Sostegno a un latitante e rete di spaccio: nuovi sviluppi nell’operazione "Potentia"
Nei giorni scorsi i carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche hanno eseguito altre quattro misure cautelari nell’ambito dell’indagine "Potentia", coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona e finalizzata a contrastare criminalità organizzata e traffico di droga. L’intervento rappresenta il proseguimento dell’attività investigativa conclusa il 22 gennaio scorso, quando era stato smantellato un gruppo dedito allo spaccio tra Potenza Picena e i comuni della costa, con l'arresto di nove persone. In quel caso, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata emessa dal Gip del Tribunale di Ancona su richiesta della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia), in collaborazione con la Procura di Macerata, nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza anche l’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Dopo l’esecuzione delle misure, come previsto dalle recenti riforme, il Gip di Ancona ha ascoltato gli indagati negli interrogatori preventivi. Valutate le versioni fornite e il quadro probatorio presentato dai carabinieri, il giudice ha ritenuto necessario confermare ulteriori provvedimenti per ridurre il rischio di reiterazione dei reati. Le nuove attività investigative si sono mosse su due direzioni: da un lato l’attenzione su presunti aiuti alla latitanza di una persona già condannata per reati di tipo mafioso, dall’altro il contrasto alla rete di spaccio attiva sul territorio. Nel primo filone, i carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche, insieme al Ros - Sezione Anticrimine di Ancona, hanno eseguito una custodia cautelare in carcere nei confronti di un soggetto ritenuto vicino in passato ad ambienti di criminalità organizzata. Secondo l’accusa, avrebbe favorito la latitanza del capo di un’associazione di tipo mafioso, garantendogli un supporto logistico considerato decisivo. La valutazione di pericolosità, secondo quanto riferito dagli investigatori, sarebbe stata rafforzata anche dal ritrovamento di un’arma nella sua disponibilità durante una perquisizione eseguita il 22 gennaio, disposta dalla Procura distrettuale antimafia. Sul fronte dello spaccio, invece, sono stati disposti tre obblighi di dimora con divieto di uscita nelle ore notturne. I destinatari del provvedimento sono indiziati di avere un ruolo rilevante nella rete di distribuzione delle sostanze stupefacenti. Con questi ulteriori provvedimenti, l’Arma sottolinea il monitoraggio costante sul territorio maceratese, puntando sia sui canali che alimentano lo spaccio sia su eventuali collegamenti con contesti di criminalità organizzata. Come previsto dalla legge, si tratta di misure cautelari adottate nella fase delle indagini preliminari: sono impugnabili e i destinatari sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

cielo coperto (MC)
