Il futuro del mattatoio di Villa Potenza continua a tenere banco. Dopo la decisione del Tribunale di sospendere la vendita e revocare l’aggiudicazione dell’impianto e mentre la politica prova a fare chiarezza con l’istituzione di una commissione di inchiesta votata nell’ultimo Consiglio comunale di Macerata, cresce la preoccupazione degli allevatori, che chiedono certezze e tempi rapidi. Per molti di loro la struttura rappresenta un presidio indispensabile per l'intera filiera zootecnica.
Tra le voci che si levano dal territorio c’è quella di Cristina Castignani, allevatrice di Trodica, che racconta tutta la sua amarezza dopo gli ultimi sviluppi. La prospettiva della chiusura annunciata dal Cozoma entro il 31 marzo ha colto di sorpresa molti operatori del settore. "Ci sono rimasta male quando ho saputo che il mattatoio Cozoma deve chiudere, perché c’era stata questa prospettiva: era andato all’asta ed era stato comprato. Anche io, come allevatrice, avevo reinvestito nell’acquisto dei vitelli proprio perché pensavo che avremmo potuto continuare a macellare qui a Macerata".
La decisione del Tribunale di annullare l’aggiudicazione ha però cambiato completamente lo scenario. "Quando si viene a dire che l’asta viene annullata e si fanno altri passaggi, noi allevatori ci sentiamo un po’ presi in giro - continua Castignani -. Non troviamo una corrispondenza tra quello che è stato detto in passato e quello che succede oggi".
Per l’allevatrice il tema delle responsabilità è centrale. "Ognuno deve prendersi la propria responsabilità. La Provincia, se voleva prendere il mattatoio, doveva presentarsi all’asta. Prima sembra di sì, poi no, 'poi forse lo riprendiamo'. Per noi allevatori questa situazione non è sostenibile".
Il problema, spiegano gli operatori del settore, non riguarda soltanto l’esistenza di una struttura ma l’equilibrio di tutta la filiera locale. Avere un mattatoio vicino agli allevamenti significa ridurre i tempi di trasporto degli animali e garantire condizioni migliori anche per la qualità finale della carne. "Il mattatoio deve stare vicino agli allevamenti, perlomeno entro un certo raggio - sottolinea Castignani -. Il trasporto lungo crea stress per gli animali e questo porta anche a una perdita di qualità delle carni per il consumatore finale".
Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda la fase successiva alla macellazione. "È importantissimo non solo macellare ma anche conservare bene le carni - aggiunge -. Le celle frigorifere e lo stoccaggio sono fondamentali per garantire un prodotto di qualità a chi lo compra. Per gli allevatori questo mattatoio ha delle comodità, come la stalla di sosta, l'ampiezza dello stabile e i frigoriferi, che in molti altri mattatoi della zona non ci sono. Il mattatoio di Camerino è chiuso, quelli di Sefro e Loro Piceno sono piccoli e lontani".
Secondo quanto raccontano gli allevatori, le difficoltà del consorzio che gestisce l’impianto sarebbero legate anche ai costi di gestione sempre più pesanti, sostenibili solo con contributi regionali. Ma senza certezze sulla proprietà della struttura diventa difficile programmare qualsiasi intervento. "La Regione può dare un contributo quando c’è stabilità nella gestione - spiegano dal settore -. Se però non si sa nemmeno di chi sarà la proprietà, è normale che nessuno possa affidare risorse senza garanzie".
Tra chi guarda con forte preoccupazione agli sviluppi della vicenda c’è anche Michele Ciarrocca, allevatore di Corridonia. "È un problema grande per tutta la filiera bovina di cui facciamo parte, siamo tanti allevatori", afferma. La situazione, racconta, è diventata sempre più complessa negli anni tra passaggi di gestione e decisioni rimaste sospese.
Per questo motivo gli allevatori chiedono che la questione venga affrontata con urgenza e con decisioni chiare: "Questo mattatoio è indispensabile per noi, altrimenti si chiude - ribadisce Ciarrocca -. Se chiude il mattatoio rischiano di chiudere anche gli allevamenti".
Una preoccupazione che riguarda non solo le aziende agricole ma l'intero sistema agroalimentare del territorio, dove la presenza di strutture di filiera è considerata essenziale per mantenere viva la produzione locale. Ed è proprio da qui che parte l’appello degli allevatori: "Serve una soluzione stabile e serve adesso, perché il tempo sta finendo".
Il futuro del mattatoio di Villa Potenza continua a tenere banco. Dopo la decisione del Tribunale di sospendere la vendita e revocare l’aggiudicazione dell’impianto e mentre la politica prova a fare chiarezza con l’istituzione di una commissione di inchiesta votata nell’ultimo Consiglio comunale di Macerata, cresce la preoccupazione degli allevatori, che chiedono certezze e tempi rapidi. Per molti di loro la struttura rappresenta un presidio indispensabile per l'intera filiera zootecnica.
Tra le voci che si levano dal territorio c’è quella di Cristina Castignani, allevatrice di Trodica, che racconta tutta la sua amarezza dopo gli ultimi sviluppi. La prospettiva della chiusura annunciata dal Cozoma entro il 31 marzo ha colto di sorpresa molti operatori del settore. "Ci sono rimasta male quando ho saputo che il mattatoio Cozoma deve chiudere, perché c’era stata questa prospettiva: era andato all’asta ed era stato comprato. Anche io, come allevatrice, avevo reinvestito nell’acquisto dei vitelli proprio perché pensavo che avremmo potuto continuare a macellare qui a Macerata".
La decisione del Tribunale di annullare l’aggiudicazione ha però cambiato completamente lo scenario. "Quando si viene a dire che l’asta viene annullata e si fanno altri passaggi, noi allevatori ci sentiamo un po’ presi in giro - continua Castignani -. Non troviamo una corrispondenza tra quello che è stato detto in passato e quello che succede oggi".
Per l’allevatrice il tema delle responsabilità è centrale. "Ognuno deve prendersi la propria responsabilità. La Provincia, se voleva prendere il mattatoio, doveva presentarsi all’asta. Prima sembra di sì, poi no, 'poi forse lo riprendiamo'. Per noi allevatori questa situazione non è sostenibile".
Il problema, spiegano gli operatori del settore, non riguarda soltanto l’esistenza di una struttura ma l’equilibrio di tutta la filiera locale. Avere un mattatoio vicino agli allevamenti significa ridurre i tempi di trasporto degli animali e garantire condizioni migliori anche per la qualità finale della carne. "Il mattatoio deve stare vicino agli allevamenti, perlomeno entro un certo raggio - sottolinea Castignani -. Il trasporto lungo crea stress per gli animali e questo porta anche a una perdita di qualità delle carni per il consumatore finale".
Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda la fase successiva alla macellazione. "È importantissimo non solo macellare ma anche conservare bene le carni - aggiunge -. Le celle frigorifere e lo stoccaggio sono fondamentali per garantire un prodotto di qualità a chi lo compra. Per gli allevatori questo mattatoio ha delle comodità, come la stalla di sosta, l'ampiezza dello stabile e i frigoriferi, che in molti altri mattatoi della zona non ci sono. Il mattatoio di Camerino è chiuso, quelli di Sefro e Loro Piceno sono piccoli e lontani".
Secondo quanto raccontano gli allevatori, le difficoltà del consorzio che gestisce l’impianto sarebbero legate anche ai costi di gestione sempre più pesanti, sostenibili solo con contributi regionali. Ma senza certezze sulla proprietà della struttura diventa difficile programmare qualsiasi intervento. "La Regione può dare un contributo quando c’è stabilità nella gestione - spiegano dal settore -. Se però non si sa nemmeno di chi sarà la proprietà, è normale che nessuno possa affidare risorse senza garanzie".
Tra chi guarda con forte preoccupazione agli sviluppi della vicenda c’è anche Michele Ciarrocca, allevatore di Corridonia. "È un problema grande per tutta la filiera bovina di cui facciamo parte, siamo tanti allevatori", afferma. La situazione, racconta, è diventata sempre più complessa negli anni tra passaggi di gestione e decisioni rimaste sospese.
Per questo motivo gli allevatori chiedono che la questione venga affrontata con urgenza e con decisioni chiare: "Questo mattatoio è indispensabile per noi, altrimenti si chiude - ribadisce Ciarrocca -. Se chiude il mattatoio rischiano di chiudere anche gli allevamenti".
Una preoccupazione che riguarda non solo le aziende agricole ma l'intero sistema agroalimentare del territorio, dove la presenza di strutture di filiera è considerata essenziale per mantenere viva la produzione locale. Ed è proprio da qui che parte l’appello degli allevatori: "Serve una soluzione stabile e serve adesso, perché il tempo sta finendo".
Un percorso spettacolare, reso ancora più emozionante da corridori di altissimo livello. La seconda tappa della Tirreno-Adriatico 2026 si conclude nello splendido centro di San Gimignano con il trionfo di Mathieu van der Poel, ma a far sognare il pubblico italiano è soprattutto il terzo posto di Giulio Pellizzari, protagonista di un finale straordinario. Alle spalle dell’olandese chiude Isaac del Toro, che grazie al secondo posto conquista anche la maglia azzurra di leader della classifica generale.
Per van der Poel si tratta del quarto successo di tappa in carriera nella Corsa dei Due Mari e della vittoria numero 58 da professionista, arrivata al termine di una frazione intensa e ricca di colpi di scena.
Nella prima parte di gara ad animare la corsa è stata una fuga composta da Manuele Tarozzi, Joan Bou, Diego Pablo Sevilla e Alessandro Iacchi. I quattro attaccanti hanno provato a sorprendere il gruppo, ma il plotone ha gestito la situazione con grande attenzione, mantenendo il distacco sotto controllo e andando a riprendere i fuggitivi nel momento chiave della tappa.
Il vero colpo di scena è arrivato nel finale con l’arrivo della pioggia, non particolarmente intensa ma sufficiente a rendere molto insidioso il tratto di strade bianche. Il gruppo ha aumentato bruscamente il ritmo per entrare davanti nello sterrato. Il primo a imboccarlo è stato Julian Alaphilippe, ma a fare davvero la differenza è stato van der Poel, che ha accelerato con Matteo Jorgenson e Del Toro alla sua ruota.
Lo statunitense è però finito a terra poco dopo, mentre da dietro è riuscito a rientrare con grande determinazione Pellizzari, formando così il terzetto che ha deciso la tappa. Il ritmo dei tre al comando ha fatto la differenza sul resto del gruppo, dove sono emerse le difficoltà della Ineos Grenadiers: Filippo Ganna ha perso contatto proprio nei cinque chilometri di sterrato ed è stato costretto a cedere la maglia azzurra, mentre Thymen Arensman è stato vittima di una caduta.
Il finale sulla rampa lastricata di San Gimignano è stato spettacolare. Pellizzari ha provato ad anticipare lo sprint, accendendo l’entusiasmo del pubblico italiano, ma van der Poel è riuscito a rimontarlo con grande fatica. I tre sono arrivati praticamente affiancati, con l’olandese capace di precedere Del Toro e l’azzurro, che ora si trova a soli 3 secondi dal messicano nella classifica generale.
A 15 secondi ha chiuso al quarto posto il norvegese Tobias Halland Johannessen. Alle sue spalle un altro segnale positivo per il ciclismo italiano con Andrea Vendrame, Alessandro Pinarello e Giulio Ciccone a completare la top ten di giornata.
1 del Toro Isaac UAE Team Emirates – XRG 10 6″ 5:06:01; 2 Pellizzari Giulio Red Bull – BORA – hansgrohe 4″ 0:03; 3 Sheffield Magnus INEOS Grenadiers 0:13; 4 Hatherly Alan Team Jayco AlUla 0:17; 5 Roglič Primož Red Bull – BORA – hansgrohe 0:18; 6 Tiberi Antonio Bahrain – Victorious 0:20; 7 Jorgenson Matteo Team Visma | Lease a Bike 0:31; 8 Ganna Filippo INEOS Grenadiers 0:34; 9 Romo Javier Movistar Team s.t.; 10 Healy Ben EF Education – EasyPost 0:36
La città di Tolentino ha appreso con sgomento la morte prematura a soli 39 anni di Martina D’Este, figlia di Massimo già consigliere comunale che proprio per starle vicino aveva rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico pubblico, dando dimostrazione che ci sono valori più importanti della quotidianità e della politica.
"Caro Massimo - afferma Sclavi - non avrei mai voluto scriverti questo messaggio e non bastano gli occhi pieni di lacrime per dimostrarti la nostra vicinanza e il nostro affetto. Ti sono accanto come padre comprendendo il grande dolore che provi nell’innaturalezza che ti costringe a salutare una figlia e porgo il cordoglio della Città, dell’Amministrazione comunale e di tutti noi, al padre e all’uomo sempre leale e collaborativo per il bene della nostra comunità".
"Ti siamo vicini e abbracciamo Stefania e tutta la tua famiglia e ricorderemo Martina per il suo sorriso, per la sua forza e il suo coraggio nell'affrontare la malattia. È stato un vero esempio per tutti noi e ci mancherà non vederla tra i tavoli della sua piccola osteria e non assaggiare le sue prelibate e ricercate proposte enogastronomiche. Le più sentite condoglianze al marito Daniele Nardi e a tutta la famiglia", conclude Sclavi.
Un incendio è divampato nella notte all'interno di un appartamento a Sant'Elpidio a Mare: i vigili del fuoco hanno domato le fiamme e portato in salvo una donna e il suo gatto. Erano circa le 4.30 quando da via Veneto, a Sant'Elpidio a Mare, è partito un sos per un incendio divampato all'interno in un'abitazione. Sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Fermo, con un'autobotte e un'autoscala.
I pompieri hanno subito provveduto a spegnere le fiamme sviluppatesi nella cucina e alla successiva messa in sicurezza dei locali interessati dal rogo. Una donna è stata evacuata dall'appartamento e, durante le operazioni di soccorso, il personale del 115 ha anche tratto in salvo un gattino presente nella casa. Precauzionalmente, sono intervenuti anche i sanitari del 118 e i carabinieri.
Rimane a terra dopo essere stato colpito da una vettura in transito. È quanto avvenuto nel pomeriggio di oggi, intorno alle 18:30, in via Madre Teresa di Calcutta, non distante dall'uscita dello svincolo della superstrada 'Tolentino Ovest'.
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell'ordine, una donna al volante di un'auto stava procedendo in direzione del centro abitato quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha urtato l'uomo che stava camminando a bordo della carreggiata. L'impatto, avvenuto con lo specchietto del veicolo, è stato avvertito dalla conducente, che si è immediatamente fermata per prestare i primi soccorsi.
Sul luogo del sinistro sono prontamente intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri della locale Compagnia. L'uomo, di circa cinquant'anni, ha ricevuto le prime cure sul posto prima di essere trasferito in ambulanza presso l'ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso. Fortunatamente, le sue condizioni non sarebbero gravi.
Si è presentato come appartenente alle forze dell’ordine e ha chiesto documenti e dati personali a un gruppo di ragazze minorenni. Per questo un uomo di 47 anni, residente a Macerata, è stato denunciato dalla Polizia di Stato al termine degli accertamenti.
L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato 7 marzo in piazza Cesare Battisti. Intorno alle 18.30 la sala operativa della Questura ha ricevuto una segnalazione al Numero unico di emergenza 112 riguardante un uomo che, dichiarandosi un appartenente alla Guardia di Finanza, stava avvicinando alcune giovanissime chiedendo loro di esibire i documenti di identità e di fornire il numero di telefono.
La situazione ha subito destato sospetti e agitazione tra le ragazze, sei adolescenti che si trovavano in centro per una passeggiata. Il loro nervosismo non è passato inosservato: ad accorgersene sono stati due carabinieri liberi dal servizio e in abiti civili, insieme a un’insegnante che aveva riconosciuto una delle proprie alunne e si è avvicinata per capire cosa stesse accadendo.
Secondo quanto riferito dalle ragazze agli agenti intervenuti poco dopo sul posto, l’uomo avrebbe chiesto non solo i numeri di telefono, ma anche informazioni sulla residenza e sui genitori. Durante il colloquio avrebbe inoltre affermato di poterle «portare via con sé quando voleva» nel caso avessero detto delle bugie.
Spaventate dall’atteggiamento dell’uomo, le giovani hanno richiamato l’attenzione delle persone presenti in piazza, ricevendo immediatamente aiuto. È stata quindi allertata la Polizia di Stato.
Gli agenti della Volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, una volta giunti sul posto, hanno identificato l’uomo, che presentava un evidente stato di ubriachezza ed era già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. Il 47enne è stato accompagnato negli uffici della Questura per ulteriori accertamenti.
Nel frattempo le minorenni sono state affidate ai genitori, invitati a raggiungere gli uffici di polizia per ricostruire quanto accaduto.
Al termine delle verifiche l’uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica per usurpazione di titoli o onori, sostituzione di persona, minaccia e violenza privata. Nei suoi confronti è stata inoltre contestata la violazione per ubriachezza in luogo pubblico ed è stato disposto un ordine di allontanamento.
Si sono concluse nella notte tutte le operazioni previste dalla procedura nazionale a seguito dello sbarco della nave umanitaria Ocean Viking, giunta ieri pomeriggio al porto di Ancona. I migranti presenti a bordo sono stati poi distribuiti nelle strutture individuate nelle Marche e nelle altre regioni italiane. Lo rende noto la Questura di Ancona.
Nella prima fase dello sbarco, gli agenti dell’Ufficio Immigrazione hanno intervistato ciascun migrante per verificare l’eventuale richiesta di asilo. Fondamentale è stato il contributo della Polizia Scientifica, che ha allestito diverse postazioni di fotosegnalamento per garantire l’identificazione puntuale di tutte le persone a bordo.
Particolare attenzione è stata riservata ai minori, accolti in sicurezza grazie all’impegno del personale della Divisione Anticrimine della Polizia di Stato. I giovani sono stati affidati ai competenti enti e successivamente sistemati in associazioni umanitarie appositamente individuate.
Dalle fasi di sbarco fino a quelle di smistamento, la Squadra Mobile ha svolto accertamenti per verificare eventuali collegamenti con il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Il complessivo dispositivo di ordine pubblico, coordinato dalla Prefettura di Ancona e disposto con ordinanza del questore Capocasa, ha visto l’impiego integrato di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto e Polizia Locale.
Tutte le operazioni sono state condotte senza interruzioni e si sono concluse regolarmente, garantendo sicurezza, regolarità e assistenza ai migranti sbarcati.
Treia – Una risposta ferma contro i reati predatori nel territorio maceratese. I Carabinieri della Stazione di Appignano, a conclusione di una mirata attività d’indagine, hanno denunciato alla Procura della Repubblica due cittadine bulgare, di 20 e 37 anni, ritenute responsabili di furto aggravato in concorso.
L’indagine trae origine dalla denuncia presentata lo scorso 14 ottobre da una 71enne residente nel comune, derubata del portafoglio mentre si trovava all’interno di un supermercato in località Chiesanuova di Treia. Il bottino, contenente esclusivamente documenti d’identità, seppur modesto, aveva suscitato preoccupazione per le modalità con cui era stato commesso.
Grazie a una pronta ricostruzione dei fatti e a un’attenta analisi degli elementi raccolti, i militari dell’Arma sono riusciti a risalire all’identità delle due donne. Entrambe, senza fissa dimora e già note alle forze dell’ordine, sono state individuate come autrici del furto.
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Per la Primavera/Estate 2026 Tombolini presenta Family Holiday, la nuova collezione dedicata ai momenti di relax, alle vacanze in famiglia e alle fughe del weekend. Un guardaroba contemporaneo, essenziale e raffinato che interpreta l’eleganza maschile con uno spirito disinvolto e funzionale, pensato per accompagnare l’uomo in ogni destinazione.
Protagoniste della collezione sono le iconiche giacche Zero Gravity Holiday, capi simbolo del marchio marchigiano. Leggere e impalpabili, sono realizzate in tessuti altamente traspiranti e, in alcune versioni, anche resistenti all’acqua. L’innovativa costruzione sartoriale è arricchita da dettagli funzionali, come le pratiche bretelle interne che permettono di indossare la giacca a spalla, garantendo comfort e praticità senza rinunciare allo stile.
Accanto alle giacche, la collezione propone t-shirt e polo in filo di Scozia e seta, camicie a maniche corte dalla costruzione impeccabile e pantaloni dal taglio moderno con zip invisibili e coulisse regolabili. Ogni capo è studiato per offrire libertà di movimento, leggerezza e versatilità, adattandosi con naturalezza sia al tempo libero sia alle occasioni più ricercate.
Con Family Holiday, Tombolini interpreta il trend del relaxed tailoring, una visione dell’eleganza contemporanea che unisce la tradizione sartoriale del brand con un approccio più informale e dinamico. Il risultato è una collezione che celebra il lusso della semplicità, pensata per uno stile capace di accompagnare ogni viaggio, dentro e fuori stagione.
A partire da martedì 10 marzo 2026, la stazione dei Arma dei Carabinieri di Civitanova Marche Alta sarà temporaneamente trasferita dall’attuale sede di via Montefogliano 14.
Il presidio verrà infatti ripiegato presso la sede del comando compagnia dei Carabinieri di Civitanova Marche, situata in via Carnia 9, dove continueranno a essere garantite tutte le attività istituzionali.
Nonostante lo spostamento della sede, il servizio al pubblico resterà attivo negli stessi orari già in vigore, così da assicurare continuità nell’assistenza ai cittadini del territorio.
Il trasferimento ha carattere temporaneo e non comporterà interruzioni nelle attività operative e di ricezione dell’utenza.
Rimarrà invariato anche il numero telefonico della stazione, che continuerà ad essere 0733/890114.
Ultimo Consiglio provinciale per il presidente Sandro Parcaroli, in attesa delle elezioni che si terranno domenica 15 marzo e porteranno alla nomina del suo successore alla guida dell’Ente.
Prima di entrare nel dettaglio degli argomenti all’ordine del giorno, Parcaroli ha ringraziato tutti i consiglieri che lo hanno accompagnato nei quattro anni di mandato, i segretari, i dirigenti e i dipendenti che “lavorano quotidianamente, spesso anche in condizioni di urgenza e dovendo fare i conti con le carenze di personale, perché ognuno contribuisce con il proprio impegno alla crescita di questo Ente che continua a essere solido e con i bilanci in ordine. Sono stati quattro anni complessi, intensi, ma molto stimolanti in cui sono potuto entrare in contatto con un Ente che non conoscevo così da vicino – ha concluso Parcaroli –, ma di cui, ora più che mai, posso confermare la necessità, anzi ribadire la necessità che torni a essere pienamente operativo nelle sue funzioni, eliminando le storture introdotte dalla legge Delrio del 2014. Le Province sono un Ente intermedio fondamentale sul territorio”. E, rivolgendosi al nuovo presidente, Parcaroli ha auspicato che possa continuare a far crescere la Provincia in uno spirito di dialogo e collaborazione con tutti.
Il Consiglio ha poi ratificato una variazione di bilancio di previsione 2026/2028. La proposta, che ha positivamente superato il vaglio del Collegio dei Revisori dei conti, prevede l’iscrizione di entrate e spese in conto capitale necessarie ad aggiornare i cronoprogrammi delle opere pubbliche. Ottenuti ulteriori contributi Pnrr per 1.400.000 euro destinati alla messa in sicurezza e all’adeguamento antincendio degli edifici scolastici, con obbligo di appalto entro il 30 aprile 2026 e conclusione dei lavori entro il 31 dicembre 2026 e sono stati assegnati dalla Struttura Commissariale contributi di 350.000 euro per interventi conseguenti all’alluvione che si è verificata a settembre 2022.
Ratificato anche il provvedimento di somma urgenza che ha previsto lo stanziamento di circa 87mila euro per fronteggiare i danni che sono derivati dalla mareggiata che, il 4 e 5 febbraio scorsi, a Porto Recanati, così come sono stati approvati la variazione al Bilancio di previsione 2026/2028 con applicazione dell’avanzo di amministrazione presunto 2025 e lo schema di convenzione integrativa e modificativa tra la Provincia e il Comune di Macerata relativamente al passaggio del Convitto Nazionale “Leopardi” e delle scuole annesse.
Il Consiglio regionale delle Marche ha bocciato una risoluzione proposta dall'opposizione di centrosinistra dedicata ai Comuni marchigiani esclusi dalla nuova classificazione prevista dalla legge sulla Montagna.
In Aula, sugli spalti, erano presenti i sindaci dei 29 Comuni esclusi, che al termine della seduta si sono riuniti con i consiglieri di opposizione e che nel pomeriggio vedranno anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.
Bocciato anche l'emendamento proposto dall'opposizione che chiedeva di sostenere l'appello dei 29 primi cittadini in protesta. "Ora occorre parlare in Anci e in Conferenza delle Regioni, perché va trovato un accordo per creare una maggioranza utile a rivedere i criteri. Dobbiamo ricominciare a trattare nelle sedi istituzionali competenti per creare una nuova sintesi e, se ci sarà, proporla al governo. - ha detto in Aula il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli -. Al criterio di definizione montana il governo aggiungerà un criterio che secondo me è oggettivo, ossia il dato socioeconomico".
Durante la discussione - che si è limitata alle dichiarazioni di voto poiché nella precedente seduta il tema era già stato affrontato prima della decisione della maggioranza di rinviare a oggi la votazione - si sono alternati gli esponenti dei consiglieri di centrosinistra, che hanno fatto pressione affinché il testo venisse approvato e quelli della maggioranza di centrodestra, che hanno invece sottolineato come l'impegno sul tema da parte della giunta ci sia già, soprattutto dopo l'incontro della scorsa settimana a Roma tra il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, il presidente Acquaroli e due portavoce dei sindaci.
Nei giorni avevamo ascoltato alcuni sindaci della nostra provincia riguardo questa problematica. Al centro della contestazione, come abbiamo riportato, ci sono i criteri altimetrici fissati dal Dpcm attuativo, che ridefiniscono la mappa sulla base dell’altitudine media e della pendenza del territorio. Una scelta che, secondo i sindaci, rischia di avere conseguenze concrete su scuole, servizi sanitari, agricoltura e agevolazioni fiscali.
Parte da oggi all’ospedale di San Severino il sistema di prenotazione online “ZeroCoda” per prelievi ed esami di laboratorio direttamente da PC, smartphone o tablet, con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi di Laboratorio e ridurre le attese per i cittadini.
L’introduzione del servizio rientra nel percorso di innovazione e digitalizzazione dei Servizi sanitari territoriali promosso dalla Regione Marche per migliorare l’organizzazione dei punti prelievo e offrire ai cittadini modalità di accesso più semplici, rapide e efficienti.
Il sistema consente di prenotare online il proprio appuntamento per il prelievo del sangue, scegliendo giorno e orario e accedendo alla struttura sanitaria dell’Ast di Macerata, senza dover fare la fila.
L’attivazione del sistema di prenotazione online avverrà in maniera progressiva nei diversi punti prelievo del territorio provinciale, secondo un calendario che ne prevede l’attivazione l’11 marzo a Camerino, il 12 marzo a Civitanova e il 16 marzo a Macerata.
Attraverso “ZeroCoda” gli utenti potranno prenotare il prelievo ematico comodamente online, selezionando la sede e la fascia oraria disponibile, così da presentarsi in struttura all’orario indicato e ridurre i tempi di attesa.
Il sistema è raggiungibile al seguente link:
https://regione.marche.zerocoda.it/, e consente agli utenti di gestire gli appuntamenti in maniera semplice e veloce.
La prenotazione online si aggiunge alla tradizionale modalità esistente di accesso diretto al Punto Prelievi.
Ci sono delle riflessioni, dei pensieri che sorgono spontanei quando si analizzano le problematiche della nostra salute e della qualità della nostra vita. Sono quasi degli ammortizzatori che tendono ad armonizzare principi scientifici, cause di malattia e rimedi terapeutici. Non hanno una valenza specifica, ma se poi ci si ragiona, si capisce che comunque interferiscono nella nostra vita quotidiana e sono collaterali alla ricerca di una buona salute e di uno stato di benessere.
La solitudine e l’amicizia sono delle categorie su cui ragionare e fare riferimento in questo ambito speculativo. La solitudine è uno stato d’animo, una condizione anzitutto interiore, piuttosto che corporale, che presuppone tristezza, malinconia, fragilità. La solitudine può essere vissuta anche in mezzo ad una folta folla quando non si riesce a comunicare, a rapportarsi con gli altri, a sentire empatia e magari complicità.
Può anche essere ricercata quando si ha la necessità di guardarsi dentro senza interferenze esterne, quando si cerca il silenzio per la contemplazione e la speculazione. In questo caso essere soli è una scelta. L’ascetismo degli eremiti è frutto della solitudine anche se spesso coniugato con la sofferenza e la privazione per espiare i limiti del corpo e liberare uno spirito puro.
La solitudine come la si rigiri è angoscia e se togliamo il piccolo spicchio dei pensatori e degli asceti, è per tutti gli altri uno stato negativo che assomiglia tanto ad una malattia, con sintomi importanti nel corpo e nella mente.
In una società come la nostra dove l’individualismo e l’egoismo la fanno da padroni in una scalata della gloria e del benessere quotidiano, sempre e comunque, tante persone restano indietro, restano sole per limiti intellettuali, per limiti di convivenza sociale, persino perché invecchiano e non hanno più energie.
Nelle grandi città, ma anche nei paesi sono moltissime le persone sole; è una popolazione invisibile e sofferente, spesso rassegnata ad una esistenza vegetativa e che preferisce nascondere la propria situazione piuttosto che ricercarne i rimedi. La solitudine è una malattia che si cronicizza con sintomi sempre più opprimenti che attanagliano corpo e mente.
L’antidoto più efficace, che anzitutto previene e può anche curare, è l’amicizia. Essa è quella categoria delle relazioni umane che ci fa aprire verso gli altri, che ci mette in contatto con i pensieri ed i sentimenti degli altri, che genera generosità e tolleranza verso l’altro fino a creare condivisione e complicità. L’amicizia quando è ricambiata, o anche solo apprezzata, combatte e sconfigge la solitudine nostra e di chi è oggetto del nostro sentimento. Può essere profonda ed esclusiva, ma esistono anche gli atti di amicizia che sono ugualmente efficaci.
Durante tutto l’anno, andare a trovare gli anziani soli, i malati invalidi, fare un piccolo regalo a chi è o si sente scartato ed emarginato può essere fondamentale per accendere una fiammella di speranza, per riesumare momenti di serenità e di gioia, per trasmettere un po’ della soddisfazione che noi proviamo quando passiamo del tempo con i nostri amici. Se la solitudine perde e l’amicizia vince il mondo sarà migliore e più vivibile per tutti.
Il prestigioso scenario del Teatro Comunale Feronia ha ospitato una serata ricca di emozioni dedicata alla presentazione ufficiale della sesta tappa della Tirreno-Adriatico, giunta alla 61ª edizione. La celebre “Corsa dei Due Mari”, tra gli appuntamenti più importanti del ciclismo internazionale, vedrà protagonista la città di San Severino Marche sabato 14 marzo, quando la tappa prenderà il via dalla monumentale Piazza del Popolo.
La serata di presentazione ha avuto un ospite d’eccezione: il due volte campione del mondo Gianni Bugno, accolto con grande entusiasmo dalla comunità settempedana.
Sul palco sono intervenute numerose autorità istituzionali e sportive, tra cui l’assessore regionale allo Sport Tiziano Consoli, il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano nelle Marche Fabio Luna e l’arcivescovo di Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche Francesco Massara.
In sala erano presenti anche numerose autorità del territorio: la vice segretaria della Presidenza della Regione Marche Silvia Luconi, il consigliere regionale Renzo Marinelli, il presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone e sindaco di Matelica Denis Cingolani, oltre a numerosi sindaci del comprensorio, al presidente del Consiglio comunale Sandro Granata, alla Giunta e ai consiglieri comunali.
Un momento particolarmente significativo è stato dedicato alla valorizzazione del talento sportivo locale. Durante la serata sono stati infatti premiati diversi atleti settempedani che si sono distinti per risultati e impegno sportivo. I riconoscimenti sono andati alle società ciclistiche del territorio: Asd Tormatic Pedale Settempedano, Team Co.Bo. Pavoni Fast Forward, Bike Zone, Asd Raven Team e Marconi Team.
A fare gli onori di casa è stata il sindaco Rosa Piermattei, che ha sottolineato il valore simbolico della manifestazione a dieci anni dal terremoto che ha colpito il territorio: «La nostra bellissima piazza del Popolo si sta preparando con emozione per accogliere la partenza della tappa regina. Ospitare la “Corsa dei Due Mari” è una vetrina internazionale che accende i riflettori sulle nostre bellezze e sulla capacità di accoglienza della città. Vuole essere anche un segno di rinascita dopo il sisma: ci siamo rialzati e abbiamo ricominciato a pedalare».
Il testimone è poi passato al sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli, città che ospiterà l’arrivo della tappa in Piazza Cavour, luogo legato alla memoria del campione marchigiano Michele Scarponi, che qui vinse una tappa del Giro d'Italia indossando la maglia rosa. «Questa corsa è carica di simbolismo – ha sottolineato – e rappresenta una straordinaria vetrina per il nostro territorio, che vedrà protagonisti i grandi campioni del ciclismo mondiale, tra cui il giovane talento marchigiano Giulio Pellizzari».
L’assessore regionale Tiziano Consoli ha evidenziato il forte legame tra sport e promozione del territorio: «La Tirreno-Adriatico è un binomio fondamentale tra sport e turismo. La tappa regina di 188 chilometri attraverserà il cuore dei Monti Sibillini con la salita di Sassotetto, prima di scendere verso la costa».
Il presidente del Coni Marche Fabio Luna ha infine ricordato il primato sportivo della regione: «Le Marche sono al primo posto in Italia per numero di società sportive e tesserati. Ospitare tre tappe su sette dimostra quanto il nostro territorio creda nello sport e quanto il mondo possa ammirare la bellezza e la forza della nostra ricostruzione».
Sabato sarà dunque una grande festa popolare per San Severino Marche: alle ore 9 è previsto il ritrovo dei corridori e la firma del foglio di partenza, mentre alle 10.30 scatterà il via ufficiale della tappa.
Prima della partenza, una rappresentanza di giovani ciclisti dell’Asd Tormatic Pedale Settempedano aprirà la sfilata dei campioni, accompagnando il gruppo da piazza del Popolo fino al “chilometro zero” in località Colotto.
Dopo l’esperienza alla Festival di Sanremo 2026, dove hanno portato sul palco dell’Ariston il brano "La felicità e basta", Maria Antonietta e Colombre annunciano il loro tour estivo 2026, con una serie di appuntamenti nei principali festival musicali italiani.
Il duo marchigiano – lei originaria di Pesaro, lui di Senigallia – ha programmato nove date lungo tutta la penisola, con due tappe nelle Marche. Il tour partirà proprio dalla loro regione: il primo appuntamento è fissato per sabato 2 maggio 2026 in Porto Sant’Elpidio, in Piazza Garibaldi, con ingresso gratuito.
La tournée proseguirà poi nei principali festival della scena indipendente italiana, a partire dal MI AMI Festival di Segrate, uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla musica indie. Da lì Maria Antonietta e Colombre porteranno il loro progetto artistico in diverse città italiane, tra concerti e festival.
Il duo tornerà poi nelle Marche il 4 luglio, quando salirà sul palco del Cassandra Fest a Centobuchi, in provincia di Ascoli Piceno. Anche in questo caso l’evento sarà a ingresso gratuito, offrendo un’altra occasione per il pubblico marchigiano di ascoltare dal vivo i due cantautori reduci dall’esperienza sanremese.
Per quanto riguarda le altre date, il 20 giugno il duo farà tappa a Bologna per l’Oltre Festival, mentre il 27 giugno sarà la volta di Roma con l’evento Spaghetti Unplugged. Il giorno successivo, il 28 giugno, saliranno sul palco dell’Umbria che Spacca a Perugia. Dopo la data marchigiana del 4 luglio a Centobuchi, il tour proseguirà il 10 luglio a Mascalucia per il Mascalucia Summer Fest, il 15 luglio ad Arezzo per il Mengo Music Fest e si concluderà il 17 luglio a Francavilla al Mare con lo Shock Wave Festival.
I biglietti per le date a pagamento saranno disponibili online da mercoledì 11 marzo 2026 alle ore 14, mentre la vendita nei punti autorizzati partirà lunedì 16 marzo alle ore 11.
Le Marche sono entrate ufficialmente a far parte della Zona Economica Speciale Unica (ZES) con la legge n.171 del 18 novembre 2025, aprendo nuove opportunità per imprese e investimenti. Tra i principali vantaggi introdotti dalla normativa c’è la possibilità di ottenere l’Autorizzazione Unica attraverso lo Sportello Unico Digitale ZES, uno strumento completamente telematico che consente di ridurre drasticamente i tempi burocratici: l’intero iter può concludersi entro 60 giorni e sostituisce diversi titoli abilitativi, tra cui anche la variante urbanistica.
Alle semplificazioni amministrative si affiancano importanti incentivi fiscali, tra cui il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nelle aree ammesse alla ZES. Le percentuali variano in base alla dimensione dell’impresa: 35% per le piccole imprese, 25% per le medie e 15% per le grandi. Per il 2025 sono già stati stanziati 110 milioni di euro e, a partire da quest’anno, Marche e Umbria entrano stabilmente nel riparto triennale dei 2,3 miliardi destinati a livello nazionale alle aree Zes.
Proprio per accompagnare il tessuto imprenditoriale locale nell’accesso a queste opportunità, l’amministrazione comunale di Tolentino, in collaborazione con Confindustria Macerata e Cna Macerata, ha promosso l’apertura di uno sportello informativo gratuito rivolto a imprese e cittadini.
Il servizio sarà attivo a partire da giovedì 11 marzo 2026 presso il Comune di Tolentino, in piazzale Europa 3. Lo sportello sarà operativo dalle 15.30 alle 17.30, il martedì con il personale di Confindustria Macerata e il giovedì con il personale di Cna Macerata.
Lo sportello offrirà un servizio di orientamento e consulenza preliminare per aiutare le imprese a comprendere le opportunità offerte dalla Zes e a pianificare eventuali investimenti. In particolare saranno fornite analisi di fattibilità dei progetti, verifica dei requisiti di accesso alle agevolazioni, valutazione dell’ammissibilità dei costi e indicazioni operative per la presentazione delle domande all’Agenzia delle Entrate, oltre alla verifica di eventuali altre agevolazioni cumulabili.
Il credito d’imposta per gli investimenti produttivi sarà operativo nel triennio 2026-2028 e riguarderà l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, ma anche terreni e immobili strumentali, compresi gli interventi di realizzazione o ampliamento. Le imprese dovranno inviare una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026, seguita da una comunicazione integrativa con la prova degli investimenti effettuati entro gennaio 2027.
Il nuovo presidio informativo è stato presentato nel corso di una conferenza stampa alla presenza del sindaco Mauro Sclavi, del vicesindaco e assessore all’Urbanistica Alessia Pupo, del presidente Ance Macerata Enrico Crucianelli, referente ZES, del direttore di Confindustria Macerata Gianni Niccolò e di Anna Ruffini dell’area finanza agevolata. Presenti anche il presidente Cna Macerata Simone Giglietti, la direttrice Lucia Pistelli e Davide Cherubini, responsabile dello sportello, oltre a Patrizia Meo, responsabile dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Tolentino e coordinatrice del progetto.
Il sindaco Sclavi e il vicesindaco Pupo hanno sottolineato l’importanza della collaborazione con Confindustria e CNA per fornire alle imprese informazioni chiare e strumenti concreti per accedere alle agevolazioni previste dalla Zes, definendola «un’importante occasione per sostenere e migliorare le attività produttive del territorio».
Anche i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno evidenziato il valore dell’iniziativa. Confindustria Macerata ha parlato "di una partnership pubblico-privato pensata per informare e accompagnare le imprese nelle nuove opportunità di sviluppo offerte dalla Zes Marche", mentre Cna Macerata ha ricordato come, "in una fase economica complessa segnata dall’inflazione e dalle tensioni sui mercati energetici, strumenti di sostegno agli investimenti siano fondamentali per rafforzare la competitività del sistema produttivo".
Lo sportello Zes si propone quindi come un punto di riferimento operativo per le imprese del territorio, con l’obiettivo di favorire nuovi investimenti e contribuire al rilancio economico locale.
In Italia il problema non è la mancanza di leggi, ma semmai il loro sproporzionato eccesso. Nel corso dei decenni norme, decreti e regolamenti si sono accumulati fino a creare un sistema estremamente complesso, spesso difficile da interpretare anche per gli stessi addetti ai lavori.
"Questo fenomeno è particolarmente evidente nel settore fiscale tributario, dove le regole cambiano spesso e si sovrappongono nel tempo", conferma Giuseppe Tosoni, presidente dell'associazione Tutela Impresa collegata a Casartigiani Nazionale.
I numeri aiutano a capire la dimensione del problema. Secondo la Banca Dati Legislativa Normattiva, oggi sono circa 110mila gli atti normativi ancora in vigore in Italia. Tra questi si contano più di 46mila decreti del Presidente della Repubblica, oltre 33mila regi decreti, circa 14mila leggi, 7.200 decreti luogotenenziali e quasi 1.500 decreti legge.
La cosa più sorprendente è che alcune di queste tipologie di atti appartengono a periodi storici ormai lontani. I regi decreti, ad esempio, risalgono al periodo della monarchia e non vengono più emanati dal 1944. Nell'elenco figurano ancora anche 21 decreti firmati dal capo del governo durante il regime fascista. La loro presenza dimostra quanto sia difficile eliminare davvero le norme obsolete dall’ordinamento.
Nel tempo molte norme si sono sovrapposte, modificate o integrate tra loro, rendendo complicato capire quali e quanti siano effettivamente applicabili. E i 110mila atti censiti rappresentano solo una parte della produzione normativa: restano infatti fuori dal conteggio le leggi regionali, i regolamenti comunali, molte circolari amministrative e anche parte della normativa europea.
La complessità diventa ancora più evidente quando si parla di Fisco. Le norme tributarie sono tra le più instabili: ogni anno la legge di bilancio modifica detrazioni, aliquote e agevolazioni, mentre nuovi decreti intervengono continuamente per correggere o aggiornare le regole. A questo si aggiungono le interpretazioni e le circolari dell’Agenzia delle Entrate, spesso necessarie per chiarire come applicare concretamente le norme.
Secondo diverse analisi istituzionali, tra cui quelle della Corte dei Conti, questa continua stratificazione normativa contribuisce ad aumentare l’incertezza del sistema fiscale e il numero delle controversie tra contribuenti e amministrazione.
"Il motivo di tale anomala situazione è molto chiaro ed evidente - sostiene Giuseppe Tosoni - mediamente ogni anno il Fisco incassa circa 15 miliardi per errori soltanto formali, diconsi formali, dei contribuenti".
Un incremento che preoccupa e che accende i riflettori sullo stato di salute delle scuole marchigiane. Secondo gli ultimi dati INAIL relativi al biennio 2024-2025, le denunce di infortunio in ambito scolastico nelle Marche sono passate da 2.026 a 2.138, segnando un aumento del 5,5%. Una fotografia che, a livello locale, risulta persino più marcata rispetto al dato nazionale (+3,8%).
Sulla questione è intervenuto con fermezza Ugo Barbi, Segretario Provinciale dello SNALS Macerata, sottolineando come la sicurezza non debba essere considerata un semplice adempimento, ma una priorità assoluta.
A livello nazionale, il numero di denunce ha toccato quota 80.871. Entrando nel dettaglio delle statistiche, emerge un dato generazionale netto: il 75% degli infortuni coinvolge ragazzi al di sotto dei quindici anni. La popolazione studentesca rappresenta la fetta più colpita (58% dei casi), seguita dal personale docente e ATA.
«Questi numeri non sono solo statistiche, ma storie di studenti e lavoratori che interrompono la propria normalità — afferma Ugo Barbi —. La crescita delle denunce nelle Marche impone un’attenzione ancora maggiore da parte di tutte le istituzioni. Garantire ambienti sicuri è una responsabilità collettiva».
Per lo SNALS Macerata, la prevenzione passa necessariamente per un cambio di rotta nelle politiche scolastiche. Barbi punta il dito contro la riduzione del personale: «Da tempo chiediamo lo stop ai tagli di organico, un elemento che rischia di compromettere non solo la qualità delle lezioni, ma la stessa tenuta della sicurezza negli ambienti scolastici».
La proposta del sindacato è radicale: trasformare la sicurezza da concetto astratto a pilastro educativo. «La sicurezza è una condizione imprescindibile per la funzione educativa della scuola, ed è per questo che andrebbe inserita come materia di studio — conclude il Segretario Provinciale — coinvolgendo tutti, dai dirigenti alle famiglie, fino agli allievi a partire dall'infanzia».
L'incremento dei dati chiama in causa direttamente la qualità dell'edilizia scolastica e la manutenzione degli spazi comuni. In una provincia come quella di Macerata, dove il tema delle strutture è centrale anche a causa della ricostruzione post-sisma, l'appello dello SNALS suona come un monito per gli enti locali affinché la "cultura della sicurezza" si traduca in investimenti concreti e quotidiani.
L’Università di Camerino rafforza la sua proiezione internazionale guardando a uno dei mercati più dinamici e strategici del mondo: il Sudest asiatico. Giovedì 12 marzo, alle ore 12.00, la Sala delle Mura del Rettorato ospiterà l’incontro dal titolo “La Malesia: un partner affidabile nel Sudest Asiatico”, un evento di alto profilo istituzionale volto a consolidare i legami economici, culturali e accademici tra i due Paesi.
L’iniziativa nasce dalla sinergia tra l’Ateneo camerte e l’ISIA (Istituto Italiano per l’Asia), con il prestigioso supporto dell’Ambasciata della Malesia a Roma.
I lavori si apriranno con i saluti di Emanuele Tondi, Pro Rettore Vicario di Unicam, seguiti dagli interventi di Mario Morgoni, Presidente dell’ISIA, e del Segretario Generale dell’istituto, Domenico Palmieri.
Il momento centrale della giornata vedrà protagonista S.E. Zahid Rastam, Ambasciatore della Malesia in Italia. Il diplomatico offrirà una panoramica dettagliata sulle prospettive di cooperazione, illustrando perché la Malesia rappresenti oggi uno snodo fondamentale per le imprese e le università italiane che intendono espandersi in Asia.
L’incontro non è solo un atto formale, ma si inserisce nella precisa strategia di internazionalizzazione che l’Università di Camerino persegue da anni. L’obiettivo è creare canali diretti per lo scambio di ricercatori, studenti e per l'avvio di progetti di innovazione congiunti con le realtà malesi.
Le conclusioni saranno affidate nuovamente a Mario Morgoni, che traccerà una sintesi del dialogo tra Europa e Asia promosso dall’ISIA. L’evento è aperto non solo alla comunità accademica (docenti e studenti), ma anche a imprenditori e cittadini interessati a comprendere le dinamiche geopolitiche e le opportunità di sviluppo in un'area del mondo in fortissima crescita.
Il territorio maceratese si conferma palcoscenico d'elezione per la danza contemporanea. Prosegue nel mese di marzo "D.OFF – Danza tutto l’anno", il progetto curato da Art Hub (direzione artistica di Roberto Lori e organizzativa di Marika Errigo) che mira a trasformare la danza in uno strumento di dialogo tra artisti, comunità e borghi.
Il primo appuntamento è fissato per venerdì 13 marzo alle ore 21:00 presso la Fondazione Il Vallato di Matelica. In scena la Compagnia degli Istanti con “Verso Antigone”, una coreografia di Roberto Lori ispirata al capolavoro di Sofocle.
La serata avrà una forte valenza formativa: sul palco saliranno infatti anche gli allievi del Liceo Coreutico "F. Filelfo" di Tolentino e i giovani danzatori del progetto professionale D.Lab. Un momento di crescita che vedrà la partecipazione attiva di realtà locali come Scarpette Rosa Ballet e Studio Danza Marinella, a dimostrazione di una rete territoriale sempre più solida.
Domenica 15 marzo alle ore 17.00, l’attenzione si sposta a Gagliole per "Attraversamenti". Si tratta di un evento itinerante, patrocinato dal Comune, che trasformerà gli angoli del borgo in palcoscenici a cielo aperto. Protagonista sarà il Collettivo Etre, vincitore del bando D.OFF, con la performance "Sintropia" firmata da Lucia Gerini, un'indagine coreografica sugli archetipi junghiani tra caos e armonia.
In entrambi gli appuntamenti (13 e 15 marzo), al termine delle esibizioni verrà offerto un rinfresco per favorire l'incontro diretto tra il pubblico e gli artisti. Le attività non si fermano qui. Grazie alla rete RH Plus, sostenuta da Ministero e Regione Marche, la Fondazione Il Vallato ospiterà venerdì 20 marzo alle 18.00 la restituzione della residenza artistica "Alla ricerca del Piccolo Principe”.
Il progetto, ideato da Fabio Bacaloni e Roberto Lori, è pensato specificamente per bambini e ragazzi, che saranno chiamati a contribuire attivamente al processo creativo dello spettacolo. Un pomeriggio speciale che si concluderà con una merenda e un piccolo dono per tutti i giovani partecipanti.
Il talento delle donne torna a illuminare piazza Del Popolo. È stata ufficialmente inaugurata la "Mostra delle pittrici", un appuntamento ormai storico che quest’anno taglia il prestigioso traguardo della decima edizione. La cerimonia si è svolta negli spazi dell’ex chiesa di Santa Maria della Misericordia, alla presenza del sindaco Rosa Piermattei, dell’assessore alla Cultura Vanna Bianconi e del consigliere Valter Bianchi.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione del Colle di Colleluce guidata da Serenella Eugeni, riunisce un numero impressionante di talenti. Sono ben venti le artiste settempedane presenti (tra cui Gianna La Torre, Martina Cochi e molte altre figure storiche del panorama locale), affiancate da sedici ospiti provenienti da tutta la regione e oltre, da Fano fino a Isernia.
La vera novità di questa edizione è lo sguardo rivolto al futuro: una sezione speciale della mostra è infatti dedicata alle "Bimbe talentuose", nove giovanissime artiste tra i 9 e i 13 anni, che portano in esposizione la loro fresca sensibilità creativa.
Oltre al valore estetico, la rassegna conferma il suo profondo legame con il tessuto sociale cittadino. All’interno del percorso espositivo è stato allestito un angolo dedicato alla vendita di quadri donati da artisti locali: l’intero ricavato sarà devoluto all’Hospice dell’ospedale civile "Bartolomeo Eustachio" di San Severino Marche.
"Questa mostra non è solo una celebrazione della creatività femminile - ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei durante il taglio del nastro - ma una prova concreta di quanto l’arte possa unire una comunità, specialmente quando si sposa con finalità benefiche importanti come il sostegno al nostro Hospice".
L’esposizione resterà aperta al pubblico fino a domenica 29 marzo. Sarà possibile visitare la mostra nei pomeriggi di venerdì, sabato e domenica, con orario dalle 16:30 alle 19:30. L'ingresso è un'occasione per scoprire il talento locale e contribuire, con un piccolo gesto, a una causa di grande importanza per la sanità cittadina.
Il grande cinema torna protagonista con una notte speciale dedicata alla Settima Arte. Domenica 15 marzo il Circolo del Cinema Metropolis organizza, al Teatro Nuovo di Capodarco, UNA SERATA DA OSCAR, appuntamento pensato per celebrare insieme al pubblico la 98ª edizione dei Premi Oscar, l’evento cinematografico più atteso dell’anno.
La serata prenderà il via alle ore 21:30 con un evento speciale che trasformerà il teatro in uno spazio di incontro per appassionati di cinema, cultura e spettacolo. Non si tratterà soltanto della visione collettiva della premiazione, ma di un vero e proprio spettacolo dedicato al cinema e alle arti performative. In attesa infatti del collegamento streaming, con il Dolby Theatre di Los Angeles, sono infatti previsti momenti di intrattenimento, come Talk sui film, teatro, musica dal vivo, food & drink e diverse sorprese pensate per rendere la serata un’esperienza immersiva e coinvolgente.
A partire dall’1:00 di notte il pubblico potrà successivamente assistere sul grande schermo alla diretta streaming della Notte degli Oscar, seguendo in tempo reale premi, emozioni e sorprese della cerimonia più prestigiosa del cinema mondiale.
Negli ultimi mesi il Circolo del Cinema Metropolis ha accompagnato il proprio pubblico alla scoperta dei protagonisti della stagione cinematografica internazionale, attraverso contenuti e approfondimenti dedicati a opere e autori candidati agli Oscar. Un percorso culturale che trova proprio in questa serata il suo momento conclusivo.
La tradizionale diretta degli Oscar, organizzata dal Metropolis negli ultimi anni nella suggestiva location della Sala degli Artisti, si rinnova quest’anno con una novità: l’edizione 2026 di UNA SERATA DA OSCAR si svolgerà infatti al Teatro Nuovo di Capodarco, uno spazio simbolico per il territorio che nei prossimi mesi sarà interessato da un importante intervento di restyling per rendere la sala ancora più accogliente, moderna e polifunzionale.
L’iniziativa è realizzata con il patrocinio della Marche Film Commission, a conferma dell’attenzione del territorio verso la promozione della cultura cinematografica e la valorizzazione degli eventi dedicati alla settima arte.
Il costo del biglietto è di 10 euro per la Serata Evento e di 5 euro per assistere alla diretta streaming della Notte degli Oscar.
Con questa iniziativa il Circolo del Cinema Metropolis continua a promuovere il cinema come momento di incontro e condivisione culturale, invitando il pubblico a vivere insieme una notte di spettacolo e passione per il grande schermo.
Per aggiornamenti e novità sull’evento è possibile seguire i canali ufficiali del Circolo del Cinema Metropolis.
Un confronto dal taglio dichiaratamente tecnico-giuridico, lontano dalla politicizzazione del dibattito e pensato per aiutare i cittadini a orientarsi su una materia complessa come quella della revisione costituzionale sulla cosiddetta separazione delle carriere dei magistrati. Si è svolto oggi, lunedì 9 marzo, alle 15, nella Sala Cesanelli dello Sferisterio di Macerata, il convegno promosso dall’Associazione Forense "Avvocatura e Famiglia".
L’iniziativa, intitolata "Dialogo a proposito della revisione costituzionale c.d. sulla separazione delle carriere dei magistrati", nasce – come è stato ricordato in apertura – dalla volontà dell’associazione di partecipare al dibattito pubblico dopo l’apposita assemblea nazionale, scegliendo di affrontare il tema non sul terreno della contrapposizione ideologica, ma su quello della razionalità tecnico-giuridica.
Ad aprire i lavori è stato Giancarlo Savi, presidente dell’Associazione Forense “Avvocatura e Famiglia”, che ha introdotto la linea programmatica dell’incontro: riportare la discussione sui contenuti effettivi della riforma costituzionale proposta dal Parlamento, in un clima referendario già fortemente acceso e divisivo, per contrastare letture faziose e ricondurre il confronto entro i confini dell’analisi giuridica.
Il momento dei saluti istituzionali è stato affidato a Francesca D’Alessandro, vicesindaco del Comune di Macerata, che ha portato il saluto dell’amministrazione comunale.
Tra gli intervenuti al convegno Paolo Parisella, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Macerata, Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, intervenuto da remoto,Nico D’Ascola, ordinario di Diritto penale all’Università di Reggio Calabria, Costanzo Cea, già presidente di sezione della Corte d’Appello di Bari, e Gerardo Villanacci, ordinario di Diritto civile all’Università di Roma “La Sapienza”, cui sono state affidate moderazione e conclusioni.
Nel corso del pomeriggio sono stati affrontati i principali snodi della riforma: l’esame del testo normativo, la sua genesi, le contrapposte opinioni, le interrelazioni processuali nel processo penale e in quello civile, il tema del duplice Consiglio Superiore della Magistratura – con composizione e funzioni – e quello dell’Alta Corte di Giustizia Disciplinare, con riferimento a competenze, struttura, funzioni e garanzie nei diversi gradi di giudizio. Sullo sfondo, anche le implicazioni dell’eventuale approvazione referendaria per il futuro assetto dell’ordinamento giudiziario.
Ad aprire il confronto è stato Paolo Parisella, che ha insistito sulla necessità di mantenere il dibattito su un piano rigorosamente giuridico e ha sottolineato come molti cittadini, di fronte alla complessità del quesito referendario, si trovino in difficoltà, evidenziando perciò il dovere degli operatori del diritto di offrire strumenti di orientamento e comprensione. Da qui il richiamo a evitare ogni lettura di parte: non una riforma da trattare come terreno di scontro politico, ma una questione che richiede chiarezza giuridica e responsabilità istituzionale.
È stato poi Gerardo Villanacci a sviluppare l’intervento centrale dell’incontro, soffermandosi sul contesto culturale e costituzionale nel quale si inserisce il referendum.
In apertura, Villanacci ha richiamato il valore della formazione. Il professore ha ricordato il proprio impegno come presidente della Fondazione Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, sottolineando la necessità di promuovere percorsi formativi adeguati, proprio come quello ospitato oggi a Macerata, su temi che richiedono competenza e approfondimento.
Da qui il passaggio alla natura del clima referendario. Secondo Villanacci, la consultazione referendaria si colloca in un contesto “altamente conflittuale”, ma ciò che maggiormente la caratterizza non è soltanto il livello dello scontro, quanto il rischio che si affermi un fenomeno ancora più insidioso: quello delle post-verità.
Su questo punto il relatore ha posto l’accento con particolare nettezza. Non si tratta, ha spiegato, semplicemente delle fake news, che possono essere smentite, ma di circostanze palesemente false che vengono tuttavia percepite come verità assolute. In questa dinamica, non conta più che un fatto sia vero: conta piuttosto che venga recepito come tale, fino ad orientare in modo improprio il giudizio pubblico e le decisioni collettive.
Per Villanacci, allora, il compito principale è ristabilire un criterio di verità. Occorre, ha osservato, “ripristinare la verità etica, distinguendo le valutazioni politiche di merito dai presupposti giuridici della Costituzione. Solo così è possibile restare nell’alveo della verità tecnica e affrontare seriamente una riforma che tocca l’ordinamento giudiziario”.
Il ragionamento si è quindi spostato sul ruolo della magistratura. Prima di ogni altra considerazione, ha affermato Villanacci, “la magistratura è centrale nel meccanismo costituzionale, perché l’ordinamento giurisdizionale rappresenta una delle espressioni più autentiche dei valori portanti della Carta. Proprio per questo va preservata senza alcuna riserva”.
Entrando nel merito normativo, il professore ha individuato gli articoli effettivamente coinvolti che sono essenzialmente due: gli articoli 104 e 105 della Costituzione.
Da remoto è quindi intervenuto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha ricondotto la ratio della riforma all’esigenza di rafforzare il principio del giudice terzo e imparziale. “L’obiettivo del referendum del 22 e 23 marzo è quello di avere un giudice terzo e imparziale, lontano dal pubblico ministero come dalla difesa. Vogliamo rafforzare la fiducia dei cittadini nella giustizia e avere una giustizia più giusta. Vogliamo che chi entra in un processo sia certo che il giudice non abbia legami con il pubblico accusatore”. E ancora: "C’è una ragione evidente per votare a favore della separazione delle carriere: la Costituzione, all’articolo 111, prevede espressamente che il giudice deve essere terzo e imparziale. E terzo vuol dire diverso".
Il filo conduttore dell’intero appuntamento è rimasto quello indicato dagli organizzatori sin dall’avvio dei lavori: riportare la discussione sui contenuti reali della riforma, sottraendola alle polarizzazioni e restituendola a un esame fondato sulla tecnica, sulla struttura della Costituzione e sulle conseguenze concrete per il sistema giustizia. Un obiettivo che, nel confronto maceratese, è emerso come particolarmente urgente proprio in vista dell’appuntamento referendario.
Il verde urbano di Matelica si arricchisce di nuova linfa. Questa mattina, martedì 10 marzo, gli operai comunali hanno completato la messa a dimora di nuovi alberi nell’area verde di via Aldo Moro, a ridosso del Tennis Club e degli impianti sportivi.
Non si è trattato di una semplice operazione di manutenzione, ma di un gesto dal profondo valore civile: le piante sono infatti quelle dedicate ai nuovi nati della città, come previsto dall'iniziativa che ogni anno celebra l'arrivo dei piccoli matelicesi contribuendo, al contempo, alla salvaguardia del patrimonio naturale locale.
L'intervento mira a rendere l'area degli impianti sportivi ancora più vivibile e ombreggiata, integrando il verde pubblico in una zona molto frequentata da giovani e famiglie. "La messa a dimora degli alberi dedicati ai nuovi nati è un’iniziativa a cui teniamo molto - ha dichiarato il sindaco Denis Cingolani - perché unisce un forte valore simbolico a un'importante azione concreta per l'ambiente. Ogni nuovo albero rappresenta un segno di crescita per la nostra comunità e contribuisce a rendere Matelica una città sempre più sostenibile".
L'operazione di questa mattina si inserisce in un programma più ampio di tutela del territorio promosso dall'amministrazione comunale. L'obiettivo dichiarato è quello di incrementare costantemente il numero di alberi in città per migliorare la qualità dell'aria e il microclima urbano, trasformando il benvenuto ai nuovi cittadini in un investimento duraturo per la qualità della vita di tutti.
Il colosso marchigiano dell'animazione Rainbow, orgoglio del territorio maceratese e anconetano, segna una nuova tappa nella sua espansione globale. Debutta oggi, 10 marzo, il canale tematico "Winx Club & Friends", il primo servizio SVOD (video on-demand su abbonamento) targato Rainbow disponibile su Amazon Prime Video.
Il progetto non coinvolge solo l’Italia, ma parte in contemporanea in Francia, Regno Unito, Finlandia e Svezia, confermando la vocazione internazionale dello studio fondato da Iginio Straffi, che oggi vanta un’audience mondiale di oltre 100 milioni di spettatori.
“Winx Club & Friends” nasce come un punto di riferimento esclusivo per chi vuole rivivere le avventure delle fate di Alfea e non solo. L’offerta iniziale comprende le storiche prime stagioni di Winx Club, i film cinematografici e gli spin-off come World of Winx.
Ma il canale non sarà solo un archivio: la programmazione promette di essere dinamica, con l’inserimento mensile di nuovi episodi, serie e film. Accanto alle iconiche fatine, troveranno spazio altri successi della scuderia Rainbow come i misteri di Huntik, la moda di Maggie & Bianca Fashion Friends, le favole di Regal Academy e le avventure di PopPixie.
L’obiettivo di questa operazione è rafforzare il legame diretto tra lo studio e il suo pubblico, eliminando la pubblicità e garantendo flessibilità di visione. "Con Winx Club & Friends compiamo un passo naturale nell’evoluzione di Rainbow come studio globale di contenuti – ha dichiarato Marco Azzani, EVP Digital Channels and Distribution di Rainbow –. Il canale nasce per offrire ai fan un’esperienza semplice e continuativa, valorizzando i nostri franchise e quelli dei nostri partner. È un progetto che ci permette di sperimentare nuovi modelli di distribuzione restando fedeli alla qualità".
Il canale è accessibile direttamente tramite l'interfaccia di Prime Video con un abbonamento dedicato. La vera novità è l'apertura del canale anche a property di successo provenienti da altri studi, rendendo la piattaforma un vero e proprio polo dell'intrattenimento per ragazzi e giovani adulti, tutto "curato" dall'esperienza creativa marchigiana.
La ricostruzione post-sisma nell’Alto Nera passa per il potenziamento delle grandi arterie di collegamento. La Cabina di coordinamento sisma, guidata dal Commissario Straordinario Guido Castelli, ha dato il via libera a un investimento da 2,146 milioni di euro per la messa in sicurezza e la rivoluzione viaria della Strada Regionale 209 "Valnerina" in località Villa Sant’Antonio, nel comune di Visso.
L’intervento, sancito dalle modifiche all’Ordinanza speciale 26 del 2021, prevede la realizzazione di un nuovo tracciato stradale che permetterà di bypassare l’attuale attraversamento dell'abitato, eliminando le criticità storiche legate alla sicurezza e alla conformazione della carreggiata.
La SR 209 rappresenta la "spina dorsale" che collega i comuni montani con il resto della provincia di Macerata. Dopo i danni del 2016, la strada deve oggi reggere l’imponente aumento dei flussi di traffico pesante legati ai cantieri della ricostruzione. Il nuovo tracciato non solo migliorerà la fluidità dei mezzi, ma ridurrà drasticamente la vulnerabilità del sistema urbano di Villa Sant’Antonio, restituendo vivibilità ai residenti.
L'attuazione sarà divisa tra due enti: l’Ufficio Speciale Ricostruzione (USR) Marche si occuperà delle demolizioni e della rimozione macerie, mentre la Regione Marche gestirà la costruzione della nuova strada e le procedure di esproprio.
"Migliorare le infrastrutture significa rendere più sicuri i centri abitati e facilitare i cantieri - ha dichiarato il Commissario Guido Castelli -. Parliamo di un collegamento fondamentale che sarà finalmente adeguato alle esigenze attuali e future. Ringrazio il presidente Acquaroli, l'USR e il sindaco Sensi per la sinergia messa in campo".
Soddisfazione espressa anche dal primo cittadino di Visso, Rosella Sensi: "Ringrazio il presidente Acquaroli e il commissario Castelli per aver compreso quanto questa strada rappresenti un passo decisivo. È un intervento che migliorerà la viabilità del nostro comune e non solo, aiutandoci a ritrovare quella normalità tanto attesa dopo il sisma".
Pagare servizi digitali su piattaforme estere è diventato comune, ma il passaggio tra valute può introdurre costi difficili da stimare. Tra tassi di cambio applicati, spread e tempi di regolamento, l’importo finale può differire da quello visualizzato al momento dell’acquisto. Anche strumenti di gestione centralizzata come Play ID rientrano nel più ampio tema della tracciabilità dei pagamenti digitali e della riconciliazione delle spese.
Negli ultimi anni, abbonamenti, software e servizi cloud vengono spesso acquistati da fornitori internazionali. In questi casi, il prezzo mostrato in fase di pagamento non coincide sempre con quello effettivamente addebitato sul conto. La discrepanza può dipendere da conversioni valutarie automatiche, costi applicati dagli intermediari e dalla data in cui l’operazione viene contabilizzata. Capire dove nascono queste differenze aiuta a leggere con precisione le voci che compaiono in estratto conto, soprattutto quando le spese sono aggregate in strumenti come Portafoglio PlayID.
Come tasso di cambio e spread modificano il prezzo reale
Quando un importo è espresso in una valuta diversa dall’euro, la conversione avviene secondo il tasso applicato dall’intermediario, che può essere banca, circuito della carta o provider di pagamento. Questo tasso non coincide necessariamente con quello interbancario pubblicato sui mercati, perché può includere uno spread, cioè una maggiorazione incorporata nel cambio. Anche senza una commissione esplicita, lo spread può incidere in modo sensibile sull’importo finale.
In pratica, due acquisti identici effettuati in momenti diversi possono generare addebiti differenti se il cambio si muove o se l’intermediario modifica lo spread applicato. Per molti utenti, la variabilità diventa evidente solo confrontando il prezzo in valuta estera con l’importo in euro riportato sul conto. La trasparenza dipende anche da come vengono mostrati i dettagli: non tutte le ricevute indicano chiaramente il tasso utilizzato e l’eventuale maggiorazione.
Commissioni operative e conversione dinamica della valuta
Oltre allo spread, possono comparire commissioni legate al canale di pagamento scelto o al tipo di carta utilizzata. Alcuni circuiti applicano costi per operazioni in valuta estera o per transazioni cross-border, che compaiono come voce separata oppure vengono inglobati nell’addebito. Anche il venditore può addebitare spese di gestione, soprattutto su microtransazioni o rinnovi.
Un punto delicato è la conversione dinamica della valuta proposta talvolta al checkout per visualizzare subito l’importo in euro. L’opzione può sembrare comoda, ma il tasso applicato dal soggetto che offre la conversione può risultare meno favorevole rispetto a quello dell’emittente della carta. In questi casi, la differenza si manifesta come costo implicito, difficile da valutare se non si confrontano le alternative al momento del pagamento.
Tempi di regolamento e differenze tra autorizzazione e contabilizzazione
Tra l’autorizzazione di un pagamento e la sua contabilizzazione possono passare ore o giorni, soprattutto nei fine settimana o durante festivi. Se la valuta si muove in quell’intervallo, l’importo in euro può cambiare rispetto a quello stimato al momento dell’ordine. Questo effetto si nota in modo particolare quando l’operazione viene autorizzata in una data ma regolata in un’altra, con un tasso diverso.
Per interpretare correttamente un addebito, è utile distinguere tra pre-autorizzazioni, importi pending e importi definitivi. Alcuni estratti conto mostrano entrambe le fasi, mentre altri registrano solo la contabilizzazione finale, rendendo meno immediato capire l’origine delle differenze. Anche la presenza di rimborsi parziali, storni o rettifiche può alterare la sequenza delle registrazioni e rendere necessario un controllo puntuale delle singole voci, soprattutto quando le spese vengono aggregate e monitorate tramite strumenti come Portafoglio PlayID.
Controlli pratici per leggere meglio i costi
Per ridurre l’incertezza, conviene verificare quale soggetto effettua la conversione e con quale meccanismo: banca, circuito, provider del wallet o conversione proposta dal venditore. Le condizioni economiche dell’emittente della carta indicano spesso se esistono commissioni sulle operazioni in valuta estera e come viene calcolato il tasso. Anche le ricevute del venditore possono riportare la valuta di addebito e l’eventuale ricorso alla conversione dinamica.
Quando possibile, confrontare importo in valuta estera, data di autorizzazione e data di contabilizzazione aiuta a ricostruire l’impatto del cambio. In presenza di discrepanze rilevanti, può essere utile conservare la documentazione dell’ordine e i dettagli della transazione visualizzati al checkout, perché non sempre restano disponibili nelle schermate successive. Queste verifiche sono particolarmente importanti con abbonamenti ricorrenti, dove piccoli scostamenti possono accumularsi nel tempo e dove strumenti di sintesi come Portafoglio PlayID possono facilitare il monitoraggio delle spese nel lungo periodo.