I Carabinieri della Stazione di Treia hanno denunciato due persone, un uomo di 63 anni e una donna di 43, entrambe residenti in provincia di Perugia, ritenute responsabili di truffa aggravata in concorso.
Le indagini sono partite lo scorso ottobre, a seguito della denuncia di una donna quarantenne residente a Treia. Secondo quanto ricostruito dai militari, gli indagati avrebbero contattato la vittima tramite l’applicazione WhatsApp, prospettando un presunto investimento con la promessa di un guadagno del 50% sulla somma versata. Convinta dall’offerta, la donna ha effettuato un bonifico di 1.000 euro.
Il rendimento promesso, tuttavia, non si è mai concretizzato. Successivamente, approfittando del desiderio della vittima di recuperare il denaro già investito, i truffatori l’avrebbero convinta a effettuare ulteriori versamenti su conti correnti intestati a loro stessi.
Grazie all’attività investigativa dei Carabinieri, i presunti responsabili sono stati individuati e segnalati all’autorità giudiziaria competente, a coronamento di un’indagine che ha permesso di chiarire la dinamica dei fatti e proteggere eventuali altre vittime.
I Carabinieri della Stazione di Treia hanno denunciato due persone, un uomo di 63 anni e una donna di 43, entrambe residenti in provincia di Perugia, ritenute responsabili di truffa aggravata in concorso.
Le indagini sono partite lo scorso ottobre, a seguito della denuncia di una donna quarantenne residente a Treia. Secondo quanto ricostruito dai militari, gli indagati avrebbero contattato la vittima tramite l’applicazione WhatsApp, prospettando un presunto investimento con la promessa di un guadagno del 50% sulla somma versata. Convinta dall’offerta, la donna ha effettuato un bonifico di 1.000 euro.
Il rendimento promesso, tuttavia, non si è mai concretizzato. Successivamente, approfittando del desiderio della vittima di recuperare il denaro già investito, i truffatori l’avrebbero convinta a effettuare ulteriori versamenti su conti correnti intestati a loro stessi.
Grazie all’attività investigativa dei Carabinieri, i presunti responsabili sono stati individuati e segnalati all’autorità giudiziaria competente, a coronamento di un’indagine che ha permesso di chiarire la dinamica dei fatti e proteggere eventuali altre vittime.
Nel pomeriggio di domenica i Vigili del fuoco sono intervenuti in località Catafolle, nel comune di Cingoli, a seguito di una fuga di gas da un bombolone di GPL interrato. L’allarme ha richiesto l’immediato intervento delle squadre dei Vigili del fuoco di Macerata e Apiro, giunte sul posto per avviare le prime operazioni di messa in sicurezza.
Considerata la natura dell’emergenza, è stato attivato anche il Nucleo GPL Light dei Vigili del fuoco di Ancona e Macerata, specializzato nella gestione di questo tipo di situazioni. I tecnici hanno proceduto alla combustione controllata del GPL residuo mediante l’utilizzo di una torcia, al fine di eliminare ogni rischio per la popolazione e l’ambiente circostante.
Le operazioni di messa in sicurezza risultano tuttora in corso e l’area resta sotto costante monitoraggio da parte dei Vigili del fuoco, fino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza.
I Carabinieri della Stazione di Macerata hanno denunciato due donne, rispettivamente di 45 e 25 anni, residenti in provincia di Roma, ritenute responsabili, in concorso, dei reati di furto aggravato e indebito utilizzo di carte di pagamento. Le indagate risultano già note alle forze dell’ordine per reati simili.
Le indagini sono partite lo scorso ottobre, a seguito della denuncia di una donna di 75 anni residente a Macerata. La vittima aveva notato il furto del proprio portafoglio mentre faceva la spesa in un noto supermercato cittadino. Il portafoglio è stato successivamente rinvenuto dal personale del supermercato tra gli scaffali, ma all’interno mancavano due carte di pagamento, un anello d’oro e circa 50 euro in contanti.
La vittima ha poi scoperto che i ladri avevano effettuato quattro pagamenti “contactless” presso un altro supermercato, per un totale di circa 78 euro.
Attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dei supermercati interessati, i Carabinieri hanno individuato l’autovettura utilizzata dalle due donne, intestata a una società di leasing e noleggiata da una delle indagate. L’attività investigativa ha permesso di identificare anche la complice, ricostruendo l’intera dinamica dei fatti.
In occasione delle celebrazioni di San Sebastiano Martire, patrono della Polizia Locale, il Comando di Civitanova Marche ha presentato il consuntivo annuale delle attività svolte nel 2025, tracciando il bilancio di un anno intenso, complesso e segnato da profonde trasformazioni operative.
La ricorrenza, tradizionalmente momento di riflessione per le donne e gli uomini in uniforme al servizio della città, quest’anno assume un valore ancora più significativo. I dati restituiscono l’immagine di un Corpo che, pur a fronte della riduzione dell’organico dovuta ad alcuni pensionamenti e del dolore per la scomparsa della sovrintendente Barbara Storani, figura ancora fortemente presente nella memoria dei colleghi, ha saputo rafforzare la propria azione a tutela della comunità, in attesa del reintegro del personale nei prossimi mesi.
Il 2025 ha segnato una svolta operativa basata su prossimità e fermezza. I mezzi del Nucleo Pronto Intervento hanno percorso complessivamente 82.997 chilometri, con un incremento significativo per il veicolo dedicato all’infortunistica. Parallelamente è aumentata la presenza appiedata degli agenti nelle vie cittadine, favorendo un contatto diretto e costante con i cittadini.
Intensa l’attività della Sala Operativa, che ha gestito 2.962 segnalazioni e coordinato 2.816 interventi sul territorio. Sul fronte amministrativo sono state evase 2.393 richieste di informazioni anagrafiche e curate 151 notifiche di atti.
Sul piano della sicurezza stradale, la linea adottata è stata quella della tolleranza zero verso i comportamenti più pericolosi. Gli incidenti rilevati sono passati dai 251 del 2024 ai 328 del 2025 (+30,7%), un aumento legato anche alla riorganizzazione del servizio che oggi garantisce, negli orari di copertura, una pattuglia dedicata all’infortunistica, attiva anche nei giorni festivi e nelle fasce serali e notturne.
I numeri delle violazioni raccontano l’efficacia di questa scelta: le sanzioni per l’uso del cellulare alla guida sono salite da 9 a 75 (+733%), quelle per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza da 55 a 248 (+351%). Forte incremento anche per le irregolarità amministrative: le sanzioni per omessa revisione sono passate da 172 a 390 (+127%), mentre quelle per mancanza di assicurazione da 68 a 161 (+137%).
In crescita anche l’attività extra Codice della Strada, aumentata del 68%, con 287 accertamenti contro i 171 dell’anno precedente. Tra questi figurano 35 verbali per la sosta irregolare di camper e un’attività che ha portato all’identificazione e all’allontanamento, con foglio di via obbligatorio, di un soggetto ritenuto pericoloso.
Guardando al confronto con il 2023, l’evoluzione del Corpo appare ancora più evidente: le sanzioni per l’uso del cellulare sono aumentate del 2.400%, quelle per il mancato uso delle cinture del 1.800%, mentre il contrasto ai veicoli non assicurati ha registrato un incremento del 1.138%. Anche le sanzioni per omessa revisione sono cresciute del 584%, così come quelle per la sosta pericolosa, aumentate del 26%.
Rilevante anche l’attività di polizia giudiziaria, che ha conosciuto un salto di qualità e di complessità: i protocolli sono passati da 33 nel 2024 a oltre 100 nel 2025. Le indagini hanno riguardato reati di varia natura, dai documenti falsi alle truffe, dai furti aggravati alle occupazioni abusive, fino a illeciti ambientali ed edilizi. Nel corso delle operazioni sono stati effettuati sequestri di oggetti atti ad offendere e, nel mese di agosto, è stato eseguito un arresto per resistenza a pubblico ufficiale in pieno centro cittadino.
Fondamentale il lavoro dei nuclei specializzati. Il nucleo ambiente, paesaggio e benessere animale ha svolto 264 verifiche ispettive, con 103 verbali, concentrandosi sul contrasto all’abbandono dei rifiuti, sul controllo delle aree incolte e sulla corretta gestione degli animali da affezione. Il nucleo tutela del consumatore ha invece effettuato 97 ispezioni, accertando 130 violazioni legate a occupazioni abusive di suolo pubblico, pubblicità irregolare e strumenti di misura non revisionati, oltre a individuare tre casi di esercizio abusivo della professione di tassista.
Il Comando ha inoltre investito in modo significativo nel potenziamento delle dotazioni, introducendo dispositivi di sicurezza e tecnologie avanzate come giubbotti balistici e antitaglio, body cam, spray antiaggressione, un secondo etilometro e il sistema Targa System 5.0.
A tracciare il senso di questo percorso è stato il comandante Cristian Lupidi, che ha sottolineato come i numeri rappresentino l’anima del Corpo: «In questi giorni dedicati a San Sebastiano, i dati raccontano una missione di prossimità che non si ferma davanti alle difficoltà. Siamo stati meno sui veicoli e più tra la gente, rafforzando il controllo delle condotte pericolose e l’attività di polizia giudiziaria. La sicurezza urbana è la nostra priorità. Ringrazio ogni operatore per la dedizione dimostrata: la vera sfida è rendere la nostra uniforme un punto di riferimento non solo di rigore, ma anche di vicinanza e sicurezza, onorando la memoria di chi ha servito questo territorio con amore».
La Compagnia dei carabinieri di Tolentino ha intensificato, nel corso degli ultimi giorni, le attività di monitoraggio e prevenzione su tutto il territorio di competenza, mettendo in campo un dispositivo articolato per contrastare i reati predatori, lo spaccio di droga e garantire la sicurezza stradale.
L’operazione a largo raggio ha visto l'impiego di quattordici militari e sette pattuglie dell'Arma, che hanno presidiato le principali arterie di comunicazione, i centri abitati e i luoghi di maggiore aggregazione giovanile tra Tolentino e i comuni limitrofi. Durante il servizio sono state identificate sessantaquattro persone e ispezionati otto esercizi pubblici, con l'obiettivo di prevenire situazioni di degrado o pericolo per la collettività.
Il bilancio dell'attività sul fronte della sicurezza stradale è pesante, con due gravi episodi di guida sotto l'effetto di alcol e droghe emersi a seguito di incidenti. Nel centro abitato di Tolentino, i carabinieri intervenuti per i rilievi di un sinistro hanno deferito all'autorità giudiziaria un operaio ucraino di 36 anni.
L'uomo, sottoposto all'accertamento con etilometro, ha fatto registrare un tasso alcolemico di 2,77 g/l, valore quasi sei volte superiore al limite consentito dalla legge; per lui è scattato il ritiro immediato della patente e il sequestro amministrativo del mezzo.
Una sorte simile è toccata a un operaio di 43 anni residente a San Severino Marche, coinvolto in un altro incidente stradale. I militari hanno accertato che l'uomo si era messo alla guida con un tasso di alcol nel sangue pari a 2,21 g/l (quasi cinque volte superiore al limite di legge), risultando inoltre positivo ai cannabinoidi. Oltre alla denuncia per guida in stato di ebbrezza, nei suoi confronti è scattata quella per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.
Il contrasto alla diffusione della droga ha portato inoltre alla segnalazione alla Prefettura di Macerata di tre giovani come assuntori. A Sarnano, un operaio egiziano di 20 anni è stato trovato in possesso di un grammo di hashish, mentre a San Severino Marche un connazionale di 25 anni è stato fermato con due grammi della stessa sostanza.
Sempre nel territorio settempedano, i carabinieri hanno controllato un diciottenne albanese alla guida della propria vettura, rinvenendo un grammo di hashish. L'attività complessiva ha permesso anche di elevare due contravvenzioni per diverse violazioni al Codice della Strada.
Si è conclusa con un lieto fine, dopo ore di apprensione e un complesso spiegamento di forze, la disavventura di un cane da caccia che nel tardo pomeriggio di ieri era precipitato in un’area impervia nel territorio di San Severino Marche.
L'allarme è scattato intorno alle ore 19:30, in località Grotte di Sant’Eustachio. L'animale, durante una battuta o una perlustrazione della zona, è scivolato all'interno di una gola profonda circa dieci metri, rimanendo bloccato sul fondo della forra senza possibilità di risalita autonoma.
Immediato l'intervento dei vigili del fuoco. Data la natura del terreno e l'oscurità, sul posto è intervenuta inizialmente la squadra del distaccamento di Tolentino, supportata prontamente dagli specialisti del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) della sede centrale di Macerata.
Per monitorare dall'alto la zona delle operazioni e garantire la massima precisione nelle manovre di recupero, è stato attivato anche il nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) della Direzione Regionale Marche, che ha impiegato droni dotati di sensoristica avanzata.
Le operazioni di soccorso si sono rivelate particolarmente lunghe e delicate. I soccorritori si sono dovuti calare nel crepaccio utilizzando tecniche alpinistiche per raggiungere l'animale e metterlo in sicurezza. Il lavoro incessante degli uomini del Comando di Macerata si è protratto per tutta la serata, concludendosi solo intorno alle 02:00 di notte.
Nonostante il volo di dieci metri e la lunga permanenza nella gola, il cane è stato recuperato in buone condizioni di salute. Una volta riportato in superficie, tra il sollievo dei presenti, è stato riconsegnato al suo proprietario.
Urbisaglia piange Cristina Compagnucci, scomparsa a soli 43 anni dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro la malattia. Infermiera, istruttrice di Nordic Walking e figura molto conosciuta in paese, Cristina ha trasformato il dolore personale in un percorso di impegno, testimonianza e sostegno agli altri, lasciando un segno profondo nella comunità.
La sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione, testimoniata anche dal messaggio del sindaco Riccardo Natalini, che ha espresso il cordoglio dell’intera comune: «Ci sono momenti in cui le parole sembrano troppo piccole per contenere il dolore di una comunità intera. Cristina ha saputo trasformare la propria fragilità in una lezione di luce e di rara potenza».
Cristina aveva scelto di affrontare anche pubblicamente la lotta contro il tumore al seno, condividendo la sua esperienza con dignità, forza e determinazione. Un percorso che è diventato per molte donne un esempio di resilienza e speranza, capace di andare oltre la malattia per farsi messaggio di vita.
Come istruttrice di Nordic Walking, aveva dedicato gran parte delle sue energie al progetto di riabilitazione oncologica “Spassi di Salute”, accompagnando pazienti in cura in un cammino di recupero fisico e psicologico. Attraverso il movimento, lo sport e la condivisione, riusciva a infondere coraggio e fiducia, anche nei momenti più difficili.
Nel suo ricordo, il sindaco Natalini ha voluto condividere anche un momento personale: «Un incontro inaspettato al centro Covid, durante una vaccinazione, che mi ha restituito il valore dei legami autentici. E poi la sua testimonianza a teatro lo scorso anno, un racconto fatto di dignità, tenacia e speranza che non ha mai ceduto alla rassegnazione. Cristina ci ha mostrato cosa significhi vivere una vita piena, non misurata in anni, ma in intensità e amore».
Il primo cittadino ha inoltre ricordato come proprio grazie a Cristina abbia scoperto il Nordic Walking e conosciuto il gruppo “Le OrchiDee” di Macerata, una realtà di donne unite dalla forza del cammino condiviso. «Cristina ci lascia un’eredità che va oltre il ricordo – ha aggiunto – ci affida il compito di non restare fermi e di guardare al futuro con il suo stesso coraggio».
Nel suo messaggio conclusivo, il sindaco ha rivolto un pensiero alla famiglia, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza, salutando Cristina con le parole che lei stessa amava ripetere: «Mille passi cominciano sempre da uno».
Intervento di soccorso questa mattina lungo un sentiero costiero del Monte San Bartolo, dove una persona è rimasta bloccata a causa dell’innalzamento della marea. L’allarme è scattato poco dopo le ore 8.00, in seguito a una segnalazione giunta dalla Capitaneria di porto.
La persona, che aveva percorso il sentiero nel pomeriggio di ieri, è rimasta isolata durante la notte ma fortunatamente si trovava in buone condizioni di salute ed è rimasta costantemente in contatto con la Sala Operativa dei Vigili del fuoco.
Le operazioni di soccorso hanno visto un intervento coordinato e articolato: i Vigili del fuoco sono intervenuti via terra con la squadra SAF (Speleo Alpino Fluviale), via mare con il personale del comando di Pesaro abilitato alla conduzione della moto d’acqua e con il supporto del nucleo Sommozzatori di Ancona. È stato inoltre attivato il Reparto Volo dei Vigili del fuoco di Bologna, con l’elicottero Drago VF-147.
Proprio l’elicottero ha consentito il recupero in sicurezza della persona, successivamente trasportata all’eliporto di Pesaro. Sul posto erano presenti anche la Capitaneria di porto e il personale sanitario del 118 per le verifiche del caso.
Primi di gennaio 2026, una cliente mi scrive su WhatsApp alle 7 di mattina. “Barbara, ho bisogno di te. Ho iniziato il mio percorso di trasformazione e voglio documentarlo sui social. Mi servi per la strategia di contenuti. Partenza: lunedì prossimo”.
Okay. Non è la prima volta. Ogni gennaio ne arriva almeno una. Sempre con lo stesso entusiasmo. Sempre con la stessa determinazione. Sempre con la stessa richiesta: “Voglio ispirare le altre persone”.
Le dico di sì. Facciamo una call. Mi mostra il piano: foto in palestra ogni giorno, frullato la mattina, outfit sportivo coordinato, citazioni motivazionali. Ha già preparato 13 bozze di post. “Pensavo di postare ogni giorno fino a marzo, poi vedremo”.
E io, mentre la ascolto, penso: “Tra tre settimane sarà sparita”. Non glielo dico, ovviamente. Ma lo so. Lo so perché succede sempre. Sempre.
E infatti, due settimane dopo: silenzio radio. Niente più post. Niente più palestra.
IL TEATRO DELLA TRASFORMAZIONE
In più di 18 anni di lavoro nella comunicazione digitale, gennaio è sempre lo stesso spettacolo. I social si riempiono di foto in palestra. Selfie sudati davanti allo specchio. Foto dei pesi. Video sul tapis roulant. “Primo giorno, si parte!”, “Quest’anno ce la faccio”.
E io, da esperta che ormai conosce il copione, guardo e penso: “Tra due settimane saranno spariti”. Non perché sono cattiva. Ma perché succede sempre. Senza eccezioni.
Il problema non è la palestra. Il problema è che hanno iniziato postando invece di iniziare facendo.
Hanno comprato l’outfit perfetto per le foto prima ancora di capire se gli piaceva allenarsi. Hanno preparato il piano editoriale prima ancora di fare la prima lezione. Hanno annunciato la trasformazione prima ancora di sapere se volevano davvero trasformarsi.
QUANDO HO CAPITO TUTTO
Anni fa andavo in una palestra vicino al mio studio. C’era questo ragazzo, sempre lì. Stesso orario, stessa routine. Mai visto con il telefono in mano. Mai una foto. Mai un post.
Un giorno, dopo mesi, gli chiedo: “Ma tu non hai i social?”
“Sì, li ho. Ma non posto la palestra”.
“Come mai?” .
“Perché se la posto non la faccio”.
Ecco. Lui aveva capito tutto.
Quando posti la palestra, ottieni i complimenti senza la fatica. Il cervello registra: “Missione compiuta, ci hanno applaudito”. E tu? Tu sei soddisfatto senza aver fatto niente di reale.
Risultato: dopo due settimane molli. Perché la gratificazione l’hai già avuta. Ora resta solo la fatica. E la fatica senza ricompensa non la regge nessuno.
LA REGOLA DEL SILENZIO
Ecco la lezione che vale oro: le cose vere non hanno bisogno di pubblico. Spesso se posti non fai, se fai non posti.
Se vai in palestra ogni giorno per tre mesi, puoi postare. Se fai solo tre giorni, taci. Se hai perso davvero 10 kg, condividi. Se hai solo comprato le scarpe nuove, risparmia il post.
Perché il problema dei propositi fitness sui social non è che falliscono. È che li hai già sabotati annunciandoli.
IL TEST INFALLIBILE
Vuoi davvero andare in palestra nel 2026? Fai questo esperimento.
Non postare niente. Per un mese. Zero foto, zero storie. Vai, fai, torna a casa. In silenzio.
Se dopo un mese ci vai ancora, allora forse è vero. Forse non era per i like. Forse lo stai facendo davvero.
E a quel punto, se proprio vuoi, posta pure. Ma sarà diverso. Perché non sarà il post del proposito. Sarà il post del risultato.
E i risultati, quelli veri, non hanno bisogno di caption motivazionali. Si vedono da soli.
La città di San Severino Marche ha indetto un bando di concorso pubblico per l'assunzione a tempo pieno e indeterminato di un operatore esperto necroforo. La figura professionale sarà inserita nell’Area Manutenzioni, Servizi Esterni e Patrimonio dell'ente.
Per partecipare alla selezione, i candidati devono essere in possesso dei requisiti generali per l'accesso al pubblico impiego, tra cui la cittadinanza italiana, un’età non inferiore ai 18 anni, l’idoneità psico-fisica alle mansioni e la patente di guida di categoria B.
L'operatore esperto si occuperà di attività tecnico-manuali specialistiche legate ai servizi cimiteriali quali tumulazioni, inumazioni, esumazioni, manutenzione dei loculi e cura del verde pubblico cimiteriale. Sono inoltre richieste capacità nell’utilizzo di attrezzature comunali (alzaferetri, decespugliatori, mezzi d'opera) e conoscenze di base per piccoli interventi edilizi manutentivi.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate, a pena di esclusione, entro le ore 23:59 del 20 gennaio 2026, esclusivamente per via telematica attraverso il Portale del reclutamento inPA (www.inpa.gov.it). Per la partecipazione è previsto il versamento di una tassa di concorso di 10 euro.
Il concorso prevede due prove: una prova pratica che si svolgerà lunedì 26 gennaio alle ore 9:30 presso il cimitero urbano di San Michele e che consisterà in dimostrazioni tecniche sull'uso di attrezzature e nell'esecuzione di piccole opere manutentive, e una prova orale prevista per martedì 3 febbraio alle ore 9:30 presso il Palazzo Comunale su elementi di ordinamento degli enti locali, rapporto di lavoro pubblico, sicurezza sul lavoro e nozioni di polizia mortuaria, oltre alla verifica della conoscenza della lingua inglese e delle applicazioni informatiche.
Tutte le comunicazioni ufficiali e gli elenchi dei candidati ammessi saranno pubblicati sul portale inPA e nella sezione "Amministrazione Trasparente - Bandi di Concorso" del sito istituzionale del Comune di San Severino Marche. Per ulteriori chiarimenti è possibile contattare l'ufficio Personale ai numeri 0733 641228 o 0733 641296.
In merito alle notizie diffuse nei giorni scorsi sulla situazione della strada statale 78 in località Callarella, sollevate dal consigliere Andrea Merli, il Comune di Sarnano interviene per chiarire la propria posizione.
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio Stampa del Comune,"l’amministrazione si è attivata tempestivamente già dall’estate scorsa, richiedendo formalmente l’intervento dell’Anas a seguito della caduta di massi sulla carreggiata". "Le sollecitazioni sono state ribadite più volte attraverso colloqui istituzionali e comunicazioni ufficiali, l’ultima delle quali inviata solo pochi giorni fa".
Attualmente, i lavori sulla statale risultano fermi da mesi, con conseguente regolamentazione della viabilità tramite impianto semaforico e senso unico alternato. Una situazione che continua a generare disagi per automobilisti e residenti.
“Al di là delle sterili polemiche, vogliamo sottolineare che l’ufficio tecnico comunale mantiene un costante dialogo con i responsabili dell’Anas per concordare e sollecitare l’avvio degli interventi nel più breve tempo possibile”, si legge nella nota del Comune.
Il Comune evidenzia inoltre come la riapertura recente della strada provinciale 120, avvenuta a inizio dicembre con il congiungimento delle gallerie verso Sassotetto, abbia richiesto ulteriori coordinamenti istituzionali, "dimostrando l’impegno dell’amministrazione nel garantire la sicurezza e la viabilità sul territorio".
Il coordinamento di centrosinistra interviene duramente nel dibattito politico di Civitanova Marche, prendendo posizione sulla possibile ricandidatura di Troiani alla Presidenza del Consiglio comunale dopo la sfiducia.
“L’ipotesi surreale e sfrontata della eventuale ricandidatura di Troiani alla Presidenza del Consiglio comunale di Civitanova, dopo che il Consiglio stesso lo ha sfiduciato esprimendo il sentimento e la volontà di gran parte della cittadinanza, è la prova che la politica delle poltrone e del mantenimento del potere a tutti i costi si sta aggravando nell’ambito del centro-destra. Già il sindaco Ciarapica, confermando di non avere né la saggezza del buon amministratore né il senso del limite, aveva provato in una intervista a insistere su questa strada. Ma ora preoccupa che a ventilare questo sfregio alla volontà di Civitanova sia il Presidente del Consiglio Regionale, Gianluca Pasqui (Forza Italia), mostrando così di intendere il ruolo del governo nelle istituzioni non come servizio, ma come predominio senza riguardo per i cittadini, per l’autonomia dei Consigli Comunali e per i livelli minimi dell’etica pubblica”.
Il coordinamento del centrosinistra mette l’accento sui temi centrali della vicenda politica di Civitanova Marche, dalla sfiducia a Troiani alla crisi del centro-destra, fino al ruolo delle istituzioni e al rispetto della volontà dei cittadini, richiamando la necessità di una Presidenza del Consiglio comunale credibile e imparziale.
“Pasqui si illude di risolvere tutto con una nuova votazione, con un centro-destra radicalmente diviso che per magia dovrebbe ricompattarsi. In tal modo, tra l’altro, si metterebbe in una luce ancora peggiore lo stesso Troiani, che dopo lo smacco subìto, dovrebbe ricomparire come se nulla fosse, dimostrando un attaccamento senza ritegno alla poltrona.Si conferma così che in questa parte dello schieramento politico prevale quella logica di potere che diventa prepotenza e che ha brillato soprattutto per il favore all'investimento selvaggio nell'urbanistica, senza nessun tipo di pianificazione. Il tutto a discapito della città e della maggioranza dei cittadini di ogni estrazione politica. Invece - e Pasqui se ne faccia una ragione - a Civitanova si è affermata la volontà trasversale agli schieramenti politici di avere finalmente una Presidenza del Consiglio comunale credibile, imparziale e adeguata a garantire democraticamente i lavori del Consiglio stesso”.
L’atteso big match di giornata si chiude senza reti e senza scossoni in classifica, lasciando tutto invariato nelle zone alte. La Fermana resta al comando, il Trodica mantiene la seconda posizione a quattro punti dai canarini, ma viene raggiunto dal Montecchio, rendendo ancora più avvincente la lotta di vertice.
Ne esce una gara spigolosa e frammentata, con poche occasioni e tanti duelli, nella quale le difese prevalgono sugli attacchi e gli spunti degni di nota si contano sulle dita di una mano. Entrambi gli allenatori sorprendono nelle scelte iniziali. Gentilini decide di non sostituire Guti con Carmona e schiera Barrasso nel ruolo di trequartista nel 3-4-1-2, con Cicarevic ancora in coppia con Fofi. Buratti risponde con un 3-5-2 per il Trodica, inserendo Marcaccio in mediana al posto di Emiliozzi, Spagna a tutta fascia sulla destra, il neo acquisto Vanzan sull’out opposto e davanti Marchionni a supporto di Gigli.
La Fermana prova a fare la partita fin dalle prime battute, mentre il Trodica cerca subito la verticalità per sfruttare la velocità dei propri attaccanti. In avvio arrivano due conclusioni senza fortuna di Spagna e Vanzan, poi i padroni di casa alzano il baricentro. Barrasso viene fermato in extremis da Ciaramitaro, quindi Cicarevic mette in mezzo un paio di palloni interessanti che però Fofi e Lischi non riescono a trasformare in gol.
Il match si incattivisce anche per il metro permissivo del direttore di gara, che lascia correre diversi contatti alimentando l’agonismo. Il principale brivido del primo tempo arriva intorno al 35’, quando il corner di Vanzan attraversa l’area e termina sul primo palo, con Valente decisivo nell’evitare il possibile tap-in di Passalacqua. La Fermana manovra di più, ma negli ultimi metri fatica a rendersi davvero pericolosa e Baldi viene chiamato in causa solo nel finale di tempo per smanacciare un cross basso di Lischi.
Nessun cambio all’intervallo e ripresa che riparte a ritmi contenuti. L’unico vero sussulto arriva all’8’, quando su punizione laterale di Marina Barrasso, tutto solo al centro dell’area, calcia però altissimo. I problemi fisici condizionano entrambe le squadre: Rodriguez è costretto a uscire per un infortunio muscolare, probabilmente all’adduttore, lasciando spazio a Barellini. Nel primo tempo era stato invece Marchionni ad alzare bandiera bianca, sostituito da Salvemini.
Al 20’ triplo cambio per il Trodica e momento speciale con il ritorno al Recchioni di Cognigni, che prende il posto di Spagna, accolto da sonori fischi del pubblico di casa. Prima di uscire, proprio Spagna prova la conclusione di destro, ma trova il muro di Malafronte. Intorno alla metà della ripresa dalla Tribuna Ovest partono anche cori di sostegno alla Fermana, un segnale forte in uno stadio che da tempo non viveva un clima simile.
Dal punto di vista delle occasioni, però, la partita non decolla. Gentilini prova a dare più peso offensivo inserendo Carmona al posto di Cicarevic, ma il finale scivola via senza emozioni degne di nota. Dopo cinque minuti di recupero, il big match del Recchioni si chiude sullo 0-0, un risultato che conferma equilibri e gerarchie in vetta al campionato.
IL TABELLINO
FERMANA (3-4-1-2): Valente; Scanagatta, Kieling, Rodriguez (10′ st Barellini); Lischi, Nunzi (43′ st Morelli), Marin, Malafronte;Barrasso; Cicarevic (30′ st Carmona), Fofi
All. Gentilini
TRODICA (3-5-2): Baldi; Passalacqua, Cantarini, Ciaramitaro; Spagna (20′ st Cognigni), Costa Ferreira (36′ st Tringali), Marcaccio,Panichelli, Vanzan (20′ st Gobbi); Marchionni (33’ Salvemini), Gigli (20′ st Tardini)
All. Buratti
ARBITRO: Rossomando di Salerno
NOTE: spettatori 1200 circa. Ammoniti Marcaccio, Alisson, Passalacqua Recupero 3 + 5
La cronaca dell’ultimo periodo ci consegnano tragedie come quella di Crans Montana in Svizzera dove tanti giovani sono morti e tanti lottano con le loro ferite per un evidente sfruttamento della loro vitalità e voglia di vivere. In due scuole ieri ed oggi ragazzi sono stati accoltellati da coetanei ed uno è morto. Sono episodi che inducono a riproporre nostre analisi già evidenziate in questa rubrica (repetita iuvant…).
L’argomento è serio, serissimo. Le cronache giornaliere ci consegnano episodi di estrema gravità che riguardano i comportamenti dei giovani ed anche giovanissimi. Ci siamo occupati nelle pagine precedenti della popolazione anziana e del suo incremento con i conseguenti problemi di organizzazione sociale e tutela della salute.
La popolazione giovane merita altrettanta attenzione, i giovani sono la parte più viva della società, sono il futuro, sono la parte più bella, dovrebbero essere la parte più sana.
Nelle nazioni occidentali ed in particolare in Italia il numero dei giovani in percentuale sta decrescendo in conseguenza del calo della natalità che ha colpito le società più industrializzate risentendo di una crisi soprattutto di organizzazione sociale ed economica prima strisciante e poi divenuta, in certi ambiti, dirompente.
Possiamo considerare come gioventù quel periodo che va dall’adolescenza fino alla prima maturità, dai 13 ai 30 anni circa. Le generazioni che intercorrono tra questi due limiti di tempo sono incappate forse nel periodo peggiore dal dopoguerra.
Il modello di sviluppo economico si è basato sul consumismo e nel secolo scorso ha contribuito alla crescita di società evolute rapidamente in tutti i loro aspetti. La tecnologia ha fatto passi rapidi e da gigante invadendo la vita di ognuno di noi, dalla comunicazione all’educazione, dall’alimentazione alla gestione del tempo libero, fino alla tutela della salute.
Un fenomeno gigantesco che ha contribuito a dare opportunità di visibilità e parola a tutti, ha creato un’inedita ed evoluta società moderna. Anche nel periodo migliore, almeno in Italia, quando la tecnologia non era così invasiva, qualche punto nero nello splendore di un benessere generale in espansione però si intravedeva, ma era inghiottito dall’ebbrezza e dall’eccitazione per la possibilità di avere sempre di più.
Il culto quasi smisurato del denaro era evidente che stava fiaccando il valore della cultura, della morale, della tutela dell’ambiente, dei valori legati ad una società arcaica e spesso contadina che aveva sempre tutelato la famiglia e l’educazione dei più giovani.
Le speculazioni edilizie con immane deturpamento ambientale, le speculazioni finanziarie con la concentrazione di grandi ricchezze nelle mani di pochi a scapito dei tanti che la ricchezza l’avevano prodotta, i mercati del vizio, per esempio droga e prostituzione, sembravano tutti mali minori, quasi fisiologici, uno scotto da pagare per l’acquisizione del benessere generalizzato.
Le droghe meritano un momento di riflessione perché per i giovani hanno rappresentato e rappresentano ancora un pericolo enorme. Per una parte rilevante di loro la droga ha deteriorato la vita, spesso l’ha distrutta economicamente, intellettualmente e fisicamente e non solo la loro, ma anche quella delle persone più vicine.
Se si parla di salute la tossicodipendenza ha determinato e determina gravi conseguenze neurologiche e psichiatriche, il deperimento fisico, la difficoltà di studiare o lavorare, poi la possibilità di contrarre infezioni come epatiti, AIDS, un calvario senza fine che ha annientato, e continua a farlo, milioni di giovani, peggio di una guerra.
Tutto questo è potuto succedere grazie all’avidità smisurata di organizzazioni criminali che hanno iniettato nella società un “virus” devastante proprio per colpire e sfruttare i giovani.
Un altro buco nero tollerato è stata la deliberata distruzione dell’ambiente con un’immane opera di cementificazione ed inquinamento che ha letteralmente stravolto l’equilibrio tra gli elementi e le forze della natura. Di questo scempio ogni giorno ne vediamo le conseguenze.
Per restare ai punti neri che poi sono diventati delle vere e proprie macchie, un altro problema della nostra società opulenta è quello dell’alimentazione scorretta ed eccessiva.
La fame atavica dei nostri nonni e dei nostri padri ha generato per reazione, assumendo come forma di riscatto sociale, il consumo di un’enorme quantità di alimenti non necessari ed il conseguente rischio rappresentato soprattutto per i giovani dall’obesità.
L’obesità giovanile, se non si corre presto ai ripari, mina la salute per tutta la vita. È anche evidente che il modello economico e politico basato sull’espansione dei consumi doveva prima o poi entrare in crisi.
Quando si ha a disposizione tutto quello che viene proposto, il meccanismo del ricambio dei beni acquisiti è più lento di quello che propone la novità e vengono a cadere una dopo l’altra le certezze, in più con il peso e il pericolo delle contraddizioni del sistema; il lavoro innanzi tutto, ma anche la scuola, la tutela della salute, il concetto di famiglia, la ricerca di una prospettiva di futuro hanno subito e stanno ancora subendo un appannamento rovinoso.
Il disorientamento anche dei migliori è palpabile e drammatico, figurarsi quello di coloro che restano più indietro. La tendenza è quella di rinchiudersi in una solitudine che illude di frequentare tutto il mondo attraverso lo schermo di uno smartphone e le innumerevoli proposte di ogni tipo e valore che in esso appaiono.
Le famiglie cercano in qualche modo di arginare i danni, di difendere i loro giovani, ma fino a quando e in che modo lo possono fare? Oltretutto in periodi come questo i mercati del crimine e del vizio che propongono soluzioni compensative al disagio non arretrano, anzi si espandono ed offrono prodotti sempre nuovi ed appetibili.
Le droghe, l’alcool, gli “sballi” vari penetrano sempre più in una popolazione giovanile che comincia ad evidenziare le caratteristiche di uno stato di deriva.
Tutto questo è un aspetto importante della salute con il rischio, speriamo solo teorico, che il grande aumento di aspettativa di vita rilevato nelle generazioni che erano giovani durante la guerra arretri ed evidenzi problematiche di salute nuove, frequenti e gravi.
È della cronaca attuale la morte di tanti giovanissimi in un luogo di divertimento per il Capodanno a Crans-Montana in Svizzera. Proprio ieri ed oggi notizie di cronaca di ragazzi che si accoltellano a scuola, a La Spezia l’epilogo è stato tragico con la morte di un diciottenne.
Ne parliamo con la Dottoressa Maria Stella Andreozzi, psicologa clinica che si occupa tutti i giorni di questi problemi con gli studi e confrontandosi con esempi reali. Cosa dire?
Dott.ssa Andreozzi quali sono le cause dell'evidente disagio giovanile attuale?
"In un mondo in continua e veloce trasformazione ai giovani di oggi è richiesto un costante e faticoso adattamento. Per spiegare questo disagio non si può non parlare dell’utilizzo che i giovani fanno dei social: una vera e propria sostituzione del mondo reale con quello virtuale, sottovalutandone le implicazioni. I giovani sembrano molto suscettibili all’illusione della facilità del successo e alla demonizzazione del fallimento.
Forte è la paura di non essere all’altezza delle aspettative sociali e di non riuscire a reggere questo peso. Se da una parte ciò può degenerare in una corsa alla perfezione per non sentirsi inadeguati, dall’altra può determinare una ridotta esposizione personale a situazioni o contesti che possano generare emozioni spiacevoli e frustrazione. In entrambe le situazioni i giovani si sottraggono alla possibilità di far ‘'palestra di emozioni che possono essere vissute negativamente, ma che sono estremamente utili nel nostro vivere quotidiano, come la vergogna e la paura'".
Quali sono le problematiche più frequenti che lei rileva nei giovani?
"Tra le difficoltà più frequenti troviamo appunto l’utilizzo inappropriato delle nuove tecnologie, disturbi d’ansia e depressivi, dipendenze da sostanze psicoattive, problematiche alimentari e ritiro sociale. Si configurano come vere e proprie strategie per far fronte al disagio emozionale che i giovani vivono.
Ci sono rimedi che lei potrebbe suggerire?
"La presa di consapevolezza di un disagio è il primo passo. Qualora si senta il bisogno di aiuto più strutturato, è fondamentale rivolgersi a professionisti della salute mentale. Ricordiamo che l’educazione parte da piccoli, a casa, e l’azione preventiva ha un grande valore protettivo".
Traguardo di grande prestigio per il settore giovanile femminile biancorosso. L’Under 15 della Maceratese conquista una storica qualificazione alla fase Interregionale, coronando un percorso di crescita e risultati di assoluto valore.
Dopo il successo esterno per 3-2 nella trasferta di Chieti – grazie alle reti di Cinti, Canori e Rosetti – la Rata si è ripetuta anche in gara-2 dei playoff, imponendosi con autorità allo stadio Della Vittoria di Macerata contro la formazione umbra del Nuova Alba. Il match si è chiuso sul 3-1, firmato ancora una volta dai gol di Canori, Rosetti e Cinti a conferma della solidità, della determinazione e della qualità di gioco espresse dalla squadra.
Grande la soddisfazione in casa Maceratese, a partire dal presidente Massimiliano Avallone e dal responsabile del settore giovanile Alessandro Leita, per un risultato che premia il lavoro svolto in questa prima parte di stagione.
Come sottolineato dal presidente, il successo è frutto dell’impegno e della competenza di tutto lo staff tecnico. Un plauso speciale va a mister Clyde Torresi, che dal 1° settembre guida la squadra con passione e professionalità, accompagnando le ragazze in questo splendido percorso sportivo, insieme alla preziosa collaborazione di chi opera con dedizione dietro le quinte: Paolo Piccirillo, responsabile Scuola Calcio e Comunicazione e Marco Cruciani, allenatore dei portieri. Infine, un grande applauso a tutte le ragazze dell’Under 15, protagoniste di un risultato che entra di diritto nella storia del club e rappresenta motivo di orgoglio per tutto l’ambiente biancorosso.
La rosa dell’Under 15 della Maceratese Femminile: Caterina Bellezze, Lucia Cartechini, Ilaria Cinti, Lia Craglia, Elisa Domenella, Vittoria Gaglione, Asia Gigli, Irma Karmeshtna, Valentina Propeti, Amelie Ranzuglia, Sofia Rosetti, Zoe Scortichini, Lara Silvestri, Agnese Verlicchi, Elisabetta Vissani, Alessia Wang, Angelica Cornacchia, Arianna Baldoni, Chiara Canori, Elena Carbonari, Giulia Cirilli, Costanza Governatori, Rebecca Governatori, Ginevra Marsili, Gaia Poloni, Matilde Profili, Rocio Coria, Sofia Sabatini
Non tanto il risultato, quanto alcune parole pronunciate a margine della gara hanno acceso il post-partita al Comunale di Fiuminata. L’Esanatoglia ha infatti diffuso un comunicato ufficiale dopo l’incontro di Seconda Categoria girone F contro la Mancini Ruggero Pioraco, puntando l’attenzione soprattutto sulle dichiarazioni attribuite al direttore di gara.
Secondo quanto riportato dalla società, l’arbitro designato, il signor Animento della sezione di Macerata, avrebbe dichiarato di essere sceso in campo “per fare un favore”, aggiungendo che in Seconda Categoria “si gioca per divertimento”. Un’affermazione che ha spinto il club a prendere posizione, ritenendola poco rispettosa nei confronti delle società dilettantistiche.
Nel comunicato l’Esanatoglia riferisce anche che l’arbitro avrebbe ammesso di non dirigere partite ufficiali da circa due anni e contesta la gestione complessiva dell’incontro, parlando di un arbitraggio con diversi errori a proprio sfavore e di un direttore di gara che "ha camminato a centrocampo per tutta la partita". Vengono citati e riportati i filmati di alcuni episodi di gioco ritenuti determinanti, pur precisando che la protesta non nasce esclusivamente dal lato sportivo. Il club sottolinea come, negli anni, abbia sempre accettato il verdetto del campo senza ricorrere a prese di posizione ufficiali. Proprio per questo, la nota diffusa dopo la gara di Fiuminata assume un significato più ampio, legato al principio di rispetto reciproco tra arbitri e società.
È vero che in Seconda Categoria si gioca prevalentemente per passione e spirito dilettantistico, ma le società ricordano come dietro ogni partita ci siano sacrifici economici e organizzativi, sostenuti stagione dopo stagione. Un impegno che, secondo l’Esanatoglia, merita attenzione e considerazione, indipendentemente dal livello del campionato.
La società ha infine annunciato l’intenzione di segnalare l’accaduto nelle sedi opportune, ribadendo la richiesta di rispetto per il lavoro svolto dai club dilettantistici e per il ruolo che ogni soggetto coinvolto è chiamato a ricoprire all’interno del sistema calcistico.
Il territorio marchigiano segna un passo storico nel percorso verso la transizione ecologica con la nascita ufficiale di CERTIS Marche, la nuova Comunità Energetica Rinnovabile (CER) tra imprese solidali che mette in rete per la prima volta tutte le cabine primarie della regione. L'iniziativa, presentata a Civitanova Marche, si pone l'ambizioso obiettivo di favorire la produzione e il consumo di energia rinnovabile reale, tracciata e misurata direttamente tra le realtà produttive del territorio. Il progetto vanta come partner capofila il Banco Marchigiano e la Claai Federazione Artigiani e PMI delle province di Fermo e Ascoli Piceno, con il supporto tecnico di Solar Info Community e dell'Associazione Centro per le Comunità Solari.
Grazie a questo nuovo ecosistema, il Banco Marchigiano si distingue come la prima banca della regione a consumare "vera energia verde", ovvero energia prodotta e scambiata fisicamente all'interno della comunità e monitorata tramite smart meter. A differenza dei semplici certificati "green" d’acquisto, questo modello garantisce una filiera corta dell'energia che entra direttamente nei contatori delle imprese aderenti, introducendo uno standard ESG basato sulla tracciabilità territoriale. CERTIS Marche rappresenta un'evoluzione delle CER tradizionali, superandone i limiti normativi grazie a una piattaforma tecnologica inclusiva che permette anche a grandi soggetti come gli istituti bancari di certificare l'energia condivisa con la collettività.
Il progetto si innesta su un'esperienza già consolidata dal 2023 nelle sezioni locali di Civitanova Marche, Pesaro e Montegiorgio, dove circa cinquanta famiglie condividono oltre 120 MWh di energia fotovoltaica domestica ogni anno. Di questa produzione, circa la metà viene ceduta a utenti esterni come lo stesso Banco Marchigiano, generando premialità per quasi 15.000 euro già erogati sotto forma di coupon spendibili nei negozi di prossimità.
L’iniziativa punta dunque a rafforzare il tessuto produttivo regionale riducendo i costi energetici e migliorando il rating di sostenibilità delle imprese, trasformando progressivamente i centri urbani in vere "Città Solari" inclusive. Per illustrare nel dettaglio i vantaggi e le modalità di adesione, CERTIS Marche verrà presentata ufficialmente alla cittadinanza e alle imprese il prossimo 29 gennaio alle ore 17:30 presso la sala conferenze del Banco Marchigiano a Civitanova
Con il via libera del 9 gennaio dei 27 ambasciatori dell’Unione europea, l’accordo di libero scambio Ue-Mercosur entra nella fase conclusiva. Sabato 17 gennaio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen firmerà ufficialmente l’intesa in Paraguay, aprendo a un mercato integrato da oltre 700 milioni di consumatori tra Europa e Sud America. L’accordo mira a ridurre o eliminare la maggior parte dei dazi doganali (91%), favorendo le esportazioni europee di auto, macchinari e farmaceutica e, al contempo, l’ingresso nel Mercato unico di prodotti agricoli sudamericani, dalla carne alla soia. Per Bruxelles è anche una scelta strategica per diversificare i partner commerciali e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, in un contesto internazionale segnato da nuove tensioni geopolitiche.
Il percorso resta però politicamente fragile. Dopo oltre 25 anni di negoziati e un’intesa preliminare fallita nel 2019, l’accordo è stato sbloccato solo nel dicembre 2024, per poi subire un nuovo rallentamento a causa delle proteste degli agricoltori europei. Le garanzie offerte dalla Commissione, tra cui una clausola di salvaguardia sulle importazioni agricole e maggiori risorse per la Politica agricola comune, hanno convinto anche l’Italia a dare il proprio assenso. Resta ora il passaggio più delicato: la ratifica da parte del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali, dove il rischio di bocciature non è scongiurato.
Tra i territori più esposti alle conseguenze dell’accordo ci sono le Marche e, in particolare, la filiera della carne bovina marchigiana. La regione rischia di trovarsi a competere direttamente con produzioni sudamericane ottenute dalla stessa razza Marchigiana, esportata geneticamente all’estero decenni fa ma allevata oggi con costi molto più bassi e regole meno stringenti. Un paradosso che mette in difficoltà un comparto già in declino da anni, caratterizzato da rese inferiori ma da una qualità elevata, non adeguatamente valorizzata né sostenuta da politiche strutturali di lungo periodo. (fonte Marche Agricole)
Preoccupazioni analoghe arrivano anche da Assalzoo, che vede nell’accordo un rischio concreto di distorsione competitiva per l’intera filiera agro-zootecnica italiana. Le normative europee impongono standard molto elevati su sostenibilità, sicurezza alimentare e benessere animale, con costi che non trovano equivalenti nei Paesi del Mercosur. Senza una reale reciprocità delle regole e controlli efficaci, l’apertura del mercato potrebbe favorire importazioni a basso costo, mettendo sotto pressione il valore del Made in Italy e la trasparenza verso il consumatore finale. (Fonte Adriaeco)
La firma in Paraguay segnerà solo l’inizio dell’ultima fase dell’accordo. Il confronto tra opportunità economiche e tutela delle filiere agricole è tutt’altro che chiuso. Sarà nelle ratifiche nazionali che si deciderà se il libero scambio prevarrà sulle paure del mondo rurale europeo.
(foto Ansa)
Compie vent’anni il “Premio Menghini-Molini”, l’iniziativa con il quale i Comuni di Morrovalle e Potenza Picena, con la collaborazione degli istituti comprensivi Marco Polo di Morrovalle e Leopardi e Sanzio di Potenza Picena, assegnano dei riconoscimenti agli studenti più valenti residenti nelle due città, relativamente all’anno scolastico 2024/2025.
Il premio nasce dalla volontà della famiglia di ricordare Bruno Menghini, medico potentino, e sua moglie Mila Molini, insegnante morrovallese, scomparsi nel 2002. Da allora i familiari hanno indetto questa iniziativa in loro memoria, per ricordare due persone che hanno sempre fatto dell'importanza della cultura e dell'istruzione nella crescita dei ragazzi un principio imprescindibile. Alla premiazione, che si svolge ad anni alternati nell’uno e nell’altro comune, erano presenti nella biblioteca di Palazzo Lazzarini il figlio della coppia, Italo Menghini, e il cugino Franco Menghini, affiancati da Franco Forti, ex dirigente dell’istituto comprensivo Sanzio di Potenza Picena, dal dirigente del comprensivo Marco Polo di Morrovalle Rosario Suglia, dal sindaco di Morrovalle Andrea Staffolani e dall’assessora all’istruzione di Potenza Picena Margherita Fermani, oltre ai dirigenti dei rispettivi uffici cultura Roberta Emiliani e Domenico Pescetti.
Otto i premiati tra le 45 domande arrivate, 22 da Morrovalle e 23 da Potenza Picena: nella categoria riservata ai ragazzi della secondaria di primo grado i vincitori sono stati Tommaso Torresi per Morrovalle e Sarah Antinori per Potenza Picena; nella categoria scuole secondarie di secondo grado – anni dal primo al quarto hanno vinto Damiano Faleburle per Morrovalle e Cristian Barboni per Potenza Picena; nella categoria scuole secondarie di secondo grado – diplomati vittoria per Veronica Bartoletti per Morrovalle e Riccardo Amicuzzi per Potenza Picena; infine, nella categoria università vittorie per Chiara Corpetti di Morrovalle e Giorgia Patorno di Potenza Picena. Ad ognuno di loro, oltre a una pergamena un assegno da 333 euro per le categorie scuola media e superiore, da 500 euro per l’università.
"Il mio primo pensiero va ai genitori, che credo nella felicità per questo premio vivano l’orgoglio di vedere ripagato l’investimento quotidiano per voi – ha rimarcato Staffolani nel suo saluto iniziale – nulla è scontato, tutto viene da ciò che si dà, sia meriti che demeriti. Se oggi siete qui è perché avete messo impegno, passione e dedizione nello studio. Quegli stessi valori che i genitori mettono nel loro lavoro. E le cittadinanze di Morrovalle e Potenza Picena ne sono enormemente grate. Vi auguro di non restare mai fermi, di guardare avanti perché se non ci si muove non si cresce. E non abbiate paura di sbagliare, dagli sbagli si impara. Parlo da padre quando dico che spesso noi genitori abbiamo paura e teniamo voi figli sotto una sfera di cristallo. Mettiamo addosso a voi le nostre fobie. Ringrazio tutti voi per quello che avete fatto e che farete, io porto sempre con me una frase: “Ad maiora semper”, andare sempre alla ricerca di nuovi successi. Quello che abbiamo raggiunto oggi è importante ma non è il massimo. Cercare ogni giorno la forza per andare avanti e migliorarci deve essere lo stimolo".
Con la scadenza delle iscrizioni scolastiche fissata al 14 febbraio, per studentesse, studenti e famiglie è tempo di scelte importanti. Un momento che richiede attenzione e consapevolezza, soprattutto in vista del percorso di studi che accompagnerà i ragazzi nei prossimi anni.
Per supportare questo delicato passaggio, l’Istituto Tecnico Economico “Gentili” di Macerata apre le proprie porte con un Open Day in programma domenica 18 gennaio, dalle ore 16 alle 19. Un pomeriggio pensato per offrire informazioni concrete e permettere di conoscere da vicino una realtà scolastica che guarda al futuro.
Durante l’Open Day sarà possibile approfondire l’offerta formativa dell’istituto, scoprire nel dettaglio i diversi indirizzi di studio e visitare i laboratori. Studentesse, studenti e famiglie avranno inoltre l’opportunità di dialogare direttamente con i docenti e confrontarsi con chi vive quotidianamente la scuola, raccogliendo testimonianze ed esperienze utili per orientarsi nella scelta.
L’Istituto Tecnico Economico “Gentili” propone un percorso di formazione moderno e completo, in cui lo studio di economia, diritto, lingue e nuove tecnologie si traduce in competenze spendibili sia nel mondo del lavoro sia nel proseguimento degli studi universitari. Un’offerta didattica che coniuga teoria e pratica, valorizzata da progetti innovativi, attività di orientamento, stage e collaborazioni con il territorio.
Come sottolinea la dirigente scolastica Alessandra Gattari, scegliere il “Gentili” "significa investire in una formazione solida e attenta alle esigenze del presente e del futuro, capace di accompagnare le ragazze e i ragazzi in un percorso di crescita personale e professionale, fornendo basi concrete per il loro domani".
L’Open Day rappresenta quindi un’occasione preziosa per chiarire dubbi, raccogliere informazioni e fare una scelta ponderata prima della chiusura delle iscrizioni. Un invito a non aspettare l’ultimo momento e a scoprire da vicino l’ambiente, l’offerta formativa e le opportunità dell’Istituto Tecnico Economico “Gentili”.
Appuntamento domenica 18 gennaio, dalle 16 alle 19, all’Istituto Tecnico Economico “Gentili” di Macerata.
Il Centro per la Famiglia di Civitanova Alta propone “Arte in un Click”, un nuovo percorso di laboratori gratuiti di arte e fotografia pensato come spazio di espressione libera, scoperta di sé e creatività. L’iniziativa culminerà in una mostra collettiva delle opere realizzate dai partecipanti, prevista per domenica 22 febbraio.
Il progetto è promosso dal Centro per la Famiglia, servizio dell’Assessorato alla Famiglia della Città di Civitanova Marche gestito dall’ASP Paolo Ricci, nell’ambito del programma “Civitanova Città con l’Infanzia”. Si rivolge a bambini, famiglie e ragazzi, accompagnandoli in un’esperienza che unisce gioco, osservazione e sperimentazione, guidata da esperti del settore.
«L'approccio all'immagine di sé stessi è un potente detonatore di emozioni e dinamiche, specialmente nella delicata fase di crescita – spiega l’assessore alla Famiglia Barbara Capponi. Accompagnare bambini e adolescenti in questa scoperta con un approccio creativo è un’opportunità che abbiamo voluto offrire, convinti che lo sviluppo e la maturazione di ciascun individuo passi anche da strumenti innovativi e divergenti».
Il percorso prevede due laboratori distinti per fasce d’età. Il laboratorio “Immagine d’Amore”, rivolto a famiglie con bambini dai 4 ai 10 anni, si terrà mercoledì 21 gennaio e mercoledì 4 febbraio dalle 16.30 alle 18.30. Gli incontri offriranno un primo approccio ludico e creativo alla fotografia, attraverso la scoperta delle sue origini, esercizi a tema, momenti di confronto e la selezione delle opere da esporre. Per i ragazzi e le ragazze dagli 11 ai 18 anni è previsto invece il laboratorio “Selfie vs Autoritratto”, in programma mercoledì 28 gennaio e mercoledì 11 febbraio, sempre dalle 16.30 alle 18.30, dedicato all’autoritratto e alla conoscenza di sé. La proposta prevede una parte teorica con la presentazione di artisti e fotografi che hanno fatto la storia dell’immagine e una parte pratica di sperimentazione fotografica.
Tutti i laboratori si svolgeranno presso il Centro per la Famiglia in Vicolo San Silvestro 11 a Civitanova Alta. La partecipazione è gratuita, con prenotazione consigliata scrivendo a centro.famiglia@paoloricci.org. Questa iniziativa rappresenta un’occasione unica per scoprire, sperimentare e dare voce alla propria creatività, unendo arte e sviluppo personale in un’esperienza condivisa tra bambini, ragazzi e famiglie.
Il 2026 segna un traguardo significativo per l’Associazione Amici dello Sferisterio, che celebra dieci anni di attività con un progetto culturale ampio e articolato, capace di attraversare l’intero anno e di coinvolgere la città di Macerata, i suoi luoghi simbolo e le principali istituzioni culturali.
Nasce così La città sul palcoscenico, una rassegna di incontri, conversazioni e momenti di approfondimento che prende il titolo dall’omonimo volume di Franco Torresi, punto di riferimento teorico e culturale dell’intero progetto. L’iniziativa intende leggere il teatro, l’opera e la musica non solo come eventi spettacolari, ma come fenomeni culturali, sociali e storici profondamente intrecciati con la vita cittadina. Nel solco degli studi di Torresi, la rassegna restituisce l’immagine di una Macerata attraversata da una vivace attività musicale e teatrale, documentata attraverso luoghi, istituzioni e fonti storiche.
La presentazione ufficiale del progetto è in programma martedì 20 gennaio 2026, alle ore 18, alla Biblioteca Mozzi Borgetti. Ad aprire l’incontro sarà Lucia Rosa, presidente dell’Associazione Amici dello Sferisterio, che illustrerà il programma del 2026; seguirà l’intervento di Alessandra Sfrappini, con un inquadramento del tema “la città sul palcoscenico” e del contributo di Franco Torresi.
Il calendario degli appuntamenti proseguirà con un percorso che esplora i diversi mestieri e linguaggi del teatro e dell’opera. Roberta Fratini (Accademia di Belle Arti di Macerata) affronterà il tema del costume come costruzione dell’identità scenica (12 febbraio), mentre il regista Daniele Menghini, impegnato nella prossima estate con Il Barbiere di Siviglia, parlerà della regia come architettura della visione (24 febbraio). Seguirà l’incontro con la scenografa Laura Perini sulla scenografia come costruzione dello spazio teatrale (5 marzo).
La dimensione musicale e collettiva dell’opera sarà al centro dell’incontro con il direttore d’orchestra Enrico Lombardi, dedicato al ruolo del coro (21 aprile). Il programma prevede anche un laboratorio su Il Trovatore con il regista Alessio Pizzech (16 aprile) e un confronto sul teatro come luogo sociale e culturale (8 maggio) con Carlida Steffan e Luca Zoppelli, autori del volume Nei palchi e sulle sedie (Carocci, 2023).
Uno sguardo storico sarà offerto da Lucia Copparoni, borsista di ricerca, con un incontro dedicato alle imprese musicali a Macerata e al loro ruolo nella vita culturale e sociale della città (4 giugno). Spazio anche alla riflessione sulla critica, intesa come pratica di lettura e di memoria: protagonista dell’appuntamento del 14 maggio sarà Alberto Mattioli con l’incontro Raccontare l’opera. Il mestiere della critica tra scena, pubblico e memoria.
Dopo la pausa estiva, la rassegna proseguirà con ulteriori iniziative fino alla tradizionale chiusura del 7 dicembre, in occasione dell’appuntamento con la Prima della Scala tra Amici. In calendario è previsto anche un incontro dedicato agli studenti, organizzato dal Macerata Opera Festival, con Fabio Sartorelli (24 marzo, Aula A – O. Proietti, via Garibaldi), che presenterà i titoli in cartellone.
Grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata, agli studenti UNIMC che parteciperanno agli incontri della rassegna saranno riconosciuti Crediti Formativi Universitari (CFU). Informazioni e aggiornamenti sono disponibili sul sito amicidellosferisterio.it e sui canali ufficiali dell’Ateneo.
In occasione del decennale, l’Associazione Amici dello Sferisterio ha inoltre rinnovato la propria immagine grafica, affidata a Marco Del Gobbo e arricchita da un disegno originale di Paolo Carassai, che interpreta visivamente il tema della città sul palcoscenico e accompagna l’identità del programma 2026.
La rassegna gode del patrocinio del Comune di Macerata, dell’Università degli Studi di Macerata, dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, dell’Associazione Arena Sferisterio – Macerata Opera Festival, della Biblioteca Statale di Macerata, degli Amici dell’Archivio di Macerata e di Macerata Cultura/L’orologio Network BU.
Dopo 10 lunghi anni dal terribile sisma del 2016, l’Officina Meccanica F.lli Ruffini torna a casa. Le serrande della sede storica di Colmurano si sono rialzate sabato 17 gennaio, segnando la fine di un esilio forzato, un ritorno atteso da 10 anni.
C’è però un velo di commozione che avvolge questa festa. Il motore di questa rinascita è stato per anni Italo Ruffini, purtroppo venuto a mancare l’anno scorso, il fondatore, l'uomo che con le mani sporche di grasso e il sorriso di chi ama il proprio mestiere aveva costruito non solo un’attività, ma un punto di riferimento per l’intera comunità.
La nuova sede non è solo una ricostruzione, ma un’evoluzione. Aldo e Massimo hanno voluto una struttura all'avanguardia, capace di unire l'esperienza artigianale tramandata dal padre alle più moderne tecnologie meccaniche. Un'officina "rinnovata e sempre più funzionale", pronta a servire i clienti storici e le nuove generazioni con la qualità di sempre.
“Vedere così tante persone alla riapertura ci riempie il cuore. Abbiamo lavorato duramente per tornare in questa sede che per noi significa famiglia. Il nostro grazie più grande va ai nostri clienti e agli amici: la loro fiducia è stata il motore che ci ha spinto a non mollare mai, anche nei momenti più bui. Siamo tornati operativi, pronti a fare quello che babbo ci ha insegnato con tanta passione: prenderci cura delle vostre auto”. Questo il commento dei fratelli.
La giornata di sabato è stata un momento di festa per tutta la comunità. Vedere l'Officina Ruffini tornare operativa al 100% nella sua sede originaria è il simbolo di una Colmurano che non si arrende e che sa onorare i propri maestri artigiani.
La stagione dell'automobilismo d'epoca nelle Marche si è aperta sotto il segno del fascino e della sfida tecnica con la diciannovesima edizione della "240 minuti sotto le stelle". L’evento, organizzato dal Caem/Lodovico Scarfiotti, ha assunto un valore speciale quest'anno poiché inaugura ufficialmente i festeggiamenti per il cinquantenario dalla fondazione del club.
Nonostante una nebbia fitta che ha avvolto i tratti collinari del percorso, rendendo estremamente complesso il lavoro dei cronometristi, cinquanta auto d'epoca hanno sfilato lungo i cento chilometri del tracciato, confermando la validità della manifestazione per il campionato nazionale Formula Crono Asi.
La competizione ha attirato specialisti da tutto il centro Italia e persino dal Lussemburgo, rappresentato da David Degering su una splendida Alfa Romeo Gt 1300 Junior del 1971.
Piazza della Libertà a Macerata è stata il fulcro della manifestazione, ospitando sia la partenza che l’arrivo dei partecipanti. Prima del via, i piloti e i navigatori hanno avuto l’occasione di visitare la Torre Civica e il suo orologio astronomico, un gioiello recentemente restaurato che ha aggiunto un tocco di cultura alla sfida sportiva.
Il percorso si è snodato attraverso sessanta prove di abilità suddivise in otto sezioni. Se a Fontescodella, al Villino di Treia e a Pollenza la visibilità è stata clemente, sono state le zone di San Lorenzo di Treia e Cingoli a mettere a dura prova i riflessi degli equipaggi, immersi in una coltre nebbiosa che ha reso epico l’impegno notturno.
Al briefing pre-gara sono intervenuti il consigliere del club Andrea Carnevali e il commissario delegato Asi Aldo Agata, mentre l'assessore allo sport e turismo Riccardo Sacchi ha sottolineato come questa formula di turismo lento sia vincente per valorizzare l'ospitalità e le tipicità del territorio maceratese.
La classifica assoluta ha visto primeggiare il settempedano Paolo Pieroni, che a bordo della sua A112 del 1978 ha scalato il gradino più alto del podio precedendo il molisano Daniele Corona su Lancia Fulvia Montecarlo e il livornese Roberto Ricci, anch'egli su A112.
Ottimi piazzamenti anche per il marchigiano Carlo Francesco Chiarolla di Muccia, giunto quarto, e per il perugino Nicola Alessandrelli, quinto su Fiat 1100-103. Nelle categorie speciali, Daniele Corona ha bissato il successo dello scorso anno nella classifica Young, così come ha fatto Loredana Bonfigli di Servigliano, che si è confermata regina della classifica femminile alla guida di un’Alfa Romeo Alfetta Gt.
La serata si è conclusa con una suggestiva cerimonia di premiazione presso il Teatro della Società Filarmonico-Drammatica, suggellando un inizio d'anno memorabile per lo storico club maceratese.
Una giornata intensa e ricca di emozione quella di giovedì 16 gennaio a Castelraimondo, dove la comunità si è stretta attorno alla signora Rosa Santalucia per celebrare un traguardo davvero straordinario: il centesimo compleanno.
Un evento che va oltre la dimensione privata e che diventa patrimonio collettivo, simbolo di memoria, valori e appartenenza. Per l’occasione, l’amministrazione comunale ha voluto testimoniare personalmente l’affetto e la vicinanza di tutta la città. Il sindaco Patrizio Leonelli, accompagnato dai consiglieri Fabrizio Calmanti, Paolo Cesanelli, Claudio Cioli e Costantino Mariani, ha fatto visita alla festeggiata, omaggiandola con un pensiero floreale e portando gli auguri ufficiali a nome dell’intera comunità castelraimondese.
«Festeggiare i 100 anni della signora Rosa – ha dichiarato il sindaco Leonelli – significa rendere omaggio non solo a una vita lunga, ma soprattutto a una vita ricca di valori, sacrifici e amore per la famiglia. È un esempio autentico e prezioso, in particolare per le giovani generazioni. Castelraimondo è orgogliosa di poter celebrare un traguardo così significativo».
Circondata dall’affetto delle figlie Patrizia ed Esperia e dei familiari, la signora Rosa si è mostrata lucida, sorridente ed elegante, partecipando con grande serenità al momento di festa. Nel corso dell’incontro ha ripercorso alcuni passaggi della sua lunga vita, rievocando ricordi di gioventù, esperienze di lavoro e momenti familiari, soffermandosi sul valore delle piccole cose e della semplicità quotidiana.
Con voce ferma e sguardo attento, la centenaria ha condiviso quelli che lei stessa definisce i suoi “segreti” per una vita lunga e piena: l’amore per la famiglia, il rispetto per gli altri, uno stile di vita sano e la capacità di affrontare le difficoltà con pazienza e gratitudine. Parole semplici, ma dense di significato, che hanno profondamente colpito tutti i presenti.
Un compleanno che diventa così momento di memoria collettiva e di orgoglio cittadino, nel segno di una donna che rappresenta un pezzo di storia della comunità. Castelraimondo celebra oggi la signora Rosa Santalucia con affetto e riconoscenza, augurandole di continuare a essere esempio di forza, saggezza e umanità.
Non c’è confine che possa fermare l’estro e i pedali di Giuseppe Dell’Orso, per tutti Peppe Cotto. Il macellaio visionario di Loro Piceno, pioniere dello show-cooking e ambasciatore instancabile della marchigianità nel mondo, è pronto per una nuova, incredibile impresa: questa volta la sua bicicletta punterà verso la Nuova Zelanda, per un viaggio che promette di unire sport, goliardia e alta norcineria.
L’obiettivo dichiarato, con il solito spirito istrionico che lo contraddistingue, è la conquista culturale dell'Oceania a colpi di gusto. «Oggi è il grande giorno - annuncia Peppe Cotto alla partenza -, tra poco l’etnia Maori conoscerà i vincisgrassi e il ciauscolo. Ma soprattutto scopriranno lo Scudo Piceno". E tra una pedalata e l’altra, non manca la battuta fulminante sul futuro dei simboli neozelandesi: "Lo Scudo Piceno verrà utilizzato come icona nelle maglie degli All Blacks e nelle vele di New Zealand per l'America's Cup", scherza il macellaio lorese.
Un’impresa del genere non si affronta da soli, e Peppe Cotto ha saputo aggregare intorno a sé una rete di sostenitori che incarna perfettamente il suo legame con il territorio e le sue esperienze internazionali. In prima fila c’è il "farmacista" Matteo Cecchi, sponsor d’infanzia e amico di sempre, insieme al supporto che arriva direttamente dalla Francia, dal locale "Le Bistrot du Havre" di Christelle a Pont-Audemer, dove Peppe ha lavorato lasciando il segno.
A garantire che il nome del Piceno risuoni anche agli antipodi ci sono eccellenze del settore vitivinicolo e gastronomico come le Tenute Murola e la Premiata Salumeria Meloni di Matteo Invernizzi di Abbiategrasso. Infine, non poteva mancare il sostegno istituzionale e affettivo: Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno, è stato definito da Peppe il suo «sponsor del cuore», a testimonianza di quanto l’intera comunità si senta rappresentata da questo ambasciatore "sui generis".
Non è solo un viaggio in bicicletta, ma l’ennesima performance di un uomo capace di trasformare la propria vita in un racconto itinerante. Dopo aver conquistato la Normandia e mezza Europa, ora tocca alla terra dei Maori scoprire che dietro quella divisa da ciclista batte un cuore intinto nel vino cotto e che lo "Scudo Piceno" è pronto a difendere i colori delle Marche anche dall'altra parte del mondo.
La storia insegna ma non ha scolari, diceva Gramsci. Per questo – aggiungiamo noi – siamo condannati a riviverla, con tutte le sue tragedie e i suoi supplizi. E così, adesso, Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, l'attuale presidente della civiltà del dollaro, lo ha detto chiaramente e senza infingimenti: "o iraniani, continuate a protestare, presto arriverà il nostro intervento". Quod erat demonstrandum!
Non abbiamo, allo stato dell'arte, la certezza che questa rivolta colorata o velvet revolution che dir si voglia sia direttamente finanziata da Washington, ma ora siamo certi che la civiltà del dollaro la supporta pienamente e – se non la ha direttamente propiziata – non poteva desiderare di meglio per i propri interessi imperialistici senza frontiere.
Non è una novità, del resto: non soltanto l'Iran è un territorio ricchissimo ma è altresì uno stato resistente e disallineato rispetto alla globalizzazione made in USA. Non sfugga oltretutto la protervia del discorso di Trump, che avrebbe potuto tranquillamente essere quello di Biden o di Bush, di Obama o di Bush Junior: la protervia di chi si sente titolare di una special mission autoassegnata e del ruolo autoattribuito di gendarme del pianeta.
Il copione, come non ci stanchiamo di sottolineare, resta sempre il medesimo dal 1989 ad oggi, da quando cioè scoppiò la quarta guerra mondiale, voglio dire il conflitto che la civiltà del dollaro ha dichiarato a tutto il mondo non ancora genuflesso a Washington. Si propiziano e si finanziano rivoluzioni colorate dal basso ma volute da Washington con l'obiettivo di far cadere di volta in volta i governi non allineati alla civiltà del dollaro, la quale interviene in astratto per difendere le ragioni dei popoli oppressi e in concreto per tutelare il proprio interesse imperialistico nel mondo intero, sempre calpestando il diritto internazionale e violando la sovranità altrui.
Non è certo la prima rivoluzione colorata gestita in questa maniera nella storia recente. Basti ricordare tra i tanti il caso di Kiev nel 2014 con il colpo di stato di Euromaidan, la cui onda d’urto oltretutto ha portato al conflitto ucraino tutt’ora in corso. Dopo il golpe in Venezuela dei giorni scorsi, siamo prossimi a un colpo di stato in Iran teso a instaurare un governo amico di Washington? Non è affatto un’ipotesi implausibile.
Il canovaccio In ogni caso sembra restare sempre il medesimo: dall’ordine discorsivo imperante viene chiamata liberazione la transizione dei Paesi sotto la dominazione a stelle e strisce. Con il Venezuela l’operazione è riuscita piuttosto facilmente. Con l’Iran l’operazione potrebbe dare qualche problema in più agli Stati Uniti d’America. Con la Russia e con la Cina difficilmente si potrà risolvere la questione della loro resistenza a Washington se non con un conflitto a tutti gli effetti.
Per parte nostra, non ci stanchiamo di sottolinearlo: bisogna sostenere pienamente tutti gli stati che resistono alla globalizzazione imperialistica statunitense, del tutto a prescinderedal loro governo interno, che a seconda dei casi può essere più o meno condivisibile. Nessuno di noi, credo, si sogna di celebrare il governo teocratico dell’Iran in quanto tale, ma ogni testa pensante dovrebbe ancor di più aborrire l’intervento imperialistico statunitense con bombe umanitarie e missili democratici.
Possiamo affermarlo senza tema di smentita: se le inventeranno tutte pur di poter aggredire l'Iran e pur di far passare la loro aggressione imperialistica per intervento umanitario nel nome dei diritti umani da asporto con bombe umanitarie e missili democratici. Si può tranquillamente non avere alcuna stima del governo teocratico di Teheran, ma deve essere chiaro che ancor peggio è l'imperialismo statunitense che, tra l'altro, non produce mai il passaggio dei cosiddetti stati "liberati" alla libertà e alla democrazia, come ci insegna una lunga serie di casi dall'Iraq alla Libia.
Per questo motivo, a ragion veduta, dobbiamo sperare che l'Iran riesca a resistere alla rivoluzione colorata e all'aggressione imperialistica made in Usa. Come sempre, è d’uopo supportare tutti i governi che resistono all’imperialismo fintamente umanitario della civiltà dell’hamburger.
Può un mondo iperconnesso dare il giusto valore alla dimensione della solitudine, spesso invasa dal caos digitale? L’essere umano, per sua natura, è portato a colmare il silenzio con parole, social o messaggi. Ci si illude che una connessione continua possa placare la sensazione di vuoto che la solitudine può causare, quando in realtà non fa altro che amplificare il disagio.
Capita, poi, che nel corso della vita, si presenti quel frangente, per cui si senta il bisogno di spegnere tutto per scegliere un ritiro volontario. Si esce dal rumore, alla ricerca di un silenzio fertile che ci possa svelare la nostra voce interiore, non influenzata o soffocata da interferenze esterne. Si apre, così, uno spazio dove ascoltare bisogni, paure, desideri e dove far germogliare la creatività.
E’ il momento dell’incontro con noi stessi: con le nostre fragilità, ma anche con risorse inaspettate. Conoscere le proprie ombre genera una nuova consapevolezza, fa emergere forze nascoste, ignorate nel frastuono quotidiano. Nasce un’ esigenza di pulizia: si desidera eliminare abitudini, legami e ruoli che non ci appartengono più, per abbracciare una versionerinnovata di noi stessi ed una vita più allineata con i nostri valori.
Nel silenzio comprendiamo le dinamiche tossiche che ci logorano, impariamo a recidere rapporti non più sani e a coltivare relazioni con persone più affini a noi, basate sul rispetto. Dal dialogo con se stessi nasce quella coscienza che aiuta a riconoscere anime affini che risuonano in armonia con noi.
Regalarsi del tempo, significa liberarsi dal bisogno di conferme esterne e acquisire quella lucidità per selezionare quei vincoli che ci donano leggerezza ed evoluzione. Il vero incontro con gli altri non nasce dal rumore delle piazze ma inizia dalla nostra capacità di vivere appieno la solitudine.
Non barattiamo più il nostro tempo con conversazioni superficiali, tollerate con chiunque pur di non stare soli. Tanto più ti senti centrato nella tua essenza, tanto meno accogli persone con cui devi continuamente chiarirti, difenderti o adattarti. Preferisci, invece, ritirarti e libero dal rumore esterno, attrai incontri autentici.
C’è presenza pura senza controllo, né maschere. Bastare a se stessi significa non dipendere dagli altri per mantenere il proprio equilibrio interiore o il benessere quotidiano. Non cerchi conferme esterne per sentirti completo. Quest’autonomia ti svincola da ogni dinamica di bisogno.
Scegli le persone con cui condividere il tuo tempo, spinto da desiderio e non più da una necessità per riempire un vuoto emotivo. All’inizio i silenzi possono apparire difficili, ostacoli insormontabili, ma poi, col tempo, diventeranno la forza su cui si reggerà una personalità calma e radicata.