Un uomo di 36 anni è stato bloccato e denunciato in stato di libertà dai carabinieri della stazione di Porto Recanati nel tardo pomeriggio di alcuni giorni fa, dopo aver seminato il caos all'interno del parcheggio "Galilei" aggredendo i sanitari del 118 e minacciando i militari intervenuti sul posto. Il protagonista della vicenda, un cittadino di origini pakistane residente a Polverigi (AN), disoccupato e già noto alle forze dell'ordine, dovrà ora rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio a pubblico ufficiale e ubriachezza.
L'intervento è scattato quando il soggetto, in evidente stato di alterazione verosimilmente dovuto all'abuso di sostanze alcoliche, ha aggredito il personale sanitario che era inizialmente giunto sul posto per prestargli soccorso a causa di una ferita accidentale alla mano. All'arrivo dei carabinieri della locale stazione, l'uomo ha proferito all’indirizzo dei militari frasi gravemente minacciose e oltraggiose, prima di essere definitivamente ricondotto alla calma. Successivamente, il 36enne è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche per gli accertamenti e le cure del caso nell'ambito delle quotidiane attività di controllo del territorio coordinate dalla Compagnia di Civitanova Marche.
Un uomo di 36 anni è stato bloccato e denunciato in stato di libertà dai carabinieri della stazione di Porto Recanati nel tardo pomeriggio di alcuni giorni fa, dopo aver seminato il caos all'interno del parcheggio "Galilei" aggredendo i sanitari del 118 e minacciando i militari intervenuti sul posto. Il protagonista della vicenda, un cittadino di origini pakistane residente a Polverigi (AN), disoccupato e già noto alle forze dell'ordine, dovrà ora rispondere dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio a pubblico ufficiale e ubriachezza.
L'intervento è scattato quando il soggetto, in evidente stato di alterazione verosimilmente dovuto all'abuso di sostanze alcoliche, ha aggredito il personale sanitario che era inizialmente giunto sul posto per prestargli soccorso a causa di una ferita accidentale alla mano. All'arrivo dei carabinieri della locale stazione, l'uomo ha proferito all’indirizzo dei militari frasi gravemente minacciose e oltraggiose, prima di essere definitivamente ricondotto alla calma. Successivamente, il 36enne è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche per gli accertamenti e le cure del caso nell'ambito delle quotidiane attività di controllo del territorio coordinate dalla Compagnia di Civitanova Marche.
Una violenta esplosione, causata con ogni probabilità da una fuga di gas, ha distrutto la parte superiore di una casa colonica nella mattinata di oggi, intorno alle ore 11:00, provocando il grave ferimento di un uomo che è stato estratto dalle macerie grazie al tempestivo intervento dei soccorritori.
Sul posto sono confluite d'urgenza le squadre dei vigili del fuoco del Distaccamento di Jesi e l'Unità Crolli della sede centrale di Ancona. I pompieri si sono subito messi al lavoro tra i detriti della casa di campagna, riuscendo a individuare e a trarre in salvo l'uomo presente al suo interno al momento della deflagrazione, il quale risulterebbe comunque residente in un altro luogo.
Il ferito è stato immediatamente preso in carico dall'automedica del 118 e dai sanitari della Croce Verde di Cupra Montana, presenti sul luogo dell'evento, i quali, valutata la gravità dei traumi riportati, ne hanno disposto il trasferimento d'urgenza in codice rosso a bordo dell'eliambulanza Icaro, decollata alla volta dell'ospedale regionale di Torrette ad Ancona.
Sul posto, per avviare gli accertamenti di rito e coordinare la messa in sicurezza dell'area, sono intervenuti tempestivamente i carabinieri della stazione di Castelplanio. Data la gravità dell'accaduto, sono accorsi immediatamente sul luogo dell'esplosione anche il sindaco di Rosora, Fausto Sassi, e il vicesindaco Paolo Bernardini, per seguire da vicino le delicate operazioni dei soccorritori.
Mentre si cerca di ricostruire con esattezza la dinamica della perdita di gas, i lavori di scavo e bonifica da parte dei vigili del fuoco proseguono per escludere con assoluta certezza l'eventuale presenza di altre persone rimaste coinvolte.
++ AGGIORNAMENTO ORE 13:30 ++
È stata esclusa la presenza di altre persone coinvolte nel crollo dell'abitazione.
CIVITANOVA MARCHE – Mezzo secolo di scarpe, sfide globali e successi, celebrato in una notte dove la commozione ha sposato la grande musica italiana. Germano Ercoli ha festeggiato ieri sera i 50 anni di attività di Eurosuole (1976-2026), trasformando l'Eurosuole Forum in un palcoscenico di ricordi, gratitudine e spettacolo davanti a oltre 900 ospiti, tra familiari, amici e storici collaboratori.
La serata si è aperta con le immagini suggestive di un video firmato dal regista Paolo Doppieri, introducendo il momento più atteso: il discorso del fondatore. In venti minuti di intensa lucidità imprenditoriale, Ercoli ha ripercorso non solo la storia della sua azienda, ma anche i grandi scossoni geopolitici ed economici che hanno segnato l'ultimo cinquantennio.
Con la franchezza che lo contraddistingue, il patron ha analizzato i passaggi chiave della storia recente: dal terremoto politico di Tangentopoli al traumatico passaggio dalla Lira all'Euro, fino all'ingresso della Cina nel WTO – definito da Ercoli come una vera e propria «colonizzazione dell'Europa» priva di regole – passando per il crac di Lehman Brothers e la recente tempesta della pandemia. Sconvolgimenti globali a cui Eurosuole ha saputo resistere, confermando la sua solidità.
Ma la celebrazione è stata rivolta soprattutto al futuro e agli affetti più cari. Ercoli ha accennato alla prossima governance dell'azienda, ipotizzando il passaggio del testimone a un manager professionista o a una realtà strutturata in grado di guidare il Cda, garantendo continuità e prestigio al marchio.
Il momento più toccante è stato però il tributo alla moglie Maria Grazia: «Senza di lei tutto questo non sarebbe stato possibile», ha confessato l'imprenditore, ringraziando la compagna di una vita per la pazienza, la dedizione alle figlie e la condivisione di una quotidianità fatta di sacrifici e poche vacanze.
Sul fronte istituzionale, l'evento ha visto la partecipazione di figure di primo piano della politica marchigiana e nazionale, che hanno voluto testimoniare la propria vicinanza alla famiglia Ercoli. Sono intervenuti sul palco la deputata e segretaria regionale della Lega Giorgia Latini, l’assessore regionale Giacomo Bugaro, la sottosegretaria all’Economia Lucia Albano e, in chiusura, il Presidente delle Marche Francesco Acquaroli.
La conduzione della serata, affidata a Daniela Gurini, ha vissuto un momento di grande glamour con l'arrivo sul palco di Samanta Togni, celebre volto di La7 e storica vincitrice di “Ballando con le stelle”. Insieme hanno premiato il vero motore dell'azienda: i nove dipendenti che hanno superato i quarant'anni di servizio (Domenico Cattoglio, Mauro Faletra, Pietro Monteverde, Salvina Granata, Maria Cristina Morresi, Mario Pierluigi, Katia Renzi, Giorgio Ruffini e Romina Spargoli), seguiti dai riconoscimenti ai partner storici di Eurosuole, i calzaturifici Green Sport, Jumbo e Vibram. A completare il quadro familiare, il saluto sul palco dei quattro nipoti: Edoardo, Leonardo, Lucrezia e Maria Vittoria.
Dopo un elegante aperitivo e la cena allestita negli spazi esterni del Palasport, il ritmo della serata è decollato. Prima con le coreografie di Martina Miliddi, ballerina e presenza fissa nel cast di “Affari Tuoi” su Rai 1, e infine con il colpo di scena che ha infiammato il pubblico: un concerto a sorpresa dei Pooh. La band ha regalato una scaletta intramontabile, facendo cantare ed emozionare la platea fino a tarda notte e sigillando, a suon di hit, una storica pietra miliare del Made in Italy.
Un cittadino di origini marocchine di 46 anni è stato bloccato in forte stato di alterazione psicofisica intorno alle ore 23:00 di alcuni giorni fa, dopo essersi barricato all'interno della propria abitazione nel condominio "Hotel House". Nella circostanza, è stato richiesto l'intervento di tre diverse pattuglie dell'Arma dei carabinieri.
L'allarme è scattato a seguito delle segnalazioni dei residenti, che hanno spinto a confluire sul posto gli uomini dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche, coadiuvati dai militari delle Stazioni di Porto Recanati e Potenza Picena.
Al momento dell'arrivo degli operanti, l'uomo, domiciliato nel complesso condominiale, è stato individuato all'esterno del proprio appartamento in un evidente stato di agitazione riconducibile verosimilmente al consumo smodato di bevande alcoliche.
La situazione ha richiesto il supporto del personale medico del 118; dopo una prima valutazione sul posto e dopo che il soggetto, non senza fatica, è stato riportato alla calma, i sanitari hanno disposto il trasferimento dell'uomo presso il pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche, dove si trova tuttora trattenuto in osservazione presso il reparto di psichiatria.
Un capillare servizio interforze ad alta visibilità ha presidiato la costa civitanovese nella notte tra sabato e domenica, portando al controllo di 42 persone e 16 veicoli, e permettendo agli agenti di disinnescare sul nascere alcune scaramucce nei pressi dei locali di intrattenimento prima che potessero degenerare in rissa.
L'ampia attività di controllo del territorio, focalizzata sulle aree a maggiore densità di aggregazione giovanile, è stata eseguita in attuazione di una specifica ordinanza emessa dal Questore della Provincia di Macerata, Luigi Mangino, nell'ambito delle strategie condivise in seno al Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto.
Il dispositivo sul campo ha visto operare in stretta sinergia il personale della Squadra Mobile e dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata insieme agli agenti del Commissariato di Civitanova Marche, supportati dai militari dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
I controlli dinamici hanno interessato i principali assi viari di acesso alla città, il lungomare e le adiacenze dei locali di pubblico spettacolo con l'obiettivo di contrastare microcriminalità e degrado urbano legati alla movida estiva. I
l bilancio complessivo delle attività ha fatto registrare, nello specifico, 42 persone controllate (di cui 12 straniere e 8 risultate positive alla banca dati per precedenti di polizia) e 16 veicoli verificati.
A margine dell'operazione, la totale assenza di disordini è stata commentata con grande soddisfazione dallo stesso questore Luigi Mangino, che ha espresso la propria valutazione sull'esito del servizio evidenziandone la forte valenza preventiva: "Il fatto che la notte sia trascorsa senza particolari criticità o fatti di rilievo rappresenta di per sé un successo e testimonia, in modo concreto, l'efficacia deterrente di questa tipologia di servizi".
"L'attività di prevenzione che la Questura ha messo in atto in modo sistematico da diverse settimane sta dando i frutti sperati: la presenza visibile e costante sul territorio delle donne e degli uomini della Polizia di Stato e delle altre Forze dell'Ordine dimostra, oggi più che mai, di saper garantire un divertimento sano e sicuro per i ragazzi, tutelando al contempo la tranquillità e la serenità dei residenti civitanovesi", ha concluso Mangino.
Un cittadino indiano di 32 anni, residente a Brescia, disoccupato e già gravato da precedenti di polizia, è stato identificato e denunciato in stato di libertà dai militari dell'Arma per il reato di furto aggravato, dopo aver sottratto una borsa e un foulard esposti nella vetrina di un esercizio commerciale del centro cittadino di Tolentino.
L'intervento e la successiva attività d'indagine sono stati condotti con successo dai carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Tolentino nell'ambito dell'intensificazione dei servizi preventivi contro i reati predatori a tutela delle attività economiche locali.
Il trentaduenne, approfittando dell'orario di chiusura notturno del negozio e dell'assenza di passanti, era riuscito ad agire furtivamente introducendo le mani direttamente attraverso le maglie della serranda esterna protettiva, sfilando così gli accessori di valore che si trovavano in mostra.
L’identificazione lampo dell’indagato e la ricostruzione dell'esatta dinamica del colpo sono state possibili grazie all’analisi minuziosa e approfondita delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza installato all'esterno e all'interno dell'attività commerciale colpita, che hanno permesso ai militari di riconoscere il volto del responsabile e di deferirlo alla Procura della Repubblica di Macerata.
Tre persone - una ventitreenne residente a Parma, una quarantatreenne della provincia di Frosinone e un uomo di 54 anni residente a Brescia - sono state identificate e denunciate in stato di libertà dai militari dell'Arma per il reato di truffa aggravata in concorso dopo aver raggirato una commerciante di ventinove anni residente a Loro Piceno, spingendola a investire oltre tremila euro in false criptovalute.
L'operazione, portata a termine il 19 giugno dai carabinieri della Stazione di Loro Piceno, ha preso le mosse dalla querela presentata dalla vittima lo scorso 3 maggio 2026. Secondo quanto ricostruito dettagliatamente dagli investigatori, la giovane commerciante era stata agganciata sui canali social dopo aver visitato un sito di investimenti online.
I malviventi, millantando facili guadagni, l'avevano convinta a disporre quattro distinti bonifici bancari, per un valore complessivo di 3.350 euro, su un conto corrente intestato a uno degli indagati. Subito dopo l'accredito del denaro, i contatti si erano bruscamente interrotti e i truffatori si erano resi completamente irreperibili.
Le meticolose indagini informatiche e bancarie avviate dai carabinieri della Compagnia di Tolentino hanno però permesso di risalire all'esatta identità dei presunti autori del raggiro, i quali sono stati ora segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata nell'ambito di una più vasta attività preventiva contro i reati predatori e le insidiose frodi sul web.
Momenti di grande apprensione nel pomeriggio di oggi lungo un’area impervia compresa tra Cagli e Pianello, dove il Soccorso Alpino e Speleologico Marche è intervenuto per soccorrere una famiglia coinvolta in una caduta lungo una scarpata.
Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, un bambino è scivolato lungo un pendio particolarmente ripido, finendo in una zona difficile da raggiungere, a pochi metri da un corso d’acqua.
Nel tentativo di raggiungerlo e prestargli aiuto, anche i genitori sono precipitati lungo la scarpata. La madre è riuscita autonomamente a risalire fino al sentiero, mentre il padre, scivolato insieme al figlio, è rimasto bloccato in una posizione particolarmente delicata e distante diversi metri dal bambino.
Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, che hanno allestito un complesso sistema di recupero mediante tecniche alpinistiche per operare in sicurezza nell’area impervia.
I soccorritori hanno raggiunto padre e figlio, procedendo dapprima al recupero del minore e successivamente dell’uomo. Una volta messi in sicurezza, entrambi sono stati accompagnati lungo il sentiero fino a una zona accessibile ai mezzi di soccorso.
L’intervento si è concluso con esito positivo e senza conseguenze gravi, nonostante il forte spavento vissuto dai componenti della famiglia.
Si è svolta nella giornata di oggi una esercitazione regionale di protezione civile organizzata dalla Regione Marche e dal Dipartimento di Protezione Civile Marche, finalizzata a testare la capacità di risposta del sistema regionale di soccorso in scenari complessi legati all’attivazione del Piano di Emergenza della diga di Castreccioni.
All’attività hanno preso parte anche i Vigili del Fuoco, con il coinvolgimento di circa 100 soccorritori provenienti da tutti i comandi provinciali delle Marche.
Lo scenario principale ha simulato uno sciame sismico con danni diffusi a edifici e infrastrutture, evolutosi successivamente in una situazione di criticità legata al possibile collasso della diga e ai conseguenti rischi per i territori a valle. Nel corso dell’esercitazione sono state attivate le sale crisi dei comandi di Ancona e Macerata.
Particolare attenzione è stata dedicata alle attività di ricognizione e valutazione degli effetti sul territorio. Nei centri storici di Apiro e Filottrano sono state effettuate operazioni di quick triage, con l’individuazione delle aree interdette e la definizione delle zone rosse da comunicare alle autorità competenti.
Tra gli scenari operativi è stato simulato anche un incidente stradale complesso lungo il fiume Musone, nei pressi del ponte “Squartabue” nel comune di Recanati, con il coinvolgimento di un pulmino e un’autovettura e la ricerca di una persona dispersa in alveo. Per le operazioni sono stati impiegati i nuclei specializzati SAF (Speleo Alpino Fluviale), in collaborazione con il personale sanitario che ha allestito un Posto Medico Avanzato.
Un ulteriore scenario ha riguardato la ricerca di una persona dispersa in ambiente fluviale nei pressi della foce del Musone. In questo caso sono stati attivati il Posto di Comando Avanzato, i nuclei sommozzatori, SAPR (droni), cinofili, TAS e nautico, oltre alla Capitaneria di Porto per il coordinamento delle operazioni in area costiera.
Presso l’Interporto di Jesi è stato inoltre allestito un campo base da 120 posti, completo di tende pneumatiche e servizi logistici, con il supporto del nucleo TLC Marche e del servizio Co.Em. per le comunicazioni in emergenza.
Le attività sono state coordinate dalla sala operativa della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco delle Marche. L’esercitazione ha permesso di verificare l’efficacia delle procedure operative, dei flussi informativi e del coordinamento tra le diverse componenti del sistema di emergenza, confermando la capacità di risposta a eventi complessi e di ampia estensione del sistema regionale di protezione civile.
Nasce “Passi di Vita”, la nuova rassegna promossa da Civitanova Cammina APS che accompagnerà la città attraverso incontri, testimonianze e momenti di riflessione dedicati al benessere della persona, alla salute e alle relazioni umane.
Dopo il successo delle iniziative avviate lo scorso anno, l’associazione torna a proporre un percorso di appuntamenti pensati per valorizzare il tema della cura, dell’ascolto e dei legami che danno significato al quotidiano.
Il primo incontro è in programma giovedì 2 luglio 2026 alle ore 21.00 presso lo Shada Beach Club di Civitanova Marche. Ospite della serata sarà Valentina Mastroianni, autrice e ideatrice della pagina social @la_storia_di_cesare.
L’appuntamento, dal titolo “Prendersi a cuore”, sarà un’occasione di riflessione sul significato della presenza, dell’amore e del sostegno nei momenti più complessi della vita. Una testimonianza definita intensa e autentica, capace di coinvolgere e commuovere migliaia di persone in tutta Italia.
A dialogare con l’autrice sarà Roberta Belletti, presidente di Civitanova Cammina APS.
«Con “Passi di Vita” vogliamo offrire alla città occasioni di incontro che lascino qualcosa dentro ciascuno di noi – spiega Belletti –. Camminare insieme significa condividere esperienze, ascoltare storie e costruire relazioni. La testimonianza di Valentina Mastroianni rappresenta pienamente lo spirito della rassegna: parlare di cura, amore e umanità attraverso la vita vissuta».
La partecipazione all’evento è gratuita con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. Al termine dell’incontro sarà possibile partecipare a un momento di confronto con l’autrice e al firmacopie.
La rassegna “Passi di Vita” si inserisce nel più ampio impegno di Civitanova Cammina APS nel promuovere iniziative dedicate al benessere e alla socialità sul territorio.
Si chiude senza esito il ricorso presentato davanti al Tribunale amministrativo regionale da Sandro Parcaroli in merito alla richiesta di riconteggio delle schede del primo turno delle elezioni comunali. I giudici hanno infatti dichiarato il ricorso improcedibile e disposto la condanna alle spese.
Il provvedimento stabilisce il pagamento complessivo di 2.000 euro, suddivisi in 1.000 euro a favore dell’ex candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli e 1.000 euro alla Prefettura di Macerata.
La vicenda era nata a seguito del risultato del primo turno elettorale del 24 e 25 maggio, quando Parcaroli era rimasto sotto la soglia necessaria per l’elezione diretta per appena dieci voti. In quell’occasione aveva ottenuto 10.044 preferenze, contro le 10.054 richieste per evitare il ballottaggio, chiedendo successivamente la verifica delle schede dichiarate nulle.
Nel frattempo la consultazione si è conclusa con il ballottaggio e la proclamazione del sindaco, elemento che ha inciso sulla valutazione dei giudici amministrativi. Il Tar ha infatti ritenuto venuto meno l’interesse alla decisione nel merito della richiesta di riconteggio.
Non essendo stato contestato il provvedimento finale di proclamazione, il tribunale ha quindi dichiarato improcedibile il ricorso.
Parcaroli era assistito dall’avvocato Massimo Spinozzi, mentre la difesa di Gianluca Tittarelli era affidata all’avvocatoMichele Luca.
In attesa di conoscere la composizione ufficiale della giunta proviamo a far votare ancora voi lettori. Chi vorreste all'interno della giunta che accompagnera Sandro Parcaroli per i prossimi 5 anni?
Potete votare tra tutti gli eletti in cosiglio con la coalizione di centrodestra più qualche nome uscito sulle testate giornalistiche. I nomi sono stati messi in ordine di voti presi. Alla fine ci sono i nomi in più.
A voi la scelta:
Caricamento…
La guardia medica unica al servizio dei comuni di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera sta attraversando una fase di criticità legata alla riduzione dell’organico disponibile.
A segnalare la situazione è una nota di Federcontribuenti Marche, secondo cui il servizio, che fino a poco tempo fa poteva contare su tre medici, risulterebbe oggi ridotto a due professionisti, uno dei quali già in pensione ma ancora operativo esclusivamente per garantire la continuità dell’assistenza.
La segretaria regionale dell’associazione, Maria Teresa Nori, evidenzia come la priorità resti la tutela della sanità territoriale, con particolare attenzione alle aree interne e montane della regione, caratterizzate da un’alta percentuale di popolazione anziana e da condizioni di isolamento logistico.
Secondo Federcontribuenti, la situazione richiede un intervento urgente da parte delle istituzioni locali e sanitarie competenti, affinché venga scongiurato il rischio di una progressiva riduzione della copertura medica sul territorio. L’associazione rivolge in particolare un appello ai sindaci dei tre comuni interessati, affinché si facciano promotori di iniziative presso l’azienda sanitaria competente.
La maggiore preoccupazione riguarda la copertura del servizio nelle fasce notturne, dalle 20 alle 8, e nei fine settimana, periodi nei quali potrebbe verificarsi una scopertura assistenziale con possibili disagi per i cittadini fino alla ripresa del servizio ordinario.
Garantire la continuità della guardia medica viene indicato come elemento essenziale per la sicurezza sanitaria delle comunità locali, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione residente nelle aree interne e montane.
Un delicato intervento di ricostruzione cranica è stato portato a termine con successo presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche su un neonato di 9 mesi affetto da trigonocefalia, una rara malformazione congenita che determina l'ossificazione prematura delle suture craniche con conseguente alterazione della zona oculare e frontale.
L'operazione, eseguita circa un mese fa, ha visto la collaborazione multidisciplinare tra la Divisione di Neurochirurgia con Particolare Interesse Pediatrico, diretta dal dottor Roberto Trignani, e la Divisione Maxillo-Facciale, guidata dal dottor Paolo Balercia.
Il percorso clinico del piccolo paziente, residente nella regione, è iniziato subito dopo la nascita ed è culminato nel mese di maggio con l'avvio della pianificazione pre-operatoria. Prima dell'ingresso in sala operatoria, il bambino è stato ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria Infantile del Salesi, sotto la direzione della dottoressa Carla Marini.
L'intervento ha permesso di ripristinare la normale morfologia cranica, scongiurando futuri disturbi neurologici, ripercussioni psicologiche ed estetiche legate alla crescita. Il successo dell'operazione è stato determinato dall'impiego di tecnologie mininvasive, tra cui una pianificazione computerizzata tridimensionale basata sui dati della Tac e la creazione di un dispositivo di taglio personalizzato su misura, sviluppato in sinergia con una ditta specializzata ed eseguito tramite un trapano a ultrasuoni.
"Il dispositivo personalizzato ci ha permesso di ottenere il miglior risultato clinico ed estetico possibile, garantendo il riposizionamento delle ossa precedentemente tagliate", hanno spiegato i medici dell'équipe, specificando che per il fissaggio delle parti ossee è stato impiegato del materiale riassorbibile che scomparirà nel tempo, evitando la necessità di un secondo intervento chirurgico di rimozione.
Nel corso della procedura è stato inoltre sperimentato un visore computerizzato di ultima generazione che ha consentito ai chirurghi di sovrapporre le informazioni pianificate direttamente sullo scenario operatorio in tempo reale.
All'intervento hanno preso parte attiva i dottori Michele Luzi, Roberta Benigni e Alessandra Marini per l'unità di Neurochirurgia, il dottor Giuseppe Consorti, responsabile clinico e scientifico di "Smile House" per la Maxillo-Facciale, e l'anestesista Valeria Camillo.
Dopo l'operazione, il neonato ha trascorso un breve periodo nell'unità di Anestesia e Rianimazione, coordinata dal dottor Alessandro Simonini, per il perfetto riallineamento dei valori clinici; il piccolo è stato infine dimesso una settimana dopo il ricovero e le successive visite periodiche di controllo stanno confermando un'evoluzione clinica positiva.
Le strade di Carlo Mongiello e del Chiesanuova si separano ufficialmente, segnando la fine di una delle storie d'amore più intense del calcio dilettantistico locale.
Con una toccante lettera e un video pubblicato sui canali social, il capitano biancorosso ha annunciato il suo addio dopo sei anni ricchi di traguardi storici, durante i quali la formazione del presidente Bonvecchi è passata dalla Promozione fino a raggiungere i playoff di Eccellenza per due stagioni consecutive, arrivando fino alla storica salvezza ottenuta all'ultimo secondo nel campionato appena concluso.
"Parlare non è mai facile, trovare le parole giuste lo è ancora meno; figuriamoci trovare quelle esatte per poterti dire ciò che penso", esordisce Mongiello nella sua lettera, ricordando come fosse arrivato sei anni fa, "ancora ragazzino un po’ cresciuto, con la fame di chi voleva spaccare il mondo per poter ottenere una rivalsa personale".
Il capitano ha riavvolto il nastro dei ricordi, citando la fascia consegnatagli fin dal primo giorno, i pianti per il campionato sfumato all'ultima giornata e i brividi per il gol che regalò la storica promozione in Eccellenza. Nella sua lettera trovano spazio la prima salvezza sofferta, la rete decisiva a Osimo, la festa a Fabriano e le ultime due grandi annate. "Mi hai regalato la favola più bella della mia vita. Sei stata tutto ciò che un calciatore, ma soprattutto un uomo, può desiderare", prosegue l'attaccante, che ha voluto ringraziare i mister, i compagni di squadra, i collaboratori societari e in particolare il mister Lupetti, definito come suo "mentore, profondo amico e primo tifoso".
Un ringraziamento speciale è andato anche ai tifosi, considerati il vero motore della squadra, e alla figura del presidente Luciano Bonvecchi, l'uomo che più di tutti lo aveva cercato e voluto in biancorosso. "Oggi me ne vado con il sorriso e la consapevolezza di averti dato tutto! Oggi ti saluto un po' meno da giocatore ma sempre da uno di Chiesanuova", conclude Mongiello, promettendo di tornare presto sui gradini dello stadio a tifare.
Immediata e colma d'affetto la risposta del club, che ha voluto congedare la sua bandiera con un toccante messaggio: "Tutte le parole del mondo non basterebbero a descrivere l’amore e la gratitudine che abbiamo nei tuoi confronti. Grazie di tutto Capitano, per sempre uno di noi".
iniziato nel segno dello spettacolo il Terzo Gran Premio Città di Treia. Sabato 20 giugno il bocciodromo di Passo di Treia si è trasformato in una grande arena sportiva, pronta ad accogliere atlete provenienti da tutta la penisola per uno degli appuntamenti più prestigiosi del panorama boccistico femminile nazionale.
La manifestazione si è aperta con una gara anteprima dedicata alla specialità del tiro di precisione, disciplina altamente spettacolare che ha visto sfidarsi le otto atlete più rappresentative del panorama nazionale ed europeo, selezionate direttamente dal commissario tecnico della Nazionale italiana.
In campo sono scese giovani campionesse dal palmarès prestigioso: Ginevra Cannuli (Metaurense), bicampionessa mondiale juniores; Kety Crescenzi (Salaria), vicecampionessa italiana di società; Gilda Franceschini (Città di Spoleto), campionessa italiana a squadre 2026; Chiara Gasperini (Lucrezia), bronzo ai Mondiali 2024; Flavia Morelli (Lucrezia), bronzo ai Giochi del Mediterraneo; Laura Picchio (Sant'Angelo Montegrillo), numero uno della classifica nazionale nelle ultime tre stagioni; Ilaria Treccani (Arcos Brescia Bocce), medaglia di bronzo al merito sportivo CONI; e Sanela Urbano (De Sanctis Roma), campionessa italiana ed europea a squadre.
La cerimonia inaugurale è stata impreziosita dalla presenza delle massime autorità, tra cui il presidente nazionale FIB Roberto Favre, il presidente regionale Gianluca Simoncini, il delegato Graziano Gattari, la responsabile regionale Alessia Valenti e la responsabile nazionale Antonella Germanò.
Per l'amministrazione comunale di Treia hanno partecipato il vicesindaco Davide Buscittari e l'assessore Roberto D'Ascanio, accolti dal presidente dell'ASD Bocciofila Passo di Treia, Giammario Balloriani. La direzione tecnica delle gare è stata affidata agli arbitri Roberto, Luca e Manuel Capponi, con Luigi Emiliani nel ruolo di direttore di gara. Sul terreno di gioco il tiro di precisione ha regalato emozioni continue e a conquistare il successo finale è stata Sanela Urbano della De Sanctis Roma, che nella finalissima ha superato per 19-16 la perugina Laura Picchio al termine di una sfida intensa ed equilibrata; sul terzo gradino del podio sono salite Ginevra Cannuli e Kety Crescenzi.
Il pomeriggio è proseguito poi con la Gara Regionale a Coppie Lei-Lei, che ha visto ben 50 coppie di atlete contendersi il Premio Reical. Ad aggiudicarsi il titolo è stata la coppia formata da Sofia Pistolesi (Bocciofila Morrovalle) e Lavinia Sciamanna (Flaminio Roma), capace di superare in finale Monia Lisetti e Iva Rossi (Bocciofila Umbertide) con il punteggio di 12-6. In terza e quarta posizione si sono classificate le coppie Tonetti-Longo (Roma) e Orru-Castellucci (Fossombrone).
L'entusiasmante apertura della manifestazione conferma il crescente prestigio del Gran Premio Città di Treia, ormai punto di riferimento nazionale per il movimento femminile delle bocce, che terminerà nella giornata di domenica 21 giugno con la Gara Nazionale di Alto Livello riservata alle Categorie A/B e la Gara Nazionale SPT per le Categorie C/D.
MACERATA – Il crescente costo delle abitazioni e quello, sempre più pesante, della mobilità stanno cambiando le scelte di famiglie, lavoratori e imprese. Sempre più persone lasciano i centri urbani alla ricerca di affitti più accessibili, ma il risparmio ottenuto sul canone rischia di essere assorbito dalle spese necessarie per raggiungere ogni giorno il posto di lavoro.
È quanto emerge da una nuova analisi della CNA che approfondisce il legame tra mercato immobiliare, trasporti e occupazione, evidenziando come la distanza crescente tra luogo di residenza e luogo di lavoro stia generando un nuovo costo fisso per le famiglie e incidendo sulla competitività delle imprese.
A Macerata il fenomeno è particolarmente evidente. Tra il 2019 e il 2025 il canone medio di un appartamento di 70 metri quadrati è salito da 520 a 620 euro al mese, registrando un aumento del 19,2%, più che doppio rispetto alla crescita delle retribuzioni nette. Oggi l’affitto assorbe il 35,4% di uno stipendio medio e corrisponde a circa 4,3 mensilità nell’arco di un anno.
La conseguenza è che molte famiglie valutano il trasferimento nei comuni limitrofi o nelle aree più periferiche della provincia. Una scelta che, però, non garantisce sempre un reale vantaggio economico. I costi per gli spostamenti quotidiani, tra lavoro, scuola e servizi, possono infatti ridurre sensibilmente il risparmio ottenuto sull’affitto.
Secondo le elaborazioni della CNA, una famiglia che decide di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sul canone può arrivare a sostenere oltre 2.000 euro annui aggiuntivi per la mobilità. Ad Ancona, unico capoluogo marchigiano incluso nell’analisi nazionale, i costi degli spostamenti assorbono fino al 75% del beneficio economico derivante da un affitto più basso.
«Il dato non può essere trasferito automaticamente a Macerata – spiega la direttrice di CNA Macerata, Lucia Pistelli – ma descrive una dinamica che interessa anche il nostro territorio, caratterizzato da una forte mobilità tra il capoluogo, i centri della provincia, le aree produttive e i comuni dell’entroterra. In molte zone l’automobile rappresenta ancora una necessità, soprattutto dove il trasporto pubblico non riesce a soddisfare pienamente le esigenze di lavoratori e famiglie».
Per l’associazione di categoria, il problema non riguarda soltanto il costo della casa, ma l’intero sistema di accessibilità del territorio. «Spostarsi alla ricerca di un’abitazione meno costosa non risolve necessariamente il problema – sottolinea Pistelli –. Una parte consistente del risparmio può essere cancellata dalle spese per carburante, manutenzione del veicolo e dal tempo trascorso ogni giorno sulla strada. Casa, mobilità e lavoro devono essere affrontati attraverso politiche coordinate».
L’impatto è particolarmente significativo sul lavoro femminile. La gestione della cura dei figli, degli anziani e della famiglia continua infatti a gravare prevalentemente sulle donne. In assenza di collegamenti efficienti e servizi di supporto adeguati, la necessità di vivere lontano dai principali centri urbani può ridurre ulteriormente le opportunità professionali.
«Quando lavorare lontano da casa comporta costi e tempi di spostamento troppo elevati e mancano servizi adeguati per la gestione familiare – evidenzia la direttrice della CNA – sono spesso le donne a rinunciare alla mobilità lavorativa. Carriere discontinue e minore mobilità geografica sono aspetti strettamente collegati».
Il peso della mobilità si fa sentire anche sulle imprese artigiane. Installatori, elettricisti, termoidraulici, manutentori e serramentisti operano quotidianamente tra cantieri, clienti, fornitori e interventi di assistenza, trasformando il veicolo aziendale in uno strumento essenziale di lavoro.
Secondo le stime della CNA, un serramentista percorre mediamente circa 20 mila chilometri all’anno, sostenendo costi superiori a 4.500 euro per veicolo. Per un elettricista la spesa può raggiungere i 5.600 euro, mentre termoidraulici e manutentori arrivano fino a 6.700 euro. Gli installatori di impianti, con percorrenze che possono toccare i 35 mila chilometri annui, affrontano costi vicini agli 8 mila euro per ogni mezzo operativo.
«Per molte imprese artigiane il veicolo non è un semplice mezzo di trasporto, ma parte integrante dell’attività produttiva – osserva Pistelli –. Ogni aumento dei costi di gestione si riflette direttamente sulla sostenibilità economica dell’impresa. In una provincia vasta e caratterizzata da un sistema produttivo diffuso come quella di Macerata, questi oneri rischiano di penalizzare attività che garantiscono servizi fondamentali alle comunità».
Per la CNA la risposta deve passare da una strategia integrata che affronti contemporaneamente la questione abitativa e quella della mobilità. Tra le priorità indicate figurano l’aumento dell’offerta di alloggi a canone sostenibile, il recupero degli immobili inutilizzati, la rigenerazione urbana e il potenziamento delle infrastrutture e del trasporto pubblico locale.
«Non possiamo valutare il prezzo di una casa senza considerare quanto costa raggiungere il luogo di lavoro – conclude Pistelli –. La vera accessibilità di un territorio dipende dalla possibilità di trovare un’abitazione sostenibile, muoversi a costi ragionevoli e contare su servizi adeguati. È una sfida che riguarda la qualità della vita, le pari opportunità, la capacità delle imprese di trovare personale e, più in generale, la competitività e la coesione dell’intera provincia».
La BCC di Recanati e Colmurano si è classificata al 1° posto nella categoria “Banche medie” del Gruppo BCC Iccrea per lo sviluppo dei prodotti e dell’attività commerciale realizzata con BCC Vita, società del Gruppo specializzata in soluzioni assicurative.
Il riconoscimento conferma l'impegno della Banca nel contribuire alla crescita del territorio e la sua capacità di accompagnare famiglie, imprese, soci e clienti con servizi sempre più completi. Anche grazie alla collaborazione con BCC Vita, la BCC di Recanati e Colmurano offre alla clientela un’ampia gamma di soluzioni pensate per rispondere alle esigenze di sicurezza, tutela, risparmio e investimento.
Il premio è stato consegnato nell’ambito dell’Expo Commerciale, evento dedicato ai referenti commerciali delle BCC del Credito Cooperativo, tenutosi a Pula, in provincia di Cagliari, e organizzato dal Gruppo BCC Iccrea per valorizzare le Banche che hanno raggiunto importanti obiettivi nelle diverse aree di business.
Il ruolo della BCC di Recanati e Colmurano quale punto di riferimento per il territorio viene ulteriormente rafforzato da questo riconoscimento, che testimonia il percorso di crescita intrapreso dalla Banca nell’interpretare le esigenze del mercato attuale e valorizza la sinergia costruita con il Gruppo e le sue società. Alla base di questo traguardo vi sono la fiducia della clientela e la qualità della relazione che i collaboratori della Banca hanno saputo consolidare nel tempo.
Più tempo per l'orientamento delle future matricole, una forte spinta sulla flessibilità della didattica e il debutto di percorsi accademici inediti che spaziano dal benessere sportivo alla transizione digitale fino agli scenari geopolitici internazionali: l’Università di Macerata anticipa ufficialmente i tempi e apre le iscrizioni al nuovo anno accademico a partire da venerdì 19 giugno.
La strategia dell'Ateneo mira a concedere alle famiglie e agli studenti un margine più ampio per valutare l'offerta formativa rispetto alla consueta finestra di luglio. "Anticipare al 19 giugno l’open date delle iscrizioni non è soltanto una scelta organizzativa. È un segnale preciso: vogliamo rendere l’ingresso nella nostra comunità accademica più accessibile, tempestivo e vicino alle persone", ha commentato il rettore John McCourt.
L'avvio delle procedure coincide con il varo di sostanziali novità sul piano dei corsi di studio. La novità di maggior rilievo sul territorio è rappresentata dall'attivazione del corso in Scienze motorie, focalizzato sulle discipline del movimento umano, sull'inclusione sociale e sulla promozione di stili di vita attivi.
Parallelamente, sul fronte delle lauree magistrali, prenderà il via il corso in Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali nativi e digitalizzati, una figura professionale fortemente richiesta da pubbliche amministrazioni, musei e imprese per la tutela e la digitalizzazione del patrimonio documentale. Entrambi i corsi, come specificato dai vertici di UniMc, saranno erogati in modalità mista (presenza e didattica a distanza) per agevolare gli studenti lavoratori e ampliare l'accessibilità.
Sul versante dell'internazionalizzazione, infine, l'Ateneo maceratese lancia il curriculum in Forced Migration, un programma specialistico incentrato sulle migrazioni forzate, l'accoglienza e i diritti umani, sviluppato all'interno di Erua, l’Alleanza europea delle università riformatrici di cui l'istituto marchigiano fa parte.
Il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci ha effettuato un sopralluogo al cantiere di via Pace, a Tolentino, dove è in corso la realizzazione del nuovo polo scolastico destinato ad accogliere gli studenti del Liceo Classico, dello Scientifico e del Coreutico "Filelfo", dell’Istituto Tecnico Economico "Filelfo" e dell’Ipia "Frau".
Nel corso della visita, a cui hanno partecipato anche il sindaco Mauro Sclavi e la sottosegretaria alla Presidenza della giunta regionale Silvia Luconi oltre ad altri consiglieri comunali e provinciali, è stato possibile verificare lo stato di avanzamento dell’intervento, che procede nel rispetto del cronoprogramma stabilito. Attualmente sono in corso i lavori di realizzazione delle fondamenta della porzione dell’edificio che ospiterà i licei, mentre entro il mese di luglio prenderà avvio la costruzione della struttura prefabbricata in cemento armato.
"Questo intervento - spiega il presidente Gentilucci - rappresenta uno degli investimenti più significativi per il futuro dell’istruzione nel nostro territorio. Vedere il cantiere procedere secondo i tempi previsti è motivo di grande soddisfazione, perché significa dare risposte concrete agli studenti, alle famiglie e al personale scolastico. Stiamo realizzando una struttura moderna, sicura e sostenibile, progettata secondo i più elevati standard tecnologici e di efficienza energetica. Il nuovo polo scolastico non sarà soltanto un luogo dedicato alla formazione, ma un punto di riferimento per l’intera comunità, capace di coniugare qualità degli spazi, innovazione e sicurezza. Continueremo a seguire con la massima attenzione ogni fase dell’opera affinché possa essere completata nei tempi programmati e diventare un simbolo della rinascita e dello sviluppo del nostro territorio".
"Esprimo la mia soddisfazione per la prosecuzione dei lavori - ha aggiunto il sindaco Mauro Sclavi - che continuerò a seguire costantemente come già fatto e auspico il rispetto del cronoprogramma dell’intero intervento che, ricordo, è fondamentale non solo per la città di Tolentino ma per l’intero territorio di riferimento che ha necessità di un polo scolastico per gli istituti superiori, funzionale e fruibile, per le esigenze didattiche. Ringrazio il Governo, il Commissario straordinario Guido Castelli, la Regione Marche, il Presidente della Provincia Alessandro Gentilucci e tutti coloro che stanno lavorando con attenzione per la realizzazione di questo fondamentale progetto per il territorio".
Il nuovo complesso scolastico sarà realizzato adottando la tecnologia BIM (Building Information Modeling), che consentirà una gestione integrata ed efficiente di tutte le fasi progettuali e costruttive. Grande attenzione è stata inoltre riservata all’innovazione, all’efficientamento energetico e alla sicurezza. La struttura sarà dotata di tetto green a invarianza idraulica, sistema di raffreddamento a soffitto e sarà realizzata in classe IV di sicurezza, caratteristica che la renderà una struttura pubblica strategica e altamente performante sotto il profilo della resilienza.
Il complesso centrale del primo corpo di fabbrica sarà dedicato alle attività didattiche e ai servizi complementari. Qui troveranno spazio l’atrio dell’Istituto Filelfo, la dirigenza scolastica, la segreteria, l’infermeria e l’archivio. Saranno inoltre realizzate una palestra, due sale danza e una sala registrazione con i relativi spogliatoi. Nelle ali est e ovest saranno collocate le aule, la biblioteca per gli studenti, le sale professori, ulteriori spazi archivio, aree studio dedicate agli alunni e i servizi igienici.
Un secondo edificio sarà destinato all’officina meccanica a servizio dell’Ipia “Frau”, mentre il terzo e ultimo corpo ospiterà una palestra di tipo B1 che potrà svolgere anche la funzione di auditorium, offrendo così uno spazio polifunzionale a disposizione della scuola e della comunità.
Per il secondo anno consecutivo, l’Associazione Arena Sferisterio - Macerata Opera Festival incassa il massimo riconoscimento nazionale dal Ministero della Cultura, ottenendo il punteggio più alto in assoluto per la qualità artistica della sua programmazione lirica.
In base al decreto ministeriale di assegnazione del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (Fnsv) pubblicato ieri, l’istituzione maceratese si consolida al primo posto in Italia tra i Teatri di Tradizione per valore progettuale, posizionandosi seconda nella classifica generale nazionale esclusivamente dietro alla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento (struttura che beneficia della fusione tra Ico e Teatro di Tradizione).
Questo prestigioso primato si traduce in un sensibile e costante incremento economico: il finanziamento statale per l'anno corrente ha infatti raggiunto la cifra record di 994.771 euro, certificando una crescita finanziaria e gestionale regolare e continua nel tempo. Il verdetto della commissione ministeriale assume una valenza ancora più significativa se rapportato alle difficoltà meteorologiche della passata stagione, come evidenziato dai vertici dell'arena.
"Esprimiamo grande soddisfazione per il risultato ministeriale raggiunto. L’annullo per pioggia dei due titoli in stagione avvenuto lo scorso anno non ci ha penalizzato e questo dato ci rincuora e incoraggia nel proseguire il nostro lavoro con entusiasmo e determinazione per il bene dello Sferisterio e della comunità tutta", ha commentato la sovrintendente Lucia Chiatti, sottolineando come la solidità qualitativa del brand Sferisterio abbia blindato il festival da eventuali decurtazioni legate al botteghino, proiettando l'Ateneo della lirica verso un'edizione 2026 all'insegna del definitivo rilancio economico e d'immagine.
Lo spazio pubblico di Tolentino si prepara ad accogliere "Hyper Edit", un nuovo progetto di arredo urbano che unisce la memoria storica e manifatturiera del territorio con l'innovazione tecnologica. L'iniziativa si articola in un percorso in quattro tappe dislocate in altrettanti punti simbolo della città: la ex centrale elettrica del Ponte del Diavolo, Piazza Martiri di Montalto, viale Cesare Battisti presso Interno Marche e il Politeama Franco Moschini, dove l'itinerario verrà ufficialmente inaugurato venerdì 19 giugno a partire dalle ore 17:30 all'interno della kermesse "Forme Future".
Il progetto, volto alla reinterpretazione del patrimonio culturale locale attraverso il design contemporaneo, trae ispirazione diretta dai pattern, dai disegni e dai bozzetti conservati nell'Archivio Storico Nazareno Gabrielli. Ideata dai designer marchigiani Raffaele Pierucci e Riccardo Mecozzi, l'operazione ha visto la trasformazione del materiale d'archivio in una collezione di sedute in cemento prodotte tramite stampa 3D.
La realizzazione delle opere è stata affidata a Centauroos, start-up innovativa specializzata nella fabbricazione digitale per l'architettura che ha impiegato, in un'ottica di economia circolare, inerti provenienti dalle demolizioni post-sisma del 2016.
Ciascuna seduta funge da tassello narrativo della storia industriale di Tolentino, approfondibile dai visitatori e dalla cittadinanza tramite la scansione di un apposito QR-code. "Abbiamo realizzato un percorso narrativo che aiuterà la comunità ed i visitatori a ricordare e riscoprire la storia manifatturiera di Tolentino e dell’intera vallata del Chienti", hanno spiegato i designer Pierucci e Mecozzi, sottolineando l'importanza del supporto ricevuto dalla Fondazione Design Terrae e l'eredità culturale legata alla visione del Cavalier Franco Moschini.
Il programma dell'evento inaugurale di venerdì al Politeama prevede una listening session curata da Blu3sundays alle 17:30, seguita dalla presentazione formale di "Hyper Edit" e da una performance live multimediale firmata da Paolo Bragaglia, Tommaso Cherubini e Luca Montironi. Tutti gli appuntamenti della rassegna sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.
MACERATA – Tosca non sarà presente questa sera a Musicultura 2026. La cantante, attesa ospite sia all’appuntamento de La Controra sia alla serata finale del festival, ha comunicato la propria assenza a causa di un improvviso problema di salute.
«Sono desolata di annunciare che questa sera non potrò essere presente a Musicultura a Macerata – ha scritto l’artista –. Il brutto virus intestinale che sta girando mi ha messo KO. Mi dispiace tantissimo».
Con queste parole Tosca ha espresso il proprio rammarico per l’impossibilità di partecipare all’evento, molto atteso dal pubblico.
Dalla direzione di Musicultura è arrivato un messaggio di vicinanza e auguri di pronta guarigione: il festival ha espresso l’auspicio di poter accogliere presto l’artista in una prossima occasione.
Domenica 21 giugno la stagione estiva prende ufficialmente il via a Pieve Torina con l’apertura della piscina benessere, che ospiterà la “Festa del Solstizio”, primo appuntamento dell’estate pievetorinese.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è il sindaco Alessandro Gentilucci, che evidenzia come l’evento rappresenti un punto di partenza del progetto “Pieve Torina Destinazione Turistica”. La piscina, ormai elemento centrale dell’offerta locale, viene proposta come spazio multifunzionale: non solo nuoto e relax nei percorsi benessere, ma anche location per aperitivi, cene al tramonto, eventi culturali, spettacoli e musica dal vivo.
La giornata di domenica sarà caratterizzata da un aperitivo e una cena al calar del sole, accompagnati da intrattenimento musicale, seguiti dal live energico della band Aglio Olio e Peperoncino, protagonista di un medley pensato per animare la serata.
Non mancheranno spazi dedicati ai più piccoli, con attività di animazione come truccabimbi, tatuaggi temporanei e zucchero filato, in un’ottica di evento pensato per tutta la famiglia.
«L’obiettivo – ha spiegato Gentilucci – è offrire un contesto ideale per famiglie e visitatori, unendo relax, buon cibo e divertimento. Ma l’iniziativa si rivolge anche ai giovani, con la possibilità di vivere l’esperienza del bagno notturno in acqua riscaldata».
Con questa iniziativa prende forma il percorso di promozione turistica del territorio, che punta a valorizzare la piscina benessere come polo attrattivo per eventi e intrattenimento. L’appuntamento è fissato per domenica pomeriggio a Pieve Torina.
Gli ex studenti della mitica 5ª A Ragioneria di Tolentino si sono ritrovati per una speciale cena di classe a ben 30 anni dal diploma, celebrando il traguardo delle tre decadi con un emozionante amarcord culminato in un tuffo nel passato musicale grazie alla presenza del loro storico dj Albertino, in occasione della Notte Bianca 2026.
Sembra ieri che erano seduti tra quei banchi a sognare in grande e, a distanza di tre decenni, gli ex compagni di scuola della 5ª A Ragioneria di Tolentino si sono riabbracciati ritrovando gli stessi sguardi di allora, quando tutto sembrava ancora possibile. Nel corso di questi trent'anni ognuno ha preso la sua strada, costruendo famiglie, carriere e vite, affrontando tempeste e festeggiando successi personali.
Eppure una parte del gruppo è rimasta legata a quelle mura scolastiche, custode di quella spensieratezza, dell'ironia e di un legame profondo che il tempo non ha minimamente scalfito. Festeggiare il trentesimo anniversario dal diploma non è stato un semplice esercizio di nostalgia, ma un modo per onorare le radici comuni di ciò che gli ex studenti sono diventati oggi.
Dopo la cena conviviale trascorsa a ricordare gli aneddoti dell'epoca tra risate e commozione, la serata si è accesa con la musica del loro dj di allora, Albertino, che ha firmato la colonna sonora di un vero e proprio viaggio nel tempo.
La storica classe tolentinate ha dimostrato che il cuore e l'amicizia non hanno scadenza, chiudendo la reunion con la promessa e l’augurio reciproco che questa sia solo la prima di una lunga serie di future serate insieme.
MATELICA – Ha compiuto 100 anni Giambattista Boldrini, cittadino matelicese e ultimo testimone locale degli orrori della deportazione nazista durante la Seconda guerra mondiale. Una vita segnata dalla sofferenza ma anche dalla resilienza e dall’impegno costante nella testimonianza storica.
Nel 1944, durante i rastrellamenti tedeschi a Matelica, Boldrini venne catturato e deportato in Germania. Costretto ai lavori forzati per l’industria militare nazista, fu testimone diretto delle condizioni disumane dei campi e della morte per stenti di molti compagni di prigionia. Dopo la liberazione da parte delle truppe americane, fece ritorno in Italia.
Negli anni successivi, Boldrini ha continuato a raccontare la propria esperienza incontrando soprattutto i giovani, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria degli orrori della guerra e delle deportazioni, affinché simili tragedie non si ripetano.
In occasione del suo centesimo compleanno, ha voluto lasciare un messaggio semplice e diretto alla comunità: “Cerchiamo sempre il bene di tutti. Non approfittiamoci delle nostre posizioni: siamo sinceri, puliti e ammirevoli perché Dio ci vede in ogni momento della vita”.
Ai festeggiamenti è intervenuto anche il sindaco Denis Cingolani, che ha sottolineato il valore umano e storico della sua figura, definendo Boldrini “un pezzo di storia vivente” e un esempio di resilienza, dignità e attaccamento alla vita.
Il primo cittadino ha ricordato come la sua esperienza rappresenti un monito per le nuove generazioni sui valori di libertà, pace, democrazia e antifascismo, esprimendo a nome dell’amministrazione e della cittadinanza la più profonda gratitudine per la testimonianza offerta nel corso degli anni.
La comunità di Matelica si è così stretta attorno a Giambattista Boldrini per celebrare non solo un importante traguardo anagrafico, ma soprattutto una vita che continua a rappresentare un patrimonio di memoria collettiva.
Siamo alle solite. Leggiamo in questi giorni della nuova proposta di istituire un “patentino antifascista” per gli editori in relazione alla fiera libraria romana “Più libri più liberi”.
Magari prossimamente aggiungeranno anche la richiesta, per gli editori, di avere in catalogo almeno 3 libri della Murgia, 5 di Scurati, 7 di Carofiglio e 4 di Saviano. Non ce ne stupiremmo affatto.
Si tratta di una proposta che definire demenziale è ancora poco. Siamo al cospetto del solito, collaudatissimo antifascismo in assenza di fascismo, risorsa simbolica fondamentale della riproduzione dell’odierno capitalismo sans frontières.
Come ho provato ad argomentare estesamente nel mio libro “Sinistrash”, l’antifascismo in assenza di fascismo è solo l’alibi per non essere anticapitalisti in presenza di capitalismo: serve a dirottare lo sguardo dalla contraddizione oggi dominante, la violenza del mercato capitalistico, verso un nemico morto e sepolto, il fascismo mussoliniano.
L’antifascismo in assenza di fascismo a sinistra e l’anticomunismo in assenza di comunismo a destra lasciano intendere che l’unica forma politica ammessa e praticabile sia il liberalismo, ovvero l’involucro politico di legittimazione del totalitarismo glamour del capitalismo.
Il paradosso, oltretutto, risiede nel fatto che l’idea di istituire un patentino di legittimità per poter parlare e per poter lavorare richiama direttamente i metodi che furono del regime fascista, quando, come è noto, era richiesta la tessera del partito per poter fare pressoché qualsiasi cosa.
Per parte nostra, sulle orme di Spinoza, rivendichiamo la libertas philosophandi: in una libera repubblica democratica, ciascuno deve poter sostenere le tesi che vuole, le quali, se false, saranno poi confutate dalle tesi vere, poiché il contrario di falsità è verità, non censura.
Le idee si combattono con le idee. Tra l’altro, il patentino potrebbe costituire un pericoloso precedente, quasi come se si aprisse una insidiosa finestra di Overton: per poter parlare e lavorare oggi ci viene chiesto di sottoscrivere il patentino di antifascismo, ma domani potrebbero chiederci di sottoscrivere un patentino con il quale ci si impegna a supportare Washington, Israele e il liberalismo occidentale.
Ciò costituisce un ulteriore argomento per supportare la tesi di Spinoza circa la libertas philosophandi. Lo diciamo senza perifrasi. Preferiamo un mondo in cui anche i sedicenti fascisti possano esprimere le loro tesi rispetto a un mondo in cui, con l’alibi della lotta al fascismo, prevalga la censura e siano in pericolo le tesi critiche e disallineate di tutti. La libertà di espressione non si tocca.
(Credit foto: Facebook Più Libri Più Liberi)
Possiamo scegliere che la nostra esistenza sia un flusso indistinto di eventi oppure decidere, consapevolmente, come abitare il tempo. Søren Kierkegaard è il filosofo danese che più di ogni altro ha indagato l’anima di fronte al concetto di libertà. ù
Nel suo capolavoro del 1843, Aut-Aut, egli tratteggia due archetipi universali, due modi opposti di concepire l’identità umana e lo sguardo sul mondo: lo stadio estetico e lo stadio etico. L'esteta è colui che fa dell’istante la propria dimora, che vive nella spontaneità dell’istinto e sceglie continuamente l'ebbrezza della novità; il suo unico, vero nemico è la noia.
L’etico, al contrario, vive nella continuità, rifiutando la variazione perpetua offerta dalle infinite possibilità. La cultura contemporanea ci ripete spesso: "Sii te stesso, segui l’istinto", illudendoci che la vera libertà coincida con l'assenza di filtri e con l’assecondare immediatamente ogni nostro desiderio.
Eppure Kierkegaard, già a metà dell'Ottocento, scardinava questo dogma sostenendo che essere spontanei non significa affatto essere liberi. Significa, paradossalmente, lasciarsi vivere. Il filosofo svelava che la spontaneità è ciò che accade in noi, ma senza di noi. È la reazione istintiva a uno stimolo, un moto dell'anima che precede una decisione consapevole.
Quando l'uomo si limita a seguire ciò che sente nell'immediato, non sta esercitando la propria sovranità, ma sta obbedendo a forze biologiche, umorali o ambientali che non ha realmente scelto. L’estetica dunque è ciò per cui l’uomo è spontaneamente quello che è. In questa cornice, l'esteta coltiva il talento con cui nasce solo finché lo diverte, senza alimentarlo, ed insegue i propri desideri per poi smarrire ogni interesse una volta appagati. In questa leggerezza dell’essere non avviene mai una scelta duratura: si diventa, di fatto, schiavi dell'immediato.
Legami e doveri vengono rifiutati poiché visti come catene capaci di uccidere l’emozione per la novità. Si vuole possedere solo l'attimo, ma proprio in questo rifiuto di impegnarsi si finisce per svuotarsi. Il seduttore, figura estetica per eccellenza, crede di essere libero perché può cambiare idea ogni giorno; scoprirà invece che la sua libertà è un castello di sabbia.
Senza un ancoraggio, la sua personalità si frammenta: l'incapacità di compiere scelte durature lo condanna a rimanere eternamente estraneo a se stesso. Quando l’uomo compie il salto etico smette di subire la propria natura e decide di assumersi la responsabilità. Vivere eticamente significa attuare quel gesto radicale che Kierkegaard chiama "scegliere la scelta".
Significa rinunciare alla finta libertà del capriccio passeggero per abbracciare una libertà concreta, fatta di progetti, compiti e legami. L'uomo etico trasforma la propria vita in un disegno dove non accetta passivamente ciò che gli capita di essere, ma decide chi vuole diventare, integrando il proprio passato e il proprio futuro.
La libertà, dunque, non risiede nell'assenza di vincoli, ma nella capacità di sceglierli e di mantenerli nel tempo. Finché ci limiteremo a fare semplicemente "ciò che sentiamo", resteremo spettatori passivi di una vita che accade dentro di noi, ma senza il nostro reale consenso. Un autentico atto di ribellione è smettere di lasciarsi vivere e cominciare a costruirsi con responsabilità.