I Carabinieri della Stazione di Sarnano hanno denunciato due uomini, uno italiano di 39 anni e uno albanese di 31 anni, entrambi residenti a Macerata e già noti alle forze dell’ordine. I due dovranno rispondere dell’ipotesi di reato di truffa continuata aggravata in concorso.
L’indagine prende avvio dai primi mesi del 2025, quando i soggetti avrebbero preso di mira una ditta individuale operante nel settore dell’edilizia con sede a Sarnano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero messo in atto un sistema fraudolento basato sulla simulazione di bonifici bancari, successivamente revocati subito dopo l’operazione, inducendo così in errore il venditore.
Attraverso questo stratagemma sarebbero riusciti ad appropriarsi indebitamente di attrezzature e materiali edili, tra cui trapani, martelli e miscelatori, per un valore complessivo stimato in circa 5mila euro.
A seguito delle attività investigative e di una perquisizione delegata dalla Procura della Repubblica di Macerata, i militari hanno recuperato gran parte della refurtiva e parte del materiale sottratto. Gli oggetti rinvenuti sono stati già restituiti al legittimo proprietario.
Le indagini proseguono per ulteriori approfondimenti sull’eventuale coinvolgimento dei due indagati in episodi analoghi.
I Carabinieri della Stazione di Sarnano hanno denunciato due uomini, uno italiano di 39 anni e uno albanese di 31 anni, entrambi residenti a Macerata e già noti alle forze dell’ordine. I due dovranno rispondere dell’ipotesi di reato di truffa continuata aggravata in concorso.
L’indagine prende avvio dai primi mesi del 2025, quando i soggetti avrebbero preso di mira una ditta individuale operante nel settore dell’edilizia con sede a Sarnano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero messo in atto un sistema fraudolento basato sulla simulazione di bonifici bancari, successivamente revocati subito dopo l’operazione, inducendo così in errore il venditore.
Attraverso questo stratagemma sarebbero riusciti ad appropriarsi indebitamente di attrezzature e materiali edili, tra cui trapani, martelli e miscelatori, per un valore complessivo stimato in circa 5mila euro.
A seguito delle attività investigative e di una perquisizione delegata dalla Procura della Repubblica di Macerata, i militari hanno recuperato gran parte della refurtiva e parte del materiale sottratto. Gli oggetti rinvenuti sono stati già restituiti al legittimo proprietario.
Le indagini proseguono per ulteriori approfondimenti sull’eventuale coinvolgimento dei due indagati in episodi analoghi.
Immersa nella campagna marchigiana, Villa Berta si conferma una delle location più suggestive per la stagione dei matrimoni, un luogo dove eleganza, natura e accoglienza si incontrano per creare eventi indimenticabili. Situata lungo la strada tra San Severino Marche e Passo di Treia, la villa unisce una posizione strategica alla tranquillità del verde, diventando un punto di riferimento per chi desidera un matrimonio raffinato e su misura nel Maceratese.
“Questo locale lo abbiamo preso tre anni fa e abbiamo lavorato per far crescere la qualità e la clientela”, racconta il titolare Otello Moretti. “Abbiamo fatto scelte importanti, come concentrarci su carne e pesce, e puntiamo sempre più in alto, soprattutto per matrimoni ed eventi. Stiamo lavorando molto in questa direzione e i clienti ci seguono. Anche stasera abbiamo diverse proposte di menù, dalla carne al pesce, e non manca nulla. Il parco con piscina è davvero bellissimo ed è la location ideale con l’arrivo dei primi caldi”. Moretti sottolinea anche l’avvio della stagione: “Abbiamo già le prove matrimoni per l’estate e il primo evento sarà il 20 giugno”.
La storia di Villa Berta affonda le radici nel primo Novecento, quando il signor Roversi decise di costruire questa residenza signorile dedicandola alla moglie Berta. Il nome deriva dal vicino fosso Berta, simbolo del forte legame con il territorio. L’architettura conserva ancora oggi un fascino senza tempo, con dettagli come le torrette angolari, la cappella dedicata a Sant’Antonio, la serra e l’essiccatoio che raccontano una tradizione di campagna autentica. Dopo un attento restauro, la struttura è diventata un resort e ristorante esclusivo, capace di coniugare storia e modernità.
A confermare il momento positivo è anche Jessica, wedding planner della villa: “Ci stiamo preparando al meglio per una stagione intensa, perché ogni matrimonio è un sogno su misura. Cerchiamo di organizzare ogni dettaglio in modo personalizzato. Speriamo nel bel tempo per lavorare all’esterno, tra piscina e giardino, ma Villa Berta offre anche soluzioni interne di alto livello, garantendo sempre un risultato ottimale. Per un matrimonio perfetto è fondamentale affidarsi a professionisti e lavorare in squadra, ed è proprio questo che offriamo qui”.
Villa Berta si conferma così una location ideale per matrimoni, capace di unire paesaggi mozzafiato, cura dei dettagli e un servizio sempre più orientato all’eccellenza, trasformando ogni evento in un’esperienza unica e memorabile.
Raffica di interventi dei Carabinieri nel fine settimana nel Maceratese, con controlli a tappeto che hanno interessato locali pubblici, strade e aree urbane, portando a denunce, segnalazioni per stupefacenti, sequestri di droga e ritiri di patenti.
Nel corso di un servizio coordinato di controllo del territorio, la Compagnia Carabinieri di Macerata ha intensificato le verifiche su circolazione stradale, reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio, oltre al monitoraggio degli esercizi pubblici.
All’operazione hanno preso parte i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata e delle Stazioni di Corridonia, Cingoli e Mogliano, con il supporto del Nucleo Cinofili di Pesaro, del Nas di Ancona e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata.
Nel corso delle verifiche in un locale pubblico di Pollenza, attivo nel settore degli spettacoli, il rappresentante legale, un 33enne, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, in particolare per la mancata redazione del Duvri (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze), con una sanzione di 5.000 euro.
Nelle aree esterne e nel parcheggio del locale, i militari — con il supporto dell’unità cinofila antidroga — hanno eseguito controlli sugli avventori, segnalando alla Prefettura due giovani per uso personale di stupefacenti: una 19enne della provincia di Pesaro Urbino trovata con uno spinello di hashish (0,45 grammi) e un 24enne residente in provincia di Ancona, in possesso di cocaina e hashish.
Nel medesimo contesto sono state rinvenute e sequestrate diverse sostanze stupefacenti abbandonate all’esterno del locale, tra cui cocaina, hashish e crack, ora a disposizione dell’Autorità competente per la distruzione.
La Sezione Radiomobile ha inoltre deferito tre persone per guida in stato di ebbrezza alcolica, controllate tra Macerata e Villa Potenza. I soggetti, risultati positivi all’etilometro con valori fino a 1,47 g/l, sono stati denunciati e hanno subito il ritiro della patente.
In totale, il servizio ha visto impegnati 20 militari e 7 pattuglie, con 94 persone identificate, 19 veicoli controllati, 4 denunce, 2 segnalazioni e 3 patenti ritirate. Le attività di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni.
A partire da martedì 14 aprile sarà attivo un ambulatorio a ciclo orario presso la cittadella sanitaria di Tolentino, una delle misure messe in campo per far fronte alla carenza di medici di medicina generale nel territorio.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Direzione Generale dell’Ast di Macerata, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mauro Sclavi e la Giunta regionale, con il coinvolgimento del sottosegretario Silvia Luconi. L’obiettivo è garantire continuità assistenziale ai cittadini in una fase particolarmente delicata per la sanità locale.
"È stato predisposto un calendario di turni che vedrà diversi professionisti alternarsi per assicurare una copertura quotidiana. L’ambulatorio offrirà visite mediche, rilascio di certificati e tutte le principali attività di routine normalmente svolte dai medici di famiglia", si legge in una nota dell'Ast.
"Questo intervento si affianca ad altre azioni già avviate, come l’aumento del numero massimo di assistiti per i dodici medici di base ancora in servizio e la pubblicazione, lo scorso 27 marzo, della cosiddetta “zona carente” per la Medicina Generale. Quest’ultima rappresenta un passaggio fondamentale per l’assegnazione di nuovi medici, attraverso una graduatoria a livello regionale, che consentirà in futuro di stabilizzare il servizio".
"Non si escludono ulteriori interventi: nuove forme di assistenza primaria saranno infatti valutate in accordo con il Comune, per ottimizzare le risorse disponibili e garantire risposte sempre più efficaci alla popolazione".
“Questa cabina di regia tra autorità sanitarie e comunali mira a stabilizzare definitivamente l’offerta sanitaria nel territorio dell’entroterra, garantendo alla popolazione il diritto alla salute”, ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini.
Attimi di forte tensione nel pomeriggio di ieri sul lungomare Marinai d’Italia a Porto Potenza Picena, dove un giovane è stato tratto in salvo dopo essersi immerso in mare con intenzioni suicidarie.
La scena non è passata inosservata ad alcuni passanti che, notando il ragazzo dirigersi rapidamente verso la scogliera, hanno immediatamente compreso la situazione e allertato i soccorsi.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione locale, i Vigili del Fuoco e una motovedetta della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche, dando avvio a un’operazione coordinata di ricerca e assistenza.
Il giovane, un 25enne originario della provincia di Ancona, dopo essersi immerso in acqua ha raggiunto gli scogli, dove si è arrampicato nonostante i tentativi di dissuasione.
Il comandante della Stazione dei Carabinieri, il maresciallo maggiore Alessio Alberigo, insieme al carabiniere scelto Emanuele Cirilli, ha raggiunto il ragazzo a bordo di un pattino di salvataggio di uno stabilimento balneare della zona. Vista la situazione in rapida evoluzione e la mancanza di collaborazione da parte del giovane, il maresciallo si è successivamente tuffato in mare, riuscendo a raggiungerlo sugli scogli.
Dopo aver instaurato un dialogo e conquistato la sua fiducia, il militare è riuscito a farlo desistere dal gesto, mettendolo in sicurezza e accompagnandolo a riva, dove è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118.
Il passaggio del sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica nelle fila del movimento di Roberto Vannacci (leggi qui) continua a scuotere i palazzi della politica civitanovese. Dopo il silenzio iniziale, arriva la replica ufficiale di Forza Italia, affidata al segretario cittadino Paolo Giannoni e al dirigente regionale Corrado Perugini.
"Nessuna imposizione da parte di Forza Italia Civitanova, solo un sereno confronto democratico necessario per il rispetto degli elettori", esordiscono i due esponenti azzurri in una nota, intenzionati a fare chiarezza sulla fuoriuscita del primo cittadino.
È soprattutto Paolo Giannoni a dare voce all'amarezza del gruppo locale: "Constatare che Fabrizio Ciarapica ha deciso di cambiare bandiera ci dispiace molto poiché avevamo investito forze e risorse sulla sua figura come nostro rappresentante sul territorio e ora ne siamo fortemente amareggiati".
Tuttavia, Giannoni ostenta sicurezza sulla tenuta del partito: "Il nostro partito però è solido, con oltre 30 anni di responsabile storia amministrativa improntata su un'attitudine liberale e democratica; sappiamo che possono capitare improvvise mareggiate, l'importante è tenere ben saldo il timone".
Pur ribadendo la natura liberale di Forza Italia, il segretario cittadino lancia una stoccata non troppo velata alle motivazioni del Sindaco: "Non è nel nostro stile contrastare con le scelte individuali della singola persona, noi siamo la casa delle libertà e non entriamo nel merito alle scelte personali dei singoli, anche quando a dettarle è il tornaconto personale e non lo spirito di buona amministrazione che dovrebbe mantenere chi ha incarichi politici assegnati dai cittadini". Giannoni avverte però che chi rappresenta il partito non può agire come una "scheggia impazzita", poiché esistono norme di comportamento e una rispettabilità da tutelare.
Sul fronte del futuro amministrativo di Civitanova, la situazione resta in divenire. Corrado Perugini spiega che i vertici sono al lavoro per valutare i prossimi passi: "Non è ancora stata presa alcuna decisione e soprattutto questa emergerà da una direttiva di partito, non solamente a livello locale. Ad oggi sono state esposte alcune ipotesi e scenari futuri, come è normale che accada quando si va incontro a dei cambiamenti".
L'obiettivo prioritario degli azzurri resta la stabilità della città. "La nostra attenzione principale in questo momento è rivolta ai cittadini che non devono essere lesi dalle decisioni del singolo -, conclude Perugini, ribadendo che per Forza Italia l'unico faro resta il patto siglato con l'elettorato -. Ciò che conta è la buona amministrazione; siamo perfettamente consapevoli che le persone passano, ma queste non possono e non devono scalfire i principi liberali e democratici che ci contraddistinguono».
Un improvviso malore si è rivelato fatale per Rolando Tardella, parrucchiere di 66 anni molto conosciuto in città, deceduto nella sua abitazione nel quartiere di Collevario.
L’uomo si è sentito male mentre si trovava in casa ed è riuscito a contattare una familiare per chiedere aiuto. L’intervento dei soccorsi è stato immediato: sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che hanno tentato a lungo di rianimarlo.
Nonostante gli sforzi, per Tardella non c’è stato nulla da fare. Il malore, legato a una grave crisi respiratoria sfociata in arresto cardiaco, non gli ha lasciato scampo.
Molto noto a Macerata, per anni aveva lavorato come parrucchiere nel quartiere Collevario, diventando un punto di riferimento per tanti clienti e instaurando nel tempo rapporti di amicizia e fiducia.
Il miraggio di un prezzo vantaggioso e l'attesa per il concerto dell'anno si sono trasformati in spiacevoli raggiri per due cittadini di Loro Piceno. I carabinieri della locale stazione, a seguito di mirate indagini telematiche, hanno però chiuso il cerchio denunciando complessivamente cinque persone per truffa online.
Il primo caso riguarda un giovane di 22 anni che, nel tentativo di risparmiare sulla polizza auto, è finito su un falso sito assicurativo. Attratto da tariffe estremamente competitive, il ragazzo ha versato 500 euro su una carta prepagata Postepay, ricevendo in cambio un contratto cartaceo che si è rivelato palesemente contraffatto. Gli accertamenti bancari e informatici dei militari hanno permesso di risalire ai creatori del portale "esca": si tratta di due uomini e una donna, tutti residenti nella provincia di Salerno, che avevano messo in piedi il sito proprio per adescare il maggior numero di vittime possibile.
La seconda operazione ha invece fatto luce su una truffa legata al mondo dei grandi eventi. Un altro giovane del luogo, desideroso di partecipare al concerto della popstar Lady Gaga, aveva risposto a un annuncio online per l'acquisto di due biglietti, effettuando un bonifico di 200 euro. Dopo giorni di vana attesa e comunicazioni interrotte, il ragazzo si è rivolto all'Arma. I carabinieri sono riusciti a identificare gli autori del raggiro, due uomini di 30 e 35 anni residenti a Roma, che sono stati deferiti all'autorità giudiziaria.
Una cerimonia carica di emozione e riconoscenza si è svolta sabato 4 aprile 2026 nella sala consiliare del Comune di Loro Piceno, per salutare il carabiniere Michele De Palma, che oggi, 7 aprile, conclude ufficialmente il suo servizio dopo 38 anni e 3 mesi trascorsi tra il territorio di Loro Piceno e i comuni limitrofi.
Nel corso dell’incontro, De Palma è stato insignito di un riconoscimento speciale da parte delle amministrazioni comunali di Loro Piceno, Ripe San Ginesio e Sant'Angelo in Pontano, oltre che dai colleghi dell’Arma dei Carabinieri e dall’Associazione Nazionale Carabinieri. Alla cerimonia hanno partecipato numerosi militari in servizio e in congedo, a testimonianza del forte legame costruito negli anni.
Presenti i sindaci Robertino Paoloni, Paolo Teodori e Vanda Broglia, che hanno voluto esprimere pubblicamente gratitudine e apprezzamento per l’impegno profuso nel corso della lunga carriera.
Il sindaco Paoloni ha ricordato De Palma come “un punto di riferimento per la comunità”, sottolineando come la sua presenza abbia rappresentato per oltre trentotto anni una garanzia di sicurezza e vicinanza ai cittadini, incarnando i valori dell’Arma dei Carabinieri. Un congedo meritato, ha aggiunto, che lascia però un vuoto significativo nel territorio.
Il sindaco Teodori ha evidenziato le qualità umane e professionali del carabiniere, definendone esemplari “professionalità e discrezione”, mentre la sindaca Broglia ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’Arma nelle piccole comunità, dove la presenza dei militari rappresenta un presidio di dialogo e sicurezza quotidiana.
Anche i colleghi hanno voluto rendere omaggio alla precisione e al rigore con cui De Palma ha svolto il proprio servizio, qualità che ne hanno fatto una figura altamente stimata all’interno dell’Arma.
Un tributo corale per un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato e della comunità, lasciando un’eredità fatta di dedizione, senso del dovere e vicinanza ai cittadini.
Lunedì sera scrollo Facebook. Elezioni comunali, la mia città. Una candidata posta la sua presentazione ufficiale.
Inizio a leggere: "La mia visione per il futuro della nostra comunità si basa su pilastri fondamentali: innovazione sostenibile, sviluppo partecipato, governance inclusiva..."
Mi fermo. Rileggo. E penso: "ChatGPT, vero?"
Vado a controllare il profilo. Laureata. Esperienza professionale seria. Una persona preparata.
E si è fatta scrivere la presentazione elettorale dall'intelligenza artificiale.
Il caso del New York Times (che ci riguarda tutti)
Stesso giorno, leggo la notizia: il New York Times ha licenziato un giornalista freelance. Alex Preston. Scrittore stimato, sei libri pubblicati, collaborazioni con Guardian, Financial Times, Economist.
Cosa ha fatto? Ha usato ChatGPT per scrivere una recensione. E ChatGPT ha copiato frasi identiche da un articolo del Guardian pubblicato mesi prima.
Un lettore attento se n'è accorto. Ha segnalato. Indagine. Licenziamento.
E sai cosa mi ha colpito? Che questo giornalista SA scrivere. Ha scritto sei libri. Ma ha scelto di delegare a ChatGPT. E ChatGPT ha fatto quello che fa sempre: ha preso da altri e ha confezionato un testo che SEMBRA originale ma non lo è.
Esattamente come le bio dei candidati nella mia città.
Come riconoscere una bio scritta da ChatGPT (in 5 secondi)
Primo segnale: parole che nessuno userebbe parlando. "Visione". "Pilastri fondamentali". "Governance partecipata". "Innovazione sostenibile". Sono parole da burocrazia europea, non da persona vera.
Secondo: liste puntate ovunque. ChatGPT ama le liste. Bullet points. Trattini. "I miei obiettivi: - Punto uno - Punto due - Punto tre". Una persona vera scrive in modo più fluido. Meno schematico.
Terzo: frasi lunghissime con troppe virgole. ChatGPT costruisce periodi complessi. Con incisi. Con subordinate. Con virgole che non finiscono mai. Che rendono il testo elegante ma freddo.
Quarto: nessuna storia personale concreta. ChatGPT è generico. Parla di "valori", "impegno", "futuro". Ma non racconta mai PERCHÉ ti candidi. Cosa ti ha spinto. Quale problema hai visto e vuoi risolvere.
Quinto: il tono è identico per tutti. Ho letto tre bio di candidati diversi. Stesse parole. Stesso stile. Stesso vuoto. Come se le avesse scritte tutte la stessa persona. E in effetti sì: ChatGPT.
Il paradosso delle persone preparate
Ecco cosa non capisco. Questi candidati SONO preparati. Hanno studiato. Hanno competenze. Hanno idee.
Perché affidare la tua presentazione a un algoritmo?
Forse perché ChatGPT scrive "bene". Sembra professionale. Usa parole complicate. Ti fa sembrare più serio.
Ma è vero il contrario. Ti fa sembrare finto.
Io ti voterei se mi dicessi: "Mi candido perché nella mia città manca un asilo nido e ho tre figli, so cosa significa". Non se mi dici "Il mio impegno per le politiche familiari si basa su una governance partecipata e inclusiva".
La prima frase la capisci. La seconda suona bene ma non dice niente.
Gli spunti semplici (per chi si candida e per chi vota)
Se ti candidi, primo: scrivi TU la tua bio. Tre righe. In italiano normale. Rispondi a: Perché ti candidi? Cosa vuoi cambiare? Perché dovrei votarti? Fine. Non servono pilastri fondamentali e visioni strategiche.
Secondo: racconta UNA storia vera. Non dieci obiettivi generici. Una cosa concreta che hai visto, vissuto, che ti ha fatto decidere di candidarti. Quella resta in mente. I bullet points no.
Terzo: fai leggere la bio a tua nonna. Se tua nonna capisce tutto, vai. Se tua nonna dice "Ma cosa vuol dire governance partecipata?", riscrivi.
La verità elettorale
Tra qualche settimana si vota. E molte bio saranno scritte da ChatGPT. Candidati preparati che delegano la loro voce a un algoritmo perché pensano che così suonino più professionali.
Ma la verità è il contrario. ChatGPT ti fa sembrare uguale a tutti gli altri. Ti toglie la voce. Ti rende generico.
E io, da elettrice, voglio sapere chi sei davvero. Non chi ChatGPT pensa che tu debba sembrare.
Quindi se ti candidi: chiudi ChatGPT. Apri un foglio bianco. E scrivi come parleresti a un'amica al bar davanti ad un caffè!
"Mi candido perché..." Tre righe. Tue. Vere.
Quella è la bio che convince. Non i pilastri fondamentali.
Il centrodestra maceratese compatta le fila in vista delle imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. È stato infatti formalizzato l’accordo politico-organizzativo tra la Lega - Salvini Premier e i Civici per Parcaroli per la costituzione di una lista unitaria a sostegno del sindaco uscente, Sandro Parcaroli.
Un'intesa che nasce dalla volontà di offrire alla città una proposta solida, capace di garantire stabilità e continuità attraverso una squadra di 32 candidati, equamente suddivisi tra le due anime della coalizione.
Soddisfazione per il progetto è stata espressa da Mauro Lucentini, commissario provinciale della Lega, secondo il quale "l’intesa raggiunta dimostra che, quando si condividono obiettivi e responsabilità, si possono costruire progetti forti e credibili. Questa lista nasce dall’equilibrio tra due componenti che si rispettano e si completano".
Lucentini si è detto fiducioso per il voto, sottolineando che "la qualità della squadra e la chiarezza del progetto ci rendono realmente competitivi. Abbiamo tutte le carte in regola per convincere i cittadini e costruire un futuro concreto per Macerata".
Sulla stessa linea si è espresso Renzo Marinelli, commissario cittadino della Lega, che ha definito l’accordo come un passaggio fondamentale frutto di un confronto serio tra realtà diverse ma unite da una visione comune: "Abbiamo costruito una lista credibile, fatta di persone competenti e radicate sul territorio. Sono convinto che questa squadra possa raggiungere un risultato molto significativo, anche in termini percentuali".
Marinelli ha poi ribadito la sua ferma determinazione nel progetto: "Personalmente credo molto in questo progetto: abbiamo le idee, le persone e la determinazione per dare a Macerata una guida solida".
Un segnale di forte unità arriva anche dalla componente civica attraverso le parole di Giuseppe Romano, responsabile del gruppo dei Civici per Parcaroli, il quale ha spiegato che "questo accordo rappresenta un passaggio importante per tutta la componente civica. Abbiamo lavorato con spirito costruttivo per arrivare a una sintesi che valorizzasse le persone e le competenze del territorio".
Per Romano, la lista unitaria è "un segnale di maturità politica e di attenzione concreta ai bisogni della città. Siamo convinti che questa scelta possa rafforzare ulteriormente il consenso attorno al nostro sindaco Sandro Parcaroli per dare a Macerata una prospettiva di continuità e buon governo".
Nel pomeriggio di oggi, 11 aprile, è avvenuto il taglio del nastro della sede elettorale di Marco Sigona, candidato sindaco di Macerata con la lista Officina delle Idee, in corso Matteotti 8. L’apertura dello spazio segna un nuovo passaggio della campagna elettorale e si inserisce nel percorso di avvicinamento al voto come luogo dedicato all’incontro con i cittadini, al confronto pubblico e alla presentazione delle proposte. A supportare Sigona anche Marcello Marcelli con la lista Urbana Futura, in un’alleanza che punta a rafforzare la presenza nel dibattito cittadino e a costruire un dialogo diretto con il territorio. Presenti all’inaugurazione anche il capogruppo di Officina delle Idee Paolo Micozzi, Flavio Corradini, esponente della stessa lista ed ex rettore dell’Università di Camerino e Giuseppe Vitali. A far visita alla nuova sede è arrivato anche il candidato sindaco Gianluca Tittarelli.
Sigona ha sottolineato la volontà di rendere questi spazi un punto stabile di incontro e confronto con i cittadini, con l’obiettivo di riportare partecipazione, ascolto e vitalità nel centro cittadino: “Coloro che vorranno parlare con noi ci troveranno qui: siamo aperti tutti i pomeriggi e, qualche volta, anche la mattina. Vogliamo che questo luogo diventi uno spazio capace di far vivere il centro cittadino, portando cultura e ascolto: è questo l’obiettivo che ci siamo dati con le liste a supporto. È un invito ai cittadini a tornare in centro, a conoscerci e, soprattutto, a vivere il cuore di Macerata come luogo di scambio e di incontro, rendendo di nuovo protagonisti i nostri spazi storici”.
Marcello Marcelli ha spiegato che alla base del sostegno a Marco Sigona c’è una forte convergenza programmatica, evidenziando anche l’identità pienamente civica della propria lista e la volontà di promuovere un coinvolgimento più diretto e attivo dei cittadini nella vita pubblica: “Conosco Marco da quando eravamo ragazzini e i nostri programmi, sostanzialmente, collimano al 100%, con qualche piccola sfumatura da sistemare, ma lo faremo al più presto. La scelta di appoggiare Marco, per quanto mi riguarda, nasce anche da questo. La mia lista è una lista davvero civica, non una lista civetta creata ad hoc. È una lista che si sgancia completamente da tutti i partiti; quindi, il mio intento è coinvolgere attivamente il cittadino. Nel programma che ho scritto c’è un capitolo dedicato proprio a questo, con formule attuali e uno sguardo rivolto al futuro: cose mai fatte prima”.
È stato eseguito con successo per la prima volta all’ospedale di Civitanova un impianto cocleare, definito anche “orecchio bionico".
L’intervento e’ stato realizzato su un paziente adulto, sordo dalla nascita, da un’équipe guidata dal professor Giampiero Ricci dell’Università di Perugia e da Cesare Carlucci dell’U.O.C. di Otorinolaringoiatria di Civitanova con un buon decorso operatorio e postoperatorio.
“Questo tipo di impianto è in grado di restituire l'udito ai sordi, attraverso un dispositivo che stimola direttamente il nervo acustico, perché capta il suono, lo converte in segnali/impulsi elettrici, esattamente come farebbe una coclea, e li trasferisce appena generati al nervo cocleare, stimolandolo – spiega Cesare Carlucci, direttore dell’Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Civitanova. È la stimolazione del nervo cocleare, infatti, che garantisce all'essere umano la percezione e il riconoscimento del suono”.
Un impianto cocleare comprende componenti esterne, da applicare dietro l'orecchio, e interne da inserire nel sottocutaneo e a ridosso della coclea. Gli odierni impianti rappresentano un supporto audiologico molto efficace sia negli adulti che nei bambini sordi.
“È un traguardo importante quello raggiunto dall’èquipe guidata dal dottor Carlucci, che testimonia le elevate competenze e professionalità dei sanitari dell’Ast, capaci di effettuare con successo un intervento delicato e difficile, grazie ad una tecnologia d’avanguardia” – ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini.
Ogni anno è la stessa storia; se l’arrivo della primavera è generalmente accolto con favore, per una categoria di persone la bella stagione è foriera di disagi più o meno gravi. Parliamo di chi soffre di allergie stagionali, anche dette impropriamente "febbre da fieno". Difatti le graminacee - il fieno, appunto - sono solo una categoria di piante in grado di sensibilizzare una buona fetta di popolazione: si stima infatti che gli italiani coinvolti da questo problema siano circa 10 milioni.
Altri allergeni sono nocciolo, betulla, artemisia, ambrosia, ontano, pioppo, cipresso, olivo e parietaria, solo per citare i più conosciuti. La loro impollinazione non è affidata al lavoro degli insetti, come nel caso delle piante da fiore, ma alle correnti d'aria che trasportano i pollini anche a molti chilometri di distanza.
Va da sé che l’incidenza delle allergie vari notevolmente in base alla zona e al periodo, come evidenziano i calendari pollinici, dove viene riportata la concentrazione dell’allergene nelle diverse aree climatiche (in Italia se ne contano sette) in ogni mese dell’anno. Il calendario pollinico è uno strumento utile a chi soffre di rinite allergica, a cui si affiancano dei veri e propri bollettini meteo-pollini stilati quotidianamente dall’apposito centro di monitoraggio.
Ma evitare totalmente il contatto con l’allergene è decisamente difficile, se non impossibile…e allora che fare? Abbiamo affrontato l’argomento con la dott.ssa Simonetta Calamita, otorinolaringoiatra e medico esperto in malattie allergiche e disturbi respiratori del sonno, consulente a Macerata del centro medico "Associati Fisiomed".
Come e perché si manifestano le allergie stagionali?
"L’allergia è un’eccessiva risposta del nostro sistema immunitario verso alcune sostanze chiamate allergeni. Esiste una predisposizione familiare che, insieme alla frequente esposizione a sostanze allergizzanti, nel corso della vita può portare a sviluppare un’allergia. Tra le cause principali troviamo i pollini, ma in questo periodo possono acuirsi i fastidi anche delle persone allergiche agli acari della polvere o ai peli di animali domestici.
L’esposizione può avvenire per via inalatoria, per via iniettiva, per ingestione o per contatto. I sintomi tipici di un’allergia sono riniti ricorrenti, tosse, difficoltà respiratoria, congiuntivite, prurito diffuso, edemi ed eritemi, ma, nei casi più gravi, si può arrivare allo shock anafilattico".
Come si identifica precisamente l’allergene incriminato?
"Si può ricorrere a test cutanei. I Prick test, in particolare, consentono di testare in un’unica seduta i principali allergeni, specialmente gli inalanti e gli alimenti. Si può anche procede a un test allergene-specifico con dosaggio delle immunoglobuline (IgE), per il quale va prelevato un campione di sangue del paziente".
Una volta individuato l’allergene, come si procede?
"Ovviamente bisogna evitare il più possibile l’esposizione alla sostanza allergizzante e, qualora ciò non fosse pienamente realizzabile, intraprendere una terapia specifica per alleviare i sintomi. Risultano generalmente efficaci spray nasali a base di corticosteroidi, a cui possono associarsi farmaci antistaminici e decongestionanti.
E’ necessaria la prescrizione medica. In casi particolarmente delicati, si può ricorrere all’immunoterapia specifica, con l’obiettivo di ridurre la reattività del soggetto verso l’allergene. Inizialmente viene somministrata al paziente una dose di allergene talmente minima da non provocare reazioni, poi si prosegue aumentando leggermente le dosi, in modo che il sistema immunitario possa gradualmente abituarsi all’allergene.
L’immunoterapia per le allergie stagionali prevede la somministrazione dell’allergene nella formulazione sublinguale o attraverso iniezioni. Va però sottolineato che, nel caso specifico della rinite allergica, l’immunoterapia va fatta dopo questo periodo dell’anno, così che possa essere efficace l’anno successivo".
La città di Civitanova Marche sarà tappa del Giro d’Italia per la Pace, che prevede l’accoglienza della Lampada della Pace di Assisi, simbolo del sogno universale della fraternità e dell’amicizia sociale.
Nell’ultima seduta, la Giunta comunale ha accolto positivamente l'invito del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani ad aderire e partecipare al Giro d’Italia per la Pace che attraverserà il nostro Paese “per costruire una coscienza, una cultura e una politica di pace che si esprima attraverso la cura degli altri, dell’umanità e del pianeta”.
Il Giro d'Italia per la Pace si svolge nell’ottavo centenario di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, e si propone di promuovere la riscoperta del suo messaggio di autentico costruttore di pace e fraternità. Ricorrono anche 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e 40 anni dalla nascita del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la rete dei Comuni, Province e Regioni impegnate nella costruzione della pace che continua l’opera di Giorgio La Pira.
L’Amministrazione ha stabilito di dichiarare il Comune di Civitanova Marche "Città per la pace e i diritti umani" e darà incarico ad un Consigliere comunale di curare i rapporti organizzativi in stretto raccordo con i Servizi Comunali interessati. Nel 2024, il sindaco Fabrizio Ciarapica aveva assegnato la delega per partecipare alla Marcia “Prima di tutto la Pace” in programma ad Assisi alla consigliera comunale Elisabetta Giorgini.
Nel pieno rispetto dello spirito dello Statuto comunale, il Comune si impegna anche a promuovere, assieme alle scuole e alle giovani generazioni del territorio, nuove iniziative per la pace per costruire una coscienza, una cultura e una politica che si esprima attraverso la cura degli altri, dell’umanità e del pianeta.
La quota di adesione al comitato organizzatore al Giro d’Italia per la Pace è di € 500,00.
Non le manda a dire, come di consueto, Roberto Buratti al termine del rocambolesco 2-2 tra il Trodica Calcio e l’Osimana. Una gara intensa, ricca di episodi e polemiche, che lascia grande amarezza in casa biancoceleste.
La partita si era messa subito in salita per il Trodica, rimasto in dieci uomini dopo mezz’ora per l’espulsione per doppia ammonizione di Bugaro. A complicare ulteriormente il quadro, il gol del vantaggio ospite firmato da Pigini nel finale del primo tempo. Eppure, nonostante l’inferiorità numerica, la squadra di Buratti ha tirato fuori orgoglio e carattere: prima la reazione immediata che ha riportato il match in equilibrio col gol di Panichelli, poi nella ripresa il sorpasso con Veneroso per un 2-1 che sembrava poter reggere fino al triplice fischio. Nel finale, però, si consuma la beffa. Romero fallisce il possibile 3-1 e, al 94’, arriva la doccia gelata con il pareggio firmato dal classe 2009 Taborro.
Nel post gara, Buratti analizza così la prestazione dei suoi: “Penso sia stata una delle partite più belle dell’anno. Faccio i complimenti ai ragazzi: avevo chiesto di buttare il cuore oltre l’ostacolo e lo hanno fatto. In dieci uomini, sotto di un gol, con un fuorigioco di sei metri che hanno visto tutti, reagire così e andarla a vincere – perché l’avevamo vinta – è qualcosa di straordinario. Se non prendiamo gol al 94’ e non sbagliamo il 3-1 due minuti prima, staremmo parlando di altro. Oggi è stata una partita da voto 10”.
Durissime, però, le parole sugli episodi arbitrali, con un messaggio diretto anche al presidente del CRA Marche, Piccioni: “L’espulsione di Bugaro è totalmente inesistente, il loro gol è in fuorigioco di cinque-sei metri. Mi dispiace perché queste decisioni fanno male. Poi voglio dire una cosa al signor Piccioni: siccome mi commenta spesso e visto che gli sto parecchio simpatico - quest’anno mi hanno dato 15-16 giornate di squalifica, nemmeno fossi Totò Riina - mandare un guardalinee di Fermo in una partita così fondamentale non è una scelta intelligente: lo metti in difficoltà. In buonissima fede, ma oggi c’è stato un errore clamoroso. Ci sono i video. Noi facciamo sacrifici enormi e vorremmo giocarci tutto alla pari. Oggi siamo stati gravemente danneggiati”.
Nonostante l’amarezza, il tecnico non perde di vista l’obiettivo. La vittoria della Fermana sul campo del Montefano ha portato i canarini a +11, una distanza che al momento escluderebbe i playoff. Ma Buratti non alza bandiera bianca: “Non molliamo di un centimetro. Abbiamo ancora 180 minuti per onorare la maglia e raggiungere l’obiettivo. Io ci credo ciecamente: se la mia squadra è quella vista oggi, sono strafiducioso. Ci proveremo fino all’ultimo secondo. Poi, se la Fermana sarà più brava, faremo i complimenti e andremo avanti fino alla fine del campionato”.
Una partita spettacolare, dunque, ma che lascia al Trodica più rimpianti che soddisfazioni. E una certezza: la corsa non è ancora finita.
Credit Foto: Trodica Calcio
Ampia partecipazione di imprenditori del cratere maceratese all’incontro promosso da Confindustria Macerata dedicato al nuovo bando dell’Ufficio Ricostruzione Marche, una misura considerata strategica per il rilancio economico dei territori colpiti dal sisma.
L’avviso mette a disposizione risorse complessive pari a oltre 5,4 milioni di euro, con l’obiettivo di sostenere progetti di investimento capaci di favorire la crescita delle imprese, il rientro delle attività economiche e la creazione di nuova occupazione nelle aree del cratere.
Ad aprire i lavori è stato il direttore di Confindustria Macerata, Gianni Niccolò, che ha ricordato i risultati ottenuti con il programma Next Appennino, grazie al quale numerose attività economiche hanno potuto avviarsi o espandersi nei territori colpiti dal terremoto. Un percorso in cui l’associazione ha svolto un ruolo chiave nell’accompagnare le imprese all’accesso delle opportunità, e che oggi prosegue con il supporto al nuovo bando e agli strumenti legati alla Zes Unica.
Nel suo intervento, il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha sottolineato l’importanza del confronto diretto con il sistema produttivo locale, definendo l’incontro un’occasione preziosa per condividere strategie di sviluppo e rafforzare il rilancio del tessuto socio-economico.
Sulla stessa linea il sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, Silvia Luconi, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria e imprenditori. Il bando “Crescita e rientro – ha spiegato – rappresenta non solo un’opportunità di finanziamento, ma anche un segnale concreto dell’attenzione della Regione Marche, guidata dal presidente Francesco Acquaroli, e della struttura commissariale verso i territori del cratere".
Un passaggio fondamentale, è stato ribadito, è quello di collegare la ricostruzione materiale allo sviluppo economico, creando un circuito virtuoso capace di valorizzare gli investimenti infrastrutturali e sostenere la crescita delle micro, piccole e medie imprese. Un processo che non riguarda soltanto l’economia, ma anche la dimensione sociale e identitaria delle comunità locali.
Nel corso dell’incontro, i tecnici dell’Ufficio Ricostruzione Marche hanno illustrato nel dettaglio i contenuti del bando, rispondendo infine alle domande degli imprenditori e chiarendo gli aspetti operativi della misura.
Un utile netto che supera i 15 milioni di euro, in crescita del 20,5% rispetto all’anno precedente, e indicatori patrimoniali tra i più solidi del panorama bancario. Il 2025 si chiude con risultati particolarmente positivi per il Banco Marchigiano, ma il direttore generale Marco Tombolini invita a leggere questi numeri in una prospettiva più ampia.
“Più che un anno d’oro, è il risultato di un percorso costruito negli ultimi tre anni – spiega –. Una crescita costante, basata su scelte prudenti e su una visione di lungo periodo”.
Tra i dati più significativi spicca il CET1 ratio, salito al 28,2%, un livello che traduce in termini concreti affidabilità e sicurezza per soci e clienti. “Una patrimonializzazione così elevata – sottolinea Tombolini – consente di affrontare con serenità anche contesti complessi”. Il patrimonio netto ha superato i 115 milioni di euro, mentre la raccolta complessiva è cresciuta di oltre 300 milioni nell’ultimo triennio, segno di una fiducia sempre più consolidata.
Numeri solidi che non hanno frenato il sostegno all’economia reale. Nel 2025 il Banco Marchigiano ha erogato 140 milioni di euro di nuovi finanziamenti (+16,6%), permettendo a circa 400 famiglie e giovani di acquistare la prima casa e a circa 300 piccole imprese di investire nei propri progetti di sviluppo.
“La solidità è ciò che consente di sostenere famiglie e imprese in modo continuativo – evidenzia il direttore –. Prudenza e supporto all’economia non sono in contrapposizione, ma vanno di pari passo”. A confermarlo anche l’elevato livello di copertura del credito deteriorato, con un rapporto tra accantonamenti e impieghi problematici che supera il 76%.
Dietro ai risultati, nessuna formula segreta, ma un modello organizzativo basato sul lavoro di squadra e sul legame con il territorio. Negli ultimi tre anni sono stati inseriti circa 20 giovani neolaureati, a rafforzare una struttura che punta su efficienza e relazione diretta con la comunità. Determinante anche l’appartenenza al Gruppo Cassa Centrale, che garantisce strumenti e solidità di livello nazionale, mantenendo però un’identità fortemente locale e mutualistica.
Lo sguardo è ora rivolto al futuro, con l’obiettivo di consolidare una crescita equilibrata e sostenibile. “La nostra forza ci consente di restituire valore al territorio – conclude Tombolini –. È qui che si misura la differenza di una banca locale: il profitto non è un fine, ma uno strumento”.
Un impegno che si traduce anche in azioni concrete: nel 2025 sono stati destinati oltre 800 mila euro a iniziative sociali, culturali e sanitarie, confermando il ruolo dell’istituto come punto di riferimento.
Civitanova Marche ha accolto nei giorni scorsi una delegazione internazionale del progetto Erasmus+, impegnata in una settimana di scambi e attività formative promosse dal liceo “Leonardo Da Vinci”. L’incontro istituzionale si è svolto in Comune alla presenza del sindaco Fabrizio Ciarapica, che ha dato il benvenuto a studenti e docenti provenienti da Spagna (Tarragona), Germania (Colonia), Lituania (Klaipėda) e Grecia (Patrasso).
La delegazione è stata accompagnata dalle docenti del liceo civitanovese Nadia Campanari, Agnese Flagiello, Patrizia Giacconi e Carola Turi, impegnate nella promozione di percorsi educativi interculturali e nella costruzione di una rete scolastica europea sempre più solida.
Nel suo intervento, il sindaco Ciarapica ha sottolineato il valore formativo dei progetti Erasmus+, evidenziando come rappresentino un investimento concreto per il futuro delle nuove generazioni. «Siamo orgogliosi di accogliere a Civitanova Marche studenti e docenti provenienti da tutta Europa – ha dichiarato –. Il confronto tra culture diverse arricchisce i nostri giovani e rafforza il senso di appartenenza a una comunità europea condivisa».
La settimana di scambio ha visto gli studenti stranieri ospitati dalle famiglie locali, vivendo un’esperienza di immersione nella quotidianità del territorio e nelle sue tradizioni. Un’occasione di crescita personale e culturale che ha favorito la nascita di legami internazionali e un dialogo diretto tra giovani europei.
Le attività del progetto si sono concentrate su temi di grande attualità come la sostenibilità del mare, l’impatto delle plastiche sull’ambiente marino e il ruolo delle donne nella storia e nel futuro della pesca. Un percorso interdisciplinare che ha stimolato confronto e consapevolezza, promuovendo una visione condivisa sulle sfide ambientali e sociali.
Ci sono vittorie che si misurano in medaglie. E poi ce ne sono altre, più profonde, che si leggono nei legami che nascono e nella crescita festosa di un gruppo che torna a casa diverso da come era partito.
Alle Convittiadi 2026 di Lignano Sabbiadoro, il Convitto Nazionale Giacomo Leopardi ha fatto entrambe le cose: ha vinto, conquistando l’oro nazionale nel Beach Volley misto e l’argento nazionale nella Campestre maschile a squadre. Ma soprattutto ha mostrato cosa significa essere davvero una comunità educante.
Perché il Convitto Nazionale non è una scuola come le altre. È un luogo dove si cresce insieme, si condividono giornate intere, fatiche, studio, allenamenti, risate. E quando un gruppo così arriva a un evento come le Convittiadi, le “Olimpiadi” dei convitti nazionali italiani, giunte alla loro 18ª edizione e organizzate quest’anno dall’Educandato Statale Collegio Uccellis, quella differenza si vede tutta.
Dietro l’oro nel Beach Volley e l’argento nella Corsa Campestre ci sono nomi, volti, emozioni. Ci sono ragazze e ragazzi che hanno corso fino all’ultimo respiro, che si sono incoraggiati sotto il sole, che hanno esultato insieme e, soprattutto, hanno condiviso ogni momento.
A conquistare l’oro, proprio sulla sabbia dorata di Lignano Sabbiadoro, sono stati Alessia Bachi, Filomena De Vita, Lorenzo Nika, Alessandro Perroni, Enea Pietro Pintucci, Elena Salerni, Nicola Vaccaro, Viktoriya Vasylishyna, Francesco Zucchini e Lorenzo Zucchini. L’argento nella campestre maschile a squadre porta invece i nomi di Ciaran Bianchini, Cristian Cretu, Primo Orlandini e Lorenzo Zucchini, capaci di distinguersi per determinazione e spirito di sacrificio.
Ma il risultato più bello è forse quel dato che dice tanto senza bisogno di spiegazioni: 16 Premi Fair Play. Sedici. Un numero che racconta rispetto, correttezza, capacità di stare insieme prima ancora che di vincere.
E poi ci sono le “quasi vittorie”: il quarto posto nel calcio balilla, i quarti sfiorati nel tennistavolo, la squadra di volley fermata a un passo dalla semifinale. Risultati che, in un contesto come questo, diventano comunque storie da raccontare, perché ogni partita è stata vissuta fino in fondo.
A guidare e accompagnare i 51 componenti della squadra maceratese, tutti studenti e studentesse semiconvittori o semiconvittrici delle classi prime e seconde della scuola secondaria di I grado annessa al Convitto Leopardi, un team altrettanto affiatato: gli educatori Romina Diletti, referente del progetto, Michela Mariani, Manuela Rapaccini, Marco Cetraro, Riccardo Ruzzu, Stefano Stefanelli, il collaboratore Alessandro Coluccini e l’infermiera del Convitto Lucia Pelagagge. Una presenza costante e tenace, capace di sostenere e valorizzare ogni studente lungo tutto il percorso, dentro e fuori dalle competizioni.
Il percorso verso Lignano è stato parte integrante dell’esperienza: la sosta a Padova, con la visita alla Basilica di Sant’Antonio, e al ritorno il fascino senza tempo del castello di Gradara. Durante la settimana, le escursioni tra Udine, Gorizia, Aquileia, Redipuglia e Trieste hanno arricchito ulteriormente un’esperienza già di per sé intensa.
Ed è proprio nei momenti “fuori gara” che si costruisce qualcosa di unico: le chiacchiere serali, le risate nei corridoi, le amicizie nate con Convittori e semiconvittori di tutta Italia che magari vivono realtà diverse, ma che per una settimana parlano la stessa lingua: quella dello stare insieme.
In manifestazioni come questa, il Convitto dimostra tutta la sua forza educativa, portando gruppi veri, coesi, abituati a condividere molto più che qualche ora di lezione. È per questo che realtà come quella di Macerata riescono a distinguersi: non solo per i risultati sportivi, ma per la capacità di fare squadra nel senso più pieno del termine. Anche se la storica e pluricentenaria sede del Convitto Leopardi, danneggiata dal terremoto del 2016, è ancora in attesa di ripristino, la comunità educativa continua a costruire legami, competenze e momenti indimenticabili, confermando la forza e la coesione che la caratterizzano.
Non è un caso che, oltre alle competizioni, alunne e alunni si siano esibiti anche in spettacoli teatrali e musicali molto apprezzati, mostrando quella doppia anima di studenti-atleti e artisti tipica di un percorso educativo completo qual è quello del Convitto Leopardi, che offre per la scuola secondaria di I grado un Indirizzo musicale facoltativo.
Anche il ministro Giuseppe Valditara ha sottolineato nel suo messaggio agli studenti partecipanti quanto le Convittiadi rappresentino un momento fondamentale di crescita, inclusione e socializzazione. Ragazze e ragazzi che competono, ma soprattutto che imparano a stare insieme, a conoscersi, a rispettarsi.
A rendere possibile tutto questo è stata una comunità ampia e partecipe. Determinante il contributo dei preparatori e dei collaboratori sportivi, così come quello delle famiglie, che hanno sostenuto con convinzione il percorso dei ragazzi. Un ringraziamento sentito va inoltre agli sponsor - Cirioni Arduino, Mancini Leonardo, L’Oro della Terra, Aquilaprem, ASD Valtenna, L’Oca Nera, Parrucchieria Di Andrea - e a tutti coloro che hanno partecipato alla Festa di Natale del Convitto: i fondi raccolti attraverso la tombola e i mercatini sono stati destinati proprio alla partecipazione alle Convittiadi.
Il rettore e dirigente scolastico del Convitto Nazionale Leopardi Alessandra Gattari ha voluto esprimere “un sincero ringraziamento a studenti, educatori, famiglie e sostenitori: questi risultati sono il frutto di un lavoro condiviso e rappresentano pienamente i valori del nostro Convitto, dove crescita educativa e spirito di comunità camminano insieme. Un grazie particolare va all’educatrice Romina Diletti, che ha organizzato tutto in modo impeccabile e con grande passione”.
Alla fine, le medaglie resteranno negli annali. Ma ciò che davvero resterà nelle ragazze e nei ragazzi è il senso di appartenenza a una comunità viva e unica, e il ricordo di aver condiviso qualcosa di straordinario.
E questa, più di qualsiasi oro, è la vittoria più grande.
A suggellare questo percorso sarà anche un momento ufficiale di riconoscimento: giovedì 23 aprile, presso l’Aula Magna dell’ITE Gentili, si terrà una cerimonia di consegna delle medaglie a tutti i partecipanti, alla presenza delle famiglie, degli sponsor e dei rappresentanti del mondo dello sport e delle amministrazioni. Un’occasione per celebrare non solo i risultati ottenuti, ma soprattutto il valore educativo e umano di un’esperienza che ha lasciato il segno.
MACERATA – Teatro della Filarmonica gremito in ogni ordine di posti, con molte persone rimaste in piedi, per la conferenza di Dario Fabbri, tra i più noti analisti geopolitici italiani e direttore della rivista Domino. L’incontro, organizzato dal Rotary Club Macerata Matteo Ricci, è stato occasione per presentare il libro “Il destino dei popoli” e ha richiamato un pubblico numeroso e attento, con una significativa presenza di giovani.
Fin dall’inizio, Fabbri ha indicato nella demografia uno dei principali fattori per comprendere la politica internazionale. L’Italia, con un’età media di 48 anni – tra le più alte al mondo – si contrappone a Paesi come gli Stati Uniti o l’Iran, caratterizzati da popolazioni molto più giovani.
“Dove i giovani sono minoranza – ha spiegato – tendono ad adattarsi ai valori della maggioranza più anziana”, orientandosi verso stabilità e sicurezza. Al contrario, nelle società giovani emergono tensioni e spinte verso il cambiamento.
Ampio spazio è stato dedicato all’analisi dell’Iran, definito un caso emblematico di “geopolitica umana”, ovvero un approccio che mette al centro popoli, identità e memorie storiche.
Fabbri ha smontato l’idea di un Paese omogeneo, evidenziando la presenza di diverse componenti etniche: persiani, curdi e azeri, ciascuno con una propria identità. Eventi storici lontani, come le alleanze del XVI secolo, continuano ancora oggi a influenzare i rapporti interni.
Secondo l’analista, anche la scelta dello sciismo da parte della Persia nel XVI secolo va letta in chiave geopolitica: non solo religione, ma strumento per creare coesione interna e distinguersi dai rivali regionali.
Nel commentare le proteste esplose dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022, Fabbri ha evidenziato il divario tra la lettura occidentale e le dinamiche interne: le fratture etniche e il forte senso di identità nazionale influenzano profondamente la risposta della società iraniana.
È stato richiamato anche il pensiero di Michel Foucault, che già negli anni Settanta aveva intuito come l’Iran non fosse destinato a replicare modelli occidentali, ma a seguire un proprio percorso.
Altro tema centrale, quello dei recenti equilibri militari: secondo Fabbri, gli interventi esterni non hanno raggiunto gli obiettivi strategici dichiarati, né sul piano nucleare né su quello politico.
Particolare attenzione è stata dedicata allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale, il cui controllo resta conteso e rappresenta una criticità per gli equilibri internazionali.
In chiusura, Fabbri ha lanciato una riflessione metodologica: l’Occidente fatica a comprendere il mondo perché lo interpreta solo con le proprie categorie.
Ha sottolineato l’importanza di discipline spesso trascurate, come antropologia, lingue e storia comparata, ricordando come anche eventi globali – come la Seconda guerra mondiale – vengano percepiti in modo diverso a seconda dei Paesi.
L’incontro si è concluso con numerose domande da parte del pubblico, segno di un interesse concreto verso i temi trattati. L’atmosfera è stata partecipata e dinamica, con Fabbri capace di alternare rigore analitico e linguaggio accessibile.
Soddisfazione per la riuscita dell’evento è stata espressa dagli organizzatori, tra cui il segretario Renzo Tartuferi e il presidente Tobia Sardellini.
Un cambio di testimone di altissimo profilo attende il pubblico del Teatro Lauro Rossi. Per il concerto previsto oggi, giovedì 9 aprile alle ore 21:00, a causa di un infortunio che ha colpito Alexander Lonquich, salirà sul podio e al pianoforte Louis Lortie. Acclamato dalla critica internazionale per la sua versatilità e con una discografia che vanta oltre 45 registrazioni per Chandos Records, Lortie è una vera stella del panorama pianistico, seguito ogni mese da più di 250.000 ascoltatori sulle piattaforme di streaming.
L'artista franco-canadese assumerà la doppia veste di solista e direttore d'orchestra, guidando la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana in un programma raffinato dedicato a Mozart e Mendelssohn. L'apertura è affidata al celebre Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 in re min., K. 466 di Wolfgang Amadeus Mozart. Composto nel 1785, il brano è noto per la sua intensità drammatica e per quel pathos innovativo che già all'epoca prefigurava le inquietudini del Romanticismo, mettendo il solista in un serrato confronto dialettico con la compagine orchestrale.
La seconda parte della serata sarà interamente dedicata a Felix Mendelssohn-Bartholdy. Il pubblico potrà ascoltare l'Ouverture "La favola della bella Melusina", un'opera del 1833 ispirata alla leggenda della sirena che prova a vivere tra gli uomini, simbolo del desiderio e della malinconia tipicamente tedeschi. In chiusura, Lortie e la FORM eseguiranno il Concerto per pianoforte n. 1 in sol min., Op. 25, un lavoro scritto tra Roma e Monaco in cui il compositore amburghese intreccia brillantemente il virtuosismo tecnico con un dialogo orchestrale solido e convincente.
L'evento è realizzato in collaborazione con il Comune di Macerata e vanta il supporto tecnico di Roberto Valli Pianoforti. Per gli ultimi biglietti disponibili (con prezzi che variano dai 5 ai 20 euro), è possibile rivolgersi alla biglietteria dei teatri in piazza Mazzini o consultare i circuiti online.
Giovedì 16 aprile alle ore 17.30,nella Gran Sala Cesanelli allo Sferisterio, l’Associazione Amici dello Sferisterio ospita il regista Alessio Pizzech per Dentro l’opera, una conferenza–laboratorio su Il trovatore (titolo in cartellone al Macerata Opera Festival 2026).
Opera di contrasti radicali, amore e vendetta, destino e identità, memoria e ossessione, Il trovatore sfugge a una lettura lineare, costruendo la propria forza in un intreccio serrato di tensioni drammatiche e musicali. La scrittura di Verdi tiene insieme frammentazione e unità, slancio emotivo e architettura, offrendo alla scena una materia complessa e in continua trasformazione.
È proprio a partire da questa complessità che si sviluppa l’incontro con Alessio Pizzech. Regista attivo tra teatro di prosa e teatro musicale, Pizzech ha costruito negli anni un percorso che attraversa linguaggi diversi, mantenendo centrale il rapporto tra testo, interprete e spazio scenico. Le sue regie si caratterizzano per un approccio che nasce dal confronto diretto con la musica e con gli artisti, in un equilibrio continuo tra visione e ascolto.
Dentro l’opera si propone quindi non come una lezione, ma come un momento di lavoro condiviso. Il pubblico sarà accompagnato all’interno dei processi che portano alla costruzione dello spettacolo: dalle scelte registiche alla definizione dei personaggi, dal rapporto tra musica e gesto fino alla presenza scenica.
Un attraversamento dell’opera che rende visibili i passaggi, le tensioni, le possibilità.
L’incontro si inserisce nel progetto La città sul palcoscenico, che sta approfondendo i diversi elementi della creazione teatrale — dal costume alla regia, dalla scenografia alla drammaturgia — restituendo l’opera come un sistema complesso, fatto di relazioni e di pratiche. Cfu per gli studenti UniMc
Con questo appuntamento, il percorso si concentra sull’atto stesso della costruzione: non più i singoli elementi, ma il loro incontro vivo nel momento della scena. Ingresso libero.
La storia più amata di tutti i tempi si prepara a incantare il pubblico marchigiano. Lo show dei record, "Il Piccolo Principe", approderà al Teatro Rossini di Civitanova Marche il 14 e il 15 aprile. Non una semplice messa in scena, ma un’esperienza sensoriale firmata Razmataz Live (con l’organizzazione locale a cura di Eclissi Eventi) che promette di lasciare il segno.
Lo spettacolo si distingue per un linguaggio narrativo innovativo, capace di muoversi in perfetto equilibrio tra prosa, musical, nouveau cirque e installazione artistica. Il regista Stefano Genovese ha scelto di non affidare il racconto solo alle parole, ma di puntare sull'immaginazione e sull'evocazione visiva, fedele allo spirito originale dell’opera.
Il cast creativo è di assoluto rilievo: oltre alla regia di Genovese, spiccano le scene di Carmelo Giammello, la direzione musicale di Paolo Silvestri e i costumi di Guido Fiorato. A dare il volto al protagonista quest'anno sarà il talentuoso Nicholas Ori, che a soli 9 anni vanta già esperienze importanti, come la collaborazione con Paolo Ruffini. Insieme a lui sul palco, un cast di professionisti tra cui Davide Paciolla nei panni dell'Aviatore e Claudia Portale in quelli della Rosa.
"Ogni significato, ogni personaggio, ogni snodo della vicenda attinge al codice più adatto ad arrivare allo spettatore", spiegano gli organizzatori, sottolineando come questa versione teatrale sia pensata per arrivare al cuore di grandi e piccoli.
Info e Prevendite: Le prevendite per le due date civitanovesi sono già disponibili sul circuito TicketOne. Per informazioni è possibile contattare l'infoline di Eclissi Eventi al numero 0733.865994. Radio ufficiale dell'evento è R101.
Il fascino del Lago di Fiastra conquista le pagine di Dove Viaggi, il prestigioso portale di turismo del Corriere della Sera. Nell'articolo pubblicato l'8 aprile 2026, lo specchio d'acqua marchigiano è stato inserito ufficialmente tra i sette laghi più belli e suggestivi d’Italia da visitare durante la stagione primaverile. Descritto come uno dei bacini più sorprendenti dell’Appennino, il lago viene celebrato per le sue acque che variano dal verde al turchese e per il contrasto mozzafiato con il risveglio della natura sui versanti circostanti.
Il quotidiano nazionale non si è limitato a lodare la bellezza delle acque, ma ha acceso i riflettori anche sull'indotto escursionistico, segnalando il sentiero delle Lame Rosse come una delle mete imperdibili.
Le formazioni rocciose color ocra, modellate dall’erosione, sono state indicate come una delle attrazioni più affascinanti dell'area, sottolineando come il percorso per raggiungerle sia semplice, ben segnalato e accessibile a un pubblico molto vasto. Per il territorio dei Sibillini si tratta di una vetrina di enorme visibilità, che riconosce il valore di un paesaggio ancora incontaminato e lontano dalla calca dei mesi estivi.
Dietro questo prestigioso riconoscimento si cela un impegno costante dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Giancarlo Ricottini. L'obiettivo dichiarato è quello di puntare su un turismo di qualità, lento e destagionalizzato, capace di attrarre visitatori durante tutto l'anno. In questa strategia si inserisce il progetto I-Lake, finanziato tramite il Piano Nazionale Complementare – Next Appennino, che prevede massicci investimenti per trasformare il waterfront del lago.
Gli interventi mirano a creare nuove infrastrutture per la mobilità dolce, punti di sosta attrezzati e percorsi fruibili anche da persone con disabilità, rendendo la riva un polo turistico integrato e moderno.
"Vedere il nostro lago citato dal Corriere della Sera tra i sette più belli d’Italia da scoprire in primavera è motivo di grande soddisfazione per tutta la comunità di Fiastra - dichiara il Sindaco Giancarlo Ricottini, che detiene anche la delega al Turismo - ma soprattutto è la conferma che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta. Lavoriamo per costruire un’offerta turistica che non si esaurisca nei mesi estivi: vogliamo che il Lago di Fiastra sia una meta attrattiva tutto l’anno, in primavera come in autunno, per chi cerca la natura, il silenzio, i sentieri".
"Il progetto I-Lake va esattamente in questa direzione: creare le condizioni infrastrutturali perché il lago diventi accessibile e fruibile da tutti, in ogni stagione. Questo articolo del Corriere è un riconoscimento che ci incoraggia a continuare, con ancora più determinazione, nel lavoro di valorizzazione di un territorio che ha risorse straordinarie da offrire", conclude Ricottini.
MATELICA – Una giornata speciale ha illuminato Matelica, con la comunità che ha celebrato il centenario di Lina Catarini. La signora ha festeggiato i suoi 100 anni circondata dall’affetto della famiglia, tra cui il figlio dottor Osvaldo Ubaldi, stimato medico di famiglia che per molti anni ha prestato servizio nel territorio, i nipoti e i pronipoti.
A rendere omaggio alla nuova centenaria è stato anche il sindaco di Matelica, Denis Cingolani, che ha portato i saluti e gli auguri dell’intera amministrazione comunale: “Ancora tantissimi auguri a Lina per questo traguardo speciale! A nome della Città di Matelica le auguro ancora tanti altri compleanni da festeggiare tutti insieme”, ha dichiarato.
Un momento di gioia e di festa che ha visto la città unirsi idealmente alla famiglia di Lina, celebrando non solo la sua età, ma anche una vita ricca di affetti, ricordi e valori condivisi.
Donald Trump è, infine, sceso a miti consigli e non ha “fatto morire un’intera civiltà”, come aveva apocalitticamente e demenzialmente annunciato. Si è infatti trovato – Deo gratias – un provvisorio accordo in Iran, un accordo che prevede la sospensione del conflitto per due settimane e la completa riapertura dello Stretto di Hormuz. Provvidenziale è stato l’intervento della Cina, che ha spinto l’Iran ad accettare l’accordo, rivelandosi ancora una volta lo Stato più lungimirante oggi esistente sulla faccia della Terra.
Dopo minacce su minacce, rivelandosi essa stessa integralista, fanatica e teocratica, la civiltà del dollaro scende a compromessi, comprendendo, meglio tardi che mai, la propria impossibilità di piegare l’Iran come invece pensava di poter agevolmente fare. Questo accordo ci segnala incontrovertibilmente la potenza dell’Iran, in grado di costringere gli USA all’accordo e alla tregua. Ci segnala altresì, una volta di più, l’intelligenza strategica della Cina, ormai la vera guida del pianeta, faro di civiltà e di pace.
E ci segnala, infine, il lento e inesorabile tramonto dell’Occidente americanocentrico, regno del nulla che, abitato dal nichilismo, produce solo morte e distruzione. Tanto rumore per nulla, per dirla con il vecchio Shakespeare: la barbarie sconfinata di cui Trump è portavoce ha dovuto fare i conti con il principio di realtà e soprattutto con l’encomiabile potenza dell’Iran, protetto e supportato dalla Cina.
Intanto, il senatore Claudio Borghi, della Lega di Matteo Salvini, ha commentato l'accordo trovato tra Iran e Stati Uniti sostenendo testualmente che Trump "vi ha trollato tutti". Il verbo trollare, proprio della neolingua contemporanea, vale come sinonimo di prendere in giro e gabellare.
La tesi del Borghi, dunque, è quella secondo cui Trump ha preso in giro tutti, fingendo di voler portare il conflitto fino alle sue estreme conseguenze, per poi risolverlo, almeno provvisoriamente, mediante la tregua che si è raggiunta nei giorni scorsi.
Apprezziamo lo sforzo ermeneutico particolarmente fantasioso e acrobatico del Borghi, ma ci pare che, a conti fatti, le cose stiano decisamente altrimenti. La realtà - al cui principio ci permettiamo di invitare il Borghi - è che Donald Trump è stato costretto dai rapporti di forza a scendere a più miti consigli, ben sapendo di non poter piegare l'Iran e di dover necessariamente scendere a patti con esso. Come non mi stanco di ripetere, Washington pensava di chiudere la partita persiana in una settimana: questa era la sua strategia.
Se ne inferisce che la strategia è fallita miseramente e che attualmente Washington non ne ha più una, cosicché è ora è costretta a muoversi scompostamente, tra minacce e accordi repentini. Viceversa, la Persia una strategia ce l'ha e la sta seguendo meticolosamente. Essa consiste in tre punti fondamentali: in primo luogo, usare lo Stretto come arma di ricatto e di strangolamento per l'Europa; in secondo luogo, resistere a oltranza e a ogni costo contro il barbaro invasore; in terzo luogo, generare zizzania tra i membri del Patto Atlantico. Insomma, Trump non ha "trollato" proprio nessuno, ma semmai, se proprio vogliamo usare questo verbo disgustoso, è stato trollato pesantemente dalla Persia: inutile negarlo.
Una nuova luce illumina l'incrocio tra via Rossini e via 1° Maggio. L'area comunale, storica "porta d'ingresso" per chi sale da Trodica, è stata restituita alla cittadinanza dopo un profondo restyling che ha dato vita a un progetto dal profondo valore simbolico: un monumento dedicato ai "caduti contemporanei".
L'opera nasce per ricordare Daniele Paolucci, scomparso tragicamente in un incidente stradale nel 2007, ma il suo messaggio vuole abbracciare tutte le vite spezzate prematuramente.
Il cuore dell'intervento è una piramide stilizzata, caratterizzata da squarci di luce a led che la rendono suggestiva durante le ore notturne. Un'opera che fonde design e spiritualità, resa possibile dalla sinergia tra l'amministrazione comunale e la famiglia Paolucci.
Noemi Paolucci, sorella di Daniele, ha spiegato così la genesi dell'idea: "Quando il comune di Morrovalle ha presentato il bando per la riqualificazione dell'area verde in via Rossini, lì dove storicamente è sempre stato il monumento dei caduti, abbiamo pensato di partecipare presentando un progetto che oggi si è realizzato. Abbiamo pensato ad un monumento in ricordo di quelli che sono i caduti del nostro presente, di chi soprattutto ci ha lasciati troppo presto e che ora vive in cielo da dove continua a brillare anche sulla terra".
Un progetto che nasce dal dolore ma punta alla rinascita: "La perdita dei nostri giovani spesso ci lascia immersi in un oceano di perché - continua Noemi - rimanere in piedi è davvero un gioco da equilibristi. Il monumento è anche un inno alla vita, che seppur per sentieri diversi tende sempre verso un’unica direzione. Il filo di seta della nostra piramide vorrebbe arrivare ad abbracciare la vita e dare speranza, soprattutto a chi si trova a fare i conti con la perdita di un proprio caro. Sedendoci sulla panchina si può contemplare un meraviglioso paesaggio e l’infinito del cielo: nei momenti in cui ci sentiamo persi, lì possiamo riuscire a fare grata memoria".
Anche il sindaco Andrea Staffolani ha espresso gratitudine per l'iniziativa, sostenuta dall'ente anche a livello economico: "Ringraziamo la famiglia Paolucci per l’impegno e la dedizione con le quali ha creduto in questa iniziativa. È bello che si siano incontrate due esigenze: da un lato quella di riqualificare un’area strategica per il decoro urbano; dall’altro quella di ricordare coloro che ci hanno lasciato troppo presto, senza un addio, senza un perché".