POTENZA PICENA – È stato individuato e denunciato dai carabinieri l’uomo ritenuto responsabile di una violenza sessuale ai danni di una giovane, avvenuta lo scorso luglio alla stazione ferroviaria di Potenza Picena.
A conclusione di una rapida attività investigativa, i militari della Stazione di Porto Potenza Picena hanno denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria un 36enne di origini senegalesi, senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti di polizia.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la giovane si trovava nei pressi della stazione quando sarebbe stata avvicinata dall’uomo con la scusa di chiederle del denaro. La situazione sarebbe poi degenerata: il 36enne l’avrebbe bloccata con la forza e palpeggiata nelle parti intime, reiterando la condotta fino a quando la ragazza è riuscita a divincolarsi e a salire sul treno che nel frattempo era arrivato in stazione.
Immediata la segnalazione e l’attività investigativa dei carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per risalire all’identità dell’aggressore.
Un contributo decisivo sarebbe arrivato dall’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nell’area della stazione. I militari hanno inoltre svolto una serie di accertamenti e raccolto informazioni sul territorio, riuscendo così a individuare il presunto responsabile.
L’uomo è stato quindi denunciato per violenza sessuale aggravata
POTENZA PICENA – È stato individuato e denunciato dai carabinieri l’uomo ritenuto responsabile di una violenza sessuale ai danni di una giovane, avvenuta lo scorso luglio alla stazione ferroviaria di Potenza Picena.
A conclusione di una rapida attività investigativa, i militari della Stazione di Porto Potenza Picena hanno denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria un 36enne di origini senegalesi, senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti di polizia.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la giovane si trovava nei pressi della stazione quando sarebbe stata avvicinata dall’uomo con la scusa di chiederle del denaro. La situazione sarebbe poi degenerata: il 36enne l’avrebbe bloccata con la forza e palpeggiata nelle parti intime, reiterando la condotta fino a quando la ragazza è riuscita a divincolarsi e a salire sul treno che nel frattempo era arrivato in stazione.
Immediata la segnalazione e l’attività investigativa dei carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per risalire all’identità dell’aggressore.
Un contributo decisivo sarebbe arrivato dall’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nell’area della stazione. I militari hanno inoltre svolto una serie di accertamenti e raccolto informazioni sul territorio, riuscendo così a individuare il presunto responsabile.
L’uomo è stato quindi denunciato per violenza sessuale aggravata
Incendio questa mattina in un’attività commerciale nel centro di Civitanova Marche. Le fiamme hanno interessato il negozio di abbigliamento Scalasedici, in piazza XX Settembre, nella zona di via Conchiglia.
L’allarme è scattato poco dopo le 7. A dare l’allarme è stata la titolare del vicino negozio Mary Market, che avrebbe notato del fumo nero provenire dall’area dei locali commerciali e, inizialmente, temendo che l’incendio si fosse sviluppato all’interno della propria attività.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno accertato che il rogo interessava invece il locale adiacente. La squadra ha lavorato per circa un’ora, riuscendo a circoscrivere e spegnere le fiamme prima che potessero propagarsi all’intero negozio e agli ambienti vicini. Al termine delle operazioni sono state effettuate anche le verifiche e la messa in sicurezza dell’area.
Sul posto è intervenuta anche la polizia del Commissariato di Civitanova Marche, che ha avviato gli accertamenti per ricostruire l’origine dell’incendio.
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori c’è un foro individuato sulla vetrina posteriore del negozio, quella che affaccia verso vicolo Nettuno. Secondo una delle ipotesi investigative, il foro potrebbe essere stato utilizzato per introdurre del liquido infiammabile all’interno del locale. Un elemento che, se confermato dagli accertamenti, potrebbe rafforzare l’ipotesi di un incendio appiccato volontariamente.
Le indagini sono in corso e gli agenti stanno acquisendo tutti gli elementi utili per chiarire la dinamica e stabilire con certezza le cause del rogo. Non si registrano, al momento, persone ferite.
Due interventi in rapida successione per il Soccorso Alpino e Speleologico Marche, impegnato oggi in altrettante operazioni di soccorso sul Monte Nerone e sul Monte Catria. In entrambi i casi è stato necessario l'intervento dell'elisoccorso regionale Icaro 02, che ha consentito di raggiungere rapidamente le persone infortunate e concludere le operazioni senza ulteriori criticità.
Il primo intervento si è verificato sul Monte Nerone, dove una donna è stata urtata da un bovino e spinta contro un muretto mentre attraversava un tratto di strada occupato da una mandria di animali con vitelli.
La donna si trovava insieme al marito, che si era fermato a causa di una foratura alla bicicletta. Durante l'attraversamento della strada, uno degli animali l'ha colpita, provocandone la caduta contro un muretto.
Immediatamente è scattata la macchina dei soccorsi. Sul posto è intervenuto Icaro 02, mentre le squadre territoriali del Soccorso Alpino e Speleologico Marche sono state attivate per fornire supporto alle operazioni.
La donna, fortemente spaventata per l'accaduto, è stata presa in carico dal personale sanitario e successivamente trasferita in ambulanza per gli accertamenti del caso.
Poco dopo la conclusione del primo intervento, i soccorritori hanno ricevuto una seconda richiesta di aiuto per un'infortunata sul Monte Catria, che aveva riportato un trauma alla caviglia sinistra, con sospetta frattura.
L'eliambulanza, trovandosi a pochi minuti di volo dalla zona, ha raggiunto rapidamente il luogo dell'incidente. Il tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, insieme al medico e all'infermiere dell'equipaggio sanitario, ha raggiunto la donna e proceduto alla sua stabilizzazione.
Le caratteristiche della zona e le condizioni dell'infortunata hanno reso necessario il recupero mediante verricello, per una calata di circa 50 metri. La donna è stata quindi issata a bordo dell'elicottero e trasferita all'ospedale di Fabriano per ricevere le cure necessarie.
Anche in questo secondo caso erano state attivate le squadre territoriali del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, pronte a intervenire a supporto dell'equipaggio dell'elisoccorso.
Entrambi gli interventi si sono conclusi rapidamente e senza ulteriori criticità, consentendo alle due donne di essere affidate alle cure del personale sanitario.
(Foto di repetorio)
Cinque bonifici, per un totale di quasi 700 euro, finiti nelle mani di una presunta organizzazione che aveva convinto un pensionato a investire su una piattaforma di trading online risultata poi inesistente. È quanto ricostruito dai carabinieri della Stazione di Penna San Giovanni, che hanno denunciato alla Procura di Macerata due persone ritenute responsabili, in concorso, del reato di truffa.
Si tratta di un giovane nato nel 1999, residente a Jesolo, già noto alle forze dell’ordine, e di una donna classe 1980, residente a Ferrara, anche lei con precedenti di polizia.
L’indagine è partita dalla denuncia presentata nei mesi scorsi da un 74enne residente a Roma. Tra gennaio e aprile l’uomo sarebbe stato contattato da un sedicente intermediario finanziario, che attraverso la tecnica del cosiddetto «falso trading online» sarebbe riuscito a conquistare la sua fiducia.
Convinto della bontà dell’investimento, il pensionato avrebbe effettuato diversi versamenti su una piattaforma internet che, successivamente, si sarebbe rivelata inesistente. Complessivamente sarebbero stati eseguiti cinque bonifici, per una somma vicina ai 700 euro.
A quel punto sono scattati gli accertamenti dei militari di Penna San Giovanni. L’analisi dei movimenti bancari e il tracciamento delle somme versate hanno permesso agli investigatori di risalire ai destinatari del denaro e di identificare i due presunti responsabili.
I due sono stati quindi denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata. La loro posizione resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria..
L’Arma rinnova quindi l’invito alla massima prudenza davanti a proposte di investimento ricevute per telefono o attraverso internet, soprattutto quando provengono da soggetti non verificati. Prima di effettuare qualsiasi versamento è fondamentale controllare che l’intermediario finanziario sia effettivamente autorizzato dagli organi di vigilanza.
In caso di dubbi o di situazioni sospette, il consiglio è di rivolgersi tempestivamente alla Stazione dei carabinieri più vicina o di contattare il 112.
Ha bloccato un carroattrezzi lungo la strada, minacciato il conducente e tentato di impossessarsi dell'auto trasportata, per poi fuggire con il cellulare del soccorritore. È quanto contestato a un 23enne tunisino, residente a Macerata e regolare sul territorio nazionale, denunciato dai carabinieri della Stazione di Montecassiano al termine di un'articolata attività d'indagine.
I fatti risalgono alla mattina del 12 agosto, quando la centrale operativa ha inviato i militari di Montecassiano e l'Aliquota Radiomobile in soccorso di un 66enne, dipendente di una ditta di soccorso stradale.
L'uomo aveva appena caricato sul carroattrezzi un'autovettura rimasta in panne, quando è stato improvvisamente affiancato e bloccato dall'indagato, che si trovava a bordo della propria automobile.
Le chiavi del carroattrezzi e il tentativo di prendere l'auto
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 23enne sarebbe sceso dal proprio veicolo con un atteggiamento minaccioso, riuscendo a sfilare le chiavi dal quadro del carroattrezzi. Successivamente avrebbe preteso anche le chiavi della vettura trasportata, sostenendo falsamente di esserne il proprietario.
Il giovane è quindi salito a bordo dell'auto in panne, tentando senza successo di metterla in moto. Di fronte alla situazione, il soccorritore ha contattato telefonicamente il reale proprietario del veicolo per chiarire la vicenda. Ma proprio durante la conversazione si è verificato il secondo episodio.
Gli prende il cellulare e fugge verso Osimo
L'indagato, chiedendo di parlare direttamente con il proprietario della macchina, si sarebbe impossessato con destrezza del cellulare del 66enne, per poi risalire sulla propria auto e allontanarsi a forte velocità.
Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno portato i carabinieri fino a Osimo, dove i militari della locale Stazione sono riusciti a rintracciare il 23enne e a recuperare lo smartphone, successivamente sottoposto a sequestro.
Le successive verifiche hanno permesso di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. In particolare, i carabinieri hanno analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e raccolto le testimonianze delle persone presenti.
Al termine dell'attività investigativa, il giovane è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata, ritenuto responsabile, allo stato delle indagini, dei reati di tentata rapina e furto aggravato.
In questo episodio del podcast Nati per… incontriamo Barbara Trasatti, una delle figure più poliedriche e carismatiche della comunicazione visiva e del personal branding nelle Marche. Insieme a lei affronteremo un viaggio affascinante tra creatività, business e indipendenza femminile.
Pioniera del settore, Trasatti ha fondato il suo storico Studio Grafico a Macerata nel 1989, costruendo nel tempo una carriera solida e autonoma. La sua è una storia di pura determinazione: dall'ideazione del rivoluzionario format PersonalGraphicVIP (vincitore del Premio Innovazione nel 2011) fino al recente incarico all'interno della Commissione Regionale per le Pari Opportunità della Regione Marche.
Aperta al confronto e da sempre pronta a mettere la propria esperienza a disposizione degli altri, ha saputo racchiudere la sua visione del mondo in tre fortunate pubblicazioni:
Chic For Life: un agile "minibook" da borsetta fatto di aforismi brevi e battute sagaci, pensato per donne curiose e intraprendenti che hanno imparato a scegliersi. Un vero prontuario di autoironia per affrontare la vita quotidiana con stile ed eleganza; Gettami in pasto ai lupi e tornerò alla guida del branco: un manuale di crescita personale per eroi di tutti i giorni; una lezione di resilienza e forza interiore per imparare a superare le avversità; Chic For Life 2: naturale evoluzione del primo progetto, il volume consolida un percorso di pillole di saggezza moderna, promuovendo l'idea di una femminilità forte, indipendente e capace di tracciare la propria strada. Un’opera dedicata a chi sta ricominciando e desidera continuare a crescere.
🎧 Ascolta la storia di Barbara Trasatti: la puntata di "Nati per..." è disponibile ora su YouTube, Facebook e Spotify!
VISSO - Ha accusato un malore mentre si trovava a pescare in una zona impervia e si è reso necessario l'intervento dei vigili del fuoco. L'episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi, con la squadra dei vigili del fuoco di Visso intervenuta intorno alle 18:50 per prestare soccorso all'uomo.
I pompieri hanno raggiunto la persona nella zona impervia e hanno provveduto al recupero dell'uomo, affidandolo successivamente alle cure dei sanitari, intervenuti per gli accertamenti e le cure del caso.
L'intervento si è concluso dopo aver consentito al personale sanitario di prendere in carico la persona soccorsa.
Loro Piceno si stringe nel dolore per la scomparsa di Giovanna Gasparrini, venuta a mancare ieri all’età di 64 anni.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio in paese, dove Giovanna era molto conosciuta e apprezzata. Nel corso degli anni si era distinta per il suo impegno nell’associazionismo e nella vita della comunità, partecipando attivamente alle iniziative del territorio e contribuendo alla vita sociale di Loro Piceno.
Il suo ricordo resta legato alla disponibilità e alla presenza costante nella comunità, in un percorso che l’aveva portata a essere una figura conosciuta e stimata da molte persone.
Giovanna lascia la sorella Carla, il fratello Marco con Alide, e la nipote Alice.
I funerali si svolgeranno domani, giovedì 20 alle ore 10, nella Chiesa Parrocchiale di Loro Piceno, dove sarà celebrata la funzione religiosa.
Dalla missione diretta verso Gaza alla protesta in Albania. Cinque attivisti marchigiani partecipano alla nuova iniziativa della Global Sumud Flotilla, dopo aver preso parte alla precedente missione diretta verso la Striscia e fermata dalla Marina israeliana in acque internazionali lo scorso 18 maggio.
Si tratta di Marco Montenovi, Maurizio Menghini e Vittorio Sergi, già protagonisti della precedente missione, ai quali in questa occasione si sono aggiunti Daniele Randelli e Valeria Tinti.
Le imbarcazioni, recuperate e riparate dai volontari dopo l'episodio dello scorso maggio, sono partite il 16 agosto da Augusta con destinazione Valona, in Albania, dove è previsto l'arrivo dopo una tappa a Brindisi, il 20 agosto.
La nuova missione non avrà come destinazione Gaza. L'obiettivo è infatti raggiungere l'isola di Sazan e la zona della laguna di Narta e Zvernec, dove da mesi è in corso una mobilitazione ribattezzata «rivoluzione dei fenicotteri», nata in opposizione a un progetto immobiliare che coinvolge una società legata a Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Tra i partecipanti ci sono anche esponenti del Coordinamento Marche per la Palestina. Montenovi, Sergi e Tinti fanno parte del coordinamento e prenderanno parte alle iniziative previste in Albania nelle giornate del 21 e 22 agosto.
Il programma prevede anche la partecipazione al corteo contro il governo di Edi Rama, in programma nella serata del 22 agosto a Tirana.
La missione rappresenta dunque una nuova tappa dell'impegno degli attivisti marchigiani, dopo l'esperienza dello scorso maggio. Le imbarcazioni utilizzate nella precedente iniziativa erano state recuperate e successivamente riparate dai volontari, tornando ora in mare per una nuova mobilitazione.
Il rientro nelle Marche dei cinque attivisti è previsto entro la fine di agosto.
(Foto Ansa)
RECANATI – Dopo anni di attesa, prende finalmente il via la realizzazione della nuova rotatoria tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro. Il cantiere sarà aperto lunedì 24 agosto e, secondo il cronoprogramma, dovrebbe concludersi nell’arco di circa tre settimane, con l’obiettivo di completare l’intervento prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.
L’opera, programmata da tempo e dal valore complessivo di 202mila euro, con un finanziamento parziale della Regione Marche, non era ancora entrata nella fase esecutiva. L’Amministrazione comunale ha scelto di concentrare i lavori nell’ultima parte dell’estate, approfittando di un periodo caratterizzato da una minore pressione sul traffico cittadino e cercando così di limitare i disagi per residenti, automobilisti e attività della zona.
«È un intervento che Recanati attende da anni e veder partire finalmente il cantiere è certamente una buona notizia – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli –. Allo stesso tempo siamo consapevoli che ogni lavoro sulla viabilità comporta inevitabilmente qualche disagio. Per questo abbiamo lavorato sulla programmazione affinché la fase di cantiere si concentrasse in queste ultime settimane d’estate e si concludesse prima della ripresa delle scuole e del ritorno a pieno regime delle attività cittadine».
Durante i lavori l’accessibilità alla zona sarà comunque garantita, seppur con alcune modifiche alla circolazione. Viale Aldo Moro potrà contare su un ulteriore accesso, mentre lungo via Nazario Sauro il traffico sarà regolato in base all’avanzamento del cantiere, ricorrendo, quando necessario, al senso unico alternato con semaforo o con l’ausilio di movieri.
Nel dettaglio, a partire da lunedì 24 agosto sarà temporaneamente interdetta la circolazione veicolare e pedonale all’uscita nord-est di viale Aldo Moro, nel tratto compreso tra l’intersezione con via Mattutini e la traversa senza sbocco situata a monte della scuola secondaria M. L. Patrizi.
In corrispondenza dell’intersezione tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro sarà invece istituito il senso unico alternato, secondo le esigenze del cantiere e l’avanzamento delle lavorazioni. La circolazione sarà regolata da movieri oppure da un impianto semaforico.
Limitazioni ridotte al minimo anche per i pedoni. Nel passaggio di collegamento tra via Mattutini e viale Nazario Sauro, infatti, il transito pedonale sarà vietato solamente nel caso in cui le esigenze del cantiere lo rendano strettamente necessario.
«Abbiamo cercato di conciliare due esigenze: far partire senza ulteriori rinvii un’opera attesa da tempo e tutelare il più possibile la quotidianità dei cittadini – conclude Bartomeoli –. Le modifiche alla circolazione saranno temporanee e gestite in modo da mantenere la zona accessibile. Chiediamo qualche settimana di attenzione e collaborazione, necessaria per consegnare alla città un intervento destinato a migliorare in maniera permanente la viabilità e la sicurezza di questo punto di Recanati».
Il cantiere dovrebbe dunque concludersi prima della riapertura delle scuole, così da evitare che la fase più delicata dei lavori coincida con il ritorno a pieno regime del traffico cittadino.
«Nessuna forzatura, ma una scelta nell’interesse del territorio». Il sindaco di Appignano, Mariano Calamita, replica alle recenti dichiarazioni del consigliere di opposizione Luca Buldorini sulla delibera di giunta relativa alla concessione di un locale comunale al presidente del Consiglio regionale delle Marche Gianluca Pasqui.
L’Amministrazione comunale interviene per chiarire, si legge nella nota del sindaco, «il percorso della delibera numero 141 del 30 luglio 2026», ribadendo che l’iter amministrativo si sarebbe svolto «nel pieno rispetto delle norme».
Il primo punto riguarda il parere di regolarità tecnica. «Il parere espresso dagli uffici comunali, presente fin dalla fase di proposta, è rimasto pienamente valido ed efficace anche nel testo definitivo della delibera», precisa Calamita, sottolineando che la responsabile dell’Area amministrativa era presente alla seduta di giunta.
Secondo il sindaco, dunque, il parere confermerebbe la legittimità dell’operazione, nata dalla richiesta formale presentata il 15 luglio 2026 dal presidente dell’Assemblea legislativa regionale delle Marche, Gianluca Pasqui.
La questione sollevata da Buldorini riguarda anche l’individuazione del beneficiario nella versione definitiva della delibera. Su questo punto Calamita precisa che «non costituisce una variazione sostanziale dell’oggetto», ma una «necessaria declinazione operativa» legata alla disponibilità degli spazi.
A seguito della ricognizione del patrimonio immobiliare comunale, spiega infatti il sindaco, l’unico locale disponibile sarebbe risultato essere l’ufficio antistante la Sala consiliare. Uno spazio che, per non compromettere le esigenze quotidiane degli uffici comunali, non potrebbe essere messo a disposizione in maniera più ampia.
Da qui la scelta di intestare la delibera al presidente Pasqui, «in quanto vertice e rappresentante istituzionale dell’intero Consiglio regionale e quindi di tutti i consiglieri regionali», affidandogli la gestione dell’utilizzo dello spazio sulla base delle effettive disponibilità del Comune.
«Non vi è stata alcuna forzatura – ribadisce Calamita – ma solo la declinazione di un interesse pubblico: quello di creare un canale di ascolto istituzionale costante per il nostro Comune e per i Comuni limitrofi, favorendo così un rapporto proficuo con l’Istituzione regionale nel suo complesso».
Il sindaco precisa inoltre che il presidente del Consiglio regionale potrà eventualmente delegare singoli consiglieri qualora emergano specifiche tematiche da affrontare.
Altro punto sottolineato dall’Amministrazione riguarda i costi. «La convenzione non comporta alcun aggravio di spesa né per il Comune di Appignano né per la Regione Marche», viene ribadito nella nota.
Infine, la replica politica a Buldorini. L’Amministrazione invita il consigliere di opposizione «a superare sterili polemiche e a guardare al merito dell’iniziativa», che secondo Calamita punta esclusivamente a «facilitare il contatto tra il territorio e le istituzioni regionali nell’esclusivo interesse dei cittadini».
«Le squadre di caccia al cinghiale devono essere coinvolte nelle decisioni che riguardano la gestione della specie». È la posizione dell’Associazione Cacciatori di Cinghiale della Provincia di Macerata, presieduta dall’avvocato Paolo Cecchetti, dopo il comunicato diffuso da ATC Macerata 1 e ATC Macerata 2 sulla nuova filiera della selvaggina.
L’associazione precisa innanzitutto di condividere l’importanza del Centro di Lavorazione Selvaggina di Caccamo di Serrapetrona, definito «un’iniziativa assolutamente lodevole e condivisa dalla gran parte del mondo venatorio».
La contestazione riguarda invece il mancato coinvolgimento delle squadre nell’incontro del 20 luglio tra gli ATC e le associazioni agricole. «Nella riunione – sottolinea Cecchetti – non sono stati coinvolti i cacciatori di cinghiale che esercitano la caccia in forma collettiva, ossia le squadre».
Una scelta ritenuta «del tutto errata», anche alla luce dei numeri. «Dati alla mano – afferma il presidente, richiamando quanto riferito dall’assessore regionale alla Caccia nella riunione del 3 agosto – nella Regione Marche l’abbattimento dei cinghiali con forme di caccia collettiva rappresenta l’85% degli abbattimenti totali».
«Sarebbe stato quindi ragionevole – prosegue Cecchetti – coinvolgere l’attore principale della caccia al cinghiale, ossia le squadre di caccia».
L’associazione ricorda anche l’incontro organizzato lo scorso 11 giugno, al quale avevano partecipato rappresentanti del mondo venatorio e agricolo. In quell’occasione, secondo i cacciatori, erano emerse diverse criticità: dal rapporto tra attività venatoria e attività di controllo alla necessità di una riforma del Regolamento regionale 3/2012, fino alla gestione dei cinghiali presenti nelle aree protette e interdette alla caccia.
Proprio queste ultime, secondo l’associazione, rappresentano «la problematica più seria e di più difficile soluzione», poiché il controllo con metodi venatori individuali viene ritenuto «inefficace e inadeguato».
I cacciatori chiedono quindi un cambiamento delle norme a livello regionale e nazionale e, soprattutto, «il coinvolgimento dei Cacciatori di Cinghiale riuniti in questa Associazione nelle decisioni che li riguardano direttamente o indirettamente».
Nonostante la mancata partecipazione al tavolo decisionale, l’associazione assicura la propria disponibilità a collaborare alla nuova filiera della selvaggina. «I cacciatori delle squadre – conclude Cecchetti – assicurano la loro collaborazione», chiedendo però che l’iniziativa «mai possa essere strumentalizzata per penalizzare ulteriormente le squadre» o comportare future conseguenze o sanzioni nei loro confronti.
"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate.
Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani.
Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire.
"Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa.
Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”.
Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione.
"Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata.
"Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".
Facilitare l’accesso alle cure per i cittadini delle aree di confine: è questo l’obiettivo dello schema di accordo tra Marche e Umbria, approvato dalla Regione Marche e valido per il periodo 2026-2028.
L’intesa stabilisce regole condivise per le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini che si rivolgono alle strutture dell’altra regione, con l’obiettivo di garantire percorsi più semplici e appropriati e una migliore integrazione tra i due sistemi sanitari.
"È un accordo che mette al centro i cittadini - ha commentato l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro -. Chi vive nelle aree di confine deve poter accedere alle cure nel modo più semplice e rapido possibile, con regole chiare e senza ostacoli burocratici. Allo stesso tempo, l’intesa ci permette di programmare meglio i servizi, monitorare i flussi dei pazienti e utilizzare in modo più efficace le risorse del sistema sanitario. È una scelta che migliora l’assistenza e rafforza la collaborazione tra Marche e Umbria”.
L'accordo riguarda le principali prestazioni sanitarie per i cittadini delle due regioni, dai ricoveri alle visite specialistichee agli esami. Sono comprese anche prestazioni complesse come trapianti, cure oncologiche, dialisi, ricoveri urgenti e percorsi riabilitativi specialistici. Sono escluse le prestazioni che non rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.
Per le Marche, l’intesa consente di gestire in modo più efficace la mobilità sanitaria, cioè gli spostamenti dei cittadini che scelgono di curarsi fuori dalla propria regione. Le regole condivise permetteranno di programmare con maggiore precisione l’offerta sanitaria, monitorare i flussi e i costi e garantire ai pazienti l’accesso ai servizi più appropriati, nel rispetto della libertà di scelta del luogo di cura.
Una parte dell’accordo riguarda poi il comune di Cantiano. In caso di emergenze gravi, quando la Centrale operativa 118 di Pesaro lo riterrà necessario, i pazienti potranno essere trasportati all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino. Per chi vive in quella zona, l’ospedale umbro può infatti essere più vicino rispetto ad altri presidi. Questo permetterà, quando previsto, di ridurre i tempi di intervento e di assicurare cure più rapide nelle situazioni in cui ogni minuto può fare la differenza.
La Maceratese si impone 2-1 contro il Montefano nell’ultimo test prestagionale. La partita, disputata questo pomeriggio allo stadio Spivach di Cingoli davanti una buona cornice di pubblico e sede del ritiro precampionato degli avversari in maglia viola, si rivela molto combattuta.
A decidere è il gol nel finale del neoacquisto Ivan Baumwollspinner, bravo a risolvere una mischia in area avversaria, e fa il paio alla rete segnata in precedenza dal compagno di squadra Lorenzo Didio. Continua il rodaggio dei vari meccanismi da parte di mister Alfonsi in attesa del debutto di sabato sera in Coppa Italia contro la Recanatese all’Helvia Recina, mentre dall’altra parte il Montefano mette in mostra una buona condizione.
La Maceratese festeggia così il tesseramento in mattinata di un nuovo elemento, il giovane centrocampista franco-portoghese Elliott Branco, classe 2006. Cresciuto nel Lione e l’anno scorso in campo nella Promozione Abruzzo col Fontanelle, la squadra biancorossa ha deciso di ingaggiarlo dopo un periodo in cui il ragazzo si è allenato con la squadra.
Appuntamento ora al match di sabato contro la Recanatese di Coppa Italia. Si gioca sabato alle 20:30, al via le prevendite online da oggi su Viva Ticket, mentre nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato le stesse saranno in vendita in forma cartacea presso la tabaccheria Monachesi. Il giorno della partita sarà possibile acquistare il biglietto direttamente al botteghino dello stadio.
Ci saranno anche due rappresentanti della CBF Balducci HR Macerata agli EuroVolley 2026, la rassegna continentale che vedrà in campo le migliori Nazionali europee dal 21 agosto al 6 settembre.
Il club maceratese sarà rappresentato da Mikaela Stoyanova, opposta classe 2005 convocata dalla Nazionale bulgara, e da Gabriele Rudi, preparatore atletico della prima squadra arancionera inserito nello staff della Nazionale svedese.
Un doppio riconoscimento per la CBF Balducci HR, che porterà così una propria atleta e un componente dello staff tecnico su uno dei palcoscenici più importanti della pallavolo internazionale.
Stoyanova con la Bulgaria a Brno
La Bulgaria di Mikaela Stoyanova è inserita nella Pool B, che si disputerà a Brno, in Repubblica Ceca. Il debutto è fissato per venerdì 21 agosto alle 17 contro l'Ucraina. Domenica 23 agosto alle 16 sarà la volta della sfida con la Grecia, mentre lunedì 24 agosto alle 19 le bulgare affronteranno la Serbia.
La fase a gironi proseguirà mercoledì 26 agosto alle 16 contro l'Austria e si concluderà giovedì 27 agosto alle 19 con la sfida alla Repubblica Ceca.
Rudi nello staff della Svezia
Impegno europeo anche per Gabriele Rudi, preparatore atletico della Nazionale svedese, che sarà impegnata nella Pool D, in programma a Göteborg. La Svezia esordirà venerdì 21 agosto alle 19 contro il Montenegro. Il giorno successivo, sabato 22 agosto alle 18, affronterà la Slovacchia, mentre domenica 23 agosto alle 18 è in programma la sfida contro l'Italia.
Le svedesi torneranno in campo martedì 25 agosto alle 19 contro la Croazia, prima dell'ultimo appuntamento della fase a gironi, fissato per giovedì 27 agosto alle 19 contro la Francia.
L'obiettivo sono gli ottavi
Al termine della fase a gironi, le prime quattro classificate di ciascuna delle quattro Pool accederanno agli ottavi di finale, al via dal 30 agosto.
Per la CBF Balducci HR Macerata si tratta di una vetrina importante che conferma la crescente dimensione internazionale del club. Stoyanova e Rudi porteranno infatti i colori arancioneri sui campi di Brno e Göteborg, vivendo da protagonisti un appuntamento di assoluto prestigio e un'ulteriore occasione di crescita in vista della nuova stagione 2026/27.
(Foto credits: Gabriele Rudi (terzo in alto da sx): CEV; Stoyanova: Volleyball World)
Il mondo dell’artigianato sta cambiando rapidamente e le Marche, con il territorio della provincia di Macerata inserito in questo scenario, sono tra le regioni italiane che negli ultimi anni hanno registrato le contrazioni più significative.
I dati elaborati dalla Cgia mostrano infatti una riduzione consistente del numero degli artigiani nell’ultimo decennio. La diminuzione ha interessato tutte le regioni italiane, ma le Marche risultano tra quelle maggiormente colpite, con una contrazione del 28,1% in dieci anni secondo una delle elaborazioni dell’Ufficio studi dell’associazione.
Il fenomeno non riguarda soltanto il numero complessivo delle attività. A cambiare è anche il volto stesso dell’artigiano. Alcuni dei mestieri tradizionali fanno sempre più fatica a trovare nuovi professionisti, mentre crescono attività legate al benessere, ai servizi e al digitale.
L’analisi di Unioncamere e InfoCamere, basata sui dati del Registro delle Imprese, fotografa un’evoluzione particolarmente evidente negli ultimi anni. Tra marzo 2023 e marzo 2025 sono aumentate soprattutto le imprese degli estetisti, cresciute del 10,4%, seguite dai tassisti (+7,2%) e dagli specialisti Ict (+5,4%).
Allo stesso tempo arretrano alcune figure che per decenni hanno rappresentato l’immagine classica della bottega artigiana. I falegnami registrano una diminuzione del 10,9%, i trasportatori dell’8,9% e gli elettricisti del 2,9%. Il segno meno interessa anche diverse altre attività tradizionali, tra cui sarti, fotografi, calzolai, fabbri, muratori, idraulici, meccanici e panettieri.
Per un territorio come quello maceratese, caratterizzato dalla presenza diffusa di piccoli centri, attività familiari e imprese legate alle lavorazioni tradizionali, il cambiamento assume quindi un peso particolare.
Non è però soltanto una storia di chiusure. L’artigianato italiano sta anche modificando la propria identità.
Accanto alle attività tradizionali si fanno spazio professionisti del digitale, specialisti Ict, grafici e nuove figure legate ai servizi. Crescono inoltre alcune professioni del settore del benessere e attività come giardinieri, serramentisti e riparatori di macchinari.
Il cambiamento coinvolge anche la composizione della categoria. Secondo i dati riportati nell'analisi, tra i giovani under 35 aumentano soprattutto gli specialisti Ict e i tassisti, mentre tra gli imprenditori stranieri si registrano incrementi significativi proprio nei settori del trasporto e dell’informatica.
Uno dei nodi principali resta però quello del ricambio generazionale.
L’invecchiamento della popolazione artigiana e la difficoltà nel convincere le nuove generazioni a intraprendere alcuni mestieri manuali rischiano di creare, nel prossimo futuro, una vera carenza di competenze.
Il problema non riguarda soltanto chi vuole aprire una nuova attività. La riduzione degli artigiani potrebbe rendere sempre più difficile trovare professionisti capaci di intervenire per una riparazione o una manutenzione. Tra le figure considerate maggiormente a rischio ci sono idraulici, fabbri, elettricisti e serramentisti.
Tra le cause indicate dalla Cgia figurano il minore interesse dei giovani verso il lavoro manuale, una formazione non sempre adeguata alle esigenze del mercato e un orientamento scolastico che fatica ad accompagnare gli studenti verso professioni tecniche.
Il dato regionale conferma le difficoltà del comparto. In una delle rilevazioni relative all’ultimo decennio, le Marche risultano la regione con la maggiore contrazione del numero di artigiani, pari al 28,1%, davanti a Umbria, Abruzzo e Piemonte.
Anche gli aggiornamenti più recenti evidenziano una situazione ancora delicata. Nel 2025 il numero delle imprese artigiane è rimasto sostanzialmente stabile a livello nazionale, ma il Centro Italia ha registrato una variazione negativa dello 0,3%. Tra le regioni del Centro, le Marche hanno segnato un -0,5% rispetto all’anno precedente.
Il dato riguarda l’intero territorio regionale e quindi anche la provincia di Macerata, senza però indicare una specifica variazione provinciale per il Maceratese nei numeri riportati nelle analisi di riferimento.
A complicare il quadro c'è anche l'accesso al credito. Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese sono diminuiti del 25,9%, mentre per le imprese artigiane la contrazione è arrivata al 39,3%.
A livello regionale, le Marche hanno registrato a marzo 2026 una diminuzione dei finanziamenti alle piccole imprese del 7,1%, tra le variazioni più significative rilevate nel Paese.
Una stretta che può incidere sulla capacità delle piccole attività di investire, innovare e affrontare il ricambio generazionale.
Il quadro che emerge non racconta quindi semplicemente la scomparsa dell’artigianato. Racconta piuttosto una trasformazione profonda, nella quale alcune professioni tradizionali si riducono e altre, spesso legate alla tecnologia e ai servizi alla persona, conquistano spazio.
Per le realtà della provincia di Macerata la sfida sarà riuscire a mantenere vive le competenze che hanno caratterizzato il territorio, accompagnandole però verso un modello capace di parlare alle nuove generazioni e di confrontarsi con un mercato sempre più digitale.
A luglio il tasso fisso medio sui finanziamenti a 20 e 30 anni si è attestato al 3,33%, mentre il variabile, dopo il rialzo dei tassi deciso dalla Bce a giugno, è salito al 2,80%. Il mercato dei mutui torna quindi a vedere il variabile come l’opzione più conveniente, anche se il vantaggio rispetto al fisso si è ridotto.
Secondo i dati dell’Osservatorio MutuiOnline.it, la differenza tra le due tipologie di finanziamento è passata dagli 80 ai 53 punti base in media. Considerando un mutuo ventennale da 140mila euro, la rata media con tasso variabile si attesta oggi intorno ai 762 euro al mese, contro gli 800 euro del fisso: una differenza di circa 37 euro mensili.
Si riduce anche il risparmio complessivo sugli interessi da versare durante il periodo del finanziamento: il vantaggio del variabile è passato dagli oltre 13.400 euro di giugno agli 8.900 euro di luglio.
Nelle Marche il quadro resta comunque caratterizzato da richieste più contenute rispetto alla media nazionale. A luglio l’importo medio richiesto per un mutuo è stato di 118.382 euro, contro i 143.200 euro registrati in Italia. Anche il valore medio degli immobili acquistati risulta inferiore: 200.109 euro nella regione, rispetto ai 227mila euro della media nazionale.
La durata media dei mutui nelle Marche è di 24 anni e 3 mesi, leggermente inferiore al dato italiano di 24 anni e 6 mesi. Anche l’età dei richiedenti è più bassa: in regione la media si ferma a 38 anni e 7 mesi, contro i 40 anni e 2 mesi a livello nazionale.
Analizzando i dati delle singole province marchigiane, Macerata è il territorio dove i richiedenti risultano più giovani: l’età media di chi ha presentato domanda di mutuo a luglio è di 33 anni e 10 mesi.
Il Maceratese registra però anche gli importi medi più bassi della regione: per acquistare casa vengono richiesti in media 64.600 euro, mentre il valore medio degli immobili si attesta sui 110mila euro. Sempre in provincia di Macerata si trovano i finanziamenti con la durata media più breve, pari a circa 18 anni.
All’opposto, è la provincia di Fermo a far registrare gli importi medi più elevati, con richieste pari a 152.400 euro, e il valore medio degli immobili più alto delle Marche, pari a 272mila euro. I mutui più lunghi invece si registrano ad Ascoli Piceno, con una durata media di circa 30 anni.
Secondo l’analisi di MutuiOnline.it, nonostante l’incertezza dei mercati e il contesto internazionale ancora instabile, i tassi sui mutui si mantengono comunque su livelli favorevoli rispetto agli anni precedenti, con variazioni contenute rispetto ai minimi registrati alla fine del 2025.
Internazionalizzazione, innovazione della didattica e un rapporto sempre più stretto con il mondo del lavoro. Sono questi i punti di forza con cui il Dipartimento di Economia e Diritto dell’Università di Macerata si prepara al nuovo anno accademico, forte di due importanti risultati: il quarto posto nazionale nella classifica Censis per l’internazionalizzazione delle lauree magistrali dell’area economica e una nuova partnership con IBC, Italy Bureau of Certification.
Nell’ultima classifica Censis, infatti, l’area economica di UniMc ha raggiunto il quarto posto in Italia per i rapporti internazionali dei corsi magistrali. Un risultato sostenuto in particolare dai percorsi in “Management e Marketing Internazionale” e “Finanza e Mercati”, che offrono agli studenti opportunità di studio all’estero e la possibilità di accedere ad accordi con università straniere per il conseguimento di titoli doppi o multipli.
A rafforzare il collegamento tra formazione universitaria e mondo professionale è anche l’accordo siglato con IBC, organismo accreditato per la certificazione delle competenze. Grazie alla convenzione, il Dipartimento di Economia e Diritto entra nel ristretto gruppo delle cinque realtà accademiche italiane convenzionate per la valorizzazione delle figure professionali legate al commercio internazionale, unica nelle Marche.
Gli studenti potranno accedere a condizioni agevolate alla certificazione di Export-Import Manager e vedersi riconosciuto il tirocinio universitario come esperienza richiesta per poter sostenere l’esame. Un’opportunità che punta a integrare la preparazione accademica con competenze professionali immediatamente spendibili sul mercato del lavoro.
L’offerta formativa del Dipartimento comprende tre lauree triennali. “Economia e Management” propone una solida formazione economico-aziendale articolata nei curricula di Economia Aziendale, Banca e Finanza ed Economia e Commercio Internazionale. “Economia e Marketing per la Sostenibilità” unisce invece le competenze economico-aziendali a una preparazione multidisciplinare sui temi della transizione ecologica e sociale, formando professionisti capaci di accompagnare imprese ed enti pubblici nelle strategie legate alla sostenibilità, all’economia circolare e ai criteri ESG.
“Data Analysis per le Scienze Sociali” è invece orientata alla formazione di figure in grado di raccogliere, interpretare e utilizzare i big data a supporto dei processi decisionali.
Dopo la laurea triennale, gli studenti possono proseguire il percorso con la magistrale in “Management e Marketing Internazionale”, articolata nei curricula in Management e consulenza aziendale e Marketing e mercati globali, oppure con “Finanza e Mercati”, che approfondisce finanza aziendale, intermediari, investimenti e gestione dei rischi, con insegnamenti anche in lingua inglese e percorsi internazionali.
Il Dipartimento contribuisce inoltre alla laurea magistrale interdipartimentale in “Archeologia e sviluppo dei territori”. L’offerta si completa con master, corsi di formazione e perfezionamento, iniziative di specializzazione professionale, esami di Stato per dottori commercialisti ed esperti contabili e con il dottorato internazionale in “Quantitative Methods in Economics”.
“Il Dipartimento punta a offrire una formazione solida, internazionale e sempre più vicina alle trasformazioni del mondo del lavoro – commenta la direttrice Elena Cedrola –. Il posizionamento nella classifica Censis premia l’impegno nel costruire percorsi di livello europeo. L’accordo con IBC consente alle nostre studentesse e ai nostri studenti di affiancare alla preparazione accademica il riconoscimento di competenze professionali richieste dalle imprese”.
È inoltre in fase di definizione un nuovo percorso di collaborazione con aziende, professionisti ed enti del territorio, pensato per creare sinergie di lungo periodo tra studenti e mondo produttivo. “Il nostro obiettivo – conclude Cedrola – è accompagnare ciascuno nella costruzione di un profilo capace di affrontare mercati sempre più complessi, digitali e interconnessi”.
Un percorso che conferma la volontà dell’Università di Macerata di rafforzare il legame tra formazione, dimensione internazionale e opportunità professionali, offrendo agli studenti strumenti sempre più aderenti alle trasformazioni dell’economia e del mercato del lavoro.
Le immatricolazioni all'Università di Camerino crescono di circa il 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È il dato registrato dall'Ateneo nelle prime settimane di iscrizione al nuovo anno accademico 2026/2027, un andamento che Unicam accoglie con soddisfazione, pur trattandosi ancora di numeri provvisori: le iscrizioni resteranno infatti aperte fino al 6 novembre.
Il dato arriva dopo la conferma degli ottimi risultati ottenuti dall'Ateneo nelle classifiche Censis, che hanno visto Unicam al primo posto assoluto tra gli Atenei statali italiani e, per il 23° anno consecutivo, al vertice tra le università di pari dimensioni.
"Siamo davvero soddisfatti di questo andamento", sottolinea il rettore di Unicam Graziano Leoni, secondo cui la crescita delle immatricolazioni conferma "la qualità della nostra offerta formativa e didattica e dei servizi che mettiamo a disposizione delle nostre studentesse e dei nostri studenti".
Nuovi corsi e investimenti nelle strutture
Per il rettore, alla base del risultato ci sono anche le strategie messe in campo dall'Ateneo per mantenere elevato il livello dell'offerta formativa e dei servizi. Per l'anno accademico 2026/2027, Unicam ha infatti ampliato la propria proposta con diversi nuovi corsi di laurea. Tra questi c'è la triennale in "Scienze delle Attività Motorie e Sportive", che formerà il chinesiologo di base e potrà contare sugli impianti sportivi del CUS Camerino come una sorta di laboratorio a cielo aperto.
Debutta inoltre la laurea magistrale in "Biotecnologie per le Scienze Mediche e Veterinarie", pensata per mettere in dialogo medicina umana e medicina animale. Nell'ambito del progetto EduNext sono stati inoltre attivati i corsi in "Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell'Unione Europea" e "Informazione Scientifica sul Farmaco", erogati prevalentemente a distanza.
L'Ateneo ha inoltre investito sulle strutture didattiche e laboratoriali, con l'obiettivo di renderle sempre più efficienti e innovative, e ha sostenuto il progetto dello Studentato diffuso, che consente di mettere a disposizione degli studenti numerosi alloggi.
Confermato anche il nuovo accesso a Medicina Veterinaria
Prosegue anche la nuova modalità di accesso al corso di Medicina Veterinaria, basata sul semestre aperto universitario in sostituzione del tradizionale test di ingresso. Il percorso è attivo presso la sede di Matelica.
L'Università di Camerino sottolinea inoltre la possibilità di offrire corsi affini di alta qualità agli studenti che sceglieranno percorsi alternativi nell'ambito della formazione veterinaria e delle discipline collegate.
"Gli studenti sono al centro della nostra mission"
"Sono le strategie che l'Ateneo sta mettendo in campo per mantenere sempre alto il livello sia dell'offerta didattica sia dei servizi", spiega Leoni, ricordando come Unicam abbia attivato nuovi corsi, investito nelle strutture e sostenuto il progetto abitativo dedicato agli studenti.
"Le studentesse e gli studenti sono da sempre al centro della nostra mission e delle nostre azioni strategiche: rappresentano l'anima pulsante dell'Ateneo", conclude il rettore.
Per il nuovo anno accademico, Unicam mette a disposizione l'offerta formativa delle cinque Scuole di Ateneo: Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie.
A queste si aggiunge il percorso di eccellenza della Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani". Le iscrizioni rimarranno aperte fino al 6 novembre, mentre sul sito dell'Ateneo sono disponibili tutte le informazioni sui corsi, sulle modalità di immatricolazione, sulle agevolazioni e sugli appuntamenti di orientamento estivo.
L'urna contenente le spoglie di San Pacifico sarà trasferita temporaneamente dal Santuario alla chiesa di San Domenico in vista dell'apertura dei cantieri per il restauro e il miglioramento sismico del complesso religioso, gravemente danneggiato dalla sequenza sismica del 2016.
Il trasferimento solenne è previsto per martedì 18 agosto. Lo spostamento si rende necessario per consentire l'esecuzione degli interventi di restauro, risanamento conservativo e miglioramento sismico che interesseranno l'intero complesso del Santuario.
Il piano dei lavori, che ha ottenuto il via libera della Soprintendenza lo scorso febbraio, riguarderà l'intero impianto storico dell'edificio, compresi il campanile, la cappella ottagonale e le decorazioni artistiche.
Per la comunità di San Severino Marche si tratta di un momento dal forte valore simbolico. San Pacifico, compatrono della città, al secolo Carlo Antonio Divini, nacque nel centro storico settempedano il 1° marzo 1653 e trascorse proprio in città parte della sua vita religiosa. Ordinato sacerdote all'età di 25 anni, morì il 24 settembre 1721, a 68 anni.
Beatificato da Pio VI nel 1786 e proclamato santo da Gregorio XVI nel 1839, San Pacifico è da secoli al centro della devozione della comunità locale e rappresenta uno degli elementi più significativi dell'identità religiosa e culturale della città.
Durante il periodo dei lavori, sarà la chiesa di San Domenico a diventare il punto di riferimento per le attività liturgiche normalmente ospitate al Santuario. Qui si terranno le celebrazioni quotidiane, le iniziative promosse dalla comunità dei Frati Minori e anche i tradizionali festeggiamenti di settembre dedicati a San Pacifico.
Il padre guardiano del Santuario, fra Luciano Genga, ha sottolineato come il trasferimento rappresenti una parentesi necessaria, ma allo stesso tempo segnata dalla speranza di poter restituire alla comunità un luogo di culto rinnovato, sicuro e pienamente fruibile.
La comunità dei Frati Minori ha inoltre espresso il proprio ringraziamento all'Arcidiocesi e all'arcivescovo monsignor Francesco Massara per l'autorizzazione, al parroco don Aldo Romagnoli per la disponibilità ad accogliere le celebrazioni nella chiesa di San Domenico e al sindaco Rosa Piermattei e all'amministrazione comunale, proprietaria dell'edificio, per la collaborazione e il sostegno nell'organizzazione del trasferimento.
L'urna di San Pacifico resterà dunque a San Domenico per tutta la durata dei lavori, in attesa del ritorno nel Santuario una volta completati gli interventi di ricostruzione e messa in sicurezza.
Sette spettacoli in abbonamento, grandi interpreti della scena nazionale e una programmazione ricca anche fuori abbonamento. È stata presentata la nuova stagione di prosa 2026/2027 del Teatro Feronia di San Severino Marche, promossa dalla Città di San Severino Marche e dai Teatri di Sanseverino in collaborazione con Amat, Ministero della Cultura e Regione Marche.
Il filo conduttore della nuova stagione sarà "Trasform Azioni", un tema scelto dal direttore artistico Francesco Rapaccioni per raccontare il cambiamento come elemento centrale delle relazioni umane, dell'identità personale e della società.
La nuova stagione arriva inoltre in un momento particolarmente significativo per la città, dopo l'inserimento del Teatro Feronia nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco, nell'ambito del sito seriale "Il sistema dei teatri condominiali all'italiana del XVIII e XIX secolo nell'Italia centrale". Un riconoscimento che valorizza il patrimonio storico e architettonico del teatro settempedano e che rappresenta, allo stesso tempo, un invito a custodirlo e promuoverlo.
"Accogliamo questa nuova stagione teatrale con un'emozione del tutto speciale e con profondo orgoglio per il prestigioso riconoscimento attribuito dall'Unesco al nostro meraviglioso teatro Feronia", sottolinea il sindaco e sovrintendente dei Teatri, Rosa Piermattei. "Essere parte del Patrimonio Mondiale dell'Umanità valorizza la storia, la bellezza e l'identità di San Severino Marche, confermando la centralità del Feronia nel panorama culturale nazionale e internazionale".
"Il cartellone di quest'anno, arricchito da un'offerta collaterale eccezionale e variegata, risponde al desiderio di offrire alla nostra comunità e ai tanti visitatori occasioni di incontro, crescita ed elevazione spirituale nel segno della cultura e della grande arte", aggiunge Piermattei.
I sette spettacoli in abbonamento
Il sipario sulla stagione di prosa si alzerà venerdì 23 ottobre con Ambra Angiolini, protagonista de La misteriosa scomparsa di W di Stefano Benni, spettacolo diretto dalla stessa attrice, che salirà sul palco insieme a Beatrice Cazzaro.
Giovedì 26 novembre sarà la volta de Il ritratto di Dorian Gray, diretto da Giancarlo Nicoletti, con Federica Luna Vincenti e Alessio Vassallo. Il 13 dicembre spazio alla commedia con L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde, interpretato da Lucia Poli e Giorgio Lupano con la regia di Geppy Gleijeses.
Il nuovo anno si aprirà il 22 gennaio 2027 con Laura Morante, protagonista di Insieme, testo scritto e diretto da Fabio Marra, dedicato ai rapporti familiari e ai cambiamenti che attraversano i legami.
Il 12 febbraio sul palco saliranno Ettore Bassi e Galatea Ranzi con Ispettore in casa Birling, per la regia di Piero Maccarinelli, una storia caratterizzata da una forte componente di denuncia morale e sociale. Il 12 marzo sarà invece protagonista Davide Enia con il pluripremiato Autoritratto. A chiudere la stagione, il 6 aprile, sarà Amadeus di Peter Shaffer, diretto e interpretato da Ferdinando Bruni, con Daniele Fedeli.
"Con 'Trasform Azioni' vogliamo rappresentare la traccia invisibile e profonda che attraversa l'intera rassegna", spiega il direttore artistico Francesco Rapaccioni. "Il concetto guida esplora come l'identità personale, le relazioni umane e le certezze sociali si ridefiniscano in un divenire continuo".
Una stagione che va oltre la prosa
Il cartellone del Feronia non si limiterà agli spettacoli in abbonamento. La programmazione comprenderà anche la stagione sinfonica della FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana, da novembre a maggio, i concerti di "Trame in Consonanza" realizzati in collaborazione con l'associazione musicale Appassionata tra ottobre e novembre e la stagione di circo contemporaneo, curata dalla direzione artistica del Circo El Grito, in programma da ottobre ad aprile.
A completare l'offerta saranno la rassegna cinematografica al Teatro San Paolo, gli Incontri con l'Autore, la rassegna delle Altre Culture, i progetti dedicati alle scuole e una lunga programmazione fuori abbonamento con prosa, danza, concerti e teatro amatoriale.
Abbonamenti e informazioni
Gli abbonati della precedente stagione potranno esercitare il diritto di prelazione dal 16 al 20 settembre al botteghino del Teatro Feronia. I nuovi abbonamenti saranno invece disponibili il 22 e 23 settembre. I prezzi resteranno invariati. Gli spettacoli della stagione di prosa inizieranno alle 20:45.
Da oltre vent’anni gli abitanti di Santa Maria in Selva, località del Comune di Treia e parte della comunità parrocchiale, hanno una tradizione speciale: ritrovarsi per un pranzo al Nido dell’Aquila di Renzo Budassi, a Montecavallo, in un appuntamento che negli anni è diventato un momento di condivisione e amicizia.
Una consuetudine nata più di due decenni fa e cresciuta nel tempo, coinvolgendo sempre più persone e soprattutto le famiglie. Anche dopo il terremoto, il gruppo ha scelto di continuare a ritrovarsi, rafforzando ancora di più il significato di questa giornata, vissuta come una testimonianza concreta dell’attaccamento non solo a Montecavallo, ma a tutto l’Appennino maceratese.
Il pranzo si svolge nelle giornate immediatamente successive a Ferragosto e rappresenta un'occasione per stare insieme, condividere la tavola e dedicare una giornata alla propria comunità. Famiglie e partecipanti alle attività della parrocchia di Santa Maria in Selva si ritrovano così in un luogo che negli anni è diventato parte della tradizione del gruppo.
Tra i presenti anche l’ex presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari, in rappresentanza del Comitato Polenta Santa Maria in Selva, realtà impegnata nell’organizzazione e nella valorizzazione della tradizionale manifestazione della comunità treiese.
L’appuntamento assume inoltre un significato particolare perché si inserisce nel periodo che precede un altro evento molto sentito dalla comunità di Santa Maria in Selva: la Sagra della Polenta, che quest’anno raggiunge la sua 50ª edizione. Nei prossimi giorni inizieranno i lavori per la preparazione degli stand, in vista di un traguardo importante che rappresenta motivo di orgoglio e, allo stesso tempo, un ulteriore impegno per chi contribuisce alla sua organizzazione.
Il Nido dell’Aquila rappresenta, in questo contesto, molto più di una semplice destinazione per una giornata conviviale. È diventato un simbolo della volontà di ripartire e rimettersi in cammino dopo le difficoltà affrontate dal territorio. Una rinascita che, secondo la comunità, passa non soltanto attraverso infrastrutture e servizi, ma anche dalla partecipazione delle persone, dalla valorizzazione della gastronomia e delle bellezze naturali e dalla capacità di mantenere vive le tradizioni durante tutto l’anno.
A rafforzare questo legame c’è anche la presenza di alcuni Vespisti, che partecipano agli appuntamenti legati alla Sagra della Polenta. Il rapporto tra Santa Maria in Selva e Montecavallo prosegue dunque nel segno della partecipazione e della condivisione. Dopo il pranzo al Nido dell’Aquila, l’attenzione si sposta ora sulla 50ª Sagra della Polenta, in programma a settembre con gli appuntamenti della terza e della quarta domenica, un’altra occasione per ritrovarsi e continuare a valorizzare le tradizioni e il territorio.
Castelraimondo si prepara ad accogliere quattro Paesi e a trasformarsi per quattro giorni in un punto di incontro tra culture, tradizioni e comunità. È stata presentata questa mattina, 19 agosto, nella Sala Marchionni, la XXXIV edizione del Festival del Folklore, in programma dal 21 al 24 agosto e organizzata dal Gruppo Folkloristico Castelraimondo APS.
A rappresentare il folklore internazionale saranno i gruppi provenienti da Colombia, Spagna, Lituania e Ucraina, protagonisti di un programma che unirà spettacoli, laboratori, momenti di approfondimento scientifico e occasioni di confronto tra tradizioni italiane e straniere.
Ad aprire la conferenza stampa è stato il sindaco Patrizio Leonelli, che ha sottolineato la longevità della manifestazione, giunta alla sua 34ª edizione: "Se ci pensiamo bene non sono pochi anni, quindi vuol dire che è uno degli eventi che più vengono graditi dalla popolazione, altrimenti non saremmo arrivati fin qui".
Il primo cittadino ha evidenziato anche il ruolo del festival nella trasmissione delle tradizioni alle nuove generazioni, ringraziando il presidente del Gruppo Folkloristico Luca Barbini, i giovani che si sono avvicinati all'associazione, gli sponsor e le istituzioni che permettono di portare a Castelraimondo gruppi provenienti da diverse parti del mondo.
L'assessore alla Cultura Valeria Lucarini ha invece ricordato che Castelraimondo può vantare "il gruppo folkloristico più antico delle Marche", ormai vicino al traguardo dei 100 anni dalla fondazione. "Senza i bambini e i giovani che fanno parte del Gruppo Folkloristico Castelraimondo questa tradizione non potrebbe continuare", ha sottolineato.
Un festival tra spettacolo, ricerca e scambio culturale
Il presidente Luca Barbini ha posto l'accento sul lavoro che si trova dietro alla manifestazione e sull'importanza di coinvolgere le nuove generazioni, senza dimenticare chi ha contribuito alla storia del gruppo.
Negli ultimi anni, ha spiegato Barbini, il Festival ha intrapreso un percorso di crescita grazie anche al sostegno della Regione Marche e alla partecipazione a specifici bandi, arrivando oggi a ospitare gruppi che scelgono di recarsi esclusivamente a Castelraimondo.
"Non è una semplice rappresentazione di tradizioni che vengono dall'estero", ha spiegato il presidente, evidenziando anche la collaborazione con docenti, ricercatori e studiosi dell'Università di Perugia. Nel corso della manifestazione sarà presente anche il prorettore dell'ateneo umbro, insieme a dottorandi e studiosi impegnati in attività di ricerca sul folklore.
Il festival può inoltre contare sul sostegno del Ministero dell'Agricoltura, che ha contribuito con un finanziamento, e si inserisce nel progetto "Etnografia dei gruppi folkloristici", avviato lo scorso ottobre con attività nelle scuole e proseguito con iniziative legate all'Infiorata.
Il programma: si parte giovedì 21 agosto
Il programma entrerà nel vivo giovedì 21 agosto, quando in Piazza Dante si esibiranno tutti i gruppi ospiti: Spagna, Colombia, Ucraina e Lituania. Sabato 22 agosto sarà invece dedicato anche all'approfondimento scientifico, con il collegio composto da docenti universitari e ricercatori impegnati nello studio del folklore, che si riuniranno al Lanciano Forum per una tavola rotonda. Alle 11 è prevista inoltre, in collegamento, un'assemblea della FAFIT con la partecipazione delle rappresentanze delle regioni italiane.
Nel pomeriggio, in Piazza Dante, spazio ai laboratori finanziati dal Ministero, durante i quali i gruppi folkloristici proporranno attività legate alle proprie tradizioni e avranno a loro volta l'opportunità di conoscere quelle locali.
La serata sarà dedicata alla contaminazione tra manifestazioni italiane e straniere. Nello stesso fine settimana, inoltre, due gruppi si alterneranno nelle esibizioni a Esanatoglia e Gagliole.
La domenica pomeriggio i gruppi porteranno la propria musica e le proprie tradizioni anche agli ospiti delle case di riposo di Castelraimondo, Esanatoglia, Gagliole e Matelica.
A chiudere il festival sarà la giornata di lunedì 24 agosto, con la Santa Messa e le successive esibizioni dei gruppi in canti religiosi. Durante tutta la manifestazione saranno inoltre presenti stand gastronomici con prodotti locali, creando una ricaduta anche sul tessuto imprenditoriale e commerciale della città.
Marinelli: "Castelraimondo sarà la capitale italiana del folk"
A chiudere la conferenza stampa è stato il consigliere regionale Renzo Marinelli, che ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra associazioni, amministrazione comunale, Regione e sostenitori.
"Il festival che si svolge a Castelraimondo non è solo un festival, è un fine settimana dove Castelraimondo è la capitale italiana del folk", ha dichiarato Marinelli, evidenziando il valore degli appuntamenti culturali e scientifici inseriti nel programma.
Per il consigliere regionale, ospitare gruppi internazionali significa soprattutto creare scambi culturali e relazioni, dando ai visitatori la possibilità di conoscere le tradizioni marchigiane e, allo stesso tempo, permettendo alla comunità locale di entrare in contatto con culture differenti.
"Vogliamo avere i nostri ospiti, dargli quella che è la nostra cultura e apprendere quella che è la loro cultura, cercare di crescere tutti quanti insieme", ha concluso Marinelli.
Il cinema marchigiano torna a farsi notare sulla scena internazionale. “TIC TAC”, cortometraggio di Emilio Mercanti, ha ottenuto una nomination ufficiale nella categoria Best European Short Film al Love & Hope International Film Festival di Barcellona, rassegna internazionale in programma nella città catalana dal 14 al 17 ottobre 2026.
Il titolo compare nell'elenco delle Official Nominations 2026 pubblicato dall'organizzazione del festival. Il vincitore della categoria sarà proclamato durante la cerimonia di premiazione conclusiva del 17 ottobre. Il sito ufficiale descrive il premio Best European Short Film come il riconoscimento dedicato ai migliori cortometraggi realizzati e prodotti in Europa, valutati per originalità, regia, qualità produttiva, interpretazioni e forza complessiva dell'opera.
Per TIC TAC si tratta di un nuovo passaggio nel percorso internazionale iniziato dopo la realizzazione del film. Il cortometraggio era già stato inserito nella Official Selection 2026 del festival di Barcellona, che sul proprio sito lo presenta come un'opera italiana diretta da Emilio Mercanti della durata di poco meno di 25 minuti.
Al centro della storia c'è Phil, interpretato da Riccardo Andreucci, intrappolato in un loop temporale che lo costringe a rivivere una realtà apparentemente immutabile e a confrontarsi progressivamente con le proprie decisioni. Accanto a lui ci sono Mary, interpretata da Linda Campana, e l'enigmatico Daemon, interpretato da Simone Riccioni. Attraverso il meccanismo della ripetizione, il cortometraggio utilizza il tempo come elemento narrativo ma anche psicologico, costruendo una riflessione sulle scelte, sull'identità e sulla possibilità di spezzare i meccanismi nei quali si rimane intrappolati. Il cast e l'impianto narrativo erano già stati raccontati dalla stampa marchigiana in occasione delle precedenti tappe festivalieri del film.
La nomination di Barcellona arriva infatti dopo un percorso che aveva già portato TIC TAC, nel novembre 2025, tra i finalisti dell'Amarcort Film Festival di Rimini, una delle precedenti tappe italiane del progetto.
Per Mercanti il risultato si inserisce in una fase particolarmente intensa del percorso cinematografico. Il regista è impegnato anche nel lungometraggio “Quello che resta di noi”, diretto insieme a Simone Riccioni e realizzato nelle Marche: il progetto aveva portato la troupe tra le location del territorio maceratese, tra cui Corridonia, ed era già stato raccontato nell'estate 2025 dalla stampa locale.
Ora l'attenzione torna però su TIC TAC e su Barcellona. Il Love & Hope International Film Festival si svolgerà dal 14 al 17 ottobre, mentre l'ultima serata sarà dedicata alla proclamazione dei vincitori. Per il cortometraggio di Mercanti, la nomination nella categoria Best European Short Film rappresenta così un nuovo riconoscimento del percorso compiuto dall'opera fuori dai confini regionali e nazionali.
Le spoglie mortali di San Pacifico sono state trasferite nella chiesa di San Domenico, nel cuore di San Severino Marche, in vista dell'imminente apertura dei cantieri per la ricostruzione post-terremoto del complesso del santuario. I lavori interesseranno infatti la struttura francescana e prevedono anche l'abbattimento dell'ex dormitorio.
La delicata operazione di trasferimento dell'urna si è svolta nella mattinata alla presenza del padre guardiano del Convento, fra Luciano Genga, e del sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, considerato che la chiesa di San Domenico è di proprietà comunale.
San Domenico diventa il nuovo punto di riferimento
Per tutta la durata dei lavori di restauro e messa in sicurezza del santuario, la chiesa di San Domenico sarà il principale luogo di riferimento per le funzioni e gli appuntamenti liturgici che normalmente si svolgono nella struttura francescana.
Qui saranno ospitate le celebrazioni quotidiane, le iniziative pastorali e culturali organizzate dalla comunità dei Frati Minori e anche i festeggiamenti solenni di settembre dedicati a San Pacifico, compatrono della città.
Per celebrare questo passaggio particolarmente significativo per la comunità settempedana, è stata organizzata una celebrazione solenne domenica 23 agosto alle 18:30, nella chiesa di San Domenico. Al termine della funzione religiosa è previsto anche un buffet conviviale aperto a tutta la cittadinanza.
San Pacifico torna simbolicamente nel cuore della città
Il trasferimento assume anche un forte valore simbolico. San Pacifico torna infatti nei luoghi in cui nacque e trascorse parte della sua vita religiosa, prima della morte avvenuta il 24 settembre 1721, all'età di 68 anni.
Al secolo Carlo Antonio Divini, San Pacifico nacque a San Severino Marche il 1° marzo 1653 da Antonio Maria Divini e Mariangela Bruni. Rimasto orfano ancora bambino, fu affidato allo zio materno, arcidiacono della cattedrale, e crebbe in un ambiente caratterizzato da austerità e raccoglimento.
A soli 17 anni entrò tra i Frati Minori nel convento di Forano, assumendo il nome di fra Pacifico, mentre a 25 anni venne ordinato sacerdote.
Predicatore e uomo di fede
San Pacifico dedicò gran parte della propria vita alla predicazione, alla filosofia, all'apostolato e alla confessione, operando in diverse località delle Marche.
La sua vita fu segnata anche da importanti sofferenze fisiche: una dolorosa piaga alla gamba, la sordità e infine la cecità. Nonostante le difficoltà, visse le proprie condizioni con serenità e spirito di penitenza, trovando nella contemplazione e nella preghiera il proprio sostegno.
La sua fama si diffuse in tutta la regione anche per le doti profetiche che gli venivano attribuite, tra cui la previsione del devastante terremoto del 1703, oltre che per numerosi prodigi e guarigioni riconosciuti alla sua intercessione.
Fu inoltre padre guardiano della comunità di Santa Maria delle Grazie. San Pacifico venne beatificato da Papa Pio VI nel 1786 e proclamato santo da Papa Gregorio XVI nel 1839. Ancora oggi rappresenta per la comunità settempedana un riferimento centrale per la fede, l'identità e la memoria storica della città.
In un mondo che spesso sembra perdere di vista alcuni valori fondamentali, la danza può rappresentare un importante percorso di crescita, fatto di bellezza, disciplina e dedizione. Lo dimostra la storia di Maria Melchiorri, undicenne civitanovese e giovane promessa del balletto, che ha recentemente raggiunto un traguardo significativo: l’ammissione all’anno accademico 2026/27 della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretta da Eleonora Abbagnato.
Un risultato che riconosce le capacità artistiche della giovane danzatrice, ma che rappresenta anche il coronamento di un percorso formativo costruito nel tempo. Maria studia danza presso il Centro Culturale del Balletto ASD di Civitanova Marche, diretto da Loretta Gamberini, realtà che da sempre pone particolare attenzione alla formazione dei propri allievi.
«La danza non è soltanto un’abilità tecnica, ma un vero e proprio percorso educativo che forma il corpo e l’anima», sottolineano dal Centro Culturale del Balletto. Un percorso nel quale l’attenzione è rivolta non soltanto alla crescita artistica, ma anche alla trasmissione di valori fondamentali.
Al centro di questo lavoro c’è la dedizione di Loretta Gamberini, capace di creare un ambiente nel quale ogni giovane artista possa esprimere il proprio talento e crescere in modo autentico.
«Loretta è nota per la sua capacità di individuare e coltivare il potenziale di ciascun allievo, aiutandoli a sviluppare non solo la tecnica ma anche la passione per la danza», raccontano dal Centro.
Ed è proprio all’interno di questo percorso che Maria ha potuto sviluppare le proprie qualità, affrontando le diverse sfide con determinazione e fiducia e preparandosi a confrontarsi con contesti sempre più competitivi.
L’ammissione alla prestigiosa Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma rappresenta ora un nuovo importante capitolo per la giovane civitanovese. Un traguardo che arriva dopo anni di studio e che porta con sé anche il valore del lavoro svolto dalla scuola e dalla sua insegnante.
«Maria Melchiorri è un esempio di come la danza possa formare giovani artisti pronti ad affrontare le sfide del futuro», sottolineano dal Centro Culturale del Balletto.
La sua storia è infatti anche un tributo all’impegno e alla passione che caratterizzano il lavoro della scuola di Loretta Gamberini. Un percorso nel quale il talento individuale si unisce al lavoro di squadra e al sostegno di chi accompagna i giovani danzatori nella loro crescita.
Con il suo talento, Maria punta ora a proseguire il proprio cammino nel mondo della danza, portando con sé anche i valori appresi durante il percorso al Centro Culturale del Balletto: impegno, passione, disciplina e la consapevolezza che dietro ogni successo c’è sempre il lavoro di una squadra e una guida amorevole.
Il turismo nelle Marche continua a crescere e i dati del Ministero del Turismo confermano un andamento positivo anche nei mesi estivi. A luglio 2026 le presenze nelle strutture ricettive marchigiane sono aumentate dell’8,2% rispetto allo stesso mese del 2025, un risultato che colloca la regione al secondo posto in Italia per incremento, alle spalle del Piemonte, che registra una crescita del 9,9%.
Il dato emerge dal report “Un’altra estate italiana da record”, curato dall’Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo. L'analisi dei flussi di luglio è realizzata sulla base dei dati del Ministero dell'Interno, attraverso la banca dati Alloggiati Web, che raccoglie le comunicazioni obbligatorie dei gestori delle strutture ricettive.
La crescita marchigiana si inserisce in un quadro nazionale altrettanto positivo. Nel complesso, a luglio gli arrivi turistici in Italia sono aumentati del 4,5%, mentre le presenze hanno fatto registrare un incremento del 4,4% rispetto a luglio 2025. La componente italiana è cresciuta del 3,8% negli arrivi e del 2,3% nelle presenze, mentre quella straniera ha segnato rispettivamente +5,1% e +6%.
Per le Marche, dunque, il dato sulle presenze è particolarmente significativo, con una crescita quasi doppia rispetto alla media nazionale. Il Ministero evidenzia infatti che tutte le regioni italiane hanno registrato a luglio un incremento sia degli arrivi sia delle presenze, confermando una dinamica di crescita diffusa della domanda turistica.
Anche considerando il periodo più ampio della stagione estiva, le Marche mostrano livelli importanti di attrattività. Tra il 15 giugno e il 15 settembre 2026 il tasso medio di saturazione OTA nella regione raggiunge il 60,3%, un valore superiore alla media nazionale del 58,9%. Il dato è elaborato da The Data Appeal Company sulla base delle prenotazioni rilevate sui principali canali online e si riferisce alle strutture disponibili sui portali OTA.
Il dato marchigiano si colloca in un contesto particolarmente favorevole per il turismo italiano. Nel periodo estivo considerato dal report, la saturazione media nazionale delle strutture ricettive raggiunge il 58,9%, in aumento di 10,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. Tra i territori con i valori più elevati figurano Sardegna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, mentre le Marche si distinguono tra le regioni del versante adriatico con una saturazione del 60,3%.Il report del Ministero fotografa inoltre una crescita già evidente nei primi sei mesi dell'anno.
Tra gennaio e giugno 2026 gli arrivi nelle Marche sono aumentati del 4,4% e le presenze del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. I valori risultano sostanzialmente in linea o leggermente superiori alla media nazionale, che nello stesso periodo ha registrato rispettivamente +4,4% negli arrivi e +4,9% nelle presenze.
Fonte: Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo, report “Un’altra estate italiana da record – Report estate e Ferragosto 2026”. I dati sui flussi turistici sono elaborazioni su base Alloggiati Web del Ministero dell’Interno; quelli sulla saturazione OTA sono elaborazioni su dati The Data Appeal Company.