"Bosnia-Italia e quella partita del '96 che celebrò la fine della guerra. Io a Sarajevo fotografai un pezzo di storia" (FOTO)
Attualità
31/03/2026 15:50

"Bosnia-Italia e quella partita del '96 che celebrò la fine della guerra. Io a Sarajevo fotografai un pezzo di storia" (FOTO)

Il destino mette nuovamente di fronte Bosnia ed Erzegovina e Italia. Diversi gli scenari, diversi i protagonisti, diversa la posta in palio: stasera le due rappresentative si affrontano per un posto al Mondiale 2026. Ma a trent'anni di distanza, è impossibile non tornare con la mente a quel 6 novembre 1996, quando l'Italia vicecampione del mondo fece visita a una nazionale neonata in un Paese appena uscito da uno dei conflitti più cruenti dell'era contemporanea. Un evento che porta con sé una fortissima impronta maceratese, legata a doppio filo ai ricordi del funzionario Onu Andrea Angeli e del fotoreporter Guido Picchio, oggi direttore editoriale del nostro quotidiano online Picchio News. Quella partita si giocò alle 13:30, in un orario insolito dettato dalla necessità: lo stadio Kosevo di Sarajevo non aveva ancora ripristinato l’impianto d’illuminazione e il maxischermo, perforato dai proiettili, era coperto dallo striscione "Grazie Azzurri". In quel clima sospeso tra macerie e speranza, Andrea Angeli era già sul campo da quattro anni come peacekeeper delle Nazioni Unite. Proprio Andrea Angeli, ricordando l'atmosfera respirata tra i militari della Brigata Garibaldi guidati dal generale Agostino Pedone, racconta: "La presenza degli azzurri in un teatro di guerra è stato un evento eccezionale per i militari italiani, si è trattato di un momento di grande distensione dopo anni difficili. Ricordo come dopo la partita i militari si accalcarono per scattare fotografie e chiedere autografi ai calciatori". A immortalare quegli attimi c'era l'allora fotoreporter Guido Picchio, che a Sarajevo era già stato più volte in tempo di guerra, compreso un sequestro di 36 ore nel 1994 insieme ai colleghi Lucia Annunziata (Corriere della Sera) e Federico Bugno (L'Espresso), risolto proprio grazie alla mediazione dell'amico Angeli. Il direttore di Picchio News ricorda quell'emozione con estrema nitidezza, sfogliando l'album dei ricordi sia in maniera figurata che letterale. Guido, infatti, ci sorprende arrivando in redazione con uno dei raccoglitori ritrovati tra gli scaffali di casa: "Nel '96 ero inviato ancora per varie agenzie giornalistiche - ci dice con gli occhi colmi delle esperienze affrontate -, ricevetti l'accredito sempre grazie all'intercessione di Angeli, per me fu un momento di gioia ed emozione sia per la storicità dell'evento che segnava un ritorno alla normalità dopo gli anni sanguinosi della Guerra, sia perché per la prima volta nella mia carriera fotografai la Nazionale di Calcio Italiana, all'epoca vicecampione del Mondo del ct Sacchi". "Il ricordo è dolce anche perché una delle foto che scattai della partita è diventata anche una cartolina per i militari italiani del contingente Garibaldi - aggiunge Guido -. Tutto nacque da una mia intuizione, appoggiata sin da subito dal generale Pedone, visto che all'epoca l'unico modo che i militari avevano per comunicare con le proprie famiglie era proprio attraverso le cartoline, e per ovvie ragioni nello spaccio militare scarseggiavano in maniera frequente". Sul campo finì 2-1 per la Bosnia (gol di Salihamidzic, Chiesa e Bolic), un risultato storico celebrato dalla voce di Bruno Pizzul che aprì la cronaca Rai sottolineando come il significato del match andasse ben oltre l'evento sportivo. "Speriamo che questa sera il risultato sarà diverso", chiosa in maniera sorniona il direttore Guido Picchio. Non possiamo che essere d'accordo. 

"Bosnia-Italia e quella partita del '96 che celebrò la fine della guerra. Io a Sarajevo fotografai un pezzo di storia" (FOTO)

"Bosnia-Italia e quella partita del '96 che celebrò la fine della guerra. Io a Sarajevo fotografai un pezzo di storia" (FOTO)
31/03/2026 15:50

Il destino mette nuovamente di fronte Bosnia ed Erzegovina e Italia. Diversi gli scenari, diversi i protagonisti, diversa la posta in palio: stasera le due rappresentative si affrontano per un posto al Mondiale 2026. Ma a trent'anni di distanza, è impossibile non tornare con la mente a quel 6 novembre 1996, quando l'Italia vicecampione del mondo fece visita a una nazionale neonata in un Paese appena uscito da uno dei conflitti più cruenti dell'era contemporanea. Un evento che porta con sé una fortissima impronta maceratese, legata a doppio filo ai ricordi del funzionario Onu Andrea Angeli e del fotoreporter Guido Picchio, oggi direttore editoriale del nostro quotidiano online Picchio News. Quella partita si giocò alle 13:30, in un orario insolito dettato dalla necessità: lo stadio Kosevo di Sarajevo non aveva ancora ripristinato l’impianto d’illuminazione e il maxischermo, perforato dai proiettili, era coperto dallo striscione "Grazie Azzurri". In quel clima sospeso tra macerie e speranza, Andrea Angeli era già sul campo da quattro anni come peacekeeper delle Nazioni Unite. Proprio Andrea Angeli, ricordando l'atmosfera respirata tra i militari della Brigata Garibaldi guidati dal generale Agostino Pedone, racconta: "La presenza degli azzurri in un teatro di guerra è stato un evento eccezionale per i militari italiani, si è trattato di un momento di grande distensione dopo anni difficili. Ricordo come dopo la partita i militari si accalcarono per scattare fotografie e chiedere autografi ai calciatori". A immortalare quegli attimi c'era l'allora fotoreporter Guido Picchio, che a Sarajevo era già stato più volte in tempo di guerra, compreso un sequestro di 36 ore nel 1994 insieme ai colleghi Lucia Annunziata (Corriere della Sera) e Federico Bugno (L'Espresso), risolto proprio grazie alla mediazione dell'amico Angeli. Il direttore di Picchio News ricorda quell'emozione con estrema nitidezza, sfogliando l'album dei ricordi sia in maniera figurata che letterale. Guido, infatti, ci sorprende arrivando in redazione con uno dei raccoglitori ritrovati tra gli scaffali di casa: "Nel '96 ero inviato ancora per varie agenzie giornalistiche - ci dice con gli occhi colmi delle esperienze affrontate -, ricevetti l'accredito sempre grazie all'intercessione di Angeli, per me fu un momento di gioia ed emozione sia per la storicità dell'evento che segnava un ritorno alla normalità dopo gli anni sanguinosi della Guerra, sia perché per la prima volta nella mia carriera fotografai la Nazionale di Calcio Italiana, all'epoca vicecampione del Mondo del ct Sacchi". "Il ricordo è dolce anche perché una delle foto che scattai della partita è diventata anche una cartolina per i militari italiani del contingente Garibaldi - aggiunge Guido -. Tutto nacque da una mia intuizione, appoggiata sin da subito dal generale Pedone, visto che all'epoca l'unico modo che i militari avevano per comunicare con le proprie famiglie era proprio attraverso le cartoline, e per ovvie ragioni nello spaccio militare scarseggiavano in maniera frequente". Sul campo finì 2-1 per la Bosnia (gol di Salihamidzic, Chiesa e Bolic), un risultato storico celebrato dalla voce di Bruno Pizzul che aprì la cronaca Rai sottolineando come il significato del match andasse ben oltre l'evento sportivo. "Speriamo che questa sera il risultato sarà diverso", chiosa in maniera sorniona il direttore Guido Picchio. Non possiamo che essere d'accordo. 

Cronaca

Civitanova, giravano armati di tirapugni e un coltello da 19 cm: due 19enni denunciati

Civitanova, giravano armati di tirapugni e un coltello da 19 cm: due 19enni denunciati

31/03/2026 13:30

Controlli a tappeto sul litorale civitanovese per contrastare i fenomeni di microcriminalità legati alla "mala movida". I carabinieri della locale stazione, supportati dai militari della C.I.O. (Compagnia d’Intervento Operativo) del IV° Battaglione “Veneto” di Padova, hanno intensificato il presidio del territorio con posti di blocco strategici lungo le principali arterie della città. Proprio durante una di queste attività di monitoraggio, l'attenzione dei militari è stata attirata da due giovani che si aggiravano con fare sospetto tra le auto in sosta. Fermati per un controllo, i due - entrambi diciannovenni - hanno mostrato un atteggiamento guardingo e nervoso, non riuscendo a fornire una spiegazione valida sulla loro presenza in quel luogo. Il sospetto dei carabinieri ha trovato conferma con la perquisizione personale: uno dei ragazzi è stato trovato in possesso di un tirapugni in metallo, un oggetto potenzialmente letale in contesti di scontro fisico. Il controllo è stato quindi esteso al ciclomotore in uso ai due giovani, portando al rinvenimento, all'interno del vano portaoggetti, di un coltello con una lama di ben 19 centimetri. Per entrambi è scattata immediatamente la denuncia a piede libero all'autorità giudiziaria per porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere. Le armi sono state poste sotto sequestro. Gli accertamenti successivi hanno inoltre fatto emergere irregolarità sulla patente di guida di uno dei fermati, che è stata ritirata sul posto. L'operazione rientra nel piano straordinario di controllo del territorio coordinato dal Comando Provinciale, volto a garantire la sicurezza stradale e a prevenire episodi di violenza nei luoghi di aggregazione giovanile della costa maceratese.

Macerata, si fingono carabinieri e derubano un'anziana: inseguiti e bloccati in autostrada

Macerata, si fingono carabinieri e derubano un'anziana: inseguiti e bloccati in autostrada

31/03/2026 13:10

Una truffa odiosa, studiata nei minimi dettagli, che si è conclusa con un lieto fine grazie alla velocità d'azione della Polizia di Stato. Lo scorso lunedì 23 marzo, un'anziana di 85 anni residente a Macerata è stata raggirata da un malvivente che si è presentato alla sua porta spacciandosi per un appartenente all'Arma dei Carabinieri. Con una scusa rocambolesca - la necessità di visionare gioielli e contanti per confrontarli con la refurtiva di una finta rapina in cui sarebbe stata coinvolta l'auto di famiglia - il truffatore è riuscito a farsi consegnare tutti i beni preziosi custoditi in casa. Non appena l'uomo si è allontanato, la vittima ha realizzato l'inganno e ha dato l'allarme al numero unico 112. Gli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Macerata sono intervenuti immediatamente, dando il via alle indagini lampo della Squadra Mobile. Grazie alla visione delle telecamere di sorveglianza cittadine, gli investigatori della Sezione Antirapina hanno individuato l'auto in fuga, diramando le ricerche su tutto il territorio nazionale. La corsa dei malviventi si è interrotta poche ore dopo lungo l'Autostrada del Sole (A1), dove la polizia stradale ha intercettato il veicolo. A bordo sono stati rinvenuti non solo i gioielli della signora maceratese, ma anche una somma di denaro superiore a quella denunciata, elemento che fa ipotizzare la commissione di altri colpi simili nella stessa giornata. I due responsabili, pluripregiudicati di origine campana, sono stati denunciati, mentre l'intero bottino verrà restituito alla legittima proprietaria. Il Questore di Macerata, Luigi Mangino, nel complimentarsi con gli agenti per il brillante risultato, ha colto l'occasione per rinnovare un appello fondamentale alla cittadinanza: prestare la massima attenzione nei confronti di sconosciuti che chiedono di visionare denaro o preziosi, anche se si presentano in modo distinto o simulano l'appartenenza alle forze dell'ordine. In ogni caso sospetto, l'invito è quello di non aprire la porta e contattare immediatamente il 112.

Attualità

Corridonia, lavori conclusi a Villa Fermani: il parco torna protagonista

Corridonia, lavori conclusi a Villa Fermani: il parco torna protagonista

31/03/2026 17:00

Si sono conclusi, come da cronoprogramma, i lavori che hanno interessato il verde pubblico del Parco di Villa Fermani, segnando un passaggio importante nel più ampio progetto di riqualificazione dell’area. Non si è trattato di una semplice sostituzione di piante e arbusti, ma di un intervento complesso e di prospettiva, portato avanti parallelamente alla rifunzionalizzazione della Villa, donata alla cittadinanza da Davide Fermani. I vincoli storici e paesaggistici presenti sull’area hanno richiesto un approfondito studio sull’evoluzione del parco, sfociato in un progetto di riqualificazione sviluppato dall’Amministrazione in collaborazione con Unicam e affidato a un professionista esperto in pianificazione territoriale, rigenerazione e sostenibilità. Nel dettaglio, 16 alberi secchi o malati sono stati sostituiti con nuove essenze, selezionate per adattarsi al contesto e al clima locale. Le nuove piante, nel giro di pochi anni, garantiranno una chioma significativa, contribuendo a creare ombra e refrigerio per i cittadini che potranno tornare a vivere quello che è considerato il cuore verde della città. L’intervento ha previsto anche la messa a dimora di tre nuovi alberi in prossimità del pozzo e la riprogettazione dell’aiuola centrale, nel rispetto della sua funzione originaria e della prospettiva visiva lungo il viale di ingresso verso la facciata della Villa. I lavori non si sono limitati al verde. Negli ultimi giorni si è intervenuti anche su illuminazione e area giochi, mentre ulteriori interventi, compatibili con le condizioni meteo, interesseranno l’intero complesso senza comprometterne la fruizione pubblica. L’inaugurazione ufficiale è prevista per sabato 9 maggio, con presentazione dei lavori, visita all’edificio storico e un momento conviviale aperto alla cittadinanza. Il progetto si inserisce in un più ampio piano di rigenerazione che comprende anche il potenziamento degli impianti sportivi e la realizzazione di un’infrastruttura verde a servizio dell’area. Procede inoltre il progetto di ampliamento del parco: il versante a valle è stato consolidato con palificate e, attraverso opere di ingegneria naturalistica, saranno tracciati nuovi percorsi che si collegheranno a quelli esistenti. Per quanto riguarda gli impianti sportivi, è già stata completata la rimozione dell’amianto dalla copertura della bocciofila ed è in fase di ultimazione la nuova copertura. Seguiranno interventi di riqualificazione energetica e l’installazione di pannelli fotovoltaici. Nell’area sottostante i campi da tennis, infine, partiranno i lavori per la realizzazione di due nuovi campi da padel. «Ci sono luoghi che meritano un’attenzione che vada oltre la cura ordinaria – commenta il sindaco Giuliana Giampaoli – che richiedono progetti a lungo termine in grado di prevedere, preservare e tramandare. Questo è stato l’approccio con cui abbiamo affrontato questa sfida: rispetto della nostra storia, cura dell’ambiente e valorizzazione sociale degli spazi ricreativi e sportivi». «Complessivamente – prosegue il sindaco – il Comune sta investendo nella riqualificazione del Parco e delle sue infrastrutture una cifra che sfiora i due milioni di euro, provenienti quasi interamente da finanziamenti e contributi Usr e Pnc. Uno sforzo importante, i cui risultati saranno visibili nel breve periodo e negli anni a venire».

Borghi più Belli delle Marche, nuovo direttivo: Lorena Varani presidente, Virgili confermata

Borghi più Belli delle Marche, nuovo direttivo: Lorena Varani presidente, Virgili confermata

31/03/2026 17:00

Nel corso dell’assemblea regionale de “I Borghi più Belli d’Italia nelle Marche” è stato rinnovato il Direttivo, con la conferma di Sabrina Virgili, assessore al Turismo del Comune di Treia. La presidenza passa da Cristiana Nardi a Lorena Varani, che guiderà il gruppo di lavoro per il prossimo triennio insieme ai componenti Mariangela Albertini, Luca Bernardini, Ilaria Matteucci, Lorenzo Rossi, Francesco Spallacci e Marco Vesprini. La riconferma di Sabrina Virgili garantisce continuità all’interno dell’organismo e rafforza la presenza di Treia all’interno di una rete di grande rilievo per la promozione turistica e culturale. L’associazione rappresenta infatti un punto di riferimento a livello nazionale per la valorizzazione dei centri storici di qualità, contribuendo a promuovere i territori attraverso standard elevati, progettualità condivise e una forte capacità di attrazione turistica. «Questa riconferma – commenta Virgili – rappresenta per me uno stimolo a proseguire con ancora più determinazione il lavoro di questi anni. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra i borghi marchigiani, costruendo progettualità condivise capaci di attrarre visitatori e generare nuove opportunità per le comunità locali. Allo stesso tempo continueremo a valorizzare Treia, il suo patrimonio storico, culturale e paesaggistico, promuovendo le sue eccellenze e rendendola sempre più attrattiva nei circuiti turistici regionali e nazionali». Un esempio concreto di questa valorizzazione è Villa Spada, i cui giardini, riaperti lo scorso anno, sono già stati visitati da migliaia di turisti, confermando l’appeal di Treia all’interno del panorama culturale e turistico marchigiano.

Politica

Dai cinema-teatri storici di Cingoli e Sarnano all'ex Monastero di Apiro: la Regione "crede" nell'entroterra

Dai cinema-teatri storici di Cingoli e Sarnano all'ex Monastero di Apiro: la Regione "crede" nell'entroterra

30/03/2026 16:30

Il futuro dell’entroterra maceratese passa per la cultura e la rigenerazione urbana. Sono stati presentati ad Urbino i progetti ammessi al maxicontributo regionale da 8 milioni di euro - che arrivano a 11 con la compartecipazione degli enti locali - destinato allo sviluppo dei territori interni. L’assessore regionale alle infrastrutture e ai lavori pubblici, Francesco Baldelli, ha svelato la graduatoria del bando 2025/2026 che premia 15 comuni marchigiani.  Il piano della regione Marche punta sulla qualità architettonica e sulla velocità di realizzazione, premiando i comuni che hanno saputo fare rete e valorizzare i propri simboli identitari. Tra i grandi beneficiari spiccano tre realtà del territorio maceratese, a partire da Apiro, che vedrà la nascita di un innovativo polo turistico dedicato ai prodotti tipici e all'arte all'interno dei suggestivi spazi dell'ex Monastero di Santa Maria Maddalena, un intervento che mira a trasformare il complesso storico in un volano per l’economia locale e l’accoglienza. Parallelamente, il comune di Cingoli si prepara a restituire alla propria comunità e ai visitatori lo storico cinema-teatro, un'opera di recupero fondamentale per la socialità del borgo che punta a diventare un centro culturale di riferimento per l'intero comprensorio. Anche Sarnano, borgo ai piedi dei Sibillini, seguirà una direzione simile puntando sulla rinascita del proprio cinema-teatro storico: il finanziamento permetterà di riqualificare una struttura vitale per l'offerta turistica e culturale, rafforzando l'attrattività di uno dei Borghi più belli d'Italia. Oltre a questi interventi, la provincia di Macerata festeggia anche il finanziamento per Castelraimondo, dove i fondi saranno destinati alla rivitalizzazione del quartiere Feggiani per finalità ricreative. L'assessore Baldelli, durante la conferenza stampa tenuta insieme al sindaco di Urbino Maurizio Gambini, ha sottolineato come queste risorse siano destinate a interventi di qualità capaci di creare sviluppo e nuova occupazione, offrendo opportunità concrete soprattutto per i giovani. La graduatoria ha premiato i comuni con progetti già esecutivi e dunque cantierabili in tempi brevi, oltre a quelli in possesso di riconoscimenti d'eccellenza come la Bandiera Arancione. L'impatto economico stimato è notevole, poiché ogni euro investito in queste opere pubbliche è capace di generare un valore 3,3 volte superiore, trasformando i restauri in vere e proprie infrastrutture della conoscenza e dell'accoglienza per tutto l'appennino marchigiano.

Plasma nei rifiuti, il Pd attacca: “È il fallimento di chi governa la  Regione”

Plasma nei rifiuti, il Pd attacca: “È il fallimento di chi governa la Regione”

30/03/2026 16:12

Il caso delle sacche di plasma finite nei rifiuti scuote la sanità regionale e accende lo scontro politico. Il Partito Democratico delle Marche parla di un episodio gravissimo, che evidenzierebbe criticità profonde nella gestione del sistema sanitario. A intervenire è la segretaria regionale Chantal Bomprezzi, che sottolinea la gravità della vicenda: “Non si tratta di un errore secondario, ma di plasma, un bene sanitario prezioso raccolto grazie ai donatori e fondamentale per la cura dei pazienti, finito nella spazzatura. Una situazione che assume contorni sempre più inquietanti”. Nel mirino anche un possibile conflitto di ruoli all’interno del sistema sangue, che – se confermato – aggraverebbe ulteriormente il quadro. “Si parla addirittura di una sovrapposizione tra controllore e controllato”, aggiunge Bomprezzi. Dura la posizione del responsabile del tavolo sanità del Pd Marche, Andrea Vecchi, che punta il dito contro la gestione della Regione: “Se in una Regione si arriva al punto che sacche di plasma finiscono nei rifiuti, significa che la catena dei controlli non funziona. È il fallimento di chi governa”. Il Partito Democratico chiama direttamente in causa il presidente della Regione Francesco Acquaroli e l’assessore alla sanità Paolo Calcinaro, chiedendo chiarimenti su diversi aspetti: dalle responsabilità dell’accaduto al numero di sacche coinvolte, fino alle eventuali falle nella gestione del materiale ematico. Secondo il Pd, il caso si inserisce in un contesto già complesso per la sanità marchigiana, tra liste d’attesa lunghe, carenza di personale e servizi in difficoltà. Un sistema che, sostengono, rischia di non garantire adeguati livelli di controllo e prevenzione. Tra le richieste avanzate dal partito figurano una relazione pubblica immediata, la trasmissione degli atti agli organi competenti, un controllo straordinario sull’intera filiera del plasma e un’informativa urgente in Consiglio regionale. Sulla stessa linea anche Daniele Sturani, membro della segreteria regionale, che sollecita un intervento diretto della giunta: “I cittadini hanno diritto a risposte chiare. Non bastano dichiarazioni di circostanza: serve trasparenza e assunzione di responsabilità”. Il caso resta ora al centro dell’attenzione politica e istituzionale, mentre si attendono sviluppi sulle verifiche in corso e sulle eventuali responsabilità.

Sanità

Ospedali di comunità e Pnrr: tra ritardi e obiettivi, il punto sulle Marche

Ospedali di comunità e Pnrr: tra ritardi e obiettivi, il punto sulle Marche

31/03/2026 19:00

La promessa di una sanità più vicina ai cittadini operata con investimenti del PNRR rischia di trasformarsi in un risultato parziale, con criticità evidenti soprattutto nel Mezzogiorno. Non solo le più note case di comunità, ovvero i maxi ambulatori pensati per alleggerire i pronto soccorso e rafforzare la prevenzione, risultano in ritardo e concentrate nel Centro-Nord, ma anche i nuovi ospedali di comunità mostrano un andamento a macchia di leopardo. Queste strutture, finanziate con un miliardo di euro e destinate ad accogliere pazienti fragili e cronici che non possono essere assistiti a domicilio ma non necessitano di cure ospedaliere ad alta intensità, sono per circa tre quarti concentrate in sole quattro regioni: Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Secondo l’ultimo monitoraggio Agenas, a dicembre 2025 risultavano attive 163 strutture, di cui ben 118 in queste aree, per un totale di quasi 3 mila posti letto, mentre tutte le regioni meridionali insieme si fermano a 23. Persistono inoltre territori completamente scoperti, come Basilicata, Valle d’Aosta e Bolzano, segno di un’Italia sanitaria ancora fortemente diseguale. Nelle Marche, invece, il percorso appare più avanzato e strutturato. È stata recentemente inaugurata la Casa e l’Ospedale di Comunità di Treia, prime strutture territoriali dell’Ast di Macerata, anche se non ancora operative. L’intervento, finanziato con fondi PNRR e regionali per oltre 2,2 milioni di euro, si inserisce in una strategia più ampia che punta a rafforzare la sanità di prossimità. La struttura di Treia, dotata di 20 posti letto, rappresenta un nodo logistico-assistenziale fondamentale in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche. Parallelamente, ad Ascoli è stato inaugurato il primo ospedale di comunità pienamente operativo della regione, con 18 posti letto e i primi pazienti già trasferiti. La Regione punta a realizzare complessivamente 9 ospedali di comunità e 29 case di comunità, sostenendo il progetto anche con piani straordinari di assunzione di personale sanitario. Le autorità regionali sottolineano come le Marche siano al di sopra della media nazionale nel rispetto dei cronoprogrammi PNRR, con l’obiettivo di creare una rete capillare e realmente funzionante. A livello generale, il rischio concreto è quello di arrivare alla scadenza europea di giugno con una “coperta corta” e forti disparità territoriali. Secondo i programmi regionali, sono 594 gli ospedali di comunità previsti, ma il target minimo fissato dall’Europa è di 307 strutture operative entro l’estate. Un obiettivo ancora raggiungibile grazie a un possibile rush finale, ma che potrebbe lasciare indietro ampie aree del Paese. Il sistema si regge su un modello assistenziale che prevede presenza infermieristica 24 ore su 24 e un supporto medico limitato ma costante, pari ad almeno 4,5 ore al giorno per sei giorni a settimana. Attualmente, tutti i 163 ospedali attivi garantiscono assistenza infermieristica continua, ma solo 133 assicurano la presenza minima del medico e appena 61 dispongono di ambienti protetti per pazienti con demenza o disturbi comportamentali. Questo quadro evidenzia come, oltre alla realizzazione delle strutture, sia fondamentale garantirne la piena operatività. L’ospedale di comunità è definito come una struttura intermedia tra assistenza domiciliare e ospedale tradizionale, con l’obiettivo di evitare ricoveri inappropriati e facilitare le dimissioni protette. Si tratta di presidi destinati principalmente a pazienti fragili, spesso anziani, con un quadro clinico stabilizzato ma che necessitano ancora di sorveglianza sanitaria o prestazioni infermieristiche. In media dispone di 15-20 posti letto, fino a un massimo di 40, e prevede una degenza non superiore ai 30 giorni, salvo casi eccezionali. L’accesso avviene su indicazione del medico di base, dello specialista o del pronto soccorso, e riguarda pazienti con prospettiva di miglioramento a breve termine. Questo modello rappresenta uno degli elementi chiave per ridisegnare la sanità territoriale, rendendola più vicina ai cittadini e capace di rispondere in modo efficace ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e con patologie croniche.

Plasma buttato, l’Aoum presenta un secondo esposto: “La verità deve emergere, stop alle strumentalizzazioni"

Plasma buttato, l’Aoum presenta un secondo esposto: “La verità deve emergere, stop alle strumentalizzazioni"

31/03/2026 17:14

“In sanità, anche una sola goccia di sangue non deve mai essere sprecata. Abbiamo presentato un secondo esposto in Procura. Neanche una goccia di sangue va sprecata. La verità deve emergere”. Le parole sono di Armando Gozzini, direttore dell’Azienda ospedaliera universitaria delle Marche, in merito al caso delle sacche di plasma buttate. “Negli ultimi giorni, la diffusione di notizie parziali e decontestualizzate ha generato allarmismi ingiustificati, minando la fiducia dei cittadini senza alcun fondamento tecnico. La verità deve emergere nella sua interezza e oggettività, al di là di ogni strumentalizzazione”, spiega il direttore dell'Aoum. “L’analisi interna degli eventi ha evidenziato che le criticità segnalate non derivano da carenze strutturali o da mancanza di personale, ma da una gestione non ottimale delle risorse disponibili. L’Azienda è subito intervenuta, rafforzando gli organici, riorganizzando i processi e ripristinando rapidamente la piena operatività”. “In sanità la differenza non la fanno gli errori evitati, ma la capacità di correggerli subito, e su questo l’Azienda ha dimostrato, con i fatti, di esserci. Per tutelare la correttezza dell’informazione, sono stati presentati esposti alle autorità competenti, sia per la diffusione impropria di dati riservati sia per eventuali violazioni della normativa sulla riservatezza. L’ultimo esposto depositato, più dettagliato e circostanziato, mira a verificare responsabilità individuali e la possibile esistenza di azioni volte a screditare l’Azienda attraverso la diffusione selettiva di immagini, documenti e informazioni amplificate strumentalmente”. “L’Azienda – conclude Gozzini – continuerà a operare con trasparenza e determinazione, difendendo al contempo il lavoro dei propri professionisti e la correttezza dell’informazione. La tutela della verità e della fiducia dei cittadini non è negoziabile”.

Sport

San Severino, successo per il Campionato regionale strada di pattinaggio: 355 atleti all'evento

San Severino, successo per il Campionato regionale strada di pattinaggio: 355 atleti all'evento

31/03/2026 19:27

Si è concluso con un bilancio straordinario il fine settimana dedicato al Campionato Regionale Strada Marche, ospitato allo stadio comunale “Gualtiero Soverchia”. L’evento, organizzato dall’Asd Rotellistica Settempeda sotto l’egida della FISR, ha trasformato la città nel fulcro dell’agonismo rotellistico regionale. La kermesse ha registrato la partecipazione record di 355 atleti, impegnati in prove di velocità e resistenza che hanno coperto l’intero arco delle categorie federali: dai più piccoli Giovanissimi ed Esordienti, fino agli Allievi, Junior, Senior e i veterani Master. I dati ufficiali della segreteria federale evidenziano un livello competitivo molto elevato. Il titolo regionale per società è stato conquistato dalla A.P.D. Juvenilia con 246 punti, seguita dalla Luna Sports Academy (189 punti) e dalla Roller Civitanova (150 punti). La Rotellistica Settempeda, oltre al successo organizzativo, ha ben figurato anche in pista. Il team di casa, guidato dal presidente Paolo Crognaletti, ha ottenuto la 10ª posizione assoluta su 16 società partecipanti, totalizzando 52 punti grazie a prestazioni costanti in diverse categorie, con punte di rilievo tra i Ragazzi (20 punti) e gli Allievi (9 punti). Sotto la direzione tecnica di Francesco e Jacopo Crognaletti, Ilenia Marozzi e Marika Falistocco, gli atleti locali hanno dimostrato grande carattere. Tra i risultati individuali più significativi si segnalano: Tommaso Pizzichini, 4° posto su 21 nella gara 150m (Giovanissimi), e Samuele Cambriani, 5° posto su 17 nella prova 1 Giro (Allievi). Applausi anche ai più piccoli: i “cuccioli” Amelie, Emmi, Giulia e agli atleti delle categorie superiori che hanno ottenuto il pass per i Campionati Italiani: Alessandra, Giulia, Emma, Matilde, Alice, Emilia, Flora, Bianca, Erika, Aurora, Filippo, Cristian e Leonardo. Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, presente alle premiazioni, si è complimentata con vincitori e partecipanti e ha ringraziato la Rotellistica Settempeda per l’eccellente organizzazione. L’assessore allo Sport, Paolo Paoloni, ha aggiunto: “Ospitare oltre 350 atleti e le loro famiglie è un orgoglio per San Severino Marche. Questo campionato non è solo una competizione sportiva di eccellenza ma anche una testimonianza del valore sociale e aggregativo dello sport sul nostro territorio. La sinergia tra la Rotellistica Settempeda, le istituzioni e i volontari ha reso queste due giornate indimenticabili”. Il successo dell’evento è stato possibile grazie a una collaborazione corale tra Comune di San Severino Marche, la società calcistica Settempeda presieduta da Marco Crescenzi, gli sponsor e il Consiglio Regionale delle Marche, rappresentato da Gianluca Pasqui.

Paradressage, Italia subito protagonista: trionfo della recanatese Sileoni a Ornago

Paradressage, Italia subito protagonista: trionfo della recanatese Sileoni a Ornago

31/03/2026 15:11

Si alza il sipario sulla nuova stagione internazionale del Paradressage, primo banco di prova del quadriennio che porterà ai Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. Come da tradizione, l’esordio è andato in scena nel “tre stelle” di Ornago, in provincia di Monza e Brianza, dove la Nazionale italiana ha subito imposto la propria superiorità conquistando il gradino più alto del podio. A brillare è stata soprattutto Federica Sileoni, talento marchigiano originario di Recanati, protagonista assoluta nel Grado 5 insieme al fidato Leonardo. L’amazzone azzurra ha dominato tutte le giornate di gara, culminando nella prova Freestyle della domenica mattina con un eccellente 76,759%, miglior punteggio della categoria. Un risultato che premia il lavoro svolto nell’ultimo anno, segnato da una scelta importante: il ritorno nelle Marche, dove Sileoni si allena stabilmente presso la Scuderia delle Tre Coste di Recanati. Una decisione che si è rivelata vincente, sostenuta dall’affetto del territorio e dal supporto di realtà imprenditoriali locali. “È stata una gara da incorniciare – ha dichiarato l’atleta –. Abbiamo fatto suonare l’inno per tre volte e superato il 70% in ogni prova. Un segnale importante di crescita, sia personale che di squadra. Ora qualche giorno di riposo, poi si torna al lavoro in vista del prossimo appuntamento in Germania”. Il dominio di Sileoni è stato netto per tutta la durata della competizione: l’amazzone ha conquistato il primo posto in tutte e tre le giornate di gara, sempre davanti alla svizzera Nicole Geiger e all’italiana Benedetta Baccani, confermando una superiorità costante e mai in discussione. Nel Grado 3, invece, a mettersi in evidenza è stata Francesca Salvadé, in sella a Escari, capace di confermare l’ottimo stato di forma già mostrato a Doha lo scorso febbraio con un nuovo successo in casa. Non è mancato il contributo, seppur fuori dal campo gara, della plurimedagliata Sara Morganti, presente a Ornago nel ruolo di referente azzurro per lo sviluppo e la promozione della disciplina.   L’Italia del Paradressage riparte dunque con entusiasmo e ambizioni, lanciando segnali importanti già dalle prime battute di una stagione che guarda con decisione verso Los Angeles 2028.

Economia

Confindustria, svolta storica: Ancona, Fermo e Macerata si uniscono per sfidare il mercato globale

Confindustria, svolta storica: Ancona, Fermo e Macerata si uniscono per sfidare il mercato globale

30/03/2026 19:50

Superare i campanilismi per costruire un gruppo industriale composto da 1.200 imprese. A Portonovo è stato ufficialmente siglato il percorso di aggregazione tra le associazioni territoriali di Confindustria di Ancona, Fermo e Macerata. La firma dei tre presidenti - Marco Ragni (Macerata), Diego Mingarelli (Ancona) e Fabrizio Luciani (Fermo) - segna l'avvio di una nuova rete regionale che punta a rappresentare oltre il 60% delle aziende e degli addetti del sistema confindustriale marchigiano. Il progetto, sostenuto dai vertici nazionali, nasce dalla necessità di dare una risposta dimensionale adeguata alle sfide della transizione energetica, dell’innovazione digitale e dell'internazionalizzazione. L’obiettivo è integrare i servizi e rafforzare le filiere produttive, permettendo anche alle realtà più piccole di accedere a un ecosistema di competenze avanzate. Il percorso sarà graduale e partecipato, con una tabella di marcia che prevede il completamento dell'integrazione entro il 2028. Per Marco Ragni, presidente di Confindustria Macerata, la sfida è anzitutto di credibilità e peso politico: "Le trasformazioni in atto stanno cambiando profondamente il perimetro in cui operano le imprese: oggi la vera sfida è avere il peso e la credibilità per incidere dove si decidono le politiche industriali. Restare ancorati a una dimensione esclusivamente locale significa esporsi a un rischio di marginalità. Dobbiamo invece scegliere di stare dentro un sistema più ampio, con una visione chiara e ambiziosa. Questo percorso ha un valore diverso rispetto al passato: non nasce da un disegno imposto, ma dalla consapevolezza condivisa delle imprese. È un’integrazione che parte dalle filiere, dai legami industriali reali, e che punta a costruire un sistema più solido, capace di generare opportunità concrete e rafforzare la competitività dei nostri territori".  Anche Diego Mingarelli, presidente di Confindustria Ancona, ha ribadito la necessità di superare le frammentazioni: "Per sostenere davvero le imprese in questa fase complessa serve una dimensione adeguata. Dobbiamo superare campanilismi e frammentazioni che oggi non sono più sostenibili: solo un sistema più integrato può offrire servizi avanzati e garantire una rappresentanza forte e autorevole. L’obiettivo è costruire una Confindustria capace di agire come moltiplicatore di opportunità per ogni impresa, indipendentemente dal territorio in cui opera, perché collaborazione e integrazione sono oggi leve decisive per competere".  Infine, Fabrizio Luciani, presidente di Confindustria Fermo, ha inquadrato l'iniziativa nel solco della responsabilità istituzionale: "Siamo arrivati a questo percorso aggregativo interpretando con grande senso di responsabilità il nostro mandato di Presidenti. In un contesto economico che cambia repentinamente le Confindustrie territoriali non possono essere immobili. Le aziende chiedono una rappresentanza adeguata al mondo che cambia. Siamo convinti che questo percorso aggregativo sia la risposta appropriata". 

Banco Marchigiano, 2025 da record: "Utile netto oltre 15 milioni e forte crescita territoriale"

Banco Marchigiano, 2025 da record: "Utile netto oltre 15 milioni e forte crescita territoriale"

28/03/2026 13:13

Il Banco Marchigiano chiude il 2025 con risultati storici, consolidando un triennio di crescita strutturale, rafforzamento patrimoniale e consolidamento del ruolo di banca territoriale. Il bilancio al 31 dicembre 2025, approvato dal Consiglio di Amministrazione, registra un utile netto superiore ai 15 milioni di euro, il più alto mai conseguito dalla Banca, con un incremento del 20,5% rispetto al 2024. Il patrimonio netto ha superato i 115 milioni di euro, segnando una crescita del 13,5% rispetto all’anno precedente, mentre il Cet 1 ratio si attesta al 28,2%, ben al di sopra dei livelli medi di sistema, confermando la solidità patrimoniale della banca. In questo contesto di crescita, il Banco Marchigiano ha supportato famiglie e imprese con 140 milioni di euro di nuove erogazioni (+16,6% rispetto al 2024), rafforzando il suo ruolo a sostegno dell’economia reale. La raccolta complessiva è aumentata di circa 70 milioni (+4,6%), raggiungendo quasi 1,6 miliardi di euro, mentre gli impieghi netti hanno superato i 583 milioni (+4,3%). Particolare attenzione è stata riservata alla qualità del credito, con un Npl ratio lordo al 2,65% (netto 0,65%) e una copertura del credito deteriorato pari al 76,1%, a conferma di una gestione prudente e rigorosa del rischio. Il direttore generale, Massimo Tombolini, commenta: “I risultati del 2025 confermano la validità del percorso intrapreso tre anni fa. Abbiamo costruito una crescita solida, equilibrata e sostenibile, fondata su prudenza ed efficienza. È il risultato del lavoro quotidiano di tutte le nostre persone: un vero gioco di squadra che ha permesso alla Banca di rafforzarsi anno dopo anno, generando valore stabile nel tempo”. Il presidente, Sandro Palombini, sottolinea l’impegno verso il territorio: “Una Bcc solida ha il dovere di restituire valore alla comunità. Nel 2025 abbiamo destinato oltre 800 mila euro a iniziative sociali, sportive, culturali e sanitarie, come l’acquisto di un’ambulanza di ultima generazione per la Croce Verde di Civitanova Marche. La forza di una banca mutualistica si misura anche dalla capacità di sostenere persone e realtà locali”. Il vice presidente, Marco Bindelli, evidenzia il progresso nell’ambito del Gruppo Cassa Centrale Banca: “Negli ultimi tre anni il Banco Marchigiano ha scalato posizioni tra le 65 banche affiliate, migliorando costantemente le proprie performance. Il supporto di Cassa Centrale Banca ci permette di operare con la logica di una grande banca nazionale, mantenendo però la focalizzazione sul territorio e sui rapporti diretti con soci e clienti”. 

Scuola e università

Giulio Regeni, il ricordo passa dalle università: evento a Camerino

Giulio Regeni, il ricordo passa dalle università: evento a Camerino

31/03/2026 18:27

L’Università di Camerino aderisce all’iniziativa nazionale “Le Università per Giulio Regeni”, promuovendo un momento di riflessione e approfondimento dedicato alla libertà di studio e di ricerca. L’appuntamento è fissato per il 14 aprile alle ore 17, presso l’aula Piantoni del Polo Sant’Agostino, con la proiezione speciale del documentario “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, seguita da un dibattito aperto al pubblico. L’iniziativa si inserisce in un più ampio ciclo di eventi che coinvolge 76 atenei italiani e oltre 15mila partecipanti, tra studenti, docenti e cittadini, a dieci anni dalla scomparsa del ricercatore italiano Giulio Regeni. Il progetto è stato promosso dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione sui temi della libertà accademica e dei diritti fondamentali. Presentata in Senato nei giorni scorsi, alla presenza della stessa Cattaneo, dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, dell’avvocata Alessandra Ballerini e del regista Simone Manetti, l’iniziativa punta a costruire una rete diffusa di consapevolezza e partecipazione in tutto il Paese. L’evento organizzato da Unicam si aprirà con i saluti del rettore Graziano Leoni, seguiti dai videomessaggi dei genitori di Regeni e del regista del documentario. Dopo la proiezione, spazio al confronto con l’intervento dell’avvocato Daniele Valeri, dell’associazione avvocato di strada di Ancona, e del professor Francescomaria Tedesco, delegato del rettore per le politiche della pace e del confronto democratico. «L’Università di Camerino aderisce con convinzione a un’iniziativa che richiama tutta la comunità universitaria a una responsabilità profonda – ha dichiarato il rettore Leoni –: difendere e promuovere la libertà di studio, di ricerca e di pensiero, ricordando Giulio Regeni a dieci anni dalla sua scomparsa. È un momento di memoria ma anche di impegno condiviso, soprattutto per le nuove generazioni». Parole che si affiancano a quelle della senatrice Cattaneo, che ha sottolineato come la storia di Regeni continui a vivere attraverso un movimento di persone unite dal valore della libertà, lo stesso che il giovane ricercatore ha difeso con il suo lavoro. Anche i genitori di Giulio hanno espresso gratitudine per l’iniziativa, evidenziando l’importanza di proteggere studenti, ricercatori e dottorandi e ricordando come il documentario restituisca sia la figura di Giulio come studioso appassionato, sia le gravi violazioni dei diritti subite. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni, e sarà accompagnata sui social dall’hashtag #UniversitàperGiulio.

Piccoli "detective" per un giorno: gli alunni di Sarnano e Monte San Martino alla scoperta della caserma di Tolentino

Piccoli "detective" per un giorno: gli alunni di Sarnano e Monte San Martino alla scoperta della caserma di Tolentino

31/03/2026 16:40

Una giornata speciale tra divise, gazzelle e indagini scientifiche. Lo scorso 25 marzo, la Compagnia Carabinieri di Tolentino ha aperto le proprie porte a quaranta studenti delle scuole primarie di Sarnano (classi 4^ e 5^) e Monte San Martino (dalla 1^ alla 5^). L'iniziativa rientra nel progetto regionale "Eroi con gli Alamari", un percorso che punta a far conoscere ai più piccoli i compiti dell'Arma attraverso la storia dei militari che si sono distinti per atti di valore nelle Marche. Accolti dai militari in servizio e dai membri dell'Associazione Nazionale Carabinieri, i bambini hanno approfondito le figure eroiche della loro terra, come il Vice Brigadiere Maurizio Baldassarri e il pennese Giovanni Burocchi, entrambi Medaglie d'Oro alla Memoria. Esempi di coraggio "senza superpoteri", ma guidati da un profondo senso del dovere, che hanno ispirato i ragazzi nella realizzazione degli elaborati per il concorso collegato al progetto. La visita si è poi spostata sul campo con attività pratiche che hanno acceso l'entusiasmo dei piccoli ospiti. Divisi in gruppi, i bambini si sono cimentati nel fotosegnalamento, hanno imparato a raccogliere indizi su una finta scena del crimine e hanno scoperto come funziona il numero di emergenza 112. Particolare successo hanno riscosso le prove di comunicazione via radio e la dimostrazione delle unità cinofile dell'associazione "Love Your Dog", con i cani Lamù e Nala impegnati nella simulazione di ricerca persone. A chiudere la giornata è stato l'intervento del Generale in congedo Italo Governatori, promotore del progetto "I Valori che Uniscono", che ha sottolineato l'importanza di questi incontri per far percepire l'Arma come un presidio di protezione vicino ai cittadini, specialmente ai più fragili. Tra sorrisi e curiosità, alcuni alunni non hanno nascosto il sogno, un giorno, di indossare quella stessa divisa per servire la comunità.

Cultura

Sarnano, riapre la chiesa di Santa Chiara: rinascita culturale e ricostruzione post terremoto (FOTO e VIDEO)

Sarnano, riapre la chiesa di Santa Chiara: rinascita culturale e ricostruzione post terremoto (FOTO e VIDEO)

28/03/2026 17:30

A Sarnano si celebra una nuova tappa nel percorso di rinascita del territorio con l’inaugurazione e la riapertura della chiesa di Santa Chiara, nel cuore del centro storico. Un evento che arriva dopo un primo importante giro di interventi nel polo museale adiacente e che rappresenta un simbolo concreto della ricostruzione post sisma, non solo materiale ma anche culturale e sociale. Il sindaco Fabio Fantegrossi ha sottolineato il valore identitario dell’edificio: "Una chiesa che si connette al tessuto urbano. È un edificio simbolico del comune di Sarnano", ricordando come l’attuale struttura sorga sull’antica chiesa di San Pietro. L’edificio, in stile barocco, si distingue per la sua verticalità ed eleganza, con una facciata convessa e un linguaggio architettonico dinamico caratterizzato dall’uso del mattone. Il recupero della chiesa assume un significato ancora più ampio perché inserito all’interno di un sistema culturale più articolato. "È fondamentale il suo recupero perché la chiesa è annessa al polo museale, che è stato recentemente ristrutturato e riallestito", ha aggiunto il sindaco, evidenziando l’obiettivo di creare un percorso culturale diffuso che colleghi pinacoteca, teatro, chiesa e altri luoghi simbolo del territorio. A rimarcare l’importanza del momento è stato anche Guido Castelli, commissario alla ricostruzione, che ha parlato di un percorso lungo e complesso: "È una giornata importante. I km che faccio ogni giorno aumentano perché stiamo vedendo i frutti di un lavoro che è iniziato anni fa". Dopo un decennio dal terremoto, i segnali sono concreti: "Dopo dieci anni tutto si sta mettendo per il meglio", ha affermato, ricordando come siano state già ristrutturate circa 1200 chiese. Castelli ha poi sottolineato un aspetto cruciale della ricostruzione: "La ricostruzione è anche prevenzione. Questo serve anche a prepararci alla prossima scossa che verrà", evidenziando come l’esperienza maturata rappresenti un patrimonio di competenze fondamentale per il futuro. Il tema della rinascita sociale è stato al centro anche dell’intervento di Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha evidenziato il cambiamento vissuto negli ultimi anni: "Dopo dieci anni, in cui all'inizio vedevamo le persone che se ne andavano, oggi vediamo riaprire luoghi e tornare gente". Un processo che va oltre la ricostruzione fisica: "Oltre alla costruzione materiale ci deve essere una ricostruzione immateriale, che faccia rivivere l'entroterra". Sulla stessa linea Pierpaolo Borroni ha ribadito la necessità di un impegno parallelo sul piano sociale: "Dobbiamo ricostruire un tessuto sociale contemporaneamente alla valorizzazione del nostro territorio". Fondamentale anche il lavoro di recupero delle opere d’arte, come spiegato da Pierluigi Morriconi della Soprintendenza Marche Sud: "Abbiamo portato via le opere, ristrutturandole e salvandole alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Ed oggi le possiamo rivedere di nuovo qui". Le opere, provenienti dalla pinacoteca e dalla chiesa, tornano così alla comunità, mentre alcune saranno protagoniste anche di una mostra internazionale a Monaco di Baviera. La direttrice dei lavori Deborah Licastro ha evidenziato l’importanza dell’intervento, dal valore di 300mila euro, definendolo uno degli ultimi completati: "Restituirla oggi alla comunità di Sarnano è un momento di grande emozione, arrivato grazie a un lavoro di sinergia tra ministero, impresa, amministratori e soprintendenza". I lavori sono stati eseguiti dalla ditta AR di Alessandrini Nello, contribuendo a riportare alla luce un edificio che nel tempo ha già affrontato due terremoti. La riapertura della chiesa di Santa Chiara rappresenta così molto più di un semplice recupero architettonico: è il segno tangibile di una comunità che, dopo anni difficili, torna a vivere i propri spazi, a valorizzare la propria storia e a guardare con fiducia al futuro.

Cinquant'anni di carta e tv: il giornalista Carlo Cambi premiato ad Ancona

Cinquant'anni di carta e tv: il giornalista Carlo Cambi premiato ad Ancona

28/03/2026 10:27

"Fa un certo effetto essere decano e sentirsi ancora un praticante: questo mestiere non smetti mai d’impararlo, guai se ti senti arrivato perché il giornalismo è una forma altissima di artigianato”. Parole di Carlo Cambi che sabato 28 marzo ha ricevuto da Franco Elisei, presidente dei giornalisti marchigiani, al Teatro Le Muse di Ancona, nel corso dell’annuale assemblea dei giornalisti, il premio per cinquanta anni d’iscrizione all’Ordine. A vent’anni pubblicista, a ventidue professionista, il più giovane d’Italia allora, inseguendo una profezia di una maestra ebrea, Emma Azria. “Stava in casa dai nonni; avevo tre anni quando scoppiò il caso Fenaroli. Una Garlasco degli anni del boom con cui imparai a leggere e a scrivere ma soprattutto a essere curioso. La buona Emma disse: dovresti immaginarti giornalista”. Caso ha voluto che l’assunzione venne a Il Tirreno, evoluzione del Telegrafo, poi c’è stato tanto: la rivolta al carcere di Volterra con il procuratore Iosto Ladu che lo mandò a trattare con i carcerati dove finì ostaggio con un coltello alla gola, la strage di Bologna con i Nar che volevano farlo secco, le indagini su Sereno Freato, il segretario particolare di Aldo Moro. Poi c’è stato l’approdo a La Repubblica, diventando caporedattore alle pagine di economia, intervistando i potenti della terra e i politici: tutti uguali in fin dei conti. Oddio tutti no, racconta Carlo Cambi: “Giovanni Paolo II mi mise i brividi. La prima volta che lo incontrai avevo la febbre: dovevo scrivere. Lui si fermò, mi accarezzò: la febbre scomparve e feci un gran pezzo". "Da membro del comitato di redazione dovetti gestire l’addio di Eugenio Scalfari. Ho pianto così solo quando sono morti babbo Pietro e Mauro Mancini a cui devo tutto: è stato il mio maestro di giornalismo. Di lui mi restano le lettere e due insegnamenti: i tuoi occhi, i tuoi orecchi, le tue mani sono quelli attraverso cui sentono, vedono, operano centinaia di migliaia di lettori: non tradirli mai, cerca sempre la verità. L’altro: nel nostro mestiere ognuno è solo con la sua macchina per scrivere. Me ne sono accorto da vecchio”. Spenti i riflettori de La Repubblica, anche se la sua creatura I Viaggi di Repubblica resta un unicum, come poi Il Mangiarozzo, c’è stata tanta televisione: La Prova del Cuoco, decenni di Linea Verde, In Viaggio con Marcello, i talk show come opinionista da Di Martedì a ReStart, Agorà, Uno Mattina, “ma io resto un uomo di carta”. Tanta carta: La Repubblica, L’Espresso, Epoca, Panorama, poi Il Giornale, Libero oggi La Verità e di nuovo Panorama. L’insegnamento presso l’Università di Macerata in Marketing del Turismo e in Teorie e politiche del Turismo, i master tenuti alla Bocconi e alla Sapienza, la mia passione per il mondo dell’enologia e l’Oscar del vino vinto come miglior giornalista|scrittore. Un desiderio? “Poter dire ai ragazzi: fatelo anche se sembra impossibile”. Successe così cinquant’anni fa.

Eventi

Tolentino, la Passione della Bura incanta centinaia di fedeli: il racconto della 22ª edizione

Tolentino, la Passione della Bura incanta centinaia di fedeli: il racconto della 22ª edizione

31/03/2026 16:40

Dopo la pioggia dei giorni scorsi, una serata dal clima perfetto - quella di domenica 29 marzo - ha fatto da cornice alla 22ª edizione della Passione di Cristo in contrada Bura, a Tolentino. La manifestazione, organizzata dall'Associazione "Don Primo Minnoni 1967", ha ufficialmente aperto i riti della Settimana Santa, trasformando le colline marchigiane in un immenso teatro a cielo aperto. Oltre 200 figuranti-narratori hanno dato vita a una ricostruzione storica curata nei minimi dettagli, capace di emozionare cittadini arrivati da ogni parte della regione. Sotto la sapiente regia di Ada Borgiani, che da oltre vent'anni coordina l'evento fondendo arte e fede, lo spettatore è stato guidato lungo un percorso itinerante di circa 1,2 chilometri. Particolarmente intensa l'interpretazione di Riccardo Tartuferi nel ruolo di Gesù, circondato da una scenografia naturale illuminata ad arte che ha reso ancora più coinvolgenti le voci narranti e gli sguardi dei protagonisti. L'evento, nato alla fine degli anni Sessanta per intuizione di Don Primo Minnoni e ripreso con vigore dagli abitanti della frazione nel 2002, si conferma uno degli appuntamenti religiosi e popolari più sentiti dell'intero territorio. Alla rappresentazione hanno preso parte numerose autorità, tra cui il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, il sottosegretario della Regione Marche Silvia Luconi e la senatrice Elena Leonardi, la quale nei giorni scorsi aveva promosso la presentazione dell'evento proprio in un’aula del Senato. L’iniziativa ha visto la collaborazione corale di istituzioni come l'Unione Montana dei Monti Azzurri e il Consiglio Regionale, oltre al fondamentale supporto tecnico, logistico e di sicurezza garantito da volontari, forze dell’ordine e Croce Rossa di Tolentino. Un successo collettivo che continua a tramandare un'eredità spirituale e culturale unica nel suo genere.

Macerata, torna "Heroes": quattro storie di coraggio al Lauro Rossi per la Lega Italiana Fibrosi Cistica

Macerata, torna "Heroes": quattro storie di coraggio al Lauro Rossi per la Lega Italiana Fibrosi Cistica

31/03/2026 12:10

Il palcoscenico del Teatro Lauro Rossi si prepara a ospitare una nuova, emozionante edizione di "Heroes – Storie di Rinascita". Sabato 18 aprile, alle ore 21, la città di Macerata accoglierà quattro protagonisti d'eccezione che, attraverso i loro percorsi di vita, testimonieranno la capacità dell’essere umano di rialzarsi e reinventarsi oltre ogni limite. L’evento, presentato da Matteo Pasquali con le incursioni sonore del gruppo Mothra, vanta il patrocinio delle principali istituzioni locali e regionali. Come per le passate edizioni, il cuore della serata è la solidarietà: i proventi verranno interamente devoluti alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Marche ODV. Il cast degli ospiti di quest'anno offre uno spaccato eterogeneo di determinazione. Tra i protagonisti salirà sul palco Andrea Lanfri, atleta paralimpico e alpinista che, dopo aver perso gli arti a causa di una meningite, sfida oggi le vette più alte dei sette continenti. Accanto a lui Alessia Zecchini, primatista mondiale di apnea, che racconterà come il profondo del mare sia diventato il luogo dove affrontare le paure e superare i confini interiori. Spazio anche all'imprenditoria sociale con Birracca, realtà del settore brassicolo che ha trasformato la produzione di birra artigianale in un progetto concreto di inclusione lavorativa per giovani con autismo. A chiudere il cerchio delle testimonianze sarà Paolo Simoncelli, padre del mai dimenticato campione Marco; la sua presenza offrirà una lezione autentica su come trasformare un dolore immenso in un impegno solidale costante attraverso la fondazione dedicata al figlio. I biglietti per la serata sono già disponibili sul circuito Vivaticket e presso la Biglietteria dei Teatri di Macerata. Un'occasione preziosa per la comunità per stringersi attorno a un progetto che, grazie al sostegno di Fondazione Mediolanum e dell'Amministrazione comunale, continua a dimostrare come la condivisione di storie straordinarie possa generare un impatto reale nella vita di chi combatte contro la malattia.

Curiosità

C’è una giovane ingegnere dietro l’Anello della Val di Fiastra: il progetto di Lucia Barchetta per rigenerare i borghi

C’è una giovane ingegnere dietro l’Anello della Val di Fiastra: il progetto di Lucia Barchetta per rigenerare i borghi

24/03/2026 10:30

C’è un filo invisibile che unisce i borghi della Val di Fiastra, un tracciato che non è solo una linea su una mappa, ma il risultato di un’esperienza collettiva nata "dal basso". A raccontare la genesi e l’anima dell’Anello della Val di Fiastra è Lucia Barchetta, ingegnere edile e coordinatrice della progettazione, figura che incarna perfettamente l'unione tra rigore tecnico e passione per il territorio. Il legame di Lucia Barchetta con queste terre nasce nel cratere sismico. "Sono arrivata nella valle dopo anni di lavoro sulla ricostruzione e ricerca dedicata alla resilienza dei centri storici", spiega l'ingegnere. Una formazione tecnica che si è intrecciata con la sua esperienza nel CAI di Fermo: "L’Anello è stata l'occasione per unire la dimensione personale del cammino a un lavoro di progettazione territoriale. Questo progetto ha rafforzato la mia decisione di restare e contribuire allo sviluppo della valle". L'idea dell'Anello affonda le radici nell'estate del 2020, in piena epoca post-lockdown, grazie a un'intuizione del festival Borgofuturo. In quell'occasione nacque il cosiddetto "buon contagio": eventi diffusi nei paesi della valle da raggiungere rigorosamente a piedi. Sotto la guida dei Comuni di Ripe San Ginesio, Colmurano e Loro Piceno, il progetto si è trasformato in un processo di partecipazione diffusa. "Abbiamo avviato un lavoro complesso di mappatura e revisione dei tracciati - racconta Barchetta - cercando percorsi che fossero accessibili ma anche significativi dal punto di vista paesaggistico. Camminando si vedono cose che in macchina sfuggono completamente". L'Anello si sviluppa in sette tappe, una per ogni comune della valle. Non si tratta solo di una destinazione turistica, ma di uno spazio di cura condiviso da amministrazioni, abitanti e associazioni. Il lavoro di comunicazione dell'agenzia Tonidigrigio ha poi contribuito a rendere visibile questa natura plurale e partecipata. Per Lucia Barchetta, l’Anello è "un’infrastruttura leggera che mette in relazione paesaggio, borghi e persone", trasformando il semplice atto di camminare in una pratica concreta di presidio e valorizzazione del patrimonio marchigiano.

I Beatles parlano (anche) maceratese: i Ladders conquistano la Francia con "Hey Jude"

I Beatles parlano (anche) maceratese: i Ladders conquistano la Francia con "Hey Jude"

24/03/2026 10:10

Le note dei Fab Four risuonano con accento marchigiano nel nord della Francia. Si è conclusa con un autentico trionfo la partecipazione dei The Ladders alla "Beatles Night 2026" di Wasquehal, vicino a Lille. La band, colonna portante del tributo beatlesiano in Italia, è stata tra i grandi protagonisti della 21ª edizione di uno degli eventi europei più prestigiosi dedicati alla band di Liverpool. Il successo in terra francese porta la firma di un quintetto che unisce diverse anime della nostra regione. Sul palco dell’Espace Gérard Philipe, davanti a un teatro sold out, hanno brillato il maceratese Riccardo Scarponi e Mauro Cimarra di Jesi. A completare l'ossatura della band, portando alta la bandiera di Camerino, sono stati i due storici musicisti camerti Massimo Gerini e Brizio Romagnoli. Insieme a loro, a chiudere il cerchio di questa eccellenza regionale, anche Gabriele Chiappa di Fabriano. I Ladders hanno infiammato il pubblico francese con un set dedicato ai brani più rock’n’roll dei Beatles, culminato in un momento di rara intensità emotiva. Per il gran finale, la band marchigiana ha chiamato sul palco le altre formazioni della serata – i francesi The Eggmen e i belgi The Beatlephonics – per un'esecuzione corale di "Hey Jude" che ha fatto scattare la standing ovation dell'intero palazzetto. "È stata una serata fantastica - hanno commentato i membri della band al rientro - ma il merito va ai Beatles e alla splendida organizzazione di Pierre e di tutto lo staff francese che ci ha accolto come amici di vecchia data". Attivi da ormai 15 anni, i Ladders si confermano una realtà internazionale capace di esportare il talento marchigiano oltre confine. Dopo il successo d'oltralpe, il tour tributo ai Fab Four non si ferma: il prossimo appuntamento è fissato per il 4 aprile allo Skylight Club di Foligno, per poi proseguire con le date estive in tutta la penisola.

Varie

Macerata, la Polizia saluta il commissario Ciccarelli: va in pensione dopo 40 anni di servizio

Macerata, la Polizia saluta il commissario Ciccarelli: va in pensione dopo 40 anni di servizio

31/03/2026 16:00

Un momento di profonda commozione e riconoscenza ha accompagnato l'ultimo giorno in Questura del commissario capo Emanuele Ciccarelli. Nella mattinata di oggi, il questore Luigi Mangino e tutti i funzionari della Polizia di Stato della provincia di Macerata si sono stretti attorno al collega che, a partire da domani 1° aprile, lascerà ufficialmente il servizio attivo dopo quattro decenni in prima linea. La carriera del dottor Ciccarelli, iniziata nel lontano 1986 presso la Questura di Forlì, ha trovato nel territorio maceratese il suo fulcro principale. Entrato nel ruolo degli Ispettori nel 1990, è stato per lungo tempo un pilastro della Squadra Mobile di Macerata come responsabile di sezione investigativa, per poi mettere la propria esperienza a disposizione della sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica del Tribunale cittadino. Nel 2019, dopo aver vinto il concorso da Commissario, ha assunto incarichi di grande responsabilità direzionando la squadra "Volanti" (Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico), oltre all'Ufficio del Personale e all'Ufficio Tecnico Logistico. Durante il saluto ufficiale, il Questore Mangino ha espresso un sentito ringraziamento a Ciccarelli, sottolineandone la rara competenza, la costante disponibilità e lo spirito di servizio dimostrati in tutti questi anni a tutela della collettività. Ad Emanuele Ciccarelli vanno i più sinceri auguri da parte di tutto il personale della Polizia di Stato di Macerata per l'inizio di questo nuovo capitolo della sua vita, dopo una vita passata con dedizione e professionalità "sotto la divisa".

Dallo Sferisterio alla vigna: gli studenti dell'Agrario "Garibaldi" guidano i visitatori nel cuore del Macerata Opera Festival

Dallo Sferisterio alla vigna: gli studenti dell'Agrario "Garibaldi" guidano i visitatori nel cuore del Macerata Opera Festival

31/03/2026 12:00

Un weekend tra storia, architettura e creatività ha visto protagonisti gli studenti dell'Istituto Agrario "Giuseppe Garibaldi" di Macerata. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, le classi terze, quarte e quinte si sono trasformate in "ciceroni" d'eccezione, accogliendo centinaia di visitatori in un inedito e suggestivo viaggio nel backstage dello Sferisterio. Grazie alla collaborazione con la delegazione FAI Macerata e l'Associazione Arena Sferisterio, i giovani hanno guidato il pubblico alla scoperta delle aree solitamente inaccessibili, offrendo una prospettiva originale dal punto di vista degli artisti e svelando i segreti dell'organismo architettonico simbolo della città. L'impegno degli studenti non si è però fermato alla divulgazione storica. Con un occhio rivolto alla prossima 62ª edizione del Macerata Opera Festival, in programma dal 17 luglio al 9 agosto, l'istituto ha realizzato un originale omaggio alla stagione lirica unendo la tradizione operistica alla produzione vitivinicola della propria azienda agraria. È nato così un progetto grafico per delle etichette da vino inedite, pensate appositamente per le tre opere in cartellone: Nabucco, Il Barbiere di Siviglia e Il Trovatore. Ogni etichetta è stata studiata per legare le trame e le atmosfere dei capolavori di Verdi e Rossini alle caratteristiche organolettiche dei vini prodotti dai ragazzi. Questa iniziativa dimostra la capacità della scuola maceratese di far dialogare mondi apparentemente distanti, celebrando la modernità dello Sferisterio e la ricchezza del patrimonio agricolo locale. Un percorso di conoscenza che ha messo in luce non solo la professionalità degli studenti, ma anche il loro forte senso di appartenenza a una comunità che riconosce nell'opera e nella terra i suoi pilastri identitari.

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