruppo Alpini Valpotenza, intitolato alla memoria dei reduci Lucia, Neuro Anti di Castreccioni e Alfredo Faelli di San Severino Marche. All'incontro è intervenuto anche Angelo Ciccarelli, storico capogruppo del Gruppo Alpini Valpotenza, che ha espresso la propria emozione nel partecipare a una cerimonia così significativa per la storia del gruppo e del territorio. La restituzione della piastrina di Enrico Palazzesi va oltre il valore materiale del reperto. È il recupero di un'identità, la possibilità di dare un volto e una storia a una perdita rimasta per decenni senza risposte. Un gesto che rinnova il ricordo di chi non è tornato dalla guerra e trasmette alle nuove generazioni un messaggio di pace, consapevolezza e rispetto per la memoria.

San Severino, 14mila euro dalle multe per rifare le strisce pedonali e la segnaletica stradale

San Severino, 14mila euro dalle multe per rifare le strisce pedonali e la segnaletica stradale

13/10/2026 12:50

A San Severino Marche i proventi delle multe vengono reinvestiti nella sicurezza stradale. Il Comune ha avviato nuovi interventi di rifacimento della segnaletica orizzontale, per una spesa di circa 14mila euro finanziata interamente attraverso le sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada. L’intervento è stato affidato alla ditta F.B. Segnaletica Stradale e riguarda alcuni tratti stradali di competenza comunale, dove sarà ripristinata la visibilità di strisce pedonali, linee di margine, fermate e segnaletica in corrispondenza delle intersezioni. I lavori sono stati avviati attraverso l’Area Vigilanza del Comune, che ha destinato le risorse derivanti dalle contravvenzioni alla manutenzione delle infrastrutture viarie, in linea con le finalità previste dalla normativa. Le operazioni interesseranno innanzitutto la strada statale 361 Septempedana, nel tratto compreso all’interno del centro abitato tra il chilometro 53+200 e il chilometro 54+200. Previsti interventi anche sulla strada comunale Cesolo-Colmone e nella relativa intersezione con viale Santa Margherita e la strada regionale 502. Il programma comprende inoltre via San Michele, dall’inizio della località fino all’incrocio con via Varsavia, e via Aristide Merloni, dall’innesto sulla statale 361 fino al ponte sul fiume Potenza. L'obiettivo è migliorare la sicurezza della circolazione e rendere più visibili i riferimenti stradali per automobilisti e pedoni, attraverso il ripristino della segnaletica nei punti interessati dai lavori.

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