Ex Monachette, i soldi e gli accordi dietro l’acquisto e i lavori: cosa emerge dalle carte
Cronaca
03/11/2026 10:00

Ex Monachette, i soldi e gli accordi dietro l’acquisto e i lavori: cosa emerge dalle carte

L'acquisto dell'immobile da parte di ERDIS per 3,3 milioni di euro, il successivo appalto per la ristrutturazione da oltre 5,8 milioni e una serie di presunti accordi economici tra imprenditori, intermediari e figure legate alla pubblica amministrazione. È uno dei filoni ricostruiti nell'ambito dell'inchiesta “Ricostruzione”, che nelle carte della magistratura dedica ampio spazio alla vicenda dell'ex monastero Corpus Domini, conosciuto a Macerata come Le Monachette, destinato a diventare uno studentato universitario. La vicenda parte dalla procedura avviata da ERDIS Marche, l'ente regionale per il diritto allo studio, con un avviso pubblico del 30 novembre 2021 per la ricerca di un immobile da destinare a studentato universitario, previo miglioramento sismico e riqualificazione energetica. La procedura si conclude con la delibera del Consiglio di amministrazione ERDIS del 29 gennaio 2024, che autorizza l'acquisto dell'ex monastero per 3 milioni e 300mila euro. L'immobile era riconducibile alle società Avinstas e Mabi, collegate alla famiglia Intermesoli. Il successivo atto di compravendita viene formalizzato il 28 maggio 2024. Secondo la ricostruzione della Procura, dietro l'operazione ci sarebbe stato un sistema di rapporti e accordi economici. Le carte attribuiscono a Fabio Pistarelli un ruolo di collegamento tra Andrea Intermesoli, Antonio Cervigni e Michele Pompili, all'epoca dirigente dell'Area tecnica di ERDIS e responsabile del procedimento. L'ipotesi investigativa è che l'acquisto dell'immobile sia stato agevolato attraverso l'intervento di più soggetti e che, in cambio, fosse stato concordato un compenso illecito. Un aspetto centrale riguarda le condizioni dell'edificio. L'ordinanza ricorda che il complesso era stato dichiarato inagibile il 28 febbraio 2017, dopo le verifiche successive al terremoto. Secondo quanto contestato dalla Procura, l'immobile non avrebbe avuto i requisiti di resistenza sismica necessari per essere utilizzato come studentato. Le carte contestano, inoltre, a Pompili di aver presentato l'investimento come congruo e particolarmente vantaggioso per l'ente, senza affrontare adeguatamente le criticità legate alla sicurezza sismica. Alla compravendita si affianca il capitolo dei finanziamenti per il recupero dell'edificio. Per gli interventi sull'ex monastero è stato previsto un finanziamento di 3.951.011,47 euro, concesso attraverso l'Ordinanza speciale numero 68 del 21 dicembre 2023, nell'ambito della ricostruzione post-sisma. Anche su questo passaggio l'ordinanza attribuisce a Pistarelli un intervento volto a favorire l'ottenimento delle risorse attraverso l'Ufficio speciale per la ricostruzione. Il secondo capitolo riguarda l'appalto per i lavori di restauro e risanamento conservativo. Le indagini si concentrano in particolare su un incontro avvenuto il 14 maggio 2024 tra Andrea Intermesoli ed Enrico Crucianelli, legale rappresentante della Crucianelli Rest/Edile. Secondo quanto riportato nell'ordinanza, i due si sarebbero incontrati nell'automobile dell'imprenditore, dopo aver spento i telefoni, per parlare della gara e della possibilità di favorire l'impresa. È proprio la conversazione intercettata in quell'occasione a rappresentare uno dei passaggi più significativi delle carte. Nella trascrizione riportata nell'ordinanza, prima della frase di Intermesoli «Due vogliono, va bene?», compare un'annotazione degli investigatori secondo cui l'imprenditore avrebbe indicato il numero due con la mano. Crucianelli avrebbe quindi chiesto se le somme sarebbero passate attraverso fatturazione, ricevendo una risposta affermativa. Poco dopo, alla precisazione di Intermesoli, Crucianelli avrebbe replicato: «No no, il problema della percentuale non c'è». Nel dialogo si fa anche riferimento al fatto che il costo sarebbe stato considerato nel ribasso dell'offerta economica. Per gli investigatori, la conversazione riguarderebbe una percentuale del 2% sul valore dell'appalto, quantificata in circa 120mila euro. Secondo la ricostruzione accusatoria, una quota di 40mila euro sarebbe stata destinata ad Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli e, attraverso di loro, a Fabio Pistarelli, per il quale sarebbero stati previsti 10mila euro. La parte restante sarebbe stata trattenuta da Intermesoli. Le carte ricostruiscono inoltre un passaggio economico specifico: una fattura da 40mila euro più Iva, emessa da L2A Energia nei confronti della società di Crucianelli, e un bonifico di 48.800 euro effettuato il 19 maggio 2026. Si tratta di un pagamento che gli investigatori collegano alla quota destinata agli intermediari; non significa, però, che l'intera somma di 120mila euro risulti versata. La gara per i lavori, del valore di 5.801.984,88 euro al netto dell'Iva, è stata aggiudicata a un raggruppamento temporaneo di imprese composto da Crucianelli Rest/Edile ed Eredi Paci Gerardo. L'aggiudicazione è uno degli elementi che gli investigatori mettono in relazione con la conversazione intercettata tra Intermesoli e Crucianelli. Le intercettazioni tornano al centro della ricostruzione anche alcuni mesi dopo, quando emergono difficoltà nella fase esecutiva dei lavori. Nel febbraio 2025, secondo quanto riportato nell'ordinanza, Pistarelli si sarebbe attivato affinché Michele Pompili tornasse a ricoprire il ruolo di responsabile unico del procedimento. In una conversazione del 24 febbraio 2025 con la moglie, Cervigni riferisce di aver chiesto l'intervento di Pistarelli: «Ho dovuto chiamare Fabio […] Fabio parla con il direttore generale e digli che desse l'incarico a Michele, sennò il cantiere va a fondo quassù». Il riferimento è alla nomina di Pompili, poi formalizzata con la determina ERDIS numero 38 del 14 marzo 2025. Nelle carte compare poi un ulteriore importo: 350mila euro che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso le intercettazioni, Intermesoli sarebbe stato debitore nei confronti di Cervigni ed Ezechielli. Una parte rilevante di questa somma sarebbe stata il compenso per aver agevolato la compravendita delle Monachette da parte delle società della famiglia Intermesoli a favore di ERDIS. La parte restante sarebbe invece collegata alla stipula del contratto di locazione dell'ex hotel Claudiani, sempre riconducibile alla famiglia Intermesoli e destinato anch'esso a ospitare studenti universitari. Su quest'ultimo aspetto, tuttavia, la stessa ordinanza precisa che le indagini erano ancora in corso e che sarebbero stati necessari ulteriori approfondimenti documentali e testimoniali. Un altro dialogo, datato 2 agosto 2025, tra Cervigni ed Ezechielli riguarda proprio la ripartizione delle somme provenienti da Crucianelli. Secondo la lettura degli investigatori, nel corso della conversazione i due fanno riferimento ai 10mila euro destinati a Pistarelli, ricondotti alla quota di 40mila euro collegata all'appalto delle Monachette. Dall'acquisto dell'immobile all'affidamento dei lavori, passando per i finanziamenti e i rapporti con i vertici dell'ente, le carte descrivono dunque una vicenda articolata, nella quale la Procura ipotizza l'esistenza di accordi e passaggi di denaro finalizzati a condizionare procedure pubbliche. Si tratta di contestazioni e ricostruzioni investigative che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento.

Ex Monachette, i soldi e gli accordi dietro l’acquisto e i lavori: cosa emerge dalle carte

Ex Monachette, i soldi e gli accordi dietro l’acquisto e i lavori: cosa emerge dalle carte
03/11/2026 10:00

L'acquisto dell'immobile da parte di ERDIS per 3,3 milioni di euro, il successivo appalto per la ristrutturazione da oltre 5,8 milioni e una serie di presunti accordi economici tra imprenditori, intermediari e figure legate alla pubblica amministrazione. È uno dei filoni ricostruiti nell'ambito dell'inchiesta “Ricostruzione”, che nelle carte della magistratura dedica ampio spazio alla vicenda dell'ex monastero Corpus Domini, conosciuto a Macerata come Le Monachette, destinato a diventare uno studentato universitario. La vicenda parte dalla procedura avviata da ERDIS Marche, l'ente regionale per il diritto allo studio, con un avviso pubblico del 30 novembre 2021 per la ricerca di un immobile da destinare a studentato universitario, previo miglioramento sismico e riqualificazione energetica. La procedura si conclude con la delibera del Consiglio di amministrazione ERDIS del 29 gennaio 2024, che autorizza l'acquisto dell'ex monastero per 3 milioni e 300mila euro. L'immobile era riconducibile alle società Avinstas e Mabi, collegate alla famiglia Intermesoli. Il successivo atto di compravendita viene formalizzato il 28 maggio 2024. Secondo la ricostruzione della Procura, dietro l'operazione ci sarebbe stato un sistema di rapporti e accordi economici. Le carte attribuiscono a Fabio Pistarelli un ruolo di collegamento tra Andrea Intermesoli, Antonio Cervigni e Michele Pompili, all'epoca dirigente dell'Area tecnica di ERDIS e responsabile del procedimento. L'ipotesi investigativa è che l'acquisto dell'immobile sia stato agevolato attraverso l'intervento di più soggetti e che, in cambio, fosse stato concordato un compenso illecito. Un aspetto centrale riguarda le condizioni dell'edificio. L'ordinanza ricorda che il complesso era stato dichiarato inagibile il 28 febbraio 2017, dopo le verifiche successive al terremoto. Secondo quanto contestato dalla Procura, l'immobile non avrebbe avuto i requisiti di resistenza sismica necessari per essere utilizzato come studentato. Le carte contestano, inoltre, a Pompili di aver presentato l'investimento come congruo e particolarmente vantaggioso per l'ente, senza affrontare adeguatamente le criticità legate alla sicurezza sismica. Alla compravendita si affianca il capitolo dei finanziamenti per il recupero dell'edificio. Per gli interventi sull'ex monastero è stato previsto un finanziamento di 3.951.011,47 euro, concesso attraverso l'Ordinanza speciale numero 68 del 21 dicembre 2023, nell'ambito della ricostruzione post-sisma. Anche su questo passaggio l'ordinanza attribuisce a Pistarelli un intervento volto a favorire l'ottenimento delle risorse attraverso l'Ufficio speciale per la ricostruzione. Il secondo capitolo riguarda l'appalto per i lavori di restauro e risanamento conservativo. Le indagini si concentrano in particolare su un incontro avvenuto il 14 maggio 2024 tra Andrea Intermesoli ed Enrico Crucianelli, legale rappresentante della Crucianelli Rest/Edile. Secondo quanto riportato nell'ordinanza, i due si sarebbero incontrati nell'automobile dell'imprenditore, dopo aver spento i telefoni, per parlare della gara e della possibilità di favorire l'impresa. È proprio la conversazione intercettata in quell'occasione a rappresentare uno dei passaggi più significativi delle carte. Nella trascrizione riportata nell'ordinanza, prima della frase di Intermesoli «Due vogliono, va bene?», compare un'annotazione degli investigatori secondo cui l'imprenditore avrebbe indicato il numero due con la mano. Crucianelli avrebbe quindi chiesto se le somme sarebbero passate attraverso fatturazione, ricevendo una risposta affermativa. Poco dopo, alla precisazione di Intermesoli, Crucianelli avrebbe replicato: «No no, il problema della percentuale non c'è». Nel dialogo si fa anche riferimento al fatto che il costo sarebbe stato considerato nel ribasso dell'offerta economica. Per gli investigatori, la conversazione riguarderebbe una percentuale del 2% sul valore dell'appalto, quantificata in circa 120mila euro. Secondo la ricostruzione accusatoria, una quota di 40mila euro sarebbe stata destinata ad Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli e, attraverso di loro, a Fabio Pistarelli, per il quale sarebbero stati previsti 10mila euro. La parte restante sarebbe stata trattenuta da Intermesoli. Le carte ricostruiscono inoltre un passaggio economico specifico: una fattura da 40mila euro più Iva, emessa da L2A Energia nei confronti della società di Crucianelli, e un bonifico di 48.800 euro effettuato il 19 maggio 2026. Si tratta di un pagamento che gli investigatori collegano alla quota destinata agli intermediari; non significa, però, che l'intera somma di 120mila euro risulti versata. La gara per i lavori, del valore di 5.801.984,88 euro al netto dell'Iva, è stata aggiudicata a un raggruppamento temporaneo di imprese composto da Crucianelli Rest/Edile ed Eredi Paci Gerardo. L'aggiudicazione è uno degli elementi che gli investigatori mettono in relazione con la conversazione intercettata tra Intermesoli e Crucianelli. Le intercettazioni tornano al centro della ricostruzione anche alcuni mesi dopo, quando emergono difficoltà nella fase esecutiva dei lavori. Nel febbraio 2025, secondo quanto riportato nell'ordinanza, Pistarelli si sarebbe attivato affinché Michele Pompili tornasse a ricoprire il ruolo di responsabile unico del procedimento. In una conversazione del 24 febbraio 2025 con la moglie, Cervigni riferisce di aver chiesto l'intervento di Pistarelli: «Ho dovuto chiamare Fabio […] Fabio parla con il direttore generale e digli che desse l'incarico a Michele, sennò il cantiere va a fondo quassù». Il riferimento è alla nomina di Pompili, poi formalizzata con la determina ERDIS numero 38 del 14 marzo 2025. Nelle carte compare poi un ulteriore importo: 350mila euro che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso le intercettazioni, Intermesoli sarebbe stato debitore nei confronti di Cervigni ed Ezechielli. Una parte rilevante di questa somma sarebbe stata il compenso per aver agevolato la compravendita delle Monachette da parte delle società della famiglia Intermesoli a favore di ERDIS. La parte restante sarebbe invece collegata alla stipula del contratto di locazione dell'ex hotel Claudiani, sempre riconducibile alla famiglia Intermesoli e destinato anch'esso a ospitare studenti universitari. Su quest'ultimo aspetto, tuttavia, la stessa ordinanza precisa che le indagini erano ancora in corso e che sarebbero stati necessari ulteriori approfondimenti documentali e testimoniali. Un altro dialogo, datato 2 agosto 2025, tra Cervigni ed Ezechielli riguarda proprio la ripartizione delle somme provenienti da Crucianelli. Secondo la lettura degli investigatori, nel corso della conversazione i due fanno riferimento ai 10mila euro destinati a Pistarelli, ricondotti alla quota di 40mila euro collegata all'appalto delle Monachette. Dall'acquisto dell'immobile all'affidamento dei lavori, passando per i finanziamenti e i rapporti con i vertici dell'ente, le carte descrivono dunque una vicenda articolata, nella quale la Procura ipotizza l'esistenza di accordi e passaggi di denaro finalizzati a condizionare procedure pubbliche. Si tratta di contestazioni e ricostruzioni investigative che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento.

Cronaca

Macerata - "I giovedì universitari? Costretti a barricarci nei locali, un Vietnam dei giorni d'oggi"

Macerata - "I giovedì universitari? Costretti a barricarci nei locali, un Vietnam dei giorni d'oggi"

03/11/2026 13:10

La movida universitaria di Macerata finisce nuovamente al centro delle preoccupazioni degli esercenti. A intervenire è l'Associazione Commercianti Macerata (ACM), presieduta da Paolo Perini, titolare del locale Hab. Il presidente ha presentato un esposto alla Questura di Macerata per chiedere una presenza più costante delle forze dell'ordine durante le serate della movida. A farsi portavoce delle ragioni dell'associazione è Vieri Cicconi, consulente sulla sicurezza sul lavoro, che descrive una situazione ritenuta sempre più difficile per chi lavora nel centro storico. "Nella nostra cara Macerata, risulta sempre più difficile poter donare ai giovani che la frequentano un ambiente sereno dove poter divertirsi in modo sereno e spensierato, giusto per la loro età. Si verificano sempre più spesso atti di violenza, risse e locali che vengono devastati", si legge nel comunicato elaborato dallo stesso Cicconi. "Tra i tanti ragazzi tranquilli che amano solo divertirsi spesso, in tarda serata, capita che soggetti estranei alla festa vadano oltre" tanto da "essere costretti a non uscire dal locale dove ci si barrica... un Vietnam dei giorni di oggi", si legge ancora. Una ricostruzione che porta Cicconi a concludere: "Lavorare non è più sicuro, né per i titolari né per i dipendenti". Il nodo della sicurezza sul lavoro Nel comunicato, il consulente richiama il decreto legislativo 81/2008, soffermandosi sugli obblighi dei datori di lavoro nei confronti del personale impiegato nelle aree esterne dei pubblici esercizi. "Anche se l'area è formalmente suolo pubblico, dal momento in cui viene concessa all'esercente per lo svolgimento dell'attività commerciale, essa diventa a tutti gli effetti un luogo di lavoro ai sensi dell'art. 62 del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro ha quindi l'obbligo giuridico di tutelare il proprio personale da rischi esterni, inclusi gli episodi di aggressione o violenza da parte di terzi (clienti, passanti o malintenzionati)", si legge nel documento. Cicconi elenca quindi gli adempimenti che, a suo avviso, devono essere presi in considerazione: "Il Datore di Lavoro deve integrare all'interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) il rischio di aggressione, molestie o violenza da parte di terzi legato al lavoro all'esterno (es. turni serali/notturni, vicinanza a zone della movida)". Tra le misure indicate figurano anche la formazione del personale sulle procedure di gestione dei conflitti, l'organizzazione dei turni per evitare che un dipendente rimanga isolato nelle aree esterne e la possibilità di ricorrere a strumenti di protezione. Nel comunicato vengono citati, tra gli altri, videosorveglianza, dispositivi antipanico, illuminazione adeguata e addetti ai servizi di controllo iscritti negli appositi elenchi prefettizi. La richiesta di maggiori controlli Il comunicato si rivolge anche alle istituzioni e alle forze dell'ordine, mettendo in discussione l'efficacia dei controlli effettuati dopo l'esposto presentato da Perini: "Possibile che dopo l'esposto alla Questura di Macerata è stato possibile solamente un controllo con il presidio delle forze dell'ordine? Per le altre nefaste nottate?". Nel comunicato viene chiamata in causa anche l'amministrazione comunale: "Il Comune come risponde? Inutile parlare di sicurezza sui luoghi di lavoro e della pubblica sicurezza quando poi ogni giovedì la piazza è piena di urla e di gente che riprende con i telefonini mentre altri corrono a chiamare disperati i soccorsi", conclude il consulente. La richiesta dell'ACM è dunque quella di rafforzare i controlli durante le serate della movida, affinché il centro storico possa continuare a essere un luogo di incontro e divertimento senza che commercianti e dipendenti siano costretti a temere per la propria incolumità.

Al bar con un machete da 50 cm e un maxi coltello: 42enne disarmato dai carabinieri

Al bar con un machete da 50 cm e un maxi coltello: 42enne disarmato dai carabinieri

03/11/2026 11:50

Si era presentato davanti a un bar di Monte Urano con un machete lungo 50 centimetri e un grosso coltello da cucina di 35 centimetri. Un uomo di 42 anni, originario dei Paesi balcanici, è stato disarmato dai carabinieri e denunciato per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere. Nei suoi confronti è scattato anche il Daspo Willy per la durata di un anno. L'episodio risale allo scorso 30 settembre, quando i militari sono intervenuti nei pressi di un locale del comune fermano dopo aver ricevuto una richiesta di soccorso che segnalava la presenza di una persona molesta. Una volta arrivati sul posto, i carabinieri hanno individuato l'uomo all'esterno del bar e proceduto al controllo. Durante gli accertamenti è emerso che il 42enne aveva con sé le due armi, immediatamente sequestrate dai militari. Per lui è quindi scattata la denuncia, mentre il questore di Fermo ha disposto nei suoi confronti il divieto di accesso ai pubblici esercizi e ai locali di pubblico intrattenimento. Il provvedimento, della durata di dodici mesi, vieta all'uomo di frequentare tutti i locali pubblici dotati di licenza per il ballo, l'intrattenimento e la somministrazione di bevande nel territorio comunale di Monte Urano. Il divieto comprende anche lo stazionamento nelle immediate vicinanze degli stessi esercizi.

Attualità

Marche al primo posto in Italia per contratti intermittenti: solo un'assunzione su 10 è a tempo indeterminato

Marche al primo posto in Italia per contratti intermittenti: solo un'assunzione su 10 è a tempo indeterminato

03/11/2026 16:50

L'IRES Cgil Marche ha elaborato i dati dell'Osservatorio sul mercato del lavoro dell'Inps relativi al periodo gennaio-giugno 2026. Stando ad essi, le Marche hanno visto la presenza di 119.461 assunzioni, una diminuzione dell'1,4% rispetto allo stesso periodo del 2025 e dell'1,2% rispetto al 2024.  La diminuzione riguarda tutte le tipologie di assunzione, tranne che per i contratti intermittenti che vedono un aumento del 6,4% e per quelli in somministrazione che progrediscono dell'1,9% rispetto allo scorso anno. Le cessazioni dei rapporti di lavoro, invece, sono abbastanza in linea con quelle dello scorso anno: nel 2026 sono state 84.885, lo scorso anno 84.993. Mentre una differenza sostanziale si osserva rispetto al 2024, quando erano state 87.462.  Positivo il saldo assunzioni-cessazioni nel complesso (34.576), con la sola diminuzione nel settore dei contratti a tempo indeterminato (-7.058), un fenomeno che risulta in negativo anche nei due anni precedenti. Nel confronto 2026-2025, le assunzioni totali registrano nelle Marche un andamento più contenuto rispetto a quello del Centro Italia (-3,4%) e, al contempo, più accentuato rispetto all’Italia nel complesso (-0,8%).  Sul totale delle nuove assunzioni, quelle a tempo indeterminato sono una quota molto ridotta (10,0%) e in costante flessione; la tipologia contrattuale maggiormente presente è il contratto a termine (35,9%), seguita dal contratto intermittente (21,8%), tipologia che pesa sempre di più sul monte totale delle nuove assunzioni.  Tra le regioni, le Marche si confermano al primo posto per incidenza di assunzioni con contratto intermittente, percentuale significativamente superiore alla media italiana (21,8% vs 11,2%). La regione, inoltre, risulta terzultima per quota di assunzioni con contratto a tempo indeterminato, con un’incidenza inferiore al valore medio italiano (10,0% vs 14,9%).  Le trasformazioni di contratti precari in rapporti a tempo indeterminato sono state 11.717, l’8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Infine, analizzando le cessazioni per tipologia di motivazione, rispetto al 2025 diminuiscono i licenziamenti di natura economica (-6,3%) e le dimissioni (-3,2%). Rimangono pressoché stabili le cessazioni per fine contratto, mentre crescono i licenziamenti di natura disciplinare (+3,2%) e le risoluzioni consensuali (+20,8%), sebbene queste ultime incidano molto poco sul totale. 

Caso Crucianelli, i sindacati dal prefetto: "Tavolo di crisi immediato e l'Usr paghi gli stipendi arretrati"

Caso Crucianelli, i sindacati dal prefetto: "Tavolo di crisi immediato e l'Usr paghi gli stipendi arretrati"

02/11/2026 18:30

Un tavolo di crisi urgente per affrontare le conseguenze dell'inchiesta "Ricostruzione", che riguarda anche Crucianelli Rest Edile, e un aggiornamento delle normative e dei protocolli esistenti per rafforzare le tutele lungo tutta la filiera del post-sisma. Sono i due fronti sui quali si concentra l'iniziativa di Cgil, Cisl e Uil Macerata, che hanno sottoposto al prefetto di Macerata, Giovanni Signer, un documento articolato in sei punti, con una serie di interventi ritenuti prioritari per tutelare i lavoratori, le imprese e i cittadini interessati dalla ricostruzione. La presa di posizione dei sindacati arriva dopo l'operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona e dalla Guardia di finanza, che ha portato alla luce un presunto sistema di infiltrazioni e irregolarità nella gestione di appalti e lavori legati alla ricostruzione post-terremoto del 2016. Un'inchiesta che ha investito anche il territorio maceratese e che, secondo le organizzazioni sindacali, impone risposte immediate per evitare che le conseguenze dell'indagine ricadano sui lavoratori, sulle loro famiglie e sull'intero tessuto economico locale. I sindacati ribadiscono il proprio "profondo riconoscimento alla magistratura e alle forze dell'ordine per l'attività svolta" e il pieno rispetto dell'accertamento delle responsabilità. Allo stesso tempo, sottolineano la necessità di assicurare la"regolare prosecuzione dei lavori e il rientro dei cittadini nelle proprie abitazioni". IL TAVOLO IN PREFETTURA PER GESTIRE L'EMERGENZA La prima richiesta riguarda l'immediata costituzione di un tavolo operativo coordinato dalla Prefettura, al quale dovrebbero partecipare Cgil, Cisl e Uil, insieme alle rispettive categorie dell'edilizia, alle associazioni datoriali, all'Ufficio speciale per la ricostruzione (USR) e al Commissario straordinario. La composizione dovrebbe essere integrata, in base alle questioni affrontate, con gli enti bilaterali, le istituzioni e gli organismi competenti. L'obiettivo è "censire le imprese, i cantieri e i lavoratori interessati dalla crisi", verificando le "retribuzioni già scadute e quelle in scadenza". Il tavolo dovrebbe, inoltre, individuare soluzioni per garantire la continuità occupazionale e il pagamento degli stipendi, anche nel caso di sospensione delle attività o di subentro di altre imprese. I sindacati chiedono responsabilità definite e tempi certi, con aggiornamenti almeno settimanali durante la prima fase di emergenza. BADGE OBBLIGATORIO IN TUTTI I CANTIERI E PIÙ CONTROLLI SUI SUBAPPALTI Un altro capitolo centrale riguarda il rafforzamento degli strumenti di tracciabilità della manodopera. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono l'importanza del badge e del settimanale di cantiere per contrastare il lavoro irregolare e chiedono che l'utilizzo del badge diventi obbligatorio in tutti i cantieri della ricostruzione, indipendentemente dall'importo dei lavori. I dati raccolti dovrebbero essere integrati con quelli relativi alle imprese, ai rapporti di lavoro e alle ore denunciate, così da individuare tempestivamente eventuali anomalie e orientare i controlli. Le organizzazioni chiedono anche di conoscere le criticità operative del sistema e di ricevere riscontri sulle segnalazioni, oltre a restituzioni periodiche dei dati in forma aggregata. Attenzione anche alla filiera degli appalti e dei subappalti. Secondo i sindacati, prima di affidare nuovi lavori è necessario verificare che le imprese abbiano una capacità organizzativa effettivamente adeguata agli impegni assunti, considerando il numero di cantieri attivi contemporaneamente, la disponibilità di manodopera, le qualifiche professionali, i mezzi e le risorse a disposizione. Le verifiche dovrebbero riguardare sia le imprese affidatarie sia quelle subappaltatrici, accertando la loro autonomia organizzativa e la reale capacità di eseguire le lavorazioni. Viene, inoltre, richiesto un contrasto più incisivo agli appalti non genuini e all'utilizzo improprio dei distacchi di manodopera, verificando chi esercita concretamente la direzione dei lavoratori. Tra gli aspetti da monitorare figurano anche la congruità della manodopera, i livelli di inquadramento, le mansioni effettivamente svolte e le eventuali concentrazioni anomale di lavoratori al primo livello. Particolare attenzione viene chiesta anche sui trasferimenti collettivi di personale tra imprese e sui cambi di esecutore, per individuare possibili operazioni elusive e tutelare i diritti contrattuali. STIPENDI GARANTITI E INTERVENTO SOSTITUTIVO DELL'USR Il terzo fronte riguarda direttamente i salari. Le organizzazioni sindacali chiedono di introdurre l'obbligo mensile, esteso a tutte le imprese della filiera, di documentare l'effettivo pagamento delle retribuzioni. La verifica, secondo la proposta, dovrebbe mettere in relazione presenze, ore denunciate, cedolini e pagamenti tracciabili. La semplice emissione di una busta paga o la disposizione di un bonifico non ancora eseguito non sarebbero sufficienti a dimostrare che il lavoratore abbia effettivamente ricevuto quanto dovuto. In caso di primo mancato pagamento, dovrebbe scattare una verifica tempestiva con il coinvolgimento dell'impresa affidataria. La richiesta più significativa riguarda però l'introduzione di una procedura espressa di intervento sostitutivo dell'Ufficio speciale per la ricostruzione, che consenta il pagamento diretto delle retribuzioni non corrisposte, previa verifica degli importi e utilizzando le somme dovute e disponibili per i lavori. Una misura che, nelle intenzioni dei sindacati, dovrebbe essere resa operativa attraverso gli atti necessari, definendo responsabilità, risorse e tempi e rispettando le diverse discipline della ricostruzione pubblica e privata, oltre agli eventuali vincoli giudiziari. PIÙ ISPETTORI, RECLUTAMENTO TRASPARENTE E TUTELA DEI LAVORATORI Nel documento viene evidenziata anche la necessità di rafforzare il personale degli organismi ispettivi, ritenuto insufficiente rispetto alla situazione straordinaria del territorio e al numero di imprese e lavoratori arrivati nella provincia di Macerata per partecipare alla ricostruzione. Accanto ai controlli, Cgil, Cisl e Uil propongono di consolidare i canali certificati di reclutamento, attraverso la collaborazione tra istituzioni, Centri per l'impiego, sistema bilaterale dell'edilizia e parti sociali. In questo contesto viene valorizzato il ruolo del Blen, il sistema di incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore edile, che dovrebbe mettere in relazione le disponibilità dei lavoratori con i fabbisogni delle imprese, verificare le competenze, promuovere formazione e qualificazione e favorire assunzioni dirette e regolari. Lo strumento potrebbe inoltre essere utilizzato per accompagnare la ricollocazione dei lavoratori coinvolti nell'attuale crisi, riducendo il ricorso a intermediari opachi. STRUTTURE RICETTIVE, ALLOGGI E CAMPI BASE PER LE MAESTRANZE L'ultimo punto riguarda le condizioni di vita dei lavoratori impegnati nei cantieri della ricostruzione e le possibili ripercussioni della crisi sulle attività economiche locali. I sindacati chiedono un monitoraggio immediato delle strutture ricettive, degli alloggi e delle attività di ristorazione che ospitano o forniscono servizi alle maestranze, con particolare attenzione ai pagamenti insoluti o ancora in sospeso. L'obiettivo è evitare che le difficoltà della filiera si estendano ulteriormente al tessuto economico del territorio. Viene, inoltre, richiesta una maggiore efficacia degli obblighi di comunicazione degli alloggi utilizzati dai lavoratori. La normativa già prevede questo adempimento, ma secondo le organizzazioni sindacali l'assenza di specifiche sanzioni in caso di omissione rischia di comprometterne l'efficacia. Infine, viene rilanciata una proposta avanzata più volte: la realizzazione di campi base organizzati e vigilati, in grado di garantire il controllo delle presenze e della provenienza delle maestranze, oltre a condizioni dignitose di vita, salute e sicurezza. Una soluzione che, secondo Cgil, Cisl e Uil, avrebbe anche un'altra ricaduta positiva: liberare progressivamente gli alloggi attualmente destinati ai lavoratori della ricostruzione, restituendoli alla cittadinanza e contribuendo ad affrontare la crisi abitativa che interessa il territorio marchigiano. "Ringraziamo il prefetto per l’attenzione e per l’impegno assunto a convocare urgentemente un tavolo con le controparti e le istituzioni competenti, per discutere le nostre proposte e individuare risposte concrete per i lavoratori e il territorio", concludono le sigle sindacali.  

Politica

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Recanati - Torre Civica, pensiline e Pincetto: "Città trascurata", Bravi e Sforza interrogano la Giunta

03/11/2026 19:10

Cavi scoperti sulla terrazza della Torre Civica, pensiline danneggiate, una staccionata sostituita da transenne di plastica e un cantiere che, a dire della minoranza, sarebbe fermo nel cuore dei luoghi leopardiani. Sono gli elementi su cui i consiglieri comunali di Recanati insieme, Antonio Bravi e Roberta Sforza, hanno presentato un’interrogazione al sindaco e alla Giunta, chiedendo conto dello stato di degrado di alcune aree della città. Le segnalazioni, spiegano i consiglieri, erano già state diffuse lo scorso ottobre con fotografie pubblicate sui social e inviate alla stampa. A distanza di mesi, però, «lo stato dei luoghi è rimasto del tutto invariato», a fronte di quella che viene definita una «protratta inerzia dell’Amministrazione comunale».  Nell’interrogazione si parla anzitutto della terrazza panoramica della Torre Civica, in parte occupata da cavi scoperti e utilizzata come deposito dei resti dei fuochi d’artificio dell’estate scorsa. Poi la pensilina di via Nazario Sauro, pesantemente danneggiata, inservibile e poco sicura per gli utenti, e quella di via Passionisti, con la copertura in plastica gravemente rovinata. C’è quindi la staccionata di legno nei pressi della rotatoria tra viale Monte Conero e viale Filippo Corridoni, da tempo danneggiata e sostituita in modo precario da transenne di plastica, con rischi per i pedoni, in particolare per i bambini. Infine il Bosco del Pincetto, in stato di sostanziale abbandono. Proprio sul Pincetto si concentra uno dei passaggi più delicati. Il cartello posto all’ingresso indica l’inizio dei lavori di riqualificazione il 19 novembre 2025 e la conclusione entro il 17 giugno 2026. Secondo i consiglieri, però, il cantiere sembrerebbe tuttora fermo. «Il bigliettino da visita della città». Per Bravi e Sforza la sicurezza di cittadini e turisti dovrebbe essere una priorità. La cura dei luoghi di interesse turistico, come la Torre Civica e il Bosco del Pincetto nell’area del Colle dell’Infinito, e delle pensiline del trasporto pubblico rappresenta, sottolineano, «il vero bigliettino da visita» di Recanati. Monumenti sporchi, pensiline pericolanti e cantieri fermi nei luoghi leopardiani possono generare, avvertono, non solo problemi di sicurezza ma anche ricadute negative sull’indotto turistico e commerciale. Con l’interrogazione i consiglieri chiedono di sapere se siano stati programmati interventi manutentivi per risolvere le criticità segnalate e, in caso affermativo, quali siano le relative tempistiche. Chiedono inoltre quale sia l’effettiva situazione attuale del cantiere «Lavori di riqualificazione ambientale del Bosco del Pincetto», di cui alla delibera di Giunta n. 315 del 7 ottobre 2025, la cui ultimazione era prevista per il 17 giugno scorso.

Rinnovabili, Rossi replica a Legambiente: "Paradosso, protegge l’ambiente distruggendolo"

Rinnovabili, Rossi replica a Legambiente: "Paradosso, protegge l’ambiente distruggendolo"

03/11/2026 17:30

Il vicepresidente del Consiglio Regionale Giacomo Rossi interviene sulle recenti dichiarazioni di Legambiente in merito alle energie rinnovabili nella nostra Regione. Dichiara l'esponente dei Civici Marche: “Apprendo la reazione di Legambiente alla proposta di legge sulle aree idonee all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, che la scorsa settimana ha iniziato il suo iter consiliare prima di divenire legge. Legambiente parla di clamorosi ritardi della Regione nell’emanazione delle norme che addirittura non permetterebbero di raggiungere gli obiettivi fissati da Bruxelles o addirittura produrrebbero la totale immobilità della Regione, considerato che negli ultimi sei anni non sono stati autorizzati impianti. In controtendenza a quanto affermato da Legambiente, insieme a tante Comunità locali, ringrazio invece la Regione e l'Assessore Bugaro che ha fermato lo scempio in questi anni e che con questa proposta di legge, grazie ad installazione in zone già urbanizzate e senza ulteriore consumo di suolo, eviterebbe quello che sarebbe uno “stupro” totale del nostro Territorio, altrimenti tappezzato in ogni angolo da pannelli fotovoltaici o da mega pale eoliche". Prosegue il vicepresidente del Consiglio: “Il paradosso di Legambiente è quello di voler proteggere l’ambiente distruggendo l'ambiente e tutte le attività produttive, turistiche e ricettive ad esso connesso”. Conclude Rossi: “Il timore di non arrivare all’obiettivo prefissato lo trovo totalmente fuori luogo, visto che abbiamo realizzato oltre il 60% dei 2,3 GigaWatt in più rispetto al 2020 che vanno realizzati entro il 2030. Esprimo quindi piena approvazione per il lavoro svolto dalla Regione e dell'Assessore Bugaro ed invito Legambiente ad evitare di continuare questa assurda difesa di chi vorrebbe devastare il nostro Territiorio, società spesso di fuori che hanno come obiettivo primario la speculazione degli incentivi che ruota intorno alle rinnovabili, piuttosto che la volontà di fare energia pulita. La stessa può e deve essere fatta senza però assassinare irrimediabilmente i nostri territori. Energia pulita ma fatta bene dunque ed è questo che finalmente vuole la Regione Marche e la Giunta Acquaroli, a tutela delle tante Comunità locali coinvolte".

Sanità

Screening cardiovascolare a Porto Recanati: grande partecipazione con la Croce Rossa

Screening cardiovascolare a Porto Recanati: grande partecipazione con la Croce Rossa

02/11/2026 12:14

PORTO RECANATI - Sono 40 le persone che domenica mattina si sono sottoposte allo screening cardiovascolare gratuito della Croce Rossa Italiana nel piazzale della Scuola Diaz. Organizzata dal Comitato di Porto Potenza Picena, la mattinata ha registrato una grande partecipazione e la soddisfazione di quanti hanno preso parte all’iniziativa. Gli screening sono stati effettuati dal dottor Francesco Pellone, direttore dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD) di Cardiologia Interventistica dell’Ospedale di Macerata, che ha messo a disposizione la propria professionalità a titolo gratuito. Il controllo comprende la misurazione di peso, altezza, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo, con eventuali approfondimenti, come elettrocardiogramma ed ecografia, quando ritenuti necessari dal medico. L’appuntamento rientra in Itinerari della Salute, il progetto nazionale con cui la Croce Rossa Italiana porta la prevenzione nelle piazze. Nel 2026 il tour prevede otto tappe in tutta Italia. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2021 hanno causato il 30,8% dei decessi. Pressione alta, glicemia e colesterolo elevati possono restare silenziosi per anni. Un controllo periodico permette di individuarli in tempo e di intervenire insieme al proprio medico prima che possano determinare conseguenze più gravi, come un infarto o un ictus. A sottolineare il valore della giornata è Matteo Carlocchia, presidente del Comitato di Porto Potenza Picena della Croce Rossa Italiana: «Quaranta persone, in una mattina di festa, hanno scelto di dedicare un po’ di tempo al proprio cuore e tantissime se ne sono andate ringraziandoci. Quel grazie è la cosa più bella che ci portiamo a casa. Siamo abituati a pensare alla Croce Rossa quando arriva l’emergenza. Ma il soccorso più efficace è quello che non serve, perché un rischio è stato scoperto in tempo. Il dottor Francesco Pellone ha scelto ancora una volta di esserci a titolo gratuito, e questo dice molto del medico e della persona. Grazie all’Amministrazione comunale e alla Farmacia Comunale di Porto Recanati, che hanno creduto in questa giornata, e ai nostri volontari, che l’hanno resa possibile. La prevenzione è un’abitudine, non un evento: mi auguro che chi è passato oggi lo racconti a casa e convinca qualcun altro a fare un controllo». Soddisfazione anche da parte dell’Amministrazione comunale, che ha patrocinato l’iniziativa. «Siamo molto soddisfatti della partecipazione registrata e della riuscita di questa giornata dedicata alla prevenzione», dichiara il sindaco di Porto Recanati Andrea Michelini. «Desidero ringraziare il presidente Matteo Carlocchia e tutti i volontari della Croce Rossa Italiana per l’impegno, la disponibilità e il prezioso lavoro che svolgono sul territorio. Iniziative come questa offrono ai cittadini un’opportunità concreta per prendersi cura della propria salute e contribuiscono a diffondere una maggiore cultura della prevenzione».

Giorni della Ricerca, l’AIRC compie 61 anni e riparte dal Quirinale

Giorni della Ricerca, l’AIRC compie 61 anni e riparte dal Quirinale

01/11/2026 12:00

Mercoledì 28 ottobre, con una cerimonia al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro della Salute Schillaci, del Ministro della Ricerca Anna Maria Bernini, del Presidente della Fondazione AIRC Andrea Sironi e della direttrice scientifica Anna Mondino, si è aperta la nuova edizione dei “Giorni della Ricerca”, la campagna nazionale dell’AIRC, di cui quest’anno ricorrono 61 anni di attività. Molti mezzi di comunicazione pubblici e privati stanno ricordando il numero 45521, attraverso il quale, con un semplice SMS o una telefonata da numero fisso o da cellulare, tutti possono contribuire al finanziamento della ricerca contro il cancro. In tantissime piazze, sabato 7 novembre, sarà possibile contribuire acquistando i cioccolatini della ricerca. Anche nei nostri territori si stanno svolgendo manifestazioni culturali e sportive per stimolare l’attenzione dei cittadini verso una delle problematiche più importanti per la prevenzione e la preservazione della salute. Il cancro è una patologia con grande incidenza, può colpire tutti gli organi del nostro corpo e la mortalità è ancora alta, seconda solo a quella delle patologie cardiovascolari. Se fino a non molti anni fa il malato di cancro vedeva di molto ridotta la sua aspettativa di vita, in tanti casi ridottissima, oggi possiamo dire che la situazione è radicalmente cambiata. Tanti malati di cancro sopravvivono a lungo e parecchi, soprattutto per certe tipologie di tumore, guariscono; la sensazione è che siamo avviati verso un percorso virtuoso della scienza che approderà in tempi non troppo lunghi alla sconfitta del cancro. Il merito di questa esaltante aspettativa è della ricerca. L’AIRC ne è un veicolo importante: non solo riesce a procurare i fondi, ma negli ultimi 50 anni è riuscita a creare una comunicazione che stimola la prevenzione, fondamentale per le patologie oncologiche, e la diagnosi precoce, alla base di una vittoria sulla malattia. L’AIRC significa anche l’impegno di tanti ricercatori, giovani e meno giovani, che assaporano il piacere e la soddisfazione di vedere pian piano sgretolarsi il mito dell’invincibilità di un’anomala e devastante mutazione di tessuti, con la grande probabilità, attraverso le metastasi, di infiltrare altri organi con una progressiva distruzione dei principi vitali. La ricerca, con applicazione, pazienza e costanza, ha trovato sempre uno spiraglio nella diagnosi e nella cura; gli spiragli ne hanno aperti altri e le specialità medico-scientifiche più interessate all’argomento (la radiologia, nelle sue varie forme diagnostiche ma anche terapeutiche, la chirurgia, la farmacologia), con una simbiosi operativa e di supporto continuo, hanno ottenuto risultati fino alla grande speranza di oggi. Gli input e le indicazioni per tutti, però, arrivano dagli anonimi laboratori di ricerca, dall’osservazione di un numero infinito di reazioni chimiche e biochimiche, dalle sperimentazioni tra provette e sofisticate macchine dell’ingegneria medicale. Il ricercatore e le squadre di ricercatori elaborano un progetto, lo perseguono, e devono essere pronti a persistere o a cambiare strada a seconda dei risultati quotidiani. Se oggi il cancro può essere curato con una chirurgia molto conservativa, con una chemioterapia mirata e specifica, priva dei devastanti effetti collaterali generali, e se possiamo addirittura pensare a una stimolazione del nostro sistema immunitario che blocchi subito le cellule anomale, lo dobbiamo ai comunicati che escono da quelle stanze appartate e qualche volta buie, dove uomini e donne lavorano per raggiungere un risultato scientifico di successo, utile a tutti. A volte la vita dei ricercatori riserva sorprese inaspettate: non raramente cercavano un risultato e ne hanno scoperto per caso uno più importante. Un esempio non proprio calzante, ma attinente, sono gli studi sull’mRNA per ricercare la via immunitaria contro il cancro: pur conservando la sua originaria finalità, questa ricerca è risultata essenziale per la realizzazione, in tempi record, di un vaccino contro il Covid. Ultimamente è arrivata una notizia davvero confortante: la scoperta di un intervento terapeutico nell’ambito di una ricerca internazionale con protagonista il Policlinico Gemelli di Roma. Si tratta di un intervento sui malati di tumore del pancreas non operabile, con l’iniezione di un farmaco denominato “colla radioattiva” che riduce il tumore e ne ferma l’espansione, aumentando di molto la prospettiva di vita. La ricerca e i suoi attori sono il fulcro dello sviluppo della civiltà umana. Oggi abbiamo riservato la nostra attenzione alla ricerca medico-scientifica e, specificatamente, alla ricerca contro il cancro, ma la ricerca è alla base di ogni attività umana, per migliorarla e renderla più utile alla nostra vita. Escluderei da questa virtuosa compagnia tutti quelli che si adoperano per trovare le armi più sofisticate e i metodi per distruggere la vita.   Ho avuto occasione, per il mio lavoro, di conoscere due tra i più grandi ricercatori della scienza medica insigniti del premio Nobel: la professoressa Rita Levi Montalcini e il professore Renato Dulbecco. La professoressa Montalcini in due occasioni ha cercato di spiegarmi i suoi studi sulle cellule del cervello; il professor Dulbecco, in un incontro di più di tre ore, mi parlò del DNA, dei cromosomi e del nostro patrimonio genetico. Due occasioni che non potrò mai dimenticare. Cercai di incamerare le loro nozioni, ma soprattutto rimasi colpito dal loro sguardo, dalla loro espressione serena e gentile di sognatori… I ricercatori possono trasformare il sogno in realtà.

Sport

Trodica, altro innesto: dal Chiesanuova arriva Di Matteo

Trodica, altro innesto: dal Chiesanuova arriva Di Matteo

03/11/2026 18:48

Nuovo arrivo per il Trodica. La formazione biancazzurra ha annunciato in queste ore l’arrivo in rosa di Nicolò Di Matteo, trequartista classe 2004. Un giocatore interessante, prelevato dalla compagine allenata da mister Buratti e utile per svariare tra le varie scelte in attacco. Cresciuto nel settore giovanile dell’Ascoli, Di Matteo ha poi vestito le maglie di diverse formazioni: Atletico Ascoli, con cui ha vinto il campionato di Eccellenza Marche 2022-23, Montefano, Montegranaro, Santegidiese e infine Chiesanuova, da cui la società del Cavallino lo ha prelevato. Un arrivo importante per rinforzare l’organico, dato che il Trodica, a quota 14 punti e ai margini della zona playoff, è atteso da un tour de force in questo mese di novembre. Questa domenica ci sarà da sfidare la Jesina al Carotti, poi in casa arriverà il Montefano, quindi gli impegni si chiuderanno con la doppia trasferta sui campi di Tolentino prima e Alma Fano poi

Dal campetto di Colleverde alla Serie A2: la Pallavolo Macerata compie 42 anni

Dal campetto di Colleverde alla Serie A2: la Pallavolo Macerata compie 42 anni

03/11/2026 17:44

Quarantadue anni fa, in un campetto dietro quella che sarebbe diventata la sede storica di Colleverde, un gruppo di genitori ebbe un’idea semplice: creare un ambiente sano in cui far giocare i propri figli. Da lì è partita la storia della Pallavolo Macerata, che in questi giorni festeggia il compleanno. «La società l’ho fondata io, insieme a un altro socio e ad altri amici, ma ora sono l’unico sopravvissuto», racconta il fondatore, Angelozzi. «L’idea è nata per far giocare i nostri figli. Siamo partiti veramente in un campetto dietro la sede storica della società a Colleverde. Ci era venuto in mente di provare a creare un ambiente sano per loro e iniziammo con un campionato giovanile nel nostro quartiere». Un campetto, un gruppo di ragazzi e la voglia di stare insieme. Anche il nome scelto all’inizio, Polisportiva Montalbano Colleverde, racconta qualcosa di quegli anni: il termine «polisportiva» non era casuale, perché oltre alla pallavolo c’era un gruppo che praticava cicloturismo, parola quasi in disuso oggi. Era il segno di un’attività nata per offrire occasioni di aggregazione attraverso lo sport. Negli anni la società è cresciuta e si è sviluppato il settore giovanile. Nel 1990 è arrivata l’integrazione con l’Arena Volley, un passaggio importante, seguito dal percorso della Montalbano Arena fino alla nascita della Pallavolo Macerata nell’ottobre 2017, cambiamento che ha rafforzato il legame con la città. Sono cambiate le denominazioni, le persone, le categorie e gli obiettivi, ma la pallavolo, i colori sulla maglia e la volontà di tenere Macerata al centro sono rimasti il cuore di tutto. Tra i ricordi più cari ci sono le promozioni dalla Serie C alla B1, conquistate tra il 2014 e il 2015, con la vittoria del campionato di Serie C e della Coppa Marche, il successivo salto in B2 e infine la storica promozione in B1. Poi l’approdo in Serie A2 nel 2018 e il ritorno nella seconda categoria nazionale nel 2024, dopo una stagione di A3 chiusa con la memorabile vittoria di Mantova. Oggi Angelozzi osserva la crescita della sua creatura da lontano, ma senza aver perso il legame con essa, e segue con piacere il lavoro di chi porta avanti il progetto sotto la guida di coach Giannini. «Non riesco purtroppo molto a partecipare per motivi di salute che non mi permettono di essere molto attivo, ma vedo una buona attività, parecchi ragazzi e genitori che si danno da fare con estrema efficienza e passione». Parole che misurano la distanza dal primo campionato Under 15 e ricordano quanto conti ritrovare ancora oggi l’entusiasmo di allora. Quanto alla passione che ha accompagnato questi quarantadue anni, Angelozzi sorride e racconta che tutto è nato quasi per gioco. «All’inizio devo ammettere che era solamente un passatempo, ma poi una passione autentica che ancora oggi mi scorre nel sangue. Specialmente poi quando la società è progredita, con tutte le promozioni e le gioie provate». Dietro ogni promozione, ogni stagione, ogni punto e ogni traguardo ci sono anche le persone che, nel 1984, decisero di cominciare. A loro, agli altri soci, a chi ha accompagnato la società in questi anni e a chi continuerà a farlo va il pensiero in questo compleanno. Buon compleanno, Pallavolo Macerata: 42 anni di storia, una sola grande passione.

Economia

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

Ricostruzione post sisma, Cna Macerata difende il Sal zero: "Fondamentale per le piccole imprese"

30/10/2026 11:18

 Il Sal zero rappresenta uno strumento importante per garantire liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma e permettere anche alle piccole aziende artigiane di partecipare ai lavori. A sottolinearne il valore è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che interviene nel dibattito sull'utilizzo del meccanismo, invitando a valutarne la funzione originaria e le esigenze concrete a cui risponde. Il cosiddetto SAL zero, acronimo di Stato di Avanzamento Lavori, si differenzia dai normali Sal perché consente alle imprese di ottenere un'anticipazione su un contributo già concesso, prima che siano raggiunti i consueti livelli di avanzamento delle lavorazioni. L'erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia fideiussoria. Introdotto nel dicembre 2016 per gli interventi relativi ai danni lievi e successivamente esteso, dall'aprile 2017, anche a quelli gravi, il meccanismo prevedeva inizialmente un'anticipazione massima del 20%. La percentuale è stata portata al 30% nel settembre 2021, per poi tornare al 20% con la modifica dell'8 maggio scorso. Alla base della sua introduzione c'è una necessità concreta: evitare che le imprese debbano sostenere interamente con risorse proprie i costi iniziali dei cantieri, aspettando mesi prima di ricevere i primi pagamenti. «Il Sal zero è nato per rispondere a un problema concreto: consentire alle imprese di lavorare senza dover anticipare per mesi, con risorse proprie, tutti i costi di avvio e delle prime lavorazioni nei cantieri», spiega Giglietti. La disponibilità immediata di liquidità permette di acquistare materiali, pagare i dipendenti, saldare i fornitori e remunerare gli artigiani coinvolti nelle diverse fasi degli interventi. Il nodo principale riguarda la differenza tra i tempi di pagamento delle spese sostenute dalle aziende e quelli necessari per ottenere la liquidazione dei normali stati di avanzamento. Secondo quanto riferito da Cna sulla base dell'esperienza delle imprese, fornitori e artigiani vengono generalmente pagati entro 60-90 giorni, mentre per incassare un SAL ordinario possono trascorrere anche più di otto mesi. Un'attesa legata ai diversi passaggi burocratici e tecnici: dall'esecuzione e contabilizzazione delle lavorazioni alla predisposizione della documentazione, fino alle istruttorie degli uffici della ricostruzione e alle successive procedure bancarie. Una situazione che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte. «Una grande impresa strutturata ha generalmente maggiori disponibilità finanziarie per sostenere queste anticipazioni, mentre una piccola impresa edile artigiana spesso non dispone di tutte le risorse necessarie», osserva il presidente di CNA Macerata. Il SAL zero, inoltre, può agevolare anche l'accesso al credito bancario, offrendo maggiore prevedibilità ai flussi finanziari. I benefici non riguardano soltanto le imprese edili, ma l'intera filiera della ricostruzione: elettricisti, termoidraulici, falegnami, fabbri e tutte le attività artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli interventi. Questo, tuttavia, non significa che il sistema non debba essere accompagnato da verifiche adeguate. Cna Macerata riconosce la necessità di controlli rigorosi ed efficaci, soprattutto alla luce delle criticità emerse nel dibattito sul funzionamento dello strumento. «Alcuni strumenti di verifica erano previsti e sono tuttora presenti. Occorre accertare dove e perché non abbiano funzionato adeguatamente e, se necessario, rafforzarli», sottolinea Giglietti. Tra le possibili soluzioni indicate dall'associazione ci sono anche una revisione al ribasso del tetto massimo dell'anticipazione, qualora ritenuto eccessivo, e controlli più puntuali sull'effettivo avanzamento delle attività, sulla capacità operativa delle imprese, sul numero di cantieri gestiti contemporaneamente e sulla filiera dei subappalti. La posizione di Cna è dunque quella di preservare la funzione dello strumento, intervenendo sulle eventuali criticità senza penalizzare l'intero sistema produttivo. «Non bisogna confondere l'utilità di uno strumento con gli eventuali utilizzi irregolari che ne possono essere stati fatti», precisa il presidente. In gioco, secondo l'associazione, c'è anche la possibilità di mantenere sul territorio le ricadute economiche e occupazionali della ricostruzione, favorendo la partecipazione delle piccole imprese locali e sostenendo l'indotto artigiano. «Senza uno strumento come il SAL zero, la ricostruzione rischierebbe di diventare appannaggio quasi esclusivo delle grandi imprese, le sole con la capacità finanziaria di sostenere per mesi e mesi i costi dei cantieri. A farne le spese sarebbero le piccole aziende del territorio e tutto l'indotto artigiano, con gravi conseguenze per l'economia locale», conclude Giglietti.

Banche "in fuga" dalle Marche: Macerata perde il 44,7% degli sportelli in dieci anni

Banche "in fuga" dalle Marche: Macerata perde il 44,7% degli sportelli in dieci anni

29/10/2026 15:15

La provincia di Macerata ha perso il 44,7% degli sportelli bancari in dieci anni, un dato che la colloca al secondo posto nelle Marche per intensità della riduzione, subito dopo Ancona. È uno dei numeri più significativi dell'analisi sulla desertificazione bancaria diffusa dalla Cgil Marche e dalla Fisac Cgil Marche, elaborata a partire dai dati Ires Marche. Il fenomeno riguarda l'intero territorio regionale. Dal 2016 a oggi, il numero degli sportelli bancari tradizionali e di credito cooperativo è passato da 1.046 a 584, con una perdita complessiva di 462 filiali, pari al 44,2%. Un calo superiore alla media nazionale, ferma al 35,2%, che secondo il sindacato colloca le Marche al primo posto in Italia per desertificazione bancaria. Nel confronto tra i territori marchigiani, la provincia di Macerata registra una contrazione del 44,7%. A fare peggio è soltanto quella di Ancona, con il 48,5%. Seguono Pesaro e Urbino, con il 44,3%, Ascoli Piceno, con il 40,4%, e Fermo, con il 33,7%. La riduzione degli sportelli pesa soprattutto sulla possibilità di accedere ai servizi bancari vicino a casa, con ricadute per cittadini, anziani, famiglie e imprese. Una questione particolarmente rilevante per le aree interne del Maceratese, dove la distanza dai principali centri abitati può rendere più difficile raggiungere una filiale. "La tutela delle aree interne e di una parte così consistente del territorio marchigiano passa anche dal mantenimento dei servizi bancari, necessari ai cittadini, fondamentali per le imprese. Su questo, la Regione intervenga al più presto", afferma Giuseppe Santarelli, segretario generale della Cgil Marche. I dati evidenziano una progressiva riduzione della presenza bancaria anche nei territori più periferici. Nei comuni periferici marchigiani la diminuzione degli sportelli raggiunge il 49,4%. La contrazione è del 44,4% nei centri e del 43,1% nelle aree interne considerate nel loro complesso. Dal 2016, 53 comuni marchigiani che disponevano di almeno uno sportello bancario sono rimasti senza filiali. A questi si aggiungono 31 comuni che erano già privi del servizio: oggi, quindi, sono 84 i comuni senza sportelli, pari al 37,3% del totale regionale. Il fenomeno interessa oltre 12mila residenti, secondo i dati diffusi dal sindacato, mentre il peso dei comuni senza filiali sale al 49,5% nelle aree interne e al 52,5% nei comuni periferici. In queste zone, dunque, più della metà dei comuni risulta priva di uno sportello bancario. Anche il cratere del sisma presenta una situazione significativa: 22 comuni hanno perso l'ultimo sportello dal 2016, pari al 25,9% dei territori considerati. Complessivamente, nell'area del cratere sono 42 i comuni senza filiali, con circa 45mila residenti coinvolti. Per Daniele Boccetti, segretario regionale della Cgil Marche, la riduzione dei servizi bancari si inserisce in un quadro più ampio di arretramento dei presidi territoriali: "Nel territorio si dimezzano gli sportelli bancari e diminuiscono significativamente anche gli uffici postali, almeno in termini di orari di apertura e presenza territoriale. Questo contribuisce ad alimentare un senso di abbandono e di assenza dello Stato, che mina la coesione sociale della comunità". Riccardo Romano, segretario della Fisac Cgil Marche, richiama invece le conseguenze per lavoratori e clienti, oltre all'impatto sull'occupazione nel settore: "Questa politica di desertificazione causa disagi anche alle lavoratrici e ai lavoratori proprio in un periodo in cui la digitalizzazione dovrebbe favorire un lavoro che va verso i lavoratori, e i clienti e non viceversa. Non va inoltre dimenticato che alla desertificazione fa seguito la riduzione degli addetti di settore tramite il fondo di solidarietà che implica una riduzione del reddito dei prepensionati residenti in Regione. Da ultimo non dimentichiamo come le Banche siano un presidio di legalità a tutela del fenomeno dell’usura e come il carattere di servizio a interesse pubblico del servizio bancario deve essere fatto valere dalla politica".  

Scuola e università

Camerino al centro dell'università europea: 120 partecipanti per la KreativEU Week

Camerino al centro dell'università europea: 120 partecipanti per la KreativEU Week

03/11/2026 17:00

Camerino ha ospitato una settimana di confronto sul futuro dell'università europea, riunendo circa 120 partecipanti in rappresentanza degli undici atenei che compongono l'Alleanza KreativEU. Dal 26 al 31 ottobre l'Università di Camerino è stata infatti sede della KreativEU Week, appuntamento che ha coinvolto rettori e loro delegati, docenti e personale amministrativo delle istituzioni partner. L'obiettivo dell'iniziativa è stato rafforzare la collaborazione tra le comunità accademiche e proseguire il percorso verso la creazione di un campus europeo condiviso, con nuove opportunità nella didattica, nella ricerca e nella mobilità internazionale. Un progetto che punta a coinvolgere direttamente studenti, ricercatori, docenti e personale degli undici atenei. Ad aprire ufficialmente i lavori, il 27 ottobre nell'Agorà del ChIP, sono stati il rettore di Unicam, Graziano Leoni, e il coordinatore istituzionale di KreativEU per l'Ateneo, Renato De Leone. Alla sessione inaugurale hanno partecipato anche il presidente dell'Alleanza, João Freitas Coroado, il segretario generale Célio Gonçalo Marques, il prorettore vicario con delega all'internazionalizzazione Emanuele Tondi e i rappresentanti della Student Union KreativEU, Rebeka Juhászova ed Edoardo Pettinari. Tra gli appuntamenti principali della settimana, il 28 ottobre all'Auditorium Benedetto XIII, si è svolta l'inaugurazione del 691esimo anno accademico dell'Università di Camerino, dedicata al tema "Essere Università, costruire Europa". La cerimonia, inserita nel programma della KreativEU Week, ha sottolineato il legame tra la storia dell'Ateneo e la sua dimensione internazionale, richiamando il ruolo della conoscenza e della cooperazione nella costruzione europea. Il KreativEU Day ha inoltre permesso di conoscere più da vicino le undici università partner attraverso apposite postazioni informative. Il programma ha alternato riunioni degli organismi dell'Alleanza e dei gruppi di lavoro a momenti di incontro tra le delegazioni. Spazio anche alla scoperta del patrimonio culturale e naturale del territorio, elemento centrale nell'identità di KreativEU, che individua nella cultura e nelle risorse locali strumenti per promuovere innovazione, inclusione e sviluppo sostenibile. "KreativEU riunisce undici università di undici Paesi con l'obiettivo di dare vita a un'università pienamente europea", ha dichiarato il rettore Graziano Leoni. "Scegliere di costruire un'istituzione comune assume, in questo contesto, un significato che va oltre la collaborazione accademica: significa investire nella conoscenza come fondamento di un futuro condiviso". Leoni ha poi richiamato il valore del patrimonio culturale europeo, della creatività e delle specificità ambientali dei territori, sottolineando come la condivisione di formazione, ricerca e innovazione possa trasformare le diverse identità degli atenei in opportunità e legami duraturi. Sulla stessa linea il presidente dell'Alleanza, João Freitas Coroado, secondo cui costruire un'università europea significa sviluppare "reti che vadano oltre la mera collaborazione internazionale" per dare vita a comunità integrate in tutto il continente. L'ambizione, ha spiegato, è arrivare a un'unica università europea capace di generare un impatto duraturo attraverso conoscenza, inclusione e cooperazione. Per Renato De Leone, KreativEU rappresenta invece "una grande opportunità di internazionalizzazione per Unicam", soprattutto per le possibilità che potrà offrire a studenti, ricercatori e personale. Tra le prossime priorità indicate dal coordinatore istituzionale c'è proprio il rafforzamento della mobilità studentesca: "Gli studenti delle nostre undici università sono il centro dell'Alleanza: è intorno a loro che vogliamo costruire nuove opportunità". Avviata nel gennaio 2025 e cofinanziata dalla Commissione europea attraverso l'azione "European Universities" del programma Erasmus+, KreativEU coinvolge atenei di Italia, Portogallo, Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Svezia e Turchia. La settimana organizzata a Camerino ha rappresentato una nuova tappa del percorso, con l'obiettivo di consolidare i rapporti tra i partner e sviluppare ulteriori occasioni di formazione, ricerca e scambio internazionale.

Infortuni sul lavoro, Unimc e Inail a confronto: a Macerata anche il Premio Daniela Carbone

Infortuni sul lavoro, Unimc e Inail a confronto: a Macerata anche il Premio Daniela Carbone

03/11/2026 10:40

Come cambiano le tutele assicurative di fronte all'evoluzione del mondo del lavoro? È la domanda al centro del convegno "L'infortunio in itinere al crocevia dell'assicurazione infortuni tra tradizione e nuovi modelli lavorativi", in programma giovedì 5 novembre, dalle 15 alle 18, nell'Aula 2 del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata, in Piaggia dell'Università 2. L'incontro sarà dedicato alle questioni giuridiche legate agli incidenti che si verificano durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro, una fattispecie che può essere riconosciuta come infortunio sul lavoro e che assume nuove sfumature alla luce delle trasformazioni dell'organizzazione professionale e dei modelli lavorativi. L'iniziativa nasce nell'ambito della convenzione tra l'Università di Macerata e la Direzione regionale dell'Inail e vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico e dell'Avvocatura dell'istituto assicurativo. Il confronto metterà a dialogo giurisprudenza, ricerca scientifica ed esperienza sul campo, con l'obiettivo di approfondire le nuove sfide della tutela assicurativa. Nel corso del pomeriggio ci sarà spazio anche per la seconda edizione del Premio di Laurea in diritto del lavoro intitolato alla memoria dell'avvocata Daniela Carbone, relativo all'anno accademico 2024/2025. Il riconoscimento, del valore di mille euro, è stato istituito grazie a una convenzione tra Unimc, Associazione giuslavoristi italiani – sezione Marche, Centro Studi in diritto del lavoro "Domenico Napoletano" – sezione Marche e Camera civile picena. L'obiettivo è valorizzare il merito accademico e incentivare lo studio del diritto del lavoro e della previdenza sociale, mantenendo vivo il ricordo di una professionista che ha lasciato un segno nel panorama giuridico. Daniela Carbone, giuslavorista di grande competenza e passione civile, era stata allieva della Scuola di specializzazione in Diritto sindacale, del lavoro e della previdenza dell'Università di Macerata. Laureata con lode alla Sapienza, aveva firmato numerosi contributi scientifici ed era stata coautrice del volume "Ordinamento previdenziale dell'Avvocatura" (2021). Nel corso della sua carriera aveva ricoperto anche gli incarichi di consigliera dell'Ordine degli avvocati di Ascoli Piceno e di segretaria generale aggiunta del Centro Studi nazionale in diritto del lavoro "Domenico Napoletano". Il premio intende quindi ricordarne non soltanto il percorso professionale e scientifico, ma anche l'impegno umano e civile, offrendo alle nuove generazioni di giuristi un esempio di dedizione allo studio e alla professione. Il convegno potrà essere seguito anche da remoto. Ulteriori informazioni e dettagli sull'evento sono disponibili sul sito del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata, all'indirizzo www.giurisprudenza.unimc.it.

Cultura

Belforte, "Il respiro di Banaras": alla biblioteca Ciocchetti la presentazione del trittico di Carraro e Catini

Belforte, "Il respiro di Banaras": alla biblioteca Ciocchetti la presentazione del trittico di Carraro e Catini

03/11/2026 17:17

Si intitola “Il respiro di Banaras” ed è il frutto di un lungo percorso di ricerca, di vita e di sorprese. Gli antropologi ed etnografi Barbara Carraro e Arduino Catini presenteranno al pubblico il loro trittico di racconti venerdì 6 novembre, alle ore 21, presso la biblioteca comunale “Mario Ciocchetti”, in via dell’Arme 5. L’opera nasce dall’esperienza di campo vissuta dai due ricercatori prima a Tiruvannamalai, nel sud dell’India, e poi a Banaras (Varanasi, o Benares), nel nord del Paese, nel periodo precedente, durante e successivo al primo lockdown del 2020. Tre volumi che intrecciano storie di vita, vissuti etnografici e riflessioni nel dialogo tra i saperi d’Occidente e d’Oriente, restituendo ciò che è accaduto prima, durante e dopo l’eccezionalità della pandemia. Nelle pagine si incontrano le persone conosciute lungo il cammino, le questioni di genere, le pratiche e gli insegnamenti che si incrociano. C’è la città con i suoi luoghi sacri e mondani, con gli spazi fisici del restare o dell’andare, e un’umanità che arranca o si arrangia, commercia, accoglie o imprigiona. C’è chi trasmette e chi cerca le vie del corpo, della meditazione e del sacro, del Sé, della saggezza e della liberazione. Poi, d’improvviso, Shiva e l’imprevedibile entrano in campo, e il campo cambia natura: non è più soltanto ricerca, si ribalta e diventa altro, e oltre. Si dispiega così la vicenda personale dei due autori, giunti in India con intenzioni ben diverse: una prigionia civile imposta dalle circostanze e, infine, la liberazione. Il trittico si rivolge a un pubblico ampio e trasversale, grazie a uno stile narrativo e poetico che affianca il rigore scientifico. Al centro dell’interesse c’è l’incontro, e talvolta lo scontro, con l’altro da noi, con saperi, insegnamenti e mondi diversi. L’appuntamento è dunque per venerdì 6 novembre alle 21 alla biblioteca “Mario Ciocchetti”, per ascoltare dalla voce degli autori un viaggio che comincia come ricerca e finisce per diventare esperienza di vita.

Una donna, mille aspettative e il diritto di scegliere. La lezione attuale di Sibilla Aleramo

Una donna, mille aspettative e il diritto di scegliere. La lezione attuale di Sibilla Aleramo

02/11/2026 16:38

Essere una donna è complicato. Essere la donna che tutti si aspettano, probabilmente, è un lavoro a tempo pieno. Senza ferie, senza straordinari e con un pubblico sempre pronto a compilare la scheda di valutazione. Il problema è che nessuno ci ha mai consegnato il contratto. Sibilla Aleramo conosceva bene questo meccanismo. E lo raccontava già nel 1906, quando pubblicò Una donna, un romanzo destinato a mettere in discussione molte delle certezze della società del suo tempo. La sua storia passa anche dalle Marche, precisamente da Porto Civitanova, dove arrivò ancora ragazzina, nel 1888, insieme alla famiglia. Allora si chiamava Rina Faccio. Aveva sogni, curiosità e una vita ancora tutta da immaginare. Ma proprio a Porto Civitanova la sua esistenza conobbe alcuni degli avvenimenti che avrebbero segnato profondamente la sua formazione e alimentato, anni dopo, la materia autobiografica del romanzo. Una violenza subita durante l'adolescenza, un matrimonio soffocante, la maternità, il peso delle convenzioni. E soprattutto una domanda che sarebbe diventata centrale nella sua esistenza: quanto di noi stesse possiamo sacrificare prima di smettere di riconoscerci? In Una donna, Aleramo racconta la progressiva conquista di una consapevolezza. Non quella di una donna che improvvisamente smette di amare, ma di una persona che comprende quanto sia pericoloso confondere l'amore con l'annullamento di sé. La sua decisione di lasciare il marito comportò anche la dolorosissima separazione dal figlio. Una ferita che non può essere liquidata con qualche frase motivazionale sul coraggio di ricominciare. Perché la libertà, nella vita reale, non arriva sempre accompagnata da un lieto fine. E nemmeno da una colonna sonora particolarmente incoraggiante. E oggi? Nel 2026, una donna dovrebbe essere indipendente, comprensiva, ambiziosa, presente, emotivamente equilibrata e possibilmente capace di leggere nel pensiero. Il tutto senza lamentarsi, perché altrimenti diventa complicata. Curioso come le aspettative siano infinite, mentre la pazienza dovrebbe essere inclusa nel pacchetto base. Anche nelle relazioni sentimentali sembra esistere un manuale invisibile del comportamento corretto. Se una donna resta in una relazione difficile, qualcuno le domanda perché non se ne vada. Se decide di andarsene, qualcun altro le rimprovera di non aver lottato abbastanza. Se perdona, è ingenua. Se non perdona, è rancorosa. Se aspetta, non ha amor proprio. Se smette di aspettare, evidentemente non amava abbastanza. Insomma, qualunque strada scelga, c'è sempre qualcuno convinto di conoscere quella migliore. Generalmente senza aver percorso nemmeno un metro della sua. Ma chi stabilisce che il coraggio debba avere una sola direzione? Ci sono donne che devono trovare la forza di andarsene. Altre che scelgono di restare, affrontando difficoltà che dall'esterno nessuno conosce davvero. Naturalmente, non tutte le situazioni sono paragonabili. Restare in una relazione segnata dalla violenza e dalla sopraffazione non equivale ad attraversare una crisi sentimentale. E la vicenda di Aleramo ci ricorda quanto possa essere necessario sottrarsi a un rapporto che nega la propria libertà. Ma ci ricorda anche qualcosa di più universale: nessuno dovrebbe decidere al posto nostro quale sacrificio sia accettabile e quale desiderio meriti di essere ascoltato. Forse è proprio questo il punto che rende Una donna ancora così attuale. Non la pretesa che tutte le donne facciano la stessa scelta, ma il diritto di poterla compiere senza essere definite esclusivamente dal giudizio degli altri. Da Porto Civitanova, oltre un secolo fa, Sibilla Aleramo iniziò un percorso che l'avrebbe portata a diventare una delle voci più importanti dell'emancipazione femminile italiana. Oggi abbiamo conquistato molte libertà che lei poteva soltanto immaginare. Ma continuiamo spesso a chiedere alle donne di giustificare ciò che desiderano, ciò che rifiutano e persino ciò che sono disposte a perdonare. E naturalmente, dopo aver spiegato tutto, sarebbe gradito anche un sorriso. Non vorremmo sembrare complicate. Forse la vera rivoluzione non consiste nel dimostrare di essere sempre forti, sempre giuste, sempre impeccabili. Forse consiste nel poter essere semplicemente persone. Con le proprie contraddizioni, i propri errori, le proprie scelte. Anche quando non piacciono a nessuno. Perché, dopo più di un secolo, la domanda non è soltanto quante libertà abbiano conquistato le donne. È quante volte debbano ancora chiedere scusa per averle esercitate.

Eventi

Il Teatro Verdi si prepara a una nuova stagione: da Alessandro Benvenuti a Tosca D'Aquino, tanti appuntamenti a Pollenza

Il Teatro Verdi si prepara a una nuova stagione: da Alessandro Benvenuti a Tosca D'Aquino, tanti appuntamenti a Pollenza

03/11/2026 16:06

Prosa, comicità, musica, teatro per ragazzi e valorizzazione delle tradizioni locali. Il Teatro Giuseppe Verdi di Pollenza si prepara ad accendere i riflettori sulla stagione 2026-2027, con un programma ricco e variegato che punta a coinvolgere pubblici diversi, offrendo occasioni di incontro, divertimento, riflessione e condivisione. Un cartellone che coniuga qualità e varietà, valorizzando le realtà culturali del territorio e aprendosi a nuovi linguaggi artistici. Accanto agli appuntamenti ormai consolidati, non mancano le novità, con particolare attenzione alle giovani generazioni e alle famiglie. Tra i momenti centrali della stagione tornano gli appuntamenti di prosa realizzati in collaborazione con AMAT. Quattro spettacoli che porteranno sul palco del Verdi interpreti e compagnie di primo piano. Si comincia il 18 gennaio 2027, alle 21.15, con Alessandro Benvenuti e Marina Massironi in La tigre. Si prosegue venerdì 5 febbraio, sempre alle 21.15, con la Compagnia della Marca in Imperator del dolcissimo canto. Il terzo appuntamento sarà mercoledì 17 marzo, alle 21.15, con Tosca D'Aquino, Simone Montedoro, Toni Fornari ed Elisabetta Mirra protagonisti di Cena con sorpresa. A chiudere la rassegna, venerdì 16 aprile, alle 21.15, sarà Michele La Ginestra con Il piacere -dell'attesa. Tra le novità della programmazione spicca anche Out of office di Giorgia Fumo, spettacolo comico che punta a conquistare soprattutto il pubblico più giovane, avvicinando le nuove generazioni al teatro attraverso un linguaggio contemporaneo, ironico e diretto. Grande attenzione sarà riservata anche ai bambini e alle famiglie con la rassegna Che spettacolo ragazzi!, che propone tre appuntamenti pomeridiani. Si comincia domenica 10 gennaio 2027, alle 17.30, con Mostri!, per proseguire domenica 14 febbraio, sempre alle 17.30, con Robin Hood nel castello di Nottingham. Ultimo appuntamento domenica 7 marzo, alle 17.30, con Trame su misura. Un'occasione per avvicinare i più piccoli al mondo del teatro attraverso storie, personaggi e spettacoli capaci di stimolare fantasia e partecipazione. Non mancherà uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico locale: la rassegna Celebriamo il dialetto, dedicata alla cultura e alle tradizioni del territorio. Due le serate in programma, entrambe alle 21.15: sabato 20 marzo 2027 andrà in scena Buona da morire, mentre sabato 10 aprile sarà la volta di Li misteri de stu munnu e de quill'addru. La rassegna rinnova così il legame con la lingua dialettale e con una tradizione teatrale che continua a rappresentare un importante momento di aggregazione, appartenenza e identità per la comunità. Spazio anche all'Associazione Culturale e compagnia teatrale Massimo Romagnoli di Pollenza, che porterà sul palco il musical I lupi bbelli, con due repliche: sabato 20 febbraio 2027 alle 21.15 e domenica 21 febbraio alle 17.15. La stagione sarà arricchita da concerti, iniziative culturali e momenti dedicati alla valorizzazione del territorio. Il programma prenderà il via sabato 7 novembre 2026 con l'Homeless Fest, contest musicale che porterà sul palco del Verdi energia, nuove sonorità ed espressioni artistiche. Sabato 21 novembre sarà la volta di Varietà che passione!, una serata all'insegna dello spettacolo e dell'intrattenimento, con ingresso a offerta. Sabato 28 novembre il teatro ospiterà Como Pinturas, spettacolo di flamenco organizzato in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. La danza e la musica accompagneranno il pubblico in un appuntamento di forte intensità espressiva. L'ingresso è di 12 euro; per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 349 1502155. Il calendario proseguirà sabato 12 dicembre con Mani Amiche, iniziativa dedicata al riconoscimento e alla valorizzazione dei cittadini meritevoli, per celebrare l'impegno, la generosità e il senso civico all'interno della comunità pollentina. Non potrà mancare il tradizionale Concerto di Natale del Corpo Bandistico Giuseppe Verdi di Pollenza, in programma domenica 20 dicembre 2026, alle 18, con ingresso gratuito. A chiudere gli appuntamenti del mese sarà mercoledì 30 dicembre, alle 21.15, il concerto Gospel & Carols, una serata dedicata alle suggestive atmosfere e alle sonorità della tradizione gospel e natalizia. L'ingresso è di 6 euro. Per informazioni e prenotazioni telefoniche è possibile contattare il botteghino del Teatro Verdi al numero 0733 549936 oppure il 349 4730823, attivo nei giorni feriali dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19. Il rinnovo degli abbonamenti sarà possibile il 28 e 29 novembre, il 5, 6 e 8 dicembre 2026, dalle 17 alle 20, presso il botteghino del teatro in Piazza della Libertà. La vendita dei nuovi abbonamenti si svolgerà invece il 12, 13 e 20 dicembre, sempre dalle 17 alle 20. I biglietti per tutti gli spettacoli Amat saranno acquistabili anche online sul sito www.vivaticket.it esclusivamente a partire dal 21 dicembre 2026. L'acquisto online comporta un costo aggiuntivo a favore del gestore del servizio.

San Severino, al Cinema San Paolo torna la rassegna d'autore: si parte con "Naza"

San Severino, al Cinema San Paolo torna la rassegna d'autore: si parte con "Naza"

03/11/2026 15:00

Prende il via a San Severino Marche la nuova rassegna cinematografica promossa dalla direzione del Cinema San Paolo in collaborazione con i Teatri di Sanseverino. Un cartellone che punta su opere di qualità, capaci di stimolare la riflessione e affrontare temi di forte attualità, inserito nella stagione 2026-2027 “Trasformazioni”. Ad aprire il programma saranno, giovedì 5 e venerdì 6 novembre, le proiezioni di “Naza”, in programma alle ore 21 in entrambe le serate. Firmato da Yuval Abraham e Rachel Szor, già registi di “No Other Land”, vincitore del premio Oscar, il documentario ha ottenuto il Premio speciale della giuria alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Un'opera d'inchiesta di grande intensità, che affronta uno degli aspetti più controversi dei conflitti contemporanei: l'impiego delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale nelle operazioni militari. Girato interamente di notte sui tetti di Tel Aviv, il film raccoglie le testimonianze, mantenute anonime, di operatori dell'intelligence e membri dell'esercito israeliano. Attraverso le loro voci emergono i meccanismi della sorveglianza di massa, delle intercettazioni e dei sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nelle operazioni a Gaza e in Cisgiordania. Il documentario propone così uno sguardo lucido e inquietante sulle modalità con cui la tecnologia entra nei processi decisionali militari e sulla definizione delle cosiddette vittime collaterali, considerate conseguenze accettabili delle operazioni. Un racconto che invita a interrogarsi sulle responsabilità umane ed etiche nell'utilizzo degli strumenti tecnologici in guerra. La proiezione di “Naza” segna dunque l'inizio di una rassegna che, nelle prossime settimane, porterà sul grande schermo del Cinema San Paolo altri titoli di interesse culturale e cinematografico. Il calendario proseguirà il 12 e 13 novembre con “L'Estranea”, il 19 e 20 novembre con “Zustissia” e il 25 e 27 novembre con “Tony”. Gli appuntamenti di dicembre prevedono invece “Minotaur”, il 3 e 4, “I figli della scimmia”, il 10 e 11, e infine “Fjord”, il 17 e 18 dicembre. Tutte le proiezioni sono previste alle ore 21. La rassegna si inserisce nel percorso della stagione “Trasformazioni” dei Teatri di Sanseverino, confermando il ruolo del cinema come spazio di approfondimento, confronto e scoperta.

Curiosità

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

San Severino su National Geographic a dieci anni dal sisma: lo scatto del palasport simbolo dell'emergenza

29/10/2026 17:30

A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, San Severino Marche torna al centro del racconto internazionale sul sisma. La rivista National Geographic ha dedicato uno speciale alla ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano, con un reportage dal titolo "Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso". Il servizio, pubblicato sul sito italiano della rivista e corredato dalle fotografie del settempedano Claudio Scarponi, ripercorre lo stato dei cantieri e le ferite ancora aperte nei territori colpiti dal terremoto. Tra le immagini scelte per documentare le conseguenze del sisma e il lungo percorso di ripartenza c'è anche uno scatto dell'interno del palasport comunale Albino Ciarapica di viale Mazzini, a San Severino Marche. Il palasport che accolse 180 sfollati La fotografia riporta alla memoria i giorni più difficili dell'emergenza, quando la struttura sportiva fu trasformata in uno dei principali centri di accoglienza allestiti dal Comune. Il palasport mise a disposizione 180 posti letto per gli sfollati, offrendo un primo riparo alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo le scosse. L'accoglienza a San Severino non si limitò al palasport. Altri centri furono attivati nelle palestre dell'Istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" e del plesso scolastico di Cesolo, oltre che in una struttura modulare installata nei pressi della chiesa della frazione. Una rete di spazi e interventi che testimoniò la risposta della comunità settempedana nelle ore e nei giorni più complessi, quando fu necessario trovare rapidamente una sistemazione per le persone rimaste senza casa. La ricostruzione ancora in corso Il reportage di National Geographic riporta l'attenzione su un territorio che, a distanza di dieci anni dal terremoto, continua a fare i conti con la ricostruzione. Le immagini di Scarponi raccontano non soltanto i segni lasciati dalle scosse e l'avanzamento dei lavori, ma anche la memoria di quanto accadde e la capacità delle comunità locali di affrontare l'emergenza. Per San Severino Marche, la presenza del palasport Albino Ciarapica tra gli scatti pubblicati rappresenta anche l'occasione per ricordare la solidarietà e l'organizzazione messe in campo per assistere gli sfollati. Un frammento della storia del terremoto che torna oggi sotto i riflettori, mentre il percorso di ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano non è ancora concluso. Il reportage completo è disponibile sul sito di National Geographic a questo link: Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso.

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

Castelraimondo festeggia i 100 anni di Celestino Morosi

27/10/2026 17:00

Cento anni di ricordi, esperienze e legami familiari. Celestino Morosi ha raggiunto lo straordinario traguardo del secolo di vita e ha festeggiato il compleanno nella casa di riposo di Castelraimondo, dove è attualmente ospite, circondato dall'affetto dei figli Simonetta e Aurelio, dei nipoti e dei suoi cari. Originario di Castelraimondo, Morosi ha trascorso gran parte della propria vita a Matelica, mantenendo il legame con il territorio d'origine. La ricorrenza è stata l'occasione per riunire la famiglia e celebrare un percorso lungo un secolo, caratterizzato da tante esperienze e dagli affetti costruiti nel tempo. Alla festa ha partecipato anche Barbara Cacciolari, assessore del comune di Matelica, che ha portato al centenario gli auguri e i saluti del sindaco Denis Cingolani. Gli auguri sono arrivati anche dall'amministrazione comunale di Castelraimondo. Il sindaco Patrizio Leonelli e l'assessore Ilenia Cittadini hanno rivolto a Celestino un messaggio di affetto: "Raggiungere i cento anni è un traguardo davvero speciale, che porta con sé una vita intera di ricordi, esperienze e affetti. A Celestino rivolgiamo i nostri più affettuosi auguri e l'abbraccio di tutta Castelraimondo". Gli amministratori hanno sottolineato anche il valore della festa organizzata nella struttura cittadina: "Siamo felici che questo compleanno sia stato festeggiato nella nostra Casa di riposo, circondato dall'affetto della sua famiglia e delle persone che ogni giorno se ne prendono cura. A Celestino auguriamo serenità e ancora tanti momenti belli da condividere". Un ringraziamento è stato infine rivolto alla Casa di riposo di Castelraimondo per aver accolto e celebrato questo importante traguardo, rendendo speciale il compleanno del centenario.

Varie

Rette per case di riposo e strutture residenziali: dall'Ats 16 contributi fino a 3mila euro. Come fare domanda

Rette per case di riposo e strutture residenziali: dall'Ats 16 contributi fino a 3mila euro. Come fare domanda

03/11/2026 12:40

Un aiuto concreto alle famiglie che sostengono le spese per l'assistenza di un proprio caro ospite di una struttura residenziale. Anche l'Ambito Territoriale Sociale 16 – Unione Montana dei Monti Azzurri, presieduto da Giampiero Feliciotti, ha aperto le domande per accedere ai contributi economici previsti dal progetto Multileva della Regione Marche. L'intervento prevede 250 euro mensili, fino a un massimo di 3.000 euro per il 2026, per alleggerire i costi delle rette di strutture sociali e sociosanitarie che accolgono anziani, persone con disabilità e persone con problemi di salute mentale. Le domande possono essere presentate fino al 16 novembre 2026 e le misure di sostegno si articolano in due distinti interventi, rivolti a differenti categorie di beneficiari. Il primo, denominato "Donne in equilibrio: tempi di vita, di cura e di lavoro" (Multileva 3.1), è riservato alle donne residenti nei Comuni dell'ATS 16, maggiorenni e fino a 67 anni, che contribuiscono al pagamento della retta di un familiare ospite di una struttura residenziale. Possono accedere al beneficio sia le donne occupate, con diverse tipologie contrattuali, sia quelle disoccupate, inoccupate o inattive. Sono invece escluse le pensionate. L'obiettivo è alleggerire il carico economico e assistenziale, favorendo la conciliazione tra responsabilità familiari e attività lavorativa. La seconda misura (Multileva 3.2) estende il sostegno ai familiari maggiorenni che contribuiscono al pagamento della retta e, in determinati casi, direttamente alle persone ospitate nelle strutture che sostengono autonomamente il costo dell'assistenza, senza ricevere un contributo economico dai familiari. Per entrambe le misure è previsto un limite ISEE di 25mila euro: ordinario per il familiare richiedente e sociosanitario residenziale per la persona ospite della struttura. Sono inoltre richiesti specifici requisiti relativi alla residenza, al rapporto di parentela o affinità e alle caratteristiche della struttura. Per ciascun ospite può essere riconosciuto un solo contributo, senza possibilità di cumulare le due misure o altri sostegni pubblici destinati alla stessa quota della retta. I moduli e gli avvisi completi sono disponibili sui siti www.ats16.it e www.unione.montiazzurri.it. Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare l'Ufficio Servizi Sociali dell'ATS 16 al numero 0733/656336. L'assegnazione dei contributi avverrà dopo la verifica dei requisiti e la formazione delle graduatorie regionali, sulla base dei valori ISEE e fino all'esaurimento delle risorse disponibili.

Recanati, addio a Giovanni Vigarani: era il figlio del tenore Beniamino Gigli

Recanati, addio a Giovanni Vigarani: era il figlio del tenore Beniamino Gigli

03/11/2026 12:00

Recanati piange la scomparsa di Giovanni Vigarani, morto all’età di 86 anni. Conosciuto dagli amici come Gianni e chiamato affettuosamente “Giovannino” dal padre, era nato nel 1940 dalla relazione tra il celebre tenore recanatese Beniamino Gigli e Lucia Vigarani, la donna che gli fu accanto per gran parte della vita. L’ultimo saluto è in programma domani, mercoledì 4 novembre, alle ore 10, nella chiesa di Cristo Redentore. Al termine della funzione religiosa, il corteo funebre raggiungerà il cimitero cittadino. La camera ardente è stata allestita presso l’obitorio dell’ospedale di Recanati. La famiglia ha chiesto di non acquistare fiori, invitando chi lo desidera a effettuare una donazione alla Fondazione Ant. A ricordarlo sono la moglie Maria Rita, la figlia Stefania, la sorella Maria Pia, il cognato Mario, i nipoti e gli altri familiari. La storia di Giovanni si intreccia con quella della famiglia di uno dei più grandi interpreti della lirica italiana. Dalla relazione tra Gigli e Lucia Vigarani nacquero tre figli: Giovanni, nel 1940, Gloria, nel 1942, e Maria Pia, nel 1944. Il tenore era già sposato con Costanza, dalla quale aveva avuto Rina ed Enzo. Le biografie dedicate all'artista riportano anche un particolare legato alla successione: sarebbe stato un suggerimento di Padre Pio da Pietrelcina a convincere Gigli a riconoscere ai figli avuti da Lucia la loro legittima parte di eredità. Un'altra ricorrenza lega profondamente la storia familiare: il 20 marzo. Nel 1890, proprio in quella data, nasceva a Recanati Beniamino Gigli. Il 20 marzo 1996, invece, si spegneva Lucia Vigarani. Giovanni aveva continuato a vivere nella città natale del padre e, nel corso degli anni, si era impegnato a mantenere viva la memoria del tenore e del suo patrimonio artistico. Era intervenuto più volte pubblicamente sul ricordo di Gigli e sul destino di Villa Gigli, portando avanti un impegno che aveva assunto un significato ancora più importante dopo la scomparsa dei membri della famiglia legale: la moglie Costanza, i figli Rina ed Enzo e il nipote Luigi Vincenzoni, che aveva dedicato la propria vita alla memoria dello zio. Con la morte di Giovanni Vigarani, Recanati perde una delle ultime testimonianze familiari dirette della vita di Beniamino Gigli e un legame con la storia privata del grande tenore.

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