Il giorno più atteso si è rivelato anche il più rapido. Dopo due settimane di scontri politici, audio trafugati, compromessi storici con i cattolici, confronti mancati e polemiche di ogni genere, il ballottaggio di Macerata si è chiuso senza particolari sorprese.
La suspense, semplicemente, è durata pochissimo.
Già alle 16:00 il distacco tra i due candidati appariva netto, tanto da rendere evidente quale sarebbe stato l'esito finale. Una situazione molto diversa rispetto a due settimane fa, quando ribaltamenti continui avevano caratterizzato una giornata infinita. Questa volta il comitato di Sandro Parcaroli ha potuto festeggiare a ragione.
Le emozioni sono arrivate dopo il responso delle urne. Da una parte la soddisfazione per una riconferma tutt'altro che scontata, dall'altra il rammarico per un risultato che non è riuscito a riaprire la partita.
All'arrivo in piazza, Sandro Parcaroli si è mostrato visibilmente felice per la rielezione, parlando di continuità amministrativa e auspicando un'opposizione capace di confrontarsi sui temi nell'interesse della città. Poco dopo è arrivata anche la telefonata di Matteo Salvini, che ha sottolineato il valore politico della conferma maceratese per la Lega, promettendo un ritorno in città in occasione della prima del Macerata Opera Festival.
Poi spazio alla festa. Brindisi, bottiglie stappate, fotografie e applausi hanno accompagnato una serata iniziata nella sede elettorale di via Giacomo Matteotti e proseguita successivamente nella sala consiliare del Comune.
Nel frattempo, in via Giacomo Leopardi, Gianluca Tittarelli ha affrontato la sconfitta insieme alla coalizione che lo ha sostenuto. Ha riconosciuto la chiarezza del risultato, espresso il proprio rammarico e ribadito la volontà di portare avanti un'opposizione costruttiva sui punti del programma. Non sono mancati i ringraziamenti a candidati, volontari e sostenitori, insieme alla soddisfazione per il percorso compiuto durante la campagna elettorale.
Alla fine è arrivata anche l'immagine che nelle ultime settimane era mancata: la stretta di mano tra i due protagonisti. Fredda, formale, forse inevitabilmente distante, ma comunque significativa. Più che un gesto di riconciliazione, il segnale che il confronto elettorale è terminato e che adesso si torna alla normale dialettica istituzionale.
Si chiudono così due mesi intensi, spesso sopra le righe, che hanno tenuto la politica cittadina al centro dell'attenzione quotidiana. Ora le urne hanno parlato, i vincitori festeggiano, gli sconfitti ripartono dall'opposizione e Macerata può finalmente voltare pagina verso la stagione estiva.
Il giorno più atteso si è rivelato anche il più rapido. Dopo due settimane di scontri politici, audio trafugati, compromessi storici con i cattolici, confronti mancati e polemiche di ogni genere, il ballottaggio di Macerata si è chiuso senza particolari sorprese.
La suspense, semplicemente, è durata pochissimo.
Già alle 16:00 il distacco tra i due candidati appariva netto, tanto da rendere evidente quale sarebbe stato l'esito finale. Una situazione molto diversa rispetto a due settimane fa, quando ribaltamenti continui avevano caratterizzato una giornata infinita. Questa volta il comitato di Sandro Parcaroli ha potuto festeggiare a ragione.
Le emozioni sono arrivate dopo il responso delle urne. Da una parte la soddisfazione per una riconferma tutt'altro che scontata, dall'altra il rammarico per un risultato che non è riuscito a riaprire la partita.
All'arrivo in piazza, Sandro Parcaroli si è mostrato visibilmente felice per la rielezione, parlando di continuità amministrativa e auspicando un'opposizione capace di confrontarsi sui temi nell'interesse della città. Poco dopo è arrivata anche la telefonata di Matteo Salvini, che ha sottolineato il valore politico della conferma maceratese per la Lega, promettendo un ritorno in città in occasione della prima del Macerata Opera Festival.
Poi spazio alla festa. Brindisi, bottiglie stappate, fotografie e applausi hanno accompagnato una serata iniziata nella sede elettorale di via Giacomo Matteotti e proseguita successivamente nella sala consiliare del Comune.
Nel frattempo, in via Giacomo Leopardi, Gianluca Tittarelli ha affrontato la sconfitta insieme alla coalizione che lo ha sostenuto. Ha riconosciuto la chiarezza del risultato, espresso il proprio rammarico e ribadito la volontà di portare avanti un'opposizione costruttiva sui punti del programma. Non sono mancati i ringraziamenti a candidati, volontari e sostenitori, insieme alla soddisfazione per il percorso compiuto durante la campagna elettorale.
Alla fine è arrivata anche l'immagine che nelle ultime settimane era mancata: la stretta di mano tra i due protagonisti. Fredda, formale, forse inevitabilmente distante, ma comunque significativa. Più che un gesto di riconciliazione, il segnale che il confronto elettorale è terminato e che adesso si torna alla normale dialettica istituzionale.
Si chiudono così due mesi intensi, spesso sopra le righe, che hanno tenuto la politica cittadina al centro dell'attenzione quotidiana. Ora le urne hanno parlato, i vincitori festeggiano, gli sconfitti ripartono dall'opposizione e Macerata può finalmente voltare pagina verso la stagione estiva.
Un pomeriggio di festeggiamenti è quello che ha sancito la riconferma di Sandro Parcaroli alla guida del capoluogo. Accompagnato dalla moglie, il sindaco ha vissuto i momenti decisivi dello spoglio seguendo una precisa cronologia: prima un passaggio istituzionale nel proprio ufficio all'interno del palazzo comunale in Piaggia della Torre, poi il trasferimento nella sede elettorale di corso Matteotti per scatenare la festa, i brindisi e l'abbraccio con i militanti e i candidati della coalizione.
Proprio nel pieno delle celebrazioni, Parcaroli ha ricevuto la telefonata di congratulazioni del leader della Lega Matteo Salvini (leggi qui cosa si sono detti). I festeggiamenti si sono poi conclusi con un ritorno trionfale in Comune, nella sede di piazza della Libertà, dove il sindaco si è concesso il tradizionale e simbolico affaccio dal balcone sopra la piazza. Qui è stato raggiunto anche dal governatore delle Marche, Francesco Acquaroli.
Davanti ai nostri microfoni, il primo cittadino ha espresso tutto il suo orgoglio per il risultato ottenuto: "Queste ultime due settimane sono state bellissime perché ho girato in lungo e in largo tutti i quartieri, visitando i negozi e incontrando tantissime persone che mi hanno stretto la mano - ha dichiarato -. Ho scelto volutamente di portare avanti una campagna elettorale corretta, senza attaccare nessuno, dicendo ai cittadini esclusivamente quello che avevo intenzione di fare per Macerata, e questo stile alla fine ci ha premiati".
Guardando al futuro immediato del suo secondo mandato, Parcaroli afferma: "Ripartiamo da tutto ciò che c'è da fare, forte di un programma immenso di ben 80 pagine che copre le esigenze della città a 360 gradi. Vedo tanti amici felici intorno a me per questa vittoria, ma la mia testa è già rivolta alle cose da fare. Adesso comporremo la squadra della giunta, insedieremo il Consiglio comunale e andremo avanti spediti. Posso contare su un consiglio forte e una giunta importante, composta da persone di spessore che lavoreranno sodo anche per il futuro dell'ospedale e della sanità cittadina".
Alla domanda su quanta continuità ci sarà con l'esecutivo precedente, il sindaco ha risposto con pragmatismo: "Qualcuno della vecchia squadra ci sarà sicuramente, ma provvederemo a valutare ogni profilo partendo sempre dai punti del programma. Al primissimo posto, ad esempio, c'è il "fattore famiglia". In questi anni abbiamo investito ingenti risorse nel settore sociale e continueremo a farlo con convinzione. Penso che, rispetto al dibattito se fare cinque, quattro o tre tagli dell'erba nelle aree verdi, sia decisamente più importante trovare i fondi per sostenere chi si trova in una situazione di reale bisogno".
Parcaroli ha tracciato anche un bilancio politico sul peso della coalizione, evidenziando l'ottima performance della sua lista: "La Lega ha affrontato un test elettorale molto importante, dimostrando il proprio valore anche grazie al traino della lista civica che ha fatto da vero e proprio baricentro. Il dato politico principale è che Macerata torna finalmente a occupare una posizione di assoluta centralità. Nei miei passati cinque anni e mezzo di esperienza in Consiglio comunale ho dovuto mandare giù parecchi rospi amari, per questo penso che l'opposizione debba certamente fare il proprio lavoro vigilando sui temi caldi, ma debba anche saper mettere in campo un'opposizione di tipo costruttivo. Dal canto nostro posso garantire che, se dai banchi della minoranza arriverà una proposta importante e valida per la città, io sarò il primo a votarla a favore".
"Voglio fare una dedica speciale soprattutto alla mia famiglia, che in queste settimane ha dovuto sopportare di tutto, a partire dai miei nipoti di sei e dieci anni. Purtroppo hanno dovuto subire e ascoltare tante cattiverie gratuite, e questo non lo trovo affatto giusto. Questa vittoria è prima di tutto per loro", ha concluso il rieletto sindaco.
I numeri finali del ballottaggio non lasciano spazio a interpretazioni e consegnano una sconfitta abbastanza netta alla coalizione progressista. A fare la differenza è stata la capacità del sindaco uscente di intercettare un bacino di nuovi elettori superiore rispetto allo sfidante: se Gianluca Tittarelli è passato dagli 8.435 voti del primo turno ai 9.020 del secondo (con un incremento di +585 voti), Sandro Parcaroli ha saputo fare di meglio, balzando da 10.044 a 10.716 preferenze finali (pari a un saldo positivo di +617 voti). Una forbice che ha scavato un solco definitivo e incolmabile di 1.696 voti di scarto complessivi tra i due contendenti.
Davanti ai nostri microfoni, lo sconfitto Gianluca Tittarelli ha analizzato a caldo il responso delle schede con onestà intellettuale: "Non ho ancora avuto modo di esaminare nel dettaglio i dati parziali dei vari quartieri e delle singole zone cittadine, ma il dato macroscopico e unico è sotto gli occhi di tutti: il centrodestra ha vinto e noi abbiamo preso meno voti. Come ho già avuto occasione di sottolineare in altre sedi, faccio i miei migliori auguri alla parte che ha vinto questo ballottaggio con un chiaro vantaggio, così come faccio gli auguri alla città e a tutti i maceratesi".
"Per quanto mi riguarda da vicino, posso dire che è stata una campagna elettorale davvero interessante, appassionante e molto impegnativa, specialmente per una persona come me che viene prestata alla politica e che non si era mai trovata prima d'ora ad affrontare una simile competizione - ha aggiunto Tittarelli -. Questa avventura mi ha dato l'opportunità straordinaria di conoscere tantissime realtà e tantissime persone. Ci tengo a ringraziare pubblicamente ancora una volta tutti i miei candidati, un ringraziamento che rinnovo in questa sede perché insieme a loro abbiamo portato avanti in questi due mesi e mezzo un percorso faticoso ma estremamente appagante. Bisogna semplicemente prendere atto del risultato: nelle sfide ci deve essere sempre un vincitore e un perdente, e in questo caso noi non siamo i vincitori".
Dello stesso tenore sono state le dichiarazioni di Marco Sigona, rappresentante della lista Officina delle Idee, che nella seconda fase della campagna elettorale aveva unito le forze con il polo progressista per tentare la rimonta: "Siamo davanti a una sconfitta che deve essere riconosciuta con lucidità. È evidente che l'elettorato maceratese si è dimostrato più propenso a scegliere una linea di continuità nell'amministrazione cittadina, piuttosto che abbracciare quel forte segnale di cambiamento che noi avevamo proposto e promosso all'interno della nostra campagna elettorale".
Sigona rivendica tuttavia la bontà e la tenuta dell'accordo siglato dopo il primo turno: "L'unico dato che, nel computo complessivo, può in qualche modo confortarmi è che Officina delle Idee ha effettivamente apportato quella differenza di voti che era nelle nostre intenzioni. Grazie all'accordo programmatico strategico che avevamo stretto con Gianluca Tittarelli, siamo riusciti ad acquisire quel pacchetto di voti in più che ha fatto crescere la coalizione. Questo testimonia il rispetto profondo che c'è stato sia nei confronti della mia lista, sia per tutto l'elettorato di Officina delle Idee e per la mia stessa persona".
Lo sguardo di Sigona è già proiettato verso l'attività amministrativa che prenderà il via all'interno dell'aula di piazza della Libertà: "Prendiamo atto che la situazione è questa e valuteremo in Consiglio comunale se saremo in grado di mettere in piedi un'opposizione di tipo costruttivo. Dal canto mio, avendo superato ufficialmente lo sbarramento del 3%, entrerò di diritto nell'Assise civica e sono pronto ad apportare, laddove sarà possibile, tutto il mio contributo personale per il bene di Macerata".
L'eco della vittoria di Sandro Parcaroli ha raggiunto immediatamente Roma. Nel pieno dei brindisi e dell'entusiasmo fuori dalla sede elettorale in Corso Matteotti, con il sindaco circondato dai militanti e stretto a Mauro Lucentini, segretario provinciale del Carroccio e fresco di elezione nel Consiglio Federale nazionale del partito, il telefono del primo cittadino ha squillato: dall'altro capo del filo c'era il segretario della Lega, Matteo Salvini.
Il vicepremier si è rivolto confidenzialmente al sindaco chiamandolo "Sandro", senza nascondere una profonda soddisfazione: "Grande Sandro, grande Sandro! Sono davvero orgoglioso del lavoro che hai e che abbiamo fatto insieme. Ci aspettano altri cinque anni di passione, di cantieri, di lavoro e di grande cambiamento per la città. Per qualsiasi cosa, ci tengo a dirtelo, ritienimi a tua totale e completa disposizione". Salvini ha poi voluto rimarcare il peso specifico di questo successo sul piano personale e politico: "Questo di Macerata è, in assoluto, uno dei risultati elettorali di cui sono più felice negli ultimi anni".
La conversazione ha regalato anche un momento di ilarità quando si è toccato il tema della cultura e della prossima stagione lirica, da sempre fiore all'occhiello della città. Di fronte alla domanda di una eventuale presenza del vicepremier allo Sferisterio, Salvini non ha avuto esitazioni, scherzando sulla sua presenza: "L'ho promesso e lo confermo, sarò un ospite fisso alla prossima stagione lirica. Anzi, vi dico di più: metterò direttamente la tenda fuori dallo Sferisterio".
"Questo di Macerata è stato un test davvero importantissimo per la Lega - ha sottolineato Salvini -. È stata una giornata bellissima, penso anche alla straordinaria vittoria ottenuta a Lecco, in Lombardia, dove governava il Partito Democratico e dove eravamo all'opposizione da anni, così come alla conferma ad Arezzo, in Toscana. Diciamo che sono tutti dei bellissimi risultati in giro per l'Italia. Però Macerata è Macerata, ha un sapore speciale. Con tutto l'amore che posso avere per le altre città, quello di Macerata è stato l'unico, fondamentale passaggio che abbiamo dovuto conquistare e vincere sul terreno del ballottaggio".
La telefonata si è poi conclusa con i calorosi ringraziamenti del primo cittadino ("Grazie Matteo, un abbraccio forte"), prima che Parcaroli venisse nuovamente assorbito dall'entusiasmo degli alleati per fare rotta verso il palazzo comunale di piazza della Libertà.
Roberto Cherubini, volto simbolo del Movimento 5 Stelle nel comune di Macerata ed esponente pentastellato più votato al primo turno, ha scelto di rinunciare alla poltrona di consigliere comunale che avrebbe dovuto occupare tra i banchi della minoranza. Una rinuncia spontanea e fortemente simbolica, volta a favorire il ricambio generazionale all'interno delle istituzioni locali.
Attraverso una nota ufficiale, Cherubini ha voluto spiegare i dettagli e le profonde motivazioni etiche che lo hanno spinto a questa scelta, partendo dal ringraziamento alla sua base elettorale: "Pochi giorni fa, al primo turno, ho avuto l'onore di essere eletto in Consiglio Comunale con il Movimento 5 Stelle, grazie alla fiducia di 200 cittadine e cittadini che hanno scritto il mio nome sulla scheda elettorale. Un gesto che porto nel cuore e per il quale sarò sempre grato".
Tuttavia, l'ex consigliere pentastellato ha chiarito come la coerenza politica richieda azioni concrete: "Oggi, proprio in nome di quella fiducia e dei valori che mi hanno portato in politica, ho deciso di rimettere il mio mandato. Lo faccio per cedere il posto ad Alice Verdicchio, 30 anni, insegnante di storia dell'arte, donna capace e appassionata, che rappresenta esattamente ciò di cui la politica italiana ha bisogno: una visione giovane, fresca e autentica del presente e del futuro".
Le parole di Cherubini si trasformano anche in una lucida e amara riflessione sul panorama istituzionale italiano, troppo spesso sordo alle istanze delle nuove generazioni: "Troppo spesso la politica parla di giovani senza mai davvero lasciargli spazio. I consessi istituzionali del nostro Paese restano dominati da chi, per età e per esperienza generazionale, fatica a immaginare il mondo attuale e quello che verrà. Io ho scelto di fare un passo indietro concreto, non solo a parole".
"Ai 200 che hanno votato per me dico: il vostro voto è ancora vivo. Sarò al fianco di Alice in ogni momento del suo mandato, insieme a tutto il gruppo M5S di Macerata, che la sosterrà con piena dedizione. Auspico che, vista l'età media del nuovo Consiglio, questo mio gesto non rimanga isolato", ha concluso Cherubini.
Entusiasmo e soddisfazione tra i rappresentanti di Maceratesi per Parcaroli, la lista civica nata sulla scia dell’esperienza regionale di Marchigiani per Acquaroli, dopo la riconferma di Sandro Parcaroli alla guida del Comune di Macerata. Il risultato del ballottaggio è stato accolto come una conferma del lavoro svolto dall’amministrazione uscente e della fiducia accordata dai cittadini al progetto politico del centrodestra.
A esprimere per primo la soddisfazione della lista è stato Francesco Luciani, capolista e primo eletto nonché fortemente in odore di assessorato nella prossima Giunta, che ha definito l’esito delle urne "un risultato straordinario". "Ci siamo ripresi quei dieci punti che non ci avevano consentito di vincere al primo turno per pochi voti - ha aggiunto ai nostri microfoni -. Sono veramente contento che insieme al senatore Salvatore Piscitelli siamo riusciti a costruire una squadra in appena trenta giorni e a ottenere il 6,40%. Abbiamo portato in Consiglio comunale due consiglieri e adesso inizieremo a lavorare insieme a Sandro Parcaroli".
Luciani ha poi rivolto un apprezzamento personale al sindaco riconfermato: "Da presidente uscente posso soltanto dire che Sandro Parcaroli è una persona straordinaria". Soddisfatto anche Salvatore Piscitelli, coordinatore provinciale di Marchigiani per Acquaroli, che ha sottolineato il valore del risultato raggiunto dalla lista civica e il consenso ottenuto dal sindaco uscente. "Parcaroli è stato davvero molto bravo, ha lavorato bene per cinque anni e questo gli è stato riconosciuto dagli elettori, così come è stato riconosciuto il lavoro della squadra che abbiamo costruito negli ultimi trenta giorni prima delle elezioni. Il 6,40% per una lista civica è davvero un ottimo risultato".
Secondo Piscitelli, il dato più significativo è rappresentato dalla partecipazione al voto anche nel turno di ballottaggio: "Sandro Parcaroli è stato fortemente voluto dalla città. Un’affluenza rimasta sostanzialmente stabile rispetto al primo turno significa che i cittadini volevano fortemente questo sindaco, una persona che ama Macerata e che nei cinque anni passati ha realizzato interventi importanti che da tempo non venivano portati avanti".
Il coordinatore provinciale ha quindi ribadito la volontà della lista di contribuire all’attività amministrativa nei prossimi anni. "Siamo felicissimi e contribuiremo con le nostre idee e le nostre proposte a fare ancora tutto ciò che serve per Macerata. Condivideremo il programma e ci impegneremo attraverso i consiglieri comunali eletti e con la squadra che supporterà il sindaco Parcaroli".
Nel corso dei festeggiamenti non sono mancati i ringraziamenti ai candidati che hanno preso parte all’esperienza civica. "Voglio ringraziare tutti i candidati della nostra lista - ha sottolineato Luciani -. Sono stati straordinari e non c’è stato nessuno che abbia preso zero voti".
Parole condivise da Piscitelli, che ha evidenziato l’impegno e la partecipazione dimostrati da tutti i componenti della squadra. "Hanno dedicato il loro tempo e si sono appassionati profondamente alla città di Macerata, dando un contributo enorme. Non abbiamo costruito una lista di semplice riempimento, ma un gruppo formato da persone realmente interessate a partecipare e a mettere a disposizione le proprie competenze. Un patrimonio che continuerà a lavorare in squadra con i rappresentanti eletti anche nei prossimi anni".
Uno dei responsabili della strage di Corinaldo, la tragedia che nel 2018 provocò sei morti e 59 feriti all'interno di una discoteca dove era attesa l'esibizione del cantante Sfera Ebbasta, ha appiccato il fuoco nel carcere San Domenico di Cassino e poi ha aggredito due agenti della polizia penitenziaria.
Si tratta di Andrea Cavallari, condannato in via definitiva a 11 anni e 10 mesi di reclusione per la strage nella discoteca e l'anno scorso protagonista di una clamorosa evasione, approfittando di un permesso per discutere la tesi di laurea, mentre scontava la pena alla Dozza di Bologna. A denunciare l'episodio è il Sappe.
Secondo quanto riferisce il sindacato della polizia penitenziaria, Cavallari ha prima appiccato il fuoco ad uno sgabello in dotazione alla cella, provocando una rapida propagazione del fumo all'intero primo piano del reparto Isolamento. Per garantire la sicurezza dei presenti e scongiurare conseguenze ancora più gravi, la Polizia Penitenziaria ha avviato subito le procedure di emergenza, trasferendo i detenuti nelle aree passeggio.
Proprio durante queste operazioni, l'autore della strage di Corinaldo ha improvvisamente aggredito un giovane agente, in servizio da pochi giorni, colpendolo con pugni e schiaffi. Successivamente, all'arrivo di un collega più esperto intervenuto in suo soccorso, il detenuto ha afferrato una gamba di tavolo prelevata dalla cella e si è scagliato contro il poliziotto, colpendolo ripetutamente alla schiena e alle gambe con estrema violenza. I due poliziotti sono stati immediatamente soccorsi e poi refertati: ne avranno rispettivamente per cinque e sette giorni.
Donato Capece, segretario generale del sindacato Sappe e Maurizio Somma, segretario regionale per il Lazio, esprimono "totale vicinanza e solidarietà ai colleghi feriti. Quanto accaduto a Cassino rappresenta l'ennesima dimostrazione di come il personale di Polizia Penitenziaria operi quotidianamente in condizioni estremamente difficili, esponendosi a rischi altissimi per garantire la sicurezza degli istituti e della collettività. Chi alza le mani contro un poliziotto penitenziario attacca lo Stato e deve essere perseguito con la massima intransigenza".
Prosegue l'attività di prevenzione e controllo del territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Macerata, impegnati nel contrasto all'uso di sostanze stupefacenti e alla guida pericolosa. Nel corso dell'ultimo fine settimana, le pattuglie delle Stazioni di Corridonia, Pollenza e Monte San Giusto hanno effettuato una serie di controlli che hanno portato al sequestro di sostanze stupefacenti e alla denuncia di un automobilista sorpreso alla guida con un tasso alcolemico ben oltre i limiti consentiti.
A Corridonia, nei pressi del centro storico, i militari della locale Stazione hanno fermato per un controllo uno studente diciottenne del posto, incensurato. Durante gli accertamenti il giovane è stato trovato in possesso di alcuni frammenti di hashish per un peso complessivo di circa tre grammi. La sostanza è stata sequestrata amministrativamente e il ragazzo è stato segnalato alla Prefettura di Macerata per uso personale di stupefacenti, ai sensi dell'articolo 75 del D.P.R. 309/90.
A Pollenza, invece, i Carabinieri hanno intercettato lungo via Nazionale una Ford Focus condotta da un operaio 44enne residente a Macerata, già noto alle forze dell'ordine. Sottoposto all'alcoltest, l'uomo ha fatto registrare un tasso alcolemico di 1,62 grammi per litro, oltre tre volte il limite massimo consentito dalla normativa vigente. Per lui è scattata la denuncia all'Autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza. La patente è stata immediatamente ritirata, mentre il veicolo è stato affidato a una persona idonea.
L'ultimo intervento è avvenuto a Monte San Giusto, in via Terracini, dove i militari hanno controllato una Fiat Panda in sosta con a bordo un artigiano di 39 anni residente in provincia e con precedenti di polizia. L'atteggiamento particolarmente nervoso dell'uomo ha spinto i Carabinieri ad approfondire il controllo. La successiva perquisizione personale e del veicolo ha consentito di rinvenire un involucro contenente circa mezzo grammo di eroina. Anche in questo caso la sostanza è stata sequestrata e il 39enne è stato segnalato alla Prefettura per uso personale di stupefacenti. Dagli accertamenti è inoltre emerso che l'uomo era alla guida con la patente scaduta; il documento non è stato ritirato nell'immediatezza poiché non lo aveva con sé al momento del controllo.
Il cimitero della frazione di Chiarino a Recanati torna pienamente operativo e funzionale dopo un lungo periodo di inagibilità. Questa mattina, nell'ambito delle celebrazioni di "Chiarino in Festa", si è svolta la cerimonia di benedizione della cappella interna e delle mura perimetrali, completamente ricostruite a partire dalle fondamenta grazie a un piano di interventi dell'amministrazione comunale.
All'evento hanno preso parte il sindaco Emanuele Pepa e la giunta, che hanno annunciato lo stanziamento a bilancio di 200mila euro per la riqualificazione dei cimiteri rurali: il prossimo cantiere riguarderà il sito di Bagnolo.
Tra le autorità locali erano schierati il sindaco Emanuele Pepa, il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici Roberto Bartomeoli, il presidente del consiglio comunale Benito Mariani, gli assessori Sabrina Bertini e Maurizio Paoletti, insieme ai consiglieri comunali Romano Frenquelli ed Enrico Gelosi Enrici.
Il protocollo della mattinata si è sviluppato subito dopo la santa messa delle ore 10:15, celebrata all'interno della vicina chiesa dei Santi Giuseppe e Filippo Neri. Al termine della funzione, una nutrita processione composta da residenti e fedeli si è mossa verso l'antistante camposanto rurale. Qui il parroco, don David Malavè, ha officiato il rito e impartito la benedizione solenne sia alla restaurata chiesetta interna sia a tutti i cittadini presenti, anticipando i discorsi istituzionali delle autorità.
"I lavori portati avanti al cimitero di Chiarino - hanno dichiarato congiuntamente il sindaco Pepa e il vicesindaco Bartomeoli nei loro interventi - rappresentano la ferma volontà di garantire massimo rispetto per i defunti e decoro per i luoghi della memoria. Questa amministrazione si è data un cronoprogramma stringente di interventi manutentivi che interesserà progressivamente tutti i cimiteri rurali comunali, con l'obiettivo chiaro di restituire loro la cura e l’attenzione che meritano, ponendo fine a una situazione di abbandono che purtroppo si protraeva da diversi anni. In questo senso, possiamo già annunciare che il prossimo step riguarderà il cimitero di Bagnolo".
Le opere eseguite a Chiarino non si sono limitate a un semplice restyling superficiale, ma hanno risolto gravi criticità strutturali. Il progetto ha previsto il consolidamento totale delle pareti e del tetto della cappella, ma soprattutto la ricostruzione ex novo delle mura perimetrali, riprogettate a partire dalle fondamenta. Le vecchie recinzioni esterne, infatti, presentavano da tempo ammaloramenti così profondi da aver provocato, in alcune porzioni, il collasso e il crollo della struttura.
L'intervento si inserisce all'interno di una strategia ad ampio raggio varata dalla giunta recanatese per riqualificare i cimiteri cittadini e periferici, sostenuta da uno stanziamento specifico a bilancio di 200mila euro.
Un piano d'azione che sta già mostrando i primi frutti sul territorio: contestualmente alla riapertura della cappella di Chiarino, l'ente municipale ha confermato che sono stati portati a termine con successo anche i paralleli lavori di ripristino delle mura del cimitero nella frazione di Santa Croce.
Una notizia che farà felici gli appassionati della montagna e gli amanti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Dopo ben otto anni, il celebre Lago di Pilato si prepara infatti a riacquistare la sua caratteristica e affascinante forma a occhiale, un fenomeno naturale che negli ultimi anni era diventato sempre più raro a causa delle condizioni climatiche e della riduzione delle riserve idriche.
A testimoniare questo momento speciale è una fotografia scattata nelle ultime ore da Giacomo Giulioni, che mostra il lago in una fase particolarmente favorevole. L'immagine evidenzia anche la presenza di una notevole quantità di neve ancora da sciogliere, elemento che lascia presagire un ulteriore apporto d'acqua nelle prossime settimane.
Le condizioni che hanno portato a questo risultato sono il frutto di una stagione particolarmente generosa per le alte quote dei Sibillini. Durante l'inverno, infatti, le precipitazioni si sono presentate quasi sempre sotto forma di neve oltre i 1.800 metri di altitudine, contribuendo ad accumulare importanti riserve idriche. Determinanti sono state anche le abbondanti nevicate registrate tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, che hanno incrementato ulteriormente il manto nevoso.
A favorire il recupero del lago hanno contribuito inoltre un mese di maggio insolitamente fresco, con nuove precipitazioni nevose alle quote più elevate, e le intense piogge cadute nei giorni scorsi. Secondo quanto riportato dagli osservatori del territorio, le precipitazioni hanno raggiunto circa 50 millimetri, garantendo un significativo apporto d'acqua all'intero bacino montano.
Come sottolineato dagli appassionati che monitorano costantemente l'area, “finalmente dopo 8 anni dall'ultima volta il Lago di Pilato tornerà ad avere la sua classica forma ad occhiale”, un'immagine simbolo dei Sibillini che rappresenta uno degli scenari naturalistici più suggestivi dell'Appennino centrale.
Il ritorno di questa particolare conformazione rappresenta non solo uno spettacolo paesaggistico di grande fascino, ma anche un segnale positivo per l'ecosistema di uno dei luoghi più iconici delle Marche, meta ogni anno di migliaia di escursionisti e fotografi provenienti da tutta Italia.
Soddisfazione e fiducia nel futuro da parte degli esponenti di Fratelli d’Italia dopo la riconferma di Sandro Parcaroli alla guida del comune di Macerata. Il successo del candidato della coalizione di centrodestra al ballottaggio viene letto come il riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi cinque anni e come una scelta di continuità da parte dei cittadini.
Per il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, Parcaroli è stato capace di costruire una prospettiva per la città: "È una figura che ha dato tanto a Macerata, perché Sandro Parcaroli è riuscito veramente a costruire una visione per questa città, una visione indispensabile. Un capoluogo di provincia, se vuole essere credibile, deve avere una prospettiva che va oltre il quotidiano e lui è riuscito a darla in questi anni, tra tante difficoltà. I fatti e i risultati hanno parlato per lui".
Acquaroli ha inoltre sottolineato il valore territoriale della sfida elettorale, definendola "un test importante" per un capoluogo strategico nel cuore delle Marche: "Macerata è un territorio che aveva bisogno di prospettive e questo risultato dà continuità. Per realizzare i progetti servono tempi lunghi e una visione di medio e lungo termine".
Sulla stessa linea il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, che interpreta il risultato come una conferma della bontà dell’azione amministrativa del centrodestra: "Macerata finalmente si è risvegliata e ha capito la differenza tra una buona amministrazione di centrodestra e una di centrosinistra. In questi anni sono state messe in campo opere che per trent’anni erano state soltanto immaginate".
Borroni ha evidenziato il ruolo della filiera istituzionale tra Comune, Provincia, Regione e Governo, indicando tra gli interventi più significativi l’Intervalliva, il sottopasso di via Roma e il nuovo ospedale cittadino: "I maceratesi hanno capito che si può cambiare e modernizzare una città che vive di cultura ma che ha bisogno di innovazione. Questi primi cinque anni di Sandro sono stati importanti e significativi".
Anche il consigliere regionale Andrea Putzu ha accolto con entusiasmo la vittoria del sindaco uscente, sottolineando il valore politico del risultato ottenuto: "I maceratesi hanno premiato il buon governo e Macerata può continuare a crescere con Sandro Parcaroli e con l’amministrazione comunale". Putzu ha inoltre voluto ringraziare l’intera coalizione di centrodestra per il lavoro svolto durante la campagna elettorale: "È stata una grande squadra che ha vinto contro non solo un campo largo, ma un campo larghissimo".
Il peso politico delle Marche continua a crescere all'interno delle nuove geografie della destra italiana. Fabrizio Ciarapica e Luca Rigone, freschi esponenti locali di Futuro Nazionale, sono stati ufficialmente chiamati a raccogliere le fila del movimento in occasione della prima Assemblea Nazionale Costituente, in programma a Roma nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 giugno, nella cornice dell'Auditorium della Conciliazione.
La convocazione ufficiale è stata formalizzata dal coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, di stretto concerto con il presidente nazionale, il generale Roberto Vannacci, per inaugurare ufficialmente i tavoli di lavoro che andranno a definire lo statuto, l'organigramma e l'identità programmatica del sodalizio politico. All'appuntamento romano prenderà parte anche Paolo Diop, atteso sul palco del congresso nel ruolo strategico di ospite relatore.
"Negli ultimi mesi Futuro Nazionale sta registrando un trend di crescita molto significativo nelle Marche - fanno sapere i vertici locali del partito - raccogliendo un numero crescente di adesioni spontanee". Questo forte radicamento locale ha spinto la segreteria nazionale a inserire formalmente le Marche tra le prossime tappe ufficiali del tour politico del generale Roberto Vannacci.
L'imminente due giorni dell'Assemblea Costituente rappresenterà, dunque, lo spartiacque fondamentale per tracciare le linee guida e la futura organizzazione del movimento. Delegati e rappresentanti provenienti da ogni regione d'Italia si ritroveranno a Roma per un confronto diretto.
Cambiano le modalità di accesso al Laboratorio Analisi dell'ospedale di Macerata. A partire da mercoledì 10 giugno 2026, l'accettazione delle prestazioni sarà effettuata dagli operatori degli sportelli Cup/Cassa situati all'ingresso principale della struttura sanitaria.
La novità rientra in un percorso di riorganizzazione promosso dall'Ast di Macerata con l'obiettivo di migliorare l'accoglienza degli utenti e rendere più efficiente la gestione dei servizi. Il nuovo sistema punta a semplificare il percorso dei cittadini all'interno dell'ospedale, favorendo un accesso più ordinato e riducendo i tempi di attesa.
Per accompagnare gli utenti in questa fase di cambiamento, l'Azienda sanitaria ha predisposto un servizio di assistenza e orientamento che vedrà impegnato sia il personale dipendente sia i volontari dell'Avulss, appositamente formati per fornire informazioni e supporto ai cittadini.
Particolare attenzione viene riservata anche all'utilizzo delle tecnologie digitali. L'Ast invita infatti la popolazione a prenotare il proprio accesso attraverso la piattaforma regionale Zero Coda, il servizio online gratuito che consente di programmare l'orario di presentazione evitando lunghe attese agli sportelli. Per garantire un'accoglienza più rapida a chi utilizza questo strumento, è stato inoltre individuato un operatore dedicato esclusivamente alla gestione dei pazienti prenotati online.
«L'obiettivo di questa riorganizzazione – spiega il direttore generale dell'Ast di Macerata, Alessandro Marini – è migliorare il servizio erogato ai cittadini, rendendo più agevole l'accesso al Laboratorio Analisi dell'ospedale di Macerata e riducendo le attese».
Marini ha inoltre ringraziato il personale coinvolto nel progetto e i volontari dell'Avulss per la disponibilità e l'impegno dimostrati nel supportare i cittadini durante questa fase di transizione verso un servizio sempre più efficiente e vicino alle esigenze dell'utenza.
I climatologi e gli esperti di varie discipline collegate all’argomento sono alle prese da un po’ di anni con l’osservazione di una stagione estiva sempre più calda con punte addirittura inimmaginabili fino a qualche decennio fa e che suscitano un interesse variegato che riguarda tutti gli aspetti della nostra vita: dalla gestione delle nostre giornate fino alla preservazione della nostra salute.
La stagione calda è molto ambita da tutti noi, significa libertà, vacanza, godimento della natura dal mare alla montagna, gite culturali e riunioni con amici e parenti. Ma cosa fare quando le temperature sono troppo alte? Cosa consigliare?
Dall’opuscolo "Note di prevenzione e primo soccorso negli incidenti al mare" da me realizzato qualche anno fa in collaborazione con l’allora Direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Regionale delle Marche Marcello Orlandini, divulghiamo alcune informazioni e consigli di come comportarsi nelle situazioni di emergenza dovute all’eccessiva temperatura.
Il calore eccessivo determina diverse affezioni generali dell’organismo dovute a turbe della termoregolazione e a compromissione dell’equilibrio idroelettrolitico e circolatorio del nostro corpo. Con temperature che si aggirano attorno ai 40°C dobbiamo necessariamente menzionare e cercare di spiegare anche quelle che sono le turbe più gravi a cui può andar soggetto il nostro corpo in queste condizioni.
Di solito, quando le temperature conseguenti alla stagione calda, che possiamo individuare accettabili tra i 25°C e 30°C, condizioni patologiche improvvise e pericolose sono rarissime o addirittura assenti. Quando invece con le temperature si va più in là si possono registrare casi sempre più frequenti di colpo di calore e colpo di sole.
Il colpo di calore è dovuto a un difetto di dispersione di calore corporeo con aumento notevole della temperatura organica e si possono individuare fenomeni caratteristici:
• arresto della sudorazione
• aumento della temperatura cutanea talora fino a 40°C
• gravi turbe della coscienza fino al coma
Di fronte a questa affezione, che può manifestarsi in maniera improvvisa, bisogna subito mettere in moto alcuni comportamenti:
• mettere il soggetto in un ambiente fresco e ventilato senza indumenti
• procurargli un bagno di acqua fredda
• praticare intensi massaggi cutanei, attivando così la circolazione periferica e facilitando la perdita di calore e il ritorno di sangue raffreddato dalla superficie verso l’interno del corpo.
Il colpo di sole è una variante del colpo di calore e se ne distingue perché l’elemento determinante è l’irradiazione calorica nel capo e nella colonna cervicale che provoca dilatazione dei vasi cerebrali con compromissione dei centri nervosi. Ciò succede spesso in soggetti che si espongono lungamente ai raggi solari e senza copricapo.
I sintomi riguardano soprattutto la sfera neuropsichica con ipertermia, cefalea, delirio, allucinazioni. Il primo soccorso in tali casi è analogo a quello praticato per il colpo di calore, ponendo soprattutto l’attenzione a porre una borsa di ghiaccio sul capo per diverse ore.
Abbiamo trattato volutamente le estreme conseguenze di un’eccessiva esposizione al caldo torrido proprio perché riteniamo che possano essere casi abbastanza frequenti con le temperature previste per l’attuale stagione estiva. Sono comunque importanti e per fortuna meno preoccupanti situazioni dovute al caldo in cui necessitano precauzioni.
È risaputo e dimostrato che delle persone non traggono alcun vantaggio dal caldo estivo, anzi. Nei riguardi dell’apparato vascolare i soggetti con ipotensione arteriosa costituzionale o acquisita, per l’intensa vasodilatazione periferica dovuta al calore possono presentare episodi lipolitici (svenimenti) con l’abbassamento della pressione in stazione eretta.
Per le affezioni vascolari da aterosclerosi cerebrale o con postumi di pregresso ictus certamente l’esposizione a forti raggi solari non è indicata stante la labilità del circolo intercerebrale di tali soggetti. Le persone, prevalentemente donne, affette da insufficienza venosa e varici agli arti inferiori devono astenersi dall’esposizione ai raggi solari, l’ambiente molto caldo favorisce la vasodilatazione con aumento degli edemi distali.
Riguardo all’apparato neuropsichico bisogna rilevare che il caldo eccessivo non è indicato per persone psicolabili con forme di nevrosi prevalentemente ansiose.
Per la pelle si rileva una particolare inidoneità all’esposizione di forti raggi solari per certe affezioni cutanee come manifestazioni di fotosensibilità o allergie plurifattoriali.
I soggetti gastro enteropatici, di una certa entità clinica, possono trovare poco vantaggio per il loro apparato digerente in un ambiente caldo umido. È dimostrata una maggiore facilità a contrarre coliche gastroenteriche acute infettive e non infettive.
Infine i soggetti affetti da magrezza patologica costituzionale non traggono certo vantaggio da un ambiente eccessivamente caldo per le aumentate perdite idriche, elettrolitiche ed energetiche.
L’ultima raccomandazione, ma sicuramente la prima per importanza, è di bere nella stagione calda molta acqua e di riservare nella dieta un posto preminente a frutta e verdura di stagione. Gli anziani, perdendo in parte il senso della sete, possono incorrere in disidratazione pericolosa e quindi anche in assenza di sete devono bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
La stagione calda è bellissima, riserva come già abbiamo detto tanti godimenti al nostro corpo ed anche alla nostra mente. Noi ci siamo limitati a dare qualche informazione per evitare pericoli e goderla in pieno e con serenità.
Una domenica all'insegna dei valori più autentici delle discipline marziali e del riconoscimento del merito atletico. Presso il Palasport "Chierici" di Tolentino, in una cornice di pubblico caldissima composta da sportivi, dirigenti e famiglie, si è celebrata la Giornata Nazionale dello Sport.
Per l'occasione, il sindaco Mauro Sclavi, l'assessore allo Sport Alessia Pupo, il Presidente del Consiglio Comunale Alessandro Massi e il consigliere Montemanari hanno consegnato le pergamene di riconoscimento alle realtà che hanno maggiormente dato lustro alla città nella stagione agonistica 2025-2026.
Il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli ha recitato un ruolo di primissimo piano, ricevendo un encomio solenne per il prestigioso secondo posto ottenuto alla Coppa Nazionale CSEN 2026. Un trionfo di squadra a cui si è aggiunto il tributo personale per il Direttore Tecnico, il maestro Fabrizio Tarulli, che ha ricevuto direttamente dalle mani della Delegata Provinciale del CONI, Letizia Genovese, una pergamena d'onore per il costante sviluppo del settore agonistico sul territorio. Si tratta di un premio di assoluto rilievo che valorizza l'efficacia del lavoro d'équipe portato avanti insieme ai preziosi collaboratori della scuola, ovvero il maestro Wilfredo Caveda Garcia, il maestro Stefano Scagnetti e l'istruttore Roberto Capenti, motori immobili di un'annata da incorniciare.
La cerimonia ha vissuto momenti di forte emozione durante la passerella sul parquet dei singoli atleti del Dojo. Una pergamena speciale è stata consegnata ai dieci Campioni Nazionali di Karate CSEN: Sara Leonangeli, William De Martino, Lorenzo Cicconofri, Giulia Bacaloni, Angelica Smarchi, Francesco Ulissi, Luigi Manari, Matteo Massucci, Silvia Leonangeli e Cristina Scagnetti, applauditi calorosamente dalle autorità presenti.
Subito dopo è stata la volta della premiazione degli otto atleti di punta del settore agonistico, capaci di imporsi sui podi delle rispettive categorie nelle più importanti competizioni nazionali e internazionali nel corso dell'ultimo anno: Alessio Scagnetti, William Caveda Garcia, Matilde Corvatta, Filippo Mari, Cecilia Ulissi, Riccardo Bacaloni, Bianca Mosconi e Thomas Vita.
Il sipario sull'evento si è chiuso con le parole di profonda gratitudine espresse dal Direttore Tecnico, il maestro Fabrizio Tarulli, il quale ha manifestato l'immenso orgoglio per i prestigiosi attestati ricevuti dal Comune e dal CONI, che certificano una crescita tecnica inarrestabile e premiano il grandissimo sacrificio quotidiano profuso da tutto il gruppo sportivo tolentinante.
La notizia era nell'aria e ora è diventata anche ufficiale. La Cucine Lube Civitanova ha comunicato la fine del rapporto lavorativo con lo storico e plurititolato direttore generale Giuseppe Cormio. Si scrive, così, la parola fine a un lunghissimo binomio professionale con la conseguenza di un riassetto nell'organigramma e nelle strategie future del club biancorosso.
Con uno stringato comunicato stampa diffuso nel pomeriggio, si chiude un percorso di collaborazione durato un intero decennio. Arrivato a Civitanova Marche con un ampio bagaglio di esperienza, il dirigente marchigiano - originario di Jesi - ha impresso una svolta indelebile nella storia recente del sodalizio cuciniero.
Sotto la sua sapiente gestione tecnica e manageriale, la Lube ha vissuto una delle epoche più floride di sempre, arricchendo la propria bacheca e contribuendo in modo significativo a imporre il proprio marchio sul tetto d'Italia, d'Europa e del Mondo. Cormio è stato l'uomo capace di plasmare cicli vincenti, scoprire talenti purissimi e gestire campioni di caratura mondiale, mantenendo la squadra costantemente ai vertici del volley globale.
Nella parte finale del comunicato, la Lube ringrazia Giuseppe Cormio "per il lavoro svolto, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera".
Dal 2019 al 2025 a Macerata i canoni di locazione sono cresciuti più del doppio rispetto alle retribuzioni. Per un appartamento standard da 70 metri quadrati, l’affitto medio è passato da 520 a 620 euro al mese, con un aumento del 19,2%, mentre nello stesso periodo lo stipendio netto medio è cresciuto appena dell’8%. Oggi l’affitto assorbe il 35,4% di una retribuzione media mensile e, su base annua, equivale a ben 4,3 mensilità.
È quanto emerge dall’elaborazione Cna Macerata sui dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette. Il dato di Macerata è meno critico rispetto a quello delle grandi città italiane, ma conferma anche nel nostro territorio una tendenza preoccupante in cui gli affitti crescono più rapidamente dei redditi e pesano sempre di più su famiglie, giovani e lavoratori, con ricadute dirette sulla competitività delle imprese.
Nel confronto regionale, Macerata presenta un aumento dei canoni inferiore ad Ancona, dove gli affitti sono cresciuti del 27,6% passando da 580 a 740 euro, e leggermente sotto Pesaro, che registra un incremento del 19,6% da 560 a 670 euro. Valori molto vicini si registrano ad Ascoli Piceno, con un aumento del 19% da 500 a 595 euro, mentre Fermo si attesta al 18,4% da 490 a 580 euro. Anche l’incidenza dell’affitto sullo stipendio colloca Macerata in una fascia intermedia tra i capoluoghi marchigiani.
Ad Ancona il canone pesa per il 37% dello stipendio netto medio, a Pesaro per il 36,2%, a Macerata per il 35,4%, ad Ascoli Piceno per il 34,6% e a Fermo per il 34,1%. La fotografia è quella di una regione in cui il problema è meno esplosivo rispetto ai grandi poli universitari, turistici e produttivi italiani, ma è già evidente. Per Macerata il tema assume un rilievo specifico perché riguarda una città che deve continuare a essere attrattiva per studenti, lavoratori e professionalità necessarie al sistema delle imprese.
Il confronto con altre città universitarie e produttive mostra quanto il profilo urbano possa incidere sulla dinamica degli affitti. In realtà più grandi e sottoposte a una pressione abitativa più forte, come Bologna, Padova e Bari, l’incidenza del canone sullo stipendio raggiunge rispettivamente il 57,9%, il 54,5% e il 46,5%. Macerata resta su valori più contenuti, vicini a quelli di Trento, dove l’incidenza è pari al 35%, ma conferma una tendenza da monitorare. Nei territori in cui università, lavoro e sistema produttivo convivono, la disponibilità di alloggi accessibili diventa un fattore decisivo di attrattività.
"Il dato di Macerata va letto con attenzione – afferma la direttrice di Cna Macerata Lucia Pistelli – perché racconta una dinamica che riguarda direttamente il futuro del nostro territorio. Il caro affitti non è più soltanto un tema abitativo o sociale, ma incide anche sulla capacità del territorio di restare attrattivo per studenti, lavoratori e nuove professionalità". Per CNA Macerata questa dinamica riguarda da vicino anche le imprese, perché la disponibilità di alloggi accessibili è sempre più legata alla possibilità di reperire personale qualificato e trattenere competenze.
"Le micro e piccole imprese hanno bisogno di lavoratori, professionalità e continuità – prosegue Pistelli – ma casa, lavoro e sviluppo locale sono elementi collegati. Se per un giovane, uno studente, un lavoratore o una famiglia diventa difficile sostenere un affitto, anche il sistema produttivo ne risente, perché si riduce la mobilità professionale e si indebolisce la capacità del territorio di crescere".
Secondo CNA Macerata, servono politiche strutturali per aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, favorire il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato e incentivare la rigenerazione urbana. Un tema che riguarda anche le città di medie dimensioni e le aree interne, dove la qualità dell’abitare può diventare una leva decisiva per contrastare lo spopolamento, sostenere il lavoro e rafforzare il tessuto produttivo.
"Il tema dell’abitare – conclude Pistelli – rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale. Anche nelle Marche e nella provincia di Macerata è necessario intervenire per tempo. Un Piano casa efficace e adeguati incentivi alla riqualificazione immobiliare possono aumentare l’offerta di alloggi sostenibili, recuperare immobili oggi inutilizzati, favorire la rigenerazione urbana e costruire un equilibrio più solido tra sviluppo economico e sostenibilità sociale. È una sfida che riguarda famiglie, giovani, studenti, lavoratori e imprese".
Una crescita del 35% nei primi quattro mesi del 2026 e una nuova campagna di reclutamento su scala nazionale. Il Gruppo Teloni, realtà nata tra Marche e Umbria e oggi punto di riferimento nel turismo esperienziale italiano, continua a consolidare il proprio percorso di sviluppo puntando su innovazione, personalizzazione e valorizzazione del territorio.
L'azienda, che ha mosso i primi passi proponendo l'affitto settimanale di ville con piscina e dimore storiche a una clientela internazionale, si è progressivamente trasformata in un modello di business capace di operare su tutto il territorio nazionale. Una crescita che negli ultimi anni ha portato il gruppo a distinguersi nel settore turistico come una delle realtà più dinamiche del panorama italiano.
I numeri confermano il trend positivo. Nel primo quadrimestre del 2026 il Gruppo Teloni ha registrato un incremento del 35% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, grazie soprattutto all'espansione del comparto degli eventi aziendali e del settore wedding.
Sempre più imprese scelgono infatti esperienze personalizzate per attività di team building, incentive e presentazioni di prodotto, mentre matrimoni ed eventi privati continuano ad attirare clienti provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Nord Europa e dalla stessa Italia, affascinati dalle dimore storiche e dalle location esclusive del Bel Paese.
Un risultato particolarmente significativo in un contesto internazionale nel quale il comparto turistico continua a confrontarsi con numerose incertezze e cambiamenti di mercato.
Per sostenere questa fase di espansione, il gruppo ha deciso di investire sulle persone, avviando una campagna di selezione destinata a rafforzare la propria presenza sull'intero territorio nazionale, con particolare attenzione al Centro Italia.
Al centro del progetto ci sono gli Experience Manager, figure professionali che rappresentano uno degli elementi distintivi del modello Teloni. Si tratta di professionisti in grado di conoscere a fondo il territorio, ascoltare le esigenze dei clienti e costruire esperienze su misura, trasformando ogni soggiorno, evento aziendale o matrimonio in un progetto unico.
Le opportunità sono rivolte sia a giovani che desiderano intraprendere un percorso professionale nel turismo, sia a operatori già esperti del settore, come ex agenti di viaggio, organizzatori di eventi e professionisti dell'accoglienza interessati a valorizzare le proprie competenze all'interno di una realtà strutturata e in forte crescita.
Tra le caratteristiche richieste figurano curiosità, spirito di iniziativa, passione per i viaggi e soprattutto una profonda conoscenza del proprio territorio e delle sue peculiarità culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche.
A supporto dell'attività degli Experience Manager opera l'Osservatorio Teloni, un centro interno di analisi che monitora costantemente l'evoluzione dei mercati turistici nazionali e internazionali.
Secondo l'ultimo report elaborato dal gruppo, emergono segnali particolarmente interessanti, come la forte crescita dei flussi provenienti dal Giappone (+34,6%) e il consolidamento del mercato statunitense. Parallelamente aumenta l'interesse verso destinazioni italiane meno tradizionali, con incrementi significativi delle ricerche online per località come Costa Rei, Cosenza e il Gargano.
«In Teloni la tecnologia incontra l'uomo – spiega il fondatore Sandro Teloni –. Il nostro Osservatorio individua i trend e analizza i dati, mentre gli Experience Manager trasformano queste informazioni in esperienze autentiche e personalizzate sul territorio».
Una filosofia condivisa anche dal general manager Alessandro Teloni, che sottolinea come il capitale umano rappresenti il principale fattore di crescita dell'azienda.
«Siamo partiti da un progetto locale e oggi operiamo su scala nazionale. Il nostro successo è costruito sulle persone e sulla loro capacità di valorizzare i territori. Per questo continuiamo a investire negli Experience Manager e ad aprire le porte sia ai giovani che desiderano costruire il proprio futuro nel turismo, sia ai professionisti che vogliono mettere a frutto la loro esperienza in un contesto innovativo e dinamico».
Lo scorso 5 giugno, la studentessa Martina Totò, iscritta al quinto anno dell'Indirizzo Moda presso l'IIS Bonifazi-Corridoni, ha conquistato il terzo gradino del podio al prestigioso concorso nazionale intitolato "La moda contro la violenza sulle donne – In ricordo di Renata Alexandra Trandafir", indetto dall'Istituto Cattaneo-Deledda di Modena.
Insieme al prestigioso riconoscimento, la giovane studentessa si è aggiudicata una borsa di studio del valore di 300 euro. A rendere ancora più memorabile la spedizione scolastica civitanovese ci ha pensato Anisa Shah, frequentante la classe quarta M, che ha ottenuto una menzione speciale della giuria, conferita per la particolare cura e l’attenzione maniacale dedicata agli aspetti tecnici dell’elaborato progettuale presentato.
La kermesse nazionale, giunta quest'anno alla sua terza edizione, porta con sé un carico emotivo e sociale di grandissimo spessore. Il concorso è nato infatti per tenere viva la memoria di Renata Alexandra Trandafir, una ragazza di soli 22 anni che il 13 giugno 2022 è rimasta vittima di un atroce femminicidio insieme alla sua mamma.
Renata si era diplomata proprio all'Indirizzo Moda dell'istituto modenese e la progettazione e la realizzazione di capi d'abbigliamento erano le sue più grandi passioni, vissute sempre con enorme senso di responsabilità e spirito d'iniziativa. Trasformare questo dramma in un'occasione di riflessione ha permesso di dimostrare come la moda possa diventare un veicolo fondamentale per sradicare i nocivi stereotipi di genere e per costruire, partendo proprio dai banchi di scuola, una solida cultura di uguaglianza e di rispetto reciproco.
Grande soddisfazione è stata espressa dai vertici dell'istituto civitanovese per i complimenti giunti a Martina e Anisa, che hanno affrontato il concorso coordinate magistralmente dalla docente Giuliana Compagnucci e supportate con dedizione da tutto il Dipartimento Moda dell’Istituto. Le due allieve hanno saputo fondere alla perfezione una spiccata sapienza tecnica e una spiccata creatività a una speciale sensibilità emotiva su un tema drammaticamente delicato e, purtroppo, costantemente attuale nella cronaca di tutti i giorni.
Importante riconoscimento per le Eum, Edizioni Università di Macerata, che si aggiudicano il premio in memoria di Antonio Prenna 2026, assegnato sabato 6 giugno a Civitanova Alta nell’ambito della nona edizione del Premio Annibal Caro, uno dei principali appuntamenti dedicati alla traduzione letteraria.
Il Premio è stato conferito alla casa editrice dell’Ateneo per “il prezioso impegno profuso nel panorama culturale del nostro territorio e nella promozione della traduzione come valore cardine di apertura e dialogo. Questa realtà editoriale, legata all’ambito accademico ma capace di ascoltare i fermenti e le tendenze esterne, dimostra come la cultura locale sappia aprirsi al mondo, celebrando l’arte del tradurre come potente motore di coesione e crescita per l’intera comunità”.A ritirare il riconoscimento è stata la presidente delle Eum Simona Antolini, che ha sottolineato il valore della traduzione come espressione di una visione del mondo, fondata sulla centralità della relazione e sulla creazione di connessioni interculturali, e il rettore John McCourt che, oltre a ringraziare per un premio arrivato dalla città in cui vive, ha espresso la propria gratitudine a tutte le persone che lavorano per la casa editrice che nei vent’anni della sua storia l’hanno resa un punto di riferimento nazionale.
La premiazione ha concluso la tre giorni del festival Trad. – Festival della traduzione, che ha animato Civitanova Alta con incontri, dialoghi e approfondimenti dedicati all’arte del tradurre. Tra i protagonisti della manifestazione anche la traduttrice Stella Sacchini, che ha presentato il volume “Tornare a ridere al giorno”, recentemente pubblicato dalle Eum.
L’edizione 2026 del Premio Annibal Caro ha visto la vittoria di Daniele Petruccioli per la traduzione dal francese del romanzo “La balia di Bacon” di Maylis Besserie (Voland). Il Premio ex aequo della Giuria Tecnica è stato assegnato a Barbara Delfino per la traduzione dal polacco di “Come un fiore di papavero scuro” di Maryla Szymiczkowa (Rizzoli), e a Yasmina Melaouah, per la traduzione dal francese di “Disertare di Mathias Énard” (e/o).
Nel corso della cerimonia sono stati inoltre conferiti il Premio alla carriera ad Anna Ruchat, tra le più autorevoli traduttrici dal tedesco, e due menzioni speciali a Emanuela Bonacorsi per la nuova traduzione dal russo de Le 12 sedie di Il’ja Il’f e Evgenij Petrov (Voland) e a Giusi Drago per la nuova traduzione dal tedesco di “Berlin Alexanderplatz” di Alfred Döblin (Mondadori).
Chi legge un libro viaggia, esplora il mondo”. Parte da questo antico adagio il senso profondo del progetto “Leggo a casa tua”, promosso dall’associazione Camminiamo Insieme O.d.G. di Porto Recanati, che porta la lettura direttamente nelle abitazioni di chi non può più accedervi autonomamente.
Un’iniziativa pensata per persone con difficoltà visive, motorie o situazioni di isolamento, che trasforma la lettura in un gesto di vicinanza e inclusione sociale. I volontari si recano a domicilio per leggere libri, quotidiani, poesie o saggi, scelti liberamente dagli utenti, offrendo così non solo un servizio culturale, ma anche un momento di compagnia e relazione umana.
«E’ ciò che cerchiamo di fare ogni giorno – spiega il presidente Angelo Balestrino – attraverso il progetto “Leggo a casa tua”. Un esempio concreto è quello di un anziano che ha chiesto la lettura de I tre moschettieri per rivivere i ricordi della sua giovinezza».
Il progetto nasce con l’obiettivo di contrastare l’isolamento fisico e cognitivo delle persone fragili, favorendo il benessere psicologico e stimolando le capacità mentali, in linea con diversi studi che evidenziano i benefici della lettura condivisa nella prevenzione del declino cognitivo.
Per l’associazione, la solidarietà è un valore quotidiano da coltivare e trasmettere. «La solidarietà va preservata con i gesti di ogni giorno e insegnata alle nuove generazioni con l’esempio», sottolinea Balestrino.
Proprio in questa direzione si inserisce la collaborazione con il liceo classico “G. Leopardi” di Recanati, i cui studenti nelle prossime settimane svolgeranno uno stage formativo affiancando i volontari nelle attività sul territorio. I ragazzi parteciperanno agli accompagnamenti per visite mediche, alla consegna dei farmaci a domicilio e ai servizi di trasporto sociale con i mezzi dell’associazione.
Un’esperienza che unisce formazione e solidarietà, permettendo ai giovani di entrare in contatto diretto con il mondo del volontariato.
«Vogliamo costruire una comunità in cui fragilità e difficoltà siano meno pesanti da vivere», conclude il presidente, sottolineando il valore sociale di un progetto che trasforma la lettura in relazione e la cultura in strumento di inclusione.
MACERATA – Un prestigioso riconoscimento nazionale premia l’impegno del Macerata Opera Festival e del Comune di Macerata nella promozione culturale delle nuove generazioni. In occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, il presidente della Repubblica ha conferito alla sesta edizione di Sferisterio Scuola la medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte.
Si tratta della più alta onorificenza prevista nell’ambito del riconoscimento istituito nel 1950, assegnata con decreto del Capo dello Stato su proposta del Ministero della Cultura. Un premio che valorizza il percorso di crescita di un progetto educativo e divulgativo che, in appena sei anni, ha superato le 100mila presenze, diventando un punto di riferimento per numerose scuole marchigiane.
Promosso dal Macerata Opera Festival in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Macerata, Sferisterio Scuola è rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie e rappresenta uno dei pilastri dell’attività di formazione del pubblico del futuro. Attraverso laboratori, percorsi didattici e spettacoli dal vivo, il progetto avvicina bambini e ragazzi al mondo dell’opera lirica, favorendo l’educazione all’ascolto e la partecipazione culturale.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla sovrintendente del Macerata Opera Festival, Lucia Chiatti. «Ricevere la medaglia del presidente della Repubblica per Sferisterio Scuola è motivo di grande orgoglio e responsabilità. È un riconoscimento di straordinario valore istituzionale e culturale che ci emoziona profondamente. Premia una progettualità che pone i giovani, l’educazione culturale e l’accessibilità all’opera al centro della missione pubblica dello Sferisterio».
Emozionata anche l’assessore alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Macerata, Katiuscia Cassetta. «Sono grata per questo prestigioso riconoscimento. Condividiamo con il presidente della Repubblica una profonda attenzione verso le nuove generazioni e a loro ci rivolgiamo con rispetto e qualità. Questo premio appartiene anche alle scuole, alle famiglie, ai ragazzi e a tutti coloro che negli anni hanno contribuito a rendere speciale questa iniziativa».
Il Macerata Opera Festival ha inoltre rivolto un ringraziamento ai partner che sostengono il progetto: Giessegi Industria Mobili, Astea Energia – Gruppo SGR, Clementoni e Naturneed.
Nel frattempo è già aperta la vendita dei biglietti per le Anteprime Giovani Under 30 del Macerata Opera Festival. Gli under 30 potranno accedere agli spettacoli con un biglietto unico da 12 euro, mentre per gli over 30 è disponibile il voucher accompagnatore da 40 euro, riservato a chi accompagnerà quattro ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni.
La piscina del Parco Pegaso di Trodica ha ufficialmente riaperto i battenti lunedì pomeriggio, con l'inaugurazione della nuova gestione del chiosco, del solarium e dello specchio d’acqua, strutture di proprietà comunale frequentate ogni estate da tantissimi residenti e famiglie del territorio. Il complesso rappresenta da anni un punto di riferimento fondamentale per la socialità e il tempo libero, in particolare durante i mesi estivi, grazie alla sua capacità di attrarre un significativo numero di utenti in cerca di relax, sport e refrigerio.
La nuova concessione avrà una durata di sei anni e sarà guidata dalla 16 Bit Srl, un'azienda del territorio. Dopo la scadenza della precedente gestione, avvenuta il 30 settembre 2025, il Comune ha avviato l'iter per affidare nuovamente la struttura: a dicembre 2025 è stato pubblicato il bando di concessione, al quale hanno risposto quattro operatori economici.
L'obiettivo è continuare a garantire alla frazione di Trodica e a tutta Morrovalle un polo aggregativo sicuro, moderno, curato e accessibile a tutti, uno spazio attrezzato di svago, in linea con la vocazione di servizio pubblico che da sempre caratterizza l'area verde del Parco Pegaso.
Il sindaco Andrea Staffolani ha espresso grande soddisfazione per il completamento dell'iter e per la ripartenza delle attività all'interno dell'area. "Restituire alla comunità il Parco Pegaso nella sua totale funzionalità, con una piscina e un chiosco pronti a partire, era una priorità assoluta per la nostra amministrazione - ha dichiarato il primo cittadino -. Siamo certi che la nuova gestione saprà interpretare al meglio il desiderio di condivisione, benessere e svago dei nostri cittadini, offrendo un servizio di qualità in uno dei luoghi più amati dai morrovallesi".
"Crediamo che i servizi di prossimità: gli spazi verdi, le piscine, i luoghi di aggregazione, siano parte integrante della qualità della vita di un comune. Investire su di essi significa investire sulle persone e sul futuro di Trodica e di tutto il nostro territorio. Colgo l'occasione per ringraziare chi, negli anni precedenti, ha gestito questa area con dedizione e cura: il loro lavoro ha contribuito a rendere il Parco Pegaso lo spazio vivo e apprezzato che è oggi, e su quel lavoro la nuova gestione potrà costruire", ha concluso Staffolani.
Una serata speciale, capace di far ridere, commuovere e, soprattutto, riflettere. Di fronte a una bellissima e calorosa cornice di pubblico, il Teatro Conti di Civitanova Marche ha ospitato il debutto di “Fuori tempo”, lo spettacolo nato dal percorso del corso di scrittura creativa e improvvisazione teatrale cittadino. Il pubblico ha accolto con straordinario calore l'interpretazione del gruppo, giudicata autentica e profondamente coinvolgente, all'interno di una narrazione che ha saputo alternare con grande fluidità momenti di pura comicità a passaggi di intensa emotività fino all'ultimo, scrosciante applauso.
La messa in scena rappresenta l'atto conclusivo di un lungo viaggio formativo iniziato nell'ottobre del 2025 sotto la guida esperta di Leonardo Accattoli e Letizia Trivelli. La trama dello spettacolo ruota attorno al tentativo, decisamente strampalato, di un gruppo di ragazzi ricchi di ambizione ma decisamente privi di talento, determinati a fondare una band musicale e comporre il brano perfetto per vincere un contest.
Un'avventura ironica e metaforica in cui i giovani protagonisti, alla fine della fiera, non impareranno affatto a suonare meglio, ma scopriranno il valore inestimabile dello stare bene insieme, regalando alla platea una "leggerezza impegnata" fondata sui valori dell'amicizia e del fare squadra.
Il progetto è stato fortemente voluto e sostenuto dall’Assessorato ai Servizi Educativi e Formativi del Comune, inserito nella più ampia progettualità di "Civitanova città con l'infanzia" e sviluppato in stretta sinergia con Favola Fragile. Questa realtà professionale è specializzata nella conduzione di laboratori cinematografici e teatrali anche in contesti di fragilità sociale.
L'obiettivo primario del percorso, infatti, è quello di accompagnare gli adolescenti nell'età dello sviluppo, offrendo loro contesti protetti e modelli di riferimento sani in cui poter esprimere paure, ansie e disagi attraverso la scrittura collettiva del copione.
A sottolineare la valenza sociale dell'opera è intervenuta direttamente sul palco l'Assessore ai Servizi Educativi e Formativi, Barbara Capponi, che ha espresso tutto il suo orgoglio per il traguardo raggiunto: «Ringrazio tutti i presenti, tutti coloro che hanno lavorato a questa serata, ma soprattutto i ragazzi e le loro famiglie. Mettersi in gioco in un percorso come questo, dove il teatro non è il fine ma il mezzo, vuol dire credere alla possibilità di percorsi educativi in cui i nostri giovani siano realmente protagonisti della loro crescita, come persone prima ancora che come artisti. L'Assessorato, che già da quattro anni sostiene con forza questa progettualità, continuerà a promuoverla in una cultura di sguardo e di valorizzazione costante di ciascuno e della propria unicità».
Un elemento cardine della serata è stato rappresentato dalla preziosa collaborazione con il Servizio Sollievo. Grazie a questa sinergia istituzionale, gli utenti del Dipartimento di Salute Mentale e le loro famiglie hanno vissuto un momento concreto di inclusione a servizio della comunità. Gli utenti del Servizio Sollievo si sono infatti occupati in prima persona della realizzazione della locandina ufficiale, della gestione dell'accoglienza in teatro e degli scatti fotografici nel backstage, fornendo un contributo fondamentale alla riuscita dell'evento.
La collaborazione non si esaurisce qui: una selezione delle fotografie realizzate dietro le quinte verrà ufficialmente esposta durante la festa del Servizio Sollievo in programma nel mese di luglio. Un appuntamento a cui tutta la cittadinanza è invitata a partecipare per continuare a sostenere un modello di inclusione che valorizza appieno le potenzialità di giovani e adulti.
Si conclude dopo oltre quarantatré anni di attività professionale la carriera dell'ingegnere Paolo Cippitelli. Mercoledì 10 giugno è stato infatti il suo ultimo giorno di servizio, raggiunto il limite di età previsto per il pensionamento.
Una lunga esperienza maturata all'interno di diverse amministrazioni locali del territorio marchigiano, con incarichi tecnici e dirigenziali che hanno lasciato un segno significativo soprattutto nel Comune di Macerata. Qui, nel 1987, Cippitelli vinse il concorso da dirigente, iniziando un percorso professionale che lo ha visto ricoprire numerosi ruoli di responsabilità.
Nel corso degli anni ha lavorato come capo ufficio e quadro del Servizio Automobilistico Urbano, oggi APM, dirigendo il settore per oltre un decennio. Successivamente ha svolto importanti funzioni tecniche nell'ambito dello Sportello Unico per l'Edilizia e del Suap, mettendo a disposizione competenze e professionalità al servizio dell'amministrazione e dei cittadini.
Nel giorno del congedo dal lavoro, Cippitelli ha voluto rivolgere un pensiero a tutte le persone incontrate durante il suo percorso professionale. «Desidero salutare tutti i colleghi e i collaboratori con i quali ho condiviso idee, progetti e soluzioni, così come i cittadini, gli utenti e i professionisti che in questi anni si sono rivolti agli uffici per un confronto costruttivo», ha dichiarato.
Particolarmente sentito il ricordo dedicato agli autisti e a tutto il personale del Servizio Automobilistico Urbano di Macerata, settore che ha guidato per oltre dieci anni all'inizio della propria carriera e che considera ancora oggi una delle esperienze professionali più significative.
Un ringraziamento è stato rivolto anche agli amministratori dei Comuni di Macerata, Urbisaglia e Porto Recanati, con i quali ha collaborato nel corso degli anni. «A tutti coloro che ho avuto l'onore di affiancare – ha sottolineato – auguro di continuare a operare con dedizione e spirito di servizio per il bene delle comunità che rappresentano».
Nel suo messaggio finale non è mancato un pensiero per segretari comunali, dirigenti e responsabili dei servizi, definiti da Cippitelli un motore fondamentale per il funzionamento degli enti pubblici e per la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Una mattinata ricca di emozioni e significati quella vissuta a Macerata durante la Festa dell’Arma dei Carabinieri (leggi qui), dove a conquistare il pubblico è stata la dolcezza e la spontaneità di una giovanissima protagonista arrivata da Castelraimondo. Si tratta di Penelope Pierandrei, sei anni, alunna del primo anno della scuola primaria “De Amicis”, che ha aperto la cerimonia con la lettura di una poesia scritta da lei stessa.
Accompagnata dal vicesindaco Roberto Pupilli, la bambina ha saputo catturare l’attenzione dei presenti grazie alla sua interpretazione e alla sensibilità delle parole pronunciate davanti alle autorità e ai cittadini riuniti in piazza Vittorio Veneto. Per Penelope è stato anche un momento particolarmente significativo, poiché ha avuto il compito di consegnare il tricolore ripiegato destinato al tradizionale alzabandiera, uno dei passaggi più solenni della celebrazione.
L’esibizione della giovane studentessa ha suscitato applausi, sorrisi e apprezzamenti, diventando uno dei momenti più toccanti dell’intera manifestazione. Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’Amministrazione comunale di Castelraimondo, che ha voluto evidenziare il talento e l’impegno della bambina.
“La cerimonia istituzionale dell’Arma dei Carabinieri è iniziata con la poesia di un nostro piccolo talento. Penelope Pierandrei è un grande vanto per Castelraimondo: le facciamo tanti complimenti per il suo impegno e la sua passione, che siamo certi coltiverà negli anni”, ha dichiarato il Comune nel post pubblicato sui social.
La cerimonia è poi proseguita con gli interventi istituzionali e la lettura dei messaggi ufficiali, ma l’emozione regalata dalla piccola Penelope Pierandrei è rimasta tra i ricordi più belli della giornata. Un momento capace di unire il valore delle istituzioni con la freschezza delle nuove generazioni, rendendo ancora più speciale una ricorrenza particolarmente sentita dall’Arma dei Carabinieri e dall’intero territorio provinciale.
Quasi 250 alunni hanno raccolto quasi 25 kg di plastiche e microplastiche disperse nel territorio. Vince la classe V di Pittura del Braccio. Si è conclusa ieri, presso il cortile di Palazzo Venieri, la cerimonia di premiazione della prima edizione di Plastic Out, il progetto promosso da Iustissima Civitas che ha coinvolto le scuole del territorio in un’attività concreta di sensibilizzazione ambientale e incentrata su lezioni teoriche e sessioni pratiche di raccolta delle plastiche disperse all'esterno.
Undici le classi partecipanti in rappresentanza degli Istituti Comprensivi Badaloni e Gigli, per un totale di quasi 250 alunni, impegnati nelle giornate di raccolta (4 e 5 giugno scorsi) in diverse aree della città. Zone che, nonostante appaiano molto pulite, hanno comunque riportato alla luce diverse micro-plastiche e frammenti, dando una percezione concreta del pericolo legato alla dispersione dei rifiuti di taglio più piccolo.
Complessivamente, sono stati raccolti dagli alunni ben 24,85 kg di plastica, pari a un risparmio stimato di circa 51 kg in emissioni di CO₂, un dato che evidenzia in modo concreto l’impatto ambientale dell’iniziativa.
A salire sul gradino più alto del podio è stata la classe V della scuola Pittura del Braccio, con 4,79 kg di plastica raccolta. Al secondo posto la II B della scuola San Vito con 4,13 kg, seguita dalla I C della scuola Patrizi con 3,17 kg. Per una manciata di grammi è invece rimasta ai piedi del podio la IV della scuola Pittura del Braccio, con 3 kg esatti di rifiuti catturati.
Il progetto, nato da un’idea del consigliere di Iustissima Civitas Giacomo Baldassari, e iniziato con le lezioni teoriche a cura degli esperti di Fondazione Cetacea, ha voluto coniugare educazione, partecipazione attiva e cura del territorio, offrendo agli studenti un’esperienza diretta e concreta sui temi della sostenibilità e della responsabilità civica.
Alla cerimonia ha partecipato una nutrita rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, tra cui gli assessori Emanuela Pergolesi, Maurizio Paoletti e Sabrina Bertini, insieme a Enrico Fabraccio, AD di Centro Marche Acque, tutti concordi nel ringraziare e complimentarsi con l’Associazione per l’impegno nella promozione, tra i più giovani, di una crescente sensibilità green.
Nel corso della mattinata sono stati distribuiti ai partecipanti, oltre agli attestati, anche dei puzzle offerti da Clementoni, come riconoscimento simbolico dell’impegno dimostrato dagli studenti.
La premiazione ha rappresentato non solo un momento di riconoscimento, ma anche un’occasione per valorizzare il contributo delle scuole, dei partner e delle istituzioni che hanno sostenuto il progetto.
"Con Plastic Out, Iustissima Civitas affianca alle tradizionali attività culturali un’iniziativa orientata al futuro e alle nuove generazioni, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza ambientale e un senso di appartenenza attiva alla comunità - le parole della Presidente, Sara Clementoni - Voglio ringraziare prima di tutto i Dirigenti e gli Insegnanti delle scuole aderenti, senza il loro lavoro non sarebbe stato possibile mettere in piedi questa prima edizione. Un altro sentito ringraziamento va al Comune di Recanati, a FareVerde Macerata e Fondazione Cetacea e ai sostenitori, Astea, Clementoni e Studio Baldassari Comunicazione".
Abbiamo intervistato Andrea Motta, creator attivo tra Twitch e social verticali, per ripercorrere il suo percorso personale e professionale: dagli inizi con le live tra amici fino alla costruzione del personaggio "Andrew Liaison", passando per Milano, Roma e l’evoluzione del suo format diventato virale su Instagram e TikTok.
Come inizia il tuo percorso nel mondo dei social?
"Diciamo che tutto parte dal mio approccio alla realtà social attraverso le live di Twitch, perché all’inizio facevo live, ho iniziato a Civitanova facendo live con gli amici mentre cucinavamo del seitan. Poi facendo queste live vengo anche un po’ notato da un altro streamer/youtuber che era SocialBoom, e mi disse poi di salire a Milano per aiutarlo con una maratona che svolgeva lui all’epoca.
Quindi tutto questo percorso inizia con questo trasferimento a Milano, perché io vado da lui ad aiutarlo con questa maratona, però da lì a tre anni poi non sono più tornato a casa. Mi sono dato un tono o comunque una nuova immagine come persona, tanto non mi conosceva nessuno, quindi ho detto andiamo un po’ a ruota libera".
All’inizio era un approccio legato al gaming?
"No, io quelle robe da seg***li non le facevo né adesso né prima (ride, ndr)".
Sei davvero di Civitanova?
"Non proprio di Civitanova, sono di Loreto, naturalizzato Civitanova".
Come nasce il format che poi ti rende virale?
"Perché io nel live di Twitch ero in una situazione abbastanza diversa dal normale. Il format è più o meno sempre stato lo stesso, ma non era brandizzato come adesso. All’inizio utilizzavo qualche inglesismo a livello molto blando: invitavo una ragazza a uscire e, se ci stava, creavo l’appuntamento in diretta, quindi veniva tutto visto in live attraverso la telecamera e la community poteva interagire con noi attraverso donazioni.
La chat parlava, creava situazioni abbastanza imbarazzanti oppure aiutava nei confronti della ragazza o comunque anche in giro per Milano. Io coinvolgevo persone che erano al di fuori del mio mondo e le rendevo partecipi.Era tutto basato sull’improvvisazione, perché io non sapevo cosa avrei fatto durante quelle 6 ore di stream. Giravo Milano e cercavo di intrattenere il pubblico.
Poi come ogni content creator si crea una lore: magari se conoscevo una ragazza diventava parte della mia storia, la rivedevo più spesso, c’erano intrecci anche amorosi, quindi potevano nascere drama, diventava come una vera e propria serie TV. Se ti perdevi una puntata non capivi cosa succedeva".
Continui ancora con questo formato?
"No, ho smesso ormai dal 2023 che non faccio più dirette su Twitch".
Come avviene il passaggio a TikTok e ai formati verticali?
"Dopo un ban durato più di sei mesi è stato un po’ l’incipit di tutto tra le piattaforme. Principalmente all’inizio TikTok perché mi ricondividevano le clip che facevo su Twitch e le rimettevano su TikTok. Sotto consiglio sempre di SocialBoom mi disse che dovevo rendere un format mio, non un repost da terzi. Quindi da lì ho iniziato a uscire direttamente col telefono, senza essere in live, però creando mini contenuti.
All’inizio ero in POV, fermavo le ragazze con approcci strani, con frasi e inglesismi sempre bizzarri, più che altro per creare quella situazione di imbarazzo e cringe, perché secondo me quello che faceva ridere non era il vero tentativo di provarci, ma la situazione. Non sono stato mai sistematico nella pubblicazione. Sono una persona abbastanza incostante. Se non mi sento di fare una cosa non la faccio.
La ragione è un po’ forse d’artista: se mi sveglio bene lo faccio, se non mi sveglio non lo faccio, perché non sono una macchina e non voglio essere l’ingranaggio all’interno di nulla".
Come nasce la parola “liaison”?
"Dopo ritorno a streammare su una piattaforma chiamata Kick, una piattaforma americana di live streaming. Per sbaglio dico la parola liaison, perché mi risuonava da una serie TV degli anni 2000 che si chiamava Dirty Sexy Money, che parlava di una famiglia ricchissima di New York.
C’era questo padre che diceva al figlio politico di tenere fuori la sua liaison per non rovinare il suo percorso politico.Io l’ho provata a dire a una ragazza e ha fatto ridere la situazione. Poi ho scoperto che liaison in realtà significa una botta e via, ma io la interpreto come una conoscenza senza impegno, cioè giusto per parlare e conoscersi".
Come nasce il personaggio e il brand “Andrew Liaison”?
"Diciamo che nasce un po’ così il concept. Io non ho mai voluto insistere su questa parola, però mi dicevano che ogni volta che la usavo il contenuto andava forte. Però al tempo stesso non voglio essere sempre la stessa cosa in continuazione.
Dopodiché nel 2023 lascio Milano perché finisce un contratto lavorativo e ritorno nelle Marche. Poi mi consigliano di andare in una grande città per continuare, quindi vado a Roma. La mia vita è fatta di azzardi, prendo treni e vediamo come va. Da lì sono stabilmente a Roma e diciamo che Roma ha forgiato Andrew Liaison, anche se Andrew Laison nasce già prima, da quel video che raccontavo prima.
Negli ultimi due anni ho insistito sulla mia immagine, prima non volevo, poi ho detto proviamo a rendere creativo anche questo modo di approcciarsi. Prima ero più FuturMotta, molto più rustico, sia nell’abbigliamento che nelle acconciature. Mi vestivo con magliette da Formula 1 o da calcio, perché secondo me lo stile sportivo o casual, anche un po’ alla buona, era una sfida contro la convenzione sociale.
Andare magari da una ragazza non perfetto, non pettinato, non costruito, e vedere la risposta. Quello secondo me è stato il primo step, quello che mi dicono essere stato il mio prime. Poi Andrew Liaison è arrivato dopo ed è più forte perché è più riconosciuto. Come personaggio è meno "grezzo".
Che rapporto hai con Civitanova e con il mare?
"Io sono di Loreto, però negli ultimi anni ho sempre avuto legami con Civitanova Marche. Ho concluso lì i miei studi, liceo linguistico. Da lì ho creato un gruppo di amici, ho avuto anche la mia prima fidanzatina lì, quindi sarò sempre legato a Civitanova.
Per me è una seconda casa, nonostante non rinneghi le mie origini loretane. Mi sento molto legato anche al mare. Con il gruppo di Civitanova abbiamo una barca e quando posso dormo lì, perché mi piace il risveglio con il rumore dei gabbiani, delle onde. Quando posso scappo dalla città, anche se Roma mi piace".
Visto l'utilizzo di maglie sportive e calcistiche nei tuoi primi video, sei un tifoso di calcio?
"Non seguo molto il calcio. Sono più del tipo ‘odio il gioco, non i giocatori’. Però essendo legato a Civitanova sposo anche il lato sportivo perché secondo me è culturale, unisce le persone. Quando sono in gruppo mi sento parte di una comunità. Sono andato anche in curva, seguo la Civitanovese, e mi sento parte di quel mondo.
C’è il gruppo del Bunker Rosso Blu, loro sono nati lì e hanno un sentimento del mare più grande del mio. Io li seguo perché mi riconosco in quello che si prova. Mi ricordo anche quando la Civitanovese ha vinto uno dei primi derby e c’era lo striscione con scritto “siete solo figli delle nostre estati”, quella scena mi è rimasta".
Progetti futuri?
"Mi auguro di mantenere una buona lunghezza d’onda. Vorrei che Andrew Liaison si concretizzasse sempre più come una sorta di presentatore, in stile Gigi Marzullo, con giochi di parole. Però senza forzare nulla, vediamo come evolve".