La squadra mobile della Questura di Macerata ha messo fine alla libertà di un 53enne italiano, pluripregiudicato residente in provincia, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano. L'uomo è stato rintracciato nel pomeriggio di ieri, 20 aprile, dagli agenti che hanno dato esecuzione al provvedimento giudiziario.
Il 53enne è finito al centro di una complessa inchiesta legata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo avrebbe avuto un ruolo attivo in un'organizzazione dedita allo spaccio e all'importazione di droga tra l’Italia e la Spagna, con reati commessi in un arco temporale che va dal 2015 al 2022. Le attività illecite non riguardavano solo la rotta internazionale, ma anche la vendita al dettaglio di stupefacenti nelle province di Macerata e Milano.
Oltre ai pesanti precedenti legati alla droga, l’arrestato ha a proprio carico anche diversi reati contro la persona. Dopo il fermo, l'uomo è stato condotto negli uffici della Questura per gli accertamenti fotodattiloscopici di rito. Al termine delle procedure burocratiche, la Polizia ha provveduto al trasferimento presso la casa di reclusione di Fermo, dove il pluripregiudicato dovrà scontare una pena definitiva di 5 anni e mezzo di reclusione.
La squadra mobile della Questura di Macerata ha messo fine alla libertà di un 53enne italiano, pluripregiudicato residente in provincia, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano. L'uomo è stato rintracciato nel pomeriggio di ieri, 20 aprile, dagli agenti che hanno dato esecuzione al provvedimento giudiziario.
Il 53enne è finito al centro di una complessa inchiesta legata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo avrebbe avuto un ruolo attivo in un'organizzazione dedita allo spaccio e all'importazione di droga tra l’Italia e la Spagna, con reati commessi in un arco temporale che va dal 2015 al 2022. Le attività illecite non riguardavano solo la rotta internazionale, ma anche la vendita al dettaglio di stupefacenti nelle province di Macerata e Milano.
Oltre ai pesanti precedenti legati alla droga, l’arrestato ha a proprio carico anche diversi reati contro la persona. Dopo il fermo, l'uomo è stato condotto negli uffici della Questura per gli accertamenti fotodattiloscopici di rito. Al termine delle procedure burocratiche, la Polizia ha provveduto al trasferimento presso la casa di reclusione di Fermo, dove il pluripregiudicato dovrà scontare una pena definitiva di 5 anni e mezzo di reclusione.
A poche ore dalla diffusione della notizia relativa all’ispezione dei carabinieri del Nas (leggi qui), la proprietà dello stabilimento balneare Peté prende posizione attraverso una nota ufficiale per sottolineare come l'attività non abbia mai subito interruzioni.
Il punto fermo della replica è l'assenza di provvedimenti restrittivi sulla continuità del servizio: "È importante chiarire un punto fondamentale: il ristorante non è mai stato chiuso - si spiega -. Non c’è stata alcuna sospensione dell’attività, in quanto non sono emersi presupposti tali da determinare la chiusura da parte dei Nas".
"C’è stata la consueta cena spettacolo del sabato, con l'ennesimo sold out, e la domenica l’apertura è stata regolare - viene aggiunto -. Il locale è rimasto chiuso solamente il lunedì a pranzo, ma per nostra scelta, trattandosi del turno di riposo che osserviamo da anni".
Entrando nel merito delle contestazioni igienico-sanitarie, la proprietà ridimensiona la portata dei rilievi, definendoli "criticità minori", "come la presenza di alcune formiche e una trappola di monitoraggio (strumento preventivo obbligatorio e utilizzato proprio per garantire il controllo degli infestanti) in cui era presente un animale".
La direzione del Peté conferma di aver reagito con la massima serietà: "Si è immediatamente provveduto alla sanificazione degli ambienti e al rafforzamento delle procedure di controllo, come è corretto e doveroso fare in questi casi. Stiamo parlando di un locale conosciuto e apprezzato, che lavora quotidianamente con materie prime di qualità, incluso pesce fresco, e che ha costruito la propria reputazione nel tempo con serietà e professionalità. Chi lavora in questo settore sa bene che i controlli fanno parte del mestiere e che la vera differenza sta nella capacità di intervenire subito. Il ristorante è aperto e continua regolarmente la propria attività".
Un uomo di 37 anni è rimasto gravemente ferito nel tardo pomeriggio di oggi, a Macerata, dopo essere caduto dal cavalcavia che sovrasta il tunnel ferroviario, nel tratto dove transitano i treni diretti verso Civitanova Marche, nei pressi della stazione. È successo poco prima delle 19:30.
L’allarme è scattato immediatamente, portando sul luogo i sanitari del 118. Data la dinamica dell'incidente e la gravità dei traumi riportati, gli operatori hanno richiesto l’intervento d’urgenza dell’eliambulanza. Il ferito, dopo le prime cure prestate sul posto per stabilizzarlo, è stato caricato a bordo del velivolo e trasportato in codice rosso all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Le sue condizioni sono giudicate critiche.
Oltre al personale sanitario, sono intervenuti gli agenti della Polizia per effettuare i rilievi di rito e ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. L'ipotesi principale vagliata dagli inquirenti è che si sia trattato di un gesto volontario. L'uomo avrebbe posteggiato la propria auto davanti alla chiesa dei Cappuccini per poi gettarsi nel vuoto dal cavalcavia e atterrare sui binari.
Altra giornata da incorniciare per Giulio Pellizzari. Il 22enne ciclista camerte, portacolori della Red Bull - Bora - hansgrohe, ha conquistato una splendida vittoria nella seconda tappa del Tour of the Alps, un percorso di 147,5 chilometri scattato da Telfs, in Tirolo, e conclusosi sull'impegnativa ascesa di Val Martello, in Alto Adige. Con questo successo, Pellizzari balza anche al comando della classifica generale.
LA TAPPA - La frazione, caratterizzata dalla lunga fuga di Mattia Gaffuri, si è decisa sulla salita finale di Val Martello, un’ascesa selettiva con una pendenza media dell’8%. Qui il gruppo dei migliori ha ripreso il fuggitivo. Allo sprint, Pellizzari ha confermato il feeling con gli arrivi veloci facendo valere la sua potenza e precedendo Arensman per la sua seconda vittoria in carriera, dopo la tappa alla Vuelta 2025. Una prestazione che gli vale anche la maglia di leader della generale, con 4 secondi su Arensman e 6 su Gaffuri.
Questa vittoria al Tour of the Alps non è un semplice successo di tappa, ma assume un significato ancora più profondo in ottica Giro d’Italia, la Corsa Rosa che partirà tra poche settimane. Pellizzari, infatti, sarà il capitano designato della Red Bull al Giro e il Tour of the Alps rappresenta la corsa preparatoria ideale.
A conferma della centralità di questo evento, basti pensare che tre dei compagni presenti in questa trasferta alpina lo accompagneranno anche al Giro d'Italia: si tratta di Vlasov, Aleotti e Zwiehoff. I segnali lanciati oggi da Pellizzari sono estremamente positivi e fanno sognare i tifosi di Camerino e di tutta la provincia di Macerata. domani è in programma la terza frazione, 175,1 chilometri da Laces ad Arco, dove Pellizzari dovrà difendere la maglia di leader.
Pensava di averla fatta franca dopo una fuga fulminea tra le vie del centro, ma il suo volto era stato già immortalato dai sistemi di sicurezza. I carabinieri della stazione locale, al termine di una mirata attività di indagine, hanno denunciato in stato di libertà uno studente di 25 anni, residente nell'Ascolano, ritenuto responsabile del reato di furto aggravato.
L'episodio è avvenuto all'interno di un noto supermercato cittadino. Secondo quanto ricostruito dai militari, il giovane è entrato nel punto vendita come un normale cliente, ma ha iniziato a prelevare dagli scaffali un'ingente quantità di prodotti, per un valore complessivo di quasi 300 euro. Invece di presentarsi alla cassa per il pagamento, il 25enne ha occultato la merce all'interno di uno zaino e, approfittando di un momento di distrazione del personale, è riuscito a dileguarsi rapidamente all'esterno, facendo perdere le proprie tracce nelle vie limitrofe.
A dare il via alle ricerche è stata la denuncia sporta dal direttore dell'esercizio commerciale. L'attività investigativa dell'Arma si è rivelata decisiva: grazie a una meticolosa analisi dei filmati della videosorveglianza interna ed esterna, i carabinieri sono riusciti a ricostruire i movimenti del giovane e a risalire alla sua identità. Per lo studente è scattata la denuncia all'autorità giudiziaria per furto aggravato.
Al via un importante intervento di manutenzione stradale nel cuore di Macerata. La polizia locale ha emesso un'ordinanza per disciplinare la circolazione in vista dei lavori di asfaltatura in via Zara, che comporteranno modifiche sostanziali al traffico e alla sosta per circa una settimana. I primi provvedimenti scatteranno alle ore 7:00 di domani, 22 aprile, e resteranno in vigore fino al 28 aprile.
Nella prima fase, il cantiere interesserà il tratto di via Zara compreso tra viale Leopardi e via Don Minzoni, dove sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata su entrambi i lati. Anche su viale Giacomo Leopardi, in prossimità della fermata degli autobus, verranno temporaneamente soppressi sei posti auto per permettere l'allestimento dell'area lavori. Il cambiamento più impattante avverrà però dalle ore 14:00 del 22 aprile, quando scatterà il divieto di transito assoluto in via Zara, rendendo necessarie diverse deviazioni nel comparto circostante.
Per garantire la mobilità dei residenti e l'accesso alle aree interne, il piano viabilità prevede una serie di inversioni dei sensi di marcia. Tra le principali novità, si segnalano il cambio di direzione in via Ciccarelli e in via Lauro Rossi (nel tratto verso via Santa Maria della Porta). Anche in via Basili e in un tratto di via Santa Maria della Porta la circolazione verrà invertita per permettere il deflusso dei veicoli. In piazza Mazzini, all'ingresso di Porta Mercato, sarà istituito un senso unico alternato a vista, con precedenza per chi esce verso piazza Nazario Sauro e divieto di transito per i mezzi pesanti superiori alle 3,5 tonnellate.
Per agevolare il transito durante l'emergenza cantiere, l'amministrazione ha disposto la sospensione temporanea della Ztl in via Don Minzoni (Varco 1), che rimarrà dunque aperta fino al termine dei lavori. In via Padre Matteo Ricci sarà obbligatorio svoltare a sinistra verso via Santa Maria della Porta, con l'accesso consentito solo a residenti e per le operazioni di carico e scarico. Infine, in via Armaroli, a seconda dell'avanzamento delle asfaltature, potrà essere istituito il senso unico alternato per regolare l'uscita dei mezzi.
Prosegue l'attività di controllo del territorio da parte dei carabinieri della Compagnia di Macerata, impegnati in un piano di monitoraggio volto a garantire la sicurezza stradale e a contrastare i fenomeni di illegalità diffusa. Nell'ambito di queste operazioni, i militari hanno intercettato e sanzionato un automobilista nel cuore del capoluogo.
L'episodio è avvenuto nel pomeriggio di ieri, quando gli uomini della sezione radiomobile hanno notato un'autovettura che procedeva con un'andatura sospetta e visibilmente incerta lungo via Bramante. Insospettiti dalle manovre, i carabinieri hanno deciso di fermare il veicolo per un controllo approfondito. Alla guida del mezzo si trovava un cittadino macedone di 73 anni, residente a Macerata.
Una volta sottoposto all'accertamento tramite etilometro, i sospetti dei militari hanno trovato immediata conferma. L'uomo ha infatti fatto registrare un tasso alcolemico pari a 1,00 g/l, valore doppio rispetto al limite massimo consentito di 0,5 g/l.
Per il settantatreenne è scattata immediatamente la denuncia a piede libero all'autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza. Oltre al deferimento, i carabinieri hanno proceduto al ritiro della patente di guida, mentre il veicolo è stato affidato a una persona idonea per evitare ulteriori rischi alla circolazione.
Gravi carenze igienico-sanitarie e condizioni di degrado hanno portato alla chiusura immediata della cucina dello stabilimento balneare Peté, sul litorale sud di Civitanova Marche. È il risultato dell’ispezione effettuata nella mattinata del 18 aprile scorso dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Ancona.
Di fronte alle criticità riscontrate, i militari hanno richiesto l’intervento urgente del Dipartimento di Prevenzione dell’Ast di Macerata. Sul posto sono intervenuti medici veterinari e tecnici della prevenzione, che hanno eseguito un sopralluogo confermando una situazione fortemente compromessa sotto il profilo igienico.
Secondo quanto emerso dai controlli, all’interno della cucina è stato rilevato sporco diffuso e reiterato, presente non solo sotto i piani di lavoro e le attrezzature, ma anche lungo le pareti. Ancora più grave la presenza di una infestazione in atto: colonie di formiche sono state individuate sia sul pavimento sia sui piani utilizzati per la preparazione degli alimenti.
La situazione è apparsa ancor più critica per il rinvenimento, all’interno di una trappola, della carcassa di un topo in avanzato stato di decomposizione, elemento che ha confermato il livello di degrado dei locali.
Considerata l’incompatibilità delle condizioni riscontrate con i requisiti minimi di sicurezza alimentare e tutela della salute pubblica, il personale dell’AST ha disposto l’immediata interdizione dell’intero locale cucina. La ditta è stata formalmente diffidata e sanzionata con una multa amministrativa di 1.000 euro. La riapertura sarà possibile dopo aver effettuato la bonifica dei locali e aver ottenuto il via libera dell'Ast a seguito di sopralluogo.
LEGGI ANCHE - LA REPLICA DEL PETE': "IL LOCALE NON È MAI STATO CHIUSO"
(Foto di repertorio)
Doveva essere una tranquilla domenica tra profumi di burro, zucchero e accenti transalpini tra le bancarelle dei mercatini francesi. E in gran parte lo è stata. Ma, si sa, quando c’è di mezzo un po’ di spirito "latino" (da entrambe le parti), basta poco per trasformare una degustazione in una scena quasi da commedia.
Tutto si è consumato intorno all’ora di pranzo, nei pressi del Bar Romcaffé, dove uno storico espositore francese - volto noto da anni - si stava godendo la giornata tra clienti, curiosi e un clima decisamente festoso. Un habitué, insomma, di quelli che a Macerata si sentono ormai quasi di casa. Ma galeotto fu il bicchiere (o forse più di uno): pare infatti che l'ospite d'oltralpe avesse deciso di onorare la fratellanza italo-francese alzando un po' troppo il gomito, passando rapidamente dal "bonjour" a un entusiasmo decisamente più... alcolico e sopra le righe.
A quel punto, tra un brindisi di troppo e una battuta fuori bersaglio, entra in scena Giuseppe Romano, presidente dell'associazione commercianti centro storico, organizzatore dell’evento e titolare del negozio Romano Uomo, proprio lì di fronte. Tra i due nasce un battibecco piuttosto acceso: incomprensioni, toni che si alzano e quell’atmosfera da festa che, per qualche istante, lascia spazio a un confronto decisamente più... vivace.
Offeso per quanto accaduto - e probabilmente anche un po’ sorpreso per il trattamento ricevuto dopo anni di presenza in città - il commerciante francese decide di manifestare il proprio disappunto staccando le bandierine francesi esposte all’esterno del negozio. Nel frattempo, secondo alcune testimonianze, i toni si sarebbero ulteriormente accesi, con Romano che avrebbe rivolto il proprio disappunto anche alle bariste del Romcaffè, "colpevoli" di aver servito da bere all'espositore.
A riportare tutti con i piedi per terra (e lontani da una crisi diplomatica in miniatura) ci ha pensato la titolare di Ferretti Cornici, intervenuta con tempismo e sangue freddo degni di un negoziatore internazionale. Sipario.
Cresce l’attesa per la cerimonia ufficiale del 25 aprile a San Severino Marche, che quest'anno vedrà la straordinaria presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per garantire il corretto svolgimento dell'evento e la sicurezza di tutti i partecipanti, l'amministrazione comunale e le autorità competenti hanno stabilito precise modalità di accesso e limitazioni alla circolazione.
Per i cittadini e i visitatori che vorranno assistere alla cerimonia, è stato individuato un unico ingresso pedonale autorizzato per Piazza del Popolo: l'accesso sarà possibile esclusivamente da via Giuseppe Garibaldi. Il varco di sicurezza, presidiato dalle forze dell'ordine, sarà posizionato esattamente all'incrocio tra via Collio e via Bigioli. Si ricorda che tutti gli altri vicoli o strade laterali che confluiscono sulla piazza rimarranno chiusi e non sarà consentito il passaggio da nessun altro punto.
La puntualità sarà fondamentale. Ogni accesso alla piazza sarà definitivamente interdetto a partire dalle ore 11:00. Oltre tale orario, per ragioni di sicurezza, non sarà più possibile entrare nell'area della cerimonia. L'invito rivolto alla cittadinanza è di raggiungere il varco d'ingresso con congruo anticipo per agevolare le operazioni di controllo.
Chi non potrà essere presente in piazza potrà seguire l’evento in diretta nazionale sul Tg1, con inizio del collegamento intorno alle ore 11:00. Per consentire la logistica televisiva, i mezzi tecnici della Rai stazioneranno lungo viale Matteotti.
A tal proposito, è stata emessa un’ordinanza di polizia locale che prevede il divieto di sosta con rimozione forzata in viale Matteotti, dal civico 14 all’intersezione con via XX Settembre (su un solo lato della carreggiata). Le limitazioni resteranno attive fino al termine dell'evento, a eccezione dei mezzi autorizzati Rai e delle forze di polizia.
Sulla questione dell’installazione della nuova antenna in zona Castellaro, l'assessore all'urbanistica del comune di Civitanova Marche, Roberta Belletti, interviene con decisione per riportare chiarezza tecnica in un dibattito diventato ormai terreno di scontro politico. L’assessore invita a riportare il confronto «su un piano di serietà e responsabilità, evitando semplificazioni, ma soprattutto polemiche sterili costruite con paraocchi, più orientate alla visibilità personale che al reale interesse della collettività».
Belletti rivendica il lavoro svolto dagli uffici e la correttezza dell'iter seguito, sottolineando come la normativa nazionale e regionale lasci poco spazio di manovra agli enti locali in questo ambito. «Per quanto di mia competenza, ho fatto tutto ciò che era possibile fare. Mi sono attivata per verificare la correttezza degli atti e delle procedure, garantendo la massima disponibilità al confronto».
L'assessore entra poi nel merito tecnico della vicenda: «È importante chiarire che l’intervento ricade in un’area priva di vincoli paesaggistici e ha una valenza di pubblica utilità per cui gode dell'esenzione dal rispetto della disciplina vigente del PPAR (Piano Paesistico Ambientale Regionale)». Di conseguenza, spiega Belletti, «i margini di intervento dell'amministrazione sono oggettivamente limitati: questo è il quadro reale, al di là delle narrazioni semplificate che qualcuno continua ad alimentare».
Un altro punto cruciale riguarda l'efficacia degli strumenti comunali di pianificazione, spesso invocati dai comitati. «Va ribadito con chiarezza che il Piano Antenne ha natura indicativa e non prescrittiva: rappresenta uno strumento di indirizzo, ma non consente di impedire automaticamente l’installazione degli impianti nel rispetto della normativa vigente, per quanto qualcuno voglia far credere il contrario». L'assessore cita come esempio positivo l'antenna prevista a Civitanova Alta, vicino al cimitero, dove il Piano è stato applicato con successo.
Nonostante i paletti normativi, l'amministrazione non chiude la porta al dialogo: è stato infatti già organizzato un incontro tecnico con il Comitato e i tecnici dell'Arpam per approfondire gli aspetti legati alle emissioni e alla tutela ambientale, con l'obiettivo di «valutare ogni possibile azione concreta nell’interesse dei cittadini, non slogan».
In chiusura, l'assessore Belletti non risparmia una stoccata alle opposizioni e ai critici: «Colpisce che su temi complessi si scelga di intervenire con toni allarmistici solo quando conviene, mentre su situazioni analoghe si sia registrato in passato ben altro atteggiamento. La tutela del territorio dovrebbe essere un principio costante, non un argomento da utilizzare a intermittenza». La linea dell'Assessorato resta dunque quella della fermezza istituzionale: «Continueremo a lavorare con serietà, senza inseguire polemiche pretestuose, ma mettendo in campo ogni azione possibile nel rispetto delle regole e a difesa della comunità».
In attesa che Godo ci faccia sapere se ha una lista con cui si candida, probabilmente con gesto teatrale lo farà il 25 aprile, termine ultimo, come a dire: “Cari maceratesi ecco la vostra liberazione”, si possono tuttavia fare delle prime considerazioni. Intanto dobbiamo salutare con soddisfazione la trasformazione di Sandro Parcaroli, riuscito in una metamorfosi che di certo Ovidio non poteva immaginare. Va già meglio con Franz Kafka ed in effetti il nostro amato sindaco, in cerca di continuità, qualche tratto di somiglianza con Gregor Samsa ce l’ha, anche se a Parcaroli auguriamo una fine migliore. Risvegliarsi insetto non dev’essere piacevole, ma quel che è peggio è che il povero Gregor finisce rifiutato dai suoi.
C’è molto di kafkiano nella vicenda politica del Centrodestra maceratese e quindi le "Metamorfosi di Parcaroli" sono in totale sintonia. Che capita? Che il nostro è il solo politico di professione a candidarsi nella tornata elettorale di fine maggio. Ai maceratesi ancora nessuno lo ha detto, ma devono essere informati del fatto che con le loro imposte contribuiranno – come avveniva nel Medioevo – a mantenere il signor Sindaco che non ha nessuna altra occupazione se non quella che gli deriverà, sempre che venga rieletto, dalla carica di primo cittadino con appannaggio pari a 115.920 euro.
Si è detto nel primo mandato che egli avrebbe devoluto l’assegno mensile (circa 6 mila euro netti al mese) in beneficenza, ma non si ha traccia di queste elargizioni. A maggior ragione è legittimo ritenere che se verrà rieletto s’intascherà, com’è giusto che sia, il suo emolumento. Perché Sandro Parcaroli, alla testa del Centrodestra, ma ancora orfano della lista che deve candidarlo, oggi è un politico di professione. Lui continua a definirsi imprenditore, ma da quel che risulta il suo ingrosso di computer lo ha venduto e anzi, in occasione della inchiesta che riguarda la R-Store di Napoli che ha assorbito la Med-Store di Parcaroli con sede a Piediripa, il Sindaco ci ha tenuto a specificare che lui con la Med non c’entra più nulla e che anche i figli suoi, pur mantenendo incarichi in alcune società satellite con il core business di R-Store, che è la distribuzione di prodotti Apple “ereditata” dal padre, non c’entrano nulla, come da nota dell’avvocato Gabriele Cofanelli.
Non risulta che il perito informatico Sandro Parcaroli abbia sin qui intrapreso altre attività imprenditoriali, dunque il nostro sindaco è, si presume data l’età, o pensionato o sindaco a tempo pieno; dunque un politico di professione. È qui che si sostanzia la metamorfosi che forse sta diventando per lui un po’ imbarazzante. Mentre Marco Sigona, medico e dermatologo, ben rappresenta il suo impegno diuturno in ospedale, mentre Mattia Orioli svolge la professione forense, Giordano Ripa continua nella “missione” di medico, Giancarlo Tittarelli è il direttore del centro commerciale Val di Chienti, di Sandro Parcaroli non si conosce un’altra occupazione oltre a quella di sindaco.
È singolare che l’imprenditore prestato alla politica, che si è fatto eleggere a capo di una lista civica che poi ha dissolto come neve al sole, oggi divenuto dirigente regionale della Lega, si debba ripresentare all’elettorato dicendo: votatemi perché faccio il sindaco. Ecco la metamorfosi: da civico, da rappresentante della società civile in sei anni si è fatto integrale interprete della carriera politica, dei codici della politica.
Questo suo percorso personale spiega però molte altre cose: la scarsissima attenzione che ha prestato all’incremento di strutture produttive in città. Aveva promesso – da imprenditore dell’informatica – al suo esordio come sindaco di creare una sorta di Silicon Valley a Valleverde, aveva promesso sostegno alle attività artigianali da riportare addirittura in centro storico, aveva promesso la Raci per sostenere gli allevatori (com’è andata col mattatoio lo sanno tutti e la storia è solo all’inizio), aveva promesso il nuovo polo ortofrutticolo forse sapendo che il grosso delle imprese di Macerata è ancora nel settore dell’agricoltura (sono 482 e sono le più numerose), aveva promesso che il Centro Fiere che per ora non è stato restituito alla città, ma ospita qualche evento privato a pagamento, sarebbe diventato un nuovo volano d’impresa. Di tutto ciò nulla è accaduto.
I risultati dopo sei anni sono che a Macerata ci sono, rispetto al 2022, 303 imprese in meno e che solo nell’ultimo anno (2025 su 2024) sono chiuse 215 aziende manifatturiere (per intenderci quelle che creano davvero ricchezza). Il segretario provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Belvederesi ha fatto sapere che la filiera positiva Comune-Regione-Governo in mano al Centrodestra ha portato a Macerata mezzo miliardo di euro. Giusto per quelli che hanno la mia età è un fiume di soldi pari a mille miliardi delle vecchie lire. Giusto per divertirci diciamo che sono più di dodicimila euro per ogni maceratese, poppanti e ultracentenari inclusi.
Tutto questo si sarebbe dovuto tradurre, se amministrato con il criterio dell’imprenditore di cui Parcaroli si autodefinisce interprete, in una spinta formidabile alla industrializzazione di Macerata, alla creazione di strutture capaci di incrementare la produttività e il valore aggiunto della città. Non pare sia accaduto; in dettaglio me ne occuperò nei prossimi giorni.
Immagino che non sia accaduto perché appunto c’è stata la metamorfosi che ora impone a Sandro Parcaroli di aspettare che si acquetino le doglie della sua Lega, lui è un dirigente regionale del partito che fa capo a Matteo Salvini che peraltro lo ha imposto come candidato al Centrodestra, e venga partorita la lista dove lui sarà candidato. Ormai Parcaroli è un esponente di partito e si trova nella imbarazzante condizione di non poter chiedere ospitalità ad altra lista se non quella che ha, anche se in condominio con qualche esercente il commercio, il simbolo leghista.
Ma se non gli fanno la lista rischia di restare disoccupato. Perché, da politico di professione, deve farsi eleggere per guadagnare anche uno stipendiuccio da seimila euro o giù di lì al mese pagato dai contribuenti maceratesi.
La vicenda delle sacche di plasma smaltite nelle Marche entra in una fase decisiva con l’intervento diretto dello Stato. Secondo quanto ricostruito da Fanpage, il Centro Nazionale Sangue, organismo che coordina il sistema trasfusionale sotto l'egida del Ministero della Salute e con sede presso l’Istituto Superiore di Sanità, ha aperto un’istruttoria nazionale classificando l’episodio come un "incidente grave".
La comunicazione, firmata dalla direttrice Luciana Teofili, stando a Fanpage, è stata inviata al direttore del Dipartimento Salute della Regione Marche Antonio Draisci e alla responsabile del Centro Regionale Sangue Giovanna Salvoni.
Nel mirino c’è un evento avverso legato alla conservazione del plasma a temperatura non conforme presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Sempre secondo Fanpage, è stato disposto un audit ispettivo nazionale con l'obiettivo di chiarire le cause dello spreco e verificare se la Regione sia in grado di garantire la sicurezza del sistema. Intanto sul caso si muovono anche i NAS, la Procura di Ancona e la Corte dei Conti, mentre la Regione ha attivato una propria commissione interna per fare luce sulla vicenda.
Sul fronte politico, oggi si gioca una partita altrettanto rilevante in Consiglio regionale. L’ufficio di presidenza ha già verificato l’ammissibilità della richiesta di una commissione d’inchiesta avanzata dalle opposizioni, e il presidente dell'assemblea legislativa Gianluca Pasqui ha chiesto ai capigruppo di indicare i membri. Il termine per la presentazione dei nomi è scaduto il 20 aprile e la commissione dovrebbe essere composta da 13 membri, di cui otto di maggioranza e cinque di opposizione.
Resta però aperta la questione politica dentro la maggioranza. I gruppi di minoranza hanno già indicato i propri rappresentanti - tra cui esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Progetto Marche - mentre il centrodestra non ha ancora trovato una sintesi. La giunta guidata da Francesco Acquaroli ritiene non necessaria una nuova commissione, avendo già istituito una verifica tecnica (ribadito anche questa mattina dall'assessore Calcinaro: "C'è già una commissione tecnica qualificata che sta lavorando pancia a terra e adesso sarebbe inutile"), ma una parte della coalizione teme che un eventuale rifiuto possa trasformarsi in un boomerang politico. La decisione finale è attesa con il passaggio in aula di Palazzo Leopardi.
"Si tratta di fatti che, se confermati, risultano di estrema gravità e che rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini in un sistema (quello della donazione del sangue e del plasma) fondato su valori di solidarietà, sicurezza e responsabilità collettiva. Il Partito Democratico delle Marche esprime pertanto piena fiducia nel lavoro degli organismi competenti e nella magistratura, affinché venga fatta rapidamente piena luce su quanto accaduto, accertando responsabilità e garantendo trasparenza", sottolineano Chantal Bomprezzi, Daniele Sturani e Andrea Vecchi .
Al contempo, non possiamo non evidenziare il rischio concreto che questa vicenda produca ricadute negative sul mondo della donazione, patrimonio prezioso della nostra comunità regionale, che va tutelato con ogni mezzo attraverso il ripristino immediato delle condizioni di massima sicurezza e credibilità. Dal punto di vista politico, la condanna per quanto emerso è netta. Riteniamo necessario che, in via cautelativa, vengano sospesi dalle attività i responsabili delle azioni che hanno comunque arrecato un grave danno d’immagine e discredito all’intero sistema di raccolta, lavorazione e distribuzione di sangue e plasma. È indispensabile ristabilire al più presto un clima di fiducia, attraverso atti concreti, verifiche puntuali e una piena assunzione di responsabilità. La salute dei cittadini e l’integrità del sistema sanitario regionale non possono essere messe in discussione", concludono Bomprezzi, Sturani e Vecchi.
MACERATA – Una settimana interamente dedicata al benessere femminile, alla prevenzione e alla diagnosi precoce. Dal 22 al 30 aprile, l’Ast di Macerata aderisce all’(H) Open Week sulla Salute della Donna , l'iniziativa promossa dalla Fondazione Onda ETS che coinvolge gli ospedali di Macerata, Civitanova Marche e Camerino. L'obiettivo, come sottolineato dal direttore generale Alessandro Marini, è quello di avvicinare la popolazione femminile a percorsi di cura personalizzati e diffondere la cultura della medicina di genere come diritto fondamentale alla salute.
Ospedale di Civitanova Marche
Le iniziative nel presidio civitanovese iniziano il 28 aprile con la Cardiologia della Dr.ssa Micaela Capponi, che mette a disposizione 12 ECG per donne in gravidanza, mentre la Chirurgia del Dr. Stefano De Luca offre 6 visite proctologiche. Il reparto di Ginecologia e Ostetricia, guidato dal Dr. Stefano Cecchi, propone invece 10 visite ginecologiche per la menopausa. Il programma prosegue il 29 aprile con 8 visite cardiologiche dedicate sempre alla fase della menopausa e 10 ecografie ginecologiche nel pomeriggio. Per accedere a queste prestazioni, la prenotazione è obbligatoria e va effettuata esclusivamente il giorno 22 aprile (dalle 11:30 alle 13:30) al numero 0733-823613.
Ospedale di Macerata
Il capoluogo offre un calendario molto fitto. Dal 22 al 29 aprile la Direzione Medica della Dr.ssa Giorgia Scaloni mette a disposizione 18 colloqui di counselling con l’assistente sociale per donne vittime di violenza (prenotazioni al 331-1415015). Per quanto riguarda le visite specialistiche (prenotabili allo 0733-2572859 dalle 9 alle 10), la Medicina Interna del Dr. Roberto Catalini effettuerà 10 esami doppler carotidei il 24, 27 e 28 aprile. Il 23 aprile l'Urologia della Dr.ssa Lucilla Servi propone 5 visite per l’incontinenza urinaria, mentre il 27 aprile la Senologia del Dr. Paolo Decembrini eseguirà 3 visite senologiche presso la cittadella sanitaria di Tolentino. Infine, l'Oculistica del Dr. Giuliano Finicelli mette a calendario 9 visite oculistiche complessive distribuite tra il 24 e il 29 aprile.
Ospedale di Camerino e San Severino
A Camerino le attività si concentrano a fine mese: il 29 aprile la Cardiologia della Dr.ssa Josephine Staine offre 8 visite cardiologiche con ECG , mentre il 30 aprile la Medicina Interna della Dr.ssa Annamaria Schimizzi effettuerà 16 ecodoppler dei vasi del collo. Per queste prestazioni la prenotazione si effettua allo 0737-639362. Infine, presso la struttura di San Severino Marche, il Dr. Finicelli mette a disposizione un totale di 12 visite oculistiche distribuite su più giornate (22, 23, 24, 27, 28 e 29 aprile), prenotabili sempre tramite il numero di riferimento di Macerata (0733-2572859).
La Civitanovese si giocherà tutto negli ultimi novanta minuti. Ma lo farà nelle condizioni peggiori possibili. Lo 0-0 sul campo del Montegranaro (leggi qui) condanna infatti i rossoblù all’ultimo posto solitario in classifica, a -2 dal Fabriano Cerreto, vittorioso contro il Trodica. Una situazione che complica enormemente la corsa salvezza: la squadra guidata da Daniele Marinelli non è più padrona del proprio destino.
Per evitare la retrocessione diretta servirà innanzitutto vincere l’ultima sfida casalinga contro la Fermignanese, ancora in bilico nella zona playout. Ma non basterà: sarà necessario anche un passo falso del Fabriano Cerreto, impegnato sul campo dell’Osimana, ormai senza più obiettivi. Una combinazione di risultati che rende la situazione estremamente complicata e che obbliga la Civitanovese a guardare oltre il proprio campo, conseguenza diretta di un percorso stagionale pieno di inciampi.
Resta aperta l’ipotesi dello spareggio in caso di arrivo a pari punti: uno scenario che permetterebbe ai rossoblù di giocarsi tutto in novanta minuti, con in palio la possibilità di accedere ai playout contro la quintultima (piazza attualmente occupata dal Chiesanuova, a -2 dal Matelica e -3 da Jesina e Fermignanese). Un precedente recente alimenta le speranze: nella stagione 2023/24 Monturano e Azzurra Colli chiusero a pari punti all’ultimo posto e si affrontarono nello spareggio, vinto dai fermani, poi protagonisti di una salvezza insperata completata con il successo nel playout sul campo della Jesina.
Dopo lo 0-0 di Montegranaro, Mister Marinelli, tornato in panchina dopo la sfortunata parentesi di Silva, ha dichiarato riguardo all'ultima giornata di campionato: “Servirà una vittoria e poi guarderemo anche i risultati che arriveranno dagli altri campi e vedremo quello che succede: se ci sarà da spareggiare spareggeremo, se andremo ai playout ce li giocheremo altrimenti accetteremo il verdetto del campo”.
Eppure, anche nella difficoltà, qualche segnale dal campo di Montegranaro si è visto. La squadra ha lottato, ha mostrato spirito e attaccamento, qualità che in altri momenti della stagione sono spesso mancate. Marinelli ha sottolineato proprio questo aspetto: “Ho trovato ragazzi motivati, con voglia e questo si è visto in campo perché hanno fatto una grande partita. Tanti hanno finito anche con i crampi e questo è segnale che hanno dato tutto quello che avevano. Questo è un gruppo buono, peccato le tante vicissitudini di quest’anno che hanno penalizzato oltremodo la classifica, altrimenti staremo a parlare di qualcosa di diverso. Ancora però deve essere detta l’ultima parola”.
Ed è proprio a quell’ultima parola che si aggrappa una Civitanovese chiamata ora a vincere e sperare, dopo aver compromesso quasi tutto lungo un cammino che, fin qui, ha avuto i contorni di un fallimento. In caso di retrocessione, sarebbe la seconda consecutiva dopo quella dalla Serie D dello scorso anno: un epilogo che renderebbe ancora più pesante il bilancio di una stagione già profondamente negativa.
Un bottino impressionante quello conquistato dai ragazzi del Karate-Kai Civitanova Marche durante la domenica di sport vissuta alla Palestra Coni di Fermo. Gli atleti civitanovesi hanno portato a casa ben 4 ori, 6 argenti e 2 bronzi, confermandosi tra le realtà più competitive del panorama regionale.
L'evento, che ha visto la partecipazione di 400 karateka provenienti da Marche e Umbria, era diviso in due momenti: il Karate Kids Project, dedicato alle classi pre-agonistiche, e la 3ª tappa del Trofeo Marche, gara individuale di kata (forma) e kumite (combattimento) riservata agli agonisti.
Nella categoria Esordienti, prestazione superlativa per Diego Zaniolo, capace di conquistare il primo posto sia nel kumite (-43 kg) che nel kata. Doppietta di medaglie anche per Greta Bonifazi (oro nel kumite -45 kg e argento nel kata) e per Mattia Quaglietti, che ha centrato due argenti (kumite -48 kg e kata). Bronzo nel kata per Edoardo Marziali.
Tra i Cadetti, splende l'argento di Nicolò Virgili (kumite -63 kg), mentre nella categoria Juniores si è distinto Diego Castignani, primo nel kumite (-61 kg) e secondo nel kata. Ottimo argento anche per Alessandro Pompili nel kumite (-68 kg). Per i Seniores, sale sul terzo gradino del podio Alessandro Martini nel kata.
Oltre agli agonisti, grande prova di carattere per i giovanissimi che hanno partecipato al progetto Kids: Alessio Ascenzi, Alice Braconi, Emma Capozucca, Francesco Colò, Giorgia Gianfelici, Mattia Mariucci, Matteo Mataloni, Anastasiia Michuda e Andriy Michuda.
Soddisfazione espressa dagli accompagnatori, il tecnico Massimo Castignani e il Presidente, il Professor Umberto Tocchetto, che hanno guidato la squadra in questa trasferta di successo organizzata dal C.R. Marche Fijlkam in collaborazione con la Yama Bushi Fermo.
Al via la seconda edizione di “Insieme per il bene comune”, il progetto di crowdfunding promosso dal Banco Marchigiano a sostegno del Terzo Settore. L’iniziativa sarà presentata il 22 aprile alle ore 17:30 presso la Sala Conferenze “Fratini” della banca, in vicolo Nettuno 29 a Civitanova Marche.
L’evento è aperto anche ai non clienti dell’istituto di credito e rappresenta un’occasione per approfondire le modalità di partecipazione al progetto, conoscere i dettagli della nuova edizione e ascoltare le testimonianze di alcune realtà che, grazie al crowdfunding, hanno già trasformato le proprie idee in risultati concreti. La partecipazione è possibile tramite iscrizione sul sito ufficiale del Banco Marchigiano.
I numeri della prima edizione raccontano un successo significativo: cinque progetti finanziati, 60.000 euro raccolti e oltre mille donatori coinvolti. Tra le iniziative sostenute nel 2025 figurano “Due di Noi” della Cooperativa Casa della Gioventù di Senigallia – Centro diurno “L’Aquilone” di Mondavio, “SuperVillage” dell’Associazione Culturale Il Borgo di Montecosaro, il progetto “Verso una biblioteca del cinema in memoria di Claudio Gaetani” del Civitanova Film Festival, “Lo studio di Rosy” dell’Associazione Grande Anima OdV di Montegiorgio ed “Espandiamo La Goccia” dell’associazione La Goccia Odv di Macerata. È inoltre ancora attiva la campagna dedicata al Premio Annibal Caro alla traduzione letteraria di Civitanova Marche.
Con questa seconda edizione, il Banco Marchigiano rilancia l’iniziativa con un duplice obiettivo: fornire sostegno economico ai primi cinque progetti selezionati — coprendo il 30% dell’obiettivo di raccolta e mantenendo lo stesso contributo anche sulle eventuali eccedenze — e accompagnare le associazioni con competenze e strumenti utili per una comunicazione efficace e una raccolta fondi professionale.
“Insieme per il bene comune” si conferma così un progetto che va oltre il semplice finanziamento, rafforzando il ruolo del Banco Marchigiano come banca di territorio, capace di unire risorse economiche, relazioni e visione strategica a servizio della comunità.
L’assemblea dei soci della Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano, riunitasi sabato scorso, ha rinnovato gli organi di amministrazione e controllo dell’istituto.
Dopo l’affermazione della compagine guidata da Gabriele Brandoni per il Consiglio di amministrazione, lo spoglio relativo all’organo di controllo ha confermato l’elezione di Giuseppe Rivetti alla presidenza del collegio sindacale. Insieme a lui sono stati eletti sindaci effettivi Lucia Carletta e Sergio Vincenzoni.
Rivetti, risultato il più votato con oltre mille preferenze, è professore di Diritto tributario all’Università di Macerata. Nel commentare l’esito dell’assemblea, ha sottolineato che l’attività del collegio sarà improntata al rigore tecnico, con un’attenzione particolare al sostegno e allo sviluppo del territorio.
Un obiettivo che, ha evidenziato, potrà contare anche sulle competenze degli altri componenti del collegio, riconosciute a livello centrale. La banca aderisce infatti al Gruppo BCC Iccrea, il principale gruppo bancario cooperativo del Paese, nonché l’unico a capitale interamente italiano e tra i primi gruppi bancari per attivi.
In un’Europa sempre più impegnata nelle sfide della ricostruzione territoriale, della sostenibilità e delle transizioni ecologica e digitale, anche la formazione universitaria è chiamata a rinnovarsi e diventa pertanto essenziale proporre percorsi capaci di integrare saperi specialistici e prospettive interdisciplinari, in grado di rispondere alla complessità del presente: è in questo contesto che si inserisce il Master RI-SORGE (Ricostruzione e Resilienza Sostenibile)dell’Università di Camerino, di cui è direttore il prof. Francesco Rizzo e vicedirettrice la prof.ssa Lucia Ruggeri, direttrice della Scuola di Giurisprudenza e promotrice di un percorso di crescente apertura internazionale.
Il programma si distingue per un approccio integrato che pone al centro la ricostruzione, intesa non solo come risposta all’emergenza, ma come occasione per ripensare i territori in una prospettiva sostenibile e resiliente.Attivato nell’ambito del progetto “SECURE – Scuola della Ricostruzione e Resilienza” e finanziato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale, il Master si colloca all’interno di un più ampio quadro di interventi rivolti alle aree colpite dal sisma del 2016, con l’obiettivo di rafforzare formazione, ricerca e capacità istituzionale.
I docenti dell’Università di Camerino impegnati nel master mettono a disposizione competenze trasversali nei diversi ambiti disciplinari, costruendo un’offerta formativa solida e strettamente connessa alle esigenze del territorio e alle dinamiche della regolazione.In questa prospettiva, la ricostruzione si configura anche come un laboratorio privilegiato per affrontare le sfide della transizione ecologica ed energetica.Emblematica, in tal senso, è la recente partecipazione delle studentesse e degli studenti a una consultazione pubblica promossa dalla Commissione europea – Direzione Generale Energia sul futuro quadro normativo delle energie rinnovabili oltre il 2030. Partendo da un caso studio concreto, l’installazione di un impianto fotovoltaico domestico, hanno condotto un’analisi empirica del processo autorizzativo, evidenziandone criticità e complessità.L’indagine ha messo in luce come, anche per interventi di piccola scala, la realizzazione degli impianti sia influenzata da una pluralità di livelli normativi, dalla presenza di vincoli paesaggistici e ambientali e dalle modalità applicative a livello locale. Ne emerge un quadro articolato, in cui le esigenze di semplificazione si confrontano con la necessità di bilanciare interessi diversi.
Al di là dei risultati, l’esperienza ha rappresentato un esempio concreto di didattica innovativa: le studentesse e gli studenti del master hanno potuto comprendere il valore della ricerca empirica nel supportare le politiche pubbliche e il ruolo che contributi accademici e professionali possono assumere nei processi decisionali europei.
In questa prospettiva, il Master RISORGE si configura come un ambiente di formazione avanzata in cui ricostruzione, sostenibilità e policy si intrecciano, offrendo strumenti concreti per operare in contesti complessi e in continua evoluzione.Formare professionisti capaci di interpretare e governare tali processi significa, infatti, investire non solo nella crescita individuale, ma anche nella qualità delle politiche e degli interventi destinati a plasmare il futuro dei territori.
Una mattinata di cinema che si trasforma in una lezione di vita. Gli studenti delle classi seconde della secondaria di primo grado del Convitto Nazionale "Giacomo Leopardi" hanno vissuto un’esperienza di profonda consapevolezza grazie alla proiezione del film "Neve", svoltasi presso l’Aula Magna dell'Ite "A. Gentili". L'evento fa parte del progetto d'istituto per la prevenzione e la lotta al bullismo, coordinato dalla referente prof.ssa Carla Baldoni.
L'iniziativa, sostenuta dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza delle Marche, l'avv. Giancarlo Giulianelli, ha avuto come ospite d'eccezione il regista e attore Simone Riccioni. La sua presenza ha permesso ai ragazzi di andare oltre la visione della pellicola, instaurando un dialogo diretto e senza filtri sulle ferite che l'esclusione e la violenza possono lasciare.
Il momento più toccante dell'incontro è stata la testimonianza personale del regista. Riccioni ha condiviso con la platea i ricordi della sua infanzia tra Uganda e Macerata, raccontando gli episodi di bullismo subiti al suo rientro in Italia proprio perché percepito come "diverso". Scendendo tra i banchi, ha risposto alle domande degli alunni con ironia ed empatia, sottolineando un concetto fondamentale: «Siamo tutti responsabili non solo per ciò che facciamo, ma anche per ciò che non facciamo».
Il messaggio lasciato ai giovani è stato un invito alla resilienza: non arrendersi mai e comportarsi «come i pesci che, davanti a un ostacolo, saltano». Per la rettrice e dirigente scolastica, Alessandra Gattari, queste testimonianze "autentiche sono essenziali per sviluppare responsabilità e coraggio, integrando la lotta al bullismo nel percorso educativo quotidiano".
L'evento, reso possibile anche grazie alla collaborazione di Anna Laura Pesallaccia (Linfa Crowd) e dei docenti del Convitto, si inserisce in un più ampio programma dedicato alla legalità e alla cittadinanza digitale, fornendo agli studenti strumenti concreti per non restare indifferenti davanti ai soprusi.
Importante riconoscimento per la giovane pianista Benedetta Prestigiacomo, allieva della Scuola civica di musica “Stefano Scodanibbio”, nella classe di pianoforte del maestro Adamo Angeletti.
L’artista ha conquistato il secondo premio al concorso internazionale “Musica Italia Grand Prize”, svoltosi a Campobasso dal 15 al 19 aprile 2026. Prestigiacomo si è distinta nella categoria Kids 3, ottenendo un punteggio di 94/100, risultato che testimonia il suo talento e il costante impegno nel percorso di formazione musicale.
Il risultato assume particolare rilievo considerando il prestigio della competizione, che rappresenta una vetrina importante per giovani interpreti provenienti da diverse realtà musicali. Il concorso offre infatti un’occasione di confronto di alto livello e un contesto stimolante per la crescita artistica dei partecipanti.
Per la giovane pianista si tratta di un ulteriore passo avanti in un percorso che evidenzia già solide qualità tecniche e interpretative, confermate da questo significativo traguardo.
È già sold out l’evento in programma al Multiplex di Piediripa, dove venerdì 24 aprile alle ore 18:45 si terrà, in anteprima maceratese, la proiezione del pluripremiato Art Film “La Paura dei numeri” di Mauro John Capece, prodotto dall’Associazione Culturale Picus.
Il corto ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali, tra cui il Best Short all’American Golden Film Festival e il Best Short all’Amsterdam Film Festival, confermandosi come una delle opere più apprezzate nel circuito dei festival indipendenti.
La storia è tratta dal racconto di Elisabetta Garbati, “Il mistero della fontana”, inserito nella raccolta “Marche d’Autore – I Misteri”, curata da David Miliozzi e Jonatan Arpetti, che insieme a Valerio Tatarella hanno firmato anche la sceneggiatura del corto.
Il film affronta il tema del disturbo dello spettro autistico attraverso la vicenda di Anna e Maria, due bambine legate da un incontro che trascende il tempo e le apparenze.
«Noi non siamo diversi, sono gli altri ad essere tutti uguali – ha spiegato il regista – queste parole mi hanno colpito subito, ho capito che avevamo tra le mani una storia che doveva essere raccontata», sottolineando la sensibilità con cui è stato affrontato il tema.
Per la prima volta sullo schermo compaiono Margherita Caracini e Francesco Pugnaloni, insieme a Maurizio Boldrini, Meri Bracalente, Corinna Coroneo, Elisabetta Garbati, David Miliozzi, Andrea Pierdicca e David Romano.
Grande partecipazione per la ventiduesima edizione della Marcia della Memoria, che ha visto centinaia di persone ritrovarsi per percorrere insieme i sentieri dei partigiani e rendere omaggio ai luoghi simbolo dell’Eccidio di Montalto, nel suo 82° anniversario.
Soddisfazione è stata espressa da Giorgio Roselli, organizzatore dell’iniziativa, che ha sottolineato l’ampia adesione, in particolare di giovani e famiglie. «Si è creato un clima di inclusione e sincera partecipazione – ha dichiarato – nel ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per valori fondamentali come democrazia, libertà e pace». Roselli ha inoltre evidenziato l’importanza della collaborazione dei partecipanti nel seguire le indicazioni organizzative, contribuendo al buon svolgimento dell’evento, nonostante alcune criticità legate all’elevata affluenza, sulle quali si sta già lavorando in vista delle prossime edizioni.
La mattinata si è aperta a Tolentino con la deposizione di una corona presso il graffito commemorativo dell’eccidio. Successivamente, la manifestazione
si è spostata a Caldarola, da cui è partita ufficialmente la marcia, con ritrovo in piazza Vittorio Emanuele.
Il percorso, lungo circa otto chilometri e mezzo, ha attraversato le località di Vestignano e la Valle di Montalto, fino a raggiungere il monumento dedicato alle vittime dell’eccidio. Qui si sono susseguiti gli interventi dei sindaci del territorio e dei rappresentanti dell’ANPI. Per il Comune di Tolentino era presente l’assessore Fabio Tiberi.
La giornata si è conclusa presso la Villa di Montalto con la distribuzione del tradizionale “rancio”, offerto grazie alla collaborazione con Coop Alleanza 3.0, e con momenti di musica dal vivo animati dai gruppi Ribelli della Montagna e Battaglione Batà.
L’iniziativa è stata promossa dalle sezioni ANPI di Tolentino e Caldarola, insieme a un ampio comitato organizzatore che ha coinvolto la Regione Marche, l’Unione dei Comuni Montani Monti Azzurri e numerosi enti locali, tra cui i Comuni di Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Serrapetrona e Tolentino. Fondamentale anche il contributo dell’Istituto Storico per la Resistenza “Mario Morbiducci”, dell’Istituto Alcide Cervi, oltre alla collaborazione di realtà come Contram, Emergency, la Fondazione Brigata della Maiella e la Pro Loco di Cessapalombo. Un ringraziamento è stato rivolto anche a Tonico Service per il supporto organizzativo.
Nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini si rinnova un appuntamento che profuma di storia e comunità. Giovedì 30 aprile torna a Ussita il Piantamaggio, un antico rito pagano dedicato alla fertilità e al risveglio della natura. La tradizione, riportata in vita nel 2019 grazie alla memoria storica degli abitanti, all’associazione C.A.S.A. e alla Proloco Ussita 7.1, rappresenta oggi un momento fondamentale di coesione sociale per un territorio che sta ancora ricostruendo il proprio legame fisico e identitario dopo il sisma.
Il Piantamaggio segue un cerimoniale ben preciso. Sono le donne a scegliere il faggio più bello in faggeta: deve essere alto, longilineo e armonioso. Una volta tagliato - un gesto che rievoca l’antico "furto" dell'albero da parte dei giovani del paese - il tronco viene trasportato in centro. Qui le donne si occupano della scortecciatura, mentre agli uomini spetta il compito più faticoso: l'alzata. A differenza di altre località dove si usano mezzi meccanici, a Ussita il "maggio" viene issato esclusivamente con la forza delle braccia e delle funi.
L’evento non è solo una rievocazione, ma un invito a chiunque porti nel cuore questi luoghi. In un paese segnato dalle ferite del terremoto, il Piantamaggio vuole essere un richiamo per i proprietari delle seconde case e per i visitatori, offrendo l'opportunità di interagire con la comunità locale. La giornata sarà scandita dai canti dei poeti pastori e degli stornellatori, portando allegria casa per casa, fino alle aree SAE.
La festa inizierà alle ore 9:00 con la "Colazione degli amici" alla Madonnella di Frontignano (fave, vino e pecorino), seguita dal taglio del faggio. Dalle 15:30 le attività si sposteranno in paese: quest'anno, a causa dei cantieri in piazza, l'alzata degli uomini verrà effettuata in un luogo alternativo, sempre raggiungibile a piedi e trasportando l'albero a spalla. La serata si concluderà al Bar Due Monti alle ore 19:30 con una cena conviviale a base di stornelli e prodotti tipici (prenotazioni entro il 25 aprile al 370.1227568).
L'iniziativa è curata da C.A.S.A. – Cosa Accade Se Abitiamo, l'associazione che dal post-sisma opera a Frontignano come "porto di montagna", favorendo lo scambio culturale e la valorizzazione del territorio attraverso progetti di residenza e partecipazione attiva.
Grande festa a Tolentino per i 102 anni della signora Ada Battellini, nata il 19 aprile 1924 e affettuosamente conosciuta come la “nonnina di Tolentino”.
La centenaria è stata circondata dall’affetto della sua famiglia: i figli Giovannina ed Eliano, insieme a nipoti, pronipoti e parenti, hanno partecipato con gioia al momento dello spegnimento delle candeline, trasformando il compleanno in una giornata di festa e condivisione.
Alla celebrazione ha preso parte anche il vicesindaco Alessia Pupo, che ha portato gli auguri dell’intera città e ha voluto omaggiare la signora Ada con una pergamena celebrativa, segno di riconoscenza da parte dell’amministrazione comunale.
Non è solo la riapertura di un ostello, ma la nascita di un modello economico e sociale che punta a cambiare le regole del gioco. Il prossimo 23 aprile, a San Lorenzo di Treia, l’Oh! Outdoor Hostel inaugura una nuova stagione trasformandosi in un laboratorio di inclusione reale grazie al progetto “Oh! Che Talento”.
L’iniziativa, promossa da Meridiana Cooperativa Sociale insieme ad Astuta Ability Academy e con il sostegno di Fondazione Cattolica, nasce per offrire opportunità di lavoro concrete e stabili a persone con disturbo dello spettro autistico .Il cuore del progetto è un percorso formativo di 24 mesi direttamente sul campo.
I ragazzi verranno inseriti nelle attività di ristorazione e accoglienza dell’ostello, affiancati da tutor educativi, con l'obiettivo di raggiungere una piena autonomia e dignità professionale. Una delle novità più suggestive riguarda la cucina: i giovani talenti lavoreranno gomito a gomito con le nonne del territorio, custodi delle tradizioni locali, e con un’ex cuoca professionista che trasformerà i fornelli in un ponte tra generazioni e saperi antichi.
L’Oh! Outdoor Hostel si propone così come un esempio di turismo sostenibile e lento, dove il visitatore non è un semplice cliente ma parte integrante di una comunità. In un territorio come quello maceratese, ancora segnato dalle ferite del sisma, questa riapertura assume un valore simbolico profondo: ricostruire non solo edifici, ma relazioni e coesione sociale. L’appuntamento per scoprire questa realtà è fissato per giovedì 23 aprile alle ore 17:00 a San Lorenzo di Treia, con un evento aperto alla cittadinanza che si concluderà con un momento conviviale
Se a ottobre avevamo suggerito provocatoriamente di aggiornare lo slogan cittadino in "Macerata: la città in cui amerai vivere e inciampare", oggi, 21 aprile, la realtà ha deciso di aderire ancor di più alla satira. Non bastavano i marciapiedi sollevati dalle radici e le storte alle caviglie garantite: ora il percorso panoramico di viale Leopardi che costeggia le mura si è arricchito di un nuovo, pericoloso livello di difficoltà.
Le piogge di questa mattina hanno infatti dato il colpo di grazia a una situazione già precaria. Una pianta è crollata abbattendosi contro la pensilina di attesa degli autobus, ostruendo gran parte del marciapiede all'altezza di rampa Zara. Il risultato? Studenti, lavoratori e anziani costretti a gimcane improbabili.
Già lo scorso autunno avevamo acceso i riflettori sullo stato di abbandono di viale Giacomo Leopardi, segnalando come le radici ribelli stessero letteralmente facendo a pezzi l'asfalto (leggi qui). Uno dei viali più iconici e frequentati trasformato, dunque, in una trappola per pedoni. In attesa che l’albero venga rimosso e il passaggio liberato, ai maceratesi non resta che affinare i riflessi.
È stato un sogno vissuto da tantissimi bambini: da piccoli, in effetti, con una palla tra i piedi, si correva sognando di sfidare i più importanti e forti campioni presenti sulla scena internazionale e magari di arrivare un giorno a calcare i campi della serie A.
Per tantissimi ragazzi, però, il calcio professionistico è rimasto solamente un bellissimo sogno, dato che sono davvero pochi quelli che sono stati in grado di sfondare. La domanda che, in effetti, in tanti si sono fatti è la seguente: è davvero realistico pensare di poter diventare un calciatore professionista oppure è meglio concentrarsi su altro? E, inoltre, può essere in qualche modo influente la Regione in cui si nasce.
E se fosse possibile calcolare le possibilità di diventare un calciatore? È una domanda a cui BonusFinder Italia ha provato a dare una risposta, come si può evincere da un interessante approfondimento che è stato pubblicato online e che, tramite l’incrocio di un’ampia mole di dati che riguardano oltre 200 calciatori italiani, attualmente impegnati nell’ambito professionistico, e i dati, invece, ripresi dall’ISTAT che si riferiscono alle nascite di maschi per ciascuna regione. A quanto pare, è emersa una vera e propria probabilità, con una suddivisione per regione, di riuscire a calcare i campi più importanti in Italia nel mondo del calcio.
La probabilità più alta di diventare calciatore? È in Friuli!
Effettivamente, nessuno si sarebbe mai aspettato un riscontro del genere, ma va detto che proprio in Friuli-Venezia Giulia c’è una probabilità maggiore pro capite di diventare calciatori professionisti, quasi 4 ogni 100 mila nuovi nati di sesso maschile. Alcuni giocatori famosi che ce l’hanno fatto nel corso della loro carriera a raggiungere i livelli più alti? Basti pensare a Giovanni Di Lorenzo, capitano del Napoli con cui ha vinto lo scudetto lo scorso anno, ma anche Bruan Cristante, perno del centrocampo della Roma e con diverse apparizioni in Nazionale, per non parlare di Guglielmo Vicario, numero uno del Tottenham in Premier League.
Anche la Liguria produce tanti talenti
Subito alle spalle del Friuli-Venezia Giulia troviamo la Liguria, a poca distanza: da queste parti, infatti, c’è una probabilità di diventare calciatori professionisti intorno a 3,2 ogni 100 mila nuovi nati. Alcuni esempi concreti di chi ce l’ha fatta? Basti pensare a Federico Chiesa, figlio d’arte che ha fatto grandissime cose prima con la maglia della Fiorentina e poi della Juventus, salvo poi finire un po’ nel dimenticatoio per colpa di numerosi infortuni, nonostante l’approdo al Liverpool in Premier League. Un altro calciatore dalle origini liguri che sta performando in modo molto convincente è senz’altro Andrea Cambiaso, faro del centrocampo della Juventus di Spalletti, corteggiato ormai da qualche anno da diverse big del calcio internazionale.
Hanno qualcosa in comune queste due regioni? Sì, a quanto pare non è un caso, dal momento che a livello numerico, è chiaro che hanno una popolazione inferiore rispetto a tante altre regioni italiane, ma c’è da rimarcare come possano contare su una tradizione calcistica molto forte e tante squadre che non disdegnano investimenti nei vivai.
E le altre regioni?
Inutile negare come nessun’altra regione sia in grado di eguagliare i numeri prodotti dalla Lombardia. Infatti, sono ben 45 i calciatori professionisti prodotti in assoluto, anche se la probabilità pro capite si riduce notevolmente, visti i dati ISTAT, fino a 1,36 ogni 100 mila nuovi nati. Insomma, se da una parte si ha facile accesso a strutture all’avanguardia, dall’altro il livello di concorrenza è elevatissimo. In Sardegna, invece, c’è una probabilità molto contenuta di diventare calciatore professionista, ma chi riesce nell’intento poi è in grado di raggiungere i massimi livelli. Al Sud Italia, invece, i dati pro capite sono abbastanza deludenti, visto il potenziale presente, che non si è evidentemente ancora espresso del tutto, con una probabilità pro capite pari a 1,08 ogni 100 mila nuovi nati.