Ha bloccato un carroattrezzi lungo la strada, minacciato il conducente e tentato di impossessarsi dell'auto trasportata, per poi fuggire con il cellulare del soccorritore. È quanto contestato a un 23enne tunisino, residente a Macerata e regolare sul territorio nazionale, denunciato dai carabinieri della Stazione di Montecassiano al termine di un'articolata attività d'indagine.
I fatti risalgono alla mattina del 12 agosto, quando la centrale operativa ha inviato i militari di Montecassiano e l'Aliquota Radiomobile in soccorso di un 66enne, dipendente di una ditta di soccorso stradale.
L'uomo aveva appena caricato sul carroattrezzi un'autovettura rimasta in panne, quando è stato improvvisamente affiancato e bloccato dall'indagato, che si trovava a bordo della propria automobile.
Le chiavi del carroattrezzi e il tentativo di prendere l'auto
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 23enne sarebbe sceso dal proprio veicolo con un atteggiamento minaccioso, riuscendo a sfilare le chiavi dal quadro del carroattrezzi. Successivamente avrebbe preteso anche le chiavi della vettura trasportata, sostenendo falsamente di esserne il proprietario.
Il giovane è quindi salito a bordo dell'auto in panne, tentando senza successo di metterla in moto. Di fronte alla situazione, il soccorritore ha contattato telefonicamente il reale proprietario del veicolo per chiarire la vicenda. Ma proprio durante la conversazione si è verificato il secondo episodio.
Gli prende il cellulare e fugge verso Osimo
L'indagato, chiedendo di parlare direttamente con il proprietario della macchina, si sarebbe impossessato con destrezza del cellulare del 66enne, per poi risalire sulla propria auto e allontanarsi a forte velocità.
Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno portato i carabinieri fino a Osimo, dove i militari della locale Stazione sono riusciti a rintracciare il 23enne e a recuperare lo smartphone, successivamente sottoposto a sequestro.
Le successive verifiche hanno permesso di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. In particolare, i carabinieri hanno analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e raccolto le testimonianze delle persone presenti.
Al termine dell'attività investigativa, il giovane è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata, ritenuto responsabile, allo stato delle indagini, dei reati di tentata rapina e furto aggravato.
Ha bloccato un carroattrezzi lungo la strada, minacciato il conducente e tentato di impossessarsi dell'auto trasportata, per poi fuggire con il cellulare del soccorritore. È quanto contestato a un 23enne tunisino, residente a Macerata e regolare sul territorio nazionale, denunciato dai carabinieri della Stazione di Montecassiano al termine di un'articolata attività d'indagine.
I fatti risalgono alla mattina del 12 agosto, quando la centrale operativa ha inviato i militari di Montecassiano e l'Aliquota Radiomobile in soccorso di un 66enne, dipendente di una ditta di soccorso stradale.
L'uomo aveva appena caricato sul carroattrezzi un'autovettura rimasta in panne, quando è stato improvvisamente affiancato e bloccato dall'indagato, che si trovava a bordo della propria automobile.
Le chiavi del carroattrezzi e il tentativo di prendere l'auto
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 23enne sarebbe sceso dal proprio veicolo con un atteggiamento minaccioso, riuscendo a sfilare le chiavi dal quadro del carroattrezzi. Successivamente avrebbe preteso anche le chiavi della vettura trasportata, sostenendo falsamente di esserne il proprietario.
Il giovane è quindi salito a bordo dell'auto in panne, tentando senza successo di metterla in moto. Di fronte alla situazione, il soccorritore ha contattato telefonicamente il reale proprietario del veicolo per chiarire la vicenda. Ma proprio durante la conversazione si è verificato il secondo episodio.
Gli prende il cellulare e fugge verso Osimo
L'indagato, chiedendo di parlare direttamente con il proprietario della macchina, si sarebbe impossessato con destrezza del cellulare del 66enne, per poi risalire sulla propria auto e allontanarsi a forte velocità.
Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno portato i carabinieri fino a Osimo, dove i militari della locale Stazione sono riusciti a rintracciare il 23enne e a recuperare lo smartphone, successivamente sottoposto a sequestro.
Le successive verifiche hanno permesso di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. In particolare, i carabinieri hanno analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e raccolto le testimonianze delle persone presenti.
Al termine dell'attività investigativa, il giovane è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata, ritenuto responsabile, allo stato delle indagini, dei reati di tentata rapina e furto aggravato.
In questo episodio del podcast Nati per… incontriamo Barbara Trasatti, una delle figure più poliedriche e carismatiche della comunicazione visiva e del personal branding nelle Marche. Insieme a lei affronteremo un viaggio affascinante tra creatività, business e indipendenza femminile.
Pioniera del settore, Trasatti ha fondato il suo storico Studio Grafico a Macerata nel 1989, costruendo nel tempo una carriera solida e autonoma. La sua è una storia di pura determinazione: dall'ideazione del rivoluzionario format PersonalGraphicVIP (vincitore del Premio Innovazione nel 2011) fino al recente incarico all'interno della Commissione Regionale per le Pari Opportunità della Regione Marche.
Aperta al confronto e da sempre pronta a mettere la propria esperienza a disposizione degli altri, ha saputo racchiudere la sua visione del mondo in tre fortunate pubblicazioni:
Chic For Life: un agile "minibook" da borsetta fatto di aforismi brevi e battute sagaci, pensato per donne curiose e intraprendenti che hanno imparato a scegliersi. Un vero prontuario di autoironia per affrontare la vita quotidiana con stile ed eleganza; Gettami in pasto ai lupi e tornerò alla guida del branco: un manuale di crescita personale per eroi di tutti i giorni; una lezione di resilienza e forza interiore per imparare a superare le avversità; Chic For Life 2: naturale evoluzione del primo progetto, il volume consolida un percorso di pillole di saggezza moderna, promuovendo l'idea di una femminilità forte, indipendente e capace di tracciare la propria strada. Un’opera dedicata a chi sta ricominciando e desidera continuare a crescere.
🎧 Ascolta la storia di Barbara Trasatti: la puntata di "Nati per..." è disponibile ora su YouTube, Facebook e Spotify!
Una frode informatica da 47.870 euro ai danni di un 39enne di Corridonia è stata scoperta dai carabinieri della locale Stazione, che al termine di un'articolata attività investigativa hanno denunciato in stato di libertà tre persone, tutte già note alle forze dell'ordine.
Si tratta di un 30enne residente nella provincia di Caserta, un 24enne napoletano e un 51enne di origine albanese residente nel Veronese, ritenuti responsabili, allo stato delle indagini, del reato di frode informatica.
La falsa verifica e il controllo dell'home banking
L'indagine è partita dalla denuncia presentata ai primi di luglio dalla vittima, che sarebbe stata ingannata attraverso una falsa procedura di verifica dell'identità.
Il 39enne, convinto di dover confermare i propri dati, si è collegato al servizio di home banking della propria banca, inserendo le informazioni personali richieste. L'operazione, anziché servire a verificare l'identità, avrebbe consentito ai malintenzionati di generare abusivamente nuove credenziali di accesso.
Attraverso un intervento illecito sui dati del sistema, i responsabili sarebbero quindi riusciti a prendere il controllo dell'applicazione bancaria e a disporre diversi bonifici istantanei.
Sei bonifici per quasi 48mila euro
Il denaro sottratto ammonta complessivamente a 47.870 euro, prelevati da due distinti conti correnti intestati alla vittima insieme, rispettivamente, alla madre e alla convivente, entrambi presso la stessa banca.
Nel dettaglio, è stato disposto un primo bonifico da 25mila euro verso un IBAN. A questo si sono aggiunti tre bonifici per complessivi 14.880 euro indirizzati verso un secondo conto corrente e altri due trasferimenti per un totale di 7.990 euro verso un terzo IBAN.
Un'operazione articolata che ha richiesto ai carabinieri una ricostruzione dettagliata dei movimenti finanziari.
I Carabinieri ricostruiscono i flussi di denaro
Gli investigatori della Stazione di Corridonia hanno infatti seguito i flussi finanziari e i movimenti del denaro, riuscendo a risalire alla titolarità dei tre conti correnti sui quali erano confluite le somme.
Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che tutti e tre i conti di destinazione erano stati attivati dai tre soggetti oggi indagati, consentendo così agli investigatori di ricostruire la presunta frode e di formalizzare le denunce all'Autorità Giudiziaria.
I tre sono stati quindi deferiti in stato di libertà per il reato di frode informatica.
Sacchi di rifiuti, bottiglie, mozziconi e oggetti abbandonati nell'area picnic e nei dintorni dei boschi di Pian dell'Elmo, nel territorio di Apiro. È la situazione documentata il 17 agosto da una visitatrice che ha deciso di segnalare alla nostra redazione le condizioni in cui si è trovata davanti l'area attrezzata dopo il lungo weekend di Ferragosto.
La segnalazione è accompagnata da alcune fotografie che mostrano rifiuti disseminati nell'area (vedi copertina, ndr), nonostante la presenza di numerosi cassonetti destinati alla raccolta.
"A Pian dell'Elmo è presente un'area attrezzata per i picnic e, dopo il lungo weekend di Ferragosto, la situazione che mi sono trovata davanti era davvero imbarazzante: immondizia ovunque, sacchi di rifiuti abbandonati, bottiglie, mozziconi di sigaretta e oggetti di ogni genere disseminati nell'area", racconta la lettrice.
La donna precisa di non poter stabilire quando e da chi siano stati lasciati i rifiuti, ma sottolinea come la situazione riscontrata il 17 agosto sia arrivata al termine di alcuni giorni caratterizzati da un forte afflusso di persone.
"La montagna richiede rispetto"
La visitatrice, appassionata di montagna e frequentatrice abituale anche degli ambienti di alta quota, lega quanto osservato a una riflessione più ampia sul rapporto tra turismo e natura.
"Negli ultimi anni ho purtroppo visto aumentare sempre di più il numero di persone che frequentano la montagna e gli ambienti naturali senza avere la minima consapevolezza del rispetto che questi luoghi richiedono", racconta.
La sua intenzione era trascorrere una giornata lontano dai percorsi di alta montagna, scegliendo una passeggiata in un luogo immerso nella natura. L'impatto con l'area di Pian dell'Elmo, però, è stato ben diverso da quello che si aspettava: "Avevo deciso di concedermi una giornata lontano dall'alta montagna, scegliendo una passeggiata tranquilla in un luogo immerso nella natura e che immaginavo bello e pacifico. Invece mi sono trovata davanti a uno spettacolo che mi ha profondamente rattristata".
Secondo la lettrice, il problema non riguarda soltanto la presenza materiale dei rifiuti, ma soprattutto il comportamento che ne è alla base: "Il problema non sono soltanto i rifiuti. È la mentalità che c'è dietro: l'idea che si possa lasciare qualsiasi cosa a terra perché 'tanto qualcuno pulirà', come se i luoghi naturali fossero di nessuno e come se le proprie azioni non avessero conseguenze".
"I cassonetti ci sono, non è una questione di fare grandi sforzi"
Uno degli aspetti che ha colpito maggiormente la visitatrice è la presenza di numerosi contenitori per i rifiuti lungo l'area. "E in questo caso la cosa è ancora più difficile da comprendere, perché l'area è piena di cassonetti. Ne avrò contati decine durante la mia passeggiata", sottolinea.
La segnalazione evidenzia quindi come, almeno secondo quanto osservato dalla visitatrice, non mancassero i punti di raccolta. Anche qualora alcuni contenitori fossero risultati pieni durante i giorni di maggiore affluenza, la lettrice ritiene che sarebbe stato comunque possibile evitare di disseminare i rifiuti nell'area e nel bosco: "Non si tratta quindi nemmeno di dover fare un grande sforzo per portare i propri rifiuti con sé: i contenitori sono presenti e facilmente raggiungibili".
Da qui l'appello a un maggiore senso di responsabilità da parte di chi frequenta questi luoghi: chi porta qualcosa in un ambiente naturale dovrebbe essere altrettanto attento a riportarlo indietro o a smaltirlo correttamente.
"Anche chi gestisce l'area deve intervenire"
La responsabilità, secondo la visitatrice, non ricadrebbe però esclusivamente sui comportamenti individuali. La segnalazione chiama in causa anche la gestione dell'area, soprattutto in occasione di periodi caratterizzati da un'affluenza prevedibilmente elevata.
"Ma credo che ci sia anche una seconda responsabilità, quella di chi ha in gestione l'area. In occasione di un periodo come Ferragosto, con un afflusso di visitatori ampiamente prevedibile, sarebbe stato ragionevole prevedere maggiori controlli e una verifica puntuale delle condizioni dell'area nei giorni successivi alla maggiore affluenza", afferma.
L'obiettivo, precisa, non sarebbe quello di sostituire il senso civico dei visitatori, ma di affiancarlo con controlli e interventi tempestivi, soprattutto nei momenti in cui la pressione turistica aumenta: "Non è sufficiente confidare nel senso civico delle persone quando è evidente che, in alcuni casi, questo senso civico viene completamente a mancare. La tutela di un luogo naturale passa anche dalla capacità di prevenire, controllare e intervenire tempestivamente".
La segnalazione si conclude con un auspicio: che quanto documentato possa contribuire a richiamare l'attenzione sulla necessità di tutelare Pian dell'Elmo, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso.
"Trovo particolarmente triste che un luogo di media montagna così bello possa trasformarsi, proprio nei giorni di maggiore affluenza, in una discarica a cielo aperto", conclude la visitatrice, ribadendo che "la montagna e gli ambienti naturali non sono parchi giochi privati" ma ecosistemi fragili che richiedono responsabilità da parte di tutti.
Il cinghiale da problema a risorsa per il territorio: è questo l'obiettivo dell'accordo sottoscritto nel Maceratese tra Coldiretti, le associazioni agricole, gli Ambiti Territoriali di Caccia Macerata 1 e Macerata 2 e Urca Marche, l'associazione ambientale che gestisce il Centro di Lavorazione della Selvaggina di Caccamo.
Un'intesa definita innovativa, la prima di questo genere nelle Marche, che punta a cambiare l'approccio alla gestione del cinghiale. Non più soltanto una specie da contenere per limitare i danni alle coltivazioni, ma una risorsa economica, ambientale e alimentare da inserire in una filiera controllata e tracciata.
L'obiettivo è aumentare la disponibilità di carne di selvaggina locale destinata ad agriturismi e ristorazione, garantendo contemporaneamente la sicurezza sanitaria delle carni e un maggiore controllo della popolazione selvatica.
Un patto tra agricoltori, cacciatori e ambientalisti
"Per costruire una convivenza equilibrata tra fauna selvatica e agricoltura occorre cambiare prospettiva", sottolinea David Donninelli, direttore di Coldiretti Macerata.
Secondo Donninelli, il cinghiale può rappresentare un'opportunità per tutti gli attori coinvolti: per gli agricoltori, attraverso una gestione più efficace della popolazione e la conseguente riduzione dei danni; per i cacciatori, ai quali viene riconosciuto un valore economico per i capi conferiti; per agriturismi e consumatori, che potranno contare su una carne locale, sicura e tracciata.
L'accordo si inserisce in un percorso avviato nelle Marche già nel 2023, con l'apertura del Centro di Lavorazione della Selvaggina di Caccamo gestito da Urca, associazione attiva anche nel centro sosta del Parco del Conero, in provincia di Ancona.
La nuova impostazione punta quindi a superare la semplice logica del risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica, privilegiando la prevenzione attraverso maggiori catture e la costruzione di una filiera controllata.
Nel Maceratese coinvolti circa 300 cinghiali all'anno
L'intesa sottoscritta nel 2026 prevede un meccanismo operativo preciso. Ogni squadra di caccia al cinghiale degli Atc MC1 e MC2 dovrà puntare a conferire, durante ogni stagione venatoria, almeno cinque capi al Centro di Caccamo, con un peso eviscerato non inferiore a 50 chili.
Nel complesso, la nuova filiera potrebbe arrivare a coinvolgere circa 300 animali ogni anno.
Il cacciatore assume così un ruolo centrale non soltanto nella gestione della fauna selvatica, ma anche nella legalità delle operazioni e nella salubrità delle carni. Agricoltori, Ambiti Territoriali di Caccia, ambientalisti, cacciatori e mondo della ristorazione vengono inseriti all'interno di un unico progetto territoriale.
Le associazioni agricole promuoveranno infatti l'utilizzo delle carni di selvaggina locale presso agriturismi e imprese, mentre Urca sosterrà l'adesione dei cacciatori, la formazione e la valorizzazione della filiera.
"Il cinghiale può diventare una risorsa"
Donninelli ha rivolto un ringraziamento ai presidenti degli ATC, Leonardo Romiti e Pio Chiaramoni, e ai rispettivi comitati per il sostegno al progetto.
"Questo accordo pone le fondamenta di una nuova visione della caccia e della gestione faunistico-venatoria: il cinghiale da problema può diventare una risorsa del territorio", conclude il direttore di Coldiretti Macerata.
L'obiettivo finale è quindi creare valore economico e occupazionale, contribuire alla tutela delle coltivazioni e, allo stesso tempo, offrire a consumatori e ristoratori una carne locale controllata e tracciata, trasformando la gestione del cinghiale in una filiera strutturata.
Controlli di Ferragosto in un pubblico esercizio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini: sanzionati i due titolari. La carne è stata sottoposta a sequestro amministrativ
La presenza di Ostreopsis ovata, la cosiddetta “alga tossica”, ha raggiunto il livello di allerta nelle acque del Passetto di Ancona, all’altezza dell’ascensore.
A comunicarlo è l’Arpam, che, a seguito di una serie di campionamenti effettuati nella zona, ha rilevato una significativa concentrazione dell’alga.
Alla luce dei risultati, viene sconsigliato lo stazionamento lungo la battigia, in particolare alle persone che soffrono di patologie respiratorie e che possono essere maggiormente esposte agli effetti irritanti dell’alga.
Tra i disturbi associati alla presenza di Ostreopsis ovata figurano tosse, irritazione delle vie respiratorie e bruciore agli occhi. I sintomi possono manifestarsi quando le tossine prodotte dall’alga vengono disperse nell’aria attraverso l’aerosol marino, soprattutto nelle immediate vicinanze della battigia.
L’invito, dunque, è alla prudenza e a evitare di trattenersi a lungo sulla spiaggia nella zona interessata, in attesa dei successivi monitoraggi e delle indicazioni delle autorità competenti.
(Foto di Claudio Stanco da Wikipedia)
Sono 153 gli interventi effettuati dai Vigili del fuoco dal pomeriggio di ieri per fronteggiare i danni provocati dall’ondata di maltempo che ha interessato il territorio regionale.
La situazione più critica si è registrata in provincia di Macerata, dove i Vigili del fuoco hanno effettuato complessivamente 90 interventi. Un numero nettamente superiore rispetto alle altre province marchigiane, a conferma dell’intensità con cui il maltempo ha colpito il territorio maceratese.
In provincia di Ancona gli interventi sono stati 30, mentre ad Ascoli Piceno sono state effettuate 20 operazioni. Seguono la provincia di Fermo, con 10 interventi, e quella di Pesaro Urbino, dove le squadre dei Vigili del fuoco sono intervenute in 3 occasioni.
Nel complesso, dunque, sono 153 gli interventi effettuati dal pomeriggio di ieri per affrontare le conseguenze dell’ondata di maltempo che ha interessato diverse aree delle Marche.
RECANATI – Dopo anni di attesa, prende finalmente il via la realizzazione della nuova rotatoria tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro. Il cantiere sarà aperto lunedì 24 agosto e, secondo il cronoprogramma, dovrebbe concludersi nell’arco di circa tre settimane, con l’obiettivo di completare l’intervento prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.
L’opera, programmata da tempo e dal valore complessivo di 202mila euro, con un finanziamento parziale della Regione Marche, non era ancora entrata nella fase esecutiva. L’Amministrazione comunale ha scelto di concentrare i lavori nell’ultima parte dell’estate, approfittando di un periodo caratterizzato da una minore pressione sul traffico cittadino e cercando così di limitare i disagi per residenti, automobilisti e attività della zona.
«È un intervento che Recanati attende da anni e veder partire finalmente il cantiere è certamente una buona notizia – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli –. Allo stesso tempo siamo consapevoli che ogni lavoro sulla viabilità comporta inevitabilmente qualche disagio. Per questo abbiamo lavorato sulla programmazione affinché la fase di cantiere si concentrasse in queste ultime settimane d’estate e si concludesse prima della ripresa delle scuole e del ritorno a pieno regime delle attività cittadine».
Durante i lavori l’accessibilità alla zona sarà comunque garantita, seppur con alcune modifiche alla circolazione. Viale Aldo Moro potrà contare su un ulteriore accesso, mentre lungo via Nazario Sauro il traffico sarà regolato in base all’avanzamento del cantiere, ricorrendo, quando necessario, al senso unico alternato con semaforo o con l’ausilio di movieri.
Nel dettaglio, a partire da lunedì 24 agosto sarà temporaneamente interdetta la circolazione veicolare e pedonale all’uscita nord-est di viale Aldo Moro, nel tratto compreso tra l’intersezione con via Mattutini e la traversa senza sbocco situata a monte della scuola secondaria M. L. Patrizi.
In corrispondenza dell’intersezione tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro sarà invece istituito il senso unico alternato, secondo le esigenze del cantiere e l’avanzamento delle lavorazioni. La circolazione sarà regolata da movieri oppure da un impianto semaforico.
Limitazioni ridotte al minimo anche per i pedoni. Nel passaggio di collegamento tra via Mattutini e viale Nazario Sauro, infatti, il transito pedonale sarà vietato solamente nel caso in cui le esigenze del cantiere lo rendano strettamente necessario.
«Abbiamo cercato di conciliare due esigenze: far partire senza ulteriori rinvii un’opera attesa da tempo e tutelare il più possibile la quotidianità dei cittadini – conclude Bartomeoli –. Le modifiche alla circolazione saranno temporanee e gestite in modo da mantenere la zona accessibile. Chiediamo qualche settimana di attenzione e collaborazione, necessaria per consegnare alla città un intervento destinato a migliorare in maniera permanente la viabilità e la sicurezza di questo punto di Recanati».
Il cantiere dovrebbe dunque concludersi prima della riapertura delle scuole, così da evitare che la fase più delicata dei lavori coincida con il ritorno a pieno regime del traffico cittadino.
La presenza di alcuni esemplari di lupo nella prima periferia e in alcune frazioni di San Severino Marche ha portato l’Amministrazione comunale a richiamare l’attenzione dei cittadini sulle corrette norme di comportamento e sulle buone pratiche per favorire una convivenza rispettosa e sicura con la fauna selvatica.
Il lupo è un animale per sua natura schivo e diffidente nei confronti dell’uomo e, in condizioni normali, tende a evitarne la presenza. In determinate circostanze, tuttavia, la ricerca di cibo o la presenza di animali domestici incustoditi possono favorire l’avvicinamento di alcuni esemplari ai centri abitati o alle aree immediatamente circostanti.
Per questo motivo il Comune di San Severino Marche ha diffuso un vademecum rivolto alla cittadinanza, con una serie di indicazioni utili a ridurre le possibilità di incontro e a prevenire situazioni che possano attirare gli animali.
Una delle principali raccomandazioni riguarda la gestione del cibo e dei rifiuti. "Non bisogna lasciare all’aperto alimenti o scarti alimentari, che potrebbero rappresentare una fonte di attrazione per i lupi". "Particolare attenzione deve essere riservata ai rifiuti organici, che vanno conferiti rispettando gli orari previsti dal servizio di raccolta porta a porta". L’invito è a non esporre i sacchi la sera precedente, così da evitare che durante le ore notturne possano essere raggiunti dagli animali. "Anche le ciotole di cani e gatti non dovrebbero essere lasciate all’esterno, soprattutto nelle ore notturne".
"Massima attenzione anche alla protezione degli animali. Cani, gatti, capre e pecore devono essere custoditi in strutture adeguate, come stalle, box o recinzioni idonee. Durante le passeggiate, invece, i cani devono essere tenuti sempre al guinzaglio".
Il Comune raccomanda inoltre di evitare, nelle aree periferiche o considerate a rischio, "escursioni solitarie all’alba, al tramonto e durante le ore notturne".
Cosa fare in caso di incontro
"Se ci si trova a breve distanza da un lupo, la prima indicazione è quella di mantenere la calma e non correre. È consigliabile allontanarsi lentamente, camminando all’indietro e senza compiere movimenti improvvisi".
"Nel caso in cui l’animale non si allontani, si può rendere evidente la propria presenza facendo rumore, parlando ad alta voce, battendo le mani o agitando le braccia".
"È invece assolutamente sconsigliato inseguire l’animale, sia a piedi sia in automobile, per scattare fotografie o realizzare video. Particolare cautela deve essere adottata in presenza di cuccioli: non bisogna mai avvicinarsi né toccarli, poiché la madre si trova generalmente nelle vicinanze".
Le segnalazioni alle autorità
L’Amministrazione comunale invita i cittadini a segnalare tempestivamente eventuali avvistamenti alle autorità competenti.
(Foto di archivio)
"In politica le alleanze si misurano nella correttezza dei comportamenti. Quanto accaduto ad Appignano pone una questione che Forza Italia non può liquidare come ordinaria collaborazione istituzionale". È quanto afferma Luca Buldorini, consigliere comunale di minoranza e capogruppo di "Tutti Insieme", intervenendo sulla vicenda relativa all'utilizzo dell'ufficio del sindaco da parte del presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui.
Al centro della contestazione c'è il percorso che ha portato la Giunta Calamita ad approvare, il 30 luglio, una convenzione che riserva l'utilizzo dei locali comunali al "solo presidente dell'Assemblea legislativa regionale".
Buldorini ricostruisce la vicenda partendo dal parere tecnico favorevole del 23 luglio, che riguardava una proposta diversa: l'utilizzo dei locali "da parte dei consiglieri regionali", senza una destinazione esclusiva.
"Il 30 luglio la Giunta Calamita ha approvato qualcosa di sostanzialmente diverso. Il riferimento a tutti i consiglieri è scomparso e l'Ufficio del Sindaco è stato riservato al solo Presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, segretario provinciale di Forza Italia", sostiene il capogruppo.
Secondo Buldorini, dunque, "non è cambiata una formula burocratica: è cambiato il beneficiario politico". Da qui le domande rivolte all'amministrazione: "Chi ha chiesto questa trasformazione? Perché una possibilità generale è stata personalizzata? La modifica è stata sottoposta a un nuovo vaglio tecnico oppure il parere del 23 luglio è rimasto associato a un oggetto differente?".
Il ruolo del vicesindaco Montecchiarini
Nel comunicato, Buldorini pone l'attenzione anche sulla posizione del vicesindaco Stefano Montecchiarini, esponente di Forza Italia e collaboratore dell'Ufficio di Presidenza regionale.
"Alla votazione unanime ha partecipato anche il vicesindaco Stefano Montecchiarini, esponente di Forza Italia e collaboratore dell'Ufficio di Presidenza regionale, con un rapporto retribuito per circa 40.000 euro lordi annui", afferma il consigliere. Secondo Buldorini, questa situazione avrebbe richiesto "trasparenza e astensione, almeno per opportunità istituzionale".
"Le coalizioni richiedono reciprocità"
Il capogruppo di "Tutti Insieme" allarga quindi la questione ai rapporti politici all'interno del centrodestra: "Le coalizioni richiedono reciprocità, confronto e pari dignità. Non si può pretendere lealtà dagli alleati e contemporaneamente coltivare iniziative territoriali unilaterali", sostiene Buldorini.
Da qui la richiesta di chiarimenti ai tre principali protagonisti della vicenda: "Pasqui spieghi perché sia stato individuato come unico beneficiario. Montecchiarini chiarisca il proprio ruolo. Calamita dica se abbia cambiato collocazione politica o stia costruendo un asse trasversale funzionale a nuove ambizioni personali".
Buldorini richiama inoltre le precedenti scelte politiche dell'amministrazione comunale di Appignano, ricordando che alle elezioni regionali aveva sostenuto Matteo Ricci e che, alle successive elezioni provinciali, si era schierata contro il candidato presidente del centrodestra Alessandro Gentilucci.
"È incomprensibile che Forza Italia consolidi oggi un rapporto privilegiato con chi ha sostenuto e votato contro la nostra coalizione", afferma il consigliere.
"L'Ufficio del Sindaco sia disponibile a tutti i consiglieri regionali"
La proposta di Buldorini è quindi quella di estendere l'utilizzo dell'Ufficio del Sindaco a tutti i consiglieri regionali, alle medesime condizioni previste dalla convenzione. "Non basterà rispondere che la convenzione serve ad avvicinare la Regione ai cittadini. Se questa è davvero la finalità, l'Ufficio del Sindaco venga reso disponibile, alle stesse condizioni, a tutti i consiglieri regionali, come prevedeva la proposta sottoposta al parere tecnico", sostiene.
E conclude: "La Regione non coincide con il suo Presidente del Consiglio Regionale. Se non esiste alcuna esclusiva politica, Calamita e Pasqui accettino questa soluzione. Diversamente, spieghino perché un'opportunità prevista per tutti sia diventata un privilegio riservato a uno solo".
"Facile fare allarmismo e demagogia sulla questione mattatoio, più difficile è assumersi responsabilità, come sta facendo l'amministrazione comunale, per sostenere nei fatti gli allevatori maceratesi". Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli interviene così nel dibattito sulla chiusura temporanea del mattatoio comunale di Villa Potenza, dopo lo stop al servizio di macellazione comunicato dal Cozoma e diventato effettivo con la ripresa delle attività dopo la pausa di Ferragosto.
"Spesi 400mila euro per acquistare il mattatoio"
"Il comune di Macerata nel maggio scorso ha partecipato all'asta bandita dal giudice delegato del Tribunale di Macerata e si è aggiudicato il lotto comprendente il mattatoio e un'area adiacente dando seguito alla delibera di Consiglio comunale", spiega il sindaco.
Per l'acquisto, sottolinea Parcaroli, sono stati spesi 400mila euro. A questi si aggiunge il finanziamento comunale di 25mila euro già destinato al Cozoma per evitare la chiusura del servizio. Il sindaco precisa, però, che il mattatoio non è ancora formalmente passato nella proprietà comunale, poiché sono ancora necessari i tempi tecnici per la registrazione dell'atto.
Nel frattempo, l'amministrazione ha avviato le attività preparatorie in vista del passaggio definitivo: "Il Comune, nella consapevolezza che l'attuale gestione non è economicamente più sostenibile e ben ricordando le gestioni fallimentari dei decenni scorsi che sono all'origine del dissesto finale, ha messo in campo una serie di iniziative per trovarsi pronto al momento del passaggio formale di proprietà", afferma Parcaroli.
Sopralluoghi e nuovo avviso per la gestione
Tra le iniziative citate dal sindaco c'è un sopralluogo effettuato dai tecnici comunali, finalizzato a verificare lo stato degli impianti e individuare i primi interventi necessari. Successivamente è stato pubblicato un avviso all'Albo pretorio per verificare l'interesse degli operatori alla gestione del mattatoio, prevedendo un incentivo di 75mila euro per l'avviamento.
Secondo Parcaroli, l'interesse non sarebbe mancato: "Sono stati diversi gli imprenditori che hanno chiesto notizie e dunque è possibile che questo si traduca in risposte positive all'avviso pubblico", afferma il sindaco.
La scelta del futuro gestore, aggiunge, avverrà attraverso una procedura ad evidenza pubblica, nell'ottica della trasparenza e con l'obiettivo di individuare una soluzione sostenibile nel lungo periodo.
"La gestione ha bisogno di numeri e concretezza economica"
Il sindaco respinge quindi le letture più allarmistiche sulla situazione del mattatoio e rivendica il lavoro svolto dall'amministrazione: "Il Comune, anche per il mattatoio, segue la strada della trasparenza e dunque il ricorso a una procedura ad evidenza pubblica per la scelta del gestore mettendo in campo tutte le azioni possibili per incentivare soluzioni a vantaggio degli allevatori maceratesi", sottolinea Parcaroli.
Il primo cittadino torna poi sul tema del dibattito pubblico: "Libero poi ognuno di continuare a fare allarmismo e demagogia: sarebbe però più utile partecipare agli incontri dando collaborazione concreta".
Secondo Parcaroli, infatti, il futuro della struttura dipenderà soprattutto dalla sostenibilità economica della gestione: "La gestione di un mattatoio ha bisogno di numeri e di concretezza economica".
"L'amministrazione sta facendo la sua parte con trasparenza e con azioni concrete", conclude il sindaco. La replica arriva mentre il servizio di macellazione resta temporaneamente sospeso e la procedura per individuare il nuovo gestore è in corso. Sullo sfondo rimane quindi la necessità di garantire la continuità di un servizio considerato strategico per la filiera zootecnica del territorio maceratese.
"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate.
Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani.
Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire.
"Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa.
Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”.
Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione.
"Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata.
"Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".
Facilitare l’accesso alle cure per i cittadini delle aree di confine: è questo l’obiettivo dello schema di accordo tra Marche e Umbria, approvato dalla Regione Marche e valido per il periodo 2026-2028.
L’intesa stabilisce regole condivise per le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini che si rivolgono alle strutture dell’altra regione, con l’obiettivo di garantire percorsi più semplici e appropriati e una migliore integrazione tra i due sistemi sanitari.
"È un accordo che mette al centro i cittadini - ha commentato l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro -. Chi vive nelle aree di confine deve poter accedere alle cure nel modo più semplice e rapido possibile, con regole chiare e senza ostacoli burocratici. Allo stesso tempo, l’intesa ci permette di programmare meglio i servizi, monitorare i flussi dei pazienti e utilizzare in modo più efficace le risorse del sistema sanitario. È una scelta che migliora l’assistenza e rafforza la collaborazione tra Marche e Umbria”.
L'accordo riguarda le principali prestazioni sanitarie per i cittadini delle due regioni, dai ricoveri alle visite specialistichee agli esami. Sono comprese anche prestazioni complesse come trapianti, cure oncologiche, dialisi, ricoveri urgenti e percorsi riabilitativi specialistici. Sono escluse le prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Per le Marche, l’intesa consente di gestire in modo più efficace la mobilità sanitaria, cioè gli spostamenti dei cittadini che scelgono di curarsi fuori dalla propria regione. Le regole condivise permetteranno di programmare con maggiore precisione l’offerta sanitaria, monitorare i flussi e i costi e garantire ai pazienti l’accesso ai servizi più appropriati, nel rispetto della libertà di scelta del luogo di cura.
Una parte dell’accordo riguarda poi il comune di Cantiano. In caso di emergenze gravi, quando la Centrale operativa 118 di Pesaro lo riterrà necessario, i pazienti potranno essere trasportati all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino. Per chi vive in quella zona, l’ospedale umbro può infatti essere più vicino rispetto ad altri presidi. Questo permetterà, quando previsto, di ridurre i tempi di intervento e di assicurare cure più rapide nelle situazioni in cui ogni minuto può fare la differenza.
Giulio Pellizzari non sarà al via della Vuelta a España, ma il talento marchigiano è già tornato protagonista sulle strade europee. Dopo la pausa estiva, il corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe ha ripreso l'attività agonistica con la Clásica San Sebastián del 1° agosto, prima di affrontare la Vuelta a Burgos, corsa spagnola disputata dal 4 all'8 agosto.
Proprio a Burgos è arrivato il segnale più importante. Pellizzari ha chiuso la corsa al quarto posto della classifica generale, alle spalle di Felix Gall, Oscar Onley e Giulio Ciccone, ma soprattutto ha conquistato la quinta e ultima tappa, con arrivo alle Lagunas de Neila. Un successo costruito con un attacco a poco più di un chilometro dal traguardo e portato fino alla vittoria con tre secondi di vantaggio su Onley e Gall.
Una prestazione che conferma la buona condizione del corridore di Camerino e che rappresenta anche il miglior biglietto da visita in vista del prossimo appuntamento. Pellizzari tornerà infatti subito in gara alla Deutschland Tour, in programma dal 19 al 23 agosto. La corsa tedesca sarà il primo appuntamento di un calendario costruito senza un altro Grande Giro: la Vuelta a España, infatti, non rientra nel suo programma.
Dopo la Germania, il calendario proseguirà con le corse italiane di settembre, a partire dal GP Industria & Artigianato di Larciano del 6 settembre, seguito dal Gran Premio di Peccioli-Coppa Sabatini il 10 settembre e dal Memorial Marco Pantani il 12 settembre.
Poi potrebbe arrivare il momento della maglia azzurra. Il grande obiettivo è il Mondiale di Montréal, in programma il 27 settembre. La convocazione di Pellizzari dovrà essere ufficializzata dalla Nazionale, ma il percorso canadese e le caratteristiche del corridore marchigiano lo rendono uno dei nomi più interessanti in prospettiva azzurra.
Anche gli Europei in Slovenia, a inizio ottobre, rappresentano una possibile tappa del suo finale di stagione, ma anche in questo caso bisognerà attendere le convocazioni ufficiali. Il calendario individuale prosegue quindi con Giro dell'Emilia il 3 ottobre, Tre Valli Varesine il 6 ottobre e Il Lombardia il 10 ottobre, appuntamento che al momento chiude la stagione di Pellizzari.
La rinuncia alla Vuelta va quindi letta all'interno di un progetto preciso: dopo il Giro d'Italia e le gare spagnole di agosto, Pellizzari punta a un finale di stagione più mirato, concentrato sulle corse di un giorno e sulla possibilità di vestire la maglia azzurra a Montréal.
La vittoria di Burgos ha già dato una risposta importante: il marchigiano è tornato competitivo dopo la pausa e ora guarda avanti. Il prossimo appuntamento è la Deutschland Tour, poi l'Italia, con Mondiale ed Europei come possibili obiettivi e il Lombardia a chiudere il 2026.
Beatrice Gardini vestirà nuovamente la maglia azzurra. La schiacciatrice della CBF Balducci HR Macerata è stata ufficialmente convocata dal commissario tecnico Carlo Parisi con la Nazionale Seniores B femminile per i Giochi del Mediterraneo 2026, in programma in Puglia.
La giocatrice arancionera, assente giustificata al raduno della formazione guidata da coach Lionetti (leggi qui), è stata inserita nella lista delle 13 atlete selezionate per la prestigiosa manifestazione internazionale. La convocazione arriva al termine del percorso di preparazione svolto nelle ultime settimane con la Nazionale B, tra collegiali e test match. La Federazione Italiana Pallavolo ha ufficializzato la rosa scelta da Parisi per la competizione.
Un'altra esperienza in azzurro per Gardini
Per Beatrice Gardini si tratta di un nuovo importante appuntamento con la Nazionale dopo un percorso già ricco di successi. La schiacciatrice ha conquistato in carriera la medaglia d'oro al Mondiale Under 20 e quella all'Europeo Under 22, manifestazione nella quale è stata anche nominata MVP.
Un anno fa, inoltre, Gardini ha contribuito alla vittoria dell'Italia ai Giochi Mondiali Universitari, aggiungendo un altro prestigioso risultato al proprio percorso internazionale. Terminata l'avventura ai Giochi del Mediterraneo, la schiacciatrice si unirà al gruppo della CBF Balducci HR Macerata, che ha già iniziato la preparazione in vista della nuova stagione.
Il programma dell'Italia
Il torneo di pallavolo dei Giochi del Mediterraneo prenderà il via giovedì 20 agosto. L'Italia B femminile esordirà alle 18 al PalaVentura di Lecce contro la Bosnia ed Erzegovina.
La Nazionale si trasferirà poi a Taranto per completare la fase iniziale. Il secondo appuntamento è fissato per lunedì 24 agosto alle 17, contro l'Egitto, al PalaMazzola. Ultimo incontro del girone mercoledì 26 agosto alle 20, sempre al PalaMazzola, contro la Serbia.
L'obiettivo delle azzurre sarà conquistare l'accesso alle semifinali, in programma sabato 29 agosto. Il giorno successivo, domenica 30 agosto, sono previste le finali per l'assegnazione delle medaglie. I Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 si svolgeranno dal 21 agosto al 3 settembre e vedranno impegnati 498 atleti italiani in 29 discipline.
Il mondo dell’artigianato sta cambiando rapidamente e le Marche, con il territorio della provincia di Macerata inserito in questo scenario, sono tra le regioni italiane che negli ultimi anni hanno registrato le contrazioni più significative.
I dati elaborati dalla Cgia mostrano infatti una riduzione consistente del numero degli artigiani nell’ultimo decennio. La diminuzione ha interessato tutte le regioni italiane, ma le Marche risultano tra quelle maggiormente colpite, con una contrazione del 28,1% in dieci anni secondo una delle elaborazioni dell’Ufficio studi dell’associazione.
Il fenomeno non riguarda soltanto il numero complessivo delle attività. A cambiare è anche il volto stesso dell’artigiano. Alcuni dei mestieri tradizionali fanno sempre più fatica a trovare nuovi professionisti, mentre crescono attività legate al benessere, ai servizi e al digitale.
L’analisi di Unioncamere e InfoCamere, basata sui dati del Registro delle Imprese, fotografa un’evoluzione particolarmente evidente negli ultimi anni. Tra marzo 2023 e marzo 2025 sono aumentate soprattutto le imprese degli estetisti, cresciute del 10,4%, seguite dai tassisti (+7,2%) e dagli specialisti Ict (+5,4%).
Allo stesso tempo arretrano alcune figure che per decenni hanno rappresentato l’immagine classica della bottega artigiana. I falegnami registrano una diminuzione del 10,9%, i trasportatori dell’8,9% e gli elettricisti del 2,9%. Il segno meno interessa anche diverse altre attività tradizionali, tra cui sarti, fotografi, calzolai, fabbri, muratori, idraulici, meccanici e panettieri.
Per un territorio come quello maceratese, caratterizzato dalla presenza diffusa di piccoli centri, attività familiari e imprese legate alle lavorazioni tradizionali, il cambiamento assume quindi un peso particolare.
Non è però soltanto una storia di chiusure. L’artigianato italiano sta anche modificando la propria identità.
Accanto alle attività tradizionali si fanno spazio professionisti del digitale, specialisti Ict, grafici e nuove figure legate ai servizi. Crescono inoltre alcune professioni del settore del benessere e attività come giardinieri, serramentisti e riparatori di macchinari.
Il cambiamento coinvolge anche la composizione della categoria. Secondo i dati riportati nell'analisi, tra i giovani under 35 aumentano soprattutto gli specialisti Ict e i tassisti, mentre tra gli imprenditori stranieri si registrano incrementi significativi proprio nei settori del trasporto e dell’informatica.
Uno dei nodi principali resta però quello del ricambio generazionale.
L’invecchiamento della popolazione artigiana e la difficoltà nel convincere le nuove generazioni a intraprendere alcuni mestieri manuali rischiano di creare, nel prossimo futuro, una vera carenza di competenze.
Il problema non riguarda soltanto chi vuole aprire una nuova attività. La riduzione degli artigiani potrebbe rendere sempre più difficile trovare professionisti capaci di intervenire per una riparazione o una manutenzione. Tra le figure considerate maggiormente a rischio ci sono idraulici, fabbri, elettricisti e serramentisti.
Tra le cause indicate dalla Cgia figurano il minore interesse dei giovani verso il lavoro manuale, una formazione non sempre adeguata alle esigenze del mercato e un orientamento scolastico che fatica ad accompagnare gli studenti verso professioni tecniche.
Il dato regionale conferma le difficoltà del comparto. In una delle rilevazioni relative all’ultimo decennio, le Marche risultano la regione con la maggiore contrazione del numero di artigiani, pari al 28,1%, davanti a Umbria, Abruzzo e Piemonte.
Anche gli aggiornamenti più recenti evidenziano una situazione ancora delicata. Nel 2025 il numero delle imprese artigiane è rimasto sostanzialmente stabile a livello nazionale, ma il Centro Italia ha registrato una variazione negativa dello 0,3%. Tra le regioni del Centro, le Marche hanno segnato un -0,5% rispetto all’anno precedente.
Il dato riguarda l’intero territorio regionale e quindi anche la provincia di Macerata, senza però indicare una specifica variazione provinciale per il Maceratese nei numeri riportati nelle analisi di riferimento.
A complicare il quadro c'è anche l'accesso al credito. Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti del 25,9%, mentre per le imprese artigiane la contrazione è arrivata al 39,3%.
A livello regionale, le Marche hanno registrato a marzo 2026 una diminuzione dei finanziamenti alle piccole imprese del 7,1%, tra le variazioni più significative rilevate nel Paese.
Una stretta che può incidere sulla capacità delle piccole attività di investire, innovare e affrontare il ricambio generazionale.
Il quadro che emerge non racconta quindi semplicemente la scomparsa dell’artigianato. Racconta piuttosto una trasformazione profonda, nella quale alcune professioni tradizionali si riducono e altre, spesso legate alla tecnologia e ai servizi alla persona, conquistano spazio.
Per le realtà della provincia di Macerata la sfida sarà riuscire a mantenere vive le competenze che hanno caratterizzato il territorio, accompagnandole però verso un modello capace di parlare alle nuove generazioni e di confrontarsi con un mercato sempre più digitale.
A luglio il tasso fisso medio sui finanziamenti a 20 e 30 anni si è attestato al 3,33%, mentre il variabile, dopo il rialzo dei tassi deciso dalla Bce a giugno, è salito al 2,80%. Il mercato dei mutui torna quindi a vedere il variabile come l’opzione più conveniente, anche se il vantaggio rispetto al fisso si è ridotto.
Secondo i dati dell’Osservatorio MutuiOnline.it, la differenza tra le due tipologie di finanziamento è passata dagli 80 ai 53 punti base in media. Considerando un mutuo ventennale da 140mila euro, la rata media con tasso variabile si attesta oggi intorno ai 762 euro al mese, contro gli 800 euro del fisso: una differenza di circa 37 euro mensili.
Si riduce anche il risparmio complessivo sugli interessi da versare durante il periodo del finanziamento: il vantaggio del variabile è passato dagli oltre 13.400 euro di giugno agli 8.900 euro di luglio.
Nelle Marche il quadro resta comunque caratterizzato da richieste più contenute rispetto alla media nazionale. A luglio l’importo medio richiesto per un mutuo è stato di 118.382 euro, contro i 143.200 euro registrati in Italia. Anche il valore medio degli immobili acquistati risulta inferiore: 200.109 euro nella regione, rispetto ai 227mila euro della media nazionale.
La durata media dei mutui nelle Marche è di 24 anni e 3 mesi, leggermente inferiore al dato italiano di 24 anni e 6 mesi. Anche l’età dei richiedenti è più bassa: in regione la media si ferma a 38 anni e 7 mesi, contro i 40 anni e 2 mesi a livello nazionale.
Analizzando i dati delle singole province marchigiane, Macerata è il territorio dove i richiedenti risultano più giovani: l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo a luglio è di 33 anni e 10 mesi.
Il Maceratese registra però anche gli importi medi più bassi della regione: per acquistare casa vengono richiesti in media 64.600 euro, mentre il valore medio degli immobili si attesta sui 110mila euro. Sempre in provincia di Macerata si trovano i finanziamenti con la durata media più breve, pari a circa 18 anni.
All’opposto, è la provincia di Fermo a far registrare gli importi medi più elevati, con richieste pari a 152.400 euro, e il valore medio degli immobili più alto delle Marche, pari a 272mila euro. I mutui più lunghi invece si registrano ad Ascoli Piceno, con una durata media di circa 30 anni.
Secondo l’analisi di MutuiOnline.it, nonostante l’incertezza dei mercati e il contesto internazionale ancora instabile, i tassi sui mutui si mantengono comunque su livelli favorevoli rispetto agli anni precedenti, con variazioni contenute rispetto ai minimi registrati alla fine del 2025.
Le immatricolazioni all'Università di Camerino crescono di circa il 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È il dato registrato dall'Ateneo nelle prime settimane di iscrizione al nuovo anno accademico 2026/2027, un andamento che Unicam accoglie con soddisfazione, pur trattandosi ancora di numeri provvisori: le iscrizioni resteranno infatti aperte fino al 6 novembre.
Il dato arriva dopo la conferma degli ottimi risultati ottenuti dall'Ateneo nelle classifiche Censis, che hanno visto Unicam al primo posto assoluto tra gli Atenei statali italiani e, per il 23° anno consecutivo, al vertice tra le università di pari dimensioni.
"Siamo davvero soddisfatti di questo andamento", sottolinea il rettore di Unicam Graziano Leoni, secondo cui la crescita delle immatricolazioni conferma "la qualità della nostra offerta formativa e didattica e dei servizi che mettiamo a disposizione delle nostre studentesse e dei nostri studenti".
Nuovi corsi e investimenti nelle strutture
Per il rettore, alla base del risultato ci sono anche le strategie messe in campo dall'Ateneo per mantenere elevato il livello dell'offerta formativa e dei servizi. Per l'anno accademico 2026/2027, Unicam ha infatti ampliato la propria proposta con diversi nuovi corsi di laurea. Tra questi c'è la triennale in "Scienze delle Attività Motorie e Sportive", che formerà il chinesiologo di base e potrà contare sugli impianti sportivi del CUS Camerino come una sorta di laboratorio a cielo aperto.
Debutta inoltre la laurea magistrale in "Biotecnologie per le Scienze Mediche e Veterinarie", pensata per mettere in dialogo medicina umana e medicina animale. Nell'ambito del progetto EduNext sono stati inoltre attivati i corsi in "Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell'Unione Europea" e "Informazione Scientifica sul Farmaco", erogati prevalentemente a distanza.
L'Ateneo ha inoltre investito sulle strutture didattiche e laboratoriali, con l'obiettivo di renderle sempre più efficienti e innovative, e ha sostenuto il progetto dello Studentato diffuso, che consente di mettere a disposizione degli studenti numerosi alloggi.
Confermato anche il nuovo accesso a Medicina Veterinaria
Prosegue anche la nuova modalità di accesso al corso di Medicina Veterinaria, basata sul semestre aperto universitario in sostituzione del tradizionale test di ingresso. Il percorso è attivo presso la sede di Matelica.
L'Università di Camerino sottolinea inoltre la possibilità di offrire corsi affini di alta qualità agli studenti che sceglieranno percorsi alternativi nell'ambito della formazione veterinaria e delle discipline collegate.
"Gli studenti sono al centro della nostra mission"
"Sono le strategie che l'Ateneo sta mettendo in campo per mantenere sempre alto il livello sia dell'offerta didattica sia dei servizi", spiega Leoni, ricordando come Unicam abbia attivato nuovi corsi, investito nelle strutture e sostenuto il progetto abitativo dedicato agli studenti.
"Le studentesse e gli studenti sono da sempre al centro della nostra mission e delle nostre azioni strategiche: rappresentano l'anima pulsante dell'Ateneo", conclude il rettore.
Per il nuovo anno accademico, Unicam mette a disposizione l'offerta formativa delle cinque Scuole di Ateneo: Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie.
A queste si aggiunge il percorso di eccellenza della Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani". Le iscrizioni rimarranno aperte fino al 6 novembre, mentre sul sito dell'Ateneo sono disponibili tutte le informazioni sui corsi, sulle modalità di immatricolazione, sulle agevolazioni e sugli appuntamenti di orientamento estivo.
MACERATA – Due corsi ai vertici delle graduatorie nazionali e una nuova laurea dedicata allo sport come strumento di benessere, educazione e inclusione. Il Dipartimento di Scienze della formazione, dei beni culturali e del turismo dell’Università di Macerata inaugura il nuovo anno accademico con risultati importanti e una nuova proposta formativa, rafforzando il proprio ruolo nella preparazione di educatori e insegnanti e ampliando un’offerta già consolidata nei settori del patrimonio culturale e del turismo.
Nelle più recenti classifiche Censis, il corso triennale in Scienze dell’educazione e della formazione si colloca al secondo posto in Italia nel proprio raggruppamento disciplinare, mentre la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria figura tra le prime cinque a livello nazionale.
La principale novità dell’offerta è il corso triennale in Scienze motorie e sportive per l’inclusione, pensato per formare professionisti in grado di utilizzare l’attività motoria e sportiva come strumenti di benessere, educazione, relazione e partecipazione sociale.
Il percorso integra competenze scientifiche, pedagogiche, psicologiche e sociali e pone particolare attenzione alle persone con disabilità, ai bisogni educativi speciali, alle diverse fasce d’età e alle situazioni di fragilità.
Nel piano di studi trovano spazio discipline come fisiologia e anatomia, psicologia dello sport, pedagogia speciale, tecnologie inclusive e gestione delle organizzazioni sportive. L’obiettivo è preparare figure capaci di progettare e condurre attività motorie e sportive adattate ai diversi contesti e alle esigenze delle persone.
«Questi risultati riconoscono la qualità del lavoro svolto e la capacità del Dipartimento di accompagnare i cambiamenti della società», commenta il direttore Simone Betti. «Il nuovo corso in Scienze motorie nasce da un’idea precisa: considerare il movimento e lo sport non soltanto come attività fisica, ma come strumenti educativi, relazionali e di inclusione».
Secondo Betti, lo stesso approccio caratterizza l’intera offerta del Dipartimento, che punta a mettere in dialogo formazione, territorio e patrimonio culturale, preparando professionisti in grado di operare nei diversi contesti sociali.
Nel settore educativo, il corso in Scienze dell’educazione e della formazione prepara professionisti destinati ai servizi per l’infanzia, alle comunità e ai percorsi socioeducativi. La laurea magistrale in Scienze pedagogiche forma invece pedagogisti per la progettazione, il coordinamento e la valutazione dei servizi.
Il corso quinquennale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria, a numero programmato, consente di conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.
Accanto all’area educativa, il Dipartimento mantiene una forte presenza nei settori dei beni culturali e del turismo. L’offerta comprende la laurea triennale in Beni culturali e turismo e le magistrali in Management dei beni culturali e International Tourism and Destination Management.
Quest’ultimo corso, interamente in lingua inglese, è orientato alla gestione delle destinazioni turistiche nel mercato internazionale e offre anche la possibilità di intraprendere percorsi a doppio titolo.
A completare la proposta formativa sono i corsi di specializzazione per il sostegno, i master e i percorsi di formazione e perfezionamento, la Scuola di specializzazione in Beni storico-artistici e il dottorato nazionale in Teaching & Learning Sciences.
Una filiera che mette in relazione formazione accademica, tirocinio, ricerca e mondo delle professioni e che, con la nuova laurea in Scienze motorie, amplia ulteriormente il raggio d’azione dell’Università di Macerata, puntando su inclusione, benessere e partecipazione.
L'urna contenente le spoglie di San Pacifico sarà trasferita temporaneamente dal Santuario alla chiesa di San Domenico in vista dell'apertura dei cantieri per il restauro e il miglioramento sismico del complesso religioso, gravemente danneggiato dalla sequenza sismica del 2016.
Il trasferimento solenne è previsto per martedì 18 agosto. Lo spostamento si rende necessario per consentire l'esecuzione degli interventi di restauro, risanamento conservativo e miglioramento sismico che interesseranno l'intero complesso del Santuario.
Il piano dei lavori, che ha ottenuto il via libera della Soprintendenza lo scorso febbraio, riguarderà l'intero impianto storico dell'edificio, compresi il campanile, la cappella ottagonale e le decorazioni artistiche.
Per la comunità di San Severino Marche si tratta di un momento dal forte valore simbolico. San Pacifico, compatrono della città, al secolo Carlo Antonio Divini, nacque nel centro storico settempedano il 1° marzo 1653 e trascorse proprio in città parte della sua vita religiosa. Ordinato sacerdote all'età di 25 anni, morì il 24 settembre 1721, a 68 anni.
Beatificato da Pio VI nel 1786 e proclamato santo da Gregorio XVI nel 1839, San Pacifico è da secoli al centro della devozione della comunità locale e rappresenta uno degli elementi più significativi dell'identità religiosa e culturale della città.
Durante il periodo dei lavori, sarà la chiesa di San Domenico a diventare il punto di riferimento per le attività liturgiche normalmente ospitate al Santuario. Qui si terranno le celebrazioni quotidiane, le iniziative promosse dalla comunità dei Frati Minori e anche i tradizionali festeggiamenti di settembre dedicati a San Pacifico.
Il padre guardiano del Santuario, fra Luciano Genga, ha sottolineato come il trasferimento rappresenti una parentesi necessaria, ma allo stesso tempo segnata dalla speranza di poter restituire alla comunità un luogo di culto rinnovato, sicuro e pienamente fruibile.
La comunità dei Frati Minori ha inoltre espresso il proprio ringraziamento all'Arcidiocesi e all'arcivescovo monsignor Francesco Massara per l'autorizzazione, al parroco don Aldo Romagnoli per la disponibilità ad accogliere le celebrazioni nella chiesa di San Domenico e al sindaco Rosa Piermattei e all'amministrazione comunale, proprietaria dell'edificio, per la collaborazione e il sostegno nell'organizzazione del trasferimento.
L'urna di San Pacifico resterà dunque a San Domenico per tutta la durata dei lavori, in attesa del ritorno nel Santuario una volta completati gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza.
Sette spettacoli in abbonamento, grandi interpreti della scena nazionale e una programmazione ricca anche fuori abbonamento. È stata presentata la nuova stagione di prosa 2026/2027 del Teatro Feronia di San Severino Marche, promossa dalla Città di San Severino Marche e dai Teatri di Sanseverino in collaborazione con Amat, Ministero della Cultura e Regione Marche.
Il filo conduttore della nuova stagione sarà "Trasform Azioni", un tema scelto dal direttore artistico Francesco Rapaccioni per raccontare il cambiamento come elemento centrale delle relazioni umane, dell'identità personale e della società.
La nuova stagione arriva inoltre in un momento particolarmente significativo per la città, dopo l'inserimento del Teatro Feronia nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco, nell'ambito del sito seriale "Il sistema dei teatri condominiali all'italiana del XVIII e XIX secolo nell'Italia centrale". Un riconoscimento che valorizza il patrimonio storico e architettonico del teatro settempedano e che rappresenta, allo stesso tempo, un invito a custodirlo e promuoverlo.
"Accogliamo questa nuova stagione teatrale con un'emozione del tutto speciale e con profondo orgoglio per il prestigioso riconoscimento attribuito dall'Unesco al nostro meraviglioso teatro Feronia", sottolinea il sindaco e sovrintendente dei Teatri, Rosa Piermattei. "Essere parte del Patrimonio Mondiale dell'Umanità valorizza la storia, la bellezza e l'identità di San Severino Marche, confermando la centralità del Feronia nel panorama culturale nazionale e internazionale".
"Il cartellone di quest'anno, arricchito da un'offerta collaterale eccezionale e variegata, risponde al desiderio di offrire alla nostra comunità e ai tanti visitatori occasioni di incontro, crescita ed elevazione spirituale nel segno della cultura e della grande arte", aggiunge Piermattei.
I sette spettacoli in abbonamento
Il sipario sulla stagione di prosa si alzerà venerdì 23 ottobre con Ambra Angiolini, protagonista de La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni, spettacolo diretto dalla stessa attrice, che salirà sul palco insieme a Beatrice Cazzaro.
Giovedì 26 novembre sarà la volta de Il ritratto di Dorian Gray, diretto da Giancarlo Nicoletti, con Federica Luna Vincenti e Alessio Vassallo. Il 13 dicembre spazio alla commedia con L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde, interpretato da Lucia Poli e Giorgio Lupano con la regia di Geppy Gleijeses.
Il nuovo anno si aprirà il 22 gennaio 2027 con Laura Morante, protagonista di Insieme, testo scritto e diretto da Fabio Marra, dedicato ai rapporti familiari e ai cambiamenti che attraversano i legami.
Il 12 febbraio sul palco saliranno Ettore Bassi e Galatea Ranzi con Ispettore in casa Birling, per la regia di Piero Maccarinelli, una storia caratterizzata da una forte componente di denuncia morale e sociale. Il 12 marzo sarà invece protagonista Davide Enia con il pluripremiato Autoritratto. A chiudere la stagione, il 6 aprile, sarà Amadeus di Peter Shaffer, diretto e interpretato da Ferdinando Bruni, con Daniele Fedeli.
"Con 'Trasform Azioni' vogliamo rappresentare la traccia invisibile e profonda che attraversa l'intera rassegna", spiega il direttore artistico Francesco Rapaccioni. "Il concetto guida esplora come l'identità personale, le relazioni umane e le certezze sociali si ridefiniscano in un divenire continuo".
Una stagione che va oltre la prosa
Il cartellone del Feronia non si limiterà agli spettacoli in abbonamento. La programmazione comprenderà anche la stagione sinfonica della FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana, da novembre a maggio, i concerti di "Trame in Consonanza" realizzati in collaborazione con l'associazione musicale Appassionata tra ottobre e novembre e la stagione di circo contemporaneo, curata dalla direzione artistica del Circo El Grito, in programma da ottobre ad aprile.
A completare l'offerta saranno la rassegna cinematografica al Teatro San Paolo, gli Incontri con l'Autore, la rassegna delle Altre Culture, i progetti dedicati alle scuole e una lunga programmazione fuori abbonamento con prosa, danza, concerti e teatro amatoriale.
Abbonamenti e informazioni
Gli abbonati della precedente stagione potranno esercitare il diritto di prelazione dal 16 al 20 settembre al botteghino del Teatro Feronia. I nuovi abbonamenti saranno invece disponibili il 22 e 23 settembre. I prezzi resteranno invariati. Gli spettacoli della stagione di prosa inizieranno alle 20:45.
LORO PICENO – Una serata per riscoprire la storia, le tradizioni e le radici della Marca Picena attraverso gli scritti e il lavoro di due studiosi che hanno dedicato gran parte della loro vita alla conoscenza e alla valorizzazione del territorio.
Nella cornice della Festa del Vino Cotto di Loro Piceno, mercoledì 19 agosto, alle ore 21, il “Giardino culturale - L’orto dei pensieri”, in vicolo Campo Vaccino 6, ospiterà un convegno dedicato a Nazzareno e Mario Graziosi, fratelli accomunati dall’amore per la propria terra e oggi ricordati per il prezioso patrimonio culturale che hanno lasciato.
Nazzareno Graziosi è stato un appassionato studioso della civiltà picena, mentre Mario Graziosi ha dedicato il proprio impegno alla conoscenza e alla divulgazione delle tradizioni popolari e contadine. Due percorsi differenti ma profondamente legati, capaci di raccontare la Marca Picena attraverso epoche diverse: dalle origini più antiche fino alla vita quotidiana delle generazioni che hanno preceduto quella attuale.
Entrambi scomparsi, hanno lasciato libri, documenti e testimonianze che rappresentano oggi un'importante eredità culturale. Un patrimonio attraverso il quale è possibile conoscere meglio chi fossero realmente i Piceni e, allo stesso tempo, riscoprire il mondo dei nostri nonni e bisnonni, fatto di lavoro nei campi, tra ulivi, vigne e grano, di animali nelle stalle e di una vita scandita dai ritmi della natura.
Un viaggio nella memoria, dunque, che vuole essere anche uno spunto per riflettere sul presente e sul futuro. Riscoprire ciò che appartiene alla propria storia per comprendere meglio chi siamo e scegliere con maggiore consapevolezza dove andare.
Alla serata prenderanno parte esponenti del mondo istituzionale, culturale e della divulgazione.
Saranno presenti il sindaco di Loro Piceno Robertino Paoloni e il sindaco di Colmurano Mirko Mari, insieme a Giovanni Mochi, presidente dell'associazione culturale “WikiLoro”, Fernando Morganti, esperto di attrezzi contadini e del loro utilizzo, il dottor David Lambertucci, studioso di storia, e il giornalista Fernando Pallocchini, direttore de “La Rucola”.
Particolarmente significative saranno le testimonianze familiari. Leonardo Luchetti, nipote di Mario Graziosi, porterà il proprio ricordo, mentre Walter Ferranti, cognato dei due fratelli, leggerà alcuni dei loro scritti.
Cupi di Visso festeggia un traguardo storico con la 25ª edizione della Mostra del Pecorino e dei Tesori della Sibilla, in programma sabato 22 agosto. Un quarto di secolo dedicato alla valorizzazione delle tradizioni, della storia e delle eccellenze enogastronomiche del territorio dei Monti Sibillini.
La manifestazione, particolarmente sentita dalla comunità dei "cupatti", sarà organizzata dal Comitato Festeggiamenti Cupi di Visso, con il sostegno delle aziende agricole locali di Cupi e Macereto e di diversi sponsor privati. L'iniziativa gode inoltre del patrocinio del Comune di Visso, del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e della Federazione Provinciale Coldiretti Macerata.
Un quarto di secolo nel segno della pastorizia
La Mostra del Pecorino affonda le proprie radici nella storia di Cupi, comunità da sempre profondamente legata alla pastorizia e alla transumanza. Per generazioni, i pastori della zona hanno percorso a piedi le vie verso la Maremma e l'Agro Pontino, portando con sé tradizioni e conoscenze che ancora oggi rappresentano una parte importante dell'identità locale.
La festa diventa così anche un momento di incontro tra residenti, abitanti delle seconde case, parenti e amici che durante l'estate tornano a riunirsi nella frazione, mantenendo vivo il legame con le storie e le usanze del passato.
Una giornata tra formaggio, storia e fotografia
Il programma prenderà il via già dalla mattina con gli stand dedicati ai prodotti tipici locali e le degustazioni, che proseguiranno per l'intera giornata. Alle 10:30 spazio a una dimostrazione dal vivo della produzione del formaggio, durante la quale verrà mostrata la lavorazione artigianale del latte secondo gli antichi metodi della tradizione pastorale.
Alle 11 sarà invece protagonista la memoria con la presentazione di alcuni oggetti storici appartenenti al Museo della Pastorizia, attualmente chiuso a causa dei danni provocati dal sisma. Per l'occasione sarà possibile tornare ad ammirare strumenti e oggetti caratteristici della civiltà agropastorale, tra cui campani, callari, tascapane, cosciali, reti per la mandria, funi da doma e uncini per la mungitura.
Un'occasione per riportare alla luce un patrimonio che racconta la vita quotidiana delle comunità montane e che, attraverso questi manufatti, continua a essere tramandato alle nuove generazioni.
La pastorizia raccontata attraverso le immagini
Tra gli appuntamenti più significativi della giornata ci sarà anche l'inaugurazione della mostra fotografica "La pastorizia a Cupi fra passato e presente", realizzata in occasione del decennale dal sisma.
La raccolta propone immagini che attraversano un arco temporale compreso tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila, raccontando attività, persone e momenti della vita della comunità agro-pastorale dell'Appennino marchigiano.
Gli scatti sono firmati dal fotografo Roberto Ercolani e rappresentano una testimonianza visiva della storia di Cupi e del suo rapporto con la pastorizia. Alle 12 sono quindi previsti i saluti istituzionali alla presenza delle autorità.
Nel pomeriggio lo show cooking di Vittoria Tassoni
La festa proseguirà anche nel pomeriggio con gli stand dei produttori e la presenza delle aziende di Campagna Amica Coldiretti, oltre allo street food con alcune delle migliori specialità marchigiane.
Alle 16:30 la manifestazione si concluderà con uno speciale appuntamento dedicato alla cucina: uno show cooking curato da Vittoria Tassoni, rinomata cuoca dell'Alleanza e formatrice Slow Food.
Tassoni proporrà una lezione di cucina aperta al pubblico, reinterpretando i sapori della tradizione attraverso una ricetta pensata appositamente per l'occasione.
A presentare i diversi momenti della giornata sarà la giornalista Barbara Olmai, mentre l'organizzazione sarà affidata alla passione dei volontari del Comitato e al sostegno degli sponsor del territorio.
Le spoglie mortali di San Pacifico sono state trasferite nella chiesa di San Domenico, nel cuore di San Severino Marche, in vista dell'imminente apertura dei cantieri per la ricostruzione post-terremoto del complesso del santuario. I lavori interesseranno infatti la struttura francescana e prevedono anche l'abbattimento dell'ex dormitorio.
La delicata operazione di trasferimento dell'urna si è svolta nella mattinata alla presenza del padre guardiano del Convento, fra Luciano Genga, e del sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, considerato che la chiesa di San Domenico è di proprietà comunale.
San Domenico diventa il nuovo punto di riferimento
Per tutta la durata dei lavori di restauro e messa in sicurezza del santuario, la chiesa di San Domenico sarà il principale luogo di riferimento per le funzioni e gli appuntamenti liturgici che normalmente si svolgono nella struttura francescana.
Qui saranno ospitate le celebrazioni quotidiane, le iniziative pastorali e culturali organizzate dalla comunità dei Frati Minori e anche i festeggiamenti solenni di settembre dedicati a San Pacifico, compatrono della città.
Per celebrare questo passaggio particolarmente significativo per la comunità settempedana, è stata organizzata una celebrazione solenne domenica 23 agosto alle 18:30, nella chiesa di San Domenico. Al termine della funzione religiosa è previsto anche un buffet conviviale aperto a tutta la cittadinanza.
San Pacifico torna simbolicamente nel cuore della città
Il trasferimento assume anche un forte valore simbolico. San Pacifico torna infatti nei luoghi in cui nacque e trascorse parte della sua vita religiosa, prima della morte avvenuta il 24 settembre 1721, all'età di 68 anni.
Al secolo Carlo Antonio Divini, San Pacifico nacque a San Severino Marche il 1° marzo 1653 da Antonio Maria Divini e Mariangela Bruni. Rimasto orfano ancora bambino, fu affidato allo zio materno, arcidiacono della cattedrale, e crebbe in un ambiente caratterizzato da austerità e raccoglimento.
A soli 17 anni entrò tra i Frati Minori nel convento di Forano, assumendo il nome di fra Pacifico, mentre a 25 anni venne ordinato sacerdote.
Predicatore e uomo di fede
San Pacifico dedicò gran parte della propria vita alla predicazione, alla filosofia, all'apostolato e alla confessione, operando in diverse località delle Marche.
La sua vita fu segnata anche da importanti sofferenze fisiche: una dolorosa piaga alla gamba, la sordità e infine la cecità. Nonostante le difficoltà, visse le proprie condizioni con serenità e spirito di penitenza, trovando nella contemplazione e nella preghiera il proprio sostegno.
La sua fama si diffuse in tutta la regione anche per le doti profetiche che gli venivano attribuite, tra cui la previsione del devastante terremoto del 1703, oltre che per numerosi prodigi e guarigioni riconosciuti alla sua intercessione.
Fu inoltre padre guardiano della comunità di Santa Maria delle Grazie. San Pacifico venne beatificato da Papa Pio VI nel 1786 e proclamato santo da Papa Gregorio XVI nel 1839. Ancora oggi rappresenta per la comunità settempedana un riferimento centrale per la fede, l'identità e la memoria storica della città.
SAN SEVERINO MARCHE – La comunità settempedana si stringe attorno a fra Sergio Lorenzini, nuovo padre guardiano del convento di Renacavata a Camerino. A rivolgergli le felicitazioni e gli auguri di buon lavoro è il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità.
Per fra Sergio si tratta di un ritorno particolarmente significativo. Dopo sette anni alla guida della Provincia dei Frati Minori Cappuccini delle Marche, in qualità di ministro provinciale, torna infatti a Renacavata, luogo di straordinario valore per l’Ordine: è considerato la culla dei Cappuccini, nati nel 1528, e il primo vero convento dell’Ordine da cui l’esperienza francescana si è successivamente diffusa.
«Per la nostra comunità – sottolinea il sindaco Piermattei – è un grandissimo motivo di orgoglio vedere un concittadino come fra Sergio ricoprire un ruolo di così alta responsabilità spirituale e culturale. Il legame tra fra Sergio e la sua San Severino Marche è profondo e indissolubile».
Tra le iniziative più significative legate a fra Sergio Lorenzini c’è il Cammino dei Cappuccini, progetto nato nel 2019 e concretizzatosi a partire dal 2021, oggi riconosciuto dal Ministero del Turismo e inserito nel Catalogo dei Cammini religiosi italiani.
L’itinerario si sviluppa per circa 400 chilometri attraverso l’entroterra marchigiano, collegando 17 tappe da Fossombrone ad Ascoli Piceno e arrivando proprio a Renacavata, cuore del percorso.
Un itinerario che negli ultimi anni ha portato numerosi pellegrini e camminatori da tutta Italia e dall’estero anche a San Severino Marche, con una tappa particolarmente significativa al Santuario del Santissimo Salvatore in Colpersito.
Il luogo riveste un ruolo speciale nella tradizione francescana: è infatti l’unico sito delle Marche citato per due volte nelle più antiche fonti biografiche relative ad altrettanti soggiorni di San Francesco d’Assisi.
Secondo la tradizione, proprio a Colpersito Francesco incontrò e convertì il trovatore Guglielmo da Lisciano, divenuto poi fra Pacifico, conosciuto come il “Re dei versi”. Qui, inoltre, il santo avrebbe donato la celebre pecorella alle religiose che allora abitavano il luogo.
Nel messaggio di auguri, l’Amministrazione comunale ha voluto ricordare anche la vicinanza dimostrata negli anni dai Frati Cappuccini alla comunità settempedana.
Un rapporto concretizzatosi anche attraverso un gesto di grande generosità: la donazione di un edificio scolastico alla Città di San Severino Marche, resa possibile grazie al contributo e all’impegno di fra Sergio Lorenzini.
«Un gesto di straordinaria generosità e di concreta attenzione al futuro dei più giovani», sottolinea l’Amministrazione comunale, rinnovando la propria gratitudine ai Cappuccini per la vicinanza alla città.
Nel messaggio rivolto alla cittadinanza, il Comune invita infine a sostenere la candidatura del convento di Renacavata nell’ambito del censimento “I Luoghi del Cuore” del FAI 2026.
Il convento è tra i luoghi sostenuti dal progetto “In Cammino con i Cappuccini”, al quale anche San Severino Marche ha aderito.
L’obiettivo è valorizzare e tutelare un luogo di straordinario significato storico, religioso e culturale, rafforzando al tempo stesso la rete dei territori attraversati dal Cammino dei Cappuccini.
La comunità settempedana guarda dunque con orgoglio al nuovo incarico di fra Sergio Lorenzini, in un luogo che rappresenta uno dei cuori della storia cappuccina e che mantiene un legame profondo con San Severino Marche.
In un mondo che spesso sembra perdere di vista alcuni valori fondamentali, la danza può rappresentare un importante percorso di crescita, fatto di bellezza, disciplina e dedizione. Lo dimostra la storia di Maria Melchiorri, undicenne civitanovese e giovane promessa del balletto, che ha recentemente raggiunto un traguardo significativo: l’ammissione all’anno accademico 2026/27 della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretta da Eleonora Abbagnato.
Un risultato che riconosce le capacità artistiche della giovane danzatrice, ma che rappresenta anche il coronamento di un percorso formativo costruito nel tempo. Maria studia danza presso il Centro Culturale del Balletto ASD di Civitanova Marche, diretto da Loretta Gamberini, realtà che da sempre pone particolare attenzione alla formazione dei propri allievi.
«La danza non è soltanto un’abilità tecnica, ma un vero e proprio percorso educativo che forma il corpo e l’anima», sottolineano dal Centro Culturale del Balletto. Un percorso nel quale l’attenzione è rivolta non soltanto alla crescita artistica, ma anche alla trasmissione di valori fondamentali.
Al centro di questo lavoro c’è la dedizione di Loretta Gamberini, capace di creare un ambiente nel quale ogni giovane artista possa esprimere il proprio talento e crescere in modo autentico.
«Loretta è nota per la sua capacità di individuare e coltivare il potenziale di ciascun allievo, aiutandoli a sviluppare non solo la tecnica ma anche la passione per la danza», raccontano dal Centro.
Ed è proprio all’interno di questo percorso che Maria ha potuto sviluppare le proprie qualità, affrontando le diverse sfide con determinazione e fiducia e preparandosi a confrontarsi con contesti sempre più competitivi.
L’ammissione alla prestigiosa Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma rappresenta ora un nuovo importante capitolo per la giovane civitanovese. Un traguardo che arriva dopo anni di studio e che porta con sé anche il valore del lavoro svolto dalla scuola e dalla sua insegnante.
«Maria Melchiorri è un esempio di come la danza possa formare giovani artisti pronti ad affrontare le sfide del futuro», sottolineano dal Centro Culturale del Balletto.
La sua storia è infatti anche un tributo all’impegno e alla passione che caratterizzano il lavoro della scuola di Loretta Gamberini. Un percorso nel quale il talento individuale si unisce al lavoro di squadra e al sostegno di chi accompagna i giovani danzatori nella loro crescita.
Con il suo talento, Maria punta ora a proseguire il proprio cammino nel mondo della danza, portando con sé anche i valori appresi durante il percorso al Centro Culturale del Balletto: impegno, passione, disciplina e la consapevolezza che dietro ogni successo c’è sempre il lavoro di una squadra e una guida amorevole.
Il turismo nelle Marche continua a crescere e i dati del Ministero del Turismo confermano un andamento positivo anche nei mesi estivi. A luglio 2026 le presenze nelle strutture ricettive marchigiane sono aumentate dell’8,2% rispetto allo stesso mese del 2025, un risultato che colloca la regione al secondo posto in Italia per incremento, alle spalle del Piemonte, che registra una crescita del 9,9%.
Il dato emerge dal report “Un’altra estate italiana da record”, curato dall’Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo. L'analisi dei flussi di luglio è realizzata sulla base dei dati del Ministero dell'Interno, attraverso la banca dati Alloggiati Web, che raccoglie le comunicazioni obbligatorie dei gestori delle strutture ricettive.
La crescita marchigiana si inserisce in un quadro nazionale altrettanto positivo. Nel complesso, a luglio gli arrivi turistici in Italia sono aumentati del 4,5%, mentre le presenze hanno fatto registrare un incremento del 4,4% rispetto a luglio 2025. La componente italiana è cresciuta del 3,8% negli arrivi e del 2,3% nelle presenze, mentre quella straniera ha segnato rispettivamente +5,1% e +6%.
Per le Marche, dunque, il dato sulle presenze è particolarmente significativo, con una crescita quasi doppia rispetto alla media nazionale. Il Ministero evidenzia infatti che tutte le regioni italiane hanno registrato a luglio un incremento sia degli arrivi sia delle presenze, confermando una dinamica di crescita diffusa della domanda turistica.
Anche considerando il periodo più ampio della stagione estiva, le Marche mostrano livelli importanti di attrattività. Tra il 15 giugno e il 15 settembre 2026 il tasso medio di saturazione OTA nella regione raggiunge il 60,3%, un valore superiore alla media nazionale del 58,9%. Il dato è elaborato da The Data Appeal Company sulla base delle prenotazioni rilevate sui principali canali online e si riferisce alle strutture disponibili sui portali OTA.
Il dato marchigiano si colloca in un contesto particolarmente favorevole per il turismo italiano. Nel periodo estivo considerato dal report, la saturazione media nazionale delle strutture ricettive raggiunge il 58,9%, in aumento di 10,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. Tra i territori con i valori più elevati figurano Sardegna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, mentre le Marche si distinguono tra le regioni del versante adriatico con una saturazione del 60,3%.Il report del Ministero fotografa inoltre una crescita già evidente nei primi sei mesi dell'anno.
Tra gennaio e giugno 2026 gli arrivi nelle Marche sono aumentati del 4,4% e le presenze del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. I valori risultano sostanzialmente in linea o leggermente superiori alla media nazionale, che nello stesso periodo ha registrato rispettivamente +4,4% negli arrivi e +4,9% nelle presenze.
Fonte: Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo, report “Un’altra estate italiana da record – Report estate e Ferragosto 2026”. I dati sui flussi turistici sono elaborazioni su base Alloggiati Web del Ministero dell’Interno; quelli sulla saturazione OTA sono elaborazioni su dati The Data Appeal Company.