Un medico aggredito e colpito al volto, minacce e insulti al personale, oggetti lanciati e alcuni arredi danneggiati. È quanto sarebbe accaduto giovedì al Punto di primo intervento dell’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche, dove è stato necessario l’intervento dei Carabinieri per riportare la situazione alla normalità.
L’episodio riaccende l’allarme sulla sicurezza degli operatori sanitari e spinge l’UGL Salute a chiedere interventi concreti per prevenire nuove situazioni di violenza all’interno delle strutture sanitarie.
«Non possiamo più considerare le aggressioni agli operatori sanitari come episodi occasionali o inevitabili del lavoro – dichiara Fabio Angeloro, segretario provinciale UGL Salute Macerata –. Chi indossa un camice entra ogni giorno in servizio per assistere e curare le persone e non può essere costretto a lavorare nella paura».
Il sindacato esprime solidarietà al medico coinvolto e a tutti gli operatori che si sono trovati a gestire una situazione di forte tensione.
«A loro va il nostro ringraziamento per aver continuato a svolgere il proprio dovere anche in condizioni difficili – sottolinea Angeloro –. Un’aggressione all’interno di una struttura sanitaria non colpisce soltanto il singolo lavoratore, ma rappresenta un attacco alla sicurezza dell’intero sistema sanitario».
Per l’UGL Salute, però, non è più sufficiente limitarsi alla condanna degli episodi di violenza. Servono misure strutturali e una strategia precisa per proteggere chi lavora nei punti di primo intervento e nei pronto soccorso.
«Occorre rafforzare la sicurezza nei punti di primo intervento e nei pronto soccorso, soprattutto nelle fasce orarie e nelle situazioni maggiormente esposte al rischio – afferma Angeloro –. Servono sistemi di allarme efficienti, protocolli chiari per la gestione delle persone violente o in stato di alterazione e un coordinamento tempestivo con le forze dell’ordine».
Un altro aspetto centrale riguarda la presenza di personale adeguato. Secondo il sindacato, infatti, anche gli organici rappresentano un elemento fondamentale per garantire la sicurezza.
«Quando pochi professionisti devono gestire contemporaneamente emergenze, pazienti e situazioni di forte conflittualità, aumenta inevitabilmente il livello di esposizione al rischio – prosegue il segretario provinciale UGL Salute –. Non possiamo chiedere sempre maggiore responsabilità al personale senza garantire contemporaneamente adeguate risorse e condizioni di lavoro».
Da qui la richiesta all’Azienda sanitaria territoriale di Macerata e alle istituzioni di aprire un confronto complessivo sulla sicurezza degli operatori sanitari in tutta la provincia.
«Come UGL Salute chiediamo all’AST di Macerata e alle istituzioni competenti di aprire un confronto serio sulla sicurezza degli operatori sanitari – conclude Angeloro –. Non aspettiamo che accada qualcosa di ancora più grave prima di intervenire. La tutela di medici, infermieri, OSS e di tutto il personale sanitario deve essere considerata una priorità assoluta».
La sicurezza di chi lavora nelle strutture sanitarie, conclude il sindacato, non riguarda soltanto i lavoratori, ma anche i cittadini: garantire condizioni di lavoro sicure significa infatti assicurare la possibilità di offrire un’assistenza efficace, serena e di qualità.
Un medico aggredito e colpito al volto, minacce e insulti al personale, oggetti lanciati e alcuni arredi danneggiati. È quanto sarebbe accaduto giovedì al Punto di primo intervento dell’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche, dove è stato necessario l’intervento dei Carabinieri per riportare la situazione alla normalità.
L’episodio riaccende l’allarme sulla sicurezza degli operatori sanitari e spinge l’UGL Salute a chiedere interventi concreti per prevenire nuove situazioni di violenza all’interno delle strutture sanitarie.
«Non possiamo più considerare le aggressioni agli operatori sanitari come episodi occasionali o inevitabili del lavoro – dichiara Fabio Angeloro, segretario provinciale UGL Salute Macerata –. Chi indossa un camice entra ogni giorno in servizio per assistere e curare le persone e non può essere costretto a lavorare nella paura».
Il sindacato esprime solidarietà al medico coinvolto e a tutti gli operatori che si sono trovati a gestire una situazione di forte tensione.
«A loro va il nostro ringraziamento per aver continuato a svolgere il proprio dovere anche in condizioni difficili – sottolinea Angeloro –. Un’aggressione all’interno di una struttura sanitaria non colpisce soltanto il singolo lavoratore, ma rappresenta un attacco alla sicurezza dell’intero sistema sanitario».
Per l’UGL Salute, però, non è più sufficiente limitarsi alla condanna degli episodi di violenza. Servono misure strutturali e una strategia precisa per proteggere chi lavora nei punti di primo intervento e nei pronto soccorso.
«Occorre rafforzare la sicurezza nei punti di primo intervento e nei pronto soccorso, soprattutto nelle fasce orarie e nelle situazioni maggiormente esposte al rischio – afferma Angeloro –. Servono sistemi di allarme efficienti, protocolli chiari per la gestione delle persone violente o in stato di alterazione e un coordinamento tempestivo con le forze dell’ordine».
Un altro aspetto centrale riguarda la presenza di personale adeguato. Secondo il sindacato, infatti, anche gli organici rappresentano un elemento fondamentale per garantire la sicurezza.
«Quando pochi professionisti devono gestire contemporaneamente emergenze, pazienti e situazioni di forte conflittualità, aumenta inevitabilmente il livello di esposizione al rischio – prosegue il segretario provinciale UGL Salute –. Non possiamo chiedere sempre maggiore responsabilità al personale senza garantire contemporaneamente adeguate risorse e condizioni di lavoro».
Da qui la richiesta all’Azienda sanitaria territoriale di Macerata e alle istituzioni di aprire un confronto complessivo sulla sicurezza degli operatori sanitari in tutta la provincia.
«Come UGL Salute chiediamo all’AST di Macerata e alle istituzioni competenti di aprire un confronto serio sulla sicurezza degli operatori sanitari – conclude Angeloro –. Non aspettiamo che accada qualcosa di ancora più grave prima di intervenire. La tutela di medici, infermieri, OSS e di tutto il personale sanitario deve essere considerata una priorità assoluta».
La sicurezza di chi lavora nelle strutture sanitarie, conclude il sindacato, non riguarda soltanto i lavoratori, ma anche i cittadini: garantire condizioni di lavoro sicure significa infatti assicurare la possibilità di offrire un’assistenza efficace, serena e di qualità.
Operazione antidroga dei Carabinieri a San Severino Marche, dove un 26enne di origine senegalese, residente in città e impiegato come operaio, è stato arrestato in flagranza con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’intervento è scattato nella mattinata di giovedì 20 agosto, al termine di un’attività investigativa condotta dai militari della Stazione dei Carabinieri di San Severino Marche. Gli accertamenti hanno portato all’esecuzione di un decreto di perquisizione personale e domiciliare delegato dall’Autorità giudiziaria.
Durante la perquisizione nell’abitazione del giovane, i militari hanno rinvenuto complessivamente 105 grammi di cocaina, parte della quale era già suddivisa in dosi che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state destinate alla cessione.
Nel corso del controllo sono stati inoltre sequestrati un bilancino di precisione, materiale ritenuto utile per il confezionamento dello stupefacente e 290 euro in contanti, somma che gli investigatori ritengono riconducibile all’attività illecita.
La droga, il denaro e il restante materiale sono stati posti sotto sequestro e assunti in carico in attesa del successivo versamento presso il competente Ufficio Corpi di Reato.
Al termine delle formalità di rito, il 26enne è stato condotto alla Casa circondariale di Ancona-Montacuto, dove resta a disposizione dell'autorità giudiziaria.
POLLENZA – Una ragazza di 14 anni è caduta questa mattina dal terrazzo di un’abitazione nella zona di Molino, a Pollenza. L’incidente è avvenuto intorno alle 7.
La giovane è stata soccorsa e trasferita in eliambulanza all’ospedale Torrette di Ancona per gli accertamenti del caso. Le sue condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi e, secondo le prime informazioni, potrebbe essere dimessa già in giornata.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, impegnati negli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Dalle prime informazioni raccolte, si tratterebbe di una caduta accidentale.
Cade dalla finestra di casa, al primo piano, precipitando da un'altezza di circa quattro metri. Paura nella tarda mattinata di oggi, intorno alle 13, nel centro storico di Tolentino, dove un bambino di 9 anni è rimasto coinvolto in una caduta che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato accidentale.
Il piccolo, di nazionalità araba, è stato soccorso dal personale del 118, che ha richiesto l'intervento dell'eliambulanza. Le sue condizioni non sembrerebbero gravi, ma, considerata la dinamica della caduta, è stato disposto il trasferimento all'ospedale regionale Torrette di Ancona per gli accertamenti del caso.
L'incidente si è verificato all'interno di un'abitazione del centro storico. Il bambino si sarebbe sporto dalla finestra per cause ancora in fase di accertamento, finendo poi nel vuoto. La caduta sarebbe avvenuta da un'altezza di circa quattro metri.
Al momento dell'accaduto, il bambino non era solo in casa. Dopo l'allarme, sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e i carabinieri della Compagnia di Tolentino, che hanno effettuato gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dell'incidente.
L'eliambulanza è atterrata allo Stadio della Vittoria, dove il piccolo è stato preso in carico per il successivo trasferimento al nosocomio anconetano.
Ha violato più volte le prescrizioni dell'affidamento in prova ai fini terapeutici ed è stato arrestato dai carabinieri. È quanto accaduto a Corridonia, dove nella giornata di mercoledì 19 agosto un uomo di 43 anni, originario di Napoli e residente a Macerata, è stato raggiunto dal provvedimento di sospensione della misura alternativa e trasferito in carcere.
L'uomo, disoccupato e già noto alle forze dell'ordine, si trovava già all'interno di una comunità terapeutica del territorio. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri della Stazione di Corridonia in attuazione di un decreto emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Mantova.
Le violazioni segnalate dai Carabinieri
La decisione dell'Autorità giudiziaria è arrivata dopo le reiterate violazioni delle prescrizioni imposte all'uomo, comportamenti che erano stati puntualmente segnalati dai carabinieri. A seguito del decreto di sospensione dell'affidamento terapeutico al servizio sociale, i militari hanno raggiunto il 43enne e lo hanno condotto in caserma per gli adempimenti previsti.
Al termine delle formalità di rito, l'uomo è stato trasferito alla Casa Circondariale di Fermo, dove dovrà espiare la pena residua, con termine fissato al 20 novembre 2031.
I reati commessi tra il 2002 e il 2017
La misura detentiva è legata a una serie di reati commessi nell'arco temporale compreso tra il 2002 e il 2017. Nel suo curriculum giudiziario figurano, tra gli altri, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, minacce, violazione di domicilio, furto aggravato, tentata rapina, danneggiamento, appropriazione indebita e detenzione abusiva di armi.
Il provvedimento ha quindi comportato la sospensione della misura alternativa e il ritorno in carcere per l'espiazione della pena residua.
Sono fuori pericolo i cinque operai rimasti intossicati questa mattina in un cantiere di Ancona. I lavoratori, impegnati nella ristrutturazione di un condominio in via Rupi di via XXIX Settembre, sono stati soccorsi dopo aver accusato un malore mentre si trovavano in una zona esterna dell'edificio. Due di loro erano stati trovati privi di coscienza e inizialmente trasferiti in codice rosso al Pronto soccorso di Torrette.
Gli accertamenti sanitari hanno però evidenziato un elemento che ha fatto scattare ulteriori verifiche: nei corpi dei cinque operai sono state rilevate elevate concentrazioni di monossido di carbonio. Per questo motivo, dopo il primo intervento sanitario ad Ancona, tutti e cinque sono stati trasferiti a Fano, dove proseguiranno le cure e gli accertamenti.
I lavoratori, di età compresa tra 29 e 51 anni, sono di nazionalità rumena, tunisina, pakistana, nigeriana e italiana.
Stavano sverniciando una parete
Secondo le prime ricostruzioni, gli operai erano al lavoro in una intercapedine profonda circa tre metri, situata tra il piano stradale e la parete del condominio in ristrutturazione.
Il gruppo stava effettuando delle operazioni di sverniciatura di una parete dell'edificio quando si è verificato l'incidente.
L'allarme è scattato poco dopo le 8 di questa mattina. Sul posto sono intervenuti il personale sanitario del 118, i Vigili del fuoco, i Carabinieri e la Polizia locale.
Al lavoro la squadra NBCR dei Vigili del fuoco
La squadra dei Vigili del fuoco di Ancona ha provveduto al recupero dei due operai trovati privi di coscienza, affidandoli successivamente alle cure del personale sanitario.
Considerata la possibile presenza di sostanze pericolose, sul posto sono intervenuti anche il funzionario dei Vigili del fuoco e la squadra NBCR, specializzata negli interventi in presenza di rischi nucleari, biologici, chimici e radiologici.
I pompieri stanno effettuando operazioni di campionatura all'interno dell'area di lavoro per individuare la sostanza nociva o tossica all'origine dell'intossicazione. Le verifiche dovranno chiarire anche come si sia determinata la presenza di monossido di carbonio nell'ambiente e quale sia stata l'esatta dinamica dell'incidente.
L'edificio interessato dai lavori è sviluppato su due livelli stradali. L'area è stata sottoposta alle verifiche e alle operazioni necessarie per garantirne la messa in sicurezza.
Intervento dei Vigili del fuoco nel pomeriggio di oggi, giovedì 20 agosto, per un incendio di sterpaglie lungo l’argine del fiume Chienti, in prossimità del ponte che collega Piediripa con la zona industriale.
La segnalazione è scattata poco dopo le 17:20, quando le fiamme hanno interessato la vegetazione presente lungo l’argine del fiume. Sul posto sono intervenute la squadra dei Vigili del fuoco di Macerata e la squadra boschiva, impegnate nelle operazioni di spegnimento.
Per fronteggiare l’incendio sono stati utilizzati due autobotti e un automezzo 4x4. I Vigili del fuoco hanno provveduto a domare le fiamme e successivamente alla messa in sicurezza dell’area, evitando che il rogo potesse propagarsi ulteriormente.
Non si registrano persone coinvolte nell’incendio.
È stata trasportata in eliambulanza all'ospedale di Torrette una ragazza di 28 anni rimasta coinvolta in un incidente sulla strada Regina, nel territorio di Potenza Picena. La giovane era in sella alla sua moto quando, per cause ancora in fase di accertamento, si è verificato lo scontro con una Nissan Micra.
L'impatto è avvenuto intorno alle 12.:0. Secondo una prima ricostruzione, la vettura, condotta da una donna e proveniente da Porto Recanati, stava effettuando una svolta a sinistra quando la moto, che procedeva nella stessa direzione, ha tamponato l'auto.
La violenza dell'urto ha fatto sbalzare la motociclista per alcuni metri. Immediata la richiesta di intervento dei soccorsi: sul posto è arrivato il personale del 118, che ha prestato le prime cure alla giovane.
Nonostante la dinamica dell'incidente, la 28enne è rimasta cosciente durante le operazioni di soccorso. I sanitari hanno comunque ritenuto necessario il trasferimento in un centro ospedaliero attrezzato e hanno richiesto l'intervento dell'eliambulanza. L'elicottero è atterrato in un campo situato a margine della strada Regina, consentendo il successivo trasferimento della giovane a Torrette, ad Ancona.
A occuparsi dei rilievi e della ricostruzione dell'esatta dinamica sono stati i Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche. Quello di Potenza Picena non è stato l'unico incidente che ha coinvolto motociclisti nel Maceratese nella giornata di oggi.
Un altro sinistro si era verificato intorno alle 1:.30 a Sarnano, dove una moto è entrata in collisione con un camion. Anche in questo caso si è reso necessario l'intervento dei soccorritori e il motociclista è stato accompagnato al pronto soccorso di Macerata.
Un terzo incidente è avvenuto invece intorno alle 13 lungo la provinciale 78, nella zona di confine tra Sforzacosta di Macerata e Tolentino. Anche il motociclista coinvolto è stato trasferito all'ospedale di Macerata per gli accertamenti sanitari.
Tre episodi distinti che hanno richiesto l'intervento dei soccorritori nell'arco di circa un'ora e mezza, con particolare attenzione rivolta all'incidente avvenuto sulla strada Regina, dove per la 28enne si è reso necessario il trasferimento in eliambulanza.
Dopo la sospensione dei cantieri disposta durante l’esodo estivo per agevolare la circolazione, sulla strada statale 77 “della Val di Chienti” tornano gli interventi di manutenzione programmata di Anas. Un piano articolato che interesserà viadotti, gallerie, pavimentazione e aree verdi, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza, migliorare la qualità delle opere e garantire nel tempo livelli adeguati di servizio dell’infrastruttura.
I lavori entreranno progressivamente nel vivo già a partire dalla fine di agosto e proseguiranno, per alcune opere, fino al 2027. Inevitabili le modifiche alla viabilità, che saranno organizzate per fasi per limitare quanto più possibile i disagi agli automobilisti.
Tra gli interventi principali c’è il risanamento strutturale e il miglioramento sismico del viadotto Chienti III, lungo circa 270 metri e situato tra gli svincoli di Corridonia e Morrovalle. L’investimento ammonta a 3,16 milioni di euro.
Il progetto prevede la sostituzione degli appoggi con dispositivi antisismici, il rinforzo di alcune parti della struttura, il risanamento del calcestruzzo, la sostituzione delle barriere di sicurezza, il rifacimento delle opere idrauliche e dei giunti di dilatazione e, infine, il rifacimento della pavimentazione.
La prima fase scatterà a settembre e prevede, in entrambe le carreggiate, la chiusura della corsia di marcia, con transito consentito sulla corsia di sorpasso.
Particolarmente delicate saranno le operazioni di sollevamento dell’impalcato, che richiederanno la chiusura completa della SS77 in entrambe le direzioni per dieci notti. In quelle ore il traffico tra Corridonia e Morrovalle sarà deviato sulla viabilità secondaria. Durante il giorno, invece, sarà mantenuto il transito sulla corsia di sorpasso.
Da aprile 2027 sarà chiusa la corsia di sorpasso, con traffico sulla corsia di marcia. L’ultima fase, prevista tra giugno e luglio 2027, comporterà invece la chiusura di una carreggiata e il transito a doppio senso su quella opposta.
Interventi analoghi interesseranno il viadotto Caldarola, lungo 355 metri, tra gli svincoli di Caldarola e Serrapetrona. L’investimento previsto è di 3,54 milioni di euro.
Anche in questo caso il programma comprende interventi sugli appoggi, miglioramento sismico, rinforzo delle strutture, risanamento del calcestruzzo, sostituzione delle barriere, opere idrauliche, giunti di dilatazione e pavimentazione.
Da settembre sarà chiusa la corsia di marcia in direzione Foligno, mantenendo il transito sulla corsia di sorpasso. Da gennaio 2027 la situazione verrà invertita, con interventi sulla carreggiata in direzione Civitanova Marche.
Ad aprile 2027 è prevista la chiusura delle corsie di sorpasso in entrambe le direzioni, con transito sulla corsia di marcia. Da settembre a novembre 2027, infine, sarà chiusa una carreggiata e il traffico verrà regolato a doppio senso su quella opposta.
Novità anche nei pressi dello svincolo Macerata Sud/Corridonia, dove riprenderanno i lavori di risanamento profondo della pavimentazione. L’intervento, dal valore complessivo di 3,7 milioni di euro, è già stato completato per circa il 65%.
Da inizio settembre partirà l’ultima fase, che prevede il rifacimento delle rampe dello svincolo e di un tratto della carreggiata in direzione Foligno.
Le rampe in ingresso e in uscita saranno chiuse per circa 15 giorni lavorativi per ciascuna direzione. Successivamente si procederà con il rifacimento della pavimentazione della carreggiata verso Foligno, attraverso uno scambio di carreggiata. In questa fase lo svincolo sarà chiuso in ingresso e in uscita per chi viaggia verso Foligno.
La conclusione dei lavori è prevista entro la fine di ottobre.
Dal 24 agosto riprenderanno inoltre gli interventi sugli impianti tecnologici della galleria Varano, tra gli svincoli di Colfiorito e Serravalle di Chienti.
Il cantiere rientra nel progetto europeo Cef Meridian – Tunnel 4.0 e prevede l’implementazione di una piattaforma digitale intelligente destinata a migliorare ulteriormente i livelli di sicurezza della galleria.
Nella prima fase il traffico sarà deviato, una direzione alla volta, sulla viabilità secondaria, utilizzando il vecchio tracciato della SS77. Da novembre è previsto invece uno scambio di carreggiata, con doppio senso di marcia sulla carreggiata opposta.
L’intervento dovrebbe essere completato prima di Natale 2026.
A ottobre partiranno poi i lavori di adeguamento degli impianti tecnologici della galleria Madonna del Sasso, tra Caccamo e Camerino. L’opera prevede un investimento di 3 milioni di euro e durerà circa sei mesi.
Anche in questo caso sarà necessario uno scambio di carreggiata, con traffico sempre garantito a doppio senso sulla carreggiata opposta. Anas valuterà eventuali sospensioni del cantiere in occasione delle festività o nei periodi caratterizzati da maggiore traffico.
Il piano di interventi sulla SS77 comprenderà infine, nel corso del prossimo anno, lavori di manutenzione del verde e l’abbattimento delle alberature presenti a ridosso della sede stradale. Le eventuali limitazioni al traffico saranno introdotte di volta in volta, in base alle esigenze dei singoli interventi.
Si apre dunque una nuova fase di cantieri sulla Val di Chienti: opere importanti per la sicurezza e la conservazione dell’infrastruttura, ma che richiederanno agli automobilisti particolare attenzione e pazienza soprattutto nei periodi di maggiore intensità del traffico.
Un caso accertato di infezione da virus Toscana è stato segnalato questo pomeriggio al sindaco di Tolentino dall’AST di Macerata. Il contagio riguarda un soggetto domiciliato nel territorio comunale, in una zona esterna al centro urbano. Le autorità sanitarie e amministrative rassicurano immediatamente i cittadini: "La situazione è sotto controllo, non c'è alcun allarmismo e si tratta di un episodio del tutto sporadico che non deve destare preoccupazione, pur richiedendo la giusta attenzione".
La trasmissione del virus avviene attraverso la puntura dei pappataci, piccoli insetti ematofagi particolarmente attivi nelle ore crepuscolari e notturne dei mesi caldi. Sebbene l'infezione si risolva spesso senza gravi conseguenze, in una piccola percentuale di soggetti può evolvere in forme più serie come meningiti o meningo-encefaliti. La lotta a questi vettori presenta tuttavia complessità specifiche: le uova vengono deposte in ambienti umidi e ricchi di materiale organico al riparo dalla luce solare, rendendo poco efficaci i tradizionali trattamenti larvicidi o l'uso di insetticidi sugli esemplari adulti.
Per contenere i rischi, la prevenzione si sposta sul piano dei comportamenti individuali e della gestione del territorio. Per chi lavora all'aperto nei settori dell'agricoltura, della manutenzione o del controllo ambientale, così come per gli amanti dell'escursionismo, la prima difesa resta l'uso di repellenti cutanei e l'impiego di indumenti chiari a maniche e pantaloni lunghi.
A livello ambientale diventa fondamentale la cura degli spazi privati e pubblici. Tra le indicazioni fornite figura la manutenzione del verde e degli argini dei corsi d'acqua, unita al risanamento edilizio tramite l'intonacatura delle crepe nei muri e la rimozione dei rifiuti organici. Una vigilanza particolare andrà riservata agli edifici abbandonati o in rovina, che rappresentano l'habitat ideale per la riproduzione dei pappataci. Infine, per prevenire parallelamente anche la diffusione delle zanzare, l'invito rivolto a tutta la popolazione è quello di mantenere puliti gli spazi interni ed esterni delle abitazioni, bonificando tempestivamente ogni eventuale raccolta d'acqua stagnante.
«Nessuna forzatura, ma una scelta nell’interesse del territorio». Il sindaco di Appignano, Mariano Calamita, replica alle recenti dichiarazioni del consigliere di opposizione Luca Buldorini sulla delibera di giunta relativa alla concessione di un locale comunale al presidente del Consiglio regionale delle Marche Gianluca Pasqui.
L’Amministrazione comunale interviene per chiarire, si legge nella nota del sindaco, «il percorso della delibera numero 141 del 30 luglio 2026», ribadendo che l’iter amministrativo si sarebbe svolto «nel pieno rispetto delle norme».
Il primo punto riguarda il parere di regolarità tecnica. «Il parere espresso dagli uffici comunali, presente fin dalla fase di proposta, è rimasto pienamente valido ed efficace anche nel testo definitivo della delibera», precisa Calamita, sottolineando che la responsabile dell’Area amministrativa era presente alla seduta di giunta.
Secondo il sindaco, dunque, il parere confermerebbe la legittimità dell’operazione, nata dalla richiesta formale presentata il 15 luglio 2026 dal presidente dell’Assemblea legislativa regionale delle Marche, Gianluca Pasqui.
La questione sollevata da Buldorini riguarda anche l’individuazione del beneficiario nella versione definitiva della delibera. Su questo punto Calamita precisa che «non costituisce una variazione sostanziale dell’oggetto», ma una «necessaria declinazione operativa» legata alla disponibilità degli spazi.
A seguito della ricognizione del patrimonio immobiliare comunale, spiega infatti il sindaco, l’unico locale disponibile sarebbe risultato essere l’ufficio antistante la Sala consiliare. Uno spazio che, per non compromettere le esigenze quotidiane degli uffici comunali, non potrebbe essere messo a disposizione in maniera più ampia.
Da qui la scelta di intestare la delibera al presidente Pasqui, «in quanto vertice e rappresentante istituzionale dell’intero Consiglio regionale e quindi di tutti i consiglieri regionali», affidandogli la gestione dell’utilizzo dello spazio sulla base delle effettive disponibilità del Comune.
«Non vi è stata alcuna forzatura – ribadisce Calamita – ma solo la declinazione di un interesse pubblico: quello di creare un canale di ascolto istituzionale costante per il nostro Comune e per i Comuni limitrofi, favorendo così un rapporto proficuo con l’Istituzione regionale nel suo complesso».
Il sindaco precisa inoltre che il presidente del Consiglio regionale potrà eventualmente delegare singoli consiglieri qualora emergano specifiche tematiche da affrontare.
Altro punto sottolineato dall’Amministrazione riguarda i costi. «La convenzione non comporta alcun aggravio di spesa né per il Comune di Appignano né per la Regione Marche», viene ribadito nella nota.
Infine, la replica politica a Buldorini. L’Amministrazione invita il consigliere di opposizione «a superare sterili polemiche e a guardare al merito dell’iniziativa», che secondo Calamita punta esclusivamente a «facilitare il contatto tra il territorio e le istituzioni regionali nell’esclusivo interesse dei cittadini».
«Le squadre di caccia al cinghiale devono essere coinvolte nelle decisioni che riguardano la gestione della specie». È la posizione dell’Associazione Cacciatori di Cinghiale della Provincia di Macerata, presieduta dall’avvocato Paolo Cecchetti, dopo il comunicato diffuso da ATC Macerata 1 e ATC Macerata 2 sulla nuova filiera della selvaggina.
L’associazione precisa innanzitutto di condividere l’importanza del Centro di Lavorazione Selvaggina di Caccamo di Serrapetrona, definito «un’iniziativa assolutamente lodevole e condivisa dalla gran parte del mondo venatorio».
La contestazione riguarda invece il mancato coinvolgimento delle squadre nell’incontro del 20 luglio tra gli ATC e le associazioni agricole. «Nella riunione – sottolinea Cecchetti – non sono stati coinvolti i cacciatori di cinghiale che esercitano la caccia in forma collettiva, ossia le squadre».
Una scelta ritenuta «del tutto errata», anche alla luce dei numeri. «Dati alla mano – afferma il presidente, richiamando quanto riferito dall’assessore regionale alla Caccia nella riunione del 3 agosto – nella Regione Marche l’abbattimento dei cinghiali con forme di caccia collettiva rappresenta l’85% degli abbattimenti totali».
«Sarebbe stato quindi ragionevole – prosegue Cecchetti – coinvolgere l’attore principale della caccia al cinghiale, ossia le squadre di caccia».
L’associazione ricorda anche l’incontro organizzato lo scorso 11 giugno, al quale avevano partecipato rappresentanti del mondo venatorio e agricolo. In quell’occasione, secondo i cacciatori, erano emerse diverse criticità: dal rapporto tra attività venatoria e attività di controllo alla necessità di una riforma del Regolamento regionale 3/2012, fino alla gestione dei cinghiali presenti nelle aree protette e interdette alla caccia.
Proprio queste ultime, secondo l’associazione, rappresentano «la problematica più seria e di più difficile soluzione», poiché il controllo con metodi venatori individuali viene ritenuto «inefficace e inadeguato».
I cacciatori chiedono quindi un cambiamento delle norme a livello regionale e nazionale e, soprattutto, «il coinvolgimento dei Cacciatori di Cinghiale riuniti in questa Associazione nelle decisioni che li riguardano direttamente o indirettamente».
Nonostante la mancata partecipazione al tavolo decisionale, l’associazione assicura la propria disponibilità a collaborare alla nuova filiera della selvaggina. «I cacciatori delle squadre – conclude Cecchetti – assicurano la loro collaborazione», chiedendo però che l’iniziativa «mai possa essere strumentalizzata per penalizzare ulteriormente le squadre» o comportare future conseguenze o sanzioni nei loro confronti.
"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate.
Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani.
Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire.
"Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa.
Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”.
Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione.
"Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata.
"Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".
Facilitare l’accesso alle cure per i cittadini delle aree di confine: è questo l’obiettivo dello schema di accordo tra Marche e Umbria, approvato dalla Regione Marche e valido per il periodo 2026-2028.
L’intesa stabilisce regole condivise per le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini che si rivolgono alle strutture dell’altra regione, con l’obiettivo di garantire percorsi più semplici e appropriati e una migliore integrazione tra i due sistemi sanitari.
"È un accordo che mette al centro i cittadini - ha commentato l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro -. Chi vive nelle aree di confine deve poter accedere alle cure nel modo più semplice e rapido possibile, con regole chiare e senza ostacoli burocratici. Allo stesso tempo, l’intesa ci permette di programmare meglio i servizi, monitorare i flussi dei pazienti e utilizzare in modo più efficace le risorse del sistema sanitario. È una scelta che migliora l’assistenza e rafforza la collaborazione tra Marche e Umbria”.
L'accordo riguarda le principali prestazioni sanitarie per i cittadini delle due regioni, dai ricoveri alle visite specialistichee agli esami. Sono comprese anche prestazioni complesse come trapianti, cure oncologiche, dialisi, ricoveri urgenti e percorsi riabilitativi specialistici. Sono escluse le prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Per le Marche, l’intesa consente di gestire in modo più efficace la mobilità sanitaria, cioè gli spostamenti dei cittadini che scelgono di curarsi fuori dalla propria regione. Le regole condivise permetteranno di programmare con maggiore precisione l’offerta sanitaria, monitorare i flussi e i costi e garantire ai pazienti l’accesso ai servizi più appropriati, nel rispetto della libertà di scelta del luogo di cura.
Una parte dell’accordo riguarda poi il comune di Cantiano. In caso di emergenze gravi, quando la Centrale operativa 118 di Pesaro lo riterrà necessario, i pazienti potranno essere trasportati all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino. Per chi vive in quella zona, l’ospedale umbro può infatti essere più vicino rispetto ad altri presidi. Questo permetterà, quando previsto, di ridurre i tempi di intervento e di assicurare cure più rapide nelle situazioni in cui ogni minuto può fare la differenza.
È stato un mercoledì di amichevoli con risultati per lo più positivi per le varie maceratesi scese in campo. Diversi test per le squadre della provincia di Macerata in campo tra Serie D, Eccellenza e Promozione. Oltre alla Maceratese, vittoriosa 2-1 sul campo del Montefano (Didio e Baumwollspinner hanno risposto alla marcatura iniziale di Spagna), vince anche la futura rivale di coppa dei biancorossi, la Recanatese, che si è aggiudicata il 19° Memorial Maurizio Maceratesi – Mario Rita.
I giallorossi hanno superato nel triangolare prima ai rigori 4-2 il Castelfidardo, poi hanno piegato nei 45' restanti di gioco 2-0 il CSI Recanati con una doppietta di Mbaye. Pari a reti bianche invece per Aurora Treia e Matelica. I treiesi mettono in difficoltà il Fossombrone nella trasferta in terra pesarese, sfiorano il vantaggio nel primo tempo su rigore con Senigagliesi, ma alla fine tiene comunque il risultato positivo sulle incursioni nella ripresa dei padroni di casa, formazione di Serie D.
Il Matelica invece impatta tra le mura amiche nel derby contro il Fabriano Cerreto, con le due squadre che giocano a buoni ritmi, ma non riescono ambedue a sfondare il muro avversario. La Sangiustese regola 3-0 a domicilio il Corridonia invece, grazie alle marcature di Innamorati, Russo e Del Moro, mentre il Chiesanuova supera sempre in casa 2-1 l’AFC Fermo grazie ai gol di D’Alesio e Grassi. In Promozione infine si fa notare il Potenza Picena che vince 4-3 sul campo della Vigor Castelfidardo: a segno nell’ordine Tulli, Quadrini, Bigoni e Graciotti.
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La Maceratese si impone 2-1 contro il Montefano nell’ultimo test prestagionale. La partita, disputata questo pomeriggio allo stadio Spivach di Cingoli davanti una buona cornice di pubblico e sede del ritiro precampionato degli avversari in maglia viola, si rivela molto combattuta.
A decidere è il gol nel finale del neoacquisto Ivan Baumwollspinner, bravo a risolvere una mischia in area avversaria, e fa il paio alla rete segnata in precedenza dal compagno di squadra Lorenzo Didio. Continua il rodaggio dei vari meccanismi da parte di mister Alfonsi in attesa del debutto di sabato sera in Coppa Italia contro la Recanatese all’Helvia Recina, mentre dall’altra parte il Montefano mette in mostra una buona condizione.
La Maceratese festeggia così il tesseramento in mattinata di un nuovo elemento, il giovane centrocampista franco-portoghese Elliott Branco, classe 2006. Cresciuto nel Lione e l’anno scorso in campo nella Promozione Abruzzo col Fontanelle, la squadra biancorossa ha deciso di ingaggiarlo dopo un periodo in cui il ragazzo si è allenato con la squadra.
Appuntamento ora al match di sabato contro la Recanatese di Coppa Italia. Si gioca sabato alle 20:30, al via le prevendite online da oggi su Viva Ticket, mentre nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato le stesse saranno in vendita in forma cartacea presso la tabaccheria Monachesi. Il giorno della partita sarà possibile acquistare il biglietto direttamente al botteghino dello stadio.
Il mondo dell’artigianato sta cambiando rapidamente e le Marche, con il territorio della provincia di Macerata inserito in questo scenario, sono tra le regioni italiane che negli ultimi anni hanno registrato le contrazioni più significative.
I dati elaborati dalla Cgia mostrano infatti una riduzione consistente del numero degli artigiani nell’ultimo decennio. La diminuzione ha interessato tutte le regioni italiane, ma le Marche risultano tra quelle maggiormente colpite, con una contrazione del 28,1% in dieci anni secondo una delle elaborazioni dell’Ufficio studi dell’associazione.
Il fenomeno non riguarda soltanto il numero complessivo delle attività. A cambiare è anche il volto stesso dell’artigiano. Alcuni dei mestieri tradizionali fanno sempre più fatica a trovare nuovi professionisti, mentre crescono attività legate al benessere, ai servizi e al digitale.
L’analisi di Unioncamere e InfoCamere, basata sui dati del Registro delle Imprese, fotografa un’evoluzione particolarmente evidente negli ultimi anni. Tra marzo 2023 e marzo 2025 sono aumentate soprattutto le imprese degli estetisti, cresciute del 10,4%, seguite dai tassisti (+7,2%) e dagli specialisti Ict (+5,4%).
Allo stesso tempo arretrano alcune figure che per decenni hanno rappresentato l’immagine classica della bottega artigiana. I falegnami registrano una diminuzione del 10,9%, i trasportatori dell’8,9% e gli elettricisti del 2,9%. Il segno meno interessa anche diverse altre attività tradizionali, tra cui sarti, fotografi, calzolai, fabbri, muratori, idraulici, meccanici e panettieri.
Per un territorio come quello maceratese, caratterizzato dalla presenza diffusa di piccoli centri, attività familiari e imprese legate alle lavorazioni tradizionali, il cambiamento assume quindi un peso particolare.
Non è però soltanto una storia di chiusure. L’artigianato italiano sta anche modificando la propria identità.
Accanto alle attività tradizionali si fanno spazio professionisti del digitale, specialisti Ict, grafici e nuove figure legate ai servizi. Crescono inoltre alcune professioni del settore del benessere e attività come giardinieri, serramentisti e riparatori di macchinari.
Il cambiamento coinvolge anche la composizione della categoria. Secondo i dati riportati nell'analisi, tra i giovani under 35 aumentano soprattutto gli specialisti Ict e i tassisti, mentre tra gli imprenditori stranieri si registrano incrementi significativi proprio nei settori del trasporto e dell’informatica.
Uno dei nodi principali resta però quello del ricambio generazionale.
L’invecchiamento della popolazione artigiana e la difficoltà nel convincere le nuove generazioni a intraprendere alcuni mestieri manuali rischiano di creare, nel prossimo futuro, una vera carenza di competenze.
Il problema non riguarda soltanto chi vuole aprire una nuova attività. La riduzione degli artigiani potrebbe rendere sempre più difficile trovare professionisti capaci di intervenire per una riparazione o una manutenzione. Tra le figure considerate maggiormente a rischio ci sono idraulici, fabbri, elettricisti e serramentisti.
Tra le cause indicate dalla Cgia figurano il minore interesse dei giovani verso il lavoro manuale, una formazione non sempre adeguata alle esigenze del mercato e un orientamento scolastico che fatica ad accompagnare gli studenti verso professioni tecniche.
Il dato regionale conferma le difficoltà del comparto. In una delle rilevazioni relative all’ultimo decennio, le Marche risultano la regione con la maggiore contrazione del numero di artigiani, pari al 28,1%, davanti a Umbria, Abruzzo e Piemonte.
Anche gli aggiornamenti più recenti evidenziano una situazione ancora delicata. Nel 2025 il numero delle imprese artigiane è rimasto sostanzialmente stabile a livello nazionale, ma il Centro Italia ha registrato una variazione negativa dello 0,3%. Tra le regioni del Centro, le Marche hanno segnato un -0,5% rispetto all’anno precedente.
Il dato riguarda l’intero territorio regionale e quindi anche la provincia di Macerata, senza però indicare una specifica variazione provinciale per il Maceratese nei numeri riportati nelle analisi di riferimento.
A complicare il quadro c'è anche l'accesso al credito. Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti del 25,9%, mentre per le imprese artigiane la contrazione è arrivata al 39,3%.
A livello regionale, le Marche hanno registrato a marzo 2026 una diminuzione dei finanziamenti alle piccole imprese del 7,1%, tra le variazioni più significative rilevate nel Paese.
Una stretta che può incidere sulla capacità delle piccole attività di investire, innovare e affrontare il ricambio generazionale.
Il quadro che emerge non racconta quindi semplicemente la scomparsa dell’artigianato. Racconta piuttosto una trasformazione profonda, nella quale alcune professioni tradizionali si riducono e altre, spesso legate alla tecnologia e ai servizi alla persona, conquistano spazio.
Per le realtà della provincia di Macerata la sfida sarà riuscire a mantenere vive le competenze che hanno caratterizzato il territorio, accompagnandole però verso un modello capace di parlare alle nuove generazioni e di confrontarsi con un mercato sempre più digitale.
A luglio il tasso fisso medio sui finanziamenti a 20 e 30 anni si è attestato al 3,33%, mentre il variabile, dopo il rialzo dei tassi deciso dalla Bce a giugno, è salito al 2,80%. Il mercato dei mutui torna quindi a vedere il variabile come l’opzione più conveniente, anche se il vantaggio rispetto al fisso si è ridotto.
Secondo i dati dell’Osservatorio MutuiOnline.it, la differenza tra le due tipologie di finanziamento è passata dagli 80 ai 53 punti base in media. Considerando un mutuo ventennale da 140mila euro, la rata media con tasso variabile si attesta oggi intorno ai 762 euro al mese, contro gli 800 euro del fisso: una differenza di circa 37 euro mensili.
Si riduce anche il risparmio complessivo sugli interessi da versare durante il periodo del finanziamento: il vantaggio del variabile è passato dagli oltre 13.400 euro di giugno agli 8.900 euro di luglio.
Nelle Marche il quadro resta comunque caratterizzato da richieste più contenute rispetto alla media nazionale. A luglio l’importo medio richiesto per un mutuo è stato di 118.382 euro, contro i 143.200 euro registrati in Italia. Anche il valore medio degli immobili acquistati risulta inferiore: 200.109 euro nella regione, rispetto ai 227mila euro della media nazionale.
La durata media dei mutui nelle Marche è di 24 anni e 3 mesi, leggermente inferiore al dato italiano di 24 anni e 6 mesi. Anche l’età dei richiedenti è più bassa: in regione la media si ferma a 38 anni e 7 mesi, contro i 40 anni e 2 mesi a livello nazionale.
Analizzando i dati delle singole province marchigiane, Macerata è il territorio dove i richiedenti risultano più giovani: l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo a luglio è di 33 anni e 10 mesi.
Il Maceratese registra però anche gli importi medi più bassi della regione: per acquistare casa vengono richiesti in media 64.600 euro, mentre il valore medio degli immobili si attesta sui 110mila euro. Sempre in provincia di Macerata si trovano i finanziamenti con la durata media più breve, pari a circa 18 anni.
All’opposto, è la provincia di Fermo a far registrare gli importi medi più elevati, con richieste pari a 152.400 euro, e il valore medio degli immobili più alto delle Marche, pari a 272mila euro. I mutui più lunghi invece si registrano ad Ascoli Piceno, con una durata media di circa 30 anni.
Secondo l’analisi di MutuiOnline.it, nonostante l’incertezza dei mercati e il contesto internazionale ancora instabile, i tassi sui mutui si mantengono comunque su livelli favorevoli rispetto agli anni precedenti, con variazioni contenute rispetto ai minimi registrati alla fine del 2025.
Un terzo posto in Italia nelle ultime classifiche Censis per le lauree triennali dell’area delle Scienze giuridiche e un’offerta formativa sempre più orientata alla specializzazione, all’internazionalizzazione e all’ingresso nel mondo del lavoro. È con questi punti di forza che il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata si prepara al nuovo anno accademico.
L’obiettivo è coniugare la tradizione degli studi giuridici con percorsi capaci di intercettare professioni e ambiti in evoluzione, offrendo agli studenti la possibilità di costruire un percorso formativo il più possibile personalizzato.
Tra le proposte spicca la laurea triennale in Scienze per i servizi giuridici, articolata in cinque curricula: Consulente del lavoro e delle relazioni industriali, Consulente dei trasporti e della logistica, Operatore giudiziario e criminologico, Operatore giuridico per le amministrazioni e Consulente giuridico per lo sport.
Proprio quest’ultimo rappresenta una delle peculiarità dell’offerta dell’Ateneo maceratese, che ha inserito stabilmente il diritto dello sport nella formazione universitaria.
«La forza del nostro Dipartimento sta nella capacità di mantenere salda una tradizione giuridica di lunga data e, nello stesso tempo, di intercettare ambiti professionali nuovi e in continua trasformazione», sottolinea la direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza, Claudia Cesari.
«I curricula specialistici, l’attenzione al diritto dello sport, all’innovazione e alle amministrazioni, così come la dimensione internazionale dei nostri corsi, permettono agli studenti di costruire una preparazione solida ma anche fortemente personalizzata, adeguata a percorsi professionali molto diversi tra loro», aggiunge Cesari.
L’apertura internazionale trova una delle sue espressioni principali nella laurea triennale International, European and Comparative Legal Studies (IECoLS), interamente in lingua inglese. Il corso affronta lo studio del diritto attraverso una prospettiva europea, comparata e globale, preparando gli studenti anche a possibili percorsi professionali nelle imprese, nelle istituzioni europee e nelle organizzazioni internazionali.
Rimane centrale anche la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, tradizionalmente orientata alla preparazione per le professioni di avvocato, magistrato e notaio, ma caratterizzata da una crescente possibilità di personalizzazione.
Gli studenti possono infatti orientare il proprio piano di studi verso percorsi dedicati al giurista forense, al giurista d’impresa, alle organizzazioni pubbliche oppure all’innovazione e alla sostenibilità.
A questa offerta si aggiunge il Comparative, International and European Law and Innovation Programme, percorso parzialmente in lingua inglese con una forte componente comparatistica, europea e internazionale.
Per chi punta a un’esperienza ancora più internazionale è inoltre disponibile il percorso a doppio titolo con l’Università di Orléans. L’opportunità consente di trascorrere una parte dei cinque anni di studio in Francia e ottenere, insieme alla laurea magistrale dell’Università di Macerata, i corrispondenti titoli francesi.
L’offerta del Dipartimento comprende anche un articolato percorso nell’ambito del servizio sociale. La laurea triennale in Teorie, culture e tecniche per il servizio sociale consente di accedere all’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di assistente sociale.
Chi intende proseguire la formazione può iscriversi alla laurea magistrale in Politiche e programmazione dei servizi alla persona, proposta anche in modalità mista, con la possibilità di seguire le lezioni da remoto.
Il percorso permette di acquisire competenze avanzate e di ampliare le prospettive professionali, anche in vista di ruoli di maggiore responsabilità e funzioni dirigenziali.
In continuità con i percorsi dedicati alle amministrazioni e ai servizi giuridici si inserisce infine la laurea magistrale in Governance dell’amministrazione pubblica e delle organizzazioni complesse.
Il corso punta a sviluppare competenze innovative nella gestione e nel governo delle organizzazioni, formando figure professionali qualificate per la pubblica amministrazione e per realtà organizzative complesse. Anche questa magistrale è disponibile in modalità mista, con l’obiettivo di rendere la frequenza più flessibile e compatibile con esigenze lavorative e personali.
Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata si presenta così al nuovo anno accademico con un’offerta che punta a unire formazione giuridica tradizionale e nuovi sbocchi professionali, con particolare attenzione alla personalizzazione dei percorsi, alla dimensione internazionale e alle esigenze di un mercato del lavoro in continua trasformazione.
La decisione dell’Amministrazione comunale di procedere con la demolizione della scuola Enrico Medi divide e suscita la netta opposizione de L’Altra Macerata. La lista consiliare esprime «dissenso e sconcerto» per la scelta della Giunta Parcaroli e chiede di valutare una possibile riconversione dell’immobile in uno spazio a disposizione del quartiere delle Vergini e dell’intera città.
A intervenire è Michele Lattanzi, capogruppo de L’Altra Macerata, secondo cui l’ex plesso scolastico potrebbe rappresentare una risposta concreta alla carenza di spazi destinati all’associazionismo e alla socialità.
«Un immobile che potrebbe essere riconvertito come spazio per il quartiere delle Vergini e dell’intera città, vista anche la carenza di spazi per l’associazionismo culturale, sociale e ricreativo», sostiene Lattanzi.
Il tema si inserisce, secondo la lista, in una proposta già avanzata durante la campagna elettorale: quella di realizzare un centro di aggregazione in ogni quartiere, con particolare attenzione alle giovani generazioni.
«In campagna elettorale abbiamo lanciato l’idea di un centro di aggregazione per ogni quartiere come strumento di crescita soprattutto per le nuove generazioni – spiega Lattanzi –. La scuola Medi poteva essere un’occasione per dimostrare come l’Amministrazione comunale possa realmente rispondere a un bisogno diffuso di socializzazione».
La scelta di demolire l’edificio viene invece giudicata dall’Altra Macerata come un’occasione persa.
«La Giunta Parcaroli sceglie di demolire la vecchia scuola spendendo decine di migliaia di euro inutilmente e creando una ferita con i cittadini che per decenni hanno frequentato il plesso scolastico, prima come alunni e poi come genitori», afferma il capogruppo.
Da qui la richiesta rivolta direttamente al sindaco di Macerata.
«Chiediamo al sindaco di fare un passo indietro su questa scelta e di aprire un dibattito nella città con i cittadini per scegliere la migliore destinazione da dare alla scuola», sottolinea Lattanzi.
L’Altra Macerata annuncia inoltre che continuerà a seguire la vicenda, ponendo particolare attenzione alla futura destinazione dell’area.
«In ogni caso vigileremo affinché questa demolizione non sia l’anticamera di una futura speculazione edilizia», conclude il capogruppo Michele Lattanzi.
Il nodo, dunque, non riguarda soltanto la sorte dell’edificio scolastico, ma anche il futuro di uno spazio pubblico che, secondo L’Altra Macerata, potrebbe essere trasformato in un luogo di aggregazione e socialità al servizio del quartiere e della città.
L'urna contenente le spoglie di San Pacifico sarà trasferita temporaneamente dal Santuario alla chiesa di San Domenico in vista dell'apertura dei cantieri per il restauro e il miglioramento sismico del complesso religioso, gravemente danneggiato dalla sequenza sismica del 2016.
Il trasferimento solenne è previsto per martedì 18 agosto. Lo spostamento si rende necessario per consentire l'esecuzione degli interventi di restauro, risanamento conservativo e miglioramento sismico che interesseranno l'intero complesso del Santuario.
Il piano dei lavori, che ha ottenuto il via libera della Soprintendenza lo scorso febbraio, riguarderà l'intero impianto storico dell'edificio, compresi il campanile, la cappella ottagonale e le decorazioni artistiche.
Per la comunità di San Severino Marche si tratta di un momento dal forte valore simbolico. San Pacifico, compatrono della città, al secolo Carlo Antonio Divini, nacque nel centro storico settempedano il 1° marzo 1653 e trascorse proprio in città parte della sua vita religiosa. Ordinato sacerdote all'età di 25 anni, morì il 24 settembre 1721, a 68 anni.
Beatificato da Pio VI nel 1786 e proclamato santo da Gregorio XVI nel 1839, San Pacifico è da secoli al centro della devozione della comunità locale e rappresenta uno degli elementi più significativi dell'identità religiosa e culturale della città.
Durante il periodo dei lavori, sarà la chiesa di San Domenico a diventare il punto di riferimento per le attività liturgiche normalmente ospitate al Santuario. Qui si terranno le celebrazioni quotidiane, le iniziative promosse dalla comunità dei Frati Minori e anche i tradizionali festeggiamenti di settembre dedicati a San Pacifico.
Il padre guardiano del Santuario, fra Luciano Genga, ha sottolineato come il trasferimento rappresenti una parentesi necessaria, ma allo stesso tempo segnata dalla speranza di poter restituire alla comunità un luogo di culto rinnovato, sicuro e pienamente fruibile.
La comunità dei Frati Minori ha inoltre espresso il proprio ringraziamento all'Arcidiocesi e all'arcivescovo monsignor Francesco Massara per l'autorizzazione, al parroco don Aldo Romagnoli per la disponibilità ad accogliere le celebrazioni nella chiesa di San Domenico e al sindaco Rosa Piermattei e all'amministrazione comunale, proprietaria dell'edificio, per la collaborazione e il sostegno nell'organizzazione del trasferimento.
L'urna di San Pacifico resterà dunque a San Domenico per tutta la durata dei lavori, in attesa del ritorno nel Santuario una volta completati gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza.
Sette spettacoli in abbonamento, grandi interpreti della scena nazionale e una programmazione ricca anche fuori abbonamento. È stata presentata la nuova stagione di prosa 2026/2027 del Teatro Feronia di San Severino Marche, promossa dalla Città di San Severino Marche e dai Teatri di Sanseverino in collaborazione con Amat, Ministero della Cultura e Regione Marche.
Il filo conduttore della nuova stagione sarà "Trasform Azioni", un tema scelto dal direttore artistico Francesco Rapaccioni per raccontare il cambiamento come elemento centrale delle relazioni umane, dell'identità personale e della società.
La nuova stagione arriva inoltre in un momento particolarmente significativo per la città, dopo l'inserimento del Teatro Feronia nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco, nell'ambito del sito seriale "Il sistema dei teatri condominiali all'italiana del XVIII e XIX secolo nell'Italia centrale". Un riconoscimento che valorizza il patrimonio storico e architettonico del teatro settempedano e che rappresenta, allo stesso tempo, un invito a custodirlo e promuoverlo.
"Accogliamo questa nuova stagione teatrale con un'emozione del tutto speciale e con profondo orgoglio per il prestigioso riconoscimento attribuito dall'Unesco al nostro meraviglioso teatro Feronia", sottolinea il sindaco e sovrintendente dei Teatri, Rosa Piermattei. "Essere parte del Patrimonio Mondiale dell'Umanità valorizza la storia, la bellezza e l'identità di San Severino Marche, confermando la centralità del Feronia nel panorama culturale nazionale e internazionale".
"Il cartellone di quest'anno, arricchito da un'offerta collaterale eccezionale e variegata, risponde al desiderio di offrire alla nostra comunità e ai tanti visitatori occasioni di incontro, crescita ed elevazione spirituale nel segno della cultura e della grande arte", aggiunge Piermattei.
I sette spettacoli in abbonamento
Il sipario sulla stagione di prosa si alzerà venerdì 23 ottobre con Ambra Angiolini, protagonista de La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni, spettacolo diretto dalla stessa attrice, che salirà sul palco insieme a Beatrice Cazzaro.
Giovedì 26 novembre sarà la volta de Il ritratto di Dorian Gray, diretto da Giancarlo Nicoletti, con Federica Luna Vincenti e Alessio Vassallo. Il 13 dicembre spazio alla commedia con L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde, interpretato da Lucia Poli e Giorgio Lupano con la regia di Geppy Gleijeses.
Il nuovo anno si aprirà il 22 gennaio 2027 con Laura Morante, protagonista di Insieme, testo scritto e diretto da Fabio Marra, dedicato ai rapporti familiari e ai cambiamenti che attraversano i legami.
Il 12 febbraio sul palco saliranno Ettore Bassi e Galatea Ranzi con Ispettore in casa Birling, per la regia di Piero Maccarinelli, una storia caratterizzata da una forte componente di denuncia morale e sociale. Il 12 marzo sarà invece protagonista Davide Enia con il pluripremiato Autoritratto. A chiudere la stagione, il 6 aprile, sarà Amadeus di Peter Shaffer, diretto e interpretato da Ferdinando Bruni, con Daniele Fedeli.
"Con 'Trasform Azioni' vogliamo rappresentare la traccia invisibile e profonda che attraversa l'intera rassegna", spiega il direttore artistico Francesco Rapaccioni. "Il concetto guida esplora come l'identità personale, le relazioni umane e le certezze sociali si ridefiniscano in un divenire continuo".
Una stagione che va oltre la prosa
Il cartellone del Feronia non si limiterà agli spettacoli in abbonamento. La programmazione comprenderà anche la stagione sinfonica della FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana, da novembre a maggio, i concerti di "Trame in Consonanza" realizzati in collaborazione con l'associazione musicale Appassionata tra ottobre e novembre e la stagione di circo contemporaneo, curata dalla direzione artistica del Circo El Grito, in programma da ottobre ad aprile.
A completare l'offerta saranno la rassegna cinematografica al Teatro San Paolo, gli Incontri con l'Autore, la rassegna delle Altre Culture, i progetti dedicati alle scuole e una lunga programmazione fuori abbonamento con prosa, danza, concerti e teatro amatoriale.
Abbonamenti e informazioni
Gli abbonati della precedente stagione potranno esercitare il diritto di prelazione dal 16 al 20 settembre al botteghino del Teatro Feronia. I nuovi abbonamenti saranno invece disponibili il 22 e 23 settembre. I prezzi resteranno invariati. Gli spettacoli della stagione di prosa inizieranno alle 20:45.
Una serata dedicata all’esplorazione dello spazio, alla scienza, alla fantascienza e alla musica per guardare il cielo con occhi diversi. È quella in programma venerdì 21 agosto alle 21.30, nel cortile di Palazzo Conventati, a Macerata, dove scienza e immaginazione si incontreranno in un appuntamento organizzato dall’Associazione culturale Cosmica in collaborazione con la Scuola Popolare di Filosofia.
Al centro della serata ci sarà l’esplorazione dello spazio e il futuro delle missioni lunari, anche in vista del ritorno dell’uomo sulla Luna attraverso il programma Artemis. A parlarne saranno l’astrofisico ed ex NASA Francesco Tombesi e il fisico delle particelle Gianni Cantatore. Un’occasione per approfondire le nuove frontiere della ricerca spaziale e le prospettive legate alle future missioni, che vedranno coinvolta anche l’Italia.
Accanto alla scienza ci sarà spazio per la storia della fantascienza. La serata celebrerà infatti anche il 60° anniversario di Star Trek, una delle saghe più celebri della cultura fantascientifica mondiale. A ripercorrerne la storia e il significato sarà Marcello Rossi, tra i massimi esperti italiani di fantascienza cinetelevisiva.
L’appuntamento proporrà inoltre un originale incontro tra astronomia e musica con “Motus Sidereus”, performance ispirata al suono delle sfere celesti. A eseguirla saranno la flautista Lucia Cleopatra Paccamiccio e il compositore di musica elettronica Paolo Bragaglia, per un momento pensato come immersione sonora nell’universo.
A completare la serata sarà l’osservazione del cielo attraverso il telescopio. Il pubblico potrà osservare alcuni corpi celesti sotto la guida dell’esperto astrofilo Cristian Fattinnanzi, trasformando la teoria e il racconto scientifico in un’esperienza diretta.
L’evento sarà moderato dal professor Edilio Venanzoni, mentre la regia sarà curata da Marco Bragaglia.
Un programma che mette insieme discipline diverse, dalla fisica all’astronomia, dalla fantascienza alla musica, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla conoscenza dell’universo e alle grandi domande legate al nostro futuro nello spazio.
L’appuntamento è a ingresso libero. In caso di maltempo, la serata si svolgerà presso gli Antichi Forni.
Ci sono amicizie che il tempo non riesce a scalfire. Anche quando gli anni passano e le occasioni per incontrarsi diventano sempre più rare, basta ritrovarsi intorno a un tavolo per avere la sensazione che nulla sia cambiato.
È quello che è successo a Civitanova Marche, dove gli storici amici del biliardino si sono ritrovati per una cena da Arturo Mare, dando vita a una serata all’insegna dei ricordi, delle risate e della voglia di stare nuovamente insieme.
Protagonisti della rimpatriata sono stati Giordano Grassetti, Paolo Salvucci, Floriano Piccioni, Germano Fringuelli, Raoul Scopini e Doriano Leccesi, un gruppo di amici legato da una lunga storia di sfide, incontri e momenti condivisi.
A rendere ancora più speciale la serata è stata la presenza di un amico arrivato da Milano, a dimostrazione di quanto possa essere forte un legame costruito nel corso degli anni.
Tra una portata e l’altra sono riaffiorati inevitabilmente i ricordi di un passato condiviso, quando il biliardino era il grande protagonista delle serate e delle immancabili sfide. Gli anni sono passati, ognuno ha seguito la propria strada e le occasioni per incontrarsi si sono fatte più rare, ma lo spirito del gruppo è rimasto intatto.
E così, dopo tanto tempo, ritrovarsi è sembrato quasi naturale, con quella piacevole sensazione che il tempo non fosse mai passato.
Perché le amicizie storiche hanno proprio questa caratteristica: anche dopo lunghi periodi senza vedersi, quando ci si ritrova il legame torna immediatamente quello di un tempo.
E sul biliardino? Nessuna discussione: sono ancora tutti campioni, almeno secondo la memoria e l’orgoglio di ciascuno.
Da 55 anni sceglie Civitanova Marche per le sue vacanze estive. Una fedeltà che ieri è stata celebrata in una cerimonia speciale a Palazzo Comunale, dove Vilma Chimentin, 88 anni, ha ricevuto una pergamena come riconoscimento per il suo legame con la città e, in particolare, con Fontespina.
Nata a Sesto San Giovanni il 3 aprile 1938, Vilma arriva a Civitanova ogni estate dal 1971, trasformando negli anni la località balneare in una vera e propria seconda casa. A consegnarle il riconoscimento sono stati il sindaco Fabrizio Ciarapica e la consigliera comunale Siria Carella, promotrice dell'iniziativa.
“È un onore premiare la signora Vilma – ha dichiarato Ciarapica –. La sua presenza costante per oltre mezzo secolo testimonia non solo l’accoglienza della nostra città, ma anche il profondo legame affettivo che Civitanova sa creare con i suoi turisti, che diventano parte integrante della nostra comunità”.
Per Vilma, però, Fontespina non è soltanto il luogo delle vacanze. Nel corso di oltre cinque decenni ha costruito qui amicizie e legami che si sono rinnovati estate dopo estate.
“Vilma è una persona solare, altruista e dotata di una rara sensibilità”, ha raccontato la consigliera Carella. “Ogni volta che arriva a Civitanova, per le sue amiche inizia ufficialmente l’estate”. E proprio alcune delle sue amiche di Fontespina erano presenti alla cerimonia, a testimonianza del rapporto costruito negli anni.
Al fianco di Vilma anche il figlio Alessandro, che ha voluto ringraziare la città per l’accoglienza riservata alla madre: “Civitanova è una città bella, vivibile e accogliente. In questi anni è cresciuta molto, soprattutto negli ultimi tempi”.
Una storia che racconta un turismo fatto non soltanto di presenze e numeri, ma di abitudini, amicizie e affetti. Per Vilma, dopo 55 estati, Fontespina è ormai molto più di una destinazione per le vacanze: è una casa del cuore.
Una tartaruga marina della specie Caretta caretta è stata tratta in salvo lungo il litorale di Grottammare grazie alla prontezza di tre diportisti che, dopo essersi accorti della presenza dell’animale in difficoltà, hanno immediatamente prestato soccorso.
A bordo del gommone si trovava anche un militare del 1° Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di San Benedetto del Tronto, in quel momento libero dal servizio. La sua esperienza si è rivelata determinante nelle delicate operazioni di recupero e di messa in sicurezza della tartaruga.
Il militare è intervenuto personalmente, coadiuvando tutte le fasi dell’operazione e consentendo di raggiungere il litorale con l’animale in condizioni di sicurezza. Una volta a terra, la Caretta caretta è stata costantemente monitorata e assistita in attesa dell’arrivo degli operatori specializzati.
Sul posto sono quindi intervenuti i professionisti della Fondazione Cetacea Onlus di Riccione, attraverso la sede di Grottammare, che hanno preso in consegna la tartaruga.
L’esemplare è stato successivamente trasferito presso il Centro di recupero e cura delle tartarughe marine (Crtm), dove sarà sottoposto agli accertamenti veterinari necessari e alle terapie del caso. L’obiettivo è quello di consentirne il recupero e, una volta ristabilite le condizioni di salute, poterlo restituire al suo ambiente naturale.
Il salvataggio rappresenta un esempio concreto di quanto possa essere importante la collaborazione di chi vive e frequenta quotidianamente il mare. La tempestività nella segnalazione e il corretto intervento possono infatti fare la differenza quando un animale marino si trova in difficoltà.
L’episodio conferma inoltre l’impegno della Guardia Costiera nella tutela dell’ambiente e della biodiversità marina, anche attraverso la disponibilità del proprio personale e delle competenze specialistiche necessarie per intervenire in situazioni delicate.
Ora la piccola Caretta caretta dovrà affrontare il periodo di cura e riabilitazione. La speranza è che gli accertamenti e le terapie possano consentirle di tornare presto in mare e riprendere il proprio viaggio lungo le coste dell’Adriatico.
Via libera alla nuova coppia di fermate autobus in località Maricella, nel territorio di San Severino Marche. Il Dipartimento Infrastrutture e Territorio della Regione Marche ha autorizzato l'attivazione delle nuove fermate lungo la S.P. 127 "Tolentino-San Severino", con l'obiettivo di migliorare i collegamenti tra i due centri e rispondere alle esigenze di pendolari, studenti e residenti.
L'autorizzazione è stata formalizzata attraverso un decreto dirigenziale, dopo l'istanza presentata dalla società di trasporto Contram Spa e il nulla osta della Provincia di Macerata, ente proprietario della strada.
Due fermate per entrambe le direzioni
Le nuove fermate saranno realizzate al chilometro 6+100 della S.P. 127, in località Maricella, e serviranno entrambe le direzioni di marcia. Una fermata sarà quindi dedicata ai mezzi diretti verso Tolentino, mentre quella opposta servirà i collegamenti in direzione di San Severino Marche.
L'attivazione della nuova coppia di fermate punta a rendere più agevole l'accesso al Trasporto Pubblico Locale per chi vive o si sposta quotidianamente nell'area compresa tra i due Comuni.
Più servizi per pendolari e studenti
La nuova infrastruttura rappresenta una risposta alle esigenze di mobilità quotidiana di pendolari, studenti e residenti, offrendo un punto di accesso al servizio di trasporto pubblico più vicino e funzionale.
L'intervento mira inoltre a garantire maggiore accessibilità e sicurezza nei collegamenti extraurbani, rafforzando il servizio lungo una delle principali direttrici di collegamento tra San Severino Marche e Tolentino.
A Treia 20 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 21 anni saranno coinvolti in una settimana di attività dedicate alla comunità. Si chiama "T-Rigenera" il nuovo progetto di cittadinanza attiva promosso dal Comune, che prenderà il via lunedì 31 agosto con l'obiettivo di dare continuità alle esperienze realizzate nei mesi scorsi e offrire ai giovani l'opportunità di mettersi concretamente a disposizione degli altri.
Il progetto si svolgerà fino a venerdì 5 settembre, ogni mattina dalle 8.30 alle 12.30, e vedrà la formazione di due gruppi da 10 partecipanti ciascuno. Al centro delle attività ci sarà il tema della terza età, insieme alla cura e alla valorizzazione degli spazi della comunità.
Il nome "T-Rigenera" richiama Treia, ma anche il gesto di tendere una mano e rivolgere lo sguardo a chi si ha accanto, sintetizzando lo spirito dell'iniziativa.
Due gruppi, due attività per la comunità
Un gruppo sarà impegnato all'interno della Casa di riposo, dove i giovani potranno trascorrere del tempo insieme agli anziani, favorendo un incontro tra generazioni. L'attività sarà anche l'occasione per riprendere il progetto fotografico realizzato all'inizio dell'estate durante la precedente esperienza di cittadinanza attiva. I ragazzi lavoreranno infatti alla realizzazione della mostra che raccoglierà gli scatti realizzati nei mesi scorsi.
Il secondo gruppo sarà invece coinvolto negli spazi dell'ex Scuola dell'Infanzia "Elettra Carancini" di Passo di Treia, dove i partecipanti si occuperanno della sistemazione degli ambienti interni ed esterni.
Un intervento pensato anche in vista dell'autunno, quando la struttura tornerà ad animarsi e sarà utilizzata per ospitare diverse attività. Tutte le iniziative saranno condivise e svolte sotto la supervisione di tutor.
Per il lavoro svolto ai partecipanti sarà riconosciuto un gettone del valore di 50 euro, mentre ai tutor spetterà un gettone di 100 euro.
Palmieri: "I ragazzi hanno voglia di fare"
"Abbiamo pensato a T-Rigenera per dare continuità a un'esperienza che riteniamo abbia funzionato e per la quale vale la pena costruire, non facendola rimanere solo un episodio isolato", spiega l'assessora ai Servizi Sociali Camilla Palmieri.
Secondo l'assessora, i giovani coinvolti hanno già dimostrato "di avere voglia di fare e di mettersi a disposizione", comprendendo come anche un piccolo gesto possa essere utile agli altri.
"La cosa che ci interessa di più - aggiunge Palmieri - è che i giovani possano tornare a casa sapendo di aver lasciato qualcosa di buono dove sono passati. Non servono grandi gesti: a volte basta dedicare un po' del proprio tempo a una persona o dare una mano dove serve. È così che si impara a guardare anche oltre sé stessi".
L'obiettivo di T-Rigenera è quindi quello di creare un ponte tra generazioni apparentemente lontane, permettendo ai più giovani di conoscere una parte della città da una prospettiva diversa e trasformando il tempo libero in un'occasione concreta di impegno per la comunità.
Come partecipare
Le adesioni e le richieste di informazioni saranno raccolte a partire da lunedì 24 agosto ai numeri 0733 280020 e 334 699 4698. L'Infopoint è aperto dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, con un'ulteriore apertura il martedì e il giovedì dalle 9.30 alle 13.30.