Camerino, tenta di rubare grondaie in rame e precipita da oltre dieci metri: 25enne in codice rosso
Cronaca
24/10/2026 11:24

Camerino, tenta di rubare grondaie in rame e precipita da oltre dieci metri: 25enne in codice rosso

Avrebbe tentato di asportare grondaie ed elementi in rame da un edificio, ma durante il tentativo è precipitato al suolo da un'altezza superiore ai dieci metri, riportando gravi traumi. Protagonista dell'episodio, avvenuto nel centro cittadino, un marocchino di 25 anni, residente a Fermo, soccorso dal personale sanitario e trasportato d'urgenza all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il giovane si sarebbe trovato sull'edificio mentre era intento a sottrarre le grondaie e altri elementi in rame. Per cause ancora in corso di accertamento, è poi precipitato da oltre dieci metri d'altezza. L'allarme ha fatto scattare immediatamente i soccorsi. Sul posto è intervenuto il personale del 118, che ha prestato le prime cure al venticinquenne. Considerata la gravità delle lesioni riportate, è stato disposto il trasferimento in eliambulanza all'ospedale di Torrette, dove il giovane è ricoverato in codice rosso. Sul luogo dell'accaduto sono intervenuti anche i militari dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Camerino, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell'episodio. Al termine dei primi riscontri, il venticinquenne è stato denunciato alla competente autorità giudiziaria, ritenuto responsabile del reato di furto in abitazione. I carabinieri proseguono le verifiche per chiarire nel dettaglio le circostanze dell'accaduto.

Camerino, tenta di rubare grondaie in rame e precipita da oltre dieci metri: 25enne in codice rosso

Camerino, tenta di rubare grondaie in rame e precipita da oltre dieci metri: 25enne in codice rosso
24/10/2026 11:24

Avrebbe tentato di asportare grondaie ed elementi in rame da un edificio, ma durante il tentativo è precipitato al suolo da un'altezza superiore ai dieci metri, riportando gravi traumi. Protagonista dell'episodio, avvenuto nel centro cittadino, un marocchino di 25 anni, residente a Fermo, soccorso dal personale sanitario e trasportato d'urgenza all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il giovane si sarebbe trovato sull'edificio mentre era intento a sottrarre le grondaie e altri elementi in rame. Per cause ancora in corso di accertamento, è poi precipitato da oltre dieci metri d'altezza. L'allarme ha fatto scattare immediatamente i soccorsi. Sul posto è intervenuto il personale del 118, che ha prestato le prime cure al venticinquenne. Considerata la gravità delle lesioni riportate, è stato disposto il trasferimento in eliambulanza all'ospedale di Torrette, dove il giovane è ricoverato in codice rosso. Sul luogo dell'accaduto sono intervenuti anche i militari dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Camerino, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell'episodio. Al termine dei primi riscontri, il venticinquenne è stato denunciato alla competente autorità giudiziaria, ritenuto responsabile del reato di furto in abitazione. I carabinieri proseguono le verifiche per chiarire nel dettaglio le circostanze dell'accaduto.

Cronaca

Inchiesta sulla ricostruzione, il rettore Unicam Leoni: "Audit straordinario e controlli più solidi"

Inchiesta sulla ricostruzione, il rettore Unicam Leoni: "Audit straordinario e controlli più solidi"

24/10/2026 19:00

"In relazione all’inchiesta “Ricostruzione”, che coinvolge tre dipendenti dell’Area tecnica, edilizia e sostenibilità, l’Università di Camerino ha attivato con effetto immediato un percorso di verifica e di prevenzione, a tutela dell’Ateneo e delle stesse persone coinvolte. Il Direttore Generale, in qualità di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, ha disposto un audit straordinario sulle procedure dell’Area tecnica". È quanto affermato dall' l'Università di Camerino in una nota diffusa a seguito dell'inchiesta "Ricostruzione" condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha nel mirino presunte irregolarità nella ricostruzione post-sisma e negli appalti pubblici nelle Marche. Il percorso preventivo terminerà entro quindi giorni dal suo avvio e "fornirà gli elementi per le ulteriori decisioni previste dalla normativa anticorruzione. In attesa dell’esito, ai tre dipendenti non saranno assegnati nuovi incarichi nella gestione di gare, appalti e lavori" spiega l'Università di Camerino. Ulteriori misure di prevenzione della corruzione scatteranno a seguito dell'audit, inserendosi all'interno del Piano integrato di attività e organizzazione dell'Università, con l'obiettivo di rendere i controlli ancora più stringenti.  Il rettore Unicam Graziano Leoni ha commentato così: "Abbiamo scelto di agire subito, con rigore ed equilibrio. Queste misure non anticipano alcun giudizio: per noi vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva e l’accertamento dei fatti spetta solo alla Magistratura. Il nostro compito è tutelare l’imparzialità dell’Ateneo e rendere i controlli ancora più solidi. Se le ipotesi fossero confermate, l’Università sarebbe la prima parte gravemente danneggiata”. Nella nota l'Università di Camerino conferma la sua piena collaborazione con la Magistratura e Guardia di Finanza, sottolineando che sulla vicenda interverrà solamenta in presenza di atti ufficiali o fatti nuovi. 

San Severino piange Pacifico Fattobene, lo scrittore 'ultimo abitante del borgo fortificato'

San Severino piange Pacifico Fattobene, lo scrittore 'ultimo abitante del borgo fortificato'

24/10/2026 16:45

La città di San Severino Marche piange la scomparsa di Pacifico Fattobene, storico scrittore e figura di profonda cultura venuto a mancare all'età di 88 anni. Per decenni ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la comunità settempedana, legando in modo indissolubile il suo nome e la sua vita al castello di Pitino.Era considerato da tutti 'l'ultimo abitante del borgo fortificato', profondo conoscitore delle vicende storiche della vallata, della resistenza sui monti marchigiani e delle tradizioni locali. Fattobene aveva mantenuto intatto negli anni un legame viscerale con Pitino. Proprio pochi mesi fa, in occasione della riapertura e valorizzazione del complesso castellano, era tornato tra quelle mura accompagnato dal sindaco, Rosa Piermattei, che ha voluto esprimere il profondo cordoglio di tutta la cittadinanza e dell’Amministrazione locale: "La scomparsa di Pacifico Fattobene lascia un vuoto. Perdiamo una figura che ha dedicato gran parte della sua esistenza alla custodia della memoria e all'amore per la nostra terra. Il suo legame con il castello di Pitino è stato qualcosa di unico: era un baluardo di questo borgo che tanto amava. Ricordo con profonda commozione la gioia e l’emozione nei suoi occhi lo scorso luglio, quando lo abbiamo accompagnato a rivedere la sua Pitino restituita a nuova vita. A nome mio personale, dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità settempedana, rivolgo le più sentite condoglianze ai familiari". I funerali si terranno domenica 25 ottobre alle ore 15:00 nella chiesa di Pitino. La camera ardente è allestita presso la sala del commiato "Il Tempio degli Angeli" aperta alle visite fino alle 20:00.  

Attualità

Ricostruzione post-sisma, il Cnre si propone per rilevare i cantieri a rischio stop

Ricostruzione post-sisma, il Cnre si propone per rilevare i cantieri a rischio stop

24/10/2026 15:10

 Evitare che le inchieste sulla ricostruzione post-terremoto del 2016 si traducano in nuovi ritardi per le popolazioni colpite. È questo l'obiettivo della proposta che il Cnre, Centro Nazionale Ricostruzione Ecologica, intende sottoporre alla Struttura commissariale straordinaria guidata da Guido Castelli. L'organizzazione, presieduta e fondata da Claudio Fasano, si propone come possibile interlocutore operativo per assicurare la prosecuzione dei lavori nei cantieri che dovessero rimanere senza un'impresa esecutrice in seguito a provvedimenti giudiziari o amministrativi. L'iniziativa nasce in una fase delicata per la ricostruzione, segnata dalle recenti indagini sui presunti illeciti negli appalti e dalle verifiche sulla regolarità delle imprese impegnate nei territori del cratere sismico. La preoccupazione principale riguarda le conseguenze che eventuali sospensioni, revoche o contenziosi potrebbero avere sui tempi di completamento delle opere pubbliche e degli interventi sugli edifici privati. La proposta del Cnre punta a mettere a disposizione una struttura già organizzata, in grado di intervenire rapidamente qualora alcuni cantieri dovessero restare privi di un esecutore. L'intento è limitare le interruzioni e impedire che le conseguenze delle vicende giudiziarie ricadano ulteriormente sui cittadini, sulle imprese dell'indotto e sui lavoratori. «L'obiettivo prioritario è assicurare la continuità dei cantieri ed evitare che gli strascichi delle inchieste si traducano in ritardi inaccettabili per le comunità e i territori del cratere», spiega il presidente Claudio Fasano. Secondo il CNRE, la continuità operativa dovrebbe accompagnarsi a un rigoroso rispetto delle norme in materia di trasparenza, sicurezza sul lavoro e sostenibilità ambientale. La proposta viene presentata, quindi, come un possibile strumento per coniugare la prosecuzione degli interventi con le esigenze di legalità e controllo. Uno degli aspetti centrali dell'iniziativa riguarda le modalità con cui potrebbero essere individuati i nuovi esecutori dei lavori. Il modello prospettato dal Cnre ipotizza la possibilità di affidamenti diretti da parte della Struttura commissariale, nei limiti consentiti dalla normativa applicabile, evitando il ricorso a una filiera articolata di subappalti. Il tema è particolarmente delicato alla luce delle criticità emerse in alcuni cantieri, dove i ritardi nei pagamenti hanno alimentato tensioni tra i lavoratori e le imprese coinvolte. In episodi recenti, alcuni operai sono arrivati a salire sulle gru per richiamare l'attenzione sugli stipendi arretrati. La proposta mira anche a evitare che le difficoltà di una singola azienda si ripercuotano sull'intera filiera produttiva, mettendo a rischio i posti di lavoro e le attività economiche che ruotano attorno alla ricostruzione. La manifestazione di disponibilità annunciata dal Cnre non costituisce, al momento, un affidamento di lavori né una decisione già assunta dal commissario. Sarà la Struttura commissariale a dover valutare la fattibilità tecnica e giuridica della proposta, verificandone la compatibilità con le procedure previste dalla normativa e con i poteri straordinari per la gestione della ricostruzione. Il punto centrale resta la necessità di garantire che eventuali provvedimenti nei confronti delle imprese non determinino un nuovo rallentamento degli interventi. Per le comunità terremotate, ancora in attesa del completamento di abitazioni e opere pubbliche, la continuità dei cantieri rappresenta infatti una priorità.

Penna San Giovanni, studenti protagonisti della legalità: celebrato il carabiniere Giovanni Burocchi

Penna San Giovanni, studenti protagonisti della legalità: celebrato il carabiniere Giovanni Burocchi

24/10/2026 13:48

 La memoria di chi ha sacrificato la propria vita per i valori in cui credeva, l'educazione alla legalità e la formazione dei cittadini di domani. Sono stati questi i temi al centro della cerimonia conclusiva del progetto “I valori che uniscono”, svoltasi nella mattinata di ieri a Penna San Giovanni, alla presenza del generale di Corpo d'Armata Aldo Iacobelli, comandante interregionale Carabinieri “Podgora”. L'iniziativa, promossa dall'associazione LumbeLumbe, presieduta dal generale in congedo Italo Governatori, è ispirata alla figura del carabiniere Giovanni Burocchi, nato e cresciuto a Penna San Giovanni e insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Il militare perse la vita a Fiume il 3 ottobre 1919, distinguendosi per il proprio coraggio. La giornata ha riunito numerose autorità civili, militari e istituzionali, insieme agli amministratori locali, ai rappresentanti delle Forze di polizia e ai familiari del carabiniere commemorato. Presenti, tra gli altri, il comandante della Legione Carabinieri Marche, il prefetto e il procuratore della Repubblica di Macerata, il sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, l'Ispettore regionale dell'Associazione Nazionale Carabinieri e il presidente dell'Unione Montana Monti Azzurri. Hanno partecipato anche i sindaci di Penna San Giovanni, Monte San Martino e Sarnano, il presidente della sezione dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Penna San Giovanni e Monte San Martino, i pronipoti di Giovanni Burocchi e i rappresentanti provinciali delle Forze di polizia. A rendere ancora più significativa la cerimonia è stata la presenza del professor Alessandro D'Acquisto, fratello del venerabile vicebrigadiere Salvo D'Acquisto, anch'egli insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Il momento commemorativo si è aperto con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Successivamente, al Belvedere Burocchi, è stata deposta una corona d'alloro presso il monumento dedicato al militare, accompagnata da un momento di raccoglimento scandito dalle note del silenzio d'ordinanza. Gli interventi delle autorità hanno ricordato il valore della testimonianza di Giovanni Burocchi e il contributo che l'Arma dei Carabinieri continua a offrire alla collettività. Ma il cuore della giornata è stato soprattutto il coinvolgimento degli studenti che hanno partecipato al progetto, realizzato in collaborazione con il Comando Legione Carabinieri Marche e l'Ufficio scolastico regionale. Gli alunni dell'Istituto omnicomprensivo Leopardi-Frau-De Magistris, accompagnati dai docenti e dalla dirigente scolastica, sono stati i veri protagonisti dell'iniziativa, che ha promosso percorsi di cittadinanza attiva e sensibilizzazione sui temi della legalità, della solidarietà, del rispetto delle regole e della tutela dell'ambiente. Particolarmente significativo il messaggio rivolto ai ragazzi dal generale Aldo Iacobelli, che ha invitato le nuove generazioni a considerare la legalità non come un principio astratto, ma come una scelta da rinnovare quotidianamente. «Non vi viene chiesto di diventare degli eroi o dei martiri. Vi viene suggerito di diventare dei cittadini consapevoli, praticando ogni giorno quella che può essere definita la “liturgia della legalità”», ha affermato. Il comandante ha quindi ricordato come la scelta di comportarsi correttamente possa talvolta apparire difficile o solitaria, ma abbia sempre un valore fondamentale per la società. Agli studenti ha assicurato che, lungo questo percorso, potranno trovare sostegno nella parte sana della comunità e nell'Arma dei Carabinieri, descritta come un punto di riferimento e un «porto sicuro». Un invito a diventare cittadini responsabili, capaci di scegliere l'onestà, rispettare gli altri e contribuire attivamente alla crescita delle proprie comunità. La cerimonia si è conclusa con la premiazione degli alunni delle scuole dei Comuni di Penna San Giovanni, Monte San Martino, Gualdo e Sarnano, a riconoscimento del percorso svolto nell'ambito del progetto. La permanenza nelle Marche del generale Iacobelli è stata anche l'occasione per incontrare il personale dell'Arma impegnato quotidianamente sul territorio delle province di Macerata e Fermo. L'alto ufficiale ha visitato la Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche e le Stazioni di Porto Recanati, Penna San Giovanni, Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio e Montegranaro, dove è stato accolto dai rispettivi comandanti e da rappresentanze dei militari. Nel corso degli incontri ha espresso apprezzamento per la professionalità, la dedizione e l'attenzione con cui i Carabinieri operano al servizio delle comunità, richiamando l'importanza di valori quali umanità, ascolto, rispetto, fiducia, inclusione e solidarietà. Principi che, insieme al senso del dovere e al giuramento prestato, costituiscono il fondamento del rapporto tra l'Arma e i cittadini. A conclusione delle visite, il generale ha apposto il tradizionale visto sui Memoriali del Servizio, gesto simbolico che testimonia il legame tra i vertici istituzionali e i presidi territoriali.

Politica

Ricostruzione, Verini: "L' Antimafia accenda un faro sulla vicenda"

Ricostruzione, Verini: "L' Antimafia accenda un faro sulla vicenda"

24/10/2026 18:35

"Chiediamo al Presidente delle Marche ed allo stesso Commissario al terremoto - non indagati - di offrire alla Commissione ogni elemento utile di conoscenza e valutazione su queste gravissime situazioni". Sono le parole del Senatore Walter Verini, Capogruppo PD Antimafia, riguardo i recenti fatti relativi all'inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione post-sisma relativamente ai presunti illeciti negli appalti pubblici e nei cantieri del terremoto.  "Le notizie venute dalle Marche, con arresti e avvisi di garanzia a imprenditori, personaggi legati alla politica, come l’ex capo Gabinetto del Presidente Acquaroli, sono gravissime e inquietanti. Sono emerse notizie di presenza e collusioni e reati della criminalità organizzata, di aziende legate alla camorra e al clan dei Casalesi, per impadronirsi di appalti e lavori legati alla ricostruzione dal terremoto" - continua il Senatore Verini in una nota riferendosi a ciò che ha portato al sequestro preventivo di 56.802.639,57 euro per le presunte frodi aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche e all'ulteriore sequestro preventivo di 257.200 euro per corruzione.  "Grazie, innanzitutto, alla Procura, alla Direzione distrettuale antimafia per le indagini che confermano quanto invasiva e quanto pericolosa la penetrazione delle mafie nell’economia e, in questo caso, della ricostruzione, proprio a dieci anni dal sisma" - termina nella nota Verini.

Inchiesta sisma, Carancini incalza Acquaroli: "Le responsabilità politiche sono gravi, lasci la Regione"

Inchiesta sisma, Carancini incalza Acquaroli: "Le responsabilità politiche sono gravi, lasci la Regione"

24/10/2026 13:18

 «Dimettersi». È la richiesta che Romano Carancini, esponente del Partito democratico ed ex consigliere regionale, rivolge al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, intervenendo con una dura presa di posizione sull'inchiesta relativa alla ricostruzione post-sisma e sui presunti illeciti negli appalti pubblici. Per Carancini, il rischio è che il dibattito pubblico si concentri esclusivamente sulla sorpresa, sull'indignazione e sulle persone arrestate o indagate, senza interrogarsi sulle responsabilità politiche e amministrative che, a suo giudizio, devono essere approfondite. L'esponente dem invita quindi a guardare oltre gli sviluppi giudiziari, ponendo al centro il funzionamento del sistema regionale e le scelte compiute negli ultimi anni. Nel mirino finiscono soprattutto Acquaroli e Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione. Secondo Carancini, la vicenda non può essere affrontata soltanto come un caso giudiziario circoscritto alle persone coinvolte nell'indagine, ma impone una riflessione più ampia sulle responsabilità di chi ha guidato le istituzioni regionali e sulle modalità con cui sono state gestite le politiche della ricostruzione. Uno dei punti centrali dell'intervento riguarda le dichiarazioni di Acquaroli sul rapporto con Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente, coinvolto nell'inchiesta. Il presidente regionale ha riferito di aver ricevuto alcune «voci» su Pistarelli e di averle trasmesse agli organi di vigilanza della Regione, precisando che non ne sarebbe stata riscontrata la fondatezza. Ha inoltre spiegato di aver chiesto all'ex collaboratore di fare un passo indietro. Carancini chiede ora chiarimenti sulla gestione di quelle informazioni e sui tempi in cui sarebbero arrivate. In particolare, domanda se la Procura sia stata informata, se siano stati indicati i nomi delle persone eventualmente coinvolte nelle segnalazioni e quale ruolo abbiano avuto gli organi regionali di vigilanza. L'ex consigliere regionale solleva inoltre un interrogativo sul coinvolgimento di Castelli: il commissario straordinario, si chiede Carancini, era stato informato delle presunte segnalazioni? Si tratta di questioni che, nella ricostruzione dell'esponente del Pd, chiamano in causa non soltanto la gestione del rapporto personale e professionale con l'ex capo di gabinetto, ma anche il dovere delle istituzioni di affrontare tempestivamente eventuali elementi rilevanti. Per Carancini, la questione investe direttamente il ruolo del presidente della Regione e la scelta dei suoi più stretti collaboratori. L'ex consigliere sottolinea infatti che il capo di gabinetto rappresenta una figura centrale nell'azione politica e amministrativa del governatore. Da qui la contestazione politica ad Acquaroli: secondo Carancini, le responsabilità di chi guida un'istituzione non possono essere considerate estranee alle scelte delle persone chiamate a ricoprire incarichi strategici e alla capacità di vigilare sul loro operato. L'esponente dem estende poi la propria critica alla gestione regionale degli ultimi sei anni, chiamando in causa le politiche sulla ricostruzione post-terremoto, la sanità, i trasporti, le aree interne e il sistema sociosanitario. Nel suo intervento contesta anche i criteri con cui sarebbero state distribuite alcune risorse legate al sisma, sostenendo che le scelte di finanziamento avrebbero risposto anche a logiche di consenso politico. Si tratta di accuse e valutazioni politiche formulate da Carancini, che punta a riportare al centro del dibattito il rapporto tra gestione delle risorse pubbliche, trasparenza amministrativa e fiducia dei cittadini. L'inchiesta, secondo l'ex consigliere regionale, rischia di riaprire una ferita profonda nelle comunità colpite dal terremoto del 2016. A dieci anni dal sisma, osserva, la vicenda potrebbe alimentare nuovamente sfiducia e preoccupazione tra cittadini, imprese e lavoratori impegnati nella ricostruzione. Carancini critica anche la conferenza stampa di Acquaroli e Castelli, giudicando contraddittorie alcune delle dichiarazioni rese e chiedendo che vengano forniti chiarimenti sulle circostanze emerse. Nel suo intervento, l'esponente del Pd sostiene inoltre che gli annunci e le iniziative della Regione, compresi quelli relativi al nuovo ospedale di Macerata, rischino di distogliere l'attenzione dalla vicenda giudiziaria. Una lettura politica che accompagna la sua richiesta di risposte puntuali e verificabili. La conclusione dell'intervento di Carancini è un attacco diretto al presidente della Regione. Richiamando la decisione di chiedere a Pistarelli di lasciare l'incarico, il rappresentante dem sostiene che Acquaroli dovrebbe applicare a sé stesso lo stesso principio di responsabilità politica. «Francesco Acquaroli, è più grave, molto più grave il suo tradimento nei confronti delle istituzioni, dei marchigiani, della comunità e soprattutto dei terremotati rispetto a quello che Fabio Pistarelli – lei sostiene – ha avuto nei suoi confronti», afferma Carancini. Da qui la richiesta conclusiva: «Per le stesse ragioni, spontaneamente, con dignità, dovrebbe fare lo stesso gesto. Dimettersi». Una presa di posizione che alza il livello dello scontro politico nelle Marche e che sposta il confronto dall'inchiesta giudiziaria alle responsabilità di governo.

Sanità

Menopausa e alimentazione: prendersi cura del corpo che cambia

Menopausa e alimentazione: prendersi cura del corpo che cambia

24/10/2026 16:00

La menopausa è una fase naturale della vita, eppure è spesso accompagnata da preoccupazioni che riguardano soprattutto il peso, la forma fisica e i cambiamenti che si riflettono sul corpo. Si parla meno, invece, di ciò che accade alla massa muscolare, alle ossa e alla salute metabolica. Proprio da qui vale la pena partire per comprendere come l'alimentazione possa diventare un'alleata in questa fase. La riduzione degli estrogeni che accompagna la menopausa favorisce alcuni cambiamenti nella distribuzione del grasso corporeo, con una maggiore tendenza ad accumularlo nella zona addominale. L'aumento di peso osservato nella mezza età, tuttavia, non dipende esclusivamente dagli ormoni: anche l'invecchiamento, la riduzione dell'attività fisica e i cambiamenti del dispendio energetico contribuiscono. Non è quindi inevitabile ingrassare, né è necessario ricorrere a diete drastiche per contrastare ogni cambiamento. Un aspetto particolarmente importante riguarda la massa muscolare. Con l'avanzare dell'età, questa tende progressivamente a ridursi, soprattutto in assenza di un'attività fisica adeguata. Preservarla significa sostenere la forza, l'autonomia e la funzionalità dell'organismo. In questo contesto, le proteine assumono un ruolo importante: pesce, uova, latticini, legumi e altre fonti proteiche possono contribuire a soddisfare il fabbisogno, all'interno di un'alimentazione varia e adeguata alle necessità individuali.  A completare il quadro è il movimento, in particolare l'esercizio contro resistenza, che aiuta a mantenere massa e forza muscolare. Anche le ossa meritano attenzione. La diminuzione degli estrogeni accelera la perdita di massa ossea e può aumentare, nel tempo, il rischio di osteoporosi. Per sostenerne la salute è importante assicurare un apporto adeguato di calcio, presente per esempio in latte e derivati, in alcune acque minerali e in alimenti vegetali come alcune verdure e semi di sesamo. La vitamina D contribuisce all'assorbimento del calcio e alla salute ossea; l'eventuale integrazione va valutata in base alle esigenze individuali e al rischio di carenza. Anche in questo caso, l'alimentazione lavora insieme all'attività fisica e agli altri fattori di prevenzione. Non esiste, dunque, un alimento capace di riequilibrare da solo gli ormoni o una dieta specifica adatta a tutte le donne in menopausa. Un modello alimentare ispirato alla dieta mediterranea, ricco di vegetali, legumi, cereali integrali, fonti proteiche varie e grassi insaturi, rappresenta una buona base per la salute complessiva. Infine, vampate, disturbi del sonno e cambiamenti dell'umore non devono essere semplicemente sopportati: quando incidono sulla qualità della vita, meritano un confronto con il medico. L'alimentazione può sostenere la salute, ma non sostituisce le terapie indicate per i sintomi. La menopausa non è una condizione da combattere, ma una fase naturale della vita da vivere con consapevolezza, imparando a comprendere i cambiamenti del proprio corpo e a rispondere alle sue nuove esigenze con strumenti adeguati, senza rincorrere soluzioni rapide o modelli estetici irrealistici.

Martinelli 603, i giovani di Monte San Martino si mobilitano per la solidarietà

Martinelli 603, i giovani di Monte San Martino si mobilitano per la solidarietà

24/10/2026 10:18

Dalle parole ai fatti, con la voglia di mettersi in gioco e fare la differenza nella propria comunità. I giovani dell'associazione Martinelli 603 hanno scelto di trasformare la solidarietà in un impegno concreto, dando vita a un progetto di sostegno alle persone più fragili e alle famiglie in difficoltà del territorio. Un percorso nato dall'ascolto e dalla volontà di conoscere da vicino le realtà che ogni giorno operano al servizio degli altri. Nel pomeriggio di venerdì 23 ottobre, una delegazione dell'associazione, che conta oltre 130 iscritti, ha visitato il Pronto Soccorso Solidarietà della Croce Verde di Macerata. Presenti il presidente Daniele Ercoli e i soci Valerio Virgili, Riccardo Pietrangeli e Matteo Paciaroni, accompagnati dal presidente della Croce Verde, Angelo Sciapichetti. Durante la visita, i ragazzi hanno potuto conoscere da vicino il funzionamento del servizio, visitando gli spazi in cui vengono distribuiti vestiti, scarpe, coperte, generi alimentari e giocattoli. Un'occasione per ascoltare le testimonianze dei volontari, porre domande e comprendere quanto lavoro, organizzazione e dedizione siano necessari per offrire un aiuto concreto a chi ne ha bisogno. A colpire particolarmente i giovani sono stati i numeri della povertà sul territorio. Attualmente sono 318 le famiglie che si rivolgono al centro, per un totale di quasi mille persone. «Sono più degli abitanti di tutta Monte San Martino», hanno osservato i ragazzi, rendendosi conto della portata di un fenomeno spesso poco visibile, ma presente anche nelle comunità dell'entroterra. Il servizio della Croce Verde è rivolto alle persone in difficoltà provenienti da tutti i Comuni della provincia di Macerata, sulla base di criteri di accesso legati all'ISEE. Tra i prodotti maggiormente richiesti figurano pasta, riso, zucchero, olio, pelati, latte, alimenti in scatola, prodotti per l'igiene personale e giocattoli. Dall'incontro è scaturita una decisione importante: creare a Monte San Martino una rete stabile di raccolta di beni da destinare al Pronto Soccorso Solidarietà. Presso la sede dell'associazione, nell'ex fabbrica lungo strada Pietrara, sarà allestito un punto di raccolta di abiti e giocattoli, accessibile 24 ore su 24, sette giorni su sette. Parallelamente, grazie alla collaborazione con gli esercizi commerciali alimentari del paese, saranno attivati punti di raccolta per generi alimentari non deperibili e prodotti per l'igiene personale. A occuparsi del ritiro e del trasporto dei materiali raccolti saranno direttamente i giovani dell'associazione, che si impegneranno a consegnarli ogni settimana alla Croce Verde di Macerata. Un progetto che punta a garantire continuità agli aiuti e a coinvolgere progressivamente un numero sempre maggiore di cittadini. Un'iniziativa accolta con riconoscenza dai volontari della Croce Verde, che hanno apprezzato la sensibilità e la disponibilità dimostrate dai ragazzi. «Troppo spesso sentiamo parlare dei giovani soltanto per criticarli, per sottolinearne il disinteresse o la mancanza di valori – ha dichiarato Angelo Sciapichetti –. Ma non è affatto vero e questi ragazzi ne sono una bellissima dimostrazione. Sono persone serie, sensibili, che dedicano tempo ed energie al proprio paese e che oggi hanno scelto di impegnarsi anche per chi è meno fortunato». Il presidente della Croce Verde ha sottolineato anche il valore dell'approccio scelto dai giovani: conoscere, ascoltare e capire prima di agire. «Vedere ragazzi così giovani assumersi responsabilità concrete è un segnale di speranza per tutta la nostra comunità», ha concluso. L'impegno di Martinelli 603 non si fermerà alla raccolta dei beni di prima necessità. Tra i prossimi obiettivi c'è l'organizzazione, in collaborazione con la Croce Verde, di un corso di primo soccorso nella sede dell'associazione a Monte San Martino. Il progetto guarda anche più lontano: gettare le basi per un futuro presidio di soccorso in paese, con volontari adeguatamente formati e, qualora le condizioni lo consentissero, un'ambulanza a disposizione della cittadinanza. Una prospettiva che nasce dalla consapevolezza delle difficoltà affrontate dai piccoli centri dell'entroterra, dove le distanze dai servizi di emergenza possono rappresentare un problema significativo. L'obiettivo è quindi costruire, nel tempo, una presenza organizzata capace di contribuire alla sicurezza e al benessere della comunità. Nel corso dell'incontro, la Croce Verde ha inoltre proposto a tutti gli iscritti dell'associazione agevolazioni sulle prestazioni sanitarie erogate nei propri centri, con sconti dal 10 al 20% su esami e visite mediche. Ora Martinelli 603 si rivolge all'intera comunità di Monte San Martino e ai giovani dei centri limitrofi, invitandoli a partecipare e a sostenere il progetto. «Racconteremo a tutti quello che abbiamo visto e ascoltato oggi – affermano congiuntamente Daniele Ercoli, Valerio Virgili, Riccardo Pietrangeli e Matteo Paciaroni –. Vogliamo far capire ai nostri amici e a tutta la comunità quanto sia importante aiutare chi ne ha bisogno. Oggi abbiamo conosciuto una realtà che non immaginavamo così grande e abbiamo capito quanto lavoro ci sia dietro ogni aiuto che viene distribuito». «Ci siamo presi un impegno e vogliamo portarlo avanti seriamente, coinvolgendo più persone possibile. Speriamo che anche tanti altri giovani, a Monte San Martino e nei paesi vicini, decidano di darci una mano», aggiungono. L'iniziativa di Martinelli 603 dimostra così come l'entusiasmo dei giovani possa trasformarsi in un motore di partecipazione e responsabilità. In un piccolo centro dell'entroterra maceratese, la solidarietà prende forma attraverso gesti quotidiani, impegni condivisi e progetti rivolti al futuro. Perché aiutare chi è in difficoltà significa anche costruire una comunità più forte, attenta e vicina ai bisogni di tutti.

Sport

Sesta vittoria di fila per la Settempeda e tris di reti al Soverchia

Sesta vittoria di fila per la Settempeda e tris di reti al Soverchia

24/10/2026 20:20

Mette la sesta marcia la Settempeda e raggiunge a tutta velocità l’ennesima vittoria di questo periodo d’oro. Salgono a sei, dunque, i successi consecutivi dei biancorossi che si impongono con un netto 3-0 sul Camerino. Derby senza storia che ha avuto un’unica protagonista, ovvero la squadra di Pierantoni. Pomeriggio, dunque, da incorniciare per i biancorossi che stanno viaggiando a mille (oltre agli ennesimi tre punti di nuovo porta inviolata) e danno l’impressione di poter crescere ancora dal punto di vista tattico, atletico e della qualità, anche se in questi 90’ il livello raggiunto è stato senza dubbio molto alto. La classifica, intanto, resta invidiabile anche se le posizioni non cambiano (secondo posto e vetta ad un punto). La settimana entrante riserverà alla Settempeda il doppio impegno: mercoledì 28 gara di ritorno degli ottavi di Coppa Italia contro il Mogliano (ore 20.00 al Soverchia) mentre sabato ci sarà l’impegnativa trasferta sul campo della Palmense (ore 14.30) quarta forza del girone per la nona giornata di campionato. La cronaca Aria di derby al Soverchia per la sfida fra Settempeda e Camerino. Entrambe le squadre vivono un momento positivo: cinque successi di fila per i locali, due per gli ospiti. Mister Fondati si mette a specchio con i settempedani (3-5-2) scegliendo lo stesso undici della settimana prima ad eccezione di Gianfelici (posizionato in un ruolo offensivo) ex della giornata insieme a Borioni (braccetto di destra in difesa). Mister Pierantoni, invece, vorrebbe confermare in blocco la formazione di Mogliano, ma l’idea viene meno per la defezione di Romagnoli il cui posto viene preso da Paciaroni.  La Settempeda parte subito forte e già al 2’ è pericolosa: sinistro dal limite di Paciaroni indirizzato sotto la traversa con guizzo di Rocchi che vola e alza in angolo. Il match lo fa la squadra di casa con possesso palla, anche prolungato, e con ottima organizzazione unita ad una manovra veloce e ficcante. Al 17’ affonda Pagliari che ha spazio davanti a sé per arrivare ad imbucare in area per Cicconetti che carica il destro ma colpisce male e spara altissimo. Al 20’ rinvio di piede di Rocchi che si trasforma in assist per Pagliari che prende spazio e tempo per andare al tiro con traiettoria intercettata da un difensore. Al 24’ si incunea in area Cicconetti che lascia partire un bel diagonale che finisce largo non di molto. La Settempeda gioca, crea e meriterebbe il vantaggio che puntuale giunge al 31’: Ceesay attacca la fascia sinistra per poi crossare lungo un pallone che sembra scavalcare tutti, ma non Bonifazi che piazzato al meglio davanti alla porta non sbaglia spingendo di testa in rete. Davvero ottimo il primo tempo dei biancorossi che poco prima dell’intervallo prendono un po’ fiato e così il Camerino prova a farsi vedere trovando la prima conclusione verso Giachetta che ferma a terra il rasoterra di Marchionni. L’inizio della ripresa ricalca l’avvio della gara, nel senso che è ancora Paciaroni (5’) ad avere una grossa chance per timbrare il cartellino, ma il suo sinistro da centro area non è preciso e si spegne sul fondo. Al 10’ si scatena Ceesay che viene lanciato sulla sinistra da Cicconetti , accelera, vince un contrasto, entra in area e calcia di potenza trovando il corpo di Rocchi che in uscita bassa gli chiude lo specchio. Un minuto dopo ancora Rocchi (il migliore dei suoi per distacco) compie un altro grande intervento sul primo palo deviando una sventola di Cicconetti. Ancora biancorossi in evidenza con Cicconetti che sguscia sulla trequarti per servire poi Ceesay che in area prova a mettere in mezzo per Guermandi. La sfera incoccia sul braccio di Borioni, intervento che l’arbitro giudica volontario e dunque punibile con il penalty. Sul dischetto si presenta Guermandi che con freddezza mette il piatto destro in rete spiazzando Rocchi. Fondati cambia chiamando dalla panchina Palmieri che si rende subito pericoloso con un tiro cross su punizione che manda la palla direttamente in porta con Giachetta attento e pronto ad andare in tuffo per allungare in angolo.  Al 23’ il tris sembra cosa fatta: Paciaroni apre a sinistra per Ceesay bravo ad eludere due avversari e andare al tiro da dentro l’area con il solito Rocchi reattivo nella respinta con pallone di nuovo giocabile per Ceesay che appoggia a Guermandi che si trova praticamente sulla linea di porta ma non riesce a spingere dentro colpendo male con il destro con palla che rotola sul fondo. Doppia beffa per il centravanti che al momento di colpire la sfera tocca il terreno con il piede procurandosi così un problema fisico che lo costringe ad uscire. Entra Cappelletti e oltre a lui lo faranno anche Brandi, Monachesi, Massacci e Sfrappini. Nel finale diventano attori protagonisti proprio i subentrati a testimonianza di come tutto funzioni bene nella Settempeda. Al 38’ azione personale di Cappelletti che tiene palla liberandosi degli avversari e andare poi all’assist per Monachesi, inseritosi in area con i tempi giusti, che scarica il sinistro in corsa, ma Rocchi interviene mostrando l’ennesima prodezza. Terza rete biancorossa che è solo rimandata, visto che in pieno recupero viene servito il 3-0. Cappelletti, dopo aver difeso benissimo palla, effettua un passaggio pregevole per Ceesay che entra in area e poi serve verso destra Sfrappini che batte di prima intenzione mettendo il destro sotto la traversa. Il tabellino MARCATORI: pt 31’ Bonifazi; st 13’ Guermandi su rigore, 49’ Sfrappini FORMAZIONI SETTEMPEDA: Giachetta, Uncini(36’Monachesi), Zappasodi(20’st Brandi), , Pagliari, Pepi, Dutto, Paciaroni(40’st Massacci), Bonifazi, Guermandi(24’st Cappelletti), Cicconetti(27’st Sfrappini), Ceesay. A disp. Giulietti, Romagnoli, Codoni, Farroni. All. Pierantoni CAMERINO: Rocchi, Gobbi(36’st Duca), Gianfelici(14’st Palmieri), Bengala(39’st Boldrini), Francucci, Romagnoli, Tomassini, Trillini, Ulivello, Marchionni(43’st Moscatelli), Borioni(14’st Filinich). A disp. Ripani, Iori, Consoli, Spurio. All. Fondati ARBITRO: Caporaletti di MC. Assistenti: Catani di FM e Bellagamba di MC NOTE: Ammoniti: Ceesay, Bengala, Paciaroni, Trillini. Angoli: 7-3. Recupero: st 4’

Maceratese verso il derby. Alfonsi: "Domani non possiamo sbagliare"

Maceratese verso il derby. Alfonsi: "Domani non possiamo sbagliare"

24/10/2026 20:00

Domani una giornata importante per la Maceratese: è tempo di derby. Lo scontro tra Maceratese e K-Sport Montecchio è in programma alle 15:00 all'Helvia Recina Pino Brizi: 2 anni fa il confronto per salire in serie D, vinto dalla Rata. Stavolta, invece, per i biancorossi sarà il match per rialzarsi dopo una situazione di classifica e morale non semplice. La Rata arriva al match dopo il ruzzolone di Notaresco, un 2-5 che bisogna esorcizzare: "C'è grandissima voglia di riscatto. Sappiamo che abbiamo fatto una prestazione pessima domenica scorsa, abbiamo chiesto scuse ai tifosi, ma valgono una volta sola. Domani abbiamo bisogno di punti e di ripartire alla precedente marcia dei tre risultati utili. Veniamo da due sconfitte, quella di domenica scorsa è stata molto brutta e quindi abbiamo tantissima voglia di recuperare" dichiara l'allenatore Sante Alfonsi. "È stata una settimana pesante, tutti quanti vogliamo dimostrare che abbiamo sbagliato e domani vogliamo andare a festeggiare sotto la curva, non possiamo sbagliare assolutamente. Siamo fiduciosi di fare una grande partita, sappiamo che affrontiamo una squadra buona che sta facendo un buon risultato". Alfonsi poi spiega come i suoi affronteranno il K-Sport, formazione in situazione più rosea di graduatoria (11 punti) e morale, dopo il successo 3-1 in casa con l'Angelana: "Dobbiamo essere cattivi. Sicuramente loro verranno qua per fare punti, faranno la loro partita ma noi dobbiamo pensare alla squadra. Ci siamo allenati bene e ora dobbiamo dimostrare ai tifosi a tutti quanti che quello di domenica scorsa è stato un passo falso che non dovrà più succedere".

Economia

Caso Crucianelli, Confindustria Macerata: "Legalità e trasparenza principi non negoziabili"

Caso Crucianelli, Confindustria Macerata: "Legalità e trasparenza principi non negoziabili"

24/10/2026 12:00

 Enrico Crucianelli, presidente di Ance Macerata e componente del Consiglio di presidenza di Confindustria Macerata, ha deciso di autosospendersi dagli incarichi associativi in seguito al suo coinvolgimento nell'inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione post-sisma. La decisione è stata accolta da Confindustria Macerata, che ha diffuso una nota ufficiale per esprimere la propria posizione sulla vicenda. L'indagine riguarda presunti illeciti negli appalti pubblici e nei cantieri della ricostruzione dopo il terremoto, nell'ambito di un'inchiesta che ha portato all'esecuzione di misure cautelari. Una vicenda delicata, sulla quale l'associazione imprenditoriale dichiara di voler mantenere la massima attenzione, nel rispetto dell'attività degli inquirenti e delle garanzie riconosciute alle persone coinvolte. Nel comunicato diffuso il 23 ottobre, Confindustria Macerata prende atto della scelta di Crucianelli, riconoscendo «il senso di tempestiva responsabilità» che, secondo l'associazione, caratterizza la decisione di autosospendersi in questa fase. L'organizzazione sottolinea inoltre di seguire con attenzione gli sviluppi dell'indagine, ribadendo il pieno rispetto per il lavoro della magistratura e delle autorità competenti, insieme alla necessità di tutelare le garanzie individuali e il principio di presunzione di non colpevolezza. Nel documento, Confindustria Macerata richiama con fermezza i valori sui quali si fonda l'attività associativa. «La legalità, l'integrità e la trasparenza sono principi costitutivi dichiarati nel proprio codice etico e nella carta dei valori associativi, e condizioni non negoziabili», si legge nella nota. Una presa di posizione con cui l'associazione ribadisce la propria linea di condotta in una fase in cui l'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma ha acceso i riflettori sul sistema degli appalti e sugli interessi economici legati agli interventi nei territori colpiti dal terremoto. Confindustria Macerata conferma quindi l'intenzione di proseguire il proprio impegno nel segno dei principi etici dichiarati, sottolineando la responsabilità nei confronti degli associati, delle istituzioni e dell'intera comunità.  

Marche, imprese in crescita: 251 attività in più nel terzo trimestre. Macerata segna +77

Marche, imprese in crescita: 251 attività in più nel terzo trimestre. Macerata segna +77

22/10/2026 13:00

Il sistema imprenditoriale marchigiano chiude il terzo trimestre del 2026 con 251 imprese in più, di cui 77 nella provincia di Macerata. Tra luglio e settembre le iscrizioni al Registro delle imprese sono state 1.425, a fronte di 1.174 cessazioni nette. Il tasso di crescita regionale si attesta così allo 0,17%, al di sotto della media nazionale dello 0,32%. È quanto emerge da Movimprese, l’elaborazione statistica trimestrale di Unioncamere basata sui dati del Registro delle imprese, con l’approfondimento regionale curato dalla Camera di Commercio delle Marche. Il risultato conferma una dinamica positiva per il tessuto economico regionale, seppure con un ritmo più contenuto rispetto al dato italiano. L’andamento del 2026 mostra due trimestri in crescita, dopo la partenza negativa dei primi tre mesi dell’anno: al -0,26% del primo trimestre sono seguiti il +0,51% del secondo e il +0,17% del terzo. Nel Maceratese il saldo è positivo per 77 imprese, con un tasso di crescita dello 0,23%. Un risultato che colloca la provincia al secondo posto nelle Marche per incremento percentuale, dietro ad Ascoli Piceno, che registra 88 attività in più e una crescita dello 0,41%. Segue Pesaro e Urbino, con 81 imprese aggiuntive e un tasso dello 0,24%. Più contenuta la crescita di Ancona, che chiude il trimestre con un saldo positivo di 25 imprese e una variazione dello 0,07%. L’unica provincia in controtendenza è Fermo, dove si registra una perdita di 20 attività e un tasso negativo dello 0,11%. Al 30 settembre 2026, le imprese registrate nelle Marche sono complessivamente 145.704, delle quali 131.128 attive. A trainare la crescita sono soprattutto le società di capitali, che nel trimestre fanno segnare un saldo positivo di 330 imprese, con un tasso dello 0,73%, in linea con quello nazionale. Un dato che conferma una tendenza ormai consolidata verso forme societarie più strutturate. Sul fronte dei settori economici, gli aumenti più consistenti riguardano i servizi di alloggio e ristorazione, con 76 imprese in più, seguiti dalle costruzioni (+65) e dalle attività immobiliari (+62). Positivi anche i risultati delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+49) e dei servizi finanziari e assicurativi (+48). Segnali favorevoli arrivano inoltre dagli altri servizi, dalle attività amministrative e di supporto, dai comparti artistici e sportivi e dai servizi informatici. Non mancano, tuttavia, le criticità. Il commercio registra una flessione di 13 imprese, l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca perdono 12 attività, mentre il manifatturiero segna un saldo negativo di cinque imprese. "I dati restituiscono un quadro articolato: il sistema imprenditoriale marchigiano mantiene un saldo positivo, ma con differenze significative tra settori e territori", commenta Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche. "Le variazioni negative di comparti tradizionali richiedono attenzione. Il nostro impegno è accompagnare le imprese nelle sfide della competitività, sostenendole nell’apertura ai mercati internazionali attraverso incontri B2B e iniziative di internazionalizzazione, nei percorsi di digitalizzazione e nell’adozione di modelli di sviluppo sostenibili, capaci di coniugare solidità economica, responsabilità sociale e attenzione all’ambiente", aggiunge Sabatini. L’obiettivo, sottolinea il presidente, è mettere a disposizione strumenti concreti per rafforzare la capacità delle imprese di affrontare i cambiamenti e cogliere nuove opportunità di crescita.

Scuola e università

Giovanni Amoroso torna a Macerata: "La Costituzione è il patto che ci tiene insieme" (FOTO e VIDEO)

Giovanni Amoroso torna a Macerata: "La Costituzione è il patto che ci tiene insieme" (FOTO e VIDEO)

22/10/2026 18:30

Questa mattina alla Loggia del Grano apertura dell’anno accademico per il dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali. Una mattinata che ha avuto l’onore di ospitare il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e che ha concentrato la sua attenzione su due importanti anniversari; quello degli ottanta anni dalla nascita della Repubblica Italiana e quello dei settanta anni dall’istituzione della Corte Costituzionale. "La Costituzione è in buona salute, oggi voglio portare un messaggio di ottimismo" - afferma il presidente -. "Parlare agli studenti della Costituzione è importante perché è il patto fondativo che ci tiene assieme e che fa comunità, quindi è importante che la conoscano e che sappiano come è nata". Per il presidente un ritorno nella città di Macerata, dove alla fine degli anni Ottanta è stato professore di diritto civile: "Ritorno molto volentieri e ricordo che quando venivo qui stavo bene, perché sentivo una città universitaria, incontravo gli studenti e sentivo questa sensazione di vicinanza e di college che mi ha lasciato proprio un bel ricordo". Nel corso degli interventi si è ricordato il valore che il voto di ottanta anni fa ebbe per il nostro paese, conferendo alla “nascente Repubblica una legittimazione pienamente popolare” per riprendere le parole della professoressa Laura Vagni, prorettrice per la Didattica, che continua: “Oggi il referendum resta uno strumento prezioso di democrazia”. La professoressa ha anche annunciato l’avvio di un corso di formazione in collaborazione con la Prefettura di Macerata, che unisce i principi costituzionali alla pratica del seggio elettorale, aperto agli studenti e alle studentesse. A intervenire anche il professor Ronald Car, presidente del Consiglio della Classe LM-52 che ha ricordato il traguardo dei quindici anni del corso di laurea e le soddisfazioni raccolte sotto il punto di vista dell’accoglienza degli studenti stranieri arrivati a Macerata tramite programmi di mobilità. Il professor Uoldelul Chelati Dirar, delegato della presidente del Consiglio unificato delle Classi L-36 e LM-62 si è invece soffermato sulla trasformazione che è stata fatta al corso di studi di scienze politiche ed internazionali, ricalibrando la centralità del percorso formativo sulla realtà contemporanea e sulle sue sfide. Linguaggio e comunicazione, le parole al centro dell’intervento della professoressa Alessia Bertolazzi, presidente del Consiglio Unificato delle Classi L-20 e LM-19, che ha ripreso l’articolo 3 della Costituzione definendolo “un testo che ha immaginato un paese più giusto di quello che esisteva precedentemente e ha chiesto alla Repubblica di raggiungerlo”. "Più domande farete, più dubbi solleverete, più conoscerete ciò che vi circonda, più sarete liberi, perché la libertà è sempre libertà di scelta", ha detto rivolgendosi agli studenti il direttore del Dipartimento Angelo Ventrone. Infine, la parola anche al rappresentante della Comunità Studentessa, il dottor Stefano di Carlo che ha ribadito l’importanza della garanzia di quei diritti costituzionali: “La presenza del presidente della Consulta ci ricorda che la Costituzione è stata pensata proprio per questo, per impedire che si travalichino i diritti. La Costituzione è un testo vivo, scritto con la resistenza, con le lotte per il suffragio e per la giustizia sociale, e vive solo se la difendiamo nelle aule, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e nella vita di ogni giorno”. Nella seconda parte dell’incontro la proiezione di filmati dell’Archivio storico dell’Istituto Luce sulle date storiche del 1946 e 1956 e la lectio inaugurale del presidente Giovanni Amoroso che ne ha ripercorso le tappe fondamentali per il loro raggiungimento.

Ex compagni di classe si ritrovano dopo 40 anni: la rimpatriata degli ex studenti del "Corridoni"

Ex compagni di classe si ritrovano dopo 40 anni: la rimpatriata degli ex studenti del "Corridoni"

21/10/2026 20:10

Quarant’anni dopo il diploma, il registro è ancora aperto. Qualche capello è sparito, qualcuno è diventato bianco e gli occhiali sono ormai quasi indispensabili, ma lo spirito è rimasto quello dei ragazzi del 1986. Da luglio 1986 a ottobre 2026: gli ex studenti dell’Istituto tecnico commerciale “F. Corridoni” si sono ritrovati per festeggiare i 40 anni dal diploma di ragioniere, in una rimpatriata che, più che una cena, si è trasformata in un viaggio nel tempo. C’è chi ha percorso centinaia di chilometri pur di non mancare all’appello. Perché certi appuntamenti non si possono perdere, soprattutto quando ad aspettarti ci sono persone con cui hai condiviso cinque anni di scuola e una quantità imprecisata di marachelle. È bastato sedersi a tavola perché tornassero a galla interrogazioni da incubo, compiti in classe, episodi esilaranti e gli indimenticabili professori e professoresse. Quelli che quarant’anni fa facevano tremare le ginocchia e che oggi, incredibilmente, fanno sorridere al solo ricordo. Tra un aneddoto e l’altro, qualcuno ha dimostrato una memoria sorprendente, riportando alla luce episodi che altri avrebbero volentieri lasciato sepolti nel 1986. Qualcun altro, invece, ha continuato a negare ogni responsabilità. Proprio come allora. Ma dietro le risate e le immancabili prese in giro c’è qualcosa che va ben oltre la nostalgia. Quei ragazzi, infatti, non sono rimasti soltanto ex compagni di scuola: sono diventati amici, per alcuni amici veri, di quelli che ci sono sempre, nei momenti belli e in quelli difficili. Legami costruiti sulla fiducia e sul sostegno reciproco, che nemmeno quarant’anni sono riusciti a scalfire. Anche chi non ha potuto partecipare ha voluto essere presente con messaggi e abbracci a distanza. Un segno che, in fondo, quella classe non si è mai davvero sciolta. A rispondere all’appello, questa volta senza il timore di un’interrogazione, sono stati Alfredo Benedetti, Paolo Carpineti, Tonino Marini, Paolo Sciocchetti, Claudio Santini, Gianluca Bevilacqua, Antonio Santini, Bibiana Vagni, Sabina Boschi, Fabio Scoponi, Silvia Biondi, Giuseppe Berrettoni, Simona Tassetti, Franco Moschini, Fabio Compieta e Paola Gnocchini. Un elenco che, quarant’anni dopo, somiglia ancora a quello del vecchio registro di classe. Con una differenza: stavolta nessuno rischiava un brutto voto, al massimo qualche presa in giro. E quando è arrivata la torta con quel numero, 40, qualcuno avrà certamente pensato a un errore di contabilità. Possibile che sia passato tutto questo tempo? Eppure è bastata una serata per ritrovarsi di nuovo diciottenni, con la stessa voglia di ridere, scherzare e stare insieme. Una cosa ha messo tutti d’accordo: mai più aspettare così tanto per rivedersi. Meglio organizzare incontri più frequenti, prima che per riconoscersi servano le fotografie dell’album di classe. Del resto, dopo quarant’anni di bilanci, dare e avere, entrate e uscite, questi ragionieri un conto lo sanno ancora fare benissimo: 40 anni trascorsi, migliaia di ricordi, infinite risate e amicizie che non hanno prezzo. Il bilancio? Decisamente in attivo.

Cultura

Recanati accoglie la “Madonna delle fragole” di Cranach: svelato lo scambio con Freising

Recanati accoglie la “Madonna delle fragole” di Cranach: svelato lo scambio con Freising

24/10/2026 15:24

 Un dialogo artistico che attraversa le Alpi e unisce due tradizioni rinascimentali. Questa mattina, 24 ottobre, il Museo Civico di Villa Colloredo Mels ha svelato al pubblico la Madonna delle fragole di Lucas Cranach il Vecchio, arrivata dal Museo Diocesano di Freising-Monaco nell’ambito di uno scambio di opere che ha portato l’Annunciazione di Lorenzo Lotto in terra bavarese. Alla cerimonia, intitolata “Un Sì che viaggia”, hanno partecipato il sindaco di Recanati Emanuele Pepa, l’assessore alla Cultura Ettore Pelati, il direttore del Museo diocesano di Freising Christoph Kürzeder, la vicedirettrice Carmen Roll, il responsabile della collezione Steffen Mensch e il professor Stefano Papetti.” «Siamo onorati di ospitare la Madonna delle fragole nella nostra città», ha dichiarato Pepa. «Per Recanati significa diventare protagonista nel panorama artistico europeo, dando ampia visibilità al nostro territorio anche all’estero. Vedere l’immagine della nostra Annunciazione diffusa per tutta la città di Freising ci riempie d’orgoglio». Il primo cittadino ha infine ringraziato quanti si sono impegnati per rendere possibile lo scambio. Sulla stessa linea l’assessore Pelati, secondo cui l’operazione va oltre le due opere coinvolte: «Vogliamo che diventi un’iniziativa di promozione territoriale in Germania, area da sempre attratta dai nostri luoghi». Attraverso il ruolo di “ambasciatore” del Lotto, ha spiegato, il progetto punta a far conoscere meglio Recanati e le sue risorse, rafforzando al tempo stesso l’identità culturale europea intesa come dialogo tra le diverse tradizioni nazionali. Pelati ha ricordato anche la trasferta di domenica scorsa a Freising, dove l’Annunciazione di Lotto è stata esposta all’inaugurazione della mostra “Save Our Souls”, in cui ha un ruolo di rilievo. Ad accompagnarlo, tra gli altri, numerosi amministratori marchigiani e il commissario alla ricostruzione post-sisma Guido Castelli. «Aspettiamo cittadini, turisti e appassionati a Villa Colloredo per ammirare questo splendido gioiello di arte rinascimentale», ha aggiunto. Per il Museo Diocesano di Freising si tratta di un evento senza precedenti. «È la prima volta che la Madonna delle fragole si sposta dalla nostra sede», ha sottolineato Kürzeder. «Abbiamo compreso l’importanza che l’Annunciazione di Lotto riveste per Recanati e abbiamo deciso di scambiarla con quello che riteniamo il nostro pezzo più pregiato, credendo fortemente nel suo alto valore culturale». Prima dello svelamento, la vicedirettrice Carmen Roll ha ripercorso davanti alle autorità e al pubblico la storia del dipinto e la poetica di Cranach il Vecchio. Gli studi approfonditi condotti proprio in occasione dello scambio ne hanno attribuito in via definitiva la paternità: decisiva, in particolare, l’identificazione del serpente, che ha permesso di dare un nome all’autore. La Madonna delle fragole resta a oggi una delle opere di Cranach meglio conservate. Il professor Papetti, con la sua lezione, ha infine ricostruito le analogie iconografiche tra Lotto e Cranach, offrendo una chiave di lettura fondamentale per comprendere i contesti artistici e culturali del Cinquecento. L’opera resterà esposta a Villa Colloredo Mels fino al prossimo marzo, all’interno del Museo Civico, accanto a una copia “d’autore” dell’Annunciazione realizzata dal maestro Cesare Peruzzi e custodita nei locali della Fondazione Ircer, ente proprietario dell’originale di Lotto. 

"Torquato Tasso" di Cingolani torna a splendere: firmata la convenzione per il restauro

"Torquato Tasso" di Cingolani torna a splendere: firmata la convenzione per il restauro

23/10/2026 15:12

Una pagina della storia culturale di Macerata si prepara a tornare alla bellezza originaria grazie alla collaborazione tra istituzioni e imprese. È stata firmata la convenzione tra la Provincia, il Comune di Macerata e la ditta Sardellini Costruzioni per il restauro della tela Torquato Tasso che sottopone la Gerusalemme liberata all’Accademia dei Catenati di Macerata, realizzata nel 1903 dal pittore maceratese Giovanni Cingolani e di proprietà della Provincia. L’iniziativa nasce dalla volontà della Sardellini che, per celebrare gli 80 anni di attività, ha chiesto alla Provincia di poter restaurare gratuitamente il dipinto. La tela racconta il 1° novembre 1587, quando Torquato Tasso, durante un breve soggiorno a Macerata, sottopose il poema Gerusalemme liberata agli accademici dei Catenati. Un episodio che testimonia il ruolo della città nella vita culturale dell’epoca e che Cingolani ha tradotto in una preziosa testimonianza pittorica. Il restauro sarà realizzato dai restauratori della Sardellini Costruzioni, coordinati dalla direzione tecnica del restauratore Alfredo Beleggia. Per l’intervento sono stati acquisiti tutti i pareri della Soprintendenza. Una volta concluso, il dipinto sarà esposto a Palazzo Buonaccorsi, grazie alla collaborazione con il Comune e con i Musei Civici, e vi resterà visibile al pubblico fino al termine dei lavori alla Prefettura. La valorizzazione della tela si inserisce in un quadro avviato dalla Provincia, promotrice nel 2024 di un accordo di collaborazione scientifica con l’Università di Macerata per catalogare le opere d’arte mobili della Prefettura, in vista dei lavori di miglioramento sismico. Le responsabili scientifiche per l’ateneo sono state le professoresse Francesca Coltrinari e Patrizia Dragoni, del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del Turismo. «Questa operazione rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni e imprese possa tradursi in un risultato importante per l’intera comunità», sottolinea il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci. Per lui non si tratta solo di riportare allo splendore una tela di grande valore, ma di restituirla ai cittadini e ai visitatori: «Prendersene cura significa investire nella cultura e rafforzare il legame con la storia del nostro territorio». Gentilucci ha ringraziato il Comune per la disponibilità e la Sardellini per la scelta di celebrare i suoi 80 anni con «un gesto di autentico mecenatismo». Soddisfazione anche dal sindaco Sandro Parcaroli, secondo cui la collaborazione tra enti pubblici e imprese è «la chiave vincente per la cura del nostro patrimonio». La tela di Cingolani, aggiunge, «tornerà così a splendere e a essere pienamente fruibile da parte di cittadini e visitatori».   Tobia Sardellini, direttore tecnico e commerciale dell’azienda, spiega che la scelta nasce dal «profondo legame» con il territorio maceratese e si inserisce in un percorso di specializzazione nel restauro dei beni culturali, che l’azienda intende ora estendere alle opere d’arte mobili, come i dipinti su tela. Celebrare gli 80 anni con un gesto concreto per la comunità, conclude, significa «dare continuità alla nostra storia imprenditoriale».

Eventi

Civitanova, successo all'Annibal Caro per lo spettacolo su Livia Cesarini, duchessa di Civitanova

Civitanova, successo all'Annibal Caro per lo spettacolo su Livia Cesarini, duchessa di Civitanova

24/10/2026 19:20

Ieri sera, al teatro Annibal Caro di Civitanova Alta un evento di rara suggestione e profondo valore culturale. Una cornice suuggestiva, che da sempre si presta in modo magistrale a questo tipo di rappresentazioni ha accolto il successo della conferenza spettacolo sui Cesarini e la storia di Livia. L’incontro si è aperto con una conferenza curata dai relatori Anna Maria Vecchiarelli e Alvise Manni, che hanno ripercorso la storia della famiglia Cesarini, accendendo i riflettori sulla figura di Livia Cesarini, donna straordinariamente moderna che ha saputo prendere in mano le redini del proprio destino, cambiando radicalmente la sorte della sua vita e diventando una vera e propria icona moderna. Ad impreziosire e rendere viva la narrazione è stata la toccante e a tratti divertente interpretazione di Paola Cosimi nel ruolo del fantasma di Livia, inserita in un'architettura scenica impeccabile. La regia e la sceneggiatura portano la firma di Stefano Cosimi, autore non nuovo a questo tipo di rappresentazioni di alto profilo. All'evento hanno preso parte, per le autorità istituzionali, Siria Carella e Andrea Ruffini, che hanno portato i saluti ufficiali del Comune di Civitanova Marche. Entrambi i rappresentanti hanno espresso vivo apprezzamento per lo spettacolo e hanno i ringraziato Stefano Cosimi per la promozione di queste iniziative di qualità, capaci di accrescere il prestigio culturale del territorio. In particolare, Siria Carella ha sottolineato l'importanza fondamentale di realizzare appuntamenti incentrati sulla storia locale, fondamentali per dare ulteriore lustro a Civitanova Alta e all'intera città. Forte del  successo riscontrato, la rassegna dà appuntamento al prossimo evento speciale sabato 14 novembre, sempre nella splendida cornice del Teatro Annibal Caro. Andrà, infatti in scena la storia legata alla saga degli Scarfiotti un avvincente racconto ispirato alla figura del celebre corridore automobilistico, Lodovico Scarfiotti: un appuntamento imperdibile per continuare questo viaggio tra storia, memoria e spettacolo.  

Civitanova - Fiabe, musica e grandi classici: torna “A teatro con mamma e papà”

Civitanova - Fiabe, musica e grandi classici: torna “A teatro con mamma e papà”

24/10/2026 16:53

Ha inizio il 15 novembre la campagna abbonamenti per la XV edizione di "A teatro con mamma e papà", la rassegna che ha come protagonista la grande prosa per ragazzi organizzata dal Comune di Civitanova marche, Azienda Teatri di Civitanova e Proscenio Teatro, con la direzione artistica di Lorenzo Marziali. Sei grandi appuntamenti tra storie incantate, musica dal vivo e grandi classici della letteratura per l'infanzia. L' itinerario teatrale di questa quindicesima edizione, infatti, si snoda attraverso sei domeniche pensate per emozionare, divertire e far riflettere spettatori di ogni età. A Civitanova Alta, le rappresentazioni si terranno nel pomeriggio alle ore 17:00 presso il Teatro Annibal Caro (con apertura delle porte alle ore 16:30). Il progetto si rinnova all'interno della quarantunesima edizione del circuito interprovinciale TIR – Teatri in Rete, uno dei più grandi e longevi circuiti di teatro per l'infanzia e la gioventù in Italia. Questa rete culturale consolidata da oltre quarant'anni unisce numerosi Comuni marchigiani per offrire a genitori e figli un'occasione di incontro reale, proponendo lo spettacolo dal vivo come preziosa alternativa educativa e culturale al dominio del digitale. Inoltre, a testimonianza dell'attenzione del circuito verso l'educazione delle nuove generazioni, in occasione di ogni rappresentazione verranno estratti a sorte e consegnati tre libri per bambini per festeggiare il piacere della lettura. Le porte si apriranno domenica 15 novembre con al compagnia La Mansarda di Caserta che porta in scena Gedeone cuor di fifone. Attraverso un ingegnoso impianto d'attore e l'uso creativo di oggetti di uso quotidiano, due stravaganti fratelli rigattieri metteranno in piedi una serie di avventure esilaranti per aiutare il timoroso protagonista a superare i propri spauracchi, dimostrando che il vero coraggio si nasconde spesso dove meno lo aspettiamo. In pieno clima festivo, domenica 27 dicembre, il palcoscenico accoglierà la Fondazione Aida di Verona con La freccia azzurra, intenso ed emozionante adattamento della celebre pagina di Gianni Rodari. La notte della Befana si trasforma così in una fuga avventurosa di giocattoli animati pronti a tutto pur di raggiungere un bambino povero, regalando una narrazione profonda sull'amicizia, l'altruismo e la solidarietà. Il nuovo anno si aprirà domenica 17 gennaio con il debutto civitanovese della nuova produzione firmata da Proscenio Teatro: L'acciarino magico, scritto da Stefano Tosoni e Lorenzo Marziali, per la regia di Stefano Tosoni. Rileggendo la nota fiaba di Andersen con un dinamico intreccio tra attori e pupazzi, la storia segue il cammino di un giovane soldato che si imbatte in una strega misteriosa e in tre cani straordinari dagli occhi giganti, capaci di custodire i desideri più nascosti. Il 21 febbraio la rassegna proseguirà con la compagnia Molino d'Arte e la loro rivisitazione di Hansel e Gretel. Uno spettacolo colorato e dal ritmo travolgente in cui attori e figure animate affrontano con sensibilità e comicità il tema della crescita, della complicità fraterna e dell'importanza di affrontare insieme le piccole e grandi paure dell'infanzia. La programmazione di domenica 7 marzo vedrà protagonista la formazione partenopea I Teatrini con Le favole della saggezza. Un allestimento di grande suggestione dove maschere, recitazione e percussioni dal vivo danno voce alle immortali favole di animali di Esopo, Fedro e La Fontaine, intessendo una serie di pillole di saggezza popolare e morali universali che parlano con freschezza al pubblico di oggi. A coronare la rassegna, domenica 4 aprile, sarà Febo Teatro con La scuola di magia. Lo spettacolo narra le stravaganti vicissitudini di tre aspiranti maghi alle prese con incantesimi bizzarri, formule scombinate e una fondamentale lezione sulla generosità, indispensabile per superare l'esame più importante e diventare maghi dal cuore d'oro. La biglietteria propone diverse formule d'acquisto per gli abbonamenti, che garantiscono la riservatezza del posto. Sarà possibile sottoscriverli anche a teatro nel giorno del primo spettacolo della rassegna (15 Novembre) fino all’apertura del sipario. Abbonamento a 6 spettacoli: € 33,00 (€ 5,50 ad ingresso), sottoscrivibile online sul sito CiaoTickets, nei punti vendita Ciatickets, presso le biglietterie dei Teatri di Civitanova Marche o tramite pagamento con bonifico istantaneo al numero 331 4022876. Possibile anche l'acquisto di biglietti singoli al prezzo di € 6,50. I tagliandi per i singoli appuntamenti si possono acquistare sul sito CiaoTickets, presso i punti vendita CiaoTickets e le biglietterie dei Teatri di Civitanova Marche. Le comitivie di almeno 10 persone possono usufruire della promozione di € 5,50 a biglietto con prenotazione telefonica obbligatoria. Gli ultimi biglietti rimasti disponibili saranno messi in vendita presso il teatro Annibal Caro nei giorni di spettacolo dalle ore 16:00 fino all’apertura del sipario. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero di telefono o Whatsapp 331 4022876, la mail ragazzi@proscenioteatro.it o il sito web di Proscenio Teatro.

Curiosità

La Nicchia dei Sapori sbarca a Castelraimondo: inaugurata la nuova sede

La Nicchia dei Sapori sbarca a Castelraimondo: inaugurata la nuova sede

23/10/2026 14:00

La Nicchia dei Sapori cresce e apre una seconda sede a Castelraimondo, in piazza della Repubblica 20-21. Il nuovo locale è stato inaugurato giovedì 22 ottobre, con una serata molto partecipata: tante persone hanno assistito al taglio del nastro e hanno festeggiato con i titolari, approfittando dell’occasione per conoscere i nuovi spazi. L’attività è nata sette anni fa a Sefro dalla volontà dei titolari di realizzare un progetto nel proprio territorio, valorizzandone i prodotti e le tradizioni gastronomiche. Bistrot, gastronomia e alimentari, propone una selezione di prodotti prevalentemente locali e tipici, affiancata da specialità a base di trota a chilometro zero. Il lavoro quotidiano e la fiducia dei clienti hanno accompagnato la crescita dell’attività, fino alla scelta di aprire a Castelraimondo. La sede di Sefro continua regolarmente a funzionare, mentre il nuovo locale porta nel paese la stessa cura nella scelta dei prodotti e nella preparazione dei piatti. «A Sefro, casa nostra, abbiamo visto nascere e crescere la nostra attività e il rapporto con i clienti: quest’anno abbiamo festeggiato il settimo anniversario dell’apertura», racconta Paolo, titolare. «Nell’ultimo periodo nutrivamo il desiderio di far crescere ulteriormente la nostra realtà e sentivamo che era il momento giusto per farlo: abbiamo così deciso di rimboccarci le maniche e aprire una seconda sede, per essere ancora più presenti nel territorio e farci conoscere da sempre più persone». «Siamo felicissimi di iniziare questa nuova avventura e la partecipazione all’inaugurazione ci dà sicuramente una bella spinta per partire nel modo giusto», aggiunge. Poi i ringraziamenti a chi è passato a salutarli e a chi ha dato loro fiducia in questi anni, e l’invito ai clienti: «Ora non ci resta che rinnovare a tutti l’invito anche alla sede di Castelraimondo, vi aspettiamo».

Mangia il Carolina Reaper e sorride: Milena Magrini di Muccia campionessa italiana Superhot

Mangia il Carolina Reaper e sorride: Milena Magrini di Muccia campionessa italiana Superhot

22/10/2026 20:00

Una maceratese è campionessa italiana di peperoncino estremo. Sabato 17 ottobre, a Jesolo, durante la festa «M’illumino di spezie» nel centro storico, Milena Magrini, di Muccia, ha conquistato il titolo Superhot a pari merito con il pluricampione Carmelo Francavilla, detto il «Gladiatore», di Mesagne. La strada verso la finale era cominciata ad agosto a Serravalle di Chienti, durante la Festa del Peperoncino, dove si disputava una tappa di qualificazione. Il favorito era il campione uscente Andrea Liberati, ma a imporsi è stata Magrini, che ha affrontato il Carolina Reaper (oltre due milioni di unità Scoville) addirittura sorridendo. Liberati si è classificato secondo e lei ha ottenuto il pass per Jesolo. Anche in finale i pronostici erano per Francavilla, già vincitore di numerosi titoli nel circuito Superhot Italia e in altre competizioni. Il testa a testa è andato avanti fino agli ultimi peperoncini: Francavilla si è alzato un attimo prima della sfidante, ma giudici e pubblico hanno deciso di assegnare il primo posto a entrambi. Magrini è iscritta alla Delegazione Strampelli dell’Accademia Italiana del Peperoncino, la prima delegazione marchigiana, nata a Serravalle di Chienti. In gara ha avuto il sostegno dei Balacco’s Pepper di Grottazzolina, produttori legati alla stessa delegazione. Compagni e amici hanno seguito la finale in diretta Facebook. La delegazione Strampelli ha contribuito anche alla parte espositiva dell’evento, inviando alla mostra «Spezie di Fuoco» circa cento varietà di peperoncino da tutto il mondo, ognuna con una scheda informativa curata da Mirco Santacchi e Marco D’Ercole, che da anni si occupano della cultura e della coltivazione di queste piante.   Il campionato, giunto alla quinta edizione, è organizzato da Jack Pepper e Adriano Pepper De Luca che, con Daniele Berto, hanno fondato il marchio The Chilli Pirates, specializzato in eventi dedicati al peperoncino.

Varie

Alza gli occhi dallo smartphone, magari sta succedendo qualcosa

Alza gli occhi dallo smartphone, magari sta succedendo qualcosa

Su TikTok sta girando un trend molto semplice: persone talmente concentrate sul telefono da non accorgersi di quello che succede alle loro spalle. Fa ridere perché è esagerato, o forse perché ci somiglia un po’. Quante volte ci capita di essere in un posto senza esserci davvero?Siamo a cena e guardiamo il telefono, camminiamo e guardiamo il telefono. Qualcuno ci parla e noi, quasi senza accorgercene, abbassiamo gli occhi verso una notifica. Al concerto filmiamo tutto. Al ristorante fotografiamo il piatto prima ancora di assaggiarlo. In vacanza cerchiamo l’inquadratura giusta e ci perdiamo il momento. Non è una critica alla tecnologia, sarebbe abbastanza inutile, visto che ormai il telefono è diventato agenda, macchina fotografica, navigatore, giornale, ufficio, televisione e piazza pubblica. Il problema non è averlo sempre con noi, è quando cominciamo a guardare più lui di quello che abbiamo intorno. E la cosa curiosa è che ormai succede senza pensarci. Non serve nemmeno essere annoiati, basta un attimo di silenzio e la mano va lì, come se ogni momento vuoto dovesse essere immediatamente riempito da qualcosa. Forse è proprio questo che stiamo perdendo: la capacità di stare dove siamo. Guardare una persona mentre parla, aspettare senza aprire un’App, camminare senza controllare niente e godersi una serata senza sentire il bisogno di raccontarla in diretta a qualcun altro. Sembrano piccole cose, ma oggi sono diventate quasi un lusso. Perché essere presenti richiede attenzione. E l’attenzione, in questo momento, è una delle cose più contese che abbiamo. Tutto cerca di prenderne un pezzetto: una notifica, un video, un messaggio, una storia, un reel e ancora un altro reel. E alla fine rischiamo di arrivare a sera avendo visto tantissime cose senza averne vissuta davvero nessuna. La parte più interessante, però, è che non serve buttare il telefono in un cassetto, sparire dai social o sentirci in colpa ogni volta che apriamo Instagram: basterebbe ogni tanto alzare gli occhi. Perché magari davanti a noi sta succedendo qualcosa che non ha bisogno di essere fotografato, condiviso o salvato, ha solo bisogno di essere vissuto. CHIC / NON CHIC CHIC: guardare negli occhi chi ti sta parlando. NON CHIC: vivere un momento soltanto per poterlo pubblicare.  

Percorso personale e formazione professionale di Uri Poliavich

Percorso personale e formazione professionale di Uri Poliavich

24/10/2026 09:10

Il trasferimento in Israele all'età di 14 anni ha introdotto un nuovo ambiente culturale, educativo e professionale. Uri Poliavich ha poi attraversato la formazione universitaria, il business internazionale e l'imprenditorialità. Ogni fase ha aggiunto una diversa area di esperienza, plasmando gradualmente il suo indirizzo professionale. Il trasferimento che ha cambiato il suo percorso Uri Poliavich è nato nel 1981. All'età di 14 anni si è trasferito in Israele, iniziando una nuova significativa fase della sua vita. Il cambiamento è avvenuto durante l'adolescenza, quando l'istruzione, l'ambiente sociale e gli interessi per la futura carriera erano ancora in formazione. Trasferirsi in un altro paese a quell'età significava adattarsi a un ambiente diverso continuando la propria istruzione. La transizione è diventata una prima esperienza di gestione del cambiamento e di costruzione di una nuova routine in un ambiente sconosciuto. Queste esperienze hanno preceduto i suoi studi universitari e la sua carriera professionale. Il trasferimento ha segnato l'inizio di una sequenza di cambiamenti. A un nuovo paese è seguito un nuovo ambiente educativo, poi l'istruzione superiore e una prima specializzazione professionale. Per Uri Poliavich, queste fasi hanno infine portato verso il business. Il passaggio da un ambiente all'altro è diventato parte di una più ampia traiettoria professionale che ha continuato a evolversi durante la sua prima età adulta. Formazione e formazione di una base professionale L'ambiente in cui Uri Poliavich è cresciuto ha favorito lo sviluppo dell'indipendenza e del desiderio di comprendere come funzionano i sistemi complessi. Già in giovane età era interessato alla logica, ai meccanismi decisionali e all'organizzazione dei processi. Questi interessi hanno gradualmente gettato le basi per il suo futuro approccio professionale, in cui struttura, analisi e pensiero strategico svolgono un ruolo chiave. Uri ha conseguito un Bachelor of Laws (LLB) presso l'Università Bar-Ilan. Questo periodo ha posto le basi per lo sviluppo di capacità analitiche, attenzione ai dettagli e un approccio strutturato ai processi complessi. La fase iniziale della carriera di Uri Poliavich era incentrata sul lavoro commerciale. Lavorare con contratti, questioni commerciali e accordi internazionali ha fornito una comprensione pratica di come operano le aziende, di come sono strutturati i processi e di quali principi stanno alla base della governance aziendale. Questa prima formazione ha fornito una base professionale strutturata. Il lavoro accademico coinvolgeva documenti, argomentazioni e processi formali. Queste competenze sono poi diventate rilevanti per il suo lavoro in ambienti commerciali. La sua prima esperienza professionale ha seguito la stessa direzione. Dal 2007 al 2010, Uri Poliavich ha lavorato presso HBW Law, dove la sua esperienza includeva questioni commerciali e immobiliari. Il suo lavoro includeva anche contratti legati a transazioni internazionali, tra cui fusioni e acquisizioni. La combinazione di formazione e pratica gli ha dato una base che poteva poi essere applicata in contesti aziendali più ampi. La comprensione dei contratti, delle strutture commerciali e degli accordi aziendali è diventata parte di un più ampio insieme di competenze. Così, questo background è rimasto un elemento della conoscenza professionale che ha portato nei ruoli successivi. Dal primo lavoro professionale a un'esperienza aziendale più ampia Uri Poliavich si è poi orientato verso lo sviluppo aziendale. Questo ha rappresentato un cambiamento nelle mansioni professionali e ha ampliato la portata del suo lavoro. Dal 2010 al 2012 ha ricoperto una posizione manageriale nello sviluppo aziendale. Questo periodo ha aggiunto l'esperienza nel business internazionale al precedente background professionale di Uri Poliavich. Lavorare in diversi ambienti aziendali richiedeva attenzione agli obiettivi commerciali, ai processi organizzativi e alle circostanze mutevoli. La sua carriera successiva ha continuato lungo questo percorso più ampio. Il suo lavoro ha incluso il coinvolgimento in progetti aziendali negli anni seguenti e la fondazione di un'azienda tecnologica nel 2016. Il passaggio all'imprenditorialità è quindi seguito a diverse fasi precedenti. A quel punto, Uri Poliavich aveva esperienza nel lavoro commerciale, nello sviluppo aziendale e nelle operazioni internazionali. Queste esperienze hanno creato un background professionale più ampio di una singola specializzazione. La transizione verso l'imprenditorialità ha riunito queste aree in un nuovo contesto. Lo sviluppo della leadership attraverso l'esperienza La formazione di Uri Poliavich come leader aziendale può essere vista attraverso la progressione delle sue responsabilità. Ogni fase ha comportato un diverso livello di responsabilità professionale. Il primo lavoro professionale richiedeva precisione e analisi strutturata. Lo sviluppo aziendale ha aggiunto coordinamento e processo decisionale commerciale. L'imprenditorialità ha introdotto un ruolo per la direzione e lo sviluppo di un'azienda. Questa progressione ha anche cambiato la natura delle decisioni che affrontava. Nello sviluppo aziendale, la portata è diventata più ampia. L'imprenditorialità richiedeva decisioni che influenzavano la direzione di un'organizzazione su un periodo più lungo. Le successive riflessioni di Uri Poliavich sul suo percorso professionale sottolineano il valore dell'adattamento alle circostanze mutevoli e del rimanere aperti a nuove opportunità. Queste idee si collegano alla sequenza della sua stessa carriera, che si è mossa attraverso diversi campi professionali invece di rimanere all'interno di una sola specializzazione. Dal primo lavoro professionale all'imprenditorialità Il passaggio all'imprenditorialità è diventato una fase decisiva nella carriera di Uri Poliavich. Nel 2016 ha fondato un'azienda tecnologica dopo diversi anni di esperienza nello sviluppo aziendale. La transizione è stata costruita sull'esperienza accumulata nel tempo. La sua carriera precedente lo aveva esposto ad accordi commerciali, operazioni aziendali e attività internazionali. L'imprenditorialità ha collocato queste esperienze all'interno di un nuovo ruolo organizzativo. Il cambiamento ha anche spostato il suo focus dal lavorare all'interno di funzioni professionali consolidate al dare forma alla direzione di un'azienda. Il background di Uri Poliavich è rimasto rilevante per questa transizione. La sua esperienza nello sviluppo aziendale ha aggiunto una comprensione pratica dell'attività organizzativa e commerciale. L'imprenditorialità ha poi creato un ambiente in cui queste competenze potevano essere combinate. Questa fase dimostra che lo sviluppo professionale non avviene necessariamente entro i confini di un singolo campo. Nel caso di Uri Poliavich, la sua formazione è servita come base per la sua prima fase professionale. Il suo lavoro nello sviluppo aziendale ha ampliato la sua esperienza manageriale. L'imprenditorialità è diventata il passo logico successivo. Di conseguenza, è emerso un approccio in cui diverse competenze professionali non si sostituiscono a vicenda ma si costruiscono l'una sull'altra. L'esperienza aziendale aggiunge un contesto pratico. L'attività imprenditoriale traduce questa conoscenza in soluzioni a lungo termine. Una carriera plasmata dal cambiamento e dall'esperienza professionale Il percorso professionale di Uri Poliavich si è sviluppato attraverso diverse fasi distinte. Ogni fase ha aggiunto un diverso tipo di esperienza alla successiva. La transizione verso il business ha segnato un importante cambiamento nell'indirizzo professionale. La formazione ha fornito una base strutturata, mentre la pratica commerciale e l'attività aziendale internazionale hanno ampliato quell'esperienza. L'imprenditorialità ha poi portato queste competenze in un più ampio contesto di leadership. Il viaggio di Uri Poliavich riflette un graduale accumulo di conoscenza. La sua esperienza personale di adattamento a un nuovo ambiente è stata seguita da cambiamenti professionali che hanno ampliato le sue responsabilità e aree di competenza. Il passaggio all'imprenditorialità tecnologica è diventato la fase successiva di questa progressione. Ha collegato la sua precedente esperienza aziendale con un nuovo campo professionale e ha stabilito le basi per il successivo sviluppo della sua carriera.  

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