A 146 all’ora contro le stelle MLB, Quattrini racconta il sogno azzurro: "Esperienza indimenticabile" (FOTO e VIDEO)
Attualità Sport
29/03/2026 12:00

A 146 all’ora contro le stelle MLB, Quattrini racconta il sogno azzurro: "Esperienza indimenticabile" (FOTO e VIDEO)

Dalle Marche ai diamanti americani, fino a una delle pagine più belle del baseball italiano. È il viaggio di Gabriele Quattrini, protagonista con la nazionale azzurra al World Baseball Classic e ospite del Picchio Podcast, dove ha raccontato emozioni, sacrifici e retroscena di un’esperienza unica. Reduce dagli Stati Uniti, il lanciatore marchigiano è già tornato alla quotidianità con la Hotsand Macerata Angels: “Non c’è stato troppo tempo per fermarsi, tra un paio di settimane si ricomincia. Siamo subito tornati in campo ad allenarci”. Ma il pensiero torna inevitabilmente alla cavalcata azzurra, segnata da una vittoria storica contro gli Stati Uniti. "quelli che il baseball lo hanno inventato": “Un’emozione grandissima, un risultato che non era mai successo. Siamo partiti subito forte, poi è stato un chiudersi al riccio e difendere. Da 8-0 sono arrivati fino all’8-6, quindi anche un po’ di paura c’è stata, ma ce l’abbiamo fatta”. Una partita vissuta anche sotto la pressione di un pubblico imponente: “Giocare davanti a 30-35 mila persone, quasi tutte contro, è qualcosa di completamente diverso. Sono molto chiassosi, ti mettono pressione, ma siamo riusciti a reggere”. Tra i ricordi più intensi del torneo, Quattrini ne indica due in particolare: “Sicuramente l’ultimo out contro il Messico, fatto a un giocatore di Major League, Arozarena. Quello rimarrà sempre nella mia mente”. E poi un’altra giocata simbolica: “Anche l’unico strikeout che ho fatto a un altro giocatore MLB, Jazz Chisholm degli Yankees. Quelle sono soddisfazioni che ti porti dietro per tutta la vita”. Un’esperienza che si misura anche nei numeri: “Il mio lancio più veloce? Di recente ho toccato le 92 miglia, che sono circa 146 chilometri orari. In Major League la media è più alta, si arriva anche oltre i 160, ma già così è una bella velocità”. Quattrini è cresciuto a Potenza Picena, dove il baseball è una tradizione di famiglia: “Mio fratello maggiore è stato tra i fondatori della società. Siamo 3 fratelli e abbiamo giocato tutti a baseball È sempre stata una passione”. Un percorso costruito passo dopo passo: “Il baseball non ha mai smesso di essere una passione. Essendo uno sport minore, senza passione difficilmente vai avanti. Poi arrivano anche le soddisfazioni e magari diventa un piccolo lavoro, ma alla base resta sempre quello”. Cresciuto anche con il fascino del baseball americano, Quattrini conferma quanto quell’immaginario sia reale: “Quello che si vede nei film rispecchia la realtà. In America trovi campi ovunque, come da noi i campetti da calcio. È proprio una cultura”. E aggiunge: “Io ho fatto il percorso inverso: prima ho giocato e poi ho cercato i film sul baseball per ritrovare quella passione anche lì”. L’Italia si è presentata al torneo da outsider, ma con grande consapevolezza: “Sapevamo di essere una squadra competitiva, giovane, con talento e nulla da perdere. Questo ci ha permesso di giocare con aggressività”. Determinante anche lo spirito di gruppo: “In dieci giorni si è creato un legame fortissimo. Anche con gesti semplici, magari stereotipati come il caffè o il modo di salutarci, ma che hanno fatto squadra”. Un aspetto che ha inciso anche sulle prestazioni: “Questa unità ha avuto un impatto molto forte, sia sul singolo che sul gruppo”. Un percorso che ha acceso i riflettori anche su uno sport ancora di nicchia in Italia: “Speriamo di aver acceso un po’ i riflettori sul baseball. Quando arrivano risultati così, l’attenzione cresce, ma sta a noi e al movimento essere bravi a mantenerla e non farla spegnere subito”. Il confronto con il livello della Major League resta impegnativo: “C’è ancora tanta strada da fare, diciamo che in mezzo c’è un bel mare. Però siamo sulla strada giusta per avvicinarci”. E sul sogno americano: “Io ormai ho quasi 30 anni, forse sono un po’ fuori età per certi percorsi, ma finché non smetto ci spero sempre. La mia carriera mi ha insegnato che chi la dura la vince”. Ora l’attenzione torna al campionato, con un obiettivo chiaro: portare la Hotsand Macerata Angels ancora più in alto. Dopo due semifinali scudetto consecutive, il traguardo è la finale: “Siamo lì da anni, ci manca l’ultimo passo. La squadra c’è, ci stiamo lavorando”. Guardando avanti, resta anche il sogno della nazionale: “Il prossimo Classic sarà nel 2029, farò di tutto per esserci. Finché non smetto, ci spero sempre”. In chiusura, un messaggio ai più giovani: “Non bisogna avere fretta. Il baseball è uno sport tecnico, le soddisfazioni arrivano nel tempo, ma quando arrivano sono grandissime. Provatelo, poi magari ve ne innamorate”. E dalla provincia marchigiana ai grandi stadi americani, la storia di Gabriele Quattrini dimostra che anche da qui si può arrivare lontano.

A 146 all’ora contro le stelle MLB, Quattrini racconta il sogno azzurro: "Esperienza indimenticabile" (FOTO e VIDEO)

A 146 all’ora contro le stelle MLB, Quattrini racconta il sogno azzurro: "Esperienza indimenticabile" (FOTO e VIDEO)
29/03/2026 12:00

Dalle Marche ai diamanti americani, fino a una delle pagine più belle del baseball italiano. È il viaggio di Gabriele Quattrini, protagonista con la nazionale azzurra al World Baseball Classic e ospite del Picchio Podcast, dove ha raccontato emozioni, sacrifici e retroscena di un’esperienza unica. Reduce dagli Stati Uniti, il lanciatore marchigiano è già tornato alla quotidianità con la Hotsand Macerata Angels: “Non c’è stato troppo tempo per fermarsi, tra un paio di settimane si ricomincia. Siamo subito tornati in campo ad allenarci”. Ma il pensiero torna inevitabilmente alla cavalcata azzurra, segnata da una vittoria storica contro gli Stati Uniti. "quelli che il baseball lo hanno inventato": “Un’emozione grandissima, un risultato che non era mai successo. Siamo partiti subito forte, poi è stato un chiudersi al riccio e difendere. Da 8-0 sono arrivati fino all’8-6, quindi anche un po’ di paura c’è stata, ma ce l’abbiamo fatta”. Una partita vissuta anche sotto la pressione di un pubblico imponente: “Giocare davanti a 30-35 mila persone, quasi tutte contro, è qualcosa di completamente diverso. Sono molto chiassosi, ti mettono pressione, ma siamo riusciti a reggere”. Tra i ricordi più intensi del torneo, Quattrini ne indica due in particolare: “Sicuramente l’ultimo out contro il Messico, fatto a un giocatore di Major League, Arozarena. Quello rimarrà sempre nella mia mente”. E poi un’altra giocata simbolica: “Anche l’unico strikeout che ho fatto a un altro giocatore MLB, Jazz Chisholm degli Yankees. Quelle sono soddisfazioni che ti porti dietro per tutta la vita”. Un’esperienza che si misura anche nei numeri: “Il mio lancio più veloce? Di recente ho toccato le 92 miglia, che sono circa 146 chilometri orari. In Major League la media è più alta, si arriva anche oltre i 160, ma già così è una bella velocità”. Quattrini è cresciuto a Potenza Picena, dove il baseball è una tradizione di famiglia: “Mio fratello maggiore è stato tra i fondatori della società. Siamo 3 fratelli e abbiamo giocato tutti a baseball È sempre stata una passione”. Un percorso costruito passo dopo passo: “Il baseball non ha mai smesso di essere una passione. Essendo uno sport minore, senza passione difficilmente vai avanti. Poi arrivano anche le soddisfazioni e magari diventa un piccolo lavoro, ma alla base resta sempre quello”. Cresciuto anche con il fascino del baseball americano, Quattrini conferma quanto quell’immaginario sia reale: “Quello che si vede nei film rispecchia la realtà. In America trovi campi ovunque, come da noi i campetti da calcio. È proprio una cultura”. E aggiunge: “Io ho fatto il percorso inverso: prima ho giocato e poi ho cercato i film sul baseball per ritrovare quella passione anche lì”. L’Italia si è presentata al torneo da outsider, ma con grande consapevolezza: “Sapevamo di essere una squadra competitiva, giovane, con talento e nulla da perdere. Questo ci ha permesso di giocare con aggressività”. Determinante anche lo spirito di gruppo: “In dieci giorni si è creato un legame fortissimo. Anche con gesti semplici, magari stereotipati come il caffè o il modo di salutarci, ma che hanno fatto squadra”. Un aspetto che ha inciso anche sulle prestazioni: “Questa unità ha avuto un impatto molto forte, sia sul singolo che sul gruppo”. Un percorso che ha acceso i riflettori anche su uno sport ancora di nicchia in Italia: “Speriamo di aver acceso un po’ i riflettori sul baseball. Quando arrivano risultati così, l’attenzione cresce, ma sta a noi e al movimento essere bravi a mantenerla e non farla spegnere subito”. Il confronto con il livello della Major League resta impegnativo: “C’è ancora tanta strada da fare, diciamo che in mezzo c’è un bel mare. Però siamo sulla strada giusta per avvicinarci”. E sul sogno americano: “Io ormai ho quasi 30 anni, forse sono un po’ fuori età per certi percorsi, ma finché non smetto ci spero sempre. La mia carriera mi ha insegnato che chi la dura la vince”. Ora l’attenzione torna al campionato, con un obiettivo chiaro: portare la Hotsand Macerata Angels ancora più in alto. Dopo due semifinali scudetto consecutive, il traguardo è la finale: “Siamo lì da anni, ci manca l’ultimo passo. La squadra c’è, ci stiamo lavorando”. Guardando avanti, resta anche il sogno della nazionale: “Il prossimo Classic sarà nel 2029, farò di tutto per esserci. Finché non smetto, ci spero sempre”. In chiusura, un messaggio ai più giovani: “Non bisogna avere fretta. Il baseball è uno sport tecnico, le soddisfazioni arrivano nel tempo, ma quando arrivano sono grandissime. Provatelo, poi magari ve ne innamorate”. E dalla provincia marchigiana ai grandi stadi americani, la storia di Gabriele Quattrini dimostra che anche da qui si può arrivare lontano.

Cronaca

Auto a fuoco in superstrada nel Maceratese: traffico rallentato e intervento dei soccorsi

Auto a fuoco in superstrada nel Maceratese: traffico rallentato e intervento dei soccorsi

29/03/2026 21:00

Paura lungo la superstrada nel Maceratese dove un’auto ha preso fuoco mentre era in marcia in superstrada, costringendo il conducente a fermarsi in sicurezza. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento rapidamente le fiamme e messo in sicurezza il veicolo, evitando conseguenze peggiori. L’episodio ha causato rallentamenti alla circolazione, con disagi temporanei per gli automobilisti in transito, ma la situazione è tornata alla normalità dopo le operazioni di soccorso.

Montelupone, auto si schianta contro insegna: coppia soccorsa

Montelupone, auto si schianta contro insegna: coppia soccorsa

29/03/2026 19:20

Perde il controllo dell’auto e si schianta contro l’insegna, causando momenti di grande paura per una coppia di anziani. È successo poco dopo le 18 a Montelupone, lungo via Enrico Fermi, davanti allo stabilimento dell’azienda Cementor. Per cause in corso di accertamento, una Renault Mégane con a bordo l’uomo e la donna è uscita a sinistra della carreggiata, terminando la corsa contro l’insegna dell’azienda, che è stata distrutta dall’impatto. I passanti hanno subito lanciato l’allarme e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Macerata e il 118 con l’ambulanza della Croce Gialla di Recanati.   Entrambe le persone coinvolte non hanno riportato lesioni gravi, anche se l’uomo è stato trasferito al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata in codice giallo. La vicenda ha destato preoccupazione, ma fortunatamente si è risolta senza conseguenze gravi per la coppia.

Attualità

Pasqua offline? La sfida di staccarsi dai social: "Può funzionare se fatto collettivamente"

Pasqua offline? La sfida di staccarsi dai social: "Può funzionare se fatto collettivamente"

Ti pago per andartene (siamo tutti in trappola)  Mercoledì sera, cena con amici. A un certo punto una dice: "Ragazzi, facciamo un esperimento. Chi riesce a stare un'ora senza guardare il telefono?" Silenzio imbarazzato. "Ok, mezz'ora". Altri tre secondi di silenzio. "Va bene, facciamo quindici minuti". E lì abbiamo capito. Siamo in trappola. E lo sappiamo benissimo. Il World Happiness Report ci mette davanti allo specchio. È uscito il World Happiness Report 2026. E c'è un dato che fa riflettere: i giovani definiscono i social una "trappola collettiva". Non una cosa che piace. Non una dipendenza personale. Una trappola. E sai qual è la cosa più assurda? Che hanno fatto un esperimento con studenti universitari. Gli hanno chiesto: "Ti paghiamo 50 dollari per stare un mese senza Instagram e TikTok. Accetti?" La maggior parte ha detto sì. Normale, dirai tu. 50 dollari sono 50 dollari. Ma poi gli hanno fatto la seconda domanda: "E se invece fossi tu a pagare per far scomparire Instagram e TikTok dal mondo, ma solo se spariscono per tutti contemporaneamente, quanto pagheresti?" E lì viene il bello. Molti hanno risposto: "Pagherei io. Pur di non averli più". Capisci il paradosso? Preferirebbero pagare per liberarsi, piuttosto che essere pagati per uscirne da soli. Il problema del gruppo Il punto è questo. Se smetti tu da solo, vieni tagliato fuori. Non sai più cosa succede. Non vieni invitato. Non sei nel gruppo. Diventi invisibile. È come quando tutti fumavano e tu eri l'unico che non fumava. Risultato? Restavi solo fuori dal bar mentre gli altri facevano amicizia con la sigaretta in mano. Solo che qui è peggio. Perché i social non sono solo svago. Sono anche comunicazione, informazione, lavoro. Se esci, perdi tutto il pacchetto. E i dati lo confermano: l'84% degli adolescenti dice di passare più tempo davanti allo schermo di quanto vorrebbe. E il 62% chiede esplicitamente aiuto per imparare a stare meno online. Tradotto: "Lo so che fa male. Ma non riesco a smettere. Aiutatemi." Quando ChatGPT diventa il tuo migliore amico E mentre succede questo, un adolescente su quattro si confida con ChatGPT invece che con gli amici veri. Pensa alla scena. Hai un problema. Sei triste. Ti senti solo. E invece di chiamare qualcuno, apri ChatGPT e scrivi: "Sono giù, parlami". E ChatGPT ti risponde. Gentile. Paziente. Sempre disponibile. Non ti giudica. Non ha fretta. Non ti molla dopo cinque minuti per andare a vedere le stories. Solo che non è vero. Non è una relazione. È un algoritmo. E quando chiudi la chat, sei ancora solo. Ultimo weekend prima di Pasqua: resurrezione digitale? E se quest'anno provassimo una resurrezione diversa? No, non sto dicendo di buttare il telefono. Non sono pazza. Ma magari, per questo weekend, proviamo a fare pace con il fatto che i social sono una trappola. E che ne siamo tutti consapevoli. Primo trucco: il patto collettivo. Se sei con amici o famiglia questo weekend, fate un accordo. Telefoni via durante i pranzi. Tutti. Non uno sì e uno no. Tutti insieme. Perché il punto è proprio questo: funziona solo se lo fanno tutti. Secondo: l'app Uno. Scegli Un'app social e tienila. Chiudi tutte le altre per il weekend. Instagram sì, TikTok no. O viceversa. Ma non tutte. Perché "tutte" significa scrollare in loop senza fine. Terzo: sostituisci lo scroll con un'azione fisica. Ogni volta che ti viene voglia di aprire Instagram, fai qualcos'altro con le mani. Prendi un libro. Bevi acqua. Fai una telefonata vera. Deve diventare riflesso. Quarto: il test di realtà. Domenica sera chiediti: quanto tempo ho passato davvero con le persone, e quanto tempo l'ho passato a fotografarle per Instagram? Se la seconda supera la prima, c'è un problema. La verità pasquale Forse quest'anno potremmo celebrare la resurrezione delle relazioni vere. Perché i social sono una trappola. Lo sappiamo. I dati lo dicono. I giovani lo ammettono. E noi adulti facciamo finta di niente mentre scrolliamo per ore. Ma la bella notizia è questa: se è una trappola collettiva, serve una liberazione collettiva. E Pasqua, almeno per un weekend, potrebbe essere il momento giusto. Inizia con un pranzo. Telefoni via. Tutti insieme. E vedi cosa succede. Magari scopri che parlare con persone vere è meglio che parlare con ChatGPT. O magari no. Ma almeno ci hai provato.  

Macerata, bando per la gestione del bar della Torretta a Villa Cozza: come fare domanda

Macerata, bando per la gestione del bar della Torretta a Villa Cozza: come fare domanda

28/03/2026 10:00

L’Irc Macerata ha pubblicato ieri un bando di gara per l’individuazione di un soggetto a cui affidare in locazione l’immobile attrezzato a bar situato al piano terra della Torretta del Parco di Villa Cozza. L’iniziativa rientra in un più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio dell’Ente, con particolare attenzione proprio al Parco di Villa Cozza, uno degli spazi verdi più frequentati e rappresentativi di Macerata. Un luogo centrale per la vita cittadina, punto di riferimento per attività all’aperto, socialità e benessere, frequentato da persone di tutte le età. Il bando prevede non solo la gestione del bar, ma anche l’utilizzo delle aree esterne adiacenti. È inoltre prevista la possibilità di organizzare eventi e iniziative in linea con le finalità dell’Ircr, con l’obiettivo di restituire piena funzionalità a un servizio importante per il parco e contribuire alla valorizzazione complessiva dell’area sotto il profilo sociale, culturale, aggregativo e ambientale. L’intento è quello di incentivare proposte capaci di rendere ancora più vivo e attrattivo il contesto, attraverso attività sostenibili e innovative, in grado di integrarsi con il valore naturalistico del parco. Il bando è rivolto a operatori economici interessati a investire in un contesto di grande rilevanza ambientale e sociale, offrendo l’opportunità di sviluppare un’attività in una posizione strategica e ad alta frequentazione. Tutta la documentazione e i dettagli per partecipare sono disponibili sul sito istituzionale dell’IRCR Macerata, nella sezione “Bandi di Gara”.

Politica

Museo Magma di Civitanova, dalla Regione Marche un acconto di 40mila  euro per la valorizzazione

Museo Magma di Civitanova, dalla Regione Marche un acconto di 40mila euro per la valorizzazione

28/03/2026 20:20

“La liquidazione di un acconto pari a 30.900 euro a favore del Comune di Civitanova Marche per la valorizzazione del Museo Archivio della Grafica e del Manifesto (Magma) rappresenta un segnale chiaro dell’attenzione che la Regione Marche riserva alla cultura come leva strategica di crescita e identità territoriale. Si tratta di un intervento concreto che consente di sostenere attività di alto valore culturale e promozionale, rafforzando il ruolo di Civitanova Marche come ‘Città del Manifesto’. Il Magma è una realtà di eccellenza che negli anni ha saputo valorizzare un patrimonio unico, legato alla grafica e alla comunicazione visiva, contribuendo a costruire un’identità riconoscibile e attrattiva anche in chiave turistica”. Queste le dichiarazioni del consigliere regionale di FdI, Pierpaolo Borroni, che rende noto il decreto della Regione Marche in favore di questa importante realtà museale di Civitanova Marche. “Il contributo complessivo previsto è di 40.000 euro, di cui 30.900 liquidati come acconto a seguito della rendicontazione delle attività già svolte nel 2025, tra cui la realizzazione di guide in sei lingue, il potenziamento della rete culturale, il lavoro di catalogazione e archiviazione del patrimonio e l’organizzazione di esposizioni grafiche. Parliamo di risultati concreti che dimostrano come le risorse pubbliche, quando ben impiegate, producano valore culturale, sociale ed economico. La scelta della Regione di investire su questo progetto va nella direzione giusta: sostenere istituzioni culturali radicate, capaci di innovare e di fare rete. Come Fratelli d’Italia continueremo a lavorare per rafforzare il sistema culturale marchigiano, sostenendo quelle realtà che rappresentano la storia, la creatività e il talento del nostro territorio. La cultura non è solo memoria, ma anche sviluppo, opportunità e futuro per le nostre comunità”, conclude Borroni.  

Macerata, Simone Livi ufficializza la candidatura nella lista di Fratelli d’Italia

Macerata, Simone Livi ufficializza la candidatura nella lista di Fratelli d’Italia

28/03/2026 18:15

Simone Livi ha ufficialmente accettato la candidatura nella lista di Fratelli d’Italia per il Consiglio comunale di Macerata, annunciando la propria decisione al termine di un percorso di riflessione e confronto maturato insieme a cittadini, professionisti e rappresentanti del territorio. "Si tratta di una scelta ponderata – dichiara Livi – nata dall’ascolto e dalla condivisione con molte persone che ogni giorno vivono la città e ne conoscono criticità e potenzialità. Ho deciso di mettere a disposizione il mio contributo con spirito di servizio, consapevole delle responsabilità che questo impegno comporta". La candidatura si inserisce in una visione orientata alla concretezza amministrativa e alla valorizzazione delle risorse locali, con l’obiettivo di rappresentare in modo efficace i bisogni della comunità maceratese. Tra le priorità indicate: attenzione al tessuto economico e produttivo, qualità della vita urbana, sostegno alle famiglie e rafforzamento del dialogo tra istituzioni e cittadini, temi già al centro di tutte le sue precedenti esperienze istituzionali.  In questo percorso, Livi richiama anche l’importanza della continuità amministrativa rispetto al lavoro svolto negli ultimi anni: "Ritengo fondamentale dare continuità al buon lavoro portato avanti in questa legislatura dall’Amministrazione guidata dal Sindaco Parcaroli, che ha saputo affrontare con serietà e concretezza sfide complesse, ponendo basi importanti per lo sviluppo della città. Il nostro obiettivo è proseguire su questa strada, rafforzando quanto di positivo è stato realizzato e introducendo nuove energie e idee". "Macerata ha bisogno di ascolto, competenza e capacità di visione – prosegue Livi –. Intendo lavorare con serietà per dare voce alle esigenze reali del territorio e contribuire a costruire prospettive solide per il futuro". Nel concludere, Livi ha rivolto un ringraziamento a quanti stanno manifestando sostegno alla sua candidatura: "Ringrazio fin d’ora tutti coloro che vorranno accompagnarmi in questo percorso. Il contributo di ciascuno sarà fondamentale per affrontare con determinazione le sfide che attendono la nostra città".

Sanità

L’osteopatia pediatrica per i piccoli del Maceratese: l’approccio olistico del dottor Pietro Trobbiani

L’osteopatia pediatrica per i piccoli del Maceratese: l’approccio olistico del dottor Pietro Trobbiani

29/03/2026 10:58

L’osteopatia è una disciplina medica riabilitativa ed anche del controllo dello sviluppo pediatrico con un particolare approccio olistico con l’individuo considerato nel suo insieme, particolarmente interessante e sicuramente con risvolti di approfondita ricerca e di risultati attesi, che coinvolgono anche lo sviluppo e la crescita del bambino. Approfittiamo della disponibilità di uno specialista osteopata e Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE) che espleta il suo lavoro nel nostro territorio. Il Dr. Pietro Trobbiani divide il suo lavoro come terapista ed osteopata nel suo studio privato e come consulente nel centro medico Associati Fisiomed. Inoltre nel centro ASP Paolo Ricci di Civitanova Marche ricopre il ruolo di TNPEE. Dr. Trobbiani, cosa rappresenta per lei l’Osteopatia nella quotidianità professionale? "Per me l’Osteopatia rappresenta un vero e proprio stile di vita. Richiede uno studio costante dell’anatomia e della fisiologia umana, ma anche una grande predisposizione per la pratica clinica, fondamentale per affinare al meglio le tecniche di valutazione e di trattamento. Non ci si ferma mai di studiare perché ogni corpo e ogni paziente sono unici". Come trova la sua applicazione l'Osteopatia nell'ambito pediatrico ed evolutivo? "Si posiziona perfettamente nella grande sfera della prevenzione. Seguiamo la mamma prima, durante e dopo la gravidanza. Questi interventi di prevenzione sono particolarmente efficaci nei primissimi mesi di vita del neonato. Come osteopati affianchiamo i medici e i terapisti nel corso della vita intra ed extrauterina proprio per garantire ai piccoli le migliori traiettorie di sviluppo possibili". Esistono servizi gratuiti dedicati alla prevenzione sul nostro territorio maceratese? "Certamente, ed è una cosa di cui vado molto fiero. Negli ultimi tre anni, grazie alla convenzione tra A.O.A. e i reparti di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia, sono nati due progetti meravigliosi negli ospedali di Macerata e Civitanova Marche. Qui decine di colleghi osteopati si sono messi a disposizione per la presa in carico gratuita di gestanti nel pre e post parto e dei loro bambini fino ai sei mesi di vita. Si tratta di una vera e propria avanguardia a livello sanitario nazionale". Lei unisce due titoli forti: Osteopata e TNPEE. Come dialogano queste due anime nel suo studio? "Dialogano costantemente, perché guardano lo stesso bambino da due angolazioni complementari. Come TNPEE osservo il bambino nella sua globalità funzionale, ovvero come si muove, come gioca e come si relaziona. Come osteopata vado a cercare se ci sono tensioni tissutali o restrizioni meccaniche che gli impediscono di esprimere quel potenziale motorio. Liberando la struttura con l'osteopatia, diamo alla neuro-psicomotricità lo spazio biologico per far fiorire le tappe dello sviluppo". Molti genitori associano l'osteopatia alle "manipolazioni" dell'adulto e hanno paura che possa far male a un neonato. Come si svolge una seduta con un bambino così piccolo? "È una paura comprensibile ma che svanisce appena si entra in studio. L'osteopatia pediatrica non usa tecniche di sblocco articolare o gli scricchiolii degli adulti. L'approccio con i neonati è estremamente dolce, non invasivo e rispetta i tempi del bambino. Usiamo pressioni leggerissime, paragonabili al tocco per saggiare la maturazione di un frutto. Spesso i piccoli si rilassano a tal punto da addormentarsi". Al di là della prevenzione neonatale, quali sono i motivi più frequenti per cui un genitore la contatta e quali segnali dovrebbe monitorare a casa? "Non serve che ci sia una patologia conclamata per richiedere un consulto. I motivi più frequenti riguardano le plagiocefalie posizionali (testa schiacciata da un lato), difficoltà di suzione, coliche, reflusso, irritabilità e disturbi del sonno. Consiglio ai genitori di osservare se il bambino preferisce girare la testa sempre dallo stesso lato, se inarca spesso la schiena a virgola quando piange o se sembra rigido quando viene preso in braccio. Intervenire precocemente permette di spianare la strada a una crescita armoniosa".

Mangiare bene senza pesare tutto: il metodo del Piatto di Harvard

Mangiare bene senza pesare tutto: il metodo del Piatto di Harvard

28/03/2026 15:30

Mangiare in modo sano viene spesso percepito come complicato: si pensa che sia necessario pesare tutto, pianificare ogni pasto nei minimi dettagli o rinunciare a mangiare fuori casa. Questo può creare frustrazione e far credere che un’alimentazione equilibrata non sia compatibile con la vita quotidiana. In realtà, costruire un pasto bilanciato è molto più semplice e flessibile di quanto si immagini. Alla base di un’alimentazione equilibrata non ci sono regole rigide, ma alcuni principi chiari che aiutano a comporre i pasti in modo completo. Un modello utile è quello del Piatto sano di Harvard, che propone una suddivisione visiva del piatto: metà dedicata alle verdure, un quarto a fonti di carboidrati e un quarto a fonti proteiche, con l’aggiunta di grassi di buona qualità. Questo schema, semplice ma efficace, aiuta a orientarsi senza bisogno di calcoli o pesate precise. In pratica, un pasto equilibrato nasce dalla combinazione di alimenti diversi: quelli che apportano carboidrati, come pasta, riso, pane o patate, fondamentali come fonte di energia; quelli che forniscono proteine, come carne, pesce, uova, legumi o formaggi, importanti per il mantenimento dei tessuti e per il senso di sazietà; e una quota di grassi, come l’olio extravergine d’oliva. Le verdure completano il pasto, contribuendo con fibre, vitamine e minerali, e dovrebbero essere presenti con regolarità. Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il modo in cui gli alimenti vengono preparati. Preferire cotture semplici, come vapore, forno, griglia o padella con poco olio, aiuta a preservare nutrienti e a evitare un eccesso di grassi. Anche scegliere piatti poco elaborati permette maggiore consapevolezza delle componenti del pasto e dell’apporto calorico. Questo approccio non richiede di pesare gli alimenti: con un po’ di pratica si può usare il piatto come guida, riconoscendo porzioni adeguate. L’obiettivo non è la precisione, ma la capacità di costruire pasti completi ogni giorno, in modo sostenibile. Anche fuori casa è possibile fare scelte bilanciate, privilegiando piatti semplici. Un primo con un condimento leggero e verdure, un secondo con pane e contorno o una zuppa con cereali e legumi rappresentano soluzioni pratiche. Più che cercare il piatto “perfetto”, è utile evitare pasti composti da un solo tipo di alimento e prestare attenzione a cotture e condimenti. La varietà è fondamentale: alternare proteine, carboidrati e verdure aiuta a coprire i fabbisogni nutrizionali e a rendere l’alimentazione più piacevole e sostenibile nel tempo. Infine, è importante ricordare che l’equilibrio non si costruisce nel singolo pasto, ma nell’insieme delle scelte quotidiane. Ci saranno situazioni più organizzate e altre meno, ed è del tutto normale. Mangiare bene non significa essere perfetti, ma trovare un modo realistico e flessibile per prendersi cura di sé. Costruire un pasto equilibrato è quindi semplice: richiede consapevolezza e adattamento, anche fuori casa e nelle giornate più impegnative.  

Sport

Macerata, Cantù regolata e settimo posto finale in classifica

Macerata, Cantù regolata e settimo posto finale in classifica

29/03/2026 20:00

È finita! L’ultima giornata della regular season di Cantù e Macerata finisce 0-3 (23-25, 18-25, 15-25) per la Banca Macerata Fisiomed che regola i padroni di casa in un match mai davvero in discussione. Dettano legge i ragazzi di coach Giannini al Palafrancescucci in una partita che si può definire tale solo nel primo set: dopo una rimonta provata dalla Campi Reali nel finale, i padroni di casa gettano le armi e lasciano strada a Fall e compagni dominanti in tutte le fasi della partita. Top scorer dell’incontro ancora Denis Karyagin, 12 punti per lui. È quindi settimo posto ufficiale in graduatoria per i biancorossi che, visti i risultati ottenuti sugli altri campi, se la vedranno nel primo turno della post season contro la corazzata Gruppo Sferc Consoli Brescia. Macerata prova a mantenere il settimo posto con la sua solita formazione tipo eccetto in posto 2 con la presenza di Garello per Novello (neanche in distinta). Pedron, Zhelev, Karyagin, Fall, Diaferia e Gabbanelli gli altri titolari. Novità importanti anche lato Cantù con Martinelli in regia opposto a Quagliozzi, Tadic e Meschiari i laterali, Taiwo-Candeli al centro, Bianchi libero. Primo set. Un po’ di confusione a inizio set, Macerata parte bene con due attacchi di Garello, ma subisce il turno in battuta di Meschiari (8-6). Non mollano i biancorossi che impattano e superano i locali col muro granitico su Quagliozzi (10-11). Squadre che si alternano al comando del parziale con continui sorpassi e controsorpassi. Cantù difende molto, ma non può niente sul primo tempo di Fall che porta le squadre sul 18-20. Buona Macerata nel finale di set che si porta avanti con l’errore di Tadic (23-25). Secondo set. Parziale che inizia in equilibrio con buone giocate da entrambi i lati: il break arriva sul 4-7 ed è marchio di Diaferia e Karyagin: timeout Campi Reali. Macerata funziona in battuta e fase break, è Zhelev a garantire il +4 (6-10). Gestiscono i ragazzi di Coach Giannini in un set ora giocato a basso ritmo, Cantù prova a risvegliarsi con Quagliozzi (11-14). Girandola di cambi: entrano Pertoldi, Becchio, Talevi e Fabi mentre il set scivola sul 12-18. Macerata passeggia sul velluto e chiude con un astuto Karyagin 18-25. Terzo set. Singolo cambio per entrambe le squadre: dentro Pertoldi per Tadic e Becchio per Pedron. Inizio sprint dei biancorossi che volano subito 0-3 e 1-5 con una super seconda linea di Garello. Secondo timeout dei canturini, in difficoltà davanti l’ordine e la potenza dai nove metri dei biancorossi (1-8). Entrano Fabi e Maccarone, con la partita che continua a scorrere via verso le Marche: 8-14 con l’errore in battuta di un Pertoldi molto falloso. Macerata impatta quota 20 sul +9 e si permette anche di regalare il primo punto del campionato in attacco a Dolcini (12-22). La regular season la conclude l’imperiosa diagonale di Garello (15-25). Il tabellino. CAMPI REALI CANTÙ – BANCA MACERATA FISIOMED 0-3 (23-25; 18-25; 15-25) Cantù: Meschiari 9, Pertoldi 2, Martinelli, Penna 2, Quagliozzi 12, Taiwo 4, Candeli 6, Clemente, Bonacchi, Tadic 4, , Bianchi (L1). NE: Ivanov, Maletto, Butti (L2). All: Zingoni, Ass: Roncoroni Macerata: Fabi 1, Pedron, Garello 11, Fall 6, Diaferia 8, Zhelev 9, Karyagin 12, Dolcini 1, Talevi 2, Becchio 2, Maccarone 1, Gabbanelli (L1). All: Giannini, Ass: Leoni Durata: 28’, 25’, 22’ per un’ora e quindici di gioco. Note: Battuta: entrambe le squadre 3 aces e 12 errori. Muro: Cantù 5, Macerata 10. Attacco: Cantù 40%, Macerata 59%. Ricezione: Cantù 38% (23%), Macerata 46% (33%).

Aurora Treia vince Coppa Italia Promozione 3-0 sulla Castelfrettese, primo storico trofeo imbattuta

Aurora Treia vince Coppa Italia Promozione 3-0 sulla Castelfrettese, primo storico trofeo imbattuta

29/03/2026 19:38

Finale inedita, emozioni forti e un epilogo che entra di diritto nella storia dell’Aurora Treia. I biancorossi superano con un netto 3-0 la Castelfrettese e conquistano la prima Coppa Italia Promozione della loro storia, al termine di un percorso impeccabile chiuso da imbattuti. Una sfida dal sapore speciale soprattutto per mister Ricci, protagonista lo scorso anno sulla panchina della Castelfrettese, condotta dalla Prima Categoria alla Promozione. Stavolta, però, il destino ha sorriso ai “cucinieri”, arrivati all’appuntamento forti del primato nel Girone B e di una condizione brillante. L’avvio è tutto di marca Aurora: dopo appena due minuti Cirrottola lavora un buon pallone per Guzzini, che sfiora il vantaggio con un destro a giro di poco fuori. La squadra treiese impone subito il proprio ritmo, mentre la Castelfrettese prova a colpire negli spazi in contropiede. Al 17’ è ancora l’Aurora a rendersi pericolosa: cross preciso di Dominino per la testa di Cirrottola, ma Giovagnoli è attento e devia in corner. La risposta degli avversari arriva al 22’, quando Brunori, lanciato in contropiede, colpisce l’esterno della rete facendo gridare al gol. Il vantaggio è nell’aria e si concretizza al 25’: Alla, direttamente da calcio di punizione, disegna una traiettoria perfetta e imprendibile per Giovagnoli. Un autentico marchio di fabbrica. I biancorossi continuano a spingere e sfiorano il raddoppio con Mazzoni e ancora con Cirrottola, mentre al 35’ Giachetta si limita all’ordinaria amministrazione su un tentativo della Castelfrettese. Nel finale di tempo, ancora Alla sfiora la doppietta su punizione, trovando però la grande risposta di Giovagnoli. Nella ripresa l’Aurora riparte forte e va vicina al raddoppio con Cirrottola. L’episodio chiave arriva al 54’: Alessandroni ferma fallosamente lo stesso Cirrottola e viene espulso per fallo da ultimo uomo, lasciando i suoi in inferiorità numerica. Nonostante l’uomo in meno, la Castelfrettese non si disunisce e prova a reagire con un tentativo dalla distanza di Mazzarini che sfiora l’incrocio. Ma l’Aurora è in controllo e al 66’ chiude virtualmente i conti: Guzzini sfonda sulla destra e serve un assist perfetto per Melchiorri, che insacca con un tocco morbido. La reazione degli avversari è affidata a Nunez, ma il suo colpo di testa non trova lo specchio. Poco dopo Guglielmo manca il tris, ma è solo questione di tempo: ci pensa Cirrottola a mettere il sigillo definitivo. Il talento pugliese sfrutta la sua velocità e lascia partire un fendente potente che si infila all’incrocio dei pali per il 3-0 che fa esplodere la festa.   Nel finale spazio anche ai giovani Seye e Lamri, protagonisti di buone trame offensive, mentre la Castelfrettese esce comunque tra gli applausi dei propri tifosi per una prova generosa. Dopo quattro minuti di recupero arriva il triplice fischio: l’Aurora Treia scrive un capitolo importante della sua storia. Primo trofeo stagionale conquistato con pieno merito e un percorso senza sconfitte, sostenuto da una tifoseria instancabile. Una vittoria netta, che certifica la forza e la maturità di una squadra pronta a continuare a sognare. AURORA TREIA: Giachetta, Orlietti, Dominino (62' Melchiorri), Alla (86' Lamri), Ballanti, Bartolini L, Calamita, Giuliodori (59' Guglielmo), Cirrottola (81' Seye), Guzzini (76' Gabrielli A), Mazzoni. A disposizione: Testa, Tavoni, Chornopyschuk Borrelli. Allenatore: Simone Ricci. CASTELFRETTESE: Giovagnoli, Mazzarini (67' Parasecoli) , Alessandroni, Rossini (75' Rinaldi), Bartolini (79' Marini), Mazzieri, Zannini (75' Pesaresi), Brunori, Nunez, Gabrielli, Cerasa (59' Polenta). A disposizione: Graziosi, Lucchetti, Rinaldi, Ortolani. Allenatore: Stefano Tiranti.   MARCATORI: Alla 25', Melchiorri 66', Cirrottola 80'. ARBITRO: Leonardo Crincoli - Sezione di Ascoli Piceno. ASSISTENTI: Lorenzo Vallesi - Sezione di Macerata; Alessio Fermani - Sezione di Jesi.   NOTE: ammonito Mazzarini, espulso Alessandroni, angoli 5-0, recuperi 2'-4', presenti oltre 600 spettatori al "Galileo Mancini" di Castelfidardo.  

Economia

Banco Marchigiano, 2025 da record: "Utile netto oltre 15 milioni e forte crescita territoriale"

Banco Marchigiano, 2025 da record: "Utile netto oltre 15 milioni e forte crescita territoriale"

28/03/2026 13:13

Il Banco Marchigiano chiude il 2025 con risultati storici, consolidando un triennio di crescita strutturale, rafforzamento patrimoniale e consolidamento del ruolo di banca territoriale. Il bilancio al 31 dicembre 2025, approvato dal Consiglio di Amministrazione, registra un utile netto superiore ai 15 milioni di euro, il più alto mai conseguito dalla Banca, con un incremento del 20,5% rispetto al 2024. Il patrimonio netto ha superato i 115 milioni di euro, segnando una crescita del 13,5% rispetto all’anno precedente, mentre il Cet 1 ratio si attesta al 28,2%, ben al di sopra dei livelli medi di sistema, confermando la solidità patrimoniale della banca. In questo contesto di crescita, il Banco Marchigiano ha supportato famiglie e imprese con 140 milioni di euro di nuove erogazioni (+16,6% rispetto al 2024), rafforzando il suo ruolo a sostegno dell’economia reale. La raccolta complessiva è aumentata di circa 70 milioni (+4,6%), raggiungendo quasi 1,6 miliardi di euro, mentre gli impieghi netti hanno superato i 583 milioni (+4,3%). Particolare attenzione è stata riservata alla qualità del credito, con un Npl ratio lordo al 2,65% (netto 0,65%) e una copertura del credito deteriorato pari al 76,1%, a conferma di una gestione prudente e rigorosa del rischio. Il direttore generale, Massimo Tombolini, commenta: “I risultati del 2025 confermano la validità del percorso intrapreso tre anni fa. Abbiamo costruito una crescita solida, equilibrata e sostenibile, fondata su prudenza ed efficienza. È il risultato del lavoro quotidiano di tutte le nostre persone: un vero gioco di squadra che ha permesso alla Banca di rafforzarsi anno dopo anno, generando valore stabile nel tempo”. Il presidente, Sandro Palombini, sottolinea l’impegno verso il territorio: “Una Bcc solida ha il dovere di restituire valore alla comunità. Nel 2025 abbiamo destinato oltre 800 mila euro a iniziative sociali, sportive, culturali e sanitarie, come l’acquisto di un’ambulanza di ultima generazione per la Croce Verde di Civitanova Marche. La forza di una banca mutualistica si misura anche dalla capacità di sostenere persone e realtà locali”. Il vice presidente, Marco Bindelli, evidenzia il progresso nell’ambito del Gruppo Cassa Centrale Banca: “Negli ultimi tre anni il Banco Marchigiano ha scalato posizioni tra le 65 banche affiliate, migliorando costantemente le proprie performance. Il supporto di Cassa Centrale Banca ci permette di operare con la logica di una grande banca nazionale, mantenendo però la focalizzazione sul territorio e sui rapporti diretti con soci e clienti”. 

Roi Group inaugura la nuova sede a Milano: “Uno spazio per guidare il cambiamento”

Roi Group inaugura la nuova sede a Milano: “Uno spazio per guidare il cambiamento”

27/03/2026 11:22

MILANO – Un nuovo spazio pensato per connettere persone, idee e competenze. ROI Group ha inaugurato ieri la sua nuova sede milanese in via Vincenzo Monti 47, segnando un ulteriore passo nel percorso di crescita e consolidamento del gruppo. Gli uffici, che si aggiungono agli spazi già operativi tra Milano e Macerata per oltre 700 metri quadrati complessivi, sono stati progettati per coniugare rappresentatività, funzionalità e tecnologie avanzate. L’obiettivo è offrire un ambiente moderno e dinamico, capace di favorire l’incontro tra partner, clienti e collaboratori, rispecchiando al tempo stesso l’identità e la visione strategica dell’azienda. L’apertura si inserisce nel più ampio percorso di rebranding avviato nel 2025, che ha portato all’unificazione delle diverse anime aziendali sotto un unico marchio, con l’intento di rafforzare una visione B2B integrata e coerente. “Nei momenti decisivi – ha spiegato Marcello Mancini, presidente e CEO del gruppo – servono lucidità e capacità di interpretare il contesto. Negli ultimi anni siamo cresciuti rapidamente, così come le nostre Business Unit. Questo nuovo spazio rappresenta un punto di riferimento: un luogo in cui il pensiero si traduce in direzione, la competenza in azione e la visione in impatto concreto”. Oggi ROI Group opera attraverso un modello integrato che punta a costruire cultura manageriale, generare connessioni e trasformare idee in risultati. Quattro le Business Unit che compongono l’offerta: ROI Grandi Eventi, dedicata ai grandi appuntamenti e ai temi del management internazionale; ROI Edizioni, focalizzata sulla produzione editoriale; ROI Speaker+, che valorizza un network di esperti e professionisti; e ROI Comunicazione, l’area più recente, specializzata in identità, posizionamento e strategie di comunicazione. Con la nuova sede milanese, il gruppo rafforza la propria presenza in uno dei principali hub economici italiani, consolidando la capacità di mettere a sistema eventi, contenuti e competenze per supportare leader e organizzazioni nelle sfide del cambiamento.  

Scuola e università

Recanati, il latino che premia: Mara Egidi tra i migliori d'Italia al Certamen di Pesaro

Recanati, il latino che premia: Mara Egidi tra i migliori d'Italia al Certamen di Pesaro

29/03/2026 10:07

Il prestigioso Liceo scientifico “G. Leopardi” di Recanati si conferma un’eccellenza negli studi classici a livello nazionale. Nella splendida cornice del Palazzo Ducale di Pesaro, si è svolta venerdì 27 marzo la cerimonia di premiazione della quarta edizione del Certamen Latinum "L’idolino", una competizione che ha visto sfidarsi oltre 170 studenti provenienti da scuole di tutta Italia. A tenere alto il nome dell'istituto recanatese è stata l'alunna Mara Egidi, della classe 4C, che ha conquistato un prestigioso terzo posto nella categoria dedicata ai licei scientifici. La studentessa si è distinta per l'accuratezza e la sensibilità della sua traduzione di un complesso brano di Sallustio, tratto dal Bellum Iugurthinum. La cerimonia è stata arricchita da una coinvolgente lectio magistralis tenuta dalla professoressa Prenner dal titolo “Guerra, concordia, pace. L’etica del potere nel mondo romano”, che ha preceduto la proclamazione dei tre finalisti per le categorie Classico e Scientifico. L’intero Liceo di Recanati ha espresso i più vivi complimenti a Mara Egidi per questo importante traguardo, che premia l'impegno costante e la passione degli studenti leopardiani nello studio della lingua e della cultura latina.

PlayMarche porta la creatività italiana a Portland e Klaipėda

PlayMarche porta la creatività italiana a Portland e Klaipėda

26/03/2026 19:17

PlayMarche, realtà culturale e creativa di Macerata attiva nel campo delle esperienze immersive e del videomapping, rafforza la propria presenza internazionale partecipando a due importanti festival di light art contemporanea: il Portland Winter Light Festival negli Stati Uniti e il Klaipėda Light Festival in Lituania. A Portland, nello stato dell’Oregon, PlayMarche presenta Luminous Currents, un progetto di videomapping ideato da Davide Sinapsi e curato da Michele Spagnuolo, proiettato sull’edificio degli Electric Blocks. L’installazione trae ispirazione dai movimenti degli organismi unicellulari, trasformando processi naturali invisibili in flussi visivi immersivi. L’architettura diventa così un organismo luminoso in continua evoluzione, unendo percezione sensoriale e riflessione scientifica. Parallelamente, a Klaipėda, PlayMarche porta Once We Were Trees, un audio-videomapping che reinterpreta il mito lituano di Eglė, la Regina dei Serpenti. L’opera, dal punto di vista della figlia Drebulė, interrompe il ciclo della violenza della storia originale grazie alle sutartinės, antichi canti polifonici femminili, creando una narrazione simbolica e immersiva. I progetti combinano pratiche sostenibili e linguaggi digitali: le immagini sono realizzate con la cianotipia, tecnica che utilizza luce solare, pigmenti naturali ed elementi vegetali, e poi rielaborate digitalmente in animazioni 2D. Il sound design, affidato a Theodore Vibert e Diego Ayala Raffalli, completa l’esperienza immersiva nello spazio urbano. L’animazione è stata realizzata da Sarah Le Gigan e Pauline Katz, con curatela di Michele Spagnuolo. Le due installazioni rappresentano approcci distinti ma complementari alla media art: una ricerca scientifica e astratta, l’altra narrativa e culturale, entrambe capaci di ridefinire il rapporto tra architettura, contenuto e spettatore. Con queste partecipazioni, PlayMarche conferma il ruolo delle realtà italiane nei circuiti internazionali della media art, promuovendo innovazione tecnologica, ricerca artistica e dialogo culturale tra territori.

Cultura

Sarnano, riapre la chiesa di Santa Chiara: rinascita culturale e ricostruzione post terremoto (FOTO e VIDEO)

Sarnano, riapre la chiesa di Santa Chiara: rinascita culturale e ricostruzione post terremoto (FOTO e VIDEO)

28/03/2026 17:30

A Sarnano si celebra una nuova tappa nel percorso di rinascita del territorio con l’inaugurazione e la riapertura della chiesa di Santa Chiara, nel cuore del centro storico. Un evento che arriva dopo un primo importante giro di interventi nel polo museale adiacente e che rappresenta un simbolo concreto della ricostruzione post sisma, non solo materiale ma anche culturale e sociale. Il sindaco Fabio Fantegrossi ha sottolineato il valore identitario dell’edificio: "Una chiesa che si connette al tessuto urbano. È un edificio simbolico del comune di Sarnano", ricordando come l’attuale struttura sorga sull’antica chiesa di San Pietro. L’edificio, in stile barocco, si distingue per la sua verticalità ed eleganza, con una facciata convessa e un linguaggio architettonico dinamico caratterizzato dall’uso del mattone. Il recupero della chiesa assume un significato ancora più ampio perché inserito all’interno di un sistema culturale più articolato. "È fondamentale il suo recupero perché la chiesa è annessa al polo museale, che è stato recentemente ristrutturato e riallestito", ha aggiunto il sindaco, evidenziando l’obiettivo di creare un percorso culturale diffuso che colleghi pinacoteca, teatro, chiesa e altri luoghi simbolo del territorio. A rimarcare l’importanza del momento è stato anche Guido Castelli, commissario alla ricostruzione, che ha parlato di un percorso lungo e complesso: "È una giornata importante. I km che faccio ogni giorno aumentano perché stiamo vedendo i frutti di un lavoro che è iniziato anni fa". Dopo un decennio dal terremoto, i segnali sono concreti: "Dopo dieci anni tutto si sta mettendo per il meglio", ha affermato, ricordando come siano state già ristrutturate circa 1200 chiese. Castelli ha poi sottolineato un aspetto cruciale della ricostruzione: "La ricostruzione è anche prevenzione. Questo serve anche a prepararci alla prossima scossa che verrà", evidenziando come l’esperienza maturata rappresenti un patrimonio di competenze fondamentale per il futuro. Il tema della rinascita sociale è stato al centro anche dell’intervento di Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha evidenziato il cambiamento vissuto negli ultimi anni: "Dopo dieci anni, in cui all'inizio vedevamo le persone che se ne andavano, oggi vediamo riaprire luoghi e tornare gente". Un processo che va oltre la ricostruzione fisica: "Oltre alla costruzione materiale ci deve essere una ricostruzione immateriale, che faccia rivivere l'entroterra". Sulla stessa linea Pierpaolo Borroni ha ribadito la necessità di un impegno parallelo sul piano sociale: "Dobbiamo ricostruire un tessuto sociale contemporaneamente alla valorizzazione del nostro territorio". Fondamentale anche il lavoro di recupero delle opere d’arte, come spiegato da Pierluigi Morriconi della Soprintendenza Marche Sud: "Abbiamo portato via le opere, ristrutturandole e salvandole alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Ed oggi le possiamo rivedere di nuovo qui". Le opere, provenienti dalla pinacoteca e dalla chiesa, tornano così alla comunità, mentre alcune saranno protagoniste anche di una mostra internazionale a Monaco di Baviera. La direttrice dei lavori Deborah Licastro ha evidenziato l’importanza dell’intervento, dal valore di 300mila euro, definendolo uno degli ultimi completati: "Restituirla oggi alla comunità di Sarnano è un momento di grande emozione, arrivato grazie a un lavoro di sinergia tra ministero, impresa, amministratori e soprintendenza". I lavori sono stati eseguiti dalla ditta AR di Alessandrini Nello, contribuendo a riportare alla luce un edificio che nel tempo ha già affrontato due terremoti. La riapertura della chiesa di Santa Chiara rappresenta così molto più di un semplice recupero architettonico: è il segno tangibile di una comunità che, dopo anni difficili, torna a vivere i propri spazi, a valorizzare la propria storia e a guardare con fiducia al futuro.

Cinquant'anni di carta e tv: il giornalista Carlo Cambi premiato ad Ancona

Cinquant'anni di carta e tv: il giornalista Carlo Cambi premiato ad Ancona

28/03/2026 10:27

"Fa un certo effetto essere decano e sentirsi ancora un praticante: questo mestiere non smetti mai d’impararlo, guai se ti senti arrivato perché il giornalismo è una forma altissima di artigianato”. Parole di Carlo Cambi che sabato 28 marzo ha ricevuto da Franco Elisei, presidente dei giornalisti marchigiani, al Teatro Le Muse di Ancona, nel corso dell’annuale assemblea dei giornalisti, il premio per cinquanta anni d’iscrizione all’Ordine. A vent’anni pubblicista, a ventidue professionista, il più giovane d’Italia allora, inseguendo una profezia di una maestra ebrea, Emma Azria. “Stava in casa dai nonni; avevo tre anni quando scoppiò il caso Fenaroli. Una Garlasco degli anni del boom con cui imparai a leggere e a scrivere ma soprattutto a essere curioso. La buona Emma disse: dovresti immaginarti giornalista”. Caso ha voluto che l’assunzione venne a Il Tirreno, evoluzione del Telegrafo, poi c’è stato tanto: la rivolta al carcere di Volterra con il procuratore Iosto Ladu che lo mandò a trattare con i carcerati dove finì ostaggio con un coltello alla gola, la strage di Bologna con i Nar che volevano farlo secco, le indagini su Sereno Freato, il segretario particolare di Aldo Moro. Poi c’è stato l’approdo a La Repubblica, diventando caporedattore alle pagine di economia, intervistando i potenti della terra e i politici: tutti uguali in fin dei conti. Oddio tutti no, racconta Carlo Cambi: “Giovanni Paolo II mi mise i brividi. La prima volta che lo incontrai avevo la febbre: dovevo scrivere. Lui si fermò, mi accarezzò: la febbre scomparve e feci un gran pezzo". "Da membro del comitato di redazione dovetti gestire l’addio di Eugenio Scalfari. Ho pianto così solo quando sono morti babbo Pietro e Mauro Mancini a cui devo tutto: è stato il mio maestro di giornalismo. Di lui mi restano le lettere e due insegnamenti: i tuoi occhi, i tuoi orecchi, le tue mani sono quelli attraverso cui sentono, vedono, operano centinaia di migliaia di lettori: non tradirli mai, cerca sempre la verità. L’altro: nel nostro mestiere ognuno è solo con la sua macchina per scrivere. Me ne sono accorto da vecchio”. Spenti i riflettori de La Repubblica, anche se la sua creatura I Viaggi di Repubblica resta un unicum, come poi Il Mangiarozzo, c’è stata tanta televisione: La Prova del Cuoco, decenni di Linea Verde, In Viaggio con Marcello, i talk show come opinionista da Di Martedì a ReStart, Agorà, Uno Mattina, “ma io resto un uomo di carta”. Tanta carta: La Repubblica, L’Espresso, Epoca, Panorama, poi Il Giornale, Libero oggi La Verità e di nuovo Panorama. L’insegnamento presso l’Università di Macerata in Marketing del Turismo e in Teorie e politiche del Turismo, i master tenuti alla Bocconi e alla Sapienza, la mia passione per il mondo dell’enologia e l’Oscar del vino vinto come miglior giornalista|scrittore. Un desiderio? “Poter dire ai ragazzi: fatelo anche se sembra impossibile”. Successe così cinquant’anni fa.

Eventi

Corridonia rinnova l’Isola Ecologica: "Più efficiente e accessibile"

Corridonia rinnova l’Isola Ecologica: "Più efficiente e accessibile"

28/03/2026 19:00

Questa mattina, nell’area di Via dei Mestieri, l’Amministrazione Comunale ha presentato alla cittadinanza i risultati degli interventi di miglioramento realizzati presso l’Isola Ecologica. Un appuntamento che ha permesso di raccontare da vicino un progetto importante, frutto di una visione chiara: rendere la gestione dei rifiuti sempre più efficiente, moderna e vicina alle esigenze dei cittadini. Durante la presentazione, è stato ricordato come l’obiettivo principale fosse quello di dotare l’Isola Ecologica di strumenti capaci di monitorare in tempo reale il flusso di persone e veicoli, gestire in modo centralizzato le autorizzazioni e inviare automaticamente segnalazioni in caso di utilizzi non conformi. Un sistema che permette di conoscere davvero come viene utilizzata la struttura e di intervenire in modo puntuale. Il nuovo varco automatizzato, collegato ai dati TARI, rappresenta uno dei passaggi più significativi: consente un accesso più rapido e controllato, eliminando le vecchie serrature meccaniche e introducendo credenziali elettroniche più sicure. Tutto è stato progettato con una logica di crescita: il sistema è infatti scalabile e potrà essere ampliato in futuro con ulteriori funzioni smart. Accanto alle innovazioni digitali, sono stati realizzati anche interventi concreti di riqualificazione dell’area. Il manto stradale è stato ripristinato, la segnaletica completamente rinnovata e la cartellonistica aggiornata per rendere più chiari i percorsi e le modalità di conferimento. Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al verde: sono stati piantati dieci alberi di frassino ad alto fusto, che contribuiranno a migliorare l’aspetto dell’area e a creare un ambiente più gradevole e sostenibile. Durante la presentazione, oltre alla distribuzione di materiale informativo con tutte le indicazioni utili per utilizzare correttamente i nuovi servizi, sono stati illustrati anche i cambiamenti che entreranno in vigore nelle prossime settimane. Da lunedì 30 marzo 2026, il Centro di Raccolta adotterà un nuovo orario di apertura, studiato per migliorare l’organizzazione del servizio. L’accesso avverrà tramite tessera sanitaria di tutti i residenti, mentre la sbarra automatizzata sarà attiva dal 4 maggio 2026, lasciando un periodo di tempo utile per familiarizzare con il nuovo sistema. Un’altra novità è il distributore automatico dei sacchetti per la raccolta differenziata, che consentirà di ritirare in autonomia diverse tipologie di sacchi. Anche in questo caso, l’accesso avverrà tramite tessera sanitaria dell’intestatario dell’utenza TARI, in linea con il sistema di gestione COSMARI. Grazie alla partecipazione al Bando dell’A.T.A. per il “Miglioramento della raccolta differenziata e sviluppo di sistemi di tariffazione puntuale”, nel quale il Comune di Corridonia è risultato primo in graduatoria ottenendo un finanziamento di € 40.000, continuiamo a investire per una Città più efficiente, digitale, moderna e sostenibile    

Castelraimondo applaude Tullio De Piscopo: tutto esaurito per la data zero del tour

Castelraimondo applaude Tullio De Piscopo: tutto esaurito per la data zero del tour

28/03/2026 18:40

L’Amministrazione Comunale di Castelraimondo esprime grande soddisfazione per lo straordinario successo della data zero del tour celebrativo di Tullio De Piscopo. Un pubblico caloroso e partecipe è accorso al Lanciano Forum, che ieri sera,27 marzo, ha registrato il tutto esaurito. Una grande conferma per Castelraimondo, che ancora una volta dimostra il proprio impegno verso la cultura: appuntamenti di alto profilo artistico, come quello di ieri, richiamano spettatori da tutto il territorio e diventano un importante motore di aggregazione. Il sindaco Patrizio Leonelli ha voluto sottolineare il valore della manifestazione e la risposta entusiasta della comunità: “Il grande pienone e l’atmosfera straordinaria che si è respirata durante la serata dimostrano quanto Castelraimondo sia ormai un punto di riferimento per gli eventi musicali di qualità. Siamo orgogliosi di aver ospitato la data zero del tour di un artista di fama internazionale come Tullio De Piscopo. Continueremo a investire in iniziative che arricchiscono l’offerta culturale della nostra città”. Presente all’evento anche il consigliere regionale Renzo Marinelli. "Manifestazioni come questa contribuiscono in modo concreto alla valorizzazione delle aree interne e dimostrano come la cultura possa essere un motore di sviluppo e visibilità per le nostre comunità – ha dichiarato Marinelli –. Il nostro territorio si distingue sempre per organizzazione e capacità di attrarre grandi nomi della musica italiana". Un plauso particolare è stato rivolto dall’Amministrazione all’associazione Musicando e al suo rappresentante Daniele Massimi per l’impegno, la professionalità e la passione nell’organizzazione dell’evento, che hanno reso possibile la realizzazione di una serata complessa e di prestigio artistico. Il concerto è stato reso ancor più significativo dalla determinazione di Tullio De Piscopo che, nonostante un problema di salute insorto solo poche ore prima dello spettacolo, ha scelto di salire comunque sul palco e di regalare al pubblico un’esibizione magistrale. Durante la serata, De Piscopo ha ripercorso i momenti salienti della sua carriera e ha proposto in anteprima assoluta il suo nuovo brano: “Miranda”. Acclamato dalla folla con tre standing ovation e una lunga fila agli autografi, il batterista e cantautore napoletano ha voluto esprimere personalmente affetto verso la Città di Castelraimondo: “Ringrazio di cuore l’organizzazione, i servizi sanitari e il farmacista che mi hanno assistito – ha detto De Piscopo –. Un grande grazie anche al pubblico di Castelraimondo per l’accoglienza straordinaria. Iniziare da qui questo tour è stato per me motivo di grande emozione e soddisfazione”.  

Curiosità

C’è una giovane ingegnere dietro l’Anello della Val di Fiastra: il progetto di Lucia Barchetta per rigenerare i borghi

C’è una giovane ingegnere dietro l’Anello della Val di Fiastra: il progetto di Lucia Barchetta per rigenerare i borghi

24/03/2026 10:30

C’è un filo invisibile che unisce i borghi della Val di Fiastra, un tracciato che non è solo una linea su una mappa, ma il risultato di un’esperienza collettiva nata "dal basso". A raccontare la genesi e l’anima dell’Anello della Val di Fiastra è Lucia Barchetta, ingegnere edile e coordinatrice della progettazione, figura che incarna perfettamente l'unione tra rigore tecnico e passione per il territorio. Il legame di Lucia Barchetta con queste terre nasce nel cratere sismico. "Sono arrivata nella valle dopo anni di lavoro sulla ricostruzione e ricerca dedicata alla resilienza dei centri storici", spiega l'ingegnere. Una formazione tecnica che si è intrecciata con la sua esperienza nel CAI di Fermo: "L’Anello è stata l'occasione per unire la dimensione personale del cammino a un lavoro di progettazione territoriale. Questo progetto ha rafforzato la mia decisione di restare e contribuire allo sviluppo della valle". L'idea dell'Anello affonda le radici nell'estate del 2020, in piena epoca post-lockdown, grazie a un'intuizione del festival Borgofuturo. In quell'occasione nacque il cosiddetto "buon contagio": eventi diffusi nei paesi della valle da raggiungere rigorosamente a piedi. Sotto la guida dei Comuni di Ripe San Ginesio, Colmurano e Loro Piceno, il progetto si è trasformato in un processo di partecipazione diffusa. "Abbiamo avviato un lavoro complesso di mappatura e revisione dei tracciati - racconta Barchetta - cercando percorsi che fossero accessibili ma anche significativi dal punto di vista paesaggistico. Camminando si vedono cose che in macchina sfuggono completamente". L'Anello si sviluppa in sette tappe, una per ogni comune della valle. Non si tratta solo di una destinazione turistica, ma di uno spazio di cura condiviso da amministrazioni, abitanti e associazioni. Il lavoro di comunicazione dell'agenzia Tonidigrigio ha poi contribuito a rendere visibile questa natura plurale e partecipata. Per Lucia Barchetta, l’Anello è "un’infrastruttura leggera che mette in relazione paesaggio, borghi e persone", trasformando il semplice atto di camminare in una pratica concreta di presidio e valorizzazione del patrimonio marchigiano.

I Beatles parlano (anche) maceratese: i Ladders conquistano la Francia con "Hey Jude"

I Beatles parlano (anche) maceratese: i Ladders conquistano la Francia con "Hey Jude"

24/03/2026 10:10

Le note dei Fab Four risuonano con accento marchigiano nel nord della Francia. Si è conclusa con un autentico trionfo la partecipazione dei The Ladders alla "Beatles Night 2026" di Wasquehal, vicino a Lille. La band, colonna portante del tributo beatlesiano in Italia, è stata tra i grandi protagonisti della 21ª edizione di uno degli eventi europei più prestigiosi dedicati alla band di Liverpool. Il successo in terra francese porta la firma di un quintetto che unisce diverse anime della nostra regione. Sul palco dell’Espace Gérard Philipe, davanti a un teatro sold out, hanno brillato il maceratese Riccardo Scarponi e Mauro Cimarra di Jesi. A completare l'ossatura della band, portando alta la bandiera di Camerino, sono stati i due storici musicisti camerti Massimo Gerini e Brizio Romagnoli. Insieme a loro, a chiudere il cerchio di questa eccellenza regionale, anche Gabriele Chiappa di Fabriano. I Ladders hanno infiammato il pubblico francese con un set dedicato ai brani più rock’n’roll dei Beatles, culminato in un momento di rara intensità emotiva. Per il gran finale, la band marchigiana ha chiamato sul palco le altre formazioni della serata – i francesi The Eggmen e i belgi The Beatlephonics – per un'esecuzione corale di "Hey Jude" che ha fatto scattare la standing ovation dell'intero palazzetto. "È stata una serata fantastica - hanno commentato i membri della band al rientro - ma il merito va ai Beatles e alla splendida organizzazione di Pierre e di tutto lo staff francese che ci ha accolto come amici di vecchia data". Attivi da ormai 15 anni, i Ladders si confermano una realtà internazionale capace di esportare il talento marchigiano oltre confine. Dopo il successo d'oltralpe, il tour tributo ai Fab Four non si ferma: il prossimo appuntamento è fissato per il 4 aprile allo Skylight Club di Foligno, per poi proseguire con le date estive in tutta la penisola.

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Macerata, Domenica delle Palme: il vescovo “Gesù re umile conquista i cuori e invita alla fede autentica”

Macerata, Domenica delle Palme: il vescovo “Gesù re umile conquista i cuori e invita alla fede autentica”

29/03/2026 16:30

  Una riflessione profonda sul significato della Domenica delle Palme arriva dall’omelia del vescovo, che invita i fedeli a guardare oltre il gesto simbolico per riscoprire il valore autentico dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e il suo messaggio di umiltà, amore e fede. “Oggi siamo entrati con Gesù a Gerusalemme. La liturgia ci ha messo in cammino dietro di Lui, tra la folla che acclama, tra i rami di palma agitati, tra i mantelli stesi sulla strada. È un momento di festa, di entusiasmo, quasi di trionfo. Ma se guardiamo bene, ci accorgiamo che questo ingresso è diverso da tutti gli altri ingressi che la storia ha conosciuto. Gerusalemme aveva già visto tanti conquistatori. Il re Davide entrò da vincitore. Poi vennero gli Assiri, i Babilonesi, e più tardi i Romani. Dopo ancora, altri eserciti, altri imperi: tutti con la forza delle armi, con cavalli, carri, spade. Tutti convinti di possedere la città. Tutti, prima o poi, sconfitti, cacciati, dimenticati. Gesù invece entra in modo “disarmato e disarmante” direbbe Papa Leone. Non cavalca un cavallo da guerra, ma un asinello, la cavalcatura semplice di un uomo del popolo, come poteva esserlo Giuseppe, il falegname. Non è circondato da soldati, ma da gente comune. Non ci sono stendardi di potere, bandiere di parte, ma rami di palma, segni di pace. Non si impone con la forza: si offre. Eppure, proprio questo ingresso così fragile, così umile, è quello che ha lasciato il segno più profondo nella storia. Perché Gesù non viene a conquistare una città: viene a conquistare i cuori. Non prende possesso delle mura, ma apre una strada dentro l’anima dell’uomo. Tutti gli altri conquistatori hanno avuto un tempo limitato. Il loro dominio è finito. Gesù invece continua ad entrare. Da duemila anni, il suo ingresso non si è mai fermato. Finché la fede che Lui ha portato continuerà a vivere, Gerusalemme resterà la città della croce e del sepolcro, della morte e della risurrezione. Anche se la fede venisse respinta, anche se fosse messa ai margini, quel segno rimarrebbe: perché ciò che Gesù ha compiuto non può essere cancellato. E allora oggi siamo chiamati a chiederci: che tipo di re vogliamo seguire? Il re potente, che domina e impone, o il re mite, che ama e si dona? Perché Gesù entra anche nella nostra vita nello stesso modo: senza forzare, senza imporsi. Entra se lo accogliamo. La folla di Gerusalemme gridava “Osanna!”, ma pochi giorni dopo griderà “Crocifiggilo!”. È facile esultare quando tutto sembra glorioso; è più difficile restare fedeli quando la via passa attraverso la croce. La gloria di Gesù non è quella che il mondo cerca. Non è fatta di successo, di applausi, di vittorie immediate. È una gloria più vera, più profonda, più duratura: la gloria dell’amore che arriva fino in fondo, la gloria di chi dona la vita e proprio così la salva. Oggi anche noi abbiamo in mano i nostri “rami di palma”. Sono i nostri gesti, le nostre parole, la nostra fede. Possiamo accogliere Gesù davvero, non solo con un momento di entusiasmo, ma con una vita che gli fa spazio ogni giorno. Chiediamo allora la grazia di riconoscere questo Re umile, di seguirlo anche quando la strada si fa difficile, e di lasciare che la sua presenza trasformi il nostro cuore. Perché è questa la vera conquista: non quella delle città, ma quella dell’amore che non passa”,  

Referendum giustizia: la sacrosanta vittoria del No e la crisi del governo

Referendum giustizia: la sacrosanta vittoria del No e la crisi del governo

29/03/2026 11:10

L'esito del referendum sulla giustizia chiede di essere serenamente commentato, al di là del vitreo teatro delle ideologie e delle posizioni partitiche. Il no ha trionfato con un non trascurabile scarto sul sì e questo risultato deve essere reso oggetto di una attenta riflessione. Se è vero che la destra bluette neoliberale attualmente è maggioritaria nel Paese, ciò significa inequivocabilmente che anche parte del suo elettorato si è espressa per il no. E verosimilmente per il no si è espressa anche quella parte degli italiani, compreso il sottoscritto, che non si identifica né con la destra bluette neoliberale, né con la sinistra fucsia neoliberale. Questo significa che l'esito referendario rappresenta indubbiamente una sconfitta per Giorgia Meloni, ma niente affatto una vittoria per Elly Schlein, che pure ha provato goffamente a intestarsi la vittoria, facendo finta di non sapere che molta parte di coloro i quali hanno votato no, compreso il sottoscritto, mai metterebbero la x sul suo nome e sul suo partito atlantista e neoliberale tanto quanto lo schieramento di Giorgia Meloni. Non si tratta allora di una vittoria della sinistra sulla destra, ma di un trionfo del basso contro l’alto, delle classi popolari italiane contro l'ennesimo tentativo infausto di riforma neoliberale della nostra Costituzione. Inutile ribadirlo: in regime neoliberale, ogni tentativo di riforma della Costituzione avviene in direzione neoliberale, cioè al fine di decostruire quegli ultimi residui di socialità presenti nella nostra Costituzione che si rivelano intrinsecamente incompatibili con la galoppante neoliberalizzazione integrale del mondo della vita. Ed è per questa ragione che occorre sempre respingere tutte le riforme della Costituzione, che provengano da destra o da sinistra poco cambia, essendo attualmente destra e sinistra le due propaggini del Partito Unico del capitale. Dobbiamo agire, nel nostro piccolo, come il grande filosofo Parmenide, il quale, dopo aver dato le leggi a Elea, abbandonò la città perché il suo ordinamento prevedeva che non si potessero più cambiare le leggi della polis in assenza di colui che le aveva date. Così dobbiamo fare: adoperarci per non far cambiare la Costituzione. Non perché essa sia in sé perfetta, ma semplicemente perché, lo ripeto, in regime neoliberale, ogni tentativo di trasformarla equivale a un tentativo di abbattere gli ultimi suoi residui di socialità. Intanto Elly Schlein, vestale della sinistra fucsia padronale, che ha tradito Marx e le classi lavoratrici, ha dichiarato di essere pronta a governare il Paese. Lo ha detto in relazione all'esito del referendum sulla giustizia, che ha visto la catastrofe di Giorgia Meloni e del suo giullaresco governo genuflesso pateticamente a Washington e Israele. Sarebbe d'uopo che qualcuno spiegasse a Elly Schlein e alla sinistrash della upper class che gli italiani che hanno votato No al referendum non hanno votato il Partito Democratico e anzi molto difficilmente lo voterebbero qualora si andasse alle urne. Gli italiani hanno votato no alla deplorevole riforma della Giustizia e della Costituzione proposta dal giullaresco governo di Giorgia Meloni ma sanno bene che la sinistrash di Elly Schlein non rappresenta affatto l'alternativa, essendo il gioco della politica secondo lo schemino logoro di destra e sinistra il trionfo della alternanza che nega l'alternativa e garantisce sempre e comunque la vittoria a senso unico del partito del capitale fintamente articolato. Come già ho detto, il fatto che con questo referendum Giorgia Meloni abbia indubbiamente perso non significa in alcun modo che Elly Schlein abbia vinto. La destrash bluette e la sinistrash fucsia rappresentano l'omogeneità bipolare, figurando come i due zelanti maggiordomi, diversi solo per il colore della livrea indossata, pronti a servire cadavericamente il padrone rappresentato dal capitale senza frontiere. Sottrarsi al demenziale giuoco dell'alternanza senza alternativa tra destra neoliberale e sinistra neoliberale è il primo passo da compiere per poter fare la rivoluzione copernicana del pensiero politico e pensare realmente la politica, nonché per poter cercare piste di emancipazione dalla contraddizione in cui siamo, nostro malgrado.

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