Elezioni comunali 2026, primi dati ore 12: affluenza al 13,39% nel Maceratese, calo nel capoluogo
Politica
24/05/2026 12:10

Elezioni comunali 2026, primi dati ore 12: affluenza al 13,39% nel Maceratese, calo nel capoluogo

Arrivano i primi dati ufficiali sull'affluenza alle urne per la tornata delle elezioni amministrative 2026, che vede cinque comuni della provincia di Macerata chiamati al voto per scegliere il nuovo sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale. I seggi, aperti dalle ore 7:00 di questa mattina, rimarranno aperti per tutta la giornata di oggi (fino alle 23:00) e fino alle ore 15:00 di domani, lunedì 25 maggio, momento in cui si chiuderanno definitivamente le urne e prenderà il via lo spoglio delle schede. A differenza della precedente tornata, in cui si votava in contemporanea anche per le elezioni regionali e per il referendum sul taglio dei parlamentari, in questa occasione i cittadini sono chiamati alle urne esclusivamente per il rinnovo delle amministrazioni locali. Nella provincia di Macerata, la percentuale complessiva degli aventi diritto che si sono recati alle urne alle ore 12:00 si attesta al 13,39%. Si tratta di un dato leggermente inferiore rispetto alla media regionale delle Marche, che fa registrare un'affluenza del 13,59%. Nel comune capoluogo, Macerata, l'affluenza rilevata a mezzogiorno è stata del 13,45%. Il dato evidenzia una flessione rispetto alla precedente tornata elettorale, quando alla stessa ora si era recato a votare il 15,27% degli elettori maceratesi. Discorso opposto, invece, per Petriolo, dove si registra una crescita della partecipazione: l'affluenza si attesta al 13,02%, superando l'11,41% registrato nello storico precedente. Tra le comunità montane spicca il forte incremento di Ussita, dove l'affluenza alle ore 12:00 è volata al 25,61%, segnando un netto balzo in avanti rispetto al 21,05% della scorsa tornata e confermandosi come il dato locale più alto. In netta crescita anche il comune di Muccia, dove si vota in anticipo a causa della fine prematura del mandato della precedente Giunta: qui l'affluenza ha raggiunto il 22,24%, contro il 18,88% registrato in passato. Situazione opposta, infine, per il comune di Montecassiano, anch'esso al voto anticipato per l'elezioni del sindaco Leonardo Catena a consigliere regionale. Nel centro alle porte di Macerata l'affluenza si è fermata all'11,82%, evidenziando un calo drastico rispetto al dato delle ore 12:00 registrato nelle elezioni del 2024, quando la percentuale di votanti era stata del 18,49%.  

Elezioni comunali 2026, primi dati ore 12: affluenza al 13,39% nel Maceratese, calo nel capoluogo

Elezioni comunali 2026, primi dati ore 12: affluenza al 13,39% nel Maceratese, calo nel capoluogo
24/05/2026 12:10

Arrivano i primi dati ufficiali sull'affluenza alle urne per la tornata delle elezioni amministrative 2026, che vede cinque comuni della provincia di Macerata chiamati al voto per scegliere il nuovo sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale. I seggi, aperti dalle ore 7:00 di questa mattina, rimarranno aperti per tutta la giornata di oggi (fino alle 23:00) e fino alle ore 15:00 di domani, lunedì 25 maggio, momento in cui si chiuderanno definitivamente le urne e prenderà il via lo spoglio delle schede. A differenza della precedente tornata, in cui si votava in contemporanea anche per le elezioni regionali e per il referendum sul taglio dei parlamentari, in questa occasione i cittadini sono chiamati alle urne esclusivamente per il rinnovo delle amministrazioni locali. Nella provincia di Macerata, la percentuale complessiva degli aventi diritto che si sono recati alle urne alle ore 12:00 si attesta al 13,39%. Si tratta di un dato leggermente inferiore rispetto alla media regionale delle Marche, che fa registrare un'affluenza del 13,59%. Nel comune capoluogo, Macerata, l'affluenza rilevata a mezzogiorno è stata del 13,45%. Il dato evidenzia una flessione rispetto alla precedente tornata elettorale, quando alla stessa ora si era recato a votare il 15,27% degli elettori maceratesi. Discorso opposto, invece, per Petriolo, dove si registra una crescita della partecipazione: l'affluenza si attesta al 13,02%, superando l'11,41% registrato nello storico precedente. Tra le comunità montane spicca il forte incremento di Ussita, dove l'affluenza alle ore 12:00 è volata al 25,61%, segnando un netto balzo in avanti rispetto al 21,05% della scorsa tornata e confermandosi come il dato locale più alto. In netta crescita anche il comune di Muccia, dove si vota in anticipo a causa della fine prematura del mandato della precedente Giunta: qui l'affluenza ha raggiunto il 22,24%, contro il 18,88% registrato in passato. Situazione opposta, infine, per il comune di Montecassiano, anch'esso al voto anticipato per l'elezioni del sindaco Leonardo Catena a consigliere regionale. Nel centro alle porte di Macerata l'affluenza si è fermata all'11,82%, evidenziando un calo drastico rispetto al dato delle ore 12:00 registrato nelle elezioni del 2024, quando la percentuale di votanti era stata del 18,49%.  

Cronaca

Montecassiano, furgone divorato dalle fiamme: intervengono i Vigili del fuoco

Montecassiano, furgone divorato dalle fiamme: intervengono i Vigili del fuoco

23/05/2026 14:19

I Vigili del fuoco sono intervenuti poco prima di mezzogiorno in via Smorlesi, a Montecassiano, per l’incendio di un furgone. Sul posto sono state inviate due autobotti per domare le fiamme. La squadra dei Vigili del fuoco di Macerata ha provveduto allo spegnimento del mezzo e alla successiva messa in sicurezza dell’area interessata. L’intervento si è concluso senza particolari criticità: non si segnalano persone coinvolte nell’episodio. Presenti sul posto anche gli agenti della Polizia Locale, per i rilievi e la gestione della viabilità nella zona interessata.

Civitanova, scontro tra auto e moto: due giovani a Torrette in eliambulanza

Civitanova, scontro tra auto e moto: due giovani a Torrette in eliambulanza

22/05/2026 19:40

Scontro tra un'auto e una moto sulla strada provinciale 485, a Civitanova Marche, all'altezza della frazione di Santa Maria Apparente. L'impatto, avvenuto intorno alle 18:20 di oggi, ha causato il ferimento del conducente del mezzo a due ruote e della passeggera, per i quali si è reso necessario il trasferimento in eliambulanza a Torrette.  Secondo una prima ricostruzione della dinamica, un fuoristrada e una moto Kawasaki stavano procedendo nella stessa direzione di marcia, diretti verso il centro di Civitanova Marche. Al momento della svolta del veicolo a quattro ruote per immettersi nell'area di servizio del distributore di carburante Ip, sarebbe avvenuto l'impatto con la due ruote. A causa dell'urto, il conducente della moto - un uomo di 35 anni - e la ragazza che viaggiava sul sedile posteriore come passeggera, una giovane di 25 anni, sono stati disarcionati dalla sella e sono caduti sull'asfalto. Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco del locale distaccamento e il personale sanitario del 118, supportato dalle ambulanze della Croce Verde di Civitanova Marche e della Croce Verde di Monte San Giusto. Valutata la dinamica del sinistro e i traumi riportati dai due ragazzi, i medici dell'emergenza hanno ritenuto opportuno richiedere l'intervento dell'eliambulanza. I due feriti sono stati stabilizzati sul posto e trasferiti in ambulanza fino al vicino presidio ospedaliero di Civitanova, dove nel frattempo è atterrato l'elicottero "Icaro" proveniente da Ancona. Entrambi i giovani sono stati successivamente trasportati in volo presso il nosocomio di Torrette di Ancona per accertamenti clinici più approfonditi. Da quanto si apprende, nessuno dei due si troverebbe in gravi condizioni. I rilievi di rito per stabilire l'esatta dinamica e le responsabilità del sinistro sono stati affidati agli agenti della polizia locale.

Attualità

Villa Potenza, dal 1995 il Gruppo CB Tigrotto in prima linea per la comunità: l’appello per il 5x1000

Villa Potenza, dal 1995 il Gruppo CB Tigrotto in prima linea per la comunità: l’appello per il 5x1000

23/05/2026 16:39

C’è una forza silenziosa che si attiva ogni volta che la comunità ne ha bisogno. È quella del Gruppo CB Tigrotto ETS-ODV, associazione di volontariato iscritta alla Protezione Civile della Regione Marche che dal 1995 rappresenta un punto di riferimento per Villa Potenza e per l’intera provincia di Macerata. Oggi il gruppo, che conta quasi 100 soci attivi, lancia un appello ai cittadini affinché sostengano le proprie attività attraverso la destinazione del 5x1000. Il valore dell’associazione emerge con particolare forza nei momenti di emergenza. Durante la pandemia da Covid-19, il Gruppo CB Tigrotto è stato operativo sin dai primi giorni, garantendo un servizio continuo e gratuito alla popolazione. I volontari hanno assistito le fasce più fragili della cittadinanza occupandosi della consegna di farmaci e spesa a domicilio, oltre alla distribuzione dei pacchi alimentari. L’impegno è proseguito anche all’interno del centro vaccinale comunale, dove il gruppo ha supportato e presidiato le attività per l’intera durata della campagna vaccinale. Una presenza costante che si è confermata anche sul fronte delle emergenze idrogeologiche. Il territorio marchigiano, per sua natura fragile, ha più volte richiesto l’intervento dei volontari del CB Tigrotto, impegnati con mezzi e idrovore non solo a Villa Potenza e Macerata, ma anche in alcune delle principali emergenze regionali, come le alluvioni che hanno colpito Senigallia, Genga e Porto Recanati, portando supporto concreto nelle aree più colpite. Accanto all’attività di emergenza, il gruppo porta avanti un impegno costante anche in ambito sociale, preventivo e istituzionale. Nel 2024 è stato finanziato e installato a Villa Potenza il primo totem defibrillatore (DAE) pubblico, un intervento che ha contribuito a rendere la frazione più sicura per cittadini e visitatori. Sul fronte della solidarietà, l’associazione si è mobilitata anche fuori regione, promuovendo una raccolta alimentare destinata alle popolazioni dell’Emilia-Romagna colpite dal maltempo, con la consegna diretta dei beni a Forlimpopoli. Il CB Tigrotto è stato inoltre impegnato in numerosi servizi di ordine pubblico e supporto alla viabilità in occasione di eventi religiosi e istituzionali sul territorio provinciale, ricevendo anche un encomio per l’attività svolta durante l’emergenza Covid e partecipando a contesti di rilievo come il G7 Salute di Ancona. Per continuare a garantire questo livello di intervento, il gruppo sottolinea la necessità di investire in attrezzature moderne – dai pickup attrezzati alle torri faro – e nella formazione continua dei volontari. In questo senso diventa fondamentale il sostegno dei cittadini attraverso il 5x1000. Destinare il proprio contributo al Gruppo CB Tigrotto significa infatti trasformare una semplice firma in un aiuto concreto per la sicurezza della comunità. Nella dichiarazione dei redditi è sufficiente firmare nel riquadro dedicato agli Enti del Terzo Settore e inserire il codice fiscale 01229890437. “Persone normali che fanno cose eccezionali”: è lo spirito che guida l’associazione da quasi trent’anni e che oggi può continuare a crescere grazie al sostegno di tutti. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale https://www.cbtigrotto.it/dona-il-tuo-5x1000      

Global Sumud Flotilla, attivisti marchigiani rientrati: "Denunce già partite per le torture subite"

Global Sumud Flotilla, attivisti marchigiani rientrati: "Denunce già partite per le torture subite"

23/05/2026 16:00

Vogliamo rispondere a chi solleva dubbi sulle torture subite: le denunce sono già partite il 18 maggio e molti di noi si stanno facendo refertare negli ospedali italiani”. Con queste parole Vittorio Sergi, insegnante di Senigallia e attivista della Global Sumud Flotilla, è intervenuto questa mattina ad Ancona durante una conferenza stampa organizzata dal Coordinamento Marche per la Palestina. Sergi, rientrato nelle Marche dopo il fermo e il sequestro da parte delle autorità israeliane insieme ad altri attivisti impegnati nella missione umanitaria, ha ribadito la volontà del gruppo di portare avanti le azioni legali legate alla vicenda. Accanto a lui anche Marco Montenovi, attivista di Ancona, che ha spiegato come “nei prossimi giorni saremo ascoltati dal team legale e nell’ambito dei due fascicoli aperti dalla Procura di Roma”. Nel corso dell’incontro con la stampa, Sergi ha inoltre precisato che “il viaggio di andata e ritorno è stato completamente sostenuto dalla Global Sumud Flotilla e non abbiamo mai chiesto nulla al governo italiano”. L’attivista è poi tornato sulle polemiche nate nelle ultime ore a Senigallia dopo il confronto avuto in strada con il consigliere regionale Corrado Canafoglia e l’eurodeputato Carlo Ciccioli di Fratelli d’Italia. “Il tentativo di farsi pubblicità tramite questa azione umanitaria è destinato a cadere nel ridicolo”, ha dichiarato. La vicenda continua intanto ad alimentare il dibattito politico e pubblico anche nelle Marche, tra richieste di chiarimenti e solidarietà agli attivisti coinvolti.

Politica

Caso Electrolux, istituzioni e sindacati uniti verso il Mimit: "L'azienda ritiri il piano di chiusura"

Caso Electrolux, istituzioni e sindacati uniti verso il Mimit: "L'azienda ritiri il piano di chiusura"

22/05/2026 18:00

Si è svolto oggi a Palazzo Raffaello un importante incontro per fare il punto sulla vertenza Electrolux e definire una linea d'azione totalmente condivisa in vista del cruciale tavolo nazionale convocato per lunedì prossimo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso. Al summit preparatorio hanno preso parte il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore al Lavoro Tiziano Consoli e i rappresentanti sindacali delle tre sigle nazionali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm. Al centro del tavolo l'altissima tensione e la forte preoccupazione per il piano industriale presentato dalla multinazionale, che prevede la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il conseguente licenziamento di circa 170 lavoratori. Una mossa che rischierebbe di provocare un vero e proprio effetto domino con pesantissime ripercussioni sull’intero distretto manifatturiero del Fabrianese e sull'economia dell'intera regione. L'incontro di questo pomeriggio si è concluso con la richiesta unanime e perentoria di un ritiro immediato del piano industriale, giudicato del tutto inaccettabile per l’impatto occupazionale e sociale che determinerebbe sul territorio. Il governatore delle Marche ha tracciato la rotta in vista del delicato confronto romano, richiamando la multinazionale ai propri doveri verso una comunità che ha dato moltissimo in termini di storia industriale. "Siamo concentrati sull’incontro di lunedì pomeriggio - ha affermato il presidente Francesco Acquaroli -, un appuntamento importante per ribadire con forza le nostre richieste: il ritiro del piano presentato dall’azienda e, soprattutto, l’avvio di un confronto su un vero progetto di rilancio e sviluppo dei siti produttivi, a partire da quello di Cerreto d’Esi, che rappresenta uno degli stabilimenti più produttivi di Electrolux. Confidiamo nel buon senso dell’impresa e nella volontà di ritirare il piano, nel rispetto dei territori, della loro storia industriale e delle comunità coinvolte". "È necessario aprire una discussione seria e approfondita, in una fase di concertazione e collaborazione con le organizzazioni sindacali, le istituzioni e i territori interessati - ha aggiunto Acquaroli -. Lo Stato si è dimostrato presente al fianco di questa azienda in momenti di necessità. Proprio per questo riteniamo doveroso che oggi l’azienda dimostri disponibilità al dialogo e al confronto. Come avvenuto in tutte le altre crisi industriali, c’è sempre stata apertura alla ricerca di soluzioni condivise. Vogliamo confidare che anche in questo caso possa prevalere il senso di responsabilità e la volontà di costruire un percorso comune". Il faccia a faccia di lunedì 25 maggio al Mimit rappresenterà uno snodo fondamentale non solo per le Marche, ma per l'intero Paese, dato che la crisi investe il gruppo a livello nazionale con una stima complessiva di circa 1.700 esuberi sul territorio italiano. Proprio per l'enormità dei numeri in gioco, durante il tavolo ad Ancona è stata sottolineata la necessità assoluta di una strategia condivisa e unitaria che veda camminare insieme il Governo, la Regione Marche, gli enti locali e le parti sociali. L'unico obiettivo comune resta quello di salvaguardare i livelli occupazionali, tutelare il patrimonio industriale e blindare l’intera filiera produttiva collegata direttamente e indirettamente al sito di Cerreto d'Esi. La Regione e i sindacati hanno confermato il massimo sforzo e la totale vicinanza a tutte le lavoratrici e ai lavoratori coinvolti in questa vertenza vitale per il territorio.

Civitanova, via libera alla rottamazione delle cartelle comunali: approvato nuovo regolamento

Civitanova, via libera alla rottamazione delle cartelle comunali: approvato nuovo regolamento

22/05/2026 14:49

La Commissione Bilancio del Comune di Civitanova Marche ha approvato la proposta di delibera per l’introduzione di un nuovo regolamento che consente la rottamazione delle cartelle relative ai tributi comunali, in linea con quanto previsto dalla legge di bilancio del Governo e dalle indicazioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il provvedimento ha visto il voto favorevole di Lega + Civici, Fratelli d’Italia e Forza Italia, mentre Siamo Civitanova si è astenuta. Secondo i dati illustrati, oltre l’85% dei crediti riguarda le famiglie, con un importo medio pari a circa 6.330 euro, mentre per le imprese si va da 1.700 a 5.500 euro, con una media di circa 3.178 euro. Tuttavia, la maggior parte delle posizioni presenta importi inferiori a 1.000 euro. Le cartelle interessate riguardano principalmente Imu, Tasi e Tari oltre alle sanzioni del Codice della Strada, notificate dal concessionario ICA fino al 31 dicembre 2023 e riferite a imposte fino al 2017. Il meccanismo approvato prevede il pagamento integrale della quota capitale, mentre verranno stralciati in parte interessi e sanzioni, con l’obiettivo di agevolare i contribuenti in difficoltà e chiudere posizioni fiscali rimaste pendenti nel tempo. "L’iniziativa punta a offrire un’opportunità di regolarizzazione per famiglie e imprese e a ridurre il peso di vecchie posizioni che, nel tempo, hanno visto crescere soprattutto interessi e sanzioni",dichiara Giorgio Pollastrelli, consigliere comunale e capogruppo Lega + Civici. La commissione ha inoltre approvato la possibilità per il Comune di affidarsi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel caso in cui il concessionario attuale, ICA, non fosse in grado di garantire il servizio per ragioni organizzative.

Sanità

Ambiente e salute al centro del congresso del Rotary: l'intervista al presidente Michele Petecchia

Ambiente e salute al centro del congresso del Rotary: l'intervista al presidente Michele Petecchia

24/05/2026 10:40

Intervista al presidente del club Rotary di Montegranaro Michele Petecchia in occasione del congresso “Ambiente e salute” che si svolgerà a Montegranaro il 30 maggio 2026 nel Teatro “La Perla”. Presidente Petecchia ci definisca il Rotary e le sue finalità. "Il Rotary è una istituzione che sa coniugare intelligenza, cultura, professionalità, valori della tradizione ed innovazioni della modernità per mettersi a servizio della protezione e della crescita della società". - Chi aderisce o può aderire al Rotary? "In generale, diciamo, che possono aderire tutti gli uomini e le donne di buona volontà che hanno a cuore la vita sociale, economica e culturale del proprio territorio. Naturalmente con queste finalità sono i professionisti e gli imprenditori che volontariamente e senza alcun fine di lucro possono mettere a disposizione la loro professionalità e la loro esperienza per ricercare i migliori risultati collettivi del loro lavoro. Ci sono delle regole interne alla nostra organizzazione che devono comunque essere rispettate e che determinano la possibilità di adesione. - Il suo club di Montegranaro da qualche anno presenta un programma rivolto alla tutela della salute, dell’ambiente e alla bellezza dei nostri territori. "È vero. In collaborazione con i club di Fermo, alto-fermano Sibillini e Porto S. Giorgio stiamo realizzando un programma di grande attualità. Già il 6 febbraio scorso a Montegranaro è stato organizzato e molto partecipato un convegno dal titolo “L’adolescenza digitale”. In quell’occasione abbiamo avuto ospite la professoressa Daniela Lucangeli dell’Università di Padova, una docente all’avanguardia su questa tematica. Il 9 maggio a Servigliano abbiamo parlato dei nostri borghi ed eletto il borgo più incantevole della provincia di Fermo. Il “vincitore” è risultato Santa Vittoria in Matenano. È stata un’occasione per esaltare la possibilità di una bella qualità della vita nella nostra terra. Inoltre il prossimo 30 maggio nel teatro “La Perla” di Montegranaro si terrà il congresso “Ambiente e salute” con la premiazione del concorso per le scuole sul tema “L’uomo, il bambino e l’ambiente” aperto a tutte le scuole regionali, con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Da segnalare anche nelle nostre manifestazioni la collaborazione dell’Istituto Alberghiero “Carlo Urbani” di Porto Sant’Elpidio. Dobbiamo anche ringraziare le aziende che supportano il nostro lavoro; parlando di salute voglio menzionare il centro medico Associati Fisiomed”. - Quali saranno gli argomenti di quest’ultimo appuntamento? "Naturalmente la tutela dell’ambiente, l’educazione al rispetto di tutto quello che può contribuire alla prevenzione ed in particolar modo alla tutela della salute infantile". - Per concludere, Presidente? "Noi, rispettando i nostri valori ed i nostri ideali vogliamo contribuire alla salvaguardia delle economie locali, del benessere sociale, della tutela dell’ambiente e soprattutto anche alla preservazione del bene più importante: la salute individuale e collettiva in tutte le fasi della vita".  

Malnutrizione nascosta negli anziani, come riconoscerla e trattarla: "L'errore più comune è la dieta in bianco"

Malnutrizione nascosta negli anziani, come riconoscerla e trattarla: "L'errore più comune è la dieta in bianco"

23/05/2026 17:00

L'Italia vanta uno dei tassi di longevità più alti al mondo. Un traguardo demografico straordinario che porta con sé, tuttavia, sfide cliniche silenziose. Recenti inchieste sulla malnutrizione geriatrica rivelano infatti una realtà diffusa: la malnutrizione nella terza età non si manifesta solo con l'estrema magrezza. Esiste una malnutrizione "nascosta", un progressivo impoverimento di nutrienti che colpisce anche chi ha un peso normale o soffre di obesità sarcopenica, ovvero quando una persona è in sovrappeso ma i suoi muscoli sono deboli e svuotati. Per molti figli e caregiver, il pasto può diventare fonte di preoccupazione. L'anziano che un tempo apprezzava la tavola inizia a rifiutare i cibi e si sazia con pochissimo. Non sono capricci. L'invecchiamento comporta alterazioni naturali: la soglia del gusto e dell'olfatto si alza (i cibi sembrano insapori), la sazietà arriva prima e la masticazione può risultare faticosa. Fisiologicamente, il corpo anziano va incontro alla cosiddetta "resistenza anabolica". In parole semplici, i muscoli diventano "sordi" agli stimoli del cibo. Paradossalmente, un muscolo anziano necessita di più proteine rispetto a uno giovane per mantenere la propria struttura. Solo garantendo questo apporto si contrasta la sarcopenia, la naturale perdita di massa e forza muscolare che rende le persone anziane fragili e a rischio di cadute. A questo si sommano i cambiamenti dell'apparato digerente: stomaco e intestino diventano meno efficienti, ostacolando l'assorbimento di ferro, calcio e Vitamina B12, con ricadute sulle difese immunitarie e sull'energia mentale. L'errore più comune per assecondare l'inappetenza è rifugiarsi nella "dieta in bianco": tè, fette biscottate, pastine e brodini. Il rischio non risiede tanto nei singoli alimenti, quanto nella monotonia che ne deriva. Queste scelte placano la fame immediata, ma appiattiscono l'alimentazione, rendendola drammaticamente carente di fibre (fondamentali per l'intestino), vitamine e, soprattutto, di quelle preziose proteine necessarie ai muscoli. Come intervenire senza imporre quantità di cibo impossibili da gestire? La regola d'oro non è mangiare di più, ma mangiare più denso. L'obiettivo è concentrare nutrimento in piccoli piatti. Una vellutata di verdure può essere arricchita in modo quasi invisibile con olio extravergine d'oliva, formaggio stagionato o un uovo. Inoltre, per spronare l'anziano a mangiare contrastando il naturale calo di gusto e olfatto, è essenziale esaltare i sapori: l'uso sapiente di erbe aromatiche e spezie aiuta a risvegliare un palato assopito, rendendo il pasto di nuovo invitante. Le fonti proteiche dure, come la classica fettina di carne, andrebbero sostituite con alternative morbide da masticare e quindi più "biodisponibili" (cioè che il corpo riesce ad assorbire con facilità): pesce, uova, ricotta e legumi decorticati, molto più delicati sulla digestione. Non dimentichiamo, infine, l'idratazione. Il meccanismo della sete si inceppa con l'età: gli anziani spesso non bevono perché non ne sentono il bisogno, arrivando a disidratazioni silenziose che causano confusione mentale e stipsi. La longevità deve coincidere con un'alta qualità della vita, e questa cura passa per la tavola. Ricordiamo sempre, però, che il miglior "integratore" rimane la convivialità: la solitudine toglie l'appetito più di qualsiasi patologia. Mangiare insieme a loro è, e resterà sempre, la prima vera cura.  

Sport

Grande boxe a San Severino: weekend da campioni con l'ex iridato Giovanni De Carolis

Grande boxe a San Severino: weekend da campioni con l'ex iridato Giovanni De Carolis

24/05/2026 11:50

Un altro appuntamento di primissimo piano si appresta a richiamare a San Severino Marche tutti gli appassionati dei guantoni. Dopo la prestigiosa presenza, lo scorso novembre, del pugile della categoria pesi massimi Diego Lenzi, già atleta olimpico della nazionale italiana, la città si prepara a ospitare un altro esponente di caratura assoluta nel panorama pugilistico tricolore. Grazie alla sinergia strategica tra la Federazione Pugilistica Italiana, il Comune di San Severino e l’Associazione Pugilistica Settempedana presieduta da Carlo Sfrappini, arriverà in città per una due giorni di stage intensivo l'ex campione del mondo Giovanni De Carolis. L'evento si terrà nelle giornate di sabato 30 maggio alle ore 17:30 e domenica 31 maggio alle ore 18:30 all'interno dei locali del bocciodromo-accademia pugilistica di viale della Resistenza. Il 41enne ex pugile capitolino vanta un palmarès straordinario ed è, ad oggi, l’ultimo italiano ad aver conquistato un titolo mondiale. De Carolis è stato infatti campione mondiale dei pesi supermedi Wba da gennaio al 5 novembre 2016, dopo aver conquistato la cintura iridata a spese del tedesco Vincent Feigenbutz. Con quella memorabile impresa è diventato il 35° italiano a vincere un titolo mondiale a sette anni di distanza da Giacobbe Fragomeni, nonché il quarto azzurro di sempre a dominare nei supermedi dopo Mauro Galvano, Vincenzo Nardiello e Cristian Sanavia. Nel 2018 ha conquistato il titolo italiano strappando la cintura a Roberto Cocco, mentre a maggio del 2022 ha firmato un altro match storico conquistando il titolo intercontinentale Wbo dopo aver battuto per ko tecnico Daniele Scardina. Nel suo record personale figurano anche due successi nell’intercontinental Ibf e tre nell’international Wbc, una serie di traguardi che lo ha portato, da gennaio 2025, a ricoprire il prestigioso ruolo di direttore tecnico delle nazionali élite. L'ex fuoriclasse romano ha voluto mandare un messaggio a tutti i praticanti e agli appassionati della regione, delineando il programma di lavoro che guiderà personalmente sul ring settempedano. "Nella due giorni di stage a San Severino faremo attività di formazione - anticipa con entusiasmo Giovanni De Carolis -, allenamenti pugilistici e lavori tecnico-tattici. Vi aspetto nei locali dell’Accademia pugilistica settempedana".  

Serie D, la Maceratese non proseguirà con Lauro: per la panchina in pole position Sante Alfonsi

Serie D, la Maceratese non proseguirà con Lauro: per la panchina in pole position Sante Alfonsi

24/05/2026 11:20

Non proseguirà il rapporto professionale tra la Maceratese e Maurizio Lauro, allenatore subentrato nel corso dell’ultima stagione e protagonista della fase finale del campionato biancorosso. La decisione è stata comunicata in mattinata dal club biancorosso con un comunicato ufficiale, nel quale si legge: "La S.S. Maceratese comunica che, alla naturale scadenza del contratto fissata al 30 maggio 2026, non proseguirà il rapporto professionale con l’allenatore Maurizio Lauro. La società desidera ringraziare Mister Lauro per il contributo dato ai colori biancorossi, conducendo la squadra al raggiungimento dell’obiettivo salvezza diretta nel campionato di Serie D. La S.S. Maceratese rivolge a Maurizio Lauro i più sinceri auguri per il prosieguo della propria carriera professionale e per le migliori soddisfazioni personali e sportive". Lauro era arrivato sulla panchina della Rata lo scorso mese di marzo, subentrando a stagione in corso a Mister Possanzini in una fase delicata del campionato. Nonostante le difficoltà tipiche di un cambio tecnico a stagione inoltrata e la necessità di lavorare su un impianto di gioco costruito su idee precedenti, il tecnico è riuscito a traghettare la squadra verso la permanenza in categoria. Nelle sette partite disputate alla guida dei biancorossi, la Maceratese ha raccolto 2 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, per un totale di 8 punti, risultati sufficienti per centrare l’obiettivo salvezza diretta. Con il cambio dirigenziale in atto all’interno del club - con il direttore generale Stefano Serangeli che ha salutato la società (leggi qui) nuove figure pronte a entrare nell’organigramma - è destinato a cambiare anche il volto della guida tecnica per la prossima stagione. Per la successione di Lauro iniziano già a circolare i primi nomi: tra questi quello di Michele Fucili, seguito anche da Urbania e Fano, e quello di Sante Alfonsi, che al momento appare in pole position. L’ex Sambenedettese e Civitanovese ha infatti ben figurato nell’ultima stagione alla guida dell’Azzurra Colli, sfiorando la promozione diretta in Eccellenza per un solo punto alle spalle dell’Aurora Treia e arrivando fino alla finale playoff, persa solo ai calci di rigore contro il Fano.      

Economia

Emergenza rifiuti, Confindustria Macerata attacca la politica: "Costi insostenibili, serve soluzione subito"

Emergenza rifiuti, Confindustria Macerata attacca la politica: "Costi insostenibili, serve soluzione subito"

21/05/2026 11:10

Confindustria Macerata lancia l'ennessimo grido d'allarme. L'associazione degli industriali, stavolta, punta il dito contro lo stallo politico e istituzionale legato alla collocazione finale dei rifiuti. La posizione di Confindustria si evince da una nota rilasciata nella giornata di oggi. "Continuano a crescere i costi a carico delle imprese e dei lavoratori, rendendo insostenibile lo sviluppo del nostro territorio rispetto alle altre province delle Marche e al resto del Paese", si legge.  Gli industriali stigmatizzano la paralisi a cui si assiste da mesi sul tema dell'ampliamento della discarica di Cingoli e sulla scelta dei nuovi siti idonei. "Assistiamo a continui scontri sulla stampa e a rimpalli di responsabilità politica che non aiutano a risolvere il problema - attacca la nota di Confindustria - L’impiantistica dei rifiuti è un tema di infrastrutture strategiche che dovrebbe non dividere la classe politica, ma appartenere alla cultura del governo di un territorio. Invece siamo costretti, imprese e cittadini, a conferire i nostri rifiuti fuori provincia e fuori regione con pesanti impatti sulla bolletta TARI e sui bilanci delle imprese". La criticità maggiore per Confindustria non riguarda soltanto la gestione della spazzatura urbana, ma colpisce soprattutto i rifiuti speciali generati dalle imprese. Da troppi anni nelle Marche non ci sono più discariche dedicate a questa categoria, viene denunciato: gli spazi residui ancora disponibili sono blindati per i rifiuti urbani e, in base alla nuova pianificazione regionale, la percentuale di conferimento degli speciali potrebbe "addirittura ridursi dal 50% al 30%". «Ci rammarica molto constatare di essere la Provincia meno virtuosa a livello impiantistico sul tema rifiuti - sottolineano gli industriali -. Nonostante i numerosi e reiterati appelli alle amministrazioni locali e ai governi regionali che si sono succeduti, tutti gli sforzi sono stati concentrati per raggiungere gli alti livelli di raccolta differenziata. Inoltre l’unico consorzio regionale presente, peraltro nella nostra provincia, avrebbe dovuto e potuto far dialogare tutti i Comuni della provincia. Niente di tutto questo: non si riesce a chiudere il cerchio della gestione sulla base dei principi di prossimità ed autosufficienza, richiesti dalla Comunità Europea e tanto decantati dalle Istituzioni". Se da un lato gli industriali guardano con favore all'inserimento del termovalorizzatore per il recupero energetico all'interno del nuovo Piano Regionale, dall'altro emerge una forte e immediata preoccupazione per il futuro prossimo e per i tempi di cantierizzazione dell'opera. "Ci conforta la previsione dell’impianto di chiusura ciclo inserito nel nuovo Piano Regionale, ma cosa accadrà nel periodo transitorio che prevede un arco temporale di almeno dieci anni fino alla realizzazione del termovalorizzatore?", si domandano da Confindustria. "La nostra Provincia non è ancora pronta per affrontare questo lungo periodo di transizione e siamo molto preoccupati che la situazione possa esplodere - prosegue la nota -. Se non verranno autorizzati ampliamenti e realizzati nuovi impianti, i costi diventeranno insostenibili. Il rischio altrimenti è del collasso della produzione". L'associazione confindustriale si rivolge quindi direttamente ai sindaci e alle istituzioni locali per sbloccare i progetti legati alle piattaforme di smaltimento, spronando la politica a un atto di responsabilità nei confronti del mondo del lavoro. "Confindustria Macerata rivolge l’ennesimo appello alla Provincia, alle amministrazioni locali ed alla collettività per individuare soluzioni rapide - conclude la nota -. È indispensabile e responsabile superare gli ostacoli tecnici ed ideologici che ostacolano la corretta gestione del rifiuto speciale e scoraggiano l’iniziativa privata alla realizzazione di nuovi impianti. La competitività di un territorio si misura sul possesso di infrastrutture in grado di accompagnare la crescita di una comunità. Troppo spesso si invoca l’incapacità di attrarre gli investimenti e la debolezza di un territorio, ma la causa è spesso l’assenza di queste infrastrutture di base. Purtroppo le imprese troppe volte vengono lasciate sole".  

GoldenPlast, bilancio da 36 milioni e svolta storica: Ercoli nomina un Cda di super esperti

GoldenPlast, bilancio da 36 milioni e svolta storica: Ercoli nomina un Cda di super esperti

20/05/2026 16:40

La GoldenPlast S.p.A., colosso del territorio nel settore delle materie plastiche, ridisegna il proprio futuro e blinda i conti al termine di un anno complesso per i mercati internazionali. Doppia svolta cruciale per l'azienda guidata dal patron Germano Ercoli: l'assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio d’esercizio 2025 e, contestualmente, ha sancito il superamento della storica figura dell'amministratore unico con il varo di un nuovo e prestigioso Consiglio di Amministrazione che traghetterà la società fino al 2028. L’anno finanziario 2025 si è rivelato particolarmente difficile a causa delle forti tensioni geopolitiche globali, a partire dal conflitto tra Russia e Ucraina, passando per i dazi imposti dagli Stati Uniti fino alla crescente e invadente concorrenza dei prodotti provenienti dalla Cina. Nonostante questo scenario, il fatturato di GoldenPlast ha raggiunto i 36 milioni di euro, registrando una flessione del 10% rispetto all'anno precedente ma blindando un utile netto di 3.810.000 euro, un dato giudicato "estremamente positivo poiché in linea con i già ottimi livelli del 2024", ha affermato Ercoli. A dimostrazione della solidità patrimoniale della GoldenPlast, l'azienda ha scelto di non fermare gli investimenti sul territorio, portandoli avanti in totale autofinanziamento. Nel corso dell'anno sono stati erogati circa 350.000 euro in più nel monte stipendi, risorse destinate all’inserimento di cinque nuove unità di personale necessarie per l’avviamento del nuovo impianto produttivo. Oltre alla linea per la lavorazione dei polimeri tecnici, la società ha ultimato la costruzione di un nuovo capannone di 2.100 metri quadrati adibito a magazzino per le materie prime. Questi interventi aprono ufficialmente la strada a una decisa diversificazione industriale: l'azienda affiancherà alla storica produzione di gomma termoplastica anche lo sviluppo dei polimeri tecnici avanzati. La vera svolta strategica per il colosso marchigiano risiede nel cambio di modello organizzativo. Seguendo la linea già tracciata per l'Eurosuole, la GoldenPlast si dota di un Cda d'eccellenza composto da cinque figure di altissimo profilo nel mondo della finanza, delle grandi opere e della gestione d'impresa. Germano Ercoli assume la carica di presidente e amministratore delegato del Cda. Al suo fianco siederà il dottor Guido Cesarini, commercialista ed esperto di diritto societario e consulenza aziendale con ruoli di rilievo in primarie società italiane. Ingresso di primissimo piano anche per il professor Gian Luca Gregori, già rettore dell’Università Politecnica delle Marche fino al 2025, attuale presidente della Fondazione Universitaria per lo sviluppo imprenditoriale nonché membro del board di Terna S.p.A. e presidente del Cda del gigante delle infrastrutture Webuild (ex Salini Impregilo). Del consiglio farà parte anche Salvatore Giordano, figura storica di Confindustria, già direttore dell'associazione industriali di Pesaro Urbino e attuale presidente del Cda di Assindustria Consulting. A completare l'organo di controllo sarà Roberto Emili, laureato alla Politecnica delle Marche e stimato responsabile amministrazione e finanza della stessa GoldenPlast. A chiusura di questo storico passaggio, l’ormai ex amministratore unico Germano Ercoli ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a tutti i dipendenti e collaboratori che, in 32 anni di attività, hanno permesso alla GoldenPlast di "superare le crisi cicliche e raggiungere traguardi di leadership internazionale. L'auspicio per il futuro - ha concluso Ercoli - è quello di replicare i grandi successi del passato, tenendo d'occhio le evoluzioni della delicata crisi geopolitica nel Golfo Persico".

Scuola e università

L'IIS “Garibaldi Bramante Pannaggi” omaggia Nonna Lu: accolse gli studenti e inviò 10.800 mascherine

L'IIS “Garibaldi Bramante Pannaggi” omaggia Nonna Lu: accolse gli studenti e inviò 10.800 mascherine

23/05/2026 13:22

Un gesto simbolico per non dimenticare la solidarietà, l’accoglienza e un’amicizia capace di superare migliaia di chilometri. L’Istituto di Istruzione Superiore “Garibaldi Bramante Pannaggi”, diretto dalla dirigente Antonella Canova, ha organizzato per martedì 26 maggio alle ore 11:00 la cerimonia di apposizione di una targa commemorativa in ricordo di Nonna Lu di Taicang. La figura di Nonna Lu è rimasta profondamente impressa nella comunità maceratese per un gesto di grande generosità compiuto nel 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica da COVID-19, quando riuscì a raccogliere e inviare a Macerata circa 10.800 mascherine a sostegno della popolazione in un momento di forte difficoltà. Il legame tra la donna e l’istituto scolastico affonda però le sue radici in anni precedenti, durante i viaggi di studio in Cina degli studenti, accolti più volte nella sua abitazione di campagna a Taicang. In quelle occasioni, Nonna Lu si distingueva per la sua straordinaria ospitalità, attendendo spesso per ore l’arrivo dei ragazzi lungo la strada e accogliendoli come membri della propria famiglia. Come ricordato dalla scuola, la sua casa diventava un punto di incontro autentico tra culture, dove i giovani studenti italiani venivano accolti con calore, tradizioni culinarie locali e momenti di condivisione che hanno lasciato un segno indelebile. Insieme alla famiglia, Nonna Lu aveva inoltre avviato una tradizione simbolica: la piantumazione degli “alberi dell’amicizia” nel villaggio di Taicang, a testimonianza viva del legame tra le due culture e delle esperienze condivise. La cerimonia si svolgerà presso l’Istituto Agrario, luogo simbolico legato alla cura della terra e della crescita, dove verrà ufficialmente collocata la targa commemorativa come riconoscimento permanente alla sua umanità, al suo calore e alla sua straordinaria ospitalità.   (In foto la dirigente scolastica Antonella Canova) 

Macerata, lo Scientifico Galilei chiede una sede unica: “La situazione è al limite della sostenibilità"

Macerata, lo Scientifico Galilei chiede una sede unica: “La situazione è al limite della sostenibilità"

23/05/2026 10:44

Una richiesta formale, urgente e condivisa all’unanimità da Collegio dei Docenti, Consiglio di Istituto e personale ATA del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata. È il contenuto della lettera inviata alle principali istituzioni locali e regionali per chiedere una soluzione definitiva alla storica frammentazione delle sedi scolastiche. Il documento, la cui referente è la docente Giuseppina Capodaglio, è stato indirizzato al presidente della Provincia di Macerata, al dirigente del settore Ricostruzione Patrimonio ed Edilizia scolastica, al sindaco di Macerata, al presidente della Regione Marche, al commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, all’Ufficio scolastico regionale e all’Ambito territoriale di Macerata. Nel testo si sottolinea come il prestigioso istituto, fondato nel 1923 con Regio Decreto e tra i più antichi delle Marche e d’Italia, operi da oltre venticinque anni su sedi distinte, una condizione definita ormai “strutturale” e non più temporanea. “La divisione tra sedi comporta conseguenze concrete”, si legge nella lettera, con difficoltà nella programmazione didattica, problemi nell’utilizzo condiviso dei laboratori scientifici, continui spostamenti per docenti e studenti e un aggravio organizzativo anche per il personale ATA. Una situazione che, secondo i firmatari, finisce per incidere direttamente sulla qualità dell’offerta formativa e sulla possibilità di garantire agli studenti un’esperienza scolastica pienamente unitaria. Ad aggravare ulteriormente il quadro sono i prossimi lavori di ristrutturazione che, secondo quanto evidenziato dal documento, porteranno il liceo ad essere distribuito addirittura su tre sedi differenti, con ulteriori traslochi di aule, laboratori e attrezzature scientifiche e informatiche. Il timore espresso dal personale scolastico è che, anche al termine degli interventi, la situazione possa rimanere invariata. Uno scenario giudicato “inaccettabile” per una scuola che rappresenta un punto di riferimento culturale e formativo per il territorio maceratese. Nella lettera viene inoltre sollevata una riflessione sull’utilizzo delle risorse pubbliche disponibili per l’edilizia scolastica, chiedendo se siano state realmente esplorate le opportunità offerte dai fondi per la ricostruzione post-sisma 2016, dal PNRR e dal Piano Nazionale Complementare. Il mondo scolastico del Galilei chiede quindi alle istituzioni un impegno pubblico e concreto per avviare rapidamente il percorso verso una sede unica, attraverso un’istruttoria tecnica e amministrativa trasparente e condivisa con il dirigente scolastico e gli organi collegiali. “Chiediamo una sede unica che garantisca il pieno diritto allo studio e migliori condizioni di lavoro per tutto il personale”, scrivono i firmatari, ribadendo che la situazione attuale è ormai “al limite della sostenibilità”. La lettera si chiude con la disponibilità al confronto e alla collaborazione con le istituzioni, nella convinzione che una soluzione condivisa sia “non solo possibile ma doverosa”.

Cultura

"Gli slegati": un modo diverso di vivere le relazioni

"Gli slegati": un modo diverso di vivere le relazioni

Di fronte al tramonto dei vecchi modelli sentimentali esiste una generazione sospesa tra il bisogno dell'altro e il terrore di perdersi. «Chi sono gli slegati? Chi siamo? Io pensavo fossimo pochi, pochissimi, insomma due o tre emarginati psicologici. Ma poi ho scoperto che invece siamo in tanti ad avere una voglia pazza dell’altro e, però, pure una pazza paura… In fondo slegati, lo siamo tutti, nessuno escluso». Con queste parole la scrittrice Chiara Gamberale fotografa l’eterno ossimoro dell’uomo contemporaneo: quel desiderio ancestrale di solitudine che coesiste, non senza attriti, con il bisogno viscerale dell'altro. Una spinta verso una libertà che si vorrebbe assoluta, ma boicottata da una costante richiesta di protezione. Gli «slegati» sono, in fondo, tutti coloro che non riescono più a riconoscersi nei modelli tradizionali di coppia e di famiglia. Abitano una terra di mezzo: cercano una relazione abbastanza aperta da garantire l'autonomia individuale, ma sufficientemente solida da scacciare lo spettro della solitudine. Una fase di transizione in cui i vecchi codici sentimentali non funzionano più e i nuovi sono ancora in via di definizione. Esistere, oggi, significa anche reinventare un nuovo modo di stare insieme, uscendo dai binari rassicuranti – ma spesso angusti – della tradizione. Il canone classico della storia d'amore occidentale ha sempre previsto tappe precise: L'incontro e il corteggiamento; Il fidanzamento ufficiale; La convivenza o il matrimonio; La nascita dei figli. Un percorso lineare che la società ha sempre premiato come sinonimo di stabilità, ma che spesso si è rivelato un vicolo cieco. Raggiungere questi traguardi ha finito per coincidere nell'immaginario comune, con una sorta di stasi protettiva, come se quel legame esonerasse i singoli dal dovere di continuare a evolversi e a conoscersi. In questa rigidità, gli «slegati» propongono relazioni alternative. Se nel modello romantico il partner doveva riassumere in sé ogni funzione – l'amante, il migliore amico, il confidente, il co-genitore –, oggi quelle stesse funzioni possono essere suddivise. Si può scegliere di coltivare un legame emotivo e intellettuale profondo senza l'obbligo della coabitazione. La scelta di vivere in case separate, mantenendo autonomie logistiche ed economiche, diventa così uno strumento per preservare il desiderio, trasformando il tempo condiviso in uno spazio di qualità. Allo stesso modo, i confini tra amore e amicizia si fanno fluidi: nascono forme di complicità che diventano anche intimità fisica, mentre storie d'amore giunte alla fine si reinventano in legami fraterni e indissolubili. Questa rivoluzione dei costumi si muove su un doppio binario psicologico. Da un lato, può essere il riflesso di una profonda maturità: non si cerca più l'altro per completarsi, ma per aggiungere valore a un'esistenza già centrata e consapevole. Dall'altro, però, lo "slegarsi" nasconde un'insidia meno nobile: la fuga. Per molti, la rivendicazione dello spazio personale diventa una protezione per non immergersi mai davvero nella relazione. Un modo per non consegnare all'altro le proprie fragilità e non correre il rischio più grande di tutti: quello di essere rifiutati, o abbandonati.

Grandi successi per Eum al Salone del Libro di Torino: tra l'arte della traduzione e l'opera lirica a misura di bambino

Grandi successi per Eum al Salone del Libro di Torino: tra l'arte della traduzione e l'opera lirica a misura di bambino

22/05/2026 17:30

La cultura e la ricerca dell'Università di Macerata conquistano la platea nazionale. Le Eum (Edizioni Università di Macerata) sono state grandi protagoniste all'ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, una kermesse da record che si è chiusa con ben 254 mila visitatori. La casa editrice dell’Ateneo maceratese ha partecipato all'evento all'interno dello stand condiviso con le realtà aderenti al Coordinamento dell’Associazione Upi (University Press Italiane), mettendo in mostra il proprio catalogo e presentando importanti novità che spaziano dalla saggistica d'avanguardia ai progetti ludico-didattici. Il filo conduttore della spedizione torinese è stato la traduzione intesa come esercizio di ascolto, incontro e cura delle parole. Le Eum hanno promosso il partecipato incontro intitolato “La traduzione, lezioni di accoglienza”, organizzato in stretta sinergia con l'AutoreInvisibile e con la casa editrice Quodlibet. L'appuntamento, moderato da Franca Cavagnoli, ha visto dialogare gli esperti Franco Nasi e Stella Sacchini a partire da due volumi specifici: “Ritmi americani. Saggi su stile e traduzione” di Nasi e, in particolare, “Tornare a ridere al giorno” della stessa Sacchini. Il libro di Stella Sacchini non rappresenta solo una novità editoriale, ma segna un vero e proprio punto di svolta per l'Ateneo marchigiano. Con questo volume si inaugura infatti "Erga", la nuovissima collana delle Eum nata con l'obiettivo specifico di aprire la conoscenza tecnica e scientifica a un pubblico di non addetti ai lavori, rendendo accessibili temi specialistici senza mai rinunciare alla qualità della ricerca. «Tornare a ridere al giorno è un’espressione che ho letto per la prima volta in “Specchi deformanti” di Franco Nasi», ha raccontato con emozione l'autrice Stella Sacchini ripercorrendo le origini della sua opera. «È l’espressione con cui Franco Fortini traduce il Carpe diem di Orazio ed è quello che in principio mi ha avvicinato alla traduzione». La scrittrice ha inoltre ricordato il ruolo decisivo di una lettura d’infanzia legata al mito di Proserpina e Plutone, che le fece intuire la traduzione come un movimento contrario alla perdita: «Questo movimento contro la morte, che in fondo la traduzione è, e quel mito mi hanno spinto a intraprendere gli studi che ho fatto». Nella medesima giornata, la scena si è spostata presso lo stand della Regione Marche, dove le Eum hanno svelato gli ultimi sviluppi di “Operattivamente: ascolta, disegna e gioca con l’opera lirica”. Si tratta del fortunato progetto ludico-didattico ideato quindici anni fa da Paola Nicolini e Carlo Scheggia per avvicinare i bambini al mondo del melodramma. «Uno sviluppo importante del progetto è venuto da un accordo fra l’Università e l’Accademia di Belle Arti», ha spiegato con soddisfazione Simona Antolini, presidente delle Eum. L'iniziativa è infatti entrata ufficialmente nei programmi di insegnamento della docente di Illustrazione Claudia Palmarucci, arrivando a coinvolgere quasi cento studenti dell'Accademia. «L’obiettivo è restituire albi illustrati che possano trasmettere l’opera ai più piccoli senza banalizzarla, senza edulcorarne i contenuti e rendendo l’illustrazione una parte del linguaggio con una sua forza narrativa», ha tenuto a sottolineare la stessa Palmarucci. I laboratori di quest'anno sono stati dedicati a tre pilastri della lirica come “Il barbiere di Siviglia”, “Il trovatore” e “Nabucco”. Grazie alla collaborazione dei docenti dell'Accademia Marino Neri, Michele Rocchetti e Simona Castellani, l'Ateneo pubblicherà presto i progetti grafici selezionati, che porteranno la firma di Davide Rapagnetta, Gabry Priori, Ruihan Bai, Irene Bellagamba, Irene Longo e Rebecca Salladini.

Eventi

Montefano, la Scuola Primaria “Olimpia” celebra la Festa dello Sport: "Siamo tutti diversi ma uniti"

Montefano, la Scuola Primaria “Olimpia” celebra la Festa dello Sport: "Siamo tutti diversi ma uniti"

23/05/2026 16:13

Venerdì 22 Maggio 2026, una giornata all'insegna dei valori olimpici, dell'inclusione e del sano divertimento. Si è svolta nella cornice del Campo Sportivo Comunale di Montefano la Festa dello Sport della Scuola Primaria “Olimpia”, intitolata significativamente “Olimpia accende la fiaccola”. L’evento ha visto protagonisti gli alunni del plesso, che hanno saputo trasformare il rettangolo di gioco in un palcoscenico di solidarietà, amicizia e crescita condivisa. L’apertura della manifestazione è stata scandita da momenti di forte impatto emotivo: l’ingresso solenne dei bambini sul manto erboso comunale, l’accensione della fiaccola olimpica e la successiva coreografia umana che ha dato vita ai cinque cerchi olimpici, simbolo universale di fratellanza tra i popoli. Sulle note della celebre Waka Waka di Shakira, gli alunni si sono esibiti in una vivace coreografia, seguita dall’emozionante esecuzione dell’Inno d’Italia. Un momento di profonda riflessione ha preceduto il via ufficiale ai giochi, quando i bambini hanno preso la parola per spiegare il significato dei colori delle magliette indossate, legandoli a valori fondamentali della vita e dello sport attraverso passaggi toccanti e significativi: Il Blu: "Rappresenta l'amicizia che ci lega in ogni gioco. Come un mare calmo, lo sport ci insegna a stare insieme rispettando le regole e gli avversari". Il Giallo: "Rappresento la luce e l'energia. Nello sport ci mettiamo tutta la nostra forza per superare i piccoli ostacoli di ogni giorno, sempre con il sorriso". Il Nero: "Rappresenta la costanza e la determinazione. Anche quando un esercizio è difficile o siamo stanchi, non ci arrendiamo mai, proprio come i veri campioni". Il Verde: "Rappresenta la speranza e la natura. Lo sport ci insegna a prenderci cura di noi stessi e del mondo che ci circonda, correndo liberi nei prati". Il Rosso: "Rappresenta la passione! Quella che ci fa battere forte il cuore prima di una gara e che ci fa abbracciare i compagni dopo un traguardo raggiunto". "Questi cinque cerchi che formiamo con le nostre maglie ci ricordano che siamo diversi, ma uniti", hanno concluso i piccoli rappresentanti della scuola prima di dare il via alle attività. "Ognuno porta un colore, un talento, una forza speciale. Siamo una squadra sola! Dove tutti contano e tutti brillano". A dare ulteriore prestigio all'evento sul campo comunale è stato il prezioso contributo della società Montefano Calcio, che ha omaggiato la scuola con la maglia ufficiale della squadra, personalizzata per l'occasione con i cerchi olimpici e la scritta: “Lo spirito olimpico è Pace, Fratellanza, Unione tra i popoli”. Il dono è stato consegnato da una figura d'eccezione: il padre di Alessandro Attene, celebre atleta montefanese che ha difeso i colori azzurri alle Olimpiadi di Sydney 2000, rappresentando un esempio concreto di ispirazione sportiva per le nuove generazioni. La giornata si è poi conclusa tra giochi, percorsi e attività motorie vissute appieno secondo i sani principi del fair play e della collaborazione, lasciando nei bambini, negli insegnanti e nelle famiglie il ricordo di una festa in cui a vincere, sopra ogni cosa, è stata l'unione.

Anche Montecassiano protagonista su Rai 1 con “Linea Verde Discovery – Fatto in Italia”

Anche Montecassiano protagonista su Rai 1 con “Linea Verde Discovery – Fatto in Italia”

23/05/2026 15:44

Montecassiano torna in onda su Rai 1 come una delle tappe protagoniste della trasmissione televisiva “Linea Verde Discovery – Fatto in Italia”, il programma dedicato alle eccellenze italiane, ai territori e alle tradizioni locali. Nel corso delle riprese, il borgo ha accolto il conduttore Federico Quaranta e la troupe Rai realizzando un viaggio tra i vicoli, le piazze e i luoghi più rappresentativi del paese, per raccontarne la bellezza, il fascino autentico e la cura con cui sono custoditi il patrimonio storico e culturale. Un’esperienza che ha permesso di mostrare il fascino autentico di Montecassiano, valorizzandone il patrimonio artistico e paesaggistico. La puntata è andata in onda oggi, sabato 23 maggio, alle ore 12 su Rai 1 e sulla piattaforma RaiPlay. "Un ringraziamento speciale va a Letizia Dalmazi, guida locale che ha accompagnato la troupe alla scoperta degli angoli più caratteristici del borgo, contribuendo a trasmettere l’anima e le tradizioni di Montecassiano - commenta l’amministrazione comunale - La partecipazione alla trasmissione rappresenta un’importante occasione di promozione e visibilità nazionale per il nostro paese, confermando ancora una volta quanto sia importante lavorare proprio per valorizzare e preservare la bellezza dei nostri borghi". Montecassiano continua così a distinguersi come luogo capace di raccontare bellezza e autenticità.

Curiosità

Civitanova, nati tre pulcini di fratino a Fontespina: "Risultato importante per la specie”

Civitanova, nati tre pulcini di fratino a Fontespina: "Risultato importante per la specie”

23/05/2026 12:40

A Civitanova Marche, sul lungomare Nord di Fontespina, è stata realizzata un’area dedicata alla tutela della nidificazione del fratino, piccolo uccello costiero sempre più raro e protetto a livello europeo. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Civitanova Marche e l’associazione Ornitologi Marchigiani APS ETS, dopo che nel 2024 una coppia della specie aveva scelto proprio quel tratto di litorale per deporre le uova. Anche quest’anno la stessa coppia è tornata a nidificare e, nei giorni scorsi, le uova si sono schiuse dando alla luce tre pulcini. Come sottolinea il Consiglio direttivo dell’associazione “Ornitologi Marchigiani” APS-ETS, “la presenza stabile di una coppia di Fratino su questo tratto di litorale rappresenta un risultato significativo per la conservazione della specie e per la qualità dell’habitat costiero”. Nell’ambito delle attività scientifiche coordinate da Ispra, gli adulti sono stati dotati di anelli colorati, mentre i pulcini sono stati marcati con piccoli anelli metallici, nel rispetto dei protocolli di inanellamento a scopo di studio. “Queste operazioni consentono di raccogliere informazioni fondamentali sugli spostamenti e sulla biologia della specie, indispensabili per le strategie di conservazione”, evidenzia ancora il Consiglio direttivo. Proprio grazie a queste attività, lo scorso anno era stato possibile scoprire che uno dei pulcini nati a Fontespina nel 2024 aveva raggiunto la costa di Termoli, dove è stato successivamente osservato anche durante la stagione riproduttiva. L’area di nidificazione viene oggi monitorata quotidianamente dai volontari dell’associazione, mentre il gruppo familiare si muove lungo il tratto di spiaggia libera opportunamente delimitato. I fratini sono spesso visibili e riconoscibili per i loro rapidi movimenti tra bagnasciuga e zone interne del litorale. “Uno dei principali fattori di rischio resta la presenza di cani lasciati liberi in spiaggia, particolarmente pericolosi per i pulcini che non sono ancora in grado di volare”, sottolinea il Consiglio direttivo dell’associazione. Per questo motivo, oltre ai volontari, sono attive anche le guardie giurate venatorie volontarie della sezione provinciale di Federcaccia di Macerata, impegnate nel controllo del rispetto della normativa vigente. Il regolamento comunale sul litorale di Civitanova Marche prevede infatti il divieto di accesso ai cani in spiaggia, anche al guinzaglio, nel periodo compreso tra il 15 marzo e il 15 ottobre. Il fratino, identificato scientificamente come Anarhynchus alexandrinus, è una specie in declino e classificata come “Endangered” nella Lista Rossa degli uccelli nidificanti in Italia, oltre a essere inserita nell’allegato I della direttiva Uccelli dell’Unione Europea. “La tutela di questa specie rappresenta un valore ambientale e scientifico di grande rilevanza, soprattutto in un contesto di crescente pressione antropica sulle spiagge sabbiose”, conclude il Consiglio direttivo dell’associazione “Ornitologi Marchigiani” Aps-Ets.

Civitanova, campagna Sole Amico 2026: le regole per proteggere pelle e vista

Civitanova, campagna Sole Amico 2026: le regole per proteggere pelle e vista

22/05/2026 15:40

Con l'arrivo della stagione estiva, il comune di Civitanova Marche ha dato ufficialmente il via all’edizione 2026 di "Sole Amico", l'ormai tradizionale campagna informativa e di prevenzione incentrata sui rischi legati all'esposizione solare e sulla tutela della vista. L'iniziativa, ideata dal dermatologo Gino Mattutini, responsabile dell'area dermatologica della Clinica “Villa dei Pini” (Gruppo KOS), si è arricchita quest'anno della preziosa collaborazione dell'oculista Gabriele Poloni, responsabile dell'omonimo reparto all'interno della stessa struttura sanitaria cittadina. La campagna si è aperta ufficialmente questa mattina nell’aula del Consiglio comunale con una speciale lezione interattiva che ha visto come protagonisti gli alunni delle classi seconde (sezioni B e D) della scuola secondaria di primo grado "Luigi Pirandello". All'incontro istituzionale hanno preso parte l’assessore Barbara Capponi e il consigliere comunale Piero Croia, che hanno portato i saluti dell'amministrazione, affiancati dal direttore amministrativo di Villa Pini, Luca Amadori, e dal referente del servizio, l'infermiere Roberto Leoni. L'iniziativa gode del prestigioso patrocinio della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche e si inserisce nel quadro delle attività di educazione ambientale legate alla Bandiera Blu, riconoscimento internazionale che adorna le spiagge civitanovesi ininterrottamente dal 2004. I giovanissimi studenti hanno seguito l'incontro con interesse, interagendo con gli specialisti e ricevendo al termine della mattinata il materiale informativo con il vero e proprio "Decalogo del benessere". "Le piccole abitudini quotidiane vi mantengono in salute per tutta la vita - ha spiegato ai ragazzi il medico oculista Gabriele Poloni -. Stare all’aperto fa benissimo, ma è fondamentale indossare sempre gli occhiali da sole durante le ore più calde della giornata. Al contrario, ci sono abitudini che fanno male, come attardarsi allo smartphone prima di andare a dormire o studiare in stanze buie. Ricordatevi sempre di mangiare sano e, soprattutto, di fare una pausa dagli schermi digitali ogni 20 minuti di utilizzo". Subito dopo è stata la volta dell'analisi dermatologica, focalizzata sulla necessità di conoscere le caratteristiche del proprio corpo e di difendersi dalle radiazioni ultraviolette. "Siamo qui per trasmettere a voi ragazzi le regole giuste per stare al sole in piena sicurezza - ha sottolineato il dottor Gino Mattutini -. Il sole è un nostro grande amico, ma solo se impariamo a viverlo in maniera consapevole, evitando i rischi delle scottature e correggendo tempestivamente i comportamenti scorretti. Imparate a osservare sempre la vostra pelle e parlatene subito con il vostro medico curante nel caso in cui doveste notare un qualsiasi tipo di cambiamento sospetto". Il valore educativo del progetto, capace di unire le istituzioni e le eccellenze sanitarie del territorio, è stato ribadito a margine dell'incontro anche dai vertici della clinica partner. "Siamo davvero felici di essere presenti in questa cornice istituzionale con due stimati professionisti", ha concluso il direttore amministrativo di Villa Pini, Luca Amadori. "Questo contesto è di fondamentale importanza perché offre agli esperti la possibilità di avvicinare i più piccoli, permettendo di far comprendere loro, con un linguaggio appropriato alla giovane età, quanto sia essenziale porre attenzione alla prevenzione per assicurarsi un futuro in salute".

Varie

Insulti al datore di lavoro via social: legittimo il licenziamento?

Insulti al datore di lavoro via social: legittimo il licenziamento?

24/05/2026 10:00

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall'avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all’avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa ai social network con particolare riferimento ai limiti del diritto di critica del lavoratore nei confronti del proprio datore di lavoro. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana alla domanda posta da un lettore di Tolentino che chiede: "Si può essere licenziati per alcuni post offensivi pubblicati su Facebook contro il proprio datore di lavoro?". Con l’utilizzo sempre più diffuso dei social network nella vita quotidiana, impiegati per condividere opinioni, esperienze e momenti della propria sfera privata e professionale, sono aumentati anche i casi di lavoratori che affidano a Facebook o ad altri canali online sfoghi, critiche e commenti relativi al proprio ambiente di lavoro. Un utilizzo improprio di tali piattaforme può determinare una lesione dell’immagine, della reputazione dell’identità aziendale, incidendo direttamente sul rapporto fiduciario che costituisce il fondamento del vincolo lavorativo, e per tale ragione, la giurisprudenza si è progressivamente orientata verso una maggiore tutela dell’interesse del datore di lavoro alla salvaguardia della propria immagine e della reputazione aziendale, soprattutto nei casi in cui le dichiarazioni diffuse online risultino idonee a incidere in modo grave sul rapporto di fiducia che costituisce il fondamento del vincolo tra datore di lavoro e dipendente. In questo contesto si inserisce la recente ordinanza della Corte di Cassazione, che è tornata ad affrontare il tema dell’utilizzo dei social network da parte dei lavoratori e delle conseguenze disciplinari derivanti dalla pubblicazione di contenuti offensivi nei confronti dell’azienda.  La vicenda riguarda un dipendente che, per diversi mesi, aveva pubblicato sulla propria pagina Facebook post e commenti ritenuti gravemente denigratori e lesivi dell’immagine della società presso cui lavorava: secondo quanto ricostruito le pubblicazioni non si limitavano a una critica delle condizioni di lavoro o dell’organizzazione aziendale, ma si traducevano in vere e proprie espressioni offensive, accompagnate da accuse non dimostrate nei confronti della società e dei suoi rappresentanti, tali da eccedere il perimetro della mera opinione soggettiva. A seguito di ciò, la Suprema Corte ha confermato il licenziamento disciplinare, evidenziando come il diritto di critica del lavoratore, pur essendo espressione della libertà costituzionalmente tutetala, debba essere esercitato entro limiti rigorosi e ben individuati dalla giurisprudenza, in particolare, la critica è legittima solo quando rispetta i requisiti della verità dei fatti narrati, della continenza espressiva e della pertinenza rispetto all’interesse sociale o lavorativo sotteso, mentre non può ritenersi scriminata qualora si traduca in attacchi personali, insinuazioni gratuite o attribuzioni non verificate; diversamente, quando vengono utilizzate espressioni aggressive o comunque idonee a ledere la reputazione dell’azienda, la condotta può integrare una grave violazione degli obblighi di fedeltà e correttezza, tale da compromettere in modo irreversibile il rapporto fiduciario con il datore di lavoro. Pertanto, in risposta al nostro lettore, si può affermare che: "Il lavoratore può essere legittimamente licenziato quando i post pubblicati sui social assumono contenuto offensivo e denigratorio nei confronti del datore di lavoro, superando i limiti del legittimo diritto di critica e determinando una lesione grave e irreparabile del vincolo fiduciario" (Cass. Civ., Sez. Lav., ord., 14.05.26, n. 14165). Rimango in attesa, come sempre, delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

Viaggio nella memoria del Santa Croce: storia e umanità dell’ex manicomio di Macerata

Viaggio nella memoria del Santa Croce: storia e umanità dell’ex manicomio di Macerata

22/05/2026 10:44

Una visita intensa, capace di lasciare un segno profondo sia dal punto di vista storico che umano. È quella vissuta all’interno dell’ex ospedale psichiatrico Santa Croce di Macerata, guidata da Romano Ruffini, per anni operatore della struttura e testimone diretto della quotidianità vissuta tra quei padiglioni. Con passione e sensibilità, Ruffini ha accompagnato i partecipanti in un percorso che ha intrecciato storia, sofferenza e umanità, raccontando non solo l’evoluzione della struttura, ma soprattutto le vite dei pazienti che vi furono ricoverati. Il Santa Croce venne inaugurato nel 1871, subito dopo l’Unità d’Italia, diventando una delle prime strutture italiane dedicate alla cura delle malattie mentali. Tuttavia, già dal 1774 Macerata aveva mostrato attenzione verso i malati psichiatrici, inizialmente ospitati nella Torre di Porta San Giuliano e successivamente trasferiti alle “Monachette” e poi all’Asilo Ricci durante il periodo dello Stato Pontificio. Nel corso dei decenni il complesso si ampliò notevolmente, trasformandosi tra il 1871 e il 1939 in una vera e propria città nella città. Furono anni di profonde trasformazioni culturali e sociali, durante i quali si iniziò finalmente a distinguere i malati mentali dai delinquenti, fino ad allora trattati allo stesso modo e gestiti direttamente dal Ministero dell’Interno. Nel 1876 arrivò alla direzione il giovane medico emiliano Enrico Morselli, che introdusse l’ergoterapia, la cosiddetta terapia del lavoro. I ricoverati venivano coinvolti nella coltivazione dei 14 ettari di terreno appartenenti alla struttura, nella convinzione che disciplina e attività manuale potessero aiutare il recupero mentale. Il racconto di Ruffini ha ripercorso anche gli anni che precedettero la legge Basaglia, quando medici e infermieri iniziarono a sperimentare forme di assistenza più umane e inclusive. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta alcuni operatori accompagnavano i pazienti all’esterno della struttura e organizzarono spazi di aggregazione per i casi meno gravi, assumendosi importanti responsabilità personali. Durante la visita i partecipanti hanno attraversato il padiglione uomini, quello femminile, il reparto agitati, la Sezione Cronici, la cooperativa di consumo, la neviera e la struttura a pagamento. Luoghi che, grazie ai racconti di Ruffini, sono sembrati improvvisamente ripopolarsi delle storie e delle emozioni di chi vi aveva vissuto. Particolarmente toccanti le vicende ricordate durante il percorso, come quella dell’avvocato maceratese Raffaele Foglietti, ricoverato alla fine dell’Ottocento dopo aver ingiuriato il procuratore, oppure quella di Beatrice, madre della scrittrice Sibilla Aleramo, internata per depressione e autrice di una struggente lettera al marito in cui chiedeva di poter tornare libera. Un viaggio nella memoria che ha riportato al centro il valore dell’umanità nella cura e il ruolo fondamentale degli operatori sanitari, chiamati ogni giorno a cercare percorsi capaci di alleviare la sofferenza mentale. Al termine della visita, l’associazione della Polizia di Macerata ha consegnato a Romano Ruffini un foulard dell’associazione, ringraziandolo per aver offerto ai presenti una preziosa lezione di storia, memoria e vita vissuta.

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