Una truffa telefonica ben architettata, mascherata da comunicazione bancaria, è stata smascherata dai Carabinieri della Stazione di Montecosaro al termine di un’attività d’indagine che ha portato alla denuncia di due giovani.
Si tratta di un uomo di 21 anni e una donna di 19, entrambi originari del Napoletano e già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di truffa in concorso.
L’inchiesta è partita dalla denuncia di un 20enne di Monte San Giusto, contattato lo scorso 22 aprile dai due indagati che si sarebbero spacciati per operatori del servizio clienti della sua banca. Con un pretesto legato a presunti problemi tecnici e falsi allarmi di sicurezza, i truffatori sono riusciti a convincere il giovane a effettuare un bonifico urgente verso un conto corrente esterno.
La vittima ha così eseguito un trasferimento di 1.681,81 euro. I malviventi hanno poi tentato un secondo prelievo con le stesse modalità, ma in questo caso il ragazzo si è insospettito e ha interrotto l’operazione, evitando ulteriori perdite.
Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di ricostruire il meccanismo della truffa, riconducibile alle tecniche del cosiddetto “vishing” (truffa telefonica) e “smishing” (tramite SMS), basate sull’uso di numeri contraffatti che simulano quelli di istituti di credito.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza, ricordando alcune regole fondamentali: non eseguire mai bonifici o operazioni finanziarie su richiesta telefonica, non fornire codici personali o password e verificare sempre direttamente con la propria banca utilizzando numeri ufficiali.
“La prevenzione è la prima difesa – ricordano i militari – ogni contatto sospetto deve essere segnalato immediatamente al 112 o al Comando dell’Arma più vicino”.
Una truffa telefonica ben architettata, mascherata da comunicazione bancaria, è stata smascherata dai Carabinieri della Stazione di Montecosaro al termine di un’attività d’indagine che ha portato alla denuncia di due giovani.
Si tratta di un uomo di 21 anni e una donna di 19, entrambi originari del Napoletano e già noti alle forze dell’ordine, ritenuti responsabili di truffa in concorso.
L’inchiesta è partita dalla denuncia di un 20enne di Monte San Giusto, contattato lo scorso 22 aprile dai due indagati che si sarebbero spacciati per operatori del servizio clienti della sua banca. Con un pretesto legato a presunti problemi tecnici e falsi allarmi di sicurezza, i truffatori sono riusciti a convincere il giovane a effettuare un bonifico urgente verso un conto corrente esterno.
La vittima ha così eseguito un trasferimento di 1.681,81 euro. I malviventi hanno poi tentato un secondo prelievo con le stesse modalità, ma in questo caso il ragazzo si è insospettito e ha interrotto l’operazione, evitando ulteriori perdite.
Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di ricostruire il meccanismo della truffa, riconducibile alle tecniche del cosiddetto “vishing” (truffa telefonica) e “smishing” (tramite SMS), basate sull’uso di numeri contraffatti che simulano quelli di istituti di credito.
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla massima prudenza, ricordando alcune regole fondamentali: non eseguire mai bonifici o operazioni finanziarie su richiesta telefonica, non fornire codici personali o password e verificare sempre direttamente con la propria banca utilizzando numeri ufficiali.
“La prevenzione è la prima difesa – ricordano i militari – ogni contatto sospetto deve essere segnalato immediatamente al 112 o al Comando dell’Arma più vicino”.
Bellezze e tipicità di San Severino Marche ancora sotto le luci della ribalta. Nelle scorse ore, il popolare conduttore televisivo Federico Quaranta, volto storico di Rai 1, ha fatto tappa in città con la sua troupe per registrare le immagini di una nuova puntata di Linea Verde Discovery, che sarà trasmessa nelle prossime settimane.
Nonostante viga il massimo riserbo sui contenuti specifici del servizio - definiti dalla produzione come "top secret" - l'itinerario delle riprese ha toccato i punti più iconici del patrimonio settempedano. Il tour televisivo è iniziato nel piazzale di Castello al Monte, luogo simbolo della città, per poi spostarsi sulla Torre Civica, nel piazzale Degli Smeducci, per catturare immagini mozzafiato dall'alto.
La troupe ha fatto tappa anche al Marec, il Museo dell'Arte Recuperata, che custodisce i tesori salvati dalle chiese del territorio dopo il sisma, confermando l'interesse del programma per il connubio tra valorizzazione artistica e resilienza delle comunità locali.
Federico Quaranta, già conduttore di successi come Linea Bianca e Il Provinciale, è da anni uno dei narratori più apprezzati del territorio italiano. Con Linea Verde Discovery, lo spin-off dedicato ai viaggi esperienziali, il racconto si focalizza su percorsi meno battuti, eccellenze enogastronomiche e progetti di sostenibilità.
La partecipazione di San Severino Marche a questo format rappresenta un'altra importante vetrina promozionale per la città, inserendola in un circuito di visibilità nazionale dedicato al turismo consapevole e di qualità. I dettagli sulla data e l'orario della messa in onda verranno comunicati non appena resi noti dal palinsesto ufficiale.
In un contesto economico segnato da tensioni internazionali, aumento dei costi energetici e forte incertezza globale, il sistema produttivo locale è chiamato a ripensare le proprie strategie. In questa intervista, Marco Ragni, presidente di Confindustria Macerata e amministratore delegato di Fatar, analizza lo stato dell’economia del territorio, evidenziando criticità, opportunità e il ruolo centrale della collaborazione tra imprese per affrontare una fase complessa ma non priva di prospettive.
La provincia di Macerata è un territorio ampio e diversificato, in che modo si costruisce e si rafforza la coesione tra imprenditori appartenenti a settori differenti?La provincia di Macerata è un territorio dove c’è un tessuto imprenditoriale molto vario: manifatturiero, moda, agroalimentare, meccanica, arredo. Questo rappresenta da una parte un punto di forza e dall’altra una complessità. L’associazione lavora per creare connessioni vere tra le imprese, attraverso tavoli comuni dove condividere problemi e progetti. Costruiamo iniziative trasversali, come un importante progetto sull’introduzione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, e favoriamo lo scambio di competenze. Oggi nessuno compete da solo, ma all’interno di una filiera.
Oggi la vera competitività nasce dalla capacità di fare sistema e non di restare isolati. Sta prendendo forma un’aggregazione tra Ancona, Fermo e Macerata: quali sono gli obiettivi e le ricadute sul territorio?Questo processo di aggregazione è un passaggio strategico, non formale. Da soli rischiamo di essere troppo piccoli per contare davvero. Mettere insieme Macerata, Ancona e Fermo significa fare massa critica e avere maggiore peso nei tavoli dove si decidono le politiche industriali, a livello regionale, nazionale ed europeo. Inoltre, questa rete permetterà di offrire servizi più evoluti alle aziende associate.
Allargando lo sguardo allo scenario geopolitico internazionale, quanto incidono queste dinamiche sulla produzione locale?Le tensioni internazionali oggi si sentono in modo concreto anche sul nostro territorio. Conflitti, dazi e difficoltà nelle forniture rendono più complicato pianificare investimenti e strategie. Da una parte si registra un calo della domanda, dall’altra aumentano i costi delle forniture e dell’energia. Tutto questo incide direttamente sui bilanci delle imprese. Le aziende stanno reagendo, ma il contesto resta molto instabile.
Quali sono oggi i settori maggiormente colpiti da questa fase di instabilità?In prima battuta i settori più colpiti sono quelli orientati all’export, come la moda e il calzaturiero, che subiscono la contrazione della domanda e le difficoltà nei mercati esteri. Anche altri comparti, come l’agroalimentare e l’arredo casa, risentono di problemi nelle catene di fornitura e nella logistica, con difficoltà a rimanere competitivi nelle filiere produttive.
Quali interventi ritiene prioritari da parte della politica per sostenere il sistema produttivo?Le imprese hanno bisogno soprattutto di certezze e di risposte chiare. Da troppo tempo vengono rimandate decisioni importanti, a partire dalla politica energetica, che deve essere definita in modo chiaro a livello europeo, nazionale e regionale. Nelle Marche è fondamentale portare avanti il tema del termovalorizzatore. Serve inoltre intervenire sulla rete di distribuzione: molte aziende, soprattutto nelle aree interne, soffrono ancora di sbalzi e interruzioni di energia. C’è poi il paradosso degli investimenti nel fotovoltaico: da una parte vengono incentivati, dall’altra le imprese non riescono ad allacciarsi alla rete per mancanza di infrastrutture adeguate. A questo si aggiunge un quadro normativo complesso che aumenta la burocrazia. Le aziende sono ormai abituate a portare “zaini pesanti” sulle spalle: è il momento che la politica inizi a togliere qualche peso.
Guardando al futuro, quali prospettive economiche si vedono nei prossimi mesi per il territorio?Il quadro resta molto complesso e fare previsioni è difficile, sia nel breve che nel medio termine, perché i conflitti internazionali influenzano direttamente gli equilibri economici globali. Le aziende sono reattive e si stanno organizzando, ma hanno poche leve strategiche per reagire in questa fase. Proprio per questo diventa ancora più importante fare sistema e affrontare insieme le difficoltà a livello associativo. Questo può rappresentare un vantaggio per tornare rapidamente competitivi quando la situazione tornerà a normalizzarsi.
Vent’anni, studentessa di filosofia e la voglia di portare uno sguardo diverso dentro le istituzioni. Giulia Maria Pennesi è tra le candidate più giovani della coalizione di centrodestra a sostegno di Sandro Parcaroli a sindaco di Macerata e sicuramente la più giovane in Forza Italia. Una candidatura che nasce dalla volontà di non restare a guardare. «Sento la responsabilità ma anche l’opportunità di portare in politica lo sguardo di una ventenne», racconta. Uno sguardo che parte dalla quotidianità: studenti, universitari fuori sede, giovani che si affacciano al mondo adulto. «L’obiettivo è dare voce a queste esigenze e trasformarle in azioni concrete dentro l’amministrazione».
Una visione che però non si limita ai coetanei. «Credo nel dialogo tra generazioni – spiega – una comunità cresce quando esperienze diverse si incontrano e si ascoltano». La scelta di candidarsi con Forza Italia nasce invece da una chiara identificazione valoriale: «Mi sono candidata perché mi sono riconosciuta profondamente nei valori del partito: un’identità garantista, atlantista, europeista e liberale, ma soprattutto democratica. Forza Italia mette al centro la persona e la sua libertà. Alla mia età ho deciso di mettermi in gioco proprio perché non accetto l’idea che i giovani restino spettatori della politica, senza partecipare attivamente».
Il tema del distacco dei giovani dalla politica resta centrale. «È evidente che oggi c’è sfiducia, lo abbiamo visto anche negli ultimi tempi. Riavvicinare i giovani non è semplice, è un percorso graduale». La chiave, secondo lei, sta nel ripartire dal confronto: «Prima ancora della politica viene il “politico”, cioè la dimensione del sociale, dello scambio di idee. Bisogna riportare i giovani lì, farli esprimere, chiedere cosa pensano. Solo così si può ricostruire anche il rapporto con il voto».
Tra le proposte concrete, una in particolare: la realizzazione di una struttura polifunzionale capace di ospitare eventi sportivi, culturali e anche di rilievo nazionale durante tutto l’anno, soprattutto nei mesi invernali. Un modo per rendere la città più viva e attrattiva.
Sul piano politico, la giovane candidata insiste sulla necessità di superare le contrapposizioni rigide. «Spesso destra e sinistra vengono vissute in modo conflittuale. In realtà ci sono temi che appartengono a tutta la comunità e che richiedono trasversalità. Serve dialogo civile, non aggressivo, che entri nel merito delle questioni e senza scendere sul personale». E aggiunge: «È importante anche riconoscere ciò che è stato fatto, valorizzare il lavoro delle amministrazioni e migliorarlo». Proprio sull’attuale amministrazione sottolinea: «È stato fatto un passo in avanti, un punto di partenza su cui costruire ancora. C’è bisogno di continuità con i lavori intrapresi, ma anche della volontà di migliorare».
Alla domanda finale sul perchè i cittadini dovrebbero scegliere lei, la risposta è semplice e diretta: «Mi piacerebbe che le persone riponessero fiducia in me perché porto una visione fresca, entusiasmo e passione». Un legame forte con la città guida il suo impegno: «Sono molto legata a Macerata e voglio che i giovani non siano solo di passaggio, ma abbiano l’opportunità di costruire qui il loro futuro».
Una candidatura giovane, ma con idee già definite: partecipazione, dialogo e attenzione alle nuove generazioni. Con un elemento in più che rivendica con convinzione: «Sono una donna e credo sia importante una rappresentanza più equilibrata all’interno della politica».
Cinquecento panchine non sono solo un numero. Sono vent’anni di campo, di sacrifici, di fiducia conquistata stagione dopo stagione. Roberto Lattanzi, allenatore del Casette Verdini, taglia questo traguardo con l'eleganza che lo ha sempre contraddistinto, ma anche con la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante nel calcio marchigiano.
La celebrazione, tra l’altro, è arrivata in modo inaspettato. “La cosa più bella è stata la sorpresa della squadra e del presidente Pasquali – racconta – non me lo aspettavo. È stato un momento davvero speciale”. Un riconoscimento che va oltre il dato statistico e che premia soprattutto la continuità: “Oggi non è facile restare così a lungo in panchina. Per questo è un traguardo che sento particolarmente”.
Il suo viaggio da allenatore parte nel 2005, quando l’Urbisalviense del presidente Marcello Tombolini gli affida la prima squadra in Eccellenza. È lì che nasce il “mister” Lattanzi, dopo una carriera da calciatore che lo aveva già portato a vivere esperienze fuori dal comune. “Mi ha dato la possibilità di partire subito da una squadra di Eccellenza. È stato il punto di partenza di tutto, ma anche il modo per rimanere aggrappato al calcio. Da giocatore facevo fatica a staccarmi completamente: allenare è stata una bellissima opportunità per continuare a vivere questo mondo”.
E di strada ne ha fatta tanta: Vis Macerata, Folgore Falerone, Helvia Recina, Montefano, Maceratese, fino al lungo legame con il Casette Verdini, dove ha collezionato ben 150 panchine. Un rapporto costruito sulla fiducia reciproca: “Quando una società crede in te, tutto diventa più semplice. Qui ho trovato un ambiente serio, con ragazzi che mi hanno dato tanto sia dal punto di vista tecnico che umano”.
Prima ancora della panchina, però, c’è stata una carriera da calciatore iniziata prestissimo, a 16 anni con la Maceratese. E qui il racconto si fa più personale, più intenso. “Ai tempi era diverso: si faceva meno fatica a buttare dentro i giovani, anche se non c’erano le regole degli under. Alla Maceratese eravamo tanti ragazzi interessanti, c’era un settore giovanile che funzionava davvero bene. La società ci diede la possibilità di metterci in evidenza in prima squadra e questo fu fondamentale”.
Poi il ricordo si fa ancora più vivido: “Io ero di Macerata e per me la Maceratese era tutto. Stavo sempre in tribuna a vedere le partite, sognavo quel momento. Ritrovarmi titolare in prima squadra a 16 anni è stata un’emozione fortissima, difficile da spiegare. È lì che è iniziato tutto”.
Un anno speciale anche per il gruppo di giovani biancorossi: “Quell’anno diversi ragazzi spiccarono il volo: io andai al Milan, Troscè al Bologna, Siroti alla Juventus. È stato un periodo bellissimo, una Maceratese storica che ricordo con grandissimo affetto. Senza quella società e quella fiducia, probabilmente il mio percorso non sarebbe mai partito”.
Da lì, infatti, arriva la chiamata del grande calcio: il Milan di Arrigo Sacchi, nel pieno della sua rivoluzione. “È stata un’esperienza che mi ha formato come persona prima ancora che come calciatore. Sono partito a 17 anni, lontano da casa, in un’epoca senza cellulari. Solo questo ti faceva crescere. Poi a Milanello c’erano regole molto rigide: prima di creare un giocatore, il Milan creava una persona, con principi sani. Questo è ciò che mi è rimasto di più”.
E sul campo, il confronto con un calcio avanti anni luce: “Sacchi è stato un innovatore vero. Ha cambiato il modo di allenarsi e di giocare. All’inizio anche i grandi campioni erano un po’ scettici, poi si sono ricreduti perché i risultati erano straordinari. Ancora oggi si vedono esercitazioni che nascono da quel periodo, dopo più di trent’anni. Questo fa capire quanto fosse avanti”.
Una carriera promettente, però, viene segnata da un grave infortunio. “Dopo la grande fortuna di arrivare al Milan, c’è stata la grande sfortuna dell’incidente. Non è stato un infortunio normale, ma qualcosa di molto serio. L’intervento fu complicato e innovativo per quei tempi. Sono stato fermo oltre un anno”. Il dispiacere resta: “Ero entrato nel giro della prima squadra, facevo parte della rosa. Quell’incidente ha tagliato quello che potevo fare. Forse qualcosa in più si poteva ottenere, questo è il dispiacere più grande”.
Nonostante tutto, Lattanzi ha continuato il suo percorso tra società importanti come SPAL e Trento, prima di iniziare una nuova vita nel calcio. Quella da allenatore. Una carriera lunga e costante, fatta di esperienze diverse ma unite da un filo comune: la passione. Tra i momenti più importanti, le tre vittorie di campionato con Helvia Recina, Montefano e Casette Verdini. “Vincere non è mai scontato, neanche quando parti con i favori del pronostico. Però se devo sceglierne una, quella con il Montefano è stata la più emozionante: abbiamo fatto una scalata incredibile, partendo da dietro fino ad arrivare a vincere. È stato un percorso lungo ma bellissimo, con un gruppo e una società che ricordo con grande affetto”.
E poi il presente, che parla soprattutto Casette Verdini: 150 panchine e un legame forte. “Mi sono trovato subito benissimo. Il presidente mi ha voluto fortemente e ho sentito fiducia fin dall’inizio. Per un allenatore è fondamentale. È una realtà piccola, ma dove si lavora con serietà. Abbiamo ottenuto risultati importanti, dalla promozione alla capacità di mantenerci in categoria con continuità”.
Infine lo sguardo al futuro, con la stessa passione di sempre: “Dire che spero di farne altre 500 è una battuta… però mi auguro di restare il più a lungo possibile nel calcio. È un ambiente sano, che ti fa crescere e ti permette di conoscere tante persone. Poi vedremo cosa succederà, magari anche con ruoli diversi”.
Si accende la polemica a Montecassiano dopo la decisione dell’Ufficio scolastico provinciale (USP) di Macerata di respingere la richiesta per l’attivazione di tre classi prime alla scuola secondaria di primo grado "G. Cingolani" per l’anno scolastico 2026-2027. La notizia, comunicata ufficialmente al Consiglio d’istituto, conferma l’orientamento di procedere con la formazione di sole due sezioni, nonostante le sollecitazioni contrarie giunte nelle scorse settimane da parte della dirigenza scolastica e del Comune.
La decisione ha suscitato immediata indignazione tra le famiglie e il personale scolastico. Al centro della protesta vi sono le preoccupazioni per il sovraffollamento delle aule: con due sole sezioni, il numero di studenti per classe supererebbe i limiti stabiliti dal Dpr 81/2009, in particolare per quanto riguarda la presenza di alunni con disabilità.
A queste difficoltà si aggiunge un problema di natura logistica: l'Istituto ha evidenziato la carenza di aule con una metratura adeguata ad accogliere classi così numerose, mettendo potenzialmente a rischio il rispetto degli standard di sicurezza e la qualità dell'offerta didattica.
Anche l'amministrazione comunale ha espresso una ferma contrarietà, definendo la scelta come basata su "criteri esclusivamente burocratici" che ignorano le necessità di inclusione del territorio. Secondo il Comune, la decisione contrasta con il diritto allo studio, specialmente per gli alunni più fragili, e rappresenta un "ulteriore tentativo di ridimensionamento dopo quelli già sventati in passato grazie alla mobilitazione congiunta di istituzioni e famiglie".
L'amministrazione e l'Istituto comprensivo non intendono fermarsi alla comunicazione dell'USP. È già stata avviata la procedura per richiedere un confronto urgente con l'Ufficio scolastico regionale e con l'assessore regionale all'Istruzione.
FIRENZE – Si chiude definitivamente il capitolo giudiziario delle cosiddette “spese facili” dei consiglieri regionali delle Marche. La Corte d’Appello di Firenze ha assolto in via definitiva dall’accusa di peculato l’assessore regionale Giacomo Bugaro e l’ex presidente della Regione Gian Mario Spacca, confermando la sentenza di primo grado e dichiarando inammissibile l’impugnazione del pubblico ministero.
La vicenda riguarda l’utilizzo dei fondi pubblici destinati ai gruppi consiliari tra il 2008 e il 2012, nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “spese facili”.
Dopo l’assoluzione in primo grado, i due erano stati inizialmente condannati nel 2021 dalla Corte d’Appello di Perugia: un anno e otto mesi per Spacca e un anno e sei mesi per Bugaro. La Cassazione aveva successivamente annullato quelle condanne, disponendo un nuovo giudizio davanti alla Corte d’Appello di Firenze, che ora ha chiuso definitivamente il procedimento.
Nel corso degli anni, la vicenda giudiziaria ha attraversato diverse fasi: nel 2016 il gup di Ancona aveva disposto il non luogo a procedere, decisione poi annullata dalla Cassazione, dando il via a un lungo iter processuale con 55 rinvii a giudizio e cinque riti abbreviati.
Per Bugaro e Spacca, che avevano scelto il rito abbreviato, arriva ora l’assoluzione definitiva.
“Provo soddisfazione per il riconoscimento dell’onore dei miei assistiti”, ha commentato all'Ansa l’avvocato difensore Alessandro Gamberini, che ha parlato di una vicenda “tortuosa” e di “13 anni di processi e spreco di risorse pubbliche”, criticando la gestione delle indagini. Secondo la ricostruzione accusatoria, le contestazioni riguardavano presunti utilizzi impropri di fondi pubblici per spese di rappresentanza, pranzi, cene e trasporti.
"Dodici anni di processo, più gradi di giudizio, e alla fine una piena assoluzione nel merito: si chiude così una vicenda che ha inciso profondamente sulla mia vita personale e pubblica”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo economico delle Marche, Giacomo Bugaro, dopo la decisione della Corte d’Appello di Firenze che ha reso definitiva l’assoluzione.
“È stato un vero calvario giudiziario – ha proseguito – iniziato con un’inchiesta che ha coinvolto tutti i consiglieri regionali di due legislature sui fondi dei gruppi consiliari: 55 rinvii a giudizio, nessuna condanna. Un dato che merita una riflessione”.
Bugaro ha ricostruito il lungo iter: assoluzione in primo grado, conferma dell’assoluzione in Appello ad Ancona, annullamento con rinvio, nuovo giudizio a Perugia con ulteriore assoluzione salvo per un capo di imputazione, quindi nuovo intervento della Cassazione che ha definito la decisone di Perugia “abnorme e ingiustificata”, fino all’assoluzione definitiva a Firenze. “Un percorso complesso che si è concluso con il pieno riconoscimento della mia estraneità ai fatti”.
Sul piano umano, ha sottolineato: “Sono stati anni duri, segnati anche da un forte impatto mediatico. Penso alla mia famiglia e ai miei genitori, che non hanno potuto vedere questo esito”.
L’assessore ha evidenziato anche le conseguenze istituzionali: “Vicende di questo tipo, protratte per così tanto tempo, pongono un tema serio sui tempi della giustizia e sugli effetti che producono sulle persone e sulle istituzioni”.
Sul piano politico ha ricordato di essere rimasto fuori dall’attività elettiva per dieci anni: “Quando ho accettato la proposta di ricandidarmi, l’ho fatto solo perché vi erano le condizioni di serenità rispetto al procedimento che comunque, nel peggiore dei dei casi sarebbe stato dichiarato estinto. Non avrei mai messo in difficoltà le istituzioni che rappresento tantomeno i presidenti Acquaroli e Meloni”.
Bugaro ha richiamato infine anche il pronunciamento della Corte dei Conti, che già in fase istruttoria aveva escluso responsabilità a suo carico: “Un ulteriore elemento che conferma la correttezza del mio operato”.
“La maggioranza dei magistrati – ha concluso – svolge il proprio lavoro con serietà ed equilibrio, ma è necessario interrogarsi su come evitare che vicende senza esiti di condanna, condotte in maniera temeraria e raffazzonata da qualche Pm producano anni di sofferenza e costi elevati per tutti, meno che per chi l’ha provocata, appunto il Pm.
"Il caso Marche al dovrebbe essere essere attenzionato per la sua enormità dal CSM e mi auguro che anche il presidente dellla Repubblica Mattarella che lo presiede, si vada a vedere ciò che in questa Regione è accaduto. Ad ogni buon conto, oggi guardo avanti, con ancora maggiore determinazione, al lavoro per lo sviluppo delle Marche lasciandomi alle spalle questa vicenda allucinante che ha però il pregio di avermi forgiato e reso ancora più consapevole che nonostante le umane miserie, il bene prima o poi vince sempre sul male”.
I vigili del fuoco della sede centrale di Macerata sono intervenuti nel primo pomeriggio di oggi a Corridonia, intorno alle 14:00, per prestare soccorso a un'anziana in difficoltà all'interno della propria abitazione.
L'allarme è scattato a seguito della caduta accidentale della donna, ultraottantenne, in soffitta. Una volta giunti sul posto, i soccorritori hanno riscontrato l'impossibilità di effettuare il trasporto della paziente attraverso l'ingresso principale dell'abitazione a causa di impedimenti strutturali.
La squadra intervenuta ha quindi proceduto alla stabilizzazione della donna su una barella spinale. Per completare il recupero è stato necessario l'impiego dell'autoscala, con la quale la paziente è stata calata in sicurezza da una finestra della mansarda fino al livello stradale.
Al termine delle operazioni, l'anziana è stata affidata al personale sanitario del 118, presente sul posto per le cure del caso e il successivo trasferimento presso l'ospedale di Macerata.
"Il Sentiero delle Acque di Pieve Torina conferma un trend d’eccezione: già nel periodo di Pasqua e per tutto il mese di aprile abbiamo registrato un flusso di migliaia di visitatori che, nei prossimi mesi, sarà destinato ad aumentare considerevolmente". È il sindaco, Alessandro Gentilucci, a tracciare un primo bilancio delle presenze turistiche primaverili.
"Non ci fermiamo qui poiché, come amministrazione, continuiamo a investire nel nostro fiore all’occhiello, ovvero le vasche benessere, il percorso kneipp e una nuova vasca a 'sorpresa'. Quest’ultimo progetto è stato pensato anche, e soprattutto, per le persone con disabilità, testimonianza della qualificazione che vogliamo dare al territorio attraverso un’esperienza sensoriale e solidale per tutti", sottolinea il primo cittadino.
"Le acque oligominerali del torrente Sant’Angelo ci rendono consapevoli della valenza turistica del nostro paese che ruota intorno alla biodiversità e che, grazie a questa, si è conquistata un ruolo di grande attrattore a livello regionale sul piano del turismo del benessere", conclude Gentilucci. L’estate a Pieve Torina si presenterà, dunque, con una nuova attrazione che andrà ad arricchire ulteriormente il Sentiero delle Acque.
Tolentino – Una nuova fase per la raccolta differenziata a Tolentino prende il via giovedì 30 aprile. Il Comune, in collaborazione con Cosmari, ha realizzato un progetto finanziato interamente con circa 50 mila euro, finalizzato a migliorare il conferimento dei rifiuti, sensibilizzare i cittadini verso un sistema di tariffazione puntuale e rafforzare il controllo sulle aree più sensibili del territorio.
Il progetto prevede la fornitura e il posizionamento di due distributori automatici di sacchetti, uno mini e uno large, che permetteranno alle utenze domestiche di prelevare gratuitamente i sacchi per la raccolta differenziata. I distributori saranno attivi 24 ore su 24 e dotati di un sistema di erogazione in grado di tracciare chi preleva, cosa preleva e quando. Il prelievo sarà consentito esclusivamente tramite tessera sanitaria intestata al soggetto del ruolo Tari, con un intervallo minimo di 60 giorni tra un prelievo e l’altro.
I distributori saranno posizionati in via Ciarapica, accanto alla casa dell’acqua e al nuovo ecocompattatore Pet, e nell’isola ecologica adiacente all’ascensore di via Roma-largo Marcorelli. Il progetto include anche impianti di videosorveglianza Tvcc e fototrappole, collegati in remoto al sistema comunale, per monitorare eventuali conferimenti non regolari.
In parallelo, è stata avviata una campagna di sensibilizzazione con lo slogan “Occhio a dove ci butti”, volta a educare i cittadini al corretto conferimento dei rifiuti e a ridurre l’abbandono dei sacchetti.
Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto erano presenti il sindaco Mauro Sclavi, il presidente di Cosmari Paolo Gattafoni, il direttore generale Brigitte Pellei, l’assessore all’ambiente Diego Aloisi, il consigliere comunale Fabio Montemarani, Mauro Gesuelli presidente del Comitato di Quartiere Repubblica, e i dirigenti e operatori del Servizio Ambiente Patrizia Meo, Duilio Bellini e Claudio Gentile.
“Con questo progetto vogliamo agire su più fronti: informazione, modernizzazione dei servizi e controllo”, ha sottolineato l’assessore Aloisi. “Senza la collaborazione dei cittadini, strumenti tecnologici e nuovi distributori non bastano. Solo insieme possiamo ottenere risultati concreti per decoro, sostenibilità e raccolta differenziata”.
In questi giorni sono stati inoltre installati 100 nuovi cestini in tutta la città e a breve saranno posizionati distributori per i sacchetti delle deiezioni canine, completando così un percorso di miglioramento e valorizzazione del territorio e della partecipazione dei cittadini.
Il richiamo a Enrico Mattei come simbolo di sovranità energetica e indipendenza nazionale è stato al centro dell’iniziativa che si è svolta a Matelica in occasione dei 120 anni dalla nascita del fondatore dell’ENI.
A intervenire è stato Marco Rizzo, che ha ribadito la centralità della figura di Mattei nel dibattito politico ed economico contemporaneo, definendolo “un punto di riferimento reale per chiunque voglia la sovranità dell’Italia”.
Nel corso dell’evento, Rizzo ha sottolineato il percorso politico della sua formazione, Democrazia Sovrana e Popolare, evidenziando la volontà di costruire un progetto politico orientato all’indipendenza del Paese e al rafforzamento della sua capacità decisionale in ambito energetico e internazionale.
L’iniziativa ha visto anche la partecipazione di Rosangela Mattei, nipote del fondatore dell’ENI, che ha preso la tessera del movimento, come sottolineato dallo stesso Rizzo, che ha parlato di "un rapporto consolidato nel tempo e oggi formalizzato con l’adesione al partito".
Presente anche una delegazione internazionale composta dall’ambasciatore algerino Mohammed Keliffi, dal console russo Dimitry Stodhkyn e dall’ambasciatore Bruno Scapini.
Nel suo intervento, Rizzo ha criticato l’attuale gestione delle politiche energetiche europee e nazionali, contestando le scelte adottate dopo la crisi russo-ucraina e sostenendo la necessità di un ritorno a una maggiore apertura commerciale internazionale.
“Vediamo con sconcerto che la figura di Mattei viene strumentalizzata – ha affermato – da chi si definisce sovranista a parole, ma poi asseconda le politiche imposte dall’esterno”.
Il leader di Dsp ha quindi ribadito la linea del movimento: “Vogliamo tornare alla situazione precedente alla crisi russo-ucraina, con la possibilità di commerciare con tutti i Paesi del mondo, dagli Stati Uniti alla Russia, dall’India alla Cina, nel segno della pace e della cooperazione tra i popoli”.
“L’indipendenza delle nazioni e la loro reciproca collaborazione – ha concluso Rizzo – hanno un volto preciso: quello di Enrico Mattei”.
L’Assemblea dei soci dell’Associazione Arena Sferisterio ha approvato il bilancio 2025, che si chiude con un utile di circa 12.400 euro, confermando la solidità economico-finanziaria dell’ente e la sostenibilità del suo modello gestionale.
Il documento evidenzia un ulteriore miglioramento della situazione finanziaria, con la riduzione sia dell’indebitamento lordo sia di quello netto. Il valore della produzione supera i 5 milioni di euro, risultato ottenuto grazie al contributo congiunto di istituzioni pubbliche, partner privati e ricavi da biglietteria. Un risultato conseguito in un contesto non semplice, segnato anche da condizioni meteorologiche avverse che hanno inciso su alcune rappresentazioni della stagione 2025.
Resta alta anche la capacità di autofinanziamento: il peso della partecipazione privata risulta infatti quasi equivalente a quello pubblico, a conferma di un equilibrio sempre più strutturato tra le diverse fonti di sostegno.
Sul fronte occupazionale, il personale artistico e tecnico coinvolto si attesta su circa 500 unità, mentre le giornate lavorative complessive delle maestranze raggiungono quota 19.220, a testimonianza dell’impatto economico e occupazionale generato dall’attività dell’ente.
“La tenuta del bilancio dimostra la capacità dell’Associazione di coniugare qualità artistica e rigore gestionale – ha dichiarato il presidente e sindaco Sandro Parcaroli –. Nonostante le difficoltà, abbiamo garantito continuità progettuale, sostenuto il lavoro delle maestranze e rafforzato il ruolo dello Sferisterio come motore culturale e turistico della città”.
La stagione 2025 ha inoltre confermato il valore artistico del Macerata Opera Festival e il crescente sviluppo delle attività formative e collaterali, consolidando il posizionamento dello Sferisterio nel panorama culturale nazionale e internazionale.
La Regione Marche accelera sul rafforzamento della sanità territoriale con l’approvazione dei nuovi Piani integrati di attività e organizzazione (PIAO) 2026 per le aziende sanitarie territoriali di Fermo e Macerata. I provvedimenti delineano un significativo incremento delle dotazioni organiche, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi e ridurre le criticità strutturali.
Nel dettaglio, sono previste 276 nuove assunzioni complessive: 104 per l’AST di Fermo e 172 per quella di Macerata. Un intervento che punta a garantire maggiore continuità assistenziale e a rafforzare la capacità di risposta delle strutture sanitarie.
“Si tratta di un segnale concreto di attenzione verso il sistema sanitario marchigiano – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro –. Le nuove assunzioni rappresentano un passo in avanti importante: non risolvono tutte le criticità, ma contribuiscono sia a compensare i pensionamenti sia a colmare vuoti organici accumulati nel tempo”.
Le nuove risorse riguarderanno principalmente il personale sanitario – medici, infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari – affiancato da 29 unità di personale amministrativo. Una distribuzione che mira a rafforzare non solo l’area clinica, ma anche quella gestionale e organizzativa.
Una parte delle assunzioni servirà infatti a sostituire il personale in uscita, mentre una quota significativa sarà destinata alla copertura di posti rimasti vacanti negli anni, intervenendo su criticità storiche degli organici.
Secondo i dati previsionali, si registra un aumento del personale in tutti i principali ruoli, con particolare attenzione ai settori sanitario e tecnico.
"Con l’approvazione dei PIAO 2026, la Regione Marche prosegue così nel percorso di potenziamento della sanità territoriale, puntando su programmazione, sostenibilità e valorizzazione delle professionalità".
Il Comune di Treia ha consegnato nei giorni scorsi un sollevatore e due valigette di primo soccorso destinati agli ospiti della casa di riposo cittadina, con l’obiettivo di rafforzare l’attenzione verso le persone anziane e, in particolare, quelle in condizioni di maggiore fragilità.
La donazione è stata resa possibile grazie alla serata teatrale organizzata nel periodo tra Natale e Capodanno insieme ai Vociferando. L’intero incasso dell’evento è stato infatti destinato all’acquisto del materiale, trasformando un momento di intrattenimento in un’iniziativa di solidarietà concreta a favore della struttura.
Alla consegna erano presenti il sindaco Franco Capponi e l’assessora Sabrina Virgili.
«Quella sera a teatro è stata un’occasione per stare insieme, ma dal palco è nato qualcosa che oggi ha preso forma – ha commentato l’assessora Virgili – Sono particolarmente contenta di donare alla casa di riposo, a nome della comunità treiese, strumenti utili che entrano nella quotidianità di chi vi risiede. Era questo il nostro intento: trasformare un evento in un gesto concreto, capace di fare la differenza ogni giorno».
L’iniziativa si inserisce nel percorso di attenzione e sostegno verso la casa di riposo cittadina, confermando il valore della collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio.
Una giornata all’insegna dell’ascolto, dell’emozione e della progettualità condivisa ha visto protagonisti i vertici della FIGeST in visita alla sede dell’Anffas Sibillini APS. L’incontro ha rappresentato l’avvio di un percorso comune finalizzato a integrare i giochi e gli sport tradizionali nelle attività dedicate al benessere e all’inclusione sociale di persone con disabilità e anziani del territorio.
La delegazione federale era guidata dal presidente nazionale FIGeST Enzo Casadidio, insieme al vice presidente vicario Valeriano Vitellozzi, al presidente regionale Marche Catia Luciani, al presidente provinciale di Macerata Patrizio Romaldini e a Eraldo Riccucci, promotore dell’iniziativa e figura chiave nella nascita della collaborazione.
L’obiettivo condiviso è quello di trasformare la sede dell’Anffas Sibillini in un punto di riferimento sportivo per il comprensorio montano, attraverso attività strutturate legate alle discipline tradizionali della Federazione.
Al centro del confronto, la volontà di utilizzare il gioco e l’attività motoria non solo come strumenti ricreativi, ma come leve di inclusione, autonomia e miglioramento della qualità della vita. La proposta emersa prevede la possibile istituzione di una realtà sportiva interna all’associazione, sotto l’egida FIGeST, con programmi dedicati a ragazzi e operatori.
Nel corso della visita, il presidente Casadidio ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa: “I giochi e gli sport tradizionali sono un linguaggio universale che appartiene a tutti. Metteremo a disposizione i nostri istruttori per creare momenti di sport condiviso e inclusivo. Le persone più fragili devono sentirsi parte dei nostri progetti”.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’Anffas Sibillini APS, che ha accolto con entusiasmo la proposta di collaborazione, riconoscendo nello sport un importante strumento educativo e relazionale.
Le discipline della FIGeST, profondamente legate alla tradizione popolare, si prestano infatti a creare contesti di partecipazione e socialità, mettendo sempre al centro la persona.
L’incontro si è concluso con un clima di forte condivisione e con quello che i presenti hanno definito un “abbraccio fraterno”, preludio alla definizione di un protocollo operativo che vedrà presto la partenza di attività congiunte.
Grande successo per il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli alla Coppa Nazionale di Karate CSEN, andata in scena il 25 e 26 aprile al Palazzetto dello Sport “Giovanni Paolo II” di Pescara. L’evento, organizzato dal settore karate del CSEN sotto la direzione della vicepresidente nazionale Delia Piralli, ha fatto registrare numeri importanti: 105 società partecipanti, 1.640 atleti e oltre 2.300 prove disputate.
Tra i protagonisti della manifestazione spicca il Dojo Kyu Shin Karate-Tarulli, che ha preso parte alla competizione con 29 atleti provenienti dalle sedi di Tolentino e Porto Recanati, oltre a quattro squadre. Guidato dai tecnici maestro Wilfredo Caveda, maestro Pedro Colugna, maestro Stefano Scagnetti e dall’allenatore Matteo Rinaldoni, il gruppo ha ottenuto risultati di assoluto rilievo.
Il bilancio finale parla di 40 medaglie complessive: 14 ori, 12 argenti e 14 bronzi. Numeri che hanno permesso al team di conquistare il 4° posto nella classifica generale per società, il 3° posto nel kumite cinture colorate e un prestigioso 2° posto nel kata.
Tra le prestazioni più brillanti spiccano le conferme dei campioni nazionali, con il primo posto assoluto per Sara Leonangeli, Angelica Smarchi, Francesco Ulissi, Silvia Leonangeli e Giulia Bacaloni, quest’ultima capace di imporsi in due diverse specialità. Medaglia d’oro anche per la squadra maschile di kata composta da Luigi Manari, William De Martino e Lorenzo Cicconofri.
Importanti risultati anche per altri atleti che hanno conquistato il titolo di Campione Nazionale CSEN 2026 nelle rispettive categorie. Tra questi Cristina Scagnetti, Silvia Leonangeli e Matteo Massucci per la sezione di Tolentino, insieme a Matteo Rinaldoni, Samuele Orlandoni e Arianna Stura per la sede di Porto Recanati. Un risultato storico che vede per la prima volta tre campioni nazionali provenienti dalla stessa realtà territoriale.
Grande soddisfazione è stata espressa dal maestro Tarulli, che ha sottolineato come questi risultati siano il frutto di impegno, sacrificio e dedizione condivisi tra atleti, tecnici e famiglie. Un riconoscimento è stato inoltre rivolto agli ufficiali di gara delle Marche, presenti e convocati per questa importante competizione nazionale.
Eurosuole è uno dei simboli più riconoscibili del manifatturiero marchigiano e ha aperto le porte della sua sede di Civitanova Marche alla sottosegretaria alle Finanze, Lucia Albano, e al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Una visita istituzionale durante la quale il presidente e fondatore Germano Ercoli ha illustrato una situazione segnata dalle difficoltà.
«Il distretto fermano-maceratese, cuore della calzatura italiana, vive una fase di forte difficoltà, segnata dalla perdita di competenze, dalla riduzione della capacità produttiva e dalla crescente pressione della concorrenza internazionale – ha detto Ercoli - Molte imprese hanno chiuso o delocalizzato verso Paesi asiatici. In Europa, invece, il sistema produttivo si trova a fare i conti con vincoli normativi stringenti, burocrazia e soprattutto con il peso crescente dei costi energetici».
Proprio l’energia rappresenta oggi una delle principali criticità. Le imprese registrano aumenti significativi delle bollette, con picchi mensili anche superiori al 25%, che incidono direttamente sulla competitività. In questo scenario, Eurosuole ha scelto di reagire investendo in autonomia energetica: è in fase di realizzazione un collegamento a un impianto fotovoltaico che consentirà di produrre circa 4 milioni di kWh all’anno, coprendo circa il 40% del fabbisogno aziendale.
«Vogliamo difendere e rafforzare il tessuto imprenditoriale – ha spiegato il presidente Acquaroli – in questo siamo allineati al Governo nazionale. Dobbiamo continuare a investire sulle infrastrutture e affrontare un contesto internazionale sempre più instabile, che ormai rappresenta una difficoltà strutturale per imprese e famiglie. Guardiamo anche alla nuova programmazione europea come a un’opportunità per dare risposte concrete».
La visita alla Eurosuole ha rappresentato anche l’occasione per osservare da vicino un modello industriale che incarna il cosiddetto genius loci marchigiano: capacità di innovare, attenzione alla qualità e forte legame con la comunità. Fondata nel 1976, negli anni è diventata un punto di riferimento europeo nella produzione di suole in gomma e poliuretano, con 230 dipendenti, 55 mila metri quadrati di stabilimento e oltre 13 milioni di paia prodotte ogni anno.
Imprese come quella civitanovese continuano a rappresentare un presidio fondamentale, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale. Il messaggio che emerge con forza è chiaro: difendere l’industria significa difendere il lavoro e il futuro delle Marche. Ma senza una strategia industriale condivisa, il rischio è quello di vedere progressivamente indebolirsi uno dei pilastri dell’economia regionale e nazionale.
«Realtà eccellenti come Eurosuole – ha detto la sottosegretaria Albano – risentono di queste crisi lontane. Il messaggio che volevamo dare oggi è chiaro: le istituzioni devono essere al fianco di imprenditori e lavoratori, perché la ricchezza nasce dal loro lavoro, non dalle norme. L’Italia oggi può far valere una maggiore credibilità a livello internazionale e questo aiuta nel confronto europeo».
«Un’azienda come Eurosuole – è la riflessione finale di Ercoli – deve andare avanti ma oggi più che mai è necessario che la politica esca dai meandri della burocrazia e pensi a difendere le proprie attività sul territorio perché senza di esse non ci saranno più beni e servizi e non ci sarà più impiego di manodopera».
Al via la seconda edizione di “Insieme per il bene comune”, il progetto di crowdfunding promosso dal Banco Marchigiano a sostegno del Terzo Settore. L’iniziativa sarà presentata il 22 aprile alle ore 17:30 presso la Sala Conferenze “Fratini” della banca, in vicolo Nettuno 29 a Civitanova Marche.
L’evento è aperto anche ai non clienti dell’istituto di credito e rappresenta un’occasione per approfondire le modalità di partecipazione al progetto, conoscere i dettagli della nuova edizione e ascoltare le testimonianze di alcune realtà che, grazie al crowdfunding, hanno già trasformato le proprie idee in risultati concreti. La partecipazione è possibile tramite iscrizione sul sito ufficiale del Banco Marchigiano.
I numeri della prima edizione raccontano un successo significativo: cinque progetti finanziati, 60.000 euro raccolti e oltre mille donatori coinvolti. Tra le iniziative sostenute nel 2025 figurano “Due di Noi” della Cooperativa Casa della Gioventù di Senigallia – Centro diurno “L’Aquilone” di Mondavio, “SuperVillage” dell’Associazione Culturale Il Borgo di Montecosaro, il progetto “Verso una biblioteca del cinema in memoria di Claudio Gaetani” del Civitanova Film Festival, “Lo studio di Rosy” dell’Associazione Grande Anima OdV di Montegiorgio ed “Espandiamo La Goccia” dell’associazione La Goccia Odv di Macerata. È inoltre ancora attiva la campagna dedicata al Premio Annibal Caro alla traduzione letteraria di Civitanova Marche.
Con questa seconda edizione, il Banco Marchigiano rilancia l’iniziativa con un duplice obiettivo: fornire sostegno economico ai primi cinque progetti selezionati — coprendo il 30% dell’obiettivo di raccolta e mantenendo lo stesso contributo anche sulle eventuali eccedenze — e accompagnare le associazioni con competenze e strumenti utili per una comunicazione efficace e una raccolta fondi professionale.
“Insieme per il bene comune” si conferma così un progetto che va oltre il semplice finanziamento, rafforzando il ruolo del Banco Marchigiano come banca di territorio, capace di unire risorse economiche, relazioni e visione strategica a servizio della comunità.
Si chiude domani all'Università di Macerata dalle 17.30 la 'Settimana Matteiana' nell'anniversario dei 120 anni dalla nascita dell'Uomo che vedeva il futuro. "La Geopolitica, il petrolio e Mattei: passato, presente e futuro" questo il tema del convegno presso l'Aula B del Dipartimento di Giurisprudenza.
Il programma prevede i saluti istituzionali del professor Giuseppe Rivetti, presidente del consiglio di classe di laurea in Scienze del Servizio Sociale, e del rappresentante SUM Giammarco Russi. Ad introdurre i lavori Matteo Cattivera, presidente Azione UNIMC.
Intervengono il vicepresidente della Fondazione Enrico Mattei, Mirko Giordani e il giornalista Maurizio Verdenelli. Il tema e' di grande attualita' inserito drammaticamente sullo scenario internazionale dove il petrolio, risorse energetiche, fabbisogno e il progresso stesso e' ancora on fire, in una sfida cruciale e decisiva che, come ai tempi del fondatore e primo presidente dell'Eni, si combatte senza esclusione di colpi.
Sara' anche l'occasione di ripercorrere la storia di questa sfida che vide Mattei tragico protagonista. Da sottolineare come Rivetti e Verdenelli siano autori insieme con altre grandi firme del luvro, edito da Unimc: 'Immaginare ul futuro'. Un'opera che vede al centro con Mattei il grande economista Ezio Vanoni, nel post guerra ministro 'degasperiano' delle Finanze.
L’Università di Camerino conferma il proprio appeal internazionale, emergendo come una delle realtà universitarie italiane più attrattive per studenti stranieri. Secondo l’ultima analisi dell’Osservatorio Talents Venture, dedicata all’evoluzione dell’internazionalizzazione nelle università italiane, Unicam si colloca al primo posto tra gli atenei di piccole dimensioni (meno di 10.000 iscritti) per numero di immatricolati internazionali nell’anno accademico 2024/2025, con 601 nuovi studenti stranieri iscritti.
Un risultato di rilievo anche sul piano nazionale, con l’Ateneo che rientra nella top ten tra tutte le università italiane, indipendentemente dalla dimensione, superando altri prestigiosi atenei.
Particolarmente significativo è il dato relativo agli studenti provenienti dalla Cina: il 51% degli studenti cinesi immatricolati in Italia nello stesso anno ha scelto l’Università di Camerino, una concentrazione senza precedenti su un’unica sede universitaria. Questo dato evidenzia la solidità delle relazioni internazionali costruite nel tempo e l’efficacia delle politiche di accoglienza e integrazione dell’Ateneo.
“L’Università di Camerino ha scelto con decisione di investire sull’apertura verso il mondo, puntando su una didattica di qualità, su servizi di accoglienza efficienti e su una rete di collaborazioni scientifiche e istituzionali sempre più ampia – ha dichiarato il rettore Graziano Leoni –. I dati confermano che questa strategia sta producendo risultati concreti e ci incoraggiano a proseguire con ancora maggiore determinazione”.
Il riconoscimento rafforza ulteriormente la reputazione internazionale di Unicam, confermando la capacità dell’Ateneo di attrarre talenti globali e di promuovere un ambiente formativo di eccellenza, inclusivo e sempre più competitivo a livello europeo e mondiale.
La dodicesima edizione del premio Città-Cultura-Solidarietà è stata assegnata al giornalista civitanovese Ennio Ercoli, figura di riferimento per la narrazione del territorio e la valorizzazione della memoria locale. La cerimonia di consegna si è svolta martedì 28 aprile al cine-teatro Cecchetti di Civitanova Marche, in apertura dell’appuntamento dei “Martedì dell’Arte”, promosso dall’associazione culturale Arte.
A introdurre il premiato è stata la presidente dell’associazione, Anna Donati, che ha ripercorso il lungo impegno di Ercoli, insegnante per quarant’anni all’Istituto Tecnico Commerciale e giornalista animato da una passione “incrollabile”. Nel corso della sua carriera ha collaborato con testate come Il Messaggero, Corriere Adriatico e Il Resto del Carlino, con cui scrive ancora oggi.
Particolarmente significativo è il suo contributo alla vita culturale locale attraverso la fondazione di Millepaesi, progetto editoriale nato nel 1982 che nel tempo è diventato un punto di riferimento per la racconta delle storie del territorio.
“Ennio ha un’attenzione quasi maniacale per la città nascosta – ha sottolineato Donati –. Scava nei fatti e nei personaggi, riportando alla luce storie dimenticate o poco conosciute, con una curiosità che va oltre Civitanova e abbraccia tutto il territorio circostante”. Un lavoro meticoloso, che unisce ricerca approfondita e cura anche dell’aspetto grafico, con l’obiettivo di offrire ai lettori un prodotto completo e di qualità.
A consegnare il riconoscimento è stata Maria Luce Centioni, presidente dell’Azienda dei Teatri, affiancata dalla vicepresidente Agnese Biritognolo. Presente anche il professor Stefano Papetti.
Nel suo intervento, Ercoli ha ringraziato l’associazione e i lettori, ripercorrendo la storia di Millepaesi, dai primi numeri ciclostilati fino a oggi. “Ogni persona è un romanzo – ha affermato – e l’idea è quella di dare spazio alle storie, costruendo una piccola enciclopedia del territorio”.
Un riconoscimento che celebra quasi mezzo secolo di impegno nella promozione della cultura e nella valorizzazione dell’identità locale.
Non una semplice esposizione fotografica, ma un’esperienza che avvolge i sensi e scava nella memoria collettiva della città. Ha aperto le porte presso la Palazzina Sud del Lido Cluana la mostra "Mare Vivo – Percorso sensoriale, fotografie che si sentono", un progetto curato dall’associazione Promea con il patrocinio del comune di Civitanova Marche.
L’allestimento trasforma completamente lo spazio espositivo: la Palazzina è immersa nel buio, permettendo ai visitatori di concentrarsi esclusivamente sulla luce e sull'ascolto. Dall’oscurità emergono i ritratti in bianco e nero dei protagonisti della comunità marinara civitanovese, illuminati in modo puntuale per restituire una presenza quasi fisica.
Ad accompagnare lo sguardo è un accurato paesaggio sonoro: lo sciabordio dell'acqua, il tendersi delle corde delle imbarcazioni e i canti dei pescatori all’alba. Un mix di materia sonora e visiva che invita a rallentare il passo e a entrare in connessione profonda con le storie di chi ha dedicato la vita al mare.
All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco Fabrizio Ciarapica, l’assessore al Turismo Mara Orazi, il consigliere regionale Pierpaolo Borroni e il consigliere comunale Gianluca Crocetti.
"Questa mostra rappresenta un racconto autentico della nostra identità marinara e delle persone che la custodiscono ogni giorno – ha dichiarato il sindaco Ciarapica –. Attraverso immagini e suoni, ‘Mare Vivo’ restituisce alla comunità una memoria capace di emozionare. Un ringraziamento va a Promea e al presidente Massimo Mancini per questa iniziativa di grande valore".
L'esposizione, che si propone come un ponte tra il passato della tradizione e il linguaggio dell'arte contemporanea, resterà aperta al pubblico con ingresso libero fino al 2 maggio. Sarà possibile visitarla tutti i giorni, nella fascia oraria che va dalle 17:00 alle 22:00
Con decreto del Presidente della Repubblica, 4 cittadini (2 donne ed 2 uomini) della provincia di Macerata sono stati insigniti della decorazione della “Stella al Merito del Lavoro” e del titolo di Maestra o Maestro del lavoro.
Il prossimo 1 maggio 2025, presso l’Auditorium della Mole Vanvitelliana ad Ancona, per iniziativa della locale Prefettura, alla presenza delle massime autorità regionali, avrà luogo la cerimonia della consegna dell’onorificenzaIl titolo di Maestro del lavoro, istituito con Regio Decreto 30 dicembre 1923, interessa, annualmente, sul territorio nazionale circa 1000 lavoratori (o ex lavoratori), dipendenti del settore privato.
Per l’anno 2026, sono 28 i cittadini della Regione Marche, a cui verrà conferito il prestigioso riconoscimento, "per essersi particolarmente distinti durante tutto l’arco del loro percorso lavorativo per perizia, laboriosità, buona condotta morale, contribuendo all’innovazione ed al miglioramento dei processi aziendali e delle misure di sicurezza, e prodigandosi per istruire e preparare le nuove generazioni all’attività professionale".
I nuovi insigniti saranno accompagnati dai propri familiari, dai referenti delle loro aziende e dai sindaci dei comuni di residenza.
È ormai tradizione consolidata che alcuni nuovi Maestri ricevano l’onorificenza direttamente dalle mani del presidente della Repubblica, in una suggestiva cerimonia al Palazzo del Quirinale a Roma. Quest’anno avranno questo grande onore alcuni nuovi insigniti della provincia di Macerata, in rappresentanza della Regione Marche.
Il prossimo 1° maggio 2026 la Stella al Merito del lavoro sarà consegnata a Roberta Lezzerini, di Matelica, impiegata amministrativa da oltre 27 anni presso la Grimaldi Costruzioni S.r.l. di Matelica ed a Francesco Vitali, di Corridonia, operaio specializzato, da oltre 50 anni presso la Sardellini Costruzioni S.r.l. di Macerata.
Il 1 maggio 2026 saranno nominati Maestra e Maestro del Lavoro anche Carla Severini di Camerino, oggi pensionata, ma per 42 anni impiegata nell’area amministrativa della Federazione Provinciale Coldiretti-Patronato Epaca sede di Camerino e Luigino Sgalla di Pollenza, quadro tecnico, da oltre 47 anni presso la e-distribuzione S.p.A. Sede di Macerata.
A loro l’onorificenza sarà consegnata, tuttavia, dal presidente della Repubblica, insieme ad altri neo insigniti, rappresentanti delle loro regioni di provenienza, in una specifica cerimonia il prossimo mese di ottobre 2026 al Quirinale a Roma.
Il console provinciale della Federazione Nazionale dei Maestri del lavoro di Macerata MdL Sandro Rita sarà presente alla cerimonia di Ancona, per esprimere la più viva soddisfazione per il conferimento della prestigiosa onorificenza ai neo insigniti e portare il saluto del Consiglio provinciale e di tutti i Maestri e Maestre della provincia di Macerata.
Con l’arrivo del primo maggio si riaccendono i motori al Parco delle Saline di Penna San Giovanni. La stagione turistica prende il via con un evento che mette a sistema natura, sport e gastronomia, in uno degli angoli più suggestivi del maceratese. "Abbiamo progettato un’apertura dinamica, pensata per far scoprire il fascino del fiume salato attraverso diverse modalità", spiega Stefania Cardinali, Presidente della Saline Terme S.p.A, società che cura la promozione e la valorizzazione del sito.
"Dalle escursioni guidate in jeep con l'associazione Il Branco4x4, alle uscite in bicicletta con Teo Project, fino ai percorsi a piedi: l’obiettivo è immergersi totalmente nel paesaggio". Il calendario della giornata è ricco di appuntamenti, tra tradizione e creatività.
Camminata nel bosco con l'erborista Letizia Colonnella per imparare a riconoscere le erbe spontanee e gustarle sotto forma di tisane. Intrattenimento: Giochi della tradizione, musica e danze con il DJ set di Miguel e Carmine, oltre alle incursioni artistiche della fumettista Valeria Rossi con le sue caricature.
L’offerta gastronomica vedrà protagonista la Pro Loco di Penna San Giovanni con le tipiche pizzette salate e fritte (un’anteprima della Sagra che si terrà del 23 agosto) e lo street food curato dal Giardino Sentimento, partner chiave nella gestione delle iniziative estive del parco. Un asset strategico per il territorio; il parco non è solo una meta per gite fuori porta, ma un progetto di accoglienza integrata.
"Le Saline sono una rarità geologica e naturalistica grazie alle acque salmastre del torrente Salino", prosegue Cardinali. "L’offerta turistica punta ora sulla continuità: grazie al recupero di strutture residenziali per il pernottamento e alla prossima apertura della nuova piscina, l'area si candida a diventare un punto di riferimento esclusivo per chi cerca relax, servizi e un contatto autentico con la natura". Divertimento assicurato, dunque, per una giornata da vivere con amico famiglia e persone del cuore, pensata a misura di tutti, dagli adulti ai più piccoli.
Da Macerata alle capitali europee, il percorso di Giacomo Seri è una scalata all’insegna della magia e del talento. Il prestigiatore, cresciuto nel cuore delle Marche, ha recentemente portato il suo spettacolo tra Italia e Spagna, confermando il suo valore artistico e la capacità di sorprendere il pubblico.
Al Fuorisalone di Milano, Seri ha partecipato a un evento privato organizzato da Candyslab, lasciando gli ospiti a bocca aperta con le sue performance originali e coinvolgenti. Il successo milanese è stato solo il primo passo di un tour che lo ha portato a Barcellona il 25 aprile, dove ha dato il via a un mini tour di nove spettacoli che si concluderà il 4 maggio. Finora, cinque date sono state accolte con entusiasmo, e quattro rappresentazioni attendono ancora il pubblico catalano.
Ma il viaggio di Seri non si ferma in Spagna: il 5 maggio tornerà in Italia, a Fermo, per una conferenza sull’ipnosi, prima di proseguire verso Bologna e poi Stoccarda, tra performance e incontri esclusivi. Un talento che parte da Macerata e non smette di sorprendere.
La comunità di San Severino Marche si è stretta in un nuovo caloroso abbraccio per festeggiare una sua concittadina: Maria Carletti, residente nella frazione di Colleluce, ha tagliato il prestigioso traguardo del secolo di vita.
Il sindaco, Rosa Piermattei, ha voluto onorare personalmente la signora Maria facendole visita per consegnarle una pergamena ricordo e un omaggio floreale, brindando insieme a lei e alla sua famiglia.
Nata a Santa Maria in Piana di Treia il 20 aprile 1926, Maria è rimasta vedova Albino Scagnetti oltre quarant'anni fa dopo averlo sposato a vent’anni d’età. Ha dedicato la sua esistenza ai figli Rita e Mario, anche lui scomparso, e circondandosi dell'affetto dei nipoti Fabiana e Simone, e della pronipote Sofia, campionessa marchigiana di ballo.
Nonostante il secolo di vita, Maria conserva una tempra straordinaria e un'ironia pungente. Grande lettrice di riviste e libri sulla storia locale, non rinuncia a seguire i programmi televisivi, dichiarando una simpatia per Gerry Scotti e Stefano De Martino.
Famosa per le sue tagliatelle, Maria ha cucinato per anni non solo per i propri cari ma anche per i clienti del ristorante "La Lucciola" dove il 25 aprile, in una data densa di significato per la città e per l'Italia, ha raccolto gli auguri di parenti ed amici.
Per l'occasione è stata celebrata una messa da padre Luciano Genga che ha suggellato un momento di gioia condivisa per tutta la frazione di Colleluce e l'intera comunità settempedana.
Il Centro di Raccolta di Fontescodella si ferma per una settimana. Per consentire l’esecuzione di importanti interventi di adeguamento e miglioramento strutturale, la struttura resterà chiusa al pubblico da lunedì 4 maggio fino al termine dei lavori, previsto per sabato 9 maggio.
Il provvedimento segue l'approvazione del progetto esecutivo da parte della Giunta comunale. L’obiettivo è conformare l’impianto agli standard normativi previsti dal Decreto del Ministero dell'Ambiente. Il progetto, redatto dal gestore Cosmari srl, mira a una riqualificazione complessiva dell'area per renderla più funzionale alle necessità dell'utenza maceratese.
Gli interventi tecnici prevedono la realizzazione di una nuova piattaforma in calcestruzzo armato e l'asfaltatura della zona attualmente imbrecciata. Verranno inoltre eseguiti i lavori di allacciamento alla linea fognaria e alla rete elettrica, fondamentali per la piena operatività del sito.
Oltre alle opere strutturali, il piano di riqualificazione prevede l'installazione di un modulo coibentato con spogliatoi e servizi per il personale dipendente. Sarà inoltre implementato un moderno sistema per il rilevamento degli accessi e delle presenze, volto a ottimizzare la gestione dei conferimenti. A completamento dell'opera, si procederà con la sistemazione del verde perimetrale della struttura.
L'investimento complessivo, pari a oltre 43.000 euro, è interamente a carico di Cosmari srl. La spesa sarà contabilizzata all'interno del Piano Economico Finanziario della gestione integrata dei rifiuti, seguendo le disposizioni vigenti stabilite da Arera.
Organizzare un viaggio negli Stati Uniti significa confrontarsi con un territorio vasto, le distanze sono importanti, le differenze tra stati marcate, le esperienze possibili quasi infinite. Il ruolo del tour operator assume un valore concreto: non si limita alla prenotazione, ma diventa un vero mediatore tra il viaggiatore e un sistema articolato fatto di trasporti, normative, logiche territoriali e opportunità. La domanda che molti si pongono è semplice: ha ancora senso affidarsi a un viaggio organizzato nell’era del fai da te? La risposta, osservando quali sono le criticità reali di un viaggio negli USA, è meno scontata di quanto si pensi.
Il ruolo del tour operator negli Stati Uniti tra complessità e ottimizzazione
Negli Stati Uniti, la gestione del viaggio non riguarda soltanto la scelta delle destinazioni. Il nodo centrale è la costruzione coerente dell’itinerario, capace di tenere insieme distanze, tempi di percorrenza, condizioni climatiche e disponibilità dei servizi. Un tour operator Stati Uniti lavora su questo livello progettuale, spesso invisibile a chi viaggia in autonomia. La differenza si percepisce nella fluidità dell’esperienza: spostamenti ottimizzati, tappe equilibrate, tempi morti ridotti.
Le grandi città come New York, Los Angeles e Las Vegas richiedono approcci diversi. New York, ad esempio, è una destinazione verticale, concentrata, dove la logistica urbana incide meno rispetto alla pianificazione delle esperienze. Los Angeles, al contrario, è dispersiva, richiede spostamenti continui e una conoscenza pratica delle distanze reali. Las Vegas introduce una logica ancora diversa, legata al tempo e al ritmo della città. Un operatore esperto non si limita a “inserire” queste tappe, ma le connette in modo funzionale, evitando passaggi inutili o sovrapposizioni.
Un altro elemento rilevante è la gestione delle variabili impreviste. Negli Stati Uniti, fattori come il traffico, le condizioni meteo nei parchi nazionali o la disponibilità delle strutture possono incidere sull’itinerario. Il tour operator agisce come filtro e soluzione, intervenendo rapidamente senza compromettere l’esperienza complessiva. È un lavoro di regia più che di semplice intermediazione.
Viaggio organizzato vs fai da te: vantaggi reali e limiti da considerare
Il confronto tra viaggio organizzato e fai da te negli Stati Uniti non può essere ridotto a una questione di costo. Il punto è il rapporto tra controllo e complessità. Il fai da te offre libertà, ma richiede tempo, competenze e capacità di gestione. Prenotare voli, hotel e noleggi auto è solo la parte superficiale: il vero lavoro sta nel coordinare tutto in modo efficiente.
Un viaggio organizzato, al contrario, riduce il margine di errore. La scelta delle strutture, ad esempio, non è casuale ma risponde a criteri precisi: posizione, accessibilità, qualità del servizio. Anche la gestione degli spostamenti è più lineare. Nei tour che attraversano più stati, come quelli che includono California, Nevada e Arizona, il rischio principale del fai da te è sottovalutare le distanze o sovraccaricare l’itinerario.
C’è poi un tema meno evidente ma centrale: l’accesso alle esperienze. Alcuni ingressi ai parchi nazionali, visite guidate o attività specifiche richiedono prenotazioni anticipate o canali privilegiati. Un tour operator Stati Uniti ha spesso accordi e disponibilità che il singolo viaggiatore fatica a ottenere. Questo si traduce in un’esperienza più completa, non necessariamente più costosa, ma sicuramente più strutturata.
Va detto che il viaggio organizzato non è privo di limiti. La flessibilità è ridotta, soprattutto nei tour di gruppo. Tuttavia, negli ultimi anni si è diffuso un modello intermedio, che combina struttura e autonomia, permettendo margini di personalizzazione senza rinunciare alla sicurezza organizzativa.
Itinerari tra città iconiche e grandi spazi naturali
Gli Stati Uniti offrono una varietà di itinerari difficilmente replicabile altrove. I tour operator costruiscono percorsi che tengono insieme due anime del Paese: quella urbana e quella naturale. Le città iconiche rappresentano spesso il punto di ingresso. New York introduce il viaggio con la sua densità culturale, i suoi quartieri distinti, la stratificazione sociale e architettonica. Los Angeles amplia lo sguardo, mostrando un modello urbano diffuso, legato all’industria dell’intrattenimento ma anche alla mobilità privata. Las Vegas, infine, rappresenta una parentesi quasi sospesa, dove il tempo sembra seguire regole proprie.
Accanto a queste città, i parchi nazionali costituiscono l’altra grande dimensione del viaggio. Il Grand Canyon, Yosemite, Bryce Canyon, Zion sono solo alcuni esempi di un sistema naturale che richiede preparazione e conoscenza. Non si tratta solo di visitare, ma di capire come muoversi, quando andare, quali percorsi scegliere. Un tour operator Stati Uniti inserisce questi luoghi all’interno di un disegno più ampio, evitando che diventino tappe isolate o mal integrate.
Un aspetto spesso sottovalutato è il ritmo. Un buon itinerario alterna momenti intensi a fasi più distese. Dopo giornate urbane dense, l’ingresso nei parchi offre un cambio di prospettiva, quasi una pausa necessaria. Questo equilibrio non è casuale, ma frutto di esperienza e analisi dei flussi turistici.
Versis America: un approccio costruito sull’esperienza
Versis America è il tour operator Stati Uniti specializzato nell’organizzazione di viaggi orientati alla costruzione dell’esperienza. L’approccio si distingue per la capacità di combinare itinerari classici con soluzioni personalizzate, mantenendo una struttura solida ma adattabile.
L’offerta si sviluppa su più livelli. Da un lato, tour organizzati che toccano le principali destinazioni, pensati per chi desidera un percorso definito e accompagnato. Dall’altro, formule più flessibili come fly and drive, che permettono di mantenere autonomia negli spostamenti senza rinunciare al supporto organizzativo. Questo doppio binario risponde a esigenze diverse, evitando soluzioni standardizzate.
Un elemento rilevante è l’attenzione alla costruzione delle tappe. Gli itinerari non si limitano a collegare punti sulla mappa, ma cercano coerenza narrativa. Le città e i parchi vengono inseriti in un percorso che ha un senso complessivo, evitando sovrapposizioni o passaggi ridondanti. Anche la selezione delle strutture e delle esperienze segue questa logica, con un equilibrio tra qualità e funzionalità.
Spostamenti e logistica
Negli Stati Uniti, la logistica è una componente determinante. Le distanze tra una tappa e l’altra possono superare facilmente le cinque o sei ore di guida. Le infrastrutture sono efficienti, ma richiedono familiarità con il sistema. Il noleggio auto, ad esempio, comporta scelte precise: tipologia del veicolo, assicurazioni, condizioni di restituzione.
Un tour operator interviene proprio su questo livello operativo. Nei tour guidati, gli spostamenti sono gestiti con mezzi dedicati e autisti esperti. Nei tour più flessibili, invece, viene fornito un supporto dettagliato: itinerari stradali, tempi di percorrenza realistici, indicazioni sui punti di sosta. Questo riduce lo stress e consente di concentrarsi sull’esperienza.
Anche i voli interni rappresentano una variabile importante. Negli Stati Uniti, spostarsi in aereo tra costa est e ovest è spesso inevitabile. La scelta degli orari, delle compagnie e degli aeroporti incide direttamente sulla qualità del viaggio. Un errore in questa fase può compromettere intere giornate.
La logistica, quindi, non è un aspetto secondario ma il fattore che determina la riuscita complessiva del viaggio. È qui che il valore di un tour operator Stati Uniti emerge con maggiore chiarezza.