Grave investimento intorno alle ore 20 lungo la strada provinciale 485, nella zona di San Claudio, a Corridonia. Una giovane ragazza di 15 anni è stata travolta da un veicolo all'altezza della Braceria Morica.
Immediato l'intervento dei soccorsi. Alla guida dell'automobile c'era un giovane. La ragazza è stata classificata in codice rosso. Al momento non è ancora stata definita la destinazione del trasferimento in ospedale: l'elisoccorso Icaro, infatti, non è operativo. Per questo è stata portata alla sala rianimazione dell'ospedale di Macerata, dove i medici stanno cercando di stabilizzarla. Avrebbe riportato alcune fratture.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri.
(notizia in aggiornamento)
Grave investimento intorno alle ore 20 lungo la strada provinciale 485, nella zona di San Claudio, a Corridonia. Una giovane ragazza di 15 anni è stata travolta da un veicolo all'altezza della Braceria Morica.
Immediato l'intervento dei soccorsi. Alla guida dell'automobile c'era un giovane. La ragazza è stata classificata in codice rosso. Al momento non è ancora stata definita la destinazione del trasferimento in ospedale: l'elisoccorso Icaro, infatti, non è operativo. Per questo è stata portata alla sala rianimazione dell'ospedale di Macerata, dove i medici stanno cercando di stabilizzarla. Avrebbe riportato alcune fratture.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri.
(notizia in aggiornamento)
Una presenza che si rinnova da circa 28 anni. La Trasporti Ecologici Cirioni Arduino di Macerata è anche quest'anno a Ecomondo, la manifestazione di riferimento per il settore ambientale e dell'economia circolare, che riunisce a Rimini aziende e operatori provenienti da tutta Italia e dall'estero.
A raccontare il significato della partecipazione è Adrio Cirioni, che insieme al fratello Demetrio porta avanti l'azienda fondata dal padre Arduino nel 1967 e specializzata nel trasporto e nella gestione dei rifiuti.
«Ormai è un appuntamento fisso Ecomondo, siamo presenti da circa 28 anni con il nostro stand. È un momento dove tutte le aziende del settore si ritrovano per cercare di ottimizzare un lavoro molto particolare dove le innovazioni sono sempre presenti e si riesce a trovare situazioni e risultati sempre più soddisfacenti», spiega Cirioni.
La fiera rappresenta anche un'occasione per incontrare clienti e collaboratori con i quali l'azienda maceratese lavora da anni, consolidando rapporti e confrontandosi sulle novità del comparto. «Siamo presenti qua con le nostre aziende, i nostri clienti ci vengono a trovare perché ormai sono tanti anni che collaboriamo sperando di essere un punto di riferimento a livello nazionale per tutto il settore».
Un appuntamento che, secondo Cirioni, continua a confermarsi centrale per il settore: «Ci sono convegni, situazioni molto interessanti. Sta riuscendo come tutti gli anni, è una fiera che ormai penso sia la fiera a livello nazionale più importante. Ci fa piacere esserci e essere parte integrante della stessa».
Tra i temi al centro della manifestazione c'è anche la sostenibilità dell'autotrasporto, un settore chiamato a ridurre il proprio impatto ambientale senza rinunciare all'efficienza dei servizi. Una sfida che Cirioni affronta attraverso investimenti tecnologici e attenzione alla gestione dei mezzi.
«Ormai sono tanti anni che puntiamo sull'innovazione. Siamo stati a livello nazionale tra i primi a usare l'LNG, il metano liquido. Ovviamente con Euro 6, facendo tutto quello che è possibile fare per essere ecosostenibile abbinare il più possibile con una logistica sempre pronta e molto efficace, riuscendo a ottimizzare».
Non soltanto, quindi, l'utilizzo di carburanti alternativi e mezzi con standard emissivi più recenti, ma anche una logistica capace di contenere consumi e costi, migliorando allo stesso tempo il servizio offerto ai clienti.
«Ottimizzare vuol dire ottimizzare per i costi, per i consumi e per i clienti. Questo ci ha premiato nel tempo, speriamo con il mio gruppo, di essere sempre più intraprendenti».
La partecipazione a Ecomondo diventa così un'occasione per confermare la direzione intrapresa dall'azienda maceratese: continuare a investire nell'innovazione e nell'efficienza, con l'obiettivo di rendere il trasporto sempre più sostenibile e competitivo.
Un grado tubolare della Marina Militare con l'insegna di Guardiamarina, manette in metallo prive di matricola e 1,8 grammi di hashish. È quanto hanno trovato i carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Fabriano durante un controllo stradale effettuato nel primo pomeriggio di ieri.
Due persone, di 40 e 30 anni, entrambe residenti fuori provincia e già gravate da precedenti di polizia, sono state denunciate per concorso nel reato di possesso di segni distintivi contraffatti.
L'episodio è avvenuto durante un servizio perlustrativo, quando l'attenzione dei militari è stata attirata da un'autovettura che procedeva in modo sospetto. I carabinieri hanno quindi deciso di fermare il veicolo per effettuare gli accertamenti.
A bordo si trovavano i due uomini, il cui atteggiamento particolarmente preoccupato ha spinto i militari ad approfondire il controllo, procedendo a una perquisizione personale e del mezzo.
Proprio durante le verifiche sono stati rinvenuti gli oggetti: un grado tubolare della Marina Militare recante l'insegna di Guardiamarina, potenzialmente idoneo a simulare l'appartenenza alle istituzioni militari, alcune manette metalliche prive di matricola e una modica quantità di sostanza stupefacente, pari a 1,8 grammi di hashish.
Al termine degli accertamenti, i due occupanti sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per il possesso in concorso di segni distintivi contraffatti. Gli oggetti rinvenuti sono stati sottoposti agli accertamenti e ai provvedimenti di rito.
Ormai succede sempre più spesso. Si parla di comunicazione? Qualcuno ha già chiesto a ChatGPT.
Si parla di strategia? C’è già una risposta pronta. Serve una mail? Fatta.
Un progetto? Fatto. Una presentazione? Fatta.
Una ricetta? Anche. Fantastico.
Peccato che, a un certo punto, venga quasi da chiedersi se sappiamo ancora distinguere tra avere una risposta e sapere davvero di cosa stiamo parlando.
Io l’intelligenza artificiale la uso tantissimo, la trovo straordinaria, utile e velocissima. Mi aiuta a ragionare, a mettere ordine, a sviluppare idee, a trovare alternative. Ma proprio perché la uso ogni giorno, mi accorgo ancora di più di una cosa: l’AI può aiutarti a fare quasi tutto, non può assumersi la responsabilità di quello che fai tu.
E invece stiamo entrando in una fase curiosa.
Quella in cui si arriva a una riunione con un documento scritto dall’intelligenza artificiale e magari ci si dimentica persino di togliere la frase finale tipo: “Puoi copiare questo testo direttamente nel tuo messaggio”.
Lì, sinceramente, un piccolo brivido arriva.
È davvero imbarazzante, non perché sia stato usato ChatGPT, ma perché è evidente che nessuno abbia nemmeno riletto. Ed è forse questo “il punto di dolore” di tutta la faccenda. Non l’uso dell’intelligenza artificiale, ma la delega totale del pensiero.
Oggi possiamo generare testi, immagini, video, presentazioni, proposte commerciali, risposte ai clienti. Possiamo farlo in pochi minuti e spesso con risultati anche molto buoni.
Ma chi controlla?
Chi decide se quel tono è davvero giusto per quel brand?
Chi si accorge se un’immagine ha modificato il prodotto?
Chi capisce se una risposta automatica, pur essendo perfettamente scritta, è completamente fuori luogo? Chi si chiede se una campagna sta portando clic oppure persone davvero interessate?
La risposta è sempre la stessa. Una persona. E possibilmente una persona che sappia cosa sta facendo.
Perché l’intelligenza artificiale può scrivere una campagna bellissima per un’azienda che non conosce davvero. Può creare un’immagine perfetta di un prodotto che però non esiste in quella forma. Può rispondere con grande educazione a un cliente arrabbiato senza capire minimamente perché sia arrabbiato.
Tecnicamente, tutto corretto. Strategicamente, un disastro.
E qui arriviamo alla parte che mi diverte di più: improvvisamente sembrano tutti capaci di fare tutto.
Grafica? ChatGPT. Copy? ChatGPT. Strategia? ChatGPT. Piano editoriale? ChatGPT.Consulenza? ChatGPT. A volte viene davvero da rispondere:
“Allora chiedilo a ChatGPT”.
Ma naturalmente sappiamo che non funziona proprio così.
Perché avere uno strumento potente non significa avere automaticamente esperienza, sensibilità, gusto, competenza o visione. È un po’ come avere una macchina fotografica professionale e pensare che questo basti per diventare fotografi.
Lo strumento aiuta. La persona fa la differenza.
E forse è proprio questo che dobbiamo difendere oggi: non il lavoro manuale contro l’intelligenza artificiale, non il passato contro il futuro, ma la capacità di usare strumenti nuovi senza spegnere il cervello.
Perché delegare la produzione si può. Delegare la responsabilità, molto meno.
E soprattutto, prima di consegnare, pubblicare, inviare o presentare qualsiasi cosa, resta ancora una tecnologia molto antica ma sorprendentemente efficace.
Rileggere.
CHIC / NON CHIC
CHIC: usare ChatGPT per lavorare meglio, più velocemente e con più idee.
NON CHIC: incollare tutto senza capire, controllare o togliere neppure le istruzioni finali.
E poi magari convocare pure una riunione per spiegarlo agli altri!
Due automobilisti denunciati per guida sotto l’influenza dell’alcol e una giovane arrestata in esecuzione di un ordine di carcerazione. È il bilancio dei recenti servizi di controllo del territorio dei Carabinieri, finalizzati alla sicurezza e alla prevenzione degli incidenti lungo le principali arterie di comunicazione.
Il primo episodio a Montecassiano. Intorno alle 3.40, lungo la Strada Statale 77, i militari della Sezione Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata hanno controllato l’auto condotta da un 36enne, originario di Roma e residente in provincia, già noto alle forze dell’ordine. Sottoposto all’etilometro, l’uomo è risultato positivo con un tasso alcolemico di 1,65 g/l, ben oltre i limiti di legge. Per lui è scattata la denuncia a piede libero per guida in stato di ebbrezza e il ritiro immediato della patente.
A Macerata, sempre di notte, una pattuglia della stessa Sezione ha fermato un veicolo guidato da un 19enne, originario di San Severino Marche e domiciliato nel capoluogo. Gli accertamenti hanno rilevato un tasso alcolemico di 1,10 g/l. Dai controlli è emerso inoltre che il giovane non aveva mai conseguito la patente. È stato quindi denunciato all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza e sanzionato in via amministrativa per guida senza patente.
A Corridonia, infine, i Carabinieri della locale Stazione, con il supporto dei colleghi di Treia, hanno arrestato una 28enne originaria di Roma e domiciliata in una comunità terapeutica del territorio. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma – Ufficio Esecuzioni Penali. La giovane deve scontare una pena residua di 7 mesi e 28 giorni di reclusione, per una condanna definitiva per estorsione, reato commesso a Roma il 25 maggio 2025. Dopo le formalità di rito, è stata accompagnata nella Casa Circondariale di Pesaro – Villa Fastiggi, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Silvia Squadroni torna in Forza Italia. L'annuncio è arrivato oggi a Civitanova Marche, nel corso di una conferenza stampa alla presenza dei rappresentanti locali e regionali del partito. Per la consigliera comunale si tratta di un ritorno alle origini: aveva infatti militato negli azzurri già dal 1994, prima di intraprendere un percorso civico e riavvicinarsi al centrodestra nel 2025.
"Torno nel partito che mi ha vista iniziare il mio percorso politico", ha spiegato Squadroni, motivando la scelta con il "cambio di passo" che, a suo avviso, ha interessato Forza Italia negli ultimi anni, rivendicando quando fatto in assise: "Sono stata una consigliera comunale sempre presente, anche nelle commissioni che non erano di mia competenza"
L'ingresso è stato accolto con soddisfazione dal segretario regionale Francesco Battistoni, che ha definito Squadroni "un valore aggiunto per il partito", grazie alla sua esperienza civica e alla sua conoscenza del territorio.
Soddisfazione anche da parte del segretario comunale Paolo Giannini, che ha parlato di "una squadra che vuole essere sempre più presente nei quartieri, nel confronto con le categorie economiche e accanto alle famiglie", e del vicesindaco Claudio Morresi, secondo cui Forza Italia continua a dimostrarsi attrattiva: "Insieme potremo portare avanti in Comune tante battaglie di Forza Italia, con maggiore forza e determinazione: dall’attenzione alle famiglie al sostegno alle attività economiche, fino al miglioramento dei servizi e alla cura della città".
Per Giuseppe Baioni, componente del direttivo comunale, le esperienze civiche rappresentano un valore aggiunto per la crescita del partito: "Il contributo di Silvia sarà prezioso per ampliare il confronto e portare nel partito ulteriori competenze e una sensibilità maturata nell’impegno diretto per Civitanova". Nel corso dell'incontro si è parlato anche dei rapporti con Vince Civitanova. Giannini ha escluso la volontà di riallacciare i rapporti: "Hanno fatto la loro scelta, ne prendiamo atto, ma non condividiamo né i modi né i tempi, a nostro parere molto miopi".
"Sono lieta e onorata di entrare a far parte di questa squadra", ha detto ancora Squadroni. "Lattenzione verso il mondo produttivo e verso chi è più in difficoltà sono gli obiettivi su cui oriento il mio impegno pubblico e Forza Italia è la ‘casa naturale’ in cui posso contribuire a realizzarli. Nell’epoca delle esasperazioni nel confronto politico, inoltre, credo che occorra tornare alla centralità delle persone e delle proposte. Forza Italia si propone esattamente questo, perciò ho aderito”.
Infine, ai nostri microfoni, la consigliera comunale ha respinto le ipotesi di una scelta legata alle prossime elezioni amministrative: "Sono in politica e sono in Forza Italia per fare il bene della gente, non per la poltrona".
Civitanova piange la scomparsa di Annalisa Pinesi, morta giovedì sera all'età di 48 anni all'ospedale Torrette di Ancona, dove si trovava ricoverata a causa di alcune complicazioni cardiache che purtroppo non le hanno lasciato scampo.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio in città, dove Annalisa era conosciuta e stimata, così come la sua famiglia, da tempo legata al mondo della pesca e del commercio ittico.
Nel corso della sua vita aveva maturato anche un'esperienza nel settore della ristorazione. Circa dieci anni fa aveva infatti gestito una trattoria nel cuore del borgo marinaro, in vicolo Venere, un'attività che le aveva permesso di farsi conoscere ulteriormente nella comunità civitanovese. Aveva inoltre collaborato nell'impresa della famiglia Pinesi, impegnata da anni nella lavorazione e nel commercio del pesce.
La sua scomparsa lascia un grande vuoto tra i familiari e le persone che le hanno voluto bene. Annalisa lascia i due figli Matteo e Santiago, i genitori Nadia e Pino e tanti altri parenti e amici che oggi si stringono nel dolore per una perdita così prematura.
Il funerale sarà celebrato questo pomeriggio, alle ore 15, nella chiesa di Cristo Re, dove familiari, amici e conoscenti potranno riunirsi per accompagnarla nel suo ultimo viaggio.
San Severino Marche piange la scomparsa di Cesare Cruciani, venuto a mancare all'età di 90 anni. Una figura molto conosciuta e stimata, che nel corso della sua vita ha saputo distinguersi non soltanto per il percorso professionale, ma anche per il costante impegno a favore della comunità e del volontariato.
La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio in città. A esprimere la vicinanza dell'amministrazione comunale alla famiglia è stato il sindaco Rosa Piermattei, a nome personale, della Giunta e del Consiglio comunale. Un pensiero particolare è stato rivolto al figlio Andrea, alla nuora Paola e ai nipoti Alessandro e Francesco.
«La sua figura è stata un punto di riferimento per la nostra comunità, sia per il suo prestigioso percorso come dirigente regionale nel settore agricoltura sia per il generoso contributo offerto alla vita cittadina», ha dichiarato il sindaco, ricordando le numerose attività alle quali Cruciani ha dedicato tempo ed energie.
Agronomo e dirigente della Regione Marche, Cruciani ha costruito una carriera professionale di rilievo, senza mai far mancare il proprio contributo alla vita sociale di San Severino. Il suo impegno si è concretizzato in diversi ambiti: dalla Casa di riposo “Lazzarelli” alla Pro Loco, fino alla fondazione della Onlus “L'Anello per la vita”, di cui è stato uno degli ideatori e promotori.
Proprio attraverso quest'ultima esperienza ha contribuito a promuovere un'attività di grande valore sociale, dedicata alle cure palliative e all'assistenza oncologica, dimostrando particolare sensibilità verso le persone più fragili e le loro famiglie.
Il suo percorso umano e professionale lascia così un segno importante nella storia recente della città. Un impegno portato avanti con generosità e spirito di servizio, che gli ha guadagnato nel tempo stima e riconoscenza.
I funerali di Cesare Cruciani si terranno oggi pomeriggio, alle ore 15.30, nella chiesa di San Domenico.
Sciopero in vista per i lavoratori dell'Azienda dei Teatri di Civitanova Marche. Le maestranze tecniche e amministrative hanno annunciato la propria adesione allo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali a livello nazionale, dopo l'interruzione delle trattative con Federvivo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Ad annunciare la mobilitazione, attraverso una nota, è la Slc Cgil Macerata – Rsa – Lavoratori. Lo sciopero è previsto per lunedì 9 novembre e coinvolgerà il personale impiegato al Teatro Annibal Caro, al cinema teatro Rossini e al cinema teatro Cecchetti, insieme ai lavoratori del settore mobilitati in tutta Italia.
Al centro della vertenza c'è il mancato accordo sull'adeguamento delle retribuzioni. Secondo quanto evidenziato nella nota, la controparte non avrebbe manifestato la disponibilità a riconoscere aumenti salariali adeguati a recuperare l'inflazione e il conseguente potere d'acquisto perso negli ultimi anni.
Una situazione giudicata particolarmente penalizzante, considerando che l'ultimo rinnovo del contratto nazionale risale al 2018.
«Appare incomprensibile voler rinnovare un contratto nazionale e non prevedere retribuzioni che tengano conto dell'aumento del costo della vita», sottolineano i lavoratori, evidenziando la necessità di riconoscere anche sul piano economico il valore delle professionalità che operano nel mondo dello spettacolo e della cultura.
La protesta punta a richiamare l'attenzione sulle condizioni di chi lavora quotidianamente dietro le quinte e negli uffici delle strutture teatrali, contribuendo al funzionamento e alla realizzazione delle attività culturali.
«Le professionalità del teatro lavorano per vivere e non fanno certo parte di un'élite», è il messaggio lanciato dalle maestranze, che chiedono un rinnovo contrattuale capace di garantire condizioni economiche più adeguate.
La mobilitazione di lunedì si inserisce dunque in una vertenza nazionale che coinvolge il personale tecnico e amministrativo del settore, con l'obiettivo di ottenere risposte concrete sul rinnovo del contratto e sul riconoscimento salariale delle professionalità impiegate nei teatri italiani.
MACERATA - Un sogno diventato realtà, tra curiosità, entusiasmo e tanta emozione. Per un piccolo aspirante poliziotto quella appena trascorsa è stata una giornata davvero speciale, grazie alla disponibilità della Questura di Macerata, che gli ha aperto le porte per fargli conoscere da vicino il mondo della Polizia di Stato.
Accompagnato dalla mamma, il bambino è stato accolto in Questura dall'ispettore Michele, in servizio all'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, che lo ha accompagnato durante tutta la visita, diventando per l'occasione il suo speciale capopattuglia.
Un'esperienza ricca di sorprese, durante la quale il piccolo ospite ha potuto osservare da vicino i mezzi utilizzati quotidianamente dagli agenti. Grande l'emozione quando ha avuto la possibilità di salire a bordo della moto della Polizia e accomodarsi all'interno dell'auto della Volante.
Non sono mancati i momenti più attesi: provare ad azionare i lampeggianti e ascoltare il suono della sirena, vivendo in prima persona sensazioni che probabilmente fino a quel momento aveva conosciuto soltanto attraverso i racconti o le immagini.
A rendere ancora più speciale la visita è stato il regalo finale: un cappellino della Polizia di Stato, consegnato al bambino come ricordo di una giornata che difficilmente dimenticherà.
Un'iniziativa semplice, nata dal desiderio di un bambino e resa possibile dalla sensibilità e dalla disponibilità degli agenti della Questura maceratese. Un'occasione per avvicinare i più piccoli alle istituzioni, mostrando loro il volto umano della Polizia di Stato e il valore del rapporto di fiducia con la comunità.
Perché essere sempre presenti al servizio dei cittadini significa anche questo: saper ascoltare i desideri dei più piccoli e trasformare un sogno in un ricordo speciale.
L'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sugli appalti legati alla ricostruzione post sisma continua ad alimentare il confronto politico in Consiglio regionale delle Marche. Dopo gli arresti di otto persone, tra cui Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente Francesco Acquaroli, il dibattito si concentra sulle eventuali responsabilità politiche e istituzionali della vicenda.
A intervenire è il consigliere regionale del Partito democratico Fabrizio Cesetti, che ha presentato un'interrogazione a risposta immediata, chiedendo al governatore se abbia ancora l'autorevolezza necessaria per esercitare pienamente il proprio ruolo.
«Il presidente della Regione Marche ha ancora la capacità e l'autorevolezza politico-istituzionale per esercitare i poteri, i doveri e le responsabilità di direzione che la Costituzione e lo Statuto gli attribuiscono?», domanda l'esponente dem.
Per Cesetti, infatti, la questione non può essere rimandata esclusivamente agli accertamenti della magistratura. Pur riconoscendo che spetterà agli inquirenti individuare eventuali responsabilità penali, il consigliere ritiene necessario affrontare subito anche il piano politico e istituzionale.
«Sarà compito della magistratura accertare e perseguire le responsabilità penali. A noi spetta la valutazione e il giudizio politico e istituzionale dei fatti che stanno via via emergendo. E lo dobbiamo fare in fretta, senza rifugiarci nel dire che l'inchiesta farà il suo corso: ne va della credibilità dell'istituzione Regione che tutti insieme abbiamo l'onore di rappresentare», afferma Cesetti.
Il consigliere del Pd punta quindi l'attenzione sul ruolo di vigilanza e direzione politica del presidente Acquaroli, sostenendo che, qualora il governatore non fosse stato a conoscenza di quanto sarebbe accaduto all'interno della struttura regionale, emergerebbero comunque interrogativi sulla gestione amministrativa e politica.
«Se il Governatore non ha avuto contezza di quanto accadeva da anni a pochissimi metri dalla sua stanza significa che è mancata la capacità di vigilanza e di direzione politica della Giunta e della macchina amministrativa», incalza.
Non si è fatta attendere la replica di Silvia Luconi, consigliera regionale di Fratelli d'Italia e sottosegretaria alla Presidenza della Regione, che contesta l'atteggiamento delle opposizioni e, in particolare, quello dello stesso Cesetti.
«Fa un certo effetto sentire Fabrizio Cesetti parlare di responsabilità istituzionale, vigilanza e ricostruzione», dichiara Luconi, ricordando che durante il Consiglio regionale svoltosi a Muccia le opposizioni avevano scelto di abbandonare l'aula.
«Proprio lui che, insieme a tutte le opposizioni, durante il Consiglio regionale a Muccia ha scelto di abbandonare l'aula, sottraendosi a un confronto che avrebbe meritato rispetto, attenzione e senso delle istituzioni», aggiunge.
Luconi respinge inoltre le accuse rivolte alla maggioranza e sottolinea che il presidente Acquaroli ha già riferito sulla vicenda. «Sono giorni che sentiamo ripetere che Acquaroli deve riferire. Acquaroli ha riferito, Cesetti se n'era già andato», afferma la consigliera regionale.
Nel suo intervento richiama anche la delicatezza del tema della ricostruzione, invitando a non trasformare le difficoltà delle comunità colpite dal terremoto in uno strumento di contrapposizione politica.
«La ricostruzione non può diventare un argomento da tirare fuori all'occorrenza per confezionare titoli e attacchi politici. Lo dico da terremotata, prima ancora che da consigliere regionale. Le comunità colpite dal sisma non hanno bisogno di essere utilizzate come sfondo di una polemica, ma di istituzioni presenti, credibili e capaci di lavorare insieme».
La rappresentante di Fratelli d'Italia conclude invitando tutte le forze politiche a mantenere un atteggiamento responsabile, distinguendo il giudizio politico dagli accertamenti giudiziari.
«Invocare un giudizio sommario prima di una sentenza non fa il bene delle istituzioni, ma le indebolisce», conclude Luconi.
Lo scontro tra maggioranza e opposizione resta dunque aperto. Sullo sfondo, l'inchiesta sugli appalti post sisma e la richiesta, da parte delle opposizioni, di fare chiarezza non soltanto sul piano giudiziario, ma anche su quello politico e amministrativo.
«Se le infrastrutture si potessero costruire con le parole, le chiacchiere e le polemiche, noi marchigiani avremmo già una rete infrastrutturale degna del miglior film di fantascienza». È una provocazione che racchiude la posizione della Uil Marche sul tema dei collegamenti e delle grandi opere attese nella regione. A lanciarla è Giorgio Andreani, segretario regionale del sindacato con delega ai trasporti, che torna a sollecitare Regione e Governo affinché si passi finalmente dagli annunci alle realizzazioni.
Secondo Andreani, infatti, il problema delle infrastrutture marchigiane continua a essere caratterizzato da progetti presentati, opere promesse e interventi annunciati che, nonostante la loro importanza strategica, faticano a tradursi in cantieri e risultati concreti.
«Le infrastrutture non si realizzano con gli annunci, né tantomeno con le dichiarazioni di circostanza. Puntualmente ci ritroviamo a fare il punto su opere che avrebbero dovuto cambiare il volto della nostra regione e che, invece, continuano a rimanere sulla carta», osserva il segretario regionale.
Al centro della riflessione c'è soprattutto il rapporto tra infrastrutture, sviluppo economico e competitività del sistema produttivo. Per la Uil, non è possibile chiedere alle imprese marchigiane di innovare, investire e competere sui mercati internazionali senza garantire collegamenti moderni ed efficienti.
«Se vogliamo davvero rilanciare l'economia marchigiana, sostenere il nostro sistema industriale e rafforzare la competitività delle imprese, dobbiamo avere il coraggio di dire che senza infrastrutture moderne, efficienti e integrate tutto questo rimarrà soltanto propaganda», sottolinea Andreani, evidenziando in particolare le criticità del sistema ferroviario regionale.
Tra le questioni che attendono risposte c'è innanzitutto il potenziamento della linea ferroviaria Falconara-Orte, considerata una direttrice fondamentale per i collegamenti tra il versante adriatico e quello tirrenico. La Uil chiede di sapere se l'opera rappresenti effettivamente una priorità per la Regione Marche e per il Governo nazionale.
Altro tema centrale è quello dell'alta velocità lungo la dorsale adriatica. «È una priorità oppure soltanto un argomento buono per riempire qualche dichiarazione pubblica?», domanda il segretario, chiedendo che, in caso di reale volontà di realizzazione, vengano indicati con chiarezza finanziamenti, progetti e tempi.
Andreani richiama inoltre il ruolo delle Marche all'interno dei corridoi europei della logistica e dei trasporti, sottolineando l'importanza della direttrice adriatica e del collegamento ferroviario Ancona-Roma. «È davvero così difficile comprendere che Falconara-Orte e dorsale adriatica sono infrastrutture strategiche per il futuro economico e produttivo della nostra regione? Oppure dobbiamo rassegnarci all'idea che le Marche siano destinate a restare ai margini delle grandi direttrici dello sviluppo nazionale ed europeo?».
Nel suo intervento il segretario regionale pone l'attenzione anche sul bypass ferroviario dell'area Api, un'altra opera sulla quale, secondo il sindacato, è necessario fare chiarezza. Andreani chiede di conoscere lo stato del progetto e le ragioni dell'attuale situazione: «È stato accantonato? Non ci sono più le risorse? È cambiata la programmazione? Qualcuno ritiene che non sia più necessario?». Per la Uil, non è accettabile che su un intervento considerato strategico per la mobilità, la logistica e lo sviluppo industriale del territorio continui a esserci incertezza.
Da qui la richiesta di un'assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni. La Regione, secondo Andreani, deve illustrare la propria strategia infrastrutturale e dimostrare di essere pronta a far valere il peso politico delle Marche nei confronti del Governo e degli organismi nazionali competenti.
«Non basta rivendicare le opere: bisogna saperle portare a casa. E il Governo nazionale deve smettere di considerare le Marche una periferia sacrificabile nelle proprie scelte infrastrutturali», afferma.
La richiesta del sindacato è quella di garantire alla regione pari dignità e opportunità rispetto agli altri territori, superando una condizione di ritardo che rischia di penalizzare imprese, lavoratori e cittadini.
«È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Vogliamo un piano infrastrutturale per le Marche, con opere definite, finanziamenti certi, responsabilità individuate e cronoprogrammi verificabili. Tutto il resto è propaganda. E di propaganda, francamente, questa regione ne ha già ascoltata abbastanza», conclude Andreani.
Importante traguardo accademico e professionale per Rodrigo Scagnetti, medico originario di Tolentino, che lo scorso mercoledì 4 novembre ha conseguito la specializzazione in Cardiologia all'Università Politecnica delle Marche, ottenendo il massimo dei voti e la lode.
Un risultato che corona un percorso di studi valutato brillantemente dalla commissione esaminatrice. Il lavoro di tesi è stato seguito dal professor Antonio Dello Russo, in qualità di relatore, e dal professor Giovanni Volpato, come correlatore.
Il dottor Scagnetti è già impegnato professionalmente presso il reparto di Cardiologia dell'ospedale pubblico di Senigallia, dove mette le proprie competenze cliniche e scientifiche al servizio della sanità pubblica e dei pazienti.
La notizia è stata accolta con soddisfazione da familiari, parenti e amici, che hanno voluto rivolgergli un messaggio di congratulazioni per il risultato raggiunto, augurandogli di proseguire il proprio percorso professionale e personale con la stessa dedizione, curiosità e impegno dimostrati durante gli anni di studio. Un riconoscimento che premia il lavoro svolto e segna un nuovo importante capitolo nella carriera del giovane medico tolentinate.
Le Marche sono la prima regione in Italia a introdurre un percorso strutturato per individuare precocemente il rischio di scompenso cardiaco nelle persone con diabete di tipo 2. L'obiettivo è intercettare i pazienti prima della comparsa dei sintomi, attraverso un semplice esame del sangue, e avviare tempestivamente gli approfondimenti cardiologici e le eventuali cure.
Il nuovo protocollo, definito dall'Agenzia regionale sanitaria (Ars), introduce un percorso comune su tutto il territorio marchigiano per prevenire una delle complicanze più frequenti e gravi del diabete. Il rischio di sviluppare uno scompenso cardiaco nelle persone diabetiche è, infatti, da due a quattro volte superiore rispetto alla popolazione generale e la patologia interessa circa il 30% dei pazienti con diabete di tipo 2. Nelle fasi iniziali, inoltre, può non manifestare sintomi evidenti, rendendo più difficile una diagnosi tempestiva.
Lo strumento individuato è il dosaggio dell'NT-proBNP, un esame del sangue che permette di rilevare eventuali segnali di sofferenza cardiaca. In presenza di valori che indicano un rischio intermedio o elevato, il paziente viene inserito in un percorso di approfondimento cardiologico.
"Con questo percorso le Marche compiono un passo importante sul fronte della prevenzione e della presa in carico delle persone con diabete - sottolinea l'assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro -. L'obiettivo è semplice: individuare prima i pazienti che presentano un maggiore rischio di sviluppare uno scompenso cardiaco e intervenire in tempo. Mettiamo in collegamento diabetologia, medicina generale e cardiologia attraverso un percorso definito e uguale su tutto il territorio".
"Significa accompagnare il paziente da un professionista all'altro senza lasciarlo solo di fronte a una possibile complicanza e, allo stesso tempo, cercare di evitare che la malattia arrivi a uno stadio tale da rendere necessario il ricovero", aggiunge Calcinaro.
Sono circa 82mila i marchigiani che dichiarano di avere il diabete, pari al 5,5% della popolazione regionale secondo i dati Istat del 2022. La rete diabetologica marchigiana, attiva dal 2003, conta 16 centri, di cui 15 per adulti e uno pediatrico, distribuiti sul territorio. Tra i suoi punti di forza figura la cartella clinica elettronica condivisa, collegata a un unico database regionale: un sistema che consente ai diversi centri di consultare le informazioni cliniche dei pazienti, favorendo la continuità assistenziale anche quando vengono seguiti in strutture differenti.
Il nuovo screening partirà proprio dai Centri diabetologici e riguarderà le persone con diabete di tipo 2 con più di 55 anni e almeno un ulteriore fattore di rischio. Tra questi figurano ipertensione di lunga durata, cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, ridotta funzionalità renale, obesità marcata e microalbuminuria.
Per i pazienti che rientrano nei criteri previsti viene effettuato il dosaggio dell'NT-proBNP. In assenza dei codici di esenzione, l'esame ha un costo a carico dell'utente di 16,55 euro, secondo il tariffario regionale.
Qualora il risultato evidenzi un rischio intermedio o alto, il medico di medicina generale o il Centro diabetologico provvederà a prenotare una visita cardiologica dedicata. Sarà quindi lo specialista a effettuare gli approfondimenti necessari e, quando indicato, a impostare la terapia prevista dal protocollo.
Il sistema punta così a evitare che un risultato anomalo rimanga senza un seguito assistenziale, mettendo in rete diabetologo, medico di famiglia e cardiologo. Il traguardo è riconoscere la possibile complicanza prima che compaiano i sintomi e intervenire per ridurre il rischio di progressione della malattia e di ricovero ospedaliero.
Il protocollo prevede anche un monitoraggio ogni sei mesi, per verificare che il percorso venga applicato in maniera omogenea in tutte le strutture regionali.
Proprio al rapporto tra diabete e scompenso cardiaco sarà dedicato un corso di formazione rivolto ai professionisti sanitari, in programma sabato 7 novembre ad Ancona, al SeePort Hotel, a partire dalle ore 9. Tra i responsabili scientifici dell'iniziativa figura Massimiliano Donato Petrelli dell'Ars Marche. All'appuntamento prenderà parte anche l'assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro.
Dopo sette successi consecutivi, la Settempeda rallenta al Soverchia e divide la posta con il Corridonia. L'1-1 finale interrompe anche la lunga imbattibilità del portiere Giachetta, che si ferma a 630 minuti senza subire gol. Un pareggio maturato al termine di una gara intensa ed equilibrata, con un tempo a testa: meglio gli ospiti nella prima frazione, più determinati i padroni di casa nella ripresa, giocata quasi interamente in inferiorità numerica.
Il risultato lascia i biancorossi al secondo posto in classifica, ora a tre lunghezze dalla capolista, ma offre alla squadra di Pierantoni indicazioni importanti in vista del finale del girone d'andata. La reazione mostrata dopo l'espulsione di Romagnoli, arrivata a inizio secondo tempo, conferma carattere e solidità mentale di un gruppo chiamato ad affrontare le ultime cinque giornate con fiducia.
LA CRONACA
La decima giornata mette di fronte Settempeda e Corridonia, con entrambe le squadre pronte ad affrontarsi a viso aperto. Il ritmo è subito alto e le occasioni non tardano ad arrivare. Al 5' Cappelletti recupera palla e calcia in diagonale, trovando sulla traiettoria Andrea Del Moro. Due minuti più tardi è Ruzzier a provarci dalla distanza, senza impensierire Giachetta.
La Settempeda mantiene il predominio territoriale e al 12' sfiora il vantaggio con Cicconetti, che si libera in area ma non riesce a dare forza alla conclusione. Il Corridonia, però, si dimostra pericoloso nelle ripartenze e al 14' passa in vantaggio: Atzori mette al centro un cross teso dalla destra e Ruzzier anticipa i difensori, battendo Giachetta con una girata al volo di destro.
I padroni di casa provano a reagire ancora con Cicconetti, ma il portiere ospite risponde presente. Dall'altra parte, il Corridonia continua a sfruttare gli spazi e al 25' va vicino al raddoppio: Monachesi serve Atzori, che in corsa colpisce in pieno la traversa. Pierantoni prova allora a cambiare assetto, ridisegnando la squadra con la difesa a quattro e Farroni sulla trequarti. Prima dell'intervallo, Giachetta è decisivo su una conclusione ravvicinata di Pagliari, deviata sotto la traversa dopo un'azione dell'ex Salvatelli.
La ripresa si apre nel peggiore dei modi per la Settempeda. Dopo appena due minuti Romagnoli, già ammonito, trattiene Atzori lanciato in velocità: il secondo giallo lascia i biancorossi in dieci uomini. Nonostante l'inferiorità numerica, la squadra di casa non rinuncia a cercare il pareggio. Pierantoni inserisce Sfrappini e il nuovo arrivato Pierluigi, mentre al 24' è Pagliari a impegnare Andrea Del Moro con un destro dal limite.
La Settempeda cresce con il passare dei minuti e alza la pressione. Al 38' arriva il meritato pareggio: un lancio di Monachesi viene prolungato di testa da Cicconetti, Pierluigi si inserisce in area e finisce a terra dopo il contrasto con un difensore. L'arbitro indica il dischetto e Cicconetti si incarica della trasformazione, spiazzando il portiere con un preciso rasoterra.
Sull'1-1 i biancorossi provano persino a completare la rimonta. Ceesay ci prova dalla distanza al 41', ma Andrea Del Moro blocca in due tempi. Nel finale, una punizione di Cicconetti da posizione centrale supera la barriera senza però avere la potenza necessaria per sorprendere l'estremo difensore ospite.
Finisce così in parità una sfida combattuta, nella quale la Settempeda ha saputo reagire alle difficoltà e conquistare un punto prezioso anche in inferiorità numerica. Ora lo sguardo è già rivolto alla prossima giornata: domenica 15 novembre, alle 15, i biancorossi saranno attesi dall'importante trasferta sul campo della Civitanovese.
TABELLINO
MARCATORI: pt 14’ Ruzzier; st 38’ Cicconetti su rigore
SETTEMPEDA: Giachetta, Brandi(35’st Codoni), Romagnoli, Pagliari, Pepi, Dutto(19’st Zappasodi),
Farroni(11’st Sfrappini), Paciaroni(19’st Monachesi), Cappelletti(11’st Pierluigi), Cicconetti, Ceesay. A disp.
Giulietti, Uncini, Massacci, Scocco. All. Pierantoni
CORRIDONIA: Del Moro Andrea, Antolini, Salvatelli, Marengo(40’st Ercoli), ciccalè, Del Moro Riccardo,
Atzori(28’st Marinelli), Bellesi(11’st Bedetta Nicola), Ruzzier, Pucci, Monachesi(35’st Borra). A disp. Mallozzi,
Bedetta Filippo, Da Col, Mitillo, Vico. All. Martinelli
ARBITRO: Barchetta di Fermo. ASSISTENTI: Falgiani di Ascoli e Buttafoco di San Benedetto
NOTE: espulsi: 2’ st Romagnoli per somma di ammonizioni. Ammoniti: Romagnoli, Marengo, Brandi,
Pierluigi, Del Moro Riccardo. Angoli: 6-3. Recupero: pt 1’; st 5’
Sante Alfonsi parla così nel pre-match di Lanciano Maceratese: "Dobbiamo dare per forza continuità ai risultati, potrebbe essere una partita importantissima per noi per tirarci fuori dalle zone calde e avere più di tranquillità. Abbiamo lavorato bene, veniamo da due risultati utili, il primo un po' più sofferto naturalmente, mentre nel secondo siamo stati bravi e adesso dobbiamo dare continuità ai risultati".
Alfonsi poi continua parlando del Lanciano: "Incontriamo una squadra attrezzata che può fare un altro tipo di campionato, adesso sta lì con noi, però ha giocatori molto importanti. Dobbiamo essere decisi, convinti di quello che siamo".
Il tecnico della Rata poi chiude così: "Siamo contenti di andare a Lanciano come di giocare tutte le domeniche, dobbiamo essere decisi, convinti per dare gioia ai nostri tifosi. Abbiamo un bel gruppo e lavoriamo bene sia con chi gioca di più, sia con quelli che giocano un po' di meno. Domani è un banco di prova per tutti e lo affronteremo al meglio".
Anche quest'anno è stata elaborata la classifica delle principali imprese marchigiane, esposta nel rapporto presentato nella sede di Confindustria di Ancona lo scorso 29 ottobre. Il rapporto, promosso dalla fondazione Aristide Merloni è realizzato in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche e rappresenta uno strumento importante per l'analisi dell'economia regionale.
I criteri su cui si basa la classifica sono quello dimensionale (valore delle vendite) e quello territoriale (principale sede operativa nelle Marche). La classifica prende in considerazione le prime 500 imprese per valore delle vendite nel 2025. Ovviamente queste ultime possono subire variazioni in base al cambiamento del valore delle vendite. Inoltre, per realtà come cantieristica navale, impiantistica e costruzioni viene preso in considerazione il valore della produzione e non quello delle vendite.
Nella classifica, occupano le prime quattro posizioni in ordine: Ariston Group (2,7 miliardi di fatturato), Conad Adriatico (1,4 miliardi di fatturato), Magazzini Gabrielli (1,3 miliardi) e Tod's (quasi un miliardo di fatturato). Di queste, le prime tre superano un miliardo di euro di vendite, mentre nelle prime dieci posizioni rientrano le imprese che superano i 500 milioni di euro di vendite. Sono, invece, 74 le imprese che superano i 100 milioni di euro di vendite.
Per quanto riguarda la provincia di Macerata, sono 98 le aziende che rientrano all'interno della classifica, con una vendita complessiva che raggiunge i 5,6 miliardi. I settori delle società maceratesi mostrano una grande diversificazione: tessile e abbigliamento, legno, mobili e arredamento, commercio, gomma e plastica, impianti e costruzioni, agenzie e servizi, apparecchi elettrici. Le prime posizioni della graduatoria sono occupate da Rema Tarlazzi (358,1 milioni), Lube Industries (273.1 milioni) e Finproject (265 milioni).
Nella prime dieci posizioni della provincia (quinta classificata) è presente anche la ditta Crucianelli Rest/Edile, con vendite pari a 244.168 milioni e una crescita del 63,9% rispetto al 2024 che la porta a salire di quattro posizioni rispetto allo scorso anno.
La lista delle 10 imprese marchigiane è la seguente:
L'innovazione nelle Marche
Un tema importante che ha caratterizzato l'analisi è quello dell'innovazione e della performance innovativa delle imprese, fattori fondamentali per mantenere competitività e crescita economica. Lo studio si è concentrato, quindi, anche sull'apporto che le aziende marchigiane forniscono nell'attività innovativa. Gli elementi presi in considerazione sono prevalentemente quelli della ricerca e dello sviluppo e l'attività brevettuale.
La spesa regionale in ricerca e sviluppo in rapporto al PIL e dello 0,94%, valore distante sia dalla media italiana (1,37%) che da quella dell'Unione Europea (2,2%). Nel periodo 2000-2023 le domande per brevetti industriali sono state 7.517 (di cui risulta concesso circa il 63%) e 2.382 per brevetti europei.
Il sistema brevettuale regionale appare relativamente diffuso e poco concentrato, dove piuttosto che l'intensità brevettuale, prevale la presenza di una base ampia di soggetti che accedono alla tutela brevettuale. Nel periodo 2000-2008 la crescita brevettuale era diffusa, mentre nel 2009-2022 viene sostenuta dalle imprese maggiormente brevettanti e la propensione a innovare e brevettare si è arrestata.
Per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, invece, fino al 2015 la regione ha evidenziato una crescita superiore alla media nazionale ed europea che ha visto un forte arresto dopo la crisi pandemica e una conseguente diminuzione della dinamica di crescita.
Ciò che preoccupa maggiormente, in ogni caso, non è il divario che può essere presente rispetto alla media nazionale o europea (che dipende dalle caratteristiche strutturallil del sistema produttivo regionale) ma piuttosto il poco margine di evoluzione registrato nell'ultimo decennio.
Il Sal zero rappresenta uno strumento importante per garantire liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma e permettere anche alle piccole aziende artigiane di partecipare ai lavori. A sottolinearne il valore è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che interviene nel dibattito sull'utilizzo del meccanismo, invitando a valutarne la funzione originaria e le esigenze concrete a cui risponde.
Il cosiddetto SAL zero, acronimo di Stato di Avanzamento Lavori, si differenzia dai normali Sal perché consente alle imprese di ottenere un'anticipazione su un contributo già concesso, prima che siano raggiunti i consueti livelli di avanzamento delle lavorazioni. L'erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia fideiussoria.
Introdotto nel dicembre 2016 per gli interventi relativi ai danni lievi e successivamente esteso, dall'aprile 2017, anche a quelli gravi, il meccanismo prevedeva inizialmente un'anticipazione massima del 20%. La percentuale è stata portata al 30% nel settembre 2021, per poi tornare al 20% con la modifica dell'8 maggio scorso.
Alla base della sua introduzione c'è una necessità concreta: evitare che le imprese debbano sostenere interamente con risorse proprie i costi iniziali dei cantieri, aspettando mesi prima di ricevere i primi pagamenti.
«Il Sal zero è nato per rispondere a un problema concreto: consentire alle imprese di lavorare senza dover anticipare per mesi, con risorse proprie, tutti i costi di avvio e delle prime lavorazioni nei cantieri», spiega Giglietti. La disponibilità immediata di liquidità permette di acquistare materiali, pagare i dipendenti, saldare i fornitori e remunerare gli artigiani coinvolti nelle diverse fasi degli interventi.
Il nodo principale riguarda la differenza tra i tempi di pagamento delle spese sostenute dalle aziende e quelli necessari per ottenere la liquidazione dei normali stati di avanzamento. Secondo quanto riferito da Cna sulla base dell'esperienza delle imprese, fornitori e artigiani vengono generalmente pagati entro 60-90 giorni, mentre per incassare un SAL ordinario possono trascorrere anche più di otto mesi.
Un'attesa legata ai diversi passaggi burocratici e tecnici: dall'esecuzione e contabilizzazione delle lavorazioni alla predisposizione della documentazione, fino alle istruttorie degli uffici della ricostruzione e alle successive procedure bancarie.
Una situazione che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte. «Una grande impresa strutturata ha generalmente maggiori disponibilità finanziarie per sostenere queste anticipazioni, mentre una piccola impresa edile artigiana spesso non dispone di tutte le risorse necessarie», osserva il presidente di CNA Macerata.
Il SAL zero, inoltre, può agevolare anche l'accesso al credito bancario, offrendo maggiore prevedibilità ai flussi finanziari. I benefici non riguardano soltanto le imprese edili, ma l'intera filiera della ricostruzione: elettricisti, termoidraulici, falegnami, fabbri e tutte le attività artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli interventi.
Questo, tuttavia, non significa che il sistema non debba essere accompagnato da verifiche adeguate. Cna Macerata riconosce la necessità di controlli rigorosi ed efficaci, soprattutto alla luce delle criticità emerse nel dibattito sul funzionamento dello strumento.
«Alcuni strumenti di verifica erano previsti e sono tuttora presenti. Occorre accertare dove e perché non abbiano funzionato adeguatamente e, se necessario, rafforzarli», sottolinea Giglietti.
Tra le possibili soluzioni indicate dall'associazione ci sono anche una revisione al ribasso del tetto massimo dell'anticipazione, qualora ritenuto eccessivo, e controlli più puntuali sull'effettivo avanzamento delle attività, sulla capacità operativa delle imprese, sul numero di cantieri gestiti contemporaneamente e sulla filiera dei subappalti.
La posizione di Cna è dunque quella di preservare la funzione dello strumento, intervenendo sulle eventuali criticità senza penalizzare l'intero sistema produttivo. «Non bisogna confondere l'utilità di uno strumento con gli eventuali utilizzi irregolari che ne possono essere stati fatti», precisa il presidente.
In gioco, secondo l'associazione, c'è anche la possibilità di mantenere sul territorio le ricadute economiche e occupazionali della ricostruzione, favorendo la partecipazione delle piccole imprese locali e sostenendo l'indotto artigiano.
«Senza uno strumento come il SAL zero, la ricostruzione rischierebbe di diventare appannaggio quasi esclusivo delle grandi imprese, le sole con la capacità finanziaria di sostenere per mesi e mesi i costi dei cantieri. A farne le spese sarebbero le piccole aziende del territorio e tutto l'indotto artigiano, con gravi conseguenze per l'economia locale», conclude Giglietti.
MACERATA- Si è svolta mercoledì scorso la prima conferenza del ciclo “Scienza in Città”, dedicata all’Intelligenza Artificiale. L’iniziativa è stata organizzata dagli “Amici del Liceo Galilei” in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche, Comunicazione e Relazioni Internazionali dell’Università di Macerata. Relatore il professor Emanuele Frontoni, ordinario di Informatica a Unimc e co-director del VRAI Lab (Vision Robotics & Artificial Intelligence), inserito dal 2021 nella lista “World’s Top 2% Scientists” curata da Stanford University ed Elsevier, che raccoglie il 2% degli scienziati più citati al mondo.
Dopo l’introduzione del presidente degli Amici del Liceo Galilei, Stefano Perugini, e il saluto della dirigente scolastica Roberta Ciampechini, ha preso la parola Frontoni. Il docente ha spiegato come l’affermazione degli Agenti AI rappresenti un salto di qualità rispetto ai sistemi tradizionali: non più strumenti che rispondono a una richiesta precisa, ma entità in grado di pianificare, decidere e agire all’interno di processi complessi, interagendo con dati, applicativi e persone. Un passaggio che, ha osservato, porta il rapporto tra esseri umani e algoritmi oltre la semplice delega dei compiti ripetitivi, verso una collaborazione fondata sulla complementarità tra capacità di calcolo e giudizio umano.
L’intervento ha poi offerto una lettura critica dello scenario, partendo dai risultati della ricerca su visione artificiale, analisi del comportamento umano e spazi sensibili, per interrogarsi su come progettare sistemi agentici affidabili, interpretabili e coerenti con il contesto in cui operano. Tra le sfide aperte sono state affrontate la definizione dei limiti di autonomia, la verificabilità delle decisioni, la gestione dell’incertezza e la costruzione di una fiducia calibrata, insieme alle implicazioni organizzative e formative dell’adozione di agenti intelligenti in ambiti ad alta responsabilità, come quello sanitario e industriale.
Il messaggio finale è che il valore degli Agenti AI non sta nel sostituire l’intelligenza umana, ma nell’amplificarla: una collaborazione da progettare con metodo, in cui all’essere umano restano la definizione degli obiettivi, l’esercizio del giudizio e l’assunzione delle responsabilità. Al termine, vivace dibattito con il pubblico, che ha rivolto numerose domande al relatore.
Il prossimo appuntamento: la Route 66. Il ciclo prosegue mercoledì 11 novembre, alle 17, alla Biblioteca Statale di Macerata (via Garibaldi 20), con la seconda conferenza. La professoressa Tatiana Petrovich Njegosh, docente di Letteratura e cultura anglo-americana a Unimc, parlerà di “La Route 66 (1926-2026): storia culturale di un mito USA”.
Cosa trasforma una strada in un mito? Perché un’arteria asfaltata si imprime nell’immaginario fino a far desiderare di percorrerla anche a chi non è americano? La U.S. Highway 66, inaugurata proprio l’11 novembre di cento anni fa, collegava Chicago alla California. Diventata metafora della nazione, richiama ancora oggi i temi centrali della storia e dell’identità statunitensi: mobilità, libertà individuale, progresso e movimento rigeneratore verso Ovest.
Attraverso una prospettiva storico-culturale e con il supporto di letteratura, cinema e musica, la conferenza permetterà di scoprire luci e ombre di uno dei simboli più noti, e meno conosciuti, del Sogno americano.
Il nuovo asilo nido comunale di via Argentina a Porto Recanati potrà contare su arredi e attrezzature moderni, pensati per garantire funzionalità e sicurezza. A renderlo possibile è un finanziamento ministeriale di 60mila euro, ottenuto grazie al bando pubblicato nel febbraio 2026 dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per migliorare l’offerta educativa nella fascia 0-6 anni.
La candidatura del Comune, presentata a febbraio, era stata autorizzata al finanziamento a maggio. Lunedì scorso la Giunta ha approvato il progetto, passaggio che apre la strada all’acquisto delle nuove forniture. Nella scelta degli arredi, l’attenzione si è concentrata non solo sull’innovazione e sulla praticità, ma soprattutto sulla qualità dei materiali e sulla sicurezza degli ambienti. La relazione tecnica e il capitolato fissano infatti requisiti rigorosi, in particolare per i materiali impiegati e per il rispetto delle norme sulle emissioni di sostanze potenzialmente nocive.
«Siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Riccetti – perché, grazie a una tempestività incredibile, ci consentirà di completare la dotazione della nuova struttura con arredi pensati per garantire ambienti accoglienti, sicuri e funzionali. Quando si interviene su servizi destinati alla prima infanzia, la qualità delle scelte progettuali e dei materiali deve rappresentare una priorità assoluta. Non si tratta semplicemente di acquistare mobili, ma di creare spazi nei quali i bambini possano crescere, giocare e apprendere in condizioni ottimali».
Soddisfazione anche da parte dell’assessora ai Servizi sociali Sonia Alessandrini, che sottolinea il valore del servizio per la comunità: «Un asilo nido comunale moderno e funzionale rappresenta un sostegno concreto alle famiglie nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, ma anche un ambiente confortevole per la crescita e la socializzazione dei bambini fin dai primi anni di vita».
Riccetti chiude indicando l’obiettivo dell’Amministrazione: consegnare alla città una struttura nuova e moderna dal punto di vista edilizio, ma anche ben attrezzata e qualificata sul piano educativo. «Investire nei servizi per la fascia 0-6 anni – conclude – significa investire concretamente nella qualità della vita della nostra comunità e nel nostro futuro».
Sette anni di concerti, collaborazioni e iniziative solidali, con circa 130mila euro raccolti e interamente devoluti in beneficenza. L'Orchestra "Insieme per gli Altri" festeggia il proprio anniversario con una nuova iniziativa: un calendario celebrativo stampato in 3mila copie, il cui ricavato sarà destinato interamente al sostegno di progetti e attività benefiche.
La pubblicazione rappresenta la settima edizione del calendario solidale promosso dall'orchestra, che anche quest'anno ha scelto di utilizzare la musica come strumento di vicinanza e sostegno alle realtà del territorio. Le copie saranno distribuite in occasione dei concerti, attraverso un'offerta libera. L'auspicio dei componenti è che il calendario possa portare nelle case un messaggio di serenità e di augurio, accompagnando il periodo natalizio e le festività di fine anno.
L'anniversario diventa anche l'occasione per tracciare un bilancio dei primi sette anni di attività. I numeri raccontano un percorso che ha raggiunto diverse regioni italiane: 286 concerti in 92 località del territorio nazionale, con collaborazioni e sinergie insieme a 158 associazioni benefiche ed enti istituzionali.
Attraverso le esibizioni, l'orchestra ha permesso di raccogliere circa 130mila euro, interamente devoluti alle associazioni che hanno richiesto la partecipazione del gruppo. A questo risultato si aggiunge la produzione di un cd, realizzato in 5mila copie, il cui ricavato è stato destinato interamente alla Lega del Filo d'Oro.
Tra le collaborazioni più recenti figura anche quella con Avis Regionale Abruzzo, con la quale è stato sottoscritto un protocollo d'intesa che coinvolge l'intera rete associativa territoriale abruzzese. Una partnership che ha già portato l'orchestra a partecipare a diversi appuntamenti nella regione.
Nel percorso dei sette anni rientrano inoltre le diverse edizioni del calendario solidale, che hanno raggiunto complessivamente le 10mila copie, il riconoscimento del "Premio Città di Staffolo 2024" e la nomina a socio onorario della Fondazione "Gaspare Spontini".
Anche nei prossimi mesi l'attività proseguirà con un calendario di appuntamenti, tra cui diversi concerti nella provincia di Macerata. Il primo è in programma il 20 novembre alle 21 nella chiesa del Redentore di Recanati, seguito il giorno successivo, alla stessa ora, dal concerto al Santuario del Santissimo Crocifisso di Treia.
Il 3 dicembre alle 16 l'orchestra sarà invece a Osimo, nella sede nazionale della Lega del Filo d'Oro, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità. Il 9 dicembre, alle 21, appuntamento al Teatro La Rondinella di Montefano per celebrare il settimo anniversario dell'associazione.
Il programma proseguirà il 19 dicembre alle 21 all'Auditorium San Rocco di Senigallia e il 29 dicembre alle 21.15 nella chiesa di San Domenico a San Severino Marche. Nel nuovo anno sono già fissati altri due concerti: il primo gennaio alle 18 all'Auditorium San Marco di Montecassiano e il 6 gennaio a Castelbellino.
L'orchestra invita infine a seguire la propria pagina Facebook "Orchestra Insieme Per Gli Altri", dove vengono pubblicati gli aggiornamenti sulle iniziative e sui prossimi appuntamenti. Sette anni dopo la sua nascita, il progetto continua così a mettere la musica al servizio della solidarietà, trasformando ogni concerto in un'occasione concreta per sostenere chi ha bisogno.
Approfondimento e teatro per parlare di relazioni e di violenza. Domenica 22 novembre, alle 16.30, la Rassegna delle Relazioni e dell’Amore Consapevole fa tappa al Teatro Vaccaj di Tolentino con un appuntamento organizzato dall’Assessorato alle Politiche sociali del Comune.
Ospite della giornata sarà Roberta Bruzzone, psicologa e criminologa, che guiderà il pubblico alla scoperta dei meccanismi delle relazioni violente e di quelle dinamiche che troppo spesso vengono riconosciute solo quando sono ormai evidenti.
Subito dopo, dagli spunti dell’incontro si passerà alla scena con lo spettacolo teatrale “Iceberg”, che porterà sul palco le stesse dinamiche, offrendo al pubblico un altro modo per leggerle e comprenderle.
L’iniziativa si inserisce nel percorso della Rassegna, pensato per promuovere una maggiore consapevolezza nelle relazioni e imparare a riconoscere per tempo i segnali di comportamenti violenti.
Il grande cinema torna protagonista a Civitanova Marche. Come da tradizione, con l'arrivo della stagione invernale l'Azienda dei Teatri rilancia la programmazione cinematografica, affiancando alla consueta offerta della sala Cecchetti anche il ritorno del Grande Schermo del Rossini.
Una doppia proposta pensata per soddisfare gusti e sensibilità differenti, con un calendario che accompagnerà gli spettatori nelle prossime settimane, fino al periodo delle festività natalizie, attraverso alcune delle uscite più attese della stagione.
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 12 novembre, alle 21.15, quando il sipario del Rossini si alzerà su Quello che resta di noi, ultima opera di Simone Riccioni, che firma la regia insieme a Emilio Mercanti. Per l'occasione è previsto anche un evento speciale con la partecipazione del cast, i cui dettagli saranno comunicati nei prossimi giorni.
Da lì prenderà il via una programmazione ricca di titoli di primo piano. Tra le pellicole annunciate figurano La notte delle fragole di Alessandro Genovesi, con Ficarra e Picone, Anna Foglietta e Vittoria Puccini, la commedia Ti presento i Fotter e il nuovo atteso film di Nanni Moretti, Succederà questa notte.
Grande attesa anche per il periodo natalizio, quando ad arrivare sul grande schermo sarà Bentornati al Sud, con Alessandro Siani e Claudio Bisio, uno dei titoli di punta della proposta cinematografica delle festività.
La ripartenza della stagione si inserisce in un momento particolarmente positivo per il settore cinematografico, caratterizzato da un rinnovato interesse da parte del pubblico. Un andamento che trova riscontro anche a Civitanova, come sottolinea la presidente dell'Azienda dei Teatri, Maria Luce Centioni.
«Ci apprestiamo a vivere una stagione invernale di cinema con un pubblico e un interesse in forte e sensibile aumento, in perfetta sintonia con il trend positivo che si registra a livello nazionale», dichiara Centioni. «È un momento bellissimo per il cinema e, come da tradizione consolidata, affrontiamo l'inverno puntando forte sulla nostra doppia sala».
La presidente evidenzia inoltre il ruolo complementare delle due strutture cittadine, con particolare attenzione alla vocazione del Cecchetti: «Non dobbiamo infatti dimenticare la voce fondamentale del cine-teatro Cecchetti, che da sempre si differenzia rispetto al Rossini mantenendo un occhio di riguardo verso il cinema d'essai e rivolgendosi a un pubblico alla ricerca di pellicole più particolari e ricercate».
Il ritorno del Grande Schermo al Rossini conferma dunque la volontà dell'Azienda dei Teatri di investire su un'offerta cinematografica articolata, capace di intercettare pubblici diversi e valorizzare entrambe le sale cittadine. Un inverno all'insegna del cinema, tra grandi produzioni, commedie, autori e appuntamenti speciali.
Tolentino ha celebrato il 4 Novembre, ricorrenza dell'Anniversario della Vittoria, della Festa delle Forze Armate e dell'Unità nazionale. La cerimonia commemorativa si è svolta sabato 7 novembre, in occasione del 108° anniversario della ricorrenza, con la partecipazione delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d'arma, degli studenti e di numerosi cittadini.
La manifestazione si è aperta con la Santa Messa celebrata nella chiesa di San Francesco. Al termine della funzione religiosa è stato formato il corteo che, a causa delle condizioni meteorologiche avverse, ha raggiunto la galleria di Palazzo Europa, dove si è svolto il momento istituzionale della commemorazione.
Dopo l'esecuzione dell'Inno nazionale e del tradizionale “Silenzio”, a cura dei musicisti del Corpo bandistico “N. Simonetti” dell'Associazione musicale “N. Gabrielli – Città di Tolentino”, sono intervenuti il sindaco Mauro Sclavi e il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj.
Un momento significativo è stato dedicato anche alle giovani generazioni, con la partecipazione dei rappresentanti del Consiglio comunale dei Ragazzi: la sindaca junior Rebecca Cingolani e il presidente del Consiglio comunale junior Niccolò Gentili.
Alla cerimonia hanno preso parte il sottosegretario della Giunta regionale Luconi, gli assessori comunali Pupo e Tiberi, i consiglieri Colosi, Montemarani, Prioretti e Pucciarelli, oltre ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'arma. Presenti anche il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Tolentino Petruccelli, il presidente dell'Associazione nazionale Carabinieri Losito e, per l'Anpi, Vittorio Luciani e Stefania Francioni.
Numerosa anche la partecipazione degli studenti delle scuole cittadine e dei cittadini, a testimonianza del valore di una ricorrenza che continua a rappresentare un importante momento di memoria collettiva e di condivisione dei principi di unità nazionale e libertà.
La commemorazione è proseguita nel corso della mattinata con la tradizionale deposizione delle corone di alloro in alcuni luoghi simbolo della memoria cittadina: il Famedio dei Caduti al Cimitero comunale, il monumento di via 4 Novembre, il piazzale dedicato ai Caduti di Kindu e il Monumento alla Vittoria.
A concludere la manifestazione è stata l'esecuzione del “Piave”, brano simbolo della memoria della Prima Guerra Mondiale e della Vittoria.
L'iniziativa è stata promossa dall'Amministrazione comunale di Tolentino insieme all'Associazione nazionale Combattenti e Reduci, sezione “Cav. VV. Luigi Adelmo Lodovici”, e alle associazioni combattentistiche e d'arma.
Una giornata dedicata al ricordo di quanti hanno sacrificato la propria vita per la Patria e alla trasmissione dei valori della memoria, della pace e dell'unità alle nuove generazioni.
Dalle ferite del terremoto del 2016 a un progetto turistico capace di portare l'entroterra maceratese su uno dei palcoscenici internazionali più importanti del mondo fantasy. "Keemar – Le Marche Fantastiche" è stata tra le realtà ospiti della 60ª edizione del Lucca Comics & Games. Un riconoscimento importante per il progetto nato con l'obiettivo di rilanciare turisticamente le zone colpite dal sisma, trasformandole in un luogo da scoprire attraverso un'esperienza diversa dai tradizionali itinerari.
L'uomo dietro Keemar è Gregorio Antonuzzo, autore dell'omonima trilogia fantasy. Dopo averne recuperato i diritti, ha deciso di trasformare l'universo narrativo immaginato nei suoi libri in qualcosa di più 'reale': un progetto capace di mettere in relazione la letteratura fantasy con le tradizioni, la cultura e i paesaggi dei comuni dell'area dei Monti Azzurri e di Fiastra. "Sono nato e cresciuto in Germania, ma quando sono arrivato nelle Marche ho sempre guardato queste zone con ammirazione, considerandole un territorio bellissimo in cui ambientare storie fantastiche", racconta Antonuzzo.
La trilogia riprende anche elementi della tradizione locale, a partire dalla figura della Sibilla, reinterpretata in chiave fantasy. Al centro della narrazione c'è un tema particolare: la libertà di scelta, affidata persino a personaggi tradizionalmente considerati negativi. È il caso del negromante, figura che nella storia di Keemar assume un ruolo centrale offrendo agli altri personaggi la possibilità di scegliere tra la morte e una vita eterna. Un universo narrativo che diventa il punto di partenza per coinvolgere i visitatori e accompagnarli alla scoperta dei luoghi che ne hanno ispirato le ambientazioni.
Negli ultimi dieci anni Keemar ha dato vita a eventi e iniziative sul territorio, tra cui il Fiastra Fantasy, manifestazione che richiama migliaia di visitatori, molti dei quali provenienti da fuori regione. Un appuntamento cresciuto anche grazie alla partecipazione della comunità locale: nell'ultima edizione sono stati coinvolti 186 figuranti tra le persone legate al progetto e quelle del territorio. Antonuzzo ricorda in particolare il ruolo del comune di Fiastra, "il primo ad aver creduto nell'iniziativa e ad aver contribuito concretamente alla sua realizzazione".
Proprio il lavoro svolto negli anni, insieme alla particolarità della proposta, ha attirato l'attenzione degli organizzatori del Lucca Comics & Games, che hanno invitato Keemar alla manifestazione. Per il gruppo, sbarcato in Toscana con 18 persone, si è trattato di un'esperienza del tutto nuova, con 11 spazi di presentazione (slot, ndr) e un appuntamento ufficiale dedicato al progetto e al libro, oltre a momenti di musica, letture e racconti per far conoscere il mondo fantastico costruito attorno alle Marche.
"L'emozione è stata immensa, per noi è stato come un sogno. Faccio sempre questo esempio: è come se mi avesse chiamato Zeus, mentre ero un soldato oplita che combatteva contro i persiani, per invitarmi alla sua festa - racconta Antonuzzo -. Ti chiama il Gotha, l'evento più grande del mondo, e ti dice che sei un suo ospite, mettendoti a disposizione degli spazi per presentarti. Ci siamo ritrovati in mezzo a una folla oceanica, una situazione difficile persino da immaginare".
La risposta del pubblico, nonostante le dimensioni enormi della manifestazione, è stata positiva. I libri hanno registrato un buon interesse e numerosi visitatori si sono fermati per conoscere il progetto e la possibilità di esplorare le Marche attraverso il linguaggio del fantasy. "Quello che proponiamo è un modo diverso di scoprire il territorio. Vogliamo creare qualcosa di unico in Italia: un'area interamente dedicata al fantasy, da visitare diventando protagonisti di una storia fantastica. Se un turista vuole vivere un'esperienza di questo tipo, può venire nelle Marche e nell'entroterra terremotato: è proprio questa unicità che ci ha permesso di attirare l'attenzione del Lucca Comics", spiega l'ideatore.
Ma la partecipazione alla kermesse toscana potrebbe rappresentare soltanto una tappa di un percorso più ampio. L'obiettivo è trasformare Keemar in una realtà stabile, con eventi e itinerari permanenti distribuiti nei comuni dell'Unione Montana dei Monti Azzurri. In questa prospettiva si inserisce la collaborazione con il presidente dell'Unione Montana, Giampiero Feliciotti, che ha messo a disposizione una sede per l'associazione - a Belforte del Chienti - e con il quale sono in corso interlocuzioni per sviluppare il progetto sul territorio.
Tra le idee allo studio c'è anche la realizzazione di un'applicazione geolocalizzata, utilizzabile direttamente nei luoghi interessati dai percorsi. Il funzionamento sarebbe legato proprio alla presenza fisica dei visitatori sul territorio, spiega Antonuzzo: "Non basterebbe scaricarla e accedervi da altre regioni, perché l'esperienza di gioco sarebbe attivata soltanto raggiungendo le località maceratesi".
Il progetto immaginato prevede itinerari con partenza da Fiastra, un percorso attraverso i comuni dell'Unione Montana Monti Azzurri e un ritorno alla manifestazione che ha contribuito a far conoscere Keemar: il Fiastra Fantasy.
Dal racconto fantastico alla promozione turistica, Keemar punta così a trasformare il patrimonio paesaggistico e culturale delle terre del sisma in un'esperienza riconoscibile anche fuori dai confini regionali. La vetrina del Lucca Comics ha acceso i riflettori su questa possibilità: ora la sfida è portare sempre più visitatori a vivere le Marche fantastiche direttamente nei luoghi che le hanno ispirate.
A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, San Severino Marche torna al centro del racconto internazionale sul sisma. La rivista National Geographic ha dedicato uno speciale alla ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano, con un reportage dal titolo "Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso".
Il servizio, pubblicato sul sito italiano della rivista e corredato dalle fotografie del settempedano Claudio Scarponi, ripercorre lo stato dei cantieri e le ferite ancora aperte nei territori colpiti dal terremoto. Tra le immagini scelte per documentare le conseguenze del sisma e il lungo percorso di ripartenza c'è anche uno scatto dell'interno del palasport comunale Albino Ciarapica di viale Mazzini, a San Severino Marche.
Il palasport che accolse 180 sfollati
La fotografia riporta alla memoria i giorni più difficili dell'emergenza, quando la struttura sportiva fu trasformata in uno dei principali centri di accoglienza allestiti dal Comune. Il palasport mise a disposizione 180 posti letto per gli sfollati, offrendo un primo riparo alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo le scosse.
L'accoglienza a San Severino non si limitò al palasport. Altri centri furono attivati nelle palestre dell'Istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" e del plesso scolastico di Cesolo, oltre che in una struttura modulare installata nei pressi della chiesa della frazione.
Una rete di spazi e interventi che testimoniò la risposta della comunità settempedana nelle ore e nei giorni più complessi, quando fu necessario trovare rapidamente una sistemazione per le persone rimaste senza casa.
La ricostruzione ancora in corso
Il reportage di National Geographic riporta l'attenzione su un territorio che, a distanza di dieci anni dal terremoto, continua a fare i conti con la ricostruzione. Le immagini di Scarponi raccontano non soltanto i segni lasciati dalle scosse e l'avanzamento dei lavori, ma anche la memoria di quanto accadde e la capacità delle comunità locali di affrontare l'emergenza.
Per San Severino Marche, la presenza del palasport Albino Ciarapica tra gli scatti pubblicati rappresenta anche l'occasione per ricordare la solidarietà e l'organizzazione messe in campo per assistere gli sfollati. Un frammento della storia del terremoto che torna oggi sotto i riflettori, mentre il percorso di ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano non è ancora concluso.
Il reportage completo è disponibile sul sito di National Geographic a questo link: Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso.
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I biancorossi espugnano di misura un campo piccolo e insidioso grazie a un diagonale di Acquaviva al 70’. Soddisfatto a metà mister Bonfigli: «Bene i tre punti, ma serve più coraggio nel gioco».
Entrambe le squadre sono arrivate alla sfida del “Ciarapica” di Tolentino con il peso di due pesanti sconfitte da riscattare: i padroni di casa erano reduci dal 4-1 incassato a Montecassiano, mentre gli ospiti dovevano smaltire il 3-1 subito tra le mura amiche per mano del Montegiorgio. I tolentinati, fanalino di coda del girone con soli tre punti all’attivo, andavano inoltre a caccia della prima vittoria stagionale; i maceratesi, invece, dopo un avvio promettente, cercavano in questa trasferta la svolta necessaria per rilanciarsi verso i piani alti della classifica. [1]
Ne è scaturita una gara tutt’altro che spettacolare, ma decisamente intensa: le dimensioni estremamente ridotte del terreno di gioco e una pioggerellina costante hanno infatti ostacolato il fraseggio e la fluidità della manovra, favorendo al contrario una partita maschia, "sporca" e costantemente in bilico. Il presidente ospite, Massimiliano Marcolini, ha paragonato l’incontro al recente match perso dai suoi a Villa Musone contro il Loreto: «Le premesse erano analoghe, ma stavolta siamo stati più cinici e abbiamo saputo leggere meglio la partita. Non è stata di certo la nostra miglior prestazione, ma ci prendiamo questi tre punti conquistati contro una squadra che mi ha ben impressionato: molto organizzata e determinata, nonostante un’età media decisamente bassa».
La prima frazione di gioco ha offerto ben poche emozioni. Si segnalano appena tre sussulti: al 16’ un traversone di Gesuelli su cui Di Marino ha impattato di testa, trovando la pronta risposta dell’attento Seghetti; al 31’ un contropiede dell’Elite sprecato da Forconi, che ha spedito la sfera sul fondo; un minuto più tardi, una punizione di Allushaj che si è spenta a fil di palo. [1]
Decisamente più vibrante è stata la ripresa, caratterizzata da occasioni su entrambi i fronti. A partire meglio sono stati i padroni di casa, pericolosi prima con una conclusione dal limite di Forconi terminata alta (48’) e poi con una bella percussione di Lenci, conclusa con una "fucilata" su cui Paci si è superato parando con maestria (63’). La risposta della Cluentina è passata dai piedi del neoentrato Mancini che, su calcio piazzato, ha pescato Montecchiari, la cui conclusione è però terminata sopra la traversa. [1]
Al 66’ un nuovo brivido ha percorso l’area ospite: su un velenoso corner di Dominino, alla ricerca del gol direttamente dalla bandierina, Paci è stato ancora una volta provvidenziale nel rifugiarsi sopra la traversa. [1]
La svolta è arrivata al 70’, quando i biancorossi hanno trovato la rete del vantaggio: sugli sviluppi di un altro calcio di punizione battuto da Mancini si è innescato un batti e ribatti al limite dell’area; la palla è schizzata verso Acquaviva che, dopo essersi allargato leggermente sulla destra, ha fulminato Seghetti con un preciso diagonale. [1]
Nel finale la Élite si è riversata generosamente in avanti alla ricerca del pareggio, ma la Cluentina ha mantenuto alta la concentrazione fino al triplice fischio, portando a casa tre punti preziosi al termine di una trasferta che, sulla carta, appariva ben più agevole. Nonostante il successo, mister Bonfigli fatica a dirsi pienamente soddisfatto: «Sono contento per i tre punti, che rappresentano una svolta rispetto agli ultimi risultati, ma ho poco altro di cui gioire. L’ho detto ai ragazzi durante l’intervallo: difettiamo di coraggio. Anche in gare come questa, disputate su campi piccoli, occorre avere la lungimiranza di provare a giocare, magari a due o tre tocchi, evitando di calciare il pallone in avanti senza alcun costrutto. Se vogliamo essere ambiziosi e migliorare quanto fatto lo scorso anno, dobbiamo partire da qui: replicare ciò che proviamo durante la settimana e lasciare meno spazio all’improvvisazione. Non a caso, le belle vittorie conquistate nelle prime giornate sono arrivate proprio grazie a questa applicazione. Mi tengo stretti i tre punti, ma con la consapevolezza che c’è ancora molto su cui lavorare».
IL TABELLINO
ELITE TOLENTINO: Seghetti, Della Ceca (65’ Evangelisti), Dominino, Blunno, Stura, Diamanti (73’ Cicloni), Lenci (73’Petrea), Staffolani, Forconi, Sejfullaj (83’ Akoh), Asteroidi (F. Biciuffi).
Allenatore: Paolo Biciuffi
CLUENTINA: Paci, Gesuelli, Torresi, Catinari (56’ Montecchiari), Menghini, Monteverde, Cullhaj (56’ Mancini), Sinigallia, Acquaviva, Di Marino (Gueye), Allushaj.
Allenatore: Marco Bonfigli
ARBITRO: Stefano Di Diodoro (San Benedetto del Tronto)
MARCATORI: 70’ Acquaviva
SPETTATORI: circa 150