Controlli a tappeto a Civitanova Marche da parte della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. Nei giorni scorsi è stato effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal questore della provincia di Macerata Luigi Mangino, nell’ambito delle strategie definite dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal prefetto.
Alle operazioni hanno preso parte gli agenti della Squadra Mobile, della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Macerata, del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche, l’Unità Cinofila della Polizia di Stato di Ancona e i militari dell’Arma dei Carabinieri.
Nel corso dei servizi, svolti tra la serata di giovedì e il pomeriggio successivo, sono state identificate 114 persone, di cui 57 cittadini stranieri. Tra i soggetti controllati, 38 sono risultati con precedenti di polizia. Sono stati inoltre verificati 17 veicoli.
I controlli hanno interessato diverse zone della città considerate più sensibili: dal lungomare al centro urbano, dalla stazione ferroviaria alle fermate del trasporto pubblico, fino ai luoghi di maggiore aggregazione e alle aree verdi. L’attività si è svolta sia attraverso posti di controllo sia con pattugliamenti dinamici.
Durante le verifiche della serata di giovedì è stato individuato un cittadino tunisino di 33 anni risultato irregolare sul territorio nazionale. Dagli accertamenti è emerso che l’uomo aveva presentato una richiesta di protezione internazionale a Catania cinque anni fa, diventando successivamente irreperibile, per poi presentare una nuova istanza ad Ancona tre anni dopo. La Commissione territoriale di Catania aveva dichiarato inammissibile la richiesta disponendo il rimpatrio. Considerati anche i precedenti di polizia, il 33enne è stato accompagnato al Centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, in attesa del rientro in Tunisia.
Nel corso di un controllo effettuato all’interno di un locale notturno è emersa un’altra situazione di rilievo. Gli operatori della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine hanno identificato un dipendente del locale che, a seguito di una perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di un fucile a ricarica di gas di elevata potenza detenuto illegalmente, oltre a diverse confezioni di cartucce e due pugnali. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per detenzione abusiva di armi, caricatori o munizioni.
Nel pomeriggio successivo i controlli si sono concentrati anche nell’area della stazione ferroviaria, con il supporto delle unità cinofile antidroga. Un cittadino senegalese di 26 anni, residente fuori provincia, è stato trovato in possesso di una piccola quantità di hashish ed è stato segnalato alla Prefettura di Macerata come assuntore di sostanze stupefacenti.
Sempre nei pressi della stazione gli agenti sono intervenuti dopo la segnalazione di una lite tra più persone. Sul posto sono stati identificati un giovane cittadino egiziano e una cittadina marocchina, mentre altri due soggetti si erano già allontanati salendo su un treno.
Durante il trasferimento negli uffici del Commissariato, la giovane, una 21enne residente a Belluno e regolarmente presente sul territorio nazionale, avrebbe danneggiato l’auto di servizio colpendo con un calcio il montante della portiera. La giovane, già nota alle forze dell’ordine per precedenti specifici, è stata denunciata per danneggiamento, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
Controlli a tappeto a Civitanova Marche da parte della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. Nei giorni scorsi è stato effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal questore della provincia di Macerata Luigi Mangino, nell’ambito delle strategie definite dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal prefetto.
Alle operazioni hanno preso parte gli agenti della Squadra Mobile, della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Macerata, del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitanova Marche, l’Unità Cinofila della Polizia di Stato di Ancona e i militari dell’Arma dei Carabinieri.
Nel corso dei servizi, svolti tra la serata di giovedì e il pomeriggio successivo, sono state identificate 114 persone, di cui 57 cittadini stranieri. Tra i soggetti controllati, 38 sono risultati con precedenti di polizia. Sono stati inoltre verificati 17 veicoli.
I controlli hanno interessato diverse zone della città considerate più sensibili: dal lungomare al centro urbano, dalla stazione ferroviaria alle fermate del trasporto pubblico, fino ai luoghi di maggiore aggregazione e alle aree verdi. L’attività si è svolta sia attraverso posti di controllo sia con pattugliamenti dinamici.
Durante le verifiche della serata di giovedì è stato individuato un cittadino tunisino di 33 anni risultato irregolare sul territorio nazionale. Dagli accertamenti è emerso che l’uomo aveva presentato una richiesta di protezione internazionale a Catania cinque anni fa, diventando successivamente irreperibile, per poi presentare una nuova istanza ad Ancona tre anni dopo. La Commissione territoriale di Catania aveva dichiarato inammissibile la richiesta disponendo il rimpatrio. Considerati anche i precedenti di polizia, il 33enne è stato accompagnato al Centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, in attesa del rientro in Tunisia.
Nel corso di un controllo effettuato all’interno di un locale notturno è emersa un’altra situazione di rilievo. Gli operatori della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine hanno identificato un dipendente del locale che, a seguito di una perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di un fucile a ricarica di gas di elevata potenza detenuto illegalmente, oltre a diverse confezioni di cartucce e due pugnali. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per detenzione abusiva di armi, caricatori o munizioni.
Nel pomeriggio successivo i controlli si sono concentrati anche nell’area della stazione ferroviaria, con il supporto delle unità cinofile antidroga. Un cittadino senegalese di 26 anni, residente fuori provincia, è stato trovato in possesso di una piccola quantità di hashish ed è stato segnalato alla Prefettura di Macerata come assuntore di sostanze stupefacenti.
Sempre nei pressi della stazione gli agenti sono intervenuti dopo la segnalazione di una lite tra più persone. Sul posto sono stati identificati un giovane cittadino egiziano e una cittadina marocchina, mentre altri due soggetti si erano già allontanati salendo su un treno.
Durante il trasferimento negli uffici del Commissariato, la giovane, una 21enne residente a Belluno e regolarmente presente sul territorio nazionale, avrebbe danneggiato l’auto di servizio colpendo con un calcio il montante della portiera. La giovane, già nota alle forze dell’ordine per precedenti specifici, è stata denunciata per danneggiamento, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.
Macerata si conferma una delle province più sportive d’Italia. La fotografia arriva dall’Indice di sportività 2026, la graduatoria elaborata da Pts Sport per Il Sole 24 Ore, che ha analizzato le 107 province italiane attraverso 32 indicatori suddivisi in quattro grandi aree: struttura e organizzazione sportiva, sport individuali, sport di squadra e rapporto tra sport e società.
Con il 19° posto assoluto, Macerata conquista il primato regionale davanti ad Ancona, che si piazza al 38° posto, Pesaro Urbino al 42°, Ascoli Piceno al 53° e Fermo al 63°. Un risultato che conferma la forte identità sportiva del territorio e il peso di un movimento diffuso, capace di andare oltre i risultati delle singole eccellenze.
A spingere la provincia verso le zone alte della classifica è soprattutto la categoria “Sport di squadra”, dove Macerata raggiunge il 9° posto nazionale. Un risultato costruito su una rete capillare di società e discipline che coinvolge diversi centri del territorio, non soltanto il capoluogo.
A fare da traino è naturalmente il volley, settore nel quale la provincia occupa il 4° posto in Italia, grazie alla presenza di realtà di assoluto livello come la Cucine Lube Civitanova, protagonista della Superlega maschile, la Cbf Balducci Hr Volley Macerata, impegnata nel massimo campionato femminile, e la Banca Macerata Fisiomed in Serie A2.
Ma il risultato non è legato soltanto ai vertici agonistici. Macerata ottiene piazzamenti importanti anche per il numero di società sportive presenti sul territorio: l’indicatore “squadre e territorio” la colloca addirittura al secondo posto nazionale. Molto bene anche il calcio dilettantistico e le società dilettantistiche, entrambi al quinto posto, mentre il basket si attesta al 14° posto.
Anche la categoria dedicata alla struttura sportiva restituisce un quadro positivo: Macerata è al 25° posto, con risultati particolarmente significativi per dirigenti tecnici e ufficiali di gara, dove raggiunge il quinto posto, e per gli investimenti nello sport, decima in Italia.
Tra gli sport individuali spicca soprattutto il tennis, con un prestigioso 6° posto nazionale. Più difficili invece i risultati in alcune discipline: gli sport indoor si fermano all’82° posto, gli sport dell’acqua al 76° e il nuoto al 70°.
La categoria “Sport e società” vede Macerata al 38° posto, ma con due dati di grande rilievo che raccontano un movimento sempre più inclusivo. La provincia è infatti terza in Italia per sport paralimpico e raggiunge l’11° posto per sport femminile, segnali della crescita della partecipazione e del ruolo sociale dello sport.
A livello nazionale la classifica è guidata da Milano, vincitrice di tre delle ultime quattro edizioni, seguita da Trento e Bolzano. Tra le province emergono anche Belluno e Sondrio, spinte dall’eredità dei Giochi olimpici e paralimpici invernali, mentre Trieste mantiene posizioni di vertice grazie agli sport dell’acqua e alla qualità della propria organizzazione sportiva.
Per Macerata il 19° posto rappresenta dunque una conferma: una provincia che non vive soltanto di grandi squadre, ma di una rete ampia di società, tecnici, dirigenti, atleti e volontari. Un patrimonio che rende lo sport uno degli elementi distintivi dell’identità territoriale e una leva importante per benessere, turismo e sviluppo economico.
È morto don Antonio Mazzi, il sacerdote, educatore e attivista italiano che per tutta la vita ha dedicato il suo impegno al recupero e alla crescita dei giovani più fragili. Aveva 96 anni. Le sue condizioni di salute si erano aggravate nelle ultime settimane, durante le quali era stato ricoverato due volte in ospedale.
Don Mazzi, che amava definirsi semplicemente “prete”, era diventato negli anni una delle figure più conosciute nel panorama sociale italiano. Giornalista professionista, autore di numerosi libri e collaboratore di diverse testate, aveva raggiunto una grande popolarità anche grazie alle sue partecipazioni televisive, in particolare alla trasmissione “Domenica In”.
La sua opera più conosciuta resta la Comunità Exodus, nata nel 1980 per offrire un percorso di recupero e reinserimento ai ragazzi alle prese con la tossicodipendenza. Un progetto diventato negli anni un punto di riferimento per centinaia di giovani e famiglie alla ricerca di una seconda possibilità.
La sua vita è stata sempre segnata da un modo originale e fuori dagli schemi di interpretare il sacerdozio. Lo stesso don Mazzi amava raccontarsi così:
“Non ho mai portato la tonaca. Sono allergico a tutte quelle liturgie. Sono sempre stato un prete un po’ matto. Senza la follia non sarei riuscito a entrare in sintonia con i miei ragazzi e diventare per loro un educatore e un padre”.
Parole che racchiudono il suo stile: un sacerdote capace di stare accanto alle persone, soprattutto ai giovani più difficili da raggiungere, con un linguaggio diretto e un approccio basato sull’ascolto, sulla fiducia e sulla possibilità di ricominciare.
Dal 1979 don Mazzi era alla guida dell’Opera don Calabria di Milano, in via Pusiano, nei pressi del Parco Lambro. Proprio osservando da vicino la drammaticità del fenomeno della droga maturò l’idea del Progetto Exodus. Nel 1984 arrivò anche l’assegnazione della Cascina “Molino Torrette”, destinata a diventare la sede principale della comunità e il cuore di numerose iniziative rivolte al territorio milanese.
Nel corso degli anni il suo impegno si è allargato anche al mondo dell’educazione e dei giovani. Dal 1997 promosse il progetto “Tremenda Voglia di Vivere”, che comprendeva diverse iniziative tra cui l’Agenda Tremenda, un diario scolastico diventato un appuntamento annuale per generazioni di studenti.
A don Antonio Mazzi lo legava un’amicizia decennale con Guido Picchio, fotoreporter e direttore della nostra testata. Un rapporto fatto di stima, affetto e momenti condivisi, che aveva portato spesso il sacerdote a Macerata per salutare l’amico e la redazione.
Guido Picchio ricorda con emozione quegli anni:
“Sono tantissimi i ricordi che mi legano a don Antonio. Quando era ospite a ‘Domenica In’ veniva spesso a Macerata insieme all’amico don Felice Riva. Era una persona straordinaria, capace di entrare in sintonia con tutti e di trasmettere sempre energia e speranza”. "Nel 2014 don Antonio Mazzi inaugurò anche la chiesetta del villaggio di Corgneto, a Serravalle del Chienti, dedicata a San Giovanni Paolo II".
Il legame di don Antonio Mazzi con le Marche andava ben oltre gli incontri istituzionali e gli impegni legati alla sua attività educativa. "Era spesso ospite anche sulla costa, in particolare a Porto Recanati, dove amava concedersi momenti di relax nello chalet di amici comuni, lontano dagli impegni quotidiani e a contatto con le persone che gli erano vicine", racconta Guido .
"Don Mazzi apprezzava molto la semplicità della compagnia e il valore dell’amicizia: tra i momenti che ricordano il suo carattere solare c’erano anche le risate condivise con l’amico Ugo Ferracuti, di cui amava ascoltare le barzellette. Un rapporto fatto di affetto e spontaneità, che racconta il lato più umano e conviviale di un uomo abituato a stare tra la gente".
La sua presenza era frequente anche a Macerata, dove era stato ospite in diverse occasioni, tra cui allo Sferisterio, luogo simbolo della città, confermando il forte legame costruito negli anni con il territorio e con tante persone che gli hanno voluto bene.
“Ho avuto la fortuna di partecipare anche ad alcuni suoi compleanni, prosegue Guido Picchio. L’ultimo a cui presi parte fu nel 2006, a Milano, insieme alla sua comunità e a tanti amici che gli erano vicini. Don Mazzi aveva un modo speciale di stare con le persone: sapeva ascoltare, incoraggiare e guardare sempre oltre le difficoltà”.
La redazione di Picchio News e Guido Picchio si uniscono al dolore dei familiari, degli amici e di tutte le persone che in questi anni hanno incontrato don Antonio Mazzi e hanno trovato nella sua opera un sostegno concreto, una guida e una speranza di rinascita.
I funerali saranno celebrati lunedì 3 agosto alle ore 15 nella chiesa di Sant’Ambrogio a Milano.
Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Franco Baresi, storico capitano del Milan e della Nazionale italiana, morto questa mattina all'età di 66 anni. Considerato uno dei più grandi difensori della storia, Baresi lascia un'eredità sportiva straordinaria, ma anche il ricordo di un uomo apprezzato per la sua umanità e la sua disponibilità.
Tra i ricordi più significativi che lo legano al nostro territorio resta però quello del novembre 1997, quando Baresi raggiunse Serravalle di Chienti a pochi mesi dal terremoto che aveva colpito l'Appennino. L'ex capitano del Milan visitò i bambini costretti a frequentare le lezioni nei container, portando loro magliette autografate, tute e giacche a vento.
Un gesto semplice ma carico di significato, che contribuì a regalare un momento di serenità a una comunità ancora segnata dal sisma, e che vi facciamo ricordare con alcune foto di quel giorno del nostro direttore Guido Picchio che ricorda così la giornata: "Fu un'emozione per tutti i terremotati incontrarlo, fu una delle micce che diede la forza per ripartire. Mi ricordo di lui come di una persona gentilissima, disponibile con tutti per firmare autografi. Un campione anche fuori dal campo, un vero numero uno".
L'allora sindaco Venanzo Ronchetti ha ricordato l'importanza di quella visita: "Fu una giornata bellissima. Franco Baresi visitò tutte le scolaresche e incontrò gli alunni, regalando a ciascuno un giubbotto con i colori del Milan. Era una persona molto alla mano e i ragazzi erano entusiasti di poter trascorrere del tempo con un campione come lui. In un periodo così difficile, segnato dalle conseguenze del terremoto, quella visita rappresentò un momento diverso dal solito, capace di far dimenticare per qualche ora i tanti problemi che stavamo affrontando. Fu davvero un bellissimo gesto da parte sua".
Con la scomparsa di Franco Baresi se ne va una delle più autentiche bandiere del calcio italiano. Nelle Marche, oltre alle imprese sportive che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, resta il ricordo di un campione capace di lasciare il segno anche lontano dai campi da gioco.
Il faggio monumentale di Canfaito sta bene, ma continuerà a essere monitorato. Le analisi scientifiche condotte sull'albero simbolo della faggeta hanno restituito un quadro rassicurante: il "Patriarca", con i suoi circa 550 anni di età, conserva una buona vitalità e una stabilità meccanica sufficiente, anche se presenta alcune criticità legate alla sua lunga storia.
L'indagine è stata promossa dall'Unione Montana Potenza Esino Musone, ente gestore della Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, dopo una segnalazione dell'associazione LAC Marche. Per verificare lo stato di salute del faggio è stato incaricato il dottore forestale Tommaso Spilli, che ha effettuato una valutazione biomeccanica e fitosanitaria attraverso tomografie del fusto e del colletto.
Gli esami hanno confermato un'ottima vitalità generale dell'albero, evidenziando però alcune problematiche considerate compatibili con l'età avanzata. Al colletto è stata rilevata la presenza di carpofori di Ganoderma, un fungo che degrada il legno interno. Le analisi hanno però mostrato che il fusto è in buone condizioni: la cavità presente nella parte bassa dell'albero non compromette, al momento, la stabilità grazie alla capacità di compartimentazione del faggio e alla presenza di una quantità ancora adeguata di legno sano.
Più delicata è invece la situazione legata alla presenza di necrosi ed essudati tannici sul fusto, sintomi riconducibili a un possibile attacco di Phytophthora, un fungo patogeno che può provocare nel tempo un indebolimento della pianta e il progressivo disseccamento della chioma. Secondo gli esperti, tuttavia, il faggio potrebbe riuscire a contrastare l'attacco e sarà proprio il monitoraggio nei prossimi anni a permettere di valutarne l'evoluzione.
Per il "Patriarca" non sono previsti interventi invasivi: la strategia indicata dagli specialisti punta sulla tutela passiva dell'albero e sulla salvaguardia del suo habitat naturale.
"Il faggio monumentale di Canfaito è molto più di un albero: è un simbolo identitario per la nostra comunità, un punto di riferimento per il turismo sostenibile e un tesoro di biodiversità che abbiamo il dovere di proteggere – spiega il presidente dell'Unione Montana Denis Cingolani –. I dati ci rassicurano sulla sua straordinaria forza e stabilità meccanica, pur ricordandoci che ci troviamo davanti a un essere vivente plurisecolare che va trattato con rispetto, delicatezza e scientificità".
"Escludiamo qualsiasi intervento invasivo – aggiunge Cingolani –. La priorità sarà un monitoraggio costante nei prossimi anni e la salvaguardia del suo habitat naturalmente preservato. Invito tutti i visitatori della Riserva a vivere la faggeta con senso di responsabilità, evitando di calpestare eccessivamente la zona radicale".
Il faggio di Canfaito rappresenta non solo un elemento di grande valore paesaggistico, ma anche un importante alleato ambientale. Le analisi hanno permesso di stimarne i servizi ecosistemici: il "Patriarca", con una circonferenza del fusto di 632 centimetri e un'altezza di 21 metri, custodisce circa 53.794 chilogrammi di CO₂ nel legno e ne sequestra ogni anno circa 783 chilogrammi, producendo annualmente 512 chilogrammi di ossigeno.
Il valore economico stimato dei benefici ambientali generati dall'albero si aggira intorno ai 130mila euro, un dato che evidenzia come la tutela della biodiversità rappresenti anche un investimento per il territorio, dal punto di vista ambientale, turistico e culturale.
Guidava un monopattino contromano con un passeggero a bordo ed è risultato positivo ai cannabinoidi. Per questo un giovane residente a Valfornace è stato denunciato dai carabinieri della Compagnia di Tolentino alla Procura della Repubblica di Macerata per guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti.
Il provvedimento arriva a conclusione degli accertamenti medico-legali eseguiti dai sanitari dell'ospedale di Camerino, richiesti dai militari dopo il sinistro stradale avvenuto lo scorso 9 giugno a San Severino Marche, nel quale il giovane era rimasto coinvolto mentre viaggiava contromano alla guida del monopattino con un'altra persona a bordo.
Gli esami clinici hanno confermato l'assunzione di cannabinoidi, facendo scattare la denuncia e la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni.
L'episodio rientra nell'ambito dei controlli intensificati sul territorio dalla Compagnia Carabinieri di Tolentino, finalizzati alla prevenzione dei reati e al contrasto delle violazioni del Codice della strada.
Nel corso delle stesse attività, i militari sono intervenuti anche a Tolentino, dove hanno sequestrato sostanze stupefacenti in due distinti controlli. In via del Ponte un giovane del posto è stato trovato in possesso di due dosi di hashish, per circa un grammo complessivo, detenute per uso personale. In un'altra operazione è stato controllato un automobilista residente a Sarnano, trovato con 3 grammi di hashish e 2,5 grammi di cocaina. Per entrambi è scattata la segnalazione alla Prefettura di Macerata come assuntori, mentre al conducente è stata ritirata anche la patente.
Intervento dei vigili del fuoco nel tardo pomeriggio di oggi in corso Cairoli, a Macerata, dove poco dopo le 18 è stata segnalata la caduta di alcuni calcinacci e di pezzi di grondaia da un cornicione di un edificio.
La squadra di Macerata è intervenuta rapidamente con il supporto dell'autoscala, provvedendo alla rimozione delle parti pericolanti e alla messa in sicurezza dell'immobile per eliminare ogni rischio per passanti e residenti.
Sul posto sono arrivati anche gli agenti della polizia locale e il personale dell'Ufficio tecnico del Comune, che hanno effettuato i necessari sopralluoghi per valutare le condizioni dell'edificio e gli eventuali interventi di manutenzione.
Per consentire lo svolgimento delle operazioni in sicurezza, corso Cairoli è stato temporaneamente chiuso al traffico. La strada è stata riaperta poco prima delle 19, al termine dell'intervento.
Non si registrano persone coinvolte né feriti.
Incidente stradale nel pomeriggio in contrada Santa Lucia a Tolentino, dove poco dopo le ore 15 si è verificato uno scontro che ha coinvolto tre autovetture. A seguito dell’impatto, uno dei veicoli è stato interessato da un incendio.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco della squadra di Tolentino, che hanno provveduto allo spegnimento delle fiamme e alla messa in sicurezza dell’area interessata dall’incidente.
Non si registrano feriti gravi. Le persone coinvolte sono state assistite, mentre i soccorritori hanno completato le operazioni necessarie per rendere sicuro lo scenario.
Presenti anche gli agenti della Polizia Locale, impegnati nei rilievi per ricostruire la dinamica del sinistro e nella gestione della viabilità.
Restano da chiarire le cause dell’impatto e dell’incendio che ha coinvolto uno dei mezzi.
Martedì sera, un'amica mi manda un messaggio su WhatsApp. Nessun testo, solo un link e tre parole: "Questo devi vederlo". Apro, guardo, e in effetti aveva ragione, era esattamente il tipo di cosa che sapeva mi avrebbe fatto sorridere. Le rispondo, ci scriviamo un po', e mentre chiudo la conversazione mi rendo conto di una cosa che a chi fa il mio mestiere dovrebbe essere ovvia, ma che a volte dimentichiamo tutti: quel piccolo gesto, quel contenuto passato in privato da una persona a un'altra persona, vale infinitamente più di qualsiasi post con mille like.
Perché mettere un like, ormai, non significa quasi più niente. È diventato un gesto automatico, quasi involontario, lo facciamo scorrendo senza nemmeno fermarci davvero, un colpo di pollice e via! Ma inoltrare un contenuto a qualcuno con la frase "questo devi vederlo" è tutta un'altra cosa, perché lì ci metti la faccia, scegli una persona precisa, ti esponi, dici "ho pensato a te mentre guardavo questo". È il contrario esatto dell'applauso pubblico di un like, è intimità, è fiducia, è un piccolo atto di relazione vera dentro un mondo che di solito premia solo i grandi numeri.
E la cosa interessante, per chi come me osserva questi meccanismi da anni, è che anche le piattaforme se ne stanno accorgendo. Le analisi più recenti sull'algoritmo di Instagram raccontano che le condivisioni, i salvataggi e il tempo che passiamo davanti a un contenuto stanno diventando molto più importanti del semplice like, e in particolare che l'invio di un post a un'altra persona è considerato il segnale più forte in assoluto. In altre parole, anche la macchina ha capito quello che noi sappiamo istintivamente: che una cosa mandata in privato a un amico conta più di cento cuoricini pubblici, perché dietro c'è una scelta, un pensiero, una persona che ha detto "questo merita di arrivare proprio a te".
Il che cambia completamente il modo in cui dovremmo pensare a quello che pubblichiamo. Per anni ci siamo chiesti "come faccio a farmi vedere, come ottengo più like, come divento virale", e ci siamo riempiti i feed di frasi motivazionali, di immagini belle ma vuote, di contenuti costruiti per piacere a tutti e che proprio per questo non dicono niente a nessuno. Ma il contenuto che viaggia davvero, quello che le persone si passano di mano in mano, non è quasi mai il post genericamente ispirazionale. È il consiglio molto specifico, la piccola lista utile, l'osservazione intelligente che ti fa pensare "questo lo mando subito a Paola", l'errore comune spiegato bene, la cosa concreta che risolve un problema o che fa ridere per quanto è vera.
Ed è qui che si nasconde il trucco più semplice e più prezioso che posso darti, quello che uso io stessa prima di pubblicare qualsiasi cosa. Fermati un attimo, guarda il tuo contenuto e chiediti: a chi verrebbe voglia di mandarlo, e soprattutto perché? Se ti viene in mente subito una persona, un nome, una situazione, allora quel contenuto ha una ragione di esistere, ha dentro un'utilità, un'emozione o un punto di vista abbastanza forte da meritare di essere passato a qualcuno. Ma se non ti viene in mente nessuno, se la risposta non arriva, allora probabilmente stai pubblicando qualcosa di carino ma inutile, qualcosa che verrà guardato per un secondo e dimenticato subito dopo.
Perché alla fine è sempre la stessa storia, quella che continuo a raccontarti settimana dopo settimana da questa rubrica. I numeri grandi, la platea, la visibilità, contano molto meno di quanto pensiamo. E non c'è like al mondo che possa competere.
Il Parco del Pincio si arricchisce di una nuova area giochi pensata per garantire divertimento, inclusione e socializzazione. Il Comune di Morrovalle ha infatti completato l'installazione di una moderna struttura ludica inclusiva, progettata per abbattere le barriere architettoniche e offrire a tutti i bambini, senza distinzioni, uno spazio sicuro dove giocare insieme.
Cuore dell'intervento è un grande castello multiattività di oltre 60 metri quadrati, caratterizzato da colori vivaci e da numerose opportunità di gioco. La struttura si sviluppa attorno a tre torrette coperte, tra cui una suggestiva torretta panoramica esagonale, collegate da un ponte a onda inclinato e da un ponte in rete, percorsi che stimolano movimento, equilibrio e coordinazione.
Tra gli elementi più apprezzati figurano tre scivoli di diverse tipologie e altezze – uno a tubo e due curvi – progettati per consentire a bambini di età e abilità differenti di vivere l'esperienza del gioco in piena sicurezza. Completano l'allestimento pannelli didattici e sensoriali dedicati ai temi della pasticceria, del tris e della guida, facilmente accessibili anche ai più piccoli, oltre a un pianerottolo attrezzato con panchina e tavolino per i momenti di relax o di gioco tranquillo.
«I nostri parchi pubblici rappresentano un importante luogo di comunità e devono essere spazi in cui ogni bambino possa sentirsi accolto, libero di giocare e fare amicizia senza ostacoli – sottolinea il sindaco Andrea Staffolani –. Con questa installazione al Parco del Pincio compiamo un passo concreto verso una città sempre più inclusiva, a misura di famiglia e attenta alle esigenze dei più piccoli».
Grande attenzione è stata dedicata anche alla qualità dei materiali e alla sicurezza dell'impianto. La struttura portante è realizzata in acciaio zincato a caldo ad alta stabilità, mentre gli elementi in polietilene trattati anti-UV garantiscono resistenza e durata nel tempo, preservando la brillantezza dei colori. L'intera area di impatto, estesa per oltre 70 metri quadrati, è stata rivestita con pavimentazione antitrauma in gomma drenante di colore rosso mattone.
L'intervento si è concluso con la sistemazione e la pulizia dell'area verde circostante, restituendo ai cittadini uno spazio completamente rinnovato, moderno e pronto a diventare un nuovo punto di riferimento per le famiglie e per i bambini del territorio.
Forza Italia Civitanova prende posizione dopo il passaggio dei consiglieri Piero Croia e Nicolò Renzi al gruppo civico “Vince Civitanova”, avvenuto dopo il voto sulla variante urbanistica relativa alla Zona Industriale B.
Il partito di centrodestra ribadisce la volontà di mantenere una linea politica autonoma e coerente, pur prendendo atto delle scelte individuali dei due consiglieri. «Prendiamo atto delle decisioni altrui, ma restiamo fermi sulla nostra identità e sui principi che abbiamo rappresentato agli elettori», è il messaggio della segreteria cittadina.
A intervenire è il segretario comunale di Forza Italia, Paolo Giannoni, che commenta il passaggio dei due esponenti consiliari: «Sorprende leggere delle dichiarazioni relative a una “profonda e sofferta riflessione” che avrebbe portato a questa scelta. Un percorso maturato, però, nello spazio di appena ventiquattr’ore. Comprendiamo la difficoltà di chi si è trovato a scegliere tra una posizione amministrativa e la linea politica del partito. Per noi la lealtà verso gli elettori viene prima di tutto».
Secondo Giannoni, il voto sulla variante urbanistica ha rappresentato un passaggio politico rilevante per il gruppo: «Forza Italia ha fermato un progetto che non rispondeva agli interessi generali della città e alla nostra idea di sviluppo del territorio».
La posizione della segreteria cittadina, indicata come riferimento politico del partito, è stata portata in Consiglio comunale dalla consigliera Paola Fontana, che ha seguito l’indirizzo espresso dagli organismi locali.
«Un partito politico – aggiunge Giannoni – non può limitarsi a ratificare decisioni prese altrove. La segreteria ha il compito di definire una direzione politica e i consiglieri devono confrontarsi con la comunità che li ha eletti. La coerenza con i nostri valori viene prima di qualsiasi automatismo di maggioranza».
Forza Italia conclude confermando la disponibilità al dialogo con chi condivide il progetto politico del partito, ma ribadendo la propria distanza da scelte amministrative ritenute non condivisibili.
I consiglieri comunali Nicolò Renzi e Piero Croia hanno ufficializzato l'addio al gruppo consiliare di Forza Italia Civitanova per aderire contestualmente alla lista civica "Vince Civitanova": la decisione, maturata dopo una contestazione aperta verso la gestione della segreteria locale del partito azzurro accusata di operare senza confronto, rappresenta per i due amministratori un passaggio naturale per proseguire il mandato elettorale all'insegna del pragmatismo e del radicamento sul territorio.
In una nota congiunta, Renzi e Croia hanno spiegato i motivi che hanno condotto alla rottura con la dirigenza cittadina di Forza Italia: "A seguito di una lunga e approfondita riflessione, comunichiamo la decisione di lasciare il gruppo consiliare di Forza Italia. I valori e gli ideali del movimento politico azzurro fanno e continueranno a fare parte della nostra identità politica e personale. Tuttavia, non condividendo la gestione del partito da parte della locale segreteria, che da tempo opera in assoluta autonomia senza un reale confronto con tutti i consiglieri comunali e con gran parte degli iscritti, e considerato il venir meno delle condizioni per una proficua collaborazione politica e amministrativa, abbiamo ritenuto inevitabile intraprendere un percorso diverso".
Contestualmente, i due esponenti politici hanno formalizzato l'ingresso all'interno della compagine civica di maggioranza: "Annunciamo la nostra adesione al gruppo consiliare 'Vince Civitanova', una scelta che riteniamo naturale e coerente. 'Vince Civitanova' rappresenta una realtà civica fortemente radicata sul territorio, che ha sempre dimostrato serietà, pragmatismo e una straordinaria vicinanza ai bisogni reali dei cittadini. In questo gruppo ritroviamo non solo una piena condivisione di valori e di visione per la città, ma anche un clima di autentica stima e amicizia con colleghi con cui abbiamo già condiviso battaglie importanti. Con loro continueremo a lavorare con serenità ed efficacia nell'interesse di Civitanova".
In conclusione, Croia e Renzi hanno rivendicato il legame diretto con l'elettorato che li ha sostenuti alle urne: "Siamo stati eletti attraverso il voto di preferenza, grazie alla fiducia che i cittadini hanno riposto direttamente nelle nostre persone e nel lavoro svolto sul territorio. Continueremo pertanto a onorare quel mandato con lo stesso impegno, la stessa serietà e la stessa disponibilità all’ascolto che hanno sempre contraddistinto il nostro percorso amministrativo".
Il guasto alla Pet-Tc dell’ospedale di Torrette non è ancora completamente risolto, ma l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche assicura che sono in corso tutte le azioni necessarie per garantire la continuità degli esami diagnostici.
Il sistema, spiega la direzione dell’Aou Marche, presenta “un’anomalia tecnica intermittente” sulla quale sono già intervenuti sia il personale del servizio di manutenzione sia i tecnici della casa produttrice. Il problema è legato alla necessità di reperire un componente di ricambio, la cui disponibilità consentirà il ripristino definitivo della piena funzionalità del macchinario.
Nel frattempo l’azienda sanitaria ha predisposto una serie di misure organizzative per evitare disagi ai pazienti. Tra le soluzioni individuate c’è la definizione di accordi con altre aziende sanitarie regionali, in particolare con Ast Macerata, che in passato aveva già collaborato con Torrette per prestazioni della stessa tipologia.
L’obiettivo è garantire la presa in carico dei pazienti esterni e di quelli provenienti da fuori provincia, mantenendo attivi i percorsi assistenziali stabiliti dalle strutture competenti.
L’Aou Marche precisa inoltre che la gestione dei pazienti prosegue anche attraverso le modalità alternative disponibili, compreso l’utilizzo della Risonanza magnetica Pet (Rmn Pet) quando appropriato per i percorsi clinici individuati.
Parallelamente, l’azienda ha valutato positivamente anche l’ipotesi di ricorrere temporaneamente a una Pet-Tc mobile, ovvero un’apparecchiatura installata su un mezzo dedicato che potrebbe essere utilizzata fino al completo ripristino del sistema fisso.
Sono infine in corso ulteriori verifiche e acquisizioni dal mercato per individuare le soluzioni più rapide ed efficaci.
L'Ast di Macerata ha disposto l'apertura, a partire da lunedì 3 agosto, di un ambulatorio diurno presso la Casa della Comunità di San Severino Marche per fronteggiare la mancata copertura assistenziale venutasi a creare nel territorio comunale a seguito del collocamento a riposo della dottoressa Patrizia Caciorgna: il presidio, a carattere contingente e provvisorio, rimarrà attivo per l'intero mese di agosto con orari articolati tra mattina e pomeriggio per garantire visite, prescrizioni di farmaci e continuazione delle terapie ai pazienti rimasti temporaneamente sprovvisti di medico di medicina generale.
La misura tampone è stata introdotta dall'azienda sanitaria locale per sostenere la cittadinanza che non è riuscita a effettuare tempestivamente il cambio del medico di fiducia. Contestualmente, la direzione aziendale ha inviato una richiesta formale a tutti i professionisti aderenti all'aggregazione funzionale territoriale (Aft) di San Severino Marche per sollecitare la disponibilità alla creazione di un elenco separato, con l'obiettivo di ampliare l'assistenza e favorire il graduale assorbimento degli assistiti privi di copertura.
Il nuovo ambulatorio diurno opererà presso la struttura della Casa della Comunità dal lunedì al venerdì con la seguente programmazione: il lunedì, il martedì, il giovedì e il venerdì dalle ore 10:00 alle ore 16:00, mentre la giornata di mercoledì osserverà l'orario pomeridiano dalle ore 14:00 alle ore 20:00.
L'iniziativa è stata commentata dal direttore generale dell'Ast di Macerata, il dottor Alessandro Marini: "La salute dei cittadini viene prima di tutto e con l’apertura dell’ambulatorio diurno diamo una risposta concreta e immediata. È una misura temporanea, in attesa di poter coprire quanto prima le carenze, ma rappresenta un punto di riferimento per i bisogni sanitari indifferibili dei cittadini come visite, prescrizioni, certificati e continuità terapeutica".
Si è tenuta nella serata di giovedì 30 luglio, al Centro Sociale Ada di Camerino, la prima assemblea pubblica del nuovo corso dell'ASD Camerino Calcio: durante l'incontro, alla presenza del sindaco Roberto Lucarelli, la società ha presentato la struttura del nuovo direttivo guidato dal presidente Alessio Bottacchiari, l'area tecnica con il tecnico Giuliano Fondati, la rosa per il campionato 2026/2027 e le iniziative legate allo storico traguardo del Centenario del calcio camerte.
Nel corso della serata, il presidente Bottacchiari ha aperto i lavori illustrando l'organigramma del club: al suo fianco figurano il vicepresidente Niccolò Gentilucci e il segretario Lidio Palumbo. La gestione della Prima Squadra è stata affidata ai dirigenti Samuele Dominici e Marco Paniccià, mentre la formazione Juniores Regionale – reintrodotta per valorizzare i giovani del vivaio locale in sinergia con la società ASD Camerino Castelraimondo e le altre realtà del territorio – vedrà impegnati Sante Elisei, Venanzio Piccioni ed Enrico Tomassini. Completano la compagine societaria i consiglieri Marco Belardinelli e Pietro Tapanelli, oltre al responsabile per il rapporto con soci e abbonati Federico Lucarini.
Sul piano strettamente sportivo, l'area tecnica sarà coordinata dal direttore sportivo Riccardo Forconi. La guida della Prima Squadra è stata assegnata a mister Giuliano Fondati, affiancato dal viceallenatore e preparatore atletico Gianluca Scoponi e dal preparatore dei portieri Mauro Marsili. La panchina della Juniores è andata a Stefano Grasselli, con Giovanni Broglia nel ruolo di preparatore atletico. L'organico al completo si radunerà a partire da lunedì 3 agosto agli impianti sportivi in località Calvie per iniziare la preparazione pre-campionato.
Un'attenzione centrale è stata riservata alle celebrazioni del Centenario: la società ha infatti promosso la nascita di un comitato organizzativo aperto alla partecipazione di tutta la cittadinanza per ideare eventi e manifestazioni celebrative. Parallelamente, sono state aperte le adesioni per la campagna soci e la campagna abbonamenti per sostenere le attività del club biancorosso.
I giocatori convocati per l'inizio della preparazione agli ordini di mister Fondati:
Portieri: Gubinelli Andrea (2007), Rocchi Marco (1996). Difensori: Consoli Alessandro (2006), Fioretti Niccolò (2001), Francucci Matteo (2000), Gobbi Daniele (1996), Ucciero Tommaso (2007), Tomassini Leonardo (2008). Centrocampisti: Borioni Jacopo (1992), Fioretti Tommaso (2006), Gianfelici Tommaso (1997), Recchioni Andrea (2006), Rosi Tommaso (2006), Spurio Edoardo (2008), Trillini Massimiliano (1992). Attaccanti: Moscatelli Matias (2007), Palmieri Federico (1995), Ulivello Matteo (1988).
Dopo una prima parte di stagione dedicata alle competizioni sprint e olimpiche, il triathlon del Centro Nuoto Macerata ha cambiato passo affrontando le prove più impegnative del calendario: quelle sulle lunghe distanze, dove resistenza fisica e capacità mentale diventano elementi decisivi.
Un’estate intensa per il gruppo biancorosso, protagonista in alcune delle gare più dure del panorama nazionale e internazionale, con risultati di prestigio e importanti conferme.
Ad aprire questa nuova fase è stato Samir Daoud, alla sua prima esperienza sulla distanza Ironman 70.3, affrontata con successo nella prova di Jesolo.
Sulla stessa distanza si sono cimentati anche Stefano Wosz e Matteo Angelozzi, impegnati nel Challenge di Cesenatico. Proprio Angelozzi ha ottenuto un risultato di rilievo, migliorando il proprio record personale e fermando il cronometro sul tempo di 4h43’26”.
Prosegue invece il percorso di preparazione verso la gara regina del triathlon per Mattia Baldoni, impegnato nell’Ironman 70.3 di Alghero.
Su un tracciato particolarmente selettivo, soprattutto nella frazione ciclistica, l’atleta del Centro Nuoto Macerata ha disputato una prova solida e regolare, chiudendo in 13h09’01”. Da sottolineare la prestazione nella maratona finale, completata in poco più di quattro ore, in vista della prossima sfida: il full distance di Thun, in Svizzera, con i suoi 3,8 chilometri di nuoto, 180 chilometri in bici e 42,195 chilometri di corsa.
Tra le prove più spettacolari e dure affrontate dagli atleti biancorossi spicca quella di Matteo Carnevali, protagonista all’EagleXman in Abruzzo, una delle competizioni di triathlon extreme più selettive d’Italia.
La gara, iniziata alle 5 del mattino con il nuoto nel Lago di Campotosto, è proseguita sulle strade del Gran Sasso con una frazione ciclistica caratterizzata da 3.500 metri di dislivello positivo.
A completare la sfida una maratona trail con gli ultimi chilometri affrontati in notturna lungo il sentiero da Fonte Cerreto a Campo Imperatore.
Un’impresa per pochi, portata a termine da Carnevali in 18h05’39”.
Nella stessa manifestazione, sulla distanza olimpica, sono arrivati altri ottimi piazzamenti per il Centro Nuoto Macerata: Edoardo Domizi ha conquistato il 9° posto assoluto e il 4° posto di categoria S3, mentre Vittorio Fiorani ha chiuso al 12° posto assoluto, salendo sul gradino più alto del podio nella categoria S4.
Presente anche il tecnico Franco Pallocchini, che ha scelto di tornare a gareggiare indossando nuovamente il body da competizione e condividendo con i propri atleti la sfida sul campo. Non si ferma nemmeno Simone Leoni, impegnato nel prestigioso circuito internazionale XTERRA.
Dopo il successo ottenuto lo scorso anno a Scanno, questa stagione ha scelto di affrontare la distanza full partecipando ai Campionati Europei in Trentino, dove ha conquistato un importante 11° posto di categoria, risultando inoltre il terzo miglior italiano in gara.
A completare il quadro delle partecipazioni anche Roberto Ripani, impegnato ai Campionati Italiani di Paratriathlon a Loano.
Il suo 7° posto finale conferma la presenza sempre più significativa del Centro Nuoto Macerata anche nel settore del paratriathlon.
I risultati estivi si aggiungono a una primavera ricca di piazzamenti importanti. Tra questi spicca il percorso di Francesco Marconi, sempre sul podio nelle gare disputate e attualmente in piena corsa per conquistare il prestigioso pettorale Gold di leader del circuito Adriatic Series.
Ottima anche la crescita del giovane Leonardo Tiranti, categoria Junior, protagonista di una stagione in costante miglioramento e ai vertici della classifica dello stesso circuito.
Per il Centro Nuoto Macerata un’estate all’insegna della fatica, della passione e dei risultati, con gli atleti biancorossi sempre più protagonisti nelle competizioni che mettono alla prova il limite della resistenza.
Nove marchigiani su dieci sono insoddisfatti della riduzione o della chiusura delle filiali bancarie nel proprio territorio. È uno dei dati più significativi che emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”, che fotografa le conseguenze della progressiva riduzione della presenza degli istituti di credito nelle comunità locali.
Secondo l’indagine, nelle Marche il 91,4% dei cittadini considera negativa la diminuzione degli sportelli bancari nei luoghi in cui vive. La presenza di un bancomat, sottolinea il rapporto, non viene percepita come una sostituzione adeguata del rapporto diretto con il personale bancario.
I numeri raccontano una trasformazione profonda del sistema bancario regionale. Tra il 2020 e il 2025 i comuni marchigiani serviti da banche sono passati da 184 a 143, con una riduzione del 22,3%. Nello stesso periodo le filiali sono scese da 790 a 585, con un calo del 25,9%: significa che in cinque anni sono stati chiusi 205 sportelli, con una media di 3,4 chiusure al mese.
La conseguenza è che oggi 103.439 cittadini marchigiani risiedono in comuni privi di uno sportello bancario.
Una situazione che, secondo Uilca, non riguarda soltanto la comodità di effettuare operazioni bancarie, ma coinvolge anche il ruolo sociale delle banche nei territori. “Dietro ogni sportello chiuso – evidenzia il segretario generale Uilca Fulvio Furlan – c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia”.
Il fenomeno viene collegato anche al rischio di ulteriore spopolamento delle aree interne e dei piccoli centri. Per il 63,4% dei cittadini marchigiani, infatti, la presenza di una filiale bancaria rappresenta un elemento che può influenzare la scelta di vivere o meno in un territorio. Inoltre, l’82,3% degli intervistati ritiene che la chiusura degli sportelli contribuisca alla marginalizzazione delle comunità locali.
Tra le criticità evidenziate dal rapporto c’è anche il tema della sicurezza. La riduzione del rapporto diretto con gli operatori bancari potrebbe aumentare la vulnerabilità dei cittadini più fragili rispetto a truffe e frodi. Nelle Marche il 79% delle persone intervistate ritiene che la scomparsa delle filiali favorisca il rischio usura, mentre l’86,6% considera la presenza del personale bancario importante per aiutare i cittadini a difendersi da phishing e truffe online.
La Uilca chiede quindi un cambio di prospettiva: non solo una rete bancaria basata sull’efficienza economica, ma anche un presidio vicino alle persone e ai territori.
“La banca – conclude Furlan – deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone”.
È nato ufficialmente il Gruppo Giovani Imprenditori CNA Macerata. Venerdì scorso, allo Chalet Mosquito di Potenza Picena, si è svolta l'assemblea costitutiva del nuovo raggruppamento di interesse dell'associazione territoriale, al termine di un pomeriggio di confronto, ascolto e lavoro dedicato alle nuove generazioni di imprenditori.
L'iniziativa, dal titolo "Giovani Talenti. Strumenti pratici per crescere insieme", ha riunito imprenditrici e imprenditori provenienti da settori diversi e con esperienze differenti: imprese già strutturate, attività familiari, ditte individuali e giovani che si stanno affacciando al mondo dell'impresa. Una platea eterogenea che rappresenta la composizione del nuovo gruppo e il valore di un percorso pensato per dare spazio a idee, bisogni e proposte concrete.
Al pomeriggio di lavoro hanno preso parte anche la presidente nazionale dei Giovani Imprenditori CNA Selene Re, la direttrice di CNA Macerata Lucia Pistelli e il presidente di CNA Macerata Simone Giglietti. Nel suo intervento, Selene Re ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa, evidenziando la volontà di creare anche nel territorio maceratese uno spazio stabile di confronto e collaborazione, capace di favorire il ricambio generazionale, stimolare l'innovazione e rafforzare la rete tra chi ogni giorno fa impresa.
La giornata si è aperta con gli interventi degli esperti di Uni.Co. e Unipol, che hanno affrontato rispettivamente i temi del credito, dei bandi e dei contributi, e quelli del welfare aziendale, della valorizzazione delle persone e della tutela dell'impresa. Successivamente, il confronto facilitato dai professionisti di Atteggiamento Digitale ha consentito ai partecipanti di lavorare direttamente sulle principali criticità che gli imprenditori affrontano nella gestione quotidiana delle proprie attività.
Dai lavori sono emersi temi molto concreti, tra cui la difficoltà di conciliare lavoro e vita privata, la gestione del tempo e dell'organizzazione interna, il rapporto con i clienti, la ricerca di collaboratori e manodopera qualificata, il peso della burocrazia, l'incertezza economica e le difficoltà di accesso alla liquidità necessaria per sostenere investimenti e crescita.
Accanto alle criticità, i partecipanti hanno individuato anche gli elementi sui quali costruire il percorso del nuovo gruppo: formazione mirata, capacità di fare rete, pianificazione, creatività, leadership, ascolto, empatia e una maggiore consapevolezza nella gestione dell'impresa. Un lavoro che consentirà a CNA Macerata di sviluppare nei prossimi mesi iniziative, servizi e momenti di confronto partendo dalle reali esigenze espresse dai giovani imprenditori.
Al termine dell'assemblea è stato eletto Filippo Salerno, imprenditore del settore costruzioni, come presidente dei Giovani Imprenditori CNA Macerata. A lui il compito di coordinare il percorso appena avviato e rappresentare le istanze delle nuove generazioni all'interno dell'associazione.
«È stata un'ottima iniziativa e sono convinto che riusciremo a creare un bel team – ha dichiarato il neo presidente Filippo Salerno –. Abbiamo trovato una CNA disponibile ad ascoltarci e per noi questo è molto stimolante, perché significa poter portare idee, esigenze e proposte dentro un'associazione che vuole costruire insieme a noi un percorso vero».
Il neo presidente ha poi indicato le priorità sulle quali il gruppo inizierà a lavorare.
«Nel corso del pomeriggio – ha aggiunto Salerno – sono stati affrontati molti temi sentiti dai giovani imprenditori e abbiamo ragionato su ciò di cui abbiamo bisogno per crescere. Accesso al credito, manodopera e formazione sono alcuni dei punti più delicati emersi dal confronto: saranno anche i primi fronti sui quali lavoreremo come gruppo».
L'Università di Macerata ha pubblicato due bandi per il conferimento di incarichi professionali destinati a rafforzare i servizi di inclusione per gli studenti e le attività di comunicazione legate ai progetti di innovazione didattica.
Il primo avviso riguarda la selezione di un massimo di 15 figure per attività di supporto accademico e mediazione rivolte a studentesse e studenti con disabilità o con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). Gli incaricati affiancheranno gli studenti nello studio, nella preparazione degli esami e della prova finale, nei tirocini e nei rapporti con docenti e strutture universitarie.
La selezione avverrà per titoli e colloquio. Possono candidarsi persone con una formazione specifica in ambito pedagogico, educativo o nel sostegno didattico e con esperienza nel settore. Le domande dovranno essere presentate entro le ore 14 del 19 agosto.
Il secondo bando è invece finalizzato all'individuazione di un'esperta o un esperto in comunicazione multimediale per il progetto "MEraviglIA – Metodologie didattiche inclusive e intelligenza artificiale", finanziato nell'ambito del Programma regionale Marche del Fondo sociale europeo Plus 2021-2027.
La figura selezionata si occuperà della progettazione e realizzazione di contenuti audiovisivi e podcast, dell'attuazione del piano di comunicazione, del coordinamento di eventi divulgativi e della promozione dei risultati del progetto attraverso i canali digitali.
Per partecipare è richiesto un titolo accademico di secondo livello, esperienza nella comunicazione di progetti innovativi e la presentazione di un portfolio professionale. Le candidature dovranno essere inviate entro il 26 agosto.
I bandi completi, con i requisiti richiesti e le modalità di presentazione delle domande, sono disponibili nella sezione "Ateneo – Bandi e concorsi – Collaborazioni esterne" del sito dell'Università di Macerata.
L'Università di Camerino festeggia undici nuove specializzande e specializzandi che hanno conseguito il titolo di specialisti in farmacia ospedaliera durante la seduta di diploma svoltasi al Polo Sant’Agostino. Un traguardo fondamentale che consente l'accesso diretto alla dirigenza del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), figura strategica per la gestione economica, clinica e organizzativa delle strutture sanitarie.
A guidare il percorso di studi è la scuola diretta dal professor Carlo Cifani, che ha evidenziato l'elevato profilo formativo e la forte selettività dell'accesso: "La scuola provvede alla formazione dei laureati in farmacia o chimica e tecnologia farmaceutiche (CTF) attraverso l'approfondimento teorico e pratico finalizzato all'espletamento della professione nell'ambito delle strutture farmaceutiche ospedaliere e territoriali del Servizio Sanitario Nazionale e/o internazionale. Sono specifici ambiti di competenza la gestione dei medicinali e dei dispositivi medici, la produzione di medicinali anche a carattere sperimentale, l'informazione e la documentazione sul farmaco, la vigilanza sui prodotti sanitari, la vigilanza sull'esercizio farmaceutico. L’accesso alla scuola di specializzazione è molto competitivo e avviene tramite concorso: solitamente sono tra 100 e 120 i partecipanti per 12 posti".
L'offerta didattica si caratterizza per un'intensa attività sul campo, come rimarcato dal direttore della scuola di scienze del farmaco e dei prodotti della salute, professor Gianni Sagratini: "Un percorso formativo della durata di 4 anni che affianca alla didattica in presenza un totale di oltre 5.000 ore di tirocinio in strutture ospedaliere e territoriali della rete formativa dell’università. Le attività professionalizzanti sono incentrate su: farmaco e dispositivo-vigilanza, area gestionale e di governo clinico, gestione operativa, clinico-terapeutica ed economica, management, sperimentazione clinica, galenica clinica, terapie oncologiche e farmaceutica territoriale".
In un panorama sanitario che richiede sostenibilità economica e innovazione continua, l'Università di Camerino conferma la volontà di investire nella crescita di figure manageriali e tecnico-scientifiche avanzate.
A ribadirlo è la pro rettrice alla didattica, professoressa Giulia Bonacucina: "L’Università di Camerino ha investito molto su questa figura professionale, garantendo un percorso formativo potenzialmente completo a partire dai corsi di laurea di Farmacia e CTF, per proseguire con la scuola di specializzazione ed infine con diversi master di II livello per integrare le competenze tecnico-scientifiche con capacità manageriali, necessarie per affrontare efficacemente le sfide emergenti del SSN: innovazione ed evoluzione dei percorsi di cura, delle tecnologie e dei ruoli organizzativi e di governance".
Presentata alla Camera dei Deputati la settima edizione del Ginesio Fest, in programma dal 25 al 30 agosto 2026 a San Ginesio, uno degli appuntamenti culturali più significativi dell'estate marchigiana. Un'edizione che segna un passaggio storico per la manifestazione, con il Premio San Ginesio "All'Arte dell'Attore" che assume ufficialmente il nome di Premio Remo Girone "All'Arte dell'Attore", in omaggio all'attore che ne fu ideatore e punto di riferimento fin dalla nascita del festival.
Nel corso della conferenza stampa romana sono stati annunciati anche i primi vincitori del nuovo riconoscimento: Maria Paiato e Valerio Binasco, due protagonisti assoluti della scena teatrale italiana contemporanea, scelti per rappresentare il valore artistico e umano che il premio intende celebrare.
Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, la senatrice Elena Leonardi, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche Silvia Luconi, il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco, il direttore artistico Leonardo Lidi, il presidente della giuria Alessio Boni e la fondatrice del festival Isabella Parrucci.
Il cambio di denominazione rappresenta un tributo alla figura di Remo Girone, che ha contribuito a costruire l'identità del festival trasmettendo una visione del mestiere dell'attore fondata su rigore, responsabilità, studio e autenticità.
La nuova giuria sarà presieduta da Alessio Boni e composta da Lino Musella, Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari.
La cerimonia di consegna del premio aprirà ufficialmente il festival il 25 agosto e sarà condotta da Rebecca Liberati e Christian La Rosa.
Per il quinto anno consecutivo la direzione artistica è affidata a Leonardo Lidi, che ha scelto come filo conduttore della manifestazione il tema "Illusioni".
Un concetto che invita a riflettere sul ruolo del teatro come spazio capace di immaginare il futuro, creare comunità e alimentare nuove possibilità attraverso l'arte.
Lidi ha sottolineato come il Ginesio Fest sia diventato negli anni un luogo di incontro tra grandi maestri e nuove generazioni, offrendo opportunità concrete ai giovani artisti e trasformando San Ginesio in un punto di riferimento nazionale per il teatro contemporaneo.
Nel corso degli interventi è stato ribadito il valore culturale e sociale del festival, considerato un modello di rilancio delle aree interne colpite dal sisma.
Il presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone ha definito il Ginesio Fest un esempio virtuoso di integrazione tra spettacolo dal vivo, valorizzazione del patrimonio e sviluppo dei territori.
Sulla stessa linea il sottosegretario regionale Silvia Luconi, che ha evidenziato come il festival rappresenti uno strumento di crescita culturale e promozione delle Marche.
Il sindaco Giuliano Ciabocco ha invece ricordato il percorso iniziato dopo il sisma del 2016, sottolineando come il festival sia diventato uno degli elementi identitari di San Ginesio e parte integrante del cosiddetto "piano della bellezza", capace di accompagnare la ricostruzione attraverso la cultura.
Alessio Boni, presidente della giuria, ha ricordato la figura di Remo Girone definendolo «un maestro capace di scomparire dietro il personaggio, facendo emergere soltanto la verità della scena». Boni ha spiegato di aver accettato con convinzione questo incarico perché il Ginesio Fest rappresenta «un progetto autentico, costruito con qualità, ricerca e onestà», sottolineando inoltre come il teatro sia oggi uno dei pochi luoghi in cui la finzione riesce ancora a raccontare una profonda verità umana.a le novità illustrate durante la conferenza anche il progetto TETA – Teatro e Tavola, sostenuto con 3,5 milioni di euro attraverso il programma Next Appennino.
L'iniziativa, che sarà completata entro il 2028, unirà teatro ed eccellenze enogastronomiche in un nuovo spazio dedicato sia alla valorizzazione del territorio sia all'accoglienza di artisti e compagnie teatrali.
La fondatrice Isabella Parrucci ha inoltre ricordato come il Ginesio Fest sia stato riconosciuto dal Ministero della Cultura tra i progetti triennali del Fondo nazionale, ottenendo il punteggio più alto nella propria categoria.
Dal 25 al 30 agosto, il pubblico potrà assistere a un programma che alterna prime nazionali, anteprime, spettacoli, laboratori e residenze artistiche.
Tra i protagonisti figurano Antonio Latella, Babilonia Teatri, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, Giulia Scotti, Marco Coscucci, Gruppo Uror, Francesco Marilungo, Riccardo Micheletti, Davide Calvaresi, Nicolò Tomassini e lo stesso Leonardo Lidi, che firmerà la regia della prima nazionale de "Il taccuino di Trigorin" di Tennessee Williams.
Il festival si conferma così uno degli appuntamenti culturali più importanti dell'estate marchigiana, capace di coniugare qualità artistica, valorizzazione del territorio e sostegno alle nuove generazioni, trasformando ancora una volta San Ginesio nel cuore pulsante del teatro contemporaneo.
Dopo essere tornato fruibile da cittadini, escursionisti e visitatori, uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico e paesaggistico del territorio settempedano, l' antico castello di Pitino, apre le sue porte per essere ammirato.
Il complesso monumentale situato a circa 11 chilometri dal centro storico e a 660 metri di altitudine, offrirà uno sguardo privilegiato su un paesaggio mozzafiato e su una storia millenaria per tutta l’estate con i seguenti orari di apertura: dal lunedì al giovedì dalle ore 8:00 alle 21:00, dal venerdì alla domenica dalle ore 8:00 alle 24:00.
Al momento l'accesso è consentito a tutta l'area esterna e panoramica del complesso, mentre restano momentaneamente esclusi dalle visite gli interni delle chiese e degli altri locali chiusi, in attesa del completamento di alcune piccole opere di rifinitura. Per valorizzare al meglio questo straordinario scenario, vengono periodicamente organizzate visite guidate condotte da esperti del territorio.
Proprio nei giorni scorsi si è tenuto un affascinante appuntamento in notturna che ha visto un'ampia e partecipata adesione: a guidare i visitatori tra le mura e le suggestioni sotto le stelle è stata la guida abilitata della Regione Marche Paola Pistoni.
L' amministrazione comunale continuerà a promuovere iniziative per far conoscere sempre di più questo prezioso scrigno di storia e bellezza.
Il sito su cui sorge il castello vanta radici antichissime: esso sorge, infatti, su uno dei più importanti insediamenti piceni dell' entroterra maceratese che ha conosciuto una vita ininterrotta dal VII al V secolo a.C., come testimoniato dalle tre necropoli di Monte Penna, Frustellano e Ponte di Pitino, oltre che dai reperti risalenti al Paleolitico riemersi durante gli scavi del Novecento.
Secondo alcune fonti storiche, la prima fondazione medievale si deve al nobile settempedano Marco Petilio nel XII secolo. Il castello vero e proprio fu edificato nel XIII secolo in una posizione altamente strategica per il controllo dell'alta valle del Potenza. Proprio per questo motivo, nel corso dei secoli fu al centro di accese e lunghissime controversie armate tra i Comuni di San Severino Marche, Treia, Cingoli, Tolentino e Camerino.
Nel 1239 fu l'imperatore Federico II di Svevia a cederlo al Comune di San Severino, che ne mantenne il controllo anche in epoca pontificia. Tra le sue pagine belliche più celebri si ricorda l' ultimo assedio dell' estate del 1426 da parte delle truppe pontificie contro la signoria degli Smeducci. Dichiarato di notevole interesse storico-artistico e sottoposto a vincolo nel 1974, il complesso è stato acquistato dal Comune di San Severino Marche il 7 gennaio 1988 per avviarne la definitiva tutela e valorizzazione.
Dopo il successo dei primi appuntamenti e il rinvio di una serata causato dal maltempo, il Quiete Music Festival torna protagonista per tutto il mese di agosto nella suggestiva cornice di Villa La Quiete di Treia, con un programma che unisce musica, storia e valorizzazione del patrimonio.
Ad aprire il calendario degli eventi sarà lunedì 3 agosto il concerto dei MUSAICO Folkestra con lo spettacolo Semplicemente Cantautori, appuntamento inizialmente previsto e poi rinviato. Una serata dedicata alla grande canzone d’autore italiana, tra melodie e parole di artisti che hanno segnato la storia della musica nazionale, accompagnata dall’atmosfera unica del parco della villa.
La serata prenderà il via alle 19 con l’apertura degli spazi storici e la Passeggiata Patrimoniale, iniziativa gratuita e senza obbligo di prenotazione che permetterà al pubblico di scoprire il fascino della dimora. Il concerto inizierà invece alle 21. I possessori dei biglietti o degli abbonamenti acquistati per la data originaria potranno accedere direttamente con il titolo già in loro possesso. Restano disponibili nuovi biglietti attraverso i canali ufficiali del festival e la piattaforma Liveticket.
Per agevolare l’arrivo degli spettatori sarà inoltre attivo, dalle 18.30, un servizio gratuito di bus navetta con partenza da Porta Cassara, collegamento pensato per unire il centro storico di Treia a Villa La Quiete e garantire il rientro al termine dello spettacolo.
Il festival proseguirà poi con una serie di appuntamenti dedicati alla musica classica e alle sue molteplici sfumature.
Martedì 4 agosto, alle ore 21, sarà protagonista la Gigli Band Orchestra, con una serata dedicata a un repertorio ricco di fascino e qualità, capace di coinvolgere il pubblico attraverso arrangiamenti e interpretazioni di grande livello.
Sabato 8 agosto, sempre alle 21, spazio a Appassionata con il New Era Quartet e il concerto Trame in consonanza, un percorso musicale dedicato alle raffinate sonorità del quartetto d’archi.
Un appuntamento speciale è previsto per domenica 9 agosto alle 18.30 con la Passeggiata Sinfonica: la violinista Svenja Staats accompagnerà il pubblico in un’esperienza immersiva all’interno del parco di Villa Spada, intrecciando la scoperta del patrimonio storico e naturalistico con la musica dal vivo.
La rassegna si concluderà giovedì 20 agosto alle 21 con il concerto Sotto le stelle, affidato al giovane pianista Alberto Cartuccia, talento conosciuto come “Il Piccolo Mozart”, che porterà sul palco la sua straordinaria sensibilità interpretativa.
Con il programma di agosto il Quiete Music Festival conferma la propria identità: una proposta artistica varia e di qualità, capace di creare un dialogo continuo tra musica e luoghi. Villa La Quiete non è soltanto lo scenario degli spettacoli, ma diventa parte integrante dell’esperienza, trasformando ogni concerto in un incontro tra arte, storia e bellezza.
Una serata speciale, capace di riportare tutti indietro nel tempo. Ieri sera, al ristorante Cipolla d'Oro di Potenza Picena, la classe del 1986 si è ritrovata per celebrare insieme il traguardo dei quarant'anni, dando vita a una reunion all'insegna dei ricordi, dell'amicizia e della voglia di stare insieme.
Quello che era nato come un semplice ritrovo tra coetanei si è trasformato in un momento ricco di emozioni, durante il quale sono riaffiorati i ricordi degli anni della scuola, delle estati trascorse insieme e delle esperienze condivise che hanno segnato un'intera generazione.
Gli organizzatori hanno curato ogni dettaglio per rendere l'incontro ancora più coinvolgente. Tra le sorprese più apprezzate una rivista personalizzata ispirata allo storico magazine Cioè, realizzata appositamente per l'occasione e arricchita con fotografie d'epoca, quiz, giochi, curiosità e tanti aneddoti. Non sono mancati gadget esclusivi creati come ricordo della serata, accolti con entusiasmo da tutti i partecipanti.
Uno dei momenti più emozionanti è stato senza dubbio l'arrivo delle maestre della scuola elementare, che hanno accettato l'invito a condividere questa ricorrenza con i loro ex alunni. I racconti degli anni trascorsi tra i banchi, gli aneddoti e i ricordi riportati alla memoria hanno regalato sorrisi, emozione e qualche inevitabile momento di commozione.
Tra musica, giochi, fotografie e tanta allegria, la reunion si è trasformata in una vera festa dell'amicizia, confermando quanto siano ancora forti i legami nati durante l'infanzia e coltivati nel tempo.
Gli organizzatori hanno voluto ringraziare tutti coloro che hanno partecipato con entusiasmo all'iniziativa e, in modo particolare, le maestre, la cui presenza ha reso l'incontro ancora più significativo.
L'auspicio condiviso da tutti è che questa serata rappresenti soltanto il primo di una lunga serie di appuntamenti, con l'obiettivo di continuare a coltivare un'amicizia che, a quarant'anni, dimostra di essere più viva che mai.
Una serata di emozioni, affetto e gratitudine per don Gianni Compagnucci, parroco della comunità di San Catervo a Tolentino, che nei giorni scorsi ha festeggiato il traguardo dei sessant'anni con una sorpresa organizzata dai suoi parrocchiani.
La festa è stata preparata in occasione della celebrazione della messa nella chiesa di San Catervo, dove la comunità ha voluto rivolgere al sacerdote i propri auguri. La funzione religiosa è stata celebrata da don Gianni insieme a don Ariel Veloz, al priore della Basilica di San Nicola, padre Massimo Giustozzo, e a padre Gabriele Pedicino.
Al termine della celebrazione, il parroco pensava di trascorrere il compleanno in famiglia, ma ad attenderlo c'era una sorpresa organizzata nei minimi dettagli. Una volta entrato nel locale scelto per i festeggiamenti, don Gianni si è trovato davanti decine di parrocchiani pronti ad accoglierlo con entusiasmo e affetto.
Alla serata hanno partecipato anche rappresentanti dell'amministrazione comunale di Tolentino, tra cui il sindaco Mauro Sclavi, il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi, l'assessore Benedetta Lancioni e i consiglieri comunali Monia Prioretti e Silvia Tatò. Presenti anche l'ex sindaco Giuseppe Pezzanesi, i sacerdoti della città e don Fabio Moretti, compagno di seminario di don Gianni.
Un momento di condivisione che ha riunito fedeli, amici e istituzioni cittadine, testimonianza del forte legame costruito negli anni dal parroco con la comunità di San Catervo.
La serata si è conclusa con il tradizionale taglio della torta e il brindisi per i sessant'anni di don Gianni Compagnucci, accompagnato dagli auguri per il suo servizio pastorale e per il cammino portato avanti alla guida della parrocchia.
Un ritorno carico di emozione, memoria e significato. A oltre cinquant'anni dall'acquisto del Castello di Pitino, il dottor Pacifico Fattobene, storico, scrittore e tra i più autorevoli custodi della memoria settempedana, è tornato a visitare l'antico fortilizio dopo il completamento dei lavori di restauro che lo hanno restituito al suo antico splendore.
Classe 1938, Fattobene è considerato da tutti l'ultimo residente del maniero. Nel marzo del 1970 fu proprio lui a sottoscrivere l'atto di compravendita del castello, un momento destinato a entrare nella storia locale. Nella giornata di ieri, dopo il lungo intervento di recupero promosso dall'Amministrazione comunale, ha potuto rivedere quei luoghi ai quali ha dedicato una parte importante della propria vita.
Ad accompagnarlo nella visita sono stati il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il nipote Nunzio, il coordinatore della Casa di riposo "Lazzarelli", Mauro Marcantonelli, dove Fattobene risiede attualmente, e il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata.
Per lo storico settempedano è stata una visita dal forte valore simbolico. Camminare nuovamente tra le mura del castello restaurato ha rappresentato non solo un momento personale di intensa commozione, ma anche un tributo alla storia e all'identità della città.
Studioso instancabile e autore di numerose pubblicazioni dedicate al territorio, Fattobene ha dedicato l'intera esistenza alla ricerca d'archivio e alla valorizzazione della memoria locale. Dai suoi studi sulla Resistenza e sulla figura di Enrico Mattei fino alle ricerche sulle ultime lettere di Giacomo Leopardi, il suo lavoro ha contribuito a preservare e tramandare il patrimonio storico e culturale della comunità settempedana.
La sua figura è legata anche a numerose curiosità biografiche. Negli anni della formazione frequentò il seminario insieme al futuro cardinale Edoardo Menichelli e a don Giuseppe Branchesi. È inoltre cugino di primo grado del cantautore Renato Zero, che in passato avrebbe manifestato il desiderio di contribuire personalmente al recupero del Castello di Pitino.
La visita è arrivata poche settimane dopo la riapertura ufficiale del complesso monumentale, inaugurato il 4 luglio scorso alla presenza del Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. Il progetto di recupero, che ha interessato il castello, la chiesa di Santa Maria della Pietà e quella di Sant'Antonio Abate, è stato realizzato grazie a un investimento superiore a 1,7 milioni di euro nell'ambito del Piano Nazionale Complementare al Pnrr.
«È stato un momento di straordinaria intensità emotiva e umana poter accompagnare il dottor Pacifico Fattobene tra le mura rinate del Castello di Pitino – ha dichiarato il sindaco Rosa Piermattei –. A lui dobbiamo una gratitudine profonda per la passione e la dedizione con cui, in tutti questi anni, ha custodito la memoria di questo luogo simbolo della nostra città. Vedere la sua emozione davanti al castello restituito alla comunità è stata la testimonianza più autentica del valore di questo intervento. La sua presenza rappresenta il ponte ideale tra la storia che abbiamo ereditato e il futuro che vogliamo costruire per questo straordinario patrimonio».
In arrivo chiusure notturne lungo il tratto marchigiano dell'autostrada A14 per permettere l'esecuzione dei lavori di rifacimento del manto stradale. Per consentire, infatti, gli interventi di asfaltatura sulla A14 Bologna-Taranto, la società Autostrade per l'Italia ha disposto l'interruzione temporanea del traffico nel tratto compreso tra le stazioni di Loreto-Porto Recanati e Ancona Sud in direzione Bologna.
Le limitazioni alla circolazione veicolare avverranno esclusivamente in orario notturno in due distinte giornate. La prima chiusura è programmata dalle ore 22:00 di lunedì 3 agosto alle ore 6:00 di martedì 4 agosto, mentre il secondo stop scatterà dalle ore 22:00 di mercoledì 5 agosto per concludersi alle ore 6:00 di giovedì 6 agosto. Negli stessi intervalli orari si renderà necessaria anche la contestuale chiusura dell'area di servizio Conero Est, situata all'interno del tratto interessato dai lavori.
Per i veicoli diretti verso nord e verso Ancona, dopo l'uscita obbligatoria al casello di Loreto-Porto Recanati, il percorso alternativo consigliato prevede di proseguire lungo la SS16 Adriatica per poi rientrare in autostrada A14 attraverso la stazione di Ancona Sud.
È stata presentata nella sala stampa della Camera dei deputati, su iniziativa dell'onorevole Antonio Baldelli, la nuova Ciclovia dei Borghi più belli d'Italia nelle Marche insieme alla guida "Come scoprire i Borghi più belli d’Italia nelle Marche senza auto": il progetto, promosso dall'associazione I Borghi più belli d'Italia nelle Marche con il sostegno dell'assessorato alle infrastrutture della Regione Marche, mette in rete 33 borghi attraverso cinque itinerari provinciali per oltre 1.100 chilometri di percorsi affiancati da una piattaforma tecnologica con la guida digitale "Sibilla".
A fare gli onori di casa e a tracciare la visione dell'iniziativa è stato l'onorevole Antonio Baldelli: "Un progetto capace di unire luoghi, persone e comunità, valorizzando con intelligenza quel patrimonio diffuso che rende unica la nostra regione. È un modello che guarda al futuro senza perdere ciò che siamo: rende i nostri borghi più accessibili, più conosciuti e più attrattivi, custodendone identità e autenticità. Perché il futuro dei borghi non è diventare altro, ma avere gli strumenti per continuare a essere sé stessi. È questa la strada giusta per creare nuove opportunità per i territori e costruire una crescita duratura, fondata sulla mobilità sostenibile e sulla qualità dell’esperienza".
L'infrastruttura territoriale si sviluppa integrando cartellonistica smart, totem, stazioni di ricarica e il portale itinerariborghimarche.it, supportato dall'avatar "Sibilla" per accompagnare i cicloturisti lungo i tragitti. La presidente dell'associazione I Borghi più belli d'Italia nelle Marche, Lorena Varani, ha rimarcato la portata strategica dell'opera: "Abbiamo creduto fin dall’inizio nella necessità di costruire uno strumento capace di mettere in relazione territori, comunità e servizi, valorizzando in chiave contemporanea l’identità diffusa della nostra regione. Per questo desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Regione Marche che ha reso possibile l’attuazione concreta del progetto, condividendone visione e obiettivi".
"La Ciclovia comprende cinque itinerari provinciali, oltre 1.100 chilometri di percorsi, 33 borghi coinvolti e una web app che accompagna il visitatore con contenuti, servizi, punti di interesse e informazioni in tempo reale. La sua forza sta nella capacità di evolvere nel tempo, integrando nuovi itinerari e nuovi servizi, e di offrire un supporto concreto alla fruizione del territorio, rendendo l’esperienza più semplice, accessibile e coerente con le esigenze del turismo contemporaneo", ha aggiunto.
Un plauso all'iniziativa è arrivato anche da Fiorello Primi, presidente dell'associazione nazionale I Borghi più belli d'Italia: "Una realtà che rappresenta una delle espressioni più belle e concrete della nostra idea di valorizzazione dei borghi. La Ciclovia non si limita a collegare dei luoghi: li mette in relazione, li racconta, li rende parte di un sistema vivo, dinamico e riconoscibile. È un modo nuovo di leggere il territorio, che unisce mobilità sostenibile, esperienza turistica e identità culturale. Le Marche dimostrano ancora una volta che i borghi sono patrimoni da conoscere e vivere. Questa è la direzione giusta per rafforzare il ruolo dei borghi come risorsa strategica per il Paese".
Il progetto, ideato da Alessandro Gualazzi, ha visto la collaborazione tecnico-operativa di Prait Soc. Coop., Grafox Srl e Nexma Srl. Insieme all'infrastruttura ciclabile è stato svelato il volume "Come scoprire i Borghi più belli d’Italia nelle Marche senza auto", firmato da Jake Carson e Mariangela Albertini ed edito da Giaconi Editore: un'opera di 165 pagine in italiano e inglese pensata per orientare i viaggiatori che scelgono di muoversi esclusivamente con i mezzi pubblici.