Macerata - Scontro frontale  lungo la Provinciale, furgone si ribalta: due feriti al Pronto Soccorso
Cronaca
04/09/2026 09:32

Macerata - Scontro frontale lungo la Provinciale, furgone si ribalta: due feriti al Pronto Soccorso

Violento incidente questa mattina, poco dopo le 7, lungo la strada provinciale 78 Picena, nel tratto che dal capoluogo scende verso la frazione di Sforzacosta. Per cause ancora in corso di accertamento, una Fiat Punto e un furgone si sono scontrati frontalmente. L’impatto è stato particolarmente violento, tanto che, dopo lo schianto, il furgone si è ribaltato sulla carreggiata. Immediato l’allarme ai soccorsi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di soccorso e nella messa in sicurezza dei mezzi. Il bilancio dell’incidente è di due feriti, entrambi trasportati all’ospedale di Macerata per le cure e gli accertamenti del caso. Sul posto anche gli agenti della polizia locale, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dello schianto. Per consentire i soccorsi e i rilievi, la strada era stata chiusa in entrambe le direzioni, con il traffico deviato attraverso la Carrareccia. Il tratto è stato successivamente riaperto e la situazione della viabilità è tornata regolare

Macerata - Scontro frontale lungo la Provinciale, furgone si ribalta: due feriti al Pronto Soccorso

Macerata - Scontro frontale  lungo la Provinciale, furgone si ribalta: due feriti al Pronto Soccorso
04/09/2026 09:32

Violento incidente questa mattina, poco dopo le 7, lungo la strada provinciale 78 Picena, nel tratto che dal capoluogo scende verso la frazione di Sforzacosta. Per cause ancora in corso di accertamento, una Fiat Punto e un furgone si sono scontrati frontalmente. L’impatto è stato particolarmente violento, tanto che, dopo lo schianto, il furgone si è ribaltato sulla carreggiata. Immediato l’allarme ai soccorsi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118 e i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di soccorso e nella messa in sicurezza dei mezzi. Il bilancio dell’incidente è di due feriti, entrambi trasportati all’ospedale di Macerata per le cure e gli accertamenti del caso. Sul posto anche gli agenti della polizia locale, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dello schianto. Per consentire i soccorsi e i rilievi, la strada era stata chiusa in entrambe le direzioni, con il traffico deviato attraverso la Carrareccia. Il tratto è stato successivamente riaperto e la situazione della viabilità è tornata regolare

Cronaca

Si perde sul Monte Conero, il soccorso attraversa Austria e alto adige

Si perde sul Monte Conero, il soccorso attraversa Austria e alto adige

04/09/2026 09:30

È successo tutto nella notte del 2 settembre, quando un ragazzo austriaco di 19 anni stava esplorando il Conero, nella zona sopra Sirolo. Durante l’escursione, forse a causa di un passo falso, il giovane è scivolato rovinosamente, finendo fuori dal probabile percorso escursionistico e perdendo l’orientamento. Dopo aver cercato inutilmente aiuto, ha deciso di chiamare la madre, che si trovava a casa, in Austria. È stata proprio la donna ad attivare i soccorsi. La richiesta è arrivata al NUE 112 di Bolzano, che ha registrato la segnalazione e l’ha successivamente girata al NUE delle Marche. A quel punto sono stati allertati i vigili del fuoco e il Soccorso Alpino, che hanno raggiunto la zona indicata dal giovane e avviato le ricerche. Nelle operazioni sono state coinvolte anche squadre specializzate dei vigili del fuoco provenienti da Ancona e il drone del comando dei vigili del fuoco di Macerata. Dopo più di un’ora di ricerche, il 19enne è stato individuato in un ghiaione, dove era probabilmente scivolato dopo essersi allontanato dal sentiero. In un primo momento era stato allertato anche un elicottero per l’eventuale estrazione, ma il mezzo è stato fatto rientrare una volta che i soccorritori sono riusciti a raggiungere il giovane. Il ragazzo presentava diverse escoriazioni e tumefazioni compatibili con la caduta, ma era in grado di camminare. È stato quindi accompagnato a valle a piedi, in un’operazione durata circa un’ora e mezza, dove ad attenderlo c’era un’ambulanza. Dopo essere stato visitato e medicato sul posto, le sue condizioni non hanno reso necessario il trasporto in ospedale. Al termine dell’intervento, il giovane è stato riaccompagnato da un componente del Soccorso Alpino al campeggio dove sta trascorrendo le vacanze.

Morrovalle, addio a Nazzarena Acquaroli, ex preside e presidente dell’Archeoclub

Morrovalle, addio a Nazzarena Acquaroli, ex preside e presidente dell’Archeoclub

03/09/2026 21:20

Morrovalle piange la scomparsa di Nazzarena Acquaroli, storico volto della scuola, della cultura e dell’impegno civile della città. Laureata in Pedagogia e Beni Culturali, ha guidato per decenni le scuole del territorio prima come maestra, poi come vicepreside dell’Istituto Comprensivo di Morrovalle e infine come preside della scuola elementare Lorenzo Lotto di Monte San Giusto, trasmettendo a generazioni di studenti la passione per la storia e per il proprio paese. Nazzarena Acquaroli è stata per oltre trent’anni l’anima e la presidente della sezione locale dell’Archeoclub d’Italia, ruolo che lo scorso anno le era valso la nomina a socia onoraria dell'associazione nazionale. Sotto la sua spinta instancabile Palazzo Lazzarini si è trasformato nel cuore della vita cittadina come sede del Museo Civico e della Biblioteca Comunale. A lei si devono tappe fondamentali nella tutela del patrimonio locale, tra cui il restauro conservativo della storica Fonte del Coppo, la valorizzazione della necropoli picena di contrada Santa Lucia e dei resti romani del Fanum Apollonis, promossi con eventi come Borghi Aperti – Morrovalle by Night. Capace di unire il rigore dello studio accademico alla divulgazione, ha curato mostre e convegni importanti, tra cui quello sul legame tra il poeta Giuseppe Gioachino Belli e la Marchesa Vincenza Roberti, sostenendo la pubblicazione di monografie e tesi sulla storia morrovallese. Tra le sue intuizioni più amate figurano il concorso scuole Archeojunior, giunto al traguardo dei ventisei anni, la rassegna Invito all’Opera per l'avvicinamento al melodramma, oltre alle letture per bambini in biblioteca, le gite d'arte e le passeggiate storiche tra i vicoli del borgo. La sua scomparsa lascia un profondo cordoglio in tutta la comunità e nelle istituzioni, come ricordato dal sindaco Andrea Staffolani: «Per lei la cultura non è mai stata erudizione, ma il modo in cui una comunità impara a riconoscersi. Aveva capito prima di altri che i beni culturali si difendono insegnandoli e con progetti come Archeojunior ci lascia un metodo destinato a durare. A nome mio, dell’Amministrazione e dell’intera città, mi stringo al dolore dei familiari».

Attualità

Lavoro, tirocini e apprendistati in Europa: a Macerata il laboratorio Eures

Lavoro, tirocini e apprendistati in Europa: a Macerata il laboratorio Eures

04/09/2026 11:00

Lavorare, fare un tirocinio o un apprendistato in un altro Paese dell’Unione europea. Sono le opportunità al centro del laboratorio di orientamento EURES Targeted Mobility Scheme (TMS), in programma a Macerata per aiutare cittadini e giovani a conoscere e utilizzare gli strumenti disponibili per la mobilità professionale in Europa.  L’iniziativa è promossa da Eurodesk Italy, in collaborazione con il coordinamento nazionale Eures TMS, la rete nazionale Eures Italia, i Centri Eurodesk del Comune di Civitanova Marche, ente capofila, e Europe Direct Marca di Camerino, insieme all’Università degli Studi di Macerata e al Centro di Documentazione europea, ospitato dall’Ateneo. L’appuntamento è fissato per mercoledì 23 settembre, dalle 10 alle 12, all’Università di Macerata, al Polo Pantaleoni, Aula Verde, in via della Pescheria Vecchia 26. L’obiettivo del laboratorio è fornire ai partecipanti gli strumenti necessari per affrontare un’esperienza professionale in un altro Paese dell’Ue, illustrando le possibilità offerte dal programma Eures Tms, che sostiene la mobilità lavorativa attraverso opportunità di lavoro, tirocinio e apprendistato. Il programma è finanziato nell’ambito della componente Employment and Social Innovation (EaSI) del Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e rappresenta uno degli strumenti messi a disposizione a livello europeo per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro oltre i confini nazionali. Il laboratorio è aperto a tutti i cittadini europei maggiorenni, con una particolare attenzione alla fascia di età 18-35 anni. Durante le due ore dell’incontro, i partecipanti affronteranno due diversi momenti. La prima sessione sarà dedicata alla presentazione del programma Eures Tms e alla simulazione della registrazione sulla piattaforma. La seconda sarà invece incentrata sulle competenze e sulle strategie necessarie per affrontare un percorso di mobilità professionale in Europa. La partecipazione è gratuita, ma i posti disponibili sono limitati ed è quindi necessaria l’iscrizione.  

Dopo il sisma, Monte Cavallo riabbraccia il suo Municipio: "Traguardo simbolico e concreto"

Dopo il sisma, Monte Cavallo riabbraccia il suo Municipio: "Traguardo simbolico e concreto"

03/09/2026 18:00

Il Municipio torna a essere la casa della comunità. A dieci anni dagli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia, Monte Cavallo ha inaugurato la nuova sede comunale, ricostruita e riqualificata nell’ambito degli interventi della ricostruzione post sisma. Un momento dal forte valore simbolico e concreto per il piccolo centro dell’entroterra maceratese, che torna a disporre di una struttura sicura, moderna, accessibile e pronta ad accogliere non soltanto gli uffici dell’amministrazione, ma anche servizi e attività a disposizione dei cittadini. Alla cerimonia hanno partecipato la senatrice Elena Leonardi, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche Silvia Luconi, il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, il presidente del Consiglio regionale delle Marche Gianluca Pasqui, diversi consiglieri regionali, numerosi sindaci del territorio e rappresentanti delle istituzioni locali. L’intervento, finanziato con oltre 2,3 milioni di euro nell’ambito della ricostruzione post sisma, ha riguardato il complesso comunale formato da due corpi di fabbrica realizzati in epoche differenti. Sulla porzione storica, risalente alla seconda metà dell’Ottocento, è stato effettuato un importante intervento di miglioramento sismico. I lavori hanno interessato la copertura e il cordolo perimetrale, il consolidamento delle murature e dei solai e l’inserimento di elementi di rinforzo strutturale. La parte più recente del complesso è stata invece demolita e successivamente ricostruita. Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità e alla piena fruibilità degli ambienti. I due edifici sono stati collegati attraverso una rampa interna al piano terra e una scala dotata di montascale al primo piano, consentendo di raggiungere agevolmente i diversi livelli del complesso. Anche le finiture esterne sono state uniformate, con l’obiettivo di inserire armonicamente il nuovo intervento nel tessuto urbano esistente. Il nuovo Municipio ospiterà una pluralità di funzioni. Gli uffici comunali sono collocati al primo piano della parte ricostruita, mentre al piano terra trovano spazio la Protezione civile, la Pro Loco e una sala destinata a manifestazioni, feste e conferenze. Nell’edificio storico sono invece ospitate la sala consiliare, gli spazi espositivi, l’ufficio postale e, al piano terra, locali destinati ai servizi socio-sanitari. «La rinascita della nostra sede comunale rappresenta un traguardo simbolico e concreto di resilienza e ripartenza per tutta la comunità di Monte Cavallo – sottolinea il sindaco Pietro Cecoli –. Con questo intervento restituiamo ai cittadini una struttura moderna, sicura ed efficiente, destinata non solo agli uffici pubblici e ai servizi essenziali, ma anche alla vita sociale e culturale del territorio». Il primo cittadino ha quindi rivolto un ringraziamento alla Struttura commissariale, al commissario Guido Castelli, alla Regione Marche, all’USR Marche, alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica delle Marche, alla ditta esecutrice e alla direzione dei lavori, oltre ai dipendenti comunali impegnati nel trasloco. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche al pittore Daniele Cristallini, che ha impreziosito i nuovi ambienti con alcune sue opere. Per il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, la restituzione del Municipio rappresenta un passaggio fondamentale: «Restituire il Municipio a Monte Cavallo significa restituire alla comunità un punto di riferimento fondamentale e dare concretezza a quella ricostruzione che deve creare le condizioni per continuare a vivere e progettare il futuro nei nostri territori». Castelli ha sottolineato inoltre il ruolo particolare che le sedi comunali rivestono nei piccoli centri dell’Appennino, definendole anche «presidi dello Stato e dei servizi». Una ricostruzione, ha evidenziato, che non deve limitarsi alla riparazione degli edifici danneggiati, ma deve contribuire a rendere i borghi «più vivi e attrattivi», garantendo servizi, spazi di socialità e condizioni capaci di contrastare lo spopolamento. I lavori del nuovo Municipio si sono conclusi il 3 giugno 2026, nel rispetto dei tempi previsti, e l’opera è stata successivamente collaudata. Nella parte storica troverà inoltre posto l’archivio storico comunale, attualmente interessato dalle attività di restauro e classificazione finanziate dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica delle Marche. Un ulteriore tassello di un intervento che non guarda soltanto alla sicurezza degli edifici, ma anche alla conservazione dell’identità e della memoria della comunità. L’inaugurazione si è trasformata così in una vera giornata di festa e condivisione con l’intera comunità di Monte Cavallo. Dopo il momento istituzionale, la giornata è proseguita in piazza insieme ai cittadini, tra musica, canti tradizionali e momenti conviviali, per celebrare il ritorno di uno dei luoghi centrali della vita del paese. La restituzione del Municipio rappresenta infatti un passaggio importante nel percorso di ricostruzione di Monte Cavallo, non soltanto per il ritorno degli uffici comunali nella loro sede, ma anche per la possibilità di riavere a disposizione spazi destinati ai servizi, alle attività istituzionali, alla cultura e alla socialità. Nella parte storica del Municipio troverà inoltre posto l’archivio storico comunale, attualmente interessato dalle attività di restauro e classificazione finanziate dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica delle Marche. Un patrimonio documentale che tornerà così a trovare spazio all’interno della sede comunale, contribuendo a custodire e valorizzare la memoria della comunità. Il nuovo edificio diventa quindi un luogo aperto a più funzioni e alle diverse esigenze del paese, con la presenza della Protezione civile, della Pro Loco, dell’ufficio postale, dei servizi socio-sanitari e di una sala destinata a manifestazioni, feste e conferenze, oltre agli uffici comunali e alla sala consiliare. Un risultato che si inserisce nel più ampio percorso della ricostruzione post sisma. A Monte Cavallo, sul fronte della ricostruzione privata, sono 58 le domande di contributo presentate, 38 delle quali già concesse. L’importo complessivamente richiesto ammonta a 19.014.317,21 euro, mentre sono stati concessi 11.858.261,05 euro e già liquidati 7.264.125,79 euro. Sono 27 i cantieri conclusi e 10 quelli attualmente in corso. Per quanto riguarda la ricostruzione pubblica, sono complessivamente 21 le opere: 4 completate, 8 appaltate, 2 con lavori iniziati, 6 in fase di progettazione e una finanziata.   

Politica

Legge suicidio assistito, Ruggeri (M5S): "Dal Veneto lezione di civiltà e umanità"

Legge suicidio assistito, Ruggeri (M5S): "Dal Veneto lezione di civiltà e umanità"

03/09/2026 16:40

Dopo la notizia dell’approvazione della legge sul suicidio medicalmente assistito da parte del Consiglio regionale del Veneto, che lo rende di fatto la prima regione governata dal centrodestra a regolamentare le procedure e le tempistiche della pratica, la questione ha riaperto il dibattito. L’eco di quanto avvenuto, si fa sentire forte anche nella regione Marche, dove già da tempo è depositata in Consiglio regionale una proposta di legge di ugual misura, presentata da parte del consigliere Pd Maurizio Mangialardi nel 2022. La notizia è stata accolta dalla consigliera regionale del M5S Marta Ruggeri come una vittoria di civiltà e un atto di sensibilità e responsabilità politica. Ruggeri osserva come il superamento delle barriere ideologiche rappresenti un elemento importante, soprattutto quando il tema sono la dignità dei cittadini e le loro sofferenze, oltre che i loro diritti fondamentali. "La scelta maturata a Venezia dimostra che anche nell'alveo del centrodestra è possibile un confronto maturo e rispettoso della libertà individuale", afferma Ruggeri. Secondo la consigliera anche all’interno della coalizione di centrodestra si può avviare un "dialogo maturo, che rispetti le libertà individuali e che consenta ai cittadini di accedere a questo servizio nei giusti tempi e modalità". È osservando il modello veneto che Ruggeri si augura che la regione Marche possa trarre spunto ed esempio per "sbloccare la situazione" circa "la proposta di legge ad iniziativa del collega Maurizio Mangialardi, che mi vede cofirmataria con convinzione. È giunto il momento che la maggioranza di centrodestra marchigiana dimostri la stessa maturità del Veneto: non possiamo continuare a voltarci dall'altra parte o a rimandare una discussione che riguarda la vita, la dignità e i diritti delle persone". L’invito è quello di dimostrare pari maturità, avviando il prima possibile un dibattito da svolgersi in Commissione e poi in Aula, due strumenti istituzionali fondamentali e irrinunciabili “per dotare la regione di una norma di civiltà e umanità”. La legge sul 'fine vita' La Toscana è stata la prima regione ad approvare una legge sul suicidio medicalmente assistito, seguita da Sardegna, Emilia Romagna ed ora, Veneto. Il tema di una possibile legge sul 'fine vita' in Italia si muove in uno spazio grigio che non è ancora regolamentato. Per questo le regioni devono muoversi autonomamente, spinte, molto spesso, da numerose raccolte firme indipendenti.  Nonostante questo, nel nostro Paese non è illegale ricorrere ad una pratica simile. Questo è possibile a causa di un precedente storico: una sentenza della Corte costituzionale del 2019 (242/2019) che chiarisce le situazioni in cui il suicidio assistito non può essere punito (e quindi quando è possibile effettuarlo), lasciando comunque grandi difficoltà circa le modalità ed i tempi di attuazione.  Le condizioni da verificare sono che il soggetto richiedente sia capace di prendere decisioni libere e consapevoli, che sia affetto da patologie irreversibili fonti di sofferenza fisica o patologica ritenuta intollerabile e che sia tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale (cosa rientri in quest’ultima dicitura è uno degli aspetti più critici perché interpretabile in maniera differente da parte delle aziende sanitarie). La Corte Costituzionale ha cercato più volte di fare pressione al Parlamento per spingerlo a legiferare sul tema ma senza alcun successo. L'ultimo affossamento risale al 3 giugno scorso, quando il ddl proposto da Alfredo Bazoli durante l'esame in aula di Senato ha subito il rinvio alle commissioni di Giustizia e Affari sociali, con 88 voti favorevoli e 59 contrari.  

"Quale sicurezza?” Franco Gabrielli a Civitanova per parlare di libertà e diritti

"Quale sicurezza?” Franco Gabrielli a Civitanova per parlare di libertà e diritti

02/09/2026 16:00

Quale sicurezza serve oggi alle nostre città? E come conciliare la tutela dei cittadini con la difesa delle libertà e dei diritti? Saranno questi alcuni degli interrogativi al centro dell’incontro con Franco Gabrielli, in programma venerdì 4 settembre alle 21.15 al Cinema Cecchetti di Civitanova Marche. L’appuntamento, organizzato dal Partito Democratico di Civitanova Marche, vedrà protagonista una delle figure più autorevoli del panorama italiano sui temi della sicurezza e dell’ordine pubblico. Gabrielli, nel corso della sua carriera, è stato capo della Polizia, capo del Dipartimento della Protezione civile e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi di informazione e sicurezza. A intervistarlo sarà il giornalista Maurizio Blasi, in una serata che prenderà spunto dal volume “Contro la paura – Manifesto per una sicurezza democratica”, scritto da Gabrielli insieme a Carlo Bonini, vicedirettore di Repubblica, e pubblicato da Feltrinelli nell’aprile 2026. Il libro sarà il punto di partenza per affrontare un tema particolarmente presente anche nel dibattito pubblico cittadino: quello della sicurezza, spesso al centro di contrapposizioni politiche e di narrazioni contrapposte. Gabrielli e Bonini propongono nel volume un'idea di sicurezza democratica e relazionale, nella quale sicurezza e libertà non vengono considerate come valori contrapposti, ma come elementi entrambi necessari alla convivenza civile. Un approccio sintetizzato dagli stessi autori nell’idea che «è possibile difendersi senza perdersi» e che «la sicurezza non è il privilegio dei più forti, ma il diritto dei più deboli». Nel corso dell’incontro saranno quindi affrontate alcune delle questioni più attuali legate alla sicurezza: migrazioni, gestione dell’ordine pubblico, zone rosse, tutela delle forze dell’ordine, carceri, minori e sicurezza digitale. Uno dei temi centrali sarà anche il rapporto tra sicurezza reale e percezione dell’insicurezza. Il confronto partirà dalla necessità di guardare ai dati e ai fenomeni concreti, senza tuttavia trascurare il modo in cui i cittadini vivono e percepiscono il tema della sicurezza nella quotidianità. La serata offrirà così l’occasione per approfondire una questione complessa, andando oltre le semplificazioni e le contrapposizioni: come rendere le città più sicure senza comprimere diritti, libertà e coesione sociale. L’incontro con Gabrielli rientra nel programma della Festa dell’Unità provinciale itinerante e rappresenta uno degli appuntamenti dedicati al confronto sui temi di maggiore attualità. L’appuntamento è per venerdì 4 settembre alle 21.15 al Cinema Cecchetti di Civitanova Marche.

Sanità

Salesi, guardia radiologica attiva H24: stop ai trasferimenti dei bambini verso Torrette

Salesi, guardia radiologica attiva H24: stop ai trasferimenti dei bambini verso Torrette

02/09/2026 14:55

Niente più trasferimenti in ambulanza verso Torrette per le radiologie d'urgenza durante la notte o nei giorni festivi. Al presidio ospedaliero Materno Infantile Salesi di Ancona è stata attivata, per la prima volta, la guardia radiologica continuativa 24 ore su 24, sette giorni su sette. Il nuovo servizio, presentato dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche, punta a garantire diagnosi più rapide e una maggiore autonomia assistenziale del Salesi, evitando gli spostamenti dei piccoli pazienti e delle loro famiglie tra i due presidi ospedalieri. La nuova organizzazione riguarda non soltanto i bambini, ma anche le mamme partorienti: non sarà infatti più necessario trasferirle da una struttura all'altra per effettuare esami radiologici urgenti legati a problematiche ginecologiche. All'incontro di presentazione hanno partecipato l'assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, l'assessore alle Politiche comunitarie Giacomo Bugaro, il direttore generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche Armando Marco Gozzini e il direttore sanitario Claudio Martini. Presenti anche Andrea Giovagnoni, direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche e della Clinica di Radiologia; Andrea Ciavattini, direttore del Dipartimento Materno-Infantile e della Clinica di Ostetricia e Ginecologia; Laura Polenta, responsabile della Direzione medica ospedaliera del Salesi; e Giovanni Cobellis, direttore della SOD Chirurgia Pediatrica. La presenza del radiologo direttamente all'interno del Salesi consentirà di ridurre disagi e stress per i pazienti e per le famiglie, oltre a ottimizzare l'impiego di ambulanze e personale sanitario. L'obiettivo è rendere più rapido l'intero percorso diagnostico, mantenendo all'interno del presidio le competenze necessarie anche nelle ore notturne e durante i festivi. Il servizio, inoltre, non sarà riservato esclusivamente alle emergenze. La disponibilità continuativa della radiologia potrà essere utilizzata anche per l'attività diagnostica programmata e si integrerà con la nuova risonanza magnetica installata al Salesi pochi mesi fa. Secondo quanto spiegato durante la presentazione, il nuovo assetto rafforza la collaborazione tra radiologi, pediatri, neonatologi, chirurghi pediatrici, anestesisti e specialisti dell'area ostetrico-ginecologica, favorendo una presa in carico multidisciplinare e continuativa dei pazienti. L'attivazione della guardia radiologica H24 è stata realizzata senza costi aggiuntivi, attraverso una rimodulazione dell'attività del Dipartimento di Radiologia e la valorizzazione delle professionalità già presenti nell'organico. "La guardia radiologica attiva h24 rappresenta un risultato atteso da sempre e un passo in avanti fondamentale per la qualità della cura dei piccoli pazienti del Salesi", ha sottolineato l'assessore alla Sanità Paolo Calcinaro. "Con la presenza del radiologo direttamente in struttura, superiamo il vecchio sistema della reperibilità notturna per garantire diagnosi tempestive e azzerare i trasferimenti in ambulanza verso Torrette, valorizzando anche la nuova risonanza magnetica installata al Salesi pochi mesi fa e rendendo possibile eseguire gli esami direttamente qui in sede". Calcinaro ha poi evidenziato come l'intervento si inserisca in un percorso più ampio di potenziamento del presidio. "Accanto al lavoro ordinario e al miglioramento delle liste d'attesa, intendiamo guardare al presente della nostra sanità regionale senza attendere solo la realizzazione del nuovo ospedale Salesi. Attraverso l'impiego di nostre risorse e l'intercettazione di finanziamenti europei, realizzeremo investimenti destinati al blocco parto e alla climatizzazione di tutti gli ambienti". Anche l'assessore alle Politiche comunitarie Giacomo Bugaro ha ribadito la volontà di investire sull'attuale struttura del Salesi, in attesa di definire i tempi del nuovo plesso. "Investire sulla struttura attuale del Salesi è una priorità assoluta e un dovere verso la nostra comunità", ha dichiarato. "Stiamo già lavorando per individuare formule di finanziamento dedicate, attingendo anche ai residui dei fondi europei, da destinare a questa struttura". Per il direttore generale Armando Marco Gozzini, si tratta di una "fase ri-organizzativa importantissima", resa possibile anche grazie al lavoro del professor Giovagnoni. "Finalmente, dopo tanti anni, anche il presidio materno-infantile 'Salesi' avrà a disposizione un radiologo fisso anche di notte, una figura professionale in grado di poter soddisfare tutte le necessità evitando di spostare continuamente i pazienti avanti e indietro al sito di Torrette". A spiegare la portata del cambiamento è stato proprio Andrea Giovagnoni. "La continuità assistenziale radiologica H24 in un ospedale di II° Livello consentirà al presidio 'Salesi' di avere una sua radiologia autonoma", ha precisato. "Si tratta di un numero di viaggi molto rilevante, con una media di oltre 500 pazienti l'anno" che, con il nuovo sistema, non dovranno più essere trasferiti per effettuare le indagini diagnostiche. "Finalmente abbiamo la certezza che in qualsiasi ora del giorno e della notte, nei fine settimana, feste incluse, il bambino che arriva in ospedale avrà a disposizione l'intero parco macchine e tutte le professionalità necessarie senza doversi spostare", ha aggiunto Giovagnoni.   Nei casi di particolare complessità resterà inoltre attiva la possibilità di trasmettere le immagini a Torrette, dove è già presente una squadra di radiologi operativa H24. Un sistema che, secondo Giovagnoni, consente di raggiungere una situazione "ottimale" e non ancora così diffusa negli ospedali italiani.

Donati reni, fegato e cornee all'ospedale di Macerata: il gesto di una famiglia trasforma il dolore in speranza

Donati reni, fegato e cornee all'ospedale di Macerata: il gesto di una famiglia trasforma il dolore in speranza

02/09/2026 14:30

Dal dolore per la perdita di una persona cara a un gesto capace di offrire una nuova possibilità di vita ad altre persone. È quanto accaduto nella notte all’ospedale di Macerata, dove è stata effettuata una donazione di organi grazie alla scelta della famiglia di un uomo di 75 anni. In un momento particolarmente difficile, i familiari hanno deciso di trasformare il dolore della perdita in un atto di solidarietà e di amore verso gli altri, consentendo a persone in lista d’attesa di poter accedere alla terapia trapiantologica. Un gesto di grande generosità che ha permesso di procedere al prelievo di reni, fegato e cornee. L’intervento è stato realizzato da un’équipe multidisciplinare coordinata dal Centro Regionale Trapianti e dal NITp (Circuito Nord Italia Transplant). Dietro ogni donazione c’è una scelta che può avere conseguenze concrete sulla vita di altre persone. Gli organi prelevati potranno infatti essere destinati a pazienti in attesa di trapianto, offrendo loro una nuova prospettiva e la possibilità di tornare a una vita più normale. L’Azienda Sanitaria Territoriale di Macerata ha espresso gratitudine alla famiglia del donatore e a tutti i professionisti che hanno contribuito alle procedure di prelievo. «Si ringrazia la famiglia del donatore per la solidarietà dimostrata e tutti i professionisti dell’ospedale di Macerata, coordinati dalla dottoressa Valeria Zompanti, che hanno contribuito al successo dell’intervento di prelievo», ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini. Il direttore generale ha inoltre sottolineato il valore della cultura della donazione, definendola una scelta capace di «restituire futuro e speranza a chi attende» e di rafforzare l’idea di una comunità attenta e solidale. La donazione rappresenta un esempio concreto di come, anche nel momento più doloroso, una scelta possa trasformarsi in un’opportunità per altre persone. La generosità della famiglia ha infatti permesso di attivare un percorso che potrà offrire nuove possibilità ai pazienti in attesa di un trapianto.

Sport

L’Associazione Tennis Macerata compie 80 anni: grande festa per celebrare la storia dell’Atm

L’Associazione Tennis Macerata compie 80 anni: grande festa per celebrare la storia dell’Atm

03/09/2026 19:11

Una giornata speciale per celebrare 80 anni di storia, sport e vita associativa. Sabato 5 settembre, l’Associazione Tennis Macerata festeggerà un importante traguardo con una grande festa aperta a tutta la comunità maceratese. L’appuntamento, in programma dalle 16 alle 24, sarà l’occasione per raccontare e valorizzare una realtà che nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento per lo sport e la socialità cittadina. Un pomeriggio e una serata dedicati non soltanto al tennis, ma alle numerose attività che durante l’anno trovano spazio all’interno della struttura: padel, pickleball, danza, ginnastica dolce, pilates e tonificazione e balli latino-americani. Nel corso della festa sono previsti anche diversi momenti di approfondimento, con la presenza di numerosi ospiti. Si parlerà di sport e istituzioni, inclusione, medicina e prevenzione ed enogastronomia, attraverso incontri pensati per affrontare temi di interesse per la comunità e per raccontare le tante sfaccettature che ruotano attorno al mondo dello sport. Uno dei momenti più significativi della giornata sarà dedicato alla storia dell’Associazione Tennis Macerata, con l’inaugurazione e l’intitolazione del nuovo Campo Centrale a Massimo Capodaglio. Un omaggio alla storia e alle persone che hanno contribuito a rendere grande l’ATM nel corso dei suoi 80 anni di attività. Non mancherà, naturalmente, il tennis giocato. Sono infatti in programma due appuntamenti da non perdere, con le esibizioni di Tommaso Compagnucci, Alessandro Tombolini e Roberto Palpacelli. Proprio Palpacelli sarà protagonista anche di un altro momento della giornata, con la presentazione del libro dedicato alla sua autobiografia, scritto da Federico Ferrero. A completare il programma saranno musica e Food&Beverage, che accompagneranno il pubblico per tutta la durata della manifestazione.

Recanatese, un giovane attaccante per Giandonato: dalla Cremonese arriva Sivieri

Recanatese, un giovane attaccante per Giandonato: dalla Cremonese arriva Sivieri

03/09/2026 19:10

Un giovane attaccante per mister Giandonato. La Recanatese continua a puntellare la propria rosa e accoglie Lorenzo Sivieri, classe 2006, in arrivo dalla Primavera della Cremonese. Nonostante la giovane età, Sivieri può già vantare un'esperienza nel campionato di Serie D: due anni fa, infatti, ha fatto il suo esordio con la maglia della Mobilieri Ponsacco. Un profilo che porta alla corte di Giandonato centimetri, forza fisica e voglia di emergere, caratteristiche che potranno rappresentare un'importante soluzione per il reparto offensivo giallorosso. Per la Recanatese si tratta di un innesto giovane e di prospettiva, con Sivieri pronto a mettersi a disposizione del gruppo e a ritagliarsi il proprio spazio nel campionato di Serie D.

Economia

Emergenza plastica, il Cosmari verso il tutto esaurito: “Evitare costosi trasferimenti fuori regione”

Emergenza plastica, il Cosmari verso il tutto esaurito: “Evitare costosi trasferimenti fuori regione”

29/08/2026 10:36

La crisi nazionale ed europea del riciclo della plastica comincia a farsi sentire anche nel Maceratese e rischia di avere conseguenze sulla gestione della raccolta differenziata. Il problema nasce dalla crescente difficoltà di trovare sbocchi di mercato per la plastica raccolta e selezionata, condizionata da una domanda debole, dagli elevati costi di lavorazione e dalla concorrenza della plastica vergine, anche di provenienza extraeuropea, spesso disponibile a prezzi più competitivi. Le difficoltà del mercato stanno producendo effetti sull’intera filiera. Corepla, il Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica, ha ridotto la frequenza dei ritiri del materiale già selezionato e pressato. Di conseguenza, le ecoballe restano più a lungo negli impianti, occupando progressivamente gli spazi disponibili per lo stoccaggio. Una situazione che nelle ultime settimane è diventata particolarmente evidente anche nel territorio maceratese, dove il Cosmari ha segnalato il progressivo esaurimento della propria capacità di stoccaggio. Se il sistema non dovesse tornare rapidamente alla normalità, il rischio è che la difficoltà di smaltire il materiale accumulato possa arrivare a ripercuotersi sulla raccolta della plastica nei Comuni. Tra le ipotesi per fronteggiare temporaneamente l’emergenza c’è il trasferimento del materiale in eccesso verso impianti di termovalorizzazione dell’Emilia-Romagna. Una soluzione che consentirebbe di liberare spazio negli impianti, ma che avrebbe inevitabilmente un costo maggiore, legato soprattutto al trasporto e alla gestione fuori regione. Un aggravio che potrebbe finire per incidere sui piani economico-finanziari del servizio rifiuti e, di conseguenza, sulla Tari. È proprio per evitare questo scenario che Cna Macerata chiede di valutare con urgenza la possibilità di consentire al Cosmari, in via temporanea e nel rispetto di tutte le condizioni di sicurezza, di aumentare la quantità di ecoballe stoccabili nei propri spazi. «Dobbiamo impedire che una crisi della filiera nazionale del riciclo si trasformi nell’ennesimo aumento a carico del nostro territorio – afferma il presidente di Cna Macerata Simone Giglietti –. La Tari rappresenta già una voce molto pesante per le famiglie e ancora di più per tante attività economiche. Se esiste la possibilità di gestire temporaneamente maggiori quantitativi di materiale negli spazi del Cosmari, naturalmente garantendo tutte le condizioni di sicurezza, crediamo sia una strada da percorrere rapidamente». Per Giglietti, infatti, il ricorso a trasferimenti fuori regione dovrebbe essere valutato come extrema ratio: «Non possiamo accettare che per liberare i magazzini si scelga automaticamente la soluzione più costosa e che alla fine il conto venga presentato, come troppo spesso accade, a cittadini e imprese». Secondo Cna Macerata, la vicenda pone anche un problema di credibilità dell’intero sistema della raccolta differenziata. Da anni cittadini, imprese e amministrazioni vengono invitati a migliorare quantità e qualità della differenziazione dei rifiuti, un’attività che richiede organizzazione, investimenti e costi per il servizio. Se, una volta raccolta e selezionata, una parte della plastica viene destinata alla termovalorizzazione perché il mercato del riciclo non riesce ad assorbirla, il rischio è quello di indebolire la fiducia nel sistema. «Alle persone chiediamo ogni giorno attenzione, responsabilità e impegno nel separare correttamente i rifiuti – sottolinea Giglietti –. Se poi quel materiale, dopo essere stato raccolto separatamente e selezionato, deve essere trasportato per centinaia di chilometri e avviato a termovalorizzazione, mandiamo ai cittadini un messaggio difficile da spiegare». La richiesta, quindi, è che l’eventuale ricorso alla termovalorizzazione rimanga una misura eccezionale e temporanea, in attesa di una soluzione strutturale alle difficoltà della filiera. Per Cna, infatti, l’emergenza attuale rende ancora più evidente la necessità di intervenire sulle cause economiche che stanno mettendo sotto pressione il settore del riciclo. Tra le priorità indicate dalla Confederazione ci sono la creazione di un mercato più solido per le materie prime seconde, incentivi al loro utilizzo, sostegno agli investimenti delle piccole imprese nell’economia circolare e una semplificazione delle norme che ancora ostacolano il recupero e il riutilizzo dei materiali. L’obiettivo è rendere più conveniente il ricorso alle materie prime seconde rispetto a quelle vergini, favorendo così lo sviluppo di una filiera del riciclo capace di assorbire e valorizzare i materiali provenienti dalla raccolta differenziata. Per Cna, inoltre, le nuove regole sulla responsabilità dei produttori dovranno tradursi in risultati ambientali concreti e non semplicemente in nuovi costi per imprese e consumatori. La questione, dunque, non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza attuale, ma la tenuta dell’intero modello dell’economia circolare. «La raccolta differenziata è soltanto il primo anello della catena – conclude Giglietti –. Perché l’economia circolare funzioni davvero, ciò che recuperiamo deve tornare ad avere un valore economico e trovare un mercato». Una sfida che, secondo Cna, richiede interventi strutturali: «È qui che occorre intervenire, rendendo le materie prime-seconde competitive rispetto a quelle vergini e aiutando le imprese che investono nel recupero e nel riutilizzo. Cna lo sostiene da tempo: senza una politica industriale del riciclo rischiamo di avere cittadini sempre più bravi a differenziare e un sistema produttivo che, paradossalmente, non riesce più a utilizzare ciò che raccogliamo».

Della Valle torna ad Arquata a dieci anni dal terremoto: "Realizzeremo altri due stabilimenti"

Della Valle torna ad Arquata a dieci anni dal terremoto: "Realizzeremo altri due stabilimenti"

24/08/2026 14:50

"Non bisogna abbassare la guardia. Questo è il momento di fare uno scatto di reni: poche chiacchiere e tanti fatti". A dieci anni dal terremoto che devastò il Centro Italia, Diego Della Valle torna a Pescara del Tronto e rilancia il proprio impegno per la rinascita del territorio. L'imprenditore marchigiano, presidente del gruppo Tod's, ha annunciato la volontà di realizzare almeno un altro stabilimento, se non due, con l'obiettivo di continuare a creare occupazione e contrastare lo spopolamento dell'entroterra. Della Valle fu tra i primi, subito dopo il sisma del 24 agosto 2016, a individuare nel lavoro uno degli strumenti fondamentali per mantenere vivo il territorio. Nel dicembre dello stesso anno presentò il progetto per la realizzazione di una nuova fabbrica ad Arquata del Tronto. I lavori procedettero rapidamente e lo stabilimento venne inaugurato il 20 dicembre 2017, a meno di un anno dalla presentazione del progetto. Un investimento di circa 10 milioni di euro per una struttura di duemila metri quadrati, inizialmente avviata con una cinquantina di dipendenti e progettata per arrivare a un organico di circa cento lavoratori. Ora, a dieci anni dal sisma, arriva l'annuncio di un possibile nuovo passo in avanti. "In 12 mesi abbiamo costruito uno stabilimento, ne vorremmo fare almeno un altro, se non due", ha dichiarato Della Valle, come riporta Ansa, spiegando che la sfida sarà anche quella di individuare le professionalità necessarie. "Adesso si tratta di coordinarsi per capire le maestranze, come prenderle e dove trovarle", ha aggiunto l'imprenditore, sottolineando la necessità di una collaborazione concreta tra istituzioni e imprese. Un modello che, secondo Della Valle, ha già dimostrato di poter funzionare proprio nel caso di Arquata. "La politica locale deve funzionare bene come ha funzionato quando abbiamo costruito l'azienda", ha osservato, ricordando anche il sostegno ricevuto a livello nazionale nella fase di realizzazione dello stabilimento. "Oggi le imprese devono mettersi a disposizione anche del forte problema sociale che c'è - ha affermato -. Guadagniamo, pensiamo al profitto, ma pensiamo anche a come agevolare la vita delle persone". Un ragionamento che l'imprenditore estende al rapporto tra mondo economico e istituzioni: "Dobbiamo metterci al centro della vita sociale italiana, insieme alla politica, per cercare di dare risposte sociali vere e farlo in fretta".  

Scuola e università

Unimc torna in Libia: cinque anni di ricerche archeologiche a Cirene

Unimc torna in Libia: cinque anni di ricerche archeologiche a Cirene

04/09/2026 10:13

Dopo oltre dieci anni, l’Università di Macerata torna a lavorare in Cirenaica, in Libia, con un nuovo importante progetto di ricerca dedicato al patrimonio archeologico dell’antica Cirene. Il 28 luglio, a Tripoli, è stato sottoscritto un nuovo permesso di lavoro nei siti archeologici tra l’Ateneo maceratese e il Department of Antiquities (DoA) della Libia. A firmare l’accordo sono stati Emanuela Stortoni, docente di Archeologia pubblica e Metodologie della ricerca archeologica dell’Università di Macerata, e il presidente del Dipartimento, Mohamed Faraj Mohamed al-Faloos. L’intesa avrà una durata di cinque anni e consentirà all’Università di Macerata di sviluppare un programma di studi e ricognizioni nel territorio di Cirene, la prima colonia greca in Africa, nell’area dell’attuale Shahhat. Il progetto, già avviato con le prime ricognizioni nel 2025, punta in particolare allo studio dell’antico paesaggio e interesserà alcune aree ancora scarsamente documentate. Tra queste figurano Gasr Battah, Siret el-Bab, la necropoli di Snibat el-Awila, la necropoli di Balagrae e il complesso di Siret el-Giamel. La ricerca, condotta con il supporto del DoA di Cirene, diretto da Adel Bufejra, si avvarrà di un approccio multidisciplinare e di tecnologie avanzate. Le attività comprenderanno ricognizioni sul terreno, rilievi Gps, immagini satellitari, riprese con drone, fotogrammetria e sistemi Gis. L’obiettivo è quello di censire le principali testimonianze archeologiche della chora cirenaica, nei settori meridionale, orientale e occidentale, ricostruendo i rapporti tra insediamenti, necropoli e antichi percorsi viari e monitorando al tempo stesso lo stato di conservazione di un patrimonio diffuso e particolarmente fragile. Una prima mappatura delle evidenze archeologiche ha già permesso di delineare un quadro particolarmente ricco. Dall’età greca a quella romana e bizantina, il territorio conserva fortificazioni, abitati, impianti produttivi e necropoli monumentali, inseriti in una fitta rete viaria che in passato collegava città, villaggi, porti e aree desertiche. Non solo ricerca sul campo. L’accordo prevede infatti anche il coinvolgimento degli operatori locali e lo sviluppo di iniziative di formazione e valorizzazione del patrimonio. Una particolare attenzione sarà riservata alle attività didattiche rivolte alle scuole locali e agli studenti universitari italiani e libici, con l’obiettivo di favorire occasioni di confronto, formazione e scambio culturale. La nuova missione, riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si inserisce nella lunga tradizione di studi e attività archeologiche condotte dall’Università di Macerata in Libia, anche nella regione della Tripolitania. Con la firma della nuova licenza quinquennale, l’Ateneo consolida dunque la propria presenza scientifica nel Paese e torna a confrontarsi direttamente con un patrimonio ancora in larga parte inesplorato e oggi particolarmente esposto a rischi, in una regione che da millenni rappresenta un crocevia di popoli, culture e scambi, al centro delle dinamiche del Mediterraneo.

Andrea Angeli, il cordoglio del sindaco e dell'Unimc: “Un grande concittadino, una vita al servizio della pace”

Andrea Angeli, il cordoglio del sindaco e dell'Unimc: “Un grande concittadino, una vita al servizio della pace”

03/09/2026 15:48

MACERATA – È un cordoglio unanime quello espresso da Macerata per Andrea Angeli. A ricordare la figura del peacekeeper, scrittore ed ex funzionario delle Nazioni Unite sono il sindaco Sandro Parcaroli, la Giunta e l’amministrazione comunale, insieme all’Università di Macerata, con cui Angeli aveva mantenuto negli anni un legame profondo. «Macerata piange la scomparsa di un grande concittadino capace di percorrere le strade del mondo e di tessere trame di pace», sottolinea il sindaco Sandro Parcaroli, ricordando una figura che per diversi decenni è stata protagonista delle missioni internazionali di pace. Dal Cile del dopo Pinochet ai Balcani, passando per il Kosovo e l’Iraq. Angeli era stato per tre anni a Sarajevo durante la guerra in Bosnia-Erzegovina e aveva poi operato in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein, dove fu anche testimone dell’attentato di Nassiriya del 12 novembre 2003. «Una vita trascorsa al servizio della pace e delle istituzioni in giro per il mondo ma sempre con le radici nella nostra città», prosegue Parcaroli. Angeli era infatti tornato a vivere a Macerata, alternando periodi a New York e Roma. Le sue esperienze nei teatri di crisi internazionali erano diventate anche il tema di diversi libri. Il sindaco ne ricorda soprattutto la capacità di creare rapporti umani al di là delle differenze: «Ovunque nel mondo è riuscito a costruire e mantenere rapporti basati sulla disponibilità, sulla lealtà e sulla collaborazione a prescindere dalle barriere culturali, sociali, etniche, religiose». Un ricordo condiviso anche dall’Università di Macerata, dove Angeli si era laureato in Giurisprudenza nel 1980 e in Scienze politiche nel 1982. Nel 2013 l’Ateneo lo aveva scelto tra i primi insigniti del riconoscimento di “Laureato dell’Anno”, assegnato insieme all’Alam, l’Associazione Laureati dell’Ateneo Maceratese. «La scomparsa di Andrea Angeli ci addolora profondamente e rappresenta una perdita molto significativa per tutta la nostra comunità», afferma il rettore John McCourt. «Andrea è stato una figura davvero unica, capace di unire in modo esemplare il profondo attaccamento alle proprie radici e una straordinaria apertura al mondo». McCourt ricorda anche «la grande generosità umana, la disponibilità e la semplicità con cui condivideva le sue esperienze, soprattutto con i giovani». Per l’Università, Angeli è stato non soltanto un laureato illustre, ma una figura capace di trasformare il proprio percorso professionale in una testimonianza concreta di impegno, dialogo e apertura verso il mondo. Un legame con l’Ateneo che avrebbe dovuto rinnovarsi il prossimo 16 ottobre, nell’ambito del Macerata Humanities Festival, con la presentazione del suo ultimo libro, Fede, ultima speranza. Storie di religiosi in aree di conflitto. L’incontro, organizzato dall’Alam, si terrà comunque e sarà dedicato al suo ricordo. «Avevamo fortemente voluto questo incontro e Andrea aveva accolto con entusiasmo il nostro invito», ricorda la presidente dell’Alam Daniela Gasparrini. «Per noi non era soltanto un laureato di successo, ma una persona capace di incarnare i valori più autentici che l’Università cerca di trasmettere: apertura, curiosità, coraggio, responsabilità verso gli altri». Un appuntamento che ora assumerà un significato diverso, ma ancora più profondo: sarà l’occasione per raccontare ai giovani la straordinaria esperienza umana e professionale di Andrea Angeli e mantenere vivo quel filo che, nonostante i tanti anni trascorsi lontano, lo aveva sempre legato a Macerata.

Cultura

Ugo Caggiano, il decennio della ricerca: a Macerata una mostra dedicata agli anni ’70

Ugo Caggiano, il decennio della ricerca: a Macerata una mostra dedicata agli anni ’70

02/09/2026 17:36

Un viaggio nella ricerca artistica di Ugo Caggiano, attraverso le opere realizzate negli anni Settanta, decennio segnato da sperimentazioni, materiali, colori e nuove forme espressive. È il percorso proposto dalla nuova mostra ospitata nelle stanze di Nino Caffè, in via Roma a Macerata, curata da Daniele Taddei e dedicata a uno dei periodi più significativi della produzione dell’artista, scomparso nel 2020. Il taglio del nastro è in programma domenica alle 18. L’esposizione sarà poi visitabile gratuitamente fino al 3 gennaio 2027. La mostra nasce dal lungo rapporto di Taddei con Caggiano e dal desiderio di riportare al centro quelle opere che, secondo il curatore, rappresentano in modo particolare la sua continua ricerca. Un artista che amava sperimentare con materiali e linguaggi diversi, trasformando elementi di uso comune in nuove possibilità espressive. «La stanza a cui miro sempre era quella dove vengono gelosamente custoditi i lavori degli anni ’70», racconta Taddei, ricordando le visite nello studio di Caggiano a Serrapetrona. Opere nelle quali, spiega, accanto alla pittura compaiono «assemblaggi, applicazioni di materiali poveri» capaci di creare «un equilibrio di forme e di cromatismi di rara bellezza». Il percorso espositivo restituisce proprio questa dimensione sperimentale: dalle plastiche alle stoffe, dalle grandi tele dai colori accesi alle opere realizzate con materiali poveri, fino alle sculture semoventi. Un universo nel quale ricorrono il gioco, il movimento, l’ironia e una particolare attenzione alla musicalità delle forme e dei colori. Elementi che, secondo Taddei, raccontano anche l’uomo oltre che l’artista. Caggiano era infatti appassionato di lettura, natura, storia e musica, in particolare di jazz, e suonava il sax. «In quei lavori degli anni ’70 si incontrano tutte queste componenti», sottolinea il curatore. Il decennio diventa così anche lo specchio di un’epoca attraversata da profonde trasformazioni sociali e culturali e da nuove correnti artistiche, dalla Pop Art all’Arte Povera. Al centro della mostra resta però il linguaggio personale di Caggiano, fatto di ricerca e sperimentazione, ma anche di quel legame con l’infanzia e con il gioco che ha accompagnato tutta la sua produzione. Un filo che oggi, attraverso queste opere, «viene ripreso e proseguito con questo straordinario evento che magicamente ci riporterà nuovamente a Lui».

Kontempora torna a Camerino: Cerno e Porro protagonisti del festival

Kontempora torna a Camerino: Cerno e Porro protagonisti del festival

02/09/2026 13:00

Due appuntamenti per parlare del presente, delle sue contraddizioni e dei cambiamenti che attraversano la società. È questo il filo conduttore di Kontempora 2026, il festival culturale ideato da Marca APS che torna a Camerino dopo il debutto dello scorso anno con il messaggio “Il coraggio del confronto”. La rassegna nasce con l’obiettivo di creare uno spazio aperto di ascolto e dialogo, portando sul territorio voci, idee e punti di vista differenti sui temi della contemporaneità. Il confronto viene così inteso non come contrapposizione, ma come occasione per ascoltare, approfondire e interrogarsi su ciò che sta accadendo nella società. A raccogliere l’invito saranno quest’anno Tommaso Cerno e Nicola Porro, due protagonisti del giornalismo e del dibattito pubblico nazionale, chiamati a confrontarsi con il pubblico di Camerino attraverso due incontri dedicati a temi e prospettive differenti. Il primo appuntamento è fissato per domenica 6 settembre, alle ore 19, con Tommaso Cerno, giornalista e conduttore televisivo. Il titolo della serata sarà “Le ragioni di Giuda”, un incontro pensato come momento di riflessione attraverso lo sguardo e l’esperienza di Cerno. Due settimane più tardi, domenica 20 settembre alle 19, sarà invece la volta di Nicola Porro, giornalista, conduttore televisivo e saggista. “Il presente senza filtri” è il titolo scelto per l’appuntamento, che sarà dedicato alla lettura dell’attualità e ai principali fenomeni politici, economici e sociali che caratterizzano il nostro tempo. Entrambe le serate si svolgeranno nell’Auditorium dell’Accademia della Musica ABF “Franco Corelli”, a San Paolo di Camerino. Una struttura che negli ultimi anni ha assunto un ruolo importante nella vita culturale del territorio e che ospiterà così due occasioni di incontro rivolte non soltanto alla comunità camerte, ma a un pubblico più ampio. La scelta di Camerino si inserisce nel percorso di Kontempora e conferma il legame della manifestazione con un territorio dalla forte tradizione culturale. L’intento degli organizzatori è infatti quello di proporre occasioni di discussione accessibili e capaci di coinvolgere persone con sensibilità e punti di vista diversi. L’ingresso a entrambi gli appuntamenti sarà libero. 

Eventi

Civitanova Alta torna al Medioevo: in scena “Lo Gran Guasto di Civitate Nova”

Civitanova Alta torna al Medioevo: in scena “Lo Gran Guasto di Civitate Nova”

04/09/2026 10:41

Cavalieri, uomini d’arme, mercanti, musici, danzatrici e combattimenti. Per una sera Civitanova Alta tornerà indietro di oltre sette secoli, trasformandosi in un grande palcoscenico a cielo aperto. L’appuntamento è per sabato 5 settembre, dalle 19 a mezzanotte, con “Lo Gran Guasto di Civitate Nova”, la rievocazione storica dedicata agli avvenimenti che nel 1292 segnarono la storia della città medievale. Il centro storico sarà trasformato in uno spazio scenico diffuso, nel quale strade, piazze e luoghi simbolici diventeranno parte integrante della rappresentazione. Il pubblico potrà muoversi tra piazza della Libertà, piazza XXV Luglio, piazza dell’Unità, via Duca d’Aosta, il chiostro di San Francesco e gli spazi dell’ex Pescheria, incontrando lungo il percorso rievocatori, attori, artisti e personaggi della Civitate Nova medievale. Al centro dell’iniziativa ci sarà proprio il racconto del “Gran Guasto” del 1292, una vicenda ambientata in una città segnata dalla distruzione e dalla paura dopo l’attacco degli uomini d’arme provenienti da Fermo. Con Civitate Nova chiamata a organizzare la propria difesa, il Podestà dovrà affidarsi anche a una masnada di soldati di mestiere guidata da Ubaldo Fossocaronte. Ma il pericolo non arriverà soltanto dall’esterno: tra le mura della città prenderanno forma sospetti, tradimenti e nuovi intrighi, fino alla drammatica resa dei conti. La storia sarà raccontata attraverso scene recitate, momenti narrativi, combattimenti, musica, danza, spettacoli di fuoco e momenti corali, in un crescendo destinato a culminare nello scontro finale per la difesa della città. Il cuore della rappresentazione sarà piazza della Libertà, dove prenderanno vita alcuni dei passaggi fondamentali della vicenda: dalla chiamata della compagnia armata al giuramento di fedeltà alla città, fino alla scoperta del tradimento, all’allarme per le porte spalancate e alla battaglia conclusiva. Non sarà dunque una semplice sequenza di spettacoli, ma una narrazione itinerante, pensata per accompagnare progressivamente il pubblico dentro la vicenda. Gli spettatori potranno attraversare il centro storico seguendo personaggi ed eventi e, almeno per qualche ora, avere la sensazione di essere entrati nella Civitate Nova del 1292. Il centro storico diventerà così parte della storia stessa, non una semplice scenografia. Musica, animazioni e spettacoli accompagneranno la serata nei diversi punti della manifestazione, fino alla grande rappresentazione conclusiva e al racconto delle conseguenze della battaglia. L’obiettivo è quello di riportare cittadini e visitatori dentro la storia della propria città, attraverso un linguaggio capace di unire documentazione storica, teatro, rievocazione e spettacolo. Un viaggio nel passato pensato anche per rafforzare il legame con la memoria e l’identità cittadina, trasformando per una notte Civitanova Alta nella Civitate Nova medievale, tra cavalieri, paure, tradimenti e battaglie.

Sulle tracce dei padri in guerra: le famiglie dei veterani polacchi accolte a Loro Piceno

Sulle tracce dei padri in guerra: le famiglie dei veterani polacchi accolte a Loro Piceno

03/09/2026 17:00

LORO PICENO — Una giornata densa di emozione, memoria e profonda amicizia quella vissuta ieri, mercoledì 2 settembre, a Loro Piceno. Il borgo maceratese ha accolto i familiari di quattro veterani polacchi — Wacław Pacholski, Zygmunt Czarnecki, Zbigniew Nurowski e Józef Matuszewski — protagonisti di alcune delle pagine più difficili e significative della storia europea e della Seconda guerra mondiale anche in terra italiana. Un’iniziativa dal forte valore simbolico che ha permesso ai familiari di ripercorrere idealmente le tracce dei propri cari, riscoprendo i luoghi e le testimonianze del passaggio del II Corpo Polacco guidato dal generale Anders. La giornata ha preso il via nella residenza municipale. Ad accogliere gli ospiti è stato il sindaco Robertino Paoloni, che a nome dell'intera Amministrazione comunale ha espresso grande orgoglio ed emozione per la visita. Nel corso del ricevimento, il Comune ha voluto omaggiare i familiari con una brochure turistica dedicata alle bellezze locali e con alcune bottiglie del tradizionale Vino Cotto, suggellando l'incontro con un momento di convivialità. Tra i momenti più significativi della mattinata, l'omaggio preparato da Luca Cimarosa: una serie di pennette USB contenenti migliaia di fotografie d'epoca raccolte in anni di ricerche. Un vero e proprio archivio della memoria in cui i familiari potranno cercare e, auspicabilmente, riconoscere i volti dei propri padri. All'incontro ha portato il proprio saluto anche Mauro Radici, presidente dell'Ancr di Macerata e co-fondatore del progetto Polovers, da tempo impegnato nella valorizzazione della storia del II Corpo Polacco e dei legami di amicizia tra Italia e Polonia. Successivamente, gli ospiti sono stati guidati da Luca Cimarosa in un percorso immersivo alla scoperta del paese. La visita ha toccato i mezzi corazzati della sua collezione privata, le suggestive Cucine del Castello e, cuore dell'itinerario, il museo dedicato alle due guerre mondiali, con un focus speciale sulla sezione riservata proprio al II Corpo Polacco. Le storie di Wacław, Zygmunt, Zbigniew e Józef sono diverse ma profondamente intrecciate: soldati costretti dalla guerra a lasciare la propria patria, a compiere un lungo viaggio attraverso l'Europa e a stabilirsi in nuove terre alla fine del conflitto. Oggi, grazie ai loro figli e nipoti, quel ricordo torna a vivere nei luoghi che li videro protagonisti, rinsaldando il legame tra Loro Piceno e la storia d'Europa.

Curiosità

Le Winx accendono i social insieme a Zara Larsson: oltre 50 milioni di visualizzazioni

Le Winx accendono i social insieme a Zara Larsson: oltre 50 milioni di visualizzazioni

01/09/2026 13:10

È già un successo la collaborazione esclusiva realizzata tra l'artista Zara Larsson e Winx Club, un duo che ha acceso l'attenzione del pubblico e dei social. L'universo delle amatissime fate incontra quello della popstar internazionale in un crossover che porta la magia di WInx nel cuore della cultura pop contemporanea e che unisce musica, animazione, moda e nuove generazioni.  Oltre 50.2 milioni di visualizzazioni complessive in tutto il mondo tra Instagram, TikTok e YouTube per i contenuti dedicati alla collaborazione, accompagnate da più di 600.000 condivisioni e repost.  Questi numeri sono testimoni della capacità del progetto di intercettare pubblici diversi, unendo la fanbase internazionale di Zara Larsson a quella di Winx club, che attraversa le generazioni.  La performance live di "Midnight Sun", successo dell'artista del 2025 nominato ai Grammy Awards come Best Dance Pop Recording, si fonde perfettamente con la presenza delle fate e con l'inconfondibile stile animato che ha reso Winx Club un classico internazionale. Un estratto del video sarà disponibile all'interno dei nuovi episodi di "Winx Club: The Magic is Back", la cui stagione completa sarà lanciata in Italia su Rai Gulp e RaiPlay nel mese di settembre. Sei nuovi episodi sono inoltre già disponibili su Netflix. Anche la 'Dance Challenge', format ormai consolidato sui social che invita il pubblico a replicare alcuni passa di danza 'reinterpretati' dalla popstar nel mondo Winx sulle note di Midnight Sun, ha ottenuto grande partecipazione ed un elevato numero di visualizzazioni sui profili social ufficiali di Winx Club. Chi è Zara Larsson Zara Larsson è una delle artiste più influenti della scena pop contemporanea. A soli dieci anni aveva già conquistato il grande pubblico, vincendo “Talang” (la versione svedese di “Got Talent”). Da allora è diventata una vera star mondiale, con una solida fanbase e miliardi di stream. I suoi successi, tra cui “Symphony” (realizzato insieme ai Clean Bandit), “Lush Life” e “Never Forget You”, hanno ottenuto numerose certificazioni multi-platino e raggiunto le classifiche di tutta Europa, Regno Unito e Stati Uniti. Nel corso della sua carriera si è aggiudicata cinque MTV Europe Music Awards, quattro Grammy Awards, tre Nickelodeon Kids' Choice Awards, ed è stata candidata ai BRIT Award e agli MTV Video Music Awards. Il successo di Raimbow e Winx Club Fondato nel 1995, il Gruppo Rainbow è una delle eccellenze della creatività italiana nel mondo dell’intrattenimento, in grado di competere con i colossi globali, vantando prodotti trasmessi in oltre 130 Paesi che spaziano dall’animazione al live action fino al licensing. Rainbow si afferma con il successo planetario della saga Winx Club, divenuto un fenomeno della cultura pop. Winx è entrato nell’immaginario collettivo e continua a ispirare nuove generazioni di fan in tutto il mondo. Tra i principali motivi di questo grande successo, la capacità del concept originario di svilupparsi in nuovi percorsi di racconto, sempre al passo con i tempi e senza mai perdere di vista i valori identitari della saga. Sin dal suo esordio nel 2004 Winx Club ha conquistato milioni di giovani e ha raggiunto traguardi straordinari: 9 stagioni animate coprodotte con Rai, 3 film per il cinema, 4 film per la TV, 2 serie animate coprodotte con Netflix, 2 stagioni live-action Netflix Original "Fate - The Winx Saga" e milioni di fan in tutto il mondo.    

A Petriolo torna il Saltarello Folk Festival: musica, tradizioni e un omaggio a Domenico Ciccioli

A Petriolo torna il Saltarello Folk Festival: musica, tradizioni e un omaggio a Domenico Ciccioli

31/08/2026 20:00

Dopo la pausa dello scorso anno, il Saltarello Folk Festival "Pitriò' mmia" torna a Petriolo per la sua terza edizione. Sabato 5 e domenica 6 settembre il centro storico del paese si trasformerà in un palcoscenico dedicato alla musica popolare, con una grande novità: il confronto tra la tradizione folkloristica petriolese, quella napoletana e quella della Murgia. Due giornate tra concerti, laboratori, incontri e momenti di condivisione, con la presenza di artisti di rilievo nazionale. Per la prima volta nella terra di Giovanni Ginobili, poeta vernacolare, folklorista e considerato uno dei padri dell'etnomusicologia moderna nelle Marche, arriveranno Carlo Faiello, direttore artistico della Notte della Tammorra di Napoli, e Maria Moramarco, tra le più autorevoli interpreti della tradizione musicale della Murgia. Ma la terza edizione del festival avrà anche un significato particolare per la comunità di Petriolo. Domenica sera, durante il concerto di Maria Moramarco, sarà ricordato Domenico Ciccioli, detto "Dumì", uno degli ultimi custodi dei canti della tradizione petriolese e ideatore e anima del gruppo folkloristico Pitriò' mmia. Un momento dedicato alla memoria di chi ha contribuito a mantenere vive le radici musicali del paese. Il programma di sabato La manifestazione prenderà il via sabato 5 settembre alle 10 con il laboratorio di strumenti popolari dedicato ad adulti e ragazzi. "Suoni Erranti", primo Dipartimento di musiche tradizionali e world music delle Marche, proporrà una giornata di seminari dalle 10 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17, con i docenti Anissa Gouizi per il canto tradizionale, Francesco Savoretti per le percussioni tradizionali, Mattia Console per il violino popolare e Andrea Branchetti per l'organetto. Alle 18, sul belvedere davanti al Bar Centrale, si terrà l'esibizione dei partecipanti al laboratorio. La giornata proseguirà alle 21 in piazza Umberto I con il concerto napoletano di Carlo Faiello "Ensemble in Ballanza", insieme a Paola Salurso, interprete della canzone popolare cilentana. Compositore, cantautore e musicologo napoletano, Faiello ha dedicato gran parte della sua carriera alla valorizzazione della musica popolare campana, proponendo un ponte tra passato e presente. Domenica tra stornelli, folklore e tradizioni La giornata di domenica 6 settembre inizierà alle 10 sul belvedere con la presentazione di "Radeche Fonne", ultimo lavoro del fiuminatese Matteo Stella, definito come un "ecosistema sonoro che trasforma l'entroterra marchigiano in un organismo musicale vivente". Alle 10:45 spazio al confronto con "Tradizioni a confronto", un dibattito dedicato alla tradizione napoletana e a quella petriolese. A seguire, alle 11:30, l'"Aperitivo musicale tra stornelli e tammurriate", una libera esecuzione di canti tradizionali che vedrà da una parte Carlo Faiello, Biagio De Prisco e Paola Salurso per la tradizione napoletana e dall'altra i "Moschettieri dello stornello petriolese", Elia Salvucci, Mattia Ranalli e Samuele Tammaro. Alle 17, le vie del paese torneranno a riempirsi di suoni e colori con il folklore. In piazza Umberto I si esibirà il gruppo folk "Città di Matelica", mentre il pomeriggio sarà arricchito dalla sfilata dei trattori d'epoca, con il loro caratteristico ritmo e scoppio. Il gran finale è in programma alle 21, sempre in piazza Umberto I, con Maria Moramarco e il suo ensemble nel concerto "Sulle tracce della terra: canti e ritmi della Murgia". Originaria di Altamura e appartenente a una famiglia di cantori, Moramarco è cantante, ricercatrice e interprete della musica popolare pugliese. Dagli anni Settanta si dedica alla ricerca e alla valorizzazione delle tradizioni musicali e della cultura contadina dell'Alta Murgia. La sua voce, profondamente legata alla tradizione orale, l'ha portata a collaborare con numerosi artisti italiani e internazionali. Nel corso della serata ci sarà anche il momento dedicato a Domenico Ciccioli, con un omaggio sulle note del gruppo folkloristico Pitriò' mmia. "Un appuntamento con la memoria, la musica e le nostre radici sulle note del gruppo folkloristico Pitriò' mmia", anticipano gli organizzatori. "Riscoprire ciò che siamo stati e trasmetterlo ai giovani" Il festival è fortemente voluto dall'amministrazione comunale, con la direzione artistica di Massimiliano Luciani e Francesco Savoretti. "Petriolo torna il centro dei canti e dei balli tradizionali – dichiara il sindaco Matteo Santinelli – non solo marchigiani ma con un respiro nazionale, ospitando anche gruppi campani e pugliesi. Il Saltarello Folk Festival non vuole essere solo uno sguardo nostalgico sul passato, ma una riaffermazione delle nostre radici e tradizioni, una riscoperta della nostra cultura soprattutto rivolta alle fasce più giovani, che saranno protagoniste di questa manifestazione". "A Petriolo abbiamo un patrimonio di canti, musiche, balli, racconti e consuetudini che rischierebbe di perdersi se non riuscissimo a trasmetterlo alle nuove generazioni. È questo il senso del festival: riscoprire ciò che siamo stati, valorizzare il prezioso lavoro di ricerca di studiosi come Giovanni Ginobili e, soprattutto, creare le condizioni perché quella cultura possa continuare a vivere, reinterpretata e condivisa anche dai giovani". "La terza edizione – conclude il sindaco – conferma la volontà dell'amministrazione di investire nella cultura popolare come elemento di identità, di comunità e, nello stesso tempo, di apertura e di incontro con altre esperienze". A chiudere è il maestro Massimiliano Luciani, direttore artistico del festival: "Riprendiamo con grande gioia il nostro festival del saltarello. Quest'anno sarò affiancato dalla figura magistrale di Francesco Savoretti. Tanti eventi in due giorni, che porteranno a Petriolo emozioni uniche". Tutti gli aggiornamenti sulla manifestazione sono disponibili sulle pagine Facebook e Instagram del Saltarello Folk Festival.

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Fiere e imprese marchigiane: il follow-up comincia da ciò che resta sulla scrivania

Fiere e imprese marchigiane: il follow-up comincia da ciò che resta sulla scrivania

03/09/2026 09:50

Le fiere sono momenti intensi: incontri brevi, materiali raccolti in fretta e decine di conversazioni da riprendere nei giorni successivi. Per le piccole e medie imprese marchigiane, il valore non si esaurisce nella presenza allo stand, ma dipende dalla capacità di trasformare un contatto in una relazione. Anche un oggetto semplice può aiutare, se viene collegato a un messaggio preciso e utilizzato nel lavoro quotidiano. Prima dello stand, progettare il dopo La preparazione dovrebbe includere una domanda: quale azione vogliamo compiere dopo ogni incontro? Può essere l’invio di una scheda, una telefonata, una visita o un approfondimento tecnico. Materiali e omaggi devono sostenere quel passaggio, non competere con esso. Le penne personalizzate sono tra gli oggetti più comuni in fiera, ma possono ancora avere senso quando scrivono bene, sono comode e vengono consegnate nel contesto giusto. Usarle durante la compilazione di una nota, una dimostrazione o un confronto rende immediata la loro funzione. Lasciarle in grandi contenitori all’ingresso riduce invece il legame con l’impresa. Il prodotto semplice richiede più attenzione Proprio perché una penna appare familiare, è facile sottovalutare qualità e dettagli. Impugnatura, apertura, tratto, colore dell’inchiostro e resistenza incidono sull’uso reale. Un campione dovrebbe essere provato da più persone prima di scegliere, soprattutto se l’articolo è destinato anche a clienti e partner. La superficie disponibile impone una grafica essenziale. Ragione sociale, simbolo o indirizzo web possono essere sufficienti; aggiungere più messaggi rende difficile la lettura. Il contrasto tra corpo e stampa deve essere verificato nella dimensione effettiva, non soltanto su una visualizzazione ingrandita. Distretti e reti: dare ordine ai marchi Quando una fiera riunisce consorzi, reti o progetti territoriali, più soggetti desiderano essere rappresentati. Su un oggetto piccolo, la somma dei loghi raramente funziona. È preferibile dare priorità all’identità comune e spiegare i partner nei materiali di accompagnamento. Le penne personalizzate possono adottare colori o dettagli che richiamano il territorio senza ricorrere a stereotipi. Una serie coordinata per settori o tappe di un progetto permette di differenziare gli incontri mantenendo coerenza. L’importante è che ogni variante abbia una funzione e non moltiplichi inutilmente le scorte. Segmentare la distribuzione Non tutti i visitatori hanno lo stesso rapporto con l’impresa. Per il pubblico generale può bastare materiale informativo essenziale; a chi partecipa a un colloquio approfondito si può consegnare un piccolo set utile al follow-up; partner e clienti consolidati possono ricevere un oggetto diverso. Questa segmentazione tutela il budget e rende il gesto più pertinente. Lo staff deve conoscere criteri e quantità. Se la decisione viene lasciata al momento, gli articoli possono esaurirsi nelle prime ore o rimanere inutilizzati. Una dotazione giornaliera e una riserva separata facilitano la gestione. Trasformare l’oggetto in promemoria Il vero vantaggio di un articolo da scrivania è la continuità. Per favorirla, la consegna può essere accompagnata da un riferimento alla conversazione: una scheda annotata, il nome del referente o l’invito a un passaggio concordato. Nei giorni successivi, il messaggio di follow-up dovrebbe riprendere quell’elemento senza artifici. È meglio evitare meccaniche digitali inutili. Un codice o un collegamento ha senso se porta a documentazione, prenotazioni o contenuti pertinenti; se apre soltanto una pagina generica, aggiunge attrito. Anche in una campagna moderna, semplicità e utilità restano decisive. Valutare rimanenze e risultati Al termine della fiera vanno registrati pezzi distribuiti, rimanenze e osservazioni dello staff. Il dato può essere confrontato con numero e qualità dei contatti, senza attribuire all’omaggio risultati che dipendono dall’intera attività commerciale. Se molti articoli restano sul tavolo o non vengono usati, il progetto va ripensato. Per le imprese marchigiane, la fiera continua nelle telefonate, nelle visite e nelle proposte che seguono. Un oggetto semplice può sostenere questa continuità quando resta sulla scrivania perché funziona bene e ricorda un incontro utile. Il marchio viene dopo: prima viene la relazione che quel piccolo strumento aiuta a riprendere.

Potenza Picena, cambio al vertice della 114ª Squadriglia Radar: De Simone nuovo comandante

Potenza Picena, cambio al vertice della 114ª Squadriglia Radar: De Simone nuovo comandante

02/09/2026 18:45

Cambio al vertice della 114ª Squadriglia Radar Remota dell'Aeronautica Militare di Potenza Picena. Dopo oltre tre anni alla guida del reparto, il Maggiore Luciano Speranza ha lasciato il comando, cedendo il testimone al Capitano Giorgio De Simone, che assume ora la responsabilità della struttura radar potentino. La cerimonia si è svolta questa mattina alla presenza del Generale di Brigata Giacomo Ghiglierio, comandante della 4ª Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea e l'Assistenza al Volo di Borgo Piave. All'appuntamento hanno preso parte numerose autorità civili e militari della provincia di Macerata, a testimonianza del legame consolidato negli anni tra la Squadriglia e il territorio. Tra i presenti anche il sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini, il vicesindaco di Macerata Francesca D'Alessandro, il viceprefetto aggiunto di Macerata Maria Strino, la presidente regionale della Croce Rossa Italiana Rosaria Del Balzo Ruiti e il comandante del Presidio aeronautico di Macerata e Ancona, Colonnello Marco Attanasio. Alla cerimonia hanno partecipato inoltre alcuni dei precedenti comandanti della 114ª Squadriglia Radar Remota: Raimondo Lanzarini, primo comandante del reparto, Nunzio Pisano e Alessandro Grossi. Una presenza che ha sottolineato la continuità e il forte legame costruito nel tempo attorno alla struttura dell'Aeronautica Militare. Nel corso della cerimonia, il Generale Ghiglierio ha conferito al Maggiore Luciano Speranza un encomio per l'attività svolta durante i suoi oltre tre anni di comando. Il riconoscimento ha premiato non soltanto l'operato professionale, ma anche l'impegno nelle iniziative sociali e di sensibilizzazione promosse per far conoscere più da vicino l'attività dell'Aeronautica Militare e rafforzare il rapporto tra la Forza Armata e la comunità maceratese. Durante il suo incarico, Speranza ha infatti contribuito a consolidare il rapporto tra la 114ª Squadriglia e il territorio, favorendo occasioni di incontro, collaborazione e conoscenza reciproca con istituzioni e cittadini. Parole di stima e gratitudine sono arrivate anche dal sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini, che ha sottolineato l'importanza della presenza della Squadriglia sul territorio e il rapporto costruito negli anni con le istituzioni e la cittadinanza.   Con il passaggio di consegne si apre ora una nuova fase per la 114ª Squadriglia Radar Remota, che proseguirà la propria attività sotto la guida del Capitano Giorgio De Simone, nel solco della professionalità e dell'impegno che hanno caratterizzato il reparto.

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