Denunciati dalla "madre coraggio": cade il sodalizio della droga sulla costa. In manette il capo calabrese e la moglie tabaccaia (VIDEO)
Cronaca
22/01/2026 10:10

Denunciati dalla "madre coraggio": cade il sodalizio della droga sulla costa. In manette il capo calabrese e la moglie tabaccaia (VIDEO)

Un sodalizio criminale radicato nel territorio, capace di gestire un ingente giro d'affari e guidato da una famiglia di origini calabresi con legami diretti con la criminalità organizzata. È questo lo scenario emerso dall'operazione "Potentia", dal nome antico di Potenza Picena, che all'alba di oggi ha portato all'arresto di 9 persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Ancona. L'indagine, condotta dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Ancona e in collaborazione con la Procura di Macerata, ha smantellato una rete che tra marzo 2024 e settembre 2025 aveva trasformato Potenza Picena e Civitanova in un hub dello spaccio, in particolare di cocaina, per una clientela variegata composta da cittadini comuni e insospettabili professionisti. L’inchiesta ha preso il via dal coraggio di una madre, esasperata dalle continue richieste di denaro del figlio tossicodipendente. La donna era stata persino minacciata direttamente dal capo dell'organizzazione, che pretendeva il pagamento dei debiti contratti dal giovane. Al vertice della struttura gli inquirenti hanno individuato un pregiudicato appartenente a una famiglia calabrese trasferitasi a Porto Potenza Picena negli anni '90, il cui padre era affiliato alla 'ndrangheta. Il "capo" gestiva ogni aspetto: dall'approvvigionamento della droga, garantito da canali albanesi, nordafricani e campani, alla tenuta di una cassa comune. In questo schema, un ruolo centrale era ricoperto dalla moglie dell'uomo, titolare di una nota tabaccheria locale, che fungeva da collettore dei proventi dello spaccio, mentre il fratello del promotore coordinava l'attività degli spacciatori sul campo. Il gruppo operava con una logistica paramilitare e una consapevolezza criminale elevatissima. Gli indagati utilizzavano lo "spaccio itinerante", concordando gli incontri su WhatsApp con linguaggi in codice e muovendosi costantemente per evitare i controlli. Il controllo del territorio era quasi totale: l'organizzazione conosceva le targhe delle auto civetta delle forze dell'ordine e poteva contare su vedette pronte a farsi fermare per permettere ai complici di scappare con il carico. Oltre alla droga - con il sequestro complessivo di 300 grammi di cocaina e 2 chili tra hashish e marijuana - è emersa la disponibilità di armi. Durante le indagini erano già stati recuperati due fucili, mentre nel blitz di stamattina sono spuntate due pistole con matricola abrasa, tra cui una Beretta 98 carica e pronta all'uso, che ha portato all'arresto in flagranza di un decimo soggetto. L’operazione non ha fermato solo il traffico di stupefacenti, ma ha sventato anche un pericoloso colpo in banca. Alcuni membri del sodalizio stavano infatti pianificando, con la complicità di soggetti pugliesi, un assalto a un bancomat di Recanati con la tecnica della "marmotta", ovvero l'utilizzo di un congegno esplosivo. L'intervento massiccio di oggi, che ha visto impiegati i carabinieri di Macerata, Ancona, Fermo e Cosenza insieme alle unità cinofili di Pesaro e agli elicotteri di Pescara, chiude il cerchio su oltre 200 cessioni documentate, restituendo sicurezza alle cittadine costiere maceratesi, particolarmente sollecitate dalla domanda di droga legata alla movida notturna.

Denunciati dalla "madre coraggio": cade il sodalizio della droga sulla costa. In manette il capo calabrese e la moglie tabaccaia (VIDEO)

Denunciati dalla "madre coraggio": cade il sodalizio della droga sulla costa. In manette il capo calabrese e la moglie tabaccaia (VIDEO)
22/01/2026 10:10

Un sodalizio criminale radicato nel territorio, capace di gestire un ingente giro d'affari e guidato da una famiglia di origini calabresi con legami diretti con la criminalità organizzata. È questo lo scenario emerso dall'operazione "Potentia", dal nome antico di Potenza Picena, che all'alba di oggi ha portato all'arresto di 9 persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Ancona. L'indagine, condotta dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Ancona e in collaborazione con la Procura di Macerata, ha smantellato una rete che tra marzo 2024 e settembre 2025 aveva trasformato Potenza Picena e Civitanova in un hub dello spaccio, in particolare di cocaina, per una clientela variegata composta da cittadini comuni e insospettabili professionisti. L’inchiesta ha preso il via dal coraggio di una madre, esasperata dalle continue richieste di denaro del figlio tossicodipendente. La donna era stata persino minacciata direttamente dal capo dell'organizzazione, che pretendeva il pagamento dei debiti contratti dal giovane. Al vertice della struttura gli inquirenti hanno individuato un pregiudicato appartenente a una famiglia calabrese trasferitasi a Porto Potenza Picena negli anni '90, il cui padre era affiliato alla 'ndrangheta. Il "capo" gestiva ogni aspetto: dall'approvvigionamento della droga, garantito da canali albanesi, nordafricani e campani, alla tenuta di una cassa comune. In questo schema, un ruolo centrale era ricoperto dalla moglie dell'uomo, titolare di una nota tabaccheria locale, che fungeva da collettore dei proventi dello spaccio, mentre il fratello del promotore coordinava l'attività degli spacciatori sul campo. Il gruppo operava con una logistica paramilitare e una consapevolezza criminale elevatissima. Gli indagati utilizzavano lo "spaccio itinerante", concordando gli incontri su WhatsApp con linguaggi in codice e muovendosi costantemente per evitare i controlli. Il controllo del territorio era quasi totale: l'organizzazione conosceva le targhe delle auto civetta delle forze dell'ordine e poteva contare su vedette pronte a farsi fermare per permettere ai complici di scappare con il carico. Oltre alla droga - con il sequestro complessivo di 300 grammi di cocaina e 2 chili tra hashish e marijuana - è emersa la disponibilità di armi. Durante le indagini erano già stati recuperati due fucili, mentre nel blitz di stamattina sono spuntate due pistole con matricola abrasa, tra cui una Beretta 98 carica e pronta all'uso, che ha portato all'arresto in flagranza di un decimo soggetto. L’operazione non ha fermato solo il traffico di stupefacenti, ma ha sventato anche un pericoloso colpo in banca. Alcuni membri del sodalizio stavano infatti pianificando, con la complicità di soggetti pugliesi, un assalto a un bancomat di Recanati con la tecnica della "marmotta", ovvero l'utilizzo di un congegno esplosivo. L'intervento massiccio di oggi, che ha visto impiegati i carabinieri di Macerata, Ancona, Fermo e Cosenza insieme alle unità cinofili di Pesaro e agli elicotteri di Pescara, chiude il cerchio su oltre 200 cessioni documentate, restituendo sicurezza alle cittadine costiere maceratesi, particolarmente sollecitate dalla domanda di droga legata alla movida notturna.

Cronaca

Spaccio vicino alla stazione, due fermati dalla polizia. Scatta anche provvedimento del questore

Spaccio vicino alla stazione, due fermati dalla polizia. Scatta anche provvedimento del questore

22/01/2026 19:50

Per garantire maggiore sicurezza e prevenire fenomeni di spaccio di droga, la Polizia di Stato ha effettuato controlli mirati a San Benedetto del Tronto, nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal questore Aldo Fusco e coordinati dal vice questore Guido Riconi. Le attività sono state condotte dal personale in borghese della Sezione Anticrimine del commissariato locale, con particolare attenzione alle zone del centro cittadino, frequentate soprattutto dai giovani nei locali di intrattenimento. Durante i controlli, nei pressi della stazione ferroviaria, due cittadini stranieri, regolarmente presenti in Italia, sono stati fermati per il loro comportamento sospetto. Nel corso della perquisizione, nelle loro indumenti intimi sono state trovate dosi di sostanza stupefacente già suddivise e pronte per la vendita. I due soggetti sono stati trasferiti in Commissariato per gli accertamenti e deferiti alla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno per le ipotesi di reato riscontrate. Vista la pericolosità delle condotte accertate, il questore ha emesso nei loro confronti il provvedimento di Divieto di Accesso alle Aree Urbane (D.A.C.U.R.), con particolare riferimento alle zone della movida cittadina.

Giustizia per il civitanovese Quinto Nunzi: la Germania condannata per i crimini nel lager

Giustizia per il civitanovese Quinto Nunzi: la Germania condannata per i crimini nel lager

22/01/2026 12:40

La giustizia ha impiegato ottant’anni, ma alla fine è arrivata, sancendo un principio che supera i confini del tempo e della burocrazia internazionale. Il Tribunale civile di Roma ha condannato la Repubblica Federale di Germania per crimini di guerra e contro l’umanità commessi ai danni di Quinto Nunzi, l’internato militare di Civitanova Marche scomparso nel 2024 alla soglia dei cento anni. I giudici capitolini hanno riconosciuto ai familiari di Nunzi un risarcimento di oltre 85mila euro, chiudendo una battaglia legale complessa condotta nonostante lo scoglio dell'immunità degli Stati esteri. Secondo il Tribunale, tale immunità deve cedere il passo quando si parla di diritti fondamentali della persona calpestati da atrocità sistematiche: la reclusione, la riduzione in schiavitù e la sistematica privazione di dignità subite da Nunzi tra il 1943 e il 1945 sono state ufficialmente qualificate come crimini contro l’umanità. La storia di Quinto Nunzi è quella di una resistenza silenziosa iniziata il 9 settembre 1943 a Gorizia, quando venne catturato e deportato nel campo di Myslowitz, in Polonia, parte del drammatico complesso di Auschwitz. Lì fu ridotto alla fame e ai lavori forzati; quando finalmente riuscì a tornare a casa, pesava poco più di 37 chili. Per decenni ha custodito il dolore nel silenzio, finché nel 2020 decise di raccontare pubblicamente la propria storia per sottrarla all'oblio. "Papà sognava questo giorno. Voleva giustizia, e finalmente l'ha avuta", hanno dichiarato i familiari di Quinto all'Ansa, sottolineando come il cuore della causa non fosse il risarcimento economico, ma la restituzione della dignità storica. "Questa sentenza – hanno aggiunto sempre all'Ansa – rende onore alla sua memoria e a quella di migliaia di Imi italiani. È una vittoria personale, ma anche un successo civile e della memoria". Il successo in aula è frutto del lavoro degli avvocati Alessandra Piccinini e Dino Gazzani, che hanno ricostruito il vissuto dell'ex internato con rigore documentale. Fondamentale è stato anche il supporto scientifico della criminologa forense Margherita Carlini, di Stefania Giglio e dello storico Vito Carlo Mancino, che ha analizzato le condizioni disumane del lager di Myslowitz. Grazie a questo lavoro corale, quello che era il racconto di un uomo sopravvissuto all'orrore ha trovato conferma definitiva in una sentenza che fissa un precedente fondamentale: le pretese risarcitorie per i crimini di guerra non sono destinate all'oblio e restano azionabili anche a distanza di decenni.

Attualità

Declassamento del lupo, la Regione Marche avvia il Piano di gestione: passano a 8 i prelievi consentiti

Declassamento del lupo, la Regione Marche avvia il Piano di gestione: passano a 8 i prelievi consentiti

22/01/2026 17:53

Il declassamento del lupo segna l’avvio di una nuova fase nella gestione della specie in Italia e nelle Marche, fondata su un equilibrio più stretto tra tutela della fauna selvatica e sicurezza delle comunità locali. A sottolinearlo è l’assessore regionale alla Caccia, Giacomo Bugaro, commentando il decreto dello Stato italiano, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che recepisce la decisione del Parlamento Europeo di riclassificare lo status del lupo. «Cambia l’impostazione della gestione – spiega Bugaro – e si apre una fase più aderente ai territori, in cui la presenza del lupo deve essere compatibile con le esigenze di sicurezza e convivenza delle popolazioni». Con il nuovo assetto normativo, il lupo rientra ora nell’ambito dell’articolo 19 della legge 157 del 1992, che attribuisce alle Regioni il compito di predisporre e attuare piani di gestione e controllo. Un passaggio che, secondo l’assessore, introduce un approccio completamente diverso rispetto al passato, basato su strumenti operativi e scientificamente fondati. Un successivo decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha inoltre fissato il contingente massimo di prelievo per l’anno in corso: 160 lupi a livello nazionale, di cui 8 nelle Marche. La Regione Marche, evidenzia Bugaro, ha iniziato a lavorare sul tema già dai primi mesi di mandato. «Il 18 novembre – ricorda – abbiamo scritto a tutti i sindaci marchigiani trasmettendo il protocollo ISPRA e chiesto ai prefetti di attivare tavoli di confronto con gli amministratori locali». In particolare, il prefetto di Ancona ha promosso una riunione con la partecipazione di Carabinieri Forestali, ISPRA, amministratori locali e portatori di interesse, dalla quale sono emerse indicazioni operative precise. Ai sindaci è stato chiesto di adottare ordinanze sul corretto trattamento delle frazioni umide dei rifiuti, di regolamentare la somministrazione di cibo alle colonie feline e agli animali da compagnia e di evitare che i centri urbani diventino fonti di alimentazione per il lupo. Un altro aspetto cruciale riguarda le segnalazioni di presenze anomale: i primi cittadini dovranno comunicare i casi in cui il lupo manifesta comportamenti “confidenti” nei pressi dei centri abitati. Situazioni che, sottolinea l’assessore, devono essere affrontate «con rigore scientifico, senza allarmismi ma anche senza sottovalutazioni». Alla luce del nuovo quadro normativo, la Regione Marche avvierà immediatamente la redazione di un Piano di gestione del lupo, partendo da un monitoraggio aggiornato della specie sul territorio. «In collaborazione con ISPRA e con il Ministero dell’Ambiente – spiega Bugaro – definiremo le modalità di intervento nei casi di lupi problematici o potenzialmente pericolosi». Tra le novità annunciate figura anche l’aggiornamento della legge regionale n. 7 del 1995, che includerà tra i danni risarcibili anche quelli derivanti da incidenti stradali con il lupo, attualmente esclusi. «Si tratta di una lacuna normativa che va colmata», osserva l’assessore. «Il lupo è una specie di grande valore naturalistico – conclude Bugaro – ma la sua presenza deve essere compatibile con il territorio e circoscritta alle aree a vocazione naturale. I centri abitati non possono diventare il suo habitat. Oggi, grazie al cambiamento normativo, possiamo governare il fenomeno in modo equilibrato e responsabile».

San Severino, torna al Comune un edificio strategico a Castel San Pietro: sarà riqualificato

San Severino, torna al Comune un edificio strategico a Castel San Pietro: sarà riqualificato

22/01/2026 16:00

La Giunta comunale di San Severino Marche ha approvato all’unanimità il provvedimento che consente al Comune di rientrare ufficialmente in possesso di un edificio situato nella frazione di Castel San Pietro, da tempo inutilizzato e finora parzialmente gestito dall’Erap Marche. L’immobile, realizzato negli anni Cinquanta, è stato oggetto di un articolato percorso di regolarizzazione della proprietà, conclusosi positivamente grazie a una mediazione civile con gli eredi Lucarelli, precedenti proprietari dell’area. Al termine della procedura, il fabbricato è stato formalmente riconosciuto come bene comunale. Con la delibera approvata dalla Giunta è stata disposta la cancellazione dell’alloggio dall’elenco degli immobili in gestione all’Erap Marche e il contestuale rientro in possesso dell’edificio da parte dell’ente comunale, che ora potrà procedere alla sua valorizzazione. La struttura si trova in una posizione strategica, lungo i percorsi ciclo-pedonali che collegano Castel San Pietro al borgo di Elcito, alla Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito e ai borghi storici del territorio. Un contesto che rende l’immobile particolarmente idoneo a diventare un punto di riferimento per escursionisti, visitatori e residenti. L’Amministrazione comunale ha infatti previsto che, una volta completati gli interventi di riqualificazione edilizia, l’edificio venga destinato a punto ristoro, punto di informazione turistica, punto di primo soccorso e sede della ex Comunanza Agraria “Comunioni Familiari di taglio di Castel San Pietro”, restituendo così alla comunità uno spazio multifunzionale. La scelta risponde anche alle esigenze espresse dalla popolazione locale, che da tempo chiede maggiori servizi e luoghi di aggregazione nelle frazioni più periferiche, spesso penalizzate dalla carenza di spazi pubblici. Un intervento che coniuga valorizzazione del patrimonio comunale, sviluppo turistico e coesione sociale, rafforzando il legame tra territorio e comunità.

Politica

Nuovo anno, nuovo presidente della Provincia: chi guiderà Macerata dopo Parcaroli?

Nuovo anno, nuovo presidente della Provincia: chi guiderà Macerata dopo Parcaroli?

21/01/2026 18:50

Con la fine del mandato di Sandro Parcaroli, conclusosi a dicembre e non rinnovabile se non attraverso una proroga che permetta di far coincidere le elezioni provinciali con quelle del Comune di Macerata, si apre una nuova fase per la guida della Provincia di Macerata. La scelta del prossimo presidente assume un peso rilevante perché il 2026 si preannuncia come un anno decisivo, caratterizzato da 110 milioni di euro di investimenti destinati alle scuole, ai nuovi poli di Cingoli e Tolentino, alla viabilità e alla riqualificazione di immobili provinciali come il Palazzo della Prefettura e la caserma dei Vigili del Fuoco. All’interno del centrodestra prende corpo l’ipotesi di una candidatura femminile, ma le prime disponibilità sono già venute meno. Tra i nomi sondati c’è stato quello della sindaca di Potenza Picena Noemi Tartabini, che ha però declinato. La sua figura resta significativa perché rappresenta l’unica amministratrice meloniana con fascia tricolore in un territorio dove il partito raccoglie circa il 30% dei consensi, ma governa solo un Comune su 55, un dato che evidenzia difficoltà organizzative.  Nel caso in cui la candidatura della Tartabini resti definitivamente fuorigioco, potrebbe riaffacciarsi una soluzione già ipotizzata in passato, ovvero quella del sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci. Una prospettiva che, tuttavia, non ha mai trovato un consenso pieno all’interno del centrodestra. A rendere più complessa la sua eventuale candidatura c’è anche la distribuzione degli incarichi istituzionali, dato che l’entroterra maceratese esprime già il presidente del Consiglio regionale Pasqui e un consigliere regionale, Marinelli, indicato come possibile assessore. L’uscita di Parcaroli rischia così di lasciare Macerata senza rappresentanti di primo piano sia sul fronte provinciale che su quello regionale. Restano comunque sul tavolo altri nomi, come quelli del sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica e del primo cittadino di Matelica Denis Cingolani, che continuano a circolare tra le possibili opzioni. Sul versante opposto, il centrosinistra può puntare soprattutto a una candidatura di testimonianza, dal momento che circa il 90% dei Comuni della provincia di Macerata è attualmente amministrato dal centrodestra.

Accordo Ue-Mercosur, stop dell’Eurocamera: il testo va alla Corte di giustizia Ue

Accordo Ue-Mercosur, stop dell’Eurocamera: il testo va alla Corte di giustizia Ue

21/01/2026 16:30

Sembrava tutto pronto, invece arriva uno stop inatteso dall’Eurocamera. Con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astenuti, il Parlamento europeo ha approvato la richiesta di inviare il testo dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur alla Corte di giustizia dell’Ue per un parere legale. Un passaggio che congela di fatto l’iter dell’intesa: per l’attuazione definitiva, l’Eurocamera dovrà ora attendere l’esame della Corte, che potrebbe richiedere diversi mesi. Solo dopo sarà possibile votare la ratifica finale dell’accordo. La richiesta è stata presentata da un gruppo di eurodeputati appartenenti alla Sinistra Ue, ai Verdi e a una parte dei Liberali. Il testo approvato chiede formalmente di “domandare il parere della Corte di giustizia, a norma dell’articolo 218, paragrafo 11, del Tfue, circa la compatibilità con i Trattati dell’accordo previsto, della proposta che l’Ue concluda l’accordo di partenariato Ue-Mercosur e l’accordo interinale sugli scambi, nonché della procedura seguita per ottenere tale conclusione”. La risoluzione incarica inoltre la presidente del Parlamento europeo di attivarsi rapidamente per ottenere il parere della Corte e di trasmettere il documento, per conoscenza, al Consiglio e alla Commissione. Nei mesi scorsi l’accordo Ue-Mercosur aveva già acceso forti proteste, in particolare da parte del mondo agricolo. Anche nel territorio maceratese non erano mancate le mobilitazioni, con un corteo a Piediripa che aveva coinvolto molti agricoltori. Anche gli allevatori preoccupati per le possibili ricadute sul settore, si erano espressi in merito: "Senza una reale reciprocità delle regole e controlli efficaci, l’apertura del mercato potrebbe favorire importazioni a basso costo, mettendo sotto pressione il valore del Made in Italy e la trasparenza verso il consumatore finale". Sul tema era intervenuta recentemente anche la Lega di Macerata. Il segretario Aldo Alessandrini aveva ribadito la necessità di “difendere le eccellenze produttive locali e garantire condizioni di mercato realmente eque per l’intera filiera agroalimentare”. Una posizione espressa nonostante l’alleato di governo Fratelli D'Italia, attraverso le parole del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, avesse dato il via libera alla firma dell’accordo, subordinandola però alla presenza di precise premesse di garanzia per il mondo produttivo. Una posizione, quella assunta dopo l'invio alla corte di giustizia, che verrà salutata con approvazione dal Cia Marche, che già da mesi porta avanti una battaglia politica e sindacale per proteggere la filiera agrolimentare, in questo caso marchigiana. "Senza risorse adeguate, regole uguali per tutti e una Pac forte, il reddito delle imprese agricole e la tenuta delle aree rurali sono seriamente a rischio". Per il presidente di Cia Marche Alessandro Taddei, l’accordo potrà funzionare solo "se le clausole di salvaguardia saranno applicate in modo tempestivo e trasparente, garantendo una concorrenza davvero equa".

Sanità

Veterinari in prima linea contro zoonosi e antibiotico-resistenza

Veterinari in prima linea contro zoonosi e antibiotico-resistenza

22/01/2026 15:34

Il 25 gennaio 2026 si celebra la Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, istituita con la Legge n. 49 del 1° aprile 2025, con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza del ruolo fondamentale della medicina veterinaria preventiva all’interno dell’approccio integrato “One Health”, che riconosce l’interconnessione tra la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente. In un contesto globale segnato da sfide sempre più complesse – dalle pandemie alle zoonosi emergenti, dall’antibiotico-resistenza agli effetti del cambiamento climatico – la prevenzione veterinaria rappresenta un presidio scientifico essenziale per la tutela della salute pubblica. «La Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria è un appuntamento di grande valore sociale – afferma il dottor Alberto Tibaldi, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Ast di Macerata – perché unisce competenze scientifiche, informazione e partecipazione attiva dei cittadini con un unico obiettivo: proteggere la salute di tutti». Il dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria di Macerata svolge quotidianamente un’attività sanitaria complessa e articolata, basata su un approccio “One Health” sostenibile, capace di garantire l’equilibrio nel delicato rapporto tra uomo, animali ed ecosistemi. I medici veterinari operano a tutela della salute pubblica, del benessere animale e della sicurezza degli alimenti di origine animale che arrivano sulle nostre tavole. Dietro ogni allevamento, ogni filiera produttiva e ogni alimento di origine animale esiste un sistema rigoroso di controlli sanitari, fondato su normative europee e nazionali, evidenze scientifiche, dati epidemiologici e analisi del rischio. Un lavoro spesso invisibile, ma determinante per prevenire malattie e garantire standard elevati di sicurezza. L’attività dei veterinari è ampia e diversificata: dalla verifica del corretto uso dei farmaci negli animali alla tutela delle condizioni di igiene e benessere negli allevamenti, dal contenimento dell’impatto ambientale delle attività zootecniche alla vaccinazione di massa, fino alla sorveglianza su vettori e animali sentinella per individuare precocemente l’insorgenza di malattie e interrompere il passaggio di agenti patogeni dal mondo animale all’uomo. La prevenzione veterinaria è un lavoro quotidiano, frutto di competenze altamente specialistiche, che si concretizza in prestazioni sanitarie, attività di educazione e promozione di un corretto rapporto uomo–animale, oltre che in un costante dialogo con cittadini e comunità. Un vero e proprio scudo contro le malattie infettive comuni a uomini e animali, come l’antimicrobico-resistenza e le epizoozie.   «Il riconoscimento ufficiale di questa giornata – dichiara il dottor Alessandro Marini, direttore generale dell’AST di Macerata – rappresenta un passo importante per valorizzare il ruolo dei medici veterinari e delle strutture sanitarie di riferimento. Allo stesso tempo, trasmette alla cittadinanza un messaggio chiaro di responsabilità condivisa: promuovere comportamenti virtuosi, sostenere la scienza e costruire insieme una solida cultura della prevenzione».

Quando i libri diventano cura: Picus dona storie ai piccoli pazienti del Salesi

Quando i libri diventano cura: Picus dona storie ai piccoli pazienti del Salesi

22/01/2026 10:30

In un tempo segnato da guerre e conflitti, i bambini e i ragazzi pagano un prezzo altissimo. Fragili e indifesi, restano le vittime più silenziose di un mondo ferito. È pensando a loro che L’Associazione Culturale Picus di Macerata, ha deciso di trasformare la cultura in un gesto concreto di solidarietà. Da sempre attenta e sensibile alle problematiche sociali, l’associazione ha promosso una raccolta di libri per bambini e ragazzi, coinvolgendo tutti i propri associati in un’iniziativa capace di unire parole, storie e speranza. I libri come rifugio, come compagnia, come possibilità di sognare anche nei momenti più difficili. La destinazione scelta è stata la Fondazione Ospedale Salesi ETS, che promuove progetti volti a migliorare la qualità di vita in ospedale dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, a umanizzare le cure e a potenziare le dotazioni tecnologiche del Dipartimento Materno Infantile dell'AOU delle Marche. Il 21 gennaio una delegazione dell’Associazione Picus guidata dal Presidente Jonathan Arpetti, insieme al vice Presidente David Miliozzi e a un membro del direttivo, Valerio Tatarella, ha consegnato circa 200 volumi alla Fondazione Ospedale Salesi ETS. Insieme agli operatori, a uno dei due clown dottori e ai volontari della Fondazione Salesi, l’Associazione ha distribuito i libri nei vari reparti dell’Ospedale Salesi di Ancona (Malattie Infettive, Pediatria, Chirurgia). Obiettivo, regalare un momento di leggerezza e immaginazione ai piccoli pazienti. "Siamo profondamente grati all’Associazione Culturale Picus per la donazione che si inserisce in un più ampio percorso di umanizzazione delle cure che stiamo portando avanti per rendere l’ospedale più a misura di bambine e bambini", fanno sapere dalla Fondazione Ospedale Salesi ETS. L’Associazione Culturale Picus riunisce scrittori, lettori, poeti e artisti delle Marche e per unirsi o chiedere informazioni si può scrivere: associazione.culturale.picus@gmail.com. 

Sport

"Atletica e calcio allo stadio Helvia Recina? Ecco la soluzione: due impianti diversi per sport diversi"

"Atletica e calcio allo stadio Helvia Recina? Ecco la soluzione: due impianti diversi per sport diversi"

22/01/2026 15:50

Negli ultimi giorni la stampa locale e il dibattito pubblico si sono animati attorno alla convivenza allo stadio Helvia Recina-Pino Brizi tra la S.S. Maceratese e l’atletica maceratese. Al centro delle polemiche, alcune criticità sollevate da rappresentanti del movimento dell’atletica, che avrebbero lamentato una maggiore attenzione riservata alla squadra di calcio nell’ambito dei recenti lavori di riqualificazione dell’impianto. Nel dettaglio, le osservazioni hanno riguardato la realizzazione dei nuovi spogliatoi, destinati esclusivamente al calcio, e l'installazione dei led wall a bordo campo da parte della società biancorossa guidata dal presidente Crocioni, ritenuti da alcuni un elemento di disturbo per la visuale delle gare dalla tribuna. Nonostante ciò, le discussioni non si sono spente, trovando ampio spazio anche sui social network, dove il tema ha assunto toni più accesi. In questo contesto è intervenuto Stefano Pierotti, a nome dell’Associazione di Promozione Sociale "21 Dicembre 1922", che ha voluto riportare il dibattito su un piano storico, culturale e progettuale. "Notiamo con stupore – si legge nella nota – che in città qualcuno continua a discutere della situazione dello stadio Helvia Recina-Pino Brizi con un continuo attacco diretto alla Società Sportiva Maceratese, ai suoi colori, alla sua storia e, cosa ancora più grave, all’amore dei tanti maceratesi che ogni domenica vanno allo stadio". Un passaggio in cui Pierotti difende con forza il valore identitario del tifo biancorosso, respingendo l’idea che i sostenitori della Maceratese possano essere considerati "cittadini di bassa lega". L’associazione ricorda, inoltre, come l'impianto sia stato progettato, alla fine degli anni Cinquanta, principalmente come casa del football, in un’epoca in cui la Maceratese aveva già scritto pagine importanti della propria storia sportiva, dalla Serie B agli ottavi di finale di Coppa Italia contro la Lazio di Silvio Piola. "All’Helvia Recina – prosegue la nota – si sono viste partite con oltre 10 mila spettatori, numeri che nessun altro sport è riuscito a raggiungere. Generazioni di tifosi si sono passate il testimone per tenere vivi quei colori gloriosi". Pur ribadendo il ruolo fondamentale dell’atletica per i giovani della città e del territorio e riconoscendone la storia, testimoniata anche da opere come Correvamo sulla Carbonella di Agostino Rossi, l’Associazione 21 Dicembre 1922 giudica "inopportuni attacchi privi di proposte concrete". Proprio per questo viene avanzata una soluzione chiara e strutturata. La proposta è quella di valutare "la realizzazione di un impianto esclusivo per l’atletica, che possa garantire una sede adeguata e funzionale a questa disciplina, oppure, in alternativa, la costruzione di uno stadio dedicato esclusivamente al calcio, sul modello di quanto realizzato in altre città italiane, come Teramo". Una scelta che, secondo l’associazione, consentirebbe di superare definitivamente le criticità legate alla pista di atletica, restituendo agli appassionati di calcio una visione più ravvicinata del campo e migliorando l’esperienza complessiva. "Crediamo sia arrivato il momento – conclude la nota – di seguire la linea della maggioranza dei Comuni italiani, dove esistono impianti diversi per sport diversi, nel rispetto delle discipline, delle loro storie e delle comunità che le vivono". (Foto S.S. Maceratese)

Maceratese–Sora, strade chiuse e divieti di sosta: come cambia la viabilià attorno allo stadio

Maceratese–Sora, strade chiuse e divieti di sosta: come cambia la viabilià attorno allo stadio

22/01/2026 13:40

In occasione dell’incontro di calcio tra S.S. Maceratese 1922 e Sora Calcio, in programma domenica 25 gennaio alle ore 15 allo stadio “Pino Brizi”, la polizia locale ha emesso un’ordinanza per la regolamentazione temporanea della viabilità nelle aree limitrofe all’impianto sportivo. Le misure entreranno in vigore a partire dalla tarda mattinata e interesseranno in particolare piazzale Helvia Recina, via dei Velini e le strade adiacenti, con divieti di sosta, limitazioni al transito e modifiche alla circolazione per garantire sicurezza e ordine pubblico. Nel dettaglio, nel piazzale Helvia Recina – Stadio Pino Brizi, in tutte le aree normalmente adibite a parcheggio, sarà istituita una corsia di marcia delimitata per i veicoli in uscita da via Fratelli Palmieri, con direzione obbligatoria a destra verso via dei Velini. Dalle 12 alle 14 scatterà il divieto di sosta con rimozione forzata per tutti i veicoli, ad eccezione dei mezzi delle forze dell’ordine, fino all’apertura dell’area carrabile destinata alla sosta dei tifosi locali. In via dei Velini è previsto il divieto di sosta con rimozione forzata dalle 13.30 fino al termine delle esigenze, indicativamente alle 18, nel tratto compreso tra i civici 125/a e 151, ovvero tra i due ingressi del piazzale Helvia Recina. Nello stesso tratto sarà istituito anche il divieto di transito, con sbarramento fisico, ad eccezione dei mezzi di soccorso e delle forze di polizia. Dalle 14 entreranno inoltre in vigore ulteriori limitazioni: divieto di transito all’intersezione con via Due Fonti e contrada Fontezucca, fatta eccezione per residenti, mezzi di soccorso e veicoli di servizio fino all’ingresso a monte del piazzale stadio (civico 151), con direzione consentita a destra o a sinistra. Divieto di transito anche all’intersezione con la traversa di via Vittime delle Foibe, con obbligo di svolta a sinistra, salvo per veicoli della tifoseria ospite, residenti, avventori delle attività commerciali, mezzi di soccorso e forze di polizia fino all’ingresso a valle del piazzale. I veicoli della tifoseria ospite saranno parcheggiati lungo via dei Velini, lato destro, mantenendo liberi gli accessi laterali. Previsti anche tre posti riservati ai disabili della tifoseria ospite in prossimità dell’ex bar “Le Monde”. Le auto dovranno essere parcheggiate rivolte verso Villa Potenza per agevolare il deflusso a fine gara. La sosta sarà consentita fino al termine dell’evento e comunque non oltre 30 minuti dal fischio finale. Sempre dalle 14, in via dei Velini è previsto lo sbarramento fisico e la chiusura della corsia in direzione Macerata–Villa Potenza. Per la tifoseria locale, se necessario, sarà possibile la sosta in via Murri e nel parcheggio Garibaldi. Ulteriori restrizioni riguarderanno via dei Velini 138 (Bocciofila XXIV Maggio), dove sarà in vigore il divieto di sosta con rimozione forzata su entrambi i lati dalle 12 alle 18, nonché il divieto di transito dalle 13.30 fino a cessate esigenze. Infine, in contrada Fontezucca, in direzione via Martiri delle Foibe–via dei Velini, è prevista la revoca temporanea della direzione obbligatoria a destra per i soli autobus del servizio urbano. La Polizia locale invita cittadini e automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica temporanea e a programmare per tempo gli spostamenti.

Economia

Nasce Certis Marche: a Civitanova la prima comunità energetica tra imprese per un’energia a chilometro zero

Nasce Certis Marche: a Civitanova la prima comunità energetica tra imprese per un’energia a chilometro zero

13/01/2026 11:30

Il territorio marchigiano segna un passo storico nel percorso verso la transizione ecologica con la nascita ufficiale di CERTIS Marche, la nuova Comunità Energetica Rinnovabile (CER) tra imprese solidali che mette in rete per la prima volta tutte le cabine primarie della regione. L'iniziativa, presentata a Civitanova Marche, si pone l'ambizioso obiettivo di favorire la produzione e il consumo di energia rinnovabile reale, tracciata e misurata direttamente tra le realtà produttive del territorio. Il progetto vanta come partner capofila il Banco Marchigiano e la Claai Federazione Artigiani e PMI delle province di Fermo e Ascoli Piceno, con il supporto tecnico di Solar Info Community e dell'Associazione Centro per le Comunità Solari. Grazie a questo nuovo ecosistema, il Banco Marchigiano si distingue come la prima banca della regione a consumare "vera energia verde", ovvero energia prodotta e scambiata fisicamente all'interno della comunità e monitorata tramite smart meter. A differenza dei semplici certificati "green" d’acquisto, questo modello garantisce una filiera corta dell'energia che entra direttamente nei contatori delle imprese aderenti, introducendo uno standard ESG basato sulla tracciabilità territoriale. CERTIS Marche rappresenta un'evoluzione delle CER tradizionali, superandone i limiti normativi grazie a una piattaforma tecnologica inclusiva che permette anche a grandi soggetti come gli istituti bancari di certificare l'energia condivisa con la collettività. Il progetto si innesta su un'esperienza già consolidata dal 2023 nelle sezioni locali di Civitanova Marche, Pesaro e Montegiorgio, dove circa cinquanta famiglie condividono oltre 120 MWh di energia fotovoltaica domestica ogni anno. Di questa produzione, circa la metà viene ceduta a utenti esterni come lo stesso Banco Marchigiano, generando premialità per quasi 15.000 euro già erogati sotto forma di coupon spendibili nei negozi di prossimità. L’iniziativa punta dunque a rafforzare il tessuto produttivo regionale riducendo i costi energetici e migliorando il rating di sostenibilità delle imprese, trasformando progressivamente i centri urbani in vere "Città Solari" inclusive. Per illustrare nel dettaglio i vantaggi e le modalità di adesione, CERTIS Marche verrà presentata ufficialmente alla cittadinanza e alle imprese il prossimo 29 gennaio alle ore 17:30 presso la sala conferenze del Banco Marchigiano a Civitanova

Accordo Ue-Mercosur, via libera alla firma: opportunità globali e timori per la carne bovina marchigiana

Accordo Ue-Mercosur, via libera alla firma: opportunità globali e timori per la carne bovina marchigiana

12/01/2026 14:00

Con il via libera del 9 gennaio dei 27 ambasciatori dell’Unione europea, l’accordo di libero scambio Ue-Mercosur entra nella fase conclusiva. Sabato 17 gennaio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen firmerà ufficialmente l’intesa in Paraguay, aprendo a un mercato integrato da oltre 700 milioni di consumatori tra Europa e Sud America. L’accordo mira a ridurre o eliminare la maggior parte dei dazi doganali (91%), favorendo le esportazioni europee di auto, macchinari e farmaceutica e, al contempo, l’ingresso nel Mercato unico di prodotti agricoli sudamericani, dalla carne alla soia. Per Bruxelles è anche una scelta strategica per diversificare i partner commerciali e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, in un contesto internazionale segnato da nuove tensioni geopolitiche. Il percorso resta però politicamente fragile. Dopo oltre 25 anni di negoziati e un’intesa preliminare fallita nel 2019, l’accordo è stato sbloccato solo nel dicembre 2024, per poi subire un nuovo rallentamento a causa delle proteste degli agricoltori europei. Le garanzie offerte dalla Commissione, tra cui una clausola di salvaguardia sulle importazioni agricole e maggiori risorse per la Politica agricola comune, hanno convinto anche l’Italia a dare il proprio assenso. Resta ora il passaggio più delicato: la ratifica da parte del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali, dove il rischio di bocciature non è scongiurato. Tra i territori più esposti alle conseguenze dell’accordo ci sono le Marche e, in particolare, la filiera della carne bovina marchigiana. La regione rischia di trovarsi a competere direttamente con produzioni sudamericane ottenute dalla stessa razza Marchigiana, esportata geneticamente all’estero decenni fa ma allevata oggi con costi molto più bassi e regole meno stringenti. Un paradosso che mette in difficoltà un comparto già in declino da anni, caratterizzato da rese inferiori ma da una qualità elevata, non adeguatamente valorizzata né sostenuta da politiche strutturali di lungo periodo. (fonte Marche Agricole) Preoccupazioni analoghe arrivano anche da Assalzoo, che vede nell’accordo un rischio concreto di distorsione competitiva per l’intera filiera agro-zootecnica italiana. Le normative europee impongono standard molto elevati su sostenibilità, sicurezza alimentare e benessere animale, con costi che non trovano equivalenti nei Paesi del Mercosur. Senza una reale reciprocità delle regole e controlli efficaci, l’apertura del mercato potrebbe favorire importazioni a basso costo, mettendo sotto pressione il valore del Made in Italy e la trasparenza verso il consumatore finale. (Fonte Adriaeco) La firma in Paraguay segnerà solo l’inizio dell’ultima fase dell’accordo. Il confronto tra opportunità economiche e tutela delle filiere agricole è tutt’altro che chiuso. Sarà nelle ratifiche nazionali che si deciderà se il libero scambio prevarrà sulle paure del mondo rurale europeo. (foto Ansa)

Scuola e università

Atenei marchigiani uniti per gli studenti iraniani: richiesta di aiuti straordinari

Atenei marchigiani uniti per gli studenti iraniani: richiesta di aiuti straordinari

22/01/2026 16:00

Il Comitato regionale di coordinamento delle università marchigiane (Crum) ha sollecitato la Regione Marche e l’Erdis, l’ente regionale per il diritto allo studio, a valutare in tempi rapidi l’introduzione di misure straordinarie e temporanee a favore degli studenti universitari iraniani iscritti negli atenei della regione. La richiesta nasce dalla necessità di garantire un sostegno economico e un accesso effettivo al diritto allo studio a una comunità studentesca che sta affrontando difficoltà rilevanti sul piano personale, familiare ed economico, aggravate dalla complessità di mantenere contatti regolari con i propri affetti e dalla mancanza di risorse essenziali per proseguire il percorso accademico. Il Crum ha inoltre manifestato la piena disponibilità a collaborare sotto il profilo tecnico e operativo per accelerare e rendere più efficaci gli interventi che verranno attivati. Le università marchigiane hanno ribadito la loro solidarietà e hanno ricordato di aver già promosso, e di voler continuare a promuovere nei limiti delle competenze e delle risorse disponibili, iniziative straordinarie di supporto che comprendono agevolazioni contributive, borse di studio dedicate e opportunità di attività lavorative retribuite, insieme a un rafforzamento dei servizi di orientamento e di supporto organizzativo. È prevista anche la messa a disposizione di spazi di ascolto e assistenza, attraverso servizi di counselling e mediazione, con l’obiettivo di accompagnare gli studenti in un momento di particolare fragilità e consentire loro di proseguire gli studi in condizioni più stabili e dignitose.

Settimana corta e percorso 4+2: l'IIS "Garibaldi Bramante Pannaggi" presenta l’offerta formativa 2026/2027

Settimana corta e percorso 4+2: l'IIS "Garibaldi Bramante Pannaggi" presenta l’offerta formativa 2026/2027

22/01/2026 11:04

In vista delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027, l’IIS “Garibaldi Bramante Pannaggi” di Macerata si presenta alle famiglie e agli studenti con importanti novità che rendono l’offerta formativa ancora più moderna, flessibile e in linea con le esigenze del mondo contemporaneo. A guidare l’Istituto è la dirigente scolastica Antonella Canova, che promuove una scuola aperta al territorio, attenta all’innovazione didattica e alla crescita personale e culturale di ogni studente, capace di offrire molteplici opportunità di futuro, nella prosecuzione degli studi come nell’inserimento nei contesti professionali più qualificati. Settimana corta e filiera 4+2: più tempo, più competenzeLa prima grande innovazione riguarda l’organizzazione del tempo scuola: dal prossimo anno sarà attiva la “settimana corta”, con lezioni dal lunedì al venerdì e sabato libero, per favorire un migliore equilibrio tra studio, vita personale e attività extra-scolastiche. Accanto a questa scelta si colloca l’avvio della nuova filiera formativa tecnologico-professionale 4+2 nel settore tecnico-agrario. Il percorso AGROTECH 5.0 (4+2) è dedicato all’agricoltura del futuro: sostenibilità, digitalizzazione, agricoltura di precisione, smart farming, green economy e valorizzazione del Made in Italy, in collegamento con l’ITS Smart Academy e l’Università Politecnica delle Marche. L’indirizzo consente di conseguire il diploma in quattro anni e di proseguire poi nell’ITS Smart Academy, all’università, oppure di inserirsi direttamente nel mondo del lavoro. Il percorso, che culmina con un Esame di Stato di valore equivalente a quello del tradizionale quinquennio, è fortemente orientato alla pratica e all’innovazione, con una didattica potenziata nei laboratori e oltre 400 ore di formazione scuola-lavoro. Scuola Aperta: orientarsi scegliendo consapevolmentePer conoscere da vicino ambienti, laboratori, docenti e studenti, l’Istituto organizza le giornate di “Scuola Aperta”, dedicate all’orientamento delle ragazze e dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Nella sede Garibaldi (Agrario) sono previste il 25 gennaio e l’8 febbraio, su prenotazione. Sabato 31 gennaio alle ore 15:30, è previsto l’evento di presentazione della filiera 4+2 anni. Nella sede Bramante-Pannaggi (Tecnico Geometri e Professionale Grafica e Spettacolo)sono previste il 25 e 31 gennaio, il 7 febbraio, dalle ore 15:30 alle ore 19:00. Le giornate di Scuola Aperta rappresentano un’occasione concreta per scoprire una scuola che unisce tradizione e innovazione, teoria e pratica, formazione culturale e competenze professionali, accompagnando gli studenti nella costruzione consapevole del proprio futuro. Due poli formativi, un unico progetto educativoIl “Garibaldi Bramante Pannaggi” è un Istituto di Istruzione Superiore articolato in due grandi poli formativi, entrambi di pari valore e fortemente integrati tra loro. L’Istituto è attivamente impegnato in numerosi progetti Erasmus+ di mobilità studentesca, che offrono agli studenti l’opportunità di vivere esperienze formative all’estero, rafforzando competenze linguistiche, interculturali e professionali e ampliando lo sguardo sul contesto internazionale. La sede Garibaldi – Istituto Tecnico e Professionale Agrario propone percorsi quinquennali nei settori “Agraria, Agroalimentare e Agroindustria” e “Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale”, con articolazioni che spaziano dalle produzioni agricole e zootecniche alla trasformazione dei prodotti, dalla viticoltura ed enologia alla tutela dell’ambiente e del territorio. La presenza di un’azienda agraria di oltre 65 ettari e di laboratori tecnologicamente avanzati, consente agli studenti di apprendere attraverso un costante contatto con la pratica. Presso la sede è inoltre attivo un corso serale, rivolto ad adulti e lavoratori che desiderano conseguire il diploma agrario o riqualificare le proprie competenze. A completare l’offerta, la presenza del convitto (con possibilità di frequenza solo diurna) che permette agli studenti provenienti da un territorio più ampio di vivere la scuola anche come esperienza educativa e di crescita personale, in un ambiente strutturato e accogliente. L’Istituto è inoltre all’avanguardia nel settore vitivinicolo e rappresenta una delle poche scuole a livello nazionale a offrire il sesto anno enologico, un percorso di specializzazione post-diploma pensato per chi desidera approfondire in modo altamente qualificato le proprie competenze e diventare un vero esperto del mondo del vino, dalla produzione alla valorizzazione del prodotto. La sede unica Bramante-Pannaggi riunisce l’area tecnica e quella professionale. L’indirizzo “Tecnico Costruzioni, Ambiente e Territorio” (ex Geometri – Bramante) è orientato alla progettazione, alla topografia, alla sicurezza, alla sostenibilità e alla bioedilizia, con l’opzione “Tecnologie del Legno nelle Costruzioni”. L’indirizzo Professionale (Pannaggi) comprende i percorsi di “Servizi Culturali e dello Spettacolo” e “Design della Comunicazione Visiva e Pubblicitaria”, configurandosi come un vero e proprio polo della comunicazione, del cinema, della grafica, del video e dei media digitali, caratterizzato da una forte impronta laboratoriale.   Per informazioni: www.garibaldibramantepannaggi.edu.it  

Cultura

San Severino riscopre il suo Seicento: il Rotary Tolentino accende i riflettori sul pittore Paolo Marini

San Severino riscopre il suo Seicento: il Rotary Tolentino accende i riflettori sul pittore Paolo Marini

22/01/2026 11:30

Il Seicento marchigiano, e in particolare quello del territorio maceratese, è uno scrigno di tesori ancora in parte da svelare. Ne è convinto il Rotary Club Tolentino, che sotto la presidenza di Iole Rosini ha promosso un importante momento di approfondimento culturale dedicato alla figura di Paolo Marini, pittore settempedano di rilievo nel panorama artistico del XVII secolo. L’incontro, svoltosi nella cornice di Villa Berta a San Severino Marche e curato dal socio Giuseppe Moretti, ha visto come protagonista la relatrice Michela Sacchi. Attraverso un’analisi dettagliata, la studiosa ha guidato i presenti in un viaggio nella vita e nelle opere di Marini, artista che seppe farsi valere non solo nelle Marche ma anche nella Roma barocca, lasciando tracce significative del suo talento in numerosi comuni della provincia. «È bello riscoprire il Seicento del maceratese – ha dichiarato Michela Sacchi durante il suo intervento – perché è forse una delle poche realtà in Italia che non ha ancora pienamente valorizzato questo secolo». La studiosa ha lanciato una proposta ambiziosa: andare oltre Marini per indagare la Bottega dei Lazzarelli e la figura di Cipriano Divini, con l’obiettivo di organizzare una grande mostra dedicata ai pittori che hanno segnato l’epoca d’oro del Barocco settempedano. Un’idea che ha trovato immediata accoglienza da parte dell’amministrazione comunale. Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha sottolineato come i dettagli emersi dalla relazione siano stati una novità per molti concittadini: «Riscoprire il valore di un pittore come Marini è fondamentale. L'idea di una mostra è assolutamente interessante e la prenderemo in esame: è doveroso valorizzare gli artisti che hanno fatto la storia della nostra città». Nel corso del dibattito è intervenuto anche l’architetto Luca Maria Cristini, ricordando come il percorso di riscoperta del Barocco locale abbia avuto un punto di svolta nella mostra del 2010. Da quel momento, un’epoca a lungo trascurata ha iniziato a riemergere con forza anche grazie ad azioni concrete. Proprio il Rotary Club Tolentino, infatti, è stato protagonista del restauro di due opere fondamentali: la pala d’altare della chiesa di San Giuseppe e quella della chiesa di San Rocco, quest'ultima tornata a San Severino dopo oltre due secoli di assenza a seguito delle requisizioni napoleoniche.  

Dal 1945 alle sfide attuali: a Cupra Marittima una riflessione sulla pace e la storia con Davide Rossi

Dal 1945 alle sfide attuali: a Cupra Marittima una riflessione sulla pace e la storia con Davide Rossi

20/01/2026 14:50

In un presente segnato da conflitti internazionali sempre più aspri e tensioni latenti, la memoria del passato diventa uno strumento indispensabile per decifrare la complessità del nostro tempo. È questo lo spirito con cui l’associazione Marche Terre Libere, con il patrocinio del Comune di Cupra Marittima, invita la cittadinanza a un incontro di profonda riflessione in occasione della Giornata della Memoria. L’appuntamento, fissato per sabato 24 gennaio alle ore 17:45 presso la Sala Consiliare del Comune, vedrà come protagonista Davide Rossi, stimato storico e profondo conoscitore delle relazioni internazionali. Al centro del dibattito ci sarà il biennio 1945-1946, un periodo cruciale che vide l'Europa affacciarsi al suo primo anno senza guerra dopo l'immane tragedia del secondo conflitto mondiale. Ottantuno anni dopo quel 1945, segnato dalla liberazione del campo di Auschwitz il 27 gennaio, l'incontro mira a indagare la genesi della "rinascita" europea. Fu un’epoca di scoperte atroci, in cui il mondo dovette fare i conti con l'orrore dei campi di sterminio e il genocidio di ebrei, sinti, rom, testimoni di Geova e oppositori politici. Mentre le nazioni avviavano la ricostruzione materiale dalle macerie dei bombardamenti, si apriva parallelamente il Processo di Norimberga per giudicare i responsabili dei crimini di guerra, segnando un tentativo di ricostruzione morale e psicologica dell'umanità intera. Davide Rossi condurrà il pubblico attraverso le complesse dinamiche di quegli anni, fatte di sofferenze, accese dialettiche politiche e tensioni etniche, senza tralasciare un'analisi delle dinamiche geopolitiche attuali. L'obiettivo è tracciare un filo rosso che colleghi i fatti del secondo dopoguerra alle sfide del 2026, ribadendo l'importanza della pace e della consapevolezza storica come unici antidoti al ripetersi della violenza tra i popoli.

Eventi

Matelica intitola un piazzale al poliziotto Calogero Zucchetto, vittima della mafia

Matelica intitola un piazzale al poliziotto Calogero Zucchetto, vittima della mafia

22/01/2026 17:20

Si è svolta questa mattina, giovedì 22 gennaio, la cerimonia di intitolazione del piazzale situato nei pressi di via dei Tiratori, a ridosso di Porta Molini, al poliziotto Calogero Zucchetto, ucciso dalla criminalità organizzata nel 1982. L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale di Matelica, ha rappresentato un momento di alto valore istituzionale e civile, volto a mantenere viva la memoria di chi ha sacrificato la propria vita al servizio dello Stato e della legalità. Alla cerimonia erano presenti numerose autorità civili, militari e religiose tra cui il sindaco di Matelica Denis Cingolani con l’amministrazione comunale, il Prefetto di Macerata Giovanni Signer, il questore di Macerata Luigi Mangino e il  Antonio Pignataro, consulente della presidenza del Consiglio dei Ministri, già dirigente Generale di Pubblica Sicurezza ed ex questore di Macerata. La commemorazione ha avuto un momento particolarmente solenne con la scoperta della targa dedicata a Calogero Zucchetto, accompagnata dalla deposizione di una corona di alloro e dal picchetto d’onore della Polizia di Stato. La targa è stata anche benedetta da don Ruben Bisognin. Calogero Zucchetto, nato a Sutera (CL), era un giovane agente della Polizia di Stato in servizio presso la Squadra Mobile di Palermo. Considerato un investigatore brillante e coraggioso, era impegnato in delicate attività di contrasto alla criminalità organizzata. Venne assassinato il 14 novembre 1982 a Palermo, a soli 27 anni, in un agguato mafioso mentre stava svolgendo il proprio lavoro. La sua figura resta oggi un simbolo di dedizione allo Stato e di lotta senza compromessi alle mafie. Nel corso della cerimonia il sindaco Denis Cingolani ha espresso “profonda soddisfazione e orgoglio per una giornata che segna un momento importante per la comunità di Matelica – ha sottolineato - intitolare uno spazio pubblico a Calogero Zucchetto significa affermare con forza i valori della legalità, della memoria e del rispetto delle istituzioni. Zucchetto è un esempio limpido di servizio allo Stato e di coraggio. Con questo gesto Matelica ribadisce la propria netta e inequivocabile posizione contro ogni forma di mafia e criminalità organizzata, riaffermando l’impegno dell’amministrazione comunale nella promozione di una cultura della legalità, soprattutto verso le giovani generazioni”. Alla cerimonia, infatti, era presente anche una delegazione di alunni matelicesi: a loro è rivolto il messaggio dell’assessore all’Istruzione Barbara Cacciolari. “Dedicare questo spiazzo a Calogero Zucchetto significa ricordare che la libertà nasce dal coraggio delle scelte giuste. Zucchetto era un giovane come voi, che ha detto no alla mafia e all’illegalità – ha affermato l’assessore - Questa memoria serve soprattutto a voi: per ricordarvi che ogni giorno, con il rispetto delle regole, con il rifiuto dell’indifferenza e della violenza, potete costruire una società più giusta e libera. La lotta per la libertà comincia dalle vostre scelte”.

La danza contemporanea "cura" il Parkinson: Palazzo Buonaccorsi diventa il palcoscenico del benessere

La danza contemporanea "cura" il Parkinson: Palazzo Buonaccorsi diventa il palcoscenico del benessere

22/01/2026 15:20

La danza contemporanea varca la soglia di Palazzo Buonaccorsi per trasformarsi in uno strumento di cura, inclusione e bellezza. Da martedì 27 gennaio e fino al mese di giugno, le sale dello storico edificio maceratese ospiteranno "Dance Well – Movimento e ricerca per il Parkinson", un progetto innovativo volto a promuovere la pratica coreutica in spazi museali a beneficio delle persone affette da Parkinson e con ridotte capacità motorie. L'iniziativa, promossa dal Comune di Macerata e dall’AMAT, vede la luce grazie al sostegno fondamentale della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, in una sinergia che coinvolge Regione Marche, Ministero della Cultura, l’Associazione Parkinson Marche e i Musei Civici di Macerata. Con questo progetto, Macerata si unisce a una rete d'eccellenza che comprende città come Pesaro, Recanati, Torino e Milano, arrivando fino in Giappone, per trasformare il museo in uno spazio vivo dove l'arte non è solo oggetto di contemplazione, ma esperienza condivisa. L’assessore alla Cultura, Katiuscia Cassetta, ha sottolineato con orgoglio come il "welfare culturale" diventi qui una realtà concreta, capace di abbattere barriere fisiche e simboliche. Secondo l'assessore, accogliere la danza al Buonaccorsi significa mettere al centro la persona e le sue relazioni, intrecciando le politiche culturali con quelle sociali e sanitarie per produrre effetti positivi sul piano fisico, emotivo e relazionale. Sulla stessa linea il Presidente della Fondazione Carima, Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi, il quale ha evidenziato come l'opportunità di svolgere una pratica artistico-riabilitativa in un contesto di pregio possa curare non solo il corpo, ma anche l'anima, migliorando la qualità della vita dei malati e dei loro caregiver, trasformando il carico assistenziale in un momento di gioia comune. Nato originariamente a Bassano del Grappa, Dance Well si distingue dalle tradizionali sessioni di riabilitazione proprio per l’ambientazione artistica. I partecipanti, definiti significativamente "Dance Well dancers", sono guidati da insegnanti certificati che propongono approcci focalizzati sulle abilità espressive. Sebbene la natura della pratica sia puramente artistica, essa integra strategie riabilitative come l’esercizio aerobico, l’immaginazione motoria e il training propriocettivo. Il valore scientifico della proposta è supportato da importanti evidenze: già nel 2015, studi condotti dal dottor Daniele Volpe hanno dimostrato che questa pratica ha un impatto emozionale superiore rispetto alla riabilitazione tradizionale, una tesi confermata anche da pubblicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. L'efficacia del progetto è monitorata anche dall'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, che ha scelto Dance Well come caso di studio per osservare le "best practice" di welfare culturale nel territorio marchigiano. Le lezioni, completamente gratuite e aperte a tutti senza limiti di età - inclusi familiari, over 60 e cittadini interessati - si terranno ogni martedì mattina dalle ore 10:30 alle ore 11:30. A guidare le classi sarà un nutrito gruppo di insegnanti certificate, pronte a condurre i partecipanti in un percorso di scoperta motoria e sensoriale tra le bellezze architettoniche di Palazzo Buonaccorsi. Data la particolarità del contesto e il numero limitato di posti, la prenotazione è caldamente consigliata per permettere a chiunque di vivere questa speciale esperienza di comunità relazionale e artistica.

Curiosità

Il Giardino delle Farfalle trionfa al Sigep: la pizza di Cessapalombo premiata come eccellenza

Il Giardino delle Farfalle trionfa al Sigep: la pizza di Cessapalombo premiata come eccellenza

20/01/2026 11:50

Le eccellenze dell'entroterra maceratese tornano a brillare sul palcoscenico internazionale della Fiera Sigep di Rimini. Il Giardino delle Farfalle di Cessapalombo è stato protagonista di un prestigioso riconoscimento consegnato all’interno dello stand NipFood, in occasione dell’evento "Celebrazione Nip per la cucina italiana nel mondo". Il "Giardino delle Farfalle" è stato selezionato tra numerosi locali provenienti da tutta Italia come esempio virtuoso di attività capace di raccontare l’identità di un territorio attraverso il cibo e una precisa filosofia di lavoro, trasformando ogni pizza in un racconto sensoriale dei Monti Sibillini. Nato come spazio dedicato alla valorizzazione della natura e alla sensibilizzazione ambientale, il "Giardino delle Farfalle" ha saputo evolversi negli anni senza mai tradire la propria missione originaria. Nonostante le ferite del terremoto e le sfide legate allo spopolamento, i titolari Patrizio Guglini e Fabiana Tassoni (qui la nostra intervista) hanno scommesso sulla bellezza e sulla lentezza, investendo energie nella riscoperta di tradizioni e ritmi naturali che la frenesia moderna rischia di cancellare. Questa dedizione si riflette in un'esperienza gastronomica unica: al Giardino delle Farfalle non esiste un menù fisso, ma una condivisione di pizze preparate esclusivamente con ingredienti stagionali, espressione diretta della terra e dei suoi cicli. A premiare la passione dei due titolari sono state figure di spicco del settore, tra cui Dovilio Nardi, presidente NipFood masterchef, e Antonio Sorrentino, celebre chef di Rossopomodoro, insieme a Matteo Giannotte e Matteo Nardi. Il riconoscimento premia la capacità di queste materie prime di narrare il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, confermando il locale come un vero punto di riferimento per l'educazione naturalistica e il turismo sostenibile, con un'attenzione particolare rivolta ai più piccoli e alla scoperta delle meraviglie del mondo delle farfalle. Grande entusiasmo è stato espresso anche dall'amministrazione comunale di Cessapalombo. Il sindaco Giuseppina Feliciotti ha sottolineato come questo premio sia motivo di immenso orgoglio per un Comune che fa della natura e dei prodotti tipici il proprio punto di forza: "Il Giardino delle Farfalle è un esempio concreto di come passione, competenza e amore per il territorio possano generare valore e futuro". Il primo cittadino ha inoltre ricordato con ottimismo l'avanzamento dei lavori per la nuova struttura del centro, con l'augurio di poter restituire presto piena vita a questo luogo simbolo, pronto ad accogliere visitatori da ogni dove per continuare a raccontare l'anima più autentica dei Sibillini.

Macerata, dopo 43 anni torna a riunirsi la 5ª I di Ragioneria: amarcord (a tavola) per la classe del 1982

Macerata, dopo 43 anni torna a riunirsi la 5ª I di Ragioneria: amarcord (a tavola) per la classe del 1982

20/01/2026 09:50

A distanza di oltre quarant’anni dal diploma, gli ex alunni della 5ª I di Ragioneria di Macerata, diplomati nel 1982, si sono ritrovati per una piacevole e sentita reunion, all’insegna dei ricordi, dell’amicizia e della voglia di stare insieme. Il pranzo si è svolto nella splendida cornice dell’Azienda Agricola Moretti di Macerata, dove tra ottimo cibo, risate e racconti del passato, il tempo è sembrato tornare indietro ai giorni trascorsi tra i banchi di scuola. Un’occasione speciale per rivedersi, condividere esperienze di vita e rinnovare un legame che, nonostante gli anni, è rimasto forte. La giornata si è conclusa con la promessa di non aspettare altri quarant’anni per il prossimo incontro, perché certi rapporti e certi ricordi meritano di essere celebrati ancora.

Varie

Come rilassarsi dopo Natale - le erbe rilassanti della tradizione italiana

Come rilassarsi dopo Natale - le erbe rilassanti della tradizione italiana

22/01/2026 10:10

Il periodo natalizio, con i suoi ritmi intensi, i pasti abbondanti e gli impegni familiari, lascia spesso una sensazione di stanchezza fisica e mentale. Nella cultura italiana, il ritorno all’equilibrio dopo le feste passa anche attraverso l’uso di erbe rilassanti, considerate da secoli un supporto naturale per favorire il riposo, migliorare la qualità del sonno e ritrovare una calma quotidiana più stabile. Valeriana delle zone alpine, camomilla coltivata nei campi della Toscana, melissa diffusa negli orti dell’Italia centrale e passiflora delle regioni più calde rappresentano un patrimonio botanico che continua a essere attuale, soprattutto quando l’obiettivo è recuperare gradualmente energia. Erbe regionali italiane La valeriana, tipica delle aree montane del Trentino-Alto Adige, cresce in ambienti freschi e umidi ed è tradizionalmente utilizzata per favorire il rilassamento serale. La radice, impiegata soprattutto in infusione o in estratti, è nota per il suo impiego nei periodi di stress prolungato o quando il sonno risulta frammentato, una condizione comune dopo le feste. La camomilla, largamente coltivata nell’Italia centrale e in particolare in Toscana, è forse l’erba rilassante più conosciuta. Il suo uso è trasversale alle generazioni - una tisana di fiori di camomilla viene spesso associata al momento che precede il riposo notturno o a una pausa di calma durante la giornata. Il suo profilo delicato la rende adatta anche a un consumo regolare. La melissa, diffusa in Emilia-Romagna e in molte altre regioni centrali, è apprezzata per il suo aroma fresco e per il suo utilizzo nei momenti di tensione leggera. In passato veniva coltivata negli orti domestici proprio per la sua versatilità, sia come pianta aromatica sia come base per infusi serali. La passiflora, più comune nelle regioni meridionali grazie al clima mite, è oggi sempre più utilizzata come supporto naturale per il rilassamento mentale. Oltre alla produzione locale, è possibile reperire foglie di passiflora e altre erbe rilassanti come il loto blu o la damiana presso rivenditori specializzati come Azarius. Benefici nel contesto dello stile di vita italiano L’uso delle erbe rilassanti si inserisce in modo naturale nello stile di vita italiano, che tradizionalmente valorizza i momenti di pausa. Una tisana dopo cena, consumata senza fretta, è un’abitudine diffusa che favorisce il passaggio graduale dall’attività al riposo. In questo contesto, le erbe non vengono percepite come una soluzione immediata, ma come un supporto leggero che accompagna il ritmo quotidiano. Integrare queste piante nella routine aiuta a creare segnali chiari per il corpo, soprattutto dopo periodi di eccessi alimentari e sociali come il Natale. Il gesto stesso di preparare un infuso diventa parte di un rituale di decompressione, coerente con l’idea italiana di benessere come equilibrio tra piacere e misura. Suggerimenti pratici per l’uso quotidiano Dopo le festività, è utile reintrodurre le erbe rilassanti in modo semplice. Una tisana di camomilla o melissa nel tardo pomeriggio può aiutare a rallentare il ritmo senza interferire con le attività serali. La valeriana e la passiflora, più indicate per la sera, vanno consumate con moderazione, preferibilmente lontano da stimolanti come caffè o alcol. Un altro approccio consiste nell’associare l’uso delle erbe a momenti fissi della giornata, come la pausa serale o la lettura prima di dormire. Questa continuità rafforza l’effetto calmante e aiuta a ristabilire una routine stabile. In questo modo, le erbe rilassanti diventano uno strumento concreto per recuperare equilibrio dopo Natale, rispettando una tradizione italiana fatta di semplicità e attenzione al benessere quotidiano.

Inclusione lavorativa: la Regione Marche stanzia un milione di euro per le persone fragili

Inclusione lavorativa: la Regione Marche stanzia un milione di euro per le persone fragili

21/01/2026 17:30

La Regione Marche accelera sull’inclusione lavorativa e lancia un nuovo bando da un milione di euro dedicato al rafforzamento delle convenzioni trilaterali previste dall’ex articolo 12 bis della Legge 68/1999. L'intervento, finanziato con risorse ministeriali, è pensato per sostenere l’inserimento lavorativo delle persone più fragili, puntando su un modello che unisce stabilità contrattuale e innovazione tecnologica. Come spiega l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli, l’obiettivo non è soltanto facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, ma investire sulla qualità degli ambienti professionali. Le convenzioni trilaterali vengono descritte come un collegamento strategico tra imprese, cooperative sociali e persone con disabilità, capace di generare valore. Attraverso il sostegno all’acquisto di tecnologie assistive e a percorsi di integrazione mirati, la Regione punta a trasformare l’inclusione in un fattore di crescita per l’intero sistema produttivo marchigiano. Il bando ha un marcato carattere sperimentale e mira a consolidare la collaborazione tra le imprese committenti e le cooperative sociali di tipo B. Le risorse saranno utilizzate per finanziare ausili e attrezzature innovative in grado di ridurre le barriere operative, oltre che per sostenere le attività di tutoraggio necessarie a favorire un inserimento efficace e duraturo dei nuovi lavoratori nei contesti aziendali. Per rendere più semplice l’accesso ai fondi, la Regione Marche ha scelto una procedura a sportello "just in time", che resterà attiva fino al 30 settembre 2026. Questa modalità consente agli operatori del territorio di presentare le domande in base alle reali esigenze progettuali, assicurando tempi di risposta rapidi e una gestione flessibile delle risorse disponibili. Tutte le informazioni, insieme alla documentazione completa per la presentazione delle domande, sono disponibili sul portale istituzionale della Regione Marche, nella sezione dedicata ai bandi per il lavoro e la formazione professionale.

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