Tra la bufera di neve del 1980 e l'ombra del grande potere. Il mistero della morte di Gabriella Guerin e Jeannette Bishop May (ex moglie del barone Rothschild) torna d'attualità con la riapertura delle indagini della Procura di Macerata
Tra la bufera di neve del 1980 e l'ombra del grande potere. Il mistero della morte di Gabriella Guerin e Jeannette Bishop May (ex moglie del barone Rothschild) torna d'attualità con la riapertura delle indagini della Procura di Macerata
MACERATA - Dopo un anno e mezzo di disagi, via dei Velini riapre finalmente al traffico in entrambi i sensi di marcia. I lavori principali sono stati completati e la strada è ora percorribile, con la nuova segnaletica orizzontale già tracciata.
La riapertura dell'infrastruttura pone fine a un prolungato periodo di disagi, definito da residenti e automobilisti come un autentico "calvario", caratterizzato da deviazioni, rallentamenti e quotidiane difficoltà di transito. Benché il cantiere fosse stato ufficialmente consegnato il 17 giugno 2024 e l'ultimazione dei lavori fosse inizialmente prevista entro la scorsa stagione estiva, l'intervento ha subito una proroga di due mesi e mezzo. L'opera in questione è stata finanziata con uno stanziamento complessivo di 3,8 milioni di euro.
Restano ancora da realizzare alcuni interventi accessori, come l’installazione dell’illuminazione e delle barriere di sicurezza. Queste opere, assicurano dal Comune, potranno essere eseguite senza necessità di nuove chiusure, garantendo così la normale circolazione lungo tutta la via.
La viabilità torna quindi alla normalità, mentre i lavori rimanenti verranno portati a termine nelle prossime settimane con modalità che non comporteranno, pare, ulteriori intralci.
Il Comando provinciale dei carabinieri di Macerata ha intensificato i controlli sul territorio con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e prevenire reati contro il patrimonio, traffico di sostanze stupefacenti e violazioni al Codice della Strada. I servizi, svolti in sinergia dalle Stazioni e dai Nuclei/Sezioni Radiomobili della provincia, hanno permesso di intervenire tempestivamente in diversi episodi.
A Macerata, i militari della Sezione Radiomobile della locale Compagnia sono intervenuti in seguito a un incidente stradale che ha visto protagonista un 23enne del posto alla guida della propria moto Suzuki.
Il giovane ha perso il controllo della due ruote, terminando fuori dalla sede stradale senza coinvolgere altri mezzi o persone. Trasportato all’Ospedale Torrette di Ancona, è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni. Gli accertamenti tossicologici hanno rilevato un tasso alcolemico di 1,51 g/l, quasi triplo rispetto al limite di legge, con conseguente denuncia all'autorità Giudiziaria per guida in stato di ebbrezza alcolica.
Non è stato l’unico caso: i carabinieri hanno denunciato anche un 28enne pakistano residente a Monte San Giusto, coinvolto in un sinistro senza feriti a Corridonia. I controlli etilometrici sul luogo hanno evidenziato un tasso alcolemico pari a 0,98 g/l (quasi doppio rispetto al limite consentito). All’uomo è stata ritirata immediatamente la patente, mentre l’autovettura è stata affidata a persona idonea.
Ubriachezza molesta in un bar a Tolentino: denunciato giovane egiziano. A Tolentino, i militari dell’aliquota radiomobile della locale Compagnia sono intervenuti presso un bar a seguito della segnalazione di comportamenti molesti da parte di un avventore.
Sul posto, i carabinieri hanno individuato un 26enne di origine egiziana, domiciliato a Serravalle di Chienti, che presentava chiari segni di ubriachezza. L’uomo è stato sanzionato per ubriachezza molesta e, durante il controllo, è stato trovato in possesso di un grammo di hashish, che è stato sottoposto a sequestro amministrativo per la successiva distruzione. Contestualmente, il giovane è stato segnalato al Prefetto per la detenzione della sostanza stupefacente.
Nel corso dello stesso servizio, i carabinieri hanno fermato alla guida del proprio veicolo un 27enne residente a Tolentino, di origini senegalesi, che circolava con la patente sospesa a seguito di un provvedimento prefettizio per mancata presentazione a visita presso la Commissione Medica.
L’uomo era inoltre sprovvisto di assicurazione RCA. I militari hanno elevato le previste sanzioni amministrative per circa 1.000 euro, lo hanno segnalato alla Prefettura per guida con documento sospeso e hanno proceduto al sequestro del veicolo.
Con 227 voti favorevoli, all'unanimità, il 19 novembre l’aula della Camera ha approvato in via definitiva e all’unanimità il ddl che istituisce il reato di femminicidio. Il provvedimento, che aveva già ottenuto il via libera anche dal Senato, diventerà ora legge e introduce nel Codice penale l’articolo 577-bis, il delitto di femminicidio, prevedendo l’ergastolo quando l’omicidio di una donna sia commesso per discriminazione di genere, odio o per reprimere la libertà della vittima. Un passaggio che ha segnato un momento di rara compattezza parlamentare su uno dei temi più drammatici dell’attualità.
Diverso, invece, il destino dell’altro provvedimento che nelle stesse ore era finito al centro del dibattito politico: il ddl sulla violenza alle donne che introduce il principio del consenso informato, già approvato all’unanimità alla Camera. Questo testo, giornalisticamente noto come "Ddl consenso", non è infatti arrivato all’esame dell’Aula del Senato, dove era atteso per il via libera definitivo, a causa dei dubbi sollevati da alcuni rappresentanti dei partiti di maggioranza in Commissione. Uno stop che ha riaperto tensioni e fratture.
A giustificare la frenata sono arrivate le parole di Matteo Salvini, secondo cui la legge è importante ma va scritta con attenzione “perché non diventi un’arma di chi si vuole vendicare”. Sulla stessa linea la senatrice leghista Giovanna Bongiorno, da sempre impegnata sul tema e fondatrice di Doppia Difesa, che ha parlato della necessità di migliorare il testo: "Ci sono due Camere. È stata rilevata dai rappresentanti del centrodestra l’esigenza di migliorare il testo. Ho accolto la richiesta perché presenta ottimi spunti, ma merita un approfondimento. Il 25 era una data simbolo. Avremmo potuto celebrarla con uno spot su due leggi a favore delle donne, sarebbe stato bello… Ma il senso di responsabilità ha prevalso".
Le opposizioni, che avevano accolto con entusiasmo l’unanimità della Camera sul ddl consenso e il clima di collaborazione tra Schlein e Meloni, hanno parlato apertamente di un regolamento di conti interno alla maggioranza, in particolare tra Lega e Fratelli d’Italia. La premier, dal canto suo, ha cercato di rassicurare, ribadendo che la norma sul consenso si farà, ma che deve essere scritta nel modo giusto, e che tutte le forze politiche concordano sulla necessità di superare l’attuale disciplina.
Mentre a Roma il confronto è passato rapidamente dal dialogo allo scontro, lo stesso tema è stato al centro anche del dibattito nelle Marche, durante la seduta aperta del Consiglio regionale dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il presidente della Regione Francesco Acquaroli ha parlato di una “piaga sociale che richiede un impegno concreto e condiviso”, ricordando come la violenza assuma molteplici forme e spesso si consumi per anni tra le mura domestiche, a opera di persone considerate vicine alla vittima e spesso alla presenza di minori.
I numeri del Rapporto regionale 2024 confermano una situazione allarmante: le donne che si sono rivolte ai servizi sono state 663 nel 2021, 705 nel 2022, 748 nel 2023 e 841 nel 2024. Un aumento che, da un lato, segnala una crescita del fenomeno e, dall’altro, è anche frutto di una maggiore sensibilizzazione. “Come istituzioni – ha concluso Acquaroli – dobbiamo proseguire nel rafforzamento delle misure di tutela, attraverso politiche integrate, investimenti economici e normativi e il consolidamento della rete territoriale”.
Durante la stessa seduta è intervenuta anche l’assessora regionale alle Pari Opportunità Francesca Pantaloni, che ha ribadito: “La violenza contro le donne non è un fatto privato né una fatalità, ma una ferita alla dignità di tutta la nostra comunità”. Il Rapporto 2024 mostra che le 841 donne che hanno chiesto aiuto ai centri antiviolenza segnano un aumento del 12,4% rispetto all’anno precedente; il 71,9% sono italiane, il 28,1% straniere. I consultori femminili hanno registrato 971 accessi, con un incremento del 44,1%, mentre i casi di violenza sui minori sono cresciuti del 78,9% dal 2020. Anche le Procure marchigiane hanno fatto registrare aumenti significativi dei procedimenti penali per violenza di genere.
Per affrontare l’emergenza, la giunta regionale ha stanziato 1,65 milioni di euro per il biennio 2024-2025 destinati alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere nelle cinque province. I fondi finanziano i centri antiviolenza, le case rifugio, i consultori, i programmi per uomini autori di violenza e le attività di formazione. È stata inoltre potenziata la rete dei Pronto soccorso, dove nel 2024 si sono registrati 224 accessi correlati a episodi di violenza.
Forse in queste settimane si è persa un’occasione per lanciare un messaggio davvero unitario sul tema del contrasto alla violenza di genere. Da una parte, nei territori come le Marche, si investe in modo concreto su prevenzione, protezione e servizi; dall’altra, a livello nazionale, il confronto politico sul consenso "libero e attuale" continua a dividersi tra timori, veti incrociati e calcoli politici. La legge sul femminicidio è ormai realtà, ma la partita sul consenso resta aperta. E quello che sembrava un percorso lineare verso un ulteriore avanzamento dei diritti si è trasformato, ancora una volta, in un terreno di scontro che rischia di allontanare la politica dalle esigenze reali delle vittime.
Venerdì 28 novembre l'Università di Camerino ha aperto le porte al pubblico con "Oltre i confini dell'aula: il ruolo dell'Università nel dialogo con la società", un incontro focalizzato sulla divulgazione delle iniziative promosse dall'Ateneo nell'ambito del public engagement. L'appuntamento ha dato ufficialmente il via a quella che è la nuova winter edition di "La Scienza in festa", un festival del sapere scientifico pensato per promuovere una maggior consapevolezza dell'importanza della ricerca anche tra coloro che non appartengono all'ambiente accademico.
"Questa versione invernale di "Scienza in festa" è la continuazione di un percorso che abbiamo iniziato da tempo con l'Università di Camerino: un percorso attraverso il quale vogliamo dimostrare quanto il public engagement sia fondamentale nel ruolo che le università rivestono all'interno delle dinamiche territoriali" ha affermato il professor Claudio Perfetti, coordinatore del progetto "Viceversa" di Unicam.
Il professor Graziano Leoni, rettore dell'Università di Camerino, ha introdotto il tema del Public Engagement parlando della dimensione universitaria non soltanto come luogo di ricerca, ma anche come snodo di legami che si rendono protagonisti attivi nello sviluppo della comunità: "Un'università che non sa uscire dalle aule e dai laboratori non può definirsi tale. Gli atenei hanno la responsabilità sociale di riversare sul territorio e sui cittadini le scoperte, gli studi, le attività formative. Non ha più senso parlare di un'università arroccata: il mito della torre d'avorio è ormai anacronistico".
Un'università, dunque, che riabbraccia il significato etimologico del termine, ossia quello di una corporazione di persone, una comunità il cui fattore di coesione, l'unico e insindacabile, è il sapere come bene superiore. "L'universitas - ha dichiarato Pier Andrea Serra, presidente dell'associazione APEnet e prorettore per la Terza Missione dell'Università di Sassari - deve essere un ente che fa della ricerca, della didattica e del trasferimento delle conoscenze un bene territoriale, capace di andare incontro alle esigenze delle comunità e delle società. Un luogo dove c'è un'università è allo stesso tempo un luogo che ha più prospettive e più supporto, anche e soprattutto in condizioni di difficoltà, come nel caso di Camerino. Senza l'università, probabilmente, alcuni territori avrebbero meno speranze di crescita e di ripresa".
Territori, quindi, che vengono resi sempre più partecipi delle ricerche e dei progressi raggiunti all'interno delle aule. Alla base del public engagement stanno la volontà di coinvolgere attivamente la popolazione extra accademica e la divulgazione di nozioni che rischiano di rimanere completamente estranee a chi non possiede i mezzi per decifrarle.
L'iniziativa proseguirà nella giornata di sabato 29 novembre, a Matelica, con diversi appuntamenti divulgativi, dall'incontro "Algoritmi di guerra e grammatiche di pace: la scienza e i media nell'era dell'IA", alla "passeggiata scientifica" per le vie del centro storico arricchita da fondamenti di Botanica, Storia, Sociologia e Tecnologia, fino allo spettacolo di chimica e all' "aperitivo scientifico" che avrà come protagonista il Verdicchio di Matelica.
Civitanova Marche piange oggi la scomparsa di Stefano Paolini, venuto a mancare questo pomeriggio a causa di un malore improvviso. Aveva 66 anni. Una notizia che ha scosso profondamente la città, lasciando un vuoto nel cuore di quanti lo conoscevano.
Paolini, storico barbiere civitanovese, aveva festeggiato nel 2022 i cinquant’anni della sua attività, diventando negli anni un vero punto di riferimento per generazioni di cittadini. Accanto alla sua attività professionale, Stefano era conosciuto e amato anche per la sua grande passione per la Civitanovese. Tifoso rossoblù da sempre e presidente del club rossoblù Umberto Traini, per molti anni aveva ricoperto il ruolo di speaker della squadra, prestando la sua voce alle sfide casalinghe e accompagnando la squadra con entusiasmo contagioso. Il suo impegno e il suo affetto verso i colori rossoblù gli avevano fatto conquistare il rispetto dell’intera comunità sportiva.
Non a caso, la Civitanovese Calcio ha voluto ricordarlo con un messaggio carico di affetto e riconoscenza:“La Civitanovese Calcio si stringe con profondo dolore attorno alla famiglia di Stefano Paolini, storica voce rossoblù, grande amico della Civitanovese e presidente del Club rossoblù, venuto a mancare nelle scorse ore".
"Stefano è stato per tutti noi molto più di un semplice tifoso: è stato una presenza costante, un punto di riferimento, un uomo capace di trasmettere passione, amore e appartenenza per questi colori con la sua voce, il suo entusiasmo e il suo cuore rossoblù”.
Nel comunicato, la società sottolinea come il legame di Paolini con la squadra fosse autentico e profondo, costruito negli anni con dedizione, amicizia e rispetto. Un legame che rimarrà indelebile nella memoria di chi lo ha conosciuto dentro e fuori dallo stadio.
“Alla famiglia Paolini, al Club Rossoblù e a tutti i suoi cari – conclude la nota – giungano le più sentite condoglianze da parte della società, della dirigenza, dello staff, dei calciatori e di tutto il popolo rossoblù. Ciao Stefano, la tua voce continuerà a vivere per sempre nei cuori di tutti noi”.
Incidente a Borgo Sforzacosta, pedone investito mentre attraversa la strada: soccorso e trasferito d'urgenza all'ospedale Torrette. È quanto avvenuto questo pomeriggio, poco prima delle 19:00, in località Borgo Sforzacosta, a Macerata, nel tratto rettilineo che conduce verso Casette Verdini. L'incidente ha coinvolto un'auto che, per cause in fase di accertamento, ha travolto il pedone.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure all'uomo, un 69enne di Pollenza. Constatati i traumi riportati, il paziente è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Torrette, ad Ancona, in ambulanza. Sul luogo dell'incidente è giunta anche la polizia locale per effettuare i rilievi necessari a ricostruire l'esatta dinamica del sinistro. Inevitabili le ripercussioni sul traffico della frazione, rimasto bloccato sino al termine delle operazioni di soccorso.
La base di Porto Potenza Picena ha accolto un nuovo e significativo elemento nel suo panorama: l'installazione in forma statica di un velivolo storico, il Lockheed RT-33A "Shooting Star", uno dei primi aerei a reazione in dotazione all’Aeronautica Militare italiana.
L'inaugurazione, svoltasi alla presenza di numerose Autorità Civili e Militari, ha voluto celebrare il forte legame, quasi settantennale, tra il territorio potentino e l'Arma Aeronautica.
Il velivolo RT-33A, un jet che fu impiegato dal 1952 al 1965 per la formazione dei piloti destinati alla nuova linea a reazione, è ora esposto in maniera permanente come simbolo di questa storia condivisa.
Alla cerimonia hanno preso parte figure istituzionali di rilievo, tra cui il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e il generale di squadra Francesco Vestito, comandante Scuole dell’Aeronautica Militare e della 3ª Regione Aerea.
L'iniziativa è stata fortemente promossa dal colonnello Marco Attanasio, comandante del Centro di Formazione Aviation English di Loreto – Potenza Picena, con l'obiettivo di "ricordare il forte legame tra il territorio potentino e l’Arma Aeronautica, la cui pregnante presenza risale al 1956 e, in quasi 70 anni, è diventata parte integrante del tessuto sociale locale".
Tra le autorità presenti si annoverano anchela il sindaco di Potenza Picena, Noemi Tartabini, il consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli, il comandante provinciale dei Carabinieri di Macerata colonnello Raffaele Ruocco, la comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Civitanova tenente di vascello Chiara Boncompagni, oltre a rappresentanze della Polizia della questura di Macerata, dell’ordine militare di Malta, della Croce Rossa Italiana e dell’Associazione Arma Aeronautica.
L'esemplare esposto è un RT-33 proveniente dalla 651ª Squadriglia Collegamenti del 51° Stormo “Vittorio Bragadin” di Istrana (Treviso) ed è stato interamente ristrutturato e riallestito dal personale militare della base locale, a testimonianza della cura e del valore che l'Arma attribuisce alla propria memoria storica.
L'installazione in forma statica del Lockheed RT-33A non è solo un monumento aeronautico, ma un tributo al ruolo formativo e sociale che la base di Porto Potenza Picena ha svolto per l'Aeronautica e per la comunità marchigiana nel corso dei decenni.
LNDC Animal Protection lancia “Un inverno senza gabbie”, la campagna per incentivare le adozioni responsabili durante i mesi più freddi dell’anno. Un vero e proprio appello alla cittadinanza per adottare un cane recandosi presso il rifugio Lndc a Camerino, località Colle Altino, che fa parte delle 69 sedi sotto l’egida dell’associazione presenti su tutto il territorio nazionale.
Aprire la porta della propria casa, ma soprattutto quella del proprio cuore, è un atto di amore e responsabilità che accompagna un cane per tutta la vita. Soprattutto con l’arrivo dell’inverno adottare un cane significa proteggerlo dal freddo, salvarlo dal buio e dalla solitudine di un box per regalargli il calore di una casa e l’abbraccio di una famiglia.
Con l’arrivo del gelo, infatti, il contrasto tra la vita in un box e quella in una casa accogliente si fa ancora più evidente. La Campagna “Un inverno senza gabbie” lanciata da Lndc Animal Protection nasce proprio per ricordare che l’adozione non è soltanto un gesto di generosità, ma un atto di amore e responsabilità che cambia radicalmente la vita di un cane e arricchisce quella della famiglia che lo accoglie.
Aprire la porta di casa a un cane non vuol dire solo offrirgli riparo, ma restituirgli la gioia infinita di vivere il calore di una famiglia e donargli dignità e speranza. Aprire la porta del proprio cuore, invece, significa scegliere di amarlo e accudirlo per sempre, perché adottare è una scelta che dura tutta la vita. Un cane non è un impegno temporaneo: è un compagno fedele che ripagherà ogni gesto d’amore con la sua dedizione incondizionata.
“Ognuno di noi può diventare l’angelo custode di un cane che aspetta solo di essere accolto. Ogni adozione è un inverno in meno da trascorrere dietro in un box e un passo verso una vita piena di amore e dignità. Aprire la porta di casa significa aprire il cuore, ed è la scelta più speciale che si possa fare”, dichiara Piera Rosati, presidente di Lndc Animal Protection.
La campagna “Un inverno senza gabbie” intende sensibilizzare i cittadini sull’importanza dell’adozione responsabile: una scelta consapevole che non solo salva la vita di un animale, ma rafforza il senso di comunità e di civiltà. La sede locale di Lndc Animal Protection rappresenta un punto di riferimento costante per chi desidera adottare in modo consapevole.
Per conoscere i cani adottabili e ricevere informazioni, è possibile rivolgersi direttamente alla sezione locale scrivendo a rifugiocollealtino@gmail.com o chiamando il numero 320 199 48 07. Per visitare il rifugio è importante prima scrivere o chiamare per prendere un appuntamento.
Si è conclusa venerdì sera, presso la Conero Break di Ancona, la direzione regionale del Partito Democratico delle Marche, riunitasi per una riflessione post-elettorale dopo l'esito delle recenti consultazioni regionali.
Numerosi gli interventi, tra cui quello dell'europarlamentare Matteo Ricci, già candidato presidente alle scorse elezioni, che ha voluto richiamare con forza l'attenzione del Partito sulla necessità di unità e impegno congiunto.
Nella sua relazione introduttiva, la segretaria regionale Chantal Bomprezzi ha cercato di indagare le motivazioni di quella che ha definito una "sconfitta dolorosa".
"Un risultato di questo tipo non può che avere ragioni profonde. Ancora paghiamo le ferite del passato. Negli anni la destra si è radicata nei Comuni, anche laddove eravamo più forti", ha dichiarato la segretaria. A suo avviso, il centrosinistra non è ancora percepito come una credibile alternativa di governo, e la coalizione non ha raggiunto la necessaria maturità.
Bomprezzi ha tuttavia difeso il percorso di ricomposizione intrapreso: "Stando uniti siamo riusciti ad avere un candidato unitario e forte, un’alleanza ampia e coesa e un programma serio, non preconfezionato." Ma ha ammesso: "A causa delle divisioni del passato, questo tempo di unità non è bastato. La fiducia dell’elettorato si conquista nel tempo".
La segretaria ha quindi sottolineato l'imperativo di proseguire sulla rotta dell'unità, ribadendo il proprio impegno personale. "Prima di tutto viene il bene del partito, soprattutto nei momenti più difficili. Non si può abbandonare la nave ora che serve la massima responsabilità" , ha affermato, mettendo in guardia contro nuove tensioni o "contifici".
L'appello è stato un chiaro invito alla responsabilità collettiva: "Le responsabilità vanno riconosciute e affrontate insieme, io per prima, così come insieme abbiamo fatto tutte le scelte. Ora nessuno si senta escluso dalla responsabilità collettiva di una ripartenza".
La linea politica futura tracciata da Bomprezzi vede la necessità di unità, partecipazione attiva e una ripartenza "dal basso", ridando centralità ai territori, ai circoli e ai temi fondamentali per i marchigiani.
La segretaria ha ringraziato tutti i partecipanti alle cinque assemblee provinciali di ascolto post-voto e ha annunciato che nei prossimi mesi il Pd Marche sarà impegnato nel rilancio delle iniziative politiche, anche attraverso la riattivazione dei tavoli di lavoro.
"Vogliamo ripartire dai territori, dai circoli. Il prossimo anno ci aspettano importanti appuntamenti elettorali," ha concluso, invitando a coinvolgere tutti i segretari di circolo e i rappresentanti istituzionali. "Se lavoreremo insieme con senso di responsabilità, i buoni risultati arriveranno".
L'ampio dibattito seguito alla relazione ha visto la stragrande maggioranza degli interventi a sostegno della riflessione e dell'orientamento espresso dalla segretaria regionale.
“Le Province devono tornare ad essere pienamente operative e capaci di rispondere ai bisogni delle popolazioni locali. Per farlo serve aumentare la dotazione finanziaria e tornare ad attribuire a questi Enti determinate competenze, iniziando per esempio dal turismo. Un passo fondamentale è accrescere il fondo per le funzioni fondamentali, un finanziamento statale destinato a coprire i costi delle funzioni essenziali svolte dalle Province, come l’edilizia scolastica e la viabilità. Le Province hanno dimostrato, nonostante le pesanti ripercussioni seguite alla legge Delrio del 2014, di essere importanti Enti intermedi sui territori”. Il Presidente della Provincia, Sandro Parcaroli, è intervenuto a Lecce alla 38esima Assemblea Nazionale delle Province Italiane aperta dall’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, per primo, ha rilanciato la necessità di restituire un ruolo territorialmente efficace alle Province.
Parcaroli, intervenendo in un panel dedicato alla nuova Legge di bilancio insieme a Enzo Lattuca, Presidente Provincia di Forlì-Cesena; Massimiliano Presciutti, Presidente Provincia di Perugia; Emanuele Ramella Pralungo, Presidente Provincia di Biella e chiuso dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha sottolineato anche come la Provincia di Macerata, nonostante le molte difficoltà, sia un Ente virtuoso che ha sempre chiuso i bilanci in positivo, continuando a dare servizi al territorio. “Basti ricordare che negli ultimi quattro anni (2022-2025) gli investimenti complessivi nel settore viabilità ammontano a oltre 58 milioni, altri 13 milioni sono relativi a finanziamenti Pnrr dedicati all’edilizia scolastica, cui si aggiungono i finanziamenti sisma messi in campo dall’Ufficio Ricostruzione come i 3 milioni per il restauro del Palazzo del Provveditorato a Macerata; i 16,5 milioni per il restauro del Palazzo del Governo a Macerata e i 31 milioni del nuovo polo scolastico di Tolentino. Accanto a questa attività non va dimenticata quella di supporto agli Enti del territorio e vorrei ricordare che, solo nel 2025, sono state effettuate 56 gare per altri Comuni o Enti convenzionati per un valore complessivo di 177 milioni di euro. Questi numeri dimostrano che la nostra Provincia è virtuosa, così come lo sono molte altre in Italia e, per questo, devono essere sostenute”.
L’Azienda sanitaria territoriale di Macerata conquista il massimo riconoscimento nazionale in tema di salute femminile: i Bollini Rosa 2026-2027 sono stati infatti assegnati agli ospedali di Macerata, Civitanova Marche e, per la prima volta, anche al presidio ospedaliero di Camerino. L’annuncio è arrivato questa mattina durante la cerimonia ufficiale che si è svolta al Ministero della Salute, dove Fondazione Onda Ets ha premiato le strutture più attente ai percorsi sanitari dedicati alle donne.
Il Bollino Rosa, da vent’anni punto di riferimento nazionale nell’ambito della medicina di genere, viene attribuito agli ospedali che garantiscono servizi di prevenzione, diagnosi e cura pensati per rispondere alle differenti esigenze di salute femminile, ma anche a quelle patologie comuni a uomini e donne per le quali vengono sviluppati percorsi ospedalieri mirati. Entrare nella rete degli ospedali premiati significa aderire a una comunità virtuosa: sono 370 le strutture italiane che, per il prossimo biennio, potranno fregiarsi del riconoscimento.
Grande soddisfazione arriva dall’Ast di Macerata. "Il riconoscimento assegnato alle tre strutture ospedaliere della nostra Azienda certifica la qualità dei percorsi multidisciplinari rivolti alle specifiche esigenze della donna in ogni fascia d’età - dichiara il direttore generale Alessandro Marini - e premia la competenza del personale sanitario e l’impegno costante per la salute del paziente".
Secondo Marini, i Bollini Rosa valorizzano in particolare le specialità dedicate alla donna, la presenza di servizi di accoglienza qualificati e le attività di supporto alle vittime di violenza, elementi centrali nel lavoro quotidiano degli ospedali della provincia.
Con la conferma per Macerata e Civitanova e il debutto di Camerino, il territorio maceratese si colloca tra le realtà più virtuose nelle politiche sanitarie rivolte alle donne, rafforzando la propria presenza nella rete nazionale promossa da Fondazione Onda.
“Più sedi, più servizi, più vicini a te” è lo storico slogan di Fisiomed. Dopo aver collezionato strutture in provincia, tra sedi costruite e sedi acquisite, il Gruppo Medico ora intensifica la sua vicinanza alla collettività sviluppando, diversamente, una utilissima iniziativa che fornirà un nuovo servizio in più ogni sabato.
A partire da questo 29 novembre e con cadenza settimanale, Fisiomed accoglierà nei suoi spazi, per la precisione nel polo più moderno e grande a Sforzacosta, tre illustri pediatri del maceratese come Mauro Grelloni, Paolo Perri e Mirella Staffolani.
L’idea è stata proprio di Grelloni, attivissimo nel capoluogo, trovando l’adesione di Perri che è stato primario di Pediatria e Neonatologia e della Staffolani, pediatra neonatologa e formatrice UNICEF per l’allattamento.
"Dalle 8 alle 20 dei prossimi sabati pertanto qualunque famiglia del territorio potrà giovarsi dell'esperienza e della competenza di professionisti stimati, basterà chiamare in segreteria e prendere appuntamento, si legge in una nota di Fisiomed . A turno uno dei tre pediatri sarà sempre reperibile e pronto a visitare il bambino o la bambina nella sede Fisiomed di via Giovanni XXIII".
"I genitori potranno cancellare dubbi e preoccupazioni, trovando rassicurazioni, supporto e soprattutto – caratteristica peculiare di Fisiomed- la rapidità nelle riposte sulla salute dei propri amati figli".
"Un nuovo servizio che conferma la vocazione di Fisiomed, realtà di sanità privata ma dalla profonda etica sociale e sempre pronta ad aiutare il territorio. In questo caso famiglie e genitori che hanno la fortuna di crescere le nuove generazioni, il nostro futuro".
Black Friday infuocato in casa Chiesanuova, che nel venerdì dello shopping per antonomasia annuncia il tesseramento di due calciatori. Entrano ufficialmente a far parte del gruppo biancorosso i centrocampisti Antonio Borgia e Nicolò Di Matteo.
Il primo è giocatore classe 2003, cresciuto nei settori giovanili di Foggia e Sassuolo. Caratteristiche da trequartista, nell’ultima stagione è stato in forza al Montevarchi in serie D.
Il secondo è del 2004 e probabilmente è più noto agli sportivi marchigiani avendo disputato la nostra Eccellenza dal 2021 fino alla scorsa primavera, indossando le maglie di Montegranaro, Montefano e Atletico Ascoli. Ha iniziato invece questa annata in Abruzzo, alla Santegidiese.
Queste due operazioni si sommano ad altri tre volti nuovi, tre innesti che il Chiesanuova ha operato in queste settimane. Parliamo di Perri, Negro e Fatone. Segnali chiari dell’impegno che la società sta mettendo per rinforzare l’organico e per risalire la china in classifica. Borgia e Di Matteo si stanno allenando al “Don Guido Bibini” e saranno a disposizione di mister Mariotti per la trasferta di Fermignano di domenica.
La U. S. Sambenedettese comunica che, a seguito di un confronto improntato alla massima lealtà e collaborazione tra il Presidente Vittorio Massi, il Direttore Sportivo Stefano De Angelis e il mister Ottavio Palladini, è stata presa congiuntamente la decisione di interrompere il rapporto professionale con Palladini e il suo collaboratore Luigi Voltattorni.
Nel corso dell’incontro, il Presidente Massi ha sottolineato la stima nei confronti di Palladini, riconoscendone il valore umano e professionale, il legame storico con San Benedetto del Tronto e l’importanza simbolica dei suoi successi con i colori rossoblù, tra cui la vittoria nel derby contro l’Ascoli Calcio. Palladini, figura di riferimento per la comunità sportiva e cittadina, avrà comunque la possibilità di ricoprire un ruolo di rilievo all’interno della dirigenza della Sambenedettese, confermando l’intenzione della società di valorizzare la sua esperienza e il suo legame con il club.
La guida tecnica della prima squadra è stata temporaneamente affidata a Marco Mancinelli e allo staff attuale, ai quali la società rivolge i migliori auguri di buon lavoro. La U. S. Sambenedettese ringrazia Palladini e Voltattorni per l’impegno, la dedizione e la professionalità dimostrate.
Dal punto di vista dei risultati, la Samb non vince in campionato da sette turni e ha collezionato tre pareggi nelle ultime tre gare. I rossoblù occupano attualmente il tredicesimo posto con 17 punti in 15 partite, nella classifica aggiornata dopo l’esclusione del Rimini. Domenica la squadra affronterà la difficile trasferta sul campo della capolista Arezzo.
Macerata - Un auditorium universitario gremito di professionisti, imprenditori e accademici ha accolto l'evento di grande rilievo sul nuovo diritto tributario, organizzato congiuntamente dagli Studi legali Borgiani Parisella e Associati (Macerata) e Tremonti Partners (Milano). L'iniziativa, patrocinata dall'Università degli Studi di Macerata, dagli ordini professionali di avvocati e dottori commercialisti, e da Confindustria Macerata, ha offerto una lettura aggiornata e pragmatica delle attuali sfide economiche e fiscali.
Il momento clou della giornata è stato l'intervento del professor Giulio Tremonti, che ha presentato il suo ultimo saggio, “Guerra o pace”. Dialogando con il rettore dell'Università di Macerata, John McCourt, l'ex ministro ha analizzato i principali trend globali, lanciando un chiaro allarme: l'emergere dei dazi come "nuova arma economica". La discussione ha posto l'accento su come la fiscalità e le dinamiche geopolitiche siano ormai indissolubilmente legate, influenzando direttamente le strategie aziendali.
I saluti istituzionali, che hanno aperto l'evento, hanno visto la partecipazione del rettore McCourt, di Lorenzo Piccardi (Tremonti Partners), dell'avvocato Paolo Parisella (presidente dell’ordine degli avvocati di Macerata e socio fondatore dello Studio Borgiani Parisella) e di Luca Mira (presidente ODCEC Macerata e Camerino).
La giornata è proseguita con tre panel tecnici, moderati da Giulio Tombesi (Tremonti Partners), che hanno portato il confronto sui temi più caldi della fiscalità d'impresa: Transfer Pricing e Multinazionali: il primo panel, con interventi di Simone Zucchetti (Tremonti Partners), di Paolo Nazziconi (Clementoni), di Giorgio Cingolani (Biesse) e di Cesare Tomassetti (Oikon Consulting), si è focalizzato sul ruolo cruciale del transfer pricing nel rapporto tra diverse giurisdizioni, elemento fondamentale nella fiscalità dei gruppi multinazionali.
Il secondo segmento ha esplorato i modelli organizzativi e gli strumenti di collaborazione con l'amministrazione finanziaria. L'avvocato Diego Aringoli (Borgiani Parisella) e l'avvocato Cristiano Caumont Caimi (Tremonti Partners), insieme a Silvia Sardi (Ariston Group), a Mario Cognigni (Tod’s) e a Valeria Nucera (Unimc), hanno evidenziato le implicazioni operative del Modello 231 e del regime di adempimento collaborativo.
L'ultimo panel, guidato dall'avvocato Paolo Parisella e da Lorenzo Piccardi, ha analizzato le dinamiche giuridiche e fiscali delle operazioni straordinarie (M&A) e delle strategie per la continuità d’impresa e il passaggio generazionale.
Nel complesso, l'iniziativa si è dimostrata un momento di confronto, capace di creare un ponte essenziale tra competenze accademiche, professionali e mondo imprenditoriale.
Una sigla che ormai è entrata nel dibattito pubblico, spesso tra entusiasmi e critiche: la Zes, Zona economica speciale. Dal 20 novembre lo strumento è ufficialmente in vigore anche nelle Marche, dopo un iter avviato con l’annuncio del disegno di legge il 4 agosto a Cessapalombo, in occasione dell’inizio dei lavori per la Pedemontana. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge numero 171 del 18 novembre 2025, il regime già operativo nel Mezzogiorno viene esteso anche a Marche e Umbria, classificate dall’Unione Europea come “regioni in transizione”. Una misura che per la maggioranza rappresenta una leva di sviluppo, mentre per le opposizioni rischia di restare un intervento più simbolico che strutturale.
La Zes nasce con il decreto legge 91 del 2017, che ha previsto l’istituzione di Zone economiche speciali nelle aree meno sviluppate e in transizione per favorire la crescita delle imprese attraverso condizioni economiche, finanziarie e amministrative più vantaggiose. Con il decreto 124 del 2023 è stata poi istituita dal 1° gennaio 2024 la Zes unica del Mezzogiorno, comprendente Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. La legge 171 estende ora questo perimetro anche alle Marche e all’Umbria, con efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta, avvenuta il 19 novembre 2025.
Al centro della Zes ci sono tre pilastri: credito d’imposta per gli investimenti, agevolazioni fiscali e contributive, e una forte semplificazione amministrativa. Per Marche e Umbria sono stati stanziati 110 milioni di euro per il credito d’imposta a integrazione del Fondo unico Zes. Dal 2026 il rifinanziamento della Zes unica comprenderà su base triennale anche queste due regioni, con risorse previste in legge di bilancio pari a 2,3 miliardi di euro per il 2026 e 1,7 miliardi per il biennio 2027-2028.
Sul fronte delle procedure, gli investimenti possono beneficiare dell’Autorizzazione unica attraverso lo Sportello unico digitale Zes (Sud Zes), portale integrato nella piattaforma “Impresa in un giorno”. Attraverso questo strumento è possibile presentare un’unica istanza per tutti i procedimenti amministrativi relativi alla realizzazione, ampliamento, localizzazione e riattivazione di impianti produttivi, compresi gli interventi edilizi. L’avvio del procedimento deve avvenire entro tre giorni lavorativi dalla ricezione della domanda, attraverso una conferenza di servizi semplificata. La conclusione avviene con un solo provvedimento finale che sostituisce fino a 35 titoli autorizzativi. I tempi medi di chiusura si attestano attorno ai 30 giorni.
Per quanto riguarda l’occupazione, la misura prevede un bonus assunzioni destinato ai datori di lavoro con un organico fino a 10 dipendenti che assumono a tempo indeterminato lavoratori over 35 disoccupati di lungo periodo. Possono accedere all’agevolazione i soggetti disoccupati da almeno 24 mesi o già assunti in passato da un datore di lavoro che abbia beneficiato solo parzialmente della stessa misura. L’incentivo, in regime de minimis, consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi Inail, fino a un massimo di 650 euro mensili per lavoratore. La richiesta deve essere presentata all’Inps tramite modulo telematico.
Il credito d’imposta si applica agli investimenti in beni strumentali effettuati dal 1° gennaio al 15 novembre 2025. Sono agevolabili progetti legati all’acquisto, anche in leasing, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, oltre a immobili e terreni destinati alla realizzazione o all’ampliamento di sedi produttive, alla diversificazione della produzione o all’acquisizione di attivi di stabilimenti chiusi. Sono ammessi solo gli investimenti effettuati nelle zone 107.3.c individuate dalla Carta nazionale degli aiuti di Stato a finalità regionale. L’accesso al credito per il 2025 avviene tramite comunicazione all’Agenzia delle Entrate dal 20 novembre al 2 dicembre, indicando le spese sostenute nel periodo agevolato. Le intensità dell’agevolazione seguono la Carta nazionale degli aiuti: 35% per micro e piccole imprese, 25% per le medie e 15% per le grandi.
La presentazione ufficiale della Zes nelle Marche è avvenuta ad Ancona, nell’aula magna della facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche, alla presenza di istituzioni, sindacati, banche, atenei e associazioni di categoria. Sono intervenuti il sindaco Daniele Silvetti, il rettore Enrico Quagliarini, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’assessore allo Sviluppo economico e alla Zes Giacomo Bugaro e la sottosegretaria al Mef Lucia Albano, insieme al coordinatore della struttura di missione Zes Unica Giosy Romano, che ha definito la semplificazione amministrativa la «vera rivoluzione» dello strumento, sottolineando che tutta la regione Marche è ora Zes e che ogni investimento può essere avviato con un’unica istanza e un unico interlocutore.
Parallelamente resta acceso il confronto politico. Il deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli ha definito l’estensione della Zes «un provvedimento atteso e strategico» per attrarre investimenti in territori con reddito medio inferiore alla media europea, sostenendo che rappresenti una risposta concreta a «anni di mancato sviluppo». Di segno opposto la posizione del deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Fede, che parla di misura «di facciata» e denuncia la insufficienza delle risorse, ricordando che i 2,3 miliardi previsti per il 2025 non sarebbero proporzionati alle richieste già pervenute dalle imprese. Per questo il M5s si è astenuto in Aula, non per contrarietà ai principi, ma per denunciare quella che considera una mancanza di risorse adeguate.
La Zes ha avuto un ruolo centrale anche nella recente campagna elettorale per la guida della Regione Marche. Il presidente riconfermato Francesco Acquaroli, insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ne aveva annunciato l’attivazione a Cessapalombo il 4 agosto, durante l’avvio dei lavori della Pedemontana Sud. Di tutt’altro avviso il candidato sconfitto Ricci, che aveva liquidato l’iniziativa come una mossa «solo propagandistica». Oggi, tra le aspettative di chi considera la Zes una leva decisiva per il rilancio e i timori di chi la giudica una promessa elettorale, la misura è entrata nella fase attuativa: solo l’applicazione concreta e i primi risultati diranno se saprà produrre effetti reali sull’economia di Marche e Umbria.
L’importanza di tutelare l'acqua, risorsa vitale e fragile, non conosce confini. E in un Pianeta dove ogni goccia d'acqua dolce è collegata al vasto ecosistema marino, l'IIS Matteo Ricci di Macerata ha dimostrato di aver colto questa lezione fondamentale, ottenendo un prestigioso e meritato riconoscimento a livello europeo.
Grande è l'entusiasmo nell'Istituto per la certificazione "European Blue School" conferita al suo "Progetto Ecosistema delle acque dolci". Questo traguardo proietta la scuola maceratese nella Rete delle Scuole Blu Europee, un’iniziativa di spicco all'interno della Coalizione EU4Ocean, promossa dalla Direzione Generale Affari Marittimi e Pesca (DG Mare) della Commissione Europea.
Essere una "Scuola Blu Europea" non è un semplice titolo, ma la convalida di un impegno concreto che trasforma l'educazione ambientale in azione. L'Istituto si posiziona così come un punto di riferimento nell'educazione legata all'acqua e al mare, intensificando il lavoro di sensibilizzazione delle nuove generazioni sulle sfide ambientali globali.
Il cuore del successo risiede nella metodologia didattica del progetto, che ha coinvolto direttamente gli alunni del corso ambientale dell’indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie. Sotto la guida dei loro docenti, i ragazzi sono diventati veri e propri ricercatori sul campo, dedicando tempo ed energie all'esplorazione e allo studio attivo degli ecosistemi d'acqua dolce del territorio maceratese.
Questo approccio esperienziale non ha solo permesso loro di acquisire competenze scientifiche e tecniche di alto livello, ma ha instillato un profondo senso di responsabilità verso la tutela delle risorse idriche. Il progetto incarna pienamente la filosofia della Rete Blu Europea, dimostrando che l'alfabetizzazione idrica e oceanica, pur partendo da un contesto locale, ha un impatto globale.
A coronare questo risultato, la dichiarazione della dirigente scolastica, Rita Emiliozzi, che ha sottolineato il valore del riconoscimento. "Ricevere la certificazione 'European Blue School' per il nostro Progetto Ecosistema delle acque dolci è un onore che ripaga l'impegno di anni," ha affermato la dirigente. "Questo riconoscimento europeo non solo attesta la qualità della nostra offerta formativa nell'ambito ambientale, ma rafforza il nostro ruolo di scuola 'aperta' e attenta alle sfide globali. I nostri docenti hanno saputo trasmettere ai ragazzi l'importanza della cura e della conoscenza dei nostri ecosistemi, preparandoli a essere cittadini attivi e consapevoli del futuro".
Il successo è il frutto della dedizione di un team di docenti appassionati, tra cui Maria Teresa Cottini, Maria Letizia Falcioni, Annalisa Candelori, Elisabetta Crucianelli, Sabrina Rapari e Girolamo Pasquiarello, oltre all'indispensabile supporto degli assistenti tecnici.
Con il conseguimento della certificazione, l'IIS Matteo Ricci si impegna a proseguire con rinnovato vigore lungo il percorso dell'eccellenza didattica, promuovendo una cittadinanza sempre più consapevole e attenta al cruciale tema dell'acqua.
Le classi seconde e terze dell’ITE “Gentili” il 17 novembre si sono recate presso il Cinema Italia di Macerata per assistere alla proiezione del film "40 secondi".
La visione dell’opera, che mostra come decisioni rapide e situazioni critiche possano influenzare profondamente la vita dei protagonisti, ha profondamente coinvolto le studentesse e gli studenti. Il film esplora tensioni latenti, rivalità e incontri casuali nella vita quotidiana, mostrando come la violenza possa emergere da dinamiche apparentemente normali.
Non è solo cronaca: mette in luce il tema della “banalità del male”, indagando la natura umana, i condizionamenti sociali e l’indifferenza. Le classi partecipanti hanno poi discusso con i docenti i temi della responsabilità, della gestione delle emozioni e dell’importanza delle relazioni, sviluppando così consapevolezza e spirito critico.
Riflessioni giunte nella “Giornata Internazionale del Rispetto”una ricorrenza che celebra il diritto allo studio, la libertà, il dialogo e il coraggio dei giovani nel costruire un futuro migliore.
Il Rettore/Dirigente Scolastico Alessandra Gattari, ha espresso la propria soddisfazione per l’attività svolta e promossa dai docenti del team “Prevenzione bullismo” in linea con gli obiettivi che l’Istituto “A.Gentili” persegue: porre le basi per una società più consapevole e più solidale.
Il talento cinematografico delle Marche conquista ancora una volta la scena nazionale: il giovane regista Emilio Mercanti, 27 anni e originario di Civitanova Marche, è tra i finalisti del Premio Amarcort all’Amarcort Film Festival 2025 con il suo cortometraggio "TIC TAC". La cerimonia di premiazione si terrà sabato 29 novembre a Rimini.
Il corto, della durata di 24 minuti, è un intenso viaggio esistenziale che unisce dramma, surrealismo e atmosfere sospese. Racconta la storia di Phil, interpretato da Riccardo Andreucci, un uomo intrappolato in un loop emotivo e temporale che lo costringe a confrontarsi con le proprie scelte, i fantasmi interiori e il peso del tempo.
Accanto a lui, le figure di Mary, interpretata da Linda Campana, e del misterioso Daemon, interpretato da Simone Riccioni, diventano specchi, compagni e antagonisti di un percorso psicologico che spinge lo spettatore a interrogarsi su identità, libero arbitrio e responsabilità personale.
"TIC TAC" ha già raccolto consensi tra critica e pubblico: sui social è stato definito «un viaggio ipnotico che ci trascina in un sogno lucido» e «ritmo serrato e fotografia evocativa per una riflessione profonda sul tempo e sulle scelte di vita». Secondo l’analisi di Cinepsyco, il cortometraggio riesce a trasformare il tempo in una condizione psichica, percepibile attraverso luci, rumori e ripetizioni che richiamano le ossessioni interiori dell’uomo.
La fotografia, sospesa tra chiaroscuri e spazi vuoti, e il sound design, fatto di ticchettii simbolici, rendono l’esperienza immersiva e coinvolgente. Phil diventa così una figura universale, alle prese con conflitti interiori che impediscono di sciogliere i nodi emotivi, mentre Mary e Daemon incarnano polarità emotive che ricordano la dinamica junghiana tra Ombra e Sé.
Per Emilio Mercanti, già attivo nel videomaking e nella produzione indipendente con Linfa Crowd, "TIC TAC" rappresenta una tappa importante nella sua carriera. Dopo diversi cortometraggi e lavori commerciali, il regista civitanovese porta sullo schermo una narrazione che fonde scrittura, ricerca visiva e sperimentazione, concentrandosi su temi universali come identità, tempo e dinamiche interiori.
"La regola dell’amico è una commedia romantica, io amo profondamente questo genere e ad Ancona e nelle Marche ho trovato scenografie bellissime che possono dare un valore aggiunto al racconto” Queste le parole di Giampaolo Morelli ad Ancona sul set del nuovo film La regola dell'amico una commedia romantica da lui diretta e interpretata, firmata dallo stesso Morelli insieme a Gianluca Ansanelli.
“Cercavo luoghi che esprimessero emozione e in questo territorio ho scoperto scorci straordinari, il centro storico, il Passetto, il Conero e le Gole di Frasassi che arricchiscono visivamente la storia. – Ha continuato Morelli - Ho incontrato attori locali di grande talento, maestranze qualificate ed un’accoglienza che ci ha dato una forte energia durante le riprese. Consiglio vivamente ai colleghi di venire a conoscere queste terre: le Marche sono un territorio fertile per fare cinema”.
Il film, che ha nel cast principale Giampaolo Morelli e Ilaria Spada con l’ingresso di Francesco Arca a movimentare la trama, racconta un intreccio sentimentale che trova nelle atmosfere della città dorica il suo naturale palcoscenico.
Prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, il film è una produzione Italian International Film con Rai Cinema ed è realizzato con la collaborazione di Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission.
“Una produzione che rappresenta una nuova, splendida vetrina per le Marche e in particolare per Ancona, che qui fa da suggestivo sfondo ad una storia romantica. – Ha dichiarato Andrea Agostini presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission - Il film conferma davanti al mercato nazionale e internazionale che nella Regione si trovano location straordinarie, un’ottima assistenza alle troupe, una competitività reale nei costi dei servizi oltreché maestranze e attori qualificati del territorio, capaci di sostenere produzioni di ogni livello".
Con oltre 80 progetti attratti e supportati negli ultimi tre anni abbiamo dimostrato che nelle Marche si può fare cinema: abbiamo luoghi, competenze e un sistema che funziona. Ora è essenziale garantire continuità negli investimenti e nelle attenzioni per consolidare la serialità e dare seguito alle produzioni che hanno già dimostrato il loro successo”.
La produzione de La regola dell’amico valorizza il capitale umano locale con ben 14 attori marchigiani nel cast, circa 300 comparse e figurazioni speciali e 25 maestranze marchigiane impiegate in tutti i reparti. Un segnale concreto della capacità delle Marche di offrire competenze tecniche ed artistiche qualificate, oltre a scenari unici.
“La bellezza di Ancona, le tante anime di questa città e la varietà delle sue location hanno ispirato grandi registi come Luchino Visconti e Nanni Moretti e continuano oggi ad attrarre le produzioni cinematografiche. – Ha affermato l’assessore alla Cultura del Comune di Ancona Marta Paraventi - Il Comune ha accolto con grande piacere questa nuova produzione, grazie al talento di Giampaolo Morelli il film darà ulteriore lustro alla nostra città. L’assessorato ai Grandi Eventi guidato da Angelo Eliantonio sta lavorando per poter ricevere sempre meglio le produzioni, potenziando servizi e procedure per fare del cinema uno strumento stabile di valorizzazione della ricchezza culturale di Ancona nonché volano per attirare turisti, come ben sa il collega Berardinelli. Una sinergia che è alla base del dossier di candidatura a capitale italiana della cultura 2028, dove è centrale un progetto dedicato a Dante Ferretti".
Le riprese, previste per quattro settimane, hanno come scenografia la città di Ancona in particolare il centro storico, il Passetto, il porto turistico di Marina Dorica, l’Università Politecnica delle Marche a Brecce Bianche, e alcune location tra cui: Villa Simonetti a Osimo, le spettacolari Gole di Frasassi a Genga e l’aeroporto di Fano. Luoghi che confermano la versatilità della Regione e il suo fascino per il cinema italiano.
Nuovo appuntamento con la diciannovesima edizione dei Martedì dell’Arte, ormai tradizionale rassegna curata dall’Associazione Arte e promossa con il Comune e l’Azienda Teatri.
Martedì 2 dicembre, alle 18, al cine-teatro Cecchetti, ci sarà la lectio di Giancarlo Trapanese su “L’intelligenza artificiale è un reale pericolo o una risorsa?”
L’edizione 25/26 vedrà 30 incontri e relatori di altissimo profilo. Sono: Roberto Mancini, Andrea Baffoni, Laura Colò, Michele Fofi, Giulio Vesprini, Mauro Perugini, Giancarlo Trapanese, Stefano Papetti, Roberto Cresti, Paola Ballesi, Peppe Barbera.
Anche quest’anno la presenza agli appuntamenti verrà riconosciuta dal Mur come corsi formativi, al termine dei quali sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
TOLENTINO – Una delle voci più autorevoli del true crime italiano arriva a Tolentino. Stefano Nazzi, giornalista e autore del celebre podcast Indagini, sarà protagonista domenica 30 novembre alle 21.30 al Magma con Predatori, un reading dal vivo tratto dal suo nuovo libro dedicato ai serial killer che hanno segnato la storia americana. L’ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria tramite WhatsApp al numero 333 2017054. Al termine dell’incontro è previsto anche un firma copie in collaborazione con La Bottega del Libro Tolentino – Mondadori.
L’evento – definito dal Magma “uno di quelli che segnano la stagione” – porta in città un autore che negli ultimi anni ha completamente rinnovato il modo di raccontare il crimine in Italia. Nazzi affronta storie complesse senza spettacolarizzarle, con una narrazione asciutta, rigorosa e profondamente rispettosa delle vittime. È diventato così un punto di riferimento per chi vuole approfondire i casi di cronaca giudiziaria senza filtri e senza semplificazioni.
Il suo nuovo libro, Predatori, ripercorre il periodo compreso tra gli anni Sessanta e Novanta negli Stati Uniti, quello che l’FBI definì l’“epidemia” dei serial killer. In quei decenni il Paese vide l’emergere di quasi duemila assassini seriali, un fenomeno impressionante che trasformò radicalmente sia la percezione della sicurezza sia il lavoro degli investigatori. Nazzi ricostruisce quei casi con la sua prosa intensa, accompagnando il lettore in una realtà fatta di parcheggi bui, sobborghi tranquilli che nascondevano orrori e vite apparentemente normali che celavano abissi di violenza. Racconta figure come John Wayne Gacy, il clown che seppelliva le sue giovani vittime sotto casa; Edmund Kemper, l’assassino colto e glaciale; David Berkowitz, convinto di obbedire agli ordini di un cane posseduto; Dennis Rader, il famigerato BTK, padre di famiglia e sadico torturatore; Aileen Wuornos, la donna che percorreva le strade della Florida e uccideva gli uomini che incontrava; e Ted Bundy, l’uomo dall’aspetto impeccabile che incarnò il volto più inquietante del predatore perfetto.
Accanto ai criminali, Nazzi dedica largo spazio anche a chi provò a fermarli. Negli scantinati di Quantico, due agenti dell’FBI, Robert Ressler e John Douglas, lavorarono per comprendere gli schemi dietro le loro azioni, insieme alla psicologa Ann Burgess. Intervistarono trentasei serial killer, analizzarono i loro comportamenti, identificarono modelli ricorrenti e gettarono le basi del moderno criminal profiling. Da quel lavoro nacque un metodo investigativo rivoluzionario e perfino il termine “serial killer”, coniato proprio in quegli anni.
Il reading Predatori offrirà al pubblico marchigiano l’occasione di ascoltare dal vivo una voce capace di raccontare il male senza trasformarlo in intrattenimento, restituendo complessità a storie spesso travolte dal sensazionalismo. Nazzi porterà sul palco riflessioni, passaggi del libro e collegamenti con il lavoro dei mindhunters, offrendo un ritratto vivido e documentato di un’epoca buia e affascinante allo stesso tempo. Un evento atteso, che arricchisce la proposta culturale di Tolentino e promette di richiamare appassionati di true crime, lettori e ascoltatori del podcast Indagini, desiderosi di comprendere meglio ciò che troppo spesso spaventa proprio perché resta inspiegabile.
Il Subbuteo maceratese si prepara a vivere uno dei momenti più attesi della stagione: il campionato italiano a squadre di Serie C F.I.S.C.T., in programma a Reggio Emilia, presso Subbuteoland, sabato 29 e domenica 30 novembre. Un appuntamento che richiamerà 27 squadre da ogni parte d’Italia, suddivise in tre gironi, pronte a contendersi la promozione alla Serie B in due giornate di gioco serrato e strategia in miniatura.
A rappresentare la provincia saranno gli Old Lions, storica formazione subbuteistica maceratese. Guidata dal capitano Leonardo D’Amico, la squadra si presenterà al completo: Jury Di Tullio, Stefano Gambella, Mario Marcolini, Rocco Iarlori, Andrea Senesi, Lorenzo Scoponi e il milanese Mirko Balio. Un gruppo saldo e compatto, che unisce esperienza, talento e grande affiatamento.
«L’obiettivo è chiaro: vogliamo tornare in Serie B», è il messaggio che filtra dalla società alla vigilia della trasferta. E i presupposti non mancano. La formazione maceratese arriva a Reggio Emilia forte di un periodo particolarmente positivo: agli inizi di novembre gli Old Lions hanno infatti centrato un importante terzo posto categoria GOLD al Guerin Subbuteo a squadre di Ascoli, confermando la propria competitività a livello nazionale.
Solo poche settimane prima, a metà settembre, anche Macerata era stata al centro della scena subbuteistica: alla bocciofila XXIV Maggio si è svolto un torneo nazionale con 48 giocatori provenienti da tutta Italia, dedicato alla memoria di Maurizio Cavallaro, fondatore del Subbuteo Club Old Lions. Un evento di altissimo livello, culminato nella finale decisa ai calci piazzati dal perugino Stefano Flamini sul varesino Vittorio De Pascale, dopo uno 0-0 combattutissimo.
Oltre ai risultati sportivi, gli Old Lions continuano a rappresentare un vero presidio di passione per l’intera provincia. Il club si ritrova ogni venerdì sera, dalle 21.30 alle 24.00 (e in alcune domeniche mattina durante l’inverno), nella sede di via Ungaretti 80/82 a Macerata, nel quartiere Collevario. Un luogo di incontro, gioco e ricordi, dove ancora si respira l’atmosfera degli anni ’80 e ’90, quando il Subbuteo animava garage, taverne e cantine di tutta la città.
Chiunque desideri avvicinarsi al gioco, dai nostalgici ai curiosi alla prima esperienza, può rivolgersi al club al numero 348-8558931. Gli Old Lions sono attivi anche su Facebook, dove ogni venerdì viene trasmessa in diretta una partita del torneo settimanale, un modo per gustare da casa il fascino senza tempo del “calcio in punta di dito”.
Ora il conto alla rovescia è iniziato. L’avventura a Subbuteoland è alle porte e gli Old Lions sono pronti a dare tutto. Macerata li seguirà con il fiato sospeso, sperando di vederli festeggiare un nuovo salto in Serie B.
Ci sarà anche un giovanissimo talento della provincia di Macerata sul palco della 68ª edizione dello Zecchino d’Oro: Nicolò, 6 anni, di Montecassiano, è infatti uno dei tre piccoli interpreti della canzone “Perché perché perché”, in gara nella seconda semifinale in onda sabato 29 novembre su Rai 1.
Il brano, scritto da Maurizio Festuccia con musica di Francesco Stillitano, è una ballata dance che racconta il meraviglioso mondo delle domande senza fine tipiche dell’infanzia — quei “perché?” che si rincorrono uno dopo l’altro, aprendo la porta alla curiosità e alla fantasia.
A dare voce alla canzone saranno tre bambini provenienti da altrettante città italiane: Victoria (Verona), Gionsi (Bologna) e, appunto, Nicolò, che rappresenterà con entusiasmo le Marche e in particolare la sua Montecassiano.
Per il piccolo cantante maceratese si tratta di un’esperienza unica: salire sul palco dell’Antoniano, sostenuto dal celebre Piccolo Coro, di fronte a un pubblico nazionale e alle giurie che decreteranno l’andamento della gara. Un’emozione grande, condivisa da tutta la comunità, che in queste ore sta facendo sentire la propria vicinanza alla famiglia e al giovane protagonista.
“Perché perché perché” verrà eseguita durante la seconda semifinale, in programma sabato dalle 17.10 alle 18.40, quando saranno presentate le ultime sette canzoni delle quattordici in concorso. Per Nicolò sarà il momento di mostrare tutta la sua spontaneità, la sua voce e la sua energia in uno spettacolo che da decenni fa sognare generazioni di bambini.
Il paese segue con orgoglio il suo piccolo ambasciatore di talento e dolcezza. Comunque vada la gara, Montecassiano ha già il suo vincitore.
Il Black Friday 2025 è tornato nei due grandi centri commerciali ai piedi di Macerata, Corridomnia e Val di Chienti, ma con un’atmosfera meno frenetica rispetto agli anni passati. I commercianti parlano di una giornata positiva, segnata però da un cambiamento evidente nelle abitudini dei consumatori. Le offerte anticipate hanno infatti distribuito gli acquisti su più giorni, riducendo il classico picco del venerdì.
Secondo diversi esercenti, l’affluenza è buona ma non eccezionale, con la previsione che il vero movimento arriverà tra sabato e domenica, quando il tempo libero spingerà molte persone a fare shopping. Altri negozianti, invece, raccontano di un venerdì già particolarmente vivace, con un flusso continuo di clienti e ritmi intensi.
Il quadro generale resta comunque positivo, ma conferma una tendenza che si consolida anno dopo anno: sempre più utenti scelgono di acquistare online, attratti dalla comodità e dalla vasta gamma di prodotti. Eppure la possibilità di toccare con mano un capo o vedere da vicino un articolo continua a essere considerata da molti un valore che “non ha prezzo”.
Tra gli acquirenti si incrociano motivazioni diverse: c’è chi si anticipa per i regali di Natale e chi lo prende come pretesto per farsi un giro all’inizio del fine settimana, segno che il Black Friday rimane un appuntamento capace di unire necessità e piacere, pur evolvendosi nelle forme e nei tempi.
Giovedì 4 dicembre, alle 18.30, prenderà il via la terza edizione di “Civitanova Solidarity Word”, iniziativa che unisce poesia e solidarietà, organizzata dalla Consulta per i Servizi Sociali di Civitanova Marche con il sostegno dell’Assessorato al Welfare. La finale si terrà nella Sala Don Lino Ramini in via del Timone 14 ed è aperta a tutta la cittadinanza.
Il concorso letterario, riservato ai cittadini di Civitanova Marche, invita i giovani a riflettere sul valore della solidarietà attraverso la poesia, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità e promuovere l’operato della Consulta per i Servizi Sociali. Grazie al positivo riscontro delle precedenti edizioni, la direzione artistica e l’organizzazione sono state confermate a Samuele Dutto.
L’assessore al Welfare, Barbara Capponi, ha commentato: “La sinergia tra Assessorato e Consulta si conferma vincente nel portare ricaduta educativa e sociale in città. Solidarity Word cresce e investe nei giovani, valorizzandoli nei loro talenti e sensibilità. Siamo felici di continuare a promuovere una comunità che crea opportunità di mettersi in gioco anche per i più piccoli nel cimentarsi con temi sociali di rilievo”.
Quest’anno il concorso ha raccolto oltre sessanta composizioni, con una partecipazione particolarmente significativa delle scuole secondarie di primo grado. La Consulta ha espresso un sentito ringraziamento agli insegnanti, sottolineando come abbiano promosso attivamente il progetto, stimolando gli studenti ad avvicinarsi alla poesia come strumento di espressione e confronto. “Civitanova Solidarity Word si conferma un appuntamento culturale di riferimento per la città, favorendo incontro, dialogo e crescita collettiva nel segno della solidarietà”, hanno dichiarato gli organizzatori.
La giuria, composta da personalità di spicco tra cui il poeta Carlo Molinari, la scrittrice civitanovese Barbara Cerquetti, l’attore e regista Antonio Sterpi, il produttore creativo Clara Ferranti, la ricercatrice di glottologia e linguistica Domenico Bartolini, lo studioso di Dante e giornalista civitanovese Domenico Bartolini e l’assessore Barbara Capponi, selezionerà i vincitori che riceveranno un premio in materiale scolastico del valore di 200 euro. Durante la serata, le poesie finaliste saranno lette da Antonio Sterpi e Davide Raho, accompagnati dal sottofondo musicale al pianoforte di Samuele Dutto.
Tra le composizioni finaliste per la sezione delle scuole secondarie di primo grado, figurano titoli come “Cura del pianeta”, “Cura dell’anima”, “Cura delle persone e del pianeta” e “Dal mio quartiere al mondo”. Nella categoria delle scuole secondarie di secondo grado, i lavori finalisti comprendono “Anche se sorridi”, “Il Sorriso della cura”, “La Notte Dei Mostri”, “La Luce” e “Un Piccolo Gesto”, mentre per la sezione dedicata agli universitari e ai giovani fino a 35 anni le poesie selezionate sono “La creatura” e “A modo mio”.
Con questa iniziativa, Civitanova Marche conferma il suo impegno nella promozione della cultura e dell’educazione sociale, stimolando i più giovani a riflettere su valori fondamentali come la solidarietà e la responsabilità verso la comunità.