Ha investito un cane mentre passeggiava al guinzaglio con la sua famiglia, davanti agli occhi di due bambini, senza fermarsi a prestare soccorso e allontanandosi a forte velocità. Per questo un 29enne residente a Urbisaglia è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Mogliano con le accuse di uccisione di animali e violenza privata.
L'episodio risale alla sera del 7 luglio, lungo via San Marco, nel territorio comunale di Petriolo. Le indagini sono partite il giorno successivo, dopo la denuncia presentata dai proprietari dell'animale.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell'Arma, il giovane stava percorrendo una strada di campagna a velocità sostenuta quando ha raggiunto una famiglia che stava facendo una passeggiata serale. Con loro c'erano un bambino di 6 anni in bicicletta, una bambina di 9 mesi nel passeggino e Otto, un lagotto di 9 anni tenuto al guinzaglio.
Stando a quanto denunciato dalla famiglia, il conducente avrebbe avuto tutto il tempo di accorgersi della loro presenza ma, invece di rallentare, avrebbe proseguito la marcia investendo in pieno il cane. L'animale sarebbe stato trascinato per diversi metri, mentre il Suv ha continuato la corsa senza fermarsi né prestare soccorso. Trasportato d'urgenza in una clinica veterinaria, Otto è morto poco dopo a causa delle gravissime lesioni riportate nell'impatto.
Per la famiglia non si è trattato della perdita di un semplice animale domestico. Otto era stato trovato otto anni fa, abbandonato davanti alla loro abitazione durante un temporale, denutrito e pieno di pulci. Da allora era diventato un componente della famiglia, crescendo accanto ai due bambini.
Grazie alle testimonianze raccolte e agli accertamenti svolti nell'immediatezza dei fatti, i carabinieri della stazione di Mogliano sono riusciti a identificare il presunto responsabile, denunciandolo alla Procura della Repubblica di Macerata per uccisione di animali e violenza privata.
Ha investito un cane mentre passeggiava al guinzaglio con la sua famiglia, davanti agli occhi di due bambini, senza fermarsi a prestare soccorso e allontanandosi a forte velocità. Per questo un 29enne residente a Urbisaglia è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Mogliano con le accuse di uccisione di animali e violenza privata.
L'episodio risale alla sera del 7 luglio, lungo via San Marco, nel territorio comunale di Petriolo. Le indagini sono partite il giorno successivo, dopo la denuncia presentata dai proprietari dell'animale.
Secondo quanto ricostruito dai militari dell'Arma, il giovane stava percorrendo una strada di campagna a velocità sostenuta quando ha raggiunto una famiglia che stava facendo una passeggiata serale. Con loro c'erano un bambino di 6 anni in bicicletta, una bambina di 9 mesi nel passeggino e Otto, un lagotto di 9 anni tenuto al guinzaglio.
Stando a quanto denunciato dalla famiglia, il conducente avrebbe avuto tutto il tempo di accorgersi della loro presenza ma, invece di rallentare, avrebbe proseguito la marcia investendo in pieno il cane. L'animale sarebbe stato trascinato per diversi metri, mentre il Suv ha continuato la corsa senza fermarsi né prestare soccorso. Trasportato d'urgenza in una clinica veterinaria, Otto è morto poco dopo a causa delle gravissime lesioni riportate nell'impatto.
Per la famiglia non si è trattato della perdita di un semplice animale domestico. Otto era stato trovato otto anni fa, abbandonato davanti alla loro abitazione durante un temporale, denutrito e pieno di pulci. Da allora era diventato un componente della famiglia, crescendo accanto ai due bambini.
Grazie alle testimonianze raccolte e agli accertamenti svolti nell'immediatezza dei fatti, i carabinieri della stazione di Mogliano sono riusciti a identificare il presunto responsabile, denunciandolo alla Procura della Repubblica di Macerata per uccisione di animali e violenza privata.
Ha tentato di sfuggire a un controllo lanciandosi da una finestra e fuggendo nei campi, ma è stato raggiunto e bloccato dai carabinieri dopo un inseguimento a piedi. Un cittadino tunisino di 38 anni, senza fissa dimora e con precedenti di polizia, è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.
L'episodio è avvenuto in via Doria, a Civitanova Marche, dove i militari dell'aliquota radiomobile della compagnia erano intervenuti in seguito alla segnalazione della presenza di una giovane di Fermo che si era allontanata dalla propria abitazione.
Durante le operazioni di identificazione delle persone presenti nell'immobile, il 38enne ha improvvisamente tentato di sottrarsi al controllo, uscendo da una finestra e dandosi alla fuga.
Ne è nato un inseguimento nei campi circostanti, durante il quale l'uomo avrebbe opposto resistenza, spingendo uno dei militari e procurandogli lievi escoriazioni. Raggiunto e bloccato in sicurezza, è stato denunciato in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale.
L'intervento rientra nelle attività di controllo del territorio svolte dai carabinieri della compagnia di Civitanova Marche, intensificate anche in occasione della stagione estiva.
Ha tentato di superare l'esame teorico per la patente di guida utilizzando un auricolare nascosto nell'orecchio, una microcamera, uno smartphone e un dispositivo Bluetooth, ma è stato scoperto e denunciato dalla Polizia di Stato.
L'episodio è avvenuto nella mattinata di ieri negli uffici della Motorizzazione Civile di Macerata, dove un 44enne di origini pakistane, residente a Recanati, stava sostenendo il quiz informatizzato per il conseguimento della patente.
A far scattare i controlli è stato un funzionario della Motorizzazione, insospettito dall'atteggiamento del candidato e dalla presenza di un piccolo dispositivo elettronico che spuntava dalla manica della maglia. La segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112 ha portato sul posto una pattuglia della Volante della Questura di Macerata.
Durante la perquisizione gli agenti hanno rinvenuto uno smartphone, un dispositivo Bluetooth e una microcamera alimentata da una batteria, tutti accuratamente occultati sul corpo con nastro biadesivo. La telecamera era sistemata all'interno della manica sinistra per riprendere lo schermo del computer con le domande d'esame.
Gli accertamenti hanno inoltre permesso di individuare un auricolare nascosto nell'orecchio sinistro del candidato. Il dispositivo è stato successivamente rimosso dal personale sanitario delpPronto soccorso, dove l'uomo è stato accompagnato prima di essere condotto in Questura per le procedure di identificazione.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, prima dell'inizio della prova era stata avviata una videochiamata tramite lo smartphone nascosto. Le immagini riprese dalla microcamera venivano inviate a una persona ancora ignota, che suggeriva in tempo reale le risposte corrette attraverso l'auricolare. Per usufruire dell'intero sistema tecnologico, il candidato avrebbe pagato una somma di denaro.
Al termine degli accertamenti il 44enne, regolarmente soggiornante in Italia e incensurato, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata. L'esame è stato dichiarato nullo e tutti i dispositivi utilizzati sono stati sequestrati.
Viaggiavano a bordo di un'auto risultata rubata pochi giorni prima a Sant'Elpidio a Mare. Per questo due cittadini tunisini, di 22 e 29 anni, entrambi disoccupati e già noti alle forze dell'ordine, sono stati denunciati dai carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche con l'accusa di ricettazione.
Il controllo è stato effettuato dai militari dell'Aliquota Radiomobile del Nucleo operativo e radiomobile durante un servizio di pattugliamento nel territorio cittadino. L'atteggiamento particolarmente guardingo dei due occupanti ha insospettito i carabinieri, che hanno deciso di approfondire gli accertamenti.
Dalle verifiche è emerso che la Nissan Qashqai sulla quale viaggiavano era stata rubata soltanto pochi giorni prima a Sant'Elpidio a Mare, in provincia di Fermo. I due sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica per il reato di ricettazione, mentre sono state avviate le procedure per restituire il veicolo al legittimo proprietario.
La Marche si conferma la regione più conveniente d'Italia per fare rifornimento di benzina e gasolio. È quanto emerge dagli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), aggiornati a oggi, che fotografano una situazione in cui i prezzi dei carburanti continuano a mantenersi elevati dopo il ritorno delle accise ai livelli ordinari.
Per quanto riguarda la benzina self service, nelle Marche il prezzo medio è di 1,867 euro al litro, il più basso a livello nazionale, davanti a Veneto (1,872 euro) e Lazio e Lombardia (1,877 euro). La media nazionale si attesta invece a 1,892 euro al litro.
Anche sul fronte del gasolio self service, la regione guida la classifica con un prezzo medio di 1,976 euro al litro, precedendo Veneto (1,988 euro), Umbria (1,989 euro) e Piemonte (1,992 euro). A livello nazionale la media ha ormai raggiunto 2,000 euro al litro, con diverse aree del Paese che hanno già superato questa soglia.
I rincari sono arrivati dopo il ripristino delle accise sui carburanti e sono stati alimentati anche dall'andamento delle quotazioni internazionali del petrolio e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il Governo ha ribadito di non voler introdurre un nuovo taglio generalizzato delle accise, riservandosi eventualmente interventi mirati a favore delle categorie maggiormente colpite dall'aumento dei costi energetici.
Le Marche si collocano bene anche nella graduatoria del metano servito, dove con un prezzo medio di 1,498 euro al chilogrammo condividono il secondo posto con l'Umbria, alle spalle del Molise (1,473 euro). La media nazionale, calcolata sui territori in cui il servizio è disponibile, è pari a 1,565 euro al chilogrammo.
Diversa la situazione per il GPL servito. In questo caso le Marche registrano un prezzo medio di 0,778 euro al litro, leggermente inferiore alla media nazionale di 0,780 euro, ma si collocano al tredicesimo posto nella classifica delle regioni più economiche. I prezzi più bassi si trovano in Campania (0,714 euro), Lombardia (0,730 euro) e Piemonte (0,733 euro).
Guardando alle classifiche nazionali, la Provincia autonoma di Bolzano è il territorio con i prezzi più elevati sia per la benzina (1,925 euro al litro) sia per il gasolio (2,033 euro al litro). Sul fronte del metano il record spetta invece alla Sicilia, con 1,815 euro al chilogrammo, mentre per il gpl il primato dei prezzi più alti è ancora della Provincia di Bolzano (0,863 euro al litro).
È stato riconosciuto come infortunio sul lavoro l'incidente che ha coinvolto un rider a Porto Recanati, caduto dal motorino mentre effettuava una consegna per evitare l'impatto con un'auto. Il riconoscimento è arrivato da parte dell'Inail grazie all'assistenza fornita dal Nidil Cgil e dal Patronato Inca di Macerata.
L'episodio risale al 24 maggio 2026. Durante una consegna per la piattaforma di food delivery Deliveroo, il lavoratore è stato costretto a una manovra improvvisa nel traffico estivo, finendo a terra e riportando una frattura.
Secondo quanto riferito dal sindacato, il rider è stato seguito fin dai primi momenti sia nella denuncia dell'infortunio al datore di lavoro, procedura che in questo caso avviene attraverso un'apposita piattaforma online, sia nella successiva pratica per ottenere il riconoscimento dell'indennità economica da parte dell'Inail.
Il caso evidenzia anche una particolarità normativa: pur essendo inquadrati come lavoratori autonomi, i rider sono coperti dall'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro.
Il Nidil Cgil torna inoltre a puntare l'attenzione sul modello organizzativo del settore del food delivery, ribadendo le proprie critiche all'utilizzo del lavoro autonomo per una categoria che, secondo il sindacato, opera seguendo direttive e turni stabiliti dagli algoritmi delle piattaforme, senza poter beneficiare delle tutele previste per i lavoratori dipendenti, come ferie, malattia e contributi.
"Questo risultato conferma l’importanza dell’impegno sindacale verso la tutela della salute e della sicurezza di questa tipologia di lavoratori che si trovano quotidianamente esposti al rischio di caduta dal mezzo e di infortuni durante la loro attività lavorativa", affermano Serena Girotti, funzionaria del Nidil Cgil, e Roberta Marzioni, operatrice del Patronato Inca Cgil, che hanno seguito il caso.
Un incidente senza conseguenze per altre persone, ma con pesanti ripercussioni sul piano giudiziario e amministrativo. È finita con una denuncia a piede libero, il ritiro immediato della patente e il sequestro dell'auto la notte di un 35enne residente a Treia.
L'episodio si è verificato nelle ore notturne proprio nel territorio comunale di Treia, dove i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata sono intervenuti dopo la segnalazione di un incidente stradale.
Secondo quanto ricostruito dai militari, l'uomo, al volante della sua Renault, avrebbe perso il controllo del veicolo, uscendo di strada. Fortunatamente il sinistro non ha coinvolto altri mezzi e il conducente è rimasto illeso.
Durante gli accertamenti, i Carabinieri hanno notato elementi che lasciavano presumere uno stato di alterazione dovuto all'assunzione di alcol. Il successivo controllo con l'etilometro ha confermato i sospetti: il 35enne è risultato positivo con un tasso alcolemico di 1,78 grammi per litro, ben oltre il limite di legge fissato a 0,5 g/l.
Per l'automobilista è così scattata la denuncia in stato di libertà all'autorità giudiziaria con l'accusa di guida in stato di ebbrezza. Contestualmente i militari hanno proceduto al ritiro immediato della patente di guida e al sequestro amministrativo della vettura, finalizzato alla successiva confisca, come previsto dalla normativa vigente.
Momenti di tensione nella notte a Civitanova, dove una discussione nata all’esterno di un pub è degenerata in una colluttazione. L’episodio è avvenuto intorno alle 3, quando è stato necessario l’intervento della polizia per riportare la situazione alla calma.
Secondo quanto ricostruito, protagonista della vicenda è un uomo di 54 anni di nazionalità cubana che, mentre si trovava davanti al locale insieme alla fidanzata, avrebbe iniziato a infastidire alcuni clienti presenti nel pub. Da una discussione per motivi apparentemente futili si è passati rapidamente alle mani.
Alcune persone sarebbero intervenute inizialmente con l’intento di dividere i coinvolti e fermare il confronto, ma la situazione è ulteriormente degenerata con spintoni, schiaffi e colpi. Ad avere la peggio è stato il 54enne, finito a terra e riportando ferite lievi.
Sul posto sono arrivati gli operatori della Croce Verde, che hanno prestato soccorso all’uomo. Il 54enne, però, avrebbe rifiutato il trasferimento in ospedale. Al momento non risultano denunce presentate in relazione all’accaduto.
Sono terminati i lavori di riqualificazione del manto di copertura della palestra polivalente di via del Tirassegno a Civitanova Alta, un intervento atteso da tempo che consente ora di restituire piena funzionalità e sicurezza all’impianto sportivo.
La copertura, dopo circa 18 anni, presentava infatti evidenti segni di usura e non garantiva più un’adeguata impermeabilizzazione, causando infiltrazioni di acqua piovana che arrivavano a compromettere lo svolgimento delle attività sportive.
«Nei giorni scorsi abbiamo portato a termine i lavori alla palestra del Tirassegno – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Ermanno Carassai – con un intervento risolutivo su una superficie di circa 1.600 metri quadrati che permette di superare definitivamente i problemi di impermeabilizzazione. Le infiltrazioni costringevano la Feba Basket, che gestisce l’impianto, a interrompere l’attività durante le giornate di maltempo. Ora possiamo restituire la palestra alla ripresa completa delle partite».
Il progetto esecutivo era stato approvato dalla Giunta comunale alla fine del 2025 ed è stato redatto dall’Ufficio tecnico della Delegazione.
L’intervento ha previsto la realizzazione di un nuovo manto di copertura con lastre profilate di alluminio del tipo Riverclack, un sistema certificato installato attraverso una rete di profili in acciaio fissati meccanicamente alla struttura secondaria esistente, composta da arcarecci in legno.
Sono state inoltre realizzate nuove scossaline perimetrali in alluminio e un nuovo canale di raccolta delle acque meteoriche, con l’obiettivo di migliorare la funzionalità complessiva della struttura.
L’investimento complessivo ammonta a 200 mila euro. I lavori sono stati eseguiti dalla L.E.M. srl.
Con la conclusione dell’intervento, la palestra polivalente di via del Tirassegno torna quindi pienamente disponibile per le attività sportive e per gli appuntamenti della stagione agonistica.
I mezzi del Cosmari diventano anche strumenti di promozione del territorio. Nell’ambito del progetto di rinnovamento del parco automezzi, l’azienda ha infatti provveduto a sostituire alcuni veicoli impegnati a Porto Recanati nei servizi di igiene urbana e nella raccolta differenziata porta a porta.
La novità riguarda la personalizzazione dei nuovi mezzi, le cui fiancate sono state completamente rivestite con immagini dedicate alla riviera di Porto Recanati. Un modo per rendere il servizio ancora più riconoscibile e, allo stesso tempo, trasformare gli automezzi in veri e propri veicoli di comunicazione e promozione turistica.
«Tra gli obiettivi dei nostri investimenti – spiegano il presidente Paolo Gattafoni e la direttrice Brigitte Pellei – riserviamo particolare attenzione alla cura degli automezzi utilizzati quotidianamente per la raccolta domiciliare dei rifiuti differenziati e per la pulizia di piazze e strade. Con queste immagini suggestive sulle fiancate vogliamo collaborare con l’Amministrazione comunale per offrire una percezione positiva e accogliente di una località turistica molto frequentata come Porto Recanati».
I nuovi mezzi, oltre a garantire un servizio più efficiente, contribuiranno quindi a diffondere l’immagine della città lungo le strade del territorio, valorizzandone il paesaggio e l’identità.
Soddisfazione anche da parte del Comune di Porto Recanati. «Accogliamo con grande piacere i nuovi mezzi per la raccolta dei rifiuti, caratterizzati da una livrea dedicata alle immagini più rappresentative della nostra città – sottolinea il sindaco Andrea Michelini -. Si tratta di una novità assoluta che unisce funzionalità, identità e promozione del territorio».
Il primo cittadino ha inoltre ringraziato il Cosmari, la direttrice Brigitte Pellei e il responsabile di zona Gionata Speranza per l’attenzione e la collaborazione dimostrate nel sostenere il progetto.
Una scelta che lega così il tema della sostenibilità e della cura degli spazi urbani alla valorizzazione dell’immagine turistica di Porto Recanati, portando la bellezza della riviera anche attraverso i mezzi impegnati ogni giorno al servizio della comunità.
MACERATA – «I fatti sono ormai sotto gli occhi di tutti. La candidatura indicata dalla maggioranza è stata impedita da una parte della stessa maggioranza e la Presidenza della Commissione Urbanistica è stata conquistata grazie ai voti determinanti dell'opposizione».
Inizia con questa pesantissima accusa lo sfogo di Simone Livi, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, dopo il clamoroso dietrofront andato in scena durante il Consilglio. La sua corsa alla presidenza della Commissione Urbanistica è saltata, superata dall'elezione di Silvano Iommi (Forza Italia), spinto sullo scranno più alto proprio grazie ai voti determinanti dei consiglieri di minoranza. Uno strappo che rischia di aprire una crisi profonda all'interno della coalizione che sostiene il sindaco Sandro Parcaroli.
«La domanda che oggi ogni cittadino dovrebbe porsi è molto semplice: qual era il vero obiettivo di questa operazione? – si domanda Livi –. Se si voleva soltanto eleggere il Presidente della Commissione, sarebbe stato sufficiente sostenere la candidatura condivisa dalla coalizione. Se invece si è scelto consapevolmente di costruire un asse con l'opposizione per imporre un candidato diverso, allora siamo di fronte a un fatto politico che merita una spiegazione pubblica».
Il consigliere di FdI non usa giri di parole e chiama direttamente in causa gli alleati azzurri, chiedendo un chiarimento politico immediato: «Forza Italia intende ancora far parte della maggioranza che sostiene il Sindaco Parcaroli oppure sta costruendo un percorso politico autonomo? Perché è difficile interpretare diversamente una presidenza ottenuta grazie ai voti delle opposizioni contro il candidato ufficiale della coalizione».
Livi ne ha anche per il neoeletto presidente: «Silvano Iommi dovrebbe chiarire se ritiene normale ricoprire un incarico così importante grazie ai voti decisivi di chi, ogni giorno, si oppone all'azione amministrativa del centrodestra».
Non si tratta di una questione personale o di una "guerra di poltrone", ci tiene a precisare l'esponente meloniano, ma di una questione di tenuta politica dell'intera coalizione:
«Non è Simone Livi ad essere stato danneggiato. Il danno riguarda la credibilità della maggioranza e il rispetto degli accordi politici, principi sui quali si fonda qualsiasi coalizione che voglia governare con autorevolezza. Io continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere comunale con lo stesso spirito di servizio, senza rancore e senza personalismi».
La ferita però resta aperta ed è profonda. «Ritengo che gli elettori abbiano il diritto di sapere se quanto accaduto rappresenti un episodio isolato oppure l'inizio di una strategia politica diversa, nella quale Forza Italia preferisce trovare i propri numeri nell'opposizione anziché all'interno della maggioranza. Questa è la domanda alla quale oggi attendiamo una risposta chiara, non per interesse personale, ma per rispetto dei cittadini che hanno votato una coalizione di centrodestra perché governasse unita».
La stoccata finale a Iommi sancisce la rottura formale tra i due partiti: «Personalmente ritengo che il comportamento politico tenuto da Silvano Iommi sia stato inqualificabile. Non perché abbia legittimamente ambito alla presidenza della Commissione, ma perché avrebbe accettato di ottenerla grazie ai voti determinanti dell'opposizione, in aperto contrasto con la decisione assunta dalla maggioranza di cui fa parte. Un incarico conquistato contro il proprio schieramento non rappresenta una vittoria politica, ma una profonda ferita alla credibilità della coalizione».
Si è insediato il nuovo Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro (Crel) delle Marche che, nella prima seduta ospitata nell'Aula del Consiglio regionale, ha provveduto all'elezione del presidente e del vicepresidente dell'organismo.
A guidare il Crel sarà Andrea Passacantando, che succede a Luca Talevi, mentre la vicepresidenza è stata affidata a Giorgio Andreani, chiamato a raccogliere il testimone di Gilberto Gasparoni.
Andrea Passacantando, nato a Tolentino nel 1968, è laureato in Giurisprudenza con una specializzazione in diritto comunitario. Titolare di un'azienda agricola nel Maceratese, vanta una consolidata esperienza nel settore agricolo e nell'associazionismo di categoria.
«Intendo mettere la mia esperienza al servizio del Crel – ha dichiarato il neo presidente – affinché questo organismo diventi sempre più centrale e dinamico, capace di contribuire concretamente allo sviluppo economico e sociale della nostra regione».
Il nuovo vicepresidente Giorgio Andreani, segretario organizzativo della Uil Marche, da anni impegnato nei settori delle infrastrutture e dei trasporti, ha sottolineato la volontà di rafforzare ulteriormente il ruolo dell'organismo.
«L'obiettivo è offrire il mio contributo perché il Crel possa diventare un organismo sempre più autorevole e punto di riferimento per il territorio», ha affermato.
Alla seduta inaugurale ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui, che ha evidenziato il valore del Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro quale organismo consultivo a supporto dell'attività istituzionale della Regione.
«Il Crel rappresenta un luogo di confronto capace di mettere a disposizione competenze, analisi e proposte qualificate a sostegno dell'attività legislativa e della programmazione regionale», ha sottolineato Pasqui.
Il Crel, istituito dalla legge regionale n. 15 del 2008, è composto da 35 rappresentanti delle categorie economiche, sociali e degli ordini professionali marchigiani. L'organismo resterà in carica per l'intera durata della legislatura regionale, mentre per il presidente e il vicepresidente è prevista una verifica di metà mandato, trascorsi 30 mesi dall'elezione.
Trent'anni di crescita, innovazione e attenzione alle persone. Il Gruppo Fisiomed, fondato nel 1996, celebra il suo trentennale con un importante percorso di rebranding, presentando una nuova identità visiva e un payoff che sintetizza la filosofia che da sempre guida il Gruppo: "Cura, Fiducia, Futuro".
Una ricorrenza che non rappresenta soltanto un anniversario, ma anche l'occasione per raccontare l'evoluzione di una realtà che, in tre decenni, è diventata un punto di riferimento della sanità privata italiana, mantenendo salde le proprie radici territoriali.
Nata nelle Marche nel 1996, oggi Fisiomed conta 11 sedi, distribuite sul territorio provinciale, con presenze anche a Casette d'Ete e Milano, oltre 300 specialisti e più di 1.500 servizi sanitari.
Un percorso di sviluppo che ha permesso al Gruppo di crescere mantenendo però quella dimensione umana che continua a rappresentarne il principale tratto distintivo.
Il rebranding, già visibile nei centri del Gruppo e in tutta la comunicazione aziendale, introduce un nuovo linguaggio grafico e un logo completamente rinnovato.
Protagonista è una "F" stilizzata, reinterpretazione moderna del caduceo, storico simbolo della medicina. Un segno grafico che richiama anche delle ali aperte e che vuole rappresentare, allo stesso tempo, fiducia, futuro e cura, i valori su cui il Gruppo intende costruire i prossimi decenni della propria storia.
L'intero progetto di rebranding è stato curato da Roi Comunicazione, narrative & perception company di Roi Group.
Il rinnovamento dell'immagine non è soltanto estetico. Dietro il nuovo marchio c'è un percorso di riflessione che ha coinvolto management, professionisti e stakeholder, con l'obiettivo di rafforzare una precisa visione della sanità.
Per Fisiomed la cura non coincide esclusivamente con la prestazione medica, ma nasce soprattutto dalla relazione tra medico e paziente, dall'ascolto e dalla capacità di accompagnare ogni persona lungo il proprio percorso sanitario.
In un contesto in cui la tecnologia rende sempre più rapide ed efficaci diagnosi e trattamenti, il Gruppo rivendica il valore della componente umana come elemento irrinunciabile dell'assistenza.
Collaborazione, eccellenza, ascolto, innovazione e affidabilità sono i principi che guidano quotidianamente l'attività dei professionisti, traducendosi in percorsi diagnostici rapidi, servizi accessibili e ambienti progettati per accogliere le persone prima ancora che i pazienti.
Pur guardando a una dimensione sempre più nazionale, testimoniata anche dalla sede di Milano, Fisiomed ribadisce il forte legame con il territorio in cui è nata.
La sfida del futuro è quella di continuare a crescere senza perdere la vicinanza alle comunità locali e quel rapporto diretto con le persone che ha contribuito a costruire la reputazione del Gruppo.
La missione resta quella sintetizzata anche nei materiali del rebranding: "Crediamo in una sanità che riconosce le persone prima delle patologie. Ogni persona porta una storia, e quella storia conta quanto la diagnosi. La nostra promessa è semplice e impegnativa: curare la persona, non solo la patologia".
«Questo trentennale rappresenta un momento di orgoglio, ma anche di responsabilità – sottolineano Enrico Falistocco, amministratore unico del Gruppo, e Giulio Murja, responsabile Marketing –. Il restyling dell'identità visiva non è stato un esercizio estetico, ma la traduzione grafica di ciò che siamo e di ciò che vogliamo continuare a essere. La nuova "F" racconta una storia costruita insieme a migliaia di pazienti in trent'anni di attività e guarda con fiducia al futuro».
Le Marche si confermano tra le Regioni più virtuose d'Italia sul fronte delle liste d'attesa per le prime visite specialistiche. È quanto emerge dall'ultimo monitoraggio dell'Osservatorio Salutequità, che ha analizzato i dati della Piattaforma nazionale delle liste di attesa, aggiornata a maggio 2026, a due anni dall'entrata in vigore della legge che ha introdotto il nuovo sistema di controllo.
In un quadro nazionale ancora caratterizzato da forti disuguaglianze territoriali, la regione marchigiana figura, insieme alla Basilicata, tra le uniche in grado di garantire il rispetto della soglia del 90% dei tempi massimi di attesa previsti per tutte le classi di priorità delle prime visite: quelle urgenti (B), differibili (D) e programmate (P). Un risultato che la colloca ai vertici del panorama italiano.
Diversa la situazione nel resto del Paese. Secondo il rapporto, solo l'11,64% della popolazione italiana, pari a 6.862.469 cittadini, vive in territori dove è effettivamente garantito il pieno rispetto dei tempi previsti dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa. In altre parole, quasi nove italiani su dieci non riescono ancora ad accedere alle prestazioni sanitarie entro i limiti fissati dalla normativa.
Anche l'analisi per discipline evidenzia un sistema sanitario ancora a due velocità. L'oncologia è l'unica area che supera la soglia nazionale del 90%, raggiungendo il 95,9% di prestazioni erogate nei tempi previsti. Più indietro, invece, dermatologia e allergologia (61,8%), oculistica (66,6%) e urologia (68,7%), specialità nelle quali il rispetto dei tempi resta ancora lontano dagli obiettivi fissati.
Per quanto riguarda gli esami diagnostici, il quadro cambia: le uniche Regioni a superare il 90% per tutte le classi di priorità sono Basilicata e Veneto, mentre le Marche si distinguono esclusivamente nel monitoraggio relativo alle prime visite.
Il rapporto evidenzia inoltre alcuni limiti dell'attuale sistema di rilevazione. La piattaforma nazionale, infatti, monitora soltanto 55 prestazioni sulle 2.108 previste dal nomenclatore dell'assistenza specialistica ambulatoriale, restituendo quindi una fotografia ancora parziale della situazione reale. A questo si aggiungono differenze significative tra le Regioni nella distribuzione delle prenotazioni per classe di priorità, elemento che può incidere sulla lettura dei risultati.
L'Osservatorio Salutequità riconosce che la piattaforma rappresenta un importante passo avanti in termini di trasparenza, ma sottolinea la necessità di ampliare il monitoraggio a tutte le prestazioni, aggiornare i dati in tempo reale e introdurre indicatori più completi per valutare l'effettiva capacità delle Regioni di garantire il diritto alle cure nei tempi previsti.
Negli ultimi mesi la Regione Marche ha inoltre varato nuove misure per cercare di ridurre ulteriormente i tempi di attesa. La Giunta regionale ha autorizzato, in via straordinaria, l'erogazione di visite ed esami anche in 24 giornate di sabato e 24 di domenica nel corso del 2026.
Contestualmente è stata prevista una riorganizzazione delle agende dedicate ai pazienti cronici e oncologici, con l'obiettivo di rimettere a disposizione del Cup gli appuntamenti non utilizzati e aumentare così il numero di prestazioni disponibili. L'iniziativa, come spiegato dall'assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, rappresenta un intervento straordinario che punta a migliorare l'accesso alle cure, pur senza essere considerato risolutivo.
I dati dell'Osservatorio si inseriscono inoltre in un trend già evidenziato dal più recente monitoraggio del Ministero della Salute, che aveva collocato le Marche tra le realtà più efficienti del Paese nella gestione delle liste d'attesa.
In quell'occasione era emersa anche la buona performance dell'Ast di Macerata, capace di rispettare pienamente i tempi previsti per esami fondamentali come colonscopie e gastroscopie, mentre diverse aziende sanitarie marchigiane avevano registrato l'assenza di casi di "grave ritardo". Risultati che, secondo la Regione, confermano i progressi compiuti, pur nella consapevolezza che resta ancora lavoro da fare per garantire tempi di accesso sempre più rapidi ai cittadini.
(fonte Il Sole 24 Ore, dati osservatorio Salutequità)
L’US Tolentino guarda al futuro e conferma uno dei giovani cresciuti nel proprio vivaio. La società cremisi ha infatti annunciato la permanenza di Christian Pietrangeli, centrocampista classe 2009, che continuerà il suo percorso con la Prima Squadra.
Un passaggio importante per un giocatore nato e cresciuto nel settore giovanile del Tolentino, pronto ad affrontare la nuova stagione con entusiasmo, senso di appartenenza e voglia di migliorarsi.
Per Pietrangeli, indossare ancora la maglia cremisi rappresenta una responsabilità oltre che un motivo di orgoglio. «Significa tanto, perché questa è una maglia che sento mia – racconta il giovane centrocampista -. Sono cresciuto nel settore giovanile cremisi e poter continuare questo percorso è motivo di orgoglio e grande responsabilità».
Il classe 2009 si prepara così alla nuova esperienza con la prima squadra con grande determinazione: «Voglio lavorare con serietà, ascoltare chi ha più esperienza e migliorare giorno dopo giorno. So che devo crescere ancora tanto, ma ho tanta voglia di mettermi a disposizione della squadra».
Un percorso che il Tolentino ha scelto di valorizzare, puntando sulla crescita dei propri giovani e sulla continuità di un legame costruito negli anni.
Anche ai tifosi cremisi Pietrangeli ha voluto rivolgere un messaggio chiaro: «Prometto impegno, rispetto per la maglia e massima disponibilità. Darò tutto ogni giorno per meritare questa opportunità e ripagare la fiducia ricevuta».
Il futuro del Tolentino passa anche da ragazzi come lui, cresciuti con questi colori e pronti a difenderli sul campo.
Il Cus Macerata ha sciolto le riserve e scelto il nuovo allenatore della squadra di basket che nella prossima stagione sarà nuovamente protagonista in Divisione Regionale 1. La panchina è stata affidata a Carlo Ortenzi, giovane tecnico classe 1996 alla sua prima esperienza alla guida di una squadra senior.
Dopo la stagione del ritorno di Matteo Palmioli alla guida del gruppo, il Cus apre dunque un nuovo capitolo puntando su un profilo giovane ma già inserito nell’ambiente universitario e sportivo della società.
Una scelta che rappresenta una scommessa interessante per il club, anche considerando il percorso già svolto da Ortenzi: nelle ultime due edizioni dei Campionati Nazionali Universitari è stato infatti selezionatore della rappresentativa del Cus Macerata, riuscendo in entrambe le occasioni a raggiungere le fasi finali della competizione.
«Sono molto contento – racconta il nuovo coach – ovviamente sento un po’ la responsabilità dell’incarico, ma potrò contare sull’aiuto di un vice come Pietro Montanari».
Un passaggio importante sarà anche la continuità con il lavoro svolto negli anni precedenti da Matteo Palmioli, che resterà vicino al progetto. «Sono onorato di questa cosa – spiega Ortenzi -. Conosco bene Matteo ed è importante che continui a essere presente, diciamo dietro le quinte. Di lui mi fido ciecamente, sarà un notevole valore aggiunto».
Tra i punti di forza del nuovo corso ci sarà anche la presenza di numerosi studenti-atleti universitari già conosciuti da Ortenzi durante le esperienze ai Campionati Nazionali Universitari. «Avrò a disposizione ragazzi che ho già allenato nelle qualificazioni e nelle finali – sottolinea il tecnico -. Mi faranno sentire meno il salto».
Per la nuova stagione l’obiettivo dichiarato è quello di conquistare una salvezza il più possibile tranquilla. Una missione che passerà anche da un’identità di gioco precisa: «Avrò a disposizione un gruppo giovane, quindi dovremo provare a giocare a ritmi alti e con forte intensità».
Il Cus Macerata riparte così da un progetto che punta sulla valorizzazione dei giovani, sulla continuità dell’ambiente universitario e su un allenatore pronto a vivere la sua prima grande sfida in panchina.
Il settore calzaturiero marchigiano apre il 2026 con un andamento negativo, ma conferma il suo ruolo centrale nel panorama nazionale. Nel primo trimestre dell’anno, infatti, le esportazioni di calzature e parti dalle Marche hanno registrato una flessione del -8,9%, un calo che colloca la regione al quarto posto in Italia per valore dell’export.
I dati emergono dalla nota congiunturale elaborata dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, che fotografa un quadro complesso per l’intero comparto italiano. A livello nazionale, nel periodo gennaio-marzo 2026, le esportazioni si sono attestate a circa 3 miliardi di euro, con una diminuzione del -1,6% in valore e del -3,6% in volume rispetto allo stesso periodo del 2025.
La flessione interessa anche le principali aree produttive del Paese. Dopo Lombardia, Veneto e Toscana, le Marche restano uno dei distretti più importanti del Made in Italy calzaturiero, con un calo che si distribuisce in maniera diversa tra le province.
A livello territoriale, Fermo registra una contrazione dell’export del -7,7%, mentre Macerata limita la flessione al -5%. Più pesante invece il dato di Ascoli Piceno, che nel primo trimestre perde il -21,7%.
Il risultato marchigiano appare comunque meno negativo rispetto ad altri grandi territori della filiera: il Veneto, primo polo regionale per i flussi verso l’estero, segna un calo del -14,8%, mentre la Toscana registra una diminuzione del -19,7%. La Lombardia, che guida la graduatoria nazionale, arretra del -10,8%.
Secondo Assocalzaturifici, il rallentamento è legato soprattutto alla debolezza dei mercati internazionali, che rappresentano circa il 90% del giro d’affari complessivo del settore, oltre alle tensioni geopolitiche e all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia.
A livello nazionale, nei primi tre mesi del 2026 diminuiscono anche imprese e occupazione: si registrano 85 aziende attive in meno e 808 addetti in meno rispetto alla fine del 2025.
Nonostante il momento difficile, il comparto marchigiano mantiene un peso strategico nell’economia regionale e nazionale, grazie alla presenza di una filiera storicamente legata alla qualità, all’artigianalità e alla capacità di esportazione del Made in Italy.
Poltrona Frau In Motion rafforza la propria presenza industriale nelle Marche con l'acquisizione dell'ex stabilimento della Nazareno Gabrielli, situato in contrada Cisterna, a Tolentino. Un'operazione strategica che consentirà alla divisione del Gruppo Haworth Lifestyle specializzata negli interni di lusso per la mobilità di accompagnare il forte percorso di crescita registrato negli ultimi anni.
Il complesso produttivo, che si estende su una superficie coperta di 18 mila metri quadrati, andrà ad affiancare lo storico comprensorio industriale di Poltrona Frau, presente a Tolentino dal 1962, anno in cui il marchio ha insediato la propria sede produttiva.
Nel nuovo sito saranno trasferite la sede operativa, le attività di ricerca e sviluppo e quelle manifatturiere di Poltrona Frau In Motion, con l'obiettivo di concentrare in un unico polo tutte le competenze dedicate alla progettazione, allo sviluppo e alla produzione degli interni destinati ai principali marchi del settore automotive e della mobilità di alta gamma.
La divisione opera da oltre 40 anni nel comparto degli interni di lusso per auto, yacht, treni e altri mezzi di trasporto e ha consolidato negli ultimi anni una posizione di leadership internazionale. Tra le tappe più significative del percorso di espansione figura anche l'acquisizione della britannica KJ Ryan nel 2024, che ha rafforzato la presenza industriale del gruppo nel Regno Unito.
L'investimento rappresenta un ulteriore segnale della strategia di sviluppo di Haworth Lifestyle, orientata a sostenere la crescita industriale del gruppo e a consolidare il ruolo del sito marchigiano come centro di eccellenza produttiva.
«Questo investimento a Tolentino è perfettamente coerente con la vocazione industriale di lungo termine del gruppo e del suo azionista Haworth – ha dichiarato Dario Rinero, CEO di Haworth Lifestyle – e conferma il sostegno concreto alla crescita del business di Poltrona Frau In Motion e la fiducia negli investimenti in Italia, con particolare attenzione al territorio di Tolentino».
Per Ervino Riccobon, CEO della divisione Poltrona Frau In Motion, «l'espansione nel nuovo sito rappresenta un'opportunità unica per sostenere il piano di crescita e di innovazione tecnologica previsto nei prossimi anni. La nuova struttura consentirà di integrare in un unico spazio produzione, stile, sviluppo prodotto e innovazione di processo, valorizzando competenze che costituiscono un elemento distintivo della divisione».
«Siamo inoltre particolarmente felici – aggiunge Riccobon – che la nostra espansione continui ad avvenire a Tolentino, un territorio centrale per la storia del nostro marchio e per il suo futuro».
L’Università di Macerata apre nuovamente le porte ai futuri studenti con due giornate dedicate all’orientamento: mercoledì 22 luglio e giovedì 27 agosto tornano gli Open Day Unimc, appuntamenti pensati per conoscere i corsi di laurea, i servizi, le agevolazioni e tutte le opportunità offerte dall’Ateneo.
Gli incontri si svolgeranno tra la Loggia del Grano e il Polo Pantaleoni, dove studenti e famiglie potranno ricevere informazioni e confrontarsi direttamente con docenti e personale universitario.
Le giornate prenderanno il via alle ore 9.30 con la presentazione dei corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico, ospitata nell’aula blu del Polo Pantaleoni e organizzata per dipartimenti. Dalle ore 11, invece, nell’aula verde, saranno presentati i corsi di laurea magistrali.
Gli Open Day saranno anche l’occasione per conoscere le novità dell’offerta formativa per l’anno accademico 2026/2027. Tra i nuovi percorsi figurano il corso in Scienze motorie e sportive per l’inclusione, dedicato al ruolo dello sport come strumento di integrazione, il percorso in Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali, pensato per formare professionisti nella gestione del patrimonio documentale digitale, e il nuovo titolo congiunto Forced Migration: Europe in a Global Context, sviluppato nell’ambito dell’alleanza europea Erua.
Durante la giornata sarà possibile partecipare a più sessioni di presentazione, previa prenotazione attraverso il portale dedicato all’orientamento dell’Ateneo.
Grande attenzione sarà riservata anche alle famiglie: nell’aula rossa del Polo Pantaleoni sarà allestito uno spazio informativo dove il personale dell’ufficio orientamento sarà disponibile per illustrare corsi di studio, servizi e modalità di iscrizione.
Alle ore 11 e alle ore 16, la delegata del rettore per l’orientamento Rosita Deluigi, insieme allo staff dell’ufficio orientamento, guiderà due incontri dedicati alla scelta del percorso universitario, alle agevolazioni disponibili e agli strumenti a disposizione degli studenti.
Per tutta la giornata, dalle ore 8 alle 20, alla Loggia del Grano saranno presenti gli stand informativi dell’orientamento, dell’alleanza Erua, di Erdis e delle associazioni studentesche. Presenti anche il Cus – Centro universitario sportivo e Radio Rum, la web radio dell’Ateneo.
Gli Open Day rappresentano un’importante occasione per conoscere da vicino la realtà universitaria maceratese e orientarsi nella scelta del proprio futuro percorso di studi.
Il programma completo e le modalità di prenotazione sono disponibili sul sito dell’Università di Macerata.
L'Università di Macerata si conferma tra le realtà accademiche di riferimento del panorama nazionale. La nuova Classifica Censis della didattica universitaria premia infatti l'Ateneo con risultati di assoluto rilievo, confermandolo al quarto posto tra i piccoli atenei statali italiani.
Spicca in particolare il secondo posto nazionale per le lauree triennali nell'area Educazione e Formazione, il terzo posto in Scienze giuridiche e l'ottavo posto nell'area Linguistica.
Ottimi risultati anche per il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria, che si conferma stabilmente tra i primi cinque d'Italia, mentre tra le lauree magistrali biennali l'ambito Politico-sociale e Comunicazione conquista il nono posto nazionale.
«Questi risultati raccontano con chiarezza l'identità dell'Università di Macerata – commenta il rettore John McCourt –. Siamo particolarmente forti negli ambiti in cui si formano insegnanti, educatori, giuristi, esperti di lingue, comunicazione, istituzioni, società e relazioni internazionali. Sono settori fondamentali per il futuro del Paese perché riguardano la scuola, i diritti, la cittadinanza e la capacità di comprendere una società sempre più complessa».
Il rettore sottolinea come il riconoscimento del Censis vada letto anche alla luce delle profonde trasformazioni che interessano la società contemporanea.
«Le classifiche misurano indicatori importanti, ma il compito dell'università va oltre i numeri. Oggi gli atenei devono aiutare le nuove generazioni a leggere la complessità, sviluppare spirito critico e costruire competenze insieme a fiducia, responsabilità e capacità di immaginare il futuro».
I risultati confermano la storica vocazione di UniMC nella formazione di insegnanti ed educatori, ma evidenziano anche la solidità dell'offerta nelle discipline giuridiche, linguistiche e politico-sociali.
Nella graduatoria generale, l'Ateneo ottiene 98 punti per le strutture e 91 punti per la comunicazione, mentre cresce anche il dato relativo all'occupabilità, che raggiunge 84 punti, collocando l'Università di Macerata al secondo posto tra i piccoli atenei statali.
«Gli investimenti realizzati negli ultimi anni non hanno l'obiettivo di inseguire una classifica, ma di migliorare concretamente la qualità della vita universitaria», evidenzia McCourt, ricordando i numerosi interventi già realizzati.
Tra questi figurano la nuova Segreteria Studenti nell'ex sede della Banca d'Italia, il rinnovamento di diversi spazi universitari e il nuovo Centro Universitario Sportivo (CUS), la cui apertura è prevista per il prossimo autunno.
Tra gli obiettivi strategici dell'Ateneo resta centrale anche il rafforzamento dell'internazionalizzazione, attraverso alleanze europee, accordi con università straniere, programmi di mobilità, visiting professor, percorsi di studio congiunti e nuove forme di cooperazione scientifica.
Per il rettore, l'apertura internazionale rappresenta ormai una componente strutturale della formazione universitaria contemporanea.
In conclusione, McCourt ribadisce la visione che guida lo sviluppo dell'Ateneo.
«Macerata non deve imitare le grandi città universitarie metropolitane. La nostra forza è costruire un modello diverso: una città universitaria sostenibile, vivibile, culturalmente ricca e profondamente connessa al mondo, capace di favorire un rapporto diretto tra studenti, docenti, istituzioni e territorio».
«Il futuro – conclude il rettore – non si eredita e non si subisce: si costruisce attraverso la conoscenza, lo studio, le relazioni, l'apertura e la responsabilità. È questo il compito più autentico della nostra Università.»
Il Comune di Pollenza presenta l’edizione 2026 de "Il Nome Perduto", l’annuale rassegna culturale che si svolgerà al Chiostro di Sant’Antonio nelle serate di giovedì 16, giovedì 23 e giovedì 30 luglio.
Nata da un’idea del neofita Mauro Pignani, profondamente legato alla storia della sua Pollenza, la manifestazione è cresciuta negli anni fino a diventare un appuntamento capace di unire storia, arte e spiritualità in un unico percorso culturale.
L’obiettivo della rassegna è valorizzare il patrimonio storico e identitario del territorio, nella convinzione che la riscoperta delle proprie radici sia fondamentale per costruire un futuro più consapevole.
L’edizione 2026 nasce dalla collaborazione tra diverse realtà associative del territorio, tra cui Pro Rambona, Pro Loco Pollenza, Corporazione del Melograno, Club per l’UNESCO Tolentino e Terre Maceratesi e Associazione Cantagallo 815, da sempre impegnata nella tutela del paesaggio e dell’ambiente, anche attraverso l’opposizione al progetto di discarica previsto nell’area della storica Battaglia.
Il programma propone tre appuntamenti di alto profilo culturale.
La rassegna si aprirà giovedì 16 luglio con la conferenza "Francesco e Giotto", a cura dello storico dell’arte Luca Caricato, noto per i suoi studi sull’esoterismo avviati presso la Sorbona di Parigi.
Da Milano, dove vive e lavora, Caricato accompagnerà il pubblico in un percorso dedicato al rapporto tra Giotto e San Francesco d’Assisi, nell’ottocentesimo anniversario della morte del Santo. Un legame fondamentale per comprendere il francescanesimo e il ruolo delle Marche nella diffusione del suo messaggio, attraverso il genio narrativo di Giotto, definito simbolicamente il primo "cineasta" della storia per la forza espressiva dei suoi cicli pittorici.
La seconda serata, giovedì 23 luglio, sarà dedicata a Fabio Sileoni, pollentino doc e studioso attento della storia locale, che guiderà il pubblico alla scoperta dei personaggi che nei secoli hanno contribuito a rendere grande Pollenza.
Giovedì 30 luglio sarà invece una giornata interamente dedicata alla valorizzazione del territorio. Alle ore 11, presso il Municipio di Pollenza, saranno accolti il presidente della Commissione parlamentare per la tutela delle aree interne, prof. Mauro Alvisi, e il presidente di Slow Tourism Italia, Luciano Luateri.
Nel pomeriggio, la passeggiata organizzata da Pro Rambona nei luoghi suggestivi dell’Abbazia di Rambona offrirà un momento di incontro tra natura, cultura e convivialità, arricchito dalla presenza della "Sibilla delle Erbe" Maria Sonia Baldoni, recentemente protagonista dell’inaugurazione della rete internazionale delle Case delle Erbe, modello di microeconomia sociale e sviluppo ecosostenibile.
La rassegna si concluderà nella serata di giovedì 30 luglio con una conferenza dedicata al Codice, o Dittico, di Rambona, prezioso manufatto eburneo dell’Alto Medioevo commissionato dall’imperatrice d’Italia Ageltrude e oggi custodito nei Musei Vaticani.
Un’opera di straordinario valore storico e artistico, studiata anche dall’Accademia Nazionale dei Lincei, ma ancora poco conosciuta dal grande pubblico.
L’incontro sarà affidato a due autorevoli studiosi: il prof. Alvise Manni, storico locale e profondo conoscitore della storia di Rambona, e l’ing. Massimo Rogante, membro della Commissione scientifica d’inchiesta sulla Sacra Sindone di Torino.
"Il Nome Perduto 2026" è organizzato dall’Associazione Arte per le Marche, con il patrocinio del Comune di Pollenza e della CISL Marche. Gli incontri saranno moderati dal giornalista Maurizio Verdenelli e conclusi dagli interventi dell’attore teatrale Emanuele D’Agapiti.
MACERATA - Tornano gli Aperitivi Culturali agli Antichi Forni di Piaggia della Torre e quest’anno la rassegna organizzata dall’Associazione Sferisterio Cultura festeggia un traguardo speciale: il ventesimo anniversario.
Curati da Cinzia Maroni, gli appuntamenti accompagneranno anche questa estate il Macerata Opera Festival, con incontri dedicati ai protagonisti delle opere in cartellone. Come da tradizione, gli appuntamenti si svolgeranno alle ore 12, ogni venerdì, sabato e domenica del festival.
Il ciclo si aprirà con i primi tre incontri dedicati agli spettacoli in programma allo Sferisterio.
Venerdì 17 luglio sarà protagonista il nuovo allestimento del "Nabucco", con il regista Paul Emile Fourny e il direttore d’orchestra Fabrizio Maria Carminati, insieme a Stefano Jacini, musicologo, giornalista e scrittore. Il titolo scelto per l’incontro sarà "Va pensiero dove tira il vento", un riferimento al celebre coro verdiano e alla sua trasformazione in simbolo del Risorgimento italiano. Jacini, autore del volume L’elmo di Scipio (Nave di Teseo), proporrà una riflessione sul rapporto tra opera, storia e identità nazionale.
Sabato 18 luglio toccherà al "Barbiere di Siviglia". Il regista Daniele Menghini e il direttore d’orchestra Jacopo Brusa dialogheranno con Alberto Mattioli, giornalista e scrittore, tra i più importanti critici italiani di opera lirica. Il titolo dell’incontro sarà "Un barbiere di qualità", dedicato alla figura di Figaro e alla straordinaria modernità dell’opera di Rossini.
Domenica 19 luglio sarà invece la volta de "Il trovatore", con il direttore d’orchestra Dmitri Jurowski e la regista Angela Saroglou, impegnata nella ripresa dello storico allestimento di Francisco Negrin. A condurre l’incontro sarà Enrico Girardi, storica firma del Corriere della Sera, da sempre presenza degli Aperitivi Culturali. Il titolo scelto, "Il trovatore, ossia Verdi", sottolinea il valore innovativo dell’opera e il ruolo centrale del compositore nella storia della musica.
Tutti gli appuntamenti saranno arricchiti dai video realizzati da Riccardo Minnucci e Limone Blu, con la voce recitante di Gabriela Lampa. Gli incontri saranno registrati da Etv e successivamente disponibili sul canale YouTube e sul sito dell’associazione.
Gli Aperitivi Culturali saranno accompagnati dal contributo dei partner tecnici Radici Trattoria Agricola, Il Villino e Sigi.
Il ventennale tra mostra e pubblicazione
Il traguardo dei vent’anni sarà celebrato con una serie di iniziative dedicate alla storia della manifestazione. Il 17 luglio alle ore 11.30, prima del primo appuntamento della rassegna, sarà inaugurata agli Antichi Forni una mostra fotografica che raccoglie i programmi delle stagioni dal 2006 al 2026.
Nella stessa occasione sarà presentata una pubblicazione speciale con contributi di protagonisti della manifestazione e un ricco apparato di immagini e ricordi legati non solo agli Aperitivi Culturali, ma anche alle numerose iniziative realizzate negli anni. All’interno del volume sarà presente anche un saggio di Andrea Panzavolta, storico protagonista della kermesse.
Nella sala attigua saranno inoltre proiettati i video e le sigle realizzate negli anni da Riccardo Minnucci per accompagnare gli incontri.
Un anniversario che celebra due decenni di dialogo tra opera, cultura e pubblico, trasformando ancora una volta gli Antichi Forni in uno spazio di confronto e approfondimento attorno al teatro musicale.
Tutto pronto per la XXI edizione di “Marche in Vetrina”, l’appuntamento estivo che da oltre vent’anni porta a Castelraimondo personalità, eccellenze e protagonisti del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’informazione.
La manifestazione, ideata da Vladimiro Riga e promossa dall’Associazione Olimpo, si svolgerà venerdì 31 luglio in Piazza della Repubblica e avrà come momento centrale la consegna del Premio “Cassero d’Argento”, riconoscimento dedicato a persone, istituzioni e realtà che si sono distinte nei propri settori, contribuendo alla crescita sociale, culturale, imprenditoriale e artistica del Paese.
Nel corso degli anni “Marche in Vetrina” è diventato uno degli appuntamenti più attesi dell’estate castellana, ospitando numerosi protagonisti della musica, della televisione e dello spettacolo italiano.
L’edizione 2026 si prepara a confermare la tradizione con una serata ricca di ospiti. Sul palco saliranno Bobby Solo, Martina Miliddi, Angelo Mellone, Barbara Capponi, Martufello, Michele Pecora, Attilio Romita, Melissa Di Matteo e l’Orchestra Mediterranea, per un appuntamento che unirà premiazioni, musica e intrattenimento.
La manifestazione è patrocinata dal Comune di Castelraimondo, dalla Camera di Commercio delle Marche e da Contram Mobilità, con il sostegno degli sponsor Massimo Paoloni, anche presidente della giuria del premio, e Alessandro Rosati di Mediolanum Private Banking.
Come da tradizione, sarà possibile vivere la serata anche attraverso la cena in piazza, con prenotazione al numero dedicato. Il menù di pesce, curato dal ristorante Torre del Buongustaio, avrà un costo di 40 euro, con la possibilità di richiedere un’alternativa.
L’ingresso alla manifestazione sarà libero: un’occasione per assistere a una serata dedicata alle eccellenze e ai protagonisti che hanno contribuito a valorizzare il territorio marchigiano.
La sicurezza torna al centro del Montelago Celtic Festival con il rinnovo della collaborazione tra la manifestazione e la Croce Rossa Italiana – Comitato di Macerata. Anche per l’edizione 2026 sarà garantito il servizio di assistenza sanitaria e il presidio operativo durante i quattro giorni dell’evento, in programma dal 5 all’8 agosto a Serravalle di Chienti.
Un lavoro spesso poco visibile agli occhi del pubblico, ma fondamentale per permettere alle migliaia di persone che ogni anno raggiungono l’altopiano di vivere il Festival in tranquillità, tra concerti, campeggi, attività all’aperto, escursioni e laboratori.
Per l’edizione 2026 il dispositivo sanitario coinvolgerà circa 120 operatori tra medici, infermieri e soccorritori, affiancati da personale logistico e volontari impegnati nelle attività di assistenza e coordinamento. Il servizio sarà attivo senza interruzioni dal mercoledì fino al completo deflusso dei partecipanti, per circa 110 ore consecutive.
La macchina organizzativa potrà contare su un’importante dotazione di mezzi e strutture: tre ambulanze di soccorso avanzato, tre ambulanze da trasporto, un’automedica, un’ambulanza fuoristrada per raggiungere rapidamente ogni area del Festival, una centrale operativa dedicata e un Posto Medico Avanzato composto da tre tende pneumatiche per una superficie complessiva di 144 metri quadrati, in grado di gestire fino a 16 pazienti contemporaneamente.
La pianificazione del servizio nasce da mesi di lavoro condiviso tra Croce Rossa Italiana, organizzazione del Festival, ARES Marche, istituzioni e tutti i soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza.
I numeri delle ultime edizioni confermano l’efficacia del modello organizzativo: nel 2025 il Posto Medico Avanzato ha registrato 537 accessi, mentre nel 2024 gli interventi erano stati 501. La maggior parte delle richieste viene gestita direttamente all’interno del presidio sanitario, consentendo risposte rapide e riducendo il ricorso al sistema di emergenza territoriale.
Le principali necessità riguardano piccoli traumi, distorsioni, punture di insetti, problemi dermatologici, disturbi gastrointestinali e malesseri legati all’esposizione al sole o agli sbalzi di temperatura tra giorno e notte: situazioni tipiche di un grande evento all’aperto e generalmente risolvibili sul posto.
«La sicurezza non si improvvisa, dietro ogni edizione di Montelago ci sono mesi di pianificazione, formazione e coordinamento – spiega Matteo Baiocco, coordinatore del servizio sanitario della Croce Rossa Italiana – Comitato di Macerata per il Montelago Celtic Festival –. Il fatto che la maggior parte degli interventi riguardi piccoli inconvenienti è il segnale che il sistema funziona e che il Festival viene vissuto in modo responsabile».
Un elemento distintivo del servizio è anche la centrale operativa mobile dotata di collegamento satellitare e sistema radio, che raccoglie le chiamate provenienti dal numero dedicato indicato sui braccialetti dei partecipanti e coordina gli interventi sanitari, di sicurezza e protezione civile.
«La collaborazione con la Croce Rossa è uno dei pilastri che rendono possibile Montelago – sottolinea Michele Serafini, titolare de La Catasta e organizzatore del Festival –. È una presenza discreta ma fondamentale, che contribuisce a creare quel clima di fiducia e sicurezza che permette ai partecipanti di sentirsi parte di una comunità».
Anche attraverso questa collaborazione, che si rinnova anno dopo anno, Montelago Celtic Festival conferma la propria attenzione alla sicurezza e al benessere del pubblico, unendo la dimensione libera e partecipativa dell’evento a un sistema organizzativo strutturato e professionale.
Il Festival è firmato La Catasta e organizzato in collaborazione con Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Serravalle di Chienti, Cosmari, Contram, Università di Camerino, Università di Macerata, Protezione Civile e Croce Rossa.
Una pioggia di medaglie e un dominio che non lascia spazio a interpretazioni. La New Fashion Gia. Man. Dance di Morrovalle torna dai Campionati Italiani Fidesm 2026 di Rimini con un bottino straordinario: 50 medaglie d'oro, 34 d'argento e 14 di bronzo, risultati che la consacrano tra le società più forti della danza sportiva italiana.
La manifestazione, conclusasi domenica al palazzetto dello sport della città romagnola, ha richiamato migliaia di atleti provenienti da tutta Italia, impegnati nelle finali delle diverse discipline. Tra i protagonisti assoluti la società marchigiana, capace di imporsi soprattutto nelle danze caraibiche – salsa cubana, salsa portoricana, bachata e merengue – conquistando podi in numerose categorie.
Oltre ai 98 piazzamenti sul podio, la spedizione di Morrovalle ha collezionato anche 9 quarti posti, 8 quinti e 5 sesti posti, a testimonianza della profondità del vivaio e dell'elevato livello tecnico dell'intera squadra.
Un risultato costruito grazie al lavoro dello staff tecnico e dirigenziale guidato dalla presidente Federica Lorenzi, insieme ai maestri Gianni Crucianelli e Manola Fontana e ai responsabili tecnici Riccardo Ciminari e Silvia Fontana, che da anni rappresentano un punto di riferimento nel panorama nazionale della danza sportiva.
Tra i protagonisti della rassegna spiccano Thomas Crucianelli, autore di numerosi titoli italiani nelle prove individuali e di coppia, Symon Crucianelli, Arianna Zanconi, Sandy Fiore, Federico Giardini, Simona Marucci, Siria Torresi e tanti altri atleti che hanno contribuito al ricchissimo medagliere della società.
Con il successo di Rimini, la New Fashion Gia. Man. Dance conferma la propria crescita e rafforza il ruolo di eccellenza marchigiana nel panorama nazionale della danza sportiva. Archiviata la stagione dei trionfi, l'attenzione è già rivolta ai prossimi appuntamenti, con l'obiettivo di confermarsi ai vertici anche nel 2027.
Una giornata di festa per Gino Trasatti, che oggi celebra un traguardo importante: il compimento dei suoi 90 anni.
Volto storico e molto conosciuto a Macerata, ha dedicato oltre quarant'anni di servizio alla USL cittadina . Nel corso della sua carriera si è distinto non solo per la professionalità, ma anche per la grande disponibilità nei confronti degli altri, sempre pronto a tendere una mano e ad aiutare chiunque ne avesse bisogno.
Le qualità umane che lo hanno sempre contraddistinto gli hanno fatto guadagnare la stima e l'affetto di tante persone, diventando un punto di riferimento per la comunità maceratese.
In questa giornata speciale, agli auguri di familiari e amici si unisce anche tutta la redazione di Picchio News. Un pensiero affettuoso va anche da parte della figlia Barbara Trasatti, nostra collega.
Buon compleanno, Gino, e tanti auguri per questo splendido traguardo da tutta la redazione di Picchio News
Un nuovo passo avanti per la ricostruzione post sisma a Tolentino. La Conferenza permanente ha dato il via libera all’intervento di miglioramento sismico della chiesa di Santa Maria Immacolata, in contrada Regnano, uno dei luoghi più cari alla comunità locale.
Il progetto prevede lavori per un importo complessivo di 929.414,13 euro e punta a restituire sicurezza e piena funzionalità a un edificio profondamente segnato dagli eventi sismici del 2016.
La chiesa, caratterizzata da un’unica navata, un’abside semicircolare e una cappellina laterale con altare, presenta strutture murarie in pietra regolarizzata con ricorsi di mattoni, mentre la facciata principale è realizzata in cortina laterizia con elementi decorativi che valorizzano il prospetto.
L’intervento interesserà in particolare la parte strutturale dell’edificio. È previsto lo smontaggio completo del tetto dell’aula e dell’abside, la realizzazione di un cordolo di copertura in acciaio, la sostituzione del pianellato con un doppio tavolato ligneo incrociato e l’inserimento di elementi di consolidamento in corrispondenza dei travetti della facciata.
Saranno inoltre eseguiti interventi sulle murature, con il recupero delle lesioni attraverso operazioni di scuci-cuci e il consolidamento dell’arco trionfale, compreso il recupero degli intonaci decorati grazie all’intervento di restauratori specializzati. Previsti anche ulteriori interventi di consolidamento degli incroci murari e dei paramenti in pietra.
«Questi lavori sono la volontà concreta di ricostruire non solo muri, ma speranze e recuperare tradizioni – sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il vescovo Nazzareno Marconi, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Mauro Sclavi per la collaborazione».
Grande soddisfazione anche da parte della comunità religiosa. «Il restauro della chiesa dell’Immacolata a Regnano era particolarmente sentito e desiderato – afferma il vescovo Nazzareno Marconi –. Il terremoto non aveva semplicemente lesionato alcune parti, ma aveva profondamente ferito questa struttura che ha bisogno di lavori complessi e competenti per garantire sicurezza e un serio miglioramento sismico».
La chiesa di Santa Maria Immacolata rappresenta infatti un punto di riferimento per gli abitanti di Regnano, luogo di preghiera, celebrazioni e tradizioni condivise. Con l’avvio del progetto prende forma un intervento destinato non soltanto al recupero architettonico dell’edificio, ma anche alla restituzione di uno spazio identitario per tutta la comunità.
Stefano Fede è il nuovo presidente del Lions Club Macerata Host, una delle associazioni di servizio più longeve e attive della città. Fede succede a Maria Sabina Rommozzi, alla guida del Club negli anni precedenti.
Il nuovo presidente ha indicato il servizio alla comunità come elemento centrale del nuovo anno sociale, con l’obiettivo di promuovere iniziative concrete capaci di coinvolgere i soci e creare valore per il territorio.
«Essere Lions significa mettere a disposizione competenze, tempo ed energie per rispondere ai bisogni della comunità – sottolinea Stefano Fede –. Il nostro impegno sarà rivolto alla realizzazione di progetti concreti, capaci di coinvolgere i soci e generare un impatto positivo».
La nuova presidenza punta a rafforzare il dialogo con il territorio attraverso iniziative dedicate alla salute, alle fragilità sociali, alla sostenibilità e al sostegno delle nuove generazioni.
«La mia presidenza sarà diretta a rafforzare il rapporto con la comunità – aggiunge Fede – con particolare attenzione al tema della salute mentale in adolescenza, attraverso iniziative capaci di rispondere ai bisogni dei giovani».
Proseguiranno inoltre le attività già consolidate negli anni, tra cui la collaborazione con gli istituti scolastici del territorio, il Progetto Martina e la borsa di studio dedicata agli studenti della Scuola di Musica "Stefano Scodanibbio".
Il Lions International rappresenta oggi una delle principali realtà associative impegnate nel servizio alla collettività, con una presenza in circa duecento Paesi e una rete composta da oltre un milione e quattrocentomila soci. Attraverso i propri programmi umanitari, l’associazione opera in diversi ambiti: dalla prevenzione sanitaria alla tutela dell’ambiente, fino al sostegno alle comunità colpite da emergenze e calamità naturali.
Un impegno che riguarda anche il territorio maceratese, dove negli ultimi anni il mondo del volontariato e delle associazioni di servizio ha svolto un ruolo importante nel supporto alla popolazione.
Ad affiancare Stefano Fede nel nuovo anno sociale sarà un direttivo composto da soci e socie con competenze e professionalità diverse: Adamo Angeletti, Nadia Antolini, Guglielmo Borgiani, Michele Ciculli, Federica Costa Frontini, Fabio Frascarelli Gervasi, Pierluigi Lazzereschi, Mariano Marzola, Alessandra Massari, Pompeo Nicolì, Filippo Olivelli, Francesco Panico, Piergiorgio Parisella, Umberto Passatini, Maria Laura Pierucci, Maria Sabina Rommozzi, Massimo Serra, Gaia Tedesco e Gabriella Volpe.
Con la nuova presidenza, il Lions Club Macerata Host conferma così la volontà di proseguire il proprio percorso al fianco della comunità, attraverso progetti dedicati alle persone e alle esigenze del territorio.