Operazione "Suburra", un 28enne maceratese era il "Padrino": ecco come funzionava la "holding" della droga (VIDEO)
Cronaca
26/03/2026 11:50

Operazione "Suburra", un 28enne maceratese era il "Padrino": ecco come funzionava la "holding" della droga (VIDEO)

L'indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Ancona, ha svelato i contorni di un’organizzazione criminale transnazionale capace di imporre un vero e proprio monopolio del narcotraffico nelle Marche. Le 12 misure cautelari eseguite all'alba colpiscono un gruppo armato composto da italiani, albanesi e marocchini, con un volume d'affari vertiginoso che si aggirava tra i 150 e i 200 kg di hashish e circa 40 kg di cocaina movimentati ogni singolo mese. L'organizzazione non si limitava allo spaccio tradizionale, ma aveva adottato una precisa strategia aziendale. Al fianco di un gruppo principale dedicato esclusivamente ai grandi quantitativi con carichi non inferiori al chilo, erano stati creati dei "Point", vere e proprie filiali per la vendita al dettaglio situate a Sant’Elpidio a Mare, Fano e Grottammare. Grazie a questa ramificazione, il gruppo era riuscito a controllare capillarmente le province di Macerata, Ancona, Fermo, Ascoli Piceno e Pesaro-Urbino. L'acquisto dello stupefacente avveniva tramite lo shop "La sacra famiglia" attivo su piattaforme di messaggistica (come Telegram e Whatsapp, ndr), ma l'accesso era estremamente blindato. Per evitare infiltrazioni delle forze dell'ordine, l'organizzazione pretendeva dai clienti un'autenticazione rigorosa che prevedeva l'invio della copia fronte/retro della carta d'identità, uno screenshot del proprio profilo Instagram e un selfie dell'acquirente con il documento in mano. Solo dopo aver superato questo controllo i clienti potevano scegliere la qualità della droga dal menù e la modalità di consegna, optando per il servizio a domicilio con supplemento o per la forma del "meet up" in luoghi scelti dal clan. Una volta consumato l'acquisto, era persino possibile lasciare una recensione pubblica sulla puntualità del servizio e sulla qualità del prodotto testato. Al vertice della piramide figura un 28enne originario della provincia di Macerata, già pregiudicato, che gestiva gli ordini direttamente dalla Spagna, dove l'organizzazione aveva trasferito la propria sede logistica. Chiamato da tutti "Padre" o "The God Father", il giovane manteneva i contatti con i fornitori del sud della Spagna, della zona di Roma e con diverse famiglie pugliesi e calabresi. In posizione subordinata si trovavano tre giovanissimi italiani definiti insospettabili, tra i 23 e i 27 anni, a cui erano affidate la contabilità e la gestione quotidiana dei corrieri e dei magazzinieri. L'organizzazione garantiva stipendi fissi molto elevati, con i magazzinieri che guadagnavano 2.500 euro al mese e i corrieri che percepivano 150 euro al giorno più rimborsi spese, arrivando a effettuare anche dieci consegne quotidiane. La ferocia del gruppo è emersa in diversi episodi inquietanti, come quando un esponente di un gruppo barese, tenuto come garanzia nelle Marche, è stato costretto a lanciarsi da un'auto in corsa all'altezza di San Benedetto del Tronto per sfuggire alla vendetta del "Padre" dopo che un affare in Puglia era andato male. In un'altra occasione, il capo aveva persino progettato di uccidere il cane di un associato ritenuto infedele nascondendo dei chiodi all'interno di alcune polpette. L'inchiesta, che si è avvalsa della partecipazione di due agenti sotto copertura, ha portato complessivamente all'arresto di 13 persone e al sequestro di 204 kg di hashish, 5 kg di cocaina e due pistole. All'operazione hanno partecipato centinaia di agenti delle Squadre Mobili regionali e dei Reparti Prevenzione Crimine di diverse regioni italiane. Si ricorda che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza degli indagati sarà accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna. ++ AGGIORNAMENTO ORE 12:30 ++  Nel corso dell'operazione scattata all'alba di oggi sono stati arrestati in flagranza di reato ulteriori 3 soggetti: due sono stati trovati in possesso di sostanza stupefacente e uno in possesso di un’arma con dei colpi detenuta illegalmente e risultata provento di furto.

Operazione "Suburra", un 28enne maceratese era il "Padrino": ecco come funzionava la "holding" della droga (VIDEO)

Operazione "Suburra", un 28enne maceratese era il "Padrino": ecco come funzionava la "holding" della droga (VIDEO)
26/03/2026 11:50

L'indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Ancona, ha svelato i contorni di un’organizzazione criminale transnazionale capace di imporre un vero e proprio monopolio del narcotraffico nelle Marche. Le 12 misure cautelari eseguite all'alba colpiscono un gruppo armato composto da italiani, albanesi e marocchini, con un volume d'affari vertiginoso che si aggirava tra i 150 e i 200 kg di hashish e circa 40 kg di cocaina movimentati ogni singolo mese. L'organizzazione non si limitava allo spaccio tradizionale, ma aveva adottato una precisa strategia aziendale. Al fianco di un gruppo principale dedicato esclusivamente ai grandi quantitativi con carichi non inferiori al chilo, erano stati creati dei "Point", vere e proprie filiali per la vendita al dettaglio situate a Sant’Elpidio a Mare, Fano e Grottammare. Grazie a questa ramificazione, il gruppo era riuscito a controllare capillarmente le province di Macerata, Ancona, Fermo, Ascoli Piceno e Pesaro-Urbino. L'acquisto dello stupefacente avveniva tramite lo shop "La sacra famiglia" attivo su piattaforme di messaggistica (come Telegram e Whatsapp, ndr), ma l'accesso era estremamente blindato. Per evitare infiltrazioni delle forze dell'ordine, l'organizzazione pretendeva dai clienti un'autenticazione rigorosa che prevedeva l'invio della copia fronte/retro della carta d'identità, uno screenshot del proprio profilo Instagram e un selfie dell'acquirente con il documento in mano. Solo dopo aver superato questo controllo i clienti potevano scegliere la qualità della droga dal menù e la modalità di consegna, optando per il servizio a domicilio con supplemento o per la forma del "meet up" in luoghi scelti dal clan. Una volta consumato l'acquisto, era persino possibile lasciare una recensione pubblica sulla puntualità del servizio e sulla qualità del prodotto testato. Al vertice della piramide figura un 28enne originario della provincia di Macerata, già pregiudicato, che gestiva gli ordini direttamente dalla Spagna, dove l'organizzazione aveva trasferito la propria sede logistica. Chiamato da tutti "Padre" o "The God Father", il giovane manteneva i contatti con i fornitori del sud della Spagna, della zona di Roma e con diverse famiglie pugliesi e calabresi. In posizione subordinata si trovavano tre giovanissimi italiani definiti insospettabili, tra i 23 e i 27 anni, a cui erano affidate la contabilità e la gestione quotidiana dei corrieri e dei magazzinieri. L'organizzazione garantiva stipendi fissi molto elevati, con i magazzinieri che guadagnavano 2.500 euro al mese e i corrieri che percepivano 150 euro al giorno più rimborsi spese, arrivando a effettuare anche dieci consegne quotidiane. La ferocia del gruppo è emersa in diversi episodi inquietanti, come quando un esponente di un gruppo barese, tenuto come garanzia nelle Marche, è stato costretto a lanciarsi da un'auto in corsa all'altezza di San Benedetto del Tronto per sfuggire alla vendetta del "Padre" dopo che un affare in Puglia era andato male. In un'altra occasione, il capo aveva persino progettato di uccidere il cane di un associato ritenuto infedele nascondendo dei chiodi all'interno di alcune polpette. L'inchiesta, che si è avvalsa della partecipazione di due agenti sotto copertura, ha portato complessivamente all'arresto di 13 persone e al sequestro di 204 kg di hashish, 5 kg di cocaina e due pistole. All'operazione hanno partecipato centinaia di agenti delle Squadre Mobili regionali e dei Reparti Prevenzione Crimine di diverse regioni italiane. Si ricorda che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza degli indagati sarà accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna. ++ AGGIORNAMENTO ORE 12:30 ++  Nel corso dell'operazione scattata all'alba di oggi sono stati arrestati in flagranza di reato ulteriori 3 soggetti: due sono stati trovati in possesso di sostanza stupefacente e uno in possesso di un’arma con dei colpi detenuta illegalmente e risultata provento di furto.

Cronaca

Spaccio sul lungomare di Civitanova, fermato 20enne: decisivo l’intervento di due Carabinieri fuori servizio

Spaccio sul lungomare di Civitanova, fermato 20enne: decisivo l’intervento di due Carabinieri fuori servizio

26/03/2026 15:07

CIVITANOVA MARCHE  - Nelle ultime ore, i militari della locale Stazione hanno denunciato un giovane di 20 anni, cittadino tunisino, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, sorpreso mentre cedeva droga. L’episodio si è verificato nei pressi di uno stabilimento balneare sul lungomare Piermanni. Due Carabinieri, liberi dal servizio ma attenti a quanto accadeva intorno a loro, hanno notato movimenti sospetti e deciso di osservare la scena con discrezione. Poco dopo, i militari sono intervenuti bloccando il giovane proprio mentre stava cedendo una dose di cocaina, pari a circa 0,7 grammi, a un 30enne residente a Sant’Elpidio a Mare, ricevendo in cambio 40 euro. Al termine degli accertamenti, il 20enne è stato denunciato all’autorità giudiziaria per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, mentre l’acquirente è stato segnalato alla Prefettura come assuntore per uso personale. La sostanza stupefacente e il denaro ritenuto provento dell’attività illecita sono stati sequestrati.

San Ginesio, rifiuta i lavori di pubblica utilità: 44enne finisce ai domiciliari

San Ginesio, rifiuta i lavori di pubblica utilità: 44enne finisce ai domiciliari

26/03/2026 15:00

Si sono aperte le porte di casa, ma in regime di detenzione, per un 44enne residente a San Ginesio ma originario di San Severino Marche. I carabinieri della locale stazione hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Macerata, che dispone la misura restrittiva a seguito di una complessa vicenda processuale legata al mancato rispetto delle misure di prevenzione. I fatti risalgono al 2023, quando l'uomo si era reso responsabile della violazione degli obblighi della sorveglianza speciale. Per quel reato, l'autorità giudiziaria aveva inizialmente stabilito una pena pecuniaria, poi convertita nella possibilità di svolgere lavori di pubblica utilità, un'alternativa che avrebbe permesso al condannato di evitare la restrizione della libertà personale. Tuttavia, di fronte all'opposizione del 44enne all'esecuzione di tali lavori, il Tribunale non ha potuto far altro che disporre l'ulteriore conversione della pena nella detenzione domiciliare. I militari dell'Arma, dopo aver rintracciato l'uomo e completato le formalità di rito in caserma, lo hanno scortato presso la propria abitazione dove dovrà ora espiare la condanna.  

Attualità

Alberto Angela fa tappa anche a Recanati, cena alla Taverna del Villaggio: “Persona gentilissima”

Alberto Angela fa tappa anche a Recanati, cena alla Taverna del Villaggio: “Persona gentilissima”

26/03/2026 13:40

RECANATI – Prosegue il soggiorno nel maceratese di Alberto Angela, impegnato nelle riprese della nuova puntata di Ulisse, il piacere della scoperta dedicata a Giacomo Leopardi. Dopo la giornata di lunedì a Macerata, tra le riprese allo Sferisterio e il pranzo all’Osteria Agnese (LEGGI QUI), il divulgatore si era già spostato a Recanati per la cena al ristorante Il Borgo Antico. Anche martedì ha fatto ritorno nella città leopardiana, scegliendo per la serata il ristorante La Bottega del Villaggio Osteria. Una cena che si è trasformata in un’esperienza speciale, sia per la troupe Rai sia per lo staff del locale. A raccontarla è il titolare, Bruno Cavalcanti, che descrive un clima di grande cordialità e semplicità: Angela si è presentato insieme alla troupe, per un totale di otto persone, dopo aver prenotato personalmente nel tardo pomeriggio. Il conduttore ha optato per una cena dai sapori tipici ma equilibrati: maccheroncini di Campofilone con acciuga e bottarga, carciofi di Montelupone e, infine, un dolce. Una scelta consapevole, come lui stesso ha raccontato con ironia, spiegando di voler mantenere un equilibrio “tra gusto e sostanza” essendo sempre in giro per lavoro e "non essendo più un trentenne". La serata si è protratta per circa tre ore, tra cena e conversazione. “È una persona gentilissima, di una cordialità assoluta, davvero simpaticissima”, racconta Cavalcanti, sottolineando anche il tempo dedicato alle chiacchiere con il personale. Non sono mancati i momenti da ricordare: foto con lo staff e una dedica lasciata a sorpresa dal conduttore, che ha scritto: “Una sinfonia di sapori e tradizione. Complimenti”, firmato Alberto Angela. Durante la serata, il titolare ha condiviso con Angela e la troupe una curiosità poco conosciuta del territorio: nella Cattedrale di San Flaviano sono custoditi da sei secoli i sandali di San Francesco, una reliquia di grande valore, realizzata – secondo la tradizione – da Santa Chiara. Un dettaglio che ha sorpreso anche la troupe Rai: “Da qualche settimana Recanati sta avendo anche questo tipo di turismo. Non lo sapevano e ci hanno detto che è una cosa molto interessante, di cui faranno tesoro”, racconta Cavalcanti. Un possibile spunto per future narrazioni televisive, anche se questa volta l’attenzione è già concentrata su Casa Leopardi. La serata si è conclusa con una promessa: quella di tornare. Angela, infatti, ha fatto sapere che prossimamente dovrà tornare a Recanati  e anche in quel caso farà nuovamente visita al locale. Un’altra tappa, dunque, nel viaggio marchigiano del volto di Ulisse, che continua a intrecciare cultura, territorio e convivialità, confermando ancora una volta il forte legame tra il racconto televisivo e le eccellenze locali.    

Musicultura saluta Gino Paoli: "Ci definì una finestra sul futuro, non ci sarà un altro come lui"

Musicultura saluta Gino Paoli: "Ci definì una finestra sul futuro, non ci sarà un altro come lui"

25/03/2026 12:10

Il mondo della musica italiana dice addio a Gino Paoli, scomparso ieri, martedì 24 marzo 2026 all’età di 91 anni. Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, è stato uno dei più grandi interpreti della canzone d’autore. In queste ore sono numerosissime le manifestazioni di cordoglio, non solo dal mondo della musica ma anche da quello della cultura e delle istituzioni. I funerali si terranno in forma privata, alla presenza dei soli familiari. Tra i tanti legami che hanno segnato la sua lunga carriera, anche nel territorio maceratese. Uno dei più significativi è stato quello con Musicultura, realtà alla quale Paoli è rimasto profondamente legato nel tempo. Sin dalle prime edizioni, infatti, aveva fatto parte del comitato artistico di garanzia, offrendo uno sguardo autorevole e sensibile sulla nuova canzone d’autore italiana. Musicultura non è stata per lui soltanto un palco, ma un luogo di confronto e di crescita condivisa, dove ha sempre dimostrato grande attenzione verso i giovani artisti. Più volte ospite tra Recanati e Macerata, Paoli ha contribuito a rafforzare l’identità del festival, diventandone negli anni una presenza familiare e preziosa. Indissolubile anche il legame con lo Sferisterio di Macerata, dove nel 2014 si era esibito proprio in occasione di Musicultura insieme al pianista Danilo Rea, in un concerto intenso e raffinato. Un’esperienza rinnovata nel 2020, sempre allo Sferisterio, nell’ambito del Macerata Opera Festival. A ricordarlo, con parole cariche di stima e affetto, è il direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri: “Gino lascia dietro di sé un patrimonio di canzoni meravigliose, senza tempo. La tristezza, mia e di tutta Musicultura, per la sua scomparsa convive con la consapevolezza che ad andarsene sono un artista e un uomo che hanno vissuto intensamente ogni sfaccettatura dell’esistenza. Con lui se ne va un poeta sublime, un uomo refrattario ai compromessi ogni volta che la posta in gioco erano la bellezza, la libertà, l’amore, l’amicizia. A Musicultura, dove fu più volte ospite e membro del Comitato artistico, Gino si rivolse sempre con affetto e generosità. Anche di questo gli siamo e resteremo sempre grati. Una volta, riferendosi al concorso con cui diamo voce alle espressioni più creative dei giovani artisti, Gino ci definì “una finestra sul futuro”. Bella sintesi, ma purtroppo so che in quel futuro un altro Gino Paoli non ci sarà”.

Politica

Spreco di plasma, Acquaroli difende Calcinaro: "Sfiducia? Non esiste"

Spreco di plasma, Acquaroli difende Calcinaro: "Sfiducia? Non esiste"

26/03/2026 19:14

"La cosiddetta sfiducia all’assessore Paolo Calcinaro è qualcosa che non esiste". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, rispondendo ai cronisti dopo le critiche delle opposizioni in merito alla vicenda delle circa 300 sacche di plasma sprecate a causa della carenza di personale nell’Officina trasfusionale. Secondo Acquaroli, è fondamentale distinguere tra indirizzo politico e gestione operativa. "La gestione appartiene ai dipartimenti e alle aziende sanitarie, mentre l’indirizzo e il controllo spettano alla politica, cioè alla Giunta e al Consiglio quando stabiliscono gli obiettivi da raggiungere". Il presidente ha escluso che la Giunta o l’assessore possano aver raccomandato o autorizzato azioni come quelle riportate dai media. "Quanto accaduto, se confermato, è grave e inaccettabile. Non appena emersa la notizia martedì mattina, abbiamo richiesto l’istituzione di una commissione interna di verifica", ha aggiunto. Acquaroli ha ricordato l’importanza del lavoro di Avis e della generosità dei donatori: "Le Marche sono tra le regioni più virtuose a livello nazionale grazie a loro. Prima di tutto vogliamo tutelare chi dona sangue". Il presidente ha sottolineato che eventuali responsabilità tecniche saranno valutate dalla commissione interna, il cui lavoro dovrebbe concludersi entro 30 giorni. "Quando la relazione sarà completata, sarà possibile leggere e comprendere cosa sia accaduto e individuare eventuali responsabilità", ha concluso.

I Maceratesi per Parcaroli, Giuli alla guida della lista: anche l'ex Pd Del Gobbo tra i nuovi aderenti

I Maceratesi per Parcaroli, Giuli alla guida della lista: anche l'ex Pd Del Gobbo tra i nuovi aderenti

26/03/2026 18:11

Macerata si prepara ad accogliere una nuova realtà civica a sostegno del sindaco Sandro Parcaroli. Si tratta della lista “I Maceratesi per Parcaroli”, promossa dall’Associazione I Marchigiani, annunciata ufficialmente dal coordinatore regionale e assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, e dall’ex senatore e coordinatore provinciale di Macerata, Salvatore Piscitelli. «Un ulteriore passo nel radicamento territoriale di un progetto civico fondato su competenze, partecipazione e visione per il futuro», hanno sottolineato i promotori. La guida della lista comunale è stata affidata a Gianni Giuli, già candidato alle elezioni regionali e attuale direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’AST di Macerata. Una figura nota per il suo impegno sociale e professionale, scelta per coordinare il progetto a livello cittadino. La lista aonta anche la partecipazione di Francesco Luciani, presidente uscente del Consiglio Comunale e presidente nazionale di un sindacato dell’Arma dei Carabinieri, che assumerà anche la guida del Dipartimento Sicurezza de I Marchigiani a livello provinciale. Un ruolo strategico per elaborare proposte concrete su un tema considerato cruciale per la comunità. Il carattere aperto e trasversale della lista è confermato anche dall’adesione di Maurizio Del Gobbo, responsabile dell’U.O.S.D di Geriatria dell’Ospedale di Macerata e vice presidente del Consiglio Comunale uscente, già esponente del PD. Del Gobbo ha accolto con favore la proposta, sottolineando la serietà e l’inclusività del progetto. Tra i partecipanti figurano anche esponenti di Pensiero e Azione, come i consiglieri comunali uscenti, la responsabile di reparto in farmacia Cristina Cingolani, il manager e capogruppo Alessandro Bini, e l’avvocato Gianluca Micucci Cecchi, già presidente dell’APM. La lista accoglie inoltre Michele Bacchi, amministratore unico della Clinica Marchetti e già coordinatore cittadino di Forza Italia. Nei prossimi giorni sono attese ulteriori conferme da parte di esponenti della società civile maceratese. L’obiettivo dichiarato dai promotori è anche quello di riavvicinare i cittadini alle urne, rafforzando la fiducia nella partecipazione democratica attraverso un impegno concreto e radicato nel territorio Contestualmente verranno presentati candidati, linee programmatiche e un calendario di incontri pubblici aperti alla cittadinanza, per illustrare il progetto civico e raccogliere idee e contributi dai maceratesi.

Sanità

Spreco di plasma, nasce la commissione di verifica: al via l'indagine interna

Spreco di plasma, nasce la commissione di verifica: al via l'indagine interna

25/03/2026 19:00

La Regione Marche istituisce una commissione di verifica sulla vicenda legata allo smaltimento delle sacche di plasma presso l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche. Nel pomeriggio di oggi, la Giunta regionale si è riunita per attivare formalmente le procedure di controllo, culminate nel decreto del direttore del Dipartimento Salute che ha individuato i componenti della commissione di verifica.  Il nucleo ispettivo è stato composto attraverso una valutazione tecnica mirata a selezionare "professionisti di comprovata esperienza e competenza" all'interno del sistema sanitario regionale, si legge in una nota rilasciata dalla Regione. L'obiettivo è fare piena luce sulle "presunte criticità nell’ambito delle attività svolte attinenti al processo di scomposizione del sangue e la dismissione di sacche di plasma" emerse nei giorni scorsi. Della commissione fanno parte il dottor Massimo Mazzieri (direttore socio sanitario dell'AST di Ancona), il dottor Edoardo Berselli (direttore medico dell'AST di Pesaro e Urbino), il dottor Antonio Canzian (direttore della Medicina Trasfusionale dell'AST di Ascoli Piceno e direttore pro tempore del DIRMT) e la dottoressa Marianna Catalini (direttore delle Risorse Umane dell'AST di Ascoli Piceno). Il team di esperti dovrà accertare le cause che hanno portato allo spreco delle sacche, 300 stando a quanto comunicato dall'assessore Calcinaro (leggi qui) mentre sarebbero molte di più in base a quanto riportato da alcune indiscrezioni di Fanpage.  Gli esperti dovranno anche verificare se la carenza di personale denunciata dall'assessore Calcinaro sia stata l'unico fattore determinante. I risultati della Commissione saranno fondamentali per garantire la massima trasparenza a tutela di tutti i donatori marchigiani.

Macerata, incontro sulla donazione di organi all’oratorio Santa Madre di Dio

Macerata, incontro sulla donazione di organi all’oratorio Santa Madre di Dio

25/03/2026 13:20

 Sensibilizzare la comunità sul tema della donazione di organi: è questo l’obiettivo dell’incontro organizzato dal gruppo Anspi, in programma venerdì 27 marzo alle ore 17 presso la parrocchia Santa Madre di Dio di Macerata. L’iniziativa offre ai cittadini uno spazio di informazione e dialogo, affrontando la tematica della donazione da più punti di vista: dagli aspetti normativi legati al consenso, ai diritti coinvolti, fino alle procedure e garanzie previste dalla legge. Secondo Don Carlos, parroco della parrocchia, riflettere sulla donazione significa interrogarsi sul senso del dono, sulla dignità della vita e sulla possibilità concreta di trasformare una perdita in speranza per gli altri. Le relatrici dell’incontro saranno la dottoressa Valeria Zompanti, che illustrerà risultati e prospettive legate al consenso alla donazione, e la Dr.ssa Maria Gorgoglione, che approfondirà il tema della dichiarazione di morte cerebrale. Interverranno inoltre i dirigenti medici Diego Gattari ed Emanuele Iacobone, i quali, grazie alla loro esperienza nelle situazioni emergenziali, racconteranno casi vissuti in prima persona, per aiutare i partecipanti a comprendere meglio l’impatto e la complessità della donazione. Nel 2025 l’Ospedale di Macerata ha registrato 6 donazioni multiorgano,13 donazioni di cornee, 6 di tessuto osseo e una di tessuti vascolari, dati che sottolineano l’importanza di una corretta informazione per sostenere la scelta consapevole dei donatori.   Accanto agli interventi tecnici, sarà dato spazio anche alle testimonianze, che aiutano a comprendere la dimensione più profonda ed emotiva di una scelta personale con un impatto enorme sulla collettività. L’incontro prevede anche un approfondimento etico, particolarmente significativo in un contesto comunitario come quello dell’oratorio, dove solidarietà e responsabilità verso gli altri trovano naturale espressione.

Sport

Il Cus Macerata vola in Brasile: Elisa Marini e Giulia Miconi convocate ai Mondiali di marcia

Il Cus Macerata vola in Brasile: Elisa Marini e Giulia Miconi convocate ai Mondiali di marcia

26/03/2026 12:10

Un traguardo senza precedenti che proietta il Cus Macerata direttamente sul palcoscenico mondiale. Le giovani marciatrici Elisa Marini e Giulia Miconi sono state ufficialmente convocate in Nazionale dal direttore tecnico della Fidal, Antonio La Torre, per partecipare ai prossimi Campionati Mondiali di marcia a squadre che si terranno a Brasilia il 12 aprile. Per l'ente universitario maceratese si tratta di un momento storico, un sogno che premia anni di investimenti nel settore dell'atletica. Per Elisa Marini, classe 2006 e studentessa di Scienze dell’Educazione a UniMC, la maglia azzurra sta diventando una splendida abitudine: si tratta infatti della terza convocazione in un anno, dopo l'ottavo posto agli Europei Under 20 di Tampere e lo straordinario bronzo ai Campionati Europei a squadre in Repubblica Ceca. Il recente terzo posto Under 23 ai Campionati italiani di mezza maratona di Alessandria ha confermato il suo stato di grazia, rendendo la sua chiamata quasi scontata per i tecnici della Nazionale. La bellissima sorpresa della spedizione è rappresentata dalla convocazione di Giulia Miconi, maceratese doc classe 2000. Cresciuta agonisticamente tra le fila del Cus Macerata, la Miconi sta affrontando l'attuale stagione in prestito al Cus Milano, ma il suo legame con il territorio resta indissolubile. Grande soddisfazione è stata espressa dall’allenatore Diego Cacchiarelli e dal responsabile della sezione atletica, Daniele Luciani, che vedono ripagato il lavoro quotidiano svolto in pista. Ora per le due atlete inizia il conto alla rovescia ufficiale: l'appuntamento con la storia è fissato per il 12 aprile in Brasile, dove la marcia maceratese proverà a lasciare il segno a livello globale.

Lo Zawiercie espugna Civitanova in 3 set: i quarti Champions cominciano in salita per la Lube

Lo Zawiercie espugna Civitanova in 3 set: i quarti Champions cominciano in salita per la Lube

25/03/2026 22:50

La Cucine Lube Civitanova stecca l’andata dei quarti di finale in CEV Champions League perdendo contro l’Aluron CMC Warta Zawiercie in tre set (22-25, 16-25, 29-31). Per raggiungere la Final Four ai vicecampioni d’Italia servirà una rimonta in Polonia giovedì 2 aprile (ore 18) sul campo dell’Arena Sosnowiec, nel cuore della torcida polacca. La strada verso la Final Four di Torino diventa più complicata per gli uomini di Giampaolo Medei, sorpresi dai vicecampioni d’Europa 2025, freschi vincitori della stagione regolare in PlusLiga. Lo Zawiercie brilla in ricezione e in difesa, attua un gioco veloce con Tavares (MVP), vince la sfida al servizio (4 ace a 1) e porta in doppia cifra Russell (12) e Kwolek (10). Tra i biancorossi, che pagano una partenza con il freno a mano tirato, Nikolov chiude da top scorer (17), Loeppky mette a referto 11 punti. Nel primo set (22-25) lo Zawiercie tiene in ricezione e martella in attacco (71%). La Lube replica con il 59% di positività senza però annullare il gap. Nel secondo set (16-25) il team polacco si concede il lusso di firmare un 82% di squadra in attacco, con Kwolek autore di 6 punti (83% con un ace). Il terzo set (29-31) è il più combattuto. Civitanova alza la testa nel finale e trova il sorpasso, ma spreca cinque palle set ai vantaggi prima del ko. LA GARA - Civitanova si dispone con Boninfante al palleggio, i tre schiacciatori, Loeppky, Nikolov e Bottolo, i centrali Gargiulo e D’heer, Balaso libero. Polacchi schierati con Tavares al palleggio e Boladz opposto, Kwolek e Russell laterali, l’ex biancorosso Bieniek e Gladyr al centro, Popiwczak libero. Avvio complicato per la Lube, che fatica a eludere il muro ospite (1-5). I padroni alzano gradualmente il livello e proprio con il block di Gargiulo si portano a -2 (8-10). Il parziale diventa più equilibrato e sull’ace di Boninfante la situazione è di 14-15. L’Aluron torna sul +3 dopo un salvataggio miracoloso e il successivo tocco beffardo di Bieniek (16-19). Sotto 21-24, la Lube annulla una palla set, ma cade sulla stoccata di Boladz (22-25). Il secondo set si apre punto a punto, ma gli ospiti sono più precisi e veloci. Una situazione che porta gli uomini di Winiarski sul +5 contro una Lube irriconoscibile al servizio e troppo timorosa (7-12).  Medei inserisce la diagonale composta da Orduna e Kukartsev e sul 9-15 chiama un time out. Il Club placco gioca in sicurezza, ma i padroni di casa concedono troppo e sul punteggio di 11-18 tornano in formazione tipo. Dopo un altro errore gratuito (11-19), Medei inserisce Duflos-Rossi. Sul 13-21 Podrascanin entra per D’heer. Il divario al servizio si riassume negli ultimi due punti dei polacchi, uno con l’ace di Kwolek e l’altro con l’errore dei cucinieri dai nove metri (16-25). A spezzare l’equilibrio nel terzo set sono l’ace di Gladyr e un errore biancorosso (9-12). Piove sul bagnato quando la Lube incassa anche l’ace di Tavares (10-14). Immediato il time out di Medei. Le combinazioni di Boninfante e Nikolov provano a invertire la rotta (12-14). Riprendono le sfuriate degli ospiti e dopo l’ace di Boladz (14-18) Medei chiama un altro time out. Civitanova reagisce e accorcia con il tocco di Gargiulo per poi ridurre al minimo le distanze su uno dei rari errori dello Zawiercie (17-18). Sul più bello i cucinieri si complicano la vita da soli (17-20) per poi reagire nuovamente in attacco (19-20) e trovare il pari sul diagonale di Nikolov, che si ripete sull’azione decisiva per il sorpasso (22-21). Il controsorpasso è firmato Bieniek (22-23), ma Loeppky risponde (23-23). C’ è spazio per Duflos-Rossi. L’errore al servizio della Lube dà un match ball ai rivali che sparano fuori (24-24). Civitanova mette il naso avanti con il muro di Boninfante, ma D’Heer batte out (25-25). Ai vantaggi la Lube non capitalizza altre 4 palle set e incassa il muro del 29-30 per poi sbagliare l’attacco del possibile pareggio (29-31). (Credit foto: Spalvieri) 

Economia

Craft Surfing fa tappa a Mogliano: un pomeriggio tra Lotto, fisarmoniche e ceramiche

Craft Surfing fa tappa a Mogliano: un pomeriggio tra Lotto, fisarmoniche e ceramiche

25/03/2026 10:10

Si è svolta sabato scorso a Mogliano la quarta tappa di Craft Surfing, il progetto promosso da CNA Marche che valorizza l’artigianato regionale attraverso un viaggio tra botteghe, cultura e tradizioni. Un appuntamento che ha registrato una partecipazione significativa di artigiani, cittadini e appassionati, confermando l’interesse crescente attorno a un format capace di unire saper fare, identità e territorio. Il pomeriggio si è aperto con la visita guidata alla chiesa di Santa Maria di Piazza, dove i partecipanti hanno potuto scoprire la storia della Pala di Lorenzo Lotto, ancora oggi al centro di vicende e curiosità che hanno suscitato grande interesse. L’itinerario è poi proseguito al MASM – Museo di Arte Sacra, per concludersi con l’arrivo al Museo delle Terre Artigiane dove Milko Morichetti, restauratore e dirigente CNA Macerata, ha accolto gli ospiti: "È stata una giornata che ha dimostrato quanto l’artigianato possa essere un potente strumento di racconto del territorio – commenta Morichetti -. Aprire la propria bottega significa condividere non solo tecniche e prodotti, ma anche storie, relazioni, emozioni e visioni che rendono vivo il nostro patrimonio culturale". All’interno degli spazi museali, pensati come un luogo speciale dell'incontro tra cultura e artigianato, sono state esposte le opere di tre artigiani marchigiani: Olivia Monteforte di Pesaro, con le sue scarpe su misura; Barbara Tomassini di Ascoli Piceno, con le sue ceramiche dipinte a mano; Nicholas Tiranti, che ha raccontato la tradizione della fisarmonica marchigiana attraverso strumenti e lavorazioni. Il pomeriggio è stato arricchito dal concerto del Maestro Giacomo Rotatori, che ha proposto una suggestiva rassegna di musiche da cinema rivisitate per fisarmonica, seguito da un momento conviviale con degustazione a cura delle locali realtà enogastronomiche Antica Gastronomia e cantina Volverino. Il sindaco di Mogliano Fabrizio Luchetti ha portato i saluti dell’amministrazione e ha ringraziato gli organizzatori per l’interessante iniziativa. Presenti all’evento anche il presidente CNA Macerata Simone Giglietti, la direttrice Lucia Pistelli e altri componenti della presidenza territoriale dell'Associazione: "Craft Surfing è un’esperienza che crea connessioni autentiche tra artigiani e comunità – ha commentato Giglietti -. Da questi incontri nascono nuove opportunità e una rete sempre più solida, capace di rafforzare il valore della piccola impresa e del saper fare marchigiano". Il progetto Craft Surfing prosegue così il suo percorso nelle Marche, promuovendo lo scambio di esperienze tra botteghe e contribuendo a costruire una rete di relazioni e competenze a sostegno dell’artigianato locale.

Agricoltura Marche in crisi: -16% imprese e allarme Mercosur, forum a Morrovalle

Agricoltura Marche in crisi: -16% imprese e allarme Mercosur, forum a Morrovalle

23/03/2026 12:44

In cinque anni, le Marche hanno perso 4.112 attività agricole, pari a un calo del 16,1%. Una flessione particolarmente evidente tra il 2022 e il 2024, periodo in cui si registrano i numeri più allarmanti. I dati incrociati della Camera di Commercio Regionale e della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) rilevano un quadro di complessiva flessione pur in una situazione nazionale declinante. Sul comparto paiono addensarsi numerose preoccupazioni rilevanti anche per l’introduzione del Mercosur, definito il più grande mercato di libero scambio fra l’UE e Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, la cui definizione ha visto crescere moltissime proteste in tutto il Vecchio Continente. Una nutrita piattaforma di produttori agricoli e associazioni animerà il Primo Forum regionale per la difesa del settore primario. L’iniziativa, dal titolo: “Mercosur: chi paga il conto? Cibo e salute, agricoltura e territorio: tra accordi europei e spesa quotidiana”, sarà di scena sabato 28 marzo, dalle ore 10, a Morrovalle, nella sala conferenze dello splendido Palazzo Lazzarini, sede del museo cittadino. L’originale forum è stato organizzato dalle associazioni culturali Marche Terre Libere e Anima Mundi Green Life, che hanno unito le loro esperienze sociali, culturali ed ambientali, fungendo da raccordo con i rappresentanti di categoria. “Il comparto agricolo marchigiano consta di circa 3.800 imprese per una superficie di poco meno di 600.000 ettari, la provincia più popolata di imprese è la provincia di Macerata con 1.700 imprese. Per questa ragione - spiegano gli organizzatori - abbiamo scelto una località del maceratese, all’interno di una regione centrale per tutto il comparto in cui l'80,8% della Sau è coltivata a seminativi, con i cereali per la produzione di granella come coltura prevalente; l'11,8% sono prati e pascoli e il 7,3% a legnose agrarie. Gli alveari, gli avicoli e gli ovini sono le tipologie di allevamenti che nelle Marche contribuiscono di più ai totali nazionali (4,9%, 2,9% e 2,1%) mentre le aziende agricole con centro aziendale nelle Marche sono oltre 33mila (3% del totale Italia)”. Tra i relatori, moderati da Orietta Baldelli, Alessandro Cacciamani (Membro del Comitato Agricoltori Maceratesi), Matteo Carboni (Presidente CIA Agricoltori Italiani Ascoli Piceno-Fermo-Macerata), Giuseppe Paolini (Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e Presidente UPI Marche), Debora Cuini (Responsabile Provinciale Medici per l’Ambiente, Presidente Anima Mundi Green Life), Marianella Fioravanti (esperta in Relazioni internazionali, Vicepresidente Associazione Marche Terre Libere). “Il trattato Mercosur - spiegano gli organizzatori - nasce per favorire il commercio di alcuni settori produttivi (automotive, industria farmaceutica) ma è mortale per quello agricolo. Nessun vantaggio quindi per gli agricoltori europei ed italiani né per i cittadini, perché senza applicazione del principio di reciprocità importeremo cibo che non rispetta i nostri rigidi standard di produzione in termini di sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e tutela dei lavoratori. Non solo, sarà l’ennesimo caso di concorrenza sleale, considerando il differenziale del costo di produzione che grava sulle spalle degli agricoltori, particolarmente elevato per quelli europei ed italiani, con conseguenze potenzialmente rovinose sui prezzi”. “Inoltre - scrivono in una nota i promotori dell’evento - in Sudamerica sono consentiti trattamenti e pratiche produttive banditi da anni nel nostro continente. Per quanto riguarda gli allevamenti, ad esempio, è consentito l’impiego di ormoni della crescita per accelerare l’ingrasso degli animali, mentre da noi è vietato da più di 30 anni poiché considerato potenzialmente dannoso per la salute dei consumatori. Senza contare la sorveglianza quasi inesistente sull’utilizzo di antibiotici. Regole che i nostri allevatori seguono all’interno di una filiera completamente tracciata e soggetta a rigidi controlli. Inoltre, con l’accordo Mercosur, le multinazionali della chimica avranno maggiore facilità a vendere in Sudamerica fitofarmaci vietati nell’Unione Europea, che finirebbero nei nostri cibi proprio con le importazioni agevolate dal Mercosur. Finirebbe il ruolo dell’agricoltore come custode dei cibi che la terra produce”.

Scuola e università

PlayMarche porta la creatività italiana a Portland e Klaipėda

PlayMarche porta la creatività italiana a Portland e Klaipėda

26/03/2026 19:17

PlayMarche, realtà culturale e creativa di Macerata attiva nel campo delle esperienze immersive e del videomapping, rafforza la propria presenza internazionale partecipando a due importanti festival di light art contemporanea: il Portland Winter Light Festival negli Stati Uniti e il Klaipėda Light Festival in Lituania. A Portland, nello stato dell’Oregon, PlayMarche presenta Luminous Currents, un progetto di videomapping ideato da Davide Sinapsi e curato da Michele Spagnuolo, proiettato sull’edificio degli Electric Blocks. L’installazione trae ispirazione dai movimenti degli organismi unicellulari, trasformando processi naturali invisibili in flussi visivi immersivi. L’architettura diventa così un organismo luminoso in continua evoluzione, unendo percezione sensoriale e riflessione scientifica. Parallelamente, a Klaipėda, PlayMarche porta Once We Were Trees, un audio-videomapping che reinterpreta il mito lituano di Eglė, la Regina dei Serpenti. L’opera, dal punto di vista della figlia Drebulė, interrompe il ciclo della violenza della storia originale grazie alle sutartinės, antichi canti polifonici femminili, creando una narrazione simbolica e immersiva. I progetti combinano pratiche sostenibili e linguaggi digitali: le immagini sono realizzate con la cianotipia, tecnica che utilizza luce solare, pigmenti naturali ed elementi vegetali, e poi rielaborate digitalmente in animazioni 2D. Il sound design, affidato a Theodore Vibert e Diego Ayala Raffalli, completa l’esperienza immersiva nello spazio urbano. L’animazione è stata realizzata da Sarah Le Gigan e Pauline Katz, con curatela di Michele Spagnuolo. Le due installazioni rappresentano approcci distinti ma complementari alla media art: una ricerca scientifica e astratta, l’altra narrativa e culturale, entrambe capaci di ridefinire il rapporto tra architettura, contenuto e spettatore. Con queste partecipazioni, PlayMarche conferma il ruolo delle realtà italiane nei circuiti internazionali della media art, promuovendo innovazione tecnologica, ricerca artistica e dialogo culturale tra territori.

"Non servono i metal detector, ma più personale. Richieste di licenziamento dai docenti"

"Non servono i metal detector, ma più personale. Richieste di licenziamento dai docenti"

26/03/2026 16:40

Notizie che non si dovrebbero leggere, gesti che sconvolgono e immagini che feriscono la società. È la triste immagine della scuola italiana con i casi di violenza in forte aumento. Quanto accaduto ieri a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, non è soltanto un fatto di cronaca: è il segno doloroso di una frattura sempre più evidente, di un disagio che cresce e che si trasforma in violenza proprio nei luoghi che dovrebbero educare al rispetto, al dialogo e alla convivenza civile. "Stiamo assistendo ad una scuola sempre più ferita e ad un degrado sociologico. È preoccupante l’aumento di casi di violenza e aggressioni, non denunciate, nelle scuole anche nella nostra Regione. Tra tutte, quella verbale da parte di studenti, anche minorenni, nei confronti degli insegnanti. La figura del professore non è più riconosciuta come tale, nella sua autorevolezza", commenta Ugo Barbi, Segretario Provinciale dello SNALS di Macerata. "Lo stesso Sindacato ha ricevuto nell’ultimo periodo numerose segnalazioni da parte del corpo docente che vede costretto a “difendersi” non solo dai ragazzi ma anche dalle loro famiglie. Siamo arrivati addirittura, in casi estremi, alle richieste di licenziamento per una situazione talvolta insostenibile", aggiunge Barbi. La fotografia dipinta non auspica un futuro roseo. A seguito infatti degli ultimi decreti emanati (dalla Riforma degli Istituti Tecnici al Decreto 4+2), si riscontra anche una forte riduzione del personale scolastico e delle ore di insegnamento con un numero di studenti che invece rimane invariato.  "Siamo di fronte ad un depauperamento dell’attività educativa: per affrontare il problema delle aggressioni non è necessario inserire metal detector o figure di poliziotti. Si rischia al contrario di trasformare la scuola pubblica in un riformatorio lasciando quella privata ad un’élite. La nostra proposta è rivedere il numero di alunni e aumentare il personale scolastico così da visionare ogni spazio e far sì che il ragazzo abbia ancora l’idea che la scuola sia davvero un presidio di educazione", conclude Barbi.  

Cultura

Civitanova celebra il mito di Jeff Buckley: proiezione evento del documentario prodotto da Brad Pitt

Civitanova celebra il mito di Jeff Buckley: proiezione evento del documentario prodotto da Brad Pitt

26/03/2026 09:50

Arriva al cinema Cecchetti di Civitanova Marche It’s Never Over, Jeff Buckley, attesissimo documentario che esplora il mito del celebre cantautore attraverso filmati inediti e testimonianze profonde, svelando l’uomo dietro la voce celestiale.   Per l’occasione, l’Azienda dei Teatri promuove una proiezione evento con uno spettacolo unico in programma martedì 31 marzo, alle ore 21.15 (ingresso 10 euro). It’s Never Over, Jeff Buckley, diretto dalla regista candidata all’Oscar Amy Berg e co-prodotto da Brad Pitt, non è certo il solito documentario biografico, ma un viaggio sensoriale tra i frammenti di un’anima sospesa: un ritratto vibrante che celebra l'eredità immortale di un artista capace di trasformare la malinconia in pura luce.   Un solo album, il primo (Grace, 1994), è bastato perché Jeff Buckley (1966-1997), figlio del grande Tim Buckley, entrasse nella storia della musica, prima della tragica morte nelle acque di un affluente del Mississippi a trent’anni, nel 1997. Il documentario di Amy Berg ne ricostruisce la vita e l’itinerario artistico nel contesto culturale della New York degli anni Ottanta e Novanta.    "L’Azienda dei Teatri ha scelto di proiettare questo documentario perché è un’opera dalla potenza visiva e sonora devastante - le parole della presidente Maria Luce Centioni -, capace di travolgere lo spettatore ben oltre la semplice visione. La nostra sala vuole essere un presidio culturale che dà voce a ritratti d’autore speciali: per questo abbiamo voluto trasformare l’uscita del film in una vera proiezione evento. Non è solo un tributo a Jeff Buckley, ma un’esperienza collettiva necessaria per chiunque creda ancora nel potere salvifico della bellezza e del talento puro".

Esce il nuovo libro di Flavio Corradini sull'intelligenza artificiale generativa: "La vera sfida è saperla utilizzare"

Esce il nuovo libro di Flavio Corradini sull'intelligenza artificiale generativa: "La vera sfida è saperla utilizzare"

25/03/2026 10:30

Flavio Corradini, già rettore dell’Università degli Studi di Camerino e docente ordinario di Informatica nello stesso ateneo, ha pubblicato con Franco Angeli Editore il suo nuovo libro, dedicato a uno dei temi oggi più discussi: l’Intelligenza Artificiale generativa. Il volume richiama l’attenzione sulla necessità di comprendere davvero natura, potenzialità e limiti di questi strumenti, sottolineando come il loro valore dipenda non solo dalla diffusione tecnologica, ma soprattutto dalla capacità di utilizzarli con competenza, senso critico e responsabilità. “Negli ultimi mesi- dichiara Corradini- ho attraversato territori, contesti e comunità per raccontare cosa è, e cosa non è, la cosiddetta Intelligenza Artificiale generativa. Un tema che sento profondamente e che richiede, oggi più che mai, attenzione e consapevolezza. Gli strumenti non mancano: sono sempre più potenti e diffusi. Ma la vera sfida non è averli, è saperli utilizzare. E saperli utilizzare significa farlo con competenza, senso critico e responsabilità. Solo così possiamo trasformare queste tecnologie in un reale valore per il lavoro, evitando al tempo stesso rischi e fraintendimenti che potrebbero metterci in difficoltà. Un grazie sincero a Franco Angeli per la fiducia e per aver creduto in questo progetto”.

Eventi

San Severino, La Pizzeria Srl raddoppia: “Un nuovo stabilimento per crescere e portare le Marche nel mondo” (FOTO e VIDEO)

San Severino, La Pizzeria Srl raddoppia: “Un nuovo stabilimento per crescere e portare le Marche nel mondo” (FOTO e VIDEO)

26/03/2026 20:19

San Severino Marche ha vissuto oggi una giornata importante per il proprio tessuto economico e produttivo. A quasi dieci anni dall’apertura del primo stabilimento in via Orazio Marziario, La Pizzeria Srl ha inaugurato il suo secondo sito produttivo in località Taccoli, segnando un nuovo, significativo capitolo nella propria storia. Un traguardo che racconta una crescita costante, costruita passo dopo passo, e che oggi si traduce in una struttura moderna da 3.500 metri quadrati dedicata alla produzione di pizza e basi pizza ad alta idratazione, mantenendo sempre al centro artigianalità e qualità. All’inaugurazione hanno partecipato numerose autorità e rappresentanti del territorio: il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, i consiglieri regionali Renzo Marinelli e Pierpaolo Borroni, il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei, il direttore di Confindustria Macerata Gianni Niccolò. Accanto a loro, il fondatore Otello Moretti, l’amministratore delegato Enrico Vallesi e il chief Pizza Officer Stefano Laudadio. Presente anche il mondo sportivo locale, con la juniores nazionale della Maceratese, capolista del proprio girone, e le giovanili della Settempeda. La cerimonia si è aperta con il consueto taglio del nastro, seguito dalla benedizione del nuovo stabilimento, momento simbolico che ha sancito ufficialmente l’avvio dell’attività. A rendere ancora più partecipata l’inaugurazione, una ricca degustazione con una grande varietà di prodotti dell’azienda, molto apprezzati dai presenti. Nel suo intervento, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Questa è un’azienda che nasce dalla determinazione, dal coraggio e dalla capacità di vedere un mercato anche fuori dai confini tradizionali. Enrico Vallesi ha dimostrato grande visione e oggi celebriamo l’ampliamento di un’attività che porta il made in Italy e il made in Marche in Europa e anche oltre». Parole cariche di soddisfazione anche da parte dell’amministratore delegato Enrico Vallesi, che ha ripercorso le tappe di questo progetto:«Dopo circa un anno di lavori siamo arrivati al termine di questa avventura. Questo nuovo stabilimento rappresenta una grande soddisfazione: siamo un’azienda familiare che sta crescendo molto, ma con radici forti nel territorio. Un ringraziamento speciale va alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto, e a tutta la nostra grande squadra». Un percorso iniziato da lontano, come ha ricordato Stefano Laudadio: «Il nostro cammino è partito addirittura nel 2009, con i mercatini a Dublino. Da un gazebo a due stabilimenti: è stato un viaggio importante. Oggi vediamo grande apprezzamento per il nostro prodotto in tutto il mondo, dall’America alla Francia, fino all’Inghilterra. La nostra pizza è sottile, croccante e leggera, e riesce a dare la sensazione di essere appena fatta dal pizzaiolo». Un aspetto, quello dell’internazionalizzazione, evidenziato anche dal sindaco Rosa Piermattei: «Queste pizze sono destinate in tutto il mondo. All’estero la richiesta è altissima, con consegne anche di prodotto fresco. Per un territorio come il nostro, non facilmente raggiungibile, questo rappresenta un grande successo». A chiudere gli interventi, il direttore di Confindustria Macerata Gianni Niccolò, che ha rimarcato il valore dell’investimento: «È un segnale estremamente positivo. In un contesto fragile e incerto, vedere aziende che investono, creano occupazione e credono nel territorio è motivo di orgoglio per tutta la comunità». L’inaugurazione del nuovo stabilimento della Pizzeria Srl non è solo un momento celebrativo, ma il simbolo concreto di un’impresa che ha saputo unire tradizione e innovazione, radici locali e visione globale. Una storia che, proprio come un buon impasto, è fatta di tempo, pazienza e ingredienti scelti con cura: visione, sacrificio e passione.   E se è vero che ogni grande pizza ha bisogno della giusta lievitazione per crescere, quella della Pizzeria Srl sembra essere appena entrata nella sua fase migliore: pronta a espandersi, a conquistare nuovi mercati e a portare un pezzo di Marche nel mondo. Con la stessa semplicità di una pizza ben fatta e con l’ambizione di chi sa che, quando qualità e dedizione si incontrano, il risultato non può che essere… da leccarsi i baffi.     

Sarnano, chiesa di Santa Chiara: torna al pubblico un gioiello barocco dopo il sisma

Sarnano, chiesa di Santa Chiara: torna al pubblico un gioiello barocco dopo il sisma

26/03/2026 18:49

Sabato 28 marzo, alle ore 15, Sarnano celebrerà l’inaugurazione della Chiesa di Santa Chiara, recentemente restaurata a seguito dei danni causati dal sisma del 2016. L’intervento, realizzato grazie a un contributo di 390.000 euro stanziato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e dalla Struttura Commissariale, ha permesso di recuperare l’edificio preservandone l’originario aspetto a faccia vista e gli interni in stile barocco. Situata accanto al Polo Museale cittadino, la chiesa torna così a disposizione della comunità e si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale sarnanese. L’inaugurazione si colloca in una fase di rilancio dell’area di via Leopardi, dove il Polo Museale è oggetto di un nuovo allestimento, con la speranza di renderlo visitabile già dall’estate. Nei prossimi anni sono previsti ulteriori lavori per completare il nuovo sistema museale e creare sale multimediali dedicate. “Siamo felici di restituire alla cittadinanza la Chiesa di Santa Chiara restaurata – ha dichiarato il sindaco Fabio Fantegrossi –. La chiesa sarà integrata nel contesto del museo diffuso della Rete Museale dei Monti Azzurri, accanto alla Pinacoteca di Sarnano. Contiamo di completare il recupero dell’area di Via Leopardi nei prossimi anni, con Pinacoteca, Museo dell’Arte Sacra e Chiesa visitabili, garantendo così un’offerta culturale e turistica significativa.” All’inaugurazione saranno presenti, oltre al sindaco Fantegrossi, Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione, Silvia Luconi, consigliera regionale, Alessandro Gentilucci, presidente della Provincia di Macerata, Don Marcello, Deborah Licastro, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, e Pierluigi Moriconi, responsabile del Laboratorio di Restauro e Deposito presso la Mole Vanvitelliana, insieme ad alcuni restauratori dell’Istituto Centrale di Restauro.   L’inaugurazione della Chiesa di Santa Chiara rappresenta un passo concreto nel percorso di ricostruzione post-sisma, restituendo alla città e ai visitatori un simbolo della storia e della cultura locale.

Curiosità

C’è una giovane ingegnere dietro l’Anello della Val di Fiastra: il progetto di Lucia Barchetta per rigenerare i borghi

C’è una giovane ingegnere dietro l’Anello della Val di Fiastra: il progetto di Lucia Barchetta per rigenerare i borghi

24/03/2026 10:30

C’è un filo invisibile che unisce i borghi della Val di Fiastra, un tracciato che non è solo una linea su una mappa, ma il risultato di un’esperienza collettiva nata "dal basso". A raccontare la genesi e l’anima dell’Anello della Val di Fiastra è Lucia Barchetta, ingegnere edile e coordinatrice della progettazione, figura che incarna perfettamente l'unione tra rigore tecnico e passione per il territorio. Il legame di Lucia Barchetta con queste terre nasce nel cratere sismico. "Sono arrivata nella valle dopo anni di lavoro sulla ricostruzione e ricerca dedicata alla resilienza dei centri storici", spiega l'ingegnere. Una formazione tecnica che si è intrecciata con la sua esperienza nel CAI di Fermo: "L’Anello è stata l'occasione per unire la dimensione personale del cammino a un lavoro di progettazione territoriale. Questo progetto ha rafforzato la mia decisione di restare e contribuire allo sviluppo della valle". L'idea dell'Anello affonda le radici nell'estate del 2020, in piena epoca post-lockdown, grazie a un'intuizione del festival Borgofuturo. In quell'occasione nacque il cosiddetto "buon contagio": eventi diffusi nei paesi della valle da raggiungere rigorosamente a piedi. Sotto la guida dei Comuni di Ripe San Ginesio, Colmurano e Loro Piceno, il progetto si è trasformato in un processo di partecipazione diffusa. "Abbiamo avviato un lavoro complesso di mappatura e revisione dei tracciati - racconta Barchetta - cercando percorsi che fossero accessibili ma anche significativi dal punto di vista paesaggistico. Camminando si vedono cose che in macchina sfuggono completamente". L'Anello si sviluppa in sette tappe, una per ogni comune della valle. Non si tratta solo di una destinazione turistica, ma di uno spazio di cura condiviso da amministrazioni, abitanti e associazioni. Il lavoro di comunicazione dell'agenzia Tonidigrigio ha poi contribuito a rendere visibile questa natura plurale e partecipata. Per Lucia Barchetta, l’Anello è "un’infrastruttura leggera che mette in relazione paesaggio, borghi e persone", trasformando il semplice atto di camminare in una pratica concreta di presidio e valorizzazione del patrimonio marchigiano.

I Beatles parlano (anche) maceratese: i Ladders conquistano la Francia con "Hey Jude"

I Beatles parlano (anche) maceratese: i Ladders conquistano la Francia con "Hey Jude"

24/03/2026 10:10

Le note dei Fab Four risuonano con accento marchigiano nel nord della Francia. Si è conclusa con un autentico trionfo la partecipazione dei The Ladders alla "Beatles Night 2026" di Wasquehal, vicino a Lille. La band, colonna portante del tributo beatlesiano in Italia, è stata tra i grandi protagonisti della 21ª edizione di uno degli eventi europei più prestigiosi dedicati alla band di Liverpool. Il successo in terra francese porta la firma di un quintetto che unisce diverse anime della nostra regione. Sul palco dell’Espace Gérard Philipe, davanti a un teatro sold out, hanno brillato il maceratese Riccardo Scarponi e Mauro Cimarra di Jesi. A completare l'ossatura della band, portando alta la bandiera di Camerino, sono stati i due storici musicisti camerti Massimo Gerini e Brizio Romagnoli. Insieme a loro, a chiudere il cerchio di questa eccellenza regionale, anche Gabriele Chiappa di Fabriano. I Ladders hanno infiammato il pubblico francese con un set dedicato ai brani più rock’n’roll dei Beatles, culminato in un momento di rara intensità emotiva. Per il gran finale, la band marchigiana ha chiamato sul palco le altre formazioni della serata – i francesi The Eggmen e i belgi The Beatlephonics – per un'esecuzione corale di "Hey Jude" che ha fatto scattare la standing ovation dell'intero palazzetto. "È stata una serata fantastica - hanno commentato i membri della band al rientro - ma il merito va ai Beatles e alla splendida organizzazione di Pierre e di tutto lo staff francese che ci ha accolto come amici di vecchia data". Attivi da ormai 15 anni, i Ladders si confermano una realtà internazionale capace di esportare il talento marchigiano oltre confine. Dopo il successo d'oltralpe, il tour tributo ai Fab Four non si ferma: il prossimo appuntamento è fissato per il 4 aprile allo Skylight Club di Foligno, per poi proseguire con le date estive in tutta la penisola.

Varie

Ussita spinge sulla mobilità green: al via l’installazione delle colonnine di ricarica elettrica

Ussita spinge sulla mobilità green: al via l’installazione delle colonnine di ricarica elettrica

26/03/2026 13:10

Ussita accelera verso la transizione ecologica. Grazie a una convenzione strategica tra il Comune e Poste Italiane, il prossimo 30 marzo prenderanno ufficialmente il via i lavori per l'installazione delle prime stazioni di ricarica per veicoli elettrici nel territorio comunale. Il cantiere, affidato all'impresa Archi.Gia S.r.l., si concentrerà in piazza IV Novembre, in località Fluminata, proprio nei pressi della nuova sede dell'Ufficio Postale. L'intervento, che salvo imprevisti meteorologici si concluderà nel giro di 15 giorni lavorativi, rientra nel più ampio progetto nazionale "Polis-Case". Quest'ultimo, finanziato con i fondi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), mira a creare una rete capillare di infrastrutture per la mobilità sostenibile in tutta Italia, partendo proprio dai piccoli centri. Il Comune ha sottoscritto un protocollo d’intesa con la società Be Charge S.r.l., incaricata da Poste Italiane della realizzazione tecnica, della gestione e della manutenzione delle colonnine, che saranno destinate a uso pubblico. Soddisfatta la sindaca di Ussita, Silvia Bernardini, che ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa per la tutela della salute e dell'ambiente: "Dal 2010 la Commissione Europea sollecita politiche volte a diffondere la mobilità elettrica per ridurre le emissioni. Il presupposto fondamentale per questo obiettivo è una rete diffusa sul territorio. Per questo abbiamo aderito con convinzione a questo protocollo, che sarà al servizio dei cittadini di Ussita e dei tanti turisti che frequentano le nostre zone". Le stazioni di ricarica saranno accessibili 24 ore su 24 e gestibili interamente tramite smartphone. Attraverso un’app gratuita (disponibile per iOS e Android), gli utenti potranno localizzare le colonnine sulla mappa, verificarne la disponibilità in tempo reale, prenotare la ricarica e monitorarne lo stato fino al pagamento finale. Per l'attivazione sarà possibile utilizzare anche una tessera identificativa RFID.

Che cosa sono i bulbi a fioritura primaverile? Una guida per i giardinieri

Che cosa sono i bulbi a fioritura primaverile? Una guida per i giardinieri

26/03/2026 09:30

I bulbi a fioritura primaverile sono tra le piante ornamentali più amate dai giardinieri. Dopo i mesi freddi dell’inverno, sono tra i primi a comparire nei giardini, portando colore, profumo e vitalità negli spazi verdi. Tulipani, narcisi, crochi e giacinti sono solo alcuni esempi di queste piante che trasformano aiuole e prati in un vero spettacolo naturale. Per molti appassionati di giardinaggio, coltivare bulbi primaverili è uno dei modi più semplici e gratificanti per creare un giardino vivace. Non richiedono cure particolarmente complesse e, se piantati correttamente, possono rifiorire anno dopo anno. Che cosa sono i bulbi a fioritura primaverile I bulbi a fioritura primaverile sono strutture sotterranee di riserva che permettono alla pianta di immagazzinare nutrienti durante la stagione di crescita. Grazie a questa riserva di energia, la pianta può sopravvivere all’inverno e svilupparsi rapidamente quando le temperature iniziano ad aumentare. Dal punto di vista botanico, il termine “bulbo” viene spesso utilizzato in senso generale per descrivere diverse tipologie di organi sotterranei, tra cui: Bulbi veri I bulbi veri, come quelli dei tulipani o dei narcisi, sono composti da strati carnosi chiamati squame che circondano un germoglio centrale. Queste squame contengono sostanze nutritive che permettono alla pianta di crescere rapidamente in primavera. Cormi I cormi, come quelli del croco o del gladiolo, sono strutture compatte e solide. Anche se svolgono una funzione simile ai bulbi, la loro struttura interna è diversa. Tuberi I tuberi, come quelli della dalia o della begonia tuberosa, sono organi sotterranei che immagazzinano nutrienti e da cui si sviluppano nuovi germogli. Nel linguaggio del giardinaggio, tuttavia, tutte queste categorie vengono spesso indicate semplicemente come “bulbi”. Le varietà più popolari di bulbi primaverili Esistono molte varietà di bulbi che fioriscono in primavera, ognuna con caratteristiche uniche. Tulipani I tulipani sono probabilmente i bulbi primaverili più famosi. Originari dell’Asia centrale, sono diventati simbolo dei giardini primaverili europei. Sono disponibili in centinaia di colori, forme e dimensioni. Narcisi I narcisi sono molto apprezzati per la loro resistenza e facilità di coltivazione. Producono fiori gialli, bianchi o bicolori e spesso ritornano a fiorire per molti anni. Crochi I crochi sono tra i primi fiori a comparire alla fine dell’inverno. I loro piccoli fiori viola, gialli o bianchi emergono spesso quando la neve non si è ancora completamente sciolta. Giacinti I giacinti sono noti per il loro profumo intenso e per le infiorescenze compatte. Sono ideali per aiuole, bordure e anche per la coltivazione in vaso. Quando e come piantare i bulbi primaverili Per ottenere una fioritura primaverile spettacolare, è fondamentale piantare i bulbi nel periodo giusto. Il momento ideale per la piantagione La maggior parte dei bulbi primaverili deve essere piantata in autunno, generalmente tra settembre e novembre. Questo periodo permette ai bulbi di sviluppare radici prima dell’arrivo del gelo. Scelta del terreno I bulbi preferiscono terreni ben drenati. Un terreno troppo umido può provocare la marcescenza dei bulbi durante l’inverno. Se il suolo è molto compatto o argilloso, è consigliabile migliorarlo aggiungendo sabbia o compost. Profondità di piantagione Una regola generale è piantare il bulbo a una profondità pari a circa due o tre volte la sua altezza. Ad esempio, un bulbo alto cinque centimetri dovrebbe essere piantato a circa dieci o quindici centimetri di profondità. Posizione e luce La maggior parte dei bulbi primaverili preferisce posizioni soleggiate o leggermente ombreggiate. La luce del sole aiuta la pianta a svilupparsi meglio e a produrre fiori più grandi e colorati. Cura dei bulbi dopo la fioritura Una volta terminata la fioritura, è importante continuare a prendersi cura delle piante. Le foglie non dovrebbero essere tagliate immediatamente. Anche se possono sembrare poco decorative, sono fondamentali per permettere alla pianta di accumulare energia per la stagione successiva. L’irrigazione deve essere moderata e il terreno dovrebbe rimanere leggermente umido ma non eccessivamente bagnato. In alcune regioni, i bulbi possono essere lasciati nel terreno tutto l’anno. In zone con inverni molto rigidi o terreni troppo umidi, può essere necessario dissotterrarli e conservarli in un luogo asciutto fino alla stagione successiva. Bulbi primaverili nel design del giardino I bulbi primaverili sono molto versatili nel design del giardino. Possono essere piantati in aiuole, lungo i bordi dei sentieri, sotto alberi decidui o persino nei prati naturali. Un approccio molto diffuso consiste nel piantarli in gruppi o masse. Questo crea un effetto visivo molto più naturale e spettacolare rispetto alla piantagione singola. Un’altra tecnica interessante è la “piantagione a strati”, in cui bulbi di diverse altezze e tempi di fioritura vengono piantati nello stesso spazio. In questo modo il giardino rimane fiorito per un periodo più lungo. In sintesi, i bulbi a fioritura primaverile rappresentano una delle soluzioni più semplici ed efficaci per portare colore e vitalità nel giardino dopo l’inverno. Grazie alla loro varietà, alla facilità di coltivazione e alla spettacolarità della fioritura, sono ideali sia per i giardinieri esperti sia per chi è alle prime armi. Piantati correttamente in autunno e curati con attenzione, questi bulbi possono regalare fioriture meravigliose anno dopo anno, trasformando qualsiasi giardino in un paesaggio primaverile ricco di colori e profumi.    

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