Questa mattina, intorno alle ore 8, si è verificato un grave incidente lungo l’autostrada A14, nel territorio di Porto Recanati, in direzione sud, nei pressi della rampa di ingresso del casello.
Per cause ancora in fase di accertamento, un mezzo pesante guidato da un uomo di 50 anni di nazionalità lituana si è ribaltato, finendo contro il guardrail e sfondandolo. Nell’impatto è rimasta coinvolta anche un’autovettura condotta da un 70enne residente nell’Osimano.
Ad avere la peggio il conducente del tir. Il camionista, rimasto incastrato nell’abitacolo, è stato estratto grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Civitanova Marche e successivamente trasferito in condizioni che hanno richiesto particolare attenzione all’ospedale regionale di Torrette di Ancona tramite eliambulanza. Anche il conducente dell’auto ha riportato ferite ed è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, i volontari della Croce Rossa di Porto Potenza e della Croce Gialla di Camerano, insieme alla Polizia Stradale, alla Polizia Autostradale e al personale della Società Autostrade. I Vigili del Fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli e dell’area interessata, operando in collaborazione con i soccorsi sanitari per le operazioni di estrazione dei feriti.
L’incidente ha avuto pesanti ripercussioni sulla circolazione, con code che hanno raggiunto anche un chilometro in direzione sud e forti rallentamenti per gli automobilisti in transito. Le operazioni di rimozione dei mezzi e di ripristino della normale viabilità sono proseguite per diverse ore, causando ulteriori disagi lungo il tratto interessato.
Questa mattina, intorno alle ore 8, si è verificato un grave incidente lungo l’autostrada A14, nel territorio di Porto Recanati, in direzione sud, nei pressi della rampa di ingresso del casello.
Per cause ancora in fase di accertamento, un mezzo pesante guidato da un uomo di 50 anni di nazionalità lituana si è ribaltato, finendo contro il guardrail e sfondandolo. Nell’impatto è rimasta coinvolta anche un’autovettura condotta da un 70enne residente nell’Osimano.
Ad avere la peggio il conducente del tir. Il camionista, rimasto incastrato nell’abitacolo, è stato estratto grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Civitanova Marche e successivamente trasferito in condizioni che hanno richiesto particolare attenzione all’ospedale regionale di Torrette di Ancona tramite eliambulanza. Anche il conducente dell’auto ha riportato ferite ed è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118, i volontari della Croce Rossa di Porto Potenza e della Croce Gialla di Camerano, insieme alla Polizia Stradale, alla Polizia Autostradale e al personale della Società Autostrade. I Vigili del Fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli e dell’area interessata, operando in collaborazione con i soccorsi sanitari per le operazioni di estrazione dei feriti.
L’incidente ha avuto pesanti ripercussioni sulla circolazione, con code che hanno raggiunto anche un chilometro in direzione sud e forti rallentamenti per gli automobilisti in transito. Le operazioni di rimozione dei mezzi e di ripristino della normale viabilità sono proseguite per diverse ore, causando ulteriori disagi lungo il tratto interessato.
Armi, droga e controlli a tappeto nel Maceratese durante un’operazione straordinaria dei Carabinieri della Compagnia di Macerata, che nelle ultime ore hanno intensificato le attività di prevenzione e repressione dei reati sul territorio.
Nel corso del servizio, condotto dal N.O.R. – Sezione Radiomobile e dalle Stazioni dipendenti con il supporto delle unità cinofile di Pesaro e del N.A.S. di Ancona, i militari hanno dato esecuzione a una serie di controlli mirati nei principali centri della provincia, con particolare attenzione ai luoghi di aggregazione giovanile e ai locali pubblici.
A Macerata, l’intervento scaturito da una segnalazione dei cittadini ha portato al controllo di un 22enne di origine kosovara, residente in città, trovato in possesso di una pistola a gas priva del tappo rosso di sicurezza e di un coltello a serramanico lungo 17 centimetri. Il giovane è stato denunciato in stato di libertà per porto di armi od oggetti atti ad offendere.
L’operazione si è poi estesa a Corridonia, Cingoli, Pollenza e Monte San Giusto, dove i controlli congiunti hanno portato al rinvenimento di sostanze stupefacenti nei confronti di due giovani residenti a Corridonia, rispettivamente di 18 e 19 anni, segnalati alla Prefettura per uso personale di droga.
Nel corso delle verifiche, in un esercizio pubblico di Monte San Giusto il N.A.S. ha accertato la mancata applicazione delle procedure HACCP, elevando una sanzione amministrativa di 2.000 euro al titolare.
Sempre nell’ambito delle attività di controllo del territorio, a Corridonia è stata notificata una misura cautelare nei confronti di una 69enne residente a Pollenza, accusata di atti persecutori ai danni di una persona offesa. Il provvedimento prevede il divieto di avvicinamento e l’applicazione del braccialetto elettronico, il cui utilizzo è stato temporaneamente differito per motivi tecnici.
Il servizio straordinario si è concluso con l’identificazione di 91 persone, il controllo di 27 veicoli e la contestazione di diverse violazioni al Codice della Strada.
Tra le volte solenni della Sala Koch del Senato della Repubblica, le Marche si sono raccontate nel modo più autentico: attraverso le sue eccellenze. Uomini e donne che, con il loro lavoro quotidiano, hanno portato il nome della regione ben oltre i confini nazionali, in un intreccio di scienza, arte, cultura, impresa e impegno civile. Dalla ricerca alla diplomazia, dall’università alla moda, dalla medicina all’arte, fino alla divulgazione e alla cultura, la XL edizione del Premio Marchigiano dell’Anno ha riunito idealmente un intero territorio che continua a distinguersi per talento, operosità e visione.
Un mosaico di storie e competenze che racconta una regione capace di generare valore: le Marche della professoressa di Storia dell'Arte all'Università di Urbino Anna Maria Ambrosini Massari, del ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucelare Vincenzo Maria Vagnoni, della stilista civitanovese Giorgia Tordini, dell’imprenditore di Montefortino Sergio Alessandrini, del consigliere presso l'Ambasciata d'Italia a Barcellona Gabriele Luca Fava, del presidente del BIM Tronto Luigi Contisciani, della pittrice Maria Grazia Focanti, del direttore nazionale Armamenti del Ministero della Difesa Giacinto Ottaviani, del presidente della Società Pesarese di Studi Storici Riccardo Paolo Uguccioni, fino a padre Ferdinando Campana.
E ancora, il riconoscimento ad honorem al conduttore Massimiliano Ossini e al giurista Gerardo Villanacci, insieme al premio “Marchigiano nel Mondo” assegnato al medico argentino Fernando R. Fischer.
La cerimonia si è aperta con i saluti istituzionali del Senatore Questore del Senato della Repubblica Antonio De Poli, che ha sottolineato il valore delle eccellenze marchigiane nel panorama nazionale. A seguire spazio agli interventi del presidente del CESMA Umberto Antonelli, la presidente emerita Rosanna Vaudetti e il presidente onorario Giorgio Girelli, oltre al messaggio a distanza della direttrice Pina Gentili. Un momento particolarmente significativo della cerimonia è stato l’intervento, arrivato a sorpresa, del Segretario Generale del Senato Federico Silvio Toniato, accolto da un lungo applauso dei presenti.
Al termine della cerimonia, ai microfoni di Picchio News sono state raccolte alcune dichiarazioni dei protagonisti dell’evento, che hanno raccontato a caldo emozioni e significato del riconoscimento.
Il presidente CESMA Umberto Antonelli ha sottolineato: “È stato un momento altissimo per celebrare le eccellenze della nostra regione. Quest’anno in maniera particolare c’è stata una situazione veramente toccante, con interventi molto significativi. La presenza del Segretario Generale del Senato è stata la ciliegina sulla torta”. Ha poi aggiunto: “Questo riconoscimento è la maturazione e la consapevolezza del Paese di quanto valgono le Marche, di quanto siano laboriosi i nostri imprenditori, artisti, artigiani e professionisti. Sono orgoglioso di tutti i premiati”.
Sul significato del premio è intervenuto anche il premiato nel mondo Fernando R. Fischer, che ha affermato: “Questo riconoscimento è qualcosa di molto importante per me, perché rafforza un legame con le mie radici che sento profondamente vivo. Le Marche sono parte della mia identità”.
Gerardo Villanacci ha commentato: “È una meta importante per me, perché nelle Marche ormai vivo da tanti anni. Qui ci sono le radici della mia famiglia e dei miei figli. Questo premio consolida un legame con una regione stupenda che amo”.
Infine, Massimiliano Ossini ha sottolineato: “Questo riconoscimento è importantissimo, perché dopo venticinque anni di vita nelle Marche rappresenta un attestato di appartenenza a una terra che ho scelto. È un premio che mi spinge a continuare a raccontare e valorizzare questo territorio”.
Oltre al prestigioso picus d'oro, i marchigiani dell’anno hanno ricevuto anche un cesto di prodotti tipici marchigiani consegnato dai sindaci dell’Unione Montana dei Monti Azzurri e dal presidente Giampiero Feliciotti, che ha evidenziato: "La presenza dei 15 sindaci è un segnale importante: serve a far emergere un territorio ricco di intelligenze, competenze e tradizioni che troppo spesso non riesce a esprimere tutto il suo valore”.
Con questa quarantesima edizione, il Premio Marchigiano dell’Anno conferma il proprio ruolo di appuntamento autorevole e identitario, capace di raccontare una regione che, attraverso le sue eccellenze, continua a lasciare un segno forte in Italia e nel mondo.
Una scossa di terremoto di magnitudo ML 3.6 è stata registrata nella notte tra venerdì e sabato nel Maceratese, con epicentro localizzato a circa cinque chilometri a sud-est di Fiordimonte.
Il sisma è avvenuto alle 2.13 ora italiana del 23 maggio 2026, ad una profondità di 8 chilometri. Le coordinate geografiche rilevate sono 43.0002 di latitudine e 13.1143 di longitudine.
La scossa è stata localizzata dalla Sala Sismica dell’INGV di Roma ed è stata avvertita in diversi comuni dell’area montana dell’entroterra marchigiano, in particolare nel territorio del Camerte. Al momento non si segnalano danni a persone o edifici, ma il movimento tellurico ha destato preoccupazione tra i residenti, molti dei quali hanno percepito chiaramente il sisma durante la notte.
L’evento si inserisce nella consueta attività sismica che interessa l’Appennino centrale, area storicamente caratterizzata da frequenti movimenti tellurici monitorati costantemente dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Un 45enne di origine straniera, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato a Porto Recanati nel corso di un’operazione condotta in sinergia tra i militari della Stazione Carabinieri di Numana, del Nucleo Operativo e Radiomobile di Osimo e della Stazione Carabinieri di Porto Recanati.
L’uomo è stato sorpreso mentre cedeva due dosi di cocaina, per un peso complessivo di oltre 2,5 grammi, a un acquirente nei pressi della propria abitazione. Successivamente i militari hanno proceduto alla perquisizione domiciliare, durante la quale sono stati rinvenuti 138 grammi di cocaina, 1.580 euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento e il taglio della sostanza stupefacente.
Nell’abitazione è stato inoltre scoperto un vero e proprio arsenale di armi bianche, composto da due machete lunghi rispettivamente 76 e 62 centimetri, uno sfollagente in gomma, un bastone telescopico in acciaio e un tirapugni metallico.
L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari, mentre l’acquirente è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti. Tutto il materiale rinvenuto, compresi droga, denaro, bilancini e armi, è stato sottoposto a sequestro.
Un cittadino straniero di 29 anni, regolare sul territorio nazionale ma senza fissa dimora in Italia, è stato denunciato a piede libero dagli agenti della Polizia di Stato. Il giovane è stato sorpreso e fermato nel pomeriggio di ieri mentre si trovava nel capoluogo in evidente stato di alterazione psicofisica, violando la misura di allontanamento che pendeva sul suo conto.
L'operazione è stata condotta dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Macerata. Durante il consueto e quotidiano servizio di pattugliamento e controllo delle vie cittadine, la Volante della Polizia ha notato il soggetto in via Trento, seduto direttamente sul marciapiede e intento a consumare una birra, circondato da diverse altre lattine già vuote lasciate a terra accanto a lui.
I poliziotti hanno immediatamente proceduto a fermare l'uomo per l'identificazione. Preso atto dei sintomi lampanti e inequivocabili dovuti all’eccessivo consumo di sostanze alcoliche, gli operatori hanno dapprima sanzionato amministrativamente il giovane per il reato di manifesta ubriachezza.
Successivamente, l’equipaggio della Volante ha voluto approfondire gli accertamenti tramite la consultazione delle banche dati in dotazione alle forze dell'ordine. Gli accertamenti più approfonditi hanno così permesso di appurare che il 29enne, di origini tunisine, era in realtà gravato da un provvedimento di divieto di ritorno nel comune di Macerata.
La misura di prevenzione era stata emessa formalmente dal questore di Macerata lo scorso 16 maggio, con una validità stabilita per il periodo di un anno, ed era stata regolarmente notificata al giovane soltanto due giorni addietro a Civitanova Marche.
Nonostante il divieto tassativo di rimettere piede nel territorio comunale maceratese fosse freschissimo di notifica, il 29enne ha deciso comunque di fare ritorno in città. Di fronte alla palese violazione, il giovane tunisino è stato condotto dagli agenti presso gli uffici della locale Questura per l'espletamento delle procedure di rito, dove è stato sottoposto ai rilievi dattiloscopici e fotosegnaletici.
Al termine degli accertamenti d'ufficio, l'uomo è stato deferito a piede libero all'autorità giudiziaria per aver infranto il provvedimento dell'autorità ed essere tornato abusivamente nel comune dal quale era stato allontanato.
I Vigili del fuoco sono intervenuti poco prima di mezzogiorno in via Smorlesi, a Montecassiano, per l’incendio di un furgone.
Sul posto sono state inviate due autobotti per domare le fiamme. La squadra dei Vigili del fuoco di Macerata ha provveduto allo spegnimento del mezzo e alla successiva messa in sicurezza dell’area interessata.
L’intervento si è concluso senza particolari criticità: non si segnalano persone coinvolte nell’episodio.
Presenti sul posto anche gli agenti della Polizia Locale, per i rilievi e la gestione della viabilità nella zona interessata.
Scontro tra un'auto e una moto sulla strada provinciale 485, a Civitanova Marche, all'altezza della frazione di Santa Maria Apparente. L'impatto, avvenuto intorno alle 18:20 di oggi, ha causato il ferimento del conducente del mezzo a due ruote e della passeggera, per i quali si è reso necessario il trasferimento in eliambulanza a Torrette.
Secondo una prima ricostruzione della dinamica, un fuoristrada e una moto Kawasaki stavano procedendo nella stessa direzione di marcia, diretti verso il centro di Civitanova Marche. Al momento della svolta del veicolo a quattro ruote per immettersi nell'area di servizio del distributore di carburante Ip, sarebbe avvenuto l'impatto con la due ruote.
A causa dell'urto, il conducente della moto - un uomo di 35 anni - e la ragazza che viaggiava sul sedile posteriore come passeggera, una giovane di 25 anni, sono stati disarcionati dalla sella e sono caduti sull'asfalto.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco del locale distaccamento e il personale sanitario del 118, supportato dalle ambulanze della Croce Verde di Civitanova Marche e della Croce Verde di Monte San Giusto. Valutata la dinamica del sinistro e i traumi riportati dai due ragazzi, i medici dell'emergenza hanno ritenuto opportuno richiedere l'intervento dell'eliambulanza.
I due feriti sono stati stabilizzati sul posto e trasferiti in ambulanza fino al vicino presidio ospedaliero di Civitanova, dove nel frattempo è atterrato l'elicottero "Icaro" proveniente da Ancona. Entrambi i giovani sono stati successivamente trasportati in volo presso il nosocomio di Torrette di Ancona per accertamenti clinici più approfonditi. Da quanto si apprende, nessuno dei due si troverebbe in gravi condizioni. I rilievi di rito per stabilire l'esatta dinamica e le responsabilità del sinistro sono stati affidati agli agenti della polizia locale.
Prosegue il percorso di ricostruzione post sisma nel Comune di Pioraco, con un nuovo passo avanti per il progetto legato al quartiere Madonnetta, una delle aree maggiormente colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il Centro Italia a partire dal 24 agosto 2016.
Gli studi effettuati dall’Università Politecnica delle Marche hanno evidenziato la necessità di ridurre la volumetria edificabile del quartiere, rendendo impossibile la ricostruzione di tutte le unità immobiliari originarie. Da qui la scelta di procedere con la delocalizzazione di 14 alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà Erap Marche.
Per rendere possibile l’operazione è stata raggiunta un’intesa tra il Comune di Pioraco ed Erap Marche, nell’ambito dell’Ordinanza speciale n. 41/2022 del Commissario alla ricostruzione, che ha stanziato complessivamente oltre 3,4 milioni di euro per l’acquisto e la ristrutturazione degli immobili destinati alla delocalizzazione.
Dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico per individuare i siti più idonei e la successiva approvazione della graduatoria definitiva, il Consiglio di amministrazione di Erap Marche ha autorizzato l’acquisto degli immobili selezionati. Nei mesi scorsi l’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche ha quindi liquidato all’Ente oltre 1,28 milioni di euro per consentire il perfezionamento delle operazioni.
“Questo progetto rappresenta uno straordinario esempio di collaborazione istituzionale per contribuire, laddove possibile, al ripopolamento dei piccoli borghi”, ha dichiarato il presidente di Erap Marche, Tommaso Fagioli.
Soddisfazione anche da parte del sindaco di Pioraco, Matteo Cicconi, che ha ringraziato Erap Marche e la struttura commissariale guidata dal commissario straordinario Guido Castelli per il lavoro svolto.
“Grazie a una sinergia istituzionale e a un importante lavoro politico-amministrativo, sta andando avanti un altro tassello fondamentale per la nostra comunità”, ha sottolineato il primo cittadino. “Si tratta di un intervento che fornisce risposte concrete alle esigenze abitative locali e che rappresenta anche un’operazione virtuosa dal punto di vista ambientale, con zero consumo di suolo”.
Il sindaco ha poi evidenziato come il Comune non disponga di ulteriori aree di espansione urbanistica e ha auspicato un’accelerazione dei prossimi passaggi: “Ora l’obiettivo è far partire quanto prima le demolizioni dei condomini, così da permettere anche ai cittadini proprietari di immobili privati rimasti nell’area di avviare finalmente la ricostruzione”.
Ieri sera, divano, telefono in mano. Apro Instagram. Scrollo TikTok. Scrollo Facebook. Scrollo. Dopo venti minuti chiudo il telefono e mi chiedo: cosa ho visto? Non lo ricordo. Letteralmente non ricordo un singolo contenuto. Ho scrollato per venti minuti e il mio cervello è vuoto. Ma sono stanca, non rilassata, e mi sono resa conto che questo ha un nome: scroll fatigue. La stanchezza da scrolling nel 2026 è diventato il problema numero uno dei social.
Lo scroll infinito è stata l'invenzione che ha reso i social quello che sono oggi. Non devi cliccare, non devi cercare, scorri e il contenuto successivo appare. TikTok ha perfezionato questa meccanica: un video finisce, parte il successivo, automaticamente, senza interruzioni. E tu continui, dieci minuti, venti, un'ora senza accorgertene. Il problema è che questo meccanismo, che doveva intrattenerci, ci sta esaurendo. Perché scrollare è diventato un lavoro. Un lavoro che non ti paga, non ti arricchisce, ma ti svuota.
I numeri parlano chiaro. In media passiamo 2 ore e 21 minuti al giorno sui social. Ogni giorno. Sono più di 16 ore alla settimana. Due giorni interi al mese. E la maggior parte di questo tempo è scroll passivo: non commenti, non interagisci ma scorri. Come un gesto automatico. Apri il telefono, scroll. Coda alla posta, scroll. Pausa caffè, scroll. La sera sul divano, scroll. E alla fine della giornata sei più stanco di quando hai iniziato.
Il paradosso è che scrolliamo per rilassarci, ma l'effetto è opposto. Perché il tuo cervello, mentre scrolli, non riposa, processa. Video brevi, uno dopo l'altro. Cambi argomento ogni cinque secondi. Da una ricetta a un balletto. Da una notizia tragica a un gattino. Da un tutorial di trucco a un dibattito politico. Il tuo cervello non ha il tempo di elaborare. Passa da uno stimolo all'altro e alla fine è sovraccarico. Questa è la scroll fatigue.
E le piattaforme se ne sono accorte. TikTok, che ha costruito il suo impero sui video di 15-60 secondi, sta testando video fino a 60 minuti. La gente è stanca di contenuti brevissimi che non lasciano niente. La gente vuole contenuti più lunghi che valgano il tempo che ci dedichi.
YouTube l'aveva capito prima. I video lunghi su YouTube funzionano. Le persone guardano video di 20, 30, 40 minuti. E non solo li guardano: li ricordano. Perché quando dedichi tempo a un contenuto lungo, il tuo cervello lo elabora, lo memorizza e impari qualcosa.
Il problema è che abbiamo costruito un'abitudine. Apri il telefono, scroll. È automatico. Non ci pensi. È il gesto che fai quando hai cinque minuti liberi. Quando sei annoiato.
La soluzione non è smettere di usare i social, la soluzione è scrollare con intenzione. Apri Instagram perché vuoi vedere cosa ha postato una persona specifica. Apri TikTok perché cerchi una ricetta. Apri Facebook perché vuoi leggere le notizie del giorno. Ma quando hai finito, chiudi, senza continuare a scrollare per inerzia. Perché quello scroll senza scopo è quello che ti stanca. È quello che ti ruba tempo ed energia senza darti niente in cambio.
Si è svolto oggi a Palazzo Raffaello un importante incontro per fare il punto sulla vertenza Electrolux e definire una linea d'azione totalmente condivisa in vista del cruciale tavolo nazionale convocato per lunedì prossimo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso. Al summit preparatorio hanno preso parte il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore al Lavoro Tiziano Consoli e i rappresentanti sindacali delle tre sigle nazionali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm.
Al centro del tavolo l'altissima tensione e la forte preoccupazione per il piano industriale presentato dalla multinazionale, che prevede la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il conseguente licenziamento di circa 170 lavoratori. Una mossa che rischierebbe di provocare un vero e proprio effetto domino con pesantissime ripercussioni sull’intero distretto manifatturiero del Fabrianese e sull'economia dell'intera regione.
L'incontro di questo pomeriggio si è concluso con la richiesta unanime e perentoria di un ritiro immediato del piano industriale, giudicato del tutto inaccettabile per l’impatto occupazionale e sociale che determinerebbe sul territorio. Il governatore delle Marche ha tracciato la rotta in vista del delicato confronto romano, richiamando la multinazionale ai propri doveri verso una comunità che ha dato moltissimo in termini di storia industriale.
"Siamo concentrati sull’incontro di lunedì pomeriggio - ha affermato il presidente Francesco Acquaroli -, un appuntamento importante per ribadire con forza le nostre richieste: il ritiro del piano presentato dall’azienda e, soprattutto, l’avvio di un confronto su un vero progetto di rilancio e sviluppo dei siti produttivi, a partire da quello di Cerreto d’Esi, che rappresenta uno degli stabilimenti più produttivi di Electrolux. Confidiamo nel buon senso dell’impresa e nella volontà di ritirare il piano, nel rispetto dei territori, della loro storia industriale e delle comunità coinvolte".
"È necessario aprire una discussione seria e approfondita, in una fase di concertazione e collaborazione con le organizzazioni sindacali, le istituzioni e i territori interessati - ha aggiunto Acquaroli -. Lo Stato si è dimostrato presente al fianco di questa azienda in momenti di necessità. Proprio per questo riteniamo doveroso che oggi l’azienda dimostri disponibilità al dialogo e al confronto. Come avvenuto in tutte le altre crisi industriali, c’è sempre stata apertura alla ricerca di soluzioni condivise. Vogliamo confidare che anche in questo caso possa prevalere il senso di responsabilità e la volontà di costruire un percorso comune".
Il faccia a faccia di lunedì 25 maggio al Mimit rappresenterà uno snodo fondamentale non solo per le Marche, ma per l'intero Paese, dato che la crisi investe il gruppo a livello nazionale con una stima complessiva di circa 1.700 esuberi sul territorio italiano.
Proprio per l'enormità dei numeri in gioco, durante il tavolo ad Ancona è stata sottolineata la necessità assoluta di una strategia condivisa e unitaria che veda camminare insieme il Governo, la Regione Marche, gli enti locali e le parti sociali.
L'unico obiettivo comune resta quello di salvaguardare i livelli occupazionali, tutelare il patrimonio industriale e blindare l’intera filiera produttiva collegata direttamente e indirettamente al sito di Cerreto d'Esi. La Regione e i sindacati hanno confermato il massimo sforzo e la totale vicinanza a tutte le lavoratrici e ai lavoratori coinvolti in questa vertenza vitale per il territorio.
La Commissione Bilancio del Comune di Civitanova Marche ha approvato la proposta di delibera per l’introduzione di un nuovo regolamento che consente la rottamazione delle cartelle relative ai tributi comunali, in linea con quanto previsto dalla legge di bilancio del Governo e dalle indicazioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Il provvedimento ha visto il voto favorevole di Lega + Civici, Fratelli d’Italia e Forza Italia, mentre Siamo Civitanova si è astenuta.
Secondo i dati illustrati, oltre l’85% dei crediti riguarda le famiglie, con un importo medio pari a circa 6.330 euro, mentre per le imprese si va da 1.700 a 5.500 euro, con una media di circa 3.178 euro. Tuttavia, la maggior parte delle posizioni presenta importi inferiori a 1.000 euro.
Le cartelle interessate riguardano principalmente Imu, Tasi e Tari oltre alle sanzioni del Codice della Strada, notificate dal concessionario ICA fino al 31 dicembre 2023 e riferite a imposte fino al 2017.
Il meccanismo approvato prevede il pagamento integrale della quota capitale, mentre verranno stralciati in parte interessi e sanzioni, con l’obiettivo di agevolare i contribuenti in difficoltà e chiudere posizioni fiscali rimaste pendenti nel tempo.
"L’iniziativa punta a offrire un’opportunità di regolarizzazione per famiglie e imprese e a ridurre il peso di vecchie posizioni che, nel tempo, hanno visto crescere soprattutto interessi e sanzioni",dichiara Giorgio Pollastrelli, consigliere comunale e capogruppo Lega + Civici.
La commissione ha inoltre approvato la possibilità per il Comune di affidarsi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel caso in cui il concessionario attuale, ICA, non fosse in grado di garantire il servizio per ragioni organizzative.
Si è concluso con un bilancio positivo il percorso di alfabetizzazione sanitaria promosso dal Consultorio di Camerino attraverso l’équipe “Spazio Giovani”, che durante l’anno scolastico ha coinvolto gli studenti delle classi terze dell’Istituto Ugo Betti di Camerino e Serravalle.
L’iniziativa si è articolata in un ciclo di nove incontri dedicati alla salute sessuale e affettiva, affrontando temi fondamentali per la crescita degli adolescenti attraverso laboratori, materiale audiovisivo e brochure informative.
Nel corso delle attività i ragazzi si sono confrontati su cambiamento puberale, salute riproduttiva, contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, fino ad approfondire aspetti più ampi legati agli stereotipi di genere e ai fenomeni di violenza nelle relazioni, spesso presenti anche nel contesto scolastico.
A prendere parte al progetto sono state diverse figure professionali dell’ambito sanitario: l’ostetrica territoriale Maria Teresa Gervasio, la psicologa Floriana Menga, l’assistente sociale Vanessa Stefani e la ginecologa Marta Tassetti, con il supporto del direttore del Dipartimento Materno Infantile Mauro Pelagalli.
“Da questi incontri è emerso chiaramente quanto sia importante il gruppo dei pari come luogo per crescere e ascoltare sé e gli altri – ha spiegato la psicologa Floriana Menga –. Gli adulti dovrebbero favorire un confronto rispettoso e costruttivo con i ragazzi su relazioni, cambiamenti ed emozioni come paura, rabbia, frustrazione e incertezza verso il futuro”.
Il percorso ha coinvolto anche docenti e genitori. Durante un incontro dedicato, l’équipe consultoriale ha condiviso dati e riflessioni emersi dalle ricerche nazionali sugli stili di vita dei giovani tra gli 11 e i 17 anni e dal Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, evidenziando la necessità di costruire una comunità educante capace di accogliere i bisogni delle nuove generazioni.
L’ultima giornata del progetto si è svolta nei locali distrettuali di Camerino, dove gli studenti, accompagnati dagli insegnanti, hanno potuto conoscere più da vicino i servizi sanitari del territorio.
“L’équipe Spazio Giovani del Consultorio di Camerino rappresenta un ponte fondamentale tra il mondo degli adolescenti e i servizi di salute dell’Ast – ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini –. Attraverso la prevenzione attiva nelle scuole offriamo ai ragazzi strumenti utili per fare scelte consapevoli e costruire relazioni sane”.
Una donna di oltre settant'anni sarebbe rimasta per più di 48 ore, in preda a uno shock settico, su una barella prima di trovare un posto letto in ospedale. È la denuncia rilanciata dall'associazione culturale e politica Aurora, che la cita come un caso emblematico delle difficoltà della sanità marchigiana. La vicenda sarebbe avvenuta all'ospedale di Civitanova Marche tra il 19 e il 21 maggio.
La donna, residente nel Civitanovese, era stata soccorsa martedì mattina dopo una caduta in casa. Secondo il racconto fornito dall'associazione, al momento dell'arrivo in pronto soccorso la paziente appariva confusa, debilitata e con difficoltà a parlare. Al triage, intorno alle 11:30, le sarebbero stati riscontrati valori pressori molto bassi e uno stato di forte sonnolenza che durava da giorni.
Nonostante il quadro clinico giudicato preoccupante dai familiari, la donna sarebbe rimasta in barella per circa dieci ore prima di essere sottoposta ad accertamenti approfonditi. Solo in serata sarebbero arrivati Tac ed esami del sangue, che avrebbero evidenziato uno shock settico e la necessità di un ricovero urgente.
Il problema, però, sarebbe stato l'assenza di posti letto disponibili non solo a Civitanova, ma anche in altre strutture ospedaliere regionali. La paziente sarebbe quindi rimasta nel pronto soccorso fino giovedì pomeriggio, in attesa di trasferimento in un'altra struttura sanitaria della regione.
"Ora la situazione è rientrata - spiegano da Aurora - ma ci è voluto troppo tempo per arrivare a una diagnosi. Bisognerà capire anche quali conseguenze potranno derivare da questa attesa infinita". L'associazione sottolinea come il caso non rappresenti un episodio isolato, ma il sintomo di una crisi strutturale.
Il fenomeno del cosiddetto "boarding", cioè la permanenza prolungata dei pazienti nei pronto soccorso in attesa di ricovero, resta infatti una delle criticità più pesanti della sanità regionale. Secondo i dati citati dall'associazione, oltre la metà dei pazienti nelle Marche rimarrebbe in osservazione per più di 24 ore prima di essere trasferita in reparto.
(Foto di repertorio)
L’U.S. Tolentino 1919 ha ufficializzato la conferma di Paolo Passarini alla guida della prima squadra anche per la stagione 2026/2027. Per il tecnico si tratterà della terza stagione consecutiva sulla panchina cremisi, a conferma della volontà del club di proseguire nel segno della continuità tecnica e progettuale.
La società ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dall’allenatore, sottolineandone la professionalità, la passione e il forte legame con i colori sociali, elementi considerati centrali nel percorso intrapreso nelle ultime stagioni.
“I continui colloqui con la società e in particolare con il direttore sportivo mi hanno trasmesso una grande voglia di ripartire e hanno riacceso in me l’entusiasmo di voler scrivere una nuova pagina della storia del Tolentino”, ha dichiarato Passarini.
Il tecnico ha poi ricordato le emozioni vissute negli ultimi due anni, sottolineando come il percorso sia ancora in evoluzione: “Abbiamo vissuto intense emozioni, ma c’è ancora molto da fare”, ha aggiunto, ringraziando il presidente Romagnoli per la fiducia rinnovata e il pubblico cremisi per il sostegno costante.
Con la conferma di Passarini, il Tolentino punta dunque a dare continuità al progetto tecnico, consolidando un gruppo e un’identità ormai ben definiti.
Ancora una volta Fabrizio Castori firma un’impresa delle sue. Il tecnico di San Severino Marche centra la salvezza alla guida del FC Südtirol, al termine di una doppia sfida playout contro il Bari chiusa senza reti sia all’andata al San Nicola che al ritorno al “Druso” di Bolzano.
Ancora una volta Fabrizio Castori firma un’impresa delle sue. Il tecnico di San Severino Marche centra la salvezza alla guida del FC Südtirol, al termine della doppia sfida playout contro il Bari, chiusa senza reti sia all’andata al San Nicola che al ritorno al “Druso” di Bolzano.
Una salvezza sofferta ma meritata, costruita soprattutto nella gara di ritorno, dove il Südtirol ha creato le occasioni migliori e ha anche trovato il gol con Pecorino, poi annullato dal VAR per una posizione irregolare nella fase iniziale dell’azione. Un episodio che ha acceso le proteste, ma che non ha cambiato l’inerzia di una partita rimasta bloccata fino al 90’, tra tensione e qualche brivido finale.
Alla fine, però, la squadra altoatesina ha potuto festeggiare: grazie al miglior piazzamento in classifica, il doppio pareggio è bastato per mantenere la categoria. Una salvezza che arriva al termine di una stagione dal doppio volto, con un ottimo avvio, una fase centrale stabile e un finale in calo che ha portato il Südtirol nella zona playout.
Per il Bari, invece, si tratta di una retrocessione pesante: dopo quattro anni il club del capoluogo pugliese torna in Serie C, tra la delusione dei circa 700 tifosi presenti a Bolzano e quella di un’intera piazza che si aspettava un epilogo diverso.
Decisiva, ancora una volta, l’esperienza di Castori, tecnico abituato alle battaglie salvezza e capace di ricompattare un gruppo che aveva vissuto settimane complicate tra infortuni e risultati negativi. “Abbiamo resettato tutto, senza rivendicare nulla. Ci siamo rimessi a lavorare e abbiamo ottenuto ciò che meritavamo”, ha dichiarato nel post partita.
Non sono mancate le polemiche per l’episodio del gol annullato: Castori ha definito la decisione del VAR “difficile da accettare”, parlando di un contatto leggero e di una rete che, a suo giudizio, sarebbe stata regolare.
Il tecnico ha comunque rivendicato lo spirito della sua squadra, sottolineando un Südtirol mai rinunciatario anche nei momenti più favorevoli al risultato: “Non siamo una squadra che si chiude: giochiamo sempre per recuperare palla e attaccare”, ha spiegato.
Ancora una volta, quindi, Castori si conferma protagonista nelle situazioni più complesse, capace di incidere e lasciare il segno, da San Severino Marche fino a Bolzano, in un’altra battaglia vinta della sua carriera.
Confindustria Macerata lancia l'ennessimo grido d'allarme. L'associazione degli industriali, stavolta, punta il dito contro lo stallo politico e istituzionale legato alla collocazione finale dei rifiuti. La posizione di Confindustria si evince da una nota rilasciata nella giornata di oggi. "Continuano a crescere i costi a carico delle imprese e dei lavoratori, rendendo insostenibile lo sviluppo del nostro territorio rispetto alle altre province delle Marche e al resto del Paese", si legge.
Gli industriali stigmatizzano la paralisi a cui si assiste da mesi sul tema dell'ampliamento della discarica di Cingoli e sulla scelta dei nuovi siti idonei. "Assistiamo a continui scontri sulla stampa e a rimpalli di responsabilità politica che non aiutano a risolvere il problema - attacca la nota di Confindustria - L’impiantistica dei rifiuti è un tema di infrastrutture strategiche che dovrebbe non dividere la classe politica, ma appartenere alla cultura del governo di un territorio. Invece siamo costretti, imprese e cittadini, a conferire i nostri rifiuti fuori provincia e fuori regione con pesanti impatti sulla bolletta TARI e sui bilanci delle imprese".
La criticità maggiore per Confindustria non riguarda soltanto la gestione della spazzatura urbana, ma colpisce soprattutto i rifiuti speciali generati dalle imprese. Da troppi anni nelle Marche non ci sono più discariche dedicate a questa categoria, viene denunciato: gli spazi residui ancora disponibili sono blindati per i rifiuti urbani e, in base alla nuova pianificazione regionale, la percentuale di conferimento degli speciali potrebbe "addirittura ridursi dal 50% al 30%".
«Ci rammarica molto constatare di essere la Provincia meno virtuosa a livello impiantistico sul tema rifiuti - sottolineano gli industriali -. Nonostante i numerosi e reiterati appelli alle amministrazioni locali e ai governi regionali che si sono succeduti, tutti gli sforzi sono stati concentrati per raggiungere gli alti livelli di raccolta differenziata. Inoltre l’unico consorzio regionale presente, peraltro nella nostra provincia, avrebbe dovuto e potuto far dialogare tutti i Comuni della provincia. Niente di tutto questo: non si riesce a chiudere il cerchio della gestione sulla base dei principi di prossimità ed autosufficienza, richiesti dalla Comunità Europea e tanto decantati dalle Istituzioni".
Se da un lato gli industriali guardano con favore all'inserimento del termovalorizzatore per il recupero energetico all'interno del nuovo Piano Regionale, dall'altro emerge una forte e immediata preoccupazione per il futuro prossimo e per i tempi di cantierizzazione dell'opera.
"Ci conforta la previsione dell’impianto di chiusura ciclo inserito nel nuovo Piano Regionale, ma cosa accadrà nel periodo transitorio che prevede un arco temporale di almeno dieci anni fino alla realizzazione del termovalorizzatore?", si domandano da Confindustria.
"La nostra Provincia non è ancora pronta per affrontare questo lungo periodo di transizione e siamo molto preoccupati che la situazione possa esplodere - prosegue la nota -. Se non verranno autorizzati ampliamenti e realizzati nuovi impianti, i costi diventeranno insostenibili. Il rischio altrimenti è del collasso della produzione".
L'associazione confindustriale si rivolge quindi direttamente ai sindaci e alle istituzioni locali per sbloccare i progetti legati alle piattaforme di smaltimento, spronando la politica a un atto di responsabilità nei confronti del mondo del lavoro.
"Confindustria Macerata rivolge l’ennesimo appello alla Provincia, alle amministrazioni locali ed alla collettività per individuare soluzioni rapide - conclude la nota -. È indispensabile e responsabile superare gli ostacoli tecnici ed ideologici che ostacolano la corretta gestione del rifiuto speciale e scoraggiano l’iniziativa privata alla realizzazione di nuovi impianti. La competitività di un territorio si misura sul possesso di infrastrutture in grado di accompagnare la crescita di una comunità. Troppo spesso si invoca l’incapacità di attrarre gli investimenti e la debolezza di un territorio, ma la causa è spesso l’assenza di queste infrastrutture di base. Purtroppo le imprese troppe volte vengono lasciate sole".
La GoldenPlast S.p.A., colosso del territorio nel settore delle materie plastiche, ridisegna il proprio futuro e blinda i conti al termine di un anno complesso per i mercati internazionali. Doppia svolta cruciale per l'azienda guidata dal patron Germano Ercoli: l'assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio d’esercizio 2025 e, contestualmente, ha sancito il superamento della storica figura dell'amministratore unico con il varo di un nuovo e prestigioso Consiglio di Amministrazione che traghetterà la società fino al 2028.
L’anno finanziario 2025 si è rivelato particolarmente difficile a causa delle forti tensioni geopolitiche globali, a partire dal conflitto tra Russia e Ucraina, passando per i dazi imposti dagli Stati Uniti fino alla crescente e invadente concorrenza dei prodotti provenienti dalla Cina. Nonostante questo scenario, il fatturato di GoldenPlast ha raggiunto i 36 milioni di euro, registrando una flessione del 10% rispetto all'anno precedente ma blindando un utile netto di 3.810.000 euro, un dato giudicato "estremamente positivo poiché in linea con i già ottimi livelli del 2024", ha affermato Ercoli.
A dimostrazione della solidità patrimoniale della GoldenPlast, l'azienda ha scelto di non fermare gli investimenti sul territorio, portandoli avanti in totale autofinanziamento. Nel corso dell'anno sono stati erogati circa 350.000 euro in più nel monte stipendi, risorse destinate all’inserimento di cinque nuove unità di personale necessarie per l’avviamento del nuovo impianto produttivo.
Oltre alla linea per la lavorazione dei polimeri tecnici, la società ha ultimato la costruzione di un nuovo capannone di 2.100 metri quadrati adibito a magazzino per le materie prime. Questi interventi aprono ufficialmente la strada a una decisa diversificazione industriale: l'azienda affiancherà alla storica produzione di gomma termoplastica anche lo sviluppo dei polimeri tecnici avanzati.
La vera svolta strategica per il colosso marchigiano risiede nel cambio di modello organizzativo. Seguendo la linea già tracciata per l'Eurosuole, la GoldenPlast si dota di un Cda d'eccellenza composto da cinque figure di altissimo profilo nel mondo della finanza, delle grandi opere e della gestione d'impresa. Germano Ercoli assume la carica di presidente e amministratore delegato del Cda. Al suo fianco siederà il dottor Guido Cesarini, commercialista ed esperto di diritto societario e consulenza aziendale con ruoli di rilievo in primarie società italiane.
Ingresso di primissimo piano anche per il professor Gian Luca Gregori, già rettore dell’Università Politecnica delle Marche fino al 2025, attuale presidente della Fondazione Universitaria per lo sviluppo imprenditoriale nonché membro del board di Terna S.p.A. e presidente del Cda del gigante delle infrastrutture Webuild (ex Salini Impregilo).
Del consiglio farà parte anche Salvatore Giordano, figura storica di Confindustria, già direttore dell'associazione industriali di Pesaro Urbino e attuale presidente del Cda di Assindustria Consulting. A completare l'organo di controllo sarà Roberto Emili, laureato alla Politecnica delle Marche e stimato responsabile amministrazione e finanza della stessa GoldenPlast.
A chiusura di questo storico passaggio, l’ormai ex amministratore unico Germano Ercoli ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a tutti i dipendenti e collaboratori che, in 32 anni di attività, hanno permesso alla GoldenPlast di "superare le crisi cicliche e raggiungere traguardi di leadership internazionale. L'auspicio per il futuro - ha concluso Ercoli - è quello di replicare i grandi successi del passato, tenendo d'occhio le evoluzioni della delicata crisi geopolitica nel Golfo Persico".
Un gesto simbolico per non dimenticare la solidarietà, l’accoglienza e un’amicizia capace di superare migliaia di chilometri. L’Istituto di Istruzione Superiore “Garibaldi Bramante Pannaggi”, diretto dalla dirigente Antonella Canova, ha organizzato per martedì 26 maggio alle ore 11:00 la cerimonia di apposizione di una targa commemorativa in ricordo di Nonna Lu di Taicang.
La figura di Nonna Lu è rimasta profondamente impressa nella comunità maceratese per un gesto di grande generosità compiuto nel 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica da COVID-19, quando riuscì a raccogliere e inviare a Macerata circa 10.800 mascherine a sostegno della popolazione in un momento di forte difficoltà.
Il legame tra la donna e l’istituto scolastico affonda però le sue radici in anni precedenti, durante i viaggi di studio in Cina degli studenti, accolti più volte nella sua abitazione di campagna a Taicang. In quelle occasioni, Nonna Lu si distingueva per la sua straordinaria ospitalità, attendendo spesso per ore l’arrivo dei ragazzi lungo la strada e accogliendoli come membri della propria famiglia.
Come ricordato dalla scuola, la sua casa diventava un punto di incontro autentico tra culture, dove i giovani studenti italiani venivano accolti con calore, tradizioni culinarie locali e momenti di condivisione che hanno lasciato un segno indelebile.
Insieme alla famiglia, Nonna Lu aveva inoltre avviato una tradizione simbolica: la piantumazione degli “alberi dell’amicizia” nel villaggio di Taicang, a testimonianza viva del legame tra le due culture e delle esperienze condivise.
La cerimonia si svolgerà presso l’Istituto Agrario, luogo simbolico legato alla cura della terra e della crescita, dove verrà ufficialmente collocata la targa commemorativa come riconoscimento permanente alla sua umanità, al suo calore e alla sua straordinaria ospitalità.
(In foto la dirigente scolastica Antonella Canova)
Una richiesta formale, urgente e condivisa all’unanimità da Collegio dei Docenti, Consiglio di Istituto e personale ATA del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata. È il contenuto della lettera inviata alle principali istituzioni locali e regionali per chiedere una soluzione definitiva alla storica frammentazione delle sedi scolastiche.
Il documento, la cui referente è la docente Giuseppina Capodaglio, è stato indirizzato al presidente della Provincia di Macerata, al dirigente del settore Ricostruzione Patrimonio ed Edilizia scolastica, al sindaco di Macerata, al presidente della Regione Marche, al commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, all’Ufficio scolastico regionale e all’Ambito territoriale di Macerata.
Nel testo si sottolinea come il prestigioso istituto, fondato nel 1923 con Regio Decreto e tra i più antichi delle Marche e d’Italia, operi da oltre venticinque anni su sedi distinte, una condizione definita ormai “strutturale” e non più temporanea.
“La divisione tra sedi comporta conseguenze concrete”, si legge nella lettera, con difficoltà nella programmazione didattica, problemi nell’utilizzo condiviso dei laboratori scientifici, continui spostamenti per docenti e studenti e un aggravio organizzativo anche per il personale ATA. Una situazione che, secondo i firmatari, finisce per incidere direttamente sulla qualità dell’offerta formativa e sulla possibilità di garantire agli studenti un’esperienza scolastica pienamente unitaria.
Ad aggravare ulteriormente il quadro sono i prossimi lavori di ristrutturazione che, secondo quanto evidenziato dal documento, porteranno il liceo ad essere distribuito addirittura su tre sedi differenti, con ulteriori traslochi di aule, laboratori e attrezzature scientifiche e informatiche.
Il timore espresso dal personale scolastico è che, anche al termine degli interventi, la situazione possa rimanere invariata. Uno scenario giudicato “inaccettabile” per una scuola che rappresenta un punto di riferimento culturale e formativo per il territorio maceratese.
Nella lettera viene inoltre sollevata una riflessione sull’utilizzo delle risorse pubbliche disponibili per l’edilizia scolastica, chiedendo se siano state realmente esplorate le opportunità offerte dai fondi per la ricostruzione post-sisma 2016, dal PNRR e dal Piano Nazionale Complementare.
Il mondo scolastico del Galilei chiede quindi alle istituzioni un impegno pubblico e concreto per avviare rapidamente il percorso verso una sede unica, attraverso un’istruttoria tecnica e amministrativa trasparente e condivisa con il dirigente scolastico e gli organi collegiali.
“Chiediamo una sede unica che garantisca il pieno diritto allo studio e migliori condizioni di lavoro per tutto il personale”, scrivono i firmatari, ribadendo che la situazione attuale è ormai “al limite della sostenibilità”.
La lettera si chiude con la disponibilità al confronto e alla collaborazione con le istituzioni, nella convinzione che una soluzione condivisa sia “non solo possibile ma doverosa”.
La cultura e la ricerca dell'Università di Macerata conquistano la platea nazionale. Le Eum (Edizioni Università di Macerata) sono state grandi protagoniste all'ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, una kermesse da record che si è chiusa con ben 254 mila visitatori. La casa editrice dell’Ateneo maceratese ha partecipato all'evento all'interno dello stand condiviso con le realtà aderenti al Coordinamento dell’Associazione Upi (University Press Italiane), mettendo in mostra il proprio catalogo e presentando importanti novità che spaziano dalla saggistica d'avanguardia ai progetti ludico-didattici.
Il filo conduttore della spedizione torinese è stato la traduzione intesa come esercizio di ascolto, incontro e cura delle parole. Le Eum hanno promosso il partecipato incontro intitolato “La traduzione, lezioni di accoglienza”, organizzato in stretta sinergia con l'AutoreInvisibile e con la casa editrice Quodlibet. L'appuntamento, moderato da Franca Cavagnoli, ha visto dialogare gli esperti Franco Nasi e Stella Sacchini a partire da due volumi specifici: “Ritmi americani. Saggi su stile e traduzione” di Nasi e, in particolare, “Tornare a ridere al giorno” della stessa Sacchini.
Il libro di Stella Sacchini non rappresenta solo una novità editoriale, ma segna un vero e proprio punto di svolta per l'Ateneo marchigiano. Con questo volume si inaugura infatti "Erga", la nuovissima collana delle Eum nata con l'obiettivo specifico di aprire la conoscenza tecnica e scientifica a un pubblico di non addetti ai lavori, rendendo accessibili temi specialistici senza mai rinunciare alla qualità della ricerca.
«Tornare a ridere al giorno è un’espressione che ho letto per la prima volta in “Specchi deformanti” di Franco Nasi», ha raccontato con emozione l'autrice Stella Sacchini ripercorrendo le origini della sua opera. «È l’espressione con cui Franco Fortini traduce il Carpe diem di Orazio ed è quello che in principio mi ha avvicinato alla traduzione». La scrittrice ha inoltre ricordato il ruolo decisivo di una lettura d’infanzia legata al mito di Proserpina e Plutone, che le fece intuire la traduzione come un movimento contrario alla perdita: «Questo movimento contro la morte, che in fondo la traduzione è, e quel mito mi hanno spinto a intraprendere gli studi che ho fatto».
Nella medesima giornata, la scena si è spostata presso lo stand della Regione Marche, dove le Eum hanno svelato gli ultimi sviluppi di “Operattivamente: ascolta, disegna e gioca con l’opera lirica”. Si tratta del fortunato progetto ludico-didattico ideato quindici anni fa da Paola Nicolini e Carlo Scheggia per avvicinare i bambini al mondo del melodramma.
«Uno sviluppo importante del progetto è venuto da un accordo fra l’Università e l’Accademia di Belle Arti», ha spiegato con soddisfazione Simona Antolini, presidente delle Eum. L'iniziativa è infatti entrata ufficialmente nei programmi di insegnamento della docente di Illustrazione Claudia Palmarucci, arrivando a coinvolgere quasi cento studenti dell'Accademia. «L’obiettivo è restituire albi illustrati che possano trasmettere l’opera ai più piccoli senza banalizzarla, senza edulcorarne i contenuti e rendendo l’illustrazione una parte del linguaggio con una sua forza narrativa», ha tenuto a sottolineare la stessa Palmarucci.
I laboratori di quest'anno sono stati dedicati a tre pilastri della lirica come “Il barbiere di Siviglia”, “Il trovatore” e “Nabucco”. Grazie alla collaborazione dei docenti dell'Accademia Marino Neri, Michele Rocchetti e Simona Castellani, l'Ateneo pubblicherà presto i progetti grafici selezionati, che porteranno la firma di Davide Rapagnetta, Gabry Priori, Ruihan Bai, Irene Bellagamba, Irene Longo e Rebecca Salladini.
Il sipario del grande teatro contemporaneo si appresta a rialzarsi nell'entroterra maceratese. Dal 25 al 30 agosto 2026, il borgo di San Ginesio tornerà a trasformarsi in un palcoscenico diffuso a cielo aperto per la settima edizione del Ginesio Fest.
La manifestazione, che per il quinto anno consecutivo vanta la direzione artistica del regista Leonardo Lidi, si è ormai imposta come una delle esperienze più autorevoli e riconoscibili della geografia festivaliera italiana. Sei giorni intensi in cui il borgo marchigiano accoglierà prime nazionali, residenze artistiche, laboratori e grandi maestri della scena, quest'anno uniti sotto il fil rouge tematico delle "Illusioni" e nel segno di una speciale dedica a Remo Girone.
La prima grande novità del 2026 risiede proprio nello storico riconoscimento del festival: il Premio San Ginesio “All’Arte dell’Attore” assume infatti ufficialmente la denominazione di Premio Remo Girone "All’Arte dell’Attore", in omaggio al suo celebre ideatore. Ad affiancare questa intitolazione c'è il totale rinnovo della giuria, che quest'anno sarà presieduta dal noto attore Alessio Boni nel ruolo di presidente, registrando inoltre l'ingresso di due pesi massimi del teatro e del cinema italiano come Lino Musella e Iaia Forte, i quali siederanno accanto ai giurati storici Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari.
La linea tracciata dal festival si conferma un presidio culturale stabile in grado di unire la ricerca contemporanea alla memoria della tradizione. A spiegare la scelta del tema di questa settima edizione è lo stesso direttore artistico Leonardo Lidi, che ha voluto svelare le dinamiche del cartellone.
«Il Ginesio Fest è prima di tutto una splendida occasione di incontro, di scambio e di crescita - dichiara il regista e direttore Leonardo Lidi -. Ci siamo impegnati da sempre per accompagnare gli artisti nei loro primi passi, nei debutti, negli sbagli e nelle conquiste della prima ora. Questi desideri, tanto nobili quanto utopici, mi hanno portato al tema dell’edizione 2026: “Le Illusioni”. Al plurale, come la nostra idea di teatro. In questa dinamica, dove i grandi registi mettono al servizio la loro esperienza nell’incontro con i nuovi talenti, sono felice di annunciare il ritorno al festival di Antonio Latella con il testo di Carolina Balucani "Bubaro dei Bubari"».
Il cartellone vedrà anche una preziosa riscoperta del passato: «Ogni anno amiamo pescare uno spettacolo “storico” per il teatro italiano, un testo sopravvissuto alle varie riforme grazie alla propria personalità», prosegue Lidi. «Se l’anno scorso ci siamo commossi salutando il Pinocchio del Carretto, quest’anno Enzo Vetrano e Stefano Randisi ci donano il loro intramontabile "Totò e Vice" di Franco Scaldati. E proprio perché la nostra illusione è quella di farsi rete, ringraziamo l'attore straordinario da cui è poi nato il Festival. Non possiamo che dedicare a lui questa edizione e tutta la nostra sgangherata illusione di teatranti. Grazie di tutto Remo».
Tra i protagonisti sul palco figureranno anche Alessandro Bandini, Babilonia Teatri con l'illusionista Francesco Scimeni, Giulia Scotti, Marco Coscucci con il Gruppo Uror, il coreografo Francesco Marilungo e la residenza Island curata da Alessio Maria Romano.
Dietro al successo del festival c'è il lavoro sinergico della macchina organizzativa e un fortissimo sostegno da parte del mondo istituzionale, che vede l'evento come un vero e proprio motore per il rilancio turistico ed economico delle aree colpite dal sisma.
«Quando il Ginesio Fest è nato, nel 2020, ci muoveva un desiderio profondo: dare vita a un progetto capace di durare nel tempo, lasciare un segno culturale e costruire un legame autentico tra il teatro, il territorio e le persone», ricorda con orgoglio l'ideatrice e fondatrice del festival, Isabella Parrucci. «Giunti alla settima edizione, guardiamo a questo percorso con gratitudine: ciò che era un’intuizione è diventato una realtà viva e riconoscibile. Abbiamo scelto, con convinzione, di mettere al centro la qualità delle relazioni prima dei numeri, costruendo una comunità culturale prima ancora che un grande evento».
A farle eco è il sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, che rivendica la centralità nazionale assunta dal comune: «Siamo orgogliosi che San Ginesio sia oggi riconosciuto come uno dei luoghi in cui il teatro contemporaneo italiano trova una delle sue espressioni più vive. Per una comunità come la nostra, il festival rappresenta molto più di una manifestazione estiva: è uno spazio permanente di crescita e di formazione del pensiero. Dimostriamo concretamente come anche un piccolo centro possa diventare un laboratorio culturale di rilievo nazionale».
Un ruolo cruciale all'interno del programma sarà occupato, come di consueto, dalla Sezione Infanzia, Adolescenza e Formazione, che quest'anno sposterà il proprio focus tematico sul concetto di "Confronto". In collaborazione con la Fondazione TRG Onlus, verrà presentato lo spettacolo “Zero Zero Sottozero” di Nicolò Tommasini, incentrato sul tema dei cambiamenti climatici, affiancato dalle passeggiate sonore dell'artista Davide Calvaresi.
I giovani saranno inoltre i diretti protagonisti sul territorio grazie a due importanti laboratori intensivi. La compagnia Bartolini/Baronio curerà il percorso per adolescenti “Le cose che inventiamo”, uno spazio di crescita e di ascolto finalizzato all'esplorazione identitaria dei ragazzi. Per i bambini dai 6 ai 12 anni è invece previsto il laboratorio “Magia a impatto zero. Trasformare lo scarto in stupore”, curato da Ivan Mistereko. Questo originale cammino tra illusionismo ed ecologia insegnerà ai più piccoli a riutilizzare i materiali di recupero per creare giochi di prestigio, e si concluderà con una performance diffusa di close-up magic tra le storiche vie del borgo, portando lo stupore direttamente a contatto con i cittadini e i turisti del festival.
Montecassiano torna in onda su Rai 1 come una delle tappe protagoniste della trasmissione televisiva “Linea Verde Discovery – Fatto in Italia”, il programma dedicato alle eccellenze italiane, ai territori e alle tradizioni locali.
Nel corso delle riprese, il borgo ha accolto il conduttore Federico Quaranta e la troupe Rai realizzando un viaggio tra i vicoli, le piazze e i luoghi più rappresentativi del paese, per raccontarne la bellezza, il fascino autentico e la cura con cui sono custoditi il patrimonio storico e culturale.
Un’esperienza che ha permesso di mostrare il fascino autentico di Montecassiano, valorizzandone il patrimonio artistico e paesaggistico. La puntata è andata in onda oggi, sabato 23 maggio, alle ore 12 su Rai 1 e sulla piattaforma RaiPlay.
"Un ringraziamento speciale va a Letizia Dalmazi, guida locale che ha accompagnato la troupe alla scoperta degli angoli più caratteristici del borgo, contribuendo a trasmettere l’anima e le tradizioni di Montecassiano - commenta l’amministrazione comunale - La partecipazione alla trasmissione rappresenta un’importante occasione di promozione e visibilità nazionale per il nostro paese, confermando ancora una volta quanto sia importante lavorare proprio per valorizzare e preservare la bellezza dei nostri borghi". Montecassiano continua così a distinguersi come luogo capace di raccontare bellezza e autenticità.
Tolentino si prepara a vivere una nuova edizione della Notte Bianca, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate cittadina. L’edizione 2026 si svolgerà il prossimo 20 giugno e segnerà ufficialmente l’avvio del calendario dell’“Estate Tolentinate”.
L’organizzazione dell’evento, nato vent’anni fa come “Notte del Solstizio d’Estate”, è stata affidata dall’Amministrazione comunale all’associazione Pro Loco 2.0, che sta lavorando alla definizione del programma insieme ai commercianti e alle attività del centro storico.
Anche quest’anno il cuore della manifestazione sarà il centro cittadino, che per una notte si trasformerà in un grande spazio dedicato a musica, spettacoli e intrattenimento. Sono previsti concerti e musica dal vivo, degustazioni, animazione per bambini e famiglie, eventi diffusi nelle piazze e nei principali luoghi del centro storico, oltre all’apertura straordinaria dei negozi fino a tarda notte con offerte e iniziative speciali.
Tra gli ospiti annunciati dall’Amministrazione comunale ci sarà anche il celebre dj Albertino, protagonista della serata con la sua selezione musicale.
“La Notte Bianca rappresenta da anni uno degli appuntamenti più importanti della programmazione estiva cittadina e ne segna tradizionalmente l’avvio” ricordano il sindaco Mauro Sclavi e il vicesindaco Alessia Pupo. “Si tratta di una manifestazione capace di rivitalizzare il tessuto urbano, aumentare l’attrattività della città e richiamare un grande flusso di visitatori”.
Per agevolare l’afflusso del pubblico sarà inoltre attivato un servizio navetta dedicato per raggiungere il centro storico durante la manifestazione.
A Civitanova Marche, sul lungomare Nord di Fontespina, è stata realizzata un’area dedicata alla tutela della nidificazione del fratino, piccolo uccello costiero sempre più raro e protetto a livello europeo. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Civitanova Marche e l’associazione Ornitologi Marchigiani APS ETS, dopo che nel 2024 una coppia della specie aveva scelto proprio quel tratto di litorale per deporre le uova.
Anche quest’anno la stessa coppia è tornata a nidificare e, nei giorni scorsi, le uova si sono schiuse dando alla luce tre pulcini.
Come sottolinea il Consiglio direttivo dell’associazione “Ornitologi Marchigiani” APS-ETS, “la presenza stabile di una coppia di Fratino su questo tratto di litorale rappresenta un risultato significativo per la conservazione della specie e per la qualità dell’habitat costiero”.
Nell’ambito delle attività scientifiche coordinate da Ispra, gli adulti sono stati dotati di anelli colorati, mentre i pulcini sono stati marcati con piccoli anelli metallici, nel rispetto dei protocolli di inanellamento a scopo di studio. “Queste operazioni consentono di raccogliere informazioni fondamentali sugli spostamenti e sulla biologia della specie, indispensabili per le strategie di conservazione”, evidenzia ancora il Consiglio direttivo.
Proprio grazie a queste attività, lo scorso anno era stato possibile scoprire che uno dei pulcini nati a Fontespina nel 2024 aveva raggiunto la costa di Termoli, dove è stato successivamente osservato anche durante la stagione riproduttiva.
L’area di nidificazione viene oggi monitorata quotidianamente dai volontari dell’associazione, mentre il gruppo familiare si muove lungo il tratto di spiaggia libera opportunamente delimitato. I fratini sono spesso visibili e riconoscibili per i loro rapidi movimenti tra bagnasciuga e zone interne del litorale.
“Uno dei principali fattori di rischio resta la presenza di cani lasciati liberi in spiaggia, particolarmente pericolosi per i pulcini che non sono ancora in grado di volare”, sottolinea il Consiglio direttivo dell’associazione.
Per questo motivo, oltre ai volontari, sono attive anche le guardie giurate venatorie volontarie della sezione provinciale di Federcaccia di Macerata, impegnate nel controllo del rispetto della normativa vigente. Il regolamento comunale sul litorale di Civitanova Marche prevede infatti il divieto di accesso ai cani in spiaggia, anche al guinzaglio, nel periodo compreso tra il 15 marzo e il 15 ottobre.
Il fratino, identificato scientificamente come Anarhynchus alexandrinus, è una specie in declino e classificata come “Endangered” nella Lista Rossa degli uccelli nidificanti in Italia, oltre a essere inserita nell’allegato I della direttiva Uccelli dell’Unione Europea.
“La tutela di questa specie rappresenta un valore ambientale e scientifico di grande rilevanza, soprattutto in un contesto di crescente pressione antropica sulle spiagge sabbiose”, conclude il Consiglio direttivo dell’associazione “Ornitologi Marchigiani” Aps-Ets.
Con l'arrivo della stagione estiva, il comune di Civitanova Marche ha dato ufficialmente il via all’edizione 2026 di "Sole Amico", l'ormai tradizionale campagna informativa e di prevenzione incentrata sui rischi legati all'esposizione solare e sulla tutela della vista. L'iniziativa, ideata dal dermatologo Gino Mattutini, responsabile dell'area dermatologica della Clinica “Villa dei Pini” (Gruppo KOS), si è arricchita quest'anno della preziosa collaborazione dell'oculista Gabriele Poloni, responsabile dell'omonimo reparto all'interno della stessa struttura sanitaria cittadina.
La campagna si è aperta ufficialmente questa mattina nell’aula del Consiglio comunale con una speciale lezione interattiva che ha visto come protagonisti gli alunni delle classi seconde (sezioni B e D) della scuola secondaria di primo grado "Luigi Pirandello".
All'incontro istituzionale hanno preso parte l’assessore Barbara Capponi e il consigliere comunale Piero Croia, che hanno portato i saluti dell'amministrazione, affiancati dal direttore amministrativo di Villa Pini, Luca Amadori, e dal referente del servizio, l'infermiere Roberto Leoni. L'iniziativa gode del prestigioso patrocinio della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche e si inserisce nel quadro delle attività di educazione ambientale legate alla Bandiera Blu, riconoscimento internazionale che adorna le spiagge civitanovesi ininterrottamente dal 2004.
I giovanissimi studenti hanno seguito l'incontro con interesse, interagendo con gli specialisti e ricevendo al termine della mattinata il materiale informativo con il vero e proprio "Decalogo del benessere".
"Le piccole abitudini quotidiane vi mantengono in salute per tutta la vita - ha spiegato ai ragazzi il medico oculista Gabriele Poloni -. Stare all’aperto fa benissimo, ma è fondamentale indossare sempre gli occhiali da sole durante le ore più calde della giornata. Al contrario, ci sono abitudini che fanno male, come attardarsi allo smartphone prima di andare a dormire o studiare in stanze buie. Ricordatevi sempre di mangiare sano e, soprattutto, di fare una pausa dagli schermi digitali ogni 20 minuti di utilizzo".
Subito dopo è stata la volta dell'analisi dermatologica, focalizzata sulla necessità di conoscere le caratteristiche del proprio corpo e di difendersi dalle radiazioni ultraviolette.
"Siamo qui per trasmettere a voi ragazzi le regole giuste per stare al sole in piena sicurezza - ha sottolineato il dottor Gino Mattutini -. Il sole è un nostro grande amico, ma solo se impariamo a viverlo in maniera consapevole, evitando i rischi delle scottature e correggendo tempestivamente i comportamenti scorretti. Imparate a osservare sempre la vostra pelle e parlatene subito con il vostro medico curante nel caso in cui doveste notare un qualsiasi tipo di cambiamento sospetto".
Il valore educativo del progetto, capace di unire le istituzioni e le eccellenze sanitarie del territorio, è stato ribadito a margine dell'incontro anche dai vertici della clinica partner. "Siamo davvero felici di essere presenti in questa cornice istituzionale con due stimati professionisti", ha concluso il direttore amministrativo di Villa Pini, Luca Amadori. "Questo contesto è di fondamentale importanza perché offre agli esperti la possibilità di avvicinare i più piccoli, permettendo di far comprendere loro, con un linguaggio appropriato alla giovane età, quanto sia essenziale porre attenzione alla prevenzione per assicurarsi un futuro in salute".
Una visita intensa, capace di lasciare un segno profondo sia dal punto di vista storico che umano. È quella vissuta all’interno dell’ex ospedale psichiatrico Santa Croce di Macerata, guidata da Romano Ruffini, per anni operatore della struttura e testimone diretto della quotidianità vissuta tra quei padiglioni.
Con passione e sensibilità, Ruffini ha accompagnato i partecipanti in un percorso che ha intrecciato storia, sofferenza e umanità, raccontando non solo l’evoluzione della struttura, ma soprattutto le vite dei pazienti che vi furono ricoverati.
Il Santa Croce venne inaugurato nel 1871, subito dopo l’Unità d’Italia, diventando una delle prime strutture italiane dedicate alla cura delle malattie mentali. Tuttavia, già dal 1774 Macerata aveva mostrato attenzione verso i malati psichiatrici, inizialmente ospitati nella Torre di Porta San Giuliano e successivamente trasferiti alle “Monachette” e poi all’Asilo Ricci durante il periodo dello Stato Pontificio.
Nel corso dei decenni il complesso si ampliò notevolmente, trasformandosi tra il 1871 e il 1939 in una vera e propria città nella città. Furono anni di profonde trasformazioni culturali e sociali, durante i quali si iniziò finalmente a distinguere i malati mentali dai delinquenti, fino ad allora trattati allo stesso modo e gestiti direttamente dal Ministero dell’Interno.
Nel 1876 arrivò alla direzione il giovane medico emiliano Enrico Morselli, che introdusse l’ergoterapia, la cosiddetta terapia del lavoro. I ricoverati venivano coinvolti nella coltivazione dei 14 ettari di terreno appartenenti alla struttura, nella convinzione che disciplina e attività manuale potessero aiutare il recupero mentale.
Il racconto di Ruffini ha ripercorso anche gli anni che precedettero la legge Basaglia, quando medici e infermieri iniziarono a sperimentare forme di assistenza più umane e inclusive. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta alcuni operatori accompagnavano i pazienti all’esterno della struttura e organizzarono spazi di aggregazione per i casi meno gravi, assumendosi importanti responsabilità personali.
Durante la visita i partecipanti hanno attraversato il padiglione uomini, quello femminile, il reparto agitati, la Sezione Cronici, la cooperativa di consumo, la neviera e la struttura a pagamento. Luoghi che, grazie ai racconti di Ruffini, sono sembrati improvvisamente ripopolarsi delle storie e delle emozioni di chi vi aveva vissuto.
Particolarmente toccanti le vicende ricordate durante il percorso, come quella dell’avvocato maceratese Raffaele Foglietti, ricoverato alla fine dell’Ottocento dopo aver ingiuriato il procuratore, oppure quella di Beatrice, madre della scrittrice Sibilla Aleramo, internata per depressione e autrice di una struggente lettera al marito in cui chiedeva di poter tornare libera.
Un viaggio nella memoria che ha riportato al centro il valore dell’umanità nella cura e il ruolo fondamentale degli operatori sanitari, chiamati ogni giorno a cercare percorsi capaci di alleviare la sofferenza mentale.
Al termine della visita, l’associazione della Polizia di Macerata ha consegnato a Romano Ruffini un foulard dell’associazione, ringraziandolo per aver offerto ai presenti una preziosa lezione di storia, memoria e vita vissuta.
Modifiche in vista per la viabilità pedonale nel cuore di Civitanova Marche. A partire da lunedì 25 maggio 2026, il sottopasso di Viale Indipendenza sarà interdetto al solo transito dei pedoni. Nessun blocco, invece, per la circolazione dei veicoli: il passaggio resterà regolarmente aperto alle auto. Lo stop ai pedoni, che si protrarrà per un periodo stimato di 12 giorni lavorativi, si è reso necessario per consentire l'esecuzione di urgenti lavori di manutenzione straordinaria all'infrastruttura.
Il piano dell'intervento, coordinato dal Direttore dei Lavori e Responsabile Unico del Progetto, il geometra Maurizio De Florio, prevede una profonda riqualificazione del passaggio pedonale. Si procederà alla rimozione della pavimentazione esistente, seguita dal ripristino del sottofondo in calcestruzzo e dalla posa di una nuova superficie in gomma vulcanizzata, una combinazione tecnica studiata per migliorare la sicurezza e la funzionalità dell'opera.
La scelta di vietare il transito ai pedoni è stata l'unica strada percorribile per i tecnici comunali. Le dimensioni ridotte del sottopasso, infatti, non avrebbero mai permesso la compresenza degli operai e del flusso dei cittadini in condizioni di sicurezza. Inoltre, i particolari materiali scelti per la pavimentazione richiedono precisi tempi di presa e maturazione, durante i quali è categoricamente vietato qualsiasi tipo di calpestio.
Dagli uffici comunali spiegano che non è stato possibile individuare varianti praticabili per deviare il flusso pedonale. L’ipotesi di utilizzare le rampe carrabili come percorso alternativo per i piedi è stata infatti scartata poiché totalmente incompatibile con le caratteristiche strutturali e di sicurezza delle rampe stesse.
Sulla questione è intervenuto il primo cittadino, consapevole dell'importance strategica che il tunnel riveste per il collegamento quotidiano con il centro cittadino.
"Comprendiamo il disagio che questa chiusura comporterà per cittadini e residenti, soprattutto considerando che si tratta di un collegamento strategico tra Viale Indipendenza e il centro cittadino - ha dichiarato il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica -. Tuttavia, si tratta di un intervento non più rinviabile, necessario per garantire condizioni di piena sicurezza. L'amministrazione farà il possibile per contenere al massimo i tempi del cantiere e riaprire il sottopasso nel più breve tempo possibile".
L'operazione di Viale Indipendenza fa parte di uno stanziamento complessivo più ampio destinato alle infrastrutture cittadine. I lavori di manutenzione straordinaria andranno infatti a sanare le zone ammalorate di altre due strutture: il sottopasso di via Buozzi e quello di via Principe di Piemonte e Colombo, per un investimento totale che ammonta a 125 mila euro per i tre siti.
A differenza di Viale Indipendenza, per questi ultimi due punti i cantieri non comporteranno particolari criticità sul fronte della gestione della viabilità pedonale. Entrambi i passaggi sono infatti dotati di più modalità alternative di attraversamento, come rampe e sistemi di sollevamento meccanizzato (ascensori), che consentiranno di garantire la continuità del transito dei cittadini per tutta la durata delle lavorazioni.