Ha rischiato di pagare 150 euro per recuperare un’auto che, in realtà, non era mai stata rimossa. È stato sventato così un tentativo di truffa ai danni di un 57enne di Civitanova Marche, che si era rivolto alla Polizia Locale dopo aver ricevuto una telefonata da un presunto operatore di soccorso stradale. Nelle ultime settimane, inoltre, gli agenti hanno scoperto tre carte d’identità elettroniche manomesse, con il microchip asportato.
La prima vicenda è avvenuta questa mattina, quando il 57enne si è presentato al Comando di via Marinetti. Non trovando la propria auto nel luogo in cui pensava di averla parcheggiata, l'uomo aveva ipotizzato una rimozione forzata e aveva cercato online il numero di un servizio di soccorso stradale.
Contattato telefonicamente, un soggetto che si presentava come appartenente al circuito nazionale del settore gli aveva confermato che il veicolo era stato portato via dalla propria ditta, asserendo che l’intervento fosse stato disposto dalla Polizia Locale. Per riavere l’auto, il presunto carroattrezzi chiedeva 150 euro, da versare attraverso un codice QR.
La richiesta ha però insospettito il 57enne, soprattutto per la necessità di effettuare il pagamento anticipatamente, per l'impossibilità di utilizzare il contante e per il riferimento a un intervento della Polizia Locale che non risultava agli atti. L'uomo ha quindi deciso di rivolgersi direttamente agli agenti.
Il Comando ha disposto un servizio in abiti civili per verificare la situazione, accertando che l’auto non si trovava nel luogo indicato come deposito. Su indicazione degli agenti, il 57enne ha quindi chiesto al presunto soccorritore una fotografia del veicolo prima di concordare il ritiro.
A quel punto, però, l'interlocutore ha iniziato a fornire risposte sempre più vaghe ed evasive, arrivando anche ad assumere un tono sgarbato e offensivo. Il quadro è apparso ancora più chiaro quando a telefonare direttamente al presunto truffatore è stato il comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche, Cristian Lupidi, che si è qualificato come tale. Da quel momento l'uomo ha smesso di rispondere alle chiamate, rendendosi irreperibile.
La vicenda sembrava destinata a trasformarsi in una denuncia per il furto aggravato dell’auto e degli effetti personali custoditi al suo interno. Pochi minuti dopo, però, è arrivata la svolta: il veicolo è stato ritrovato sul lungomare di Civitanova Marche da un amico del 57enne.
Resta comunque configurato, a carico dell'interlocutore telefonico al momento non identificato, il tentativo di truffa, ai sensi degli articoli 56 e 640 del Codice Penale. Il Comando ha raccolto la denuncia-querela della persona offesa e informerà l'Autorità Giudiziaria per gli ulteriori accertamenti.
Parallelamente, la Polizia Locale ha portato avanti un secondo filone di attività, distinto dal tentativo di truffa. Durante alcuni controlli documentali effettuati negli uffici nei mesi di luglio e agosto, gli agenti hanno individuato tre persone, un 29enne, un minorenne e una 42enne, tutti residenti a Civitanova Marche, in possesso di carte d’identità elettroniche alterate.
In tutti e tre i casi è stata rilevata l’asportazione del microchip elettronico dalla carta d’identità, elemento che ha portato al sequestro dei documenti e alle relative denunce a piede libero per falsificazione di documento. Per il minorenne gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona, mentre per gli altri due casi procede la Procura ordinaria.
"Nell'arco delle ultime settimane il nostro personale ha gestito un tentativo di truffa online e tre casi di documenti manomessi", ha dichiarato il dirigente superiore Cristian Lupidi, comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche. "Nel primo caso, la collaborazione del cittadino, che ha segnalato tempestivamente l'anomalia rivolgendosi ai nostri uffici, ha permesso di ricostruire la dinamica del raggiro prima che si concretizzasse alcun danno economico".
"Nel secondo filone, i controlli documentali in ufficio hanno consentito di intercettare tre carte d'identità elettroniche con il microchip asportato, casi che vengono individuati solo con un'attenzione specifica alla verifica dell'autenticità del documento, non riscontrabile a semplice vista. Due ambiti di intervento diversi, dal contrasto alle frodi ai controlli sui documenti d'identità, che richiedono entrambi presidio costante sul territorio", ha concluso Lupidi.
"Un plauso alla nostra Polizia Locale per aver sventato il tentativo di truffa ai danni di un concittadino e per il costante lavoro di controllo del territorio - le parole del sindaco Fabrizio Ciarapica -. L'attenzione e la prontezza dimostrate dagli agenti confermano, ancora una volta, come la legalità sia un impegno quotidiano e, come Amministrazione, continueremo a sostenere ogni iniziativa che miri a proteggere la sicurezza e la serenità della nostra città".
Ha rischiato di pagare 150 euro per recuperare un’auto che, in realtà, non era mai stata rimossa. È stato sventato così un tentativo di truffa ai danni di un 57enne di Civitanova Marche, che si era rivolto alla Polizia Locale dopo aver ricevuto una telefonata da un presunto operatore di soccorso stradale. Nelle ultime settimane, inoltre, gli agenti hanno scoperto tre carte d’identità elettroniche manomesse, con il microchip asportato.
La prima vicenda è avvenuta questa mattina, quando il 57enne si è presentato al Comando di via Marinetti. Non trovando la propria auto nel luogo in cui pensava di averla parcheggiata, l'uomo aveva ipotizzato una rimozione forzata e aveva cercato online il numero di un servizio di soccorso stradale.
Contattato telefonicamente, un soggetto che si presentava come appartenente al circuito nazionale del settore gli aveva confermato che il veicolo era stato portato via dalla propria ditta, asserendo che l’intervento fosse stato disposto dalla Polizia Locale. Per riavere l’auto, il presunto carroattrezzi chiedeva 150 euro, da versare attraverso un codice QR.
La richiesta ha però insospettito il 57enne, soprattutto per la necessità di effettuare il pagamento anticipatamente, per l'impossibilità di utilizzare il contante e per il riferimento a un intervento della Polizia Locale che non risultava agli atti. L'uomo ha quindi deciso di rivolgersi direttamente agli agenti.
Il Comando ha disposto un servizio in abiti civili per verificare la situazione, accertando che l’auto non si trovava nel luogo indicato come deposito. Su indicazione degli agenti, il 57enne ha quindi chiesto al presunto soccorritore una fotografia del veicolo prima di concordare il ritiro.
A quel punto, però, l'interlocutore ha iniziato a fornire risposte sempre più vaghe ed evasive, arrivando anche ad assumere un tono sgarbato e offensivo. Il quadro è apparso ancora più chiaro quando a telefonare direttamente al presunto truffatore è stato il comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche, Cristian Lupidi, che si è qualificato come tale. Da quel momento l'uomo ha smesso di rispondere alle chiamate, rendendosi irreperibile.
La vicenda sembrava destinata a trasformarsi in una denuncia per il furto aggravato dell’auto e degli effetti personali custoditi al suo interno. Pochi minuti dopo, però, è arrivata la svolta: il veicolo è stato ritrovato sul lungomare di Civitanova Marche da un amico del 57enne.
Resta comunque configurato, a carico dell'interlocutore telefonico al momento non identificato, il tentativo di truffa, ai sensi degli articoli 56 e 640 del Codice Penale. Il Comando ha raccolto la denuncia-querela della persona offesa e informerà l'Autorità Giudiziaria per gli ulteriori accertamenti.
Parallelamente, la Polizia Locale ha portato avanti un secondo filone di attività, distinto dal tentativo di truffa. Durante alcuni controlli documentali effettuati negli uffici nei mesi di luglio e agosto, gli agenti hanno individuato tre persone, un 29enne, un minorenne e una 42enne, tutti residenti a Civitanova Marche, in possesso di carte d’identità elettroniche alterate.
In tutti e tre i casi è stata rilevata l’asportazione del microchip elettronico dalla carta d’identità, elemento che ha portato al sequestro dei documenti e alle relative denunce a piede libero per falsificazione di documento. Per il minorenne gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona, mentre per gli altri due casi procede la Procura ordinaria.
"Nell'arco delle ultime settimane il nostro personale ha gestito un tentativo di truffa online e tre casi di documenti manomessi", ha dichiarato il dirigente superiore Cristian Lupidi, comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche. "Nel primo caso, la collaborazione del cittadino, che ha segnalato tempestivamente l'anomalia rivolgendosi ai nostri uffici, ha permesso di ricostruire la dinamica del raggiro prima che si concretizzasse alcun danno economico".
"Nel secondo filone, i controlli documentali in ufficio hanno consentito di intercettare tre carte d'identità elettroniche con il microchip asportato, casi che vengono individuati solo con un'attenzione specifica alla verifica dell'autenticità del documento, non riscontrabile a semplice vista. Due ambiti di intervento diversi, dal contrasto alle frodi ai controlli sui documenti d'identità, che richiedono entrambi presidio costante sul territorio", ha concluso Lupidi.
"Un plauso alla nostra Polizia Locale per aver sventato il tentativo di truffa ai danni di un concittadino e per il costante lavoro di controllo del territorio - le parole del sindaco Fabrizio Ciarapica -. L'attenzione e la prontezza dimostrate dagli agenti confermano, ancora una volta, come la legalità sia un impegno quotidiano e, come Amministrazione, continueremo a sostenere ogni iniziativa che miri a proteggere la sicurezza e la serenità della nostra città".
MACERATA – La Polizia di Stato ha rintracciato e denunciato a piede libero un 32enne di origine tunisina, residente a Corridonia, ritenuto responsabile di una rapina ai danni di un esercizio commerciale di via dei Velini. L’uomo è stato inoltre denunciato per aver fornito false generalità agli agenti durante il controllo.
L’intervento delle Volanti della Questura di Macerata è scattato a seguito di una segnalazione arrivata al Numero Unico di Emergenza 112, relativa alla sottrazione di alcune bottiglie di vino da un'attività commerciale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il responsabile del negozio avrebbe cercato di impedire all'uomo di allontanarsi con la merce. A quel punto il 32enne, impugnando una delle bottiglie sottratte, avrebbe compiuto un gesto minaccioso nei confronti dell'addetto, costringendolo ad arretrare e riuscendo così a fuggire.
Ricevuta la descrizione del sospettato e le indicazioni sulla direzione di fuga, gli equipaggi delle Volanti si sono messi immediatamente alla ricerca dell'uomo, estendendo i controlli anche nelle strade limitrofe.
Poco dopo, in via Ghino Valenti, gli agenti hanno individuato una persona corrispondente alla descrizione. Il 32enne aveva con sé una busta di plastica con il logo dell'esercizio commerciale. Alla vista dei poliziotti avrebbe tentato di nasconderla dietro un'auto parcheggiata, ma è stato subito fermato.
Sprovvisto di documenti, l'uomo è stato accompagnato in Questura per gli accertamenti sull'identità e sottoposto a fotosegnalamento. All'interno della busta sono state trovate due bottiglie di vino, successivamente restituite al responsabile del negozio. Nella stessa busta era presente anche una confezione con tre birre, risultate invece regolarmente acquistate, come confermato dallo scontrino fiscale rinvenuto dagli agenti.
Nel frattempo, i poliziotti hanno ricostruito l'accaduto raccogliendo la testimonianza del responsabile dell'attività e acquisendo le immagini dell'impianto di videosorveglianza. Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire le fasi della sottrazione della merce e della successiva minaccia, confermando inoltre l'identificazione del presunto autore.
Ulteriori verifiche hanno infine permesso di accertare che l'uomo, al momento del controllo, aveva fornito agli agenti generalità non corrispondenti alla propria identità.
Al termine degli accertamenti, informata l'autorità giudiziaria, il 32enne è stato deferito in stato di libertà per rapina e per le false dichiarazioni sulla propria identità.
Le ultime misure introdotte dal Governo per i territori colpiti dal terremoto del 2016 riaccendono il dibattito all'interno del cratere. Di fronte a quello che dall'amministrazione di Visso viene definito un "silenzio assordante", il sindaco Rosella Sensi ha deciso di far sentire la propria voce, inviando una lettera ufficiale al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al commissario straordinario Guido Castelli e al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
Al centro della contestazione c'è il recente provvedimento che prevede interventi specifici, la stabilizzazione del personale e la proroga della Zona Franca Urbana per tre soli Comuni: Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto. Pur ribadendo il massimo rispetto per tre comunità così duramente colpite e per le loro vittime, da Visso si solleva un grido d'allarme per l'intera area sismica: se il terremoto ha distrutto le case, il tempo rischia di distruggere la comunità, ed è necessario estendere gli stessi interventi a tutto il cratere.
Nella sua missiva ai vertici istituzionali, la prima cittadina ha voluto sottolineare la sofferenza di un territorio che non può essere diviso: "Oggi non possa più esistere una distinzione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Il dolore non può essere graduato", osserva Rosella Sensi. "La sofferenza non può essere misurata esclusivamente sulla base del numero delle vittime registrate il giorno del sisma, perché in questi dieci anni migliaia di persone hanno continuato a pagare un prezzo altissimo in termini di qualità della vita, lavoro, salute, relazioni sociali e prospettive future".
La prima cittadina esprime forte preoccupazione per la disparità di trattamento riservata sia ai lavoratori della ricostruzione che alle attività economiche: "Apprendo che il provvedimento tutela il personale impiegato nei tre Comuni sopracitati. Mi domando, però, quale sarà il destino delle migliaia di lavoratori che, in tutti gli altri Comuni colpiti dal sisma, da quasi dieci anni garantiscono con competenza e dedizione il funzionamento degli uffici".
Allo stesso modo, il sindaco critica la gestione della Zona Franca Urbana, la cui proroga selettiva "rischia di creare un’ingiustificata disparità proprio nel momento in cui sarebbe necessario rafforzare la coesione dell’intero territorio. La ricostruzione immateriale non può realizzarsi attraverso misure che finiscono per dividere territori accomunati dalla stessa tragedia".
Richiamando anche le recenti denunce dell'Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, Monsignor Francesco Massara, sul forte incremento del disagio psicologico e sul ricorso agli antidepressivi nelle aree terremotate, la Sensi ribadisce che la precarietà del territorio va ben oltre le macerie materiali.
La lettera si conclude con un appello all'unità e al rispetto dei principi fondamentali: "Questa non vuole essere una contrapposizione tra territori né, tantomeno, una guerra tra poveri. Al contrario, è un appello affinché nessuna comunità venga lasciata indietro", dichiara il sindaco di Visso. "Il diritto di tornare a vivere nel proprio Comune, nella propria casa, con servizi adeguati, opportunità di lavoro e condizioni di normalità, appartiene a tutti i cittadini del cratere e non solo, senza alcuna distinzione. Da Sindaco ho il dovere di difendere il principio costituzionale dell’uguaglianza tra i cittadini, affinché vengano individuate misure capaci di garantire pari dignità e pari opportunità a tutti", conclude Sensi.
Il comandante della polizia locale di Macerata, Danilo Doria, ha chiarito la situazione sul cambiamento di viabilità e di sosta che interesserà il capoluogo in occasione della tradizionale celebrazione di San Giuliano nelle giornate del 30 e 31 agosto.
A partire dalla giornata del 30 agosto saranno attivi i primi divieti di sosta e dalle ore 11:00 della stessa giornata inizieranno le limitazioni alla circolazione, che rimarranno in vigore fino alle 3:00 del 1° settembre per permettere agli operatori di concludere le operazioni di pulizia.
I tratti interdetti alla circolazione, eccezione fatta per le categorie autorizzate, riguardano le vie principali che ospiteranno la fiera, vale a dire Piazza Garibaldi e l’area dei Giardini Diaz, corso Cavour, via Pannelli, via Caduti di Nassiriya, viale Trieste e viale Puccinotti.
Per quanto riguarda l’accesso al centro storico possibile da Via Zara, all’incrocio con via Armandoli, saranno previste fasce orarie in cui potranno transitare i veicoli della polizia e soccorso, taxi, persone con disabilità e residenti, oltre che gli addetti della Fiera e i veicoli autorizzati.
Relativamente ai cambi di marcia, essi saranno istituiti per facilitare la gestione dei flussi di traffico e la garanzia delle via di emergenza, e riguarderanno via Padre Matteo Ricci, Piaggia della Biblioteca, via Ciccarelli, piazza Mazzini, Porta Convitto e via Armaroli.
Sono stati individuati dei percorsi alternativi per la circolazione diretta verso la stazione ferroviaria, i quartieri Pace e Cairoli e l’ospedale. Per raggiungerli sarà possibile usufruire di via Trento, piazza della Vittoria, via Roma e via Issy Les Moulineaux, collegandosi inoltre a via Cioci, via Cadorna, via Mugnoz, Via Mameli, via Piave e viale Don Bosco.
La sosta sarà vietata, con conseguente rimozione forzata, a partire dalle ore 8:00 del 30 agosto fino alle 3:00 del 1° settembre. Le zone interessate dal divieto saranno quelle che ospiteranno la fiera, vale a dire piazza Mazzini, piazza Cesare Battisti, via Gramsci, corso Matteotti, via Tommaso Lauri, via Garibaldi, piazza Annessione, viale Trieste, piazza Nazario Sauro, corso Cavour, piazza Garibaldi, Giardini Diaz e via Morbiducci.
"Un’importante precisazione riguarda la chiusura della viabilità della zona Sferisterio a partire dalle ore 19:00 del 30 agosto in occasione del concerto di Fiorella Mannoia. Nelle ore antecedenti e nella giornata successiva, i punti perimetrali come quello dello Sferisterio sono invece quelli suggeriti per arrivare alla fiera".
Particolare premura è stata riservata ai residenti muniti di pass zona A e A+Park che, dalle ore 7:00 del 30 agosto alle ore 9:00 del 1° settembre potranno gratuitamente sostare nelle aree di sosta a pagamento gestite da APM e non interessate dai divieti temporanei "per ripagarli degli sforzi fatti per l'allargamento delle aree dedicate alla zona fieristica".
Quest’agevolazione comprende anche il tratto da Rampa Zara fino all’ultimo attraversamento pedonale in zona Cancelli.
La filiera della raccolta differenziata della plastica della regione Marche è in seria difficoltà. All’interno dell’ultimo rapporto dell’ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) e del PRGR (Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti) pubblicato nel 2025 e relativo al 2024, si può osservare che la produzione totale di rifiuti ha subito un incremento di 2.251 tonnellate rispetto all’anno precedente (passando da 763.913 a 766.164 tonnellate).
All’interno di questo dato, 695 tonnellate sono quelle relative alla raccolta differenziata. E ancora più specificamente, nell’anno 2024 la produzione di plastica della Regione è stata di 21.141 tonnellate; il che significa che ogni cittadino ha prodotto all’incirca 14 kg di plastica.
È noto come il materiale plastico rappresenti una delle principali cause di inquinamento, arrivando a toccare la vetta nella classifica dei rifiuti marini e che il suo cattivo smaltimento rimane una delle minacce principali per l’ecosistema.
Nonostante questo, nel 2024, nella regione Marche sono state differenziate 553.033 tonnellate di rifiuti, con una percentuale del 71,97%, che supera nettamente la soglia del 65% fissato dalle norme nazionali.
I dati apparentemente positivi all’interno del Report si scontrano però molto duramente con la situazione che Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) sta attualmente attraversando.
È Cosmari, la società che si occupa della gestione e dello smaltimento dei rifiuti in 56 comuni tra le provincie di Macerata e Ancona, a far scattare l’allarme. I suoi magazzini sono infatti pieni di plastica in attesa di essere recuperata proprio da Corepla, la quale, per problemi strutturali della filiera sta fortemente rallentando il ritiro.
Il mancato avvenimento di questo processo provoca l’esaurimento dello spazio legalmente concesso a Cosmari per poterla immagazzinare (in forza dell’autorizzazione provinciale e di leggi antincendio) con il potenziale rischio dello stop del processo di differenziazione.
Il rallentamento del ritiro del materiale plastico sembra dovuto alle attuali difficoltà nel posizionamento sul mercato delle ecoballe derivanti dal processo di riciclo. Molti acquirenti preferiscono acquistare direttamente plastica “vergine” rispetto a quella riciclata, perché quest’ultima non offre prezzi concorrenziali tali da rappresentare una migliore alternativa.
Il problema a cui si deve inziare a pensare come concreto, dunque, è la chiusura del servizio di raccolta differenziata della plastica all’interno della Regione.
Dai vertici della società di gestione e smaltimento dei rifiuti, la proposta alla Regione Marche è quella di concludere un accordo con la Regione Emilia-Romagna per destinare il quantitativo di plastica in eccesso a dei termovalorizzatori del territorio emiliano-romagnolo per il tempo necessario a far tornare a livelli normali le quantità di materiale nei magazzini.
Danneggia intenzionalmente il braccialetto elettronico mentre era sottoposto al divieto di avvicinamento all’ex convivente: per un 31enne è scattato l’arresto e il trasferimento in carcere. L'uomo, pregiudicato e domiciliato a Corridonia, era già sottoposto a una misura cautelare per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti della donna.
Il provvedimento nei suoi confronti prevedeva il divieto di avvicinarsi all'ex convivente, residente in un altro comune, e ai luoghi da lei frequentati, con l'applicazione del dispositivo di controllo elettronico.
La situazione è cambiata nella serata dello scorso 20 agosto, intorno alle 20:45, quando il 31enne avrebbe intenzionalmente danneggiato il braccialetto elettronico, violando così le prescrizioni imposte dall'autorità giudiziaria.
I militari della stazione dei carabinieri di Corridonia hanno immediatamente segnalato la violazione all'autorità giudiziaria, che ha valutato la condotta dell'uomo e disposto un aggravamento della misura cautelare.
Il giudice, ai sensi dell'articolo 276 del Codice di procedura penale, che disciplina le conseguenze delle trasgressioni alle prescrizioni imposte, ha infatti disposto la sostituzione della misura in corso con la custodia cautelare in carcere.
Al termine delle formalità di rito, il 31enne è stato quindi trasferito alla Casa Circondariale di Ancona Montacuto, dove rimarrà a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Si contano ancora i danni, e proseguono le operazioni di messa in sicurezza, all’indomani del violento nubifragio e della bomba d'acqua che si sono abbattutia con estrema violenza l'altro pomeriggio nel territorio comunale settempedano.
Un fenomeno meteorologico intenso e localizzato che ha provocato allagamenti diffusi, cadute di alberi e almeno due crolli di strutture murarie e di coperture.
Fin dalle prime fasi dell'emergenza, i tecnici e gli operai dell’ufficio Manutenzioni del Comune sono stati impegnati ininterrottamente per diverse ore, affiancati dai volontari del gruppo comunale di Protezione Civile e dalla Polizia Locale. Le squadre sul campo hanno lavorato ad ampio raggio per prosciugare locali, scantinati e garage finiti sott'acqua e per ripristinare le condizioni di sicurezza viaria e abitativa.
L’ allagamento più critico ed esteso si è registrato nel rione Settempeda, all’interno dei locali tecnici e di servizio della chiesa parrocchiale di Santa Maria della Pieve. L’ondata di acqua e fango ha completamente sommerso i locali interrati, bagnando arredi, tavoli, sedie e diverso materiale logistico e pastorale. Per prosciugare la struttura si è reso necessario l'impiego delle pompe idrovore della Protezione Civile, con un intervento protrattosi continuamente per oltre tre ore.
La violenza della bomba d'acqua ha causato criticità anche alla viabilità e alle infrastrutture cittadine. Si segnala in particolare la caduta di un grosso albero lungo la strada di accesso al santuario di San Pacifico, prontamente rimosso dalle squadre d'intervento per riaprire il transito.
La bomba d’acqua ha inoltre provocato il crollo di una porzione del muro di confine dell'ex mattatoio comunale, situato in via Remo Scuriatti. Un tratto di cinta lungo circa 10 metri è caduto sotto la pressione delle piogge, facendone finire le macerie e i calcinacci nella proprietà privata sottostante. Gli operatori comunali hanno provveduto a delimitare e mettere in sicurezza l'area interessata.
Le intense precipitazioni sono state senz'altro la causa scatenante anche di un crollo parziale che ha interessato un fabbricato, già gravemente ammalorato, situato nella parte vecchia della frazione di Taccoli. In questo contesto, i tecnici e gli operai del Comune sono intervenuti su tempestiva richiesta dei Vigili del Fuoco, allertati dai residenti per il distacco improvviso di un cornicione i cui calcinacci sono rovinati all'interno di un vicolo e in parte sulla pubblica via.
Uomini e mezzi hanno celermente transennato l'area ed effettuato la messa in sicurezza dei luoghi a tutela dell'incolumità pubblica. L'immobile, già dichiarato inagibile, è stato sottoposto a un'ispezione approfondita da parte dei Vigili del Fuoco anche mediante l'impiego di droni ad alta risoluzione: i rilievi aerei hanno accertato il crollo di una porzione di tetto e un diffuso cedimento delle travi principali della copertura in legno.
Sul posto sono intervenuti per i rilievi di competenza e il coordinamento dell'ordine pubblico anche i Carabinieri.
Incidente stradale nei giorni scorsi per Sofia Raffaeli, la ginnasta marchigiana fresca vincitrice di un argento e un bronzo ai Mondiali di Francoforte. L'atleta è rimasta coinvolta in uno scontro lungo l'autostrada A14, nel tratto tra Forlì e Cesena, mentre faceva rientro in Italia dalla Germania.
Come riportato da Il Resto del Carlino e dal Corriere Adriatico, il veicolo su cui viaggiava la ginnasta si è scontrato con un camion per cause ancora in corso di accertamento.
Trasportata in ospedale per i controlli del caso, alla Raffaeli sono stati riscontrati alcuni tagli a un braccio. Le sue condizioni non destano preoccupazione: la conferma è arrivata nella giornata di martedì, quando è tornata nella palestra di Fabriano per incontrare la società e le compagne di squadra.
(Credit foto: Federazione Ginnastica d'Italia)
Un’estate da incorniciare per l’entroterra maceratese. Pioraco, Sefro e Fiuminata chiudono la stagione 2026 con un bilancio estremamente positivo, confermandosi destinazioni capaci di attirare migliaia di turisti, villeggianti ed escursionisti provenienti dalle Marche e da fuori regione.
A fare la differenza è stata la combinazione tra eventi, tradizioni, cultura, enogastronomia e natura, in un territorio che durante le settimane più calde dell’estate ha offerto un’alternativa alle località costiere. Le vallate attraversate dal fiume Potenza e dal torrente Scarzito, grazie al clima più fresco e alla possibilità di vivere il territorio all’aria aperta, hanno rappresentato una meta particolarmente apprezzata da chi cercava refrigerio, tranquillità e svago.
A rendere ancora più significativo il risultato è stata la collaborazione tra le tre amministrazioni comunali, che hanno scelto di superare i confini dei singoli territori e di proporre un’offerta turistica integrata, capace di rivolgersi a un pubblico ampio: giovani, famiglie, adulti, sportivi e amanti della natura.
A Pioraco l’estate è stata scandita da musica, iniziative e appuntamenti dedicati alla socialità. Il Pioraco Summer Festival ha portato nel borgo giovani e visitatori, mentre i tradizionali mercatini del lunedì hanno continuato a rappresentare un appuntamento molto seguito da residenti e villeggianti.
«Abbiamo vissuto settimane entusiasmanti con una partecipazione che supera ogni aspettativa», sottolinea il sindaco Matteo Cicconi. «I mercatini e il festival dimostrano la vivacità del nostro borgo. La vera forza, tuttavia, risiede nell’alleanza strategica con Sefro e Fiuminata: uniti offriamo al turista un territorio completo, accogliente e dinamico».
A Fiuminata sono stati invece lo sport all’aria aperta e l’arte a richiamare numerosi visitatori. La Marcia dei 4 Ponti ha portato centinaia di podisti e camminatori lungo i percorsi immersi nel verde, offrendo l’opportunità di scoprire il territorio attraverso itinerari naturalistici di particolare suggestione. A fare da complemento alle iniziative sportive è stata la rassegna FiuminArte, che ha trasformato diversi angoli del paese in palcoscenici a cielo aperto, creando un connubio tra creatività, cultura e paesaggio.
«Vedere le nostre vie animate da sportivi e artisti ripaga ogni sforzo», commenta il sindaco Vincenzo Felicioli. «La risposta del pubblico certifica l’efficacia delle nostre scelte. Lavorare a stretto contatto con i colleghi Cicconi e Tapanelli consolida un modello territoriale vincente, basato sulla collaborazione e sulla capacità di promuovere insieme le peculiarità dei nostri comuni. È questa la strada da continuare a percorrere per rafforzare l’attrattività dell’intera vallata e offrire ai visitatori un’esperienza sempre più ricca e diversificata».
A Sefro, l’eccellenza enogastronomica e la musica hanno fatto da padrone. Il connubio Trota e Verdicchio e la celebre Sagra della Trota hanno esaltato i sapori identitari del borgo montano, mentre la tappa di RisorgiMarche ha regalato emozioni profonde. «Sefro ha mostrato il suo volto migliore, tra gusto, musica e paesaggi intatti», sottolinea il sindaco Pietro Tapanelli. «L’afflusso continuo di visitatori premia la nostra visione: la collaborazione tra le nostre tre realtà è la chiave per rendere l’intera vallata competitiva e attrattiva».
A chiudere il bilancio di questa estate da ricordare è il ringraziamento dei tre sindaci a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita delle iniziative. Un riconoscimento va alla Regione Marche, per il sostegno garantito, e agli sponsor privati che hanno scelto di investire nella valorizzazione culturale e turistica del territorio.
Un ruolo fondamentale è stato svolto dalle Pro Loco, dai comitati e dalle associazioni di volontariato di Pioraco, Sefro e Fiuminata, che con il loro impegno hanno reso possibile un calendario ricco e capillare di appuntamenti. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma decisivo per animare i borghi e accogliere residenti e visitatori.
Dagli eventi musicali alle manifestazioni sportive, dalle iniziative culturali alle sagre e alle tradizioni locali, ogni appuntamento ha contribuito a costruire un’offerta complessiva capace di valorizzare l’intera vallata. Un risultato che conferma come la collaborazione tra amministrazioni, associazioni e realtà economiche possa rappresentare una risorsa strategica per il futuro turistico dell’entroterra.
Alla domanda: «Professor Crepet, cos’è per lei l’anima?», con un sorriso che non ti aspetti, risponde: «Dipende… ognuno ha la propria, io ho la mia e lei ha la sua». Paolo Crepet arriva sul palco dello Sferisterio vestito di arancione e verde, con in sottofondo la musica dei Pink Floyd che cantano "Another Brick in the Wall". Una scenografia cromatica e sonora che anticipa la forza provocatoria delle sue parole, a partire da una buona notizia d’attualità: la decisione che vede Meta chiamata a rispondere e a pagare per i danni arrecati ai ragazzi, un primo segnale di tutela per le giovani generazioni.
Crepet attinge subito al bagaglio dei ricordi personali. Rievoca quando, da ragazzo, il padre lo costrinse ad andare a Londra: un giovane di provincia che improvvisamente scopriva lo Speakers’ Corner – il tempio della libertà di parola – e l'impatto culturale della minigonna. «Un bambino inquieto è interessante» sostiene lo psichiatra; per poter costruire una buona vita fin da giovani bisogna uscire dalla bolla protettiva dei genitori e affrontare qualche tribolazione. Non averne significa adagiarsi nell’illusione che l'esistenza sia comoda, anestetizzando la crescita.
La perfezione, spiega Crepet, è negativa. La cerchiamo continuamente, come se la bellezza dovesse per forza coincidere con essa. Il progresso ci porta a non guardare la frattura, che è invece esattamente ciò che accade nella realtà.
A questo proposito, condivide un ricordo: «Quando abitavo in India e lavoravo in un college nel Punjab, al confine con il Pakistan, andai in un tempio in mezzo alla foresta. Prima che facesse notte, mentre tornavo al villaggio, vidi tutte le scimmie sugli alberi che andavano nella stessa direzione, verso una radura. C’era uno scimmione capo avanti e tutti gli altri dietro che, mentre guardavano il sole scendere, piangevano commossi di fronte a un giorno che non sarebbe più tornato». Da quell'immagine arcaica imparò un insegnamento fondamentale: la gratitudine per ogni singolo giorno e la profonda dignità nella fragilità del commuoversi.
Il discorso si sposta poi sul presente e sul futuro imminente. Crepet parla dell’avvento dei robot, che saranno sempre più numerosi, ed ironizza amaro sulla possibilità di trovarci circondati da tassisti, camerieri e bidelli robotizzati, mettendoci in guardia dall’alienazione di una realtà che, così concepita, perderebbe il sapore della spontaneità dei rapporti umani.
Ritorna più volte sulla critica all'iperprotezione genitoriale. Dice senza mezzi termini che i padri e le madri che accompagnano costantemente i figli al liceo in macchina sono «rincoglioniti», poiché li privano dell’esperienza di poter andare in motorino per far colpo su un’ipotetica Giulia, a cui chiedere un passaggio che lei magari rifiuterà. Un rifiuto che si rivelerà necessario per scoprire ed elaborare la frustrazione, oltre che per comprendere che l’amore è fatto di tentativi.
«Mia nonna marchigiana mi diceva sempre: “Badati!”, ovvero arrangiati!». Bisogna lasciare che i ragazzi crescano anche da soli, per alimentare il fuoco della loro creatività. Solo dalle imperfezioni dell’esperienza nascono le emozioni dalle quali si impara e si cresce, mentre la perfezione ci limita. Dai fatti concreti si crea la vita.
Crepet è convinto che la tecnologia abbia introdotto un profondo cambiamento antropologico. E questo nuovo mondo non gli piace: ha creato degli zombie che chattano in continuazione ma non si conoscono più, incapaci di confrontarsi con il vuoto. La speranza è che ci siano ancora dei giovani disposti a tracciare la propria strada in maniera meno scontata, rivendicando l’unicità dell’individuo. E questo lo si può fare solo trovando la propria anima.
Ironizza osservando come la chat dell’intelligenza artificiale ti dica esattamente ciò che vorresti sentirti dire, mentre l’amico vero ti sveglia dalle tue convinzioni e smentisce i tuoi autoinganni, invece di alimentarli come fa l'algoritmo. L’ironia resta la parte più interessante di noi e l’arte del parlarsi consiste nell'ascoltare senza la mania di dover definire e classificare tutto.
Sul finale, Crepet demolisce un vecchio proverbio: «Chi s’accontenta gode? Che cavolata! Chi s’accontenta soffre! Insegniamo, invece, ai giovani a essere intrepidi!».
Sono in fase avanzata i lavori di potenziamento dell’area camper, avviati il 13 luglio 2026 e la cui conclusione è prevista nella prima metà di ottobre. L’intervento, nato per garantire migliori e più tecnologici servizi, gode di un finanziamento di 75.600 euro del Ministero del Turismo e rappresenta un investimento importante per rafforzare l’accoglienza e le opportunità legate al turismo itinerante e all’aria aperta.
Il progetto prevede la delimitazione dell’area con siepi alternate a recinzione metallica, la messa a dimora di nuovi alberi e la realizzazione di un sistema automatico di irrigazione, collegato a una nuova vasca interrata per la raccolta delle acque piovane.
Saranno inoltre realizzati un varco pedonale controllato per pedoni e biciclette e un nuovo vano adiacente al blocco bagni, nel quale saranno installate lavatrice e asciugatrice a gettoni. Tutti interventi che ampliano in modo significativo i servizi a disposizione degli utenti.
L’area camper, inoltre, sarà dotata di sistema di lettura targhe e videosorveglianza, Infopoint a controllo remoto e colonnina per la ricarica delle e-bike.
La nuova segnaletica completa il progetto: otto segnali stradali saranno posizionati a partire dai confini comunali lungo i principali assi viari nelle direzioni di Camerino, San Severino Marche, Matelica e Pioraco, così da rendere l’area facilmente individuabile da chi raggiunge Castelraimondo.
«Stiamo portando verso la conclusione un intervento che migliora ulteriormente l’offerta turistica di Castelraimondo – dichiara il sindaco Patrizio Leonelli –. L’investimento ci permette di dotare l’area camper di nuovi servizi, più verde, maggiore sicurezza e soluzioni dedicate alla mobilità sostenibile. Vogliamo creare le condizioni affinché chi arriva in camper non trovi solo un luogo nel quale sostare, ma scelga di fermarsi, conoscere Castelraimondo e vivere il nostro territorio, in maniera da generare opportunità anche per il commercio, la ristorazione e le altre attività locali».
In vista del completamento dell’intervento, il Comune di Castelraimondo ha pubblicato anche la procedura aperta per l’affidamento in concessione del servizio di gestione dell’area attrezzata per la sosta camper.
L’amministrazione invita pertanto gli operatori interessati a prendere visione della procedura, con l’obiettivo di individuare un soggetto in grado di garantire una gestione efficace della struttura e di valorizzare appieno le nuove dotazioni e le potenzialità turistiche dell’area.
Inizierà il 28 agosto, per concludersi il 27 settembre, la quarta edizione della Festa dell'Unità itinerante della provincia di Macerata, organizzata dal Partito Democratico. La manifestazione toccherà quattordici tappe in tredici comuni del territorio, con un programma che alternerà talk di approfondimento, momenti di convivialità, presentazioni di libri e musica.
La Festa dell'Unità punta a coinvolgere circoli e comuni in un'ottica di sostenibilità economica, contando sui contributi che sostengono i circoli organizzatori, primo fra tutti quello del 2x1000.
Al centro della presentazione dei programmi dei singoli comuni la volontà è quella di dare spazio alla comunità. Il responsabile dei circoli Pd Raffaele Consalvi ha sottolineato l'importanza del momento, in vista delle elezioni politiche del prossimo anno e delle amministrative in diversi comuni della provincia: le feste rappresentano un segnale di apertura verso il territorio. La volontà espressa è quella di lavorare alla costruzione di un'ampia coalizione progressista, sia a livello locale che nazionale.
L'approccio scelto è quello di partire dai problemi concreti, come l'esclusione dei comuni montani, la sanità e la questione dei rifiuti nella provincia di Macerata, cercando in primis soluzioni piuttosto che colpevoli, con l'obiettivo di costruire una visione collettiva e orientata al futuro, ripartendo dal basso e dai contenuti, attraverso l'ascolto di cittadini e amministratori del territorio.
Un ulteriore tema che verrà portato al centro degli incontri, con la presenza dei Giovani Democratici, è quello dei giovani che scelgono di restare nel territorio marchigiano e le sfide che questi ultimi devono affrontare: partendo dal punto di vista economico, culturale e delle opportunità lavorative per arrivare ad interrogarsi su come la modernità può confrontarsi con il mondo del lavoro attuale, non sempre al passo con quello del progresso tecnologico.
A poche settimane dall’inaugurazione della nuova Casa della Comunità di Corridonia, sono sempre di più i servizi che si stanno attivando e che sono immediatamente fruibili dalla popolazione, rendendo così tangibile l’importanza della nuova struttura per tutto il territorio.
Dal 1° settembre sarà infatti operativo l’Ambulatorio per i Bisogni Sanitari Non Differibili (BND), che garantisce la valutazione clinica, la diagnosi e il trattamento di condizioni acute a bassa complessità assistenziale, non differibili ma non urgenti, che non richiedono l’accesso al Pronto Soccorso. L’Ambulatorio per i BND sarà operativo dal lunedì al venerdì, dalle ore 08:00 alle ore 20:00.
L’AST ha comunicato un elenco, esemplificativo e non esaustivo, di prestazioni che potranno essere erogate presso l’Ambulatorio. Elenco che potrà essere aggiornato in relazione all’evoluzione della normativa vigente, alle indicazioni regionali, alle competenze professionali presenti e alla dotazione tecnologica dell’Ambulatorio: visita medica, valutazione clinica del paziente, rilevazione e monitoraggio dei parametri vitali; medicazione semplice e complessa di ferite superficiali, abrasioni, contusioni e ustioni di lieve entità; rimozione di punti di sutura, clips e medicazioni chirurgiche programmate; trattamento di epistassi di lieve entità; valutazione e trattamento di punture di insetti e reazioni locali non complicate; gestione di patologie infettive acute non complicate; gestione di riacutizzazioni di patologie croniche in assenza di criteri di instabilità clinica; trattamento sintomatico di sindromi dolorose acute muscolo-scheletriche.
E ancora esecuzione di elettrocardiogramma/holter cardiaco/holter pressorio in modalità telerefertazione per la gestione della cronicità e prevenzione delle riacutizzazioni; test diagnostici rapidi; somministrazione di farmaci per via orale, intramuscolare o sottocutanea, ove clinicamente indicato e nel rispetto delle procedure aziendali e su prescrizione e in presenza del Medico; prescrizione di farmaci, accertamenti diagnostici, visite specialistiche e certificazioni (competenza del medico); attivazione di percorsi assistenziali territoriali e invio ai servizi specialistici competenti; invio al Pronto Soccorso, mediante attivazione del sistema di emergenza-urgenza qualora, nel corso della valutazione clinica, emergano condizioni incompatibili con la gestione ambulatoriale.
Sono esclusi dalla gestione dell’Ambulatorio BND prestazioni più complesse come, a titolo esemplificativo: dolore toracico suggestivo di sindrome coronarica acuta; dispnea severa o insufficienza respiratoria; deficit neurologici acuti o sospetto ictus; trauma maggiore o politrauma; emorragie importanti; addome acuto; shock o instabilità emodinamica; stato di coscienza alterato; convulsioni in atto; reazioni anafilattiche; ogni altra condizione classificabile come emergenza-urgenza. In presenza di tali condizioni il medico e/o l’infermiere in servizio provvederà all’immediata attivazione del sistema dell’emergenza-urgenza e all’invio del paziente al Pronto Soccorso.
Dalle parole del Sindaco Giuliana Giampaoli, si evince l’importanza dell’attivazione di questo servizio: «Fin dall’attesa riapertura dell’ex Ospedale cittadino poco più di un mese fa, l’auspicio di tutti è stato quello di vedere poi realizzato concretamente il modello di medicina di territorio studiato per le Case di Comunità.
L’attivazione del servizio BND, in aggiunta a quelli già presenti, costituisce un altro tassello importantissimo per la piena funzionalità di queste strutture, dedicate a necessità urgenti ma non gravi, in spazi dotati di adeguate strumentazioni, facilmente accessibili e con personale medico a disposizione nell’arco della giornata. Importante rivolgere un doveroso ringraziamento all’assessore regionale Calcinaro e ai dirigenti della Ast per il lavoro incessante svolto in questi anni, per l’attenzione specifica alla struttura di Corridonia, una città strategica per posizione territoriale e per bacino di utenza potenziale. Non ultimo un grazie ai medici e a tutto il personale che già opera o opererà in questa struttura».
L’istituzione dell’Ambulatorio per i Bisogni Sanitari Non Differibili (BND) presso la Casa della Comunità (CdC) si colloca nel processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 6 "Salute", Componente 1 "Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale", finalizzato al potenziamento delle cure primarie e allo sviluppo di un modello assistenziale basato sulla prossimità, sull’integrazione multiprofessionale e sulla continuità della presa in carico.
Un bambino di 12 anni, affetto da una forma gravissima di scoliosi, è stato operato all’AOU delle Marche con una tecnica mininvasiva mai utilizzata prima nella regione su un paziente così piccolo.
L’intervento è stato eseguito dalla Clinica Ortopedica dell’Adulto e Pediatrica, diretta dal professor Antonio Pompilio Gigante, utilizzando la tecnica di correzione bipolare percutanea senza artrodesi.
“Questa particolare procedura non era mai stata utilizzata negli ospedali della regione”, spiega la dottoressa Monia Martiniani, responsabile dell’Ambulatorio di Scoliosi e Deformità della Colonna. La famiglia del ragazzo, dopo essersi rivolta ad altre strutture, ha scelto di affidarsi all’équipe dell’AOU delle Marche.
La procedura permette di correggere la deformità attraverso piccoli accessi chirurgici, evitando la fusione definitiva delle vertebre. L’impianto è inoltre dotato di un sistema auto-allungante che segue la crescita del bambino, riducendo la necessità di ulteriori interventi.
“Le incisioni molto ridotte garantiscono tempi chirurgici inferiori, con il vantaggio di ridurre le perdite ematiche, il rischio infettivo e i tempi anestesiologici”, sottolinea Martiniani.
La tecnica è stata approfondita dall’équipe anche grazie all’esperienza maturata nel 2023 all’ospedale pediatrico Necker di Parigi, dove viene utilizzata da diversi anni.
L’intervento ha coinvolto un’équipe multidisciplinare del Salesi e rientra nel Progetto Scoliosi e nel Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dell’AOU delle Marche, con l’obiettivo di offrire trattamenti sempre più specialistici per le deformità vertebrali pediatriche.
C’è un filo rosso che unisce i grandi palcoscenici dello sport internazionale alle dolci colline e alla piazza ovale di San Severino Marche. È un filo fatto di talento, passione e soprattutto di radici. In questi giorni quel filo si è fatto ancora più forte, accompagnando l’orgoglio di un’intera comunità per le straordinarie imprese di due giovani protagonisti dello sport: Giovanni Emejuru e Filippo Pavoni.
Due storie differenti, due discipline lontane tra loro, due percorsi costruiti in luoghi diversi, ma accomunati da un elemento profondo: il legame con San Severino Marche. Un legame che oggi permette alla città di riconoscersi nei successi di due atleti capaci di portare il nome del territorio ben oltre i confini locali.
Da una parte c’è Emejuru, il gigante del basket nato proprio a San Severino e arrivato fino alla maglia della Nazionale italiana e ai grandi scenari della pallacanestro internazionale. Dall’altra c’è Pavoni, campione del nuoto pinnato cresciuto nella vicina Matelica, ma con solide radici familiari nel mondo settempedano.
La parabola sportiva di Giovanni Emejuru racconta un viaggio internazionale iniziato proprio nelle Marche.
Nato a San Severino Marche il 21 dicembre 2002, Emejuru ha trascorso in città gli anni fondamentali della sua infanzia. Figlio di genitori nigeriani, è nato nelle Marche insieme ad altre tre sorelle, mentre la maggiore della famiglia è nata a Roma. Giovanni ha vissuto a San Severino dai 5 agli 11 anni, prima di intraprendere un percorso che lo avrebbe portato lontano, prima in Inghilterra e poi negli Stati Uniti.
È oltreoceano che il suo talento cestistico ha trovato la definitiva consacrazione. Nel campionato universitario americano della NCAA, Emejuru ha vestito le maglie di importanti college come Sam Houston State, Siena Saints, George Mason e, infine, East Carolina Pirates, costruendo passo dopo passo una carriera sempre più prestigiosa.
La crescita è stata rapida e costante, fino alla recente e prestigiosa chiamata della Nazionale italiana. Il pivot classe 2002 ha infatti fatto il suo esordio con la Nazionale A azzurra guidata da Luca Banchi, aggiungendo così un altro traguardo di assoluto rilievo al proprio percorso.
Una scalata che ha attirato l’attenzione dell’intero movimento cestistico e che ha portato Emejuru anche a confrontarsi con l’ambiente Nba. In estate è arrivata la chiamata dei Denver Nuggets per la Summer League, un’occasione importante per mettersi alla prova su uno dei palcoscenici più prestigiosi del basket mondiale.
Successivamente il centro azzurro ha trovato una nuova opportunità professionale con l’ingaggio da parte della Roma SPQR, pronta a puntare sulle sue qualità e sulle sue prospettive di crescita.
In una recente intervista alla Gazzetta dello Sport, Emejuru ha ripercorso le tappe della propria carriera, soffermandosi anche sulla propria storia personale e sul cammino che lo ha portato ad affrontare alcuni dei più grandi protagonisti della pallacanestro internazionale.
Un viaggio che lo ha portato lontano, ma senza cancellare il ricordo delle proprie origini. San Severino Marche resta infatti il luogo in cui è nato e dove ha trascorso una parte fondamentale della propria infanzia, prima che la sua vita prendesse una dimensione sempre più internazionale.
Accanto all’impresa di Emejuru, San Severino Marche festeggia un altro risultato di grande prestigio: quello conquistato da Filippo Pavoni.
Il giovane atleta, pur vivendo da sempre nella vicina Matelica, porta infatti con sé un forte legame con la comunità settempedana attraverso le proprie origini materne. Il rapporto con San Severino passa dalla mamma Cristina Miconi e dalla nonna Daniela Bordo, appartenenti a famiglie storiche e particolarmente conosciute e apprezzate in città.
Pavoni ha scritto una pagina importante della propria carriera ai XX Giochi del Mediterraneo 2026, laureandosi campione nella specialità dei 100 metri bipinne di nuoto pinnato.
Una prestazione straordinaria, impreziosita dal nuovo record personale, che gli ha permesso di conquistare la medaglia d’oro e di regalare all’Italia e all’intero territorio maceratese una gioia sportiva di assoluto rilievo.
Il suo successo ha così aggiunto un’altra pagina importante a una giornata di festa per la comunità, che ha potuto celebrare contemporaneamente due giovani legati, in modi diversi, alla propria storia.
Basket e nuoto pinnato appartengono a due mondi sportivi differenti. Anche le strade percorse da Emejuru e Pavoni sono state diverse.
Il primo ha lasciato San Severino durante l’infanzia, costruendo la propria formazione tra Inghilterra e Stati Uniti e arrivando fino alla Nazionale italiana. Il secondo ha sviluppato la propria attività sportiva nella vicina Matelica, mantenendo però un legame familiare profondo con San Severino.
Eppure, oggi, le loro storie si incontrano proprio qui.
Per la comunità settempedana i loro successi rappresentano qualcosa che va oltre il semplice risultato sportivo. Sono motivo di orgoglio perché raccontano due giovani che, attraverso percorsi differenti, hanno raggiunto traguardi importanti e che mantengono un legame con il territorio.
È il valore delle radici: quelle di Emejuru, legate al luogo di nascita e agli anni dell’infanzia; quelle di Pavoni, legate alla famiglia e alla linea materna.
Due modi diversi di appartenere alla stessa comunità.
A raccogliere questo sentimento è il sindaco Rosa Piermattei, che sottolinea l’emozione con cui San Severino Marche sta vivendo i risultati dei due atleti.
«Accogliamo questi successi con profonda emozione, immenso orgoglio e una gioia incontenibile – sottolinea il sindaco –. Sapere che un giovane come Giovanni Emejuru stia scalando le vette della pallacanestro mondiale arrivando a vestire l’azzurro della Nazionale, e vedere contemporaneamente Filippo Pavoni salire sul gradino più alto dei Giochi del Mediterraneo ci riempie ovviamente di orgoglio, del puro orgoglio della comunità settempedana per quelli che considera suoi figli».
È un sentimento che va oltre le classifiche, i record e le medaglie. Perché quando un giovane raggiunge un grande traguardo, anche il territorio dal quale proviene sente di averne fatto parte.
E così San Severino Marche guarda con soddisfazione alla crescita di Giovanni Emejuru e festeggia l’oro conquistato da Filippo Pavoni. Due campioni, due storie diverse, due strade che hanno preso direzioni differenti, ma che oggi tornano idealmente a incontrarsi nella città che li considera, ciascuno a modo proprio, figli della stessa comunità.
MACERATA – Ci sono serate in cui il calcio diventa molto più di una partita. Serate in cui il risultato passa in secondo piano e il campo si trasforma in un luogo di memoria, affetto e solidarietà. È accaduto ieri a Macerata, dove il torneo dedicato a Daniele, Nicolas e Giorgio ha riportato il pallone a rotolare nel segno del ricordo e, soprattutto, della speranza.
Sugli spalti del “Tonino Seri” di Collevario e del “San Giuliano” si sono ritrovate centinaia di persone: circa 300 a Collevario e altre 200 al San Giuliano. Tifosi, amici, compagni di squadra e semplici cittadini hanno voluto esserci per stringersi idealmente attorno alle famiglie dei tre ragazzi e trasformare il dolore per la loro assenza in un messaggio di vicinanza e impegno.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la raccolta di adesioni e contributi a favore dell’associazione TriStar, nata con l’obiettivo di trasformare il ricordo dei ragazzi in iniziative concrete dedicate alla prevenzione, alla solidarietà e al sostegno delle persone più fragili.
Il calcio nel segno del ricordo
Sul terreno di gioco si sono affrontate Vigor Macerata, Atletico Macerata, San Claudio, Maceratese Juniores, Cluentina e Helvia Recina, suddivise in due gironi.
Nel girone disputato al “San Giuliano”, la Vigor Macerata ha conquistato l’accesso alla finale dopo aver superato il San Claudio per 2-0 e l’Atletico Macerata per 1-0. Nell’altra sfida l’Atletico aveva avuto la meglio sul San Claudio ai calci di rigore, 4-3.
Al “Tonino Seri”, invece, la Maceratese Juniores ha battuto l’Helvia Recina 1-0, con rete di Fiorani, mentre la Cluentina ha superato l’Helvia Recina ai rigori per 5-4. Nella sfida decisiva la Juniores della Maceratese ha battuto la Cluentina per 2-1, conquistando così la finale.
L’atto conclusivo tra Vigor Macerata e Maceratese Juniores è in programma mercoledì 2 settembre al San Giuliano.
Ma, al di là dei risultati, ieri sera il vero successo è stato un altro: riportare Daniele, Nicolas e Giorgio nel luogo che più amavano, quello dello sport e della condivisione.
«Daniele sarà sempre con noi»
A raccontare il significato della serata sono state anche le parole di chi ha condiviso con Daniele il campo e lo spogliatoio.
Marco Menghini, capitano della Cluentina, ha definito l’iniziativa «una bellissima iniziativa che unisce il ricordo di Daniele, Giorgio e Nicolas ad una serie di iniziative concrete volte alla prevenzione e all’attenzione». E la presenza del pubblico, ha aggiunto, «è l’ennesima testimonianza della città che è sempre rimasta profondamente unita al dolore delle famiglie». Poi una promessa: «Daniele sarà sempre con noi, dal primo all’ultimo minuto di ogni partita».
Dello stesso tenore le parole di Leandro Torresi, centrocampista e coetaneo di Daniele: «Non serviva certamente questo torneo per ricordarlo. La sua generosità, la sua disponibilità ad aiutare chiunque ne avesse bisogno, sia in campo che fuori, non si potrà mai dimenticare». Per Torresi la serata rappresenta «un dolore collettivo che deve trasformarsi in speranza».
Anche la Cluentina ha voluto essere in prima linea. Il presidente Massimiliano Marcolini ha ricordato come la società abbia accolto immediatamente la proposta del presidente della Vigor, Sandro Montenovo: «È la nostra piccola carezza alle famiglie di Daniele, Nicolas e Giorgio, un simbolo della nostra vicinanza al loro dolore che ha travolto anche noi. La Cluentina è casa loro, siamo pienamente a disposizione».
A Collevario erano presenti anche diverse autorità, tra cui la vicesindaca Francesca D’Alessandro e gli assessori Paolo Renna, Pierfrancesco Tasso e Riccardo Sacchi.
Al “San Giuliano”, la Vigor Macerata è scesa in campo con una maglietta celebrativa dedicata a Daniele, con la scritta “Resterai sempre con noi – 21 Cala”. Un messaggio semplice, ma capace di racchiudere il senso dell’intera serata.
A raccogliere l’abbraccio della città è stato anche Fabrizio Francalancia, papà di Daniele, che ha voluto ringraziare quanti hanno reso possibile il torneo: «Abbiamo ricevuto tante sottoscrizioni e numerose adesioni all’associazione TriStar, ne siamo felicissimi. Ringraziamo tutti, di vero cuore, perché, nonostante sia passato un po’ di tempo, l’attenzione e l’affetto restano ancora altissimi. Per me, in particolare, è commovente e gratificante al tempo stesso vedere lo striscione dedicato a Daniele appeso alla recinzione del campo sportivo».
ChatGPT ha detto:
I tabellini
Girone “San Giuliano”
Atletico Macerata – San Claudio 4-3 d.c.r.
Vigor Macerata – San Claudio 2-0
Vigor Macerata – Atletico Macerata 1-0
Vigor Macerata qualificata alla finale
Girone “Tonino Seri”
Maceratese Juniores – Helvia Recina 1-0 (Fiorani)
Cluentina – Helvia Recina 4-5 d.c.r.
Maceratese Juniores – Cluentina 2-1 (Cicconetti, Gironella, Gueye)
Maceratese Juniores qualificata alla finale
Finale: Vigor Macerata – Maceratese Juniores, mercoledì 2 settembre al San Giuliano.
"Non bisogna abbassare la guardia. Questo è il momento di fare uno scatto di reni: poche chiacchiere e tanti fatti". A dieci anni dal terremoto che devastò il Centro Italia, Diego Della Valle torna a Pescara del Tronto e rilancia il proprio impegno per la rinascita del territorio. L'imprenditore marchigiano, presidente del gruppo Tod's, ha annunciato la volontà di realizzare almeno un altro stabilimento, se non due, con l'obiettivo di continuare a creare occupazione e contrastare lo spopolamento dell'entroterra.
Della Valle fu tra i primi, subito dopo il sisma del 24 agosto 2016, a individuare nel lavoro uno degli strumenti fondamentali per mantenere vivo il territorio. Nel dicembre dello stesso anno presentò il progetto per la realizzazione di una nuova fabbrica ad Arquata del Tronto.
I lavori procedettero rapidamente e lo stabilimento venne inaugurato il 20 dicembre 2017, a meno di un anno dalla presentazione del progetto. Un investimento di circa 10 milioni di euro per una struttura di duemila metri quadrati, inizialmente avviata con una cinquantina di dipendenti e progettata per arrivare a un organico di circa cento lavoratori.
Ora, a dieci anni dal sisma, arriva l'annuncio di un possibile nuovo passo in avanti. "In 12 mesi abbiamo costruito uno stabilimento, ne vorremmo fare almeno un altro, se non due", ha dichiarato Della Valle, come riporta Ansa, spiegando che la sfida sarà anche quella di individuare le professionalità necessarie.
"Adesso si tratta di coordinarsi per capire le maestranze, come prenderle e dove trovarle", ha aggiunto l'imprenditore, sottolineando la necessità di una collaborazione concreta tra istituzioni e imprese.
Un modello che, secondo Della Valle, ha già dimostrato di poter funzionare proprio nel caso di Arquata. "La politica locale deve funzionare bene come ha funzionato quando abbiamo costruito l'azienda", ha osservato, ricordando anche il sostegno ricevuto a livello nazionale nella fase di realizzazione dello stabilimento.
"Oggi le imprese devono mettersi a disposizione anche del forte problema sociale che c'è - ha affermato -. Guadagniamo, pensiamo al profitto, ma pensiamo anche a come agevolare la vita delle persone".
Un ragionamento che l'imprenditore estende al rapporto tra mondo economico e istituzioni: "Dobbiamo metterci al centro della vita sociale italiana, insieme alla politica, per cercare di dare risposte sociali vere e farlo in fretta".
La voglia di fare impresa, nel Maceratese, resta forte. La provincia è infatti nona in Italia per numero di imprese rispetto alla popolazione, con 93,1 attività ogni mille abitanti. Un dato che supera nettamente la media nazionale, ferma a 80,6.
A fotografare la situazione è l’Area Studi e Ricerche Cna sulla base dei dati Istat. Una graduatoria che vede nelle prime posizioni soprattutto territori del Centro-Nord e che conferma anche la particolare vocazione imprenditoriale delle Marche. Fermo è quinta in Italia, con 95,5 imprese ogni mille abitanti, mentre Macerata si piazza al nono posto.
In testa c’è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano (110,6) e Rimini (105,5). Poi Firenze (98,2), Fermo, Valle d’Aosta (94,3), Padova e Lucca (93,9), Macerata e Roma (92,1).
Numeri che, secondo la CNA, raccontano una caratteristica precisa del territorio: qui l’impresa è soprattutto piccola, familiare e profondamente legata alla comunità.
«Essere tra le prime dieci province italiane non è soltanto un dato statistico – sottolinea il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti – ma racconta quanto l’impresa sia radicata nella storia e nella struttura economica del nostro territorio».
Nel Maceratese, infatti, fare impresa significa spesso lavorare in piccole realtà, mantenere competenze e professionalità e creare occupazione anche nei centri più piccoli e nelle aree interne.
È uno dei tratti distintivi dell’economia italiana. Nel Paese ci sono poco meno di 4,8 milioni di imprese, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di circa quattro occupati. E la maggior parte non si trova nelle grandi città.
Le 14 città metropolitane concentrano infatti il 38,1% delle imprese e il 43,3% degli addetti. Il resto del tessuto produttivo è distribuito tra province, città intermedie, distretti e piccoli Comuni.
Il peso delle piccole attività
Per Macerata questo modello è particolarmente importante. La presenza delle piccole imprese non rappresenta soltanto un dato economico, ma contribuisce a mantenere vivi i territori, soprattutto quelli più lontani dai principali centri.
Il confronto con il resto d’Italia evidenzia però anche forti differenze. In fondo alla classifica c’è il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti. Seguono Enna (55,9), Caltanissetta (56,5), Agrigento (58,4) e Taranto (58,8).
Dove la propensione a fare impresa è più bassa, pesano anche spopolamento, invecchiamento della popolazione, difficoltà di accesso al credito, infrastrutture insufficienti e una minore presenza di filiere produttive.
Per Giglietti, dunque, il buon piazzamento di Macerata non deve far abbassare la guardia.
Dalle diverse città italiane a Macerata per conoscere da vicino l’Università e iniziare a orientarsi tra corsi, servizi e opportunità. Barletta, Campobasso, Teramo, Lecco, Forlì, Foggia e Chieti sono alcune delle città di provenienza dei partecipanti al secondo Open Day estivo dell’Università di Macerata, che ha animato oggi le sedi dell’Ateneo nel centro storico di Macerata. Il Polo Pantaleoni e la Loggia del Grano hanno accolto oltre 500 partecipanti, tra ragazze e ragazzi interessati a proseguire gli studi e famiglie, offrendo l’occasione di incontrare direttamente docenti, tutor e personale universitario.
Una giornata pensata per fornire informazioni concrete e permettere ai futuri studenti di entrare in contatto con la realtà universitaria, conoscere l’offerta formativa, approfondire le possibilità di sostegno economico e scoprire i servizi a disposizione della comunità studentesca.
A rivolgere il saluto ai partecipanti è stato il rettore John McCourt, che ha sottolineato il valore dell’università come spazio nel quale costruire, con consapevolezza e libertà, il proprio percorso.
Il rettore ha inoltre invitato i giovani a dialogare con i docenti e con tutta la comunità di UniMC, a porre domande e a sfruttare l’occasione per confrontarsi direttamente con chi potrà accompagnarli nel percorso universitario: “Qualcuno di voi avrà già in mente cosa fare nella vita, ma qualcun altro sarà qui oggi per trovare la chiave di accesso per i prossimi anni. L’università serve anche a questo: non a imporre una strada già scritta, ma a darvi gli strumenti, la fiducia e la libertà per trovarla. Questo percorso sarà una preparazione alla vita e al mondo complesso che andrete a incontrare. Il futuro non è qualcosa che semplicemente arriva, ma qualcosa che va immaginato e che voi dovete immaginare”.
L’Open Day ha rappresentato anche un momento di confronto per le famiglie, che hanno potuto raccogliere informazioni sugli aspetti organizzativi ed economici della vita universitaria.
“È stata una giornata ricca di colloqui, interazioni e informazioni su quello che sarà il nuovo anno accademico”, ha spiegato Rosita Deluigi, delegata del rettore per l’Orientamento. “È possibile incontrare docenti, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, conoscere tutti i servizi e le eccellenze dell’Ateneo, ma anche approfondire gli aspetti concreti della vita universitaria, dagli alloggi alle tasse. È un’occasione per farsi un’ultima idea prima di scegliere e decidere il proprio futuro”.
Il programma ha alternato momenti di presentazione e approfondimento. Al Polo Pantaleoni si sono svolti gli incontri dedicati ai corsi di laurea, mentre alla Loggia del Grano gli stand hanno permesso di conoscere più da vicino i servizi e le opportunità offerte dall’Ateneo.
Tra gli elementi che hanno suscitato maggiore interesse ci sono state anche le novità dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico. Due i percorsi nuovi presentati: “Scienze motorie e sportive per l’inclusione”, dedicato al ruolo dello sport nei processi di partecipazione e integrazione sociale; “Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali”, rivolto alla formazione di figure specializzate nella tutela e valorizzazione del patrimonio documentale digitale. Le iscrizioni per entrambi i corsi sono aperte a partire da domani, 28 agosto 2026.
Non solo didattica: gli spazi della Loggia del Grano hanno offerto una panoramica sulla vita universitaria nel suo complesso, con la presenza degli stand dedicati ai servizi dell’Ateneo, al diritto allo studio, alle associazioni studentesche, al Centro universitario sportivo e a Radio Rum. Un’occasione per conoscere anche ciò che accade fuori dalle aule e avere un quadro più completo dell’esperienza che attende le future matricole.
Sarà inaugurato domenica 30 agosto 2026, a partire dalle 17.30, il nuovo asilo nido “N. Green”. La cerimonia ufficiale si aprirà con il taglio del nastro e la benedizione del nuovo stabile, cui seguiranno il saluto delle autorità, la presentazione del progetto di riqualificazione e una serie di laboratori creativi dedicati ai bambini.
Il nuovo nido nasce dopo la demolizione del precedente edificio e si presenta con spazi più ampi, moderni e funzionali, progettati per rispondere in modo più adeguato alle esigenze educative, didattiche e di accoglienza dei bambini.
Il progetto ha previsto la realizzazione di nuove aule, uffici per le educatrici e una mensa, organizzati attorno a una grande agorà centrale, luminosa e capiente, pensata come spazio di incontro e condivisione. A disposizione dei bambini ci saranno inoltre gli ambienti destinati alle attività didattiche, lo spazio per il sonno, i servizi igienici e il giardino esterno.
L’edificio comprende anche aree dedicate alla cucina e al refettorio, locali per il personale e spazi di servizio, in un’organizzazione complessiva pensata per garantire funzionalità e qualità degli ambienti.
Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità, assicurando la piena fruibilità di tutti gli spazi. Sotto il profilo impiantistico, la struttura è dotata di sistemi per il riscaldamento e la climatizzazione, con soluzioni in grado di garantire il comfort sia durante la stagione invernale sia in quella estiva. Sono stati inoltre installati corpi illuminanti a Led e un impianto fotovoltaico, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica dell’edificio.
L’intervento è stato finanziato attraverso i fondi del Pnrr – Missione 4, Componente 1, Investimento 1.1 (M4C1I1.1), per un investimento complessivo di 3 milioni e 300 mila euro.
La direzione dei lavori è stata affidata all’architetta Sivana Lisi, mentre il coordinamento per la sicurezza è stato curato dall’ingegner Michele Bonfigli. Il ruolo di Ruo è stato affidato all’ingegner Katiuscia Faraoni. La realizzazione dell’opera è stata eseguita dalla Cetola Spa.
L’inaugurazione di domenica rappresenterà quindi un momento importante per la comunità: il nuovo “N. Green” mette a disposizione dei bambini e delle famiglie una struttura completamente rinnovata, più grande, accessibile e attrezzata, pensata per accompagnare le attività educative in un ambiente moderno e funzionale.
Dal campo di calcio di Sarnano del 1944 al grande schermo. La storia della partita disputata in paese, nella primavera di quell'anno, tra le truppe tedesche di stanza sul territorio e un gruppo di giovani del luogo diventa un film e ora è alla ricerca dei suoi protagonisti e delle sue comparse.
La seconda tappa del casting per “Italia Germania ’44” è in programma venerdì 28 agosto, dalle 15 alle 19, alla Sala Congressi M. Gentili di via Benedetto Costa a Sarnano. Dopo l'appuntamento di Sassoferrato dello scorso 24 agosto, la produzione torna dunque nel territorio marchigiano in vista delle riprese, previste a partire da settembre in diverse località delle province di Macerata e Ancona.
Il lungometraggio, liberamente ispirato alla vicenda realmente accaduta durante la guerra, è scritto e diretto da Andrea Antolini, Diego Morresi e Alessandro Tarabelli ed è prodotto da Stella Polare Films, Sydonia Production e Subwaylab.
Il progetto ha ottenuto i contributi selettivi della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, nell'ambito dell'articolo 26 della legge 220/2016, ed è tra i vincitori del bando audiovisivi della Regione Marche – PR-FESR 2021-2027, promosso e gestito dalla Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission.
A sostenere il progetto ci sono inoltre i Comuni di Sarnano e San Ginesio e l'Unione Montana dei Monti Azzurri, mentre i Comuni di Jesi e Sassoferrato collaborano alla realizzazione del film.
Il casting
La produzione è ora alla ricerca di generici e figurazioni speciali. Per partecipare alla selezione è necessario iscriversi preventivamente attraverso il modulo online, indicando anche l'orario nel quale si intende presentarsi al casting.
Il modulo è disponibile attraverso i canali social di Subwaylab (@subwaylab) e Marche Film Commission (@marchefilmcommission), oltre che nella sezione Casting del sito della Film Commission Marche.
Ai candidati vengono richiesti i principali dati personali, tra cui nome, cognome, data e luogo di nascita, città di residenza, numero di telefono e indirizzo email. È inoltre necessario allegare da una a tre fotografie, preferibilmente un primo piano e una figura intera. Facoltativamente è possibile inserire anche il link a un video caricato su YouTube o Vimeo.
La selezione è aperta anche ai minori, che dovranno però presentarsi accompagnati da un genitore o da un adulto responsabile.
L'appuntamento di Sarnano rappresenta quindi una nuova occasione per entrare, anche solo come comparsa, nella realizzazione di un film che riporta sul grande schermo una vicenda particolare della storia locale, intrecciando calcio, guerra e vita quotidiana nell'Italia del 1944.
Le riprese partiranno a settembre e coinvolgeranno diverse località marchigiane, trasformando luoghi e paesaggi del territorio in parte integrante della storia raccontata da “Italia Germania ’44”.
Nuove importanti evidenze archeologiche sono emerse nell'area di Potentia, l'antica colonia romana di Porto Recanati, dove nel pomeriggio di giovedì 20 agosto il cantiere di scavo è stato eccezionalmente aperto al pubblico nell'ambito dell'iniziativa "Tra le vie di Potentia. L'archeologia incontra la comunità".
Accompagnati dagli archeologi della Soprintendenza e di ArcheoLAB, i partecipanti hanno potuto visitare il nuovo cantiere di scavo e conoscere da vicino le metodologie utilizzate e i risultati delle indagini preventive effettuate in vista della realizzazione del nuovo accesso all'area dal lato nord. I due saggi stratigrafici hanno restituito elementi di particolare interesse per ricostruire l'organizzazione urbana dell'antica colonia romana.
Nel primo saggio è emersa la fase tardoantica di sistemazione di una grande area aperta, verosimilmente identificabile con il foro cittadino. Il secondo ha invece portato alla luce l'intersezione tra un cardo e un decumanus, oltre ad alcune strutture edilizie affacciate sulla strada, con resti di intonaci e porzioni di pavimentazione ancora conservate.
L'iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, in collaborazione con il comune di Porto Recanati e ArcheoLAB. Il progetto "Potentia: accessibilità, inclusione e rigenerazione culturale" è inserito nel Piano Olivetti per la Cultura.
"Accogliamo con grande entusiasmo la ripresa degli scavi archeologici a Potentia, un patrimonio straordinario che può ancora restituire importanti testimonianze sulla storia del nostro territorio", dichiara il sindaco Andrea Michelini.
"L'auspicio è che questa nuova fase di ricerca possa proseguire a lungo e con continuità, permettendo di approfondire la conoscenza dell'antica città e di rendere il sito sempre più accessibile e vicino alla comunità".
Il primo cittadino ha inoltre ringraziato l'architetto Giovanni Issini, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, la dottoressa Nicol Tiburzi, funzionario dell'Area archeologica, e il professor Frank Vermeulen dell'Università di Gent, Dipartimento di Archeologia, per il contributo offerto alla ricostruzione dell'assetto urbano di Potentia.
L'apertura del cantiere rappresenta il primo passo di un percorso più ampio finalizzato a rendere Potentia sempre più accessibile, conosciuta e integrata negli itinerari culturali e turistici del territorio.
Il progetto prevede infatti visite guidate, attività didattiche, iniziative divulgative e percorsi inclusivi, con l'obiettivo di rafforzare il legame tra l'antica città romana e la comunità, valorizzandone il patrimonio storico e archeologico.
Una stagione estiva da record per Pieve Torina, che si conferma una valida alternativa alle località balneari per chi cerca frescura, tranquillità e benessere a contatto con la natura.
Durante i mesi estivi sono state migliaia le persone che hanno raggiunto il paese dell’entroterra maceratese, porta d’accesso al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, attratte dal percorso Kneipp, dal Sentiero delle Acque e dalla piscina benessere. Un’offerta che continua a conquistare visitatori e che sta contribuendo a rafforzare l’attrattività turistica del territorio.
«Siamo orgogliosi del lavoro sin qui realizzato e dell’apprezzamento che tanti turisti, che hanno scoperto o riscoperto il nostro territorio, hanno voluto manifestarci», commenta il sindaco Alessandro Gentilucci.
I risultati raggiunti, però, rappresentano soltanto un punto di partenza. L’amministrazione guarda già alla prossima fase di sviluppo turistico, puntando su una promozione più strutturata e coordinata del territorio.
«È solo l’inizio di un processo di valorizzazione complessiva delle aree interne – sottolinea Gentilucci – che passa inevitabilmente anche per una maggiore professionalizzazione nelle capacità di marketing territoriale. Tant’è che stiamo lavorando per la costituzione di una Dmo, che si occupi di gestire e promuovere il turismo in modo coordinato a livello più generale».
Nel frattempo prosegue il percorso di potenziamento dell’offerta legata alle acque. Sono infatti in corso i lavori per la realizzazione di una nuova vasca termale lungo il Sentiero delle Acque, un ulteriore tassello destinato ad ampliare l’esperienza proposta ai visitatori.
«Ogni anno aggiungiamo un tassello a quest’esperienza immersiva nel torrente Sant’Angelo – spiega il sindaco – e per la stagione invernale inaugureremo una piscina naturale con acque riscaldate, per consentire una fruizione ancor più completa del percorso Kneipp».
Proprio il percorso Kneipp continua a rappresentare uno dei principali richiami turistici di Pieve Torina, facendo registrare un costante afflusso di visitatori. A contribuire alla sua crescente notorietà sono anche gli interessamenti di influencer e testate giornalistiche regionali e nazionali, che hanno contribuito a far conoscere l’esperienza oltre i confini del territorio.
L’obiettivo è dunque trasformare il successo estivo in un progetto turistico strutturato, capace di valorizzare durante tutto l’anno le peculiarità naturalistiche e legate al benessere di Pieve Torina, rafforzando il ruolo del piccolo centro dell’entroterra maceratese nell’offerta turistica dei Sibillini.
Giovedì 27 agosto, alle ore 21:15, nella chiesa dei Santi Vito e Patrizio di Chiesanuova di Treia, sarà presentata la guida dedicata alla stesso edificio sacro. La comunità di Chiesanuova si prepara ad accogliere la presentazione del nuovo opuscolo che ne racconta e valorizza il ricco patrimonio storico, artistico e devozionale.
L’opera, realizzata dal professor Alberto Meriggi, in collaborazione con la Parrocchia e con il prezioso contributo di un gruppo di amici del luogo e, come scrive il parroco don Igino Tartabini nel suo saluto, “nasce dal desiderio di condividere con la comunità, con i fedeli e i visitatori il grande patrimonio artistico e spirituale custodito all’interno della Chiesa e la bellezza che emerge da queste pagine non è un semplice esercizio estetico, ma una autentica catechesi fatta di pietra, colore e luce”.
La guida ripercorre in sintesi le vicende della Parrocchia e della costruzione dell’edificio, illustrando in modo documentato il contesto storico in cui si è sviluppata la comunità.
Ampio spazio è dedicato alle opere d’arte, agli arredi sacri, ai manufatti e ai simboli religiosi, descritti attraverso testi e un apparato fotografico inedito che ne facilita la lettura e la comprensione.
Nei primi anni Cinquanta del secolo passato, all’interno della chiesa hanno lavorato importanti artisti tra i quali Renato Pizzi, da San Severino Marche, Cesare Peruzzi, da Recanati, Torildo Conconi e Pietro Tavani, da Como, Antonino Morina, da Agira.
Ci sono opere che vanno dal Cinquecento al Novecento, di anonimi, ma anche di Domenico Luigi Valeri da Jesi e di Vincenzo Rossi, da Osimo. Particolare attenzione è stata riservata alla figura del parroco don Antonio De Mattia che dedicò tutta la vita alla costruzione della chiesa e a farne un luogo di preghiera rivolta soprattutto alla Madonna Regina della Pace, a cui la chiesa è stata consacrata.
Alla cerimonia di presentazione, curata dal professor Alberto Meriggi e dal parroco don Igino Tartabini, hanno dato la propria adesione autorità civili e religiose. Anche il vescovo Nazzareno Marconi, sarà presente e porterà il suo saluto.
I presenti potranno ricevere una guida per famiglia e dopo la presentazione ci sarà un momento conviviale per tutti presso l’oratorio.
Dopo il successo della prima edizione, Celeste Fashion ripropone l'All You Can Shop per la chiusura dei saldi estivi. La formula, già sperimentata con ottimi riscontri al termine dei saldi invernali, torna nei punti vendita di Macerata e Montecassiano dal 28 agosto al 6 settembre, con l’obiettivo di offrire ai clienti un’ultima occasione per fare acquisti a prezzi particolarmente vantaggiosi.
Il meccanismo è semplice: tre diverse buste, con altrettanti prezzi a seconda della grandezza – 39 euro, 59 euro e 99 euro – da riempire fino alla linea indicata. Tutto ciò che si riesce a inserire nella busta scelta viene acquistato pagando esclusivamente il prezzo del formato. Più capi e accessori si riescono a far entrare, maggiore sarà la convenienza.
La grande novità di questa edizione riguarda però la possibilità di trovare, accanto ai prodotti della stagione estiva ancora disponibili, anche alcuni articoli della collezione autunno-inverno. Si tratta in particolare di ultimi tagli e fine serie, con proposte di abbigliamento uomo e donna, borse, accessori e altri articoli pensati per completare gli outfit.
L’iniziativa è stata ideata da Cinzia Tomassoni insieme alle collaboratrici di Celeste Fashion (Daniela, Veronica, Asia e Barbara) e nasce dalla volontà di trasformare la chiusura dei saldi in un vero e proprio appuntamento con lo shopping, riproponendo una formula che aveva già funzionato nella precedente occasione.
L'All You Can Shop sarà disponibile sia nel punto vendita di Macerata sia in quello di Montecassiano, per un totale di dieci giorni di iniziativa. A Macerata, inoltre, l’appuntamento si inserirà anche nel programma delle iniziative legate a San Giuliano, con la possibilità di fare shopping anche nelle ore serali di domenica 30 agosto e lunedì 31 agosto.
L’evento arriva in un anno speciale per l’azienda: il 2026 segna infatti i 25 anni di attività di Celeste Fashion, realtà ormai consolidata nel settore dell’abbigliamento giovane donna e uomo e presente sul territorio con i due punti vendita di Macerata (in Corso Giacomo Matteotti) e Montecassiano (all'interno del parco commerciale).
Per conoscere tutti i dettagli sull'All You Can Shop, sulle collezioni e sulle altre iniziative è possibile visitare il sito ufficiale www.celestefashion.it e seguire i canali social Instagram e Facebook di Celeste Fashion Boutique, dove saranno pubblicati aggiornamenti e novità.
Il lungo viaggio fatto di attesa, speranze e silenzio è arrivato a destinazione. A distanza di poco più di un mese dall'annuncio con cui aveva comunicato la decisione di allontanarsi temporaneamente dai social, Benedetta Rossi è tornata su Instagram per condividere con i suoi milioni di follower la gioia più grande: l'arrivo nella sua vita e in quella del marito Marco Gentili di due bambine.
Ad accompagnare la notizia, una foto toccante che ritrae le mani della coppia unite a quelle delle piccole. Si tratta di una doppia adozione internazionale avvenuta in Costa Rica.
"Il viaggio è arrivato a destinazione, siamo ufficialmente una famiglia", ha scritto la nota cuoca e blogger marchigiana. "Non esistono parole per descrivere l’emozione del primo incontro, del primo sguardo e del momento in cui queste mani si sono strette. Le nostre bambine si chiamano Natacha e Sharlyn, hanno 10 e 9 anni, sono meravigliose, piene di luce e voglia di vivere".
Nel suo racconto, la Rossi ripercorre il momento esatto in cui ha riabbracciato le due sorelline nell'istituto costaricano in cui sono cresciute: "Avevamo il cuore in gola, gli occhi lucidi e un po’ di paura, ma è successa una piccola magia: si è aperta una porta e loro ci sono venute incontro correndo, piene di gioia, gridando 'mamma e papà!'. La lunga attesa e tutte le paure sono svanite in un secondo. Si sono fidate di noi sin dal primo istante ed è stato tutto così naturale che sembrava ci conoscessimo da sempre".
In queste settimane lontano dai riflettori e dagli schermi, la nuova famiglia ha vissuto i suoi primi momenti insieme per imparare a conoscersi e a costruire le basi di un nuovo percorso: "È stato il periodo più intenso, emozionante ed impegnativo della nostra vita. Abbiamo accolto le loro storie, interpretato i loro timori, ascoltato i loro silenzi. La nostra famiglia adesso è come un piccolo seme che è appena germogliato e che sta crescendo giorno dopo giorno".
Ora per Benedetta, Marco, Natacha e Sharlyn è giunto il momento di rientrare in Italia: "Tra poco torneremo a casa e non vediamo l’ora, anche perché ci manca da morire il nostro piccolo Cloud", ha concluso la blogger, ringraziando i fan per il grande affetto e il rispetto mostrato verso la privacy della loro storia in questo periodo così delicato.
La possibilità di spostarsi in modo autonomo incide profondamente sulla vita quotidiana, dal lavoro agli impegni familiari, fino al tempo libero. Per le persone con disabilità, tuttavia, scegliere un veicolo adatto alle proprie esigenze può essere complesso. Negli ultimi anni, lo sviluppo tecnologico ha contribuito a rendere la mobilità più accessibile, offrendo soluzioni sempre più flessibili e personalizzabili.
Le nuove tecnologie applicate alle auto per disabili
I moderni sistemi di assistenza alla guida possono semplificare numerose operazioni. I comandi vocali, per esempio, consentono di controllare alcune funzioni del veicolo senza distogliere l’attenzione dalla strada. Sensori di parcheggio, telecamere e sistemi di frenata assistita offrono invece un sostegno utile durante le manovre e gli spostamenti nel traffico.
Un altro aspetto importante riguarda gli adattamenti personalizzati. Acceleratori manuali, pedali modificati, pomelli al volante e sistemi automatizzati per l’apertura delle porte permettono di configurare il mezzo in base alle capacità del conducente. Le auto per disabili possono inoltre includere rampe, piattaforme elevatrici e spazi interni progettati per accogliere una persona sulla sedia a rotelle.
Sul mercato sono disponibili diversi tipi di veicoli adattabili, dalle utilitarie ai monovolume. La scelta dipende dalle necessità individuali, dallo spazio richiesto e dal modo in cui il mezzo verrà utilizzato. Prima dell’acquisto è quindi consigliabile rivolgersi a professionisti specializzati e provare personalmente le soluzioni proposte.
Digitalizzazione e servizi online per la mobilità inclusiva
La digitalizzazione ha reso più semplice raccogliere informazioni e confrontare le alternative disponibili. Attraverso siti specializzati e piattaforme online è possibile consultare le caratteristiche dei veicoli, conoscere gli adattamenti compatibili e richiedere preventivi senza doversi recare immediatamente in concessionaria.
Alcuni servizi digitali consentono anche di prenotare appuntamenti, interventi di manutenzione o assistenza tecnica. Le applicazioni dedicate alla mobilità possono aiutare a individuare parcheggi accessibili, stazioni di ricarica e percorsi privi di particolari ostacoli. Questi strumenti sono utili soprattutto quando si visita una zona poco conosciuta.
Per ottenere informazioni affidabili, è preferibile consultare i portali delle amministrazioni locali, delle associazioni attive sul territorio e degli operatori specializzati. In questo modo si possono conoscere anche eventuali incentivi, agevolazioni e iniziative disponibili nella propria regione.
L’impatto sociale delle innovazioni tecnologiche
Un veicolo adeguatamente adattato non rappresenta soltanto un mezzo di trasporto. Può offrire maggiore indipendenza, facilitare l’accesso al lavoro e rendere più semplice partecipare alla vita sociale. Per molte persone significa poter organizzare la giornata con meno vincoli e senza dipendere costantemente dall’aiuto di familiari o accompagnatori.
Le esperienze condivise dagli utenti mostrano quanto anche un singolo adattamento possa fare la differenza. Un sistema di salita più pratico o un comando personalizzato possono ridurre la fatica e aumentare la sicurezza. Associazioni locali, enti regionali e operatori sociali svolgono un ruolo prezioso, aiutando le famiglie a conoscere le opportunità disponibili e a orientarsi tra servizi e procedure.
Un invito a esplorare le opportunità della mobilità tecnologica
Informarsi è il primo passo per individuare una soluzione realmente adatta. Consultare esperti, partecipare a incontri locali e confrontarsi con altri utenti permette di compiere scelte più consapevoli. Sostenere la ricerca e l’innovazione significa contribuire alla costruzione di una società nella quale mobilità, autonomia e partecipazione siano possibilità concrete per tutti.
Cosmari è alla ricerca di tre autisti addetti al servizio scarrabili, da assumere a tempo determinato per sei mesi, con possibilità di proroga nei limiti previsti dalla normativa. La società ha indetto una selezione pubblica per titoli ed esami finalizzata alla formazione di una graduatoria.
Gli autisti saranno inquadrati al livello C1 del CCNL dei servizi ambientali – Utilitalia e si occuperanno principalmente della conduzione di autocarri scarrabili e, quando previsto dal servizio, di complessi veicolari composti da motrice e rimorchio.
Tra le mansioni previste rientrano anche le operazioni di aggancio, sgancio, caricamento, scaricamento, movimentazione e messa in sicurezza dei cassoni scarrabili, oltre al carico e alla movimentazione dei materiali attraverso l’attrezzatura a polipo installata sugli automezzi.
I candidati dovranno inoltre occuparsi dei controlli sul mezzo prima e dopo l'utilizzo, verificare l'efficienza dei dispositivi di sicurezza, segnalare eventuali anomalie, curare la corretta tenuta dell'autocarro e compilare la documentazione di viaggio e di servizio. Sarà inoltre necessario rispettare le disposizioni in materia di circolazione stradale, sicurezza sul lavoro, tutela ambientale e procedure aziendali.
Per partecipare alla selezione sono richiesti alcuni requisiti generali: età compresa tra 18 e 55 anni, piena idoneità psico-fisica alla mansione, godimento dei diritti civili e politici e assenza di condanne o procedimenti penali incompatibili con l'impiego.
Tra i requisiti specifici, invece, figurano il diploma di scuola secondaria di primo grado, la patente di guida categoria CE e il Certificato di Qualificazione del Conducente (CQC) merci, entrambi in corso di validità. Patente CE e CQC dovranno inoltre avere un punteggio residuo non inferiore a 18 punti ciascuno e non essere soggette a provvedimenti di sospensione o revoca.
Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente online entro le ore 23:59 del 18 settembre 2026, compilando l'apposito modulo elettronico disponibile sul sito di Cosmari, nella sezione "Lavora con noi".
Alla domanda dovranno essere allegati, tra gli altri documenti, curriculum vitae, documento d'identità, patente CE e CQC merci, oltre alla documentazione relativa al titolo di studio e agli eventuali titoli utili per l'attribuzione del punteggio. Per i cittadini extraUE è richiesta anche la copia del permesso di soggiorno in corso di validità.
Dopo le ore 23:59 del 18 settembre il collegamento al modulo sarà disattivato. Le comunicazioni ai candidati saranno pubblicate esclusivamente sul sito istituzionale di Cosmari, nella sezione "Società Trasparente – Selezione del personale – Bandi di concorso", e avranno valore di notifica a tutti gli effetti.
La graduatoria finale resterà valida per 24 mesi dalla data della sua approvazione. Durante questo periodo potrà essere utilizzata anche per eventuali ulteriori assunzioni, a tempo determinato o indeterminato, per lo stesso profilo o per mansioni con competenze analoghe o similari, nel rispetto dell'ordine di merito e delle esigenze aziendali.