Una comunità ancora una volta stretta nel dolore, costretta a fare i conti con una perdita che lascia sgomenti. San Severino Marche piange la prematura scomparsa di Stefano Fiori, il giovane di 21 anni che ha perso la vita nella tarda serata di ieri in un incidente stradale.
A esprimere il cordoglio dell'intera città è il sindaco Rosa Piermattei, che a nome dell'Amministrazione comunale e della cittadinanza ha manifestato la propria vicinanza alla famiglia e a quanti volevano bene al ragazzo.
«Siamo travolti da un dolore incommensurabile. La notizia della perdita di Stefano Fiori ci lascia attoniti, senza parole, immersi in un vuoto angoscioso», ha dichiarato il primo cittadino, ricordando il giovane come un ragazzo pieno di vita, con sogni e passioni, strappato troppo presto all'affetto dei suoi cari.
Un dolore che si aggiunge a quello ancora vivo per la recente scomparsa di Stefano Marrese, anche lui 21enne, morto pochi giorni fa. Due tragedie ravvicinate che hanno profondamente segnato la comunità settempedana, nuovamente chiamata a stringersi attorno alle famiglie colpite.
«La nostra comunità, già gravemente ferita pochissimi giorni fa e ancora in lutto per la recente tragica scomparsa di un altro giovane 21enne, si ritrova nuovamente a piangere la perdita di un suo figlio», ha aggiunto Piermattei, rivolgendo un pensiero particolare alla mamma Florence, agli amici e a tutte le persone che hanno condiviso un pezzo di vita con Stefano.
In segno di vicinanza ai familiari e di partecipazione al loro dolore, il sindaco ha inoltre annunciato la proclamazione del lutto cittadino in occasione dei funerali.
Stefano viveva con la mamma Florence in via del Vallato, nel quartiere di Borgo Conce, a pochi passi dal centro storico. Alla famiglia e a tutti i suoi cari si stringe il cordoglio dell'intera comunità.
In seguito alla tragica e improvvisa scomparsa del giovane ventunenne, il sindaco Rosa Piermattei e l’Amministrazione comunale, d’intesa con gli organizzatori, hanno disposto l’annullamento, con rinvio ad altra data, di tutte le iniziative previste in città nel pomeriggio e nella serata di domani, sabato 31 ottobre, in occasione della Festa di Halloween.
Vengono pertanto momentaneamente cancellati sia l’“Halloween Party”, dedicato ai bambini e alle famiglie e promosso nel pomeriggio dalla Pro Loco in piazza del Popolo, sia la serata musicale “HappyWeen 2026”, che prevedeva, sempre nell’ovale cittadino, i format “90Mania” e “Young Mania”, organizzati da Isolani Spettacoli e D.M. Show Solutions con il patrocinio del Comune.
In un momento di così grave dolore, che ha colpito l’intera comunità settempedana a pochissimi giorni da un’altra dolorosa perdita, l’Amministrazione comunale e le realtà cittadine ritengono doveroso sospendere ogni momento di festa e spensieratezza, stringendosi al dolore della famiglia Fiori, dei parenti e dei tanti amici di Stefano.
I funerali si terranno domani pomeriggio (sabato 31 ottobre), alle ore 15, nella chiesa di San Domenico a San Severino.
La camera ardente è stata allestita presso la Sala del Commiato "Il Tempio degli Angeli", sita in via D'Alessandro n. 13. La struttura resterà aperta alle visite continuativamente dalle ore 8 alle ore 20.
Una comunità ancora una volta stretta nel dolore, costretta a fare i conti con una perdita che lascia sgomenti. San Severino Marche piange la prematura scomparsa di Stefano Fiori, il giovane di 21 anni che ha perso la vita nella tarda serata di ieri in un incidente stradale.
A esprimere il cordoglio dell'intera città è il sindaco Rosa Piermattei, che a nome dell'Amministrazione comunale e della cittadinanza ha manifestato la propria vicinanza alla famiglia e a quanti volevano bene al ragazzo.
«Siamo travolti da un dolore incommensurabile. La notizia della perdita di Stefano Fiori ci lascia attoniti, senza parole, immersi in un vuoto angoscioso», ha dichiarato il primo cittadino, ricordando il giovane come un ragazzo pieno di vita, con sogni e passioni, strappato troppo presto all'affetto dei suoi cari.
Un dolore che si aggiunge a quello ancora vivo per la recente scomparsa di Stefano Marrese, anche lui 21enne, morto pochi giorni fa. Due tragedie ravvicinate che hanno profondamente segnato la comunità settempedana, nuovamente chiamata a stringersi attorno alle famiglie colpite.
«La nostra comunità, già gravemente ferita pochissimi giorni fa e ancora in lutto per la recente tragica scomparsa di un altro giovane 21enne, si ritrova nuovamente a piangere la perdita di un suo figlio», ha aggiunto Piermattei, rivolgendo un pensiero particolare alla mamma Florence, agli amici e a tutte le persone che hanno condiviso un pezzo di vita con Stefano.
In segno di vicinanza ai familiari e di partecipazione al loro dolore, il sindaco ha inoltre annunciato la proclamazione del lutto cittadino in occasione dei funerali.
Stefano viveva con la mamma Florence in via del Vallato, nel quartiere di Borgo Conce, a pochi passi dal centro storico. Alla famiglia e a tutti i suoi cari si stringe il cordoglio dell'intera comunità.
In seguito alla tragica e improvvisa scomparsa del giovane ventunenne, il sindaco Rosa Piermattei e l’Amministrazione comunale, d’intesa con gli organizzatori, hanno disposto l’annullamento, con rinvio ad altra data, di tutte le iniziative previste in città nel pomeriggio e nella serata di domani, sabato 31 ottobre, in occasione della Festa di Halloween.
Vengono pertanto momentaneamente cancellati sia l’“Halloween Party”, dedicato ai bambini e alle famiglie e promosso nel pomeriggio dalla Pro Loco in piazza del Popolo, sia la serata musicale “HappyWeen 2026”, che prevedeva, sempre nell’ovale cittadino, i format “90Mania” e “Young Mania”, organizzati da Isolani Spettacoli e D.M. Show Solutions con il patrocinio del Comune.
In un momento di così grave dolore, che ha colpito l’intera comunità settempedana a pochissimi giorni da un’altra dolorosa perdita, l’Amministrazione comunale e le realtà cittadine ritengono doveroso sospendere ogni momento di festa e spensieratezza, stringendosi al dolore della famiglia Fiori, dei parenti e dei tanti amici di Stefano.
I funerali si terranno domani pomeriggio (sabato 31 ottobre), alle ore 15, nella chiesa di San Domenico a San Severino.
La camera ardente è stata allestita presso la Sala del Commiato "Il Tempio degli Angeli", sita in via D'Alessandro n. 13. La struttura resterà aperta alle visite continuativamente dalle ore 8 alle ore 20.
Hanno utilizzato la tecnica del finto carabiniere per convincere un'anziana a consegnare i gioielli custoditi in casa, ma la fuga è durata poco. Tre persone, due uomini di 33 e 53 anni e una donna di 39, tutti originari della Campania e già noti alle forze dell'ordine, sono state arrestate dai Carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata con l'accusa di truffa aggravata in concorso.
L'operazione è scattata nel pomeriggio di ieri, 29 ottobre, al termine di un'attività di controllo e ricerca avviata dopo diverse segnalazioni arrivate alla Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri. Nel corso della mattinata, alcuni cittadini anziani residenti nei Comuni del Maceratese avevano infatti segnalato tentativi di raggiro messi in atto attraverso la ormai nota tecnica del falso appartenente all'Arma.
I militari hanno avviato immediatamente gli accertamenti, concentrando l'attenzione su una Peugeot 208 a noleggio, notata aggirarsi con fare sospetto nelle zone interessate dalle segnalazioni.
Intorno alle 14 è arrivata la chiamata decisiva. Un uomo di 59 anni, residente a Treia, ha chiesto l'intervento dei Carabinieri dopo aver scoperto che la madre convivente, una donna di 81 anni, era appena stata vittima di una truffa.
Il raggiro era stato organizzato nei dettagli. L'anziana era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come un carabiniere, raccontandole che l'automobile del marito sarebbe stata coinvolta in una rapina. Con questo pretesto, il falso militare era riuscito a convincere il figlio ad allontanarsi dall'abitazione e a recarsi presso la caserma dei Carabinieri di Macerata.
Una volta rimasta sola, la donna era stata nuovamente contattata dai truffatori, che l'avevano convinta a consegnare tutti i preziosi presenti in casa. Poco dopo, alla porta si era presentata una complice, incaricata di ritirare i gioielli.
A quel punto è scattato il piano di ricerca dei Carabinieri, con il supporto dei militari della Stazione di Treia. L'autovettura sospetta è stata individuata e bloccata poco dopo lungo la Strada Provinciale 361, nel territorio comunale di Treia, con a bordo i tre presunti responsabili.
La successiva perquisizione personale e del veicolo ha permesso di recuperare, nella disponibilità della donna, un fazzoletto di stoffa contenente numerosi gioielli in oro, per un peso complessivo di circa 108 grammi e un valore stimato superiore ai 10mila euro. I preziosi sono stati riconosciuti dalla vittima e recuperati.
Nel corso dell'operazione sono stati inoltre sequestrati quattro telefoni cellulari e una bilancia digitale da cucina, che, secondo gli investigatori, potrebbe essere stata utilizzata per pesare immediatamente la refurtiva.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell'autorità giudiziaria, i due uomini sono stati accompagnati nella casa circondariale di Ancona Montacuto, mentre la donna è stata trasferita nel carcere di Pesaro Villa Fastigi. Tutti e tre sono in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto.
L'intervento ha consentito di recuperare l'intero bottino e di interrompere l'attività del gruppo, che secondo quanto emerso stava operando sul territorio con la tecnica del finto carabiniere.
Una caduta nel cuore della notte, il dolore e la difficoltà a rialzarsi. Poi il passaggio provvidenziale di una pattuglia della Polizia di Stato, che si è fermata per prestarle aiuto, rimanendole accanto fino all'arrivo dei soccorritori. Una storia di attenzione e umanità che ha per protagonisti gli agenti del Commissariato di Civitanova Marche e una donna che, nei giorni successivi, ha voluto ringraziarli con una lettera inviata alla Questura di Macerata.
L'episodio è avvenuto nelle prime ore del mattino di un sabato di qualche settimana fa, intorno alle 4, nella zona di un centro commerciale della città. La donna stava raggiungendo la fermata dell'autobus quando, per cause non specificate, è caduta riportando delle lesioni. Dopo essersi rialzata con grande fatica, si è ritrovata dolorante e in stato confusionale, senza riuscire a proseguire il cammino.
In quel momento è transitata una pattuglia della Polizia di Stato, impegnata nel servizio di controllo del territorio. Gli agenti hanno notato i cenni della donna e si sono immediatamente fermati per verificare cosa fosse accaduto e prestarle assistenza.
Compresa la gravità della situazione, hanno richiesto l'intervento del personale sanitario del 118, restando accanto alla donna per confortarla e assisterla fino all'arrivo dei soccorritori. Gli accertamenti successivi hanno evidenziato una frattura delle ossa.
Superato il momento di difficoltà, la donna ha voluto far arrivare il proprio ringraziamento agli agenti attraverso una lettera indirizzata alla Questura di Macerata. Nelle sue parole ha ricordato la premura, la disponibilità e il conforto ricevuti in quei momenti, quando si era trovata sola e impossibilitata a chiedere aiuto.
«Sono stati i miei protettori e salvatori. Con infinita ed eterna gratitudine», ha scritto, esprimendo tutta la riconoscenza per chi non ha esitato a fermarsi e a prendersi cura di lei.
Una testimonianza che restituisce il valore di un intervento forse lontano dai grandi fatti di cronaca, ma significativo per il suo contenuto umano. Perché il lavoro delle donne e degli uomini della Polizia di Stato non si limita ai servizi di prevenzione e sicurezza: significa anche saper riconoscere una situazione di difficoltà, intervenire con tempestività e offrire vicinanza a chi ha bisogno di aiuto.
Il Papa sta bene, le Marche un po' meno. Eppure, a guardare i telegiornali nazionali, si potrebbe non accorgersene. Non perché l'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma non esista, né perché nessuno ne abbia scritto. Le agenzie di stampa e diverse testate online hanno raccontato gli arresti e i numeri dell'operazione. Il problema è un altro: quanto di tutto questo è arrivato al pubblico televisivo nazionale?
L'inchiesta Ricostruzione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona e condotta dalla Guardia di finanza, ha portato a otto arresti, 51 indagati e sequestri preventivi per oltre 57 milioni di euro. Al centro, presunti illeciti nella gestione di appalti e lavori legati alla ricostruzione post-sisma, con il coinvolgimento anche di commesse della Regione Marche, dell'Erdis e dell'Università di Camerino. Tra gli arrestati figurano Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Francesco Acquaroli, esponente di Fratelli d'Italia, e l'imprenditore edile Enrico Crucianelli, titolare della Crucianelli Rest-Edile di Tolentino.
E allora la domanda è semplice: possibile che una vicenda di queste dimensioni, con 51 indagati, decine di milioni di euro sequestrati e un ex uomo di fiducia del governatore marchigiano tra gli arrestati, non trovi nei principali telegiornali nazionali uno spazio capace di restituirne davvero la portata?
Abbiamo guardato il Tg1 delle 13:30 del 22 ottobre. Un servizio sull'operazione c'era, ma senza nominare le Marche: il riferimento geografico era «un'inchiesta da Accumoli a Norcia». Nessun nome degli arrestati, nessun riferimento al peso politico di uno degli uomini coinvolti. Fabio Pistarelli non è un nome qualsiasi nella vicenda: è stato capo di gabinetto di Acquaroli, presidente della Regione ed esponente di Fratelli d'Italia. Un elemento tutt'altro che secondario per comprendere la rilevanza pubblica dell'inchiesta.
Si tratta anche dell'unico riferimento alla vicenda fatto all'interno delle principali edizioni del Tg1, perlomeno sino alla giornata odierna. Il coinvolgimento dell'ex capo di gabinetto di Acquaroli all'interno di una trasmissione di Rai Uno è stato menzionato, in base alle nostre ricerche, soltanto durante la trasmissione "Cinque Minuti" condotta da Bruno Vespa andata in onda nella serata del 22 ottobre scorso. A citarlo, nel corso di un dibattito con il collega Massimo Lupi, è stato Angelo Bonelli, leader di Avs. Un accenno subito caduto nel vuoto per via dell'intervento immediato del conduttore che ha riportato l'attenzione su altri argomenti.
Nelle edizioni di Tg2, Tg5 e Tg La7 che abbiamo verificato non abbiamo trovato un racconto televisivo che desse conto di questi elementi. Questo non significa che l'indagine sia stata ignorata da tutta l'informazione nazionale: sui siti delle testate e attraverso le agenzie la notizia è circolata. Ma una cosa è pubblicare una notizia online, un'altra è darle spazio, contesto e visibilità nel principale appuntamento televisivo con l'informazione.
La questione, del resto, non riguarda soltanto la cronaca giudiziaria. Perché qui non si parla di un appalto qualsiasi, in una regione qualsiasi. Si parla della ricostruzione dopo il terremoto del 2016, la ferita ancora aperta di un territorio che comprende le Marche e attraversa tutto il Centro Italia. Una ferita fatta di case perdute, attività sospese, comunità che resistono e paesi che, a dieci anni dalle prime scosse, continuano a misurare la distanza tra ciò che è stato promesso e ciò che è diventato realtà.
Nei primi dieci anni dopo il sisma qualcosa è stato ricostruito, e negarlo sarebbe ingiusto. I dati della struttura commissariale guidata da Guido Castelli raccontano il lavoro svolto, le risorse mobilitate e gli interventi portati avanti. Non è nostra intenzione contestare quei numeri per partito preso. Ma i numeri sull'avanzamento dei lavori non esauriscono la domanda sulla ricostruzione: quanto resta ancora da fare e, soprattutto, come sono state gestite le risorse pubbliche destinate a restituire un futuro a questi territori?
Basta attraversare i paesi del cratere per capire che il percorso non è concluso. A Muccia, dove si è svolto il Consiglio regionale aperto dedicato al sisma, campanili ed edifici sono ancora incatenati da strutture lignee. A Tolentino, prima ancora di osservare le facciate, lo sguardo incontra le gru che punteggiano il cielo. Sono immagini quotidiane per chi vive qui, forse meno familiari per chi osserva il terremoto da lontano.
E non è la prima volta che il racconto della ricostruzione mostra differenze di prospettiva. Il confronto tra i dati della struttura commissariale e le analisi di ActionAid ha già evidenziato come gli stessi processi possano essere letti attraverso parametri e valutazioni differenti: da una parte l'avanzamento degli interventi, dall'altra le criticità, i ritardi e le esigenze ancora insoddisfatte delle comunità. Due prospettive che meritano di essere messe a confronto, non ridotte a una contrapposizione tra chi sostiene che tutto proceda e chi vede soltanto ciò che manca.
L'inchiesta giudiziaria apre ora un altro fronte, ancora più delicato. Non dimostra che la ricostruzione nel suo complesso sia stata illegale, né autorizza a mettere sotto accusa indiscriminatamente chi ha lavorato nei cantieri. Ma pone interrogativi seri sulla gestione di una parte degli appalti e sull'impiego delle risorse pubbliche in un territorio che aveva, e ha ancora, un bisogno enorme di fiducia.
È proprio per questo che la vicenda avrebbe meritato un racconto televisivo capace di spiegare dove siamo, che cosa viene contestato e chi sono le figure coinvolte, senza confondere le accuse con le condanne e senza sacrificare la complessità sull'altare dei pochi secondi a disposizione.
Non si tratta di pretendere che ogni telegiornale apra con le Marche. Si tratta di chiedersi perché un'inchiesta di questa portata, che tocca la ricostruzione post-sisma e coinvolge figure di rilievo istituzionale e imprenditoriale, rischi di arrivare al pubblico nazionale senza i nomi, il contesto e il significato necessari a comprenderla.
Perché il terremoto non è stato soltanto una tragedia consumata in pochi secondi. È una storia che continua da dieci anni, con conseguenze politiche, economiche e sociali che riguardano l'intero Paese. E se oggi, oltre alle macerie ancora visibili, emergono ipotesi di illeciti nella gestione di una parte della ricostruzione, la notizia non riguarda soltanto chi abita nei comuni del cratere.
Il Papa sta bene, dunque. Ma le Marche hanno ancora parecchie domande a cui qualcuno dovrà rispondere. E sarebbe auspicabile che, almeno questa volta, il resto d'Italia potesse ascoltarle.
Tragedia a San Severino Marche, dove un ragazzo di 21 anni, Stefano Fiori, ha perso la vita in un incidente stradale. Il giovane, residente in città, era alla guida di una Bmw quando, per cause ancora da chiarire, ha perso il controllo del veicolo.
L’auto ha prima urtato un cordolo, poi è finita contro un muretto di contenimento. Nel violentissimo impatto la vettura si è letteralmente accartocciata.
L’incidente è avvenuto, intorno alle 20:20, lungo la Semptempedana, nel tratto che collega San Severino a Castelraimondo, all’altezza della Valle dei Grilli. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri. Per il 21enne, però, non c’è stato nulla da fare: i medici hanno potuto solo constatarne il decesso.
I carabinieri hanno effettuato i rilievi per ricostruire con precisione l’accaduto. Le cause del sinistro sono ancora al vaglio delle forze dell’ordine.
La tragedia arriva a poco più di due settimane da un altro terribile schianto, avvenuto in Umbria, che aveva scosso profondamente la comunità settempedana. In quell’incidente avevano perso la vita Stefano Marrese, 21 anni, residente a San Severino, e la giovane Gaia Stronati, 20 anni, di Castelbellino.
Da un mese non si hanno notizie di Marcello Roveda, artista muralista di 44 anni, milanese di origine ma residente a Potenza Picena. L’uomo è scomparso a Ibiza nella notte tra il 28 e il 29 settembre scorsi.
A rendere pubblica la vicenda è la compagna, Federica Frulla, che era sull’isola al momento della scomparsa e che ha lanciato un appello “a divulgare la nostra richiesta di aiuto”. Il motivo, spiega, è che “quello a cui ci troviamo di fronte io e la sua famiglia è immobilismo”.
Roveda, street artist, è un nome noto a livello internazionale. “Marcello è un artista muralista molto famoso – racconta la compagna – lavora ed ha lavorato in 44 Paesi del mondo”. Ma a un mese dalla scomparsa, aggiunge, “non abbiamo novità”.
Frulla lamenta soprattutto la mancanza di informazioni da parte delle autorità. “La polizia spagnola non dà informazioni – dice – risponde di aver richiesto l’accesso agli atti alla Magistratura e di essere in attesa del rilascio, ma ad oggi è passato un mese e non abbiamo nessuna informazione”. La donna segnala inoltre ritardi nelle comunicazioni tra la Procura di Macerata e le autorità spagnole.
Il timore principale riguarda le condizioni di salute dell’artista, che è diabetico. Per questo, sottolinea la compagna, bisognerebbe “agire con urgenza per pericolo di vita”.
Travolto da un'auto mentre era impegnato in un cantiere sull'autostrada A14. Il conducente non si è fermato a prestare soccorso e ora è ricercato dalla Polizia stradale. Sono gravi le condizioni di un operaio di 24 anni, investito intorno alle 2.30 della scorsa notte nel tratto marchigiano dell'autostrada, all'altezza del territorio di Pedaso, in direzione nord.
Il giovane era al lavoro per la sistemazione della segnaletica stradale quando è stato investito da un'autovettura. Dopo l'impatto, il conducente del mezzo si sarebbe allontanato senza fermarsi.
A prestare i primi soccorsi sono stati i colleghi dell'operaio, in attesa dell'arrivo del personale sanitario del 118. Le condizioni del 24enne sono apparse subito serie: il giovane ha riportato diversi traumi, in particolare al torace e agli arti inferiori. È stato quindi trasferito in codice rosso all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco e il personale dell'Ispettorato del lavoro.
Intanto sono in corso le indagini della Polizia stradale di Porto San Giorgio per risalire all'identità del conducente che ha investito l'operaio e poi si è allontanato. Gli investigatori stanno passando al vaglio le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza presenti lungo il tratto autostradale, nella speranza di individuare il veicolo coinvolto e ricostruire la dinamica dell'accaduto.
Due fucili da caccia, una pistola e oltre 100 cartucce di vario calibro. È quanto trovato dai carabinieri a Pieve Torina durante i controlli sulla detenzione e sulla corretta custodia delle armi. Per la vicenda è stato denunciato in stato di libertà un uomo di 81 anni, originario di Roma, con l'accusa di detenzione abusiva di armi e munizioni.
L'intervento è stato condotto dai militari della locale stazione nell'ambito delle attività di verifica portate avanti dalla Compagnia dei carabinieri di Camerino. Dagli accertamenti sarebbe emerso che l'anziano aveva omesso di comunicare il trasferimento delle proprie armi e il nuovo luogo in cui erano custodite.
Al termine delle verifiche, i carabinieri hanno proceduto al sequestro penale di tutte le armi e delle munizioni rinvenute. Il materiale è stato messo in sicurezza in attesa delle successive disposizioni dell'autorità giudiziaria competente, quella maceratese.
Da martedì 3 novembre 2026 sarà sospesa l’erogazione dell’acqua proveniente dall’acquedotto del Nera. Il motivo è un intervento di manutenzione straordinaria, giudicato improrogabile, reso necessario dalla rottura di una tubazione di scarico in località Polverina di Camerino.
A comunicarlo al sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, è stato il direttore di ASSM spa, Sandro Meschini, che a sua volta ha ricevuto l’avviso dalla Società per l’Acquedotto del Nera (SAN). Lo stop riguarderà la risorsa idrica che arriva dalla Sorgente San Chiodo e, secondo le stime, durerà circa tre o quattro giorni.
I Comuni direttamente interessati, tutti gestiti da Assm, sono Tolentino, Caldarola, Belforte del Chienti e Valfornace.
A Tolentino, in particolare, per far fronte all’interruzione verranno attivate tutte le fonti di approvvigionamento integrative disponibili sul territorio e finora non utilizzate, tra cui pozzi e potabilizzatore. Sarà inoltre modificato temporaneamente l’assetto di alcune reti di distribuzione, per ridurre al minimo i disagi agli utenti.
Il momento, però, è particolarmente delicato. Il fermo dell’acquedotto cade infatti nel periodo di massima magra delle sorgenti locali, la cui portata è già sensibilmente ridotta dalla siccità che persiste da mesi. Per questo, avverte Assm, potrebbero verificarsi episodi, più o meno diffusi, di calo della pressione o di assenza totale di acqua potabile, qualora diventasse difficile mantenere i livelli dei serbatoi di accumulo.
Da qui l’appello alla popolazione: "Si chiede di fare un uso ancora più attento dell’acqua, evitando impieghi impropri e ottimizzando i consumi. L’azienda e l’amministrazione si scusano fin d’ora per gli eventuali disagi legati alla scarsa pressione".
Calda e gustosa in cucina, creativa come decorazione, scenografica quando viene intagliata: la zucca è la vera regina dell’autunno. La diffusione anche in Italia della festa di Halloween ha contribuito a farla riscoprire come ortaggio simbolo dell’appuntamento di Ognissanti. E anche quest’anno gli agricoltori italiani sono riusciti a portarla sulle tavole, nonostante l’aumento dei costi di produzione e i danni causati dai cambiamenti climatici.
Nelle Marche si contano circa 50 ettari coltivati a zucca, con produzioni diffuse in tutte le province. Per rendere omaggio a questo prodotto, i mercati di Campagna Amica, la rete di vendita diretta di Coldiretti, hanno organizzato iniziative e degustazioni all’insegna di stagionalità, gusto e valorizzazione delle produzioni agricole locali.
Ad Ancona, assaggi e erbe aromatiche in omaggio. Domani, sabato 31 ottobre, dalle 10.30 alle 12.30, al Mercato Dorico gli agricoltori proporranno degustazioni e regaleranno ai clienti una selezione di erbe aromatiche, ideali per insaporire la zucca cotta al forno, valorizzandola con ingredienti semplici e naturali.
Ad Ascoli, show cooking al Mercato Coperto. Nel Mercato Coperto di via Tranquilli, a partire dalle 11, spazio a creatività e tradizione culinaria con lo show cooking seguito da degustazione dal titolo “Zucca in incognito: un piatto da morire... dal gusto”.
A Macerata, una mostra delle varietà. Al Mercato di Campagna Amica di via Morbiducci sarà allestita un’esposizione delle numerose varietà di zucca. Tra queste spicca la zucca spaghetti, la cui polpa, dopo la cottura, si separa naturalmente in filamenti simili a quelli della celebre pasta.
“Si tratta di un’occasione per valorizzare un prodotto simbolo della stagione autunnale e la biodiversità agricola italiana”, sottolineano da Coldiretti Marche. “Vogliamo riscoprire il legame tra tradizioni popolari, alimentazione e territorio, promuovere la conoscenza delle varietà stagionali e il valore di una cucina che unisce qualità, semplicità e tradizione”.
Rigore negli accertamenti, ma senza fermare la ricostruzione. È la linea emersa dall’incontro di oggi tra il commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, e il prefetto Stefano Gambacurta, a capo della Struttura di prevenzione antimafia. Al centro del confronto, le verifiche avviate dopo la recente inchiesta giudiziaria che ha coinvolto alcune imprese impegnate nei cantieri post-sisma.
Nel corso del colloquio è stato fatto il punto sulle attività istruttorie in corso e sulle iniziative necessarie a garantire il pieno rispetto della legalità. L’obiettivo condiviso, è stato spiegato, è coniugare la massima severità nei controlli con la tempestività delle decisioni, per tutelare cittadini, imprese e l’intera filiera edilizia ed evitare rallentamenti.
Tra i dati emersi, quello più rilevante riguarda tre delle imprese coinvolte nell’inchiesta, che erano già state oggetto di specifiche misure antimafia. Si aggiungono agli oltre cento provvedimenti emanati negli ultimi tre anni. Per la Struttura commissariale, ciò dimostra che i presìdi di prevenzione e controllo previsti dall’ordinamento si sono attivati e hanno funzionato. Le eventuali condotte fraudolente volte ad aggirarli sono ora oggetto di accertamento.
Allo stato attuale, alla Struttura commissariale non risultano comunicati provvedimenti inibitori nei confronti delle imprese coinvolte. Il prefetto Gambacurta ha confermato la massima attenzione sulla vicenda e l’avvio di tutti gli approfondimenti istruttori necessari, propedeutici alle determinazioni di sua competenza.
«La legalità è una condizione imprescindibile della ricostruzione e non può essere oggetto di compromessi», ha dichiarato Castelli. «Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di agire con rigore e rapidità, distinguendo le eventuali responsabilità individuali dalla posizione delle tante imprese e dei lavoratori che operano correttamente».
Il commissario ha quindi messo in guardia da possibili ripercussioni sui cantieri: «È fondamentale che gli accertamenti facciano il loro corso senza determinare un blocco indiscriminato, che finirebbe per penalizzare innanzitutto i cittadini che attendono di tornare nelle proprie case». Il confronto con il prefetto, ha aggiunto, «conferma la piena attenzione delle istituzioni e la volontà comune di garantire legalità, trasparenza e continuità alla ricostruzione».
L'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma nelle Marche diventa terreno di scontro politico nazionale. A intervenire è Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle ed ex sindaca di Torino, che in una nota attacca Fratelli d'Italia e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo chiarimenti sulle persone coinvolte nell'indagine e sulle eventuali responsabilità politiche.
Nel mirino della parlamentare pentastellata finiscono soprattutto Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Francesco Acquaroli, e lo stesso governatore marchigiano. Appendino contesta quello che definisce il silenzio dei vertici di FdI sulla vicenda e chiede alla premier di intervenire.
"Sulla spregevole ‘cricca’ che ha speculato e condizionato gli appalti della ricostruzione post-sisma nelle Marche c’è un dato politico devastante ed inaccettabile: il silenzio assordante e vergognoso di Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni e i vertici del suo partito si stanno nascondendo dietro l'omertà mediatica, sperando di far passare sotto silenzio l'ennesimo scandalo che colpisce la loro classe dirigente. Ma il M5S non intende fare sconti: FdI deve rispondere chiaramente di quanto sta emergendo nelle Marche. A gestire questo sistema marcio c’era Fabio Pistarelli, uomo chiave e fidatissimo del governatore meloniano Francesco Acquaroli. Non possiamo derubricare tutto a una mera vicenda giudiziaria".
La deputata attribuisce quindi una responsabilità politica diretta al partito della presidente del Consiglio e pone l'accento sul ruolo di Acquaroli, chiedendo se fosse a conoscenza di quanto contestato nell'ambito dell'inchiesta: "La responsabilità politica di Fratelli d'Italia è totale: o Acquaroli sapeva e ha taciuto, oppure non si è accorto di nulla dimostrando una totale inadeguatezza a guidare una regione ferita dal terremoto. Non è certo la prima volta che Fratelli d'Italia si trova al centro di vicende torbide che evidenziano legami imbarazzanti, affari loschi e contiguità con la criminalità organizzata e ambienti di malaffare".
L'affondo si sposta poi direttamente su Giorgia Meloni. Appendino critica la posizione della premier e richiama il ruolo della struttura commissariale per la ricostruzione, che fa capo alla presidenza del Consiglio: "Mentre Giorgia Meloni è sempre pronta a fare la morale agli altri, oggi sceglie di tacere, scaricando sottobanco il suo governatore pur di non metterci la faccia. Ricordiamo che la struttura commissariale fa capo direttamente a Palazzo Chigi: la Premier interrompa questo silenzio complice, chieda scusa e condanni con fermezza questo ennesimo insulto alle migliaia di famiglie terremotate che nel 2016 hanno perso tutto".
L’Azienda sanitaria territoriale di Macerata rafforza il proprio percorso di miglioramento della qualità dei servizi. Al termine delle verifiche condotte nei giorni scorsi dagli organismi accreditati, l’Ast ha ottenuto la conferma della certificazione ISO 9001:2015 per 11 Unità operative, estendendo il riconoscimento ad altre due strutture, che lo conseguono per la prima volta.
Le nuove certificazioni riguardano la Patologia clinica degli ospedali di Macerata, San Severino Marche e Camerino e la Radiodiagnostica delle strutture di Macerata, Tolentino e Treia. Il risultato porta a 13 il numero complessivo delle Unità operative certificate.
Le attività di verifica si sono svolte con la supervisione del direttore amministrativo, il dottor Milco Coacci, e il coordinamento operativo della coordinatrice infermieristica, la dottoressa Beatrice Venanzetti.
La certificazione ISO 9001:2015 attesta la conformità del sistema di gestione della qualità a uno standard internazionale che punta a garantire processi organizzativi strutturati, procedure controllate e un costante monitoraggio delle attività. Il modello prevede l’analisi e la gestione dei rischi, l’ottimizzazione delle risorse e la verifica dell’efficacia dei processi, con particolare attenzione alla sicurezza, alla trasparenza e ai bisogni degli utenti.
«L’estensione del perimetro di certificazione ad altre due Unità operative evidenzia la volontà dell’Ast di diffondere in modo capillare le buone pratiche organizzative su tutta la rete dei servizi territoriali e ospedalieri, grazie all’impegno costante di tutto il personale medico, infermieristico, tecnico e amministrativo», ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini. «Mantenere ed estendere questi standard significa offrire ai cittadini servizi sanitari sempre più efficienti, tracciabili e orientati all’eccellenza», ha aggiunto.
Il riconoscimento ISO 9001:2015 interessa complessivamente l’Oncologia di Macerata, la Fisica medica, la Medicina nucleare, la Terapia del dolore, la Radioterapia oncologica, il Servizio di prevenzione e protezione, il Blocco operatorio di Macerata, le Professioni sanitarie, la Farmacia ospedaliera di Macerata, la Centrale operativa 118 di Macerata e l’Anestesia e rianimazione di Macerata, oltre alla Patologia clinica degli ospedali di Macerata, San Severino Marche e Camerino e alla Radiodiagnostica degli ospedali di Macerata, Tolentino e Treia.
La conferma della certificazione e la sua estensione rappresentano un ulteriore passaggio nel percorso intrapreso dall’Ast di Macerata per consolidare procedure organizzative condivise e promuovere il miglioramento continuo delle prestazioni. Un lavoro che coinvolge le diverse professionalità sanitarie e amministrative e che punta a rendere i servizi sempre più rispondenti alle esigenze dei cittadini.
La menopausa è una fase naturale della vita, eppure è spesso accompagnata da preoccupazioni che riguardano soprattutto il peso, la forma fisica e i cambiamenti che si riflettono sul corpo. Si parla meno, invece, di ciò che accade alla massa muscolare, alle ossa e alla salute metabolica.
Proprio da qui vale la pena partire per comprendere come l'alimentazione possa diventare un'alleata in questa fase. La riduzione degli estrogeni che accompagna la menopausa favorisce alcuni cambiamenti nella distribuzione del grasso corporeo, con una maggiore tendenza ad accumularlo nella zona addominale. L'aumento di peso osservato nella mezza età, tuttavia, non dipende esclusivamente dagli ormoni: anche l'invecchiamento, la riduzione dell'attività fisica e i cambiamenti del dispendio energetico contribuiscono.
Non è quindi inevitabile ingrassare, né è necessario ricorrere a diete drastiche per contrastare ogni cambiamento.
Un aspetto particolarmente importante riguarda la massa muscolare. Con l'avanzare dell'età, questa tende progressivamente a ridursi, soprattutto in assenza di un'attività fisica adeguata. Preservarla significa sostenere la forza, l'autonomia e la funzionalità dell'organismo. In questo contesto, le proteine assumono un ruolo importante: pesce, uova, latticini, legumi e altre fonti proteiche possono contribuire a soddisfare il fabbisogno, all'interno di un'alimentazione varia e adeguata alle necessità individuali. A completare il quadro è il movimento, in particolare l'esercizio contro resistenza, che aiuta a mantenere massa e forza muscolare.
Anche le ossa meritano attenzione. La diminuzione degli estrogeni accelera la perdita di massa ossea e può aumentare, nel tempo, il rischio di osteoporosi. Per sostenerne la salute è importante assicurare un apporto adeguato di calcio, presente per esempio in latte e derivati, in alcune acque minerali e in alimenti vegetali come alcune verdure e semi di sesamo. La vitamina D contribuisce all'assorbimento del calcio e alla salute ossea; l'eventuale integrazione va valutata in base alle esigenze individuali e al rischio di carenza. Anche in questo caso, l'alimentazione lavora insieme all'attività fisica e agli altri fattori di prevenzione.
Non esiste, dunque, un alimento capace di riequilibrare da solo gli ormoni o una dieta specifica adatta a tutte le donne in menopausa. Un modello alimentare ispirato alla dieta mediterranea, ricco di vegetali, legumi, cereali integrali, fonti proteiche varie e grassi insaturi, rappresenta una buona base per la salute complessiva.
Infine, vampate, disturbi del sonno e cambiamenti dell'umore non devono essere semplicemente sopportati: quando incidono sulla qualità della vita, meritano un confronto con il medico. L'alimentazione può sostenere la salute, ma non sostituisce le terapie indicate per i sintomi. La menopausa non è una condizione da combattere, ma una fase naturale della vita da vivere con consapevolezza, imparando a comprendere i cambiamenti del proprio corpo e a rispondere alle sue nuove esigenze con strumenti adeguati, senza rincorrere soluzioni rapide o modelli estetici irrealistici.
Halloween da paura per l'Aurora Treia. Dopo il pari nella semifinale di coppa con la Fermana, l'undici di mister Ricci è alle prese con le ultime preparazioni in vista della nona giornata di campionato contro la Fermignanese. Uno scontro di alta classifica quello da giocare domani in terra pesarese.
Sponda Aurora Treia, i cucinieri arrivano al match con alcuni defezioni: difficilmente verrà rischiato Alessandro Sbaffo, dopo il guaio di natura muscolare che lo ha costretto al cambio anticipato contro i canarini mercoledì, come la presenza di Federico Melchiorri, a letto con la febbre verrà valutata col passare delle ore.
Il peso della fase offensiva sarà sulle spalle di Senigagliesi, superstite del tridente ed autore del gol del momentaneo vantaggio con la Fermana. Chi scenderà in campo dovrà sicuramente dare il massimo.
Tredici punti in graduatoria (tre lunghezze in meno dell’Aurora Treia in questa classifica corta) e ai margini della zona playoff, i ragazzi di mister Pazzaglia si presentano con cinque risultati utili di fila e due successi consecutivi contro Montegranaro ed Osimana. In più i biancazzurri sono tuttora imbattuti in casa (eccezion fatta per uno stop subito in coppa con l’Alma Fano). Calcio d’inizio previsto per domenica 1° novembre alle ore 14:30. Arbitrerà il match Nicola Denti di Pesaro, assistenti Rosario Gorreja di Ancona ed Eriseld Nazeraj di Fermo.
(Credit foto: profilo Facebook Aurora Treia / Studio 8zero)
Anche quest'anno il Gruppo Fisiomed è al fianco della Pallavolo Macerata come co-title sponsor e medical partner, insieme ad Alema Energy. Gruppo Fisiomed Alema Energy Macerata è quindi pronta ad affrontare il campionato di Serie A2 con positività e con la certezza di avere accanto un supporto medico altamente qualificato.
"Oggi si afferra in maniera plastica l'alleanza tra pubblico e privato" commenta l'assessore allo sport Riccardo Sacchi, presente oggi alla conferenza stampa nella sede Fisiomed di Sforzacosta. "Devo fare un plauso a tutto lo staff della società e a Fisiomed proprio perché oggi si celebra questo matrimonio di intenti e il supporto concreto allo sport".
Un'apertura sociale allo sport, che vede il Gruppo Fisiomed impegnarsi nella vicinanza al territorio e alle squadre, come tiene a sottolineare anche l'amministratore del Gruppo Fisiomed Enrico Falistocco, ricordando che questa partnership è un legame che supera la semplice sponsorizzazione e che unisce piacere e senso di responsabilità.
"Portare in giro per l'Italia il nome della nostra città è una responsabilità che va gestita con la massima professionalità. E noi siamo contenti di mettere al vostro servizio personale, macchinari e tecnologie. Riuscire a fornire servizi come la risonanza magnetica ad alto campo, la tac 128 strati ma anche servizi cardiologi o legati al settore della vista ci fa molto piacere" - sostiene Falistocco, che si prende un momento anche per ringraziare i 350 professionisti che operano in Fisiomed, ormai distribuita su 11 strutture - "Noi non dimentichiamo le nostre radici: nasciamo da Sforzacosta ma poi abbiamo avuto fame di vincere e abbiamo ambito al massimo, proprio come fa la vostra squadra" afferma rivolgendosi agli atleti.
Il dirigente Gianluca Tittarelli ricorda che la collaborazione con Fisiomed va avanti dal 2019, un rapporto "cresciuto negli anni, che non si limita solo all'aspetto commerciale ma si basa soprattutto sulla professionalità, fondamentale per una realtà come la nostra". Tittarelli riserva delle parole anche per la squadra "formata da giocatori esperti, atleti formati e ragazzi più giovani che possono dire la loro.
"Noi rappresentiamo questo territorio tramite la squadra e chiediamo al territorio che venga a seguirci, perché il pubblico testimonia l'interesse della città", e prosegue, "Il sostegno è importante perché lo sport è l'antidoto principale per rispondere ad alcune delle problematiche che sempre più spesso sentiamo colpire i giovani".
Il direttore generale Italo Vullo ha fatto il punto anche sull'andamento della stagione iniziata da poco: "Abbiamo perso una partita e ne abbiamo vinta un'altra. Ma al di là di questo non è fondamentale aver vinto o perso. Quello che deve essere presente nella mente di tutti noi è il percorso che vogliamo fare e dove vogliamo arrivare, e noi questo lo sappiamo perfettamente e stiamo facendo di tutto per arrivarci", concludendo con una riflessione sull'importanza dello sport della pallavolo che descrive come capace di aiutare a lavorare in team, sopportare gli errori altrui e di far comprendere il ruolo fondamentale della sinergia nel raggiungimento degli obiettivi.
Alla conferenza erano presenti anche Mario Marinelli di Rhutten e Irene Croceri come rappresentante di Banca Macerata.
Il Sal zero rappresenta uno strumento importante per garantire liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma e permettere anche alle piccole aziende artigiane di partecipare ai lavori. A sottolinearne il valore è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che interviene nel dibattito sull'utilizzo del meccanismo, invitando a valutarne la funzione originaria e le esigenze concrete a cui risponde.
Il cosiddetto SAL zero, acronimo di Stato di Avanzamento Lavori, si differenzia dai normali Sal perché consente alle imprese di ottenere un'anticipazione su un contributo già concesso, prima che siano raggiunti i consueti livelli di avanzamento delle lavorazioni. L'erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia fideiussoria.
Introdotto nel dicembre 2016 per gli interventi relativi ai danni lievi e successivamente esteso, dall'aprile 2017, anche a quelli gravi, il meccanismo prevedeva inizialmente un'anticipazione massima del 20%. La percentuale è stata portata al 30% nel settembre 2021, per poi tornare al 20% con la modifica dell'8 maggio scorso.
Alla base della sua introduzione c'è una necessità concreta: evitare che le imprese debbano sostenere interamente con risorse proprie i costi iniziali dei cantieri, aspettando mesi prima di ricevere i primi pagamenti.
«Il Sal zero è nato per rispondere a un problema concreto: consentire alle imprese di lavorare senza dover anticipare per mesi, con risorse proprie, tutti i costi di avvio e delle prime lavorazioni nei cantieri», spiega Giglietti. La disponibilità immediata di liquidità permette di acquistare materiali, pagare i dipendenti, saldare i fornitori e remunerare gli artigiani coinvolti nelle diverse fasi degli interventi.
Il nodo principale riguarda la differenza tra i tempi di pagamento delle spese sostenute dalle aziende e quelli necessari per ottenere la liquidazione dei normali stati di avanzamento. Secondo quanto riferito da Cna sulla base dell'esperienza delle imprese, fornitori e artigiani vengono generalmente pagati entro 60-90 giorni, mentre per incassare un SAL ordinario possono trascorrere anche più di otto mesi.
Un'attesa legata ai diversi passaggi burocratici e tecnici: dall'esecuzione e contabilizzazione delle lavorazioni alla predisposizione della documentazione, fino alle istruttorie degli uffici della ricostruzione e alle successive procedure bancarie.
Una situazione che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte. «Una grande impresa strutturata ha generalmente maggiori disponibilità finanziarie per sostenere queste anticipazioni, mentre una piccola impresa edile artigiana spesso non dispone di tutte le risorse necessarie», osserva il presidente di CNA Macerata.
Il SAL zero, inoltre, può agevolare anche l'accesso al credito bancario, offrendo maggiore prevedibilità ai flussi finanziari. I benefici non riguardano soltanto le imprese edili, ma l'intera filiera della ricostruzione: elettricisti, termoidraulici, falegnami, fabbri e tutte le attività artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli interventi.
Questo, tuttavia, non significa che il sistema non debba essere accompagnato da verifiche adeguate. Cna Macerata riconosce la necessità di controlli rigorosi ed efficaci, soprattutto alla luce delle criticità emerse nel dibattito sul funzionamento dello strumento.
«Alcuni strumenti di verifica erano previsti e sono tuttora presenti. Occorre accertare dove e perché non abbiano funzionato adeguatamente e, se necessario, rafforzarli», sottolinea Giglietti.
Tra le possibili soluzioni indicate dall'associazione ci sono anche una revisione al ribasso del tetto massimo dell'anticipazione, qualora ritenuto eccessivo, e controlli più puntuali sull'effettivo avanzamento delle attività, sulla capacità operativa delle imprese, sul numero di cantieri gestiti contemporaneamente e sulla filiera dei subappalti.
La posizione di Cna è dunque quella di preservare la funzione dello strumento, intervenendo sulle eventuali criticità senza penalizzare l'intero sistema produttivo. «Non bisogna confondere l'utilità di uno strumento con gli eventuali utilizzi irregolari che ne possono essere stati fatti», precisa il presidente.
In gioco, secondo l'associazione, c'è anche la possibilità di mantenere sul territorio le ricadute economiche e occupazionali della ricostruzione, favorendo la partecipazione delle piccole imprese locali e sostenendo l'indotto artigiano.
«Senza uno strumento come il SAL zero, la ricostruzione rischierebbe di diventare appannaggio quasi esclusivo delle grandi imprese, le sole con la capacità finanziaria di sostenere per mesi e mesi i costi dei cantieri. A farne le spese sarebbero le piccole aziende del territorio e tutto l'indotto artigiano, con gravi conseguenze per l'economia locale», conclude Giglietti.
La provincia di Macerata ha perso il 44,7% degli sportelli bancari in dieci anni, un dato che la colloca al secondo posto nelle Marche per intensità della riduzione, subito dopo Ancona. È uno dei numeri più significativi dell'analisi sulla desertificazione bancaria diffusa dalla Cgil Marche e dalla Fisac Cgil Marche, elaborata a partire dai dati Ires Marche.
Il fenomeno riguarda l'intero territorio regionale. Dal 2016 a oggi, il numero degli sportelli bancari tradizionali e di credito cooperativo è passato da 1.046 a 584, con una perdita complessiva di 462 filiali, pari al 44,2%. Un calo superiore alla media nazionale, ferma al 35,2%, che secondo il sindacato colloca le Marche al primo posto in Italia per desertificazione bancaria.
Nel confronto tra i territori marchigiani, la provincia di Macerata registra una contrazione del 44,7%. A fare peggio è soltanto quella di Ancona, con il 48,5%. Seguono Pesaro e Urbino, con il 44,3%, Ascoli Piceno, con il 40,4%, e Fermo, con il 33,7%.
La riduzione degli sportelli pesa soprattutto sulla possibilità di accedere ai servizi bancari vicino a casa, con ricadute per cittadini, anziani, famiglie e imprese. Una questione particolarmente rilevante per le aree interne del Maceratese, dove la distanza dai principali centri abitati può rendere più difficile raggiungere una filiale.
"La tutela delle aree interne e di una parte così consistente del territorio marchigiano passa anche dal mantenimento dei servizi bancari, necessari ai cittadini, fondamentali per le imprese. Su questo, la Regione intervenga al più presto", afferma Giuseppe Santarelli, segretario generale della Cgil Marche.
I dati evidenziano una progressiva riduzione della presenza bancaria anche nei territori più periferici. Nei comuni periferici marchigiani la diminuzione degli sportelli raggiunge il 49,4%. La contrazione è del 44,4% nei centri e del 43,1% nelle aree interne considerate nel loro complesso.
Dal 2016, 53 comuni marchigiani che disponevano di almeno uno sportello bancario sono rimasti senza filiali. A questi si aggiungono 31 comuni che erano già privi del servizio: oggi, quindi, sono 84 i comuni senza sportelli, pari al 37,3% del totale regionale.
Il fenomeno interessa oltre 12mila residenti, secondo i dati diffusi dal sindacato, mentre il peso dei comuni senza filiali sale al 49,5% nelle aree interne e al 52,5% nei comuni periferici. In queste zone, dunque, più della metà dei comuni risulta priva di uno sportello bancario.
Anche il cratere del sisma presenta una situazione significativa: 22 comuni hanno perso l'ultimo sportello dal 2016, pari al 25,9% dei territori considerati. Complessivamente, nell'area del cratere sono 42 i comuni senza filiali, con circa 45mila residenti coinvolti.
Per Daniele Boccetti, segretario regionale della Cgil Marche, la riduzione dei servizi bancari si inserisce in un quadro più ampio di arretramento dei presidi territoriali: "Nel territorio si dimezzano gli sportelli bancari e diminuiscono significativamente anche gli uffici postali, almeno in termini di orari di apertura e presenza territoriale. Questo contribuisce ad alimentare un senso di abbandono e di assenza dello Stato, che mina la coesione sociale della comunità".
Riccardo Romano, segretario della Fisac Cgil Marche, richiama invece le conseguenze per lavoratori e clienti, oltre all'impatto sull'occupazione nel settore: "Questa politica di desertificazione causa disagi anche alle lavoratrici e ai lavoratori proprio in un periodo in cui la digitalizzazione dovrebbe favorire un lavoro che va verso i lavoratori, e i clienti e non viceversa. Non va inoltre dimenticato che alla desertificazione fa seguito la riduzione degli addetti di settore tramite il fondo di solidarietà che implica una riduzione del reddito dei prepensionati residenti in Regione. Da ultimo non dimentichiamo come le Banche siano un presidio di legalità a tutela del fenomeno dell’usura e come il carattere di servizio a interesse pubblico del servizio bancario deve essere fatto valere dalla politica".
L'Università di Macerata mette a disposizione un percorso di formazione dedicato ai doveri civici e alle regole del seggio elettorale. Promuovere la conoscenza dei doveri civici e delle regole che disciplinano lo svolgimento delle operazioni elettorali, contribuendo a rafforzare la consapevolezza del valore della partecipazione democratica. È questo il tema al centro di “Cittadinanza e diritto di voto. Per-corso di formazione su doveri civici e regole del seggio elettorale”, promosso da Università e Prefettura di Macerata.
Il percorso affronta un aspetto fondamentale della vita democratica: il rapporto tra l'esercizio del diritto di voto, i doveri civici e il rispetto delle regole che ne garantiscono il corretto svolgimento. Un tema che coinvolge non soltanto la dimensione giuridica, ma anche il significato della responsabilità individuale e collettiva nella partecipazione alla vita pubblica.
Il corso è gratuito e prevede 12 ore di lezione e un laboratorio pratico di 4 ore, svolto con la collaborazione del Comune di Macerata - servizi demografici. Al termine sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Le iscrizioni sono aperte e la prima lezione si svolgerà il 9 novembre. Tutte le informazioni sono disponibili nel sito del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Macerata https://giurisprudenza.unimc.it.
Il voto, riconosciuto dall'articolo 48 della Costituzione come personale, eguale, libero e segreto, rappresenta uno degli strumenti fondamentali della democrazia. La sua attuazione richiede un sistema di regole e garanzie, la cui conoscenza contribuisce a comprendere il funzionamento delle istituzioni democratiche. In questa prospettiva, il percorso formativo unisce la riflessione sui principi della cittadinanza all'attenzione per gli aspetti che riguardano il funzionamento del seggio elettorale, offrendo anche una preparazione utile a coloro che intendano iscriversi all’albo degli scrutatori di seggio elettorale.
La collaborazione tra Università e Prefettura assume così un particolare significato sul piano dell'educazione alla cittadinanza: un'iniziativa che mette in dialogo il mondo accademico e le istituzioni del territorio, valorizzando la formazione come strumento per diffondere la conoscenza delle regole democratiche e favorire una partecipazione più consapevole alla vita della comunità
Un riconoscimento al valore della ricerca scientifica e al suo contributo alle sfide ambientali del futuro. La dottoressa, Paola Stabile, ricercatrice della Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino, ha ricevuto il Premio Mazzi nel corso del Congresso nazionale congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia.
Un premio che valorizza il lavoro svolto nello studio dei materiali derivati dai rifiuti e delle loro potenzialità nell'ambito dell'economia circolare. Durante il congresso, Stabile ha inoltre coordinato per la quarta volta la sessione scientifica dedicata ai geomateriali derivati dai rifiuti e al loro riutilizzo sostenibile, con particolare attenzione alle tecniche avanzate di caratterizzazione mineralogica.
Nel corso dell'appuntamento scientifico la ricercatrice ha presentato uno studio sul comportamento e sulla stabilizzazione dei metalli pesanti presenti nel bottom ash, ovvero le ceneri pesanti prodotte dagli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani. Si tratta di materiali complessi, composti da fasi vetrose e cristalline, che possono contenere sia elementi potenzialmente inquinanti sia sostanze di interesse strategico e tecnologico.
Comprendere come questi elementi si distribuiscono nelle diverse componenti mineralogiche è fondamentale per valutarne i possibili rischi ambientali e individuare modalità di recupero e riutilizzo. Proprio su questo aspetto si concentra il lavoro di ricerca di Paola Stabile, che punta a individuare nuove opportunità per trasformare residui e scarti in materiali utili.
Il premio ottenuto sarà destinato a sostenere un ulteriore approfondimento scientifico ad alta temperatura sulla cristallochimica e sulla distribuzione degli elementi durante la vetrificazione degli scarti da incenerimento. Particolare attenzione sarà riservata al possibile recupero di elementi minori di valore.
«La mia attuale attività di ricerca si concentra sullo studio dei materiali derivati da rifiuti e residui industriali, con particolare attenzione ai processi che permettono di trasformare uno scarto in una nuova risorsa», spiega la ricercatrice. «Comprendere come questi elementi si distribuiscono tra le diverse fasi mineralogiche è fondamentale per valutare sia il loro impatto ambientale sia le possibili strategie di recupero e riutilizzo».
Per raggiungere questi obiettivi vengono impiegate diverse tecniche di indagine, tra cui la diffrazione a raggi X, le analisi chimiche, la microscopia elettronica e le spettroscopie infrarossa e Raman. Un insieme di strumenti che consente di studiare le trasformazioni delle ceneri durante i trattamenti termici, approfondendo i processi di cristallizzazione, fusione e vetrificazione e il modo in cui gli elementi metallici vengono incorporati e stabilizzati nelle componenti vetrose o cristalline.
Il lavoro si inserisce in una prospettiva più ampia di economia circolare, nella quale il rifiuto non viene considerato soltanto un materiale da smaltire, ma una possibile risorsa da conoscere, caratterizzare e valorizzare. Le conoscenze mineralogiche e cristallochimiche possono infatti contribuire allo sviluppo di nuovi geomateriali, vetri e vetro-ceramiche ottenuti da materie seconde.
«La ricerca scientifica può offrire un contributo concreto alle grandi sfide ambientali contemporanee», sottolinea infine Stabile. «Studiare in profondità la struttura e la composizione dei materiali significa acquisire conoscenze fondamentali per ridurre l'impatto ambientale, utilizzare in modo più efficiente le risorse e sviluppare nuove soluzioni tecnologiche per trasformare ciò che oggi consideriamo uno scarto in una possibile risorsa per il futuro».
Un risultato che premia dunque il lavoro della ricercatrice e conferma il ruolo della ricerca universitaria nello sviluppo di soluzioni innovative per una gestione più sostenibile dei materiali e delle risorse.
Parte il nuovo progetto Marchestorie della rete che comprende i comuni tra il Fiastrone ed il Chienti: Caldarola, Camporotondo, Cessapalombo, Belforte. Una staffetta che l’Associazione Esteuropaovest idealmente fa con l’altro progetto "Antigone e Francesco”, che dopo Fiastra ha toccato Serrapetrona.
Nel nome di San Francesco parte questo secondo progetto: proprio da quel territorio dell'Italia centrale di cui le Marche fa parte, dove fece il suo primo pellegrinaggio fuori dall'Ubria. Da qui, Francesco continuò a viaggiare per altri dieci anni, fino al 1219, divenendo nel mondo il più italiano dei Santi, oltre che uno dei padri della nostra lingua.
Per diffondere il pensiero francescano, è stato scelto il mezzo del teatro dal vivo, quello che riesce a tramandare la memoria umana e sacra di Francesco e dei luoghi che a lui rimandano, trovando ascolto specie nelle giovani generazioni. È il Francesco più legato alla natura il protagonista della giornata di domenica 1 novembre a Belforte del Chienti, il suo pensiero ecologista e naturista: la giornata inizierà alle ore 16:00 nella Chiesa di S.Eustachio, con la Conferenza sull’ enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica humanitas” con relatore Don Oreste Campagna.
L’enciclica di papa Leone XIV sostiene la centralità dell’essere umano, il valore infinito di ogni persona contro i rischi di disumanizzazione derivanti dal modello tecnocratico. Sostiene il primato della coscienza e della responsabilità morale per la gestione della tecnologia e dell’intelligenza artificiale che rischia di essere strumento di esclusione, profitto asimmetrico o controllo geopolitico da parte di pochi monopoli.
La conferenza è curata dalla Biblioteca Comunale. A seguire, alle ore 17:30 l’evento principale "Cercando Francesco tra la Montagna Sacra" di Giorgio Felicetti, con Moira Ciccioli, Gian Paolo Valentini, Rachele Morelli e Giovanni Aiardo Esposito. Per cercare Francesco bisogna ripartire da quel primo cammino che dall’Umbria passava attraverso l’Appennino fino alla Marca. Lo spettacolo ripercorre nella memoria quelle vie che San Francesco utilizzò ottocento anni fa per le sue predicazioni tra le Marche meridionali e quelle del centro-nord della regione.
Un viaggio che dal paganesimo arriva ai giorni nostri, indica una religiosità fatta di luoghi, di popoli e gente in cammino, alla ricerca del Sacro. Francesco ricerca Dio nel mondo della sofferenza, della miseria, della emarginazione, ed è quella ricerca che gli attori e le attrici in scena saranno chiamati ad affrontare, nella sofferenza ancor viva nel cratere sismico. Così come le sue parole per la “cura” del mondo e della natura saranno guida a questo “viaggio teatrale” davanti al polittico capolavoro di Giovanni Boccati, dentro la bellissima chiesa di Sant’Eustachio di Belforte, le cui origini sono coeve al Santo Francesco. Alla fine dello spettacolo risuonerà forte una domanda: e se Francesco tornasse oggi, come sarebbero accolti lui e le sue parole, e quale aspetto avrebbe?
A chiusura di un pomeriggio denso di significati, alle ore 19:00 in piazza la Castagnata di Ognissanti, un rito comunitario di profondo senso sociale, che va oltre la degustazione del frutto autunnale. Storicamente la Castagnata di Ognissanti è legata alla cultura rurale e parrocchiale italiana, rappresenta un momento di coesione, inclusione e solidarietà fra i cittadini.
Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito.
L’arte sepolta e poi salvata, quella che ha rischiato di scomparire per sempre sotto le macerie del terremoto e che non dobbiamo dimenticare. Torna in mostra a San Severino attraverso gli scatti di Luca Maria Cristini, che hanno fissato l’impatto emotivo del ritrovamento di statue e opere sacre dopo il sisma. Si intitola “Scherza coi fanti e lascia stare i santi” l’esposizione fotografica riallestita il 26 ottobre nello “Scrigno della Gioia”, nella chiesa di San Giovanni. Il progetto aveva già offerto in passato un piccolo contributo a quella ricostruzione sociale necessaria quanto quella fisica, ormai avviata. Questa volta ha in più una finalità benefica.
Cristini, architetto, nei giorni del terremoto era responsabile dei beni culturali dell’Arcidiocesi di Camerino e San Severino. Ha lavorato a lungo insieme ai Vigili del Fuoco, ai volontari e ai “Monuments Men” dell’Arma, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale guidati dal colonnello Carmelo Grasso, per mettere in salvo il maggior numero possibile di opere dai luoghi di culto distrutti o a rischio crollo. In quei frangenti coglieva anche istantanee non tecniche, dal forte accento emozionale.
“Ho scattato queste foto, senza alcuna velleità artistica, con uno smartphone o, nel migliore dei casi, con una fotocamera amatoriale”, racconta. “Quello che ho voluto fissare è il sentimento vivo che le statue sacre, anche ridotte in frammenti, mi trasmettevano in quei momenti concitati”. Calate forzatamente dagli altari, quelle sculture sembravano animarsi, trasmettendo paura, dolore, smarrimento, talvolta abbandono e rassegnazione.
La mostra, già ospitata in passato al Pino’s Bar, nella Pinacoteca comunale “Pietro Tacchi-Venturi” di San Severino e sul bus Setra del 1975 della Contram, in versione itinerante tra Camerino e Visso, raccoglie immagini riprese tra settembre 2016 e marzo 2017 durante le decine di operazioni di recupero in chiese e musei danneggiati. Tra le migliaia di foto scattate per documentare la messa in sicurezza, Cristini ne ha selezionate venti. L’allestimento è stato possibile anche grazie alla collaborazione dello store Upim di San Severino e di Gammario Borri.
Il catalogo, edito dalla settempedana Hexagon di Pamela Natalini, raccoglie i contributi della giornalista Maria Francesca Alfonsi e del critico fotografico Alberto Pellegrino. Quest’ultimo osserva come le fotografie siano la prova di quanto possano cambiare la vita e l’ambiente di una comunità quando un evento naturale tragico frantuma o cancella una memoria stratificata nei secoli. Pellegrino firma anche un saggio sulla devozione popolare, ne analizza gli aspetti sociologici e umani.
Alfonsi, nella presentazione, sottolinea che le immagini ricordano quanto sia poco il tempo rimasto per non disperdere una memoria preziosa, fatta non solo di grande arte ma anche di una lunga pratica democratica: su questi monti, ricorda, nacque anzitempo l’idea d’Europa. Il tempo è poco e l’avversario è l’indifferenza, perché senza memoria non si costruisce il futuro.
A dieci anni dal sisma emergono anche segnali positivi: alcune delle opere riprodotte sono state restaurate e sono tornate a disposizione di fedeli e appassionati. Tra queste la celebre “Madonna delle Rose” di San Placido di Ussita, oggi al MARec, il museo allestito dalla diocesi di Camerino nell’ex palazzo vescovile di San Severino. Fu proprio Cristini a suggerire e ottenere, superate le prime perplessità degli enti di tutela, che gran parte delle opere provenienti dall’area epicentrale vi fossero depositate.
La mostra è dedicata alle tante donne e uomini della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’ordine, del volontariato, degli enti di tutela e della comunicazione che, con sacrificio, fatica e dolore, animati da un inspiegabile “sacro furore” tipico dei momenti di emergenza, hanno lavorato al recupero delle testimonianze di devozione e d’arte nel territorio ferito dal Sisma Centro Italia 2016.
Il ricavato della vendita dei cataloghi sarà interamente devoluto alle missioni dei padri Cappuccini di San Severino nel Corno d’Africa, attive soprattutto nella regione del Wolayta, tramite l’associazione “Sorrisi per l’Etiopia”. Chi lo desidera può inoltre contribuire con donazioni dirette all’associazione (Sorrisi per l’Etiopia ETS).
Nel giorno in cui ricorrono i dieci anni dalla scossa del 30 ottobre 2016, Pieve Torina inaugura due nuove strutture dedicate al turismo e alla valorizzazione del territorio: il ristorante panoramico e la nuova vasca riscaldata del percorso Kneipp. Due interventi che si inseriscono nel percorso di rilancio della comunità dopo il terremoto, con l'obiettivo di rafforzare l'offerta turistica e creare nuove opportunità di sviluppo.
Al taglio del nastro erano presenti il sindaco Alessandro Gentilucci, i primi cittadini del territorio, i responsabili dell'Usr Marche, il sottosegretario alla presidenza della Regione Marche Silvia Luconi e il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.
"L'obiettivo è proseguire sulla strada della ricostruzione continuando a essere dignitosi, onesti, attenti", ha esordito Gentilucci davanti ai cittadini e alle autorità. Il primo cittadino ha ricordato la determinazione di una comunità che, nonostante le difficoltà seguite al sisma, ha scelto di rimanere e investire sul proprio futuro.
"La nostra è una comunità che ha saputo resistere, in tanti hanno deciso di rimanere e oggi stiamo raccogliendo i frutti di quella determinazione a voler restare - ha aggiunto Gentilucci -. Una ricostruzione che è non solo fisica, ma del tessuto sociale, economico e culturale, un percorso di rigenerazione volto a stimolare anche i privati a investire qui: il ristorante e la nuova vasca sul percorso Kneipp rappresentano, in questo senso, un'ulteriore opportunità di crescita e sviluppo sul piano turistico".
Nel corso della cerimonia è intervenuta anche Silvia Luconi, che ha indicato Pieve Torina come un modello da seguire nella ricostruzione post-sisma. Un percorso caratterizzato, fin dalle prime fasi dell'emergenza, dalla volontà di contrastare lo spopolamento attraverso investimenti mirati nei settori dei servizi e del turismo.
A tracciare un bilancio della ricostruzione nelle Marche è stato il commissario straordinario Guido Castelli, che ha ricordato il significato della data del 30 ottobre 2016: "È una data che resta impressa nella memoria delle Marche. Fu un giorno disperato, segnato da un lungo fiume di cittadini che lasciavano questi territori, diretti verso la costa".
Castelli ha quindi fornito alcuni dati sull'avanzamento degli interventi: nelle Marche sono stati conclusi oltre 9mila cantieri privati, mentre poco più di 5.500 risultano ancora in corso. "Dal 2023 a oggi, inoltre, sono 2.345 i nuclei familiari tornati nelle proprie abitazioni, circa uno su tre", ha evidenziato Castelli.
"Il cambio di passo è tangibile anche qui a Pieve Torina, dove queste nuove opere rappresentano il risultato di una visione di rilancio e opportunità che condivido con il sindaco Alessandro Gentilucci e con il presidente della Regione Francesco Acquaroli - ha proseguito il commissario -. Il modo migliore per onorare la memoria di quel 30 ottobre è continuare a lavorare, con determinazione e responsabilità".
Il progetto Erasmus BIP del Conservatorio Rossini di Pesaro culminerà in una pubblicazione discografica mondiale con Brilliant Classics. Sabato 7 novembre il concerto ad ingresso libero presso l'Auditorium del Centro Mondiale della Poesia di Recanati.
Un evento culturale di respiro internazionale interamente dedicato alla produzione pianistica di Gioachino Rossini. L' iniziativa vede la collaborazione dell' Associazione Beniamino Gigli e si pone un obiettivo di straordinario prestigio: la registrazione integrale dei Péchés de vieillesse (Peccati di vecchiaia), una delle raccolte più originali, ironiche e affascinanti dell’ultimo periodo del compositore pesarese.
Il progetto unisce la formazione accademica, la ricerca interpretativa e la produzione discografica, riunendo nelle Marche ben 34 giovani talenti del pianoforte provenienti da cinque tra le più importanti istituzioni musicali del continente.
I protagonisti arrivano infatti dal Conservatorio Statale di Musica "G.Rossini" di Pesaro, dal Pôle Superieur d'Enseignement Artistique della Francia, dalla University of Music and Performing Arts di Vienna, dalla LUCA School of Arts di Lovanio e dalla National Academy of Music di Sofia.
Il percorso artistico offrirà al pubblico eccezionali occasioni di ascolto dal vivo. L'appuntamento di sabato 7 novembre, alle ore 18:00 a Recanati, presso l'Auditorium del Centro Mondiale della Poesia (Piazzale Foschi) si intitola "Il Salotto di Rossini – Les Péchés de vieillesse" e proporrà una selezione dei brani della raccolta, offrendo una panoramica sulla straordinaria libertà espressiva e sulla creatività dell'autore. L'ingresso all'evento è libero, ma è gradita la prenotazione.
Oltre alla tappa recanatese, che gode del patrocinio dell'Amministrazione Comunale, gli studenti si esibiranno in un appuntamento dal forte valore simbolico al Teatro Rossini di Pesaro, la città natale del compositore.
I concerti non saranno solo un momento di musica dal vivo, ma rappresentano il tassello di un mosaico ancora più ampio. I brani eseguiti dai 34 pianisti internazionali saranno infatti registrati per far parte dell'integrale pianistica rossiniana, che verrà successivamente pubblicata e distribuita a livello mondiale dalla prestigiosa etichetta Brilliant Classics. Un’opportunità unica per portare il nome del territorio e dei grandi interpreti di domani nel panorama discografico internazionale.
L'organizzazione del progetto è interamente curata dall'Ufficio Erasmus del Conservatorio Rossini, che conferma così il proprio impegno nel promuovere la mobilità internazionale, lo scambio di esperienze e la valorizzazione dell'identità culturale europea attraverso la musica.
A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, San Severino Marche torna al centro del racconto internazionale sul sisma. La rivista National Geographic ha dedicato uno speciale alla ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano, con un reportage dal titolo "Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso".
Il servizio, pubblicato sul sito italiano della rivista e corredato dalle fotografie del settempedano Claudio Scarponi, ripercorre lo stato dei cantieri e le ferite ancora aperte nei territori colpiti dal terremoto. Tra le immagini scelte per documentare le conseguenze del sisma e il lungo percorso di ripartenza c'è anche uno scatto dell'interno del palasport comunale Albino Ciarapica di viale Mazzini, a San Severino Marche.
Il palasport che accolse 180 sfollati
La fotografia riporta alla memoria i giorni più difficili dell'emergenza, quando la struttura sportiva fu trasformata in uno dei principali centri di accoglienza allestiti dal Comune. Il palasport mise a disposizione 180 posti letto per gli sfollati, offrendo un primo riparo alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo le scosse.
L'accoglienza a San Severino non si limitò al palasport. Altri centri furono attivati nelle palestre dell'Istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" e del plesso scolastico di Cesolo, oltre che in una struttura modulare installata nei pressi della chiesa della frazione.
Una rete di spazi e interventi che testimoniò la risposta della comunità settempedana nelle ore e nei giorni più complessi, quando fu necessario trovare rapidamente una sistemazione per le persone rimaste senza casa.
La ricostruzione ancora in corso
Il reportage di National Geographic riporta l'attenzione su un territorio che, a distanza di dieci anni dal terremoto, continua a fare i conti con la ricostruzione. Le immagini di Scarponi raccontano non soltanto i segni lasciati dalle scosse e l'avanzamento dei lavori, ma anche la memoria di quanto accadde e la capacità delle comunità locali di affrontare l'emergenza.
Per San Severino Marche, la presenza del palasport Albino Ciarapica tra gli scatti pubblicati rappresenta anche l'occasione per ricordare la solidarietà e l'organizzazione messe in campo per assistere gli sfollati. Un frammento della storia del terremoto che torna oggi sotto i riflettori, mentre il percorso di ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano non è ancora concluso.
Il reportage completo è disponibile sul sito di National Geographic a questo link: Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso.
Cento anni di ricordi, esperienze e legami familiari. Celestino Morosi ha raggiunto lo straordinario traguardo del secolo di vita e ha festeggiato il compleanno nella casa di riposo di Castelraimondo, dove è attualmente ospite, circondato dall'affetto dei figli Simonetta e Aurelio, dei nipoti e dei suoi cari.
Originario di Castelraimondo, Morosi ha trascorso gran parte della propria vita a Matelica, mantenendo il legame con il territorio d'origine. La ricorrenza è stata l'occasione per riunire la famiglia e celebrare un percorso lungo un secolo, caratterizzato da tante esperienze e dagli affetti costruiti nel tempo.
Alla festa ha partecipato anche Barbara Cacciolari, assessore del comune di Matelica, che ha portato al centenario gli auguri e i saluti del sindaco Denis Cingolani. Gli auguri sono arrivati anche dall'amministrazione comunale di Castelraimondo. Il sindaco Patrizio Leonelli e l'assessore Ilenia Cittadini hanno rivolto a Celestino un messaggio di affetto: "Raggiungere i cento anni è un traguardo davvero speciale, che porta con sé una vita intera di ricordi, esperienze e affetti. A Celestino rivolgiamo i nostri più affettuosi auguri e l'abbraccio di tutta Castelraimondo".
Gli amministratori hanno sottolineato anche il valore della festa organizzata nella struttura cittadina: "Siamo felici che questo compleanno sia stato festeggiato nella nostra Casa di riposo, circondato dall'affetto della sua famiglia e delle persone che ogni giorno se ne prendono cura. A Celestino auguriamo serenità e ancora tanti momenti belli da condividere". Un ringraziamento è stato infine rivolto alla Casa di riposo di Castelraimondo per aver accolto e celebrato questo importante traguardo, rendendo speciale il compleanno del centenario.
In occasione delle celebrazioni della Festa di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti, nella città di Matelica sono iniziati i lavori di manutenzione dei cimiteri comunali per garantire il decoro degli ambienti.
"Riteniamo fondamentale dedicare attenzione e impegno a questi luoghi così importanti per la nostra comunità. Si tratta di spazi di raccoglimento, memoria e affetto nei quali ciascuno di noi custodisce ricordi e legami profondi con i propri cari" - dichiara il sindaco Denis Cingolani, e prosegue - "La cura dei cimiteri non è soltato un'attività di manutenzione, ma un dovere morale e un segno concreto di rispetto verso chi non c'è più e verso tutte le famiglie che si recano a far visita ai propri defunti".
Un ringraziamento, da parte del sindaco, agli addetti ai lavori ma anche ai cittadini che quotidianamente mantengono curati gli spazi. "Il rispetto per i nostri defunti si esprime anche attraverso la cura dei luoghi della memoria. È un impegno che intendiamo portare avanti con attenzione e continuità, non soltanto in occasione delle ricorrenze, ma durante tutto l’anno. A tutta la cittadinanza, un pensiero di vicinanza e raccoglimento in queste giornate dedicate al ricordo dei nostri cari”.
La Prefettura ha reso noto il calendario delle postazioni degli autovelox che saranno installati lungo la superstrada SS77 della Val di Chienti e sulla SS77 Var (Sfercia-Fonte Mattinate) per il mese di novembre 2026. Sul sito dell'ente, nella sezione dedicata, è possibile consultare l'elenco completo delle postazioni attive giorno per giorno: l'elenco viene aggiornato mensilmente e comprende sia i servizi gestiti dalla Polizia Stradale di Macerata sia le postazioni delle Polizie Locali dei singoli Comuni.
I controlli interesseranno diversi tratti della superstrada, con postazioni nei territori di Camerino, Caldarola, Belforte del Chienti, Tolentino, Corridonia e Montecosaro. Numerosi anche i servizi programmati dalla Polizia Stradale di Macerata, che presidierà in particolare i chilometri 79+070, in direzione mare-monti, e 104+200, in direzione monti-mare, con controlli dalle 8 alle 20.
IL CALENDARIO COMPLETO DI NOVEMBRE 2026
Domenica 1 novembre i controlli saranno effettuati dalla Polizia Stradale di Macerata al chilometro 79+070, in direzione mare-monti, e al chilometro 104+200, in direzione monti-mare. Entrambe le postazioni saranno operative dalle 8 alle 20. Lunedì 2 novembre sarà invece la Polizia Locale di Camerino a effettuare i controlli al chilometro 39+590, in direzione monti-mare, dalle 8 alle 13.
Martedì 3 novembre doppio appuntamento con le Polizie Locali: a Caldarola, al chilometro 58+600, in direzione monti-mare, dalle 8 alle 13, e a Corridonia, al chilometro 85+020, in direzione mare-monti, dalle 13 alle 18. Mercoledì 4 e giovedì 5 novembre tornerà in azione la Polizia Stradale di Macerata, con le postazioni al chilometro 79+070, direzione mare-monti, e al chilometro 104+200, direzione monti-mare, entrambe dalle 8 alle 20.
Venerdì 6 novembre la Polizia Locale di Camerino sarà presente al chilometro 39+590, in direzione monti-mare, dalle 13 alle 18. Sabato 7 novembre i controlli interesseranno Tolentino, al chilometro 77+270, in direzione monti-mare, dalle 8 alle 13, e Belforte del Chienti, al chilometro 62+200, in direzione mare-monti, dalle 13 alle 18.
Domenica 8 novembre nuovo servizio della Polizia Stradale di Macerata ai chilometri 79+070, direzione mare-monti, e 104+200, direzione monti-mare, dalle 8 alle 20. Lunedì 9 novembre saranno quattro le postazioni delle Polizie Locali: a Caldarola, al chilometro 58+600, e a Corridonia, al chilometro 85+020, entrambe dalle 8 alle 13; a Tolentino, al chilometro 77+270, dalle 13 alle 18, e a Montecosaro, al chilometro 102+400, dalle 13 alle 18. Per Caldarola la direzione prevista è monti-mare, per Corridonia mare-monti, per Tolentino monti-mare e per Montecosaro mare-monti.
Martedì 10 e mercoledì 11 novembre la Polizia Stradale di Macerata sarà impegnata con i controlli ai chilometri 79+070, in direzione mare-monti, e 104+200, in direzione monti-mare, dalle 8 alle 20. Giovedì 12 novembre la Polizia Locale di Camerino effettuerà verifiche al chilometro 39+590, in direzione monti-mare, dalle 8 alle 13. Venerdì 13 novembre sarà invece la volta di Belforte del Chienti, con la postazione della Polizia Locale al chilometro 62+200, in direzione mare-monti, dalle 8 alle 13.
Sabato 14 novembre i controlli saranno distribuiti tra tre Comuni: a Tolentino, al chilometro 77+270, in direzione monti-mare, dalle 8 alle 13; a Caldarola, al chilometro 58+600, in direzione monti-mare, dalle 13 alle 18; e a Corridonia, al chilometro 85+020, in direzione mare-monti, dalle 13 alle 18.
Domenica 15 novembre la Polizia Stradale di Macerata tornerà a presidiare i chilometri 79+070, direzione mare-monti, e 104+200, direzione monti-mare, dalle 8 alle 20. Lo stesso servizio sarà ripetuto lunedì 16 novembre, sempre dalle 8 alle 20.
Martedì 17 novembre sono previste tre postazioni delle Polizie Locali: a Montecosaro, al chilometro 102+400, in direzione mare-monti, dalle 8 alle 13; a Tolentino, al chilometro 77+270, in direzione monti-mare, dalle 13 alle 18; e a Belforte del Chienti, al chilometro 62+200, in direzione mare-monti, dalle 13 alle 18.
Mercoledì 18 e giovedì 19 novembre la Polizia Stradale di Macerata sarà nuovamente presente con i controlli ai chilometri 79+070, in direzione mare-monti, e 104+200, in direzione monti-mare, dalle 8 alle 20. Venerdì 20 novembre le verifiche delle Polizie Locali interesseranno Caldarola, al chilometro 58+600, e Corridonia, al chilometro 85+020, entrambe dalle 8 alle 13. La prima postazione sarà in direzione monti-mare, la seconda in direzione mare-monti.
Sabato 21 novembre la Polizia Locale di Camerino effettuerà controlli al chilometro 39+590, in direzione monti-mare, dalle 8 alle 13. Domenica 22 novembre tornerà invece la Polizia Stradale di Macerata, con le postazioni ai chilometri 79+070 e 104+200, rispettivamente in direzione mare-monti e monti-mare, dalle 8 alle 20.
Lunedì 23 novembre doppio appuntamento con le Polizie Locali di Tolentino e Belforte del Chienti. A Tolentino i controlli saranno effettuati al chilometro 77+270, in direzione monti-mare, mentre a Belforte del Chienti la postazione sarà al chilometro 62+200, in direzione mare-monti. Entrambi i servizi sono programmati dalle 8 alle 13.
Martedì 24 e mercoledì 25 novembre la Polizia Stradale di Macerata sarà operativa ai chilometri 79+070, direzione mare-monti, e 104+200, direzione monti-mare, dalle 8 alle 20. Giovedì 26 novembre la Polizia Locale di Montecosaro sarà invece presente al chilometro 102+400, in direzione mare-monti, dalle 8 alle 13.
Venerdì 27 novembre i controlli saranno effettuati a Tolentino, al chilometro 77+270, in direzione monti-mare, dalle 8 alle 13; a Caldarola, al chilometro 58+600, in direzione monti-mare, dalle 13 alle 18; e a Corridonia, al chilometro 85+020, in direzione mare-monti, sempre dalle 13 alle 18.
Sabato 28 novembre doppio servizio delle Polizie Locali: a Belforte del Chienti, al chilometro 62+200, in direzione mare-monti, dalle 8 alle 13, e a Camerino, al chilometro 39+590, in direzione monti-mare, dalle 13 alle 18.
Domenica 29 e lunedì 30 novembre il mese si chiuderà con i controlli della Polizia Stradale di Macerata. In entrambe le giornate le postazioni saranno al chilometro 79+070, in direzione mare-monti, e al chilometro 104+200, in direzione monti-mare, con orario dalle 8 alle 20.
Gli automobilisti sono invitati a prestare attenzione ai limiti di velocità e alla segnaletica stradale lungo i tratti interessati dai controlli.