Martedì pomeriggio si è tenuta a Tolentino la festa “È tempo di Carnevale!”, tradizionale appuntamento del martedì grasso rivolto ai bambini. Il Palazzetto dello Sport Giulio Chierici, è stato animato dal gruppo "In festa con Shelly", riempiendosi di musiche, maschere, balli di gruppo, giochi, coriandoli e fritture di Carnevale. L'appuntamento è stato organizzato dalla Pro Loco 2.0, in collaborazione con l'amministrazione comunale.
Il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, ha partecipato all'evento travestito da Stitch, il simpatico personaggio del famosissimo film animato firmato Disney, noto alle nuove generazioni grazie al live action uscito nelle sale lo scorso anno. Il primo cittadino si è aggirato tra i bambini e i genitori senza essere riconosciuto, prestandosi per giochi e fotografie: "A me il Carnevale piace molto, penso che si capisca anche dal mio travestimento. Ho fatto un sondaggio fra i bambini e, secondo loro, il personaggio più carino era Stitch, quindi io e mia moglie l'abbiamo costruito. I bambini hanno reagito abbracciando questa maschera piena di gommapiuma, ed è stato bellissimo".
Tra i partecipanti, anche la vicesindaco Alessia Pupo e la presidente della Pro Loco 2.0, Martina Cicconetti, che ha dichiarato: "Siamo molto felici che il Comune ci abbia dato la possibilità di organizzare un evento così importante per la città di Torrentino e soprattutto per i più piccoli, quindi dobbiamo ringraziare, oltre all'amministrazione, tutti gli uffici comunali che ci hanno sostenuto e aiutato nell'organizzazione di questa bellissima manifestazione pensata per i più piccoli".
Un martedì grasso chiassoso, colorato e pieno di sorprese, che sembra anticipare l'aria di festa di quello che sarà l'evento clou del Carnevale tolentinate: la sfilata di carri allegorici che si terrà domenica 22 febbraio.
Martedì pomeriggio si è tenuta a Tolentino la festa “È tempo di Carnevale!”, tradizionale appuntamento del martedì grasso rivolto ai bambini. Il Palazzetto dello Sport Giulio Chierici, è stato animato dal gruppo "In festa con Shelly", riempiendosi di musiche, maschere, balli di gruppo, giochi, coriandoli e fritture di Carnevale. L'appuntamento è stato organizzato dalla Pro Loco 2.0, in collaborazione con l'amministrazione comunale.
Il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, ha partecipato all'evento travestito da Stitch, il simpatico personaggio del famosissimo film animato firmato Disney, noto alle nuove generazioni grazie al live action uscito nelle sale lo scorso anno. Il primo cittadino si è aggirato tra i bambini e i genitori senza essere riconosciuto, prestandosi per giochi e fotografie: "A me il Carnevale piace molto, penso che si capisca anche dal mio travestimento. Ho fatto un sondaggio fra i bambini e, secondo loro, il personaggio più carino era Stitch, quindi io e mia moglie l'abbiamo costruito. I bambini hanno reagito abbracciando questa maschera piena di gommapiuma, ed è stato bellissimo".
Tra i partecipanti, anche la vicesindaco Alessia Pupo e la presidente della Pro Loco 2.0, Martina Cicconetti, che ha dichiarato: "Siamo molto felici che il Comune ci abbia dato la possibilità di organizzare un evento così importante per la città di Torrentino e soprattutto per i più piccoli, quindi dobbiamo ringraziare, oltre all'amministrazione, tutti gli uffici comunali che ci hanno sostenuto e aiutato nell'organizzazione di questa bellissima manifestazione pensata per i più piccoli".
Un martedì grasso chiassoso, colorato e pieno di sorprese, che sembra anticipare l'aria di festa di quello che sarà l'evento clou del Carnevale tolentinate: la sfilata di carri allegorici che si terrà domenica 22 febbraio.
Le Marche si confermano terra di grandi birre artigianali. Alla XXI edizione di “Birra dell’Anno”, il concorso organizzato da Unionbirrai e andato in scena a Rimini, i birrifici marchigiani hanno conquistato 24 riconoscimenti complessivi: 7 medaglie d’oro, 3 argenti, 3 bronzi, 10 menzioni e un premio speciale. Un bottino che colloca la regione tra le più premiate d’Italia e certifica la maturità di un movimento brassicolo che oggi compete ai massimi livelli, dagli stili classici alle sperimentazioni più identitarie. A impreziosire il risultato è il premio speciale Best 100% Italian Beer, assegnato alla Real IGA Gose de Il Mastio di Urbisaglia. Una birra che è manifesto di filiera corta, agricoltura e visione.
Tra i protagonisti marchigiani spicca Ibeer di Fabriano, capace di conquistare più medaglie tra ori e piazzamenti. Ottimi risultati anche per Birrificio Mukkeller di Porto Sant'Elpidio e MC77 di Serrapetrona, entrambi a segno in più categorie tra podi e menzioni. Completano il quadro Beor Brasserie (Fermo), Birrificio dei Castelli (Ancona) e Birrificio Babylon (Ascoli). Dalla costa all’entroterra, la qualità attraversa tutto il territorio regionale.
Per la provincia di Macerata, il brindisi più sentito arriva dal Birrificio Il Mastio di Urbisaglia, realtà artigianale – e azienda agricola certificata BIO – capace di trasformare un legame profondo con la terra in birre che parlano di territorio. Il premio Best 100% Italian Beer assegnato alla Real IGA Gose è la conferma che la filosofia produttiva del birrificio, basata sulla filiera corta e sull’utilizzo di materie prime italiane, dà risultati straordinari.
Questa storia ha radici solide: come abbiamo raccontato in un precedente articolo dedicato alla loro avventura birraria (LEGGI QUI), i fratelli Sebastiano e Lorenzo Nabissi hanno costruito negli anni un progetto che parte dalla coltivazione dell’orzo nei terreni adiacenti al birrificio e arriva fino al bicchiere, con birre non filtrate e non pastorizzate che raccontano le Marche sorso dopo sorso.
Abbiamo sentito i due fratelli, protagonisti di questo grande successo, per ascoltare direttamente da loro la soddisfazione e il significato di questo nuovo riconoscimento. «Sicuramente è una soddisfazione che è frutto di anni di lavoro – spiegano Sebastiano e Lorenzo – perché la coltivazione dell’orzo è un impegno grande, serve per produrre poi il malto per tutte le nostre birre. Siamo arrivati prima a superare il 90% di materie prime di nostra proprietà e poi, con questa birra, l’utilizzo del 100% di materie prime italiane».
La birra premiata è un’Italian Grape Ale, l’unico stile italiano riconosciuto ufficialmente, che prevede l’utilizzo della parte vinosa – mosto, uve o altre lavorazioni dell’uva – all’interno della ricetta brassicola. «La Real IGA Gose è un blend di mosto di birra e mosto di vino – precisano – ed è prodotta con mosto d’uva Montepulciano bio insieme alle Cantine Saputi. In questo caso utilizziamo proprio mosto di vino: è questo che le conferisce aromi e profumi particolari».
Il risultato è una birra dal colore arancio con riflessi rosa e schiuma fine, con note che richiamano pompelmo e melograno, una sapidità elegante data dal sale rosa dell’Himalaya e una delicata acidità lattica che la rende fresca e sorprendente al palato. Un vero connubio tra il mondo della birra e quello del vino, con una bolla decisa e una personalità fuori dagli schemi.
Non è la prima affermazione per Il Mastio in questa categoria. «Sull’Italian Grape Ale lavoriamo da anni – sottolineano – quindi è una riconferma del percorso del birrificio. Ma il premio per l’utilizzo di materia prima 100% italiana è l’apice del lavoro che si svolge tutti i giorni, da anni, sulla produzione di orzo, di malto e sulla filiera più corta possibile per la produzione della birra».
E per festeggiare? La risposta è già servita: «Per festeggiare bisogna sempre brindare con una bella birra sana, buona e genuina».
Ci fosse ancora Pasqualina si potrebbe chiedere a lei. La Montesanta che tutto vedeva e tutto guariva avrebbe ben aiutato a risolvere l’arcano della candidatura a Sindaco per il Centrodestra. Il Centrosinistra si è portato avanti col lavoro nominando, non senza gli inevitabili distinguo, Gianluca Tittarelli e già comincia a delineare programmi, candidature di eventuali assessori e ha intrapreso, cosa buona e giusta, un’interlocuzione con l’Università primo motore della città anche perché il rettore, professor John Francis McCourt, all’inaugurazione dell’anno accademico non è stato tenero.
Ha posto la questione delle questioni: un ateneo può essere competitivo quanto si vuole, ma se intorno ha un territorio incapace di amplificarne il valore perde. Il Centrodestra invece vola piuttosto "sottobasso" visto che affida la sua proiezione pubblica all’opera omnia dell’assessore Lego che annuncia un po’ di lacrime e sangue ma, novello Mosé, promette, dopo aver speso 8,5 milioni di euro dei contribuenti, di traghettarci al di là dei binari.
Per fare quest’opera che doveva chiudersi in dieci mesi ci sono voluti a oggi due anni, ma trattandosi dell’assessore Lego si sa che i tempi sono una variabile indipendente perché i lavori vanno fatti a “mestiere”. La dimostrazione? Per il “sottobasso” hanno dovuto rifare il progetto, per via dei Velini ci stano rimettendo mano. Però ogni volta si fa un po’ di revisione prezzi che peraltro è lo stile della casa. A Macerata i lavori pubblici funzionano così: ribasso d’asta, poi entro tre mesi rialzo dei prezzi a un valore superiore alla base d’asta così chi deve lavorare lo fa contento. Celermente è avverbio non contemplato, asta è parola oggi sconveniente per Sandro Parcaroli. Avrò modo di tornarci.
Ora ciò che interessa è che il Centrodestra è totalmente immobilizzato aspettando Godo, un candidato imposto da Roma per il diktat di Matteo Salvini e subìto da Macerata perché Francesco Acquaroli così ha ordinato ai suoi. Che cosa ne pensi la base dei partiti maceratesi e la cittadinanza medesima è del tutto ininfluente. Ci sarà modo di domandarsi se questo sia dignitoso per un capoluogo di Provincia (anche in viale della Repubblica aspettano Godo che ha fatto mostra di volersi ricandidare anche lì) che esprime una delle più antiche università d’Europa e che rischia di essere governata per imposizione esterna da un ex commerciante di computer che non è neppure più il soi disant imprenditore della prim’ora visto che tutta la famiglia è ora a libro paga dei nuovi proprietari della fu Med, circondato dal quartetto Festino, Valigetta, Lego e Imballo.
La questione candidatura diventerà spinosa nelle prossime ore; il nostro Godo imitando -si parva licet – Enrico Mattei ha deciso di usare i partiti come un taxi: pago, diceva Mattei, e scendo quando voglio. Domani Godo (è una contrazione dal protagonista del dramma di Samuel Becket aspettando Godot) deve affrontare la sua maggioranza sulla faccenda del mattatoio. Come si ricorderà il 13 il Sindaco ha dato buca ai suoi che dovevano decidere se aderire o meno alla richiesta avanzata dal consigliere Pd Andrea Perticarari di istituire una commissione d’inchiesta sulla mancata partecipazione del Comune all’asta per i locali e i terreni del mattatoio nonostante una delibera unanime del Consiglio comunale che imponeva di presentarsi all’incanto.
L’orientamento della maggioranza è di consentire l’inchiesta anche perché il Sindaco ha spergiurato che “è tutto regolare”. Si viene però a sapere che domani a consiglieri e segretari di partito Sandro Parcaroli chiederà di respingere quella richiesta e semmai di far confluire il dibattito nella commissione consiliare bilancio presieduta dal capogruppo di Fratelli d’Italia e primo sponsor di Parcaroli Pierfrancesco Castiglioni dove la minoranza ha solo due voti. Pare che il Sindaco dirà: o così o non mi ricandido. A poker si chiama all in, ma non sempre va bene.
I dubbi sulla ricandidatura di Parcaroli sono infatti crescenti. Di sicuro Gianluca Micucci Cecchi che guida la lista Pensiero Azione che è ciò che resta della Lista Parcaroli dopo il tradimento del Sindaco che una volta eletto è corso in braccio alla Lega non lo vuole e pone la questione: prima il programma e poi il nome. Parcaroli ha anche raggiunto il poco invidiabile record del più consistente gruppo misto dove due ex della Lega gli sono contro: Claudio Carbonari lavora ad una lista di centro con un supporto dei civici per le Marche assai consistente, Giordano Ripa si è candidato con una sua lista. Forza Italia vive una contraddizione interna.
Riccardo Sacchi ora fa lo chaperon di Parcaroli fidando su una riconferma all’assessorato, ma è pronto però a correre come Sindaco se Parcaroli abdica. La capogruppo Barbara Antolini, da fine giurista qual è, rispetto al caso mattatoio ne fa più una questione di diritto che di maggioranza. Peraltro Forza Italia sa che con la Lega dilaniata da Vannacci assumere l’eventuale leadership di un’area di centro potrebbe portare grande beneficio elettorale e quindi la ricandidatura di Parcaroli non pare automatica. A questa ipotesi starebbero lavorando tanto l’Udc quanto i Popolari.
La Lega è un caso a parte. Il segretario cittadino e capogruppo in Comune avvocato Aldo Alessandrini vuole la commissione d’inchiesta, i vannacciani Luca Buldorini - per interesse molto personale - e Mauro Lucentini vogliono la sua testa e assicurano a Parcaroli massimo sostegno cosa che invece la base del partito e il gruppo consiliare non sono disposti a concedere a scatola chiusa. Un elemento di frizione nella Lega che prevede di diminuire non poco i consensi sono i posti da assessore che Parcaroli ha già promesso a Imballo e Lego.
Oriana Piccioni resterebbe fuori così come Laura Laviano, dimezzati i consiglieri che sin qui sono stati portatori d’acqua e fare una campagna elettorale in ritardo e con truppe decimate non è il massimo. Così la Lega di Macerata va verso il commissariamento. Si pensava tornasse in auge l’onorevole umbro Riccardo Augusto Marchetti, ma con tutta probabilità il tutoraggio sarà affidato a Renzo Marinelli. Mossa indispensabile a Giorgia Latini, l’onorevole segretaria regionale, per evitare di essere logorata dall’interno. E resta sempre l’incognita Anna Menghi che nella Lega ha una solidissima reputazione oltreché un consistente patrimonio di consensi.
Dunque attualmente Sandro Parcaroli potrebbe essere candidato solo da Fratelli d’Italia col rischio concreto che mezzo partito meloniano si ribelli ai dirigenti. Perciò, indiscrezioni dell’ultima ora, dicono che il presidente del consiglio comunale starebbe studiando un cavillo per evitare di votare la richiesta di commissione d’inchiesta lunedì nell’assise cittadina. A Francesco Luciani che era intenzionato a fare una sua lista pare sia stato promesso un posto da assessore (la giunta dovrebbe essere infinita però) dando così la stura al mercato delle vacche.
E di vacche si tratta. La vicenda del mattatoio sta diventando scomodissima. Ieri a Loreto si è riunito presente oltre che Francesco Acquaroli anche il ministro agricolo Francesco Lollobrigida lo stato maggiore agricolo per fare il punto sulle Marche nei campi. Accuratamente si è evitato di parlare di zootecnia che pure è il nerbo agricolo della provincia di Macerata. Perché?
Per tre motivi che riconducono tutti a Sandro Parcaroli. Il primo è che il Sindaco ha fatto vane promesse sulla Raci, la più importante mostra mercato dedicata ala razza Marchigiana di cui la provincia di Macerata è il primo territorio per allevamento. La latitanza sulla Raci ha spostato il mercato in Campania e le Marche si avviano a perdere la leadership sul mercato della carne. Il secondo motivo è proprio la questione del CoZoMa.
Come ha spiegato a più riprese Dino Carnevali che da più vent’anni guida il mattatoio di Villa Potenza: "Nonostante i tentativi di salvarlo, a oggi ci troviamo nella stessa situazione dello scorso aprile, ovvero quando eravamo in procinto di chiudere". Dunque sul mattatoio Sandro Parcaroli ha fatto del “millantato credito politico” se così si può dire atteso che Carnevali sottolinea: “Un mattatoio nuovo, invece, di dimensioni più ridotte, sarebbe molto più economico, moderno e sostenibile. E, in mano al privato, le procedure sarebbero di sicuro più snelle rispetto al pubblico". A tutto concedere il Sindaco non ha misurato la fattibilità del suo piano. E di questo deve averlo convinto Ilario Marcolini nell’incontro che ha preceduto la decisione di non partecipare all’asta.
Ma ora c’è un terzo motivo di cui nessuno parla. Il CoZoMa se un patrimonio ha è il bollo europeo che garantisce la carne. Se chiude gli allevatori maceratesi hanno un problema enorme: si chiama tubercolosi bovina. Non ne vuole parlare nessuno, ma l’epidemia continua e continuano gli abbattimenti forzati dei capi. La Regione ha attivato bandi per il sostegno degli allevamenti colpiti, ma c’è una norma europea che vieta la vaccinazione delle bestie e l’immissione al consumo delle carni.
L’avere messo in difficoltà il CoZoMa – il Comune che è proprietario del CeMaCo da cui il mattatoio aveva in affitto locali e ramo di azienda non ha rinnovato il contratto proprio in vista dell’asta – oggi non consente agli allevatori di razza Marchigiana di macellare. Il danno che è stato provocato è enorme e chiama in causa anche Sandro Parcaroli come presidente della Provincia. C’è un punto molto delicato: se il mattatoio è in mano a un solo privato che non ha le mandrie attaccate dalla tubercolosi e che però si è aggiudicato anche il bollo europeo per la macellazione non si determina un monopolio di fatto?
Era compito specifico di Sandro Parcaroli come Sindaco e come presidente della Provincia salvaguardare il patrimonio zootecnico che solo per le bovine assomma ad oltre 23 mila capi. Per avere un’idea del valore basta dire che un capo di razza Marchigiana costa 3,40 euro al chilo peso vivo, il doppio di una Piemontese. Ogni capo di bestiame vale circa 2600 euro. Come presidente della Provincia Parcaroli aveva l’obbligo di controllare la proliferazione dei cinghiali che sono il primo vettore della tubercolosi bovina, ma anche della peste suina che sta egualmente attaccando gli allevamenti.
Il valore della zootecnia bovina nel maceratese assomma a 60 milioni di euro, ma Parcaroli cerca di cavarsela col suo consueto "e che ne sapio io?". Le misure di contenimento sono state tardive e insufficienti, basti dire che sui 2,5 milioni spesi dalla Regione per rifondere i danni da cinghiali il 40% è erogato in provincia di Macerata. Chissà se domani qualcuno della sua maggioranza gliene chiederà conto e si renderà conto che la vicenda dell’asta del CoZoMa non è solo una bega da azzeccarbugli, ma ha un impatto economico rilevantissimo. Forse però resteranno tutti lì in attesa perché aspettando Godo!
Un controllo di routine si è trasformato in un’operazione di sicurezza urbana nel cuore della città. Nel pomeriggio dello scorso 13 febbraio, gli agenti della polizia locale di Macerata hanno fermato e denunciato un ragazzo di vent’anni trovato in possesso di un'arma a gas potenzialmente offensiva e di sostanze stupefacenti.
L'episodio è avvenuto intorno alle 16:40 in via Piave, una delle zone sottoposte a monitoraggio costante per la prevenzione del degrado e dello spaccio. Il giovane, che sostava su una panchina, ha mostrato inizialmente un atteggiamento collaborativo, ma una sospetta sporgenza sotto gli indumenti ha spinto gli agenti ad approfondire l'accertamento.
Dalla perquisizione sul posto è emersa una pistola a Co2 occultata nella cintura. L'arma, carica con una bomboletta di gas da 12 grammi e priva del tappo rosso identificativo, era pronta all'uso: il caricatore inserito conteneva infatti un mix di proiettili in gomma e proiettili orticanti ad alta efficienza.
Il giovane è stato quindi accompagnato presso il Comando di viale Trieste per ulteriori controlli, che hanno portato al ritrovamento di sostanza stupefacente destinata all'uso personale. Il comandante della polizia locale, Danilo Doria, ha sottolineato come l'intervento rientri in una strategia di presidio capillare del territorio: "L'episodio conferma l’importanza di una vigilanza costante per prevenire situazioni rischiose. Il possesso di strumenti atti a offendere in contesti urbani è una problematica su cui l'attenzione è massima, anche in linea con recenti fatti di cronaca nazionale".
Per il ventenne è scattato il deferimento all'autorità giudiziaria per il possesso senza giustificato motivo di arma atta a offendere. Oltre al sequestro del dispositivo, il ragazzo è stato sanzionato in base al regolamento di Polizia e sicurezza urbana per la detenzione della droga.
MACERATA - Spesso si parla di sanità attraverso numeri e statistiche, ma sono le storie di assistenza quotidiana a raccontare il vero volto degli ospedali del territorio. È il caso di una cittadina che, dopo due settimane trascorse accanto alla madre, ha voluto descrivere la sezione B del reparto di Medicina come un "ingranaggio perfetto", dove la competenza clinica si fonde con una profonda sensibilità. Una missione portata avanti quotidianamente da medici, infermieri e operatori che sanno guardare oltre la malattia per accogliere la fragilità dei pazienti anziani.
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera di ringraziamento:
“Come figlia di una paziente anziana ricoverata da quindici giorni, ho potuto toccare con mano cosa significhi 'prendersi cura'. Il reparto di Medicina sez. B dell’ospedale di Macerata si è rivelato, in queste ultime due settimane, un ingranaggio perfetto dove medici, infermieri, OSS e personale delle pulizie collaborano per trasformare l'assistenza clinica in una missione di profonda umanità.
Desidero rivolgere un ringraziamento particolare alle figure che guidano questo reparto. La mia gratitudine va innanzitutto al Primario, Dott. Roberto Catalini, per la gestione esemplare del reparto. Un grazie di cuore alla Dottoressa Stefania Mancini, per la straordinaria professionalità e la capacità di entrare in empatia con noi familiari, e alla Coordinatrice, Dottoressa Flavia Fattore, il cui lavoro instancabile assicura che ogni esigenza trovi una risposta tempestiva.
Per un anziano, il ricovero è un momento di estrema fragilità; in questo contesto, la disponibilità di tutto il personale è stata la nostra forza. Gli infermieri e gli OSS non hanno mai fatto mancare un sorriso o una parola di conforto, lenendo lo smarrimento di mia madre e le mie preoccupazioni.
Un plauso va anche al personale delle pulizie: la loro presenza discreta garantisce l'igiene e il decoro necessari a rendere il reparto un luogo accogliente, dimostrando un rispetto profondo per la dignità dei pazienti.
Il merito più grande di questa squadra è non averci mai lasciate sole. La dedizione nel risolvere i disagi del ricovero e il supporto prezioso per organizzare le necessità del post-ricovero rappresentano un aiuto inestimabile, permettendoci di affrontare con più serenità il ritorno a casa.
A tutti voi, che lavorate con umiltà e spirito di servizio, va il mio più profondo ringraziamento. Siete la dimostrazione che la 'buona sanità' è fatta soprattutto di persone che mettono il cuore in ogni gesto".
Si sono concluse con la denuncia di due persone le indagini avviate dai Carabinieri della Stazione di Castelraimondo in seguito al furto di un furgone aziendale avvenuto lo scorso 26 giugno 2025 nel territorio comunale.
Al termine dell’attività investigativa, i militari hanno deferito all’autorità giudiziaria due cittadini romeni, di 39 e 34 anni, residenti in provincia di Caserta. I due sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di furto in concorso e favoreggiamento continuato.
Al centro della vicenda la sottrazione di un furigone Fiat Scudo, di proprietà di una ditta con sede legale a Ferrara, impegnata nei lavori di ricostruzione post-sisma. Il danno economico subito dall’azienda è stato quantificato in circa 4.000 euro.
L’operazione rientra nell’ambito della costante attività di controllo e presidio del territorio svolta dall’Arma, con particolare attenzione ai reati contro il patrimonio.
Una scossa di terremoto di magnitudo ML 2.6 è stata registrata oggi martedì 17 febbraio 2026 alle 19:16 (ora italiana) nelle Marche, con epicentro a circa 3 km a nord-est di Loreto e una profondità di 10 km sotto il livello del suolo. Il sisma è stato localizzato dalla Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Roma, che monitora in tempo reale l’attività sismica in Italia.
Il movimento tellurico, di intensità moderata, è stato avvertito anche in alcune località della provincia di Macerata, in particolare nei comuni più vicini ai confini territoriali con quella di Ancona, secondo le segnalazioni di residenti e utenti sui social.
Non sono stati segnalati danni a persone o cose e non risultano al momento attivazioni dei sistemi di protezione civile.
Infortunio sul lavoro nel primo pomeriggio in un cantiere della ricostruzione post sisma. Un operaio è caduto mentre si trovava al lavoro su un edificio, finendo sull’impalcatura sottostante.
L’incidente è avvenuto intorno alle 13.45. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe precipitato dal tetto, riportando forti dolori e rimanendo impossibilitato a muoversi.
Immediato l’intervento dei sanitari del 118 e dei vigili del fuoco, che hanno raggiunto il lavoratore in quota. Per il recupero è stata utilizzata la tecnica Speleo Alpino Fluviale (Saf): l’operaio è stato imbragato e calato a terra con l’ausilio di corde in condizioni di sicurezza.
Una volta stabilizzato, è stato trasportato al pronto soccorso di Macerata per gli accertamenti e le cure necessarie.
CESSAPALOMBO – Da marzo 2026 prenderà ufficialmente il via anche a Cessapalombo il servizio di raccolta differenziata “Porta a Porta”, che interesserà l’intero territorio comunale, coinvolgendo sia il capoluogo sia le frazioni.
Tutti i dettagli del nuovo sistema saranno illustrati nel corso di due incontri pubblici organizzati dall’Amministrazione comunale: il primo è in programma mercoledì 18 febbraio alle ore 21 alla casetta della frazione di Villa, il secondo venerdì 20 febbraio, sempre alle ore 21, nella sala consiliare del Municipio.
Il servizio sarà gestito da Cosmari, che conferma il proprio impegno a collaborare attivamente con i Comuni e con i cittadini, sia nella fase di progettazione sia nell’erogazione del servizio. L’obiettivo è quello di promuovere una partecipazione consapevole e condivisa, ritenuta fondamentale per ottenere risultati concreti nella tutela dell’ambiente e nel miglioramento della qualità della raccolta.
Il percorso avviato a Cessapalombo rappresenta un ulteriore passo verso una gestione dei rifiuti sempre più moderna, efficace e sostenibile nell’ambito territoriale della Provincia di Macerata.
Come sottolineato dal sindaco Giuseppina Feliciotti, il nuovo sistema sarà strutturato con modalità differenziate: nel capoluogo e in alcune zone verrà attivata la raccolta domiciliare, mentre nelle frazioni sarà adottata una raccolta di prossimità tramite contenitori stradali.
«È un’occasione importante – evidenzia il primo cittadino – per dimostrare l’attenzione verso la tutela dell’ambiente, la corretta differenziazione e il recupero dei rifiuti, oltre che per promuovere una concreta applicazione dei principi dell’economia circolare».
L’Amministrazione invita tutti i cittadini a partecipare agli incontri pubblici, durante i quali saranno presenti anche gli esperti di Cosmari per fornire chiarimenti, indicazioni operative e rispondere alle domande della popolazione.
Lo sport come palestra di vita e di cittadinanza attiva: si è conclusa ieri, nello splendido scenario di Sassotetto, la giornata finale del progetto "White Days". L'iniziativa ha visto come protagonista la Polizia di Stato di Macerata, impegnata in prima linea per educare gli studenti delle scuole secondarie di primo grado dell’Istituto Comprensivo Sant’Agostino di Civitanova Marche.
Per quattro giorni, centinaia di ragazzi hanno raggiunto le piste di Sarnano accompagnati dalla dirigente scolastica Gloria Gradassi, dal sindaco di Montecosaro Lorella Cardinali e dai docenti, trovando ad accoglierli gli operatori specializzati della Questura di Macerata.
Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione e Soccorso Pubblico, normalmente impegnati nel Servizio di Sicurezza e Soccorso in Montagna, hanno vestito per l'occasione i panni di istruttori d'eccezione. Sotto gli occhi attenti degli studenti, i poliziotti hanno mostrato le tecniche di salvataggio e soccorso in montagna, spiegando l’importanza di un comportamento responsabile per prevenire gli infortuni sulla neve.
Non si è parlato solo di sci, ma di vera e propria educazione alla legalità. Gli operatori hanno illustrato ai giovani i concetti di rispetto delle regole e sicurezza, declinati per la loro fascia d'età, trasformando una giornata di divertimento in un momento formativo di alto valore civico.
La giornata conclusiva, ospitata dalla società di gestione degli impianti, è stata nobilitata dalla presenza del questore di Macerata, Luigi Mangino. Durante l'incontro con le scolaresche, il questore ha ribadito l'impegno costante della Polizia nel presidiare il territorio, vette comprese.
"La Polizia di Stato assolve un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza degli sciatori e degli appassionati - ha sottolineato il questore Luigi Mangino -. Con questa iniziativa abbiamo voluto rafforzare il nostro motto 'Esserci sempre', portando la nostra presenza e i nostri valori direttamente tra i giovani, in un contesto di crescita e condivisioni".
L'evento ha confermato quanto la sinergia tra istituzioni scolastiche, amministrazioni locali e forze dell'ordine sia fondamentale per far crescere nei ragazzi la consapevolezza che la sicurezza è un bene comune da tutelare in ogni ambiente, dalle aule di scuola fino alle piste da sci.
Nuove risorse in arrivo per il porto cittadino. La Regione Marche ha autorizzato un contributo di 170.000 euro a favore del Comune di Civitanova Marche per la sistemazione e l’implementazione dell’impianto di videosorveglianza dell’area portuale.
L’intervento consentirà di potenziare il sistema di controllo lungo l’intero perimetro del porto, rafforzando la sicurezza di operatori, pescatori, diportisti e cittadini. Il finanziamento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione delle infrastrutture portuali promossa dalla Giunta regionale guidata dal presidente Francesco Acquaroli.
A sottolineare l’importanza del provvedimento è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Pierpaolo Borroni, che parla di «un’azione concreta» a sostegno della sicurezza e della competitività del territorio. «Un porto più controllato – evidenzia – è un porto più moderno, più attrattivo e più tutelato».
Si tratta del terzo stanziamento significativo negli ultimi mesi destinato allo scalo civitanovese. A gennaio erano stati assegnati oltre 424 mila euro per interventi di manutenzione straordinaria sulle infrastrutture portuali, mentre a febbraio la Regione ha impegnato 3 milioni di euro per migliorare l’accessibilità e la sicurezza del bacino portuale.
«Parliamo di risorse importanti – aggiunge Borroni – che testimoniano una programmazione seria e una visione politica chiara. La sinergia istituzionale sta portando risultati tangibili, rafforzando il ruolo del porto di Civitanova Marche come motore economico e presidio di sicurezza».
L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare lo sviluppo della fascia costiera marchigiana attraverso investimenti mirati, capaci di sostenere infrastrutture strategiche e valorizzare le eccellenze del territorio.
Il gruppo consiliare "Provincia al Centro", guidato dal trio Paolo Teodori, Claudio Carbonari e Mauro Sclavi, rompe gli indugi dopo i faccia a faccia con i due pretendenti principali per la presidenza della Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci e Mauro Romoli. Il verdetto è senza appello: "Allo stato non esistono convergenze con nessuna delle due posizioni".
I tre esponenti centristi hanno voluto mettere subito le cose in chiaro, spiegando di aver incontrato entrambi gli sfidanti per rappresentare "la necessità che il nuovo Presidente affronti con capacità e senza indugio i problemi che gravano sulla gestione della Provincia". Nel mirino del gruppo ci sono i dossier più scottanti del territorio: "Acqua, rifiuti, edilizia scolastica e gestione ufficio Ambiente". Settori vitali per i quali, secondo il gruppo, i "riflessi negativi della cattiva gestione investono prima di tutto i cittadini del territorio".
La distanza tra le parti sembra incolmabile. Teodori, Carbonari e Sclavi sono stati categorici nel definire le attuali proposte in campo come inadeguate rispetto alle sfide future: "Entrambe le posizioni, per motivi differenti, appaiono distanti da quanto reclamato dal nostro gruppo".
Un rifiuto che non nasce da pretese di potere, come tengono a precisare i consiglieri: "Si ribadisce con forza che il gruppo non ha richiesto e non richiede nulla per sé". L'obiettivo dichiarato resta esclusivamente "la cura del territorio provinciale, da troppo tempo in balìa di inerzia ed interessi particolari". Proprio su questo punto, i rappresentanti di "Provincia al Centro" lanciano il monito più duro: "Per la cura del territorio non si intende scendere a compromessi".
Il mancato accordo apre le porte a un possibile rimescolamento delle carte. Senza una sintesi all'orizzonte, il gruppo ha deciso di chiamarsi fuori dai blocchi di Gentilucci e Romoli: "Per tali ragioni, non si intende aderire a nessuna di queste posizioni". La mossa finale, però, è quella che preoccupa di più i quartier generali dei candidati: il gruppo si è ufficialmente "riservato in ogni caso di presentare un proprio candidato".
Un intervento straordinario che mette in luce l'altissimo livello dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche: una paziente è stata sottoposta alla rimozione di due tumori distinti, al polmone e alla mammella, durante la stessa seduta operatoria. Un esempio di multidisciplinarietà che ha permesso di abbattere i tempi d'attesa e ridurre drasticamente lo stress fisico e psicologico per la donna, mettendo al centro la strategia operativa dell'azienda.
Tutto è iniziato da quella che sembrava una banale influenza, ma un esame radiografico di controllo ha invece rivelato una lesione tumorale al polmone, mentre successivi accertamenti hanno fatto emergere una seconda neoplasia alla mammella. Invece di procedere con due ricoveri e due percorsi separati, i direttori della Chirurgia Toracica, il Dr. Majed Refai, e della Senologia, il Dr. Enrico Lenti, hanno scelto una strategia integrata lavorando in successione per circa quattro ore per asportare entrambe le masse tumorali.
Il successo dell'operazione risiede non solo nella contemporaneità, ma anche nelle tecniche d'avanguardia utilizzate, come la chirurgia mininvasiva uniportale per la lesione polmonare, che prevede un’unica incisione di appena 3 centimetri. Grazie all'ottimizzazione del recupero post-operatorio garantita dal protocollo ERAS e al supporto fondamentale della Clinica di Rianimazione e dell'Anatomia Patologica, la paziente è stata dimessa dopo soli tre giorni.
I vantaggi di questo approccio combinato sono stati evidenti: oltre a limitare le conseguenze estetiche e salvaguardare le pareti muscolari, la scelta clinica ha permesso di evitare il doppio inserimento nelle liste d'attesa e di accelerare l'iter per individuare le terapie post-operatorie più idonee.
Durante la seduta è stata inoltre effettuata una biopsia polmonare contestuale, fondamentale per il prosieguo della storia clinica della paziente, che è già tornata a casa per seguire l'evoluzione delle cure. Questo intervento conferma la Chirurgia Toracica di Torrette come prima in Italia per volumi, ribadendo il ruolo dell'AOUM come centro di riferimento nazionale per la chirurgia complessa.
C’è un’inversione di tendenza nel complesso sistema della sanità regionale. Secondo il nuovo monitoraggio nazionale del Ministero della Salute, rielaborato dal Sole 24 Ore, le Marche si posizionano tra le realtà più efficienti d’Italia nella gestione delle liste d’attesa. Un risultato che vede l'Ast di Macerata protagonista positiva in ambiti cruciali per la prevenzione.
Il nuovo sistema ministeriale, che per la prima volta utilizza criteri omogenei in tutta Italia, monitora otto prestazioni chiave incrociando i tempi di erogazione con la priorità indicata dal medico. In questo scenario, l’Ast Macerata si distingue per il pieno rispetto dei tempi previsti per esami invasivi e fondamentali come colonscopie e gastroscopie.
In diverse aziende sanitarie marchigiane, inoltre, si registra la totale assenza di "grave ritardo", segno che la macchina organizzativa sta riuscendo a smaltire le prestazioni più urgenti secondo i termini di legge.
"Questi numeri confermano la giusta direzione intrapresa con la riforma della sanità regionale", ha commentato il governatore Francesco Acquaroli. Nonostante i risultati siano definiti "incoraggianti", il presidente mantiene i piedi per terra: "Siamo consapevoli che c'è ancora tanto da fare per garantire un servizio perfetto a tutti i cittadini".
Sulla stessa scia l'assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, che rivendica con orgoglio il posizionamento delle Marche: "Non siamo assolutamente il fanalino di coda d'Italia". L'assessore ha inoltre annunciato per domani la convocazione di un'ampia commissione che vedrà riunite tutte le aziende sanitarie per condividere e implementare nuove "buone prassi".
Il successo marchigiano nel report nazionale è significativo poiché il nuovo sistema del Ministero non si limita a medie generiche, ma misura l'erogazione effettiva rispetto alle classi di priorità. Oltre ai risultati maceratesi, il monitoraggio premia l’Ast di Pesaro Urbino per la diagnostica, Ancona per le Tac al torace e l’Inrca per le visite cardiologiche e dermatologiche.
Tolentino è stata ancora una volta il cuore pulsante del karate giovanile marchigiano, ospitando la prima tappa del Gran Premio Giovanissimi – Trofeo Marche 2026. L'evento, organizzato dal settore Karate del Comitato Regionale Marche in collaborazione con l'associazione sportiva Spazio Karate, si è svolto al Palazzetto “Giulio Chierici”, recentemente rinnovato, attirando oltre 500 atleti da diverse regioni.
Quella di domenica è stata la prima grande manifestazione sportiva del 2026, che ha animato Tolentino per un’intera giornata all'insegna dello sport e del fair play. Il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, ha espresso soddisfazione per l'alto numero di partecipanti, sottolineando l'importanza dello sport nella crescita delle nuove generazioni. "Lo sport è un veicolo fondamentale di educazione, benessere e socializzazione", ha dichiarato Sclavi, mettendo in evidenza anche l’orgoglio della città nel poter ospitare eventi di tale rilevanza in una struttura finalmente restituita alla comunità.
Anche l’assessore allo Sport e vicesindaco, Alessia Pupo, ha espresso il proprio apprezzamento, ringraziando gli organizzatori e i partecipanti. "Una giornata come questa rappresenta un'opportunità importante per coinvolgere atleti, famiglie e società, dimostrando quanto lo sport sia capace di unire e creare senso di comunità", ha affermato Pupo.
La manifestazione si è articolata in due fasi: la mattina è stata dedicata ai pre-agonisti, con circa 280 bambini e ragazzi che hanno dato il meglio di sé nelle competizioni. Il pomeriggio, invece, è stato caratterizzato dalle gare di kata e kumite, aperte a tutte le categorie, dagli Esordienti ai Master, con oltre 250 iscritti che si sono sfidati con grande impegno e spirito sportivo.
I partecipanti sono giunti a Tolentino non solo dalle Marche, ma anche da Abruzzo, Umbria e Lazio, confermando la centralità della regione nel panorama del karate giovanile e la capacità organizzativa del Comitato Regionale.
Massimo Monina, presidente del Settore Karate Marche, ha espresso grande soddisfazione per l’ottima riuscita dell'evento. "Un evento che ha dimostrato la qualità dell'organizzazione, il valore tecnico delle gare e la partecipazione entusiasta di atleti e famiglie. Un grazie a tutte le società, i tecnici, gli arbitri e i volontari che hanno reso possibile questa straordinaria giornata", ha dichiarato Monina, evidenziando il successo di una manifestazione che si conferma tra le più importanti del panorama sportivo marchigiano.
Il Gran Premio Giovanissimi – Trofeo Marche si è dunque confermato come un appuntamento di grande rilevanza, un’occasione di incontro e crescita per i giovani karateka e per il movimento sportivo della regione.
Derby vibrante al Comunale di Villa San Filippo tra la Sangiustese e la Civitanovese, con un 2-2 ricco di emozioni che lascia a entrambe la sensazione di un’occasione solo in parte sfruttata.
Gli adriatici partono fortissimo e in avvio si portano sul doppio vantaggio grazie alle reti di Franco e De Arriba, che indirizzano subito la sfida. La Civitanovese appare compatta e determinata, mentre la Sangiustese fatica a trovare equilibrio e soffre l’impatto iniziale degli ospiti. I calzaturieri, però, non si disuniscono. Nonostante un calcio di rigore fallito da Grassi – con Servalli decisivo dagli undici metri – i rossoblù di casa riescono a rientrare in partita: Raparo accorcia le distanze sul finire del primo tempo e, nella ripresa, Perpepaj trova la rete del definitivo pareggio a un quarto d’ora dalla sirena. Nel finale entrambe le squadre provano a vincerla, ma senza trovare la zampata decisiva. Un punto che muove la classifica ma che, alla luce degli altri risultati, sa di occasione mancata: la Sangiustese resta sull’ultimo gradino della zona playoff, a +3 sul Tolentino e a -1 dal tandem Trodica-Montefano, mentre la Civitanovese rimane penultima, con +2 sulla retrocessione diretta e in piena bagarre playout.
A fine gara, in sala stampa, i protagonisti analizzano un derby intenso e combattuto, sottolineando luci e ombre delle rispettive prestazioni. Per i padroni di casa è mister Sansovini a presentarsi davanti ai microfoni, evidenziando la capacità di reazione della sua squadra dopo un avvio complicato:«Non siamo partiti bene. Al di là del doppio svantaggio, c’era qualcosa che non andava nella mia squadra, che aveva poca percezione del pericolo. Poi con pazienza ci siamo ricompattati e siamo riusciti a ottenere un ottimo risultato per come si era messa la partita. Nel finale abbiamo avuto le nostre occasioni, così come la Civitanovese».
Sul fronte ospite, è il direttore generale Pochetti a tracciare il bilancio, tra soddisfazione per la prova e rammarico per i due punti lasciati per strada: «Un ottimo inizio gara, tant’è che siamo andati sul doppio vantaggio. Abbiamo avuto anche un episodio favorevole, con Servalli bravo a parare il calcio di rigore. L’abbiamo gestita sicuramente male dopo il rigore, quando abbiamo preso gol prima della fine del primo tempo, che ci ha penalizzati. Nella ripresa è stata una partita alla pari: loro hanno fatto un bellissimo gol, ma anche noi abbiamo avuto le nostre occasioni. Il pareggio è un risultato corretto».
Sulla classifica invece il dg ammette: «Abbiamo assaporato i tre punti. In questo campionato così equilibrato trovare una vittoria ci permetterebbe di uscire dalla zona calda, ma continuare con i risultati positivi è altrettanto importante, sia per il morale che per la classifica. Fare un punto sul campo della Sangiustese è importante, per come è venuto c’è però rammarico».
Nell’ambito della mostra “Scarpe da Amare”, inaugurata lo scorso 7 febbraio negli spazi del Lido Cluana e visitabile fino al 15 febbraio (LEGGI QUI), si è tenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 12 febbraio il convegno “AI e manifattura calzaturiera”. Un appuntamento di grande rilievo, inserito all’interno di un racconto corale che custodisce la memoria ma guarda con decisione al futuro di un distretto produttivo unico al mondo.
L’incontro, organizzato da Confindustria Macerata insieme alle sezioni di Ascoli Piceno e Fermo, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese per riflettere sulle sfide che attendono il distretto calzaturiero marchigiano, oggi chiamato a confrontarsi con la trasformazione digitale e l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale. Tra i presenti, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il prefetto di Macerata Giovanni Signer, la senatrice Elena Leonardi, il vicesindaco di Civitanova Marche Claudio Morresi, e i presidenti provinciali di Confindustria Marco Ragni e Simone Ferraioli.
Ad aprire i saluti istituzionali è stato il prefetto Giovanni Signer, che ha sottolineato il valore strategico del comparto calzaturiero per l’economia regionale:“Il distretto calzaturiero è una realtà economica che caratterizza le Marche. Sta vivendo difficoltà imposte dalle tensioni internazionali e solo la visione imprenditoriale permetterà di superare questo momento”. Un passaggio anche sull’intelligenza artificiale, vista come strumento di supporto e non di sostituzione: “Non riuscirà a copiare la creatività e l’intelligenza imprenditoriale tipica dei marchigiani”.
È quindi intervenuto il presidente Francesco Acquaroli, che ha ribadito l’importanza della manifattura per l’identità e l’economia regionale:“La manifattura è un nostro orgoglio, una potenzialità enorme espressa in tutti i mercati internazionali. È insostituibile dal punto di vista economico ma è anche un valore da promuovere e sostenere per il futuro, insieme alle tecnologie, alla ricerca di materiali sempre più all’avanguardia e all’utilizzo della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale”.
Il presidente ha poi ricordato le politiche regionali a sostegno dell’internazionalizzazione e dell’innovazione, sottolineando la capacità delle eccellenze marchigiane di resistere anche in una fase di forte complessità geopolitica.
Di grande interesse i contributi del mondo accademico, con gli interventi di Michele Germani, docente di Disegno e Progettazione industriale dell’Università Politecnica delle Marche, e di Marina Paolanti, docente dell’Università di Macerata e co-founder di Moda Metrics.
Particolarmente significativo l’intervento di Paolanti, che ha portato all’attenzione della platea l’esperienza maturata a fianco dei brand del lusso nell’applicazione dell’intelligenza artificiale ai processi creativi e produttivi. La docente Unimc ha evidenziato come l’AI possa rappresentare un alleato strategico per le imprese del fashion e della calzatura, soprattutto nella previsione della domanda, nell’analisi dei dati di vendita, nell’ottimizzazione delle collezioni e nella riduzione degli sprechi.
Un punto centrale del suo intervento ha riguardato il rapporto tra tecnologia e creatività: “Gli algoritmi devono supportare la creatività umana, non sostituirla. Non basta che siano performanti: devono essere anche affidabili e inseriti all’interno di un framework etico”.
In chiusura, la parola è passata alle imprese, con gli interventi di Riccardo Achilli del calzaturificio Marcos Nalini, Valentino Fenni del calzaturificio Dada, ed Enrico Ciccola del calzaturificio Romit. Un confronto concreto sulle criticità del settore, ma anche sulle opportunità offerte dall’innovazione, nella consapevolezza che il futuro del distretto passa dalla capacità di evolversi senza snaturare il proprio DNA artigianale e produttivo.
Un dialogo aperto e costruttivo, che ha confermato come il connubio tra tradizione manifatturiera e nuove tecnologie rappresenti una delle sfide decisive per il futuro del sistema calzaturiero marchigiano.
Con la circolare 10/2026, l’Inps fornisce finalmente le indicazioni operative per usufruire del bonus per assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025 nei territori Zes, comprendenti Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, a cui si aggiungono Marche e Umbria. Per queste ultime regioni, tuttavia, il beneficio è valido solo per le assunzioni successive al 20 novembre 2025, data di entrata in vigore della legge 171/2025 che ha esteso la Zes.
L’incentivo, previsto dall’articolo 24 del Dl 60/2024, consiste in un esonero contributivo del 100% sui contributi previdenziali (escluso il premio Inail), fino a un massimo di 650 euro al mese. Possono beneficiarne i lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi, assunti da aziende private con un massimo di 10 dipendenti al momento dell'assunzione, nelle sedi operative delle regioni indicate. L’esonero ha una durata massima di 24 mesi e non riguarda dirigenti, apprendisti o lavoratori domestici.
Per ottenere il bonus, il datore di lavoro deve garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media degli ultimi 12 mesi, calcolato sull’intera organizzazione e non solo sulla singola unità produttiva. La circolare sottolinea inoltre che il beneficio può riguardare anche soggetti già occupati a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro che abbia usufruito parzialmente dello stesso incentivo. Sono richiesti il Durc e il rispetto dei principi contenuti nell’articolo 31 del Dlgs 150/2015.
Le domande vanno presentate preventivamente online tramite il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), indicando i dati del lavoratore, il rapporto di lavoro, la retribuzione media mensile, il numero di dipendenti dell’azienda e la sede di lavoro. Dopo i controlli e la verifica dei fondi disponibili, l’Inps autorizza l’accesso all’agevolazione, che sarà riconosciuta nei flussi Uniemens a partire da febbraio 2026. Per recuperare gli arretrati da settembre 2024 a gennaio 2026, si potranno utilizzare i flussi UniEmens di febbraio, marzo e aprile 2026, inserendo i nuovi codici L619-L620 nella sezione “EZES”.
L’esonero può essere applicato anche alle assunzioni a tempo indeterminato tramite somministrazione, a condizione che il limite occupazionale e la sede di lavoro facciano riferimento all’utilizzatore.
Trasformare un dolore immenso in una speranza concreta, facendo sì che il traguardo di una vita spezzata diventi la linea di partenza per migliaia di sorrisi. È questo il potente messaggio che Paolo Simoncelli porterà a Civitanova Marche giovedì 19 febbraio, in un incontro speciale dedicato agli studenti dell’IIS Bonifazi Corridoni.
L'evento si terrà presso l’Auditorium della scuola e vedrà il padre dell’indimenticabile "Sic" raccontare la nascita e l’evoluzione della Fondazione Simoncelli, la O.N.L.U.S. nata pochi mesi dopo quel tragico incidente in Malesia nel 2011 che scosse il mondo intero.
L'incontro non sarà solo una commemorazione, ma una lezione di vita sulla cittadinanza attiva e la solidarietà. La Fondazione, infatti, è diventata negli anni il simbolo dei valori autentici di Marco Simoncelli, impegnandosi a "scendere in pista" non più per un podio, ma a favore dei soggetti più deboli. Attraverso progetti umanitari e collaborazioni con enti pubblici e privati, la Onlus promuove il supporto concreto a chi ne ha più bisogno, trasformando il ricordo del campione in aiuto reale.
I lavori saranno aperti dai saluti della Dirigente Scolastica, la professoressa Angela Fiorillo, che ha fortemente voluto questo momento di riflessione per la propria comunità scolastica. A condurre il dialogo con Paolo Simoncelli sarà la giornalista di Tvrs Manolita Scocco, che attraverso un’intervista cercherà di ripercorrere la storia di un grande campione il cui destino ha scelto di far disputare un’altra corsa: quella della beneficenza e del supporto morale e umano.
Per l’IIS Bonifazi Corridoni si tratta di un'opportunità unica per riflettere su come la fine possa, in realtà, essere considerata il più grande inizio. Paolo Simoncelli testimonierà come i valori di sincerità e umanità di Marco continuino a correre forte, regalando nuove vittorie a chi lotta ogni giorno contro le difficoltà della vita.
Un ospite straordinario ha animato la scuola secondaria di primo grado ‘E. Mestica’ di Macerata venerdì 13 febbraio: si tratta di Dardust, compositore e produttore italiano tra i più apprezzati a livello internazionale, attualmente nelle Marche con il suo prestigioso tour insieme all’Orchestra Filarmonica Marchigiana.
L’incontro con gli studenti delle classi terze si è trasformato in un momento di dialogo e ispirazione. Dardust ha raccontato il proprio percorso artistico, dalle prime esperienze fino al successo sui palcoscenici nazionali e internazionali, sottolineando l’importanza dello studio, del talento e della passione.
Parallelamente alla carriera solista, con il suo Urban Impressionism Tour, Dardust è uno dei producer e autori più influenti del panorama pop italiano. Tra le sue collaborazioni figurano nomi di primo piano come Elisa, Mahmood, Angelina Mango, Lazza, Annalisa, Sfera Ebbasta, Irama, Giorgia e Jovanotti. È inoltre autore della colonna sonora delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, intitolata Fantasia italiana, e sarà presente a Sanremo nella serata delle cover con Ermal Meta, per cui ha scritto la canzone in gara.
Durante l’incontro con i giovani, l’artista ha condiviso riflessioni sul processo creativo, sul rapporto tra musica classica ed elettronica e sulle collaborazioni con cantanti contemporanei, rispondendo alle numerose domande degli studenti. Non sono mancati momenti emozionanti, arricchiti dalla sua musica, che ha coinvolto intensamente la platea di studenti e docenti.
La presenza di Dardust a scuola, resa possibile dalla collaborazione tra l’Orchestra Filarmonica Marchigiana e l’Istituto Comprensivo ‘Mestica’, su iniziativa della docente di musica prof.ssa Elisa Ercoli, rappresenta un’importante occasione di incontro tra scuola, cultura e territorio.
Il prossimo appuntamento sarà venerdì 20 febbraio, quando gli studenti avranno l’opportunità di incontrare i Fiati Solisti dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, protagonisti di un concerto la sera stessa al Teatro Lauro Rossi di Macerata.
Avventurosa. Visionaria. Resiliente. Questi gli aggettivi scelti dall'anconetana Claudia Casadei per definire la sua opera omnia. È un'eccellenza marchigiana quella selezionata da Casa Sanremo per il salone letterario che si terrà nella cittadina ligure nello stesso periodo del famoso Festival musicale: due eventi pensati per celebrare, simultaneamente, due delle forme d'arte più rappresentative del nostro paese, letteratura e musica.
Classe 1964, Claudia Casadei ha sempre lavorato a contatto con i più piccoli, dall'insegnamento nella scuola primaria, alla fondazione de "La Scatola Magica", primo centro multidisciplinare per bambini, fino all'ambito del viaggio "tailor made". Creatività e fantasia hanno sempre fatto parte del suo bagaglio interiore, un po' per inclinazione personale, un po' per deformazione professionale. Ed è proprio con i suoi ragazzi che la Casadei ha iniziato a ricevere i primi riconoscimenti.
"La scrittura - ha iniziato a spiegare l'autrice - rappresenta per me una fonte di evasione, uno strumento per fuggire dalla routine di tutti i giorni. La fantasia è il mio pane quotidiano: da che ricordi, ho sempre scritto storie. I miei modelli di riferimento sono C.S. Lewis e Tolkien, che sono proprio i pilastri del fantasy, ma il mio autore del cuore è Terry Brooks".
Ed è proprio il genere meno rappresentato in Italia, il fantasy, ad aver aperto alla Casadei le porte dell'editoria: il suo primo romanzo, "Ma.Ik - Iridi di fuoco", viene dato alle stampe nel 2018. Seguiranno altri due libri ambientati nello stesso universo ("Ma.Ik - La Caccia è Aperta" e "Ma.Ik - Gli Eredi dell'Universo"), in una trilogia che vede come protagonisti cinque giovani marchigiani alle prese con la possibile fine dell'umanità e con un malvagio distruttore di mondi.
Il legame con la propria terra è ciò che spinge l'autrice ad ambientare I'inizio della saga proprio in uno dei luoghi più iconici della nostra regione, nelle Grotte di Frasassi: "Il mio rapporto con le Marche è strettissimo, soprattutto per via della mia attività nel settore turistico: è un territorio che sento mio, che mi appartiene. Nella trilogia uno dei temi su cui mi soffermo con più insistenza è proprio il senso di casa e di appartenenza".
Lo scorso dicembre è stato pubblicato il suo nuovo romanzo fantasy, "EMMA HAAST - Il Risveglio del Grande Predatore", con il quale la Casadei parteciperà al concorso letterario Casa Sanremo Writers, la cui premiazione si svolgerà la stessa sera della finale del Festival della canzone italiana: "In ogni storia che racconto c'è un po' di me: i libri, per uno scrittore, sono come dei figli. Ho fatto fatica a lasciare Ma.Ik e a salutare i miei vecchi personaggi per iniziare a creare un nuovo mondo, con nuovi protagonisti. Quando scrivi un personaggio, questo prende vita, cresce ed evolve insieme a te."
Il fantasy, si sa, è uno dei generi più complessi a cui approcciarsi nell'ambito della scrittura. Si tratta di creatività allo stato puro: universi e realtà che prendono forma nella mente di chi li crea per poi materializzarsi su carta. Ed è proprio su questo aspetto che si è soffermata la Casadei: "Il fantasy va costruito in un certo modo: è necessario che il libro sia corposo, consistente, denso, perché il segreto della buona riuscita di una storia di fantasia sta tutto lì. L'ispirazione, poi, viene da sé. Lo scheletro della storia ce l'ho in testa, ma poi tutte le variabili le butto giù sul momento, prendendo spunto da dettagli che mi colpiscono. A volte mi lascio suggestionare da un'esperienza lavorativa, o dal nome di una foresta in Corsica, mi scrivo un appunto e poi ci ricamo sopra".
Il peggior incubo di uno scrittore è sicuramente il temutissimo "blocco" creativo, ma l'autrice marchigiana non si è mai trovata alle prese con uno stallo produttivo nella sua carriera artistica: "Il mio principale antagonista è il tempo. Vorrei poter scrivere in maniera continuativa, ma svolgendo anche un altro lavoro sono costretta a farlo di notte, o nei fine settimana. Non ho mai avuto il blocco dello scrittore, e credo che questo sia legato al fatto che questa mia attività rappresenti una valvola di sfogo. La vita è già abbastanza frenetica, e ognuno di noi ha bisogno di trovare un modo per evadere e fuggire dalla quotidianità. C'è chi va in palestra e c'è chi scrive: la scrittura è, in un certo senso, il mio punching ball".
I temi che la Casadei affronta nei suoi libri e attraverso le storie dei suoi personaggi sono fortemente ispirati alle sue esigenze professionali, allo stretto contatto con i più piccoli e alla necessità di trovare un linguaggio comune, attraverso cui esprimere i valori fondanti della crescita e della formazione personale: "All'interno della trilogia cerco di sfiorare in punta di piedi tutte quelle che sono le problematiche degli adolescenti. Parlo di coraggio, di amicizia, di senso di appartenenza, e persino di ricerca della fede, e lo faccio utilizzando un vocabolario chiaro e pulito, affidandomi principalmente all'evocazione per immagini".
Claudia Casadei rappresenta un unicum, nella nostra regione, poiché incarna un genere poco praticato in Italia, e lo fa mantenendo saldo e vivido il legame con la sua terra, scrivendone senza mai nascondere le proprie radici: "Sono una persona schiva, per cui faccio molta fatica ad espormi. Nonostante ciò, ho scelto di non utilizzare uno pseudonimo, perché credo che la scrittura, per me, sia un'occasione di crescita, ma, soprattutto, la quintessenza dell'autenticità".
L’arte come strumento per scavare sotto la superficie e rivelare la complessità dell’anima. È stata inaugurata in città, presso la galleria A.P. Lab (all’interno dello studio dell’avvocato e collezionista Alessia Panella), la mostra personale di Paul Albert Dari.
L’artista italo-americano-canadese, che ha scelto come suo "buen retiro" il borgo marchigiano di Sarnano, approda nel cuore del Polesine con una visione profonda del mondo della donna, lontana dagli stereotipi della perfezione estetica.
Paul Albert Dari porta con sé un bagaglio professionale legato al mondo della moda, dove per anni ha disegnato accessori femminili. Tuttavia, nella sua pittura, l’artista ha scelto di allontanarsi dalla perfezione dell’immagine imposta dai canoni attuali. La sua è una narrazione sulla tela del mondo interiore: un viaggio fatto di angoscia, paura e solitudine, ma anche di maternità, felicità e amicizia.
L’opera di Dari si inserisce nel solco dell’espressionismo, privilegiando l’espressione soggettiva dell’emozione rispetto alla rappresentazione oggettiva della realtà. Attraverso l’uso di colori intensi, forme distorte e pennellate forti, l’artista comunica stati d’animo universali, realizzando una mappa multicolore del mondo femminile e femminista.
La mostra, dal titolo evocativo “Under the skin” (Sotto la pelle), non si propone come una selezione antologica, ma come un dialogo tra opere che descrivono lo spirito eclettico delle donne. Il percorso espositivo è articolato in veri e propri "capitoli" che toccano temi centrali: dalla ricerca della felicità alla solitudine, fino alla forza della creatività.
Il linguaggio pittorico di Dari è contrassegnato da un abbecedario del colore e della materia personalissimo. I colori sono accesi, talvolta violenti e innaturali: rossi, aranci e verdi acidi che non descrivono il reale, ma lo caricano di una tensione emotiva vibrante, offrendo una connessione con una donna forte, simbiotica e, purtroppo, oggi più che mai messa in pericolo.
Al cuore dell’esposizione risiede un significato universale: non c’è futuro senza rispetto della complessità femminile. Paul Albert Dari riversa nelle sue tele una passione viscerale per il rispetto della donna, inteso come paesaggio necessario per raggiungere un equilibrio fra i sessi.
"Rispetto per la donna - sottolinea il progetto espositivo - significa anche impegno a lasciare a chi ci seguirà un mondo migliore ove la parità possa trovare dimora". La mostra rappresenta dunque non solo un momento artistico per Rovigo, ma un invito collettivo alla riflessione e alla consapevolezza.
Il sessantunesimo Carnevale Passotreiese è stato un vero successo. Una folla straordinaria ha animato le strade di Passo Treia, trasformate per l’occasione in una grande festa a cielo aperto. La tradizionale sfilata del Martedì Grasso ha visto la partecipazione di gruppi mascherati e carri allegorici provenienti da tutta la regione, regalando al pubblico uno spettacolo di grande impatto scenico ed emotivo.
Tra maschere moderne e tradizionali si è assistito a un’esplosione di vitalità, suoni, colori e allegria. C’erano costumi per tutti i gusti: dalle maschere classiche italiane a suggestioni provenienti dall’India e dal Medio Oriente, fino ad atmosfere esotiche ispirate alle isole Samoa.
Protagonisti assoluti anche i tantissimi bambini, che hanno sfilato insieme a insegnanti e genitori, rendendo ancora più significativo il senso di partecipazione collettiva.
Spettacolari i carri allegorici, capaci di proporre coreografie curate nei minimi dettagli.
Il primo premio è andato al gruppo “Ti fidi di me” di Amandola, che ha incantato il pubblico con il tema Aladdin, portando in scena i personaggi del celebre film Disney in un tripudio di scenografie e colori. Secondo classificato il gruppo di Mogliano, con un carro interamente dedicato all’India, ricco di richiami culturali e suggestioni orientali. Terzo posto per i carristi di Corridonia, che hanno scelto il tema Oceania, proponendo ambientazioni isolane e coreografie dinamiche.
Presenti anche i carri di Loro Piceno, con una vivace ciurma piratesca, e di Monte San Giusto, che ha voluto rendere omaggio alla grande musica italiana, coinvolgendo il pubblico in un viaggio tra note e ricordi.
Un premio speciale è stato assegnato al numeroso gruppo mascherato passotreiese che ha ricreato un’ambientazione western. Oltre alla scenografia e ai costumi, il gruppo ha voluto lanciare un messaggio forte e attuale: “Stop alle armi e alla guerra”.
Particolarmente significativa la scenetta in cui armi finte sono state simbolicamente deposte all’interno di una bara di cartone, gesto che ha suscitato applausi e riflessione tra i presenti.
In un’atmosfera festosa, il Carnevale è stato animato dalle note della Birbanda e condotto dallo staff di Multiradio, capitanato da Giusi Minnozzi e Luca Moretti, che hanno saputo scandire con entusiasmo i vari momenti della giornata.
Questa è stata la prima edizione organizzata interamente dall’Associazione Passo dopo Passo, che un anno fa aveva ricevuto il testimone dal comitato Acli La Torre. Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Edoardo Teloni, che dal palco ha voluto ringraziare volontari, le autorità comunali presenti, collaboratori, sponsor e l’intera comunità per l’ottima riuscita dell’evento.
Anno dopo anno, il Carnevale Passotreiese continua a dimostrare un profondo attaccamento alla propria comunità e al territorio. Sono valori fondanti che da oltre sessant’anni animano Passo di Treia e che rendono questa manifestazione un punto di riferimento per tutte le Marche.
Una festa che non è solamente un semplice spettacolo, ma identità condivisa e orgoglio collettivo.
L’architettura non è fatta solo di cemento e prospettive, ma delle esistenze, spesso eccentriche, di chi la progetta. È questo il filo conduttore del terzo appuntamento di Millimetri, la rassegna che indaga il mondo del design attraverso la settima arte. Domenica 22 febbraio, alle ore 18:00, il Politeama Franco Moschini ospiterà una serata evento dedicata alle personalità visionarie che hanno segnato la storia del costruire.
Il fulcro dell'incontro sarà la proiezione del film "Che fine ha fatto Bernadette?" del regista Richard Linklater. Tratto dal best seller di Maria Semple, la pellicola segue le tracce di Bernadette Fox, un’architetta geniale colpita da un profondo blocco creativo. La sua fuga improvvisa diventa il simbolo della ricerca di sé e del disperato tentativo di ritrovare lo slancio vitale della propria vocazione professionale e umana.
Ad arricchire la serata sarà il talk introduttivo dal titolo "Vite stravaganti di architetti". Protagonista sarà Manuel Orazi, stimato storico dell’architettura e autore del saggio omonimo, che raccoglie le biografie di 41 giganti del settore: da Francesco di Giorgio a Frank O. Gehry, passando per icone come Gae Aulenti e Italo Rota. Orazi dialogherà con Isabella Tonnarelli, architetto e Presidente dell’Accademia Filelfica di Tolentino, per esplorare come la vita privata e le intuizioni radicali dei grandi maestri si intreccino inevitabilmente con le loro opere.
L'evento punta a dimostrare come la vicenda cinematografica di Bernadette non sia un caso isolato, ma si inserisca in una vera e propria genealogia di figure creative che hanno vissuto l’architettura come un destino esistenziale travolgente.
INFO E BIGLIETT - Il costo del biglietto è di 12 euro (più prevendita). I tagliandi sono acquistabili presso il Botteghino del Politeama (aperto dal lunedì al venerdì ore 16-19 e da tre ore prima dello spettacolo) oppure comodamente online sul sito ufficiale del Politeama.
La rassegna Millimetri. Il design a misura di tutti è organizzata dalla Fondazione Franco Moschini in collaborazione con la Fondazione Design Terrae e vanta il patrocinio del Comune di Tolentino e della Fondazione Marche Cultura, confermandosi un punto di riferimento per l'approfondimento culturale nel territorio maceratese.
MACERATA - Il 9 febbraio 2026, Gina Cesanelli ha raggiunto un traguardo straordinario: i 100 anni. Parenti e amici si sono radunati nella sua abitazione per celebrare una vita lunga, segnata dalla semplicità e dall’impegno quotidiano.
La cerimonia è stata suggellata dalla benedizione di don Pierandrea, parroco di Santa Croce, che ha ricordato i due anziani esemplari del Vangelo, Simeone e Anna, simboli di saggezza e fedeltà. Il sindaco Sandro Parcaroli ha consegnato a Gina una targa ricordo, portando gli auguri dell’Amministrazione comunale “per il raggiungimento del mirabile traguardo”.
Gina Cesanelli ha vissuto un’infanzia difficile, segnata dalla perdita dei genitori e dalle ristrettezze del primo dopoguerra. Cresciuta nella fatica, ha lavorato presso la fornace Bartoloni, storica realtà produttiva che ha dato occupazione a molti cittadini.
Il matrimonio con Attilio Ortenzi, vedovo con quattro figli, le ha donato una bella e grande famiglia. Gina ha condiviso con lui molti anni di vita, fino alla sua scomparsa, e successivamente ha continuato a vivere circondata dall’affetto dei nipoti, dei figli di Attilio e dalla fedele badante Costanza.
Un secolo di vita, dunque, trascorso con dedizione alla famiglia, lavoro e fede, un traguardo che la comunità di Macerata ha voluto festeggiare con affetto e riconoscenza.
Ci sono legami che il tempo non può scalfire, specialmente quelli nati tra i polverosi campetti degli oratori e le navate di una chiesa che è stata una seconda casa. È il caso dello storico gruppo dei ragazzi dei frati Cappuccini degli anni ’80, che domenica scorsa si sono ritrovati per una giornata carica di ricordi e commozione dopo decenni di lontananza.
Circa 70 tra ragazzi e ragazze, oggi uomini e donne, si sono dati appuntamento per celebrare una giovinezza trascorsa all'ombra della chiesa del SS. Sacramento. Sono cresciuti insieme, condividendo i pomeriggi in oratorio e le sfide al campetto, sempre sotto lo sguardo attento e premuroso dei frati che hanno segnato quell'epoca: figure indimenticabili come padre Dino Mascioni, padre Fernando Teodori, padre Benedetto Giacobbi, padre Giuliano Viabile e padre Ambrogio Pasqualini.
L'evento, che ha richiesto un grande sforzo organizzativo per rintracciare tutti i componenti del gruppo, è stato promosso con successo da Francesca Lorenzini e Andrea Garbuglia, definiti dagli stessi partecipanti "fenomenali" per la capacità di ricucire le fila di una storia lunga quarant'anni.
La rimpatriata si è svolta domenica 8 febbraio presso l'Osteria Agnese di Macerata. Tra un piatto e l'altro, lo staff del locale ha ospitato il numeroso gruppo in un clima di grande festa, facendo da cornice a racconti, risate e all'immancabile foto di rito che sancisce una promessa: non lasciarsi più scappare per così tanto tempo.
Una mattinata dedicata al confronto e alla collaborazione istituzionale quella trascorsa dal Questore di Macerata, Luigi Mangino, che ha fatto visita ufficiale alla sede del Comando della polizia locale cittadina. Ad accoglierlo, il Comandante Danilo Doria insieme all’assessore comunale alla Sicurezza Paolo Renna.
Il momento centrale della visita si è svolto all'interno della Sala Operativa, cuore pulsante del controllo cittadino. Il Questore ha potuto visionare le tecnologie all’avanguardia a disposizione degli operatori, con un focus particolare sulla fitta rete di telecamere dislocate nei punti più sensibili del Comune. Un sistema capace di fornire immagini in tempo reale, garantendo un monitoraggio costante e tempestivo di quanto accade sul territorio.
Durante l’incontro con gli agenti in servizio, Mangino ha voluto rimarcare il valore della sinergia tra la Polizia di Stato e la polizia locale. L'obiettivo condiviso resta quello di concorrere, nel rispetto delle specifiche funzioni di ciascun corpo, al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica.
Questa cooperazione, che coinvolge quotidianamente tutte le Forze di Polizia, viene considerata un elemento essenziale per garantire la serenità della cittadinanza. Il Questore ha lodato l'impegno degli agenti locali, definendoli stakeholder fondamentali nella gestione della sicurezza urbana.
L'incontro si è concluso con uno sguardo rivolto al futuro e alla crescita professionale degli operatori. Il Questore ha infatti ribadito la piena disponibilità della Questura a proseguire e implementare la serie di incontri formativi e tecnici già in corso.
Questa volontà di aggiornamento costante punta a rafforzare ulteriormente il coordinamento tra le forze in campo, rendendo gli interventi sul territorio maceratese sempre più efficaci e integrati.
La lotta alle allergie respiratorie e il monitoraggio ambientale nel maceratese compiono un importante passo avanti. Grazie alla collaborazione tra la Provincia di Macerata e l'Arpa Marche, è stata installata una nuova centralina per il controllo di pollini e spore proprio nel cuore della città, sul tetto dello storico Palazzo degli Studi.
Questa stazione di monitoraggio è fondamentale per completare la rete regionale, affiancandosi a quelle già attive nelle province di Pesaro, Ancona e Ascoli Piceno. La posizione strategica in pieno centro storico, in una zona ad elevata densità abitativa e in una collocazione sopraelevata, permette di ottenere dati rappresentativi dell’intero territorio provinciale, anche a diversi chilometri di distanza.
Il dispositivo consentirà ad Arpa Marche di elaborare bollettini settimanali completi di tendenze, previsioni e commenti aerobiologici. Questi documenti saranno uno strumento prezioso per i cittadini, facilitando il riconoscimento dei picchi di concentrazione e la stima del carico allergenico nell'atmosfera. I dati saranno presto consultabili sul sito ufficiale di Arpa Marche, sulla rete nazionale Isprapollnet e tramite l'app dedicata per smartphone.
Oltre al supporto immediato per chi soffre di allergie, la nuova centralina avrà un ruolo tecnico-scientifico di rilievo. Gli allergologi e gli operatori sanitari potranno accedere a informazioni aggiornate per affinare le diagnosi e le terapie personalizzate, come l'immunoprofilassi specifica.
Sul lungo periodo, l'elaborazione statistica dei dati permetterà di approfondire la conoscenza del fitoclima delle Marche, contribuendo allo studio della biodiversità. Non ultimo, il monitoraggio costante fungerà da indicatore indiretto dei cambiamenti climatici: osservando le variazioni nei periodi di fioritura e l'intensità delle concentrazioni polliniche, gli esperti potranno tracciare l'evoluzione dell'ambiente circostante nel corso degli anni.