Fiori spezzati, bottiglie di vetro rotte e bicchieri di plastica abbandonati a terra, alcuni ancora con i resti dei cocktail. È lo scenario che Clara, titolare del negozio Il Tramite Fiorito, si è trovata davanti questa mattina all'apertura dell'attività, nel cortile di Palazzo De Vico, nel centro di Macerata.
La notte appena trascorsa coincideva con il consueto giovedì universitario, quando molti giovani frequentano bar e locali della città. Proprio al termine della serata, qualcuno ha lasciato dietro di sé rifiuti e danni alle decorazioni floreali che la commerciante aveva sistemato per abbellire l'ingresso del negozio. Un cortile signorile, riaperto soltanto lo scorso aprile dopo i lavori, si è così ritrovato con vetri rotti e bicchieri abbandonati a terra.
Da qui la decisione di Clara di affiggere un cartello rivolto a chi si è reso responsabile di quanto accaduto. "Non ne posso più di questa situazione. Credo che alcuni studenti abbiano un'intelligenza addormentata: non è questo il modo di festeggiare, rovinando chi cerca di abbellire un po' il centro storico e buttando bottiglie in un cortile privato, dove non dovrebbero neanche entrare", racconta la commerciante.
A ferirla non è soltanto il danneggiamento dei fiori, ma soprattutto la mancanza di rispetto per il lavoro altrui. "Ho trovato i fiori rovinati, ma questo è il minimo. Quello che mi dispiace è questa ignoranza intellettiva: non ci si può comportare così", aggiunge Clara, che ha lasciato parte dei rifiuti sul posto proprio perché fossero visibili a chiunque passasse nel cortile.
La titolare del Tramite Fiorito solleva anche una questione legata alla tutela dello spazio: "Il Comune dovrebbe mettere una telecamera, ma quando si tratta di un cortile privato la risposta è che non è competenza sua". Una situazione che, secondo la commerciante, rischia di ripetersi se non si interviene per contrastare questi comportamenti.
Il suo è un richiamo che va oltre i fiori spezzati e le bottiglie abbandonate. La richiesta è quella di usare l'intelligenza, rispettare gli spazi e avere cura di ciò che gli altri fanno per rendere più bella la città. Perché divertirsi non può significare rovinare il lavoro altrui, né lasciare a qualcun altro il compito di ripulire ciò che resta di una serata.
Fiori spezzati, bottiglie di vetro rotte e bicchieri di plastica abbandonati a terra, alcuni ancora con i resti dei cocktail. È lo scenario che Clara, titolare del negozio Il Tramite Fiorito, si è trovata davanti questa mattina all'apertura dell'attività, nel cortile di Palazzo De Vico, nel centro di Macerata.
La notte appena trascorsa coincideva con il consueto giovedì universitario, quando molti giovani frequentano bar e locali della città. Proprio al termine della serata, qualcuno ha lasciato dietro di sé rifiuti e danni alle decorazioni floreali che la commerciante aveva sistemato per abbellire l'ingresso del negozio. Un cortile signorile, riaperto soltanto lo scorso aprile dopo i lavori, si è così ritrovato con vetri rotti e bicchieri abbandonati a terra.
Da qui la decisione di Clara di affiggere un cartello rivolto a chi si è reso responsabile di quanto accaduto. "Non ne posso più di questa situazione. Credo che alcuni studenti abbiano un'intelligenza addormentata: non è questo il modo di festeggiare, rovinando chi cerca di abbellire un po' il centro storico e buttando bottiglie in un cortile privato, dove non dovrebbero neanche entrare", racconta la commerciante.
A ferirla non è soltanto il danneggiamento dei fiori, ma soprattutto la mancanza di rispetto per il lavoro altrui. "Ho trovato i fiori rovinati, ma questo è il minimo. Quello che mi dispiace è questa ignoranza intellettiva: non ci si può comportare così", aggiunge Clara, che ha lasciato parte dei rifiuti sul posto proprio perché fossero visibili a chiunque passasse nel cortile.
La titolare del Tramite Fiorito solleva anche una questione legata alla tutela dello spazio: "Il Comune dovrebbe mettere una telecamera, ma quando si tratta di un cortile privato la risposta è che non è competenza sua". Una situazione che, secondo la commerciante, rischia di ripetersi se non si interviene per contrastare questi comportamenti.
Il suo è un richiamo che va oltre i fiori spezzati e le bottiglie abbandonate. La richiesta è quella di usare l'intelligenza, rispettare gli spazi e avere cura di ciò che gli altri fanno per rendere più bella la città. Perché divertirsi non può significare rovinare il lavoro altrui, né lasciare a qualcun altro il compito di ripulire ciò che resta di una serata.
È morto il settantenne di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia, soccorso nel pomeriggio di ieri dopo essere precipitato in una scarpata nella zona di Serradica, nel territorio di Fabriano, al confine tra Marche e Umbria. L’uomo si trovava nella zona per una battuta di caccia quando è avvenuto l’incidente.
L’allarme è scattato intorno alle 13, quando il compagno di caccia ha richiesto l’intervento dei soccorsi. Le operazioni si sono rivelate particolarmente complesse a causa delle caratteristiche impervie dell’area, rendendo necessario l’impiego di mezzi aerei e personale specializzato.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco del distaccamento di Fabriano, supportati dall’elicottero Drago VF-72, decollato da Arezzo. Una volta individuato il settantenne, gli operatori specializzati nel soccorso in ambienti difficili sono stati calati dall’alto per raggiungerlo.
Nell’area è arrivato anche l’elisoccorso Icaro 02, con a bordo il personale sanitario e un tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico Marche. Nonostante la mobilitazione delle squadre, per l’uomo non c’è stato nulla da fare: il medico ha potuto soltanto constatarne il decesso.
Alle operazioni hanno partecipato anche i Carabinieri e le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico, impegnati nelle attività di assistenza e recupero. La salma è stata infine recuperata e trasportata dall’elicottero dei Vigili del fuoco.
Una tragedia consumatasi in una zona particolarmente difficile da raggiungere, dove i soccorritori hanno lavorato a lungo per raggiungere l’uomo e portare a termine le operazioni.
Questa mattina nella sala conferenza di Piazza Strambi, in occasione della giornata conclusiva dell’evento Macerata Humanities Festival, manifestazione promossa dall’Università di Macerata e ormai giunta alla sua quarta edizione, si è tenuto l’incontro in ricordo di Andrea Angeli e del suo ultimo libro “Fede, ultima speranza. Storie di religiosi in aree di conflitto”.
Il tema cardine di questa edizione è stato “Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori”. Valori, come quelli della pace, che Andrea Angeli ha sempre portato avanti e di cui si è discusso durante la conferenza.
A partecipare all’evento organizzato e presieduto dalla presidente dell’ Associazione Laureati Ateneo Maceratese Daniela Gasparrini, anche il rettore dell’Università di Macerata John Mc Court, il giornalista Maurizio Verdenelli, l’avvocato e membro del consiglio direttivo dell'Università di Macerata Raoul M. Fabrini, il funzionario ONU Emanuele Tacconi e il direttore della nostra testata e fotoreporter Guido Picchio.
“Il libro di Andrea Angeli porta avanti tanti esempi di valori veri, i valori della pace, valori che lui incarnava veramente, diffondeva con una semplicità e allo stesso tempo una profondità interessante. Sta benissimo all'interno del nostro Humanities Festival e stamattina cerchiamo di conservare il suo pensiero per il futuro, perché è un patrimonio prezioso” spiega il rettore dell’Università di Macerata Mc Court.
Un legame, quello con la città di Macerata, di cui parla anche la sorella Teresa: “Lui è rimasto stranamente a Macerata a fare l'università, non avrei mai pensato. E qui ha preso due lauree. Lui è rimasto a Macerata ed è tornato a Macerata perché era molto legato alla città e perché probabilmente voleva ritrovare le cose che aveva perso in trent'anni di vita fuori: voleva ritrovare i luoghi, i posti, le persone, gli amici”.
Una giornata dedicata al ricordo di Andrea, lo "zingaro di pace" e alla sua professione, come spiega anche il giornalista Verdenelli: “Abbiamo deciso con tutti quanti i relatori di parlare soprattutto di Andrea piuttosto che del libro, il cui abbiamo naturalmente discusso e argomentato in precedenza. Il tema è stato mantenuto nel ricordo di Andrea, vogliamo proprio fare memoria di lui insieme a tutti i partecipanti”, e durante gli interventi, scegli di ricordare Andrea per quello che era prima della sua professione di funzionario Onu: “Un giovane favoloso, lui è rimasto sempre un giovane, ma ancora prima di essere l’Andrea pluripremiato e peacekeeper funzionario internazionale, lui era soprattutto un giornalista. Ho sempre pensato che fosse troppo gentile, troppo serio ed educato. Andrea mi perdonerà per averlo tenuto indietro, quando invece meritava di andare avanti a tutti”.
“Avevo concordato con Andrea questo incontro e anche se purtroppo non c'è, è importante, nonostante la situazione, parlare di lui. Lo hanno definito in tantissimi modi, ma forse quello di essere un messaggero di pace è la definizione che più gli si aggrada e che lo definisce perfettamente” dice la presidente ALAM Daniela Gasparrini.
Durante gli interventi si sono susseguiti aneddoti di vita trascorsi insieme ad Andrea, le motivazioni che hanno portato i presenti a conoscerlo e ciò che di lui è rimasto in ognuno di loro.
“Was always there” - ricorda Raoul Fabrini-. “Era sempre li senza scorta e senza armi, sempre presente e operativo nei luoghi più esposti e pericolosi” - e continua -. “Andrea c'era quando i nostri soldati saltavano in aria sul fiume Eufrate e nei Balcani, Andrea c'era ancora a Sarajevo, Bosnia, quando si atterrava sotto il tiro dei mortai. Andrea c'era quando al palazzo di vetro di New York dell'ONU si sceglievano gli uomini migliori per le crisi peggiori”.
L’amico Guido Picchio parla di come grazie ad Andrea abbia avuto la possibilità di fotografare gli scenari di guerra, e racconta delle chiamate improvvisate che riceveva da parte sua con tutti i dettagli per le partenze imminenti che lo avrebbero portato a documentare quelle parti di mondo, tra Kosovo, Sarajevo, Afghanistan. E poi ricorda la passione spassionata che Andrea aveva per le auto: “Nello specifico per le Renaut 4. Con Teresa, dopo la sua scomparsa, ne abbiamo ritrovate almeno 5 sparse in giro per l'Italia".
Emanuele Tacconi ricorda ciò che, come funzionari ONU, avevano in comune: “Ci accomunava la volontà di girare il mondo per conoscerlo, di sapere, di scambiarci conoscenza. Non volevamo crescere a livello lavorativo ma aiutare ed imparare, senza portare nei vari luoghi la nostra cultura considerandola superiore. Ora che entrambi avevamo più tempo, ci sarebbe piaciuto fare da motivatori per le nuove generazioni”.
Un intervento tempestivo e un’elevata professionalità hanno permesso di soccorrere un uomo colpito da un grave malore nel pomeriggio di giovedì 15 ottobre, nei pressi di un bar adiacente ai Giardini Lennon. Erano circa le 16 quando i sanitari del 118 di Tolentino sono stati allertati per prestare soccorso alla persona, le cui condizioni si sono rivelate particolarmente critiche.
Una volta arrivati sul posto, il medico e gli infermieri dell’ambulanza hanno avviato immediatamente le manovre necessarie, riscontrando una bradicardia gravissima, con una frequenza cardiaca estremamente ridotta e tale da mettere a rischio la vita del paziente.
La situazione ha richiesto un intervento d’emergenza. Dopo una lieve sedazione, l’équipe sanitaria ha applicato un pacemaker transcutaneo, consentendo di stabilizzare il paziente e metterlo in sicurezza prima del trasferimento all’ospedale di Macerata.
Qui gli accertamenti hanno confermato la diagnosi formulata dai sanitari già durante il soccorso sul territorio. L’uomo è stato quindi trasferito nell’Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) per ricevere le cure necessarie.
L’episodio riporta l’attenzione sul ruolo fondamentale dei professionisti dell’emergenza sanitaria territoriale, chiamati a intervenire in situazioni nelle quali la rapidità delle decisioni e la competenza possono fare la differenza.
«Questa è l’ennesima testimonianza di quanto sia importante e necessaria una professionalità avanzata nell’emergenza territoriale, con medico, infermiere e anche autista, che è in grado di dare il proprio contributo in queste situazioni di emergenza estrema e di criticità vitali», sottolinea il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi.
Il primo cittadino ha voluto esprimere, anche a nome dell’Amministrazione comunale, un ringraziamento agli operatori intervenuti.
«Voglio ringraziare questi operatori che con professionalità e abnegazione lavorano in silenzio salvando la vita alle persone», aggiunge Sclavi, rivolgendo infine un augurio al concittadino soccorso: «Gli auguriamo di ritornare quanto prima a godere di momenti di svago con i suoi cari, nei suoi luoghi preferiti».
Si sono fatti consegnare gioielli in oro per un valore di circa 7mila euro, raggirando una donna di 59 anni con la tecnica del "finto carabiniere". Due persone sono state arrestate e una terza denunciata dai carabinieri, che sono riusciti a recuperare l'intera refurtiva, pari a circa 80 grammi di preziosi.
La truffa è stata messa a segno nel primo pomeriggio di ieri, a Morrovalle. Intorno alle 13, secondo quanto ricostruito dai militari, i tre avrebbero ingannato la donna utilizzando il collaudato stratagemma del falso appartenente all'Arma, riuscendo a impossessarsi dei monili.
Le indagini hanno preso una svolta circa un'ora dopo, quando i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Macerata, impegnati nei controlli del territorio per contrastare i reati contro il patrimonio e le truffe ai danni delle persone anziane e vulnerabili, hanno notato un'auto sospetta lungo la superstrada (SS 77 della 'Val di Chienti'), all'altezza dell'area di servizio Esso Goldengas a Corridonia, in direzione Civitanova Marche.
A bordo di una Fiat 500X a noleggio viaggiavano tre persone: un uomo di 31 anni, originario della provincia di Napoli e già noto alle forze dell'ordine per precedenti contro il patrimonio, una ragazza di 19 anni e un ragazzo di 25 anni. Anche gli altri due, secondo quanto riferito dai carabinieri, avevano precedenti di polizia.
La successiva perquisizione del veicolo ha permesso di trovare un fazzoletto di stoffa nascosto dietro uno dei sedili, contenente numerosi monili in oro per un peso complessivo di circa 80 grammi. Gli immediati accertamenti investigativi hanno consentito di collegare i preziosi alla truffa commessa poco prima a Morrovalle.
La refurtiva è stata sequestrata e riconosciuta dalla vittima. I gioielli saranno restituiti alla donna una volta completate le procedure previste.
Al termine degli accertamenti, su disposizione dell'autorità giudiziaria, il 31enne e la giovane donna sono stati arrestati in flagranza con l'accusa di truffa aggravata in concorso e condotti rispettivamente nelle carceri di Ancona Montacuto e Pesaro Villa Fastiggi, in attesa dell'udienza di convalida. Il 25enne è stato invece denunciato in stato di libertà per la medesima ipotesi di reato.
Uomini in abito nero al suo fianco prima della seduta del Consiglio comunale, un diverbio con un cittadino presente in aula e l'invito a lasciare la sala ripetuto più volte. È quanto accaduto mercoledì scorso a Civitanova Marche, durante la discussione sulla mozione di sfiducia al sindaco Fabrizio Ciarapica, poi respinta.
Protagonista della vicenda l'avvocato e rappresentante di Fratelli d'Italia Alberto Feliziani, che ora replica alla denuncia annunciata da Fausto Troiani e Ivo Costamagna, respingendo le contestazioni e affidando la propria tutela legale al penalista Paolo Giustozzi. Sui fatti prende posizione anche la sezione Anpi "Natale Mecozzi" di Civitanova-Montecosaro, che condanna duramente quanto avvenuto nell'aula consiliare.
Poco prima della seduta, infatti, Feliziani aveva avuto un alterco con Paolo Biancucci, marito dell'ex assessore Roberta Belletti. La presenza delle guardie del corpo e la discussione hanno alimentato le polemiche attorno a una seduta già politicamente tesa.
Fausto Troiani, consigliere comunale e responsabile di Vince Civitanova, e Ivo Costamagna, ex presidente del Consiglio comunale e responsabile di Azione, hanno annunciato di aver conferito un "mandato congiunto allo Studio Valori" per presentare una "denuncia" nei confronti di Feliziani "ai sensi dell'articolo 338 del Codice penale", che riguarda la violenza o la minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario.
I due hanno definito l'accaduto di "estrema gravità istituzionale", precisando che la loro iniziativa non riguarda il merito della mozione di sfiducia, sulla quale avevano una posizione convergente, ma il "rispetto delle regole e del funzionamento delle istituzioni democratiche".
Nella sua replica, Feliziani definisce "deplorevole" l'iniziativa dei due esponenti politici, accusandoli di aver annunciato la denuncia alla stampa per ottenere visibilità dopo i fatti in Consiglio. L'avvocato sostiene che i due tentino di "ritagliarsi una fetta di notorietà" e di recuperare credibilità politica.
Sul piano giuridico, contesta l'ipotesi di reato: "Anche per chi non fosse esperto di diritto, non vi è alcun reato perimetrato dall'articolo 338 del Codice penale perché non ho minacciato alcun corpo politico, peraltro assente quando si è verificato mio malgrado l'alterco in questione".
Feliziani attribuisce l'inizio della discussione a un "noto provocatore" e afferma di essersi preoccupato che altre persone potessero trascendere anche nei suoi confronti. Aggiunge che la situazione sarebbe stata preceduta da messaggi sui social che definisce "impropria chiamata alle armi in stile curva sud, disdicevole per una istituzione e per chi ne fa parte. Tutto documentato".
L'avvocato interviene anche sull'abbigliamento dei sei accompagnatori che lo affiancavano in aula: "A mia memoria il total black risulta usuale nei locali notturni della costa civitanovese ma certamente la prossima volta, semmai questi ragazzi dovessero nuovamente accompagnarmi in qualche altra occasione, chiederò loro di indossare pantaloni grigi fumo di Londra e blazer blu notte con bottoni oro con camicia azzurra e cravatta regimental".
Feliziani ha quindi annunciato di aver affidato la propria tutela all'avvocato Paolo Giustozzi, "anche in funzione attiva", dichiarando di rimettersi alle valutazioni della magistratura "visto che probabilmente con la mia presenza e con quella di almeno trenta tra iscritti e militanti civitanovesi , all’interno dell’aula aperta al pubblico, abbiamo garantito la libertà di voto proprio a quei consiglieri che ribellandosi ad un sistema hanno convintamente bocciato la mozione di sfiducia al sindaco promossa da Vince Civitanova , PD e liste della sinistra".
Sulla vicenda è intervenuta anche la sezione Anpi "Natale Mecozzi" Civitanova-Montecosaro, che sottolinea "la gravità del comportamento" di Feliziani, definito "irrispettoso dell'assise comunale e verso la presenza di numerosi cittadini oltre che dell'evento istituzionale stesso".
La sezione evoca inoltre "le squadracce del disastroso ventennio del secolo scorso" e chiede di conoscere quali iniziative il sindaco Fabrizio Ciarapica "intenda attivare nei confronti della magistratura competente".
Anche il vice segretario facente funzione di Azione Provincia di Macerata, Alessio Botticelli, esprime la propria posizione e definisce quello di Feliziani "un gesto dalla gravità istituzionale inaudita, tanto più per chi esercita la professione di avvocato ed è, quindi, perfettamente consapevole delle conseguenze penali delle proprie azioni".
E ribadisce: "Noi siamo moderati per natura e riformisti per convinzione, ma quando si tratta di difendere le istituzioni sappiamo essere più estremisti degli estremisti stessi. In politica la forma è sostanza, e l'avvocato Feliziani nell'ultimo Consiglio Comunale ha oltrepassato un limite che rischia di aprire un precedente che definire pericoloso è un eufemismo".
Con il suo Grottino aveva contribuito a rendere vivo il Colle dell'Infinito, creando uno spazio di incontro tra musica, iniziative e socialità. Recanati piange la scomparsa di Alice Mariani, morta a 46 anni dopo aver affrontato a lungo una malattia.
Molto conosciuta in città, Alice aveva legato il proprio nome alla gestione del locale, diventato soprattutto durante l'estate un punto di riferimento per giovani e non solo. Con passione ed entusiasmo aveva saputo andare oltre la semplice attività di ristoro, facendo del Grottino un luogo dove ritrovarsi e condividere momenti di convivialità.
Nel corso degli anni, il locale aveva ospitato serate a tema e appuntamenti musicali con gruppi del territorio, contribuendo ad animare il Colle dell'Infinito. Un impegno che Alice aveva portato avanti con dedizione anche mentre affrontava le difficoltà legate alla malattia, mantenendo vivo il legame con la sua attività e con le tante persone che la frequentavano.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio tra quanti l'avevano conosciuta, attraverso il lavoro e le iniziative organizzate al Grottino, oltre che tra familiari e amici. I funerali saranno celebrati sabato 17 ottobre, alle 15:30, nella chiesa di Montemorello. La camera ardente è stata allestita all'ospedale Santa Lucia.
Nel rispetto delle volontà della famiglia, non saranno portati fiori. Chi vorrà ricordare Alice potrà invece effettuare un’offerta a sostegno dei bambini affetti da encefalite autoimmune, trasformando il ricordo in un gesto di solidarietà. Alice lascia il marito Massimo, i genitori David, noto oncologo, e Monica, e i fratelli Renato e Leonardo. A loro si stringe l’affetto di quanti, in queste ore, stanno esprimendo vicinanza alla famiglia.
Si è presentato in Questura a Macerata per rinnovare il passaporto elettronico, ma durante i controlli è emerso che la sua carta d'identità elettronica era priva del microchip. Per questo un 27enne residente a Porto Potenza Picena è stato denunciato in stato di libertà dalla polizia di Stato.
L’episodio risale allo scorso 13 ottobre, quando l’uomo si è recato negli uffici della Questura per avviare le procedure relative al rinnovo del passaporto. Il personale della Divisione polizia amministrativa e sociale, durante gli accertamenti, ha riscontrato l'assenza del microchip dalla carta d’identità elettronica.
Secondo quanto rilevato dagli agenti, il componente sarebbe stato rimosso attraverso un taglio preciso, non riconducibile a un normale deterioramento accidentale. Il documento è stato sequestrato e il giovane denunciato all’autorità giudiziaria.
Il microchip rappresenta una componente essenziale della carta d’identità elettronica, perché consente le funzioni di identificazione e autenticazione digitale. Sono ora in corso ulteriori accertamenti per chiarire le ragioni della rimozione e verificare se i microchip asportati possano essere stati utilizzati per commettere frodi documentali o furti d'identità.
Dopo circa quarant’anni, il traliccio dell’alta tensione che sorgeva nell’area della scuola secondaria di primo grado è stato finalmente rimosso. Si chiude così una vicenda che ha accompagnato intere generazioni di studenti e che segna un passaggio importante nel percorso di rinnovamento del capoluogo.
Un risultato tutt’altro che scontato, arrivato al termine di un iter lungo e complesso. Il progetto preliminare per lo spostamento della struttura risale infatti a oltre vent’anni fa, ma soltanto oggi l’obiettivo è diventato realtà, restituendo nuove prospettive a un’area destinata a una profonda trasformazione.
«La rimozione del traliccio è un risultato importante per Belforte del Chienti e un traguardo che ha un valore particolare proprio perché arriva al termine di un percorso lungo, iniziato molti anni fa», sottolinea il sindaco Alessio Vita.
Per decenni la struttura ha fatto parte del paesaggio quotidiano degli studenti e della comunità. Il suo smontaggio rappresenta ora un passo concreto verso la riqualificazione dell’area scolastica, frutto, come evidenzia il primo cittadino, della collaborazione tra Comune, Struttura commissariale e Terna.
La rimozione del traliccio è il primo tassello di un intervento più ampio che cambierà il volto dell’area. Il progetto prevede infatti la demolizione della vecchia struttura scolastica e la costruzione di un nuovo edificio moderno e all’avanguardia, per un investimento di circa tre milioni di euro.
L’avvio dei lavori è previsto entro la fine dell’anno. Un passaggio che consentirà di proseguire nel percorso di rinnovamento degli spazi dedicati all’istruzione, con l’obiettivo di offrire agli studenti ambienti adeguati alle esigenze attuali e future.
«Quando si affrontano situazioni complesse, i risultati non sempre arrivano in tempi brevi, ma è importante continuare a lavorare con determinazione per trasformare gli obiettivi in realtà», afferma Vita, sottolineando come l’intervento si inserisca in una visione più ampia di riqualificazione del paese.
Il nuovo progetto scolastico si aggiunge agli interventi già realizzati o avviati dall’amministrazione comunale per valorizzare il capoluogo. Tra questi figurano il restyling della piazza, dell’ex oratorio e del Museo delle acque, oltre all’acquisizione dell’ex monastero da parte del Comune.
L’obiettivo è ripensare il centro storico come uno spazio sempre più attrattivo, capace di offrire opportunità alle famiglie, ai giovani e alle attività economiche, incentivando nuove occasioni per vivere e investire nel paese.
La rimozione del traliccio assume così un significato che va oltre il singolo intervento: è il simbolo di una questione rimasta aperta per decenni che trova finalmente una soluzione e, allo stesso tempo, il punto di partenza per una nuova fase di trasformazione dell’area scolastica.
«È una soddisfazione per tutto il paese e la dimostrazione che anche questioni rimaste irrisolte per decenni possono trovare una soluzione», conclude il sindaco.
CASTELRIAMONDO - Un intervento sulla viabilità locale che accompagna le future operazioni di bonifica dell’ex cementificio Sacci e porta benefici anche alla comunità. Cagnini Costruzioni, l’impresa che ha acquistato l’area dell’ex stabilimento, ha avviato il ripristino e l’asfaltatura di alcuni tratti della strada comunale di Piermarchi, sostenendo interamente i costi dei lavori.
L’intervento è iniziato il 15 ottobre e interessa un collegamento importante per la frazione di Crispiero, che mette in comunicazione il centro abitato con la strada provinciale 361 Septempedana. Un’arteria utilizzata quotidianamente dai residenti e da chi raggiunge la frazione, la cui manutenzione rappresenta un elemento significativo per la viabilità del territorio.
La strada sarà utilizzata dall’impresa per raggiungere il sito dell’ex cementificio durante le operazioni di bonifica, con il transito anche di mezzi pesanti. Da qui la decisione, concordata con l’amministrazione comunale, di intervenire sul fondo stradale, ripristinando e asfaltando i tratti individuati. I lavori saranno interamente a carico di Cagnini Costruzioni, senza costi per le casse comunali.
«A nome dell’amministrazione comunale e mio personale – dichiara il sindaco Patrizio Leonelli – rivolgo un sentito ringraziamento a Cagnini Costruzioni per aver scelto di accompagnare le attività di bonifica con un intervento concreto a beneficio della viabilità. La strada di Piermarchi è un collegamento prezioso per Crispiero: migliorarne le condizioni significa offrire un servizio a chi la percorre ogni giorno e all’intera comunità, senza gravare sulle risorse pubbliche».
I lavori sono seguiti dall’Ufficio tecnico comunale. Al termine dell’intervento, la strada resterà di proprietà del Comune e continuerà a essere aperta al pubblico transito, fatte salve eventuali disposizioni temporanee necessarie durante le lavorazioni.
L’intervento rappresenta quindi un’opera di miglioramento della viabilità locale che si inserisce nel percorso verso la bonifica dell’ex cementificio Sacci, con l’obiettivo di garantire l’accesso al sito e, allo stesso tempo, migliorare le condizioni di un collegamento importante per i residenti.
Due opere strategiche per la città, due percorsi con tempi e criticità differenti. Il recupero della scuola primaria “Alessandro Luzio” e la delocalizzazione della Casa di riposo “Lazzarelli” sono stati al centro dell’ultima seduta del Consiglio comunale di San Severino Marche, durante la quale il sindaco Rosa Piermattei ha risposto alle interrogazioni presentate dai gruppi consiliari “Insieme per San Severino” e “San Severino Futura”.
L’obiettivo dell’amministrazione, ha spiegato la prima cittadina, resta quello di portare a termine entrambi gli interventi, nel rispetto delle procedure, dei finanziamenti assegnati e della qualità delle opere. La situazione, tuttavia, è diversa per i due progetti: se per la scuola Luzio l’iter procede attraverso le necessarie verifiche tecniche, per la Casa di riposo Lazzarelli sono emerse criticità economiche che richiedono ulteriori approfondimenti.
Per l’adeguamento sismico della scuola primaria “Alessandro Luzio” è stato approvato un importo complessivo superiore a 10 milioni di euro, di cui oltre 8,1 milioni destinati ai lavori.
Il sindaco ha ricostruito le tappe della progettazione, affidata nel dicembre 2025 e avviata formalmente il 12 gennaio 2026, dopo che l’immobile era tornato nella piena disponibilità del Comune, al termine dell’utilizzo da parte degli studenti dell’Itts “Divini”.
Nel corso dell’iter si è resa necessaria una consegna parziale della progettazione, in attesa di acquisire alcuni pareri, tra cui quelli della Soprintendenza e dei Vigili del fuoco. Le prescrizioni degli enti competenti hanno inoltre richiesto revisioni e approfondimenti, ai quali si è aggiunta la progettazione di una cabina elettrica dedicata, concordata con il gestore Assem.
Una volta completato e verificato il progetto esecutivo, la documentazione sarà trasmessa all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione per l’approvazione finale. I servizi tecnici comunali hanno già predisposto gli atti necessari per la gara d’appalto, che saranno sottoposti ai controlli previsti dalla legge, compresi quelli dell’Anac.
Più articolata la situazione della Casa di riposo “Lazzarelli”, per la quale è previsto un finanziamento di 13.690.950 euro nell’ambito della ricostruzione post-sisma, attraverso l’Ordinanza speciale n. 45 del 2023.
Il progetto di fattibilità tecnica ed economica, affidato nell’agosto 2025, è stato consegnato dal raggruppamento incaricato nel settembre 2026, oltre la scadenza contrattuale. Dall’esame degli elaborati sono emerse criticità sostanziali, in particolare il mancato rispetto dei limiti economici stabiliti dall’ordinanza commissariale.
La principale difficoltà riguarda la stima dei lavori, che presenta un incremento significativo rispetto agli importi consentiti. Una situazione che impone al Comune di valutare come procedere senza compromettere la realizzazione dell’opera e nel rispetto delle condizioni previste per il finanziamento.
Il sindaco ha illustrato due possibili strade: chiedere un rifinanziamento dell’intervento oppure procedere alla risoluzione del contratto con il raggruppamento incaricato. Per individuare la soluzione più adeguata è stato fissato un incontro a Roma con la Struttura commissariale.
Nel rispondere ai consiglieri, Piermattei ha ribadito che la tutela delle risorse assegnate rappresenta una priorità per l’amministrazione. Per la Lazzarelli, ha spiegato, è stata richiesta una verifica formale proprio per fare chiarezza sul quadro economico e sulle condizioni da rispettare.
«Non esiste la possibilità di perdita o revoca del finanziamento», ha dichiarato la sindaca, rassicurando il Consiglio comunale sulla tenuta dei fondi.
L’amministrazione intende quindi proseguire il percorso per entrambe le opere, pur nella consapevolezza delle differenti difficoltà. Per la scuola Luzio il lavoro si concentra sul completamento della progettazione e sull’iter necessario per arrivare alla gara; per la Casa di riposo Lazzarelli occorrerà invece individuare una soluzione alle criticità economiche emerse, attraverso il confronto con la Struttura commissariale.
Due interventi centrali per il futuro della città, sui quali resta alta l’attenzione dell’amministrazione e dei gruppi consiliari.
Dopo l'enorme polverone alzatosi a seguito delle dichiarazioni della consigliera di Fdi Maria Grazia de Angelis, il Coordinamento Marche per la Palestina ha deciso di convocare un presidio il 20 ottobre davanti al comune di Ancona per poter accedere alla seduta del Consiglio comunale e richiedere le dimissioni della consigliera.
Le motivazioni che hanno portato la de Angelis al centro delle polemiche risalgono a qualche giorno fa, a seguito delle parole dette durante la seduta di consiglio in cui si stava discutendo la mozione presentata da lei stessa sulla tutela dei cristiani perseguitati nel mondo.
"Vorrei capire perchè anche la morte ci vede schierati solo per alcuni. Ritengo che questa cosa sui cristiani debba essere detta perchè questo silenzio e questa indifferenza è una vergogna. 388 milioni di cristiani sono attualmente perseguitati in tutto il mondo, uccisi e privati della libertà e relegati in zone che Gaza, a confronto, diventa una riviera romagnola" ha affermato la De Angelis.
A seguito delle parole della consigliera le opposizioni di centrosinistra hanno abbandonato l'aula prima ancora del voto. La mozione si è conclusa con l'approvazione a maggioranza con 19 voti favorevoli, un astenuto (Francesco Andreani della lista civica Ripartiamo dai Giovani) e zero contrari.
L'imbarazzo della maggioranza è stato comuqnue percepito, il presidente del Consiglio comunale di Ancona Simone Pizzi ha commentato: "Approvo il documento per quello che c'è scritto, ma non condivido il modo in cui è stato argomentato".
Più dure le parole dell'opposizione, da cui si alza la voce di Francesco Rubini, capogruppo della lista di sinistra Altra idea di città che afferma: "È indecente che, a fronte del genocidio perpetrato dal governo criminale di Israele ai danni del popolo palestinese, ci siano rappresentati istutizionali che affermino certe bestialtà".
Nel post pubblicato sui profili social per diffondere l'appuntamento del 20 ottobre il Coordinamento afferma che "Le affermazioni della De Angelis sono gravissime perché strumentali, fuorvianti e frutto di una retorica disumana e velenosa che vuole trasformare il genocidio in Palestina in un conflitto religioso o peggio in una crociata e che vuole sminuire e ridicolizzare le atroci sofferenze di un popolo soggetto a un genocidio descritto anche dalle Nazioni Unite ed oggetto di indagine dalla Corte Penale Internazionale. Allo stesso tempo sono un insulto alla sensibilità umana e solidale della città di Ancona, porto di mare e di accoglienza da secoli e città impegnata da anni in una diffusa attività di solidarietà con la Palestina".
Visite specialistiche, valutazioni del rischio, densitometrie ossee e incontri dedicati alla prevenzione: l'Ast di Macerata promuove una serie di appuntamenti gratuiti in occasione della Giornata mondiale dell’osteoporosi. Le iniziative coinvolgeranno gli ospedali di Civitanova Marche, Macerata, Camerino e Treia, con attività distribuite tra il 19 e il 22 ottobre.
L’obiettivo è favorire la diagnosi precoce e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della salute delle ossa, con un'attenzione particolare alle donne in menopausa. Le prestazioni saranno gratuite, ma su prenotazione e fino a esaurimento dei posti disponibili.
"Prendersi cura delle proprie ossa significa proteggere la propria autonomia e qualità di vita", spiega la dottoressa Silvia Battistoni, referente del Programma Libero 13 'PDTA Osteoporosi'. La malattia rende le ossa più fragili e aumenta il rischio di fratture, che possono verificarsi anche in seguito a traumi lievi. Da qui l’importanza della prevenzione, di stili di vita sani e dei controlli consigliati.
Il direttore generale dell'Ast di Macerata, Alessandro Marini, sottolinea invece il valore della collaborazione tra i professionisti sanitari: "Attraverso queste iniziative vogliamo avvicinare i cittadini alla prevenzione dell’osteoporosi, offrendo visite e occasioni di informazione. Il nostro obiettivo è accompagnare le persone in un percorso condiviso di prevenzione e cura".
Martedì 20 ottobre, all'ospedale di Civitanova Marche, sono previste dalle 9 alle 12 visite con valutazione del rischio di osteoporosi riservate alle donne con più di 50 anni, con il dottor Francesco Giorgetti della Medicina interna. Dalle 12 alle 14 si svolgeranno invece visite ginecologiche per le donne in menopausa, con valutazione del rischio osteoporotico, a cura della dottoressa Silvia Battistoni della Ginecologia e Ostetricia.
Nella stessa giornata sono in programma anche incontri nutrizionali dalle 9 alle 12, con il dottor Alessandro Gregori del Dipartimento di prevenzione, e incontri motivazionali dalle 12 alle 14, con la dottoressa Maria Sellitti. Per prenotare le attività del presidio di Civitanova è necessario chiamare il numero 0733/823929 sabato 17 ottobre, dalle 13 alle 14.
All’ospedale di Macerata, martedì 20 ottobre, dalle 11 alle 13, saranno effettuate visite con valutazione del rischio di osteoporosi dall’équipe dell’unità operativa diretta dal dottor Gabriele Brandoni, nell’ambito della Diabetologia, Endocrinologia e Nutrizione clinica.
Le prenotazioni vanno effettuate telefonando allo 0733/2572103 sabato 17 ottobre, dalle 12 alle 13:30. Un secondo appuntamento è previsto giovedì 22 ottobre, dalle 11:30 alle 13:30, con visite per l’osteoporosi a cura del dottor Alessandro Saturni della Medicina interna. Per questa attività si può chiamare lo 0733/2572449 oppure lo 0733/2572315, sabato 17 ottobre, dalle 11 alle 12.
All’ospedale di Treia, lunedì 19 ottobre, dalle 14 alle 17, sono previste visite con valutazione del rischio di osteoporosi a cura del dottor Claudio Fiorani della Medicina fisica e riabilitativa. Nella stessa fascia oraria si terranno anche incontri motivazionali con la dottoressa Maria Sellitti.
Per le visite è necessario prenotare al numero 330/2643789 venerdì 16 ottobre, dalle 13 alle 14. Nel comunicato dell'Ast non è indicata una modalità di prenotazione specifica per gli incontri motivazionali.
All’ospedale di Camerino, martedì 20 ottobre, dalle 12:30 alle 14:30, sarà possibile sottoporsi a esami Dxa, la densitometria ossea, con la dottoressa Giuliana Poloni della Radiologia. Le prenotazioni si effettuano chiamando lo 0737/639340 venerdì 16 ottobre, dalle 16 alle 17.
Giovedì 22 ottobre, dalle 13 alle 15, sono invece previste visite con valutazione del rischio di osteoporosi a cura della dottoressa Natalia Busciantella Ricci della Diabetologia. Per prenotare occorre chiamare lo 0737/639304 lunedì 19 ottobre, dalle 12 alle 13:30.
Tutte le prestazioni sono gratuite e gli appuntamenti saranno assegnati fino a esaurimento dei posti disponibili. L’iniziativa rientra nel percorso interdisciplinare del Programma Libero 13 "Pdta Osteoporosi", coordinato dalla dottoressa Battistoni, e coinvolge professionisti di diverse specialità dell’Ast di Macerata.
Visite senologiche ed ecografie mammarie gratuite negli ospedali di Macerata, Civitanova Marche e San Severino. È l'iniziativa promossa dall'Ast di Macerata in collaborazione con la Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) per lunedì 19 ottobre, nell'ambito del mese rosa dedicato alla prevenzione del tumore al seno. L'opportunità è rivolta sia alle donne iscritte alla Lilt sia a quelle non iscritte.
L'iniziativa coinvolgerà diversi reparti dei tre presidi ospedalieri, grazie alla disponibilità dei medici Nicola Battelli, Paolo Decembrini Cognigni, Giovanni Benedetti, Giancarlo Ciccioli e Luca Faloppi.
Per le donne non iscritte alla Lilt, la prenotazione dovrà essere effettuata venerdì 16 ottobre, telefonando al numero 0733/2572859. Le donne già iscritte all'associazione dovranno invece prenotare tramite e-mail, scrivendo a macerata@lilt.it.
"Il mese di ottobre ci ricorda come fare prevenzione salva la vita e quanto sia importante per le donne aderire all'iniziativa", ha dichiarato il direttore generale dell'Ast di Macerata, Alessandro Marini, ringraziando i professionisti sanitari e la Lilt per la collaborazione.
A sottolineare l'importanza della diagnosi precoce è anche Nicola Battelli, direttore del Dipartimento oncoematologico dell'Ast di Macerata. "Una donna su otto in Italia viene colpita da tumore della mammella. Nelle Marche le nuove diagnosi ogni anno sono circa 1.400. Il 90% delle donne colpite da tumore della mammella possono considerarsi guarite", ha spiegato.
Un risultato raggiunto, secondo Battelli, grazie alla prevenzione, che consente di individuare tumori sempre più piccoli, e ai nuovi farmaci antitumorali, che negli ultimi anni hanno migliorato sensibilmente le percentuali di guarigione. Nel solo reparto di Oncologia di Macerata, lo scorso anno, sono stati presi in carico circa 600 dei nuovi casi registrati nelle Marche.
Le prestazioni per le donne non iscritte alla Lilt saranno distribuite nei tre ospedali. A Macerata sono previste sette visite senologiche dalle 10 alla Breast Unit, diretta da Paolo Decembrini Cognigni, seguite da altre dieci visite dalle 12:30 all'Oncologia, diretta da Nicola Battelli. Dalle 14, inoltre, saranno effettuate sei ecografie mammarie in Radiodiagnostica, a cura di Giancarlo Ciccioli, responsabile della Diagnostica senologica.
All'ospedale di Civitanova Marche sono in programma cinque visite dalle 12:30 presso l'Oncologia diretta da Giovanni Benedetti. A San Severino Marche, sempre dalle 12:30, saranno invece disponibili cinque visite presso l'Oncologia diretta da Luca Faloppi.
Anche le donne iscritte alla Lilt potranno accedere a prestazioni dedicate. A Macerata sono previste due visite senologiche dalle 11:10 alla Breast Unit, altre cinque visite dalle 14:30 all'Oncologia e due ecografie mammarie dalle 16 in Radiodiagnostica. A San Severino Marche saranno effettuate due visite dalle 12:30 presso l'Oncologia.
Per le donne iscritte alla Lilt, all'ospedale di Civitanova Marche saranno disponibili due visite dalle 13:30 presso l'Oncologia, diretta dal dottor Giovanni Benedetti.
Il Trodica si prepara a tornare in campo per la settima giornata del campionato di Eccellenza. Domenica, alle 15.30, i biancazzurri saranno impegnati sul campo dell’Urbino, con l’obiettivo di conquistare la terza vittoria in campionato e accorciare le distanze dalla zona playoff, attualmente a due lunghezze.
La formazione trodicese è ferma a quota nove punti e arriva da un periodo caratterizzato da segnali incoraggianti. In campionato sono arrivate le vittorie in rimonta contro la Sangiustese e, in Coppa Italia, contro la Fermana. Un successo, quest’ultimo, che non è bastato per proseguire il cammino nella competizione: dopo aver vinto nei 90 minuti, il Trodica è stato eliminato ai calci di rigore dai canarini.
Dall’altra parte ci sarà un Urbino deciso a riscattarsi dopo la sconfitta casalinga contro la Jesina. I ducali hanno tre punti in più rispetto ai biancazzurri e cercheranno di sfruttare il fattore campo per tornare al successo. Si prospetta quindi una sfida impegnativa, in un campionato che finora si sta dimostrando particolarmente equilibrato.
A presentare la gara è il centrocampista del Trodica Tommaso Massini, consapevole delle difficoltà che attendono la squadra, ma anche fiducioso nel lavoro svolto durante la settimana.
«Domenica sarà sicuramente una partita molto difficile, come tutte quelle di questo campionato molto equilibrato, contro una squadra forte, che nell’ultima partita ha perso e avrà voglia di rivalsa. Noi dal canto nostro dobbiamo continuare per la nostra strada, preparare bene la partita come stiamo facendo insieme al mister e allo staff. Giochiamo in casa, con i nostri tifosi che ci sostengono in ogni partita e cercheremo di regalargli una gioia».
Un passaggio dell’intervista che richiama anche l’importanza del sostegno del pubblico, elemento sul quale i biancazzurri vogliono contare per affrontare al meglio il prossimo impegno.
Nonostante l’eliminazione dalla Coppa Italia, la prestazione contro la Fermana ha lasciato indicazioni positive. Il Trodica è riuscito a imporsi nei tempi regolamentari sul campo di una delle squadre più quotate del campionato, mostrando carattere e compattezza.
«Mercoledì abbiamo fatto una grande prova, di carattere, contro una delle squadre più forti del campionato in casa loro, che ci ha dato ancor più consapevolezza. Siamo stati squadra dall’inizio alla fine e questo in campo si è visto, riuscendo a vincere nei 90 minuti», racconta Massini.
Resta il rammarico per l’epilogo ai rigori e per la mancata qualificazione, soprattutto per il desiderio di proseguire il percorso nella competizione.
«Peccato per l’esito finale e per l’eliminazione, ci tenevamo a proseguire in Coppa Italia per la società e per i tifosi. Dobbiamo continuare su questa strada perché così facendo ci toglieremo delle belle soddisfazioni», aggiunge il centrocampista.
Ora l’attenzione si sposta interamente sul campionato, dove il Trodica vuole dare continuità ai risultati e sfruttare la fiducia acquisita per compiere un altro passo in avanti in classifica.
I precedenti tra Trodica e Urbino raccontano di un sostanziale equilibrio: una vittoria per parte nella scorsa stagione, con entrambe le squadre capaci di imporsi davanti al proprio pubblico.
La partita sarà diretta dall’arbitro Alfonsi di San Benedetto del Tronto, assistito da Illuminati di Macerata e Nazeraj di Fermo. Calcio d’inizio domenica alle 15.30: per il Trodica l’obiettivo è conquistare tre punti preziosi e avvicinarsi alla zona playoff.
La Cucine Lube Civitanova si avvicina al debutto nella SuperLega Credem Banca con le idee chiare anche sul piano della leadership. Coach Giampaolo Medei ha confermato Fabio Balaso nel ruolo di capitano e ha affidato la fascia di vicecapitano a Mattia Bottolo. Due punti di riferimento per il gruppo biancorosso, entrambi campioni del mondo, chiamati a mettere esperienza e personalità al servizio della squadra.
La nomina di Balaso rappresenta una conferma nel segno della continuità, mentre per Bottolo, schiacciatore classe 1999 originario di Bassano del Grappa, si tratta di un riconoscimento importante per il percorso compiuto negli anni con la maglia della Lube.
«Probabilmente ho questo privilegio perché sono qui da diversi anni», ha commentato Bottolo, accogliendo con orgoglio il nuovo incarico. «Cercherò di supportare il più possibile tutto il gruppo e Fabio Balaso, che è capitano e veterano della Lube».
Il vicecapitano ha poi sottolineato come i ruoli all’interno dello spogliatoio debbano rappresentare uno stimolo per tutti, senza mettere in secondo piano lo spirito collettivo. «Al di là dei ruoli e delle gerarchie, la coralità è ciò che davvero conta in questo team e sarà la nostra forza. Anche perché ognuno di noi si dovrà responsabilizzare per far sì che tutto proceda nel migliore dei modi».
Parole che fotografano lo spirito con cui la formazione di Medei sta preparando l’avvio della nuova stagione. La prima sfida della Regular Season è in programma sabato 17 ottobre alle 18, in trasferta contro Rana Verona, al PalaMagis. Un esordio subito impegnativo per Civitanova, attesa da una squadra che negli ultimi anni si è confermata un’avversaria ambiziosa.
Bottolo non nasconde le difficoltà della partita, ma nemmeno la voglia di cominciare il campionato nel migliore dei modi. «Quello di sabato a Verona sarà un esordio ostico. Siamo abituati a sfidare gli scaligeri per grandi obiettivi in palio. Affrontarsi già all’inizio del torneo è un qualcosa di anomalo rispetto agli ultimi anni».
La gara avrà un peso significativo soprattutto sotto il profilo mentale: partire con una prestazione convincente consentirebbe alla Lube di dare subito un segnale al campionato e di mettere alla prova il lavoro svolto durante la preparazione.
«Si tratta di una sfida importante dal punto di vista mentale perché vogliamo iniziare con il piede giusto e aspettiamo con ansia che arrivi il fischio d’inizio al PalaMagis», ha concluso Bottolo.
In casa biancorossa, dunque, è tutto pronto per tornare in campo. Con Balaso confermato capitano e Bottolo promosso vice, la Lube punta sulla solidità dei suoi leader e sulla forza del gruppo per affrontare una stagione che si annuncia intensa fin dalle prime battute.
È Lucia Bonomi, dipendente della Bonomi Srl di Monte San Martino e residente a Urbisaglia, la prima donna marchigiana a ricevere il premio Cassa Edile Awards. Il riconoscimento le è stato consegnato al Saie di Bologna 2026 e valorizza l'impegno e la professionalità di chi contribuisce alla crescita del settore delle costruzioni.
Bonomi lavora nell'azienda di famiglia, iscritta alla Cassa Edile Artigiana delle Marche (C.Ed.A.M.), e si distingue anche per le competenze nella conduzione di macchine per il movimento terra. Il premio, riconosciuto dalle Casse Edili e dalle Edilcasse italiane, viene assegnato a lavoratori, imprese e intermediari che si contraddistinguono per comportamenti virtuosi, costanza e impegno, contribuendo a migliorare gli standard del comparto.
"Siamo particolarmente orgogliosi che una nostra lavoratrice, giovane donna e mamma, con spiccate abilità anche nel condurre macchine per il movimento terra abbia ricevuto il riconoscimento", ha dichiarato Marco Falcioni, direttore della C.Ed.A.M., presente sul palco a Bologna per celebrare il risultato.
Il premio assume un significato particolare in un settore nel quale la presenza femminile resta ancora limitata. Secondo i dati forniti dalla Cassa Edile Artigiana delle Marche, tra gli circa 8mila lavoratori iscritti all'ente, le donne rappresentano meno dell'1%.
Una situazione che potrebbe cambiare anche grazie all'innovazione tecnologica. "Con la digitalizzazione e l'introduzione di strumenti tecnologici avanzati la presenza femminile nel nostro comparto è destinata ad aumentare", ha aggiunto Falcioni.
Per Lucia Bonomi, l'edilizia rappresenta una scelta professionale legata alla storia della propria famiglia. "La mia famiglia opera in questo settore da moltissimi anni e quindi contribuire alla crescita dell'azienda di famiglia è sempre stato per me un approdo lavorativo naturale", ha raccontato.
Bonomi ha rivolto anche un messaggio alle giovani che non considerano le costruzioni come un possibile ambito professionale per una donna: "Non fermarsi alle apparenze ma approfondire la conoscenza di tutto ciò che l'edilizia significa, anche perché è un settore molto creativo che offre grandi soddisfazioni".
Il primo impianto pilota industriale d'Europa per il recupero della grafite dagli scarti e dai rifiuti delle batterie è stato riconosciuto dalla Commissione europea tra le innovazioni più promettenti nel campo dell'economia circolare. Il progetto Life GraphiRec, sviluppato con un impianto a Macerata, è entrato nell'Innovation Radar dell'Ue, che ha attribuito a Orim S.R.L. e Sima S.R.L. la qualifica di "Key Innovator", riconoscendone il ruolo nello sviluppo della tecnologia.
Un risultato che porta il territorio maceratese all'attenzione europea per una soluzione destinata a rendere più sostenibile la filiera delle batterie. Nella valutazione della Commissione, il progetto ha raggiunto lo stadio "Market Ready", cioè una maturità tecnologica che, secondo l'Innovation Radar, gli consente di intercettare una domanda già presente sul mercato.
Orim, azienda italiana specializzata nel trattamento e nella valorizzazione dei rifiuti industriali e dei materiali critici, è capofila del progetto. Il riconoscimento coinvolge anche Sima, individuata insieme a Orim tra i soggetti che hanno contribuito in modo determinante alla realizzazione dell'innovazione e alla sua possibile evoluzione su scala industriale.
"La selezione di GraphiRec da parte della Commissione europea conferma la solidità del nostro approccio e la rilevanza strategica del riciclo della grafite per il futuro delle batterie in Europa - commenta Alfredo Mancini, fondatore e amministratore delegato di ORIM -. Essere riconosciuti come Key Innovator è un risultato che condividiamo con tutti i partner del progetto e che ci spinge a proseguire con determinazione verso la scalabilità industriale».
Il progetto Life GraphiRec si concentra su tre attività principali: il recupero della grafite dagli scarti di produzione delle batterie agli ioni di litio, il trattamento dei rifiuti delle batterie alcaline e il reinserimento della grafite recuperata nel ciclo produttivo di nuove batterie.
L'obiettivo è ridurre la dipendenza dalle materie prime importate, utilizzare le risorse in maniera più efficiente e favorire un modello produttivo circolare. Il recupero della grafite, materiale impiegato nelle batterie, rappresenta infatti una delle possibili strade per valorizzare risorse già disponibili nei rifiuti e limitare la necessità di ricorrere esclusivamente a materie prime vergini.
L'ingresso nell'Innovation Radar offre ora al progetto una maggiore visibilità internazionale e può favorire nuovi contatti con imprese, centri di ricerca, investitori e altri operatori della filiera delle batterie. Per Orim e Sima si apre così una nuova opportunità per sviluppare ulteriormente la tecnologia e accompagnarne l'applicazione industriale.
La scheda ufficiale del progetto è consultabile sul portale della Commissione europea: https://innovation-radar.ec.europa.eu/innovation/69131.
Dodici giovani autrici e autori premiati, quattro categorie e un unico filo conduttore: il valore della conoscenza, della libertà e delle relazioni umane. Il Teatro della Filarmonica ha ospitato giovedì 15 ottobre la cerimonia conclusiva della terza edizione del Premio Letterario Humanities, promosso dall’Università di Macerata nell’ambito del Macerata Humanities Festival.
Un appuntamento dedicato alla creatività delle nuove generazioni, che attraverso la poesia e la narrativa hanno dato voce alle grandi questioni del presente. Il concorso è rivolto agli studenti delle scuole superiori e delle università di Marche, Abruzzo e Umbria, chiamati quest’anno a confrontarsi con il tema del Festival: "Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori".
La serata si è aperta con il saluto del rettore John McCourt, seguito dall’esibizione del Coro UniMc, diretto dal maestro Lorenzo Chiacchiera. Ospite dell’iniziativa la scrittrice, giornalista e bookblogger Giulia Ciarapica, laureata in Filologia moderna proprio all’Università di Macerata, che ha offerto al pubblico una riflessione sul tema scelto per questa edizione.
Per la sezione "Poesia – Scuole superiori", il primo premio è andato a Diletta Stizza, del Liceo scientifico "Galileo Galilei" di Macerata. Al secondo posto si è classificata Angelica D’Addario, dell’I.I.S. “Corridoni-Campana”, mentre il terzo premio è stato assegnato a Nicole Penelope Balsamo, dell’I.I.S. "Matteo Ricci" di Macerata.
Nella categoria "Poesia – Università", il primo classificato è Alessio Bracciatelli, studente di Lettere moderne e contemporanee. Secondo posto per Nicola Rosati, iscritto a Design e discipline della moda, e terzo per Sara Scoccia, studentessa del corso di Lingue e culture moderne dell’Università di Macerata.
Per la sezione "Narrativa – Scuole superiori", a conquistare il primo posto è stata Alessia Gabriela Czap, del Liceo scientifico "Temistocle Calzecchi Onesti" di Fermo. Seconda classificata Stella Luchetta, del Liceo scientifico "Enrico Medi" di Senigallia, mentre al terzo posto si è piazzata Francesca Ludovici, dell'I.I.S. "A. Bafile" dell’Aquila.
Tra gli universitari, per la categoria "Narrativa – Università", il primo premio è andato a Marco Bevilacqua, studente del corso di Filologia, letterature e storia dell’antichità dell'Università di Macerata. Seconda classificata Serena Cinquepalmi, iscritta al corso di Lingue, culture e traduzione letteraria dello stesso Ateneo, e terzo Massimo Bontempi, studente di Scienze filosofiche.
A consegnare i riconoscimenti sono stati i componenti della giuria: Fabiola Branchesi, Adrian Bravi, Costanza Geddes Da Filicaia, Evita Greco e Renata Morresi.
La cerimonia ha dato spazio anche alle opere premiate, con la lettura di alcuni estratti da parte dei giovani autori, offrendo al pubblico un assaggio delle diverse sensibilità e dei temi affrontati nei loro lavori. Nicole Penelope Balsamo è stata rappresentata dal fratello, mentre Alessia Gabriela Czap e Serena Cinquepalmi, assenti per motivi personali e di studio, hanno partecipato attraverso la lettura dei rispettivi testi.
TOLENTINO - Una parete grigia trasformata in una tela colorata, capace di raccontare emozioni, paure, gioie e speranze. È stato inaugurato giovedì 15 ottobre il murale realizzato dai bambini e dai ragazzi del progetto Gio.Lab sulla rampa del parcheggio di viale Foro Boario, a Tolentino. Un’opera che va oltre il valore artistico e diventa il simbolo di un percorso di crescita, condivisione e scoperta di sé.
Il murale, intitolato “I colori delle emozioni”, è il risultato del lavoro svolto negli ultimi mesi dai giovani partecipanti al progetto, acronimo di “Gioco e Laboratorio”, un’attività pomeridiana sostenuta economicamente dall’Ambito Territoriale Sociale XVI e dal Comune di Tolentino, con attività che sul territorio comunale si svolgono principalmente negli spazi de “La Sorgente”.
Attraverso laboratori creativi, i bambini e i ragazzi hanno imparato a riconoscere ed esprimere il proprio mondo interiore, lavorando sulla ceramica e realizzando maschere in cartapesta. Parallelamente, sotto la guida di esperti, hanno dato forma al murale durante un’attività all’aperto, trasformando le proprie esperienze emotive in immagini e colori.
Alla cerimonia inaugurale erano presenti il sindaco Mauro Sclavi, l’assessore alle Politiche sociali Benedetta Lancioni, il coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale XVI Valerio Valeriani e Massimo Tasso, in rappresentanza dell’associazione Glatad, che fornisce l’équipe degli educatori.
Il momento simbolico dell’inaugurazione ha visto il primo cittadino mettere sulle proprie spalle uno dei bambini per scoprire insieme la targa commemorativa. Un gesto accompagnato da un messaggio rivolto ai più piccoli: l’invito a «salire sulle spalle dei grandi», affinché gli adulti possano guidarli, attraverso l’esempio e l’educazione, verso una crescita serena e consapevole.
Come spiega Martina Coppari, referente e coordinatrice del progetto, ridurre il Gio.Lab a una semplice attività pomeridiana basata sul gioco e sui laboratori sarebbe limitante. L’iniziativa nasce infatti dall’esigenza, individuata dai Servizi sociali e dall’Ambito Territoriale XVI, di offrire ai bambini e ai ragazzi uno spazio protetto e stimolante.
Attraverso esperienze pratiche, creative e ludiche, il progetto accompagna i partecipanti in un percorso di socializzazione e introspezione, aiutandoli a esplorare e comprendere meglio il proprio mondo emotivo.
Il murale rappresenta una delle espressioni più significative di questo cammino. «Questo muro non è solo un’opera d’arte, ma una traccia indelebile del viaggio fatto insieme», sottolinea Coppari, spiegando come il lavoro possa diventare anche un ricordo da ritrovare da adulti, per riconoscere ciò che si è stati e le emozioni vissute durante l’infanzia.
A raccontare il significato più profondo dell’opera sono proprio i giovani artisti, che hanno affidato alle parole la loro esperienza.
«Quando creo un murale sento tutto: paura, adrenalina, serenità, calma, pazienza, ma soprattutto tantissima felicità», raccontano. Dipingere è stato un modo per dare spazio a sentimenti che non sempre riescono a esprimere a parole, soprattutto nei momenti difficili.
«Noi ragazzi e ragazze non siamo bravi con le parole, però siamo bravi a esprimerci attraverso immagini e colori in un posto sicuro», spiegano, ricordando il momento in cui, terminato il lavoro, si sono seduti a terra per osservare il risultato.
È stato allora che hanno compreso di aver realizzato qualcosa di più di un semplice disegno: «Non abbiamo lasciato solo un disegno su un muro, abbiamo lasciato un pezzo dei nostri cuori lì, per chiunque passerà e avrà bisogno di sentirsi meno solo».
La loro testimonianza restituisce il senso di un progetto in cui l’arte diventa uno strumento per comunicare, condividere e sentirsi accolti. Un’opera nata dalla creatività dei più giovani che, da oggi, appartiene anche alla città e a chiunque si fermerà a guardarla.
Perché, come raccontano i ragazzi al termine dell’esperienza, «quel muro non è più solo un muro: è una parte di noi».
Da Anna Valle e Gianmarco Saurino ad Alessandro Preziosi, passando per Paolo Calabresi, Rocío Muñoz Morales e Federico Buffa: il 2 novembre prende il via la nuova stagione teatrale di Camerino, con sei spettacoli di prosa in abbonamento e quattro appuntamenti della rassegna "La città in scena". Il palcoscenico sarà quello dell'Auditorium Benedetto XIII, che anche per il 2026-2027 ospiterà un cartellone tra grandi interpreti, drammaturgia contemporanea e proposte delle realtà artistiche locali.
La stagione è realizzata dal Comune di Camerino e dall'Amat, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura e il patrocinio dell'Università di Camerino. Al centro della programmazione ci sono temi attuali, testi di poeti e scrittori e copioni originali, con l'obiettivo di coniugare intrattenimento e riflessione.
"La nuova stagione di prosa conferma la volontà dell'amministrazione comunale di investire con convinzione nella cultura, considerata un pilastro fondamentale per la crescita, la socialità e la qualità della vita della comunità", afferma il sindaco Roberto Lucarelli, sottolineando la collaborazione con Amat e la presenza di interpreti e produzioni di rilievo nazionale.
Ad aprire il cartellone, lunedì 2 novembre, saranno Anna Valle e Gianmarco Saurino con Scandalo, commedia brillante firmata da Ivan Cotroneo. Lo spettacolo affronta il tema dei pregiudizi e dei tabù sociali, soffermandosi sulle differenze tra ciò che viene considerato accettabile per gli uomini e ciò che, ancora oggi, viene spesso giudicato diversamente quando riguarda le donne.
Domenica 15 novembre sarà la volta di Alessandro Preziosi con La ferita, la letizia. Faccia a faccia con San Francesco, monologo del poeta Davide Rondoni accompagnato dalle musiche dal vivo di Giacomo Vezzani. Attraverso una conversazione immaginaria con il santo di Assisi, lo spettacolo affronta questioni di grande attualità, dal rapporto tra amore e possesso alla tutela dell'ambiente e alla pace.
Il 15 dicembre Paolo Calabresi porterà sul palco Tutti gli uomini che non sono. Storia vera di una falsa identità, spettacolo nato dalle sue esperienze personali, nelle quali l'attore si è finto persone realmente esistenti in situazioni autentiche, spesso senza che gli altri ne fossero consapevoli. Da queste vicende prende forma una riflessione sull'identità, sul mestiere dell'attore e sul confine tra realtà e finzione.
Domenica 21 febbraio l'Auditorium ospiterà Rocío Muñoz Morales, Giorgio Lupano e Gabriele Pignotta con Contrazioni pericolose, commedia scritta e diretta dallo stesso Pignotta. Al centro c'è una storia di amicizia tra un uomo e una donna, nella giornata del parto di lei, che diventa occasione per mettere a nudo fragilità e insicurezze.
Mercoledì 10 marzo Federico Buffa sarà protagonista, insieme a Cesare Pomarici, dello spettacolo Il futuro è tra mezz'ora. Le ultime 48 ore di Lucio Dalla. Con Alessandro Nidi al pianoforte ed Emanuele Nidi alla chitarra e alla voce, il racconto ripercorre le canzoni dell'ultimo concerto del cantautore bolognese, intrecciando ricostruzione storica e aneddoti per restituirne un ritratto inedito.
A chiudere la stagione in abbonamento, giovedì 1 aprile, sarà Antonio Ornano con Il bar sotto il mare, uno dei libri più amati di Stefano Benni, portato in scena con la regia di Giorgio Gallione. Il testo è un mosaico di racconti in cui si mescolano satira, poesia, comicità surreale e momenti di riflessione sull'umanità.
Da gennaio spazio anche a "La città in scena", la rassegna che valorizza le compagnie e le risorse artistiche locali. Il primo appuntamento è fissato per domenica 10 gennaio con l'operetta Il paese dei campanelli, proposta dal Gruppo Filarmonico Gabrielli-Campagnoli 1930 per la regia di Franco Bury.
Domenica 14 marzo sarà la volta del Gruppo Teatro in Bilico con Scommetto che mi ami, commedia musicale scritta e diretta da Giulia Giontella. Sabato 17 aprile salirà sul palco la compagnia Dieci Donne Mamme Matte con Torno subito, commedia brillante in due atti di Italo Conti.
La rassegna si concluderà venerdì 28 maggio con Antigoni. La legge del cuore, proposto dal Gruppo Teatro Classico ITS Varano-Antinori per la regia di Francesco Facciolli, spettacolo che rappresenta l'esito del laboratorio invernale.
La rievocazione storica Civitas Nova torna sabato nella Città Alta per riportare alla luce la storia rinascimentale del borgo e le vicende della famiglia Cesarini e del Nobile ducato, rispolverando attraverso spettacoli e musica i personaggi e le atmosfere dell’epoca.
La manifestazione, organizzata dall’associazione "La Torre che Ride" con il patrocinio del Comune di Civitanova Marche, Regione Marche e associazioni locali, si articola per questa terza edizione su due diverse giornate: il pomeriggio di sabato 17 ottobre è dedicato alla rievocazione storica, al campetto di Civitanova Alta, dove si svolgerà la storica partita di pallacorda, introdotta a Civitanova proprio da Giangiorgio Cesarini. Venerdì 23 ottobre, dopo un incontro con gli studenti del Bonifazi-Corridoni, si svolgeranno due eventi al teatro Annibal Caro ad ingresso libero (ore 21,15).
L’evento è stato presentato questa mattina nella Sala della Giunta comunale dal direttore artistico Stefano Cosimi, presenti il sindaco Fabrizio Ciarapica, il presidente del Consiglio comunale Roberto Tiberi, l’assessore ai Servizi socio-educativi Barbara Capponi, il consigliere comunale Andrea Ruffini e una rappresentanza degli organizzatori, tra cui l’attrice Paola Cosimi, Alessandra Fioretti, Beatrice Germondoni, Chiara Cesaretti. Sono intervenuti anche Roberto Giannoni e Anna Maria Vecchiarelli dell’Archeoclub cittadino, autori della ricerca storica insieme ad Alvise Manni.
Tra le novità più rilevanti di questa edizione spicca uno spettacolo in vernacolo che racconta le vicende iniziali del feudo civitanovese, dedicato alla figura di Livia Cesarini, donna moderna e iconica, costretta in monastero per complesse manovre ereditarie che lottò per riconquistare la propria libertà.
“Presentiamo oggi il terzo anno di questa bella ed originale manifestazione – spiega il sindaco Fabrizio Ciarapica – che ogni anno ci svela nuovi particolari sulla famiglia Cesarini e sulle vicende di Civitanova, con la leggerezza propria dello spettacolo. Si tratta di una rievocazione pensata per offrire alla cittadinanza e ai visitatori un programma ricco di attrazioni: dalle visite guidate ai cortei e tornei storici, con spettacoli teatrali originali”.
“Civitanova Alta, con il suo impianto medioevale e i suoi contenitori culturali diventa il luogo ideale per ospitare manifestazioni dedicate alla storia cittadina – ha detto il presidente del Consiglio comunale Roberto Tiberi –. Attraverso questi eventi, l’Amministrazione comunale vuole valorizzare il proprio patrimonio storico e culturale, fornendo alla comunità un’esperienza legata alla riscoperta delle proprie radici. Un plauso dunque all’associazione La Torre che ride e alle associazioni che hanno aderito e collaborato nel comune impegno di valorizzazione della Città Alta”.
Questo il programma completo:
Sabato 17 ottobre (ore 10.00), visite guidate gratuite con partenza da piazza della Libertà, un percorso alla scoperta dei monumenti e della storia di Civitanova Alta con la guida del prof. Alvise Manni (evento gratuito).
Alle ore 15.30 apertura ufficiale e ingresso dei Gonfaloni. Alle ore 16.00 torneo di pallacorda, fase eliminatorie e alle ore 16.45 Fate largo ai Cesarini, spettacolo in vernacolo; alle ore 17.30 Spettacolo con Mario Netta e acrobazie sulla fune, alle ore 18.00 finale del torneo di pallacorda. Ore 18.45 Spettacolo "Fuoco e Fiamme" a cura di Luisiana; alle ore 19.00 premiazioni dei vincitori e alle 19.25 Solenne Benedizione con la reliquia di San Marone.
Per l’occasione saranno attivi i punti ristoro con castagne, frittelle e specialità locali a cura della Società Operaia. Venerdì 23 ottobre 2026
Ore 10,15, Auditorium Istituto Bonifazi-Corridoni
Alle ore 21.15, rappresentazione al Teatro Annibal Caro - Dramma breve: "Nozze di ferro e velluto" di Stefano Cosimi e conferenza-spettacolo in costume d’epoca dal titolo: "Livia Cesarini e Federico Sforza - Storie di Duchi e Principesse" (di A.M. Vecchiarelli, B. Giannini, A. Manni) con accompagnamento musicale del Maestro Alfredo Sorichetti.
Superare la gestione dell'emergenza e costruire una rete di assistenza stabile, capace di accompagnare le persone con Alzheimer e le loro famiglie lungo tutto il percorso della malattia. È l'appello emerso dal convegno “Alzheimer oggi: costruire insieme una nuova cultura della cura”, organizzato dall'associazione Alzheimer Uniti Italia nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, con il patrocinio della Camera e dell'Istituto superiore di sanità.
L'incontro ha riunito istituzioni, specialisti, associazioni e cittadini provenienti da diverse parti d'Italia, affrontando una delle principali sfide sanitarie e sociali legate all'invecchiamento della popolazione. Il messaggio condiviso dai relatori è la necessità di andare oltre una visione esclusivamente clinica della malattia, mettendo al centro la dignità della persona, la qualità delle relazioni e la continuità dell'assistenza.
Nel corso dei lavori sono stati affrontati i temi della prevenzione, della diagnosi precoce, del sostegno ai caregiver e della necessità di una strategia nazionale strutturata. A introdurre il convegno è stato un videomessaggio del presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Nicola Vanacore, responsabile dell'Osservatorio demenze dell'Istituto superiore di sanità, ha illustrato il quadro epidemiologico e le prospettive legate alla prevenzione, mentre Giorgio Pavan, direttore generale di Enea Treviso, ha approfondito il tema della presa in carico lungo le diverse fasi della malattia.
Particolarmente incisivo l'intervento di Manuela Berardinelli, presidente di Alzheimer Uniti Italia ODV, che ha richiamato l'urgenza di passare dalle risposte emergenziali a una programmazione di lungo periodo. Tra le richieste avanzate, un finanziamento stabile per il Fondo Alzheimer e demenze e risorse adeguate per attuare il Piano nazionale demenze, presentato il 21 settembre al Ministero della Salute alla presenza del ministro Orazio Schillaci.
Berardinelli ha inoltre sottolineato la necessità di creare una rete integrata di servizi, in grado di garantire continuità assistenziale ed equità nell'accesso alle cure. In questo percorso, secondo la presidente dell'associazione, è importante valorizzare le esperienze già operative che hanno mostrato risultati nella presa in carico, come il modello di Enea Treviso.
Un altro punto centrale è quello delle Comunità amiche delle persone con demenza, considerate uno strumento concreto per favorire inclusione, partecipazione e sostegno nella vita quotidiana. La risposta all'Alzheimer, è stato evidenziato durante il convegno, non può essere affidata soltanto ai servizi sanitari: deve coinvolgere anche le amministrazioni, il volontariato, le associazioni e la cittadinanza.
Il problema, infatti, riguarda anche le differenze tra territori. La disponibilità di servizi e percorsi di assistenza può variare sensibilmente da una zona all'altra del Paese, fino a cambiare da una provincia all'altra. Una disomogeneità che rischia di incidere concretamente sulle possibilità di ricevere sostegno e cure adeguate, aggravando il carico sulle famiglie e su chi assiste quotidianamente le persone malate.
Da qui il richiamo a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica, associazionismo e volontariato, contrastando al tempo stesso stigma e isolamento. La costruzione di una cultura della cura più inclusiva, è il messaggio conclusivo dell'incontro, passa dalla capacità di riconoscere i bisogni delle persone con demenza e di garantire loro dignità e sostegno in ogni fase della malattia.
A moderare e introdurre i lavori è stata la giornalista e conduttrice del Tg1 Rai Barbara Capponi. La registrazione integrale del convegno è disponibile online su YouTube: clicca qui.
Due domeniche per scoprire da vicino i segreti della Vernaccia Nera, tra tradizione vitivinicola, degustazioni e cultura. A Serrapetrona torna “Appassimenti Aperti”, la manifestazione che domenica 8 e domenica 15 novembre accompagnerà appassionati e visitatori alla scoperta di una delle produzioni enologiche più caratteristiche delle Marche.
L’iniziativa, diventata negli anni un appuntamento di riferimento per gli amanti del vino e per chi desidera conoscere le eccellenze dell’entroterra maceratese, permetterà di entrare negli appassimenti delle aziende produttrici e osservare da vicino una fase fondamentale della lavorazione delle uve. Protagonisti saranno i grappoli raccolti durante la vendemmia, lasciati appassire appesi o disposti in apposite cassette prima di essere impiegati nella vinificazione.
Sono cinque le cantine che apriranno le proprie porte: Alberto Quacquarini, Podere sul Lago, Serboni, Terre di Serrapetrona e Verser. Accanto alle visite, il programma prevede degustazioni di prodotti tipici locali nel centro storico e iniziative collaterali pensate per offrire un’esperienza che unisce enogastronomia, tradizioni e scoperta del territorio.
Il cuore della manifestazione è un vitigno autoctono dalla storia secolare, coltivato su una superficie di appena 70 ettari. La Vernaccia Nera rappresenta una delle produzioni più rare del panorama vitivinicolo italiano e costituisce un elemento distintivo dell’identità di Serrapetrona.
Da queste uve nascono due vini differenti: la Vernaccia di Serrapetrona DOCG, spumante rosso caratterizzato da un particolare processo produttivo che prevede tre fermentazioni, e il Serrapetrona DOC, nella sua versione ferma.
Una tradizione documentata fin dal XV secolo, che continua a essere tramandata attraverso il lavoro delle aziende locali e che trova in “Appassimenti Aperti” un’occasione privilegiata per raccontarsi direttamente al pubblico. Aprire le porte delle cantine significa infatti mostrare non soltanto le tecniche di produzione, ma anche il legame profondo tra il vino, il paesaggio e la comunità che lo custodisce.
La manifestazione non si esaurisce nell’esperienza enologica. Le due giornate rappresentano anche un’opportunità per scoprire Serrapetrona, il suo centro storico e il patrimonio culturale, tra chiese, opere d’arte e mostre.
L’obiettivo è valorizzare un’offerta turistica che mette insieme vino, gastronomia, arte e paesaggio, contribuendo ad attirare visitatori nell’entroterra maceratese anche attraverso esperienze legate alle produzioni locali.
“Appassimenti Aperti” è organizzata dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), in collaborazione con il Comune di Serrapetrona e la Pro Loco. L’iniziativa rientra nel piano di promozione sostenuto dal Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027, nell’ambito del Piano strategico nazionale della PAC 2023-2027 della Regione Marche, Intervento SRG10.
“Avevamo voglia di variare, voglia di fare cose nuove e cambiare vita. E la passione per i prodotti del nostro territorio ci ha portato a buttarci in questa avventura”. Quando parlo con Jacopo Ferranti, proprietario insieme a Massimiliano Contigiani di Mangia Piano!, bottega marchigiana nel cuore dell’11° arrondissement di Parigi, quello che mi colpisce è il luccichio nei suoi occhi.
Vicino Piazza della Bastiglia, al 42 di rue Popincourt, esiste un piccolo angolo di Marche che conserva ancora lo spirito delle antiche botteghe, fatto di tradizioni, sapori, vivacità e del calore delle persone.
Ma le strade che hanno portato i due a diventare soci tra le vie di Parigi si diramano molto lontano dalla capitale francese.
Massimiliano e Jacopo, infatti, sono originari delle Marche, nello specifico di Colmurano e Urbisaglia e hanno alle spalle due percorsi professionali che poco hanno a che fare con le botteghe alimentari.
Massimiliano vive a Parigi dal 2007 e lavora nel mondo commerciale e nell’export, Jacopo vive a Milano da oltre dieci anni e lavora nel mondo della moda e poi della comunicazione, ma unito da un legame familiare allo storico Oleificio Piccinini di Urbisaglia.
Conosciuti una sera d’estate del 2021, si ritrovano a parlare e si rendono conto che in comune non hanno solo l’essere marchigiani, ma anche la voglia di riscoprire un rapporto più autentico con il territorio, con il lavoro e con il tempo.
“All’inizio volevamo fare solamente un negozio online. Ma poi ci siamo detti che a noi piaceva proprio il luogo fisico, ci piaceva l’idea di dare vita ad un luogo in cui le persone potevano venire, parlare e ritrovare quell’esperienza di bottega che inizia a scomparire anche in Italia”.
Il dubbio resta, però, tra Italia e Francia. Poi la decisione: “Tra le due ci siamo detti che forse avrebbe avuto più senso aprire a Parigi, perché qui davvero nessuno conosce questo pezzo d’Italia, e l’idea di portare avanti i prodotti della nostra regione sarebbe stata ancora più forte”- spiega Jacopo -. "Anche se è stato necessario inserire una cartina in cui indicare precisamente dove si trovassero le Marche, perchè passavamo un sacco di tempo a spiegarlo a chi veniva nel nostro negozio".
Dal 2021 al 2024 prendono forma idee e progetti e la decisione di lasciare il lavoro precedente per concentrarsi in quello che, il 13 luglio 2024, si concretizzerà in Mangia Piano!.
Il nome, non a caso, invita a fermarsi, a dare importanza al tempo e a farlo anche all’interno della loro bottega: parlare, conoscere il prodotto, chi l’ha realizzato e la sua storia.
“Mangia piano!” vuole lasciare a chi entra in bottega il calore di quella raccomandazione familiare che le nostre nonne ci dicevano sempre.
All’interno della bottega si nota l’attenzione e la varietà dei prodotti. Massimiliano e Jacopo hanno selezionato produttori e artigiani a sostegno di produzioni territoriali e filiere corte, che possano portare a Parigi le ricette e i saperi delle lavorazioni tradizionali.
Sugli scaffali si trovano la pasta all’uovo di Campofilone, quella di Camerino, i paccasassi del Conero, sughi pronti della tradizione marchigiana prodotti da aziende del territorio; poi Verdicchio, Rosso Conero, Pecorino; e ancora ciauscolo, formaggi del pastorello di Cupi di Visso, olive all’ascolana, vincisgrassi.
La sorpresa più grande è stata la risposta della clientela francese, che oltre ad apprezzare i prodotti e l’idea dietro l’apertura della bottega, ha anche scoperto un territorio italiano poco conosciuto all’estero: “Tantissimi clienti francesi ci hanno detto di essere stati in vacanza nelle Marche grazie a noi, trovando lì quella stessa autenticità che cerchiamo di portare qui in negozio ogni giorno”.
A un mese circa dal delicato intervento conclusosi con il ritorno a casa di un 17enne, il comune di San Severino Marche ha accolto e premiato la squadra dei vigili del fuoco protagonista del soccorso. La cerimonia si è svolta nella Sala del Consiglio di Palazzo Comunale, dove il sindaco Rosa Piermattei ha voluto tributare un riconoscimento all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per il lavoro svolto quotidianamente a tutela della comunità.
All'incontro hanno partecipato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Macerata, il primo dirigente ingegner Leonardo Rampino, il Direttore Coordinatore Speciale, ingegner Carlo Iammarino, e i componenti della squadra intervenuta nell'operazione: il capo squadra esperto Michele Sciapichetti, i vigili del fuoco coordinatori Roberto Savoretti e Federico Girolimini e la giovane settempedana Nicoletta Raggi, prima donna vigile del fuoco nella storia di San Severino Marche.
Proprio Raggi, insieme ai colleghi, era stata protagonista dell'intervento che aveva permesso di riportare a casa il ragazzo, con sindrome dello spettro autistico, allontanatosi dalla propria abitazione di Villa Potenza. Dopo essere stato individuato dai soccorritori, il 17enne non era stato immediatamente convinto a seguirli. Era stata quindi la giovane vigile del fuoco ad avvicinarsi con cautela, rispettando i suoi tempi e conquistandone progressivamente la fiducia attraverso il dialogo, fino a convincerlo a tornare verso casa e a ricongiungersi con la famiglia.
Un approccio basato sulla pazienza e sulla sensibilità che aveva permesso di portare a termine positivamente una fase particolarmente delicata del soccorso.
Nel corso della cerimonia, alla presenza anche del comandante della Polizia Locale, vice commissario Adriano Bizzarri, il sindaco Piermattei ha espresso la gratitudine della comunità settempedana all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.
"Si è colta l'occasione di questa ennesima operazione conclusasi positivamente per tutti per presentare un ringraziamento sentito all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco da cui la nostra comunità ha ricevuto sempre tantissimo – ha sottolineato il primo cittadino -. Sapere che voi ci siete sempre mette sicurezza e dà tranquillità, anche nelle situazioni più difficili".
Piermattei ha quindi consegnato ai componenti della squadra una speciale pergamena di encomio, come riconoscimento per la professionalità, il coraggio e la sensibilità dimostrati nell'intervento e, più in generale, per il servizio quotidiano svolto a tutela della collettività.
Un attestato che il Comune ha voluto rivolgere non soltanto ai protagonisti dell'operazione, ma simbolicamente all'intero Corpo dei Vigili del Fuoco, indicato dall'amministrazione come un presidio costante di sicurezza e un esempio di dedizione al bene comune.
Al comandante Rampino e all'ingegner Iammarino, infine, il sindaco ha consegnato una guida della città, come segno di accoglienza e di riconoscenza da parte dell'intera comunità di San Severino Marche.
Un albergo diffuso nel centro storico, piccoli giardini di comunità e nuove idee per riqualificare le aree di Villa Potenza, del Centro Fiere, di Piediripa e Sforzacosta. Sono alcuni dei progetti che il sindaco Sandro Parcaroli vorrebbe approfondire dopo il viaggio istituzionale a Pechino, dove ha partecipato al Beijing Forum on Swift Response to Public Complaints, il forum dedicato alle risposte rapide alle segnalazioni dei cittadini. Invitato insieme ad altri quattro italiani, è stato, secondo quanto riferito dal Comune, l'unico amministratore pubblico del nostro Paese presente all’iniziativa.
L’esperienza nella capitale cinese ha offerto al primo cittadino l’occasione per osservare da vicino un sistema che raccoglie e smista le richieste dei residenti, ma anche per conoscere interventi di rigenerazione urbana e soluzioni tecnologiche che potrebbero offrire spunti per Macerata. Il viaggio, nelle intenzioni di Parcaroli, punta inoltre a rafforzare i rapporti con la Cina, a partire dalla storia di padre Matteo Ricci e dal progetto di gemellaggio con il distretto di Xicheng.
"Da questo viaggio riporto l’arricchimento di un’idea da perseguire più che un modello da copiare, e un progetto concreto per rafforzare il legame tra Macerata e la Cina", spiega il sindaco.
Dalle segnalazioni dei cittadini alla smart city
Al centro del forum c’era il sistema di risposta alle richieste dei cittadini attivo a Pechino attraverso il numero 12345, avviato nel 2019. Secondo i dati citati dal Comune, il servizio gestisce oltre 21 milioni di richieste all’anno, più di 58mila al giorno, con percentuali di risoluzione e soddisfazione superiori al 97%. Le segnalazioni, raccolte attraverso telefono, messaggi, email e pagine web, vengono assegnate agli uffici competenti, che devono fornire una risposta. Al termine, il cittadino può valutare l’esito.
Per Parcaroli, il valore dell’esperienza non sta tanto nelle dimensioni del servizio quanto nel principio che lo sostiene: mettere al centro la persona e garantire risposte verificabili. "La tecnologia in questi giorni ha avuto un ruolo, ma se n’è parlato poco. Quando se ne è parlato, l’intelligenza artificiale è stata presentata come un supporto all’operatore umano e non come un suo sostituto", osserva, ricordando che nel call center di Pechino lavorano circa 700 persone.
L’obiettivo, per Macerata, sarebbe costruire un sistema capace di riunire in un unico flusso le richieste che arrivano attraverso canali diversi, riducendo i passaggi tra gli uffici e consentendo ai cittadini di seguire l’avanzamento delle pratiche, verificarne la conclusione e lasciare un riscontro. Un'organizzazione che, secondo il sindaco, potrebbe migliorare l’efficienza amministrativa senza rinunciare al rapporto umano.
Le segnalazioni potrebbero, inoltre, diventare uno strumento per individuare i problemi che si ripetono nel tempo e intervenire in modo preventivo. Analizzate in forma anonima e nel loro insieme, potrebbero aiutare a riconoscere le criticità più frequenti e a orientare gli interventi. Parcaroli immagina anche strumenti di monitoraggio aperti alla cittadinanza, per misurare non soltanto il lavoro del Comune, ma anche la partecipazione dei residenti alla cura dei beni comuni.
Micro-giardini e aree dismesse: gli spunti per Macerata
Tra gli aspetti che hanno colpito il sindaco c’è la trasformazione urbana di Pechino, che racconta di aver ritrovato profondamente cambiata rispetto alla visita di vent’anni fa, con più spazi verdi, nuove infrastrutture e una diversa qualità dell’aria.
Un’idea che potrebbe essere adattata anche alla realtà maceratese riguarda i piccoli giardini di quartiere. Il piano di Pechino per il 2026 prevede, secondo quanto riferito dal Comune, la realizzazione di 50 micro-giardini di comunità e di altri 100 in piccoli spazi della città. Parcaroli guarda alla possibilità di interventi analoghi anche a Macerata, sfruttando aree residuali e spazi da valorizzare.
Un altro esempio arriva da Shougang, dove una grande area industriale dismessa è stata trasformata in un quartiere con spazi pubblici e un parco fluviale. Il progetto si estende su 8,63 chilometri quadrati e rappresenta, per il sindaco, un possibile punto di riferimento per ragionare sul recupero di alcune zone del territorio comunale.
"I parallelismi con Macerata sono molti: Villa Potenza, il Centro Fiere, Piediripa e Sforzacosta, con i relativi parchi fluviali, sono aree in cui il tema del recupero e dell’integrazione tra attività, spazi pubblici e fiume può offrire spunti concreti", afferma Parcaroli.
Centro storico e albergo diffuso
Il confronto con Pechino riguarda anche il centro storico. Nel quartiere di Caochang, il sindaco ha visitato il Mandarin Oriental Qianmen, una struttura ricettiva diffusa realizzata attraverso il recupero di 42 case tradizionali restaurate.
Da qui l’idea di valutare soluzioni simili anche a Macerata, puntando sulla riqualificazione degli edifici esistenti e sulla capacità di attrarre visitatori senza separare l’offerta turistica dalla vita della comunità residente.
Parcaroli cita, inoltre, i comitati di quartiere incontrati durante la visita, impegnati a discutere questioni concrete come i lavori pubblici e l’occupazione dei parcheggi riservati ai residenti. Un’esperienza che, secondo il sindaco, richiama il ruolo che potrebbero avere anche a Macerata forme di partecipazione più strutturate.
Un altro tema è il rapporto tra commercianti e abitanti. In alcuni quartieri di Pechino, comunità e attività economiche sottoscrivono accordi che riguardano la pulizia davanti ai negozi, la raccolta differenziata, i parcheggi e la cura del verde. "Nel nostro centro storico, dove convivono negozi e abitanti, penso che patti di questo tipo possano aiutare a farlo vivere meglio e a renderlo più curato", dichiara il primo cittadino.
Robotica, intelligenza artificiale e infrastrutture
Durante la visita al distretto di Yizhuang, Parcaroli ha avuto modo di conoscere da vicino il settore della guida autonoma, con i robotaxi in circolazione senza conducente, e quello della robotica applicata all’industria, alla medicina, all’accoglienza e alla ristorazione. Nel distretto si trovano anche la fabbrica Xiaomi e il Robot Mall.
Per il sindaco, questi sviluppi rendono necessario preparare anche le amministrazioni pubbliche ai cambiamenti tecnologici dei prossimi anni. Ma l’innovazione, sottolinea, non può prescindere dalle infrastrutture energetiche e dalle reti che devono sostenerla.
Nel suo resoconto cita gli investimenti cinesi nelle colonnine di ricarica, nelle stazioni ultraveloci e nel potenziamento delle reti elettriche e del gas. "L’innovazione senza una rete che la sostenga non regge", osserva, indicando questo aspetto come una lezione da tenere presente anche a livello locale.
Il legame con la Cina e il progetto di gemellaggio
Il viaggio ha avuto anche una dimensione diplomatica e culturale. Parcaroli ha incontrato l’ambasciatore d’Italia in Cina, Massimo Ambrosetti, già ospite a Macerata nel 2024 in occasione del Macerata Opera Festival, e ha assistito a una rappresentazione de "Il Flauto Magico" di Mozart in un teatro cittadino gremito di pubblico, comprese molte famiglie con bambini.
Il sindaco punta a ricostruire un rapporto più forte tra Macerata e la Cina, anche attraverso il progetto di gemellaggio con il distretto di Xicheng, una delle aree centrali della capitale. Un legame che guarda alla figura di padre Matteo Ricci, il gesuita maceratese sepolto a Pechino e conosciuto in Cina, ma anche alle opportunità legate al turismo, all'artigianato, all'enogastronomia e alla cultura.
Secondo Parcaroli, la città e il territorio regionale potrebbero attrarre visitatori cinesi interessati a ripercorrere le orme di Ricci e a conoscere il patrimonio storico e artistico locale. Per riuscirci, però, sarà necessario lavorare sull’accoglienza e adeguare servizi e strutture alle esigenze dei visitatori.
Il sindaco guarda anche alle possibilità di esportazione verso il mercato cinese, non soltanto per i prodotti artigianali e alimentari, ma anche per l’offerta culturale. "Macerata vuole ricostruire un legame forte con la Cina e con Pechino", ribadisce.
Il bilancio del viaggio, nelle parole del primo cittadino, è quindi un insieme di spunti da adattare alla realtà locale: dall’ascolto dei cittadini alla rigenerazione urbana, fino alle relazioni internazionali. "Sono partito con una curiosità: come fa una città di oltre venti milioni di abitanti a far sentire ascoltato ciascun cittadino. Torno con una convinzione: il punto non è la tecnologia, e nemmeno la procedura, ma l’attenzione. Ora tocca a noi lavorare, per essere una città che sa accogliere e sa ascoltare".
La vita universitaria è sempre più digitale: appunti condivisi, dispense scaricate, ricerche online, presentazioni e tesi di laurea vengono quotidianamente archiviati su computer, smartphone e piattaforme cloud. Questa trasformazione ha semplificato lo studio e la collaborazione tra studenti, ma ha anche introdotto nuovi rischi legati alla sicurezza informatica. Furti di credenziali, attacchi di phishing, accessi non autorizzati e perdita di documenti possono compromettere mesi di lavoro accademico.
Conoscere le principali minacce e adottare alcune precauzioni è fondamentale per proteggere il proprio percorso universitario.
La sicurezza digitale nelle università italiane
In Italia, la sicurezza informatica rappresenta una sfida sempre più importante anche per il mondo universitario. Gli atenei gestiscono quotidianamente grandi quantità di informazioni digitali: dati anagrafici degli studenti, documentazione amministrativa, risultati degli esami, progetti di ricerca, tesi di laurea e materiali didattici. La crescente diffusione delle piattaforme di e-learning, dei servizi cloud e degli strumenti di collaborazione online ha reso queste informazioni più accessibili, aumentando però anche le possibilità di esposizione alle minacce informatiche.
Il fenomeno si inserisce in un quadro nazionale particolarmente significativo. Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel corso del 2025 sono stati rilevati 507 incidenti informatici gravi in Italia, contro i 357 del 2024, con un aumento del 42%. Un dato che evidenzia come le minacce digitali interessino un numero crescente di organizzazioni e servizi, rendendo indispensabile una maggiore attenzione alla protezione delle informazioni. Queste statistiche riguardano diversi settori e non esclusivamente quello universitario.
Anche il settore dell'istruzione è esposto a rischi concreti. Il Rapporto Clusit 2025 aveva già evidenziato, a livello mondiale, un incremento del 43% degli incidenti informatici nel comparto Education durante il 2024. Università e istituti di formazione possono diventare obiettivi interessanti per i cybercriminali perché custodiscono informazioni personali, credenziali di accesso e documenti scientifici talvolta riservati.
Le conseguenze di una violazione possono coinvolgere direttamente gli studenti. Un account universitario compromesso, ad esempio, potrebbe consentire a un malintenzionato di accedere alla posta elettronica, ai servizi didattici o ai documenti conservati online. Allo stesso modo, un attacco ransomware potrebbe rendere temporaneamente inutilizzabili file e materiali indispensabili per lo studio, mentre la diffusione non autorizzata di progetti e ricerche potrebbe compromettere la riservatezza del lavoro accademico.
La protezione dei dati universitari, tuttavia, non dipende soltanto dalle misure adottate dagli atenei. Anche gli studenti svolgono un ruolo fondamentale: riconoscere i tentativi di phishing, proteggere le proprie credenziali e gestire correttamente i documenti digitali significa ridurre il rischio che una semplice disattenzione possa compromettere mesi di studio e ricerca.
Proteggere la posta elettronica universitaria
Uno degli strumenti più utilizzati dagli studenti è la posta elettronica, indispensabile per comunicare con docenti, segreterie e colleghi. Proprio per questo motivo, le caselle universitarie possono diventare bersagli di tentativi di phishing e furto delle credenziali.
Una gestione attenta dell'email permette di ridurre i rischi, soprattutto quando si ricevono messaggi contenenti allegati, richieste di accesso o collegamenti a piattaforme esterne. Anche usare un'email con crittografia end-to-end risulta essere un'ottima opzione di protezione.
È importante verificare sempre l'indirizzo del mittente, evitare di inserire password attraverso link sospetti e attivare l'autenticazione a due fattori, quando disponibile. Anche una comunicazione apparentemente proveniente dall'università potrebbe nascondere un tentativo di truffa.
Biblioteche, aule studio e spazi universitari mettono spesso a disposizione connessioni Wi-Fi gratuite. Sebbene siano comode, alcune reti pubbliche possono esporre gli utenti a tentativi di intercettazione o a punti di accesso fraudolenti.
Prima di collegarsi, è opportuno verificare il nome ufficiale della rete e utilizzare esclusivamente siti e servizi protetti da connessioni HTTPS.
Per operazioni particolarmente delicate, come l'accesso a documenti riservati, può essere preferibile utilizzare una connessione mobile personale oppure una VPN affidabile, seguendo le indicazioni dell'ateneo.
Tesi e progetti universitari: perché il backup è indispensabile
Perdere una tesi di laurea a pochi giorni dalla consegna è uno degli scenari peggiori per uno studente. Un guasto al computer, un'infezione da malware oppure una cancellazione accidentale possono rendere inutilizzabili documenti sviluppati durante mesi di ricerca.
Per prevenire queste situazioni è consigliabile adottare la regola del backup 3-2-1: conservare tre copie dei file, utilizzare almeno due supporti differenti e mantenere una copia separata dagli altri dispositivi.
I servizi cloud possono essere utili per sincronizzare documenti e recuperare versioni precedenti, ma non devono rappresentare necessariamente l'unica soluzione di archiviazione.
È inoltre opportuno salvare periodicamente versioni numerate della tesi, soprattutto quando vengono apportate modifiche importanti o vengono condivisi capitoli con il relatore.
Password sicure e autenticazione a più fattori
Molti studenti utilizzano gli stessi dati di accesso per piattaforme didattiche, social network e servizi personali: questa abitudine aumenta il rischio che una singola violazione comprometta più account contemporaneamente.
La soluzione consiste nell'utilizzare password lunghe, uniche e difficili da indovinare, possibilmente generate e conservate attraverso un gestore di password.
L'autenticazione multifattore aggiunge un ulteriore livello di protezione, richiedendo una verifica aggiuntiva prima di autorizzare l'accesso. È particolarmente importante per gli account collegati a servizi cloud, posta elettronica e portali universitari.
La prevenzione digitale come competenza universitaria
La sicurezza informatica non riguarda esclusivamente gli esperti di tecnologia: ogni studente può contribuire alla protezione dei propri contenuti attraverso comportamenti responsabili.
Aggiornare regolarmente dispositivi e applicazioni, effettuare backup, riconoscere messaggi sospetti e controllare le autorizzazioni di condivisione sono abitudini semplici ma efficaci.
Proteggere tesi, appunti e progetti significa tutelare il tempo, l'impegno e le conoscenze accumulate durante gli studi, sviluppando al contempo competenze digitali utili anche nel futuro professionale.