Caschetto e pettorina, Salvini visita il ponte di Piediripa: “Soldi ben spesi” (VIDEO e PHOTOGALLERY)
Attualità Politica
17/05/2026 10:40

Caschetto e pettorina, Salvini visita il ponte di Piediripa: “Soldi ben spesi” (VIDEO e PHOTOGALLERY)

È stato il vicepremier Matteo Salvini a dare il buongiorno a Macerata in questa domenica mattina. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è arrivato di buon’ora nel cantiere del nuovo ponte di Piediripa, accolto dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dal presidente della Provincia Alessandro Gentilucci e dal sindaco uscente Sandro Parcaroli, con il quale Salvini ha ribadito la volontà di proseguire un percorso di collaborazione anche alla luce delle imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Il segretario della Lega è arrivato intorno alle 8:15. Indossati caschetto e pettorina catarifrangente, si è diretto subito verso il ponte sul Chienti per una visita tecnica al cantiere. Ad accompagnarlo, oltre al direttivo della Cagnini Costruzioni (la ditta che sta seguendo i lavori) con Fabio Cagnini e l’ingegner Francesca Gubbiotti, anche i rappresentanti regionali e provinciali del Carroccio: dalla segretaria regionale onorevole Giorgia Latini al consigliere regionale Renzo Marinelli, fino al segretario provinciale Mauro Lucentini. Presente anche la senatrice FdI Elena Leonardi.  Durante il sopralluogo, Salvini ha ricevuto aggiornamenti sulle caratteristiche dell’opera: dalle dimensioni del ponte alle metodologie costruttive, passando per la manodopera impiegata – circa 30 operai al giorno – fino ai tempi di consegna, previsti per la metà dell’estate. Un’infrastruttura strategica da oltre 9 milioni di euro, pensata per alleggerire il traffico in entrata e in uscita dalla città. Il nuovo ponte, lungo 98 metri, consentirà infatti il passaggio da due a quattro corsie, con l’obiettivo di rendere più fluida la viabilità in una delle aree più trafficate del territorio (sul ponte transitano più di 20.000 veicoli al giorno). Parlando delle numerose opere in corso nel Maceratese, per un investimento complessivo vicino al mezzo miliardo di euro, Salvini ha sottolineato: «Mezzo miliardo ben speso, perché devo dire che l’amministrazione comunale e tanti sindaci del territorio stanno spendendo bene e in fretta queste risorse. Sottopassi, eliminazione di passaggi a livello, nuovi ponti, viadotti, parcheggi sotterranei: sono contento. Nelle Marche abbiamo più di 5 miliardi di euro di cantieri aperti. Stiamo dando lavoro a tante imprese e tanti operai e soprattutto stiamo facendo perdere meno tempo alla gente in coda. È un periodo positivo e conto che continui la collaborazione proficua con il Comune di Macerata e con la Regione Marche». E parlando di ponti, inevitabile il passaggio sul progetto più discusso e atteso d’Italia: quello sullo Stretto di Messina. Salvini ha fatto il punto sull’iter dell’opera: «Abbiamo approvato un decreto che raccoglie tutte le indicazioni della Corte dei Conti. L’interlocuzione con l’Europa è costante, stanno lavorando tecnici, ingegneri ed esperti. Entro un mese arriverà il parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici e conto che entro l’estate la Corte dei Conti abbia tutti i documenti necessari per esprimersi». Il ministro ha poi evidenziato l’interesse attorno all’opera: «Le imprese sono pronte. Quando Webuild ha aperto le candidature per la manodopera sono arrivate 45mila richieste di lavoro. È un’opera attesa, necessaria, studiata, progettata e interamente finanziata. Se arriverà il via libera definitivo saremo pronti a partire». Infine, spazio anche alla cronaca nazionale con un commento sui fatti di Modena, dove un’auto lanciata ad alta velocità in centro città ha provocato sette feriti, alcuni dei quali gravi. L’aggressore è un 31enne di origine marocchina. Salvini ha rilanciato la proposta del permesso di soggiorno “a punti”, commentando così la vicenda: «Intanto c’è da ringraziare i cittadini che sono intervenuti senza voltarsi dall’altra parte evitando ulteriori spargimenti di sangue. Non vorrei che qualcuno iniziasse a giustificare quanto accaduto. Qui si tratta di una strage. Il permesso di soggiorno deve funzionare come una patente a punti: è un atto di fiducia nei confronti di chi arriva in Italia per costruirsi un futuro. Ma se sbagli e commetti reati, quella fiducia deve venir meno e devi poter tornare a casa».

Caschetto e pettorina, Salvini visita il ponte di Piediripa: “Soldi ben spesi” (VIDEO e PHOTOGALLERY)

Caschetto e pettorina, Salvini visita il ponte di Piediripa: “Soldi ben spesi” (VIDEO e PHOTOGALLERY)
17/05/2026 10:40

È stato il vicepremier Matteo Salvini a dare il buongiorno a Macerata in questa domenica mattina. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è arrivato di buon’ora nel cantiere del nuovo ponte di Piediripa, accolto dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dal presidente della Provincia Alessandro Gentilucci e dal sindaco uscente Sandro Parcaroli, con il quale Salvini ha ribadito la volontà di proseguire un percorso di collaborazione anche alla luce delle imminenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Il segretario della Lega è arrivato intorno alle 8:15. Indossati caschetto e pettorina catarifrangente, si è diretto subito verso il ponte sul Chienti per una visita tecnica al cantiere. Ad accompagnarlo, oltre al direttivo della Cagnini Costruzioni (la ditta che sta seguendo i lavori) con Fabio Cagnini e l’ingegner Francesca Gubbiotti, anche i rappresentanti regionali e provinciali del Carroccio: dalla segretaria regionale onorevole Giorgia Latini al consigliere regionale Renzo Marinelli, fino al segretario provinciale Mauro Lucentini. Presente anche la senatrice FdI Elena Leonardi.  Durante il sopralluogo, Salvini ha ricevuto aggiornamenti sulle caratteristiche dell’opera: dalle dimensioni del ponte alle metodologie costruttive, passando per la manodopera impiegata – circa 30 operai al giorno – fino ai tempi di consegna, previsti per la metà dell’estate. Un’infrastruttura strategica da oltre 9 milioni di euro, pensata per alleggerire il traffico in entrata e in uscita dalla città. Il nuovo ponte, lungo 98 metri, consentirà infatti il passaggio da due a quattro corsie, con l’obiettivo di rendere più fluida la viabilità in una delle aree più trafficate del territorio (sul ponte transitano più di 20.000 veicoli al giorno). Parlando delle numerose opere in corso nel Maceratese, per un investimento complessivo vicino al mezzo miliardo di euro, Salvini ha sottolineato: «Mezzo miliardo ben speso, perché devo dire che l’amministrazione comunale e tanti sindaci del territorio stanno spendendo bene e in fretta queste risorse. Sottopassi, eliminazione di passaggi a livello, nuovi ponti, viadotti, parcheggi sotterranei: sono contento. Nelle Marche abbiamo più di 5 miliardi di euro di cantieri aperti. Stiamo dando lavoro a tante imprese e tanti operai e soprattutto stiamo facendo perdere meno tempo alla gente in coda. È un periodo positivo e conto che continui la collaborazione proficua con il Comune di Macerata e con la Regione Marche». E parlando di ponti, inevitabile il passaggio sul progetto più discusso e atteso d’Italia: quello sullo Stretto di Messina. Salvini ha fatto il punto sull’iter dell’opera: «Abbiamo approvato un decreto che raccoglie tutte le indicazioni della Corte dei Conti. L’interlocuzione con l’Europa è costante, stanno lavorando tecnici, ingegneri ed esperti. Entro un mese arriverà il parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici e conto che entro l’estate la Corte dei Conti abbia tutti i documenti necessari per esprimersi». Il ministro ha poi evidenziato l’interesse attorno all’opera: «Le imprese sono pronte. Quando Webuild ha aperto le candidature per la manodopera sono arrivate 45mila richieste di lavoro. È un’opera attesa, necessaria, studiata, progettata e interamente finanziata. Se arriverà il via libera definitivo saremo pronti a partire». Infine, spazio anche alla cronaca nazionale con un commento sui fatti di Modena, dove un’auto lanciata ad alta velocità in centro città ha provocato sette feriti, alcuni dei quali gravi. L’aggressore è un 31enne di origine marocchina. Salvini ha rilanciato la proposta del permesso di soggiorno “a punti”, commentando così la vicenda: «Intanto c’è da ringraziare i cittadini che sono intervenuti senza voltarsi dall’altra parte evitando ulteriori spargimenti di sangue. Non vorrei che qualcuno iniziasse a giustificare quanto accaduto. Qui si tratta di una strage. Il permesso di soggiorno deve funzionare come una patente a punti: è un atto di fiducia nei confronti di chi arriva in Italia per costruirsi un futuro. Ma se sbagli e commetti reati, quella fiducia deve venir meno e devi poter tornare a casa».

Cronaca

Rifiuta di pagare il conto e minaccia il ristoratore con un coltello: denunciato 58enne

Rifiuta di pagare il conto e minaccia il ristoratore con un coltello: denunciato 58enne

16/05/2026 12:42

Momenti di forte tensione in un ristorante del Fabrianese, dove un uomo di 58 anni, originario delle Marche, è stato denunciato dai Carabinieri per minaccia aggravata e porto di armi od oggetti atti a offendere. Secondo quanto ricostruito, l’uomo, in evidente stato di alterazione alcolica, dopo aver terminato il pranzo si sarebbe rifiutato di pagare il conto. Alla richiesta del titolare del locale è nata una discussione che, in breve tempo, è degenerata. Nel corso del litigio, il 58enne avrebbe estratto un coltello iniziando a minacciare il ristoratore, creando una situazione di serio pericolo all’interno del locale. È stato immediato l’intervento dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Fabriano, allertati tramite il numero unico di emergenza 112. I militari sono riusciti a bloccare e disarmare l’uomo in sicurezza, evitando conseguenze più gravi e riportando la calma nel ristorante. Dopo essere stato messo in sicurezza, il 58enne è stato accompagnato in caserma e successivamente affidato alle cure del personale sanitario del 118 per un controllo medico. Per lui è scattata la denuncia per minaccia aggravata e porto abusivo di arma, oltre a una sanzione amministrativa per ubriachezza. Il coltello utilizzato per le minacce è stato sequestrato dai militari dell’Arma.

Cingoli, il fiuto del cane "One" scova la droga vicino alle scuole: controlli a tappeto dei carabinieri

Cingoli, il fiuto del cane "One" scova la droga vicino alle scuole: controlli a tappeto dei carabinieri

15/05/2026 17:15

I carabinieri della locale stazione hanno attuato nel comune di Cingoli un servizio coordinato di controllo straordinario del territorio, con un focus particolare sul contrasto allo spaccio di stupefacenti nei pressi degli istituti scolastici e sulla vigilanza della circolazione stradale. L'operazione ha visto scendere in campo i militari delle stazioni di Cingoli, Apiro e Appignano, supportati dal nucleo carabinieri cinofili di Pesaro. Proprio l'ausilio del cane antidroga "One" è stato determinante: l'unità cinofila ha permesso di rinvenire due dosi di hashish, per un peso complessivo di circa 2,3 grammi, nascoste all’interno di un cassonetto dei rifiuti situato nei pressi di un istituto scolastico. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la sostanza sarebbe stata occultata frettolosamente da uno studente di passaggio che, accortosi della presenza dei carabinieri, ha cercato di disfarsene per evitare il controllo. Sul fronte della sicurezza stradale, i carabinieri hanno fermato nel centro abitato di Cingoli un artigiano di 62 anni, residente in provincia di Ancona, alla guida della propria auto. L'uomo manifestava chiari sintomi riconducibili all'abuso di bevande alcoliche ma, posto di fronte alla richiesta di sottoporsi al controllo con l'etilometro, si è rifiutato categoricamente. Per questa condotta l'uomo è stato deferito in stato di libertà all'autorità giudiziaria per il rifiuto dell'accertamento, come previsto dal Codice della Strada, con il conseguente ritiro immediato della patente di guida. L'attività di prevenzione ha interessato anche il capoluogo, dove la sezione radiomobile della Compagnia di Macerata ha segnalato al Prefetto per uso personale di stupefacenti un 42enne residente in città, trovato in possesso di una dose di cocaina nei pressi di un esercizio pubblico. Complessivamente, durante il servizio sono state identificate 28 persone, controllati 16 veicoli e monitorati due obiettivi sensibili tra scuole e locali pubblici, elevando inoltre diverse contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada. Tutta la droga rinvenuta è stata posta sotto sequestro amministrativo in attesa della distruzione.

Attualità

Tolentino, nuove chiusure e restringimenti di carreggiata: ecco le strade interessate dai lavori

Tolentino, nuove chiusure e restringimenti di carreggiata: ecco le strade interessate dai lavori

16/05/2026 15:44

TOLENTINO – Nuove modifiche temporanee alla viabilità a Tolentino per consentire l’esecuzione di lavori pubblici, interventi infrastrutturali e operazioni di cantiere in diverse zone della città. L’amministrazione comunale ha emanato una serie di ordinanze che interesseranno varie strade cittadine nei prossimi giorni, con divieti di transito, restringimenti di carreggiata e limitazioni temporanee alla circolazione. Tra gli interventi principali, dal 18 al 21 maggio 2026 in via Arsiero, nei pressi del passaggio a livello ferroviario, sarà istituito il restringimento della carreggiata per consentire lavori a cura di Ferrovie dello Stato. Sempre dal 18 maggio e fino al 4 agosto 2026, in via Arnaldo Lucentini, nel tratto compreso tra via Nazionale e via Don Giovanni Minzoni, scatterà il divieto di transito veicolare, con esclusione dei mezzi d’opera, per permettere le operazioni di carico e scarico dei materiali legati alle lavorazioni previste. Ulteriori modifiche interesseranno la zona di San Catervo: il 18 maggio, dalle 8:30 alle 20, sarà vietato il transito nel tratto compreso tra Traversa San Catervo e via Valporro, fatta eccezione per i mezzi di cantiere. Il giorno successivo, 19 maggio, sempre dalle 8:30 alle 20, il divieto di transito sarà esteso a via Valporro, tra piazza San Vincenzo Maria Strambi e via San Catervo, per consentire operazioni di scavo. Nei giorni 19 e 20 maggio, dalle 8:30 alle 19, sarà inoltre chiusa al traffico via Brenta per permettere lo smontaggio di una gru. Infine, per consentire il carico e scarico di materiali destinati alla ristrutturazione del Palazzo comunale, in via Ozeri, nel tratto compreso tra piazza della Libertà e via San Salvatore, sarà istituito il divieto di transito nei giorni 18, 22, 25 e 29 maggio, dalle 8:30 alle 14:30, sempre con esclusione dei mezzi d’opera. Il Comune invita cittadini e automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica temporanea predisposta nelle aree interessate dai lavori.              

Pieve Torina, scoperta una domus romana durante i lavori del nuovo municipio

Pieve Torina, scoperta una domus romana durante i lavori del nuovo municipio

16/05/2026 14:36

PIEVE TORINA – Importante scoperta archeologica durante i lavori per la realizzazione del nuovo municipio di Pieve Torina, dove sono emerse le tracce di un’antica dimora romana. I ritrovamenti, avvenuti nel corso delle attività di cantiere, testimoniano la presenza di un insediamento risalente a oltre duemila anni fa, confermando il ruolo strategico dell’area come crocevia già in epoca romana. «I rinvenimenti romani – ha dichiarato il sindaco Alessandro Gentilucci – testimoniano come queste terre fossero un crocevia essenziale per gli uomini e le donne di allora e risultassero abitate più di duemila anni fa, come dimostrano anche altri ritrovamenti archeologici umbri, piceni e protostorici». Il primo cittadino ha sottolineato come la scoperta rappresenti un elemento di orgoglio per la comunità locale: «Questa scoperta riempie di orgoglio i pievetorinesi e ribadisce il grande valore di queste terre, per chi è rimasto custode di un passato ma con lo sguardo rivolto al futuro». Alla luce del rinvenimento, il progetto del nuovo municipio è stato rivisto per integrare e valorizzare i resti archeologici. «Con senso di rispetto per la memoria dei nostri antenati – ha aggiunto Gentilucci – abbiamo deciso di valorizzare ciò che la ricostruzione ha reso possibile. Il progetto è stato modificato e lascerà a vista le mura dell’edificio romano». All’interno della nuova struttura, proprio all’ingresso, sarà inoltre allestito uno spazio espositivo dedicato ai reperti rinvenuti, tra cui vasellame e monete.   «Una ricchezza culturale e storica – ha concluso il sindaco – che metteremo a disposizione dei cittadini e dei turisti che già apprezzano Pieve Torina per la natura e il benessere».

Politica

Scontro nel centrodestra sulle Terme di Sarnano, Forza Italia gela FdI: "Attacco inopportuno, i panni sporchi si lavano in casa"

Scontro nel centrodestra sulle Terme di Sarnano, Forza Italia gela FdI: "Attacco inopportuno, i panni sporchi si lavano in casa"

17/05/2026 09:30

"Riteniamo profondamente inopportuna la nota diffusa dal presidente provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Belvederesi sulla vicenda delle Terme di Sarnano, non solo nel merito, ma anche nei tempi. A pochi giorni da un appuntamento elettorale importantissimo come quello di Macerata, nel quale il centrodestra dovrebbe presentarsi compatto, serio e concentrato sugli obiettivi comuni, leggere attacchi pubblici rivolti a un sindaco sostenuto dalla coalizione appare francamente incomprensibile". Così Federico Marconi, commissario comunale di Forza Italia Sarnano, interviene dopo la presa di posizione di Fratelli d’Italia sulla gestione della società termale da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fabio Fantegrossi. "I panni sporchi, quando ci sono, si lavano all’interno della coalizione e non si mettono in piazza a mezzo stampa - prosegue Marconi -. Se davvero l’obiettivo è trovare una soluzione ai problemi, ci si siede intorno a un tavolo, si discute, ci si confronta, anche duramente se necessario, ma con spirito costruttivo. Sparare sulla stampa, invece, serve solo ad alimentare tensioni, creare confusione e offrire una pessima immagine del nostro paese". Forza Italia respinge anche l’accusa secondo cui Fratelli d’Italia sarebbe stata “tagliata fuori” dalle scelte dell’amministrazione. "La verità è che Fratelli d’Italia si è progressivamente autoesclusa dal percorso amministrativo. Il consigliere Battaglioni ha rimesso le deleghe sulle Terme già nel gennaio del 2025 e, successivamente, la costituzione di un gruppo consiliare autonomo ha di fatto collocato quella componente in una posizione diversa rispetto alla maggioranza. Parlare oggi di esclusione subita significa raccontare solo una parte della storia, e nemmeno quella più corretta". Per Marconi, il punto centrale resta la situazione concreta della società che gestisce le Terme: "Questa amministrazione ha ereditato una società agonizzante. Il sindaco, una volta insediato, si è trovato davanti a una serie di situazioni e di sorprese tutt’altro che positive, che lo hanno inevitabilmente costretto a rivedere rotta, ma perseguendo la strategia iniziale del programma elettorale condiviso: tentare il risanamento della società ma soprattutto provare ad attuare la privatizzazione". "Governare significa anche questo - puntualizza Marconi -: fare i conti con la realtà, non con gli slogan della campagna elettorale. Quando emergono elementi nuovi, un amministratore serio ha il dovere di cambiare impostazione se ritiene che ciò sia necessario per tutelare l’interesse pubblico". Il commissario comunale di Forza Italia invita poi a distinguere tra le Terme come patrimonio del territorio e la società che le gestisce: "La bufera riguarda la società di gestione, non le Terme di Sarnano in sé. Le qualità delle nostre acque, della struttura e del potenziale termale sono conosciute da tutti. Continuare a parlare male delle Terme e, di riflesso, di Sarnano, non è certo una bella vetrina per il paese. Chi ha davvero a cuore Sarnano dovrebbe misurare le parole, perché ogni dichiarazione pubblica contribuisce a costruire o a danneggiare l’immagine della nostra comunità". Marconi contesta infine il riferimento a un presunto accordo con la minoranza: "Parlare di inciucio o di accordo con la minoranza serve solo a spostare l’attenzione dal problema vero. Peraltro, se come viene sostenuto dallo stesso Belvederesi i consiglieri di minoranza non hanno seguito il sindaco nemmeno sul tentativo di azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della Stm richiesto dall’attuale Amministratore della società, di quale accordo stiamo parlando? È FDI che in realtà ha tradito il programma elettorale: va ricordato infatti che nel recente Consiglio comunale proprio incentrato nel procedere alla privatizzazione, nonostante in precedenza vi fosse un’intesa su tale questione, il gruppo consiliare Fratelli d’Italia ha lasciato l’assise e non sostenuto la linea. È una contraddizione evidente. Si lancia un’accusa pesante, ma poi sono gli stessi fatti richiamati da Fratelli d’Italia a smentirla". La conclusione è un appello alla responsabilità: "I sarnanesi sono stanchi di questo continuo clima di sospetto, di accuse e di veleno riversato sul paese. Sarnano ha bisogno di soluzioni, non di polemiche. Ha bisogno di chi lavora per difendere le Terme, non di chi usa le Terme per regolare conti politici. Se Fratelli d’Italia, attraverso il suo presidente provinciale, vuole davvero contribuire a risolvere questa vicenda, si sieda a un tavolo e porti proposte concrete. Diversamente, il rischio è quello di parlare di cose che non si conoscono fino in fondo o che vengono raccontate in maniera parziale e distorta". "Forza Italia Sarnano - chiude Marconi - con lealtà, senso di responsabilità e nel pieno rispetto del mandato elettorale ricevuto dai cittadini, sostiene con forza il sindaco Fabio Fantegrossi e continuerà ad appoggiare ogni percorso utile a tutelare le Terme, l’interesse pubblico e l’immagine del nostro territorio. Lo faremo senza alimentare inutili guerre interne, che non servono né al centrodestra né, soprattutto, a Sarnano".  

'Muccia Rinasce', presentata la lista guidata da Giulia Menciotti: "Restare deve essere un diritto"

'Muccia Rinasce', presentata la lista guidata da Giulia Menciotti: "Restare deve essere un diritto"

16/05/2026 17:15

Si è svolta presso la Sala Polifunzionale “Cesare Lami” la presentazione ufficiale della lista civica “Muccia Rinasce”, guidata da Giulia Menciotti, 36 anni, avvocato, giovane madre, originaria di Terni e residente a Muccia da circa dieci anni. All’incontro ha preso parte un folto gruppo di cittadini. Presente anche il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, che ha espresso il proprio sostegno alla lista. La candidatura di Menciotti ruota attorno a un messaggio centrale: trasformare la “volontà di restare” in un vero e proprio “diritto di restare”. Un tema che richiama da vicino le difficoltà vissute dalle comunità dell’entroterra, in particolare dopo il terremoto, e la necessità di garantire condizioni concrete per continuare a vivere nei territori più fragili. La lista si presenta con una composizione eterogenea, che unisce esperienze amministrative, professionali, associative e rappresentanze della comunità locale. Ne fanno parte figure legate al volontariato, giovani lavoratori, imprenditori, professionisti e cittadini di origine straniera residenti nel territorio. Tra i candidati figurano Sergio Bentivoglio, ex consigliere comunale e da anni impegnato nel volontariato; Barbara Carnevali, imprenditrice e già consigliera di minoranza per due mandati; Giovanni Casoni, già sindaco di Fiordimonte con una lunga esperienza politica e amministrativa; Lorenzo Ceccarelli, esperto di turismo e management alberghiero; Carlo Francesco Chiarolla, avvocato e specialista in normative europee; Adina Dikedzic, giovane madre di origini bosniache, indicata come voce delle famiglie e dei lavoratori stranieri; Alessandro Micucci, impiegato Enel e rappresentante delle nuove generazioni; Francesco Nebbia, presidente dell’associazione “Massa nel Cuore” e promotore della Sagra del Tartufo di Massaprofoglio; Massimo Zerani, conoscitore del territorio e del settore venatorio; e Laura Bizzarri, dottoressa in Giurisprudenza e funzionaria al Comune di Ancona. Nel corso della presentazione, Menciotti ha spiegato le ragioni della propria candidatura, legandole alla vita quotidiana della comunità e al tema dei servizi essenziali: "Chi ha scelto di restare a Muccia dopo il terremoto lo ha fatto con il cuore. Il nostro compito è fare in modo che quella scelta non diventi un sacrificio. È una comunità con radici profonde, con persone straordinarie e con un potenziale inespresso che aspetta solo di essere liberato. Noi siamo qui per questo. Costruire una Muccia che non si spopola, dove restare non sia una scelta obbligata ma un diritto sostenuto da lavoro, servizi, ambiente curato e comunità viva".

Sanità

Non solo ospedale, la rivoluzione della sanità di prossimità: il "modello Macerata" per gli infermieri del futuro

Non solo ospedale, la rivoluzione della sanità di prossimità: il "modello Macerata" per gli infermieri del futuro

17/05/2026 10:30

Una giornata di alto profilo scientifico, professionale e umano per accendere i riflettori su un aspetto cruciale, ma spesso poco conosciuto, della sanità contemporanea: l’assistenza infermieristica fuori dalle corsie d’ospedale. Ha registrato uno straordinario successo di pubblico il convegno “Le realtà assistenziali non ospedaliere”, organizzato nei giorni scorsi dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Macerata presso l’Auditorium Unimc “Ex Banca Marche”, con il patrocinio dell'Università di Macerata e dell'Ast. L'evento, accreditato Ecm e aperto a tutte le professioni sanitarie, ha visto una massiccia partecipazione di camici bianchi, confermando l'interesse strategico per la medicina del territorio e di prossimità. Sotto la direzione scientifica della dottoressa Lucia Giuliani, i lavori si sono aperti con i saluti del dottor Pinciaroli (Fnomceo) e del dottor Roberto Scendoni (Unimc), che hanno lodato l'alto livello multidisciplinare dell'iniziativa. Il presidente dell’OPI Macerata, Sandro Di Tuccio, ha inaugurato le relazioni affrontando il tema dell’infermieristica nelle forze armate, portando la propria esperienza decennale in Marina Militare per spiegare la capacità di autonomia clinica e gestione dello stress richiesta a bordo di una nave o in scenari critici internazionali. Subito dopo, i dottori Luigi Sammarco e Walter Piviero hanno illustrato il delicato equilibrio tra assistenza sanitaria e sicurezza pubblica nel Servizio Sanitario della Polizia di Stato, mentre la dottoressa Marta Pappacena ha delineato il ruolo, dinamico e ad alta responsabilità, dei professionisti inseriti nel corpo della Guardia di Finanza. Il focus si è poi spostato sulle grandi crisi. Il dottor Marco Troiani ha catturato l'attenzione della platea parlando di medicina delle catastrofi e della complessa gestione del triage e delle risorse durante le maxi-emergenze e le calamità naturali. Una testimonianza toccante è arrivata dalla dottoressa Maria Grazia Ombrosi sull’assistenza nelle organizzazioni umanitarie, un intervento che ha rimarcato il valore etico della professione capace di superare ogni confine per difendere la dignità umana in contesti di estrema povertà sanitaria. Di forte impatto anche la relazione della dottoressa Consuelo Quaglia sull’infermieristica penitenziaria, un ambiente ad altissima complessità dove l’operatore si confronta quotidianamente con fragilità psicologiche, dipendenze, patologie croniche e con il dovere di garantire il diritto alla salute come strumento di umanizzazione e inclusione dietro le sbarre. A chiudere la sessione scientifica è stata la dottoressa Giulia Moriconi, che ha acceso i riflettori sulla figura dell’infermiere scolastico e del convitto. Si tratta di un ruolo ancora poco diffuso in Italia ma fondamentale nella sanità del futuro, finalizzato alla promozione della salute in età evolutiva, al supporto degli studenti minori con fragilità e alla creazione di reti solide tra le famiglie, le scuole e i servizi territoriali. Il convegno ha dimostrato la straordinaria versatilità di una professione in continua evoluzione. Con questa giornata, l'OPI di Macerata ha ribadito il proprio impegno nel promuovere la crescita culturale del territorio e nel valorizzare competenze specialistiche che si rivelano ormai pilastri insostituibili per l'intero sistema sociosanitario moderno.

Il ruolo della creatina: cosa sappiamo oggi oltre l'uso nel mondo dello sport

Il ruolo della creatina: cosa sappiamo oggi oltre l'uso nel mondo dello sport

16/05/2026 16:37

Per molti anni la creatina è stata considerata quasi esclusivamente un integratore legato al mondo dello sport. Oggi però la ricerca scientifica sta cambiando profondamente questa visione. Negli ultimi anni, infatti, numerosi studi hanno iniziato a mostrare come la creatina possa avere effetti che vanno ben oltre l’aumento della forza muscolare, coinvolgendo anche cervello, metabolismo e invecchiamento. La creatina è una sostanza naturalmente presente nel nostro organismo e si trova soprattutto nei muscoli e nel cervello, cioè nei tessuti che richiedono grandi quantità di energia. Il suo ruolo principale è aiutare la rapida produzione di ATP, la principale fonte energetica delle cellule. È proprio questo meccanismo a spiegare perché oggi la creatina venga studiata in ambiti molto diversi tra loro. I benefici più solidi e documentati restano quelli sul sistema muscolare. La creatina monoidrato è uno degli integratori più studiati al mondo per migliorare forza, potenza e performance negli esercizi ad alta intensità. Ma ciò che sta attirando sempre più attenzione è il suo possibile ruolo durante l’invecchiamento. Con l’età tendiamo infatti a perdere progressivamente massa e funzione muscolare, un fenomeno noto come sarcopenia. Diversi studi mostrano che, soprattutto se associata all’attività fisica contro resistenza, la creatina può aiutare a mantenere massa magra e forza anche negli adulti più anziani. Negli ultimi anni anche il cervello è diventato un importante campo di ricerca. Alcune revisioni scientifiche suggeriscono che l’integrazione di creatina possa avere effetti positivi su memoria, attenzione e affaticamento mentale, soprattutto in situazioni di stress metabolico come privazione di sonno, forte stanchezza o invecchiamento. Il cervello, infatti, è uno degli organi con il più elevato consumo energetico del corpo umano. La ricerca sta valutando anche un possibile ruolo neuroprotettivo della creatina in condizioni come declino cognitivo, depressione e malattie neurodegenerative. Al momento, però, gli studiosi invitano alla cautela: le evidenze sono promettenti ma ancora preliminari, e serviranno ulteriori studi per confermare questi effetti. Un altro ambito emergente riguarda metabolismo e infiammazione. Alcuni lavori suggeriscono che la creatina possa contribuire indirettamente a migliorare la sensibilità insulinica e alcuni marker infiammatori, soprattutto quando associata all’esercizio fisico. Anche in questo caso, tuttavia, la ricerca è ancora in evoluzione. Uno dei temi più discussi riguarda la sicurezza. Nonostante molti falsi miti diffusi online, la creatina monoidrato è oggi considerata uno degli integratori più sicuri e meglio studiati presenti in letteratura scientifica. Nelle persone sane, alle dosi comunemente utilizzate, non emergono evidenze di danni renali. Naturalmente, in presenza di patologie renali o condizioni cliniche particolari, l’integrazione deve sempre essere valutata insieme al medico. Forse il messaggio più importante che emerge dalla ricerca moderna è che la creatina non dovrebbe essere vista soltanto come un integratore “per sportivi”. Si tratta di una molecola coinvolta nella produzione di energia cellulare e, proprio per questo, il suo potenziale interessa oggi molti ambiti della salute umana. Questo non significa considerarla una sostanza miracolosa. Nessun integratore può sostituire alimentazione equilibrata, attività fisica, sonno adeguato e stile di vita sano. Ma la creatina rappresenta un esempio interessante di come la scienza della nutrizione stia evolvendo: non più focalizzata solo sull’estetica o sulla performance, ma sempre più orientata alla salute metabolica, cognitiva e all’invecchiamento in buona salute.  

Sport

Passo di Treia ritrova il suo campetto: inaugurato il nuovo sintetico nel nome di Leonardo Capponi

Passo di Treia ritrova il suo campetto: inaugurato il nuovo sintetico nel nome di Leonardo Capponi

17/05/2026 10:00

Una giornata intensa, capace di fondere festa, memoria e un profondo senso di comunità. Nel pomeriggio di ieri, sabato 16 maggio, la frazione di Passo di Treia ha ufficialmente riaperto il suo storico campo da calcetto parrocchiale, completamente rinnovato grazie al rifacimento del manto in erba sintetica. L’inaugurazione è coincisa con i tradizionali festeggiamenti per il patrono Sant’Ubaldo, richiamando una straordinaria partecipazione di cittadini, autorità civili, militari e religiose. La struttura, nata originariamente in terra battuta nel 2001 e trasformata in sintetico nel 2004 grazie al direttivo dell'epoca, rappresenta da sempre il cuore pulsante dell'aggregazione giovanile locale. Il giorno dell’Epifania del 2005 il rettangolo verde venne dedicato alla memoria di Leonardo Capponi, giovane sportivo treiese scomparso prematuramente nell’estate del 2004. Ieri, a distanza di anni, familiari e amici si sono stretti attorno a quel campo che continua a custodire il ricordo di tante giornate vissute insieme. Particolarmente toccante è stato l'intervento di Francesco Francucci, presidente dell’oratorio passotreiese, che ha ricordato i suoi predecessori Marco Balestra e Sauro Cellocco, dedicando un pensiero commosso alla storica maestra Giuliana Tortolini. «Per me Leonardo non è solo un nome scritto all’ingresso, ma un compagno di classe, di squadra e un amico. Inaugurare nuovamente questo spazio dedicato a lui è qualcosa che mi emoziona nel profondo», ha dichiarato Francucci, ricordando come i campetti degli oratori siano i luoghi in cui nascono le vere amicizie e si impara il rispetto. Ad aprire l'evento è stato il parroco Don Francisco, che ha evidenziato la necessità di ricostruire i rapporti umani dopo le ferite del sisma e della pandemia, ringraziando i numerosi benefattori che hanno permesso la sistemazione del campo. Sul valore sociale dello sport è intervenuto anche il vescovo della diocesi di Macerata, Monsignor Nazzareno Marconi, che ha lodato l'impegno congiunto di parrocchia e amministrazione: «Condivido la volontà di ricostituire questo spazio, necessario per aiutare le persone a sentirsi comunità pur provenendo da storie diverse». Il Vescovo ha poi scherzato sulla multiculturalità della diocesi, che conta sacerdoti da ventisette nazioni: «In molti mi considerano il vescovo dell’Onu, ma questo dimostra che quando ci sono valori forti è possibile costruire insieme». Anche il sindaco di Treia, Franco Capponi, ha preso parte alla cerimonia, definendo il nuovo sintetico come un tassello fondamentale che si inserisce nel piano di crescita della frazione, già al centro dei lavori per il nuovo polo scolastico e la palestra. «Questo è uno spazio dove i ragazzi possono socializzare liberamente», ha sottolineato il primo cittadino. «È un’inaugurazione importante come amministratore ma anche come familiare di Leonardo. Mi auguro che questo luogo metta insieme tanti giovani indipendentemente dalla loro provenienza». Dopo il fatidico taglio del nastro, il nuovo terreno di gioco è stato ufficialmente "battezzato" con una sfida inaugurale che ha visto confrontarsi la squadra dei seminaristi maceratesi e una rappresentativa di calciatori passotreiesi, con la vittoria finale dei futuri sacerdoti al termine di un match combattuto. La festa è poi proseguita fino a sera tra la musica del coro parrocchiale, i riti religiosi per il patrono e i ben seicento panini preparati dai volontari, restituendo a Passo di Treia un presidio insostituibile di condivisione e aggregazione.

Il Matelica Volley centra l’obiettivo: vola in prima divisione

Il Matelica Volley centra l’obiettivo: vola in prima divisione

16/05/2026 18:15

Si è disputata ieri sera, venerdì 15 maggio, alla Palestra Mancinelli la gara tra il Matelica Volley e Volley Torresi valevole per la promozione in prima divisione. A trionfare è stata la squadra nostrana, che il prossimo anno disputerà quindi il campionato di prima divisione, salendo così di categoria e portando la città di Matelica un gradino più in alto. Ha espresso grande soddisfazione per la vittoria a nome di tutta l'amministrazione comunale l'assessore allo Sport Filippo Maria Conti: "La vittoria del Matelica Volley è un grande esempio per i giovani e non solo: portare avanti uno sport dà sempre grandi risultati, sul campo e fuori. Non solo per mantenersi in forma e divertirsi, ma anche per ottenere grandi risultati come quello di ieri sera che rendono orgogliosa l'intera comunità. Mi congratulo con tutta la squadra e la dirigenza del Matelica Volley per il brillante risultato: questa promozione non rappresenta soltanto una vittoria sportiva, ma il premio per tutte le sere passate in palestra, per ogni incoraggiamento reciproco e per la voglia di non smettere mai".  

Economia

Banco Marchigiano chiude l’anno dei record: utile oltre i 15 milioni

Banco Marchigiano chiude l’anno dei record: utile oltre i 15 milioni

16/05/2026 11:00

Si è conclusa con l’approvazione unanime del bilancio e un clima di grande soddisfazione l’Assemblea dei Soci del Banco Marchigiano, chiamata a esaminare i risultati di un esercizio definito dai vertici dell’istituto “l’anno dei record”. I numeri confermano infatti una crescita significativa sia sul piano economico sia su quello patrimoniale, consolidando il ruolo della banca come punto di riferimento per famiglie e imprese nelle Marche e in Abruzzo. L’utile lordo ha raggiunto i 17 milioni di euro, mentre l’utile netto ha superato i 15 milioni, segnando un incremento del 20,5% rispetto all’anno precedente. A rafforzare ulteriormente il quadro positivo è il CET1 ratio, principale indicatore della solidità bancaria, salito al 28,2%, con un patrimonio netto che supera i 115 milioni di euro. «L’approvazione del bilancio da parte dei soci conferma la bontà della nostra strategia – ha dichiarato il presidente Sandro Palombini –. Siamo una banca che cresce e che riesce a trasformare i risultati economici in valore per il territorio. Gli oltre 800mila euro destinati a iniziative sociali, culturali, sportive e sanitarie rappresentano concretamente il nostro modo di fare banca». Importanti anche i risultati sul fronte del sostegno all’economia reale. Nel 2025 il Banco Marchigiano ha erogato nuovi finanziamenti per 140 milioni di euro, con una crescita del 16,6% rispetto all’anno precedente. Numeri che si traducono in interventi concreti sul territorio: circa 400 famiglie e giovani hanno potuto acquistare la prima casa grazie ai mutui concessi dall’istituto, mentre oltre 300 piccole imprese sono state supportate nei loro programmi di sviluppo e investimento. Il direttore generale Massimo Tombolini ha evidenziato come i risultati raggiunti siano il frutto di un percorso costruito negli ultimi anni. «Non si tratta di un exploit isolato – ha spiegato – ma del risultato di un lavoro portato avanti con continuità negli ultimi tre anni. Abbiamo incrementato la raccolta complessiva di oltre 300 milioni mantenendo al tempo stesso una qualità del credito molto elevata, con coperture sui crediti deteriorati superiori al 76%». Tombolini ha inoltre sottolineato l’importanza del capitale umano all’interno dell’istituto, ricordando l’ingresso negli ultimi tre anni di circa 20 giovani neolaureati. Anche il vicepresidente Marco Bindelli ha rimarcato il valore dell’appartenenza al Gruppo Cassa Centrale: «Far parte di un grande gruppo nazionale ci garantisce solidità e prospettive, ma restiamo profondamente legati ai distretti produttivi delle Marche e dell’Abruzzo e alle esigenze delle famiglie del territorio».   Il bilancio approvato conferma dunque il percorso di crescita del Banco Marchigiano, sempre più orientato a coniugare stabilità finanziaria, sostegno all’economia locale e attenzione alla comunità.

Confapi riunisce il distretto del Cappello: “Servono collegamenti e sostegno alle imprese”

Confapi riunisce il distretto del Cappello: “Servono collegamenti e sostegno alle imprese”

16/05/2026 10:21

MONTAPPONE – Opportunità per le imprese, infrastrutture strategiche, formazione e innovazione: sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Opportunità e Strumenti per le Imprese del Distretto del Cappello”, promosso da Confapi Industria Ancona insieme a Uniontessile Confapi Industria Ancona e ospitato giovedì 14 maggio nella sede del Comune di Montappone. L’appuntamento, patrocinato dai Comuni di Montappone, Massa Fermana, Falerone e Monte Vidon Corrado, oltre che dal commissario straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, ha riunito istituzioni, amministratori e imprenditori del territorio fermano per discutere delle prospettive di sviluppo del comparto manifatturiero legato al cappello, simbolo storico dell’economia locale. A moderare l’incontro è stato Paolo Marzialetti, presidente nazionale del Settore Cappello della Federazione italiana Tessilivari e presidente di Uniontessile Confapi Industria Ancona. Ad aprire i lavori sono stati il sindaco di Montappone Mario “Amerino” Clementi e il prefetto di Fermo Edoardo D’Alascio, che ha invitato amministrazioni e aziende a rafforzare le iniziative comuni per sostenere la crescita del distretto. Particolarmente atteso l’intervento del senatore Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, che ha illustrato le opportunità previste per le imprese del cratere sismico e le azioni messe in campo a favore del territorio. Castelli ha inoltre evidenziato l’importanza dell’ingresso della Regione Marche nella ZES Unica a partire dalla fine del 2025, sottolineando le nuove misure che potranno integrare gli strumenti già esistenti per le aree colpite dal terremoto. Il direttore di Confapi Industria Ancona Michele Montecchiani ha ribadito il ruolo dell’associazione come punto di riferimento per la piccola e media industria privata, evidenziando l’importanza della formazione e delle competenze come leva strategica per la competitività aziendale. Ampio spazio è stato dedicato anche alle criticità infrastrutturali che interessano il territorio. I sindaci dei Comuni coinvolti hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di superare l’isolamento logistico del Distretto del Cappello attraverso opere considerate fondamentali per lo sviluppo economico dell’area. Tra le priorità indicate figurano il collegamento del distretto alla Mezzina tramite la strada che costeggia l’Ete Morto, il completamento della Mezzina verso Teramo e la realizzazione della Mare-Monti connessa alla Pedemontana, infrastruttura destinata a collegare Belforte del Chienti alla Salaria. Nel corso dell’incontro, Eleonora Ferracuti, consigliere provinciale di Fermo, ha ricordato l’iter avviato per il riconoscimento del marchio IGP del Cappello Marchigiano e della Calzatura Fermano-Maceratese, mentre il tenente colonnello Alessandro Caputo, in rappresentanza del comandante provinciale della Guardia di Finanza Vittorio Angelini, ha sottolineato la vicinanza delle istituzioni alle imprese del territorio e il valore dell’eccellenza manifatturiera locale. Il confronto finale con gli imprenditori ha fatto emergere le principali preoccupazioni del settore: dall’incertezza geopolitica alle ripercussioni sul mercato del lusso, fino alla difficoltà nel reperire personale qualificato e nella formazione continua in azienda. Tra i temi più sentiti anche la necessità di ridurre i costi per la partecipazione alle fiere nazionali e internazionali e l’importanza di rafforzare la collaborazione con le università marchigiane per sviluppare applicazioni legate all’Intelligenza Artificiale e all’innovazione tecnologica.

Scuola e università

Recanati, le Scienze Applicate del Liceo 'Leopardi' alle finali nazionali di Mad for Science

Recanati, le Scienze Applicate del Liceo 'Leopardi' alle finali nazionali di Mad for Science

16/05/2026 19:40

Il futuro del nostro territorio è nelle mani degli studenti del Liceo "G. Leopardi"di Recanati, sempre più scuola di riferimento per una didattica laboratoriale d'eccellenza. Il 28 maggio, presso l’Acquario Romano, un team rappresentativo delle classi 4R, 3M e 3L dell’indirizzo Scienze Applicate sfiderà le proposte di altri sette istituti provenienti da tutta Italia nella finale nazionale di "Mad for Science", il prestigioso concorso promosso dalla Fondazione Diasorin. Oltre che una competizione, il concorso rappresenta un’esperienza didattica coinvolgente e un’occasione per potenziare con attrezzature all’avanguardia i laboratori scientifici già in dotazione alla scuola, dentro i quali, da anni, i docenti dell’indirizzo di Scienze Applicate lavorano per proiettare i ragazzi nel cuore della ricerca attiva. In queste settimane, sotto la guida della professoressa di Scienze Naturali Lucia Galassi, mente e cuore dell'iniziativa, e del professore di Informatica Michele Brizi, gli studenti si stanno preparando ad affrontare una sfida multidisciplinare: dalla biotecnologia pura allo sviluppo di piattaforme digitali per condividere conoscenza. Al centro di tutto c'è RootNet: un progetto nato per proteggere la biodiversità del suolo locale. Dopo una prima fase di sperimentazione condotta tra i laboratori scolastici e una serra domotica, le colline di Recanati, patrimonio di bellezza e cultura, diventeranno a loro volta un laboratorio a cielo aperto dove il team ha l’obiettivo di studiare le micorrize autoctone. Questi funghi simbionti, alleati naturali delle radici, verranno fatti proliferare attraverso l'uso di scarti agricoli locali (economia circolare) per rendere le piante più resilienti ai cambiamenti climatici, riducendo drasticamente la dipendenza da prodotti chimici industriali. Il risultato è un modello di “cittadinanza scientifica attiva” dove la scuola non solo insegna, ma produce conoscenza utile al territorio.  A Roma,dunque, i ragazzi del nostro Liceo porteranno un manifesto che racconta come la scienza possa preservare concretamente la bellezza e la salute dei nostri luoghi.  

San Severino, nuove sedute tricolori in cemento stampato in 3D per l’Istituto “Divini”

San Severino, nuove sedute tricolori in cemento stampato in 3D per l’Istituto “Divini”

16/05/2026 14:13

SAN SEVERINO - Innovazione tecnologica, design avanzato e identità nazionale si incontrano nella nuova installazione realizzata davanti all’ingresso dell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”, in viale Mazzini. L’opera nasce dalla collaborazione tra Fonsi Costruzioni Srl, specializzata in strutture in cemento armato e muratura, e MateriaNova Srl, realtà di Montecosaro attiva nel settore della stampa 3D applicata all’edilizia. Si tratta di tre maxi sedute, vere e proprie chaise longue urbane, realizzate con tecnologia di stampa 3D cementizia e disposte nei colori della bandiera italiana: verde, bianco e rosso. Le forme sinuose e continue generano un effetto visivo e tattile di forte impatto, trasformando l’area in uno spazio contemporaneo e riconoscibile. L’installazione è stata collocata in un contesto di particolare rilievo istituzionale, in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile che hanno visto anche la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a San Severino Marche. La realizzazione è il risultato della sinergia tra le due aziende marchigiane, con MateriaNova impegnata nello sviluppo di soluzioni innovative per l’architettura e l’edilizia digitale. L’azienda opera attraverso processi di deposizione strato su strato a partire da modelli CAD, riducendo tempi di lavorazione e impatto ambientale, con l’obiettivo di coniugare efficienza, sostenibilità e qualità materica. Le sedute installate all’Istituto “Divini” non rappresentano solo un elemento di arredo urbano, ma anche un esempio concreto delle potenzialità dell’architettura sostenibile e delle nuove tecnologie applicate all’edilizia, con un forte valore educativo per gli studenti che si formano nelle discipline tecniche. In occasione dell’installazione, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha voluto esprimere il proprio apprezzamento, complimentandosi personalmente con i rappresentanti delle aziende coinvolte per il progetto realizzato.  

Cultura

Sferisterio, torna il rito degli Aperitivi Culturali: 12 incontri per i 20 anni della rassegna

Sferisterio, torna il rito degli Aperitivi Culturali: 12 incontri per i 20 anni della rassegna

12/05/2026 17:30

Traguardo storico per la kermesse più longeva del Macerata Opera Festival. Gli Aperitivi Culturali, ideati e curati sin dal 2006 da Cinzia Maroni per l’associazione Sferisterio Cultura, compiono vent'anni. Nati con l'idea che "chi sa solo d'opera non sa niente d'opera", questi incontri hanno trasformato gli Antichi Forni in un laboratorio interdisciplinare unico in Italia, capace di richiamare in due decenni oltre trentamila persone e più di cinquecento ospiti di caratura internazionale.  L’identità della rassegna risiede nel guardare al melodramma non solo come estetica, ma come un dispositivo capace di interrogare la società moderna. Attraverso gli occhi di filosofi, storici e giuristi, i titoli del cartellone vengono analizzati sotto luci inedite: dalla Tosca letta come caso di concussione sessuale alla Butterfly indagata come turismo sessuale, fino ai figli di Norma visti come orfani di femminicidio. Un approccio che ha portato a Macerata personalità del calibro di Patti Smith, Goran Bregovich, Massimo Donà e Marcello Veneziani, consolidando un format che unisce l'alto linguaggio della lirica alla cultura pop e alla saggistica. L’edizione del ventennale si apre venerdì 17 luglio alle ore 12:00 con un focus sul Nabucco, che vedrà il dialogo tra il regista Fourny, il direttore Carminati e lo scrittore Stefano Jacini. Il primo weekend proseguirà con approfondimenti sul Barbiere di Siviglia insieme ad Alberto Mattioli e sul Trovatore con la firma del Corriere della Sera Enrico Girardi. Tra i temi più attesi del secondo fine settimana spicca l’incontro del 24 luglio dedicato a fake news e gogna mediatica, un appuntamento accreditato per la formazione forense che vedrà la partecipazione dell'avvocato Giulia Boccassi e di Francesca Scopelliti. La rassegna proseguirà con le riflessioni della filosofa Ilaria Gaspari sulla pulsione di morte e le analisi antropologiche di Annalisa di Nuzzo sul Trovatore. Un momento di profonda commozione è previsto per la chiusura del terzo weekend, quando la musicologa Carla Moreni dedicherà l'incontro a Angelo Foletto, storico critico musicale e amico della rassegna scomparso quest'anno. Il gran finale, dal 7 al 9 agosto, sarà affidato a Luca Scarlini, al filosofo Andrea Tagliapietra e ad Andrea Panzavolta, che esploreranno il potere e l'identità attraverso i Carmina Burana e Rossini. Il successo di questo ventennale, sottolinea Cinzia Maroni, è frutto di una rete instancabile e del supporto costante dell’Amministrazione comunale, in particolare dell'assessore alla cultura Katiuscia Cassetta. Ogni incontro, come da tradizione, si concluderà con un brindisi a km zero, un rito che accorcia le distanze tra relatori e pubblico, confermando gli Aperitivi Culturali come il cuore pulsante e "irrituale" del Macerata Opera Festival, capace di trasformare ogni mezzogiorno in un'occasione di crescita collettiva.

Tolentino, al Politeama Moschini voci di donne e storie di vita per “La bellezza dell’imperfezione”

Tolentino, al Politeama Moschini voci di donne e storie di vita per “La bellezza dell’imperfezione”

11/05/2026 15:00

TOLENTINO – “La bellezza dell’imperfezione” è il titolo dell’evento in programma sabato 16 maggio 2026 al Politeama Moschini di Tolentino, alle ore 21.15. L’iniziativa è promossa dalla Consulta delle Donne in collaborazione con la Commissione consiliare Pari Opportunità e con il patrocinio del Comune di Tolentino – Assessorato alle Politiche sociali. L’appuntamento nasce con l’obiettivo di valorizzare il tema dell’unicità e della forza personale attraverso testimonianze di donne che convivono con la disabilità o con la malattia, trasformando esperienze di fragilità in percorsi di consapevolezza e rinascita. Un invito a superare i modelli estetici e sociali imposti per riscoprire una bellezza autentica, fondata sul coraggio di abitare la propria storia e le proprie difficoltà. La serata si aprirà con i saluti istituzionali, seguiti da un programma di interventi che vedrà la partecipazione del filosofo e saggista Roberto Mancini, docente dell’Università di Macerata, dell’attrice non vedente Stefania Terrè, della rappresentante delle persone stomizzate Gaya (ImperfettaProject), di Cristina Falappa e Desiré Ombrosi, protagoniste di una testimonianza sul tema della donazione e del trapianto, oltre alla psicologa Chiara Maria Leone. L’evento prevede anche la partecipazione del Liceo Coreutico dell’IIS Filelfo e di Barbara Salcocci, che contribuiranno al momento culturale della serata. La manifestazione, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, richiede prenotazione consigliata presso il numero 0733.901299 (dal lunedì al venerdì 8.30-13.30 e il giovedì anche 15.30-18.00). “La bellezza dell’imperfezione – ha spiegato la presidente della Consulta delle Donne Solidea Vitali – è un evento pensato per valorizzare l’unicità delle persone, al di là dei canoni imposti. Forza e fragilità convivono e diventano possibilità di crescita. Ascolteremo testimonianze capaci di emozionare e di farci comprendere quanto sia importante essere sé stessi in ogni condizione della vita”.

Eventi

Civitanova risponde all'appello del "Giro per la Pace": in centinaia al Cecchetti per chiedere lo stop alle guerre

Civitanova risponde all'appello del "Giro per la Pace": in centinaia al Cecchetti per chiedere lo stop alle guerre

17/05/2026 10:10

Una straordinaria ondata di colori, musica e partecipazione ha attraversato ieri, sabato 16 maggio, le vie del centro. Civitanova Marche ha ospitato con grande successo la 43ª tappa del Giro d’Italia per la Pace, un evento fortemente voluto e coordinato dal Comune insieme al Comitato “Civitanova per la Pace”, capace di unire generazioni, associazioni e realtà diverse del territorio nel segno del dialogo e della solidarietà. La manifestazione ha preso il via da piazza XX Settembre con la partenza del colorato Corteo della Pace. Ad aprire la sfilata è stata la suggestiva Lampada di San Francesco, che il giorno precedente era stata accolta dagli alunni della scuola Ungaretti nella cornice del teatro Annibal Caro. Subito dietro, accompagnata dalle note della banda cittadina, ha sfilato la lunghissima Bandiera della Pace di Senigallia, eccezionalmente prestata per l'occasione e sorretta con entusiasmo dai ragazzi e dalle ragazze degli scout civitanovesi. Al corteo si sono unite centinaia di persone e un foltissimo cartello di associazioni locali, tra cui Donne di Mondo, Emergency, Amnesty International, Sted, Carta Canta, ANPI, SPI-CGIL, GAS Gaia, AttivaMente, Mondo Solidale e Saturday for Palestine, a testimonianza di un forte sentimento collettivo contro ogni forma di guerra. Il fiume pacifico ha poi raggiunto il Teatro Cecchetti, che si è rivelato persino troppo piccolo per contenere la folla: moltissimi cittadini hanno infatti dovuto seguire l'evento dall'esterno. Sul palco si è vissuto un susseguirsi di momenti intensi grazie ai contributi degli studenti del Liceo “Leonardo da Vinci”, dell’associazione “Il Palco”, del Circolo Interculturale Italo-Peruviano e della fraternità dei Frati Minori. Attraverso balli, canti, poesie e riflessioni profonde, ognuno ha offerto i propri "doni di pace". Nel frattempo, all'esterno della struttura, i vari presidi associativi hanno promosso petizioni, raccolte firme e proposte di legge di iniziativa popolare per tradurre l'ideale della nonviolenza in azioni concrete. Tra i momenti più significativi del pomeriggio, la consegna da parte della Cgil di un quadro dell'artista Gianni Mercuri destinato al Liceo "Da Vinci", lo scambio di magliette a tema da parte degli scout e il regalo delle proprie poesie da parte di una studentessa del liceo. L'iniziativa ha vissuto anche un importante risvolto istituzionale. Dal palco del Cecchetti, i rappresentanti del Comitato “Civitanova per la Pace” si sono rivolti direttamente ai consiglieri comunali presenti - Murri, Micucci e Giorgini - lanciando una proposta ufficiale da portare all'attenzione dell'assise cittadina: dedicare una via, una piazza o lo stesso storico varco sul mare alla Pace. «Ogni città ne ha una, è arrivato il momento che anche Civitanova l’abbia», hanno sottolineato gli attivisti tra gli applausi scroscianti del pubblico. La giornata si è chiusa con il forte appello lanciato dai promotori nazionali del Giro, che traccia la rotta per il futuro: «La pace non è solo un ideale da invocare, ma un impegno quotidiano da costruire insieme: ciascuno di noi è chiamato a diventare “Artigiano di pace” e ogni scuola, una Scuola di Pace».

Camerino, dalla Corsa alla Spada alla festa di San Venanzio: torna la pesatura dei ceri e l'accensione del falò

Camerino, dalla Corsa alla Spada alla festa di San Venanzio: torna la pesatura dei ceri e l'accensione del falò

16/05/2026 16:45

La devozione, il folklore e il senso di appartenenza tornano protagonisti domenica 17 maggio con la suggestiva cerimonia dell’Offerta dei ceri e accensione del grande falò, uno degli appuntamenti più sentiti e simbolici della Corsa alla Spada e Palio. Un momento carico di storia e partecipazione popolare che si svolge nella basilica di San Venanzio martire, luogo che custodisce le spoglie del santo patrono della città di Camerino. La cerimonia in chiesa è preceduta dalla pesatura dei ceri, ospitata quest’anno all’interno del cortile del Palazzo Arcivescovile, luogo messo a disposizione dall’arcivescovo mons. Francesco Massara che ha accolto nei propri rinnovati spazi del Palazzo e del Museo Diocesano tante iniziative della rievocazione storica. Al corteo dei nobili e delle autorità cittadine, delle arti, dei comuni, degli arcieri e degli ospiti (Palio San Floriano di Jesi e Tamburini del Serafino di Sarnano) si aggiungeranno man mano i figuranti dei tre terzieri e tanti popolani e così il corteo completo arriverà in basilica. Dopo l’Offerta dei ceri è il momento della lettura in piazza del bando della Corsa alla Spada 2026 e dell’accensione del focaraccio, il grande falò che simboleggia la veglia in attesa della festa del Santo ed esorcizza la stagione fredda, richiamando un rito di benvenuto alla bella stagione.  Diretta TV dell'evento del 17 maggio sull’emittente Studio 7 TV HD Canale 78 del Digitale Terrestre e in streaming su www.studio7tv.it Sempre il 17 maggio è in programma l’Open Day di danza rinascimentale con Bruna Gondoni (ore 10:00 Quartiere delle Associazioni) e alle ore 17:00, sempre nel Quartiere delle Associazioni, Presentazione degli atleti e delle atlete della 45° edizione con la consegna della spada donata in questa edizione dal Bar Diana e forgiata dal fabbro Stefano Bellesi. E’ stato rinviato il Palio di Sant’Ansovino degli Arcieri De Varano in programma nel pomeriggio di oggi, mentre il mercatino e i laboratori della Compagnia commerciale medievale si svolge regolarmente dalle 16:30 in poi, ma viene spostato nella Geostruttura presso l’area Area Taverne in via Madonna delle Carceri.  Il programma proseguirà lunedì 18 maggio con la festa di San Venanzio, particolarmente ricca di iniziative perché celebrata nell’anno triennale dedicato al Santo patrono di Camerino e dell’Arcidiocesi, che si conclude con il Concerto per il Santo Patrono della Banda Orchestra Città di Camerino alle ore 21:30 in basilica. Il pomeriggio è dedicato al tema: Vestirsi a Camerino nel '400: un intreccio di arte moda e storia con alle 16.00 una visita guidata al Museo Diocesano Giacomo Boccanera e a seguire l’incontro con Federico Marangoni, Reenactment Advisor. “La rievocazione storica piano piano si riappropria della sua città - dichiara la presidente Donatella Pazzelli -superando anche le innumerevoli e sempre maggiori difficoltà legate ai tanti cantieri aperti per ricostruire Camerino. Visite guidate a tema e spettacoli saranno ospitati negli spazi del Palazzo Arcivescovile, luogo simbolo di storia e arte magnificamente restaurato, e in altri luoghi suggestivi per offrire a tutti la possibilità di godere della parte della città recuperata”. Le iniziative proseguono anche martedì 19 maggio con un ricco calendario di appuntamenti: la Fiera di San Venanzio organizzata dal Comune di Camerino (intera giornata), la visita guidata delle ore 15:30 “San Venanzio nelle collezioni del Museo Diocesano” a cura di Barbara Mastrocola, direttrice musei e responsabile beni mobili dell’Arcidiocesi, lo spettacolo delle ore 18.30 nella basilica di San Venanzio, “… a rimirar le stelle” Terra - Pietra - Infinito. Le voci raccontano, con il Coro Monti Azzurri, la voce recitante di Sabrina Conocchioli e la direzione di Maurizio Maffezzoli e alle 19.45 nella Taverna di Muralto l’ultimo dei tre appuntamenti di Reccontata a veja la storia secondo Quinto de Martella. Alle 22:00 in Piazza Cavour ci sarà La Battaglia delle Due Corti, suggestiva partita a scacchi vivente curata dalla Proloco Camerino.

Curiosità

Una ex fabbrica diventa la casa dei giovani: a Monte San Martino nasce "Martinelli 603"

Una ex fabbrica diventa la casa dei giovani: a Monte San Martino nasce "Martinelli 603"

17/05/2026 11:50

È stata inaugurata ieri pomeriggio a Monte San Martino la nuova sede dell’associazione giovanile "Martinelli 603", un progetto nato dal desiderio semplice e potente di ritrovarsi, stare insieme e immaginare il futuro del paese. La nuova casa dei giovani è stata realizzata nei locali di una ex fabbrica, una maglieria nata più di cinquant’anni fa per dare lavoro a tante ragazze del paese. Oggi quello stesso spazio torna a vivere con una nuova vocazione: come luogo di relazioni, idee, incontri, feste, iniziative e partecipazione. Un passaggio di testimone ideale tra generazioni, dentro mura che hanno già custodito lavoro, sogni e pezzi importanti di vita comunitaria. Il nome scelto racconta bene lo spirito dell’associazione. "Martinelli" è infatti il soprannome con cui vengono chiamati i ragazzi di Monte San Martino, mentre "603" richiama i metri di altitudine del paese sul livello del mare. Un nome identitario, affettuoso, profondamente legato alla terra da cui nasce. "L’idea è nata quasi per caso, durante una cena della Pro Loco - racconta il presidente Daniele Ercoli - ma in realtà rispondeva a un bisogno che sentivamo tutti. Negli ultimi anni diversi esercizi pubblici del paese hanno chiuso e i luoghi di ritrovo sono diventati sempre meno. Noi giovani volevamo creare uno spazio nostro, ma aperto a tutti, un’occasione per uscire di casa, incontrarsi, organizzare qualcosa, sentirsi parte attiva della comunità". La risposta è stata immediata. Ancora prima dell’inaugurazione, “Martinelli 603” aveva già superato i sessanta iscritti tra i giovani del paese, a cui si aggiungono amici dei Comuni vicini legati in vario modo a Monte San Martino, che si propone quindi come polo di attrazione sociale per i giovani. La sede resterà aperta soprattutto durante l’inverno, quando le occasioni di aggregazione sono più rare, mentre in estate l’associazione affiancherà e completerà le attività del chiosco ai giardini pubblici, con l’obiettivo di animare le serate e creare nuovi momenti di incontro. "La sede è a disposizione della comunità e delle altre associazioni del paese – prosegue Ercoli –. Già da subito ospiterà iniziative e momenti conviviali, a partire dalla festa scudetto dell’Inter organizzata dal gruppo Monte San Martino Nerazzurra. Vogliamo che questo diventi un luogo vivo, attraversato da tante persone e da tante energie diverse". Un risultato reso possibile grazie a un grande lavoro collettivo. I locali sono stati concessi gratuitamente dai proprietari e tanti ragazzi, insieme a tecnici e volontari, hanno contribuito alla sistemazione degli spazi senza chiedere compensi. "Senza l’aiuto di tutti sarebbe stato impossibile – sottolinea il presidente –. I costi sarebbero stati troppo alti e non ce l’avremmo fatta. Ma anche questo significa comunità: mettere a disposizione tempo, competenze e passione per raggiungere insieme un obiettivo comune". I giovani si sono dati uno statuto, hanno registrato formalmente l’associazione e hanno eletto un direttivo composto da undici persone. Daniele Ercoli è il presidente, Caterina Ghezzi la vicepresidente, Riccardo Pietrangeli il segretario e Marta De Angelis la tesoriera. Fanno parte del direttivo anche Alessandro Ghezzi, Irene Virgili, Federico Pietrangeli, Lucia Regoli, Matteo Paciaroni, Mattia Recchioni e Valerio Virgili. Sono gli stessi giovani che già da anni animano la vita del paese in forme diverse: suonano nella banda e nel gruppo pop locale, giocano nella squadra di calcio, collaborano con la Pro Loco, organizzano giochi, feste e attività estive. Giovani che, spesso, indossano più “divise” della stessa comunità, come Mattia Recchioni, esempio di una generazione che non vuole limitarsi a guardare, ma sente il bisogno di partecipare. Per sostenere le prime spese l’associazione ha già realizzato una linea di merchandising con felpe, magliette, shopper e adesivi, caratterizzati da grafica, colori e logo di “Martinelli 603”. Tra le idee più originali spicca una t-shirt dedicata ai cambiamenti climatici, che immagina ironicamente una Monte San Martino nel 2067 con la spiaggia: un modo leggero e creativo per parlare anche dei grandi temi del presente. Il programma dei prossimi mesi è già ricco di idee. I ragazzi stanno lavorando all’organizzazione di eventi, feste, viaggi e anche a un’iniziativa di beneficenza, confermando la volontà di non limitarsi alla gestione di uno spazio, ma di costruire un vero percorso associativo e inclusivo. A tagliare il nastro è stato il vicesindaco Piernicola Abbati, che ha sottolineato il valore simbolico e concreto dell’iniziativa. "Quello di oggi non è un semplice taglio del nastro – ha sottolineato Abbati – ma l’inizio di un percorso coraggioso. Questi ragazzi hanno scelto di mettersi in gioco, di non aspettare che qualcosa accada, ma di costruire con le proprie mani un luogo e una possibilità. Devono continuare a sognare il loro futuro e quello della nostra comunità, senza fermarsi alle prime difficoltà. La loro energia può diventare un esempio per le generazioni che verranno. L’amministrazione comunale sarà al loro fianco". La parola futuro accompagna ogni iniziativa che vede protagonisti i giovani, ma nei piccoli paesi dell’entroterra, segnati dallo spopolamento e dalla difficoltà di trattenere energie nuove, assume un significato ancora più profondo. Diventa una parola concreta, quasi una forma di resistenza. Restare, incontrarsi, aprire una sede, organizzare attività, ridare vita a uno spazio chiuso: sono gesti che raccontano una volontà precisa, quella di continuare a credere nel proprio paese. A ricordarlo c’è anche lo striscione che campeggia sopra l’ingresso principale della nuova sede. Una linea del tempo parte dal 1240, anno del riconoscimento di Monte San Martino come Comune autonomo, e attraversa alcune delle tappe più significative della storia locale: le opere dei Crivelli, la fondazione della Società Operaia, la nascita della Sportiva, la visita di Re Carlo d’Inghilterra. Poi la linea prosegue con un tratteggio infinito. "Perché il futuro del paese è ancora tutto da scrivere", ha tenuto a precisare Daniele Ercoli. E da ieri, a Monte San Martino, quella pagina bianca ha una nuova casa, una nuova voce e il volto dei suoi ragazzi. (Articolo di Leonardo Virgili per i ragazzi del paese)

Kate Middleton a Reggio Emilia: la maceratese Petra Carsetti cura il galateo per il ritorno in pubblico della Principessa

Kate Middleton a Reggio Emilia: la maceratese Petra Carsetti cura il galateo per il ritorno in pubblico della Principessa

14/05/2026 16:45

La Principessa del Galles Kate Middleton ha scelto l’Emilia per il suo primo viaggio all’estero dopo la malattia. Una visita semi-privata, lontana dai clamori ufficiali ma ricca di significati, che l’ha portata a Reggio Emilia, città simbolo del tricolore e punto di riferimento internazionale nel campo dell’educazione dell’infanzia. La visita si inserisce nel progetto promosso dalla principessa dedicato al benessere e allo sviluppo dei bambini nel Regno Unito. Per approfondire modelli educativi innovativi, Kate Middleton ha voluto incontrare la Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi ETS, realtà che da oltre trent’anni rappresenta un’eccellenza mondiale nella pedagogia e nella gestione dei servizi educativi per l’infanzia. Ad accoglierla nella storica Sala del Tricolore — dove dal 1797 è custodita la bandiera della Repubblica Cispadana, destinata a diventare il vessillo dell’Italia unita — è stato il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, che ha organizzato un ricevimento in onore di Sua Altezza Reale. Dietro le quinte dell’evento, un ruolo centrale è stato affidato alla maceratese Petra Carsetti, esperta di galateo e campionessa mondiale di apparecchiatura della tavola. A lei è stata affidata la supervisione del protocollo e dell’allestimento del buffet di benvenuto, curato da Locanda Ca’Matilde attraverso i titolari Marcella Abbadini e Andrea Incerti Vezzani, con il servizio in sala affidato ad Andrè Joao Cunha Fiaes. Ogni dettaglio è stato studiato secondo il rigido protocollo reale: tazze bianche decorate con piccoli fiori, piattini color Tiffany coordinati, tovaglioli in lino bianco, posate in argento e una raffinata selezione di tè, tra cui il pregiato Qimen Jinzhen dalla fragranza delicata. Alcune delle miscele provenivano dalla storica maison britannica Fortnum & Mason. Grazie anche alla collaborazione con un Royal Butler britannico, Petra Carsetti ha saputo soddisfare una delle passioni gastronomiche della Principessa del Galles: i biscotti biologici alla lavanda, vaniglia e arancia. Accanto ai sapori inglesi non poteva mancare un omaggio alla tradizione emiliana, con un assaggio di erbazzone, antichissima torta salata reggiana di origine ebraica preparata con bietole stufate. La scelta di Ca’Matilde non è stata casuale. Kate Middleton, da sempre amante della cucina vegetale, del giardinaggio e delle erbe spontanee, ha apprezzato particolarmente l’orto della struttura, considerato tra i più belli e premiati della zona. Una sensibilità che richiama quella di suo suocero, Carlo III, noto sostenitore dell’ambiente e grande estimatore della campagna italiana. A Petra Carsetti è spettato anche il compito di vigilare sul rispetto del dress code, delle precedenze istituzionali e delle tradizionali forme di saluto riservate alla famiglia reale britannica, tra inchini e riverenze. Un’accoglienza impeccabile che, secondo i presenti, è stata molto apprezzata dalla Principessa del Galles e che ha trasformato Reggio Emilia, per un giorno, in un piccolo salotto reale nel cuore dell’Emilia.  

Varie

La saggezza del «Ma (間)»: il vuoto necessario per percepire il tutto

La saggezza del «Ma (間)»: il vuoto necessario per percepire il tutto

Nella pausa tra due respiri, si nasconde la chiave per superare ogni conflitto. Nella tradizione giapponese, il Ma (間) rappresenta l'equilibrio tra presenza e assenza, tra pieno e vuoto, lo spazio che dà senso alla forma. Nella musica è la pausa tra le note che impedisce loro di divenire rumore; nella pittura è il bianco che definisce i colori. In amore è il silenzio condiviso che disinnesca il conflitto e salva la relazione. Il Ma in questo caso diventa la chiave per dare un senso più profondo alle parole, specialmente quando queste rischiano di diventare armi durante un litigio. In Occidente, siamo dominati dall’ esigenza del chiarimento immediato. Spinti dall'urgenza di aver ragione, cerchiamo lo scontro frontale senza la lucidità necessaria, finendo inevitabilmente per peggiorare la situazione. Dal punto di vista neuroscientifico, in quei momenti entriamo in uno stato emotivo alterato: il battito accelera, i livelli di cortisolo si impennano e l’amigdala prende il comando, attivando risposte arcaiche di attacco o fuga. In tale contesto si rivela impossibile l’ascolto empatico. Il Ma interviene proprio qui, agendo come un regolatore del sistema nervoso. Non è silenzio punitivo o sintomo di freddezza, esso è, al contrario, un gesto d’amore. Praticarlo significa dire all'altro: « non voglio ferirti mentre la mia mente è offuscata». Siamo poco abituati al silenzio perché esso ci spoglia delle nostre difese e ci costringe ad ascoltarci. La saggezza orientale ci insegna il valore del «vuoto condiviso». La coppia decide di comune accordo di fermarsi: pochi minuti di sola vicinanza fisica, in cui abitare lo stesso spazio e sentire il respiro dell’altro. È una forma di co-regolazione: i corpi si sincronizzano, uscendo dalla percezione di pericolo e placando lo stress. Solo allora la parola torna ad essere uno strumento di costruzione e non di distruzione. Gli studi testimoniano che questo silenzio intenzionale agisce secondo una precisa sequenza temporale: 1-3 minuti: il respiro si regolarizza e il battito cardiaco si abbassa; 4-6 minuti: si riduce il cortisolo, riattivando la capacità,di analisi; Oltre i 7 minuti: avviene la sincronizzazione corporea, con conseguente attivazione dell’empatia. Il silenzio non è dunque un'assenza, ma un’intensità ritrovata. È la scelta consapevole di non cedere all’ascolto reattivo, nato dal bisogno egoistico di scaricare la rabbia sul partner. La maturità emotiva non risiede nel parlare di tutto subito, ma nel sapere quando tacere per proteggere chi amiamo.

Abbonamenti pay tv e rinnovi automatici con richieste di soldi: sono legali?

Abbonamenti pay tv e rinnovi automatici con richieste di soldi: sono legali?

17/05/2026 11:20

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all’avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa agli abbonamenti standard riguardo contratti predisposti unilateralmente dalla società quali quelle riguardanti le pay tv. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana alla domanda posta da un lettore di Matelica che chiede: “Ho firmato il contratto standard sottoposto per concludere il contratto con una pay tv, dopo anni mi vengono chiesti dei soldi per i rinnovi automatici: è legittimo?”. Garantendo una sempre maggiore offerta di intrattenimento, sport, cinema e programmi televisivi per tutti i gusti, oggi le pay tv attraggono milioni di consumatori, proprio per questo motivo, una recente decisione della Corte di Cassazione è destinata ad avere effetti molto importanti nei rapporti tra utenti e società che forniscono servizi continuativi in abbonamento. La decisione affronta una situazione estremamente frequente: molti contratti standardizzati prevedono infatti il rinnovo automatico dell’abbonamento in assenza di disdetta da parte del cliente, spesso il consumatore firma il modulo senza soffermarsi sulle condizioni generali, per poi ritrovarsi, richieste di pagamento per canoni, interessi di mora e penali. È quanto accaduto nel caso definito in Cassazione, nel quale un privato aveva sottoscritto un contratto di abbonamento con una pay tv e, a distanza di anni, si era visto richiedere oltre mille euro per canoni maturati nell’arco di un triennio, oltre a interessi e penali connesse anche alla mancata restituzione della smart card; secondo la società fornitrice del servizio, il contratto si era automaticamente rinnovato in assenza di disdetta, circostanza questa contestata dal consumatore sostenendo di non averla mai approvata in modo espresso e consapevole. A tal proposito, proprio il secondo comma dell’articolo 1341 c.c., disciplina le condizioni generali di contratti predisposti unilateralmente da una delle parti stabilendo che alcune clausole considerate vessatorie devono essere approvate specificamente per iscritto e, tra queste, rientrano anche quelle relative al rinnovo automatico del contratto; la ratio della norma è chiara: evitare che il consumatore accetti inconsapevolmente condizioni sfavorevoli inserite all’interno di moduli standardizzati predisposti dal professionista. Proprio per questo il legislatore richiede una doppia manifestazione di volontà, vale a dire una firma generale per aderire al contratto e una firma ulteriore, autonoma e separata, per approvare le clausole vessatorie. Secondo la Cassazione, tale requisito non costituisce una mera formalità burocratica, ma rappresenta un concreto strumento di tutela della consapevolezza contrattuale del consumatore. Nel contratto contestato, inoltre, veniva utilizzato il cosiddetto sistema “opt-out”, attraverso il quale il cliente firmava una dichiarazione generale di accettazione di tutte le condizioni contrattuali e solo in un momento successivo era chiamato, eventualmente, a escludere le clausole ritenute non desiderate mediante la compilazione di apposite caselle. Anche tale meccanismo è stato ritenuto non conforme alla disciplina vigente, la Suprema Corte ha chiarito che la logica del codice civile opera in senso opposto: non spetta al consumatore attivarsi per eliminare le clausole sfavorevoli, ma è il professionista a dover acquisire un consenso espresso, specifico e consapevole sulle condizioni maggiormente onerose. Secondo i giudici, il modello contrattuale adottato dalla società finiva così per “rovesciare” il sistema di tutela previsto dall’articolo 1341 c.c., favorendo il rinnovo automatico del contratto senza garantire una reale consapevolezza del consumatore. Uno dei passaggi centrali della decisione riguarda il significato della firma separata: la Cassazione precisa che tale sottoscrizione ha la funzione di richiamare in modo effettivo e inequivocabile l’attenzione del contraente sulle clausole che possono incidere in maniera significativa sui suoi diritti o sui suoi obblighi economici, come quelle relative ai rinnovi automatici, alle penali o alle limitazioni del diritto di recesso. Non è quindi sufficiente che tali condizioni siano semplicemente inserite in moduli lunghi e complessi: in assenza di una specifica approvazione, esse devono ritenersi inefficaci. Pertanto, in risposta al nostro lettore, si può affermare che: “Qualora il contratto di abbonamento pay tv contenga una clausola di rinnovo automatico non approvata con firma specifica e separata, tale clausola può essere considerata inefficace ai sensi dell’art. 1341 c.c.; di conseguenza, il consumatore ha diritto di contestare le richieste di pagamento relative ai rinnovi successivi, comprese penali e interessi maturati” (Cass. Civ., Ordinanza n. 12153/2026). Rimango in attesa, come sempre, delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

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