Alfredo Celiberti racconta Drop|e-business & love!: da una goccia nel web a un ecosistema digitale (VIDEO e FOTO)
Varie
31/01/2026 10:30

Alfredo Celiberti racconta Drop|e-business & love!: da una goccia nel web a un ecosistema digitale (VIDEO e FOTO)

Un viaggio lungo venticinque anni, fatto di intuizioni, errori, passione e libertà. È quello di Alfredo Celiberti, imprenditore marchigiano, fondatore e amministratore delegato di  Drop|e-business & Love! protagonista dell’ultima intervista realizzata da Picchio News. Un racconto che attraversa la nascita del web, lo scoppio della bolla delle dot-com e l’evoluzione dell’e-commerce fino a diventare oggi una leva strategica per le aziende. Originario di Macerata, Celiberti si definisce prima di tutto un appassionato. Di musica, di tecnologia, di creatività. «Lavoravo alla Roland, un’azienda straordinaria ma molto strutturata. A un certo punto mi sono stancato di quella rigidità», racconta. È la fine degli anni ’90 quando, spinto anche da un amico, prende una decisione radicale: lascia il posto fisso e fonda la sua azienda, in un’epoca in cui Internet era ancora una scommessa. Nasce così Drop, un nome scelto quasi per caso, ispirato ai cerchi concentrici disegnati su un pacchetto di sigarette e all’idea di una goccia che cade nell’acqua. «Non avevo né il mindset né l’organizzazione per fare grandi ragionamenti sul branding. Mi piaceva quel suono, era semplice, funzionava». E funziona ancora oggi. Accanto al nome, anche il payoff racconta una visione fuori dagli schemi: Business Love. In piena new economy, mentre il mercato era dominato da immagini fredde e consulenti in giacca blu, Drop sceglie il rosa, i fiori, l’ironia. «Volevamo entrare nel digitale passando dalla creatività e dalla moda, non dalla finanza». Non a caso, i primi clienti arrivano proprio dal distretto calzaturiero marchigiano, con nomi come Fornarina, Sixty, Santoni, Fabi, Cesare Paciotti. Il 2000, però, è anche l’anno dello scoppio della bolla speculativa. Internet smette improvvisamente di sembrare il futuro per molte aziende. «Per anni l’e-commerce non interessava a nessuno. Ci chiedevano solo siti belli, animati, creativi». Una falsa partenza che diventa però un terreno fertile: alla formazione da ingegnere, Celiberti affianca un’anima artistica che segnerà profondamente l’identità di Drop. Nel 2003 nasce Grafola, un progetto visionario che anticipa i social network e il commercio digitale dell’arte. Un portale dedicato agli artisti che lavorano in digitale, con opere stampate in tiratura limitata e vendute online. «Non guadagnavamo nulla, ma è stato un incubatore incredibile di idee e relazioni». Da lì passano artisti che diventeranno celebri, come TVBoy e Tokidoki, e prende forma una rete creativa internazionale che ancora oggi rappresenta un patrimonio umano e professionale. Dal 2007 in poi arriva la vera svolta: Drop diventa un e-commerce provider a 360 gradi. Non più solo siti web, ma piattaforme complesse, gestione delle vendite, logistica, pagamenti, frodi, spedizioni internazionali. L’e-commerce smette di essere un canale e diventa una parte centrale dei processi aziendali, integrandosi con CRM, retail fisico e organizzazione interna delle imprese. Oggi Drop conta circa 120 persone tra la sede di Montegranaro, al confine con Casette d’Ete, e quella di Milano, per oltre 2.000 metri quadri complessivi. Ma la crescita non è solo numerica. Nel 2023 arriva un passaggio decisivo: il gruppo Horsa acquisisce il 70% dell’azienda. Una scelta non dettata solo dal fatturato, ma dall’esigenza di evolvere. «Il digitale è diventato sempre più complesso. In sessanta persone non puoi essere eccellente su tutti i fronti». Horsa, realtà composta da oltre 40 aziende, copre ambiti che vanno dal commerce ai gestionali, dalla consulenza alla UX, permettendo a Drop di lavorare su progetti sempre più strutturati attraverso team multidisciplinari. Al centro di tutto resta però la cultura aziendale. Drop rifiuta le strutture verticali e i modelli rigidi. «Non siamo un’azienda che vive di regole e processi. Preferiamo fiducia, autonomia e collaborazione». Un’organizzazione molto piatta, in cui i gruppi si formano in modo dinamico in base ai progetti e alle competenze richieste. «Funziona perché lavoriamo con clienti molto più grandi di noi e dobbiamo essere in grado di adattarci continuamente». Un approccio che ha portato risultati concreti: Drop è presente da diversi anni nei ranking del Financial Times, del Sole 24 Ore e di Affari & Finanza tra le aziende italiane a maggior crescita. Guardando indietro, Celiberti sorride: «Non è stata una visione lucida fin dall’inizio. È stato entusiasmo». Ed è proprio quell’entusiasmo, unito alla libertà di sperimentare, che continua ancora oggi a guidare il percorso di Drop. Un viaggio imprenditoriale e umano che parte da una goccia e continua a generare cerchi sempre più ampi.

Alfredo Celiberti racconta Drop|e-business & love!: da una goccia nel web a un ecosistema digitale (VIDEO e FOTO)

Alfredo Celiberti racconta Drop|e-business & love!: da una goccia nel web a un ecosistema digitale (VIDEO e FOTO)
31/01/2026 10:30

Un viaggio lungo venticinque anni, fatto di intuizioni, errori, passione e libertà. È quello di Alfredo Celiberti, imprenditore marchigiano, fondatore e amministratore delegato di  Drop|e-business & Love! protagonista dell’ultima intervista realizzata da Picchio News. Un racconto che attraversa la nascita del web, lo scoppio della bolla delle dot-com e l’evoluzione dell’e-commerce fino a diventare oggi una leva strategica per le aziende. Originario di Macerata, Celiberti si definisce prima di tutto un appassionato. Di musica, di tecnologia, di creatività. «Lavoravo alla Roland, un’azienda straordinaria ma molto strutturata. A un certo punto mi sono stancato di quella rigidità», racconta. È la fine degli anni ’90 quando, spinto anche da un amico, prende una decisione radicale: lascia il posto fisso e fonda la sua azienda, in un’epoca in cui Internet era ancora una scommessa. Nasce così Drop, un nome scelto quasi per caso, ispirato ai cerchi concentrici disegnati su un pacchetto di sigarette e all’idea di una goccia che cade nell’acqua. «Non avevo né il mindset né l’organizzazione per fare grandi ragionamenti sul branding. Mi piaceva quel suono, era semplice, funzionava». E funziona ancora oggi. Accanto al nome, anche il payoff racconta una visione fuori dagli schemi: Business Love. In piena new economy, mentre il mercato era dominato da immagini fredde e consulenti in giacca blu, Drop sceglie il rosa, i fiori, l’ironia. «Volevamo entrare nel digitale passando dalla creatività e dalla moda, non dalla finanza». Non a caso, i primi clienti arrivano proprio dal distretto calzaturiero marchigiano, con nomi come Fornarina, Sixty, Santoni, Fabi, Cesare Paciotti. Il 2000, però, è anche l’anno dello scoppio della bolla speculativa. Internet smette improvvisamente di sembrare il futuro per molte aziende. «Per anni l’e-commerce non interessava a nessuno. Ci chiedevano solo siti belli, animati, creativi». Una falsa partenza che diventa però un terreno fertile: alla formazione da ingegnere, Celiberti affianca un’anima artistica che segnerà profondamente l’identità di Drop. Nel 2003 nasce Grafola, un progetto visionario che anticipa i social network e il commercio digitale dell’arte. Un portale dedicato agli artisti che lavorano in digitale, con opere stampate in tiratura limitata e vendute online. «Non guadagnavamo nulla, ma è stato un incubatore incredibile di idee e relazioni». Da lì passano artisti che diventeranno celebri, come TVBoy e Tokidoki, e prende forma una rete creativa internazionale che ancora oggi rappresenta un patrimonio umano e professionale. Dal 2007 in poi arriva la vera svolta: Drop diventa un e-commerce provider a 360 gradi. Non più solo siti web, ma piattaforme complesse, gestione delle vendite, logistica, pagamenti, frodi, spedizioni internazionali. L’e-commerce smette di essere un canale e diventa una parte centrale dei processi aziendali, integrandosi con CRM, retail fisico e organizzazione interna delle imprese. Oggi Drop conta circa 120 persone tra la sede di Montegranaro, al confine con Casette d’Ete, e quella di Milano, per oltre 2.000 metri quadri complessivi. Ma la crescita non è solo numerica. Nel 2023 arriva un passaggio decisivo: il gruppo Horsa acquisisce il 70% dell’azienda. Una scelta non dettata solo dal fatturato, ma dall’esigenza di evolvere. «Il digitale è diventato sempre più complesso. In sessanta persone non puoi essere eccellente su tutti i fronti». Horsa, realtà composta da oltre 40 aziende, copre ambiti che vanno dal commerce ai gestionali, dalla consulenza alla UX, permettendo a Drop di lavorare su progetti sempre più strutturati attraverso team multidisciplinari. Al centro di tutto resta però la cultura aziendale. Drop rifiuta le strutture verticali e i modelli rigidi. «Non siamo un’azienda che vive di regole e processi. Preferiamo fiducia, autonomia e collaborazione». Un’organizzazione molto piatta, in cui i gruppi si formano in modo dinamico in base ai progetti e alle competenze richieste. «Funziona perché lavoriamo con clienti molto più grandi di noi e dobbiamo essere in grado di adattarci continuamente». Un approccio che ha portato risultati concreti: Drop è presente da diversi anni nei ranking del Financial Times, del Sole 24 Ore e di Affari & Finanza tra le aziende italiane a maggior crescita. Guardando indietro, Celiberti sorride: «Non è stata una visione lucida fin dall’inizio. È stato entusiasmo». Ed è proprio quell’entusiasmo, unito alla libertà di sperimentare, che continua ancora oggi a guidare il percorso di Drop. Un viaggio imprenditoriale e umano che parte da una goccia e continua a generare cerchi sempre più ampi.

Cronaca

Tribunale minorile delle Marche vicino alla paralisi: "Mancano personale e risorse"

Tribunale minorile delle Marche vicino alla paralisi: "Mancano personale e risorse"

31/01/2026 16:52

"Il Tribunale minorile delle Marche è sempre più vicino alla paralisi operativa". A lanciare l’allarme è il presidente Sergio Cutrona, intervenuto questa mattina a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in corso ad Ancona, dove ha denunciato una situazione ormai critica legata alla grave carenza di personale, in particolare amministrativo. «Ci troviamo veramente alla disperazione e non riusciamo più a garantire la gestione delle udienze – ha spiegato Cutrona –. Sarò costretto necessariamente a sospendere quelle penali». Una prospettiva concreta che potrebbe tradursi in una riorganizzazione forzata dell’attività giudiziaria, con sospensioni a rotazione delle diverse tipologie di udienze. Il presidente sta infatti valutando diverse ipotesi: «Sto riflettendo se sospendere per qualche mese tutte le udienze gup o se procedere a una sospensione “a macchia di leopardo”: un mese le udienze gup, un mese quelle dibattimentali, un mese quelle gip». Alla base della crisi c’è un organico ridotto all’osso. «I dipendenti sono eccessivamente stressati e non hanno alcuna speranza di ricevere rinforzi – ha aggiunto Cutrona –. Dobbiamo evitare che il sistema crolli, perché attualmente il personale in servizio è circa la metà di quello previsto». Una situazione che, secondo il presidente del Tribunale minorile delle Marche, resta critica anche nell’ipotesi di una copertura completa dei posti: «Anche se l’organico fosse pienamente coperto, sarebbe comunque insufficiente a garantire tutte le esigenze del Tribunale».   Un quadro che apre interrogativi seri sulla tenuta del sistema giudiziario minorile regionale e sulla capacità di assicurare continuità ed efficacia alla tutela dei minori. (Foto Ansa) 

Macerata, studenti accerchiati, minacciati e derubati in piazza Pizzarello: l'appello delle famiglie

Macerata, studenti accerchiati, minacciati e derubati in piazza Pizzarello: l'appello delle famiglie

31/01/2026 16:26

Negli ultimi mesi, nell’area del Terminal–Pizzarello, si sono verificati episodi che hanno acceso una forte preoccupazione tra le famiglie. Alcuni genitori hanno deciso di rendere pubblico il proprio punto di vista attraverso una lettera, nella quale ricostruiscono una serie di fatti avvenuti a partire da dicembre 2025 e già segnalati alle autorità competenti. "Abbiamo deciso di scrivere questa lettera perché nella nostra città sono accaduti dei fatti che non possono essere più ignorati. Nel mese di dicembre 2025 alcuni ragazzini, perché di questo si tratta, 14/15 anni, sono stati derubati da coetanei, in pieno giorno nella zona Terminal-Pizzarello. Il primo episodio denunciato è stato il furto di scarpe e soldi subito da un quattordicenne mentre aspettava l’autobus per rientrare a casa all’uscita di scuola. Allontanato dai compagni con una scusa banale è stato accerchiato da tre coetanei che, dopo un tira e molla di “richieste” e velate intimidazioni, lo hanno obbligato a consegnare le scarpe e il denaro che aveva con sé". Nei giorni successivi, secondo quanto riportato, la situazione si sarebbe aggravata: "Pochi giorni dopo nella stessa zona, la storia si ripete, questa volta vengono sottratti cellulari, giubbetti con l’aggravante che il gruppo di teppisti è più numeroso e armato di coltelli. I fatti sono stati tutti regolarmente denunciati alle autorità competenti". Secondo i firmatari, quanto accaduto non può più essere letto come una semplice sequenza di episodi sporadici: "Ci sentiamo di dire che non si tratta più di episodi isolati o di ragazzate ma di atti criminali veri e propri che stanno generando paura, insicurezza e senso di abbandono. I nostri ragazzi devono uscire di casa per andare a scuola, incontrare gli amici, vivere la loro età invece si trovano esposti a minacce, intimidazioni e violenza. Questo è inaccettabile". Da qui nasce l’appello alle istituzioni, ritenuto urgente: "La situazione è grave e se non si interviene può sfuggirci di mano. Per questo chiediamo al sindaco di assumere un ruolo attivo, coordinando interventi concreti e al questore di rafforzare la presenza e i controlli nelle aree più a rischio. Chi ha responsabilità istituzionali ha anche il dovere di agire e lo deve fare adesso. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile". I genitori sottolineano inoltre che gli autori dei fatti sarebbero noti nell’ambiente cittadino: "I giovani responsabili di questi gesti agiscono a volto scoperto e sono noti, Macerata non è una metropoli, i nomi girano e in virtù di questo chiediamo un’accelerazione nella loro identificazione e nel risolvere il problema. Invitiamo tutti coloro che sono stati infastiditi da questo gruppo di farsi avanti e denunciare alle autorità competenti. Inoltre chiediamo ai ragazzi di confidarsi con i genitori che sono sempre pronti ad aiutarvi". "Infine- concludono  - volevamo fare un appello anche ai genitori dei responsabili di questi gesti orribili: non possiamo credere che non sappiano proprio nulla. Sicuramente mettere la testa sotto la sabbia non giova. L’amore verso un figlio si dimostra anche con il coraggio di ammettere che c’è un problema, avere la forza di mettersi da parte e affidarlo a chi può aiutarlo con razionalità e competenza, cose che una mamma e un papà emotivamente coinvolti non hanno".

Attualità

Discarica, Morgoni attacca la maggioranza: “Basta gioco delle tre carte, si decida il sito. La lista c'è già"

Discarica, Morgoni attacca la maggioranza: “Basta gioco delle tre carte, si decida il sito. La lista c'è già"

31/01/2026 17:20

Nel confronto politico sulla gestione dei rifiuti e sull’individuazione del nuovo sito di discarica provinciale interviene l’onorevole Mario Morgoni, che in una presa di posizione pubblica critica duramente tempi, modalità e responsabilità delle decisioni in corso. Al centro dell’intervento, le ricadute economiche sui cittadini, le prospettive del Cosmari e il rischio di una crisi strutturale del sistema. "Invece di coprirsi dietro la foglia di fico del termovalorizzatore, come ha fatto di recente nella conferenza stampa con l’Ordine dei giornalisti, Acquaroli intervenga per far cessare il gioco delle tre carte di cui la destra della nostra provincia si sta rendendo protagonista con la procedura dell’individuazione del sito della nuova discarica" Secondo Morgoni, a pagare il prezzo di questa situazione sarebbero cittadini e lavoratori: "Un gioco di cui pagano il conto salato i cittadini che tra il 2026 e il 2027 subiranno ulteriori aumenti della Tari, nell’ordine, ben che vada, del 15%, e le centinaia di dipendenti del Cosmari che guardano con legittima preoccupazione al loro futuro". Inoltre, ricorda come gli strumenti tecnici per arrivare a una decisione siano già disponibili e si pone critico nei confronti della maggioranza: "La graduatoria dei siti è stata stilata dall’Università Politecnica delle Marche ed è a disposizione dell’assemblea dei sindaci dell’ATA. La destra ha una maggioranza schiacciante nell’assemblea, la smetta di esercitarsi in manovre dilatorie dal sapore francamente tragicomico, assolva ai suoi doveri e si prenda la responsabilità di decidere, evitando di continuare a prendere per il naso l’intera comunità provinciale, come hanno fatto di recente gli imbarazzanti responsabili provinciali di Fratelli d’Italia e della Lega. In mancanza dell’individuazione del sito che dovrà subentrare a quello del suo Comune, il sindaco di Cingoli, Vittori, ha già pubblicamente e ufficialmente chiarito, a pieno diritto, che non ci sarà alcun ampliamento della discarica di Cingoli". Secondo l’onorevole, questo scenario avrebbe conseguenze immediate sull’intero sistema provinciale: "Questo vuol dire che il sistema sarà condannato al fallimento, visto che a fine anno non sarà più disponibile, in quanto esaurita, neanche la discarica di Corinaldo. Sarebbe una disfatta che ricadrebbe direttamente sul Cosmari, in quanto già oggi l’azienda ha maturato crediti milionari non fatturati verso i Comuni soci, crediti destinati a lievitare in modo esponenziale, trascinando il Cosmari verso una grave crisi finanziaria". Da qui l’invito ad agire rapidamente: "Gravi danni sono stati già fatti, bisogna correre velocemente ai ripari. In questa situazione paradossale, cosa aspetta il presidente del Cosmari a porre con la dovuta drammaticità e in termini ultimativi la questione, anziché lanciare sottovoce timidi appelli per non mettere a disagio la destra che lo ha premiato per la sua fedeltà?" La conclusione è un appello rivolto agli amministratori locali e agli organi di controllo: "E cosa aspettano i sindaci più responsabili ad alzare la loro voce per far cessare questo teatrino? O dobbiamo attendere la valutazione della Corte dei Conti sulle risorse impegnate per la progettazione della nuova vasca di Cingoli e per l’individuazione del nuovo sito, visto il rischio concreto che siano risorse sperperate che non produrranno alcun effetto?".

La settimana delle polemiche inutili: dai social all’ananas sulla pizza

La settimana delle polemiche inutili: dai social all’ananas sulla pizza

Fine gennaio. I social si accendono per il nulla.  “Il cappuccino dopo le 11 non si può bere”, “La carbonara NON si fa con la panna”, “La carta igienica va messa con il foglio davanti, non dietro”. E via con 300 commenti inferociti, persone che si insultano, schieramenti che si formano.  Benvenuti nella settimana delle polemiche inutili.  Succede sempre. Ogni anno. Quando i contenuti finiscono, le energie sono basse e nessuno sa più cosa postare, ecco che spuntano i dibattiti assurdi. Quelli dove tutti hanno un’opinione fortissima su cose che non cambiano la vita a nessuno.  Settimana scorsa un brand di caffè ha postato: “Cappuccino dopo pranzo: sì o no?”. Post semplicissimo. Foto di un cappuccino. Una domanda. Risultato? 847 commenti in 3 ore. Il post con più engagement dell’anno. Azz!  Perché funzionano queste polemiche ridicole? Semplice: perché tutti possono partecipare. Non serve essere esperti. Non serve pensare. Hai un’opinione sul cappuccino? Ce l’hanno tutti. E tutti vogliono dirla.  È engagement facile. Troppo facile.  Il gioco è semplice  Le polemiche inutili hanno sempre le stesse caratteristiche: riguardano cose quotidiane che tutti conoscono, non hanno una risposta giusta quindi il dibattito è infinito, e fanno arrabbiare le persone giuste, quelle che commentano di più.  Ananas sulla pizza. L’esempio perfetto. Zero conseguenze reali, infinito dibattito.  Ora, posso dirti “non usarle mai” e fare la purista. Oppure posso dirti la verità: a fine gennaio, quando non hai idee e il pubblico è morto, una polemica ben fatta ti salva.  Ma devi farla bene. Non quella stupida del “Voi cosa ne pensate?” che puzza di disperazione. Devi prenderla di petto: “Io lo dico: il cappuccino dopo le 11 è sacrosanto. E se non sei d’accordo, convincimi”. Dai alle persone qualcosa contro cui combattere. E poi, questo è fondamentale, devi starci dentro. Rispondi ai primi venti commenti. Con ironia. Alimenta il dibattito ma con leggerezza. Se lanci la bomba e scappi, sembra solo fame di like. Se partecipi, diventa conversazione. Però attenzione: le polemiche durano 24 ore. Dopo un giorno sono già morte. Non ripeterle, non tirarle per le lunghe. Fai il colpo e via. Il trucchetto che uso io C’è un sito che si chiama Answer The Public. È gratuito nella versione base. Inserisci una parola del tuo settore e ti mostra tutte le domande che la gente fa su Google. Tipo “cappuccino dopo pranzo”, “carbonara con panna perché no”. Le polemiche già pronte. Quelle vere. Quelle che le persone già cercano. Non devi inventare niente. Cinque minuti di ricerca = un mese di idee.  Ovviamente non usarle se sei un brand istituzionale o lavori nella sanità. Le polemiche sono uno strumento potente ma delicato. Usi male, ti esplodono in faccia. La verità? Le polemiche inutili funzionano perché in assenza di contenuti veri, le persone si attaccano a qualsiasi cosa. È engagement facile per te, sfogo facile per loro. Usalo a fine gennaio quando serve. Ma non farne una strategia. Perché un feed pieno solo di polemiche è un feed che non ha nient’altro da dire. E questo, le persone lo capiscono.  

Politica

Ricostruzione post-sisma, Cessapalombo punta sul Psr: "Regole chiare e meno burocrazia"

Ricostruzione post-sisma, Cessapalombo punta sul Psr: "Regole chiare e meno burocrazia"

31/01/2026 15:15

Il Programma Straordinario della Ricostruzione (PSR) diventa realtà anche nel Comune di Cessapalombo. Il documento, che definisce le linee guida per una ricostruzione uniforme e coordinata dell’intero territorio comunale, è stato presentato questa mattina nella sala consiliare del municipio alla presenza del sindaco Giuseppina Feliciotti, del commissario straordinario alla ricostruzione, senatore Guido Castelli, e di numerosi cittadini. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto e informazione, durante il quale i presenti hanno potuto porre domande, chiarire dubbi e approfondire le finalità e le opportunità offerte dal Programma. Il PSR è uno strumento facoltativo che i Comuni del cratere sismico del 2016 hanno potuto scegliere di adottare per semplificare e velocizzare i processi di ricostruzione: Cessapalombo ha deciso di dotarsene, riconoscendone il valore strategico. «Il PSR rappresenta un passaggio fondamentale soprattutto per un Comune come il nostro, interamente inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini e soggetto a numerosi vincoli paesaggistici e della Soprintendenza – ha spiegato il sindaco Feliciotti –. Questo strumento consente di superare molte delle lungaggini burocratiche che, senza una visione unitaria, avrebbero rallentato sia la ricostruzione privata sia quella pubblica». Sul valore del Programma è intervenuto anche il commissario straordinario Guido Castelli, sottolineando come i PSR siano fondamentali per dare certezze, regole chiare e tempi più rapidi alla ricostruzione. «Dove esiste una visione condivisa tra Comune, cittadini e istituzioni, la ricostruzione accelera davvero – ha affermato –. Il PSR permette di passare dalla gestione caso per caso a un disegno unitario, riducendo i passaggi autorizzativi e restituendo qualità e coerenza ai centri colpiti dal sisma». Castelli ha inoltre evidenziato come, in un Comune interamente inserito nel Parco dei Sibillini, il Programma assuma un valore ancora più ampio: non solo ricostruzione edilizia, ma una vera e propria visione di rilancio socio-economico, capace di valorizzare le risorse ambientali, culturali e infrastrutturali come opportunità di sviluppo. Il PSR introduce regole condivise attraverso abachi della ricostruzione, indicazioni su materiali, colori, infissi e finiture, con l’obiettivo di garantire edifici di qualità, coerenti con il contesto storico e paesaggistico. Un elemento centrale è il concetto di “ricostruzione conforme”: in molti casi, demolendo e ricostruendo secondo i parametri del Programma, non sarà necessario richiedere ulteriori pareri a Soprintendenza o Parco, con una significativa riduzione dei tempi autorizzativi. Il documento non si limita agli aspetti architettonici, ma definisce anche una programmazione complessiva della ricostruzione, stabilendo priorità, cronoprogrammi, interventi sulle opere pubbliche, sulla viabilità, sugli aggregati edilizi e, se necessario, su eventuali delocalizzazioni. «A quasi dieci anni dal sisma – ha concluso il sindaco Feliciotti – il PSR rappresenta una spinta concreta per accelerare la ricostruzione e offrire certezze a cittadini e operatori». Dopo la fase di pubblicazione e informazione alla cittadinanza, il Programma potrà essere portato in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva non prima di 30 giorni. Il quadro della ricostruzione A Cessapalombo la ricostruzione privata entra pienamente nella fase operativa nel triennio 2023–2025. Nel 2023 le liquidazioni per la ricostruzione privata e produttiva hanno superato i 3,6 milioni di euro; nel 2024 i contributi liquidati sono stati circa 3,8 milioni; il 2025 segna l’anno di massima accelerazione con oltre 5 milioni di euro erogati. Al 31 gennaio 2026, la ricostruzione privata e produttiva ha mobilitato circa 20 milioni di euro di contributi liquidati, a fronte dei quasi 40 milioni concessi per le 140 pratiche complessive presentate. Parallelamente procede la ricostruzione pubblica, che nel territorio comunale vale circa 18 milioni di euro complessivi tra opere finanziate, progettate e cantierate, riguardanti edifici pubblici, infrastrutture, beni culturali, edifici di culto e interventi di rigenerazione urbana.

"Non restare indifferenti”: Macerata accende i riflettori sulla crisi iraniana

"Non restare indifferenti”: Macerata accende i riflettori sulla crisi iraniana

31/01/2026 11:18

Si è svolto nella serata di ieri l’incontro dal titolo “Iran, le ali della libertà”, promosso dalla consigliera comunale del gruppo misto Sabrina De Padova, con il supporto dell’associazione Jungle e il patrocinio del Comune di Macerata. Un evento partecipato e sentito, nato con l’obiettivo di offrire un momento di approfondimento e riflessione sulla drammatica situazione che l’Iran sta attraversando, analizzata sotto il profilo politico, giuridico, economico e umano. Ad aprire i lavori è stata la consigliera De Padova, che ha ringraziato il pubblico presente e sottolineato l’importanza di non restare indifferenti di fronte alle gravi violazioni dei diritti umani che continuano a colpire il popolo iraniano. A seguire, per i saluti istituzionali, è intervenuta la vicesindaco Francesca D’Alessandro, che ha ribadito la vicinanza delle istituzioni locali alla popolazione iraniana e la necessità di mantenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo, sostenendo con forza i valori della libertà e dei diritti fondamentali". Nel suo intervento, De Padova ha ricordato il percorso di iniziative promosse nel corso degli anni di consigliatura sul tema iraniano. Il primo appuntamento, “Donna, Vita, Libertà”, nacque quando ricopriva il ruolo di presidentessa del Consiglio delle Donne, in seguito alla morte di Mahsa Amini, divenuta simbolo di una repressione violenta che ha colpito in particolare giovani e donne. Un impegno proseguito nel tempo attraverso incontri dedicati alla storia e alla politica iraniana, all’evoluzione del territorio e alle leggi che hanno segnato profondamente il Paese. Tra questi, anche la presentazione del film “Leggere Lolita a Teheran”, alla presenza della produttrice Marisa Stocchi, che ha offerto uno sguardo più intimo e umano sulla resistenza culturale e sulla forza della parola come strumento di libertà. L’evento “Iran, le ali della libertà” si è posto come un nuovo spazio di riflessione sulla situazione politica attuale, ma anche come un momento di speranza, per interrogarsi sul futuro del Paese e sulla possibilità di un riscatto. Oggi, infatti, le informazioni che arrivano dall’Iran sono spesso frammentarie: internet viene frequentemente oscurato, molti giovani hanno perso la vita e le proteste vengono represse con arresti di massa, violenze e un rigido controllo dei media. Il Paese appare inoltre sempre più isolato sul piano internazionale, tra sanzioni e tensioni geopolitiche. Tra i relatori, il professor Alberto Febbrajo, docente di Sociologia del diritto ed ex rettore dell’Università di Macerata, ha analizzato la rivolta iraniana da una prospettiva sociologica, mettendola a confronto con altri contesti storici di mobilitazione e repressione. Il professor Alberto Pettinari, docente di Economia aziendale, ha invece approfondito la complessa situazione storico-economica del Medio Oriente, soffermandosi sul ruolo dell’Occidente e sugli scenari che potrebbero aprirsi per l’economia globale e il settore petrolifero in caso di un intervento militare statunitense. Particolarmente toccante la testimonianza di Mojtaba Sadeghi, esperto di cultura iraniana e cittadino iraniano, che ha raccontato in prima persona ciò che sta accadendo nel Paese, dando voce alle paure ma anche alle speranze di una popolazione che continua a lottare per la propria dignità e libertà. L’incontro si è concluso con un confronto aperto e partecipato tra Sadeghi e alcuni cittadini iraniani presenti in sala, che hanno condiviso esperienze, domande e riflessioni, rendendo il dibattito ancora più intenso e autentico. Dall’evento è emerso un auspicio forte e condiviso: che sul destino dell’Iran non prevalgano più interessi economici e giochi di potere, ma il rispetto dei diritti umani e la fine delle violenze sulla popolazione civile. “Iran, le ali della libertà” ha rappresentato così non solo un momento di analisi, ma anche un atto di responsabilità civile e di vicinanza concreta a un popolo che continua a chiedere libertà, giustizia e futuro.

Sanità

Il nutriente meno appariscente ma decisivo per la salute: le fibre. Ecco per che cosa fanno bene

Il nutriente meno appariscente ma decisivo per la salute: le fibre. Ecco per che cosa fanno bene

31/01/2026 16:00

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare il cibo soprattutto attraverso la lente delle proteine: quante ne mangiamo, se sono “complete”, se bastano per dimagrire o tonificare. Nel 2026, però, il centro della scena nutrizionale si sta spostando silenziosamente verso un altro protagonista, meno appariscente ma decisivo per la salute: la fibra. Non è una novità in senso stretto, ma una riscoperta. Le evidenze scientifiche più recenti mostrano con chiarezza che la fibra non è un semplice “aiuto per l’intestino pigro”, bensì un elemento chiave nella regolazione del metabolismo, dell’infiammazione e del benessere generale. Per molto tempo la fibra è stata raccontata in modo riduttivo, quasi come un dettaglio tecnico legato alla regolarità intestinale. Oggi sappiamo che le cose sono più complesse. Le fibre non sono tutte uguali: alcune si sciolgono in acqua formando gel viscosi, altre rimangono insolubili, altre ancora vengono fermentate dal microbiota intestinale. Da questa fermentazione nascono gli acidi grassi a corta catena, molecole al centro di numerosi studi per il loro ruolo nel controllo dell’infiammazione, nella protezione della barriera intestinale e nella comunicazione tra intestino e cervello. In altre parole, ciò che mangiamo ha effetti che vanno ben oltre la digestione. Il legame tra fibra e salute intestinale, infatti, non riguarda solo la frequenza con cui andiamo in bagno. Un apporto adeguato contribuisce a mantenere un microbiota più diversificato, associato a un minor rischio di malattie metaboliche e cardiovascolari. Un intestino in equilibrio è meno permeabile, meno infiammato e più efficiente nel dialogo con il sistema immunitario. Questo spiega perché da anni la ricerca confermi che le diete ricche di fibre sono associate a un minor rischio di diabete di tipo 2, obesità e altre patologie croniche. Un altro aspetto che sta riportando la fibra al centro dell’attenzione è il suo ruolo nel controllo della glicemia e della fame. Le fibre, soprattutto quelle solubili, rallentano l’assorbimento dei carboidrati, rendendo più graduale l’aumento della glicemia dopo i pasti. Il risultato sono livelli di energia più stabili e una riduzione di quei cali improvvisi che spesso alimentano la fame nervosa.  Anche la salute del cuore beneficia di un’alimentazione ricca di fibre. Numerosi studi mostrano una riduzione del colesterolo LDL, ma l’effetto non si ferma qui. Migliore controllo glicemico, minore infiammazione sistemica e un microbiota più favorevole contribuiscono a creare un ambiente metabolico più protettivo. È per questo che i modelli alimentari più solidi dal punto di vista scientifico, come la dieta mediterranea, continuano a essere raccomandati: non per singoli alimenti “miracolosi”, ma per l’equilibrio complessivo che favoriscono. Eppure, nonostante se ne parli sempre di più, la maggior parte delle persone ne consuma ancora troppo poca. I fabbisogni raccomandati sono lontani dalle quantità che mediamente arrivano sulle nostre tavole, anche tra chi pensa di mangiare in modo sano. Spesso il problema è la confusione: prodotti “integrali” che lo sono solo di nome, porzioni ridotte di legumi, verdure presenti ma non centrali nel pasto. Va però chiarito che più fibra non significa automaticamente meglio. Un aumento troppo rapido o non adatto alla propria sensibilità intestinale può causare gonfiore e fastidi. La chiave, come sempre in nutrizione, è la personalizzazione e la gradualità.  Il ritorno della fibra al centro della nutrizione non è quindi una moda passeggera, ma un segnale importante. In un’epoca in cui cerchiamo soluzioni rapide, la scienza ci ricorda che la salute si costruisce soprattutto con scelte semplici, ripetute e sostenibili. La fibra non promette miracoli, ma lavora in silenzio, pasto dopo pasto. Ed è proprio questa discrezione, oggi, a renderla così preziosa.  

Corridonia, sopralluogo al nuovo ospedale di comunità: "Lavori conclusi a fine maggio 2026”

Corridonia, sopralluogo al nuovo ospedale di comunità: "Lavori conclusi a fine maggio 2026”

30/01/2026 11:10

Arriva la conferma attesa da tempo: i lavori di ristrutturazione dell’ex ospedale di Corridonia si concluderanno il 31 maggio 2026. Un traguardo che apre ora una finestra temporale di circa quattro mesi per il completamento finale della struttura, con l’installazione delle apparecchiature mediche, delle attrezzature e degli arredi necessari all’entrata in funzione. Lo stato di avanzamento del cantiere è stato verificato nel corso di un sopralluogo effettuato dal sindaco Giuliana Giampaoli e dal vicesindaco Nelia Calvigioni, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, del direttore generale dell’AST3 di Macerata Alessandro Marini, della responsabile dell’area tecnica ingegner Fulvia Dini e del RUP Marco Sabbatini. L’intervento in corso si distingue per l’utilizzo di tecniche di ingegneria avanzata per l’adeguamento sismico, che consentiranno alla storica struttura di rispettare i requisiti previsti per gli ospedali chiamati a rimanere operativi durante e dopo un evento sismico. Si tratta di un caso unico nelle Marche, essendo stato realizzato su un edificio esistente. Una volta completato, l’edificio ospiterà una Casa di Comunità e un Ospedale di Comunità, configurandosi come una struttura di primissimo livello, destinata a diventare un punto di riferimento per la medicina territoriale dell’intera provincia di Macerata. Il sindaco Giuliana Giampaoli ha sottolineato il valore strategico dell’intervento, collegandolo anche al nuovo piano straordinario di assunzioni annunciato dall’AST:«Con l’individuazione di questo edificio come sede di una Casa e di un ospedale di comunità – presidi essenziali per i servizi territoriali – prende finalmente forma concreta quella che per anni è stata una speranza. È una svolta decisiva per Corridonia e per un vasto bacino di utenza che comprende anche i comuni limitrofi. Accogliamo con grande favore anche il nuovo piano straordinario di assunzioni, che affronta il nodo centrale della sanità: non solo strutture moderne, ma personale qualificato, motivato e messo nelle condizioni di lavorare al meglio». Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, che ha evidenziato l’ottimo andamento dei lavori:«Ho potuto constatare un eccellente stato di avanzamento del nuovo ospedale di comunità di Corridonia. Ringrazio la ditta, la direzione lavori, il RUP e l’AST3. Questo intervento rappresenta un passo importante per la sanità locale e territoriale. Ora la sfida sarà riempire la struttura nel modo migliore, partendo dalle 117 nuove assunzioni previste dal piano dell’AST3».

Sport

Cus Macerata in festa: Beatrice Costantini conquista la qualificazione ai Campionati italiani di Cross

Cus Macerata in festa: Beatrice Costantini conquista la qualificazione ai Campionati italiani di Cross

31/01/2026 19:45

Continua il bel momento di Beatrice Costantini. La giovane atleta del Cus Macerata nella gara dei 10 km su strada appena disputata ad Assisi, ha tagliato il traguardo col tempo di 39’31’’.  Non solo primato personale, ma soprattutto crono inferiore a 39’50’’’, la soglia di sbarramento che la Fidal impone per partecipare ai campionati nazionali di cross. Che significa? Che Beatrice è dentro e potrà prendere parte a Marinella di Selinunte, nel comune di Castelvetrano (Trapani), alla manifestazione che assegnerà i titoli italiani di cross lungo individuali assoluti, promesse, juniores, allievi e cadetti, il trofeo per regioni cadetti e i titoli delle staffette assolute e master. I tricolori si terranno nel weekend del 21 e 22 febbraio. Ad Assisi, anzi per la precisione a Santa Maria degli Angeli, l’evento è stato organizzato da Assisi Runners ed è stato valido come 16° Memorial “Vincenzo Cavanna”. La Costantini ha chiuso la sua prova al 4° posto assoluto tra le ragazze, un risultato spettacolare considerando che in totale erano 950 gli atleti, maschi e femmine, al via.  Solo due settimane fa Beatrice aveva ottenuto un gran 3° posto al Campionato Regionale Cross Country allestito all’Abbadia di Fiastra.   

Tris d’autore per la Settempeda: Camerino sconfitto in casa

Tris d’autore per la Settempeda: Camerino sconfitto in casa

31/01/2026 19:30

Una Settempeda praticamente perfetta fa suo il derby con il Camerino espugnando il Livio Luzi” con un perentorio e netto 3-0. Biancorossi autori di una grande prova che culmina in una vittoria meritata che porta in dote tre punti molto importanti ai fini della classifica. Settempeda ottima sotto ogni aspetto: tattico, tecnico, di concentrazione, di attenzione, di personalità. Squadra che ha dato prova di maturità ed ha fatto la partita richiesta per affrontare un match che rappresentava un passaggio cruciale del campionato ed il segnale lanciato è stato forte per gioco e prestazione(secondo successo di fila con sette gol segnati e zero subiti). Insomma un pomeriggio da incorniciare per Pierantoni ed i suoi che mantengono il passo lanciato delle prime tre rimanendo agganciati al treno che viaggia verso i play off. Per il Camerino un derby amaro ed una sconfitta pesante, ma le recriminazioni devono essere poche perché i ducali, da salvare impegno e volontà, si sono trovati di fronte un avversario per l’occasione più forte che ha saputo limitarlo concedendogli davvero poco. Adesso per la Settempeda sarà necessario proseguire la striscia positiva e cercare di sfruttare il momento favorevole: obiettivo i tre punti contro il Monticelli(sabato 7 febbraio al Soverchia ore 15.00). LA CRONACA E’ il giorno del derby tra Camerino e Settempeda. Teatro il “Livio Luzi”. Mister Pierantoni conferma lo stesso undici del turno precedente, mentre il suo collega Giacometti opera una scelta tattica precisa che consiste nella difesa a tre e nell’accentramento dell’under Staffolani per schermare Pagliari. Da sottolineare proprio la splendida prova del regista biancorosso faro del centrocampo e impeccabile con e senza palla, ovviamente ben coadiuvato da tutti i compagni a cominciare da bomber Tulli(due reti per andare in doppia cifra in campionato a quota 10) e da capitan Quadrini(gol anche per il compleanno festeggiato ieri) . Primo quarto d’ora di gioco molto equilibrato e con le squadre molto attente a studiarsi e nel non lasciare spazi. Il primo tentativo è di marca camerte con l’esterno Corazzi che si aggiusta al meglio il pallone al limite per poi calciarlo con il destro. Attento e pronto Giulietti a fermare la sfera in due tempi. Pensiero comune in tribuna è che un episodio possa variare l’andamento della gara e così è perché al 23’ una azione che si sviluppa sulla destra vede arrivare in area un pallone che Guermandi devia al volo trovando il braccio di Ferretti. Questo decide l’arbitro che, ben appostato e con fischio immediato, indica il dischetto. Il rigore per la Settempeda viene trasformato perfettamente da Marco Tulli che infila rasoterra spiazzando l’ex Bartoloni. Passano pochi minuti e la Settempeda colpisce di nuovo dando una bella botta ad un Camerino ancora scosso dallo svantaggio. Ripartenza micidiale e perfetta iniziata sulla sinistra da Dolciotti, appoggio centrale per Tulli, apertura immediata verso destra per l’accorrente Quadrini che controlla in bello stile per poi superare Bartoloni con un rasoterra forte e preciso che gonfia la rete. 2-0. Prova a reagire il Camerino ma non trova il modo di rendersi pericoloso tranne che per un destro dalla distanza di Cicci che Giulietti gestisce al meglio. Si va al secondo tempo e la gara non muta fisionomia dato che la Settempeda rientra con la testa giusta mantenendo piglio e attenzione non dando modo ai locali di poter rientrare in corsa. Anzi, i biancorossi ospiti mettono al sicuro risultato e verdetto con il tris che cade al minuto 18. Altra ripartenza letale che condanna il Camerino che si fa trovare scoperto: Tulli parte dalla propria metà campo palla al piede, giunto al limite prova a servire Guermandi, la palla viene intercettata da un difensore e diventa buona per Russo che dal limite scarica il sinistro rasoterra che Bartoloni in tuffo respinge, arriva Tulli che scaraventa in porta. Per il resto della frazione c’è ben poco da segnalare se non i cambi(10 in totale) effettuati dalle due panchine. Nella Settempeda c’è spazio anche per far debuttare il neo arrivato Bonifazi mentre vengono chiamati fuori, per non correre rischi, gli ammoniti. Nel Camerino si tenta di cambiare le carte in tavola con alcune scelte offensive(Raponi) e con qualche giovane. La partita, però, non cambierà e sembra decisa e ben indirizzata verso la Settempeda. Il Camerino manovra, ci prova, ma non trova praticamente mai il modo di impensierire una difesa biancorossa mai distratta e mai in difficoltà. La formazione biancorossa arriva così al triplice fischio senza problemi mantenendo una vittoria meritatissima e convincente.   CAMERINO-SETTEMPEDA 0-3 MARCATORI: pt 24’ Tulli su rigore, 26’ Quadrini; st 18’ Tulli CAMERINO: Bartoloni, Barilaro, Corazzi(36’st Falzetti), Gubinelli(26’st Recchioni), Carnevali(16’st Raponi), Ferretti, Frinconi, Cicci(39’st Raffaelli), Maccioni, Jachetta, Staffolani(20’st Marchionni). A disp. Spitoni, Petrelli, Ucciero, Rosi. All. Giacometti SETTEMPEDA: Giulietti, Brandi(37’st Eugeni), Montanari, Pagliari, Zappasodi, Dutto(14’st Russo), Quadrini, Borgiani(14’st Sfrappini), Guermandi, Dolciotti(14’st Bonifazi), Tulli(20’st Compagnucci). A disp. Marchegiani, Monachesi, Meschini, Ammora. All. Pierantoni ARBITRO: Caporaletti di Macerata. Assistenti: Miano di AP e Salvatori di MC NOTE: ammoniti Gubinelli, Tulli, Brandi, Dutto, Frinconi, Borgiani, Ferretti. Angoli: 3-5. Recupero: st 3’  

Economia

Zes e agricoltura, Coldiretti illustra le opportunità alle imprese marchigiane

Zes e agricoltura, Coldiretti illustra le opportunità alle imprese marchigiane

30/01/2026 15:44

La Zona Economica Speciale può incidere anche sul comparto agricolo marchigiano. Per questo Coldiretti Marche ha avviato una serie di incontri informativi sul territorio, rivolti alle imprese, per illustrare contenuti, strumenti e ricadute operative della Zes, con il supporto di tecnici ed esperti del settore.  Una delle tappe si è svolta all’Abbadia di Fiastra, dove Coldiretti Macerata, con il presidente Francesco Fucili e il direttore David Donninelli, ha approfondito temi centrali come lo sportello unico, il credito d’imposta Zes, il piano Industria 4.0, l’iperammortamento e le opportunità legate all’innovazione tecnologica. “In vista dell’apertura dei nuovi bandi – ha spiegato il presidente Fucili – abbiamo voluto avviare questo percorso di incontri insieme ai nostri fiscalisti per far comprendere fino in fondo la portata di uno strumento strategico, capace di sostenere la crescita e la competitività dei territori e rafforzare il ruolo dell’agricoltura come motore di sviluppo economico, occupazionale e ambientale”.  Oltre alle semplificazioni amministrative valide su tutto il territorio marchigiano, le PMI agricole con sede nei Comuni ricadenti nelle aree più svantaggiate – 48 solo nella provincia di Macerata – possono accedere a un credito d’imposta pari al 58,78% per investimenti in macchinari agricoli, tecnologie 4.0, impianti di irrigazione, laboratori di trasformazione, energie rinnovabili ed efficientamento energetico.  Gli esempi concreti illustrati durante l’incontro rendono evidente l’impatto della misura: a fronte di un investimento di 250mila euro per trattore e attrezzature, l’azienda può ottenere un beneficio fiscale di 146.950 euro, riducendo il costo reale a poco più di 103mila euro. Ancora più vantaggioso il caso di un trattore 4.0 interconnesso da 150mila euro, che consente di cumulare il credito Zes con Industria 4.0, arrivando a un recupero complessivo di oltre 118mila euro, pari a quasi il 79% dell’investimento.  “Le imprese agricole – ha sottolineato il direttore Donninelli – avranno la possibilità di programmare gli investimenti con una visione di medio-lungo periodo, ammodernando il settore nel segno dell’innovazione tecnologica, al servizio dell’imprenditore e di una gestione sempre più efficiente”.

CBF Balducci vola oltre i 50 milioni e guarda a Oriente: "L'India è la nuova frontiera per il nostro export"

CBF Balducci vola oltre i 50 milioni e guarda a Oriente: "L'India è la nuova frontiera per il nostro export"

28/01/2026 18:50

Un ponte commerciale tra le colline maceratesi e le metropoli indiane. Il Gruppo CBF Balducci di Montecassiano, punto di riferimento europeo nell’abbigliamento professionale, consolida la sua strategia di espansione globale puntando con decisione sul mercato asiatico. Una scommessa che i numeri premiano: il 2025 si è chiuso con un fatturato di 51,5 milioni di euro, segnando una crescita record del 20% rispetto all'anno precedente. Al centro di questa visione internazionale c'è l'acquisizione, avvenuta nel luglio 2024, del 49,5% di P&P Loyal, azienda di La Spezia (da 20 milioni di fatturato) che controlla una filiera tessile integrata a Chennai e in altre tre città indiane: Sattur, Kovilpatti e Cuddalore. "L'accordo commerciale siglato tra UE e India apre nuove frontiere e rappresenta una straordinaria opportunità sia per l’import che per l’export", spiega Massimiliano Balducci, Ceo di CBF Balducci Group. Secondo l'imprenditore, il nuovo trattato di libero scambio, che porterà i dazi vicino allo zero, garantirà un risparmio consistente e una maggiore competitività per le imprese del territorio che scelgono di internazionalizzarsi. L'operazione, tuttavia, non guarda solo ai profitti ma anche all'etica del lavoro. "Sotto l’aspetto sociale vi sono ancora disuguaglianze da sanare – aggiunge Balducci – e noi abbiamo preteso negli stabilimenti standard di sicurezza per la manodopera in linea con quelli europei. Per chi produce abbigliamento antinfortunistico, era inaccettabile qualsiasi compromesso".   Il futuro del Gruppo è già tracciato: l'India non sarà più solo un centro produttivo, ma un mercato di destinazione dove il know-how italiano sarà fondamentale. "Molto presto il settore tessile indiano richiederà la nostra qualità, così come già accade per la meccanica e la chimica", conclude Balducci, sottolineando come l’eccellenza di Montecassiano sia pronta a rispondere alle sfide di un mondo che cambia velocemente.

Scuola e università

Ponte sullo Stretto: Unicam mette in campo gli esperti per analizzare geologia e sicurezza dell'opera

Ponte sullo Stretto: Unicam mette in campo gli esperti per analizzare geologia e sicurezza dell'opera

30/01/2026 15:40

La Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam organizza per il prossimo martedì 3 febbraio a Camerino un incontro con l’obiettivo di confrontarsi sullo stato delle conoscenze geologiche, sismologiche, geotecniche e geoingegneristiche necessarie per fare del ponte sullo Stretto di Messina una struttura quanto più possibile sicura. La giornata ha lo scopo di fornire informazioni chiare ai partecipanti, sia studentesse e studenti dei corsi di laurea di Geologia sia alunne e alunni dell'IIS Varano-Antinori, che saranno presenti accompagnati dai loro insegnanti. L’incontro è aperto a chiunque interessato. La giornata organizzata presso il Polo di Geologia vuole mettere al centro dell’attenzione i dati scientifici spiegati da un team interdisciplinare di esperti. I geologi, geofisici e ingegneri Unicam, Eleonora Paris, Stefano Mazzoli, Nicola Alessandro Pino, Andrea Dall’Asta e Francesca Dezi, si alterneranno nell’illustrare le caratteristiche dell’area tra Calabria e Sicilia, la sua storia geologica e il rischio sismico, e presenteranno anche il progetto del ponte, le soluzioni tecniche ingegneristiche e le problematiche, insieme alle strutture geotecniche necessarie per opere di questo tipo. Questo evento è il primo di una serie di "Incontri di Geo-attualità", un’iniziativa per la cittadinanza e le scuole per evidenziare in forma divulgativa non solo quanto sia importante conoscere il territorio in cui si vive e i temi ambientali, ma anche per illustrare il lavoro dei tecnici che lavorano in questi ambiti.     

Matelica, premiati i giovani studenti del concorso “Un poster per la pace”

Matelica, premiati i giovani studenti del concorso “Un poster per la pace”

30/01/2026 13:09

Si è svolta ieri, 29 gennaio, presso l’Istituto comprensivo “Mattei” di Matelica la cerimonia di premiazione del concorso internazionale “Un poster per la pace”, promosso da Lions International. Il tema dell’edizione 2025/2026 era “Uniti per una sola cosa”. Alla cerimonia erano presenti la dirigente scolastica Roberta Carboni, la presidente del Lions Club Matelica Matilde Amina Murani Mattozzi, il sindaco di Matelica Denis Cingolani e il vicesindaco di Esanatoglia Debora Brugnola. Il progetto ha visto la partecipazione degli studenti delle scuole secondarie di primo grado “Mattei” di Matelica e “Dalla Chiesa” di Esanatoglia. Sotto la guida delle professoresse di arte Antonella Servili e Alice Clementi, i ragazzi hanno realizzato lavori espressivi e ricchi di significato, interpretando con sensibilità il tema proposto. “Un’occasione importante, che da oltre un decennio educa le nuove generazioni ai valori del dialogo e dell’integrazione, promuovendo una cultura del rispetto e della pace per un mondo migliore”, sottolineano gli organizzatori. Anche il sindaco Denis Cingolani ha voluto complimentarsi con gli studenti: “Una bella occasione insieme ai ragazzi delle terze medie del nostro istituto comprensivo, che hanno realizzato i poster e sono poi stati premiati. Grazie al Lions Club e alle insegnanti che hanno seguito il progetto in questi mesi”.   Il concorso rappresenta, anno dopo anno, un’opportunità per i giovani di esprimere la propria creatività al servizio di un messaggio universale di pace e solidarietà.

Cultura

"Vita di un uomo", il docufilm su Ungaretti girato nelle Marche in onda su Raiplay

"Vita di un uomo", il docufilm su Ungaretti girato nelle Marche in onda su Raiplay

30/01/2026 14:14

Presentato in anteprima al MAXXI di Roma, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli “Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti”, il nuovo docu-film nato da un’idea di Davide Rondoni, diretto da Massimo Popolizio e Mario Vitale, interpretato dallo stesso Popolizio e girato nelle Marche, già visibile su Rai Play e in onda in prima serata su Rai 3 venerdì 27 febbraio. Massimo Popolizio guida lo spettatore in un intenso viaggio tra memoria personale e grande storia, nel ritratto inedito di uno dei più grandi poeti del Novecento. L’opera è prodotta da Gloria Giorgianni per Anele, Rai Documentari e Luce Cinecittà, con il contributo di Rai Teche e in associazione con Kublai Film ed è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Marche – PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, con il sostegno di Friuli-Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG e della Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia – Fondo Gorizia. “Un docu-film di grande valore, che intreccia magistralmente due linee narrative, la fiction e il racconto documentaristico nella prova intensa di Massimo Popolizio, che oltre ad essere il coregista dell’opera, veste i panni di un attore in crisi che ritrova sé stesso attraverso la poesia di Ungaretti – Ha spiegato Andrea Agostini presidente della Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission – nel docu-film, dove hanno lavorato per una settimana nove maestranze marchigiane su quindici a conferma dell’impegno della produzione nel valorizzare il talento e il patrimonio locale, si potrà ammirare la bellezza della biblioteca comunale Planettiana di Jesi, di alcune ville della zona e del lungomare di Senigallia”.  Il docu-film si snoda attraverso due forme di racconto: la narrazione fiction vede come protagonista Massimo Popolizio in un viaggio tra i suoi ricordi personali - dall’infanzia all’adolescenza alla giovinezza - alla ricerca delle tracce lasciate nella sua esistenza da Giuseppe Ungaretti, con l’obiettivo di trovare l’ispirazione per scrivere il suo nuovo spettacolo teatrale; in parallelo vengono narrati, attraverso il linguaggio documentaristico, le fasi cruciali di vita del grande poeta, e di come i suoi scritti ma soprattutto la sua filosofia, dettata dall’amore per l’amore, siano ancora oggi una lezione senza tempo di grande ispirazione. Si viene quindi a delineare un dialogo immaginario, un confronto tra due uomini entrambi amanti della poesia e della parola, che hanno messo la loro vita, in due epoche completamente differenti, al servizio totale dell’espressione artistica.  Lungo questo viaggio, la presenza femminile, interpretata da Gaja Masciale, incarna diverse figure chiave della vita di Popolizio, divenendo simbolo dell’amore come forza vitale e musa ispiratrice, tema centrale sia per l’attore sia per Ungaretti.  La ricostruzione documentaristica, che intervalla il suggestivo viaggio nella vita personale di Massimo, si avvale di immagini e video di repertorio e interviste a testimoni illustri tra cui Bruna Bianco, Enrica Bonaccorti, Nicola Bultrini, Davide Rondoni, Sarah Stride e Iva Zanicchi, che regaleranno agli spettatori uno sguardo inedito sul poeta ermetico, attraverso aneddoti, frammenti di vita, ricordi e approfondimenti di chi ha avuto l’immensa fortuna di condividere momenti indimenticabili con Giuseppe Ungaretti.  La vita del Maestro verrà ripercorsa dagli anni dell’infanzia ad Alessandria d’Egitto, alla giovinezza a Parigi, in cui ribolle il fermento artistico e culturale dell’epoca, all’esperienza sul fronte della Prima Guerra Mondiale in trincea, che tanto lo segnò, fino alla vita pubblica del secondo dopoguerra e a quella privata con i suoi amori quali Jeanne Dupoix e Bruna Bianco.                    

"Figlie dell’Infinito”: a Recanati le memorie delle ragazze emigrate

"Figlie dell’Infinito”: a Recanati le memorie delle ragazze emigrate

30/01/2026 10:21

Sarà il prestigioso Auditorium del Centro Mondiale della Poesia “Giacomo Leopardi” di Recanati a ospitare, sabato 31 gennaio alle ore 17, la presentazione del libro Figlie dell’Infinito, una raccolta di memorie che dà voce a 17 donne emigrate, accomunate da un’esperienza formativa decisiva: gli anni di studio trascorsi nel collegio femminile che sorgeva sul Colle dell’Infinito. Il volume raccoglie racconti intensi e personali che riportano a un tempo non lontano, quando erano le famiglie italiane a lasciare il Paese per cercare lavoro e fortuna all’estero. Storie di partenze, sacrifici e speranze, viste attraverso lo sguardo di ragazze che hanno vissuto lontano dai propri affetti, ma che proprio a Recanati hanno costruito legami destinati a durare nel tempo. Nonostante la distanza geografica, le ex allieve del collegio hanno mantenuto un rapporto vivo con la città che le ha accompagnate nella crescita. Il libro nasce anche con questo intento: custodire e rinnovare un patrimonio di relazioni, affetti e memoria condivisa, trasformando il ricordo in narrazione collettiva. Tra le testimonianze più significative spicca quella di Cosima Santoro, oggi residente in Germania. La sua storia è già stata presentata a Colonia, nell’ambito di una mostra organizzata dall’associazione di emigrate italiane Makkaroni Settanta, in occasione dell’anniversario dell’accordo italo-tedesco del 1955 che regolava l’espatrio temporaneo dei lavoratori italiani.   Figlie dell’Infinito non è solo un libro di memorie, ma un ponte tra generazioni e Paesi, un racconto corale che intreccia identità, migrazione e appartenenza, restituendo dignità e voce a un capitolo fondamentale della storia sociale italiana.

Eventi

Macerata, piazzale del nuovo polo scolastico intitolato ad Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini

Macerata, piazzale del nuovo polo scolastico intitolato ad Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini

31/01/2026 12:36

MACERATA - Si è svolta questa mattina a Corneto, accanto all’area dove sorgerà il nuovo polo scolastico, la cerimonia di intitolazione del piazzale ad Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale, conclude le celebrazioni per il 130esimo anniversario dell’Associazione a loro intitolata, che si sono svolte nel corso del 2025, e intende onorare la loro dedizione alla tutela dell’infanzia e il legame storico con l’ex Asilo della Pietà. “Da anni l’Associazione Piombini Sensini promuove percorsi strutturati, seminari e giornate di studio rivolti a operatori, famiglie, insegnanti e studenti, mettendo al centro la cura del sé, la tutela dell’infanzia e la sensibilizzazione all’accoglienza – ha dichiarato il sindaco Sandro Parcaroli -. Temi fondamentali, che parlano di attenzione, responsabilità e umanità, e che contribuiscono a costruire una comunità più consapevole, inclusiva e solidale. Intitolare uno spazio pubblico a questa realtà significa affermare che questi valori ci rappresentano e ci uniscono. Questo piazzale vuole essere un luogo aperto, di incontro e di passaggio, proprio come l’idea di accoglienza e di crescita che l’Associazione porta avanti ogni giorno”. Alla cerimonia ha partecipato anche la vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Francesca D’Alessandro, che ha sottolineato il valore simbolico dell’intitolazione: “Attraverso i nomi che scegliamo di incidere nei luoghi della città raccontiamo i valori in cui crediamo e la memoria che vogliamo custodire. Antonietta Piombini ed Elisabetta Sensini rappresentano un esempio di dedizione, umanità e legame con la comunità. Intitolare loro questo spazio significa riconoscere il valore di chi, con il proprio impegno quotidiano, contribuisce a costruire il tessuto umano e sociale del territorio”. A ricordare il lungo percorso dell’Associazione sono intervenuti la presidente Carla Maria Francalancia, il responsabile dei Servizi Andrea Marangoni e Stefano Perugini, nipote di Antonietta Piombini, che hanno ringraziato l’Amministrazione Comunale per la vicinanza e per aver dedicato questo spazio pubblico alle due figure storiche.

San Severino, "La Pasticciona" riparte con una nuova gestione familiare

San Severino, "La Pasticciona" riparte con una nuova gestione familiare

31/01/2026 12:00

Torna in piena attività, con una nuova gestione familiare, la pasticceria e caffetteria “La Pasticciona” in via Giuseppe Collio, a San Severino Marche. Il locale, punto di riferimento per le colazioni e i momenti di pausa, riparte con l’entusiasmo della nuova titolare, Nadire Cani, affiancata dai figli Jurgen ed Elis. L’attività punta sulla freschezza e sulla qualità delle materie prime, offrendo un’ampia scelta di prodotti dolci e salati artigianali. La vera novità risiede però nell'integrazione culturale dell’offerta: accanto ai classici della pasticceria italiana, i clienti potranno scoprire e gustare alcune specialità tipiche dell’Albania, portando un tocco di internazionalità e golosità. Al tradizionale taglio del nastro ha voluto partecipare anche il sindaco della città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale a questa nuova sfida imprenditoriale. “È sempre un momento di grande gioia quando un’attività del nostro territorio riparte con lo stesso slancio di chi l’aveva preceduta e, anche in questo caso, con il coinvolgimento delle famiglie e della nostra comunità. A Nadire e ai suoi figli vanno i miei migliori auguri: il loro coraggio e la volontà di investire nella nostra città, portando anche un pizzico della loro cultura d'origine, sono segnali importanti di vitalità e integrazione per la nostra realtà”. La festa d’inaugurazione è stata un momento di grande calore umano, che ha visto la partecipazione della famiglia di Nadire, dei precedenti titolari, dei collaboratori, di tutto lo staff e di moltissimi amici e parenti accorsi per festeggiare il nuovo inizio.

Curiosità

Elcito conquista  il portale Turisti per Caso

Elcito conquista il portale Turisti per Caso

31/01/2026 13:00

Il fascino senza tempo di Elcito, borgo settempedano noto come il “Piccolo Tibet delle Marche”, supera i confini locali e approda online su Turisti per Caso, uno dei portali di riferimento del turismo nazionale fondato da Syusy Blady e Patrizio Roversi, volti storici della televisione italiana. L’approfondimento celebra Elcito come meta ideale per chi desidera staccare dalla frenesia quotidiana, definendolo un “prezioso regno di pace” dove corpo e spirito possono riconciliarsi. Arroccato su uno sperone di roccia a 821 metri d’altezza, alle pendici del Monte La Pereta, il borgo conquista per le sue case in pietra, le atmosfere sospese e i grandi silenzi che caratterizzano l’ambiente naturale circostante. Turisti per Caso sottolinea diversi punti di forza del borgeo: la vista panoramica sulle colline e le montagne limitrofe, la storia di Elcito come fortificazione a difesa dell’abbazia di Valfucina e il forte legame con le tradizioni locali. Gli amanti delle escursioni possono scoprire numerosi percorsi immersi nel verde, mentre feste e rievocazioni permettono di degustare la cucina tipica e conoscere il folklore della zona. La pubblicazione sul portale rappresenta un riconoscimento importante per il turismo di San Severino Marche e delle sue frazioni, confermando il valore culturale e naturalistico di Elcito. Non solo meta estiva per proprietari di seconde case, il borgo è simbolo di un turismo autentico e sostenibile, dove aria pulita e panorami suggestivi richiamano atmosfere che evocano addirittura il fascino dell’Oriente.

Macerata, piccoli finanzieri per un giorno: la "Fratelli Cervi" in visita al Comando Provinciale

Macerata, piccoli finanzieri per un giorno: la "Fratelli Cervi" in visita al Comando Provinciale

28/01/2026 15:20

Una mattinata tra divise, gazzette e il fiuto infallibile di Hanima. Gli alunni della classe 2ª B della scuola primaria "Fratelli Cervi" hanno varcato oggi la soglia del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Macerata per una lezione decisamente fuori dal comune. L'iniziativa, svoltasi nella mattinata del 28 gennaio, ha permesso ai 18 giovanissimi studenti di conoscere da vicino il lavoro quotidiano dei militari. La visita è iniziata con la proiezione di un video istituzionale che ha illustrato, con un linguaggio accessibile, la struttura del Corpo e i compiti che la Guardia di Finanza svolge per la tutela della collettività e il contrasto agli illeciti. Il momento più dinamico della giornata è proseguito nel piazzale del Comando, dove i bambini hanno potuto ammirare i mezzi del Nucleo Mobile. Grande curiosità per le autovetture di servizio e le dotazioni tecnologiche di bordo, ma il vero protagonista della mattinata è stato Hanima. Il cane antidroga dell'unità cinofila ha dato prova delle sue abilità in una simulazione di ricerca di sostanze stupefacenti, lasciando a bocca aperta alunni e insegnanti. L’incontro non è stato solo un momento di svago, ma fa parte del progetto nazionale «Educazione alla Legalità Economica». Nato dal protocollo d’intesa tra il Comando Generale della Guardia di Finanza e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il programma punta a seminare tra le nuove generazioni il concetto di valore delle regole e del bene comune. L'obiettivo è diffondere la cultura della legalità fin dai banchi di scuola, facendo percepire le forze dell'ordine come alleati vicini al cittadino già in tenera età. Una lezione sul campo che i piccoli studenti della "Fratelli Cervi" difficilmente dimenticheranno.

Varie

Bollette dell'acqua più leggere a Castelraimondo: approvato il voucher idrico 2026

Bollette dell'acqua più leggere a Castelraimondo: approvato il voucher idrico 2026

30/01/2026 19:30

L’amministrazione comunale di Castelraimondo ha dato il via libera a una nuova importante misura di sostegno per il welfare locale attraverso l’approvazione del "Regolamento per la concessione del voucher idrico anno 2026". Si tratta di un intervento concreto volto a garantire la sostenibilità delle tariffe dell'acqua per i cittadini che si trovano in condizioni di maggiore fragilità economica, confermando l'attenzione della giunta verso la tutela delle fasce sociali più meritevoli. Il voucher consiste in uno sconto applicato direttamente sugli importi dovuti per la fornitura del servizio idrico integrato e il beneficio verrà accreditato direttamente sulla prima bolletta utile, semplificando così le procedure per l'utente finale. Per poter accedere alla misura, i residenti devono possedere un indicatore ISEE che non superi la soglia dei 20.000 euro, un limite fissato per intercettare una platea ampia di famiglie e singoli cittadini del borgo che necessitano di un aiuto nel pagamento delle utenze domestiche. Tutti coloro che intendono concorrere all'ottenimento del contributo devono però prestare attenzione alle tempistiche burocratiche: la domanda deve essere presentata obbligatoriamente all'Ufficio Servizi Sociali del comune entro e non oltre le ore 13:00 del 31 marzo 2026. L'istanza è fondamentale per essere inseriti nella lista degli aventi diritto e ricevere lo sgravio economico previsto dal nuovo regolamento. Per ricevere assistenza nella compilazione della domanda o per consultare il testo integrale del regolamento, il Comune mette a disposizione i propri uffici situati in via Giovanni XXIII n. 2. Il personale addetto è disponibile per informazioni dal lunedì al sabato, nella fascia oraria che va dalle 10:30 alle 13:00, oppure telefonicamente al numero 0737/641723. Ulteriori dettagli e la modulistica necessaria sono inoltre reperibili sul sito istituzionale dell'ente.

L'Europa arriva in Unione Montana: accordo tra Camerino e San Severino per lo sportello Europe Direct

L'Europa arriva in Unione Montana: accordo tra Camerino e San Severino per lo sportello Europe Direct

30/01/2026 14:30

Le aree interne della provincia di Macerata si compattano per intercettare le grandi opportunità offerte dall'Europa. È stato siglato ufficialmente l’accordo che porta il centro Europe Direct Marca di Camerino all’interno dell’Unione Montana Potenza Esino Musone, sancendo una collaborazione strategica tra territori contigui che puntano a fare rete per lo sviluppo locale. L’accordo, firmato nella mattinata di oggi, garantirà a cittadini, imprese ed enti locali dell'area di San Severino e Matelica un accesso diretto alle informazioni su bandi, finanziamenti e programmi dell'Unione Europea. Il servizio prenderà il via a breve con l’apertura di uno sportello fisico a cadenza quindicinale presso la sede dell'Unione Montana Potenza Esino Musone. «Si tratta di un accordo volto a potenziare e ampliare l’operatività del Centro Europe Direct, fiore all’occhiello della nostra Unione», ha sottolineato Alessandro Gentilucci, presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino. Il rinnovo del contratto con l'UE per il quinquennio 2026-2030 permette infatti una programmazione strutturata: «È un lavoro che è frutto di una visione ampia del territorio su cui stiamo investendo da tempo». Grande soddisfazione è stata espressa anche da Denis Cingolani, presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone e sindaco di Matelica: «Offriamo alle nostre comunità un servizio in più in un ambito fondamentale per l’attivazione di progettualità e risorse finalizzate allo sviluppo». L'iniziativa rappresenta un passo concreto per accorciare le distanze tra Bruxelles e l'entroterra maceratese, fornendo strumenti tecnici per trasformare le idee in progetti finanziati, fondamentali per il rilancio socio-economico della montagna.

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