Due distinti interventi dei Carabinieri hanno interessato nelle ultime ore i territori di Montecosaro e Porto Recanati, con un arresto e una denuncia in stato di libertà.
A Montecosaro, i militari della locale Stazione hanno arrestato un 28enne del posto, dando esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.
Il giovane deve espiare una pena residua di 2 anni, 9 mesi e 3 giorni di reclusione per reati in materia di sostanze stupefacenti commessi tra il 2020 e il 2023 in provincia di Macerata.
Dopo le formalità di rito, il 28enne è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Fermo, dove è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.
A Porto Recanati, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà una 43enne di origine nigeriana, residente in città, per il reato di porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione relativa a una donna che stava percorrendo a piedi una delle principali vie del centro cittadino impugnando, secondo quanto riferito, un coltello da cucina.
I militari sono intervenuti rapidamente, riuscendo a bloccare la donna e a mettere in sicurezza la situazione. Il coltello è stato quindi posto sotto sequestro.
La donna, che secondo quanto riferito presentava evidenti difficoltà di natura psichica, è stata sottoposta agli accertamenti sanitari ritenuti necessari e successivamente trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche per ricevere le cure del caso.
Due distinti interventi dei Carabinieri hanno interessato nelle ultime ore i territori di Montecosaro e Porto Recanati, con un arresto e una denuncia in stato di libertà.
A Montecosaro, i militari della locale Stazione hanno arrestato un 28enne del posto, dando esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.
Il giovane deve espiare una pena residua di 2 anni, 9 mesi e 3 giorni di reclusione per reati in materia di sostanze stupefacenti commessi tra il 2020 e il 2023 in provincia di Macerata.
Dopo le formalità di rito, il 28enne è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Fermo, dove è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.
A Porto Recanati, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà una 43enne di origine nigeriana, residente in città, per il reato di porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione relativa a una donna che stava percorrendo a piedi una delle principali vie del centro cittadino impugnando, secondo quanto riferito, un coltello da cucina.
I militari sono intervenuti rapidamente, riuscendo a bloccare la donna e a mettere in sicurezza la situazione. Il coltello è stato quindi posto sotto sequestro.
La donna, che secondo quanto riferito presentava evidenti difficoltà di natura psichica, è stata sottoposta agli accertamenti sanitari ritenuti necessari e successivamente trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche per ricevere le cure del caso.
Prosegue l'attività di controllo e contrasto al bracconaggio sul territorio della provincia di Macerata. Le Guardie Venatorie Volontarie della Sezione Provinciale Federcaccia di Macerata hanno partecipato a diversi servizi notturni, coordinati dalla Polizia Provinciale, che ha garantito la costante presenza sul territorio.
Nel corso delle attività sono stati individuati e sottoposti a sequestro sei richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, dispositivi vietati dalla normativa vigente e utilizzati per attirare la fauna selvatica, in particolare le quaglie.
I controlli hanno interessato i territori comunali di Recanati, Appignano, San Ginesio, Monte San Martino, Fiuminata e Monte San Giusto, dove sono stati rinvenuti i dispositivi.
L'utilizzo di richiami acustici vietati rappresenta una pratica che, oltre a essere contraria alle disposizioni in materia di attività venatoria, può favorire forme di prelievo indiscriminato della fauna selvatica. Un fenomeno che le associazioni venatorie e gli organi di vigilanza sono chiamati a contrastare con attenzione, nell'interesse della tutela delle specie e del rispetto delle regole.
«Queste sono forme di bracconaggio che vanno condannate senza mezzi termini», sottolinea il coordinamento delle Guardie Venatorie Volontarie della Federcaccia Provinciale di Macerata, ringraziando gli operatori impegnati nei servizi.
L'attività di vigilanza, viene evidenziato, ha l'obiettivo di contribuire alla salvaguardia della quaglia, contrastando eventuali abbattimenti indiscriminati, ma anche di tutelare i cacciatori che praticano l'attività venatoria nel rispetto della normativa e insieme ai propri ausiliari a quattro zampe.
L'azione di controllo sul territorio proseguirà anche attraverso la collaborazione tra le Guardie Venatorie Volontarie e la Polizia Provinciale, con particolare attenzione alle segnalazioni relative a possibili violazioni delle norme sulla caccia.
Paura nel pomeriggio a Frontignano di Ussita, dove un ciclista di circa trent’anni è rimasto ferito dopo una caduta in mountain bike lungo il percorso delle Saliere.
L’incidente si è verificato intorno alle 14.30. Il ciclista stava affrontando la discesa quando, per cause non specificate, è caduto riportando un trauma alla colonna.
La richiesta di soccorso ha fatto scattare l’intervento di 118, vigili del fuoco e Soccorso alpino. Per raggiungere il ferito è stata impiegata anche l’eliambulanza, decollata da Fabriano con a bordo il personale specializzato negli interventi in quota.
Una volta raggiunto dai soccorritori, il ciclista è stato caricato sull’elicottero. Dopo le prime valutazioni, il personale sanitario ha disposto il trasferimento all’ospedale di Torrette di Ancona, dove sarà sottoposto agli accertamenti del caso.
Secondo le informazioni disponibili, non sarebbe in pericolo di vita.
Un monopattino elettrico modificato al punto da essere considerato un ciclomotore, ma guidato da una donna che non aveva mai conseguito la patente.
È quanto emerso durante un controllo della Polizia Locale di Civitanova Marche in via Carducci, dove sono stati fermati due cittadini cinesi di 46 anni, entrambi regolarmente soggiornanti in Italia. Per la conducente del mezzo sono scattate sanzioni per diverse migliaia di euro, oltre a sequestro e fermo amministrativo.
Il controllo è avvenuto nel corso del servizio serale di sabato. I due procedevano appaiati, ciascuno a bordo del proprio monopattino elettrico. L'uomo, residente a Bolzano ma domiciliato a Civitanova per motivi di lavoro, è stato sanzionato perché il suo mezzo era privo di targa identificativa e copertura assicurativa.
Per entrambe le violazioni sono state contestate sanzioni da 100 euro. Al conducente è stata inoltre contestata una multa da 50 euro per aver circolato nelle ore notturne senza il previsto giubbotto ad alta visibilità.
Ben più rilevante la posizione della donna. Il suo monopattino presentava infatti modifiche di fabbrica, tra cui un sellino collocato a circa 80 centimetri da terra e la predisposizione per il trasporto di un passeggero. Caratteristiche che, secondo gli accertamenti della Polizia Locale, fanno rientrare il mezzo nella categoria dei ciclomotori, sottoponendolo quindi alle relative disposizioni del Codice della Strada.
La 46enne, però, era sprovvista anche della patente necessaria per guidare un ciclomotore. Nei suoi confronti sono state contestate quattro violazioni.
La più pesante riguarda la guida senza patente, con una sanzione di 5.100 euro e il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi. A questa si aggiunge una multa di circa 900 euro per la mancanza dell'assicurazione, con il conseguente sequestro del mezzo.
Contestata anche la mancata immatricolazione, con una sanzione che potrà variare da 158 a 635 euro e che sarà determinata dalla Prefettura, alla quale il verbale verrà trasmesso entro dieci giorni. In questo caso è previsto anche il sequestro ai fini della confisca. Infine, la donna è stata sanzionata con ulteriori 79 euro per la mancanza della targa.
Il caso di via Carducci arriva a pochi giorni di distanza da un episodio analogo. La Polizia Locale aveva infatti fermato in corso Vittorio Emanuele un altro monopattino elettrico modificato, anche in quel caso con caratteristiche tali da assimilarlo a un ciclomotore. Il controllo aveva portato a sanzioni per circa 7mila euro a carico del conducente.
Nel corso dei servizi serali gli agenti hanno inoltre effettuato controlli nei parchi cittadini di San Marone, via Saragat e via Magnaghi, nell'ambito delle attività di polizia di prossimità. I controlli proseguiranno anche dopo la scadenza dell'ordinanza sindacale che vietava la detenzione e il consumo di bevande alcoliche in alcune aree pubbliche della città. Durante il periodo di validità del provvedimento erano state accertate 26 violazioni, ciascuna sanzionata con 300 euro.
"Siamo presenti sul territorio e continuiamo a fare il nostro dovere con i controlli quotidiani su strada", sottolinea il dirigente superiore Cristian Lupidi, comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche. "A breve, in attuazione di uno degli obiettivi annuali del Comando, sarà formalizzata una nuova articolazione dei servizi per rendere periodicamente presente a rotazione in tutte le zone un'aliquota mobile".
Con la contestazione effettuata in via Carducci, salgono infine a dieci le violazioni per guida senza aver conseguito la patente accertate dalla Polizia Locale di Civitanova Marche dall'inizio del 2026.
Aveva già un foglio di via obbligatorio da Civitanova Marche ancora in corso di validità il 20enne fermato nella notte sul lungomare Sergio Piermanni e trovato in possesso di circa un grammo di cocaina. Il giovane, residente in un comune del Fermano, è stato controllato nell'ambito di un servizio interforze predisposto per la notte di sabato da Polizia di Stato, carabinieri e Guardia di finanza.
I controlli, disposti dal Questore di Macerata sulla base delle indicazioni emerse dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal Prefetto, hanno interessato in particolare il lungomare Sergio Piermanni e le zone maggiormente frequentate dai giovani, con l'obiettivo di prevenire situazioni di illegalità e garantire il controllo del territorio anche durante la fase di deflusso dagli esercizi di intrattenimento.
Nel corso della notte sono state controllate 29 persone e quattro veicoli. Intorno alle 3:15 gli operatori hanno fermato sul lungomare un'autovettura con a bordo il solo conducente, il 20enne. Durante le verifiche il giovane ha mostrato evidenti segni di nervosismo.
Alla domanda degli agenti sull'eventuale possesso di sostanze stupefacenti, ha consegnato spontaneamente un piccolo involucro in cellophane contenente una sostanza bianca.
Il successivo narcotest ha confermato che si trattava di cocaina, per un peso di circa un grammo. I carabinieri hanno quindi contestato al ragazzo la violazione amministrativa prevista per la detenzione di sostanza stupefacente per uso personale, procedendo al sequestro della droga e alla segnalazione alla Prefettura di Macerata.
Gli ulteriori accertamenti effettuati dalla Polizia di Stato hanno fatto emergere un altro elemento: il 20enne era infatti destinatario di un foglio di via obbligatorio dal comune di Civitanova Marche, tuttora valido. Per la violazione del provvedimento sono stati adottati gli ulteriori provvedimenti previsti dalla legge.
Durante il servizio gli equipaggi hanno inoltre prestato assistenza a una giovane donna che aveva riferito di essere caduta accidentalmente, riportando alcune escoriazioni. La ragazza ha rifiutato l'intervento dei sanitari e, dopo che è stato verificato che non necessitasse di ulteriori cure, è rimasta sul posto insieme al fidanzato.
I controlli sono proseguiti fino alle prime ore del mattino, con particolare attenzione alla fase di uscita dai locali e al deflusso degli avventori, che si è svolto senza particolari criticità. Anche gli agenti della Volante del Commissariato di Civitanova Marche hanno garantito la consueta attività di controllo e pronto intervento sul territorio, senza registrare ulteriori episodi di particolare rilievo.
Si sono presentati alla porta di un’85enne qualificandosi come finanzieri e, con la scusa di un problema che avrebbe coinvolto la figlia e la sua auto, hanno cercato di convincerla a preparare denaro, gioielli e altri preziosi. Ma l’anziana non si è lasciata ingannare: ha chiamato il 112 e ha permesso alla Polizia di sventare la truffa e fermare due uomini, di 57 e 24 anni, entrambi provenienti dalla Campania.
L’intervento è scattato nei giorni scorsi a Macerata, dopo la segnalazione della donna alla centrale di emergenza. I due sedicenti finanzieri le avevano raccontato di una situazione problematica riguardante la figlia e la sua automobile, chiedendole di preparare soldi e oggetti di valore che sarebbero poi passati a ritirare.
L’85enne aveva effettivamente preparato quanto richiesto, ma al momento dell’arrivo dei due uomini sotto casa ha scelto di non aprire il portone e di contattare immediatamente la Polizia.
Quando gli agenti della Squadra Volante sono arrivati, i due si erano già allontanati a bordo di una Fiat Panda. La Sala Operativa della Questura ha quindi diramato immediatamente la nota di ricerca del veicolo.
Poco dopo, la vettura è stata intercettata nella zona di Sforzacosta da un equipaggio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, diretto dal commissario della Polizia di Stato Marco Angelo Martello.
Durante il controllo, uno dei due, il 24enne, è stato riconosciuto dagli agenti come il passeggero della vettura vista allontanarsi dall’abitazione dell’anziana.
I due sono stati accompagnati in Questura e sottoposti a perquisizione personale e del veicolo, che ha dato esito negativo. Alcuni telefoni cellulari trovati nella loro disponibilità sono stati invece sequestrati perché ritenuti pertinenti all’ipotesi di tentata truffa aggravata in concorso.
Uno dei due uomini, inoltre, risulta avere numerosi precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio. Tra questi anche un analogo tentativo di truffa aggravata commesso nei giorni precedenti a Civitanova Marche. In quel caso gli era stato notificato un foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel Comune per un anno, emesso dal questore di Macerata.
Dell’attività è stata informata l’autorità giudiziaria, alla quale spettano ora le valutazioni di competenza.
La Polizia rinnova intanto l’invito soprattutto alle persone anziane a prestare la massima attenzione quando qualcuno si presenta alla porta qualificandosi come appartenente alle Forze dell’ordine o ad altri enti e chiede denaro o oggetti preziosi, facendo riferimento a presunti incidenti o emergenze che coinvolgono familiari.
In caso di dubbi, il consiglio è quello di non consegnare denaro o preziosi, non far entrare estranei in casa e chiamare immediatamente il 112.
Nelle ultime ore, due distinti interventi condotti dai militari a Macerata e Cingoli hanno portato a una sanzione amministrativa e a una denuncia in stato di libertà.
A Macerata, i Carabinieri del N.O.R. – Sezione Radiomobile della Compagnia locale sono intervenuti dopo diverse segnalazioni arrivate al Numero Unico di Emergenza 112.
Il primo intervento è avvenuto in piazza XXV Aprile, dove un 28enne di origine tunisina, domiciliato a Macerata, si trovava in evidente stato di alterazione riconducibile all’abuso di alcol e stava discutendo animatamente con alcuni connazionali.
Poco dopo, il giovane si è spostato in un’altra zona del centro cittadino, dove avrebbe iniziato a bussare ripetutamente e senza apparente motivo alle porte di alcune abitazioni.
I Carabinieri lo hanno nuovamente raggiunto e, considerate le condizioni in cui si trovava, lo hanno sanzionato amministrativamente per ubriachezza manifesta. Sul posto è intervenuto anche il personale sanitario del 118 che, valutato lo stato psicofisico del 28enne, lo ha accompagnato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Macerata per gli accertamenti e le cure del caso.
A Cingoli, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato in stato di libertà un 32enne residente a Jesi, al termine degli accertamenti effettuati dopo un controllo.
L’uomo è stato fermato mentre si trovava alla guida della propria autovettura nel centro cittadino. Durante la successiva perquisizione del veicolo, i militari hanno trovato un coltello da cucina con una lama lunga circa 30 centimetri.
L’oggetto è stato sequestrato. Secondo quanto accertato dai Carabinieri, il 32enne lo avrebbe portato con sé senza un giustificato motivo. Per questo motivo è stato deferito in stato di libertà per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
Il coltello è stato posto sotto sequestro e affidato in custodia, in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria.
Una casa vacanze sul litorale fermano che si è rivelata una trappola: un 54enne di Monte San Giusto aveva versato 400 euro di caparra dopo aver trovato l'annuncio online, ma una volta ricevuto il denaro l'inserzionista è sparito, rendendosi irreperibile. I carabinieri della Stazione di Monte San Giusto hanno identificato e denunciato per truffa un 42enne originario di Torino, già noto alle forze dell'ordine.
La vicenda risale allo scorso maggio, quando il 54enne aveva risposto a un annuncio pubblicato su una nota piattaforma online per l'affitto di una casa vacanze situata lungo il litorale fermano. Dopo aver contattato l'inserzionista e concordato i dettagli del soggiorno, l'uomo aveva effettuato il pagamento di 400 euro a titolo di caparra.
Incassata la somma, però, il presunto locatore ha interrotto ogni contatto, disattivando i recapiti utilizzati per la trattativa e senza fornire più alcuna indicazione sulle modalità per ottenere le chiavi dell'immobile.
A quel punto il 54enne si è rivolto ai carabinieri della Stazione di Monte San Giusto, che hanno avviato un'attività investigativa per ricostruire la vicenda. Gli accertamenti telematici e bancari eseguiti dai militari hanno permesso di risalire all'identità dell'inserzionista.
Si tratta di un 42enne di origini torinesi, già noto alle forze dell'ordine, che è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata con l'accusa di truffa.
Una giornata dedicata alla memoria, al sacrificio e alla storia degli italiani internati nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. In occasione della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, istituita dalla legge n. 6 del 13 gennaio 2025, si terrà a Macerata la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore.
L’appuntamento è fissato per lunedì 22 settembre al Teatro Lauro Rossi e sarà articolato in due distinti momenti, secondo il medesimo programma. La prima cerimonia si svolgerà alle ore 9, mentre la seconda avrà inizio alle 11.30.
Nel corso della sessione delle ore 9 saranno consegnate le Medaglie d’Onore agli insigniti residenti nel Comune di Recanati. Si tratta di Manlio Baldoni, Armando Biagiola, Antonio Bitocco, Dante Borsella, Eugenio Bugiolacchio, Bruno Cingolani, Giustino Cingolani, Pasquale Erbaccio, Aurelio Ficosecco, Luigi Filipponi, Armando Guardabassi, Giuseppe Guzzini, Igino Guzzini, Monaldo Guzzini, Igino Mandolini, Silvio Manzotti, Bruno Marconi, Gino Marini, Giuseppe Massaccesi, Luigi Micheloni, Sante Montironi, Giuseppe Onofri, Dario Pecorari, Igino Pecorari, Enio Poeta, Gino Rossini, Nazareno Sabbatini, Marino Scoppa, Carlo Alberto Serenellini e Giuseppe Trubbiani.
La seconda cerimonia, in programma alle 11.30, sarà invece dedicata agli insigniti residenti negli altri Comuni della provincia di Macerata.
Riceveranno la Medaglia d’Onore Armando Tartari di Macerata; Zeno Amantini, Gino Ciarapica, Mario Cotechini e Pasquale Scenna di Civitanova Marche; Italo Belvederesi e Ugo Collina di Potenza Picena; Vincenzo Bravi di Corridonia; Carlo Brugnola di Matelica; Giuseppe Pecorari di Montecassiano; Pierino Mariani di Pollenza; Tito Accorsi, Pietro Leoni, Italo Lillini, Guido Marziali e Armando Olivieri di Appignano; Giovanni Savi di Appignano; Erino Amichetti e Leonardo Fuselli di Montelupone; Lorenzo Ferranti di Sarnano; Guido Sampaolo di Belforte del Chienti e Luigi Nardi di Serrapetrona.
La cerimonia rappresenterà un momento di particolare significato per la provincia di Macerata, chiamata a rendere omaggio alla memoria di uomini che vissero la drammatica esperienza dell’internamento durante il conflitto mondiale. Un riconoscimento che assume oggi anche un importante valore civile e storico, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, alle quali viene affidato il compito di custodire e tramandare la memoria di quanto accaduto.
A rendere ancora più solenne l’appuntamento sarà la presenza, in entrambe le sessioni, dell’Orchestra di fiati “Insieme per gli Altri”, diretta dal Maestro Enrico Vissani.
La cerimonia al Teatro Lauro Rossi sarà quindi non soltanto il momento ufficiale della consegna delle onorificenze, ma anche un’occasione per ricordare le vicende degli internati militari e civili italiani e il dramma vissuto da migliaia di persone durante gli anni della Seconda guerra mondiale.
Attraverso la consegna delle Medaglie d’Onore, la memoria individuale delle persone insignite diventa così parte di una memoria collettiva, contribuendo a mantenere vivo il ricordo di una pagina dolorosa della storia italiana.
MACERATA – Cambio al vertice delle Compagnie dei Carabinieri di Macerata e Tolentino. Il comandante provinciale, colonnello Raffaele Ruocco, ha presentato i due nuovi ufficiali destinati a guidare i reparti: il capitano Francesco Grasso, 47 anni, assume il comando della Compagnia di Macerata, mentre il capitano Paolo Petruccelli, 36 anni, arriva alla guida della Compagnia di Tolentino dopo l’esperienza nel Nucleo investigativo del Comando provinciale di Palermo.
Per Grasso si tratta, di fatto, di un ritorno nelle Marche. Originario di San Severo, in provincia di Foggia, ha già prestato servizio sul territorio regionale e ha anche un legame familiare con la provincia di Ancona: la moglie è infatti originaria di Sassoferrato. “Amo questa terra, è la mia seconda casa”, ha raccontato, spiegando di voler mettere la propria esperienza al servizio dei cittadini della provincia di Macerata.
Il nuovo comandante della Compagnia di Macerata ha indicato con chiarezza le priorità del suo incarico: prevenzione, controllo del territorio e collaborazione istituzionale, con particolare attenzione alle vittime vulnerabili.
“Il cittadino deve sentirsi al sicuro, deve sentire e percepire la presenza dell’Arma sul territorio”, ha sottolineato Grasso, annunciando un impegno particolare sul fronte delle truffe agli anziani, dei reati informatici e della violenza di genere.
Grande attenzione sarà dedicata anche alla prevenzione, a partire dalle scuole e dai progetti sulla legalità, con iniziative rivolte ai giovani per contrastare fenomeni come bullismo e cyberbullismo. Prima di approdare a Macerata, ha guidato la Compagnia di Schio, in provincia di Vicenza, mentre in precedenza ha prestato servizio presso la Prima Sezione del Nucleo Investigativo di Venezia.
Il capitano Petruccelli, originario di Civitavecchia, arriva invece a Tolentino dopo una significativa esperienza investigativa maturata soprattutto a Palermo, dove si è occupato anche di criminalità organizzata. In precedenza ha prestato servizio in Puglia e in Toscana e ha maturato esperienze nell’Arma territoriale e investigativa.
Per lui è il primo incarico nelle Marche, un territorio che ha ammesso di conoscere soprattutto da visitatore e che ora si appresta a studiare direttamente sul campo.
“L’obiettivo principale che mi sono prefissato è quello di leggere il territorio, imparare a conoscerlo e confrontarmi costantemente con i comandanti di stazione”, ha spiegato Petruccelli, indicando nella prossimità ai cittadini uno dei cardini del proprio mandato.
Particolare attenzione sarà riservata anche al territorio interessato dalla ricostruzione post-sisma e dalle importanti movimentazioni economiche legate alla ricostruzione. "Un fenomeno che, ha sottolineato il nuovo comandante di Tolentino, dovrà essere analizzato senza giudizi affrettati, individuando di volta in volta criticità e fattori di rischio".
“L’Arma lavora e opera ogni giorno su fatti e comportamenti, non su provenienze”, ha ribadito Petruccelli, sottolineando la necessità di conoscere i fenomeni prima di formulare valutazioni.
Due esperienze diverse, dunque, che si incontrano in una nuova sfida professionale. Da una parte l’esperienza investigativa maturata anche sul fronte della criminalità organizzata, dall’altra la conoscenza del territorio marchigiano e dell’attività di comando.
Il colonnello Ruocco ha evidenziato l’importanza del cambio ai vertici come occasione per valorizzare anche le professionalità già presenti nell’Arma. “Il cambiamento ha degli aspetti sempre positivi”, ha osservato, paragonando il nuovo assetto a una squadra nella quale un giocatore può essere messo nella posizione più adatta alle proprie caratteristiche.
L’obiettivo comune indicato dai nuovi comandanti resta comunque uno: garantire sicurezza attraverso una presenza costante sul territorio e una forte collaborazione tra i diversi reparti e le istituzioni.
La revoca delle deleghe all'Urbanistica a Roberta Belletti fa esplodere nuovamente lo scontro politico a Civitanova Marche. A intervenire è Fausto Troiani, consigliere comunale di Vince Civitanova ed ex presidente del Consiglio comunale, che annuncia la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Fabrizio Ciarapica.
Una presa di posizione che arriva dopo la decisione del primo cittadino di trattenere per sé le deleghe all'Urbanistica, motivata dalla necessità di imprimere "un nuovo e deciso cambio di passo" e di recuperare maggiore condivisione all'interno della maggioranza. Parole alle quali Troiani replica con durezza, mettendo in discussione proprio la gestione politica del sindaco.
"Ciarapica revoca le deleghe all'urbanistica all'assessore Belletti di Vince Civitanova perché, dice lui, 'è necessario un cambio di passo e una maggiore coesione in quanto non sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati'; prefissati da chi? - attacca Troiani -. O c'è stato un confronto in maggioranza, o erano stati prefissati dallo stesso Ciarapica che aveva promesso tante cose a tante persone senza avere il carisma e l'autorevolezza per compattare gli 'spiriti liberi' della maggioranza e per poter mantenere fede alle promesse fatte".
Secondo l'ex presidente del Consiglio comunale, proprio il sindaco dovrebbe assumersi per primo la responsabilità delle difficoltà sull'Urbanistica. "Se l'urbanistica non ha raggiunto i risultati prefissati da lui e dai suoi compari, il primo responsabile, il primo che dovrebbe dimettersi è lui stesso", sostiene Troiani, ricordando anche il periodo in cui ricopriva personalmente l'incarico di assessore all'Urbanistica.
"Fin dal primo mandato, quando ero io assessore all'urbanistica, le sue ingerenze e le sue pressioni presso gli uffici erano all'ordine del giorno", afferma.
Troiani torna quindi sulla vicenda che aveva riguardato anche la sua esperienza amministrativa: "La colpa dell'assessore Belletti è stata quella di non averlo assecondato nelle sue 'personali desiderata'".
La parte centrale dell'intervento riguarda però il quadro politico del centrodestra civitanovese. Troiani accusa Ciarapica di aver "tradito l'elettorato di centrodestra civitanovese", ricordando che il sindaco è stato eletto per due mandati "con i voti del centrodestra" e contestando anche le sue successive scelte politiche.
"Poi, morto politicamente per la sua incapacità di fare il sindaco e bocciato per ben due volte alle regionali, da ultimo, fregandosene allegramente dei partiti del centrodestra, bramoso di andare addirittura a fare il deputato a Roma, senza scomporsi più di tanto, lascia il centrodestra (nella fattispecie Forza Italia che non muove una paglia) e passa con Futuro Nazionale del generale Vannacci, fuori dalla coalizione di centrodestra sia a livello nazionale che a Civitanova", afferma il consigliere.
E proprio ai partiti del centrodestra Troiani rivolge una domanda: "E i partiti del centrodestra di Civitanova cosa fanno? Niente". Da qui la presa di posizione di Vince Civitanova, che rivendica di essere rimasta fedele agli accordi e all'elettorato. "Siamo sempre stati leali con il nostro elettorato, rispettosi della parola data e degli accordi presi", sottolinea Troiani, richiamando gli accordi "scaturiti dalle urne nel 2022".
Accordi che, secondo il consigliere, sarebbero stati disattesi prima con la sua sfiducia dalla presidenza del Consiglio comunale, avvenuta lo scorso gennaio, e ora con la revoca delle deleghe a Belletti. "Probabilmente una vendetta di Ciarapica, al quale nessun partito della coalizione ha ricordato quali fossero i suddetti patti", sostiene Troiani.
Il consigliere parla quindi di una maggioranza ormai profondamente divisa: "È ovvio, purtroppo, che ognuno pensa al suo piatto di lenticchie, ma il banco del centrodestra è saltato e se non si corre ai ripari quanto prima, le apparenti disarticolate e ridicole mosse di Ciarapica e dei suoi nuovi alleati, anch'essi senza un minimo di dignità, porteranno allo sfascio il centrodestra cittadino e alla vittoria del centrosinistra alle prossime imminenti elezioni amministrative".
Infine l'annuncio destinato ad aprire un nuovo fronte politico in Consiglio comunale: "Nei prossimi giorni presenteremo una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco". Troiani mette però le mani avanti rispetto all'eventuale sostegno dei gruppi di centrosinistra: "Se pure sarà condivisa dai gruppi di centrosinistra, non significa che Vince Civitanova si è alleata con il PD", afferma, definendo quella possibile convergenza "un atto di dignità per ridare voce ai cittadini di Civitanova".
CIVITANOVA MARCHE - "Verbali e documenti sbugiardano Ciarapica. Sull’urbanistica ha indirizzato e condiviso ogni cosa". Non si placa lo scontro politico dopo la revoca delle deleghe a Roberta Belletti da parte del sindaco Fabrizio Ciarapica. L’ex assessora della Giunta civitanovese replica duramente alle motivazioni contenute nel decreto di revoca e annuncia di voler rispondere “con gli atti”, sostenendo che documenti, verbali e relazioni dimostrerebbero il pieno coinvolgimento del primo cittadino sulle questioni urbanistiche.
Il punto contestato da Belletti riguarda in particolare il riferimento, contenuto nel decreto, a una presunta “non adeguata concertazione preventiva tra l’Assessorato, gli uffici tecnici e le forze politiche di maggioranza”.
Secondo l’ex assessora, si tratterebbe di una ricostruzione non corrispondente a quanto avvenuto durante il suo mandato. “Dal giorno del mio insediamento ho svolto incontri, riunioni sulle questioni urbanistiche. Il sindaco è sempre stato informato. Esistono verbali, date, relazioni e persone presenti”, sostiene Belletti.
Da qui la decisione di affidare la propria replica alla documentazione. “A parlare sono perciò i documenti”, afferma l’ex assessore, secondo la quale la revoca delle deleghe finirebbe paradossalmente per mettere in discussione anche l’attività dello stesso sindaco.
Belletti ricorda infatti che, nel novembre 2024, Ciarapica aveva dichiarato pubblicamente che avrebbe svolto personalmente un’attività di supervisione sull’Urbanistica, in un momento di tensione all’interno della maggioranza.
“Supervisionava, quindi sapeva”, è la conclusione dell’ex assessora, che sostiene come il sindaco fosse a conoscenza di “attività, obiettivi, problemi e stato delle pratiche” e che, in alcuni casi, avrebbe anche sollecitato e indirizzato le soluzioni ritenute più opportune.
Da questa ricostruzione Belletti trae una conseguenza politica precisa: "Se oggi gli obiettivi dell’assessorato non fossero stati raggiunti, sostiene, sarebbe lo stesso sindaco a dover rispondere dell’attività di supervisione esercitata sull’Urbanistica".
L’ex assessora sposta quindi il confronto anche sul tema della concertazione politica, chiedendo a Ciarapica di chiarire cosa intenda esattamente con questo termine.
Nel mirino c’è soprattutto la scelta politica compiuta dal sindaco durante l’attuale mandato. Belletti ricorda che Ciarapica è stato eletto nel 2022 alla guida di una coalizione di centrodestra composta da partiti e liste che avevano sostenuto insieme la sua candidatura. Successivamente, il sindaco ha scelto una diversa collocazione politica, aderendo a una formazione che non aveva partecipato alle elezioni comunali.
“Prima di compiere questa scelta ha convocato i consiglieri della sua maggioranza?”, domanda Belletti. E ancora: “L’ha condivisa preventivamente con le liste che lo hanno sostenuto e contribuito alla sua elezione? Ha chiesto ai consiglieri se, dopo aver cambiato la propria collocazione politica, fossero ancora disponibili a sostenerlo come sindaco?”.
Per l’ex assessora, proprio questo sarebbe un esempio di quella “concertazione preventiva” richiamata dal sindaco nel decreto di revoca.
“È chiaro a tutti che l’urbanistica non c’entra nulla, la sua è solo una vendetta politica”, accusa quindi Belletti, che annuncia di voler documentare la propria versione dei fatti attraverso gli atti amministrativi: “Io risponderò con gli atti. Con i verbali. Con le riunioni che ci sono state. Con le relazioni. Con le date”.
Belletti difende inoltre il proprio operato, rivendicando di non aver modificato il progetto politico e amministrativo con il quale si era presentata agli elettori.
“Non ho cambiato il progetto politico e amministrativo con il quale mi sono presentata agli elettori”, afferma, accusando Ciarapica di aver invece cambiato collocazione politica nel corso della consiliatura.
La conclusione è un nuovo affondo nei confronti del sindaco: “Se oggi Ciarapica ritiene così importanti la coerenza politica e la concertazione preventiva, allora sia coerente fino in fondo: tragga le conseguenze della propria scelta politica e si dimetta direttamente”.
Lo scontro tra l’ex assessora e il primo cittadino aggiunge così un nuovo capitolo alla crisi politica che ha portato alla revoca delle deleghe a Belletti. Ora l’attenzione è destinata a concentrarsi anche sugli atti e sulla documentazione che l’ex assessora ha annunciato di voler rendere pubblici per sostenere la propria ricostruzione.
La cultura è salute può essere lo slogan conseguente ed esplicativo di quello che si legge nel manifesto di presentazione di Unitre Macerata: “imparare non ha età”. In ogni età infatti, dall’infanzia, adolescenza, giovinezza, età adulta fino alla vecchiaia, siamo pervasi da una dose di curiosità, di bisogno di conoscenza del mondo che ci circonda.
È un processo dinamico e progressivo che col passare del tempo si arricchisce di esperienze, nozioni, esempi dove confrontare la nostra vita con i nostri sentimenti, desideri, le nostre ambizioni, le nostre volontà. La cultura è sicuramente l’elemento che maggiormente incide sulla essenza e la qualità dell’esistenza che viviamo e quindi la cultura è salute ed imparare non ha età.
Questi sono i principi a cui si ispira l’attività di Unitre Macerata. Il 2026 è il secondo anno di proposta didattica dell’associazione maceratese, nel 2025 il presidente Renzo Serrani e i suoi collaboratori avevano programmato 26 corsi con docenti di primissimo livello sui più svariati temi.
Nel 2026 per un avvicendamento dovuto al grande impegno che richiede la supervisione dei corsi la presidente di Unitre Macerata è la Signora Gloria Pierucci, che coadiuvata dai consiglieri dell’associazione e dalla direttrice dei corsi dott.ssa Francesca Caldarelli, ha pubblicato la realizzazione di ben 37 corsi.
Le lingue, le materie umanistiche, le varie scienze, l’arte, l’economia sono tutte materie rappresentate nel programma predisposto. Martedì 15 settembre ci sarà la presentazione del programma definitivo alle ore 10 nella sala dedicata alla comunicazione del centro medico Associati Fisiomed nella sua nuova sede a Sforzacosta.
I cittadini interessati sono invitati; numerose saranno le testate giornalistiche presenti. Associati Fisiomed ha un ruolo importante nel programma: la gestione di più corsi di Unitre Macerata. Tra i più ricercati ed apprezzati sicuramente “La cultura della salute”, ben 21 lezioni sugli argomenti più interessanti per la preservazione della salute e la prevenzione della malattia.
Inedito anche il corso sulla lettura e i benefici di quanto ci raccontano i buoni libri. Il corso “La cultura della salute” si svolgerà con l’intervento di illustri professionisti medici collaboratori di Associati Fisiomed coordinati da un esperto della comunicazione sanitaria, il giornalista medico-scientifico Fabrizio Scoccia autore di questa rubrica “Sano a sapersi”, veramente soddisfatto di poter utilizzare il corso specifico di Unitre Macerata per una buona divulgazione medico-scientifica.
Saranno trattati tanti argomenti della salute, distribuiti con attenzione ai periodi dedicati alla prevenzione di specifiche patologie e alla stagionalità di alcune problematiche. La novità interessante è la possibilità di un intervento per ogni argomento della dott.ssa Caldarelli, psicologa, nella consapevolezza che ogni condizione patologica produce una specifica condizione psicologica del paziente. Spesso questo aspetto non viene trattato, gli allievi di Unitre Macerata apprezzeranno.
Quando parliamo di cambiamento climatico pensiamo a temperature record, siccità, alluvioni e fenomeni meteorologici estremi. Più raramente pensiamo a ciò che troviamo nel nostro piatto. Eppure, clima, agricoltura e nutrizione sono strettamente collegati: il cambiamento climatico può modificare la quantità e la qualità degli alimenti che produciamo e, allo stesso tempo, il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo contribuisce a sua volta al cambiamento climatico.
L’aumento delle temperature, la modifica delle precipitazioni e la maggiore frequenza di eventi estremi possono compromettere la produttività agricola, rendendo alcuni raccolti più vulnerabili e aumentando l’instabilità della disponibilità alimentare. Non tutte le colture rispondono nello stesso modo e molto dipende dalla specie, dalla varietà e dal territorio, ma la conseguenza può essere una maggiore difficoltà nel garantire produzioni sufficienti e diversificate.
Il problema, però, non riguarda soltanto la quantità. L’aumento della concentrazione atmosferica di anidride carbonica può stimolare la crescita di alcune piante, ma non significa necessariamente ottenere alimenti più nutrienti. Studi sperimentali hanno evidenziato, soprattutto in alcune colture come cereali e legumi, possibili riduzioni della concentrazione di proteine, ferro e zinco. Si tratta di un fenomeno complesso, che varia in funzione della coltura e delle condizioni ambientali, ma che ci ricorda come produrre più biomassa non equivalga automaticamente a produrre alimenti di maggiore qualità nutrizionale.
Esiste poi l’altra faccia della relazione: anche il sistema alimentare contribuisce al cambiamento climatico. Secondo i dati più recenti della FAO, i sistemi agroalimentari sono responsabili di circa un terzo delle emissioni antropiche globali di gas serra. A incidere sono tutte le fasi della filiera, dalla produzione agricola e zootecnica all’uso del suolo, fino alla trasformazione, distribuzione, consumo e gestione degli sprechi.
In questo contesto, gli allevamenti rappresentano un elemento importante, ma vanno evitati i facili estremismi. L’impatto ambientale varia notevolmente in funzione della specie e del sistema produttivo. I ruminanti, in particolare bovini e ovini, contribuiscono alle emissioni di metano e richiedono importanti risorse di suolo e mangimi. Questo non significa che ogni alimento di origine animale abbia lo stesso impatto o che eliminarlo completamente sia l’unica soluzione. Significa piuttosto che, nel complesso, una dieta caratterizzata da un maggiore consumo di alimenti vegetali e da un consumo più moderato delle carni a maggiore impatto può contribuire a ridurre la pressione ambientale, mantenendo al tempo stesso un’alimentazione equilibrata.
La sfida, quindi, non è scegliere tra salute delle persone e salute del pianeta. È cercare di farle procedere nella stessa direzione. Più legumi, cereali integrali, frutta, verdura, frutta secca e semi, insieme a una riduzione degli sprechi e a un consumo consapevole degli alimenti di origine animale, possono rappresentare una parte della soluzione. Non serve inseguire una dieta perfetta né attribuire al singolo consumatore tutta la responsabilità: servono agricoltura più resiliente, innovazione, politiche adeguate e sistemi alimentari capaci di adattarsi al nuovo scenario climatico.
In fondo, il cibo ci ricorda una verità semplice: non esiste una separazione netta tra ambiente e salute. Ciò che accade nei campi può arrivare sulla nostra tavola e ciò che scegliamo di mettere nel piatto può contribuire a modellare il futuro dei sistemi alimentari. Prendersi cura della nostra alimentazione significa, quindi, anche interrogarsi sulla possibilità di nutrire le persone senza compromettere le risorse e gli ecosistemi dai quali dipenderanno le generazioni future.
Tre squadre a punteggio pieno dopo la seconda giornata di Eccellenza. Le maceratesi continuano il rendimento altalenante, eccetto l’Aurora Treia nel pirotecnico derby vinto contro il Matelica (link), non trovano successi.
Dopo il pari di ieri del Trodica, cade il Tolentino, 0-2 sul campo della Fermana seconda capolista, piegato da Maitini e Fori nella ripresa. Terza capolista il Fano, che espugna 0-1 il campo del Castelfidardo. Si attende in casa invece la Sangiustese, sconfitta di misura dall’Urbino e da un gol al 74’ di Bardeggia. Reti bianche all’Immacolata invece tra Montefano e Chiesanuova.
Primo successo per il Lunano 0-2 sul campo dell’Osimana, mentre Montegranaro e Jesina pareggiano 2-2 allo stadio La Croce.
Fermignanese Trodica 0-0 (giocata ieri)
Aurora Treia Matelica 5-3 (11’ 29’ 73’ Melchiorri, 15’ Di Cato, 17’ Sartori, 38’ rig. Brunetti, 46’ pt. Sbaffo, 61’ Senigagliesi)
Sangiustese Urbino 0-1 (74’ Bardeggia)
Fermana Tolentino 2-0 (48’ Maitini, 58’ Fofi)
Castelfidardo Alma Juventus Fano 0-1
Montefano Chiesanuova 0-0
Osimana Lunano 0-2
Montegranaro Jesina 2-2
L’Aurora Treia supera 5-3 il Matelica allo stadio Tubaldi. Partita spettacolare a Recanati, ivi giocata per indisponibilità dello stadio Capponi. Rivendibili le difese, ma ambo le formazioni giocano bene: decide la qualità dei cucinieri, ora quota 6 punti e in vetta. Resta con un punto il Matelica. In avvio Melchiorri la sblocca servito in profondità davanti Ginestra scartandolo ed insaccando l’1-0.
Il Matelica però pareggia al 15’ con Di Cato che servito da Touray sulla destra, si allarga e supera con un diagonale Barbacani. Al 17’ Sartori sfrutta una leggerezza rivale per presentarsi davanti il portiere avversario e fare 1-2 con un pallonetto. Al 25’ Ginestra mura sottoporta Melchiorri prima e Sbaffo poi. Al 29’ Melchiorri però fa 2-2: imbeccato da una punizione battuta velocemente dalla mediana si presenta davanti Ginestra e lo supera. Sbaffo ci prova di testa su traversone da destra al 35’ ma respinge Ginestra.
Il Matelica replica però tornando avanti: fallo di mano in area di Petraglia, al 38’ Brunetti spiazza su rigore Barbacani. Al 44’ Senigagliesi sfiora il pari su punizione, poi Sbaffo al secondo di recupero pareggia con una girata. Dopo una traversa colpita da Melchiorri al 48’, al 58’ Senigagliesi cestina col destro un pallone vagante interessante in area. Al 61’ Senigagliesi completa la rimonta su punizione dal limite. Al 67’ il n.11 Treiese centra la traversa da fuori, mentre al 70’ Di Cato non colpisce bene sottoporta. Al 73’ Melchiorri la chiude e fa tripletta, quando gira col destro in rete un preciso cross rasoterra di Senigagliesi. Il match poi trascorre senza ulteriori emozioni fino al triplice fischio.
AURORA TREIA: Barbacani, Petraglia (62' Calamita), Bartolini, Favo, Hutsol, Cantarini, Buonavoglia (62' Smetana), Alla, Melchiorri (73' Nasic), Sbaffo (84' Cirrottola), Senigagliesi. All. Ricci.
MATELICA: Ginestra, Reti, Romero, Brunetti, Fumanti, Atiagli, Polenta (73' Scala), Iurato, Touray (73' Gigli), Sartori (84' Carnaroli), Di Cato. All. Santoni.
Arbitro Caporaletti di Macerata
Reti: 11' 29' 73' Melchiorri, 15' Di Cato, 17' Sartori, 38' rig. Brunetti, 47' pt. Sbaffo, 61' Senigagliesi.
Note: ammoniti Cantarini, Senigagliesi, Reti, Brunetti, Touray. Corner: 5 a 2. Recupero: 2, 4.
La Camera di Commercio delle Marche ha ospitato ieri, nella sede di Macerata, il secondo appuntamento di "Finanza per la crescita", il ciclo di incontri su credito e finanza per piccole e medie aziende, startup e nuove imprese realizzato dall'Ente camerale congiuntamente alla Regione Marche e a SVEM, Sviluppo Europa Marche. Per la parte istituzionale dell'incontro, dedicato al tema "Sostenere gli investimenti", sono intervenuti il presidente Gino Sabatini, l'assessore regionale allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro e il consigliere di amministrazione di Svem Giorgio Menichelli.
Tra il pubblico erano presenti rappresentanti di istituti di credito, imprese e professionisti, oltre alle associazioni di categoria Confcommercio Marche, Coldiretti Macerata, Confartigianato Imprese Macerata Ascoli Piceno Fermo, Cna Macerata, Confindustria Ancona e Confindustria Macerata.
"Per una piccola e media impresa - afferma Sabatini - la possibilità di investire dipende anche dalla capacità di conoscere e usare gli strumenti finanziari disponibili. È questa la ragione per cui gli incontri hanno la natura di approfondimenti tecnici. Vogliamo dare agli imprenditori un supporto concreto che renda più semplice l'accesso a queste opportunità e li aiuti a riconoscere le misure più adatte ai propri progetti. La Camera di Commercio delle Marche offre così occasioni di confronto utili alle scelte da cui passano la crescita e la competitività delle loro aziende".
Il ciclo accompagna i nuovi strumenti per il credito presentati a luglio, sostenuti da oltre 24 milioni di euro della Regione e da un contributo di 4,5 milioni della Camera. Dopo la tappa inaugurale di Ancona, tutti gli incontri sono ospitati dalle sedi camerali delle province.
Invitalia ha presentato gli incentivi nazionali per la competitività e l'innovazione, a partire da Nuova Sabatini e Brevetti+. Pietro Alù di Innexta Finance e Unioncamere ha affrontato il rapporto fra Pmi e banche e la finanza sostenibile, mentre Paolo Mariani di Unico Confidi, capofila del raggruppamento di Credito Futuro Marche, ha illustrato le misure del programma per gli investimenti aziendali. Hanno portato la propria testimonianza tre realtà produttive, CO.A.CI Cooperativa Autonoleggiatori Cingolani, Del Mastro Service e l'azienda Fabrizio Tobaldi.
Il ciclo proseguirà a Pesaro il 1° ottobre, ad Ascoli Piceno il 15 e a Fermo il 29 ottobre.
Dal 15 settembre torna attivo in presenza il servizio per il rilascio della firma digitale e dell'identità digitale presso gli sportelli della Camera di Commercio delle Marche. Dopo tre anni di attività esclusivamente telematica, sarà nuovamente possibile rivolgersi direttamente agli uffici nelle cinque sedi provinciali di Ancona, Pesaro, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno.
Il servizio non sarà riservato alle imprese, ma sarà accessibile a tutti i cittadini, italiani e stranieri, purché in possesso di un codice fiscale italiano. Tra le categorie che possono usufruirne rientrano imprenditori e aspiranti imprenditori, operatori economici, professionisti e anche studenti che abbiano la necessità di firmare documenti digitalmente.
Per ottenere il servizio sarà necessario prenotare un appuntamento online a partire dal 14 settembre.
La riattivazione degli sportelli rappresenta un ritorno al contatto diretto dopo il periodo in cui, per ragioni legate all'emergenza, il rilascio era stato gestito esclusivamente attraverso modalità telematiche. L'obiettivo è affiancare all'offerta digitale un'assistenza fisica sul territorio, facilitando l'accesso agli strumenti di identità e firma digitale.
La firma digitale costituisce infatti l'equivalente informatico della firma autografa su carta e consente di garantire autenticità, integrità e valore legale dei documenti informatici.
"Nel 2026 celebriamo il trentennale del Registro Imprese, un traguardo che ci ricorda quanto il nostro sistema sia evoluto con la digitalizzazione" sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini. La riapertura del servizio allo sportello, aggiunge, rappresenta "un ulteriore passo avanti" perché consente di integrare il digitale con la presenza fisica sul territorio, contribuendo a ridurre i divari territoriali e a garantire un'assistenza personalizzata.
"È questa, oggi, la sfida di una digitalizzazione davvero accessibile - conclude Sabatini - capace di mettere ogni impresa e ogni cittadino nelle condizioni di utilizzare con semplicità gli strumenti digitali".
Con la ripresa delle lezioni in gran parte delle regioni italiane, il Governo si prepara a intervenire sulle urgenze legate all’inizio del nuovo anno scolastico. È atteso infatti in Consiglio dei ministri un decreto legge che dovrebbe contenere alcune delle misure annunciate nei mesi estivi dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Tra gli interventi più rilevanti c’è quello relativo ai genitori degli studenti stranieri che mostrano difficoltà nel percorso scolastico. Per loro potrebbe arrivare l’obbligo di frequentare corsi di italiano, con l’obiettivo di favorire una maggiore partecipazione delle famiglie alla vita scolastica e un rapporto più diretto con docenti e istituti.
L’idea era stata annunciata dallo stesso Valditara lo scorso 25 agosto al Meeting di Rimini. Il ministro aveva sottolineato l'importanza che i genitori conoscano la lingua italiana e possano interagire con gli insegnanti, evidenziando anche la necessità di una maggiore presenza delle famiglie straniere a scuola.
A occuparsi dei corsi dovrebbero essere i Cpia, i Centri per l’istruzione degli adulti, presenti sul territorio nazionale.
Nel decreto potrebbe trovare inoltre una nuova collocazione normativa il tetto del 30% di studenti stranieri per classe. Il limite era già previsto da una circolare del 2010, ma secondo quanto riportato nell'articolo è rimasto in molti casi sulla carta.
Anche su questo punto Valditara è tornato recentemente a intervenire, spiegando la necessità di evitare la formazione di quelle che ha definito “classi ghetto”. L'obiettivo indicato dal ministro è quello di distribuire in maniera equilibrata gli studenti, soprattutto nei casi in cui alcuni ragazzi con background migratorio abbiano una conoscenza ancora limitata della lingua italiana.
Tra le altre misure allo studio del Governo figura poi un nuovo piano di digitalizzazione rivolto a docenti e famiglie. Il progetto dovrebbe puntare, tra le altre cose, a una maggiore integrazione tra le banche dati centrali e quelle delle singole scuole.
Il decreto dovrebbe intervenire anche sulle procedure relative al Piano educativo individualizzato (Pei) per gli alunni con disabilità, attraverso una serie di semplificazioni nella sua redazione.
Resta invece fuori dal provvedimento, almeno secondo quanto riportato, un altro dei temi sostenuti da Valditara durante l'estate: il divieto di indossare il burqa negli istituti scolastici. La misura potrebbe trovare spazio in un altro provvedimento, probabilmente attraverso un emendamento al Ddl sicurezza.
La prima campanella del nuovo anno scolastico ha segnato anche l’insediamento ufficiale della professoressa Catia Scattolini alla guida dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini” di San Severino Marche. La docente è stata nominata dirigente scolastica reggente per l’anno scolastico 2026-2027.
L’avvio del nuovo incarico è stato accompagnato dal saluto del sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha voluto rivolgere alla dirigente il benvenuto dell’intera comunità cittadina. Un incontro all’insegna della cordialità, culminato in una stretta di mano simbolica nei locali dell’istituto.
La formalizzazione dell’incarico è arrivata con il Decreto direttoriale n. 1816 del 27 agosto 2026, firmato dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per le Marche, Donatella D’Amico. Il provvedimento ha stabilito le nuove assegnazioni delle reggenze per il territorio regionale in vista dell’anno scolastico 2026-2027.
Per la provincia di Macerata, oltre alla reggenza dell’Itts “Eustachio Divini”, a Catia Scattolini è stata affidata anche la guida dell’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi” di San Severino Marche, con incarico dal 1° settembre 2026 al 31 agosto 2027.
Un doppio incarico che porta dunque la dirigente a coordinare due importanti realtà scolastiche della città, accompagnando studenti, docenti e personale nel nuovo anno scolastico.
«A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità di San Severino Marche – ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei – rivolgo alla professoressa Catia Scattolini i più sinceri auguri di buon lavoro per questo nuovo e prestigioso incarico alla guida dell’Itts “Divini”. La sua comprovata esperienza e la costante dedizione per il mondo della scuola rappresentano una garanzia di qualità ed efficienza per i nostri studenti, per il corpo docente e per tutto il personale».
Il sindaco ha quindi ribadito la disponibilità dell’Amministrazione comunale a proseguire il percorso di collaborazione con le istituzioni scolastiche: «Rinnovo la totale disponibilità del Comune a proseguire una stretta e proficua collaborazione istituzionale nell’interesse della crescita e della formazione dei nostri giovani».
Un impegno che punta a rafforzare il dialogo tra l’Amministrazione comunale e le scuole cittadine, nella consapevolezza del ruolo centrale che gli istituti scolastici rivestono nella crescita culturale, educativa e professionale delle nuove generazioni.
Due teatri storici del Maceratese aprono contemporaneamente le loro porte al pubblico per celebrare il riconoscimento dei Teatri condominiali all'italiana nel Patrimonio Mondiale dell'Unesco. Sabato 12 settembre sarà possibile visitare il Teatro Lauro Rossi di Macerata e il Teatro Feronia di San Severino Marche, nell'ambito dell'iniziativa regionale del FAI Marche “Lo splendore dei teatri Unesco nelle Marche”.
È la prima volta che gli otto teatri marchigiani inseriti nel riconoscimento aprono le loro porte nell'ambito di un'unica iniziativa coordinata. Sei saranno visitabili nella giornata di sabato, mentre gli altri due apriranno domenica.
A Macerata il Lauro Rossi sarà visitabile dalle 17 alle 19, con turni di visita guidata. Un'occasione per entrare in uno degli spazi simbolo della città e conoscerne più da vicino la storia e le caratteristiche architettoniche.
«Questo riconoscimento ci ha riempiti di orgoglio come città», sottolinea Lorella Benedetti, assessore alla Cultura e all'Istruzione del Comune di Macerata. L'amministrazione ha seguito la preparazione del dossier per la candidatura e ora punta a trasformare il riconoscimento in una nuova occasione di fruizione del teatro.
L'apertura di sabato, spiega Benedetti, non sarà infatti un appuntamento isolato. Il Comune ha già organizzato altre visite e intende proseguire con nuove aperture straordinarie, conciliandole con la normale attività del Lauro Rossi, che continua a ospitare spettacoli, rassegne, concerti e convegni.
L'obiettivo è fare in modo che il teatro possa essere conosciuto non soltanto durante gli spettacoli, ma anche attraverso visite guidate capaci di raccontarne la storia e il patrimonio. Un modello che, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrà inserirsi in una valorizzazione coordinata dei teatri marchigiani.
La giornata coinvolgerà anche il Teatro Feronia di San Severino Marche, che aprirà al pubblico alle 21.30 con un turno unico di visita.
«Siamo molto onorati», racconta la sindaca Rosa Piermattei, ricordando il legame tra il teatro e la comunità settempedana. Il Feronia, spiega, rappresenta da sempre una sorta di “salotto buono” invernale della città, sede di spettacoli, manifestazioni e appuntamenti istituzionali.
Il riconoscimento Unesco diventa così anche un'occasione per rafforzare il rapporto tra il teatro e la comunità che lo vive. «È stato veramente qualcosa di molto importante sia per la comunità ma soprattutto per il teatro», sottolinea Piermattei, ricordando come il Feronia abbia mantenuto negli anni una forte funzione sociale e culturale.
Anche a San Severino l'interesse per la scoperta del teatro attraverso le visite guidate è già emerso. Il direttore artistico ha organizzato due appuntamenti che, riferisce la sindaca, hanno registrato un afflusso particolarmente significativo.
Il doppio appuntamento di sabato rappresenta quindi una prima occasione per mettere in rete due dei teatri del Maceratese inseriti nel patrimonio Unesco e, allo stesso tempo, per invitare il pubblico a guardare questi luoghi non soltanto come contenitori di spettacoli, ma come beni culturali da conoscere e vivere.
Secondo appuntamento con la ventesima edizione de I Martedì dell’Arte, la tradizionale rassegna culturale curata dall’Associazione Arte, guidata da Anna Donati, con il contributo del Comune di Civitanova e dell’Azienda Teatri.
Martedì 15 settembre 2026 il professor Valerio Vernesi terrà una lectio su “La rete museale dei Monti Azzurri - Capolavori sparsi”.
Tutti gli incontri si terranno alle 18 al cine-teatro Cecchetti di Civitanova, sempre ad ingresso libero.
Il calendario di quest’edizione prevede trenta incontri di alto profilo, che si snoderanno lungo un fitto percorso culturale da settembre a maggio. Tra gli ospiti che saliranno in cattedra figurano: Mauro Perugini, Valerio Vernesi, Maria Letizia Papiri, Roberto Mancini, Giorgio Medori, Giancarlo Trapanese, Yuri Marano, Sauro Bedini, Vito Mancino; Andrea Foresi, Stefano Papetti, Fulvio Rusticucci, Stefano Finocchi, Andrea Baffoni, Mario Savini; Giulio Vesprini, Francesco Sagripanti, Peppe Barbera, Andrea Rebichini, Luciano Mei, Pierluigi Cavalieri.
Al termine dei corsi, se richiesto, verrà rilasciato un attestato di partecipazione dall’Azienda Teatri di Civitanova. Il programma potrebbe subire variazioni.
Una serata all’insegna delle risate, ma soprattutto della solidarietà. Venerdì 18 settembre, alle ore 21, il Teatro Don Bosco di Tolentino ospiterà “Depende”, lo spettacolo di stand-up comedy di Carolina Vicentini, comica conosciuta dal grande pubblico anche grazie alla sua partecipazione a Zelig.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Kairos APS, con il patrocinio della Regione Marche e la collaborazione del Gruppo Fisiomed, della Pro Loco TCT, di Avis Comunale di Tolentino e di Erboristeria Il Mondo delle Erbe.
Una collaborazione che nasce con l’obiettivo di trasformare una serata di spettacolo e divertimento in un’occasione concreta di solidarietà. Il ricavato della serata, al netto delle spese, sarà infatti devoluto all’Associazione Paraplegici delle Marche, contribuendo anche all’acquisto di un nuovo dispositivo medico destinato all’Unità Spinale di Ancona.
Si tratta di ExaStim, una tecnologia di stimolazione transcutanea del midollo spinale, non invasiva, che può rappresentare un’importante opportunità nel percorso riabilitativo delle persone con lesioni midollari.
L’obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti dell’Unità Spinale di Ancona una tecnologia riabilitativa all’avanguardia, senza la necessità di doversi spostare in altre regioni per accedere a questo tipo di trattamento.
ExaStim è infatti una tecnologia di stimolazione transcutanea del midollo spinale, non invasiva, che rappresenta una delle strade più promettenti nel campo della riabilitazione delle persone con lesioni midollari. Il dispositivo agisce come una sorta di “amplificatore” dei segnali nervosi residui, aiutando i pazienti, nel percorso riabilitativo, a ritrovare gradualmente il controllo del movimento volontario.
La raccolta fondi assume quindi un significato particolarmente importante: contribuire all’acquisto di ExaStim significa sostenere concretamente il percorso riabilitativo delle persone con lesioni midollari e offrire ai pazienti dell’Unità Spinale di Ancona una possibilità in più nel recupero dell’autonomia e del controllo dei movimenti.
L’obiettivo è infatti quello di portare questa tecnologia nel capoluogo marchigiano, così da garantire ai pazienti del Centro Italia l’accesso a una terapia riabilitativa d’avanguardia senza la necessità di doversi spostare in altre regioni.
Ecco perché la serata di venerdì vuole andare oltre il semplice spettacolo: una serata di risate che può trasformarsi in un aiuto concreto per chi ogni giorno affronta un percorso difficile e impegnativo per riconquistare la propria indipendenza.
Il biglietto ha un costo di 15 euro. Il ricavato della serata, al netto delle spese, sarà devoluto all’Associazione Paraplegici delle Marche, anche per contribuire all’acquisto del dispositivo destinato all’Unità Spinale di Ancona.
Prosegue la grande festa di Matilica Municipium Romanum, che sta coinvolgendo in questi giorni cittadini, famiglie, associazioni e visitatori in un viaggio nella storia e nelle tradizioni della città.
Dopo le numerose iniziative che hanno animato il centro storico, il momento clou della serata di ieri (sabato 12 settembre) è stato il concerto di Ermal Meta, capace di richiamare migliaia di persone che hanno riempito Piazza Enrico Mattei e tutte le vie del centro, regalando alla città una serata di grande musica, partecipazione ed entusiasmo.
Una presenza straordinaria che ha confermato la capacità di Matelica di accogliere eventi di grande richiamo e di trasformare le proprie piazze e il proprio centro storico in un luogo di incontro e condivisione.
Il successo della serata è stato possibile grazie al fondamentale impegno della Fondazione Il Vallato, delle Forze dell’ordine, della Polizia Locale e dei tanti volontari che hanno contribuito a garantire lo svolgimento della manifestazione in condizioni di sicurezza.
Ma Matilica Municipium Romanum non si conclude con il concerto. La giornata di oggi, domenica, rappresenta infatti il gran finale della manifestazione, con un ricco programma dedicato alla tradizione e alla rievocazione storica.
Alle ore 16.00 è prevista la sfilata delle Bighe in gara e il sorteggio degli aurighi al cospetto dell’Imperatore, mentre alle 16.30 prenderà il via la Corsa delle Bighe.
Alle ore 18.00 spazio alla sfilata storica in costume, con partenza da Via Tiratori e arrivo in Piazza Enrico Mattei. Alle 19.00 si terrà la premiazione dell’Insula vincitrice, mentre alle 20.00 è prevista l’apertura delle tabernae, che accompagnerà la serata conclusiva.
«Voglio rivolgere un enorme e sentito grazie in primis alla fondazione Il Vallato che ci ha regalato le emozioni di questo grandissimo concerto, ai volontari e a tutte le persone che hanno lavorato con passione per rendere possibile anche quest’anno Matilica Municipium Romanum – dichiara il sindaco di Matelica Denis Cingolani -.
Il concerto di Ermal Meta è stata la ciliegina sulla torta di queste giornate storiche in cui Matelica è stata animata e viva grazie a una grande manifestazione che speriamo possa diventare più importante ogni anno. Dietro ogni taverna, ogni gioco storico, ogni corteo e ogni iniziativa ci sono persone che hanno donato tempo, energie e passione a beneficio della nostra città. A tutti voi va la mia più sincera gratitudine.
Quello di sabato sera è stato un momento davvero straordinario. Il concerto di Ermal Meta ha portato a Matelica migliaia di persone. È stata una serata di grande musica, ma soprattutto una grande festa per la nostra comunità e per tutti coloro che hanno scelto di venire a Matelica.
Un evento di questa portata richiede un enorme lavoro dietro le quinte e voglio quindi ringraziare di cuore le Forze dell’ordine, la Polizia Locale, il personale del Comune e tutti i volontari che hanno lavorato per garantire lo svolgimento della serata in piena sicurezza. La loro professionalità, disponibilità e collaborazione sono state fondamentali.
Un ringraziamento speciale va inoltre alla Fondazione Il Vallato, per il prezioso contributo che arricchisce questa manifestazione. Matilica Municipium Romanum è il risultato di una grande squadra e della capacità della nostra città di fare comunità».
Un secolo di vita, di lavoro, di ricordi e di legami con la comunità. Lina De Luca, nata a Corridonia nel 1926, ha festeggiato ieri il suo 100° compleanno circondata dall’affetto dei figli Ivana e Claudio, dei nipoti, dei familiari e degli amici.
Una vita intensa e operosa, profondamente legata alla storia del territorio. Per oltre trent’anni, dal 1950 fino agli anni Ottanta, Lina è stata infatti titolare della storica “Cantina di Castigna”, a Cerqueto, un luogo che ancora oggi molti ricordano con affetto e che rappresenta un pezzo della memoria della comunità.
Accanto all’impegno nel lavoro, Lina ha coltivato nel corso degli anni anche una grande passione per la poesia e per la cultura popolare. La sua sensibilità artistica l’ha portata a ottenere anche un importante riconoscimento: il primo premio al concorso di poesia “Città di Corridonia”, nella sezione dedicata al dialetto marchigiano.
A rendere ancora più speciale la giornata è stata la presenza del sindaco di Corridonia, Giuliana Giampaoli, che a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città ha consegnato alla festeggiata una pergamena ricordo per celebrare il prestigioso traguardo dei cento anni.
Alla cerimonia ha partecipato anche don Fabio, che ha impartito una benedizione alla centenaria e alla sua famiglia.
«Tantissimi auguri per questo splendido secolo di vita, Lina! La tua storia è un patrimonio prezioso per tutti noi», ha detto il sindaco Giampaoli, rivolgendosi alla festeggiata. «Un caloroso abbraccio da tutta la Città di Corridonia, con l’auspicio di raggiungere ulteriori traguardi».
Una festa che ha celebrato non soltanto un compleanno speciale, ma anche una storia personale che attraversa un secolo di vita cittadina e che continua a vivere nei ricordi di chi ha conosciuto Lina e nella memoria della comunità di Corridonia.
Una tomba della cultura picena, risalente in via preliminare al VI secolo a.C., è riaffiorata nei pressi del cimitero di Sant'Elpidio a Mare. La scoperta è emersa a seguito della segnalazione della presenza di presunti reperti archeologici e ha portato, nella mattinata di martedì 8 settembre, all’intervento della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.
Gli accertamenti effettuati dal personale tecnico-scientifico hanno permesso di riconoscere l'evidenza archeologica come parte di un corredo funerario più articolato, composto da diversi oggetti, tra cui vasi e recipienti ceramici, deposti all'interno della sepoltura.
Considerata la rilevanza del ritrovamento e la necessità di preservare i materiali, la Soprintendenza ha proceduto immediatamente alla documentazione, al prelievo e alla messa in sicurezza dei reperti, che saranno ora sottoposti a interventi di restauro e a un approfondito lavoro di studio. L'operazione è stata condotta direttamente dall'istituto ministeriale attraverso il funzionario archeologo territorialmente competente, il dottor Francesco Belfiori.
Al sopralluogo hanno preso parte anche i tecnici e gli operatori dell'Ufficio Tecnico comunale, insieme al comandante della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo capo Michele Guglielmi.
Si tratta di un'area che aveva già attirato in passato l'attenzione della Soprintendenza e degli altri organi preposti alla tutela del territorio, proprio per la presenza di precedenti rinvenimenti archeologici fortuiti. La nuova scoperta potrebbe, dunque, aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza della presenza picena nel territorio di Sant'Elpidio a Mare.
Gli oggetti recuperati saranno ora sottoposti alle necessarie analisi. Gli esiti degli approfondimenti verranno presentati successivamente alla comunità locale, una volta completate le attività di restauro e studio.
Nel frattempo, Soprintendenza e Comune lavoreranno insieme per individuare le modalità attraverso cui valorizzare e rendere fruibili al pubblico i reperti. L'amministrazione comunale ha già manifestato la propria disponibilità a individuare risorse e spazi adeguati per ospitare i manufatti, sulla base delle indicazioni tecniche e delle tempistiche che saranno definite dalla Soprintendenza.
San Ginesio inaugura la nuova “Scuola Natura” dell’Infanzia e Asilo Nido, un’opera di particolare rilevanza per il territorio, nata da una visione capace di mettere al centro il benessere, la crescita e l’educazione delle bambine e dei bambini e, al tempo stesso, di tradursi in un concreto investimento a sostegno delle famiglie e del futuro della comunità.
La nuova struttura, realizzata secondo i più moderni criteri di sostenibilità ambientale, efficienza e risparmio energetico, potrà accogliere 33 bambini. In linea con quanto previsto dal D.Lgs. 65/2017, il nuovo plesso riunisce in un unico spazio i servizi educativi e scolastici dedicati alla fascia 0-6 anni, favorendo una reale e significativa continuità educativa dalla nascita fino all’ingresso nella scuola primaria.
La “Scuola Natura” si caratterizza inoltre per una forte vocazione pedagogica a indirizzo montessoriano, con una particolare attenzione all’educazione all’aperto e al rapporto quotidiano tra bambini e ambiente. Un progetto educativo pienamente coerente con il modello Agrinido della Regione Marche, che trova nella relazione con la natura e nel contesto rurale elementi fondamentali per la crescita e l’apprendimento.
La gestione del servizio sarà affidata all’azienda “La Quercia della Memoria” di San Ginesio.
La storia della nuova scuola affonda le sue radici nella volontà e nella partecipazione della comunità locale. Dopo il sisma del 2016, l’associazione di genitori “Nella Terra dei Bambini” ha acquistato un terreno e predisposto un progetto preliminare, donando entrambi al Comune di San Ginesio, con l’obiettivo di realizzare un polo dedicato ai servizi educativi e di istruzione per la fascia 0-6 anni, immerso nella natura e nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Il Comune ha raccolto e sostenuto questa visione, procedendo alla variante urbanistica del lotto e partecipando al Bando 2021 del Ministero dell’Istruzione. Nel 2022 il progetto è stato ammesso a finanziamento nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – Investimento 1.1 del PNRR, dedicata alla costruzione di asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali, per un importo di 874.000 euro.
A questa cifra si sono aggiunti 46.000 euro di cofinanziamento comunale e ulteriori 210.000 euro del Fondo Opere Indifferibili.
La realizzazione della “Scuola Natura” rappresenta anche un significativo esempio di collaborazione tra pubblico, privato, associazioni e realtà del territorio, che ha consentito di completare e arricchire il progetto attraverso l’allestimento degli spazi e la dotazione di arredi e materiali didattici.
Gli arredi sono stati acquistati grazie ai Fondi Nazionali per il sistema integrato 0-6 anni e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, con il prezioso sostegno di LUBE Industries S.r.l. di Treia, che ha donato la cucina.
Anche l’azienda “La Quercia della Memoria” ha contribuito concretamente all’allestimento, acquistando i materiali didattici grazie al supporto di GAM – Gonzaga Arredi Montessori e Plackner, realtà specializzate nella progettazione e produzione di giochi e materiali naturali, montessoriani e secondo l’approccio Pikler, dedicati alla prima infanzia.
La nuova “Scuola Natura” è dunque molto più di un nuovo edificio scolastico: è il risultato di una comunità che ha saputo trasformare una necessità nata dopo il terremoto in un’opportunità per costruire il futuro. Un luogo pensato per crescere, imparare e stare insieme, dove scuola e natura dialogano ogni giorno e dove bambine e bambini possono vivere un’esperienza educativa profondamente legata al territorio.
Un investimento concreto sulle nuove generazioni, sulle famiglie e sulla capacità di San Ginesio di guardare avanti, con una scuola che nasce dalla comunità e alla comunità restituisce una nuova idea di futuro.
“Si tratta di un altro passo concreto nel percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma. Restituire alla comunità uno spazio moderno, sicuro e pensato intorno ai bisogni dei più piccoli significa investire sulle famiglie, sulla qualità della vita e soprattutto sul futuro. La ricostruzione deve creare le condizioni perché i nostri borghi continuino a essere luoghi nei quali scegliere di vivere, crescere i propri figli e costruire nuove opportunità. Una scuola capace di coniugare educazione, benessere e rapporto con la natura interpreta pienamente questa visione. San Ginesio dimostra ancora una volta che dalla ricostruzione può nascere un territorio più sicuro, attrattivo e attento alle nuove generazioni. Ringrazio tutti gli attori pubblici e privati che, con competenza e determinazione, hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato” evidenzia il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.
“L’inaugurazione della nuova “Scuola Natura” rappresenta per San Ginesio un momento di grande importanza e un segnale concreto di fiducia nel futuro della nostra comunità. Questa scuola è molto più di un nuovo edificio: è un progetto nato dalla comunità, che mette al centro i bambini, sostiene le famiglie e rafforza i servizi educativi del nostro territorio. È particolarmente significativo che un’idea nata dopo il sisma del 2016, grazie all’iniziativa di un’associazione di genitori, sia oggi diventata una realtà. Con la “Scuola Natura” San Ginesio si dota di una struttura moderna, sostenibile e innovativa, capace di accogliere i bambini da zero a sei anni, con un progetto educativo che valorizza l’autonomia, l’educazione all’aperto e il rapporto con la natura e con il nostro territorio. Completiamo così un’offerta formativa che rappresenta un patrimonio straordinario per la nostra comunità: a San Ginesio è possibile accompagnare i nostri ragazzi nel loro percorso educativo dai primi anni di vita fino alle scuole superiori. È un elemento fondamentale per sostenere le famiglie, contrastare lo spopolamento e rendere il nostro territorio sempre più attrattivo. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni, famiglie, imprese e fondazioni, a dimostrazione di quanto sia importante lavorare insieme per raggiungere obiettivi che guardano al futuro. Questa scuola è anche una risposta concreta alle ferite del terremoto: da una terra colpita dal sisma nasce oggi un luogo dedicato alla crescita, all’educazione e alla vita. Non inauguriamo soltanto una scuola: inauguriamo una nuova opportunità per i nostri bambini, per le nostre famiglie e per il futuro di San Ginesio” dichiara il sindaco Giuliano Ciabocco.
Era decisamente prevedibile. Il partito Alternativ fuer Deutschland ha fatto incetta di voti in Sassonia, vincendo con ben il 44%. Ugualmente prevedibile era anche la reazione isterica e scomposta da parte del mondo liberal-progressista: subito è partito il coro virtuoso dei fustigatori del partito teutonico, accusato di essere il neonato partito nazista e di voler riportare la Germania a quell’epoca buia della storia novecentesca.
La reductio ad Hitlerum, come sempre, sostituisce la comprensione dialettica dei fatti storici con la condanna moralistica. La delegittimazione apriorica dell’avversario, ridotto a novello Hitler, gli nega preventivamente ogni legittimità e, soprattutto, dispensa dalla fatica di interpretare i fatti e di provare a capire che cosa abbia realmente portato al successo del partito Alternativ fuer Deutschland; partito che, lo ricordiamo, nell’essenziale si configura come una fazione liberista e atlantista, anti-islamica e filo-israeliana, dunque a suo modo perfettamente coerente con l’ordine dominante che pure dice di voler rovesciare.
Come interpretare, allora, il successo di Alternativ fuer Deutschland? Dal punto di vista dello scrivente, lo si deve spiegare soprattutto in ragione del fatto che si è intestato la battaglia contro la guerra e contro il riarmo, contro il supporto al guitto di Kiev e contro la climax bellica contro la Russia di Putin.
Alternativ fuer Deutschland, su questo punto, parla forte e chiaro ed evidentemente i cittadini teutonici non sono così propensi ad andare al fronte a immolarsi per l’Unione Europea, come vorrebbe il cancelliere teutonico Merz e come egualmente vorrebbero le forze del quadrante liberal-progressista tanto di destra, quanto di sinistra.
L’opposizione fermissima alla guerra deve, quindi, essere intesa come il vero punto decisivo, quello che ha portato al trionfo su tutta la linea di Alternativ fuer Deutschland. Premesso che, come dicevo, è del tutto demenziale il richiamo alla figura di Hitler, se proprio vogliamo farlo obtorto collo, ebbene dobbiamo tenere a mente che erano i nazisti a volere a tutti i costi la guerra: chi sono davvero, allora, i nuovi Hitler in Germania? Proviamo allora a capire il segreto del successo di AfD.
Abbiamo letto pietosi titoli di giornale che provano a spiegare che l’elettorato di AfD è fatto di maschi bianchi ignoranti e frustrati: il grado zero della capacità di commentare e comprendere gli eventi storici. Come non mi stanco di ripetere, il moralismo stizzito delle anime belle non può sostituire l’interpretazione storica e razionale degli accadimenti.
Anzitutto, chiariamo subito che AfD non c’entra nulla con il nazismo, come peraltro dovrebbe essere inconfutabilmente suffragato dalla sua vicinanza a Israele e alla sua causa. Per quel che riguarda poi il programma del partito, AfD si attesta su posizioni classicamente neoliberali, incardinate su quei principi dello Stato minimo e della deregolamentazione che, anche senza aver conseguito un dottorato Oxford, non è difficile ritenere incompatibili con il nazismo.
AfD ha trionfato soprattutto per due ragioni: anzitutto, come già ricordato, per la sua opposizione alla guerra e al riarmo, supportati invece da tutte le principali forze teutoniche sia di destra, sia di sinistra. La seconda ragione riguarda invece il tema dell’immigrazione di massa.
Poiché le sinistre hanno stoltamente scelto di disertare questo tema, limitandosi a celebrare l’immigrazione di massa come ottava maraviglia del mondo, e quindi compiacendo senza riserve il padronato cosmopolitico, il tema è stato occupato integralmente dalla destra, che lo affronta alla sua maniera: non come lotta all’immigrazione di massa come strumento nelle mani delle classi dominanti per abbassare le condizioni della classe lavoratrice nel suo insieme, bensì come lotta contro i migranti.
Insomma, non come lotta contro chi sfrutta e deporta gli esseri umani, ma come battaglia contro gli sfruttati e i deportati. Poiché il problema dell’immigrazione di massa esiste e poiché le sinistre non lo affrontano, è del tutto chiaro che le masse popolari diano il loro consenso a chi, sia pure in maniera fuorviante, se non altro il tema lo affronta e ha compreso l’esistenza del problema.
Più che una vittoria di AfD, è una sonante sconfitta per i partiti di sistema sia di destra sia di sinistra ancorché, come non mi stanco di ripetere, anche AfD rientri in ultima istanza nei perimetri del sistema stesso. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole.