Controlli serrati durante il Montelago Celtic Festival. In occasione della 33esima edizione della manifestazione, andata in scena a Taverne, i Carabinieri hanno predisposto un servizio coordinato per garantire la sicurezza dell’evento e contrastare la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’attività ha coinvolto i militari della Compagnia locale, supportati dalle unità del Nucleo Cinofili e dal Nucleo Carabinieri Tutela del Lavoro (NIL) di Macerata.
Al termine dei controlli sono state 12 le persone segnalate alla Prefettura per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale non terapeutico, ai sensi dell’articolo 75 del D.P.R. 309/90. Complessivamente sono stati sequestrati 71,30 grammi di droga.
Nel dettaglio, i militari hanno recuperato 43,73 grammi di hashish, 26,91 grammi di marijuana e 0,66 grammi di cocaina.
Le persone segnalate hanno un’età compresa tra i 22 e i 35 anni e provengono da diverse regioni italiane. Tra i quantitativi maggiori, i Carabinieri hanno sequestrato 19,68 grammi di hashish e 0,66 grammi di cocaina a un 28enne residente nel Modenese, mentre un 25enne residente a Cervia è stato trovato in possesso di 12,15 grammi di marijuana. Un altro 28enne, residente in provincia di Pavia, aveva invece con sé 9,23 grammi di hashish.
I controlli rientrano nel dispositivo predisposto dall’Arma per garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni pubbliche e proseguiranno anche nelle prossime settimane su tutto il territorio provinciale.
Controlli serrati durante il Montelago Celtic Festival. In occasione della 33esima edizione della manifestazione, andata in scena a Taverne, i Carabinieri hanno predisposto un servizio coordinato per garantire la sicurezza dell’evento e contrastare la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’attività ha coinvolto i militari della Compagnia locale, supportati dalle unità del Nucleo Cinofili e dal Nucleo Carabinieri Tutela del Lavoro (NIL) di Macerata.
Al termine dei controlli sono state 12 le persone segnalate alla Prefettura per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale non terapeutico, ai sensi dell’articolo 75 del D.P.R. 309/90. Complessivamente sono stati sequestrati 71,30 grammi di droga.
Nel dettaglio, i militari hanno recuperato 43,73 grammi di hashish, 26,91 grammi di marijuana e 0,66 grammi di cocaina.
Le persone segnalate hanno un’età compresa tra i 22 e i 35 anni e provengono da diverse regioni italiane. Tra i quantitativi maggiori, i Carabinieri hanno sequestrato 19,68 grammi di hashish e 0,66 grammi di cocaina a un 28enne residente nel Modenese, mentre un 25enne residente a Cervia è stato trovato in possesso di 12,15 grammi di marijuana. Un altro 28enne, residente in provincia di Pavia, aveva invece con sé 9,23 grammi di hashish.
I controlli rientrano nel dispositivo predisposto dall’Arma per garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni pubbliche e proseguiranno anche nelle prossime settimane su tutto il territorio provinciale.
C’è qualcosa di profondamente teatrale nei Carmina Burana: la loro forza non risiede soltanto nella celeberrima O Fortuna, ma nella capacità di mettere in scena, attraverso il suono, l’instabilità stessa dell’esistenza. Fortuna, desiderio, piacere, primavera, vino, amore, carne e morte si susseguono in una giostra che non conosce equilibrio. È una musica fatta di contrasti, di improvvise esplosioni e altrettanto improvvise sospensioni, che chiede all’interprete soprattutto una cosa: il dominio del tempo.
È proprio su questo terreno che si misura la prova del Macerata Opera Festival, che affida l’apertura dell’ultimo weekend della 62ª edizione a un’unica, attesissima serata dei Carmina Burana di Carl Orff, sold out allo Sferisterio. Sul podio Ramón Tebar, alla guida della FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana; Christian Starinieri, direttore del Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”; Gian Luca Paolucci, maestro del coro di voci bianche Pueri Cantores “D. Zamberletti”; e i solisti Ruzil Gatin, Grisha Martirosyan e Karen Gardeazabal.
Una prova che cresce nel corso dell’esecuzione e che trova il proprio punto di forza soprattutto nella seconda parte. L’impressione iniziale è infatti quella di un organismo ancora non perfettamente oleato: alcune entrate appaiono prudenti, gli ottoni non sempre compatti e il rapporto tra le masse sonore sembra per qualche momento più una rincorsa al tempo che il suo effettivo governo.
È proprio qui, però, che la direzione di Tebar diventa interessante. Il direttore non cerca una facile spettacolarizzazione della partitura, né lascia che la potenza sonora finisca per schiacciare le diverse componenti dell’organico. Costruisce invece progressivamente una maggiore coesione, lavorando sulle dinamiche e sulla stratificazione dei blocchi orchestrali. Il suono prende corpo, il ritmo si fa più netto e l’esecuzione acquista quella necessaria fisicità che Orff pretende.
È in “In taberna” che l’organico trova finalmente piena compattezza: scattante, brillante e scherzoso. Ed è qui che Ruzil Gatin, nell'ironico Cigno arrosto, affronta una delle pagine più complesse della serata, dimostrando notevole sicurezza tecnica e una spiccata capacità interpretativa. Una prova in cui la componente vocale e quella teatrale si fondono efficacemente.
La direzione di Tebar segue la stessa traiettoria: dopo un avvio più incerto, orchestra e coro acquistano progressivamente coesione, fino a compiere un finale equilibrato e pienamente convincente. Quando la ruota di O Fortuna torna a chiudere il cerchio, la macchina sonora è ormai compatta e il direttore sembra reggerne con sicurezza le redini. Una lettura non priva di asperità, ma capace di crescere e di trasformare progressivamente un organico complesso in un corpo unico.
Il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”, diretto da Christian Starinieri, attraversa un percorso analogo. L’avvio appare leggermente trattenuto, ma il coro acquista sicurezza con il procedere della partitura, fino a raggiungere una presenza più autorevole e brillante. È in “Ecce gratum” che mostra forse la sua prova migliore: qui il coro trova particolare capacità e brillantezza, restituendo con efficacia il senso di quel fiorire primaverile che attraversa la pagina, tra energia ritmica e slancio vitale.
Accanto al coro, i Pueri Cantores, rappresentano una delle componenti più delicate della serata. Le loro voci introducono una qualità quasi sospesa, soprattutto in “Amor volat undique”, affidato a Karen Gardeazabal. È uno dei momenti più riusciti dell’esecuzione: il soprano spagnolo, al debutto al Macerata Opera Festival, dimostra grande agilità vocale e, allo stesso tempo, una notevole presenza espressiva. La voce assume una dimensione lirica, luminosa e quasi ultraterrena, capace di restituire ai Carmina il loro volto più intimo. Molto efficace anche il brevissimo e complicatissimo virtuosismo di “Dulcissime”, affrontato con naturalezza e precisione.
Più discontinua la prova di Grisha Martirosyan, che conferma le qualità attoriali già mostrate nel Barbiere di Siviglia, ma appare meno sicuro nei passaggi in falsetto, dove il controllo vocale non raggiunge ancora la stessa maturità della presenza scenica.
Se la componente musicale procede per accumulo e progressiva conquista, quella visiva compie invece fin dall’inizio una scelta precisa. Il grande fondale dello Sferisterio viene trasformato attraverso imponenti proiezioni affidate a Luca Agnani, che non si limitano a fare da sfondo, ma diventano parte integrante della lettura.
Il riferimento a Hieronymus Bosch appare particolarmente felice. Le immagini evocano un vero e proprio giardino delle delizie: un universo popolato di corpi, mostri, piaceri e tormenti che sembra trovare nei Carmina Burana una naturale corrispondenza. È lo stesso mondo di eccessi e contraddizioni evocato dalla musica di Orff: la gioia che convive con la morte, la sensualità con la spiritualità, la festa con la caducità.
Le immagini ampliano ciò che la musica racconta e, soprattutto, aiutano ad avvicinare una composizione che può risultare ostica proprio per la sua natura, restituendole una dimensione immediatamente sensoriale. Non è soltanto qualcosa da ascoltare: è qualcosa da guardare, attraversare, quasi abitare.
Del resto, facendoci prestare le parole da Hans Mayer, «la musica di Orff non è solo musica, ma è anche danza; non solo melodia, ma anche timbro; non solo canto ma anche scena e teatro».
Ed è forse questo il senso più profondo della serata maceratese.
I Carmina Burana sembrano riportare in vita un Medioevo fatto di luci e ombre, di sacro e profano, un Medioevo lontanissimo nel tempo, ma incredibilmente vicino nel modo in cui racconta l’uomo: fragile davanti alla sorte, affamato di piacere, innamorato, peccatore, spirituale, ironico.
La Fortuna, allora, non è soltanto quella che apre e chiude la composizione. È la struttura stessa dei Carmina: una ruota che sale e precipita, che concede e toglie, che rifiorisce per poi appassire; ed è proprio questo quello che succede durante la messa in scena: l'esitazione iniziale trova progressivamente il proprio centro, per arrivare a un finale in cui le diverse anime — orchestra, coro, solisti e immagini — finalmente coincidono.
Non una lettura perfetta, dunque, ma una lettura capace di conquistare la propria forza strada facendo. E, per un’opera che ha fatto della mutevolezza il proprio cuore, non poteva esserci conclusione più coerente.
C'è chi arriva per la musica, chi per la buona cucina, chi per ritrovare gli amici di sempre. E poi c'è chi torna ogni anno semplicemente perché la Sagra della Vernaccia è molto più di una festa. È un appuntamento che appartiene all'identità di Serrapetrona e dell'intero entroterra maceratese, una manifestazione che da sessantacinque edizioni continua a richiamare visitatori da tutta la regione.
Anche quest'anno Picchio News On Tour ha raggiunto il borgo dell'Alto Maceratese per raccontare da vicino la prima serata della manifestazione. L'avventura è iniziata già durante il viaggio, a bordo del pullman organizzato dalla testata. Tra sorrisi, battute e tanta voglia di divertirsi, la redazione, collaboratori e amici hanno condiviso l'attesa per una serata all'insegna della convivialità.
«Abbiamo deciso di venire a Serrapetrona prendendo un pullman, stare tranquilli, mangiare, bere tra amici e raccontare anche la storia della Sagra della Vernaccia», ha raccontato l'editore Guido Picchio, ideatore dell'iniziativa che per il secondo anno consecutivo ha portato il gruppo direttamente nel cuore della festa.
Una volta arrivati in paese, è bastato immergersi tra gli stand e le vie del centro per cogliere l'essenza della manifestazione. Profumi della tradizione, tavoli affollati, calici di Vernaccia e tanta voglia di stare insieme hanno accompagnato la serata inaugurale della 65ª Sagra della Vernaccia, confermando ancora una volta il forte legame tra la manifestazione e il territorio.
A raccontare il valore di questo appuntamento è stato il presidente della Pro Loco Sandro Palombarini. «Questa è la 65ª Sagra della Vernaccia. È una manifestazione storica ormai per Serrapetrona. Un pezzo di storia del paese l'ha scritto anche la Sagra della Vernaccia perché per avere una longevità come questa significa che è una manifestazione apprezzata dalla gente, dove per quattro giorni si cerca di presentare questo paese nel miglior modo possibile».
Dietro il successo della manifestazione c'è il lavoro di decine di volontari che da mesi preparano l'evento. Nella cucina della Pro Loco l'attività è stata incessante fin dalle prime ore della serata. Tra i piatti più richiesti della prima giornata ci sono stati gli gnocchi, ma il menù della sagra propone numerose specialità della tradizione marchigiana, dalle chitarrine alla Vernaccia alle pipette con ragù finto marchigiano, fino al coniglio in porchetta, alla grigliata e al cinghiale.
La musica è stata l'altra grande protagonista della serata inaugurale. Sul palco sono saliti gli On The Radio, capaci di coinvolgere il pubblico con un repertorio che attraversa decenni di successi italiani e internazionali. A seguire il dj set di Emiliano Effe, che ha animato la piazza fino a tarda notte.
«Guardo l'età, i sorrisi, gli sguardi. Da lì capisco quali canzoni mettere», ha spiegato il dj raccontando il proprio modo di interpretare ogni serata e costruire il giusto feeling con il pubblico.
Tra gli ingredienti che rendono speciale la Sagra della Vernaccia c'è anche l'impegno delle nuove generazioni. Tanti giovani collaborano ogni anno all'organizzazione, contribuendo con entusiasmo alla riuscita della manifestazione. «Cerchiamo di dare il massimo, collaborare e dare il nostro contributo a questa sagra. E divertirci», hanno raccontato alcuni ragazzi impegnati nella festa.
La manifestazione proseguirà fino a domenica con un calendario ricco di appuntamenti. Dopo la serata inaugurale, spazio ai Duemila90 e al dj set di Alessio Beat, quindi ai Varietà e a DJ Poldo. Gran finale domenica con i Serra Games, ispirati al mondo della musica, e con il concerto dei Rumska Lions, chiamati a chiudere l'edizione 2026.
Tra un brindisi, una canzone e un piatto della tradizione, la Sagra della Vernaccia continua a confermarsi uno degli eventi più rappresentativi dell'estate marchigiana, capace di unire comunità, tradizioni e divertimento nel segno del vino simbolo di Serrapetrona.
Un grande club affacciato sul mare, capace di ospitare eventi, mostre, convegni e attività culturali durante tutto l'anno. È questa l'idea sviluppata da Umberto Stefani nella sua tesi di laurea magistrale in architettura all'Università di Camerino dedicata al recupero del capannone Nervi di Porto Recanati, il celebre edificio industriale oggi al centro del dibattito sul futuro dell'area.
La ricerca prende le mosse dal tema della riqualificazione del patrimonio industriale dismesso, concentrandosi su una delle strutture più significative della costa marchigiana. Il capannone, realizzato nel 1955 e attribuito ufficialmente a Pier Luigi Nervi nel 2002, è sottoposto a vincolo di tutela come bene di archeologia industriale e rappresenta una testimonianza importante della storia produttiva del territorio.
Negli anni non sono mancate proposte per il riutilizzo dell'edificio, prevalentemente orientate a funzioni sportive o culturali. La tesi di Stefani sceglie invece una strada diversa: trasformare il complesso in un locale notturno di nuova generazione, capace di attrarre il pubblico giovanile e al tempo stesso valorizzare un'opera architettonica spesso poco conosciuta.
Per costruire questa visione, lo studio ripercorre la storia dei locali notturni in Italia e il loro legame con l'Architettura Radicale degli anni Sessanta e Settanta. Dai progetti di gruppi come Superstudio, Archizoom e Gruppo 9999 fino a esempi iconici come il Piper Club di Roma e lo Space Electronic di Firenze, il club viene interpretato non solo come luogo di svago ma come spazio di sperimentazione culturale, artistica e tecnologica.
La riflessione si estende poi ad alcuni dei più noti esempi europei di recupero industriale legato al mondo del clubbing, come il Berghain di Berlino e il Printworks di Londra, strutture che hanno trasformato ex siti produttivi in poli culturali e di aggregazione senza rinunciare alla memoria dei luoghi.
Il progetto immagina una profonda riqualificazione dell'area, con il recupero della spiaggia prospiciente, la realizzazione di un parcheggio alberato da circa 220 posti e il prolungamento dell'asse viario di via Montecatini per ricucire il collegamento tra il lungomare sud e quello nord della città.
Dal punto di vista architettonico, la proposta si basa sul principio del "box in box": un nuovo volume indipendente inserito all'interno della storica navata progettata da Nervi, senza alterarne la struttura originaria. L'intervento prevede inoltre il ripristino dell'involucro edilizio e la realizzazione di ampie superfici vetrate e aperture mobili che permettono un dialogo costante tra interno ed esterno.
La struttura è pensata per essere utilizzata durante tutto l'anno. Accanto agli spazi dedicati alla vita notturna trovano posto aree per workshop, seminari, meeting, convegni, ristorazione ed eventi privati. La grande pista principale, estesa per circa 1.100 metri quadrati, potrebbe essere riconvertita nei giorni feriali per ospitare mostre, sfilate di moda e rassegne cinematografiche.
L'obiettivo dichiarato non è soltanto quello di recuperare un edificio abbandonato, ma di attribuirgli una nuova funzione contemporanea, capace di generare attrattività e restituire centralità a un luogo che rappresenta un capitolo importante della storia industriale di Porto Recanati. Una proposta accademica che prova a coniugare conservazione, innovazione e nuove forme di fruizione culturale, aprendo una riflessione sul futuro di uno dei simboli più discussi della città.
Aumentano le risorse destinate alle università marchigiane. Per il 2026 gli atenei statali della regione potranno contare complessivamente su quasi 233 milioni di euro del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), il principale strumento attraverso cui lo Stato sostiene il funzionamento delle università, dalla didattica alla ricerca, fino al personale.
Il dato segna un incremento di circa 4,4 milioni di euro rispetto al 2025, pari al 2% in più, e una crescita del 21,6% rispetto al 2019. A livello nazionale, il FFO 2026 raggiunge invece quota 9,415 miliardi di euro, con un aumento di 25,6 milioni rispetto allo scorso anno e del 26% rispetto al 2019.
A beneficiare delle nuove risorse sono anche le università del Maceratese. All'Università di Camerino (Unicam) sono stati assegnati 41,2 milioni di euro, mentre la stessa cifra, 41,2 milioni, è destinata all'Università di Macerata (UniMC).
L'importo destinato a Unicam assume particolare rilievo per un ateneo che ha nella ricerca scientifica e nell'alta formazione uno dei propri principali punti di forza, mentre per UniMC le risorse rappresentano un sostegno alle attività di didattica, ricerca e funzionamento dell'università.
Il finanziamento più consistente tra gli atenei marchigiani va all'Università Politecnica delle Marche, che riceverà 92,1 milioni di euro, con un incremento del 5% rispetto al 2025. All'Università di Urbino Carlo Bo sono invece destinati 58,4 milioni di euro.
Il decreto che stabilisce i criteri di ripartizione del Fondo è stato firmato dalla ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Tra le novità previste per il 2026 c'è anche l'introduzione di una misura destinata al finanziamento di progetti strategici presentati dagli atenei.
«Con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università italiane e marchigiane», ha dichiarato Bernini, sottolineando come l'incremento debba tradursi in una maggiore capacità di programmazione, sostegno alla ricerca, qualità della didattica e nuove opportunità per studenti, ricercatori e docenti.
L'obiettivo indicato dal ministero è rafforzare un sistema universitario sempre più attrattivo e internazionale, capace di valorizzare il merito e di fare della conoscenza un motore di crescita economica, sociale e civile.
L’estate porta con sé un’abbondanza di frutta dolce, colorata e dissetante, ma insieme alla produzione di stagione tornano puntualmente a galla dubbi e convinzioni contrastanti. Da un lato c'è chi guarda a un piatto di fichi o a una fetta d'anguria con il timore che gli zuccheri naturali possano "far ingrassare" e dall'altro c'è chi trasforma la frutta nel sostituto ideale del pranzo in spiaggia con l'intento di "stare leggero" o perdere peso velocemente. Entrambe le visioni rappresentano due estremi che rischiano di distorcere il nostro rapporto con il cibo: la frutta non è un alimento da temere, ma non possiede nemmeno le caratteristiche nutrizionali per sostituire da sola un pasto completo e bilanciato.
La credenza che la frutta faccia ingrassare deriva principalmente da una lettura troppo semplicistica del suo contenuto di zuccheri, in particolare il fruttosio. In realtà, la frutta non è fatta di soli zuccheri isolati: è una matrice complessa ricca di acqua, fibre, vitamine e minerali. Le fibre vegetali giocano un ruolo fondamentale perché rallentano l'assorbimento degli zuccheri a livello intestinale, evitando bruschi picchi di glicemia e garantendo un senso di sazietà prolungato. Inoltre, il nostro organismo gestisce l'energia in base al bilancio calorico e nutrizionale complessivo della giornata o della settimana, non spegne il metabolismo dopo il tramonto; godersi della frutta di stagione a cena o come dessert non compromette in alcun modo la forma fisica.
D'altra parte, cadere nell'errore opposto e pranzare solo con una grande coppa di frutta per compensare il caldo o le calorie della sera precedente può rivelarsi una scelta controproducente. Un pasto composto esclusivamente da frutta offre quasi soltanto carboidrati a rapido e medio assorbimento ed è del tutto privo di quote adeguate di proteine e grassi buoni. Questa combinazione porta a una digestione estremamente rapida: la sensazione di sazietà iniziale svanisce nell'arco di un'ora o due, lasciando spazio a un improvviso calo di energia e a un attacco di fame nel tardo pomeriggio, che spesso spinge a piluccare cibo prima di cena.
Per godere appieno dei benefici della frutta senza cadere in privazioni o falsi miti, la chiave risiede ancora una volta nell'equilibrio e negli abbinamenti. Se si desidera consumare la frutta come protagonista di un pranzo estivo fresco e veloce, basta integrarla correttamente: aggiungere una fonte proteica (come dello yogurt greco, del formaggio fresco o della frutta secca) e una manciata di semi permette di rallentare ulteriormente la digestione e garantire un apporto nutrizionale completo. Riconoscere la frutta per ciò che è realmente, un alimento prezioso, idratante e protettivo per la salute, ci permette di gustarla in qualsiasi momento della giornata in totale serenità.
Sono circa venti gli interventi effettuati dai vigili del fuoco dopo il temporale che nel pomeriggio ha interessato diverse zone dell’entroterra maceratese. Il maltempo, arrivato intorno alle 16, ha portato con sé forti raffiche di vento e abbondanti precipitazioni, provocando la caduta di alberi in più punti del territorio.
Tra gli episodi registrati anche quello lungo la superstrada, in direzione mare. Una pianta è caduta nei pressi dell’uscita di Morrovalle, occupando la carreggiata. L’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di rimuovere l’ostacolo in tempi rapidi, senza particolari ripercussioni sulla circolazione.
Le situazioni più critiche si sono però concentrate nelle aree interne della provincia, dove le squadre del 115 sono state chiamate a intervenire per liberare le strade dagli alberi caduti. Le zone maggiormente colpite risultano quelle dell’Abbadia di Fiastra, Sarnano, Cessapalombo, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano e Monte San Martino.
Sono ancora cinque gli interventi in corso da parte dei vigili del fuoco per completare le operazioni e mettere in sicurezza le aree interessate dal maltempo.
È stato denunciato dai carabinieri dopo essere stato trovato a Tolentino nonostante il divieto di ritorno nel comune disposto dal Questore di Macerata. Un 34enne di nazionalità indiana, residente a Brescia, è finito nei guai per la presunta violazione del foglio di via obbligatorio.
L'uomo è stato fermato e identificato nel corso di un controllo effettuato dai militari del nucleo operativo e radiomobile dell'aliquota radiomobile della Compagnia di Tolentino in località Rancia.
Dagli accertamenti nella banca dati delle forze dell'ordine è emerso che nei suoi confronti era attivo un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel territorio comunale di Tolentino, emesso dal questore di Macerata lo scorso 25 giugno.
A quel punto i carabinieri hanno proceduto alla denuncia in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria per la presunta inosservanza della misura di prevenzione personale.
Un ricordo nel segno del dovere, del sacrificio e della riconoscenza. La Polizia di Stato ha commemorato la figura di Michele Idone, agente della Guardia di Pubblica Sicurezza in servizio presso la Sezione Polizia Stradale di Macerata, morto il 7 agosto 1968 mentre svolgeva il proprio lavoro al servizio della comunità.
Quel giorno, durante un servizio di vigilanza stradale nel territorio comunale di Loreto, Idone era intervenuto per prestare soccorso a un automobilista rimasto in panne. Proprio mentre stava aiutando il conducente, venne investito da un camion, perdendo tragicamente la vita.
A distanza di 57 anni dalla sua scomparsa, la Polizia di Stato ha voluto rinnovare il ricordo del collega con una cerimonia alla quale ha preso parte anche il figlio Giovanni Idone, recatosi nella mattinata presso la Caserma "Pasquale Paola" di Macerata.
Ad accoglierlo una rappresentanza del personale della Questura e della Polizia Stradale di Macerata, che ha voluto rendere omaggio alla memoria dell'agente caduto nell'adempimento del proprio dovere.
Nel corso della commemorazione si è svolto un momento di raccoglimento con la consegna di un mazzo di fiori inviato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza al figlio di Michele Idone, oggi ex dipendente in quiescenza della Prefettura di Macerata. La consegna è avvenuta da parte del dirigente dell'Ufficio Personale, in rappresentanza del Questore di Macerata.
La Polizia di Stato ha sottolineato come il ricordo dei propri caduti non rappresenti soltanto una ricorrenza formale, ma un momento per rinnovare la gratitudine verso chi ha sacrificato la propria vita per garantire la sicurezza degli altri.
Una testimonianza che continua a rappresentare un punto di riferimento per tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato, chiamati ogni giorno a svolgere il proprio servizio con impegno, responsabilità e spirito di dedizione verso i cittadini.
La vendemmia marchigiana 2026 partirà con una settimana di anticipo rispetto allo scorso anno. È il grande caldo dell'estate ad aver accelerato la maturazione delle uve, spingendo molte aziende vitivinicole a inaugurare già dai primi giorni della prossima settimana la raccolta delle prime varietà destinate alle basi spumante, in particolare Pinot Nero e Chardonnay.
Dal 24 agosto, invece, la vendemmia entrerà nel vivo coinvolgendo progressivamente tutti i principali areali vitati della regione. Sarà, dunque, una vera e propria "Vendemmia di San Lorenzo", sempre più anticipata rispetto al calendario tradizionale.
L'avvio precoce della raccolta rappresenta uno degli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici, che negli ultimi anni stanno modificando i tempi della viticoltura. L'obiettivo dei produttori è di intervenire nel momento ottimale di maturazione e ottenere comunque un prodotto di qualità.
Da quest’ultimo punto di vista, le prospettive restano sostanzialmente in linea con il 2025. Nelle Marche si attendono infatti circa 870 mila ettolitri di vino, un volume analogo a quello dello scorso anno, nonostante i danni provocati localmente dalle grandinate estive che, in alcune aziende, hanno compromesso anche il 90% della produzione.
La regione può contare su circa 18 mila ettari di vigneto, dei quali oltre 12 mila destinati a produzioni di qualità Doc, Docg e Igt, confermando una forte vocazione verso le denominazioni di pregio.
Ma la sfida della viticoltura marchigiana non riguarda soltanto il clima. A preoccupare il comparto sono soprattutto le giacenze di vino e il rallentamento dei consumi, in particolare tra le giovani generazioni. Per questo Coldiretti Marche nei giorni scorsi ha chiesto alla Regione di adottare una strategia che punti meno sulla quantità e sempre più sulla qualità, attraverso una revisione delle rese produttive, una mappatura aggiornata del vigneto regionale e strumenti capaci di riequilibrare il mercato.
“Coldiretti ha avviato nei mesi scorsi una campagna di ascolto dei produttori vitivinicoli – spiegano dall’organizzazione agricola – dalla quale è nato il Piano strategico nazionale di un settore chiamato a ripensare il proprio futuro. Una sfida che nelle Marche passa dalla capacità di coniugare tradizione e innovazione, valorizzando un patrimonio vitivinicolo che continua a rappresentare uno dei simboli dell'agricoltura regionale”.
Nuovo capitolo nel confronto interno alla maggioranza che sostiene il sindaco Fabrizio Ciarapica. Con una nota firmata da Marino Mercuri, Piero Croia, Fausto Troiani e Nicolò Renzi, il gruppo Vince Civitanova replica alle recenti prese di posizione del segretario cittadino di Forza Italia, Paolo Giannoni, tornando a rivendicare il rispetto degli accordi politici scaturiti dalle elezioni comunali del 2022.
Nel comunicato, Vince Civitanova critica le dichiarazioni apparse negli ultimi mesi sui social e sulla stampa locale e distingue tra alcune esternazioni che ritiene non meritevoli di attenzione e i ripetuti interventi del segretario forzista.
“Caro Paolo Giannoni, non hai pronunciato parola per anni e adesso ti scateni sulla stampa e sui social in difesa (?) di Morresi, ma lo vuoi difendere contro di chi?”.
Il gruppo richiama quindi il tema degli accordi politici interni alla coalizione e il mancato rispetto, a suo dire, degli impegni assunti dopo il voto.
“Dopo che era stata votata la sfiducia al Presidente del Consiglio, cosa hai detto in merito agli accordi scaturiti dalle urne del 2022? Quando decidevate (in tre) il da farsi in consiglio comunale, senza rendere partecipi i consiglieri eletti con i voti di F.I. tra cui il capogruppo Croia, ma solo chi arrivata dopo essere stata eletta con i voti di un’altra lista, cosa ci hai comunicato?”.
Nel mirino finisce anche la difesa dell’assessore Claudio Morresi portata avanti da Giannoni.
“Poi, questa ossessiva difesa di Morresi che non ha più un consigliere eletto in F.I. chi te l’ha commissionata? Potremmo parlare di tante cose in merito alla trasparenza del partito che rappresenti, tempo al tempo!”.
Vince Civitanova ribadisce inoltre di non aver mai chiesto la rimozione di Morresi, ma esclusivamente un riequilibrio degli assetti amministrativi.
“Vince Civitanova non ha mai menzionato Morresi nella sua richiesta di riequilibrare gli assetti dell’amministrazione, ha solo chiesto un giusto e doveroso ribilanciamento, proprio per quei patti scaturiti dall’esito delle elezioni del 2022 che tu invochi solo quando ti fa comodo; perché non hai speso una parola quando non si sono rispettati gli accordi sulla Presidenza del Consiglio?”.
Nel comunicato viene poi avanzata una domanda politica sul futuro della coalizione in vista delle prossime elezioni amministrative.
“O, forse, il direttivo forzista e il vannacciano Ciarapica hanno già fatto accordi per le amministrative del 2027 in barba ai F.d.I. e a tutte le altre componenti di questa maggioranza?”.
La nota si conclude con una presa di posizione netta.
“Forse qualcuno sarà d’accordo e connivente, noi no!! Giannoni, ti diamo un consiglio: vai al mare prima che piova”.
Il comunicato porta le firme di Marino Mercuri, Piero Croia, Fausto Troiani e Nicolò Renzi per Vince Civitanova.
Dalle Marche parte la proposta di introdurre un patentino obbligatorio per chi possiede un cane, con l'obiettivo di coniugare sicurezza pubblica, benessere animale e responsabilità dei proprietari. A presentarla alle Camere è il capogruppo UdC in Consiglio regionale Luca Marconi, che punta a introdurre un percorso formativo destinato a diventare un modello di riferimento a livello nazionale.
La proposta nasce anche alla luce del crescente numero di episodi di aggressione canina e di una gestione degli animali d'affezione che, in alcuni casi, viene definita improvvisata. Il testo propone quindi un cambio di paradigma, spostando l'attenzione dalla razza del cane alla preparazione del proprietario.
"Non esistono cani pericolosi per definizione – afferma il consigliere UdC Luca Marconi – esistono situazioni che possono diventare pericolose quando manca la conoscenza del comportamento animale e delle responsabilità che derivano dalla sua gestione. Per questo vogliamo investire sulla formazione delle persone, non sulla demonizzazione degli animali".
La proposta prevede l'istituzione di un percorso formativo obbligatorio, articolato in una parte teorica e in una parte pratica da svolgere con il proprio cane. Al termine del percorso verrebbe rilasciato il patentino.
Tra gli elementi considerati più innovativi c'è il superamento di qualsiasi classificazione basata sulla razza dell'animale. La valutazione del rischio dovrebbe infatti essere costruita su criteri scientifici e multifattoriali, prendendo in considerazione il comportamento del cane, il contesto in cui vive e la capacità gestionale del caregiver.
Il testo prevede inoltre specifiche tutele per le persone anziane o fragili, campagne di sensibilizzazione nelle scuole e il monitoraggio nazionale attraverso il Sistema Informativo Nazionale degli Animali da Compagnia (SINAC).
Previsto anche un sistema sanzionatorio per chi non rispetterà gli obblighi introdotti dalla proposta. "Con questa proposta – conclude Marconi – vogliamo affermare una cultura della responsabilità: avere un cane significa assumersi un impegno verso l'animale, verso gli altri cittadini e verso la collettività. Una società più sicura passa anche dalla qualità del rapporto tra uomo e animale".
Un ambulatorio diurno con presenza medica per garantire la continuità dell’assistenza primaria a San Severino Marche. È la soluzione temporanea disposta dall’Ast di Macerata dopo il pensionamento della dottoressa Patrizia Caciorgna, medico di medicina generale, che ha lasciato scoperti diversi assistiti ancora in attesa di riuscire a effettuare la scelta del nuovo medico di base.
Il servizio sarà attivo presso la Casa di Comunità e nasce per offrire una risposta immediata ai cittadini che non hanno ancora trovato un nuovo medico di medicina generale. L’attivazione arriva dopo le rassicurazioni fornite nei giorni scorsi dall’Azienda sanitaria, che aveva annunciato una soluzione organizzativa con una o due nuove dottoresse affiancate dalla stessa Caciorgna, che continuerà a collaborare attraverso un’attività di tutoraggio e supporto.
Per la seconda settimana di agosto, l’ambulatorio sarà operativo da lunedì 10 a giovedì 13 agosto, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18.30.
Dalle 13 alle 14 sarà inoltre attiva la disponibilità telefonica al numero 0733 631300, attraverso il medico di turno, per concordare eventuali visite domiciliari oppure appuntamenti ambulatoriali. Le visite presso la Casa di Comunità saranno effettuate dalle 14 alle 16, dal lunedì al venerdì.
Per venerdì 14 agosto, giornata prefestiva, sarà invece attivato il servizio di continuità assistenziale, l’ex guardia medica, a partire dalle ore 10.
L’obiettivo dell’Ast è garantire nel frattempo una copertura assistenziale ai cittadini rimasti senza medico, in attesa di arrivare a una soluzione strutturale.
«L’attivazione dell’ambulatorio diurno presso la nostra Casa di Comunità rappresenta una prima risposta essenziale per garantire la continuità dell’assistenza primaria ai nostri cittadini in questo momento di transizione», sottolinea il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei.
La priorità, aggiunge la sindaca, resta però «una rapida e definitiva presa in carico degli assistiti attraverso la stabilizzazione di nuovi medici di medicina generale», affinché sia garantito a tutti i cittadini il diritto all’assistenza sanitaria di base.
Piermattei ha inoltre ringraziato la dottoressa Caciorgna «per gli anni di dedizione alla nostra comunità» e per la disponibilità a collaborare alla formazione e al tutoraggio dei nuovi medici. «Come Amministrazione comunale continueremo a monitorare con estrema attenzione l’evoluzione dell’organizzazione medica di base sul nostro territorio», conclude.
Un check-up della fragilità per prevenire cadute, fratture e ricoveri impropri direttamente all'interno della residenza protetta "Casa Amica" di Camerino, con un modello integrato tra ospedale e territorio destinato a essere esportato nell'intera provincia di Macerata e nelle Marche. È l'iniziativa di prevenzione promossa dalla medicina interna dell'ospedale di Camerino, diretta dalla dottoressa Annamaria Schimizzi, pensata per individuare precocemente fattori di rischio come malnutrizione e osteoporosi tra gli ospiti della struttura.
L'attività clinica prevede una valutazione strutturata condotta dai medici del reparto attraverso parametri antropometrici, esami di laboratorio e strumenti validati a livello internazionale. I dati raccolti permetteranno di definire percorsi assistenziali personalizzati con interventi nutrizionali, attività fisica adattata e terapie mirate, garantendo un monitoraggio continuo nel tempo anche mediante l'impiego di televisite dedicate. Il progetto si avvale della collaborazione dei medici di medicina generale, che parteciperanno alla definizione delle strategie preventive per una presa in carico continuativa degli anziani fragili.
"Con questa iniziativa la medicina interna di Camerino conferma l'impegno nello sviluppo di modelli capaci di anticipare i bisogni di salute prima che la fragilità si traduca in eventi clinici gravi", ha sottolineato il direttore generale dell'Ast di Macerata, Alessandro Marini.
Soddisfazione è stata espressa anche dalla dottoressa Annamaria Schimizzi, che ha evidenziato l'alta adesione di ospiti e familiari a una "medicina vicina alle persone". Per Angelo Montaruli, presidente della fondazione casa amica, si tratta di "un progetto innovativo e unico nel suo genere che punta sull'invecchiamento attivo e che potrà essere replicato in altre strutture regionali", mentre il sindaco di camerino, Roberto Lucarelli, ha rimarcato la sinergia vincente "tra sanità, sociale e amministrazione pubblica per offrire benefici concreti alla comunità".
Angelica Picciola e Matilde Maria Mercuri rappresenteranno l’Italia ai Campionati Europei giovanili di Sumo 2026, in programma in Ungheria nel fine settimana del 20 settembre. Le due atlete, entrambe tesserate e allenate al Cus Macerata, sono state convocate dalla Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (FIJLKAM) per guidare la spedizione azzurra nella rassegna continentale.
La doppia convocazione conferma il percorso di crescita del sumo italiano e la volontà della federazione di investire sulle nuove generazioni. Un movimento che sta attraversando una fase particolarmente positiva, come dimostrano i risultati ottenuti nel circuito della Sumo European Cup 2026, chiuso dall’Italia con un bottino complessivo di 15 medaglie: tre ori, quattro argenti e otto bronzi.
Tra le principali carte azzurre ci sarà Angelica Picciola, impegnata nella categoria +65 chilogrammi. L’atleta si è già messa in evidenza a livello internazionale grazie allo storico bronzo conquistato a Tallinn, risultato ottenuto dopo aver superato la favorita di casa davanti al pubblico estone. La sua forza fisica e la maturità tattica maturata nelle competizioni internazionali la candidano a un ruolo da protagonista anche nella prossima rassegna europea.
Grande attesa anche per Matilde Maria Mercuri, che gareggerà nella categoria -50 chilogrammi. Tecnica, velocità e determinazione rappresentano le caratteristiche principali della giovane atleta, che nelle precedenti esperienze internazionali è riuscita a confrontarsi con alcune delle migliori interpreti della disciplina, dimostrando di poter competere ai massimi livelli e alimentando ambizioni da podio.
Per le due portacolori del Cus Macerata è iniziato il conto alla rovescia verso l’appuntamento continentale. L’obiettivo sarà quello di confermare i progressi mostrati negli ultimi anni e contribuire ai risultati della nazionale italiana in una competizione che vedrà confrontarsi i migliori talenti europei del sumo giovanile.
Giulio Pellizzari chiude la Vuelta a Burgos 2026 con una vittoria di prestigio. Il corridore marchigiano della Red Bull-Bora-Hansgrohe si è imposto nella quinta e ultima tappa della corsa spagnola, conquistando il traguardo delle Lagunas de Neila al termine di una frazione decisiva per la classifica generale.
La giornata conclusiva della corsa iberica ha visto i migliori uomini della graduatoria sfidarsi sull’ascesa finale. Pellizzari ha scelto il momento giusto per lanciare il proprio attacco, accelerando nell’ultimo tratto della salita e riuscendo a fare la differenza rispetto agli avversari. Il marchigiano è transitato per primo sotto lo striscione d’arrivo, firmando così uno dei successi più significativi della sua stagione.
Alle sue spalle si è sviluppata la battaglia per la vittoria finale della Vuelta a Burgos. A conquistare la classifica generale è stato l’austriaco Felix Gall, che ha difeso il primato accumulato nelle tappe precedenti. Sul podio finale è salito anche l’italiano Giulio Ciccone, autore di una prova solida che gli ha permesso di chiudere al terzo posto assoluto.
Per il ciclismo italiano la tappa conclusiva ha regalato ulteriori soddisfazioni grazie al quarto posto di Ciccone e alla presenza nella top ten di giornata di Lorenzo Fortunato, nono al traguardo.
Il successo ottenuto sulle rampe delle Lagunas de Neila conferma ancora una volta le qualità di Pellizzari, protagonista di una stagione che lo vede tra i giovani italiani più interessanti del panorama internazionale. La vittoria nell’ultima frazione della Vuelta a Burgos rappresenta un segnale importante in vista dei prossimi appuntamenti della stagione.
A luglio il tasso fisso medio sui finanziamenti a 20 e 30 anni si è attestato al 3,33%, mentre il variabile, dopo il rialzo dei tassi deciso dalla Bce a giugno, è salito al 2,80%. Il mercato dei mutui torna quindi a vedere il variabile come l’opzione più conveniente, anche se il vantaggio rispetto al fisso si è ridotto.
Secondo i dati dell’Osservatorio MutuiOnline.it, la differenza tra le due tipologie di finanziamento è passata dagli 80 ai 53 punti base in media. Considerando un mutuo ventennale da 140mila euro, la rata media con tasso variabile si attesta oggi intorno ai 762 euro al mese, contro gli 800 euro del fisso: una differenza di circa 37 euro mensili.
Si riduce anche il risparmio complessivo sugli interessi da versare durante il periodo del finanziamento: il vantaggio del variabile è passato dagli oltre 13.400 euro di giugno agli 8.900 euro di luglio.
Nelle Marche il quadro resta comunque caratterizzato da richieste più contenute rispetto alla media nazionale. A luglio l’importo medio richiesto per un mutuo è stato di 118.382 euro, contro i 143.200 euro registrati in Italia. Anche il valore medio degli immobili acquistati risulta inferiore: 200.109 euro nella regione, rispetto ai 227mila euro della media nazionale.
La durata media dei mutui nelle Marche è di 24 anni e 3 mesi, leggermente inferiore al dato italiano di 24 anni e 6 mesi. Anche l’età dei richiedenti è più bassa: in regione la media si ferma a 38 anni e 7 mesi, contro i 40 anni e 2 mesi a livello nazionale.
Analizzando i dati delle singole province marchigiane, Macerata è il territorio dove i richiedenti risultano più giovani: l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo a luglio è di 33 anni e 10 mesi.
Il Maceratese registra però anche gli importi medi più bassi della regione: per acquistare casa vengono richiesti in media 64.600 euro, mentre il valore medio degli immobili si attesta sui 110mila euro. Sempre in provincia di Macerata si trovano i finanziamenti con la durata media più breve, pari a circa 18 anni.
All’opposto, è la provincia di Fermo a far registrare gli importi medi più elevati, con richieste pari a 152.400 euro, e il valore medio degli immobili più alto delle Marche, pari a 272mila euro. I mutui più lunghi invece si registrano ad Ascoli Piceno, con una durata media di circa 30 anni.
Secondo l’analisi di MutuiOnline.it, nonostante l’incertezza dei mercati e il contesto internazionale ancora instabile, i tassi sui mutui si mantengono comunque su livelli favorevoli rispetto agli anni precedenti, con variazioni contenute rispetto ai minimi registrati alla fine del 2025.
Carburanti ancora sotto osservazione in pieno esodo estivo, ma arriva una novità dal Governo: il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga del taglio delle accise sul gasolio fino al 25 agosto, estendendo la misura che sarebbe scaduta il 6 agosto.
Il provvedimento prevede una riduzione di 17 centesimi al litro sul diesel e arriva mentre i prezzi alla pompa continuano a mantenersi su livelli elevati. La decisione è maturata dopo un confronto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il gasolio self supera ovunque la soglia dei 2 euro al litro, con una media nazionale che resta attorno ai livelli record registrati nelle ultime settimane. La benzina si mantiene invece poco sotto o poco sopra i 2 euro al litro a seconda dei territori.
A livello regionale emergono differenze significative. Il prezzo più alto del gasolio self si registra nella Provincia di Bolzano con 2,136 euro al litro, seguita dalla Sicilia con 2,123 euro e dalla Calabria con 2,120 euro. Tra i valori più bassi si confermano invece le Marche con 2,078 euro al litro, seguite dal Veneto con 2,082 euro e dall’Umbria con 2,085 euro.
Per la benzina self, il prezzo più elevato resta nella Provincia di Bolzano con 2,030 euro al litro, seguita dalla Valle d’Aosta con 2,018 euro e dalla Calabria con 2,016 euro. I prezzi più contenuti si registrano invece nelle Marche e nel Lazio, entrambe a 1,986 euro al litro, seguite dal Veneto con 1,988 euro.
Anche GPL e metano mostrano differenze territoriali. Il GPL servito varia dai 0,707 euro al litro della Campania agli 0,857 euro della Sardegna, mentre per il metano il prezzo più elevato si registra in Sicilia con 1,867 euro, davanti a Calabria (1,746 euro) e Provincia di Bolzano (1,730 euro).
Nelle Marche, il monitoraggio evidenzia un prezzo medio di 2,078 euro al litro per il gasolio self, 1,986 euro per la benzina self, 0,779 euro per il GPL servito e 1,589 euro per il metano servito, confermando la regione tra quelle con i costi più contenuti a livello nazionale.
Il nuovo intervento sulle accise punta ad alleggerire almeno in parte il peso dei rincari durante il periodo di maggiore mobilità estiva. L’aumento dei costi di rifornimento continua però a preoccupare non solo le famiglie in partenza per le vacanze, ma anche il settore dell’autotrasporto e della logistica, fortemente dipendente dal diesel e quindi particolarmente esposto alle oscillazioni dei prezzi.
L’attenzione resta ora concentrata sull’andamento dei mercati energetici nelle prossime settimane. Con la proroga fino al 25 agosto, il Governo prova a contenere l’impatto dei rincari sul gasolio, ma resta da capire quale sarà l’evoluzione dei prezzi alla pompa una volta terminata la misura.
Cambia la disposizione delle aule per centinaia di alunni dell’istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" di San Severino Marche in vista dell'inizio delle lezioni, fissato per il prossimo 14 settembre. La riorganizzazione temporanea della "geografia scolastica" si è resa necessaria per consentire l’avvio dei cantieri di ricostruzione post-sisma e di riqualificazione strutturale programmati dal comune di San Severino Marche presso l'asilo "Gentili".
La nuova articolazione delle sedi, predisposta dalla dirigente scolastica Catia Scattolini in stretta sinergia con l'amministrazione comunale, vedrà la sezione A della scuola dell'infanzia "Gentili" trasferita presso il plesso "Virgilio". Il plesso "D'Alessandro" accoglierà invece sei sezioni d'infanzia, accorpando le sezioni B e C della "Gentili" e le sezioni B, C, D ed E della scuola dell'infanzia "Luzio". Contestualmente, le classi quinte (5^B, 5^C e 5^D) della scuola primaria "D'Alessandro" saranno ospitate nella sede centrale dell'istituto.
Le famiglie degli studenti coinvolti riceveranno nei prossimi giorni le indicazioni di dettaglio su orari, modalità di accesso e gestione dei servizi di mensa e trasporto scolastico. "La nuova organizzazione si è resa necessaria per avviare un cantiere molto importante per la futura edilizia scolastica della nostra città", ha spiegato il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, scusandosi per gli inevitabili disagi e confidando nella collaborazione di genitori e personale scolastico.
L’Università di Macerata introduce una riduzione fino a 500 euro sulle tasse di iscrizione ai percorsi di formazione iniziale e abilitazione all’insegnamento che saranno attivati nell’anno accademico 2026/2027.
L’agevolazione è rivolta a coloro che intendono intraprendere il percorso per diventare docenti e che, entro il prossimo 15 settembre, completeranno la procedura di manifestazione di interesse predisposta dall’Ateneo. La richiesta dovrà essere effettuata attraverso il form online, con successiva conferma della ricezione dell’e-mail automatica e invio della documentazione necessaria per la prevalutazione.
La manifestazione di interesse, precisa l’Università, non comporta alcun obbligo di iscrizione ai corsi e non sostituisce la partecipazione al futuro bando ufficiale. L’invio della documentazione, inoltre, non garantisce l’ammissione ai percorsi né il conseguimento di una posizione utile in graduatoria.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di agevolare quanti intendono ottenere l’abilitazione all’insegnamento e, allo stesso tempo, permettere all’Ateneo di programmare con maggiore efficacia l’organizzazione delle attività formative.
Per il prossimo anno accademico, UniMc ha infatti richiesto al Ministero dell’Università e della Ricerca l’accreditamento di 16 classi di concorso, relative a diversi ambiti disciplinari: letterario, linguistico, filosofico, storico, geografico, artistico, economico, giuridico, informatico e motorio.
Tra le classi per cui è stato richiesto l’accreditamento figurano anche quelle relative alle lingue straniere francese, inglese, spagnolo e cinese.
L’avvio effettivo dei percorsi abilitanti resta comunque subordinato al via libera ministeriale e alla successiva pubblicazione dei bandi da parte dell’Ateneo.
Le informazioni sulla procedura, sulla documentazione necessaria e sulle agevolazioni previste sono disponibili sul sito dell’Università di Macerata.
Le 16 classi di concorso richieste da UniMc
Le classi di concorso per le quali l’Università di Macerata ha presentato richiesta di accreditamento al MUR sono:
A001 – Disegno e storia dell’arte nell’istruzione secondaria di I e II grado
A011 – Discipline letterarie e latino
A012 – Discipline letterarie nell’istruzione secondaria di I e II grado
A013 – Discipline letterarie, latino e greco
A018 – Filosofia e scienze umane
A019 – Filosofia e storia
A021 – Geografia
AA22 – Lingue e culture straniere (francese)
AB22 – Lingue e culture straniere (inglese)
AC22 – Lingue e culture straniere (spagnolo)
AI22 – Lingue e culture straniere (cinese)
A041 – Scienze e tecnologie informatiche
A045 – Scienze economico-aziendali
A046 – Scienze giuridico-economiche
A048 – Scienze motorie e sportive nell’istruzione secondaria di I e II grado
A054 – Storia dell’arte
Tosca, L’elisir d’amore e La traviata degli specchi. Sono questi i tre titoli scelti per il Macerata Opera Festival 2027, annunciati durante la conferenza stampa che ha chiuso ufficialmente la stagione 2026. Un programma che guarda alla tradizione dello Sferisterio, alternando nuove produzioni e grandi allestimenti già entrati nella storia del festival.
Ad aprire la prossima stagione sarà Tosca di Giacomo Puccini, con un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi. La regia sarà affidata al regista statunitense Tomer Zvulum, mentre sul podio tornerà Ramón Tebar, già protagonista quest’anno per la prima volta allo Sferisterio.
Per Tosca si tratta di un ritorno importante: l’ultima rappresentazione all’Arena risale al 2022, mentre la prima risale addirittura al 1968. Nella storia dello Sferisterio il titolo ha raggiunto circa 50 recite.
Il secondo titolo sarà L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, già proposto a Macerata nel 2018. Il nuovo allestimento sarà firmato da Damiano Michieletto, tra i registi più affermati del panorama italiano, alla direzione musicale Corrado Rovaris. L’opera debuttò allo Sferisterio nel 1994.
A chiudere il trittico sarà invece un grande ritorno: Traviata, nella celebre versione de “Traviata degli specchi”, capolavoro del regista tedesco Henning Brockhaus, che torna a Macerata dopo quattro anni. Sul podio debutterà allo Sferisterio Lu Jia. La prima edizione dell'allestimento risale al 1992 e, da allora, ha collezionato oltre 50 riallestimenti e più di 100 repliche, diventando uno degli spettacoli d'opera più rappresentati e visti al mondo. Una produzione ormai entrata nell'immaginario del Macerata Opera Festival, il cui impatto scenico trova nello spazio dello Sferisterio una delle sue espressioni più suggestive.
Il programma del 2027 arriva al termine di una stagione 2026 che, secondo i dati presentati durante la conferenza stampa, ha registrato una crescita rispetto all’anno precedente. Sono stati circa 1.600 gli spettatori in più, mentre gli incassi della biglietteria sono aumentati di circa 48mila euro.
Numeri che per la sovrintendente Lucia Chiatti rappresentano «una grande soddisfazione» e una restituzione concreta del lavoro svolto durante la stagione. Chiatti ha sottolineato anche il ruolo dei giovani coinvolti nel festival e il clima di collaborazione costruito tra maestranze, sindacati e organizzazione.
Il 2026 ha visto inoltre oltre 16mila bambini coinvolti nelle attività di Sferisterio Scuola, un risultato che ha portato al riconoscimento della Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica. Positivo anche il riscontro delle anteprime dedicate agli under 30.
Per il direttore artistico Marco Vinco, il bilancio della stagione è racchiuso in una parola: «Grazie». Il direttore ha parlato di un successo artistico accompagnato da un risultato positivo anche sul fronte del pubblico e degli incassi. Una stagione costruita su diverse scommesse, a partire da Nabucco, passando per il discusso Barbiere di Siviglia e arrivando al Trovatore. A chiudere il festival sarà Carmina Burana, già sold out da mesi.
Soddisfazione anche dal sindaco Sandro Parcaroli, che ha parlato di una stagione «meravigliosa», caratterizzata dalla presenza di molti giovani, spettatori da fuori regione e turisti europei. L’assessore alla Cultura Lorella Benedetti ha invece definito il Macerata Opera Festival parte dell’identità della città, indicando nel successo del 2026 un possibile volano per le prossime edizioni.
Ora lo sguardo è già rivolto al 2027: tre titoli, due grandi ritorni e una nuova produzione per riportare ancora una volta il pubblico nello Sferisterio.
Una passeggiata enogastronomica fino al Laghetto Azzurro, tra prodotti tipici, racconti del territorio e un concerto al tramonto con il violinista ufficiale della band di Claudio Baglioni. È “Emozioni tra gusto e natura”, l'iniziativa in programma domenica 9 agosto a Ussita per valorizzare paesaggio, tradizioni e sapori dei Monti Sibillini.
L'evento è organizzato dall’A.S.D. Gioco Bocce Ussita, dal Comune di Ussita e dalla ProLoco Ussita – APS, e propone un percorso immersivo tra natura e cultura con la partecipazione del Pastore Poeta Renato Marziali, chiamato ad accompagnare i partecipanti alla scoperta delle suggestive Panchine Parlanti.
La partenza è fissata alle 18:30 da Casetta Ruggeri. Da qui prenderà il via la passeggiata che condurrà fino al Laghetto Azzurro, dove i partecipanti potranno vivere un momento dedicato ai sapori locali attraverso degustazioni di prodotti tipici, realizzate in collaborazione con aziende agricole e ristoratori del territorio.
Un appuntamento pensato per unire la bellezza dei paesaggi montani alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche locali, offrendo a residenti e turisti un'esperienza tra natura, racconti e convivialità.
La serata proseguirà alle 21 con il concerto di Pio Spiriti, violinista ufficiale della band di Claudio Baglioni, che si esibirà accompagnato al pianoforte da Louis Tarantino.
L'iniziativa si inserisce nel calendario estivo di Ussita, che anche quest'anno propone numerosi appuntamenti dedicati alla cultura, alla musica e alla promozione del territorio, con l'obiettivo di far conoscere e vivere le bellezze dei Sibillini attraverso esperienze capaci di coinvolgere comunità e visitatori.
Per partecipare è consigliata la prenotazione ai numeri 3357181226 e 3701228568.
Grande successo a Pieve Torina per l'edizione 2026 di Pievetoridens, il festival dedicato alla comicità che ha portato nel borgo spettacoli di magia comica e artisti capaci di conquistare il pubblico.
Una manifestazione che, secondo il sindaco Alessandro Gentilucci, si conferma anche un importante trampolino di lancio per giovani talenti. «Pievetoridens si conferma trampolino di lancio per giovani artisti come Matthias Martelli, oggi stimatissimo interprete acclamato in tutto il mondo», commenta il primo cittadino.
Fin dalla sua nascita, il festival ha scelto di puntare su una comicità lontana dalla battuta greve, privilegiando spettacoli basati sull'intelligenza, sulla qualità degli interpreti e sul rapporto con il pubblico. Una scelta che, sottolinea Gentilucci, «si è rivelata vincente».
A chiudere l'edizione è stato lo spettacolo andato in scena a Casavecchia, che ha avuto come protagonista Nicola Virdis, salutato dal pubblico con applausi scroscianti.
«Uno strepitoso Nicola Virdis», lo definisce Gentilucci, descrivendolo come «un artista vero, intelligente, capace di una dinamica relazionale con il pubblico assolutamente efficace».
Il sindaco ha infine rivolto un ringraziamento ai fratelli Pompei dell'omonimo locale storico e all'azienda Lucarini, protagonisti di una collaborazione definita «un'accoppiata vincente per qualità dei prodotti e generosità».
Pievetoridens si chiude dunque con un bilancio positivo e con la conferma di una formula capace di portare comicità, spettacolo e partecipazione nel territorio di Pieve Torina.
Civitanova Marche rafforza il sistema di sicurezza urbana: l'amministrazione comunale ha programmato l'installazione di 38 nuove telecamere di ultima generazione nell’area portuale, uno dei punti strategici della città dal punto di vista economico e sociale.
L’intervento si inserisce in un piano più ampio di potenziamento della videosorveglianza cittadina, che nelle scorse settimane aveva già previsto l’arrivo di 26 nuove telecamere destinate al lungomare e alla viabilità urbana.
L’obiettivo è quello di creare un sistema di controllo sempre più capillare, attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate e strumenti intelligenti di monitoraggio, in grado di supportare il lavoro delle forze dell'ordine e contribuire alla prevenzione di episodi di illegalità.
"Continuiamo a investire in sicurezza con fatti concreti - dichiara il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica -. La videosorveglianza rappresenta un presidio fondamentale per prevenire episodi di illegalità, supportare il lavoro costante delle forze dell'ordine e tutelare cittadini e attività economiche".
"Il porto, che costituisce un’infrastruttura strategica per Civitanova, merita un sistema di controllo all’altezza della sua importanza economica e sociale - aggiunge il primo cittadino -. Il nostro obiettivo è costruire una città sempre più sicura, moderna e vivibile per tutti ed è in questa direzione che continueremo a lavorare".
Attualmente il patrimonio tecnologico comunale conta 217 telecamere già operative. Con i nuovi interventi programmati, la rete di videosorveglianza sarà ulteriormente ampliata.
Grande festa a Tolentino per i 103 anni di Palma Fermanelli, la "nonnina" della città, che ha celebrato il prestigioso traguardo circondata dall'affetto dei propri familiari. Ospite dell'Asp di Tolentino, Palma Fermanelli è stata festeggiata con una bella festa di compleanno insieme ai figli, ai nipoti e ai pronipoti, che hanno voluto condividere con lei questo momento speciale.
A portare gli auguri dell'amministrazione comunale e dell'intera comunità tolentinate è stata il vicesindaco Alessia Pupo, che ha fatto visita alla festeggiata consegnandole anche una pergamena celebrativa come ricordo dell'importante ricorrenza. Un momento di gioia e di affetto che ha permesso di rendere omaggio a una delle cittadine più longeve di Tolentino, circondata dall'abbraccio della famiglia e della comunità.
Una serata di emozioni, affetto e gratitudine per don Gianni Compagnucci, parroco della comunità di San Catervo a Tolentino, che nei giorni scorsi ha festeggiato il traguardo dei sessant'anni con una sorpresa organizzata dai suoi parrocchiani.
La festa è stata preparata in occasione della celebrazione della messa nella chiesa di San Catervo, dove la comunità ha voluto rivolgere al sacerdote i propri auguri. La funzione religiosa è stata celebrata da don Gianni insieme a don Ariel Veloz, al priore della Basilica di San Nicola, padre Massimo Giustozzo, e a padre Gabriele Pedicino.
Al termine della celebrazione, il parroco pensava di trascorrere il compleanno in famiglia, ma ad attenderlo c'era una sorpresa organizzata nei minimi dettagli. Una volta entrato nel locale scelto per i festeggiamenti, don Gianni si è trovato davanti decine di parrocchiani pronti ad accoglierlo con entusiasmo e affetto.
Alla serata hanno partecipato anche rappresentanti dell'amministrazione comunale di Tolentino, tra cui il sindaco Mauro Sclavi, il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi, l'assessore Benedetta Lancioni e i consiglieri comunali Monia Prioretti e Silvia Tatò. Presenti anche l'ex sindaco Giuseppe Pezzanesi, i sacerdoti della città e don Fabio Moretti, compagno di seminario di don Gianni.
Un momento di condivisione che ha riunito fedeli, amici e istituzioni cittadine, testimonianza del forte legame costruito negli anni dal parroco con la comunità di San Catervo.
La serata si è conclusa con il tradizionale taglio della torta e il brindisi per i sessant'anni di don Gianni Compagnucci, accompagnato dagli auguri per il suo servizio pastorale e per il cammino portato avanti alla guida della parrocchia.
Si è svolta ieri sera a Macerata la nuova edizione di "Orim all'Opera", l'appuntamento culturale ideato da Alfredo Mancini, Amministratore Delegato di ORIM la società di Piediripa di Macerata leader nel recupero di metalli preziosi e materie prime critiche. L'iniziativa, nata nel 2005, unisce da anni imprenditoria, cultura e territorio, offrendo a clienti, fornitori e ospiti una serata che coniuga convivialità e alta cultura musicale.
Il programma ha previsto alle ore 18:30 una cena di gala presso lo storico Palazzo Buonaccorsi, alla quale hanno preso parte, tra gli altri ospiti, Alfredo Mancini e il Rettore dell'Università di Macerata, John McCourt. A seguire, alle 21:00, gli invitati hanno raggiunto l'Arena Sferisterio per assistere al Carmina Burana di Carl Orff, nell'ambito del Macerata Opera Festival.
L'iniziativa nasce dalla volontà di Mancini di unire la passione per l'arte e la musica alla promozione del territorio marchigiano e del settore del recupero ambientale, spesso poco conosciuto nella sua complessità e nel suo valore strategico per l'economia circolare.
«Da anni crediamo che il valore di un'impresa non si misuri solo nei risultati industriali, ma anche nella capacità di restituire qualcosa al territorio in cui opera. Orim all'Opera nasce proprio da questo: l'idea che cultura, bellezza e lavoro possano parlare la stessa lingua, e che un settore complesso come il nostro, quello del recupero delle materie prime critiche, abbia bisogno anche di momenti come questo per essere raccontato e compreso.» ha dichiarato Alfredo Mancini, Amministratore Delegato di ORIM Srl."Orim all'Opera" ha confermato così il proprio ruolo di ponte tra mondo dell'impresa, istituzioni accademiche e patrimonio culturale del territorio, in un'edizione che ha rinnovato il legame tra Macerata, la sua Arena Sferisterio e le eccellenze imprenditoriali locali.
Il forest bathing torna protagonista a Pieve Torina, dove il Sentiero delle Acque ha ospitato un'esperienza in notturna di immersione guidata nella natura lungo il torrente Sant'Angelo. Un appuntamento che ha attirato numerosi partecipanti, arrivati anche da fuori regione, confermando l'interesse per le attività legate al benessere e al contatto con l'ambiente.
L'esperienza ha accompagnato i partecipanti alla scoperta del bosco e del corso d'acqua attraverso suoni, profumi e vibrazioni della natura, in un percorso pensato per stimolare i sensi e favorire una connessione più profonda con l'ambiente circostante.
«Proseguiamo l'esplorazione sul benessere, stavolta quello derivante dal contatto con i suoni, i profumi, le vibrazioni del bosco e del fiume», sottolinea il sindaco Alessandro Gentilucci.
Pieve Torina ha iniziato da tempo a investire in questo tipo di turismo esperienziale. «Siamo stati i primi a portare il forest bathing in questi territori organizzando anche dei corsi che hanno formato diversi operatori che oggi possono offrire questi servizi ai turisti», spiega il sindaco.
Una scelta legata anche alle caratteristiche del territorio. «Le nostre foreste e gli spazi aperti si prestano perfettamente a questa tipologia di esperienze», aggiunge Gentilucci, secondo cui la ricerca di benessere passa sempre più dal rapporto con la natura e dalla possibilità di «riscoprire e rivitalizzare i sensi lasciandosi trasportare in uno spazio di sensazioni».
Il forest bathing, pratica nata in Giappone e conosciuta anche come shinrin-yoku, si basa proprio sull'immersione consapevole negli ambienti naturali. Per Pieve Torina rappresenta anche una nuova opportunità di valorizzazione del territorio e di attrazione turistica.
L'obiettivo dell'amministrazione è ora ambizioso: «Pieve Torina si candida a diventare la capitale del forest bathing marchigiano», conclude Gentilucci.