Un episodio isolato avrebbe potuto essere attribuito al forte vento o agli agenti atmosferici. Ma due casi nel giro di poche settimane lasciano ormai pochi dubbi: dietro i due speed check divelti lungo via Cincinelli, nel quartiere Corneto, ci sarebbe un gesto volontario.
La Polizia locale di Macerata ha infatti presentato una denuncia contro ignoti, ipotizzando che dietro il danneggiamento possa esserci il dolo. Dopo il secondo episodio, avvenuto nella notte del 5 agosto, è diventato difficile ricondurre quanto accaduto a una causa accidentale.
La cabina arancione era stata installata dalla Polizia locale con l’obiettivo di controllare la velocità dei veicoli in transito e individuare, attraverso la rilevazione fotografica, chi supera i limiti previsti. Le eventuali sanzioni scattano in presenza della pattuglia.
Dopo il primo danneggiamento, il dispositivo era stato nuovamente posizionato. Ma nella notte del 5 agosto lo speed check è stato ancora una volta divelto e gettato nella scarpata. A quel punto è scattata la denuncia contro ignoti e sono state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Saranno ora le immagini a poter fornire elementi utili per individuare i responsabili.
Al momento il dispositivo è fuori servizio, ma l’intenzione è quella di reinstallarlo dopo le celebrazioni di San Giuliano. Nel frattempo, la Polizia locale sta valutando l'impiego del telelaser, che potrebbe essere posizionato a monte o a valle del tratto interessato, così da mantenere attivi i controlli sulla velocità.
Via Cincinelli è una strada sulla quale il limite è stato fissato a 40 chilometri orari, anziché ai consueti 50. Una scelta legata alle caratteristiche della carreggiata, caratterizzata da tortuosità e pendenza, ma anche alla presenza di un bar e al conseguente movimento di pedoni.
Il tema della sicurezza, però, non riguarda soltanto il rispetto dei limiti. A rendere più delicata la situazione contribuiscono anche le condizioni dell’asfalto, che in alcuni punti necessiterebbe di interventi di manutenzione. Una carreggiata sconnessa può rappresentare un problema soprattutto per chi viaggia su due ruote: anche procedendo a velocità contenuta, le condizioni della strada possono aumentare i rischi.
Il controllo della velocità rappresenta quindi soltanto uno degli aspetti della sicurezza di via Cincinelli. Accanto alla prevenzione attraverso gli strumenti di rilevazione, resta la necessità di intervenire anche sull’infrastruttura, con il rifacimento del manto stradale e una manutenzione adeguata.
Intanto resta alta l’attenzione sul doppio episodio. La denuncia contro ignoti apre la strada agli accertamenti per capire chi abbia divelto i dispositivi e con quali motivazioni.
Un episodio isolato avrebbe potuto essere attribuito al forte vento o agli agenti atmosferici. Ma due casi nel giro di poche settimane lasciano ormai pochi dubbi: dietro i due speed check divelti lungo via Cincinelli, nel quartiere Corneto, ci sarebbe un gesto volontario.
La Polizia locale di Macerata ha infatti presentato una denuncia contro ignoti, ipotizzando che dietro il danneggiamento possa esserci il dolo. Dopo il secondo episodio, avvenuto nella notte del 5 agosto, è diventato difficile ricondurre quanto accaduto a una causa accidentale.
La cabina arancione era stata installata dalla Polizia locale con l’obiettivo di controllare la velocità dei veicoli in transito e individuare, attraverso la rilevazione fotografica, chi supera i limiti previsti. Le eventuali sanzioni scattano in presenza della pattuglia.
Dopo il primo danneggiamento, il dispositivo era stato nuovamente posizionato. Ma nella notte del 5 agosto lo speed check è stato ancora una volta divelto e gettato nella scarpata. A quel punto è scattata la denuncia contro ignoti e sono state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Saranno ora le immagini a poter fornire elementi utili per individuare i responsabili.
Al momento il dispositivo è fuori servizio, ma l’intenzione è quella di reinstallarlo dopo le celebrazioni di San Giuliano. Nel frattempo, la Polizia locale sta valutando l'impiego del telelaser, che potrebbe essere posizionato a monte o a valle del tratto interessato, così da mantenere attivi i controlli sulla velocità.
Via Cincinelli è una strada sulla quale il limite è stato fissato a 40 chilometri orari, anziché ai consueti 50. Una scelta legata alle caratteristiche della carreggiata, caratterizzata da tortuosità e pendenza, ma anche alla presenza di un bar e al conseguente movimento di pedoni.
Il tema della sicurezza, però, non riguarda soltanto il rispetto dei limiti. A rendere più delicata la situazione contribuiscono anche le condizioni dell’asfalto, che in alcuni punti necessiterebbe di interventi di manutenzione. Una carreggiata sconnessa può rappresentare un problema soprattutto per chi viaggia su due ruote: anche procedendo a velocità contenuta, le condizioni della strada possono aumentare i rischi.
Il controllo della velocità rappresenta quindi soltanto uno degli aspetti della sicurezza di via Cincinelli. Accanto alla prevenzione attraverso gli strumenti di rilevazione, resta la necessità di intervenire anche sull’infrastruttura, con il rifacimento del manto stradale e una manutenzione adeguata.
Intanto resta alta l’attenzione sul doppio episodio. La denuncia contro ignoti apre la strada agli accertamenti per capire chi abbia divelto i dispositivi e con quali motivazioni.
PESARO – Momenti di paura nella mattinata per un uomo caduto all’interno di un pozzo profondo circa 20 metri, nel quale era presente anche dell’acqua. Il fatto è avvenuto a Mombaroccio, nel Pesarese. L’allarme è scattato poco prima delle 10.30, e ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.
Sul posto è arrivata la squadra dei vigili del fuoco di Pesaro, supportata da un’autobotte e da un mezzo SAF (Speleo Alpino Fluviale), necessario per effettuare le operazioni di recupero in sicurezza.
I soccorritori hanno raggiunto l’uomo all’interno del pozzo e lo hanno recuperato utilizzando le tecniche SAF. Nonostante la profondità e la presenza di acqua, la persona è rimasta sempre cosciente durante le operazioni.
Una volta riportato in superficie, l’uomo è stato affidato alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto per gli accertamenti e le necessarie valutazioni.
Presenti anche i Carabinieri, impegnati nelle attività di supporto e negli accertamenti sull’accaduto.
L’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di portare rapidamente in salvo l’uomo, evitando conseguenze ancora più gravi.
Incidente lungo la Statale 77 bis, nel territorio di Montecassiano. Un automobilista è rimasto ferito dopo essere finito fuori dalla sede stradale nel tentativo di evitare uno scontro frontale con un altro veicolo.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle forze dell’ordine intervenute sul posto per effettuare i rilievi, l’auto avrebbe effettuato una manovra per evitare il frontale, perdendo successivamente il controllo e finendo fuori strada.
La vettura ha terminato la propria corsa contro il busto di un albero già tagliato, riportando danni nell’impatto.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al conducente e successivamente lo hanno trasportato all’ospedale di Macerata. Le condizioni dell’automobilista, fortunatamente, non sarebbero gravi.
Presenti anche le forze dell’ordine, impegnate negli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e le cause che hanno portato l’auto a uscire dalla carreggiata.
L’incidente ha richiamato l’attenzione sulla Statale 77 bis, mentre sono in corso gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda.
Si ribalta con il quad lungo una strada secondaria nella zona di Capodacqua, nel territorio comunale di Pieve Torina. È successo poco prima delle 13, quando il mezzo, per cause ancora in corso di accertamento, si è rovesciato.
Il conducente è rimasto coinvolto nell’incidente e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco delle squadre di Visso e Camerino per estrarlo dal mezzo.
Una volta affidato alle cure del personale sanitario, il ferito è stato trasferito in eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona.
I vigili del fuoco hanno quindi completato l’intervento mettendo in sicurezza il quad incidentato e l’area interessata.
Sono in corso gli accertamenti per ricostruire le cause dell'incidente, sul posto i carabinieri forestali.
Continuano ad impennare i prezzi delle merci dei supermercati, in particolare quelli che riguardano frutta e verdura. Se una volta queste erano presenti in grande quantità sulle tavole, oggi gli italiani scelgono minuziosamente cosa portare a casa e ciò a cui poter rinunciare.
Dietro il prezzo esposto quotidianamente sugli scaffali, si nasconde però una serie di fattori che si fa sempre più complessa. Fattori che iniziano dal processo di produzione agricola e che, passando per il trasporto, arrivano fino alla distribuzione.
La combinazione di più elementi, unitamente ad una stagione particolarmente ostile per l’agricoltura hanno fatto sì che si generassero veri e propri “buchi di produzione” con inevitabili conseguenze sull’andamento dei prezzi.
Primo fra tutti è il problema del caro carburante. Esso grava fortemente sulle attività agricole, le quali molto spesso non rientrano nei costi che la produzione richiede, e anche sulla fase successiva della filiera.
Quella italiana è infatti una filiera che viaggia ancora maggiormente su strada, e di conseguenza il trasporto è l’ulteriore maglia di una catena che genera gli aumenti del prezzo finale della merce.
A questo si aggiunge l’arida stagione estiva che ha caratterizzato il nostro paese. La siccità e gli eventi atmosferici anomali hanno rappresentato uno dei fattori più pesanti. I fenomeni improvvisi possono compromettere o, nel peggiore dei casi, distruggere un raccolto e, di conseguenza, diminuire la disponibilità del prodotto sul mercato. E la pressione dei prezzi aumenta proprio quando l’offerta diminuisce.
A vivere dinamiche differenti sono invece alcuni prodotti di importazione. A seguito dell’inizio della guerra in Ucraina, il mercato italiano vide l’aumento dei prezzi di beni come olio di girasole, semi e farine. Nonostante l’iniziale difficoltà nell’approvvigionamento, oggi la situazione per queste categorie sembra essere stabile. I rincari riguardanti queste tipologie di prodotto sono prevalentemente dovute all’inflazione.
Differentemente, il caffè, che rimane un bene fortemente soggetto a dinamiche internazionali e alle condizioni dei Paesi produttori, subisce le forti pressioni che stanno caratterizzando attualmente il Sud America, oltre a quelle delle politiche commerciali e dei dazi. Anche qui, ogni singolo anello della catena può incidere sul cambiamento del prezzo finale del prodotto.
Una menzione a parte va fatta per i prodotti biologici. Nonostante sia evidente l’impatto dovuto, anche in questo caso, al caro carburante, le dinamiche dei costi sembrano distinguersi da quelle di altri prodotti agricoli.
La produzione biologica è di per sé una produzione meno intensiva e questo contribuisce a rendere il settore meno esposto a improvvisi sbalzi di prezzo. Essa, inoltre, incorpora già di per sé una serie di difficoltà ed imprevisti che hanno a che fare con le condizioni atmosferiche, di conseguenza è il settore che sta tenendo maggiormente il mercato.
L’avvento dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane è uno dei motivi per il quale le stesse stanno accelerando con gli investimenti. Ma Confartigianato lancia l’allarme: a fronte degli investimenti a mancare sono le figure professionali adatte a gestire ed utilizzarle la risorsa.
La rilevazione svolta dall’organizzazione di rappresentanza delle imprese osserva che nel 2025 le aziende hanno fatto molta difficoltà a reperire lavoratori con competenze digitali avanzate: su un monte di domande pari a 621mila, si è fatto fatica a trovarne il 50,8% vale a dire 316mila.
Nella classifica regionale, i lavoratori con competenze digitali legati all’intelligenza artificiale delle Marche che non si trovano sono 7.100 su 12.290, vale a dire che il 57,8% della domanda non viene soddisfatta.
L’economia italiana, tra cui anche quella marchigiana, sta quindi vivendo una situazione ossimorica in cui la corsa alla digitalizzazione porta le imprese a investire e adottare nuovi strumenti e software per essere al passo con la trasformazione digitale, ma allo stesso tempo non prevede una gestione adatta a formare personale qualificato al suo utilizzo.
Nello specifico, l’Ufficio Studi Confartigianato ha analizzato la situazione provincia per provincia. In testa c’è Ancona, con 2.240 (58,5%) introvabili su una richiesta di 3.830, segue Pesaro Urbino con 1.620 (58,3%) lavoratori mancanti su 2.780 entrate previste, Macerata con 1.760 (58,1%) lavoratori introvabili su 3.030, Fermo che vede 540 (56,2%) mancanze su 960 entrate e Ascoli Piceno che osserva 940 (55,6) lavoratori mancanti su una richiesta di 1690.
Per restare competitivi nel mercato, quello da superare è proprio l’ostacolo della transizione digitale e dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi. Di conseguenza è fondamentale riuscire ad agire in tempo, prima che la fuga di cervelli che sta continuando a caratterizzare la regione diventi ancora più impattante.
Ciò che preme rafforzare sono le competenze di base, la formazione e la garanzia alle piccole e medio imprese di accedere alla professionalità necessaria.
Una donna è stata investita da un'auto nel pomeriggio di oggi a Sarnano, mentre attraversava la strada in piazza della Libertà. L'incidente si è verificato intorno alle 17:45, per cause che dovranno essere ricostruite.
La donna è stata raggiunta dai sanitari del 118, intervenuti sul luogo dell'incidente per prestarle le prime cure. Dopo essere stata stabilizzata, è stata trasferita in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata. Le sue condizioni non sarebbero gravi.
Per ricostruire la dinamica dell'investimento e accertare eventuali responsabilità sono intervenuti i carabinieri, impegnati nei rilievi e negli accertamenti del caso.
(Foto di repertorio)
Intervento dei vigili del fuoco a Montelupone per un incendio che ha coinvolto i contatori elettrici a servizio di un condominio, in via Martiri delle Foibe. L'allarme è scattato poco dopo le 16 di oggi, quando la squadra del comando provinciale di Macerata è intervenuta sul posto con il supporto di un'autobotte.
I pompieri hanno provveduto a spegnere l'incendio e mettere in sicurezza l'area, operando in attesa dell'arrivo dei tecnici incaricati delle verifiche sull'impianto elettrico. Sul posto sono stati quindi attesi i tecnici Enel, chiamati a effettuare gli interventi necessari dopo l'incendio dei contatori. Non risultano, al momento, persone coinvolte nell'incendio.
Un altro tassello prende forma nel percorso di ricostruzione e rigenerazione urbana di Colmurano. Nel centro storico del borgo sono in corso i lavori di ristrutturazione dell’immobile comunale “ex Tronelli”, in via Pallia, danneggiato dagli eventi sismici del 2016 e 2017.
L’intervento, sostenuto da un contributo complessivo di 582.389 euro, rientra nel più ampio programma di recupero del patrimonio storico e urbano del paese. Intanto, per consentire la prosecuzione delle opere già affidate all’impresa aggiudicataria, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ha autorizzato la liquidazione di un ulteriore importo di 78.882 euro.
L’edificio, di proprietà comunale, occupa una posizione strategica nel cuore di Colmurano, tra le principali piazze del paese. Il progetto punta a restituire alla comunità un immobile completamente riqualificato, senza però cancellarne l’identità storica e architettonica.
I lavori prevedono un importante intervento strutturale, reso necessario dai danni provocati dal terremoto. In programma ci sono il consolidamento delle murature, il rifacimento dei solai, la ricostruzione della copertura e il completo rinnovo degli impianti. Saranno inoltre recuperate le facciate storiche e migliorata l’accessibilità dell’edificio.
Particolare attenzione sarà riservata alla conservazione delle caratteristiche originarie del fabbricato. Gli interventi saranno infatti realizzati nel rispetto dei materiali e delle tecniche tradizionali e delle prescrizioni della Soprintendenza, con l’obiettivo di coniugare sicurezza, funzionalità e tutela del patrimonio storico.
Ma il progetto guarda soprattutto al futuro. Una volta terminati i lavori, l’ex Tronelli sarà destinato a nuove funzioni a servizio della comunità e dello sviluppo turistico locale. Al piano terra potranno trovare spazio attività commerciali o di servizio, mentre ai piani superiori sono previsti mini alloggi e spazi destinati all’accoglienza turistico-ricettiva.
Un recupero, dunque, che non si limita alla ricostruzione dell’edificio danneggiato dal sisma, ma punta a trasformare uno spazio oggi inutilizzato in un nuovo punto di riferimento per il paese.
«Si tratta di un recupero fondamentale per favorire nuove opportunità economiche e occupazionali – sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –. Questo conferma come l’attrattività e la lotta allo spopolamento restino tra le priorità delle aree più interne del cratere. L’obiettivo è proseguire su questa scia, nel massimo ascolto e nella massima collaborazione con tutti gli enti coinvolti, dal Comune all’Usr fino alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».
Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. Il sindaco Mirko Mari sottolinea come l’intervento riguardi «un edificio che si trova proprio nel cuore del nostro centro storico e che vogliamo tornare a rendere vivo e funzionale».
«Il recupero dell’ex Tronelli rappresenta un tassello fondamentale nel più ampio percorso di riqualificazione del centro storico e, per noi come amministrazione, è un’opera sulla quale abbiamo puntato molto», aggiunge Mari, ringraziando il commissario alla ricostruzione, i tecnici e l’impresa impegnata nei lavori.
«Restituire questo immobile alla comunità significa recuperare un altro spazio importante del paese e creare nuove opportunità per il territorio», conclude il sindaco.
Con l’ex Tronelli, Colmurano prova così a trasformare una delle ferite lasciate dal terremoto in un’opportunità di rinascita, puntando sulla qualità del centro storico, sulle nuove attività e sull’accoglienza turistica. Un intervento che guarda alla ricostruzione, ma soprattutto alla capacità del borgo di tornare a essere vissuto e attrattivo.
MACERATA - Dopo le polemiche, è tornata a funzionare questa mattina la fontana del laghetto dei Giardini Diaz, al termine delle operazioni di pulizia della vasca e della riparazione di una delle pompe idrauliche per il ricircolo dell’acqua, improvvisamente guastatasi nei giorni scorsi.
Il guasto si era verificato durante il weekend di Ferragosto, rendendo necessario un intervento tempestivo per ripristinare il corretto funzionamento dell’impianto e restituire decoro a uno degli spazi verdi più frequentati della città.
Le operazioni di manutenzione sono state affidate alla ditta Giesse Emme Service, che è intervenuta per risolvere il problema e consentire il ripristino della fontana in tempi rapidi.
Alla riaccensione era presente anche l’assessore all’Ambiente Deborah Pantana, che ha sottolineato la rapidità dell’intervento e l’attenzione riservata alla cura degli spazi pubblici.
«Abbiamo tempestivamente contattato la manutenzione per riparare il danno nel minor tempo possibile – ha dichiarato Pantana –. Considerando che il guasto si è verificato nel weekend di Ferragosto, va reso grazie alla ditta per essere intervenuta con prontezza e professionalità, con cui è stato risolto l’imprevisto».
L’assessore ha quindi evidenziato come il pronto intervento rappresenti «una conferma dell’attenzione al decoro e alla qualità dei nostri spazi verdi, che rappresentano un patrimonio prezioso per tutta la nostra comunità».
Pantana ha infine rivolto un ringraziamento all’Ufficio Ambiente e al dirigente Tristano Luchetti «che lavorano sempre senza risparmiarsi».
La crisi politica che da mesi attraversa la maggioranza di centrodestra torna a scuotere Palazzo Sforza. A Civitanova l’opposizione tenta nuovamente la carta della mozione di sfiducia contro il sindaco Fabrizio Ciarapica, con l’obiettivo di mettere fine anticipatamente alla consiliatura.
È il terzo tentativo promosso dalle forze di minoranza, che questa volta hanno sottoscritto il documento in nove: Francesco Micucci, Mirella Paglialunga, Letizia Murri, Elisabetta Giorgini, Lidia Iezzi, Piero Gismondi, Yuri Rosati, Silvia Squadroni e Giuseppe Lepretti.
Nel testo viene contestata duramente la gestione dell’Amministrazione. Secondo i firmatari, Civitanova sarebbe ormai «bloccata da mesi» dalle divisioni interne alla maggioranza, con un sindaco accusato di aver disatteso gli impegni elettorali e un centrodestra «spaccato» e condizionato da «lotte di potere personali».
Per l’opposizione, la situazione avrebbe raggiunto un punto tale da non poter essere ulteriormente trascinata. «Civitanova non merita questo degrado amministrativo e istituzionale», si legge nella mozione, mentre viene definito «irresponsabile» protrarre quella che i consiglieri di minoranza considerano una situazione di «agonia istituzionale e mera sopravvivenza politica».
Il primo ostacolo, però, è tutto politico e aritmetico. Le firme raccolte sono nove, mentre ne servono almeno dieci per poter portare la mozione in Consiglio comunale e discuterla.
Per raggiungere la quota necessaria, dunque, dovrebbe arrivare la firma di almeno un consigliere della maggioranza di centrodestra. È proprio a loro che l’opposizione rivolge il proprio appello, chiedendo di mettere gli interessi della città davanti a quelli di partito.
«Abbiate il coraggio di mettere il bene di Civitanova davanti agli interessi personali e di partito», è l’invito rivolto ai consiglieri di maggioranza, ai quali viene chiesto di firmare la mozione e sostenerla successivamente in aula.
Ma anche l’eventuale raggiungimento delle dieci firme non basterebbe a far cadere l’Amministrazione. In Consiglio servirebbero infatti 13 voti favorevoli per approvare la sfiducia e interrompere definitivamente la consiliatura.
È qui che si gioca la partita più difficile per l’opposizione. Finora i precedenti tentativi di mettere in discussione la permanenza di Ciarapica alla guida della città non hanno prodotto risultati, nonostante le tensioni e i malumori che continuano a emergere all’interno della maggioranza.
La risposta del centrodestra arriva da Piepaolo Turchi di Futuro Nazionale, che attacca innanzitutto la strategia scelta dalle opposizioni.
«Chi presenta una mozione di sfiducia deve avere la forza e la responsabilità per sostenerla. Se non si riescono nemmeno a raccogliere le firme necessarie, è difficile presentarsi alla città come alternativa credibile», sostiene Turchi.
Il consigliere considera inoltre singolare il fatto che l’opposizione chieda proprio alla maggioranza di fornire il numero di firme che le manca per portare avanti la propria iniziativa politica.
Per Turchi, la mozione di sfiducia è «uno strumento serio della vita democratica» e non dovrebbe trasformarsi in un appuntamento ricorrente utile soprattutto ad alimentare comunicati e polemiche.
«Se esiste una reale alternativa all’Amministrazionee esiste una reale alternativa all’Amministrazione in carica, l’opposizione la costruisca, la presenti ai cittadini e trovi al proprio interno i numeri per sostenerla. Noi continueremo invece a fare ciò per cui siamo stati eletti: lavorare in Consiglio comunale, sostenere l’azione amministrativa e affrontare i problemi concreti della città».
«Civitanova Marche non ha bisogno di una politica costruita sulla propaganda permanente. Ha bisogno di una maggioranza che governi e di un’opposizione capace, quando lo ritiene necessario, di contrapporsi con serietà, proposte e responsabilità». Il confronto politico è legittimo e necessario. La ricerca permanente del colpo di scena, senza avere nemmeno i numeri per sostenerlo, è un’altra cosa».
«La maggioranza continuerà a lavorare, senza farsi distrarre da iniziative prive dei requisiti necessari e lontane dalle reali esigenze dei cittadini».
Sono in fase avanzata i lavori di potenziamento dell’area camper, avviati il 13 luglio 2026 e la cui conclusione è prevista nella prima metà di ottobre. L’intervento, nato per garantire migliori e più tecnologici servizi, gode di un finanziamento di 75.600 euro del Ministero del Turismo e rappresenta un investimento importante per rafforzare l’accoglienza e le opportunità legate al turismo itinerante e all’aria aperta.
Il progetto prevede la delimitazione dell’area con siepi alternate a recinzione metallica, la messa a dimora di nuovi alberi e la realizzazione di un sistema automatico di irrigazione, collegato a una nuova vasca interrata per la raccolta delle acque piovane.
Saranno inoltre realizzati un varco pedonale controllato per pedoni e biciclette e un nuovo vano adiacente al blocco bagni, nel quale saranno installate lavatrice e asciugatrice a gettoni. Tutti interventi che ampliano in modo significativo i servizi a disposizione degli utenti.
L’area camper, inoltre, sarà dotata di sistema di lettura targhe e videosorveglianza, Infopoint a controllo remoto e colonnina per la ricarica delle e-bike.
La nuova segnaletica completa il progetto: otto segnali stradali saranno posizionati a partire dai confini comunali lungo i principali assi viari nelle direzioni di Camerino, San Severino Marche, Matelica e Pioraco, così da rendere l’area facilmente individuabile da chi raggiunge Castelraimondo.
«Stiamo portando verso la conclusione un intervento che migliora ulteriormente l’offerta turistica di Castelraimondo – dichiara il sindaco Patrizio Leonelli –. L’investimento ci permette di dotare l’area camper di nuovi servizi, più verde, maggiore sicurezza e soluzioni dedicate alla mobilità sostenibile. Vogliamo creare le condizioni affinché chi arriva in camper non trovi solo un luogo nel quale sostare, ma scelga di fermarsi, conoscere Castelraimondo e vivere il nostro territorio, in maniera da generare opportunità anche per il commercio, la ristorazione e le altre attività locali».
In vista del completamento dell’intervento, il Comune di Castelraimondo ha pubblicato anche la procedura aperta per l’affidamento in concessione del servizio di gestione dell’area attrezzata per la sosta camper.
L’amministrazione invita pertanto gli operatori interessati a prendere visione della procedura, con l’obiettivo di individuare un soggetto in grado di garantire una gestione efficace della struttura e di valorizzare appieno le nuove dotazioni e le potenzialità turistiche dell’area.
A poche settimane dall’inaugurazione della nuova Casa della Comunità di Corridonia, sono sempre di più i servizi che si stanno attivando e che sono immediatamente fruibili dalla popolazione, rendendo così tangibile l’importanza della nuova struttura per tutto il territorio.
Dal 1° settembre sarà infatti operativo l’Ambulatorio per i Bisogni Sanitari Non Differibili (BND), che garantisce la valutazione clinica, la diagnosi e il trattamento di condizioni acute a bassa complessità assistenziale, non differibili ma non urgenti, che non richiedono l’accesso al Pronto Soccorso. L’Ambulatorio per i BND sarà operativo dal lunedì al venerdì, dalle ore 08:00 alle ore 20:00.
L’AST ha comunicato un elenco, esemplificativo e non esaustivo, di prestazioni che potranno essere erogate presso l’Ambulatorio. Elenco che potrà essere aggiornato in relazione all’evoluzione della normativa vigente, alle indicazioni regionali, alle competenze professionali presenti e alla dotazione tecnologica dell’Ambulatorio: visita medica, valutazione clinica del paziente, rilevazione e monitoraggio dei parametri vitali; medicazione semplice e complessa di ferite superficiali, abrasioni, contusioni e ustioni di lieve entità; rimozione di punti di sutura, clips e medicazioni chirurgiche programmate; trattamento di epistassi di lieve entità; valutazione e trattamento di punture di insetti e reazioni locali non complicate; gestione di patologie infettive acute non complicate; gestione di riacutizzazioni di patologie croniche in assenza di criteri di instabilità clinica; trattamento sintomatico di sindromi dolorose acute muscolo-scheletriche.
E ancora esecuzione di elettrocardiogramma/holter cardiaco/holter pressorio in modalità telerefertazione per la gestione della cronicità e prevenzione delle riacutizzazioni; test diagnostici rapidi; somministrazione di farmaci per via orale, intramuscolare o sottocutanea, ove clinicamente indicato e nel rispetto delle procedure aziendali e su prescrizione e in presenza del Medico; prescrizione di farmaci, accertamenti diagnostici, visite specialistiche e certificazioni (competenza del medico); attivazione di percorsi assistenziali territoriali e invio ai servizi specialistici competenti; invio al Pronto Soccorso, mediante attivazione del sistema di emergenza-urgenza qualora, nel corso della valutazione clinica, emergano condizioni incompatibili con la gestione ambulatoriale.
Sono esclusi dalla gestione dell’Ambulatorio BND prestazioni più complesse come, a titolo esemplificativo: dolore toracico suggestivo di sindrome coronarica acuta; dispnea severa o insufficienza respiratoria; deficit neurologici acuti o sospetto ictus; trauma maggiore o politrauma; emorragie importanti; addome acuto; shock o instabilità emodinamica; stato di coscienza alterato; convulsioni in atto; reazioni anafilattiche; ogni altra condizione classificabile come emergenza-urgenza. In presenza di tali condizioni il medico e/o l’infermiere in servizio provvederà all’immediata attivazione del sistema dell’emergenza-urgenza e all’invio del paziente al Pronto Soccorso.
Dalle parole del Sindaco Giuliana Giampaoli, si evince l’importanza dell’attivazione di questo servizio: «Fin dall’attesa riapertura dell’ex Ospedale cittadino poco più di un mese fa, l’auspicio di tutti è stato quello di vedere poi realizzato concretamente il modello di medicina di territorio studiato per le Case di Comunità.
L’attivazione del servizio BND, in aggiunta a quelli già presenti, costituisce un altro tassello importantissimo per la piena funzionalità di queste strutture, dedicate a necessità urgenti ma non gravi, in spazi dotati di adeguate strumentazioni, facilmente accessibili e con personale medico a disposizione nell’arco della giornata. Importante rivolgere un doveroso ringraziamento all’assessore regionale Calcinaro e ai dirigenti della Ast per il lavoro incessante svolto in questi anni, per l’attenzione specifica alla struttura di Corridonia, una città strategica per posizione territoriale e per bacino di utenza potenziale. Non ultimo un grazie ai medici e a tutto il personale che già opera o opererà in questa struttura».
L’istituzione dell’Ambulatorio per i Bisogni Sanitari Non Differibili (BND) presso la Casa della Comunità (CdC) si colloca nel processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 6 "Salute", Componente 1 "Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale", finalizzato al potenziamento delle cure primarie e allo sviluppo di un modello assistenziale basato sulla prossimità, sull’integrazione multiprofessionale e sulla continuità della presa in carico.
Un bambino di 12 anni, affetto da una forma gravissima di scoliosi, è stato operato all’AOU delle Marche con una tecnica mininvasiva mai utilizzata prima nella regione su un paziente così piccolo.
L’intervento è stato eseguito dalla Clinica Ortopedica dell’Adulto e Pediatrica, diretta dal professor Antonio Pompilio Gigante, utilizzando la tecnica di correzione bipolare percutanea senza artrodesi.
“Questa particolare procedura non era mai stata utilizzata negli ospedali della regione”, spiega la dottoressa Monia Martiniani, responsabile dell’Ambulatorio di Scoliosi e Deformità della Colonna. La famiglia del ragazzo, dopo essersi rivolta ad altre strutture, ha scelto di affidarsi all’équipe dell’AOU delle Marche.
La procedura permette di correggere la deformità attraverso piccoli accessi chirurgici, evitando la fusione definitiva delle vertebre. L’impianto è inoltre dotato di un sistema auto-allungante che segue la crescita del bambino, riducendo la necessità di ulteriori interventi.
“Le incisioni molto ridotte garantiscono tempi chirurgici inferiori, con il vantaggio di ridurre le perdite ematiche, il rischio infettivo e i tempi anestesiologici”, sottolinea Martiniani.
La tecnica è stata approfondita dall’équipe anche grazie all’esperienza maturata nel 2023 all’ospedale pediatrico Necker di Parigi, dove viene utilizzata da diversi anni.
L’intervento ha coinvolto un’équipe multidisciplinare del Salesi e rientra nel Progetto Scoliosi e nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dell’AOU delle Marche, con l’obiettivo di offrire trattamenti sempre più specialistici per le deformità vertebrali pediatriche.
Il mercato del Trodica Calcio continua a regalare novità. La società biancazzurra ha messo a disposizione di mister Roberto Buratti altri tre elementi, completando un nuovo tris di acquisti che va a rafforzare il reparto di centrocampo e quello offensivo.
Tra i nuovi volti c’è Tommaso Massini, centrocampista classe 2001, reduce dall’esperienza con il Montecassiano. Un giocatore che vanta già una buona esperienza nel calcio regionale e che in passato ha avuto modo di misurarsi anche nel campionato di Eccellenza con la Maceratese. Il suo arrivo rappresenta un innesto di esperienza e qualità per la mediana a disposizione di Buratti.
Sempre a centrocampo arriva Nicola Gasparroni, classe 2007. Cresciuto nel settore giovanile della Vigor Senigallia, il giovane centrocampista ha completato il proprio percorso fino ad affacciarsi alla Prima Squadra, arrivando anche a disputare il campionato di Serie D con la formazione rossoblù. Un profilo giovane e interessante, sul quale il Trodica punta per il presente ma anche in prospettiva.
A completare il tris è Nicolò Cervellini, attaccante classe 2008, reduce dall’esperienza con il Montecosaro. Un altro giovane di prospettiva che avrà l’opportunità di crescere e maturare sotto la guida di mister Buratti, inserendosi progressivamente nel gruppo della prima squadra.
Tre operazioni che confermano la strategia della società, intenzionata a costruire una rosa competitiva attraverso un mix di elementi già rodati e giovani di prospettiva. Il lavoro della dirigenza non si ferma e il Trodica si prepara così al primo appuntamento ufficiale della stagione.
All’orizzonte c’è infatti la Coppa, con il debutto in programma domenica contro la Sangiustese. Per Buratti e i suoi sarà il primo vero banco di prova, mentre i nuovi arrivati avranno l’occasione di iniziare a prendere confidenza con la nuova realtà biancazzurra.
Allenamento con ospite speciale nella Gruppo Associati Fisiomed Macerata. Tra i biancorossi si sta allenando un nome che ha fatto la storia della pallavolo, Osmany Juantorena. Lo schiacciatore di origini cubane lavorerà agli ordini di coach Giannini, con cui ha lavorato nel periodo a Civitanova, in queste settimane di preparazione prima di raggiungere la sua futura squadra a Taiwan, i Taoyuan Leopards.
Una presenza che parla da sola: argento olimpico a Rio 2016, cinque CEV Champions League, cinque Mondiali per Club e sei scudetti. Nelle Marche ha vissuto un'esperienza indimenticabile alla Lube: sette stagioni dal 2015 al 2022 e palmares che parla di quattro scudetti, tre Coppe Italia, una CEV Champions League e lo storico Mondiale per Club del 2019.
Ultima stagione invece per Juantorena in Spagna, nel club del Guaguas, dove ha vinto un campionato spagnolo e la Supercoppa. Juantorena sarà per Macerata una presenza elite per lavorare al meglio in questo mese di preparazione di ricominciare a calcare i taraflex della Serie A2.
La crisi nazionale ed europea del riciclo della plastica comincia a farsi sentire anche nel Maceratese e rischia di avere conseguenze sulla gestione della raccolta differenziata. Il problema nasce dalla crescente difficoltà di trovare sbocchi di mercato per la plastica raccolta e selezionata, condizionata da una domanda debole, dagli elevati costi di lavorazione e dalla concorrenza della plastica vergine, anche di provenienza extraeuropea, spesso disponibile a prezzi più competitivi.
Le difficoltà del mercato stanno producendo effetti sull’intera filiera. Corepla, il Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica, ha ridotto la frequenza dei ritiri del materiale già selezionato e pressato. Di conseguenza, le ecoballe restano più a lungo negli impianti, occupando progressivamente gli spazi disponibili per lo stoccaggio.
Una situazione che nelle ultime settimane è diventata particolarmente evidente anche nel territorio maceratese, dove il Cosmari ha segnalato il progressivo esaurimento della propria capacità di stoccaggio. Se il sistema non dovesse tornare rapidamente alla normalità, il rischio è che la difficoltà di smaltire il materiale accumulato possa arrivare a ripercuotersi sulla raccolta della plastica nei Comuni.
Tra le ipotesi per fronteggiare temporaneamente l’emergenza c’è il trasferimento del materiale in eccesso verso impianti di termovalorizzazione dell’Emilia-Romagna. Una soluzione che consentirebbe di liberare spazio negli impianti, ma che avrebbe inevitabilmente un costo maggiore, legato soprattutto al trasporto e alla gestione fuori regione. Un aggravio che potrebbe finire per incidere sui piani economico-finanziari del servizio rifiuti e, di conseguenza, sulla Tari.
È proprio per evitare questo scenario che Cna Macerata chiede di valutare con urgenza la possibilità di consentire al Cosmari, in via temporanea e nel rispetto di tutte le condizioni di sicurezza, di aumentare la quantità di ecoballe stoccabili nei propri spazi.
«Dobbiamo impedire che una crisi della filiera nazionale del riciclo si trasformi nell’ennesimo aumento a carico del nostro territorio – afferma il presidente di Cna Macerata Simone Giglietti –. La Tari rappresenta già una voce molto pesante per le famiglie e ancora di più per tante attività economiche. Se esiste la possibilità di gestire temporaneamente maggiori quantitativi di materiale negli spazi del Cosmari, naturalmente garantendo tutte le condizioni di sicurezza, crediamo sia una strada da percorrere rapidamente».
Per Giglietti, infatti, il ricorso a trasferimenti fuori regione dovrebbe essere valutato come extrema ratio: «Non possiamo accettare che per liberare i magazzini si scelga automaticamente la soluzione più costosa e che alla fine il conto venga presentato, come troppo spesso accade, a cittadini e imprese».
Secondo Cna Macerata, la vicenda pone anche un problema di credibilità dell’intero sistema della raccolta differenziata. Da anni cittadini, imprese e amministrazioni vengono invitati a migliorare quantità e qualità della differenziazione dei rifiuti, un’attività che richiede organizzazione, investimenti e costi per il servizio. Se, una volta raccolta e selezionata, una parte della plastica viene destinata alla termovalorizzazione perché il mercato del riciclo non riesce ad assorbirla, il rischio è quello di indebolire la fiducia nel sistema.
«Alle persone chiediamo ogni giorno attenzione, responsabilità e impegno nel separare correttamente i rifiuti – sottolinea Giglietti –. Se poi quel materiale, dopo essere stato raccolto separatamente e selezionato, deve essere trasportato per centinaia di chilometri e avviato a termovalorizzazione, mandiamo ai cittadini un messaggio difficile da spiegare».
La richiesta, quindi, è che l’eventuale ricorso alla termovalorizzazione rimanga una misura eccezionale e temporanea, in attesa di una soluzione strutturale alle difficoltà della filiera.
Per Cna, infatti, l’emergenza attuale rende ancora più evidente la necessità di intervenire sulle cause economiche che stanno mettendo sotto pressione il settore del riciclo. Tra le priorità indicate dalla Confederazione ci sono la creazione di un mercato più solido per le materie prime seconde, incentivi al loro utilizzo, sostegno agli investimenti delle piccole imprese nell’economia circolare e una semplificazione delle norme che ancora ostacolano il recupero e il riutilizzo dei materiali.
L’obiettivo è rendere più conveniente il ricorso alle materie prime seconde rispetto a quelle vergini, favorendo così lo sviluppo di una filiera del riciclo capace di assorbire e valorizzare i materiali provenienti dalla raccolta differenziata. Per Cna, inoltre, le nuove regole sulla responsabilità dei produttori dovranno tradursi in risultati ambientali concreti e non semplicemente in nuovi costi per imprese e consumatori.
La questione, dunque, non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza attuale, ma la tenuta dell’intero modello dell’economia circolare. «La raccolta differenziata è soltanto il primo anello della catena – conclude Giglietti –. Perché l’economia circolare funzioni davvero, ciò che recuperiamo deve tornare ad avere un valore economico e trovare un mercato».
Una sfida che, secondo Cna, richiede interventi strutturali: «È qui che occorre intervenire, rendendo le materie prime-seconde competitive rispetto a quelle vergini e aiutando le imprese che investono nel recupero e nel riutilizzo. Cna lo sostiene da tempo: senza una politica industriale del riciclo rischiamo di avere cittadini sempre più bravi a differenziare e un sistema produttivo che, paradossalmente, non riesce più a utilizzare ciò che raccogliamo».
"Non bisogna abbassare la guardia. Questo è il momento di fare uno scatto di reni: poche chiacchiere e tanti fatti". A dieci anni dal terremoto che devastò il Centro Italia, Diego Della Valle torna a Pescara del Tronto e rilancia il proprio impegno per la rinascita del territorio. L'imprenditore marchigiano, presidente del gruppo Tod's, ha annunciato la volontà di realizzare almeno un altro stabilimento, se non due, con l'obiettivo di continuare a creare occupazione e contrastare lo spopolamento dell'entroterra.
Della Valle fu tra i primi, subito dopo il sisma del 24 agosto 2016, a individuare nel lavoro uno degli strumenti fondamentali per mantenere vivo il territorio. Nel dicembre dello stesso anno presentò il progetto per la realizzazione di una nuova fabbrica ad Arquata del Tronto.
I lavori procedettero rapidamente e lo stabilimento venne inaugurato il 20 dicembre 2017, a meno di un anno dalla presentazione del progetto. Un investimento di circa 10 milioni di euro per una struttura di duemila metri quadrati, inizialmente avviata con una cinquantina di dipendenti e progettata per arrivare a un organico di circa cento lavoratori.
Ora, a dieci anni dal sisma, arriva l'annuncio di un possibile nuovo passo in avanti. "In 12 mesi abbiamo costruito uno stabilimento, ne vorremmo fare almeno un altro, se non due", ha dichiarato Della Valle, come riporta Ansa, spiegando che la sfida sarà anche quella di individuare le professionalità necessarie.
"Adesso si tratta di coordinarsi per capire le maestranze, come prenderle e dove trovarle", ha aggiunto l'imprenditore, sottolineando la necessità di una collaborazione concreta tra istituzioni e imprese.
Un modello che, secondo Della Valle, ha già dimostrato di poter funzionare proprio nel caso di Arquata. "La politica locale deve funzionare bene come ha funzionato quando abbiamo costruito l'azienda", ha osservato, ricordando anche il sostegno ricevuto a livello nazionale nella fase di realizzazione dello stabilimento.
"Oggi le imprese devono mettersi a disposizione anche del forte problema sociale che c'è - ha affermato -. Guadagniamo, pensiamo al profitto, ma pensiamo anche a come agevolare la vita delle persone".
Un ragionamento che l'imprenditore estende al rapporto tra mondo economico e istituzioni: "Dobbiamo metterci al centro della vita sociale italiana, insieme alla politica, per cercare di dare risposte sociali vere e farlo in fretta".
Sarà un inizio di settembre da ricordare per l’Istituto Comprensivo Sant’Agostino di Civitanova Marche, atteso in due importanti appuntamenti nazionali dedicati al mondo della scuola, della cultura e dell’innovazione. Nel primo fine settimana di settembre l’istituto marchigiano porterà infatti i propri progetti su due palcoscenici di particolare prestigio: Venezia, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e Valdobbiadene, per il Festival dell’Innovazione.
Il primo appuntamento è fissato per il 4 settembre alla Match Point Arena di Venezia, dove l’Istituto Sant’Agostino sarà tra i vincitori dei ClasseViva EXTRA Awards, riconoscimento dedicato ai migliori progetti di media education realizzati dalle scuole italiane.
La premiazione si svolgerà nell’ambito dell’evento “Media Education: il potere trasformativo del cinema breve”, curato e coordinato da Spaggiari e WeShort. In questa occasione sarà presentato anche “Il posto più bello”, cortometraggio realizzato dagli studenti con il coordinamento del regista Gianluca Santoni.
Il progetto è il risultato di una collaborazione che ha coinvolto diverse realtà scolastiche del territorio. In particolare, hanno partecipato anche l’I.C. Via Regina Elena e l’I.C. Ugo Bassi di Civitanova Marche, l’I.C. Marco Polo di Morrovalle e l’I.C. Vincenzo Monti di Pollenza, coinvolti nel percorso del Premio Leopardi e il Paesaggio. Un lavoro di rete che ha trovato nel regista Santoni un coordinatore d’eccezione e che si è avvalso della collaborazione della Marche Film Commission e della Fondazione Marche Cultura.
Dalle diverse città italiane a Macerata per conoscere da vicino l’Università e iniziare a orientarsi tra corsi, servizi e opportunità. Barletta, Campobasso, Teramo, Lecco, Forlì, Foggia e Chieti sono alcune delle città di provenienza dei partecipanti al secondo Open Day estivo dell’Università di Macerata, che ha animato oggi le sedi dell’Ateneo nel centro storico di Macerata. Il Polo Pantaleoni e la Loggia del Grano hanno accolto oltre 500 partecipanti, tra ragazze e ragazzi interessati a proseguire gli studi e famiglie, offrendo l’occasione di incontrare direttamente docenti, tutor e personale universitario.
Una giornata pensata per fornire informazioni concrete e permettere ai futuri studenti di entrare in contatto con la realtà universitaria, conoscere l’offerta formativa, approfondire le possibilità di sostegno economico e scoprire i servizi a disposizione della comunità studentesca.
A rivolgere il saluto ai partecipanti è stato il rettore John McCourt, che ha sottolineato il valore dell’università come spazio nel quale costruire, con consapevolezza e libertà, il proprio percorso.
Il rettore ha inoltre invitato i giovani a dialogare con i docenti e con tutta la comunità di UniMC, a porre domande e a sfruttare l’occasione per confrontarsi direttamente con chi potrà accompagnarli nel percorso universitario: “Qualcuno di voi avrà già in mente cosa fare nella vita, ma qualcun altro sarà qui oggi per trovare la chiave di accesso per i prossimi anni. L’università serve anche a questo: non a imporre una strada già scritta, ma a darvi gli strumenti, la fiducia e la libertà per trovarla. Questo percorso sarà una preparazione alla vita e al mondo complesso che andrete a incontrare. Il futuro non è qualcosa che semplicemente arriva, ma qualcosa che va immaginato e che voi dovete immaginare”.
L’Open Day ha rappresentato anche un momento di confronto per le famiglie, che hanno potuto raccogliere informazioni sugli aspetti organizzativi ed economici della vita universitaria.
“È stata una giornata ricca di colloqui, interazioni e informazioni su quello che sarà il nuovo anno accademico”, ha spiegato Rosita Deluigi, delegata del rettore per l’Orientamento. “È possibile incontrare docenti, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, conoscere tutti i servizi e le eccellenze dell’Ateneo, ma anche approfondire gli aspetti concreti della vita universitaria, dagli alloggi alle tasse. È un’occasione per farsi un’ultima idea prima di scegliere e decidere il proprio futuro”.
Il programma ha alternato momenti di presentazione e approfondimento. Al Polo Pantaleoni si sono svolti gli incontri dedicati ai corsi di laurea, mentre alla Loggia del Grano gli stand hanno permesso di conoscere più da vicino i servizi e le opportunità offerte dall’Ateneo.
Tra gli elementi che hanno suscitato maggiore interesse ci sono state anche le novità dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico. Due i percorsi nuovi presentati: “Scienze motorie e sportive per l’inclusione”, dedicato al ruolo dello sport nei processi di partecipazione e integrazione sociale; “Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali”, rivolto alla formazione di figure specializzate nella tutela e valorizzazione del patrimonio documentale digitale. Le iscrizioni per entrambi i corsi sono aperte a partire da domani, 28 agosto 2026.
Non solo didattica: gli spazi della Loggia del Grano hanno offerto una panoramica sulla vita universitaria nel suo complesso, con la presenza degli stand dedicati ai servizi dell’Ateneo, al diritto allo studio, alle associazioni studentesche, al Centro universitario sportivo e a Radio Rum. Un’occasione per conoscere anche ciò che accade fuori dalle aule e avere un quadro più completo dell’esperienza che attende le future matricole.
Dal campo di calcio di Sarnano del 1944 al grande schermo. La storia della partita disputata in paese, nella primavera di quell'anno, tra le truppe tedesche di stanza sul territorio e un gruppo di giovani del luogo diventa un film e ora è alla ricerca dei suoi protagonisti e delle sue comparse.
La seconda tappa del casting per “Italia Germania ’44” è in programma venerdì 28 agosto, dalle 15 alle 19, alla Sala Congressi M. Gentili di via Benedetto Costa a Sarnano. Dopo l'appuntamento di Sassoferrato dello scorso 24 agosto, la produzione torna dunque nel territorio marchigiano in vista delle riprese, previste a partire da settembre in diverse località delle province di Macerata e Ancona.
Il lungometraggio, liberamente ispirato alla vicenda realmente accaduta durante la guerra, è scritto e diretto da Andrea Antolini, Diego Morresi e Alessandro Tarabelli ed è prodotto da Stella Polare Films, Sydonia Production e Subwaylab.
Il progetto ha ottenuto i contributi selettivi della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, nell'ambito dell'articolo 26 della legge 220/2016, ed è tra i vincitori del bando audiovisivi della Regione Marche – PR-FESR 2021-2027, promosso e gestito dalla Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission.
A sostenere il progetto ci sono inoltre i Comuni di Sarnano e San Ginesio e l'Unione Montana dei Monti Azzurri, mentre i Comuni di Jesi e Sassoferrato collaborano alla realizzazione del film.
Il casting
La produzione è ora alla ricerca di generici e figurazioni speciali. Per partecipare alla selezione è necessario iscriversi preventivamente attraverso il modulo online, indicando anche l'orario nel quale si intende presentarsi al casting.
Il modulo è disponibile attraverso i canali social di Subwaylab (@subwaylab) e Marche Film Commission (@marchefilmcommission), oltre che nella sezione Casting del sito della Film Commission Marche.
Ai candidati vengono richiesti i principali dati personali, tra cui nome, cognome, data e luogo di nascita, città di residenza, numero di telefono e indirizzo email. È inoltre necessario allegare da una a tre fotografie, preferibilmente un primo piano e una figura intera. Facoltativamente è possibile inserire anche il link a un video caricato su YouTube o Vimeo.
La selezione è aperta anche ai minori, che dovranno però presentarsi accompagnati da un genitore o da un adulto responsabile.
L'appuntamento di Sarnano rappresenta quindi una nuova occasione per entrare, anche solo come comparsa, nella realizzazione di un film che riporta sul grande schermo una vicenda particolare della storia locale, intrecciando calcio, guerra e vita quotidiana nell'Italia del 1944.
Le riprese partiranno a settembre e coinvolgeranno diverse località marchigiane, trasformando luoghi e paesaggi del territorio in parte integrante della storia raccontata da “Italia Germania ’44”.
Nuove importanti evidenze archeologiche sono emerse nell'area di Potentia, l'antica colonia romana di Porto Recanati, dove nel pomeriggio di giovedì 20 agosto il cantiere di scavo è stato eccezionalmente aperto al pubblico nell'ambito dell'iniziativa "Tra le vie di Potentia. L'archeologia incontra la comunità".
Accompagnati dagli archeologi della Soprintendenza e di ArcheoLAB, i partecipanti hanno potuto visitare il nuovo cantiere di scavo e conoscere da vicino le metodologie utilizzate e i risultati delle indagini preventive effettuate in vista della realizzazione del nuovo accesso all'area dal lato nord. I due saggi stratigrafici hanno restituito elementi di particolare interesse per ricostruire l'organizzazione urbana dell'antica colonia romana.
Nel primo saggio è emersa la fase tardoantica di sistemazione di una grande area aperta, verosimilmente identificabile con il foro cittadino. Il secondo ha invece portato alla luce l'intersezione tra un cardo e un decumanus, oltre ad alcune strutture edilizie affacciate sulla strada, con resti di intonaci e porzioni di pavimentazione ancora conservate.
L'iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, in collaborazione con il comune di Porto Recanati e ArcheoLAB. Il progetto "Potentia: accessibilità, inclusione e rigenerazione culturale" è inserito nel Piano Olivetti per la Cultura.
"Accogliamo con grande entusiasmo la ripresa degli scavi archeologici a Potentia, un patrimonio straordinario che può ancora restituire importanti testimonianze sulla storia del nostro territorio", dichiara il sindaco Andrea Michelini.
"L'auspicio è che questa nuova fase di ricerca possa proseguire a lungo e con continuità, permettendo di approfondire la conoscenza dell'antica città e di rendere il sito sempre più accessibile e vicino alla comunità".
Il primo cittadino ha inoltre ringraziato l'architetto Giovanni Issini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, la dottoressa Nicol Tiburzi, funzionario dell'Area archeologica, e il professor Frank Vermeulen dell'Università di Gent, Dipartimento di Archeologia, per il contributo offerto alla ricostruzione dell'assetto urbano di Potentia.
L'apertura del cantiere rappresenta il primo passo di un percorso più ampio finalizzato a rendere Potentia sempre più accessibile, conosciuta e integrata negli itinerari culturali e turistici del territorio.
Il progetto prevede infatti visite guidate, attività didattiche, iniziative divulgative e percorsi inclusivi, con l'obiettivo di rafforzare il legame tra l'antica città romana e la comunità, valorizzandone il patrimonio storico e archeologico.
Un’emozione diffusa che parte dal mare per abbracciare l’intera città. Dopo il debutto da applausi della serata di ieri al Mercato Ittico — che ha visto protagonista Leo Gassmann in un suggestivo duetto acustico all'interno del suo tour, affiancato dai Classici Contemporanei e dalle letture di Greta Zamparini — Civitanova è pronta a immergersi nel cuore pulsante di Onda d’Arte. La manifestazione, promossa dall’Azienda dei Teatri e dal Comune con il sostegno del Banco Marchigiano e di tante realtà locali, trasformerà dalle 19 a notte fonda il centro cittadino in un palcoscenico a cielo aperto. Come sottolineato dalla presidente dei Teatri Maria Luce Centioni e dalla direttrice artistica Vanessa Spernanzoni, si tratta di una vera festa della comunità, capace di far riscoprire l’identità cittadina attraverso quattro percorsi cromatici e simbolici.
Il viaggio prende il via dall’area Il Faro - Il Porto Sicuro, contraddistinta dal colore giallo tra Corso Matteotti, Lido Cluana e Molo Turistico. Qui l’avvio sarà segnato dalla mostra di Riccardo Ruggeri, dai talk di Francesco Sebastiani, dalle degustazioni della Cantina Saputi e dal live del Palco Laboratorio Musicale, per poi proseguire con i concerti di Lea Bloom, Billy Balla Reggae, Made in Italy Band e Kairos Band. Al Lido Cluana spazio all’evento BallItalia, alla magia del pianoforte sotto le stelle targato scuola Mozart e alla premiazione del contest delle vetrine e abitazioni addobbate.
Spostandosi nel settore Il Mare - La Tradizione, dipinto di blu lungo Corso Dalmazia e il Borgo Marinaro, andranno in scena gli spettacoli di fuoco di Luisiana Dogna, il teatro di Alice Rosati, la musica della Doors Cover Band e del gruppo Il Branko, l’arte di strada del Kalù Stripp Show e l'immancabile palco aperto dell'Open Mic.
Piazza XX Settembre e le vie limitrofe faranno invece da sfondo all’area beige Cima - L’Incontro, autentico fulcro della convivialità. Sul palco principale salirà il No Roots Collective, mentre ad assicurare il divertimento ci penseranno la comicità irresistibile di Piero Massimo Macchini, i mercatini, le mostre, le incursioni al sax di Luca Ciarpella e i dj set curati da Riccardo Ramaglia e Lorenzo Ripari.
Grande attenzione anche alle famiglie nell’area verde chiaro Il Gabbiano - Il Ritorno, dislocata tra la Stazione e Corso Umberto I. Tra le novità spiccano l’Area Kids con il Carnevale dei Bambini, attrazioni gonfiabili, truccabimbi e clowneria. Non mancheranno le esibizioni di danza aerea di Paggi Pole&Arial, lo street tango, le iniziative benefiche di Anffas e Pro Ant e una fitta serie di concerti sul piazzale della Stazione che vedrà alternarsi allievi de Il Palco, Soul Frame, Los Camino Cruzados e il live di Project Czar.
Tra le attrazioni più attese di quest'anno c'è anche la sezione Onda d’Arte Games, ricca di tornei di carte, giochi di strategia ed escape room. A rendere l’atmosfera ancora più festosa ci penseranno le performance itineranti della P-Funking Band, mentre negozi e locali del centro garantiranno aperture prolungate e menù dedicati. Per consentire a tutti di vivere la serata in piena comodità, dalle 19 all’1 sarà attivo un servizio bus navetta gratuito con partenza dai parcheggi del Cuore Adriatico, dello Stadio e di zona IV Marine.
Confermato il successo della Mini Podistica svoltasi mercoledì 26 agosto in Piazza Dante, a Castelraimondo. L'inniziativa dedicata a bambini e ragazzi da 0 a 14 anni è stata organizzata dal Gruppo Podistico Avis Castelraimondo con il patrocinio del Comune di Castelraimondo e con la collaborazione di Avis, Aido e Admo.
"Avvicinare i bambini allo sport significa trasmettere fin da piccoli valori importanti come condivisione, rispetto, impegno e sana partecipazione" ricorda l'assessore allo Sport Edoardo Bisbocci.
I partecipanti sono accorsi anche dai comuni limiatrofi per prendere parte alle competizioni, che sono state differenziate in base alle fasce d'età. L'evento è stato un'occasione importante per ravvivare e sperimentare i valori dello sport e della condivisione, che ogni anno attira sempre più famiglie.
"Vedere così tanti bambini riempire il nostro centro cittadino è una delle immagini più belle per una comunità – dichiara il sindaco Patrizio Leonelli –. La grande partecipazione registrata anche quest’anno dimostra quanto questa manifestazione sia ormai sentita e apprezzata. Ringrazio il Gruppo Podistico Avis Castelraimondo, le associazioni coinvolte, i volontari e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della serata. Iniziative come questa fanno bene a Castelraimondo perché uniscono sport, famiglie, associazionismo e comunità".
Anche Maurizio Guido, presidente del Gruppo Podistico Avis Castelraimondo sottolinea il successo della competizione ed afferma "La risposta dei bambini e delle famiglie è stata davvero straordinaria e ci ripaga del lavoro necessario per organizzare questa manifestazione. La Mini Podistica nasce prima di tutto per far divertire i più piccoli e far vivere loro lo sport come un momento di amicizia e di festa."
La soddisfazione più grande resta quella di aver reso Castelraimondo il fulcro di un evento che ha attratto non solamente i propri cittadini ma che ha riscosso anche l'entusiasmo di chi proviene dai comuni limitrofi.
Dopo il successo della prima edizione, Celeste Fashion ripropone l'All You Can Shop per la chiusura dei saldi estivi. La formula, già sperimentata con ottimi riscontri al termine dei saldi invernali, torna nei punti vendita di Macerata e Montecassiano dal 28 agosto al 6 settembre, con l’obiettivo di offrire ai clienti un’ultima occasione per fare acquisti a prezzi particolarmente vantaggiosi.
Il meccanismo è semplice: tre diverse buste, con altrettanti prezzi a seconda della grandezza – 39 euro, 59 euro e 99 euro – da riempire fino alla linea indicata. Tutto ciò che si riesce a inserire nella busta scelta viene acquistato pagando esclusivamente il prezzo del formato. Più capi e accessori si riescono a far entrare, maggiore sarà la convenienza.
La grande novità di questa edizione riguarda però la possibilità di trovare, accanto ai prodotti della stagione estiva ancora disponibili, anche alcuni articoli della collezione autunno-inverno. Si tratta in particolare di ultimi tagli e fine serie, con proposte di abbigliamento uomo e donna, borse, accessori e altri articoli pensati per completare gli outfit.
L’iniziativa è stata ideata da Cinzia Tomassoni insieme alle collaboratrici di Celeste Fashion (Daniela, Veronica, Asia e Barbara) e nasce dalla volontà di trasformare la chiusura dei saldi in un vero e proprio appuntamento con lo shopping, riproponendo una formula che aveva già funzionato nella precedente occasione.
L'All You Can Shop sarà disponibile sia nel punto vendita di Macerata sia in quello di Montecassiano, per un totale di dieci giorni di iniziativa. A Macerata, inoltre, l’appuntamento si inserirà anche nel programma delle iniziative legate a San Giuliano, con la possibilità di fare shopping anche nelle ore serali di domenica 30 agosto e lunedì 31 agosto.
L’evento arriva in un anno speciale per l’azienda: il 2026 segna infatti i 25 anni di attività di Celeste Fashion, realtà ormai consolidata nel settore dell’abbigliamento giovane donna e uomo e presente sul territorio con i due punti vendita di Macerata (in Corso Giacomo Matteotti) e Montecassiano (all'interno del parco commerciale).
Per conoscere tutti i dettagli sull'All You Can Shop, sulle collezioni e sulle altre iniziative è possibile visitare il sito ufficiale www.celestefashion.it e seguire i canali social Instagram e Facebook di Celeste Fashion Boutique, dove saranno pubblicati aggiornamenti e novità.
Il lungo viaggio fatto di attesa, speranze e silenzio è arrivato a destinazione. A distanza di poco più di un mese dall'annuncio con cui aveva comunicato la decisione di allontanarsi temporaneamente dai social, Benedetta Rossi è tornata su Instagram per condividere con i suoi milioni di follower la gioia più grande: l'arrivo nella sua vita e in quella del marito Marco Gentili di due bambine.
Ad accompagnare la notizia, una foto toccante che ritrae le mani della coppia unite a quelle delle piccole. Si tratta di una doppia adozione internazionale avvenuta in Costa Rica.
"Il viaggio è arrivato a destinazione, siamo ufficialmente una famiglia", ha scritto la nota cuoca e blogger marchigiana. "Non esistono parole per descrivere l’emozione del primo incontro, del primo sguardo e del momento in cui queste mani si sono strette. Le nostre bambine si chiamano Natacha e Sharlyn, hanno 10 e 9 anni, sono meravigliose, piene di luce e voglia di vivere".
Nel suo racconto, la Rossi ripercorre il momento esatto in cui ha riabbracciato le due sorelline nell'istituto costaricano in cui sono cresciute: "Avevamo il cuore in gola, gli occhi lucidi e un po’ di paura, ma è successa una piccola magia: si è aperta una porta e loro ci sono venute incontro correndo, piene di gioia, gridando 'mamma e papà!'. La lunga attesa e tutte le paure sono svanite in un secondo. Si sono fidate di noi sin dal primo istante ed è stato tutto così naturale che sembrava ci conoscessimo da sempre".
In queste settimane lontano dai riflettori e dagli schermi, la nuova famiglia ha vissuto i suoi primi momenti insieme per imparare a conoscersi e a costruire le basi di un nuovo percorso: "È stato il periodo più intenso, emozionante ed impegnativo della nostra vita. Abbiamo accolto le loro storie, interpretato i loro timori, ascoltato i loro silenzi. La nostra famiglia adesso è come un piccolo seme che è appena germogliato e che sta crescendo giorno dopo giorno".
Ora per Benedetta, Marco, Natacha e Sharlyn è giunto il momento di rientrare in Italia: "Tra poco torneremo a casa e non vediamo l’ora, anche perché ci manca da morire il nostro piccolo Cloud", ha concluso la blogger, ringraziando i fan per il grande affetto e il rispetto mostrato verso la privacy della loro storia in questo periodo così delicato.
Ti è mai capitata quell’amica che ti manda tutta felice lo screenshot del suo video con scritto, bello grande, 30.000 visualizzazioni? Magari accompagnato da tre punti esclamativi, perché trentamila fa comunque il suo effetto. Lo guardi e pensi: caspita. Poi però, se conosci un po’ come funzionano i social, la domanda viene spontanea: sì, ma quelle 30.000 persone ti hanno davvero guardata?
Perché una visualizzazione non significa necessariamente che qualcuno si sia fermato sul tuo reel, lo abbia seguito, ascoltato o si ricordi di te. Molto spesso significa semplicemente che quel contenuto è partito sullo schermo di qualcuno mentre stava scorrendo. E oggi questa differenza conta ancora di più, visto che anche YouTube ha reso il conteggio delle visualizzazioni dei video brevi più simile a quello di Instagram e TikTok: il video parte e la view viene conteggiata. Poi magari, mezzo secondo dopo, il famoso pollice è già passato oltre.
È un po’ come avere un negozio su una strada molto trafficata e dire che tutte le persone passate davanti alla vetrina sono state clienti. Magari fossero entrate tutte! Il punto è proprio questo: passare davanti ed entrare sono due cose molto diverse. E sui social succede esattamente la stessa cosa.
Le views ci piacciono perché sono il numero più evidente, quello che fa scena, quello che viene bene nello screenshot. Danno quella piccola soddisfazione che conosciamo tutti: “Mi hanno vista in 30.000”. Però essere viste ed essere guardate non è la stessa cosa. Puoi apparire davanti a migliaia di persone senza lasciare una traccia, oppure avere numeri molto più piccoli e trovare qualcuno che si ferma davvero, guarda fino alla fine, salva il video, lo manda a un’amica, entra nel tuo profilo o decide di scriverti.
E questi numeri, guarda caso, sono molto meno glamour. Nessuno manda alle amiche lo screenshot dicendo: “Guarda, 27 persone hanno salvato il mio post!”. Eppure quelle 27 persone, forse, valgono molto di più di migliaia di passaggi veloci. Perché se qualcuno salva un tuo contenuto significa che vuole ritrovarlo. Se lo condivide, pensa che valga la pena mostrarlo a qualcun altro. Se entra nel tuo profilo, gli hai acceso almeno una curiosità.
Quindi festeggiamo pure le 30.000 views, ci mancherebbe, ma magari senza lasciarci impressionare troppo dal numerone.
Alla fine la differenza sta tutta qui: puoi passare davanti agli occhi di tantissime persone e sparire un secondo dopo, oppure puoi essere vista da meno persone e restare nella testa di qualcuna.
E, se devo scegliere, preferisco decisamente la seconda!
Cich / NON CHIC
CHIC: essere felici delle views e poi andare a vedere cosa è successo davvero.
NON CHIC: pensare che un numero grande significhi automaticamente un grande risultato.
Cambierà la viabilità in via Piave e via Isonzo a Macerata per consentire lo svolgimento di alcuni lavori. Le modifiche saranno in vigore da mercoledì 2 a venerdì 4 settembre. Il provvedimento interesserà in particolare via Piave, all'intersezione con piazza Marconi, e via Isonzo, con l'obiettivo di garantire lo svolgimento delle opere in condizioni di sicurezza.
In via Piave sarà istituito il divieto di transito, fatta eccezione per i residenti di via Piave, via 226° Reggimento Fanteria e via Isonzo, per i veicoli impegnati nei lavori, i mezzi di soccorso e quelli delle Forze dell'ordine. Sarà inoltre vietato il transito ai veicoli con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate, fatta eccezione per i mezzi d'opera.
Per i veicoli provenienti da via Piave, all'intersezione con via Isonzo, sarà previsto il divieto di transito con obbligo di svolta a sinistra verso via Isonzo, con uscita su viale Trieste. Sarà inoltre istituita la direzione obbligatoria a sinistra verso via Caduti di Nassirya.
Modifiche anche alla sosta. Per tutta la durata dei lavori sarà istituito il divieto di sosta con rimozione coatta in via Piave, su tutto il lato destro e, sul lato sinistro, nel tratto successivo all'intersezione con via Isonzo, seguendo il senso di marcia. Il medesimo divieto sarà in vigore su entrambi i lati di via Isonzo.
Le modifiche alla circolazione comporteranno anche una rimodulazione del servizio di trasporto pubblico locale. Il provvedimento prevede infatti che APM e gli altri gestori del Tpl adeguino il servizio in relazione alle variazioni della viabilità.
Per garantire le esigenze operative legate agli interventi, sarà inoltre consentita la circolazione in senso contrario in via Piave, verso piazza Marconi, ai veicoli impegnati nei lavori, purché accompagnati dalla presenza di movieri regolarmente equipaggiati.
La stessa possibilità è prevista per i mezzi di lavoro che accederanno a via Piave da viale Don Bosco, anche in questo caso con la presenza e la scorta di movieri. Le modifiche resteranno in vigore fino alla conclusione dei lavori, anche oltre la data del 4 settembre qualora gli interventi non dovessero essere completati.