Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)
Attualità
24/08/2026 10:00

Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)

Dieci anni dopo il terremoto, San Severino Marche guarda alla ricostruzione con la consapevolezza di aver fatto passi importanti, ma anche con la certezza che la strada da percorrere sia ancora lunga. Il Comune è stato tra i primi del cratere a demolire e rimuovere le macerie, un'accelerazione che ha consentito di avviare prima alcune delle opere necessarie per restituire alla città edifici e servizi. A fare il punto è il sindaco Rosa Piermattei, che parte dai numeri per raccontare lo stato della ricostruzione privata: sono 1.208 gli edifici dichiarati inagibili, 1.008 le pratiche presentate, 782 quelle finanziate e 547 gli edifici tornati agibili. Un bilancio che, a dieci anni dal sisma, restituisce l'immagine di una città che ha compiuto passi avanti significativi, pur essendo ancora lontana dalla conclusione del percorso. «Siamo ancora molto lontani, ma allo stesso tempo siamo abbastanza contenti del risultato raggiunto», spiega Piermattei. Nel frattempo, infatti, San Severino ha visto la conclusione di importanti interventi pubblici, tra cui la ricostruzione di una scuola e dell'Itis Divini, uno dei simboli della ripartenza della città. «San Severino sta cambiando volto», sottolinea il sindaco. Il percorso, però, non è stato lineare. La burocrazia ha rallentato la ricostruzione, mentre la pandemia ha imposto uno stop durato quasi tre anni. Poi sono arrivati gli effetti delle guerre e l'aumento dei costi delle materie prime, in particolare di ferro e legno, costringendo a rivedere diversi interventi e i relativi quadri economici. Sul fronte delle opere pubbliche, il Comune ha già completato alcuni dei primi interventi riconosciuti e sta lavorando al secondo stralcio, per oltre 40 milioni di euro. Tra gli interventi più importanti c'è la casa di riposo, con un costo superiore ai 13 milioni e arrivato a circa 15 milioni, ma sono diversi i cantieri e i progetti che stanno entrando nella fase operativa. È partita la palazzina Scuriatti, mentre sono prossimi all'avvio gli interventi sull'ex cinema Italia, il primo stralcio delle Sette Cannelle e l'asilo nido. Nei prossimi mesi dovrebbero inoltre iniziare i lavori per la ricostruzione di una scuola. A questi si aggiungono gli interventi sui cimiteri, diversi dei quali sono stati riconosciuti nell'ambito della ricostruzione. Ma dietro numeri, cantieri e pratiche ci sono soprattutto le persone. E dopo dieci anni il fattore tempo pesa sempre di più. «Le persone di questa comunità sono anziane e hanno difficoltà, vogliono ritornare nelle proprie abitazioni», sottolinea Piermattei. Da qui l'auspicio che l'accelerazione registrata negli ultimi due anni possa proseguire, permettendo ai cittadini di tornare a una vita normale e, soprattutto, consentendo alla comunità di iniziare a ragionare sul futuro. Perché la ricostruzione, secondo il sindaco, non può limitarsi alla restituzione degli edifici danneggiati. La vera sfida è ripopolare i territori del cratere. San Severino ha un territorio di 194 chilometri quadrati, il più esteso della provincia di Macerata e il terzo a livello regionale. Un'estensione che rende ancora più importante garantire collegamenti, servizi e attrattività. Tra le questioni considerate decisive c'è quella dell'intervalliva, opera attesa per migliorare i collegamenti della città. «Speriamo che stia andando avanti al Ministero e si possa realizzare», dice Piermattei, spiegando come la mancanza di un collegamento adeguato rischi di penalizzare ulteriormente San Severino. C'è poi il tema dell'ospedale, un altro presidio che il Comune considera fondamentale per il futuro della comunità. «Stiamo cercando di far capire l'importanza di avere un presidio ospedaliero proprio qui a San Severino, ma che funzioni al 100%», afferma il sindaco. A raccontare concretamente come sia cambiata la vita dopo il sisma è anche il villaggio Campagnano, dove sono state realizzate 103 Soluzioni abitative di emergenza. «Non abbiamo avuto nessun tipo di problematica in questi dieci anni e sono tutte occupate», spiega Piermattei. Una parte delle SAE è utilizzata dall'Arma dei carabinieri, che ha dovuto lasciare la propria sede danneggiata dal terremoto, mentre altre ospitano famiglie che stanno ancora aspettando di poter rientrare nelle loro abitazioni. Il tempo, però, ha trasformato anche il rapporto con queste strutture. Alcune vengono utilizzate, attraverso un bando, per dare una soluzione abitativa a famiglie che ne hanno necessità. A dieci anni dal terremoto, quindi, San Severino si trova davanti a un bivio: completare la ricostruzione e contemporaneamente costruire le condizioni per un nuovo futuro demografico ed economico. «Come comunità colpita dal sisma abbiamo bisogno sempre di essere positivi, guardare avanti, ma soprattutto dobbiamo andare e camminare molto più veloce», conclude Piermattei. Un appello rivolto alla burocrazia e alle istituzioni, non soltanto per San Severino ma per tutti i Comuni del cratere: «Dobbiamo far sì che ritornino alla loro vita e si possa pensare a un futuro».

Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)

Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)
24/08/2026 10:00

Dieci anni dopo il terremoto, San Severino Marche guarda alla ricostruzione con la consapevolezza di aver fatto passi importanti, ma anche con la certezza che la strada da percorrere sia ancora lunga. Il Comune è stato tra i primi del cratere a demolire e rimuovere le macerie, un'accelerazione che ha consentito di avviare prima alcune delle opere necessarie per restituire alla città edifici e servizi. A fare il punto è il sindaco Rosa Piermattei, che parte dai numeri per raccontare lo stato della ricostruzione privata: sono 1.208 gli edifici dichiarati inagibili, 1.008 le pratiche presentate, 782 quelle finanziate e 547 gli edifici tornati agibili. Un bilancio che, a dieci anni dal sisma, restituisce l'immagine di una città che ha compiuto passi avanti significativi, pur essendo ancora lontana dalla conclusione del percorso. «Siamo ancora molto lontani, ma allo stesso tempo siamo abbastanza contenti del risultato raggiunto», spiega Piermattei. Nel frattempo, infatti, San Severino ha visto la conclusione di importanti interventi pubblici, tra cui la ricostruzione di una scuola e dell'Itis Divini, uno dei simboli della ripartenza della città. «San Severino sta cambiando volto», sottolinea il sindaco. Il percorso, però, non è stato lineare. La burocrazia ha rallentato la ricostruzione, mentre la pandemia ha imposto uno stop durato quasi tre anni. Poi sono arrivati gli effetti delle guerre e l'aumento dei costi delle materie prime, in particolare di ferro e legno, costringendo a rivedere diversi interventi e i relativi quadri economici. Sul fronte delle opere pubbliche, il Comune ha già completato alcuni dei primi interventi riconosciuti e sta lavorando al secondo stralcio, per oltre 40 milioni di euro. Tra gli interventi più importanti c'è la casa di riposo, con un costo superiore ai 13 milioni e arrivato a circa 15 milioni, ma sono diversi i cantieri e i progetti che stanno entrando nella fase operativa. È partita la palazzina Scuriatti, mentre sono prossimi all'avvio gli interventi sull'ex cinema Italia, il primo stralcio delle Sette Cannelle e l'asilo nido. Nei prossimi mesi dovrebbero inoltre iniziare i lavori per la ricostruzione di una scuola. A questi si aggiungono gli interventi sui cimiteri, diversi dei quali sono stati riconosciuti nell'ambito della ricostruzione. Ma dietro numeri, cantieri e pratiche ci sono soprattutto le persone. E dopo dieci anni il fattore tempo pesa sempre di più. «Le persone di questa comunità sono anziane e hanno difficoltà, vogliono ritornare nelle proprie abitazioni», sottolinea Piermattei. Da qui l'auspicio che l'accelerazione registrata negli ultimi due anni possa proseguire, permettendo ai cittadini di tornare a una vita normale e, soprattutto, consentendo alla comunità di iniziare a ragionare sul futuro. Perché la ricostruzione, secondo il sindaco, non può limitarsi alla restituzione degli edifici danneggiati. La vera sfida è ripopolare i territori del cratere. San Severino ha un territorio di 194 chilometri quadrati, il più esteso della provincia di Macerata e il terzo a livello regionale. Un'estensione che rende ancora più importante garantire collegamenti, servizi e attrattività. Tra le questioni considerate decisive c'è quella dell'intervalliva, opera attesa per migliorare i collegamenti della città. «Speriamo che stia andando avanti al Ministero e si possa realizzare», dice Piermattei, spiegando come la mancanza di un collegamento adeguato rischi di penalizzare ulteriormente San Severino. C'è poi il tema dell'ospedale, un altro presidio che il Comune considera fondamentale per il futuro della comunità. «Stiamo cercando di far capire l'importanza di avere un presidio ospedaliero proprio qui a San Severino, ma che funzioni al 100%», afferma il sindaco. A raccontare concretamente come sia cambiata la vita dopo il sisma è anche il villaggio Campagnano, dove sono state realizzate 103 Soluzioni abitative di emergenza. «Non abbiamo avuto nessun tipo di problematica in questi dieci anni e sono tutte occupate», spiega Piermattei. Una parte delle SAE è utilizzata dall'Arma dei carabinieri, che ha dovuto lasciare la propria sede danneggiata dal terremoto, mentre altre ospitano famiglie che stanno ancora aspettando di poter rientrare nelle loro abitazioni. Il tempo, però, ha trasformato anche il rapporto con queste strutture. Alcune vengono utilizzate, attraverso un bando, per dare una soluzione abitativa a famiglie che ne hanno necessità. A dieci anni dal terremoto, quindi, San Severino si trova davanti a un bivio: completare la ricostruzione e contemporaneamente costruire le condizioni per un nuovo futuro demografico ed economico. «Come comunità colpita dal sisma abbiamo bisogno sempre di essere positivi, guardare avanti, ma soprattutto dobbiamo andare e camminare molto più veloce», conclude Piermattei. Un appello rivolto alla burocrazia e alle istituzioni, non soltanto per San Severino ma per tutti i Comuni del cratere: «Dobbiamo far sì che ritornino alla loro vita e si possa pensare a un futuro».

Cronaca

Civitanova, chiama i Carabinieri per una lite e poi li insulta e minaccia: denunciato 19enne

Civitanova, chiama i Carabinieri per una lite e poi li insulta e minaccia: denunciato 19enne

24/08/2026 13:22

Ha chiesto l'intervento dei Carabinieri per una lite, ma una volta arrivati i militari ha rivolto proprio a loro insulti e minacce. È quanto accaduto a Civitanova Marche, dove un 19enne del posto è stato denunciato.  L'intervento è stato effettuato dai Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche, intervenuti presso un noto esercizio del centro cittadino in seguito a una lite nella quale, secondo quanto ricostruito dai militari, era coinvolto lo stesso giovane. Quando i Carabinieri sono arrivati sul posto, il 19enne avrebbe iniziato a rivolgersi agli operanti con insulti e minacce, davanti agli altri avventori presenti nel locale. Il giovane, disoccupato e già gravato da precedenti di polizia, avrebbe inoltre mostrato un evidente stato di alterazione alcolica. Al termine degli accertamenti, i militari lo hanno denunciato in stato di libertà all'autorità giudiziaria. Il 19enne dovrà rispondere dei reati di minaccia e oltraggio a Pubblico Ufficiale. L'episodio è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria competente.

Addio a Michele Spettatori, storico dirigente Uil Marche: “Un sindacalista delle persone”

Addio a Michele Spettatori, storico dirigente Uil Marche: “Un sindacalista delle persone”

24/08/2026 11:38

Lutto nella Uil Marche per la scomparsa di Michele Spettatori, segretario generale aggiunto della Uil Fpc, la federazione che rappresenta i lavoratori dell'editoria, della comunicazione, dello spettacolo e dei servizi postali pubblici e privati. Spettatori, osimano, aveva 66 anni. Pochi mesi fa gli era stata diagnosticata una malattia incurabile che, tuttavia, non gli aveva impedito di continuare il proprio impegno sindacale. Tra i suoi ultimi importanti incarichi c'era stato quello di accompagnare la nascita della Fpc, attraverso la fusione di Uilcom e Uil Poste, formalizzata durante il congresso dello scorso marzo a Portonovo. Proprio al mondo delle Poste aveva dedicato gran parte della propria vita sindacale, battendosi in particolare per la difesa di un servizio pubblico essenziale sul territorio, soprattutto nei piccoli Comuni dove spesso gli uffici postali rappresentano uno dei pochi presidi ancora presenti. Iscritto alla Uil da sempre, Spettatori aveva alternato l'attività sindacale al lavoro nel centro di smistamento di Passo Varano. Segretario generale della categoria fin dagli anni Novanta, con la nascita della Fpc aveva mantenuto la delega al settore postale. Il suo impegno è proseguito anche durante la malattia. Appena il mese scorso aveva denunciato la carenza di organico al centro di smistamento di Falconara, seguendo la vicenda nonostante fosse ricoverato in ospedale. A ricordarlo è la segretaria generale della Uil Marche, Claudia Mazzucchelli, che parla di una perdita personale oltre che sindacale. “Michele Spettatori è più di un collega, è un amico con il quale ho condiviso un lungo percorso all'interno della Uil”, lo ricorda Mazzucchelli. “Ha incarnato ciò che intendiamo per ‘sindacato delle persone’. Onesto, coerente e concreto, portava avanti con grande attenzione e senza tanti clamori l'azione sindacale”. Mazzucchelli ricorda anche il suo impegno durante il passaggio della privatizzazione di Poste Italiane e la costante attenzione alle condizioni dei lavoratori. “Perdiamo una presenza costante e attiva, sempre pronta a partecipare senza aver paura di rimboccarsi le maniche quando serviva, ricca di passione e correttezza. Un punto di riferimento”, aggiunge. Spettatori lascia tre figlie ed era diventato nonno da meno di un anno. Il cordoglio arriva anche dalla Uil Fpc Marche. “Michele resterà un esempio da seguire”, sottolinea il segretario generale Valerio Monti. “Ci mancheranno la sua presenza, i suoi consigli, la sua esperienza e quel suo modo pacato e concreto di stare insieme a noi”. I funerali saranno celebrati domani alle 16 nella chiesa di San Domenico a Padiglione di Osimo.

Attualità

Dieci anni dal terremoto: quella notte che cambiò per sempre la vita di migliaia di persone

Dieci anni dal terremoto: quella notte che cambiò per sempre la vita di migliaia di persone

24/08/2026 10:00

24 agosto 2016, ore 03:36:32.L'inizio di una tragedia. Quella fu la prima scossa di terremoto di 6.0 di “magnitudo momento”, con l'epicentro situato tra i comuni di Amatrice e Accumoli, in provincia di Rieti, e di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Seguirono quelle del 26 ottobre 2016, con epicentri al confine umbro-marchigiano, e quella del 30 ottobre 2016, che è stata la scossa più forte, di “magnitudo momento” pari a 6.5, con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, in provincia di Perugia. Il 18 gennaio 2017 si verificò una nuova sequenza tellurica di quattro forti scosse di magnitudo superiore a 5.0, con epicentri localizzati tra i comuni aquilani di Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno. Tutti questi eventi obbligarono circa 41.000 persone a lasciare le loro case, ferirono più o meno gravemente circa 388 cittadini e uccisero 303 esseri umani, alcuni dei quali a causa del forte spavento che ne causò l'infarto miocardico. Una tragedia che, dopo dieci anni, vuole essere ricordata dallo scrittore Giovanni Paolo Carlino-Giuliani, che insieme a sua mamma, allora ultraottantenne, subì quella drammatica esperienza che li segnò per sempre, lasciando delle ferite che ancora oggi, anche a causa di una lentissima e insensibile burocrazia, non riescono minimamente a rimarginarsi. Lo scrittore, nel profondo rispetto di tutti coloro che avevano vissuto più o meno gravemente quella tragedia, solo dopo tre anni riuscì a parlarne pubblicamente scrivendo una poesia, che ora dedica a tutti coloro che, in qualsiasi modo e per qualsiasi ragione, ne sono stati e continuano a esserne feriti nel corpo e nell'anima. La rondinella Solinga rondinellache al par di me t'aggiri senza posa.Ora ti vedo volar via veloce,ora tornar, lanciando gridi acuti,mentre impazzita cerchiquel nido, che non sai dove si trovi. Tutto è perduto ormai, mia cara amica,la terra che tremò distrusse tuttoquel che facemmo un dì,tra sacrifizi e stenti,e senza immaginar codesta fine. La notte, si portò lontano i sogni,figli, dell'aurea polve del disio.Ed or disperi, or non comprendi il sensodi questa primavera. Compagna di sventura,anch'io perdetti il nido in pochi istantie l'amor mio, c'or non sa chi sono,rapito dal tormento e dalla colpaper non aver salvato il suo figliuolo. E il cane mio fedele,che mi destò dal sonno più profondoe non riusci a spezzare le catene. Amica, non strillare, te ne prego,non lacerarmi il core,non farmi, ahimè, pensarea quel c'ora farai:se in fin, potrai ricostruir quel nido;se tornerai a giuocar co' i tuoi figliuoli;se volerai lontano...per non tornar mai più. Giovanni Paolo Carlino-Giuliani

Sisma, dieci anni dopo. Castelli: "Ricostruzione atto di giustizia verso le comunità, il riferimento è il Friuli"

Sisma, dieci anni dopo. Castelli: "Ricostruzione atto di giustizia verso le comunità, il riferimento è il Friuli"

23/08/2026 15:37

Dieci anni non bastano per colmare il dolore, ma sono un tempo sufficiente per misurare la forza di chi ha deciso di non arrendersi. Alle 3.36 del 24 agosto 2016 la terra tremò e il Centro Italia sprofondò nell'incubo: 299 vittime, paesi rasati al suolo e un’intera comunità ferita al cuore. A un decennio da quella notte, Amatrice, Accumoli, Arquata e tutti i borghi del cratere ricordano chi non c’è più, ma guarda avanti. Nel più grande cantiere d’Europa, la ricostruzione ha finalmente ingranato la marcia giusta, trasformandosi in una storia di riscatto e dignità. I numeri del Rapporto 2026 raccontano una svolta concreta, ma ancora molta strada c'é da percorrere. "Quasi il 98 per cento delle opere pubbliche programmate è stato sbloccato e oltre 14 mila cantieri privati sono già stati completati", spiega il commissario sisma Guido Castelli. "Le gru dominano ancora il paesaggio, ma oggi restituiscono case sicure, scuole moderne come l'istituto Betti di Camerino e il Divini di San Severino, ed edifici simbolici della nostra identità spirituale, primo tra tutti la Basilica di San Benedetto a Norcia". Ma la sfida vera, come sottolinea il commissario straordinario non è stata soltanto posare mattoni, bensì "ricucire il tessuto sociale ed economico di un territorio che rischiava lo spopolamento definitivo. Attraverso i fondi dedicati e la strategia di riparazione economica, l'Appennino centrale sta difendendo con le unghie il diritto a restare. I dati confermano una ripartenza reale: l'occupazione cresce a ritmi superiori alla media nazionale, mentre la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano è crollata, toccando ad Ascoli e Macerata valori tra i più bassi d'Italia". "Il punto di riferimento resta lo storico modello del Friuli del 1976, ma con la consapevolezza di dover gestire un territorio vastissimo diviso tra quattro regioni. A metà strada da quel traguardo, la rinascita procede a passo spedito. Ogni cantiere che chiude, ogni famiglia che rientra a casa e ogni attività che riapre i battenti rappresentano la vittoria della speranza sulla tragedia, l'omaggio più bello a chi ha perso la vita in quella terribile notte di fine estate".

Politica

Potenza Picena, il Pd: “Dieci anni dal sisma, la ricostruzione pubblica è ancora ferma”

Potenza Picena, il Pd: “Dieci anni dal sisma, la ricostruzione pubblica è ancora ferma”

24/08/2026 11:24

Il Pd di Potenza Picena accende i riflettori sulla ricostruzione pubblica a dieci anni dal terremoto: “Palazzo del Podestà, asilo nido, sede dell’UTC, ex avviamento professionale e scuole medie sono ancora in attesa” Dieci anni possono sembrare lunghi, lunghissimi. Ma per la ricostruzione pubblica a Potenza Picena, secondo il Partito democratico locale, sono trascorsi quasi senza lasciare traccia. A sostenerlo è il Pd di Potenza Picena in una nota dedicata alla situazione degli edifici pubblici danneggiati dal sisma. “Tutto è come allora, immutato, come se il sisma fosse stato ieri”, denuncia il partito. Nel mirino ci sono alcuni degli edifici pubblici più importanti della comunità: il Palazzo del Podestà, l’asilo nido, la sede dell’UTC, i locali dell’ex avviamento professionale a Potenza Picena e le scuole medie di Porto Potenza. Secondo il Pd, si tratta di interventi che, se fossero stati completati e oggi fossero pienamente funzionanti, garantirebbero un beneficio significativo alla comunità, riducendo i disagi per cittadini, famiglie e dipendenti comunali. “Immaginate se il Palazzo del Podestà, l’asilo nido, la sede dell’UTC, i locali dell’ex avviamento professionale a Potenza Picena e le scuole medie a Porto Potenza fossero ultimati e funzionanti: che vantaggio enorme sarebbe per la nostra comunità?”, si legge nella nota. Il problema, sottolinea il Partito democratico, riguarda anche l'aumento dei costi determinato dal tempo trascorso. Gli interventi risultano finanziati da anni, ma i prezzi attuali non sono più quelli di dieci anni fa. Di conseguenza, la lunga attesa obbliga a rivedere i quadri tecnico-economici dei progetti e a reperire ulteriori risorse per adeguare gli interventi ai costi odierni. Per il Pd, quindi, il ritardo nella ricostruzione non rappresenta soltanto un problema legato alla mancata disponibilità degli edifici, ma produce anche un effetto economico concreto. “Il tempo che passa non solo priva i cittadini di una fetta consistente degli edifici pubblici di questo Comune ma fa lievitare i costi, in un’eterna corsa a riscrivere i quadri tecnico-economici e a reperire i fondi aggiuntivi”, sostiene il partito. Da qui la conclusione della nota, che punta direttamente sulle conseguenze dei ritardi: “L’inerzia costa, costa tanto”. Secondo il Pd, infatti, a pagare il prezzo dell'attesa sono sia i cittadini, attraverso il peggioramento dei servizi, sia le casse pubbliche, costrette a sostenere maggiori esborsi per finanziare interventi diventati nel frattempo più costosi. “Un pessimo affare per l’intera comunità”, conclude il Partito democratico di Potenza Picena.

Ciarapica lancia la squadra marchigiana di Futuro Nazionale: nominati i coordinatori provinciali

Ciarapica lancia la squadra marchigiana di Futuro Nazionale: nominati i coordinatori provinciali

23/08/2026 17:14

I motori sono ufficialmente accesi per la fase costituente di Futuro Nazionale nel territorio marchigiano. D’intesa con il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni e con il generale Roberto Vannacci, la guida del movimento su scala regionale è stata affidata al coordinatore regionale Fabrizio Ciarapica, affiancato dai nuovi referenti provinciali nominati per strutturare il radicamento della formazione politica sul territorio. Per quanto riguarda l'organigramma marchigiano, l'incarico di vicario regionale farà capo a Danilo Zampaloni. Guardando alle singole realtà provinciali, la guida per l'area di Pesaro e Urbino andrà all'avvocato Pia Perricci, mentre per la provincia di Ancona la scelta è ricaduta su Fabio Berto. Nel Maceratese il punto di riferimento sarà Pierpaolo Turchi, mentre a Fermo le redini passeranno al professor Paolo Orlandi. A chiudere il quadro dei territori c'è la provincia di Ascoli Piceno, affidata alla dottoressa Alessia Serrao, mentre l'importante ruolo di responsabile organizzativo regionale è stato assegnato a Mirko Bianchini.  «Abbiamo scelto donne e uomini che conoscono profondamente le proprie comunità, che hanno esperienza, competenza e soprattutto la volontà di mettersi in gioco — ha affermato Ciarapica —. A loro affido una responsabilità importante: ascoltare, dialogare, aggregare e dare voce alle istanze dei cittadini, costruendo provincia dopo provincia una realtà capace di guardare al futuro con coraggio e determinazione. Ringrazio il generale Roberto Vannacci e il Coordinatore Nazionale Massimiliano Simoni per la fiducia e per il percorso che stiamo costruendo insieme. Ai nuovi coordinatori provinciali rivolgo il mio più sincero augurio di buon lavoro. Da oggi inizia una nuova sfida: costruire, insieme, una presenza politica forte, radicata e autorevole, capace di rappresentare le Marche e di contribuire concretamente a costruirne il futuro».    

Sanità

Scoliosi, al Salesi una tecnica all’avanguardia per un paziente di 12 anni

Scoliosi, al Salesi una tecnica all’avanguardia per un paziente di 12 anni

22/08/2026 10:00

Un bambino di 12 anni, affetto da una forma gravissima di scoliosi, è stato operato all’AOU delle Marche con una tecnica mininvasiva mai utilizzata prima nella regione su un paziente così piccolo. L’intervento è stato eseguito dalla Clinica Ortopedica dell’Adulto e Pediatrica, diretta dal professor Antonio Pompilio Gigante, utilizzando la tecnica di correzione bipolare percutanea senza artrodesi. “Questa particolare procedura non era mai stata utilizzata negli ospedali della regione”, spiega la dottoressa Monia Martiniani, responsabile dell’Ambulatorio di Scoliosi e Deformità della Colonna. La famiglia del ragazzo, dopo essersi rivolta ad altre strutture, ha scelto di affidarsi all’équipe dell’AOU delle Marche. La procedura permette di correggere la deformità attraverso piccoli accessi chirurgici, evitando la fusione definitiva delle vertebre. L’impianto è inoltre dotato di un sistema auto-allungante che segue la crescita del bambino, riducendo la necessità di ulteriori interventi. “Le incisioni molto ridotte garantiscono tempi chirurgici inferiori, con il vantaggio di ridurre le perdite ematiche, il rischio infettivo e i tempi anestesiologici”, sottolinea Martiniani. La tecnica è stata approfondita dall’équipe anche grazie all’esperienza maturata nel 2023 all’ospedale pediatrico Necker di Parigi, dove viene utilizzata da diversi anni.   L’intervento ha coinvolto un’équipe multidisciplinare del Salesi e rientra nel Progetto Scoliosi e nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dell’AOU delle Marche, con l’obiettivo di offrire trattamenti sempre più specialistici per le deformità vertebrali pediatriche.

Sanità privata, Calcinaro replica alle polemiche: "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più"

Sanità privata, Calcinaro replica alle polemiche: "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più"

17/08/2026 17:10

"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate. Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani. Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire. "Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa. Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”. Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione. "Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata. "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".

Sport

Post partita all'Helvia Recina, Alfonsi: "Stiamo crescendo per il Teramo". Giandonato: "Reazione da squadra vera"

Post partita all'Helvia Recina, Alfonsi: "Stiamo crescendo per il Teramo". Giandonato: "Reazione da squadra vera"

23/08/2026 17:16

Nel post Maceratese-Recanatese, il mister di casa Sante Alfonsi si mostra dispiaciuto ai microfoni, ma contento della prestazione dei suoi ragazzi: «Dispiace per la sconfitta, i ragazzi hanno dato il massimo. Dopo un’iniziale fase di difficoltà, avendo sofferto il movimento dei giocatori della Recanatese, ci siamo messi bene e siamo diventati più incisivi. Dopo aver subito il pareggio eravamo poi più stanchi, come può essere normale, e non siamo riusciti più a fare male. Dispiace per il passaggio del turno che sarebbe stato importante». La Rata continua ad evolversi in vista del 6 settembre, data del debutto casalingo in Serie D contro il Teramo: «Stiamo lavorando per il campionato. Abbiamo played una buona partita con la Recanatese e dimostrato come stiamo crescendo. Ripeto: peccato per i ragazzi, avremmo potuto giocare un’altra partita importante come quella col Foligno per il morale come per continuare a crescere al meglio». Dall’altra parte vi è un Giandonato contento per i suoi: «Abbiamo disputato un ottimo primo tempo, poi però siamo rientrati in campo molli e siamo stati puniti. Abbiamo poi reagito e pareggiato. Sono contento dei ragazzi che sono entrati perché hanno dato un apporto importante. Ci prendiamo questo passaggio del turno, importante sia per il morale, sia per poter giocare un'altra gara ufficiale prima del campionato». Una vittoria pesante per l’aspetto anche mentale oltre che fisico: «Era fondamentale passare il turno per l’aspetto psicologico. Il precampionato malgrado i risultati è stato molto positivo poiché partivamo da zero e abbiamo fatto dei passi da gigante per arrivare a ciò che mi piacerebbe vedere in campo dalla mia squadra». Occhio comunque anche al mercato, dato che le varie assenze per infortunio dovranno per forza essere coperte da nuovi elementi. Giandonato su ciò è in sincronia con la dirigenza: «Dal mercato parlo quotidianamente con la società, sanno di cosa ho bisogno. L'unica cosa che posso garantire io è l'impegno, davanti ho un gruppo di ragazzi davvero straordinario». Infine da notare come davanti è risultata come positiva l’alternativa Mbaye, schierato come punta: «Mbaye è un ragazzo che dà tanta disponibilità nel gruppo, che si fa voler bene e di lui sono contento. Lui ci ha messo tanto del suo ma anche i ragazzi lo hanno messo in condizione di fare bene».

Aurora Treia, altra prova di forza a San Severino: Settempeda travolta 4-0

Aurora Treia, altra prova di forza a San Severino: Settempeda travolta 4-0

23/08/2026 10:20

L'Aurora Treia si impone con un netto 4-0 sulla Settempeda al Soverchia, confermando qualità individuali e tecniche e candidandosi a un ruolo da protagonista nella corsa al vertice del prossimo campionato di Eccellenza. L'allenamento congiunto del pomeriggio ha messo di fronte due squadre consapevoli delle rispettive caratteristiche: da una parte la corazzata Aurora Treia, al quinto test della preparazione e con la rosa quasi al completo, dall'altra una Settempeda chiamata a un confronto impegnativo, ma capace comunque di offrire indicazioni positive in vista dell'avvio della stagione ufficiale. I cucinieri hanno imposto fin dalle prime battute ritmi elevati e grande qualità nel reparto offensivo, mettendo in mostra importanti individualità. Per la Settempeda, nonostante il passivo, non sono mancate buone trame di gioco, soprattutto negli ultimi 25 minuti del primo tempo, quando i biancorossi hanno costruito alcune azioni pericolose arrivando anche a sfiorare il pareggio. La cronaca È il quinto allenamento congiunto per la Settempeda, che affronta una sorta di "crash test" contro la corazzata Aurora Treia. Gli ospiti, con l'unica eccezione di Vanzan, fermatosi durante il riscaldamento e sostituito da Calamita, sono al completo e schierano i migliori. Anche i locali presentano una formazione competitiva, seppur con alcune defezioni dovute ai carichi di lavoro. Pronti via e l'Aurora parte subito a ritmi elevati. Al 9' Senigagliesi, dopo l'ennesimo scatto sulla sinistra, entra in area e viene a contatto con Zappasodi. L'arbitro giudica falloso l'intervento del difensore e assegna il calcio di rigore. Dal dischetto Sbaffo non sbaglia e spiazza Giachetta, portando avanti i cucinieri. La Settempeda prova a reagire immediatamente e al 9' è Cicconetti, su calcio piazzato, a chiamare Barbacani a un intervento in tuffo. Al 14' Nasic inventa un lancio di esterno destro per Senigagliesi, che in corsa calcia rasoterra trovando la respinta di piede di Giachetta. Al 17' è Sbaffo a cercare il primo palo, ma il portiere biancorosso è ancora attento e devia. Al 35' Giachetta si supera sul tentativo aereo deviato di Calamita e, subito dopo, vola sotto la traversa per alzare in corner un colpo di testa di Sbaffo. Al 43' si rivede la Settempeda con una bella azione prolungata: Pagliari serve Cicconetti, che trova in mezzo Compagnucci. Il giocatore si gira e calcia, ma Barbacani è reattivo in uscita e mette in angolo. Proprio nel momento migliore dei locali arriva però il raddoppio dell'Aurora Treia. Calamita imbuca per Nasic, che si inserisce alla perfezione e con il sinistro batte Giachetta. La ripresa riparte con formazioni praticamente invariate, con appena tre cambi complessivi. Dopo cinque minuti arriva il tris: Buonavoglia dribbla sulla destra e mette al centro, Sbaffo lascia sfilare il pallone e Senigagliesi, con un gran movimento, trova spazio per girare in porta a mezza altezza. La Settempeda prova a reagire con una doppia occasione: prima Compagnucci calcia di poco a lato, poi Cicconetti trova la risposta centrale del portiere. Prima della girandola di cambi, è Senigagliesi a sprecare una ghiotta opportunità, calciando alto con il sinistro da posizione invitante. Nella fase finale del test trovano spazio anche diversi giovani. Al 29' Manna penetra dalla destra e calcia, trovando la pronta risposta di Giulietti, appena entrato insieme agli altri giocatori della panchina di casa. Al 34' ci prova Seye da distanza ravvicinata, ma Giulietti fa buona guardia e mette in corner. Al 39' arriva il quarto gol dell'Aurora Treia, che fissa il risultato sul 4-0: Albert scatta sulla sinistra, entra in area e scarica sotto porta per l'accorrente Seye, che non ha difficoltà a insaccare. L'ultimo acuto del match è della Settempeda con un bel sinistro dalla distanza di Paciaroni, che sorvola di poco la traversa. Per l'Aurora Treia una vittoria netta che conferma le ambizioni della squadra in vista della nuova stagione di Eccellenza. Per la Settempeda, nonostante il risultato, arrivano indicazioni positive sul piano della prestazione e dell'organizzazione, utili in vista del primo impegno ufficiale: la sfida di Coppa Italia contro il Camerino, in programma sabato 29 alle 15.30. IL TABELLINO SETTEMPEDA-AURORA TREIA 0-4 RETI: pt 9’ Sbaffo su rigore, 45’ Nasic; st 5’ Senigagliesi, 39’ Seye SETTEMPEDA: Giachetta(16’st Giulietti), Brandi(23’st Codoni), Romagnoli(14’st Eugeni), Pagliari(16’st Scocco), Pepi, Zappasodi(23’st Tidei), Uncini(1’st Monachesi), Bonifazi(9’st Farroni), Compagnucci(23’st Piroli), Cicconetti(15’st Meschini), Ceesay(23’ Paciaroni)). All. Pierantoni AURORA TREIA: Barbacani(16ìst Linares), Satta(16’st Cantarini), Calamita(23’st Seye), Alla, Hutson(1’st Pjetri), Ale(23’st Bartolini), Buonavoglia(16’st Petraglia), Favo(16’st Giuliodori), Sbaffo(16’st Albert), Nasic (1’st Melchiorri), Senigagliesi(16’st Manna). All. Ricci

Economia

Macerata tra le province più imprenditoriali d’Italia: nona con 93,1 imprese ogni mille abitanti

Macerata tra le province più imprenditoriali d’Italia: nona con 93,1 imprese ogni mille abitanti

21/08/2026 13:00

La voglia di fare impresa, nel Maceratese, resta forte. La provincia è infatti nona in Italia per numero di imprese rispetto alla popolazione, con 93,1 attività ogni mille abitanti. Un dato che supera nettamente la media nazionale, ferma a 80,6. A fotografare la situazione è l’Area Studi e Ricerche Cna sulla base dei dati Istat. Una graduatoria che vede nelle prime posizioni soprattutto territori del Centro-Nord e che conferma anche la particolare vocazione imprenditoriale delle Marche. Fermo è quinta in Italia, con 95,5 imprese ogni mille abitanti, mentre Macerata si piazza al nono posto. In testa c’è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano (110,6) e Rimini (105,5). Poi Firenze (98,2), Fermo, Valle d’Aosta (94,3), Padova e Lucca (93,9), Macerata e Roma (92,1). Numeri che, secondo la CNA, raccontano una caratteristica precisa del territorio: qui l’impresa è soprattutto piccola, familiare e profondamente legata alla comunità. «Essere tra le prime dieci province italiane non è soltanto un dato statistico – sottolinea il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti – ma racconta quanto l’impresa sia radicata nella storia e nella struttura economica del nostro territorio». Nel Maceratese, infatti, fare impresa significa spesso lavorare in piccole realtà, mantenere competenze e professionalità e creare occupazione anche nei centri più piccoli e nelle aree interne. È uno dei tratti distintivi dell’economia italiana. Nel Paese ci sono poco meno di 4,8 milioni di imprese, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di circa quattro occupati. E la maggior parte non si trova nelle grandi città. Le 14 città metropolitane concentrano infatti il 38,1% delle imprese e il 43,3% degli addetti. Il resto del tessuto produttivo è distribuito tra province, città intermedie, distretti e piccoli Comuni. Il peso delle piccole attività Per Macerata questo modello è particolarmente importante. La presenza delle piccole imprese non rappresenta soltanto un dato economico, ma contribuisce a mantenere vivi i territori, soprattutto quelli più lontani dai principali centri. Il confronto con il resto d’Italia evidenzia però anche forti differenze. In fondo alla classifica c’è il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti. Seguono Enna (55,9), Caltanissetta (56,5), Agrigento (58,4) e Taranto (58,8). Dove la propensione a fare impresa è più bassa, pesano anche spopolamento, invecchiamento della popolazione, difficoltà di accesso al credito, infrastrutture insufficienti e una minore presenza di filiere produttive. Per Giglietti, dunque, il buon piazzamento di Macerata non deve far abbassare la guardia.

Artigiani in fuga, le Marche perdono il 28,1% in dieci anni

Artigiani in fuga, le Marche perdono il 28,1% in dieci anni

17/08/2026 13:06

Il mondo dell’artigianato sta cambiando rapidamente e le Marche, con il territorio della provincia di Macerata inserito in questo scenario, sono tra le regioni italiane che negli ultimi anni hanno registrato le contrazioni più significative. I dati elaborati dalla Cgia mostrano infatti una riduzione consistente del numero degli artigiani nell’ultimo decennio. La diminuzione ha interessato tutte le regioni italiane, ma le Marche risultano tra quelle maggiormente colpite, con una contrazione del 28,1% in dieci anni secondo una delle elaborazioni dell’Ufficio studi dell’associazione. Il fenomeno non riguarda soltanto il numero complessivo delle attività. A cambiare è anche il volto stesso dell’artigiano. Alcuni dei mestieri tradizionali fanno sempre più fatica a trovare nuovi professionisti, mentre crescono attività legate al benessere, ai servizi e al digitale. L’analisi di Unioncamere e InfoCamere, basata sui dati del Registro delle Imprese, fotografa un’evoluzione particolarmente evidente negli ultimi anni. Tra marzo 2023 e marzo 2025 sono aumentate soprattutto le imprese degli estetisti, cresciute del 10,4%, seguite dai tassisti (+7,2%) e dagli specialisti Ict (+5,4%). Allo stesso tempo arretrano alcune figure che per decenni hanno rappresentato l’immagine classica della bottega artigiana. I falegnami registrano una diminuzione del 10,9%, i trasportatori dell’8,9% e gli elettricisti del 2,9%. Il segno meno interessa anche diverse altre attività tradizionali, tra cui sarti, fotografi, calzolai, fabbri, muratori, idraulici, meccanici e panettieri. Per un territorio come quello maceratese, caratterizzato dalla presenza diffusa di piccoli centri, attività familiari e imprese legate alle lavorazioni tradizionali, il cambiamento assume quindi un peso particolare. Non è però soltanto una storia di chiusure. L’artigianato italiano sta anche modificando la propria identità. Accanto alle attività tradizionali si fanno spazio professionisti del digitale, specialisti Ict, grafici e nuove figure legate ai servizi. Crescono inoltre alcune professioni del settore del benessere e attività come giardinieri, serramentisti e riparatori di macchinari. Il cambiamento coinvolge anche la composizione della categoria. Secondo i dati riportati nell'analisi, tra i giovani under 35 aumentano soprattutto gli specialisti Ict e i tassisti, mentre tra gli imprenditori stranieri si registrano incrementi significativi proprio nei settori del trasporto e dell’informatica. Uno dei nodi principali resta però quello del ricambio generazionale. L’invecchiamento della popolazione artigiana e la difficoltà nel convincere le nuove generazioni a intraprendere alcuni mestieri manuali rischiano di creare, nel prossimo futuro, una vera carenza di competenze. Il problema non riguarda soltanto chi vuole aprire una nuova attività. La riduzione degli artigiani potrebbe rendere sempre più difficile trovare professionisti capaci di intervenire per una riparazione o una manutenzione. Tra le figure considerate maggiormente a rischio ci sono idraulici, fabbri, elettricisti e serramentisti. Tra le cause indicate dalla Cgia figurano il minore interesse dei giovani verso il lavoro manuale, una formazione non sempre adeguata alle esigenze del mercato e un orientamento scolastico che fatica ad accompagnare gli studenti verso professioni tecniche. Il dato regionale conferma le difficoltà del comparto. In una delle rilevazioni relative all’ultimo decennio, le Marche risultano la regione con la maggiore contrazione del numero di artigiani, pari al 28,1%, davanti a Umbria, Abruzzo e Piemonte. Anche gli aggiornamenti più recenti evidenziano una situazione ancora delicata. Nel 2025 il numero delle imprese artigiane è rimasto sostanzialmente stabile a livello nazionale, ma il Centro Italia ha registrato una variazione negativa dello 0,3%. Tra le regioni del Centro, le Marche hanno segnato un -0,5% rispetto all’anno precedente. Il dato riguarda l’intero territorio regionale e quindi anche la provincia di Macerata, senza però indicare una specifica variazione provinciale per il Maceratese nei numeri riportati nelle analisi di riferimento. A complicare il quadro c'è anche l'accesso al credito. Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti del 25,9%, mentre per le imprese artigiane la contrazione è arrivata al 39,3%. A livello regionale, le Marche hanno registrato a marzo 2026 una diminuzione dei finanziamenti alle piccole imprese del 7,1%, tra le variazioni più significative rilevate nel Paese. Una stretta che può incidere sulla capacità delle piccole attività di investire, innovare e affrontare il ricambio generazionale. Il quadro che emerge non racconta quindi semplicemente la scomparsa dell’artigianato. Racconta piuttosto una trasformazione profonda, nella quale alcune professioni tradizionali si riducono e altre, spesso legate alla tecnologia e ai servizi alla persona, conquistano spazio. Per le realtà della provincia di Macerata la sfida sarà riuscire a mantenere vive le competenze che hanno caratterizzato il territorio, accompagnandole però verso un modello capace di parlare alle nuove generazioni e di confrontarsi con un mercato sempre più digitale.

Scuola e università

Dalla memoria alle sfide del digitale,  a Scienze politiche la formazione continua fuori dall’aula

Dalla memoria alle sfide del digitale, a Scienze politiche la formazione continua fuori dall’aula

24/08/2026 11:00

Esperienze sul campo, confronto con le principali istituzioni del Paese e occasioni di approfondimento accompagnano la didattica del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali dell’Università di Macerata. Tra i progetti più significativi, “Destinazione Auschwitz” ha coinvolto venti studentesse e studenti in un percorso di studio sulla memoria e sulla responsabilità civile, culminato nella visita al campo di concentramento e sterminio nazista.  L’iniziativa riflette uno dei tratti distintivi del Dipartimento: integrare gli insegnamenti con attività capaci di mettere in relazione conoscenze, competenze, territori e istituzioni. Seminari con riconoscimento di crediti, laboratori, incontri con esperti, tirocini e programmi di mobilità internazionale completano una formazione fondata sull’integrazione tra diritto, economia, storia, filosofia, sociologia, lingue, scienza politica e comunicazione.  “L’università non può limitarsi a trasmettere nozioni, ma deve aiutare studentesse e studenti a comprendere il mondo in cui vivono e ad assumersi responsabilità nei suoi confronti”, sottolinea il direttore Angelo Ventrone. “Progetti come “Destinazione Auschwitz” mostrano il valore di una formazione che unisce conoscenza, esperienza diretta e partecipazione civile. È lo stesso metodo che guida la nostra offerta formativa, costruita per fornire strumenti critici con cui interpretare la politica, la comunicazione, le trasformazioni digitali e gli equilibri internazionali”.  L’offerta del Dipartimento comprende due lauree triennali ad accesso libero. “Scienze politiche e relazioni internazionali” prepara a comprendere e gestire fenomeni politici, economici, giuridici e sociali dal livello locale a quello globale. “Scienze della comunicazione” forma invece nei campi dell’informazione, dei media, della pubblicità, delle relazioni pubbliche e della comunicazione digitale.  Tre le lauree magistrali: “Comunicazione e culture digitali”, dedicata alle trasformazioni dei media e delle professioni comunicative; “Politiche per la sostenibilità e l’innovazione digitale”, rivolta alla progettazione e alla gestione delle politiche pubbliche e dei processi di innovazione; “International Relations”, interamente impartita in inglese, con studenti provenienti da numerosi Paesi e opportunità di conseguire doppi titoli internazionali.  La formazione post laurea comprende il master interuniversitario di secondo livello in “Scienze amministrative e innovazione nella pubblica amministrazione” e il corso di perfezionamento in “Etica, diritto, tecnologie del digitale”. Percorsi che completano un’offerta multidisciplinare pensata per formare professionisti capaci di orientarsi nelle istituzioni, nelle organizzazioni internazionali, nelle imprese, nei media e nelle pubbliche amministrazioni.  

Frane e rischio idrogeologico, Unicam e Ispra insieme: nasce il nuovo Foglio geomorfologico di Macerata

Frane e rischio idrogeologico, Unicam e Ispra insieme: nasce il nuovo Foglio geomorfologico di Macerata

21/08/2026 17:10

Frane, alluvioni, erosione costiera e terremoti: nelle Marche la conoscenza del territorio diventa sempre più importante per prevenire i rischi. La Sezione di Geologia dell’Università di Camerino, attraverso la Regione Marche, ha firmato con Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – una convenzione per la realizzazione del Foglio geomorfologico CARG n. 303 – Macerata. Un progetto che punta a mettere a sistema conoscenze scientifiche e cartografia per individuare con maggiore precisione le aree esposte a pericolosità geologica e fornire uno strumento concreto alla pianificazione territoriale. Le recenti ondate di maltempo che hanno interessato le Marche, tra nubifragi, grandinate, frane e mareggiate, hanno riportato in primo piano la fragilità di un territorio caratterizzato da pendii ripidi, colline, vallate attraversate da corsi d’acqua, falesie e coste. Un paesaggio di grande valore, ma allo stesso tempo sottoposto a fenomeni naturali che possono trasformarsi in emergenze quando si sommano a una crescente urbanizzazione e agli effetti dei cambiamenti climatici. Il quadro delineato dai dati del Rapporto ISPRA 2025 e dalle attività di rilevamento svolte negli anni dai geologi dell’Università di Camerino evidenzia una situazione particolarmente delicata. Nelle Marche sono state censite oltre 42.500 frane, con una densità di circa 442 fenomeni ogni 100 chilometri quadrati, più del doppio rispetto alla media nazionale. Sono circa 90mila le persone che vivono o frequentano edifici situati in aree interessate da fenomeni franosi, mentre l’11,5% del territorio regionale è esposto al rischio di inondazione. A questi fattori si aggiunge l’elevata pericolosità sismica che caratterizza gran parte della regione, legata anche alla particolare struttura geologica e geomorfologica del territorio. Numeri che rendono evidente la necessità di conoscere sempre meglio il territorio e le sue trasformazioni. È proprio questo l’obiettivo del nuovo Foglio geomorfologico CARG 303. La cartografia permetterà di rappresentare le caratteristiche morfogenetiche e morfodinamiche del territorio, individuando e perimetrando le principali situazioni di criticità geo-ambientale. «Ogni evento naturale diviene emergenza se non viene fatta prevenzione», sottolinea il professor Piero Farabollini, docente della Sezione di Geologia Unicam e coordinatore del Foglio Macerata. «La prevenzione passa attraverso un dettagliato rilevamento geomorfologico che permette di cogliere l’evoluzione morfodinamica dei versanti e del territorio. Conoscere il territorio significa anticiparne le fragilità, prima che si trasformino in emergenze». Un lavoro che assume ulteriore rilevanza anche alla luce della nuova normativa regionale, che attribuisce ai Comuni un ruolo importante nell’integrazione degli studi geomorfologici all’interno degli strumenti di pianificazione territoriale. Sulla necessità di una strategia di lungo periodo interviene anche il professor Marco Materazzi, docente della Sezione di Geologia Unicam e direttore di rilevamento del Foglio. «Il dissesto idrogeologico nelle Marche non è dunque un fenomeno episodico – evidenzia – ma una condizione strutturale che richiede continuità di interventi, risorse e competenze, basate sulla conoscenza del territorio». Da qui la sfida indicata dai geologi: «Trasformare l’emergenza in prevenzione e la prevenzione in cultura del territorio». Il Foglio geomorfologico 303 interessa un’area particolarmente significativa anche dal punto di vista infrastrutturale e insediativo. Comprende il territorio interessato dalla crisi sismica del 2016, il capoluogo di provincia e numerosi Comuni delle aree pedemontane. Attraversano l’area importanti infrastrutture, tra cui le direttrici vallive del Potenza e del Chienti e la ferrovia, oltre a elettrodotti, gasdotti, acquedotti, reti di telecomunicazione e altre vie di comunicazione. Numerosi sono inoltre i centri abitati caratterizzati da un importante patrimonio storico e architettonico. Il nuovo strumento consentirà quindi di approfondire le condizioni del territorio e verificare le situazioni di criticità legate, tra gli altri fenomeni, a frane, erosione del suolo e dinamiche delle acque superficiali, tenendo conto anche degli effetti dei cambiamenti climatici e della crescente antropizzazione. Il nuovo incarico affidato ai geologi di Unicam segue il lavoro già concluso con il Foglio geomorfologico n. 296 – Tolentino e punta a rafforzare la collaborazione tra mondo scientifico e istituzioni. La cartografia geomorfologica, sottolineano da Unicam, non è quindi soltanto uno strumento di studio. «Può diventare un supporto concreto per le amministrazioni chiamate a pianificare lo sviluppo dei territori, individuare le criticità e orientare le scelte urbanistiche e infrastrutturali».

Cultura

"Scoperte importanti per la storia del territorio": a Porto Recanati riaffiora l'antica Potentia romana

"Scoperte importanti per la storia del territorio": a Porto Recanati riaffiora l'antica Potentia romana

21/08/2026 17:20

Nuove importanti evidenze archeologiche sono emerse nell'area di Potentia, l'antica colonia romana di Porto Recanati, dove nel pomeriggio di giovedì 20 agosto il cantiere di scavo è stato eccezionalmente aperto al pubblico nell'ambito dell'iniziativa "Tra le vie di Potentia. L'archeologia incontra la comunità". Accompagnati dagli archeologi della Soprintendenza e di ArcheoLAB, i partecipanti hanno potuto visitare il nuovo cantiere di scavo e conoscere da vicino le metodologie utilizzate e i risultati delle indagini preventive effettuate in vista della realizzazione del nuovo accesso all'area dal lato nord. I due saggi stratigrafici hanno restituito elementi di particolare interesse per ricostruire l'organizzazione urbana dell'antica colonia romana. Nel primo saggio è emersa la fase tardoantica di sistemazione di una grande area aperta, verosimilmente identificabile con il foro cittadino. Il secondo ha invece portato alla luce l'intersezione tra un cardo e un decumanus, oltre ad alcune strutture edilizie affacciate sulla strada, con resti di intonaci e porzioni di pavimentazione ancora conservate. L'iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, in collaborazione con il comune di Porto Recanati e ArcheoLAB. Il progetto "Potentia: accessibilità, inclusione e rigenerazione culturale" è inserito nel Piano Olivetti per la Cultura. "Accogliamo con grande entusiasmo la ripresa degli scavi archeologici a Potentia, un patrimonio straordinario che può ancora restituire importanti testimonianze sulla storia del nostro territorio", dichiara il sindaco Andrea Michelini. "L'auspicio è che questa nuova fase di ricerca possa proseguire a lungo e con continuità, permettendo di approfondire la conoscenza dell'antica città e di rendere il sito sempre più accessibile e vicino alla comunità". Il primo cittadino ha inoltre ringraziato l'architetto Giovanni Issini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, la dottoressa Nicol Tiburzi, funzionario dell'Area archeologica, e il professor Frank Vermeulen dell'Università di Gent, Dipartimento di Archeologia, per il contributo offerto alla ricostruzione dell'assetto urbano di Potentia. L'apertura del cantiere rappresenta il primo passo di un percorso più ampio finalizzato a rendere Potentia sempre più accessibile, conosciuta e integrata negli itinerari culturali e turistici del territorio. Il progetto prevede infatti visite guidate, attività didattiche, iniziative divulgative e percorsi inclusivi, con l'obiettivo di rafforzare il legame tra l'antica città romana e la comunità, valorizzandone il patrimonio storico e archeologico.

Alberto Cartuccia Cingolani incanta Villa Spada: applausi e sold-out per il giovane pianista

Alberto Cartuccia Cingolani incanta Villa Spada: applausi e sold-out per il giovane pianista

21/08/2026 15:05

È stato un giovanissimo pianista di appena nove anni, Alberto Cartuccia Cingolani, il protagonista del gran finale del Quiete Music Festival di Treia, chiuso con un'autentica ovazione e un nuovo sold out a Villa Spada. Davanti a un pubblico numeroso, con una significativa presenza anche di spettatori arrivati dall'estero, il giovane artista ha trasformato il concerto in un vero spettacolo fatto di musica, racconti, ironia e sorprendente spontaneità. Una serata che ha confermato anche il successo della rassegna, aperta a inizio luglio con un altro tutto esaurito e conclusa con Villa Spada nuovamente gremita. Cartuccia Cingolani ha affrontato l'intero programma senza spartito, mostrando una sicurezza e una preparazione musicale fuori dal comune. A colpire il pubblico non è stata però soltanto la sua tecnica: il giovane pianista ha dimostrato anche una notevole presenza scenica, presentando personalmente ogni brano e raccontandone caratteristiche, atmosfere e curiosità. Alle domande rivoltegli durante la serata ha risposto con chiarezza e competenza, sorprendendo per la maturità delle sue risposte ma senza perdere quella leggerezza e quell'umorismo tipici della sua età che hanno contribuito a rendere ancora più speciale il concerto. "È stato un concerto straordinario, degno di un festival che ha oggettivamente entusiasmato", ha commentato il sindaco Franco Capponi, ricordando anche un curioso fuori programma della serata. A un certo punto, infatti, è stato persino il fonico, solitamente discreto dietro la consolle, a prendere il microfono per invitare il pubblico a tributare un grande applauso ad Alberto per la sua capacità di suonare senza spartito. Un momento che, secondo il primo cittadino, ha fotografato perfettamente l'atmosfera della serata: il pubblico è stato conquistato non soltanto dal talento del giovane pianista, ma anche dalla sua personalità. "Siamo molto soddisfatti di questa stagione del Quiete Music Festival", ha aggiunto Capponi, sottolineando la qualità degli artisti portati a Villa Spada e la risposta del pubblico. "La risposta è stata importante, come dimostrano i sold out che hanno aperto e chiuso la rassegna e ci ha fatto particolarmente piacere vedere una presenza così numerosa anche di spettatori stranieri". Per il sindaco, tuttavia, la serata conclusiva ha avuto qualcosa di ancora più speciale: "Abbiamo visto un artista di appena nove anni capace di emozionare con una naturalezza davvero rara. Quella sicurezza e, allo stesso tempo, tutta la spontaneità e l'ironia di un bambino sono qualità che difficilmente si dimenticano". Al termine del concerto è arrivato anche un invito ufficiale a tornare a Treia per la prossima stagione, subito accettato dal giovane pianista. E non è mancata una piccola sfida per il futuro. Capponi ha infatti chiesto ad Alberto se, in occasione della prossima edizione, preparerà la "Polonaise" di Chopin dedicata alla contessa Komar, figura legata alla storia di Villa Spada. Il giovane pianista, con la consueta sincerità, ha ammesso che Chopin non è il suo compositore preferito, ma ha comunque promesso che si metterà al lavoro. Un arrivederci che ha già una possibile colonna sonora e che chiude nel migliore dei modi un'edizione del Quiete Music Festival capace di portare a Villa Spada musica, qualità e pubblico, superando serata dopo serata le aspettative degli organizzatori.

Eventi

Officina Ristorante compie dieci anni: una storia di persone, sacrifici e passione

Officina Ristorante compie dieci anni: una storia di persone, sacrifici e passione

23/08/2026 19:28

CIVITANOVA MARCHE - Dieci anni di lavoro, sacrifici, soddisfazioni, difficoltà, incontri e soprattutto persone. Ieri sera Officina Ristorante ha celebrato il suo decimo anniversario con una grande festa che ha riunito clienti, amici, collaboratori, ex collaboratori e tante delle persone che, in momenti diversi, hanno contribuito a costruire la storia del ristorante. Una serata partecipata e speciale, vissuta con entusiasmo ma anche con la consapevolezza del percorso fatto per arrivare a questo importante traguardo. La storia di Officina nasce infatti da zero. Il suo titolare, Vittorio Rastelli, arriva nelle Marche dall’Abruzzo dopo aver conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie, Giada. Inizia così una lunga gavetta nel mondo dell’intrattenimento e della ristorazione, passando dalle discoteche del territorio fino all’esperienza in uno dei locali più conosciuti della zona negli anni passati. Esperienze che contribuiscono a formare il suo percorso e che, passo dopo passo, lo portano alla decisione di costruire una propria realtà. È così che nasce Officina. «Siamo partiti praticamente da zero – racconta Rastelli – e abbiamo costruito tutto un mattoncino alla volta. Quando riguardo questi dieci anni penso soprattutto alle persone che hanno condiviso con noi questo percorso e a quanto ognuna abbia lasciato qualcosa». Fondamentale, in questi anni, il sostegno della famiglia: i genitori Franca e Camillo, la moglie Giada, sempre al fianco di Vittorio nel percorso personale e professionale, e la sorella Giorgia, oggi punto cardine all’interno della struttura del ristorante. «Senza la mia famiglia questa storia sarebbe stata molto diversa. Ognuno mi ha sostenuto e accompagnato in maniera importante e, soprattutto nei momenti più difficili, sapere di poter contare su di loro ha fatto la differenza». Accanto alla famiglia, ci sono state le tante persone che negli anni hanno lavorato a Officina: chef, professionisti della sala e ragazzi alla prima esperienza, alcuni dei quali hanno poi intrapreso percorsi professionali importanti. «Ringrazio tutti gli chef che hanno collaborato con noi e tutti i ragazzi che hanno lavorato a Officina. Alcuni hanno costruito carriere importanti e siamo orgogliosi di aver contribuito, magari anche solo in parte, alla loro crescita. Sapere che per qualcuno Officina è stata un trampolino di lancio è una delle soddisfazioni più belle». Un percorso di dieci anni, naturalmente, non è stato privo di difficoltà. Ci sono state anche scelte sbagliate, rapporti che si sono rivelati non adatti e situazioni che hanno richiesto decisioni difficili. Ma anche questo, per un’attività costruita e cresciuta nel tempo, fa parte del percorso. «Abbiamo sbagliato anche noi e abbiamo dato fiducia a persone che magari non la meritavano. Abbiamo però imparato a riconoscere ciò che non era più sano per la nostra realtà e ad avere il coraggio di cambiare strada. Anche gli errori fanno crescere e, guardando indietro, siamo orgogliosi di aver sempre scelto di andare avanti». A rendere ancora più significativo questo anniversario sono stati gli innumerevoli attestati di stima arrivati in questi giorni. Migliaia di auguri e messaggi sono arrivati attraverso WhatsApp, Facebook, Instagram, e-mail e gli altri canali social. Officina, che oggi conta una community di circa 10.000 follower, ha ricevuto un’ondata di affetto che ha particolarmente colpito la famiglia e tutta la squadra. Tra i messaggi, un concetto è tornato più volte: Officina viene percepita come un posto di riferimento, un luogo del cuore, un posto dove sentirsi accolti e a casa. «È stata forse la cosa che ci ha emozionato di più. Ricevere così tanti messaggi e leggere che per tante persone Officina è un posto del cuore, un punto di riferimento, ci rende davvero felici. È esattamente quello che abbiamo sempre voluto essere per i nostri clienti: un luogo dove tornare, stare bene e sentirsi accolti». La festa di ieri ha rappresentato così un momento per celebrare non soltanto un’attività che raggiunge un traguardo importante, ma soprattutto il rapporto costruito negli anni con le persone che hanno scelto Officina. E il decimo anniversario non vuole essere un punto di arrivo. Officina guarda già alla prossima estate, quando verrà realizzato un grande evento dedicato a questo importante traguardo, pensato per celebrare ancora una volta i dieci anni e aprire simbolicamente un nuovo capitolo della storia del ristorante. «Dieci anni sono un traguardo importante, ma per noi sono solo l’inizio. Abbiamo ancora voglia di crescere, di migliorare e di sorprendere. E la cosa più bella è sapere che tutto quello che abbiamo costruito è diventato, per tante persone, parte della propria storia». Ieri sera Officina ha festeggiato dieci anni. Dieci anni costruiti un mattoncino alla volta. E una storia che, adesso, ha ancora molte pagine da scrivere. (Articolo pubbliredazionale)

Porto Recanati, i successi di Lucio Battisti a lume di candela: concerto all'Arena Gigli

Porto Recanati, i successi di Lucio Battisti a lume di candela: concerto all'Arena Gigli

21/08/2026 19:00

Migliaia di candele, le canzoni di Lucio Battisti e l'atmosfera dell'Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati: sabato 22 agosto, alle 21:30, arriva "Lumina – I concerti a lume di candela" con lo spettacolo "Emozioni – Omaggio a Lucio Battisti". Dopo una tournée nazionale caratterizzata da numerosi sold out, Lumina approda a Porto Recanati con uno spettacolo pensato per unire musica e luce in un'esperienza suggestiva e dal forte impatto emotivo. L'Arena Beniamino Gigli si trasformerà per una sera in uno spazio sospeso nel tempo, avvolto dalla luce calda e vibrante di migliaia di candele. Una scenografia intima e particolare, progettata per accompagnare il pubblico nell'ascolto e valorizzare ogni momento dello spettacolo. Al centro della serata ci sarà il tributo a Lucio Battisti, uno dei protagonisti più importanti della storia della musica italiana. Il pubblico potrà riascoltare alcuni dei suoi brani più celebri, tra cui "Emozioni", "Il mio canto libero", "I giardini di marzo" e "Con il nastro rosa", proposti attraverso arrangiamenti eleganti e interpretazioni intense. A dare voce e anima allo spettacolo saranno Leandro Ghetti, alla voce, pianoforte e chitarra acustica, e Andrea Adami, alla chitarra acustica, chitarra elettrica e cori. I due musicisti saranno protagonisti di un dialogo musicale pensato per valorizzare le diverse sfumature delle canzoni di Battisti. Prodotto e organizzato da Dream Up Production in collaborazione con Isolani Spettacoli e Amat, "Lumina" è stato ideato da Emanuela Todesco e Giacomo Isolani. L'obiettivo è proporre non soltanto un concerto, ma una vera esperienza emozionale, invitando il pubblico a rallentare e lasciarsi coinvolgere dall'incontro tra musica, luce e poesia. Ogni nota sarà accompagnata dalla danza delle candele, creando un'atmosfera intima e senza tempo per una serata dedicata alla musica di Battisti e alle emozioni che le sue canzoni continuano a suscitare. L'appuntamento è dunque per sabato 22 agosto alle 21:30 all'Arena Beniamino Gigli di Porto Recanati. I biglietti sono disponibili su TicketOne, presso i punti vendita autorizzati e alla biglietteria del Teatro.  

Curiosità

Caterina Alloggio è Miss Cinema Marche 2026: l'infermiera di Tolentino alle prefinali nazionali

Caterina Alloggio è Miss Cinema Marche 2026: l'infermiera di Tolentino alle prefinali nazionali

21/08/2026 18:05

Caterina Alloggio, giovane infermiera che vive a Tolentino, ha conquistato il titolo di Miss Cinema Marche 2026, ottenendo così l'accesso alle prefinali nazionali di Miss Italia. La proclamazione è arrivata nella serata di ieri a Servigliano, in provincia di Fermo, durante la sesta finale regionale di Miss Italia Marche 2026. La giovane, che lavora come infermiera presso l'ospedale di Camerino, nel reparto di Chirurgia generale, ha conquistato pubblico e giuria grazie al suo carisma e alla passione per il mondo del cinema e dello spettacolo. Un risultato particolarmente significativo per Caterina, che rappresenterà dunque le Marche alle prefinali nazionali di Miss Italia con la fascia di Miss Cinema Marche 2026. L'appuntamento è fissato a Roma, presso il Palazzo dello Spettacolo, dall'1 al 3 settembre. A presentare la serata è stato Marco Zingaretti, protagonista sul palco con la consueta professionalità. La manifestazione ha visto anche la partecipazione di una giuria chiamata a valutare le concorrenti e a decretare la vincitrice della fascia regionale. La serata è stata realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Servigliano e della Pro Loco di Servigliano, con il contributo di diverse realtà coinvolte nell'organizzazione dell'evento. Tra i componenti della giuria anche una rappresentante di Miluna Gioielli. 

Da 55 anni sceglie Civitanova per le vacanze: premiata la turista più fedele

Da 55 anni sceglie Civitanova per le vacanze: premiata la turista più fedele

21/08/2026 11:34

Da 55 anni sceglie Civitanova Marche per le sue vacanze estive. Una fedeltà che ieri è stata celebrata in una cerimonia speciale a Palazzo Comunale, dove Vilma Chimentin, 88 anni, ha ricevuto una pergamena come riconoscimento per il suo legame con la città e, in particolare, con Fontespina. Nata a Sesto San Giovanni il 3 aprile 1938, Vilma arriva a Civitanova ogni estate dal 1971, trasformando negli anni la località balneare in una vera e propria seconda casa. A consegnarle il riconoscimento sono stati il sindaco Fabrizio Ciarapica e la consigliera comunale Siria Carella, promotrice dell'iniziativa. “È un onore premiare la signora Vilma – ha dichiarato Ciarapica –. La sua presenza costante per oltre mezzo secolo testimonia non solo l’accoglienza della nostra città, ma anche il profondo legame affettivo che Civitanova sa creare con i suoi turisti, che diventano parte integrante della nostra comunità”. Per Vilma, però, Fontespina non è soltanto il luogo delle vacanze. Nel corso di oltre cinque decenni ha costruito qui amicizie e legami che si sono rinnovati estate dopo estate. “Vilma è una persona solare, altruista e dotata di una rara sensibilità”, ha raccontato la consigliera Carella. “Ogni volta che arriva a Civitanova, per le sue amiche inizia ufficialmente l’estate”. E proprio alcune delle sue amiche di Fontespina erano presenti alla cerimonia, a testimonianza del rapporto costruito negli anni. Al fianco di Vilma anche il figlio Alessandro, che ha voluto ringraziare la città per l’accoglienza riservata alla madre: “Civitanova è una città bella, vivibile e accogliente. In questi anni è cresciuta molto, soprattutto negli ultimi tempi”.   Una storia che racconta un turismo fatto non soltanto di presenze e numeri, ma di abitudini, amicizie e affetti. Per Vilma, dopo 55 estati, Fontespina è ormai molto più di una destinazione per le vacanze: è una casa del cuore.

Varie

Dieci anni dal sisma, il ricordo del Soccorso Alpino Marche: "55 persone estratte vive dalle macerie"

Dieci anni dal sisma, il ricordo del Soccorso Alpino Marche: "55 persone estratte vive dalle macerie"

24/08/2026 12:18

A dieci anni dal terremoto che il 24 agosto 2016 colpì il Centro Italia, il Soccorso Alpino e Speleologico Marche – CNSAS si unisce al ricordo delle vittime e rinnova la propria vicinanza alle famiglie e alle comunità che furono interessate dall'evento sismico. Alle 3:36 del 24 agosto 2016, una violenta scossa interessò una vasta area dell'Appennino centrale, provocando conseguenze drammatiche anche nelle Marche e, in particolare, nel territorio di Arquata del Tronto e nelle sue frazioni. Per il Soccorso Alpino furono ore di mobilitazione immediata. "Alle 4:30, a meno di un'ora dalla prima scossa, le squadre della XVII Delegazione Alpina erano già in partenza verso le aree maggiormente colpite". "Nel corso della giornata il dispositivo operativo venne progressivamente rafforzato con l'arrivo di tecnici specializzati nelle operazioni di soccorso, personale sanitario e unità cinofile. Le attività si concentrarono soprattutto nei territori di Arquata del Tronto e Pescara del Tronto, oltre che nelle altre località interessate dall'emergenza". "Nelle aree terremotate marchigiane, nella giornata del 24 agosto, furono impegnati circa 40 operatori del Soccorso Alpino e Speleologico. Il giorno successivo, nelle zone di Arquata e Pescara del Tronto, il dispositivo comprendeva 63 tecnici specializzati nelle operazioni di scavo e recupero e sei unità cinofile". L'intervento del CNSAS Marche si inserì nel più ampio dispositivo nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che nei giorni successivi mobilitò personale proveniente da diverse regioni italiane. Il 24 agosto il dispositivo nazionale contava 112 operatori, 13 unità cinofile e 10 medici. Il 25 agosto si arrivò a 153 operatori, 21 unità cinofile e 16 medici, mentre il 26 agosto furono impegnati 187 operatori, 19 unità cinofile e 16 medici. Numeri che restituiscono la dimensione dello sforzo messo in campo nelle prime giornate dell'emergenza. Al termine della prima fase delle operazioni di ricerca e soccorso, il bilancio nazionale del CNSAS registrò 55 feriti gravi estratti vivi dalle macerie, oltre a numerosi feriti lievi. Furono 421 le giornate/uomo dei tecnici,

SPID e CIE: L'impatto sull'esperienza utente nei portali della PA e i casinò regolamentati

SPID e CIE: L'impatto sull'esperienza utente nei portali della PA e i casinò regolamentati

24/08/2026 09:00

La digitalizzazione ha modificato le abitudini dei cittadini in merito all’accesso ai servizi online che, anche per la pubblica amministrazione, si possono richiedere in pochi clic. Sono due degli strumenti più importanti in questo momento da considerare, ossia lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, e la CIE, la Carta d’Identità Elettronica. Lo SPID è operativo dal 2016, anno in cui i primi gestori accreditati da AgID hanno iniziato a rilasciare identità digitali utilizzabili presso amministrazioni e soggetti privati aderenti. La CIE, invece, è l’evoluzione digitale del documento d’identità tradizionale. Grazie al chip integrato e alle relative credenziali, la CIE consente di dimostrare la propria identità e accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei privati abilitati. Da strumenti inizialmente associati soprattutto agli uffici pubblici, SPID e CIE sono diventati sistemi di autenticazione impiegati in numerosi contesti: dalla gestione delle pratiche amministrative all’accesso a servizi finanziari, universitari e anche dell’intrattenimento, come l’accesso ai casinò online regolamentati. I vantaggi dell’identità digitale Il principale beneficio di SPID e CIE consiste nella possibilità di autenticarsi online senza dover creare e ricordare credenziali differenti per ogni servizio. La maggiore rapidità di attivazione e accesso si affianca anche a una più elevata tracciabilità degli accessi e a diversi livelli di sicurezza. SPID utilizza credenziali personali e, nei livelli più elevati, un secondo fattore come codice OTP o conferma tramite app. La CIE può essere utilizzata con credenziali dedicate oppure attraverso l’app CieID e la tecnologia NFC dello smartphone. I settori nei quali questi strumenti sono più utilizzati sono la sanità, l’istruzione, la previdenza, il fisco, i servizi comunali e il sistema bancario. Col passare del tempo anche molti servizi privati hanno aderito all’utilizzo di SPID e CIE al fine di ridurre gli errori di compilazione e i tempi di verifica e accesso.  Accesso con SPID e CIE ai casinò regolamentati Con il tempo, i siti di settore affidabili hanno integrato con intelligenza metodi di accesso e registrazione alle proprie piattaforme che tutelassero la sicurezza dei giocatori, anche tramite SPID e CIE. Inoltre, in alcuni portali di intrattenimento, la registrazione casinò con spid può essere utilizzata per riscattare bonus e codici e migliorare la propria esperienza nella casa di gioco online. L’accesso ai casinò regolamentati con SPID e CIE non costituisce però un sistema di pagamento e non sostituisce il conto gioco. Il loro ruolo è confermare che i dati anagrafici appartengano realmente all’utente, contribuendo al rispetto delle procedure di identificazione previste dall’operatore.  Il ruolo di SPID e CIE nella Pubblica Amministrazione L’impatto più evidente di SPID e CIE si è tuttavia registrato nei portali della Pubblica Amministrazione. Prenotare una visita, scaricare certificati, consultare la posizione contributiva, verificare comunicazioni fiscali o presentare una domanda, come l’iscrizione per lo scuolabus attiva a San Severino Marche, sono attività che oggi possono essere svolte da casa, senza code e senza consegnare ripetutamente la stessa documentazione. L’utente può inoltre accedere alla propria area personale con pochi clic, controllare informazioni e pratiche in corso, aggiornare alcuni dati e visualizzare lo storico delle operazioni. La CIE, in particolare, permette di accedere a molteplici servizi pubblici e privati, rendendo l’autenticazione digitale più veloce, uniforme e sicura. Dai servizi della PA ai casinò regolamentati che supportano questi strumenti, l’utente può ridurre la compilazione manuale, verificare la propria identità con maggiore semplicità e gestire le operazioni online in modo più trasparente. Per garantirsi un’esperienza online serena e sicura, è comunque essenziale utilizzare soltanto portali autorizzati, proteggere PIN e credenziali e leggere sempre le condizioni dei servizi. 

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