Montecosaro - Di giorno tomaificio, di notte bisca clandestina: 13 denunciati e 6.500 euro sequestrati
Cronaca
03/05/2026 10:40

Montecosaro - Di giorno tomaificio, di notte bisca clandestina: 13 denunciati e 6.500 euro sequestrati

Un laboratorio calzaturiero che di giorno produceva tomaie, ma che di notte si trasformava in una vera e propria casa da gioco clandestina. È quanto scoperto dai carabinieri della stazione di Montecosaro che, nella serata del 30 aprile, hanno portato a termine l’operazione convenzionalmente denominata "Game Over". L'indagine, nata da una capillare attività informativa sul territorio, è culminata in un’irruzione fulminea in un locale seminterrato di un edificio di tre piani. I militari, supportati dai colleghi di Porto Potenza Picena e del nucleo radiomobile di Civitanova Marche, hanno sorpreso all'interno 13 cittadini di nazionalità cinese impegnati in sessioni di "Mahjong", un gioco d’azzardo basato sulla fortuna e su forti puntate di denaro. Il locale era stato allestito nei minimi dettagli: tre tavoli tecnici professionali erano già pronti con tessere e fiches per la gestione delle puntate, ricreando l’ambiente di una bisca a tutti gli effetti. L’attività investigativa ha permesso di denunciare a piede libero tutte le 13 persone presenti per esercizio di gioco d'azzardo. Tra questi, i carabinieri hanno individuato i presunti organizzatori: una coppia di coniugi residenti a Montecosaro, trovati in possesso della "cassa" dell'attività illegale. Il bilancio dell'operazione comprende: 6.500 euro in contanti, rinvenuti tra i giocatori e nella cassa centrale; attrezzatura professionale, tra cui tavoli tecnici, fiches e tessere da Mahjong; sequestro preventivo dell'immobile, l'intero seminterrato è stato infatti sigillato dai militari.  "Questo risultato testimonia l'importanza della presenza capillare dell'Arma territoriale", commentano dal Comando Provinciale. La capacità dei militari di intercettare segnali anomali in contesti produttivi apparentemente silenti si è rivelata decisiva per smascherare un giro d'affari sommerso che operava nel cuore della zona industriale.

Montecosaro - Di giorno tomaificio, di notte bisca clandestina: 13 denunciati e 6.500 euro sequestrati

Montecosaro - Di giorno tomaificio, di notte bisca clandestina: 13 denunciati e 6.500 euro sequestrati
03/05/2026 10:40

Un laboratorio calzaturiero che di giorno produceva tomaie, ma che di notte si trasformava in una vera e propria casa da gioco clandestina. È quanto scoperto dai carabinieri della stazione di Montecosaro che, nella serata del 30 aprile, hanno portato a termine l’operazione convenzionalmente denominata "Game Over". L'indagine, nata da una capillare attività informativa sul territorio, è culminata in un’irruzione fulminea in un locale seminterrato di un edificio di tre piani. I militari, supportati dai colleghi di Porto Potenza Picena e del nucleo radiomobile di Civitanova Marche, hanno sorpreso all'interno 13 cittadini di nazionalità cinese impegnati in sessioni di "Mahjong", un gioco d’azzardo basato sulla fortuna e su forti puntate di denaro. Il locale era stato allestito nei minimi dettagli: tre tavoli tecnici professionali erano già pronti con tessere e fiches per la gestione delle puntate, ricreando l’ambiente di una bisca a tutti gli effetti. L’attività investigativa ha permesso di denunciare a piede libero tutte le 13 persone presenti per esercizio di gioco d'azzardo. Tra questi, i carabinieri hanno individuato i presunti organizzatori: una coppia di coniugi residenti a Montecosaro, trovati in possesso della "cassa" dell'attività illegale. Il bilancio dell'operazione comprende: 6.500 euro in contanti, rinvenuti tra i giocatori e nella cassa centrale; attrezzatura professionale, tra cui tavoli tecnici, fiches e tessere da Mahjong; sequestro preventivo dell'immobile, l'intero seminterrato è stato infatti sigillato dai militari.  "Questo risultato testimonia l'importanza della presenza capillare dell'Arma territoriale", commentano dal Comando Provinciale. La capacità dei militari di intercettare segnali anomali in contesti produttivi apparentemente silenti si è rivelata decisiva per smascherare un giro d'affari sommerso che operava nel cuore della zona industriale.

Cronaca

Paura a Fiastra, ragazza  rimasta bloccata alle Lame Rosse

Paura a Fiastra, ragazza rimasta bloccata alle Lame Rosse

02/05/2026 19:16

Momenti di apprensione nel primo pomeriggio di oggi nei pressi del celebre itinerario delle Lame Rosse, nel territorio comunale di Fiastra, dove un’escursionista si è trovata in seria difficoltà, rimanendo bloccata in una zona impervia. ​L'allarme è scattato poco prima delle 15:00, attivando immediatamente una complessa macchina dei soccorsi. Sul posto è intervenuta tempestivamente la squadra dei Vigili del Fuoco di Camerino, supportata dagli specialisti del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale). Decisivo per l’esito dell’operazione è stato l’impiego della tecnologia: il nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) della Direzione Regionale Marche ha infatti sorvolato l’area con i droni, riuscendo a localizzare con precisione la giovane in tempi brevi. ​Una volta individuata, la ragazza è stata raggiunta dai soccorritori che, attraverso specifiche manovre di derivazione alpinistica e l'ausilio di attrezzature dedicate, hanno provveduto al suo recupero in sicurezza. ​L’operazione ha visto la stretta collaborazione tra i Vigili del Fuoco e il personale del Soccorso Alpino, presenti sul luogo per monitorare le fasi del salvataggio. Una volta riportata sul sentiero principale, l'escursionista è stata affidata ai sanitari del 118 per i controlli di rito. Nonostante lo shock per l'accaduto, la giovane sarebbe in buone condizioni.

Visso, truffa online sulla vendita di una moto: due denunciati

Visso, truffa online sulla vendita di una moto: due denunciati

02/05/2026 16:13

I Carabinieri della Stazione di Visso, al termine di un’articolata attività d’indagine avviata a seguito della querela di un 27enne del posto, hanno denunciato due persone ritenute responsabili di una truffa informatica ai danni di un annuncio di vendita online. La vittima aveva pubblicato su una nota piattaforma di annunci la vendita della propria motocicletta al prezzo di 9.000 euro. Poco dopo è stata contattata da un giovane che, attraverso una serie di raggiri, è riuscito a trasformare la trattativa in una frode. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il truffatore ha inizialmente convinto il venditore a versare 220 euro su una carta Postepay intestata a un complice. Successivamente, con il pretesto di “sbloccare il pagamento”, ha guidato la vittima presso uno sportello bancomat, inducendola a inserire codici numerici che hanno generato cinque ulteriori versamenti da 498 euro ciascuno verso una seconda carta prepagata. Grazie agli accertamenti telematici e bancari, i Carabinieri sono riusciti a identificare i responsabili: un 19enne di origini nordafricane residente a Mira (Venezia), ritenuto l’autore delle istruzioni fraudolente e responsabile anche del reato di riciclaggio, e un 36enne residente a Padova, denunciato per truffa aggravata. Una parte delle somme sottratte, circa 2.500 euro presenti sulla seconda carta, è stata bloccata grazie a una procedura interbancaria attivata tempestivamente, consentendo alla vittima di recuperare il denaro. I Carabinieri rinnovano l’invito alla prudenza nelle compravendite online, ricordando che "nessun acquirente legittimo richiede versamenti o operazioni tramite bancomat per ricevere un pagamento". In caso di richieste sospette, viene raccomandato di "interrompere subito la trattativa e rivolgersi alle forze dell’ordine".

Attualità

Ripe San Ginesio, i Monti Azzurri diventano podcast: presentato il nuovo canale su Loquis

Ripe San Ginesio, i Monti Azzurri diventano podcast: presentato il nuovo canale su Loquis

02/05/2026 17:20

È stato presentato questa mattina presso la Pinacoteca di Ripe San Ginesio il nuovo canale podcast Le Vie dei Monti Azzurri, promosso dall’Unione Montana dei Monti Azzurri – ente che riunisce e coordina le strategie di sviluppo dei Comuni dell’area – e realizzato in collaborazione con Loquis, la prima piattaforma al mondo di travel podcast geolocalizzati. Il progetto nasce nell’ambito delle strategie di valorizzazione territoriale promosse dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale, paesaggistico e identitario delle Marche interne attraverso il linguaggio del podcast, trasformando la scoperta del territorio in un’esperienza immersiva capace di accompagnare cittadini e visitatori lungo un viaggio fatto di storie, natura, tradizioni e comunità. L’iniziativa si inserisce quindi in un percorso più ampio di sviluppo e promozione coordinato dall’Unione Montana dei Monti Azzurri, che negli ultimi anni ha lavorato alla costruzione di un sistema territoriale integrato, fondato sulla collaborazione tra Comuni, sulla valorizzazione delle risorse locali e su modelli di turismo sostenibile. In questo contesto, il progetto rappresenta uno strumento innovativo per rendere accessibili e raccontabili luoghi, paesaggi e comunità, rafforzando l’identità dell’area e la sua attrattività.  

Sarnano, chiuse le terme: arriva lo stop per il certificato antincendio

Sarnano, chiuse le terme: arriva lo stop per il certificato antincendio

02/05/2026 15:50

Chiusura temporanea per lo stabilimento termale di Sarnano, in via Alcide De Gasperi. La decisione è stata assunta dalla società Sarnano Terzo Millennio srl, che ha disposto lo stop alle attività a partire da oggi, 2 maggio 2026. Alla base del provvedimento, spiegano dalla direzione, c’è il mancato aggiornamento del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI), attualmente in fase di istruttoria presso il Comando dei Vigili del Fuoco. Una situazione che ha portato l’azienda a optare per una sospensione precauzionale delle attività, in attesa del completamento dell’iter burocratico. Secondo quanto comunicato, la questione sarebbe legata anche al fatto che i precedenti organi amministrativi non avrebbero portato a termine gli interventi previsti da un progetto presentato nel 2018, né completato le procedure necessarie, tra cui la Scia richiesta dalla normativa vigente. “La sicurezza di dipendenti, collaboratori e visitatori è la nostra priorità assoluta”, sottolinea la società, spiegando che la chiusura si è resa necessaria per garantire il pieno rispetto delle norme in materia di sicurezza. La struttura resterà chiusa fino a nuova comunicazione. Alla riapertura, gli appuntamenti già fissati saranno riprogrammati in base alle esigenze della clientela. Nel frattempo, la direzione ha avviato le procedure per regolarizzare la posizione nel più breve tempo possibile, con l’obiettivo di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie e riprendere l’attività. “Ci scusiamo per il disagio arrecato – conclude la società – ma si tratta di una scelta dettata dal massimo senso di responsabilità e dal rispetto delle normative vigenti”.

Politica

Silvia Salis, il nuovo volto della politica funzionale all'ordine dominante

Silvia Salis, il nuovo volto della politica funzionale all'ordine dominante

03/05/2026 12:30

Sembra che il sindaco di Genova in quota alla sinistra fucsia, Silvia Salis, sia il nuovo volto politicamente prescelto dal potere dominante per rappresentare le sue istanze. L’ordine del discorso e dell’immagine continua a proporre a pie’ sospinto la figura di Silvia Salis, presentandola come il nuovo volto della politica e financo come la possibile nuova guida del Paese dopo che la figura di Giorgia Meloni, come già ha iniziato a fare, sarà definitivamente tramontata sul piano politico. Addirittura il noto rotocalco iperliberista “Vanity Fair” ha dedicato la copertina a Silvia Salis, come già fece a suo tempo con il tosco rottamatore Matteo Renzi. In effetti, Silvia Salis pare la figura ottimale per rappresentare le istanze dell’ordine dominante: anzitutto non ha una provenienza politica ed è dunque perfettamente malleabile per l’ordine discorsivo e politico dominante. Non ha un’identità politica sua propria e dunque è pronta ad assumere quella di volta in volta richiesta dallo spirito del tempo, dunque dalla globalizzazione neoliberale in tinta arcobaleno. Nei suoi discorsi, il grande assente è la politica, poiché ella parla soltanto di questioni irrilevanti e marginali legate alle chiacchiere arcobaleno e ai temi vuoti dell’inclusività, buoni sempre e solo a nascondere il conflitto di classe e lo sfruttamento annesso, l’imperialismo americano e la questione sociale. Insomma, sembra proprio che Silvia Salis farà ancora parlare molto di sé e anzi diventerà, come in parte già sta diventando, la protagonista dello scenario politico a venire, traghettando come sempre il consenso delle masse verso il potere della globalizzazione neoliberale. E intanto, puntuale come un orologio elvetico, adesso spunta il marchio depositato dalla Salis: si chiama “Futuro Democratico”, come rivelato da diversi quotidiani nazionali. Tutto come da copione, dunque: Silvia Salis, come abbiamo già sottolineato, rappresenta il nuovo volto della politica spuntato dal nulla, almeno in apparenza; in realtà, si tratta dell’ennesimo prodotto politico dell’ordine dominante e in funzione della riproduzione dei rapporti di forza dominanti. Incessantemente le classi dominanti sono alla ricerca di nuovi personaggi politici affidabili, che possano rappresentare al meglio le loro istanze e il loro programma liberalprogressista, ma poi anche – non dimentichiamolo – di personaggi che rappresentino al meglio l’opposizione controllata e la messa in scena di un dissenso funzionale esso stesso allo status quo. In questa luce debbono leggersi tanto il “Futuro Democratico” di Silvia Salis, quanto il “Futuro Nazionale” del generale Vannacci. Il primo rappresenta il lato del consenso alla civiltà dei consumi e al sinedrio liberalprogressista, il secondo simboleggia il lato della contestazione addomesticata ed essa stessa funzionale alla dominazione dell’ordine egemonico (giacché il Vannacci non mette in discussione il liberismo, l’atlantismo e lo schema di destra e sinistra). Sia la Salis, sia il Vannacci – i nuovi volti politici del presente – accettano senza batter ciglio il neoliberismo e l’atlantismo, cosicché, dietro l’opposizione fittizia, si nasconde l’identità di vedute che garantisce l’indisturbata dominazione dei gruppi egemonici e delle classi dirigenti, voglio dire il mantenimento dello status quo della civiltà liberalatlantista. Il potere dominante crea le sue immagini politiche prodotte in vitro grazie a martellanti campagne mediatiche e pubblicitarie, con le quali propone alle masse teledipendenti e tecnonarcotizzate figure che non hanno storia politica e che sembrano spuntate dal nulla, quando in realtà sono selezionate con cura dall’ordine dominante per rappresentare al meglio le proprie istanze e per illudere le masse popolari circa l’esistenza di un’alternativa in realtà inesistente, poiché a esistere nel quadro politico dominante è soltanto l’alternanza tra partiti tutti interni al partito unico fintamente articolato del turbocapitale sans frontières.

Sogno Lautaro Martinez a Monte San Martino: "Lavoriamo per portarlo qui"

Sogno Lautaro Martinez a Monte San Martino: "Lavoriamo per portarlo qui"

03/05/2026 11:20

Non è solo una questione di passaporti, ma di radici profonde che sfidano l’oceano. Il sindaco di Monte San Martino, Matteo Pompei, ha accolto in questi giorni Juan Carlos Paglialunga, consigliere del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) per l’America Latina, per un incontro istituzionale volto a rafforzare il legame tra il borgo marchigiano e la vastissima comunità argentina. Attualmente, Monte San Martino ospita 18 cittadini argentini stabilmente residenti, una comunità perfettamente integrata che partecipa attivamente alla vita sociale del paese. Durante il confronto - a cui hanno preso parte anche Alessandro Morrone Mozzi e il consigliere comunale Mauro Virgili - il sindaco Pompei ha ribadito come l'accoglienza sia la chiave per contrastare lo spopolamento dei borghi: «Chi vuole vivere, lavorare e contribuire al benessere della comunità troverà un paese pronto ad accogliere», ha dichiarato il primo cittadino, ricordando la storica vocazione ospitale del borgo. Al centro del dibattito anche le criticità sollevate dal Decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36 (cosiddetto Decreto Tajani), che ha introdotto una stretta sul riconoscimento della cittadinanza per i discendenti degli italiani. Secondo quanto emerso, la riforma sta creando ostacoli concreti a chi intende realmente trasferirsi in Italia. Paglialunga ha confermato l'impegno dei rappresentanti eletti all'estero per introdurre correttivi che distinguano tra chi chiede la cittadinanza per fini formali e chi, invece, desidera rientrare stabilmente nelle terre degli antenati. L'integrazione a Monte San Martino passa anche per il quotidiano: Noelia Brito, portavoce della comunità locale, ha raccontato come tradizioni argentine quali l'asado, le empanadas e il gioco del truco stiano entrando nelle abitudini del paese. Sul fronte economico, il sindaco Pompei ha confermato l'avvio di collaborazioni con la regione di Salta per favorire scambi commerciali e opportunità di export per le imprese monsammartinesi, specialmente nel settore dell'alta tecnologia. L'incontro si è chiuso con un sipario dedicato allo sport e al legame simbolico tra Monte San Martino e Bahía Blanca, città natale del capitano dell'Inter Lautaro Martínez. Paglialunga, concittadino del calciatore, si è detto disponibile a favorire un contatto per una futura visita del "Toro" nel borgo maceratese, magari in occasione del 50° anniversario della locale società sportiva che veste proprio i colori biancoazzurri. «Visto che l'Italia non sarà ai prossimi Mondiali — ha scherzato il Sindaco Pompei — a Monte San Martino avremo un motivo in più per tifare Argentina».

Sanità

Malattie professionali in aumento, Isolani (Ast Macerata): "Investire in cultura e nuove tecnologie"

Malattie professionali in aumento, Isolani (Ast Macerata): "Investire in cultura e nuove tecnologie"

03/05/2026 12:20

Abbiamo festeggiato il 1° maggio, i lavoratori nelle piazze hanno dimostrato il loro orgoglio, rivendicato le conquiste e fatto conoscere le nuove aspettative per poi magari esprimere tutta la loro gioia in spettacoli musicali e di costume. Il 1° maggio festeggia il diritto universale a un luogo di lavoro dignitoso, sano e sicuro, non solo come obbligo morale ed etico, ma come necessità imprescindibile per il benessere individuale e collettivo e per la produttività delle imprese. Abbiamo quotidianamente il dovere di garantire luoghi di lavoro dove i lavoratori non vadano incontro ad infortuni e a malattie professionali e dove la salute e la sicurezza vengano tutelate. Erano queste le tematiche della Giornata Internazionale sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro celebrata il 28 aprile, due date connesse con le considerazioni sul problema salute nel lavoro. Ne parliamo con la dottoresssa Lucia Isolani Direttore UOC Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro - AST Macerata, Professore Medicina del Lavoro presso l’Università degli Studi Carlo Bo' di Urbino. Il suo un impegno va oltre le competenze territoriali per l’organizzazione di un servizio sempre più presente ed utile per tutti i lavoratori, con una visione illuminata che coinvolge l’intero patrimonio medico-scientifico dei territori. Dott.ssa Isolani, quanti sono gli infortuni sul lavoro in Italia? "Nel 2024 sono state registrate 593 mila denunce di infortunio, con un lieve aumento rispetto al 2023: il 68,4% degli infortuni interessa il genere maschile e la classe di età con il maggior numero di infortuni è quella 50-64 anni. Gli infortuni sul lavoro con esito mortale sono stati 1.202. Il settore delle costruzioni e dell’agricoltura si confermano come settori produttivi più pericolosi, dove più frequentemente si verificano infortuni gravi, gravissimi e mortali". Ancora troppi infortuni. E cosa possiamo fare per evitare che accadano? "Sono fondamentali le regole, le procedure, la formazione ed i comportamenti. Nel momento in cui all’interno di un’azienda tutti i lavoratori, colletti bianchi e colletti blu, acquisiscono comportamenti sicuri che diventano naturali ed ordinari gli infortuni non accadono. Si tratta di un processo culturale da costruire assieme, lavorando su modifiche tecniche, organizzative e procedurali, con attenzione anche ai quasi infortuni (near miss), che ci possono far apprendere importanti lezioni di prevenzione. Dovremmo inoltre evitare di avere una visione miope e considerare non solo gli infortuni, ma anche le malattie professionali, di cui ancora si parla poco e che costano molto di più degli infortuni, con costi sanitari, economici e sociali che gravano allo stesso tempo su lavoratore, impresa e stato". Quante e quali sono le malattie professionali? "Nel 2024 le patologie di origine professionale denunciate all’Inail sono salite a oltre 88mila, con un incremento del 21,8% rispetto al 2023, interessando 58mila lavoratori, con un trend in crescita ininterrotto dal 2000. La crescita delle malattie professionali denunciate non è necessariamente conseguenza di un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma può essere attribuita ad una maggiore consapevolezza dei lavoratori e dei medici certificatori in merito alle coperture assicurative e al progressivo ampliamento delle patologie riconoscibili. Le malattie professionali sono prevalentemente muscoloscheletriche (tre su quattro). Seguono le neuropatie come la sindrome del tunnel carpale, le ipoacusie, le dermatopatie e i tumori professionali". Quali sono le priorità attuali e le prospettive future della prevenzione in un luogo di lavoro? "Certamente è prioritario accrescere la cultura della prevenzione nelle scuole, apprendendo fin da piccoli regole e comportamenti che possano garantire sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, con una formazione costante nel tempo. L’attenzione deve essere tenuta alta in settori complessi come l’edilizia e l’agricoltura, dove tradizionalmente i rischi e i pericoli sono numerosi e gli infortuni frequenti, anche in considerazione del lavoro irregolare e dell’impiego di lavoratori stranieri. Bisogna inoltre far emergere malattie professionali ancora oggi sommerse come i tumori, promuovendo screening e vaccinazioni in un’ottica più ampia di sanità pubblica. Le malattie muscoloscheletriche, così frequenti e destinate ad aumentare con il crescere dell’età, dovranno essere affrontate affinché non divengano causa di disabilità, abbattendo barriere, modificando condizioni ambientali sfavorevoli e trovando soluzioni ergonomiche, anche ricorrendo a dispositivi robotici passivi come gli esoscheletri. In considerazione dell’aumento dell’età pensionabile, visto il tempo che si dovrà trascorrere al lavoro, diviene necessario che i lavoratori stiano bene, dal punto di vista sia fisico che psichico, creando sia lavori flessibili in grado di rispondere alle esigenze di vita delle persone, sia luoghi di lavoro che possano favorire il benessere psichico, campagne di screening e stili di vita salutari. Insomma, in prevenzione molto è stato fatto, ma ancora molto certamente si deve fare, costruendo reti solide e definendo collaborazioni valide: la scommessa per il futuro è senz'altro avvincente".

Weight regain: perché il corpo tende a recuperare i chili persi

Weight regain: perché il corpo tende a recuperare i chili persi

02/05/2026 16:50

Molte persone riescono a perdere peso almeno una volta nella vita. Molto più difficile, invece, è riuscire a mantenerlo nel tempo. Spesso chi riprende i chili persi vive questa esperienza come un fallimento personale, come la prova di non avere abbastanza volontà o costanza. In realtà, il recupero del peso dopo un dimagrimento, definito in ambito scientifico weight regain, è un fenomeno molto comune e oggi sappiamo che non dipende soltanto dalla disciplina. Dietro questo processo esistono meccanismi biologici profondi che il nostro organismo mette in atto per difendere il peso corporeo. Quando il corpo perde peso, soprattutto in modo significativo, non interpreta sempre questo cambiamento come qualcosa di positivo. Dal punto di vista evolutivo, una riduzione delle riserve energetiche può essere percepita come una possibile minaccia alla sopravvivenza. Per questo l’organismo tende a reagire cercando di riportare il peso verso il valore precedente. Uno dei primi cambiamenti riguarda il metabolismo, che diventa meno efficiente e consuma meno energia rispetto a prima. Questo significa che, dopo il dimagrimento, il corpo può arrivare a bruciare meno calorie anche svolgendo le stesse attività quotidiane, rendendo più facile recuperare peso. Accanto al metabolismo cambiano anche i segnali ormonali che regolano fame e sazietà. Dopo una perdita di peso si osserva spesso una riduzione della leptina, l’ormone che comunica al cervello la presenza di adeguate riserve energetiche, mentre tende ad aumentare la grelina, che stimola l’appetito. Il risultato è che molte persone, dopo una dieta, non solo consumano meno energia ma avvertono anche più fame. Questo spiega perché mantenere il peso perso può diventare una sfida molto più complessa di quanto appaia dall’esterno. Anche il cervello partecipa a questo processo. Dopo una restrizione calorica prolungata, le aree coinvolte nella ricompensa diventano più sensibili alla vista e al consumo di cibi ricchi di zuccheri e grassi. In pratica, il cibo può diventare più attraente proprio nel momento in cui si sta cercando di controllarlo. Stress, stanchezza e sonno insufficiente possono amplificare ulteriormente questi meccanismi, rendendo più facile tornare gradualmente alle vecchie abitudini. Per questo le diete troppo rigide, anche quando portano a risultati rapidi, spesso aumentano il rischio di ritrovarsi dopo qualche mese al punto di partenza. Una restrizione eccessiva può accentuare l’adattamento metabolico, aumentare la fame e favorire anche la perdita di massa muscolare, che rappresenta una componente essenziale per mantenere attivo il dispendio energetico. Più il corpo percepisce una condizione di privazione, più tenderà successivamente a compensare. Per ridurre il rischio di weight regain è importante cambiare prospettiva. Il vero obiettivo non dovrebbe essere soltanto perdere peso, ma creare condizioni che permettano al corpo di mantenere quel risultato nel tempo. Questo significa evitare approcci estremi, proteggere la massa muscolare, curare il sonno, gestire lo stress e soprattutto non considerare il percorso concluso nel momento in cui si raggiunge il peso desiderato. Un altro aspetto fondamentale è imparare a riconoscere precocemente i piccoli segnali. Il recupero del peso raramente avviene all’improvviso; più spesso inizia con variazioni graduali che, se affrontate subito, possono essere gestite con maggiore facilità. Riprendere peso non significa aver fallito. Significa confrontarsi con una biologia che, in molti casi, cerca naturalmente di difendere il peso precedente. Comprendere questo meccanismo non serve a giustificarsi, ma a smettere di colpevolizzarsi. Perché spesso il successo più grande non è perdere peso velocemente, ma costruire un equilibrio che il corpo possa davvero sostenere nel tempo.

Sport

Softball, l'ARES Safety Macerata cade a Saronno: non basta l'ottima prova delle lanciatrici

Softball, l'ARES Safety Macerata cade a Saronno: non basta l'ottima prova delle lanciatrici

03/05/2026 13:30

 Un weekend amaro per l'ARES Safety Macerata, che torna dalla trasferta lombarda con due sconfitte contro le campionesse dell'MKF Saronno (7-1 e 1-0) nella sesta giornata di Serie A1. Nonostante una prestazione corale solida, a fare la differenza è stata la maggiore concretezza delle padrone di casa nei momenti clou. Il pomeriggio si era aperto sotto i migliori auspici per Macerata. Al primo inning, una valida di Carter spingeva a casa Tittarelli, portando le ospiti in vantaggio. La gioia, però, è durata poco: al cambio campo Saronno ha subito ribaltato il punteggio con un doppio di Saviola e il fuoricampo da 2 RBI di De Luca (3-1). Nel quarto inning, le lombarde hanno ipotecato la vittoria segnando altre quattro volte, sfruttando i doppi di Rotondo e Saviola e un errore della difesa maceratese per il definitivo 7-1. La seconda sfida è stata un vero manifesto del softball d'alto livello, dominata dal duello in pedana tra le lanciatrici statunitensi Avery (ex Macerata) e Carter. Entrambe hanno sfoderato una prestazione maiuscola, chiudendo con 7 strike out a testa. In una partita bloccata sul filo del rasoio, l'equilibrio si è spezzato solo al quarto inning quando, ancora una volta, De Luca ha trovato il guizzo vincente: un fuoricampo solitario che ha fissato il risultato sull'1-0. Macerata, nonostante la grande tenuta difensiva, non è riuscita a trovare il colpo del pareggio, pagando una leggera mancanza di cinismo in attacco. I risultati della sesta giornata confermano la forza delle big: oltre alla doppietta di Saronno su Macerata, si registrano gli "sweep" (doppie vittorie) di Caronno, Pianoro e Bollate (quest'ultima trionfatrice nel big-match contro Forlì), mentre Rovigo e Castellana chiudono in pareggio.

Potenza Picena, missione compiuta: è di nuovo Promozione

Potenza Picena, missione compiuta: è di nuovo Promozione

02/05/2026 20:24

      Il ritorno è compiuto. Il Potenza Picena vince il girone C di Prima Categoria e  riconquista la Promozione. La squadra giallorossa si riprende quel palcoscenico lasciato due anni fa, al termine di una stagione amara. Stavolta, però, il finale è completamente diverso: è il giorno della festa, della rivincita e della gioia giallorossa. Sul campo di Porto Sant'Elpidio contro la Pinturetta, la squadra di mister Comotto costruisce il successo con una prova solida e concreta. L’avvio è subito intenso, con ritmi alti e tanti duelli fisici. Il primo segnale arriva al 17’, quando Castellano si libera al tiro ma trova la pronta risposta di Faini. Lo stesso attaccante ci riprova pochi minuti dopo con un pallonetto che però termina alto. Il match si sblocca al 32’: azione ben costruita sulla destra, cross rasoterra di Perna e inserimento perfetto di Pistelli, che con il destro firma l’1-0. Una rete cercata e meritata, arrivata poco dopo un gol annullato allo stesso Pistelli per fuorigioco. Il Potenza Picena chiude così il primo tempo in vantaggio, legittimando il risultato con una prestazione autoritaria. Nella ripresa i giallorossi ripartono con determinazione, gestendo però con intelligenza il ritmo della gara. Castellano resta una spina nel fianco sulla corsia sinistra, ma le occasioni nitide diminuiscono. La squadra controlla senza correre particolari pericoli, abbassando i ritmi e giocando con maturità ogni possesso. Il tempo scorre, la tensione sale, ma il risultato non cambia. Fino al 96’, quando arriva il triplice fischio che libera tutta la gioia: il Potenza Picena è campione. La Promozione è realtà. Dalla delusione alla rinascita, in una stagione che restituisce orgoglio a un’intera comunità. E a Porto Sant’Elpidio può finalmente partire la festa giallorossa.    

Economia

Debiti bancari ed esecuzioni immobiliari: nuove difese per i debitori contro le irregolarità

Debiti bancari ed esecuzioni immobiliari: nuove difese per i debitori contro le irregolarità

29/04/2026 18:40

Anche la Giurisprudenza di legittimità, oltre a quella di merito, apre recentemente nuovi spiragli per consentire ai debitori esecutati di difendersi più adeguatamente dalle ingiustizie bancarie. Mentre in passato si potevano definire "bonariamente" le controversie sorte fra le banche, cessionarie e debitori, ora per bloccare le esecuzioni immobiliari è necessario (quasi obbligatorio) il ricorso al Giudice di merito o, ancora meglio, al Giudice delle Esecuzioni. Infatti, tra le varie cessionarie dei crediti bancari, ultimamente, molte rinunciano strategicamente a fornire le dovute spiegazioni ed a documentare la regolarità del loro operato, comportamento che risulta comunque vantaggioso per le stesse in considerazione dell'elevato numero di pratiche coinvolte. "Di fronte a esplicite richieste sulla titolarità del credito e legittimazione ad agire, le cessionarie spesso rispondono in modo generico e totalmente incompleto", evidenzia il cav. rag. Giuseppe Tosoni, presidente dell'Associazione Tutela Impresa e delegato dello Sportello del Consumatore Italia per la Regione Marche "Ma ciò facilita la procedura del debitore, che è legittimato a conoscere con precisione se le azioni intraprese sono valide per una procedura esecutiva giudiziale", prosegue. A tal riguardo, emerge un dato singolare: circa 300 di tali società sono localizzate nello stesso indirizzo a Conegliano Veneto, la cui regolarità è oggetto di verifica da parte della Guardia di Finanza, iniziativa promossa dall'associazione in collaborazione con un'imprenditrice di Tolentino. "Pertanto, si invitano le parti debitrici a verificare preventivamente la legittimità delle cessionarie e valutare ulteriori contestazioni - conclude Tosoni ricordando l'urgenza del fenomeno -: in provincia di Macerata ci sono ben 1.200 immobili all'asta, di cui circa 120 solo a Civitanova Marche".

Imprese e crisi globale, l’analisi di Marco Ragni (Confindustria Macerata): “Fare sistema è l’unica strada" (VIDEO)

Imprese e crisi globale, l’analisi di Marco Ragni (Confindustria Macerata): “Fare sistema è l’unica strada" (VIDEO)

29/04/2026 10:00

In un contesto economico segnato da tensioni internazionali, aumento dei costi energetici e forte incertezza globale, il sistema produttivo locale è chiamato a ripensare le proprie strategie. In questa intervista, Marco Ragni, presidente di Confindustria Macerata e amministratore delegato di Fatar, analizza lo stato dell’economia del territorio, evidenziando criticità, opportunità e il ruolo centrale della collaborazione tra imprese per affrontare una fase complessa ma non priva di prospettive. La provincia di Macerata è un territorio ampio e diversificato, in che modo si costruisce e si rafforza la coesione tra imprenditori appartenenti a settori differenti?La provincia di Macerata è un territorio dove c’è un tessuto imprenditoriale molto vario: manifatturiero, moda, agroalimentare, meccanica, arredo. Questo rappresenta da una parte un punto di forza e dall’altra una complessità. L’associazione lavora per creare connessioni vere tra le imprese, attraverso tavoli comuni dove condividere problemi e progetti. Costruiamo iniziative trasversali, come un importante progetto sull’introduzione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, e favoriamo lo scambio di competenze. Oggi nessuno compete da solo, ma all’interno di una filiera. Oggi la vera competitività nasce dalla capacità di fare sistema e non di restare isolati. Sta prendendo forma un’aggregazione tra Ancona, Fermo e Macerata: quali sono gli obiettivi e le ricadute sul territorio?Questo processo di aggregazione è un passaggio strategico, non formale. Da soli rischiamo di essere troppo piccoli per contare davvero. Mettere insieme Macerata, Ancona e Fermo significa fare massa critica e avere maggiore peso nei tavoli dove si decidono le politiche industriali, a livello regionale, nazionale ed europeo. Inoltre, questa rete permetterà di offrire servizi più evoluti alle aziende associate. Allargando lo sguardo allo scenario geopolitico internazionale, quanto incidono queste dinamiche sulla produzione locale?Le tensioni internazionali oggi si sentono in modo concreto anche sul nostro territorio. Conflitti, dazi e difficoltà nelle forniture rendono più complicato pianificare investimenti e strategie. Da una parte si registra un calo della domanda, dall’altra aumentano i costi delle forniture e dell’energia. Tutto questo incide direttamente sui bilanci delle imprese. Le aziende stanno reagendo, ma il contesto resta molto instabile. Quali sono oggi i settori maggiormente colpiti da questa fase di instabilità?In prima battuta i settori più colpiti sono quelli orientati all’export, come la moda e il calzaturiero, che subiscono la contrazione della domanda e le difficoltà nei mercati esteri. Anche altri comparti, come l’agroalimentare e l’arredo casa, risentono di problemi nelle catene di fornitura e nella logistica, con difficoltà a rimanere competitivi nelle filiere produttive. Quali interventi ritiene prioritari da parte della politica per sostenere il sistema produttivo?Le imprese hanno bisogno soprattutto di certezze e di risposte chiare. Da troppo tempo vengono rimandate decisioni importanti, a partire dalla politica energetica, che deve essere definita in modo chiaro a livello europeo, nazionale e regionale. Nelle Marche è fondamentale portare avanti il tema del termovalorizzatore. Serve inoltre intervenire sulla rete di distribuzione: molte aziende, soprattutto nelle aree interne, soffrono ancora di sbalzi e interruzioni di energia. C’è poi il paradosso degli investimenti nel fotovoltaico: da una parte vengono incentivati, dall’altra le imprese non riescono ad allacciarsi alla rete per mancanza di infrastrutture adeguate. A questo si aggiunge un quadro normativo complesso che aumenta la burocrazia. Le aziende sono ormai abituate a portare “zaini pesanti” sulle spalle: è il momento che la politica inizi a togliere qualche peso. Guardando al futuro, quali prospettive economiche si vedono nei prossimi mesi per il territorio?Il quadro resta molto complesso e fare previsioni è difficile, sia nel breve che nel medio termine, perché i conflitti internazionali influenzano direttamente gli equilibri economici globali. Le aziende sono reattive e si stanno organizzando, ma hanno poche leve strategiche per reagire in questa fase. Proprio per questo diventa ancora più importante fare sistema e affrontare insieme le difficoltà a livello associativo. Questo può rappresentare un vantaggio per tornare rapidamente competitivi quando la situazione tornerà a normalizzarsi.

Scuola e università

Stella Menna apre il convegno sull’influencer marketing all’Università di Macerata

Stella Menna apre il convegno sull’influencer marketing all’Università di Macerata

02/05/2026 10:29

Sarà dedicato all’influencer marketing e alla sua crescente rilevanza giuridica, economica e sociale il convegno in programma martedì 5 maggio alle ore 9:30 al Polo Pantaleoni dell’Università degli Studi di Macerata. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Giurisprudenza nell’ambito del Laboratorio di Diritto del Fashion, rappresenta il momento conclusivo di un percorso formativo avanzato dedicato alle trasformazioni della comunicazione commerciale, dell’economia dell’influenza e della proprietà intellettuale. L’incontro sarà fruibile anche online. Ad aprire i lavori sarà Stella Menna, conosciuta sui social con il profilo “Una stella in cucina”. Con oltre un milione di follower, rientra nella categoria dei macro-influencer secondo le linee guida dell’Agcom, rappresentando una figura sempre più centrale nel panorama della comunicazione digitale. La sua testimonianza offrirà uno spunto concreto di confronto tra mondo accademico, professionale e regolatorio. Il convegno vedrà la partecipazione di un panel di esperti, con l’obiettivo di garantire un approccio multidisciplinare. I saluti istituzionali saranno affidati a Laura Marchegiani, delegata del rettore al placement, mentre la moderazione sarà curata dalla professoressa Federica Monti. L’iniziativa si inserisce nel progetto Digital Education Hub – Higher Education (DEH2023-00010), finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Next Generation EU e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4 “Istruzione e Ricerca”. È inoltre in corso l’accreditamento presso il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Macerata ai fini della formazione professionale.   L’evento si propone di offrire a studenti, professionisti e operatori del settore strumenti aggiornati per comprendere il quadro normativo e autodisciplinare della comunicazione commerciale digitale, coniugando rigore accademico e applicazione pratica.

A Camerino il diritto si impara sul campo: intesa tra Università e Camere Penali

A Camerino il diritto si impara sul campo: intesa tra Università e Camere Penali

30/04/2026 16:00

CAMERINO – Rafforzare il legame tra formazione universitaria e pratica forense nel campo del diritto penale: è questo l’obiettivo del Protocollo di Intesa firmato oggi presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, nel corso della tavola rotonda dal titolo “Formare alla difesa: il diritto penale tra studio e pratica”. L’accordo, sottoscritto con l’Unione delle Camere Penali Italiane, punta a offrire a studentesse e studenti un percorso formativo più completo, capace di integrare lo studio teorico con esperienze concrete sul campo. Tra le iniziative previste figurano attività congiunte, momenti di osservazione diretta delle udienze e percorsi guidati all’interno delle aule di giustizia, con l’obiettivo di approfondire il significato del diritto di difesa e del giusto processo. Uno dei primi risultati tangibili dell’intesa è l’attivazione di una Clinica giuridica in materia penale, che consentirà agli studenti di confrontarsi con casi reali. Le attività prevedono analisi, simulazioni e discussioni guidate, con il coinvolgimento diretto degli avvocati della Camera Penale di Macerata. Un’esperienza formativa innovativa, pensata per sviluppare competenze pratiche, spirito critico e maggiore consapevolezza del ruolo del difensore nel sistema giudiziario. L’incontro si è aperto con i saluti del rettore Graziano Leoni e dell’avvocata Enrica Paesano, responsabile dell’Osservatorio “Progetto Università” dell’Unione delle Camere Penali Italiane. A seguire, gli interventi del professor Paolo Bianchi, coordinatore del corso di laurea in Giurisprudenza, dell’avvocato Paolo Giustozzi, responsabile della Scuola di Formazione della Camera Penale di Macerata, e dei professori Antonella Merli e Ugo Pioletti, referenti del Protocollo per Unicam. Le conclusioni sono state affidate all’avvocato Donato Attanasio, presidente della Camera Penale di Macerata. Con la firma del Protocollo, l’Università di Camerino consolida il proprio impegno verso una formazione giuridica sempre più orientata all’integrazione tra sapere accademico e professione, nella prospettiva di preparare futuri giuristi con competenze solide e immediatamente spendibili.

Cultura

Castelraimondo, il rock senza filtri di Enrico Ruggeri conquista il Lanciano Forum

Castelraimondo, il rock senza filtri di Enrico Ruggeri conquista il Lanciano Forum

03/05/2026 09:50

Una serata "elettrica", autentica e fuori dagli schemi. Il comune di Castelraimondo archivia con soddisfazione il grande successo dell'Electric Tour 2026 di Enrico Ruggeri, che giovedì 30 aprile ha infiammato il Lanciano Forum. L'artista milanese ha regalato al pubblico una performance rock pura, basata sull'improvvisazione e sulla musica suonata rigorosamente dal vivo. In un’epoca dominata da basi e sequenze digitali, il concerto di Ruggeri si è distinto per la sua natura diretta: una scaletta scelta sul momento che ha dato vita a un dialogo costante e spontaneo tra il palco e la sala gremita. Accompagnato da una band di altissimo livello - composta da Sergio Aschieris e Johnny Gimpel alle chitarre, Francesco Luppi alle tastiere, Mitia Maccaferri al basso e voce e Lele Veronesi alla batteria - Ruggeri ha interpretato circa venti brani. Il filo conduttore è stato il rock, attraverso il quale il cantautore ha ripercorso i grandi successi che hanno segnato intere generazioni della musica italiana. Lo stesso Ruggeri ha voluto ringraziare il pubblico marchigiano attraverso i propri canali social, definendo la data di Castelraimondo come una "partenza perfetta". «I giorni di prove ci hanno caricato, sembrava già un concerto di metà tour - ha scritto il cantante - grande band ma soprattutto grandi voi! Spero siate stati ben ripagati dei chilometri fatti, sappiate che siete preziosi».

Macerata Racconta cambia stagione: nel 2026 sarà un festival estivo

Macerata Racconta cambia stagione: nel 2026 sarà un festival estivo

30/04/2026 16:34

MACERATA – Cambia volto e calendario Macerata Racconta, che nel 2026 giunge alla sua sedicesima edizione e si prepara a una significativa novità: per la prima volta, la manifestazione si svolgerà in estate, dal 30 giugno al 5 luglio, abbandonando la tradizionale collocazione nella prima settimana di maggio. Una scelta già sperimentata nel 2021 per ragioni legate alla pandemia, ma che questa volta nasce da esigenze organizzative. L’Associazione culturale ConTesto, in accordo con il Comune di Macerata, ha infatti deciso di riprogrammare l’evento per evitare sovrapposizioni con altri appuntamenti cittadini e la concomitanza con le elezioni comunali. Il passaggio alla stagione estiva rappresenta anche un’opportunità per ripensare gli spazi del festival. Gli incontri potranno infatti svolgersi all’aperto, tra piazze e cortili, valorizzando in modo nuovo il centro storico e offrendo al pubblico un’esperienza ancora più suggestiva. “Sarà sicuramente un’edizione speciale – spiega il direttore artistico Giorgio Pietrani – che ci richiederà uno sforzo organizzativo maggiore. Dovremo prevedere allestimenti sia all’aperto sia al chiuso, in caso di maltempo, e concentrare molti appuntamenti nelle ore serali. Ma l’obiettivo resta invariato: mantenere alto il livello della proposta culturale, con ospiti di qualità e storie capaci di coinvolgere il pubblico”. Intanto, la macchina organizzativa non si è mai fermata. Si sono infatti concluse proprio in questi giorni le attività dedicate alle scuole, anticipate rispetto alle nuove date del festival. Il 29 aprile si è chiusa l’edizione 2026 del Premio Macerata Racconta Giovani, che ha fatto registrare numeri record: ben 1.327 studenti coinvolti tra scuole primarie, secondarie e università. Le premiazioni si sono svolte tra l’aula sinodale e l’auditorium dell’Università di Macerata, con la presentazione degli elaborati e dei booktrailer realizzati dagli studenti, disponibili anche online. Nei prossimi giorni si concluderanno inoltre i laboratori didattici nei vari istituti del territorio, con la partecipazione degli autori Pino Pace, Ivan Sciapeconi, Eva Pigliapoco e Tobias Giacomazzi.   Negli anni, Macerata Racconta si è affermato come uno degli appuntamenti culturali più attesi non solo in città ma anche nel panorama regionale. Il programma dell’edizione 2026 è ormai in fase di definizione: per conoscere tema e ospiti bisognerà attendere l’inizio di giugno, quando verranno svelati tutti i dettagli di questa inedita versione estiva.

Eventi

Aperitivi Europei 2026 a Macerata: ecco la lista dei locali aderenti

Aperitivi Europei 2026 a Macerata: ecco la lista dei locali aderenti

03/05/2026 13:00

Tornano gli Aperitivi Europei, un evento ormai simbolo della città di Macerata, capace ogni anno di animare il centro storico con colori, sapori e atmosfere internazionali. Promossa dal Comune in collaborazione con le attività locali, l’iniziativa si inserisce nel calendario della Festa dell’Europa e rappresenta un’occasione unica per vivere la città in modo diverso, trasformandola in un vero e proprio viaggio tra le culture del continente. L'appuntamento di quest'anno si svilupperà su quattro giornate: gli aperitivi si terranno da giovedì 7 a sabato 9 maggio a partire dalle 19:00, mentre per la giornata conclusiva di domenica 10 maggio si inizierà già nel pomeriggio, a partire dalle 16:00. Per l'occasione, bar, ristoranti e locali aderenti interpreteranno un Paese europeo, proponendo aperitivi a tema ispirati alle tradizioni gastronomiche e conviviali di tutta Europa. Un percorso diffuso che unisce gusto, socialità e scoperta, valorizzando il tessuto commerciale cittadino e rafforzando il senso di appartenenza a una comunità europea condivisa. Ecco l'elenco dei locali: Almalù Bar Gelateria — Polonia, Viale Indipendenza 16; Antica Norcineria Rapari — Paesi Bassi, Via Panfilo 2; Barezio — Spagna, Via Garibaldi 72; Bar Ginetta — Grecia, Largo Affede 11/A; Bar Villetti — Grecia, Via Pannelli 30; Basquiat Bistrot — Spagna, Via Gramsci 23; Because The Night — Polonia, Piazza della Libertà 8; Bifolchi Divini— Germania, Galleria Scipione 1; Birreria Burning — Estonia, Via della Pescheria Vecchia 4; Birreria Fabric — Norvegia, Vicolo Ferrari 12; Birroteca Beer Bang Macerata — Svezia, Piazza Mazzini 46/50; Cabaret — Grecia, Via Gramsci 57; Caffè Corso — Francia, Corso della Repubblica 31; Caffetteria Tuttincluso — Francia, Viale Martiri della Libertà 5; Casa Cairoli — Francia, Corso Cairoli 123/129; Centrale Macerata — Germania, Piazza della Libertà 4; Civico 37 — Danimarca, Corso della Repubblica 37/39; Crazy Burger — Paesi Bassi, Corso Cairoli 25; Digusto Macerata — Spagna, Via XX Settembre 12; Dumpling Bar Macerata — Romania, Corso della Repubblica 47; Fior di Grano — Albania, Via S. Giovanni Bosco 6; Forneria Garibaldi — Germania, Piazza Annessione 14/B; Friends Caffè— Turchia, Piazza Annessione 13; Hab — Germania, Via Gramsci 24; Hotel Lauri — Grecia, Via Tommaso Lauri 6; Il Quartino — Spagna, Corso della Repubblica 33; Infusione — Portogallo, Corso della Repubblica 12; La Botte Gaia Enoteca — Francia, Piazza Mazzini 1; La Rotonda — Spagna, Giardini Diaz; Libreria del Monte — Portogallo, Via XXIV Maggio 3; Maia Fucina Gourmet — Austria, Via Garibaldi 43; Mamò — Portogallo, Via Garibaldi 57; McFast Pizza & Burger — Belgio, Corso Matteotti 29; Misticpizza — Germania, Via Zincone 3; Mon Amour Cafè — Spagna, Viale Trieste 9; Osteria Agnese — Albania, Via De Amicis 1; Palazzo Cortesi — Germania, Piazza Cesare Battisti 6; Pizzeria da Coso — Repubblica Ceca, Corso Cairoli 21; Pizzeria Roberta — Spagna, Via Garibaldi 34; Pizzeria Scalette — Germania, Via Lauro Rossi 56; Playmarche — Belgio, Piazza della Libertà 24; Porchetteria Centrale — Romania, Piazza della Libertà 11; Pub Tempo Scaduto — Grecia, Piazza Mazzini 64; Salsamenteria Gastronomica — Portogallo, Corso Cairoli 1; Samo Fuori dal Corso — Spagna, Piazza Vittorio Veneto 8; Signore Te ne Ringrazi — Croazia, Via della Pescheria Vecchia 26/28; Spritz & Chips — Paesi Bassi, Via Gramsci 51/A; Spulla — Francia, Via Armaroli 54; Sugo — Paesi Bassi, Via Gramsci 4; Towanda — Spagna, Via Garibaldi 5; Verde Caffè — Spagna, Corso della Repubblica 43; Zerodiciannove — Germania, Piazza Mazzini 21.

A Lido Cluana una mostra per raccontare Civitanova attraverso arte, mare e tradizione

A Lido Cluana una mostra per raccontare Civitanova attraverso arte, mare e tradizione

02/05/2026 18:10

Civitanova Marche si prepara a raccontarsi attraverso un percorso che unisce mare, storia e identità. Dal 6 al 10 maggio, presso la Palazzina Sud del Lido Cluana, sarà allestita la mostra “Storia & Meraviglia – Anteprima. Tra mare, arte e archeologia”, un’esperienza culturale pensata come introduzione all’evento del 21 giugno “4 passi tra storia e meraviglia”. Promossa dalla Pro Loco Civitanova Marche A.P.S., in collaborazione con il Centro Studi Civitanovesi e l’Archeoclub d’Italia – sede di Civitanova Marche, l’iniziativa offre ai visitatori un viaggio tra bellezza, memoria e tradizione del territorio. Cuore dell’esposizione è la selezione di conchiglie della collezione di Alfiero Ambrosini, preziosa testimonianza del legame profondo tra la città e il mare. Accanto a queste, trovano spazio le opere della pittrice civitanovese Giuseppina Bascietto, che attraverso i suoi quadri restituisce volti, atmosfere e frammenti di vita legati alla comunità locale. Completa il percorso una sezione dedicata agli scritti di Don Vincenzo Galiè, con libri e riflessioni che contribuiscono a raccontare la dimensione storica e culturale di Civitanova, offrendo uno sguardo autentico sulle sue radici. La mostra si configura così come un racconto corale: il mare, l’arte e la parola si intrecciano per restituire l’identità di una città che vive di tradizioni, memoria e relazioni.  

Curiosità

Dalla Romania a Corridonia: la storia di Alexandra e la scommessa sulla bellezza delle Marche

Dalla Romania a Corridonia: la storia di Alexandra e la scommessa sulla bellezza delle Marche

30/04/2026 09:40

Ci sono occhi che, per quanto scrutino lo stesso orizzonte ogni giorno, finiscono per non vedere più nulla. È l’abitudine alla bellezza, quella sorta di assuefazione che colpisce chi nasce circondato dalle colline pettinate e dai borghi di mattoni della provincia di Macerata. E poi ci sono gli occhi di Alexandra Costina Munteanu, 23 anni, una vita che inizia in Romania e mette radici a Corridonia. Occhi che, proprio perché arrivati da altrove, riescono a scorgere l’incanto dove gli altri vedono solo la routine. La storia di Alexandra è quella di una giovane donna che ha scelto di non seguire la strada più semplice. Avrebbe potuto continuare l'attività di famiglia, una palestra avviata e sicura, ma ha deciso di scommettere su qualcosa di immateriale: l’emozione. Oggi, come organizzatrice di eventi e promotrice del territorio, Alexandra lavora per trasformare le Marche in una esperienza da vivere, mossa dal paradosso di essere "straniera" per amare questa terra quasi più di chi ci è nato. Tutto ha inizio quando Alexandra ha solo cinque anni. I suoi genitori sono in Italia già da un po’, a costruire mattone dopo mattone un futuro migliore. Dopo anni di attesa e sacrifici, vissuti con i nonni in Romania, la famiglia si riunisce. Prima il caos di Roma, poi, a sette anni, l’approdo nelle Marche. È qui che Alexandra cresce, studia all’Alberghiero di Cingoli e inizia a nutrire quella curiosità che diventerà una missione. «Spesso chi nasce in un posto smette di vederne la bellezza, dandola per scontata - racconta la giovane con una maturità che sorprende -. Io guardo le Marche con occhi da "straniera": mi incanto davanti a un pomodoro colto dal campo, una scena che in una grande metropoli è pura magia». La scintilla definitiva scocca lontano da casa, tra il 2024 e il 2025, durante un periodo di specializzazione in Toscana. Osservando la capacità dei toscani di valorizzare ogni zolla di terra, Alexandra avverte un sussulto d’orgoglio. «Mi sono chiesta: perché le Marche non fanno lo stesso? Cosa hanno loro che a noi manca?». La risposta non stava nelle risorse, ma nella narrazione. Da quel momento, il suo obiettivo è diventato quello di rompere il muro della timidezza marchigiana, quella gelosia discreta affiancata da umiltà e operosità che portano a tenere il bello per sé, quasi per timore di contaminarlo. Il suo non è un approccio commerciale, ma umano. Alexandra non vende "pacchetti", offre frammenti di vita. «Il mio progetto nasce dal desiderio profondo di riscatto per il territorio marchigiano», spiega. Attraverso i suoi laboratori di esperienza, Alexandra invita i visitatori - e gli stessi locali - a entrare in simbiosi con la terra. Una immersione nei mestieri antichi e nei paesaggi ordinari che diventano straordinari se osservati sotto la giusta luce. «Dobbiamo puntare sull’autenticità - dice -, evitando la commercializzazione di massa per proteggere l'anima di questi luoghi». In un momento storico in cui molti giovani cercano fortuna all'estero, la storia di questa 23enne nata in Romania è un inno alla forza generazionale e all'integrazione culturale. È la dimostrazione che l’appartenenza non è data solo dal certificato di nascita, ma dalla capacità di prendersi cura di un luogo. Alexandra ha scelto di investire il suo talento e le sue competenze tecniche nel Maceratese, convinta che la sua provincia non abbia nulla da invidiare alle mete internazionali più blasonate. Il suo è un invito alla collaborazione: «Vorrei spingere i marchigiani a unire le forze, a non essere più "gelosi" ma orgogliosi. Perché se una ragazza arrivata da lontano riesce a emozionarsi per un tramonto su queste colline, allora forse è tempo che tutti tornino a guardare fuori dalla finestra con lo stesso stupore».  

San Severino Marche su Rai 1: Federico Quaranta registra una puntata di Linea Verde Discovery

San Severino Marche su Rai 1: Federico Quaranta registra una puntata di Linea Verde Discovery

29/04/2026 16:13

Bellezze e tipicità di San Severino Marche ancora sotto le luci della ribalta. Nelle scorse ore, il popolare conduttore televisivo Federico Quaranta, volto storico di Rai 1, ha fatto tappa in città con la sua troupe per registrare le immagini di una nuova puntata di Linea Verde Discovery, che sarà trasmessa nelle prossime settimane. Nonostante viga il massimo riserbo sui contenuti specifici del servizio - definiti dalla produzione come "top secret" - l'itinerario delle riprese ha toccato i punti più iconici del patrimonio settempedano. Il tour televisivo è iniziato nel piazzale di Castello al Monte, luogo simbolo della città, per poi spostarsi sulla Torre Civica, nel piazzale Degli Smeducci, per catturare immagini mozzafiato dall'alto. La troupe ha fatto tappa anche al Marec, il Museo dell'Arte Recuperata, che custodisce i tesori salvati dalle chiese del territorio dopo il sisma, confermando l'interesse del programma per il connubio tra valorizzazione artistica e resilienza delle comunità locali. Federico Quaranta, già conduttore di successi come Linea Bianca e Il Provinciale, è da anni uno dei narratori più apprezzati del territorio italiano. Con Linea Verde Discovery, lo spin-off dedicato ai viaggi esperienziali, il racconto si focalizza su percorsi meno battuti, eccellenze enogastronomiche e progetti di sostenibilità. La partecipazione di San Severino Marche a questo format rappresenta un'altra importante vetrina promozionale per la città, inserendola in un circuito di visibilità nazionale dedicato al turismo consapevole e di qualità. I dettagli sulla data e l'orario della messa in onda verranno comunicati non appena resi noti dal palinsesto ufficiale.

Varie

Ichigo - Ichie: "Una volta un incontro". L’arte di abitare l’istante

Ichigo - Ichie: "Una volta un incontro". L’arte di abitare l’istante

Esiste un’espressione giapponese, Ichigo-ichie, che potremmo tradurre letteralmente come "una volta, un incontro". Racchiude un concetto profondo: ogni momento è un’occasione unica, un frammento di tempo che non potrà mai essere replicato. Anche se tornassimo nello stesso luogo o rivedessimo la stessa persona, noi stessi saremmo già diversi; il nostro respiro avrebbe cambiato ritmo, il mondo sarebbe mutato. Ogni istante non colto è, per definizione, un istante perso per sempre. Vivere nel presente richiede il coraggio della consapevolezza. Significa accettare l’impermanenza e abbracciare il "semplice stare" invece del "dover fare". Quando riconosciamo che ogni percezione è irripetibile, conferiamo alla vita intensità e colori nuovi. È in questa piena presenza che l’ego si dissolve: mentre la mente tende a fuggire altrove, il corpo rimane ancorato al "qui e ora", offrendoci i cinque sensi come bussole per orientarci nel reale. Perché facciamo così fatica ad abitare il presente? Se il presente è l’unico spazio in cui la vita accade, perché l’essere umano sembra programmato per stare ovunque tranne che nel momento attuale? La risposta risiede in parte nella nostra biologia. Il cervello attiva il cosiddetto Default Mode Network (DMN), un circuito neurale che entra in funzione quando la mente è a riposo. In quel limbo, il pensiero viaggia verso il passato o il futuro, analizzando vecchi conflitti o simulando scenari ipotetici, spesso angoscianti. In passato, questa capacità è stata una straordinaria strategia di sopravvivenza: ricordare i pericoli vissuti serviva a prevenire quelli futuri. Oggi, però, questo meccanismo si trasforma spesso in una strategia di fuga. Ci rifugiamo nel "poi" o nel "prima" per anestetizzare il dolore, la noia o la solitudine del presente. Cerchiamo dopamina nella pianificazione di stimoli futuri, convinti che il controllo e la programmazione possano proteggerci dall’imprevedibilità della vita. Come possiamo onorare la vita nel quotidiano? Siamo educati a vivere in funzione dei risultati, proiettati costantemente verso il prossimo traguardo. Eppure, la vita accade quasi sempre mentre siamo impegnati a fare altro. Praticare l’Ichigo-ichie - o la moderna Mindfulness - significa interrompere la dinamica dell'ansia e tornare a valorizzare i gesti minimi. Bere un caffè al mattino senza guardare lo smartphone, ascoltare un amico abitando le sue parole, significa riconoscere l'essenza di ciò che abbiamo di fronte. È un atto di rispetto verso l'esistenza: smettere di dare per scontato il mondo solo perché ci siamo abituati alla sua presenza. Abbracciare la filosofia dell’Ichigo-ichie è oggi un atto contro la distrazione di massa. È l’antidoto al rimpianto. Se iniziamo a considerare ogni incontro come il primo e l'ultimo, la qualità della nostra attenzione cambia radicalmente. Non abbiamo bisogno di eventi straordinari per sentirci vivi; abbiamo bisogno di una presenza vera nell'ordinario. Togliere il telefono dalla tavola, guardare negli occhi chi ci parla, trasformare un errore inatteso in una sfumatura unica che ci caratterizza: sono queste le piccole cerimonie quotidiane che possiamo accogliere con gratitudine. In un eterno fluire, l'unica dimora che possediamo è l'istante che stiamo respirando proprio ora.

Infiltrazioni dal lastrico solare di un condomino: chi paga?

Infiltrazioni dal lastrico solare di un condomino: chi paga?

03/05/2026 11:30

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alle infiltrazioni nei condomìni e alla ripartizione delle spese, con attenzione ai profili di responsabilità tra proprietari e condominio. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Macerata che chiede: “Se dal lastrico solare di un condomino provengono infiltrazioni d’acqua chi è tenuto a pagare?”. Le infiltrazioni d’acqua nei condomìni continuano a rappresentare una delle principali fonti di contenzioso tra proprietari di appartamenti, ma non sempre le spese vengono ripartite in modo coerente con la reale funzione dei beni coinvolti. È proprio su questo punto che interviene una recente decisione della Corte di Cassazione, destinata a incidere in modo significativo sulla prassi, affrontando il tema delle infiltrazioni provenienti da lastrici solari o terrazze a livello di proprietà esclusiva e dei relativi criteri di imputazione dei costi. La vicenda origina da un giudizio instaurato dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata, nel quale i proprietari di un’unità immobiliare avevano convenuto in giudizio la titolare dell’appartamento sovrastante, lamentando danni causati da ripetute infiltrazioni d’acqua provenienti dal terrazzo di proprietà esclusiva di quest’ultima; gli attori chiedevano l’accertamento della responsabilità esclusiva della convenuta, la sua condanna al risarcimento dei danni subiti e l’esecuzione delle opere necessarie ad eliminar le cause di infiltrazione. Nel corso del giudizio veniva accertato che le infiltrazioni erano dovute a una inadeguata impermeabilizzazione e a un sistema di deflusso delle acque non idoneo, senza che emergessero elementi sufficienti per imputare tali carenze a una condotta diretta della proprietaria del lastrico. I giudici di merito, sia in primo grado sia in appello, escludevano una responsabilità esclusiva della stessa e ritenevano applicabile il criterio di cui all’art. 1126 c.c., che disciplina la ripartizione delle spese per i lastrici solari ad uso esclusivo, ponendo un terzo dell’importo a carico del titolare e i restanti due terzi a carico dei condomini le cui unità risultano coperte dal lastrico; in tale prospettiva, la responsabilità per i danni veniva distribuita tra le parti. La decisione veniva impugnata dai proprietari dell’immobile sottostante, i quali contestavano l’applicazione automatica dell’art. 1126 c.c., evidenziando come nel caso di specie il lastrico solare non svolgesse una funzione di copertura a favore di una pluralità di unità immobiliari, ma incidesse solo su una. Tale circostanza, unitamente alla presenza di un edificio composto da due soli proprietari, avrebbe dovuto condurre, secondo i ricorrenti, all’applicazione di un diverso criterio di riparto, più coerente con la funzione effettiva del bene. Investita della questione, la Corte di Cassazione accoglie il motivo di ricorso relativo alla violazione di legge e introduce un chiarimento di rilievo sistematico, essa osserva come il criterio previsto dall’art. 1126 c.c. abbia natura derogatoria rispetto al principio generale di cui all’art. 1123 c.c. e trovi giustificazione solo quando il lastrico, pur essendo di uso o proprietà esclusiva, svolge anche una funzione di copertura a vantaggio di più unità immobiliari, così da bilanciare l’utilità esclusiva del titolare con quella, più ampia, degli altri condomini. Diversamente, quando il lastrico solare o la terrazza a livello copre una sola unità immobiliare, viene meno la ratio della norma: applicare l’art. 1126 c.c. determinerebbe un effetto sproporzionato, imponendo al proprietario dell’immobile sottostante di sostenere una quota rilevante di spesa per un bene dal quale trae un’utilità limitata; in tali casi, afferma la Corte, il criterio corretto è quello di cui all’art. 1125 c.c., quale espressione del principio generale di proporzionalità tra spese e utilità sancito dall’art. 1123 c.c. La decisione valorizza dunque la funzione concreta del bene, imponendo di verificare se il lastrico serva più unità o una soltanto, con conseguenze dirette sulla ripartizione delle spese. Resta fermo che, in materia di infiltrazioni, può configurarsi una responsabilità concorrente tra il proprietario del lastrico, quale custode ex art. 2051 c.c., e il condominio, salvo prova contraria. Pertanto, in risposta al nostro lettore, si può affermare che: "Se il terrazzo o lastrico solare da cui provengono le infiltrazioni copre esclusivamente il suo appartamento, non si applica il criterio dell’art. 1126 c.c., ma quello dell’art. 1125 c.c., con una ripartizione delle spese più aderente all’effettiva utilità del bene; resta comunque possibile una responsabilità concorrente tra il proprietario del terrazzo e il condominio, a seconda delle cause del danno" (Cass. civ., sez. II, ord., 21 aprile 2026, n. 10534). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

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