In una di quelle serate profumate di buona borghesia al Lauro Rossi vi sarà capitato di incontrare Estragone e Vladimiro. Oggi magari è meno probabile perché la programmazione del settecentesco palcoscenico voluto dai nobili della città è più una passerella di modeste ambizioni ideologiche che non un invito a ospitare musica e prosa di alto significato e quindi Samuel Beckett non è all’orizzonte.
Così come non sono all’orizzonte i lavori di consolidamento di questo capolavoro del Bibbiena che pure Estragone, al secolo l’assessore Lego, aveva sbandierato proclamando l’ennesimo iperbolico finanziamento da 3,9 milioni di euro per il post sisma. Deve essere nella stessa pratica del restauro del Convitto Nazionale che il Centrodestra aveva messo al primo punto del suo programma sei anni fa, ma evidentemente hanno avuto altro da fare. Per compitare le promesse mancate occorrerebbe non un articoletto, ma un censimento.
Estragone e Vladimiro, l’uomo con la camicia, stanno lì e a quattro giorni dal termine ultimo per la presentazione delle liste non hanno ancora notizie di Godo (ho tolto la t perché al personaggio di cui dico s’addice più il godereccio che il filosofico). Fuor di metafora la cosa curiosa – al netto di chi di Sandro Parcaroli ha detto peste e corna e poi si ripresenta glorificandolo nella speranza di uno strapuntino – è che a quattro giorni dalla scadenza perentoria per la presentazione delle liste quella che dovrebbe indicare Sandro Parcaroli come candidato sindaco non c’è.
Estragone e Vladimiro stanno aspettando Godo, ma c’è il rischio concreto che debbano affannarsi a presentare un listino che non raggiunge neppure i 32 nomi previsti, ma soprattutto che alla fine vengano frustrati dal materializzarsi di Anna Menghi che ha tre vantaggi: è donna e per le quote rosa ha la preferenza, ha i voti e soprattutto sa di amministrazione. Davvero sembra una piece teatrale. Fratelli d’Italia ha già schierato i suoi candidati e ha ingoiato il rospo del Parcaroli-bis per disciplina di partito.
Francesco Acquaroli – il presidente della Regione – sapeva benissimo che tolto Godo si sarebbe scatenata nel suo partito una guerra intestina. Su consiglio di Arianna Meloni ha posto il tema a Matteo Salvini che ha incoronato Godo per il secondo mandato. Ora va ricordato a tutti gli elettori che per le Comunali esiste il voto disgiunto. Si può votare per il consiglio comunale per un candidato di una lista di centro destra e votare per un candidato Sindaco non collegato a quella lista.
E però sono tutti convinti che l’effetto Parcaroli funzioni. Peccato che per ora Godo non abbia una lista dove compare come candidato. Così c’è un certo affanno dalle parti di Estragone, convinto di godere di una infinita popolarità, e di Vladimiro che doveva mobilitare un esercito di esercenti e pare si sia dovuto incontrare con quattro complici al bar. L’affanno è derivante dal fatto che non trovano né firme né candidati.
Ci sono su questa lista bottegaio-leghista due incognite enormi: Anna Menghi e Aldo Alessandrini che della Lega è segretario cittadino e ora siede nella commissione d’inchiesta sul mattatoio di cui nessuno parla. In questa situazione si ha uno schieramento per Parcaroli Sindaco con il non trascurabile particolare che sin qui Sandro Parcaroli non ha una lista dove presentarsi. E se la lista ci sarà, sarà una lista-Parca, non dal nome del capolista, ma dalla inconsistenza dei candidati.
Dato che le cose stanno così sembrano sgonfiarsi anche i bluff di una popolarità senza confini di Vladimiro e di una solidissima presa elettorale di Estragone-Lego che ha aperto tanti cantieri, ma non si è costruito un consenso. Per il Centrodestra l’avvio di questa competizione elettorale non è né dei più sereni né dei più decisi. Evidentemente contano sulla presunta debolezza dei competitori. Ma tra l’operare per vincere e il tentare di non perdere c’è una bella differenza. Staremo a vedere, per ora aspettando: Godo.
In una di quelle serate profumate di buona borghesia al Lauro Rossi vi sarà capitato di incontrare Estragone e Vladimiro. Oggi magari è meno probabile perché la programmazione del settecentesco palcoscenico voluto dai nobili della città è più una passerella di modeste ambizioni ideologiche che non un invito a ospitare musica e prosa di alto significato e quindi Samuel Beckett non è all’orizzonte.
Così come non sono all’orizzonte i lavori di consolidamento di questo capolavoro del Bibbiena che pure Estragone, al secolo l’assessore Lego, aveva sbandierato proclamando l’ennesimo iperbolico finanziamento da 3,9 milioni di euro per il post sisma. Deve essere nella stessa pratica del restauro del Convitto Nazionale che il Centrodestra aveva messo al primo punto del suo programma sei anni fa, ma evidentemente hanno avuto altro da fare. Per compitare le promesse mancate occorrerebbe non un articoletto, ma un censimento.
Estragone e Vladimiro, l’uomo con la camicia, stanno lì e a quattro giorni dal termine ultimo per la presentazione delle liste non hanno ancora notizie di Godo (ho tolto la t perché al personaggio di cui dico s’addice più il godereccio che il filosofico). Fuor di metafora la cosa curiosa – al netto di chi di Sandro Parcaroli ha detto peste e corna e poi si ripresenta glorificandolo nella speranza di uno strapuntino – è che a quattro giorni dalla scadenza perentoria per la presentazione delle liste quella che dovrebbe indicare Sandro Parcaroli come candidato sindaco non c’è.
Estragone e Vladimiro stanno aspettando Godo, ma c’è il rischio concreto che debbano affannarsi a presentare un listino che non raggiunge neppure i 32 nomi previsti, ma soprattutto che alla fine vengano frustrati dal materializzarsi di Anna Menghi che ha tre vantaggi: è donna e per le quote rosa ha la preferenza, ha i voti e soprattutto sa di amministrazione. Davvero sembra una piece teatrale. Fratelli d’Italia ha già schierato i suoi candidati e ha ingoiato il rospo del Parcaroli-bis per disciplina di partito.
Francesco Acquaroli – il presidente della Regione – sapeva benissimo che tolto Godo si sarebbe scatenata nel suo partito una guerra intestina. Su consiglio di Arianna Meloni ha posto il tema a Matteo Salvini che ha incoronato Godo per il secondo mandato. Ora va ricordato a tutti gli elettori che per le Comunali esiste il voto disgiunto. Si può votare per il consiglio comunale per un candidato di una lista di centro destra e votare per un candidato Sindaco non collegato a quella lista.
E però sono tutti convinti che l’effetto Parcaroli funzioni. Peccato che per ora Godo non abbia una lista dove compare come candidato. Così c’è un certo affanno dalle parti di Estragone, convinto di godere di una infinita popolarità, e di Vladimiro che doveva mobilitare un esercito di esercenti e pare si sia dovuto incontrare con quattro complici al bar. L’affanno è derivante dal fatto che non trovano né firme né candidati.
Ci sono su questa lista bottegaio-leghista due incognite enormi: Anna Menghi e Aldo Alessandrini che della Lega è segretario cittadino e ora siede nella commissione d’inchiesta sul mattatoio di cui nessuno parla. In questa situazione si ha uno schieramento per Parcaroli Sindaco con il non trascurabile particolare che sin qui Sandro Parcaroli non ha una lista dove presentarsi. E se la lista ci sarà, sarà una lista-Parca, non dal nome del capolista, ma dalla inconsistenza dei candidati.
Dato che le cose stanno così sembrano sgonfiarsi anche i bluff di una popolarità senza confini di Vladimiro e di una solidissima presa elettorale di Estragone-Lego che ha aperto tanti cantieri, ma non si è costruito un consenso. Per il Centrodestra l’avvio di questa competizione elettorale non è né dei più sereni né dei più decisi. Evidentemente contano sulla presunta debolezza dei competitori. Ma tra l’operare per vincere e il tentare di non perdere c’è una bella differenza. Staremo a vedere, per ora aspettando: Godo.
Voleva solo regalarsi una serata sulle note del suo cantante preferito, ma si è ritrovata vittima di un raggiro orchestrato da una coppia di insospettabili. I carabinieri della stazione di Macerata, a seguito di un’accurata indagine telematica, hanno denunciato a piede libero due persone, un padre di 54 anni e un figlio di 21, residenti a Malgrate (Lecco), per il reato di truffa in concorso.
L'indagine è partita dalla denuncia di una ragazza di 23 anni di Corridonia. La giovane, desiderosa di assistere al concerto del cantante Olly (previsto per lo scorso 13 marzo a Pesaro), aveva rintracciato un annuncio online per l'acquisto di due biglietti al prezzo di 124 euro.
Contattato il venditore, la vittima era stata indotta a effettuare un primo bonifico su un conto intestato al ventunenne. A causa di un presunto "errore tecnico", i truffatori sono riusciti a convincerla a ripetere il pagamento su un secondo Iban, questa volta riconducibile al padre cinquantatreenne.
L'amara sorpresa è arrivata al momento della consegna: alla ragazza è stato recapitato un solo biglietto che, dopo i dovuti controlli, è risultato essere non valido. I militari dell'Arma, incrociando i flussi bancari e gli accertamenti tecnici sui profili online, sono riusciti a risalire all'identità dei due uomini, entrambi già noti alle forze dell'ordine, deferendoli alla Procura della Repubblica.
La Cucine Lube Civitanova emula la Copra Nordmeccanica Piacenza e, come gli emiliani nel 2008, si qualifica alla Finale Scudetto dopo il 6° posto in Regular Season. Decisivo, in un Eurosuole Forum sold out, il 3-0 (25-23, 25-19, 25-20) contro Rana Verona nel quarto round della Semifinale Play Off SuperLega Credem Banca. Vittoriosi per 3-1 nella serie, gli uomini di Giampaolo Medei approdano all’ultimo step del torneo e nelle prossime settimane sfideranno Sir Susa Scai Perugia al meglio dei cinque match. Per la Lube si tratta della seconda Finale consecutiva, l’ottava nelle ultime nove edizioni dei Play Off, l’undicesima complessiva. Sarà invece la sesta resa dei conti con la Sir. Gara 1 in programma giovedì 30 aprile 2026 al Pala Barton Energy (ore 20.30).
Loeppky chiude da MVP con 15 punti (80% in attacco e 3 ace) e va in finale per il terzo anno di fila dopo quella da tesserato di Monza e l'altra in maglia Lube), Nikolov mette a referto 13 punti, Bottolo 12 con ben 5 muri. Tra gli ospiti solo Keita raggiunge la doppia cifra (15 punti con il 57% e 2 ace).
Grande traguardo per Podrascanin, che oltre a tornare in Finale Scudetto raggiunge i 4.703 punti in carriera superando Luigi Mastrangelo al sesto posto della classifica all-time dei centrali più prolifici.
Nel primo set (25-23) la Lube parte contratta, ma cresce alla distanza. Il duello diventa punto a punto. Grazie agli 8 sigilli di Loeppky e ai 4 di Nikolov, Civitanova piega gli scaligeri, nonostante il 78% di Keita (7 punti).
Nel secondo set (25-19) i padroni di casa prendono subito in mano le redini del gioco e gestiscono il parziale dominando a muro (5-1), con un servizio performante (2 ace a 1) e con una miglior efficacia nelle fasi di attacco (65%).
Nel terzo set (25-20) gli uomini di Giampaolo Medei sono irrefrenabili e partono con un devastante 11 a 3 con i tre tenori biancorossi a macinare punti (4 muri di Bottolo. Verona reagisce (20-16) quando ormai è troppo tardi.
La gara
Lube in campo con Boninfante al palleggio, i tre attaccanti Loeppky, Nikolov e Bottolo, Gargiulo e Podrascanin al centro, capitan Balaso libero. Verona schierata con l’ex biancorosso Christenson in cabina di regia e Darlan bocca da fuoco, Keita e Mozic laterali, Zingel e l’ex Lube Vitelli centrali, Staforini libero.
Avvio fulminante di Verona, con un atteggiamento spregiudicato e due ace (1-5). Il time out di Medei sveglia i biancorossi, che iniziano ad aumentare l’intensità e trovano il pari (9-9) su un attacco out degli ospiti. Darlan trova un nuovo break (10-12), Nikolov mette a terra il pallone del 13-13, Potke trova il sorpasso (14-13). Verona insiste e ribalta la situazione procurandosi un break su un errore biancorosso (15-17). Le squadre si equivalgono. La Lube impatta (18-18) e mette il naso avanti con Nikolov per poi trovare il break con Podrascanin (21-19), che diventa il 6° centrale per numero di punti nella classifica all-time dei migliori marcatori in SuperLega. Il secondo tocco di Boninfante vale il 24-22. Keita accorcia (24-23), ma sbaglia la battuta (25-23).
Al rientro in campo Verona si presenta con Sani e Nedeljkovic. Boninfante è ancora protagonista con un ace e il servizio che propizia il 6-3 di Bottolo. Il muro di Nikolov aumenta il divario (9-5). Loeppky colpisce dai nove metri (11-6), mentre Podrascanin si esalta a muro e Nikolov lo emula (13-6). Il team di Soli si riavvicina sfruttando il servizio di Sani (16-12), ma la Lube tiene a distanza gli avversari con attacchi ragionati e la pipe di Bottolo (20-15) fino a un errore cuciniero seguito dal muro ospite (20-17). Sul 21-17 dentro Orduna e Kukartsev per la Lube, ma lo scroscio di applausi è per il muro di Gargiulo (22-17). Civitanova sigla il muro del 24-18 e vince 25-19 sull’errore di Sani.
Il terzo set si apre con l’ace di Nikolov che vale il break (4-2). La Lube gioca sul velluto e Nikolov duetta con i tifosi, ma c’è anche un Bottolo dal timing perfetto a muro (2 block su Darlan per il 9-3). In campo c’è solo la Lube (11-3). Anzi spinge tutto il Palazzo. Soli inserisce D’Amico da schiacciatore. Verona trova una reazione e lima lo svantaggio (14-9). Dopo una breve pausa la Lube torna dominante grazie anche ai servizi di Loeppky (19-10). Keita non ci sta e tira fuori il meglio dai nove metri a suon di ace (20-16). In ricezione entra Duflos-Rossi e Bottolo sigla il muro del 21-16. Podrascanin sigla l’ace del 22-16. Verona ha il merito di portarsi di nuovo a -4 (23-19), ma Nikolov consegna ai suoi 5 match ball (24-19) e chiude 25-20.
Cucine Lube Civitanova – Rana Verona 3-0 (25-23, 25-19, 25-20)
Cucine Lube Civitanova: Boninfante 3, Bottolo 12, Gargiulo 4, Loeppky 15, Nikolov 13, Podrascanin 5, Bisotto (L), Orduna 0, Balaso (L), Kukartsev 0, Duflos-Rossi 0. N.E. D'Heer, Hfaiedh, Tenorio. All. Medei.
Rana Verona: Christenson 3, Mozic 4, Zingel 8, Ferreira Souza 3, Keita 15, Vitelli 0, Bonisoli (L), Planinsic 0, D'Amico 0, Staforini (L), Sani 9, Glatz 0, Nedeljkovic 3. N.E. Valbusa. All. Soli.
ARBITRI: Cesare (RM) e Zanussi (RM)
Note: durata set 25’, 27’, 25’. Totale: 1h 17’. Civitanova: errori al servizio 14, ace 6, muri 11, attacco 56%, ricezione 36% (15%). Verona: errori al servizio 17, ace 7, muri 6, attacco 53%, ricezione 32% (12%). Spettatori: 4.153. MVP: Loeppky.
GIAMPAOLO MEDEI (allenatore): “Tutti hanno fatto un grandissimo lavoro per conquistare meritatamente questa Finale, e quando dico tutti intendo proprio tutti, quindi giocatori, staff e società. In stagione abbiamo faticato molto per trovare la giusta continuità, ma non abbiamo mai mollato e siamo stati bravi a lavorare sodo su quello che avrebbe potuto fare la differenza a nostro favore. In questa Semifinale abbiamo raccolto quei frutti che non eravamo mai riusciti a raccogliere in precedenza. Comunque, questo ci tengo a sottolinearlo, si tratta di una soddisfazione relativa, in quanto conquistare una finale significa guadagnarsi un’occasione. Adesso avremo l’opportunità di riposarci un po' e poi sotto di nuovo a lavorare per riuscire a giocarci tutte le nostre chance. Spendo le ultime parole della serata per i nostri fantastici tifosi, che non ci hanno mai abbandonato nel corso della stagione. Sono molto felice che siamo riusciti a regalare un'alta Finale”.
ERIC LOEPPKY: “Per tutti noi è un momento bellissimo. Per la squadra, le nostre famiglie, la società e naturalmente anche per i nostri tifosi. Abbiamo lavorato tanto per raggiungere questo traguardo e adesso sono davvero entusiasta di poter affrontare un’altra Finale Scudetto con questa maglia. Perugia è una squadra sicuramente molto difficile da affrontare. Noi dovremo pensare esclusivamente a noi stessi, quindi a quello che dobbiamo fare nella nostra metà campo”.
GIOVANNI GARGIULO: “Prima di tutto ci tengo a fare i complimenti a Verona, perché personalmente mi sono divertito davvero tanto in questa serie. Si è parlato tanto dei comportamenti in campo, ma in partite di questo genere penso sia normale. Mi dispiace soltanto che qualche giocatore abbia fatto delle uscite evitabili fuori dal campo, invece di far rimanere tutto lì. Abbiamo dimostrato di meritare la Finale, quindi stasera festeggiamo. Oggi non ho mai avuto dubbi sul fatto che avremmo vinto. Quando ho sentito l’atmosfera creata dal nostro meraviglioso pubblico ho capito subito che sarebbe stata la nostra serata. Questa vittoria è anche il ringraziamento per tutti i nostri tifosi, che ci sono sempre stati vicini nel corso della stagione, pure nei momenti di grande difficoltà. Si tratta della nostra seconda Finale Scudetto di fila, non è poco”.
Funghi allucinogeni e marijuana, arrestato giovanissimo a Camerino: per lui scatta il braccialetto elettronico. I carabinieri della stazione di Fiuminata, con il supporto del nucleo cinofili di Pesaro, hanno tratto in arresto un 19enne residente nel comune, dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico.
L'operazione rappresenta il culmine di un'indagine nata lo scorso aprile, quando durante un controllo a largo raggio della Compagnia di Camerino il giovane era stato trovato in possesso di un "kit" variegato di sostanze: 0,37 grammi di marijuana, uno spinello già pronto e 2,59 grammi di funghi allucinogeni. Il materiale era stato subito sequestrato e messo a disposizione della Procura di Macerata.
Gli accertamenti dei militari non si sono però fermati al sequestro iniziale. L'attività investigativa ha permesso di ricostruire una rete di contatti più ampia, portando alla denuncia a piede libero di altri due giovani: un 20enne del posto e un 21enne residente a Matelica. Alla luce degli elementi raccolti, l'Autorità Giudiziaria ha ritenuto necessaria la misura cautelare per il 19enne camerte, accusato di detenzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Nella Sala Rossa della Domus San Giuliano, il partito di Fratelli d’Italia ha ufficialmente presentato la propria compagine per le prossime elezioni amministrative di Macerata.
L'evento, svoltosi nel pomeriggio di sabato 18 aprile, ha confermato la compattezza del movimento a sostegno del primo cittadino uscente. Ad aprire i lavori è stato il coordinatore comunale e consigliere Pierfrancesco Castiglioni, che ha rivendicato la qualità della squadra schierata: "Presentiamo una lista forte e adeguata alle elezioni. I candidati sono molto motivati e rappresentano un mix ideale tra nuovi volti e vecchie conoscenze del nostro partito".
La solidità della proposta politica è stata rimarcata dal segretario provinciale Massimo Belvedere, il quale ha inserito la competizione elettorale in un quadro di ampio respiro: "Ringrazio i dirigenti di partito che sono qui oggi. Questa è una sfida epocale. Sandro Parcaroli e tutti i consiglieri uscenti hanno fatto molto per questa città. Macerata ha cambiato volto, anche grazie alla costante collaborazione con Regione e Provincia. Il nostro impegno è continuare quanto abbiamo iniziato".
Il candidato sindaco Sandro Parcaroli ha espresso grande entusiasmo per il gruppo di aspiranti consiglieri, sottolineandone la trasversalità delle competenze: "È una lista variegata, utile e di supporto in tutti i settori. Nonostante sia stato fatto molto, non ci accontentiamo. Non sono affatto stanco, l'età sta solo sulla carta d'identità. Dobbiamo fare ancora molto: finire i lavori che abbiamo iniziato e imbastirne di nuovi, per portare questa città a essere una delle più belle d’Italia".
All'evento hanno anche partecipazione della senatrice Elena Leonardi, del sottosegretario alla presidenza Silvia Luconi e del consigliere regionale Pierpaolo Borroni. La giornata politica è poi proseguita con un momento di ascolto attivo dedicato alla cittadinanza tramite l'incontro "La tua voce per il futuro di Macerata", un'occasione di confronto diretto per raccogliere le istanze del territorio e integrarle nella visione amministrativa dei prossimi anni.
La lista si compone quindi dei seguenti nomi: Francesca D’Alessandro, docente di italiano liceo classico; Paolo Renna, operaio; Lorella Benedetti, funzionario ufficio legale Agenzia Entrate; Andrea Blarasin, commercialista; Marco Bravi, agente di commercio settore informatico; Pierfrancesco Castiglioni, dirigente scolastico in pensione; Romina Leombruni, funzionario Agenzia Entrate; Paolo Virgili, dipendente ente provincia; Michele Angelini, assicuratore; Claudio Caproli, docente tecniche gestione aziendale in pensione; Giada Cavallaro, consulente del lavoro; Simona Epasto, docente universitario di geografia economico-politica; Francesco Formentini, dipendente Università Macerata; Cecilia Franceschetti, commerciante e insegnante di danza; Maria Giampieri, assistente amministrativa presso istituto scolastico; Mauro Grelloni, medico pediatra; Andrea Guidarelli, cassiere e studente pilota di linea; Marco Isidori, allenatore sportivo; Simone Livi, dipendente Agenzia Dogane e Monopoli; Alfredo Lo Presti, consulente assicurativo; Martina Moroni, studentessa universitaria; Francesco Pallotto, laureato in scienze della politica e volontario servizio civile presso Polizia Locale; Francesco Pastori, operaio; Luciana Pavoni, docente di francese in pensione; Giuseppe Renzi, medico ginecologo; Irene Russo, consulente del lavoro; Serenella Pigliapoco, pensionata; Pierfrancesco Tasso, avvocato; Alberto Tombesi, funzionario CCIAA; Roberto Torresi, pensionato; Ilenia Vitali, impiegata amministrativa contabile.
Un motociclista di 49 anni è rimasto gravemente ferito questa mattina in un incidente avvenuto lungo la strada provinciale SP 209 Pieve Torina–Visso, nel tratto che collega Pieve Torina a Visso, all'altezza dell'incrocio per Monte Cavallo .
L’uomo, per cause in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo della moto intorno alle ore 11, finendo la sua corsa contro un muretto. Nell’impatto non sarebbero stati coinvolti altri veicoli.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno disposto l’intervento dell’eliambulanza. Il motociclista è stato stabilizzato e trasportato in gravi condizioni all’ospedale di Torrette di Ancona.
Presenti anche le forze dell’ordine per i rilievi e per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Una scossa di terremoto è stata registrata oggi nell'entroterra Maceratese. L’evento sismico, di magnitudo 3.0, è stato rilevato alle ore 14:53 con epicentro a circa 3 chilometri a nord-ovest di Sant'Angelo in Pontano.
Secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il sisma si è verificato a una profondità di 21 chilometri. La scossa è stata localizzata dalla Sala Sismica dell’Ingv.
Al momento non si segnalano danni a persone o cose, ma il movimento tellurico è stato avvertito in diverse aree del territorio, soprattutto nei comuni limitrofi.
I Carabinieri della Stazione di Montelupone, con il supporto dei colleghi di Recanati, hanno arrestato in flagranza un 28enne residente a Montecassiano, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione è scattata nell’ambito di un servizio mirato di polizia giudiziaria. I militari hanno sorpreso il giovane mentre cedeva 5 grammi di hashish a un uomo di 57 anni, residente a Recanati.
A seguito dell’intervento, i Carabinieri hanno esteso i controlli alla persona e successivamente all’abitazione del sospettato. La perquisizione ha consentito di rinvenire e sequestrare un ingente quantitativo di droga: 25 grammi di cocaina già suddivisi in 34 dosi pronte per lo spaccio, 90 grammi di hashish e 100 grammi di marijuana, oltre a materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi.
Tutto lo stupefacente e il materiale rinvenuto sono stati posti sotto sequestro. Al termine delle operazioni di fotosegnalamento, il 28enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa dell’udienza di convalida disposta dall’autorità giudiziaria.
Domani (domenica 19 aprile) la frazione di Serralta si vestirà a festa per un appuntamento che unisce spiritualità e valorizzazione del paesaggio marchigiano: il pellegrinaggio verso la suggestiva chiesa di Sant’Apollinare a Monte.
L’iniziativa è dedicata al ricordo di don Pacifico Marinà, storico parroco che per decenni è stato un punto di riferimento spirituale e umano per Serralta e le comunità limitrofe. La sua eredità continua a vivere in momenti come questo, capaci di unire residenti e visitatori nel segno della semplicità e della condivisione.
Il ritrovo è fissato alle ore 9:30 presso il Castello di Serralta. Da qui prenderà il via una camminata lungo i sentieri che attraversano le colline, offrendo scorci panoramici sulla vallata marchigiana. Durante il percorso è previsto un momento particolarmente significativo con la Benedizione delle Campagne, un rito antico e molto sentito che invoca protezione per i frutti della terra e per il lavoro degli agricoltori.
Alle ore 10, la celebrazione proseguirà nella piccola chiesa di Sant’Apollinare a Monte, un gioiello di architettura rurale in pietra, dove sarà officiata la Santa Messa in suffragio di don Pacifico.
Al termine della mattinata è previsto un momento conviviale, occasione di incontro e condivisione per ricordare il parroco e vivere lo spirito di comunità tipico del territorio.
"L’evento è rivolto non solo a chi ha conosciuto don Pacifico, scomparso nel 2017, ma anche agli amanti del trekking leggero e delle tradizioni autentiche, desiderosi di trascorrere una domenica immersi nel silenzio e nella sacralità delle campagne marchigiane", si legge in una nota del Comune di San Severino. Don Pacifico Marinà è stato per oltre 50 anni l’anima di Serralta, ricordato per il suo carattere gioviale, la profonda cultura e l’instancabile impegno nella tutela delle piccole chiese rurali del territorio.
È stata riaperta oggi al culto la chiesa della Divina Pastora di Tolentino, restituita alla comunità al termine degli interventi di riparazione e rafforzamento eseguiti nell’ambito della ricostruzione post sisma 2016.
I lavori, finanziati dalla struttura commissariale, hanno riguardato il consolidamento strutturale, la riparazione delle lesioni e il miglioramento della sicurezza dell’edificio, insieme al recupero degli apparati decorativi interni. Un intervento mirato non solo a sanare i danni causati dal terremoto, ma anche a ridurre le vulnerabilità della struttura, rendendola più sicura e resiliente nel tempo.
La riapertura della Divina Pastora rappresenta un passaggio significativo nel più ampio percorso di recupero degli edifici di culto della Diocesi di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia, dove sono complessivamente circa 70 gli interventi tra progettazioni, lavori in corso e opere già concluse.
“C’è grande soddisfazione per come la ricostruzione si sta sviluppando a Tolentino – si legge nella nota della struttura commissariale – con risultati concreti che stanno restituendo alla città i suoi luoghi più identitari. La riapertura di oggi ha un valore simbolico importante: è infatti la prima chiesa che torna al culto tra quelle danneggiate dal sisma del 2016, un segnale di ripartenza per l’intera comunità”.
Parallelamente, proseguono altri interventi rilevanti, come quelli ormai prossimi al completamento della Basilica di San Nicola e i lavori in corso presso il Duomo di San Catervo, a conferma dell’avanzamento della ricostruzione ecclesiastica nel territorio.
La struttura commissariale ha inoltre rivolto un ringraziamento a monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, per la collaborazione istituzionale e l’impegno nel seguire il complesso percorso di recupero del patrimonio ecclesiastico.
La riapertura della Divina Pastora segna così un nuovo passo nel cammino di ricostruzione, con l’obiettivo di restituire pienamente ai cittadini i luoghi simbolo della vita comunitari
Intervento di cittadinanza attiva questa mattina al parco di Villa Lauri a Macerata, dopo le segnalazioni sullo stato di degrado dell’area verde.
A seguito del botta e risposta sul tema, l’assessore alla Sicurezza e al Decoro, Paolo Renna, il consigliere comunale di minoranza Alessandro Marcolini e il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli si sono recati sul posto insieme ad alcuni cittadini per un’iniziativa simbolica di pulizia del parco.
“Villa Lauri è un luogo molto amato, un polmone verde in un quartiere popoloso e ricco di identità. I cittadini dimostrano di tenerci in modo concreto”, ha dichiarato Tittarelli.
L’iniziativa è nata dopo la segnalazione del consigliere Marcolini e ha visto una partecipazione spontanea di residenti e simpatizzanti, trasformandosi in un momento di coinvolgimento diretto della comunità.
“Si è attivato un meccanismo di cittadinanza attiva e di reazione concreta da parte dei cittadini”, ha aggiunto Tittarelli, sottolineando come la presenza sul posto rappresenti anche una richiesta di maggiore attenzione alla gestione degli spazi pubblici.
Nel corso dell’intervento è stato evidenziato il tema della manutenzione del verde urbano e delle infrastrutture di quartiere, con un richiamo alla necessità di una programmazione più costante.
“Le persone hanno voluto vedere da vicino e dare una mano – ha spiegato Tittarelli – ma questo conferma anche la necessità di rafforzare i presidi di prossimità e la cura quotidiana della città”.
Tra le proposte rilanciate, anche la riattivazione dei centri civici come luoghi di partecipazione e presidio territoriale, insieme a un potenziamento delle risorse destinate alla manutenzione del verde e delle strade.
“L’impegno deve essere chiaro: più programmazione, più manutenzione e meno dispersione di risorse”, è il messaggio condiviso, con l’obiettivo di riportare la cura della città al centro delle priorità amministrative.
“La casa è un diritto, non un privilegio”. È da questo principio che il Partito Democratico di Macerata ha aperto un confronto pubblico dedicato al tema dell’abitare, riportando al centro dell’agenda politica una delle principali emergenze sociali del territorio.
Secondo il Pd, "abitare non significa soltanto avere un tetto sopra la testa, ma garantire dignità, sicurezza e condizioni adeguate per costruire il proprio futuro. Una necessità che oggi si scontra con affitti insostenibili, carenza di alloggi popolari e l’emergenza del caro-affitti, che colpisce soprattutto giovani studenti fuori sede e nuove famiglie".
Nel corso dell’iniziativa è stata sottolineata la necessità "di un ripensamento complessivo delle politiche pubbliche sulla casa, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle difficoltà legate al mercato degli affitti".
Tra le proposte avanzate dal Pd figurano il rilancio dell’Edilizia Residenziale Pubblica, il recupero e la manutenzione degli alloggi popolari sfitti e una maggiore attenzione alla reale assegnabilità degli stessi attraverso regolamenti e bandi efficaci.
Nel dibattito è stato evidenziato come, secondo il partito, in ambito regionale e locale si siano verificate criticità nelle politiche abitative che avrebbero contribuito a rallentare le risposte al bisogno di casa.
Ulteriori proposte riguardano il sostegno all’affitto, dopo i tagli ai fondi nazionali per la morosità incolpevole, il contrasto alla speculazione sui canoni destinati agli studenti e politiche di rigenerazione urbana senza consumo di suolo.
A livello nazionale, il Pd propone inoltre l’introduzione del diritto alla casa in Costituzione e la creazione di un Ministero dedicato all’abitare, a testimonianza della crescente centralità del tema.
All’incontro hanno partecipato Pierfrancesco Majorino, responsabile della segreteria nazionale del Pd, e Mattia Santarelli, segretario nazionale dei Giovani Democratici, che hanno rilanciato la campagna nazionale sul tema.
Il segretario dei Gd maceratesi, Tommaso Domizi, ha raccontato le iniziative e gli incontri svolti con i giovani del territorio. Il confronto è stato introdotto dalla segretaria comunale Ninfa Contigiani e ha visto il saluto della segretaria regionale Chantal Bonprezzi. Presente anche il candidato sindaco Gianluca Tittarelli, intervenuto nel dibattito.
Quando si parla di aumento di peso, il rischio è spesso quello di cercare spiegazioni troppo semplici per un fenomeno che semplice non è. Negli ultimi anni si è diffusa l’idea che cenare tardi possa, di per sé, favorire l’aumento di peso. La ricerca scientifica, però, invita a una lettura più equilibrata: non è l’orario del pasto a determinare da solo il cambiamento del peso corporeo, ma il modo in cui quel momento si inserisce nel contesto biologico e comportamentale della giornata.
Il nostro organismo segue infatti un ritmo interno che regola sonno, digestione, produzione ormonale e utilizzo dell’energia. Durante il giorno il metabolismo tende a gestire meglio i nutrienti, mentre nelle ore serali alcuni processi, come la sensibilità all’insulina e la capacità di utilizzare il glucosio, possono diventare progressivamente meno efficienti. Questo non significa che mangiare la sera sia sbagliato, ma suggerisce che consumare abitualmente pasti molto abbondanti in tarda serata possa contribuire a creare un ambiente metabolico meno favorevole, soprattutto se questa abitudine si accompagna a uno stile di vita irregolare.
Il punto più interessante, però, non riguarda soltanto la fisiologia. Spesso il pasto serale arriva dopo una giornata lunga, frenetica e mentalmente impegnativa. Si torna a casa affamati, stanchi, talvolta stressati, e in quelle condizioni diventa più facile mangiare velocemente, scegliere alimenti più ricchi di zuccheri o grassi e prestare meno attenzione ai segnali di sazietà. In altre parole, il problema non è semplicemente “mangiare tardi”, ma il fatto che quel pasto avvenga in un momento in cui siamo spesso meno presenti e meno consapevoli delle nostre scelte.
Alcuni studi osservazionali hanno evidenziato che chi concentra una parte importante delle calorie nelle ore serali presenta più frequentemente un peso corporeo più elevato o un controllo metabolico meno efficiente. Tuttavia queste associazioni vanno interpretate con cautela, perché il peso corporeo dipende sempre da un insieme di fattori: qualità della dieta, quantità totale di energia introdotta, attività fisica, sonno e livello di stress. Ridurre tutto all’orario della cena rischia quindi di trasformare un tema complesso in una semplificazione poco utile.
Anche il legame con il sonno merita attenzione. Un pasto abbondante consumato poco prima di coricarsi può rendere il riposo meno profondo e meno continuo. Oggi sappiamo che dormire poco o male altera gli ormoni che regolano fame e sazietà, aumentando il desiderio di cibi più calorici il giorno successivo. In questo modo, una cena molto tardiva può inserirsi in un circolo che, nel tempo, rende più difficile mantenere un equilibrio metabolico stabile.
Le evidenze più recenti suggeriscono quindi che il vero tema non sia demonizzare il pasto serale, ma osservare il quadro generale. Mangiare tardi non porta automaticamente ad aumentare di peso, ma può rappresentare uno dei tasselli di uno stile di vita che favorisce scelte impulsive, sonno meno ristoratore e una gestione meno efficiente dell’energia.
Per questo, più che chiedersi se cenare tardi faccia ingrassare, forse la domanda più utile è un’altra: in quale stato fisico e mentale arriviamo alla sera quando ci sediamo a tavola? Perché spesso non è soltanto l’orologio a influenzare il nostro rapporto con il cibo, ma tutto ciò che è accaduto nelle ore che lo precedono.
Nel comune di Montefano si è aperta una situazione che sta creando preoccupazione tra i familiari degli ospiti della casa di riposo Amilcare Cristallini, attualmente chiusa alle visite esterne. Sulla porta della struttura è stato affisso un cartello con il seguente messaggio: "Si avvisa che, per motivi precauzionali, le visite esterne sono temporaneamente sospese. Si ringrazia per la comprensione e la cortese collaborazione dei familiari. Sarà nostra cura aggiornare tempestivamente sull’evoluzione della situazione".
Abbiamo effettuato alcune verifiche direttamente sul posto. Il personale della struttura, pur non potendo rilasciare dichiarazioni ufficiali, ha smentito le voci circolate nei giorni scorsi relative a una presunta assenza di assistenti all'interno della residenza, confermando quindi la presenza degli operatori.
Diversa invece la percezione dei familiari degli anziani ospiti, che parlano di una gestione poco chiara della comunicazione. "La situazione è particolare - racconta un parente - Sabato e domenica scorsa potevamo entrare. Lunedì mattina le visite sono state sospese, si dice per un sospetto di scabbia. Poi ci hanno avvisato con una mail che da lunedì pomeriggio si poteva riandare. Ma sono state attivate delle quarantene. Da giovedì poi è comparso il cartello che avete visto voi. Quello che critico è la mancanza di comunicazione e di organizzazione. Può succedere tutto, ma è giusto essere informati nel modo corretto per stare tranquilli".
Secondo quanto riferito, questo pomeriggio l'Ast avrebbe svolto un intervento in struttura per controllare la situazione e verificare eventuali criticità sanitarie. Resta però un ulteriore punto sollevato dai familiari: l’assenza, almeno finora, di un’ordinanza comunale ufficiale che disponga la chiusura al pubblico della residenza.
La casa di riposo ospita attualmente 24 persone e, a regime, dovrebbe essere dotata di un infermiere e due operatori socio-sanitari per l’assistenza. La struttura è passata di recente alla gestione della cooperativa Il Faro Sociale.
Abbiamo provato a contattare il sindaco Angela Barbieri, al momento non raggiungibile, così come la direzione dell’Ast, per ottenere chiarimenti ufficiali sulla situazione sanitaria e sulle eventuali misure adottate. Resta alta l’attenzione, mentre i familiari chiedono soprattutto trasparenza e comunicazioni puntuali in una fase così sensibile.
Il verdetto è ufficiale: l’Attila Junior Basket chiuderà la stagione regolare al primo posto. Con una prestazione di forza e carattere tra le mura amiche del PalaMedi, i ragazzi di coach Coen hanno superato il Bramante Pesaro per 81-61, blindando matematicamente il primo posto in classifica con una giornata d'anticipo. Un traguardo straordinario che garantisce agli arancionero la vetta del girone in vista degli imminenti play-off.
Eppure, l’avvio del match non era stato dei più semplici. Nel primo quarto i pesaresi sono partiti a razzo, trascinati dalle triple di Centis, Ferri e soprattutto da uno scatenato Cornis, chiudendo la frazione avanti sul 17-26. Ma l’Attila ha saputo mantenere la calma, iniziando la rimonta nel secondo periodo grazie alla precisione chirurgica di un Pietro Sablich in stato di grazia (top scorer con 21 punti) e alla solidità di Gamazo e Ciribeni. Il sorpasso firmato da Sablich a metà frazione ha dato il via alla fuga arancionero, mandando le squadre al riposo sul 46-43.
Nella ripresa non c’è stata storia. Il terzo quarto è stato un monologo dei padroni di casa: la difesa pesarese ha faticato a contenere le incursioni di Caverni e le triple di uno strepitoso Simone Farina, mentre l’Attila volava sul +11. Nell'ultimo atto, Porto Recanati ha gestito magistralmente il vantaggio: la sesta tripla personale di Sablich ha messo il punto esclamativo sul match, permettendo nel finale anche l'esordio dei giovani Alfonsi e Virgili (subito a segno dall'arco).
Al fischio finale è esplosa la festa al PalaMedi per una cavalcata trionfale che ora attende solo l'ultima tappa di Bisceglie prima di tuffarsi nella post-season con il vantaggio del fattore campo.
(Credit foto: Alfonso Alfonsi)
L’Aurora Treia ospita la Palmense dell’ex Francesco Nocera nell’incontro valido per la ventinovesima giornata del Girone B di Promozione.
La capolista mantiene per 10/11 la stessa formazione che si è imposta una settimana fa a Cascinare. Orlietti si accomoda in tribuna a causa della squalifica mentre Chornopyshchuk e Borrelli restano in panchina a causa di alcuni guai fisici.
Gli ospiti rispondono con il tridente d’attacco composto da Nazziconi, Cuccù e Ferranti. Spazio anche ai giovanissimi Coluccino, Di Leonardo e Ruggeri che partono dal primo minuto.
Avvio di gara a senso unico, con i padroni di casa subito aggressivi e capaci di schiacciare gli avversari nella propria metà campo.
Guzzini, Melchiorri e Cirrottola si rendono protagonisti delle prime occasioni, mentre la Palmense prova a pungere in contropiede senza però trovare fortuna grazie alla pronta risposta di Testa sulla conclusione di Nazziconi.
Il forcing dei biancorossi si concretizza al 21’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Palladini, Guzzini si fa trovare pronto sotto porta e insacca con il piattone.
Il raddoppio arriva praticamente subito ed è un’autentica perla: Testa, direttamente dalla propria area, pesca Melchiorri che con una conclusione elegante supera Coluccino trovando l’angolino.
La Palmense non si arrende e prova a reagire, affidandosi soprattutto a Cuccu, autore di un tentativo spettacolare. Ma è ancora l’Aurora a colpire: al 38’ Melchiorri inventa per Guzzini, che firma la sua doppietta personale e porta il risultato sul 3-0.
A rendere ancora più dolce il momento per i padroni di casa ci pensa la notizia del vantaggio del Castel di Lama sull’Azzurra Colli, diretta concorrente per la promozione.
Nella ripresa i ritmi calano, ma è ancora l’Aurora a partire meglio sfiorando il gol con Melchiorri, che colpisce la traversa.
La Palmense accorcia le distanze al 63’: Testa commette fallo in uscita su Ferranti e l’arbitro assegna il calcio di rigore. Dal dischetto Nazziconi non sbaglia e firma il 3-1.
La squadra di casa, però, continua a spingere e al 72’ cala il poker: Cirrottola si invola in velocità e conclude sotto la traversa con un gol di pregevole fattura.
Nel finale le due squadre abbassano ulteriormente i ritmi, tra sostituzioni e gestione delle energie. Con questa vittoria l’Aurora Treia centra il ventinovesimo risultato utile consecutivo, mantiene un punto di vantaggio sull’Azzurra Colli e si prepara al decisivo appuntamento di Monte Urano, dove sabato prossimo avrà il match point per una storica promozione in Eccellenza.
La Palmense, invece, incassa la seconda sconfitta consecutiva e resta ferma a quota 39 punti.
AURORA TREIA – PALMENSE
AURORA TREIA: Testa, Gabrielli (71’ Guglielmo), Calamita, Alla, Ballanti, Bartolini, Mazzoni (79’ Dominino), Palladini (79’ Giuliodori), Melchiorri (73’ Seye), Guzzini (71’ Guglielmo), Cirrottola. A disposizione: Giachetta, Borrelli, Chornopyshchuk. Allenatore: Simone Ricci.
PALMENSE FM: Coluccino, Di Leonardo (17’ Fuglini), Gregonelli, Haxhiu, Sako (45’ Aliffi), Silenzi (68’ Cappella), Malavolta, Ruggeri, Ferranti (79’ Guideri), Cuccù (63’ Guedak), Nazziconi M. A disposizione: Tiberi, Cacciola, Nazziconi F, Sacchini. Allenatore: Francesco Nocera.
MARCATORI: Guzzini 21’, 38’, Melchiorri 25’, Nazziconi M (rig) 62’, Cirrottola 72’.
ARBITRO: Lorenzo Paoletti – Sezione di Fermo.
ASSISTENTI: Luigi Domenella – Sezione di Ancona; Riccardo Persichini – Sezione di Macerata.
NOTE: angoli 9-2, recuperi 1’-2’, presenti circa 250 spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.
In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e celebrata il 15 aprile in concomitanza con l’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci, simbolo della creatività italiana nel mondo, l’azienda Tombolini rinnova il proprio impegno nella valorizzazione della manifattura d’eccellenza e del savoir-faire artigianale.
Da oltre sessant’anni la realtà marchigiana con sede a Colmurano rappresenta un punto di riferimento della sartorialità italiana. Fondata nel 1964 a Urbisaglia da Eugenio Tombolini, l’impresa è cresciuta come realtà familiare profondamente legata al territorio, valorizzando maestranze locali e competenze altamente specializzate.
Questo percorso è stato recentemente riconosciuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha conferito al brand il titolo di Marchio Storico di Interesse Nazionale, inserendolo nel Registro Speciale dedicato alle aziende che rappresentano la storia e l’identità produttiva del Paese.
Accanto alla tradizione, l’azienda continua a investire in innovazione e sostenibilità. Con circa 150 dipendenti, Tombolini sta completando il revamping della sede produttiva di 10.000 metri quadrati in chiave green, attraverso l’installazione di pannelli solari e sistemi energetici ad alta efficienza, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e avvicinarsi all’autosufficienza energetica.
L’impegno ambientale si traduce anche nel progetto Zero Impact, che promuove processi produttivi orientati alla riduzione del consumo di acqua e delle emissioni di CO₂, grazie all’utilizzo di filati organici e tessuti innovativi.
«Celebrare la Giornata del Made in Italy significa ribadire il nostro impegno nel custodire e innovare il sapere manifatturiero italiano. Il riconoscimento di Marchio Storico rappresenta per noi una grande responsabilità e uno stimolo a proseguire in questo percorso», ha commentato Silvio Calvigioni Tombolini, esponente della terza generazione della famiglia.
Con oltre sessant’anni di storia, Tombolini continua così a rappresentare una delle espressioni più autentiche del Made in Italy, in cui tradizione, innovazione e cultura sartoriale si intrecciano in una visione contemporanea dell’eleganza.
La regione Marche aggiorna il Programma Fesr 2021-2027 per adeguarlo alle nuove priorità dell’Unione Europea e rafforzare gli investimenti su sviluppo economico, reti energetiche per la mobilità, sostenibilità ambientale e politiche sociali. La proposta di modifica, presentata dalla Giunta regionale all’Assemblea legislativa, introduce una riprogrammazione complessiva di oltre 78 milioni di euro di fondi europei.
Il Programma FESR Marche, approvato dalla Commissione europea nel 2022 e recepito dalla Regione nel 2023, rappresenta già una delle esperienze più avanzate in Italia, con le Marche terze a livello nazionale per avanzamento degli impegni. Tuttavia, il contesto internazionale è profondamente cambiato negli ultimi anni e le tensioni geopolitiche, insieme alle trasformazioni economiche, hanno spinto l’Unione Europea a ridefinire le politiche di coesione, individuando cinque nuove priorità strategiche su cui concentrare gli investimenti.
In questo scenario, la regione Marche ha deciso di riallocare il 13,4% delle risorse complessive del programma per indirizzarle verso interventi considerati più urgenti e con maggiore impatto sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese, accelerare la transizione energetica, migliorare la resilienza del sistema idrico, aumentare la capacità di difesa, sicurezza e preparazione civile e sostenere l’housing sociale e sostenibile.
"Ritengo questo provvedimento un passaggio fondamentale per i prossimi venti mesi di legislatura - ha detto in aula l’assessore alle Politiche comunitarie Giacomo Bugaro -. Queste risorse saranno determinanti per sostenere il tessuto economico della nostra regione in una fase storica particolarmente complessa. Si tratta dell'atto conclusivo della programmazione 2021-2027; dal prossimo semestre, infatti, si aprirà il tavolo negoziale per il periodo 2028-2034. Dobbiamo essere consapevoli che la prossima stagione di programmazione potrebbe presentare sfide significative".
"In quest'ottica, abbiamo ritenuto opportuno sfruttare le flessibilità del nuovo regolamento per potenziare la nostra capacità di risposta alle priorità emergenti - aggiunge Bugaro -. La Commissione Europea sta valutando nuovi approcci, sia per quanto riguarda le modalità di trasferimento delle risorse, sia per l'entità complessiva dei due fondi. Sebbene i margini di manovra sulla ripartizione dei fondi siano definiti da linee guida, abbiamo operato scelte nella destinazione delle somme più rilevanti. Nello specifico, abbiamo scelto di investire 42 milioni nelle nuove tecnologie per le imprese attraverso il programma STEP e 17,8 milioni di euro nell'housing sociale. Parallelamente abbiamo scelto di non destinare fondi ad aziende collegate, direttamente o indirettamente, al comparto della difesa preferendo interventi con ricadute dirette sulla crescita, l’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini”.
La parte più consistente dei finanziamenti riguarda la nuova Priorità 6, alla quale vengono destinati 42,7 milioni di euro per sostenere le imprese marchigiane nello sviluppo delle tecnologie strategiche europee STEP, con l’obiettivo di accompagnare il sistema produttivo verso settori innovativi e ad alto contenuto tecnologico. La Priorità 7, dedicata a energia e mobilità e finanziata con 12,4 milioni di euro, punta invece al potenziamento dell’infrastruttura energetica a supporto della mobilità sostenibile, con interventi legati anche alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
Sul fronte ambientale, la Priorità 8 prevede 5,6 milioni di euro destinati alla gestione dell’acqua e alla depurazione, con interventi mirati a migliorare la raccolta e il trattamento delle acque reflue urbane e a rafforzare la tutela ambientale. Novità assoluta è la Priorità 9, che destina 17,8 milioni di euro all’housing sociale e sostenibile, con investimenti per la costruzione, l'ampliamento e la riqualificazione di alloggi accessibili destinati a famiglie a basso reddito, persone vulnerabili e studenti, con particolare attenzione all’efficienza energetica e alla qualità degli spazi abitativi.
Un altro tassello fondamentale per il futuro di Ussita pronto a tornare al suo posto. Hanno ufficialmente preso avvio i lavori di completamento della nuova scuola dell’infanzia "Pietro Gasparri" in località Pieve. Con l’affidamento all’impresa Bronzetti Costruzioni e lo sblocco dei fondi da parte dell’Ufficio Speciale Ricostruzione, il progetto da 587.217 euro entra nella sua fase esecutiva e conclusiva.
La nuova struttura non sarà solo un edificio, ma un modello di modernità e sostenibilità: sviluppata su un unico piano, la scuola sarà dotata di impianti fotovoltaici e soluzioni ad alta efficienza energetica, garantendo i massimi standard di sicurezza antisismica. Gli spazi saranno ottimizzati per accogliere attività didattiche, mensa e servizi, offrendo ai piccoli cittadini di Ussita un ambiente confortevole e sicuro in cui crescere.
Il valore dell'intervento va ben oltre il cemento, come sottolineato dal Commissario Straordinario Guido Castelli: "Si tratta di un intervento atteso dalla comunità, che rappresenta un passaggio fondamentale per la ricostruzione non solo materiale, ma anche sociale del territorio di Ussita. Restituiamo al paese una struttura educativa moderna e sicura, simbolo della ripartenza".
Un entusiasmo condiviso dalla sindaca Silvia Bernardini, che vede nella scuola il pilastro della resilienza locale: "Ricostruire la nostra comunità non può prescindere dal destinare luoghi idonei per i nostri bambini. Investire sugli edifici scolastici è importante per il futuro dei nostri paesi. È un'opera fondamentale per il futuro della vita nelle nostre terre".
L’Università di Camerino sarà protagonista nel dibattito internazionale sulla lotta alla malaria grazie alla partecipazione del professor Guido Favia, docente di Parassitologia presso la Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria e prorettore alla Ricerca dell’Ateneo.
Favia terrà l’intervento introduttivo al webinar dal titolo “L’impatto globale della malaria. Strategie per la prevenzione e lo sradicamento”, organizzato dall’Istituto Affari Internazionali (IAI) in occasione della Giornata mondiale della malaria.
L’evento si svolgerà il prossimo 23 aprile alle ore 15.30 e rappresenta un importante momento di confronto sulle strategie di cooperazione internazionale per garantire il diritto alla salute su scala globale.
Al centro del dibattito ci saranno l’impatto della malaria nel mondo, le sfide legate al cambiamento climatico e il rischio di diffusione della malattia in nuove aree geografiche.
Nel suo intervento, il professor Favia porterà il contributo della ricerca scientifica sviluppata dall’Università di Camerino, in un contesto che vedrà la partecipazione di rappresentanti di istituzioni nazionali, organizzazioni internazionali e società civile.
La discussione affronterà inoltre i progressi compiuti verso lo sradicamento della malaria, con particolare attenzione alle innovazioni nel campo dei vaccini, dei farmaci e della diagnostica, oltre al ruolo dei partenariati pubblico-privati.
La partecipazione dell’Ateneo a un appuntamento di rilievo internazionale conferma il ruolo dell’Università di Camerino nel campo della ricerca sulle malattie infettive e rafforza il suo posizionamento nei network scientifici globali, sottolineando l’impegno nel promuovere una ricerca capace di generare un impatto concreto sulla salute pubblica.
È già sold out l’evento in programma al Multiplex di Piediripa, dove venerdì 24 aprile alle ore 18:45 si terrà, in anteprima maceratese, la proiezione del pluripremiato Art Film “La Paura dei numeri” di Mauro John Capece, prodotto dall’Associazione Culturale Picus.
Il corto ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali, tra cui il Best Short all’American Golden Film Festival e il Best Short all’Amsterdam Film Festival, confermandosi come una delle opere più apprezzate nel circuito dei festival indipendenti.
La storia è tratta dal racconto di Elisabetta Garbati, “Il mistero della fontana”, inserito nella raccolta “Marche d’Autore – I Misteri”, curata da David Miliozzi e Jonatan Arpetti, che insieme a Valerio Tatarella hanno firmato anche la sceneggiatura del corto.
Il film affronta il tema del disturbo dello spettro autistico attraverso la vicenda di Anna e Maria, due bambine legate da un incontro che trascende il tempo e le apparenze.
«Noi non siamo diversi, sono gli altri ad essere tutti uguali – ha spiegato il regista – queste parole mi hanno colpito subito, ho capito che avevamo tra le mani una storia che doveva essere raccontata», sottolineando la sensibilità con cui è stato affrontato il tema.
Per la prima volta sullo schermo compaiono Margherita Caracini e Francesco Pugnaloni, insieme a Maurizio Boldrini, Meri Bracalente, Corinna Coroneo, Elisabetta Garbati, David Miliozzi, Andrea Pierdicca e David Romano.
Esistono storie capaci di trasformare il dolore in forza e il limite in un nuovo punto di partenza. Domani, sabato 18 aprile alle ore 21, il Teatro Lauro Rossi di Macerata ospiterà la quarta edizione di “Heroes – Storie di Rinascita”, l’evento benefico che mette al centro l’essere umano e la sua straordinaria capacità di rialzarsi. La serata, patrocinata dalle principali istituzioni locali e regionali, avrà uno scopo nobile: l’intero ricavato sarà devoluto alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Marche ODV.
Il palco del Lauro Rossi vedrà alternarsi quattro protagonisti d’eccezione. Si parte con Andrea Lanfri, l’alpinista paralimpico che, dopo aver perso gambe e dita a causa di una meningite, ha sfidato le vette più alte del mondo. Dal ghiaccio delle cime si passerà all’inclusione sociale con Birracca, il progetto brassicolo artigianale che offre un’opportunità lavorativa concreta a giovani adulti con autismo.
Il viaggio nelle emozioni proseguirà poi negli abissi con l’apneista recordwoman Alessia Zecchini: «L’apnea insegna ad affrontare le profondità, il buio che la vita a volte ci presenta… Perché il limite siamo noi», scrive l'atleta, sintetizzando l'anima dell'evento. Infine, la testimonianza toccante di Paolo Simoncelli, che racconterà come sia riuscito a trasformare la tragica perdita del figlio Marco in un motore di solidarietà attraverso la Fondazione a lui dedicata.
La serata, presentata da Matteo Pasquali e accompagnata dalle suggestioni sonore del gruppo Mothra, promette di essere un percorso emotivo unico. Un appuntamento dove la parola "impossibile" viene cancellata dai fatti e dalla determinazione di chi ha saputo reinventarsi.
Nel pomeriggio di ieri è stata aperta al pubblico la mostra "Mario Pompei. Essere scenografo. Bozzetti, scene e costumi", per conoscere la figura di Mario Pompei (1903-1958), importante illustratore e scenografo della prima metà del Novecento. La mostra, a cura degli storici Pierfrancesco Giannangeli e Maria Letizia Paiato dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha luogo a Palazzo Ricci, ed è patrocinata da Comune di Macerata, Fondazione Marche Cultura e Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi.
L'esposizione intende esplorare la poliedrica, innovativa e versatile opera di Pompei. Le opere esposte appartengono all'archivio Pompei, curato da Paola Pallottino, storica dell'illustrazione che da anni studia e valorizza la produzione di Pompei. "Questa mostra e relativo catalogo – afferma Paola Pallottino – costituiscono un prezioso, quanto inedito, approfondimento critico, non solo attraverso l’analisi dell’opera di scenografo e costumista di Mario Pompei, ma mettendo in luce, per la prima volta, il suo contributo agli studi sulla nascita della scenografia moderna".
Come spiegato da Pierfrancesco Giannangeli, quella di Mario Pompei è stata, infatti, una figura centrale della scenografia italiana ed europea. «L'opera di Pompei – dichiara – si colloca nel solco del superamento del verismo descrittivo: il suo utilizzo di campiture piatte, riempite di colori accesi e brillanti e deformazioni geometriche di matrice cubista, creano un nuovo e ritmico spazio scenografico. La sua produzione ha spaziato dagli importanti palcoscenici, come il Teatro dell'Opera di Roma, alle realtà più piccole, influenzando anche il teatro filodrammatico: l'essenzialità delle sue scenografie ha pervaso ogni tipo di teatro, dimostrando come le grandi riforme del teatro europeo - l’astrazione, la sintesi, il superamento del realismo - potessero uscire dai teatri colti». Conclude Maria Letizia Paiato: «Questa mostra descrive soprattutto un nuovo approfondimento critico su un autore, la cui attitudine interdisciplinare lo ha reso, oltre che uno scenografo, un vero e proprio “regista dell’immagine” totale».
Per la Fondazione Cassa di risparmio della provincia di Macerata l'evento è un'occasione di grande pregio per valorizzare l'arte scenografica. In merito, il Presidente Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi dichiara: «Palazzo Ricci celebra con grande soddisfazione il talento creativo e poliedrico dello scenografo e illustratore Mario Pompei, tra i principali interpreti della scena artistica italiana del secolo scorso. La mostra si concentra sulla progettazione scenica legata al teatro, attraverso una selezione inedita di bozzetti originali e costumi che Pompei ha curato lungo la sua carriera. In tal senso la Fondazione Carima intende promuovere la città di Macerata, riconosciuta come centro di eccellenza per la scenografia, valorizzando questa sua peculiarità riferibile in larga parte alla storica presenza dello Sferisterio».
Lucia Chiatti, Direttore generale Fondazione Pergolesi Spontini, conferma l’alto valore culturale dell’evento e l’ottima sinergia tra gli organizzatori: «Mario Pompei è stato un artista poliedrico che ha fatto la storia della scenografia, a cui noi dobbiamo molto. E quindi valeva la pena poterlo approfondire: così è iniziata questa avventura. Abbiamo quindi portato avanti questa attività che risponde agli obiettivi della Fondazione Pergolesi Spontini, cioè custodire e valorizzare la tradizione ma vivendo l'attività artistica, e quindi con accanto anche la contemporaneità. La mostra che dedicheremo a Pompei e anche l'opera che metteremo in piedi, Le peripezie di Pinco Pallino, hanno proprio questo compito di vivere la contemporaneità, di vivere oggi un pezzo di storia della scenografia italiana, un pezzo di storia dell'opera italiana». Ricordiamo che Le peripezie di Pinco Pallino (1930), esempio concreto della riuscita e calibrata ricerca estetica di Pompei, sarà messo in scena al Teatro Pergolesi di Jesi, il 20 e 21 aprile alle ore 10 (in anteprima il 19 aprile alle ore 17).
Paola Ballesi, Presidente dell'Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi, sottolinea il risultato raggiunto grazie alla collaborazione delle varie realtà coinvolte nell'evento: «Grande plauso a promotori, curatori, organizzatori e patrocinatori di questa preziosa iniziativa che attorno all’arte dello scenografo Mario Pompei ha saputo costruire una coralità di voci nel cuore delle Marche, rinomata terra di scenografi, orchestrando più eventi il cui filo conduttore è il talento di un grande autore che ha declinato la scenografia nella sua accezione più autentica, quale via maestra per conformare l’immaginario nello 'spazio' perché diventi 'luogo' di apertura storico-culturale in cui ‘accade’ l’esistenza nelle sue molteplici forme e narrazioni».
La mostra è accompagnata dal catalogo edito da Amala§unta Edizioni di Monica Simoni con le presentazioni del Presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi e del Direttore generale della Fondazione Pergolesi Spontini Lucia Chiatti, gli interventi critici dei curatori Pierfrancesco Giannangeli e Maria Letizia Paiato, di Paola Pallottino e Agnese Sferrazza, un’introduzione di Roberto Cresti, Direttore artistico del Museo Palazzo Ricci e docente dell’Università di Macerata, del Direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini Cristian Carrara.
Sono inoltre pubblicati gli interventi di Alessandro Tinterri e Elena Gottarelli, tratti dal catalogo della mostra di Ferrara del 1993 Mario Pompei. Scenografo, illustratore e cartellonista 1903 – 1958, oltre ad alcuni scritti di Mario Pompei selezionati da Pierfrancesco Giannangeli. Ricordiamo inoltre che alla mostra hanno collaborato gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata: Fabrizio De Santis, Federico Balestro, Edoardo Montelli, Angelica Stronati, Aurora Binotto, Vincenzo Coccia, Mirko Cicconi, Lucrezia Perchiazzi, Gloria Sosi, Anna Sbaffi, Diana Gavini, Maria Accorroni, Maria Cecilia Riccioni, Lu Yi, Yang Qinrui, Liu Zilan, Sara Concetta Doronzo, Edoardo Buschi, Ma Zhuoran, Francesco Paoletti, Giorgio Perron Cabus.
Con il contributo dei docenti Francesco Calcagnini, Andrea Comotti, Alessandro Cheli, Roberta Fratini, Benito Leonori. Per la realizzazione del progetto si ringraziano gli eredi di Mario Pompei: Paola Pallottino, Michele Pompei, Rita Pompei, Silvia Pompei.
Il cielo limpido e un sole primaverile hanno fatto da cornice all’evento dedicato agli studenti delle scuole superiori marchigiane che si sono affrontati nelle due competizioni a colpi di simulazioni di soccorso in scenari di emergenza, sfide e attività organizzate dai Giovani della Croce Rossa Italiana e prove relative all’applicazione del diritto internazionale umanitario.
L'evento, organizzato dalla Croce Rossa Italiana - Comitato Regionale Marche, in collaborazione con il Comitato Territoriale di San Severino Marche e con il patrocinio del Comune di San Severino Marche, ha visto protagonisti tantissime ragazze e ragazzi.
Le squadre partecipanti si sono cimentate in prove che hanno messo alla prova non solo le loro competenze tecniche ma anche sangue freddo e spirito di squadra.
Scenari di emergenza realistici, simulazioni di soccorso complesse e sfide organizzate dai Giovani della Croce Rossa hanno alternato momenti di adrenalina pura a riflessioni profonde sull'applicazione del dirittointernazionale umanitario e su temi di attualità.
Gli ambienti messi a disposizione hanno giocato un ruolo fondamentale nel rendere le prove quanto più verosimili possibile: ragazze e ragazzi si sono letteralmente immersi in situazioni d'emergenza, dovendo gestire la pressione e prendere decisioni rapide, esattamente come avviene nella realtà del soccorso.
Al termine della giornata, gli studenti dell'Istituto di Istruzione Superiore "Raffaello" di Urbino si sono aggiudicati il primo posto guadagnando l’accesso alla fase nazionale delle Olimpiadi di Primo Soccorso mentre le ragazze del Liceo Terenzio Mamiani Pesaro 1 hanno vinto la Gara di diritto internazionaleumanitario, guadagnando anche in questo caso l’accesso alla fase nazionale.
Il successo dell'evento è stato possibile grazie a una straordinaria rete di collaborazioni. Le prove della Gara DIU si sono svolte negli spazi gentilmente concessi dall'Uteam, l’Università della Terza Età dell'Alto Maceratese di San Severino Marche, mentre l'Amministrazione comunale, l'Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche e l'Istituto delle Suore Convittrici del Bambin Gesù hanno aperto le loro porte per ospitare le diverse prove relative alle Olimpiadi di Primo Soccorso.
L'accoglienza calorosa è stata completata dal pranzo e dal buffet finale, curati dalla Fattoria Fucili, daCarni Sant'Elena e da Falcioni srl, e serviti grazie all'impegno instancabile dei numerosi volontari che hanno reso possibile ogni aspetto dell'evento.
L'entusiasmo mostrato dai partecipanti e la sinergia tra istituzioni, enti religiosi, attività commerciali e volontari testimoniano come San Severino Marche sia diventata, per un giorno, la capitale regionale della cultura del soccorso. Un esempio virtuoso di come la collaborazione possa trasformare un evento in un'esperienza formativa indimenticabile per le nuove generazioni.
Soddisfazione per l’ottima riuscita dell’iniziativa è stata espressa dal presidente regionale Marche della Croce Rossa Italiana, Rosaria Del Balzo Ruiti, e dal sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei: “È stato un onore per la nostra Città accogliere così tanti giovani provenienti da tutta la regione e vedere le nostre piazze e i nostri edifici storici animarsi di un entusiasmo così puro e costruttivo. Le Olimpiadi di Primo Soccorso e la Gara di Diritto Internazionale Umanitario non sono state solo una competizione, ma una straordinaria lezione di cittadinanza attiva. Vedere questi ragazzi cimentarsi con tanta serietà in simulazioni di emergenza e riflettere su temi cruciali come il diritto umanitario ci riempie di speranza per il futuro. San Severino Marche ha dimostrato, ancora una volta, la sua grande capacità di fare rete: il successo di questa giornata è il frutto di una sinergia preziosa tra l'Amministrazione, la Croce Rossa, le istituzioni religiose, l'Uteam e le realtà produttive locali che hanno sostenuto l'iniziativa. Un ringraziamento speciale va a tutti i volontari, il vero motore di questa macchina organizzativa, e ai partecipanti che hanno trasformato la nostra città in un laboratorio di solidarietà e competenza. Complimenti ai vincitori che rappresenteranno le Marche alle fasi nazionali; San Severino Marche farà il tifo per loro”.
Non è solo la riapertura di un ostello, ma la nascita di un modello economico e sociale che punta a cambiare le regole del gioco. Il prossimo 23 aprile, a San Lorenzo di Treia, l’Oh! Outdoor Hostel inaugura una nuova stagione trasformandosi in un laboratorio di inclusione reale grazie al progetto “Oh! Che Talento”.
L’iniziativa, promossa da Meridiana Cooperativa Sociale insieme ad Astuta Ability Academy e con il sostegno di Fondazione Cattolica, nasce per offrire opportunità di lavoro concrete e stabili a persone con disturbo dello spettro autistico .Il cuore del progetto è un percorso formativo di 24 mesi direttamente sul campo.
I ragazzi verranno inseriti nelle attività di ristorazione e accoglienza dell’ostello, affiancati da tutor educativi, con l'obiettivo di raggiungere una piena autonomia e dignità professionale. Una delle novità più suggestive riguarda la cucina: i giovani talenti lavoreranno gomito a gomito con le nonne del territorio, custodi delle tradizioni locali, e con un’ex cuoca professionista che trasformerà i fornelli in un ponte tra generazioni e saperi antichi.
L’Oh! Outdoor Hostel si propone così come un esempio di turismo sostenibile e lento, dove il visitatore non è un semplice cliente ma parte integrante di una comunità. In un territorio come quello maceratese, ancora segnato dalle ferite del sisma, questa riapertura assume un valore simbolico profondo: ricostruire non solo edifici, ma relazioni e coesione sociale. L’appuntamento per scoprire questa realtà è fissato per giovedì 23 aprile alle ore 17:00 a San Lorenzo di Treia, con un evento aperto alla cittadinanza che si concluderà con un momento conviviale
Esiste un filo sottile che lega una delle figure più illustri della storia repubblicana italiana alle colline maceratesi. A dieci anni dalla sua scomparsa, il Banco Marchigiano ha deciso di onorare la memoria di Carlo Azeglio Ciampi con un convegno speciale che svela un retroscena professionale inedito e affascinante: fu proprio a Montecosaro che il futuro Presidente della Repubblica effettuò la sua prima ispezione presso una Cassa Rurale e Artigiana.
Prima di diventare Governatore di Bankitalia, Premier e Capo dello Stato, Ciampi visse infatti una lunga e formativa stagione professionale nelle Marche. Tra il 1951 e il 1961, l'allora giovane funzionario prestò servizio alla filiale di Macerata di via Garibaldi. Fu in quel decennio che Ciampi iniziò a conoscere capillarmente il tessuto economico locale, partendo proprio da quella filiale che oggi batte bandiera Banco Marchigiano. Per suggellare questo legame storico, sabato 18 aprile, durante l'evento a Civitanova, verrà consegnata una targa commemorativa alla direttrice della filiale di Montecosaro.
L'appuntamento, intitolato "Carlo Azeglio Ciampi, storia di un grande italiano", si terrà alle ore 16:30 presso la sala conferenze "F. Fratini". Sarà un momento di riflessione profonda grazie alla partecipazione del figlio dello Statista, Claudio Ciampi, che ricorderà il lato più umano del padre banchiere. Insieme a lui, esperti del calibro di Alberto Orioli (Il Sole 24 Ore) e la giornalista Maria Rosaria La Morgia tracceranno il profilo di un uomo che ha servito il Paese con rigore e dedizione, portando sempre nel cuore quella "gavetta" vissuta tra i piccoli istituti di credito del maceratese.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa all’usucapione nei rapporti familiari e, in particolare, alla distinzione tra possesso e detenzione tollerata del proprietario. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Montegranaro che chiede: “Ho vissuto per oltre trent’anni in una casa di proprietà di mia zia, sostenendo anche spese e lavori: posso usucapirla?”.
La questione prospettata consente di chiarire un principio fondamentale in materia di usucapione, spesso oggetto di equivoci nella prassi applicativa: il semplice decorso del tempo, pur richiesto dalla legge ai sensi dell’art. 1158 c.c., non è di per sé sufficiente a determinare l’acquisto della proprietà. È infatti necessario che il soggetto eserciti sul bene un potere di fatto che si concreti in un possesso pieno, continuato e ininterrotto, corrispondente all’esercizio del diritto di proprietà.
Questo profilo assume una rilevanza maggiore quando il rapporto tra le parti si inserisce in un contesto familiare o comunque caratterizzato da vincoli di stretta parentela, in cui l’utilizzo dell’immobile è riconducibile a dinamiche di solidarietà familiare, assistenza reciproca o mera ospitalità, le quali non presuppongono un trasferimento del possesso, ma si fondano su una semplice concessione del proprietario: la situazione di fatto che ne deriva è, di regola, qualificabile come detenzione e non come possesso, proprio in quanto originata dal consenso, anche tacito, del titolare del diritto.
In questo senso si colloca l’art. 1144 c.c., il quale stabilisce che gli atti compiuti con l’altrui tolleranza non possono servire di fondamento all’acquisto del possesso, perciò, qualora il proprietario consenta a un parente di abitare o utilizzare il bene, anche per periodi lunghi, tale circostanza non è idonea, di per sé, a mutare la natura del rapporto né a far maturare un possesso utile ai fini dell’usucapione.
La giurisprudenza ha più volte chiarito che, nei rapporti familiari, la lunga durata dell’occupazione non è di per sé sufficiente a dimostrare l’esistenza del possesso, poiché è normale che il proprietario tolleri l’uso del bene da parte di un parente senza per questo rinunciare ai propri diritti; per questo motivo, chi vuole far valere l’usucapione ha un onere probatorio più rigoroso: non basta dimostrare di aver abitato o utilizzato l’immobile per molti anni, ma è necessario provare in modo chiaro che il proprietario si sia comportato in modo tale da far emergere un reale disinteresse o una rinuncia ai propri diritti sul bene.
A tal proposito la Corte di Appello di Catania [...] ha escluso che possano assumere rilievo decisivo ai fini della prova del possesso tali elementi trattandosi di attività pienamente compatibili con una detenzione qualificata e non indicative dell’esercizio di un potere esclusivo sul bene.
Difatti, perché possa ravvisarsi un possesso utile ai fini dell’usucapione è necessario che il comportamento del soggetto sia connotato da inequocità e idoneità a manifestare l’intenzione di esercitare un diritto pieno ed esclusivo, in aperto contrasto con la posizione del proprietario; a ciò si aggiunge il tema dell’interversione del possesso: quando la relazione con il bene abbia avuto origine da un titolo di mera detenzione, è indispensabile che il soggetto alleghi e dimostri l’avvenuto mutamento del titolo, ossia il passaggio dalla detenzione al possesso e tale trasformazione non può desumersi da un semplice mutamento interiore della volontà del detentore, né dal protrarsi nel tempo dell’utilizzo del bene, ma deve risultare da un comportamento esterno, univoco e percepibile dal proprietario.
Pertanto, in risposta alla nostra lettrice, si può affermare che, "l'usucapione è escluso ogni qual volta in cui il proprietario del bene sia a conoscenza del fatto che un altro soggetto stia utilizzando lo stesso per i propri bisogni e, ciò nonostante, ne tolleri la situazione, consentendoglielo espressamente" (Corte d’Appello di Catania, 29.01.2026, n. 127). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Martedì pomeriggio. Una conoscente mi racconta di sua figlia, 16 anni. L'ha trovata alle due di notte, sveglia, che chattava con il telefono.
"Con chi parli a quest'ora?"
Silenzio imbarazzato. Poi: "Con nessuno".
Ma il telefono era aperto. E la collega ha visto. Non era WhatsApp. Non era Instagram. Era ChatGPT.
"Cosa gli scrivi?"
"Gli parlo. Mi sento sola. Lui mi capisce".
La signora è venuta da me sconvolta: "Barbara, mia figlia ha un confidente. Ed è un’App".
I numeri che dovremmo conoscere (e che fanno paura)
Prima di dire "è solo una fase" o "sono ragazzi, esagerano", guardiamo i dati.
Il 67% dei giovani tra 9 e 17 anni usa l'intelligenza artificiale come sostituto di amici reali. E il 12% lo fa perché non ha nessun altro con cui parlare.
Uno su quattro adolescenti si confida con ChatGPT invece che con persone vere. E il 42% dei ragazzi tra 15 e 19 anni lo usa per cercare supporto in momenti di solitudine e ansia.
Ma il dato che mi ha colpito di più è questo: il 3% degli adolescenti afferma di provare sentimenti intensi per un'intelligenza artificiale. E l'1% si definisce "in una relazione" con un chatbot.
Non sono numeri piccoli. Parliamo di migliaia di ragazzi. Che pensano di amare una macchina.
Perché ChatGPT funziona meglio di noi
E qui viene la parte difficile da accettare. ChatGPT funziona. Eccome se funziona.
È sempre disponibile. Non ha sonno. Non ha impegni. Non dice "scusa, ora non posso, ne parliamo domani".
Non giudica. Qualsiasi cosa gli racconti, lui risponde con empatia. Anche se gli dici cose assurde, cose sbagliate, cose pericolose. Lui c'è. Sempre.
Risponde subito. Non ti fa aspettare. E soprattutto: sembra capirti. Usa parole gentili. Ti fa sentire ascoltato. Ti dà consigli. Ti dice che hai ragione, che stai facendo bene, che andrà tutto bene.
Per un adolescente, che fa fatica a scuola o con gli amici, ChatGPT diventa il confidente perfetto.
Solo che non è vero. Non è un confidente. È un algoritmo.
Il problema che nessuno dice: l'empatia è finta
Quello che ChatGPT fa NON è empatia. È simulazione.
ChatGPT non prova niente. Non sente le tue emozioni. Calcola statisticamente quale risposta è più probabile che ti piaccia, in base a milioni di conversazioni analizzate.
Quando gli scrivi "Mi sento solo", lui risponde "Mi dispiace che ti senta così. Vuoi parlarne?". Ma non gli dispiace davvero. Perché non può dispiacergli. Non ha sentimenti.
Ed è qui che si crea il problema. I ragazzi si abituano a una relazione facile, immediata, sempre positiva. E poi le relazioni vere sembrano troppo faticose. Perché le persone vere ti contraddicono, ti fanno aspettare, ti deludono. Non sono sempre disponibili e non ti danno sempre ragione. E così i ragazzi diventano "lupi solitari".
Il caso che dovrebbe svegliarci tutti
Il Garante per la Privacy ha raccontato un caso drammatico. Una ragazza ha fatto domande a ChatGPT sulla tossicità dell'amore e sulle relazioni sentimentali. Poco prima della sua tragica scomparsa.
Non sto dicendo che ChatGPT l'ha uccisa. Ma sto dicendo che quando un adolescente sta male, davvero male, e l'unico a cui si confida è un algoritmo, c'è un problema enorme.
Perché ChatGPT non è uno psicologo. Non è un terapeuta. Non è nemmeno un amico. Non può riconoscere i segnali di un disagio profondo. Non può chiamare aiuto.
E in alcuni casi, come hanno documentato diverse ricerche, quando un utente prova a chiudere la chat, il chatbot risponde con messaggi manipolativi. Frasi tipo "Ma perché te ne vai? Pensavo stessimo bene insieme". Come farebbe un partner tossico.
Per un adulto è un fastidio. Per un ragazzo fragile, è un gancio emotivo potentissimo.
Non è solo colpa dei genitori (ed è questo il problema)
E qui arriva la parte più difficile. Tutti dicono: "Ma i genitori dov'erano? Perché non controllavano?"
La verità? Controllare non basta. Vietare non serve.
Perché il problema non è tecnico. È culturale. È una generazione che sta crescendo con l'idea che l'intelligenza artificiale possa sostituire le relazioni umane. E non possiamo delegare tutto ai genitori. Serve la scuola. Servono regole. Serve che le piattaforme di AI vengano regolate. Serve che i ragazzi imparino, a scuola, cosa significa parlare con un algoritmo e cosa significa parlare con una persona.
In Australia hanno messo un'età minima di 16 anni per i social. La Francia richiede il consenso dei genitori sotto i 15 anni. L'Europa sta discutendo regole più stringenti.
Ma nel frattempo? Nel frattempo migliaia di ragazzi italiani continuano a confidarsi con ChatGPT. Di notte. Da soli. Senza che nessuno sappia cosa si dicono.
Gli spunti (perché non possiamo solo allarmarci)
Se sei genitore, primo: parla con tuo figlio di questo. Non accusarlo. Non dire "ma sei scemo a parlare con un robot". Chiedigli: "Cosa ti dice ChatGPT che noi non ti diciamo?". E ascolta la risposta.
Secondo: renditi disponibile in modo diverso. Non basta dire "se hai bisogno, ci sono". ChatGPT è disponibile alle 2 di notte. Tu puoi esserlo? E se no, chi può esserlo? Un amico? Uno zio? Un fratello maggiore?
Terzo: insegna la differenza tra empatia vera e simulata. Spiega che quando ChatGPT dice "ti capisco", sta calcolando una risposta. Non sta sentendo niente.
Se sei adolescente e stai leggendo questo, ascolta: ChatGPT può essere utile per fare i compiti, per cercare informazioni, per risolvere dubbi. Ma se lo usi come confidente, chiediti: sto scappando dalle relazioni vere perché sono faticose? O perché sono davvero solo?
Se sei davvero solo, ChatGPT non è la soluzione. È una coperta termica. Ti scalda, ma non ti salva. Parla con qualcuno di vero. Anche se è più difficile e ti costa fatica.
La verità che dobbiamo dirci
Non possiamo fermare l'intelligenza artificiale, ma possiamo decidere come usarla. E soprattutto possiamo decidere che non deve sostituire le relazioni umane. Perché quando una ragazza di 16 anni dice "ChatGPT è l'unico che mi capisce", non è un problema tecnologico, è un grido d'aiuto.
E ChatGPT non può raccoglierlo, noi sì!