Una ferocia inaudita che lascia senza parole le comunità di Porto Recanati e Loreto. In una zona isolata ma frequentata da sportivi, lungo una traversa di via Scossicci nei pressi del cavalcavia dell'A14 e degli stabilimenti ex Pignone, è stato scoperto un vero e proprio "cimitero dell'orrore". Il bilancio è agghiacciante: almeno cinque cani uccisi, tra cui cuccioli e maremmani adulti, alcuni dei quali ritrovati decapitati e incaprettati.
La macabra scoperta è avvenuta nel pomeriggio di ieri, intorno alle 15. Una volontaria dell’associazione Amici Animali Odv di Osimo si trovava in zona per un sopralluogo di pre-affido insieme a un cucciolo di circa un anno. È stato proprio il fiuto del piccolo animale a guidare la donna verso il ciglio di una scarpata. Tra la vegetazione fitta è emerso il corpo di un maremmano adulto, morto presumibilmente da due o tre giorni: l'animale aveva le zampe legate con delle corde e il collo completamente reciso, coperto da un sacchetto di plastica intriso di sangue.
L'allarme immediato ha portato sul posto un massiccio dispiegamento di forze: Carabinieri Forestali di Ancona e Macerata, Polizia Locale, Digos, Vigili del Fuoco e tecnici del servizio veterinario dell'Ast di Macerata.
Le ricerche, estese a tutta la zona impervia, hanno portato alla luce un quadro ancora più sistematico ed efferato. In alcuni sacchi neri dell’immondizia e in un bustone vuoto di crocchette sono stati rinvenuti i resti di altri quattro esemplari, tra cui un secondo maremmano di grossa taglia, anch’esso decapitato, e alcuni cuccioli.
A differenza del primo ritrovamento, queste carcasse erano in avanzato stato di decomposizione, segno di uno sversamento reiterato nel tempo in quella che è diventata una vera discarica a cielo aperto.
Sebbene inizialmente si fosse ipotizzato l'attacco di lupi, i veterinari e gli inquirenti hanno subito escluso l'azione dei selvatici. La precisione chirurgica delle mutilazioni e il fatto che gli animali fossero legati ("incaprettati") confermano la matrice umana.
L'ipotesi principale è che gli assassini abbiano rimosso testa e collo per asportare il microchip, rendendo così impossibile risalire ai proprietari. Restano tuttavia aperte piste più oscure legate a riti esoterici o a vendette trasversali.
Le operazioni di recupero, rese complesse dal terreno scosceso, si sono protratte fino a tarda sera. Oltre all'orrore per gli animali, è emerso un grave quadro di degrado ambientale: la scarpata era disseminata di cartucce da caccia, rifiuti di ogni genere e, soprattutto, lastre di amianto. L'intera area è stata posta sotto sequestro giudiziario per reati ambientali e uccisione di animali con crudeltà.
Le autorità procederanno ora con l'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e dei capannoni limitrofi per individuare i responsabili di un atto di sadismo che non ha precedenti nel territorio per efferatezza e sistematicità.
Una ferocia inaudita che lascia senza parole le comunità di Porto Recanati e Loreto. In una zona isolata ma frequentata da sportivi, lungo una traversa di via Scossicci nei pressi del cavalcavia dell'A14 e degli stabilimenti ex Pignone, è stato scoperto un vero e proprio "cimitero dell'orrore". Il bilancio è agghiacciante: almeno cinque cani uccisi, tra cui cuccioli e maremmani adulti, alcuni dei quali ritrovati decapitati e incaprettati.
La macabra scoperta è avvenuta nel pomeriggio di ieri, intorno alle 15. Una volontaria dell’associazione Amici Animali Odv di Osimo si trovava in zona per un sopralluogo di pre-affido insieme a un cucciolo di circa un anno. È stato proprio il fiuto del piccolo animale a guidare la donna verso il ciglio di una scarpata. Tra la vegetazione fitta è emerso il corpo di un maremmano adulto, morto presumibilmente da due o tre giorni: l'animale aveva le zampe legate con delle corde e il collo completamente reciso, coperto da un sacchetto di plastica intriso di sangue.
L'allarme immediato ha portato sul posto un massiccio dispiegamento di forze: Carabinieri Forestali di Ancona e Macerata, Polizia Locale, Digos, Vigili del Fuoco e tecnici del servizio veterinario dell'Ast di Macerata.
Le ricerche, estese a tutta la zona impervia, hanno portato alla luce un quadro ancora più sistematico ed efferato. In alcuni sacchi neri dell’immondizia e in un bustone vuoto di crocchette sono stati rinvenuti i resti di altri quattro esemplari, tra cui un secondo maremmano di grossa taglia, anch’esso decapitato, e alcuni cuccioli.
A differenza del primo ritrovamento, queste carcasse erano in avanzato stato di decomposizione, segno di uno sversamento reiterato nel tempo in quella che è diventata una vera discarica a cielo aperto.
Sebbene inizialmente si fosse ipotizzato l'attacco di lupi, i veterinari e gli inquirenti hanno subito escluso l'azione dei selvatici. La precisione chirurgica delle mutilazioni e il fatto che gli animali fossero legati ("incaprettati") confermano la matrice umana.
L'ipotesi principale è che gli assassini abbiano rimosso testa e collo per asportare il microchip, rendendo così impossibile risalire ai proprietari. Restano tuttavia aperte piste più oscure legate a riti esoterici o a vendette trasversali.
Le operazioni di recupero, rese complesse dal terreno scosceso, si sono protratte fino a tarda sera. Oltre all'orrore per gli animali, è emerso un grave quadro di degrado ambientale: la scarpata era disseminata di cartucce da caccia, rifiuti di ogni genere e, soprattutto, lastre di amianto. L'intera area è stata posta sotto sequestro giudiziario per reati ambientali e uccisione di animali con crudeltà.
Le autorità procederanno ora con l'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e dei capannoni limitrofi per individuare i responsabili di un atto di sadismo che non ha precedenti nel territorio per efferatezza e sistematicità.
Il sogno di un viaggio esotico nella perla dell’Oceano Indiano si è trasformato in un incubo economico per un 65enne di Tolentino, vittima di una sofisticata truffa online. L'operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Tolentino, si è conclusa con la denuncia di una donna di 56 anni, residente in provincia di Bari e già nota alle forze dell’ordine per reati analoghi.
La vicenda ha avuto inizio alcuni mesi fa sulla piattaforma Instagram, dove la vittima si è imbattuta in un annuncio pubblicitario particolarmente allettante. Il post proponeva pacchetti turistici per mete estere, tra cui Zanzibar, a prezzi decisamente vantaggiosi rispetto al mercato tradizionale.
Attratto dall'offerta, l'uomo ha avviato una trattativa con quella che appariva come una professionale operatrice turistica. Dopo aver concordato i dettagli della vacanza, il 65enne ha proceduto al pagamento della somma pattuita: 5.400 euro, versati tramite due distinti bonifici su altrettanti conti correnti indicati dalla donna.
Il sospetto è sorto nei giorni successivi quando, a fronte di specifiche richieste di informazioni e documenti di viaggio, l’operatrice è letteralmente sparita nel nulla, interrompendo ogni comunicazione. Realizzato di essere caduto in una trappola, l'uomo si è rivolto ai militari per sporgere querela.
Le indagini, basate su accertamenti telematici e bancari, hanno permesso ai carabinieri di seguire il flusso di denaro e risalire all'identità della truffatrice. La 56enne pugliese è risultata infatti l'effettiva intestataria dei conti correnti utilizzati per incassare il denaro della vittima. Per lei è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria.
Scarpe da amare è una mostra, organizzata da Confindustria Ascoli Piceno, Confindustria Fermo e Confindustria Macerata, dedicata alla calzatura e alla moda: è un luogo dell'anima, un racconto corale che custodisce la memoria e il futuro di un distretto produttivo unico al mondo.
Qui, dove le mani degli artigiani hanno trasformato per generazioni la pelle in arte, la creatività in identità, ogni creazione diventa testimonianza viva di un sapere che non si improvvisa, ma si costruisce con dedizione, orgoglio, creatività, passione. Entrare in questa mostra significa attraversare un territorio in cui i laboratori sono botteghe contemporanee, dove la tradizione incontra innovazione senza tradirsi. Il distretto calzaturiero e moda è un ecosistema prezioso: una comunità di aziende, designer e maestranze che condividono la stessa visione, la stessa cura per il dettaglio, la stessa volontà di custodire l'essenza più autentica del Made in Italy. Qui il "saper fare" non è solo una competenza, ma un patrimonio culturale che definisce un modo di essere e di creare.
Ogni modello è un ponte tra passato e futuro, tra il ritmo lento della manifattura e l'energia delle nuove tendenze. È in questo equilibrio che nasce il valore assoluto del Made in Italy: nella capacità di trasformare la materia in emozione. La mostra sarà aperta dal 7 al 15 febbraio nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00, sabato e domenica 10.00-13.00 16.00-20.00. Il giorno 12 febbraio alle ore 17.30 ci sarà all'interno della Mostra il Convegno "Al e manifattura calzaturiera" che dopo i Saluti Istituzionali prevede gli interventi sulla tematica oggetto dell'incontro di Michele Germani (Docente Università Politecnica delle Marche), di Marina Paolanti(Docente Università di Macerata) e di un rappresentante ASSOMAC (Associazione Nazionale del Costruttori Italiani di Tecnologie per Calzature, Pelletteria e Conceria). 13 mattino alle ore 10.00 l'incontro sarà con 40 studenti della scuola Liceo del Made in Italy di San Ginesio sul tema FAST FASHION E GEN Z LA VERA SOSTENIBILITÀ DEL MADE IN MARCHE. Interverrà Francesca Spigarell (Docente Università di Macerata).
L’esposizione comprende un diverso tipo di calzature: sneakers, sandali, decolletè e molto altro. Le aziende che hanno esposto sono: Calzaturificio Marcos, King Tartufoli, Donna Soft, Calzaturificio Elio’s, Spernanzoni, Ducanero, Rodo Firenze, Magnamassa Calzature, Camerlengo, S.L.K. Verdecchia, Capezzani, Cbf Balducci Group, Società Benefit Pelletterie Giudi, Pelletteria Valentino Orlandi, Laipe, Missouri, Loriblu, Vittorio Virgili, Calzaturificio Marino Fabiani, Dada, Calzaturificio Lorenzi, Ernesto Dolani, Calzaturificio Saint Ferry, Calzaturificio Mirco Carelli, Calzaturificio Gianfranco Butteri, Renzoni Ilasio, Pantofola d’oro, Calzaturificio Romit.
La promessa di un buon affare sul web si è trasformata in una sgradevole sorpresa per un 68enne di Penna San Giovanni, rimasto vittima di una truffa legata al commercio elettronico. L’episodio si è concluso con l’intervento dei carabinieri, che sono riusciti a dare un nome e un volto al presunto responsabile del raggiro.
Tutto è iniziato quando l'uomo, navigando su una nota piattaforma di annunci online, è stato attratto dall'offerta per un congelatore. Dopo aver contattato il venditore, le parti si erano accordate per una cifra di circa 200 euro. La vittima ha eseguito il pagamento in buona fede, fiduciosa di ricevere l'elettrodomestico a domicilio in breve tempo.
Tuttavia, dopo il versamento del denaro, il venditore è letteralmente sparito nel nulla: il congelatore non è mai stato consegnato e ogni tentativo di ricontattare la controparte per chiedere spiegazioni è andato a vuoto. Capito di essere stato raggirato, il 68enne si è presentato alla caserma dei carabinieri per sporgere denuncia.
L'attività investigativa dei militari è stata rapida ed efficace. Attraverso mirati accertamenti bancari e l'analisi dei flussi di denaro, gli inquirenti sono riusciti a risalire all'identità del titolare del conto corrente su cui era stata accreditata la somma. Si tratta di un 24enne residente a Cesena, già noto per episodi simili. Al termine degli accertamenti di rito, il giovane è stato denunciato a piede libero per il reato di truffa.
SARNANO – Tragedia nella mattinata di oggi nei pressi della località Giampereto (zona Cascata dei Tre santi), nel territorio comunale di Sarnano, dove alcuni escursionisti hanno rinvenuto il corpo senza vita di un uomo. La vittima è Sergiu Catalin Cosoiu, 47 anni, imprenditore edile di origine romena, residente a San Severino Marche.
Secondo una prima valutazione l’uomo, che risultava scomparso dallo scorso 23 gennaio, sarebbe deceduto da alcuni giorni. L’ipotesi prevalente è quella di un incidente in montagna ma le cause della morte restano al momento in fase di accertamento e sono oggetto di indagine da parte delle autorità competenti. Il corpo del 47enne è stato rinvenuto in una zona piuttosto impervia coperta da fitta vegetazione.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i Vigili del Fuoco, con il distaccamento di Tolentino e una squadra SAF (Speleo Alpino Fluviale) della sede centrale di Macerata, specializzata in interventi in ambiente impervio e montano. Presenti anche i Carabinieri, il personale sanitario del 118, che ha constatato il decesso, e il Soccorso Alpino, impegnato nelle delicate operazioni di recupero della salma.
Parallelamente proseguono gli accertamenti per ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo e chiarire le circostanze del decesso.
Sergiu Catalin Cosoiu era separato e lascia due figli. La notizia ha destato profondo cordoglio tra conoscenti e residenti del territorio.
Intervento lampo della Polizia Locale di Civitanova Marche, che in meno di venti minuti ha risolto un grave episodio di spossessamento di autovettura, conclusosi con il recupero del mezzo, la messa in sicurezza di un animale d’affezione e la denuncia delle responsabili.
I fatti risalgono a qualche giorno fa, nel pomeriggio. Un uomo di 45 anni, residente a Montegranaro, si è rivolto in forte stato di agitazione a una pattuglia della Polizia Locale impegnata in controlli di polizia stradale nei pressi della rotatoria “Banco Marchigiano”. L’uomo ha riferito che poco prima, nel parcheggio del centro commerciale “Cuore Adriatico”, tre donne a lui note si erano impossessate della sua Fiat Punto, allontanandosi rapidamente.
All’interno del veicolo erano rimasti il cane del proprietario, una meticcia di nome Zoe, oltre a portafoglio e telefoni cellulari.
Ricevuta la segnalazione, la sala operativa ha immediatamente attivato le verifiche tramite il sistema comunale di videosorveglianza con lettura OCR dei varchi, accertando il recente transito dell’auto in centro città. In appena undici minuti dal rilevamento elettronico, una pattuglia della Polizia Locale, coadiuvata da una dei Carabinieri impegnata nella perlustrazione per settori, ha intercettato e bloccato il veicolo in via Indipendenza, impedendo ogni tentativo di fuga.
A bordo dell’auto viaggiavano tre donne, due piemontesi e una siciliana, alcune delle quali con precedenti specifici. Dopo la raccolta immediata della denuncia-querela, le tre sono state identificate e denunciate a piede libero all’autorità giudiziaria. Il veicolo e il cane sono stati subito restituiti al legittimo proprietario.
Sull’esito dell’operazione è intervenuto il Comandante della Polizia Locale, Lupidi, che ha sottolineato il valore dell’organizzazione e della prontezza operativa:«La tempestività e la presenza costante sul territorio dei nostri agenti sono state decisive. La disponibilità immediata di una pattuglia, l’efficacia del sistema di videosorveglianza e la collaborazione con l’Arma dei Carabinieri dimostrano che la Polizia Locale è un presidio vivo e reattivo, capace di restituire sicurezza alla comunità».
Nel frattempo, in concomitanza con l’annunciata approvazione di un nuovo decreto sicurezza, la Polizia Locale di Civitanova Marche ha ulteriormente potenziato le proprie dotazioni per il controllo del territorio. Il Comando si è dotato di un metal detector portatile che sarà utilizzato in contesti specifici e mirati, come aree poco illuminate o scarsamente frequentate, e non in modo sistematico.
In caso di segnale positivo, gli agenti potranno procedere alla perquisizione personale immediata per individuare eventuali armi proprie o improprie.«L’introduzione di questa tecnologia – ha aggiunto il comandante – rappresenta un ulteriore passo avanti per la sicurezza urbana e per la tutela dell’incolumità dei nostri operatori, sempre nel rispetto dei diritti individuali».
Mattinata di massima allerta lungo la Strada Statale 16 Adriatica. Una frana improvvisa, staccatasi dal versante del Monte Ardizio, ha investito la carreggiata nel tratto compreso tra Pesaro e Fano, rendendo necessaria l'immediata interruzione della viabilità in entrambi i sensi di marcia.
Sul posto sono prontamente intervenute le squadre dei vigili del fuoco, che hanno operato con l’ausilio di un'autoscala per monitorare dall'alto l'entità del dissesto e verificare la presenza di ulteriori masse rocciose in bilico. L'area colpita è attualmente considerata instabile e la strada rimarrà chiusa al traffico fino a quando non saranno ripristinate le condizioni minime di sicurezza.
L'emergenza non riguarda solo il traffico su gomma. Per precauzione è stata disposta la chiusura della linea ferroviaria limitatamente al binario lato monte, quello più vicino alla zona del distacco. Personale delle Ferrovie dello Stato è presente sul posto per presidiare l'area e garantire il transito in sicurezza dei treni sul binario lato mare, che al momento rimane operativo seppur con possibili rallentamenti.
La situazione è in costante evoluzione. Per avere un quadro più chiaro della frattura nel versante collinare, nelle prossime ore verranno impiegati i droni. Le riprese aeree permetteranno ai tecnici di effettuare una valutazione approfondita e di pianificare i necessari interventi di messa in sicurezza.
Oltre ai vigili del fuoco, sono impegnati sul campo gli agenti della polizia locale, della polizia stradale e il personale ANAS, impegnati nella gestione della viabilità alternativa e nel supporto alle operazioni tecniche.
Giorno di lutto per la Sef Macerata e per l’Atletica master marchigiana. Oggi, è morta Giulia Perugini, pluricampionessa di salto in alto detentrice di numerosi primati nazionali e internazionali. Conosciuta e stimata da tutti, Giulia è stata una grande persona prima ancora che una valida atleta. Passione, forza di volontà, entusiasmo e un grande amore per la sua famiglia e per i suoi nipoti sono alcuni aspetti che hanno contraddistinto la sua vita. Accogliente e inclusiva lascia in noi un grande vuoto. Verrà sempre ricordatoil concreto impegno e l’affetto sincero che la legava alla alla sef Macerata che si stringe commossa al dolore dei figli Claudia e Francesco, dei nipoti e dei parenti.
Si potrà dare l’ultimo saluto a Giulia domani, domenica 8 febbraio, al Centro funerario Croce Verde a Sforzacosta (dalle 8 alle 21). Il funerale ci lunedì 9 febbraio alle ore 10,30 nella chiesa di Santa Croce.
Una firma attesa che segna l'inizio ufficiale di una nuova era per lo storico Ippodromo Martini. Nella mattinata odierna è stato sottoscritto il contratto di concessione che affida la gestione dell'impianto alla Caroli Global Service srl, chiudendo formalmente l'iter di selezione avviato nel novembre scorso.
L'Ippodromo Martini non è solo un impianto sportivo, ma un vero e proprio patrimonio identitario per la comunità di Corridonia. La nuova gestione, individuata tramite procedura pubblica, ha l'obiettivo di restituire slancio a un luogo che da decenni rappresenta un punto di riferimento per appassionati di tutto il territorio maceratese.
Con la sigla dell'accordo, l’operazione rilancio entra nel vivo: la priorità immediata è la programmazione della stagione ippica 2026, un appuntamento storico capace di generare attrattività e nuove opportunità economiche e sociali per la città.
Nei prossimi mesi verranno definiti nel dettaglio i progetti e le iniziative collaterali che accompagneranno la ripartenza delle corse, con l'ambizione di creare un calendario eventi dinamico e coinvolgente.
Soddisfatta la sindaca Giuliana Giampaoli, che vede in questo passaggio un momento strategico per il futuro di Corridonia: "La firma di oggi non rappresenta soltanto un atto amministrativo - ha dichiarato la prima cittadina - ma l’inizio di un percorso che guarda al futuro con determinazione. Siamo consapevoli che l’Ippodromo Martini può tornare a essere un punto di forza per la nostra città e un luogo capace di generare socialità".
Sono iniziati ufficialmente oggi i lavori di ricostruzione e adeguamento sismico della RSA di San Ginesio, presidio fondamentale per la popolazione delle aree interne. Lesionata dal sisma del 2016, la riapertura rappresenterà un passo decisivo per restituire ai cittadini un servizio indispensabile all’assistenza degli anziani.
All’avvio del cantiere erano presenti il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore all’Edilizia sanitaria Francesco Baldelli, l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco e il commissario straordinario per la Ricostruzione Guido Castelli. Hanno partecipato anche la senatrice Elena Leonardi, il sottosegretario Silvia Luconi e il consigliere regionale Renzo Marinelli.
Il presidente Acquaroli ha sottolineato: "L'avvio di questo cantiere a San Ginesio rappresenta un segno tangibile della ricostruzione che procede e il ripristino un servizio fondamentale per tutto il comprensorio. In un contesto segnato da una popolazione più longeva e dall’aumento delle cronicità, le RSA diventano uno strumento essenziale per garantire una prospettiva futura alle nostre aree interne, permettendo agli anziani di restare legati alle proprie radici. Con un investimento di oltre 7 milioni di euro, non solo riapriamo una struttura danneggiata dal sisma, ma potenziamo la sanità di prossimità con l'obiettivo di decongestionare gli ospedali e i pronto soccorso. Questa opera è parte integrante di una visione complessiva di ripristino dei servizi sui territori, dove si inseriscono anche le Case e gli Ospedali di Comunità. Crediamo in una sanità dove la differenza non la faccia il "dove sei" ma il fatto che che "ci sei”, e il nostro obiettivo è una rete capillare che potenzi il territorio in maniera omogenea garantendo il più possibile la vicinanza e la capacità di risposta".
“Non solo curiamo un’altra ferita lasciata dal sisma del 2016 – ha affermato l’assessore Baldelli – ma facciamo molto di più: diamo ad un comprensorio importante un presidio sanitario moderno e capace di rispondere alle esigenze della comunità. Insieme al presidente Acquaroli abbiamo voluto la struttura di San Ginesio nella rete delle strutture strategiche della sanità delle Marche. Grazie alla sinergia con il commissario straordinario Castelli abbiamo reperito fondi importanti per l’intervento, 7,4 milioni di euro, e grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale e del sindaco Giuliano Ciabocco abbiamo disegnato un progetto su misura per le esigenze del territorio. Un esempio perfetto della filiera che funziona. Ora ricostruiamo strutturalmente il presidio secondo standard antisismici elevatissimi che ormai rappresentano la cifra della nostra rivoluzione nell’ edilizia sanitaria delle Marche. E, allo stesso tempo, con il team di architetti e ingegneri della struttura di edilizia sanitaria e ospedaliera portiamo il presidio nel futuro con soluzioni organizzative interne e accorgimenti tecnologici capaci di restituire una qualità delle degenze di tipo alberghiero. Tutto questo con un occhio di riguardo alla storicità ed alla identità della struttura, preservando e valorizzando gli elementi architettonici originali”.
"L’avvio di questo cantiere ha una doppia valenza positiva – ha rimarcato l’assessore Calcinaro -: per la comunità di San Ginesio significa riportare servizi essenziali post-sisma in grado di rigenerare l’economia e l’occupazione locale; per il sistema marchigiano rappresenta una risposta necessaria per decongestionare i pronto soccorso e i reparti ospedalieri, offrendo soluzioni specifiche per le cronicità sul territorio. Si tratta di un’opera attesa e funzionale a una nuova visione della sanità territoriale che deve dare risposte concrete ai cittadini".
"All'insediamento del Governo Acquaroli disponevamo di soli 45 milioni per 13 opere sanitarie nelle Marche, una cifra insufficiente che ci ha spinto a dare priorità ai progetti più avanzati, come Amandola, Tolentino e Fabriano – ha spiegato il commissario Castelli - garantendo in ogni caso l'integrazione economica necessaria per completare l'opera. Oggi, con l'RSA di San Ginesio, siamo arrivati a un investimento complessivo di 74 milioni; per questa specifica struttura abbiamo stanziato la cifra importante di 7,4 milioni di euro. Le risorse ci sono: la priorità ora è saperle utilizzare bene e con rapidità".
Il sindaco Ciabocco, nel ringraziare Regione e struttura commissariale, ha detto: "L'RSA è vitale per San Ginesio, esattamente come lo era negli anni precedenti al sisma. Riavere la disponibilità di queste strutture è una grande soddisfazione perché permette alle persone di restare nel territorio e si inserisce nel quadro della ricostruzione generale — dalle scuole al teatro, fino alle chiese. È il motore e il cuore pulsante necessario affinché la nostra comunità torni a essere importante come lo era prima".
L’intervento interessa il complesso sanitario situato all’interno della cerchia muraria di San Ginesio, lungo via Roma, in prossimità della Chiesa di Santa Maria in Vepretis. Il progetto riguarda in particolare i corpi B e C dell’edificio, oggetto di adeguamento e miglioramento sismico, mentre le attività sanitarie ospitate nel corpo A – non interessato dai lavori – continueranno a essere regolarmente garantite durante tutta la fase di cantierizzazione, assicurando la continuità dei servizi di ambulatorio e farmacia che comprendono anche un Punto Salute e la telemedicina.
La nuova RSA si svilupperà su una superficie complessiva di circa 2.500 metri quadrati. Il progetto prevede 39 posti letto complessivi, un risultato particolarmente rilevante per un’area montana dove i servizi residenziali per anziani rappresentano un presidio irrinunciabile contro isolamento e spopolamento.
La struttura sarà articolata su tre livelli. Il piano terra ospiterà i servizi comuni e le funzioni logistico-organizzative. Il primo piano sarà destinato alla Residenza Protetta per Anziani, con 19 posti letto, oltre ad ambulatori e spazi per la riabilitazione, inclusi box per trattamenti fisioterapici individuali. Il secondo piano accoglierà la Residenza Sanitaria Assistenziale per anziani non autosufficienti, con 20 posti letto, assicurando una risposta ai bisogni delle persone più fragili.
Nel corso degli anni l’intervento ha registrato un significativo incremento delle risorse disponibili: dai 5,95 milioni di euro iniziali si è arrivati nel 2024 a un finanziamento complessivo di 7,4 milioni di euro, nell’ambito dei Fondi Sisma. Le maggiori risorse consentiranno di realizzare una struttura più sicura, moderna e funzionale, con la previsione anche di spazi terapeutici esterni, percorsi riabilitativi e soluzioni avanzate per l’accessibilità, con particolare attenzione alle persone ipovedenti.
In vista dell’imminente rinnovo del Presidente della Provincia di Macerata, che chiamerà al voto gli amministratori provinciali il prossimo 15 marzo, ieri sera si è riunito il gruppo “Provincia al Centro” che, già nel 2024 in occasione del rinnovo del Consiglio provinciale, ha espresso due consiglieri: il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi e il consigliere Comunale di Macerata, Claudio Carbonari.
Durante l’incontro, alla presenza di numerosi Sindaci e Amministratori del territorio provinciale, si è svolto un ampio confronto con una disamina sull’operato della presidenza Sandro Parcaroli e della sua maggioranza.
Il dibattito si è concentrato principalmente sull’andamento dell’azione amministrativa e sulle criticità non ancora risolte, con riguardo particolare alla questione rifiuti ed alle situazioni connesse (individuazione discarica, situazione Cosmari e aumenti TARI) nonché la grave situazione che riguarda la questione del gestore idrico unico.
"È stato quindi elaborato un programma- afferma il gruppo "Provincia al Centro"- che intende porre l’attenzione e preparare un tavolo di confronto su situazioni critiche,ormai non più rinviabili pena l’aggravamento delle reali e concrete situazioni di vita dei cittadini della provincia di Macerata: l’obiettivo di “Provincia al Centro” è quello di proporre soluzioni concrete alle problematiche e di confrontarsi su tali argomenti in maniera pubblica e trasparente con quei sindaci che intendano proporre la loro candidatura alla guida della provincia, affinché i cittadini siano tutelati da incresciose situazioni di” mala gestio.
Questi i punti principali di confronto e da trattare: individuazione, entro tre mesi dall’insediamento del nuovo Presidente del sito per la discarica e procedura “ponte” sino alla realizzazione; soluzione di assetto pubblico per l’individuazione del gestore idrico integrato; riassetto organizzativo e incremento dell’operatività del settore urbanistica ed ambiente della Provincia di Macerata, riorganizzazione del servizio di macellazione su base provinciale anche alla luce dei recenti avvenimenti".
CIVITANOVA MARCHE - Dopo l’elezione di Roberto Tiberi (FdI) alla presidenza del Consiglio comunale, intervengono con una nota congiunta i consiglieri di Vince Civitanova, Marino Mercuri e Fausto Troiani, che leggono il voto come un passaggio politico chiaro e significativo per gli equilibri della maggioranza di centrodestra.
«L’elezione alla presidenza del Consiglio comunale dell’amico Roberto Tiberi, che da sempre stimiamo e apprezziamo, rappresenta un duro colpo per gli ideatori del cosiddetto “patto della Camelia”», dichiarano Mercuri e Troiani. «Un accordo che avrebbe dovuto imporre un nome più accondiscendente, una lista civica trasversale e persino un candidato sindaco da calare sul centrodestra in vista delle elezioni comunali del 2027».
Secondo i due esponenti politici, il voto ha avuto l’effetto di ricompattare la maggioranza: «Questa elezione è servita a rinsaldare il centrodestra. Chi tentennava ora è più convinto, chi per modestia o timidezza non si esponeva lo fa. La politica è anche questo e il risultato ci soddisfa».
Non manca però una riflessione critica: «È evidente che si è creato un precedente legato al mancato rispetto di alcuni accordi. Nonostante ciò, abbiamo continuato a lavorare con tutti i consiglieri comunali che, come noi, hanno davvero a cuore il futuro della città, oggi troppo spesso vittima di invasioni e ingerenze».
Mercuri e Troiani usano toni duri contro alcune dinamiche politiche cittadine: «In certi partiti trovano spazio e alzano la voce soggetti che, in un contesto normale, sarebbero da tempo relegati a lavori socialmente utili. Questo non fa bene a Civitanova».
Rivendicando la storia del centrodestra locale, i due sottolineano: «A Civitanova il centrodestra poggia su basi solide da oltre trent’anni. Non c’è alcun bisogno di allargarle artificialmente, rischiando implosioni e dando spazio a personaggi in cerca d’autore, privi di seguito e di consistenza politica».
Lo sguardo è rivolto al futuro: «Dobbiamo costruire una coalizione composta da persone serie, che fanno politica per passione e non per una paghetta o per risentimenti personali. Chi ama davvero Civitanova lavora per migliorarla, non per usarla come palcoscenico».
Infine, l’obiettivo dichiarato: «Lavoreremo per rilanciare la città e le sue attività produttive, liberandoci delle zavorre che finora hanno impedito alla maggioranza di esprimersi al meglio. Questo è il nostro progetto ed è un progetto che piace ai civitanovesi».
L’assessore ragionale alla Sanità Paolo Calcinaro è stato in visita ieri (7 febbraio) all’ospedale di Matelica “Mattei”. Insieme a lui anche il presidente di Regione Francesco Acquaroli, il direttore dell’Ast Macerata Alessandro Marini, i consiglieri regionali Silvia Luconi e Renzo Marinelli e il sindaco Denis Cingolani con l’amministrazione comunale di Matelica.
Obiettivo dell’incontro, quello di recuperare posti letto per i ricoveri dei pazienti e tentare di riattivare un sistema sanitario che lamenta forti carenze.
“Un pomeriggio pieno a Matelica – ha commentato l’assessore Calcinaro – per cercare, come in altri comuni, posti letto da recuperare per la sanità marchigiana e per favorire i ricoveri nei reparti per acuti e le dimissioni dai pronto soccorso. Dove si cercano questi nuovi posti letto? Proprio in quelle strutture che furono chiuse negli anni da chi oggi denuncia a gran voce la mancanza di posti letto in regione”.
Alla voce dell’assessore Calcinaro, si unisce anche quella del sindaco Denis Cingolani, che sottolinea come siano necessarie specifiche attenzioni anche per le piccole comunità: “Ringrazio Paolo Calcinaro per la gentile visita di oggi nel nostro ospedale di comunità a Matelica. L’assessore regionale alla Sanità ha potuto vedere e toccare con mano la situazione della struttura. Il nostro era un piccolo, ma funzionale ospedale con 5 reparti medici: io stesso sono stato uno degli ultimi nati proprio lì nel 1986. A distanza di 40 anni oggi, come sindaco di questa città, richiedo con la consapevolezza dei cambiamenti e delle evoluzioni in materia di sanità, le giuste attenzioni per la nostra comunità locale. Anni di tagli e depauperamento sin dagli anni 90 hanno portato oggi ai minimi termini questo monumento eretto grazie all’ENI e alla Famiglia di Enrico Mattei. Sono certo che, insieme al Presidente Francesco Acquaroli, abbiamo messo le basi per un percorso condiviso e strutturale a beneficio della collettività dopo anni di forte carenze soprattutto nel territorio dell’entroterra dove il progressivo smantellamento dei presidi ospedalieri è iniziato gradualmente dagli anni ’90. Ringrazio tutti i consiglieri regionali, i sindaci dei comuni limitrofi e i consiglieri comunali che sono intervenuti questo pomeriggio a sostegno del nostro ospedale di comunità. Confidando nel lavoro di squadra e nella programmazione regionale, Matelica sarà finalmente grata. Ora confidiamo in un ulteriore appuntamento dove si definirà nei dettagli l’attuazione del
Piano sanitario da poco redatto. La struttura di Matelica ha tutte le carte in regola per tornare ad essere funzionale ed attrattiva per tutto il territorio montano del maceratese”.
Nella settimana dal 9 al 15 febbraio, la Cardiologia di Camerino, diretta dalla primaria Josephine Staine, partecipa per il terzo anno consecutivo a “Cardiologie aperte”, un’iniziativa a carattere nazionale promossa da Fondazione per il Tuo cuore e ANMCO e dedicata alla prevenzione e informazione sui fattori di rischio cardiovascolari.
Per tutta la settimana sarà offerta ai pazienti un’informazione sulle principali patologie cardiovascolari nel corso di normali appuntamenti e saranno distribuiti piccoli opuscoli informativi.
Mercoledì 11 febbraio sarà dedicato un pomeriggio a visite gratuite, dalle ore 14:30 alle 19, attraverso l’esecuzione di ECG e la misurazione della pressione arteriosa.
I cittadini potranno prenotare il giorno 10 febbraio, dalle ore 15 alle 17, al numero di telefono 0737/639390.
Un altro pomeriggio della settimana, invece, i cardiologi del Reparto dell’ospedale di Camerino risponderanno, in forma anonima, alle telefonate effettuate dai pazienti di tutta la regione riguardo quesiti clinici sulle patologie cardiovascolari.
“Le malattie cardiovascolari riconoscono un’eziologia multifattoriale, cioè più fattori di rischio, quali età, sesso, pressione arteriosa, abitudine al fumo di sigaretta, diabete, colesterolemia che contribuiscono contemporaneamente al loro sviluppo - spiega la Primaria della U.O.C. della Cardiologia camerte.
I fattori di rischio sono caratteristiche che aumentano la probabilità di insorgenza della malattia, ma essendo stati identificati è stata dimostrata la reversibilità del rischio, per cui la malattia cardiovascolare oggi è prevenibile. È possibile, dunque, evitare di ammalarsi di infarto e di ictus”.
“La prevenzione è l’arma più efficace per proteggere la salute del cuore, quindi invito la cittadinanza a partecipare a questo importante screening gratuito – dichiara il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini - perché le malattie cardiovascolari, nonostante i grandi progressi raggiunti negli ultimi decenni nella diagnosi e nella cura, continuano ad essere la prima causa di mortalità e morbilità a livello globale. Investire nella prevenzione significa migliorare l’aspettativa e la qualità di vita”.
Durante la settimana la Fondazione per il Tuo cuore attiverà il numero verde 800 05 22 33 dedicato ai cittadini che potranno chiamare gratuitamente, da lunedì 9 febbraio a venerdì 13, dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 14 alle16, per porre domande sui problemi legati alle malattie del cuore, alle quali risponderanno 600 cardiologi ANMCO delle Strutture aderenti all’iniziativa, con 1300 ore di consulenza cardiologica gratuita.
La prevenzione è fondamentale per tutti i cittadini, a partire dalle fasce più giovani, e si basa su azioni semplici, ma fondamentali: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, controllo del peso corporeo, astensione dal fumo e moderazione nel consumo di alcol.
A queste si aggiungono il monitoraggio periodico della pressione arteriosa, colesterolo e glicemia, elementi chiavi per individuare precocemente i fattori di rischio.
Il Chiesanuova sprigiona la sua voglia di salvezza. Al Don Guido Bibini i biancorossi centrano la prima vittoria nel girone di ritorno e tornano al successo dopo 5 tentativi a vuoto. Decisiva la rete di Borgia alla mezzora, un destro terra-aria preciso e potente. L'affermazione che serviva per ridare vigore alla rincorsa, il gruppo di Mariotti poteva accusare il fatto di essere scivolato di nuovo in fondo, invece ha saputo imporsi nello scontro diretto contro l'Urbania. Vittoria di misura ma meritata, i padroni di casa hanno dalla loro anche un palo e una traversa, tutti nel primo tempo. Il Chiesanuova sale così a 23 punti agganciando al terz’ultimo posto il Montegranaro, mentre resta a 25 l’Urbania, subito davanti. I durantini hanno confermato le difficoltà fuori casa dove risultano la peggiore formazione della categoria (con la Jesina), appena 4 punti presi.
Cronaca. Mariotti modifica l’undici base, puntando sull’argentino Lezcano al debutto interno e lasciando Papa, Mongiello, nonché Monaco, in panca. Moduli speculari, 4-3-3, ospiti con difesa alta. Il primo squillo è locale, al 12’ Di Matteo scarica dal limite un sinistro centrale. Al 14’ brutta palla persa in area, D’Urso prova a punire ma spara alto. Da lì in poi solo Chiesanuova. Al 20’ su corner svetta Lezcano, il baby Casadei si salva con l’aiuto della traversa. I padroni di casa continuano, serve un guizzo e al 30’ lo trova Borgia che dalla distanza lascia partire un destro telecomandato sotto il sette in diagonale. L’Urbania non c’è e il Chiesanuova continua a dialogare bene e attaccare, al 39’ shoot alto di Pasqui. Al 43’ ancora da angolo Lezcano è lesto ma sfortunato sottomisura: palo esterno.
Ripresa. Dopo una prima frazione quasi dominata e vantaggio stretto, il Chiesanuova però si adagia e si abbassa un po’ troppo. L’Urbania rientra con altro piglio e una sorta di 4-2-4. Al 4’ punizione di D’Urso potente, Fatone ribatte. Gli ospiti prendono possesso del gioco e della metà campo avversaria anche se non creano nulla. Per non correre rischi comunque Mariotti passa alla difesa a 5. L’Urbania fatica a costruire insidie, specie su palla inattiva, i locali amministrano. Al 43’ il neoentrato Mongiello ci prova, destro debole. Dopo 6’ di recupero (involontario calcio alla testa di Triana a Busato), ecco la festa biancorossa per una vittoria vitale.
Chiesanuova: Fatone, Parioli, Hernandez, Tanoni, Lucarini, Busato, Pasqui (28’st Monaco), Borgia (35’st Papa), Di Matteo (45’st Bambozzi), Lezcano (39’st Mongiello), Sopranzetti. All. Mariotti
Urbania: Casadei, Kalombo, Antoniucci (14’st Delbianco), Dal Compare (39’ Bruzzechesse), Conti, Olivi, Triana, Manna (9’st Lani), D’Urso, Sarli (23’st Vrioni), Fagotti (34’st Serges). All. Ceccarini
Arbitro: Spadoni di Pesaro
Rete: 30’ Borgia
Note: spettatori 250 circa; ammoniti Hernandez, Tanoni, Busato, Lezcano, Bambozzi, Antoniucci; corner 3-7; recupero 1’ e 6’
La Maceratese gioca alla pari contro la capolista Teramo ma viene punita nel finale dal gol decisivo di Njambe, una rete che consente alla squadra di Pomante di tornare sola in testa alla classifica. Una sconfitta amara per i biancorossi, protagonisti di una prova convincente per larghi tratti del match, affrontando a viso aperto un avversario più quotato e costruendo anche le prime vere occasioni da gol, non concretizzate per sfortuna come nel caso del palo colpito da Marras o per mancanza di precisione.
La punizione per la squadra di Possanzini arriva ancora una volta su calcio piazzato, una situazione che in questa stagione ha spesso visto la Maceratese soccombere. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma il Teramo ha avuto la capacità di colpire nel momento chiave della gara in Zona Cesarini, condannando la Rata a un ko casalingo immeritato, il terzo del 2026, periodo in cui i biancorossi non hanno ancora raccolto punti all’Helvia Recina-Pino Brizi. Nella buona prestazione collettiva dei padroni di casa si sono messi in evidenza Gagliardini, De Angelis e Marras, mentre tra gli abruzzesi ottime le prove di Pavone, Pietrantonio e del portiere Grillo. Protagonista assoluto Njambe, decisivo con il gol vittoria ma anche negativo per l’espulsione rimediata ingenuamente nel finale di gara.
Il Teramo arriva a Macerata con grande entusiasmo da nuova capolista, tornando in testa a un campionato nazionale undici anni dopo il 2015 della promozione in Serie B poi revocata dalla giustizia sportiva. La squadra di Pomante ha raccolto 13 punti nelle cinque partite del girone di ritorno, con l’unica sconfitta stagionale datata 21 dicembre contro l’Atletico Ascoli in casa, mentre lontano dal proprio stadio i biancorossi abruzzesi non hanno ancora perso. I numeri confermano la forza del Teramo, miglior attacco del campionato con 46 reti e una media di 2,32 punti a partita. La Maceratese, rinfrancata dal successo sulla Sammaurese, guarda con fiducia alle prossime gare cercando i primi punti del 2026 tra le mura amiche, dove nelle ultime due uscite sono arrivate altrettante sconfitte, aggrappandosi anche alla tradizione che vede il Teramo senza vittorie nelle Marche da 28 anni.
A bordo campo era presente Leonardo Matano, giovane studente e influencer sportivo di 18 anni conosciuto come Bomber Mata, nipote di Maurizio Mosca, che lo scorso anno ha raccontato pubblicamente la sua lotta contro la leucemia linfoblastica a cellule B, ricevendo grande affetto soprattutto dalla Curva Just, che anche in questa occasione ha esposto striscioni con il suo nome.
La Maceratese deve rinunciare allo squalificato Sabattini a centrocampo, sostituito dal rientrante De Angelis che affianca Ambrogi in una formazione identica a quella della settimana precedente. Il Teramo parte subito forte e al 3’ sfiora il gol con un colpo di testa di Borgarello Vitali che termina di poco alto. La risposta dei padroni di casa è immediata e ben più pericolosa con un tiro dalla distanza di Marras che colpisce la base del palo prima dell’intervento decisivo di Grillo. Al 14’ gli ospiti si rendono ancora insidiosi con una progressione di Pavone e il successivo cross per Njambe, che di testa non trova lo specchio.
Il Teramo gestisce il possesso palla, mentre la Maceratese resta compatta nella propria metà campo pronta a ripartire. Al 25’ Marras lancia in profondità Osorio, Grillo esce a vuoto ma il tiro del cubano, da posizione defilata, non centra la porta. Gli ospiti si riaffacciano con Sereni che calcia alto da buona posizione. Al 35’ sugli sviluppi di un corner Osorio tenta la conclusione ma la difesa abruzzese respinge. Al 40’ arriva una clamorosa occasione per la Rata: un retropassaggio corto favorisce l’inserimento di Gagliardini che prova il pallonetto, ma Grillo riesce a deviare in angolo. Poco prima dell’intervallo Ruani è costretto a uscire per infortunio lasciando spazio a Ciabuschi.
La ripresa si apre con una Maceratese arrembante che costruisce due nitide occasioni: prima Osorio impegna Grillo con un tiro ravvicinato, poi sugli sviluppi del corner colpisce di testa sfiorando il palo. I biancorossi insistono e Ciabuschi va vicino all’eurogol con una spettacolare rovesciata. Il Teramo risponde con un cross di Sereni per Njambe, ma Gagliardini è attento e salva. Al 19’ una punizione di Sereni pesca Pavone in area, il cui diagonale termina di poco alto. Gli ospiti aumentano la pressione e Njambe va ancora vicino al gol di testa, trovando la grande risposta del portiere di casa. La gara resta equilibrata e ricca di occasioni, con il Teramo che alza il baricentro e la Maceratese che soffre ma tiene fino al 38’, quando su calcio di punizione Njambe arriva per primo in area e trova la deviazione vincente che fa esplodere il settore ospiti.
Nel finale l’attaccante del Teramo viene espulso per un fallo violento, ma nei minuti di recupero non accade più nulla. Il Teramo conquista così la quarta vittoria consecutiva e prosegue la sua corsa solitaria in testa al campionato, mentre la Maceratese esce dal campo tra gli applausi per una prestazione che avrebbe meritato un risultato diverso.
MACERATESE – TERAMO 0-1
MACERATESE (4-3-3)
Gagliardini 7; Perini 6, Siniega 6, Lucero 6, Ciattaglia 6,5; Ambrogi 6 (dal 28’ s.t. Papa 5,5), De Angelis 7, Ruani6,5 (dal 43’ p.t. Ciabuschi 6); Marras 6,5, Osorio 6, Gagliardi 6 (dal 28’ s.t. Nasic 6). (Cusin, Mastrippolito, Marchegiani, Morganti, Fratini,Cirulli). All. Possanzini 6.
TERAMO (3-4-2-1)
Grillo 7; Botrini 6, Alessandretti 6, Bruni 6; Salustri 6 (dal 1’ s.t. Costanzi 6), Borgarello Vitali 6,5, Angiulli 5,5 (dal12’ s.t. Carpani 6), Pietrantonio 7; Pavone 7 (dal 44’ s.t. Cipolletti s.v.), Sereni 6 (dal 32’ s.t. Mariani 6); Njambe 6.5. (Barbacani, Persano,Maiga Silvestri, Della Quercia, Kunze). All. Pomante 6.
TERNA ARBITRALE:
Radovanovic di Maniago 6 (assistenti Eltantawy di Chiari e Monelli di
Busto Arsizio).
RETE:
Njambe al 38’ s,t
Con la circolare 10/2026, l’Inps fornisce finalmente le indicazioni operative per usufruire del bonus per assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025 nei territori Zes, comprendenti Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, a cui si aggiungono Marche e Umbria. Per queste ultime regioni, tuttavia, il beneficio è valido solo per le assunzioni successive al 20 novembre 2025, data di entrata in vigore della legge 171/2025 che ha esteso la Zes.
L’incentivo, previsto dall’articolo 24 del Dl 60/2024, consiste in un esonero contributivo del 100% sui contributi previdenziali (escluso il premio Inail), fino a un massimo di 650 euro al mese. Possono beneficiarne i lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi, assunti da aziende private con un massimo di 10 dipendenti al momento dell'assunzione, nelle sedi operative delle regioni indicate. L’esonero ha una durata massima di 24 mesi e non riguarda dirigenti, apprendisti o lavoratori domestici.
Per ottenere il bonus, il datore di lavoro deve garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media degli ultimi 12 mesi, calcolato sull’intera organizzazione e non solo sulla singola unità produttiva. La circolare sottolinea inoltre che il beneficio può riguardare anche soggetti già occupati a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro che abbia usufruito parzialmente dello stesso incentivo. Sono richiesti il Durc e il rispetto dei principi contenuti nell’articolo 31 del Dlgs 150/2015.
Le domande vanno presentate preventivamente online tramite il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), indicando i dati del lavoratore, il rapporto di lavoro, la retribuzione media mensile, il numero di dipendenti dell’azienda e la sede di lavoro. Dopo i controlli e la verifica dei fondi disponibili, l’Inps autorizza l’accesso all’agevolazione, che sarà riconosciuta nei flussi Uniemens a partire da febbraio 2026. Per recuperare gli arretrati da settembre 2024 a gennaio 2026, si potranno utilizzare i flussi UniEmens di febbraio, marzo e aprile 2026, inserendo i nuovi codici L619-L620 nella sezione “EZES”.
L’esonero può essere applicato anche alle assunzioni a tempo indeterminato tramite somministrazione, a condizione che il limite occupazionale e la sede di lavoro facciano riferimento all’utilizzatore.
Parte dal cuore della provincia di Macerata una battaglia legale che promette di avere risonanza nazionale, mirata a tutelare chi si trova schiacciato da procedure esecutive e pignoramenti avviati dalle cosiddette società di recupero crediti. L’azione, nata dalla collaborazione tra l’associazione Tutela Impresa di Civitanova e la collaboratrice Loredana Bonfigli di Tolentino, ha portato alla presentazione di un esposto dettagliato presso la Guardia di Finanza di Conegliano Veneto.
Al centro della segnalazione c'è un'anomalia che ha destato forti sospetti: circa trecento società cessionarie di crediti risultano avere tutte la medesima sede legale a Conegliano Veneto, precisamente in via Vittorio Alfieri 1. Un "condominio" di società che gestiscono migliaia di posizioni debitorie in tutta Italia, ma sulla cui trasparenza si chiede ora di fare luce.
Il problema sollevato riguarda la legittimità delle richieste di pagamento. Molti cittadini maceratesi hanno ricevuto atti di precetto o pignoramenti da società che dichiarano di aver acquistato crediti bancari deteriorati (i cosiddetti NPL). Tuttavia, analizzando le carte, emerge spesso che il credito è passato attraverso una giungla di cessioni tra diversi soggetti, senza che venga fornita la prova documentale definitiva della reale titolarità del credito.
In sostanza, se la società che batte cassa non dimostra in modo inoppugnabile di avere il diritto di riscuotere quella somma, l'azione esecutiva è nulla.
"L’obiettivo della nostra iniziativa - spiegano i promotori - è dimostrare che il debitore ha il diritto di opporsi a procedure che rischiano di portare persino alla perdita dell'abitazione, qualora manchino prove adeguate della legittimazione alla riscossione". L'analisi dei decreti ingiuntivi e degli atti di pignoramento ha rivelato gravi irregolarità procedurali che, se sollevate correttamente davanti a un giudice, possono portare alla sospensione immediata delle richieste avanzate.
Questa azione non vuole essere una difesa dell'insolvenza, ma una pretesa di legalità: le procedure esecutive devono seguire regole ferree e trasparenti. La denuncia alle Fiamme Gialle venete rappresenta solo il primo passo di una strategia volta a garantire una protezione reale a famiglie e imprese sottoposte a pressioni considerate illegittime. L'Associazione Tutela Impresa e Loredana Bonfigli restano a disposizione per fornire informazioni gratuite a chiunque si trovi in difficoltà con procedure esecutive sospette.
L’Università di Camerino si prepara ad accogliere centinaia di studentesse e studenti delle scuole superiori in arrivo il 13 e 14 febbraio per le giornate di “Porte Aperte in Unicam”, l’appuntamento dedicato all’orientamento universitario pensato per supportare in modo concreto la scelta del percorso di studi. L’iniziativa rappresenta un momento chiave per esplorare l’offerta formativa, conoscere i corsi di laurea e i relativi sbocchi professionali, confrontandosi direttamente con docenti, tutor e personale dei servizi.
“Docenti, ricercatori, professionisti, studentesse e studenti universitari e personale Unicam – ha evidenziato la professoressa Isolina Marota, delegata del rettore per l’Orientamento – saranno a disposizione dei partecipanti per presentare nel dettaglio i corsi di studio e illustrare i numerosi servizi e le opportunità offerte dall’Ateneo. È un’occasione di orientamento molto importante, che consente alle ragazze e ai ragazzi di raccogliere informazioni, chiarire dubbi, approfondire contenuti e prospettive occupazionali dei diversi percorsi formativi”.
Le registrazioni prenderanno il via dalle ore 08.30 presso il Centro di Ricerca ChIP in via Madonna delle Carceri. Nella stessa sede saranno attive postazioni informative dedicate ai servizi e alle agevolazioni per gli studenti, all’Erdis Marche, al Cus Camerino e alla Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”, un percorso formativo di eccellenza che si affianca al corso di studio scelto con attività formative e di ricerca interdisciplinari e il cui diploma è equiparato al master universitario di secondo livello.
Dalle ore 10.00 inizieranno le attività di presentazione dei corsi attivati dalle cinque Scuole di Ateneo (Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie), che proseguiranno per tutta la mattinata nei diversi poli didattici.
«Gli open day sono un’opportunità preziosa – ha affermato il rettore Graziano Leoni – per raccontare in modo diretto la qualità e la ricchezza della nostra offerta formativa e per far vivere ai partecipanti un’esperienza concreta di vita universitaria. Anche per il prossimo anno accademico introdurremo novità significative, con nuovi corsi e contenuti in linea con le competenze più richieste dal mondo del lavoro e con le aree di eccellenza dell’Ateneo, tra tutti il nuovo corso di laurea in “Scienze delle attività motorie e sportive”.
"Proseguirà inoltre la sperimentazione di insegnamenti e attività, in particolare di orientamento e tutorato, svolti interamente nel metaverso, estendendola ad altri corsi oltre a Informatica per la comunicazione digitale. Lo scorso anno, infine, abbiamo recuperato nuovi spazi innovativi per la didattica con la riapertura del Polo sant’Agostino e ampliato il numero di alloggi grazie al progetto dello studentato diffuso”.
Il programma completo delle giornate ed il modulo di partecipazione sono disponibili nel sito Unicam
Le studentesse e gli studenti della classe 3G dell'Ite “Gentili” di Macerata, indirizzo RIM – Global Marketing, hanno ottenuto un brillante risultato nazionale, classificandosi al quarto posto nel concorso #convieneSaperlo (anche a scuola) 2025-2026, promosso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) e dal Ministero delle imprese e del Made in Italy (Mimit).
Il successo è frutto dell’impegno dell’intera classe e della performance decisiva di Vittorio Longhi, che ha contribuito in maniera determinante al risultato del gruppo. Il concorso ha l’obiettivo di formare giovani consumatori informati e consapevoli, capaci di riconoscere pratiche commerciali scorrette e di muoversi con sicurezza nel mondo degli acquisti online.
Il percorso formativo, guidato dalla professoressa di Diritto Paola Formica, ha previsto lezioni interattive, contenuti digitali e un gioco online, trasformando l’apprendimento in una vera e propria sfida. La gara nazionale, svolta online il 28 gennaio, ha visto competere numerose scuole da tutta Italia; la 3G ha conquistato l’accesso alla finale nazionale, prevista il 25 marzo 2026, dove si confronterà con le altre cinque scuole migliori.
L’iniziativa si inserisce nei percorsi di Educazione civica dell'Ite, che nel terzo anno affrontano temi attuali come i diritti dei consumatori, l’e-commerce e le nuove regole sui baby influencer. Già nel biennio la classe aveva approfondito la concorrenza nel mercato, analizzando casi reali seguiti dall'Agcm.
Il progetto di Global Marketing mira a formare studenti preparati nel marketing tradizionale, digitale e nel metaverso, ma anche responsabili e attenti alle norme del Codice del Consumo e del social media marketing.
Grande la soddisfazione della dirigente scolastica Alessandra Gattari e dei docenti, che guardano alla finale con entusiasmo. L’appuntamento è fissato all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma il 25 marzo 2026, per una sfida che si annuncia competitiva, formativa ed emozionante.
CIVITANOVA - Prosegue la diciannovesima edizione dei Martedì dell’Arte, ormai tradizionale rassegna curata dall’Associazione Arte e promossa con il Comune e l’Azienda Teatri.
Martedì 10 febbraio 2026, alle 18 al cine-teatro Cecchetti, ci sarà la prima lezione dell’anno del professor Roberto Cresti, che interverrà su Peggy Guggenheim e la nascita del mercato globale dell’arte.
L’edizione 25/26 vedrà 30 incontri e relatori di altissimo profilo, che si alterneranno fino a maggio. Sono: Roberto Mancini, Andrea Baffoni, Laura Colò, Michele Fofi, Giulio Vesprini, Mauro Perugini, Giancarlo Trapanese, Stefano Papetti, Roberto Cresti, Paola Ballesi, Peppe Barbera.
Anche quest’anno la presenza agli appuntamenti verrà riconosciuta dal Mur come corsi formativi, al termine dei quali sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Dopo il successo delle precedenti edizioni estive, Borghi in Jazz si arricchisce di una nuova e ambiziosa veste invernale. L’Unione Montana dei Monti Azzurri e il Comune di Caldarola, con la direzione artistica dell’associazione Tolentino Jazz, presentano "Borghi in Jazz – Winter International", un’edizione speciale che porterà nel mese di marzo 2026 tre appuntamenti di altissimo profilo al Teatro Comunale di Caldarola. Il festival, finanziato dal Ministero della Cultura, proporrà un vero e proprio viaggio sonoro tra culture e linguaggi diversi, ospitando tre artisti di rilievo internazionale, protagonisti della scena jazz contemporanea.
Ad aprire il cartellone, giovedì 6 marzo, sarà Jorge Luis Pacheco, pianista cubano tra i più brillanti della nuova generazione. Vincitore del Montreux Jazz Piano Solo Competition, Pacheco si esibirà in piano solo, fondendo jazz cubano, tradizioni afrocubane, jazz americano e suggestioni classiche, con una tecnica virtuosistica e una forte carica espressiva.
Il 20 marzo sarà la volta di Marianne Solivan Quartet, una delle voci più apprezzate del jazz statunitense contemporaneo. Cantante e bandleader di grande carisma, Solivan sarà accompagnata da un trio di eccellenze del jazz italiano – Daniele Cordisco alla chitarra, Antonio Caps all’organo ed Elio Coppola alla batteria – con la partecipazione speciale del sassofonista americano Jerry Weldon, storico collaboratore di artisti come Lionel Hampton e George Benson.
A chiudere il festival, il 27 marzo, sarà Omar Sosa, pianista cubano di fama mondiale, più volte nominato ai Grammy Awards, che porterà sul palco il progetto Omar Sosa & Ernesttico, tra jazz, radici afrocubane e contaminazioni globali.
L’iniziativa è stata presentata al Teatro Comunale di Caldarola dal presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti e dal sindaco Giuseppe Fabbroni. «C’è grande soddisfazione per avere vinto questo bando con il Ministero della Cultura – ha spiegato Feliciotti – perché significa che lo sforzo portato avanti con Borghi in Jazz sta funzionando e continua a crescere. Il finanziamento ci permette di realizzare un vero Winter Jazz International, con tre artisti di livello mondiale. Crediamo che la musica e la cultura possano aiutare i nostri borghi a ripartire, creando circuitazione e attirando nuovo pubblico anche dopo le difficoltà legate al sisma».
Soddisfazione condivisa dal sindaco Fabbroni: «Caldarola partecipa a Borghi in Jazz da diversi anni, soprattutto nella stagione estiva. L’introduzione di questa sessione invernale rappresenta un arricchimento importante del nostro cartellone musicale e teatrale. Grazie al finanziamento ottenuto siamo riusciti a fare un salto di qualità, ospitando jazzisti di fama internazionale come Omar Sosa: una grande occasione per valorizzare il nostro teatro e far conoscere Caldarola a un pubblico sempre più ampio».
Per quanto riguarda l’accesso agli spettacoli, il biglietto per i concerti di Jorge Luis Pacheco (6 marzo) e Marianne Solivan Quartet (20 marzo) ha un costo di 15 euro, mentre per la serata conclusiva con Omar Sosa & Ernesttico, in programma il 27 marzo, il prezzo è di 20 euro. È inoltre possibile acquistare un abbonamento all’intera rassegna al costo di 45 euro, una formula pensata per favorire la partecipazione a tutti e tre gli appuntamenti. Le prenotazioni possono essere effettuate online tramite la piattaforma TicketLive.
Sarà un San Valentino all'insegna dell'allegria e del folklore quello proposto quest'anno dall'associazione “I Ponti del Diavolo”. Il prossimo 14 febbraio, a partire dalle ore 20, il ristorante Bellini di Tolentino ospiterà infatti il tradizionale veglione “Il Ponte del Diavolo in maschera”, un appuntamento ormai consolidato che unisce il divertimento del Carnevale alla valorizzazione delle tradizioni locali.
Il momento clou della serata, presieduta da Carla Passacantando, sarà l’assegnazione della prestigiosa fascia di Miss Ponte del Diavolo 2026. Non si tratterà di un semplice titolo di bellezza: la vincitrice diventerà la madrina ufficiale che accompagnerà l’intera edizione della rievocazione storica “Sul ponte del diavolo... tra storia e leggenda”, prevista per l’inizio di settembre a Tolentino. Nel corso del galà verranno inoltre eletti Miss e Mister Simpatia.
La serata promette divertimento per ogni fascia d’età: mentre il dj Marco Mosck scalderà l’atmosfera con la sua musica, bambini e adulti saranno coinvolti in giochi e sorprese preparati appositamente per l'occasione.
Ai partecipanti è richiesto un tocco di creatività: la maschera è gradita e ogni invitato dovrà esibire un oggetto che richiami il Carnevale. Gli organizzatori hanno previsto numerosi riconoscimenti, con premi speciali dedicati alle maschere dei bambini, al gruppo più numeroso e alla comitiva più giovane.
Ad addolcire ulteriormente l'evento saranno i classici dolci di Carnevale, offerti per l'occasione da Annavini di Caldarola, a conferma del legame dell'iniziativa con le eccellenze del territorio maceratese.
Per partecipare al veglione è necessaria la prenotazione telefonando al numero 336.636141. Un’occasione da non perdere per chi vuole vivere un sabato sera diverso, tra il mistero della leggenda e i colori del Carnevale.
Un San Valentino che non si limita a una scatola di cioccolatini, ma che mette in palio relax, cene gourmet e shopping di qualità. È questa la scommessa dell’Associazione Commercianti Macerata (ACM), che quest’anno lancia l’iniziativa "Benessere a Macerata", un progetto pensato per coccolare i clienti e dare nuova linfa alle vetrine del centro e dei quartieri.
Il meccanismo per tentare la fortuna è semplice e romantico: i clienti non dovranno far altro che entrare nei negozi aderenti all’iniziativa ACM, scrivere una frase d’amore e lasciarla al gestore dell’attività. Un piccolo gesto creativo che potrebbe trasformarsi in un regalo indimenticabile per la propria dolce metà.
A partire da lunedì 16 febbraio, verranno svelati i nomi dei clienti fortunati che potranno usufruire di una serie di premi di alto livello, messi a disposizione grazie alla collaborazione con alcune eccellenze del territorio.
Tra i riconoscimenti più ambiti spicca un percorso benessere di 2 ore presso la Beauty Farm con annessa cena per due persone presso l’Agriturismo Casa Vecchia, ma non mancheranno occasioni concrete per la spesa quotidiana e la cura di sé, come un buono spesa da 100 euro presso Carancini Carni e una coppia di profumi esclusivi presso le Profumerie Lady.
L'obiettivo dell'iniziativa è duplice: celebrare la festa degli innamorati e invitare i cittadini a riscoprire il piacere degli acquisti nei negozi di vicinato, approfittando di coccole senza paragoni. Come sottolineato dagli organizzatori, "un San Valentino migliore semplicemente non esiste".
Per chi volesse tentare la fortuna, l'invito è quello di cercare le vetrine che espongono la locandina dell'iniziativa, scrivere il proprio pensiero d'amore e incrociare le dita: il benessere, a Macerata, quest'anno passa per il cuore e per le mani dei commercianti locali.
Dino Pallotti ha compiuto 105 anni. In questi giorni il traguardo è stato celebrato con affetto dalla famiglia e dall’Amministrazione comunale di Matelica, che ha voluto rendere omaggio a uno dei cittadini più longevi della città. Il sindaco Denis Cingolani e il vicesindaco Rosanna Procaccini hanno fatto visita a Dino presso la sua abitazione, portandogli personalmente gli auguri a nome dell’intera comunità matelicese e sottolineando il valore umano, storico e culturale di una vita così lunga e significativa.
«A Dino Pallotti – hanno dichiarato Cingolani e Procaccini – vanno gli auguri più sinceri dell’amministrazione comunale e di tutta la città. Raggiungere il traguardo dei 105 anni è un evento straordinario che merita di essere condiviso con l’intera comunità. Dino rappresenta una memoria vivente del nostro territorio, un esempio di dedizione, passione e attaccamento alle proprie radici. Con il suo lavoro ha contribuito a scrivere una pagina importante della storia agricola di Matelica, legata in modo indissolubile al Verdicchio, eccellenza che ha saputo custodire e tramandare nel tempo».
Pioniere del Verdicchio di Matelica, Dino Pallotti ha infatti dedicato la sua vita alla cura dei vigneti di famiglia, trasmettendo di generazione in generazione non solo un’attività produttiva, ma anche un profondo senso di appartenenza e di amore per il territorio.
Non è solo un compleanno, ma un secolo di vita e di ricordi quello festeggiato a Loro Piceno nei giorni scorsi. La comunità ha reso omaggio a Onorina Ponzanesi, che ha raggiunto il prestigioso traguardo dei 100 anni, trasformando la ricorrenza in una festa collettiva, ricca di affetto e gratitudine.
Alla celebrazione hanno partecipato i figli Claudio, Silvano, Rosalia e Roberta, i fratelli, le cognate, i nipoti, insieme ad amici e vicini di casa. Un clima caldo e familiare ha accompagnato l’intera giornata, raccontando attraverso sorrisi e abbracci l’importanza dei legami costruiti in un secolo di vita.
“Sei cuore, sei vita, sei casa”: queste le parole scelte dai familiari per descrivere Onorina, mamma e nonna che ha saputo trasmettere un grande senso di unione, rispetto e amore per la famiglia.
A rendere omaggio alla centenaria non è mancata la presenza del sindaco Robertino Paoloni, che a nome dell’Amministrazione Comunale ha voluto testimoniare la vicinanza e la riconoscenza dell’intera comunità verso una cittadina che rappresenta un pezzo di storia del paese.
La festa per Onorina Ponzanesi non è stata soltanto la celebrazione di un numero, ma il riconoscimento di un patrimonio di esperienze, sacrifici e affetti, simbolo di una comunità che sa ancora fermarsi, celebrare la vita e riconoscere il valore delle proprie radici.
Era del fatto resto ampiamente prevedibile: parte piuttosto male il neofondato partito del generale Vannacci, autore del controverso e puerile saggio sul mondo al contrario e ora esule dalla Lega di Salvini. Dico che parte piuttosto male, poiché come prima mossa rivendica il proprio essere di destra e, di più, di rappresentare la vera destra, a differenza naturalmente della lega di Salvini, accusata di tradimento.
Più precisamente, Salvini e Vannacci si stanno reciprocamente accusando di tradimento, dando luogo a un teatrino pietoso degno del livello rasoterra della politica italiana, politica italiana presso la quale non si dibatte mai dei temi fondamentali ma solo di idiozie e di accuse reciproche.
Sia quel che sia, proviamo sinceramente pietà per i tanti capita insanabilia che ancora si illudono che il partito del generale possa rappresentare l'alternativa: costoro si meritano altri cent'anni di Mario Draghi e di Meloni, di Elly Schlein e di Salvini.
Il generale non soltanto è liberista e atlantista (altro che alternativa all'ordine dominante!), ma come prima mossa riafferma lo schema dicotomico di destra e sinistra che, come abbiamo mostrato nel nostro studio "Demofobia", corrisponde alla mappa tolemaica con la quale i dominanti vogliono che continuiamo a orientarci di modo che mai prendiamo coscienza del fatto che oggi la contrapposizione è tra il basso dei dominati e l’alto dei dominanti e che destra e sinistra rappresentano ugualmente l'interesse dell'alto contro il basso.
Se ancora non volete capire che il partito del generale non rappresenta l'alternativa ma soltanto l'ennesima variante del Partito Unico del capitale siete irrecuperabili e indegni di essere elevati al rango di interlocutori filosofico-politici.
La domanda da porsi è una soltanto: il partito neofondato del Vannacci rappresenta una alternativa o si tratta dell’ennesimo partito sistemico? La risposta corretta coincide con la seconda ipotesi: e non, si badi, per un possibile tradimento del Vannacci, ma per le intrinseche regioni del suo stesso profilo politico. Non intendo cioè dire che, una volta ottenuto il potere, Vannacci tradirà il suo elettorato: mi sembra invece che le sue posizioni siano già ampiamente sistemiche fin da ora.
Sistemica è indubbiamente la sua difesa del libero mercato e del capitalismo come modo della produzione, con tanto di aperta adesione alla teoria neoliberale dello sgocciolamento. In questo senso, il Vannacci è liberista come Giorgia Meloni e come Elly Schlein. Antisistemico sarebbe quel partito che si opponesse al capitalismo e proponesse vie di fuga rispetto alla sua dominazione.
In secondo luogo, il profilo politico del generale non mette in discussione realmente la Nato e l’imperialismo statunitense, limitandosi a invocare un patriottismo general-generico che, se anche può essere condiviso nella sua enunciazione generale, risulta concretamente impraticabile fintantoché la patria resta sottomessa all’imperialismo di Washington, cioè a quell’imperialismo che il Vannacci non mette realmente in discussione.
Come si può difendere la patria e al tempo stesso accettare la sua subalternità a Washington? Un partito realmente anti-sistemico e patriottico sarebbe quello che si opponesse in maniera incondizionata all’Unione europea e all’imperialismo di Washington, percorrendo la difficile via del multipolarismo e dunque della apertura alla Russia e alla Cina. Soprattutto per queste ragioni crediamo che il neonato partito del Vannacci non possa, allo stato dell’arte, considerarsi anti-sistemico. Temiamo che si tratti dell’eterno ritorno del medesimo, vale a dire del partito unico capitalistico fintamente articolato.
"Il passato ed il futuro non sono realtà ma solo effimere illusioni. Devo liberarmi del tempo e vivere il presente, giacché non esiste altro tempo che questo meraviglioso istante.” (Alda Merini)
Condurre il pensiero ad esperienze passate ci porta a rimuginare e a privarci di energia, essere invece proiettati al futuro genera ansia. Vivere in un ”non qui e non ora” è fonte di sofferenza. Viviamo di highlights sui social media che mostrano vite perfette, passati patinati che tralasciano fallimenti e fragilità. Ciò crea in chi osserva un senso di inadeguatezza per non essere riuscito a confezionare una realtà di questo tipo.
Si assiste inoltre al fenomeno del Fomo “Fear Of Missing Out”, la paura di perdersi qualcosa, di rimanere esclusi. Il timore di precludersi opportunità migliori. Si vive, così, di scelte sospese per un futuro incerto, sempre più lontani da un radicamento nel presente. Quest’ultimo diventa un mero ponte per raggiungere non si sa esattamente cosa, creando, in realtà, vuoto e solitudine. Un senso di impermanenza diffuso che disorienta.
La scienza ha dimostrato che rimanere legati a rimpianti del passato provoca senso di colpa, rabbia e depressione; mentre l’ansia per il futuro può alimentare paura ed alzare il cortisolo, inficiando il benessere con stress cronico. La risposta è nel presente, l’unica vera realtà da godere nella sua pienezza perché è l’unico spazio nel quale possiamo agire.
Vivere con consapevolezza il presente rende la nostra esistenza più intensa: qui possiamo trovare noi stessi e discernere ciò che è veramente essenziale. Assaporare ogni istante della giornata nella sua semplicità ci allontana dal controllo e ci dona pace. Spesso, però, la nostra vita si gioca in uno spazio temporale lineare tra passato, presente e futuro, dove il qui ed ora ha un ruolo quasi inesistente.
Cosa può fare l’essere umano per staccarsi da questa concezione limitante e trovare un giusto equilibrio tra insegnamenti che arrivano dal passato, un reale godimento del presente e una sana identificazione di obiettivi per il futuro? È giusto pensare al passato, perché le esperienze elaborate in maniera consapevole ci offrono opportunità di apprendimento e di crescita ed una guida per le decisioni da prendere.
Le esperienze dolorose sono un’occasione per evolvere: possiamo trarre da loro il giusto messaggio, per poi lasciarle andare, perdonando persone e situazioni. Solo abbandonando pensieri negativi ed emozioni legate al passato possiamo far spazio alla vita. Una mente pulita può cogliere la meraviglia del presente ed aprire il cuore agli altri senza paure. Essere lucidi e sereni ci permette di vivere con entusiasmo e determinazione i nostri desideri per poi trasformarli in obiettivi da raggiungere. In questo modo, l’ansia per un futuro incerto lascia il posto al coraggio per una realizzazione sana della nostra identità.