"Sul mattatoio Parcaroli ha mentito: vogliamo la commissione d'inchiesta"
Come era facile prevedere la faccenda del mattatoio sta diventando un macello. Sandro Parcaroli è accusato dal Pd di aver mentito al Consiglio comunale e alla città. Il principale gruppo di opposizione in Comune chiederà una commissione d’inchiesta sull’affaire dell’asta per il complesso di Villa Potenza. Nonostante la difesa d'ufficio di Pierfrancesco Castiglioni, capogruppo in Comune di Fratelli d'Italia, Sandro Parcaroli dovrà affrontare un Consiglio comunale particolarmente infuocato lunedì prossimo. Per tre ragioni: la prima è che è stato sostanzialmente confermato quanto anticipato da Picchio News e cioè che venerdì 9 gennaio pochi giorni prima della scadenza dell’asta per l’aggiudicazione di immobili e terreni del CoZoMa, a Villa Potenza, il sindaco si è chiuso nel suo ufficio con l'assessore al bilancio Oriana Piccioni, Ilario Marcolini - l'imprenditore che con il massimo ribasso di legge essendo l’unico concorrente si è aggiudicato l’intero lotto per poco più di 390 mila euro, cioè un decimo del valore stimato all'atto della liquidazione coatta del mattatoio - e il capo dell’ufficio tecnico del Comune ingegnere Tristano Luchetti che ha illustrato le potenzialità di sviluppo dell’area per discutere del mattatoio. Dopo questa riunione il sindaco ha deciso di non partecipare all’incanto. La seconda ragione - scoperta da Picchio News - è che non c’era alcun bisogno di avere a disposizione tutti i soldi prima dell’asta per parteciparvi come detto da Sandro Parcaroli. E’ vero che la base d'asta partiva da circa 520 mila euro, ma come si legge nel bando, e come peraltro è prassi di tutte le aste, era sufficiente corredare la partecipazione con il 20% della cifra offerta più il 10% per le spese. Cioè il Comune di Macerata, se voleva partecipare all’asta, bastava che disponesse di qualcosa meno di 150 mila euro. È scritto nero su bianco nell'avviso di gara del 23 ottobre 2025 firmato dalla dottoressa Valeria Rastelli in esecuzione dell’ordinanza emanata il 20-03-’22 dal Giudice delle Esecuzioni Immobiliari del Tribunale di Macerata dottor Enrico Pannaggi nella procedura esecutiva n° 235/15 R.G.E.I. E se il Comune di Macerata non ha 150 mila euro vuol dire che il bilancio sano e in equilibrio rappresentato da Oriana Piccioni fa acqua: vuol dire che il Comune non ha disponibilità di cassa. Ammetterlo sarebbe peggio che rispondere ai molti interrogativi sull’asta. Il terzo motivo - anche questo anticipato da Picchio News - è che il Sindaco ha deciso dopo aver incontrato Ilario Marcolini di lasciare all’imprenditore campo libero non dando seguito alla richiesta, peraltro accolta e non poteva essere altrimenti visto che la società è controllata al 99% dal Comune, all'Apm di mettere a disposizione la somma di 520 mila euro necessaria per l’aggiudicazione del mattatoio. Su questi elementi poggia la durissima accusa che i vertici del Pd di Macerata muovono al primo cittadino. Lo hanno fatto in una conferenza stampa – si è tenuta stamane poco dopo le 12 al bar Mercurio – in cui sono intervenuti la professoressa Ninfa Contigiani, segretario cittadino del partito, l’avvocato Narciso Ricotta capogruppo in Comune e il consigliere Pd avvocato Andrea Perticarari che subito ha interrogato il Sindaco, adombrando anche l’eventualità di un danno erariale emergente dalla condotta del Primo cittadino, sulla mancata partecipazione del Comune all’asta per il CoZoMa. Ninfa Contigiani ha messo in rilievo come questa sia l’ennesima volta che il sindaco "tratta la cosa pubblica come fosse una sua proprietà" e lascia dietro di sé "zone d’ombra che devono essere chiarite al più presto". Ninfa Contigiani ha anche duramente stigmatizzato la violazione della volontà democratica espressa dal Consiglio Comunale - ha votato all’unanimità l’adeguamento di bilancio necessario a consentire l’accensione di un mutuo per 520 mila euro finalizzato alla partecipazione all’asta - che il sindaco ha fatto non partecipando all’asta senza informare nessuno e poi ha confermato che ci sono "voci sull’incontro preventivo tra Parcaroli e Marcolini che devono essere chiarite". A questa affermazione si è rifatto Andrea Perticarari che ha testualmente affermato: "Non possiamo tacere di fronte alla menzogna detta dal Sindaco". La menzogna è sostanzialmente la somma dei tre dubbi sollevati di fronte alla mancata partecipazione all’asta da parte del Comune e che Picchio News aveva ampiamente anticipato. Ma la menzogna più grave - sostiene Perticarari - è quella propalata da Sandro Parcaroli secondo il quale "il Comune non ha partecipato all’asta perché non c’è stato il tempo tecnico per accendere il mutuo necessario". E’ falso, secondo gli esponenti Pd, perché "il 2 gennaio l’APM ha convocato, con delibera del suo consiglio di amministrazione, un’assemblea dei soci per il 12 gennaio con all'ordine del giorno: distribuzione del fondo di riserva". Significa - ha sottolineato Perticarari - "che il Comune aveva a disposizione la provvista di denaro necessaria per partecipare all’asta senza alcun bisogno di fare un mutuo, peraltro se i soci richiedono la distribuzione del fondo di riserva la società non può esimersi dal farlo". Ma, ecco il colpo di scena, il 12 gennaio il Comune non si è presentato all’assemblea mandandola deserta. "Sappiamo - sottolinea Ninfa Contigiani - che alle 9 e 30 del 12 gennaio con una telefonata il Comune ha avvertito l'Apm che non sarebbe intervenuto all’assemblea e questo è accaduto dopo che il Sindaco aveva incontrato Marcolini". Per queste ragioni - ha spiegato Perticarari - "lunedì chiederemo le comunicazioni urgenti del Sindaco sul caso del CoZoMa e subito dopo avanzeremo la richiesta che - come da Statuto - venga insediata una commissione d’inchiesta del Consiglio comunale su questi fatti visto che le diverse esternazioni del Sindaco sono contraddittorie e, a nostro giudizio, non veritiere". "Mi auguro - ha sottolineato Ninfa Contigiani - che i gruppi di maggioranza comprendano quanto è delicata la situazione e si associno alla nostra richiesta che è una richiesta di trasparenza". A domanda se vi siano possibili risvolti penali l’avvocato Perticarari risponde. "Non è nostra abitudine portare gli atti in Procura, però molto dipende da cosa emergerà o non emergerà dalla commissione d’inchiesta; non c’è dubbio che c’è un profilo molto delicato che ruota attorno alla liquidazione del CeMaCo". Ma le rivelazioni non si fermano qui. È toccato a Narciso Ricotta dare il colpo finale: "Abbiamo scoperto leggendo un verbale del novembre scorso che non è mai stato trasmesso in Comune, e dunque ci chiediamo che tipo di vigilanza questo Sindaco svolga sulla partecipata più importante, che l'Apm ha acceso un muto per trecento mila euro per poter pagare le tredicesime". "L'Apm che regala i parcheggi ai dirigenti - dunque a chi può invece pagarlo perché ha uno stipendio consistente - e scarica i costi sui cittadini non ha i soldi per pagare gli stipendi. Sono molto curioso e a seguito della richiesta di distribuzione della riserva fatta dal Sindaco - anche se poi non gli ha dato seguito ignorando il deliberato del Consiglio comunale, il che è gravissimo, perché non ha partecipato all’asta per il mattatoio – ho avuto contezza che il debito che l'Apm ha con il Comune per 3,5 milioni di euro è quasi tutto dovuto al mancato pagamento dei canoni per il servizio idrico - aggiunge Ricotta -. Dai conti di Apm si evince che non ci sono i soldi per fare le manutenzioni e questo mentre si sono spese centinaia di migliaia di euro in consulenze per non sciogliere il nodo del gestore idrico unico condizione imprescindibile per mantenere l‘acqua in mano pubblica. Viene il sospetto che si pensi di azzerare i debiti privatizzando il servizio". "Che del resto è ormai una prassi di questa amministrazione. Gli ascensori gestiti dall'Apm e che dovrebbe rinnovarli con i proventi dei parcheggi saranno invece ricomprati dal Comune con i soldi di tutti. A proposito degli ascensori abbiamo anche scoperto che la società che gestisce le manutenzioni e che per contratto qualora qualcuno resti intrappolato nella cabina deve soccorrerlo è di Pescara. Se non fosse tragico sarebbe comico, devono venire da Pescara a liberare la gente! Lo stesso vale per la gestione delle farmacie - prosegue Ricotta -. Io sono il primo a volerle pubbliche e mi batterò fino allo stremo perché restino Comunali, ma devono erogare più servizi e devono essere gestite meglio. È perfettamente nello stile di questo sindaco: creare problemi per regalare ai privati. "Lui ha già cambiato due presidenti all'Apm e ora fa finta – di fronte al caso dei parcheggi gratis a chi comanda – di cadere dalle nuvole: sa benissimo che l'Apm, che potrebbe essere un gioiello, è malgestita, ma a lui in prospettiva va bene così. Anche su questo daremo battaglia", chiosa Ricotta. In conclusione, aspettando il Consiglio comunale di lunedì, pare di capire che il sindaco andò per fare il mattatoio, ma venne matato.

cielo coperto (MC)
