"Parliamo un po'": così una vigile del fuoco conquista la fiducia di un 17enne e lo riporta a casa
Cronaca
06/09/2026 11:00

"Parliamo un po'": così una vigile del fuoco conquista la fiducia di un 17enne e lo riporta a casa

È stato il dialogo paziente e delicato di una vigile del fuoco a permettere di riportare a casa un ragazzo di 17 anni con disturbi dello spettro autistico, allontanatosi dalla propria abitazione nelle prime ore della mattinata di oggi. Una storia di soccorso che, accanto all'aspetto operativo, racconta soprattutto l'importanza dell'umanità e della sensibilità di chi si trova a intervenire in situazioni particolarmente delicate. Il giovane, residente nei pressi del Teatro Romano di Villa Potenza, si era allontanato da casa dopo un momento di particolare difficoltà all'interno dell'abitazione. La madre, non riuscendo più a rintracciarlo, ha iniziato a cercarlo e ha successivamente richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Nelle ricerche sono stati coinvolti anche i vigili del fuoco, che hanno perlustrato la zona fino a individuare il 17enne mentre camminava lungo una strada. A quel punto è entrato in gioco l'elemento più delicato dell'intervento. Avvicinare una persona con disturbi dello spettro autistico in una situazione di questo tipo richiede particolare attenzione, evitando gesti improvvisi e rispettando i suoi tempi. Tra i componenti della squadra c'era una giovane vigile del fuoco che ha quindi iniziato ad avvicinarsi con estrema cautela. La donna ha cominciato a parlargli tranquillamente, senza forzare il contatto. Per quasi mezz'ora, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, è rimasta a dialogare con lui, costruendo progressivamente un rapporto di fiducia. Un approccio paziente che, passo dopo passo, ha permesso di convincere il ragazzo a incamminarsi verso casa. Una fase tutt'altro che semplice, considerata la particolare situazione. In questi casi, infatti, un approccio troppo diretto può rischiare di aumentare la difficoltà della persona coinvolta, mentre la calma e il rispetto delle sue modalità di relazione possono fare la differenza. Alla fine il ragazzo è stato riaccompagnato dalla madre, in buone condizioni. Sul posto è poi intervenuta la Polizia per gli accertamenti di competenza. Un intervento concluso positivamente, dunque, grazie alla collaborazione tra i soccorritori e, soprattutto, alla capacità della vigile del fuoco di trasformare un'operazione di ricerca in un momento di ascolto e relazione, dimostrando come, in determinate situazioni, la sensibilità umana possa essere importante quanto la prontezza operativa.

"Parliamo un po'": così una vigile del fuoco conquista la fiducia di un 17enne e lo riporta a casa

"Parliamo un po'": così una vigile del fuoco conquista la fiducia di un 17enne e lo riporta a casa
06/09/2026 11:00

È stato il dialogo paziente e delicato di una vigile del fuoco a permettere di riportare a casa un ragazzo di 17 anni con disturbi dello spettro autistico, allontanatosi dalla propria abitazione nelle prime ore della mattinata di oggi. Una storia di soccorso che, accanto all'aspetto operativo, racconta soprattutto l'importanza dell'umanità e della sensibilità di chi si trova a intervenire in situazioni particolarmente delicate. Il giovane, residente nei pressi del Teatro Romano di Villa Potenza, si era allontanato da casa dopo un momento di particolare difficoltà all'interno dell'abitazione. La madre, non riuscendo più a rintracciarlo, ha iniziato a cercarlo e ha successivamente richiesto l'intervento delle forze dell'ordine. Nelle ricerche sono stati coinvolti anche i vigili del fuoco, che hanno perlustrato la zona fino a individuare il 17enne mentre camminava lungo una strada. A quel punto è entrato in gioco l'elemento più delicato dell'intervento. Avvicinare una persona con disturbi dello spettro autistico in una situazione di questo tipo richiede particolare attenzione, evitando gesti improvvisi e rispettando i suoi tempi. Tra i componenti della squadra c'era una giovane vigile del fuoco che ha quindi iniziato ad avvicinarsi con estrema cautela. La donna ha cominciato a parlargli tranquillamente, senza forzare il contatto. Per quasi mezz'ora, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco, è rimasta a dialogare con lui, costruendo progressivamente un rapporto di fiducia. Un approccio paziente che, passo dopo passo, ha permesso di convincere il ragazzo a incamminarsi verso casa. Una fase tutt'altro che semplice, considerata la particolare situazione. In questi casi, infatti, un approccio troppo diretto può rischiare di aumentare la difficoltà della persona coinvolta, mentre la calma e il rispetto delle sue modalità di relazione possono fare la differenza. Alla fine il ragazzo è stato riaccompagnato dalla madre, in buone condizioni. Sul posto è poi intervenuta la Polizia per gli accertamenti di competenza. Un intervento concluso positivamente, dunque, grazie alla collaborazione tra i soccorritori e, soprattutto, alla capacità della vigile del fuoco di trasformare un'operazione di ricerca in un momento di ascolto e relazione, dimostrando come, in determinate situazioni, la sensibilità umana possa essere importante quanto la prontezza operativa.

Cronaca

Addio a Umberto Medini, per oltre 50 anni anima del Luna Park di Villa Potenza

Addio a Umberto Medini, per oltre 50 anni anima del Luna Park di Villa Potenza

06/09/2026 15:15

Si è spento il 4 settembre all’età di 90 anni Umberto Medini, decano dello spettacolo viaggiante. Nato il 19 aprile 1936 a Orbetello (dove al tempo i genitori furono di passaggio) ma marchigiano doc, Medini ha lasciato un segno indelebile in più generazioni, in particolare ad Ancona, dove era residente, e nel Maceratese. Grazie a giostre e attrazioni di vario genere, per oltre 50 anni è stato sempre presente nel tradizionale Luna Park a Villa Potenza per la festa patronale di San Giuliano. Famoso il suo autoscontro King Kong, che ha portato gioia e divertimento a ragazzi e famiglie di ogni età, avvalendosi della collaborazione dei figli Stefano Luana e Gemma. Un tradizione tramandata da Umberto oggi anche ai nipoti, specialmente Terence. "Umberto è stato sempre un grande lavoratore con intuito geniale. Un ottimo  marito e un grande padre – è il commiato della famiglia –, tantissime sono le persone che sono venute a porgere l'ultimo saluto e tantissimi i messaggi di stima e affetto. Si è sempre impegnato collaborando con le amministrazioni che si sono succedute per la riuscita del Luna Park, rendendolo il più importante delle Marche. Un uomo meritatamente amato dalla sua famiglia". Umberto è mancato venerdì all'ospedale di Macerata: insieme ai figli lo piangono anche i suoi 5 nipoti e 10 pronipoti: «Continueranno a portare nelle piazze il divertimento così come lui amava fare». Le esequie si svolgeranno lunedì 7 settembre alle ore 14.30 ad Ancona presso la chiesa dei Salesiani.

Civitanova, contrassegno disabili sospetto e insulti agli agenti: due episodi, un solo protagonista. Denunciato

Civitanova, contrassegno disabili sospetto e insulti agli agenti: due episodi, un solo protagonista. Denunciato

05/09/2026 09:41

Due distinti episodi, avvenuti nell'arco di poche settimane ad agosto, hanno visto coinvolto lo stesso uomo e portato la Polizia Locale di Civitanova Marche a intervenire prima per il sequestro di un contrassegno per persone con disabilità sospettato di falsificazione e, successivamente, per una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità. Il primo episodio risale al 4 agosto, in via Martiri delle Foibe. Una pattuglia della Polizia Locale ha sanzionato un veicolo parcheggiato sul marciapiede, in violazione dell'articolo 158 del Codice della Strada. L'auto esponeva un contrassegno per persone con disabilità, la cui data di scadenza non risultava chiaramente leggibile. Sul posto è arrivato un familiare dell'uomo, in possesso delle chiavi del veicolo, che ha consegnato il documento agli agenti. Dall'esame è emerso che il contrassegno risultava scaduto e, secondo quanto accertato dalla Polizia Locale, è sorto il fondato sospetto che potesse trattarsi di una fotocopia a colori. La proprietaria dell'auto, moglie dell'uomo, è stata convocata negli uffici della Polizia Locale. La donna ha dichiarato di essere estranea alla vicenda, spiegando che il mezzo, pur essendo intestato a lei, viene abitualmente utilizzato dal marito e di non essere a conoscenza di elementi utili alla ricostruzione dei fatti. I successivi accertamenti hanno permesso di verificare che il contrassegno era stato originariamente rilasciato a un congiunto dell'uomo, nel frattempo deceduto, e che il documento risultava già ritirato. Il contrassegno è stato quindi sequestrato e il provvedimento è stato convalidato dall'autorità giudiziaria. Sono in corso gli accertamenti per stabilire eventuali responsabilità in relazione alle ipotesi di falsità materiale commessa da privato e uso di atto falso. Il secondo episodio è avvenuto il 28 agosto, lungo via Cesare Battisti. Una pattuglia era impegnata nei rilievi di un incidente stradale quando gli agenti hanno riscontrato la presenza di veicoli in sosta in prossimità dell'intersezione, procedendo con le relative sanzioni. Sul posto è arrivato l'utilizzatore di uno dei mezzi sanzionati, lo stesso uomo coinvolto nel precedente episodio. Stando a quanto riferito dalla Polizia Locale, l'uomo avrebbe rivolto agli agenti espressioni sprezzanti e ingiuriose, rifiutandosi inizialmente anche di fornire le proprie complete generalità. Nel momento in cui si è allontanato alla guida del veicolo, avrebbe inoltre rivolto ulteriori epiteti nei confronti del personale operante. Successivamente convocato negli uffici della Polizia Locale, l'uomo è stato denunciato all'autorità gudiziaria per le ipotesi di oltraggio a pubblico ufficiale, previsto dall'articolo 341-bis del Codice Penale, e rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, ai sensi dell'articolo 651. «Il rispetto delle regole della strada e la correttezza nei confronti di chi svolge un servizio di controllo sul territorio in qualità di pubblico ufficiale non ammettono eccezioni, indipendentemente dal ruolo o dalla professione di chi si trova a interagire con i nostri operatori», dichiara il dirigente superiore Cristian Lupidi, comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche.

Attualità

No Discarica Montefano incontra Gentilucci: "Nessuna risposta netta sui criteri della graduatoria”

No Discarica Montefano incontra Gentilucci: "Nessuna risposta netta sui criteri della graduatoria”

06/09/2026 17:00

Il Comitato No Discarica Montefano interviene dopo l’iniziativa organizzata a Pieve Torina, dove si è svolto un confronto con il presidente della Provincia di Macerata e dell’ATA 3, Alessandro Gentilucci. Il Comitato ricostruisce le ragioni della presenza sul posto, chiarisce e torna sui criteri adottati per la valutazione delle aree destinate a ospitare il nuovo impianto, sottolineando al tempo stesso l’importanza del dialogo avviato con il Presidente. "L’iniziativa di oggi, così come tutte le precedenti promosse dal Comitato No Discarica Montefano, è stata un momento pacifico di confronto e di dialogo. Il nostro obiettivo era incontrare il Presidente della Provincia e dell’ATA 3, Alessandro Gentilucci, che, nonostante i nostri inviti (dimostrabili dalle e-mail inviate dalla casella e-mail del Comitato alle caselle e-mail istituzionali) a partecipare alle nostre iniziative e a confrontarsi direttamente con noi cittadini di Montefano, non ci aveva mai incontrato né convocato." Il Comitato si è soffermato quindi su quanto accaduto all’arrivo a Pieve Torina e sul confronto con i cittadini presenti sul posto. "Appena arrivati sul luogo della manifestazione e appresa la presenza di un gruppo di cittadini di Pieve Torina, abbiamo ritenuto doveroso scusarci con loro, ancor prima di confrontarci con il Presidente. Il nostro intento non era in alcun modo di provocare o urtare la sensibilità di una comunità che conosciamo e rispettiamo, consapevoli delle difficoltà che il Comune sta affrontando a seguito del terremoto. La nostra unica intenzione era poter avere un confronto sereno e civile con il Presidente. Proprio per questo abbiamo immediatamente accolto la proposta di spostare l’iniziativa dal Percorso delle Acque al Parco delle Rimembranze e abbiamo scelto di non portare festoni né cantare slogan." Il momento centrale della giornata è stato poi l’incontro con Gentilucci, durante il quale sono state esposte le rispettive posizioni. "Finalmente, il confronto con il Presidente c’è stato. Il Presidente Gentilucci ha illustrato le proprie ragioni, spiegando di non aver potuto intervenire sulla questione poiché, a suo dire, all’interno della Provincia il suo peso decisionale sarebbe limitato allo 0,1%." Da parte sua, il Comitato ha ribadito le proprie contestazioni rispetto ai criteri utilizzati per la valutazione delle aree. "Abbiamo spiegato le ragioni per cui riteniamo che alcuni criteri adottati nella valutazione delle aree, a nostro avviso, siano stati condizionati da logiche politiche e abbiano finito per privilegiare il peso degli amministratori di maggioranza all’interno dell’ATA rispetto alla tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Tra gli elementi che ci preoccupano maggiormente ci sono, ad esempio, la riduzione del peso di criteri che, come quello della presenza di falde acquifere, riteniamo fondamentale per garantire un’adeguata tutela del territorio e delle risorse idriche." Nel corso del confronto è stata quindi posta una domanda diretta al presidente dell’ATA 3: "Abbiamo quindi posto al Presidente una domanda precisa: condivide o meno i criteri politici che hanno contribuito alla definizione della graduatoria? Purtroppo, a questa domanda non abbiamo ricevuto né un sì né un no." Nonostante le distanze espresse, il Comitato ha giudicato positivamente l’avvio di un confronto diretto dopo i precedenti tentativi. "Riteniamo comunque importante che, dopo diversi tentativi, sia stato finalmente possibile instaurare un confronto diretto. Il dialogo, soprattutto su questioni che riguardano la salute, l’ambiente e il futuro delle nostre comunità, è sempre un valore. Abbiamo infine accolto con piacere la proposta del Presidente di invitarlo nel nostro Comune, presso il sito della discarica, per portarlo a vedere i due siti al primo e secondo posto, cosa che sicuramente faremo." "Terminata la manifestazione- conclude il Comitato- siamo poi andati al Percorso delle Acque per una passeggiata in uno splendido ambiente naturale, un vero unicum nella nostra Regione, che invitiamo tutti a conoscere e a visitare almeno una volta nella vita".

San Severino saluta il maggiore Maggi: “Grazie per il lavoro svolto al servizio della comunità”

San Severino saluta il maggiore Maggi: “Grazie per il lavoro svolto al servizio della comunità”

05/09/2026 15:24

Un incontro istituzionale per salutare chi, negli ultimi anni, ha rappresentato un importante punto di riferimento per il territorio. Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha ricevuto il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Tolentino, il maggiore Giulia Maggi, che nei prossimi giorni lascerà la guida del reparto per assumere un nuovo incarico professionale. In occasione della conclusione del suo mandato, il primo cittadino ha voluto esprimere a nome dell’Amministrazione e dell’intera comunità settempedana la propria gratitudine per il lavoro svolto, consegnando all’ufficiale dell’Arma una pergamena celebrativa. Un riconoscimento con il quale la città ha voluto sottolineare l’impegno profuso dal maggiore Maggi nel corso del suo servizio alla guida della Compagnia e la costante attenzione riservata alle esigenze del territorio. Il maggiore Maggi ha inoltre ricoperto un ruolo particolarmente significativo nella storia dell’Arma in provincia di Macerata, essendo stata la prima donna ad assumere un incarico di comando di tale rilievo. Nel corso del mandato ha saputo costruire un rapporto di collaborazione con le istituzioni locali e di vicinanza con la cittadinanza, mettendo al centro del proprio lavoro i temi della sicurezza, della legalità e della tutela della comunità. Nel corso dell’incontro, il sindaco Piermattei ha quindi ribadito l’apprezzamento per l’attività svolta e per la disponibilità dimostrata dall’ufficiale nei confronti dell’Amministrazione e della città. Al termine del saluto istituzionale, il primo cittadino ha rivolto al maggiore Maggi i migliori auguri per il nuovo percorso professionale, auspicando per lei il raggiungimento di nuovi e prestigiosi traguardi. Un nuovo incarico porterà dunque l’ufficiale lontano dalla Compagnia di Tolentino, ma, come sottolineato dal sindaco,"il legame con la comunità settempedana resterà saldo, nel segno di un rapporto costruito negli anni di servizio sul territorio".

Politica

Elena Leonardi fa festa col Governo Meloni: "Oltre 350 marchigiani a Bari con Meloni"

Elena Leonardi fa festa col Governo Meloni: "Oltre 350 marchigiani a Bari con Meloni"

04/09/2026 16:10

Sono oltre 350 le persone partite dalle Marche alla volta di Bari per partecipare all'iniziativa con la premier Giorgia Meloni in programma oggi al porto pugliese per celebrare il record di longevità raggiunto dal Governo. La delegazione marchigiana è composta da "parlamentari, amministratori, dirigenti, militanti e sostenitori, arrivati in pullman, pulmini e auto". Ad annunciarlo è la senatrice di Fratelli d'Italia Elena Leonardi, che in merito ai risultati raggiunti dall'esecutivo Meloni è chiara:  "Dopo anni di tagli, il Governo Meloni è tornato ad assumere sul fronte della sicurezza: 45mila nuove assunzioni nelle forze dell'ordine, e altre 25mila previste entro la fine della legislatura, con 2.500 unità in più rispetto al turnover - dichiara Leonardi -. I contratti a tempo indeterminato sono aumentati di oltre un milione, gli occupati sono passati da 23,2 a 24,3 milioni, il deficit è sceso dall'8,1% al 3,1% del Pil, e l'export ha raggiunto i 643 miliardi di euro. Sono numeri che dimostrano come la stabilità non sia un traguardo da esibire, ma la condizione che permette a un Paese di programmare, decidere e mantenere gli impegni presi". Leonardi cita, tra le misure raggiunte, anche il "Bonus Mamme, il Bonus Nido da 3.600 euro, il Bonus Nascite da 1.000 euro, l'incremento dell'indennità di congedo parentale dal 30 all'80% e l'estensione della durata da uno a tre mesi, oltre al taglio del cuneo fiscale e alla riforma dell'Irpef". Citato anche il Fondo sanitario nazionale, "in crescita dai 126 miliardi di euro del 2022 ai quasi 143 miliardi previsti per il 2026". "Anche le Marche hanno visto risultati concreti in questi anni - dichiara ancora la senatrice portorecanatese -. Sulla ricostruzione, da quando c'è il Governo Meloni il cambio di rotta si vede nei fatti: sono sempre di più le famiglie che sono tornate a vivere nelle proprie case. Sulla cultura, sono stati destinati alle Marche 22,64 milioni di euro tra il 2025 e il 2027, con interventi diffusi tra le province di Macerata, Ancona e Fermo. Sulle infrastrutture prosegue il finanziamento della Pedemontana delle Marche, con 95 milioni di euro stanziati, mentre la Zona economica speciale, annunciata da Giorgia Meloni ad Ancona nell'agosto del 2025, sta già dando i suoi frutti su tutto il fronte economico, sia sul piano occupazionale che su quello imprenditoriale. Anche per quanto riguarda il sociale, il bando nazionale per l'assunzione di psicologi, educatori e pedagogisti negli Ambiti Territoriali Sociali si sta traducendo in nuove assunzioni anche nelle Marche".  

Legge suicidio assistito, Ruggeri (M5S): "Dal Veneto lezione di civiltà e umanità"

Legge suicidio assistito, Ruggeri (M5S): "Dal Veneto lezione di civiltà e umanità"

03/09/2026 16:40

Dopo la notizia dell’approvazione della legge sul suicidio medicalmente assistito da parte del Consiglio regionale del Veneto, che lo rende di fatto la prima regione governata dal centrodestra a regolamentare le procedure e le tempistiche della pratica, la questione ha riaperto il dibattito. L’eco di quanto avvenuto, si fa sentire forte anche nella regione Marche, dove già da tempo è depositata in Consiglio regionale una proposta di legge di ugual misura, presentata da parte del consigliere Pd Maurizio Mangialardi nel 2022. La notizia è stata accolta dalla consigliera regionale del M5S Marta Ruggeri come una vittoria di civiltà e un atto di sensibilità e responsabilità politica. Ruggeri osserva come il superamento delle barriere ideologiche rappresenti un elemento importante, soprattutto quando il tema sono la dignità dei cittadini e le loro sofferenze, oltre che i loro diritti fondamentali. "La scelta maturata a Venezia dimostra che anche nell'alveo del centrodestra è possibile un confronto maturo e rispettoso della libertà individuale", afferma Ruggeri. Secondo la consigliera anche all’interno della coalizione di centrodestra si può avviare un "dialogo maturo, che rispetti le libertà individuali e che consenta ai cittadini di accedere a questo servizio nei giusti tempi e modalità". È osservando il modello veneto che Ruggeri si augura che la regione Marche possa trarre spunto ed esempio per "sbloccare la situazione" circa "la proposta di legge ad iniziativa del collega Maurizio Mangialardi, che mi vede cofirmataria con convinzione. È giunto il momento che la maggioranza di centrodestra marchigiana dimostri la stessa maturità del Veneto: non possiamo continuare a voltarci dall'altra parte o a rimandare una discussione che riguarda la vita, la dignità e i diritti delle persone". L’invito è quello di dimostrare pari maturità, avviando il prima possibile un dibattito da svolgersi in Commissione e poi in Aula, due strumenti istituzionali fondamentali e irrinunciabili “per dotare la regione di una norma di civiltà e umanità”. La legge sul 'fine vita' La Toscana è stata la prima regione ad approvare una legge sul suicidio medicalmente assistito, seguita da Sardegna, Emilia Romagna ed ora, Veneto. Il tema di una possibile legge sul 'fine vita' in Italia si muove in uno spazio grigio che non è ancora regolamentato. Per questo le regioni devono muoversi autonomamente, spinte, molto spesso, da numerose raccolte firme indipendenti.  Nonostante questo, nel nostro Paese non è illegale ricorrere ad una pratica simile. Questo è possibile a causa di un precedente storico: una sentenza della Corte costituzionale del 2019 (242/2019) che chiarisce le situazioni in cui il suicidio assistito non può essere punito (e quindi quando è possibile effettuarlo), lasciando comunque grandi difficoltà circa le modalità ed i tempi di attuazione.  Le condizioni da verificare sono che il soggetto richiedente sia capace di prendere decisioni libere e consapevoli, che sia affetto da patologie irreversibili fonti di sofferenza fisica o patologica ritenuta intollerabile e che sia tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale (cosa rientri in quest’ultima dicitura è uno degli aspetti più critici perché interpretabile in maniera differente da parte delle aziende sanitarie). La Corte Costituzionale ha cercato più volte di fare pressione al Parlamento per spingerlo a legiferare sul tema ma senza alcun successo. L'ultimo affossamento risale al 3 giugno scorso, quando il ddl proposto da Alfredo Bazoli durante l'esame in aula di Senato ha subito il rinvio alle commissioni di Giustizia e Affari sociali, con 88 voti favorevoli e 59 contrari.  

Sanità

Associati Fisiomed: a Casette d'Ete visite specialistiche per la prevenzione

Associati Fisiomed: a Casette d'Ete visite specialistiche per la prevenzione

06/09/2026 12:20

Associati Fisiomed è un gruppo medico con 2 sedi a Sforzacosta di Macerata, quella originaria e quella nuova ora principale, con altre 8 sedi in provincia di Macerata e Fermo ed una anche a Milano. Fin dalla sua nascita, 30 anni fa, ha considerato la cultura della salute e la prevenzione inerenti al suo lavoro, perfettamente sovrapponibili alla diagnosi e cura della malattia. Nel tempo, soprattutto dopo il cambio di gestione nel 2011, questo modello, che possiamo definire inedito nell’ambito della sanità, sia pubblica che privata, ha avuto un costante sviluppo con manifestazioni spontanee di attenzione soprattutto nel periodo pandemico. Nella fase post-pandemica, quando nel 2023 è stata inaugurata la nuova sede, il modello prevenzione-diagnosi-cura ha avuto una sua strutturazione. Nella nuova sede Associati Fisiomed, accanto alle migliori professionalità, alla migliore tecnologia per la diagnosi e cura della malattia, è stato adibito uno spazio dedicato all’informazione medico-scientifica sicura con responsabili della comunicazione che utilizzano la cultura e l’esperienza di specialisti disponibili al progetto oltre al loro lavoro ambulatoriale. Tanti congressi per l’aggiornamento professionale-sanitario, tante le conferenze dedicate alla popolazione, importanti le collaborazioni con istituzioni come Unitre Macerata e CNA che, usufruendo del servizio, hanno contribuito alla diffusione del modello. Nell’ambito dello sport è stato poi fatto un lavoro certosino: decine di associazioni e club di tante specialità sportive, dagli amatori ai professionisti, hanno un punto di riferimento in Associati Fisiomed non solo per il controllo sanitario dovuto, ma anche per un’adeguata educazione alla conoscenza del proprio corpo di atleta. Nello sviluppo di un modello virtuoso non può mancare però la ricerca dell’innovazione, l’analisi in questo caso delle esigenze sociali, dei cambiamenti, delle aspettative dei cittadini. Proprio interpretando attentamente questi fattori, Associati Fisiomed ha elaborato un progetto da attuarsi nella sua sede di Casette d’Ete: una settimana di visite specialistiche gratuite a favore dei cittadini. Nel manifesto di presentazione sono ben evidenziate le modalità e le disponibilità per poterne usufruire. È un progetto che merita la massima attenzione mediatica, perché sottintende la manifesta difficoltà del nostro servizio sanitario per quanto esso lodevole per la sua universalità, manifesta le difficoltà economiche di parte della popolazione ed individua uno spazio ed un impegno per sottolineare ed in parte alleviare le difficoltà descritte. La novità, a confronto con le giornate dedicate ad una patologia o ad una specialità già in essere, in questa occasione le specialità cliniche sono molteplici ed il tempo dedicato è di una settimana. È un esempio dell’assoluta volontà di Associati Fisiomed di evidenziare il suo ruolo sociale, un esempio che con forme organizzative variegate può procurare un’emulazione sia pubblica che privata, un esempio forte ed un’occasione che stimoli le persone a mettere sempre di più al centro la cultura della salute e la prevenzione della malattia. Sarebbe un grande aiuto al sistema sanitario. A Casette d’Ete dal 14 al 19 settembre la speranza di una sanità globale migliore e più vicina. (Foto di repertorio)

Scuola e alimentazione: superare la fretta mattutina per una giusta consapevolezza

Scuola e alimentazione: superare la fretta mattutina per una giusta consapevolezza

05/09/2026 18:20

Con la riapertura delle scuole e il ritorno alla routine quotidiana, per molte famiglie si ripresenta una sfida classica: gestire i preparativi del mattino. Tra la corsa contro il tempo e la campanella che si avvicina, preparare una colazione curata e organizzare la merenda può sembrare l'ennesimo compito impegnativo. Guardare a questi due momenti attraverso la lente della nutrizione, tuttavia, permette di trasformarli in un'opportunità preziosa: un gesto d'affetto per accompagnare i ragazzi durante la giornata, sostenendone l'energia, la concentrazione e il benessere tra i banchi. Comprendere cosa accade al nostro organismo al mattino rende ogni scelta più semplice e naturale. Quando la colazione si basa prevalentemente su zuccheri semplici e cibi raffinati, il livello di glucosio nel sangue sale rapidamente per poi crollare con la stessa velocità. Per uno studente in classe, questa oscillazione si traduce, a metà mattina, in stanchezza improvvisa, calo di attenzione e irritabilità. Una colazione bilanciata funziona in modo diverso: abbinare ai carboidrati complessi (come pane integrale, fette biscottate o avena) una quota di proteine e grassi sani, presenti in yogurt, latte, bevande vegetali o frutta a guscio, permette di rilasciare l'energia gradualmente, garantendo al cervello un nutrimento costante. La stessa attenzione vale per la merenda della ricreazione. La pausa di metà mattina è un momento di svago essenziale, ed educare bambini e ragazzi a uno spuntino fresco e nutriente è un investimento sulla loro salute. Alternare i prodotti confezionati con opzioni semplici non significa fare rinunce, ma proporre idee gustose e bilanciate: una porzione di frutta di stagione con qualche mandorla o noce, un piccolo panino integrale con ricotta, hummus o composta di frutta, oppure una fetta di dolce casalingo preparato insieme nel fine settimana. Coinvolgere i figli in questo percorso è il modo migliore per guidarli verso l'autonomia. Spiegare loro che ciò che mangiamo influisce direttamente su come ci sentiamo mentre studiamo, facciamo sport o stiamo con gli amici aiuta a trasformare la sana alimentazione in una scelta consapevole. Piccoli gesti quotidiani condivisi diventano così un modo concreto per prendersi cura di loro fin dal primo mattino. Per rendere tutto questo sostenibile anche nelle giornate più frenetiche, il segreto risiede nell'organizzazione. Preparare la tavola o porzionare la frutta secca la sera prima, pianificare insieme un menu settimanale delle merende o tenere a portata di mano contenitori riutilizzabili sono strategie semplici che riducono notevolmente il carico mentale al risveglio. Trasformare la fretta in serenità non richiede rivoluzioni, ma piccoli passi condivisi che restituiscono alla colazione il suo valore di momento di unione e carica per tutta la famiglia.

Sport

Esordio amaro per la Maceratese: il Teramo domina la scena all’Helvia Recina

Esordio amaro per la Maceratese: il Teramo domina la scena all’Helvia Recina

06/09/2026 17:40

Comincia con una sconfitta il campionato della Maceratese. Il Teramo è troppo forte e vince 3-0 all’Helvia Recina Pino Brizi. I biancorossi in realtà fanno una buona partita nonostante il risultato sembri dire l’opposto, ma alcuni dettagli e dall’altra parte una formazione da altre categorie fanno il resto. Il Teramo si conferma una delle favorite della stagione e si impone con una grande prova di maturità: lezione assimilata dai biancorossi, che dovranno farne tesoro per la prossima trasferta di Ascoli contro l’Atletico Ascoli. Grande cornice di pubblico all’Helvia Recina Pino Brizi, 1800 presenti di cui 350 da Teramo. In avvio ci prova subito Pampano per la Rata, che servito a destra da Ruani da fuori chiama alla parata in presa Cingolani. All’8’ replica Njambe su punizione dal limite sfiorando la traversa. All’11’ viene annullato il gol a Carpani, pescato da un cross di Njambe in area piccola ma al di là della linea. Un minuto dopo i locali sfiorano il gol: Pampano crossa per Didio che anticipa tutti di testa in area e sfiora il palo a Cingolani battuto. Al 19’ il Teramo applica la legge del calcio però: su un cross di Njambe da sinistra Pavone aggancia in area e batte da posizione ravvicinata Grillo. La Maceratese tenta la replica e si vede annullare il pareggio immediato di Pampano per fuorigioco dopo una giocata di Ciattaglia. Poi gli abruzzesi prendono il pallino del gioco: Njambe tiene in scacco la linea difensiva biancorossa provandoci prima dal limite costringendo alla parata Grillo, poi sfiorando il palo. La Rata però non dorme mai e al 41’ va a centimetri dal pareggio: Simonelli va via sulla destra e crossa, Didio arriva di testa costringendo alla parata Cingolani ma Ruani in tap-in manda fuori a porta vuota. L’ultima emozione la regala una bandierina di calcio d’angolo che non si riesce a sistemare e che causa 9 minuti di recupero. Si riprende e la ripresa si indirizza subito col raddoppio del Teramo: minuto 52, Njambe verticalizza per Carpani che passa per vie centrali e buca col destro imparabilmente Grillo. Poco dopo Simonelli potrebbe riaprire tutto ma Cingolani lo mura, poi nella ripartenza Pavone viene liberato davanti Grillo che però imita il collega e ferma l’avversario. Al 66’De Santis scherma la conclusione di Pampano da posizione ravvicinata. Al 72’ Grillo chiude sul primo palo sul tentativo di Diakite ma al 77’ commette un’incertezza in coabitazione con Conson che costa lo 0-3: i due non si capiscono, Toure irrompe e ringrazia per fare tris. Didio e Ciattaglia cercano di diminuire il passivo ma Cingolani prima e la sfortuna poi lo impediscono. L'ultima emozione la regala il palo colpito dal neo entrato di De Negri. MACERATESE: Grillo, Ciattaglia, Batassa, D’Aloia, Conson, Ruggeri (86' Baraboglia), Simonelli (73' Pesaresi), Baumwallspinner, Didio, Ruani (56' Brunet), Pampano. All. Alfonsi. TERAMO: Cingolani, Njambe (59' Toure), Vitali (90' De Nigro), Pavone, Carpani, De Santis, Salustri, Mariani, Pierfederici (73' Cipolletti), Bruni, Marconato (63' Diakite). All. Pomante. Arbitro: Velocci di Frosinone. Assistenti: Foglietta e Innocenzi di Foligno. Reti:  19' Pavone, 52' Carpani, 77' Toure. Note: ammoniti Marconato, Ciattaglia, Brunet, Re, Batassa. Corner: 4 a 5. Recupero: 9, 6 Foto: Tartari

Eccellenza- Il Tolentino non sfonda, la Fermignanese si ferma sulla traversa: il debutto è con un pari

Eccellenza- Il Tolentino non sfonda, la Fermignanese si ferma sulla traversa: il debutto è con un pari

06/09/2026 17:30

In una torrida domenica di inizio settembre si è aperto, con un pareggio, il campionato del Tolentino. Nell'atto iniziale della stagione 2026/27 di Eccellenza Marche i cremisi impattano 0-0 contro la Fermignanese. Il match non si è mai davvero acceso, ma ha mostrato due squadre organizzate destinate a ben figurare.  LE FORMAZIONI - Per il suo primo undici dell'anno Passarini non propone troppe variazioni rispetto a quanto provato nelle amichevoli estive. Papavero (con la pesante maglia numero 10) e Latini vengono schierati come 'under', davanti la coppia d'attacco che tanto bene ha fatto nel precampionato: Rotondo e Bonvin. Ed è proprio l'attacco il reparto a cui prestare maggiore attenzione degli ospiti: Cordella, a lungo capocannoniere della scorsa stagione, e l'ex Montegranaro Tonuzi hanno nei piedi numerosi gol.  LA CRONACA - La partita pare sin da subito avere un canovaccio chiaro: il Tolentino a gestire il possesso palla, la Fermignanese pronta ad agire in ripartenza. Il caldo, in maniera inevitabile, condiziona ritmo ed idee dei 22 in campo. Al 13' un calcio di punizione di Tonuzi dalla trequarti sinistra impegna Ajradinosky, che si sporca i guantoni.  Al 18' doppia chance per i padroni di casa. Azione avvolgente dei cremisi che attaccano il campo in ampiezza e sfondano sulla sinistra grazie al grande lavoro di Papavero: finta ubriacante e cross liftato del numero 10 su cui piomba Tizi di testa ma Marcantognini toglie letteralmente il pallone dalla porta. Sulla palla vagante si avventano ancora i cremisi e la zuccata di Bonvin termina alta di poco.  Il pericolo corso desta gli ospiti, che si fanno più intrepidi. Al 25' è d'obbligo il cooling break. Alla ripresa del gioco subito Bonvin in evidenza su imbeccata di Capponi: il suo rasoterra viene respinto dall'ottimo Marcantognini. Al 35' ancora Tolentino: gran uso del piede perno di Rotondo, che si libera per la conclusione eludendo una triplice marcatura, ma manca la potenza al suo tiro.  Al 43' pazza idea di Cordella che vede il portiere cremisi fuori dai pali e tenta di sorprenderlo con una bomba dalla distanza che termina non distante dall'incrocio dei pali.  SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi parte meglio la Fermignanese che colleziona tre corner nell'arco di otto minuti. Passarini sceglie di cambiare e lancia nella mischia Nunes De Melo. Il brasiliano si mette subito in luce con un tocco di suola che attiva la sovrapposizione di Diouane, il cui cross affilato non trova puntuale alla deviazione in rete né Panichelli né Rotondo.  Replica immediata degli ospiti al 60'. Arduini si trova sul piede il pallone buono all'altezza della lunetta di rigore, dopo una serie di deviazioni: il suo tiro scheggia la traversa.  Al 73' altra chance per il Tolentino. Il neo entrato Giuli sfonda al centro e libera Nunes De Melo a tu per tu con Marcantognini: conclusione alle stelle.  Al 79' Arduini sguscia tra le maglie della difesa locale e lascia partire un diagonale che fa la barba al palo. All'88' debole colpo di testa di Rotondo.  Nel finale di partita i tentativi di Gabellini e Giuli sono infruttuosi. Al "Della Vittoria" la prima stagionale si conclude a reti bianche.  Tabellino Tolentino - Fermignanese 0-0 TOLENTINO: Ajradinosky, Diouane, Tizi, Rodriguez, Tomassetti, Latini (72' Giuli), Capponi (77' Garcia), Panichelli, Papavero (85' Pietrangeli), Bonvin (55' Nunes De Melo), Rotondo. All. Passarini  FERMIGNANESE: Marcantognini, Mariotti, Labate, Grea, Dal Compare, Bozzi (75' Giovannelli), Saidykhan, Bellucci (85' Cleri), Arduini (91' Bravi), Cordella, Tonuzi (72' Gabellini). All.Pazzaglia Arbitro: Alessio Giustozzi di Macerata Assistenti: Mirko Ciccioli di Fermo e Simone Tidei di Fermo Reti: 38' ammoniti: Bozzi, Papavero; espulsi: nessuno; corner 1-8; recupero: 2' (1°T) e 4' (2°T). 

Economia

Fatar, 70 anni di eccellenza. Anche Porro celebra l’azienda di Recanati: “Un grande segnale per tutta Italia" (FOTO)

Fatar, 70 anni di eccellenza. Anche Porro celebra l’azienda di Recanati: “Un grande segnale per tutta Italia" (FOTO)

05/09/2026 10:34

“Noi abbiamo scelto di focalizzarci in un segmento di mercato che è quello degli esperti della meccanica e del tocco. Noi non vogliamo fare tutto, ma vogliamo fare bene. In maniera eccellente”. Un tocco lungo 70 anni, fatto di passione, impegno e innovazione. Fatar, realtà imprenditoriale specializzata nella produzione di strumenti musicali elettronici e nata in una piccola bottega recanatese nel 1956, arriva ad un traguardo che riempie di orgoglio Marco Ragni, attuale amministratore delegato, nonché figlio del fondatore Lino Ragni. “Con grande orgoglio siamo arrivati a festeggiare questo momento importante per l'azienda e anche per la famiglia, che da settant'anni si è impegnata nella sviluppo di strumenti musicali ed è riuscita a portare prodotti di eccellenza in tutto il mondo” dice l’amministratore delegato, festeggiando in concomitanza con i settant’anni dell’impresa, anche suoi vent’anni come direttore. Per l’occasione, le porte dell’azienda si sono aperte per rendere visibili gli spazi in cui ogni giorno si crea la meccanica che scompare sotto le dita di chi suonerà quegli strumenti: un percorso che ne ha rievocato la storia, lo sviluppo e l’innovazione. “Innovazione – io dico sempre – “non significa cambiare le cose, ma significa riuscire a capire quello che va conservato, perché il nostro mercato è fatto di strumenti musicali, strumenti di tradizione. Quindi dobbiamo capire questa tradizione e riuscire ad utilizzare le tecnologie innovative per portare il prodotto al tocco eccellente” continua Ragni. A intervenire per l'occasione è stato anche il giornalista Nicola Porro, che in seguto ha aperto il talk: “Il traguardo di Fatar è un grande segnale per tutta Italia, perché noi ci siamo dimenticati – parlando di grandi temi come le guerre e l'intelligenza artificiale che incombe – che l'Italia è maniifatturiera e che ci sono grandissime piccole realtà che rendono ricco il nostro Paese. E una di queste ha compiuto settant'anni”. Presente alla tavola rotonda tenutasi in occasione dei settant’anni di attività, anche il sindaco di Recanati, Emanuele Pepa: “Ringrazio la famiglia Ragni per aver creduto in un gran progetto che è nato dalle botteghe e che, proprio grazie alla famiglia ha avuto la forza di poter crescere e far crescere una bella realtà nel territorio e anche all’estero, con la stessa Tunisia che ci ha creduto tantissimo ed è cresciuta in maniera esponenziale”. Special guest della serata, inoltre, il responsabile della logistica di Amazon Italia Lorenzo Barbo, che vent’anni fa ha incrociato la sua strada con quella di Fatar come consulente dell’azienda nell’ambito di un percorso di ristrutturazione aziendale: “Mi lega un rapporto di amicizia con Marco e di affetto nei confronti dell’azienda; quindi, sono veramente onorato di essere stato invitato in un momento in cui si incrociano due strade” – dice Barbo, riferendosi all’apertura del nuovo magazzino nelle Marche, nonché polo logistico Amazon più grande d’Italia. Il Ceo di Fatar riconosce che il cambiamento e l’innovazione, in questi settant' anni, non hanno riguardato solo la sua realtà. È proprio davanti all’innovazione esterna che lui stesso vede la sfida più grande, perché i nuovi macchinari e le nuove tecnologie oggi sono alla portata di tutti. La risorsa che Ragni mette al centro è quella umana, quella della cultura, del saper fare e della conoscenza dello strumento che da sempre permette di “portare sul mercato un oggetto che ha il valore proprio del territorio”. Nonostante la nascita e lo sviluppo all’interno del distretto industriale tra Recanati, Osimo e Castelfidardo e il superamento della crisi del settore degli strumenti musicali negli anni Ottanta che ha visto Fatar resistere ed evolvere, l’amministratore delegato non risparmia una riflessione sul ruolo delle istituzioni: “Abbiamo bisogno che qualcuno apra quello zaino pieno di sassi pesanti che abbiamo sulle spalle e inizi a togliere qualcosa. Abbiamo bisogno di semplificare la burocrazia. Preferirei poter sviluppare aziende in un quadro normativo molto più semplificato”. Non è mancato, infine, il ricordo al padre Lino: “Questi settant’anni li devo dedicare al fondatore, nonché mio padre. Il ricordo che mi rimane è di lui vestito sempre di verde – il colore di Fatar – al tavolo al centro del reparto, che crea a mano i suoi prototipi e che con la lima e gli altri utensili li tasta, alla ricerca del tocco”.

Emergenza plastica, il Cosmari verso il tutto esaurito: “Evitare costosi trasferimenti fuori regione”

Emergenza plastica, il Cosmari verso il tutto esaurito: “Evitare costosi trasferimenti fuori regione”

29/08/2026 10:36

La crisi nazionale ed europea del riciclo della plastica comincia a farsi sentire anche nel Maceratese e rischia di avere conseguenze sulla gestione della raccolta differenziata. Il problema nasce dalla crescente difficoltà di trovare sbocchi di mercato per la plastica raccolta e selezionata, condizionata da una domanda debole, dagli elevati costi di lavorazione e dalla concorrenza della plastica vergine, anche di provenienza extraeuropea, spesso disponibile a prezzi più competitivi. Le difficoltà del mercato stanno producendo effetti sull’intera filiera. Corepla, il Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica, ha ridotto la frequenza dei ritiri del materiale già selezionato e pressato. Di conseguenza, le ecoballe restano più a lungo negli impianti, occupando progressivamente gli spazi disponibili per lo stoccaggio. Una situazione che nelle ultime settimane è diventata particolarmente evidente anche nel territorio maceratese, dove il Cosmari ha segnalato il progressivo esaurimento della propria capacità di stoccaggio. Se il sistema non dovesse tornare rapidamente alla normalità, il rischio è che la difficoltà di smaltire il materiale accumulato possa arrivare a ripercuotersi sulla raccolta della plastica nei Comuni. Tra le ipotesi per fronteggiare temporaneamente l’emergenza c’è il trasferimento del materiale in eccesso verso impianti di termovalorizzazione dell’Emilia-Romagna. Una soluzione che consentirebbe di liberare spazio negli impianti, ma che avrebbe inevitabilmente un costo maggiore, legato soprattutto al trasporto e alla gestione fuori regione. Un aggravio che potrebbe finire per incidere sui piani economico-finanziari del servizio rifiuti e, di conseguenza, sulla Tari. È proprio per evitare questo scenario che Cna Macerata chiede di valutare con urgenza la possibilità di consentire al Cosmari, in via temporanea e nel rispetto di tutte le condizioni di sicurezza, di aumentare la quantità di ecoballe stoccabili nei propri spazi. «Dobbiamo impedire che una crisi della filiera nazionale del riciclo si trasformi nell’ennesimo aumento a carico del nostro territorio – afferma il presidente di Cna Macerata Simone Giglietti –. La Tari rappresenta già una voce molto pesante per le famiglie e ancora di più per tante attività economiche. Se esiste la possibilità di gestire temporaneamente maggiori quantitativi di materiale negli spazi del Cosmari, naturalmente garantendo tutte le condizioni di sicurezza, crediamo sia una strada da percorrere rapidamente». Per Giglietti, infatti, il ricorso a trasferimenti fuori regione dovrebbe essere valutato come extrema ratio: «Non possiamo accettare che per liberare i magazzini si scelga automaticamente la soluzione più costosa e che alla fine il conto venga presentato, come troppo spesso accade, a cittadini e imprese». Secondo Cna Macerata, la vicenda pone anche un problema di credibilità dell’intero sistema della raccolta differenziata. Da anni cittadini, imprese e amministrazioni vengono invitati a migliorare quantità e qualità della differenziazione dei rifiuti, un’attività che richiede organizzazione, investimenti e costi per il servizio. Se, una volta raccolta e selezionata, una parte della plastica viene destinata alla termovalorizzazione perché il mercato del riciclo non riesce ad assorbirla, il rischio è quello di indebolire la fiducia nel sistema. «Alle persone chiediamo ogni giorno attenzione, responsabilità e impegno nel separare correttamente i rifiuti – sottolinea Giglietti –. Se poi quel materiale, dopo essere stato raccolto separatamente e selezionato, deve essere trasportato per centinaia di chilometri e avviato a termovalorizzazione, mandiamo ai cittadini un messaggio difficile da spiegare». La richiesta, quindi, è che l’eventuale ricorso alla termovalorizzazione rimanga una misura eccezionale e temporanea, in attesa di una soluzione strutturale alle difficoltà della filiera. Per Cna, infatti, l’emergenza attuale rende ancora più evidente la necessità di intervenire sulle cause economiche che stanno mettendo sotto pressione il settore del riciclo. Tra le priorità indicate dalla Confederazione ci sono la creazione di un mercato più solido per le materie prime seconde, incentivi al loro utilizzo, sostegno agli investimenti delle piccole imprese nell’economia circolare e una semplificazione delle norme che ancora ostacolano il recupero e il riutilizzo dei materiali. L’obiettivo è rendere più conveniente il ricorso alle materie prime seconde rispetto a quelle vergini, favorendo così lo sviluppo di una filiera del riciclo capace di assorbire e valorizzare i materiali provenienti dalla raccolta differenziata. Per Cna, inoltre, le nuove regole sulla responsabilità dei produttori dovranno tradursi in risultati ambientali concreti e non semplicemente in nuovi costi per imprese e consumatori. La questione, dunque, non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza attuale, ma la tenuta dell’intero modello dell’economia circolare. «La raccolta differenziata è soltanto il primo anello della catena – conclude Giglietti –. Perché l’economia circolare funzioni davvero, ciò che recuperiamo deve tornare ad avere un valore economico e trovare un mercato». Una sfida che, secondo Cna, richiede interventi strutturali: «È qui che occorre intervenire, rendendo le materie prime-seconde competitive rispetto a quelle vergini e aiutando le imprese che investono nel recupero e nel riutilizzo. Cna lo sostiene da tempo: senza una politica industriale del riciclo rischiamo di avere cittadini sempre più bravi a differenziare e un sistema produttivo che, paradossalmente, non riesce più a utilizzare ciò che raccogliamo».

Scuola e università

Unicam, la dottoranda Natasha Waris tra i 100 giovani talenti della ricerca europea

Unicam, la dottoranda Natasha Waris tra i 100 giovani talenti della ricerca europea

04/09/2026 12:28

Dalle microalghe ai fondi di caffè, passando per le trebbie di birra: la ricerca di Natasha Waris, dottoranda dell’Università di Camerino, arriva sul palcoscenico europeo. La giovane ricercatrice è stata infatti selezionata tra i 100 finalisti europei di EU TalentOn 2026, la competizione scientifica promossa dalla Commissione europea e dedicata a ricercatrici e ricercatori all’inizio della loro carriera. L’appuntamento è in programma a Brest, in Francia, dal 7 all’11 settembre, dove i finalisti provenienti da diversi Paesi europei si confronteranno per cinque giornate attraverso sessioni di brainstorming, workshop, incontri e attività dedicate alle grandi sfide della ricerca europea. La candidatura di Waris nasce dal suo percorso di dottorato a Unicam ed è stata selezionata nell’ambito della Mission Arena “A Soil Deal for Europe”, collegata alla Missione dell’Unione europea dedicata alla tutela e alla salute dei suoli. La ricercatrice svolge la propria attività presso il Soil Biodiversity and Monitoring Lab della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria dell’Università di Camerino, sotto la supervisione della professoressa Antonietta La Terza, responsabile del laboratorio. Al centro del suo lavoro c’è il progetto AlgaeBrew, finanziato nell’ambito di EU ERA-NET SUSFOOD2, attraverso il quale Natasha studia lo sviluppo e la valutazione di biofertilizzanti e biostimolanti a base di microalghe e sottoprodotti organici. Tra le materie prime analizzate ci sono anche prodotti di scarto apparentemente lontani dal mondo della ricerca, come fondi di caffè e trebbie di birra. L’obiettivo è capire come questi materiali possano essere trasformati in risorse utili per l’agricoltura, valutandone gli effetti sulle proprietà del suolo, sulla crescita e sulla salute delle piante e sul microbioma della rizosfera. Una ricerca che si inserisce pienamente nella transizione verso modelli agricoli più sostenibili e circolari: trasformare i flussi di scarto in nuove risorse significa infatti favorire il riciclo dei nutrienti e la salute del suolo, riducendo allo stesso tempo lo spreco di materiali. La partecipazione a EU TalentOn rappresenterà ora per la dottoranda Unicam un’importante occasione di confronto internazionale. A Brest i 100 giovani ricercatori saranno chiamati a lavorare insieme sulle cinque Missioni europee di Horizon Europe, attraverso sessioni di brainstorming, workshop, incontri e attività di confronto dedicate alle grandi sfide della ricerca e dell’innovazione.

Unimc torna in Libia: cinque anni di ricerche archeologiche a Cirene

Unimc torna in Libia: cinque anni di ricerche archeologiche a Cirene

04/09/2026 10:13

Dopo oltre dieci anni, l’Università di Macerata torna a lavorare in Cirenaica, in Libia, con un nuovo importante progetto di ricerca dedicato al patrimonio archeologico dell’antica Cirene. Il 28 luglio, a Tripoli, è stato sottoscritto un nuovo permesso di lavoro nei siti archeologici tra l’Ateneo maceratese e il Department of Antiquities (DoA) della Libia. A firmare l’accordo sono stati Emanuela Stortoni, docente di Archeologia pubblica e Metodologie della ricerca archeologica dell’Università di Macerata, e il presidente del Dipartimento, Mohamed Faraj Mohamed al-Faloos. L’intesa avrà una durata di cinque anni e consentirà all’Università di Macerata di sviluppare un programma di studi e ricognizioni nel territorio di Cirene, la prima colonia greca in Africa, nell’area dell’attuale Shahhat. Il progetto, già avviato con le prime ricognizioni nel 2025, punta in particolare allo studio dell’antico paesaggio e interesserà alcune aree ancora scarsamente documentate. Tra queste figurano Gasr Battah, Siret el-Bab, la necropoli di Snibat el-Awila, la necropoli di Balagrae e il complesso di Siret el-Giamel. La ricerca, condotta con il supporto del DoA di Cirene, diretto da Adel Bufejra, si avvarrà di un approccio multidisciplinare e di tecnologie avanzate. Le attività comprenderanno ricognizioni sul terreno, rilievi Gps, immagini satellitari, riprese con drone, fotogrammetria e sistemi Gis. L’obiettivo è quello di censire le principali testimonianze archeologiche della chora cirenaica, nei settori meridionale, orientale e occidentale, ricostruendo i rapporti tra insediamenti, necropoli e antichi percorsi viari e monitorando al tempo stesso lo stato di conservazione di un patrimonio diffuso e particolarmente fragile. Una prima mappatura delle evidenze archeologiche ha già permesso di delineare un quadro particolarmente ricco. Dall’età greca a quella romana e bizantina, il territorio conserva fortificazioni, abitati, impianti produttivi e necropoli monumentali, inseriti in una fitta rete viaria che in passato collegava città, villaggi, porti e aree desertiche. Non solo ricerca sul campo. L’accordo prevede infatti anche il coinvolgimento degli operatori locali e lo sviluppo di iniziative di formazione e valorizzazione del patrimonio. Una particolare attenzione sarà riservata alle attività didattiche rivolte alle scuole locali e agli studenti universitari italiani e libici, con l’obiettivo di favorire occasioni di confronto, formazione e scambio culturale. La nuova missione, riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si inserisce nella lunga tradizione di studi e attività archeologiche condotte dall’Università di Macerata in Libia, anche nella regione della Tripolitania. Con la firma della nuova licenza quinquennale, l’Ateneo consolida dunque la propria presenza scientifica nel Paese e torna a confrontarsi direttamente con un patrimonio ancora in larga parte inesplorato e oggi particolarmente esposto a rischi, in una regione che da millenni rappresenta un crocevia di popoli, culture e scambi, al centro delle dinamiche del Mediterraneo.

Cultura

Civitanova Film Festival, la dodicesima edizione guarda a “Il torto e la ragione”. E arriva Giorgio Pasotti

Civitanova Film Festival, la dodicesima edizione guarda a “Il torto e la ragione”. E arriva Giorgio Pasotti

05/09/2026 13:00

 Il cinema torna protagonista a Civitanova Marche con la dodicesima edizione del Civitanova Film Festival, in programma dal 9 al 18 ottobre prossimi. Una rassegna che, anche quest’anno, manterrà il grande schermo al centro della scena, aprendosi però a teatro, musica, letteratura e ad altri linguaggi capaci di dialogare con il cinema. A fare da filo conduttore all’edizione 2026 sarà “Il torto e la ragione”, un tema particolarmente attuale scelto dai direttori artistici Peppe Barbera e Michele Fofi per interrogarsi sulle contrapposizioni che caratterizzano il presente. «In questo periodo storico, dove sembra normale doversi schierare – spiegano Barbera e Fofi – ci vogliamo interrogare sulle reali distanze fra il torto e la ragione e sugli strumenti che abbiamo per non cedere ad una contrapposizione schematica e divisiva». Un tema che il festival affronterà attraverso il cinema, mettendo in discussione le convinzioni personali e invitando il pubblico a confrontarsi anche con il punto di vista dell’altro. «Il cinema è pieno di eroi ed antagonisti, di riscatti e rivalse, di scontri ed incontri», sottolineano i direttori artistici, indicando nella settima arte lo strumento per raccontare «i flussi della vita, i torti, le ragioni e se c’è una parte dove stare». Oltre 300 corti da tutto il mondo Il cuore del Civitanova Film Festival resta il concorso internazionale dedicato ai cortometraggi, che anche per questa edizione ha fatto registrare una partecipazione significativa: sono state oltre 300 le opere arrivate da ogni parte del mondo. Dopo la selezione degli organizzatori, saranno 12 i cortometraggi chiamati a contendersi i diversi riconoscimenti del festival. Tra i premi spicca quello assegnato dalla giuria tecnica al miglior corto, intitolato al regista civitanovese Stelvio Massi. Accanto al concorso internazionale torna anche Corti Young, il progetto pensato per avvicinare gli studenti al linguaggio cinematografico. Il mini-concorso coinvolgerà le scuole del territorio, chiamando i ragazzi a votare la loro opera preferita all’interno di una selezione di cortometraggi dedicati a temi vicini alla loro esperienza. Giorgio Pasotti omaggia Ennio Morricone In attesa di conoscere nelle prossime settimane gli altri protagonisti e il programma completo, il festival ha già annunciato il primo grande ospite dell’edizione 2026: Giorgio Pasotti. L’attore sarà protagonista il 16 ottobre al Teatro Rossini, dove salirà sul palco insieme al Quintetto Saverio Mercadante per un atteso omaggio a Ennio Morricone, uno dei più importanti compositori della storia del cinema. Un appuntamento che unisce recitazione e musica e che si inserisce tra gli spettacoli fuori abbonamento della Stagione di Prosa civitanovese. Le prevendite per lo spettacolo saranno attive su Vivaticket dal 15 settembre. Il programma completo del Civitanova Film Festival sarà svelato nelle prossime settimane, insieme agli altri ospiti e agli appuntamenti che accompagneranno i dieci giorni della manifestazione. Il CFF è promosso e organizzato dall’APS Favolacce, dall’Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova Marche.

Teatro della Comunità, cala il sipario sull’edizione 2026: "Ci auguriamo che in futuro si possa ripetere"

Teatro della Comunità, cala il sipario sull’edizione 2026: "Ci auguriamo che in futuro si possa ripetere"

04/09/2026 13:35

Cala il sipario sull’edizione 2026 del Teatro della Comunità, storico progetto che da anni porta teatro, cultura e partecipazione negli spazi della città. Dopo quattordici serate di prove e il debutto davanti al pubblico, i registi Marco Di Stefano e Tanya Khabarova affidano ai ringraziamenti il bilancio di un’esperienza che ha coinvolto attori, tecnici, volontari, sostenitori e cittadini. Il numero 113 del Teatro della Comunità ha trovato casa al parco Trovellesi, a Fontespina, in un anfiteatro da circa 200 posti che nel corso delle prove ha attirato la curiosità degli abitanti della zona e dei frequentatori del parco. Al centro dello spettacolo, il tema dei defunti che protestano perché non vengono più ricordati, affrontato con una chiave grottesca e metaforica, ma anche con poesia e leggerezza. «Lo spettacolo è stato avvincente – racconta Marco Di Stefano – e il tema metaforico e grottesco dei defunti che protestano perché non ricordati è stato giocato con poesia e leggerezza». Tra gli elementi scenici più particolari, un vecchio telefono, diventato nella storia il tramite tra l’aldilà e il mondo dei vivi. Una scelta che ha assunto anche un valore generazionale: «I più giovani non ne avevano mai toccato uno», osserva Di Stefano. Nel racconto, un funzionario e il suo assistente, interpretati rispettivamente da Stefano Bianchi e Raffaele Ripari, hanno fatto da filtro alle richieste che i defunti rivolgevano ai vivi. Tra i personaggi che hanno lasciato il segno anche quello interpretato da Gina Moschettoni, protagonista di un delirante percorso culinario ispirato alla Grande abbuffata. Ma a conquistare il pubblico è stato l’intero gruppo degli interpreti. «Tutti gli attori, per una volta, bravissimi, erano assolutamente in parte ed efficaci, dal più piccolo al meno giovane», sottolinea Di Stefano. Il risultato sono stati grandi applausi durante e al termine della rappresentazione. Il regista rivolge quindi un lungo ringraziamento a quanti hanno contribuito alla realizzazione dello spettacolo: da Giovanni Scarpetta, per le riprese e l’assistenza, a Gold TV, per le riprese e le interviste, fino al Comune di Civitanova Marche, che da anni sostiene il progetto. «Ci auguriamo che in futuro si possa ripetere», è l’auspicio di Di Stefano, che sottolinea come senza la collaborazione di tutte le persone coinvolte sarebbe stato impossibile portare avanti il laboratorio. Sul palco si sono alternati Stefano Bianchi, Monia Ciminari, Maria Vittoria Bianchi, Gianfranco Gironacci, Maria Stortini, Daniel Trefoloni, Gina Moschettoni, Marco Zamponi, Seidi Pettinelli, Raffaele Ripari, Ibrahima Ndao, Alice Cingolani, Maria Pezzotta, Renata Sacchi, Pierina Santini, Wanny Vitolo, Luca Massetani e Flavio Ottani. Le musiche sono state curate da Tanya Khabarova e Antonio Ferdinando Di Stefano, mentre Eliseo Mozzica Freddo si è occupato di luci e audio, con la collaborazione di Giovanni Scarpetta. Con la conclusione dell’edizione 2026, il Teatro della Comunità chiude così un altro capitolo della propria lunga storia. Un progetto che, oltre alla rappresentazione finale, continua a vivere soprattutto nel percorso condiviso tra gli attori e nella capacità di trasformare un luogo della città in uno spazio di incontro, cultura e partecipazione.

Eventi

Recanati, taglio del nastro per la nuova scuola dell'infanzia in via Fratelli Farina

Recanati, taglio del nastro per la nuova scuola dell'infanzia in via Fratelli Farina

06/09/2026 18:33

A 45 anni dalla realizzazione dell’ultimo edificio scolastico a Recanati, è stata inaugurata questo pomeriggio, domenica 6 settembre, la scuola dell’infanzia di via Fratelli Farina, appartenente all’Istituto comprensivo Beniamino Gigli e con una capacità massima di 120 bambini e bambine: 105 quelli che saranno accolti già da lunedì 14, con la prima campanella del nuovo anno scolastico. Un traguardo particolarmente significativo per la Recanati, che dopo quasi mezzo secolo torna ad aprire le porte di un plesso interamente costruito da zero: una struttura moderna, sicura e tecnologicamente avanzata, pensata per il benessere dei più piccoli e destinata a diventare uno dei fiori all’occhiello del patrimonio scolastico recanatese. Alla cerimonia hanno preso parte il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli, insieme all’intera giunta, alle autorità cittadine, ai rappresentanti del mondo scolastico, al personale docente e alle famiglie. Presente anche la senatrice Elena Leonardi e i consiglieri regionali Luca Marconi e Leonardo Catena. Al taglio del nastro anche don Dario Malavè, che impartito la benedizione all’edificio e ai presenti. La nuova struttura nasce dall’accorpamento delle scuole dell’infanzia Mariele Ventre e di via Kennedy, fino ad oggi ospitate nei plessi di Palazzo Lorenzini e Villa Teresa, immobili non di proprietà comunale. I lavori sono iniziati nell’ottobre del 2024 e sono stati portati a termine in meno di due anni, con un investimento complessivo di 2 milioni e 588mila euro. "Dopo 45 anni Recanati torna a inaugurare una scuola nuova e questo è un segnale importante di fiducia nel futuro – ha dichiarato il sindaco Emanuele Pepa – Una scuola è futuro, perché accoglie e forma i cittadini di domani, ma è anche presente: sono i bambini, le loro famiglie e gli insegnanti che hanno diritto oggi a spazi sicuri, accoglienti e belli. Investire sulla scuola significa investire sulla città che vogliamo essere". "Un istituto scolastico è un bene che si tramanda alle prossime generazioni - ha commentato il governatore Francesco Acquaroli - Per questo ritengo che è importante sempre continuare ad investire nelle strutture che sono garanzia di sicurezza per i nostri figli e ragazzi. La scuola ha un ruolo fondamentale nella nostra società e altrettanto importanti sono le infrastrutture che ne sostengono l'attività e che contribuiscono a mettere al centro i bambini e le loro famiglie. Quando ci sono investimenti sugli edifici scolastici e sulla scuola, è indice del buon governo delle istituzioni comunali’. La scuola di via Fratelli Farina è stata progettata secondo criteri particolarmente avanzati dal punto di vista della sicurezza, dell’efficienza energetica, della sostenibilità e del comfort. L’edificio è in classe energetica A4 ed è stato realizzato nel rispetto delle normative antisismiche, energetiche, impiantistiche, antincendio e acustiche, delle disposizioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche e della normativa ambientale nazionale ed europea. Tutti i materiali utilizzati rispettano inoltre i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e le prescrizioni in materia di sicurezza, igiene e tutela della salute dei bambini: pavimentazioni antiscivolo di ultima generazione, ampi infissi con vetri a controllo solare, elevate prestazioni energetiche e acustiche e riscaldamento a pavimento. Grande attenzione è stata dedicata anche agli spazi esterni, con due aree verdi che complessivamente cubano 1.000 mq che potranno essere destinate ad ogni sezione e come spazi comuni. La scuola sorge inoltre in una zona tranquilla e particolarmente panoramica della città, con affaccio verso il mare: un contesto nel quale sicurezza e funzionalità si accompagnano alla qualità e alla bellezza degli spazi. "È un edificio tecnologicamente avanzato, sicuro, efficiente e pensato in ogni dettaglio per i bambini – ha sottolineato il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli – Vederlo oggi finalmente aperto è una grande soddisfazione e rappresenta uno dei risultati più importanti del lavoro portato avanti sull’edilizia scolastica cittadina". 

Tolentino torna nel Duecento: al via “Sul Ponte del diavolo… tra storia e leggenda”. Il programma

Tolentino torna nel Duecento: al via “Sul Ponte del diavolo… tra storia e leggenda”. Il programma

06/09/2026 18:20

Si è aperta a Tolentino la manifestazione “Sul Ponte del diavolo… tra storia e leggenda”, l’atteso appuntamento che ogni anno riporta in vita atmosfere, tradizioni e suggestioni legate al Duecento. La rassegna è organizzata dall’associazione artistico-culturale “I Ponti del diavolo”, presieduta da Carla Passacantando, in collaborazione con il comune di Tolentino, il Consiglio di contrada Ributino-Pianciano-Ancaiano-Calcavenaccio-Parruccia e l’Unione Montana Monti Azzurri. L’inaugurazione si è svolta qualche sera fa nell’area verde del Ponte del diavolo, dove è stata celebrata la messa presieduta da monsignor Giancarlo Vecerrica, vescovo emerito di Fabriano-Matelica, insieme a don Ariel Valentin Veloz, con la rievocazione delle “Antiche canestrelle”, una tradizione risalente al Duecento. Il rito rappresentava un momento di ringraziamento alla Madonna alla cattedrale dell’epoca, la chiesa di Santa Maria, oggi inagibile a seguito del sisma. I fedeli offrivano al parroco del grano per ringraziare per l’avvenuta edificazione del Ponte del diavolo, costruito nel 1268, dopo una lunga attesa. La celebrazione è stata dedicata alla memoria dei residenti, degli ex aderenti o vicini al Consiglio di contrada Ributino, Pianciano, Ancaiano, Parruccia e Calcavenaccio e all’associazione “I Ponti del diavolo” che sono scomparsi. Numerosissime le persone che hanno partecipato all’apertura della manifestazione. Erano presenti anche il sindaco Mauro Sclavi e il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi. Il prossimo appuntamento è fissato per 10 settembre alle 21 in piazza della Libertà, dove sarà consegnato il Premio “Ponte del diavolo” al cittadino tolentinate dell’anno. Il riconoscimento vuole valorizzare chi si è distinto per meriti sociali, culturali o professionali e che abbia dato un contributo significativo alla comunità tolentinate. Il momento clou della manifestazione sarà il 12 settembre. La serata prenderà il via alle 20 con l’angolo food allestito nei pressi del Ponte del diavolo.  Alle 21 partirà il corteo storico da piazza Don Bosco, diretto verso piazza della Libertà, dove è previsto uno spettacolo. Successivamente il corteo proseguirà fino al Ponte del diavolo, luogo simbolo della manifestazione, dove verrà rievocata la celebre leggenda legata alla costruzione del ponte. Alla rievocazione prenderà parte il gruppo storico, mentre le cinque contrade saranno protagoniste di una spettacolare gara tra sbandieratori. Spazio anche alla tradizione sportiva marchigiana con l’esibizione del gioco della ruzzola, resa possibile dalla partecipazione del Comitato provinciale di Macerata della Figest, la Federazione italiana giochi e sport tradizionali. Un appuntamento pensato per coinvolgere il pubblico e riportare alla memoria una delle espressioni più autentiche della cultura popolare locale. Grande attesa anche per la presenza dell’attore e regista Giorgio Pasotti, testimonial della serata, che vestirà i panni del narratore e accompagnerà il pubblico nel racconto della leggenda del Ponte del diavolo. Durante la manifestazione il centro storico sarà animato da sfilate in costume, dai tamburini del “Gruppo tamburini” e dagli sbandieratori di Offagna, che porteranno musica, colori e atmosfera medievale nelle vie della città. A completare la serata sarà, come da tradizione, una degustazione di prodotti tipici locali, occasione per riscoprire i sapori autentici del territorio e accompagnare la rievocazione storica con le eccellenze della tradizione gastronomica. La manifestazione rappresenta così non soltanto un momento di spettacolo, ma anche un’importante occasione per riscoprire e tramandare la memoria storica e culturale di Tolentino, attraverso un ponte che, da oltre sette secoli, continua a intrecciare storia, fede e leggenda. Un ringraziamento va all’Assm, Terme di Santa Lucia, Panificio Montanari, Rhutten, Associati Fisiomed, Talamonti, Crucianelli Rest Edile, Erreuno, Ciavaroli, Avis, Cooperativa Agricola Valle del Chienti di Tolentino, Vissani Macchine, Cantina Serboni, Floridea, Varnelli, Nerea, Tre Mori e Cartoleria Filelfo.     

Curiosità

Macerata, la 5ª A del “Gentili” si ritrova dopo 50 anni: 21 compagni di nuovo insieme

Macerata, la 5ª A del “Gentili” si ritrova dopo 50 anni: 21 compagni di nuovo insieme

05/09/2026 16:34

Si erano diplomati all’Istituto Tecnico Commerciale “A. Gentili” di Macerata nel 1976. Cinquant’anni dopo, 21 ex compagni di classe hanno voluto ritrovarsi proprio lì, nello storico Palazzo degli Studi che allora ospitava la loro classe: la 5ª A. Un appuntamento nato dal desiderio di rivedersi, ricordare gli anni della scuola e celebrare insieme un traguardo importante. La foto di gruppo davanti a quello che per loro è stato un luogo significativo della giovinezza ha immortalato il momento, riportando per qualche istante tutti indietro nel tempo. Dopo lo scatto celebrativo, la comitiva si è trasferita all’Agriturismo Moretti di Macerata per un pranzo definito scherzosamente “frugale”. Una tavola imbandita che è diventata il pretesto per trascorrere alcune ore in allegria, tra ricordi, nostalgie, aneddoti e qualche immancabile pettegolezzo rimasto per anni nel cassetto della memoria. Oggi hanno 69 anni e, nonostante mezzo secolo di vita trascorso dal diploma, hanno ancora la stessa voglia di incontrarsi e condividere il piacere della compagnia. Molte cose sono cambiate, naturalmente, ma lo spirito sembra essere rimasto quello di allora: la curiosità, l’ironia e soprattutto il piacere di stare insieme. Nel frattempo, le loro vite hanno preso direzioni diverse. Impiegati, professionisti, bancari, imprenditori e lavoratori impegnati in tanti settori hanno costruito nel corso degli anni le proprie esperienze personali e professionali. Per la maggior parte, oggi, sono pensionati, alle prese con una quotidianità scandita dagli affetti familiari, dai figli, dai consorti e dai nipoti. Cinquant’anni sono tanti e hanno inevitabilmente lasciato il segno. Le differenze tra i percorsi individuali sono numerose, ma quando la classe si ritrova emerge ciò che ancora li accomuna: il ricordo di una stagione importante della vita e il piacere di condividere nuovamente tempo, emozioni e sorrisi. Chi avrebbe potuto immaginare, allora, quanto sarebbe stata intensa la vita nei cinquant’anni successivi? Oggi, guardandosi indietro, ciascuno porta con sé una storia diversa, fatta di scelte, soddisfazioni, difficoltà e cambiamenti. Eppure, davanti a una fotografia o seduti intorno a una tavola, la distanza del tempo sembra improvvisamente accorciarsi. È questo, forse, il valore più autentico di una rimpatriata: scoprire che alcuni legami resistono agli anni e che il piacere di ritrovarsi può essere ancora forte, nonostante le strade della vita si siano inevitabilmente allontanate. La 5ª A si considera, non senza una buona dose di ironia, una vera “classe di ferro”. E il proposito per gli anni a venire è chiaro: continuare a mordere la vita, costruendo un futuro piacevole e dignitoso e, soprattutto, senza perdere l’occasione di ritrovarsi. Il prossimo appuntamento, dunque, è già idealmente fissato: nei prossimi anni, ancora insieme e, possibilmente, ancora tutti presenti. Perché mezzo secolo dopo il diploma, la voglia di fare l’appello non è ancora passata. I 21 partecipanti, rigorosamente in ordine alfabetico, proprio come in classe, sono: Alessandra Ardu, Cristina Bentivoglio, Flavia Buschittari, Maria Cristina Cervigni, Patrizia D’Addio, Maurizio Del Savio, Walter Galassi, Lanfranco Giuliani, Stefano Marcolini, Mauro Mari, Marcella Maroni, Rosaria Monachesi, Giuliana Moretti, Tiziana Morettini, Mauro Palazzini, Angelo Piermarini, Anita Ricci, Filippo Scarponi, Simonetta Sperandini, Loredana Tacconi, Flavia Tartaglini.

Le Winx accendono i social insieme a Zara Larsson: oltre 50 milioni di visualizzazioni

Le Winx accendono i social insieme a Zara Larsson: oltre 50 milioni di visualizzazioni

01/09/2026 13:10

È già un successo la collaborazione esclusiva realizzata tra l'artista Zara Larsson e Winx Club, un duo che ha acceso l'attenzione del pubblico e dei social. L'universo delle amatissime fate incontra quello della popstar internazionale in un crossover che porta la magia di WInx nel cuore della cultura pop contemporanea e che unisce musica, animazione, moda e nuove generazioni.  Oltre 50.2 milioni di visualizzazioni complessive in tutto il mondo tra Instagram, TikTok e YouTube per i contenuti dedicati alla collaborazione, accompagnate da più di 600.000 condivisioni e repost.  Questi numeri sono testimoni della capacità del progetto di intercettare pubblici diversi, unendo la fanbase internazionale di Zara Larsson a quella di Winx club, che attraversa le generazioni.  La performance live di "Midnight Sun", successo dell'artista del 2025 nominato ai Grammy Awards come Best Dance Pop Recording, si fonde perfettamente con la presenza delle fate e con l'inconfondibile stile animato che ha reso Winx Club un classico internazionale. Un estratto del video sarà disponibile all'interno dei nuovi episodi di "Winx Club: The Magic is Back", la cui stagione completa sarà lanciata in Italia su Rai Gulp e RaiPlay nel mese di settembre. Sei nuovi episodi sono inoltre già disponibili su Netflix. Anche la 'Dance Challenge', format ormai consolidato sui social che invita il pubblico a replicare alcuni passa di danza 'reinterpretati' dalla popstar nel mondo Winx sulle note di Midnight Sun, ha ottenuto grande partecipazione ed un elevato numero di visualizzazioni sui profili social ufficiali di Winx Club. Chi è Zara Larsson Zara Larsson è una delle artiste più influenti della scena pop contemporanea. A soli dieci anni aveva già conquistato il grande pubblico, vincendo “Talang” (la versione svedese di “Got Talent”). Da allora è diventata una vera star mondiale, con una solida fanbase e miliardi di stream. I suoi successi, tra cui “Symphony” (realizzato insieme ai Clean Bandit), “Lush Life” e “Never Forget You”, hanno ottenuto numerose certificazioni multi-platino e raggiunto le classifiche di tutta Europa, Regno Unito e Stati Uniti. Nel corso della sua carriera si è aggiudicata cinque MTV Europe Music Awards, quattro Grammy Awards, tre Nickelodeon Kids' Choice Awards, ed è stata candidata ai BRIT Award e agli MTV Video Music Awards. Il successo di Raimbow e Winx Club Fondato nel 1995, il Gruppo Rainbow è una delle eccellenze della creatività italiana nel mondo dell’intrattenimento, in grado di competere con i colossi globali, vantando prodotti trasmessi in oltre 130 Paesi che spaziano dall’animazione al live action fino al licensing. Rainbow si afferma con il successo planetario della saga Winx Club, divenuto un fenomeno della cultura pop. Winx è entrato nell’immaginario collettivo e continua a ispirare nuove generazioni di fan in tutto il mondo. Tra i principali motivi di questo grande successo, la capacità del concept originario di svilupparsi in nuovi percorsi di racconto, sempre al passo con i tempi e senza mai perdere di vista i valori identitari della saga. Sin dal suo esordio nel 2004 Winx Club ha conquistato milioni di giovani e ha raggiunto traguardi straordinari: 9 stagioni animate coprodotte con Rai, 3 film per il cinema, 4 film per la TV, 2 serie animate coprodotte con Netflix, 2 stagioni live-action Netflix Original "Fate - The Winx Saga" e milioni di fan in tutto il mondo.    

Varie

Venti di guerra: Ursula von der Leyen prepara gli europei al conflitto con la Russia

Venti di guerra: Ursula von der Leyen prepara gli europei al conflitto con la Russia

06/09/2026 12:40

In questi giorni Ursula von der Leyen, sacerdotessa dei mercati apatridi e vestale del turbocapitalismo senza frontiere, così si è espressa: "gli europei devono fare i conti con la dura verità che questa è la nuova normalità, dobbiamo essere pronti a rispondere all'irresponsabilità della Russia nel modo più rapido ed efficace". Si tratta di dichiarazioni surreali, come sempre, che meritano di essere commentate telegraficamente. Anzitutto, si evoca una presunta superficialità della Russia, lasciando intendere che sia quest'ultima a volere la guerra, costringendo di fatto l'Unione Europea a organizzarsi per poter rispondere all'occorrenza. Si tratta di propaganda allo stato puro, se si considera che è, semmai, l'Unione Europea che da mesi sta facendo letteralmente di tutto per provocare la Russia e per condurla al conflitto, fingendo ipocritamente che sia la Russia stessa a volerlo. Hanno mobilitato intere piazze per supportare il riarmo europeo, preparando con la manipolazione organizzata le masse europee ad accettare di buon grado il conflitto voluto da Bruxelles. Sì, proprio così, gli araldi del pensiero unico europeisticamente corretto ci stanno conducendo direttamente al conflitto con la Russia. Lo bramano, lo cercano e, insieme, nascondono ipocritamente il loro desiderio inconfessabile. Non sfugga, poi, la macabra espressione "nuova normalità", la quale rinvia fin troppo evidentemente all'infausta epoca pandemica. The new normal, infatti, fu l'espressione coniata dagli architetti del consenso per giustificare il mutamento di paradigma reso possibile dall'emergenza epidemica e giustificato ovviamente come risposta obbligata in chiave securitaria: la riplasmazione della società e dell'economia a beneficio dei gruppi dominanti veniva presentata come una necessaria scelta al cospetto di una emergenza che - così ci garantivano- non poteva essere affrontata se non in quella maniera. Adesso la nuova normalità viene resa necessaria non dal virus, ma dalla guerra, senza tuttavia che il paradigma governamentale muti nella sua essenza. Il dispositivo resta sempre il medesimo: in nome dell'emergenza, si impongono misure di per sé intollerabili ma che divengono necessarie perché presentate come le sole in grado di garantire la sopravvivenza messa a repentaglio prima dal virus, poi dal conflitto. Ciò che nella normalità è inaccettabile diventa inevitabile nell'emergenza e, di più, viene presentato come una misura salvifica al cospetto della gravità dell'emergenza stessa. Insomma, ancora una volta, l'emergenza viene utilizzata come ars regendi dal blocco oligarchico neoliberale. La riduzione delle libertà e la compressione dei diritti, funzionali alla governance neo-liberale, vengono ipocritamente presentati e attuati come risposte necessarie all'emergenza. Lo stato d'emergenza, che trapassa nello stato d'eccezione, è oggi il segreto dell'ordine neoliberale e della sua governance: che sia l'emergenza bellica o quella epidemica, quella terroristica o quella climatica, l'emergenza viene utilizzata come metodo di governo dal blocco oligarchico neoliberale.

L'eredità delle anime gentili: come l'assenza trasforma la vita di chi resta

L'eredità delle anime gentili: come l'assenza trasforma la vita di chi resta

Quando un’esistenza giunge al termine, il lutto trasforma il senso di ciò che resta: ridimensiona le futilità quotidiane e ci insegna ad abitare con maggiore autenticità il tempo che ci è concesso. Trascorriamo gran parte della vita immersi nella routine, inconsapevoli, inseguendo falsi bisogni e ambizioni di poco conto che ci distraggono dalla nostra finitudine. Poi, quando la scomparsa di una persona cara sopraggiunge all'improvviso, il dolore acuto ci spezza dentro, rivelandoci in un istante il significato più profondo del nostro cammino. Le anime gentili tendono ad andarsene senza clamore, nel silenzio, dimostrando un’accettazione del flusso dell'esistenza che spesso comprendiamo tardi. Questa esperienza ci pone di fronte alla precarietà della condizione umana, svelando senza veli l'illusione di un tempo che crediamo infinito. Da quel momento, ogni istante acquista una densità diversa: ogni sguardo e ogni gesto diventano preziosi, sottraendosi per sempre alla superficialità. La vita ritrova la sua misura più intensa, mentre il brusio del superfluo sfuma in un sottofondo in cui la musica cambia ritmo e melodia. La morte, in fondo, restituisce verità all’esistenza e riordina le priorità: ciò che un tempo appariva fondamentale si scopre improvvisamente banale. Tuttavia, la perdita di una figura luminosa non si dissolve nel vuoto, ma si radica nel cuore di chi l’ha amata. La sua energia interiore si fonde con chi resta, trasformandosi in un’eredità che ridisegna la trama delle relazioni umani: nulla e nessuno potrà più essere come prima. Si conquista così un’inedita essenzialità. Le incomprensioni e le futili discussioni perdono di senso per far spazio a ciò che conta davvero: legami autentici, emozioni manifeste e congruenza nell’agire. Comprendiamo che non c’è più tempo per sprecarlo. La gentilezza seminata in vita continua a portare i suoi frutti: chi ha avuto la grazia di essere toccato da quella luce tende, spesso inconsciamente, a rifletterla sugli altri. In questo modo, l'esistenza di chi se ne va trova un riscatto nella sua stessa permanenza nel tempo. Chi ha vissuto nel rispetto e nella sensibilità lascia dietro di sé un’impronta luminosa capaci di guidare gli altri anche nell’assenza. Il dolore acuto dell'inizio cede così il passo a una vera e propria metamorfosi: la presenza, un tempo fisica, diventa voce e guida interiore. I valori e la visione del mondo di chi non c'è più vengono assimilati da chi rimane. Chi resta si trova allora a fare i conti con la propria identità passata, con quella versione di sé che esisteva in relazione a chi è scomparso. Se la memoria delle dinamiche quotidiane tende a sfumare, rimane invece intatto il ricordo di come ci si sentiva accanto a quella persona. La morte non interrompe la relazione tra due anime, ne muta soltanto la forma. Ed è precisamente in questa nuova dimensione che impariamo a camminare di nuovo: non più fianco a fianco a chi abbiamo amato, ma attraverso l’amore che ci ha lasciato in eredità, facendo della sua assenza la nostra guida più profonda. (Buon viaggio Andrea…)

Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.