Caschetto e pettorina, Salvini visita il ponte di Piediripa: “Soldi ben spesi” (VIDEO e PHOTOGALLERY)
Attualità Politica
17/05/2026 10:40

Caschetto e pettorina, Salvini visita il ponte di Piediripa: “Soldi ben spesi” (VIDEO e PHOTOGALLERY)

È stato il vicepremier Matteo Salvini a dare il buongiorno a Macerata in questa domenica mattina. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è arrivato di buon’ora nel cantiere del nuovo ponte di Piediripa, accolto dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dal presidente della Provincia Alessandro Gentilucci e dal sindaco uscente Sandro Parcaroli, con il quale Salvini ha ribadito la volontà di proseguire un percorso di collaborazione anche alla luce delle imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Il segretario della Lega è arrivato intorno alle 8:15. Indossati caschetto e pettorina catarifrangente, si è diretto subito verso il ponte sul Chienti per una visita tecnica al cantiere. Ad accompagnarlo, oltre al direttivo della Cagnini Costruzioni (la ditta che sta seguendo i lavori) con Fabio Cagnini e l’ingegner Francesca Gubbiotti, anche i rappresentanti regionali e provinciali del Carroccio: dalla segretaria regionale onorevole Giorgia Latini al consigliere regionale Renzo Marinelli, fino al segretario provinciale Mauro Lucentini. Presente anche la senatrice FdI Elena Leonardi.  Durante il sopralluogo, Salvini ha ricevuto aggiornamenti sulle caratteristiche dell’opera: dalle dimensioni del ponte alle metodologie costruttive, passando per la manodopera impiegata – circa 30 operai al giorno – fino ai tempi di consegna, previsti per la metà dell’estate. Un’infrastruttura strategica da oltre 9 milioni di euro, pensata per alleggerire il traffico in entrata e in uscita dalla città. Il nuovo ponte, lungo 98 metri, consentirà infatti il passaggio da due a quattro corsie, con l’obiettivo di rendere più fluida la viabilità in una delle aree più trafficate del territorio (sul ponte transitano più di 20.000 veicoli al giorno). Parlando delle numerose opere in corso nel Maceratese, per un investimento complessivo vicino al mezzo miliardo di euro, Salvini ha sottolineato: «Mezzo miliardo ben speso, perché devo dire che l’amministrazione comunale e tanti sindaci del territorio stanno spendendo bene e in fretta queste risorse. Sottopassi, eliminazione di passaggi a livello, nuovi ponti, viadotti, parcheggi sotterranei: sono contento. Nelle Marche abbiamo più di 5 miliardi di euro di cantieri aperti. Stiamo dando lavoro a tante imprese e tanti operai e soprattutto stiamo facendo perdere meno tempo alla gente in coda. È un periodo positivo e conto che continui la collaborazione proficua con il Comune di Macerata e con la Regione Marche». E parlando di ponti, inevitabile il passaggio sul progetto più discusso e atteso d’Italia: quello sullo Stretto di Messina. Salvini ha fatto il punto sull’iter dell’opera: «Abbiamo approvato un decreto che raccoglie tutte le indicazioni della Corte dei Conti. L’interlocuzione con l’Europa è costante, stanno lavorando tecnici, ingegneri ed esperti. Entro un mese arriverà il parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici e conto che entro l’estate la Corte dei Conti abbia tutti i documenti necessari per esprimersi». Il ministro ha poi evidenziato l’interesse attorno all’opera: «Le imprese sono pronte. Quando Webuild ha aperto le candidature per la manodopera sono arrivate 45mila richieste di lavoro. È un’opera attesa, necessaria, studiata, progettata e interamente finanziata. Se arriverà il via libera definitivo saremo pronti a partire». Infine, spazio anche alla cronaca nazionale con un commento sui fatti di Modena, dove un’auto lanciata ad alta velocità in centro città ha provocato sette feriti, alcuni dei quali gravi. L’aggressore è un 31enne di origine marocchina. Salvini ha rilanciato la proposta del permesso di soggiorno “a punti”, commentando così la vicenda: «Intanto c’è da ringraziare i cittadini che sono intervenuti senza voltarsi dall’altra parte evitando ulteriori spargimenti di sangue. Non vorrei che qualcuno iniziasse a giustificare quanto accaduto. Qui si tratta di una strage. Il permesso di soggiorno deve funzionare come una patente a punti: è un atto di fiducia nei confronti di chi arriva in Italia per costruirsi un futuro. Ma se sbagli e commetti reati, quella fiducia deve venir meno e devi poter tornare a casa».

Caschetto e pettorina, Salvini visita il ponte di Piediripa: “Soldi ben spesi” (VIDEO e PHOTOGALLERY)

Caschetto e pettorina, Salvini visita il ponte di Piediripa: “Soldi ben spesi” (VIDEO e PHOTOGALLERY)
17/05/2026 10:40

È stato il vicepremier Matteo Salvini a dare il buongiorno a Macerata in questa domenica mattina. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è arrivato di buon’ora nel cantiere del nuovo ponte di Piediripa, accolto dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dal presidente della Provincia Alessandro Gentilucci e dal sindaco uscente Sandro Parcaroli, con il quale Salvini ha ribadito la volontà di proseguire un percorso di collaborazione anche alla luce delle imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Il segretario della Lega è arrivato intorno alle 8:15. Indossati caschetto e pettorina catarifrangente, si è diretto subito verso il ponte sul Chienti per una visita tecnica al cantiere. Ad accompagnarlo, oltre al direttivo della Cagnini Costruzioni (la ditta che sta seguendo i lavori) con Fabio Cagnini e l’ingegner Francesca Gubbiotti, anche i rappresentanti regionali e provinciali del Carroccio: dalla segretaria regionale onorevole Giorgia Latini al consigliere regionale Renzo Marinelli, fino al segretario provinciale Mauro Lucentini. Presente anche la senatrice FdI Elena Leonardi.  Durante il sopralluogo, Salvini ha ricevuto aggiornamenti sulle caratteristiche dell’opera: dalle dimensioni del ponte alle metodologie costruttive, passando per la manodopera impiegata – circa 30 operai al giorno – fino ai tempi di consegna, previsti per la metà dell’estate. Un’infrastruttura strategica da oltre 9 milioni di euro, pensata per alleggerire il traffico in entrata e in uscita dalla città. Il nuovo ponte, lungo 98 metri, consentirà infatti il passaggio da due a quattro corsie, con l’obiettivo di rendere più fluida la viabilità in una delle aree più trafficate del territorio (sul ponte transitano più di 20.000 veicoli al giorno). Parlando delle numerose opere in corso nel Maceratese, per un investimento complessivo vicino al mezzo miliardo di euro, Salvini ha sottolineato: «Mezzo miliardo ben speso, perché devo dire che l’amministrazione comunale e tanti sindaci del territorio stanno spendendo bene e in fretta queste risorse. Sottopassi, eliminazione di passaggi a livello, nuovi ponti, viadotti, parcheggi sotterranei: sono contento. Nelle Marche abbiamo più di 5 miliardi di euro di cantieri aperti. Stiamo dando lavoro a tante imprese e tanti operai e soprattutto stiamo facendo perdere meno tempo alla gente in coda. È un periodo positivo e conto che continui la collaborazione proficua con il Comune di Macerata e con la Regione Marche». E parlando di ponti, inevitabile il passaggio sul progetto più discusso e atteso d’Italia: quello sullo Stretto di Messina. Salvini ha fatto il punto sull’iter dell’opera: «Abbiamo approvato un decreto che raccoglie tutte le indicazioni della Corte dei Conti. L’interlocuzione con l’Europa è costante, stanno lavorando tecnici, ingegneri ed esperti. Entro un mese arriverà il parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici e conto che entro l’estate la Corte dei Conti abbia tutti i documenti necessari per esprimersi». Il ministro ha poi evidenziato l’interesse attorno all’opera: «Le imprese sono pronte. Quando Webuild ha aperto le candidature per la manodopera sono arrivate 45mila richieste di lavoro. È un’opera attesa, necessaria, studiata, progettata e interamente finanziata. Se arriverà il via libera definitivo saremo pronti a partire». Infine, spazio anche alla cronaca nazionale con un commento sui fatti di Modena, dove un’auto lanciata ad alta velocità in centro città ha provocato sette feriti, alcuni dei quali gravi. L’aggressore è un 31enne di origine marocchina. Salvini ha rilanciato la proposta del permesso di soggiorno “a punti”, commentando così la vicenda: «Intanto c’è da ringraziare i cittadini che sono intervenuti senza voltarsi dall’altra parte evitando ulteriori spargimenti di sangue. Non vorrei che qualcuno iniziasse a giustificare quanto accaduto. Qui si tratta di una strage. Il permesso di soggiorno deve funzionare come una patente a punti: è un atto di fiducia nei confronti di chi arriva in Italia per costruirsi un futuro. Ma se sbagli e commetti reati, quella fiducia deve venir meno e devi poter tornare a casa».

Cronaca

Rifiuta di pagare il conto e minaccia il ristoratore con un coltello: denunciato 58enne

Rifiuta di pagare il conto e minaccia il ristoratore con un coltello: denunciato 58enne

16/05/2026 12:42

Momenti di forte tensione in un ristorante del Fabrianese, dove un uomo di 58 anni, originario delle Marche, è stato denunciato dai Carabinieri per minaccia aggravata e porto di armi od oggetti atti a offendere. Secondo quanto ricostruito, l’uomo, in evidente stato di alterazione alcolica, dopo aver terminato il pranzo si sarebbe rifiutato di pagare il conto. Alla richiesta del titolare del locale è nata una discussione che, in breve tempo, è degenerata. Nel corso del litigio, il 58enne avrebbe estratto un coltello iniziando a minacciare il ristoratore, creando una situazione di serio pericolo all’interno del locale. È stato immediato l’intervento dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Fabriano, allertati tramite il numero unico di emergenza 112. I militari sono riusciti a bloccare e disarmare l’uomo in sicurezza, evitando conseguenze più gravi e riportando la calma nel ristorante. Dopo essere stato messo in sicurezza, il 58enne è stato accompagnato in caserma e successivamente affidato alle cure del personale sanitario del 118 per un controllo medico. Per lui è scattata la denuncia per minaccia aggravata e porto abusivo di arma, oltre a una sanzione amministrativa per ubriachezza. Il coltello utilizzato per le minacce è stato sequestrato dai militari dell’Arma.

Corridonia, arrestato 35enne per droga: revocata la misura alternativa

Corridonia, arrestato 35enne per droga: revocata la misura alternativa

16/05/2026 11:12

 I Carabinieri della Stazione di Corridonia hanno rintracciato e arrestato nel pomeriggio di ieri un cittadino colombiano di 35 anni, senza fissa dimora. L’uomo era già sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova presso una comunità terapeutica del territorio, ma nei suoi confronti è stato emesso un ordine di revoca della misura e contestuale carcerazione da parte dell’Ufficio di Sorveglianza di Macerata. Il provvedimento riguarda reati in materia di sostanze stupefacenti commessi in diverse province italiane. Dopo il rintraccio, i militari hanno proceduto con le formalità di rito e l’uomo è stato successivamente trasferito presso la Casa Circondariale di Fermo, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.    

Attualità

ATA3, il Comitato No Discarica Cantagallo/Pollenza: “Pollenza ha già dato, siamo stati umiliati”

ATA3, il Comitato No Discarica Cantagallo/Pollenza: “Pollenza ha già dato, siamo stati umiliati”

17/05/2026 17:20

Il “Comitato No Discarica Cantagallo/Pollenza” interviene con un comunicato durissimo dopo l’assemblea dell’ATA 3 del 15 maggio 2026, descrivendo quanto accaduto come un momento di forte contrapposizione istituzionale e sociale. Nel testo si legge: “Eravamo presenti all’assemblea dell’ATA 3 del 15 maggio 2026. Siamo entrati indignati. Siamo usciti umiliati.” Secondo il comitato, anche questa seduta avrebbe replicato un clima già visto nelle precedenti riunioni, segnato da tensione e da una forte chiusura al confronto. Nel comunicato viene denunciato “un incredibile livello di arroganza politica, di chiusura al confronto e di totale disprezzo verso i cittadini e verso i territori più piccoli che lascia attoniti”, con interventi giudicati sempre più duri e distanti dalle comunità coinvolte. Il passaggio politico viene descritto come già definito a priori: “Non un ripensamento, non un dubbio, non un gesto di ascolto: solo la volontà di ribadire, con toni ancora più duri, una decisione già scritta e già costruita ad arte.” Nel mirino anche alcuni amministratori locali, indicati come simboli di una gestione squilibrata del territorio. Ampio spazio viene dedicato alla posizione del sindaco di Civitanova Marche, criticato per il richiamo al “senso di responsabilità”. Nel comunicato si legge: “si trincera dietro la densità di popolazione e, naturalmente, il tanto decantato senso di responsabilità”, mentre il comitato contesta la logica secondo cui territori diversi avrebbero un peso differente nella gestione dei rifiuti. Critiche anche al sindaco di Recanati, accusato di solidarietà tardiva: “si proclama solidale con noi a parole, peccato che questa solidarietà arrivi solo ora”, mentre sul sindaco di Macerata il tono è ancora più netto: “Di nuovo assente. Come nella precedente assemblea.” Uno dei passaggi centrali riguarda la posizione di Pollenza e il suo ruolo storico nella gestione dei rifiuti provinciali. Il comitato sottolinea: “Pollenza è il Comune che da oltre trent’anni sopporta il peso del Cosmari”, aggiungendo che il territorio continua a subire impatti ambientali e sanitari significativi e che “continuerà a sopportare il Cosmari ancora per lunghissimo tempo”. Nel documento viene contestata anche la scelta dei criteri adottati a livello provinciale: “Se la logica è davvero quella di ‘non penalizzare chi ha già sofferto’, allora Pollenza doveva essere la prima a essere esclusa. Invece è stata messa in cima alla lista dei sacrificabili.” Una decisione definita come “una contraddizione politica gigantesca” e un “insulto alla nostra storia e ai nostri sacrifici”. Forti critiche anche al sistema di voto dell’ATA 3, definito non equilibrato: “Non si vota per teste, ma per peso demografico”, un meccanismo che secondo il comitato trasformerebbe il processo decisionale in una “dittatura numerica”. Ampia parte del comunicato è dedicata al cosiddetto “senso di responsabilità”, considerato una giustificazione politica ricorrente. Nel testo si legge: “Abbiamo perso il conto di quante volte… gli amministratori favorevoli alla mozione hanno recitato il loro mantra preferito: dobbiamo avere senso di responsabilità verso i cittadini”, frase che viene contestata ricordando che “per quasi un decennio l’ATA 3 è rimasta immobile”. La conclusione del comitato è un atto di forte contrapposizione istituzionale: “Noi cittadini di Pollenza non siamo sudditi, né tanto meno siamo territori di serie B o discariche viventi”. Il gruppo annuncia infine che la mobilitazione continuerà anche nelle sedi legali.  

Tolentino, nuove chiusure e restringimenti di carreggiata: ecco le strade interessate dai lavori

Tolentino, nuove chiusure e restringimenti di carreggiata: ecco le strade interessate dai lavori

16/05/2026 15:44

TOLENTINO – Nuove modifiche temporanee alla viabilità a Tolentino per consentire l’esecuzione di lavori pubblici, interventi infrastrutturali e operazioni di cantiere in diverse zone della città. L’amministrazione comunale ha emanato una serie di ordinanze che interesseranno varie strade cittadine nei prossimi giorni, con divieti di transito, restringimenti di carreggiata e limitazioni temporanee alla circolazione. Tra gli interventi principali, dal 18 al 21 maggio 2026 in via Arsiero, nei pressi del passaggio a livello ferroviario, sarà istituito il restringimento della carreggiata per consentire lavori a cura di Ferrovie dello Stato. Sempre dal 18 maggio e fino al 4 agosto 2026, in via Arnaldo Lucentini, nel tratto compreso tra via Nazionale e via Don Giovanni Minzoni, scatterà il divieto di transito veicolare, con esclusione dei mezzi d’opera, per permettere le operazioni di carico e scarico dei materiali legati alle lavorazioni previste. Ulteriori modifiche interesseranno la zona di San Catervo: il 18 maggio, dalle 8:30 alle 20, sarà vietato il transito nel tratto compreso tra Traversa San Catervo e via Valporro, fatta eccezione per i mezzi di cantiere. Il giorno successivo, 19 maggio, sempre dalle 8:30 alle 20, il divieto di transito sarà esteso a via Valporro, tra piazza San Vincenzo Maria Strambi e via San Catervo, per consentire operazioni di scavo. Nei giorni 19 e 20 maggio, dalle 8:30 alle 19, sarà inoltre chiusa al traffico via Brenta per permettere lo smontaggio di una gru. Infine, per consentire il carico e scarico di materiali destinati alla ristrutturazione del Palazzo comunale, in via Ozeri, nel tratto compreso tra piazza della Libertà e via San Salvatore, sarà istituito il divieto di transito nei giorni 18, 22, 25 e 29 maggio, dalle 8:30 alle 14:30, sempre con esclusione dei mezzi d’opera. Il Comune invita cittadini e automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica temporanea predisposta nelle aree interessate dai lavori.              

Politica

Macerata, congresso provinciale PD: Sciapichetti rieletto segretario, varata la nuova segreteria provinciale

Macerata, congresso provinciale PD: Sciapichetti rieletto segretario, varata la nuova segreteria provinciale

17/05/2026 18:00

Si è svolto ieri il congresso provinciale del Partito Democratico, un appuntamento caratterizzato da ampia partecipazione e confronto politico. Angelo Sciapichetti è stato rieletto all’unanimità segretario provinciale, confermando la continuità della guida del partito sul territorio. Francesco Borioni è stato eletto Presidente dell’assemblea, a testimonianza della nuova organizzazione interna. Rinnovati anche gli organismi dirigenti: in direzione entrano numerosi esponenti tra cui Cristina Arrà, Francesca Baldassarri, Matteo Pascucci, Romano Carancini, Ninfa Contigiani, Claudio Cavallaro, Fulvio Esposito, Maura Catinari, Giulio Silenzi, Franco Frapiccini, Valentina Mordini, Tommaso Gaballo, Andrea Gentili, Massimo Montesi, Diego Nardi, Camilla Palmieri, Cesarina Pazzelli, Beatrice Pierini, Irena Pietrella, Martina Ramaccini e Mirta Romagnoli. Confermati i vicesegretari Claudio Cavallaro e Andrea Gentili, insieme al tesoriere Giovanni Scoccianti. Stefano Dall’Aglio assume il ruolo di segretario organizzativo, mentre la nuova segreteria provinciale è composta da Riccardo Carota, Alessia Scoccianti, Tommaso Domizi, Matteo Catini, Antonella Cicconi, Federico Dari, Francesco Sopranzi e Raffaele Consalvi. Nel suo intervento, Sciapichetti ha sottolineato il valore dell’unità e della partecipazione: “Il congresso è stata una bella occasione di incontro e confronto”, evidenziando l’impegno a costruire una nuova classe dirigente e a valorizzare i giovani. “Andiamo avanti con impegno, passione ed umiltà”, ha concluso.

Caso discarica, Sclavi: "No al sito di Cantagallo, penalizza un territorio già martoriato"

Caso discarica, Sclavi: "No al sito di Cantagallo, penalizza un territorio già martoriato"

17/05/2026 12:10

Non si placano le onde d'urto dopo la tesissima assemblea dell’Ata3 di venerdì scorso, che ha approvato con il 63% dei voti dei sindaci la nuova graduatoria per la futura discarica provinciale. Dopo le proteste sollevate dai cittadini e dagli amministratori di Montefano (che occupa i primi due posti della terna con le zone Margherita e Fratte), il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi ha diffuso una nota ufficiale per spiegare il proprio fermo "no" alla delibera e, in particolare, al terzo sito individuato: la zona Cantagallo di Pollenza. A differenza di altre componenti politiche, Sclavi ha rivendicato la scelta di non abbandonare l'aula durante le concitate fasi della votazione di venerdì in corso della Repubblica a Macerata. "In entrambe le sedute ho deciso con responsabilità di non uscire dall’aula ma di rimanere con coerenza per esprimere il mio voto contrario", ha precisato il primo cittadino di Tolentino.  L'affondo del sindaco Sclavi contesta nel merito il posizionamento del sito pollentino, che confina strettamente con il territorio da lui amministrato: "Non ho trovato corretto il ribaltamento prospettato. Far balzare in testa il sito di Cantagallo di Pollenza significa di fatto realizzare una discarica praticamente sul territorio di Tolentino". Secondo Sclavi, la decisione dell'Ata non tiene conto della storia ambientale della zona: "Parliamo di un territorio già martoriato, che ospita ormai da cinquant'anni gli impianti del Cosmari e che in passato ha già dovuto farsi carico di una discarica comprensoriale nella zona di Santa Lucia, attualmente in fase di post mortem".  Oltre al danno territoriale, il sindaco di Tolentino contesta, esattamente come fatto venerdì dal comitato e dal vicesindaco di Montefano, il metodo politico con cui è stata stravolta la prima classifica dell’Università Politecnica delle Marche, modificando il peso dei criteri originari. "Resta il fatto che non ritengo corretto il principio che è stato adottato", ha chiosato Sclavi.

Sanità

Non solo ospedale, la rivoluzione della sanità di prossimità: il "modello Macerata" per gli infermieri del futuro

Non solo ospedale, la rivoluzione della sanità di prossimità: il "modello Macerata" per gli infermieri del futuro

17/05/2026 10:30

Una giornata di alto profilo scientifico, professionale e umano per accendere i riflettori su un aspetto cruciale, ma spesso poco conosciuto, della sanità contemporanea: l’assistenza infermieristica fuori dalle corsie d’ospedale. Ha registrato uno straordinario successo di pubblico il convegno “Le realtà assistenziali non ospedaliere”, organizzato nei giorni scorsi dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Macerata presso l’Auditorium Unimc “Ex Banca Marche”, con il patrocinio dell'Università di Macerata e dell'Ast. L'evento, accreditato Ecm e aperto a tutte le professioni sanitarie, ha visto una massiccia partecipazione di camici bianchi, confermando l'interesse strategico per la medicina del territorio e di prossimità. Sotto la direzione scientifica della dottoressa Lucia Giuliani, i lavori si sono aperti con i saluti del dottor Pinciaroli (Fnomceo) e del dottor Roberto Scendoni (Unimc), che hanno lodato l'alto livello multidisciplinare dell'iniziativa. Il presidente dell’OPI Macerata, Sandro Di Tuccio, ha inaugurato le relazioni affrontando il tema dell’infermieristica nelle forze armate, portando la propria esperienza decennale in Marina Militare per spiegare la capacità di autonomia clinica e gestione dello stress richiesta a bordo di una nave o in scenari critici internazionali. Subito dopo, i dottori Luigi Sammarco e Walter Piviero hanno illustrato il delicato equilibrio tra assistenza sanitaria e sicurezza pubblica nel Servizio Sanitario della Polizia di Stato, mentre la dottoressa Marta Pappacena ha delineato il ruolo, dinamico e ad alta responsabilità, dei professionisti inseriti nel corpo della Guardia di Finanza. Il focus si è poi spostato sulle grandi crisi. Il dottor Marco Troiani ha catturato l'attenzione della platea parlando di medicina delle catastrofi e della complessa gestione del triage e delle risorse durante le maxi-emergenze e le calamità naturali. Una testimonianza toccante è arrivata dalla dottoressa Maria Grazia Ombrosi sull’assistenza nelle organizzazioni umanitarie, un intervento che ha rimarcato il valore etico della professione capace di superare ogni confine per difendere la dignità umana in contesti di estrema povertà sanitaria. Di forte impatto anche la relazione della dottoressa Consuelo Quaglia sull’infermieristica penitenziaria, un ambiente ad altissima complessità dove l’operatore si confronta quotidianamente con fragilità psicologiche, dipendenze, patologie croniche e con il dovere di garantire il diritto alla salute come strumento di umanizzazione e inclusione dietro le sbarre. A chiudere la sessione scientifica è stata la dottoressa Giulia Moriconi, che ha acceso i riflettori sulla figura dell’infermiere scolastico e del convitto. Si tratta di un ruolo ancora poco diffuso in Italia ma fondamentale nella sanità del futuro, finalizzato alla promozione della salute in età evolutiva, al supporto degli studenti minori con fragilità e alla creazione di reti solide tra le famiglie, le scuole e i servizi territoriali. Il convegno ha dimostrato la straordinaria versatilità di una professione in continua evoluzione. Con questa giornata, l'OPI di Macerata ha ribadito il proprio impegno nel promuovere la crescita culturale del territorio e nel valorizzare competenze specialistiche che si rivelano ormai pilastri insostituibili per l'intero sistema sociosanitario moderno.

Il ruolo della creatina: cosa sappiamo oggi oltre l'uso nel mondo dello sport

Il ruolo della creatina: cosa sappiamo oggi oltre l'uso nel mondo dello sport

16/05/2026 16:37

Per molti anni la creatina è stata considerata quasi esclusivamente un integratore legato al mondo dello sport. Oggi però la ricerca scientifica sta cambiando profondamente questa visione. Negli ultimi anni, infatti, numerosi studi hanno iniziato a mostrare come la creatina possa avere effetti che vanno ben oltre l’aumento della forza muscolare, coinvolgendo anche cervello, metabolismo e invecchiamento. La creatina è una sostanza naturalmente presente nel nostro organismo e si trova soprattutto nei muscoli e nel cervello, cioè nei tessuti che richiedono grandi quantità di energia. Il suo ruolo principale è aiutare la rapida produzione di ATP, la principale fonte energetica delle cellule. È proprio questo meccanismo a spiegare perché oggi la creatina venga studiata in ambiti molto diversi tra loro. I benefici più solidi e documentati restano quelli sul sistema muscolare. La creatina monoidrato è uno degli integratori più studiati al mondo per migliorare forza, potenza e performance negli esercizi ad alta intensità. Ma ciò che sta attirando sempre più attenzione è il suo possibile ruolo durante l’invecchiamento. Con l’età tendiamo infatti a perdere progressivamente massa e funzione muscolare, un fenomeno noto come sarcopenia. Diversi studi mostrano che, soprattutto se associata all’attività fisica contro resistenza, la creatina può aiutare a mantenere massa magra e forza anche negli adulti più anziani. Negli ultimi anni anche il cervello è diventato un importante campo di ricerca. Alcune revisioni scientifiche suggeriscono che l’integrazione di creatina possa avere effetti positivi su memoria, attenzione e affaticamento mentale, soprattutto in situazioni di stress metabolico come privazione di sonno, forte stanchezza o invecchiamento. Il cervello, infatti, è uno degli organi con il più elevato consumo energetico del corpo umano. La ricerca sta valutando anche un possibile ruolo neuroprotettivo della creatina in condizioni come declino cognitivo, depressione e malattie neurodegenerative. Al momento, però, gli studiosi invitano alla cautela: le evidenze sono promettenti ma ancora preliminari, e serviranno ulteriori studi per confermare questi effetti. Un altro ambito emergente riguarda metabolismo e infiammazione. Alcuni lavori suggeriscono che la creatina possa contribuire indirettamente a migliorare la sensibilità insulinica e alcuni marker infiammatori, soprattutto quando associata all’esercizio fisico. Anche in questo caso, tuttavia, la ricerca è ancora in evoluzione. Uno dei temi più discussi riguarda la sicurezza. Nonostante molti falsi miti diffusi online, la creatina monoidrato è oggi considerata uno degli integratori più sicuri e meglio studiati presenti in letteratura scientifica. Nelle persone sane, alle dosi comunemente utilizzate, non emergono evidenze di danni renali. Naturalmente, in presenza di patologie renali o condizioni cliniche particolari, l’integrazione deve sempre essere valutata insieme al medico. Forse il messaggio più importante che emerge dalla ricerca moderna è che la creatina non dovrebbe essere vista soltanto come un integratore “per sportivi”. Si tratta di una molecola coinvolta nella produzione di energia cellulare e, proprio per questo, il suo potenziale interessa oggi molti ambiti della salute umana. Questo non significa considerarla una sostanza miracolosa. Nessun integratore può sostituire alimentazione equilibrata, attività fisica, sonno adeguato e stile di vita sano. Ma la creatina rappresenta un esempio interessante di come la scienza della nutrizione stia evolvendo: non più focalizzata solo sull’estetica o sulla performance, ma sempre più orientata alla salute metabolica, cognitiva e all’invecchiamento in buona salute.  

Sport

Recanatese travolge San Marino 4-1 e conquista la salvezza: tripletta Pierfederici decisiva

Recanatese travolge San Marino 4-1 e conquista la salvezza: tripletta Pierfederici decisiva

17/05/2026 18:10

La Recanatese chiude una delle stagioni più difficili degli ultimi anni nel modo migliore possibile, travolgendo il San Marino e conquistando una salvezza sudatissima ma meritata. Una gara che vale molto più del risultato, perché certifica la capacità di un gruppo di rialzarsi dopo un’annata complessa, fatta di alti e bassi e di grande pressione psicologica. Contro un avversario volenteroso ma poco incisivo, i giallorossi hanno inizialmente faticato a sciogliersi, frenati dalla paura e dalla posta in palio. Per oltre un’ora la squadra ha giocato con il freno a mano tirato, senza riuscire a esprimere pienamente il proprio potenziale, ma con il passare dei minuti la qualità è emersa fino a indirizzare la partita. Il protagonista assoluto è stato Gianmarco Pierfederici, autore di una straordinaria tripletta che lo porta a quota 14 gol stagionali, un bottino che lo consacra come punto di riferimento offensivo e ne premia generosità, crescita e continuità. La sua prestazione ha sbloccato una partita rimasta in equilibrio troppo a lungo. Il primo tempo ha offerto poche emozioni, con ritmi bassi e occasioni sporadiche. La Recanatese ha provato a rendersi pericolosa con alcune iniziative, tra cui un traversone di Ale per Masala e una conclusione di Chiarella respinta da Meli, oltre a un tentativo di D’Angelo nel finale di frazione. Il San Marino ha risposto con qualche ripartenza, ma senza mai impensierire seriamente la retroguardia ospite. Nella ripresa la squadra di Recanati ha mostrato un atteggiamento più deciso e aggressivo. Il vantaggio è arrivato al 7’ proprio con Pierfederici, bravo a finalizzare un’azione ben costruita da Chiarella. Il gol ha sbloccato definitivamente la gara, permettendo ai giallorossi di giocare con maggiore serenità e controllo. Il raddoppio è arrivato alla mezz’ora con Ciccanti, autore di un elegante pallonetto dopo un’azione nata da un lungo lancio di Vecchio, mentre il tris ha certificato la superiorità della Recanatese con una manovra corale rifinita ancora da Pierfederici. Nel finale è arrivato anche il gol della bandiera del San Marino con Sambu, utile solo per le statistiche. La Recanatese può così tirare un sospiro di sollievo e celebrare una salvezza che, a un certo punto della stagione, sembrava complicata da raggiungere.  RECANATESE (3-4-2-1): Fioravanti; Giusti, Vecchio, Cocino; Gori (14’st Eleuteri), Scorza, Ferro (31’pt Carano), Mordini; D’Angelo (36’st Di Francesco), Chiarella (14’st Ciccanti); Pierfederici (40’st Pesaresi) All.G.Pagliari A disp. Zagaglia, Paoltroni, Fiumanò, Mehmedi SAN MARINO (4-3-3): Meli; Pericolini, Shiba, Ale, Brighi; Golfarelli (29’st Zulu), Milazzo (35’st Giacomini), Ziello; Masala (13’st Sambou), Melloni (13’st Cum), Rubino (13’st Della Salandra) All.Biagioni A disp. Coletta, Muteba, Silvestri, Kadu Arbitro: Mansour Faye di Brescia Reti. 7’st Pierfederici, 30’Ciccanti, 38’e 39’ Pierfederici, 42’Sambu  

Principio di Incendio fuori e tifoso ferito dentro per un petardo: succede di tutto a Montegranaro per playoff Azzurra Colli-Fano

Principio di Incendio fuori e tifoso ferito dentro per un petardo: succede di tutto a Montegranaro per playoff Azzurra Colli-Fano

17/05/2026 16:20

Momenti di tensione nel pre partita della sfida playoff tra l’Azzurra Colli e il Fano. Un principio d’incendio si è infatti verificato nel parcheggio all’esterno dello stadio pochi minuti prima del calcio d’inizio della gara valida per i playoff promozione. Il play off per decidere chi andrà in eccellenza si sta svolgendo allo stadio Croce di Montegranaro tra Azzurra Colli e il Fano. Secondo le prime informazioni, il principio d'incendio si sarebbe sviluppato in un’area del parcheggio adiacente all’impianto sportivo. Sono intervenuti i vigili del fuoco per gestire la situazione. La situazione è sotto controllo e non c'è grande allarmismo.  Spostandoci però all'interno dello stadio, dopo il gol del vantaggio dell'Azzurra Colli dopo 37 secondi, il gioco si è fermato. Secondo la ricostruzione un tifoso del Fano si è ferito alla mano mentre utilizava un petardo. Intervenuta l'ambulanza di servizio, mentro la finale è momentaneamente sospesa e non si gioca da 10 minuti.  

Economia

Banco Marchigiano chiude l’anno dei record: utile oltre i 15 milioni

Banco Marchigiano chiude l’anno dei record: utile oltre i 15 milioni

16/05/2026 11:00

Si è conclusa con l’approvazione unanime del bilancio e un clima di grande soddisfazione l’Assemblea dei Soci del Banco Marchigiano, chiamata a esaminare i risultati di un esercizio definito dai vertici dell’istituto “l’anno dei record”. I numeri confermano infatti una crescita significativa sia sul piano economico sia su quello patrimoniale, consolidando il ruolo della banca come punto di riferimento per famiglie e imprese nelle Marche e in Abruzzo. L’utile lordo ha raggiunto i 17 milioni di euro, mentre l’utile netto ha superato i 15 milioni, segnando un incremento del 20,5% rispetto all’anno precedente. A rafforzare ulteriormente il quadro positivo è il CET1 ratio, principale indicatore della solidità bancaria, salito al 28,2%, con un patrimonio netto che supera i 115 milioni di euro. «L’approvazione del bilancio da parte dei soci conferma la bontà della nostra strategia – ha dichiarato il presidente Sandro Palombini –. Siamo una banca che cresce e che riesce a trasformare i risultati economici in valore per il territorio. Gli oltre 800mila euro destinati a iniziative sociali, culturali, sportive e sanitarie rappresentano concretamente il nostro modo di fare banca». Importanti anche i risultati sul fronte del sostegno all’economia reale. Nel 2025 il Banco Marchigiano ha erogato nuovi finanziamenti per 140 milioni di euro, con una crescita del 16,6% rispetto all’anno precedente. Numeri che si traducono in interventi concreti sul territorio: circa 400 famiglie e giovani hanno potuto acquistare la prima casa grazie ai mutui concessi dall’istituto, mentre oltre 300 piccole imprese sono state supportate nei loro programmi di sviluppo e investimento. Il direttore generale Massimo Tombolini ha evidenziato come i risultati raggiunti siano il frutto di un percorso costruito negli ultimi anni. «Non si tratta di un exploit isolato – ha spiegato – ma del risultato di un lavoro portato avanti con continuità negli ultimi tre anni. Abbiamo incrementato la raccolta complessiva di oltre 300 milioni mantenendo al tempo stesso una qualità del credito molto elevata, con coperture sui crediti deteriorati superiori al 76%». Tombolini ha inoltre sottolineato l’importanza del capitale umano all’interno dell’istituto, ricordando l’ingresso negli ultimi tre anni di circa 20 giovani neolaureati. Anche il vicepresidente Marco Bindelli ha rimarcato il valore dell’appartenenza al Gruppo Cassa Centrale: «Far parte di un grande gruppo nazionale ci garantisce solidità e prospettive, ma restiamo profondamente legati ai distretti produttivi delle Marche e dell’Abruzzo e alle esigenze delle famiglie del territorio».   Il bilancio approvato conferma dunque il percorso di crescita del Banco Marchigiano, sempre più orientato a coniugare stabilità finanziaria, sostegno all’economia locale e attenzione alla comunità.

Confapi riunisce il distretto del Cappello: “Servono collegamenti e sostegno alle imprese”

Confapi riunisce il distretto del Cappello: “Servono collegamenti e sostegno alle imprese”

16/05/2026 10:21

MONTAPPONE – Opportunità per le imprese, infrastrutture strategiche, formazione e innovazione: sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Opportunità e Strumenti per le Imprese del Distretto del Cappello”, promosso da Confapi Industria Ancona insieme a Uniontessile Confapi Industria Ancona e ospitato giovedì 14 maggio nella sede del Comune di Montappone. L’appuntamento, patrocinato dai Comuni di Montappone, Massa Fermana, Falerone e Monte Vidon Corrado, oltre che dal commissario straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, ha riunito istituzioni, amministratori e imprenditori del territorio fermano per discutere delle prospettive di sviluppo del comparto manifatturiero legato al cappello, simbolo storico dell’economia locale. A moderare l’incontro è stato Paolo Marzialetti, presidente nazionale del Settore Cappello della Federazione italiana Tessilivari e presidente di Uniontessile Confapi Industria Ancona. Ad aprire i lavori sono stati il sindaco di Montappone Mario “Amerino” Clementi e il prefetto di Fermo Edoardo D’Alascio, che ha invitato amministrazioni e aziende a rafforzare le iniziative comuni per sostenere la crescita del distretto. Particolarmente atteso l’intervento del senatore Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, che ha illustrato le opportunità previste per le imprese del cratere sismico e le azioni messe in campo a favore del territorio. Castelli ha inoltre evidenziato l’importanza dell’ingresso della Regione Marche nella ZES Unica a partire dalla fine del 2025, sottolineando le nuove misure che potranno integrare gli strumenti già esistenti per le aree colpite dal terremoto. Il direttore di Confapi Industria Ancona Michele Montecchiani ha ribadito il ruolo dell’associazione come punto di riferimento per la piccola e media industria privata, evidenziando l’importanza della formazione e delle competenze come leva strategica per la competitività aziendale. Ampio spazio è stato dedicato anche alle criticità infrastrutturali che interessano il territorio. I sindaci dei Comuni coinvolti hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di superare l’isolamento logistico del Distretto del Cappello attraverso opere considerate fondamentali per lo sviluppo economico dell’area. Tra le priorità indicate figurano il collegamento del distretto alla Mezzina tramite la strada che costeggia l’Ete Morto, il completamento della Mezzina verso Teramo e la realizzazione della Mare-Monti connessa alla Pedemontana, infrastruttura destinata a collegare Belforte del Chienti alla Salaria. Nel corso dell’incontro, Eleonora Ferracuti, consigliere provinciale di Fermo, ha ricordato l’iter avviato per il riconoscimento del marchio IGP del Cappello Marchigiano e della Calzatura Fermano-Maceratese, mentre il tenente colonnello Alessandro Caputo, in rappresentanza del comandante provinciale della Guardia di Finanza Vittorio Angelini, ha sottolineato la vicinanza delle istituzioni alle imprese del territorio e il valore dell’eccellenza manifatturiera locale. Il confronto finale con gli imprenditori ha fatto emergere le principali preoccupazioni del settore: dall’incertezza geopolitica alle ripercussioni sul mercato del lusso, fino alla difficoltà nel reperire personale qualificato e nella formazione continua in azienda. Tra i temi più sentiti anche la necessità di ridurre i costi per la partecipazione alle fiere nazionali e internazionali e l’importanza di rafforzare la collaborazione con le università marchigiane per sviluppare applicazioni legate all’Intelligenza Artificiale e all’innovazione tecnologica.

Scuola e università

Recanati, le Scienze Applicate del Liceo 'Leopardi' alle finali nazionali di Mad for Science

Recanati, le Scienze Applicate del Liceo 'Leopardi' alle finali nazionali di Mad for Science

16/05/2026 19:40

Il futuro del nostro territorio è nelle mani degli studenti del Liceo "G. Leopardi"di Recanati, sempre più scuola di riferimento per una didattica laboratoriale d'eccellenza. Il 28 maggio, presso l’Acquario Romano, un team rappresentativo delle classi 4R, 3M e 3L dell’indirizzo Scienze Applicate sfiderà le proposte di altri sette istituti provenienti da tutta Italia nella finale nazionale di "Mad for Science", il prestigioso concorso promosso dalla Fondazione Diasorin. Oltre che una competizione, il concorso rappresenta un’esperienza didattica coinvolgente e un’occasione per potenziare con attrezzature all’avanguardia i laboratori scientifici già in dotazione alla scuola, dentro i quali, da anni, i docenti dell’indirizzo di Scienze Applicate lavorano per proiettare i ragazzi nel cuore della ricerca attiva. In queste settimane, sotto la guida della professoressa di Scienze Naturali Lucia Galassi, mente e cuore dell'iniziativa, e del professore di Informatica Michele Brizi, gli studenti si stanno preparando ad affrontare una sfida multidisciplinare: dalla biotecnologia pura allo sviluppo di piattaforme digitali per condividere conoscenza. Al centro di tutto c'è RootNet: un progetto nato per proteggere la biodiversità del suolo locale. Dopo una prima fase di sperimentazione condotta tra i laboratori scolastici e una serra domotica, le colline di Recanati, patrimonio di bellezza e cultura, diventeranno a loro volta un laboratorio a cielo aperto dove il team ha l’obiettivo di studiare le micorrize autoctone. Questi funghi simbionti, alleati naturali delle radici, verranno fatti proliferare attraverso l'uso di scarti agricoli locali (economia circolare) per rendere le piante più resilienti ai cambiamenti climatici, riducendo drasticamente la dipendenza da prodotti chimici industriali. Il risultato è un modello di “cittadinanza scientifica attiva” dove la scuola non solo insegna, ma produce conoscenza utile al territorio.  A Roma,dunque, i ragazzi del nostro Liceo porteranno un manifesto che racconta come la scienza possa preservare concretamente la bellezza e la salute dei nostri luoghi.  

San Severino, nuove sedute tricolori in cemento stampato in 3D per l’Istituto “Divini”

San Severino, nuove sedute tricolori in cemento stampato in 3D per l’Istituto “Divini”

16/05/2026 14:13

SAN SEVERINO - Innovazione tecnologica, design avanzato e identità nazionale si incontrano nella nuova installazione realizzata davanti all’ingresso dell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”, in viale Mazzini. L’opera nasce dalla collaborazione tra Fonsi Costruzioni Srl, specializzata in strutture in cemento armato e muratura, e MateriaNova Srl, realtà di Montecosaro attiva nel settore della stampa 3D applicata all’edilizia. Si tratta di tre maxi sedute, vere e proprie chaise longue urbane, realizzate con tecnologia di stampa 3D cementizia e disposte nei colori della bandiera italiana: verde, bianco e rosso. Le forme sinuose e continue generano un effetto visivo e tattile di forte impatto, trasformando l’area in uno spazio contemporaneo e riconoscibile. L’installazione è stata collocata in un contesto di particolare rilievo istituzionale, in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile che hanno visto anche la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a San Severino Marche. La realizzazione è il risultato della sinergia tra le due aziende marchigiane, con MateriaNova impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative per l’architettura e l’edilizia digitale. L’azienda opera attraverso processi di deposizione strato su strato a partire da modelli CAD, riducendo tempi di lavorazione e impatto ambientale, con l’obiettivo di coniugare efficienza, sostenibilità e qualità materica. Le sedute installate all’Istituto “Divini” non rappresentano solo un elemento di arredo urbano, ma anche un esempio concreto delle potenzialità dell’architettura sostenibile e delle nuove tecnologie applicate all’edilizia, con un forte valore educativo per gli studenti che si formano nelle discipline tecniche. In occasione dell’installazione, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha voluto esprimere il proprio apprezzamento, complimentandosi personalmente con i rappresentanti delle aziende coinvolte per il progetto realizzato.  

Cultura

A Palazzo Cortesi presentato il libro “Fascisti e antifascisti. Tentativi di conciliazione” con Bergamaschi e Fusaro

A Palazzo Cortesi presentato il libro “Fascisti e antifascisti. Tentativi di conciliazione” con Bergamaschi e Fusaro

17/05/2026 17:45

Si è svolta ieri, sabato 16 maggio alle ore 19, la presentazione del libro “Fascisti e antifascisti. Tentativi di conciliazione”presso il dehors esterno di Palazzo Cortesi, in piazza Cesare Battisti. L’evento ha visto la partecipazione dello scrittore Ferdinando Bergamaschi e del filosofo Diego Fusaro, richiamando l’attenzione del pubblico su uno dei temi più complessi e dibattuti della storia politica italiana del Novecento. La presentazione ha offerto un’occasione di approfondimento storico e filosofico sui tentativi di conciliazione e sulle strategie politiche attribuite al fascismo. Nel volume, Bergamaschi propone una lettura che interpreta alcune aperture del regime come parte di una strategia politica strutturata, legata anche all’idea di una “democrazia radicale e sostanziale di matrice roussoviana”, alternativa al modello parlamentare tradizionale. Sono stati richiamati alcuni passaggi centrali del libro, dai Patti di pacificazione del 1921 ai rapporti con socialisti e sindacati, fino ai Patti Lateranensi del 1929 e ai tentativi di dialogo nella fase della Repubblica Sociale Italiana, con attenzione anche alla sinistra fascista e a figure culturali come Berto Ricci. La presenza di Diego Fusaro ha contribuito ad arricchire il dibattito, offrendo ulteriori spunti di riflessione filosofica e interpretativa sui temi affrontati, con particolare attenzione alle letture del Novecento italiano e alle sue contraddizioni politiche e culturali. L’evento si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione di Palazzo Cortesi, recentemente restaurato e destinato a diventare un nuovo polo culturale e ricettivo nel centro cittadino. La struttura, gestita da Sara Longarini, punta a coniugare ospitalità, cultura e ristorazione, con l’obiettivo di creare uno spazio di aggregazione aperto a cittadini e turisti. Nonostante il tempo incerto, la presentazione si è comunque svolta regolarmente, trasferita per sicurezza sotto le logge adiacenti al dehors. A margine dell’incontro, gli ospiti sono stati accolti all’interno del palazzo per un aperitivo-cena. Un ringraziamento a Sara Longarini e Diego Margione, che, insieme alla redazione di Picchio News, hanno curato l’organizzazione dell’evento. La presentazione è stata moderata da Paola Pauri, collaboratrice della stessa testata. L’iniziativa ha rappresentato uno dei primi appuntamenti di un calendario culturale più ampio che accompagnerà l’apertura completa della struttura prevista per la fine di giugno.

Sferisterio, torna il rito degli Aperitivi Culturali: 12 incontri per i 20 anni della rassegna

Sferisterio, torna il rito degli Aperitivi Culturali: 12 incontri per i 20 anni della rassegna

12/05/2026 17:30

Traguardo storico per la kermesse più longeva del Macerata Opera Festival. Gli Aperitivi Culturali, ideati e curati sin dal 2006 da Cinzia Maroni per l’associazione Sferisterio Cultura, compiono vent'anni. Nati con l'idea che "chi sa solo d'opera non sa niente d'opera", questi incontri hanno trasformato gli Antichi Forni in un laboratorio interdisciplinare unico in Italia, capace di richiamare in due decenni oltre trentamila persone e più di cinquecento ospiti di caratura internazionale.  L’identità della rassegna risiede nel guardare al melodramma non solo come estetica, ma come un dispositivo capace di interrogare la società moderna. Attraverso gli occhi di filosofi, storici e giuristi, i titoli del cartellone vengono analizzati sotto luci inedite: dalla Tosca letta come caso di concussione sessuale alla Butterfly indagata come turismo sessuale, fino ai figli di Norma visti come orfani di femminicidio. Un approccio che ha portato a Macerata personalità del calibro di Patti Smith, Goran Bregovich, Massimo Donà e Marcello Veneziani, consolidando un format che unisce l'alto linguaggio della lirica alla cultura pop e alla saggistica. L’edizione del ventennale si apre venerdì 17 luglio alle ore 12:00 con un focus sul Nabucco, che vedrà il dialogo tra il regista Fourny, il direttore Carminati e lo scrittore Stefano Jacini. Il primo weekend proseguirà con approfondimenti sul Barbiere di Siviglia insieme ad Alberto Mattioli e sul Trovatore con la firma del Corriere della Sera Enrico Girardi. Tra i temi più attesi del secondo fine settimana spicca l’incontro del 24 luglio dedicato a fake news e gogna mediatica, un appuntamento accreditato per la formazione forense che vedrà la partecipazione dell'avvocato Giulia Boccassi e di Francesca Scopelliti. La rassegna proseguirà con le riflessioni della filosofa Ilaria Gaspari sulla pulsione di morte e le analisi antropologiche di Annalisa di Nuzzo sul Trovatore. Un momento di profonda commozione è previsto per la chiusura del terzo weekend, quando la musicologa Carla Moreni dedicherà l'incontro a Angelo Foletto, storico critico musicale e amico della rassegna scomparso quest'anno. Il gran finale, dal 7 al 9 agosto, sarà affidato a Luca Scarlini, al filosofo Andrea Tagliapietra e ad Andrea Panzavolta, che esploreranno il potere e l'identità attraverso i Carmina Burana e Rossini. Il successo di questo ventennale, sottolinea Cinzia Maroni, è frutto di una rete instancabile e del supporto costante dell’Amministrazione comunale, in particolare dell'assessore alla cultura Katiuscia Cassetta. Ogni incontro, come da tradizione, si concluderà con un brindisi a km zero, un rito che accorcia le distanze tra relatori e pubblico, confermando gli Aperitivi Culturali come il cuore pulsante e "irrituale" del Macerata Opera Festival, capace di trasformare ogni mezzogiorno in un'occasione di crescita collettiva.

Eventi

Civitanova risponde all'appello del "Giro per la Pace": in centinaia al Cecchetti per chiedere lo stop alle guerre

Civitanova risponde all'appello del "Giro per la Pace": in centinaia al Cecchetti per chiedere lo stop alle guerre

17/05/2026 10:10

Una straordinaria ondata di colori, musica e partecipazione ha attraversato ieri, sabato 16 maggio, le vie del centro. Civitanova Marche ha ospitato con grande successo la 43ª tappa del Giro d’Italia per la Pace, un evento fortemente voluto e coordinato dal Comune insieme al Comitato “Civitanova per la Pace”, capace di unire generazioni, associazioni e realtà diverse del territorio nel segno del dialogo e della solidarietà. La manifestazione ha preso il via da piazza XX Settembre con la partenza del colorato Corteo della Pace. Ad aprire la sfilata è stata la suggestiva Lampada di San Francesco, che il giorno precedente era stata accolta dagli alunni della scuola Ungaretti nella cornice del teatro Annibal Caro. Subito dietro, accompagnata dalle note della banda cittadina, ha sfilato la lunghissima Bandiera della Pace di Senigallia, eccezionalmente prestata per l'occasione e sorretta con entusiasmo dai ragazzi e dalle ragazze degli scout civitanovesi. Al corteo si sono unite centinaia di persone e un foltissimo cartello di associazioni locali, tra cui Donne di Mondo, Emergency, Amnesty International, Sted, Carta Canta, ANPI, SPI-CGIL, GAS Gaia, AttivaMente, Mondo Solidale e Saturday for Palestine, a testimonianza di un forte sentimento collettivo contro ogni forma di guerra. Il fiume pacifico ha poi raggiunto il Teatro Cecchetti, che si è rivelato persino troppo piccolo per contenere la folla: moltissimi cittadini hanno infatti dovuto seguire l'evento dall'esterno. Sul palco si è vissuto un susseguirsi di momenti intensi grazie ai contributi degli studenti del Liceo “Leonardo da Vinci”, dell’associazione “Il Palco”, del Circolo Interculturale Italo-Peruviano e della fraternità dei Frati Minori. Attraverso balli, canti, poesie e riflessioni profonde, ognuno ha offerto i propri "doni di pace". Nel frattempo, all'esterno della struttura, i vari presidi associativi hanno promosso petizioni, raccolte firme e proposte di legge di iniziativa popolare per tradurre l'ideale della nonviolenza in azioni concrete. Tra i momenti più significativi del pomeriggio, la consegna da parte della Cgil di un quadro dell'artista Gianni Mercuri destinato al Liceo "Da Vinci", lo scambio di magliette a tema da parte degli scout e il regalo delle proprie poesie da parte di una studentessa del liceo. L'iniziativa ha vissuto anche un importante risvolto istituzionale. Dal palco del Cecchetti, i rappresentanti del Comitato “Civitanova per la Pace” si sono rivolti direttamente ai consiglieri comunali presenti - Murri, Micucci e Giorgini - lanciando una proposta ufficiale da portare all'attenzione dell'assise cittadina: dedicare una via, una piazza o lo stesso storico varco sul mare alla Pace. «Ogni città ne ha una, è arrivato il momento che anche Civitanova l’abbia», hanno sottolineato gli attivisti tra gli applausi scroscianti del pubblico. La giornata si è chiusa con il forte appello lanciato dai promotori nazionali del Giro, che traccia la rotta per il futuro: «La pace non è solo un ideale da invocare, ma un impegno quotidiano da costruire insieme: ciascuno di noi è chiamato a diventare “Artigiano di pace” e ogni scuola, una Scuola di Pace».

Camerino, dalla Corsa alla Spada alla festa di San Venanzio: torna la pesatura dei ceri e l'accensione del falò

Camerino, dalla Corsa alla Spada alla festa di San Venanzio: torna la pesatura dei ceri e l'accensione del falò

16/05/2026 16:45

La devozione, il folklore e il senso di appartenenza tornano protagonisti domenica 17 maggio con la suggestiva cerimonia dell’Offerta dei ceri e accensione del grande falò, uno degli appuntamenti più sentiti e simbolici della Corsa alla Spada e Palio. Un momento carico di storia e partecipazione popolare che si svolge nella basilica di San Venanzio martire, luogo che custodisce le spoglie del santo patrono della città di Camerino. La cerimonia in chiesa è preceduta dalla pesatura dei ceri, ospitata quest’anno all’interno del cortile del Palazzo Arcivescovile, luogo messo a disposizione dall’arcivescovo mons. Francesco Massara che ha accolto nei propri rinnovati spazi del Palazzo e del Museo Diocesano tante iniziative della rievocazione storica. Al corteo dei nobili e delle autorità cittadine, delle arti, dei comuni, degli arcieri e degli ospiti (Palio San Floriano di Jesi e Tamburini del Serafino di Sarnano) si aggiungeranno man mano i figuranti dei tre terzieri e tanti popolani e così il corteo completo arriverà in basilica. Dopo l’Offerta dei ceri è il momento della lettura in piazza del bando della Corsa alla Spada 2026 e dell’accensione del focaraccio, il grande falò che simboleggia la veglia in attesa della festa del Santo ed esorcizza la stagione fredda, richiamando un rito di benvenuto alla bella stagione.  Diretta TV dell'evento del 17 maggio sull’emittente Studio 7 TV HD Canale 78 del Digitale Terrestre e in streaming su www.studio7tv.it Sempre il 17 maggio è in programma l’Open Day di danza rinascimentale con Bruna Gondoni (ore 10:00 Quartiere delle Associazioni) e alle ore 17:00, sempre nel Quartiere delle Associazioni, Presentazione degli atleti e delle atlete della 45° edizione con la consegna della spada donata in questa edizione dal Bar Diana e forgiata dal fabbro Stefano Bellesi. E’ stato rinviato il Palio di Sant’Ansovino degli Arcieri De Varano in programma nel pomeriggio di oggi, mentre il mercatino e i laboratori della Compagnia commerciale medievale si svolge regolarmente dalle 16:30 in poi, ma viene spostato nella Geostruttura presso l’area Area Taverne in via Madonna delle Carceri.  Il programma proseguirà lunedì 18 maggio con la festa di San Venanzio, particolarmente ricca di iniziative perché celebrata nell’anno triennale dedicato al Santo patrono di Camerino e dell’Arcidiocesi, che si conclude con il Concerto per il Santo Patrono della Banda Orchestra Città di Camerino alle ore 21:30 in basilica. Il pomeriggio è dedicato al tema: Vestirsi a Camerino nel '400: un intreccio di arte moda e storia con alle 16.00 una visita guidata al Museo Diocesano Giacomo Boccanera e a seguire l’incontro con Federico Marangoni, Reenactment Advisor. “La rievocazione storica piano piano si riappropria della sua città - dichiara la presidente Donatella Pazzelli -superando anche le innumerevoli e sempre maggiori difficoltà legate ai tanti cantieri aperti per ricostruire Camerino. Visite guidate a tema e spettacoli saranno ospitati negli spazi del Palazzo Arcivescovile, luogo simbolo di storia e arte magnificamente restaurato, e in altri luoghi suggestivi per offrire a tutti la possibilità di godere della parte della città recuperata”. Le iniziative proseguono anche martedì 19 maggio con un ricco calendario di appuntamenti: la Fiera di San Venanzio organizzata dal Comune di Camerino (intera giornata), la visita guidata delle ore 15:30 “San Venanzio nelle collezioni del Museo Diocesano” a cura di Barbara Mastrocola, direttrice musei e responsabile beni mobili dell’Arcidiocesi, lo spettacolo delle ore 18.30 nella basilica di San Venanzio, “… a rimirar le stelle” Terra - Pietra - Infinito. Le voci raccontano, con il Coro Monti Azzurri, la voce recitante di Sabrina Conocchioli e la direzione di Maurizio Maffezzoli e alle 19.45 nella Taverna di Muralto l’ultimo dei tre appuntamenti di Reccontata a veja la storia secondo Quinto de Martella. Alle 22:00 in Piazza Cavour ci sarà La Battaglia delle Due Corti, suggestiva partita a scacchi vivente curata dalla Proloco Camerino.

Curiosità

Kate Middleton a Reggio Emilia: la maceratese Petra Carsetti cura il galateo per il ritorno in pubblico della Principessa

Kate Middleton a Reggio Emilia: la maceratese Petra Carsetti cura il galateo per il ritorno in pubblico della Principessa

14/05/2026 16:45

La Principessa del Galles Kate Middleton ha scelto l’Emilia per il suo primo viaggio all’estero dopo la malattia. Una visita semi-privata, lontana dai clamori ufficiali ma ricca di significati, che l’ha portata a Reggio Emilia, città simbolo del tricolore e punto di riferimento internazionale nel campo dell’educazione dell’infanzia. La visita si inserisce nel progetto promosso dalla principessa dedicato al benessere e allo sviluppo dei bambini nel Regno Unito. Per approfondire modelli educativi innovativi, Kate Middleton ha voluto incontrare la Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi ETS, realtà che da oltre trent’anni rappresenta un’eccellenza mondiale nella pedagogia e nella gestione dei servizi educativi per l’infanzia. Ad accoglierla nella storica Sala del Tricolore — dove dal 1797 è custodita la bandiera della Repubblica Cispadana, destinata a diventare il vessillo dell’Italia unita — è stato il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, che ha organizzato un ricevimento in onore di Sua Altezza Reale. Dietro le quinte dell’evento, un ruolo centrale è stato affidato alla maceratese Petra Carsetti, esperta di galateo e campionessa mondiale di apparecchiatura della tavola. A lei è stata affidata la supervisione del protocollo e dell’allestimento del buffet di benvenuto, curato da Locanda Ca’Matilde attraverso i titolari Marcella Abbadini e Andrea Incerti Vezzani, con il servizio in sala affidato ad Andrè Joao Cunha Fiaes. Ogni dettaglio è stato studiato secondo il rigido protocollo reale: tazze bianche decorate con piccoli fiori, piattini color Tiffany coordinati, tovaglioli in lino bianco, posate in argento e una raffinata selezione di tè, tra cui il pregiato Qimen Jinzhen dalla fragranza delicata. Alcune delle miscele provenivano dalla storica maison britannica Fortnum & Mason. Grazie anche alla collaborazione con un Royal Butler britannico, Petra Carsetti ha saputo soddisfare una delle passioni gastronomiche della Principessa del Galles: i biscotti biologici alla lavanda, vaniglia e arancia. Accanto ai sapori inglesi non poteva mancare un omaggio alla tradizione emiliana, con un assaggio di erbazzone, antichissima torta salata reggiana di origine ebraica preparata con bietole stufate. La scelta di Ca’Matilde non è stata casuale. Kate Middleton, da sempre amante della cucina vegetale, del giardinaggio e delle erbe spontanee, ha apprezzato particolarmente l’orto della struttura, considerato tra i più belli e premiati della zona. Una sensibilità che richiama quella di suo suocero, Carlo III, noto sostenitore dell’ambiente e grande estimatore della campagna italiana. A Petra Carsetti è spettato anche il compito di vigilare sul rispetto del dress code, delle precedenze istituzionali e delle tradizionali forme di saluto riservate alla famiglia reale britannica, tra inchini e riverenze. Un’accoglienza impeccabile che, secondo i presenti, è stata molto apprezzata dalla Principessa del Galles e che ha trasformato Reggio Emilia, per un giorno, in un piccolo salotto reale nel cuore dell’Emilia.  

Stanley Tucci a Macerata: protagonisti della sua docuserie l’Osteria dei Fiori e i vincisgrassi

Stanley Tucci a Macerata: protagonisti della sua docuserie l’Osteria dei Fiori e i vincisgrassi

13/05/2026 14:30

Un viaggio nel cuore della cucina italiana attraverso sapori, tradizioni e storie dei territori. È questa la filosofia di Stanley Tucci, protagonista del format Tucci in Italy prodotto da National Geographic e disponibile su Disney+. Tra le tappe della produzione anche una puntata girata all’Osteria dei Fiori a Macerata, dove Tucci e la sua troupe hanno raccontato e valorizzato la cultura gastronomica locale, con un focus sui tradizionali vincisgrassi, sempre più apprezzati anche a livello internazionale. “È stato un piacere e un onore accogliere Stanley Tucci e la sua troupe – racconta la struttura – e far conoscere la nostra storia, le nostre tradizioni e i nostri piatti”. Il viaggio televisivo ha toccato anche altre eccellenze marchigiane: Campofilone, dove viene raccontata la storia della famiglia Spinosi e dei celebri maccheroncini, e il ristorante “Emilia” nella riviera del Conero, ulteriore tappa dedicata alla cucina del territorio. Il format prosegue così la sua esplorazione dell’Italia gastronomica, portando sullo schermo ricette e identità locali attraverso un racconto autentico e divulgativo. Stanley Tucci è inoltre tra i protagonisti de “Il Diavolo veste Prada 2”, già uscito e attualmente nelle sale, attesissimo sequel del celebre film. La puntata di Tucci in Italy è disponibile su Disney+. 

Varie

Hantavirus: si tornerà presto allo stato d'emergenza?

Hantavirus: si tornerà presto allo stato d'emergenza?

17/05/2026 12:20

Già da giorni, comincia a salire la tensione mediatica intorno all’Hantavirus. I modi e le strategie narrative ricordano tragicamente quelli del coronavirus, cosicché ci troviamo a vivere una sorta di déjà vu. Si vocifera nemmeno troppo obliquamente del possibile ritorno di una epidemia in Europa, proprio nei giorni in cui, per ironia della sorte, il governo italiano ha varato il nuovo piano pandemico, attivo fino al 2029. Non sappiamo, ovviamente, come andrà a finire, ma non ci stupiremmo affatto se dovesse ripresentarsi uno scenario analogo a quello del 2020, con il ritorno in pompa magna del Leviatano tecnosanitario. I virus e le epidemie esistono purtroppo da sempre, ma la vera novità della civiltà tecnomorfa contemporanea consiste nell’utilizzarle ad arte per riorganizzare il potere e il governo delle cose e delle persone, cavalcando l’emergenza come ars regendi. Come non mi stanco di sottolineare, neoliberismo ed emergenza fanno sistema, cosicché l’ordine neoliberale e l’emergenza permanente si rovesciano dialetticamente l’uno nell’altra. L’emergenza infatti, soprattutto se amplificata dal discorso mediatico e dai monopolisti della parola, permette al potere neoliberale di imporre misure e norme proprie dello Stato d’eccezione che, in una condizione di normalità, mai verrebbero accettate e che è invece la situazione dell’emergenza a rendere non solo accettabili, ma, di più, necessarie. D’altro canto, la tesi che avevamo sostenuto nel nostro libro del 2021, “Golpe globale”, è quella secondo cui l’emergenza presenta ormai un andamento a YoYo, alternando fasi 1 di emergenza radicale a fasi 2 di emergenza più blanda o latente. Stiamo dunque, dopo una lunga fase 2, per tornare alla fase 1? È una domanda che non possiamo eludere e per la quale tuttavia non abbiamo una risposta certa. Lo scopriremo presto. Intanto, la sensazione è, inevitabilmente, quella del déjà vu. L’Hantavirus sembra a tutti gli effetti ricondurci alla stagione epidemica principiata nel 2020: l’allarmismo mediatico ha già cominciato a scaldare i motori e, oltretutto, si è già registrato il primo caso di quarantena per un italiano. L’immarcescibile Burioni è intervenuto, spiegando che potremo tirare un sospiro di sollievo solo se tra 50 giorni non vi saranno contagi. Dulcis in fundo, riparte la corsa al siero santissimo, il sacro Graal delle multinazionali del farmaco. L’emergenza permanente - giova insistervi - costituisce la cifra dell’ordine neo-liberale, che utilizza l’emergenza stessa come arte di governo per riplasmare le nostre vite e per riorganizzare a suo beneficio l’amministrazione delle cose e delle persone. Governare con l’emergenza è a tutti gli effetti la strategia più specifica dell’ordine tecnocapitalistico contemporaneo. Perché questa peculiare ars regendi possa funzionare a pieno regime, occorre ovviamente terrorizzare ad arte la popolazione, amplificando mediaticamente le crisi: parafrasando Spinoza, la passione triste della paura rende i cittadini passivi e disposti a subire letteralmente tutto, a patto che quel tutto sia presentato come funzionale alla salvezza. Come sempre, a dover essere messa in discussione non è certo l’existence delle emergenze, compresa quella epidemica: deve invece essere messo in discussione l’uso politico ed economico che di esse viene fatto dalla raison neoliberale, che le impiega per potenziare la propria struttura, per rinsaldare il proprio dominio di classe e per attuare più velocemente e senza impedimenti il proprio tableau de bord su scala planetaria.

La saggezza del «Ma (間)»: il vuoto necessario per percepire il tutto

La saggezza del «Ma (間)»: il vuoto necessario per percepire il tutto

Nella pausa tra due respiri, si nasconde la chiave per superare ogni conflitto Nella tradizione giapponese, il Ma (間) rappresenta l'equilibrio tra presenza e assenza, tra pieno e vuoto, lo spazio che dà senso alla forma. Nella musica è la pausa tra le note che impedisce loro di divenire rumore; nella pittura è il bianco che definisce i colori. In amore è il silenzio condiviso che disinnesca il conflitto e salva la relazione. Il Ma in questo caso diventa la chiave per dare un senso più profondo alle parole, specialmente quando queste rischiano di diventare armi durante un litigio. In Occidente, siamo dominati dall’ esigenza del chiarimento immediato. Spinti dall'urgenza di aver ragione, cerchiamo lo scontro frontale senza la lucidità necessaria, finendo inevitabilmente per peggiorare la situazione. Dal punto di vista neuroscientifico, in quei momenti entriamo in uno stato emotivo alterato: il battito accelera, i livelli di cortisolo si impennano e l’amigdala prende il comando, attivando risposte arcaiche di attacco o fuga. In tale contesto si rivela impossibile l’ascolto empatico. Il Ma interviene proprio qui, agendo come un regolatore del sistema nervoso. Non è silenzio punitivo o sintomo di freddezza, esso è, al contrario, un gesto d’amore. Praticarlo significa dire all'altro: « non voglio ferirti mentre la mia mente è offuscata». Siamo poco abituati al silenzio perché esso ci spoglia delle nostre difese e ci costringe ad ascoltarci. La saggezza orientale ci insegna il valore del «vuoto condiviso». La coppia decide di comune accordo di fermarsi: pochi minuti di sola vicinanza fisica, in cui abitare lo stesso spazio e sentire il respiro dell’altro. È una forma di co-regolazione: i corpi si sincronizzano, uscendo dalla percezione di pericolo e placando lo stress. Solo allora la parola torna ad essere uno strumento di costruzione e non di distruzione. Gli studi testimoniano che questo silenzio intenzionale agisce secondo una precisa sequenza temporale: 1-3 minuti: il respiro si regolarizza e il battito cardiaco si abbassa; 4-6 minuti: si riduce il cortisolo, riattivando la capacità di analisi; Oltre i 7 minuti: avviene la sincronizzazione corporea, con conseguente attivazione dell’empatia. Il silenzio non è dunque un'assenza, ma un’intensità ritrovata. È la scelta consapevole di non cedere all’ascolto reattivo, nato dal bisogno egoistico di scaricare la rabbia sul partner. La maturità emotiva non risiede nel parlare di tutto subito, ma nel sapere quando tacere per proteggere chi amiamo.

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