Si è concluso con una condanna il processo a carico di un’operaia di 43 anni, accusata di aver scaraventato il proprio gatto dal balcone di casa. Il Giudice monocratico del Tribunale di Macerata, Domenico Potetti, ha inflitto alla donna una pena di quattro mesi di reclusione e 4.000 euro di multa per il reato di maltrattamento di animali. La pena è sospesa.
L’episodio risale alla serata del 2 dicembre 2024. Intorno alle 21, un vicino di casa della donna aveva notato un oggetto volare giù da un balcone al secondo piano di una palazzina. Avvicinatosi per controllare, il testimone aveva scoperto con sgomento che si trattava di un gatto bianco e nero.
Sul posto erano immediatamente intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile e un medico veterinario per prestare i primi soccorsi all'animale e avviare gli accertamenti che hanno poi portato alla denuncia della proprietaria.
L'imputata, difesa dall'avvocato Paolo Cognini, ha scelto di essere giudicata con il rito abbreviato. Durante l'udienza, la donna ha tentato di respingere le accuse, sostenendo che il gatto fosse particolarmente irrequieto e che si fosse lanciato autonomamente dal parapetto, sottolineando inoltre come il veterinario non avesse riscontrato lesioni permanenti. Una versione che però non ha convinto il giudice, il quale ha accolto la tesi dell'accusa, sostenuta dal pm Francesca D'Arienzo.
Oltre alla condanna penale, il Tribunale ha disposto la confisca definitiva del felino. Se nessuna associazione accreditata presenterà domanda di affidamento, l'animale resterà formalmente sotto la tutela del Comune di Macerata.
Al processo si erano costituite parte civile tre diverse sigle animaliste: Oipa Italia, Leal e "Rispetto per tutti gli animali". Sebbene il giudice abbia riconosciuto la responsabilità penale della donna, ha rigettato le istanze di risarcimento avanzate dai legali delle associazioni. I volontari dell'Oipa hanno già annunciato che seguiranno da vicino l'iter per l'eventuale adozione del gatto, garantendogli una nuova sistemazione sicura.
Si è concluso con una condanna il processo a carico di un’operaia di 43 anni, accusata di aver scaraventato il proprio gatto dal balcone di casa. Il Giudice monocratico del Tribunale di Macerata, Domenico Potetti, ha inflitto alla donna una pena di quattro mesi di reclusione e 4.000 euro di multa per il reato di maltrattamento di animali. La pena è sospesa.
L’episodio risale alla serata del 2 dicembre 2024. Intorno alle 21, un vicino di casa della donna aveva notato un oggetto volare giù da un balcone al secondo piano di una palazzina. Avvicinatosi per controllare, il testimone aveva scoperto con sgomento che si trattava di un gatto bianco e nero.
Sul posto erano immediatamente intervenuti i carabinieri del Nucleo Radiomobile e un medico veterinario per prestare i primi soccorsi all'animale e avviare gli accertamenti che hanno poi portato alla denuncia della proprietaria.
L'imputata, difesa dall'avvocato Paolo Cognini, ha scelto di essere giudicata con il rito abbreviato. Durante l'udienza, la donna ha tentato di respingere le accuse, sostenendo che il gatto fosse particolarmente irrequieto e che si fosse lanciato autonomamente dal parapetto, sottolineando inoltre come il veterinario non avesse riscontrato lesioni permanenti. Una versione che però non ha convinto il giudice, il quale ha accolto la tesi dell'accusa, sostenuta dal pm Francesca D'Arienzo.
Oltre alla condanna penale, il Tribunale ha disposto la confisca definitiva del felino. Se nessuna associazione accreditata presenterà domanda di affidamento, l'animale resterà formalmente sotto la tutela del Comune di Macerata.
Al processo si erano costituite parte civile tre diverse sigle animaliste: Oipa Italia, Leal e "Rispetto per tutti gli animali". Sebbene il giudice abbia riconosciuto la responsabilità penale della donna, ha rigettato le istanze di risarcimento avanzate dai legali delle associazioni. I volontari dell'Oipa hanno già annunciato che seguiranno da vicino l'iter per l'eventuale adozione del gatto, garantendogli una nuova sistemazione sicura.
Dieci anni di musica sui prati, di borghi riscoperti e di passi condivisi tra le vette. Torna IncantoMarche, il festival musicale di RisorgiMarche che quest'anno taglia il prestigioso traguardo della decima edizione. Un anniversario che non è solo un numero, ma un simbolo: corre infatti il decennale dal sisma del 2016, la ferita profonda da cui nacque l’intuizione di Neri Marcorè per riportare vita, attenzione e comunità nell'entroterra ferito.
Nato dal desiderio di non arrendersi alle macerie, il festival prosegue oggi la sua missione di rigenerazione dei territori attraverso la musica. Lo spirito rimane quello delle origini: niente grandi palchi, ma paesaggi mozzafiato; niente semplici spettacoli, ma esperienze autentiche. L'edizione 2026 attraverserà nuovamente il cuore delle Marche con un calendario diffuso in spazi naturali e luoghi di immenso valore culturale, trasformando ogni evento in un gesto di solidarietà e rinascita.
L'elemento centrale di IncantoMarche resta il cammino. Il festival, pioniere in Italia nel legare l'esibizione artistica all'escursionismo, invita il pubblico a "conquistare" il luogo del concerto passo dopo passo. Anche quest’anno saranno attive le escursioni guidate su prenotazione, ideate per permettere ai partecipanti di scoprire i segreti dei sentieri marchigiani con ritmi lenti e consapevoli, prima di godersi la musica nel silenzio della natura.
In attesa di svelare il programma completo e le location, sono stati annunciati i primi protagonisti che animeranno l'estate dell'entroterra. Un cast che punta sulla ricerca e sulla qualità del nuovo cantautorato italiano: sul "palco-natura" saliranno Joan Thiele, Emma Nolde, i Patagarri, Frida Bollani Magoni e Filippo Graziani.
Nei prossimi giorni verranno ufficializzate le date dei singoli concerti e le modalità di prevendita. Nel frattempo, il messaggio del festival è chiaro: si riparte, ancora una volta insieme, ancora una volta in cammino.
Un’operazione rapida e coordinata dei Carabinieri ha permesso di assicurare alla giustizia due uomini accusati di truffa aggravata, recuperando l’intera refurtiva sottratta poco prima a una coppia di coniugi.
L’intervento è scattato nelle ultime ore grazie a una segnalazione della Centrale Operativa di Fermo, che ha immediatamente attivato i militari dell’Aliquota Radiomobile di Civitanova Marche. Determinante la collaborazione tra i comandi provinciali di Fermo e Macerata, da tempo impegnati nel contrasto a questo tipo di reati attraverso una rete informativa capillare e uno scambio costante di dati operativi.
Proprio grazie al monitoraggio dei flussi veicolari nei pressi del casello autostradale, i Carabinieri sono riusciti a intercettare una Fiat 600 con a bordo due uomini, di 25 e 46 anni, entrambi originari della provincia di Napoli e già noti alle forze dell’ordine per reati specifici.
Durante la perquisizione del veicolo, i militari hanno rinvenuto numerosi monili in oro, per i quali i fermati non hanno saputo fornire alcuna giustificazione. Gli accertamenti immediati hanno permesso di ricostruire la truffa appena consumata ai danni di una coppia residente a Montecosaro.
Secondo quanto ricostruito, tutto è iniziato con una telefonata: intorno alle 13:30, uno dei malviventi, fingendosi un carabiniere, ha contattato il marito 67enne convincendolo ad allontanarsi da casa con la scusa di accertamenti su una presunta rapina che avrebbe coinvolto il suo veicolo.
Approfittando dell’assenza dell’uomo, il complice si è presentato nell’abitazione della donna, una 62enne, sostenendo che fosse necessario “sanare” la posizione giudiziaria del coniuge per evitare conseguenze penali. Con questo stratagemma, è riuscito a farsi consegnare gioielli per un valore stimato di circa 25mila euro.
L’intera refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari, ancora scossi per quanto accaduto ma sollevati per il lieto epilogo della vicenda.
I due arrestati sono accusati di concorso in truffa aggravata e sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida, come disposto dall’autorità giudiziaria.
Pensava che rendendo illeggibile il cuore tecnologico del proprio documento potesse sfuggire a un'identificazione approfondita, ma il piano di un 24enne residente a Tito (Potenza) è fallito di fronte al controllo dei carabinieri. I militari dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Camerino hanno denunciato il giovane in stato di libertà per il reato di falsità materiale commessa da privato.
Durante un ordinario controllo alla circolazione stradale, il ragazzo ha esibito la propria Carta d'Identità Elettronica (CIE). L'attenzione dei militari si è però concentrata su un dettaglio strutturale: dal supporto plastificato era stato dolosamente rimosso il microchip integrato, il componente che custodisce i dati biometrici e ne garantisce l’autenticità. Il documento è stato immediatamente sequestrato e l'autorità giudiziaria è stata informata per gli approfondimenti del caso.
L'episodio non sembra essere isolato. Secondo i reparti territoriali dell'Arma, negli ultimi mesi si è registrato un incremento di tentativi simili. Diversi soggetti, nell'erronea convinzione di poter ostacolare la consultazione delle banche dati, provano a danneggiare i dispositivi digitali dei documenti.
I carabinieri ricordano però che tali manomissioni sono del tutto inutili: le moderne tecnologie in dotazione alle forze di Polizia permettono infatti l'identificazione certa del soggetto anche in presenza di supporti danneggiati.
L'Arma tiene a sottolineare che l'integrità dei documenti d'identità è un presupposto fondamentale per la sicurezza pubblica. Ogni alterazione o manomissione non è considerata un danno accidentale, ma una violazione del Codice Penale (articoli 477 e 482) che comporta il deferimento alla Procura della Repubblica e il rischio di pesanti sanzioni.
Un incidente stradale si è verificato questa mattina, intorno alle ore 08:40, in contrada Vallebona, nel territorio comunale di Macerata. Per cause in corso di accertamento, un giovane alla guida di una Fiat Panda ha perso il controllo del veicolo, finendo nella scarpata adiacente alla carreggiata.
Sul posto è intervenuta una squadra dei vigili del fuoco del Comando di Macerata. Gli operatori hanno provveduto a mettere in sicurezza il mezzo e ad aiutare l'occupante a uscire dall'abitacolo. Il ragazzo è stato poi affidato al personale sanitario del 118, giunto sul luogo con un'ambulanza per i controlli di rito. Secondo le prime informazioni, il conducente non avrebbe riportato lesioni tanto da rifiutare il trasporto in ospedale.
Il sinistro non ha visto il coinvolgimento di altre vetture. Gli agenti della polizia locale si sono occupati dei rilievi necessari a ricostruire la dinamica dell'accaduto e della gestione del traffico veicolare per consentire le operazioni di recupero dell'auto da parte del soccorso stradale.
Incidente questa mattina, intorno alle 9:30, in via Spalato a Macerata, dove un’auto e una moto si sono scontrate frontalmente, mentre procedevano in direzioni opposte. Le cause dell’impatto sono ancora in fase di accertamento.
Ad avere la peggio è stato il motociclista, un giovane di 25 anni, che è finito a terra dopo l’urto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e disposto il trasporto all’ospedale di Macerata per accertamenti. Secondo le prime informazioni, le sue condizioni non sarebbero gravi.
Illesa, seppur scossa, la conducente dell’auto coinvolta.
L’incidente ha causato qualche rallentamento al traffico. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale, incaricati di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
I vigili del fuoco della sede centrale di Macerata sono intervenuti nel primo pomeriggio di oggi a Corridonia, intorno alle 14:00, per prestare soccorso a un'anziana in difficoltà all'interno della propria abitazione.
L'allarme è scattato a seguito della caduta accidentale della donna, ultraottantenne, in soffitta. Una volta giunti sul posto, i soccorritori hanno riscontrato l'impossibilità di effettuare il trasporto della paziente attraverso l'ingresso principale dell'abitazione a causa di impedimenti strutturali.
La squadra intervenuta ha quindi proceduto alla stabilizzazione della donna su una barella spinale. Per completare il recupero è stato necessario l'impiego dell'autoscala, con la quale la paziente è stata calata in sicurezza da una finestra della mansarda fino al livello stradale.
Al termine delle operazioni, l'anziana è stata affidata al personale sanitario del 118, presente sul posto per le cure del caso e il successivo trasferimento presso l'ospedale di Macerata.
Dopo mesi di attesa e un complesso iter burocratico, è arrivato il via libera definitivo. La Regione Marche ha rilasciato oggi l'autorizzazione al Piano Operativo per lo svaso dell'invaso del Furlo, sul fiume Candigliano. Si tratta di un passaggio fondamentale per tentare di fare luce sulla scomparsa di Riccardo Branchini, il 19enne di Acqualagna di cui si sono perse le tracce nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2024.
L'autorizzazione, rilasciata dalla Direzione Ambiente e Risorse Idriche, permetterà a Enel Green Power di avviare le procedure tecniche nelle prossime settimane. L'operazione prevede l'arresto progressivo della produzione di energia elettrica e lo svuotamento di circa 450.000 metri cubi di acqua.
Il livello dell'invaso verrà portato al di sotto della quota minima di regolazione per permettere rilievi e ricerche altrimenti impossibili. I tempi per lo svuotamento completo sono stimati in circa una settimana: una tempistica necessaria per garantire il regolare deflusso delle acque a valle, evitando danni ambientali o problemi idrogeologici legati all'intorbidimento del fiume. Una volta concluse le attività di ricerca, l'invaso verrà nuovamente riempito per garantire le riserve idriche in vista della stagione estiva.
La decisione della Regione arriva dopo che la Provincia di Pesaro-Urbino aveva già dato il proprio parere favorevole, superando i vincoli paesaggistici e ambientali legati alla flora e alla fauna della gola. La famiglia di Riccardo, assistita dall'avvocato Elena Fabbri, aveva richiesto con forza questo intervento, già ipotizzato nel 2024 ma inizialmente negato.
"La Regione Marche ha raccolto la richiesta della famiglia cercando di offrire vicinanza con azioni il più possibile concrete ancorché con esiti incerti", si legge nella nota ufficiale dell'ente, che ha ringraziato Enel Green Power e tutte le amministrazioni coinvolte per il clima di forte collaborazione istituzionale che ha permesso di sbloccare il procedimento.
Le ricerche si concentreranno nuovamente nel punto in cui, nell'ottobre di due anni fa, venne ritrovata l'auto del giovane con all'interno i suoi documenti, il cellulare e i vestiti. Lo svaso della diga rappresenta l'ultimo, estremo tentativo per ispezionare il fondale della gola e cercare risposte che, finora, le ricerche di superficie e i sommozzatori non sono riusciti a dare.
La Conferenza regionale ha ufficialmente approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica dedicato alla mitigazione del rischio idrogeologico nella frazione di Rocca Colonnalta, nel Comune di San Ginesio. L’intervento, che prevede un investimento complessivo di 1.635.000 euro, segna un passaggio decisivo per la messa in sicurezza di un borgo duramente provato dalla sequenza sismica del 2016 e del 2017 e attualmente minacciato da preoccupanti movimenti franosi lungo il bordo della scarpata orientale. Questa operazione si inserisce nel più ampio programma di rigenerazione promosso dalla Struttura commissariale e dall’Ufficio Speciale Ricostruzione, con l’intento di bilanciare la protezione strutturale, la salvaguardia del paesaggio e il rilancio socio-economico dei piccoli centri dell’entroterra marchigiano.
Il commissario straordinario Guido Castelli ha sottolineato come questo passo "sia fondamentale per restituire alla comunità la possibilità di investire nel proprio futuro senza dover abbandonare le proprie radici, ringraziando per la collaborazione il Comune e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli". Sulla stessa linea il sindaco Giuliano Ciabocco, che ha evidenziato come l’esecuzione dell’opera "stia procedendo a ritmo serrato per garantire ai residenti la permanenza nel proprio territorio, ringraziando le strutture tecniche che si stanno prodigando per il raggiungimento di questo obiettivo significativo nel processo di ricostruzione".
Il progetto affonda le sue radici negli studi di microzonazione sismica di terzo livello iniziati nel 2019, i quali avevano rilevato una frattura di trazione e un’instabilità del terreno tali da far ipotizzare, in un primo momento, la delocalizzazione obbligatoria delle abitazioni. Tuttavia, un’accurata analisi costi-benefici condotta dal Settore Attuazione Ordinanze Speciali dell’Usr ha dimostrato che la realizzazione di opere di mitigazione dirette sia la strada più efficace e sostenibile. Questa scelta permette infatti di procedere con la ricostruzione in sito, preservando integralmente l’identità storica e sociale della frazione.
Dal punto di vista tecnico, il cuore dell’intervento consiste nella realizzazione di una paratia tirantata lunga circa ottanta metri posizionata a valle della frattura, operazione accompagnata dalla demolizione dei fabbricati situati nella fascia di cantiere, dal consolidamento strutturale degli edifici a monte e da un sistema di regimazione delle acque superficiali per contrastare le cause del movimento franoso. Oltre alla sicurezza, il piano punta alla riqualificazione urbana attraverso la creazione di un’area verde attrezzata, un percorso belvedere situato proprio sulla testa della paratia, nuovi parcheggi e il completo rifacimento della viabilità e dei sottoservizi danneggiati.
Più occhi sul territorio e una collaborazione sempre più stretta tra residenti e forze dell'ordine. È questo l'obiettivo del Protocollo di Intesa per il controllo di vicinato, sottoscritto oggi in Prefettura dal prefetto Giovanni Signer e dal sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, alla presenza del questore e dei vertici provinciali di carabinieri e Guardia di Finanza.
Il progetto punta a creare una rete di "sicurezza partecipata". In alcune aree della città verranno formati dei gruppi di controllo composti da residenti che, attraverso la mera osservazione di ciò che accade nel proprio quartiere, potranno segnalare fatti o circostanze sospette.
Non si tratta di "ronde" o interventi diretti: il protocollo specifica chiaramente che i cittadini dovranno astenersi da ogni iniziativa autonoma. Il pattugliamento resta prerogativa esclusiva delle forze di Polizia, mentre ai residenti spetta il compito di monitorare il territorio con responsabilità e consapevolezza.
L’amministrazione comunale individuerà dei coordinatori che faranno da tramite tra i cittadini e le istituzioni. Queste figure saranno appositamente formate attraverso incontri periodici con le forze dell'ordine.
A supporto dell'iniziativa verrà promosso anche l'uso dell'applicazione "Youpol", che permette di inviare segnalazioni in tempo reale (anche con foto e video) alla sala operativa della Questura per episodi di bullismo, spaccio o violenza. Oltre al contrasto della microcriminalità, il protocollo mira a migliorare la qualità della vita quotidiana e la coesione sociale, con un'attenzione particolare alla tutela dei soggetti più fragili.
"Il progetto punta a incrementare la sicurezza effettiva e quella percepita - spiegano dalla Prefettura - valorizzando percorsi di cittadinanza attiva e contribuendo a prevenire il degrado urbano in ogni sua forma attraverso lo scambio tempestivo di informazioni". Il monitoraggio del progetto sarà curato dal Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, che valuterà nel tempo eventuali estensioni del servizio ad altre zone del comune.
Conti in ordine e una forte spinta agli investimenti pubblici. La Giunta comunale di Civitanova Marche ha approvato lo schema di Rendiconto della gestione per l’esercizio finanziario 2025. Il documento, che ora passerà all'esame dei Revisori e della Commissione prima dell'approvazione definitiva in Consiglio Comunale, certifica la solidità economica dell'Ente, chiudendo l'anno con indicatori estremamente positivi per la crescita del territorio.
Il risultato di amministrazione ammonta a quasi 26 milioni di euro, di cui circa 2 milioni rappresentano la quota disponibile, mentre una parte significativa verrà destinata alla manutenzione straordinaria del patrimonio comunale e a nuovi interventi. Nel corso del 2025, il Comune ha dimostrato una notevole capacità di trasformare le risorse in opere concrete, spendendo oltre 13 milioni di euro per interventi di parte capitale e impegnandone ulteriori 18 milioni per gli stati di avanzamento dei lavori previsti negli anni successivi.
L'attività dell'Amministrazione si è concentrata in modo particolare sull'ammodernamento delle strutture cittadine. Sono stati messi a terra oltre 4 milioni di euro per il potenziamento degli impianti sportivi, mentre circa 7,5 milioni di euro sono stati investiti nel miglioramento della viabilità. Parallelamente, grazie a un'efficiente gestione dei fondi PNRR, sono proseguiti i lavori per la realizzazione dei nidi d’infanzia, mantenendo le tempistiche serrate previste dalle linee di finanziamento europee.
Sul fronte della gestione finanziaria, il Comune ha scelto di limitare l'accensione di mutui unicamente a quelli agevolati con l’Istituto per il Credito Sportivo, garantendo così un minore costo del debito. L'ente si conferma inoltre un partner affidabile per le imprese locali: l'indice di tempestività dei pagamenti segna infatti una media di 7 giorni di anticipo rispetto alla scadenza naturale delle fatture, assicurando liquidità immediata al sistema produttivo.
L'assessore al Bilancio Claudio Morresi ha commentato con soddisfazione i risultati ottenuti: "Il rendiconto 2025 non è solo un atto contabile, ma la fotografia di un'amministrazione capace di progettare e realizzare. Abbiamo saputo coniugare il rigore nei conti con una forte spinta agli investimenti, senza aumentare le aliquote dei tributi comunali per i cittadini. Questi numeri ci permettono di guardare alle sfide del 2026 con estrema fiducia".
L'assessore ha poi sottolineato l'efficienza burocratica dell'operazione: "Si è già provveduto ad informare la Prefettura e a caricare i dati sulla Banca Dati Amministrazioni Pubbliche al fine di scongiurare l’incremento del 10% del contributo alla finanza pubblica" .
Si scalda il clima elettorale a Montecassiano in vista delle amministrative del 24 e 25 maggio. Con l’annuncio ufficiale della nascita di "Progetto Civico", si delinea una delle sfidanti principali per il governo del borgo: a guidarla sarà Mario Capparucci, figura storica della politica locale che ha sciolto le riserve per tornare a correre per la carica di sindaco.
Per Capparucci si tratta di un vero e proprio "richiamo in servizio". Dopo aver concluso il suo secondo mandato da primo cittadino nel 2014 e aver raggiunto il pensionamento nel 2020, l’ex amministratore era convinto che il suo tempo istituzionale fosse concluso, dedicandosi ad enti del terzo settore.Tuttavia, le dimissioni del sindaco Catena (ora consigliere regionale) hanno rimescolato le carte.
"Sono stato interpellato insistentemente da un gruppo di amici che facevano appello al mio senso di responsabilità e all’amore che da sempre nutro per Montecassiano", spiega Capparucci, citando l'insegnamento di Paolo VI sulla politica come "forma più alta di carità".
La lista non è solo un’operazione nostalgia, ma punta tutto sul cambio generazionale. La squadra è composta da professionisti, esponenti della società civile e del volontariato che, in molti casi, si affacciano per la prima volta all'impegno amministrativo. L'obiettivo dichiarato è unire la bussola dell'esperienza di Capparucci con il "vento del rinnovamento" dei profili più giovani.
I candidati consiglieri che sosterranno la corsa di Capparucci sono: Caterina Antognozzi, Marco Carbonari, Lucia Cingolani, Simone Cingolani, Valentina Fermani, Ludovico Giaconi, Aldo Massei, Francesco Merelli, Luisa Moretti, Manuel Picchio, Franco Polenta e Tommaso Tombesi.
Il nome scelto, "Progetto Civico", intende esaltare i valori della collaborazione e della condivisione. La lista si presenta come un gruppo solido che vuole mettere al centro la partecipazione e la responsabilità, puntando su persone che "non hanno bisogno di interpretare i problemi perché già li vivono e li riconoscono come propri"."Torno in campo non per rievocare il passato – conclude Capparucci – ma per ripartire insieme da dove siamo e meritiamo di divenire".
Il Comune di Treia ha consegnato nei giorni scorsi un sollevatore e due valigette di primo soccorso destinati agli ospiti della casa di riposo cittadina, con l’obiettivo di rafforzare l’attenzione verso le persone anziane e, in particolare, quelle in condizioni di maggiore fragilità.
La donazione è stata resa possibile grazie alla serata teatrale organizzata nel periodo tra Natale e Capodanno insieme ai Vociferando. L’intero incasso dell’evento è stato infatti destinato all’acquisto del materiale, trasformando un momento di intrattenimento in un’iniziativa di solidarietà concreta a favore della struttura.
Alla consegna erano presenti il sindaco Franco Capponi e l’assessora Sabrina Virgili.
«Quella sera a teatro è stata un’occasione per stare insieme, ma dal palco è nato qualcosa che oggi ha preso forma – ha commentato l’assessora Virgili – Sono particolarmente contenta di donare alla casa di riposo, a nome della comunità treiese, strumenti utili che entrano nella quotidianità di chi vi risiede. Era questo il nostro intento: trasformare un evento in un gesto concreto, capace di fare la differenza ogni giorno».
L’iniziativa si inserisce nel percorso di attenzione e sostegno verso la casa di riposo cittadina, confermando il valore della collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio.
“La salute della storia” è un’espressione impropria che comunque può avere un senso. Abbiamo festeggiato il 25 aprile, il giorno della liberazione, abbiamo celebrato la terapia che ha guarito l’Italia dall’infezione nazi-fascista per ripristinare libertà e democrazia, la buona salute di una Nazione che potrà poi avvalersi di un prontuario ben studiato per impedire ricadute: la Costituzione.
Se vogliamo continuare su questa falsariga metaforica tra salute fisica e benessere socio-politico, dobbiamo dire che da allora la salute della nostra storia nazionale è stata abbastanza buona, non senza però periodi di difficoltà e fragilità, che qualche volta hanno fatto temere malattie devastanti: le stagioni delle stragi e degli attentati, i tentativi di colpi di stato, le azioni delle Brigate Rosse, l’assassinio di Aldo Moro, le azioni di altre formazioni più o meno segrete o criminali che hanno attentato allo stato democratico.
Per fortuna le terapie istituzionali e costituzionali hanno funzionato e si sono evitati danni peggiori e permanenti.
Oggi la salute della storia ha infranto i confini nazionali, siamo alla valutazione di una salute globale, purtroppo non rassicurante, non siamo al pericolo mortale, ma di sicuro con tanti rischi che compromettono la salute di tantissimi e la serenità di tutti.
Sono tante le guerre: “la guerra mondiale a pezzi” - come diceva Papa Francesco - alcune vicinissime a noi come quella in Ucraina, alcune crudeli e senza limiti come in Palestina, Iran e Libano, alcune ignorate dalla comunicazione come nello Yemen, in Sudan… Capi di Stato di nazioni importanti e trainanti che hanno sposato la legge del più forte, ignorando il diritto internazionale e i valori umanitari che erano assurti a virtuose regole globali condivise dopo le esperienze peggiori del passato.
Niente, la natura umana vuole confermare che nel suo DNA c’è il gene della contesa e della guerra, si fa fatica a neutralizzarlo; per dei periodi, magari, ci si riesce per una forma di immunizzazione di massa come per i virus, ma poi risorge.
La salute della storia immancabilmente precipita, i terapeuti si sforzano di suggerire la medicina giusta, vedi Papa Francesco, Papa Leone e non solo, ma si scontrano con i negazionisti che preferiscono salvaguardare l’economia speculativa, l’immenso business delle armi, il narcisismo patologico di alcuni potenti di turno, che sempre attraggono consenso ed ammirazione.
Immaginiamo per un momento che tutte le risorse dedicate nel mondo alle armi siano utilizzate per rendere migliore la vita delle donne e degli uomini, cadrebbero anche tutte le negatività sociali che vengono chiamate a giustificare le guerre: carestie, migrazioni, disuguaglianze, ignoranza e fanatismi ideologici e religiosi; ci sarebbe più cultura e più SALUTE. Sono pensieri utopistici, ma sognare non costa niente, anzi fa proprio bene alla SALUTE.
La Cbf Balducci Hr riparte anche da una delle sue certezze: Clara Decortes vestirà ancora la maglia arancionera nella stagione 2026/27 in Serie A1, per lei sarà la terza stagione consecutiva con questi colori. Il club maceratese annuncia il rinnovo dell’accordo con l’opposta bergamasca, classe 1996, 183 cm di potenza ed esperienza, tra le protagoniste dell'ultimo campionato disputato nella massima serie e appena concluso con l'importante traguardo della salvezza.
Dopo aver contribuito in maniera determinante al percorso della squadra verso la promozione in Serie A1 due stagioni fa, Decortes si è infatti confermata tra i principali terminali offensivi pure nel massimo campionato: 491 punti messi a segno in 30 gare disputate, numeri che la collocano in alto nella classifica marcatrici del torneo. Qualità ed efficienza: Clara Decortes rappresenterà ancora un punto di riferimento fondamentale per l’attacco arancionero anche nella stagione 2026/27.
Per l’opposta si tratta della prosecuzione di un percorso importante in Serie A1, categoria che aveva già affrontato con le maglie di Brescia e Roma. Nel corso della sua carriera ha inoltre maturato una solida esperienza in Serie A2 (Brescia, Orvieto, San Giovanni in Marignano, Roma, Mondovì e appunto Macerata), conquistando ben tre promozioni nella massima serie, a conferma del suo valore e della sua capacità di incidere nei momenti decisivi.
Clara Decortes, hai scelto di restare a Macerata: cosa ti ha convinto?
"Ho scelto Macerata perché qua ormai è quasi come una seconda casa. Sto bene, è un ambiente dove ho potuto giocare a pallavolo con serenità e quindi mi è sembrata la scelta più naturale".
Sarà la prima volta che rimani così a lungo nello stesso Club
"Sì, stare tre stagioni qua significa che non voglio rinunciare a questo bellissimo progetto. È una novità per me, perché tre anni nello stesso posto non li avevo mai fatti, però è una scelta che mi sento pienamente di fare".
È stato il tuo primo anno giocato in Serie A1 con continuità: cosa ti ha lasciato questa stagione?
"È stata una stagione molto impegnativa. Però è stato anche un anno divertente, perché ci siamo continuamente messe in gioco. Io personalmente mi sono messa in discussione e credo di uscire da questa stagione con più consapevolezza: sia del tipo di giocatrice che sono, sia del fatto che posso ancora crescere e dare qualcosa in più".
Ora lo sguardo è già alla prossima stagione, con aspettative ancora più alte
"L’anno prossimo proveremo ad alzare l’asticella. Mi aspetto un campionato come quello di quest’anno: combattuto, sofferto, ma pieno di emozioni. Io sono pronta a mettermi in gioco e a togliermi altre soddisfazioni".
L’Aurora Treia scrive la pagina più bella della sua storia: grazie al successo per 2-0 sul Monturano nell’ultima giornata, i biancorossi conquistano la promozione in Eccellenza al termine di una stagione semplicemente perfetta. Un traguardo storico per il club treiese, che approda per la prima volta nel massimo campionato regionale proprio nell’anno del 60° anniversario dalla fondazione. Un’annata da incorniciare, impreziosita non solo dalla vittoria del campionato, ma anche dal successo in Coppa arrivato poche settimane fa.
I numeri raccontano meglio di qualsiasi parola la grandezza dell’impresa: 70 punti, frutto di 20 vittorie e 10 pareggi in 30 partite, senza mai conoscere la sconfitta. Un dominio costruito giornata dopo giornata, resistendo anche al serrato duello con l’Azzurra Colli, che ha chiuso a un solo punto di distanza e ora si giocherà lo spareggio promozione contro il Fano. Al secondo anno dal suo ingresso nel calcio, il gruppo Lube centra già un risultato straordinario: due trofei e una promozione. E non è finita, perché sabato prossimo l’Aurora Treia avrà anche l’occasione di completare uno storico triplete nella finale per il titolo regionale contro il Lunano. Una squadra costruita per vincere, con investimenti importanti ma anche con la capacità di reggere la pressione e trasformarla in energia positiva. Dopo il triplice fischio contro il Monturano, è esplosa la festa: una gioia condivisa da società, squadra e tifosi.
L’amministratore delegato della Lube, Fabio Giulianelli, sottolinea il valore dell’impresa: «Un gruppo che non ha mai mollato e non ha perso neanche una partita. Abbiamo fatto un campionato straordinario per intensità ed emozioni. Era un obiettivo programmato, ma tra programmare e vincere c’è di mezzo tutto. Essere riusciti è un’impresa che ci riempie d’orgoglio: chi sta con Lube deve pensare a vincere».
Grande emozione nelle parole del presidente Stefano Cegna: «È un successo voluto e cercato. Nel sessantesimo anno di storia non poteva esserci regalo più bello. Lo dedico a tutte le persone che negli anni hanno dato l’anima per questa società e oggi non ci sono più».
Il direttore tecnico Federico Giunti evidenzia il percorso: «Quando parti da favorita non è mai facile. I ragazzi hanno fatto qualcosa di incredibile, in campionato e in Coppa. Complimenti anche all’Azzurra Colli, che ci ha tenuto testa fino alla fine». Sulla stessa linea il ds Andrea Ballini: «Questo gruppo è stato fantastico, coeso e sereno fin dal primo giorno. È stato bravissimo a gestire la pressione».
Il tecnico Simone Ricci racconta la chiave del successo: «Un gruppo quasi totalmente nuovo che ha pensato solo a lavorare. Siamo rimasti umili, lucidi e concentrati, sapendo che il campionato si sarebbe deciso all’ultima giornata».
Leader tecnico e capocannoniere del girone con 20 gol, Davide Borrelli celebra una stagione irripetibile: «È una gioia immensa. Dopo la Coppa, tanti gol e una cavalcata senza sconfitte, più di così non si può chiedere. Questo gruppo ha dimostrato il suo valore fin dal primo giorno».
Decisivo anche Federico Melchiorri, autore del gol che ha sbloccato la gara decisiva. Il "cigno di Treia", tornato a giocare nella squadra della sua città natale dopo una lunga carriera ai vertici del calcio italiano ha commentato: «Vincere un campionato è sempre fantastico. È stato un percorso bellissimo e meritato. Abbiamo avuto la mentalità giusta e la voglia di vincere».
Un trionfo costruito con programmazione, qualità e spirito di squadra. L’Aurora Treia vola in Eccellenza e lo fa dalla porta principale, con una stagione perfetta. E ora, all’orizzonte, c’è un ultimo sogno da inseguire: completare un’annata già storica.
Eurosuole è uno dei simboli più riconoscibili del manifatturiero marchigiano e ha aperto le porte della sua sede di Civitanova Marche alla sottosegretaria alle Finanze, Lucia Albano, e al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Una visita istituzionale durante la quale il presidente e fondatore Germano Ercoli ha illustrato una situazione segnata dalle difficoltà.
«Il distretto fermano-maceratese, cuore della calzatura italiana, vive una fase di forte difficoltà, segnata dalla perdita di competenze, dalla riduzione della capacità produttiva e dalla crescente pressione della concorrenza internazionale – ha detto Ercoli - Molte imprese hanno chiuso o delocalizzato verso Paesi asiatici. In Europa, invece, il sistema produttivo si trova a fare i conti con vincoli normativi stringenti, burocrazia e soprattutto con il peso crescente dei costi energetici».
Proprio l’energia rappresenta oggi una delle principali criticità. Le imprese registrano aumenti significativi delle bollette, con picchi mensili anche superiori al 25%, che incidono direttamente sulla competitività. In questo scenario, Eurosuole ha scelto di reagire investendo in autonomia energetica: è in fase di realizzazione un collegamento a un impianto fotovoltaico che consentirà di produrre circa 4 milioni di kWh all’anno, coprendo circa il 40% del fabbisogno aziendale.
«Vogliamo difendere e rafforzare il tessuto imprenditoriale – ha spiegato il presidente Acquaroli – in questo siamo allineati al Governo nazionale. Dobbiamo continuare a investire sulle infrastrutture e affrontare un contesto internazionale sempre più instabile, che ormai rappresenta una difficoltà strutturale per imprese e famiglie. Guardiamo anche alla nuova programmazione europea come a un’opportunità per dare risposte concrete».
La visita alla Eurosuole ha rappresentato anche l’occasione per osservare da vicino un modello industriale che incarna il cosiddetto genius loci marchigiano: capacità di innovare, attenzione alla qualità e forte legame con la comunità. Fondata nel 1976, negli anni è diventata un punto di riferimento europeo nella produzione di suole in gomma e poliuretano, con 230 dipendenti, 55 mila metri quadrati di stabilimento e oltre 13 milioni di paia prodotte ogni anno.
Imprese come quella civitanovese continuano a rappresentare un presidio fondamentale, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale. Il messaggio che emerge con forza è chiaro: difendere l’industria significa difendere il lavoro e il futuro delle Marche. Ma senza una strategia industriale condivisa, il rischio è quello di vedere progressivamente indebolirsi uno dei pilastri dell’economia regionale e nazionale.
«Realtà eccellenti come Eurosuole – ha detto la sottosegretaria Albano – risentono di queste crisi lontane. Il messaggio che volevamo dare oggi è chiaro: le istituzioni devono essere al fianco di imprenditori e lavoratori, perché la ricchezza nasce dal loro lavoro, non dalle norme. L’Italia oggi può far valere una maggiore credibilità a livello internazionale e questo aiuta nel confronto europeo».
«Un’azienda come Eurosuole – è la riflessione finale di Ercoli – deve andare avanti ma oggi più che mai è necessario che la politica esca dai meandri della burocrazia e pensi a difendere le proprie attività sul territorio perché senza di esse non ci saranno più beni e servizi e non ci sarà più impiego di manodopera».
Al via la seconda edizione di “Insieme per il bene comune”, il progetto di crowdfunding promosso dal Banco Marchigiano a sostegno del Terzo Settore. L’iniziativa sarà presentata il 22 aprile alle ore 17:30 presso la Sala Conferenze “Fratini” della banca, in vicolo Nettuno 29 a Civitanova Marche.
L’evento è aperto anche ai non clienti dell’istituto di credito e rappresenta un’occasione per approfondire le modalità di partecipazione al progetto, conoscere i dettagli della nuova edizione e ascoltare le testimonianze di alcune realtà che, grazie al crowdfunding, hanno già trasformato le proprie idee in risultati concreti. La partecipazione è possibile tramite iscrizione sul sito ufficiale del Banco Marchigiano.
I numeri della prima edizione raccontano un successo significativo: cinque progetti finanziati, 60.000 euro raccolti e oltre mille donatori coinvolti. Tra le iniziative sostenute nel 2025 figurano “Due di Noi” della Cooperativa Casa della Gioventù di Senigallia – Centro diurno “L’Aquilone” di Mondavio, “SuperVillage” dell’Associazione Culturale Il Borgo di Montecosaro, il progetto “Verso una biblioteca del cinema in memoria di Claudio Gaetani” del Civitanova Film Festival, “Lo studio di Rosy” dell’Associazione Grande Anima OdV di Montegiorgio ed “Espandiamo La Goccia” dell’associazione La Goccia Odv di Macerata. È inoltre ancora attiva la campagna dedicata al Premio Annibal Caro alla traduzione letteraria di Civitanova Marche.
Con questa seconda edizione, il Banco Marchigiano rilancia l’iniziativa con un duplice obiettivo: fornire sostegno economico ai primi cinque progetti selezionati — coprendo il 30% dell’obiettivo di raccolta e mantenendo lo stesso contributo anche sulle eventuali eccedenze — e accompagnare le associazioni con competenze e strumenti utili per una comunicazione efficace e una raccolta fondi professionale.
“Insieme per il bene comune” si conferma così un progetto che va oltre il semplice finanziamento, rafforzando il ruolo del Banco Marchigiano come banca di territorio, capace di unire risorse economiche, relazioni e visione strategica a servizio della comunità.
Si è svolto oggi un incontro istituzionale alla presenza del sindaco Sandro Parcaroli, del presidente della Provincia Alessandro Gentilucci, dei dirigenti tecnici dei due enti, Tristano Luchetti e Stefano Mogetta, e della dirigente scolastica Roberta Ciampechini. L’incontro è stato dedicato alla definizione del cronoprogramma e delle soluzioni organizzative per il trasferimento del liceo scientifico “Galilei”, interessato da futuri interventi di adeguamento sismico nella sede storica.
Grazie all’impegno del sindaco Parcaroli, che ha messo a disposizione gli spazi dei Salesiani, sono state accolte le richieste avanzate dalla dirigente scolastica e avviate le procedure per la loro formalizzazione. La Provincia attende ora, nei prossimi giorni, la trasmissione degli atti ufficiali da parte dell’Istituto, che confermeranno gli accordi definiti verbalmente.
Nel dettaglio, il piano prevede il trasferimento della segreteria e della dirigenza presso Palazzo degli Studi, dove sono già presenti alcune sezioni dell’istituto. Una parte delle classi sarà invece ospitata nei locali dell’ex Mestica, mentre un ulteriore gruppo di studenti troverà sistemazione negli spazi messi a disposizione dai Salesiani. La scuola dovrà inoltre comunicare formalmente le esigenze logistiche relative alle aule e agli spazi didattici.
L’obiettivo condiviso da tutte le istituzioni coinvolte è garantire la continuità delle attività scolastiche del più grande istituto cittadino, assicurando al tempo stesso condizioni adeguate durante la fase dei lavori. La collaborazione tra Comune e Provincia, attraverso il lavoro congiunto degli uffici tecnici, ha permesso di avviare rapidamente la pianificazione operativa.
Il progetto di riqualificazione della sede storica di via Manzoni, finanziato con oltre 8 milioni di euro, rappresenta un intervento strategico per la città. Non solo consentirà l’adeguamento sismico dell’edificio, ma porterà alla realizzazione di una struttura moderna, sicura e funzionale, in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze di studenti e personale scolastico.
Prosegue il ciclo di seminari promosso dalla Università di Camerino, attraverso la Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, in collaborazione con il Centro Studi per l'Ecologia e la Biodiversità degli Appennini. Al centro degli incontri, un tema di grande attualità: le strategie di coesistenza tra attività umane e fauna selvatica.
L’iniziativa coinvolge biologi, naturalisti e veterinari e si rivolge principalmente agli studenti dell’Ateneo, pur rimanendo aperta anche a cittadini interessati e alle scuole secondarie del territorio. L’obiettivo è offrire un’informazione scientifica chiara e aggiornata sulle buone pratiche da adottare per superare il conflitto tra uomo e animali selvatici, promuovendo al contempo la tutela della biodiversità e delle attività produttive.
Il prossimo appuntamento è in programma per mercoledì 29 aprile alle ore 16:00 presso il Polo Didattico Renzoni di Matelica. Interverranno Giampaolo Pennacchioni, direttore del Centro Studi, e Andrea Gallizia, con una relazione dedicata all’ecologia dei canidi e al fenomeno della sovrapposizione territoriale tra cane e lupo. L’evento sarà fruibile anche in modalità online.
Il ciclo proseguirà poi il 6 e il 13 maggio con ulteriori approfondimenti: dalle sperimentazioni eco-etologiche a supporto del comparto zootecnico per limitare l’attività dei predatori, fino alle pratiche concrete per ridurre i conflitti tra uomo e specie selvatiche.
Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale dell’Ateneo.
Non una semplice esposizione fotografica, ma un’esperienza che avvolge i sensi e scava nella memoria collettiva della città. Ha aperto le porte presso la Palazzina Sud del Lido Cluana la mostra "Mare Vivo – Percorso sensoriale, fotografie che si sentono", un progetto curato dall’associazione Promea con il patrocinio del comune di Civitanova Marche.
L’allestimento trasforma completamente lo spazio espositivo: la Palazzina è immersa nel buio, permettendo ai visitatori di concentrarsi esclusivamente sulla luce e sull'ascolto. Dall’oscurità emergono i ritratti in bianco e nero dei protagonisti della comunità marinara civitanovese, illuminati in modo puntuale per restituire una presenza quasi fisica.
Ad accompagnare lo sguardo è un accurato paesaggio sonoro: lo sciabordio dell'acqua, il tendersi delle corde delle imbarcazioni e i canti dei pescatori all’alba. Un mix di materia sonora e visiva che invita a rallentare il passo e a entrare in connessione profonda con le storie di chi ha dedicato la vita al mare.
All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco Fabrizio Ciarapica, l’assessore al Turismo Mara Orazi, il consigliere regionale Pierpaolo Borroni e il consigliere comunale Gianluca Crocetti.
"Questa mostra rappresenta un racconto autentico della nostra identità marinara e delle persone che la custodiscono ogni giorno – ha dichiarato il sindaco Ciarapica –. Attraverso immagini e suoni, ‘Mare Vivo’ restituisce alla comunità una memoria capace di emozionare. Un ringraziamento va a Promea e al presidente Massimo Mancini per questa iniziativa di grande valore".
L'esposizione, che si propone come un ponte tra il passato della tradizione e il linguaggio dell'arte contemporanea, resterà aperta al pubblico con ingresso libero fino al 2 maggio. Sarà possibile visitarla tutti i giorni, nella fascia oraria che va dalle 17:00 alle 22:00
Il cartellone della XXXVII edizione di Musicultura entra nel vivo. Dopo l'annuncio della presenza di Brunori Sas, il festival della canzone popolare e d’autore svela i nuovi grandi nomi che calcheranno il palco dello Sferisterio nelle serate finali del 19 e 20 giugno. Un cast che mescola sapientemente la storia della musica italiana con la freschezza delle nuove generazioni.
Per Ron e Tosca si tratta di un gradito ritorno a casa. Entrambi membri del Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura, i due artisti sono considerati dal festival una certezza assoluta in termini di qualità. "Artisti come loro sono una garanzia di sostanza - ha dichiarato il direttore artistico Ezio Nannipieri - con la capacità di riversare nella dimensione live un plus di risorse espressive unico".
La loro esibizione è in programma per la serata di sabato 20 giugno, promettendo momenti di grande intensità emotiva sotto le stelle dell'Arena. La serata di apertura di venerdì 19 giugno vedrà invece protagonisti i marchigiani Maria Antonietta & Colombre. Reduci dal recente successo al Festival di Sanremo, il duo porterà a Macerata un progetto artistico che Nannipieri definisce "vivace e fresco", sottolineando come la coppia riesca a completarsi perfettamente non solo nella vita, ma anche nella scrittura delle canzoni. Nella stessa serata di venerdì, il pubblico potrà assistere anche alla performance del già annunciato Brunori Sas.
Le due serate rappresentano l'atto conclusivo di un lungo percorso di selezione che vedrà i vincitori del concorso sfidarsi per il titolo finale proprio insieme a questi grandi ospiti. Con questi nuovi innesti, Musicultura conferma la sua vocazione di "officina della canzone", capace di far dialogare i mostri sacri del cantautorato con le realtà più interessanti del panorama indipendente attuale.
Un evento che unisce cinema, moda ed eleganza per celebrare un traguardo importante. Celeste Fashion festeggia i 25 anni di attività con una serata esclusiva ispirata al grande ritorno de Il Diavolo Veste Prada 2, trasformando il Multiplex 2000 in una passerella di stile e creatività.
A raccontare l’iniziativa è Cinzia Tomassoni, che spiega l’idea alla base dell’evento: «Domani sera, dopo vent’anni torna al cinema con il sequel Il Diavolo veste Prada, un evento che non è solo cinema e che non potevamo lasciarci sfuggire». Un format che richiama le grandi premiere internazionali, reinterpretato in chiave locale per offrire ai clienti un’esperienza immersiva tra fashion e spettacolo.
Grazie alla collaborazione con il Multiplex 2000 di Piediripa, sono stati riservati circa 130 posti, andati esauriti in tempi rapidissimi. «Abbiamo riempito praticamente questi 130 posti in quattro giornate», sottolinea Cinzia Tomassoni, evidenziando l’entusiasmo e la partecipazione che hanno accompagnato l’iniziativa fin dalle prime fasi.
La serata prenderà il via alle 20:30 con un brindisi di benvenuto dedicato a tutte le partecipanti, per poi proseguire con l’ingresso in sala. Il dress code sarà parte integrante dell’evento, ispirato proprio all’estetica iconica del film. «Sarà gradito l’abito elegante con i toni che richiamano la locandina e quindi il rosso, il nero e il bianco», spiega Cinzia Tomassoni, invitando a curare ogni dettaglio per vivere appieno l’atmosfera della serata.
Non mancherà anche un momento dedicato alla valorizzazione dello stile personale, con una selezione dei look più riusciti: «I dieci look migliori vinceranno un premio», aggiunge, rendendo l’evento ancora più dinamico e coinvolgente.
I premi sono stati modulati grazie al supporto delle realtà partner che hanno contribuito alla realizzazione della serata. Tra queste la palestra Live Energy, insieme a Lola parrucchieria, al centro estetico Il Segreto Degli Dèi, alla Farmacia Farmarecanati e alla consulente d’immagine Michela Colonnello, specializzata in armocromia.
L’evento si inserisce in un calendario più ampio di iniziative pensate per celebrare i 25 anni di attività di Celeste Fashion, un percorso fatto di passione, ricerca e attenzione alle esigenze delle clienti. «Proseguono gli eventi per celebrare questo traguardo», conferma Cinzia Tomassoni, anticipando nuove occasioni di incontro e condivisione.
Cinzia Tomassoni ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale a tutto lo staff, composto da Daniela Stortini, Veronica Potalivo, Asia Molini e Barbara Riccioni, per l’impegno e la dedizione dimostrati, elementi fondamentali per dare vita a un evento che celebra non solo la moda, ma anche una storia lunga venticinque anni fatta di professionalità e passione.
La Monti Azzurri Experience prende il via con il primo appuntamento del Primo Maggio al lago di Caccamo, splendida frazione di Serrapetrona inaugurando un ciclo di tre giornate dedicate alla valorizzazione del territorio, delle tradizioni e delle eccellenze locali. L’iniziativa, promossa dall’Unione Montana, unisce natura, attività all’aria aperta ed enogastronomia, coinvolgendo anche i comuni di Camporotondo di Fiastrone e Cessapalombo nei successivi appuntamenti del 16 e 17 maggio.
Ad aprire la rassegna è proprio la giornata di Caccamo, pensata come esperienza immersiva per tutte le età. «È una delle tre giornate che noi offriamo come Experience il primo maggio», spiega Giampiero Feliciotti, presidente della comunità monti azzurri, sottolineando il valore di un progetto più ampio che abbraccia più territori e più eccellenze. L’evento segna anche «l’apertura della stagione della canoa qui al lago di Caccamo» e propone un ricco programma che unisce sport e convivialità.
Durante la giornata sarà possibile partecipare a escursioni in kayak, provare sup e salire sulle water bike, particolari biciclette galleggianti adatte anche ai più piccoli. «Potranno anche toccare con mano e farsi anche un giro se vogliono, o in canoa o con queste pseudobici che galleggiano», aggiunge Feliciotti, evidenziando l’attenzione verso un’offerta accessibile e adatta alle famiglie.
Non mancherà la parte dedicata ai sapori, con degustazioni e momenti di convivialità. «Faremo degli spritz, faremo delle merende, fava, formaggio, musica», racconta ancora Feliciotti, invitando tutti a vivere una giornata all’insegna della semplicità e della qualità. Protagonista sarà la vernaccia, insieme ad altri prodotti tipici, in un contesto naturale che punta a esaltare l’identità del territorio.
Il progetto Monti Azzurri Experience, però, non si limita al primo maggio. «L’Unione Montana ha messo in piedi questi tre eventi, queste tre giornate proprio per la promozione», prosegue Feliciotti, ricordando i prossimi appuntamenti: il 16 maggio a Camporotondo di Fiastrone con l’olio coroncina e il 17 maggio a Cessapalombo con lo zafferano. Tre occasioni pensate non solo per promuovere i prodotti, ma per invitare le persone a scoprire borghi «veramente eccezionali per tranquillità, per ambiente e perché no anche essere presi per la gola».
Grande entusiasmo anche da parte della sindaca di Serrapetrona, Silvia Pinzi, che evidenzia il valore della collaborazione tra enti e comuni. Il primo maggio rappresenta infatti «il numero zero di questa edizione», un punto di partenza per un percorso di crescita che mette insieme natura, sport ed eccellenze enogastronomiche. Saranno presenti stand con degustazioni di vernaccia di Serrapetrona DOCG e DOC, oltre a momenti di intrattenimento musicale pensati per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente.
L’obiettivo è chiaro: valorizzare il territorio e creare nuove opportunità. «È fondamentale cercare di far ripartire anche imprese, suscitare interesse perché ci siano anche investitori», sottolinea la sindaca, rimarcando l’importanza di eventi capaci di generare ricadute economiche e sociali.
A chiudere la rassegna sarà Cessapalombo, come ricorda la sindaca Giuseppina Feliciotti: «Noi chiudiamo la rassegna perché primo maggio inizia qui a Caccamo poi il 16 a Camporotondo di Fiastrone e il 17 a Cessapalombo con lo zafferano». Un prodotto che negli ultimi anni ha conosciuto una forte crescita grazie a un progetto sviluppato con l’Università di Camerino. In programma anche attività e «laboratori per bambini» legati alla natura, in linea con il contesto del Parco dei Sibillini.
Tra i protagonisti della giornata inaugurale anche Lorenzo Baldi di Waterbike Marche, che porterà al lago le sue biciclette acquatiche: «nulla di più bello del lago di Caccamo», afferma, sottolineando il fascino della location. Accanto a lui, Cristiano Leccesi, presidente dell’associazione Monti Azzurri Canoa Kayak, organizzerà escursioni per tutte le età: «escursioni con il kayak per tutti quindi adulti, bambini», con partenze distribuite tra mattina e pomeriggio.
La Monti Azzurri Experience si presenta così come un progetto articolato e ambizioso, capace di mettere in rete territori, tradizioni e comunità, offrendo ai visitatori tre appuntamenti imperdibili tra sport, natura e gusto nel cuore delle Marche.
La comunità di San Severino Marche si è stretta in un nuovo caloroso abbraccio per festeggiare una sua concittadina: Maria Carletti, residente nella frazione di Colleluce, ha tagliato il prestigioso traguardo del secolo di vita.
Il sindaco, Rosa Piermattei, ha voluto onorare personalmente la signora Maria facendole visita per consegnarle una pergamena ricordo e un omaggio floreale, brindando insieme a lei e alla sua famiglia.
Nata a Santa Maria in Piana di Treia il 20 aprile 1926, Maria è rimasta vedova Albino Scagnetti oltre quarant'anni fa dopo averlo sposato a vent’anni d’età. Ha dedicato la sua esistenza ai figli Rita e Mario, anche lui scomparso, e circondandosi dell'affetto dei nipoti Fabiana e Simone, e della pronipote Sofia, campionessa marchigiana di ballo.
Nonostante il secolo di vita, Maria conserva una tempra straordinaria e un'ironia pungente. Grande lettrice di riviste e libri sulla storia locale, non rinuncia a seguire i programmi televisivi, dichiarando una simpatia per Gerry Scotti e Stefano De Martino.
Famosa per le sue tagliatelle, Maria ha cucinato per anni non solo per i propri cari ma anche per i clienti del ristorante "La Lucciola" dove il 25 aprile, in una data densa di significato per la città e per l'Italia, ha raccolto gli auguri di parenti ed amici.
Per l'occasione è stata celebrata una messa da padre Luciano Genga che ha suggellato un momento di gioia condivisa per tutta la frazione di Colleluce e l'intera comunità settempedana.
In una limpida giornata di primavera, la Riviera del Conero ha fatto da cornice a un evento che celebra la forza dei nuovi inizi. Lo scorso 24 aprile, presso il municipio di Sirolo, Marco Battellini e Alina Duleanti si sono uniti in matrimonio, formalizzando un legame nato poco più di un anno fa da un fortuito incontro domenicale.
La cerimonia, caratterizzata da un tono di sobria eleganza, ha visto la partecipazione di familiari e amici vicini. Tra i presenti, hanno voluto portare il proprio saluto anche figure di rilievo istituzionale come Vincenzo Bennardo, direttore generale dei Vigili del Fuoco delle Marche, e Varo Benucci, alto ufficiale della Marina Militare di Ancona, a testimonianza dell'amicizia e della stima che circonda la coppia.
Il seguito dei festeggiamenti si è svolto a Porto Recanati, dove il ristorante Mami ha accolto gli ospiti per un pranzo conviviale. L'atmosfera, intima e raccolta, ha messo al centro il valore degli affetti più cari: accanto agli sposi sedevano le madri, Francesca Ascenzo e Filotea Duleanti, testimoni di un passaggio importante che ha visto l'abbraccio tra due famiglie.
Il momento più significativo della giornata è stato rappresentato dalla presenza delle figlie, Greta e Rebecca per Marco, e Alessia e Francesca per Alina. La loro partecipazione ha trasformato la celebrazione in un autentico progetto di vita condiviso, segnando l'inizio di un cammino comune fondato sulla serenità e sulla reciproca appartenenza.
Organizzare un viaggio negli Stati Uniti significa confrontarsi con un territorio vasto, le distanze sono importanti, le differenze tra stati marcate, le esperienze possibili quasi infinite. Il ruolo del tour operator assume un valore concreto: non si limita alla prenotazione, ma diventa un vero mediatore tra il viaggiatore e un sistema articolato fatto di trasporti, normative, logiche territoriali e opportunità. La domanda che molti si pongono è semplice: ha ancora senso affidarsi a un viaggio organizzato nell’era del fai da te? La risposta, osservando quali sono le criticità reali di un viaggio negli USA, è meno scontata di quanto si pensi.
Il ruolo del tour operator negli Stati Uniti tra complessità e ottimizzazione
Negli Stati Uniti, la gestione del viaggio non riguarda soltanto la scelta delle destinazioni. Il nodo centrale è la costruzione coerente dell’itinerario, capace di tenere insieme distanze, tempi di percorrenza, condizioni climatiche e disponibilità dei servizi. Un tour operator Stati Uniti lavora su questo livello progettuale, spesso invisibile a chi viaggia in autonomia. La differenza si percepisce nella fluidità dell’esperienza: spostamenti ottimizzati, tappe equilibrate, tempi morti ridotti.
Le grandi città come New York, Los Angeles e Las Vegas richiedono approcci diversi. New York, ad esempio, è una destinazione verticale, concentrata, dove la logistica urbana incide meno rispetto alla pianificazione delle esperienze. Los Angeles, al contrario, è dispersiva, richiede spostamenti continui e una conoscenza pratica delle distanze reali. Las Vegas introduce una logica ancora diversa, legata al tempo e al ritmo della città. Un operatore esperto non si limita a “inserire” queste tappe, ma le connette in modo funzionale, evitando passaggi inutili o sovrapposizioni.
Un altro elemento rilevante è la gestione delle variabili impreviste. Negli Stati Uniti, fattori come il traffico, le condizioni meteo nei parchi nazionali o la disponibilità delle strutture possono incidere sull’itinerario. Il tour operator agisce come filtro e soluzione, intervenendo rapidamente senza compromettere l’esperienza complessiva. È un lavoro di regia più che di semplice intermediazione.
Viaggio organizzato vs fai da te: vantaggi reali e limiti da considerare
Il confronto tra viaggio organizzato e fai da te negli Stati Uniti non può essere ridotto a una questione di costo. Il punto è il rapporto tra controllo e complessità. Il fai da te offre libertà, ma richiede tempo, competenze e capacità di gestione. Prenotare voli, hotel e noleggi auto è solo la parte superficiale: il vero lavoro sta nel coordinare tutto in modo efficiente.
Un viaggio organizzato, al contrario, riduce il margine di errore. La scelta delle strutture, ad esempio, non è casuale ma risponde a criteri precisi: posizione, accessibilità, qualità del servizio. Anche la gestione degli spostamenti è più lineare. Nei tour che attraversano più stati, come quelli che includono California, Nevada e Arizona, il rischio principale del fai da te è sottovalutare le distanze o sovraccaricare l’itinerario.
C’è poi un tema meno evidente ma centrale: l’accesso alle esperienze. Alcuni ingressi ai parchi nazionali, visite guidate o attività specifiche richiedono prenotazioni anticipate o canali privilegiati. Un tour operator Stati Uniti ha spesso accordi e disponibilità che il singolo viaggiatore fatica a ottenere. Questo si traduce in un’esperienza più completa, non necessariamente più costosa, ma sicuramente più strutturata.
Va detto che il viaggio organizzato non è privo di limiti. La flessibilità è ridotta, soprattutto nei tour di gruppo. Tuttavia, negli ultimi anni si è diffuso un modello intermedio, che combina struttura e autonomia, permettendo margini di personalizzazione senza rinunciare alla sicurezza organizzativa.
Itinerari tra città iconiche e grandi spazi naturali
Gli Stati Uniti offrono una varietà di itinerari difficilmente replicabile altrove. I tour operator costruiscono percorsi che tengono insieme due anime del Paese: quella urbana e quella naturale. Le città iconiche rappresentano spesso il punto di ingresso. New York introduce il viaggio con la sua densità culturale, i suoi quartieri distinti, la stratificazione sociale e architettonica. Los Angeles amplia lo sguardo, mostrando un modello urbano diffuso, legato all’industria dell’intrattenimento ma anche alla mobilità privata. Las Vegas, infine, rappresenta una parentesi quasi sospesa, dove il tempo sembra seguire regole proprie.
Accanto a queste città, i parchi nazionali costituiscono l’altra grande dimensione del viaggio. Il Grand Canyon, Yosemite, Bryce Canyon, Zion sono solo alcuni esempi di un sistema naturale che richiede preparazione e conoscenza. Non si tratta solo di visitare, ma di capire come muoversi, quando andare, quali percorsi scegliere. Un tour operator Stati Uniti inserisce questi luoghi all’interno di un disegno più ampio, evitando che diventino tappe isolate o mal integrate.
Un aspetto spesso sottovalutato è il ritmo. Un buon itinerario alterna momenti intensi a fasi più distese. Dopo giornate urbane dense, l’ingresso nei parchi offre un cambio di prospettiva, quasi una pausa necessaria. Questo equilibrio non è casuale, ma frutto di esperienza e analisi dei flussi turistici.
Versis America: un approccio costruito sull’esperienza
Versis America è il tour operator Stati Uniti specializzato nell’organizzazione di viaggi orientati alla costruzione dell’esperienza. L’approccio si distingue per la capacità di combinare itinerari classici con soluzioni personalizzate, mantenendo una struttura solida ma adattabile.
L’offerta si sviluppa su più livelli. Da un lato, tour organizzati che toccano le principali destinazioni, pensati per chi desidera un percorso definito e accompagnato. Dall’altro, formule più flessibili come fly and drive, che permettono di mantenere autonomia negli spostamenti senza rinunciare al supporto organizzativo. Questo doppio binario risponde a esigenze diverse, evitando soluzioni standardizzate.
Un elemento rilevante è l’attenzione alla costruzione delle tappe. Gli itinerari non si limitano a collegare punti sulla mappa, ma cercano coerenza narrativa. Le città e i parchi vengono inseriti in un percorso che ha un senso complessivo, evitando sovrapposizioni o passaggi ridondanti. Anche la selezione delle strutture e delle esperienze segue questa logica, con un equilibrio tra qualità e funzionalità.
Spostamenti e logistica
Negli Stati Uniti, la logistica è una componente determinante. Le distanze tra una tappa e l’altra possono superare facilmente le cinque o sei ore di guida. Le infrastrutture sono efficienti, ma richiedono familiarità con il sistema. Il noleggio auto, ad esempio, comporta scelte precise: tipologia del veicolo, assicurazioni, condizioni di restituzione.
Un tour operator interviene proprio su questo livello operativo. Nei tour guidati, gli spostamenti sono gestiti con mezzi dedicati e autisti esperti. Nei tour più flessibili, invece, viene fornito un supporto dettagliato: itinerari stradali, tempi di percorrenza realistici, indicazioni sui punti di sosta. Questo riduce lo stress e consente di concentrarsi sull’esperienza.
Anche i voli interni rappresentano una variabile importante. Negli Stati Uniti, spostarsi in aereo tra costa est e ovest è spesso inevitabile. La scelta degli orari, delle compagnie e degli aeroporti incide direttamente sulla qualità del viaggio. Un errore in questa fase può compromettere intere giornate.
La logistica, quindi, non è un aspetto secondario ma il fattore che determina la riuscita complessiva del viaggio. È qui che il valore di un tour operator Stati Uniti emerge con maggiore chiarezza.
Oggi la Comunità della Parrocchia di Santa Maria Assunta si è ritrovata a festeggiare, oltre alla ricorrenza del 25 aprile come Festa della Liberazione, anche per onorare Sant’Amico, nato nel X secolo a Montemilone, oggi Pollenza, e divenuto abate benedettino dell’Abbazia di Rambona. Il santo, vissuto prima di San Francesco, è ricordato anche per aver ammansito un lupo, episodio raffigurato nella copia dell’affresco presente dietro l’altare della piccola chiesetta in legno, dove oggi il nuovo parroco Don Ignazio ha celebrato la Santa Messa, ripercorrendo la storia e la figura di Sant’Amico.
Dopo la celebrazione, durante la quale Don Ignazio ha ricordato la vita del santo nato proprio a Montemilone, si è svolta una processione all’esterno della chiesetta con la benedizione delle campagne nei quattro punti cardinali, secondo una tradizione molto sentita dalla comunità locale. A seguire i parrocchiani sono stati invitati a condividere un piccolo rinfresco preparato per l’occasione, momento conviviale che ha rafforzato il senso di comunità.
Nel corso dell’incontro è stata espressa anche la speranza che possano iniziare al più presto i lavori per la valorizzazione dell’Abbazia di Rambona, con l’auspicio che il Vescovo possa presto celebrare una messa e impartire la benedizione per l’avvio degli interventi. L’obiettivo condiviso è quello di vedere questo luogo tornare a vivere pienamente, favorendo una rinascita non solo nella vita religiosa, ma anche in quella ricreativa, come avveniva in passato quando ogni anno si organizzava una festa molto partecipata con stand gastronomici, commedie dialettali e fuochi artificiali, tipici delle realtà di campagna.