Si comincia con la cena, poi arriva la musica e l'atmosfera cambia. A La Serra di Civitanova Marche la sera diventa un'esperienza che unisce ristorazione, intrattenimento e convivialità, con una formula pensata soprattutto per un pubblico adulto. A raccontarlo è Aldo Ascani, che insieme ai fratelli Silvano ed Ezio rappresenta da anni un punto di riferimento per il mondo della movida e dell’intrattenimento del territorio. I tre sono stati premiati a Roma lo scorso 7 ottobre con il riconoscimento “Marche, una regione da podio”, assegnato per il contributo offerto al settore.
Alla serata ha partecipato anche la redazione di Picchio News, presente per celebrare il riconoscimento conferito al direttore Guido Picchio, insignito dello stesso premio.
L'idea della Serra nasce nel 2015, durante un viaggio a New York. «Sono entrato all'interno di una serra, anche se simulata, tra due palazzi. Mi ha colpito l'atmosfera che era stata creata», racconta Ascani. Tornato in Italia, quella suggestione si è trasformata in un progetto concreto, sviluppato negli spazi del vecchio Garden Pellegrini.
Il risultato è uno spazio in cui la struttura architettonica contribuisce a definire l'esperienza. Di giorno la luce naturale attraversa le vetrate e il verde diventa parte integrante dell'ambiente; la sera, invece, il locale cambia volto. «C'è una metamorfosi completa: l'ambiente diventa lounge», racconta Ascani. Un passaggio che accompagna il pubblico dalla dimensione del ristorante a quella dell'intrattenimento.
La Serra non vuole essere una discoteca nel senso tradizionale del termine, né soltanto un ristorante. Il suo format si sviluppa proprio nello spazio tra queste due esperienze: si cena, si sta insieme e, una volta terminato il servizio, si può restare per ascoltare musica e divertirsi.
A dare ritmo alla serata ci sono ospiti sempre diversi, quetso venerdì è toccato a Rudy Smaila, musicista e figlio di Umberto Smaila, volto storico dello spettacolo italiano. «Per me è un privilegio suonare con la famiglia Ascani, che ha fatto degli ospiti musicali e della musica dal vivo una propria peculiarità», racconta. La formula della cena spettacolo segue i tempi della tavola, lasciando poi spazio al divertimento: «Finché si mangia si vuole mangiare e dopo ci si vuole divertire».
Nel corso della serata, il direttore ha voluto rendere omaggio ai fratelli Ascani, regalando loro due dei suoi libri.
La Serra si inserisce in una proposta più ampia, costruita dalla famiglia Ascani attraverso locali con identità differenti: dallo Shada, beach club estivo, al Brahma, con una formula diversa. «La forza è il gruppo: ognuno di noi ha un ruolo ben preciso», sottolinea Aldo. Per la Serra, l'obiettivo resta quello di offrire un appuntamento atteso nel fine settimana, dove la serata non finisce con la cena, ma continua tra musica, incontri e voglia di stare insieme.
E il saluto di Rudy Smaila riassume lo spirito della serata: «Uscite a divertirvi, che la vita va celebrata».
Si comincia con la cena, poi arriva la musica e l'atmosfera cambia. A La Serra di Civitanova Marche la sera diventa un'esperienza che unisce ristorazione, intrattenimento e convivialità, con una formula pensata soprattutto per un pubblico adulto. A raccontarlo è Aldo Ascani, che insieme ai fratelli Silvano ed Ezio rappresenta da anni un punto di riferimento per il mondo della movida e dell’intrattenimento del territorio. I tre sono stati premiati a Roma lo scorso 7 ottobre con il riconoscimento “Marche, una regione da podio”, assegnato per il contributo offerto al settore.
Alla serata ha partecipato anche la redazione di Picchio News, presente per celebrare il riconoscimento conferito al direttore Guido Picchio, insignito dello stesso premio.
L'idea della Serra nasce nel 2015, durante un viaggio a New York. «Sono entrato all'interno di una serra, anche se simulata, tra due palazzi. Mi ha colpito l'atmosfera che era stata creata», racconta Ascani. Tornato in Italia, quella suggestione si è trasformata in un progetto concreto, sviluppato negli spazi del vecchio Garden Pellegrini.
Il risultato è uno spazio in cui la struttura architettonica contribuisce a definire l'esperienza. Di giorno la luce naturale attraversa le vetrate e il verde diventa parte integrante dell'ambiente; la sera, invece, il locale cambia volto. «C'è una metamorfosi completa: l'ambiente diventa lounge», racconta Ascani. Un passaggio che accompagna il pubblico dalla dimensione del ristorante a quella dell'intrattenimento.
La Serra non vuole essere una discoteca nel senso tradizionale del termine, né soltanto un ristorante. Il suo format si sviluppa proprio nello spazio tra queste due esperienze: si cena, si sta insieme e, una volta terminato il servizio, si può restare per ascoltare musica e divertirsi.
A dare ritmo alla serata ci sono ospiti sempre diversi, quetso venerdì è toccato a Rudy Smaila, musicista e figlio di Umberto Smaila, volto storico dello spettacolo italiano. «Per me è un privilegio suonare con la famiglia Ascani, che ha fatto degli ospiti musicali e della musica dal vivo una propria peculiarità», racconta. La formula della cena spettacolo segue i tempi della tavola, lasciando poi spazio al divertimento: «Finché si mangia si vuole mangiare e dopo ci si vuole divertire».
Nel corso della serata, il direttore ha voluto rendere omaggio ai fratelli Ascani, regalando loro due dei suoi libri.
La Serra si inserisce in una proposta più ampia, costruita dalla famiglia Ascani attraverso locali con identità differenti: dallo Shada, beach club estivo, al Brahma, con una formula diversa. «La forza è il gruppo: ognuno di noi ha un ruolo ben preciso», sottolinea Aldo. Per la Serra, l'obiettivo resta quello di offrire un appuntamento atteso nel fine settimana, dove la serata non finisce con la cena, ma continua tra musica, incontri e voglia di stare insieme.
E il saluto di Rudy Smaila riassume lo spirito della serata: «Uscite a divertirvi, che la vita va celebrata».
Un pensionato di 63 anni, residente a San Ginesio, è stato raggirato con la scusa di alcune operazioni sospette sul conto corrente. I carabinieri di Loro Piceno hanno identificato e denunciato un uomo originario della provincia di Caserta.
Una telefonata da parte di un presunto operatore bancario, l'allarme per alcuni movimenti sospetti sul conto e l'invito a trasferire il denaro su un conto "di sicurezza". È questo il meccanismo con cui un pensionato di 63 anni, residente a San Ginesio, è stato truffato per 2.530 euro a metà dello scorso luglio.
Al termine delle indagini, i carabinieri della stazione di Loro Piceno hanno identificato e denunciato un uomo di 41 anni, ritenuto responsabile del raggiro.
La vicenda è emersa dopo la querela presentata dalla vittima. Secondo quanto ricostruito dai militari, il pensionato era stato contattato telefonicamente da un uomo che si era presentato come un operatore di Banca Mediolanum, riferendo falsamente di alcuni movimenti contabili sospetti e non autorizzati sul conto corrente.
Facendo leva sull'agitazione della vittima e sull'urgenza di bloccare le presunte transazioni, il sedicente impiegato è riuscito a convincerla a effettuare un bonifico di 2.530 euro verso un conto corrente indicato come "di sicurezza". L'Iban, apparentemente associato a una procedura di protezione del denaro, corrispondeva in realtà a un conto estero.
Le indagini dei carabinieri di Loro Piceno, condotte attraverso accertamenti informativi e investigativi e l'analisi dei tracciati telematici e bancari, hanno permesso di risalire al presunto autore della truffa. Gli accertamenti avrebbero confermato che sia l'utenza telefonica utilizzata per contattare la vittima sia il conto estero sul quale è stato trasferito il denaro erano riconducibili al 41enne.
L'uomo, già noto alle forze dell'ordine e disoccupato, residente nella provincia di Catanzaro e originario di quella di Caserta, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata per il reato di truffa. La sua eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti.
Un ultraleggero è precipitato durante la fase di atterraggio all'aviosuperficie Madonna di Loreto, a Recanati. Due uomini sono rimasti feriti e sono stati trasportati all'ospedale di Torrette, ad Ancona, uno dei quali con l'eliambulanza. L'incidente si è verificato intorno alle 11 di questa mattina.
Secondo le prime informazioni, il piccolo velivolo proveniva da Terni e a bordo si trovavano il pilota e il copilota. Durante la manovra di atterraggio si sarebbe verificato un problema che avrebbe spinto a tentare di riprendere quota, senza però riuscire a evitare l'impatto. L'ultraleggero è finito contro uno stabile.
Immediato l'intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, con le squadre di Osimo e Macerata, impegnate nelle operazioni di messa in sicurezza dell'aeromobile.
Uno dei due occupanti è stato estratto dalla cabina di pilotaggio dai pompieri: stando alle prime informazioni, era cosciente durante le operazioni di soccorso. L'uomo è stato poi affidato al personale sanitario e trasferito in eliambulanza a Torrette. Anche il secondo ferito è stato accompagnato, in ambulanza, all'ospedale regionale.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i carabinieri, che stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell'accaduto. Le cause dell'incidente sono in corso di accertamento.
Il titolo dell’argomento che oggi trattiamo nella rubrica “Sano a sapersi” è un detto popolare che si sente ripetere spesso in più ambiti, nel sociale, nel culturale, nel religioso e persino in quello economico. Riusciamo a comprendere che è un modo efficace per alimentare il nostro benessere se facciamo del bene a noi stessi, ma anche agli altri così da costruire un bene sempre più allargato intorno a noi.
È un ragionamento che sconfina nella valutazione dei valori umani, nei principi morali, negli insegnamenti cristiani e nelle migliori speculazioni di pensiero che ci sono state tramandate. Che tanti uomini e donne non riescano a difendersi e fuggire dalle tentazioni che creano malessere e negatività fa parte della nostra natura, ma una volta trovati gli antidoti, risulta chiaro che fare del bene ci fa bene, proprio alla nostra salute, alimenta il benessere.
Fare del bene però è un vago concetto generale, bisogna riempirlo di contenuti. Ognuno nella sua vita deve trovare la sua via del bene, o più vie, ricercando e confrontandosi con la realtà che sta vivendo.
Proprio per riempire di contenuti la lunga prefazione che ci siamo permessi, oggi incontriamo una signora, Beatrice Bistocco, che da qualche anno, oltre che al suo lavoro di estetista alle Terme S. Lucia di Tolentino, anche in questo caso distribuendo benessere, coltiva un altro impegno di grande valenza benefica, un contributo all’alleviamento di sofferenze e limiti di tanti uomini e donne residenti nelle zone più povere del mondo. Lo fa come collaboratrice di un’associazione umanitaria denominata “Africa Mission”.
Signora Beatrice, ci parli di “Africa Mission” e della sua attività.
“Africa Mission” è un’associazione umanitaria nata 50 anni fa ad opera di Vittorio Pastori, un ristoratore di Varese, che aveva seguito il suo vescovo curandone le attività curiali nella diocesi di Piacenza.
Proprio su istigazione del vescovo Monsignor Manfredini, egli fece un viaggio in Africa e precisamente in una zona tra le più povere dell’Uganda, la regione di Karamoja, un territorio semidesertico tre volte grande quello delle Marche dove vivono circa 1 milione di abitanti, tutti piccoli agricoltori e pastori con grossi problemi per la loro stessa sopravvivenza soprattutto per la mancanza di acqua. Fu un impulso per creare “Africa Mission” con la sede principale a Piacenza.
In seguito, Vittorio Pastori fu consacrato presbitero e conosciuto da tutti come don Vittorione per la sua imponente stazza. È venuto a mancare 30 anni fa, ma la sua opera si è ingrandita. Negli anni ha contribuito all’assistenza in molte parti del mondo, ma la sua operatività principale è rimasta proprio in quella zona dell’Uganda. Oggi “Africa Mission” conta organizzazioni di collaborazione in tredici regioni italiane, una delle più importanti si trova nella provincia di Pesaro qui nelle Marche. Poi a Tolentino ci sono anch’io che posso contare sull’aiuto di tanti amici.
Cosa fa “Africa Mission” nella regione di Karamoja in Uganda?
“In un territorio come quello, non molto diverso da come lo vide allora don Vittorione, “Africa Mission” si occupa soprattutto della realizzazione di pozzi d’acqua. Non è un’opera semplice, perché per arrivare alle falde acquifere bisogna scavare ben oltre 50 metri. Ne sono stati realizzati molti e questa opportunità dell’acqua ha aiutato in qualche maniera a migliorare la vita degli abitanti.
Altre emergenze della zona sono la scuola e la sanità. “Africa Mission” anche in queste necessità sta facendo molto, in collaborazione con i missionari Comboniani che hanno una buona presenza in quella terra. Io stessa mi sono recata come altri volontari in Karamoja per un mese negli ultimi due anni.
È davvero speciale la sensazione che hai nel constatare il grande bisogno che quella gente ha di te e la loro riconoscenza. Nell’ambito di un’educazione a nuovi mestieri per loro sconosciuti soprattutto nel campo artigianale, sto seguendo un progetto per insegnare a tagliare e cucire le stoffe”.
Oltre al bene che portate a chi ha bisogno, qual è il bene che ricevete da questa vostra azione?
“Sicuramente io sono soddisfatta, più serena, più disponibile, più aperta in tutti i contesti della mia vita quotidiana, quando sono qui a casa. È una sensazione di benessere che ho ricevuto cercando il benessere di chi, proprio per la loro estrazione geografica, ne ha ricevuto davvero poco. A volte con i miei amici volontari dell’associazione diciamo che dobbiamo ringraziare piuttosto che essere ringraziati”.
Penso che abbiate bisogno di un sostegno economico. Come lo recherate?
“Ci sono donazioni liberali di vario tipo, manifestazioni per recuperare risorse. Vorrei segnalare e invitare tutti a partecipare ad una cena di beneficenza per “Africa Mission” che si svolgerà a Tolentino nel ristorante Bellini venerdì 13 novembre alle ore 20.30. Era stata comunicata in precedenza un’altra data, ma ripeto presso il ristorante Bellini il 13 novembre alle ore 20.30. La cena molto gustosa ha un costo di 30 euro, una parte andrà a favore della nostra missione”.
Un motociclista è rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto oggi, 18 ottobre, poco prima delle 14:30 lungo la strada provinciale 209 Valnerina, nel territorio di Visso. A entrare in collisione, secondo le prime informazioni, sarebbero state un’auto e una moto. L’urto è stato particolarmente violento.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. Durante le operazioni di soccorso, il personale sanitario ha praticato il massaggio cardiaco al motociclista, che avrebbe riportato anche una gravissima lesione a un braccio.
Vista la serietà della situazione, è stata attivata l’eliambulanza, atterrata a Visso per consentire il trasferimento urgente del ferito all’ospedale di Torrette, ad Ancona. Le sue condizioni sono gravi.
Per permettere ai soccorritori di operare in sicurezza, la provinciale è stata temporaneamente chiusa al traffico, con deviazioni in direzione Macereto.
La Valnerina era già stata teatro, nella giornata di ieri, di un altro incidente motociclistico che aveva coinvolto una giovane di 25 anni residente a Spoleto.
Foto di repertorio.
Incidente nel pomeriggio di oggi al Frontignano Bike Park, dove un ragazzo di 21 anni è rimasto ferito durante un’attività in mountain bike. L’episodio si è verificato poco dopo le 15, nell’area di Ussita dedicata ai percorsi per le due ruote.
La dinamica dell’accaduto è ancora in fase di accertamento. Per ragioni da chiarire, il giovane ha perso il controllo della bici ed è caduto violentemente a terra.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e l’automedica proveniente da Camerino, che hanno prestato al ventunenne le prime cure. Considerata la situazione, è stato poi richiesto l’intervento dell’eliambulanza, che ha trasferito il ragazzo all’ospedale di Torrette, ad Ancona.
È stato trovato senza vita in una camera d’albergo ad Hanoi, in Vietnam, il 34enne Fabio Zallocco, originario di Morrovalle e residente a Londra, dove lavorava nel settore della ristorazione. La tragedia risale al 29 settembre, ma la notizia è emersa soltanto nelle ultime ore.
Il giovane si trovava in Asia per un viaggio iniziato a Hong Kong e proseguito in Vietnam. Aveva fatto ritorno ad Hanoi da Da Nang in vista del volo che, il giorno successivo, lo avrebbe riportato a Londra. Le autorità locali hanno avviato gli accertamenti per chiarire le cause del decesso, ancora da stabilire.
La salma è rientrata in Italia ieri sera, con arrivo a Roma, e sarà trasferita a Morrovalle. Al momento non è stata fissata la data dei funerali. Gli amici e i familiari hanno avviato una raccolta fondi online per contribuire alle spese del rimpatrio e delle esequie.
Incidente nel pomeriggio di oggi, intorno alle 16, lungo la strada provinciale 120 che collega Sarnano a Sassotetto, nei pressi del ristorante La Patata Bollente. Nell’impatto, che ha coinvolto due motocicli e un’autovettura, sono rimasti feriti due uomini, entrambi trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata.
La dinamica è ancora al vaglio dei carabinieri. Stando alle prime informazioni, le due moto, che viaggiavano nella stessa direzione, si sarebbero scontrate con l’auto proveniente dal senso opposto. Alla guida dei mezzi a due ruote c’erano un uomo di 51 anni e uno di 47, mentre l’automobile era condotta da un ragazzo di 26 anni.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 di Passo Sant’Angelo, l’automedica di Amandola, i vigili del fuoco e i carabinieri. Dopo le prime cure, i due motociclisti sono stati accompagnati al pronto soccorso per gli accertamenti del caso. Le loro condizioni non sono gravi. Il conducente dell’auto, invece, è rimasto illeso.
È fissata per domenica 20 dicembre la data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Macerata. A comunicarla è il presidente Alessandro Gentilucci. Le operazioni di voto si svolgeranno in un’unica giornata, dalle 8 alle 20, nel seggio che sarà allestito nella sala consiliare della Provincia, in corso della Repubblica 28, a Macerata.
Il presidente ha colto l’occasione per ringraziare i consiglieri uscenti per il lavoro svolto, sottolineando al tempo stesso la necessità di garantire continuità all’attività amministrativa durante la fase di passaggio al nuovo organismo.
«Nel ringraziare i consiglieri uscenti per il lavoro fatto finora – spiega Gentilucci – voglio ricordare che saranno ancora chiamati in aula per completare il percorso amministrativo avviato, arrivando all’approvazione del bilancio prima del rinnovo dell’organo consiliare».
L’obiettivo, evidenzia il presidente, è assicurare che il cambio di Consiglio non interrompa il lavoro già programmato. «È importante garantire continuità all’azione amministrativa e portare a termine gli obiettivi programmati, mettendo a disposizione del nuovo Consiglio una base di lavoro definita e gli strumenti necessari per proseguire l’attività istituzionale nell’interesse del territorio e delle comunità locali», aggiunge.
Il nuovo Consiglio provinciale sarà composto da 12 membri. Potranno candidarsi i sindaci e i consiglieri comunali in carica. L’elezione avverrà attraverso il voto diretto, libero e segreto, espresso a favore delle liste di candidati, che dovranno comprendere un minimo di sei e un massimo di dodici nominativi.
Le liste dovranno essere presentate il 29 e il 30 novembre e rispettare le disposizioni sulla rappresentanza di genere: nessuno dei due sessi potrà superare il 60% dei candidati.
Lo scrutinio e la proclamazione degli eletti sono previsti per lunedì 21 dicembre, il giorno successivo alle votazioni
Fiori spezzati, bottiglie di vetro rotte e bicchieri di plastica abbandonati a terra, alcuni ancora con i resti dei cocktail. È lo scenario che Clara, titolare del negozio Il Tramite Fiorito, si è trovata davanti questa mattina all'apertura dell'attività, nel cortile di Palazzo De Vico, nel centro di Macerata.
La notte appena trascorsa coincideva con il consueto giovedì universitario, quando molti giovani frequentano bar e locali della città. Proprio al termine della serata, qualcuno ha lasciato dietro di sé rifiuti e danni alle decorazioni floreali che la commerciante aveva sistemato per abbellire l'ingresso del negozio. Un cortile signorile, riaperto soltanto lo scorso aprile dopo i lavori, si è così ritrovato con vetri rotti e bicchieri abbandonati a terra.
Da qui la decisione di Clara di affiggere un cartello rivolto a chi si è reso responsabile di quanto accaduto. "Non ne posso più di questa situazione. Credo che alcuni studenti abbiano un'intelligenza addormentata: non è questo il modo di festeggiare, rovinando chi cerca di abbellire un po' il centro storico e buttando bottiglie in un cortile privato, dove non dovrebbero neanche entrare", racconta la commerciante.
A ferirla non è soltanto il danneggiamento dei fiori, ma soprattutto la mancanza di rispetto per il lavoro altrui. "Ho trovato i fiori rovinati, ma questo è il minimo. Quello che mi dispiace è questa ignoranza intellettiva: non ci si può comportare così", aggiunge Clara, che ha lasciato parte dei rifiuti sul posto proprio perché fossero visibili a chiunque passasse nel cortile.
La titolare del Tramite Fiorito solleva anche una questione legata alla tutela dello spazio: "Il Comune dovrebbe mettere una telecamera, ma quando si tratta di un cortile privato la risposta è che non è competenza sua". Una situazione che, secondo la commerciante, rischia di ripetersi se non si interviene per contrastare questi comportamenti.
Il suo è un richiamo che va oltre i fiori spezzati e le bottiglie abbandonate. La richiesta è quella di usare l'intelligenza, rispettare gli spazi e avere cura di ciò che gli altri fanno per rendere più bella la città. Perché divertirsi non può significare rovinare il lavoro altrui, né lasciare a qualcun altro il compito di ripulire ciò che resta di una serata.
«Il sindaco di Macerata non ha pagato nulla e tantomeno il Comune ha visto uscire un euro dalle casse pubbliche per l'evento svoltosi a Pechino». Sandro Parcaroli interviene sulle polemiche legate al suo recente viaggio in Cina e chiarisce la propria posizione, respingendo le contestazioni relative ai costi della trasferta e alle presunte spese sostenute dal figlio.
Il primo cittadino spiega di aver partecipato a Pechino a un convegno internazionale dedicato alle smart city su invito degli organizzatori. Una circostanza che, secondo Parcaroli, chiarisce le modalità della partecipazione e l'assenza di costi a carico dell'amministrazione comunale.
Nel suo intervento, il sindaco allarga il discorso alle trasferte effettuate dall'inizio del mandato, nell'ottobre 2020, sostenendo di non aver mai richiesto rimborsi per le spese personali sostenute in occasione di convegni, eventi pubblici, cerimonie e incontri istituzionali.
«In questi sei anni non ho chiesto il rimborso di un solo euro», ribadisce Parcaroli, ricordando anche gli spostamenti effettuati con la propria auto per raggiungere i ministeri.
Il sindaco contesta inoltre le affermazioni secondo cui le spese sostenute dal figlio per il viaggio in Cina sarebbero state inserite nel bilancio del Comune. Parcaroli definisce tali dichiarazioni «false e diffamatorie» e annuncia l'intenzione di tutelarsi nelle sedi competenti.
Nel suo intervento, il primo cittadino invita quindi a distinguere le polemiche dai fatti che, secondo la sua ricostruzione, dimostrerebbero come la trasferta a Pechino non abbia comportato esborsi per le casse comunali.
La vicenda si inserisce nel dibattito pubblico seguito alla partecipazione del sindaco al convegno internazionale in Cina. Al centro della replica di Parcaroli ci sono soprattutto due aspetti: le modalità con cui è stato organizzato il viaggio e la sua affermazione di non aver mai richiesto rimborsi per le trasferte istituzionali nel corso del mandato.
«Il sindaco Sandro Parcaroli non ha mai chiesto il rimborso di un euro delle spese sostenute, la trasferta a Pechino non è costata un centesimo al Comune», ribadisce il primo cittadino, riservandosi di agire nelle sedi competenti nei confronti di quelle che considera affermazioni diffamatorie.
«IIl consiglio comunale più farsesco e comico al quale abbia mai partecipato». È il giudizio espresso da Fausto Troiani, consigliere comunale di Vince Civitanova, sulla seduta del 14 ottobre, durante la quale è stata respinta la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Fabrizio Ciarapica.
Troiani, in Consiglio comunale dal dicembre 1995, con l’esclusione dei cinque anni dell’amministrazione Corvatta, affida a una lunga presa di posizione una dura critica agli atteggiamenti e alle scelte dei diversi protagonisti della seduta. «In tutti questi anni non sono mai mancato a un consiglio comunale, a mia memoria, e di consigli pessimi ne ho visti, di argomenti strani ne ho sentiti, di personaggi infami ne ho conosciuti», scrive, definendo quella del 14 ottobre una seduta senza precedenti per il suo carattere, a suo giudizio, farsesco.
Tra i passaggi più critici c’è quello rivolto alla consigliera Silvia Squadroni, alla quale Troiani contesta la scelta di lasciare di fatto il fronte dell’opposizione, entrare in Forza Italia e votare contro la mozione di sfiducia al sindaco.
Nel suo intervento, Troiani sostiene che la consigliera abbia cercato di giustificare il proprio cambiamento di schieramento con paragoni e accuse rivolti a lui e ai consiglieri del centrosinistra, che avevano sottoscritto la mozione insieme a Vince Civitanova.
Per il consigliere, si sarebbe trattato di argomentazioni utilizzate per motivare una scelta politica che segna una discontinuità rispetto alle posizioni assunte in passato nei confronti di Ciarapica.
Nel mirino di Troiani finisce anche Fratelli d’Italia. Il consigliere sottolinea la contraddizione che, a suo giudizio, sarebbe emersa durante la seduta: da una parte, le dure critiche rivolte al sindaco dal capogruppo del partito, con l’invito persino a dimettersi; dall’altra, l’astensione che ha contribuito a evitare l’approvazione della mozione di sfiducia.
Troiani contesta anche le motivazioni addotte per giustificare questa posizione, in particolare i dubbi sulla capacità di un eventuale commissario prefettizio di gestire questioni come l’evoluzione della direttiva Bolkestein e il centro per l’autismo.
Secondo il consigliere di Vince Civitanova, la scelta potrebbe avere anche conseguenze sul piano politico. Troiani ritiene infatti che Fratelli d’Italia rischi di subire la crescita di Futuro Nazionale, partito al quale riconduce l’attuale collocazione politica del sindaco, indicato nel suo intervento come responsabile regionale della formazione.
Troiani riserva ulteriori passaggi polemici ai consiglieri Pollastrelli e Turchi.
Al primo contesta di aver interpretato il suo intervento in aula come un racconto della storia di Vince Civitanova, mentre, precisa Troiani, il suo intento era ricostruire quelli che considera i ripetuti cambiamenti di schieramento di Ciarapica nei confronti dei partiti e degli elettori del centrodestra.
Il consigliere critica inoltre il voto contrario di Pollastrelli alla mozione di sfiducia, ricordando che in passato, a suo dire, avrebbe manifestato una posizione diversa. Richiama poi le indiscrezioni relative a un possibile interesse per un incarico nel Consiglio provinciale, senza presentarlo come un fatto accertato.
Più duro il giudizio su Turchi, che, secondo il racconto di Troiani, avrebbe partecipato in passato alle riunioni di Vince Civitanova sostenendo la necessità di mandare a casa Ciarapica, per poi diventare un suo difensore dopo la nomina a responsabile provinciale di Futuro Nazionale.
Nella parte finale del suo intervento, Troiani richiama anche le notizie circolate sulla stampa in merito a presunte adesioni non autorizzate a Futuro Nazionale, con persone che avrebbero dichiarato di essere state iscritte a loro insaputa e intenzionate a rivolgersi alle autorità competenti.
Il consigliere pone interrogativi sulle eventuali responsabilità, ma non indica elementi che consentano di attribuirle a una persona specifica.
La conclusione di Troiani riguarda i nuovi equilibri politici emersi dopo la seduta del 14 ottobre. Secondo la sua ricostruzione, il sindaco sarebbe oggi sostenuto da sette voti su 25: il proprio, quello della consigliera proveniente dall’opposizione e altri cinque riconducibili al variegato residuo della precedente maggioranza di centrodestra.
Una lettura che Troiani utilizza per mettere in evidenza la fragilità politica dell'attuale assetto amministrativo e le contraddizioni che, a suo giudizio, attraversano gli schieramenti cittadini.
La sua presa di posizione si chiude con la locuzione latina «Omnia munda mundis», traducibile come «tutto è puro per i puri», una conclusione che accompagna una critica complessiva ai comportamenti e alle scelte dei protagonisti della politica civitanovese.
Il ciclo mestruale è spesso considerato un appuntamento da segnare sul calendario, qualcosa a cui prestare attenzione soprattutto quando arriva in ritardo. Eppure, la sua assenza può essere un segnale importante, con cui il corpo comunica che qualcosa nel suo equilibrio si è modificato.
Tra i fattori che possono influenzare la regolarità mestruale c'è anche il rapporto tra alimentazione, attività fisica e disponibilità di energia. L' amenorrea, cioè l'assenza delle mestruazioni, non ha un'unica causa. Può essere legata,per esempio, a condizioni come la sindrome dell'ovaio policistico, alterazioni della funzione tiroidea o altre condizioni mediche.
In alcune donne, tuttavia, il ciclo si interrompe quando l'organismo non riceve energia sufficiente a sostenere tutte le sue funzioni. È il caso dell' amenorrea ipotalamica funzionale, una condizione che può verificarsi in presenza di restrizioni alimentari, perdita di peso, allenamenti intensi o periodi di forte stress.
Non è necessario essere in una condizione di sottopeso perché questo accada. Anche una donna in normopeso, che mangia in modo apparentemente sano e pratica attività fisica con regolarità, può introdurre meno energia di quella di cui ha bisogno. Può succedere quando si riducono troppo le porzioni, si eliminano interi gruppi alimentari o si aumenta l'allenamento senza adeguare l'alimentazione.
In queste circostanze, l'organismo può ridurre l'attività dell'asse ormonale che regola l'ovulazione e il ciclo mestruale.
Che cosa fare, allora? Quando il ciclo si interrompe per una disponibilità energetica insufficiente, il percorso di recupero passa innanzitutto dal ripristino di un equilibrio tra ciò che si mangia e ciò che si consuma. Può essere necessario aumentare l'apporto energetico, distribuire meglio i pasti durante la giornata e assicurare un'alimentazione completa, che comprenda anche carboidrati e grassi, spesso ridotti eccessivamente nelle diete restrittive. In alcuni casi può essere utile rivedere l'intensità o la frequenza degli allenamenti.
Non esiste, però, una quantità di calorie valida per tutte: le necessità dipendono dalla situazione individuale e il recupero può richiedere tempo. Ripristinare il ciclo non è soltanto una questione di regolarità mestruale. Una carenza energetica prolungata e una riduzione degli estrogeni possono compromettere anche la salute delle ossa, con conseguenze che possono emergere nel tempo.
L'assenza delle mestruazioni, quindi, non dovrebbe essere considerata una semplice conseguenza dello stress o dell'allenamento, né un cambiamento da accettare senza approfondimenti. È importante rivolgersi al medico per individuarne la causa e, quando necessario, costruire un percorso condiviso con professionisti della nutrizione e della salute.
Il ciclo non è soltanto un evento periodico: è anche un indicatore della salute, e ascoltarne i cambiamenti significa dare attenzione a ciò di cui il corpo ha bisogno.
Visite specialistiche, valutazioni del rischio, densitometrie ossee e incontri dedicati alla prevenzione: l'Ast di Macerata promuove una serie di appuntamenti gratuiti in occasione della Giornata mondiale dell’osteoporosi. Le iniziative coinvolgeranno gli ospedali di Civitanova Marche, Macerata, Camerino e Treia, con attività distribuite tra il 19 e il 22 ottobre.
L’obiettivo è favorire la diagnosi precoce e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della salute delle ossa, con un'attenzione particolare alle donne in menopausa. Le prestazioni saranno gratuite, ma su prenotazione e fino a esaurimento dei posti disponibili.
"Prendersi cura delle proprie ossa significa proteggere la propria autonomia e qualità di vita", spiega la dottoressa Silvia Battistoni, referente del Programma Libero 13 'PDTA Osteoporosi'. La malattia rende le ossa più fragili e aumenta il rischio di fratture, che possono verificarsi anche in seguito a traumi lievi. Da qui l’importanza della prevenzione, di stili di vita sani e dei controlli consigliati.
Il direttore generale dell'Ast di Macerata, Alessandro Marini, sottolinea invece il valore della collaborazione tra i professionisti sanitari: "Attraverso queste iniziative vogliamo avvicinare i cittadini alla prevenzione dell’osteoporosi, offrendo visite e occasioni di informazione. Il nostro obiettivo è accompagnare le persone in un percorso condiviso di prevenzione e cura".
Martedì 20 ottobre, all'ospedale di Civitanova Marche, sono previste dalle 9 alle 12 visite con valutazione del rischio di osteoporosi riservate alle donne con più di 50 anni, con il dottor Francesco Giorgetti della Medicina interna. Dalle 12 alle 14 si svolgeranno invece visite ginecologiche per le donne in menopausa, con valutazione del rischio osteoporotico, a cura della dottoressa Silvia Battistoni della Ginecologia e Ostetricia.
Nella stessa giornata sono in programma anche incontri nutrizionali dalle 9 alle 12, con il dottor Alessandro Gregori del Dipartimento di prevenzione, e incontri motivazionali dalle 12 alle 14, con la dottoressa Maria Sellitti. Per prenotare le attività del presidio di Civitanova è necessario chiamare il numero 0733/823929 sabato 17 ottobre, dalle 13 alle 14.
All’ospedale di Macerata, martedì 20 ottobre, dalle 11 alle 13, saranno effettuate visite con valutazione del rischio di osteoporosi dall’équipe dell’unità operativa diretta dal dottor Gabriele Brandoni, nell’ambito della Diabetologia, Endocrinologia e Nutrizione clinica.
Le prenotazioni vanno effettuate telefonando allo 0733/2572103 sabato 17 ottobre, dalle 12 alle 13:30. Un secondo appuntamento è previsto giovedì 22 ottobre, dalle 11:30 alle 13:30, con visite per l’osteoporosi a cura del dottor Alessandro Saturni della Medicina interna. Per questa attività si può chiamare lo 0733/2572449 oppure lo 0733/2572315, sabato 17 ottobre, dalle 11 alle 12.
All’ospedale di Treia, lunedì 19 ottobre, dalle 14 alle 17, sono previste visite con valutazione del rischio di osteoporosi a cura del dottor Claudio Fiorani della Medicina fisica e riabilitativa. Nella stessa fascia oraria si terranno anche incontri motivazionali con la dottoressa Maria Sellitti.
Per le visite è necessario prenotare al numero 330/2643789 venerdì 16 ottobre, dalle 13 alle 14. Nel comunicato dell'Ast non è indicata una modalità di prenotazione specifica per gli incontri motivazionali.
All’ospedale di Camerino, martedì 20 ottobre, dalle 12:30 alle 14:30, sarà possibile sottoporsi a esami Dxa, la densitometria ossea, con la dottoressa Giuliana Poloni della Radiologia. Le prenotazioni si effettuano chiamando lo 0737/639340 venerdì 16 ottobre, dalle 16 alle 17.
Giovedì 22 ottobre, dalle 13 alle 15, sono invece previste visite con valutazione del rischio di osteoporosi a cura della dottoressa Natalia Busciantella Ricci della Diabetologia. Per prenotare occorre chiamare lo 0737/639304 lunedì 19 ottobre, dalle 12 alle 13:30.
Tutte le prestazioni sono gratuite e gli appuntamenti saranno assegnati fino a esaurimento dei posti disponibili. L’iniziativa rientra nel percorso interdisciplinare del Programma Libero 13 "Pdta Osteoporosi", coordinato dalla dottoressa Battistoni, e coinvolge professionisti di diverse specialità dell’Ast di Macerata.
La Halley Matelica non riesce a invertire la rotta lontano da casa e torna dalla trasferta pugliese con una sconfitta per 74-67 contro la Dai Optical Molfetta. Una partita vissuta quasi interamente all’inseguimento, nella quale i biancorossi hanno dimostrato di poter rimanere in corsa, senza però trovare lo spunto decisivo per completare la rimonta nei momenti chiave.
Alle assenze ormai note di Mazzotti e Mentonelli si è aggiunta quella di Gay, fermato da un risentimento muscolare. Coach Barbarossa ha quindi scelto di affidarsi a Pacini nel quintetto iniziale, con la Vigor chiamata fin da subito a fare i conti con le difficoltà di una trasferta complicata.
Dopo un avvio equilibrato, Molfetta ha preso progressivamente il controllo della gara, arrivando più volte sul +7. La Halley ha reagito a metà del secondo quarto grazie alla fiammata offensiva di Liberati, che ha permesso ai marchigiani di mettere per la prima e unica volta la testa avanti sul 27-28 al 15’. Il vantaggio, tuttavia, è durato poco. Le difficoltà nel contenere i rimbalzi offensivi dei padroni di casa hanno concesso ai pugliesi preziose seconde opportunità, sfruttate per piazzare un parziale di 9-0 e riportarsi a distanza di sicurezza. All’intervallo il tabellone segnava 41-35.
La rincorsa prosegue anche dopo la pausa. Al rientro dagli spogliatoi, una tripla di Di Marzio ha spinto Molfetta sul massimo vantaggio di 44-35. La Halley, però, non ha smesso di lottare, riuscendo a ricucire più volte lo strappo e a restare agganciata alla partita. È mancato, ancora una volta, il guizzo necessario per ribaltare l’inerzia, nonostante alcune occasioni per riportarsi avanti.
Il momento decisivo è arrivato nella seconda metà dell’ultimo quarto. Matelica ha avuto la possibilità di impattare il punteggio, ma prima un tiro libero di Prenga e poi una tripla di Guidolin non sono andati a bersaglio. Molfetta ne ha approfittato per allungare nuovamente, trovando con Mezzina il canestro in transizione del 72-65 a tre minuti dalla sirena.
Nel finale la Vigor ha pagato la stanchezza e le difficoltà al tiro dalla lunga distanza. Il bilancio dall’arco, appena 5 canestri su 28 tentativi, racconta bene le difficoltà offensive della squadra, che non è riuscita a completare la rimonta. Per la Dai Optical è arrivata così la prima vittoria stagionale, mentre la Halley è stata costretta a incassare un altro stop esterno.
Adesso la priorità sarà recuperare energie e uomini, oltre a ritrovare fiducia in vista del prossimo impegno. Tra sette giorni i biancorossi saranno nuovamente in viaggio, questa volta con destinazione L’Aquila, in una gara che richiederà maggiore continuità e concretezza.
Al termine della partita, coach Barbarossa ha individuato nel primo tempo uno dei principali motivi della sconfitta: «Abbiamo sofferto tanto la loro presenza a rimbalzo offensivo, riuscendo a limitarli nel secondo, nel quale abbiamo sicuramente cambiato atteggiamento. Dobbiamo metterci in testa che in trasferta però non possiamo avere troppi giri a vuoto, senza cercare alibi né scuse. Dobbiamo e possiamo fare molto di più».
Il tecnico ha poi sottolineato come, dopo una prima parte di gara poco concreta, la squadra abbia avuto le opportunità per rientrare: «Nel secondo tempo ci è mancato solo di segnare qualche tiro aperto, alla fine la partita l’hanno decisa gli episodi. Il problema è stato quel primo tempo che abbiamo giocato, perché se poi nel secondo riesci a fare molto meglio vuol dire che ne avevamo per farlo».
La conclusione di Barbarossa è un invito a ripartire dagli errori commessi, senza lasciarsi condizionare dai risultati: «Ogni partita fa storia a sé, dobbiamo essere consapevoli dei nostri errori e farne tesoro. Non è che una volta siamo fenomeni e quella dopo scarsi».
DAI OPTICAL MOLFETTA-HALLEY MATELICA 74-67
Parziali: 24-18, 17-17, 15-18, 18-14.
Molfetta: Di Marzio 8, Galic 11, Spernanzoni 5, Cambria 12, Incremona ne, Ogiemwonyi 11, Postigo 12, Tangala 1, Franch ne, Natalini 5, Sasso 2, Mezzina 7. All. Luisi.
Halley Matelica: Pacini, Valle 9, Panzini 3, Liberati 16, Guidolin 10, Milosevic 7, Doneda 6, Prenga 16, Mazzotti ne, Gay ne. All. Barbarossa.
Arbitri: Laveneziana, Anselmi.
Il derby della Città di Treia va all’Aurora. Al “Don Guido Bibini”, davanti al pubblico delle grandi occasioni, i cucinieri superano il Chiesanuova per 2-0 e conquistano tre punti pesantissimi, salendo a quota 16 in classifica.
È stata una sfida sentita e attesa, quella tra le due realtà della città, entrambe protagoniste nel massimo campionato regionale. Un derby senza tempo, giocato con intensità e davanti a una splendida cornice di pubblico.
Mister Ricci cambia qualcosa rispetto alla gara con il Fano, schierando Calamita e Bartolini sulle corsie esterne e Favo in mezzo al campo. Davanti, confermato il tridente delle meraviglie composto da Sbaffo, Melchiorri e Senigagliesi. Nel Chiesanuova, Monteneri lancia dal primo minuto Paoltroni, arrivato in settimana dalla Recanatese, con Pasqui, Grassi e Perpepaj in avanti, supportati da Borgia e Di Matteo.
PRIMO TEMPO:
L’avvio è tutto di marca locale. Il Chiesanuova parte forte e nei primi minuti sfiora il vantaggio con Borgia, pericoloso in due occasioni. L’Aurora soffre la pressione iniziale e Barbacani è chiamato a due interventi importanti tra il 7’ e il 16’.
I ragazzi di Ricci, però, non si scompongono e con il passare dei minuti guadagnano campo. Al 19’ arriva il vantaggio ospite: Sbaffo serve Melchiorri, che con un lancio perfetto pesca Senigagliesi, bravo a battere Rossi con una conclusione precisa.
Il Chiesanuova reagisce e prova a rimettere in equilibrio la gara, ma al 37’ arriva il raddoppio dell’Aurora. Senigagliesi conquista un calcio di rigore, tra le proteste dei padroni di casa che chiedevano una punizione dal limite sostenendo che il fallo fosse iniziato fuori area. Per il direttore di gara Favelli, però, non ci sono dubbi: dal dischetto va Sbaffo, che non sbaglia e firma il 2-0. Per il numero dieci dell’Aurora è l’ottava rete nelle ultime quattro partite.
Prima dell’intervallo c’è ancora spazio per una grande occasione di Melchiorri, il cui colpo di testa viene neutralizzato da un intervento prodigioso di Rossi. Barbacani, dall’altra parte, mantiene inviolata la propria porta.
SECONDO TEMPO:
Nella ripresa il Chiesanuova torna in campo con maggiore aggressività e cerca subito il gol che possa riaprire la partita. Pasqui è pericoloso, mentre i locali protestano per un presunto contatto in area su Grassi. Mimotti sfiora il palo con un tiro a giro e, poco dopo, Barbacani risponde ancora presente con un ottimo intervento.
L’Aurora non rinuncia comunque a pungere: Nasic manda di poco a lato con una girata dal limite, mentre al 65’ Melchiorri sfiora il tris che avrebbe potuto chiudere definitivamente i giochi.
Nel finale il Chiesanuova tenta gli ultimi assalti, ma la retroguardia cuciniera regge con ordine e compattezza fino al triplice fischio.
L’Aurora Treia torna così a vincere al “Don Guido Bibini” dopo sei anni. L’ultimo successo esterno in un derby risaliva infatti al febbraio 2020 quando lo Stadio era ancora intitolato alla memoria di “Sandro Ultimi”.
Una vittoria dal grande significato per la banda Ricci, che sale a 16 punti e continua il suo buon avvio di campionato. Per il Chiesanuova, invece, resta il rammarico per una prima vittoria stagionale ancora rimandata, ma anche la consapevolezza di aver disputato una gara coraggiosa, creando diverse occasioni e provando fino all’ultimo a imporre il proprio gioco.
CHIESANUOVA: Rossi, Parioli (67’ Cingolani), Mimotti, Paoltroni (82’ Lucarini), Sopranzetti, Iommi, Perpepaj, Di Matteo, Grassi, Borgia (59’ Mengani), Pasqui.
A disposizione: Scattolini, Dottori, Poloni, Clerici, Moriconi, Scorolli.
Allenatore: Matteo Monteneri.
AURORA TREIA: Barbacani, Calamita, Bartolini, Favo, Hutsol, Cantarini, Senigagliesi (70’ Manna), Nasic (60’ Alla), Melchiorri (75’ Vanzan), Sbaffo, Smetana (73’ Seye).
A disposizione: Linares, Ale, Petraglia, Giuliodori, Capriotti.
Allenatore:Simone Ricci
MARCATORI: Senigagliesi 19’, Sbaffo 37’ (rig).
ARBITRO: Edoardo Favelli – Sezione di Perugia.
ASSISTENTI: Mattia Gasparri – Sezione di Pesaro; Giacomo Caporaletti – Sezione di Macerata.
NOTE: ammoniti Paoltroni, Grassi, Mimotti, Calamita, Hutsol, Cantarini, Nasic, angoli 8-2, recuperi 3’-4’, presenti oltre 500 spettatori al “Don Guido Bibini” di Chiesanuova.
Prima del fischio iniziale è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Giuliano Mariani.
Il caro energia torna a pesare sui bilanci di famiglie e imprese, con una stangata che, nelle Marche, potrebbe avvicinarsi ai 918 milioni di euro nel 2026. È la stima elaborata dal Centro Studi Cna Marche sulla base di un aumento medio del 20% dei prezzi di energia e carburanti. Un rincaro che rischia di sottrarre risorse ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle aziende, mettendo sotto pressione la competitività del sistema produttivo regionale.
Secondo l'analisi della Cna che proietta sull'intero anno l'andamento dei consumi e della spesa energetica, a livello nazionale il conto complessivo per benzina, gasolio, elettricità e gas potrebbe raggiungere i 206 miliardi di euro. Si tratta di oltre 33 miliardi in più rispetto al 2025 e di una cifra superiore anche ai 202 miliardi registrati nel 2022, durante la precedente crisi energetica.
Le conseguenze sarebbero significative sia per le famiglie, con un aggravio medio superiore ai 500 euro annui, sia per le imprese, per le quali il costo aggiuntivo medio supererebbe i 4.500 euro.
Nel dettaglio regionale, la maggiore spesa stimata ammonta a circa 918 milioni di euro. Di questi, oltre 328 milioni ricadrebbero sulle famiglie marchigiane, mentre circa 589 milioni graverebbero sulle imprese. Un impatto rilevante per un territorio in cui il tessuto economico è composto in larga parte da piccole e medie attività, spesso particolarmente esposte alle variazioni dei costi energetici.
A incidere è soprattutto la dinamica dei carburanti. Nei primi otto mesi del 2026, secondo i dati richiamati dalla CNA, i consumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3%, ma la spesa è aumentata del 12,6%. Per la benzina si registra invece una crescita dei consumi del 4,8%, accompagnata da un incremento della spesa del 9,6%.
Se la tendenza dovesse proseguire, il conto annuale dei carburanti arriverebbe a 74,4 miliardi di euro, contro i 66,6 miliardi dell'anno precedente.
La pressione sui bilanci si avverte anche nel Maceratese, dove i prezzi dei carburanti restano elevati. In base ai dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 13 ottobre, la benzina self-service costa in media 2,020 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge i 2,224 euro.
Valori che incidono direttamente sui costi di esercizio di numerose attività economiche del territorio, dal manifatturiero al sistema casa, dall'agroalimentare all'autoriparazione, fino al settore dei trasporti. Per queste imprese, l'aumento delle spese per carburanti, elettricità e gas rischia di comprimere i margini e ridurre la capacità di investire.
«Ogni misura che contribuisce a ridurre il prezzo alla pompa è positiva – sottolinea Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata – ma occorre prestare attenzione a come viene distribuito lo sforzo lungo la filiera. Non sarebbe equilibrato se una parte rilevante della calmierazione finisse per gravare proprio sui gestori degli impianti, spesso piccole imprese che rappresentano l'ultimo anello della catena. È necessario che il contributo alla riduzione dei prezzi sia sostenibile e proporzionato lungo tutti i passaggi della filiera».
Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i carburanti. Anche le bollette di elettricità e gas continuano a rappresentare una voce di spesa critica, rendendo necessario un intervento che vada oltre le misure temporanee.
Per la CNA, la riduzione strutturale del costo dell'energia deve diventare una priorità della politica economica. Tra le proposte avanzate a livello nazionale figura l'istituzione, nella prossima legge di bilancio, di un fondo da un miliardo di euro all'anno per sostenere la realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici destinati all'autoproduzione delle imprese. L'obiettivo è ridurre la spesa energetica e limitare la dipendenza dalle oscillazioni dei mercati.
«Per le nostre imprese bollette e carburanti più cari significano meno risorse per investire, innovare e creare occupazione – conclude Giglietti –. Servono interventi immediati, ma anche strumenti che consentano alle aziende di diventare progressivamente meno dipendenti dalle oscillazioni dei mercati energetici. Per un territorio produttivo come il nostro è una questione di competitività e di capacità di programmare il futuro».
C'è Gina, 70 anni, pensionata, che con il denaro ha sempre avuto un rapporto difficile e conflittuale. Una vita trascorsa a cercare di far quadrare i conti, tra lavori che la impegnavano giorno e notte e un matrimonio complicato e opprimente dal quale è riuscita a uscire contando sulle proprie forze. Oggi ha raggiunto traguardi importanti: ha pagato la casa e ha permesso alla figlia di studiare fino alla laurea in Scienze infermieristiche.
C'è Sara, manager che ha saputo affrontare le difficoltà di un percorso personale e professionale complesso, superando lo scetticismo di chi le suggeriva di lasciar perdere. Ha trasformato gli ostacoli in opportunità, conquistando la libertà di scegliere e di costruire qualcosa di realmente suo, fino a cambiare vita.
E c'è Giada, giovane docente di lettere nella scuola secondaria, alle prese con un precariato che rende incerto il futuro. «Ho aperto il mio primo fondo pensionistico – spiega – spinta dal desiderio di garantirmi un cuscinetto previdenziale, un paracadute capace di darmi sicurezza in un mercato futuro non proprio a misura dei giovani, per usare un eufemismo».
Tre storie diverse, un unico filo conduttore: la ricerca dell'autonomia economica, una conquista che per le donne continua a essere particolarmente difficile.
Proprio da queste testimonianze ha preso le mosse il primo Forum nazionale sull'indipendenza economica e finanziaria al femminile, promosso da Banco Marchigiano e svoltosi venerdì nella sala conferenze dell'istituto di credito a Civitanova Marche. L'iniziativa è stata organizzata da INHUB, associazione nata per accompagnare le imprese verso modelli organizzativi più inclusivi, e ha riunito voci ed esperienze del mondo economico, accademico e sociale.
Al centro della giornata, l'educazione finanziaria come strumento di consapevolezza, la disparità di genere nelle opportunità economiche e il diritto delle donne a costruire il proprio futuro in autonomia. Temi affrontati nella tavola rotonda moderata dalla giornalista Ester Viola, con la partecipazione di autorevoli ospiti, tra cui l'ex ministra Elsa Fornero, intervenuta in collegamento.
«Promuovere la cultura e l'educazione finanziaria è indispensabile». È il messaggio di Massimo Tombolini, direttore generale di Banco Marchigiano, che ha sottolineato come le donne abbiano ancora troppo spesso meno occasioni di partecipare alle decisioni economiche e possano, di conseguenza, sentirsi meno sicure nell'affrontarle.
Le risposte, secondo Tombolini, devono partire dall'educazione finanziaria fin dalla giovane età, attraverso un linguaggio semplice e strumenti pratici. Fondamentale anche l'orientamento, per conoscere prodotti e opportunità come conti correnti, investimenti e previdenza integrativa e imparare a scegliere con consapevolezza. A questo si aggiunge la responsabilità degli istituti di credito, chiamati ad ascoltare e accompagnare le persone senza dare nulla per scontato.
«L'autonomia economica è una condizione di libertà e di pari opportunità, e noi vogliamo contribuire a costruirla», ha affermato Tombolini.
Per tradurre questo impegno in iniziative concrete, Banco Marchigiano ha annunciato un conto corrente dedicato alle donne, gratuito per 24 mesi a partire dal 16 ottobre. Presentato anche un «passaporto finanziario», pensato come un percorso a tappe per accompagnare le donne verso una piena cittadinanza finanziaria, attraverso strumenti e azioni utili a rafforzare la propria indipendenza.
Molto applaudito l'intervento in collegamento di Elsa Fornero, economista ed ex ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha posto l'accento sulla necessità di cambiare prospettiva per superare le disuguaglianze economiche e sociali.
«È necessario un mindset, ossia un mutamento di prospettiva che, oltre a ridurre le profonde discriminazioni legate ai divari salariali, riporti al centro l'autonomia delle donne e il loro diritto a scelte davvero libere da un padre, da un marito e anche dallo Stato», ha dichiarato.
Per Fornero, occorre affrancarsi da una logica assistenziale che ha spesso caratterizzato le politiche italiane rivolte alle lavoratrici: un sistema che prima produce o alimenta discriminazioni nel mercato del lavoro e poi cerca di compensarle attraverso bonus, sussidi e misure previdenziali.
Ripercorrendo la propria esperienza di governo, l'ex ministra ha ricordato le difficoltà incontrate nel tentativo di ottenere risorse per intervenire sul mercato del lavoro. «Se io non ho risorse non posso cambiare il mondo del lavoro», ha raccontato di aver detto a Palazzo Chigi, ricordando lo stanziamento di 200 milioni di euro.
Fornero ha inoltre rievocato la battaglia per introdurre il congedo obbligatorio per i padri, una misura che, nonostante le resistenze legate ai costi, venne introdotta perché rappresentava un primo passo verso una maggiore condivisione delle responsabilità familiari.
«Significava accendere almeno una lampadina», ha ricordato.
Il peso del lavoro di cura, tradizionalmente attribuito alle donne, resta infatti uno degli ostacoli alla loro indipendenza. Fornero ha anche criticato le scelte politiche che in passato favorirono il ritorno delle donne in famiglia attraverso strumenti come le baby pensioni, giudicandole irresponsabili sia nei confronti delle lavoratrici sia per la sostenibilità dei conti pubblici.
L'educazione finanziaria comincia anche tra le mura domestiche. A sottolinearlo è stata Monica Rivelli, responsabile Sviluppo progetti di FEduF, la Fondazione per l'Educazione finanziaria e al Risparmio, che promuove percorsi educativi nelle scuole.
«Non è facile parlare di denaro. Non è stato facile farlo nelle scuole, dove siamo presenti con progetti di educazione finanziaria, e non lo è nelle famiglie, dove è ancora considerato un po' un tabù», ha spiegato.
Secondo Rivelli, affrontare apertamente questi temi permette ai ragazzi di sviluppare maggiori competenze. La famiglia rappresenta infatti la prima agenzia di socializzazione economica: i figli imparano non soltanto da ciò che viene loro raccontato, ma anche dagli esempi quotidiani. Un genitore che pianifica le spese e gestisce il bilancio familiare trasmette abitudini che possono diventare strumenti utili per il futuro.
Lo stesso meccanismo riguarda gli stereotipi di genere, che possono condizionare fin dall'infanzia il rapporto con il denaro e la percezione delle proprie capacità economiche.
Sul ruolo di questi condizionamenti si è soffermata anche Giulia Bettin, professoressa di Economia politica alla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche, richiamando l'attenzione sugli stereotipi che continuano a influenzare le opportunità e le scelte delle donne.
L'importanza di un sostegno concreto alle donne è stata evidenziata anche da Roberta Famà, Chief ESG, Brand e Rapporti istituzionali di Cassa Centrale Banca.
«Il mondo del credito cooperativo agisce avendo relazioni concrete con i territori. Questo ci permette di aiutare le donne con l'educazione finanziaria e di essere un supporto alla consapevolezza», ha spiegato.
Un'attenzione particolare va a chi si assume la maggior parte degli impegni legati alla cura di mariti, figli e anziani, rinunciando talvolta a un reddito personale, alla tutela previdenziale e alla possibilità di costruire una propria autonomia economica.
Un tema che si intreccia con quello della violenza economica, una forma di sopraffazione che può manifestarsi attraverso il controllo delle risorse, la limitazione dell'accesso al denaro e la dipendenza finanziaria dal partner.
Elisa Giusti, responsabile del servizio antiviolenza Il Faro, ha approfondito le diverse situazioni in cui le disparità economiche possono nascondere dinamiche di controllo e abuso, mettendo in evidenza quanto la disponibilità di risorse proprie sia importante per la libertà personale.
Il Forum di Civitanova ha così messo in luce una questione che va oltre la gestione del denaro: l'indipendenza economica è una condizione essenziale per scegliere, progettare il proprio futuro e sottrarsi a situazioni di dipendenza e sopraffazione.
Le storie di Gina, Sara e Giada raccontano percorsi differenti, ma convergono sullo stesso punto: la libertà finanziaria non si costruisce soltanto attraverso il reddito, ma anche con conoscenze, consapevolezza, opportunità e strumenti concreti. Una sfida che chiama in causa famiglie, scuole, imprese, istituzioni e sistema bancario, affinché l'autonomia delle donne diventi sempre più una possibilità reale e non un traguardo da conquistare da sole.
L’ITTS “E. Divini” di San Severino Marche diventa capofila della rete scolastica territoriale per l’educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile. Il riconoscimento del ruolo dell’istituto è arrivato venerdì 16 ottobre, nell’Aula Magna della scuola, con la firma del Protocollo d’Intesa con l’Unione Montana Potenza Esino Musone, nell’ambito dell’iniziativa “Insieme per la valorizzazione del territorio”, promossa dal Comitato Eco-Schools del Divini.
L’accordo punta a costruire una collaborazione stabile tra scuole, istituzioni e comunità locali, con l’obiettivo di diffondere buone pratiche ambientali e coinvolgere le nuove generazioni nella tutela del territorio. In base al protocollo, il Divini avrà il compito di coordinare le attività sul piano tecnico e organizzativo, mentre l’Unione Montana e i Comuni aderenti favoriranno il raccordo con le politiche ambientali locali.
Il progetto si inserisce nel programma internazionale Eco-Schools, promosso dalla Foundation for Environmental Education (FEE), che coinvolge le scuole nella diffusione di comportamenti responsabili e nella promozione della sostenibilità. Proprio l’importanza di fare rete è stata al centro dell’intervento di Claudio Mazza, presidente di FEE Italia, che ha sottolineato la necessità di ampliare lo sguardo oltre i confini nazionali ed europei, valorizzando la collaborazione tra realtà educative e istituzioni.
Nel corso dell’incontro, Mazza ha consegnato all’istituto anche quest’anno la Bandiera Verde, riconoscimento assegnato alle scuole che si distinguono per l’impegno nella sostenibilità e nell’adozione di pratiche rispettose dell’ambiente. Ad aprire il pomeriggio erano stati i saluti della dirigente scolastica Catia Scattolini.
Alla firma del protocollo hanno partecipato anche il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il presidente dell’Unione Montana e sindaco di Matelica, Denis Cingolani, e rappresentanti di alcune importanti realtà del territorio: tra loro l’ex rettore dell’Università di Camerino Claudio Pettinari, il presidente del Cosmari Paolo Gattafoni e il direttore generale Brigitte Pellei.
La giornata si è conclusa con un momento dedicato alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale locale. Alcuni membri dell’associazione Photonica3 sono intervenuti nel talk “Nel Segno della Luce”, raccontando attraverso le immagini le bellezze del territorio. A seguire è stata inaugurata una mostra fotografica dedicata agli stessi temi, già esposta recentemente al Forte Malatesta di Ascoli Piceno.
L’intesa segna un nuovo passo nel percorso del Divini per promuovere la cultura della sostenibilità, mettendo in relazione il mondo della scuola con le amministrazioni e le realtà locali. L’obiettivo è trasformare l’educazione ambientale in un impegno condiviso, capace di coinvolgere gli studenti e contribuire alla valorizzazione delle risorse dell’entroterra maceratese.
Dodici giovani autrici e autori premiati, quattro categorie e un unico filo conduttore: il valore della conoscenza, della libertà e delle relazioni umane. Il Teatro della Filarmonica ha ospitato giovedì 15 ottobre la cerimonia conclusiva della terza edizione del Premio Letterario Humanities, promosso dall’Università di Macerata nell’ambito del Macerata Humanities Festival.
Un appuntamento dedicato alla creatività delle nuove generazioni, che attraverso la poesia e la narrativa hanno dato voce alle grandi questioni del presente. Il concorso è rivolto agli studenti delle scuole superiori e delle università di Marche, Abruzzo e Umbria, chiamati quest’anno a confrontarsi con il tema del Festival: "Oltre la legge della forza. Valore della conoscenza, conoscenza dei valori".
La serata si è aperta con il saluto del rettore John McCourt, seguito dall’esibizione del Coro UniMc, diretto dal maestro Lorenzo Chiacchiera. Ospite dell’iniziativa la scrittrice, giornalista e bookblogger Giulia Ciarapica, laureata in Filologia moderna proprio all’Università di Macerata, che ha offerto al pubblico una riflessione sul tema scelto per questa edizione.
Per la sezione "Poesia – Scuole superiori", il primo premio è andato a Diletta Stizza, del Liceo scientifico "Galileo Galilei" di Macerata. Al secondo posto si è classificata Angelica D’Addario, dell’I.I.S. “Corridoni-Campana”, mentre il terzo premio è stato assegnato a Nicole Penelope Balsamo, dell’I.I.S. "Matteo Ricci" di Macerata.
Nella categoria "Poesia – Università", il primo classificato è Alessio Bracciatelli, studente di Lettere moderne e contemporanee. Secondo posto per Nicola Rosati, iscritto a Design e discipline della moda, e terzo per Sara Scoccia, studentessa del corso di Lingue e culture moderne dell’Università di Macerata.
Per la sezione "Narrativa – Scuole superiori", a conquistare il primo posto è stata Alessia Gabriela Czap, del Liceo scientifico "Temistocle Calzecchi Onesti" di Fermo. Seconda classificata Stella Luchetta, del Liceo scientifico "Enrico Medi" di Senigallia, mentre al terzo posto si è piazzata Francesca Ludovici, dell'I.I.S. "A. Bafile" dell’Aquila.
Tra gli universitari, per la categoria "Narrativa – Università", il primo premio è andato a Marco Bevilacqua, studente del corso di Filologia, letterature e storia dell’antichità dell'Università di Macerata. Seconda classificata Serena Cinquepalmi, iscritta al corso di Lingue, culture e traduzione letteraria dello stesso Ateneo, e terzo Massimo Bontempi, studente di Scienze filosofiche.
A consegnare i riconoscimenti sono stati i componenti della giuria: Fabiola Branchesi, Adrian Bravi, Costanza Geddes Da Filicaia, Evita Greco e Renata Morresi.
La cerimonia ha dato spazio anche alle opere premiate, con la lettura di alcuni estratti da parte dei giovani autori, offrendo al pubblico un assaggio delle diverse sensibilità e dei temi affrontati nei loro lavori. Nicole Penelope Balsamo è stata rappresentata dal fratello, mentre Alessia Gabriela Czap e Serena Cinquepalmi, assenti per motivi personali e di studio, hanno partecipato attraverso la lettura dei rispettivi testi.
Il Teatro Nicola Vaccaj di Tolentino inaugura la nuova stagione domenica 18 ottobre con People, Places And Things, spettacolo interpretato da Anna Ferzetti e diretto da Pierfrancesco Favino. Un debutto importante per il teatro tolentinate, che torna a essere protagonista non soltanto come luogo di rappresentazione, ma anche come spazio di lavoro e di crescita dei progetti teatrali.
Al centro della produzione c'è il potente testo del drammaturgo britannico Duncan Macmillan, considerato una delle voci più significative della scena contemporanea. Lo spettacolo è prodotto da Gli Ipocriti Melina Balsamo in coproduzione con il Teatro Stabile di Catania.
La scelta del Vaccaj per il riallestimento rappresenta un significativo riconoscimento per la struttura di Tolentino, che a distanza di sette anni da Bella Figura torna ad accogliere una produzione impegnata nella preparazione di una nuova messa in scena.
Per tutta la settimana la compagnia ha lavorato sul palcoscenico tolentinate, preparando il nuovo allestimento sotto la guida di Pierfrancesco Favino, apprezzato attore e regista.
Un'attività che testimonia la vocazione del Teatro Vaccaj ad accogliere non solo gli spettacoli destinati al pubblico, ma anche i processi creativi che ne accompagnano la costruzione e l'evoluzione. Ospitare le prove di una produzione di questo livello significa infatti aprire le porte del teatro a una dimensione fondamentale dello spettacolo dal vivo, quella del lavoro artistico che precede il debutto.
Durante una pausa dalle prove, il sindaco Mauro Sclavi e l'assessore alla Cultura Fabio Tiberi, accompagnati dal segretario generale Stefano Zanieri, hanno fatto visita alla compagnia per portare il saluto della città e dell'amministrazione comunale al regista Pierfrancesco Favino e a tutti gli artisti coinvolti.
Con People, Places And Things, il Teatro Vaccaj inaugura la stagione affidandosi a un'opera di forte impatto, firmata da uno degli autori più interessanti del teatro britannico contemporaneo e portata in scena da un cast guidato da Anna Ferzetti, sotto la direzione di Favino.
L'appuntamento di domenica 18 ottobre segna così l'avvio di un nuovo percorso culturale per il teatro tolentinate, confermandone il ruolo di riferimento per lo spettacolo dal vivo e per l'accoglienza di produzioni di rilievo nazionale.
Il grave lutto che ha colpito la comunità di San Severino Marche per la scomparsa del giovane Stefano Marrese porta a una modifica del programma del Festival della Dea Feronia. Lo spettacolo previsto per questa sera, sabato 17 ottobre, al teatro Feronia è stato rinviato a data da destinarsi.
A essere posticipato è il concerto “Mikael, la pietra, la piuma, la parola”, un viaggio musicale tra storie di popoli e di anime che avrebbe visto protagonisti Michele Lobaccaro, Michele Gazich, Giovannangelo de Gennaro e Francesco Cielo.
Restano invece confermati tutti gli altri appuntamenti della manifestazione, che prosegue regolarmente nel fine settimana con incontri dedicati alla divulgazione scientifica, alla biodiversità e alla storia.
Il programma di oggi, sabato 17 ottobre, si apre alle 17 con Barbara Gallavotti, nota scrittrice e divulgatrice scientifica, collaboratrice per oltre vent'anni di Piero Angela e coautrice di programmi televisivi come Superquark e Ulisse.
Al centro dell'incontro il suo libro “Il futuro è già qui”, pubblicato da Mondadori. In dialogo con Lucia Tancredi, l'autrice proporrà una riflessione sul rapporto tra esseri umani e macchine, natura e artificiale, paura e fiducia, affrontando alcune delle grandi questioni che accompagnano le trasformazioni del nostro tempo.
Alle 18.30 spazio alla biodiversità domestica con Nicola Bressi, naturalista e zoologo, curatore del Museo di Storia Naturale di Trieste. L'ospite presenterà “Coinquilini bestiali”, pubblicato da Aboca Edizioni, in un incontro condotto da Stefania Monteverde. Un viaggio alla scoperta degli animali che vivono nelle nostre case e di quella biodiversità quotidiana che spesso passa inosservata.
Il Festival proseguirà domenica 18 ottobre con un programma che intreccia territorio, ricerca scientifica e riflessione storica.
Alle 10 è prevista una visita guidata al castello di Pitino, per scoprire la storia e le leggende del luogo insieme a Daniela Perrone, guida turistica accreditata dalla Regione Marche.
Nel pomeriggio, alle 17, il teatro Feronia ospiterà la biologa marina e ricercatrice Lucrezia Cilenti, autrice di “Blu il granchio”, pubblicato da EV Casa editrice e vincitore del Premio Franz Kafka Italia 2026. In dialogo con Marina Peral Sanchez, l'autrice racconterà la propria esperienza di studio della specie aliena del granchio blu, attraverso un'opera che intreccia rigore scientifico e riflessione personale.
Alle 18, sempre al teatro Feronia, il Festival si concluderà con Giovanna Potenza, ricercatrice, storica e filosofa, che presenterà “Malefiche. Storia della caccia alle streghe”, edito da Ponte alle Grazie. In dialogo con Lucia Tancredi, l'autrice ripercorrerà quattro secoli di controllo sociale, politico e simbolico esercitato sulle donne attraverso la persecuzione per stregoneria.
Tutti gli appuntamenti del Festival della Dea Feronia sono a ingresso gratuito grazie al finanziamento del bando “Città che legge” del Centro per il Libro e la Lettura.
Per informazioni e aggiornamenti sul programma è possibile consultare le pagine Facebook e Instagram @iraccontidelladeaferonia e i canali ufficiali del Comune di San Severino Marche.
Il rinvio del concerto rappresenta una modifica al programma dettata dal lutto che ha colpito la comunità settempedana. Gli altri incontri restano confermati, offrendo al pubblico un fine settimana di cultura, divulgazione e approfondimento.
Una grande festa di sport, solidarietà e partecipazione ha animato questa mattina il Centro Commerciale ValdiChienti e le strade di Piediripa in occasione della seconda edizione della ValdiChienti Charity Run for CorriADMO.
Sono stati più di 1000 i partecipanti ufficialmente iscritti, un nuovo record per la manifestazione. Un lungo fiume giallo, formato da famiglie, bambini, associazioni e appassionati di sport, ha colorato il territorio con la maglietta ufficiale dell’evento.
Ad accogliere i partecipanti è stata una giornata caratterizzata da temperature miti e da un clima di grande entusiasmo. Presenti anche la Croce Rossa Italiana e la Croce Verde, che hanno garantito la propria assistenza durante lo svolgimento della manifestazione.
Dopo il riscaldamento muscolare collettivo, organizzato all’interno dell’anfiteatro del Centro Commerciale a ritmo di musica, alle ore 9.45 è stata data ufficialmente la partenza.
Tre i percorsi proposti: uno breve di 2,6 chilometri, uno intermedio di 4,3 chilometri e uno lungo di circa 8 chilometri. Particolarmente suggestivo il passaggio dei percorsi medio e lungo nei pressi della splendida Abbazia di San Claudio, uno dei luoghi più rappresentativi del territorio.
Il partner tecnico Game7 Athletics ha voluto inoltre premiare il primo uomo e la prima donna giunti al traguardo del percorso più lungo.
Numerose le associazioni che hanno aderito all’iniziativa e che, attraverso la manifestazione, hanno potuto raccogliere fondi destinati a sostenere le proprie attività. Molto significativa anche la partecipazione delle famiglie provenienti dalle scuole del territorio.
La manifestazione ha permesso di raccogliere circa 7.000 euro, destinati per metà ad ADMO e per la restante metà alle associazioni, alle scuole, alle palestre e a tutti gli enti che hanno sostenuto il progetto partecipando attivamente alla sua realizzazione.
Fondamentale il contributo di Pneus Marche, Gruppo Fisiomed e Banca Macerata, che hanno sostenuto il progetto e contribuito a rendere questa giornata ancora più coinvolgente e indimenticabile. Un ringraziamento speciale va anche a Conad, che ha sostenuto l’iniziativa offrendo il ristoro ai partecipanti.
Particolarmente importante anche l’attività di sensibilizzazione promossa da ADMO: durante la giornata sono state effettuate 23 nuove tipizzazioni, permettendo ad altrettante persone di iscriversi al Registro come potenziali donatori di midollo osseo.
«Per noi è un grande piacere poter ospitare la CorriADMO Macerata, perché siamo da sempre vicini al territorio e ai progetti capaci di generare un beneficio concreto per la comunità», ha dichiarato Gianluca Tittarelli, direttore del Centro Commerciale ValdiChienti. «Vedere così tante famiglie e così tante persone partecipare alla manifestazione rappresenta per noi motivo di grande soddisfazione e orgoglio. Le 23 tipizzazioni effettuate dimostrano inoltre che il messaggio di solidarietà che volevamo trasmettere è arrivato forte e chiaro».
Grande soddisfazione anche nelle parole di Eleonora Salvatori, presidente di ADMO Macerata: «Ringraziamo il Centro Commerciale ValdiChienti, che ci ospita in questa meravigliosa location, e tutti i partner che hanno scelto di sostenerci. In soli due anni siamo cresciuti da circa 400 partecipanti a oltre mille presenze. Abbiamo effettuato 23 tipizzazioni e per noi questo rappresenta un risultato importantissimo. Vedere centinaia di persone con la nostra maglietta camminare insieme lungo le strade di Piediripa, in una giornata così bella, è stata un’emozione straordinaria».
La seconda edizione della ValdiChienti Charity Run for CorriADMO si chiude quindi con un nuovo record e con un risultato ancora più importante: aver unito sport, comunità e solidarietà.
Il Civitanova Film Festival 2026 ha annunciato i vincitori della sua dodicesima edizione. Il Premio Stelvio Massi al miglior cortometraggio è stato assegnato a Nobody Knows the World, opera di Roddy Dextre, realizzata tra Colombia, Messico, Perù e Spagna. Le premiazioni si sono svolte sabato 17 ottobre al cinema Cecchetti di Civitanova Marche, al termine di un’edizione dedicata al tema “Il torto e la ragione”.
Il riconoscimento per la miglior regia è andato a Lorenzo Quagliozzi per Arca, produzione italiana. Il Premio Claudio Gaetani al miglior attore è stato invece assegnato a Reno Cole per la sua interpretazione in Sound of Somme, cortometraggio belga. Per la miglior attrice è stata premiata Aoyang Li, protagonista di No One Knows I Disappeared, produzione cinese.
Particolarmente significativa la partecipazione delle scuole al Premio Corti Young, il progetto del festival dedicato alle proiezioni per gli studenti. A scegliere il vincitore sono stati circa 700 ragazzi della scuola secondaria di primo grado Giuseppe Ungaretti, dell’IIS Bonifazi Corridoni e dell’IIS Leonardo Da Vinci. Il loro verdetto è stato unanime: il riconoscimento è andato a A Friend of Dorothy di Lee Knight.
A valutare i cortometraggi in concorso è stata una giuria composta dal regista e sceneggiatore Nikola Brunelli, dal regista Gianluca Santoni, dall’operatrice e progettista culturale Stefania Minciullo e dall’attrice e doppiatrice Simona Ripari.
La cerimonia al cinema Cecchetti si è aperta con un momento dedicato proprio a Corti Young, alla presenza dei direttori artistici Peppe Barbera e Michele Fofi, delle dirigenti scolastiche Gloria Gradassi, dell’IC Sant’Agostino, e Angela Fiorillo, dell’IIS Bonifazi, oltre alla docente Maria Grazia Baiocco dell’IIS Da Vinci.
In chiusura, la presidente dei Teatri Maria Luce Centioni e la vicepresidente Agnese Biritognolo hanno richiamato il valore del tema scelto per questa edizione, sottolineando l’importanza di aver dato spazio a diverse forme artistiche e alle realtà del territorio.
Il festival si conclude oggi, domenica 18 ottobre, con due appuntamenti. Alle 17 il teatro Rossini ospiterà il debutto del nuovo spettacolo dell’Orchestra Parallela, intitolato Una città per amare. Il progetto, nato ufficialmente due anni fa, mette al centro il valore terapeutico e sociale della musica, attraverso un’esperienza condivisa tra persone e professionalità diverse.
Sul palco saliranno gli utenti dei centri diurni e residenziali del territorio, insieme a musicisti professionisti, operatori, volontari e allievi del Laboratorio Musicale Il Palco. A guidare il percorso sarà il musicoterapista Renzo Morreale, mentre la regia è affidata a Vanessa Spernanzoni. I biglietti sono disponibili sul circuito Vivaticket e alla biglietteria dei Teatri.
L’ultimo appuntamento cinematografico è fissato invece alle 21:15 al cinema Cecchetti, con la proiezione di Santiago – Un cammino per ricominciare. L’iniziativa è promossa in collaborazione con il Tavolo Tecnico Permanente per la Salute delle Nuove Generazioni del Comune di Civitanova Marche. Il costo del biglietto è di 5 euro, con riduzione a 4 euro.
Una serata speciale, vissuta nel segno dell’amicizia, della convivialità e dei ricordi di una vita. I nati nel 1950 di Potenza Picena si sono ritrovati nei giorni scorsi per una reunion che ha riportato insieme volti familiari e storie di una generazione, unita da esperienze condivise e da un legame con il territorio che il tempo non ha scalfito.
All’iniziativa, nata da un’idea di Mario Properzi e Hgrfjaaa, promotori e organizzatori dell’incontro, hanno aderito più di trenta “cinquantini”, desiderosi di trascorrere qualche ora in compagnia e riscoprire il piacere di stare insieme.
La cornice scelta per l’appuntamento è stata quella dello storico ristorante Le Scalette, nel cuore del centro storico cittadino. Qui, attorno alla tavola, la cena si è trasformata in un’occasione per riannodare i fili della memoria, tra racconti, aneddoti e ricordi di un passato comune.
Tra una portata e l’altra, la conversazione ha ripercorso le tappe di una vita, facendo riaffiorare episodi, volti ed esperienze che hanno accompagnato i partecipanti nel corso degli anni. Non sono mancati sorrisi ed emozioni, in un’atmosfera resa ancora più coinvolgente dalla gioia di ritrovarsi e dalla consapevolezza di appartenere a una stessa comunità.
A impreziosire la serata è stata la musica del sax di Arturo Sargentoni, che con le sue note ha accompagnato i momenti conviviali, regalando all’incontro un tocco di eleganza e suggestione.
La reunion si è così trasformata in molto più di una semplice cena: un’occasione per celebrare l’amicizia, valorizzare i legami costruiti nel tempo e riscoprire il valore di una storia condivisa.
L’auspicio dei partecipanti è che l’iniziativa possa ripetersi anche in futuro, diventando un appuntamento capace di rinnovare nel tempo il piacere di ritrovarsi e il senso di appartenenza alla comunità di Potenza Picena.
Una festa all’insegna dell’amicizia, dell’affetto e dei ricordi per celebrare un traguardo importante. Martedì 13 ottobre, all’Oratorio di Chiesanuova, a Treia, Nazzareno Palmieri, per tutti gli amici Neno, ha festeggiato il suo 80° compleanno circondato da oltre 200 invitati.
Una serata speciale, organizzata dal Bim Bum Bar, che ha curato gli allestimenti con palloncini e tovaglie colorate, trasformando il locale in uno spazio festoso per rendere omaggio al festeggiato. Un’iniziativa voluta dagli amici per regalare a Nazzareno un ricordo destinato a rimanere nel tempo.
Alla festa ha partecipato l’Amministrazione comunale di Treia, con il sindaco Franco Capponi, il vicesindaco e assessore alla Cultura David Buschittari, l’assessore al Bilancio Roberto D’Ascanio, l’assessore al Turismo Sabrina Virgili, l’assessore ai Servizi sociali Camilla Palmieri e il consigliere Tommaso Sileoni.
Presenti anche i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri: il comandante della Stazione di Treia, Paolo Caldarola, il vicecomandante Chiara Grappeja, il maresciallo stagista Claudia Marino e il carabiniere Giammarco Tosto.
Tra gli ospiti anche Luciano Sileoni, patron di Lube, azienda del settore dell’arredamento e della produzione di cucine conosciuta a livello internazionale, e Nazzareno Palmieri, imprenditore attivo nel settore edile. Due figure che, con il loro percorso professionale, hanno contribuito alla crescita economica del territorio.
Alla serata hanno preso parte inoltre Andrea Innocenzi, vicequestore in pensione, il cardiologo dell’ospedale di Macerata Raul Latini e Luciano Bonvecchi, presidente della società sportiva Chiesanuova Calcio, insieme a numerosi amici e parenti.
Uno dei momenti più significativi della festa è stato il regalo degli abitanti e degli amici di Paterno, frazione di Treia, che hanno voluto rendere omaggio al festeggiato con un quadro capace di raccontare alcuni aspetti della sua vita: l’attività imprenditoriale, la passione per la caccia e quella per il gioco delle bocce. Un pensiero simbolico, che racchiude esperienze, interessi e legami costruiti nel corso degli anni.
Al termine della serata, Nazzareno ha preso il microfono per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e contribuito alla riuscita dell’iniziativa. Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli organizzatori del Bim Bum Bar, Luciano Rapaccini e Sara Branchesi, oltre a Matteo Palombari e Francesco Vigneti per il lavoro in cucina.
Un pensiero riconoscente anche al parroco don Igino Tartabini, per aver messo a disposizione l’Oratorio di Chiesanuova, struttura gestita dal responsabile Marco Marini.
Una serata intensa e partecipata, che ha dimostrato quanto Nazzareno Palmieri sia circondato dall’affetto di una comunità pronta a festeggiare con lui un traguardo importante: ottant’anni di vita, lavoro, passioni e amicizie.
Letteralmente surreale, se non demenziale, è la condizione nella quale si è venuta trovando l’Unione Europea dopo il recente accordo energetico siglato tra la Russia di Putin e gli Stati Uniti d’America di Donald Trump. In virtù di detto accordo, gli Stati Uniti d’America acquisiranno gasolio dalla Russia, evidentemente traendone il loro buon vantaggio.
Pecunia non olet, soprattutto quando si è compreso che la Russia non può essere sconfitta sul campo e che dunque, con sobrio realismo, conviene fare accordi con essa.
Il coro virtuoso del politicamente e geopoliticamente corretto Italico, dal tatuato dei Parioli, Calenda, alla pasionaria della russofobia, Pina Picierno, ha subito tuonato, più livoroso che mai, contro l’imperatore a stelle e strisce, che ha osato agire contro l’interesse dell’Europa e di Kiev: servo di Putin, ha sbottato il tatuato dei Parioli; asset di Putin, gli ha fatto eco la pasionaria Picierno.
Come già ho evidenziato, ormai la politica, l’economia e le decisioni sovrane sono nelle mani dei grandi imperi. Sono loro i protagonisti odierni della storia universale, in particolare Russia e America, secondo una traiettoria peraltro già prevista dallo Hegel nelle sue imperiture lezioni sulla filosofia della storia.
Qualche considerazione ulteriore merita, telegraficamente, la condizione tragicomica e demenziale in cui si è cacciata l’Unione Europea, treno in corsa verso l’abisso, professionista nel danneggiare se stessa e nel coprirsi di ridicolo al cospetto del mondo intero. Prima del 2022, i Paesi europei si rifornivano di materie prime a prezzi convenienti dalla Russia di Putin.
Poi, con l’avvento della guerra, hanno deciso sciaguratamente di interrompere le relazioni commerciali con l’orso russo, rifornendosi a prezzi esorbitanti dagli Stati Uniti d’America: già così la situazione era bastevolmente demenziale, se si considera che il nostro “nemico” russo ci forniva le materie prime a prezzi decisamente più contenuti rispetto al nostro “amico” americano.
Sorgeva il legittimo sospetto che il vero scopo della guerra d’Ucraina fosse anche separare l’Europa dalla Russia per renderla ancora più sottomessa alla civiltà del dollaro. Ma, come si suol dire, allorché si è toccato il fondo, si può poi ancora scavare.
Ed è ciò che ha fatto con zelo l’Unione Europea, campionessa olimpionica in questo sport: la UE, infatti, dopo il recente accordo energetico siglato dai due imperi, si trova ora ad acquistare materie prime a prezzi esorbitanti dagli Stati Uniti d’America che invece le ottengono a prezzi vantaggiosi dalla Russia. Per essere ancora più precisi e più diretti, l’Unione Europea utilizza ora materie prime russe, pagandole però a prezzi esorbitanti perché mediate dagli Stati Uniti d’America.
Il famoso gesto di Tafazzi cristallizza plasticamente la postura o, se preferite, l’impostura dell’Unione Europea. Definirla gabbia di matti significa essere ancora decisamente gentili e garbati. E, intanto, Donald Trump, l'imperatore a stelle e strisce, il codino biondo che fa impazzire il mondo, ha definitivamente scaricato il guitto di Kiev, l'attore Nato Zelensky, dittatore e attore, in una parola "dittattore". Era, peraltro, nell'aria già da tempo, almeno fin da quando, mesi fa, l'imperatore Trump sbertucciò e umiliò in mondovisione il guitto di Kiev nella sala ovale a Washington. Adesso la frattura pare essersi consumata in via definitiva.
Senza perifrasi edulcoranti, e con le solite movenze dell'elefante nella sala di cristalli, Donald Trump ha dichiarato che l'attore Nato crea solo problemi e che è tempo di cambiare presidente in Ucraina. Gli fa eco Elon Musk, il turbocapitalista apolide e transumanista, il quale sostiene che l'attore Nato si è spinto decisamente troppo in là.
Il cuore della questione mi pare che stia in quanto segue: dopo il governo dell'arcobalenolico e vegliardo Biden, che voleva a tutti i costi la guerra con la Russia e si illudeva pure di poterla sconfiggere, Trump ha compreso, con sobrio realismo, dell'inattuabilità di questo programma e ha conseguentemente deciso di fare una strambata, scendendo a patti con Putin e addirittura facendo affari con lui. Ne segue non solo che Putin è il vero vincitore della guerra, ma anche che l'attore Nato è ormai inservibile, pronto a fare la fine riservata ai burattini di Mangiafuoco quando non servono più allo spettacolo del cinico burattinaio.
Vero è che a decidere dei cambi di governo dovrebbero essere i popoli e le nazioni, non Washington, come troppo spesso fa, con la sua usuale spocchia imperialistica e con la sua smania di regime change. È quanto ha provato a fare timidamente notare a Trump lo stesso guitto di Kiev, passato istantaneamente dal precedente atteggiamento servile verso Trump alla nuova postura goffamente oppositiva.
Ha detto Zelensky che spetta agli ucraini, e soltanto a loro, decidere chi sarà il loro presidente. Si tratta di parole che, di per sé, sarebbero pure condivisibili, se non fosse che a pronunziarle è l'attore Nato, quello che, dal 2022, facendo valere la legge marziale, ha sospeso l'attività di molteplici partiti in Ucraina, giudicati filorussi, e ha oltretutto imposto il canale televisivo unico. Insomma, non ci pare proprio che il prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood, ora scaricato dal suo padrone, sia nelle condizioni di impartire lezioni di democrazia a qualcuno.
Immagina di scegliere un nuovo nome e, con esso, un’intera nuova vita. Una settimana di totale invisibilità: un nome mai pronunciato prima e una quotidianità ideale. Non una fuga, ma un atto di pura libertà per provare a ritrovare la nostra essenza, quando nessuno ci osserva.
Accade spesso che la mattina, ancora prima di alzarci dal letto, ci modelliamo per indossare un’identità che non ci appartiene totalmente. Un nome che altri hanno scelto per noi e che porta con sé aspettative, doveri, rinunce e ruoli ereditati fin dall’infanzia. Si tratta di una serie di sottili compromessi emotivi, talmente radicati in noi da renderci inconsapevoli, ma il cui prezzo da pagare è altissimo.
Quanta stanchezza nasce dal vivere entro i confini di un’immagine ideale tracciata da altri, che abbiamo finito per sovrapporre al nostro vero io? Ci raccontiamo che sia affetto, dedizione, senso di responsabilità; spesso, tuttavia, si tratta solo del timore di deludere. Così smussiamo i nostri angoli, per adeguarci al ruolo che ci è stato dato: rimpicciolendo, spegniamo l’energia vitale della nostra natura più autentica.
Cosa accadrebbe se la platea che ci circonda, all’improvviso scomparisse? Se nessuno potesse più misurarci, giudicarci o definirci? Un nuovo nome che racchiude in sé l'infinito delle possibilità: nessun binario predeterminato, nessun peso da sostenere, nessuna immagine da difendere.
Assumere un’identità inedita significa interrompere gli automatismi e fare spazio alla creatività; significa deviare dai soliti percorsi per provare a dire e fare ciò che non abbiamo mai avuto il coraggio di esternare.
Immaginare di camminare in una città sconosciuta, dove tutto diventa possibile senza il condizionamento dello sguardo altrui. Permetterci, finalmente, di realizzare un desiderio accantonato per anni perché ritenuto inadeguato al nostro ruolo, o pronunciare un «no» liberatorio senza il peso del senso di colpa.
Un’occasione per chiederci se ciò che abbiamo sempre considerato l'unico modo di vivere sia stata una scelta consapevole o una semplice consuetudine assimilata da bambini pur di ricevere approvazione.
Disinnescare la pressione del giudizio esterno vuol dire trovare fedeltà a se stessi. Nel silenzio in cui tace il rumore di fondo delle attese altrui, si accende una domanda fondamentale: cosa è davvero importante per noi? Cosa sa donarci autentica leggerezza e meraviglia?
Indossare un nuovo nome è un gioco che ci permette di spogliarci di zavorre che non ci appartengono, per scoprire la grazia semplice di esistere.