Elezioni Macerata, Renna e Perticarari faccia a faccia da Picchio News, il video confronto
Politica
09/05/2026 10:30

Elezioni Macerata, Renna e Perticarari faccia a faccia da Picchio News, il video confronto

Centro storico, università, viabilità, ricostruzione post sisma, turismo, servizi e futuro della città. Sono questi alcuni dei temi al centro del confronto elettorale ospitato nella sala podcast della redazione di Picchio News tra l’assessore uscente Paolo Renna e il consigliere comunale Andrea Perticarari, in vista delle prossime elezioni amministrative di Macerata. A moderare il dibattito Alessandro Vallese insieme al noto giornalista e critico Carlo Cambi, in un faccia a faccia lungo e serrato che ha messo in evidenza due visioni differenti della città e del suo sviluppo nei prossimi anni. Da una parte la continuità rivendicata dall’amministrazione uscente, con il racconto dei progetti avviati su infrastrutture, riqualificazione urbana, turismo e rapporti con l’università; dall’altra le critiche dell’opposizione sulla gestione del centro storico, sul rapporto con cittadini e associazioni e sulla necessità di una programmazione più condivisa e strategica. Nel corso del confronto si è parlato del tema parcheggi e della vivibilità del centro, delle prospettive legate all’università e alla permanenza dei giovani sul territorio, ma anche di sviluppo economico, aree produttive, servizi sociali e partecipazione cittadina. Non sono mancati momenti di confronto acceso, sempre però all’interno di un dialogo civile e diretto tra due che si sono definiti amici, chiamati anche a spiegare la propria idea di città e le priorità per il prossimo mandato amministrativo. A chiudere il confronto è stato l’appello finale al voto e alla partecipazione democratica rivolto ai cittadini. Il video integrale del confronto sarà pubblicato in due parti sui canali di Picchio News: la prima sabato 9 maggio sul canale YouTube e sulla pagina Facebook, la seconda domenica 10 maggio. Ecco la prima parte:   Ecco la seconda parte: 

Elezioni Macerata, Renna e Perticarari faccia a faccia da Picchio News, il video confronto

Elezioni Macerata, Renna e Perticarari faccia a faccia da Picchio News, il video confronto
09/05/2026 10:30

Centro storico, università, viabilità, ricostruzione post sisma, turismo, servizi e futuro della città. Sono questi alcuni dei temi al centro del confronto elettorale ospitato nella sala podcast della redazione di Picchio News tra l’assessore uscente Paolo Renna e il consigliere comunale Andrea Perticarari, in vista delle prossime elezioni amministrative di Macerata. A moderare il dibattito Alessandro Vallese insieme al noto giornalista e critico Carlo Cambi, in un faccia a faccia lungo e serrato che ha messo in evidenza due visioni differenti della città e del suo sviluppo nei prossimi anni. Da una parte la continuità rivendicata dall’amministrazione uscente, con il racconto dei progetti avviati su infrastrutture, riqualificazione urbana, turismo e rapporti con l’università; dall’altra le critiche dell’opposizione sulla gestione del centro storico, sul rapporto con cittadini e associazioni e sulla necessità di una programmazione più condivisa e strategica. Nel corso del confronto si è parlato del tema parcheggi e della vivibilità del centro, delle prospettive legate all’università e alla permanenza dei giovani sul territorio, ma anche di sviluppo economico, aree produttive, servizi sociali e partecipazione cittadina. Non sono mancati momenti di confronto acceso, sempre però all’interno di un dialogo civile e diretto tra due che si sono definiti amici, chiamati anche a spiegare la propria idea di città e le priorità per il prossimo mandato amministrativo. A chiudere il confronto è stato l’appello finale al voto e alla partecipazione democratica rivolto ai cittadini. Il video integrale del confronto sarà pubblicato in due parti sui canali di Picchio News: la prima sabato 9 maggio sul canale YouTube e sulla pagina Facebook, la seconda domenica 10 maggio. Ecco la prima parte:   Ecco la seconda parte: 

Cronaca

Matelica, cade sul sentiero di Cima San Vicino: escursionista recuperato dai soccorritori

Matelica, cade sul sentiero di Cima San Vicino: escursionista recuperato dai soccorritori

09/05/2026 19:50

Un escursionista è rimasto infortunato nel pomeriggio di oggi lungo il sentiero di Cima San Vicino, nel territorio comunale di Matelica. L’allarme è scattato intorno alle 17, quando sul posto sono intervenute le squadre dei Vigili del fuoco di Macerata insieme ai volontari VVF di Apiro. L’uomo stava percorrendo il sentiero in compagnia di altri escursionisti quando ha riportato un infortunio a un arto inferiore. Gli operatori dei Vigili del fuoco, utilizzando tecniche Speleo Alpino Fluviali, stanno provvedendo al trasporto del ferito verso la strada principale, dove sarà poi affidato alle cure del personale sanitario.

Frontale nella notte tra due auto: entrambi i conducenti guidavano ubriachi

Frontale nella notte tra due auto: entrambi i conducenti guidavano ubriachi

09/05/2026 15:18

Scontro frontale nella notte a Chiaravalle, in provincia di Ancona, dove due automobilisti sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza dopo un incidente avvenuto lungo la viabilità cittadina. I carabinieri della Compagnia di Jesi hanno denunciato un uomo di 56 anni e uno di 40, entrambi residenti in provincia di Ancona, dopo gli accertamenti eseguiti sul posto. Secondo quanto emerso, i due conducenti si sono scontrati frontalmente mentre erano alla guida delle rispettive vetture. I successivi controlli con etilometro hanno evidenziato tassi alcolemici pari a 1,58 g/l e 1,20 g/l, valori superiori di oltre tre volte rispetto al limite consentito dalla legge. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure ai feriti. Per entrambi gli automobilisti è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza. 

Attualità

Corridonia, Villa Fermani riapre le porte: “Un luogo di memoria, socialità e identità”

Corridonia, Villa Fermani riapre le porte: “Un luogo di memoria, socialità e identità”

09/05/2026 18:45

Villa Fermani torna alla comunità di Corridonia. Nel pomeriggio di oggi, sabato 9 maggio, l’edificio restaurato è stato riaperto al pubblico con un momento inaugurale che ha permesso ai cittadini di visitare gli spazi interni, restituiti alla città dopo l’intervento di restauro e messa in sicurezza. I lavori, finanziati con 615 mila euro di fondi sisma, hanno riguardato la riparazione delle murature, il miglioramento delle connessioni tra le pareti e il rinforzo delle strutture. Interventi che hanno consentito il recupero funzionale dell’edificio e la sua piena fruibilità. Per celebrare il ritorno alla città di uno spazio urbano particolarmente significativo, a quasi dieci anni dal terremoto, è stato organizzato anche un momento musicale e conviviale. Villa Fermani rappresenta un luogo profondamente legato alla storia e all’identità cittadina. Le sue origini risalgono al 1855, quando l’area era un fondo agricolo delle religiose del Monastero di San Giovanni. Nel 1873 Davide Fermani acquistò la proprietà e la trasformò in luogo di svago, per poi donarla alla città nel 1894. Da allora la villa è diventata un bene pubblico di grande valore storico, culturale e sociale. Durante i lavori sono emersi anche elementi finora nascosti o dimenticati, tra cui la scritta storica sopra l’ingresso principale e alcuni particolari architettonici interni celati dal tempo. Dettagli che arricchiscono ulteriormente il valore culturale dell’edificio e confermano il legame profondo tra Villa Fermani e la comunità. L’edificio, riportato al suo storico lustro, ospiterà convegni, seminari, eventi anche musicali, mostre e matrimoni. “La riapertura di Villa Fermani è un altro segnale concreto della ricostruzione che avanza e restituisce alle comunità non soltanto edifici sicuri, ma luoghi di memoria, socialità e identità. Ogni spazio recuperato rappresenta un passo avanti nel percorso di rinascita dei nostri territori. Investire nella messa in sicurezza e nel restauro di beni come Villa Fermani significa custodire la storia e la tradizione vera di una comunità e, allo stesso tempo, costruire nuove occasioni di incontro, cultura e partecipazione. Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il sindaco Giuliana Giampaoli, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e tutti i soggetti coinvolti per il lavoro svolto con attenzione e sensibilità”, dichiara il commissario alla ricostruzione Guido Castelli. Il sindaco Giuliana Giampaoli spiega che “Il grande impegno che abbiamo concentrato sulla riqualificazione di questo Parco e della Villa storica va ben oltre la ricostruzione. Siamo convinti e orgogliosi che qui si stiano riportando alla luce le radici della nostra storia, l'anima dei luoghi e della nostra identità culturale”.

“Dipendenti dai social": lettera aperta ai candidati

“Dipendenti dai social": lettera aperta ai candidati

Venerdì mattina apro Facebook per vedere le notizie. Con i social ci lavoro da molti anni, li conosco, li studio ogni giorno: scrollo… otto post elettorali di fila, otto candidati diversi. Grafiche perfette, slogan studiati, promesse patinate. Zero notizie normali. Zero amici. Zero vita. Solo elezioni, dal mattino alla sera, tutti i giorni, da settimane. E penso: se anche io non ne posso più, figurati chi i social li usa normalmente! I social nascono per comunicare, per informare, per far sapere alla gente cosa fai, cosa pensi, cosa proponi. Ed è giusto che un candidato usi i social per farsi conoscere. Ma c'è una differenza enorme tra comunicare e bombardare. E quello che sta succedendo in vista delle elezioni del 24-25 maggio a Macerata non è comunicazione, è saturazione. Candidati sconosciuti in questa città che postano tre volte al giorno. Facebook invaso, instagram pieno di video dove spiegano il programma davanti alla telecamera. Come se i social fossero diventati il vostro unico modo di esistere. Come tossicodipendenti che non riescono a stare un giorno senza postare, senza dire qualcosa, senza farvi vedere. E intanto ottenete l'effetto contrario. Mettiamoci nei panni di chi vi deve votare. Una persona normale apre Facebook per vedere cosa fanno gli amici, per scoprire cosa succede nella sua città… e invece trova voi, sempre voi. Ma dopo il decimo post della settimana, la gente non legge più. Scrolla via, infastidita. Perché il troppo storpia. Una telefonata vale più di dieci post. Un caffè vero batte cento stories. Un incontro faccia a faccia vale più di mille video su Instagram. Ma voi non ve ne rendete conto perché siete dentro la bolla e pensate che più postate, più la gente vi conosce. Non è vero: più postate e più la gente vi evita. E poi c'è la qualità. Leggo bio scritte con ChatGPT. Vedo foto talmente ritoccate con l'intelligenza artificiale che quando incontro il candidato per strada non lo riconosco. Sul post sembra trentacinque anni, pelle perfetta, sorriso da pubblicità. Per strada ne ha cinquanta, faccia normale, capelli normali. E la gente non è stupida. Vede la foto, vi incontra, e capisce che è tutto finto. E mi chiedo: ma davvero pensate che questo sia il modo di ottenere un voto? Perché se la gente non sa chi siete, il problema non si risolve con un video. Si risolve incontrando le persone, una per una, guardandole negli occhi, ascoltandole. Con i social ci lavoro da tanti anni e vi dico una cosa: anche io sono stanca. Stanca di vedere il mio feed invaso. Stanca di grafiche che dicono tutto e niente. Se io, che ci vivo, sono stanca, immaginatevi chi i social li usa per svago, per rilassarsi. Apre Facebook e trova voi, tutti i giorni, sempre. Il social che dovrebbe essere una fonte di informazione utile è diventato una fonte di stress. Tra quindici giorni si vota. E allora vi faccio un appello da comunicatrice: basta post e grafiche perfette, slogan e video. I social sono il modo moderno di fare politica, è vero, ma solo se usati bene, con misura, con intelligenza. Non così, bombardando la gente, invadendo ogni spazio, sostituendo le relazioni vere con post finti. Perché il voto non si conquista con un post, si conquista con una presenza vera.

Politica

Potenza Picena, Fratelli d’Italia ribadisce:"Sì al fotovoltaico, no speculazione a discapito del paesaggio agricolo"

Potenza Picena, Fratelli d’Italia ribadisce:"Sì al fotovoltaico, no speculazione a discapito del paesaggio agricolo"

09/05/2026 17:45

Il Circolo di Fratelli d’Italia di Potenza Picena interviene sul tema degli impianti fotovoltaici e del loro impatto sul territorio, ribadendo la propria posizione contraria a interventi che possano compromettere il paesaggio collinare e la vocazione agricola dell’area. “Il Circolo di Fratelli d’Italia di Potenza Picena ribadisce, con chiarezza e coerenza, una posizione assunta per primi: la ferma contrarietà a impianti fotovoltaici che compromettano irreversibilmente un territorio unico, nella peculiare bellezza delle sue colline che degradano con gentilezza verso il mare”. Il Circolo precisa quindi che la posizione espressa non riguarda un’opposizione alle energie rinnovabili in sé. “Non vi è alcuna ostilità verso le energie rinnovabili, bensì il rifiuto di una visione dello sviluppo che subordina paesaggio, identità agricola e vocazione naturale del territorio a logiche meramente speculative”. Nel ricostruire il percorso seguito, Fratelli d’Italia sottolinea di aver assunto fin da subito una posizione pubblica sul tema, cercando il coinvolgimento della cittadinanza e il confronto con le realtà ambientaliste. “Sin dall’inizio siamo stati i primi ad assumere pubblicamente una posizione netta, promuovendo il coinvolgimento della cittadinanza e avviando interlocuzioni con associazioni ambientaliste ed ecologiste, nella consapevolezza che la difesa del territorio debba restare una battaglia trasversale. In questo senso, prendiamo atto con favore che anche le forze di opposizione abbiano raccolto il nostro invito a convergere su questo tema”. L’impegno, viene aggiunto, proseguirà attraverso i canali istituzionali, con l’obiettivo di sostenere un modello di sviluppo ritenuto più equilibrato. “Attraverso i canali istituzionali continueremo a difendere le ragioni di una comunità che crede in uno sviluppo equilibrato: la legge consente il fotovoltaico, ma non impone il sacrificio di terreni agricoli di pregio. Per questo riteniamo prioritario incentivare l’installazione su tetti di fabbriche, capannoni ed edifici già esistenti”.

Montecassiano, Capparucci inaugura la sede di Progetto Civico: "Una nuova classe dirigente aperta al territorio"

Montecassiano, Capparucci inaugura la sede di Progetto Civico: "Una nuova classe dirigente aperta al territorio"

09/05/2026 15:35

La lista Progetto Civico ha aperto ufficialmente la sua sede elettorale in corso Dante Alighieri 4 a Montecassiano. Il candidato alla carica di sindaco Mario Capparucci e la sua squadra hanno accolto amici e simpatizzanti per il tradizionale taglio del nastro e un brindisi benaugurante per le prossime intense settimane di campagna elettorale. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare alcuni punti centrali del programma elettorale della lista, articolato in undici temi chiave e fondato sulla partecipazione attiva dei cittadini, sul miglioramento dei servizi, sulla riqualificazione degli spazi pubblici e su uno sviluppo sostenibile del territorio, con attenzione alla sicurezza e alla qualità della vita. "L'apertura di una sede elettorale coincide, da un punto di vista simbolico, con l'apertura e la disponibilità che ha una lista che contiene al proprio interno una nuova classe dirigente per la Pubblica Amministrazione - ha spiegato Mario Capparucci -, non solo, corrisponde anche all'apertura che questa nuova classe politica avrà nei confronti del territorio e, in modo particolare, della società civile. Le nostre candidate e i nostri candidati, assolutamente nuovi rispetto a una nuova esperienza amministrativa, sono altresì collaudati sul piano professionale come lavoratori, dipendenti o indipendenti, oltre che professionisti, ciascuno esperto nel proprio settore di lavoro o nell'ambito del volontariato. Sono certo - ha concluso Capparucci - che porteranno il meglio di loro nella Pubblica Amministrazione”. Questa la squadra di Capparucci: Caterina Antognozzi, Marco Carbonari, Lucia Cingolani, Simone Cingolani, Valentina Fermani, Ludovico Giaconi, Aldo Massei, Francesco Merelli, Luisa Moretti, Manuel Picchio, Franco Polenta e Tommaso Tombesi.

Sanità

Infiammazione silenziosa: quando il corpo resta sempre “acceso”

Infiammazione silenziosa: quando il corpo resta sempre “acceso”

09/05/2026 15:40

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di infiammazione, ma non sempre in modo corretto. Quando pensiamo a un processo infiammatorio immaginiamo febbre, dolore o gonfiore. Esiste però una forma molto diversa e silenziosa di infiammazione, chiamata low grade inflammation o infiammazione cronica di basso grado, che può rimanere attiva per anni senza sintomi evidenti, contribuendo lentamente allo sviluppo di molte malattie croniche moderne. Oggi sappiamo che questa condizione rappresenta uno dei principali punti di collegamento tra alimentazione, stile di vita e salute metabolica. Non si tratta di una malattia vera e propria, ma di uno stato in cui il sistema immunitario rimane costantemente “attivato”, producendo nel tempo piccole quantità di molecole infiammatorie. Diversi studi scientifici hanno mostrato come questo fenomeno sia associato a obesità, diabete tipo 2, steatosi epatica, malattie cardiovascolari e disturbi intestinali. Uno dei fattori più importanti è l’accumulo di grasso viscerale, cioè il grasso localizzato soprattutto nella zona addominale. Oggi sappiamo che il tessuto adiposo non è una semplice riserva energetica: è un organo metabolicamente attivo capace di produrre sostanze infiammatorie. Quando aumenta eccessivamente, soprattutto in presenza di sedentarietà e alimentazione squilibrata, il corpo entra progressivamente in uno stato di “metainfiammazione”, una forma di infiammazione cronica di bassa intensità. Negli ultimi anni si è parlato molto anche degli alimenti ultraprocessati. Con questo termine si indicano prodotti industriali ricchi di ingredienti raffinati, additivi, aromi ed emulsionanti, formulati per essere molto appetibili e facili da consumare in eccesso. Il problema non riguarda soltanto le calorie: sempre più evidenze suggeriscono che un consumo elevato di questi prodotti possa alterare il microbiota intestinale e favorire uno stato infiammatorio persistente. L’intestino, infatti, rappresenta uno dei principali centri di regolazione del nostro metabolismo e del sistema immunitario. Quando la barriera intestinale si altera, alcune molecole pro-infiammatorie possono passare più facilmente nel circolo sanguigno, contribuendo a mantenere attiva l’infiammazione sistemica. È anche per questo che sintomi come gonfiore, stanchezza persistente, sonno non ristoratore o difficoltà di concentrazione vengono oggi studiati con maggiore attenzione nel contesto dello stile di vita moderno. Anche stress cronico, sonno insufficiente e sedentarietà hanno un ruolo importante. Dormire poco altera gli ormoni che regolano fame e sazietà, mentre lo stress protratto nel tempo può influenzare negativamente metabolismo e microbiota. Al contrario, l’attività fisica regolare rappresenta uno dei più potenti strumenti antinfiammatori naturali. La buona notizia è che la low grade inflammation può essere modulata attraverso le abitudini quotidiane. I modelli alimentari più associati a una riduzione dell’infiammazione sono quelli basati su alimenti freschi e minimamente processati: verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce azzurro, olio extravergine di oliva e frutta secca. Non esistono alimenti miracolosi, ma esiste un contesto alimentare che può favorire o ridurre il carico infiammatorio dell’organismo. Oggi la scienza ci mostra con sempre maggiore chiarezza che molte malattie croniche non compaiono improvvisamente, ma si sviluppano lentamente attraverso piccoli squilibri ripetuti nel tempo. Comprendere il ruolo dell’infiammazione cronica di basso grado significa quindi andare oltre il concetto di “dieta” e iniziare a considerare alimentazione, sonno, movimento e gestione dello stress come parti di uno stesso sistema, capace di influenzare profondamente la nostra salute quotidiana.  

In fuga dalla guerra, dall’Ucraina al Salesi di Ancona: il sorriso ritrovato della piccola Anghelina

In fuga dalla guerra, dall’Ucraina al Salesi di Ancona: il sorriso ritrovato della piccola Anghelina

09/05/2026 10:07

 È tornata all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona la piccola Anghelina, la bambina ucraina di 9 anni che due anni fa, insieme alla madre Oksana, era fuggita dalla guerra per poter continuare a curare una grave malformazione urogenitale. Nei giorni scorsi la bambina è stata sottoposta a un nuovo ciclo di controlli endocrinologici e terapie di follow up da parte dell’équipe della Chirurgia Pediatrica diretta dal professor Giovanni Cobellis, che già nel luglio 2024 aveva eseguito con successo un delicato intervento chirurgico. “La bambina sta seguendo un percorso clinico complesso che richiede controlli e trattamenti periodici – spiega Cobellis –. La sua patologia, una sindrome adrenogenitale, è rara e molto delicata da affrontare. L’intervento è perfettamente riuscito e il problema principale è stato risolto. Ora saranno il tempo e la crescita naturale della bambina a fare il loro corso”. Il professore ha voluto ringraziare anche la Direzione generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche per il supporto garantito: “Siamo felici di poter affrontare storie di sofferenza che vanno oltre il singolo quadro clinico”. La permanenza di Anghelina e della madre ad Ancona è durata meno di una settimana. Poi il ritorno a Kalush, cittadina dell’Ucraina occidentale nel distretto di Ivano-Frankivsk, resa celebre anche dal gruppo Kalush Orchestra, vincitore dell’Eurovision Song Contest 2022. È Oksana a ripercorrere il drammatico viaggio che le ha portate in Italia. “Anghelina era in cura in un ospedale pediatrico specializzato di Kyiv, ma la guerra ha interrotto tutto. Nell’autunno del 2023 abbiamo vissuto bombardamenti continui e anche l’ospedale è stato colpito da un missile, diventando inutilizzabile. Tornarci era impossibile”. Quando si è aperta la possibilità di proseguire le cure all’estero, madre e figlia non hanno esitato. “Dopo due anni posso dire che è stata la scelta giusta. Tornare ad Ancona e al Salesi è come tornare a casa. L’accoglienza che riceviamo ogni volta è straordinaria e per noi significa moltissimo”. Dietro alla storia di Anghelina c’è una rete di solidarietà che unisce Italia e Ucraina. Un ruolo fondamentale è stato svolto dall’associazione Patronesse del Salesi, che si è occupata dell’accoglienza logistica della famiglia, supportata anche dalla struttura residenziale di Casa Angelini a Torrette. A coordinare il trasferimento è stato Maurizio Maraschi, volontario falconarese dell’associazione Anteas di Alessandria. “Durante una delle nostre missioni umanitarie in Ucraina abbiamo conosciuto la situazione di Anghelina e in poco tempo abbiamo organizzato il viaggio in Italia. In questi anni di guerra abbiamo aiutato numerosi bambini affetti da patologie oncologiche o malattie rare”. E alla fine, tra i corridoi del Salesi, torna anche il sorriso. Anghelina sale sulla macchinina dei carabinieri donata al reparto di Chirurgia Pediatrica e, per un momento, riesce a lasciarsi alle spalle il peso della guerra e della malattia, tornando semplicemente a essere una bambina.    

Sport

VR Macerata travolgente: poker al Monturanese e pass per le semifinali playoff

VR Macerata travolgente: poker al Monturanese e pass per le semifinali playoff

10/05/2026 10:30

Cala il sipario sulla stagione regolare del Girone E di Seconda Categoria, e lo fa con un boato arancio-blu. Una prova di forza schiacciante quella della VR Macerata, che nell'ultimo turno di campionato liquida la pratica Monturanese e blinda il quarto posto in classifica. Un piazzamento d'oro che spalanca le porte della semifinale playoff, dove i ragazzi di Mister Moretti incroceranno il CSKA Corridonia in un match che si preannuncia caldissimo, anche per la presenza dei grandi ex Bonfigli, Monachesi e Allushaj. L’approccio alla gara della VR è feroce. Dopo appena due minuti, Ricotta sblocca subito il risultato: cross perfetto di Doga e destro chirurgico ad anticipare la difesa ospite. Gli arancio-blu non alzano il piede dall'acceleratore e al 15' raddoppiano: rimessa laterale "infinità" di Ricciotti che pesca in area Giampaoletti, bravissimo a svettare di testa e infilare in rete. Al 35' arriva il tris che mette in ghiaccio la partita: fallo di Andrenacci su Ricotta in area e calcio di rigore trasformato con freddezza da Canesin. Prima dell'intervallo c'è gloria anche per l'estremo difensore di casa, Fuscà, che strozza in gola l'urlo del gol a Sciarresi con un intervento prodigioso. La ripresa si apre sulla falsariga della prima frazione. La VR trova il poker con Romagnoli, che finalizza un pregevole assist di Canesin coronando una manovra corale di alto livello. Nel finale, il Monturanese accorcia le distanze con il gol della bandiera firmato da Sciarresi su rigore (concesso per un fallo di mano di Ricciotti), ma è solo statistica. Al triplice fischio esplode la gioia della "giovanissima banda" orchestrata dal tecnico Moretti e dal presidente Montenovo. Un gruppo audace e coeso che, settimana dopo settimana, ha saputo maturare fino a conquistare un traguardo meritato. Ora testa alla semifinale: il sogno della VR Macerata continua. TABELLINO VR MACERATA - ATLETICO M.U. 4-1 VR MACERATA: Fuscá, Giampaoletti, Ricciotti, Nicolai (70' D'Amico), Tartari, Benfatto (78' Giustozzi), Doga, Ciurlanti, Canesin, Ricotta (68' Elisei), Romagnoli (85' Cardinali). A disposizione: Alfei, Intermesoli, Giovannelli, Bertola. Allenatore: Marco Moretti ATLETICO MONTURANO: Eustacchi, Squarcia, Pierbattista( 60' Mouhine), Lattanzi, Andrenacci, Malaspina, Marcaccio, Trotti (60' Berdini) Sciarresi (85' Viozzi) Sanniola, Belleggia. A disposizione: Remia, Faini, Sardini, Romani. Allenatore: Marco Tramannoni. MARCATORI: 2' Ricotta , 15' Giampaoletti , 35'. Canesin (rigore), 60' Romagnoli, 85' Sciarresi (rigore).  ARBITRO: Simone Fraticelli - Sezione di Macerata. NOTE: presenti circa 200 spettatori.

Cbf Balducci Hr Macerata, colpo in regia: arriva Roberta Carraro

Cbf Balducci Hr Macerata, colpo in regia: arriva Roberta Carraro

09/05/2026 13:17

Nuovo importante innesto in casa CBF Balducci HR Macerata, che annuncia l’ingaggio della palleggiatrice Roberta Carraro per la stagione 2026/27 di Serie A1. La giocatrice veneta, classe 1998, 181 cm, vestirà per la prima volta la maglia arancionera e andrà a completare il reparto registe della formazione maceratese. Carraro arriva a Macerata dopo due stagioni disputate con il Volley Bergamo nel massimo campionato, portando con sé un bagaglio di esperienza costruito tra Serie A1 e A2 in diverse piazze di alto livello. Nel suo curriculum spicca anche la parentesi con la Imoco Volley Conegliano, uno dei club più titolati del panorama internazionale, con cui ha conquistato nel 2023 Scudetto, Coppa Italia, Mondiale per Club e Supercoppa italiana. Un percorso che testimonia la crescita tecnica e la maturazione della regista veneta, sviluppata anche attraverso importanti esperienze in Serie A2 con Mondovì, Trentino Rosa e Martignacco, oltre all’avventura con Montecchio Maggiore. La nuova palleggiatrice arancionera ha espresso grande entusiasmo per la scelta:«Ho scelto la CBF Balducci HR Macerata perché è una società ambiziosa e organizzata. Credo ci siano le condizioni per lavorare bene come squadra e crescere come singole atlete. Mi aspetto una stagione di crescita e un gruppo coeso, capace di raggiungere i propri obiettivi e far divertire il pubblico». Carraro ha inoltre sottolineato le sensazioni avute da avversaria: «Macerata è sempre stata una squadra molto organizzata e difficile da affrontare. Ho percepito grande passione anche dal pubblico e dal palazzetto pieno: sono felice di farne parte e non vedo l’ora di iniziare». Con questo innesto, la CBF Balducci HR rafforza ulteriormente il proprio roster in vista della prossima stagione di Serie A1, puntando su qualità, esperienza e personalità in cabina di regia.    

Economia

Debiti bancari ed esecuzioni immobiliari: nuove difese per i debitori contro le irregolarità

Debiti bancari ed esecuzioni immobiliari: nuove difese per i debitori contro le irregolarità

29/04/2026 18:40

Anche la Giurisprudenza di legittimità, oltre a quella di merito, apre recentemente nuovi spiragli per consentire ai debitori esecutati di difendersi più adeguatamente dalle ingiustizie bancarie. Mentre in passato si potevano definire "bonariamente" le controversie sorte fra le banche, cessionarie e debitori, ora per bloccare le esecuzioni immobiliari è necessario (quasi obbligatorio) il ricorso al Giudice di merito o, ancora meglio, al Giudice delle Esecuzioni. Infatti, tra le varie cessionarie dei crediti bancari, ultimamente, molte rinunciano strategicamente a fornire le dovute spiegazioni ed a documentare la regolarità del loro operato, comportamento che risulta comunque vantaggioso per le stesse in considerazione dell'elevato numero di pratiche coinvolte. "Di fronte a esplicite richieste sulla titolarità del credito e legittimazione ad agire, le cessionarie spesso rispondono in modo generico e totalmente incompleto", evidenzia il cav. rag. Giuseppe Tosoni, presidente dell'Associazione Tutela Impresa e delegato dello Sportello del Consumatore Italia per la Regione Marche "Ma ciò facilita la procedura del debitore, che è legittimato a conoscere con precisione se le azioni intraprese sono valide per una procedura esecutiva giudiziale", prosegue. A tal riguardo, emerge un dato singolare: circa 300 di tali società sono localizzate nello stesso indirizzo a Conegliano Veneto, la cui regolarità è oggetto di verifica da parte della Guardia di Finanza, iniziativa promossa dall'associazione in collaborazione con un'imprenditrice di Tolentino. "Pertanto, si invitano le parti debitrici a verificare preventivamente la legittimità delle cessionarie e valutare ulteriori contestazioni - conclude Tosoni ricordando l'urgenza del fenomeno -: in provincia di Macerata ci sono ben 1.200 immobili all'asta, di cui circa 120 solo a Civitanova Marche".

Imprese e crisi globale, l’analisi di Marco Ragni (Confindustria Macerata): “Fare sistema è l’unica strada" (VIDEO)

Imprese e crisi globale, l’analisi di Marco Ragni (Confindustria Macerata): “Fare sistema è l’unica strada" (VIDEO)

29/04/2026 10:00

In un contesto economico segnato da tensioni internazionali, aumento dei costi energetici e forte incertezza globale, il sistema produttivo locale è chiamato a ripensare le proprie strategie. In questa intervista, Marco Ragni, presidente di Confindustria Macerata e amministratore delegato di Fatar, analizza lo stato dell’economia del territorio, evidenziando criticità, opportunità e il ruolo centrale della collaborazione tra imprese per affrontare una fase complessa ma non priva di prospettive. La provincia di Macerata è un territorio ampio e diversificato, in che modo si costruisce e si rafforza la coesione tra imprenditori appartenenti a settori differenti?La provincia di Macerata è un territorio dove c’è un tessuto imprenditoriale molto vario: manifatturiero, moda, agroalimentare, meccanica, arredo. Questo rappresenta da una parte un punto di forza e dall’altra una complessità. L’associazione lavora per creare connessioni vere tra le imprese, attraverso tavoli comuni dove condividere problemi e progetti. Costruiamo iniziative trasversali, come un importante progetto sull’introduzione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, e favoriamo lo scambio di competenze. Oggi nessuno compete da solo, ma all’interno di una filiera. Oggi la vera competitività nasce dalla capacità di fare sistema e non di restare isolati. Sta prendendo forma un’aggregazione tra Ancona, Fermo e Macerata: quali sono gli obiettivi e le ricadute sul territorio?Questo processo di aggregazione è un passaggio strategico, non formale. Da soli rischiamo di essere troppo piccoli per contare davvero. Mettere insieme Macerata, Ancona e Fermo significa fare massa critica e avere maggiore peso nei tavoli dove si decidono le politiche industriali, a livello regionale, nazionale ed europeo. Inoltre, questa rete permetterà di offrire servizi più evoluti alle aziende associate. Allargando lo sguardo allo scenario geopolitico internazionale, quanto incidono queste dinamiche sulla produzione locale?Le tensioni internazionali oggi si sentono in modo concreto anche sul nostro territorio. Conflitti, dazi e difficoltà nelle forniture rendono più complicato pianificare investimenti e strategie. Da una parte si registra un calo della domanda, dall’altra aumentano i costi delle forniture e dell’energia. Tutto questo incide direttamente sui bilanci delle imprese. Le aziende stanno reagendo, ma il contesto resta molto instabile. Quali sono oggi i settori maggiormente colpiti da questa fase di instabilità?In prima battuta i settori più colpiti sono quelli orientati all’export, come la moda e il calzaturiero, che subiscono la contrazione della domanda e le difficoltà nei mercati esteri. Anche altri comparti, come l’agroalimentare e l’arredo casa, risentono di problemi nelle catene di fornitura e nella logistica, con difficoltà a rimanere competitivi nelle filiere produttive. Quali interventi ritiene prioritari da parte della politica per sostenere il sistema produttivo?Le imprese hanno bisogno soprattutto di certezze e di risposte chiare. Da troppo tempo vengono rimandate decisioni importanti, a partire dalla politica energetica, che deve essere definita in modo chiaro a livello europeo, nazionale e regionale. Nelle Marche è fondamentale portare avanti il tema del termovalorizzatore. Serve inoltre intervenire sulla rete di distribuzione: molte aziende, soprattutto nelle aree interne, soffrono ancora di sbalzi e interruzioni di energia. C’è poi il paradosso degli investimenti nel fotovoltaico: da una parte vengono incentivati, dall’altra le imprese non riescono ad allacciarsi alla rete per mancanza di infrastrutture adeguate. A questo si aggiunge un quadro normativo complesso che aumenta la burocrazia. Le aziende sono ormai abituate a portare “zaini pesanti” sulle spalle: è il momento che la politica inizi a togliere qualche peso. Guardando al futuro, quali prospettive economiche si vedono nei prossimi mesi per il territorio?Il quadro resta molto complesso e fare previsioni è difficile, sia nel breve che nel medio termine, perché i conflitti internazionali influenzano direttamente gli equilibri economici globali. Le aziende sono reattive e si stanno organizzando, ma hanno poche leve strategiche per reagire in questa fase. Proprio per questo diventa ancora più importante fare sistema e affrontare insieme le difficoltà a livello associativo. Questo può rappresentare un vantaggio per tornare rapidamente competitivi quando la situazione tornerà a normalizzarsi.

Scuola e università

Unimc, record di presenze per la prima Career Week: oltre 300 giovani a colloquio

Unimc, record di presenze per la prima Career Week: oltre 300 giovani a colloquio

08/05/2026 18:10

Numeri da record e un dialogo sempre più serrato tra accademia e tessuto produttivo. Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo la prima Career Week dell’Università di Macerata, un’iniziativa patrocinata dalla Regione Marche che ha registrato quasi 500 presenze complessive in una settimana, culminando in un Career Day che ha visto oltre 300 tra laureandi e laureati confrontarsi direttamente con il mondo del lavoro. Il cuore dell’evento è stato il Career Day, che ha trasformato gli spazi dell'Ateneo in una vera e propria piazza del lavoro con quasi 70 stand. Tra le aziende presenti, i nomi più prestigiosi del "Made in Marche" e non solo: colossi come Elica, Clementoni, Fileni, iGuzzini, Tod’s, Simonelli Group, Arena e Rainbow, affiancati dalle principali agenzie per il lavoro, spin-off accademici, ordini professionali e rappresentanti della Polizia Scientifica. Tutte le realtà partecipanti si sono presentate con posizioni aperte, offrendo ai giovani opportunità concrete che spaziano dai tirocini retribuiti a veri e propri contratti di lavoro. Per gli studenti è stata l'occasione per sostenere colloqui individuali, consegnare i propri CV e ricevere feedback diretti dai recruiter sulle competenze più richieste oggi dal mercato. La Career Week non è stata solo un momento di incontro, ma un percorso di crescita durato tre giorni. Prima del Career Day, infatti, si sono svolti 20 laboratori tematici coordinati da manager, psicologi e consulenti. «Non si tratta solo di trovare un impiego, ma di capire cosa si vuole fare e come valorizzare le proprie competenze», ha spiegato Laura Marchegiani, delegata del Rettore al placement. I workshop hanno affrontato temi cruciali come la costruzione del profilo LinkedIn, la gestione del colloquio e le opportunità di carriera in ambito europeo. Ad aprire la settimana è stata una tavola rotonda guidata dal rettore John McCourt, che ha sottolineato la velocità dei cambiamenti nel mondo professionale: «Il lavoro evolve, ma questo apre nuove strade per chi ha spirito critico e capacità di adattarsi. Le aziende oggi cercano competenze umane e flessibilità, qualità che i nostri laureati possiedono». McCourt ha inoltre rilanciato la sfida dell'accoglienza, evidenziando la necessità di aprirsi agli studenti internazionali che desiderano restare e investire sul territorio. Il direttore generale Domenico Panetta ha ribadito l'impegno di Unimc, che dal 2003 investe nel servizio di placement, confermando l'Ateneo come un ponte solido tra la formazione d'eccellenza e l'ingresso consapevole nel mondo professionale.

"Corsa contro la fame": i ragazzi del "Mons. Paoletti" in pista per la Repubblica Centrafricana

"Corsa contro la fame": i ragazzi del "Mons. Paoletti" in pista per la Repubblica Centrafricana

08/05/2026 16:50

Unire lo sport all'impegno civile per salvare vite umane. Anche quest’anno gli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Pieve Torina, Visso, Valfornace e Fiastra hanno risposto presente al progetto internazionale "La Corsa contro la fame", promosso dall’organizzazione umanitaria “Azione contro la fame”. Una giornata di partecipazione attiva che ha visto i ragazzi correre non per un podio, ma per garantire cibo terapeutico ai bambini della Repubblica Centrafricana. L'evento clou si è svolto lo scorso 7 maggio presso il campo sportivo di Fiordimonte. Gli alunni, divisi per plessi e affiancati dai docenti, si sono sfidati in una staffetta e in una serie di giri di campo. La particolarità del progetto risiede nel "passaporto solidale": ogni giro completato dagli studenti corrisponde a una promessa di donazione fatta in precedenza da uno sponsor (familiari o amici). Il ricavato sarà destinato all'acquisto del Plumpy’Nut, un cibo terapeutico rivoluzionario a base di arachidi e vitamine che permette alle famiglie africane di curare a casa i bambini malnutriti, riducendo drasticamente il tasso di mortalità. L'iniziativa non si è limitata alla sola attività fisica. Nel mese di marzo, i volontari dell'associazione hanno condotto attività didattiche interattive nelle classi, mostrando video e testimonianze dirette per far conoscere ai ragazzi le sfide quotidiane della Repubblica Centrafricana. Il tema è stato poi approfondito dai docenti nelle ore di geografia ed educazione civica, trasformando la scuola in un laboratorio di strategie collettive per combattere la fame nel mondo. La riuscita dell’evento porta con sé una forte carica emotiva. Il progetto era infatti particolarmente caro al dirigente dell’Istituto, Maurizio Cavallaro, scomparso prematuramente nel 2022. «Sarebbe stato molto orgoglioso dei nostri ragazzi – spiegano i promotori – che si impegnano attivamente da anni per la riuscita di questa attività». Un impegno che arricchisce le competenze sociali degli alunni e li rende, a tutti gli effetti, cittadini consapevoli della comunità mondiale.

Cultura

Da New York a Civitanova, successo per il Silent Reading Party: lettura e socialità al porto

Da New York a Civitanova, successo per il Silent Reading Party: lettura e socialità al porto

06/05/2026 17:00

CIVITANOVA MARCHE – Nuova partecipazione per il "Silent Reading Party", l’iniziativa promossa dal Civitanova Social Hub, realtà attiva sul territorio cittadino negli ultimi mesi. L’ultimo appuntamento si è svolto lunedì sera negli spazi del Ristorante Club Vela, affacciato sul porto. L'evento ha mantenuto la formula della lettura silenziosa condivisa, arricchita in questa occasione dalla possibilità di accompagnare il momento con un calice di vino, assumendo così il nome di "Wine Reading Party". Il format si ispira a esperienze nate a New York nel 2010, pensate come risposta all’eccessiva esposizione agli stimoli digitali. Anche a Civitanova l’iniziativa si propone come alternativa di intrattenimento, offrendo uno spazio di pausa e concentrazione, in un contesto informale e collettivo. La serata si è svolta tra il lungomare e l’area portuale, con partecipanti di diverse età che hanno condiviso un momento di lettura individuale in un ambiente comune. “L’obiettivo è creare uno spazio di incontro e socializzazione partendo da un’attività personale come la lettura”, spiegano gli organizzatori. Il gruppo sottolinea inoltre la crescita della partecipazione e annuncia l’intenzione di proseguire con nuovi appuntamenti e format nei prossimi mesi. Il progetto si inserisce tra le iniziative culturali emergenti in città, con l’obiettivo di favorire momenti di aggregazione alternativi e accessibili.  

Castelraimondo, il rock senza filtri di Enrico Ruggeri conquista il Lanciano Forum

Castelraimondo, il rock senza filtri di Enrico Ruggeri conquista il Lanciano Forum

03/05/2026 09:50

Una serata "elettrica", autentica e fuori dagli schemi. Il comune di Castelraimondo archivia con soddisfazione il grande successo dell'Electric Tour 2026 di Enrico Ruggeri, che giovedì 30 aprile ha infiammato il Lanciano Forum. L'artista milanese ha regalato al pubblico una performance rock pura, basata sull'improvvisazione e sulla musica suonata rigorosamente dal vivo. In un’epoca dominata da basi e sequenze digitali, il concerto di Ruggeri si è distinto per la sua natura diretta: una scaletta scelta sul momento che ha dato vita a un dialogo costante e spontaneo tra il palco e la sala gremita. Accompagnato da una band di altissimo livello - composta da Sergio Aschieris e Johnny Gimpel alle chitarre, Francesco Luppi alle tastiere, Mitia Maccaferri al basso e voce e Lele Veronesi alla batteria - Ruggeri ha interpretato circa venti brani. Il filo conduttore è stato il rock, attraverso il quale il cantautore ha ripercorso i grandi successi che hanno segnato intere generazioni della musica italiana. Lo stesso Ruggeri ha voluto ringraziare il pubblico marchigiano attraverso i propri canali social, definendo la data di Castelraimondo come una "partenza perfetta". «I giorni di prove ci hanno caricato, sembrava già un concerto di metà tour - ha scritto il cantante - grande band ma soprattutto grandi voi! Spero siate stati ben ripagati dei chilometri fatti, sappiate che siete preziosi».

Eventi

Tolentino, Giorgia Cardinaletti del Tg1 al Lucatelli-Don Bosco: "Studiate, siate curiosi e verificate sempre"

Tolentino, Giorgia Cardinaletti del Tg1 al Lucatelli-Don Bosco: "Studiate, siate curiosi e verificate sempre"

09/05/2026 19:40

Si è conclusa con l’incontro con la giornalista del TG1 Giorgia Cardinaletti la seconda edizione del progetto scolastico “La cura delle parole”, promosso dall’Istituto Comprensivo Lucatelli – Don Bosco di Tolentino. Il progetto, che quest’anno aveva come tema “la scoperta della propria identità” e “tutte le parole per dire chi sono io”, ha coinvolto gli studenti delle classi terze in un percorso dedicato al valore delle parole, della comunicazione e della consapevolezza di sé. Nel corso dell’incontro, la giornalista ha ripercorso le tappe della sua carriera, raccontando agli studenti come il sogno iniziale fosse quello di lavorare nel cinema e scrivere sceneggiature, fino alla scoperta del giornalismo durante un’esperienza in un quotidiano locale. Un percorso fatto di studio, sacrifici, errori e determinazione. Cardinaletti ha spiegato ai ragazzi che “una notizia è tutto ciò che esce dall’ordinario” e ha sottolineato quanto sia importante osservare la realtà, verificare le fonti e utilizzare parole semplici ma precise per raccontare ciò che accade. Grande attenzione è stata dedicata anche al tema dell’uso dei cellulari e dei social, invitando gli studenti a riscoprire la lettura come strumento per arricchire il proprio linguaggio e il pensiero critico. Molto coinvolgenti i racconti legati alle esperienze professionali più importanti: dalle Olimpiadi di Tokyo, vissute da inviata Rai durante le storiche vittorie italiane di Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi, fino al difficile periodo della pandemia Covid, che la giornalista ha definito “l’esperienza più dura e spaventosa” della sua carriera. Nel dialogo con gli studenti si è parlato anche di televisione, radio, sport, ansia, emozioni e intelligenza artificiale. Cardinaletti ha ribadito il valore dell’umanità nel lavoro giornalistico, spiegando che nessuna tecnologia potrà sostituire empatia, sensibilità e rapporto umano. Particolarmente apprezzato il messaggio finale rivolto ai ragazzi: studiare, essere curiosi, verificare sempre le informazioni e non avere paura degli errori, perché “si impara soprattutto sbagliando”. Un incontro che ha lasciato agli studenti non solo il racconto del mestiere del giornalista, ma anche una riflessione sul valore della verità, della responsabilità e della passione nel proprio percorso di vita. “È molto importante soffermarci sulle parole. Pensate a quante parole ci servono per raccontare tutto ciò che accade nel mondo, soprattutto a chi fa il mio lavoro. Noi lavoriamo con le parole, ma è chiaro che dobbiamo trovare parole semplici, perché mi devi capire tu, mi deve capire il signore che lavora tutto il giorno e mi dedica pochi minuti di attenzione, mi deve capire la signora che ha tempo da dedicarmi o quella che invece non ce l’ha perché è presa da tante cose. Bisogna trovare parole semplici, ma sceglierle con cura, perché la cosa più importante nel mio lavoro è far capire le cose: farle capire davvero. Per farle capire, che cosa succede? Intanto si studia. Io, ragazzi, ogni giorno studio. E credetemi, sembra impossibile: quando immaginavo questo lavoro non pensavo fosse così complicato. Però si fa tutto, con metodo e disciplina”.

San Severino, al Santuario di San Pacifico la festa della mamma e del fanciullo

San Severino, al Santuario di San Pacifico la festa della mamma e del fanciullo

09/05/2026 12:22

Il Santuario di San Pacifico a San Severino Marche si prepara ad accogliere famiglie, pellegrini e visitatori per la tradizionale “Festa della Mamma e del Fanciullo”, in programma domenica 10 maggio. Una giornata pensata per unire spiritualità, condivisione e momenti di svago dedicati ai più piccoli. La celebrazione prenderà il via fin dal mattino con il programma liturgico: le Sante Messe saranno celebrate alle ore 9 e alle ore 11, offrendo momenti di preghiera e riflessione dedicati in particolare a tutte le mamme. Nel pomeriggio, dalle ore 15, il piazzale del Santuario si trasformerà in uno spazio di festa e divertimento per i bambini, con gonfiabili, animazione e trucca bimbi professionale, pensati per coinvolgere tutte le fasce d’età. Non mancherà un momento conviviale con la distribuzione di popcorn, zucchero filato, ceche (tipica specialità locale), pane e Nutella, in un clima di condivisione che unisce grandi e piccoli. La giornata si concluderà con un momento di raccoglimento spirituale: alle ore 18 la recita del Santo Rosario, seguita alle ore 18.30 dalla Santa Messa finale durante la quale si svolgerà il tradizionale rito dell’affidamento dei bambini a San Pacifico, compatrono della città e figura di riferimento per la comunità locale.

Curiosità

Da Belforte ai David di Donatello: Delsa annuncia "Celestia", la nuova capsule con Eleonora Storaro

Da Belforte ai David di Donatello: Delsa annuncia "Celestia", la nuova capsule con Eleonora Storaro

07/05/2026 09:40

In un momento di grande visibilità internazionale per il cinema italiano, con la premiazione del tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro durante la serata dei David di Donatello, la storica maison Delsa di Belforte del Chienti annuncia una prestigiosa collaborazione. Dalla sinergia creativa con la designer Eleonora Venturini Storaro, nipote del Maestro, nasce "CELESTIA – The Radiant Bride", una capsule collection bridal couture che proietta l'artigianato maceratese verso le nuove frontiere dell'eleganza contemporanea. L’operazione rappresenta molto più di una semplice partnership commerciale: è l’incontro tra due giovani donne che portano sulle spalle il peso e l’orgoglio di una grande eredità familiare. Da una parte Eleonora Venturini Storaro, cresciuta nel solco della visione estetica del nonno Vittorio; dall’altra Anna Cristina Salvucci, terza generazione alla guida di Delsa e nipote della fondatrice Maria Cristina Craglia, storica imprenditrice del territorio insignita del titolo di Commendatore della Repubblica. «Si tratta di un percorso unito dalla stessa idea di continuità, eleganza ed eccellenza italiana», spiegano dalla maison. La collezione fonde infatti il savoir-faire artigianale che Delsa tramanda dal 1969 nelle Marche con la ricerca innovativa sulla corsetteria contemporanea che caratterizza il brand della giovane designer Storaro. Interamente sviluppata all’interno dell’atelier Delsa a Belforte del Chienti, la linea Celestia interpreta una nuova idea di sposa attraverso silhouette scolpite, costruzioni sartoriali e volumi luminosi. La capsule, che anticipa la stagione bridal 2027, conferma la capacità dell'azienda maceratese di rinnovarsi costantemente, mantenendo intatta quella tradizione manifatturiera Made in Italy che da oltre cinquant'anni la rende un punto di riferimento nel settore. La nuova collezione verrà presentata ufficialmente nel corso dell'estate attraverso un racconto visivo dedicato, segnando un nuovo capitolo nella storia di successo di una delle realtà produttive più prestigiose della provincia.

Appignano in festa per Nazzarena: la "super-nonna" compie 106 anni

Appignano in festa per Nazzarena: la "super-nonna" compie 106 anni

04/05/2026 15:30

C’è un segreto tra i vicoli di Appignano, un borgo dove il tempo sembra scorrere con una benevolenza speciale. A confermarlo è lo straordinario traguardo raggiunto dalla signora Nazzarena Cicarè, vedova Prenna, che il 3 maggio ha spento ben 106 candeline, circondata dall’affetto incondizionato di un’intera comunità. Nata il 3 maggio 1920, Nazzarena Cicarè, oltre ad essere la memoria storica del paese, è l’esempio vivente di quella "qualità della vita" che rende Appignano un’eccellenza del territorio marchigiano. I festeggiamenti, curati con amore dalla figlia Lella, dai parenti e dai numerosi amici, sono stati un momento di profonda commozione. A portare l’omaggio ufficiale della cittadinanza sono stati il sindaco Mariano Calamita e il vicesindaco Stefano Montecchiarini. "È un onore per me e per la nostra comunità festeggiare la signora Nazzarena che incarna il nostro spirito di resilienza e gioia di vivere - ha dichiarato il sindaco Mariano Calamita -. La sua longevità è una testimonianza preziosa delle virtù del nostro territorio, dove l’aria incontaminata, le tradizioni autentiche e la buona tavola si fondono per creare un ambiente ideale per vivere a lungo e in salute. A nome dell'amministrazione comunale e di tutti i cittadini di Appignano, auguro a Nazzarena ancora tanti momenti di gioia e serenità". La festa si è trasformata in un inno alla vita, confermando Appignano come un luogo dove il benessere non è solo un dato statistico, ma un valore condiviso che si respira negli incontri quotidiani e nella forza di queste "super-nonne" che continuano a ispirare le nuove generazioni con il loro sorriso e la loro saggezza.

Varie

L’utopia del miglioramento: quando la crescita personale diventa un secondo lavoro

L’utopia del miglioramento: quando la crescita personale diventa un secondo lavoro

Siamo immersi in un bombardamento costante: il messaggio imperante è che dobbiamo essere, sempre e ovunque, la versione migliore di noi stessi. Una pressione alla performance, dove il valore di un individuo sembra misurarsi esclusivamente attraverso il metro del successo visibile. È un meccanismo psicologico sottile: dobbiamo sapere fare tutto al meglio, rendendoci schiavi di noi stessi, in nome di una crescita personale che assomiglia sempre più ad una condanna. Esistono infinite applicazioni di fitness e mindfulness, eppure i livelli di ansia sono oggi molto alti. Il paradosso è evidente: la ricerca del benessere è diventata un secondo lavoro, un dovere morale alimentato da aspettative irrealistiche. In questo scenario, è urgente rivendicare un diritto fondamentale: quello di fallire, di essere stanchi e di non avere necessariamente una visione chiara da "manifestare all’Universo”. Invece di eccellere compulsivamente in ogni area della vita, dovremmo riappropriarci della libertà di approfondire ciò che sentiamo realmente affine alla nostra natura. Questa deriva performativa colpisce particolarmente l’universo femminile, alla donna contemporanea è richiesto di essere sotto ogni aspetto "Super”: madre impeccabile, professionista di successo e individuo in costante miglioramento estetico e mentale. Una corsa contro il tempo e contro i propri ritmi biologici, una narrazione tossica che ignora la complessità dei bisogni umani. L’iperproduttività ci ha fatto dimenticare l’importanza di restare centrati. Non possiamo controllare tutto: accettarlo è il primo passo per ridurre l’ansia e ritrovare il nostro potere reale. La società moderna deve concedersi un "permesso intellettuale": quello di essere semplicemente umani. È necessario tornare a un realismo che dia valore alla gentilezza verso se stessi, ai propri limiti e alle imperfezioni, uscendo dal confronto costante con le immagini patinate dei social network. Dobbiamo avere il coraggio di scegliere la pace al posto della performance. Non siamo software che necessitano di aggiornamenti continui per non diventare obsoleti; siamo macchine meravigliosamente imperfette, e la nostra umanità risiede proprio in quei difetti che invece cerchiamo disperatamente di correggere.

Morte del paziente a seguito della colonscopia: è responsabile il medico?

Morte del paziente a seguito della colonscopia: è responsabile il medico?

10/05/2026 10:00

Torna come ogni domenica la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana “Chiedilo all'Avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla responsabilità medica; ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Macerata che chiede: "E’ responsabile il medico specialista ospedaliero il cui paziente a seguito di una colonscopia muore?". Ci è utile riguardo il caso di specie approfondire una recente vicenda nella quale un medico specialista ha eseguito un esame di colonscopia per finalità diagnostiche, stante la manifestazione di dolore continuo lamentato dalla donna all'emiaddome destro. Il medico nell'eseguire l'esame ha provocato la morte della paziente in conseguenza di una lacerazione della parete colica. Il medico è stato quindi ritenuto responsabile del reato di omicidio colposo per colpa generica dovuta a negligenza, imprudenza e imperizia e colpa specifica in quanto lo stesso ha eseguito l'esame, che nel caso di specie appariva sproporzionato tenuto conto anche delle avanzata della paziente, senza rispettare le linee guida, omettendo di eseguire un preliminare approfondimento diagnostico con tecniche meno invasive ed in assenza di adeguata preparazione intestinale. Anche per la Cassazione, a cui il medico ha ricorso per contestare la condanna, non sono in discussione le cause della morte della paziente in quanto entrambi i giudici di merito hanno ritenuto che l'imputato non ha valutato le linee guida in materia, in quanto le stesse prevedono che la colonscopia è un esame invasivo a rischio di perforazione nelle donne in età avanzata. Prima di eseguire un esame del genere lo specialista deve quindi procedere a un corretto inquadramento anamnestico e clinico e a una corretta valutazione della indicazione dell'esame prescritto dal medico generico o da altro specialista, ciò perché, secondo la concorde valutazione dei giudici di merito, non si può ritenere che lo specialista endoscopista sia il "mero esecutore" di indagini richieste da altri, non foss'altro perché tale valutazione è necessariamente richiesta al fine di procedere ad un'informazione adeguata necessaria al fine di "raccogliere una valida disposizione di volontà del paziente". Pertanto, in risposta al nostro lettore risulta corretto affermare che, “In tema di colpa professionale medica, qualora ricorra l'ipotesi di cooperazione multidisciplinare, ancorché non svolta contestualmente, allorquando venga prescritto un esame diagnostico invasivo (nel caso esaminato una colonscopia), il medico specialista chiamato ad effettuare l'esame non può esimersi dal valutare, oltre che la presenza di fattori che possano condizionare negativamente l'esame stesso (assunzione di farmaci, parametri vitali, esito esami ematochimici), anche la bontà della scelta diagnostica operata dal medico richiedente in relazione alla sintomatologia lamentata dal paziente ed all'esistenza o meno di precedenti indagini diagnostiche che avvalorino il sospetto della malattia ipotizzata, soprattutto allorquando l'esame in questione sia stato prescritto da un medico non specialista (nel caso in esame il medico di medicina generale che seguiva la paziente)".(Cass. Pen., sentenza n. 30051/2022). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

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