Nuovo cambio negli equilibri del centrodestra maceratese. Il consigliere comunale Andrea Blarasin lascia Fratelli d'Italia e aderisce a Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci. Una scelta che, spiega lo stesso amministratore, è maturata al termine di una riflessione politica e personale.
«È una scelta maturata dopo un'attenta riflessione politica e personale – dichiara Blarasin – e nasce dalla volontà di proseguire il mio impegno pubblico all'interno di un progetto nel quale riconosco valori che hanno sempre accompagnato il mio percorso: comunità, identità, sicurezza, lavoro, attenzione alle famiglie, ai territori e alle persone più fragili».
Esponente della tradizione della destra sociale, Blarasin ribadisce che «la politica deve essere prima di tutto servizio alla comunità, presenza concreta e capacità di dare risposte ai problemi reali dei cittadini».
«Non cambio i miei principi – aggiunge – cambia il percorso politico attraverso il quale intendo continuare a rappresentarli. Credo che un amministratore debba poter esprimere con libertà le proprie idee, mantenendo autonomia di pensiero, coerenza e responsabilità verso gli elettori».
Nel percorso che ha portato all'adesione, il consigliere comunale cita il confronto avuto con Gianni Alemanno e con Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale.
«Ringrazio Gianni Alemanno e Fabrizio Ciarapica per il confronto e la disponibilità dimostrata in questa fase. Ho trovato in Futuro Nazionale la volontà di costruire una proposta politica attenta ai territori, al ruolo degli amministratori locali e alla formazione di una nuova classe dirigente. Un progetto che sta inoltre coinvolgendo molti giovani, restituendo entusiasmo e partecipazione a una nuova generazione che vuole avvicinarsi alla politica e assumersi responsabilità per il futuro delle proprie comunità».
Sull'adesione interviene anche Gianni Alemanno: «Andrea Blarasin, che conosco bene fin dai tempi della militanza giovanile, rappresenta una delle migliori esperienze amministrative della destra marchigiana. Il fatto che scelga di aderire al progetto di Futuro Nazionale è un'ulteriore dimostrazione che la vera destra oggi non alberga nel centrodestra di governo ma trova il suo punto di riferimento in Roberto Vannacci. Il ruolo istituzionale di Blarasin è stato guadagnato sul campo attraverso le preferenze dei cittadini e quindi ha tutto il diritto di fare le scelte che ritiene più opportune per rispettare il suo mandato elettorale».
Parole di soddisfazione anche da parte di Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale: «Accogliamo con grande entusiasmo l'adesione di Andrea Blarasin nel nostro partito. La sua comprovata esperienza amministrativa, unita al profondo legame con la città di Macerata e con i valori della nostra comunità, rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la crescita di Futuro Nazionale nelle Marche».
Blarasin conclude assicurando che «il mio impegno per Macerata continua con lo stesso senso di responsabilità di sempre». «Continuerò a lavorare sui temi concreti che riguardano la nostra città, dalla sicurezza al decoro urbano, dallo sviluppo economico alla qualità della vita dei cittadini. Entro in Futuro Nazionale con entusiasmo e responsabilità, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una politica più vicina alle comunità locali e al territorio marchigiano».
Nuovo cambio negli equilibri del centrodestra maceratese. Il consigliere comunale Andrea Blarasin lascia Fratelli d'Italia e aderisce a Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci. Una scelta che, spiega lo stesso amministratore, è maturata al termine di una riflessione politica e personale.
«È una scelta maturata dopo un'attenta riflessione politica e personale – dichiara Blarasin – e nasce dalla volontà di proseguire il mio impegno pubblico all'interno di un progetto nel quale riconosco valori che hanno sempre accompagnato il mio percorso: comunità, identità, sicurezza, lavoro, attenzione alle famiglie, ai territori e alle persone più fragili».
Esponente della tradizione della destra sociale, Blarasin ribadisce che «la politica deve essere prima di tutto servizio alla comunità, presenza concreta e capacità di dare risposte ai problemi reali dei cittadini».
«Non cambio i miei principi – aggiunge – cambia il percorso politico attraverso il quale intendo continuare a rappresentarli. Credo che un amministratore debba poter esprimere con libertà le proprie idee, mantenendo autonomia di pensiero, coerenza e responsabilità verso gli elettori».
Nel percorso che ha portato all'adesione, il consigliere comunale cita il confronto avuto con Gianni Alemanno e con Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale.
«Ringrazio Gianni Alemanno e Fabrizio Ciarapica per il confronto e la disponibilità dimostrata in questa fase. Ho trovato in Futuro Nazionale la volontà di costruire una proposta politica attenta ai territori, al ruolo degli amministratori locali e alla formazione di una nuova classe dirigente. Un progetto che sta inoltre coinvolgendo molti giovani, restituendo entusiasmo e partecipazione a una nuova generazione che vuole avvicinarsi alla politica e assumersi responsabilità per il futuro delle proprie comunità».
Sull'adesione interviene anche Gianni Alemanno: «Andrea Blarasin, che conosco bene fin dai tempi della militanza giovanile, rappresenta una delle migliori esperienze amministrative della destra marchigiana. Il fatto che scelga di aderire al progetto di Futuro Nazionale è un'ulteriore dimostrazione che la vera destra oggi non alberga nel centrodestra di governo ma trova il suo punto di riferimento in Roberto Vannacci. Il ruolo istituzionale di Blarasin è stato guadagnato sul campo attraverso le preferenze dei cittadini e quindi ha tutto il diritto di fare le scelte che ritiene più opportune per rispettare il suo mandato elettorale».
Parole di soddisfazione anche da parte di Fabrizio Ciarapica, coordinatore regionale di Futuro Nazionale: «Accogliamo con grande entusiasmo l'adesione di Andrea Blarasin nel nostro partito. La sua comprovata esperienza amministrativa, unita al profondo legame con la città di Macerata e con i valori della nostra comunità, rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la crescita di Futuro Nazionale nelle Marche».
Blarasin conclude assicurando che «il mio impegno per Macerata continua con lo stesso senso di responsabilità di sempre». «Continuerò a lavorare sui temi concreti che riguardano la nostra città, dalla sicurezza al decoro urbano, dallo sviluppo economico alla qualità della vita dei cittadini. Entro in Futuro Nazionale con entusiasmo e responsabilità, con l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una politica più vicina alle comunità locali e al territorio marchigiano».
Operazione lampo dei Carabinieri, che hanno bloccato due truffatori e recuperato l’intera refurtiva dopo una truffa ai danni di un anziano. L’intervento, condotto sull’asse tra le province di Fermo e Macerata, ha portato all’arresto di due uomini di origine campana, già noti alle forze dell’ordine.
I fatti sono avvenuti nel primo pomeriggio di ieri, quando i due indagati, un 19enne residente a Pompei e un 36enne residente a Giugliano in Campania, entrambi disoccupati, si sono presentati a casa di un pensionato di 89 anni residente a Fermo.
Con un copione ormai noto nelle truffe agli anziani, i due si sono qualificati falsamente come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, raccontando alla vittima che la sua automobile sarebbe stata coinvolta in una rapina. Una storia inventata per convincere l’uomo della necessità di effettuare controlli sui suoi beni personali.
Riuscendo a conquistare la fiducia dell’anziano, i falsi militari si sono fatti consegnare 2mila euro in contanti e diversi monili in oro, per un valore complessivo stimato di circa 3.500 euro.
La svolta è arrivata subito dopo la denuncia presentata alla Stazione dei Carabinieri di Porto San Giorgio. Un militare della Stazione di Fermo ha raccolto gli elementi utili e ha individuato i dettagli dell’auto utilizzata dai truffatori: una Ford Puma presa a noleggio.
La segnalazione è stata immediatamente condivisa con i colleghi della Compagnia Carabinieri di Macerata, che hanno attivato un servizio mirato di controllo del territorio.
Intorno alle 16, l’auto è stata intercettata in contrada Fontezucca, a Macerata, e bloccata dai militari del Nucleo operativo e radiomobile – Sezione operativa della Compagnia di Macerata.
La successiva perquisizione personale e del veicolo ha permesso di recuperare tutta la refurtiva sottratta all’anziano, oltre ai telefoni cellulari utilizzati dai due uomini. Il materiale è stato sequestrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati trasferiti nella Casa circondariale di Ancona Montacuto, dove restano a disposizione della magistratura.
Momenti di tensione nel pomeriggio di ieri sulla spiaggia libera delle Onde, a Civitanova Marche, dove due uomini sono arrivati alle mani davanti a decine di bagnanti. Il violento litigio, scoppiato in uno dei tratti di arenile più frequentati del lungomare, ha richiesto l'intervento della polizia.
L'episodio è avvenuto sulla spiaggia compresa tra gli stabilimenti balneari Dal Veneziano e Attilio. Secondo una prima ricostruzione, due uomini di origine nordafricana hanno iniziato a discutere animatamente. Dalle parole si è passati rapidamente ai pugni, sotto gli occhi di numerose persone presenti in spiaggia, che hanno assistito alla scena con preoccupazione.
Alcuni bagnanti hanno quindi chiamato il numero di emergenza e sul posto sono intervenute due Volanti della polizia, raggiunte poco dopo anche da una pattuglia in abiti civili del Commissariato di Civitanova.
All'arrivo degli agenti uno dei due contendenti si era già allontanato, facendo perdere le proprie tracce. Sul posto è rimasto invece un cittadino nordafricano di 30 anni, che presentava un taglio a una mano. L'uomo è stato soccorso ma ha rifiutato il trasporto in ospedale. È stato comunque identificato dagli agenti, che hanno raccolto le sue dichiarazioni e ascoltato alcuni testimoni.
Dai primi accertamenti non sarebbe emerso l'utilizzo di armi. La ferita riportata alla mano potrebbe essere stata provocata da un anello o da un altro oggetto indossato durante la colluttazione.
Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, all'origine della lite potrebbe esserci stata una questione economica, probabilmente un conto in sospeso tra i due uomini. Si tratta tuttavia di un'ipotesi ancora al vaglio della polizia, che ha avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto e identificare anche il secondo protagonista della rissa.
Due pratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno con documentazione ritenuta non veritiera sono state individuate dalla Polizia di Stato. Gli accertamenti sono stati condotti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata, impegnato nelle verifiche sulle richieste di rilascio e rinnovo dei titoli di soggiorno.
A finire sotto la lente degli investigatori sono stati un cittadino indiano di 40 anni e un cittadino egiziano di 38 anni. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, entrambi avrebbero presentato elementi non corrispondenti al vero per dimostrare il possesso dei requisiti necessari alla permanenza sul territorio italiano.
Nel primo caso, gli approfondimenti hanno riguardato la posizione del cittadino indiano, che nella richiesta di rinnovo avrebbe dichiarato la disponibilità di un alloggio a Macerata, sostenendo di essere ospite di un connazionale.
Gli accertamenti svolti dall’Ufficio Immigrazione, in collaborazione con la Polizia Locale e l’Ufficio Anagrafe del Comune di Macerata, avrebbero invece evidenziato una situazione differente: l’uomo risultava infatti residente nel Regno Unito dal 2025.
A seguito delle verifiche, lo straniero è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata per la presunta produzione di documentazione falsa relativa alla disponibilità dell’abitazione e alla dimora abituale. La Questura ha inoltre respinto la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno.
Il secondo caso riguarda un cittadino egiziano di 38 anni. Gli accertamenti, svolti anche attraverso la collaborazione con l’Ufficio Immigrazione della Questura di Milano, hanno fatto emergere presunte irregolarità nella documentazione presentata per il rinnovo del titolo di soggiorno.
Secondo gli investigatori, la documentazione relativa all’emersione dal lavoro irregolare nel settore dell’assistenza familiare sarebbe risultata inesistente oppure riferibile a un’altra persona.
Anche per il cittadino egiziano è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria, mentre la richiesta di permesso di soggiorno è stata respinta. Sono inoltre state avviate le procedure previste per l’eventuale espulsione dal territorio nazionale.
Era ricercato a livello internazionale e dovrà scontare una condanna a 4 anni di reclusione. È stato individuato e arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Macerata un cittadino colombiano di 31 anni, destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso dall’autorità giudiziaria spagnola.
L’uomo è stato rintracciato al termine di una serie di accertamenti e ricerche condotte dai militari nell’ambito dei servizi di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità transnazionale.
Secondo quanto ricostruito, il 31enne era ricercato per l’esecuzione di una pena definitiva di 4 anni di carcere per i reati di rapina e lesioni personali, commessi in territorio spagnolo.
Grazie a un’attività investigativa basata su informazioni raccolte e riscontri effettuati sul territorio, i carabinieri sono riusciti a localizzarlo in una contrada del territorio cingolano, mettendo fine alla sua irreperibilità.
Dopo l’arresto e il completamento delle formalità previste, l’uomo è stato trasferito alla Casa Circondariale di Fermo, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.
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Una scossa di terremoto è stata registrata nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 24 luglio, nel territorio della provincia di Macerata.
Secondo i dati rilevati dalla Sala Sismica INGV di Roma, il sisma ha avuto magnitudo ML 3.2 ed è avvenuto alle 14.05 ora italiana.
L’epicentro è stato localizzato a circa 3 chilometri a nord di Penna San Giovanni, con coordinate geografiche 43.0847 di latitudine e 13.4327 di longitudine.
La scossa si è verificata a una profondità di circa 16 chilometri.
Al momento non sono state segnalate criticità o danni a persone e strutture. Il monitoraggio della situazione prosegue attraverso i rilievi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Avrebbe utilizzato documenti contraffatti per attestare una falsa cittadinanza rumena e ottenere l’iscrizione anagrafica nel Comune di Macerata. Per questo un cittadino moldavo di 45 anni, residente in città e impiegato come operaio, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di possesso di documenti di identificazione falsi.
L’attività investigativa è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Macerata, che hanno avviato gli accertamenti dopo aver rilevato elementi sospetti sulla documentazione in possesso dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.
Durante un controllo, il 45enne avrebbe esibito una carta d’identità rumena che ha subito attirato l’attenzione degli investigatori. Gli approfondimenti successivi hanno consentito di accertare, secondo quanto riferito dalla Polizia, che il documento sarebbe risultato contraffatto.
La carta d’identità falsa sarebbe stata utilizzata per attestare il possesso della cittadinanza di un Paese dell’Unione Europea. In questo modo l’uomo avrebbe ottenuto l’iscrizione anagrafica presso il Comune di Macerata e successivamente anche il rilascio di una carta d’identità italiana.
Le verifiche sono state approfondite anche attraverso il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione SIRENE, che ha confermato la falsità del documento rumeno.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, è culminata nelle prime ore di mercoledì con una perquisizione personale e domiciliare nell’abitazione dell’uomo.
Nel corso dell’operazione gli agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto e sequestrato un ulteriore documento d’identità rumeno ritenuto falso e una patente di guida contraffatta.
Dopo gli accertamenti fotodattiloscopici in Questura, il 45enne è stato arrestato su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura di Macerata per il reato di possesso di documenti di identificazione falsi.
Sono ora in corso ulteriori verifiche da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura sulla regolarità della permanenza dell’uomo sul territorio nazionale. Parallelamente, la Divisione Anticrimine ha avviato un’istruttoria amministrativa per valutare l’adozione di eventuali misure di prevenzione.
Un 22enne è stato segnalato alla Prefettura dopo essere stato trovato con 4,5 grammi di hashish, mentre un 29enne è stato denunciato per essersi messo alla guida con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti. Sono i principali risultati del servizio straordinario di controllo del territorio messo in campo dai Carabinieri della Compagnia di Macerata nelle aree della movida e nei luoghi di maggiore aggregazione giovanile.
L’attività, disposta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Macerata, ha coinvolto i militari delle Stazioni di Macerata, Appignano, Treia e Cingoli, il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia e il supporto del Nucleo Carabinieri Cinofili di Pesaro, intervenuto con i cani antidroga Kevin e One.
I controlli si sono concentrati nei pressi degli esercizi pubblici, nelle zone di ritrovo e nei parcheggi più frequentati durante le ore serali e notturne, con l’obiettivo di prevenire episodi di criminalità diffusa, contrastare lo spaccio e aumentare la sicurezza urbana.
Durante le verifiche, i militari hanno fermato un giovane di 22 anni trovato in possesso di 4,5 grammi di hashish. Per lui è scattata la segnalazione alla Prefettura di Macerata per uso personale di sostanza stupefacente, mentre la droga è stata sequestrata e sarà avviata alla distruzione.
Sempre nell’ambito dei controlli, i carabinieri della Sezione Radiomobile hanno fermato un 29enne alla guida in stato di ebbrezza. L’esame con l’etilometro ha evidenziato un tasso alcolemico pari a 0,74 grammi per litro. Per il conducente è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria, il ritiro della patente e l’avvio della procedura per la sospensione da parte della Prefettura. L’auto è stata affidata a una persona idonea alla guida.
Il servizio ha visto impegnati 10 militari con 5 pattuglie tra Macerata e i comuni limitrofi. Nel corso dell’attività sono state identificate 40 persone, controllati 19 veicoli e verificati diversi punti di aggregazione.
Il valore dell’incontro e la capacità di fare rete tra istituzioni, professionisti, imprese e università sono stati al centro dell’appuntamento promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino, ospitato giovedì sera a Palazzo Buonaccorsi. L’iniziativa, dal titolo “Il valore dell’incontro: le relazioni generano futuro”, ha riunito numerose autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, degli atenei di Macerata e Camerino, delle associazioni di categoria e delle professioni.
Patrocinato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e dai Comuni di Macerata e Camerino, l’evento ha rappresentato un nuovo modo di interpretare il ruolo dell’Ordine, trasformando un appuntamento istituzionale in un momento di confronto e costruzione di relazioni.
Un percorso fortemente voluto dalla presidente Lidia Lebboroni, che ha ribadito la necessità di superare una visione della professione legata esclusivamente agli aspetti tecnico-contabili.
«Il valore delle relazioni rappresenta oggi uno dei principali motori dello sviluppo delle nostre comunità – ha sottolineato Lebboroni -. Dialogo, fiducia e collaborazione tra istituzioni, professioni, imprese, università e società civile sono elementi indispensabili per affrontare le sfide della trasformazione economica e sociale. Con questa iniziativa abbiamo voluto creare un’occasione di confronto e di rafforzamento del dialogo istituzionale, riaffermando il ruolo dei commercialisti quali interlocutori al servizio dello sviluppo e dell’interesse generale».
La presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino ha evidenziato anche il ruolo attuale della categoria: «La nostra professione è sempre accanto a chi lavora per il mondo imprenditoriale, siamo vicini a chi produce nelle difficoltà e nelle opportunità che questi momenti portano. Le professioni ordinistiche rimangono baluardi di garanzia, regolarità e difesa della legalità».
Nel corso della serata è intervenuto anche il dottor Renato Mattioni, componente del Comitato Economico e Sociale Europeo, che ha invitato professionisti e istituzioni a leggere il cambiamento come una responsabilità condivisa.
«Le profonde incertezze geopolitiche e i nuovi equilibri economici internazionali, le grandi trasformazioni dell’intelligenza artificiale e del cambiamento climatico ci obbligano a ripensare identità e appartenenze, come persone, imprenditori e professionisti – ha spiegato Mattioni -. Richiedono un supplemento di responsabilità per chi rappresenta istituzioni, corpi intermedi e ordini, perché nessuno si può chiamare fuori da questa stagione del “never normal”».
Mattioni ha poi tracciato un quadro dell’economia locale, definendo il sistema maceratese come una realtà sostanzialmente tenuta: «Le imprese crescono poco, però crescono. Dal punto di vista del sistema economico, del manifatturiero e delle altre attività, quello che chiamiamo “Sense of Italy”, una realtà che comprende non solo la manifattura ma anche commercio, cultura e turismo, ci permette di essere competitivi».
Secondo il componente del Comitato Economico e Sociale Europeo, la provincia di Macerata e la regione Marche presentano alcuni indicatori leggermente inferiori alla media nazionale, ma anche segnali positivi: «Le imprese della ristorazione negli ultimi sette-otto anni hanno aumentato il fatturato del 20%. Alcune realtà della filiera si stanno ristrutturando: sono meno numerose, ma più forti, con più dipendenti e più fatturato. In questo scenario il lavoro dei commercialisti, che aiutano le imprese a cogliere opportunità come la Zes unica, i nuovi fondi europei e la ripartenza del post-sisma, è essenziale».
Sul tema del gioco di squadra è intervenuto anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, presente alla serata: «Viviamo una società molto complessa e veloce, dove i cambiamenti sono all’ordine del giorno e tutto quello che valeva ieri domani rischia di non essere più utile alla sfida collettiva. Per questo il gioco di squadra è un elemento essenziale affinché ognuno possa rinunciare magari a una parte della propria autonomia, ma dare un contributo alla crescita e alla competitività del nostro sistema».
Da remoto è arrivato anche il contributo di monsignor Nazareno Marconi, vescovo della Diocesi di Macerata, che ha richiamato le responsabilità sociali del commercialista e il suo ruolo all’interno della comunità.
La serata è proseguita con la visita agli spazi museali di Palazzo Buonaccorsi, uno dei luoghi simbolo del patrimonio artistico maceratese, per poi trasferirsi a Palazzo Cortesi per un momento conviviale che ha favorito il confronto informale tra professionisti, amministratori, rappresentanti delle imprese e delle istituzioni.
“Il valore dell’incontro” si candida così a diventare un appuntamento stabile dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino, con l’obiettivo di promuovere una cultura della collaborazione e del dialogo, nella convinzione che il futuro dei territori si costruisca attraverso reti solide di competenze, fiducia e responsabilità condivisa.
Emergenza caldo nei luoghi di lavoro: l’Ast Macerata avvia una campagna informativa per tutelare la salute dei lavoratori. L’iniziativa nasce in seguito all’aumento delle temperature medie legato ai cambiamenti climatici e alla necessità di rafforzare la prevenzione nei settori maggiormente esposti ai rischi derivanti dal caldo.
A essere coinvolte sono numerose attività, dall’edilizia all’agricoltura, dalla pesca ai comparti industriali e artigianali. Particolare attenzione viene rivolta anche ai lavori che prevedono un’esposizione diretta a fonti di calore, come fonderie, forni e cucine professionali, oltre alle mansioni che richiedono un intenso sforzo fisico.
Il Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Ast Macerata ha realizzato una serie di materiali informativi con lo slogan “Emergenza caldo: la salute dei lavoratori al primo posto”. La campagna prevede cartellonistica e ventagli informativi destinati ai luoghi di lavoro, con indicazioni utili per prevenire gli effetti delle alte temperature e dell’esposizione prolungata al sole.
I materiali raffigurano lavoratori e lavoratrici di diversi settori e sono stati realizzati prestando attenzione all’inclusione e alla comprensione del messaggio: le informazioni sono infatti disponibili in otto lingue diverse, così da raggiungere il maggior numero possibile di persone.
La cartellonistica può essere utilizzata dalle aziende come strumento di informazione e prevenzione, integrando le misure già previste nell’organizzazione della sicurezza aziendale e nella gestione del rischio legato al microclima.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle raccomandazioni del Ministero della Salute e delle disposizioni previste dall’ordinanza della Regione Marche per il 2026 sulle misure di prevenzione per le attività lavorative svolte in condizioni di prolungata esposizione al sole.
L’Ast Macerata ricorda inoltre la propria disponibilità a fornire supporto a lavoratori e imprese, "offrendo informazioni e assistenza sulle strategie per ridurre i rischi legati al caldo e tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro".
La vicenda della presidenza della Terza Commissione consiliare Urbanistica torna al centro del dibattito politico a Macerata. Il consigliere comunale Simone Livi (FdI) interviene con una proposta che punta a ricomporre la frattura interna alla maggioranza, chiedendo un passo di responsabilità istituzionale per chiudere una situazione che si trascina da settimane.
«Rivolgo un appello a Silvano Iommi affinché valuti un gesto di responsabilità istituzionale, rassegnando le dimissioni dalla Presidenza della Commissione», afferma Livi, secondo il quale la questione dovrebbe essere risolta «nel rispetto degli accordi politici e nell’interesse della maggioranza».
Il consigliere aggiunge di essere disponibile a fare un passo ulteriore: «Se questo consentirà di ristabilire gli equilibri concordati, rinuncerò senza esitazione alla presidenza, purché a Fratelli d’Italia venga riconosciuta la guida di una commissione consiliare, come previsto dagli accordi di coalizione».
Una posizione che Livi rivendica come un atto politico e non personale. «In queste settimane qualcuno ha voluto rappresentare questa vicenda come una mia battaglia per una poltrona. È una ricostruzione che respingo con fermezza».
Secondo il consigliere comunale, il punto centrale della discussione non sarebbe l’attribuzione di un incarico, ma il rispetto degli impegni assunti all’interno della coalizione. «La mia proposta dimostra il contrario: ciò che mi sta a cuore non è il destino di Simone Livi, ma il rispetto della parola data, la credibilità della politica e la stabilità della maggioranza».
Livi sottolinea quindi la disponibilità a rinunciare a un ruolo pur di trovare una soluzione condivisa. «Non difendo un incarico personale. Difendo il valore degli accordi, la lealtà tra alleati e la convinzione che gli interessi della coalizione e della città debbano prevalere su quelli dei singoli».
Il consigliere invita ora tutte le parti coinvolte a un confronto improntato alla responsabilità. «La politica dà il meglio di sé quando si è disposti a sacrificare qualcosa di proprio per costruire qualcosa di più grande».
"L'assessore Renna scarica le responsabilità sui cittadini, ma dimentica le vere cause dell'aumento della Tari". Torna ad attaccare la gestione del centrodestra la consigliera comunale di minoranza e segretaria del Partito Democratico cittadino, Ninfa Contigiani, che interviene nel dibattito sul Piano economico-finanziario del servizio rifiuti, in discussione lunedì prossimo in Consiglio comunale, mentre martedì 28 il Consiglio regionale sarà chiamato ad affrontare il nuovo Piano regionale dei rifiuti.
"La realtà - sostiene Contigiani - è che il Piano economico-finanziario per il quadriennio 2026-2029 continuerà a rimodulare la Tari al rialzo, confermando un incremento dei costi del servizio. Sono questi i fatti. Poi ci sono le cause, che l'assessore Renna, nell'intervento pubblicato sulla stampa, fa finta di dimenticare, arrivando perfino ad accusare i cittadini di essere stanchi e poco efficienti perché, nelle zone più popolose, la raccolta differenziata non funzionerebbe e non verrebbero rispettati gli orari di conferimento".
Secondo la consigliera dem, la situazione sarebbe ben diversa. "Per correttezza andrebbe ricordato che i maceratesi, prima del cambio di governo in Provincia e nei Comuni, facevano la raccolta differenziata e la facevano bene, tanto che il territorio era arrivato a sfiorare il 75%. Se oggi i costi aumentano è perché in questi anni sono state compiute precise scelte politiche che hanno compromesso il sistema".
Contigiani individua quattro responsabilità principali dell'attuale amministrazione. "La prima è l'abbandono di ogni attività di sensibilizzazione, formazione e informazione. Sono stati eliminati incontri pubblici, laboratori nelle scuole, momenti di confronto con i cittadini e perfino la distribuzione del calendario della raccolta, giustificando tutto con un presunto risparmio di carta. Così si è smesso di accompagnare i cittadini nel corretto conferimento dei rifiuti".
"La seconda responsabilità riguarda la gestione della nuova discarica. Quando la destra è arrivata al governo ha trovato un percorso già avviato, con gli otto siti ritenuti idonei. Ha azzerato tutto perché, nel frattempo, alcune amministrazioni erano cambiate colore politico. Dopo cinque anni non è ancora stata individuata una soluzione e, nel frattempo, sono state forzate procedure e graduatorie. Prima il sindaco di Macerata commissiona uno studio che individua il sito nel territorio comunale, poi, con le elezioni alle porte e sotto la pressione dei cittadini, insieme al presidente della Provincia Gentilucci modifica la graduatoria orientandola verso Montefano, Comune non amministrato dal centrodestra".
Per la consigliera, il ritardo avrebbe avuto anche conseguenze economiche. "In questi anni, mentre si rinviavano le decisioni, si è continuato a conferire i rifiuti a Cingoli pagando una tariffa di abbancamento enormemente più elevata, con costi che hanno finito per gravare sulle tasche dei cittadini".
Infine l'affondo sulla governance del Cosmari. "La destra ha voluto conquistare la presidenza e la maggioranza del Consiglio di amministrazione del Consorzio, chiedendo al centrosinistra di svolgere un ruolo puramente di facciata. Abbiamo rifiutato quella proposta e credo che sia stata una scelta giusta, perché la gestione di questi anni ha portato il Cosmari a una situazione di grave difficoltà finanziaria".
Secondo Contigiani, dietro queste scelte ci sarebbe una strategia precisa. "Si sta progressivamente indebolendo il servizio pubblico del Consorzio dei Comuni attraverso decisioni sbagliate e continui aumenti tariffari, così da convincere i cittadini che l'unica soluzione sia il termovalorizzatore affidato a una gestione privata".
Una prospettiva che, secondo la consigliera di opposizione, sarebbe tutt'altro che immediata. "Anche un eventuale termovalorizzatore dovrebbe essere localizzato, finanziato, progettato, appaltato e costruito, conclude Cintigiani. Sono procedure che richiedono tempi lunghi. È difficile immaginare che possa entrare in funzione prima di almeno dieci anni. Nel frattempo, però, i cittadini continuano a pagare una Tari sempre più alta".
Morrovalle registra un caso accertato di infezione da virus Toscana. A segnalarlo al Comune è stata l’Azienda sanitaria territoriale di Macerata, che ha comunicato la presenza del contagio sul territorio comunale.
Come spiegato nella nota della dottoressa Franca Laici, direttore dell’Unità operativa complessa Isp – Igiene ambienti aperti e confinati dell’Ast, "il virus Toscana viene trasmesso dalla puntura dei pappataci, piccoli insetti ematofagi attivi soprattutto nelle ore crepuscolari e notturne nei mesi più caldi".
"Nella maggior parte dei casi l’infezione può avere un decorso lieve, ma in una piccola percentuale di persone può provocare forme più gravi come meningiti e meningo-encefaliti".
L’Ast evidenzia che la deposizione delle uova da parte dei pappataci "può avvenire in diversi substrati ricchi di materiale organico e umidità, non esposti alla luce solare, sia in ambienti domestici e peridomestici sia in aree selvatiche. Per questo motivo, spiega l’azienda sanitaria, non è possibile individuare e aggregare tutti i focolai larvali, mentre risulta poco efficace la disinfestazione con prodotti adulticidi ad azione residua."
Per ridurre la proliferazione degli insetti, il Comune di Morrovalle invita quindi i cittadini a seguire alcune indicazioni di prevenzione: "mantenere puliti gli ambienti domestici, sia interni sia esterni, verificare l’assenza di raccolte d’acqua non drenate e procedere alla loro bonifica, curare la manutenzione del verde privato ed eliminare i rifiuti organici che possono favorire la riproduzione dei pappataci".
Particolare attenzione viene richiesta anche per edifici abbandonati o in stato di degrado, che possono rappresentare luoghi favorevoli alla presenza degli insetti.
Per chi svolge attività all’aperto, come agricoltura, pastorizia, manutenzione del verde e delle strade, attività forestali, oppure pratica escursionismo, il consiglio è di "utilizzare sostanze repellenti contro zanzare e pappataci e, quando possibile, indossare indumenti chiari che coprano il più possibile il corpo".
Il Comune di Morrovalle ha già attivato gli uffici competenti per verificare la corretta manutenzione del verde pubblico e degli argini dei corsi d’acqua di propria competenza, in linea con le indicazioni dell’Ast di Macerata, e invita la popolazione a seguire le misure di prevenzione indicate.
Sanità marchigiana, Italia Viva-Casa Riformista attacca la Giunta regionale dopo il caos al Pronto Soccorso di Torrette. Il gruppo politico contesta le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità e denuncia criticità nella gestione dell’emergenza-urgenza.
«Tra le slide rassicuranti della Giunta regionale e la cruda realtà vissuta dai marchigiani corre un abisso lungo quattro ore: il tempo trascorso dalle ambulanze bloccate nei piazzali di Torrette con i pazienti a bordo perché all'interno del Pronto Soccorso non c'erano più neanche le barelle».
È quanto si legge nel comunicato diffuso da Italia Viva – Casa Riformista Marche, che interviene all'indomani del caos registrato nel principale ospedale della Regione e delle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dall’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, che aveva parlato del superamento del fenomeno del boarding e della copertura degli organici sanitari.
«L'assessore Calcinaro ha stabilito un primato di cui il territorio avrebbe fatto volentieri a meno» spiegano i coordinatori e rappresentanti di Italia Viva - Casa Riformista Marche. «A neanche ventiquattro ore di distanza dagli annunci trionfalistici su quote di posti letto negli Ospedali di Comunità, assunzioni imminenti e fine delle attese nei corridoi, la realtà si è incaricata di demolire il castello di carte della Regione.
Mentre sui giornali si leggono promesse per la fine dell'anno, a Torrette il sistema d'emergenza affonda oggi: ambulanze paralizzate, soccorritori bloccati e cittadini costretti ad attendere a bordo dei mezzi perché persino i presidi fisici all'interno del Pronto Soccorso sono esauriti».
Secondo quanto riportato nel comunicato di Italia Viva - Casa Riformista Marche, la vicenda di Torrette mette in evidenza il fallimento gestionale della Giunta Acquaroli su tre fronti ritenuti cruciali. Il primo riguarda la sicurezza del territorio: secondo il gruppo politico, il blocco delle ambulanze nei piazzali per oltre quattro ore avrebbe privato l’intero bacino provinciale dei mezzi necessari per garantire i soccorsi, aumentando i rischi per i cittadini.
Il secondo punto riguarda gli Ospedali di Comunità. Per i riformisti, l’assegnazione sulla carta di una quota di posti letto, pari al 20% o al 30%, non sarebbe sufficiente ad alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso se le strutture restano prive del personale necessario a garantire la continuità assistenziale.
Infine, viene contestata la programmazione della gestione degli organici. Secondo Italia Viva - Casa Riformista Marche, rimandare le soluzioni al completamento delle assunzioni entro la fine dell’anno non risponderebbe alla crisi quotidiana che coinvolge medici e infermieri, alle prese con turni pesanti e con il rischio di spostarsi verso la sanità privata o altre regioni.
«La sanità non si governa con le battute ad effetto o le promesse smentite dai fatti il giorno dopo» afferma la nota di Italia Viva - Casa Riformista Marche, che chiede interventi immediati.
Tra le proposte avanzate ci sono un protocollo d’emergenza per consentire lo sblocco rapido delle ambulanze, attraverso barelle di scambio dedicate che permettano ai mezzi del 118 di tornare operativi sul territorio; un sistema digitale regionale unico di Bed Management, per monitorare in tempo reale la disponibilità dei posti letto ed evitare che i Pronto Soccorso si trasformino in reparti di degenza improvvisati; e incentivi concreti per il personale dell’emergenza-urgenza, con l’obiettivo di fermare la perdita di professionisti.
«La Giunta regionale la smetta di fare propaganda e inizi ad affrontare la realtà con la serietà che i cittadini marchigiani meritano», conclude Italia Viva - Casa Riformista Marche.
Il mercato estivo delle formazioni marchigiane entra nel vivo con nuovi arrivi e importanti conferme in vista della stagione 2026/2027. Tra Eccellenza e Promozione sono tre le operazioni che hanno caratterizzato le ultime ore: l’Aurora Treia ufficializza un innesto di qualità, il Tolentino conferma una pedina fondamentale del reparto difensivo, mentre la Civitanovese accoglie un giovane talento dalla Sambenedettese.
L’Aurora Treia ha annunciato l’arrivo di Luca Senigagliesi, esterno offensivo classe 1998 proveniente dall’Ars et Labor Ferrara, formazione di Eccellenza Emilia Romagna. Un giocatore con un curriculum importante, maturato tra Serie C e Serie D con maglie prestigiose come Recanatese, Sambenedettese e Grosseto.
Senigagliesi porta in dote velocità, tecnica nell’uno contro uno e capacità di giocare su entrambe le fasce offensive. Un rinforzo di spessore per la squadra biancorossa, pronta ad affrontare la storica partecipazione al campionato di Eccellenza nel progetto legato alla Lube Academy.
«Sono molto contento di iniziare questa nuova avventura – ha dichiarato il giocatore – ho trovato un ambiente serio, persone disponibili e tanta voglia di costruire qualcosa di importante. Arrivo con grande motivazione e con la volontà di dare il massimo per questa maglia».
Sul fronte Tolentino arriva invece una conferma importante: Emanuele Strano continuerà a vestire la maglia cremisi. Il difensore rappresenta una garanzia per il reparto arretrato, grazie a esperienza, affidabilità e forte senso di appartenenza ai colori del club.
«Sono orgoglioso di indossare ancora questa maglia – ha spiegato Strano – Tolentino per me significa appartenenza, responsabilità e voglia di dare sempre tutto per questi colori». Il difensore guarda alla nuova stagione con grande determinazione: «Bisogna lavorare, mettere il gruppo davanti a tutto e farsi trovare pronti».
In casa Civitanovese, impegnata nel campionato di Promozione, arriva invece un giovane rinforzo per il reparto difensivo. Dal settore giovanile della Sambenedettese arriva in prestito Luca Fradiani, difensore classe 2008.
Fradiani ha svolto gran parte del proprio percorso calcistico con la società rossoblù, con una parentesi nell’Under 13 della Fermana. Un investimento in prospettiva per la Civitanovese, che punta a valorizzare un giovane profilo e inserirlo nel progetto tecnico della prossima stagione.
Tre operazioni che testimoniano il fermento del calcio marchigiano, con le società impegnate a costruire rose competitive e gettare le basi per una stagione ricca di ambizioni.
Treia si prepara a vivere uno degli appuntamenti più attesi dell'estate con la 46ª Disfida del Bracciale, in programma dal 24 luglio al 2 agosto. Per dieci giorni il centro storico si trasformerà in un grande palcoscenico dedicato alla storia e alla tradizione del Gioco del Pallone col Bracciale, con un calendario ricco di rievocazioni storiche, cortei, gare, concerti, dj set, mostre, laboratori, incontri culturali e iniziative pensate per tutte le età.
L'edizione 2026 prenderà il via venerdì 24 luglio con la PRE-DISFIDA. Dalle 21.30 alle 23 spazio al Bracciale Express, giochi senza frontiere tra le vie della città organizzati in collaborazione con Avis Treia, con ritrovo in Piazza della Repubblica e iscrizioni sul sito della manifestazione. Dalle 22 alle 24, al Mercato Coperto, si esibirà DJ TH. Debutterà inoltre Disfidaland, nuova area realizzata insieme all'Associazione Passo dopo Passo APS, con giochi e premi.
Sabato 25 luglio alle 19 aprirà ufficialmente Disfidaland al Mercato Coperto, mentre dalle 22 alle 2 Piazza della Repubblica ospiterà The Night Experience, con i dj Nhora, Kevin, Marco Mosck, Ciro & Skinz, in collaborazione con Euphoria e AzureClub.
La giornata di domenica 26 luglio sarà dedicata alla grande Rievocazione Storica. Dalle 15.30 alle 17 si svolgeranno il Corteo Storico e la riconsegna del Trofeo, con partenza dal centro storico e arrivo tra Piazza della Repubblica e Arena Carlo Didimi. Dalle 17 alle 19 l'Arena ospiterà la Finale Juniores, mentre dalle 22 all'1 la serata si concluderà con The Final Show, dj set di Alex G, Alexander Jr., Giacomo Marignani e Nicola Pigini, ancora in collaborazione con Euphoria e AzureClub.
Il programma musicale riprenderà giovedì 30 luglio. Dalle 21.30 alle 22 è in programma la rassegna Fuori Misura, seguita dall'esibizione di Simona Atzori dalle 22 alle 23. Dalle 23 all'1 saliranno in consolle Luca Moretti, Jeff e Blind Date, con l'organizzazione dell'associazione teatrale Gli Smisurati.
Venerdì 31 luglio, sempre in Piazza della Repubblica, spazio alla musica live con il concerto dei Malvax dalle 22.30 alle 23.30, seguito dal DJ Set Indie Power fino alle 2.
Tra le novità dell'edizione 2026 spicca l'appuntamento di sabato 1 agosto dedicato all'arte del bracciale e del pallone. Dalle 20, nei pressi del Museo del Bracciale, saranno presenti i maestri costruttori Eugenio Montefusco e Daniele Rango, che illustreranno al pubblico tutte le fasi di lavorazione degli strumenti simbolo di questo sport storico. Insieme a loro parteciperà anche l'associazione nazionale Amici della Tornitura, con dimostrazioni di tornitura artistica guidate dal presidente Roberto Fornasari. Per l'occasione il Museo del Bracciale sarà aperto con ingresso libero.
La serata del 1 agosto proseguirà in Piazza della Repubblica con il Crystal Bubble Party Format dalle 22.30 alle 24, seguito dai dj set di DJ JR Stit fino all'1 e di Tommaso Vitanzi fino alle 2.
Il gran finale è previsto domenica 2 agosto. Dalle 14.30 alle 20.30, all'Arena Carlo Didimi, si disputeranno le Semifinali e la Finale Seniores, momento culminante della rievocazione storica. La manifestazione si concluderà in Piazza della Repubblica con la serata Z-Chalet + Multiradio, in programma dalle 22.30 alle 00.30.
Accanto agli eventi principali, la Disfida del Bracciale proporrà per tutta la durata della manifestazione un ricco calendario di laboratori creativi, mostre, esposizioni artistiche, visite guidate, incontri culturali, spettacoli, presentazioni di libri e attività dedicate a bambini, famiglie e appassionati della storia del territorio. Per partecipare ai laboratori e alle visite guidate è richiesta l'iscrizione attraverso il sito disfidadelbracciale.it.
È nato ufficialmente il Gruppo Giovani Imprenditori CNA Macerata. Venerdì scorso, allo Chalet Mosquito di Potenza Picena, si è svolta l'assemblea costitutiva del nuovo raggruppamento di interesse dell'associazione territoriale, al termine di un pomeriggio di confronto, ascolto e lavoro dedicato alle nuove generazioni di imprenditori.
L'iniziativa, dal titolo "Giovani Talenti. Strumenti pratici per crescere insieme", ha riunito imprenditrici e imprenditori provenienti da settori diversi e con esperienze differenti: imprese già strutturate, attività familiari, ditte individuali e giovani che si stanno affacciando al mondo dell'impresa. Una platea eterogenea che rappresenta la composizione del nuovo gruppo e il valore di un percorso pensato per dare spazio a idee, bisogni e proposte concrete.
Al pomeriggio di lavoro hanno preso parte anche la presidente nazionale dei Giovani Imprenditori CNA Selene Re, la direttrice di CNA Macerata Lucia Pistelli e il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti. Nel suo intervento, Selene Re ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa, evidenziando la volontà di creare anche nel territorio maceratese uno spazio stabile di confronto e collaborazione, capace di favorire il ricambio generazionale, stimolare l'innovazione e rafforzare la rete tra chi ogni giorno fa impresa.
La giornata si è aperta con gli interventi degli esperti di Uni.Co. e Unipol, che hanno affrontato rispettivamente i temi del credito, dei bandi e dei contributi, e quelli del welfare aziendale, della valorizzazione delle persone e della tutela dell'impresa. Successivamente, il confronto facilitato dai professionisti di Atteggiamento Digitale ha consentito ai partecipanti di lavorare direttamente sulle principali criticità che gli imprenditori affrontano nella gestione quotidiana delle proprie attività.
Dai lavori sono emersi temi molto concreti, tra cui la difficoltà di conciliare lavoro e vita privata, la gestione del tempo e dell'organizzazione interna, il rapporto con i clienti, la ricerca di collaboratori e manodopera qualificata, il peso della burocrazia, l'incertezza economica e le difficoltà di accesso alla liquidità necessaria per sostenere investimenti e crescita.
Accanto alle criticità, i partecipanti hanno individuato anche gli elementi sui quali costruire il percorso del nuovo gruppo: formazione mirata, capacità di fare rete, pianificazione, creatività, leadership, ascolto, empatia e una maggiore consapevolezza nella gestione dell'impresa. Un lavoro che consentirà a CNA Macerata di sviluppare nei prossimi mesi iniziative, servizi e momenti di confronto partendo dalle reali esigenze espresse dai giovani imprenditori.
Al termine dell'assemblea è stato eletto Filippo Salerno, imprenditore del settore costruzioni, come presidente dei Giovani Imprenditori CNA Macerata. A lui il compito di coordinare il percorso appena avviato e rappresentare le istanze delle nuove generazioni all'interno dell'associazione.
«È stata un'ottima iniziativa e sono convinto che riusciremo a creare un bel team – ha dichiarato il neo presidente Filippo Salerno –. Abbiamo trovato una CNA disponibile ad ascoltarci e per noi questo è molto stimolante, perché significa poter portare idee, esigenze e proposte dentro un'associazione che vuole costruire insieme a noi un percorso vero».
Il neo presidente ha poi indicato le priorità sulle quali il gruppo inizierà a lavorare.
«Nel corso del pomeriggio – ha aggiunto Salerno – sono stati affrontati molti temi sentiti dai giovani imprenditori e abbiamo ragionato su ciò di cui abbiamo bisogno per crescere. Accesso al credito, manodopera e formazione sono alcuni dei punti più delicati emersi dal confronto: saranno anche i primi fronti sui quali lavoreremo come gruppo».
I costi delle assicurazioni auto continuano a crescere in Italia. Secondo l’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, a giugno 2026 il premio medio per una polizza RC Auto ha raggiunto 490,66 euro, con un aumento del 5,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un incremento che interessa tutte le fasce d’età, con differenze particolarmente marcate per i più giovani: gli automobilisti Under 25 arrivano infatti a sostenere una spesa media superiore ai mille euro l’anno.
Nella regione Marche il prezzo medio dell’RC Auto a giugno 2026 si è attestato a 465,23 euro, un valore inferiore di 25,43 euro rispetto alla media nazionale, ma comunque in crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Anche nelle Marche la copertura aggiuntiva più scelta è l’Assistenza Stradale, inserita nel 33,5% delle polizze, con un costo medio di 25,90 euro l’anno. Seguono l’Infortuni del Conducente, scelta dal 23% degli automobilisti e con un prezzo medio di 30,68 euro, e la Tutela Legale, presente nel 18,1% dei contratti con una spesa media di 14,74 euro.
Per quanto riguarda le garanzie opzionali, nella regione la più onerosa è quella relativa agli Eventi Naturali, con un costo medio annuo di 89,23 euro, comunque molto inferiore rispetto al dato nazionale di 193,60 euro.
Il quadro che emerge è quello di un mercato assicurativo in cui i costi continuano a crescere, con differenze legate all’età degli automobilisti e alle diverse esigenze di protezione.
Vent’anni di formazione, ricerca e rapporto con il territorio. Il Dipartimento di Scienze della formazione, dei Beni culturali e del Turismo dell’Università di Macerata ha celebrato il ventennale del Polo didattico “Luigi Bertelli” a Vallebona, un traguardo che racconta una crescita costante e il consolidamento di una vera comunità accademica.
La cerimonia ha riunito studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo in un momento dedicato ai ricordi, ai risultati raggiunti e alle nuove prospettive. Oggi il Polo rappresenta un punto di riferimento per oltre 3.500 studentesse e studenti, con una squadra composta da 65 docenti e 33 unità di personale tecnico, amministrativo e bibliotecario.
All’incontro hanno partecipato il rettore dell’Università di Macerata John McCourt, il direttore del Dipartimento Simone Betti e il professore emerito Michele Corsi, già preside della Facoltà di Scienze della formazione dal 2003 al 2009 e successivamente direttore del Dipartimento fino al 2018.
«Il Polo Bertelli dimostra come una sede universitaria possa diventare un motore di conoscenza e sviluppo per il territorio – ha sottolineato il rettore McCourt –. I nuovi corsi e i centri di ricerca rappresentano investimenti concreti per migliorare la qualità dello studio e dei servizi, rafforzando il legame tra Università e città».
A testimoniare la vitalità del Dipartimento sono i nuovi progetti sul fronte della didattica e della ricerca. Dall’anno accademico 2026/2027 partirà il nuovo corso di laurea triennale in Scienze motorie e sportive per l’inclusione, ampliando ulteriormente l’offerta formativa.
Importante anche il percorso del Centro “TIncTec”, dedicato alle tecnologie educative e al rapporto tra innovazione, scuola e società, che ha recentemente ottenuto l’ingresso ufficiale nel Disability Health Equity Network dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, riconoscimento che ne valorizza l’attività nel campo dell’inclusione e dell’accessibilità.
«Crescere significa non soltanto avere più studenti e nuovi spazi, ma costruire relazioni tra didattica, ricerca, comunità e territorio – ha spiegato il direttore di Dipartimento Simone Betti –. Questo risultato nasce dall’impegno condiviso di docenti, personale e studenti e dalla capacità di rispondere insieme alle nuove esigenze».
La giornata celebrativa si è conclusa con un momento conviviale sulle terrazze del Polo, occasione per ripercorrere tappe e successi di questi vent’anni e rafforzare il senso di appartenenza della comunità accademica.
Il futuro del Polo Bertelli passa anche dagli interventi sulla struttura: sono infatti in fase di ultimazione i lavori di ampliamento che consentiranno di mettere a disposizione nuove aule e laboratori, migliorando ulteriormente gli spazi dedicati alla formazione e alla ricerca.
Amandola si conferma punto di riferimento per la formazione universitaria e il dialogo tra istituzioni, mondo accademico e sistema produttivo. Nei giorni scorsi, nella Ex Collegiata, è stata presentata la Masterclass del Master "Manager delle imprese agricole innovative" dell'Università di Camerino, promosso dalla Scuola di Giurisprudenza nell'ambito del progetto "Formazione per l'innovazione dei sistemi dell'agricoltura e del terzo settore".
La Masterclass rappresenta il momento centrale del percorso formativo, avviato lo scorso maggio e in programma fino a dicembre. Una settimana di lezioni intensive dedicata ai temi del management, del marketing, della progettazione e dell'innovazione nelle imprese agricole, con l'obiettivo di fornire competenze avanzate a professionisti e operatori del settore.
L'incontro inaugurale, moderato dalla giornalista di Linea Verde Monica Caradonna, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, docenti, studenti e imprenditori.
In apertura è intervenuto in collegamento il commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, senatore Guido Castelli, che ha evidenziato come formazione e capitale umano rappresentino elementi fondamentali per il rilancio delle aree interne colpite dal sisma.
A portare il saluto dell'Università di Camerino è stata la prorettrice alla Didattica, professoressa Giulia Bonacucina, che ha ribadito, anche a nome del rettore Graziano Leoni, l'impegno dell'Ateneo nella costruzione di percorsi formativi capaci di rispondere alle esigenze delle imprese e dei territori.
Tra gli interventi istituzionali anche quelli del sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli, che ha sottolineato la vocazione della città come sede di iniziative universitarie, del presidente del Consiglio regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, che ha richiamato l'importanza della collaborazione tra Università, Regione ed enti locali per lo sviluppo delle aree interne, e del prefetto di Fermo, Edoardo D'Alascio, che ha espresso l'auspicio di vedere nascere nuove iniziative accademiche sul territorio.
La direttrice della Scuola di Giurisprudenza, professoressa Lucia Ruggeri, ha illustrato il ruolo del diritto come leva di innovazione per il mondo delle imprese, mentre i condirettori del Master, i professori Luca Petrelli e Francesco Casale, hanno approfondito rispettivamente le prospettive economiche del comparto agricolo e il valore di un approccio interdisciplinare per favorire lo sviluppo dei territori.
Il coordinatore della Masterclass, Alberto Monachesi, ha presentato il programma della settimana di alta formazione, mentre il responsabile scientifico del progetto, professor Sauro Vittori, ha ricordato che il Master è finanziato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La giornata si è conclusa al Museo del Paesaggio dei Sibillini con la presentazione e la degustazione delle eccellenze agroalimentari locali, in un momento di incontro tra mondo universitario e imprese che ha messo in evidenza il valore della formazione come motore di innovazione e valorizzazione delle produzioni del territorio.
Si è svolto ieri sera, nella casetta di legno “Cavalieri” di Montecosaro, l’incontro dedicato alla presentazione del libro “Ordine Nuovo. Il nostro onore si chiama fedeltà” di Loredana Guerrieri, pubblicato da Futura Editrice con la prefazione di Valerio Renzi. L’iniziativa, organizzata dal Laboratorio di Idee di Montecosaro, ha visto la partecipazione dell’autrice e l’intervento di Reano Malaisi, vicepresidente dell’associazione.
Il volume propone un’analisi storica del movimento Ordine Nuovo, ricostruendone la vicenda dagli inizi degli anni Cinquanta fino alla metà degli anni Settanta, in una fase caratterizzata dalle profonde trasformazioni politiche italiane e dalla contrapposizione ideologica della Guerra fredda.
Guerrieri, dottore di ricerca in Storia politica contemporanea all’Università di Macerata, studiosa del neofascismo italiano e dell’estrema destra europea del Novecento, ha illustrato il percorso di un’organizzazione nata nei primi anni Cinquanta come centro studi interno al Movimento Sociale Italiano e successivamente separatasi dal partito nel 1956. Un rapporto complesso, segnato da momenti di distanza e da tentativi di ricomposizione, fino al rientro nell’area del Msi nel 1969.
Nel corso dell’incontro è stato approfondito il profilo politico e culturale di Ordine Nuovo, movimento neofascista ispirato alla filosofia della Tradizione di Julius Evola e caratterizzato da una visione nazional-rivoluzionaria contraria al sistema democratico e partitico. Un’organizzazione che, come evidenziato nel libro, guardava non soltanto all’esperienza fascista storica, ma anche a suggestioni provenienti dall’ambiente dell’estrema destra europea e dal nazionalsocialismo.
Il volume analizza il movimento attraverso documenti di polizia, riviste e materiali prodotti dagli stessi militanti, ricostruendo il percorso di una realtà che visse il paradosso di essere “fascista in democrazia”, oscillando tra il tentativo di partecipazione politica e le derive più radicali che portarono una parte degli aderenti verso la clandestinità, fino allo scioglimento del gruppo nel 1973.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al significato del motto “Il nostro onore si chiama fedeltà”, espressione ripresa dalle SS naziste e utilizzata dal movimento come simbolo di appartenenza e continuità ideale con il mondo dei vinti di Salò, che rivendicavano il legame con un passato considerato fondativo della propria identità politica e culturale.
Durante l’incontro si è parlato anche degli anni della tensione politica e delle vicende legate agli anni di piombo, comprese le discussioni sulle connessioni tra alcuni ambienti dell’estrema destra e il terrorismo nero. Tra gli argomenti affrontati anche il rapporto con il Movimento Sociale Italiano, la concezione dell’Europa e l’evoluzione del pensiero della destra radicale.
Nel confronto con il pubblico è stato affrontato anche il tema dei possibili collegamenti con la destra contemporanea. Secondo l’autrice, le connessioni dirette con Ordine Nuovo sono oggi limitate, anche se alcuni esponenti della politica attuale possono talvolta richiamare simboli e linguaggi appartenuti a quella stagione, anche senza una piena consapevolezza delle origini storiche.
L’incontro ha rappresentato un’occasione di approfondimento su uno dei fenomeni più discussi e controversi della storia politica italiana del secondo dopoguerra, affrontando la vicenda di Ordine Nuovo, un movimento che ha avuto un ruolo significativo nella storia dell’estrema destra nazionale. Un tema ancora oggi poco esplorato dalla storiografia rispetto ad altri passaggi della stagione della tensione, che il volume di Loredana Guerrieri contribuisce ad analizzare attraverso documenti, fonti d’archivio e una ricostruzione del percorso politico e culturale del gruppo tra gli anni Cinquanta e Settanta.
Con oltre 350mila voti già raccolti a soli due mesi dal lancio della 13ª edizione del censimento "I Luoghi del Cuore" del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, prende forma una mappa dell'Italia meno conosciuta ma ricca di tesori storici, artistici e ambientali che le comunità locali vogliono tutelare e valorizzare. Tra i voti già conteggiati figurano anche oltre 62mila schede cartacee pervenute al FAI entro il 6 luglio, mentre sarà possibile continuare a sostenere i propri luoghi del cuore fino al 15 dicembre.
Il censimento conferma ancora una volta il forte legame tra cittadini e territorio. Dai comitati spontanei alle associazioni, passando per Comuni, parrocchie e scuole, sono già circa un centinaio le realtà impegnate nella raccolta delle preferenze con l'obiettivo di far conoscere luoghi spesso esclusi dai grandi circuiti turistici oppure di raggiungere la soglia minima di 3.000 voti, necessaria per accedere ai bandi che consentono di richiedere contributi economici per interventi di recupero e valorizzazione. I primi tre classificati a livello nazionale potranno inoltre concorrere all'assegnazione di contributi rispettivamente da 70mila, 60mila e 50mila euro, previa presentazione di un progetto di restauro o valorizzazione.
Nelle Marche il sito che sta ottenendo il maggior consenso è il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, nel territorio di Camerino, che occupa attualmente il terzo posto nella classifica nazionale e il primo tra i luoghi marchigiani. Immerso tra le colline boschive e costruito in pietra locale, il complesso rappresenta il primo convento dell'Ordine dei Frati Cappuccini, nato nel 1528 grazie a Matteo da Bascio, frate francescano osservante originario del Montefeltro che intendeva recuperare lo stile di vita improntato a solitudine e penitenza di San Francesco.
La struttura, acquistata nel 1529 da Caterina Cybo, vedova del duca di Camerino e sostenitrice di Matteo da Bascio, esisteva già nel Quattrocento come ospizio per pellegrini e viandanti lungo la Via Lauretana antica. Successivamente furono realizzati il dormitorio dei frati e gli spazi destinati all'accoglienza dei pellegrini. Nello stesso periodo venne riorganizzata la chiesa, all'interno della quale trova posto la preziosa terracotta invetriata policroma realizzata da Santi Buglioni tra il 1530 e il 1532 per la cappella di Santa Maria delle Grazie. Accanto al convento è presente anche un piccolo museo dell'arte cappuccina che custodisce una collezione di tabernacoli lignei marchigiani.
Oggi il convento è ancora abitato dai frati e rappresenta il cuore spirituale del Cammino dei Cappuccini, itinerario di quasi 400 chilometri percorso ogni anno da migliaia di pellegrini. La partecipazione al censimento nasce dall'esigenza di reperire risorse per la riqualificazione degli spazi interni ed esterni del complesso. A supportare la raccolta voti sono i volontari FAI delle Marche.
Al secondo posto nella classifica regionale si colloca Villa del Balì di Colli al Metauro, nel Pesarese, che ha già superato il migliaio di preferenze. La villa sorse attorno a una cappella altomedievale dedicata a San Martino e divenne proprietà dei conti Negusanti di Fano nel 1399. Nel 1568 il vescovo Vincenzo Negusanti fece costruire accanto alla cappella una grande residenza di campagna che utilizzava anche per le sue osservazioni astronomiche. Le quattro torri dell'edificio, infatti, consentivano di osservare il cielo da diverse prospettive.
Nel 1677 la proprietà passò al conte Antonio Marcolini, Balì dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, titolo dal quale deriva il nome con cui la villa è ancora oggi conosciuta. Dal 1944 appartiene al Comune di Fano ed è concessa in comodato al Comune di Colli al Metauro. Dal 2004 ospita uno dei più importanti musei della scienza italiani, inserito dal Ministero dell'Istruzione tra i quattro più rilevanti del Paese. Con oltre 2.000 metri quadrati di spazi espositivi, rappresenta il secondo science center italiano per dimensioni e qualità delle attrezzature. La raccolta voti è sostenuta dai volontari FAI di Fossombrone.
Tra i luoghi più segnalati figura anche Le Due Sorelle di Sirolo, il celebre doppio faraglione simbolo della Riviera del Conero. Le due formazioni rocciose emergono dal mare davanti a una piccola spiaggia di ciottoli bianchi raggiungibile esclusivamente via mare. L'area è uno degli scorci più suggestivi dell'Adriatico ma costituisce anche un ecosistema particolarmente fragile dal punto di vista geologico. Da anni infatti la falesia del Conero, come altri tratti costieri tra Numana e Portonovo, evidenzia criticità che richiedono interventi di tutela e conservazione.
Molti voti stanno arrivando anche per la Chiesa dell'Assunta di Recanati, chiusa e inagibile dal terremoto del 2016. L'edificio venne costruito nel 1622 all'interno del Conservatorio dell'Assunta, istituito dalla nobildonna Barbara Massilla di San Ginesio, figura di primo piano nella Recanati del Cinquecento. Donna colta, religiosa e impegnata nel sociale, destinò la propria abitazione a monastero, successivamente trasformato in orfanotrofio ed educandato.
La chiesa, progettata da Pietro Paolo Iacometti, rappresenta una rara testimonianza del passaggio tra Rinascimento e Barocco nelle Marche. Se l'esterno appare semplice e incompiuto, l'interno custodisce un ricco apparato decorativo con stucchi policromi, marmi, elementi scultorei e un altare maggiore di forte impatto scenografico. È presente inoltre un piccolo matroneo protetto da una grata che consentiva alle religiose di assistere alle funzioni senza essere viste. Dopo i danni provocati dal sisma del 2016, la copertura dell'edificio è stata gravemente compromessa e la chiesa è rimasta chiusa al pubblico. Per questo motivo la Fondazione IRCER, proprietaria dell'immobile, promuove la raccolta voti con il sostegno dei volontari FAI di Recanati.
Completa la classifica regionale provvisoria Villa Salvati di Monte Roberto, uno dei più significativi esempi di architettura neoclassica marchigiana dell'età napoleonica. La villa, preceduta da un lungo viale alberato, fu costruita tra il 1805 e il 1820 per volontà di Serafino Salvati, ricco proprietario terriero che affidò il progetto all'architetto romano Giuseppe Camporese, tra i maggiori interpreti del primo Neoclassicismo.
L'edificio presenta una pianta simmetrica e un ricco apparato decorativo riconducibile all'ambito di Felice Giani, con soffitti impreziositi da stucchi geometrici, motivi vegetali e richiami all'antichità classica. Il piano nobile è decorato da affreschi e il complesso comprende anche una cappella di famiglia a pianta centrale preceduta da un portico con colonne corinzie. Il comitato "Uniti per Villa Salvati", costituito appositamente per il censimento dal Comune di Monte Roberto, dalla Fondazione Salvati, dalla Pro Loco e dal Comitato tutela Pianello Vallesina e Municipi, punta a raccogliere i voti necessari per completare il recupero della villa e restituirla pienamente alla fruizione pubblica. La campagna è sostenuta dai volontari FAI di Jesi e della Vallesina.
Per partecipare al censimento è possibile votare online sul sito dedicato oppure attraverso i moduli cartacei distribuiti nei punti di raccolta organizzati dai comitati promotori. Intesa Sanpaolo, partner del progetto dal 2004, continua a sostenere l'iniziativa nell'ambito del proprio impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. La XIII edizione dei Luoghi del Cuore si svolge con il patrocinio del Ministero della Cultura e vede anche il sostegno della Rai, Main Media Partner del FAI, attraverso la collaborazione di Rai per la Sostenibilità ESG.
Sarà inaugurata sabato 25 luglio alle 17.30, negli spazi del Castello di Malcavalca a Esanatoglia, la mostra-evento “Bu Bu Settete! Anatomie della Memoria”, omaggio a Pierluigi Buglioni, storico professore di Anatomia artistica alle Accademie di Belle Arti di Macerata e di Brera, scomparso lo scorso 12 gennaio, all'età di 77 anni, nella sua città natale.
L'iniziativa è curata dal Gruppo Bu Bu Settete!, con la collaborazione dell'Amministrazione comunale di Esanatoglia, guidata dal sindaco Luigi Nazzareno Bartocci e dalla vicesindaca Debora Brugnola.
L'inaugurazione di sabato sarà accompagnata da performance artistiche, mentre l'esposizione resterà visitabile fino al 27 settembre. Gli orari di apertura saranno il sabato dalle 17 alle 21 e la domenica dalle 11 alle 19.
La mostra rappresenta il naturale sviluppo del percorso avviato lo scorso 21 giugno, giorno del solstizio d'estate e compleanno di Pierluigi Buglioni, quando il Comune di Esanatoglia gli aveva conferito l'attestato di cittadinanza benemerita, ritirato dalla nipote Monica Buglioni. In quella stessa occasione un numeroso gruppo di ex studenti, coordinati dalla professoressa Teresa Marasca, aveva presentato il progetto di arte corale ideato dagli stessi allievi e immediatamente sostenuto dall'Amministrazione comunale.
La giornata era stata arricchita dall'esposizione delle opere di Pierluigi Buglioni, da performance artistiche e dalle testimonianze dei suoi ex allievi, ponendo le basi di un progetto che ora trova piena espressione nella mostra allestita al Castello di Malcavalca, in località Palazzo di Esanatoglia.
"Bu Bu Settete! Anatomie della Memoria" si articola attraverso diversi spazi espositivi che raccontano il percorso umano e artistico del maestro. Tra questi spicca "Il Giardino dei Fiori", un'installazione composta da cubi di carta sostenuti da steli di ferro, affiancata da una grande quadreria che raccoglie i lavori recenti degli ex allievi e da uno spazio immersivo nel quale è possibile rivivere le performance didattiche realizzate negli anni Ottanta e Novanta all'Accademia di Belle Arti di Macerata.
«Questa sovrapposizione temporale – osserva la professoressa Teresa Marasca – non nasce da un'assenza, ma da una presenza moltiplicata. Quegli stessi allievi di ieri, oggi artisti e professionisti, espongono i loro lavori in un dialogo serrato e generazionale: piccole tavole, di rigorose misure, diventano il campo d'indagine di un'anatomia non più solo corporea, ma della memoria e della trasmissione del sapere. Laddove il maestro ha impresso il suo metodo, la comunità degli studenti risponde oggi con il proprio presente dimostrando che l'insegnamento di Pierluigi Buglioni non è un reperto da custodire in una teca, ma un organismo vivo che continua a germogliare, a farsi opera corale, a farsi giardino fiorito».
Bu Bu Settete! è un progetto nato dall'iniziativa degli ex allievi e dei colleghi di Pierluigi Buglioni con l'obiettivo di custodire e condividere l'eredità umana, artistica e pedagogica di un maestro che ha segnato profondamente la formazione di numerose generazioni di creativi.
Il nome del progetto richiama uno dei giochi più semplici e universali dell'infanzia, quello dell'apparire e scomparire, del nascondersi e rivelarsi. Una scelta che vuole evocare lo spirito con cui Pierluigi Buglioni viveva sia l'insegnamento sia la pratica artistica: uno spirito libero, curioso, ironico e capace di trasformare il gioco, l'intuizione e lo spiazzamento in strumenti di conoscenza.
Nel suo metodo didattico, infatti, la conoscenza non era mai qualcosa di rigido o definitivo, ma un percorso costruito attraverso tentativi, rivelazioni improvvise e cambi di prospettiva. Per questo "Bu Bu Settete!" diventa oggi la metafora più autentica del suo insegnamento: un invito a guardare oltre l'apparenza, a lasciarsi sorprendere e a mantenere vivo quello sguardo curioso e sperimentale che per tanti suoi studenti ha rappresentato l'origine del proprio percorso artistico e personale.
Dopo il successo del primo fine settimana, il Valdichienti Buskers Festival si prepara a chiudere l'edizione 2026 con un ricco programma di spettacoli e un appuntamento finale di livello internazionale. Sabato 25 e domenica 26 luglio, dalle 16 alle 20, il Centro Commerciale Val di Chienti ospiterà gratuitamente artisti di strada, compagnie teatrali, giocolieri, ventriloqui, marionettisti e performer itineranti.
Il momento più atteso è in programma domenica alle 21.15, quando nell'anfiteatro esterno andrà in scena "Jabali", spettacolo degli Afro Jungle Jeegs Acrobats, compagnia composta da acrobati e musicisti provenienti dal Kenya.
Il programma di sabato vedrà protagonisti il ventriloquo Nicola Pesaresi con la sua Isotta, il marionettista brasiliano Catin Nardi del Teatro Navegante e il Fantasy Show del Teatro Lunatico, mentre lungo i corridoi del centro commerciale si muoveranno i trampolieri del Trio Tra.
Domenica pomeriggio spazio invece alla visual comedy del duo Sub Limen, agli sketch di Nicola Virdis, noto anche per le partecipazioni a Italia's Got Talent, e allo spettacolo di Riccardo Rosato, che unisce magia, giocoleria e comicità. A fare da filo conduttore tra le varie esibizioni saranno i trampolieri della compagnia Duo L.A.
A chiudere il festival sarà "Jabali", uno spettacolo che fonde acrobazie, piramidi umane, salti spettacolari, danza tradizionale africana e musica dal vivo. Gli Afro Jungle Jeegs Acrobats porteranno sul palco un'esibizione ispirata alla tradizione culturale del Kenya, trasformando la serata conclusiva in una festa aperta a famiglie, bambini e appassionati dello spettacolo dal vivo.
Per l'occasione resteranno aperti anche i punti ristoro del Centro Commerciale Val di Chienti, permettendo al pubblico di trascorrere l'intera serata tra cena e spettacolo.
Il Valdichienti Buskers Festival è organizzato dall'Associazione Culturale ArTime in collaborazione con la direzione del Centro Commerciale Val di Chienti e conferma l'obiettivo di portare spettacoli professionali di teatro di strada e circo contemporaneo in uno spazio di aggregazione quotidiana, rendendo la cultura accessibile a un pubblico sempre più ampio.
Il successo di pubblico premia “Il verde itinerante”. L’Amministrazione comunale di San Severino Marche ha deciso di prorogare fino alla fine di agosto l’allestimento temporaneo che ha trasformato piazza del Popolo in un elegante giardino a cielo aperto.
L’iniziativa, inaugurata all’inizio di luglio e realizzata dall’azienda settempedana Manfrica Service di Filippo Sfrappini, ha riscosso grande apprezzamento da parte di cittadini, turisti, visitatori e operatori commerciali, diventando uno degli elementi caratterizzanti dell’estate settempedana.
Il suggestivo ovale simbolo della città degli Smeducci si è arricchito di una scenografia verde composta da alberature ed essenze pregiate, capaci di creare un originale connubio tra natura e architettura storica. Tra le varietà presenti figurano olivi, meli, melograni, corbezzoli e lagerstroemie in piena fioritura, che hanno donato colore e freschezza alla piazza.
Pensato inizialmente come allestimento limitato al solo mese di luglio, il progetto di decoro urbano proseguirà quindi per tutta la seconda parte della stagione estiva, continuando a valorizzare il centro storico e offrendo ai visitatori uno spazio accogliente dove sostare e vivere la piazza.
«La risposta della comunità e dei tanti turisti che stanno frequentando San Severino Marche in queste settimane è stata straordinariamente positiva – sottolinea il sindaco Rosa Piermattei –. Piazza del Popolo è il salotto buono e il primo biglietto da visita della nostra città: con “Il verde itinerante” siamo riusciti a darle un tocco di freschezza, colore ed eleganza, creando un dialogo armonioso tra il patrimonio storico e la bellezza della natura».
«Visto l’entusiasmo riscontrato – aggiunge il primo cittadino – abbiamo ritenuto importante prorogare l’allestimento per tutto il mese di agosto. La piazza continuerà così a essere un palcoscenico naturale per gli appuntamenti del cartellone estivo “Summer Time 2026” e per le passeggiate serali di residenti e visitatori».
Oltre all’aspetto estetico, infatti, il giardino temporaneo continuerà ad accompagnare gli eventi culturali, musicali e di intrattenimento programmati dall’Amministrazione comunale, contribuendo a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera del centro cittadino durante l’estate.
Un traguardo importante per il commercio tolentinate. Il Comune di Tolentino ha voluto celebrare i 50 anni di attività della EMME 2001 Srl - Supermercato Mercurio, realtà fondata nel 1976 e diventata negli anni un punto di riferimento per la comunità.
Il sindaco Mauro Sclavi, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città, ha consegnato una targa ricordo ai titolari e alle maestranze per riconoscere il valore di un’attività che da mezzo secolo opera al servizio dei cittadini.
«Con dedizione, professionalità e competenza – ha sottolineato il sindaco Sclavi – titolari e lavoratori hanno collaborato per garantire servizi essenziali alla popolazione, contribuendo alla crescita economica e sociale della comunità tolentinate».
Nel corso dei suoi cinquant’anni di storia, l’azienda ha saputo rinnovarsi e adattarsi ai cambiamenti del settore commerciale, ampliando la propria esperienza nel campo della vendita di generi alimentari e non solo, mantenendo un rapporto costante con il territorio.
Un percorso costruito attraverso l’impegno quotidiano, la qualità del servizio e la capacità di evolversi, caratteristiche che hanno permesso al Supermercato Mercurio di diventare una presenza consolidata nella vita della città.
L’Amministrazione comunale ha espresso ai titolari e ai dipendenti i propri ringraziamenti per il lavoro svolto in questi anni, formulando l’auspicio di nuovi importanti successi per il futuro.
La Regione Marche mette a disposizione 6,9 milioni di euro per sostenere la nascita di nuove imprese, attività professionali e studi professionali attraverso la misura “Marche per le imprese”, finanziata con le risorse del Programma regionale FSE+ 2021-2027.
Il nuovo intervento è rivolto ai disoccupati da almeno sei mesi, residenti nelle Marche e con un’età compresa tra 36 e 65 anni. La Giunta regionale ha approvato le linee guida della misura, che prevede contributi a fondo perduto di 20 mila euro per ogni progetto ammesso a finanziamento.
La dotazione complessiva ammonta a 6 milioni e 905 mila euro, con risorse distribuite tra il 2026 e il 2027. Potranno presentare domanda le persone disoccupate iscritte ai Centri per l’Impiego da almeno 180 giorni, residenti nella regione e appartenenti alla fascia d’età prevista.
L’opportunità è aperta anche agli iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) che rientrano nelle Marche per avviare una nuova attività e che, al momento della costituzione dell’impresa, possiedono i requisiti richiesti.
«Continuiamo a investire sul lavoro e sulla capacità delle persone di costruire il proprio futuro nelle Marche – dichiara l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli –. Con questa misura sosteniamo chi decide di trasformare un’idea in un’impresa, mettendosi in gioco e creando nuove opportunità per sé e per il territorio. Vogliamo favorire la nascita di attività economiche capaci di generare occupazione e contribuire alla crescita delle nostre comunità. I risultati ottenuti negli anni dimostrano che questo strumento funziona e rappresenta un'opportunità per chi vuole reinventarsi e avviare un progetto imprenditoriale».
L’intervento prosegue una delle principali politiche attive regionali dedicate all’occupazione. Negli ultimi 10 anni, la Regione Marche ha investito circa 62 milioni di euro nella creazione d’impresa, sostenendo la nascita di circa 2.500 nuove attività e contribuendo alla creazione di oltre 3.200 posti di lavoro.
I contributi potranno finanziare la costituzione di micro, piccole e medie imprese, ma anche l’avvio di attività professionali, liberi professionisti e studi associati. I progetti saranno valutati attraverso una procedura che terrà conto della qualità delle proposte e delle potenzialità occupazionali.
Sono inoltre previsti punteggi aggiuntivi per le iniziative localizzate nei borghi storici e per le persone con una maggiore anzianità di disoccupazione.
L’obiettivo della misura è favorire l’autoimpiego e rafforzare il tessuto produttivo marchigiano, creando nuove opportunità di lavoro e sostenendo chi sceglie di investire il proprio futuro nella regione.
Grande soddisfazione all’ITE “A. Gentili” di Macerata per gli eccellenti risultati ottenuti dagli studenti della sezione RIM (Relazioni Internazionali per il Marketing) negli esami di certificazione linguistica Cambridge, un traguardo che conferma l’alto livello della preparazione linguistica proposta dall’istituto.
Il riconoscimento più prestigioso è arrivato da Elia Ramadori, studente della classe quinta, che ha superato con successo l’esame Cambridge C2 Proficiency, il livello più elevato di certificazione della lingua inglese previsto dal Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER).
Si tratta di un risultato di assoluto rilievo, raggiunto da un numero limitato di candidati, che certifica una padronanza dell’inglese paragonabile a quella di un parlante altamente competente e rappresenta un importante valore aggiunto per il percorso universitario e professionale dello studente.
A questo importante successo si aggiunge quello di nove studenti della classe prima, che hanno conseguito la certificazione Cambridge PET (B1 Preliminary), dimostrando impegno, costanza e solide competenze linguistiche già nelle prime fasi del percorso nella scuola secondaria di secondo grado.
I risultati sono il frutto di un percorso formativo qualificato, sostenuto anche dal Progetto Global Marketing, elemento distintivo della sezione RIM dell’ITE “Gentili”. L’iniziativa punta al potenziamento delle lingue straniere attraverso metodologie innovative e prevede la presenza in classe di una docente madrelingua, che affianca l’insegnante curricolare offrendo agli studenti un’esperienza linguistica autentica e una preparazione mirata al conseguimento delle certificazioni internazionali.
Le certificazioni Cambridge rappresentano uno standard riconosciuto a livello internazionale e costituiscono un’opportunità importante per gli studenti, permettendo loro di arricchire il curriculum e affrontare con maggiore sicurezza il percorso universitario e l’ingresso nel mondo del lavoro.
La dirigente scolastica, prof.ssa Alessandra Gattari, ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti: «Le certificazioni conseguite dai nostri studenti rappresentano un motivo di orgoglio per tutta la comunità scolastica e confermano la qualità dell’offerta formativa dell’ITE “Gentili”. Questi traguardi sono il frutto dell’impegno e della determinazione degli studenti, della professionalità dei docenti e dell’efficacia di un percorso didattico che investe concretamente sulle competenze linguistiche. In un contesto sempre più internazionale, la conoscenza delle lingue straniere costituisce uno strumento fondamentale per il futuro dei nostri giovani e siamo lieti di poter offrire loro opportunità formative di così alto livello».