Valfornace, auto si ribalta sulla provinciale e finisce in un canale: due persone estratte dall'abitacolo
Cronaca
01/04/2026 09:28

Valfornace, auto si ribalta sulla provinciale e finisce in un canale: due persone estratte dall'abitacolo

Intervento dei Vigili del Fuoco poco dopo le 00.30 lungo la SP 99, nel territorio di Pievebovigliana (Valfornace), a seguito del ribaltamento di un’autovettura finita in un canale con due persone a bordo. Sul posto sono intervenute le squadre dei distaccamenti di Camerino, Visso e Tolentino, con il supporto di due unità fluviali della sede centrale. Le operazioni di ricerca e soccorso sono state rese difficoltose dalla morfologia del territorio e dalla mancanza di indicazioni precise da parte degli occupanti del veicolo. Una volta individuata l’auto, i soccorritori hanno estratto le due persone rimaste bloccate all’interno dell’abitacolo, parzialmente allagato. Entrambe sono state affidate al personale sanitario del 118. Presenti sul posto anche i militari dell’Arma dei Carabinieri della compagnia di Camerino per gli accertamenti del caso.

Valfornace, auto si ribalta sulla provinciale e finisce in un canale: due persone estratte dall'abitacolo

Valfornace, auto si ribalta sulla provinciale e finisce in un canale: due persone estratte dall'abitacolo
01/04/2026 09:28

Intervento dei Vigili del Fuoco poco dopo le 00.30 lungo la SP 99, nel territorio di Pievebovigliana (Valfornace), a seguito del ribaltamento di un’autovettura finita in un canale con due persone a bordo. Sul posto sono intervenute le squadre dei distaccamenti di Camerino, Visso e Tolentino, con il supporto di due unità fluviali della sede centrale. Le operazioni di ricerca e soccorso sono state rese difficoltose dalla morfologia del territorio e dalla mancanza di indicazioni precise da parte degli occupanti del veicolo. Una volta individuata l’auto, i soccorritori hanno estratto le due persone rimaste bloccate all’interno dell’abitacolo, parzialmente allagato. Entrambe sono state affidate al personale sanitario del 118. Presenti sul posto anche i militari dell’Arma dei Carabinieri della compagnia di Camerino per gli accertamenti del caso.

Cronaca

Civitanova, giravano armati di tirapugni e un coltello da 19 cm: due 19enni denunciati

Civitanova, giravano armati di tirapugni e un coltello da 19 cm: due 19enni denunciati

31/03/2026 13:30

Controlli a tappeto sul litorale civitanovese per contrastare i fenomeni di microcriminalità legati alla "mala movida". I carabinieri della locale stazione, supportati dai militari della C.I.O. (Compagnia d’Intervento Operativo) del IV° Battaglione “Veneto” di Padova, hanno intensificato il presidio del territorio con posti di blocco strategici lungo le principali arterie della città. Proprio durante una di queste attività di monitoraggio, l'attenzione dei militari è stata attirata da due giovani che si aggiravano con fare sospetto tra le auto in sosta. Fermati per un controllo, i due - entrambi diciannovenni - hanno mostrato un atteggiamento guardingo e nervoso, non riuscendo a fornire una spiegazione valida sulla loro presenza in quel luogo. Il sospetto dei carabinieri ha trovato conferma con la perquisizione personale: uno dei ragazzi è stato trovato in possesso di un tirapugni in metallo, un oggetto potenzialmente letale in contesti di scontro fisico. Il controllo è stato quindi esteso al ciclomotore in uso ai due giovani, portando al rinvenimento, all'interno del vano portaoggetti, di un coltello con una lama di ben 19 centimetri. Per entrambi è scattata immediatamente la denuncia a piede libero all'autorità giudiziaria per porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere. Le armi sono state poste sotto sequestro. Gli accertamenti successivi hanno inoltre fatto emergere irregolarità sulla patente di guida di uno dei fermati, che è stata ritirata sul posto. L'operazione rientra nel piano straordinario di controllo del territorio coordinato dal Comando Provinciale, volto a garantire la sicurezza stradale e a prevenire episodi di violenza nei luoghi di aggregazione giovanile della costa maceratese.

Caporalato a Macerata, costretti a lavorare 12 ore nei campi: indagati un italiano e un pakistano

Caporalato a Macerata, costretti a lavorare 12 ore nei campi: indagati un italiano e un pakistano

31/03/2026 13:19

Un sistema di sfruttamento sistematico della manodopera, costruito sulla vulnerabilità di chi cerca disperatamente un futuro in Italia. I Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Macerata, in stretta sinergia con il Comando Provinciale e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, hanno smantellato un sodalizio dedito all'intermediazione illecita e allo sfruttamento di cittadini extracomunitari nella provincia di Macerata. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha portato al deferimento del titolare di una società agricola italiana e di un cittadino pakistano con il ruolo di "reclutatore". Secondo quanto ricostruito dai militari, i due agivano in concorso approfittando dello stato di bisogno di sei migranti, per lo più richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza della provincia. Le vittime, originarie di Pakistan e Bangladesh, venivano attirate con la promessa di un salario e di un contratto regolare, necessario per tentare il rinnovo del permesso di soggiorno, ma finivano intrappolate in condizioni di lavoro degradanti. Il meccanismo della truffa era tanto semplice quanto crudele: i lavoratori risultavano assunti formalmente per 6,50 ore al giorno, ma venivano costretti a prestarne tra le 10 e le 12, il tutto in totale spregio delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La retribuzione, quando corrisposta, era palesemente inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali e regionali, lasciando i braccianti in una condizione di indigenza e sottomissione. L'attività investigativa ha evidenziato come il reclutatore sfruttasse la necessità dei lavoratori di inviare denaro alle famiglie nei paesi d'origine, trasformando il bisogno di sopravvivenza in un'occasione di profitto illecito. I controlli dell'Arma per la Tutela del Lavoro proseguiranno senza sosta su tutto il territorio provinciale per prevenire e reprimere ogni forma di distorsione del mercato del lavoro e garantire il rispetto della dignità umana.

Attualità

"A Macerata i cassonetti smart riducono gli abbandoni nelle zone extraurbane"

"A Macerata i cassonetti smart riducono gli abbandoni nelle zone extraurbane"

01/04/2026 13:40

Il Comune di Macerata ha concluso l'analisi dei dati relativi alla sperimentazione sulla raccolta differenziata dei rifiuti effettuata tramite l'utilizzo di cassonetti intelligenti. L'iniziativa, realizzata grazie a un contributo della Regione Marche integrato da fondi comunali, ha testato un sistema di conferimento stradale basato su dispositivi elettronici capaci di riconoscere l'utente, offrendo un'alternativa al tradizionale metodo "porta a porta" in specifiche aree del territorio. Il progetto si è sviluppato in due fasi operative principali a partire dal marzo 2023, coinvolgendo inizialmente otto postazioni in zone extraurbane e due punti dedicati alla popolazione studentesca nel centro storico. Successivamente, dal gennaio 2025, la sperimentazione è stata estesa al quartiere Corneto, arrivando a servire complessivamente 500 utenze domestiche attraverso 11 postazioni tecnologiche. Ogni isola ecologica è stata equipaggiata con contenitori per secco residuo, carta e multimateriale accessibili tramite un'applicazione per smartphone o una tessera elettronica gratuita, mentre per vetro e organico è rimasto attivo il libero conferimento. Dall'analisi dei risultati emerge un miglioramento del decoro urbano. Nelle zone extraurbane si è registrata una riduzione marcata degli abbandoni di rifiuti, mentre in ambito urbano la flessibilità del sistema, che non vincola i cittadini a orari o giorni prestabiliti, è stata accolta con favore dai residenti. Sebbene la sperimentazione rivolta agli studenti universitari non abbia raggiunto i volumi di adesione sperati, l'esperienza generale ha confermato l'efficacia della tecnologia adottata, che non richiede allacciamenti alla rete elettrica e permette uno spostamento agevole delle postazioni in base alle necessità logistiche. I dati raccolti evidenziano abitudini di conferimento differenziate tra città e campagna: le utenze urbane tendono a disfarsi dei rifiuti con maggiore frequenza, circa una volta a settimana, per ottimizzare gli spazi domestici ridotti, mentre nelle aree extraurbane i conferimenti avvengono mediamente ogni dieci giorni. È interessante notare come la tessera fisica sia rimasta lo strumento preferito per l'accesso al servizio, venendo utilizzata nel 47% dei casi rispetto al 53% delle attivazioni tramite applicazione digitale. Sotto il profilo economico, la sperimentazione ha richiesto un investimento complessivo di circa 143.000 euro netti. I costi di gestione e manutenzione, che si attestano su una media annuale di circa 37 euro per utenza, risultano sostenibili e potenzialmente inferiori rispetto ad altri modelli di raccolta. Il Comune rileva che l'adozione di questa tecnologia pone le basi per una futura applicazione della tariffazione puntuale, sistema che permetterebbe di commisurare la tassa rifiuti all'effettiva produzione di indifferenziato. L'efficacia del sistema resta legata a una puntuale programmazione dei cicli di svuotamento e a una corretta manutenzione dei dispositivi per garantire la costante fruibilità del servizio da parte della cittadinanza.

Corridonia, lavori conclusi a Villa Fermani: il parco torna protagonista

Corridonia, lavori conclusi a Villa Fermani: il parco torna protagonista

31/03/2026 17:00

Si sono conclusi, come da cronoprogramma, i lavori che hanno interessato il verde pubblico del Parco di Villa Fermani, segnando un passaggio importante nel più ampio progetto di riqualificazione dell’area. Non si è trattato di una semplice sostituzione di piante e arbusti, ma di un intervento complesso e di prospettiva, portato avanti parallelamente alla rifunzionalizzazione della Villa, donata alla cittadinanza da Davide Fermani. I vincoli storici e paesaggistici presenti sull’area hanno richiesto un approfondito studio sull’evoluzione del parco, sfociato in un progetto di riqualificazione sviluppato dall’Amministrazione in collaborazione con Unicam e affidato a un professionista esperto in pianificazione territoriale, rigenerazione e sostenibilità. Nel dettaglio, 16 alberi secchi o malati sono stati sostituiti con nuove essenze, selezionate per adattarsi al contesto e al clima locale. Le nuove piante, nel giro di pochi anni, garantiranno una chioma significativa, contribuendo a creare ombra e refrigerio per i cittadini che potranno tornare a vivere quello che è considerato il cuore verde della città. L’intervento ha previsto anche la messa a dimora di tre nuovi alberi in prossimità del pozzo e la riprogettazione dell’aiuola centrale, nel rispetto della sua funzione originaria e della prospettiva visiva lungo il viale di ingresso verso la facciata della Villa. I lavori non si sono limitati al verde. Negli ultimi giorni si è intervenuti anche su illuminazione e area giochi, mentre ulteriori interventi, compatibili con le condizioni meteo, interesseranno l’intero complesso senza comprometterne la fruizione pubblica. L’inaugurazione ufficiale è prevista per sabato 9 maggio, con presentazione dei lavori, visita all’edificio storico e un momento conviviale aperto alla cittadinanza. Il progetto si inserisce in un più ampio piano di rigenerazione che comprende anche il potenziamento degli impianti sportivi e la realizzazione di un’infrastruttura verde a servizio dell’area. Procede inoltre il progetto di ampliamento del parco: il versante a valle è stato consolidato con palificate e, attraverso opere di ingegneria naturalistica, saranno tracciati nuovi percorsi che si collegheranno a quelli esistenti. Per quanto riguarda gli impianti sportivi, è già stata completata la rimozione dell’amianto dalla copertura della bocciofila ed è in fase di ultimazione la nuova copertura. Seguiranno interventi di riqualificazione energetica e l’installazione di pannelli fotovoltaici. Nell’area sottostante i campi da tennis, infine, partiranno i lavori per la realizzazione di due nuovi campi da padel. «Ci sono luoghi che meritano un’attenzione che vada oltre la cura ordinaria – commenta il sindaco Giuliana Giampaoli – che richiedono progetti a lungo termine in grado di prevedere, preservare e tramandare. Questo è stato l’approccio con cui abbiamo affrontato questa sfida: rispetto della nostra storia, cura dell’ambiente e valorizzazione sociale degli spazi ricreativi e sportivi». «Complessivamente – prosegue il sindaco – il Comune sta investendo nella riqualificazione del Parco e delle sue infrastrutture una cifra che sfiora i due milioni di euro, provenienti quasi interamente da finanziamenti e contributi Usr e Pnc. Uno sforzo importante, i cui risultati saranno visibili nel breve periodo e negli anni a venire».

Politica

"Viale Vittorio Veneto, chiusure al traffico senza preavviso: il commercio paga il prezzo a Tolentino"

"Viale Vittorio Veneto, chiusure al traffico senza preavviso: il commercio paga il prezzo a Tolentino"

01/04/2026 12:37

Negli ultimi Consigli comunali di Tolentino è stata affrontata più volte la questione delle difficoltà che commercianti e residenti stanno vivendo nel periodo della ricostruzione: parcheggi ridotti, vivibilità compromessa e attività in affanno. Tuttavia, secondo le consigliere comunali di Fratelli d'Italia, Monia Prioretti e Silvia Tatò, "la realtà sul territorio sembra spesso discostarsi dalle dichiarazioni istituzionali". "Nei giorni scorsi, il tratto di viale Vittorio Veneto antistante le attività commerciali è stato chiuso da un addetto di un’impresa edile, senza alcuna ordinanza ufficiale o comunicazione preventiva, affermano le consigliere. Il traffico è stato deviato su una traversa, riducendo il passaggio davanti ai negozi e provocando cali negli incassi, soprattutto durante la settimana santa, uno dei periodi più rilevanti per il commercio locale. La situazione si sarebbe ripetuta anche il giorno successivo, con la strada riaperta solo a metà giornata e sempre senza comunicazioni ufficiali". “Episodi come questo non sono isolati — spiegano Prioretti e Tatò — e segnalano una mancanza strutturale di attenzione verso chi lavora e produce nella nostra città. Un’ordinanza non è una semplice formalità: è uno strumento essenziale per consentire programmazione, organizzazione e tutela economica”. Le consigliere criticano inoltre la gestione dell’amministrazione comunale, sottolineando che "mentre i commercianti cercavano risposte immediate, il sindaco era impegnato in attività comunicative di scarso rilievo rispetto ai problemi quotidiani della città". Secondo Prioretti e Tatò, "discutere di commercio in Consiglio comunale non basta se non si costruisce una rete di attenzione quotidiana, basata su regole rispettate, comunicazione puntuale e presenza costante sul territorio. “Il problema è strutturale — concludono — e la tutela del commercio resta lontana dall’essere una priorità concreta”.

Casa di riposo Mogliano, stop alla nuova struttura: "Si torna indietro sulla sicurezza”

Casa di riposo Mogliano, stop alla nuova struttura: "Si torna indietro sulla sicurezza”

01/04/2026 10:54

Il gruppo di minoranza “Insieme si può” interviene sulla vicenda della Casa di Riposo di Mogliano, esprimendo forte contrarietà alla scelta dell’amministrazione comunale di interrompere il percorso di delocalizzazione della struttura. Secondo i consiglieri di minoranza, "il progetto originario — avviato durante l’amministrazione guidata da Cecilia Cesetti e già impostato sotto la precedente giunta Zura — era il risultato di un iter condiviso con tutti gli enti competenti, tra cui Regione Marche, Provincia di Macerata e la struttura commissariale, oltre a essere sostenuto da un’ordinanza speciale della Presidenza del Consiglio dei Ministri". "Il piano prevedeva la realizzazione di una nuova struttura, con un finanziamento complessivo di 6,5 milioni di euro, già affidato alla ditta Crucianelli S.p.A., senza costi per i cittadini". "Al centro della contestazione c’è la decisione dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Luchetti di revocare l’appalto e optare per la ristrutturazione dell’edificio esistente, un ex convento vincolato e già danneggiato dal sisma". "Secondo “Insieme si può”, si tratta di una scelta “miope e pericolosa”, in quanto la struttura attuale — per caratteristiche storiche e vincoli architettonici — non potrebbe garantire pienamente gli standard moderni di sicurezza sismica e sanitaria richiesti per una residenza destinata ad anziani". L’opposizione evidenzia inoltre come, "a fronte di uno stanziamento iniziale di 6,5 milioni per la nuova costruzione, la ristrutturazione della sede esistente comporterebbe comunque un investimento stimato in circa 6,1 milioni di euro, con un risparmio limitato ma, a loro avviso, con risultati inferiori in termini di sicurezza ed efficienza". Tra i punti sollevati anche la coerenza delle scelte amministrative: la minoranza ricorda come in passato "fosse stata sostenuta la necessità di realizzare edifici sicuri, moderni e sostenibili nel processo di ricostruzione post-sisma". "Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di riconsiderare la decisione e di valutare attentamente non solo i costi economici, ma anche le implicazioni sociali e sanitarie dell’intervento". “La ricostruzione — sottolineano — non è solo un fatto edilizio, ma una visione per il futuro, soprattutto quando riguarda servizi essenziali per le fasce più fragili della popolazione”.

Sanità

Ospedali di comunità e Pnrr: tra ritardi e obiettivi, il punto sulle Marche

Ospedali di comunità e Pnrr: tra ritardi e obiettivi, il punto sulle Marche

31/03/2026 19:00

La promessa di una sanità più vicina ai cittadini operata con investimenti del PNRR rischia di trasformarsi in un risultato parziale, con criticità evidenti soprattutto nel Mezzogiorno. Non solo le più note case di comunità, ovvero i maxi ambulatori pensati per alleggerire i pronto soccorso e rafforzare la prevenzione, risultano in ritardo e concentrate nel Centro-Nord, ma anche i nuovi ospedali di comunità mostrano un andamento a macchia di leopardo. Queste strutture, finanziate con un miliardo di euro e destinate ad accogliere pazienti fragili e cronici che non possono essere assistiti a domicilio ma non necessitano di cure ospedaliere ad alta intensità, sono per circa tre quarti concentrate in sole quattro regioni: Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Secondo l’ultimo monitoraggio Agenas, a dicembre 2025 risultavano attive 163 strutture, di cui ben 118 in queste aree, per un totale di quasi 3 mila posti letto, mentre tutte le regioni meridionali insieme si fermano a 23. Persistono inoltre territori completamente scoperti, come Basilicata, Valle d’Aosta e Bolzano, segno di un’Italia sanitaria ancora fortemente diseguale. Nelle Marche, invece, il percorso appare più avanzato e strutturato. È stata recentemente inaugurata la Casa e l’Ospedale di Comunità di Treia, prime strutture territoriali dell’Ast di Macerata, anche se non ancora operative. L’intervento, finanziato con fondi PNRR e regionali per oltre 2,2 milioni di euro, si inserisce in una strategia più ampia che punta a rafforzare la sanità di prossimità. La struttura di Treia, dotata di 20 posti letto, rappresenta un nodo logistico-assistenziale fondamentale in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche. Parallelamente, ad Ascoli è stato inaugurato il primo ospedale di comunità pienamente operativo della regione, con 18 posti letto e i primi pazienti già trasferiti. La Regione punta a realizzare complessivamente 9 ospedali di comunità e 29 case di comunità, sostenendo il progetto anche con piani straordinari di assunzione di personale sanitario. Le autorità regionali sottolineano come le Marche siano al di sopra della media nazionale nel rispetto dei cronoprogrammi PNRR, con l’obiettivo di creare una rete capillare e realmente funzionante. A livello generale, il rischio concreto è quello di arrivare alla scadenza europea di giugno con una “coperta corta” e forti disparità territoriali. Secondo i programmi regionali, sono 594 gli ospedali di comunità previsti, ma il target minimo fissato dall’Europa è di 307 strutture operative entro l’estate. Un obiettivo ancora raggiungibile grazie a un possibile rush finale, ma che potrebbe lasciare indietro ampie aree del Paese. Il sistema si regge su un modello assistenziale che prevede presenza infermieristica 24 ore su 24 e un supporto medico limitato ma costante, pari ad almeno 4,5 ore al giorno per sei giorni a settimana. Attualmente, tutti i 163 ospedali attivi garantiscono assistenza infermieristica continua, ma solo 133 assicurano la presenza minima del medico e appena 61 dispongono di ambienti protetti per pazienti con demenza o disturbi comportamentali. Questo quadro evidenzia come, oltre alla realizzazione delle strutture, sia fondamentale garantirne la piena operatività. L’ospedale di comunità è definito come una struttura intermedia tra assistenza domiciliare e ospedale tradizionale, con l’obiettivo di evitare ricoveri inappropriati e facilitare le dimissioni protette. Si tratta di presidi destinati principalmente a pazienti fragili, spesso anziani, con un quadro clinico stabilizzato ma che necessitano ancora di sorveglianza sanitaria o prestazioni infermieristiche. In media dispone di 15-20 posti letto, fino a un massimo di 40, e prevede una degenza non superiore ai 30 giorni, salvo casi eccezionali. L’accesso avviene su indicazione del medico di base, dello specialista o del pronto soccorso, e riguarda pazienti con prospettiva di miglioramento a breve termine. Questo modello rappresenta uno degli elementi chiave per ridisegnare la sanità territoriale, rendendola più vicina ai cittadini e capace di rispondere in modo efficace ai bisogni di una popolazione sempre più anziana e con patologie croniche.

Plasma buttato, l’Aoum presenta un secondo esposto: “La verità deve emergere, stop alle strumentalizzazioni"

Plasma buttato, l’Aoum presenta un secondo esposto: “La verità deve emergere, stop alle strumentalizzazioni"

31/03/2026 17:14

“In sanità, anche una sola goccia di sangue non deve mai essere sprecata. Abbiamo presentato un secondo esposto in Procura. Neanche una goccia di sangue va sprecata. La verità deve emergere”. Le parole sono di Armando Gozzini, direttore dell’Azienda ospedaliera universitaria delle Marche, in merito al caso delle sacche di plasma buttate. “Negli ultimi giorni, la diffusione di notizie parziali e decontestualizzate ha generato allarmismi ingiustificati, minando la fiducia dei cittadini senza alcun fondamento tecnico. La verità deve emergere nella sua interezza e oggettività, al di là di ogni strumentalizzazione”, spiega il direttore dell'Aoum. “L’analisi interna degli eventi ha evidenziato che le criticità segnalate non derivano da carenze strutturali o da mancanza di personale, ma da una gestione non ottimale delle risorse disponibili. L’Azienda è subito intervenuta, rafforzando gli organici, riorganizzando i processi e ripristinando rapidamente la piena operatività”. “In sanità la differenza non la fanno gli errori evitati, ma la capacità di correggerli subito, e su questo l’Azienda ha dimostrato, con i fatti, di esserci. Per tutelare la correttezza dell’informazione, sono stati presentati esposti alle autorità competenti, sia per la diffusione impropria di dati riservati sia per eventuali violazioni della normativa sulla riservatezza. L’ultimo esposto depositato, più dettagliato e circostanziato, mira a verificare responsabilità individuali e la possibile esistenza di azioni volte a screditare l’Azienda attraverso la diffusione selettiva di immagini, documenti e informazioni amplificate strumentalmente”. “L’Azienda – conclude Gozzini – continuerà a operare con trasparenza e determinazione, difendendo al contempo il lavoro dei propri professionisti e la correttezza dell’informazione. La tutela della verità e della fiducia dei cittadini non è negoziabile”.

Sport

Lancio del Formaggio: Ciardullo campione italiano nella Serie A, brilla il matelicese Massi

Lancio del Formaggio: Ciardullo campione italiano nella Serie A, brilla il matelicese Massi

01/04/2026 13:22

Si è conclusa con grande entusiasmo a Cosenza la due giorni del Campionato Italiano di Lancio del Formaggio, singolo e a coppie, ospitata nella suggestiva cornice di Contrada Fiego. L’evento ha trasformato le strade cosentine in un’arena di alto livello, con 80 atleti provenienti da diverse province italiane pronti a sfidarsi in una disciplina che unisce tradizione, tecnica e spettacolo. Nella Serie A singolo, il titolo di Campione Italiano 2026 è andato a Luciano Ciardullo, che ha preceduto di misura Luca Massi della Fidea Matelica e Luca Perrelli dell’Asd Cosenza. Nella Serie B, il gradino più alto del podio è stato conquistato da Martire Bonaventura, seguito da Antonio Bruni e Franco Bozzo, entrambi dell’Asd Cosenza. Anche le gare a coppie hanno offerto grande spettacolo, con la vittoria di Mauro Sabatini e Marco Mattono (Asd Rigali Nocera e Asd Castel di Lama), seguiti da Carlo Aloe e Mario Greco, e Gustavo Vignale e Antonio Luigi Porco, tutti dell’Asd Cosenza. Il presidente del Dipartimento degli Sport che Rotolano Figest Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali, Mauro Sabatini, ha commentato con orgoglio: “Portare il Campionato Italiano a Cosenza è stata una sfida vinta. Vedere ottanta atleti confrontarsi con passione dimostra che gli sport che rotolano non sono solo folklore, ma discipline vive capaci di unire territori e generazioni. La tecnica e la precisione viste a Contrada Fiego sono la migliore promozione possibile per il nostro movimento”.   La manifestazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione con il Circolo Acli Fiego, l’Amministrazione Provinciale e Comunale di Cosenza e la Polizia Locale, che ha garantito la sicurezza del percorso e la gestione logistica dell’evento.

Le atlete della Ginnastica Macerata brillano in Portogallo con l’Italia

Le atlete della Ginnastica Macerata brillano in Portogallo con l’Italia

01/04/2026 10:15

Si chiude con risultati eccellenti la spedizione azzurra a Cantanhede, in Portogallo, per la World Cup e l’International Open Competition (IOC), confermando il valore del vivaio italiano e della scuola maceratese. L’Italia torna a casa con un bottino complessivo di sette medaglie: cinque conquistate nella Coppa del Mondo e due nell’International Open Competition. Tra le protagoniste, le atlete della Ginnastica Macerata hanno offerto prestazioni di altissimo livello. Arianna Ciurlanti si conferma tra le migliori interpreti mondiali della disciplina, grazie a un solido decimo posto nell’individuale e a una prestigiosa quarta posizione nella finale del Trio, dove ha sfiorato il podio. Ottima prova anche per Margherita Paolucci e Ginevra Evangelista, che hanno messo in mostra grande affiatamento tecnico nel Trio, chiudendo al quinto posto della classifica generale e confermandosi ai vertici della categoria. Traguardi che sono il risultato di un importante lavoro di squadra. Un sentito ringraziamento va allo staff tecnico della Ginnastica Macerata — Arianna Ciucci, Ludovico Vallasciani e Sarah Ferragina — capace di formare talenti di calibro internazionale, e ai tecnici della Nazionale italiana che, sotto la guida della Direttrice tecnica Luisa Righetti, mantengono stabilmente l’Italia tra i leader mondiali della disciplina.

Economia

Prodotti tipici e menù pasquali: ottime presenze nei mercati e agriturismi marchigiani

Prodotti tipici e menù pasquali: ottime presenze nei mercati e agriturismi marchigiani

01/04/2026 13:52

Con l’avvicinarsi della Pasqua, nelle Marche si riscoprono le tradizioni culinarie e le eccellenze del territorio. Tra ricette casalinghe, acquisti ai mercati contadini e menù degli agriturismi, la festa primaverile segna l’inizio della stagione dei ponti e delle attività all’aperto. Secondo Coldiretti, i mercati di Campagna Amica registrano una forte domanda di prodotti tipici, con i consumatori sempre più orientati alla qualità, alla stagionalità e alla convivialità. Immancabili sulle tavole marchigiane sono pizze di formaggio e piconi, accompagnati da pasta fresca ripiena, ciauscolo e altri salumi tradizionali. Tra le materie prime simbolo della stagione, grande attenzione è riservata ai carciofi, apprezzati fin dalle prime ore del mattino, e all’agnello, che resta protagonista dei menù pasquali, affiancato da carni di ogni tipo e dalle alternative di mare come le seppie. Le uova, simbolo della festività, rimangono un acquisto imprescindibile per il consumo diretto o per le preparazioni casalinghe. Anche il comparto agrituristico registra segnali positivi. Secondo Terranostra Marche, le strutture di ristorazione rurale hanno visto un incremento delle prenotazioni, trainato soprattutto da un turismo di prossimità. Più incerta invece l’accoglienza, condizionata dal meteo instabile che limita le attività all’aperto come trekking e bici. I flussi turistici restano principalmente nazionali, con arrivi dal Nord e dal Sud Italia, mentre le prenotazioni estive confermano la tendenza a programmare i viaggi con largo anticipo. In questo contesto, la Pasqua si conferma un momento chiave per l’economia rurale, tra riscoperta delle tradizioni e sostegno alle produzioni locali, offrendo al tempo stesso un’occasione di convivialità e scoperta del territorio marchigiano.

"Settore calzaturiero Marche chiude il 2025 con contrazione del - 5,7%: in calo anche export"

"Settore calzaturiero Marche chiude il 2025 con contrazione del - 5,7%: in calo anche export"

01/04/2026 10:34

Il settore calzaturiero italiano chiude il 2025 con un fatturato di 12,84 miliardi di euro, in flessione del -2,8% su base annua. Secondo i dati preconsuntivi del Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, l'esercizio è stato condizionato da una forte instabilità dei mercati. Tiene il canale estero: l'export (cui viene destinato l'85% di quanto prodotto in Italia) si è attestato a 11,5 miliardi di euro, limitando la contrazione al -1,1% in valore sul 2024, con un attivo del saldo commerciale pari a 4,8 miliardi. Il comparto si conferma trainante per il Made in Italy, nonostante la congiuntura sfavorevole. A livello regionale, nel 2025 nelle Marche l’export in valore di calzature e componentistica per calzature ha evidenziato una contrazione del -5,7% sul 2024. Le prime 5 destinazioni dell’export marchigiano, che coprono assieme il 45% del totale, sono risultate: Francia (-0,2%), Germania (+0,9%), USA (-21,4%), Cina (-34,8%) e Belgio (+16,9%). La Russia, all’ottavo posto, ha perso il -27,6%. Il numero di imprese attive (calzaturifici + produttori di parti per calzature) ha subìto, tra industria e artigianato, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda, un calo di -142 aziende rispetto al consuntivo 2024, accompagnato da un saldo negativo di -612 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da INPS per le imprese marchigiane della filiera pelle nel 2025, si è registrata una flessione del -3,4% rispetto al 2024: sono state autorizzate circa 5,7 milioni di ore, un numero comunque ancora elevato, decisamente al di sopra (+109,2%) dei livelli 2019 pre-Covid. Sullo scenario settoriale nazionale è intervenuta Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici: “A livello internazionale, l'export continua a essere il nostro polmone vitale, ma la geografia dei mercati sta mutando rapidamente. Nel 2025 la resilienza dell'Europa e la crescita del Medio Oriente hanno compensato quasi interamente il sensibile rallentamento del Far East e della Cina in particolare. Il mercato cinese, un tempo locomotiva del lusso, sta vivendo una fase di ripensamento che ci impone nuove strategie di approccio. Parallelamente – oltre alla forte preoccupazione per le conseguenze del conflitto scoppiato nelle scorse settimane nell’area mediorientale – guardiamo con estrema cautela agli Stati Uniti: l'introduzione di misure protezionistiche proprio in un mercato chiave per il nostro alto di gamma aggiunge un ulteriore elemento di incertezza in una fase già delicata”.    

Scuola e università

Recanati, Enzo Iacchetti in visita alla Stamperia Venieri del Liceo "Leopardi"

Recanati, Enzo Iacchetti in visita alla Stamperia Venieri del Liceo "Leopardi"

01/04/2026 11:15

La prestigiosa cornice del Teatro Persiani ha ospitato l’unica tappa regionale della commedia “Buongiorno, ministro!”, opera dell’autore spagnolo Jordi Galcerán. Sotto la sapiente regia di Ferdinando Ceriani, Enzo Iacchetti ha calcato la scena affiancato da Antonella Civale offrendo al pubblico una serata di alto spessore teatrale. Tuttavia, la presenza dell'attore in città non si è esaurita sotto i riflettori. Il mattino seguente, Iacchetti ha dedicato un momento significativo alla scoperta delle eccellenze creative del territorio. Presso l’Hotel La Ginestra, i titolari Andrea Santarelli e Arianna Manovale hanno introdotto l’artista alla mostra “Fatum”, un’esposizione curata dal professor Jacopo Pannocchia e nata dal talento della Stamperia Venieri del Liceo Classico “Giacomo Leopardi”. L’incontro si è poi trasformato in una visita immersiva: accompagnato da una delegazione di giovani studentesse e dai membri della compagnia – tra cui la stessa Civale, Ermenegildo Marciante ed Elisabetta Mandalari – Iacchetti si è recato personalmente presso i laboratori della Stamperia. Durante l'attenta visita, gli ospiti hanno potuto approfondire le tecniche dell’acquaforte, ammirando la maturità stilistica e la profondità concettuale delle opere grafiche realizzate dagli studenti. Un apprezzamento, quello degli artisti, che è andato oltre la semplice cortesia: affascinati dalla qualità dei manufatti, gli ospiti hanno infatti scelto di acquistare alcune opere, suggellando così un legame autentico tra il mondo del teatro e la creatività giovanile recanatese.

Giulio Regeni, il ricordo passa dalle università: evento a Camerino

Giulio Regeni, il ricordo passa dalle università: evento a Camerino

31/03/2026 18:27

L’Università di Camerino aderisce all’iniziativa nazionale “Le Università per Giulio Regeni”, promuovendo un momento di riflessione e approfondimento dedicato alla libertà di studio e di ricerca. L’appuntamento è fissato per il 14 aprile alle ore 17, presso l’aula Piantoni del Polo Sant’Agostino, con la proiezione speciale del documentario “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, seguita da un dibattito aperto al pubblico. L’iniziativa si inserisce in un più ampio ciclo di eventi che coinvolge 76 atenei italiani e oltre 15mila partecipanti, tra studenti, docenti e cittadini, a dieci anni dalla scomparsa del ricercatore italiano Giulio Regeni. Il progetto è stato promosso dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione sui temi della libertà accademica e dei diritti fondamentali. Presentata in Senato nei giorni scorsi, alla presenza della stessa Cattaneo, dei genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni, dell’avvocata Alessandra Ballerini e del regista Simone Manetti, l’iniziativa punta a costruire una rete diffusa di consapevolezza e partecipazione in tutto il Paese. L’evento organizzato da Unicam si aprirà con i saluti del rettore Graziano Leoni, seguiti dai videomessaggi dei genitori di Regeni e del regista del documentario. Dopo la proiezione, spazio al confronto con l’intervento dell’avvocato Daniele Valeri, dell’associazione avvocato di strada di Ancona, e del professor Francescomaria Tedesco, delegato del rettore per le politiche della pace e del confronto democratico. «L’Università di Camerino aderisce con convinzione a un’iniziativa che richiama tutta la comunità universitaria a una responsabilità profonda – ha dichiarato il rettore Leoni –: difendere e promuovere la libertà di studio, di ricerca e di pensiero, ricordando Giulio Regeni a dieci anni dalla sua scomparsa. È un momento di memoria ma anche di impegno condiviso, soprattutto per le nuove generazioni». Parole che si affiancano a quelle della senatrice Cattaneo, che ha sottolineato come la storia di Regeni continui a vivere attraverso un movimento di persone unite dal valore della libertà, lo stesso che il giovane ricercatore ha difeso con il suo lavoro. Anche i genitori di Giulio hanno espresso gratitudine per l’iniziativa, evidenziando l’importanza di proteggere studenti, ricercatori e dottorandi e ricordando come il documentario restituisca sia la figura di Giulio come studioso appassionato, sia le gravi violazioni dei diritti subite. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni, e sarà accompagnata sui social dall’hashtag #UniversitàperGiulio.

Cultura

Sarnano, riapre la chiesa di Santa Chiara: rinascita culturale e ricostruzione post terremoto (FOTO e VIDEO)

Sarnano, riapre la chiesa di Santa Chiara: rinascita culturale e ricostruzione post terremoto (FOTO e VIDEO)

28/03/2026 17:30

A Sarnano si celebra una nuova tappa nel percorso di rinascita del territorio con l’inaugurazione e la riapertura della chiesa di Santa Chiara, nel cuore del centro storico. Un evento che arriva dopo un primo importante giro di interventi nel polo museale adiacente e che rappresenta un simbolo concreto della ricostruzione post sisma, non solo materiale ma anche culturale e sociale. Il sindaco Fabio Fantegrossi ha sottolineato il valore identitario dell’edificio: "Una chiesa che si connette al tessuto urbano. È un edificio simbolico del comune di Sarnano", ricordando come l’attuale struttura sorga sull’antica chiesa di San Pietro. L’edificio, in stile barocco, si distingue per la sua verticalità ed eleganza, con una facciata convessa e un linguaggio architettonico dinamico caratterizzato dall’uso del mattone. Il recupero della chiesa assume un significato ancora più ampio perché inserito all’interno di un sistema culturale più articolato. "È fondamentale il suo recupero perché la chiesa è annessa al polo museale, che è stato recentemente ristrutturato e riallestito", ha aggiunto il sindaco, evidenziando l’obiettivo di creare un percorso culturale diffuso che colleghi pinacoteca, teatro, chiesa e altri luoghi simbolo del territorio. A rimarcare l’importanza del momento è stato anche Guido Castelli, commissario alla ricostruzione, che ha parlato di un percorso lungo e complesso: "È una giornata importante. I km che faccio ogni giorno aumentano perché stiamo vedendo i frutti di un lavoro che è iniziato anni fa". Dopo un decennio dal terremoto, i segnali sono concreti: "Dopo dieci anni tutto si sta mettendo per il meglio", ha affermato, ricordando come siano state già ristrutturate circa 1200 chiese. Castelli ha poi sottolineato un aspetto cruciale della ricostruzione: "La ricostruzione è anche prevenzione. Questo serve anche a prepararci alla prossima scossa che verrà", evidenziando come l’esperienza maturata rappresenti un patrimonio di competenze fondamentale per il futuro. Il tema della rinascita sociale è stato al centro anche dell’intervento di Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha evidenziato il cambiamento vissuto negli ultimi anni: "Dopo dieci anni, in cui all'inizio vedevamo le persone che se ne andavano, oggi vediamo riaprire luoghi e tornare gente". Un processo che va oltre la ricostruzione fisica: "Oltre alla costruzione materiale ci deve essere una ricostruzione immateriale, che faccia rivivere l'entroterra". Sulla stessa linea Pierpaolo Borroni ha ribadito la necessità di un impegno parallelo sul piano sociale: "Dobbiamo ricostruire un tessuto sociale contemporaneamente alla valorizzazione del nostro territorio". Fondamentale anche il lavoro di recupero delle opere d’arte, come spiegato da Pierluigi Morriconi della Soprintendenza Marche Sud: "Abbiamo portato via le opere, ristrutturandole e salvandole alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Ed oggi le possiamo rivedere di nuovo qui". Le opere, provenienti dalla pinacoteca e dalla chiesa, tornano così alla comunità, mentre alcune saranno protagoniste anche di una mostra internazionale a Monaco di Baviera. La direttrice dei lavori Deborah Licastro ha evidenziato l’importanza dell’intervento, dal valore di 300mila euro, definendolo uno degli ultimi completati: "Restituirla oggi alla comunità di Sarnano è un momento di grande emozione, arrivato grazie a un lavoro di sinergia tra ministero, impresa, amministratori e soprintendenza". I lavori sono stati eseguiti dalla ditta AR di Alessandrini Nello, contribuendo a riportare alla luce un edificio che nel tempo ha già affrontato due terremoti. La riapertura della chiesa di Santa Chiara rappresenta così molto più di un semplice recupero architettonico: è il segno tangibile di una comunità che, dopo anni difficili, torna a vivere i propri spazi, a valorizzare la propria storia e a guardare con fiducia al futuro.

Cinquant'anni di carta e tv: il giornalista Carlo Cambi premiato ad Ancona

Cinquant'anni di carta e tv: il giornalista Carlo Cambi premiato ad Ancona

28/03/2026 10:27

"Fa un certo effetto essere decano e sentirsi ancora un praticante: questo mestiere non smetti mai d’impararlo, guai se ti senti arrivato perché il giornalismo è una forma altissima di artigianato”. Parole di Carlo Cambi che sabato 28 marzo ha ricevuto da Franco Elisei, presidente dei giornalisti marchigiani, al Teatro Le Muse di Ancona, nel corso dell’annuale assemblea dei giornalisti, il premio per cinquanta anni d’iscrizione all’Ordine. A vent’anni pubblicista, a ventidue professionista, il più giovane d’Italia allora, inseguendo una profezia di una maestra ebrea, Emma Azria. “Stava in casa dai nonni; avevo tre anni quando scoppiò il caso Fenaroli. Una Garlasco degli anni del boom con cui imparai a leggere e a scrivere ma soprattutto a essere curioso. La buona Emma disse: dovresti immaginarti giornalista”. Caso ha voluto che l’assunzione venne a Il Tirreno, evoluzione del Telegrafo, poi c’è stato tanto: la rivolta al carcere di Volterra con il procuratore Iosto Ladu che lo mandò a trattare con i carcerati dove finì ostaggio con un coltello alla gola, la strage di Bologna con i Nar che volevano farlo secco, le indagini su Sereno Freato, il segretario particolare di Aldo Moro. Poi c’è stato l’approdo a La Repubblica, diventando caporedattore alle pagine di economia, intervistando i potenti della terra e i politici: tutti uguali in fin dei conti. Oddio tutti no, racconta Carlo Cambi: “Giovanni Paolo II mi mise i brividi. La prima volta che lo incontrai avevo la febbre: dovevo scrivere. Lui si fermò, mi accarezzò: la febbre scomparve e feci un gran pezzo". "Da membro del comitato di redazione dovetti gestire l’addio di Eugenio Scalfari. Ho pianto così solo quando sono morti babbo Pietro e Mauro Mancini a cui devo tutto: è stato il mio maestro di giornalismo. Di lui mi restano le lettere e due insegnamenti: i tuoi occhi, i tuoi orecchi, le tue mani sono quelli attraverso cui sentono, vedono, operano centinaia di migliaia di lettori: non tradirli mai, cerca sempre la verità. L’altro: nel nostro mestiere ognuno è solo con la sua macchina per scrivere. Me ne sono accorto da vecchio”. Spenti i riflettori de La Repubblica, anche se la sua creatura I Viaggi di Repubblica resta un unicum, come poi Il Mangiarozzo, c’è stata tanta televisione: La Prova del Cuoco, decenni di Linea Verde, In Viaggio con Marcello, i talk show come opinionista da Di Martedì a ReStart, Agorà, Uno Mattina, “ma io resto un uomo di carta”. Tanta carta: La Repubblica, L’Espresso, Epoca, Panorama, poi Il Giornale, Libero oggi La Verità e di nuovo Panorama. L’insegnamento presso l’Università di Macerata in Marketing del Turismo e in Teorie e politiche del Turismo, i master tenuti alla Bocconi e alla Sapienza, la mia passione per il mondo dell’enologia e l’Oscar del vino vinto come miglior giornalista|scrittore. Un desiderio? “Poter dire ai ragazzi: fatelo anche se sembra impossibile”. Successe così cinquant’anni fa.

Eventi

Pasquarola 2026, Caldarola si ritrova in viale Umberto I

Pasquarola 2026, Caldarola si ritrova in viale Umberto I

01/04/2026 12:19

A Caldarola la Pasquetta torna a essere un momento centrale per la comunità con la “Pasquarola”, la tradizionale festa organizzata dalla Pro loco di Caldarola. L’edizione 2026 è in programma lunedì 6 aprile, a partire dalle ore 14, lungo viale Umberto I, che per l’occasione si trasformerà in un’area interamente dedicata a iniziative all’aperto. Il programma prevede mercatini, animazione per tutte le età, aree gonfiabili, laboratori e spazi dedicati ai sapori della tradizione, tra cui le immancabili stracciaporte. Tra gli appuntamenti più attesi la tombola, in programma alle 18.30, seguita da un momento musicale conclusivo con il dj Emiliano Effe. Novità significativa dell’edizione 2026 è il progetto realizzato in collaborazione con l’Istituto comprensivo Leopardi–Frau–De Magistris, che ha coinvolto i bambini della scuola dell’infanzia di Caldarola. I piccoli alunni hanno realizzato nelle scorse settimane delle pitture su tela ispirate al paese, dando vita a una personale interpretazione di “Caldarola a colori”. Le opere saranno esposte e messe in vendita durante la manifestazione: il ricavato sarà destinato interamente alla scuola dell’infanzia, a sostegno di attività extrascolastiche. La realizzazione della Pasquarola è resa possibile anche grazie alla collaborazione con diverse realtà associative del territorio, tra cui Crescere Insieme, Nuovo Oratorio Cristo Re, Infiorata di Caldarola, Caritas, Cif e Avis. «La Pasquarola è una festa profondamente legata all’identità del paese – sottolinea il presidente della Pro loco, Daniele Piani –. La collaborazione tra le associazioni locali è fondamentale per mantenerla viva nel tempo. Siamo inoltre particolarmente soddisfatti del progetto con la scuola, perché rappresenta un modo concreto per trasmettere alle nuove generazioni il senso di appartenenza e l’impegno verso la comunità».

Tolentino, la Passione della Bura incanta centinaia di fedeli: il racconto della 22ª edizione

Tolentino, la Passione della Bura incanta centinaia di fedeli: il racconto della 22ª edizione

31/03/2026 16:40

Dopo la pioggia dei giorni scorsi, una serata dal clima perfetto - quella di domenica 29 marzo - ha fatto da cornice alla 22ª edizione della Passione di Cristo in contrada Bura, a Tolentino. La manifestazione, organizzata dall'Associazione "Don Primo Minnoni 1967", ha ufficialmente aperto i riti della Settimana Santa, trasformando le colline marchigiane in un immenso teatro a cielo aperto. Oltre 200 figuranti-narratori hanno dato vita a una ricostruzione storica curata nei minimi dettagli, capace di emozionare cittadini arrivati da ogni parte della regione. Sotto la sapiente regia di Ada Borgiani, che da oltre vent'anni coordina l'evento fondendo arte e fede, lo spettatore è stato guidato lungo un percorso itinerante di circa 1,2 chilometri. Particolarmente intensa l'interpretazione di Riccardo Tartuferi nel ruolo di Gesù, circondato da una scenografia naturale illuminata ad arte che ha reso ancora più coinvolgenti le voci narranti e gli sguardi dei protagonisti. L'evento, nato alla fine degli anni Sessanta per intuizione di Don Primo Minnoni e ripreso con vigore dagli abitanti della frazione nel 2002, si conferma uno degli appuntamenti religiosi e popolari più sentiti dell'intero territorio. Alla rappresentazione hanno preso parte numerose autorità, tra cui il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, il sottosegretario della Regione Marche Silvia Luconi e la senatrice Elena Leonardi, la quale nei giorni scorsi aveva promosso la presentazione dell'evento proprio in un’aula del Senato. L’iniziativa ha visto la collaborazione corale di istituzioni come l'Unione Montana dei Monti Azzurri e il Consiglio Regionale, oltre al fondamentale supporto tecnico, logistico e di sicurezza garantito da volontari, forze dell’ordine e Croce Rossa di Tolentino. Un successo collettivo che continua a tramandare un'eredità spirituale e culturale unica nel suo genere.

Curiosità

C’è una giovane ingegnere dietro l’Anello della Val di Fiastra: il progetto di Lucia Barchetta per rigenerare i borghi

C’è una giovane ingegnere dietro l’Anello della Val di Fiastra: il progetto di Lucia Barchetta per rigenerare i borghi

24/03/2026 10:30

C’è un filo invisibile che unisce i borghi della Val di Fiastra, un tracciato che non è solo una linea su una mappa, ma il risultato di un’esperienza collettiva nata "dal basso". A raccontare la genesi e l’anima dell’Anello della Val di Fiastra è Lucia Barchetta, ingegnere edile e coordinatrice della progettazione, figura che incarna perfettamente l'unione tra rigore tecnico e passione per il territorio. Il legame di Lucia Barchetta con queste terre nasce nel cratere sismico. "Sono arrivata nella valle dopo anni di lavoro sulla ricostruzione e ricerca dedicata alla resilienza dei centri storici", spiega l'ingegnere. Una formazione tecnica che si è intrecciata con la sua esperienza nel CAI di Fermo: "L’Anello è stata l'occasione per unire la dimensione personale del cammino a un lavoro di progettazione territoriale. Questo progetto ha rafforzato la mia decisione di restare e contribuire allo sviluppo della valle". L'idea dell'Anello affonda le radici nell'estate del 2020, in piena epoca post-lockdown, grazie a un'intuizione del festival Borgofuturo. In quell'occasione nacque il cosiddetto "buon contagio": eventi diffusi nei paesi della valle da raggiungere rigorosamente a piedi. Sotto la guida dei Comuni di Ripe San Ginesio, Colmurano e Loro Piceno, il progetto si è trasformato in un processo di partecipazione diffusa. "Abbiamo avviato un lavoro complesso di mappatura e revisione dei tracciati - racconta Barchetta - cercando percorsi che fossero accessibili ma anche significativi dal punto di vista paesaggistico. Camminando si vedono cose che in macchina sfuggono completamente". L'Anello si sviluppa in sette tappe, una per ogni comune della valle. Non si tratta solo di una destinazione turistica, ma di uno spazio di cura condiviso da amministrazioni, abitanti e associazioni. Il lavoro di comunicazione dell'agenzia Tonidigrigio ha poi contribuito a rendere visibile questa natura plurale e partecipata. Per Lucia Barchetta, l’Anello è "un’infrastruttura leggera che mette in relazione paesaggio, borghi e persone", trasformando il semplice atto di camminare in una pratica concreta di presidio e valorizzazione del patrimonio marchigiano.

I Beatles parlano (anche) maceratese: i Ladders conquistano la Francia con "Hey Jude"

I Beatles parlano (anche) maceratese: i Ladders conquistano la Francia con "Hey Jude"

24/03/2026 10:10

Le note dei Fab Four risuonano con accento marchigiano nel nord della Francia. Si è conclusa con un autentico trionfo la partecipazione dei The Ladders alla "Beatles Night 2026" di Wasquehal, vicino a Lille. La band, colonna portante del tributo beatlesiano in Italia, è stata tra i grandi protagonisti della 21ª edizione di uno degli eventi europei più prestigiosi dedicati alla band di Liverpool. Il successo in terra francese porta la firma di un quintetto che unisce diverse anime della nostra regione. Sul palco dell’Espace Gérard Philipe, davanti a un teatro sold out, hanno brillato il maceratese Riccardo Scarponi e Mauro Cimarra di Jesi. A completare l'ossatura della band, portando alta la bandiera di Camerino, sono stati i due storici musicisti camerti Massimo Gerini e Brizio Romagnoli. Insieme a loro, a chiudere il cerchio di questa eccellenza regionale, anche Gabriele Chiappa di Fabriano. I Ladders hanno infiammato il pubblico francese con un set dedicato ai brani più rock’n’roll dei Beatles, culminato in un momento di rara intensità emotiva. Per il gran finale, la band marchigiana ha chiamato sul palco le altre formazioni della serata – i francesi The Eggmen e i belgi The Beatlephonics – per un'esecuzione corale di "Hey Jude" che ha fatto scattare la standing ovation dell'intero palazzetto. "È stata una serata fantastica - hanno commentato i membri della band al rientro - ma il merito va ai Beatles e alla splendida organizzazione di Pierre e di tutto lo staff francese che ci ha accolto come amici di vecchia data". Attivi da ormai 15 anni, i Ladders si confermano una realtà internazionale capace di esportare il talento marchigiano oltre confine. Dopo il successo d'oltralpe, il tour tributo ai Fab Four non si ferma: il prossimo appuntamento è fissato per il 4 aprile allo Skylight Club di Foligno, per poi proseguire con le date estive in tutta la penisola.

Varie

Macerata, la Polizia saluta il commissario Ciccarelli: va in pensione dopo 40 anni di servizio

Macerata, la Polizia saluta il commissario Ciccarelli: va in pensione dopo 40 anni di servizio

31/03/2026 16:00

Un momento di profonda commozione e riconoscenza ha accompagnato l'ultimo giorno in Questura del commissario capo Emanuele Ciccarelli. Nella mattinata di oggi, il questore Luigi Mangino e tutti i funzionari della Polizia di Stato della provincia di Macerata si sono stretti attorno al collega che, a partire da domani 1° aprile, lascerà ufficialmente il servizio attivo dopo quattro decenni in prima linea. La carriera del dottor Ciccarelli, iniziata nel lontano 1986 presso la Questura di Forlì, ha trovato nel territorio maceratese il suo fulcro principale. Entrato nel ruolo degli Ispettori nel 1990, è stato per lungo tempo un pilastro della Squadra Mobile di Macerata come responsabile di sezione investigativa, per poi mettere la propria esperienza a disposizione della sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica del Tribunale cittadino. Nel 2019, dopo aver vinto il concorso da Commissario, ha assunto incarichi di grande responsabilità direzionando la squadra "Volanti" (Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico), oltre all'Ufficio del Personale e all'Ufficio Tecnico Logistico. Durante il saluto ufficiale, il Questore Mangino ha espresso un sentito ringraziamento a Ciccarelli, sottolineandone la rara competenza, la costante disponibilità e lo spirito di servizio dimostrati in tutti questi anni a tutela della collettività. Ad Emanuele Ciccarelli vanno i più sinceri auguri da parte di tutto il personale della Polizia di Stato di Macerata per l'inizio di questo nuovo capitolo della sua vita, dopo una vita passata con dedizione e professionalità "sotto la divisa".

Dallo Sferisterio alla vigna: gli studenti dell'Agrario "Garibaldi" guidano i visitatori nel cuore del Macerata Opera Festival

Dallo Sferisterio alla vigna: gli studenti dell'Agrario "Garibaldi" guidano i visitatori nel cuore del Macerata Opera Festival

31/03/2026 12:00

Un weekend tra storia, architettura e creatività ha visto protagonisti gli studenti dell'Istituto Agrario "Giuseppe Garibaldi" di Macerata. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, le classi terze, quarte e quinte si sono trasformate in "ciceroni" d'eccezione, accogliendo centinaia di visitatori in un inedito e suggestivo viaggio nel backstage dello Sferisterio. Grazie alla collaborazione con la delegazione FAI Macerata e l'Associazione Arena Sferisterio, i giovani hanno guidato il pubblico alla scoperta delle aree solitamente inaccessibili, offrendo una prospettiva originale dal punto di vista degli artisti e svelando i segreti dell'organismo architettonico simbolo della città. L'impegno degli studenti non si è però fermato alla divulgazione storica. Con un occhio rivolto alla prossima 62ª edizione del Macerata Opera Festival, in programma dal 17 luglio al 9 agosto, l'istituto ha realizzato un originale omaggio alla stagione lirica unendo la tradizione operistica alla produzione vitivinicola della propria azienda agraria. È nato così un progetto grafico per delle etichette da vino inedite, pensate appositamente per le tre opere in cartellone: Nabucco, Il Barbiere di Siviglia e Il Trovatore. Ogni etichetta è stata studiata per legare le trame e le atmosfere dei capolavori di Verdi e Rossini alle caratteristiche organolettiche dei vini prodotti dai ragazzi. Questa iniziativa dimostra la capacità della scuola maceratese di far dialogare mondi apparentemente distanti, celebrando la modernità dello Sferisterio e la ricchezza del patrimonio agricolo locale. Un percorso di conoscenza che ha messo in luce non solo la professionalità degli studenti, ma anche il loro forte senso di appartenenza a una comunità che riconosce nell'opera e nella terra i suoi pilastri identitari.

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