Paura nel pomeriggio a Frontignano di Ussita, dove un ciclista di circa trent’anni è rimasto ferito dopo una caduta in mountain bike lungo il percorso delle Saliere.
L’incidente si è verificato intorno alle 14.30. Il ciclista stava affrontando la discesa quando, per cause non specificate, è caduto riportando un trauma alla colonna.
La richiesta di soccorso ha fatto scattare l’intervento di 118, vigili del fuoco e Soccorso alpino. Per raggiungere il ferito è stata impiegata anche l’eliambulanza, decollata da Fabriano con a bordo il personale specializzato negli interventi in quota.
Una volta raggiunto dai soccorritori, il ciclista è stato caricato sull’elicottero. Dopo le prime valutazioni, il personale sanitario ha disposto il trasferimento all’ospedale di Torrette di Ancona, dove sarà sottoposto agli accertamenti del caso.
Secondo le informazioni disponibili, non sarebbe in pericolo di vita.
Paura nel pomeriggio a Frontignano di Ussita, dove un ciclista di circa trent’anni è rimasto ferito dopo una caduta in mountain bike lungo il percorso delle Saliere.
L’incidente si è verificato intorno alle 14.30. Il ciclista stava affrontando la discesa quando, per cause non specificate, è caduto riportando un trauma alla colonna.
La richiesta di soccorso ha fatto scattare l’intervento di 118, vigili del fuoco e Soccorso alpino. Per raggiungere il ferito è stata impiegata anche l’eliambulanza, decollata da Fabriano con a bordo il personale specializzato negli interventi in quota.
Una volta raggiunto dai soccorritori, il ciclista è stato caricato sull’elicottero. Dopo le prime valutazioni, il personale sanitario ha disposto il trasferimento all’ospedale di Torrette di Ancona, dove sarà sottoposto agli accertamenti del caso.
Secondo le informazioni disponibili, non sarebbe in pericolo di vita.
Un monopattino elettrico modificato al punto da essere considerato un ciclomotore, ma guidato da una donna che non aveva mai conseguito la patente.
È quanto emerso durante un controllo della Polizia Locale di Civitanova Marche in via Carducci, dove sono stati fermati due cittadini cinesi di 46 anni, entrambi regolarmente soggiornanti in Italia. Per la conducente del mezzo sono scattate sanzioni per diverse migliaia di euro, oltre a sequestro e fermo amministrativo.
Il controllo è avvenuto nel corso del servizio serale di sabato. I due procedevano appaiati, ciascuno a bordo del proprio monopattino elettrico. L'uomo, residente a Bolzano ma domiciliato a Civitanova per motivi di lavoro, è stato sanzionato perché il suo mezzo era privo di targa identificativa e copertura assicurativa.
Per entrambe le violazioni sono state contestate sanzioni da 100 euro. Al conducente è stata inoltre contestata una multa da 50 euro per aver circolato nelle ore notturne senza il previsto giubbotto ad alta visibilità.
Ben più rilevante la posizione della donna. Il suo monopattino presentava infatti modifiche di fabbrica, tra cui un sellino collocato a circa 80 centimetri da terra e la predisposizione per il trasporto di un passeggero. Caratteristiche che, secondo gli accertamenti della Polizia Locale, fanno rientrare il mezzo nella categoria dei ciclomotori, sottoponendolo quindi alle relative disposizioni del Codice della Strada.
La 46enne, però, era sprovvista anche della patente necessaria per guidare un ciclomotore. Nei suoi confronti sono state contestate quattro violazioni.
La più pesante riguarda la guida senza patente, con una sanzione di 5.100 euro e il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi. A questa si aggiunge una multa di circa 900 euro per la mancanza dell'assicurazione, con il conseguente sequestro del mezzo.
Contestata anche la mancata immatricolazione, con una sanzione che potrà variare da 158 a 635 euro e che sarà determinata dalla Prefettura, alla quale il verbale verrà trasmesso entro dieci giorni. In questo caso è previsto anche il sequestro ai fini della confisca. Infine, la donna è stata sanzionata con ulteriori 79 euro per la mancanza della targa.
Il caso di via Carducci arriva a pochi giorni di distanza da un episodio analogo. La Polizia Locale aveva infatti fermato in corso Vittorio Emanuele un altro monopattino elettrico modificato, anche in quel caso con caratteristiche tali da assimilarlo a un ciclomotore. Il controllo aveva portato a sanzioni per circa 7mila euro a carico del conducente.
Nel corso dei servizi serali gli agenti hanno inoltre effettuato controlli nei parchi cittadini di San Marone, via Saragat e via Magnaghi, nell'ambito delle attività di polizia di prossimità. I controlli proseguiranno anche dopo la scadenza dell'ordinanza sindacale che vietava la detenzione e il consumo di bevande alcoliche in alcune aree pubbliche della città. Durante il periodo di validità del provvedimento erano state accertate 26 violazioni, ciascuna sanzionata con 300 euro.
"Siamo presenti sul territorio e continuiamo a fare il nostro dovere con i controlli quotidiani su strada", sottolinea il dirigente superiore Cristian Lupidi, comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche. "A breve, in attuazione di uno degli obiettivi annuali del Comando, sarà formalizzata una nuova articolazione dei servizi per rendere periodicamente presente a rotazione in tutte le zone un'aliquota mobile".
Con la contestazione effettuata in via Carducci, salgono infine a dieci le violazioni per guida senza aver conseguito la patente accertate dalla Polizia Locale di Civitanova Marche dall'inizio del 2026.
Aveva già un foglio di via obbligatorio da Civitanova Marche ancora in corso di validità il 20enne fermato nella notte sul lungomare Sergio Piermanni e trovato in possesso di circa un grammo di cocaina. Il giovane, residente in un comune del Fermano, è stato controllato nell'ambito di un servizio interforze predisposto per la notte di sabato da Polizia di Stato, carabinieri e Guardia di finanza.
I controlli, disposti dal Questore di Macerata sulla base delle indicazioni emerse dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal Prefetto, hanno interessato in particolare il lungomare Sergio Piermanni e le zone maggiormente frequentate dai giovani, con l'obiettivo di prevenire situazioni di illegalità e garantire il controllo del territorio anche durante la fase di deflusso dagli esercizi di intrattenimento.
Nel corso della notte sono state controllate 29 persone e quattro veicoli. Intorno alle 3:15 gli operatori hanno fermato sul lungomare un'autovettura con a bordo il solo conducente, il 20enne. Durante le verifiche il giovane ha mostrato evidenti segni di nervosismo.
Alla domanda degli agenti sull'eventuale possesso di sostanze stupefacenti, ha consegnato spontaneamente un piccolo involucro in cellophane contenente una sostanza bianca.
Il successivo narcotest ha confermato che si trattava di cocaina, per un peso di circa un grammo. I carabinieri hanno quindi contestato al ragazzo la violazione amministrativa prevista per la detenzione di sostanza stupefacente per uso personale, procedendo al sequestro della droga e alla segnalazione alla Prefettura di Macerata.
Gli ulteriori accertamenti effettuati dalla Polizia di Stato hanno fatto emergere un altro elemento: il 20enne era infatti destinatario di un foglio di via obbligatorio dal comune di Civitanova Marche, tuttora valido. Per la violazione del provvedimento sono stati adottati gli ulteriori provvedimenti previsti dalla legge.
Durante il servizio gli equipaggi hanno inoltre prestato assistenza a una giovane donna che aveva riferito di essere caduta accidentalmente, riportando alcune escoriazioni. La ragazza ha rifiutato l'intervento dei sanitari e, dopo che è stato verificato che non necessitasse di ulteriori cure, è rimasta sul posto insieme al fidanzato.
I controlli sono proseguiti fino alle prime ore del mattino, con particolare attenzione alla fase di uscita dai locali e al deflusso degli avventori, che si è svolto senza particolari criticità. Anche gli agenti della Volante del Commissariato di Civitanova Marche hanno garantito la consueta attività di controllo e pronto intervento sul territorio, senza registrare ulteriori episodi di particolare rilievo.
Si sono presentati alla porta di un’85enne qualificandosi come finanzieri e, con la scusa di un problema che avrebbe coinvolto la figlia e la sua auto, hanno cercato di convincerla a preparare denaro, gioielli e altri preziosi. Ma l’anziana non si è lasciata ingannare: ha chiamato il 112 e ha permesso alla Polizia di sventare la truffa e fermare due uomini, di 57 e 24 anni, entrambi provenienti dalla Campania.
L’intervento è scattato nei giorni scorsi a Macerata, dopo la segnalazione della donna alla centrale di emergenza. I due sedicenti finanzieri le avevano raccontato di una situazione problematica riguardante la figlia e la sua automobile, chiedendole di preparare soldi e oggetti di valore che sarebbero poi passati a ritirare.
L’85enne aveva effettivamente preparato quanto richiesto, ma al momento dell’arrivo dei due uomini sotto casa ha scelto di non aprire il portone e di contattare immediatamente la Polizia.
Quando gli agenti della Squadra Volante sono arrivati, i due si erano già allontanati a bordo di una Fiat Panda. La Sala Operativa della Questura ha quindi diramato immediatamente la nota di ricerca del veicolo.
Poco dopo, la vettura è stata intercettata nella zona di Sforzacosta da un equipaggio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, diretto dal commissario della Polizia di Stato Marco Angelo Martello.
Durante il controllo, uno dei due, il 24enne, è stato riconosciuto dagli agenti come il passeggero della vettura vista allontanarsi dall’abitazione dell’anziana.
I due sono stati accompagnati in Questura e sottoposti a perquisizione personale e del veicolo, che ha dato esito negativo. Alcuni telefoni cellulari trovati nella loro disponibilità sono stati invece sequestrati perché ritenuti pertinenti all’ipotesi di tentata truffa aggravata in concorso.
Uno dei due uomini, inoltre, risulta avere numerosi precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio. Tra questi anche un analogo tentativo di truffa aggravata commesso nei giorni precedenti a Civitanova Marche. In quel caso gli era stato notificato un foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel Comune per un anno, emesso dal questore di Macerata.
Dell’attività è stata informata l’autorità giudiziaria, alla quale spettano ora le valutazioni di competenza.
La Polizia rinnova intanto l’invito soprattutto alle persone anziane a prestare la massima attenzione quando qualcuno si presenta alla porta qualificandosi come appartenente alle Forze dell’ordine o ad altri enti e chiede denaro o oggetti preziosi, facendo riferimento a presunti incidenti o emergenze che coinvolgono familiari.
In caso di dubbi, il consiglio è quello di non consegnare denaro o preziosi, non far entrare estranei in casa e chiamare immediatamente il 112.
MACERATA – Cambio al vertice delle Compagnie dei Carabinieri di Macerata e Tolentino. Il comandante provinciale, colonnello Raffaele Ruocco, ha presentato i due nuovi ufficiali destinati a guidare i reparti: il capitano Francesco Grasso, 47 anni, assume il comando della Compagnia di Macerata, mentre il capitano Paolo Petruccelli, 36 anni, arriva alla guida della Compagnia di Tolentino dopo l’esperienza nel Nucleo investigativo del Comando provinciale di Palermo.
Per Grasso si tratta, di fatto, di un ritorno nelle Marche. Originario di San Severo, in provincia di Foggia, ha già prestato servizio sul territorio regionale e ha anche un legame familiare con la provincia di Ancona: la moglie è infatti originaria di Sassoferrato. “Amo questa terra, è la mia seconda casa”, ha raccontato, spiegando di voler mettere la propria esperienza al servizio dei cittadini della provincia di Macerata.
Il nuovo comandante della Compagnia di Macerata ha indicato con chiarezza le priorità del suo incarico: prevenzione, controllo del territorio e collaborazione istituzionale, con particolare attenzione alle vittime vulnerabili.
“Il cittadino deve sentirsi al sicuro, deve sentire e percepire la presenza dell’Arma sul territorio”, ha sottolineato Grasso, annunciando un impegno particolare sul fronte delle truffe agli anziani, dei reati informatici e della violenza di genere.
Grande attenzione sarà dedicata anche alla prevenzione, a partire dalle scuole e dai progetti sulla legalità, con iniziative rivolte ai giovani per contrastare fenomeni come bullismo e cyberbullismo. Prima di approdare a Macerata, ha guidato la Compagnia di Schio, in provincia di Vicenza, mentre in precedenza ha prestato servizio presso la Prima Sezione del Nucleo Investigativo di Venezia.
Il capitano Petruccelli, originario di Civitavecchia, arriva invece a Tolentino dopo una significativa esperienza investigativa maturata soprattutto a Palermo, dove si è occupato anche di criminalità organizzata. In precedenza ha prestato servizio in Puglia e in Toscana e ha maturato esperienze nell’Arma territoriale e investigativa.
Per lui è il primo incarico nelle Marche, un territorio che ha ammesso di conoscere soprattutto da visitatore e che ora si appresta a studiare direttamente sul campo.
“L’obiettivo principale che mi sono prefissato è quello di leggere il territorio, imparare a conoscerlo e confrontarmi costantemente con i comandanti di stazione”, ha spiegato Petruccelli, indicando nella prossimità ai cittadini uno dei cardini del proprio mandato.
Particolare attenzione sarà riservata anche al territorio interessato dalla ricostruzione post-sisma e dalle importanti movimentazioni economiche legate alla ricostruzione. "Un fenomeno che, ha sottolineato il nuovo comandante di Tolentino, dovrà essere analizzato senza giudizi affrettati, individuando di volta in volta criticità e fattori di rischio".
“L’Arma lavora e opera ogni giorno su fatti e comportamenti, non su provenienze”, ha ribadito Petruccelli, sottolineando la necessità di conoscere i fenomeni prima di formulare valutazioni.
Due esperienze diverse, dunque, che si incontrano in una nuova sfida professionale. Da una parte l’esperienza investigativa maturata anche sul fronte della criminalità organizzata, dall’altra la conoscenza del territorio marchigiano e dell’attività di comando.
Il colonnello Ruocco ha evidenziato l’importanza del cambio ai vertici come occasione per valorizzare anche le professionalità già presenti nell’Arma. “Il cambiamento ha degli aspetti sempre positivi”, ha osservato, paragonando il nuovo assetto a una squadra nella quale un giocatore può essere messo nella posizione più adatta alle proprie caratteristiche.
L’obiettivo comune indicato dai nuovi comandanti resta comunque uno: garantire sicurezza attraverso una presenza costante sul territorio e una forte collaborazione tra i diversi reparti e le istituzioni.
Si mette alla guida con un tasso alcolemico oltre sette volte superiore al limite consentito e finisce contro il muro di un edificio privato. È successo nel corso della notte a Monte San Giusto, dove un 48enne residente a Montecassiano è stato denunciato dai carabinieri per guida in stato di ebbrezza.
L’uomo era al volante della propria auto quando, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo andando a schiantarsi violentemente contro la struttura muraria di un’abitazione. Fortunatamente l’incidente è stato autonomo: non sono rimasti coinvolti altri veicoli e non si sono registrati danni a terzi.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Mogliano, impegnati nei rilievi dell’incidente, e i sanitari del 118. Il conducente, rimasto lievemente ferito, è stato soccorso e trasportato al Pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche per gli accertamenti e le cure del caso.
È stato proprio durante i controlli successivi all’incidente che è emersa la grave alterazione dovuta all’alcol. Sottoposto all’etilometro, il 48enne ha fatto registrare 3,56 grammi per litro nella prima prova e 3,38 nella seconda, a fronte di un limite di legge fissato a 0,5 g/l.
Un valore che supera di oltre sette volte il limite consentito e che ha fatto scattare i provvedimenti previsti dalla legge. I carabinieri hanno proceduto al ritiro immediato della patente di guida e al sequestro amministrativo dell’autovettura, finalizzato alla successiva confisca.
Il 48enne è stato quindi deferito all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza alcolica. Gli ulteriori provvedimenti saranno valutati dalle competenti autorità giudiziaria e amministrativa.
Una casa vacanze sul litorale fermano che si è rivelata una trappola: un 54enne di Monte San Giusto aveva versato 400 euro di caparra dopo aver trovato l'annuncio online, ma una volta ricevuto il denaro l'inserzionista è sparito, rendendosi irreperibile. I carabinieri della Stazione di Monte San Giusto hanno identificato e denunciato per truffa un 42enne originario di Torino, già noto alle forze dell'ordine.
La vicenda risale allo scorso maggio, quando il 54enne aveva risposto a un annuncio pubblicato su una nota piattaforma online per l'affitto di una casa vacanze situata lungo il litorale fermano. Dopo aver contattato l'inserzionista e concordato i dettagli del soggiorno, l'uomo aveva effettuato il pagamento di 400 euro a titolo di caparra.
Incassata la somma, però, il presunto locatore ha interrotto ogni contatto, disattivando i recapiti utilizzati per la trattativa e senza fornire più alcuna indicazione sulle modalità per ottenere le chiavi dell'immobile.
A quel punto il 54enne si è rivolto ai carabinieri della Stazione di Monte San Giusto, che hanno avviato un'attività investigativa per ricostruire la vicenda. Gli accertamenti telematici e bancari eseguiti dai militari hanno permesso di risalire all'identità dell'inserzionista.
Si tratta di un 42enne di origini torinesi, già noto alle forze dell'ordine, che è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata con l'accusa di truffa.
Un incidente senza feriti, poi la scoperta della patente falsa. È finito nei guai un 37enne di origine macedone, residente a Tolentino, denunciato dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile per aver utilizzato un documento di guida contraffatto.
L’episodio è avvenuto in centro abitato, dove i militari dell’Aliquota Radiomobile sono intervenuti per i rilievi dopo un incidente stradale che, fortunatamente, non ha provocato feriti.
Nel corso degli accertamenti, i carabinieri hanno chiesto al conducente di esibire i documenti di guida. L’uomo ha mostrato una patente apparentemente rilasciata dalle autorità bulgare. Il documento, però, ha insospettito i militari.
Gli approfondimenti effettuati attraverso i successivi riscontri hanno infatti permesso di accertare che si trattava di una patente falsa. Per il 37enne è quindi scattata la denuncia in stato di libertà all’Autorità giudiziaria per uso di atto falso, oltre alla sanzione amministrativa per guida senza patente.
Nessun ulteriore provvedimento è stato adottato nei confronti dell’autovettura, che nel frattempo era già stata destinata alla rottamazione.
Sempre nell’ambito dei controlli effettuati dal Norm sul territorio cittadino, i carabinieri hanno poi fermato e identificato un 20enne di nazionalità marocchina, senza fissa dimora.
Dagli accertamenti effettuati attraverso le banche dati è emerso che il giovane non era in regola con la normativa sul soggiorno. Verificata la sua presenza irregolare sul territorio nazionale, anche per lui è scattata la denuncia in stato di libertà all’autorità giudiziaria.
Due interventi distinti che rientrano nell’attività di controllo portata avanti dai carabinieri del Norm per garantire la sicurezza stradale e il rispetto delle norme sul territorio.
Per entrambi i casi sono state informate le competenti autorità giudiziaria e amministrativa, che procederanno ora con gli adempimenti previsti dalla legge.
Ci sono campagne pubblicitarie che ricordi per un’immagine, altre per una musica. Questa, invece, mi ha colpita per una parola.
Brutiful.
L’ha inventata Boots mettendo insieme brutal e beautiful: il bello e il brutto, il glamour e la vita vera, i momenti perfetti e quelli decisamente meno perfetti. Tutto dentro una sola parola.
Ed è proprio questo che trovo interessante. Perché mentre continuiamo a produrre post, reel, stories, video e caroselli, forse quello che ci manca davvero è qualcosa che abbia un nome. Per molto tempo ci siamo chiesti cosa pubblicare, quale trend seguire, quante volte postare. Oggi, forse, la domanda più importante è un’altra: cosa posso creare che le persone riconoscano come mio?
I contenuti sono ovunque. Apri Instagram e in pochi minuti hai già visto una quantità enorme di video, ricette, outfit, tutorial, frasi, viaggi, persone che parlano davanti a una telecamera. Alcuni sono belli, altri decisamente meno. Ma spesso, dopo cinque minuti, non ricordi più chi li ha pubblicati.
Ed è qui che una parola come Brutiful funziona.
Boots avrebbe potuto dire: “La vita è fatta di momenti belli e momenti difficili”. Vero. Ma probabilmente lo avremmo dimenticato subito.
Ha fatto una cosa più semplice: ha dato un nome a quell’idea.
E quando dai un nome a qualcosa, quella cosa diventa più facile da ricordare. Succede con i soprannomi, con i modi di dire, con le frasi che qualcuno ripete sempre. Succede con una rubrica, con un format, con una battuta che finisce per appartenere a chi l’ha inventata.
Per un brand vale moltissimo. Ma vale anche per noi, nel nostro piccolo.
Per chi ha un profilo personale, per chi pubblica una foto, un pensiero, un selfie. Ormai i like sono diventati una piccola gratificazione quotidiana: fanno piacere, inutile negarlo. Ma proprio per questo forse vale la pena usare i social con un po’ più di consapevolezza.
Pubblicare qualcosa perché piace a noi va benissimo, ma pensare che debba piacere per forza anche agli altri, un po’ meno.
E soprattutto evitiamo quei complimenti automatici, sempre uguali, fatti quasi per abitudine. Se un selfie ci piace davvero, diciamolo, se non ci dice niente, possiamo anche passare oltre. Anche questo, in fondo, è un modo più autentico di stare sui social.
Perché il punto resta lo stesso: pubblicare è diventato facile, essere riconoscibili, e magari anche sinceri, molto meno.
A volte pensiamo che per comunicare bene servano sempre nuove idee, nuovi contenuti, nuovi effetti. In realtà può funzionare molto di più una cosa semplice ma riconoscibile: una parola, una frase, un modo particolare di raccontare una cosa che ci è successa.
Forse è questa la sfida più interessante dei social oggi. Non soltanto farsi vedere, ma farsi riconoscere.
Boots lo ha fatto con una parola Brutiful. Brutta e bella insieme, un po’ come la vita.E soprattutto abbastanza strana da farsi ricordare.
CHIC / NON CHIC
CHIC: creare una parola, una frase o un modo di raccontarsi che le persone riconoscano come tuo.NON CHIC: pubblicare soltanto per raccogliere like e complimenti automatici.
SAN SEVERINO MARCHE – Cambio al vertice della Pro Loco di San Severino Marche. L’associazione turistica e culturale cittadina ha rinnovato le proprie cariche sociali, affidando la presidenza a Michela Bussolotto, che prende il posto di Paola Miliani, alla guida dell’associazione negli ultimi anni.
Al fianco della nuova presidente ci sarà Marco Gianfelici, nominato vicepresidente. Il nuovo direttivo vede inoltre Serena Volponi nel ruolo di segretaria, Vanessa Domizi come tesoriera e Angelo Possanzini come magazziniere.
A completare il consiglio direttivo sono i consiglieri Luigi Gagliardini, Cristian Giovagnini, Edoardo Grillone, Gianna La Torre, Tanya Maltoni e Marco Perugini.
La nuova squadra raccoglie il testimone con l’obiettivo di proseguire il lavoro della Pro Loco nella promozione e valorizzazione del territorio settempedano, attraverso la tutela e la divulgazione del suo patrimonio storico, artistico e culturale, senza dimenticare le eccellenze enogastronomiche.
Tra i compiti dell’associazione resta centrale anche il lavoro di accoglienza e informazione turistica, insieme alla collaborazione nell’organizzazione delle numerose manifestazioni che animano la città durante l’anno e rappresentano un importante momento di aggregazione per la comunità.
Alla nuova presidente e al direttivo sono arrivati gli auguri dell’Amministrazione comunale. Il sindaco Rosa Piermattei, a nome proprio e dell’intera amministrazione, ha rivolto innanzitutto un sentito ringraziamento alla presidente uscente Paola Miliani, sottolineandone l’impegno e la dedizione.
“Desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla presidente uscente Paola Miliani per il grande impegno, la dedizione e la passione dimostrate in questi anni alla guida della Pro Loco, portando avanti tantissime iniziative fondamentali per la vitalità della nostra città”, ha dichiarato Piermattei.
Il sindaco ha quindi rivolto i migliori auguri di buon lavoro a Michela Bussolotto e a tutti i componenti del nuovo direttivo, auspicando che possano guidare l’associazione “con entusiasmo, creatività e spirito di collaborazione per il bene e la crescita della nostra comunità”.
Con il rinnovo delle cariche si apre così una nuova fase per la Pro Loco settempedana, chiamata a proseguire il lavoro di promozione e valorizzazione della città, del suo patrimonio storico, artistico e culturale e delle sue eccellenze.
La revoca delle deleghe all'Urbanistica a Roberta Belletti fa esplodere nuovamente lo scontro politico a Civitanova Marche. A intervenire è Fausto Troiani, consigliere comunale di Vince Civitanova ed ex presidente del Consiglio comunale, che annuncia la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Fabrizio Ciarapica.
Una presa di posizione che arriva dopo la decisione del primo cittadino di trattenere per sé le deleghe all'Urbanistica, motivata dalla necessità di imprimere "un nuovo e deciso cambio di passo" e di recuperare maggiore condivisione all'interno della maggioranza. Parole alle quali Troiani replica con durezza, mettendo in discussione proprio la gestione politica del sindaco.
"Ciarapica revoca le deleghe all'urbanistica all'assessore Belletti di Vince Civitanova perché, dice lui, 'è necessario un cambio di passo e una maggiore coesione in quanto non sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati'; prefissati da chi? - attacca Troiani -. O c'è stato un confronto in maggioranza, o erano stati prefissati dallo stesso Ciarapica che aveva promesso tante cose a tante persone senza avere il carisma e l'autorevolezza per compattare gli 'spiriti liberi' della maggioranza e per poter mantenere fede alle promesse fatte".
Secondo l'ex presidente del Consiglio comunale, proprio il sindaco dovrebbe assumersi per primo la responsabilità delle difficoltà sull'Urbanistica. "Se l'urbanistica non ha raggiunto i risultati prefissati da lui e dai suoi compari, il primo responsabile, il primo che dovrebbe dimettersi è lui stesso", sostiene Troiani, ricordando anche il periodo in cui ricopriva personalmente l'incarico di assessore all'Urbanistica.
"Fin dal primo mandato, quando ero io assessore all'urbanistica, le sue ingerenze e le sue pressioni presso gli uffici erano all'ordine del giorno", afferma.
Troiani torna quindi sulla vicenda che aveva riguardato anche la sua esperienza amministrativa: "La colpa dell'assessore Belletti è stata quella di non averlo assecondato nelle sue 'personali desiderata'".
La parte centrale dell'intervento riguarda però il quadro politico del centrodestra civitanovese. Troiani accusa Ciarapica di aver "tradito l'elettorato di centrodestra civitanovese", ricordando che il sindaco è stato eletto per due mandati "con i voti del centrodestra" e contestando anche le sue successive scelte politiche.
"Poi, morto politicamente per la sua incapacità di fare il sindaco e bocciato per ben due volte alle regionali, da ultimo, fregandosene allegramente dei partiti del centrodestra, bramoso di andare addirittura a fare il deputato a Roma, senza scomporsi più di tanto, lascia il centrodestra (nella fattispecie Forza Italia che non muove una paglia) e passa con Futuro Nazionale del generale Vannacci, fuori dalla coalizione di centrodestra sia a livello nazionale che a Civitanova", afferma il consigliere.
E proprio ai partiti del centrodestra Troiani rivolge una domanda: "E i partiti del centrodestra di Civitanova cosa fanno? Niente". Da qui la presa di posizione di Vince Civitanova, che rivendica di essere rimasta fedele agli accordi e all'elettorato. "Siamo sempre stati leali con il nostro elettorato, rispettosi della parola data e degli accordi presi", sottolinea Troiani, richiamando gli accordi "scaturiti dalle urne nel 2022".
Accordi che, secondo il consigliere, sarebbero stati disattesi prima con la sua sfiducia dalla presidenza del Consiglio comunale, avvenuta lo scorso gennaio, e ora con la revoca delle deleghe a Belletti. "Probabilmente una vendetta di Ciarapica, al quale nessun partito della coalizione ha ricordato quali fossero i suddetti patti", sostiene Troiani.
Il consigliere parla quindi di una maggioranza ormai profondamente divisa: "È ovvio, purtroppo, che ognuno pensa al suo piatto di lenticchie, ma il banco del centrodestra è saltato e se non si corre ai ripari quanto prima, le apparenti disarticolate e ridicole mosse di Ciarapica e dei suoi nuovi alleati, anch'essi senza un minimo di dignità, porteranno allo sfascio il centrodestra cittadino e alla vittoria del centrosinistra alle prossime imminenti elezioni amministrative".
Infine l'annuncio destinato ad aprire un nuovo fronte politico in Consiglio comunale: "Nei prossimi giorni presenteremo una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco". Troiani mette però le mani avanti rispetto all'eventuale sostegno dei gruppi di centrosinistra: "Se pure sarà condivisa dai gruppi di centrosinistra, non significa che Vince Civitanova si è alleata con il PD", afferma, definendo quella possibile convergenza "un atto di dignità per ridare voce ai cittadini di Civitanova".
CIVITANOVA MARCHE - "Verbali e documenti sbugiardano Ciarapica. Sull’urbanistica ha indirizzato e condiviso ogni cosa". Non si placa lo scontro politico dopo la revoca delle deleghe a Roberta Belletti da parte del sindaco Fabrizio Ciarapica. L’ex assessora della Giunta civitanovese replica duramente alle motivazioni contenute nel decreto di revoca e annuncia di voler rispondere “con gli atti”, sostenendo che documenti, verbali e relazioni dimostrerebbero il pieno coinvolgimento del primo cittadino sulle questioni urbanistiche.
Il punto contestato da Belletti riguarda in particolare il riferimento, contenuto nel decreto, a una presunta “non adeguata concertazione preventiva tra l’Assessorato, gli uffici tecnici e le forze politiche di maggioranza”.
Secondo l’ex assessora, si tratterebbe di una ricostruzione non corrispondente a quanto avvenuto durante il suo mandato. “Dal giorno del mio insediamento ho svolto incontri, riunioni sulle questioni urbanistiche. Il sindaco è sempre stato informato. Esistono verbali, date, relazioni e persone presenti”, sostiene Belletti.
Da qui la decisione di affidare la propria replica alla documentazione. “A parlare sono perciò i documenti”, afferma l’ex assessore, secondo la quale la revoca delle deleghe finirebbe paradossalmente per mettere in discussione anche l’attività dello stesso sindaco.
Belletti ricorda infatti che, nel novembre 2024, Ciarapica aveva dichiarato pubblicamente che avrebbe svolto personalmente un’attività di supervisione sull’Urbanistica, in un momento di tensione all’interno della maggioranza.
“Supervisionava, quindi sapeva”, è la conclusione dell’ex assessora, che sostiene come il sindaco fosse a conoscenza di “attività, obiettivi, problemi e stato delle pratiche” e che, in alcuni casi, avrebbe anche sollecitato e indirizzato le soluzioni ritenute più opportune.
Da questa ricostruzione Belletti trae una conseguenza politica precisa: "Se oggi gli obiettivi dell’assessorato non fossero stati raggiunti, sostiene, sarebbe lo stesso sindaco a dover rispondere dell’attività di supervisione esercitata sull’Urbanistica".
L’ex assessora sposta quindi il confronto anche sul tema della concertazione politica, chiedendo a Ciarapica di chiarire cosa intenda esattamente con questo termine.
Nel mirino c’è soprattutto la scelta politica compiuta dal sindaco durante l’attuale mandato. Belletti ricorda che Ciarapica è stato eletto nel 2022 alla guida di una coalizione di centrodestra composta da partiti e liste che avevano sostenuto insieme la sua candidatura. Successivamente, il sindaco ha scelto una diversa collocazione politica, aderendo a una formazione che non aveva partecipato alle elezioni comunali.
“Prima di compiere questa scelta ha convocato i consiglieri della sua maggioranza?”, domanda Belletti. E ancora: “L’ha condivisa preventivamente con le liste che lo hanno sostenuto e contribuito alla sua elezione? Ha chiesto ai consiglieri se, dopo aver cambiato la propria collocazione politica, fossero ancora disponibili a sostenerlo come sindaco?”.
Per l’ex assessora, proprio questo sarebbe un esempio di quella “concertazione preventiva” richiamata dal sindaco nel decreto di revoca.
“È chiaro a tutti che l’urbanistica non c’entra nulla, la sua è solo una vendetta politica”, accusa quindi Belletti, che annuncia di voler documentare la propria versione dei fatti attraverso gli atti amministrativi: “Io risponderò con gli atti. Con i verbali. Con le riunioni che ci sono state. Con le relazioni. Con le date”.
Belletti difende inoltre il proprio operato, rivendicando di non aver modificato il progetto politico e amministrativo con il quale si era presentata agli elettori.
“Non ho cambiato il progetto politico e amministrativo con il quale mi sono presentata agli elettori”, afferma, accusando Ciarapica di aver invece cambiato collocazione politica nel corso della consiliatura.
La conclusione è un nuovo affondo nei confronti del sindaco: “Se oggi Ciarapica ritiene così importanti la coerenza politica e la concertazione preventiva, allora sia coerente fino in fondo: tragga le conseguenze della propria scelta politica e si dimetta direttamente”.
Lo scontro tra l’ex assessora e il primo cittadino aggiunge così un nuovo capitolo alla crisi politica che ha portato alla revoca delle deleghe a Belletti. Ora l’attenzione è destinata a concentrarsi anche sugli atti e sulla documentazione che l’ex assessora ha annunciato di voler rendere pubblici per sostenere la propria ricostruzione.
La cultura è salute può essere lo slogan conseguente ed esplicativo di quello che si legge nel manifesto di presentazione di Unitre Macerata: “imparare non ha età”. In ogni età infatti, dall’infanzia, adolescenza, giovinezza, età adulta fino alla vecchiaia, siamo pervasi da una dose di curiosità, di bisogno di conoscenza del mondo che ci circonda.
È un processo dinamico e progressivo che col passare del tempo si arricchisce di esperienze, nozioni, esempi dove confrontare la nostra vita con i nostri sentimenti, desideri, le nostre ambizioni, le nostre volontà. La cultura è sicuramente l’elemento che maggiormente incide sulla essenza e la qualità dell’esistenza che viviamo e quindi la cultura è salute ed imparare non ha età.
Questi sono i principi a cui si ispira l’attività di Unitre Macerata. Il 2026 è il secondo anno di proposta didattica dell’associazione maceratese, nel 2025 il presidente Renzo Serrani e i suoi collaboratori avevano programmato 26 corsi con docenti di primissimo livello sui più svariati temi.
Nel 2026 per un avvicendamento dovuto al grande impegno che richiede la supervisione dei corsi la presidente di Unitre Macerata è la Signora Gloria Pierucci, che coadiuvata dai consiglieri dell’associazione e dalla direttrice dei corsi dott.ssa Francesca Caldarelli, ha pubblicato la realizzazione di ben 37 corsi.
Le lingue, le materie umanistiche, le varie scienze, l’arte, l’economia sono tutte materie rappresentate nel programma predisposto. Martedì 15 settembre ci sarà la presentazione del programma definitivo alle ore 10 nella sala dedicata alla comunicazione del centro medico Associati Fisiomed nella sua nuova sede a Sforzacosta.
I cittadini interessati sono invitati; numerose saranno le testate giornalistiche presenti. Associati Fisiomed ha un ruolo importante nel programma: la gestione di più corsi di Unitre Macerata. Tra i più ricercati ed apprezzati sicuramente “La cultura della salute”, ben 21 lezioni sugli argomenti più interessanti per la preservazione della salute e la prevenzione della malattia.
Inedito anche il corso sulla lettura e i benefici di quanto ci raccontano i buoni libri. Il corso “La cultura della salute” si svolgerà con l’intervento di illustri professionisti medici collaboratori di Associati Fisiomed coordinati da un esperto della comunicazione sanitaria, il giornalista medico-scientifico Fabrizio Scoccia autore di questa rubrica “Sano a sapersi”, veramente soddisfatto di poter utilizzare il corso specifico di Unitre Macerata per una buona divulgazione medico-scientifica.
Saranno trattati tanti argomenti della salute, distribuiti con attenzione ai periodi dedicati alla prevenzione di specifiche patologie e alla stagionalità di alcune problematiche. La novità interessante è la possibilità di un intervento per ogni argomento della dott.ssa Caldarelli, psicologa, nella consapevolezza che ogni condizione patologica produce una specifica condizione psicologica del paziente. Spesso questo aspetto non viene trattato, gli allievi di Unitre Macerata apprezzeranno.
Quando parliamo di cambiamento climatico pensiamo a temperature record, siccità, alluvioni e fenomeni meteorologici estremi. Più raramente pensiamo a ciò che troviamo nel nostro piatto. Eppure, clima, agricoltura e nutrizione sono strettamente collegati: il cambiamento climatico può modificare la quantità e la qualità degli alimenti che produciamo e, allo stesso tempo, il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo contribuisce a sua volta al cambiamento climatico.
L’aumento delle temperature, la modifica delle precipitazioni e la maggiore frequenza di eventi estremi possono compromettere la produttività agricola, rendendo alcuni raccolti più vulnerabili e aumentando l’instabilità della disponibilità alimentare. Non tutte le colture rispondono nello stesso modo e molto dipende dalla specie, dalla varietà e dal territorio, ma la conseguenza può essere una maggiore difficoltà nel garantire produzioni sufficienti e diversificate.
Il problema, però, non riguarda soltanto la quantità. L’aumento della concentrazione atmosferica di anidride carbonica può stimolare la crescita di alcune piante, ma non significa necessariamente ottenere alimenti più nutrienti. Studi sperimentali hanno evidenziato, soprattutto in alcune colture come cereali e legumi, possibili riduzioni della concentrazione di proteine, ferro e zinco. Si tratta di un fenomeno complesso, che varia in funzione della coltura e delle condizioni ambientali, ma che ci ricorda come produrre più biomassa non equivalga automaticamente a produrre alimenti di maggiore qualità nutrizionale.
Esiste poi l’altra faccia della relazione: anche il sistema alimentare contribuisce al cambiamento climatico. Secondo i dati più recenti della FAO, i sistemi agroalimentari sono responsabili di circa un terzo delle emissioni antropiche globali di gas serra. A incidere sono tutte le fasi della filiera, dalla produzione agricola e zootecnica all’uso del suolo, fino alla trasformazione, distribuzione, consumo e gestione degli sprechi.
In questo contesto, gli allevamenti rappresentano un elemento importante, ma vanno evitati i facili estremismi. L’impatto ambientale varia notevolmente in funzione della specie e del sistema produttivo. I ruminanti, in particolare bovini e ovini, contribuiscono alle emissioni di metano e richiedono importanti risorse di suolo e mangimi. Questo non significa che ogni alimento di origine animale abbia lo stesso impatto o che eliminarlo completamente sia l’unica soluzione. Significa piuttosto che, nel complesso, una dieta caratterizzata da un maggiore consumo di alimenti vegetali e da un consumo più moderato delle carni a maggiore impatto può contribuire a ridurre la pressione ambientale, mantenendo al tempo stesso un’alimentazione equilibrata.
La sfida, quindi, non è scegliere tra salute delle persone e salute del pianeta. È cercare di farle procedere nella stessa direzione. Più legumi, cereali integrali, frutta, verdura, frutta secca e semi, insieme a una riduzione degli sprechi e a un consumo consapevole degli alimenti di origine animale, possono rappresentare una parte della soluzione. Non serve inseguire una dieta perfetta né attribuire al singolo consumatore tutta la responsabilità: servono agricoltura più resiliente, innovazione, politiche adeguate e sistemi alimentari capaci di adattarsi al nuovo scenario climatico.
In fondo, il cibo ci ricorda una verità semplice: non esiste una separazione netta tra ambiente e salute. Ciò che accade nei campi può arrivare sulla nostra tavola e ciò che scegliamo di mettere nel piatto può contribuire a modellare il futuro dei sistemi alimentari. Prendersi cura della nostra alimentazione significa, quindi, anche interrogarsi sulla possibilità di nutrire le persone senza compromettere le risorse e gli ecosistemi dai quali dipenderanno le generazioni future.
Tre squadre a punteggio pieno dopo la seconda giornata di Eccellenza. Le maceratesi continuano il rendimento altalenante, eccetto l’Aurora Treia nel pirotecnico derby vinto contro il Matelica (link), non trovano successi.
Dopo il pari di ieri del Trodica, cade il Tolentino, 0-2 sul campo della Fermana seconda capolista, piegato da Maitini e Fori nella ripresa. Terza capolista il Fano, che espugna 0-1 il campo del Castelfidardo. Si attende in casa invece la Sangiustese, sconfitta di misura dall’Urbino e da un gol al 74’ di Bardeggia. Reti bianche all’Immacolata invece tra Montefano e Chiesanuova.
Primo successo per il Lunano 0-2 sul campo dell’Osimana, mentre Montegranaro e Jesina pareggiano 2-2 allo stadio La Croce.
Fermignanese Trodica 0-0 (giocata ieri)
Aurora Treia Matelica 5-3 (11’ 29’ 73’ Melchiorri, 15’ Di Cato, 17’ Sartori, 38’ rig. Brunetti, 46’ pt. Sbaffo, 61’ Senigagliesi)
Sangiustese Urbino 0-1 (74’ Bardeggia)
Fermana Tolentino 2-0 (48’ Maitini, 58’ Fofi)
Castelfidardo Alma Juventus Fano 0-1
Montefano Chiesanuova 0-0
Osimana Lunano 0-2
Montegranaro Jesina 2-2
L’Aurora Treia supera 5-3 il Matelica allo stadio Tubaldi. Partita spettacolare a Recanati, ivi giocata per indisponibilità dello stadio Capponi. Rivendibili le difese, ma ambo le formazioni giocano bene: decide la qualità dei cucinieri, ora quota 6 punti e in vetta. Resta con un punto il Matelica. In avvio Melchiorri la sblocca servito in profondità davanti Ginestra scartandolo ed insaccando l’1-0.
Il Matelica però pareggia al 15’ con Di Cato che servito da Touray sulla destra, si allarga e supera con un diagonale Barbacani. Al 17’ Sartori sfrutta una leggerezza rivale per presentarsi davanti il portiere avversario e fare 1-2 con un pallonetto. Al 25’ Ginestra mura sottoporta Melchiorri prima e Sbaffo poi. Al 29’ Melchiorri però fa 2-2: imbeccato da una punizione battuta velocemente dalla mediana si presenta davanti Ginestra e lo supera. Sbaffo ci prova di testa su traversone da destra al 35’ ma respinge Ginestra.
Il Matelica replica però tornando avanti: fallo di mano in area di Petraglia, al 38’ Brunetti spiazza su rigore Barbacani. Al 44’ Senigagliesi sfiora il pari su punizione, poi Sbaffo al secondo di recupero pareggia con una girata. Dopo una traversa colpita da Melchiorri al 48’, al 58’ Senigagliesi cestina col destro un pallone vagante interessante in area. Al 61’ Senigagliesi completa la rimonta su punizione dal limite. Al 67’ il n.11 Treiese centra la traversa da fuori, mentre al 70’ Di Cato non colpisce bene sottoporta. Al 73’ Melchiorri la chiude e fa tripletta, quando gira col destro in rete un preciso cross rasoterra di Senigagliesi. Il match poi trascorre senza ulteriori emozioni fino al triplice fischio.
AURORA TREIA: Barbacani, Petraglia (62' Calamita), Bartolini, Favo, Hutsol, Cantarini, Buonavoglia (62' Smetana), Alla, Melchiorri (73' Nasic), Sbaffo (84' Cirrottola), Senigagliesi. All. Ricci.
MATELICA: Ginestra, Reti, Romero, Brunetti, Fumanti, Atiagli, Polenta (73' Scala), Iurato, Touray (73' Gigli), Sartori (84' Carnaroli), Di Cato. All. Santoni.
Arbitro Caporaletti di Macerata
Reti: 11' 29' 73' Melchiorri, 15' Di Cato, 17' Sartori, 38' rig. Brunetti, 47' pt. Sbaffo, 61' Senigagliesi.
Note: ammoniti Cantarini, Senigagliesi, Reti, Brunetti, Touray. Corner: 5 a 2. Recupero: 2, 4.
La Camera di Commercio delle Marche ha ospitato ieri, nella sede di Macerata, il secondo appuntamento di "Finanza per la crescita", il ciclo di incontri su credito e finanza per piccole e medie aziende, startup e nuove imprese realizzato dall'Ente camerale congiuntamente alla Regione Marche e a SVEM, Sviluppo Europa Marche. Per la parte istituzionale dell'incontro, dedicato al tema "Sostenere gli investimenti", sono intervenuti il presidente Gino Sabatini, l'assessore regionale allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro e il consigliere di amministrazione di Svem Giorgio Menichelli.
Tra il pubblico erano presenti rappresentanti di istituti di credito, imprese e professionisti, oltre alle associazioni di categoria Confcommercio Marche, Coldiretti Macerata, Confartigianato Imprese Macerata Ascoli Piceno Fermo, Cna Macerata, Confindustria Ancona e Confindustria Macerata.
"Per una piccola e media impresa - afferma Sabatini - la possibilità di investire dipende anche dalla capacità di conoscere e usare gli strumenti finanziari disponibili. È questa la ragione per cui gli incontri hanno la natura di approfondimenti tecnici. Vogliamo dare agli imprenditori un supporto concreto che renda più semplice l'accesso a queste opportunità e li aiuti a riconoscere le misure più adatte ai propri progetti. La Camera di Commercio delle Marche offre così occasioni di confronto utili alle scelte da cui passano la crescita e la competitività delle loro aziende".
Il ciclo accompagna i nuovi strumenti per il credito presentati a luglio, sostenuti da oltre 24 milioni di euro della Regione e da un contributo di 4,5 milioni della Camera. Dopo la tappa inaugurale di Ancona, tutti gli incontri sono ospitati dalle sedi camerali delle province.
Invitalia ha presentato gli incentivi nazionali per la competitività e l'innovazione, a partire da Nuova Sabatini e Brevetti+. Pietro Alù di Innexta Finance e Unioncamere ha affrontato il rapporto fra Pmi e banche e la finanza sostenibile, mentre Paolo Mariani di Unico Confidi, capofila del raggruppamento di Credito Futuro Marche, ha illustrato le misure del programma per gli investimenti aziendali. Hanno portato la propria testimonianza tre realtà produttive, CO.A.CI Cooperativa Autonoleggiatori Cingolani, Del Mastro Service e l'azienda Fabrizio Tobaldi.
Il ciclo proseguirà a Pesaro il 1° ottobre, ad Ascoli Piceno il 15 e a Fermo il 29 ottobre.
Dal 15 settembre torna attivo in presenza il servizio per il rilascio della firma digitale e dell'identità digitale presso gli sportelli della Camera di Commercio delle Marche. Dopo tre anni di attività esclusivamente telematica, sarà nuovamente possibile rivolgersi direttamente agli uffici nelle cinque sedi provinciali di Ancona, Pesaro, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno.
Il servizio non sarà riservato alle imprese, ma sarà accessibile a tutti i cittadini, italiani e stranieri, purché in possesso di un codice fiscale italiano. Tra le categorie che possono usufruirne rientrano imprenditori e aspiranti imprenditori, operatori economici, professionisti e anche studenti che abbiano la necessità di firmare documenti digitalmente.
Per ottenere il servizio sarà necessario prenotare un appuntamento online a partire dal 14 settembre.
La riattivazione degli sportelli rappresenta un ritorno al contatto diretto dopo il periodo in cui, per ragioni legate all'emergenza, il rilascio era stato gestito esclusivamente attraverso modalità telematiche. L'obiettivo è affiancare all'offerta digitale un'assistenza fisica sul territorio, facilitando l'accesso agli strumenti di identità e firma digitale.
La firma digitale costituisce infatti l'equivalente informatico della firma autografa su carta e consente di garantire autenticità, integrità e valore legale dei documenti informatici.
"Nel 2026 celebriamo il trentennale del Registro Imprese, un traguardo che ci ricorda quanto il nostro sistema sia evoluto con la digitalizzazione" sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini. La riapertura del servizio allo sportello, aggiunge, rappresenta "un ulteriore passo avanti" perché consente di integrare il digitale con la presenza fisica sul territorio, contribuendo a ridurre i divari territoriali e a garantire un'assistenza personalizzata.
"È questa, oggi, la sfida di una digitalizzazione davvero accessibile - conclude Sabatini - capace di mettere ogni impresa e ogni cittadino nelle condizioni di utilizzare con semplicità gli strumenti digitali".
Sono 187.247 gli studenti iscritti nelle Marche per l'anno scolastico 2026/2027, 6.672 in meno rispetto a tre anni fa. Il dato, fornito dall'Ufficio Scolastico Regionale e riportato da Ansa, segna una diminuzione complessiva del 3,44%, con la flessione più marcata nelle fasce scolastiche più giovani.
Alla scuola primaria gli iscritti sono 52.133, il 6,41% in meno nel triennio. Alla scuola dell'infanzia sono 24.068 (-4,81%), mentre nella secondaria di primo grado gli studenti sono 37.706 (-3,98%). Più stabile il dato delle superiori, con 73.340 iscritti, in calo dello 0,44%.
Ma è il confronto sul lungo periodo a raccontare meglio l'effetto della denatalità. Rispetto al 2013/2014, nelle Marche si contano oggi 35.511 studenti in meno. In particolare, la primaria è passata da 67.996 a 52.133 alunni, perdendo quasi 16mila iscritti in tredici anni.
La diminuzione della popolazione scolastica riguarda quindi soprattutto i bambini più piccoli e rischia di avere effetti progressivi anche sui successivi livelli di istruzione. Le superiori, invece, nel confronto con il 2013/2014 rappresentano l'unico segmento ad aver mantenuto una sostanziale crescita.
Nonostante il calo degli iscritti, arriva anche un dato positivo dagli Invalsi: nel 2026 le Marche sono risultate l'unica regione italiana con una media in Italiano in quinta primaria significativamente superiore a quella nazionale, secondo quanto riportato da Ansa.
Il nuovo anno scolastico partirà lunedì 14 settembre, con 208 istituzioni scolastiche e 25.615 posti complessivi tra docenti e personale Ata.
Una difficoltà economica o familiare non dovrà più essere un ostacolo alla partecipazione a un viaggio d’istruzione, a uno stage linguistico o alla Settimana Bianca. È questo l’obiettivo del nuovo Progetto di Inclusione per le attività formative curriculari ed extra-curriculari dell’IIS “Leonardo da Vinci” di Civitanova Marche, approvato dal Consiglio d’Istituto lo scorso marzo e operativo a partire dal nuovo anno scolastico.
L’iniziativa nasce con l’intento di garantire a tutti gli studenti le stesse opportunità di partecipazione alle esperienze formative organizzate dalla scuola. Non si tratta di un intervento occasionale, ma di un progetto pensato per diventare parte stabile dell’offerta formativa dell’istituto, nella convinzione che le attività svolte fuori dall’aula rappresentino importanti occasioni di crescita educativa, relazionale e personale.
A sostenere concretamente l’avvio del progetto sarà il Banco Marchigiano Credito Cooperativo, che metterà a disposizione 10mila euro, attraverso il Trust Carla Pepi, per contribuire all’operatività del Fondo di Inclusività Scolastica.
Il sistema prevede un sostegno economico progressivo sulla base dell’ISEE, con contributi che potranno arrivare fino alla copertura integrale dei costi nei casi di maggiore difficoltà. È inoltre prevista una forma di tutela per quelle situazioni in cui, nonostante il contributo, la quota residua risulti comunque insostenibile a causa di particolari condizioni familiari o sociali.
Particolare attenzione sarà riservata anche alle cosiddette “rinunce silenziose”: studenti che, consapevoli delle difficoltà economiche della propria famiglia, decidono di non chiedere nemmeno di partecipare alle attività. Il progetto punta proprio a intercettare queste situazioni, evitando che il disagio economico diventi motivo di esclusione o di isolamento.
L’iniziativa, quindi, non vuole limitarsi a fornire un aiuto economico. Alla base c'è l'idea di considerare l'inclusione come una vera e propria scelta educativa, fondata sui principi del diritto allo studio, della dignità della persona, della solidarietà e della corresponsabilità.
Un'impostazione che si lega anche ai valori propri del Credito Cooperativo. Il contributo del Banco Marchigiano rappresenta infatti il primo passo di un percorso nel quale mutualità e solidarietà possono tradursi in azioni concrete anche all’interno della comunità scolastica.
Un ruolo importante sarà affidato anche a studenti, famiglie e docenti, chiamati a partecipare alla costruzione del progetto. L’obiettivo è fare degli studenti non soltanto i destinatari degli interventi, ma anche protagonisti di iniziative capaci di diffondere una vera cultura dell’inclusione.
Con l’avvio del nuovo anno scolastico, la sfida si allarga dunque all’intero territorio: costruire intorno alla scuola una comunità capace di contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, affinché le opportunità formative siano realmente accessibili a tutti.
Perché, come sottolineano i promotori, dietro una rinuncia silenziosa può esserci uno studente che rischia di sentirsi escluso. Dietro un’opportunità resa possibile, invece, c’è una comunità che sceglie di crescere insieme.
Due teatri storici del Maceratese aprono contemporaneamente le loro porte al pubblico per celebrare il riconoscimento dei Teatri condominiali all'italiana nel Patrimonio Mondiale dell'Unesco. Sabato 12 settembre sarà possibile visitare il Teatro Lauro Rossi di Macerata e il Teatro Feronia di San Severino Marche, nell'ambito dell'iniziativa regionale del FAI Marche “Lo splendore dei teatri Unesco nelle Marche”.
È la prima volta che gli otto teatri marchigiani inseriti nel riconoscimento aprono le loro porte nell'ambito di un'unica iniziativa coordinata. Sei saranno visitabili nella giornata di sabato, mentre gli altri due apriranno domenica.
A Macerata il Lauro Rossi sarà visitabile dalle 17 alle 19, con turni di visita guidata. Un'occasione per entrare in uno degli spazi simbolo della città e conoscerne più da vicino la storia e le caratteristiche architettoniche.
«Questo riconoscimento ci ha riempiti di orgoglio come città», sottolinea Lorella Benedetti, assessore alla Cultura e all'Istruzione del Comune di Macerata. L'amministrazione ha seguito la preparazione del dossier per la candidatura e ora punta a trasformare il riconoscimento in una nuova occasione di fruizione del teatro.
L'apertura di sabato, spiega Benedetti, non sarà infatti un appuntamento isolato. Il Comune ha già organizzato altre visite e intende proseguire con nuove aperture straordinarie, conciliandole con la normale attività del Lauro Rossi, che continua a ospitare spettacoli, rassegne, concerti e convegni.
L'obiettivo è fare in modo che il teatro possa essere conosciuto non soltanto durante gli spettacoli, ma anche attraverso visite guidate capaci di raccontarne la storia e il patrimonio. Un modello che, nelle intenzioni dell'amministrazione, dovrà inserirsi in una valorizzazione coordinata dei teatri marchigiani.
La giornata coinvolgerà anche il Teatro Feronia di San Severino Marche, che aprirà al pubblico alle 21.30 con un turno unico di visita.
«Siamo molto onorati», racconta la sindaca Rosa Piermattei, ricordando il legame tra il teatro e la comunità settempedana. Il Feronia, spiega, rappresenta da sempre una sorta di “salotto buono” invernale della città, sede di spettacoli, manifestazioni e appuntamenti istituzionali.
Il riconoscimento Unesco diventa così anche un'occasione per rafforzare il rapporto tra il teatro e la comunità che lo vive. «È stato veramente qualcosa di molto importante sia per la comunità ma soprattutto per il teatro», sottolinea Piermattei, ricordando come il Feronia abbia mantenuto negli anni una forte funzione sociale e culturale.
Anche a San Severino l'interesse per la scoperta del teatro attraverso le visite guidate è già emerso. Il direttore artistico ha organizzato due appuntamenti che, riferisce la sindaca, hanno registrato un afflusso particolarmente significativo.
Il doppio appuntamento di sabato rappresenta quindi una prima occasione per mettere in rete due dei teatri del Maceratese inseriti nel patrimonio Unesco e, allo stesso tempo, per invitare il pubblico a guardare questi luoghi non soltanto come contenitori di spettacoli, ma come beni culturali da conoscere e vivere.
Secondo appuntamento con la ventesima edizione de I Martedì dell’Arte, la tradizionale rassegna culturale curata dall’Associazione Arte, guidata da Anna Donati, con il contributo del Comune di Civitanova e dell’Azienda Teatri.
Martedì 15 settembre 2026 il professor Valerio Vernesi terrà una lectio su “La rete museale dei Monti Azzurri - Capolavori sparsi”.
Tutti gli incontri si terranno alle 18 al cine-teatro Cecchetti di Civitanova, sempre ad ingresso libero.
Il calendario di quest’edizione prevede trenta incontri di alto profilo, che si snoderanno lungo un fitto percorso culturale da settembre a maggio. Tra gli ospiti che saliranno in cattedra figurano: Mauro Perugini, Valerio Vernesi, Maria Letizia Papiri, Roberto Mancini, Giorgio Medori, Giancarlo Trapanese, Yuri Marano, Sauro Bedini, Vito Mancino; Andrea Foresi, Stefano Papetti, Fulvio Rusticucci, Stefano Finocchi, Andrea Baffoni, Mario Savini; Giulio Vesprini, Francesco Sagripanti, Peppe Barbera, Andrea Rebichini, Luciano Mei, Pierluigi Cavalieri.
Al termine dei corsi, se richiesto, verrà rilasciato un attestato di partecipazione dall’Azienda Teatri di Civitanova. Il programma potrebbe subire variazioni.
Prosegue la grande festa di Matilica Municipium Romanum, che sta coinvolgendo in questi giorni cittadini, famiglie, associazioni e visitatori in un viaggio nella storia e nelle tradizioni della città.
Dopo le numerose iniziative che hanno animato il centro storico, il momento clou della serata di ieri (sabato 12 settembre) è stato il concerto di Ermal Meta, capace di richiamare migliaia di persone che hanno riempito Piazza Enrico Mattei e tutte le vie del centro, regalando alla città una serata di grande musica, partecipazione ed entusiasmo.
Una presenza straordinaria che ha confermato la capacità di Matelica di accogliere eventi di grande richiamo e di trasformare le proprie piazze e il proprio centro storico in un luogo di incontro e condivisione.
Il successo della serata è stato possibile grazie al fondamentale impegno della Fondazione Il Vallato, delle Forze dell’ordine, della Polizia Locale e dei tanti volontari che hanno contribuito a garantire lo svolgimento della manifestazione in condizioni di sicurezza.
Ma Matilica Municipium Romanum non si conclude con il concerto. La giornata di oggi, domenica, rappresenta infatti il gran finale della manifestazione, con un ricco programma dedicato alla tradizione e alla rievocazione storica.
Alle ore 16.00 è prevista la sfilata delle Bighe in gara e il sorteggio degli aurighi al cospetto dell’Imperatore, mentre alle 16.30 prenderà il via la Corsa delle Bighe.
Alle ore 18.00 spazio alla sfilata storica in costume, con partenza da Via Tiratori e arrivo in Piazza Enrico Mattei. Alle 19.00 si terrà la premiazione dell’Insula vincitrice, mentre alle 20.00 è prevista l’apertura delle tabernae, che accompagnerà la serata conclusiva.
«Voglio rivolgere un enorme e sentito grazie in primis alla fondazione Il Vallato che ci ha regalato le emozioni di questo grandissimo concerto, ai volontari e a tutte le persone che hanno lavorato con passione per rendere possibile anche quest’anno Matilica Municipium Romanum – dichiara il sindaco di Matelica Denis Cingolani -.
Il concerto di Ermal Meta è stata la ciliegina sulla torta di queste giornate storiche in cui Matelica è stata animata e viva grazie a una grande manifestazione che speriamo possa diventare più importante ogni anno. Dietro ogni taverna, ogni gioco storico, ogni corteo e ogni iniziativa ci sono persone che hanno donato tempo, energie e passione a beneficio della nostra città. A tutti voi va la mia più sincera gratitudine.
Quello di sabato sera è stato un momento davvero straordinario. Il concerto di Ermal Meta ha portato a Matelica migliaia di persone. È stata una serata di grande musica, ma soprattutto una grande festa per la nostra comunità e per tutti coloro che hanno scelto di venire a Matelica.
Un evento di questa portata richiede un enorme lavoro dietro le quinte e voglio quindi ringraziare di cuore le Forze dell’ordine, la Polizia Locale, il personale del Comune e tutti i volontari che hanno lavorato per garantire lo svolgimento della serata in piena sicurezza. La loro professionalità, disponibilità e collaborazione sono state fondamentali.
Un ringraziamento speciale va inoltre alla Fondazione Il Vallato, per il prezioso contributo che arricchisce questa manifestazione. Matilica Municipium Romanum è il risultato di una grande squadra e della capacità della nostra città di fare comunità».
Una scuola, 33 bambini e la resilienza di una piccola comunità.
Questo è ciò che meglio descrive la nuova apertura della ‘Scuola Natura’ dell’ Infanzia e Asilo Nido, progetto che prende forma in contrada Vallato a San Ginesio, che apre le sue porte domenica 13 settembre alle ore 10:45.
La nuova struttura potrà ospitare 33 bambini da 0 a 6 anni e si baserà sul metodo montessoriano e un modello Agrinido, con la gestione dell’ azienda locale "La Quercia della Memoria”.
Il progetto nasce a seguito del sisma del 2016, quando un gruppo di genitori riuniti nell’associazione “Nella Terra dei Bambini” decise di comprare un terreno a San Ginesio e donarlo al Comune con l’obbiettivo di costruire una scuola nel cuore dei Sibillini.
Un investimento complessivo di 1,1 milioni di euro, caratterizzato dai finanziamenti del PNRR, dai fondi comunali e dal Fondo opere Indifferibili. A contribuire significativamente anche la Fondazione Carima e Lube Industries che hanno donato arredi e cucina.
Un evento che diventa il simbolo del contrasto al fenomeno dello spopolamento che, in particolare a seguito del sisma, ha caratterizzato il territorio, e che investe concretamente sulle famiglie e sulle nuove generazioni.
Un secolo di vita, di lavoro, di ricordi e di legami con la comunità. Lina De Luca, nata a Corridonia nel 1926, ha festeggiato ieri il suo 100° compleanno circondata dall’affetto dei figli Ivana e Claudio, dei nipoti, dei familiari e degli amici.
Una vita intensa e operosa, profondamente legata alla storia del territorio. Per oltre trent’anni, dal 1950 fino agli anni Ottanta, Lina è stata infatti titolare della storica “Cantina di Castigna”, a Cerqueto, un luogo che ancora oggi molti ricordano con affetto e che rappresenta un pezzo della memoria della comunità.
Accanto all’impegno nel lavoro, Lina ha coltivato nel corso degli anni anche una grande passione per la poesia e per la cultura popolare. La sua sensibilità artistica l’ha portata a ottenere anche un importante riconoscimento: il primo premio al concorso di poesia “Città di Corridonia”, nella sezione dedicata al dialetto marchigiano.
A rendere ancora più speciale la giornata è stata la presenza del sindaco di Corridonia, Giuliana Giampaoli, che a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città ha consegnato alla festeggiata una pergamena ricordo per celebrare il prestigioso traguardo dei cento anni.
Alla cerimonia ha partecipato anche don Fabio, che ha impartito una benedizione alla centenaria e alla sua famiglia.
«Tantissimi auguri per questo splendido secolo di vita, Lina! La tua storia è un patrimonio prezioso per tutti noi», ha detto il sindaco Giampaoli, rivolgendosi alla festeggiata. «Un caloroso abbraccio da tutta la Città di Corridonia, con l’auspicio di raggiungere ulteriori traguardi».
Una festa che ha celebrato non soltanto un compleanno speciale, ma anche una storia personale che attraversa un secolo di vita cittadina e che continua a vivere nei ricordi di chi ha conosciuto Lina e nella memoria della comunità di Corridonia.
Una tomba della cultura picena, risalente in via preliminare al VI secolo a.C., è riaffiorata nei pressi del cimitero di Sant'Elpidio a Mare. La scoperta è emersa a seguito della segnalazione della presenza di presunti reperti archeologici e ha portato, nella mattinata di martedì 8 settembre, all’intervento della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.
Gli accertamenti effettuati dal personale tecnico-scientifico hanno permesso di riconoscere l'evidenza archeologica come parte di un corredo funerario più articolato, composto da diversi oggetti, tra cui vasi e recipienti ceramici, deposti all'interno della sepoltura.
Considerata la rilevanza del ritrovamento e la necessità di preservare i materiali, la Soprintendenza ha proceduto immediatamente alla documentazione, al prelievo e alla messa in sicurezza dei reperti, che saranno ora sottoposti a interventi di restauro e a un approfondito lavoro di studio. L'operazione è stata condotta direttamente dall'istituto ministeriale attraverso il funzionario archeologo territorialmente competente, il dottor Francesco Belfiori.
Al sopralluogo hanno preso parte anche i tecnici e gli operatori dell'Ufficio Tecnico comunale, insieme al comandante della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo capo Michele Guglielmi.
Si tratta di un'area che aveva già attirato in passato l'attenzione della Soprintendenza e degli altri organi preposti alla tutela del territorio, proprio per la presenza di precedenti rinvenimenti archeologici fortuiti. La nuova scoperta potrebbe, dunque, aggiungere un ulteriore tassello alla conoscenza della presenza picena nel territorio di Sant'Elpidio a Mare.
Gli oggetti recuperati saranno ora sottoposti alle necessarie analisi. Gli esiti degli approfondimenti verranno presentati successivamente alla comunità locale, una volta completate le attività di restauro e studio.
Nel frattempo, Soprintendenza e Comune lavoreranno insieme per individuare le modalità attraverso cui valorizzare e rendere fruibili al pubblico i reperti. L'amministrazione comunale ha già manifestato la propria disponibilità a individuare risorse e spazi adeguati per ospitare i manufatti, sulla base delle indicazioni tecniche e delle tempistiche che saranno definite dalla Soprintendenza.
San Ginesio inaugura la nuova “Scuola Natura” dell’Infanzia e Asilo Nido, un’opera di particolare rilevanza per il territorio, nata da una visione capace di mettere al centro il benessere, la crescita e l’educazione delle bambine e dei bambini e, al tempo stesso, di tradursi in un concreto investimento a sostegno delle famiglie e del futuro della comunità.
La nuova struttura, realizzata secondo i più moderni criteri di sostenibilità ambientale, efficienza e risparmio energetico, potrà accogliere 33 bambini. In linea con quanto previsto dal D.Lgs. 65/2017, il nuovo plesso riunisce in un unico spazio i servizi educativi e scolastici dedicati alla fascia 0-6 anni, favorendo una reale e significativa continuità educativa dalla nascita fino all’ingresso nella scuola primaria.
La “Scuola Natura” si caratterizza inoltre per una forte vocazione pedagogica a indirizzo montessoriano, con una particolare attenzione all’educazione all’aperto e al rapporto quotidiano tra bambini e ambiente. Un progetto educativo pienamente coerente con il modello Agrinido della Regione Marche, che trova nella relazione con la natura e nel contesto rurale elementi fondamentali per la crescita e l’apprendimento.
La gestione del servizio sarà affidata all’azienda “La Quercia della Memoria” di San Ginesio.
La storia della nuova scuola affonda le sue radici nella volontà e nella partecipazione della comunità locale. Dopo il sisma del 2016, l’associazione di genitori “Nella Terra dei Bambini” ha acquistato un terreno e predisposto un progetto preliminare, donando entrambi al Comune di San Ginesio, con l’obiettivo di realizzare un polo dedicato ai servizi educativi e di istruzione per la fascia 0-6 anni, immerso nella natura e nel territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Il Comune ha raccolto e sostenuto questa visione, procedendo alla variante urbanistica del lotto e partecipando al Bando 2021 del Ministero dell’Istruzione. Nel 2022 il progetto è stato ammesso a finanziamento nell’ambito della Missione 4 – Componente 1 – Investimento 1.1 del PNRR, dedicata alla costruzione di asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali, per un importo di 874.000 euro.
A questa cifra si sono aggiunti 46.000 euro di cofinanziamento comunale e ulteriori 210.000 euro del Fondo Opere Indifferibili.
La realizzazione della “Scuola Natura” rappresenta anche un significativo esempio di collaborazione tra pubblico, privato, associazioni e realtà del territorio, che ha consentito di completare e arricchire il progetto attraverso l’allestimento degli spazi e la dotazione di arredi e materiali didattici.
Gli arredi sono stati acquistati grazie ai Fondi Nazionali per il sistema integrato 0-6 anni e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, con il prezioso sostegno di LUBE Industries S.r.l. di Treia, che ha donato la cucina.
Anche l’azienda “La Quercia della Memoria” ha contribuito concretamente all’allestimento, acquistando i materiali didattici grazie al supporto di GAM – Gonzaga Arredi Montessori e Plackner, realtà specializzate nella progettazione e produzione di giochi e materiali naturali, montessoriani e secondo l’approccio Pikler, dedicati alla prima infanzia.
La nuova “Scuola Natura” è dunque molto più di un nuovo edificio scolastico: è il risultato di una comunità che ha saputo trasformare una necessità nata dopo il terremoto in un’opportunità per costruire il futuro. Un luogo pensato per crescere, imparare e stare insieme, dove scuola e natura dialogano ogni giorno e dove bambine e bambini possono vivere un’esperienza educativa profondamente legata al territorio.
Un investimento concreto sulle nuove generazioni, sulle famiglie e sulla capacità di San Ginesio di guardare avanti, con una scuola che nasce dalla comunità e alla comunità restituisce una nuova idea di futuro.
“Si tratta di un altro passo concreto nel percorso di rinascita dei territori colpiti dal sisma. Restituire alla comunità uno spazio moderno, sicuro e pensato intorno ai bisogni dei più piccoli significa investire sulle famiglie, sulla qualità della vita e soprattutto sul futuro. La ricostruzione deve creare le condizioni perché i nostri borghi continuino a essere luoghi nei quali scegliere di vivere, crescere i propri figli e costruire nuove opportunità. Una scuola capace di coniugare educazione, benessere e rapporto con la natura interpreta pienamente questa visione. San Ginesio dimostra ancora una volta che dalla ricostruzione può nascere un territorio più sicuro, attrattivo e attento alle nuove generazioni. Ringrazio tutti gli attori pubblici e privati che, con competenza e determinazione, hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato” evidenzia il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.
“L’inaugurazione della nuova “Scuola Natura” rappresenta per San Ginesio un momento di grande importanza e un segnale concreto di fiducia nel futuro della nostra comunità. Questa scuola è molto più di un nuovo edificio: è un progetto nato dalla comunità, che mette al centro i bambini, sostiene le famiglie e rafforza i servizi educativi del nostro territorio. È particolarmente significativo che un’idea nata dopo il sisma del 2016, grazie all’iniziativa di un’associazione di genitori, sia oggi diventata una realtà. Con la “Scuola Natura” San Ginesio si dota di una struttura moderna, sostenibile e innovativa, capace di accogliere i bambini da zero a sei anni, con un progetto educativo che valorizza l’autonomia, l’educazione all’aperto e il rapporto con la natura e con il nostro territorio. Completiamo così un’offerta formativa che rappresenta un patrimonio straordinario per la nostra comunità: a San Ginesio è possibile accompagnare i nostri ragazzi nel loro percorso educativo dai primi anni di vita fino alle scuole superiori. È un elemento fondamentale per sostenere le famiglie, contrastare lo spopolamento e rendere il nostro territorio sempre più attrattivo. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni, famiglie, imprese e fondazioni, a dimostrazione di quanto sia importante lavorare insieme per raggiungere obiettivi che guardano al futuro. Questa scuola è anche una risposta concreta alle ferite del terremoto: da una terra colpita dal sisma nasce oggi un luogo dedicato alla crescita, all’educazione e alla vita. Non inauguriamo soltanto una scuola: inauguriamo una nuova opportunità per i nostri bambini, per le nostre famiglie e per il futuro di San Ginesio” dichiara il sindaco Giuliano Ciabocco.
Era decisamente prevedibile. Il partito Alternativ fuer Deutschland ha fatto incetta di voti in Sassonia, vincendo con ben il 44%. Ugualmente prevedibile era anche la reazione isterica e scomposta da parte del mondo liberal-progressista: subito è partito il coro virtuoso dei fustigatori del partito teutonico, accusato di essere il neonato partito nazista e di voler riportare la Germania a quell’epoca buia della storia novecentesca.
La reductio ad Hitlerum, come sempre, sostituisce la comprensione dialettica dei fatti storici con la condanna moralistica. La delegittimazione apriorica dell’avversario, ridotto a novello Hitler, gli nega preventivamente ogni legittimità e, soprattutto, dispensa dalla fatica di interpretare i fatti e di provare a capire che cosa abbia realmente portato al successo del partito Alternativ fuer Deutschland; partito che, lo ricordiamo, nell’essenziale si configura come una fazione liberista e atlantista, anti-islamica e filo-israeliana, dunque a suo modo perfettamente coerente con l’ordine dominante che pure dice di voler rovesciare.
Come interpretare, allora, il successo di Alternativ fuer Deutschland? Dal punto di vista dello scrivente, lo si deve spiegare soprattutto in ragione del fatto che si è intestato la battaglia contro la guerra e contro il riarmo, contro il supporto al guitto di Kiev e contro la climax bellica contro la Russia di Putin.
Alternativ fuer Deutschland, su questo punto, parla forte e chiaro ed evidentemente i cittadini teutonici non sono così propensi ad andare al fronte a immolarsi per l’Unione Europea, come vorrebbe il cancelliere teutonico Merz e come egualmente vorrebbero le forze del quadrante liberal-progressista tanto di destra, quanto di sinistra.
L’opposizione fermissima alla guerra deve, quindi, essere intesa come il vero punto decisivo, quello che ha portato al trionfo su tutta la linea di Alternativ fuer Deutschland. Premesso che, come dicevo, è del tutto demenziale il richiamo alla figura di Hitler, se proprio vogliamo farlo obtorto collo, ebbene dobbiamo tenere a mente che erano i nazisti a volere a tutti i costi la guerra: chi sono davvero, allora, i nuovi Hitler in Germania? Proviamo allora a capire il segreto del successo di AfD.
Abbiamo letto pietosi titoli di giornale che provano a spiegare che l’elettorato di AfD è fatto di maschi bianchi ignoranti e frustrati: il grado zero della capacità di commentare e comprendere gli eventi storici. Come non mi stanco di ripetere, il moralismo stizzito delle anime belle non può sostituire l’interpretazione storica e razionale degli accadimenti.
Anzitutto, chiariamo subito che AfD non c’entra nulla con il nazismo, come peraltro dovrebbe essere inconfutabilmente suffragato dalla sua vicinanza a Israele e alla sua causa. Per quel che riguarda poi il programma del partito, AfD si attesta su posizioni classicamente neoliberali, incardinate su quei principi dello Stato minimo e della deregolamentazione che, anche senza aver conseguito un dottorato Oxford, non è difficile ritenere incompatibili con il nazismo.
AfD ha trionfato soprattutto per due ragioni: anzitutto, come già ricordato, per la sua opposizione alla guerra e al riarmo, supportati invece da tutte le principali forze teutoniche sia di destra, sia di sinistra. La seconda ragione riguarda invece il tema dell’immigrazione di massa.
Poiché le sinistre hanno stoltamente scelto di disertare questo tema, limitandosi a celebrare l’immigrazione di massa come ottava maraviglia del mondo, e quindi compiacendo senza riserve il padronato cosmopolitico, il tema è stato occupato integralmente dalla destra, che lo affronta alla sua maniera: non come lotta all’immigrazione di massa come strumento nelle mani delle classi dominanti per abbassare le condizioni della classe lavoratrice nel suo insieme, bensì come lotta contro i migranti.
Insomma, non come lotta contro chi sfrutta e deporta gli esseri umani, ma come battaglia contro gli sfruttati e i deportati. Poiché il problema dell’immigrazione di massa esiste e poiché le sinistre non lo affrontano, è del tutto chiaro che le masse popolari diano il loro consenso a chi, sia pure in maniera fuorviante, se non altro il tema lo affronta e ha compreso l’esistenza del problema.
Più che una vittoria di AfD, è una sonante sconfitta per i partiti di sistema sia di destra sia di sinistra ancorché, come non mi stanco di ripetere, anche AfD rientri in ultima istanza nei perimetri del sistema stesso. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole.