Un violento incidente stradale si è verificato questa mattina, poco prima delle 8, lungo l’autostrada A14, al chilometro 171+400. Nello scontro sono rimasti coinvolti un autoarticolato e un’autovettura alimentata a GPL.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco con la squadra di Fano, che hanno lavorato a fianco del personale sanitario per estrarre dall’abitacolo il conducente dell’auto. L’uomo, una volta liberato dalle lamiere, è stato affidato ai sanitari e trasportato con l’eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona.
I pompieri hanno poi provveduto alla messa in sicurezza dei mezzi coinvolti, un’operazione particolarmente delicata per la presenza del serbatoio a GPL sull’autovettura.
Per consentire ai soccorritori di operare in sicurezza, il tratto è stato completamente chiuso al traffico in direzione nord. Sul luogo dell’incidente è intervenuta anche la Polizia Stradale, impegnata nei rilievi per ricostruire la dinamica dello schianto e nella gestione della viabilità. Il tratto autostradale è stato riaperto intorno alle 9.
Un violento incidente stradale si è verificato questa mattina, poco prima delle 8, lungo l’autostrada A14, al chilometro 171+400. Nello scontro sono rimasti coinvolti un autoarticolato e un’autovettura alimentata a GPL.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco con la squadra di Fano, che hanno lavorato a fianco del personale sanitario per estrarre dall’abitacolo il conducente dell’auto. L’uomo, una volta liberato dalle lamiere, è stato affidato ai sanitari e trasportato con l’eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona.
I pompieri hanno poi provveduto alla messa in sicurezza dei mezzi coinvolti, un’operazione particolarmente delicata per la presenza del serbatoio a GPL sull’autovettura.
Per consentire ai soccorritori di operare in sicurezza, il tratto è stato completamente chiuso al traffico in direzione nord. Sul luogo dell’incidente è intervenuta anche la Polizia Stradale, impegnata nei rilievi per ricostruire la dinamica dello schianto e nella gestione della viabilità. Il tratto autostradale è stato riaperto intorno alle 9.
Dai catalizzatori esausti ai metalli preziosi, dalla grafite dei sistemi di accumulo al silicio dei pannelli fotovoltaici. Il recupero delle materie prime critiche è una delle sfide su cui si gioca il futuro dell'economia circolare e ORIM punta a rafforzare il proprio ruolo in un settore sempre più strategico. A Ecomondo 2026, la manifestazione di Rimini dedicata alla green economy, l'azienda maceratese ha raccontato i progetti in corso, gli investimenti e le prospettive di sviluppo, senza trascurare temi come la sicurezza della filiera e l'innovazione tecnologica.
Una presenza che si rinnova da 29 anni, fin dalla prima edizione del 1997, quando la manifestazione si chiamava ancora Ricicla. «Siamo tra i fondatori di questa manifestazione, che sta diventando sempre più importante a livello mondiale», ricorda Alfredo Mancini, fondatore e amministratore delegato di ORIM. «Siamo passati da una fase in cui trattavamo i rifiuti soltanto in un'ottica di smaltimento a una in cui cerchiamo di recuperare il valore contenuto in ogni materiale. Con la vecchia filosofia dell'usa e getta distruggevamo una montagna di valore».
ORIM amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione nel settore del riciclo e del riuso, presentando a Ecomondo un progetto dedicato al recupero di platino, palladio e rodio dai catalizzatori automobilistici esausti, con l’obiettivo di rafforzare la filiera italiana e ridurre la dipendenza dall’estero. Tra i momenti centrali della partecipazione alla fiera, il convegno del 3 novembre organizzato insieme all’Università degli Studi dell’Aquila e ad altre realtà industriali, durante il quale è stato presentato il processo idrometallurgico brevettato Gold-REC 2, sviluppato dall’ateneo abruzzese e validato da ORIM in condizioni rappresentative di scala pilota. La tecnologia consente di recuperare i tre metalli preziosi, con percentuali di recupero raggiunte in laboratorio pari rispettivamente al 92% per il platino, al 99% per il palladio e al 73% per il rodio.
Ma il progetto si inserisce in una strategia industriale più ampia. Roberta Vecchiola, ingegnere chimico e responsabile delle operazioni di recupero di ORIM, illustra lo sviluppo dei nuovi impianti destinati alle materie prime critiche: «Abbiamo iniziato con due calcinatori che recupereranno metalli non ferrosi dai rifiuti e stiamo terminando il terzo forno, dedicato ai metalli preziosi, come platino, palladio e rodio».
L'azienda ha inoltre ottenuto il primo riconoscimento End of Waste, che consente a un materiale recuperato di cessare di essere qualificato come rifiuto e di rientrare nella filiera produttiva come risorsa. A questo si aggiungono due progetti europei: uno dedicato al recupero della grafite e del rame dagli scarti di lavorazione delle batterie, l'altro, denominato Circular, al recupero di silicio e argento dai pannelli fotovoltaici. L'obiettivo è reintrodurre questi materiali nei rispettivi cicli produttivi, riducendo il ricorso alle materie prime estratte dalle miniere.
A sostenere le prospettive di crescita c'è anche l'investimento di Xenon, fondo che opera nell'economia circolare italiana. Georg von Kriegsheim spiega le ragioni della scelta: «ORIM è una società unica in Italia e tra le poche in Europa a recuperare metalli preziosi e non ferrosi da materiali complessi come i catalizzatori esausti. È un target ideale per creare un'entità più importante a livello europeo e mondiale».
La strategia punta alla costruzione di un gruppo industriale attraverso acquisizioni e investimenti diretti. «Abbiamo investito oltre 10 milioni di euro in questo nuovo impianto, proprio per creare una società tra le poche al mondo che sanno fare questo mestiere», aggiunge von Kriegsheim. Sullo sfondo c'è anche la questione dell'autonomia europea nell'approvvigionamento delle materie prime critiche, oggi fortemente dipendente dai mercati esteri.
Tra i temi affrontati da Mancini anche la sicurezza nella gestione dei rifiuti. L'amministratore delegato ha recentemente inviato una lettera aperta ai clienti per richiamare l'attenzione sulla responsabilità degli operatori lungo tutta la filiera, con particolare riferimento alla normativa Seveso. «Su 10.650 aziende che in Italia gestiscono rifiuti, soltanto 27 operano secondo questa normativa», afferma Mancini, sottolineando l'importanza di scegliere partner che garantiscano adeguati standard di sicurezza e formazione del personale.
Un'altra questione riguarda l'intelligenza artificiale, rispetto alla quale Mancini esprime una posizione di cautela, soprattutto per la tutela della proprietà intellettuale e del know-how industriale. «Il problema fondamentale è la garanzia della proprietà intellettuale. Dopo cinquant'anni di studi, ho costruito questo impianto anche perché sono stato rigidissimo nel condividere le informazioni».L'AI, tuttavia, può offrire applicazioni concrete, soprattutto nelle attività amministrative ripetitive, come la gestione dei formulari di identificazione dei rifiuti (FIR).
Completa il quadro il Bilancio di Sostenibilità 2025, appena concluso e presentato a Ecomondo. Come spiega Giacomo Mariani, responsabile del sistema di gestione integrata, quest'anno ORIM ha scelto di rafforzare la propria rendicontazione, introducendo uno strumento più strutturato rispetto ai report realizzati negli anni precedenti. Il documento, disponibile gratuitamente sul sito aziendale, è stato sviluppato coinvolgendo anche gli stakeholder attraverso un percorso di confronto e raccolta di osservazioni.
Dalla ricerca ai nuovi impianti, dagli investimenti alla responsabilità ambientale, la direzione indicata da ORIM è quella di trasformare sempre più il recupero in una risorsa industriale. Con una sfida che riguarda non soltanto le singole aziende, ma la capacità dell'Europa di valorizzare i materiali che già possiede, riducendo la dipendenza dalle forniture estere.
«Ricostruire bene significa pensare al futuro». Da Arquata del Tronto, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha indicato la direzione per il cratere sismico, intervenendo al confronto istituzionale promosso dalle quattro Anci regionali coinvolte, a dieci anni dal terremoto.
Per il ministro non si tratta soltanto di rimettere in piedi ciò che è stato distrutto, ma di ripensare i territori, rafforzare la prevenzione e creare le condizioni perché le comunità possano tornare a vivere. «Le ricostruzioni ovunque costano tanto e durano molto – ha osservato –. Negli ultimi 50 anni lo Stato ha speso 132 miliardi di euro per ricostruire le zone colpite da calamità, terremoti, alluvioni e frane». Per il cratere dell’Italia centrale, ha aggiunto, «non è la risorsa finanziaria che manca e non mancherà». Guardando all’orizzonte del 2050, secondo Musumeci «non basteranno 20-25 miliardi di euro».
La sfida, ha spiegato, è evitare di ricostruire semplicemente ciò che c’era prima. «Ricostruire dov’era e com’era non sempre è possibile – ha sottolineato – perché se un territorio è vulnerabile, è vulnerabile per sempre». Da qui la necessità di valutare con realismo se le comunità possano davvero restare vive: «Va bene ricostruire una chiesa, a patto che si abbia la certezza che in quella chiesa si tornerà a celebrare messa. Va bene ricostruire una scuola, l’importante è che si abbia la certezza che i bambini possano tornare in quella scuola».
Il ministro è intervenuto anche sull’inchiesta relativa alle infiltrazioni negli appalti della ricostruzione, difendendo il sistema dei controlli e richiamando protocolli di legalità, iniziative antimafia e attività degli organi di vigilanza. «In questo cantiere è stato adottato ogni provvedimento e ogni misura finalizzata a neutralizzare tentativi di infiltrazione», ha affermato. «Le mele marce possono anche esserci, l’importante è individuarle subito ed evitare la contaminazione».
Quanto al futuro delle aree colpite, Musumeci ha detto che «serve dare un’anima alle nuove comunità ricostruite», anche attraverso percorsi che permettano ai giovani di uscire dal territorio per acquisire competenze e poi tornare a metterle a disposizione della propria terra.
Il passaggio conclusivo è stato dedicato alla prevenzione: «Bisogna pensare prima. La prevenzione deve diventare la parola d’ordine. Prima ancora che emergenza, prima ancora che ricostruzione, parliamo di prevenzione». Un’esigenza che, ha concluso, «non riguarda solo l’Italia centrale, non riguarda solo il mio meridione, riguarda tutta l’Italia».
(Foto Anci Marche)
Oltre 75mila euro in contanti, trovati all'interno di uno zaino e senza una documentazione che ne giustificasse la provenienza. È quanto sequestrato dalla Guardia di finanza di Civitanova Marche nel corso di un'operazione antiriciclaggio che ha portato alla denuncia di un agente abilitato ai servizi di money transfer e di un cliente. Al centro degli accertamenti anche una presunta attribuzione fittizia di denaro e il mancato rispetto degli obblighi di verifica della clientela.
L'intervento è stato condotto dai finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche nell'ambito di un piano coordinato di controlli disposto dal Comando regionale Marche della Guardia di finanza. Durante le verifiche, i militari hanno individuato un cliente che aveva effettuato un'operazione di trasferimento di denaro su richiesta e per conto di un'altra persona, con la collaborazione dell'agente. Secondo quanto ricostruito, quest'ultimo avrebbe trasferito le somme attribuendone fittiziamente la titolarità al cliente che si era presentato allo sportello.
La circostanza ha portato ad approfondire i controlli all'interno dell'attività commerciale abilitata ai trasferimenti di denaro. Qui i finanzieri hanno trovato oltre 75mila euro in banconote di diverso taglio, custoditi in uno zaino di proprietà dell'agente. Alla richiesta di spiegazioni, l'uomo non sarebbe stato in grado di giustificare la disponibilità del denaro, né di fornire documentazione a supporto della sua provenienza.
Ulteriori elementi sono emersi dall'analisi dei computer utilizzati per le operazioni di trasferimento. I militari hanno individuato numerose transazioni effettuate da soggetti di nazionalità estera che, attraverso le verifiche nelle banche dati in uso al Corpo, sono risultati in parte non censiti, residenti o domiciliati in località italiane fuori provincia oppure all'estero e, in alcuni casi, gravati da precedenti penali.
Al termine degli accertamenti, l'agente money transfer e il cliente sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Macerata per le ipotesi di reato di mancato rispetto degli obblighi di adeguata verifica della clientela, sostituzione di persona e trasferimento fraudolento di valori. Il denaro contante rinvenuto è stato sottoposto a sequestro preventivo.
L'operazione, sottolinea la Guardia di finanza, si inserisce nell'attività di contrasto alle forme più articolate di frode e riciclaggio, con particolare attenzione ai canali utilizzati per le rimesse verso l'estero, che potrebbero essere impiegati per trasferire fondi di provenienza illecita e alterare le regole della concorrenza.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le persone denunciate sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza.
Ha utilizzato la carta di debito smarrita da un pensionato per effettuare acquisti in un centro commerciale di Civitanova Marche, spendendo complessivamente circa 2mila euro. Per questo una donna di 31 anni, residente a Potenza Picena, è stata denunciata dai carabinieri.
La vicenda è partita dalla denuncia presentata da un anziano del posto, 84enne, che aveva segnalato lo smarrimento del portafogli contenente i documenti personali e la propria carta di debito. In un secondo momento, il pensionato si è rivolto nuovamente ai militari dopo aver notato alcuni movimenti sospetti sul conto corrente.
I carabinieri della stazione di Potenza Picena hanno avviato gli accertamenti, ricostruendo le operazioni bancarie e raccogliendo riscontri sul territorio. Le verifiche avrebbero permesso di individuare la presunta responsabile: poche ore dopo lo smarrimento della tessera, la 31enne si sarebbe recata in un centro commerciale di Civitanova Marche, dove avrebbe effettuato due transazioni non autorizzate in altrettanti esercizi commerciali, per una spesa complessiva di circa 2mila euro.
La donna, originaria di Foggia e già nota alle forze dell'ordine, è stata denunciata in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata con l'accusa di indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti.
Un incendio ha coinvolto otto autovetture nella serata di ieri a Sambucheto di Recanati, nell'area esterna della concessionaria Lm Auto. Secondo le prime ricostruzioni, a prendere fuoco sarebbe stata inizialmente un'automobile, le cui fiamme si sarebbero poi propagate ad altri sette veicoli parcheggiati nelle vicinanze. La pista principale seguita dagli investigatori è quella dell'incendio doloso.
L'allarme è scattato intorno alle 22:30. Sul posto è intervenuta la squadra dei vigili del fuoco di Macerata, che ha provveduto a domare il rogo utilizzando anche schiuma antincendio. Tra le vetture coinvolte nell'incendio c'erano anche mezzi alimentati a metano e Gpl, circostanza che ha richiesto particolare attenzione durante le operazioni di spegnimento.
Presenti anche i carabinieri, impegnati negli accertamenti per ricostruire la dinamica dell'accaduto e chiarire le responsabilità. I militari hanno, inoltre, acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell'area, con l'obiettivo di individuare il responsabile e risalire a chi avrebbe appiccato il fuoco. L'ipotesi che l'incendio sia stato provocato volontariamente rappresenta al momento la principale pista investigativa.
Le operazioni di spegnimento e la successiva messa in sicurezza dell'area si sono protratte fino all'1 circa, quando l'intervento è stato concluso.
Sarà martedì prossimo l’udienza davanti al Tribunale del Riesame di Ancona per due degli otto arrestati nell’inchiesta sulla ricostruzione post sisma: Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Francesco Acquaroli, dimessosi nel dicembre 2025, e l’imprenditore maceratese Enrico Crucianelli. Le difese avevano presentato le istanze alla fine della scorsa settimana. Il collegio dovrà ora decidere se confermare o revocare la custodia cautelare in carcere. Entrambi sono detenuti a Montacuto.
A Pistarelli la Dda contesta l’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, in relazione ad alcuni appalti pubblici nei quali, secondo l’accusa, sarebbe stato il punto di riferimento di una “cricca”. A Crucianelli vengono ipotizzati la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e l’affidamento di lavori in subappalto ad aziende in situazione finanziaria critica, alcune delle quali ritenute vicine ad ambienti criminali. Per l’imprenditore il gip ha comunque escluso l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.
“Pistarelli è tranquillo e combattivo”, ha riferito all’ANSA il suo legale, Gabriele Cofanelli. L’ex capo di gabinetto sta vivendo la detenzione “in maniera equilibrata” e affronta la vicenda “con una certa energia intellettuale”. In cella sta studiando le 738 pagine dell’ordinanza di custodia per preparare una memoria difensiva sulle contestazioni della Dda. “Sarà un percorso lungo con tutte queste implicazioni”, ha ammesso il legale, precisando che a Pistarelli non viene mossa “nessuna contestazione” in relazione alle infiltrazioni mafiose.
Anche Crucianelli, assistito dall’avvocato Massimiliano Cofanelli, attende il Riesame. Dopo le sue dimissioni, la guida di Rest Edile è passata al commercialista tolentinate Luca Mira. Nel frattempo sono stati sbloccati i conti correnti della società, per consentire la gestione operativa e i pagamenti.
Slittano alla prossima settimana gli interrogatori preventivi per cinque indagati nei confronti dei quali è stata chiesta la custodia cautelare, tra cui il funzionario Erdis Michele Pompili e l’imprenditore Andrea Intermesoli. Il rinvio si deve al deposito di nuovi atti da parte dei pubblici ministeri.
Tragedia sull’autostrada A14, nel tratto marchigiano in direzione sud, tra Pesaro e Fano. Un camionista ha perso la vita in un violentissimo tamponamento tra due autoarticolati avvenuto poco prima delle 16, al chilometro 163.
Nello schianto uno dei due mezzi pesanti ha colpito con forza l’altro. Per il conducente di uno dei due tir non c’è stato nulla da fare e il decesso è stato constatato sul posto. L’altro autista è stato invece trasferito all’ospedale di Pesaro per gli accertamenti del caso.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza i veicoli coinvolti, insieme al personale sanitario e a due pattuglie della Polizia Autostradale, impegnata nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Un investimento di oltre un milione di euro per restituire sicurezza, decoro e piena funzionalità a uno dei luoghi della memoria della comunità. La Conferenza regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il recupero e il miglioramento sismico del cimitero di Piè Casavecchia, nel territorio comunale di Pieve Torina, gravemente danneggiato dalle scosse del terremoto del 2016 e 2017.
L'intervento prevede un investimento complessivo di 1.027.222 euro e consentirà di avviare un articolato programma di lavori, differenziati in base alle condizioni e al livello di danneggiamento delle diverse strutture del complesso cimiteriale. L'obiettivo è ripristinare la sicurezza dell'area, consolidare gli edifici esistenti e garantire una migliore accessibilità a tutto il camposanto.
Nel dettaglio, il progetto contempla interventi di miglioramento sismico sui blocchi A, C2 ed E, mentre per il blocco C1 è prevista la demolizione e la successiva ricostruzione. I lavori interesseranno anche una porzione del muro di cinta, che non presenta condizioni tali da consentirne il recupero, oltre a opere di consolidamento delle altre strutture presenti.
Particolare attenzione sarà dedicata alla tutela degli elementi di maggiore interesse storico e architettonico, comprese le cappelle storiche che caratterizzano il cimitero. Il progetto prevede inoltre il superamento delle barriere architettoniche, attraverso la realizzazione di percorsi accessibili, rampe e adeguati sistemi di collegamento, così da rendere più agevole la fruizione dell'intero complesso anche alle persone con difficoltà motorie.
L'approvazione del progetto rappresenta un nuovo passo nel percorso di ricostruzione post-sisma e di recupero dei luoghi simbolici delle comunità colpite dal terremoto. A sottolinearne il valore è il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli.
«Prosegue il percorso di recupero dei luoghi della memoria nel cratere appenninico – afferma Castelli –. Il cimitero di Piè Casavecchia rappresenta un patrimonio storico e affettivo per il territorio di Pieve Torina. Con questo intervento restituiamo sicurezza, decoro e piena accessibilità a uno spazio significativo per i cittadini, continuando il lavoro di ricostruzione e rigenerazione del Centro Italia grazie alla collaborazione fattiva con i Comuni, con l'Usr e la Regione guidata dal presidente Acquaroli».
Soddisfazione anche da parte del sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, che evidenzia l'importanza di investire nella riqualificazione dei cimiteri, riconoscendone il valore non soltanto come luoghi di raccoglimento, ma anche come custodi della storia e dell'identità delle comunità locali.
«Abbiamo voluto dare priorità, nel rispetto delle regole, alla riqualificazione dei cimiteri, luoghi che ospitano coloro che hanno mantenuto e consegnato a noi questi territori – dichiara il primo cittadino –. La qualità di una civiltà, il suo livello di cultura, si misura non solo per il valore affettivo che si deve ai propri cari, ma soprattutto per il rispetto di una memoria condivisa di comunità, e il cimitero di Casavecchia, in questo senso, ne è un ottimo esempio».
Un investimento da 993.287 euro per migliorare la qualità degli spazi scolastici, ridurre i consumi energetici e rendere più sostenibile un edificio che da anni rappresenta un punto di riferimento per le famiglie del territorio. Il Comune di Belforte del Chienti ha ottenuto un importante finanziamento dal Gse (Gestore dei servizi energetici), nell’ambito del Conto Termico 3.0, destinato alla riqualificazione della scuola dell’infanzia di via dell’Arme.
Il contributo permetterà di realizzare un intervento articolato, che avrà come obiettivo principale l’efficientamento energetico dell’immobile e la sua trasformazione in un edificio a energia quasi zero (Nzeb). Il progetto andrà però oltre il solo aspetto energetico, prevedendo una riqualificazione complessiva della struttura per renderla più moderna, funzionale e confortevole, in linea con le esigenze di bambini, famiglie e personale scolastico.
Si tratta di un intervento importante anche per la valorizzazione del patrimonio pubblico. La scuola di via dell’Arme è infatti un edificio storico per Belforte del Chienti, che nel corso degli anni ha accolto intere generazioni di piccoli alunni. Grazie alle risorse ottenute sarà possibile migliorarne le caratteristiche, puntando su soluzioni capaci di garantire maggiore efficienza e sostenibilità nel tempo.
Tra i vantaggi attesi c'è anche una significativa riduzione dei consumi energetici. Il miglioramento delle prestazioni dell'edificio consentirà infatti di limitare il fabbisogno di energia, con particolare riferimento al riscaldamento, e di conseguenza alleggerire i costi di gestione. Un risparmio che potrà tradursi in benefici per le casse comunali, oltre che in un minore impatto ambientale.
Soddisfazione viene espressa dal sindaco Alessio Vita, che evidenzia il valore del finanziamento e l'importanza del lavoro svolto per raggiungere questo risultato.
«Si tratta di un risultato importante per il nostro Comune e per tutta la comunità – dichiara il primo cittadino –. Grazie a questo contributo potremo realizzare un intervento complessivo sulla scuola dell’infanzia di via dell’Arme, dall’efficientamento energetico e dalla trasformazione in edificio Nzeb fino a una riqualificazione più ampia della struttura».
Il sindaco sottolinea inoltre la collaborazione con l’Unione Montana dei Monti Azzurri, che ha contribuito al percorso che ha portato all’ottenimento delle risorse: «È stato un lavoro portato avanti anche grazie alla sinergia e alla collaborazione con l’Unione Montana dei Monti Azzurri, che ringrazio per il supporto e il contributo fornito nel percorso che ha permesso di raggiungere questo importante obiettivo».
«Rendere la scuola dell’infanzia di via dell’Arme più efficiente dal punto di vista energetico significherà inoltre ridurre i consumi, con conseguenti risparmi sui costi di gestione, a partire da quelli legati al riscaldamento. Un beneficio per l'ambiente, ma anche per le casse comunali, che potranno contare su una struttura meno energivora e più sostenibile nel tempo», conclude Vita.
Bandiere a stelle e strisce, immagini a grandezza naturale di Donald Trump e uno slogan declinato in versione italiana: Make Italy Great Again. Al Palax Arena della Fiera di Ferrara, il 5 novembre ha preso ufficialmente vita l’associazione “Italiani con Trump”, il primo think tank di matrice trumpiana.
Si presenta come un movimento culturale che intende tradurre nella realtà del nostro Paese ciò che Make America Great Again rappresenta: sovranità nazionale con centralità delle identità e dei confini nazionali; stop all’immigrazione incontrollata; rifiuto del globalismo istituzionale; libertà di scelte curative con opposizione agli obblighi vaccinali e alle restrizioni sanitarie; rigetto delle politiche di transizione ecologica guidate dall’ONU, considerate dagli organizzatori «truffe sul cambiamento climatico», a favore di una narrazione mediatica alternativa; tutela dell’infanzia; indipendenza energetica; difesa della famiglia naturale; trasparenza istituzionale; ritorno alla meritocrazia; uscita dai trattati che svuotano la sovranità nazionale; protezione del risparmio e della proprietà privata; informazione libera dal controllo delle élite finanziarie.
Gianmarco Landi, laureato in Economia e Commercio, analista economico e blogger, è il promotore ed il principale fondatore della nuova associazione. Nel suo intervento di chiusura ha tracciato la linea strategica dichiarando: «Non vogliamo fare un partito politico, né cercare una poltrona: vogliamo fare da think tank ed essere i burattinai della politica italiana», indossando poi il cappellino con la scritta Make Italy Great Again.
Nell’arco della serata, i soci fondatori, guidati dalla conduttrice Dalila Rigucci, si sono alternati sul palco per esprimere la loro visione, ognuno nel proprio ambito, con un dibattito vivace ed appassionato. Ha aperto la conferenza Andrea Colombini, direttore d’orchestra lucchese ed esponente dell’area no-vax e della contro-informazione; a seguire lo scrittore Enrico Magnani, ricercatore e analista indipendente che si occupa di geopolitica, intelligenza economica e dinamiche del potere globale, autore del libro Q, Trump e la guerra silenziosa per il mondo.
Poi Donatella Tinari, ricercatrice indipendente e sostenitrice della sovranità individuale; Gabriele Sannino, giornalista indipendente e scrittore, che gli organizzatori descrivono come autore di inchieste su temi che a loro dire i media mainstream non affrontano; Alessandro Sieni, kinesiologo e attivista, presentato come esperto di geopolitica; Erika Rocchi, medico radiologo sospesa per la sua contestazione pubblica sui social, nei quali ha espresso posizioni critiche su formazione medica, protocolli sanitari e gestione della pandemia; Francesco Gerardi, insegnante di storia e filosofia, giornalista professionista, scrittore e sceneggiatore di docufilm.
Tra gli ospiti, in collegamento streaming direttamente da Washington, l’analista geopolitico Umberto Pascali, che ha commentato le elezioni di metà mandato e le prospettive della presidenza Trump. In sala anche Gianluca Crocetti, consigliere comunale di Civitanova Marche e presidente della Commissione cultura. Non è mancato il giornalista e conduttore de La Zanzara Giuseppe Cruciani, che ha richiamato l’importanza di esprimere sempre la propria libertà di pensiero.
Applausi per il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, che ha difeso la scelta di ospitare l’evento, rivendicando il diritto all’espressione e a un dibattito politico autonomo.
Soddisfazione, ma anche prudenza, a Matelica per l’accordo con Electrolux raggiunto nella notte di martedì, che scongiura la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e riduce in modo significativo il numero degli esuberi. A commentare l’intesa sono il sindaco Denis Cingolani e l’assessora Barbara Cacciolari, che sottolineano come la vicenda riguardi da vicino la comunità matelicese: sono numerosi, infatti, i lavoratori della città impiegati nello stabilimento.
“Siamo molto felici che sia stato raggiunto questo accordo con Electrolux, pur consapevoli che il percorso non può dirsi ancora concluso”, scrive il sindaco. Cingolani ricorda che “la tutela dell’occupazione, soprattutto in zone svantaggiate, è fondamentale per continuare a garantire la sopravvivenza delle comunità interne”. Quello compiuto, aggiunge, “è un importante passo per le famiglie matelicesi coinvolte nella vicenda e per la loro salvaguardia”. Il sindaco conclude assicurando che l’amministrazione “continuerà a battersi per difendere il futuro del territorio”.
Sulla stessa linea l’assessora Cacciolari, che accoglie “con soddisfazione l’accordo raggiunto, che scongiura la chiusura dello stabilimento e riduce significativamente gli esuberi”. Per l’assessora si tratta di “una notizia che ci tocca direttamente”, perché anche tanti lavoratori di Matelica, con le rispettive famiglie, sono coinvolti. “Un risultato importante, ma non ancora definitivo”, osserva. “Ogni posto di lavoro rappresenta una famiglia, una dignità da tutelare e un futuro da difendere. Non possiamo permettere che le nostre aree interne continuino a perdere occupazione e prospettive. La difesa del lavoro deve essere una priorità assoluta, senza lasciare indietro nessuno”.
Nuove terapie, percorsi assistenziali integrati e una maggiore attenzione alla qualità della vita delle persone affette da emofilia. Sono questi i temi al centro del convegno “Crescere con l’Emofilia: autonomia, cura e qualità della vita”, in programma domani alla Domus San Giuliano di Macerata.
L’iniziativa è organizzata dalla dottoressa Isabella Cantori, direttrice dell’Unità operativa complessa di Medicina Trasfusionale dell’Ast di Macerata, che ricopre anche il ruolo di responsabile scientifico dell’evento. L’appuntamento rappresenterà un’occasione di confronto tra professionisti sanitari di diverse discipline per approfondire le nuove sfide nella gestione dell’emofilia e dei disturbi emorragici congeniti.
«Il convegno si propone di analizzare, attraverso un confronto multidisciplinare, le principali problematiche cliniche e organizzative nella gestione del paziente con emofilia, con particolare attenzione alla continuità assistenziale, alla gestione delle emergenze in pronto soccorso, al ruolo della medicina di consulenza e all’integrazione di approcci centrati sul paziente», spiega la dottoressa Cantori.
Negli ultimi anni, l'evoluzione delle strategie terapeutiche ha cambiato profondamente le prospettive per le persone con emofilia. Le nuove possibilità di trattamento hanno consentito di avvicinare l'aspettativa di vita a quella della popolazione generale, migliorando sensibilmente anche la qualità della vita. Oggi, infatti, le persone affette da questa patologia possono contare su maggiori opportunità di partecipazione alla vita sociale e lavorativa, con prospettive che fino a pochi anni fa erano difficilmente raggiungibili.
I progressi della medicina hanno però portato anche alla necessità di ripensare i modelli di assistenza. La gestione dell'emofilia non può più concentrarsi esclusivamente sulla prevenzione e sul controllo degli episodi emorragici, ma deve considerare la persona nella sua complessità, attraverso un approccio multidisciplinare e una presa in carico continuativa.
Particolare attenzione sarà dedicata alle esigenze dei pazienti adolescenti e adulti, che devono affrontare problematiche diverse: dall'accettazione della malattia alla prevenzione delle comorbidità, dalla gestione degli stili di vita alla possibilità di praticare attività sportiva e svolgere lavori che comportano un maggiore impegno fisico.
In questo scenario diventa fondamentale rafforzare il collegamento tra centri specialistici, medicina territoriale e strutture di emergenza-urgenza, così da garantire percorsi assistenziali condivisi e risposte tempestive anche nelle situazioni più delicate, come gli accessi in pronto soccorso.
Il confronto affronterà inoltre alcune condizioni meno conosciute, come la malattia di von Willebrand e i disturbi emorragici nelle donne. Si tratta di patologie e problematiche che possono ancora oggi essere sottodiagnosticate o affrontate con modalità non omogenee nei diversi territori, rendendo necessario un miglioramento delle competenze diagnostiche e dei percorsi di cura.
Un ulteriore tema sarà quello delle innovazioni terapeutiche. Accanto alla tradizionale terapia sostitutiva, negli ultimi anni si sono affermate nuove possibilità, tra cui le terapie non sostitutive, gli agenti modulatori della coagulazione e la terapia genica. Un ventaglio di opzioni sempre più ampio, che offre nuove prospettive di trattamento e apre scenari importanti per il futuro dei pazienti.
Il convegno di Macerata si propone quindi di mettere al centro non soltanto l'evoluzione delle cure, ma anche il diritto delle persone con emofilia a una vita autonoma, attiva e il più possibile vicina a quella della popolazione generale. Un obiettivo che passa attraverso l'innovazione scientifica, la collaborazione tra specialisti e una sanità sempre più attenta ai bisogni individuali.-
Russare non è sempre un semplice fastidio, né soltanto un problema per chi dorme accanto a chi ne soffre. Dietro il russamento possono infatti nascondersi disturbi respiratori del sonno, come la sindrome delle apnee ostruttive (OSAS), una condizione che può avere conseguenze importanti sulla salute. Per sensibilizzare la popolazione e favorire la diagnosi precoce, il Gruppo Fisiomed organizza un Open Day con screening gratuito dedicato ai disturbi del sonno.
L'appuntamento è fissato per mercoledì 11 novembre nella sede di via Carducci 1 a Civitanova Marche. L'iniziativa si svolgerà con la collaborazione della professoressa e dottoressa Simoneta Calamita, specialista in Otorinolaringoiatria, Foniatria, Disturbi respiratori del sonno e Allergologia pediatrica.
L'obiettivo dell'iniziativa è richiamare l'attenzione su una problematica spesso sottovalutata. Il russamento, soprattutto quando è accompagnato da interruzioni della respirazione durante il riposo, può essere un campanello d'allarme della sindrome delle apnee ostruttive del sonno.
Si parla di Osas in presenza di almeno cinque episodi di apnea per ora di sonno. Queste interruzioni della respirazione possono provocare frequenti risvegli, sensazioni di soffocamento e un riposo poco efficace.
Le conseguenze si manifestano anche durante il giorno: stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione e sonnolenza, con il rischio di addormentarsi in situazioni potenzialmente pericolose, come durante la guida o nello svolgimento delle attività lavorative.
Tra i principali fattori predisponenti figurano il sovrappeso e l'obesità, oltre ad alcune caratteristiche anatomiche delle vie aeree superiori. La sindrome è inoltre associata a un aumento del rischio cardiovascolare, con possibili ripercussioni come ipertensione, ictus e patologie cardiache.
Attraverso l'Open Day, il Gruppo Fisiomed intende offrire un'occasione di informazione e valutazione specialistica, aiutando le persone a riconoscere eventuali segnali di un disturbo che spesso rimane senza diagnosi.
La partecipazione è gratuita, ma i posti disponibili sono limitati. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 0733 81 21 (numero da verificare, perché incompleto nel comunicato ricevuto).
Due giornate di golf internazionale hanno animato il percorso del Conero Golf Club, al Coppo di Sirolo, che per il terzo anno consecutivo ha ospitato una tappa della Qualifying School dell’Alps Tour, il circuito professionistico che rappresenta il secondo livello del golf europeo. L’evento ha portato nelle Marche giocatori provenienti da tutta Europa e anche dal continente americano, chiamati a confrontarsi con le insidie di un tracciato impegnativo, all’interno del Parco del Conero.
In palio c’erano i primi 17 posti in classifica, gli unici validi per accedere alla finalissima in programma l’11 e il 12 novembre sui due percorsi romani del Golf Nazionale e del Terre dei Consoli Golf Club.
La vittoria sul percorso marchigiano è andata al francese Thomas Buisson, protagonista di una prestazione di assoluto rilievo, chiusa con 10 colpi sotto il par complessivo: -8 nel primo giro e -2 nel secondo.
Tra i partecipanti anche l’influencer e imprenditore Mariano Di Vaio, che aveva aperto il torneo con un buon giro in 72 colpi, prima di essere costretto al ritiro nella seconda giornata.
Attenzione anche per il debutto internazionale del giovane civitanovese Antonio Fornari, che ha mostrato personalità e buone qualità tecniche, sfiorando l’accesso alla fase finale: gli sono mancati appena due colpi per la qualificazione. Un risultato che lascia ben sperare per il suo futuro sportivo e conferma le potenzialità di un talento del territorio.
Soddisfazione per la riuscita della manifestazione è stata espressa dal presidente del Conero Golf, Marco Roccheggiani, e dal direttore Roberto Malatini, che ha anche premiato il vincitore. Un appuntamento che, sottolineano gli organizzatori, rafforza il ruolo del “Conero” nel panorama golfistico nazionale e internazionale e contribuisce a promuovere le Marche come destinazione di riferimento per il golf e il turismo di qualità.
Arriva un nuovo giocatore in casa Maceratese. Una delle varie voci di corridoio è stata confermata: il club biancorosso ha comunicato in queste ore un nuovo acquisto, il difensore Andrea Padalino.
Classe 2004, Padalino presenta un curriculum interessante e di esperienza. Cresciuto nel settore giovanile del Pescara, ha poi militato in Serie D con le maglie di Barletta, Fidelis Andria e Nocerina, collezionando complessivamente 81 presenze e 2 reti tra campionato, Coppa Italia e playoff. Nella scorsa stagione è salito di categoria, ingaggiato dalla Pergolettese in Serie C, con cui ha totalizzato 17 presenze e un gol nel girone A.
Padalino è un terzino destro dotato di una buona struttura fisica e di corsa, che all’occorrenza può ricoprire anche il ruolo di difensore centrale.
Il giovane si è presentato così ai suoi nuovi tifosi: «Sono contento di approdare in una squadra importante come la Maceratese. Sono pronto a lottare insieme alla squadra per raggiungere i nostri obiettivi. Ho trovato un bel gruppo e non vedo l’ora di scendere in campo con questi colori».
Il giocatore si è aggregato al gruppo mercoledì e sarà a disposizione di mister Alfonsi per la trasferta di domenica sul campo del Lanciano.
Sul fronte Eccellenza, invece, novità in casa Aurora Treia. L’Associazione Polisportiva ha comunicato ufficialmente di aver raggiunto l’accordo per la rescissione consensuale del rapporto sportivo con l’attaccante classe 2003 Vincenzo Cirrottola.
Cirrottola è stato uno dei protagonisti indiscussi della straordinaria cavalcata della passata stagione, culminata con la storica conquista del campionato di Promozione e della Coppa di categoria.
La società ha voluto ringraziarlo per l’impegno, la professionalità e l’attaccamento dimostrati nei confronti della maglia e di tutto l’ambiente Aurora, augurandogli le migliori fortune per il prosieguo del suo percorso, sia personale che calcistico.
Anche quest'anno è stata elaborata la classifica delle principali imprese marchigiane, esposta nel rapporto presentato nella sede di Confindustria di Ancona lo scorso 29 ottobre. Il rapporto, promosso dalla fondazione Aristide Merloni è realizzato in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche e rappresenta uno strumento importante per l'analisi dell'economia regionale.
I criteri su cui si basa la classifica sono quello dimensionale (valore delle vendite) e quello territoriale (principale sede operativa nelle Marche). La classifica prende in considerazione le prime 500 imprese per valore delle vendite nel 2025. Ovviamente queste ultime possono subire variazioni in base al cambiamento del valore delle vendite. Inoltre, per realtà come cantieristica navale, impiantistica e costruzioni viene preso in considerazione il valore della produzione e non quello delle vendite.
Nella classifica, occupano le prime quattro posizioni in ordine: Ariston Group (2,7 miliardi di fatturato), Conad Adriatico (1,4 miliardi di fatturato), Magazzini Gabrielli (1,3 miliardi) e Tod's (quasi un miliardo di fatturato). Di queste, le prime tre superano un miliardo di euro di vendite, mentre nelle prime dieci posizioni rientrano le imprese che superano i 500 milioni di euro di vendite. Sono, invece, 74 le imprese che superano i 100 milioni di euro di vendite.
Per quanto riguarda la provincia di Macerata, sono 98 le aziende che rientrano all'interno della classifica, con una vendita complessiva che raggiunge i 5,6 miliardi. I settori delle società maceratesi mostrano una grande diversificazione: tessile e abbigliamento, legno, mobili e arredamento, commercio, gomma e plastica, impianti e costruzioni, agenzie e servizi, apparecchi elettrici. Le prime posizioni della graduatoria sono occupate da Rema Tarlazzi (358,1 milioni), Lube Industries (273.1 milioni) e Finproject (265 milioni).
Nella prime dieci posizioni della provincia (quinta classificata) è presente anche la ditta Crucianelli Rest/Edile, con vendite pari a 244.168 milioni e una crescita del 63,9% rispetto al 2024 che la porta a salire di quattro posizioni rispetto allo scorso anno.
La lista delle 10 imprese marchigiane è la seguente:
L'innovazione nelle Marche
Un tema importante che ha caratterizzato l'analisi è quello dell'innovazione e della performance innovativa delle imprese, fattori fondamentali per mantenere competitività e crescita economica. Lo studio si è concentrato, quindi, anche sull'apporto che le aziende marchigiane forniscono nell'attività innovativa. Gli elementi presi in considerazione sono prevalentemente quelli della ricerca e dello sviluppo e l'attività brevettuale.
La spesa regionale in ricerca e sviluppo in rapporto al PIL e dello 0,94%, valore distante sia dalla media italiana (1,37%) che da quella dell'Unione Europea (2,2%). Nel periodo 2000-2023 le domande per brevetti industriali sono state 7.517 (di cui risulta concesso circa il 63%) e 2.382 per brevetti europei.
Il sistema brevettuale regionale appare relativamente diffuso e poco concentrato, dove piuttosto che l'intensità brevettuale, prevale la presenza di una base ampia di soggetti che accedono alla tutela brevettuale. Nel periodo 2000-2008 la crescita brevettuale era diffusa, mentre nel 2009-2022 viene sostenuta dalle imprese maggiormente brevettanti e la propensione a innovare e brevettare si è arrestata.
Per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, invece, fino al 2015 la regione ha evidenziato una crescita superiore alla media nazionale ed europea che ha visto un forte arresto dopo la crisi pandemica e una conseguente diminuzione della dinamica di crescita.
Ciò che preoccupa maggiormente, in ogni caso, non è il divario che può essere presente rispetto alla media nazionale o europea (che dipende dalle caratteristiche strutturallil del sistema produttivo regionale) ma piuttosto il poco margine di evoluzione registrato nell'ultimo decennio.
Il Sal zero rappresenta uno strumento importante per garantire liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma e permettere anche alle piccole aziende artigiane di partecipare ai lavori. A sottolinearne il valore è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che interviene nel dibattito sull'utilizzo del meccanismo, invitando a valutarne la funzione originaria e le esigenze concrete a cui risponde.
Il cosiddetto SAL zero, acronimo di Stato di Avanzamento Lavori, si differenzia dai normali Sal perché consente alle imprese di ottenere un'anticipazione su un contributo già concesso, prima che siano raggiunti i consueti livelli di avanzamento delle lavorazioni. L'erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia fideiussoria.
Introdotto nel dicembre 2016 per gli interventi relativi ai danni lievi e successivamente esteso, dall'aprile 2017, anche a quelli gravi, il meccanismo prevedeva inizialmente un'anticipazione massima del 20%. La percentuale è stata portata al 30% nel settembre 2021, per poi tornare al 20% con la modifica dell'8 maggio scorso.
Alla base della sua introduzione c'è una necessità concreta: evitare che le imprese debbano sostenere interamente con risorse proprie i costi iniziali dei cantieri, aspettando mesi prima di ricevere i primi pagamenti.
«Il Sal zero è nato per rispondere a un problema concreto: consentire alle imprese di lavorare senza dover anticipare per mesi, con risorse proprie, tutti i costi di avvio e delle prime lavorazioni nei cantieri», spiega Giglietti. La disponibilità immediata di liquidità permette di acquistare materiali, pagare i dipendenti, saldare i fornitori e remunerare gli artigiani coinvolti nelle diverse fasi degli interventi.
Il nodo principale riguarda la differenza tra i tempi di pagamento delle spese sostenute dalle aziende e quelli necessari per ottenere la liquidazione dei normali stati di avanzamento. Secondo quanto riferito da Cna sulla base dell'esperienza delle imprese, fornitori e artigiani vengono generalmente pagati entro 60-90 giorni, mentre per incassare un SAL ordinario possono trascorrere anche più di otto mesi.
Un'attesa legata ai diversi passaggi burocratici e tecnici: dall'esecuzione e contabilizzazione delle lavorazioni alla predisposizione della documentazione, fino alle istruttorie degli uffici della ricostruzione e alle successive procedure bancarie.
Una situazione che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte. «Una grande impresa strutturata ha generalmente maggiori disponibilità finanziarie per sostenere queste anticipazioni, mentre una piccola impresa edile artigiana spesso non dispone di tutte le risorse necessarie», osserva il presidente di CNA Macerata.
Il SAL zero, inoltre, può agevolare anche l'accesso al credito bancario, offrendo maggiore prevedibilità ai flussi finanziari. I benefici non riguardano soltanto le imprese edili, ma l'intera filiera della ricostruzione: elettricisti, termoidraulici, falegnami, fabbri e tutte le attività artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli interventi.
Questo, tuttavia, non significa che il sistema non debba essere accompagnato da verifiche adeguate. Cna Macerata riconosce la necessità di controlli rigorosi ed efficaci, soprattutto alla luce delle criticità emerse nel dibattito sul funzionamento dello strumento.
«Alcuni strumenti di verifica erano previsti e sono tuttora presenti. Occorre accertare dove e perché non abbiano funzionato adeguatamente e, se necessario, rafforzarli», sottolinea Giglietti.
Tra le possibili soluzioni indicate dall'associazione ci sono anche una revisione al ribasso del tetto massimo dell'anticipazione, qualora ritenuto eccessivo, e controlli più puntuali sull'effettivo avanzamento delle attività, sulla capacità operativa delle imprese, sul numero di cantieri gestiti contemporaneamente e sulla filiera dei subappalti.
La posizione di Cna è dunque quella di preservare la funzione dello strumento, intervenendo sulle eventuali criticità senza penalizzare l'intero sistema produttivo. «Non bisogna confondere l'utilità di uno strumento con gli eventuali utilizzi irregolari che ne possono essere stati fatti», precisa il presidente.
In gioco, secondo l'associazione, c'è anche la possibilità di mantenere sul territorio le ricadute economiche e occupazionali della ricostruzione, favorendo la partecipazione delle piccole imprese locali e sostenendo l'indotto artigiano.
«Senza uno strumento come il SAL zero, la ricostruzione rischierebbe di diventare appannaggio quasi esclusivo delle grandi imprese, le sole con la capacità finanziaria di sostenere per mesi e mesi i costi dei cantieri. A farne le spese sarebbero le piccole aziende del territorio e tutto l'indotto artigiano, con gravi conseguenze per l'economia locale», conclude Giglietti.
MACERATA- Si è svolta mercoledì scorso la prima conferenza del ciclo “Scienza in Città”, dedicata all’Intelligenza Artificiale. L’iniziativa è stata organizzata dagli “Amici del Liceo Galilei” in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche, Comunicazione e Relazioni Internazionali dell’Università di Macerata. Relatore il professor Emanuele Frontoni, ordinario di Informatica a Unimc e co-director del VRAI Lab (Vision Robotics & Artificial Intelligence), inserito dal 2021 nella lista “World’s Top 2% Scientists” curata da Stanford University ed Elsevier, che raccoglie il 2% degli scienziati più citati al mondo.
Dopo l’introduzione del presidente degli Amici del Liceo Galilei, Stefano Perugini, e il saluto della dirigente scolastica Roberta Ciampechini, ha preso la parola Frontoni. Il docente ha spiegato come l’affermazione degli Agenti AI rappresenti un salto di qualità rispetto ai sistemi tradizionali: non più strumenti che rispondono a una richiesta precisa, ma entità in grado di pianificare, decidere e agire all’interno di processi complessi, interagendo con dati, applicativi e persone. Un passaggio che, ha osservato, porta il rapporto tra esseri umani e algoritmi oltre la semplice delega dei compiti ripetitivi, verso una collaborazione fondata sulla complementarità tra capacità di calcolo e giudizio umano.
L’intervento ha poi offerto una lettura critica dello scenario, partendo dai risultati della ricerca su visione artificiale, analisi del comportamento umano e spazi sensibili, per interrogarsi su come progettare sistemi agentici affidabili, interpretabili e coerenti con il contesto in cui operano. Tra le sfide aperte sono state affrontate la definizione dei limiti di autonomia, la verificabilità delle decisioni, la gestione dell’incertezza e la costruzione di una fiducia calibrata, insieme alle implicazioni organizzative e formative dell’adozione di agenti intelligenti in ambiti ad alta responsabilità, come quello sanitario e industriale.
Il messaggio finale è che il valore degli Agenti AI non sta nel sostituire l’intelligenza umana, ma nell’amplificarla: una collaborazione da progettare con metodo, in cui all’essere umano restano la definizione degli obiettivi, l’esercizio del giudizio e l’assunzione delle responsabilità. Al termine, vivace dibattito con il pubblico, che ha rivolto numerose domande al relatore.
Il prossimo appuntamento: la Route 66. Il ciclo prosegue mercoledì 11 novembre, alle 17, alla Biblioteca Statale di Macerata (via Garibaldi 20), con la seconda conferenza. La professoressa Tatiana Petrovich Njegosh, docente di Letteratura e cultura anglo-americana a Unimc, parlerà di “La Route 66 (1926-2026): storia culturale di un mito USA”.
Cosa trasforma una strada in un mito? Perché un’arteria asfaltata si imprime nell’immaginario fino a far desiderare di percorrerla anche a chi non è americano? La U.S. Highway 66, inaugurata proprio l’11 novembre di cento anni fa, collegava Chicago alla California. Diventata metafora della nazione, richiama ancora oggi i temi centrali della storia e dell’identità statunitensi: mobilità, libertà individuale, progresso e movimento rigeneratore verso Ovest.
Attraverso una prospettiva storico-culturale e con il supporto di letteratura, cinema e musica, la conferenza permetterà di scoprire luci e ombre di uno dei simboli più noti, e meno conosciuti, del Sogno americano.
Il nuovo asilo nido comunale di via Argentina a Porto Recanati potrà contare su arredi e attrezzature moderni, pensati per garantire funzionalità e sicurezza. A renderlo possibile è un finanziamento ministeriale di 60mila euro, ottenuto grazie al bando pubblicato nel febbraio 2026 dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per migliorare l’offerta educativa nella fascia 0-6 anni.
La candidatura del Comune, presentata a febbraio, era stata autorizzata al finanziamento a maggio. Lunedì scorso la Giunta ha approvato il progetto, passaggio che apre la strada all’acquisto delle nuove forniture. Nella scelta degli arredi, l’attenzione si è concentrata non solo sull’innovazione e sulla praticità, ma soprattutto sulla qualità dei materiali e sulla sicurezza degli ambienti. La relazione tecnica e il capitolato fissano infatti requisiti rigorosi, in particolare per i materiali impiegati e per il rispetto delle norme sulle emissioni di sostanze potenzialmente nocive.
«Siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Riccetti – perché, grazie a una tempestività incredibile, ci consentirà di completare la dotazione della nuova struttura con arredi pensati per garantire ambienti accoglienti, sicuri e funzionali. Quando si interviene su servizi destinati alla prima infanzia, la qualità delle scelte progettuali e dei materiali deve rappresentare una priorità assoluta. Non si tratta semplicemente di acquistare mobili, ma di creare spazi nei quali i bambini possano crescere, giocare e apprendere in condizioni ottimali».
Soddisfazione anche da parte dell’assessora ai Servizi sociali Sonia Alessandrini, che sottolinea il valore del servizio per la comunità: «Un asilo nido comunale moderno e funzionale rappresenta un sostegno concreto alle famiglie nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, ma anche un ambiente confortevole per la crescita e la socializzazione dei bambini fin dai primi anni di vita».
Riccetti chiude indicando l’obiettivo dell’Amministrazione: consegnare alla città una struttura nuova e moderna dal punto di vista edilizio, ma anche ben attrezzata e qualificata sul piano educativo. «Investire nei servizi per la fascia 0-6 anni – conclude – significa investire concretamente nella qualità della vita della nostra comunità e nel nostro futuro».
Approfondimento e teatro per parlare di relazioni e di violenza. Domenica 22 novembre, alle 16.30, la Rassegna delle Relazioni e dell’Amore Consapevole fa tappa al Teatro Vaccaj di Tolentino con un appuntamento organizzato dall’Assessorato alle Politiche sociali del Comune.
Ospite della giornata sarà Roberta Bruzzone, psicologa e criminologa, che guiderà il pubblico alla scoperta dei meccanismi delle relazioni violente e di quelle dinamiche che troppo spesso vengono riconosciute solo quando sono ormai evidenti.
Subito dopo, dagli spunti dell’incontro si passerà alla scena con lo spettacolo teatrale “Iceberg”, che porterà sul palco le stesse dinamiche, offrendo al pubblico un altro modo per leggerle e comprenderle.
L’iniziativa si inserisce nel percorso della Rassegna, pensato per promuovere una maggiore consapevolezza nelle relazioni e imparare a riconoscere per tempo i segnali di comportamenti violenti.
MACERATA - Un viaggio alla scoperta del Messico, lontano dalle immagini convenzionali e dagli stereotipi, attraverso uno sguardo personale, ironico e curioso. È quello proposto da Margherita Reali nel suo libro «Scettico Messico», al centro dell'incontro in programma venerdì 6 novembre, alle ore 17, nella Sala Castiglioni della Biblioteca comunale Mozzi Borgetti di Macerata.
A conversare con l'autrice sarà Rodolfo Mogetta, in un appuntamento che offrirà al pubblico l'occasione di entrare nelle pagine del libro e approfondire la genesi di un racconto capace di intrecciare esperienze di viaggio, osservazioni e riflessioni.
Con uno stile originale e mai convenzionale, Reali accompagna il lettore alla scoperta di un Messico complesso e ricco di contraddizioni, restituendone le peculiarità attraverso incontri, situazioni e dettagli che sfuggono alle rappresentazioni più comuni. Non una semplice descrizione dei luoghi visitati, ma un percorso fatto di curiosità, ironia e capacità di osservazione.
Il viaggio diventa così molto più di uno spostamento geografico: è un'occasione per mettersi in discussione, superare i propri pregiudizi e guardare il mondo da prospettive differenti. Un'esperienza che, attraverso il confronto con culture e realtà lontane, invita anche a riflettere sul nostro modo di osservare gli altri.
L'appuntamento alla Mozzi Borgetti sarà dunque un'occasione per conoscere da vicino Margherita Reali e il suo lavoro, ripercorrendo le esperienze e le suggestioni che hanno dato vita a «Scettico Messico». Un pomeriggio dedicato alla letteratura di viaggio e al piacere della scoperta, nel segno della curiosità e dell'incontro tra culture.
Il Teatro Rossini di Civitanova Marche si prepara ad aprire la nuova Stagione di Prosa con un debutto nazionale già accolto da un grande successo di pubblico. Sabato 7 novembre andrà in scena "Assassinio sull'Orient Express", tratto dal celebre capolavoro di Agatha Christie, con protagonista Claudio "Greg" Gregori. La prima ha già registrato il tutto esaurito, mentre la campagna abbonamenti ha superato quota 700 tessere sottoscritte.
In vista dell'apertura del cartellone, il teatro ha organizzato anche un appuntamento speciale aperto alla cittadinanza. Venerdì 6 novembre, alle ore 12, nel foyer del Rossini, si terrà infatti "Aspettando Assassinio sull’Orient Express", un incontro a ingresso libero durante il quale Claudio "Greg" Gregori e gli attori della compagnia racconteranno al pubblico la genesi dello spettacolo, i retroscena e le sfide affrontate nella preparazione dell'allestimento.
Lo spettacolo è tratto dal romanzo di Agatha Christie, con adattamento teatrale firmato da Ken Ludwig e regia di Roberto Valerio. Un appuntamento di rilievo per la stagione civitanovese, che sceglie così di inaugurare il proprio programma con un'anteprima nazionale.
A sottolineare il significato dell'iniziativa è la presidente dell'Azienda dei Teatri, Maria Luce Centioni: "L'idea di organizzare questo prologo speciale con 'Aspettando Assassino sull’Orient Express' nasce dal desiderio profondo di iniziare la stagione con un abbraccio collettivo alla città. Vogliamo che il teatro mantenga sempre aperta la sua porta, trasformando il foyer in uno spazio di incontro quotidiano e informale tra la comunità e i grandi protagonisti della scena".
Centioni ha poi evidenziato l'orgoglio per la presenza di Greg e dell'intero cast alla vigilia del debutto nazionale, sottolineando come i risultati della campagna abbonamenti e il tutto esaurito per la prima rappresentazione confermino il forte interesse del pubblico nei confronti del Teatro Rossini.
La Stagione di Prosa è promossa dal Comune di Civitanova Marche, dall'Azienda Teatri di Civitanova e dall'AMAT, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura.
Una mostra che mette in primo piano i materiali recuperati dalla spiaggia. L’ 8 novembre alle 11:45 il Municipio di Torre San Patrizio accoglie l’arte di Mirko Amaolo, artista originario del borgo fermano, in un evento di grande suggestione.
Un’esposizione che rimarrà aperta alla cittadinanza fino al 31 dicembre e che permetterà, a quelli che solitamente vengono considerati materiali di scarto, di essere i protagonisti di opere d'arte.
Frammenti plastici, materiali abbandonati e legni erosi dal mare che prenderanno nuova vita e racconteranno storie di fragilità umana, di incertezza e di rinascita. Una rinascita anche per l’arte stessa, che lascia gli spazi tradizionali per incontrare direttamente i cittadini nei luoghi del Municipio.
Un progetto che rappresenta un tributo sentito al suo paese di origine e la volontà di accompagnare gli spettatori a guardare gli oggetti in maniera diversa, attribuendo loro un valore che va oltre il semplice primo impatto. Un percorso di riscoperta della dignità nascosta.
A dieci anni dal terremoto del 30 ottobre 2016, San Severino Marche torna al centro del racconto internazionale sul sisma. La rivista National Geographic ha dedicato uno speciale alla ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano, con un reportage dal titolo "Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso".
Il servizio, pubblicato sul sito italiano della rivista e corredato dalle fotografie del settempedano Claudio Scarponi, ripercorre lo stato dei cantieri e le ferite ancora aperte nei territori colpiti dal terremoto. Tra le immagini scelte per documentare le conseguenze del sisma e il lungo percorso di ripartenza c'è anche uno scatto dell'interno del palasport comunale Albino Ciarapica di viale Mazzini, a San Severino Marche.
Il palasport che accolse 180 sfollati
La fotografia riporta alla memoria i giorni più difficili dell'emergenza, quando la struttura sportiva fu trasformata in uno dei principali centri di accoglienza allestiti dal Comune. Il palasport mise a disposizione 180 posti letto per gli sfollati, offrendo un primo riparo alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni dopo le scosse.
L'accoglienza a San Severino non si limitò al palasport. Altri centri furono attivati nelle palestre dell'Istituto comprensivo "P. Tacchi Venturi" e del plesso scolastico di Cesolo, oltre che in una struttura modulare installata nei pressi della chiesa della frazione.
Una rete di spazi e interventi che testimoniò la risposta della comunità settempedana nelle ore e nei giorni più complessi, quando fu necessario trovare rapidamente una sistemazione per le persone rimaste senza casa.
La ricostruzione ancora in corso
Il reportage di National Geographic riporta l'attenzione su un territorio che, a distanza di dieci anni dal terremoto, continua a fare i conti con la ricostruzione. Le immagini di Scarponi raccontano non soltanto i segni lasciati dalle scosse e l'avanzamento dei lavori, ma anche la memoria di quanto accadde e la capacità delle comunità locali di affrontare l'emergenza.
Per San Severino Marche, la presenza del palasport Albino Ciarapica tra gli scatti pubblicati rappresenta anche l'occasione per ricordare la solidarietà e l'organizzazione messe in campo per assistere gli sfollati. Un frammento della storia del terremoto che torna oggi sotto i riflettori, mentre il percorso di ricostruzione dell'Appennino umbro-marchigiano non è ancora concluso.
Il reportage completo è disponibile sul sito di National Geographic a questo link: Terremoto umbro-marchigiano: dieci anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso.
Cento anni di ricordi, esperienze e legami familiari. Celestino Morosi ha raggiunto lo straordinario traguardo del secolo di vita e ha festeggiato il compleanno nella casa di riposo di Castelraimondo, dove è attualmente ospite, circondato dall'affetto dei figli Simonetta e Aurelio, dei nipoti e dei suoi cari.
Originario di Castelraimondo, Morosi ha trascorso gran parte della propria vita a Matelica, mantenendo il legame con il territorio d'origine. La ricorrenza è stata l'occasione per riunire la famiglia e celebrare un percorso lungo un secolo, caratterizzato da tante esperienze e dagli affetti costruiti nel tempo.
Alla festa ha partecipato anche Barbara Cacciolari, assessore del comune di Matelica, che ha portato al centenario gli auguri e i saluti del sindaco Denis Cingolani. Gli auguri sono arrivati anche dall'amministrazione comunale di Castelraimondo. Il sindaco Patrizio Leonelli e l'assessore Ilenia Cittadini hanno rivolto a Celestino un messaggio di affetto: "Raggiungere i cento anni è un traguardo davvero speciale, che porta con sé una vita intera di ricordi, esperienze e affetti. A Celestino rivolgiamo i nostri più affettuosi auguri e l'abbraccio di tutta Castelraimondo".
Gli amministratori hanno sottolineato anche il valore della festa organizzata nella struttura cittadina: "Siamo felici che questo compleanno sia stato festeggiato nella nostra Casa di riposo, circondato dall'affetto della sua famiglia e delle persone che ogni giorno se ne prendono cura. A Celestino auguriamo serenità e ancora tanti momenti belli da condividere". Un ringraziamento è stato infine rivolto alla Casa di riposo di Castelraimondo per aver accolto e celebrato questo importante traguardo, rendendo speciale il compleanno del centenario.
MACERATA – Cambia temporaneamente la viabilità in via Urbino. Martedì 10 novembre, dalle 8 alle 13, scatteranno alcune limitazioni alla circolazione nei tratti compresi tra il nuovo sottovia e via Marche, per consentire le operazioni di carico di materiale nell’area ferroviaria di Macerata da parte della ditta Salcef Construction.
A stabilirle è un’ordinanza della Polizia locale. Nel tratto dal lato di via Marche sarà istituito il divieto di transito, con eccezione per i veicoli addetti ai lavori. Per chi proviene da quella direzione è previsto l’obbligo di svolta a sinistra in via Marche.
Nel tratto sul lato di viale Don Bosco il transito sarà invece vietato a tutti, tranne ai veicoli diretti al parco commerciale, con direzione obbligatoria dritto.
La Polizia locale invita gli automobilisti a prestare la massima attenzione alla segnaletica temporanea collocata nella zona e a rispettare le modifiche alla circolazione, per evitare rallentamenti e situazioni di rischio durante le operazioni.
La Città di San Severino Marche ha ricevuto la "Libellula", il riconoscimento simbolico della Rete dei Comuni Sostenibili che testimonia l'adesione al percorso promosso dall'associazione per favorire politiche ambientali e pratiche orientate alla sostenibilità. La consegna è avvenuta a Rimini, nell'ambito della 29ª edizione di Ecomondo, manifestazione internazionale dedicata alla transizione ecologica e all'economia circolare.
A rappresentare l'Amministrazione comunale settempedana all'assemblea in formula aperta del Consiglio Nazionale della Rete dei Comuni Sostenibili è stata l'assessore Vanna Bianconi, accompagnata dal coordinatore del gruppo comunale di Protezione civile, Dino Marinelli.
L'incontro, ospitato nello spazio Circular City della fiera, è stato dedicato alla presentazione del Rapporto annuale, ai progetti in programma per il 2027 e alla territorializzazione degli Obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e degli indicatori Bes, relativi al Benessere Equo e Sostenibile. Nel corso dell'assemblea si è svolta anche la cerimonia di consegna della "Libellula", simbolo riservato ai Comuni entrati a far parte della rete negli ultimi due anni.
"La partecipazione ad Ecomondo e il confronto diretto all'interno della Rete dei Comuni Sostenibili confermano la centralità del percorso intrapreso dalla Città di San Severino Marche verso una gestione del territorio attenta all'ambiente, alla qualità della vita e al benessere sociale", ha dichiarato Bianconi.
L'assessore ha poi sottolineato il valore del riconoscimento come incentivo a proseguire il lavoro avviato: "Ricevere la Libellula della Rete durante un evento di rilievo internazionale quale Ecomondo rappresenta per noi motivo d'orgoglio e uno stimolo a proseguire con ancora maggiore determinazione nell'attuazione delle buone pratiche e delle politiche sostenibili a favore dei nostri cittadini e della nostra comunità".
La partecipazione alla manifestazione di Rimini si inserisce dunque nel percorso di adesione del Comune alla rete nazionale, che punta a favorire la collaborazione tra amministrazioni locali e a tradurre gli obiettivi globali di sostenibilità in interventi e iniziative concrete sui territori.