Paura all’alba a Pieve Torina, dove intorno alle 5 di questa mattina i Vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio sviluppatosi all’interno di una casa mobile su ruote.
Sul posto sono arrivate le squadre dei Vigili del fuoco di Camerino e Visso, che hanno operato per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’area interessata dall’incendio.
Un 35enne è rimasto coinvolto nel rogo: si tratta di un uomo, rimasto ustionato, che è stato affidato alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto.
Presenti anche le forze dell’ordine, impegnate negli accertamenti di competenza per ricostruire quanto accaduto e le cause dell’incendio.
Paura all’alba a Pieve Torina, dove intorno alle 5 di questa mattina i Vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio sviluppatosi all’interno di una casa mobile su ruote.
Sul posto sono arrivate le squadre dei Vigili del fuoco di Camerino e Visso, che hanno operato per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’area interessata dall’incendio.
Un 35enne è rimasto coinvolto nel rogo: si tratta di un uomo, rimasto ustionato, che è stato affidato alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto.
Presenti anche le forze dell’ordine, impegnate negli accertamenti di competenza per ricostruire quanto accaduto e le cause dell’incendio.
Controlli intensificati durante il periodo estivo, soprattutto lungo il tratto costiero, per contrastare lavoro sommerso, evasione fiscale e spaccio di sostanze stupefacenti. È il bilancio dell'attività condotta dalla Guardia di finanza della Compagnia di Civitanova Marche, impegnata in una serie di verifiche sul territorio.
Sul fronte del lavoro, le Fiamme Gialle hanno eseguito 33 interventi nei confronti di attività economiche, identificando complessivamente 112 persone.
Gli accertamenti hanno portato alla scoperta di 10 lavoratori completamente in nero, impiegati senza la preventiva comunicazione dell'instaurazione del rapporto di lavoro. Sono state inoltre rilevate violazioni relative alla tracciabilità delle retribuzioni.
Individuati anche tre lavoratori irregolari, impiegati nell'ambito di rapporti di lavoro intermittente senza la preventiva comunicazione della chiamata al lavoro.
I controlli hanno riguardato anche gli obblighi fiscali. In particolare, sono state contestate mancate emissioni del documento commerciale e la mancata installazione del registratore telematico, strumento previsto per la memorizzazione elettronica e la trasmissione dei corrispettivi.
Secondo quanto riferito dalla Guardia di finanza, le violazioni accertate hanno comportato sanzioni amministrative per almeno 30mila euro, oltre a circa 5mila euro di maxisanzioni, già versati all'Erario.
Parallelamente ai controlli economici, i finanzieri civitanovesi hanno partecipato ai servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dalla Prefettura di Macerata per contrastare i traffici di droga e garantire la sicurezza pubblica.
Nel corso delle operazioni sono stati individuati diversi soggetti in possesso di cocaina, marijuana e hashish. Complessivamente sono stati sequestrati oltre 2,2 chilogrammi di sostanze stupefacenti, sottoposte a sequestro penale e/o amministrativo.
Le persone individuate sono state segnalate alle Prefetture competenti oppure, nei casi previsti, deferite alla Procura della Repubblica di Macerata.
Nel complesso, i servizi di controllo e di ordine pubblico hanno portato alla segnalazione di 20 persone, cinque delle quali sono state deferite all'Autorità giudiziaria competente.
L'attività della Compagnia di Civitanova Marche si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio messo in campo dalla Guardia di finanza durante il periodo estivo.
L'obiettivo, sottolineano le Fiamme Gialle, è duplice: da una parte contrastare i fenomeni di illegalità economico-finanziaria e tutelare lavoratori e imprese che rispettano le regole; dall'altra arginare i fenomeni legati al traffico di stupefacenti e alla sicurezza pubblica.
Aveva denunciato ai Carabinieri il furto della propria Audi A3, ma secondo quanto ricostruito dagli investigatori l'auto non era stata rubata. La donna, infatti, avrebbe consegnato autonomamente il veicolo a un giovane, nonostante la vettura fosse già sottoposta a sequestro amministrativo e affidata alla sua custodia.
Per questo una donna residente a Camerino, classe 1978 e originaria di San Severino Marche, è stata denunciata in stato di libertà dai Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Camerino con l'ipotesi di simulazione di reato.
La vicenda è iniziata alla fine di settembre, quando la donna si è presentata negli uffici dell'Arma sostenendo che la propria Audi A3 fosse stata rubata da ignoti.
Il racconto avrebbe però presentato alcune incongruenze, che hanno spinto i militari ad approfondire gli accertamenti.
Dalle verifiche è emerso che l'auto era già stata sottoposta a sequestro amministrativo dalla Polizia Stradale di Camerino e affidata in custodia giudiziale alla stessa proprietaria.
Le indagini avrebbero permesso di ricostruire una dinamica completamente diversa da quella denunciata. Secondo quanto accertato dai Carabinieri, la donna avrebbe consegnato l'Audi a un giovane di Macerata, classe 1995, già noto alle forze dell'ordine.
Proprio alla guida di quella vettura, il giovane era stato successivamente arrestato dai Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile del N.O.R.M. della Compagnia di Tolentino per una serie di condotte pericolose.
L'episodio si era verificato nel territorio di Tolentino. Il conducente, secondo la ricostruzione dei militari, non si era fermato all'alt intimato dai Carabinieri e aveva iniziato una fuga, mettendo in pericolo l'incolumità degli operatori e degli altri utenti della strada.
Ne era nato un lungo inseguimento, che aveva attraversato i territori di Tolentino, Pollenza e Macerata.
La fuga si era conclusa in contrada Palombarette, nel territorio di Pollenza, dove l'Audi era finita fuori strada. Il conducente era stato quindi raggiunto e bloccato dai militari, che avevano proceduto al suo arresto.
Gli accertamenti successivi hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire anche la vicenda relativa alla presunta sottrazione dell'auto, portando alla denuncia della proprietaria per simulazione di reato.
Quattro carte d’identità elettroniche prive del microchip sequestrate e altrettante persone denunciate per falsità materiale. A queste si aggiunge un altro deferimento, questa volta nei confronti di un automobilista che, durante un controllo della Polizia Locale, avrebbe minacciato e insultato gli agenti.
È il bilancio dei controlli effettuati nel mese di settembre dalla Polizia Locale di Civitanova Marche, sia negli uffici del Comando sia durante i servizi sul territorio.
I quattro documenti sono stati sottoposti a sequestro probatorio. Le persone denunciate sono due civitanovesi, di 61 e 32 anni, un uomo di 43 anni residente ad Ancona e una giovane di 23 anni residente in Lombardia.
La Polizia Locale ha contestato la presenza di carte d’identità elettroniche prive del microchip, ritenuto un elemento essenziale della funzione identificativa del documento.
La linea seguita dal Comando, viene spiegato, trova conferma anche nella recente giurisprudenza della Corte di Cassazione. In particolare, con la sentenza depositata il 14 agosto 2026, la Quinta sezione penale ha stabilito che la rimozione del microchip incide sulla funzione complessiva della carta d’identità elettronica, anche quando fotografia e dati anagrafici rimangono integri.
Sul fronte dei controlli stradali, un episodio si è verificato venerdì 2 ottobre lungo la Statale 16 Adriatica, in una zona già segnalata per la presenza frequente di veicoli in sosta irregolare vicino a una fermata del trasporto pubblico.
Gli agenti stavano procedendo nei confronti di un'auto che risultava parcheggiata a meno di 15 metri dal segnale di fermata, quando il conducente, un civitanovese di 55 anni, è arrivato sul posto e ha spostato il mezzo.
Durante la manovra, secondo quanto riferito dalla Polizia Locale, l'uomo avrebbe commesso ulteriori violazioni, superando una linea continua e procedendo contromano.
A causa dei punti residui sulla patente, per quest'ultima violazione sarebbe stata prevista anche la sospensione breve della patente, con conseguente ritiro del documento.
È a quel punto che la situazione sarebbe degenerata. Secondo la ricostruzione della Polizia Locale, il conducente avrebbe iniziato a rivolgere minacce agli agenti prima ancora della redazione dei verbali, proseguendo durante la contestazione e in particolare nel momento del ritiro della patente.
Le minacce sarebbero state accompagnate da espressioni offensive rivolte a uno degli operatori. In un momento particolarmente concitato, l'uomo, trattenuto da due persone, sarebbe arrivato a pochi centimetri dall'agente, che lo avrebbe allontanato per ristabilire una distanza di sicurezza.
L'operatore non ha riportato lesioni.
Una volta riportata la situazione alla normalità, gli agenti hanno completato le contestazioni e proceduto al ritiro della patente. Il 55enne è stato quindi denunciato all'Autorità giudiziaria per le ipotesi di oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale.
La Polizia Locale ricorda inoltre un altro episodio avvenuto nella tarda primavera. All'uscita dallo stadio polisportivo comunale, un civitanovese di 47 anni avrebbe sottratto dalle mani di un agente il palmare e la stampante portatile utilizzati per le contestazioni, lanciandoli oltre una recinzione.
La strumentazione era stata recuperata integra grazie all'intervento del personale di uno chalet della zona. Al termine degli accertamenti, l'uomo era stato identificato e denunciato per interruzione di pubblico servizio.
Il comandante della Polizia Locale, Cristian Lupidi, sottolinea la necessità di garantire sempre maggiore tutela agli operatori impegnati nei servizi esterni.
«Sappiamo che talvolta questa professione è difficile e rischiosa – afferma Lupidi –. Continueremo a svolgerla con una presenza sempre più continua su strada, adempiendo con disciplina al compito di far rispettare le regole».
Il Comando ha inoltre avviato il confronto con la rappresentanza sindacale per consentire l'impiego in servizio delle body cam, già previste dal regolamento comunale sulla videosorveglianza.
«Non servono a controllare chi lavora ma a tutelarlo, documentando per intero quello che accade», aggiunge il comandante. Sulla vicenda interviene anche il sindaco Fabrizio Ciarapica, che esprime solidarietà agli agenti e sostiene l'introduzione delle telecamere indossabili.
«Le telecamere indossabili rappresentano uno strumento di prevenzione e trasparenza, in grado di tutelare il lavoro degli agenti e di documentare con imparzialità lo svolgimento degli interventi», sottolinea il primo cittadino.
Il cerchio si stringe attorno al gruppo di persone ritenute coinvolte nelle truffe messe a segno o tentate lo scorso 30 settembre nel Maceratese con il metodo del “finto carabiniere”.
I Carabinieri della Stazione di Urbisaglia hanno denunciato in stato di libertà un 39enne originario di Torre del Greco, già arrestato proprio il 30 settembre a Camerino insieme a un complice, un 23enne di origine romena residente a Sant’Antonio Abate. Il 39enne era stato arrestato in flagranza dai Carabinieri delle Stazioni di Camerino e Fiuminata con l'accusa di tentata estorsione/rapina in concorso.
Secondo quanto ricostruito dai militari, quel pomeriggio i due si sarebbero spacciati telefonicamente per appartenenti all'Arma, contattando un'anziana di 84 anni e la figlia di 56 anni.
Attraverso una videochiamata avrebbero chiesto alle due donne di mostrare contanti e preziosi, sostenendo che fosse necessario confrontarli con la refurtiva di una presunta rapina avvenuta a Macerata.
Poco dopo, i due si sarebbero presentati direttamente a casa delle vittime, arrivando – secondo l'accusa – a minacciarle di arresto per convincerle a consegnare denaro e oggetti di valore.
La reazione dell'anziana avrebbe però fatto saltare il piano. La donna avrebbe infatti annunciato di voler chiamare il 112, consentendo ai Carabinieri di intervenire rapidamente e bloccare i due nelle vicinanze dell'abitazione.
I due erano stati quindi arrestati e messi a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Gli accertamenti condotti successivamente dai Carabinieri della Stazione di Urbisaglia, in collaborazione con i militari della Compagnia di Camerino, hanno permesso di collegare al 39enne anche un altro episodio avvenuto nella stessa giornata.
A essere preso di mira, questa volta, era stato un pensionato di Urbisaglia, contattato con un analogo metodo: una telefonata nella quale l'interlocutore si sarebbe presentato come appartenente ai Carabinieri, tentando di mettere in atto il raggiro.
Gli investigatori hanno sottoposto alla vittima alcune fotografie per l'individuazione del possibile autore. Il pensionato avrebbe riconosciuto con certezza il 39enne già arrestato a Camerino.
Sulla base degli elementi raccolti, i Carabinieri di Urbisaglia lo hanno quindi denunciato per il nuovo episodio. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e collegamenti con altri episodi analoghi registrati nel territorio.
Una ventata di novità per la night life marchigiana. Al Movida Club di Civitanova Marche arriva il "Magic Mike Party", un appuntamento dedicato e pensato sopratutto per le donne e che risponde all'esigenza di cambiare, per una notte, il volto dell'intrattenimento nei locali.
Lunedì 12 ottobre, dalle 22:00, il Movida Club è pronto a ricreare le atmosfere del celebre film "Magic Mike", delle sue musiche e degli spettacoli di danza maschile che lo hanno reso celebre. Qualcosa di diverso che si discosti dal solito intrattenimento tendenzialmente dedicato al pubblico maschile, creando uno spazio in cui anche le donne possono trascorrere una piacevole serata tra amiche, anche di lunedì sera.
Il programma prevede la presenza di cinque ballerini, protagonisti di diversi spettacoli durante il corso della serata, pensati per coinvolgere e divertire il pubblico. A dirigere l'intrattenimento sarà il Dj set di Rubinho Brazil, che si occuperà dell'animazione della serata sulle note di musica reggaeton, latina e hip hop.
"Nelle Marche un evento di questo tipo non c'è e abbiamo deciso di portarlo qui, insieme al Movida, per dare alle donne la possibilità di divertirsi con le proprie amiche, ballare e passare una serata diversa" spiega Rubihno Brazil.
La serata, ad ingresso libero, permetterà al pubblico di vivere l'esperienza in maniera più partecipata. Sarà infatti possibile assistere semplicemente agli spettacoli oppure, in maniera facoltativa, scegliere di trascorrrere un momento di intrattenimento con uno dei ballerini.
Il lunedì, serata generalmente meno ricca di appuntamenti dedicati alla nightlife, diventa in questo modo l'occasione per sperimentare un nuovo format e portare a Civitanova un tipo di intrattenimento insolito per il territorio.
Per gli organizzatori la volontà è di riproporre l'appuntamento con maggiore frequenza, arrivando anche a due serate al mese se l'idea dovesse riscuotere successo.
Appuntamento quindi al Movida Club di Civitanova Marche, in via Cesare Pavese 2, per una serata che ha l'obiettivo di ribaltare lo schema tradizionale dell'intrattenimento notturno mettendo le donne al centro della scena.
È stata effettuata l’ispezione cadaverica sulla salma di Simone Giri, il 53enne trovato senza vita nella giornata di ieri nella sua abitazione di via Costa Martina, a Civitanova Marche. Al termine degli accertamenti, la salma è stata restituita ai familiari.
Giri, che viveva da solo, era conosciuto in città soprattutto per il suo legame con il mondo dell’intrattenimento e per gli anni trascorsi accanto ad alcuni dei locali che hanno segnato la nightlife civitanovese. A dare l’allarme sarebbero stati alcuni vicini, che non lo vedevano da diversi giorni.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio tra quanti lo avevano conosciuto e frequentato negli anni. A ricordarlo con particolare affetto è stato Aldo Ascani, che attraverso un post sui social ha ripercorso il rapporto con Giri e il suo ruolo negli anni d’oro del Green e del Lola.
«Con Simone se ne va un altro pezzo della nostra storia», ha scritto Ascani, ricordando una persona che era stata molto vicina alla famiglia e alle attività legate al mondo dell’intrattenimento.
Giri era stato infatti uno dei PR più vicini al gruppo in quegli anni. Una presenza discreta ma costante, che aveva contribuito alla vita e all’animazione dei locali. Negli ultimi anni aveva scelto invece una vita più appartata, allontanandosi progressivamente dal mondo dell’entertainment, senza però perdere il legame con le persone che avevano condiviso con lui quella stagione.
Nel ricordo di Ascani emerge il ritratto di un uomo generoso, determinato e disponibile, capace di impegnarsi fino in fondo quando c’era un obiettivo da raggiungere. Tra le sue passioni c’era anche la bicicletta, con la quale amava spostarsi e viaggiare.
«Quando c’era da raggiungere un obiettivo, si moltiplicava, faceva per dieci e dava tutto se stesso», è uno dei passaggi del ricordo affidato ai social da Ascani, che conclude con un messaggio carico di affetto: «Ciao Simone. Che Dio ti accolga tra le anime più buone. Ti porteremo con noi».
Un ricordo che in queste ore si unisce a quello di amici e conoscenti, mentre la comunità civitanovese si prepara a salutarlo.
I funerali si terranno domani, martedì, alle 15.15, nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice. Simone lascia il fratello Pierpaolo. la cognata e i nipoti.
Una condotta del gas in media pressione è stata danneggiata nel pomeriggio di oggi, nel territorio di Urbisaglia, durante alcune operazioni di movimentazione del terreno effettuate con un aratro. Il danneggiamento ha provocato una dispersione di gas e reso necessario l’intervento dei tecnici e la temporanea chiusura della strada provinciale.
La zona è stata immediatamente messa in sicurezza. I tecnici di Italgas, intervenuti sul posto, hanno provveduto a mettere in sicurezza la rete e hanno avviato le operazioni necessarie per la riparazione definitiva della tubazione.
Per consentire lo svolgimento degli interventi in condizioni di piena sicurezza è stato disposto il divieto di transito sul tratto della strada provinciale che dalla rotonda di Contrada Maestà sale verso Urbisaglia, fino all’incrocio con la strada denominata “Gabbetta”.
Strada chiusa fino alle 8 di domani
In un primo momento la riapertura era stata indicata, salvo imprevisti, per le prime ore della mattinata. La chiusura è stata invece confermata fino alle 8 di martedì 6 ottobre, per consentire il completamento delle operazioni in condizioni di sicurezza.
Le attività, viene comunicato, stanno procedendo regolarmente e la zona è stata messa in sicurezza.
Sul posto sono presenti i vigili del fuoco del comando provinciale di Macerata, i carabinieri e altri operatori, insieme al personale della Provincia di Macerata e ai tecnici impegnati nella riparazione della condotta.
La raccomandazione del Comune è di "non percorrere il tratto interessato dalla chiusura e di attenersi alle indicazioni del personale presente sul posto".
"Chi deve raggiungere Urbisaglia o uscire dal centro abitato è invitato a pianificare gli spostamenti con anticipo e, dove possibile, a utilizzare le strade secondarie, così da evitare disagi e rallentamenti".
"La riapertura della provinciale avverrà al termine degli interventi di riparazione e una volta verificate le necessarie condizioni di sicurezza".
Le autorità ringraziano i cittadini per la collaborazione e la comprensione, così come i Carabinieri delle stazioni di Urbisaglia e Tolentino, i Vigili del Fuoco, i tecnici Italgas e tutti gli operatori della Provincia di Macerata impegnati nelle attività.
Tre famiglie di Caldarola sono state prese di mira nella stessa giornata da una truffa telefonica con falsi carabinieri. In tutti i casi i malviventi hanno contattato le vittime presentandosi come appartenenti all'Arma e cercando di ottenere denaro, beni di valore o informazioni personali.
Il fenomeno ha spinto il comune di Caldarola e la locale stazione dei carabinieri a lanciare un appello alla massima attenzione, soprattutto nei confronti delle persone anziane. Fortunatamente, in due dei tre episodi segnalati le persone contattate hanno capito rapidamente che qualcosa non tornava e si sono rivolte ai carabinieri. Nel terzo caso, una donna molto anziana ha invece interrotto la telefonata senza dare seguito alle richieste ricevute.
Il meccanismo è quello ormai noto delle telefonate in cui il truffatore si presenta come un carabiniere, facendo leva sull'urgenza per convincere la vittima a consegnare denaro o oggetti di valore oppure a fornire informazioni personali.
"È fondamentale ricordare che i carabinieri non telefonano per chiedere denaro, gioielli o altri beni, né per chiedere di effettuare pagamenti o consegne per conto di familiari. Di fronte a una richiesta di questo tipo bisogna interrompere immediatamente la conversazione e contattare le forze dell'ordine", è la raccomandazione del comandante della stazione dei carabinieri di Caldarola, Patrizio Tosti.
A rivolgersi alla cittadinanza è anche il sindaco Giuseppe Fabbroni, che invita a prestare particolare attenzione agli anziani e a fare passaparola all'interno della comunità: "In questo momento è necessario prestare la massima attenzione. Il fatto che in una sola giornata siano state prese di mira tre famiglie del nostro territorio dimostra quanto sia importante non sottovalutare il fenomeno. Chiediamo a tutti di fare attenzione e, soprattutto, di fare passaparola", sottolinea il primo cittadino.
Fabbroni si rivolge in particolare a figli, nipoti, familiari e vicini di casa delle persone anziane, invitandoli a informarle sui possibili tentativi di truffa. "Chi ha accanto un anziano che magari non utilizza i social o non è informato su questi fenomeni, lo avverta. Una semplice telefonata, una visita o una parola di attenzione possono davvero evitare che una persona cada nella trappola", aggiunge il sindaco.
Le forze dell'ordine ricordano di non fidarsi di telefonate nelle quali qualcuno si presenta come carabiniere e chiede denaro o beni di valore, così come di non fornire informazioni personali o bancarie. Non bisogna inoltre consegnare contanti, gioielli o altri oggetti a persone che si presentano alla porta con richieste di questo tipo.
In caso di telefonate sospette, la raccomandazione è di interrompere immediatamente la conversazione e contattare direttamente le forze dell'ordine, senza seguire le indicazioni fornite dall'interlocutore. È importante mantenere la calma e verificare autonomamente la situazione prima di compiere qualsiasi azione.
Per anni abbiamo imparato una strana forma di educazione digitale: se qualcuno ti scrive, devi rispondere, e possibilmente anche in fretta, perché il telefono ha già comunicato all’altro che il messaggio è arrivato, che forse lo hai letto e magari eri anche online.
Così una possibilità tecnica è diventata quasi un obbligo sociale.
Hai visualizzato alle 22.47? Perché non hai risposto? Eri su Instagram? Hai pubblicato una storia? Quindi il telefono lo stavi usando.
Il problema è tutto qui: essere raggiungibili non significa essere disponibili.
Forse la nuova educazione digitale dovrebbe ripartire proprio da questo principio.
Viviamo con notifiche continue, gruppi WhatsApp, email, Messenger, DM e chat professionali che arrivano a qualsiasi ora. La tecnologia ha cancellato molti confini tra tempo personale e tempo di lavoro. Sta a noi rimetterli.
Scrivere a qualcuno alle 22.47 può essere perfettamente legittimo. Pretendere una risposta alle 22.49 è un’altra cosa.
Nel lavoro il fenomeno è ancora più evidente: il cliente che scrive la domenica, la mail serale seguita dal messaggio “ti ho mandato una mail”, il sollecito dopo pochi minuti, il classico “ci sei?” accompagnato magari da due punti interrogativi.
Nessuno dice apertamente “devi rispondermi subito”. Eppure spunte blu, accessi e stato online hanno creato una nuova pressione: se hai letto, devi reagire. Se sei connesso, devi esserci.
Nel mondo analogico sarebbe impensabile. Nessuno suonerebbe al campanello di casa di un professionista alle undici di sera solo perché vede la luce accesa. Online, invece, sembriamo aver perso questa misura.
Anche i vocali interminabili appartengono alla stessa cultura. Cinque minuti di audio possono essere comodissimi per chi li manda, ma sono cinque minuti del tempo di chi li riceve. Una piccola differenza che dice molto: il nostro tempo non vale più di quello degli altri.
Il punto non è demonizzare la tecnologia. Le piattaforme sono costruite per richiamare continuamente la nostra attenzione attraverso notifiche, badge, reazioni e indicatori di lettura. Proprio per questo diventa importante recuperare la capacità di decidere quando esserci.
Non tutto è urgente. Una persona può essere online senza essere disponibile per noi. Può leggere, guardare un video, pubblicare una foto o semplicemente perdere tempo senza dover rispondere a nessuno.
Vale anche professionalmente. Stabilire dei confini non significa essere meno efficienti o meno attenti ai clienti, significa riconoscere che la rapidità non è l’unico parametro della qualità di una relazione.
Una risposta data il giorno dopo non è necessariamente disinteresse. Una domenica senza WhatsApp di lavoro non è scarsa professionalità. Un messaggio letto e lasciato lì per qualche ora non è maleducazione.
Forse dovremmo iniziare a considerare elegante anche il silenzio digitale: quello che non pretende, non sollecita e lascia all’altro il diritto di scegliere quando tornare disponibile.
Per anni abbiamo pensato che la buona educazione online consistesse nel rispondere velocemente.
Forse oggi dovremmo insegnare qualcosa di più evoluto: saper aspettare.
La tecnologia ci ha resi tutti raggiungibili, siamo stati noi a trasformare la raggiungibilità in reperibilità permanente.
CHIC: rispettare il tempo digitale degli altri.NON CHIC: considerare “online” sinonimo di “disponibile”.
«Ho denunciato tutti coloro che hanno insultato e offeso la mia persona, la mia dignità di donna e di madre e, soprattutto, mio figlio». È netta la presa di posizione di Rosanna Virgili, 34 anni, insegnante e madre, finita al centro di una serie di attacchi sui social dopo la sua adesione a Futuro Nazionale e l’apertura a Potenza Picena del nuovo comitato, il numero 2244, del quale è referente.
Virgili racconta di aver raccolto e conservato i commenti comparsi sui social, consegnandoli al proprio avvocato. «Le offese non mi fermano. Al contrario, mi fortificano», afferma. Ma, secondo la referente, c'è un limite che non dovrebbe essere oltrepassato.
«Quando il confronto politico si trasforma in un attacco personale e, soprattutto, quando viene coinvolto un bambino, non si parla più di confronto, ma di qualcosa che va fermamente condannato», sostiene.
Tra le accuse che Virgili respinge c'è anche quella di essere “contro le donne”. «È un’accusa che respingo fermamente. Non sono contro le donne e non lo sarò mai», afferma.
La 34enne rivendica la propria posizione sul principio di uguaglianza davanti alla legge e sulla necessità, a suo giudizio, di valutare ogni reato in relazione alla gravità della condotta, indipendentemente dal sesso di chi lo commette.
«Trovo paradossale – prosegue Virgili – che proprio chi sostiene di difendere le donne abbia scelto di attaccarmi utilizzando contro di me il fatto di essere donna, madre e insegnante».
La referente del comitato aggiunge: «Per me il rispetto non è selettivo: deve valere sempre, soprattutto quando ci si confronta con chi ha idee politiche diverse dalle proprie».
Virgili replica anche a chi, sui social, l'ha definita «il troll di Turchi», con riferimento a Pierpaolo Turchi, coordinatore provinciale di Futuro Nazionale.
«Non sono il troll di nessuno. Sono una donna che ha scelto liberamente di mettersi in gioco, che crede nelle proprie idee e che porta avanti con convinzione questo percorso», ribadisce.
La referente del nuovo comitato ringrazia quindi «chi mi sostiene e chi mi guida», citando proprio Turchi, con il quale dice di stare affrontando la nuova esperienza politica.
«Gli attacchi personali non cambieranno le mie convinzioni», assicura Virgili. E traccia una linea netta tra critica politica e offese personali: «Le critiche politiche sono legittime. Gli insulti, le offese e il coinvolgimento dei familiari no».
Infine, la decisione di procedere per le vie legali: «Tutti risponderanno degli insulti che mi sono stati rivolti», conclude.
Il progetto di riqualificazione dell'area ex Donoma continua ad alimentare il dibattito in città. A intervenire ora è il Comitato del Centro, che esprime forti perplessità sull'ipotesi progettuale e chiede all'Amministrazione comunale un confronto pubblico con cittadini, associazioni e realtà economiche.
«Abbiamo letto con attenzione quanto riportato dalla stampa relativamente al progetto di riqualificazione dell'area ex Donoma», esordisce il Comitato, riconoscendo l'importanza del recupero di un'area oggi inutilizzata, ma contestando l'impostazione dell'intervento.
«Riteniamo che il progetto, nella sua scellerata impostazione attuale, rappresenti una scelta profondamente sbagliata per il futuro della città», sostiene il Comitato del Centro.
A preoccupare sono soprattutto le nuove residenze previste nell'area. «La realizzazione di un nuovo complesso residenziale di cinque piani, con decine di nuovi appartamenti concentrati nel cuore del centro urbano, comporterà infatti un inevitabile aumento del traffico veicolare, della pressione sui parcheggi e del carico sui servizi pubblici», afferma il gruppo.
Secondo il Comitato, la zona sarebbe già oggi alle prese con «strade congestionate, carenza cronica di posti auto e progressiva riduzione degli spazi destinati alla socialità e alla vita comunitaria». Da qui la domanda sulla direzione che si vuole imprimere allo sviluppo urbano: «Ci chiediamo se sia davvero questa la visione di città che si intende perseguire».
Nel mirino finiscono anche le opere compensative previste dal progetto. «Pur apprezzabili, non sembrano sufficienti a bilanciare l'impatto complessivo dell'intervento», sostiene il Comitato, che richiama in particolare la destinazione di una parte dell'area ad attività culturali.
«Un collegamento tra vie urbane, alcuni parcheggi aggiuntivi e la cessione di soli 150 metri quadrati, su 3.800 disponibili, destinati ad attività culturali non possono compensare la perdita di un'opportunità strategica per realizzare un vero spazio pubblico, un'area verde, un centro civico o servizi condivisi», si legge nella nota.
Per il Comitato del Centro, l'area ex Donoma avrebbe potuto rappresentare «un'occasione unica per restituire al centro una funzione sociale e collettiva», considerata anche la «scarsità di luoghi di aggregazione e di spazi aperti accessibili a famiglie, giovani e anziani».
La richiesta: «Un confronto pubblico prima della conclusione dell'iter»
Il Comitato pone quindi l'accento sul tema della partecipazione alle scelte urbanistiche e chiama in causa direttamente l'Amministrazione comunale.
«Per questo chiediamo all'Amministrazione comunale di aprire un confronto pubblico trasparente con i residenti, le associazioni e le realtà economiche del centro prima che l'iter urbanistico giunga a conclusione», afferma il gruppo.
Nel comunicato viene inoltre criticata la gestione delle deleghe all'urbanistica e il livello di coinvolgimento del Consiglio comunale. Il Comitato sostiene che, a fronte di una variante considerata «impattante», sarebbe necessaria «la massima partecipazione», con un coinvolgimento più ampio rispetto alla sola Giunta.
La richiesta è dunque quella di valutare anche «soluzioni alternative più sostenibili e più utili all'interesse generale», evitando che le decisioni sull'area siano determinate esclusivamente dai parametri edificatori.
«Il futuro di un'area così importante non può essere deciso esclusivamente sulla base di parametri edificatori», conclude il Comitato, rilanciando la propria idea di città: «La città ha bisogno di più spazi da vivere insieme, non di altro cemento».
Tra tutti i tumori che possono colpire la specie umana il tumore del seno per le donne è sicuramente quello che ha un’incidenza maggiore. Si stima che in un anno ci siano decine di migliaia di diagnosi; con riferimento ai dati del Ministero della Salute, quelle eseguite nel 2024 sono state circa 53.686 nuove diagnosi, 53.065 nelle donne, 621 negli uomini.
Si tratta di una patologia oncologica che fino a qualche anno fa presentava un’alta mortalità. A prescindere dalla tipologia, che presenta delle variazioni dal punto di vista morfologico ed istologico, fino a 20 anni fa si calcolava che per 8 donne su 10 non si prospettava una lunga sopravvivenza alla patologia. Ma la ricerca ha sviluppato un continuo progresso della tecnica chirurgica, delle terapie specifiche ed anche dei protocolli di comportamento nel post-operatorio. Una grande influenza sulla riduzione della mortalità hanno avuto di sicuro gli screening di prevenzione per una diagnosi precoce a cui le donne si sottopongono soprattutto nella fascia di età più a rischio (45-70 anni). Il Servizio Sanitario Nazionale opera con un’organizzazione capillare, avvertendo tutte le donne interessate della possibilità di un esame mammografico assolutamente gratuito da ripetersi ogni due anni.
La mammografia è l’esame di elezione per una eventuale diagnosi precoce di tumore del seno. Anche questo esame ha subito un’evoluzione tecnologica e, pur essendo generalmente efficace nella sua funzione, in certe occasioni, come nella versione con tomosintesi, riesce a percepire una modificazione cellulare ridottissima altrimenti non percepibile anche in seni particolarmente densi.
I fattori di rischio per il tumore del seno sono sicuramente l’età, ma anche la familiarità; si stima che una percentuale compresa tra il 5 e 7% dei tumori mammari sia ereditaria. Anche gli ormoni hanno un ruolo nell’incidenza della patologia; aumentano la possibilità un menarca precoce, una menopausa tardiva ed anche l’assenza di gravidanze, così come i contraccettivi orali ed alcune terapie ormonali sostitutive. Quanto descritto rappresenta i cosiddetti rischi non modificabili, sono invece modificabili quelli legati ai comportamenti individuali: alimentazione scorretta alla base di sovrappeso e obesità, consumo di alcol e fumo. Si è invece verificato che l’allattamento al seno riduce il rischio di ammalarsi di cancro al seno.
La rilevazione dei sintomi viene associata alla percezione di un nodulo tramite autopalpazione. In realtà, nella stragrande percentuale dei casi si tratta di forme benigne, come fibroadenomi e cisti, che compaiono principalmente nelle donne fertili, hanno forma regolare, sono dolorosi e si muovono se spostati con le dita. I noduli originati da un cancro maligno presentano invece bordi irregolari, non si spostano e sono in genere segno di una forma tumorale già avanzata. Un segno da tenere in considerazione è anche l’alterazione della forma del capezzolo o perdita di liquido da un solo capezzolo. Oltra alla mammografia per la fascia di età più esposta, la diagnosi prevede per le donne under 45 un’ecografia mammaria da cui trarre eventuali ulteriori accertamenti.
La terapia per questo tipo di tumore è anzitutto chirurgica per rimuovere i tessuti malati. Si tende a ricorrere se possibile alla chirurgia conservativa con l’obiettivo di salvare il seno, ma si può arrivare anche alla mastectomia parziale o totale. Anche in questo caso, comunque si può procedere alla ricostruzione del seno. Dopo l’intervento si effettua una radioterapia adiuvante contro il rischio di recidiva locale. A seguito di un’attenta valutazione istologica e biologica del carcinoma, a molte pazienti viene proposta anche una terapia con farmaci anticancro; la chemioterapia non è sempre necessaria, possono essere adottate terapie ormonali o trattamenti con farmaci che vanno a colpire bersagli molecolari.
Negli ultimi anni si è assistito ad un progresso significativo delle tecniche di cura tale da rendere possibile anche il trattamento di tumori particolarmente aggressivi o in fase avanzata. È notizia ultima, nell’ambito della ricerca, l’approvazione da parte dell’AIFA di una farmacologia mirata nella terapia di una forma molto aggressiva di tumore al seno, in grado di ridurre il rischio di morte del 34% in tutta la popolazione studiata e addirittura del 52% nelle pazienti con già presenti metastasi cerebrali.
Il mese di ottobre è dedicato proprio all’informazione per la prevenzione, diagnosi precoce e cura del tumore del seno. Nella nostra rubrica “Sano a sapersi” dedicheremo più di una puntata all’argomento molto importante per la salute delle donne. Oggi abbiamo preferito iniziare con un’analisi dell’elemento tecnologico per la fase più significativa: la diagnosi precoce. Abbiamo interpellato il Dr. Pietro Cruciani radiologo diagnostico, già responsabile del servizio di Radiologia presso l’Ospedale di Camerino- San Severino attualmente consulente del centro medico Associati Fisiomed per descrivere l’ultima tecnologia a sua disposizione: la mammografia con tomosintesi.
Dr. Cruciani quali sono le differenze tra la mammografia digitale tradizionale e quella con tomosintesi?
"Entrambe le tecniche sono digitali. La mammografia con tomosintesi, pur erogando sostanzialmente la stessa dose di radiazioni assorbite, offre un miglior risultato diagnostico. Con questa tecnica è infatti possibile studiare la mammella anche nella terza dimensione, la profondità, evitando la sovrapposizione delle strutture ghiandolari della mammella. Il risultato finale è una maggior accuratezza con possibilità di individuare lesioni meno evidenziabili con la mammografia tradizionale che possono rimanere nascoste sotto al tessuto ghiandolare normale".
Quali vantaggi hanno le pazienti nell’eseguire questo tipo di esame?
"Il posizionamento della mammella è più confortevole e flessibile, a vantaggio delle donne diversamente abili o in carrozzina. L’apparecchio guadagna in profondità con visualizzazione ottimale del tessuto retromammario. L’esame è meno doloroso di una mammografia standard poiché con la tomosintesi la compressione è ridotta al minimo, quanto basta per stendere il tessuto".
A chi è consigliato maggiormente questo tipo di esame?
"Alle donne con mammelle dense, male esplorabili con mammografia standard. In questi seni la tomo, eliminando le sovrapposizioni ha individuato statisticamente il doppio dei tumori. È indicato inoltre nelle mammelle già operate, nei tumori multicentrici e quando sono presenti microcalcificazioni con ottimale analisi morfologica".
A volte l'idea di mangiare bene finisce per assomigliare più a una lista di regole che a qualcosa che dovrebbe semplicemente accompagnarci nella vita di tutti i giorni. Scegliere gli alimenti giusti, rispettare le quantità, non saltare i pasti, limitare gli zuccheri, evitare gli eccessi. E quando una di queste regole viene meno, può sembrare di aver compromesso tutto.
Ma un'alimentazione equilibrata non si costruisce sulla perfezione.
Mangiare bene significa innanzitutto guardare all'insieme delle proprie abitudini. Non è il singolo pranzo sbilanciato, la cena fuori con gli amici o il dolce mangiato a fine pasto a determinare la qualità della nostra alimentazione, così come non basta aggiungere un alimento considerato “sano” per rendere equilibrata una dieta. È ciò che facciamo con continuità, nel corso delle settimane e dei mesi, ad avere il peso maggiore.
Eppure non è sempre facile guardare le cose in questo modo. Siamo abituati a pensare al cibo attraverso categorie nette: consentito o vietato, sano o poco sano, giusto o sbagliato. Anche il singolo pasto può così diventare qualcosa da “fare bene”, anziché semplicemente una parte della nostra giornata. Quando non rispetta lo schema a cui siamo abituati, può essere percepito come uno “sgarro”, anche se si tratta soltanto di un pasto diverso dal solito.
Del resto, non tutte le giornate ci permettono di organizzare i pasti come vorremmo. Può capitare di rientrare tardi dal lavoro, di non aver fatto la spesa o di aprire il frigorifero e trovare ben poco a disposizione. In quei momenti si mangia quello che c'è: magari un pasto più semplice, poco vario o non perfettamente bilanciato. E non c'è nulla di sbagliato in questo.
La varietà rimane un principio importante di una buona alimentazione, ma non è necessario ritrovarla in modo impeccabile a ogni pasto. Se una volta mangiamo in modo diverso dal solito, non abbiamo bisogno di compensare né di pensare di aver compromesso l'intera giornata. Ci saranno altre occasioni per mangiare in modo più completo e vario, senza che sia necessario fare qualcosa per “rimediare”.
È questa, in fondo, la flessibilità che dovrebbe accompagnare un'alimentazione sana: avere delle buone abitudini, ma poterle adattare quando la vita lo richiede. Non significa mangiare senza attenzione e nemmeno considerare equivalenti tutte le scelte alimentari. Significa, piuttosto, non trasformare ogni piccola variazione in un errore da correggere.
Perché la salute non si costruisce attraverso qualche giornata “perfetta”, ma attraverso comportamenti che riusciamo a mantenere nel tempo. E questo vale non soltanto per ciò che mangiamo, ma anche per il movimento, il sonno e, più in generale, per il modo in cui ci prendiamo cura di noi.
Forse, allora, più che chiederci se abbiamo mangiato perfettamente, sarebbe utile chiederci se la nostra alimentazione, nel complesso, ci sta aiutando a prenderci cura della nostra salute e se è abbastanza sostenibile da poter far parte della nostra vita a lungo.
Mangiare bene non significa che ogni pasto debba essere completo, programmato e perfettamente bilanciato. Significa avere un modo di mangiare che, nel suo insieme, ci permetta di prenderci cura di noi senza dover essere perfetti ogni giorno.
È un Roberto Buratti, tecnico del Trodica, fiero dei suoi ma polemico per le decisioni arbitrali quello nel post-partita contro l'Aurora Treia. "Meritavamo di vincere, il pari ci stava stretto: ci sono stati negati due rigori solari come possono mostrare le immagini, come la decisione dubbia sul primo gol subito nonostante la nostra dormita nella circostanza. Abbiamo poi pareggiato e creato diverse occasioni che non abbiamo sfruttato, dopo loro ci hanno colpito con l’unica chance avuta".
"Posso solo dire bravi ai ragazzi, che hanno giocato benissimo: con la Fermana abbiamo subito, oggi abbiamo dominato - aggiunge il mister -. Peccato, c’è un grosso rammarico dato che nel calcio conta il risultato però sono fiero dei ragazzi. Se ci si rammarica contro Fermana e Aurora Treia bisogna essere contenti per il futuro, giocando così possiamo fare bene".
Buratti poi continua: "Sono contento della rosa che ho e delle doti umane di ognuno dei miei ragazzi. Siamo un blocco unico che lotta verso un obiettivo come si è visto oggi: siamo stati uniti fino alla fine dove poi avevamo finito la benzina. Poi giocando contro una squadra come l’Aurora Treia che è stata anche avvantaggiata era difficile. Sbagliamo noi come possono farlo anche gli arbitri. Ora testa alla prossima sfida, tutte le squadre sono difficili da affrontare".
L'allenatore dell'Aurora Treia Simone Ricci si mostra, d'altro canto, soddisfatto per i tre punti conquistati: "Abbiamo fatto una grande partita, venivamo su un campo difficile contro una squadra fisica. Abbiamo fatto un bel primo tempo e siamo stati bravi a sbloccarla. Nella ripresa abbiamo subito il ritorno del Trodica, ma siamo riusciti a rialzarci e a tornare avanti. È stata una vittoria importante, da squadra”.
I cucinieri sono in testa al campionato, ma adesso la classifica vale relativamente: "Ogni domenica bisogna battagliare, se non vai in campo con la mentalità giusta perdi con chiunque. Stiamo crescendo tanto e siamo contenti. Stiamo facendo bene, ma c’è da migliorare. Ci godiamo questa vittoria e poi da martedì testa al Fano".
Il tecnico della Recanatese Manuel Giandonato si esprime così ai microfoni post-gara: «Sappiamo come sono le partite di questa categoria, basta un niente per cambiare l’inerzia. Sono orgoglioso dei ragazzi perché hanno fatto una grande prova dopo la sconfitta di Lanciano. Non era facile affrontare un derby come quello con la Maceratese e lo abbiamo fatto bene, poi vi sono fattori esterni come gli episodi che possono decidere. Apparte questo, il nostro percorso di crescita è stato ben delineato e procediamo su questa direzione».
Giandonato poi prosegue: «Quando subisci qualche azione avversaria perdi qualche certezza. La prima vera occasione della ripresa l’ha avuta la Recanatese e se l’avessimo sfruttata forse sarebbe finita diversamente: con i se e i ma non si va da nessuna parte, ora dobbiamo lavorare per la prossima sfida».
Il mister della Maceratese Sante Alfonsi è contento per la vittoria della sua formazione: «Sapevamo che era difficile, l’abbiamo preparata bene. Stiamo crescendo in condizioni fisiche e in fiducia. Abbiamo fatto un buon primo tempoanche se dobbiamo migliorare su alcuni aspetti e limare gli errori. Abbiamo poi reagito da squadra allo svantaggio, volevamo vincere e ci siamo riusciti. Questa vittoria ci dà grande autostima e ci permette di lavorare con tranquillità e serenità.
La Recanatese gioca molto bene, sapevamo come agire per riuscire ad arginarli e costringerli a lanciare i palloni in avanti, cosa preferiscono non fare. Dobbiamo però essere più cinici, ma questo successo ci permette di muoverci con tranquillità. Siamo felici di aver dato questa soddisfazione ai nostri tifosi».
L’autunno potrebbe portare con sé un nuovo aumento delle bollette di luce e gas nelle Marche. Secondo un’analisi di Facile.it, tra settembre e dicembre 2026 la spesa energetica delle famiglie potrebbe aumentare di circa il 36% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
A registrare l'incremento maggiore, secondo le stime, sarebbe la provincia di Macerata, dove la spesa complessiva per luce e gas potrebbe raggiungere circa 1.047 euro, con un aumento del 36,1% su base annua.
Seguono Ancona, con una spesa stimata di 970 euro (+35,8%), Fermo, con 959 euro (+35,8%), Ascoli Piceno, con 948 euro (+35,9%), e Pesaro e Urbino, dove la spesa potrebbe attestarsi intorno ai 936 euro, con un incremento del 35,7%.
Provincia
Spesa stimata settembre-dicembre 2026
Aumento annuo
Macerata
1.047 euro
+36,1%
Ancona
970 euro
+35,8%
Fermo
959 euro
+35,8%
Ascoli Piceno
948 euro
+35,9%
Pesaro e Urbino
936 euro
+35,7%
Alla base delle previsioni ci sono le quotazioni future dell'energia elaborate da Eex e analizzate da Facile.it. Per i prossimi quattro mesi, i forward indicano un Pun, il prezzo di riferimento all'ingrosso dell'energia elettrica, in aumento del 65% rispetto allo scorso anno.
Ancora più marcata la crescita prevista per il gas: il Psv, indice di riferimento per il costo della materia prima, risulterebbe in aumento del 113% rispetto al 2025.
«Il prorogarsi della situazione di conflitto – osserva Facile.it – potrebbe tradursi in un autunno e un inverno “bollenti” dal punto di vista delle bollette».
L'analisi prende in considerazione i consumi del 2025 dichiarati dagli utenti di Facile.it. A questi dati sono state applicate le tariffe indicizzate del mercato libero in vigore tra settembre e dicembre 2025, confrontandole con i prezzi che il mercato si attende per lo stesso periodo del 2026, sulla base dei forward Eex aggiornati al 24 agosto 2026.
Nel calcolo sono state considerate tutte le principali voci che incidono sul costo finale della bolletta: materia energia, trasporto e gestione del contatore, oneri, imposte e Iva.
Per l'energia elettrica è stato considerato il Pun, a cui è stato aggiunto uno spread medio di 0,014 euro/kWh; per il gas il riferimento è il Psv, con uno spread medio di 0,0911 euro/Smc.
Le cifre rappresentano quindi stime riferite a contratti del mercato libero a prezzo indicizzato e non costituiscono necessariamente l'importo che ogni famiglia si troverà a pagare. L'effettiva spesa dipenderà dai consumi, dal contratto sottoscritto e dall'andamento dei prezzi dell'energia nei prossimi mesi.
Il 7 ottobre a Colli del Tronto una giornata di incontri B2B tra i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e le imprese. Un’occasione di confronto diretto sui mercati internazionali per le aziende.
Rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero incontreranno il 7 ottobre le imprese marchigiane all’Hotel Il Casale di Colli del Tronto. La giornata prevede incontri B2B tra imprese e interlocutori della rete camerale italiana all’estero.
Hanno già confermato la propria presenza i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero di Città del Guatemala, Ho Chi Minh City, Hong Kong, Izmir, Johannesburg, Lione, Londra, Melbourne, Montreal, New York, Pechino, Tokyo e Varsavia. Sono inoltre in fase di conferma altre adesioni.
La giornata sarà anche occasione di incontro e scambio tra i Segretari Generali delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, riuniti a Colli del Tronto per la Convention.
L’iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con le Aziende Speciali TECNE, LINEA e LINFA e con Assocamere Estero, ed è rivolta a tutte le imprese marchigiane interessate ad avviare o consolidare percorsi di internazionalizzazione.
"Il rapporto diretto con le reti camerali italiane all’estero rappresenta un'opportunità concreta per le nostre imprese, perché consente di conoscere meglio i mercati, intercettare interlocutori e costruire relazioni utili ai percorsi di internazionalizzazione", sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. "Con Open Marche vogliamo mettere a disposizione delle imprese marchigiane un'occasione di confronto diretto e qualificato, rafforzando il ruolo della Camera di Commercio come punto di riferimento per chi guarda ai mercati internazionali".
La partecipazione agli incontri è gratuita e sarà subordinata all'iscrizione. Seguiranno nei prossimi giorni ulteriori informazioni sulle Camere partecipanti, sulle modalità di adesione e sul programma della giornata.
Dalla lavorazione dell'argilla alla realizzazione di piccoli manufatti: circa 11 insegnanti della Scuola Primaria Fratelli Cervi di Macerata hanno partecipato a un laboratorio dedicato alla ceramica, con l'obiettivo di portare successivamente quanto appreso nelle proprie classi e coinvolgere i bambini in un percorso tra manualità, creatività e scoperta.
L'iniziativa si è svolta sabato 3 ottobre negli spazi di Egan, azienda di Pollenza attiva da 25 anni nel settore della ceramica e della porcellana. Il progetto è nato su richiesta delle insegnanti e ha visto l'azienda mettere a disposizione competenze, materiali e spazi per una giornata formativa durata quasi cinque ore.
Le docenti hanno lavorato direttamente l'argilla, sperimentando strumenti e diverse tecniche di lavorazione. Dal pinch al colombino, fino alla tecnica a lastra, hanno potuto conoscere le possibilità espressive della materia e acquisire indicazioni da adattare alle diverse fasce d'età dei bambini della scuola primaria.
Il percorso passerà ora dalle insegnanti agli alunni, con attività pensate per bambini dai 6 ai 10 anni. Si partirà dalla scoperta della materia prima: da dove arriva l'argilla, perché può essere modellata e cosa accade durante la cottura.
Dalle spiegazioni si passerà poi alla pratica. I bambini potranno manipolare l'argilla e sperimentare alcune tecniche di base per realizzare piccoli oggetti, come ciotoline, animaletti o mattonelle decorate. Per personalizzare le creazioni potranno essere utilizzati anche elementi naturali, come foglie e conchiglie, così da sperimentare forme, impronte e texture.
I manufatti verranno lasciati asciugare e sottoposti alla cottura, prima di passare alla fase della decorazione, attraverso l'utilizzo di pennelli e colori.
L'obiettivo del progetto non sarà però quello di raggiungere un risultato "perfetto", quanto piuttosto far sperimentare ai bambini il contatto diretto con la materia e il piacere di costruire qualcosa con le proprie mani. La ceramica diventa così anche uno strumento per sviluppare pazienza, attenzione, cura e rispetto del lavoro altrui.
"Abbiamo accolto con grande piacere la proposta delle insegnanti, con alcune delle quali c'era già un rapporto di conoscenza e fiducia, mettendo a disposizione la nostra esperienza", spiega Donatella Coperchio, Responsabile Ricerca & Sviluppo di Egan.
"Durante il laboratorio ho cercato di trasmettere il mio sapere attraverso il fare, mostrando tecniche e lavorazioni che le docenti hanno potuto sperimentare in prima persona. La loro curiosità, la partecipazione e l'entusiasmo con cui hanno vissuto l'attività sono stati per me la soddisfazione più grande", aggiunge Coperchio.
Saranno ora le insegnanti a trasferire nelle classi le conoscenze acquisite durante il laboratorio, modulando le attività in base all'età e alle capacità degli alunni.
L'iniziativa rappresenta quindi un collegamento tra scuola, impresa e territorio, attraverso la condivisione di competenze legate a una materia che fa parte della storia di Egan e che potrà essere scoperta dai bambini attraverso l'esperienza diretta.
L'azienda, nata a Pollenza e attiva da 25 anni, realizza collezioni in ceramica e porcellana per la tavola, la cucina e il mondo del regalo, con un'attività caratterizzata da design italiano, colore e ricerca.
Poco più di 3mila euro a scuola per combattere il caldo nelle aule. È questo il risultato, a Macerata, del piano da 20 milioni di euro varato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito per il raffrescamento degli ambienti scolastici. Sono otto le istituzioni scolastiche della città inserite nell'elenco definitivo dei beneficiari: per ciascuna arriveranno 3.153,57 euro, per un totale di 25.228,56 euro.
Una cifra che, soprattutto per istituti con più plessi e numerose aule, appare necessariamente limitata rispetto ai costi che possono essere necessari per acquistare, installare e mettere in funzione dispositivi destinati al raffrescamento. Il contributo, infatti, non è destinato semplicemente all'acquisto di un singolo apparecchio, ma può coprire anche installazione e messa in esercizio.
Le scuole maceratesi ammesse al finanziamento sono G. Leopardi Macerata, Garibaldi-Bramante-Pannaggi, Cantalamessa, Enrico Mestica, Enrico Fermi, Liceo Scientifico G. Galilei Macerata, I.I.S. Matteo Ricci e Dante Alighieri.
Il dato finale è, però, diverso da quello che si poteva immaginare al momento dell'annuncio della misura. Il decreto ministeriale n. 179 del 2 settembre 2026 aveva infatti messo a disposizione 20 milioni di euro per l'acquisto, l'installazione e la messa in esercizio di apparecchi e dispositivi per il raffrescamento e il miglioramento del comfort microclimatico delle aule.
Nel primo provvedimento non veniva indicata una quota prestabilita da assegnare a ciascuna scuola né era già definito che lo stanziamento sarebbe stato ripartito in parti uguali tra tutte le istituzioni che avrebbero presentato domanda.
Il successivo avviso pubblico del 4 settembre ha stabilito una procedura "a sportello", con le candidature esaminate secondo l'ordine cronologico di arrivo e fino all'esaurimento delle risorse. Le scuole potevano presentare la propria richiesta tra il 7 e l'11 settembre, indicando le effettive necessità di raffrescamento.
Alla fine sono state 6.342 le istituzioni scolastiche ammesse, mentre 12 candidature sono risultate inammissibili. Il decreto direttoriale n. 574 del 18 settembre ha quindi fissato l'importo effettivo: 3.153,57 euro per ogni istituzione, per un impegno complessivo di 19.999.940,94 euro.
Per le otto scuole di Macerata significa dunque 25.228,56 euro complessivi. La prima tranche sarà pari al 70%, ovvero 2.207,50 euro per istituto; il restante 30% arriverà dopo la verifica della rendicontazione. Gli interventi dovranno essere conclusi e rendicontati entro il 31 marzo 2027.
Il tema era già stato affrontato con un servizio dedicato alle condizioni delle scuole maceratesi e alla presenza degli impianti di climatizzazione. In quell'occasione l'assessore alla cultura e alla scuola del Comune di Macerata Lorella Benedetti aveva invitato gli istituti a partecipare alla selezione, pur esprimendo già qualche perplessità sull'entità dello stanziamento nazionale.
"Se pensiamo a tutte le scuole d'Italia immagino che 20 milioni di euro possano non essere sufficienti, però intanto è una misura. Noi come Ufficio scuola abbiamo anche mandato una comunicazione agli istituti scolastici per suggerire proprio di partecipare alla selezione di questi fondi messi a disposizione per il raffrescamento delle scuole – aveva dichiarato Benedetti – Speriamo, quanto meno, che questi soldi arrivino e che vengano utilizzati al meglio".
Ora i soldi sono stati assegnati, ma il risultato porta con sé una considerazione immediata: 3.153,57 euro per ciascuna istituzione scolastica rappresentano una somma che può contribuire ad affrontare il problema, ma che difficilmente può essere considerata risolutiva laddove siano necessari interventi più ampi. Per le scuole maceratesi, dunque, la partita del raffrescamento parte con otto beneficiari e poco più di 25mila euro complessivi.
Dopo la chiusura della Pinacoteca Civica a seguito del terremoto, alcune delle opere più importanti della storia artistica di San Severino Marche tornano finalmente a essere ammirate dal pubblico. È stata inaugurata nella Galleria d'Arte Moderna "Filippo Bigioli", all'interno del Palazzo Comunale di piazza del Popolo, la doppia esposizione dedicata a Jacopo e Lorenzo Salimbeni e al rapporto tra San Francesco e la città.
Le due mostre, visitabili fino al 10 gennaio 2027, sono "Jacopo e Lorenzo Salimbeni da San Severino. I capolavori ritrovati" e "San Francesco e San Severino Marche: arte, storia e memoria", entrambe curate dal professor Stefano Papetti.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di riportare alla fruizione pubblica opere che per anni sono rimaste nei depositi a causa della chiusura della Pinacoteca Civica. Un patrimonio particolarmente significativo per la storia di San Severino, che torna così protagonista attraverso un percorso espositivo dedicato alla pittura tardogotica e alla tradizione francescana del territorio.
Tra i pezzi più importanti in mostra c'è il trittico del 1400 firmato da Lorenzo Salimbeni, considerato un'opera fondamentale per comprendere l'avvio del percorso artistico dei due fratelli, protagonisti del Gotico Cortese e attivi sotto il mecenatismo della signoria degli Smeducci. Presenti anche i santi provenienti da Santa Maria della Pieve e il monocromo raffigurante il prefetto Egeo, proveniente dalla basilica di San Lorenzo in Doliolo.
A spiegare il significato dell'esposizione è stato lo stesso curatore Stefano Papetti: "San Severino Marche ritrova questi capolavori dopo anni in cui sono rimasti chiusi nei depositi, in attesa che sia restaurata la Pinacoteca dove avranno la loro casa definitiva". La riapertura della Pinacoteca resta quindi l'obiettivo finale, mentre la mostra rappresenta un'importante occasione per riportare temporaneamente le opere davanti al pubblico.
La scelta di organizzare l'esposizione si lega anche alle celebrazioni per il seicentesimo anniversario della morte di Jacopo Salimbeni, ricorrenza per la quale il Ministero della Cultura ha istituito un apposito Comitato Nazionale. "L'aver portato finalmente alla vista di tutti il trittico firmato da Lorenzo Salimbeni del 1400 – ha spiegato Papetti – rappresenta un'anteprima straordinaria di tutte le iniziative, convegni e video documentari che programmeremo nell'arco del triennio".
L'altra sezione dell'esposizione è dedicata al rapporto tra San Francesco e San Severino Marche, un legame documentato dalle fonti che ricordano le visite del Santo nella città nel 1212 e nel 1221. Particolare rilievo viene dato all'incontro al monastero di San Salvatore a Colpersito con Guglielmo da Lisciano, il "rex versum" che divenne poi frate Pacifico e collaborò con Francesco alla stesura del Cantico delle Creature.
Il percorso ricostruisce anche la memoria della chiesa di San Francesco nella città alta, andata distrutta nel tempo ma dalla quale sono stati recuperati alcuni affreschi. Tra questi figurano la raffigurazione delle Stimmate e quella dell'Approvazione della regola da parte di papa Onorio III, caratterizzate da un marcato espressionismo di scuola bolognese.
In mostra anche frammenti come la Madonna con il Bambino e san Francesco, attribuita ai Salimbeni e proveniente da Santa Maria della Pieve, oltre ad alcuni oggetti legati alla tradizione francescana.
All'inaugurazione hanno partecipato, insieme al sindaco Rosa Piermattei, il consigliere regionale Renzo Marinelli, il direttore di Anci Marche Francesca Bedeschi, il direttore di ArtiFex International Paolo Bedeschi, il presidente del Consiglio comunale Sandro Granata, il vicesindaco Jacopo Orlandani, l'assessore alla Cultura Vanna Bianconi, il direttore artistico dei Teatri di Sanseverino Francesco Rapaccioni e la presidente della Pro Loco.
Le esposizioni sono promosse dal Comune di San Severino Marche in collaborazione con Ministero della Cultura, Soprintendenza ABAP per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative e San Severino Musei. La visita è possibile presso la Galleria d'Arte Moderna "Filippo Bigioli" fino al 10 gennaio 2027.
Sono otto i luoghi della provincia di Macerata inseriti nel programma delle Giornate Fai d’Autunno 2026, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre. Un percorso che attraversa il territorio da Camerino a Civitanova Marche, passando per Macerata, Tolentino, Recanati e Matelica, con aperture eccezionali e visite alla scoperta di edifici e complessi normalmente non accessibili o poco conosciuti.
La quindicesima edizione delle Giornate FAI coinvolgerà complessivamente 29 comuni marchigiani, con 43 aperture in tutta la regione, grazie al lavoro di 19 gruppi e presidi FAI, oltre 350 volontari, 50 scuole e circa 1.200 Apprendisti Ciceroni.
Nel Maceratese il programma comprende il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata a Camerino, l'Orto sul Colle dell'Infinito e l'Ex Palazzo Garulli - oggi sede BCC a Recanati, il Cappellone di San Nicola a Tolentino, i Palazzi dell'ex Banca d'Italia dell'Università di Macerata, Dall'ex Casa del Balilla alla Villa Bruscantini a Civitanova Marche e Palazzo Piersanti a Matelica.
A Tolentino sarà possibile entrare nel Cappellone di San Nicola, nell'ala più antica della Basilica di San Nicola da Tolentino. Il complesso custodisce uno dei più importanti cicli pittorici del primo Trecento ed è rimasto chiuso per oltre dieci anni a causa dei danni provocati dal terremoto del 2016.
Il restauro, concluso nel mese di settembre, ha riguardato il consolidamento e il recupero della leggibilità delle superfici e dei colori. Gli affreschi sono attribuiti a maestranze guidate da Pietro da Rimini, seguace di Giotto. Il percorso permette di ammirare le decorazioni della volta con gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa, le scene dedicate alla Vergine, a Cristo e a San Nicola e la Crocifissione sopra l'altare.
Al centro del Cappellone si trova inoltre l'arca in pietra con la statua policroma del Santo, progettata nel 1474 da Francesco di Simone Ferrucci e completata da Niccolò di Giovanni.
A Macerata, le Giornate FAI porteranno alla scoperta dei Palazzi dell'ex Banca d'Italia, complesso rimasto a lungo chiuso dopo la dismissione della filiale bancaria e recentemente interessato da un importante intervento di restauro da parte dell'Università di Macerata.
La visita comprende il piano terra di Palazzo Diamanti, con la facciata, l'ingresso, il cortile e la sala degli sportelli, per poi proseguire verso Palazzo Lazzarini. Qui sarà possibile vedere la sala dei portavalori, che conserva un affresco storico del Cinquecento, il cortile e il piano nobile con le decorazioni ottocentesche.
A Camerino sarà protagonista il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, in vista dei 500 anni dell'Ordine dei Cappuccini, che saranno celebrati nel 2028. Le visite interesseranno le parti più antiche del complesso, tra cui la chiesa, l'area del Cinquecento e il refettorio, oltre al museo storico con i suoi manufatti e la collezione di tabernacoli lignei marchigiani. Il percorso comprenderà anche gli spazi boschivi esterni al convento.
Il complesso è inoltre tra i luoghi più votati del XIII censimento "I Luoghi del Cuore", tuttora in corso. A Civitanova Marche, invece, il percorso "Dall'ex Casa del Balilla alla Villa Bruscantini" permetterà di visitare eccezionalmente il giardino di Villa Bruscantini, mentre la villa resterà esclusa dal percorso in quanto residenza privata.
L'iniziativa propone due esposizioni: una dedicata ad Adalberto Libera, con progetti e documenti relativi alla Casa del Balilla, e una dedicata alla storia della villa e alla figura del baritono Sesto Bruscantini, accompagnata anche da momenti musicali.
Il programma maceratese comprende inoltre tre aperture a Recanati e Matelica. A Recanati sarà possibile visitare l'Orto sul Colle dell'Infinito, il bene FAI legato alla memoria di Giacomo Leopardi, e l'Ex Palazzo Garulli, oggi sede BCC. A Matelica è invece inserito Palazzo Piersanti.
Le aperture fanno parte del programma regionale delle Giornate FAI d'Autunno, che quest'anno propone nelle Marche 43 luoghi distribuiti nelle diverse province. A livello nazionale saranno oltre 700 i luoghi visitabili in 350 città, con visite a contributo libero nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre.
Per orari, modalità di visita ed eventuali prenotazioni, il FAI invita a consultare le singole schede dei luoghi sul portale ufficiale, poiché il programma può subire variazioni.
Il borgo di Mogliano e il Parco fluviale di Santa Croce si vestiranno di arancione il 10 e l'11 ottobre per un fine settimana dedicato alla Giornata mondiale della salute mentale, tra cultura, laboratori, musica, giochi e momenti di convivialità. Il filo conduttore sarà la "zucca", intesa come metafora della nostra mente, con le sue fragilità, i pensieri, i sogni e le emozioni.
L'iniziativa nasce dall'idea che prendersi cura della propria "zucca" significhi anche imparare a fermarsi, respirare, parlare, giocare e ascoltare ciò che accade dentro di noi. Un messaggio che accompagnerà la seconda edizione di "Un Borgo fuori di Zucca", in programma sabato 10 ottobre nel centro storico di Mogliano, e il ritorno de "Il Bosco delle ZuccAmiche", previsto domenica 11 ottobre al Parco fluviale di Santa Croce.
La prima giornata prenderà il via alle 9 in piazzale San Giuseppe con yoga, meditazione e bagno sonoro. Alle 11, nel giardino di via Roma, spazio a "Poesie cucite", un laboratorio di arteterapia. Nel pomeriggio il programma proseguirà alle 14:30 nel Giardino della Limonaia con "Caffè & Kintsugi – La bellezza della fragilità", seguito alle 16:15 da "Mindful Eating – Verso un'alimentazione consapevole".
Alle 17 in via Roma sarà protagonista una simultanea di scacchi con il maestro Claudio Graziani, mentre dalla scalinata della Chiesa di San Gregorio Magno partirà "La City Escape – Logicamente Sana", una sfida tra enigmi, indizi e angoli del paese. Alle 17:30, presso "Lu Terrò", si parlerà invece di comunicazione, relazioni e benessere psicologico con l'incontro "Ci siamo capiti?".
La serata entrerà poi nel vivo con l'apericena e la musica di Alessandro D'Amico – One Man Band alla Taverna San Nicolò, a partire dalle 18:30. Dalle 19, in piazza Garibaldi, saranno aperti gli stand gastronomici e lo street food. Alle 20 la danza aerea proporrà una riflessione attraverso lo spettacolo "E se perdere l'equilibrio fosse il modo per trovare il volo?", prima di lasciare spazio alla musica dei FolkapPanka, dalle 22, seguiti dal DJ Marco Mosck.
A dare colore al borgo saranno anche le zucche realizzate dalle volontarie di Officina Creativa e del Centro Sollievo, che contribuiranno all'allestimento delle vie e delle piazze di Mogliano.
Domenica 11 ottobre l'appuntamento si sposterà al Parco fluviale di Santa Croce, dove tornerà "Il Bosco delle ZuccAmiche" con "Le Olimpiadi degli gnomi", iniziativa organizzata dall'Associazione Amici di Santa Croce e dalla Confraternita del SS. Sacramento, con il patrocinio del Comune di Mogliano.
Dalle 10 il bosco accoglierà famiglie e bambini con giochi artigianali in legno, prove, percorsi, animazione e diverse novità. Gli stand gastronomici apriranno invece alle 12 con "La cucina di Otto e Fiona".
Un intero weekend pensato quindi per mettere al centro il benessere psicologico e la cura di sé, utilizzando il gioco, la creatività, la condivisione e la convivialità come occasioni per incontrarsi e parlare di salute mentale in modo accessibile e partecipato.
Il sorriso di fra Giulio Criminesi continua a vivere nel luogo che più di ogni altro ne ha raccontato la presenza a Recanati. Da ieri, 4 ottobre, il convento dei Frati Cappuccini di Montemorello ospita un nuovo parco giochi dedicato alla memoria del sacerdote, scomparso lo scorso 25 aprile.
Uno spazio pensato per i bambini, ma anche un luogo dal forte valore simbolico. Proprio il convento di Montemorello rappresentava infatti uno dei luoghi più importanti dell’esperienza di fra Giulio, che nel corso degli anni aveva contribuito a farlo diventare una casa aperta alla comunità, capace di accogliere persone di ogni età e provenienza.
All’inaugurazione era presente anche il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, che ha ricordato il legame profondo tra il sacerdote e la città.
«Padre Giulio ha lasciato tanto a Recanati – ha sottolineato il primo cittadino – dal suo sorriso alla sua capacità di accogliere, ascoltare e condividere. Oggi non è più fra noi, ma il suo nome continuerà a vivere nel modo più bello: in questo parco, circondato dalla vita e dalla gioia dei bambini che qui giocheranno e rideranno, accompagnandoli verso il futuro».
Fra Giulio aveva dedicato oltre sessant’anni alla vita sacerdotale, intrapresa all’età di 26 anni. A Recanati aveva costruito negli anni un rapporto profondo con la comunità, affiancando alla vita religiosa una quotidianità fatta di piccoli gesti, incontri e passioni.
Accanto alla preghiera e all’impegno nel convento c'erano anche momenti semplici che ne avevano fatto una figura familiare per tanti recanatesi. Tra questi, la preparazione del suo ormai famoso ciambellone destinato alla cucina del convento e la passione per la Recanatese, che seguiva anche allo stadio Tubaldi.
Un sacerdote, dunque, ma anche una presenza quotidiana capace di entrare nella vita della città e di lasciare un ricordo personale in tante persone.
Il nuovo parco giochi si inserisce proprio in quella visione del convento che fra Giulio aveva contribuito a costruire: uno spazio non chiuso in sé stesso, ma aperto all’incontro e alla condivisione.
La scelta di dedicargli un'area destinata ai bambini assume così un significato particolare. Il ricordo del sacerdote viene affidato alla vita, alle risate e ai giochi delle nuove generazioni, in un luogo che continuerà a essere frequentato dalla comunità.
«Un grazie va a chi ha reso possibile questa intitolazione e, soprattutto, proprio a Padre Giulio, che a Recanati è stato molto più di un sacerdote: un uomo, un cittadino e un amico per tutti noi», ha concluso il sindaco Pepa.
Una ricerca affidata ai social per andare a caccia di storie, ricordi e testimonianze delle donne marchigiane nate negli anni Trenta e Quaranta. A lanciarla è Andrea Vailati, fondatore e direttore editoriale di ArteSettima e uno dei volti del podcast dedicato al cinema.
Attraverso una storia pubblicata sul suo profilo Instagram, Vailati cerca nonne residenti nelle Marche, appartenenti a quella generazione che ha vissuto l'infanzia e la giovinezza tra gli anni della guerra e quelli della ricostruzione.
La richiesta si dovrebbe inserire nel progetto “Madri”, documentario di ArteSettima dedicato alle donne del secondo dopoguerra. L'idea è raccogliere testimonianze personali capaci di raccontare il Novecento non attraverso i libri di storia, ma attraverso la memoria diretta di chi lo ha vissuto.
Nel progetto sono già state raccolte storie in diverse regioni italiane, con interviste rivolte a donne con esperienze e percorsi molto differenti: dalla vita in città a quella in campagna, dal lavoro alla famiglia, fino agli anni della guerra e del dopoguerra.
Ora la ricerca arriva nelle Marche. L'appello di Vailati è rivolto quindi alle famiglie marchigiane che abbiano una nonna nata negli anni Trenta o Quaranta e disponibile a raccontare la propria storia davanti a una telecamera. Se conoscete o avete nonne di quell'età rispondete all'appello di Vailati sul suo profilo che trovate qui.
L'Incredibile Hulk arriva ad Apiro. Lou Ferrigno, l'attore e culturista statunitense che ha interpretato il celebre supereroe nella storica serie televisiva, sarà ospite della Panatta nelle giornate dell'1 e 2 ottobre per una visita agli stabilimenti dell'azienda marchigiana e un allenamento con il fondatore Rudi Panatta.
Ferrigno sarà accompagnato alla scoperta della realtà produttiva di Apiro, dove potrà conoscere da vicino le attrezzature destinate al bodybuilding e al fitness, visitare lo showroom e provarne alcune durante una sessione di allenamento. L'occasione sarà anche un modo per vedere il percorso che porta alla realizzazione delle macchine, dalla progettazione allo studio della biomeccanica fino alla produzione "made in Italy".
Un incontro che mette a confronto due figure legate, seppure attraverso percorsi differenti, alla storia del bodybuilding. Ferrigno è stato tra i protagonisti della generazione che negli anni Settanta contribuì a far conoscere questa disciplina anche al di fuori delle palestre. Nel 1975 partecipò al Mr. Olympia, competizione nella quale si confrontò anche con Arnold Schwarzenegger, esperienza raccontata nel documentario "Pumping Iron", presentato al Festival di Cannes nel 1977.
Pochi anni dopo, il ruolo di Hulk nella serie televisiva lo avrebbe trasformato in un volto riconoscibile in tutto il mondo. L'allenamento e il bodybuilding sono, però, rimasti una costante della sua vita, anche dopo il successo televisivo e cinematografico.
Ad Apiro, Ferrigno incontrerà una realtà che da oltre sessant'anni sviluppa e produce attrezzature per l'allenamento. La visita alla Panatta sarà, quindi, anche l'occasione per mettere in relazione la storia di chi ha contribuito a rendere popolare il bodybuilding con quella di un'azienda che continua a progettare e realizzare macchinari per questa disciplina.
"Per noi è un piacere ospitare un personaggio iconico come Lou Ferrigno - dichiara Rudi Panatta -. È una delle leggende del bodybuilding internazionale e un personaggio ancora amatissimo dal pubblico, con il quale ha saputo mantenere un rapporto costante nel tempo".
Per due giorni, dunque, Apiro sarà il punto d'incontro tra una delle icone del bodybuilding mondiale e una delle realtà marchigiane più legate alla produzione di attrezzature per l'allenamento. Ferrigno visiterà gli stabilimenti Panatta e, insieme a Rudi Panatta, tornerà anche a confrontarsi con le macchine in palestra.
Riparte a Monte San Giusto “Sempre Attivi”, il progetto rivolto alla popolazione adulta e agli over 65 che unisce attività motoria, prevenzione e socialità. L'iniziativa, promossa dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune in collaborazione con la Palestra Sirius, torna anche quest'anno forte di una partecipazione che dal 2018 continua a confermare l'interesse della comunità.
Il progetto propone un programma di attività fisica pensato specificamente per le esigenze dei partecipanti, con ginnastica dolce, esercizi di mobilità articolare e stretching, sotto la guida degli istruttori qualificati Giada Gironacci e Lorenzo Castricini.
"L'iniziativa nasce con l'obiettivo di incoraggiare nella popolazione adulta e over 65 uno stile di vita attivo, fondamentale per mantenere l'autonomia, migliorare la qualità della vita e preservare le funzioni cognitive e fisiche", spiega il vicesindaco Simona Scopetta. Il movimento, aggiunge, rappresenta anche "un'importante occasione di socializzazione e uno strumento concreto per contrastare la solitudine".
Le attività sono strutturate per consentire ai partecipanti di svolgere esercizio fisico in maniera graduale e sicura, lavorando sulla mobilità, sull'elasticità e sul benessere generale. "Il programma è pensato per permettere ai partecipanti di svolgere attività fisica in maniera graduale e sicura, lavorando sulla mobilità, sull'elasticità e sul benessere generale", sottolinea Gianluca Tosoni, titolare della Palestra Sirius.
Tra le novità e gli aspetti caratterizzanti di questa edizione c'è anche l'attenzione all'accessibilità. Il Comune ha infatti previsto un servizio di trasporto gratuito per raggiungere la palestra, con l'obiettivo di permettere la partecipazione anche a chi vive più lontano o incontra difficoltà negli spostamenti.
"Considerata l'importanza dell'iniziativa anche in termini di prevenzione e salute pubblica, abbiamo messo a disposizione un servizio di trasporto gratuito", evidenzia Scopetta, sottolineando come il progetto voglia rimuovere anche gli ostacoli legati alla mobilità.
Le numerose adesioni raccolte confermano il radicamento di “Sempre Attivi” nella comunità di Monte San Giusto. Attività fisica, prevenzione e occasioni di incontro si uniscono così in un progetto che, dal 2018, è diventato un appuntamento consolidato per i cittadini più adulti.
L'amministrazione comunale ha infine ringraziato lo staff della Palestra Sirius e tutti i partecipanti, il cui coinvolgimento contribuisce alla continuità di un'iniziativa ormai entrata nella tradizione del territorio.
Il calcio italiano dopo un periodo negativo sta vivendo una rinascita che è cominciata nel 2023, quando Inter, Roma e Fiorentina hanno raggiunto rispettivamente le finali di Champions, Europa League e Conference.
Sfortunatamente nessuna di queste squadre ha vinto, ma nel 2022 la Roma di Mourinho ha trionfato in Conference, nel 2024 l’Atalanta di Gasperini ha vinto l’Europa League e nel 2025 l’Inter di Inzaghi è arrivata di nuovo in finale di Champions, ma sfortunatamente con esito negativo. Ecco tutte le favorite del calcio che conta tra Serie A, Serie B e Coppa Italia 2026/2027.
Il Palermo a caccia della Serie A, Modena, Sudtirol e Mantova al top
Basta dare un’occhiata alle statistiche dei prossimi match con le quote serie b 2026/2027 per capire immediatamente che il Palermo è la grande favorita della stagione, perché ha confermato tutte le aspettative con 13 punti su 15 nei primi 450 minuti di campionato. A inizio stagione c’era anche il Verona come favorita alla promozione, tuttavia, le sconfitte contro Ascoli e Benevento stanno rallentando il suo cammino verso la vetta.
Al top dietro ai Rosanero ci sono Sudtirol, Mantova e Modena che si mantengono alte in classifica, con Ascoli, Padova e Benevento pronte a braccare la top 8 per conquistare i playoff a fine stagione.
Lupa e Biscione si contendono lo scudetto di Serie A
Anche in Serie A ci sono state delle sorprese, con la Roma che ha conquistato il primo posto grazie alla migliore differenza reti e la Lazio che ha eguagliato i 13 punti su 15 guadagnati dal Biscione e dalla Lupa nei primi 5 match. Crollano nell’avvio di campionato Juve, Napoli, Como e soprattutto la Fiorentina, mentre il Cagliari si piazza al quarto posto con la migliore difesa del campionato.
Nella top 6 la situazione è ancora instabile e alla luce dei tornei Europei in cui sono impegnate le big, le prossime giornate di campionato ci diranno di più sulle possibilità delle favorite di braccare la top 3 per la lotta scudetto. Per ora, dopo Inter e Roma c’è il Milan come favorito alla vittoria del campionato.
Palermo, Cremonese e Verona agli ottavi di Coppa Italia
Attualmente, le statistiche aggiornate di Coppa Italia 2026/2027 ci presentano agli ottavi tre squadre di Serie B, che potrebbero approfittare dei numerosi impegni delle big per cercare di raggiungere i quarti, ma il tabellone in alcuni casi di certo non aiuta. Il Verona giocherà contro la Roma il 12 gennaio 2027 e per i Mastini non sarà facile, mentre la Cremonese sarà impegnata nel derby lombardo contro il Como il 2 dicembre 2026.
Tra i favoriti di Serie B in Coppa Italia c’è il Palermo, che giocherà contro il Bologna il 15 dicembre 2026 e che potrebbe realmente qualificarsi ai quarti, visto il periodo negativo dei Rossoblù, tuttavia, non dobbiamo dimenticare che gli Emiliani hanno vinto la Coppa Italia nel 2025. Tra le favorite non solo Roma e Inter, ma anche Napoli, Milan e Juve al top del palinsesto Antepost.