Due distinte operazioni portate a termine dai carabinieri della stazione di Montecassiano hanno condotto alla denuncia in stato di libertà di tre giovani, di età compresa tra i 18 e i 20 anni, tutti residenti nella provincia di Macerata. I ragazzi sono ritenuti responsabili di furto aggravato, episodi che hanno colpito rispettivamente un supermercato locale e un’abitazione privata.
Il primo intervento ha visto protagonista il comandante della stazione di Montecassiano, il quale, pur essendo libero dal servizio, è riuscito a sventare un furto in atto lo scorso 9 aprile. Trovandosi nei pressi di un noto punto vendita cittadino, il militare ha notato due giovani fuggire rapidamente, inseguiti invano da una commessa.
Intuita la situazione, il carabiniere si è lanciato all'inseguimento dei fuggitivi, osservando uno dei due sbarazzarsi di uno zaino durante la corsa. Dopo averli bloccati e identificati, il militare ha recuperato la borsa, al cui interno sono stati rinvenuti vari generi alimentari per un valore di circa 100 euro, sottratti poco prima dagli scaffali. La merce è stata restituita al titolare dell'attività, mentre per i due ragazzi, residenti a Macerata, è scattata la denuncia all'autorità giudiziaria.
Il secondo episodio riguarda invece il furto di un ciclomotore avvenuto all'interno di un'abitazione di Montecassiano nella mattinata del 10 aprile. In questo caso, l'attività d'indagine dei militari dell'Arma è stata immediata: partendo dalla denuncia della vittima e dai rilievi effettuati durante il sopralluogo, i carabinieri hanno analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza.
Incrociando i vari indizi, gli investigatori sono riusciti a identificare in tempi record il presunto autore, un diciottenne del luogo. Il mezzo è stato rinvenuto e riconsegnato al legittimo proprietario, mentre il giovane è stato deferito per furto aggravato.
Due distinte operazioni portate a termine dai carabinieri della stazione di Montecassiano hanno condotto alla denuncia in stato di libertà di tre giovani, di età compresa tra i 18 e i 20 anni, tutti residenti nella provincia di Macerata. I ragazzi sono ritenuti responsabili di furto aggravato, episodi che hanno colpito rispettivamente un supermercato locale e un’abitazione privata.
Il primo intervento ha visto protagonista il comandante della stazione di Montecassiano, il quale, pur essendo libero dal servizio, è riuscito a sventare un furto in atto lo scorso 9 aprile. Trovandosi nei pressi di un noto punto vendita cittadino, il militare ha notato due giovani fuggire rapidamente, inseguiti invano da una commessa.
Intuita la situazione, il carabiniere si è lanciato all'inseguimento dei fuggitivi, osservando uno dei due sbarazzarsi di uno zaino durante la corsa. Dopo averli bloccati e identificati, il militare ha recuperato la borsa, al cui interno sono stati rinvenuti vari generi alimentari per un valore di circa 100 euro, sottratti poco prima dagli scaffali. La merce è stata restituita al titolare dell'attività, mentre per i due ragazzi, residenti a Macerata, è scattata la denuncia all'autorità giudiziaria.
Il secondo episodio riguarda invece il furto di un ciclomotore avvenuto all'interno di un'abitazione di Montecassiano nella mattinata del 10 aprile. In questo caso, l'attività d'indagine dei militari dell'Arma è stata immediata: partendo dalla denuncia della vittima e dai rilievi effettuati durante il sopralluogo, i carabinieri hanno analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza.
Incrociando i vari indizi, gli investigatori sono riusciti a identificare in tempi record il presunto autore, un diciottenne del luogo. Il mezzo è stato rinvenuto e riconsegnato al legittimo proprietario, mentre il giovane è stato deferito per furto aggravato.
Il miraggio di un prezzo vantaggioso e l'attesa per il concerto dell'anno si sono trasformati in spiacevoli raggiri per due cittadini di Loro Piceno. I carabinieri della locale stazione, a seguito di mirate indagini telematiche, hanno però chiuso il cerchio denunciando complessivamente cinque persone per truffa online.
Il primo caso riguarda un giovane di 22 anni che, nel tentativo di risparmiare sulla polizza auto, è finito su un falso sito assicurativo. Attratto da tariffe estremamente competitive, il ragazzo ha versato 500 euro su una carta prepagata Postepay, ricevendo in cambio un contratto cartaceo che si è rivelato palesemente contraffatto. Gli accertamenti bancari e informatici dei militari hanno permesso di risalire ai creatori del portale "esca": si tratta di due uomini e una donna, tutti residenti nella provincia di Salerno, che avevano messo in piedi il sito proprio per adescare il maggior numero di vittime possibile.
La seconda operazione ha invece fatto luce su una truffa legata al mondo dei grandi eventi. Un altro giovane del luogo, desideroso di partecipare al concerto della popstar Lady Gaga, aveva risposto a un annuncio online per l'acquisto di due biglietti, effettuando un bonifico di 200 euro. Dopo giorni di vana attesa e comunicazioni interrotte, il ragazzo si è rivolto all'Arma. I carabinieri sono riusciti a identificare gli autori del raggiro, due uomini di 30 e 35 anni residenti a Roma, che sono stati deferiti all'autorità giudiziaria.
Una valanga di notevoli dimensioni si è staccata nella mattinata di oggi sul versante occidentale del Monte Bove, all’interno della Val di Bove, senza fortunatamente causare feriti o persone coinvolte.
L’evento è stato osservato da un gruppo di scialpinisti presenti in zona, che ha immediatamente allertato il Numero Unico di Emergenza 112, facendo scattare la macchina dei soccorsi.
La centrale operativa ha disposto l’intervento dell’elisoccorso regionale Icaro 02, con a bordo un tecnico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), per effettuare una ricognizione aerea e le operazioni di bonifica dell’area, anche attraverso sistemi di ricerca Recco.
Contestualmente, nella zona erano già presenti tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Marche impegnati in attività di addestramento, che si sono resi disponibili a supportare eventuali operazioni di ricerca.
Dopo le verifiche condotte sul posto, tutte le operazioni hanno dato esito negativo: non risultano persone coinvolte dalla valanga.
Nella mattinata del 10 aprile 2026, a Sarnano, i Carabinieri della Stazione locale hanno effettuato un accesso ispettivo in un cantiere edile situato in centro, insieme al Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Macerata.
L’intervento si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo volto a verificare il rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e contrasto al lavoro irregolare, soprattutto nei contesti legati alla ricostruzione.
Le verifiche hanno fatto emergere diverse irregolarità, in particolare gravi carenze documentali e organizzative. È stata rilevata l’assenza della documentazione relativa alla formazione e informazione dei lavoratori sui rischi specifici connessi all’attività svolta, oltre alla mancanza delle certificazioni di idoneità alla mansione rilasciate dal medico competente.
Le responsabilità riscontrate hanno riguardato le diverse figure operative del cantiere, tra impresa affidataria, ditta subappaltatrice e coordinamento della sicurezza, con la denuncia di tre soggetti.
A seguito degli accertamenti è stato disposto l’immediato provvedimento di sospensione dell’attività del cantiere e dell’impiego dei lavoratori. Contestate inoltre sanzioni per un totale di circa 65.000 euro in ammende e 4.000 euro in sanzioni amministrative.
Attimi di forte tensione nel pomeriggio di ieri sul lungomare Marinai d’Italia a Porto Potenza Picena, dove un giovane è stato tratto in salvo dopo essersi immerso in mare con intenzioni suicidarie.
La scena non è passata inosservata ad alcuni passanti che, notando il ragazzo dirigersi rapidamente verso la scogliera, hanno immediatamente compreso la situazione e allertato i soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione locale, i Vigili del Fuoco e una motovedetta della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche, dando avvio a un’operazione coordinata di ricerca e assistenza.
Il giovane, un 25enne originario della provincia di Ancona, dopo essersi immerso in acqua ha raggiunto gli scogli, dove si è arrampicato nonostante i tentativi di dissuasione.
Il comandante della Stazione dei Carabinieri, il maresciallo maggiore Alessio Alberigo, insieme al carabiniere scelto Emanuele Cirilli, ha raggiunto il ragazzo a bordo di un pattino di salvataggio di uno stabilimento balneare della zona. Vista la situazione in rapida evoluzione e la mancanza di collaborazione da parte del giovane, il maresciallo si è successivamente tuffato in mare, riuscendo a raggiungerlo sugli scogli.
Dopo aver instaurato un dialogo e conquistato la sua fiducia, il militare è riuscito a farlo desistere dal gesto, mettendolo in sicurezza e accompagnandolo a riva, dove è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118.
Incidente stradale nelle prime ore della mattinata di oggi, 11 aprile, lungo la strada Regina, nel territorio comunale di Potenza Picena. Intorno alle 7.30, per cause ancora in fase di accertamento, un furgone e una Fiat Freemont si sono scontrati all’altezza di un incrocio.
L’impatto è stato particolarmente violento: entrambi i mezzi sono finiti fuori strada, terminando la corsa nel fossato che costeggia la carreggiata. Immediato l’intervento dei soccorsi, allertati da alcuni automobilisti di passaggio.
Sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova Marche, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a prestare assistenza ai coinvolti.
Il bilancio è di sette persone rimaste coinvolte nell’incidente: tre sono state curate sul posto, mentre quattro feriti sono stati successivamente trasferiti al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche per ulteriori accertamenti.
Sono in corso i rilievi della polizia stradale per chiarire l’esatta dinamica dello scontro.
Il Comune di Loreto si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario relativo all’uccisione di 55 cani rinvenuti morti nell’area di Scossicci, al confine con il territorio di Porto Recanati.
Ad annunciarlo è il sindaco Moreno Pieroni, che ha spiegato come l’amministrazione sia in attesa dei tempi tecnici dell’iter giudiziario per formalizzare la decisione.
«Siamo di fronte a un episodio di estrema gravità – ha dichiarato il primo cittadino – che colpisce non solo per la violenza dell’atto, ma anche per il senso di smarrimento che genera nella nostra comunità».
Il Comune intende dunque assumere un ruolo attivo nel procedimento, rappresentando i valori condivisi dalla cittadinanza in tema di tutela degli animali e rispetto della legalità.
«Con la costituzione di parte civile – ha aggiunto Pieroni – vogliamo affermare con chiarezza che la nostra comunità non tollera atti di violenza e crudeltà».
Un’iniziativa che punta a dare un segnale forte, anche sul piano istituzionale, di fronte a un episodio che ha suscitato profonda indignazione nel territorio.
Una mattinata che la famiglia difficilmente potrà dimenticare, conclusasi con il più dolce dei finali. Poco dopo le ore 10:00, una donna di Appignano ha dato alla luce il suo terzo figlio tra le mura della propria abitazione, protagonista di un parto improvviso e velocissimo che non ha lasciato il tempo di raggiungere l’ospedale di Macerata.
Tutto è iniziato quando la donna ha avvertito la rottura delle acque, segnale di un travaglio già in fase estremamente avanzata. Il marito e il suocero, presenti in casa, hanno immediatamente allertato i soccorsi chiamando il numero di emergenza. Mentre una squadra del 118 si metteva in viaggio a sirene spiegate verso l'abitazione, il personale della centrale operativa ha compreso che non c’era un istante da perdere: il piccolo era già pronto a venire al mondo.
Con estrema lucidità, il marito ha trasformato il salotto di casa in una sala parto improvvisata, seguendo passo dopo passo le istruzioni fornite via telefono dagli operatori sanitari. Grazie a questa preziosa guida a distanza e all'esperienza della mamma, in appena venti minuti il bimbo è nato, precedendo l'arrivo dell'ambulanza. All’ingresso dei sanitari nell'appartamento, il nuovo arrivato, un maschietto, aveva già emesso il suo primo vagito tra le braccia del papà.
Dopo i primi controlli sul posto, che hanno confermato le ottime condizioni di salute di entrambi, mamma e neonato sono stati trasferiti al reparto di ostetricia dell’ospedale di Macerata per i monitoraggi di rito.
(Foto di repertorio)
Una cerimonia carica di emozione e riconoscenza si è svolta sabato 4 aprile 2026 nella sala consiliare del Comune di Loro Piceno, per salutare il carabiniere Michele De Palma, che oggi, 7 aprile, conclude ufficialmente il suo servizio dopo 38 anni e 3 mesi trascorsi tra il territorio di Loro Piceno e i comuni limitrofi.
Nel corso dell’incontro, De Palma è stato insignito di un riconoscimento speciale da parte delle amministrazioni comunali di Loro Piceno, Ripe San Ginesio e Sant'Angelo in Pontano, oltre che dai colleghi dell’Arma dei Carabinieri e dall’Associazione Nazionale Carabinieri. Alla cerimonia hanno partecipato numerosi militari in servizio e in congedo, a testimonianza del forte legame costruito negli anni.
Presenti i sindaci Robertino Paoloni, Paolo Teodori e Vanda Broglia, che hanno voluto esprimere pubblicamente gratitudine e apprezzamento per l’impegno profuso nel corso della lunga carriera.
Il sindaco Paoloni ha ricordato De Palma come “un punto di riferimento per la comunità”, sottolineando come la sua presenza abbia rappresentato per oltre trentotto anni una garanzia di sicurezza e vicinanza ai cittadini, incarnando i valori dell’Arma dei Carabinieri. Un congedo meritato, ha aggiunto, che lascia però un vuoto significativo nel territorio.
Il sindaco Teodori ha evidenziato le qualità umane e professionali del carabiniere, definendone esemplari “professionalità e discrezione”, mentre la sindaca Broglia ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’Arma nelle piccole comunità, dove la presenza dei militari rappresenta un presidio di dialogo e sicurezza quotidiana.
Anche i colleghi hanno voluto rendere omaggio alla precisione e al rigore con cui De Palma ha svolto il proprio servizio, qualità che ne hanno fatto una figura altamente stimata all’interno dell’Arma.
Un tributo corale per un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato e della comunità, lasciando un’eredità fatta di dedizione, senso del dovere e vicinanza ai cittadini.
Lunedì sera scrollo Facebook. Elezioni comunali, la mia città. Una candidata posta la sua presentazione ufficiale.
Inizio a leggere: "La mia visione per il futuro della nostra comunità si basa su pilastri fondamentali: innovazione sostenibile, sviluppo partecipato, governance inclusiva..."
Mi fermo. Rileggo. E penso: "ChatGPT, vero?"
Vado a controllare il profilo. Laureata. Esperienza professionale seria. Una persona preparata.
E si è fatta scrivere la presentazione elettorale dall'intelligenza artificiale.
Il caso del New York Times (che ci riguarda tutti)
Stesso giorno, leggo la notizia: il New York Times ha licenziato un giornalista freelance. Alex Preston. Scrittore stimato, sei libri pubblicati, collaborazioni con Guardian, Financial Times, Economist.
Cosa ha fatto? Ha usato ChatGPT per scrivere una recensione. E ChatGPT ha copiato frasi identiche da un articolo del Guardian pubblicato mesi prima.
Un lettore attento se n'è accorto. Ha segnalato. Indagine. Licenziamento.
E sai cosa mi ha colpito? Che questo giornalista SA scrivere. Ha scritto sei libri. Ma ha scelto di delegare a ChatGPT. E ChatGPT ha fatto quello che fa sempre: ha preso da altri e ha confezionato un testo che SEMBRA originale ma non lo è.
Esattamente come le bio dei candidati nella mia città.
Come riconoscere una bio scritta da ChatGPT (in 5 secondi)
Primo segnale: parole che nessuno userebbe parlando. "Visione". "Pilastri fondamentali". "Governance partecipata". "Innovazione sostenibile". Sono parole da burocrazia europea, non da persona vera.
Secondo: liste puntate ovunque. ChatGPT ama le liste. Bullet points. Trattini. "I miei obiettivi: - Punto uno - Punto due - Punto tre". Una persona vera scrive in modo più fluido. Meno schematico.
Terzo: frasi lunghissime con troppe virgole. ChatGPT costruisce periodi complessi. Con incisi. Con subordinate. Con virgole che non finiscono mai. Che rendono il testo elegante ma freddo.
Quarto: nessuna storia personale concreta. ChatGPT è generico. Parla di "valori", "impegno", "futuro". Ma non racconta mai PERCHÉ ti candidi. Cosa ti ha spinto. Quale problema hai visto e vuoi risolvere.
Quinto: il tono è identico per tutti. Ho letto tre bio di candidati diversi. Stesse parole. Stesso stile. Stesso vuoto. Come se le avesse scritte tutte la stessa persona. E in effetti sì: ChatGPT.
Il paradosso delle persone preparate
Ecco cosa non capisco. Questi candidati SONO preparati. Hanno studiato. Hanno competenze. Hanno idee.
Perché affidare la tua presentazione a un algoritmo?
Forse perché ChatGPT scrive "bene". Sembra professionale. Usa parole complicate. Ti fa sembrare più serio.
Ma è vero il contrario. Ti fa sembrare finto.
Io ti voterei se mi dicessi: "Mi candido perché nella mia città manca un asilo nido e ho tre figli, so cosa significa". Non se mi dici "Il mio impegno per le politiche familiari si basa su una governance partecipata e inclusiva".
La prima frase la capisci. La seconda suona bene ma non dice niente.
Gli spunti semplici (per chi si candida e per chi vota)
Se ti candidi, primo: scrivi TU la tua bio. Tre righe. In italiano normale. Rispondi a: Perché ti candidi? Cosa vuoi cambiare? Perché dovrei votarti? Fine. Non servono pilastri fondamentali e visioni strategiche.
Secondo: racconta UNA storia vera. Non dieci obiettivi generici. Una cosa concreta che hai visto, vissuto, che ti ha fatto decidere di candidarti. Quella resta in mente. I bullet points no.
Terzo: fai leggere la bio a tua nonna. Se tua nonna capisce tutto, vai. Se tua nonna dice "Ma cosa vuol dire governance partecipata?", riscrivi.
La verità elettorale
Tra qualche settimana si vota. E molte bio saranno scritte da ChatGPT. Candidati preparati che delegano la loro voce a un algoritmo perché pensano che così suonino più professionali.
Ma la verità è il contrario. ChatGPT ti fa sembrare uguale a tutti gli altri. Ti toglie la voce. Ti rende generico.
E io, da elettrice, voglio sapere chi sei davvero. Non chi ChatGPT pensa che tu debba sembrare.
Quindi se ti candidi: chiudi ChatGPT. Apri un foglio bianco. E scrivi come parleresti a un'amica al bar davanti ad un caffè!
"Mi candido perché..." Tre righe. Tue. Vere.
Quella è la bio che convince. Non i pilastri fondamentali.
Il centrodestra maceratese compatta le fila in vista delle imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. È stato infatti formalizzato l’accordo politico-organizzativo tra la Lega - Salvini Premier e i Civici per Parcaroli per la costituzione di una lista unitaria a sostegno del sindaco uscente, Sandro Parcaroli.
Un'intesa che nasce dalla volontà di offrire alla città una proposta solida, capace di garantire stabilità e continuità attraverso una squadra di 32 candidati, equamente suddivisi tra le due anime della coalizione.
Soddisfazione per il progetto è stata espressa da Mauro Lucentini, commissario provinciale della Lega, secondo il quale "l’intesa raggiunta dimostra che, quando si condividono obiettivi e responsabilità, si possono costruire progetti forti e credibili. Questa lista nasce dall’equilibrio tra due componenti che si rispettano e si completano".
Lucentini si è detto fiducioso per il voto, sottolineando che "la qualità della squadra e la chiarezza del progetto ci rendono realmente competitivi. Abbiamo tutte le carte in regola per convincere i cittadini e costruire un futuro concreto per Macerata".
Sulla stessa linea si è espresso Renzo Marinelli, commissario cittadino della Lega, che ha definito l’accordo come un passaggio fondamentale frutto di un confronto serio tra realtà diverse ma unite da una visione comune: "Abbiamo costruito una lista credibile, fatta di persone competenti e radicate sul territorio. Sono convinto che questa squadra possa raggiungere un risultato molto significativo, anche in termini percentuali".
Marinelli ha poi ribadito la sua ferma determinazione nel progetto: "Personalmente credo molto in questo progetto: abbiamo le idee, le persone e la determinazione per dare a Macerata una guida solida".
Un segnale di forte unità arriva anche dalla componente civica attraverso le parole di Giuseppe Romano, responsabile del gruppo dei Civici per Parcaroli, il quale ha spiegato che "questo accordo rappresenta un passaggio importante per tutta la componente civica. Abbiamo lavorato con spirito costruttivo per arrivare a una sintesi che valorizzasse le persone e le competenze del territorio".
Per Romano, la lista unitaria è "un segnale di maturità politica e di attenzione concreta ai bisogni della città. Siamo convinti che questa scelta possa rafforzare ulteriormente il consenso attorno al nostro sindaco Sandro Parcaroli per dare a Macerata una prospettiva di continuità e buon governo".
Nel pomeriggio di oggi, 11 aprile, è avvenuto il taglio del nastro della sede elettorale di Marco Sigona, candidato sindaco di Macerata con la lista Officina delle Idee, in corso Matteotti 8. L’apertura dello spazio segna un nuovo passaggio della campagna elettorale e si inserisce nel percorso di avvicinamento al voto come luogo dedicato all’incontro con i cittadini, al confronto pubblico e alla presentazione delle proposte. A supportare Sigona anche Marcello Marcelli con la lista Urbana Futura, in un’alleanza che punta a rafforzare la presenza nel dibattito cittadino e a costruire un dialogo diretto con il territorio. Presenti all’inaugurazione anche il capogruppo di Officina delle Idee Paolo Micozzi, Flavio Corradini, esponente della stessa lista ed ex rettore dell’Università di Camerino e Giuseppe Vitali. A far visita alla nuova sede è arrivato anche il candidato sindaco Gianluca Tittarelli.
Sigona ha sottolineato la volontà di rendere questi spazi un punto stabile di incontro e confronto con i cittadini, con l’obiettivo di riportare partecipazione, ascolto e vitalità nel centro cittadino: “Coloro che vorranno parlare con noi ci troveranno qui: siamo aperti tutti i pomeriggi e, qualche volta, anche la mattina. Vogliamo che questo luogo diventi uno spazio capace di far vivere il centro cittadino, portando cultura e ascolto: è questo l’obiettivo che ci siamo dati con le liste a supporto. È un invito ai cittadini a tornare in centro, a conoscerci e, soprattutto, a vivere il cuore di Macerata come luogo di scambio e di incontro, rendendo di nuovo protagonisti i nostri spazi storici”.
Marcello Marcelli ha spiegato che alla base del sostegno a Marco Sigona c’è una forte convergenza programmatica, evidenziando anche l’identità pienamente civica della propria lista e la volontà di promuovere un coinvolgimento più diretto e attivo dei cittadini nella vita pubblica: “Conosco Marco da quando eravamo ragazzini e i nostri programmi, sostanzialmente, collimano al 100%, con qualche piccola sfumatura da sistemare, ma lo faremo al più presto. La scelta di appoggiare Marco, per quanto mi riguarda, nasce anche da questo. La mia lista è una lista davvero civica, non una lista civetta creata ad hoc. È una lista che si sgancia completamente da tutti i partiti; quindi, il mio intento è coinvolgere attivamente il cittadino. Nel programma che ho scritto c’è un capitolo dedicato proprio a questo, con formule attuali e uno sguardo rivolto al futuro: cose mai fatte prima”.
Dopo le festività pasquali, è facile ritrovarsi con uova di cioccolato in dispensa e con una domanda ricorrente: meglio scegliere il cioccolato fondente o quello al latte? La risposta, come spesso accade in nutrizione, non è così netta come potrebbe sembrare.
Il cioccolato nasce dal cacao, un alimento naturalmente ricco di composti bioattivi, in particolare polifenoli come i flavonoidi. Si tratta di sostanze studiate per il loro possibile effetto antiossidante e per il ruolo nel supporto della salute cardiovascolare. Tuttavia, la loro presenza varia sensibilmente in base al tipo di cioccolato.
Il fondente, soprattutto quando contiene più del 70% di cacao, ne è generalmente più ricco. Questo perché è meno diluito da zuccheri e latte e conserva una quota maggiore della materia prima originaria. Alcuni studi suggeriscono che un consumo moderato possa contribuire a migliorare la funzione endoteliale e la pressione arteriosa, anche se è importante ricordare che si tratta di effetti osservati in contesti controllati, non di proprietà “miracolose”.
Il cioccolato al latte, invece, ha una composizione diversa: contiene meno cacao e una maggiore quantità di zuccheri, oltre alla presenza del latte. Questo lo rende più dolce e spesso più appagante, ma anche meno ricco di composti bioattivi. Alcune evidenze suggeriscono inoltre che le proteine del latte possano ridurre, almeno in parte, la biodisponibilità dei flavonoidi, anche se su questo punto la ricerca è ancora in evoluzione.
Dal punto di vista nutrizionale, è utile ricordare che entrambi restano alimenti energetici. Le differenze caloriche tra fondente e al latte non sono così marcate: ciò che cambia davvero è la qualità degli ingredienti e la concentrazione di nutrienti.
Allora, qual è il migliore? Dipende dal contesto e dalle abitudini individuali. Se l’obiettivo è aumentare l’apporto di composti benefici, il fondente rappresenta la scelta più interessante. Se invece si cerca un gusto più dolce e gratificante, anche il cioccolato al latte può trovare spazio in una dieta equilibrata, purché consumato con moderazione.
Un aspetto spesso trascurato riguarda il rapporto con il cibo. Demonizzare un alimento o etichettarlo rigidamente come “buono” o “cattivo” rischia di essere controproducente. Il cioccolato, in tutte le sue forme, può far parte di un’alimentazione sana se inserito con consapevolezza, senza eccessi ma anche senza sensi di colpa.
In fondo, la differenza non sta solo nella scelta tra fondente e al latte, ma nella quantità, nella qualità e nel modo in cui questo piccolo piacere si inserisce nella nostra quotidianità. Anche dopo Pasqua, il segreto non è rinunciare al cioccolato, ma imparare a gustarlo meglio.
Si terrà il 18 aprile il convegno promosso dall’AST Macerata e dall’ospedale di Civitanova Marche, in programma dalle ore 8 presso l’Hotel Horizon di Montegranaro. Il titolo dell’evento è “La musica in sala operatoria”.
Il congresso, presieduto dal dottor Mauro Pelagalli, sarà coordinato sotto il profilo scientifico dalla dottoressa Elisabetta Garbati e si svilupperà in due sessioni tematiche: “Ambiente sonoro e team operatorio” e “Il suono che cura”.La segreteria scientifica è composta da Marta Fratini, Silvia Battistoni e Stefania Laici. L’apertura dei lavori sarà affidata al dottor Stefano Cecchi, alla dottoressa Elisabetta Garbati e al dottor Mauro Pelagalli.
Negli ultimi anni, numerose evidenze scientifiche hanno mostrato come la musica possa influenzare il benessere psicofisico degli operatori sanitari, le dinamiche del team, i livelli di stress, la qualità delle performance e gli esiti sul paziente. Parallelamente, lo sviluppo delle neuroscienze e dell’intelligenza artificiale ha aperto nuove prospettive nella comprensione e nella personalizzazione degli stimoli sonori nei contesti clinici ad alta intensità assistenziale.
"Il congresso nasce con l’obiettivo di esplorare il ruolo della musica in sala operatoria da una prospettiva multidisciplinare, integrando contributi clinici, psicologici, organizzativi e tecnologici", si legge in una nota degli organizzatori. Il confronto tra professionisti della salute, musicisti esperti in musicoterapia e studiosi di intelligenza artificiale intende stimolare una riflessione critica su benefici, limiti e possibili applicazioni future della musica come supporto al lavoro del team operatorio e alla sicurezza delle cure".
Un’occasione di dialogo e approfondimento su un tema innovativo che, partendo dall’ascolto, invita a ripensare l’ambiente chirurgico in una visione più attenta al fattore umano.
Una giornata da incorniciare, dove il grande basket in carrozzina ha incontrato il mondo dell'università. La Santo Stefano Kos Group non solo ha superato la SBS Montello con un netto 63-42, ma ha ufficialmente conquistato il pass per i playoff scudetto, il tutto sotto gli occhi di un ospite d'eccezione: il rettore dell'Università di Macerata, John McCourt.
La sfida ha visto le tribune del PalaPrincipi gremite da circa duecento studenti del corso di specializzazione per insegnanti di sostegno di UniMc, a testimonianza della solida collaborazione tra l'ateneo e la società del presidente Antonio Bortone. Per molti futuri docenti è stata la prima occasione per scoprire dal vivo l'energia e la tecnica del wheelchair basketball.
Sul parquet, il match non è mai stato in discussione. I ragazzi di coach Ceriscioli hanno impresso un ritmo altissimo sin dal primo quarto, chiudendo la frazione sul 22-6 grazie a una difesa granitica e a un'ottima precisione al tiro. Nonostante una lieve flessione centrale dovuta all'ampio vantaggio, la Santo Stefano ha controllato agevolmente il ritorno dei lombardi, chiudendo la pratica nell'ultimo periodo senza affanni.
A livello individuale, spicca la prova corale degli adriatici: Giaretti ha trascinato i suoi con 17 punti (comprese tre triple pesanti), assistito da un Vigoda in doppia doppia (15 punti e 10 rimbalzi). Notevoli anche le prestazioni sotto canestro di Lasri (10 rimbalzi) e la solidità di Cini (11 punti), oltre all'efficacia di Balsamo con un ottimo 66% dal campo.
Il tabellino: Vigoda 15, Giaretti 17, Lasri 4, Becker, Cini 11, Henriot 2, Balsamo 8, Chakir, Thiam, Scandolaro 4, Bassoli 2, La Terra. All. Ceriscioli.
Dopo una stagione travagliata lontano dalle mura amiche, i vicecampioni d’Italia confezionano in Semifinale Scudetto una vittoria esterna che vale tantissimo. Nel terzo round della serie al meglio dei cinque match la Cucine Lube Civitanova espugna il Pala Agsm AIM ipnotizzando Rana Verona al tie-break (25-22, 28-26, 22-25, 19-25, 12-15). Un’impresa costruita rimontando due set di svantaggio davanti a oltre 100 Predators in trasferta. Un’affermazione che consente agli uomini di Giampaolo Medei di firmare il sorpasso in ottica qualificazione. A Fabio Balaso e compagni servirà un successo per approdare alla seconda Finale Scudetto consecutiva, firmando così l’ottava presenza della Lube nelle ultime nove serie titolate. Il collettivo di Fabio Soli cercherà di rifarsi a Civitanova sabato 18 aprile (ore 18) in Gara 4 per poi puntare tutto sul quinto match in casa.
La Lube vince il duello dai nove metri (10 a 6 gli ace e 10 errori in meno dei padroni di casa), nel muro-difesa (13 a 10 i block) e nella continuità in ricezione, mentre nel complesso Verona ha una maggiore efficacia in attacco (53%), complice una falsa partenza dei cucinieri, che poi crescono alla distanza grazie anche al cambio di passo di Boninfante e al servizio dal top scorer ed MVP Nikolov (22 punti con 6 ace e 2 muri). In doppia cifra anche Loeppky (17 sigilli con il 54% e 3 muri), Bottolo (13 con 3 ace e 3 muri) e Podrascanin (10 punti con 4 muri). Tra i veneti 21 punti a testa per Darlan e Keita. Tre muri e il 69% per Nedeljkovic, entrato nel corso del match.
Nel primo set (25-22) la Lube paga un approccio molle (14-6), poi reagisce e chiude in crescendo (22-20 con il 52% di efficacia), mentre Verona legittima il vantaggio in attacco (65%), al servizio (3 ace a 2) e a muro (2 i vincenti).
Nel secondo atto (28-26) Boninfante e Civitanova cambiano marcia, ma la Lube spreca un vantaggio di 4 punti (13-17) e non concretizza due set ball.
Nel terzo parziale (22-25) i marchigiani crescono a muro (3 vincenti), sono meno fallosi degli uomini di Soli, grazie anche alle accelerate di Loeppky.
Nel quarto set (19-25) la Lube fa la voce grossa in tutti i fondamentali, stampa 5 muri, 2 ace e attacca con il 61% (6 punti di Nikolov, 5 di Loeppky).
Nel tie-break (12-15) viene fuori il DNA cuciniero. La Lube resta lucida. I biancorossi mantengono i nervi saldi e si esaltano in tutte le zone del campo.
Lube in campo con Boninfante al palleggio, i tre schiacciatori Loeppky, Nikolov e Bottolo in attacco, Gargiulo e Podrascanin al centro, capitan Balaso libero. Verona schierata con l’ex biancorosso Christenson in cabina di regia e Darlan bocca da fuoco, Keita e Mozic laterali, Zingel e l’ex Lube Vitelli centrali, Staforini libero.
Lube contratta in avvio. Verona ne approfitta (6-1) imponendo a Medei un time out immediato. La formazione veneta batte forte e trova il +6 con l’ace di Darlan (9-3), poi allunga con l’ace di Keita (11-4). Il maliano si ripete in attacco per il +8 (14-6). I cucinieri risalgono grazie alla troppa foga dei veneti (15-9). Sul 16-9 entra Orduna in palleggio per alcuni scambi. Dopo l’ace di Nikolov Civitanova prende fiducia (16-11) e inizia a mettere in difficoltà i rivali (17-13). Il team marchigiano continua l’assalto, ma nell’azione del possibile -3 incappa nel muro scaligero (22-17). Appuntamento solo rimandato. Dopo un mani out e il muro di Nikolov la Lube accorcia per poi arrivare a -2 con lo slash di Bottolo (22-20). Soli inserisce Bonisoli per Mozic. Il primo tempo di Vitelli dà 3 set point ai suoi (24-21). Nikolov colpisce, ma Darlan chiude 25-22.
Nel secondo set lo sprint è ancora di Verona (6-3), che è favorita dall’incertezza tra gli ospiti e dall’ace baciato dal nastro (10-5). Civitanova si riavvicina fino al 10-7 su muro del Potke. D’heer entra e impegna al servizio i rivali che sprecano il contrattacco (11-9). Boninfante fa altrettanto e impatta con un ace dopo il precedente attacco out di Keita (12-12). I cucinieri firmano il doppio vantaggio con il muro di Bottolo e la pipe di Nikolov (12-14). L’ace di Bottolo e il primo tempo di Gargiulo valgono il +4 (13-17). Tra i veneti, oltre a Sani, c’è in campo Nedeljkovic, che firma il punto del 17-19 in primo tempo. Darlan elude il muro marchigiano, Keita firma l’ace del pari (21-21). Gli errori gratuiti di Loeppky e Nikolov mettono nei guai la Lube (24-22). Il tocco astuto del canadese, così come l’ace e mezzo di Bottolo capovolgono la situazione (24-25). Keita impatta (25-25). La Lube spreca un altro set ball e Verona mette il naso avanti a muro per poi chiudere con Nedeljkovic (28-26).
Il terzo set si apre come si era chiuso il secondo, con un serrato punto a punto. Il break arriva con Nikolov che sfrutta un regalo degli ospiti (8-10). Sul 9-12, però, lo schiacciatore bulgaro non trova il campo e, a seguire, Darlan accorcia con un ace e Verona spinge fino al 13-13. Gli uomini di Medei firmano un altro break immediato e lo difendono con il bolide di Nikolov (15-17). Il muro di casa rimette tutto in equilibrio (19-19), ma la reazione della Lube si concretizza con il filotto costruito grazie al block di Podrascanin, la pipe di Loeppky e l’ace di Nikolov (19-22). Nel finale Verona gonfia i muscoli con Darlan (22-23), ma Zingel stecca al servizio (22-24) e Bottolo chiude a muro (22-25).
Nel quarto set la Lube parte con un buon turno al servizio di Nikolov, con due colpi di Gargiulo e il block di Loeppky (4-8). Civitanova gioca con personalità e tiene dietro Verona dopo il muro di Nikolov (7-11). Il block di Loeppky garantisce un vantaggio di 5 punti ai marchigiani (10-15). Così come nei set precedenti, Verona torna a mettere pressione anche con muri di qualità (15-17). L’attacco di Loeppky e il block del Potke alleggeriscono la pressione sul fronte biancorosso (15-19), mentre il quinto ace di Nikolov nel parziale coincide con un nuovo +5 (16-21). Dopo la magia con il secondo tocco di Boninfante e il muro di Bottolo la Lube ricava sei palle set per impattare la partita (18-24). Il mani out di Loeppky chiude la pratica (19-25).
Nel tie-break la Lube parte con l’ace di Bottolo e si ritrova sul +2 con Podrascanin (1-3). Nikolov centra il suo sesto ace (3-6). Il cambio di campo arriva dopo il mani out di Bottolo (5-8). La staffilata di Darlan e il muro out dei cucinieri tengono in vita gli scaligeri (8-9). Loeppky colpisce per il doppio vantaggio (8-10). Il match si riscalda e Verona incassa un giallo per proteste. Bottolo e compagni restano lucidi (11-13). Nikolov spara a tutto braccio (11-14) procurando alla Lube 3 palle match. La Lube si prende la vittoria sull’errore di Keita al servizio (12-15).
Rana Verona – Cucine Lube Civitanova 2-3 (25-22, 28-26, 22-25, 19-25, 12-15)
VERONA: Christenson 3, Mozic 5, Vitelli 4, Darlan 21, Keita 21, Zingel 3, D'Amico (L) ne, Planinsic, Staforini (L), Sani 8, Bonisoli, Nedeljkovic 12, Valbusa ne, Glatz. All. Soli.
CIVITANOVA: Boninfante 3, Bottolo 13, Gargiulo 8, Loeppky 17, Nikolov 22, D'Heer, Bisotto (L) ne, Orduna, Balaso (L), Kukartsev, Podrascanin 10, Duflos-Rossi, Hfaiedh ne, Tenorio ne. All. Medei. ARBITRI: Lot (TV) e Goitre (TO).
Note: durata set 26’, 31’, 28’, 27’, 26’. Totale 2h 18’. Verona: errori al servizio 31, ace 6, muri 10, attacco 53%, ricezione 38% (9%). Civitanova: errori al servizio 21, ace 10, muri 13, attacco 48%, ricezione 44% (17%). Spettatori: 5.152. MVP: Nikolov.
Ampia partecipazione di imprenditori del cratere maceratese all’incontro promosso da Confindustria Macerata dedicato al nuovo bando dell’Ufficio Ricostruzione Marche, una misura considerata strategica per il rilancio economico dei territori colpiti dal sisma.
L’avviso mette a disposizione risorse complessive pari a oltre 5,4 milioni di euro, con l’obiettivo di sostenere progetti di investimento capaci di favorire la crescita delle imprese, il rientro delle attività economiche e la creazione di nuova occupazione nelle aree del cratere.
Ad aprire i lavori è stato il direttore di Confindustria Macerata, Gianni Niccolò, che ha ricordato i risultati ottenuti con il programma Next Appennino, grazie al quale numerose attività economiche hanno potuto avviarsi o espandersi nei territori colpiti dal terremoto. Un percorso in cui l’associazione ha svolto un ruolo chiave nell’accompagnare le imprese all’accesso delle opportunità, e che oggi prosegue con il supporto al nuovo bando e agli strumenti legati alla Zes Unica.
Nel suo intervento, il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha sottolineato l’importanza del confronto diretto con il sistema produttivo locale, definendo l’incontro un’occasione preziosa per condividere strategie di sviluppo e rafforzare il rilancio del tessuto socio-economico.
Sulla stessa linea il sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, Silvia Luconi, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria e imprenditori. Il bando “Crescita e rientro – ha spiegato – rappresenta non solo un’opportunità di finanziamento, ma anche un segnale concreto dell’attenzione della Regione Marche, guidata dal presidente Francesco Acquaroli, e della struttura commissariale verso i territori del cratere".
Un passaggio fondamentale, è stato ribadito, è quello di collegare la ricostruzione materiale allo sviluppo economico, creando un circuito virtuoso capace di valorizzare gli investimenti infrastrutturali e sostenere la crescita delle micro, piccole e medie imprese. Un processo che non riguarda soltanto l’economia, ma anche la dimensione sociale e identitaria delle comunità locali.
Nel corso dell’incontro, i tecnici dell’Ufficio Ricostruzione Marche hanno illustrato nel dettaglio i contenuti del bando, rispondendo infine alle domande degli imprenditori e chiarendo gli aspetti operativi della misura.
Un utile netto che supera i 15 milioni di euro, in crescita del 20,5% rispetto all’anno precedente, e indicatori patrimoniali tra i più solidi del panorama bancario. Il 2025 si chiude con risultati particolarmente positivi per il Banco Marchigiano, ma il direttore generale Marco Tombolini invita a leggere questi numeri in una prospettiva più ampia.
“Più che un anno d’oro, è il risultato di un percorso costruito negli ultimi tre anni – spiega –. Una crescita costante, basata su scelte prudenti e su una visione di lungo periodo”.
Tra i dati più significativi spicca il CET1 ratio, salito al 28,2%, un livello che traduce in termini concreti affidabilità e sicurezza per soci e clienti. “Una patrimonializzazione così elevata – sottolinea Tombolini – consente di affrontare con serenità anche contesti complessi”. Il patrimonio netto ha superato i 115 milioni di euro, mentre la raccolta complessiva è cresciuta di oltre 300 milioni nell’ultimo triennio, segno di una fiducia sempre più consolidata.
Numeri solidi che non hanno frenato il sostegno all’economia reale. Nel 2025 il Banco Marchigiano ha erogato 140 milioni di euro di nuovi finanziamenti (+16,6%), permettendo a circa 400 famiglie e giovani di acquistare la prima casa e a circa 300 piccole imprese di investire nei propri progetti di sviluppo.
“La solidità è ciò che consente di sostenere famiglie e imprese in modo continuativo – evidenzia il direttore –. Prudenza e supporto all’economia non sono in contrapposizione, ma vanno di pari passo”. A confermarlo anche l’elevato livello di copertura del credito deteriorato, con un rapporto tra accantonamenti e impieghi problematici che supera il 76%.
Dietro ai risultati, nessuna formula segreta, ma un modello organizzativo basato sul lavoro di squadra e sul legame con il territorio. Negli ultimi tre anni sono stati inseriti circa 20 giovani neolaureati, a rafforzare una struttura che punta su efficienza e relazione diretta con la comunità. Determinante anche l’appartenenza al Gruppo Cassa Centrale, che garantisce strumenti e solidità di livello nazionale, mantenendo però un’identità fortemente locale e mutualistica.
Lo sguardo è ora rivolto al futuro, con l’obiettivo di consolidare una crescita equilibrata e sostenibile. “La nostra forza ci consente di restituire valore al territorio – conclude Tombolini –. È qui che si misura la differenza di una banca locale: il profitto non è un fine, ma uno strumento”.
Un impegno che si traduce anche in azioni concrete: nel 2025 sono stati destinati oltre 800 mila euro a iniziative sociali, culturali e sanitarie, confermando il ruolo dell’istituto come punto di riferimento.
Ci sono vittorie che si misurano in medaglie. E poi ce ne sono altre, più profonde, che si leggono nei legami che nascono e nella crescita festosa di un gruppo che torna a casa diverso da come era partito.
Alle Convittiadi 2026 di Lignano Sabbiadoro, il Convitto Nazionale Giacomo Leopardi ha fatto entrambe le cose: ha vinto, conquistando l’oro nazionale nel Beach Volley misto e l’argento nazionale nella Campestre maschile a squadre. Ma soprattutto ha mostrato cosa significa essere davvero una comunità educante.
Perché il Convitto Nazionale non è una scuola come le altre. È un luogo dove si cresce insieme, si condividono giornate intere, fatiche, studio, allenamenti, risate. E quando un gruppo così arriva a un evento come le Convittiadi, le “Olimpiadi” dei convitti nazionali italiani, giunte alla loro 18ª edizione e organizzate quest’anno dall’Educandato Statale Collegio Uccellis, quella differenza si vede tutta.
Dietro l’oro nel Beach Volley e l’argento nella Corsa Campestre ci sono nomi, volti, emozioni. Ci sono ragazze e ragazzi che hanno corso fino all’ultimo respiro, che si sono incoraggiati sotto il sole, che hanno esultato insieme e, soprattutto, hanno condiviso ogni momento.
A conquistare l’oro, proprio sulla sabbia dorata di Lignano Sabbiadoro, sono stati Alessia Bachi, Filomena De Vita, Lorenzo Nika, Alessandro Perroni, Enea Pietro Pintucci, Elena Salerni, Nicola Vaccaro, Viktoriya Vasylishyna, Francesco Zucchini e Lorenzo Zucchini. L’argento nella campestre maschile a squadre porta invece i nomi di Ciaran Bianchini, Cristian Cretu, Primo Orlandini e Lorenzo Zucchini, capaci di distinguersi per determinazione e spirito di sacrificio.
Ma il risultato più bello è forse quel dato che dice tanto senza bisogno di spiegazioni: 16 Premi Fair Play. Sedici. Un numero che racconta rispetto, correttezza, capacità di stare insieme prima ancora che di vincere.
E poi ci sono le “quasi vittorie”: il quarto posto nel calcio balilla, i quarti sfiorati nel tennistavolo, la squadra di volley fermata a un passo dalla semifinale. Risultati che, in un contesto come questo, diventano comunque storie da raccontare, perché ogni partita è stata vissuta fino in fondo.
A guidare e accompagnare i 51 componenti della squadra maceratese, tutti studenti e studentesse semiconvittori o semiconvittrici delle classi prime e seconde della scuola secondaria di I grado annessa al Convitto Leopardi, un team altrettanto affiatato: gli educatori Romina Diletti, referente del progetto, Michela Mariani, Manuela Rapaccini, Marco Cetraro, Riccardo Ruzzu, Stefano Stefanelli, il collaboratore Alessandro Coluccini e l’infermiera del Convitto Lucia Pelagagge. Una presenza costante e tenace, capace di sostenere e valorizzare ogni studente lungo tutto il percorso, dentro e fuori dalle competizioni.
Il percorso verso Lignano è stato parte integrante dell’esperienza: la sosta a Padova, con la visita alla Basilica di Sant’Antonio, e al ritorno il fascino senza tempo del castello di Gradara. Durante la settimana, le escursioni tra Udine, Gorizia, Aquileia, Redipuglia e Trieste hanno arricchito ulteriormente un’esperienza già di per sé intensa.
Ed è proprio nei momenti “fuori gara” che si costruisce qualcosa di unico: le chiacchiere serali, le risate nei corridoi, le amicizie nate con Convittori e semiconvittori di tutta Italia che magari vivono realtà diverse, ma che per una settimana parlano la stessa lingua: quella dello stare insieme.
In manifestazioni come questa, il Convitto dimostra tutta la sua forza educativa, portando gruppi veri, coesi, abituati a condividere molto più che qualche ora di lezione. È per questo che realtà come quella di Macerata riescono a distinguersi: non solo per i risultati sportivi, ma per la capacità di fare squadra nel senso più pieno del termine. Anche se la storica e pluricentenaria sede del Convitto Leopardi, danneggiata dal terremoto del 2016, è ancora in attesa di ripristino, la comunità educativa continua a costruire legami, competenze e momenti indimenticabili, confermando la forza e la coesione che la caratterizzano.
Non è un caso che, oltre alle competizioni, alunne e alunni si siano esibiti anche in spettacoli teatrali e musicali molto apprezzati, mostrando quella doppia anima di studenti-atleti e artisti tipica di un percorso educativo completo qual è quello del Convitto Leopardi, che offre per la scuola secondaria di I grado un Indirizzo musicale facoltativo.
Anche il ministro Giuseppe Valditara ha sottolineato nel suo messaggio agli studenti partecipanti quanto le Convittiadi rappresentino un momento fondamentale di crescita, inclusione e socializzazione. Ragazze e ragazzi che competono, ma soprattutto che imparano a stare insieme, a conoscersi, a rispettarsi.
A rendere possibile tutto questo è stata una comunità ampia e partecipe. Determinante il contributo dei preparatori e dei collaboratori sportivi, così come quello delle famiglie, che hanno sostenuto con convinzione il percorso dei ragazzi. Un ringraziamento sentito va inoltre agli sponsor - Cirioni Arduino, Mancini Leonardo, L’Oro della Terra, Aquilaprem, ASD Valtenna, L’Oca Nera, Parrucchieria Di Andrea - e a tutti coloro che hanno partecipato alla Festa di Natale del Convitto: i fondi raccolti attraverso la tombola e i mercatini sono stati destinati proprio alla partecipazione alle Convittiadi.
Il rettore e dirigente scolastico del Convitto Nazionale Leopardi Alessandra Gattari ha voluto esprimere “un sincero ringraziamento a studenti, educatori, famiglie e sostenitori: questi risultati sono il frutto di un lavoro condiviso e rappresentano pienamente i valori del nostro Convitto, dove crescita educativa e spirito di comunità camminano insieme. Un grazie particolare va all’educatrice Romina Diletti, che ha organizzato tutto in modo impeccabile e con grande passione”.
Alla fine, le medaglie resteranno negli annali. Ma ciò che davvero resterà nelle ragazze e nei ragazzi è il senso di appartenenza a una comunità viva e unica, e il ricordo di aver condiviso qualcosa di straordinario.
E questa, più di qualsiasi oro, è la vittoria più grande.
A suggellare questo percorso sarà anche un momento ufficiale di riconoscimento: giovedì 23 aprile, presso l’Aula Magna dell’ITE Gentili, si terrà una cerimonia di consegna delle medaglie a tutti i partecipanti, alla presenza delle famiglie, degli sponsor e dei rappresentanti del mondo dello sport e delle amministrazioni. Un’occasione per celebrare non solo i risultati ottenuti, ma soprattutto il valore educativo e umano di un’esperienza che ha lasciato il segno.
Un’iniziativa concreta per la sicurezza e la tutela della comunità arriva dal nido “La Tana di Winnie the Pooh” nella frazione di Chiesanuova, a Treia. La struttura ha infatti deciso di dotarsi di un defibrillatore, rendendolo disponibile non solo per i bambini e il personale, ma anche per i cittadini.
A promuovere il progetto è la titolare Serena Maccioni, che ha maturato questa scelta dopo aver partecipato, insieme alle sue dipendenti, a un corso di rianimazione cardiopolmonare con utilizzo del defibrillatore organizzato dall’associazione Save Your Life.
«Dopo aver compreso l’importanza di avere a disposizione strumenti adeguati per il primo soccorso – spiega Maccioni – ho deciso di cardio-proteggere innanzitutto il nostro asilo, acquistando un defibrillatore».
L’iniziativa non si è fermata qui. Nella giornata di giovedì 9 aprile è stato organizzato anche un corso rivolto a genitori e nonni dei bambini del nido, durante il quale sono stati affrontati temi fondamentali come la sicurezza a tavola, le manovre di disostruzione e le tecniche di rianimazione.
«Più siamo preparati e informati di fronte a un’emergenza – aggiunge la titolare – più possiamo fare la differenza per chi ha bisogno di aiuto».
Attualmente il defibrillatore sarà installato all’interno della struttura e disponibile durante gli orari di apertura. In futuro, con il trasferimento del nido nella nuova sede, il dispositivo verrà collocato all’esterno della recinzione, diventando accessibile alla cittadinanza 24 ore su 24.
MACERATA – Teatro della Filarmonica gremito in ogni ordine di posti, con molte persone rimaste in piedi, per la conferenza di Dario Fabbri, tra i più noti analisti geopolitici italiani e direttore della rivista Domino. L’incontro, organizzato dal Rotary Club Macerata Matteo Ricci, è stato occasione per presentare il libro “Il destino dei popoli” e ha richiamato un pubblico numeroso e attento, con una significativa presenza di giovani.
Fin dall’inizio, Fabbri ha indicato nella demografia uno dei principali fattori per comprendere la politica internazionale. L’Italia, con un’età media di 48 anni – tra le più alte al mondo – si contrappone a Paesi come gli Stati Uniti o l’Iran, caratterizzati da popolazioni molto più giovani.
“Dove i giovani sono minoranza – ha spiegato – tendono ad adattarsi ai valori della maggioranza più anziana”, orientandosi verso stabilità e sicurezza. Al contrario, nelle società giovani emergono tensioni e spinte verso il cambiamento.
Ampio spazio è stato dedicato all’analisi dell’Iran, definito un caso emblematico di “geopolitica umana”, ovvero un approccio che mette al centro popoli, identità e memorie storiche.
Fabbri ha smontato l’idea di un Paese omogeneo, evidenziando la presenza di diverse componenti etniche: persiani, curdi e azeri, ciascuno con una propria identità. Eventi storici lontani, come le alleanze del XVI secolo, continuano ancora oggi a influenzare i rapporti interni.
Secondo l’analista, anche la scelta dello sciismo da parte della Persia nel XVI secolo va letta in chiave geopolitica: non solo religione, ma strumento per creare coesione interna e distinguersi dai rivali regionali.
Nel commentare le proteste esplose dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022, Fabbri ha evidenziato il divario tra la lettura occidentale e le dinamiche interne: le fratture etniche e il forte senso di identità nazionale influenzano profondamente la risposta della società iraniana.
È stato richiamato anche il pensiero di Michel Foucault, che già negli anni Settanta aveva intuito come l’Iran non fosse destinato a replicare modelli occidentali, ma a seguire un proprio percorso.
Altro tema centrale, quello dei recenti equilibri militari: secondo Fabbri, gli interventi esterni non hanno raggiunto gli obiettivi strategici dichiarati, né sul piano nucleare né su quello politico.
Particolare attenzione è stata dedicata allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale, il cui controllo resta conteso e rappresenta una criticità per gli equilibri internazionali.
In chiusura, Fabbri ha lanciato una riflessione metodologica: l’Occidente fatica a comprendere il mondo perché lo interpreta solo con le proprie categorie.
Ha sottolineato l’importanza di discipline spesso trascurate, come antropologia, lingue e storia comparata, ricordando come anche eventi globali – come la Seconda guerra mondiale – vengano percepiti in modo diverso a seconda dei Paesi.
L’incontro si è concluso con numerose domande da parte del pubblico, segno di un interesse concreto verso i temi trattati. L’atmosfera è stata partecipata e dinamica, con Fabbri capace di alternare rigore analitico e linguaggio accessibile.
Soddisfazione per la riuscita dell’evento è stata espressa dagli organizzatori, tra cui il segretario Renzo Tartuferi e il presidente Tobia Sardellini.
Un cambio di testimone di altissimo profilo attende il pubblico del Teatro Lauro Rossi. Per il concerto previsto oggi, giovedì 9 aprile alle ore 21:00, a causa di un infortunio che ha colpito Alexander Lonquich, salirà sul podio e al pianoforte Louis Lortie. Acclamato dalla critica internazionale per la sua versatilità e con una discografia che vanta oltre 45 registrazioni per Chandos Records, Lortie è una vera stella del panorama pianistico, seguito ogni mese da più di 250.000 ascoltatori sulle piattaforme di streaming.
L'artista franco-canadese assumerà la doppia veste di solista e direttore d'orchestra, guidando la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana in un programma raffinato dedicato a Mozart e Mendelssohn. L'apertura è affidata al celebre Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 in re min., K. 466 di Wolfgang Amadeus Mozart. Composto nel 1785, il brano è noto per la sua intensità drammatica e per quel pathos innovativo che già all'epoca prefigurava le inquietudini del Romanticismo, mettendo il solista in un serrato confronto dialettico con la compagine orchestrale.
La seconda parte della serata sarà interamente dedicata a Felix Mendelssohn-Bartholdy. Il pubblico potrà ascoltare l'Ouverture "La favola della bella Melusina", un'opera del 1833 ispirata alla leggenda della sirena che prova a vivere tra gli uomini, simbolo del desiderio e della malinconia tipicamente tedeschi. In chiusura, Lortie e la FORM eseguiranno il Concerto per pianoforte n. 1 in sol min., Op. 25, un lavoro scritto tra Roma e Monaco in cui il compositore amburghese intreccia brillantemente il virtuosismo tecnico con un dialogo orchestrale solido e convincente.
L'evento è realizzato in collaborazione con il Comune di Macerata e vanta il supporto tecnico di Roberto Valli Pianoforti. Per gli ultimi biglietti disponibili (con prezzi che variano dai 5 ai 20 euro), è possibile rivolgersi alla biglietteria dei teatri in piazza Mazzini o consultare i circuiti online.
Una folla cinge d’assedio un castello e preme per entrarvi. All’interno spadaccini, arcieri e mercanti, ma anche cortigiani, danzatori e cuochi, non oppongono resistenza e, anzi, invitano gli assedianti ad entrare e far festa. Potrebbe essere l’inizio di una particolare storia medievale, ma la storia si è fatta oggi,11 aprile, con la riapertura del castello di Montefiore, rocca difensiva del XIII secolo e gioiello artistico e culturale di Recanati, che dopo diciassette anni di attesa e tre di restauri è tornato ad accogliere la comunità della frazione recanatese, la cittadinanza e tanti visitatori provenienti da ogni dove.
Per questo evento, appunto storico sotto ogni aspetto, non poteva mancare una cerimonia in grande stile, con rievocazioni, sbandieratori, costumi d’epoca e mercatini medievali a impreziosire non una struttura, ma un vero e proprio monumento storico-artistico legato al passato della città.
“L’inaugurazione del castello di Montefiore è l’evento dell’anno – ha detto il sindaco di Recanati Emanuele Pepa – una riapertura attesa da anni e che oggi si è concretizzata dopo un lungo impegno dell’Amministrazione per restituire alla cittadinanza un patrimonio non solo storico, ma rappresentativo di un’intera comunità. Siamo certi che, grazie all’impegno del comitato di quartiere, cui è stato affidato in gestione, e a tutti coloro che si occuperanno del suo ritorno alla vita, il castello rappresenterà un volano di sviluppo turistico e culturale per la comunità recanatese”.
“Il castello costituisce un vero e proprio tratto identitario per Recanati ma soprattutto per la comunità di Montefiore - ha detto il vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli – che da sempre la caratterizza e rappresenta una presenza costante al fianco dei residenti. Ora, questo gioiello cittadino tornerà a splendere dopo la chiusura che perdurava da ottobre 2009. Cittadini e visitatori potranno tornare a calcare soprattutto la sommità della torre di avvistamento, il simbolo più tangibile dell’intera struttura. Ci piace pensare come, dopo secoli di utilizzo per scopi bellici, la torre diventerà invece perno di accoglienza per i cittadini dei comuni limitrofi che, in origine, dovevano essere tenuti lontani”.
Tra i presenti all’inaugurazione, come segno tangibile di vicinanza alla città, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il commissario alla Ricostruzione post sisma 2016 Guido Castelli, la sottosegretaria all’Economia Lucia Albano, la senatrice Elena Leonardi, il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi, i sindaci di Osimo Michela Glorio, di Montefano Angela Barbieri e di Montecassiano Katia Acciarresi. Presenti, inoltre, alcuni consiglieri regionali e comunali.
Festa grande, dunque, all’interno delle mura della rocca, a partire dalle 16 di oggi e fino alla serata di domani, domenica 12 aprile, aperta dal corteo storico degli sbandieratori e tamburini di Montecassiano, che hanno accompagnato la Giunta comunale al completo e le autorità dal cancello al rivellino, dove si è tenuto l’immancabile taglio del nastro, sino all’interno. Dopo i saluti delle autorità, il sindaco Pepa ha simbolicamente consegnato le chiavi del castello a Moira Scalzini, presidente del comitato di quartiere di Montefiore. Infine, si è dato inizio, letteralmente, alle danze. Il tuffo nel passato è iniziato con la rievocazione di combattimenti alla spada medievali a cura della Compagnia d’Arme ‘Ferreo Core’ ASD, seguita dai tiratori della Compagnia Arcieri storici ‘Il Branco’.
Stupore, meraviglia e ammirazione hanno accompagnato le coreografie in costume, mentre sotto le mura i mercanti di ‘Mastri nel tempo’ iniziavano ad esporre le proprie merci in bella mostra alla folla dei visitatori. Contemporaneamente, i danzatori dell’Associazione ‘Quam pulchra es’ hanno dato dimostrazioni di danze storiche medievali e, per i più piccoli, sono stati organizzati laboratori di scavo archeologico a cura della Cooperativa ‘ArcheoLAB’ di Macerata. Particolarmente attese le visite guidate all’interno del castello che, per la prima volta dopo 54 anni, hanno riportato occhi umani a scrutare dalla sommità dell’iconica torre di 34 metri di altezza, attraverso le merlature. 163 scalini separano il basamento dal vertice, ma la fatica dei visitatori è stata ripagata da una vista a tutto tondo tra il Conero e i Sibillini. Il sindaco Pepa ha qui innalzato la bandiera recanatese, inaugurando una nuova era alla rocca.
L’inaugurazione non si è fermata qui: dalle 21 canti e balli con ‘Verba et soni’ e ‘Quam pulchra es’, fino allo spettacolo pirotecnico e video mapping in 3D alle ore 22, per chiudere in bellezza la prima giornata di festeggiamenti. Domani mattina, alle 10, la prima Santa Messa al castello, con la successiva ripresa delle rievocazioni storiche e delle visite che dureranno sino alla tarda serata.
Non è mancata la ristorazione, con degustazioni offerte dalla macelleria salumeria ‘Beniamino Papa’ e e dalle cantine Conti degli Azzoni e Accattoli. Pranzo e cena, poi, al Caffè ‘La Torre’, ai piedi della rocca, oggi dalle 20, domenica a pranzo dalle 13 e per aperitivo-cena dalle 19.
Al castello di Montefiore, dove la storia non si è mai fermata, ricomincia da oggi un lungo capitolo da vivere insieme.
Il Comune di Castelraimondo esprime grande soddisfazione per il successo del concerto dei Matia Bazar di ieri sera,10 aprile, al Lanciano Forum. Tappa inaugurale del tour 2026, la serata ha richiamato persone da tutto dal territorio, accorse a rivivere tutte insieme oltre cinquant’anni di buona musica italiana.
La voce intensa e raffinata della nuova cantante del gruppo, Silvia Dragonieri, in arte Luna, ha incantato il pubblico del Lanciano Forum, interpretando i brani storici della band genovese. Un emozionante viaggio attraverso i grandi successi che hanno segnato intere generazioni e che confermano la capacità dei Matia Bazar di rinnovarsi senza perdere la propria identità artistica.
L’amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Patrizio Leonelli e del consigliere Renzo Marinelli, sottolinea come iniziative di questo spessore rappresentino un’importante occasione culturale in grado di proporre momenti di aggregazione e intrattenimento per le aree interne.
“Questa è la terza volta che i Matia Bazar vengono a Castelraimondo – ha dichiarato il consigliere Marinelli –. Nel 2015 avrebbero voluto festeggiare i quarant’anni di carriera qui a Castelraimondo, ma l’improvvisa scomparsa di Giancarlo Golzi ha costretto a rimandare la festa. Oggi li abbiamo voluti con noi per festeggiare con dieci anni di ritardo. Per noi è un sempre piacere poterli ospitare. Grazie per il meraviglioso spettacolo!”.
Il sindaco Leonelli ha omaggiato la band della targa della Città di Castelraimondo e ha sottolineato l’importanza del concerto: “Eventi come questo dimostrano come anche i centri dell’entroterra possano essere protagonisti di una proposta culturale di qualità, capace di attrarre pubblico e valorizzare il territorio”.
L’amministrazione comunale rivolge un sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno partecipato all’evento e a coloro che continuano a raggiungere Castelraimondo per questi importanti appuntamenti musicali, contribuendo a rendere la città un punto di riferimento per spettacolo e cultura nelle Marche.
Il fascino del Lago di Fiastra conquista le pagine di Dove Viaggi, il prestigioso portale di turismo del Corriere della Sera. Nell'articolo pubblicato l'8 aprile 2026, lo specchio d'acqua marchigiano è stato inserito ufficialmente tra i sette laghi più belli e suggestivi d’Italia da visitare durante la stagione primaverile. Descritto come uno dei bacini più sorprendenti dell’Appennino, il lago viene celebrato per le sue acque che variano dal verde al turchese e per il contrasto mozzafiato con il risveglio della natura sui versanti circostanti.
Il quotidiano nazionale non si è limitato a lodare la bellezza delle acque, ma ha acceso i riflettori anche sull'indotto escursionistico, segnalando il sentiero delle Lame Rosse come una delle mete imperdibili.
Le formazioni rocciose color ocra, modellate dall’erosione, sono state indicate come una delle attrazioni più affascinanti dell'area, sottolineando come il percorso per raggiungerle sia semplice, ben segnalato e accessibile a un pubblico molto vasto. Per il territorio dei Sibillini si tratta di una vetrina di enorme visibilità, che riconosce il valore di un paesaggio ancora incontaminato e lontano dalla calca dei mesi estivi.
Dietro questo prestigioso riconoscimento si cela un impegno costante dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Giancarlo Ricottini. L'obiettivo dichiarato è quello di puntare su un turismo di qualità, lento e destagionalizzato, capace di attrarre visitatori durante tutto l'anno. In questa strategia si inserisce il progetto I-Lake, finanziato tramite il Piano Nazionale Complementare – Next Appennino, che prevede massicci investimenti per trasformare il waterfront del lago.
Gli interventi mirano a creare nuove infrastrutture per la mobilità dolce, punti di sosta attrezzati e percorsi fruibili anche da persone con disabilità, rendendo la riva un polo turistico integrato e moderno.
"Vedere il nostro lago citato dal Corriere della Sera tra i sette più belli d’Italia da scoprire in primavera è motivo di grande soddisfazione per tutta la comunità di Fiastra - dichiara il Sindaco Giancarlo Ricottini, che detiene anche la delega al Turismo - ma soprattutto è la conferma che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta. Lavoriamo per costruire un’offerta turistica che non si esaurisca nei mesi estivi: vogliamo che il Lago di Fiastra sia una meta attrattiva tutto l’anno, in primavera come in autunno, per chi cerca la natura, il silenzio, i sentieri".
"Il progetto I-Lake va esattamente in questa direzione: creare le condizioni infrastrutturali perché il lago diventi accessibile e fruibile da tutti, in ogni stagione. Questo articolo del Corriere è un riconoscimento che ci incoraggia a continuare, con ancora più determinazione, nel lavoro di valorizzazione di un territorio che ha risorse straordinarie da offrire", conclude Ricottini.
MATELICA – Una giornata speciale ha illuminato Matelica, con la comunità che ha celebrato il centenario di Lina Catarini. La signora ha festeggiato i suoi 100 anni circondata dall’affetto della famiglia, tra cui il figlio dottor Osvaldo Ubaldi, stimato medico di famiglia che per molti anni ha prestato servizio nel territorio, i nipoti e i pronipoti.
A rendere omaggio alla nuova centenaria è stato anche il sindaco di Matelica, Denis Cingolani, che ha portato i saluti e gli auguri dell’intera amministrazione comunale: “Ancora tantissimi auguri a Lina per questo traguardo speciale! A nome della Città di Matelica le auguro ancora tanti altri compleanni da festeggiare tutti insieme”, ha dichiarato.
Un momento di gioia e di festa che ha visto la città unirsi idealmente alla famiglia di Lina, celebrando non solo la sua età, ma anche una vita ricca di affetti, ricordi e valori condivisi.
Donald Trump è, infine, sceso a miti consigli e non ha “fatto morire un’intera civiltà”, come aveva apocalitticamente e demenzialmente annunciato. Si è infatti trovato – Deo gratias – un provvisorio accordo in Iran, un accordo che prevede la sospensione del conflitto per due settimane e la completa riapertura dello Stretto di Hormuz. Provvidenziale è stato l’intervento della Cina, che ha spinto l’Iran ad accettare l’accordo, rivelandosi ancora una volta lo Stato più lungimirante oggi esistente sulla faccia della Terra.
Dopo minacce su minacce, rivelandosi essa stessa integralista, fanatica e teocratica, la civiltà del dollaro scende a compromessi, comprendendo, meglio tardi che mai, la propria impossibilità di piegare l’Iran come invece pensava di poter agevolmente fare. Questo accordo ci segnala incontrovertibilmente la potenza dell’Iran, in grado di costringere gli USA all’accordo e alla tregua. Ci segnala altresì, una volta di più, l’intelligenza strategica della Cina, ormai la vera guida del pianeta, faro di civiltà e di pace.
E ci segnala, infine, il lento e inesorabile tramonto dell’Occidente americanocentrico, regno del nulla che, abitato dal nichilismo, produce solo morte e distruzione. Tanto rumore per nulla, per dirla con il vecchio Shakespeare: la barbarie sconfinata di cui Trump è portavoce ha dovuto fare i conti con il principio di realtà e soprattutto con l’encomiabile potenza dell’Iran, protetto e supportato dalla Cina.
Intanto, il senatore Claudio Borghi, della Lega di Matteo Salvini, ha commentato l'accordo trovato tra Iran e Stati Uniti sostenendo testualmente che Trump "vi ha trollato tutti". Il verbo trollare, proprio della neolingua contemporanea, vale come sinonimo di prendere in giro e gabellare.
La tesi del Borghi, dunque, è quella secondo cui Trump ha preso in giro tutti, fingendo di voler portare il conflitto fino alle sue estreme conseguenze, per poi risolverlo, almeno provvisoriamente, mediante la tregua che si è raggiunta nei giorni scorsi.
Apprezziamo lo sforzo ermeneutico particolarmente fantasioso e acrobatico del Borghi, ma ci pare che, a conti fatti, le cose stiano decisamente altrimenti. La realtà - al cui principio ci permettiamo di invitare il Borghi - è che Donald Trump è stato costretto dai rapporti di forza a scendere a più miti consigli, ben sapendo di non poter piegare l'Iran e di dover necessariamente scendere a patti con esso. Come non mi stanco di ripetere, Washington pensava di chiudere la partita persiana in una settimana: questa era la sua strategia.
Se ne inferisce che la strategia è fallita miseramente e che attualmente Washington non ne ha più una, cosicché è ora è costretta a muoversi scompostamente, tra minacce e accordi repentini. Viceversa, la Persia una strategia ce l'ha e la sta seguendo meticolosamente. Essa consiste in tre punti fondamentali: in primo luogo, usare lo Stretto come arma di ricatto e di strangolamento per l'Europa; in secondo luogo, resistere a oltranza e a ogni costo contro il barbaro invasore; in terzo luogo, generare zizzania tra i membri del Patto Atlantico. Insomma, Trump non ha "trollato" proprio nessuno, ma semmai, se proprio vogliamo usare questo verbo disgustoso, è stato trollato pesantemente dalla Persia: inutile negarlo.
Una nuova luce illumina l'incrocio tra via Rossini e via 1° Maggio. L'area comunale, storica "porta d'ingresso" per chi sale da Trodica, è stata restituita alla cittadinanza dopo un profondo restyling che ha dato vita a un progetto dal profondo valore simbolico: un monumento dedicato ai "caduti contemporanei".
L'opera nasce per ricordare Daniele Paolucci, scomparso tragicamente in un incidente stradale nel 2007, ma il suo messaggio vuole abbracciare tutte le vite spezzate prematuramente.
Il cuore dell'intervento è una piramide stilizzata, caratterizzata da squarci di luce a led che la rendono suggestiva durante le ore notturne. Un'opera che fonde design e spiritualità, resa possibile dalla sinergia tra l'amministrazione comunale e la famiglia Paolucci.
Noemi Paolucci, sorella di Daniele, ha spiegato così la genesi dell'idea: "Quando il comune di Morrovalle ha presentato il bando per la riqualificazione dell'area verde in via Rossini, lì dove storicamente è sempre stato il monumento dei caduti, abbiamo pensato di partecipare presentando un progetto che oggi si è realizzato. Abbiamo pensato ad un monumento in ricordo di quelli che sono i caduti del nostro presente, di chi soprattutto ci ha lasciati troppo presto e che ora vive in cielo da dove continua a brillare anche sulla terra".
Un progetto che nasce dal dolore ma punta alla rinascita: "La perdita dei nostri giovani spesso ci lascia immersi in un oceano di perché - continua Noemi - rimanere in piedi è davvero un gioco da equilibristi. Il monumento è anche un inno alla vita, che seppur per sentieri diversi tende sempre verso un’unica direzione. Il filo di seta della nostra piramide vorrebbe arrivare ad abbracciare la vita e dare speranza, soprattutto a chi si trova a fare i conti con la perdita di un proprio caro. Sedendoci sulla panchina si può contemplare un meraviglioso paesaggio e l’infinito del cielo: nei momenti in cui ci sentiamo persi, lì possiamo riuscire a fare grata memoria".
Anche il sindaco Andrea Staffolani ha espresso gratitudine per l'iniziativa, sostenuta dall'ente anche a livello economico: "Ringraziamo la famiglia Paolucci per l’impegno e la dedizione con le quali ha creduto in questa iniziativa. È bello che si siano incontrate due esigenze: da un lato quella di riqualificare un’area strategica per il decoro urbano; dall’altro quella di ricordare coloro che ci hanno lasciato troppo presto, senza un addio, senza un perché".