Macerata, il sondaggio sul sindaco parla chiaro: fiducia nei civici più che nella politica
Politica
02/02/2026 14:00

Macerata, il sondaggio sul sindaco parla chiaro: fiducia nei civici più che nella politica

Ascoltare i cittadini può rappresentare un punto di partenza utile in una fase in cui il quadro politico maceratese appare ancora frammentato e privo di una direzione chiaramente definita. Il sondaggio civico promosso online dalla nostra testata ha provato a ribaltare l’impostazione consueta del dibattito, scegliendo di partire dalla comunità anziché dai tradizionali tavoli politici. La domanda, volutamente semplice e priva di riferimenti partitici, chiedeva di indicare una persona della società civile ritenuta affidabile per la guida della città di Macerata. Non si è trattato di una votazione né di una candidatura formale, ma di un esercizio di ascolto che ha raccolto 470 risposte complessive, segnale di un interesse tutt’altro che marginale. Le indicazioni si sono distribuite tra 125 nomi riconducibili all’area di centrodestra, 132 al centrosinistra e 197 riferiti ad altri profili, a conferma di una ricerca di fiducia che va oltre gli schieramenti tradizionali. Solo 7 partecipanti hanno scelto di non esprimersi, mentre 9 risposte contenevano nomi offensivi o di fantasia, rimanendo quindi escluse dall’analisi. Dai dati emerge con chiarezza una tendenza significativa: quando viene chiesto di indicare una figura affidabile, i cittadini privilegiano profili civici, percepiti come competenti e radicati nel territorio, rispetto a nomi già inseriti in percorsi politici strutturati. La preferenza sembra orientata più verso la credibilità personale e il rapporto concreto con la città che verso l’appartenenza partitica, restituendo un’immagine di fiducia costruita dal basso. In questo quadro si colloca il risultato più evidente del sondaggio. Il nome più indicato in assoluto è stato quello dell’avvocato Giancarlo Giulianelli, che ha raccolto 131 segnalazioni, distanziando nettamente tutti gli altri. Un dato che segnala una fiducia diffusa e trasversale, attribuita a una figura riconosciuta come autorevole e affidabile da una parte significativa della comunità, al di là delle collocazioni politiche. È tuttavia necessario precisare che il nominativo emerso non risulta candidabile, poiché Giulianelli ricopre attualmente l’incarico di Garante Regionale dei Diritti della Persona, condizione incompatibile con una partecipazione alla competizione elettorale amministrativa. Questo aspetto non riduce il valore dell’indicazione emersa, ma anzi rafforza il senso dell’iniziativa: i cittadini hanno espresso una preferenza di fiducia, non una richiesta di candidatura, indicando il tipo di profilo che sentono più vicino alle proprie aspettative. All’interno delle aree politiche tradizionali, il quadro appare più frammentato. Nell’area di centrodestra il nome più indicato è stato quello di Francesca D’Alessandro, con 34 segnalazioni, seguita dal sindaco in carica Sandro Parcaroli, che ha raccolto 33 indicazioni, e da Fabio Pistarelli, a quota 23. Un risultato che evidenzia una distribuzione del consenso senza una figura nettamente predominante. Nel centrosinistra, il nome più citato è stato Gianluca Tittarelli, con 38 segnalazioni, seguito da Andrea Tonnarelli con 26, da Luca Squadroni, con 23 voti, e dall’ex sindaco Romano Carancini con 17. Anche in questo caso emerge una pluralità di riferimenti, senza una convergenza paragonabile a quella registrata sul profilo civico più votato. Tra gli altri nomi indicati, merita attenzione il dato relativo a Giuseppe Bommarito, che ha raccolto 32 segnalazioni, e a Flavio Corradini, con 10 voti, già candidato in passato. Si tratta di indicazioni che confermano ulteriormente come una parte rilevante dei cittadini guardi a percorsi esterni ai circuiti politici consolidati, cercando figure percepite come indipendenti e riconoscibili. Un ulteriore elemento che emerge dal sondaggio riguarda la valutazione dell’amministrazione uscente. Il fatto che il sindaco in carica non risulti tra i nomi più indicati segnala una difficoltà dell’azione amministrativa nel tradursi in fiducia spontanea. Al di là di qualsiasi lettura partitica, il dato suggerisce una distanza percepita tra governo cittadino e comunità, che merita attenzione in vista della prossima scadenza elettorale. Nel complesso, i risultati restituiscono l’immagine di una politica che spesso procede su binari diversi rispetto al sentire dei cittadini. Questa distanza contribuisce probabilmente a spiegare un astensionismo crescente, che non appare legato a disinteresse, ma piuttosto a una mancanza di identificazione con le figure proposte. I cittadini sembrano chiedere con chiarezza volti nei quali riconoscersi prima ancora che programmi da valutare. Questo sondaggio non ha l’obiettivo di offrire soluzioni né di sostituirsi ai percorsi politici ufficiali. Rappresenta però un segnale chiaro, difficilmente ignorabile: quando vengono interpellati, i cittadini partecipano e chiedono di essere ascoltati prima delle decisioni, non dopo. Utilizzare strumenti di ascolto come questo può aiutare tutte le forze politiche a comprendere meglio il sentire della comunità e a valutare profili che nascono dal basso, anziché essere semplicemente indicati dall’alto. La responsabilità finale resta nelle sedi istituzionali, ma una domanda rimane aperta: la politica maceratese è davvero pronta ad ascoltare la propria comunità?

Macerata, il sondaggio sul sindaco parla chiaro: fiducia nei civici più che nella politica

Macerata, il sondaggio sul sindaco parla chiaro: fiducia nei civici più che nella politica
02/02/2026 14:00

Ascoltare i cittadini può rappresentare un punto di partenza utile in una fase in cui il quadro politico maceratese appare ancora frammentato e privo di una direzione chiaramente definita. Il sondaggio civico promosso online dalla nostra testata ha provato a ribaltare l’impostazione consueta del dibattito, scegliendo di partire dalla comunità anziché dai tradizionali tavoli politici. La domanda, volutamente semplice e priva di riferimenti partitici, chiedeva di indicare una persona della società civile ritenuta affidabile per la guida della città di Macerata. Non si è trattato di una votazione né di una candidatura formale, ma di un esercizio di ascolto che ha raccolto 470 risposte complessive, segnale di un interesse tutt’altro che marginale. Le indicazioni si sono distribuite tra 125 nomi riconducibili all’area di centrodestra, 132 al centrosinistra e 197 riferiti ad altri profili, a conferma di una ricerca di fiducia che va oltre gli schieramenti tradizionali. Solo 7 partecipanti hanno scelto di non esprimersi, mentre 9 risposte contenevano nomi offensivi o di fantasia, rimanendo quindi escluse dall’analisi. Dai dati emerge con chiarezza una tendenza significativa: quando viene chiesto di indicare una figura affidabile, i cittadini privilegiano profili civici, percepiti come competenti e radicati nel territorio, rispetto a nomi già inseriti in percorsi politici strutturati. La preferenza sembra orientata più verso la credibilità personale e il rapporto concreto con la città che verso l’appartenenza partitica, restituendo un’immagine di fiducia costruita dal basso. In questo quadro si colloca il risultato più evidente del sondaggio. Il nome più indicato in assoluto è stato quello dell’avvocato Giancarlo Giulianelli, che ha raccolto 131 segnalazioni, distanziando nettamente tutti gli altri. Un dato che segnala una fiducia diffusa e trasversale, attribuita a una figura riconosciuta come autorevole e affidabile da una parte significativa della comunità, al di là delle collocazioni politiche. È tuttavia necessario precisare che il nominativo emerso non risulta candidabile, poiché Giulianelli ricopre attualmente l’incarico di Garante Regionale dei Diritti della Persona, condizione incompatibile con una partecipazione alla competizione elettorale amministrativa. Questo aspetto non riduce il valore dell’indicazione emersa, ma anzi rafforza il senso dell’iniziativa: i cittadini hanno espresso una preferenza di fiducia, non una richiesta di candidatura, indicando il tipo di profilo che sentono più vicino alle proprie aspettative. All’interno delle aree politiche tradizionali, il quadro appare più frammentato. Nell’area di centrodestra il nome più indicato è stato quello di Francesca D’Alessandro, con 34 segnalazioni, seguita dal sindaco in carica Sandro Parcaroli, che ha raccolto 33 indicazioni, e da Fabio Pistarelli, a quota 23. Un risultato che evidenzia una distribuzione del consenso senza una figura nettamente predominante. Nel centrosinistra, il nome più citato è stato Gianluca Tittarelli, con 38 segnalazioni, seguito da Andrea Tonnarelli con 26, da Luca Squadroni, con 23 voti, e dall’ex sindaco Romano Carancini con 17. Anche in questo caso emerge una pluralità di riferimenti, senza una convergenza paragonabile a quella registrata sul profilo civico più votato. Tra gli altri nomi indicati, merita attenzione il dato relativo a Giuseppe Bommarito, che ha raccolto 32 segnalazioni, e a Flavio Corradini, con 10 voti, già candidato in passato. Si tratta di indicazioni che confermano ulteriormente come una parte rilevante dei cittadini guardi a percorsi esterni ai circuiti politici consolidati, cercando figure percepite come indipendenti e riconoscibili. Un ulteriore elemento che emerge dal sondaggio riguarda la valutazione dell’amministrazione uscente. Il fatto che il sindaco in carica non risulti tra i nomi più indicati segnala una difficoltà dell’azione amministrativa nel tradursi in fiducia spontanea. Al di là di qualsiasi lettura partitica, il dato suggerisce una distanza percepita tra governo cittadino e comunità, che merita attenzione in vista della prossima scadenza elettorale. Nel complesso, i risultati restituiscono l’immagine di una politica che spesso procede su binari diversi rispetto al sentire dei cittadini. Questa distanza contribuisce probabilmente a spiegare un astensionismo crescente, che non appare legato a disinteresse, ma piuttosto a una mancanza di identificazione con le figure proposte. I cittadini sembrano chiedere con chiarezza volti nei quali riconoscersi prima ancora che programmi da valutare. Questo sondaggio non ha l’obiettivo di offrire soluzioni né di sostituirsi ai percorsi politici ufficiali. Rappresenta però un segnale chiaro, difficilmente ignorabile: quando vengono interpellati, i cittadini partecipano e chiedono di essere ascoltati prima delle decisioni, non dopo. Utilizzare strumenti di ascolto come questo può aiutare tutte le forze politiche a comprendere meglio il sentire della comunità e a valutare profili che nascono dal basso, anziché essere semplicemente indicati dall’alto. La responsabilità finale resta nelle sedi istituzionali, ma una domanda rimane aperta: la politica maceratese è davvero pronta ad ascoltare la propria comunità?

Cronaca

Nasconde l'eroina tra le radici degli alberi: arrestato dopo una fuga tra i rovi e la Statale

Nasconde l'eroina tra le radici degli alberi: arrestato dopo una fuga tra i rovi e la Statale

02/02/2026 19:40

Credeva di aver trovato il nascondiglio perfetto nella boscaglia di via del Carmine ad Ancona, tra le radici di un albero, ma ad attenderlo ha trovato i carabinieri della Tenenza di Falconara. È finita con un arresto movimentato la domenica pomeriggio di un 33enne di origine tunisina, residente a Falconara, incastrato dai militari in borghese durante un servizio mirato al contrasto dello spaccio. L’uomo, che si muoveva in sella a una bicicletta elettrica, è stato pedinato dai carabinieri fino a un anfratto isolato. Una volta giunto sul posto, il 33enne ha recuperato un barattolo di vetro nascosto tra la vegetazione, contenente 65 grammi di eroina già suddivisa in 26 dosi pronte per la vendita. Quando i militari sono usciti allo scoperto intimandogli l’alt, è scattata la fuga disperata: il giovane ha lanciato via la droga e si è lanciato tra i rovi, attraversando pericolosamente la Statale 16 Adriatica nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Una volta raggiunto, l'uomo ha tentato un’ultima resistenza colpendo i polsi degli operanti per divincolarsi, ma è stato prontamente ammanettato e condotto in caserma. L'attività è proseguita nell'abitazione dove l'uomo risiede con la moglie. Qui i militari hanno rinvenuto circa 600 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività illecita, occultati in parte all'interno di una scatola di medicinali e in parte nel portafoglio del giovane. Questa mattina, presso il tribunale di Ancona, si è tenuta l'udienza di convalida. Difeso dall'avvocato Sonia Pernini, il 33enne ha ammesso la proprietà dello stupefacente destinato allo spaccio, giustificando la fuga con il timore di non aver riconosciuto gli agenti, essendo questi in abiti civili. Il giudice ha convalidato l'arresto disponendo la misura dell'obbligo di dimora a Falconara. Il profilo dell'uomo è quello di un recidivo: si tratta infatti del terzo arresto negli ultimi sei mesi. Irregolare sul territorio nazionale e in attesa di definire le pratiche per il permesso di soggiorno, era già finito in manette due volte per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di droga.

Ruba una pistola da un furgone aperto: incastrato dalle telecamere e denunciato

Ruba una pistola da un furgone aperto: incastrato dalle telecamere e denunciato

02/02/2026 14:00

Le indagini condotte dai Carabinieri si sono concluse con il deferimento in stato di libertà di un 34enne di nazionalità marocchina, accusato di furto aggravato e detenzione illegale di arma da sparo. L'attività investigativa è scaturita dalla denuncia di un 33enne di Terre Roveresche che, dopo aver lasciato incustodito il proprio furgone in corso Garibaldi a Fossombrone, aveva subito il furto di uno zaino contenente, tra gli altri oggetti, una pistola regolarmente denunciata. Attraverso l'analisi incrociata dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, i militari hanno identificato il presunto responsabile, un uomo già noto alle forze dell'ordine e residente in una comunità. Il fermo è scattato nel comune di Urbania, mentre la refurtiva, inclusa l'arma, è stata recuperata in un’area boschiva della zona.

Attualità

Muccia, 223mila euro per salvare Massaprofoglio: due nuove trincee drenanti per fermare il dissesto

Muccia, 223mila euro per salvare Massaprofoglio: due nuove trincee drenanti per fermare il dissesto

02/02/2026 17:30

La ricostruzione di Massaprofoglio, piccola frazione di Muccia segnata dal sisma del 2016/2017 e da una lunga storia di dissesti idrogeologici, compie un passo decisivo. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti approvato il documento di indirizzo alla progettazione relativo all’intervento che mira a ripristinare la sicurezza dell’area attraverso l’abbattimento della falda acquifera, elemento chiave nell’equilibrio del versante. Il via libera dà sostanza al finanziamento di circa 223.400 euro assegnato dal commissario straordinario Guido Castelli. Per Massaprofoglio si tratta di un passaggio atteso. L’abitato sorge infatti su un versante interessato da dissesti complessi, già censiti come frana a pericolosità P2 e rischio R3. "Per gli abitanti questo atto non è solo un atto amministrativo - spiega il commissario Castelli -. È il segnale che la ricostruzione può finalmente procedere verso la fase concreta, dopo verifiche, approfondimenti e attese dovute alla complessità del dissesto. Il via libera al Dip non risolve da solo tutti i problemi, ma rappresenta la soglia necessaria affinché il Pua possa arrivare alla sua approvazione definitiva e il paese possa avvicinarsi a un futuro in cui tornare a vivere in sicurezza non sia più un progetto sulla carta, ma una prospettiva reale. Ringrazio l’ottimo lavoro svolto dall’Usr e dalla Regione guidata dal presidente Acquaroli". A confermare la criticità del sistema è stato un lungo percorso di indagini: prima gli studi storici avviati dopo il sisma del 1997, poi le campagne geognostiche e i monitoraggi  realizzati tra il 1999 e il 2009, infine gli approfondimenti condotti dal 2023 al 2025 sotto il coordinamento del Settore Soggetto Attuatore e Ordinanze Speciali dell’Usr Marche. Tali analisi hanno evidenziato che oltre la metà dei dreni sub-orizzontali non è più funzionante e che le condizioni della falda richiedono un nuovo intervento mirato. Il nodo principale rimane l’instabilità del terreno, aggravata dalla dinamica della falda che, in occasione delle piogge, mostra oscillazioni rapide e condizioni non compatibili con la futura ricostruzione delle abitazioni. Gli studi più recenti hanno confermato che l’unico modo per garantire la stabilità del versante è un’opera che riporti efficienza al sistema drenante, non più recuperabile nei suoi elementi originari. Da qui è nata la scelta progettuale oggi approvata: la realizzazione di due trincee drenanti profonde circa 3,5 metri, per una lunghezza complessiva di 400 metri. Il Dip stabilisce le linee tecniche e operative che guideranno i progettisti verso il progetto di fattibilità tecnico-economica e, successivamente, verso il progetto esecutivo. Si tratta di un documento sostanzioso, che ricostruisce l’intera evoluzione del dissesto, individua i vincoli paesaggistici e idrogeologici, definisce i criteri di progettazione e prescrive anche l’attivazione di un monitoraggio piezometrico stagionale per affinare i parametri dell’intervento.

"Lucette tutto l'anno nel centro storico di Macerata? Rischio sagra permanente"

"Lucette tutto l'anno nel centro storico di Macerata? Rischio sagra permanente"

01/02/2026 11:00

Il dibattito sul decoro urbano e sull'attrattività del cuore antico della città di Macerata si accende prepotentemente a seguito della proposta di mantenere attive, per tutto l'anno, le luminarie decorative nel centro storico. Una scelta che ha spinto il Comitato centro storico di Macerata a intervenire con una nota ufficiale estremamente critica, volta a tutelare l'identità architettonica del capoluogo. "C’è chi le chiama 'atmosfera', chi 'accoglienza', chi semplicemente 'allegria'. Ma la proposta di installare lucette stile festa di quartiere per tutto l’anno nel centro storico di Macerata solleva più di un dubbio, soprattutto quando si sposta lo sguardo dall’effetto immediato alle conseguenze sul lungo periodo" esordisce il Comitato, mettendo subito in guardia contro un approccio giudicato superficiale. Secondo i rappresentanti dei residenti, l'estetica della città non può essere trattata come un elemento ornamentale qualsiasi, poiché "il centro storico di Macerata non è una scenografia neutra da riempire a piacere. È un tessuto urbano di grande valore architettonico, fatto di palazzi storici, chiese, scorci e prospettive che già oggi sono valorizzati da un’illuminazione pubblica studiata appositamente per metterne in risalto forme, materiali e volumi". Il Comitato sottolinea come l'attuale assetto sia "un progetto pensato, non casuale, che dialoga con la storia della città e ne restituisce identità e prestigio", un equilibrio che risulterebbe compromesso da interventi estemporanei. La critica si fa particolarmente serrata nei confronti delle motivazioni che avrebbero spinto alcuni esercenti a caldeggiare l'iniziativa. "Inserire in modo permanente lucette decorative, per l'idea quantomeno balzana di alcuni commercianti convinti di attrarre clienti con effetti non tanto speciali, rischia di ottenere l’effetto opposto: invece di valorizzare, coprire. Invece di esaltare l’architettura, appiattirla" si legge nella nota. Il timore principale è quello di uno snaturamento dell'area: "Il centro storico potrebbe finire per assomigliare più a una sagra permanente che a uno dei luoghi simbolo della città, perdendo quella sobrietà elegante che lo distingue". Oltre al piano estetico, la nota affronta con decisione il tema economico e la gestione delle risorse collettive. "C’è poi un altro aspetto, tutt’altro che secondario: il costo. Anche ammettendo che la spesa per l’energia elettrica sia 'solo' di un migliaio di euro, resta il fatto che si tratta comunque di denaro pubblico" incalza il Comitato. Pur ammettendo che si tratti di una cifra modesta, i firmatari pongono una questione di principio etico e amministrativo: "È giusto che i cittadini paghino, in bolletta, un’illuminazione decorativa permanente che non risponde a esigenze di sicurezza né a un reale progetto culturale o urbano?". In chiusura, il Comitato centro storico tiene a precisare che la posizione assunta non deriva da un pregiudizio verso lo sviluppo economico della città, ma da un profondo senso civico. "La questione, dunque, non è essere contrari alla vivacità o all’attrattività del centro. Al contrario: è proprio per rispetto verso Macerata che vale la pena chiedersi se la strada delle lucette tutto l’anno sia davvero quella giusta". La riflessione finale è un invito a guardare con occhi diversi il patrimonio esistente: "Forse la vera bellezza sta già lì, nelle pietre, nelle facciate, nelle luci pensate per raccontarle. E forse basterebbe non coprirla".

Politica

"I consiglieri di Fratelli d'Italia di Tolentino usano la scuola per fare politica"

"I consiglieri di Fratelli d'Italia di Tolentino usano la scuola per fare politica"

01/02/2026 10:20

Scoppia la polemica politica a Tolentino all'indomani della presentazione del libro di Andrea Muccioli presso il Politeama "Franco Moschini". In una nota congiunta diffusa dai capigruppo di maggioranza - Fabio Montemarani (Tolentino Popolare), Alba Mosca (Riformisti Tolentino) e Luigino Luconi (Tolentino Civica e Solidale) - viene espresso un durissimo atto di accusa per quanto accaduto durante l'evento organizzato dall'associazione Tolentino Arte e Cultura. Sotto la lente dei firmatari è finita la partecipazione attiva dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Silvia Luconi e Silvia Tatò, intervenute durante la mattinata dedicata alle scuole. "Quanto accaduto rappresenta un grave e inaccettabile scivolone istituzionale - dichiarano i tre capigruppo nella nota ufficiale -. Alcuni genitori ci hanno segnalato che nel corso dell’iniziativa, organizzata senza il patrocinio dell’amministrazione né il coinvolgimento del Sindaco, sono intervenuti i consiglieri di Fratelli d’Italia in un contesto che avrebbe dovuto mantenere un carattere esclusivamente culturale e apolitico". Secondo la ricostruzione della maggioranza, il problema risiederebbe proprio nella natura dell'uditorio, composto da studenti delle scuole superiori. "I genitori dei ragazzi e delle ragazze hanno dato l’assenso per l'ascolto di un prestigioso relatore, ma nulla sapevano dell’intervento dei consiglieri comunali" proseguono Montemarani, Mosca e Luconi. I rappresentanti delle liste civiche e riformiste sottolineano come la presenza politica abbia alterato lo spirito dell'incontro: "È evidente che chi ricopre una carica politica non può intervenire in simili occasioni senza attribuire al suo intervento una valenza politica, del tutto fuori luogo e in contrasto con le finalità dichiarate". La critica dei firmatari si sposta poi sulla gestione dei saluti ufficiali. "I saluti istituzionali sarebbero dovuti essere affidati esclusivamente ai dirigenti scolastici" incalzano i capigruppo, aggiungendo che "se l’intento era dare visibilità a qualcuno, ci saremmo aspettati che a intervenire fosse stato il sindaco". La nota sottolinea inoltre lo stupore per il coinvolgimento degli istituti scolastici in un format giudicato poco trasparente: "A sorprendere è che ciò sia avvenuto alla presenza degli studenti senza garantire pluralismo e apertura a tutte le espressioni. Sinceramente siamo molto stupiti perché a Tolentino mai si era verificata una circostanza del genere". In conclusione, Montemarani, Mosca e Luconi lanciano un monito per il futuro: "Chiediamo che quanto accaduto non si ripeta e che tutti i soggetti politici si assumano la responsabilità di rispettare il principio di neutralità in simili iniziative".

Ricostruzione post-sisma, Cessapalombo punta sul Psr: "Regole chiare e meno burocrazia"

Ricostruzione post-sisma, Cessapalombo punta sul Psr: "Regole chiare e meno burocrazia"

31/01/2026 15:15

Il Programma Straordinario della Ricostruzione (PSR) diventa realtà anche nel Comune di Cessapalombo. Il documento, che definisce le linee guida per una ricostruzione uniforme e coordinata dell’intero territorio comunale, è stato presentato questa mattina nella sala consiliare del municipio alla presenza del sindaco Giuseppina Feliciotti, del commissario straordinario alla ricostruzione, senatore Guido Castelli, e di numerosi cittadini. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto e informazione, durante il quale i presenti hanno potuto porre domande, chiarire dubbi e approfondire le finalità e le opportunità offerte dal Programma. Il PSR è uno strumento facoltativo che i Comuni del cratere sismico del 2016 hanno potuto scegliere di adottare per semplificare e velocizzare i processi di ricostruzione: Cessapalombo ha deciso di dotarsene, riconoscendone il valore strategico. «Il PSR rappresenta un passaggio fondamentale soprattutto per un Comune come il nostro, interamente inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini e soggetto a numerosi vincoli paesaggistici e della Soprintendenza – ha spiegato il sindaco Feliciotti –. Questo strumento consente di superare molte delle lungaggini burocratiche che, senza una visione unitaria, avrebbero rallentato sia la ricostruzione privata sia quella pubblica». Sul valore del Programma è intervenuto anche il commissario straordinario Guido Castelli, sottolineando come i PSR siano fondamentali per dare certezze, regole chiare e tempi più rapidi alla ricostruzione. «Dove esiste una visione condivisa tra Comune, cittadini e istituzioni, la ricostruzione accelera davvero – ha affermato –. Il PSR permette di passare dalla gestione caso per caso a un disegno unitario, riducendo i passaggi autorizzativi e restituendo qualità e coerenza ai centri colpiti dal sisma». Castelli ha inoltre evidenziato come, in un Comune interamente inserito nel Parco dei Sibillini, il Programma assuma un valore ancora più ampio: non solo ricostruzione edilizia, ma una vera e propria visione di rilancio socio-economico, capace di valorizzare le risorse ambientali, culturali e infrastrutturali come opportunità di sviluppo. Il PSR introduce regole condivise attraverso abachi della ricostruzione, indicazioni su materiali, colori, infissi e finiture, con l’obiettivo di garantire edifici di qualità, coerenti con il contesto storico e paesaggistico. Un elemento centrale è il concetto di “ricostruzione conforme”: in molti casi, demolendo e ricostruendo secondo i parametri del Programma, non sarà necessario richiedere ulteriori pareri a Soprintendenza o Parco, con una significativa riduzione dei tempi autorizzativi. Il documento non si limita agli aspetti architettonici, ma definisce anche una programmazione complessiva della ricostruzione, stabilendo priorità, cronoprogrammi, interventi sulle opere pubbliche, sulla viabilità, sugli aggregati edilizi e, se necessario, su eventuali delocalizzazioni. «A quasi dieci anni dal sisma – ha concluso il sindaco Feliciotti – il PSR rappresenta una spinta concreta per accelerare la ricostruzione e offrire certezze a cittadini e operatori». Dopo la fase di pubblicazione e informazione alla cittadinanza, il Programma potrà essere portato in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva non prima di 30 giorni. Il quadro della ricostruzione A Cessapalombo la ricostruzione privata entra pienamente nella fase operativa nel triennio 2023–2025. Nel 2023 le liquidazioni per la ricostruzione privata e produttiva hanno superato i 3,6 milioni di euro; nel 2024 i contributi liquidati sono stati circa 3,8 milioni; il 2025 segna l’anno di massima accelerazione con oltre 5 milioni di euro erogati. Al 31 gennaio 2026, la ricostruzione privata e produttiva ha mobilitato circa 20 milioni di euro di contributi liquidati, a fronte dei quasi 40 milioni concessi per le 140 pratiche complessive presentate. Parallelamente procede la ricostruzione pubblica, che nel territorio comunale vale circa 18 milioni di euro complessivi tra opere finanziate, progettate e cantierate, riguardanti edifici pubblici, infrastrutture, beni culturali, edifici di culto e interventi di rigenerazione urbana.

Sanità

L'arte come ringraziamento: un paziente dona un dipinto alla Medicina Interna di Macerata

L'arte come ringraziamento: un paziente dona un dipinto alla Medicina Interna di Macerata

02/02/2026 15:30

Un ringraziamento che passa attraverso i colori e le pennellate, trasformando l'esperienza del ricovero in un messaggio di gratitudine. Daniele Teobaldelli, cittadino maceratese, ha voluto omaggiare il reparto di medicina interna dell'ospedale di Macerata donando un'opera realizzata proprio durante la sua degenza.  Il gesto nasce dal desiderio di riconoscere l’impegno e la professionalità dimostrati dall'equipe sanitaria durante il periodo di cura. "Ogni forma ed ogni colore rappresenta uno di voi", ha dichiarato Teobaldelli al momento della consegna, dedicando il lavoro a medici e infermieri che lo hanno assistito con costanza. L'opera non è solo un dono, ma la testimonianza di come il tempo trascorso in ospedale possa essere vissuto in modo attivo e creativo. Il valore del gesto è stato sottolineato dal dottor Roberto Catalini, primario dell'unità operativa di medicina interna, che ha evidenziato i benefici psicologici dell'attività artistica in contesti clinici: "Si potrebbe parlare in questo caso di paint therapy. Attraverso la pittura e l'espressione creativa, il paziente ha trovato il modo di ridurre lo stress connesso al ricovero e migliorare il proprio stato d'animo. Dipingere è uno strumento per liberare la mente e lasciar fluire pensieri ed emozioni".  Il primario, a nome di tutto il reparto, ha espresso profonda gratitudine per il pensiero ricevuto: "Ringraziamo Daniele per il bel dono e per la dedica. Questo riconoscimento ci sprona a proseguire nel nostro lavoro con il massimo impegno e serietà, con l'obiettivo di offrire ai pazienti standard di cura sempre più elevati". L'iniziativa ricorda quanto la componente umana e il benessere psicologico siano parte integrante del percorso di guarigione, rendendo l'ospedale non solo un luogo di cure mediche, ma anche di vicinanza e ascolto.

Macerata, disturbi intestinali in aumento: "Sempre più pazienti si rivolgono allo specialista"

Macerata, disturbi intestinali in aumento: "Sempre più pazienti si rivolgono allo specialista"

01/02/2026 11:40

Negli ultimi anni si registra un aumento delle patologie gastrointestinali, dai disturbi funzionali fino alle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). Un trend che riguarda anche le Marche. Ne parliamo con il dottor Giovanni Falzetta, medico gastroenterologo ed endoscopista digestivo che attualmente svolge la professione di dirigente medico presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria dell’Ospedale regionale di Torrette, consulente del centro medico Associati Fisiomed. Dottore, c’è davvero un aumento globale delle patologie intestinali? "Sì, osserviamo un incremento generale dei disturbi gastrointestinali. Accanto ai problemi più comuni, come gonfiore e irregolarità intestinale, stiamo diagnosticando con maggiore frequenza anche patologie più complesse, che hanno alla base un’alterazione del sistema immunitario, comprese le MICI". A cosa è dovuto questo aumento? "Le cause sono diverse. Da un lato c’è una maggiore attenzione e capacità diagnostica, dall’altro incidono fattori ambientali, alimentazione, stress e stili di vita che possono favorire l’insorgenza di queste malattie. Un ruolo importante è svolto anche dagli squilibri del microbiota intestinale, cioè l’insieme dei batteri che vivono nel nostro intestino e contribuiscono al suo equilibrio". Cosa sono le MICI e chi colpiscono? "Le malattie infiammatorie croniche intestinali colpiscono soprattutto persone giovani e in età adulta. Si tratta di patologie che richiedono un monitoraggio costante e un approccio specialistico in centri di riferimento regionali". Quali segnali non vanno sottovalutati? "Dolore addominale persistente, diarrea cronica, ma anche stitichezza estrema, dimagrimento non intenzionale e stanchezza marcata. In presenza di questi sintomi è importante rivolgersi al medico". Si può intervenire in modo precoce? "Sì, certamente. Una diagnosi tempestiva consente di impostare terapie efficaci e migliorare la qualità della vita dei pazienti".   Un messaggio ai lettori? "Quello di non sottovalutare i primi sintomi e di non rimandare i controlli. Riconoscere i segnali che l’organismo ci manda è fondamentale per una corretta gestione di queste patologie".

Sport

Morrovalle, tre gol di fila a 54 anni. Giovanni Torresi eterno: "Nessuna ricetta, solo passione"

Morrovalle, tre gol di fila a 54 anni. Giovanni Torresi eterno: "Nessuna ricetta, solo passione"

02/02/2026 20:00

Non capita tutti i giorni di vedere un difensore segnare tre gol consecutivi in stagione, soprattutto se la carta d'identità dice 1972. Solo la Terza Categoria sa regalare storie simili. Giovanni Torresi, 54 anni il prossimo aprile, infatti ci è riuscito. L’ultimo, venerdì sera, al 94esimo minuto, ha regalato al Morrovalle la vittoria sul campo del San Ginesio, mantenendo la squadra a un solo punto dalla capolista Sforzacosta nel girone E di Terza Categoria. «Non ci sono ricette — racconta Torresi —. La passione è ciò che mi fa andare in campo, sempre con voglia e determinazione. Poi fisicamente sto ancora bene». Dei 3 gol di fila, quello al 94esimo ha un sapore speciale: «È stato strepitoso. L’emozione era diversa, non mi era mai successo di segnare così all’ultimo minuto», ammette.  Grazie al suo gol il Morrovalle è ora a -1 dalla capolista Sforzacosta, e la lotta per il campionato entra nel vivo. «Siamo lì con Sforzacosta, speriamo che alla fine ne veniamo fuori noi — dice Torresi —. Sono due anni di fila che ci proviamo: l’anno scorso siamo arrivati secondi, quest’anno vogliamo fare il passo in più e arrivare primi». La sua storia al Morrovalle è lunga e speciale: questa è la tredicesima stagione che veste la maglia della squadra. «Sono tanti anni che gioco qui. Prima ho girato un po’ per la provincia: Appignano, Montecassiano, Macerata... ma negli ultimi anni sono sempre rimasto qui, dove faccio anche parte della dirigenza». Da oltre vent’anni in campo, Torresi ha visto il Morrovalle passare dall’Eccellenza alla Prima Categoria, ed è oggi l’unico superstite di quella generazione storica. «Sono rimasto l’unico a Morrovalle a giocare a calcio di quelli di una volta», racconta con orgoglio. Nonostante l’età, Torresi gestisce ancora alla perfezione il fisico: «Mi alleno con la squadra due volte a settimana, ma mi gestisco quando serve. Devo arrivare bene al sabato per giocare le partite». E se capita la palla giusta davanti alla porta… tre gol consecutivi dimostrano che non sbaglia mai. "Sono pur sempre un difensore. Non è che sono lì per fare gol, però se capita la palla giusta… difficilmente sbaglio». Oltre a segnare, Torresi è un punto di riferimento per i più giovani: «Siamo un bel gruppo — dice — e cerco di insegnare ai più giovani tutto quello che è stato insegnato a me». E il futuro personale? Giovanni non si pone limiti: «Il prossimo obiettivo? Fare il quarto gol consecutivo», conclude sorridendo, pronto a continuare a stupire in campo anche a 54 anni, anzi, precisa subito, «53, 54 ad aprile».

Tolentino-Trodica, Buratti: "Sarà battaglia fino alla fine". Corradini: "I ragazzi hanno dato tutto"

Tolentino-Trodica, Buratti: "Sarà battaglia fino alla fine". Corradini: "I ragazzi hanno dato tutto"

02/02/2026 18:50

Il Tolentino si conferma bestia nera del Trodica e, al Della Vittoria, conquista tre punti pesantissimi che rilanciano le proprie ambizioni. Il 2-0 finale, firmato da Lovotti e Rotondo, matura in una gara combattuta, condizionata dal terreno pesante e decisa dagli episodi (leggi qui).  Un risultato che pesa non solo per il valore dell’avversario, ma anche per le conseguenze in classifica. Con questa sconfitta il Trodica perde terreno dalla vetta: la Fermana, travolgendo 4-0 la Jesina, allunga a +5, mentre il Montecchio, vittorioso di misura sul Fabriano, sale a +3. Un allungo che complica il cammino biancoceleste, pur senza chiudere definitivamente i giochi. La partita si snoda tutta sugli episodi. Il Trodica ha l’occasione di sbloccarla dal dischetto, ma il rigore fallito diventa lo spartiacque del match: pochi istanti dopo arriva infatti il vantaggio del Tolentino, che indirizza definitivamente l’incontro. Nel post-gara Roberto Buratti analizza la sconfitta con grande lucidità, senza nascondere i meriti degli avversari: “Sconfitta inaspettata fino ad un certo punto, visto che quest’anno sono 14 volte che perdo col Tolentino. Scherzi a parte, il Tolentino ci ha creduto più di noi. È stata una partita episodica: su un campo del genere chi sblocca il risultato poi rischia di portare a casa i tre punti. Abbiamo avuto la possibilità di farlo noi su rigore, ma i rigori si possono anche sbagliare”. Il rammarico principale resta però legato al gol subito immediatamente dopo: “La cosa clamorosa è il gol che abbiamo preso subito dopo, a difesa schierata su uno schema che conoscevamo benissimo. Loro hanno avuto più fame, noi poca reazione. Gli episodi sono andati a favore loro, ma sicuramente ci hanno creduto e quindi hanno vinto meritatamente”. Nonostante lo stop e il distacco aumentato dalle prime posizioni, il tecnico del Trodica non perde fiducia e guarda avanti con determinazione: “Venivamo da sette risultati utili consecutivi e spero che questa sconfitta ci faccia bene, visto che all’andata dopo il ko col Tolentino siamo andati a vincere a Montecchio. Speriamo che sia di buon auspicio per queste ultime dieci partite in cui adesso possiamo sbagliare ben poco. Sarà una battaglia a tre fino alla fine e io credo ancora nella vittoria finale, anche se dobbiamo cambiare passo perché davanti corrono veloci.” Dall’altra parte, soddisfatto Paolo Corradini, che sottolinea il valore della prova dei suoi e la capacità di adattarsi a una gara sporca e di sacrificio: “Vittoria fondamentale che conferma quella di domenica scorsa. L’avevamo preparata in questo modo: con sofferenza e qualche giocata sporca. Abbiamo concesso poco a una squadra che sta lassù meritatamente". Infine l’elogio alla squadra: “Faccio i complimenti ai ragazzi che hanno dato tutto in campo: queste sono le partite del Tolentino”.   Per il Tolentino è una vittoria che vale doppio, per classifica e consapevolezza. Per il Trodica uno stop che fa male, ma che non spegne le ambizioni: la corsa al vertice resta aperta, anche se da qui in avanti servirà un cambio di passo deciso.

Economia

Viviamo Civitanova: "Senza parcheggi e accessibilità il commercio rischia”

Viviamo Civitanova: "Senza parcheggi e accessibilità il commercio rischia”

02/02/2026 12:33

Civitanova Marche conferma il suo ruolo di principale polo commerciale della provincia di Macerata. I dati ufficiali sulle imprese attive mostrano numeri inequivocabili: la città conta circa 4.500 imprese, di cui 1.150 nel settore commercio, superando anche Macerata, che ne registra circa 3.800 complessive e 856 nel comparto commerciale. A commentare questi numeri è il gruppo Viviamo Civitanova, che sottolinea l’importanza della centralità commerciale della città. “Civitanova non è una città come le altre della provincia – affermano –. La nostra vocazione è chiara: attrazione, consumo e commercio. È questa capacità di attrarre flussi di persone che rende la città strategica, ma anche più esposta a sfide legate all’accessibilità e all’accoglienza”. Secondo Viviamo Civitanova, il bacino reale di utenza della città supera le 100.000 persone, considerando i residenti dei comuni limitrofi e delle aree raggiungibili in 15-25 minuti. “Non siamo solo 42.000 abitanti: ogni giorno Civitanova serve più del doppio della sua popolazione residente”, sottolineano i rappresentanti dell’associazione. Il gruppo evidenzia come la tenuta del commercio cittadino sia legata alla capacità della città di accogliere visitatori. “Chi sceglie Civitanova lo fa perché trova più offerta, più servizi e più vitalità – spiegano –. Ma senza parcheggi adeguati e senza una città pensata per accogliere i flussi sovracomunali, il rischio è che l’utenza si sposti altrove, e la crescita graduale diventi un declino”.   Viviamo Civitanova lancia quindi un chiaro appello all’amministrazione: “Lavorare su accoglienza, accessibilità e parcheggi non è una scelta, ma una necessità se vogliamo continuare a essere il bacino commerciale della provincia. Mettere oggi le basi per politiche concrete significa proteggere il commercio di domani.

Zes e agricoltura, Coldiretti illustra le opportunità alle imprese marchigiane

Zes e agricoltura, Coldiretti illustra le opportunità alle imprese marchigiane

30/01/2026 15:44

La Zona Economica Speciale può incidere anche sul comparto agricolo marchigiano. Per questo Coldiretti Marche ha avviato una serie di incontri informativi sul territorio, rivolti alle imprese, per illustrare contenuti, strumenti e ricadute operative della Zes, con il supporto di tecnici ed esperti del settore.  Una delle tappe si è svolta all’Abbadia di Fiastra, dove Coldiretti Macerata, con il presidente Francesco Fucili e il direttore David Donninelli, ha approfondito temi centrali come lo sportello unico, il credito d’imposta Zes, il piano Industria 4.0, l’iperammortamento e le opportunità legate all’innovazione tecnologica. “In vista dell’apertura dei nuovi bandi – ha spiegato il presidente Fucili – abbiamo voluto avviare questo percorso di incontri insieme ai nostri fiscalisti per far comprendere fino in fondo la portata di uno strumento strategico, capace di sostenere la crescita e la competitività dei territori e rafforzare il ruolo dell’agricoltura come motore di sviluppo economico, occupazionale e ambientale”.  Oltre alle semplificazioni amministrative valide su tutto il territorio marchigiano, le PMI agricole con sede nei Comuni ricadenti nelle aree più svantaggiate – 48 solo nella provincia di Macerata – possono accedere a un credito d’imposta pari al 58,78% per investimenti in macchinari agricoli, tecnologie 4.0, impianti di irrigazione, laboratori di trasformazione, energie rinnovabili ed efficientamento energetico.  Gli esempi concreti illustrati durante l’incontro rendono evidente l’impatto della misura: a fronte di un investimento di 250mila euro per trattore e attrezzature, l’azienda può ottenere un beneficio fiscale di 146.950 euro, riducendo il costo reale a poco più di 103mila euro. Ancora più vantaggioso il caso di un trattore 4.0 interconnesso da 150mila euro, che consente di cumulare il credito Zes con Industria 4.0, arrivando a un recupero complessivo di oltre 118mila euro, pari a quasi il 79% dell’investimento.  “Le imprese agricole – ha sottolineato il direttore Donninelli – avranno la possibilità di programmare gli investimenti con una visione di medio-lungo periodo, ammodernando il settore nel segno dell’innovazione tecnologica, al servizio dell’imprenditore e di una gestione sempre più efficiente”.

Scuola e università

Unicam, inaugurata la nuova sala pesi e presentato il nuovo corso in Scienze Motorie

Unicam, inaugurata la nuova sala pesi e presentato il nuovo corso in Scienze Motorie

02/02/2026 17:50

Si è svolta questa mattina, presso gli impianti sportivi universitari del Cus Camerino in località Le Calvie, l’inaugurazione della nuova sala pesi all’interno del Palazzetto "Drago-Gentili", uno spazio moderno e attrezzato che arricchisce ulteriormente le infrastrutture sportive dell’Università di Camerino e rafforza il ruolo dello sport come leva di benessere, inclusione e crescita personale. All’evento sono intervenuti il rettore Università di Camerino Graziano Leoni, il commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il direttore generale Andrea Braschi, il presidente del CUS Camerino Stefano Belardinelli, il delegato UNICAM al benessere fisico e allo sport Filippo Maggi, il direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Gianni Sagratini, insieme a studenti e studentesse dell’Ateneo, tra cui Giuseppe La Sala, responsabile della sala pesi, e Walter Ciotti, atleta dual career. L’intervento rientra tra le azioni sostenute dal programma Next Appennino, nell’ambito delle misure per l’inclusione sociale, la cooperazione e il terzo settore. L’inaugurazione ha rappresentato anche l’occasione per presentare il nuovo corso di laurea triennale in “Scienze delle Attività Motorie e Sportive”, che sarà attivato dalla Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della salute di Unicam, rafforzando l’offerta formativa dell’Ateneo in un settore strategico per la salute, la prevenzione e la qualità della vita. “Con la nuova sala pesi e con l’avvio del corso di laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive – ha dichiarato il rettore Graziano Leoni – UNICAM compie un passo importante nel rafforzare il legame tra infrastrutture, didattica e benessere. Investire nello sport significa investire nella salute delle persone, nella formazione di professionisti qualificati e in un’idea di università sempre più attenta alla qualità della vita della propria comunità e del territorio”.    

Ponte sullo Stretto: Unicam mette in campo gli esperti per analizzare geologia e sicurezza dell'opera

Ponte sullo Stretto: Unicam mette in campo gli esperti per analizzare geologia e sicurezza dell'opera

30/01/2026 15:40

La Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam organizza per il prossimo martedì 3 febbraio a Camerino un incontro con l’obiettivo di confrontarsi sullo stato delle conoscenze geologiche, sismologiche, geotecniche e geoingegneristiche necessarie per fare del ponte sullo Stretto di Messina una struttura quanto più possibile sicura. La giornata ha lo scopo di fornire informazioni chiare ai partecipanti, sia studentesse e studenti dei corsi di laurea di Geologia sia alunne e alunni dell'IIS Varano-Antinori, che saranno presenti accompagnati dai loro insegnanti. L’incontro è aperto a chiunque interessato. La giornata organizzata presso il Polo di Geologia vuole mettere al centro dell’attenzione i dati scientifici spiegati da un team interdisciplinare di esperti. I geologi, geofisici e ingegneri Unicam, Eleonora Paris, Stefano Mazzoli, Nicola Alessandro Pino, Andrea Dall’Asta e Francesca Dezi, si alterneranno nell’illustrare le caratteristiche dell’area tra Calabria e Sicilia, la sua storia geologica e il rischio sismico, e presenteranno anche il progetto del ponte, le soluzioni tecniche ingegneristiche e le problematiche, insieme alle strutture geotecniche necessarie per opere di questo tipo. Questo evento è il primo di una serie di "Incontri di Geo-attualità", un’iniziativa per la cittadinanza e le scuole per evidenziare in forma divulgativa non solo quanto sia importante conoscere il territorio in cui si vive e i temi ambientali, ma anche per illustrare il lavoro dei tecnici che lavorano in questi ambiti.     

Cultura

"Vita di un uomo", il docufilm su Ungaretti girato nelle Marche in onda su Raiplay

"Vita di un uomo", il docufilm su Ungaretti girato nelle Marche in onda su Raiplay

30/01/2026 14:14

Presentato in anteprima al MAXXI di Roma, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli “Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti”, il nuovo docu-film nato da un’idea di Davide Rondoni, diretto da Massimo Popolizio e Mario Vitale, interpretato dallo stesso Popolizio e girato nelle Marche, già visibile su Rai Play e in onda in prima serata su Rai 3 venerdì 27 febbraio. Massimo Popolizio guida lo spettatore in un intenso viaggio tra memoria personale e grande storia, nel ritratto inedito di uno dei più grandi poeti del Novecento. L’opera è prodotta da Gloria Giorgianni per Anele, Rai Documentari e Luce Cinecittà, con il contributo di Rai Teche e in associazione con Kublai Film ed è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Marche – PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, con il sostegno di Friuli-Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG e della Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia – Fondo Gorizia. “Un docu-film di grande valore, che intreccia magistralmente due linee narrative, la fiction e il racconto documentaristico nella prova intensa di Massimo Popolizio, che oltre ad essere il coregista dell’opera, veste i panni di un attore in crisi che ritrova sé stesso attraverso la poesia di Ungaretti – Ha spiegato Andrea Agostini presidente della Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission – nel docu-film, dove hanno lavorato per una settimana nove maestranze marchigiane su quindici a conferma dell’impegno della produzione nel valorizzare il talento e il patrimonio locale, si potrà ammirare la bellezza della biblioteca comunale Planettiana di Jesi, di alcune ville della zona e del lungomare di Senigallia”.  Il docu-film si snoda attraverso due forme di racconto: la narrazione fiction vede come protagonista Massimo Popolizio in un viaggio tra i suoi ricordi personali - dall’infanzia all’adolescenza alla giovinezza - alla ricerca delle tracce lasciate nella sua esistenza da Giuseppe Ungaretti, con l’obiettivo di trovare l’ispirazione per scrivere il suo nuovo spettacolo teatrale; in parallelo vengono narrati, attraverso il linguaggio documentaristico, le fasi cruciali di vita del grande poeta, e di come i suoi scritti ma soprattutto la sua filosofia, dettata dall’amore per l’amore, siano ancora oggi una lezione senza tempo di grande ispirazione. Si viene quindi a delineare un dialogo immaginario, un confronto tra due uomini entrambi amanti della poesia e della parola, che hanno messo la loro vita, in due epoche completamente differenti, al servizio totale dell’espressione artistica.  Lungo questo viaggio, la presenza femminile, interpretata da Gaja Masciale, incarna diverse figure chiave della vita di Popolizio, divenendo simbolo dell’amore come forza vitale e musa ispiratrice, tema centrale sia per l’attore sia per Ungaretti.  La ricostruzione documentaristica, che intervalla il suggestivo viaggio nella vita personale di Massimo, si avvale di immagini e video di repertorio e interviste a testimoni illustri tra cui Bruna Bianco, Enrica Bonaccorti, Nicola Bultrini, Davide Rondoni, Sarah Stride e Iva Zanicchi, che regaleranno agli spettatori uno sguardo inedito sul poeta ermetico, attraverso aneddoti, frammenti di vita, ricordi e approfondimenti di chi ha avuto l’immensa fortuna di condividere momenti indimenticabili con Giuseppe Ungaretti.  La vita del Maestro verrà ripercorsa dagli anni dell’infanzia ad Alessandria d’Egitto, alla giovinezza a Parigi, in cui ribolle il fermento artistico e culturale dell’epoca, all’esperienza sul fronte della Prima Guerra Mondiale in trincea, che tanto lo segnò, fino alla vita pubblica del secondo dopoguerra e a quella privata con i suoi amori quali Jeanne Dupoix e Bruna Bianco.                    

"Figlie dell’Infinito”: a Recanati le memorie delle ragazze emigrate

"Figlie dell’Infinito”: a Recanati le memorie delle ragazze emigrate

30/01/2026 10:21

Sarà il prestigioso Auditorium del Centro Mondiale della Poesia “Giacomo Leopardi” di Recanati a ospitare, sabato 31 gennaio alle ore 17, la presentazione del libro Figlie dell’Infinito, una raccolta di memorie che dà voce a 17 donne emigrate, accomunate da un’esperienza formativa decisiva: gli anni di studio trascorsi nel collegio femminile che sorgeva sul Colle dell’Infinito. Il volume raccoglie racconti intensi e personali che riportano a un tempo non lontano, quando erano le famiglie italiane a lasciare il Paese per cercare lavoro e fortuna all’estero. Storie di partenze, sacrifici e speranze, viste attraverso lo sguardo di ragazze che hanno vissuto lontano dai propri affetti, ma che proprio a Recanati hanno costruito legami destinati a durare nel tempo. Nonostante la distanza geografica, le ex allieve del collegio hanno mantenuto un rapporto vivo con la città che le ha accompagnate nella crescita. Il libro nasce anche con questo intento: custodire e rinnovare un patrimonio di relazioni, affetti e memoria condivisa, trasformando il ricordo in narrazione collettiva. Tra le testimonianze più significative spicca quella di Cosima Santoro, oggi residente in Germania. La sua storia è già stata presentata a Colonia, nell’ambito di una mostra organizzata dall’associazione di emigrate italiane Makkaroni Settanta, in occasione dell’anniversario dell’accordo italo-tedesco del 1955 che regolava l’espatrio temporaneo dei lavoratori italiani.   Figlie dell’Infinito non è solo un libro di memorie, ma un ponte tra generazioni e Paesi, un racconto corale che intreccia identità, migrazione e appartenenza, restituendo dignità e voce a un capitolo fondamentale della storia sociale italiana.

Eventi

Il "re dell'oboe" arriva a Macerata: Albrecht Mayer al Lauro Rossi

Il "re dell'oboe" arriva a Macerata: Albrecht Mayer al Lauro Rossi

02/02/2026 15:00

Un gradito ritorno per la FORM. Dopo il successo dello scorso anno con il concerto di chiusura della stagione sinfonica 2025, torna in Italia nella doppia veste di solista e direttore Albrecht Mayer, oboe solista dei Berliner Philharmoniker. Mayer è un gigante del firmamento musicale; il suo talento, la tecnica impeccabile e un approccio emotivo alla musica lo hanno reso un punto di riferimento mondiale per gli oboisti contemporanei. Appuntamento il 6 febbraio, alle ore 21, al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Il pubblico potrà apprezzare la ricchezza, il pathos, la grazia di Johann Sebastian Bach espresse dal suono incantevole dell’oboe d’amore unite al dinamismo, all’ironia, alla verve ritmica del sinfonismo di Ludwig van Beethoven.  Il programma inizia con due opere riarrangiate per oboe d’amore e orchestra d’archi. La prima è la meravigliosa Corale-preludio "Ich ruf zu dir, Herr Jesu Christ" BWV 639, originariamente composta per organo. Mayer, in questa versione dell’opera di Bach, mette in luce il timbro caldo e melanconico dell’oboe d'amore, che si intreccia con le trame delicate degli archi. La seconda è Erbarme Dich, mein Gott, dalla Matthäus-Passion BWV 244, la celebre aria del pentimento di Pietro che fa parte di questo capolavoro del compositore barocco, probabilmente l’opera più amata e celebrata. La parte di programma dedicata al compositore della Turingia si completa con il Concerto per oboe d’amore e orchestra in la magg. BWV 1055, considerato uno dei brani più vicini alle matrici italiane del concerto barocco e che lascia l’ascoltatore affascinato per la perfetta architettura sulla quale è costruito.   Il concerto prosegue con la Sinfonia n. 8 in fa magg., Op. 93 di Beethoven, la più breve fra quelle da lui scritte. Influenzata da un inaspettato ritorno del musicista ai modi haydniani e mozartiani, è un’opera che mostra la sua maturità artistica per la preziosità della fattura strumentale e per la novità di taluni seducenti sviluppi del gioco armonico, a cui si aggiungono una leggerezza scherzosa e un misuratissimo gusto ritmico.  

San Severino Marche, mezzo secolo di scoutismo: una festa che diventa riflessione

San Severino Marche, mezzo secolo di scoutismo: una festa che diventa riflessione

02/02/2026 14:00

Un traguardo storico che profuma di condivisione e impegno civile. Il Gruppo Scout Agesci San Severino Marche 1 e la comunità del Masci Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani hanno celebrato il loro 50esimo anno di scoutismo settempedano con un intenso incontro dal titolo "Generazioni di felicità", ospitato al teatro Italia, trasformando una ricorrenza associativa in un momento di profonda riflessione collettiva per tutta la città. L’incontro ha ripercorso le tappe di un cammino iniziato nel 1975-1976, quando lo scoutismo cattolico mosse i primi passi nella città di San Severino Marche grazie alla visione di figure indimenticabili. Durante la serata, la memoria è andata ai fondatori, in particolare a don Aldo Romagnoli, Marta Bellomarì e Delio Stortini, anime storiche del movimento il cui esempio continua a guidare i giovani scout di oggi. Presente in prima fila, a testimoniare un legame mai interrotto, Andrea Stortini, figlio dei due fondatori e da sempre legato al mondo degli scout. Per approfondire il senso pedagogico e sociale dello scoutismo, sono intervenuti due relatori con esperienze di lungo corso come Gualtiero Zanolini, già membro del Comitato mondiale dello scoutismo, che ha portato il suo contributo illustrando perché lo scoutismo è educativo, e Luca Lanari, referente nazionale per la formazione Masci, che ha sottolineato il valore dello scoutismo come proposta di senso anche nella vita adulta, anche attraverso servizio continuo alla società. All’evento ha preso parte il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha espresso parole di grande ammirazione per la realtà scout settempedana: “Cinquant'anni non sono solo un numero ma rappresentano migliaia di chilometri percorsi lungo i sentieri della nostra terra, centinaia di notti passate sotto le stelle e, soprattutto, una 'generazione di felicità' che ha saputo crescere, formarsi e mettersi al servizio degli altri. Voi rappresentate quella San Severino Marche che non si ferma, che guarda al futuro con responsabilità e che mette al centro il valore del bene comune. Lo scoutismo è una palestra di vita: insegnate ai nostri giovani l’importanza della condivisione e del rispetto per la natura. L'augurio è che possiate continuare a lasciare il mondo un po' migliore di come lo avete trovato, con lo zaino in spalla e il sorriso di chi sa che la vera gioia sta nel donarsi agli altri” – ha sottolineato il primo cittadino a margine dell’incontro. Il Gruppo San Severino 1 con le sue innumerevoli attività che spaziano dai campi estivi al supporto nelle emergenze (come dimostrato durante i tragici eventi sismici), si conferma una delle realtà educative più solide della provincia. Il titolo dell'evento, "Generazioni di Felicità", ha sintetizzato perfettamente il passaggio del testimone valoriale tra padri e figli che, da mezzo secolo, scelgono di indossare il fazzolettone per servire la propria comunità.      

Curiosità

Liliana e Furio, 50 anni d'amore a passo di danza: una vita insieme tra Polizia e famiglia

Liliana e Furio, 50 anni d'amore a passo di danza: una vita insieme tra Polizia e famiglia

01/02/2026 10:38

Era il 6 febbraio 1972 quando, presso la Balera di Pianello Vallesina, le vite di Liliana Mecarelli e Furio Severini iniziarono a intrecciarsi per non separarsi mai più. Furio, che all'epoca era un giovanissimo istruttore alla Scuola della Stradale di Cesena, approfittava delle domeniche libere per tornare a casa a Monteroberto e proprio in quella sala da ballo scattò la scintilla. Tra timidi approcci e la scoperta di conoscenze comuni, come la parentela con zia Nunzia, vicina di casa di Liliana, ebbe inizio una storia che ha attraversato cinquant'anni di vita coniugale. Il fidanzamento è durato quattro anni, fino a quando la coppia ha approfittato del cambiamento delle norme interne alla Polizia, che abbassò l’età minima per contrarre matrimonio da 28 a 26 anni. Appena un mese dopo il ventiseiesimo compleanno di Furio, il 1° febbraio 1976, i due sono convolati a nozze. Dopo il matrimonio la coppia si è stabilita a Corridonia, comune dove la famiglia Severini risiede tuttora. La loro unione è stata allietata dalla nascita di due figli, Moreno (1977) e Maurizio (1986). Un dettaglio curioso lega quest'ultima nascita alla storia locale, poiché Maurizio è stato uno degli ultimi bambini nati nell’ospedale cittadino prima della chiusura definitiva. Negli anni la famiglia si è allargata con l’arrivo delle nuore Maria Giovanna ed Eleonora e dei due amati nipoti, Matilda e Geremia, che oggi rappresentano il vanto di Liliana e Furio e il frutto di un amore solido e duraturo.   Furio ha concluso la sua onorata carriera nella Polizia di Stato con la qualifica di Ispettore Superiore e oggi, insieme alla sua Liliana, si gode la meritata pensione. Nonostante il passare degli anni, i due non hanno perso la passione che li ha fatti incontrare: ogni fine settimana continuano a frequentare le sale da ballo della zona, segno che quel primo incontro in balera ha lasciato un’impronta indelebile. La loro storia rappresenta un esempio bellissimo per le nuove generazioni, testimonianza di come un legame nato quasi per caso possa trasformarsi in una solida realtà capace di resistere al tempo. A Liliana e Furio vanno i più sinceri auguri per questo straordinario traguardo dei 50 anni di matrimonio.

Elcito conquista  il portale Turisti per Caso

Elcito conquista il portale Turisti per Caso

31/01/2026 13:00

Il fascino senza tempo di Elcito, borgo settempedano noto come il “Piccolo Tibet delle Marche”, supera i confini locali e approda online su Turisti per Caso, uno dei portali di riferimento del turismo nazionale fondato da Syusy Blady e Patrizio Roversi, volti storici della televisione italiana. L’approfondimento celebra Elcito come meta ideale per chi desidera staccare dalla frenesia quotidiana, definendolo un “prezioso regno di pace” dove corpo e spirito possono riconciliarsi. Arroccato su uno sperone di roccia a 821 metri d’altezza, alle pendici del Monte La Pereta, il borgo conquista per le sue case in pietra, le atmosfere sospese e i grandi silenzi che caratterizzano l’ambiente naturale circostante. Turisti per Caso sottolinea diversi punti di forza del borgeo: la vista panoramica sulle colline e le montagne limitrofe, la storia di Elcito come fortificazione a difesa dell’abbazia di Valfucina e il forte legame con le tradizioni locali. Gli amanti delle escursioni possono scoprire numerosi percorsi immersi nel verde, mentre feste e rievocazioni permettono di degustare la cucina tipica e conoscere il folklore della zona. La pubblicazione sul portale rappresenta un riconoscimento importante per il turismo di San Severino Marche e delle sue frazioni, confermando il valore culturale e naturalistico di Elcito. Non solo meta estiva per proprietari di seconde case, il borgo è simbolo di un turismo autentico e sostenibile, dove aria pulita e panorami suggestivi richiamano atmosfere che evocano addirittura il fascino dell’Oriente.

Varie

Ricostruzione e viabilità, summit a San Severino: presenti il vescovo Massara e il commissario Castelli

Ricostruzione e viabilità, summit a San Severino: presenti il vescovo Massara e il commissario Castelli

02/02/2026 18:10

Si è svolto nella sede municipale del comune di San Severino Marche un vertice istituzionale di primo piano per fare il punto sul cronoprogramma della ricostruzione post-terremoto e affrontare alcune delle principali criticità infrastrutturali che ancora interessano il territorio settempedano. All'incontro hanno partecipato il sindaco Rosa Piermattei, il Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli e l'arcivescovo di Camerino-San Severino monsignor Francesco Massara, affiancati da uno staff di tecnici specializzati. Il summit ha permesso di esaminare nel dettaglio la situazione di diversi edifici gravemente danneggiati dal sisma, con un focus sugli immobili di proprietà dell'Arcidiocesi e delle Fondazioni locali di cui il Comune è parte integrante. Si tratta di strutture vitali per l'identità sociale e culturale della città, per le quali il Commissario Castelli ha confermato la massima disponibilità nel supportare gli enti proprietari, garantendo un’accelerazione delle procedure amministrative per restituire questi spazi alla collettività nel minor tempo possibile. Un altro tema centrale del vertice ha riguardato la viabilità strategica del territorio, con un’analisi approfondita del progetto relativo al ponte di via Merloni. L’infrastruttura è stata ufficialmente inserita nel quarto Piano stralcio Anas per il ripristino delle vie di comunicazione colpite dal terremoto. Durante il confronto è stato inoltre fornito un aggiornamento tecnico sull’intervento di recupero del ponte dell’Intagliata, ribadendo la volontà comune di procedere verso le fasi operative. Il sindaco Rosa Piermattei ha espresso gratitudine per la proficuità del confronto, ricordando che San Severino presenta ancora ferite aperte che necessitano di risposte certe e che solo una stretta sinergia tra le istituzioni può sbloccare i cantieri fermi da troppo tempo. Sulla stessa linea il Commissario Castelli, che ha definito il lavoro di squadra con l'amministrazione e la Diocesi come un impegno costante volto a tradurre la disponibilità in fatti concreti, assicurando l’impegno della struttura commissariale nella semplificazione burocratica e nel reperimento delle risorse necessarie.

Ciclovia Adriatica, il ponte sul Chienti prende forma: posati i primi maxi-conci

Ciclovia Adriatica, il ponte sul Chienti prende forma: posati i primi maxi-conci

02/02/2026 16:18

Il collegamento tanto atteso tra le sponde del Chienti è finalmente diventato visibile. È iniziato ufficialmente questa mattina il montaggio dei primi due conci metallici del nuovo ponte ciclopedonale che unirà Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio. Si tratta di due colossi d'acciaio, ciascuno lungo 23 metri e dal peso di 43 tonnellate, che rappresentano il cuore pulsante di un’opera destinata a cambiare il volto della mobilità dolce nel litorale fermano-maceratese. Il ponte, una volta ultimato, avrà una lunghezza complessiva di 175 metri e una larghezza di cinque. La struttura poggia su pile già edificate, fatta eccezione per quella centrale nell’alveo del fiume, la cui realizzazione è subordinata all’abbassamento del livello dell’acqua. Complessivamente i conci metallici saranno otto: sette sono già pronti per la posa, mentre l'ultimo è attualmente in fase di produzione. Per design e tecnica costruttiva, l’opera sarà la "gemella" del ponte già realizzato sul fiume Cesano, al confine tra le province di Ancona e Pesaro Urbino. Al momento della posa era presente un folto schieramento di autorità regionali e locali. In prima fila l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli, accompagnato dal sindaco di Porto Sant'Elpidio Massimiliano Ciarpella, il vice Andrea Balestrieri e gli assessori civitanovesi Roberta Belletti e Maria Laura Bracalente. Presenti anche la senatrice Elena Leonardi e i consiglieri regionali Putzu, Marcozzi, Borroni e Marinelli. "Parliamo di un’infrastruttura spettacolare, un vero fattore di sviluppo per l’economia e il turismo della nostra regione - ha dichiarato entusiasta l'assessore Baldelli durante il sopralluogo -. È un’opera iconica della Ciclovia Adriatica, inserita nel Piano Marche 2043. Questo ponte permetterà di percorrere il litorale senza interruzioni e in piena sicurezza, offrendo una vista mozzafiato sul mare". Un dettaglio non trascurabile riguarda l'economia del territorio: "Tutte le aziende impiegate nella costruzione sono marchigiane", ha sottolineato Baldelli, definendo la competenza delle maestranze locali "un motivo di vanto". L'investimento complessivo è di 4,5 milioni di euro. Se il cronoprogramma verrà rispettato, i turisti e i cittadini potranno attraversare il Chienti a piedi o in bici già entro l'inizio della prossima estate.

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