Un 45enne di origine straniera, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato a Porto Recanati nel corso di un’operazione condotta in sinergia tra i militari della Stazione Carabinieri di Numana, del Nucleo Operativo e Radiomobile di Osimo e della Stazione Carabinieri di Porto Recanati.
L’uomo è stato sorpreso mentre cedeva due dosi di cocaina, per un peso complessivo di oltre 2,5 grammi, a un acquirente nei pressi della propria abitazione. Successivamente i militari hanno proceduto alla perquisizione domiciliare, durante la quale sono stati rinvenuti 138 grammi di cocaina, 1.580 euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento e il taglio della sostanza stupefacente.
Nell’abitazione è stato inoltre scoperto un vero e proprio arsenale di armi bianche, composto da due machete lunghi rispettivamente 76 e 62 centimetri, uno sfollagente in gomma, un bastone telescopico in acciaio e un tirapugni metallico.
L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari, mentre l’acquirente è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti. Tutto il materiale rinvenuto, compresi droga, denaro, bilancini e armi, è stato sottoposto a sequestro.
Un 45enne di origine straniera, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato a Porto Recanati nel corso di un’operazione condotta in sinergia tra i militari della Stazione Carabinieri di Numana, del Nucleo Operativo e Radiomobile di Osimo e della Stazione Carabinieri di Porto Recanati.
L’uomo è stato sorpreso mentre cedeva due dosi di cocaina, per un peso complessivo di oltre 2,5 grammi, a un acquirente nei pressi della propria abitazione. Successivamente i militari hanno proceduto alla perquisizione domiciliare, durante la quale sono stati rinvenuti 138 grammi di cocaina, 1.580 euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento e il taglio della sostanza stupefacente.
Nell’abitazione è stato inoltre scoperto un vero e proprio arsenale di armi bianche, composto da due machete lunghi rispettivamente 76 e 62 centimetri, uno sfollagente in gomma, un bastone telescopico in acciaio e un tirapugni metallico.
L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari, mentre l’acquirente è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti. Tutto il materiale rinvenuto, compresi droga, denaro, bilancini e armi, è stato sottoposto a sequestro.
Un cittadino straniero di 29 anni, regolare sul territorio nazionale ma senza fissa dimora in Italia, è stato denunciato a piede libero dagli agenti della Polizia di Stato. Il giovane è stato sorpreso e fermato nel pomeriggio di ieri mentre si trovava nel capoluogo in evidente stato di alterazione psicofisica, violando la misura di allontanamento che pendeva sul suo conto.
L'operazione è stata condotta dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Macerata. Durante il consueto e quotidiano servizio di pattugliamento e controllo delle vie cittadine, la Volante della Polizia ha notato il soggetto in via Trento, seduto direttamente sul marciapiede e intento a consumare una birra, circondato da diverse altre lattine già vuote lasciate a terra accanto a lui.
I poliziotti hanno immediatamente proceduto a fermare l'uomo per l'identificazione. Preso atto dei sintomi lampanti e inequivocabili dovuti all’eccessivo consumo di sostanze alcoliche, gli operatori hanno dapprima sanzionato amministrativamente il giovane per il reato di manifesta ubriachezza.
Successivamente, l’equipaggio della Volante ha voluto approfondire gli accertamenti tramite la consultazione delle banche dati in dotazione alle forze dell'ordine. Gli accertamenti più approfonditi hanno così permesso di appurare che il 29enne, di origini tunisine, era in realtà gravato da un provvedimento di divieto di ritorno nel comune di Macerata.
La misura di prevenzione era stata emessa formalmente dal questore di Macerata lo scorso 16 maggio, con una validità stabilita per il periodo di un anno, ed era stata regolarmente notificata al giovane soltanto due giorni addietro a Civitanova Marche.
Nonostante il divieto tassativo di rimettere piede nel territorio comunale maceratese fosse freschissimo di notifica, il 29enne ha deciso comunque di fare ritorno in città. Di fronte alla palese violazione, il giovane tunisino è stato condotto dagli agenti presso gli uffici della locale Questura per l'espletamento delle procedure di rito, dove è stato sottoposto ai rilievi dattiloscopici e fotosegnaletici.
Al termine degli accertamenti d'ufficio, l'uomo è stato deferito a piede libero all'autorità giudiziaria per aver infranto il provvedimento dell'autorità ed essere tornato abusivamente nel comune dal quale era stato allontanato.
Importante operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Fermo nel contrasto ai reati legati alle truffe nelle compravendite tra privati. Le indagini hanno portato alla denuncia di tre persone, accusate di aver raggirato un cittadino nella vendita di un’automobile.
L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia della vittima, che aveva concordato l’acquisto di un’auto per la somma di 16mila euro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre indagati — due uomini di 30 e 28 anni e una donna di 26 anni, alcuni già noti alle forze dell’ordine — avrebbero simulato l’avvenuto pagamento tramite una falsa ricevuta di bonifico istantaneo, riuscendo così a ottenere l’intestazione del veicolo.
Le attività investigative, condotte dai militari della Stazione Carabinieri di Fermo, hanno previsto anche l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e il ricorso a riconoscimenti fotografici, elementi che hanno consentito di risalire all’identità dei presunti responsabili.
L’indagine ha avuto inoltre sviluppi a livello internazionale. Su disposizione dell’autorità giudiziaria di Fermo, il veicolo è stato rintracciato in Romania grazie alla collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale. L’auto è stata sequestrata dalle autorità locali ed è ora in attesa delle procedure per la restituzione al legittimo proprietario.
Le autorità rinnovano infine l’invito alla cittadinanza a prestare la massima attenzione nelle compravendite tra privati, soprattutto online, e a consultare le linee guida dell’Arma dei Carabinieri per riconoscere le principali tecniche di raggiro e adottare adeguate misure di prevenzione.
Momenti di forte tensione nel tardo pomeriggio di ieri, 20 maggio, nella frazione di Casette Verdini, a Pollenza, dove un uomo armato di pugnale ha provocato allarme tra residenti e passanti.
Un cittadino senegalese di 30 anni, già noto alle forze dell’ordine e irregolare sul territorio nazionale, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata con l’accusa di porto di armi od oggetti atti ad offendere.
L’allarme è scattato intorno alle 18.30, quando al Numero Unico di Emergenza sono arrivate diverse segnalazioni relative alla presenza, nei pressi del bar “H7”, di un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica che urlava frasi sconnesse brandendo un grosso pugnale.
Sul posto sono intervenute tempestivamente le pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Macerata e della Stazione di Corridonia. Grazie al rapido coordinamento delle ricerche, i militari sono riusciti a identificare il soggetto e a rintracciarlo poco dopo presso la propria abitazione a Pollenza.
Alla vista dei Carabinieri, il trentenne avrebbe manifestato un forte stato di agitazione, arrivando anche a danneggiare una porta dell’abitazione. I militari sono riusciti a contenerlo in sicurezza, evitando possibili conseguenze per sé stesso o per altre persone.
Sul posto è stato richiesto anche l’intervento del personale sanitario del 118, che ha successivamente trasportato l’uomo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Macerata, dove si trova tuttora ricoverato per accertamenti specialistici di natura psichiatrica.
Nel corso delle verifiche effettuate lungo il tragitto percorso dal soggetto tra il bar e l’abitazione, i Carabinieri hanno rinvenuto l’arma di cui l’uomo si era disfatto: un pugnale lungo complessivamente 27 centimetri, con lama affilata di 14 centimetri. L’arma è stata sequestrata.
Gli accertamenti successivi hanno inoltre fatto emergere la posizione irregolare del trentenne sul territorio italiano. A suo carico risultava infatti un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Macerata, accompagnato dall’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni.
Il provvedimento gli era stato notificato appena una settimana fa, il 13 maggio, dopo un controllo effettuato a Macerata nei pressi dei Giardini Diaz, dove era stato fermato da una pattuglia del Radiomobile intervenuta in supporto ai controllori dell’Apm. In quell’occasione il giovane era stato trovato senza biglietto e privo di documenti di identificazione.
Condotto in caserma per il fotosegnalamento, dagli accertamenti era emerso che aveva già violato precedenti ordini di allontanamento dal territorio nazionale. Tuttavia, a causa dell’indisponibilità di posti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), era stato nuovamente destinatario di un decreto di espulsione con intimazione a lasciare autonomamente l’Italia, disposizione alla quale non aveva ancora ottemperato.
A un anno dalla firma del protocollo d’intesa tra il Comando Regionale Marche della Guardia di Finanza e l’Arpam, arriva un primo bilancio delle attività congiunte che conferma un rafforzamento significativo dell’azione di tutela della legalità ambientale sul territorio regionale.
Le operazioni, condotte dal Reparto Operativo Aeronavale di Ancona in collaborazione con i Comandi Provinciali del Corpo e con il supporto delle Aziende sanitarie territoriali (Ast), del Genio Civile, dell’Agenzia del Demanio, degli Ispettorati del Lavoro e dei tecnici Arpam, hanno garantito un presidio costante e coordinato su tutto il territorio regionale.
Secondo quanto comunicato, il modello di collaborazione interistituzionale si è dimostrato efficace e basato su condivisione delle informazioni e interventi mirati.
Dal maggio 2025 sono stati effettuati otto controlli, tutti conclusi con esito irregolare, a conferma dell’efficacia della fase preliminare di selezione degli interventi.
Nel corso delle attività sono state deferite all’autorità giudiziaria nove persone, tra rappresentanti di società e titolari di ditte individuali, per reati ambientali. Accertate inoltre 14 violazioni in materia di abusi edilizi, per una superficie complessiva pari a circa 3.160 metri quadrati.
Le operazioni hanno portato anche al sequestro di oltre 25mila metri quadrati di aree sottoposte a vincolo paesaggistico, insistenti su demanio fluviale o in zone ad elevato rischio idrogeologico.
Contestualmente, sono stati rinvenuti e sequestrati ingenti quantitativi di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi: materiali da demolizione, scarti di lavorazione, pneumatici, oltre a sostanze altamente inquinanti come eternit, amianto, veicoli fuori uso non bonificati e bombole di gas e ossigeno.
Il quantitativo complessivo supera le 5.500 tonnellate di rifiuti gestiti in modo illecito.
I Carabinieri della Stazione di Montecassiano hanno denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria un 20enne di origine egiziana, ritenuto responsabile di violazioni alla normativa sul soggiorno e risultato privo di validi documenti di identificazione.
L’intervento è avvenuto nella tarda mattinata di ieri, 21 maggio 2026, a Macerata, presso la fermata dell’autobus situata nei pressi dei Giardini Diaz. I militari sono intervenuti su richiesta del personale addetto ai controlli dell’azienda di trasporto urbano, che aveva individuato a bordo di un mezzo pubblico un passeggero senza regolare titolo di viaggio e sprovvisto di documenti d’identità.
Il giovane, risultato senza fissa dimora, disoccupato e incensurato, è stato accompagnato in caserma per gli accertamenti di rito. Attraverso le procedure di fotosegnalamento i Carabinieri sono riusciti a risalire alla sua esatta identità.
Successivamente il 20enne è stato accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata, dove nei prossimi giorni verrà esaminata l’istanza di protezione internazionale presentata dal giovane cittadino egiziano.
Una violenta carambola tra più mezzi si è verificata nel primo pomeriggio di oggi lungo l’Autostrada A14, in direzione nord, al chilometro 296, nel territorio comunale di Cupra Marittima, in provincia di Ascoli Piceno.
Secondo una prima ricostruzione effettuata dalla Polizia Autostradale, all’uscita della galleria San Basso una Fiat Bravo è finita contro una fila di veicoli che stava rallentando a causa di lavori in corso presenti lungo il tratto autostradale.
L’impatto, particolarmente violento, ha coinvolto in successione un furgone cabinato-furgonato, un’Alfa Romeo Giulietta e una Fiat Panda.
Ad avere la peggio è stato il conducente della Fiat Bravo, rimasto gravemente ferito. L’uomo è stato soccorso dal personale sanitario del 118 e trasferito in codice rosso tramite eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette di Ancona. Il velivolo è atterrato nel campo sportivo di Pedaso prima di ripartire verso il nosocomio dorico.
Feriti anche due occupanti del furgone, operai di una ditta edile, trasportati all’ospedale di San Benedetto del Tronto in condizioni non gravi. I sanitari hanno inoltre prestato assistenza alla donna alla guida della Fiat Panda.
Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco del distaccamento di San Benedetto del Tronto, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza dei veicoli e dell’area interessata dall’incidente.
La Corte d’Appello di Ancona ha disposto un nuovo accertamento tecnico nell’ambito del processo legato alla strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, avvenuta l’8 dicembre 2018, nella quale persero la vita sei persone, tra cui cinque minorenni e una madre di 39 anni.
L’incarico è stato affidato al professore Tomaso Trombetti, docente di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Bologna, chiamato a valutare nel dettaglio la tenuta delle balaustre dell’uscita 3 (via di esodo “S3”) del locale.
Il procedimento riguarda le presunte carenze di sicurezza della struttura e coinvolge otto imputati, tra cui i membri della Commissione di vigilanza sul pubblico spettacolo che autorizzò l’apertura della discoteca.
In primo grado, i giudici avevano assolto gli imputati dalle accuse più gravi di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, disponendo invece condanne per falso con pene sospese fino a un anno e due mesi di reclusione.
Il nuovo consulente dovrà quantificare la forza esercitata dalla folla sulle balaustre laterali della via di fuga S3 e verificare se, qualora realizzate e progettate secondo le norme, le strutture avrebbero potuto resistere alla pressione. Il calcolo dovrà tenere conto di due parametri: 150 kg per metro lineare, valore previsto all’epoca della realizzazione, e 200 kg per metro lineare, riferimento normativo successivo adottato al momento del sopralluogo della Commissione provinciale di vigilanza.
In caso di eventuale cedimento, il perito dovrà inoltre stabilire i tempi dell’evento, confrontandoli con la ricostruzione già effettuata nella consulenza dell’ingegner Gianluigi Guidi.
Il professore avrà 90 giorni di tempo per depositare la perizia. Le operazioni inizieranno il 16 giugno, mentre la prossima udienza utile per l’esposizione in aula è fissata al 16 novembre.
La Conferenza permanente ha approvato l’intervento di rafforzamento locale e riparazione del danno della chiesa di San Pietro Apostolo, situata nella frazione di Villa Torre, nel comune di Cingoli. Un progetto importante per la tutela del patrimonio storico e religioso del territorio, con un investimento complessivo di 1.376.527,49 euro.
La chiesa, composta da tre unità strutturali – edificio principale, campanile e sacrestia – conserva origini molto antiche. L’impianto originario, di epoca romanica, corrisponde all’attuale sacrestia, mentre la chiesa odierna sarebbe stata consacrata nel 1792, come riportano alcuni documenti storici.
L’intervento approvato prevede opere significative di consolidamento e recupero strutturale. In particolare sarà completamente rifatta la copertura, con la sostituzione dell’attuale struttura in laterocemento attraverso l’utilizzo di elementi in legno, tra cui capriate, arcarecci e tavolato.
Sono previsti inoltre interventi di consolidamento della camorcanna, il ripristino delle connessioni della struttura lignea, la sistemazione dei giunti di malta dei prospetti esterni e interni, oltre allo smontaggio e successivo rimontaggio del manto di copertura con opere di impermeabilizzazione.
Particolare attenzione sarà dedicata anche al campanile, dove verranno eseguiti lavori di ristilatura armata sia interna che esterna nella cella campanaria, oltre al consolidamento strutturale e al collegamento con la chiesa tramite catene.
“Le chiese sono uno dei tasselli fondamentali per mantenere vivo il senso di comunità in territori che già prima del sisma soffrivano dello spopolamento e che dobbiamo salvaguardare”, ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che ha ringraziato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il vescovo Nazzareno Marconi, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco di Cingoli Michele Vittori per la collaborazione.
Soddisfazione anche da parte del primo cittadino di Cingoli.
“L’approvazione di questo intervento rappresenta una notizia molto importante per la nostra comunità”, ha sottolineato Michele Vittori. “La chiesa di San Pietro Apostolo non è soltanto un luogo di culto, ma un presidio di identità, storia e aggregazione per Villa Torre e per tutto il territorio comunale”.
Il sindaco ha evidenziato come il progetto rappresenti un ulteriore passo avanti nel percorso di ricostruzione e rinascita del territorio colpito dal sisma, restituendo sicurezza e valore a uno dei luoghi simbolo della comunità locale.
Dopo la firma del protocollo d’intesa con la Prefettura di Macerata, il Comune di Tolentino accelera sul progetto del Controllo del Vicinato, coinvolgendo direttamente cittadini, comitati di quartiere e di contrada in un percorso condiviso per rafforzare la sicurezza urbana e la collaborazione con le forze dell’ordine.
Il sindaco Mauro Sclavi ha incontrato il coordinamento e i presidenti dei comitati cittadini per definire un primo cronoprogramma di iniziative e attività formative finalizzate a coinvolgere i residenti delle diverse zone della città interessati ad aderire al progetto.
L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa dal vicesindaco Alessia Pupo, alla presenza del comandante della Polizia Locale Andrea Isidori e del consigliere delegato Luigino Luconi.
Nel corso dell’incontro è stato annunciato un appuntamento pubblico aperto a tutta la cittadinanza: domenica 25 maggio, alle ore 21.15, nell’aula magna dell’Istituto Lucatelli – Don Bosco, dove saranno illustrate finalità e modalità operative del Controllo del Vicinato.
“L’obiettivo è incrementare la sicurezza sul territorio con la partecipazione attiva della cittadinanza”, ha sottolineato il vicesindaco Alessia Pupo, evidenziando come la collaborazione tra residenti e forze dell’ordine rappresenti un elemento fondamentale per costruire contesti più sicuri e coesi.
Il progetto, come previsto dal protocollo sottoscritto con la Prefettura, prevede inoltre la presenza di referenti per ogni zona e di un coordinatore generale, così da creare una rete organizzata e capillare a supporto dell’attività delle forze dell’ordine. Particolarmente significativa l’adesione compatta di tutti i comitati di quartiere e di contrada della città.
Il comandante della Polizia Locale Andrea Isidori ha chiarito lo spirito dell’iniziativa: “Non chiediamo niente di particolare, ma soltanto una maggiore attenzione alla quotidianità, per notare eventuali movimenti sospetti di persone o veicoli e segnalarli al referente di zona”.
Un ruolo importante sarà svolto anche dal dialogo tra vicini e dallo scambio di informazioni, soprattutto nelle aree rurali, dove una conoscenza diretta del territorio può contribuire concretamente alla prevenzione.
A breve saranno inoltre organizzati incontri e corsi formativi per fornire ai cittadini tutte le indicazioni necessarie a partecipare al progetto in modo corretto e collaborativo, nel rispetto delle linee guida indicate dalla Prefettura.
“Una comunità attenta, coesa e collaborativa rappresenta un elemento fondamentale per migliorare la sicurezza urbana e la qualità della vita”, ha concluso Isidori.
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i rappresentanti dei comitati cittadini: Carla Passacantando (Coordinamento e Comitato Ributino), Francesco Fineschi (Foro Boario), Massimo Gesuelli (Repubblica), Francesco Porfiri (San Giuseppe), Morena Beribè (Buozzi-Vaglie), Ombretta Nerpiti e Simone Baroncia (Benadduci-Matteotti).
Si è svolto oggi a Palazzo Raffaello un importante incontro per fare il punto sulla vertenza Electrolux e definire una linea d'azione totalmente condivisa in vista del cruciale tavolo nazionale convocato per lunedì prossimo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso. Al summit preparatorio hanno preso parte il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore al Lavoro Tiziano Consoli e i rappresentanti sindacali delle tre sigle nazionali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm.
Al centro del tavolo l'altissima tensione e la forte preoccupazione per il piano industriale presentato dalla multinazionale, che prevede la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il conseguente licenziamento di circa 170 lavoratori. Una mossa che rischierebbe di provocare un vero e proprio effetto domino con pesantissime ripercussioni sull’intero distretto manifatturiero del Fabrianese e sull'economia dell'intera regione.
L'incontro di questo pomeriggio si è concluso con la richiesta unanime e perentoria di un ritiro immediato del piano industriale, giudicato del tutto inaccettabile per l’impatto occupazionale e sociale che determinerebbe sul territorio. Il governatore delle Marche ha tracciato la rotta in vista del delicato confronto romano, richiamando la multinazionale ai propri doveri verso una comunità che ha dato moltissimo in termini di storia industriale.
"Siamo concentrati sull’incontro di lunedì pomeriggio - ha affermato il presidente Francesco Acquaroli -, un appuntamento importante per ribadire con forza le nostre richieste: il ritiro del piano presentato dall’azienda e, soprattutto, l’avvio di un confronto su un vero progetto di rilancio e sviluppo dei siti produttivi, a partire da quello di Cerreto d’Esi, che rappresenta uno degli stabilimenti più produttivi di Electrolux. Confidiamo nel buon senso dell’impresa e nella volontà di ritirare il piano, nel rispetto dei territori, della loro storia industriale e delle comunità coinvolte".
"È necessario aprire una discussione seria e approfondita, in una fase di concertazione e collaborazione con le organizzazioni sindacali, le istituzioni e i territori interessati - ha aggiunto Acquaroli -. Lo Stato si è dimostrato presente al fianco di questa azienda in momenti di necessità. Proprio per questo riteniamo doveroso che oggi l’azienda dimostri disponibilità al dialogo e al confronto. Come avvenuto in tutte le altre crisi industriali, c’è sempre stata apertura alla ricerca di soluzioni condivise. Vogliamo confidare che anche in questo caso possa prevalere il senso di responsabilità e la volontà di costruire un percorso comune".
Il faccia a faccia di lunedì 25 maggio al Mimit rappresenterà uno snodo fondamentale non solo per le Marche, ma per l'intero Paese, dato che la crisi investe il gruppo a livello nazionale con una stima complessiva di circa 1.700 esuberi sul territorio italiano.
Proprio per l'enormità dei numeri in gioco, durante il tavolo ad Ancona è stata sottolineata la necessità assoluta di una strategia condivisa e unitaria che veda camminare insieme il Governo, la Regione Marche, gli enti locali e le parti sociali.
L'unico obiettivo comune resta quello di salvaguardare i livelli occupazionali, tutelare il patrimonio industriale e blindare l’intera filiera produttiva collegata direttamente e indirettamente al sito di Cerreto d'Esi. La Regione e i sindacati hanno confermato il massimo sforzo e la totale vicinanza a tutte le lavoratrici e ai lavoratori coinvolti in questa vertenza vitale per il territorio.
La Commissione Bilancio del Comune di Civitanova Marche ha approvato la proposta di delibera per l’introduzione di un nuovo regolamento che consente la rottamazione delle cartelle relative ai tributi comunali, in linea con quanto previsto dalla legge di bilancio del Governo e dalle indicazioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Il provvedimento ha visto il voto favorevole di Lega + Civici, Fratelli d’Italia e Forza Italia, mentre Siamo Civitanova si è astenuta.
Secondo i dati illustrati, oltre l’85% dei crediti riguarda le famiglie, con un importo medio pari a circa 6.330 euro, mentre per le imprese si va da 1.700 a 5.500 euro, con una media di circa 3.178 euro. Tuttavia, la maggior parte delle posizioni presenta importi inferiori a 1.000 euro.
Le cartelle interessate riguardano principalmente Imu, Tasi e Tari oltre alle sanzioni del Codice della Strada, notificate dal concessionario ICA fino al 31 dicembre 2023 e riferite a imposte fino al 2017.
Il meccanismo approvato prevede il pagamento integrale della quota capitale, mentre verranno stralciati in parte interessi e sanzioni, con l’obiettivo di agevolare i contribuenti in difficoltà e chiudere posizioni fiscali rimaste pendenti nel tempo.
"L’iniziativa punta a offrire un’opportunità di regolarizzazione per famiglie e imprese e a ridurre il peso di vecchie posizioni che, nel tempo, hanno visto crescere soprattutto interessi e sanzioni",dichiara Giorgio Pollastrelli, consigliere comunale e capogruppo Lega + Civici.
La commissione ha inoltre approvato la possibilità per il Comune di affidarsi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel caso in cui il concessionario attuale, ICA, non fosse in grado di garantire il servizio per ragioni organizzative.
Questa mattina la Fondazione Onlus "Anello della Vita" di San Severino Marche ha ufficializzato una importante donazione a beneficio dell'Hospice della struttura ospedaliera settempedana. Si tratta di 12 poltrone-letto di ultima generazione, destinate a migliorare il comfort dei familiari, dei caregiver e di tutti gli assistenti che vegliano quotidianamente al capezzale dei pazienti ricoverati. Il valore complessivo dell'operazione umanitaria supera i 14 mila euro.
La consegna ufficiale e la presentazione dell'iniziativa sono avvenute nel corso di una conferenza stampa ospitata all'interno della sala Agave del nosocomio. All'incontro hanno preso parte la sindaca di San Severino Marche, Rosa Piermattei, i vertici della Croce Rossa locale e una folta rappresentanza del mondo sanitario aziendale, tra cui il coordinatore territoriale Giorgio Caraffa, il direttore del dipartimento onco-ematologico Nicola Battelli, i medici Luca Faloppi, Giuliana Poloni, Marina Lombardello e Sergio Giorgetti, e il dottor Giuseppe Tartaglia, coordinatore dell'Aft (Aggregazione Funzionale Territoriale).
Il gesto di grande generosità è stato accolto con profonda gratitudine dai vertici della sanità provinciale, che hanno voluto sottolineare l'importanza del supporto costante offerto dal tessuto associativo locale.
"Il ringraziamento dell’Ast di Macerata all’Anello della Vita è per la vicinanza e il sostegno dimostrato nel corso degli anni verso l’Hospice - ha dichiarato con riconoscenza il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini -. È estremamente prezioso il valore di una comunità che interagisce, supporta la sanità pubblica e si fa concretamente partecipe del suo continuo e costante miglioramento".
La Fondazione settempedana ha spiegato come l'acquisto dei presidi sia stato possibile grazie a una vera e propria mobilitazione collettiva dei cittadini, orientata a umanizzare sempre di più i luoghi della cura e del fine vita.
"La nostra Fondazione ha sempre cercato di aumentare il benessere dei degenti dell’Hospice di San Severino, collaborando attivamente con l'Ast - ha affermato il Presidente della Fondazione Onlus Anello della Vita, l’avvocato Marco Massei -. In questa occasione, grazie al generoso aiuto di tantissimi privati cittadini, siamo riusciti a reperire i fondi necessari per acquistare queste comode poltrone-letto, che sono già state collocate in ogni singola camera del reparto. Ci auguriamo di cuore che tale sforzo possa consentire agli ammalati di godere al meglio, e in condizioni decisamente più confortevoli, della presenza dei propri cari. Nella malattia, infatti, la vicinanza fisica e morale di chi amiamo può stimolare la guarigione o, quantomeno, alleviare le sofferenze".
Si parlerà di neoplasia della mammella, diagnosi precoce e nuove prospettive terapeutiche venerdì 22 maggio al Cosmopolitan di Civitanova Marche, dove a partire dalle ore 8.30 si terrà il convegno promosso dai responsabili scientifici Nicola Battelli, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia di Macerata, e Paolo Decembrini Cognigni, responsabile della Senologia.
L’iniziativa riunirà specialisti e professionisti delle diverse discipline coinvolte nel percorso diagnostico e terapeutico del tumore al seno, con l’obiettivo di fare il punto sulle più recenti conoscenze scientifiche e sui modelli di presa in carico del paziente oncologico.
“Il tumore della mammella rappresenta la forma più comune di cancro nelle donne. Negli ultimi anni – sottolinea il dottor Nicola Battelli – si è assistito a un significativo miglioramento della prognosi grazie ai programmi di diagnosi precoce e ai nuovi trattamenti, che richiedono un’integrazione sempre più stretta tra le diverse competenze specialistiche”.
Durante il meeting verranno affrontati temi legati alla prevenzione, alla gestione clinica della malattia e all’evoluzione delle terapie, mettendo in evidenza l’importanza del lavoro multidisciplinare nella cura della paziente.
Il convegno prevede inoltre un momento dedicato ai cittadini, che avranno la possibilità di incontrare gli esperti del settore in uno spazio di confronto e approfondimento, pensato per favorire informazione, consapevolezza e condivisione sui temi della salute e della prevenzione oncologica.
Sabato 23 e domenica 24 maggio il “circo” della ruzzola torna nelle splendide zone dei Monti Sibillini, dove, a cura della FIGeST – Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali e dell’ASD PFF Pievebovigliana di Valfornace, si disputerà la 10ª edizione del Campionato italiano di lancio della ruzzola.
Valfornace si prepara ad accogliere le 128 coppie che hanno superato le fasi di qualificazione, così suddivise: 48 nella categoria A, 48 nella categoria B e 32 nella categoria C. Nel pomeriggio di sabato si svolgeranno le due fasi eliminatorie a 10 lanci, mentre la domenica mattina sarà dedicata alle semifinali e alle finali per l’assegnazione dei titoli nazionali.
Lo scorso anno i titoli italiani sono stati conquistati da Luca Massi – Diego Tarsi (cat. A), Marco Gasparini – Riccardo Lanari (cat. B) e Mario Coppari – Adriano Rotatori (cat. C).
Nel fine settimana saranno presenti oltre 300 tra atleti, giudici e accompagnatori nella località maceratese insignita della Bandiera Arancione.
Il consiglio di specialità FIGeST, con il neo presidente Angelo Gaudenzi, ha ringraziato il Comitato Provinciale di Macerata guidato da Patrizio Rinaldini per il lavoro svolto nell’organizzazione dell’evento.
“Le Marche sono il cuore pulsante degli sport tradizionali, con 35 associazioni sportive dilettantistiche di ruzzola iscritte alla Federazione – sottolinea il presidente regionale FIGeST Catia Luciani –. Questo evento è un’occasione per valorizzare uno sport spettacolare e riscoprire i luoghi del sisma, contribuendo alla rinascita del territorio”.
Un grande in bocca al lupo ai partecipanti è arrivato anche dal presidente nazionale FIGeST Enzo Casadidio, originario proprio di queste zone.
Dopo una stagione in maglia biancorossa, si chiude il percorso di Pablo Kukartsev con la Cucine Lube Civitanova. L’opposto argentino lascia il club marchigiano al termine dell’annata 2025/26, vissuta da protagonista all’interno di un gruppo che ha raggiunto importanti traguardi nazionali e internazionali.
Punto di riferimento in attacco nei club della sua carriera, Kukartsev ha accettato la sfida della Lube consapevole dell’assetto tecnico adottato da coach Giampaolo Medei, mettendosi a disposizione della squadra e del progetto tecnico. L’atleta ha contribuito alla crescita del gruppo, supportando anche i giocatori più giovani e facendosi trovare pronto nei momenti decisivi della stagione.
Il suo apporto ha accompagnato la squadra fino alla Finale Scudetto, oltre alla qualificazione alla prossima CEV Champions League e alla Final Four di Del Monte® Supercoppa, risultati che confermano il valore del percorso biancorosso.
Molto sentito il saluto affidato dallo stesso Kukartsev, che ha ringraziato società, compagni e tifosi per l’esperienza vissuta a Civitanova:
“L’opportunità di rappresentare questo grande club mi ha reso orgoglioso. Mi sono sentito parte di una famiglia grazie ai compagni e allo staff, che mi hanno aiutato a crescere e migliorare. Anche la mia famiglia si è trovata benissimo a Civitanova. Andiamo via con malinconia, perché qui ci siamo sentiti a casa. Un grazie speciale ai tifosi dell’Eurosuole Forum: il loro sostegno è stato incredibile”.
La A.S. Volley Lube ha voluto ringraziare l’atleta per la professionalità, l’impegno e lo spirito di sacrificio dimostrati durante tutta la stagione, augurandogli il meglio per il prosieguo della carriera.
Confindustria Macerata lancia l'ennessimo grido d'allarme. L'associazione degli industriali, stavolta, punta il dito contro lo stallo politico e istituzionale legato alla collocazione finale dei rifiuti. La posizione di Confindustria si evince da una nota rilasciata nella giornata di oggi. "Continuano a crescere i costi a carico delle imprese e dei lavoratori, rendendo insostenibile lo sviluppo del nostro territorio rispetto alle altre province delle Marche e al resto del Paese", si legge.
Gli industriali stigmatizzano la paralisi a cui si assiste da mesi sul tema dell'ampliamento della discarica di Cingoli e sulla scelta dei nuovi siti idonei. "Assistiamo a continui scontri sulla stampa e a rimpalli di responsabilità politica che non aiutano a risolvere il problema - attacca la nota di Confindustria - L’impiantistica dei rifiuti è un tema di infrastrutture strategiche che dovrebbe non dividere la classe politica, ma appartenere alla cultura del governo di un territorio. Invece siamo costretti, imprese e cittadini, a conferire i nostri rifiuti fuori provincia e fuori regione con pesanti impatti sulla bolletta TARI e sui bilanci delle imprese".
La criticità maggiore per Confindustria non riguarda soltanto la gestione della spazzatura urbana, ma colpisce soprattutto i rifiuti speciali generati dalle imprese. Da troppi anni nelle Marche non ci sono più discariche dedicate a questa categoria, viene denunciato: gli spazi residui ancora disponibili sono blindati per i rifiuti urbani e, in base alla nuova pianificazione regionale, la percentuale di conferimento degli speciali potrebbe "addirittura ridursi dal 50% al 30%".
«Ci rammarica molto constatare di essere la Provincia meno virtuosa a livello impiantistico sul tema rifiuti - sottolineano gli industriali -. Nonostante i numerosi e reiterati appelli alle amministrazioni locali e ai governi regionali che si sono succeduti, tutti gli sforzi sono stati concentrati per raggiungere gli alti livelli di raccolta differenziata. Inoltre l’unico consorzio regionale presente, peraltro nella nostra provincia, avrebbe dovuto e potuto far dialogare tutti i Comuni della provincia. Niente di tutto questo: non si riesce a chiudere il cerchio della gestione sulla base dei principi di prossimità ed autosufficienza, richiesti dalla Comunità Europea e tanto decantati dalle Istituzioni".
Se da un lato gli industriali guardano con favore all'inserimento del termovalorizzatore per il recupero energetico all'interno del nuovo Piano Regionale, dall'altro emerge una forte e immediata preoccupazione per il futuro prossimo e per i tempi di cantierizzazione dell'opera.
"Ci conforta la previsione dell’impianto di chiusura ciclo inserito nel nuovo Piano Regionale, ma cosa accadrà nel periodo transitorio che prevede un arco temporale di almeno dieci anni fino alla realizzazione del termovalorizzatore?", si domandano da Confindustria.
"La nostra Provincia non è ancora pronta per affrontare questo lungo periodo di transizione e siamo molto preoccupati che la situazione possa esplodere - prosegue la nota -. Se non verranno autorizzati ampliamenti e realizzati nuovi impianti, i costi diventeranno insostenibili. Il rischio altrimenti è del collasso della produzione".
L'associazione confindustriale si rivolge quindi direttamente ai sindaci e alle istituzioni locali per sbloccare i progetti legati alle piattaforme di smaltimento, spronando la politica a un atto di responsabilità nei confronti del mondo del lavoro.
"Confindustria Macerata rivolge l’ennesimo appello alla Provincia, alle amministrazioni locali ed alla collettività per individuare soluzioni rapide - conclude la nota -. È indispensabile e responsabile superare gli ostacoli tecnici ed ideologici che ostacolano la corretta gestione del rifiuto speciale e scoraggiano l’iniziativa privata alla realizzazione di nuovi impianti. La competitività di un territorio si misura sul possesso di infrastrutture in grado di accompagnare la crescita di una comunità. Troppo spesso si invoca l’incapacità di attrarre gli investimenti e la debolezza di un territorio, ma la causa è spesso l’assenza di queste infrastrutture di base. Purtroppo le imprese troppe volte vengono lasciate sole".
La GoldenPlast S.p.A., colosso del territorio nel settore delle materie plastiche, ridisegna il proprio futuro e blinda i conti al termine di un anno complesso per i mercati internazionali. Doppia svolta cruciale per l'azienda guidata dal patron Germano Ercoli: l'assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio d’esercizio 2025 e, contestualmente, ha sancito il superamento della storica figura dell'amministratore unico con il varo di un nuovo e prestigioso Consiglio di Amministrazione che traghetterà la società fino al 2028.
L’anno finanziario 2025 si è rivelato particolarmente difficile a causa delle forti tensioni geopolitiche globali, a partire dal conflitto tra Russia e Ucraina, passando per i dazi imposti dagli Stati Uniti fino alla crescente e invadente concorrenza dei prodotti provenienti dalla Cina. Nonostante questo scenario, il fatturato di GoldenPlast ha raggiunto i 36 milioni di euro, registrando una flessione del 10% rispetto all'anno precedente ma blindando un utile netto di 3.810.000 euro, un dato giudicato "estremamente positivo poiché in linea con i già ottimi livelli del 2024", ha affermato Ercoli.
A dimostrazione della solidità patrimoniale della GoldenPlast, l'azienda ha scelto di non fermare gli investimenti sul territorio, portandoli avanti in totale autofinanziamento. Nel corso dell'anno sono stati erogati circa 350.000 euro in più nel monte stipendi, risorse destinate all’inserimento di cinque nuove unità di personale necessarie per l’avviamento del nuovo impianto produttivo.
Oltre alla linea per la lavorazione dei polimeri tecnici, la società ha ultimato la costruzione di un nuovo capannone di 2.100 metri quadrati adibito a magazzino per le materie prime. Questi interventi aprono ufficialmente la strada a una decisa diversificazione industriale: l'azienda affiancherà alla storica produzione di gomma termoplastica anche lo sviluppo dei polimeri tecnici avanzati.
La vera svolta strategica per il colosso marchigiano risiede nel cambio di modello organizzativo. Seguendo la linea già tracciata per l'Eurosuole, la GoldenPlast si dota di un Cda d'eccellenza composto da cinque figure di altissimo profilo nel mondo della finanza, delle grandi opere e della gestione d'impresa. Germano Ercoli assume la carica di presidente e amministratore delegato del Cda. Al suo fianco siederà il dottor Guido Cesarini, commercialista ed esperto di diritto societario e consulenza aziendale con ruoli di rilievo in primarie società italiane.
Ingresso di primissimo piano anche per il professor Gian Luca Gregori, già rettore dell’Università Politecnica delle Marche fino al 2025, attuale presidente della Fondazione Universitaria per lo sviluppo imprenditoriale nonché membro del board di Terna S.p.A. e presidente del Cda del gigante delle infrastrutture Webuild (ex Salini Impregilo).
Del consiglio farà parte anche Salvatore Giordano, figura storica di Confindustria, già direttore dell'associazione industriali di Pesaro Urbino e attuale presidente del Cda di Assindustria Consulting. A completare l'organo di controllo sarà Roberto Emili, laureato alla Politecnica delle Marche e stimato responsabile amministrazione e finanza della stessa GoldenPlast.
A chiusura di questo storico passaggio, l’ormai ex amministratore unico Germano Ercoli ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a tutti i dipendenti e collaboratori che, in 32 anni di attività, hanno permesso alla GoldenPlast di "superare le crisi cicliche e raggiungere traguardi di leadership internazionale. L'auspicio per il futuro - ha concluso Ercoli - è quello di replicare i grandi successi del passato, tenendo d'occhio le evoluzioni della delicata crisi geopolitica nel Golfo Persico".
Prosegue all’Università di Camerino il corso di perfezionamento in Scienze Forensi promosso dal C.S.E.A., diretto dalla dottoressa Giusy Mazzalupi e dalla professoressa Giovanna Ricci della cattedra di Criminologia dell’ateneo camerte, che ha concesso il proprio patrocinio all’iniziativa.
Nella giornata di oggi si è svolta la terza lezione del percorso formativo, avviato lo scorso mese di marzo e rivolto a studenti e operatori del settore interessati ad approfondire i principali ambiti delle scienze investigative e criminologiche.
Il corso era stato inaugurato dalla lectio magistralis della professoressa Isabella Merzagora, ordinario di Criminologia presso l’Università di Milano, che aveva affrontato il tema della criminologia e delle sue applicazioni contemporanee.
La lezione odierna ha visto invece la partecipazione del dottor Giuseppe Losito, Coordinatore Provinciale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, che ha approfondito gli aspetti pratici legati alle tecniche investigative, e del dottor Luca Russo, esperto di analisi informatiche, intervenuto sui temi collegati alle indagini digitali e agli strumenti tecnologici applicati alle investigazioni.
Il percorso proseguirà con altre due lezioni previste nei mesi di giugno e settembre, confermando l’obiettivo del corso di offrire una formazione specialistica e multidisciplinare nel campo delle scienze forensi.
Una mattinata speciale per riannodare i fili del tempo, rispolverare i ricordi e celebrare un traguardo accademico indimenticabile. L’Università di Macerata, in stretta collaborazione con l’Alam (l’Associazione Laureati dell’Ateneo Maceratese), ha ufficialmente avviato i motori per l'organizzazione della storica "Giornata del Laureato 2026", che quest'anno si terrà nella mattinata di venerdì 26 giugno. L'iniziativa, nata nel lontano 2003, si propone l'emozionante obiettivo di riunire e festeggiare tutti coloro che hanno conseguito il titolo di dottore esattamente 25 e 50 anni fa.
Per l'edizione di quest'anno, l'Ateneo ha lanciato un vero e proprio appello pubblico per rintracciare e invitare ufficialmente alla cerimonia tutti coloro che si sono laureati negli anni 1976 o 2001. I partecipanti saranno i protagonisti assoluti dell'evento e riceveranno direttamente dalle mani del Rettore una pergamena celebrativa che attesta il prestigioso anniversario accademico, sigillando un legame indissolubile con la comunità universitaria marchigiana.
La macchina organizzativa dell'Ateneo ha già provveduto a contattare una vasta platea di ex studenti, ma la ricerca è ancora aperta per intercettare chi è sfuggito ai database o ha cambiato i propri recapiti nel corso degli anni.
"Chi si è laureato in quegli anni, non è già stato contattato da Unimc né telefonicamente né via email e desidera partecipare alla cerimonia, può scrivere direttamente a comunicazione@unimc.it", spiegano dall'ufficio comunicazione dell'Università di Macerata. Nella comunicazione telematica, gli ex studenti dovranno indicare un proprio indirizzo email attivo, i dati anagrafici completi, il corso di laurea frequentato all'epoca e la data esatta di conseguimento del titolo. In questo modo gli uffici della segreteria potranno validare la richiesta e provvedere all'inoltro del formale invito ufficiale con tutti i dettagli logistici della mattinata.
La Giornata del Laureato rappresenta da oltre vent'anni un momento identitario fortissimo per la città di Macerata, capace di richiamare nell'antico borgo universitario professionisti, docenti e cittadini che oggi vivono e lavorano in tutta Italia o all'estero.
Proprio per l'alto valore simbolico ed emotivo della ricorrenza, l’Ateneo ha voluto estendere l'invito a tutta la cittadinanza, chiedendo la massima collaborazione per la riuscita dell'evento. "Chiediamo a tutti di passare parola ai vecchi colleghi di studio del tempo - conclude la nota dell'Università -, così da poter raggiungere e coinvolgere il maggior numero possibile di laureati e laureate, regalando loro l'opportunità di rivivere l'atmosfera dei propri anni universitari".
La cultura e la ricerca dell'Università di Macerata conquistano la platea nazionale. Le Eum (Edizioni Università di Macerata) sono state grandi protagoniste all'ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, una kermesse da record che si è chiusa con ben 254 mila visitatori. La casa editrice dell’Ateneo maceratese ha partecipato all'evento all'interno dello stand condiviso con le realtà aderenti al Coordinamento dell’Associazione Upi (University Press Italiane), mettendo in mostra il proprio catalogo e presentando importanti novità che spaziano dalla saggistica d'avanguardia ai progetti ludico-didattici.
Il filo conduttore della spedizione torinese è stato la traduzione intesa come esercizio di ascolto, incontro e cura delle parole. Le Eum hanno promosso il partecipato incontro intitolato “La traduzione, lezioni di accoglienza”, organizzato in stretta sinergia con l'AutoreInvisibile e con la casa editrice Quodlibet. L'appuntamento, moderato da Franca Cavagnoli, ha visto dialogare gli esperti Franco Nasi e Stella Sacchini a partire da due volumi specifici: “Ritmi americani. Saggi su stile e traduzione” di Nasi e, in particolare, “Tornare a ridere al giorno” della stessa Sacchini.
Il libro di Stella Sacchini non rappresenta solo una novità editoriale, ma segna un vero e proprio punto di svolta per l'Ateneo marchigiano. Con questo volume si inaugura infatti "Erga", la nuovissima collana delle Eum nata con l'obiettivo specifico di aprire la conoscenza tecnica e scientifica a un pubblico di non addetti ai lavori, rendendo accessibili temi specialistici senza mai rinunciare alla qualità della ricerca.
«Tornare a ridere al giorno è un’espressione che ho letto per la prima volta in “Specchi deformanti” di Franco Nasi», ha raccontato con emozione l'autrice Stella Sacchini ripercorrendo le origini della sua opera. «È l’espressione con cui Franco Fortini traduce il Carpe diem di Orazio ed è quello che in principio mi ha avvicinato alla traduzione». La scrittrice ha inoltre ricordato il ruolo decisivo di una lettura d’infanzia legata al mito di Proserpina e Plutone, che le fece intuire la traduzione come un movimento contrario alla perdita: «Questo movimento contro la morte, che in fondo la traduzione è, e quel mito mi hanno spinto a intraprendere gli studi che ho fatto».
Nella medesima giornata, la scena si è spostata presso lo stand della Regione Marche, dove le Eum hanno svelato gli ultimi sviluppi di “Operattivamente: ascolta, disegna e gioca con l’opera lirica”. Si tratta del fortunato progetto ludico-didattico ideato quindici anni fa da Paola Nicolini e Carlo Scheggia per avvicinare i bambini al mondo del melodramma.
«Uno sviluppo importante del progetto è venuto da un accordo fra l’Università e l’Accademia di Belle Arti», ha spiegato con soddisfazione Simona Antolini, presidente delle Eum. L'iniziativa è infatti entrata ufficialmente nei programmi di insegnamento della docente di Illustrazione Claudia Palmarucci, arrivando a coinvolgere quasi cento studenti dell'Accademia. «L’obiettivo è restituire albi illustrati che possano trasmettere l’opera ai più piccoli senza banalizzarla, senza edulcorarne i contenuti e rendendo l’illustrazione una parte del linguaggio con una sua forza narrativa», ha tenuto a sottolineare la stessa Palmarucci.
I laboratori di quest'anno sono stati dedicati a tre pilastri della lirica come “Il barbiere di Siviglia”, “Il trovatore” e “Nabucco”. Grazie alla collaborazione dei docenti dell'Accademia Marino Neri, Michele Rocchetti e Simona Castellani, l'Ateneo pubblicherà presto i progetti grafici selezionati, che porteranno la firma di Davide Rapagnetta, Gabry Priori, Ruihan Bai, Irene Bellagamba, Irene Longo e Rebecca Salladini.
Il sipario del grande teatro contemporaneo si appresta a rialzarsi nell'entroterra maceratese. Dal 25 al 30 agosto 2026, il borgo di San Ginesio tornerà a trasformarsi in un palcoscenico diffuso a cielo aperto per la settima edizione del Ginesio Fest.
La manifestazione, che per il quinto anno consecutivo vanta la direzione artistica del regista Leonardo Lidi, si è ormai imposta come una delle esperienze più autorevoli e riconoscibili della geografia festivaliera italiana. Sei giorni intensi in cui il borgo marchigiano accoglierà prime nazionali, residenze artistiche, laboratori e grandi maestri della scena, quest'anno uniti sotto il fil rouge tematico delle "Illusioni" e nel segno di una speciale dedica a Remo Girone.
La prima grande novità del 2026 risiede proprio nello storico riconoscimento del festival: il Premio San Ginesio “All’Arte dell’Attore” assume infatti ufficialmente la denominazione di Premio Remo Girone "All’Arte dell’Attore", in omaggio al suo celebre ideatore. Ad affiancare questa intitolazione c'è il totale rinnovo della giuria, che quest'anno sarà presieduta dal noto attore Alessio Boni nel ruolo di presidente, registrando inoltre l'ingresso di due pesi massimi del teatro e del cinema italiano come Lino Musella e Iaia Forte, i quali siederanno accanto ai giurati storici Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari.
La linea tracciata dal festival si conferma un presidio culturale stabile in grado di unire la ricerca contemporanea alla memoria della tradizione. A spiegare la scelta del tema di questa settima edizione è lo stesso direttore artistico Leonardo Lidi, che ha voluto svelare le dinamiche del cartellone.
«Il Ginesio Fest è prima di tutto una splendida occasione di incontro, di scambio e di crescita - dichiara il regista e direttore Leonardo Lidi -. Ci siamo impegnati da sempre per accompagnare gli artisti nei loro primi passi, nei debutti, negli sbagli e nelle conquiste della prima ora. Questi desideri, tanto nobili quanto utopici, mi hanno portato al tema dell’edizione 2026: “Le Illusioni”. Al plurale, come la nostra idea di teatro. In questa dinamica, dove i grandi registi mettono al servizio la loro esperienza nell’incontro con i nuovi talenti, sono felice di annunciare il ritorno al festival di Antonio Latella con il testo di Carolina Balucani "Bubaro dei Bubari"».
Il cartellone vedrà anche una preziosa riscoperta del passato: «Ogni anno amiamo pescare uno spettacolo “storico” per il teatro italiano, un testo sopravvissuto alle varie riforme grazie alla propria personalità», prosegue Lidi. «Se l’anno scorso ci siamo commossi salutando il Pinocchio del Carretto, quest’anno Enzo Vetrano e Stefano Randisi ci donano il loro intramontabile "Totò e Vice" di Franco Scaldati. E proprio perché la nostra illusione è quella di farsi rete, ringraziamo l'attore straordinario da cui è poi nato il Festival. Non possiamo che dedicare a lui questa edizione e tutta la nostra sgangherata illusione di teatranti. Grazie di tutto Remo».
Tra i protagonisti sul palco figureranno anche Alessandro Bandini, Babilonia Teatri con l'illusionista Francesco Scimeni, Giulia Scotti, Marco Coscucci con il Gruppo Uror, il coreografo Francesco Marilungo e la residenza Island curata da Alessio Maria Romano.
Dietro al successo del festival c'è il lavoro sinergico della macchina organizzativa e un fortissimo sostegno da parte del mondo istituzionale, che vede l'evento come un vero e proprio motore per il rilancio turistico ed economico delle aree colpite dal sisma.
«Quando il Ginesio Fest è nato, nel 2020, ci muoveva un desiderio profondo: dare vita a un progetto capace di durare nel tempo, lasciare un segno culturale e costruire un legame autentico tra il teatro, il territorio e le persone», ricorda con orgoglio l'ideatrice e fondatrice del festival, Isabella Parrucci. «Giunti alla settima edizione, guardiamo a questo percorso con gratitudine: ciò che era un’intuizione è diventato una realtà viva e riconoscibile. Abbiamo scelto, con convinzione, di mettere al centro la qualità delle relazioni prima dei numeri, costruendo una comunità culturale prima ancora che un grande evento».
A farle eco è il sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, che rivendica la centralità nazionale assunta dal comune: «Siamo orgogliosi che San Ginesio sia oggi riconosciuto come uno dei luoghi in cui il teatro contemporaneo italiano trova una delle sue espressioni più vive. Per una comunità come la nostra, il festival rappresenta molto più di una manifestazione estiva: è uno spazio permanente di crescita e di formazione del pensiero. Dimostriamo concretamente come anche un piccolo centro possa diventare un laboratorio culturale di rilievo nazionale».
Un ruolo cruciale all'interno del programma sarà occupato, come di consueto, dalla Sezione Infanzia, Adolescenza e Formazione, che quest'anno sposterà il proprio focus tematico sul concetto di "Confronto". In collaborazione con la Fondazione TRG Onlus, verrà presentato lo spettacolo “Zero Zero Sottozero” di Nicolò Tommasini, incentrato sul tema dei cambiamenti climatici, affiancato dalle passeggiate sonore dell'artista Davide Calvaresi.
I giovani saranno inoltre i diretti protagonisti sul territorio grazie a due importanti laboratori intensivi. La compagnia Bartolini/Baronio curerà il percorso per adolescenti “Le cose che inventiamo”, uno spazio di crescita e di ascolto finalizzato all'esplorazione identitaria dei ragazzi. Per i bambini dai 6 ai 12 anni è invece previsto il laboratorio “Magia a impatto zero. Trasformare lo scarto in stupore”, curato da Ivan Mistereko. Questo originale cammino tra illusionismo ed ecologia insegnerà ai più piccoli a riutilizzare i materiali di recupero per creare giochi di prestigio, e si concluderà con una performance diffusa di close-up magic tra le storiche vie del borgo, portando lo stupore direttamente a contatto con i cittadini e i turisti del festival.
È stata presentata ufficialmente questa mattina la XXXIV edizione dell’Infiorata "Corpus Domini" di Castelraimondo, il più grande e atteso evento della città, che da martedì 2 giugno a domenica 7 giugno richiamerà migliaia di visitatori e turisti. La manifestazione vanta numeri straordinari che testimoniano la grandezza dell'allestimento di quest'anno: ben 22 associazioni partecipanti daranno vita a 25 spettacolari quadri fioriti (di cui due disegnati dall'artista locale Stelio Ciattaglia e uno dal Comune di Mogliano), impiegando una materia prima impressionante che sfiora i 50 mila fiori, oltre a ingenti quantitativi di riso e semi vari.
Il cartellone delle iniziative è ricchissimo e prenderà il via martedì 2 giugno con il tradizionale Mercatino delle Festività lungo Corso Italia, seguito in serata dal "Concerto della Repubblica" in Piazza della Repubblica, uno spettacolo in musica che vedrà esibirsi il Gruppo Folkloristico, il Coro Polifonico “Santa Cecilia” e il Corpo Bandistico, con la conduzione di Marco Moscatelli. Giovedì 4 giugno la città darà il benvenuto ai camperisti grazie al Camper Club “Il Cassero”, mentre in Piazza Dante andrà in scena il suggestivo rito del taglio dei fiori, antipasto della serata di intrattenimento curata da Avis, Aido e Admo con il karaoke e il dj set di Matteo Romaldini.
Il momento più magico prenderà il via nella serata di venerdì 5 giugno, quando a partire dalle ore 21 i maestri infioratori inizieranno la realizzazione dei tappeti fioriti in Corso Italia, un lavoro certosino che proseguirà anche per tutta la giornata di sabato.
In contemporanea, la Piazza della Repubblica ospiterà il "Festival dei Giovani con Buonasera Marche Show" condotto da Maurizio Socci, che vedrà salire sul palco le scuole del territorio e i cori locali, prima di lasciare spazio alla musica dei "Make‘em wet" e al dj set di Jacopo Jajani. Il sabato sera sarà invece interamente dedicato al divertimento dei più giovani in Piazza Dante, prima con il concerto dei "Coca Zero" per un tributo ai Pinguini Tattici Nucleari, e poi con la disco dance del dj Andrea Falcetelli e l'animazione di Monica Kiss.
La domenica del Corpus Domini rappresenterà il culmine dell'intera manifestazione. La mattina si aprirà con una suggestiva passeggiata naturalistica guidata dall'esperta ambientale Barbara Migliorelli, affiancata dal dj set mattutino e dai laboratori di storytelling per bambini. Alle ore 19, dopo la Santa Messa nella Chiesa della Sacra Famiglia, si snoderà la Solenne Processione del Corpus Domini, che calpesterà i meravigliosi quadri fioriti accompagnata dal corpo bandistico “Ugo Bottacchiari”, prima del gran finale affidato alla musica della "On Air Band" e all'estrazione della lotteria. Per tutta la durata della festa, i visitatori potranno inoltre contare sulla pesca di beneficenza e sulla Mostra dei Ceramisti e Pittori Uteam.
La forza dell'Infiorata risiede da sempre nella capacità di mobilitare l'intero tessuto sociale cittadino, un aspetto rimarcato con orgoglio dai vertici amministrativi e organizzativi durante la conferenza di lancio.
"Siamo giunti alla XXXIV edizione dell’Infiorata del ‘Corpus Domini’ e ogni edizione è stata migliore dell’altra - ha dichiarato il sindaco di Castelraimondo, Patrizio Leonelli -. Stiamo continuando su un trend che ci porterà a fare qualcosa di grandioso. È la manifestazione più grande di Castelraimondo e coinvolge tutti quanti: famiglie, commercianti, forze dell’ordine e operatori comunali, oltre a richiamare perfino qualche turista dall’estero. Il nostro scopo è far conoscere l’Infiorata non solo in Italia, ma anche fuori".
Un'analisi storica e culturale è arrivata invece dal Presidente della Pro Loco, Fabio Montesi, che ha ricordato le radici profonde dell'evento: "I fautori di questa manifestazione non si resero conto negli anni Novanta di aver riscoperto una tradizione antichissima, nata nel Cinquecento. Già allora questa era una ritualità importantissima, nonostante le dimensioni ridotte e concentrate. L’intuizione è anche una memoria ancestrale tramandata nei primi decenni del Novecento e ci fa molto riflettere perché manifesta una voglia di onorare il passaggio del corpo e del sangue di Cristo e anche di stare insieme, lavorare e confrontarsi. L’aspetto più bello e motivo di grande soddisfazione è proprio il coinvolgimento di tutta la cittadinanza e di tutte le attività. Grazie a questa infiorata abbiamo fatto conoscere Castelraimondo anche fuori e per questo vorrei ringraziare tutti quelli che con passione lavorano per l’iniziativa e per il paese".
Al plauso si è unito anche il consigliere regionale Renzo Marinelli, che ha sottolineato come l'evento sia ormai un patrimonio riconosciuto a livello e spessore regionale, posizionandosi come una delle migliori infiorate su scala nazionale. Un ringraziamento sentito a tutte le associazioni e ai tantissimi volontari è arrivato anche dall'assessore alla Cultura, Valeria Lucarini.
La grande novità del 2026 è stata svelata dall'assessore al Turismo e alle Attività Produttive, Ilenia Cittadini, che ha annunciato un importante salto di qualità strategico per l'accoglienza turistica.
“Quest’anno una piccola novità per vivere un’edizione ancora più coinvolgente e immersiva dell’Infiorata, grazie alla presenza del Grand Tour Tipicità delle Marche - ha spiegato l'assessore Ilenia Cittadini -. Abbiamo voluto introdurre queste novità affinché visitatori e turisti non siano semplici spettatori, ma possano vivere in prima persona la magia della nostra tradizione, entrando in contatto con l’identità più autentica della nostra comunità. Tra gli appuntamenti più significativi dello ‘Speciale Infiorata’ troviamo l’‘Officina dei fiori: crea il tuo fiore, unico al mondo’, un laboratorio creativo curato da Amanuarte, dove grandi e piccoli potranno dare forma alla fantasia attraverso materiali, colori e manualità".
"Grande attenzione anche alla scoperta del paesaggio e delle emozioni che esso sa regalare con ‘Il sentiero dei profumi: passeggiata tra fiori e meraviglia’, accompagnato dalla guida escursionistico-naturalistico-ambientale Barbara Migliorelli, un’esperienza che unirà natura, memoria e sensazioni. Infine, spazio ai più piccoli e all’immaginazione con ‘C’era una volta… un fiore’, a cura de Il Baule delle Storie, un momento dedicato al racconto, alla fantasia e alla meraviglia che nasce dall’incontro tra storie e tradizione. L’obiettivo - conclude Cittadini - è quello di far innamorare chi arriva nel nostro paese della bellezza delle nostre radici, creando occasioni autentiche di incontro e partecipazione, affinché sempre più persone scelgano di tornare a vivere e visitare il nostro territorio, che si prepara ad accoglierli nel suggestivo scenario dell’Infiorata”.
La macchina organizzativa, guidata dagli storici coordinatori Lao Olivari e Lauro Corpacci, ha concluso la presentazione rivolgendo un appello accorato alle nuove generazioni di Castelraimondo, affinché entrino attivamente nei comitati per garantire il fondamentale ricambio generazionale e la continuità del festival negli anni a venire.
Il Mind Festival continua ad arricchire il cartellone della sua edizione 2026 annunciando due super ospiti per la serata di chiusura del festival, il 2 agosto: Sayf e Mind Enterprises. Si parte con Sayf, penna istintiva e ricercata, fatta di strada, club e piccoli bar.
Sayf ci racconta tutto questo con una naturalezza disarmante. Dopo il primo disco d’oro della sua carriera con il brano portato al Festival di Sanremo "Tu mi piaci tanto", l’annuncio delle date nei club e il sold out della data di mercoledì 21 ottobre all’Alcatraz di Milano, Sayf annuncia gli appuntamenti del suo Santissimo tour estivo con tappa al Mind Festival di Montecosaro.
Il brano, con cui si è classificato al secondo posto alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, continua la sua corsa conquistando la prima posizione della classifica EarOne Airplay, mentre si mantiene stabile alla seconda posizione di Spotify, dove ha già superato i 18.7 milioni di stream, confermandosi tra i più trasmessi del momento. Il nuovo singolo "Buona Domenica", parte del suo nuovo album tra i più venduti in Italia, è già in alta rotazione in tutte le radio.
A chiudere il festival tornano i Mind Enterprises dopo un anno di successi, un tour mondiale con tappa a Coachella e la voglia di Italo disco di sempre. Sarà quindi un gran finale tutto da ballare. Mind Enterprises è il mondo musicale onirico e l’universo estetico del produttore torinese Andrea Tirone che, insieme al compagno di band Roberto Conigliaro, sta facendo scoprire a una nuova generazione il suono dell'Italo Disco, il tutto partendo dal bancone della propria cucina.
Dopo una serie di pubblicazioni con Because Music (che annovera artisti come Justice, Major Lazer e Metronomy) e una collaborazione di alto profilo con Kungs - il cui successo "Never Going Home" (500 milioni di stream) campiona “Idol” dei Mind Enterprises - il loro recente tour mondiale ha registrato il tutto esaurito. Location storiche come l’Heaven di Londra, il Paradiso di Amsterdam e la Sala Apolo di Barcellona hanno registrato il tutto esaurito in pochi minuti.
La line-up già annunciata conferma l’identità libera del festival. La forza del Mind è sempre stata la libertà di linguaggio: elettronica, indie, rock, rap, urban, cantautorato, alternative, reggae e pop convivono nello stesso festival senza rigidità di genere. È questa apertura che negli anni ha permesso al pubblico di trovare ogni sera un’identità diversa.
Molti altri i nomi già annunciati per l’edizione 2026. Il 29 luglio arriverà Pippo Sowlo, artista capace di unire ironia, introspezione e sonorità contemporanee; il 30 luglio sarà la volta de I Cani, progetto simbolo dell'indie italiano e di un’intera generazione; il 31 luglio spazio all’incontro tra pop ed elettronica con la diva di Sanremo Ditonellapiaga e Camoufly, mentre la serata del 1 agosto sarà annunciata prossimamente con gli ultimi main act che completeranno il programma degli headliner del 2026.
Nato da una festa locale le cui origini si perdono nella leggenda, il Mind Festival ha attraversato il tempo trasformandosi da appuntamento popolare di comunità a uno degli eventi musicali estivi più riconoscibili. Il Mind oggi richiama un pubblico ampio e trasversale, con serate capaci di unire nomi cult, nuove uscite e un’esperienza che va oltre il concerto: un’area food and beverage da oltre 1000 posti a sedere, area gaming, area bimbi, mercatini e un’area chill. Decisamente un evento in grado di coinvolgere diverse generazioni nello stesso luogo.
L’edizione 2026 si prepara quindi a confermare il Mind Festival come uno degli eventi più dinamici e contemporanei dell’estate italiana. Biglietti disponibili su Ciao Tickets.
Con l'arrivo della stagione estiva, il comune di Civitanova Marche ha dato ufficialmente il via all’edizione 2026 di "Sole Amico", l'ormai tradizionale campagna informativa e di prevenzione incentrata sui rischi legati all'esposizione solare e sulla tutela della vista. L'iniziativa, ideata dal dermatologo Gino Mattutini, responsabile dell'area dermatologica della Clinica “Villa dei Pini” (Gruppo KOS), si è arricchita quest'anno della preziosa collaborazione dell'oculista Gabriele Poloni, responsabile dell'omonimo reparto all'interno della stessa struttura sanitaria cittadina.
La campagna si è aperta ufficialmente questa mattina nell’aula del Consiglio comunale con una speciale lezione interattiva che ha visto come protagonisti gli alunni delle classi seconde (sezioni B e D) della scuola secondaria di primo grado "Luigi Pirandello".
All'incontro istituzionale hanno preso parte l’assessore Barbara Capponi e il consigliere comunale Piero Croia, che hanno portato i saluti dell'amministrazione, affiancati dal direttore amministrativo di Villa Pini, Luca Amadori, e dal referente del servizio, l'infermiere Roberto Leoni. L'iniziativa gode del prestigioso patrocinio della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche e si inserisce nel quadro delle attività di educazione ambientale legate alla Bandiera Blu, riconoscimento internazionale che adorna le spiagge civitanovesi ininterrottamente dal 2004.
I giovanissimi studenti hanno seguito l'incontro con interesse, interagendo con gli specialisti e ricevendo al termine della mattinata il materiale informativo con il vero e proprio "Decalogo del benessere".
"Le piccole abitudini quotidiane vi mantengono in salute per tutta la vita - ha spiegato ai ragazzi il medico oculista Gabriele Poloni -. Stare all’aperto fa benissimo, ma è fondamentale indossare sempre gli occhiali da sole durante le ore più calde della giornata. Al contrario, ci sono abitudini che fanno male, come attardarsi allo smartphone prima di andare a dormire o studiare in stanze buie. Ricordatevi sempre di mangiare sano e, soprattutto, di fare una pausa dagli schermi digitali ogni 20 minuti di utilizzo".
Subito dopo è stata la volta dell'analisi dermatologica, focalizzata sulla necessità di conoscere le caratteristiche del proprio corpo e di difendersi dalle radiazioni ultraviolette.
"Siamo qui per trasmettere a voi ragazzi le regole giuste per stare al sole in piena sicurezza - ha sottolineato il dottor Gino Mattutini -. Il sole è un nostro grande amico, ma solo se impariamo a viverlo in maniera consapevole, evitando i rischi delle scottature e correggendo tempestivamente i comportamenti scorretti. Imparate a osservare sempre la vostra pelle e parlatene subito con il vostro medico curante nel caso in cui doveste notare un qualsiasi tipo di cambiamento sospetto".
Il valore educativo del progetto, capace di unire le istituzioni e le eccellenze sanitarie del territorio, è stato ribadito a margine dell'incontro anche dai vertici della clinica partner. "Siamo davvero felici di essere presenti in questa cornice istituzionale con due stimati professionisti", ha concluso il direttore amministrativo di Villa Pini, Luca Amadori. "Questo contesto è di fondamentale importanza perché offre agli esperti la possibilità di avvicinare i più piccoli, permettendo di far comprendere loro, con un linguaggio appropriato alla giovane età, quanto sia essenziale porre attenzione alla prevenzione per assicurarsi un futuro in salute".
Adalgisa Castelli ha ufficialmente tagliato lo straordinario traguardo dei 100 anni di età, entrando di diritto nel club dei centenari della città di Tolentino. Per celebrare questa importante ricorrenza, è stata organizzata una festa in suo onore, un momento di gioia condivisa che ha unito parenti e amici.
Alla speciale festa di compleanno non è voluto mancare il primo cittadino, Mauro Sclavi, che ha preso parte personalmente all'evento per omaggiare la neocentenaria a nome di tutta la cittadinanza.
La nuova centenaria si è mostrata lucida, sorridente e visibilmente emozionata per le tantissime dimostrazioni di affetto ricevute. Adalgisa è stata ben felice di accogliere gli auguri ufficiali e l'omaggio portatole dal primo cittadino, che ha voluto sottolineare il valore della memoria storica e della saggezza che gli anziani rappresentano per il tessuto sociale locale.
Una visita intensa, capace di lasciare un segno profondo sia dal punto di vista storico che umano. È quella vissuta all’interno dell’ex ospedale psichiatrico Santa Croce di Macerata, guidata da Romano Ruffini, per anni operatore della struttura e testimone diretto della quotidianità vissuta tra quei padiglioni.
Con passione e sensibilità, Ruffini ha accompagnato i partecipanti in un percorso che ha intrecciato storia, sofferenza e umanità, raccontando non solo l’evoluzione della struttura, ma soprattutto le vite dei pazienti che vi furono ricoverati.
Il Santa Croce venne inaugurato nel 1871, subito dopo l’Unità d’Italia, diventando una delle prime strutture italiane dedicate alla cura delle malattie mentali. Tuttavia, già dal 1774 Macerata aveva mostrato attenzione verso i malati psichiatrici, inizialmente ospitati nella Torre di Porta San Giuliano e successivamente trasferiti alle “Monachette” e poi all’Asilo Ricci durante il periodo dello Stato Pontificio.
Nel corso dei decenni il complesso si ampliò notevolmente, trasformandosi tra il 1871 e il 1939 in una vera e propria città nella città. Furono anni di profonde trasformazioni culturali e sociali, durante i quali si iniziò finalmente a distinguere i malati mentali dai delinquenti, fino ad allora trattati allo stesso modo e gestiti direttamente dal Ministero dell’Interno.
Nel 1876 arrivò alla direzione il giovane medico emiliano Enrico Morselli, che introdusse l’ergoterapia, la cosiddetta terapia del lavoro. I ricoverati venivano coinvolti nella coltivazione dei 14 ettari di terreno appartenenti alla struttura, nella convinzione che disciplina e attività manuale potessero aiutare il recupero mentale.
Il racconto di Ruffini ha ripercorso anche gli anni che precedettero la legge Basaglia, quando medici e infermieri iniziarono a sperimentare forme di assistenza più umane e inclusive. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta alcuni operatori accompagnavano i pazienti all’esterno della struttura e organizzarono spazi di aggregazione per i casi meno gravi, assumendosi importanti responsabilità personali.
Durante la visita i partecipanti hanno attraversato il padiglione uomini, quello femminile, il reparto agitati, la Sezione Cronici, la cooperativa di consumo, la neviera e la struttura a pagamento. Luoghi che, grazie ai racconti di Ruffini, sono sembrati improvvisamente ripopolarsi delle storie e delle emozioni di chi vi aveva vissuto.
Particolarmente toccanti le vicende ricordate durante il percorso, come quella dell’avvocato maceratese Raffaele Foglietti, ricoverato alla fine dell’Ottocento dopo aver ingiuriato il procuratore, oppure quella di Beatrice, madre della scrittrice Sibilla Aleramo, internata per depressione e autrice di una struggente lettera al marito in cui chiedeva di poter tornare libera.
Un viaggio nella memoria che ha riportato al centro il valore dell’umanità nella cura e il ruolo fondamentale degli operatori sanitari, chiamati ogni giorno a cercare percorsi capaci di alleviare la sofferenza mentale.
Al termine della visita, l’associazione della Polizia di Macerata ha consegnato a Romano Ruffini un foulard dell’associazione, ringraziandolo per aver offerto ai presenti una preziosa lezione di storia, memoria e vita vissuta.
Modifiche in vista per la viabilità pedonale nel cuore di Civitanova Marche. A partire da lunedì 25 maggio 2026, il sottopasso di Viale Indipendenza sarà interdetto al solo transito dei pedoni. Nessun blocco, invece, per la circolazione dei veicoli: il passaggio resterà regolarmente aperto alle auto. Lo stop ai pedoni, che si protrarrà per un periodo stimato di 12 giorni lavorativi, si è reso necessario per consentire l'esecuzione di urgenti lavori di manutenzione straordinaria all'infrastruttura.
Il piano dell'intervento, coordinato dal Direttore dei Lavori e Responsabile Unico del Progetto, il geometra Maurizio De Florio, prevede una profonda riqualificazione del passaggio pedonale. Si procederà alla rimozione della pavimentazione esistente, seguita dal ripristino del sottofondo in calcestruzzo e dalla posa di una nuova superficie in gomma vulcanizzata, una combinazione tecnica studiata per migliorare la sicurezza e la funzionalità dell'opera.
La scelta di vietare il transito ai pedoni è stata l'unica strada percorribile per i tecnici comunali. Le dimensioni ridotte del sottopasso, infatti, non avrebbero mai permesso la compresenza degli operai e del flusso dei cittadini in condizioni di sicurezza. Inoltre, i particolari materiali scelti per la pavimentazione richiedono precisi tempi di presa e maturazione, durante i quali è categoricamente vietato qualsiasi tipo di calpestio.
Dagli uffici comunali spiegano che non è stato possibile individuare varianti praticabili per deviare il flusso pedonale. L’ipotesi di utilizzare le rampe carrabili come percorso alternativo per i piedi è stata infatti scartata poiché totalmente incompatibile con le caratteristiche strutturali e di sicurezza delle rampe stesse.
Sulla questione è intervenuto il primo cittadino, consapevole dell'importance strategica che il tunnel riveste per il collegamento quotidiano con il centro cittadino.
"Comprendiamo il disagio che questa chiusura comporterà per cittadini e residenti, soprattutto considerando che si tratta di un collegamento strategico tra Viale Indipendenza e il centro cittadino - ha dichiarato il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica -. Tuttavia, si tratta di un intervento non più rinviabile, necessario per garantire condizioni di piena sicurezza. L'amministrazione farà il possibile per contenere al massimo i tempi del cantiere e riaprire il sottopasso nel più breve tempo possibile".
L'operazione di Viale Indipendenza fa parte di uno stanziamento complessivo più ampio destinato alle infrastrutture cittadine. I lavori di manutenzione straordinaria andranno infatti a sanare le zone ammalorate di altre due strutture: il sottopasso di via Buozzi e quello di via Principe di Piemonte e Colombo, per un investimento totale che ammonta a 125 mila euro per i tre siti.
A differenza di Viale Indipendenza, per questi ultimi due punti i cantieri non comporteranno particolari criticità sul fronte della gestione della viabilità pedonale. Entrambi i passaggi sono infatti dotati di più modalità alternative di attraversamento, come rampe e sistemi di sollevamento meccanizzato (ascensori), che consentiranno di garantire la continuità del transito dei cittadini per tutta la durata delle lavorazioni.