Nuovo cambio negli equilibri del centrodestra maceratese. Il consigliere comunale Andrea Blarasin lascia Fratelli d'Italia e aderisce a Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci. Una scelta che, spiega lo stesso amministratore, è maturata al termine di una riflessione politica e personale.
«È una scelta maturata dopo un'attenta riflessione politica e personale – dichiara Blarasin – e nasce dalla volontà di proseguire il mio impegno pubblico all'interno di un progetto nel quale riconosco valori che hanno sempre accompagnato il mio percorso: comunità, identità, sicurezza, lavoro, attenzione alle famiglie, ai territori e alle persone più fragili».
Esponente della tradizione della destra sociale, Blarasin ribadisce che «la politica deve essere prima di tutto servizio alla comunità, presenza concreta e capacità di dare risposte ai problemi reali dei cittadini».
«Non cambio i miei principi – aggiunge – cambia il percorso politico attraverso il quale intendo continuare a rappresentarli. Credo che un amministratore debba poter esprimere con libertà le proprie idee, mantenendo autonomia di pensiero, coerenza e responsabilità verso gli elettori».
Nel percorso che ha portato all'adesione, il consigliere comunale cita il confronto avuto con Gianni Alemanno e con Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale.
«Ringrazio Gianni Alemanno e Fabrizio Ciarapica per il confronto e la disponibilità dimostrata in questa fase. Ho trovato in Futuro Nazionale la volontà di costruire una proposta politica attenta ai territori, al ruolo degli amministratori locali e alla formazione di una nuova classe dirigente. Un progetto che sta inoltre coinvolgendo molti giovani, restituendo entusiasmo e partecipazione a una nuova generazione che vuole avvicinarsi alla politica e assumersi responsabilità per il futuro delle proprie comunità».
Sull'adesione interviene anche Gianni Alemanno: «Andrea Blarasin, che conosco bene fin dai tempi della militanza giovanile, rappresenta una delle migliori esperienze amministrative della destra marchigiana. Il fatto che scelga di aderire al progetto di Futuro Nazionale è un'ulteriore dimostrazione che la vera destra oggi non alberga nel centrodestra di governo ma trova il suo punto di riferimento in Roberto Vannacci. Il ruolo istituzionale di Blarasin è stato guadagnato sul campo attraverso le preferenze dei cittadini e quindi ha tutto il diritto di fare le scelte che ritiene più opportune per rispettare il suo mandato elettorale».
Parole di soddisfazione anche da parte di Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale: «Accogliamo con grande entusiasmo l'adesione di Andrea Blarasin nel nostro partito. La sua comprovata esperienza amministrativa, unita al profondo legame con la città di Macerata e con i valori della nostra comunità, rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la crescita di Futuro Nazionale nelle Marche».
Blarasin conclude assicurando che «il mio impegno per Macerata continua con lo stesso senso di responsabilità di sempre». «Continuerò a lavorare sui temi concreti che riguardano la nostra città, dalla sicurezza al decoro urbano, dallo sviluppo economico alla qualità della vita dei cittadini. Entro in Futuro Nazionale con entusiasmo e responsabilità, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una politica più vicina alle comunità locali e al territorio marchigiano».
Nuovo cambio negli equilibri del centrodestra maceratese. Il consigliere comunale Andrea Blarasin lascia Fratelli d'Italia e aderisce a Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci. Una scelta che, spiega lo stesso amministratore, è maturata al termine di una riflessione politica e personale.
«È una scelta maturata dopo un'attenta riflessione politica e personale – dichiara Blarasin – e nasce dalla volontà di proseguire il mio impegno pubblico all'interno di un progetto nel quale riconosco valori che hanno sempre accompagnato il mio percorso: comunità, identità, sicurezza, lavoro, attenzione alle famiglie, ai territori e alle persone più fragili».
Esponente della tradizione della destra sociale, Blarasin ribadisce che «la politica deve essere prima di tutto servizio alla comunità, presenza concreta e capacità di dare risposte ai problemi reali dei cittadini».
«Non cambio i miei principi – aggiunge – cambia il percorso politico attraverso il quale intendo continuare a rappresentarli. Credo che un amministratore debba poter esprimere con libertà le proprie idee, mantenendo autonomia di pensiero, coerenza e responsabilità verso gli elettori».
Nel percorso che ha portato all'adesione, il consigliere comunale cita il confronto avuto con Gianni Alemanno e con Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale.
«Ringrazio Gianni Alemanno e Fabrizio Ciarapica per il confronto e la disponibilità dimostrata in questa fase. Ho trovato in Futuro Nazionale la volontà di costruire una proposta politica attenta ai territori, al ruolo degli amministratori locali e alla formazione di una nuova classe dirigente. Un progetto che sta inoltre coinvolgendo molti giovani, restituendo entusiasmo e partecipazione a una nuova generazione che vuole avvicinarsi alla politica e assumersi responsabilità per il futuro delle proprie comunità».
Sull'adesione interviene anche Gianni Alemanno: «Andrea Blarasin, che conosco bene fin dai tempi della militanza giovanile, rappresenta una delle migliori esperienze amministrative della destra marchigiana. Il fatto che scelga di aderire al progetto di Futuro Nazionale è un'ulteriore dimostrazione che la vera destra oggi non alberga nel centrodestra di governo ma trova il suo punto di riferimento in Roberto Vannacci. Il ruolo istituzionale di Blarasin è stato guadagnato sul campo attraverso le preferenze dei cittadini e quindi ha tutto il diritto di fare le scelte che ritiene più opportune per rispettare il suo mandato elettorale».
Parole di soddisfazione anche da parte di Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale: «Accogliamo con grande entusiasmo l'adesione di Andrea Blarasin nel nostro partito. La sua comprovata esperienza amministrativa, unita al profondo legame con la città di Macerata e con i valori della nostra comunità, rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la crescita di Futuro Nazionale nelle Marche».
Blarasin conclude assicurando che «il mio impegno per Macerata continua con lo stesso senso di responsabilità di sempre». «Continuerò a lavorare sui temi concreti che riguardano la nostra città, dalla sicurezza al decoro urbano, dallo sviluppo economico alla qualità della vita dei cittadini. Entro in Futuro Nazionale con entusiasmo e responsabilità, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una politica più vicina alle comunità locali e al territorio marchigiano».
Operazione lampo dei Carabinieri, che hanno bloccato due truffatori e recuperato l’intera refurtiva dopo una truffa ai danni di un anziano. L’intervento, condotto sull’asse tra le province di Fermo e Macerata, ha portato all’arresto di due uomini di origine campana, già noti alle forze dell’ordine.
I fatti sono avvenuti nel primo pomeriggio di ieri, quando i due indagati, un 19enne residente a Pompei e un 36enne residente a Giugliano in Campania, entrambi disoccupati, si sono presentati a casa di un pensionato di 89 anni residente a Fermo.
Con un copione ormai noto nelle truffe agli anziani, i due si sono qualificati falsamente come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, raccontando alla vittima che la sua automobile sarebbe stata coinvolta in una rapina. Una storia inventata per convincere l’uomo della necessità di effettuare controlli sui suoi beni personali.
Riuscendo a conquistare la fiducia dell’anziano, i falsi militari si sono fatti consegnare 2mila euro in contanti e diversi monili in oro, per un valore complessivo stimato di circa 3.500 euro.
La svolta è arrivata subito dopo la denuncia presentata alla Stazione dei Carabinieri di Porto San Giorgio. Un militare della Stazione di Fermo ha raccolto gli elementi utili e ha individuato i dettagli dell’auto utilizzata dai truffatori: una Ford Puma presa a noleggio.
La segnalazione è stata immediatamente condivisa con i colleghi della Compagnia Carabinieri di Macerata, che hanno attivato un servizio mirato di controllo del territorio.
Intorno alle 16, l’auto è stata intercettata in contrada Fontezucca, a Macerata, e bloccata dai militari del Nucleo operativo e radiomobile – Sezione operativa della Compagnia di Macerata.
La successiva perquisizione personale e del veicolo ha permesso di recuperare tutta la refurtiva sottratta all’anziano, oltre ai telefoni cellulari utilizzati dai due uomini. Il materiale è stato sequestrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati trasferiti nella Casa circondariale di Ancona Montacuto, dove restano a disposizione della magistratura.
Momenti di tensione nel pomeriggio di ieri sulla spiaggia libera delle Onde, a Civitanova Marche, dove due uomini sono arrivati alle mani davanti a decine di bagnanti. Il violento litigio, scoppiato in uno dei tratti di arenile più frequentati del lungomare, ha richiesto l'intervento della polizia.
L'episodio è avvenuto sulla spiaggia compresa tra gli stabilimenti balneari Dal Veneziano e Attilio. Secondo una prima ricostruzione, due uomini di origine nordafricana hanno iniziato a discutere animatamente. Dalle parole si è passati rapidamente ai pugni, sotto gli occhi di numerose persone presenti in spiaggia, che hanno assistito alla scena con preoccupazione.
Alcuni bagnanti hanno quindi chiamato il numero di emergenza e sul posto sono intervenute due Volanti della polizia, raggiunte poco dopo anche da una pattuglia in abiti civili del Commissariato di Civitanova.
All'arrivo degli agenti uno dei due contendenti si era già allontanato, facendo perdere le proprie tracce. Sul posto è rimasto invece un cittadino nordafricano di 30 anni, che presentava un taglio a una mano. L'uomo è stato soccorso ma ha rifiutato il trasporto in ospedale. È stato comunque identificato dagli agenti, che hanno raccolto le sue dichiarazioni e ascoltato alcuni testimoni.
Dai primi accertamenti non sarebbe emerso l'utilizzo di armi. La ferita riportata alla mano potrebbe essere stata provocata da un anello o da un altro oggetto indossato durante la colluttazione.
Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, all'origine della lite potrebbe esserci stata una questione economica, probabilmente un conto in sospeso tra i due uomini. Si tratta tuttavia di un'ipotesi ancora al vaglio della polizia, che ha avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto e identificare anche il secondo protagonista della rissa.
Due pratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno con documentazione ritenuta non veritiera sono state individuate dalla Polizia di Stato. Gli accertamenti sono stati condotti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata, impegnato nelle verifiche sulle richieste di rilascio e rinnovo dei titoli di soggiorno.
A finire sotto la lente degli investigatori sono stati un cittadino indiano di 40 anni e un cittadino egiziano di 38 anni. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, entrambi avrebbero presentato elementi non corrispondenti al vero per dimostrare il possesso dei requisiti necessari alla permanenza sul territorio italiano.
Nel primo caso, gli approfondimenti hanno riguardato la posizione del cittadino indiano, che nella richiesta di rinnovo avrebbe dichiarato la disponibilità di un alloggio a Macerata, sostenendo di essere ospite di un connazionale.
Gli accertamenti svolti dall’Ufficio Immigrazione, in collaborazione con la Polizia Locale e l’Ufficio Anagrafe del Comune di Macerata, avrebbero invece evidenziato una situazione differente: l’uomo risultava infatti residente nel Regno Unito dal 2025.
A seguito delle verifiche, lo straniero è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata per la presunta produzione di documentazione falsa relativa alla disponibilità dell’abitazione e alla dimora abituale. La Questura ha inoltre respinto la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno.
Il secondo caso riguarda un cittadino egiziano di 38 anni. Gli accertamenti, svolti anche attraverso la collaborazione con l’Ufficio Immigrazione della Questura di Milano, hanno fatto emergere presunte irregolarità nella documentazione presentata per il rinnovo del titolo di soggiorno.
Secondo gli investigatori, la documentazione relativa all’emersione dal lavoro irregolare nel settore dell’assistenza familiare sarebbe risultata inesistente oppure riferibile a un’altra persona.
Anche per il cittadino egiziano è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria, mentre la richiesta di permesso di soggiorno è stata respinta. Sono inoltre state avviate le procedure previste per l’eventuale espulsione dal territorio nazionale.
Era ricercato a livello internazionale e dovrà scontare una condanna a 4 anni di reclusione. È stato individuato e arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Macerata un cittadino colombiano di 31 anni, destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso dall’autorità giudiziaria spagnola.
L’uomo è stato rintracciato al termine di una serie di accertamenti e ricerche condotte dai militari nell’ambito dei servizi di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità transnazionale.
Secondo quanto ricostruito, il 31enne era ricercato per l’esecuzione di una pena definitiva di 4 anni di carcere per i reati di rapina e lesioni personali, commessi in territorio spagnolo.
Grazie a un’attività investigativa basata su informazioni raccolte e riscontri effettuati sul territorio, i carabinieri sono riusciti a localizzarlo in una contrada del territorio cingolano, mettendo fine alla sua irreperibilità.
Dopo l’arresto e il completamento delle formalità previste, l’uomo è stato trasferito alla Casa Circondariale di Fermo, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.
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Una scossa di terremoto è stata registrata nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 24 luglio, nel territorio della provincia di Macerata.
Secondo i dati rilevati dalla Sala Sismica INGV di Roma, il sisma ha avuto magnitudo ML 3.2 ed è avvenuto alle 14.05 ora italiana.
L’epicentro è stato localizzato a circa 3 chilometri a nord di Penna San Giovanni, con coordinate geografiche 43.0847 di latitudine e 13.4327 di longitudine.
La scossa si è verificata a una profondità di circa 16 chilometri.
Al momento non sono state segnalate criticità o danni a persone e strutture. Il monitoraggio della situazione prosegue attraverso i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Una ragazza è stata soccorso nel pomeriggio ad Apiro dopo una caduta di circa cinque metri in un fosso. L’incidente è avvenuto intorno alle 18.30, quando la giovane si è avvicinata al margine del corso d’acqua e, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso l’equilibrio finendo in acqua.
La caduta ha fatto scattare immediatamente l’allarme. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che dopo aver valutato la dinamica dell’accaduto hanno ritenuto necessario richiedere l’intervento dell’eliambulanza per il trasferimento della ragazza.
L’elicottero è decollato da Ancona ed è atterrato nelle vicinanze della zona in cui si è verificato l’incidente. La giovane è stata quindi recuperata e trasportata all’ospedale Torrette di Ancona per gli accertamenti e le cure del caso.
Secondo le prime informazioni, la ragazza non sarebbe in gravi condizioni.
Avrebbe utilizzato documenti contraffatti per attestare una falsa cittadinanza rumena e ottenere l’iscrizione anagrafica nel Comune di Macerata. Per questo un cittadino moldavo di 45 anni, residente in città e impiegato come operaio, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di possesso di documenti di identificazione falsi.
L’attività investigativa è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Macerata, che hanno avviato gli accertamenti dopo aver rilevato elementi sospetti sulla documentazione in possesso dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.
Durante un controllo, il 45enne avrebbe esibito una carta d’identità rumena che ha subito attirato l’attenzione degli investigatori. Gli approfondimenti successivi hanno consentito di accertare, secondo quanto riferito dalla Polizia, che il documento sarebbe risultato contraffatto.
La carta d’identità falsa sarebbe stata utilizzata per attestare il possesso della cittadinanza di un Paese dell’Unione Europea. In questo modo l’uomo avrebbe ottenuto l’iscrizione anagrafica presso il Comune di Macerata e successivamente anche il rilascio di una carta d’identità italiana.
Le verifiche sono state approfondite anche attraverso il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione SIRENE, che ha confermato la falsità del documento rumeno.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, è culminata nelle prime ore di mercoledì con una perquisizione personale e domiciliare nell’abitazione dell’uomo.
Nel corso dell’operazione gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto e sequestrato un ulteriore documento d’identità rumeno ritenuto falso e una patente di guida contraffatta.
Dopo gli accertamenti fotodattiloscopici in Questura, il 45enne è stato arrestato su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura di Macerata per il reato di possesso di documenti di identificazione falsi.
Sono ora in corso ulteriori verifiche da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura sulla regolarità della permanenza dell’uomo sul territorio nazionale. Parallelamente, la Divisione Anticrimine ha avviato un’istruttoria amministrativa per valutare l’adozione di eventuali misure di prevenzione.
Sono ormai in dirittura d’arrivo i lavori di ammodernamento della stazione ferroviaria di Macerata, con gli interventi interni e di miglioramento della linea praticamente completati. Gli spazi della struttura sono stati rinnovati e il restyling sta entrando nella fase conclusiva, mentre all’esterno resta ancora da sistemare l’area della piazza davanti allo scalo ferroviario.
Tra gli elementi che hanno attirato l’attenzione di alcuni viaggiatori c’è però una soluzione architettonica all’uscita verso il binario 1. Per raggiungere l’esterno, infatti, è presente un gradino particolarmente evidente, che ha sollevato qualche perplessità tra i passeggeri.
Lo scalino, pur essendo affiancato da una rampa per consentire il passaggio alle persone con difficoltà motorie o con bagagli pesanti, appare pronunciato e poco agevole, soprattutto considerando il frequente transito di utenti della stazione. Alcuni viaggiatori hanno segnalato la situazione, evidenziando il possibile rischio di inciampo e la presenza di una barriera architettonica che, secondo le loro osservazioni, avrebbe potuto essere progettata diversamente nell’ambito dei lavori di riqualificazione.
L’intervento di ammodernamento ha portato una serie di miglioramenti alla stazione, ma ora l’attenzione si concentra su questo particolare elemento che, proprio perché inserito in una struttura rinnovata, risalta maggiormente agli occhi di chi utilizza quotidianamente lo scalo.
Resta da capire se, prima della conclusione definitiva dei lavori, sarà possibile intervenire anche su questo aspetto per migliorare accessibilità e sicurezza degli ingressi e delle uscite della stazione.
Il valore dell’incontro e la capacità di fare rete tra istituzioni, professionisti, imprese e università sono stati al centro dell’appuntamento promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino, ospitato giovedì sera a Palazzo Buonaccorsi. L’iniziativa, dal titolo “Il valore dell’incontro: le relazioni generano futuro”, ha riunito numerose autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, degli atenei di Macerata e Camerino, delle associazioni di categoria e delle professioni.
Patrocinato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e dai Comuni di Macerata e Camerino, l’evento ha rappresentato un nuovo modo di interpretare il ruolo dell’Ordine, trasformando un appuntamento istituzionale in un momento di confronto e costruzione di relazioni.
Un percorso fortemente voluto dalla presidente Lidia Lebboroni, che ha ribadito la necessità di superare una visione della professione legata esclusivamente agli aspetti tecnico-contabili.
«Il valore delle relazioni rappresenta oggi uno dei principali motori dello sviluppo delle nostre comunità – ha sottolineato Lebboroni -. Dialogo, fiducia e collaborazione tra istituzioni, professioni, imprese, università e società civile sono elementi indispensabili per affrontare le sfide della trasformazione economica e sociale. Con questa iniziativa abbiamo voluto creare un’occasione di confronto e di rafforzamento del dialogo istituzionale, riaffermando il ruolo dei commercialisti quali interlocutori al servizio dello sviluppo e dell’interesse generale».
La presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino ha evidenziato anche il ruolo attuale della categoria: «La nostra professione è sempre accanto a chi lavora per il mondo imprenditoriale, siamo vicini a chi produce nelle difficoltà e nelle opportunità che questi momenti portano. Le professioni ordinistiche rimangono baluardi di garanzia, regolarità e difesa della legalità».
Nel corso della serata è intervenuto anche il dottor Renato Mattioni, componente del Comitato Economico e Sociale Europeo, che ha invitato professionisti e istituzioni a leggere il cambiamento come una responsabilità condivisa.
«Le profonde incertezze geopolitiche e i nuovi equilibri economici internazionali, le grandi trasformazioni dell’intelligenza artificiale e del cambiamento climatico ci obbligano a ripensare identità e appartenenze, come persone, imprenditori e professionisti – ha spiegato Mattioni -. Richiedono un supplemento di responsabilità per chi rappresenta istituzioni, corpi intermedi e ordini, perché nessuno si può chiamare fuori da questa stagione del “never normal”».
Mattioni ha poi tracciato un quadro dell’economia locale, definendo il sistema maceratese come una realtà sostanzialmente tenuta: «Le imprese crescono poco, però crescono. Dal punto di vista del sistema economico, del manifatturiero e delle altre attività, quello che chiamiamo “Sense of Italy”, una realtà che comprende non solo la manifattura ma anche commercio, cultura e turismo, ci permette di essere competitivi».
Secondo il componente del Comitato Economico e Sociale Europeo, la provincia di Macerata e la regione Marche presentano alcuni indicatori leggermente inferiori alla media nazionale, ma anche segnali positivi: «Le imprese della ristorazione negli ultimi sette-otto anni hanno aumentato il fatturato del 20%. Alcune realtà della filiera si stanno ristrutturando: sono meno numerose, ma più forti, con più dipendenti e più fatturato. In questo scenario il lavoro dei commercialisti, che aiutano le imprese a cogliere opportunità come la Zes unica, i nuovi fondi europei e la ripartenza del post-sisma, è essenziale».
Sul tema del gioco di squadra è intervenuto anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, presente alla serata: «Viviamo una società molto complessa e veloce, dove i cambiamenti sono all’ordine del giorno e tutto quello che valeva ieri domani rischia di non essere più utile alla sfida collettiva. Per questo il gioco di squadra è un elemento essenziale affinché ognuno possa rinunciare magari a una parte della propria autonomia, ma dare un contributo alla crescita e alla competitività del nostro sistema».
Da remoto è arrivato anche il contributo di monsignor Nazareno Marconi, vescovo della Diocesi di Macerata, che ha richiamato le responsabilità sociali del commercialista e il suo ruolo all’interno della comunità.
La serata è proseguita con la visita agli spazi museali di Palazzo Buonaccorsi, uno dei luoghi simbolo del patrimonio artistico maceratese, per poi trasferirsi a Palazzo Cortesi per un momento conviviale che ha favorito il confronto informale tra professionisti, amministratori, rappresentanti delle imprese e delle istituzioni.
“Il valore dell’incontro” si candida così a diventare un appuntamento stabile dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino, con l’obiettivo di promuovere una cultura della collaborazione e del dialogo, nella convinzione che il futuro dei territori si costruisca attraverso reti solide di competenze, fiducia e responsabilità condivisa.
A Porto Recanati nasce il nuovo comitato di Futuro Nazionale, dopo l’iter stabilito dagli organi centrali per la costituzione dei Comitati Costituenti del movimento.
A rappresentare il nuovo gruppo sarà Tonino Paoletti, figura conosciuta nell’ambiente portorecanatese per aver già partecipato attivamente alla vita politica cittadina.
Nel nucleo fondante del comitato spicca anche la presenza di Marco Alfei, tra i primi nella provincia di Macerata a credere nel progetto di Vannacci e ad aver costituito uno dei comitati più attivi sul territorio provinciale.
Il comitato riunisce esponenti provenienti da diverse esperienze della politica nazionale, accomunati dalla volontà di intraprendere un nuovo percorso. “Sono persone che hanno voluto intraprendere questo percorso sia perché delusi da partiti che hanno svilito il ruolo della politica sia perché si sono sentiti partecipi di un progetto serio che sicuramente non mancherà di regalare importanti momenti di proficua partecipazione nella vita politica locale”, spiegano dal nuovo gruppo.
Futuro Nazionale annuncia per le prossime settimane un incontro pubblico di presentazione, durante il quale verranno illustrati nel dettaglio il progetto e gli obiettivi del movimento a Porto Recanati.
“Presto organizzeremo un incontro dove presenteremo con dovizia di particolari il nostro progetto. Quindi, a presto!!”, conclude il comitato.
La vicenda della presidenza della Terza Commissione consiliare Urbanistica torna al centro del dibattito politico a Macerata. Il consigliere comunale Simone Livi (FdI) interviene con una proposta che punta a ricomporre la frattura interna alla maggioranza, chiedendo un passo di responsabilità istituzionale per chiudere una situazione che si trascina da settimane.
«Rivolgo un appello a Silvano Iommi affinché valuti un gesto di responsabilità istituzionale, rassegnando le dimissioni dalla Presidenza della Commissione», afferma Livi, secondo il quale la questione dovrebbe essere risolta «nel rispetto degli accordi politici e nell’interesse della maggioranza».
Il consigliere aggiunge di essere disponibile a fare un passo ulteriore: «Se questo consentirà di ristabilire gli equilibri concordati, rinuncerò senza esitazione alla presidenza, purché a Fratelli d’Italia venga riconosciuta la guida di una commissione consiliare, come previsto dagli accordi di coalizione».
Una posizione che Livi rivendica come un atto politico e non personale. «In queste settimane qualcuno ha voluto rappresentare questa vicenda come una mia battaglia per una poltrona. È una ricostruzione che respingo con fermezza».
Secondo il consigliere comunale, il punto centrale della discussione non sarebbe l’attribuzione di un incarico, ma il rispetto degli impegni assunti all’interno della coalizione. «La mia proposta dimostra il contrario: ciò che mi sta a cuore non è il destino di Simone Livi, ma il rispetto della parola data, la credibilità della politica e la stabilità della maggioranza».
Livi sottolinea quindi la disponibilità a rinunciare a un ruolo pur di trovare una soluzione condivisa. «Non difendo un incarico personale. Difendo il valore degli accordi, la lealtà tra alleati e la convinzione che gli interessi della coalizione e della città debbano prevalere su quelli dei singoli».
Il consigliere invita ora tutte le parti coinvolte a un confronto improntato alla responsabilità. «La politica dà il meglio di sé quando si è disposti a sacrificare qualcosa di proprio per costruire qualcosa di più grande».
Morrovalle registra un caso accertato di infezione da virus Toscana. A segnalarlo al Comune è stata l’Azienda sanitaria territoriale di Macerata, che ha comunicato la presenza del contagio sul territorio comunale.
Come spiegato nella nota della dottoressa Franca Laici, direttore dell’Unità operativa complessa Isp – Igiene ambienti aperti e confinati dell’Ast, "il virus Toscana viene trasmesso dalla puntura dei pappataci, piccoli insetti ematofagi attivi soprattutto nelle ore crepuscolari e notturne nei mesi più caldi".
"Nella maggior parte dei casi l’infezione può avere un decorso lieve, ma in una piccola percentuale di persone può provocare forme più gravi come meningiti e meningo-encefaliti".
L’Ast evidenzia che la deposizione delle uova da parte dei pappataci "può avvenire in diversi substrati ricchi di materiale organico e umidità, non esposti alla luce solare, sia in ambienti domestici e peridomestici sia in aree selvatiche. Per questo motivo, spiega l’azienda sanitaria, non è possibile individuare e aggregare tutti i focolai larvali, mentre risulta poco efficace la disinfestazione con prodotti adulticidi ad azione residua."
Per ridurre la proliferazione degli insetti, il Comune di Morrovalle invita quindi i cittadini a seguire alcune indicazioni di prevenzione: "mantenere puliti gli ambienti domestici, sia interni sia esterni, verificare l’assenza di raccolte d’acqua non drenate e procedere alla loro bonifica, curare la manutenzione del verde privato ed eliminare i rifiuti organici che possono favorire la riproduzione dei pappataci".
Particolare attenzione viene richiesta anche per edifici abbandonati o in stato di degrado, che possono rappresentare luoghi favorevoli alla presenza degli insetti.
Per chi svolge attività all’aperto, come agricoltura, pastorizia, manutenzione del verde e delle strade, attività forestali, oppure pratica escursionismo, il consiglio è di "utilizzare sostanze repellenti contro zanzare e pappataci e, quando possibile, indossare indumenti chiari che coprano il più possibile il corpo".
Il Comune di Morrovalle ha già attivato gli uffici competenti per verificare la corretta manutenzione del verde pubblico e degli argini dei corsi d’acqua di propria competenza, in linea con le indicazioni dell’Ast di Macerata, e invita la popolazione a seguire le misure di prevenzione indicate.
Sanità marchigiana, Italia Viva-Casa Riformista attacca la Giunta regionale dopo il caos al Pronto Soccorso di Torrette. Il gruppo politico contesta le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità e denuncia criticità nella gestione dell’emergenza-urgenza.
«Tra le slide rassicuranti della Giunta regionale e la cruda realtà vissuta dai marchigiani corre un abisso lungo quattro ore: il tempo trascorso dalle ambulanze bloccate nei piazzali di Torrette con i pazienti a bordo perché all'interno del Pronto Soccorso non c'erano più neanche le barelle».
È quanto si legge nel comunicato diffuso da Italia Viva – Casa Riformista Marche, che interviene all'indomani del caos registrato nel principale ospedale della Regione e delle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dall’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, che aveva parlato del superamento del fenomeno del boarding e della copertura degli organici sanitari.
«L'assessore Calcinaro ha stabilito un primato di cui il territorio avrebbe fatto volentieri a meno» spiegano i coordinatori e rappresentanti di Italia Viva - Casa Riformista Marche. «A neanche ventiquattro ore di distanza dagli annunci trionfalistici su quote di posti letto negli Ospedali di Comunità, assunzioni imminenti e fine delle attese nei corridoi, la realtà si è incaricata di demolire il castello di carte della Regione.
Mentre sui giornali si leggono promesse per la fine dell'anno, a Torrette il sistema d'emergenza affonda oggi: ambulanze paralizzate, soccorritori bloccati e cittadini costretti ad attendere a bordo dei mezzi perché persino i presidi fisici all'interno del Pronto Soccorso sono esauriti».
Secondo quanto riportato nel comunicato di Italia Viva - Casa Riformista Marche, la vicenda di Torrette mette in evidenza il fallimento gestionale della Giunta Acquaroli su tre fronti ritenuti cruciali. Il primo riguarda la sicurezza del territorio: secondo il gruppo politico, il blocco delle ambulanze nei piazzali per oltre quattro ore avrebbe privato l’intero bacino provinciale dei mezzi necessari per garantire i soccorsi, aumentando i rischi per i cittadini.
Il secondo punto riguarda gli Ospedali di Comunità. Per i riformisti, l’assegnazione sulla carta di una quota di posti letto, pari al 20% o al 30%, non sarebbe sufficiente ad alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso se le strutture restano prive del personale necessario a garantire la continuità assistenziale.
Infine, viene contestata la programmazione della gestione degli organici. Secondo Italia Viva - Casa Riformista Marche, rimandare le soluzioni al completamento delle assunzioni entro la fine dell’anno non risponderebbe alla crisi quotidiana che coinvolge medici e infermieri, alle prese con turni pesanti e con il rischio di spostarsi verso la sanità privata o altre regioni.
«La sanità non si governa con le battute ad effetto o le promesse smentite dai fatti il giorno dopo» afferma la nota di Italia Viva - Casa Riformista Marche, che chiede interventi immediati.
Tra le proposte avanzate ci sono un protocollo d’emergenza per consentire lo sblocco rapido delle ambulanze, attraverso barelle di scambio dedicate che permettano ai mezzi del 118 di tornare operativi sul territorio; un sistema digitale regionale unico di Bed Management, per monitorare in tempo reale la disponibilità dei posti letto ed evitare che i Pronto Soccorso si trasformino in reparti di degenza improvvisati; e incentivi concreti per il personale dell’emergenza-urgenza, con l’obiettivo di fermare la perdita di professionisti.
«La Giunta regionale la smetta di fare propaganda e inizi ad affrontare la realtà con la serietà che i cittadini marchigiani meritano», conclude Italia Viva - Casa Riformista Marche.
È tutto pronto per la 35ª edizione della cronoscalata Sarnano-Sassotetto, appuntamento valido per il Campionato Italiano Velocità Montagna Zona Nord e per la 18ª edizione del Campionato Italiano Velocità Salita Autostoriche, oltre che per l’interessante Centroitalia Hillclimb Cup.
Un clima mite ha accolto ai piedi dei Monti Sibillini i protagonisti dei due campionati, pronti a sfidarsi sui tornanti dell’impegnativo percorso di 9.927 metri. Il centro storico di Sarnano, città termale, è tornato ad animarsi con i colori delle vetture e dei camion in attesa del confronto agonistico con il cronometro.
La regia dell’Automobile Club Macerata, in gemellaggio con l’AC Perugia, e dell’ASD AC Macerata ha predisposto ogni dettaglio per ospitare la doppia sfida tricolore. Tra i protagonisti presenti anche i vincitori della passata edizione, a partire dall’abruzzese Stefano Di Fulvio, unico pilota capace di aggiudicarsi la Sarnano-Sassotetto sia nella versione moderna sia in quella storica, con un bilancio di un successo nella gara moderna e tre nelle storiche.
Atteso anche Giuliano Peroni, che nella categoria storica ha costruito un vero dominio familiare con sette successi consecutivi, sei ottenuti da Stefano e uno dal padre nella scorsa edizione. Quest’anno Di Fulvio sarà al via con una Osella Pa20S, dopo l’abolizione regolamentare delle monoposto, che impedirà di rivedere in gara l’imbattibile Martini-Bmw di Formula 2.
Le salite di prova e le salite di gara, tornate a essere due dall’edizione 2025, saranno precedute da spettacolari parade di vetture Gran Turismo con protagoniste Lotus, Porsche, Bmw, Lancia e altri prestigiosi marchi, un ideale antipasto allo spettacolo delle auto da competizione.
Tra i ritorni più attesi c’è quello del sardo Omar Magliona, di nuovo a Sarnano dopo l’ultima presenza nel 2018: “È una gara dal fascino antico, molto selettiva, tecnica, sono tornato con piacere. Alla mia Nova Proto Np03 di classe 1150 mancano ancora dei chilometri, è divertentissima, curata bene da Dalmazia Motorsport e stiamo crescendo insieme”.
Il vincitore della passata edizione Stefano Di Fulvio punta al bis: “La Sarnano-Sassotetto ha uno dei tracciati più tecnici d’Italia, ho avuto la fortuna di farla sia con le storiche che con le moderne, vincendo sia sul bagnato che sull’asciutto ed abbiamo accumulato importante esperienza. Abbiamo dei dati buoni e con il miglioramento dell’asfalto che abbiamo notato e per la prima volta con il turbo, sarà una buona occasione per fare anche dei test. Come avversario principale dobbiamo tenere d’occhio soprattutto Achille Lombardi. Ringraziamo gli organizzatori per l’ospitalità”.
Nel 4° Raggruppamento del Campionato Italiano Autostoriche è tornato in testa il siciliano Totò Riolo, pronto a dare battaglia anche sulle strade marchigiane: “Sono qua per onorare questa gara, per conquistare più punti possibili, per cui Sarnano era una tappa obbligatoria ed a me piace molto, sono quattro-cinque volte che sono presente. Vengo sempre volentieri, dal Sestriere siamo tornati in testa, speriamo di far ancora bene”.
La Vigor Basket Matelica è lieta di annunciare la conferma per la stagione 2026/2027 di Alessio Mazzotti. Ala classe 2003, 198 centimetri di altezza, per lui sarà la quarta stagione consecutiva in canotta Halley.
Nato a Ravenna ma cresciuto a Riccione, “AirMazzo” è reduce da una stagione in cui, al rientro dopo un 2024/2025 ridotto ai minimi termini a causa di un infortunio, è tornato ad esprimersi su altissimi livelli, che i 10,3 punti a partita esprimono solo parzialmente. Per lui parlano l’energia, i voli sopra al ferro e la dedizione alla causa che l’hanno trasformato anno dopo anno in uno dei beniamini del pubblico biancorosso: un vero matelicese acquisito. Il giocatore romagnolo si è fatto ben volere da tutti con i suoi modi gentili fuori dal campo ma soprattutto con la versatilità e l’inesauribile energia che mette dentro al campo, che ne ha fatto una pedina imprescindibile della Vigor delle ultime stagioni. Nonostante i 23 anni, Mazzotti ha comunque già una solida esperienza alle spalle, sia a livello giovanile (dividendosi tra Rimini, Pesaro e Bassano) che senior (Riccione, Firenze e Rieti). La nuova Halley di coach Barbarossa non potrà averlo a disposizione sin da subito, in quanto sta recuperando dall’infortunio alla caviglia che gli ha fatto chiudere anzitempo la scorsa stagione a metà aprile: ma una volta recuperato al 100% sarà un tassello chiave per le rotazioni vigorine.
Queste le sue parole sulla sua riconferma: «Sono molto contento di rimanere a Matelica, seppur reduce da un infortunio complesso. Resto in questa società che è molto più di un club sportivo per me: qui ho trovato una vera e propria famiglia. Voglio ringraziare la dirigenza e lo staff per la straordinaria vicinanza, seguendomi e assistendomi passo dopo passo nel mio percorso di recupero e non vedo l'ora di poter dare anche il mio supporto».
Il commento di coach Alberto Barbarossa: «Alessio viene da un infortunio importante, ma lavoriamo con lui affinché ritorni nelle migliori condizioni per darci quello che ha fatto vedere negli anni scorsi. In termini di intensità, propensione al sacrificio e difesa può aiutarci veramente tanto: ha pochi eguali nel suo ruolo in questa categoria».
Così il ds vigorino Luca Usberti: «Siamo felicissimi di poter contare su Mazzo anche per la prossima stagione. La sua conferma va oltre l' aspetto tecnico. In questi anni difficili, segnati dagli infortuni, ha dimostrato cosa significhi un reale attaccamento alla maglia. Siamo certi che, con il supporto del nostro staff, saprà riprendersi il campo da protagonista e saprà dare un contributo importante alla squadra. Mazzo è quel tipo di giocatore capace di contagiare l'intero palazzetto con la sua energia e la sua intensità difensiva. Il suo rientro sarà un valore aggiunto molto importante per la nostra stagione».
È nato ufficialmente il Gruppo Giovani Imprenditori CNA Macerata. Venerdì scorso, allo Chalet Mosquito di Potenza Picena, si è svolta l'assemblea costitutiva del nuovo raggruppamento di interesse dell'associazione territoriale, al termine di un pomeriggio di confronto, ascolto e lavoro dedicato alle nuove generazioni di imprenditori.
L'iniziativa, dal titolo "Giovani Talenti. Strumenti pratici per crescere insieme", ha riunito imprenditrici e imprenditori provenienti da settori diversi e con esperienze differenti: imprese già strutturate, attività familiari, ditte individuali e giovani che si stanno affacciando al mondo dell'impresa. Una platea eterogenea che rappresenta la composizione del nuovo gruppo e il valore di un percorso pensato per dare spazio a idee, bisogni e proposte concrete.
Al pomeriggio di lavoro hanno preso parte anche la presidente nazionale dei Giovani Imprenditori CNA Selene Re, la direttrice di CNA Macerata Lucia Pistelli e il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti. Nel suo intervento, Selene Re ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa, evidenziando la volontà di creare anche nel territorio maceratese uno spazio stabile di confronto e collaborazione, capace di favorire il ricambio generazionale, stimolare l'innovazione e rafforzare la rete tra chi ogni giorno fa impresa.
La giornata si è aperta con gli interventi degli esperti di Uni.Co. e Unipol, che hanno affrontato rispettivamente i temi del credito, dei bandi e dei contributi, e quelli del welfare aziendale, della valorizzazione delle persone e della tutela dell'impresa. Successivamente, il confronto facilitato dai professionisti di Atteggiamento Digitale ha consentito ai partecipanti di lavorare direttamente sulle principali criticità che gli imprenditori affrontano nella gestione quotidiana delle proprie attività.
Dai lavori sono emersi temi molto concreti, tra cui la difficoltà di conciliare lavoro e vita privata, la gestione del tempo e dell'organizzazione interna, il rapporto con i clienti, la ricerca di collaboratori e manodopera qualificata, il peso della burocrazia, l'incertezza economica e le difficoltà di accesso alla liquidità necessaria per sostenere investimenti e crescita.
Accanto alle criticità, i partecipanti hanno individuato anche gli elementi sui quali costruire il percorso del nuovo gruppo: formazione mirata, capacità di fare rete, pianificazione, creatività, leadership, ascolto, empatia e una maggiore consapevolezza nella gestione dell'impresa. Un lavoro che consentirà a CNA Macerata di sviluppare nei prossimi mesi iniziative, servizi e momenti di confronto partendo dalle reali esigenze espresse dai giovani imprenditori.
Al termine dell'assemblea è stato eletto Filippo Salerno, imprenditore del settore costruzioni, come presidente dei Giovani Imprenditori CNA Macerata. A lui il compito di coordinare il percorso appena avviato e rappresentare le istanze delle nuove generazioni all'interno dell'associazione.
«È stata un'ottima iniziativa e sono convinto che riusciremo a creare un bel team – ha dichiarato il neo presidente Filippo Salerno –. Abbiamo trovato una CNA disponibile ad ascoltarci e per noi questo è molto stimolante, perché significa poter portare idee, esigenze e proposte dentro un'associazione che vuole costruire insieme a noi un percorso vero».
Il neo presidente ha poi indicato le priorità sulle quali il gruppo inizierà a lavorare.
«Nel corso del pomeriggio – ha aggiunto Salerno – sono stati affrontati molti temi sentiti dai giovani imprenditori e abbiamo ragionato su ciò di cui abbiamo bisogno per crescere. Accesso al credito, manodopera e formazione sono alcuni dei punti più delicati emersi dal confronto: saranno anche i primi fronti sui quali lavoreremo come gruppo».
I costi delle assicurazioni auto continuano a crescere in Italia. Secondo l’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, a giugno 2026 il premio medio per una polizza RC Auto ha raggiunto 490,66 euro, con un aumento del 5,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un incremento che interessa tutte le fasce d’età, con differenze particolarmente marcate per i più giovani: gli automobilisti Under 25 arrivano infatti a sostenere una spesa media superiore ai mille euro l’anno.
Nella regione Marche il prezzo medio dell’RC Auto a giugno 2026 si è attestato a 465,23 euro, un valore inferiore di 25,43 euro rispetto alla media nazionale, ma comunque in crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Anche nelle Marche la copertura aggiuntiva più scelta è l’Assistenza Stradale, inserita nel 33,5% delle polizze, con un costo medio di 25,90 euro l’anno. Seguono l’Infortuni del Conducente, scelta dal 23% degli automobilisti e con un prezzo medio di 30,68 euro, e la Tutela Legale, presente nel 18,1% dei contratti con una spesa media di 14,74 euro.
Per quanto riguarda le garanzie opzionali, nella regione la più onerosa è quella relativa agli Eventi Naturali, con un costo medio annuo di 89,23 euro, comunque molto inferiore rispetto al dato nazionale di 193,60 euro.
Il quadro che emerge è quello di un mercato assicurativo in cui i costi continuano a crescere, con differenze legate all’età degli automobilisti e alle diverse esigenze di protezione.
Quaranta promossi su 43 candidati agli esami di abilitazione sostenuti martedì a Coverciano e alcuni corsisti già entrati a lavorare nelle società di calcio. Sono i risultati con cui l'Università di Macerata, attraverso il Dipartimento di Giurisprudenza, ha presentato la terza edizione del corso di formazione per l'accesso all'esame di abilitazione a direttore sportivo, accreditato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc).
La presentazione si è svolta nell'Aula Verde del Polo Pantaleoni, alla presenza del presidente del Comitato regionale della Lega Nazionale Dilettanti, Ivo Panichi, del componente della commissione federale Figc e coordinatore del Dipartimento interregionale Lnd Luigi Barbiero e del giornalista di Sky Sport Maurizio Compagnoni, laureato dell'Università di Macerata, che ha dedicato il proprio intervento al ruolo del direttore sportivo nella gestione delle notizie di mercato.
Nel corso dell'incontro è stato annunciato anche il nuovo bando, già pubblicato e aperto fino al 22 settembre, una scelta che consentirà di iscriversi anche a chi in questo periodo è impegnato fuori sede con le squadre.
Il corso dell'Università di Macerata è oggi il più frequentato in Italia tra quelli organizzati dagli atenei e propone una formazione che integra competenze giuridiche, organizzative e manageriali, con l'obiettivo di preparare figure professionali capaci di operare nelle società calcistiche in un settore in continua evoluzione.
«L'impegno del Dipartimento di Giurisprudenza in questo settore rappresenta un apripista del lavoro che l'Università di Macerata sta sviluppando con il mondo dello sport. Il nostro Ateneo vuole diventare un punto di riferimento per la formazione sportiva, anche con il nuovo corso in Scienze motorie, mettendo a disposizione competenze accademiche e costruendo percorsi capaci di offrire reali opportunità di occupazione», ha sottolineato il rettore John McCourt.
Il Dipartimento di Giurisprudenza di Unimc è tra i pochi in Italia a includere il diritto dello sport nella propria offerta formativa.
«Il dato di Coverciano conferma la solidità del progetto. La preparazione dei nostri corsisti è stata particolarmente apprezzata. È un percorso impegnativo, ma i risultati si vedono anche nel confronto con altre esperienze italiane. Alcuni partecipanti sono già stati assunti da società calcistiche», ha evidenziato il direttore del corso Stefano Pollastrelli.
Anche l'assessore regionale allo Sport Tiziano Consoli ha rimarcato il valore dell'iniziativa, sottolineando come «l'elevata qualità delle figure professionali passi anche attraverso la formazione accademica e una collaborazione operativa tra le diverse filiere istituzionali».
Consoli ha inoltre ricordato che le Marche sono la prima regione italiana per numero di atleti e la terza per associazioni affiliate, evidenziando la vivacità del movimento sportivo regionale anche nelle discipline considerate in passato minori.
Per la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Claudia Cesari, il corso «si inserisce nella strategia di Ateneo che affianca alla formazione di base percorsi professionalizzanti capaci di intercettare i bisogni del territorio».
Alla presentazione hanno partecipato anche l'arbitro di Serie A Gianluca Sacchi, il neo presidente della Figc Marche Stefano Giombetti, il direttore sportivo della Maceratese Giulio Spadoni, il presidente degli arbitri delle Marche Riccardo Piccioni e il direttore tecnico Fabio Massimo Conti.
Vent’anni di formazione, ricerca e rapporto con il territorio. Il Dipartimento di Scienze della formazione, dei Beni culturali e del Turismo dell’Università di Macerata ha celebrato il ventennale del Polo didattico “Luigi Bertelli” a Vallebona, un traguardo che racconta una crescita costante e il consolidamento di una vera comunità accademica.
La cerimonia ha riunito studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo in un momento dedicato ai ricordi, ai risultati raggiunti e alle nuove prospettive. Oggi il Polo rappresenta un punto di riferimento per oltre 3.500 studentesse e studenti, con una squadra composta da 65 docenti e 33 unità di personale tecnico, amministrativo e bibliotecario.
All’incontro hanno partecipato il rettore dell’Università di Macerata John McCourt, il direttore del Dipartimento Simone Betti e il professore emerito Michele Corsi, già preside della Facoltà di Scienze della formazione dal 2003 al 2009 e successivamente direttore del Dipartimento fino al 2018.
«Il Polo Bertelli dimostra come una sede universitaria possa diventare un motore di conoscenza e sviluppo per il territorio – ha sottolineato il rettore McCourt –. I nuovi corsi e i centri di ricerca rappresentano investimenti concreti per migliorare la qualità dello studio e dei servizi, rafforzando il legame tra Università e città».
A testimoniare la vitalità del Dipartimento sono i nuovi progetti sul fronte della didattica e della ricerca. Dall’anno accademico 2026/2027 partirà il nuovo corso di laurea triennale in Scienze motorie e sportive per l’inclusione, ampliando ulteriormente l’offerta formativa.
Importante anche il percorso del Centro “TIncTec”, dedicato alle tecnologie educative e al rapporto tra innovazione, scuola e società, che ha recentemente ottenuto l’ingresso ufficiale nel Disability Health Equity Network dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, riconoscimento che ne valorizza l’attività nel campo dell’inclusione e dell’accessibilità.
«Crescere significa non soltanto avere più studenti e nuovi spazi, ma costruire relazioni tra didattica, ricerca, comunità e territorio – ha spiegato il direttore di Dipartimento Simone Betti –. Questo risultato nasce dall’impegno condiviso di docenti, personale e studenti e dalla capacità di rispondere insieme alle nuove esigenze».
La giornata celebrativa si è conclusa con un momento conviviale sulle terrazze del Polo, occasione per ripercorrere tappe e successi di questi vent’anni e rafforzare il senso di appartenenza della comunità accademica.
Il futuro del Polo Bertelli passa anche dagli interventi sulla struttura: sono infatti in fase di ultimazione i lavori di ampliamento che consentiranno di mettere a disposizione nuove aule e laboratori, migliorando ulteriormente gli spazi dedicati alla formazione e alla ricerca.
Che cosa è stato davvero Ordine Nuovo? A questa domanda tenta di rispondere il nuovo saggio della storica Loredana Guerrieri, “Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà” (Futura Edizioni), presentato ieri sera a Montecosaro presso la casetta “Cavalieri”. L'iniziativa, organizzata dal Laboratorio di Idee locale, ha visto dialogare l'autrice e il vicepresidente dell'associazione Reano Malaisi in un viaggio documentale dentro l'ideologia, i paradossi e le derive radicali del neofascismo italiano tra gli anni Cinquanta e Settanta.
Il volume, che vede la prefazione di Valerio Renzi, propone un’analisi storica del movimento Ordine Nuovo, ricostruendone la vicenda dagli inizi degli anni Cinquanta fino alla metà degli anni Settanta, in una fase caratterizzata dalle profonde trasformazioni politiche italiane e dalla contrapposizione ideologica della Guerra fredda.
Guerrieri, dottoressa di ricerca in Storia politica contemporanea all’Università di Macerata, studiosa del neofascismo italiano e dell’estrema destra europea del Novecento, ha illustrato il percorso di un’organizzazione nata nei primi anni Cinquanta come centro studi interno al Movimento Sociale Italiano e successivamente separatasi dal partito nel 1956. Un rapporto complesso, segnato da momenti di distanza e da tentativi di ricomposizione, fino al rientro nell’area del Msi nel 1969.
Nel corso dell’incontro è stato approfondito il profilo politico e culturale di Ordine Nuovo, movimento neofascista ispirato alla filosofia della Tradizione di Julius Evola e caratterizzato da una visione nazional-rivoluzionaria contraria al sistema democratico e partitico. Un’organizzazione che, come evidenziato nel libro, guardava non soltanto all’esperienza fascista storica, ma anche a suggestioni provenienti dall’ambiente dell’estrema destra europea e dal nazionalsocialismo.
Il volume analizza il movimento attraverso documenti di polizia, riviste e materiali prodotti dagli stessi militanti, ricostruendo il percorso di una realtà che visse il paradosso di essere “fascista in democrazia”, oscillando tra il tentativo di partecipazione politica e le derive più radicali che portarono una parte degli aderenti verso la clandestinità, fino allo scioglimento del gruppo nel 1973.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al significato del motto “Il nostro onore si chiama fedeltà”, espressione ripresa dalle SS naziste e utilizzata dal movimento come simbolo di appartenenza e continuità ideale con il mondo dei vinti di Salò, che rivendicavano il legame con un passato considerato fondativo della propria identità politica e culturale.
Durante l’incontro si è parlato ampiamente degli anni della tensione politica e delle vicende legate agli anni di piombo, incluse le connessioni tra i vertici del movimento e il terrorismo nero. Un focus particolare è stato dedicato alle complesse dinamiche generazionali dell'epoca: è emersa infatti l'iniziale e sorprendente vicinanza di Ordine Nuovo ad alcune istanze del '68, seguita però da un rapido e netto distacco per insanabili divergenze ideologiche. Ciononostante, il dibattito ha evidenziato come vi siano state persino temporanee convergenze e connessioni con la sinistra extraparlamentare, sviluppatesi esclusivamente in chiave critica e strategica contro il comune nemico: il sistema capitalista e la società borghese. Infine, sono stati sviscerati il tormentato rapporto con il Movimento Sociale Italiano, la peculiare concezione evoliana dell’Europa e la complessiva evoluzione del pensiero della destra radicale.
Nel confronto con il pubblico è stato affrontato anche il tema dei possibili collegamenti con la destra contemporanea. Secondo l’autrice, le connessioni dirette con Ordine Nuovo sono oggi limitate, anche se alcuni esponenti della politica attuale possono talvolta richiamare simboli e linguaggi appartenuti a quella stagione, anche senza una piena consapevolezza delle origini storiche.
L’incontro ha offerto una necessaria chiave di lettura su una delle pagine più oscure e meno indagate del secondo dopoguerra. Se la storiografia ha spesso concentrato l'attenzione su altri capitoli della strategia della tensione, il saggio di Loredana Guerrieri ha il merito di colmare un vuoto critico fondamentale. Attraverso un esame rigoroso di documenti d’archivio, rapporti di polizia e materiali della stessa militanza, il volume non si limita a ricostruire la parabola di Ordine Nuovo, ma ne svela i profondi legami ideologici e le derive radicali, restituendo complessità a un fenomeno che ha segnato tragicamente la storia della destra extraparlamentare italiana.
(E.L.)
Con oltre 350mila voti già raccolti a soli due mesi dal lancio della 13ª edizione del censimento "I Luoghi del Cuore" del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, prende forma una mappa dell'Italia meno conosciuta ma ricca di tesori storici, artistici e ambientali che le comunità locali vogliono tutelare e valorizzare. Tra i voti già conteggiati figurano anche oltre 62mila schede cartacee pervenute al FAI entro il 6 luglio, mentre sarà possibile continuare a sostenere i propri luoghi del cuore fino al 15 dicembre.
Il censimento conferma ancora una volta il forte legame tra cittadini e territorio. Dai comitati spontanei alle associazioni, passando per Comuni, parrocchie e scuole, sono già circa un centinaio le realtà impegnate nella raccolta delle preferenze con l'obiettivo di far conoscere luoghi spesso esclusi dai grandi circuiti turistici oppure di raggiungere la soglia minima di 3.000 voti, necessaria per accedere ai bandi che consentono di richiedere contributi economici per interventi di recupero e valorizzazione. I primi tre classificati a livello nazionale potranno inoltre concorrere all'assegnazione di contributi rispettivamente da 70mila, 60mila e 50mila euro, previa presentazione di un progetto di restauro o valorizzazione.
Nelle Marche il sito che sta ottenendo il maggior consenso è il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, nel territorio di Camerino, che occupa attualmente il terzo posto nella classifica nazionale e il primo tra i luoghi marchigiani. Immerso tra le colline boschive e costruito in pietra locale, il complesso rappresenta il primo convento dell'Ordine dei Frati Cappuccini, nato nel 1528 grazie a Matteo da Bascio, frate francescano osservante originario del Montefeltro che intendeva recuperare lo stile di vita improntato a solitudine e penitenza di San Francesco.
La struttura, acquistata nel 1529 da Caterina Cybo, vedova del duca di Camerino e sostenitrice di Matteo da Bascio, esisteva già nel Quattrocento come ospizio per pellegrini e viandanti lungo la Via Lauretana antica. Successivamente furono realizzati il dormitorio dei frati e gli spazi destinati all'accoglienza dei pellegrini. Nello stesso periodo venne riorganizzata la chiesa, all'interno della quale trova posto la preziosa terracotta invetriata policroma realizzata da Santi Buglioni tra il 1530 e il 1532 per la cappella di Santa Maria delle Grazie. Accanto al convento è presente anche un piccolo museo dell'arte cappuccina che custodisce una collezione di tabernacoli lignei marchigiani.
Oggi il convento è ancora abitato dai frati e rappresenta il cuore spirituale del Cammino dei Cappuccini, itinerario di quasi 400 chilometri percorso ogni anno da migliaia di pellegrini. La partecipazione al censimento nasce dall'esigenza di reperire risorse per la riqualificazione degli spazi interni ed esterni del complesso. A supportare la raccolta voti sono i volontari FAI delle Marche.
Al secondo posto nella classifica regionale si colloca Villa del Balì di Colli al Metauro, nel Pesarese, che ha già superato il migliaio di preferenze. La villa sorse attorno a una cappella altomedievale dedicata a San Martino e divenne proprietà dei conti Negusanti di Fano nel 1399. Nel 1568 il vescovo Vincenzo Negusanti fece costruire accanto alla cappella una grande residenza di campagna che utilizzava anche per le sue osservazioni astronomiche. Le quattro torri dell'edificio, infatti, consentivano di osservare il cielo da diverse prospettive.
Nel 1677 la proprietà passò al conte Antonio Marcolini, Balì dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, titolo dal quale deriva il nome con cui la villa è ancora oggi conosciuta. Dal 1944 appartiene al Comune di Fano ed è concessa in comodato al Comune di Colli al Metauro. Dal 2004 ospita uno dei più importanti musei della scienza italiani, inserito dal Ministero dell'Istruzione tra i quattro più rilevanti del Paese. Con oltre 2.000 metri quadrati di spazi espositivi, rappresenta il secondo science center italiano per dimensioni e qualità delle attrezzature. La raccolta voti è sostenuta dai volontari FAI di Fossombrone.
Tra i luoghi più segnalati figura anche Le Due Sorelle di Sirolo, il celebre doppio faraglione simbolo della Riviera del Conero. Le due formazioni rocciose emergono dal mare davanti a una piccola spiaggia di ciottoli bianchi raggiungibile esclusivamente via mare. L'area è uno degli scorci più suggestivi dell'Adriatico ma costituisce anche un ecosistema particolarmente fragile dal punto di vista geologico. Da anni infatti la falesia del Conero, come altri tratti costieri tra Numana e Portonovo, evidenzia criticità che richiedono interventi di tutela e conservazione.
Molti voti stanno arrivando anche per la Chiesa dell'Assunta di Recanati, chiusa e inagibile dal terremoto del 2016. L'edificio venne costruito nel 1622 all'interno del Conservatorio dell'Assunta, istituito dalla nobildonna Barbara Massilla di San Ginesio, figura di primo piano nella Recanati del Cinquecento. Donna colta, religiosa e impegnata nel sociale, destinò la propria abitazione a monastero, successivamente trasformato in orfanotrofio ed educandato.
La chiesa, progettata da Pietro Paolo Iacometti, rappresenta una rara testimonianza del passaggio tra Rinascimento e Barocco nelle Marche. Se l'esterno appare semplice e incompiuto, l'interno custodisce un ricco apparato decorativo con stucchi policromi, marmi, elementi scultorei e un altare maggiore di forte impatto scenografico. È presente inoltre un piccolo matroneo protetto da una grata che consentiva alle religiose di assistere alle funzioni senza essere viste. Dopo i danni provocati dal sisma del 2016, la copertura dell'edificio è stata gravemente compromessa e la chiesa è rimasta chiusa al pubblico. Per questo motivo la Fondazione IRCER, proprietaria dell'immobile, promuove la raccolta voti con il sostegno dei volontari FAI di Recanati.
Completa la classifica regionale provvisoria Villa Salvati di Monte Roberto, uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica marchigiana dell'età napoleonica. La villa, preceduta da un lungo viale alberato, fu costruita tra il 1805 e il 1820 per volontà di Serafino Salvati, ricco proprietario terriero che affidò il progetto all'architetto romano Giuseppe Camporese, tra i maggiori interpreti del primo Neoclassicismo.
L'edificio presenta una pianta simmetrica e un ricco apparato decorativo riconducibile all'ambito di Felice Giani, con soffitti impreziositi da stucchi geometrici, motivi vegetali e richiami all'antichità classica. Il piano nobile è decorato da affreschi e il complesso comprende anche una cappella di famiglia a pianta centrale preceduta da un portico con colonne corinzie. Il comitato "Uniti per Villa Salvati", costituito appositamente per il censimento dal Comune di Monte Roberto, dalla Fondazione Salvati, dalla Pro Loco e dal Comitato tutela Pianello Vallesina e Municipi, punta a raccogliere i voti necessari per completare il recupero della villa e restituirla pienamente alla fruizione pubblica. La campagna è sostenuta dai volontari FAI di Jesi e della Vallesina.
Per partecipare al censimento è possibile votare online sul sito dedicato oppure attraverso i moduli cartacei distribuiti nei punti di raccolta organizzati dai comitati promotori. Intesa Sanpaolo, partner del progetto dal 2004, continua a sostenere l'iniziativa nell'ambito del proprio impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. La XIII edizione dei Luoghi del Cuore si svolge con il patrocinio del Ministero della Cultura e vede anche il sostegno della Rai, Main Media Partner del FAI, attraverso la collaborazione di Rai per la Sostenibilità ESG.
Sarà inaugurata sabato 25 luglio alle 17.30, negli spazi del Castello di Malcavalca a Esanatoglia, la mostra-evento “Bu Bu Settete! Anatomie della Memoria”, omaggio a Pierluigi Buglioni, storico professore di Anatomia artistica alle Accademie di Belle Arti di Macerata e di Brera, scomparso lo scorso 12 gennaio, all'età di 77 anni, nella sua città natale.
L'iniziativa è curata dal Gruppo Bu Bu Settete!, con la collaborazione dell'Amministrazione comunale di Esanatoglia, guidata dal sindaco Luigi Nazzareno Bartocci e dalla vicesindaca Debora Brugnola.
L'inaugurazione di sabato sarà accompagnata da performance artistiche, mentre l'esposizione resterà visitabile fino al 27 settembre. Gli orari di apertura saranno il sabato dalle 17 alle 21 e la domenica dalle 11 alle 19.
La mostra rappresenta il naturale sviluppo del percorso avviato lo scorso 21 giugno, giorno del solstizio d'estate e compleanno di Pierluigi Buglioni, quando il Comune di Esanatoglia gli aveva conferito l'attestato di cittadinanza benemerita, ritirato dalla nipote Monica Buglioni. In quella stessa occasione un numeroso gruppo di ex studenti, coordinati dalla professoressa Teresa Marasca, aveva presentato il progetto di arte corale ideato dagli stessi allievi e immediatamente sostenuto dall'Amministrazione comunale.
La giornata era stata arricchita dall'esposizione delle opere di Pierluigi Buglioni, da performance artistiche e dalle testimonianze dei suoi ex allievi, ponendo le basi di un progetto che ora trova piena espressione nella mostra allestita al Castello di Malcavalca, in località Palazzo di Esanatoglia.
"Bu Bu Settete! Anatomie della Memoria" si articola attraverso diversi spazi espositivi che raccontano il percorso umano e artistico del maestro. Tra questi spicca "Il Giardino dei Fiori", un'installazione composta da cubi di carta sostenuti da steli di ferro, affiancata da una grande quadreria che raccoglie i lavori recenti degli ex allievi e da uno spazio immersivo nel quale è possibile rivivere le performance didattiche realizzate negli anni Ottanta e Novanta all'Accademia di Belle Arti di Macerata.
«Questa sovrapposizione temporale – osserva la professoressa Teresa Marasca – non nasce da un'assenza, ma da una presenza moltiplicata. Quegli stessi allievi di ieri, oggi artisti e professionisti, espongono i loro lavori in un dialogo serrato e generazionale: piccole tavole, di rigorose misure, diventano il campo d'indagine di un'anatomia non più solo corporea, ma della memoria e della trasmissione del sapere. Laddove il maestro ha impresso il suo metodo, la comunità degli studenti risponde oggi con il proprio presente dimostrando che l'insegnamento di Pierluigi Buglioni non è un reperto da custodire in una teca, ma un organismo vivo che continua a germogliare, a farsi opera corale, a farsi giardino fiorito».
Bu Bu Settete! è un progetto nato dall'iniziativa degli ex allievi e dei colleghi di Pierluigi Buglioni con l'obiettivo di custodire e condividere l'eredità umana, artistica e pedagogica di un maestro che ha segnato profondamente la formazione di numerose generazioni di creativi.
Il nome del progetto richiama uno dei giochi più semplici e universali dell'infanzia, quello dell'apparire e scomparire, del nascondersi e rivelarsi. Una scelta che vuole evocare lo spirito con cui Pierluigi Buglioni viveva sia l'insegnamento sia la pratica artistica: uno spirito libero, curioso, ironico e capace di trasformare il gioco, l'intuizione e lo spiazzamento in strumenti di conoscenza.
Nel suo metodo didattico, infatti, la conoscenza non era mai qualcosa di rigido o definitivo, ma un percorso costruito attraverso tentativi, rivelazioni improvvise e cambi di prospettiva. Per questo "Bu Bu Settete!" diventa oggi la metafora più autentica del suo insegnamento: un invito a guardare oltre l'apparenza, a lasciarsi sorprendere e a mantenere vivo quello sguardo curioso e sperimentale che per tanti suoi studenti ha rappresentato l'origine del proprio percorso artistico e personale.
Dopo il successo del primo fine settimana, il Valdichienti Buskers Festival si prepara a chiudere l'edizione 2026 con un ricco programma di spettacoli e un appuntamento finale di livello internazionale. Sabato 25 e domenica 26 luglio, dalle 16 alle 20, il Centro Commerciale Val di Chienti ospiterà gratuitamente artisti di strada, compagnie teatrali, giocolieri, ventriloqui, marionettisti e performer itineranti.
Il momento più atteso è in programma domenica alle 21.15, quando nell'anfiteatro esterno andrà in scena "Jabali", spettacolo degli Afro Jungle Jeegs Acrobats, compagnia composta da acrobati e musicisti provenienti dal Kenya.
Il programma di sabato vedrà protagonisti il ventriloquo Nicola Pesaresi con la sua Isotta, il marionettista brasiliano Catin Nardi del Teatro Navegante e il Fantasy Show del Teatro Lunatico, mentre lungo i corridoi del centro commerciale si muoveranno i trampolieri del Trio Tra.
Domenica pomeriggio spazio invece alla visual comedy del duo Sub Limen, agli sketch di Nicola Virdis, noto anche per le partecipazioni a Italia's Got Talent, e allo spettacolo di Riccardo Rosato, che unisce magia, giocoleria e comicità. A fare da filo conduttore tra le varie esibizioni saranno i trampolieri della compagnia Duo L.A.
A chiudere il festival sarà "Jabali", uno spettacolo che fonde acrobazie, piramidi umane, salti spettacolari, danza tradizionale africana e musica dal vivo. Gli Afro Jungle Jeegs Acrobats porteranno sul palco un'esibizione ispirata alla tradizione culturale del Kenya, trasformando la serata conclusiva in una festa aperta a famiglie, bambini e appassionati dello spettacolo dal vivo.
Per l'occasione resteranno aperti anche i punti ristoro del Centro Commerciale Val di Chienti, permettendo al pubblico di trascorrere l'intera serata tra cena e spettacolo.
Il Valdichienti Buskers Festival è organizzato dall'Associazione Culturale ArTime in collaborazione con la direzione del Centro Commerciale Val di Chienti e conferma l'obiettivo di portare spettacoli professionali di teatro di strada e circo contemporaneo in uno spazio di aggregazione quotidiana, rendendo la cultura accessibile a un pubblico sempre più ampio.
Il successo di pubblico premia “Il verde itinerante”. L’Amministrazione comunale di San Severino Marche ha deciso di prorogare fino alla fine di agosto l’allestimento temporaneo che ha trasformato piazza del Popolo in un elegante giardino a cielo aperto.
L’iniziativa, inaugurata all’inizio di luglio e realizzata dall’azienda settempedana Manfrica Service di Filippo Sfrappini, ha riscosso grande apprezzamento da parte di cittadini, turisti, visitatori e operatori commerciali, diventando uno degli elementi caratterizzanti dell’estate settempedana.
Il suggestivo ovale simbolo della città degli Smeducci si è arricchito di una scenografia verde composta da alberature ed essenze pregiate, capaci di creare un originale connubio tra natura e architettura storica. Tra le varietà presenti figurano olivi, meli, melograni, corbezzoli e lagerstroemie in piena fioritura, che hanno donato colore e freschezza alla piazza.
Pensato inizialmente come allestimento limitato al solo mese di luglio, il progetto di decoro urbano proseguirà quindi per tutta la seconda parte della stagione estiva, continuando a valorizzare il centro storico e offrendo ai visitatori uno spazio accogliente dove sostare e vivere la piazza.
«La risposta della comunità e dei tanti turisti che stanno frequentando San Severino Marche in queste settimane è stata straordinariamente positiva – sottolinea il sindaco Rosa Piermattei –. Piazza del Popolo è il salotto buono e il primo biglietto da visita della nostra città: con “Il verde itinerante” siamo riusciti a darle un tocco di freschezza, colore ed eleganza, creando un dialogo armonioso tra il patrimonio storico e la bellezza della natura».
«Visto l’entusiasmo riscontrato – aggiunge il primo cittadino – abbiamo ritenuto importante prorogare l’allestimento per tutto il mese di agosto. La piazza continuerà così a essere un palcoscenico naturale per gli appuntamenti del cartellone estivo “Summer Time 2026” e per le passeggiate serali di residenti e visitatori».
Oltre all’aspetto estetico, infatti, il giardino temporaneo continuerà ad accompagnare gli eventi culturali, musicali e di intrattenimento programmati dall’Amministrazione comunale, contribuendo a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera del centro cittadino durante l’estate.
Un traguardo importante per il commercio tolentinate. Il Comune di Tolentino ha voluto celebrare i 50 anni di attività della EMME 2001 Srl - Supermercato Mercurio, realtà fondata nel 1976 e diventata negli anni un punto di riferimento per la comunità.
Il sindaco Mauro Sclavi, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città, ha consegnato una targa ricordo ai titolari e alle maestranze per riconoscere il valore di un’attività che da mezzo secolo opera al servizio dei cittadini.
«Con dedizione, professionalità e competenza – ha sottolineato il sindaco Sclavi – titolari e lavoratori hanno collaborato per garantire servizi essenziali alla popolazione, contribuendo alla crescita economica e sociale della comunità tolentinate».
Nel corso dei suoi cinquant’anni di storia, l’azienda ha saputo rinnovarsi e adattarsi ai cambiamenti del settore commerciale, ampliando la propria esperienza nel campo della vendita di generi alimentari e non solo, mantenendo un rapporto costante con il territorio.
Un percorso costruito attraverso l’impegno quotidiano, la qualità del servizio e la capacità di evolversi, caratteristiche che hanno permesso al Supermercato Mercurio di diventare una presenza consolidata nella vita della città.
L’Amministrazione comunale ha espresso ai titolari e ai dipendenti i propri ringraziamenti per il lavoro svolto in questi anni, formulando l’auspicio di nuovi importanti successi per il futuro.
Mercoledì scorso (22 luglio) si è concluso “Conosciamo l’autore”, il festival dedicato alla musica d’autore e dedicato quest’anno al musicista, compositore, violinista e direttore d’orchestra Guido Santórsola. Nato in Puglia, da bambino si trasferì in Brasile, dove iniziò una formazione musicale che sarebbe proseguita in Italia e in Inghilterra. Stabilitosi in Uruguay, fu membro e poi direttore dell’Orquesta Sinfónica del Sodre e docente nell’Escuela Normal de Música de Montevideo. Girò il mondo, facendo conoscere le musiche dei grandi compositori uruguaiani in Sudamerica, Stati Uniti ed Europa. Come autore, le sue composizioni furono influenzata dai ritmi brasiliani e uruguaiani e dal contrappunto barocco.
Nelle tre serate a lui dedicate, sono state ripercorse vita, filosofia e ispirazioni di Guido Santórsola, esplorandone il tempo e l’opera: a interpretare le sue composizioni e le musiche della tradizione rioplatense l’allievo Héctor Ulises Passarella, Antonio Rugolo, il Trio Sur, Marco Di Blasio e Cinzia e Laura Pennesi.
Un grande successo per un festival che negli anni ha riconfermato la sua importanza nella vita culturale matelicese, offrendo al pubblico un appuntamento di elevato spessore musicale impreziosito quest’anno dal ritorno della manifestazione nella sua sede d’elezione: la Corte del Museo Piersanti.
“Si è conclusa la XXXIII edizione di ‘Conosciamo l’autore’ diretta dalla Corale Polifonica ‘Armando Antonelli’ – ha dichiarato il sindaco Denis Cingolani –. Un’edizione eccezionale che vede il ritorno della rassegna nella sua sede storica: la corte di Palazzo Piersanti. Con l’occasione ringrazio tutti gli artisti che si sono esibiti, la corale, il suo direttore Cinzia Pennesi, il Museo Piersanti nelle persone di S. E. Mons. Francesco Massara, del direttore Angelo Antonelli e della responsabile dei beni culturali della diocesi Dott. Laura Barbacci. Ci vediamo il prossimo anno con la stessa emozione e determinazione”.
Grande partecipazione e tanta energia a Villa Berta di San Severino Marche per GNS 4 The Street – Summer Edition, l'evento firmato GNS Wave che ha trasformato la piscina della location in un punto di ritrovo per tantissimi giovani, protagonisti di una serata all'insegna della musica, del divertimento e della condivisione.
Dalle 22 fino a notte inoltrata, il pubblico ha animato gli spazi di Villa Berta, confermando il successo di un format capace di coinvolgere i partecipanti ben oltre il classico party. Il concept "Non sei al party. Sei parte del party" si è tradotto in un'esperienza interattiva, dove gli ospiti hanno avuto un ruolo attivo durante tutta la serata.
A scandire il ritmo dell'evento è stato il dj set di Giacomo Grasselli DJ, che ha accompagnato il pubblico con una selezione musicale capace di far ballare la pista fino a tarda notte.
Non sono mancati i momenti di intrattenimento che caratterizzano il format GNS 4 The Street, dalla playlist collaborativa, costruita anche grazie ai suggerimenti del pubblico, alle Street Interviews, con domande, quiz e premi, passando per le Street Challenges, tra sfide e giochi che hanno coinvolto i presenti.
Grande entusiasmo anche per il Gadget Drop, con la distribuzione di tubi luminosi e sorprese, e per il Wave Drop, uno dei momenti più attesi e coinvolgenti della serata. A immortalare i momenti più belli ci ha pensato la GNS Cam, che ha raccolto immagini e contenuti dell'evento.
L'appuntamento ha confermato la capacità di GNS Wave di proporre format innovativi, in grado di unire musica, spettacolo e partecipazione diretta del pubblico, trasformando una serata estiva in un'esperienza condivisa e coinvolgente.
Il successo registrato rappresenta un'ulteriore conferma della varietà di offerta che si può trovare in una location poliedrica come Villa Berta.