CALDAROLA – Ancora sangue sulle strade marchigiane. Un giovane di 28 anni, Michele Caporali, residente a Cessapalombo, ha perso la vita nella serata di ieri in un incidente stradale avvenuto lungo la Strada Provinciale 147, nel territorio comunale di Caldarola.
Secondo una prima ricostruzione, il 28enne stava viaggiando in sella alla propria motocicletta quando, per cause ancora in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo violentemente sull'asfalto. Al momento non risulterebbero coinvolti altri veicoli e l'ipotesi prevalente resta quella di un incidente autonomo.
L'allarme è scattato pochi istanti dopo lo schianto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato di prestare le prime cure al giovane motociclista. Ogni tentativo di salvarlo, però, si è rivelato vano: le lesioni riportate nell'impatto erano troppo gravi e il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Sulla dinamica dell'incidente sono in corso gli accertamenti delle forze dell'ordine, chiamate a ricostruire con precisione quanto accaduto. La notizia della morte di Michele Caporali ha profondamente colpito la comunità di Cessapalombo, dove il giovane era molto conosciuto.
Con un messaggio pubblicato sui propri canali social, il Comune ha espresso la vicinanza alla famiglia: «Con profondo dolore, il sindaco, l'Amministrazione comunale, i dipendenti dell'ente e l'intera comunità di Cessapalombo si stringono attorno alla famiglia Caporali per la tragica e prematura scomparsa del caro Michele. La perdita di un ragazzo così giovane lascia un vuoto immenso e ferisce profondamente il cuore di tutti noi. In un piccolo paese come il nostro, un dolore così grande appartiene a tutti. L'intera comunità di Cessapalombo si raccoglie nel silenzio e nella preghiera. Ciao, Michele».
CALDAROLA – Ancora sangue sulle strade marchigiane. Un giovane di 28 anni, Michele Caporali, residente a Cessapalombo, ha perso la vita nella serata di ieri in un incidente stradale avvenuto lungo la Strada Provinciale 147, nel territorio comunale di Caldarola.
Secondo una prima ricostruzione, il 28enne stava viaggiando in sella alla propria motocicletta quando, per cause ancora in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo del mezzo, finendo violentemente sull'asfalto. Al momento non risulterebbero coinvolti altri veicoli e l'ipotesi prevalente resta quella di un incidente autonomo.
L'allarme è scattato pochi istanti dopo lo schianto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato di prestare le prime cure al giovane motociclista. Ogni tentativo di salvarlo, però, si è rivelato vano: le lesioni riportate nell'impatto erano troppo gravi e il personale sanitario non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Sulla dinamica dell'incidente sono in corso gli accertamenti delle forze dell'ordine, chiamate a ricostruire con precisione quanto accaduto. La notizia della morte di Michele Caporali ha profondamente colpito la comunità di Cessapalombo, dove il giovane era molto conosciuto.
Con un messaggio pubblicato sui propri canali social, il Comune ha espresso la vicinanza alla famiglia: «Con profondo dolore, il sindaco, l'Amministrazione comunale, i dipendenti dell'ente e l'intera comunità di Cessapalombo si stringono attorno alla famiglia Caporali per la tragica e prematura scomparsa del caro Michele. La perdita di un ragazzo così giovane lascia un vuoto immenso e ferisce profondamente il cuore di tutti noi. In un piccolo paese come il nostro, un dolore così grande appartiene a tutti. L'intera comunità di Cessapalombo si raccoglie nel silenzio e nella preghiera. Ciao, Michele».
Cantava Domenico Modugno negli anni del boom, quando a Macerata si faceva lo struscio, i negozi erano pieni e brillavano invece delle lucette le insegne della Upim, “piange il telefono perché non voi votà, anche se dico Parca so già che non risponderà”.
Eh già: partenza in salita per la giunta della protervia leghista con un lunedì da alte tensioni in consiglio comunale. I cellulari sono roventi; il riscaldamento climatico c’entra poco perché i maggiorenti dei partiti che si sono fatti promotori di un governo cittadino a trazione leghista che esclude il centro e i cattolici stanno inseguendo quelli che in epoca di prima Repubblica si chiamavano peones, ma che guardando al secondo esecutivo Parcaroli sono dei consiglieri con titoli assai superiori di quelli di alcuni neo-assessori, certamente superiori alla coppia dei “consigliori” del Sindaco.
Nelle telefonate si passa dalle minacce alle blandizie, ma tutti hanno capito che una promessa di Sandro Parcaroli dura come un gatto in tangenziale. Perciò a conti fatti al Centrodestra mancano da 6 a 8 voti per far eleggere Francesco Luciani presidente del Consiglio Comunale. Il suo bis è stato messo in discussione della composizione della giunta che ha indispettito Macerata Unica (leggi Deborah Pantana) e Unione di Centro e scontentato moltissimi consiglieri di Fratelli d’Italia (lì si annida il maggior numero di franchi tiratori annunciati) di Forza Italia, ma si sa che anche un paio di consiglieri della Lega sarebbero pronti a impallinare Luciani.
I massimi strateghi della Sandropolitik (Mauro Lucentini e il consiglier di minoranza di Appignano) non hanno fatto i conti con i subentranti in consiglio! Dunque a conti fatti a Luciani mancano almeno tre voti da Fratelli d’Italia, due voti da Forza Italia, uno o due dalla Lega e i due delle liste del Centrodestra che pure hanno vinto le elezioni, ma sono state escluse dall’esecutivo. Domani alla prima seduta del Consiglio comunale gli assessori (che non votano per il presidente del Consiglio tranne il Sindaco) arriveranno con il pallottoliere, il pubblico con i pop corn. Del resto per alcuni cabalisti il 17 non è un numero fortunatissimo. Si starà a vedere. Ma come conseguenza di questa giunta annunciata di destra destra non c’è solo il voto su Luciani, ci sono ripercussioni che vanno ben al di là del perimetro del Consiglio comunale e investono direttamente la Regione e la Curia.
Oltre ad avere un riflesso politico importante che dimostra come i cosiddetti “registi” della politica locale abbiano la vista assai corta. Se si pigliano a riferimento i sondaggi nazionali emerge prepotente la considerazione che sacrificare il Centro (soprattutto con un Roberto Vannacci rampante) per la destra è sconfitta sicura, ma guardando ai risultati elettorali di Macerata si scopre che Sandro Parcaroli disubbidendo alla giusta indicazione di Francesco Acquaroli che raccomandava un esecutivo composto da 3 di Fdi, 2 della Lega, 2 di FI e un assessore ciascuno dei partiti di centro ha dato vita a una giunta di minoranza. I tre partiti rappresentati in giunta assommano infatti al 38,6% dei voti raccolti nelle scorse comunali, il campo di Centrosinistra vale il 41,7% in senso stretto, l’area anti-Parcaroli assommando Sigona, Orioli e Ripa sale al 49,8%. Quelli che Parcaroli ha lasciato fuori dalla porta (Udc 2,99% e Popolari 1,6) sono quelli che lo hanno fatto vincere e che se in Consiglio comunale si mettono di traverso aggregando attorno a sé tutto il dissenso non lo faranno governare. Di questo il Sindaco è stato avvertito direttamente da una telefonata di Maurizio Lupi, segretario nazionale di Noi moderati, rispetto a cui pare il primo cittadino abbia fatto spallucce.
Vedremo domani quali saranno le conseguenze. Che invece già ci sono e pesanti in Regione e in Curia. Da quel che trapela Francesco Acquaroli – si parla di un’animata discussione una settimana fa ai 50 anni di Eurosuole tra lui e Mauro Lucentini: sarebbero volate parole grosse – è talmente scontento che starebbe pensando di mandare a casa Renato Poletti, il suo capo di gabinetto arrivato in sostituzione di Fabio Pistarelli che, sostengono le malelingue, contempla questo spettacolo dei politici maceratesi dilettanti allo sbaraglio con malcelata soddisfazione. Poletti – nonostante il cognome non è parente del fu cardinale grande tessitore di vicende curiali all’ombra di papa Paolo VI, ma spesso tirato in ballo anche per il caso di Emanuela Orlandi visto che fu lui ad autorizzare la sepoltura del capo della banda della Magliana De Pedis nella cattedrale di Sant’Apollinare – ha mancato l’appuntamento proprio con la curia di Macerata.
Secondo Acquaroli non è stato capace di tenere a freno le aspirazioni di don Gianluca Merlini che avrebbe dirottato tantissimi voti sulla Lega contro le opinioni del medesimo vescovo. Su Merlini ci sono adesso voci di possibile trasferimento ad altro incarico in atra diocesi, ma nessuno sa la verità sul destino del mago delle preferenze Merlini. Una cosa è sicura nella Fondazione Bandini che è servita a Poletti per scalare l’ufficio in Regione l’esclusione dei centristi cattolici dalla giunta è stata vissuta come uno schiaffo e tutto il volontariato cattolico è in subbuglio. Ma sul (forse) capo di gabinetto della Regione c’è un altro appunto. Si sa che Francesca D’Alessandro che ha stracciato tutti in fatto di preferenze, segno evidente che gli elettori ne hanno riconosciuto la capacità e la dedizione, voleva l’assessorato alla cultura oltreché l’incarico di vicesindaco che si è conquistata per meriti.
Ebbene pare che Poletti nella trattativa con Merlini – sono tornati i tempi del Papa re quando il legato pontificio decideva i destini della città da piazza Strambi e sembra che questo il vescovo a Merlini non sia disposto a perdonarlo - piuttosto che portare avanti le indicazioni ricevute da Francesco Acquaroli abbia tutelato le indicazioni ricevute da Katiuscia Cassetta (non si è ripresentata per evitare il giudizio degli elettori) di nominare Lorella Benedetti assessora alla cultura per stoppare proprio la D’Alessandro con la quale la Cassetta non ha mai avuto rapporti idilliaci. Poletti che nel curriculum si vanta di avere ottimi rapporti col Vaticano sarebbe stato sensibilizzato a prestare attenzione alle istanze della Cassetta proprio da ambienti curiali. La Benedetti assicurerebbe una totale continuità con le scelte della fu assessora preferita da Parcaroli e si vocifera infatti che nonostante la sua assoluta fedeltà a Fratelli d’Italia l’esattora (questo è il nomignolo che hanno già dato alla neo responsabile dalla cultura perché proviene dall’Agenzia delle Entrate) sia il quarto assessore d’influenza leghista. Ebbene questa manovra potrebbe costare il gabinetto regionale a Poletti.
Si apre invece la partita del gabinetto comunale che è il piano B. Qualora infatti Luciani non passasse – anche per evitare un inevitabile scontro in Regione col potentissimo assessore Paolo Calcinaro promotore della lista dove l’ex presidente del Consiglio comunale si è presentato – gli si dovrebbe offrire un assessorato e l’unico che potrebbe cederlo è Giuseppe Romano che però il sindaco è obbligato a compensare lautamente. Con Romano Parcaroli le promesse deve rispettarle! Per il titolare del negozio di camicie si era già prospettata l’ipotesi di fargli fare il city manager, ma purtroppo questo signore non ha i titoli. Così verrebbe messo nel gabinetto del Sindaco con emolumento congruo. Staremo a vedere se domani in Consiglio comunale i “franchi” tireranno lo scarico!
Auto esce di strada e si ribalta, soccorsi quattro ragazzi: un 18enne trasferito a Torrette in eliambulanza. L'incidente si è verificato nel pomeriggio di oggi, intorno alle 16:30, lungo la strada provinciale 25 che collega Macerata e Cingoli.
Per cause ancora in corso di accertamento da parte delle autorità competenti, un'autovettura con a bordo quattro ragazzi, tutti residenti a Treia, è improvvisamente uscita di strada mentre transitava nei pressi della frazione di Villa Torre. A seguito della perdita di controllo, il mezzo ha terminato la sua corsa ribaltandosi in un campo agricolo situato a margine della carreggiata.
Sul luogo del sinistro sono scattati tempestivamente i soccorsi con l'arrivo dei vigili del fuoco e degli operatori sanitari del 118, i quali hanno prestato le prime cure d'urgenza ai giovani passeggeri. Il bilancio dell'impatto vede due ragazzi feriti: un 18enne, a causa dei traumi riportati, è stato stabilizzato e trasferito d'urgenza in eliambulanza presso il pronto soccorso dell'ospedale Torrette di Ancona, mentre un 19enne è stato trasportato in codice giallo all'ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso.
Gli altri due occupanti del veicolo, rimasti sostanzialmente illesi, hanno invece rifiutato il trasporto al presidio sanitario. Secondo le prime informazioni mediche raccolte, nessuno dei giovani coinvolti nell'incidente si troverebbe in pericolo di vita. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine per effettuare i rilievi di legge utili a ricostruire l'esatta dinamica del ribaltamento.
(Foto di repertorio)
Una tragedia si è consumata nel pomeriggio di oggi nelle acque del lago di Castreccioni, nel territorio comunale di Cingoli. Intorno alle 15:30, un passante che passeggiava con il suo cane, nei pressi di una zona dell'invaso poco frequentata, ha notato la presenza di un corpo in acqua e ha immediatamente allertato i soccorsi.
La macchina delle emergenze si è attivata con l'arrivo sul posto dei sanitari del 118, dei vigili del fuoco e dei carabinieri. I soccorritori della squadra fluviale dei vigili del fuoco, a bordo di un gommone pneumatico, hanno avviato le delicate operazioni di recupero del corpo ma per l'uomo, un anziano di 88 anni residente a Cingoli, non c'era ormai più nulla da fare: il decesso sarebbe avvenuto per annegamento, stando ai primi rilievi.
Sempre secondo le prime informazioni, l'88enne avrebbe raggiunto la località a bordo della propria automobile (una Fiat Panda), rinvenuta non lontano dal luogo del ritrovamento. L'intera area è stata temporaneamente transennata per consentire lo svolgimento degli accertamenti di legge.
Gli investigatori dell'Arma dei carabinieri stanno valutando diverse ipotesi per fare luce sulle cause della morte e sulla dinamica precedente all'evento. Al momento non viene esclusa la pista del gesto volontario, così come quella di una caduta accidentale o di un malore improvviso che potrebbe aver fatto perdere l'equilibrio all'anziano, anche in considerazione del fatto che il punto della sponda in cui è stato rinvenuto il cadavere presenta un terreno caratterizzato da una forte pendenza che conduce direttamente allo specchio d'acqua.
Spetterà agli accertamenti medico-legali e alle indagini delle forze dell'ordine stabilire con esattezza i dettagli del drammatico accaduto.
Anche nella notte appena trascorsa il personale della Polizia di Stato, congiuntamente a quello dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ha svolto un servizio di controllo del territorio nel Comune di Civitanova Marche.
L’ordinanza di servizio disposta dal Questore di Macerata Luigi Mangino rientra nelle linee strategiche pianificate in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, coordinato dal Prefetto, e si pone l’obiettivo di contrastare i reati di criminalità diffusa nelle aree caratterizzate da alto afflusso di giovani durante il weekend, con lo scopo di permettere ai ragazzi di trascorrere un sabato notte sicuro e prevenire le criticità tipiche della cosiddetta movida notturna.
Il dispositivo, che ha visto l'impiego degli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche, della Divisione Anticrimine e dell’Ufficio Immigrazione della Questura, affiancati dalle altre Forze di Polizia, ha presidiato i principali nodi viari e le vie d'accesso ai luoghi di intrattenimento. Massima attenzione è stata rivolta al contrasto dello spaccio di stupefacenti, alla prevenzione delle risse e all'abuso di sostanze alcoliche. A partire dalle ore 3.00, l'azione di vigilanza è stata concentrata lungo la fascia del lungomare per monitorare il deflusso degli avventori dai locali di pubblico spettacolo, vigilando sulle aree pubbliche adiacenti al fine di disinnescare sul nascere qualsiasi situazione di rischio.
Tempestivo è risultato l’intervento scaturito dalla segnalazione di un ragazzo a cui era stata rubata una catenina all’interno di un noto locale da ballo sul lungomare sud. Con la collaborazione del personale addetto alla sicurezza e della stessa vittima, il responsabile è stato immediatamente individuato, fermato, identificato e denunciato per furto. Il prezioso è stato quindi restituito al malcapitato.
Gli operatori sono intervenuti anche per prestare assistenza in caso di malore di alcuni giovani e per interrompere sul nascere possibili liti tra ragazzi, che sono state placate evitando che le situazioni degenerassero.
Il bilancio complessivo del servizio ha registrato l’identificazione di numerose persone, diverse delle quali straniere, e il controllo di decine di veicoli nell’ambito dei posti di controllo effettuati.
Si è spento nella notte, alle 3, all'ospedale di Macerata, Adriano Ciaffi. Aveva 90 anni ed è stato uno dei protagonisti della politica marchigiana degli ultimi cinquant'anni, figura di riferimento soprattutto per la città di Macerata.
Avvocato, titolare di uno storico studio in corso Cavour, Ciaffi ha continuato a seguire con attenzione la vita pubblica cittadina anche negli ultimi anni. Nonostante l'età, infatti, era spesso presente nei momenti più significativi della politica locale, mantenendo vivo il legame con il territorio che ha rappresentato per gran parte della sua carriera istituzionale.
Il suo percorso nelle istituzioni è stato particolarmente ricco. È stato presidente della Regione Marche dal 1975 al 1978, sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno e presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati. Ha inoltre ricoperto il ruolo di parlamentare per cinque legislature, consolidando nel tempo il proprio peso politico a livello nazionale.
Il nome di Adriano Ciaffi resta legato anche a due importanti riforme che hanno segnato la storia degli enti locali italiani. Il suo contributo è infatti associato alla legge 142 del 1990, che ha riformato l'ordinamento delle autonomie locali, e alla legge 81 del 1993, che ha introdotto l'elezione diretta del sindaco, cambiando profondamente il sistema amministrativo del Paese.
Esponente dell'area popolare e del cattolicesimo democratico, Ciaffi aveva compiuto 90 anni lo scorso 14 maggio. Nato nel 1936, nella sua Macerata era conosciuto semplicemente come "l'onorevole" Ciaffi, appellativo che ne testimoniava il prestigio e il ruolo ricoperto nel panorama politico locale e nazionale.
"Se ne va un protagonista della politica italiana del ‘900, uomo di governo e rappresentante delle Marche nelle istituzioni nazionali, già Presidente della Regione nel 1975 agli albori di un Ente nato appena cinque anni prima. Credeva nel rafforzamento dei governi locali, come dimostrano le due leggi che portano il suo nome: sulle autonomie locali e sull’elezione diretta del Sindaco e del presidente della provincia". Questo il ricordo dell'assessore regionale, Francesco Baldelli.
"Uomo della teoria della ‘regione diffusa’, la comunità delle tante ‘città-regione’, anello di congiunzione tra la ricostruzione firmata da Enrico Mattei e il modello disegnato da Giorgio Fuà. Ciaffi ha svolto un ruolo di primo piano nel traghettare le Marche da una regione agricola ad una postindustriale. Già negli Anni ’60 aveva compreso la necessità di uno sviluppo equilibrato delle Marche, tra costa ed entroterra, proprio in un periodo in cui si accendeva il dibattito sulla Pedemontana. Il modello infrastrutturale che oggi stiamo realizzando, un modello che da una conformazione a ‘pettine’ passa ad una ‘a maglia’, è in parte debitore di quelle teorie di sviluppo e di uomini politici che avevano a cuore il riscatto economico e sociale di una regione storicamente arretrata proprio attraverso le infrastrutture", conclude Baldelli.
Un uomo di 30 anni è stato ricoverato in gravi condizioni dopo un incidente verificatosi mentre stava affrontando un percorso di downhill in mountain bike a Frontignano di Ussita. A seguito della caduta, è stato disposto il trasferimento in urgenza tramite eliambulanza verso l’ospedale di Torrette di Ancona.
L’episodio si è verificato nella mattinata di oggi, attorno alle 11, su un tracciato che durante la stagione invernale viene adibito a pista da sci. In quel momento il ciclista stava percorrendo in discesa il sentiero, come previsto dalla pratica del downhill, disciplina che si svolge su percorsi particolarmente ripidi e irregolari.
Stando alle prime informazioni raccolte, l’uomo avrebbe perso il controllo della bicicletta nei pressi dell’area vicina all’impianto della seggiovia delle Saline, finendo a terra in modo violento.
È stato immediatamente attivato il sistema di emergenza: il personale del 118 è intervenuto rapidamente sul posto e, dopo aver valutato le condizioni del ferito, ha richiesto l’intervento dell’elisoccorso. Dopo le prime manovre di assistenza effettuate sul luogo dell’incidente, il 30enne è stato stabilizzato e poi trasferito in volo all’ospedale regionale di Torrette.
Le condizioni dell’uomo sono risultate sin da subito gravi.
Attimi di apprensione nel tardo pomeriggio di oggi a Recanati, dove intorno alle 18 si è verificato un incidente stradale in via Filippo Corridoni.
Per cause ancora al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Civitanova, una Skoda e una Fiat Punto, che stavano procedendo in direzioni opposte, sono entrate in collisione con un impatto semi-frontale.
Sui due veicoli viaggiavano complessivamente quattro persone, tra cui un bambino. Ad avere la peggio è stata una donna di 44 anni, che ha richiesto l'intervento dei soccorsi.
Il personale del 118, giunto rapidamente sul posto, ha prestato le prime cure alla ferita prima di accompagnarla al Pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova per gli accertamenti del caso. Le sue condizioni, fortunatamente, non destano preoccupazione.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco, che hanno provveduto alla messa in sicurezza dei mezzi coinvolti, mentre i carabinieri hanno eseguito i rilievi per ricostruire l'esatta dinamica dello scontro.
SAN SEVERINO MARCHE – Piazza del Popolo si prepara a cambiare volto per diventare per tutto il mese di luglio un vero e proprio giardino a cielo aperto nel cuore della città. Sono iniziati i lavori di allestimento del progetto “Il verde itinerante”, iniziativa di riqualificazione temporanea e decoro urbano promossa dall’Amministrazione comunale.
L’intervento è stato affidato all’impresa locale Manfrica Service di Filippo Sfrappini, che sta curando la disposizione e la messa a dimora di una selezione di piante e alberature ornamentali.
L’obiettivo è trasformare uno dei luoghi simbolo di San Severino Marche, Piazza del Popolo, in una cornice verde capace di unire il valore storico e architettonico del centro cittadino con elementi naturali di pregio.
Tra le essenze scelte figurano olivo, melo, melograno, corbezzolo e lagerstroemia, piante che offriranno colori, fioriture e richiami simbolici alla tradizione mediterranea e al paesaggio rurale.
L’installazione non avrà solo una funzione estetica, ma sarà anche uno spazio scenografico destinato a valorizzare gli eventi del cartellone estivo “Summer Time”, trasformando l’ovale della piazza in un vero e proprio palcoscenico naturale.
«Piazza del Popolo è il salotto della nostra città e il biglietto da visita per chi arriva a San Severino – ha sottolineato il sindaco Rosa Piermattei –. Con questo progetto vogliamo donare freschezza, colore ed eleganza al cuore monumentale, creando una cornice verde capace di valorizzare l’estate settempedana e gli eventi in programma».
Il progetto resterà attivo per tutto il mese di luglio, offrendo a cittadini e visitatori un’inedita veste della piazza simbolo della città.
CIVITANOVA MARCHE – La dotazione di parcheggi pubblici della zona nord della città si amplia con circa 40 nuovi posti auto, entrati ufficialmente a far parte del patrimonio comunale grazie all'acquisizione delle opere di urbanizzazione della lottizzazione Belvedere.
Con il completamento dell'iter amministrativo, il parcheggio diventa a tutti gli effetti un servizio pubblico, destinato a migliorare l'offerta di sosta per residenti e visitatori in una delle aree più frequentate della città.
«Con questo passaggio acquisiamo un'infrastruttura che rafforza la dotazione di servizi della zona nord», sottolinea l'assessore all'Urbanistica e ai Parcheggi, Roberta Belletti. «Questi posti auto rappresentano una risposta concreta alle esigenze del quartiere e costituiscono un supporto importante anche per il lungomare nord, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza», aggiunge.
Il nuovo parcheggio contribuirà infatti ad aumentare l'accessibilità dell'area, offrendo maggiori possibilità di sosta e alleggerendo la pressione del traffico e dei parcheggi sulle vie circostanti, in particolare durante la stagione estiva.
L'acquisizione delle opere di urbanizzazione rappresenta inoltre un passaggio previsto dalla pianificazione urbanistica, che consente al Comune di mettere definitivamente a disposizione della collettività infrastrutture e servizi realizzati nell'ambito degli interventi edilizi.
«Si tratta di un patrimonio che entra definitivamente nella disponibilità del Comune e che contribuisce a rendere la città più funzionale e meglio attrezzata», conclude Belletti.
Il nuovo parcheggio entra così a far parte della rete dei servizi pubblici della zona nord, rafforzando l'offerta di sosta in un quartiere che registra un'elevata frequentazione durante tutto l'anno e, in particolare, nei mesi estivi.
Nuovo incarico per il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, all'interno dell'organigramma di Futuro Nazionale. Dopo l'ingresso nell’assemblea nazionale del partito, avvenuto il 14 giugno scorso in occasione dell'assemblea costituente, Ciarapica è stato ufficialmente nominato responsabile regionale per la fase costituente nelle Marche, assumendo di fatto la guida e il ruolo di coordinatore regionale del movimento.
Il provvedimento è stato siglato dal coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, su preciso mandato dell'ex generale Roberto Vannacci e in conformità con le norme dello statuto interno. Secondo quanto comunicato dalla stessa forza politica, la scelta rappresenta "un riconoscimento dell'attività organizzativa e di aggregazione delle diverse sensibilità territoriali svolta in questi mesi, segnando un passaggio chiave per il radicamento della struttura nella regione".
Nel quadro del nuovo mandato, Ciarapica ha espresso l'intenzione di impostare l'azione politica basandosi sull'ascolto dei comitati locali e sul rafforzamento del dialogo tra le varie province: "Le linee programmatiche immediate riguarderanno il coordinamento delle attività sul territorio e la costruzione di un'azione politica unitaria. Nelle prossime settimane, in sinergia con il coordinatore nazionale, si procederà alla nomina dei responsabili provinciali e territoriali per completare i livelli operativi e la struttura marchigiana del partito".
MACERATA – Nell’ottica della valorizzazione delle risorse interne, dell’unità d’intenti e della trasparenza nelle scelte, il gruppo consiliare del Partito Democratico ha definito una linea organizzativa basata sulla continuità e, al tempo stesso, sul rinnovamento della propria classe dirigente.
La decisione prevede la conferma di Narciso Ricotta nel ruolo di capogruppo, con un successivo avvicendamento a metà mandato, quando la guida passerà ad Andrea Perticarari.
Si tratta di un passaggio definito dal gruppo come strategico e generazionale, volto a consolidare la nuova classe dirigente attraverso la collaborazione tra l’esperienza delle figure storiche e il contributo dei consiglieri più recenti.
Il gruppo consiliare del Partito Democratico ribadisce inoltre l’impegno a svolgere un’opposizione costruttiva e attenta alle esigenze della città, non limitata ai soli lavori d’aula, ma aperta anche alle istanze che emergono dal territorio.
«Nella piena consapevolezza e volontà di dover essere una forza politica trainante, competente ma anche innovativa, ci prepariamo fin da ora con trasparenza al nostro ruolo di opposizione per poi essere pronti ad amministrare la città», conclude la nota del gruppo consiliare.
Con l’arrivo del caldo estivo si ripete un rito quotidiano: sciogliere una bustina di integratore minerale in un bicchiere d'acqua. La motivazione appare logica: sudiamo, ci sentiamo spossati e quindi dobbiamo reintegrare i minerali persi, identificati quasi sempre nel binomio magnesio e potassio. Se però analizziamo la chimica del sudore, scopriamo che questa abitudine poggia su un’interpretazione parziale di come funziona il nostro corpo.
Iniziamo col dire che il sudore serve ad abbassare la nostra temperatura corporea e si forma a partire dai liquidi che scorrono fuori dalle nostre cellule, come il sangue. Nel nostro organismo i minerali sono distribuiti in modo preciso: il potassio e il magnesio sono presenti principalmente dentro le cellule, mentre il sodio e il cloro si trovano nei liquidi esterni. Di conseguenza, quando sudiamo, i minerali che vengono espulsi in maggiore quantità sono inevitabilmente quelli esterni.
Perciò il minerale principale del sudore è il sodio. In un litro di sudore perdiamo mediamente da dieci a cento volte più sodio rispetto al potassio, mentre il magnesio viene eliminato solo in tracce minime. La classica spossatezza estiva, le gambe pesanti o i crampi che attribuiamo istintivamente alla mancanza di potassio e magnesio sono in realtà la conseguenza diretta del calo della pressione arteriosa dovuto alla vasodilatazione causata dal calore, non di una reale carenza di questi due minerali.
Questo errore di valutazione spiega perché a volte, pur bevendo molto, continuiamo a sentirci spossati. Se reintegriamo i liquidi persi unicamente con acqua molto leggera o con preparati a base di solo potassio e magnesio, non stiamo restituendo al corpo il sodio che ha speso per sudare. Senza una corretta quota di sodio, l'acqua fa più fatica a rimanere nel circolo sanguigno per mantenere stabile la pressione arteriosa. Questo piccolo squilibrio, unito all'effetto del caldo sui vasi, è il vero responsabile di quella sensazione di stanchezza e stordimento nei giorni più afosi.
Affrontare l'estate in modo corretto richiede quindi di ascoltare i reali bisogni dell'organismo. Per contrastare gli effetti del caldo in un soggetto sano, non servono quasi mai formulazioni speciali. È sufficiente una normale idratazione abbinata a un pizzico di sale da cucina in più nei pasti, che fornisce esattamente il sodio di cui il sudore ci ha privato. Per quanto riguarda il potassio e il magnesio, il modo migliore per farne scorta rimane il consumo di frutta e verdura fresca di stagione: alimenti ricchi di acqua e nutrienti che lavorano in perfetta armonia con il nostro corpo.
Una colica addominale apparentemente banale che, nel giro di poche ore, si trasforma in una grave emergenza chirurgica. È quanto accaduto la sera del 13 maggio a una donna poi ricoverata d’urgenza all’ospedale di Fermo, in un intervento che il compagno, Fabrizio Romozzi di Macerata, descrive come “una corsa contro il tempo” in cui determinanti sono stati la tempestività dei soccorsi e la collaborazione tra professionisti sanitari.
Tutto inizia intorno alle 21, quando la donna avverte forti dolori addominali mentre si trova a Marina Palmense. In un primo momento il quadro sembra riconducibile a episodi già avuti in passato, ma nel giro di poco la situazione peggiora rapidamente fino a diventare insostenibile.
"Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo, racconta Romozzi . Ho immediatamente allertato il 112 e, contemporaneamente, ho contattato Vincenzo Flaiani, che le abita d fronte e che aveva le chiavi dell'appartamento. Senza perdere un istante è entrato in casa trovando la mia compagna in condizioni gravissime, incapace persino di alzarsi dal letto a causa dei dolori. Con grande prontezza e senso di responsabilità si è subito adoperato per prestarle assistenza e per agevolare l'intervento dei soccorritori.
"Successivamente, insieme a Roberta Ramadori, l'ha accompagnata al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Fermo, rimanendole accanto e garantendole supporto fino al mio arrivo da Macerata. In quelle ore drammatiche la loro presenza, il loro aiuto concreto e la loro umanità hanno rappresentato un sostegno prezioso che non dimenticherò mai".
Nonostante la forte pressione sul reparto, il personale sanitario individua rapidamente la gravità della situazione. Il dolore, riferito come estremamente intenso, richiede anche una doppia somministrazione di morfina per essere controllato.
La svolta arriva con l’intuizione clinica che porta all’esecuzione immediata di una Tac, disposta dal dottor Marco Ercoli insieme al personale infermieristico. L’esame evidenzia un quadro critico: una grave ischemia intestinale massiva da volvolo, con ostruzione del circolo arterioso e rischio imminente di necrosi intestinale.
A quel punto si attiva in tempi rapidissimi la macchina chirurgica. In circa mezz’ora viene predisposta la sala operatoria e richiamata l’équipe composta dai chirurghi Sergio Grani e Marco Massa, insieme al primario dell’Unità di Anestesia e Rianimazione Daniele Elisei, sotto il coordinamento della struttura chirurgica diretta da Silvio Guerriero.
L’intervento, durato circa tre ore, affronta una situazione definita dagli operatori estremamente critica. Il volvolo aveva compromesso in modo severo la vascolarizzazione intestinale. Grazie all’azione chirurgica, viene progressivamente ripristinata la circolazione sanguigna e recuperata la funzionalità dell’intestino, evitando l’esito più grave. Il decorso post-operatorio prevede anche una fase di coma farmacologico, gestita in terapia intensiva con un monitoraggio costante.
Nel racconto viene sottolineato il ruolo centrale non solo dei medici, ma dell’intera équipe sanitaria: infermieri, anestesisti, rianimatori e operatori che hanno garantito continuità assistenziale in tutte le fasi dell’emergenza.
Un ringraziamento viene rivolto da Romozzi anche ai professionisti Catalini e Ferrini, descritti come "figure di riferimento nel supporto informativo e umano durante l’intero percorso".
Il compagno della paziente, che ha raccontato l’intera vicenda, sottolinea come "l’esperienza abbia mostrato che l’efficacia di una struttura sanitaria non dipende solo dalle tecnologie disponibili, ma soprattutto dalla capacità di coordinamento tra professionisti nei momenti di massima emergenza".
“È stata una corsa contro il tempo”, si legge nel suo racconto, “e se oggi possiamo parlarne è grazie alla competenza, alla prontezza e all’umanità di chi è intervenuto”.
Il Consiglio comunale di Treia ha deliberato all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria a Oscar Massei, figura simbolo del calcio italo-argentino e protagonista di una carriera che ha lasciato un segno profondo nella storia dello sport.
La decisione rappresenta un riconoscimento non solo per i risultati sportivi, ma anche per il valore umano e identitario di una storia che unisce idealmente Treia e l’Argentina attraverso le radici familiari e il senso di appartenenza.
Novant’anni, una carriera ricca di successi e un percorso che lo ha visto protagonista con club come Rosario Central, Inter, Triestina e SPAL, Massei è stato soprannominato “El Caballero del fútbol” per la correttezza in campo e le qualità di leadership che lo hanno sempre contraddistinto.
Il legame con Treia nasce dalla storia della sua famiglia: da qui partirono i nonni per l’Argentina, mantenendo però vivo nel tempo un filo mai interrotto con il territorio d’origine. Negli anni, l’ex calciatore ha continuato a coltivare questo rapporto, culminato anche nella visita del gennaio 2025, quando la città lo aveva accolto in occasione della presentazione del volume “Oscar Massei. L’oriundo, il capitano, l’esempio” scritto dal giornalista Enrico Menegatti.
Con il conferimento della cittadinanza onoraria, Treia rafforza ulteriormente questo legame, riconoscendo in Massei un ambasciatore dei valori dello sport e un simbolo dell’emigrazione marchigiana.
La cerimonia ufficiale sarà l’occasione per accogliere nuovamente Oscar Massei in città e celebrare una storia che continua a rappresentare un ponte ideale tra continenti, nel segno delle radici, della memoria e dei valori dello sport.
La Cucine Lube Civitanova mette a segno un’operazione in prospettiva assicurandosi le prestazioni del centrale Antonin Klimes, classe 2005, alto 208 centimetri e considerato uno dei prospetti più interessanti del volley europeo nel suo ruolo.
Il giocatore, originario di Břeclav in Repubblica Ceca, ha firmato un contratto triennale con il club marchigiano e andrà a rinforzare il reparto centrali con qualità fisiche e tecniche di grande rilievo.
Già nel giro della Nazionale maggiore ceca, Klimes arriva da una stagione positiva con il VK CEZ Karlovarsko, con cui ha conquistato il titolo nazionale 2025/26, arrendendosi invece solo in finale di Coppa di Repubblica Ceca. In precedenza aveva già vinto il trofeo nazionale con il Black Volley Beskydy.
Il suo palmarès giovanile include anche un bronzo all’European Youth Olympic Festival U19 e un terzo posto ai Campionati Europei U21, oltre al secondo posto in European League con la Nazionale maggiore.
Il centrale ceco è stato inserito tra i talenti emergenti seguiti dallo staff tecnico biancorosso, che punta a valorizzarne il potenziale all’interno del progetto tecnico della Lube.
Le prime parole
«Sono davvero felice per una chiamata così importante – ha dichiarato Klimes –. Far parte di un club vincente come la Lube è un grande onore. Non vedo l’ora di iniziare questa nuova esperienza e conoscere i tifosi di Civitanova».
Con questo innesto, la Lube Volley prosegue nella costruzione di un roster che unisce esperienza e giovani talenti in ottica presente e futura.
L'Assemblea generale di Confindustria Macerata ha approvato a larghissima maggioranza il documento di indirizzo che avvia il percorso verso una rappresentanza più forte, moderna e autorevole delle imprese marchigiane. Una decisione che conferma la volontà degli imprenditori del territorio di essere protagonisti di una nuova fase del sistema confindustriale regionale.
La delibera ratifica il percorso già condiviso all'unanimità dal Consiglio di Presidenza e dal Consiglio Generale dell'associazione e rappresenta un passaggio significativo anche dal punto di vista storico. Dopo aver assunto in passato posizioni differenti rispetto ad analoghi progetti di aggregazione, Confindustria Macerata sceglie oggi di sostenere un modello che punta a coniugare identità territoriale, maggiore massa critica, competenze specialistiche e una più incisiva capacità di rappresentanza.
Il percorso nasce dall'accordo sottoscritto dalle presidenze di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata, con l'obiettivo di rafforzare il peso delle imprese marchigiane, migliorare i servizi agli associati e valorizzare le peculiarità dei singoli territori all'interno di una visione condivisa.
«Macerata sceglie di contribuire alla guida del cambiamento», afferma il presidente Marco Ragni. «Lo fa con senso di responsabilità e insieme agli altri territori che hanno deciso di condividere questo cammino. La complessità del contesto economico richiede organizzazioni più forti, più competenti e capaci di incidere nei luoghi in cui si determinano le condizioni di competitività delle nostre imprese».
Nel corso dell'assemblea, Ragni ha illustrato la relazione dal titolo "Il paradosso dell'aggregazione necessaria", soffermandosi sulla necessità di superare logiche di conservazione e affrontare con pragmatismo le sfide future della rappresentanza industriale nelle Marche.
«Dobbiamo distinguere tra identità e immobilismo», ha sottolineato. «L'identità di un territorio è un valore da preservare, mentre l'immobilismo rischia di far coincidere ciò che siamo con il modo in cui siamo organizzati oggi».
Il voto dell'assemblea evidenzia una forte compattezza del sistema imprenditoriale maceratese e rafforza il mandato a proseguire il percorso di aggregazione attraverso il confronto e una visione condivisa. In un contesto caratterizzato dalle trasformazioni tecnologiche, dall'intelligenza artificiale, dalla transizione energetica e dai nuovi equilibri geopolitici, la qualità della rappresentanza viene considerata un elemento strategico per sostenere la competitività delle imprese e lo sviluppo del territorio.
«Il futuro della rappresentanza non può essere costruito limitandosi a difendere gli assetti esistenti», conclude Ragni. «Serve il coraggio di aprire strade nuove, mantenendo saldo il legame con le nostre comunità produttive. L'identità è un patrimonio da custodire. L'immobilismo è un rischio da evitare. I territori non si indeboliscono quando scelgono di costruire insieme il futuro, ma quando smettono di interpretare il cambiamento».
La Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano rinnova anche per il 2026 il proprio sostegno ai giovani del territorio, confermando il bando per l’assegnazione delle borse di studio riservate ai soci, ai figli dei soci, ai dipendenti e ai figli dei dipendenti che si siano distinti nel percorso scolastico o universitario.
L’iniziativa, ormai consolidata, punta a valorizzare il merito e l’impegno nello studio, premiando i risultati raggiunti dagli studenti e rafforzando al tempo stesso il legame mutualistico che unisce la banca alla propria compagine sociale. Un’azione che si inserisce pienamente nei principi statutari dell’istituto, orientati alla crescita culturale e morale dei soci e delle comunità locali.
Le borse di studio saranno assegnate in base al titolo di studio conseguito e alla votazione ottenuta. Per gli studenti che hanno completato la scuola secondaria di primo grado sono previsti 100 euro per chi ha ottenuto una votazione pari a 9 e 150 euro per chi ha conseguito il 10 o il 10 e lode. Per i diplomati della scuola secondaria di secondo grado, il contributo sarà di 150 euro con votazioni comprese tra 95 e 100 e di 200 euro in caso di 100 e lode.
Per quanto riguarda il percorso universitario, le lauree triennali, magistrali, specialistiche e a ciclo unico conseguite nell’anno accademico 2024-2025 daranno diritto a una borsa di studio di 250 euro per votazioni comprese tra 108 e 110 e di 300 euro per chi ha ottenuto il massimo dei voti con lode.
Le domande dovranno essere presentate entro il 31 agosto 2026 esclusivamente tramite posta elettronica all’indirizzo eventi@recanati.bcc.it, utilizzando il modulo disponibile sul sito della banca o presso le filiali. Alla richiesta dovranno essere allegati un documento di identità in corso di validità e la documentazione attestante il titolo di studio conseguito o una certificazione sostitutiva riportante la votazione e l’anno di conseguimento.
Nell’oggetto della mail dovrà essere indicata la dicitura “Borse di studio 2026_Cognome Nome”. L’assegnazione dei contributi avverrà sulla base delle domande pervenute e della documentazione presentata, secondo quanto previsto dal regolamento, a insindacabile giudizio del Consiglio di Amministrazione.
Tutte le informazioni, il modulo di domanda e il regolamento completo sono disponibili sul sito della banca.
MACERATA – Più personale, meno burocrazia, un Fondo d'Istituto adeguato e l'estensione dei buoni pasto a tutto il personale scolastico. Sono le richieste che lo Snals Confsal di Macerata rilancia al termine dell'anno scolastico, accompagnate da una netta bocciatura del Piano Estate promosso dal Ministero dell'Istruzione.
A intervenire è Ugo Barbi, segretario provinciale dello Snals, che torna a denunciare le criticità che, secondo il sindacato, continuano a pesare sul sistema scolastico.
«Da anni denunciamo una situazione che continua a peggiorare – afferma Barbi –. Servono più docenti e personale Ata, l'estensione dei buoni pasto a tutto il personale scolastico e un Fondo d'Istituto adeguato a quello delle altre amministrazioni nazionali. Quello della nostra provincia resta tra i più bassi se confrontato con altri enti ministeriali, una disparità che non possiamo più accettare».
Tra le priorità indicate dal sindacato c'è anche una riduzione della burocrazia, ritenuta eccessiva e responsabile di sottrarre tempo ed energie all'attività didattica.
Ma il tema sul quale lo Snals assume la posizione più netta riguarda il Piano Estate, l'iniziativa ministeriale pensata per offrire attività agli studenti anche durante la pausa estiva.
«La scuola non è un parcheggio per i ragazzi e l'insegnante non può essere trasformato in un sorvegliante o in un animatore – sostiene Barbi –. La scuola è un'istituzione che educa, forma e costruisce il futuro. Ridurla a un servizio di intrattenimento estivo significa svilire il ruolo della funzione docente».
Secondo il segretario provinciale, pur comprendendo le esigenze delle famiglie, la risposta non può essere quella di attribuire alla scuola compiti che esulano dalla sua missione educativa.
«Prima di pensare a nuovi Piani Estate – conclude – il Ministero dovrebbe restituire alla scuola il personale, le risorse e il riconoscimento sociale che merita».
Lo Snals di Macerata ribadisce infine la propria disponibilità al confronto con le istituzioni, assicurando però che continuerà a sostenere con determinazione le rivendicazioni ritenute fondamentali per il futuro della scuola e per le condizioni di lavoro del personale.
MACERATA – Una giornata all’insegna dei ricordi, dell’amicizia e della condivisione ha riunito le ex maturande dell’anno 1974 dell’Istituto Magistrale San Giuseppe di Macerata.
Le protagoniste dell’incontro si sono ritrovate al ristorante di pesce “Km 25” di Macerata, per celebrare un doppio traguardo: i 52 anni dall’esame di maturità e, per molte di loro, anche il raggiungimento dei 70 anni di età.
L’appuntamento è stato l’occasione per ripercorrere insieme gli anni trascorsi tra i banchi di scuola, tra episodi divertenti e momenti più impegnativi del percorso scolastico. Un vero e proprio viaggio nella memoria che ha riportato alla luce amicizie mai dimenticate e il piacere di ritrovarsi dopo tanti anni.
Alla reunion hanno partecipato anche diverse ex alunne arrivate da fuori provincia e, in alcuni casi, da altre regioni, che hanno voluto prendere parte a questo speciale momento di festa e condivisione.
Non è mancato il tradizionale taglio della torta, immortalato in una foto di gruppo, simbolo di una giornata vissuta tra sorrisi, emozioni e affetto reciproco.
Il saluto finale è stato accompagnato da un auspicio condiviso da tutte: «Arrivederci al prossimo incontro! Speriamo di essere ancora di più».
(Nella foto con la torta compaiono, da sinistra, Micozzi Loredana, Nardi Dhera, Borghini Stefania, Conti Stefania (seduta), Gaudenzi Teresa, Zavaglini Daniela, Mazzolini Miriana, Bastianelli Stefania, Tamagnini Floriana, Meschini Daniela, Tombesi Franca, Ciccarelli Carla, Frattani Letizia e Carloni Manuela)
Da Luca Zingaretti a Stefano Accorsi, da Giuseppe Fiorello a Rocco Papaleo, da Giulia Ottonello a Giulio Scarpati, Amanda Sandrelli e Luca Bizzarri. Otto appuntamenti in abbonamento e due fuori abbonamento per una stagione che intreccia letteratura, grandi storie, musica, danza e contemporaneità.
Il Teatro Rossini di Civitanova Marche apre il sipario sulla Stagione 2026/27, promossa dal Comune di Civitanova Marche, dall'Azienda Teatri di Civitanova e dall'AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura. Una stagione che conferma il Rossini come punto di riferimento culturale del territorio e che propone un cartellone di grande qualità artistica, capace di coniugare il richiamo dei grandi protagonisti della scena italiana con produzioni di prestigio, nuovi allestimenti e testi che interrogano il nostro tempo.
Ad inaugurare il cartellone, il 7 novembre, è l'anteprima nazionale di Assassinio sull'Orient Express, in residenza di allestimento a Civitanova Marche. Il celebre capolavoro di Agatha Christie, nell'adattamento di Ken Ludwig e con la regia di Roberto Valerio, vede Claudio "Greg" Gregori nei panni dell'infallibile Hercule Poirot, alle prese con uno dei casi più celebri della letteratura gialla. Un thriller teatrale elegante e avvincente che trasforma il celebre viaggio sull'Orient Express in una profonda riflessione sul rapporto tra verità, giustizia e responsabilità collettiva.
Il 17 e 18 novembre Luca Zingaretti è il protagonista di Marco Polo e le città invisibili, spettacolo liberamente tratto dal capolavoro di Italo Calvino nel cinquantesimo anniversario della pubblicazione del libro. L'adattamento di Edoardo Erba e la regia di Giuseppe Dipasquale trasformano l'universo poetico delle Città invisibili in un intenso confronto tra immaginazione e potere, offrendo una lettura sorprendentemente contemporanea dell'opera calviniana.
Il nuovo anno si apre il 19 e 20 gennaio con l'esclusiva regionale di Educazione sentimentale, scritto e diretto da Ivan Cotroneo e interpretato da Giuseppe Fiorello. Attraverso il racconto della vita di un uomo comune, lo spettacolo affronta con ironia e profondità i modelli culturali della mascolinità e le contraddizioni di un'educazione sentimentale che continua a interrogare la società contemporanea.
Il 24 febbraio Stefano Accorsi è il protagonista di Nessuno. Le avventure di Ulisse, testo di Emanuele Aldrovandi con l'adattamento e la regia di Daniele Finzi Pasca. Una rilettura poetica e sorprendente del mito omerico che restituisce un Ulisse fragile e profondamente umano, in un viaggio teatrale dove l'epica incontra l'intimità e la memoria.
Il 9 marzo è la volta di Scheda bianca, tratto dal romanzo Saggio sulla lucidità di José Saramago, con Rocco Papaleodiretto da Serena Sinigaglia in esclusiva regionale. Una parabola politica e civile di straordinaria attualità che racconta la crisi della democrazia attraverso una vicenda surreale e inquietante, sospesa tra ironia e disincanto.
Il 1° aprile il Rossini accoglie Amélie – Il Musical, spettacolo ispirato al celebre film Il favoloso mondo di Amélie. Con Giulia Ottonello protagonista e la regia di Eugenio Contenti, il musical conduce il pubblico in una Parigi poetica e sognante, dove piccoli gesti e grandi emozioni diventano un inno alla gentilezza, alla fantasia e all'amore.
Il 16 aprile Amanda Sandrelli e Giulio Scarpati, diretti da Antonio Zavatteri, guidano il cast di Cari Genitori, grande successo della drammaturgia francese contemporanea firmato da Emmanuel e Armelle Patron. Una commedia brillante e pungente che, tra colpi di scena e situazioni esilaranti, indaga i rapporti familiari, gli affetti e il delicato equilibrio tra sentimenti e interessi.
A chiudere la stagione, il 5 maggio, è Le nostre donne di Éric Assous con Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri, diretti da Alberto Giusta. Una commedia raffinata e irresistibile che, attraverso il confronto tra tre amici di lunga data, affronta con intelligenza e humour i temi dell'amicizia, della verità e delle relazioni di coppia.
Accanto agli spettacoli in abbonamento, la stagione propone due prestigiosi appuntamenti fuori abbonamento. Il 16 ottobre, nell'ambito del Civitanova Film Festival, Giorgio Pasotti e il Quintetto Saverio Mercadante rendono omaggio a uno dei più grandi compositori del Novecento con Ennio Morricone… la musica senza tempo. Un viaggio emozionante tra parole e musica che ripercorre le colonne sonore indimenticabili del Maestro, capace di trasformare il cinema in emozione universale e patrimonio della memoria collettiva.
Il 28 dicembre spazio alla grande danza internazionale con Il lago dei cigni, interpretato dal Russian Classical Balletdiretto da Evgeniya Bespalova. Considerato il simbolo per eccellenza del balletto classico, il capolavoro di Čajkovskijtorna in scena con tutta la sua forza evocativa, tra virtuosismo tecnico, eleganza coreografica e la magia senza tempo della storia di Odette e Siegfried.
Lo immagino così, affacciato dagli infiniti spazi oltre la siepe a rimirare il finito, assorto ad ascoltare i suoi immortali versi in lingua cinese, idioma che in vita l'aveva a lungo incuriosito ed affascinato. Giacomo Leopardi infatti si interessò della scrittura cinese, confrontando il nostro sistema fonetico con quello logografico del mandarino, già dal 1821 nello Zibaldone.
Un altro rimando all'estremo oriente lo troviamo nella celebre poesia Canto notturno di un pastore errante dell'Asia dove il fascino per l'esotico si mescola alla malia della luna, la stessa che in ogni tempo e in ogni angolo della terra interroga e attrae come le maree l'animo umano. Chissà quale effetto farebbe al poeta recanatese ascoltare L'infinito non solo nella lingua natia, dalla penetrante voce dell'attrice concittadina Giulia Poeta, ma nell'idioma cinese tradotto dall'eminente professor Wen Zheng.
È successo a Pechino e Shanghai grazie a un ispirato e ambizioso progetto che ha gettato ponti nello spazio e nel tempo attingendo a versi sempre attuali ed universali attorno ai quali possiamo dimenticare le nostre mille differenze e riconoscere la nostra comune radice umana assetata d'infinito.
Il 16 giugno 2026, presso l'Istituto di cultura di Pechino, diretto dall'illuminato Federico Roberto Antonelli, è andato infatti in scena lo spettacolo "Leopardi: verso l'infinito", scritto e interpretato dalla stessa Giulia Poeta, in questi giorni non solo in veste di attrice e doppiatrice ma onorata ambasciatrice della cultura leopardiana in Cina.
La particolarità dello spettacolo è stata immaginare il sommo poeta introdurre in prima persona i suoi più celebri canti la cui traduzione in cinese veniva proiettata sul grande schermo. L'ambizioso progetto è riuscito ad accostare due idiomi e due culture apparentemente molto lontane che si sono raggiunte proprio nel punto dove la nostra ragione si ferma attraversando quel limite solo con l'immaginazione e la poesia, col sentimento e l'emozione.
Emozione fatta di versi e di note, quelle struggenti della violinista di Castelfidardo Melissa Cantarini, che ha accompagnato la recitazione delle liriche attraverso il linguaggio universale e magico della musica.
La lettura dei versi in entrambi i due idiomi è avvenuta il giorno seguente nell'ambito della Beijing International Book Fair per la presentazione della prima edizione cinese dell'opera dei Canti di Giacomo Leopardi.
Alcune delle più celebri poesie di Leopardi sono state magistralmente lette in italiano da Giulia Poeta e in mandarino dal prof. Wen Zheng per dare l’opportunità al pubblico cinese di far propri i nostri celebri Canti. E se crediamo con Dostoevskij che “la bellezza salverà il mondo” la condivisione di arte, filosofia e cultura tra i popoli potrebbe essere l’antidoto persino alla guerra. Questo percorso nell'anima del poeta si è concluso il 18 giugno a Shanghai, arricchendo la serata di Gala Dinner del Panda d'Oro dedicata alla premiazione degli italiani in Cina distintisi in campo sociale e imprenditoriale, con un estratto dello spettacolo messo in scena a Pechino, connubio perfetto fra musica e poesia.
In quest’ultima occasione si è colta ancora una volta l'emozione del pubblico e la sensazione che la scrittura del poeta non serva a dar voce solo al proprio intimo, né sia diretta solo ai suoi contemporanei, ma riesca a raggiungere i più lontani confini della terra e l'uomo di ogni tempo, parlando non solo alla mente e alla cultura ma all'animo umano. Ha del miracoloso che un poeta vissuto secoli fa possa risorgere ogni volta che si leggono i suoi versi, soprattutto quando chi li declama è in grado di sprigionarne tutto il pathos celato.
Proprio come riesce a fare Giulia Poeta, il cui cognome diventa destino quando presta la sua voce anche al poeta che non ha più voce terrena, riattivando ad ogni parola quel flusso vitale d'energia che anima i suoi versi. La potenza della poesia riesce a risvegliare perfino lo spirito assopito delle generazioni di nativi digitali che spesso lasciano l'attività creativa a una macchina senz'anima.
L'attualità dei temi trattati e l'emozione che ancora suscita in noi la poesia di Giacomo Leopardi ci rassicura, in fondo, che siamo ancora uomini e come tali siamo ancora in grado di sentire il riverbero di quelle domande di senso che ognuno porta dentro di sé e che il poeta ha espresso in modo così luminoso e affascinante. Infatti, secondo il teorico del romanticismo italiano, la poesia è il recupero della facoltà immaginativa tipica dei fanciulli e degli antichi, capacità che da adulti concreti e razionali quali siamo rischiamo di perdere.
Ma ora a rischio sono persino i piccoli uomini in formazione quando, davanti a un foglio bianco, invece di vedervi uno spazio di libertà per dare respiro al proprio mondo interiore, chiedono a un algoritmo di riempirlo al loro posto. Per questo i poeti come Leopardi sono necessari come il pane, soprattutto oggi, perché non si spenga la nostra vena poetica e creativa, perché nessun confine né alcun limite ci fermi ma anzi ci spinga a immaginare cosa ci sia oltre quella siepe, perché la nostra sete d'infinito non si plachi mai.
[Nella foto da sinistra: Federico Roberto Antonelli (direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Pechino), Melissa Cantarini, Giulia Poeta, Filippo La Rosa (Vice Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale)].
Annarita Ortolani è la nuova presidente del Rotary Club Tolentino per l’anno rotariano 2026-2027. Titolare della Gioielleria Tesei Valli di Tolentino, succede alla treiese Iole Rosini, al termine del tradizionale passaggio del martelletto che si è svolto mercoledì sera al Casolare dei Segreti di Treia, alla presenza di autorità rotariane, soci e ospiti.
Alla cerimonia hanno preso parte il governatore del Distretto 2090 per l’anno rotariano 2026-2027 Stefano Gobbi, il governatore dell’anno rotariano 2024-2025 Massimo De Liberato, il governatore designato per il 2027-2028 Stefano Quarchioni, l’assistente del governatore Roberto Calai Giorgio Piergiacomi, che ha donato a Iole Rosini un quadretto in ceramica, e il prefetto del Distretto 2090 per il 2026-2027 Chiara Fiorani.
Nel suo intervento di insediamento, Annarita Ortolani ha posto l’accento sul valore della continuità e della collaborazione all’interno del Rotary. «Questo passaggio del martelletto è nel segno della continuità, come nei messaggi dei presidenti internazionali che si sono succeduti. “Uniti per fare del bene” è stato il motto dell’anno 2025-2026 e “Creiamo un impatto duraturo” è quello del presidente internazionale di questo anno rotariano, Olayinka Hakeem Babalola. Questo sarà il nostro compito: far crescere il club con la consapevolezza che, rafforzando il legame tra i soci e con la comunità, potremo agire insieme creando un impatto che duri nel tempo a livello personale, locale e globale».
Il nuovo direttivo sarà composto dal past president Iole Rosini, dal presidente incoming Marco Massei, dal vicepresidente Roberto Ballini, dal segretario Lorena Tarini, dal tesoriere Marco Pinciaroli e dal prefetto Daniele Sparvoli. A completare la squadra saranno Laura Mocchegiani alla Commissione cultura, Maria Teresa Cristini alla Commissione effettivo, Leonardo Compagnucci alla Commissione Fondazione Rotary, Carla Passacantando alla Commissione immagine pubblica e comunicazione, Anna Ruffini alla Commissione progetti, Fabiola Menichelli alla Commissione amministrazione, Martina Cecarelli alla Commissione Rotaract e Interact, Claudio Alessandrini alla Commissione ambiente e Nicola Comodo nel ruolo di facilitatore della formazione di club.
Nel corso della serata, Iole Rosini ha ripercorso l’attività svolta durante il proprio mandato attraverso una presentazione fotografica dedicata ai service e alle iniziative promosse dal club. L’occasione è stata anche quella per conferire il prestigioso riconoscimento Paul Harris Fellow a Fabiola Menichelli, Elvio Giannandrea, Francesco Losego e Giuseppe Moretti.
Sono stati inoltre consegnati attestati di ringraziamento ai componenti del direttivo uscente, mentre Annarita Ortolani ha ricevuto un mazzo di fiori per il nuovo incarico. La neo presidente ha poi omaggiato la sua predecessora con un martelletto commemorativo e un mazzo di fiori, come segno di stima e riconoscenza per il lavoro svolto.
La serata si è conclusa in un clima di amicizia e convivialità con il tradizionale taglio della torta celebrativa e un brindisi all’avvio del nuovo anno rotariano, che vedrà il Rotary Club Tolentino impegnato in nuovi progetti al servizio del territorio e della comunità.
Si è svolta la tradizionale cerimonia del passaggio delle consegne del Rotary Club Macerata "Matteo Ricci", appuntamento che ha segnato la conclusione dell'anno rotariano 2025/2026 e l'avvio del nuovo mandato. Alla serata hanno partecipato l'assistente del governatore Giorgio Piergiacomi, insieme ai soci, ai familiari e agli amici del Club.
Nel corso della conviviale il presidente uscente Tobia Sardellini ha ripercorso le principali attività svolte durante l'anno, ringraziando il Consiglio Direttivo per la collaborazione e sottolineando l'orgoglio di aver guidato il Club.
Tra i progetti più significativi ricordati figurano la serata in vigna a sostegno della Onlus La Goccia, il 5° Torneo di Padel e Tennis a favore della Fondazione Anffas, il Premio "Silvia Rossi", giunto alla quinta edizione e assegnato a Veronica Berti Bocelli della Fondazione Andrea Bocelli, oltre al progetto "Rivelazioni sotto il loggiato", che ha portato al restauro di due preziose tele sei-settecentesche rinvenute nella Collegiata di Santa Maria Assunta di San Ginesio.
Sardellini ha inoltre ricordato il progetto di prevenzione sanitaria nelle scuole, la conferenza di geopolitica con Dario Fabbri, la partecipazione a un Global Grant destinato a un'iniziativa solidale in Etiopia, il percorso formativo "Pillole di Rotary" e l'ingresso di tre nuovi soci.
Al termine del suo intervento ha consegnato attestati di benemerenza e insegne ai componenti del Consiglio direttivo.
Nel corso della serata sono stati conferiti anche due prestigiosi riconoscimenti Paul Harris Fellow, la massima onorificenza della Rotary Foundation.
Il presidente uscente ha consegnato il riconoscimento al segretario Renzo Tartuferi, mentre l'Assistente del Governatore Giorgio Piergiacomi ha attribuito lo stesso riconoscimento a Tobia Sardellini, per l'impegno profuso durante il suo mandato.
Momento centrale della serata è stato il passaggio del collare alla nuova presidente, la psicologa Francesca Accorsi, che guiderà il club nell'anno rotariano 2026/2027.
Visibilmente emozionata, Accorsi ha ringraziato il suo predecessore per il lavoro svolto e ha presentato il nuovo Consiglio direttivo, paragonandolo a un gruppo di "argonauti", pronti ad affrontare insieme le sfide del nuovo anno rotariano.
La sua presidenza sarà ispirata al motto "Creare un impatto duraturo", con l'obiettivo di proseguire e rafforzare l'impegno del Rotary a favore della comunità.
Il nuovo Consiglio Direttivo è composto da Francesca Accorsi (presidente), Tobia Sardellini (past president), Paolo Piccardoni (presidente eletto), Gianni Giuli (segretario), Andrea Cirilli (tesoriere), Graziano Grelloni (prefetto), Guido Grandinetti (comunicatore) e dai consiglieri Luana Capparuccini, Giorgio Caraffa, Massimiliano Fraticelli, Lucia Isolani, Sabrina Morresi e Laura Ricci.
Prima trasferta ufficiale oltre i confini nazionali per l'associazione maceratese Kune, il nuovo sodalizio nato con l'obiettivo strategico di rilanciare e consolidare i rapporti di cooperazione e amicizia istituzionale tra il capoluogo e le sue storiche città gemellate: Weiden in der Oberpfalz (Germania), Issy-les-Moulineaux (Francia) e Floriana (Malta).
In occasione della tradizionale Burger Fest, una delegazione del gruppo guidata dal presidente Luciano Frattani e composta dai soci Lamberto Bergamini, Ulderico Orazi, Gianluca Puliti, Pierluigi Tordini e Lorenzo Tordini ha raggiunto la cittadina della Baviera. La missione istituzionale ha permesso alla delegazione marchigiana di avere un confronto bilaterale con il neoeletto sindaco della città tedesca, Benjamin Zeitler.
Nel corso del colloquio, svoltosi all'insegna del dialogo e della programmazione, le parti hanno confermato il valore storico del gemellaggio, tracciando le linee guida per promuovere futuri scambi culturali, economici e sociali capaci di coinvolgere le rispettive cittadinanze, le associazioni locali e i giovani dei due territori, potenziando la rete di cooperazione europea.
"La nascita di Kune – ha sottolineato il presidente Luciano Frattani – risponde proprio all'esigenza di dare nuovo impulso alle relazioni costruite negli anni tra Macerata e le città gemellate. L'incontro con il sindaco Zeitler rappresenta un segnale positivo e l'inizio di un percorso che auspichiamo possa tradursi in nuove opportunità di collaborazione".
Nei prossimi mesi il sodalizio proseguirà la propria attività programmando nuovi tavoli di lavoro e iniziative mirate a rinsaldare i contatti con le amministrazioni di Weiden, Issy-les-Moulineaux e Floriana.
SAN SEVERINO MARCHE – La Congregazione delle Suore Missionarie dell'Amore di Cristo (Smac) ha una nuova guida. Il Consiglio generale dell'ordine, riunito nei giorni scorsi presso la Casa generalizia del Santuario della Madonna dei Lumi di San Severino Marche, ha eletto suor Daniela Buraschi nuova superiora generale della congregazione internazionale.
La religiosa, 64 anni, si trova attualmente nelle Filippine, dove svolge la propria missione. Proprio lì le è stata comunicata ufficialmente l'elezione, che la porterà ad assumere il massimo incarico di governo dell'istituto religioso.
Sebbene sia originaria di Cesta di Copparo, in provincia di Ferrara, suor Daniela è da molti anni profondamente legata a San Severino Marche, città nella quale vive e opera dagli anni Ottanta e dove è maturata la sua vocazione religiosa. Nel tempo è diventata un punto di riferimento per la comunità locale grazie alla sua presenza discreta, alla disponibilità e al costante impegno nel servizio agli altri.
L'elezione è stata accolta con grande soddisfazione nella città settempedana. Il sindaco Rosa Piermattei ha voluto esprimere pubblicamente le felicitazioni dell'intera comunità attraverso una lettera indirizzata alla religiosa.
«Sapere che il Consiglio generale, riunito nel nostro amato Santuario della Madonna dei Lumi, ha scelto lei per ricoprire il ruolo di massimo livello all'interno della comunità missionaria internazionale è motivo di immenso orgoglio per la nostra città», scrive il primo cittadino.
Nel messaggio, il sindaco ha voluto ricordare anche il lungo servizio svolto da suor Daniela a San Severino Marche, sottolineando in particolare la dedizione con cui ha assistito il cardinale Edoardo Menichelli.
«Desidero ricordare con profonda gratitudine la sua straordinaria presenza nel nostro territorio, contrassegnata da un impegno instancabile e, in modo particolare, dall'amorevole e costante assistenza che ha prestato al nostro amatissimo cardinale Edoardo Menichelli. Quella vicinanza, fatta di cura e profonda sensibilità, resta una testimonianza viva della sua totale dedizione al prossimo».
Il messaggio si conclude con un augurio per il nuovo incarico e con la certezza che il legame con San Severino Marche resterà saldo.
«Siamo certi che la sua guida illuminata saprà tracciare strade feconde per l'intera congregazione. Sappia che San Severino Marche continuerà a essere la sua casa e ad accompagnarla, passo dopo passo, con l'affetto di sempre».
Per la comunità settempedana l'elezione di suor Daniela Buraschi rappresenta un importante motivo di orgoglio e il riconoscimento di un percorso di fede e servizio che, partito da San Severino Marche, assume ora una dimensione internazionale.
“È stato protagonista assoluto della crescita economica della nostra regione. Uomo intelligente e generoso, esempio di cattolico democratico e di bella politica. Per me scompare l’amico di sempre, il punto di riferimento assoluto per tante battaglie. Con lui scompare la politica vera, autentica, popolare, esempio per intere generazioni”. Con queste parole Angelo Sciapichetti ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Adriano Ciaffi.
Nel suo messaggio, Sciapichetti ha voluto ricordare non solo la figura istituzionale, ma anche il valore umano e politico di Ciaffi, sottolineandone il ruolo centrale nella storia amministrativa e politica delle Marche e del Paese.
Adriano Ciaffi, avvocato e dirigente politico, è stato esponente della Democrazia Cristiana, del Partito Popolare e della Margherita, fino a partecipare al percorso costituente del Partito Democratico. Eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1968, fu tra i promotori della riforma agraria che portò alla trasformazione della mezzadria.
Tra il 1975 e il 1978 guidò la Regione Marche come Presidente, in una fase politica caratterizzata da un’esperienza di governo innovativa, con l’appoggio esterno del Partito Comunista. Successivamente ricoprì il ruolo di Assessore al Bilancio regionale dal 1978 al 1983, contribuendo all’avvio delle prime politiche strutturate della Regione, in particolare in ambito sanitario.
Rieletto alla Camera nel 1983, fu Sottosegretario di Stato agli Interni nei governi Craxi I, Craxi II e Fanfani VI. Dal 1988 al 1992 ricoprì l’incarico di vicepresidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, assumendone poi la presidenza nella legislatura successiva.
Terminata l’esperienza parlamentare, tornò alla professione forense e continuò a impegnarsi nella vita pubblica locale come consigliere comunale, mantenendo un ruolo attivo nella sua comunità fino agli ultimi anni.
Oggi la nostra rubrica si occupa di proctologia, la branca specialistica della medicina e della chirurgia dedicata alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento delle patologie dell’ano, del retto e del colon. Si tratta di un ambito spesso poco affrontato nella comunicazione, complice un senso di pudore che porta a considerare questi disturbi come appartenenti esclusivamente alla sfera privata. Eppure, informare correttamente è fondamentale, perché le patologie proctologiche possono compromettere non solo il benessere quotidiano, ma anche il corretto funzionamento dell’intero organismo.
A fare chiarezza è il dottor Antonio Capomagi, proctologo marchigiano, già ricercatore, chirurgo e docente, con una lunga esperienza maturata all’INRCA di Ancona e numerose collaborazioni in ambito nazionale e internazionale. Attualmente è consulente del gruppo medico Associati Fisiomed nel Maceratese.
Abbiamo rivolto al dottor Capomagi alcune domande dedicate a una delle problematiche più diffuse, le emorroidi, con l’intenzione di approfondire nei prossimi appuntamenti anche altre patologie della sua specialità.
Dottor Capomagi, perché chi soffre di stitichezza rischia maggiormente il prolasso delle emorroidi?
"Perché la stitichezza costringe a fare sforzi intensi e prolungati sul water. La spinta continua schiaccia i vasi sanguigni dell'ano. Questo aumento di pressione gonfia le vene emorroidarie. I tessuti che tengono in sede le emorroidi si allungano e, alla fine, le emorroidi cedono e scivolano verso l'esterno".
Le emorroidi prolassate possono impedire alle feci di uscire normalmente?
"Sì, le emorroidi prolassate creano un vero e proprio ostacolo fisico. Quando scivolano verso il basso occupano spazio all'interno del canale anale, restringendo il passaggio e ostacolando il transito delle feci. Il paziente avverte una chiara sensazione di 'tappo' interno e si crea così un circolo vizioso che peggiora ulteriormente la stitichezza".
Se non si risolve il problema della defecazione ostruita (STPSI), le emorroidi possono rientrare spontaneamente?
"Dipende da quanto è grave e avanzato il prolasso. Se il problema è iniziale, eliminare lo sforzo consente alle emorroidi di sgonfiarsi e, nei primi stadi, i tessuti possono recuperare almeno in parte la loro elasticità. Se invece il prolasso è cronico, le emorroidi restano permanentemente all'esterno. In questi casi è necessario ricorrere all'intervento chirurgico e il proctologo rappresenta la figura di riferimento".