Ferrari "taroccata": sognava il rosso, era grigia. Truffato un maceratese
Cronaca
25/01/2026 09:55

Ferrari "taroccata": sognava il rosso, era grigia. Truffato un maceratese

Per molti la Ferrari è un sogno che si realizza, e quel sogno non può che avere un colore: il rosso corsa. Tuttavia, per un 64enne residente a Macerata, l'acquisto della "rossa" si è trasformato in un incubo burocratico e giudiziario quando ha scoperto che, sotto la vernice fiammante, batteva un cuore decisamente meno iconico. I carabinieri della stazione di Macerata, al termine di una complessa attività d’indagine, hanno denunciato per truffa il titolare di un autosalone in provincia di Reggio Emilia. Si tratta di un 42enne emiliano, già noto alle forze dell’ordine per reati specifici, che nel 2023 aveva venduto al cittadino maceratese una Ferrari F430. L'auto era stata consegnata nel classico colore rosso. Un acquisto importante, suggellato da una trattativa che sembrava regolare. Con il passare dei mesi, però, alcuni piccoli dettagli o forse una semplice intuizione hanno spinto il proprietario a vederci chiaro. L’uomo si è rivolto ad alcune ditte specializzate nel settore delle auto di lusso per effettuare verifiche approfondite sulla carrozzeria e sullo storico del veicolo. Il responso tecnico è stato amaro: la Ferrari uscita dalla fabbrica di Maranello non era affatto rossa. Il colore originale era un grigio argento, poi "coperto" da una riverniciatura totale per renderla più appetibile (e probabilmente costosa) sul mercato dell'usato. Sentendosi raggirato, il 64enne si è presentato alla caserma di via Di Pietro per sporgere denuncia. I militari dell'Arma hanno ricostruito la filiera della vendita, incrociando i documenti dell’autosalone reggiano con i numeri di telaio e le certificazioni della casa madre. Una volta accertata la discrepanza tra le caratteristiche reali del mezzo e quelle dichiarate all'atto dell'acquisto, per il rivenditore 42enne è scattata la denuncia a piede libero all'autorità giudiziaria. Ora l'uomo dovrà rispondere del reato di truffa, mentre per il collezionista maceratese resta l'amarezza di aver pagato per un'icona che, nella realtà, nascondeva una livrea ben diversa da quella desiderata.

Ferrari "taroccata": sognava il rosso, era grigia. Truffato un maceratese

Ferrari "taroccata": sognava il rosso, era grigia. Truffato un maceratese
25/01/2026 09:55

Per molti la Ferrari è un sogno che si realizza, e quel sogno non può che avere un colore: il rosso corsa. Tuttavia, per un 64enne residente a Macerata, l'acquisto della "rossa" si è trasformato in un incubo burocratico e giudiziario quando ha scoperto che, sotto la vernice fiammante, batteva un cuore decisamente meno iconico. I carabinieri della stazione di Macerata, al termine di una complessa attività d’indagine, hanno denunciato per truffa il titolare di un autosalone in provincia di Reggio Emilia. Si tratta di un 42enne emiliano, già noto alle forze dell’ordine per reati specifici, che nel 2023 aveva venduto al cittadino maceratese una Ferrari F430. L'auto era stata consegnata nel classico colore rosso. Un acquisto importante, suggellato da una trattativa che sembrava regolare. Con il passare dei mesi, però, alcuni piccoli dettagli o forse una semplice intuizione hanno spinto il proprietario a vederci chiaro. L’uomo si è rivolto ad alcune ditte specializzate nel settore delle auto di lusso per effettuare verifiche approfondite sulla carrozzeria e sullo storico del veicolo. Il responso tecnico è stato amaro: la Ferrari uscita dalla fabbrica di Maranello non era affatto rossa. Il colore originale era un grigio argento, poi "coperto" da una riverniciatura totale per renderla più appetibile (e probabilmente costosa) sul mercato dell'usato. Sentendosi raggirato, il 64enne si è presentato alla caserma di via Di Pietro per sporgere denuncia. I militari dell'Arma hanno ricostruito la filiera della vendita, incrociando i documenti dell’autosalone reggiano con i numeri di telaio e le certificazioni della casa madre. Una volta accertata la discrepanza tra le caratteristiche reali del mezzo e quelle dichiarate all'atto dell'acquisto, per il rivenditore 42enne è scattata la denuncia a piede libero all'autorità giudiziaria. Ora l'uomo dovrà rispondere del reato di truffa, mentre per il collezionista maceratese resta l'amarezza di aver pagato per un'icona che, nella realtà, nascondeva una livrea ben diversa da quella desiderata.

Cronaca

Macerata, coinvolto in un'organizzazione di spaccio: 30enne espulso dall'Italia

Macerata, coinvolto in un'organizzazione di spaccio: 30enne espulso dall'Italia

24/01/2026 13:16

Nella giornata di giovedì 22 gennaio personale della Questura di Macerata ha eseguito l’espulsione coattiva di un cittadino marocchino di 30 anni, destinatario di un decreto di espulsione emesso dal prefetto di Macerata il 21 gennaio 2026 per gravi motivi di sicurezza pubblica, e di un decreto di revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, disposto il giorno precedente dal questore. L’uomo, già condannato per reati legati alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti, è attualmente indagato per analoghi reati nell’ambito di un sodalizio criminale composto da altre 18 persone. Nel maggio 2025, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Macerata aveva emesso una misura cautelare nei confronti del gruppo, concedendo successivamente il nulla osta all’espulsione dell’uomo. Dopo essere stato rintracciato grazie all’intensificazione dei controlli disposti dal questore, il cittadino marocchino è stato accompagnato alla frontiera aerea di Bologna, dove è stato imbarcato su un volo diretto a Casablanca, scortato da personale specializzato nelle operazioni di sicurezza internazionale. L’esecuzione dell’espulsione è avvenuta nel pomeriggio del 22 gennaio, convalidata dal Giudice di Pace di Macerata.    

Cingoli, tre minorenni sorpresi in una sala slot: titolari denunciati e locale chiuso

Cingoli, tre minorenni sorpresi in una sala slot: titolari denunciati e locale chiuso

24/01/2026 12:30

I Carabinieri della Stazione di Cingoli hanno denunciato i titolari di una sala slot locale per gravi violazioni del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.). L’intervento è scattato durante controlli mirati sul rispetto delle norme relative alle sale da gioco. Durante l’ispezione, i militari hanno riscontrato diverse irregolarità, tra cui la mancata presenza del personale addetto alla vigilanza, obbligatorio secondo la licenza rilasciata dalla Questura di Macerata. Particolare gravità ha assunto la scoperta di tre minorenni all’interno della sala, uno dei quali intento a giocare a un videopoker. L’accesso e l’uso degli apparecchi da gioco da parte dei minori è vietato dalla legge, a tutela dei soggetti più vulnerabili. A seguito dei controlli, ai titolari è stata contestata una sanzione amministrativa di 6.666 euro. Inoltre, le autorità competenti sono state informate per l’adozione della sanzione accessoria prevista dalla normativa: la chiusura temporanea della sala slot per un periodo compreso tra 10 e 30 giorni.  

Attualità

Dopo le feste, l’intestino ringrazia: come i cibi fermentati aiutano a digerire meglio

Dopo le feste, l’intestino ringrazia: come i cibi fermentati aiutano a digerire meglio

24/01/2026 17:04

Dopo le feste, è comune avvertire gonfiore e senso di pesantezza, ma la soluzione non sempre è togliere, a volte può essere utile aggiungere. Ad esempio, inserire nella dieta alimenti fermentati può aiutare a riequilibrare il microbiota e sostenere la salute intestinale. Durante il periodo natalizio, tra cibi ricchi, dolci e alcol, l’intestino è sottoposto a stress e può rispondere con gonfiore, digestione rallentata e senso di pesantezza. Invece di concentrarsi solo sulle restrizioni, può essere più efficace introdurre piccole porzioni quotidiane di alimenti fermentati, che favoriscono la diversità del microbiota, migliorano la funzione digestiva e aiutano a modulare l’infiammazione intestinale. Gli alimenti fermentati nascono da un processo naturale in cui batteri e lieviti trasformano zuccheri e amidi in acidi organici e altri composti, rendendo il cibo più stabile, gustoso e ricco di microbi vivi e metaboliti bioattivi. Non si tratta solo di nutrienti potenziati o vitamine aggiunte: questi microrganismi interagiscono con l’ecosistema intestinale, promuovendo una maggiore diversità microbica, un indicatore chiave di benessere digestivo e immunitario. La scienza conferma i benefici di un consumo regolare di fermentati. Studi controllati mostrano che chi aumenta l’assunzione di yogurt, kefir, kimchi, kombucha e simili presenta una diversità microbica più elevata e livelli più bassi di proteine infiammatorie rispetto a chi modifica solo l’apporto di fibra. Yogurt e kefir, ad esempio, contengono ceppi di Lactobacillus e Bifidobacterium che supportano la barriera intestinale, rendono la digestione più agevole e possono modulare la risposta immunitaria. Ma gli alimenti fermentati non sono solo “probiotici”: offrono anche metaboliti bioattivi, come acidi organici e vitamine, che nutrono i batteri già presenti nell’intestino e ne migliorano la funzionalità. Sono quindi una fonte completa di molecole e microrganismi che favoriscono un microbioma più resiliente e performante. Non serve stravolgere la dieta per trarne beneficio. Piccoli aggiustamenti quotidiani, come uno yogurt naturale a colazione, una porzione di kimchi a cena o una zuppa con miso o tempeh, possono arricchire il piatto e sostenere il microbiota senza ricorrere a integratori costosi o diete drastiche. Anche bevande fermentate a base vegetale, come il kombucha, possono sostituire in modo salutare bibite zuccherate e dare un piccolo contributo alla salute intestinale. Dopo le feste, quindi, invece di pensare a cosa eliminare, può essere più utile concentrarsi su cosa aggiungere: alimenti fermentati semplici e naturali che sostengono l’intestino e favoriscono benessere, energia stabile e digestione più confortevole. Piccoli cambiamenti quotidiani possono fare la differenza, e se il tuo corpo ha esigenze particolari, come nel caso di sindrome dell’intestino irritabile, SIBO o intolleranze specifiche, è sempre consigliabile personalizzare l’introduzione di questi alimenti con il supporto di un professionista.

Abbandono dei rifiuti, scatta la tolleranza zero: a Civitanova arrivano le video-fototrappole

Abbandono dei rifiuti, scatta la tolleranza zero: a Civitanova arrivano le video-fototrappole

24/01/2026 10:00

Finita la fase della sensibilizzazione, a Civitanova Marche si passa all’azione. L’Amministrazione comunale ha deciso di dichiarare guerra al degrado e all’abbandono indiscriminato dei rifiuti, inaugurando una nuova stagione di “tolleranza zero”. Al centro della strategia, accanto a una imminente campagna di comunicazione visiva, c’è la tecnologia: nei prossimi giorni entrerà infatti pienamente in funzione un progetto sperimentale triennale che prevede l’utilizzo di video-fototrappole mobili per individuare e sanzionare i cosiddetti “furbetti del sacchetto”. Non si tratterà di telecamere fisse, facilmente individuabili e aggirabili, ma di un sistema dinamico e itinerante. Come previsto dal Nuovo Regolamento comunale sulla videosorveglianza, i dispositivi verranno spostati ciclicamente e posizionati nelle aree più critiche sotto il profilo dell’abbandono dei rifiuti. La mappa dei controlli è già stata tracciata: sotto la lente della Polizia Locale finiranno diverse zone della città, tra cui – a titolo esemplificativo – via Tripoli, via Battisti, via Conchiglia, via Molise, via Duca degli Abruzzi, piazza Nassiriya e le intersezioni di via San Costantino. Il Comune tiene però a precisare che tutto avverrà nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. Nessun “Grande Fratello” nascosto: la presenza delle fototrappole sarà sempre segnalata da apposita cartellonistica, posizionata prima del raggio d’azione delle telecamere, come imposto dalle regole europee e dal regolamento comunale. L’obiettivo non è fare cassa, ma educare, prevenire e, quando necessario, punire chi continua a non rispettare le regole. Le regole del conferimento: cosa si rischia davvero Per capire a cosa va incontro chi sbaglia, è necessario tornare alle Ordinanze dirigenziali n. 34 e 35 del 2016, che disciplinano in modo puntuale il conferimento dei rifiuti. Il principio è semplice: non basta differenziare, bisogna farlo nei giorni, negli orari e con le modalità corrette. Per le utenze domestiche la finestra temporale per l’esposizione dei rifiuti è molto ristretta e non ammette deroghe, salvo casi specifici nelle zone rurali per motivi logistici, dove comunque il sacchetto deve essere lasciato sulla via pubblica e utilizzando esclusivamente i sacchetti previsti. Regole ancora più stringenti valgono per le utenze non domestiche, come attività commerciali e produttive, spesso responsabili di grandi quantitativi di scarti. L’Ordinanza n. 35, ad esempio, impone che gli imballaggi in cartone vengano piegati, legati e privati di impurità (polistirolo, nylon o altri materiali) prima dell’esposizione, nel rispetto degli orari stabiliti per ciascuna zona. Chi viene sorpreso a conferire correttamente il rifiuto ma nel giorno sbagliato o fuori orario incorre nella sanzione amministrativa base prevista dalle ordinanze: 50 euro. Una cifra contenuta, pensata per colpire disattenzione e superficialità. Diverso il discorso quando il comportamento produce degrado urbano. In questi casi entra in gioco il Regolamento di Polizia Urbana: l’articolo 16, ad esempio, punisce chi accumula rifiuti, sterpaglie o oggetti nelle proprie pertinenze creando situazioni di incuria e rischio igienico-sanitario. Qui la sanzione può arrivare fino a 160 euro. Particolarmente severa è la normativa contro una pratica purtroppo diffusa: abbandonare i rifiuti accanto ai cestini gettacarte o ai cassonetti stradali. In questo caso non si parla più di semplice violazione comunale: il Testo Unico dell’Ambiente prevede una sanzione amministrativa che va da 1.000 a 3.000 euro. Ancora più grave è l’abbandono di rifiuti nell’ambiente o in discariche abusive, che da alcuni anni costituisce un vero e proprio reato penale anche per i cittadini privati. Chi abbandona rifiuti in fossi, campagne o aree non autorizzate rischia un’ammenda da 1.500 a 18.000 euro o, nei casi più gravi, la reclusione fino a cinque anni. Se i rifiuti sono pericolosi, la pena va da uno a cinque anni di carcere. Per le imprese le sanzioni sono ancora più severe, con arresto o ammende fino a 27.000 euro e pene detentive che possono superare i cinque anni. Un dettaglio spesso sottovalutato riguarda le sanzioni accessorie: in determinate circostanze, oltre alle multe o alle pene penali, possono scattare anche la sospensione della patente, il fermo del veicolo o addirittura la confisca. «L’adozione delle fototrappole rappresenta un salto di qualità nella nostra capacità di controllo del territorio», spiega il comandante della Polizia Locale, Cristian Lupidi. «Non si tratta solo di elevare sanzioni, ma di attuare una deterrenza efficace: chi utilizza il proprio veicolo per trasformare la città in una discarica deve sapere che rischia concretamente di restare a piedi e di finire denunciato».   Sulla stessa linea l’assessore al Decoro Urbano e all’Ambiente, Giuseppe Cognigni: «Vogliamo lanciare un messaggio chiaro: Civitanova deve essere più pulita e più bella. Questo sistema serve a tutelare la stragrande maggioranza dei cittadini che rispettano le regole e a isolare chi continua a non farlo. Oggi abbiamo strumenti tecnologici e normativi efficaci, e li useremo fino in fondo».

Politica

Intervista a Gabriele Micarelli: "Ascoltiamo i cittadini. Chi è credibile per loro come Sindaco?" (SONDAGGIO)

Intervista a Gabriele Micarelli: "Ascoltiamo i cittadini. Chi è credibile per loro come Sindaco?" (SONDAGGIO)

24/01/2026 19:43

Gabriele Micarelli, ex candidato sindaco di Macerata, riflette sulla situazione politica della città. Dalla sua esperienza nel civismo alle idee per rafforzare il coinvolgimento dei cittadini, Micarelli offre spunti concreti per capire come rilanciare la partecipazione civica. Negli anni lei è stato spesso presente nel dibattito civico maceratese. Oggi invece è più defilato. Come guarda alla situazione attuale? La guardo con l’occhio di chi ha partecipato, ma oggi non è coinvolto direttamente. Negli anni ho preso parte per quattro volte alle elezioni amministrative, sempre nel mondo del civismo, mettendoci la faccia. Alle ultime elezioni mi sono candidato addirittura con una sola lista, in modo consapevole, senza alcuna ambizione personale, come gesto di testimonianza. Oggi sono fuori da tutto da tempo e forse proprio per questo riesco a osservare le cose con maggiore distacco. In questi giorni il dibattito politico locale è piuttosto acceso, ma anche frammentato. Che impressione ha da cittadino? Da cittadino percepisco una certa confusione. Si leggono articoli, nomi, ipotesi, incontri, posizionamenti, ma il quadro complessivo non è ancora chiaro. È una situazione che ho già visto in passato e che spesso produce lo stesso effetto: le persone faticano a sentirsi coinvolte e finiscono per allontanarsi. Secondo lei qual è il rischio principale in questa fase? Il rischio è che tutto resti confinato dentro dinamiche politiche che il cittadino osserva dall’esterno. Quando i nomi arrivano già definiti, quando le scelte sembrano maturare lontano dalla vita quotidiana della città, cresce la sensazione di subire più che partecipare. Ed è da lì che nasce la disaffezione. Lei ha sempre difeso il valore del civismo. Oggi che ruolo può avere? Il civismo non è un’alternativa ai partiti, è un complemento. Serve soprattutto nei momenti in cui la politica fatica a leggere il territorio. Può aiutare a riportare l’attenzione sulle persone, sulla fiducia, sulla credibilità quotidiana. Lei usa spesso l’immagine delle “chiavi della città”. Perché? Perché rende bene l’idea. Il sindaco è la persona a cui affidi ciò che hai di più caro. Quando dai le chiavi di casa a qualcuno, non lo fai per appartenenza, ma per fiducia. Cosa proporrebbe lei di fare? In modo naturale e forse banale mi piacerebbe poter ascoltare direttamente i cittadini. Non per scegliere un candidato, ma per capire quali persone della società civile godono di fiducia reale. Ad esempio con un semplice sondaggio. Può essere uno strumento utile anche alla politica? Assolutamente sì. Non sostituisce i partiti e non indica candidature, ma può offrire un’indicazione utile a tutti gli schieramenti, di destra e di sinistra. Può aiutare a individuare nomi proposti direttamente dai cittadini. Reputerebbe quindi utile ascoltare i cittadini tramite un sondaggio sui nostri canali web? Perché no! Esatto. Un modo semplice e trasparente per dire: prima dei nomi ufficiali, ascoltiamo i maceratesi. Poi ognuno farà le proprie valutazioni.   E quindi domanda per i nostri lettori. Quale persona della società civile maceratese potrebbe essere indicata come figura affidabile per la guida della città di Macerata? Nota: Le segnalazioni non costituiscono candidature né indicazioni di voto, ma un contributo civico utile alla riflessione pubblica.  

Sanità

Primari in pensione all'ospedale di San Severino, l'Ast: "Continuità assistenziale sempre garantita”

Primari in pensione all'ospedale di San Severino, l'Ast: "Continuità assistenziale sempre garantita”

23/01/2026 11:00

L’Azienda sanitaria territoriale di Macerata interviene per fare chiarezza sulla situazione dell’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche, a seguito del collocamento in quiescenza di due primari storici: il dottor Ramovecchi, direttore di Oculistica, e il dottor Alesiani, alla guida dell’Ematologia. «Intendiamo rassicurare i cittadini sul fatto che i primari che hanno raggiunto l’età pensionabile, come avviene abitualmente, sono e saranno sostituiti senza rischi per la continuità assistenziale, che viene sempre garantita», si legge nella nota ufficiale dell’Ast. Per quanto riguarda il reparto di Oculistica, il capo del Dipartimento Traumatologico e Specialistico, dottor Cesare Carlucci, spiega che nel mese di dicembre è stato già assunto un nuovo dirigente medico oculista destinato alla struttura di San Severino. Nel frattempo, la direzione del reparto è affidata al facente funzioni dottor Giuliano Finicelli, in attesa dell’espletamento del concorso per il direttore dell’Unità Operativa Complessa.«Le attività ambulatoriali e chirurgiche – precisa Carlucci – sono rimaste invariate, inclusi la continuità assistenziale e operatoria, i trapianti di cornea, i percorsi di riferimento e il numero di posti letto dedicati». Sul fronte Ematologia, il neo direttore del Dipartimento Onco-Ematologico, dottor Nicola Battelli, chiarisce che tutte le attività ambulatoriali e di Day Hospital precedentemente svolte a San Severino sono state temporaneamente garantite presso la sede di Civitanova, grazie anche alla collaborazione con l’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna. A partire dal 1° febbraio, l’attività ematologica sarà assicurata sia a San Severino che a Macerata con cadenza settimanale, con la possibilità di un potenziamento legato alle prossime assunzioni di personale medico specialistico, attualmente in fase concorsuale. Infine, in merito alla sospensione degli interventi chirurgici programmati dal 1° dicembre, il capo del Dipartimento di Chirurgia, dottor Stefano De Luca, spiega che si tratta di una riorganizzazione annuale legata al periodo delle festività natalizie. «In questo periodo – sottolinea – l’attività chirurgica dell’Ast di Macerata viene rimodulata nei quattro presidi ospedalieri, garantendo le urgenze e gli interventi ad alta priorità clinica, anche per consentire al personale di usufruire delle ferie e per la fisiologica riduzione della domanda da parte dell’utenza». Sono stati rinviati e riprogrammati nel mese di gennaio otto interventi a bassa priorità clinica, senza che si siano registrate criticità. L’attività di chirurgia programmata in regime di day e week surgery resterà comunque garantita, in linea con l’organizzazione prevista dall’Atto Aziendale, confermando il ruolo dell’Ospedale di San Severino all’interno del sistema sanitario regionale.

Veterinari in prima linea contro zoonosi e antibiotico-resistenza

Veterinari in prima linea contro zoonosi e antibiotico-resistenza

22/01/2026 15:34

Il 25 gennaio 2026 si celebra la Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, istituita con la Legge n. 49 del 1° aprile 2025, con l’obiettivo di promuovere la consapevolezza del ruolo fondamentale della medicina veterinaria preventiva all’interno dell’approccio integrato “One Health”, che riconosce l’interconnessione tra la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente. In un contesto globale segnato da sfide sempre più complesse – dalle pandemie alle zoonosi emergenti, dall’antibiotico-resistenza agli effetti del cambiamento climatico – la prevenzione veterinaria rappresenta un presidio scientifico essenziale per la tutela della salute pubblica. «La Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria è un appuntamento di grande valore sociale – afferma il dottor Alberto Tibaldi, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Ast di Macerata – perché unisce competenze scientifiche, informazione e partecipazione attiva dei cittadini con un unico obiettivo: proteggere la salute di tutti». Il dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria di Macerata svolge quotidianamente un’attività sanitaria complessa e articolata, basata su un approccio “One Health” sostenibile, capace di garantire l’equilibrio nel delicato rapporto tra uomo, animali ed ecosistemi. I medici veterinari operano a tutela della salute pubblica, del benessere animale e della sicurezza degli alimenti di origine animale che arrivano sulle nostre tavole. Dietro ogni allevamento, ogni filiera produttiva e ogni alimento di origine animale esiste un sistema rigoroso di controlli sanitari, fondato su normative europee e nazionali, evidenze scientifiche, dati epidemiologici e analisi del rischio. Un lavoro spesso invisibile, ma determinante per prevenire malattie e garantire standard elevati di sicurezza. L’attività dei veterinari è ampia e diversificata: dalla verifica del corretto uso dei farmaci negli animali alla tutela delle condizioni di igiene e benessere negli allevamenti, dal contenimento dell’impatto ambientale delle attività zootecniche alla vaccinazione di massa, fino alla sorveglianza su vettori e animali sentinella per individuare precocemente l’insorgenza di malattie e interrompere il passaggio di agenti patogeni dal mondo animale all’uomo. La prevenzione veterinaria è un lavoro quotidiano, frutto di competenze altamente specialistiche, che si concretizza in prestazioni sanitarie, attività di educazione e promozione di un corretto rapporto uomo–animale, oltre che in un costante dialogo con cittadini e comunità. Un vero e proprio scudo contro le malattie infettive comuni a uomini e animali, come l’antimicrobico-resistenza e le epizoozie.   «Il riconoscimento ufficiale di questa giornata – dichiara il dottor Alessandro Marini, direttore generale dell’AST di Macerata – rappresenta un passo importante per valorizzare il ruolo dei medici veterinari e delle strutture sanitarie di riferimento. Allo stesso tempo, trasmette alla cittadinanza un messaggio chiaro di responsabilità condivisa: promuovere comportamenti virtuosi, sostenere la scienza e costruire insieme una solida cultura della prevenzione».

Sport

Settempeda domina il Borgo Mogliano e torna alla vittoria consolidando il quarto posto

Settempeda domina il Borgo Mogliano e torna alla vittoria consolidando il quarto posto

24/01/2026 19:05

Riparte di slancio la Settempeda tornando alla vittoria nella sfida casalinga contro la matricola terribile Borgo Mogliano. Successo netto e meritato per i biancorossi che hanno la meglio su di un avversario tosto e temuto (metà classifica con 24 punti) che ha cercato di metterla sul ritmo e sulla fisicità, ma dopo mezz’ora la sfida è andata nettamente dalla parte dei locali che, una volta sbloccato il punteggio, hanno avuto vita facile senza che il Borgo potesse trovare contromisure. Match praticamente deciso all’intervallo (al riposo 3-0) con il rapido tris firmato dai biancorossi nel giro di appena sei minuti (dal 38’ al 44’ grazie ad azioni pregevoli e finalizzate al meglio dopo aver fallito in precedenza almeno due grosse occasioni); secondo tempo poi una formalità, con assoluto e totale controllo della Settempeda che si è messa in modalità gestione senza forzare e senza spendere energie arrivando al triplice fischio senza patemi. Buone risposte da tutti i protagonisti: vogliamo citare però i due attaccanti entrambi a bersaglio (Tulli a quota 8 reti e Guermandi a 6), ottimo Pagliari al primo centro in campionato, puntuale Montanari che usa il suo ottimo sinistro per calare il poker. Nota di merito poi per Lorenzo Giulietti, il portiere classe 2007 oggi schierato titolare e capace di mettersi in luce con due interventi preziosi dimostrando così personalità nel superare il brutto ricordo della sfortunata partita di tutta la squadra a Corridonia. Settempeda che torna al quarto posto consolidandosi in zona play off, obiettivo che vivrà uno snodo importante sabato prossimo quando sarà di scena il derby a Camerino (31 gennaio ore 15.00) match con in palio punti importanti per entrambe. LA CRONACA – Riapre il Soverchia per ospitare di nuovo la Settempeda che riceve il neopromosso Borgo Mogliano, squadra autentica sorpresa in positivo del torneo con la sua posizione di metà classifica. Per i biancorossi è categorico cercare il successo, perché altre frenate potrebbero ingarbugliare la strada verso i play off. Mister Pierantoni, senza Perez, ritrova Dutto e Montanari e va a scegliere un modulo diverso dando anche fiducia tra i pali al 2007 Giulietti che è alla seconda presenza nel torneo; mister Eleuteri (in tribuna per squalifica), opera tre cambi rispetto al turno precedente: fuori Ismani, Tarulli, Castelli e Trabelsi vanno dentro Foresi, Andreozzi e gli under Benigni e Capodacqua. Inizio di partita con ritmi non eccelsi, le due squadre si studiano e sono molto attente. Regna equilibrio. La Settempeda manovra e tiene palla e quando può affonda come al 12’ quando Guermandi appoggia a Tulli il cui tiro è impreciso. Due minuti dopo locali vicinissimi al vantaggio: crossa da sinistra, portiere scavalcato, colpo di testa di Guermandi che ha l’unica pecca di fermarsi sulla traversa. Ancora e solo Settempeda (22’): occasionissime per sbloccare il risultato per Dolciottiche, dopo diagonale di Guermandi deviato da Piergiacomi, si ritrova tutto solo a pochi passi dalla linea di porta con il pallone comodo, ma il suo tocco di destro largo oltre il palo di sinistra. Il gol è nell’aria per i locali e arriva puntuale al 38’. Calcio piazzato ben orchestrato da Montanari che finta il cross servendo in area Quadrini che calcia subito, rasoterra toccato da Piergiacomi, la palla resta in area e viene colpita da un biancorosso con conseguente respinta quindi è Tulli a provarci con un tiro potente e preciso che gonfia la rete. La Settempeda è avanti e adesso viaggia sulle ali dell’entusiasmo tanto da raddoppiare poco dopo (41’): fa tutto da solo Pagliari che recupera, avanza e giunto ai 22 metri circa lascia partire un fendente di destro che si insacca a fil di palo alla destra di Piergiacomi. Non è finita qua, perché il tris biancorosso è servito al 44’. Scatto di capitan Quadrini, controllo in area sulla destra, assist rasoterra con palla davanti alla porta che viene girata prontamente in porta da Guermandi con un movimento perfetto da vero centravanti. Il match è chiaramente in discesa e si prevede una ripresa senza storia e che porterà le due formazioni fino al termine con ritmi bassi e infatti i 45’ non saranno spettacolari né belli. Ci pensa però Apicella a mostrare una splendida azione con scatto dalla linea centrale e doppio dribbling che lo porta in area da dove calcia in corsa un rasoterra potente sul quale Giulietti risponde presente con parata di piede. Secondo tempo che va a sprazzi con occasioni minime. C’è quella del 25’ finalizzata da Zappasodi con un bel colpo di testa su palla inattiva, ma il forte centrale non può esultare poiché viene fischiato fuorigioco. Poker biancorosso rimandato al 38’ quando Montanari avanza indisturbato e prova il sinistro dalla media distanza, tiro che risulta vincente entrando alla destra di Piergiacomi. Guizzo del Borgo Mogliano nel finale con una punizione da sinistra che assume una traiettoria velenosa che vede Giulietti esibirsi in un bel balzo che manda la sfera sopra la traversa. Finisce qua in pratica un match decisamente ben interpretato e giocato dalla Settempeda che incamera tre punti pesanti e andrà a Camerino carica e con la giusta spinta.SETTEMPEDA-BORGO MOGLIANO 4-0 MARCATORI: pt 38’ Tulli, 41’ Pagliari, 44’ Guermandi; st 38’ Montanari SETTEMPEDA: Giulietti, Brandi(13’st Romoli), Montanari, Pagliari, Dutto, Zappasodi, Quadrini, Borgiani(20’st Sfrappini), Guermandi(35’st Meschini), Dolciotti(13’st Russo), Tulli(24’st Compagnucci). A disp. Marchegiani, Monachesi, Eugeni, Ammora. All. Pierantoni BORGO MOGLIANO: Piergiacomi, Foresi(28’st Mazzetti Valerio), Benigni(17’st Ismani), Mazzetti Michele, Appignanesi, Capodacqua, Apicella, Bah, Curzi(11’st Trabelsi), Zeqiri Edoardo(25’pt Castelli), Andreozzi(22’st Zeqiri Mirlind). A disp. Giustozzi, Tarulli, Verdicchio. All. Eleuteri ARBITRO: Di Maio di SBT. Assistenti: Bianchi e Meo di MC NOTE: ammoniti Tulli. Angoli: 1-2. Recupero: pt 2’, st 4’

Aurora Treia avanti, Corridonia pareggia con Verini: espulsioni e finale infuocato

Aurora Treia avanti, Corridonia pareggia con Verini: espulsioni e finale infuocato

24/01/2026 19:00

Corridonia e Aurora Treia si danno appuntamento al “Martini” nel diciannovesimo turno del Girone B di Promozione. I padroni di casa sono costretti a reinventare il centrocampo a seguito delle assenze di Cammertoni e Marengo. Sul versante opposto, l’Aurora si presenta con una formazione a trazione offensiva. Partono bene i corridoniani che impegnano subito Testa con un insidioso tiro a giro scaturito al termine di un’azione sviluppata sull’asse Ruzzier – Atzori. Al 16’, Testa viene ancora chiamato in causa: errore di Borrelli, ne approfitta Ruzzier che calcia dalla breve distanza ma l’estremo difensore ospite si supera con un intervento di assoluta qualità. Il Corridonia prova a fare la partita ma sono i cucinieri a colpire per primi: al 24’, Borrelli recupera la sfera, rientra con una finta e pennella per Cirrottola ben appostato. Il colpo di testa del classe 2003 vale il vantaggio ospite. La capolista prende coraggio e sfiora il raddoppio poco dopo: Chornopyshchuk calcia di prima intenzione ma Pettinari è attento e respinge. Nel finale della prima frazione di gara è Cirrottola ad impegnare ancora Pettinari, che si destreggia bene. In pieno recupero l’estremo difensore locale riaccende il duello con Cirrottola superandosi con due interventi di fila sul tentativo dello stesso attaccante. Il primo tempo si chiude con l’Aurora avanti di una rete sui padroni di casa. La ripresa si apre con l’Aurora pericolosa all’interno dell’area rosso-verde. Al 51’, Pettinari protagonista di una bella parata sulla conclusione insidiosa di Borrelli. Il Corridonia non si scompone e continua a giocare dimostrando una buona compattezza e voglia di costruire. Al 65’, Monachesi conclude rasoterra verso la porta ma trova Testa che blocca senza difficoltà. Al 72’, il Corridonia resta in inferiorità numerica a seguito del doppio giallo estratto a Salvatelli dopo aver commesso un fallo nella trequarti avversaria. Gli ospiti, forti del vantaggio numerico, gestiscono il vantaggio ma mancano il colpo del ko. La parità numerica tra le due formazioni viene ristabilita al minuto 80’ a seguito dell’espulsione a Calamita. Il Corridonia ne approfitta e pareggia i conti all’84’: Monachesi si inventa una gran giocata sul lato corto dell’area, crossa sul secondo palo per l’inzuccata vincente di Verini per il definitivo 1-1. Il direttore di gara dichiara la fine delle ostilità al termine di sei lunghi minuti di recupero. Buon pari interno per il Corridonia che può salire a quota 22 punti. Pareggio che sa di beffa per l’Aurora, che viene raggiunta in vetta dall’Atletico Azzurra Colli a quota 43 punti.   CORRIDONIA: Pettinari, Marinelli (67’ Ciccalè), Salvatelli, Pucci, Di Biagio, Del Moro, Monachesi, Bedetta, Ruzzier, Bellesi (58’ Verini), Atzori (78’ Mitillo).  A disposizione: Sarracino, Ginobili, Properzi, Petetta, Borra, D’Angelo.  Allenatore: Martino Martinelli.   AURORA TREIA: Testa, Gabrielli, Calamita, Alla, Ballanti, Bartolini, Mazzoni (89’ Seye), Palladini (63’ Guzzini), Chornopyshchuk (67’ Melchiorri), Borrelli, Cirrottola (83’ Tavoni). A disposizione: Giachetta, Dominino, Giuliodori, Orlietti, Guglielmo. Allenatore: Simone Ricci.   MARCATORI: Cirrottola 24’, Verini 84’. ARBITRO: Leonardo Crincoli – Sezione di Ascoli Piceno. ASSISTENTI: Domenico Bruno – Sezione di Macerata; Michele Pio Rinaldi – Sezione di Macerata. NOTE: ammoniti Salvatelli, Marinelli, Del Moro, Calamita, Palladini, Guzzini, Ballanti; espulsi Salvatelli al 73’ e Calamita all’80’; recuperi 2’-6’; buona presenza di pubblico al “Martini” di Corridonia.

Economia

Viviamo Civitanova incontra Confcommercio: “Affitti troppo alti, attività storiche con le spalle al muro”

Viviamo Civitanova incontra Confcommercio: “Affitti troppo alti, attività storiche con le spalle al muro”

24/01/2026 11:00

Si è svolto nella giornata di venerdì un importante tavolo di confronto tra l’Associazione Viviamo Civitanova APS e Confcommercio Marche, dedicato alle principali criticità che interessano il commercio di vicinato e i centri urbani, con particolare riferimento alla realtà di Civitanova Marche. All’incontro, ospitato presso la sede di Confcommercio Marche, ha partecipato una delegazione dell’Associazione composta dalla presidente Manola Gironacci, dalla vicepresidente Barbara Martinarelli e da Vitaliana Acciarri. Per Confcommercio erano presenti il direttore generale di Confcommercio Marche e Confcommercio Marche Centrali, Massimiliano Polacco, la responsabile dell’Area sindacale, marketing e territorio, Federica Polacco, la responsabile del Servizio credito, Katia Cicola, e il referente sindacale per il settore commercio, Andrea Curtatoni. Il confronto, durato oltre due ore, si è svolto in un clima di ascolto e dialogo approfondito. L’Associazione Viviamo Civitanova ha portato al tavolo le istanze raccolte quotidianamente sul territorio, restituendo un quadro concreto delle difficoltà che oggi affrontano i commercianti locali. Il primo tema affrontato è stato quello della carenza cronica di parcheggi, considerata una delle principali cause di penalizzazione dell’accessibilità ai centri urbani. "È stato ribadito come nessuna misura di sostegno, incentivo o bando possa produrre effetti reali se cittadini e visitatori non hanno la possibilità concreta di raggiungere agevolmente le attività commerciali. Senza accessibilità, ogni politica di rilancio rischia di restare inefficace",spiega l'associazione. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dei canoni di locazione elevati, che colpiscono soprattutto le attività già insediate da anni. Se per le nuove aperture il mercato tende a riequilibrarsi in base alla domanda, per i commercianti storici il problema principale resta la difficoltà di rinegoziare i contratti. "Molti esercenti si trovano “con le spalle al muro”, consapevoli che un cambio di sede comporterebbe costi insostenibili legati al nuovo civico, all’allestimento dei locali e alla perdita dell’avviamento commerciale". L’Associazione ha inoltre sottolineato la necessità di un sostegno mirato alle attività storiche dei centri urbani, vere e proprie sentinelle di identità, vivibilità e qualità urbana. Imprese che hanno resistito nel tempo e che hanno attraversato anche il periodo più critico della pandemia. Proprio durante l’emergenza Covid, molte di queste attività hanno dovuto ricorrere a finanziamenti bancari, spesso garantiti dal Medio Credito, per far fronte ai pagamenti dei fornitori in una fase di totale blocco delle vendite. "Oggi quei mutui, sommati alla riduzione dei consumi, all’aumento dei costi e alla rigidità delle spese fisse, rappresentano un peso enorme sulla gestione quotidiana delle imprese decennali, rendendo urgente l’attivazione di strumenti di sostegno strutturali e specifici", prosegue l'associazione. Il confronto con Confcommercio Marche è stato definito dall’Associazione come reale, costruttivo e approfondito. Le criticità emerse sono state pienamente condivise e riconosciute come centrali, entrando a far parte delle analisi e delle linee di lavoro dell’Associazione di categoria, che ha espresso la volontà di muoversi in maniera coordinata su questi temi. Dall’incontro nasce dunque un percorso comune tra Confcommercio Marche e Viviamo Civitanova Aps, con l’obiettivo di condividere priorità, strategie e azioni da portare sui tavoli istituzionali, a tutela del commercio di vicinato e della vitalità dei centri urbani. L’Associazione Viviamo Civitanova ha infine espresso sincera gratitudine per l’ospitalità e il confronto, ribadendo la convinzione che solo attraverso un lavoro condiviso e coordinato sia possibile costruire risposte efficaci e durature per il commercio locale.

Nasce Certis Marche: a Civitanova la prima comunità energetica tra imprese per un’energia a chilometro zero

Nasce Certis Marche: a Civitanova la prima comunità energetica tra imprese per un’energia a chilometro zero

13/01/2026 11:30

Il territorio marchigiano segna un passo storico nel percorso verso la transizione ecologica con la nascita ufficiale di CERTIS Marche, la nuova Comunità Energetica Rinnovabile (CER) tra imprese solidali che mette in rete per la prima volta tutte le cabine primarie della regione. L'iniziativa, presentata a Civitanova Marche, si pone l'ambizioso obiettivo di favorire la produzione e il consumo di energia rinnovabile reale, tracciata e misurata direttamente tra le realtà produttive del territorio. Il progetto vanta come partner capofila il Banco Marchigiano e la Claai Federazione Artigiani e PMI delle province di Fermo e Ascoli Piceno, con il supporto tecnico di Solar Info Community e dell'Associazione Centro per le Comunità Solari. Grazie a questo nuovo ecosistema, il Banco Marchigiano si distingue come la prima banca della regione a consumare "vera energia verde", ovvero energia prodotta e scambiata fisicamente all'interno della comunità e monitorata tramite smart meter. A differenza dei semplici certificati "green" d’acquisto, questo modello garantisce una filiera corta dell'energia che entra direttamente nei contatori delle imprese aderenti, introducendo uno standard ESG basato sulla tracciabilità territoriale. CERTIS Marche rappresenta un'evoluzione delle CER tradizionali, superandone i limiti normativi grazie a una piattaforma tecnologica inclusiva che permette anche a grandi soggetti come gli istituti bancari di certificare l'energia condivisa con la collettività. Il progetto si innesta su un'esperienza già consolidata dal 2023 nelle sezioni locali di Civitanova Marche, Pesaro e Montegiorgio, dove circa cinquanta famiglie condividono oltre 120 MWh di energia fotovoltaica domestica ogni anno. Di questa produzione, circa la metà viene ceduta a utenti esterni come lo stesso Banco Marchigiano, generando premialità per quasi 15.000 euro già erogati sotto forma di coupon spendibili nei negozi di prossimità. L’iniziativa punta dunque a rafforzare il tessuto produttivo regionale riducendo i costi energetici e migliorando il rating di sostenibilità delle imprese, trasformando progressivamente i centri urbani in vere "Città Solari" inclusive. Per illustrare nel dettaglio i vantaggi e le modalità di adesione, CERTIS Marche verrà presentata ufficialmente alla cittadinanza e alle imprese il prossimo 29 gennaio alle ore 17:30 presso la sala conferenze del Banco Marchigiano a Civitanova

Scuola e università

Museo della Scuola di Macerata: Ornella Ricca, prima donatrice, in visita speciale (VIDEO)

Museo della Scuola di Macerata: Ornella Ricca, prima donatrice, in visita speciale (VIDEO)

24/01/2026 19:20

Oggi il Museo della Scuola ha avuto l’onore di accogliere Ornella Ricca, una delle figure cui il museo è intitolato insieme al marito Paolo Ricca, primi donatori dei materiali esposti. La visita ha rappresentato un momento di grande emozione per tutto il team del museo, che ha voluto celebrare il legame profondo tra i primi donatori e questa realtà unica. Come spiega Marta Brunelli, vicedirettrice del Mudesc: “Il Museo della Scuola nasce come un'emanazione di un centro di ricerca di storia dell'educazione sul libro scolastico. Infatti, come vedete, i libri scolastici fanno parte del nucleo fondante di questa realtà. Poi, grazie alla conoscenza con alcuni importanti collezionisti, in primis Ornella e Paolo Ricca, siamo riusciti ad acquisire integralmente la loro enorme collezione, che ha dato origine al museo”. Il museo unisce ricerca scientifica, didattica e contatto con la società: “Gli studenti lavorano qui, svolgono il tirocinio curriculare e partecipano a lezioni su storia dell’educazione, beni culturali e management. Ogni anno accogliamo circa mille visitatori, tra scuole locali e anche provenienti da altre regioni”, continua Brunelli. Anche Juri Meda, docente Unimc che intercettò la donazione dei Ricca, ricorda l’inizio del progetto: “Il museo è nato vent’anni fa, nel 2006 a Brescia, durante un convegno sui quaderni di scuola. Lì incontrammo Ornella e Paolo e nacque l’idea di far diventare permanente la loro grande collezione. Dal 2012, anno dell’inaugurazione, il museo accoglie materiali che raccontano la storia della scuola italiana e diventano patrimonio per studenti e visitatori”. Ornella Ricca si è detta profondamente emozionata: “Quando noi ci incontrammo non sapevamo, facevamo esposizioni itineranti e a un certo punto mio marito si era stancato… allora decidemmo di donare la collezione al museo. Una storia d’amore nata sui banchi di scuola ha dato vita a questo bellissimo museo dei banchi di scuola”. Durante la visita, i docenti Unimc hanno accompagnato Ornella Ricca tra le sale del museo e le hanno donato un mazzo di rose bianche, una per ogni anno di apertura del museo, a testimonianza della lunga e preziosa storia condivisa. Il Museo della Scuola è aperto al pubblico e alle scolaresche dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. Inoltre, offre opportunità di tirocinio universitario unico nel suo genere, per chi desidera vivere un’esperienza diversa dal solito nei beni culturali.

"Dormire poco rallenta il cervello": lo studio Unicam pubblicato su Pnas

"Dormire poco rallenta il cervello": lo studio Unicam pubblicato su Pnas

23/01/2026 16:14

Il sonno non è soltanto una pausa rigenerante per la mente, ma un processo biologico fondamentale per il corretto funzionamento del cervello. A dimostrarlo è un importante studio guidato dal professor Michele Bellesi, docente della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria e membro del Centro per le Neuroscienze dell’Università di Camerino, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Pnas – Proceedings of the National Academy of Sciences.  La ricerca, condotta in collaborazione con l’Istituto di Neuroscienze di Alicante, in Spagna, rivela che la privazione di sonno non si limita a rendere i neuroni “stanchi”, ma compromette in modo significativo la velocità con cui i segnali elettrici si propagano nel cervello. In altre parole, dormire poco rallenta letteralmente la comunicazione tra le cellule nervose.  Alla base di questo fenomeno vi è un’alterazione della mielina, la guaina che avvolge le fibre nervose e permette una trasmissione rapida ed efficiente delle informazioni tra le diverse aree cerebrali. Quando la mielina non funziona correttamente, i segnali impiegano più tempo a viaggiare, con effetti evidenti sulle capacità cognitive, sull’attenzione e sulla coordinazione.  Lo studio individua anche il meccanismo biologico responsabile di questo rallentamento: la mancanza di sonno interferisce con il metabolismo del colesterolo negli oligodendrociti, le cellule specializzate nella produzione e nel mantenimento della mielina. Una disfunzione di queste cellule può quindi contribuire al declino delle prestazioni mentali osservato in condizioni di deprivazione di sonno.  «I nostri risultati – spiega il professor Bellesi – dimostrano che il sonno è cruciale non solo per l’attività dei neuroni, ma anche per la salute delle cellule che li supportano. La mielina è essenziale per la velocità e l’efficienza della comunicazione cerebrale: alterarne il funzionamento significa rallentare l’intero sistema».  La pubblicazione su Pnas rappresenta un importante riconoscimento per l’Università di Camerino e per la qualità della ricerca svolta dal suo gruppo di neuroscienze. Un risultato che conferma il ruolo dell’Ateneo nel panorama scientifico internazionale.  «Esprimo grande soddisfazione per questo traguardo – sottolinea il rettore Graziano Leoni – che testimonia l’elevato valore scientifico della ricerca del nostro Ateneo e la sua rilevanza su temi con un impatto diretto sulla salute e sulla qualità della vita delle persone».  Lo studio apre nuove prospettive nello studio del sonno e del suo ruolo nella salute cerebrale, offrendo spunti preziosi per la prevenzione e la gestione dei disturbi cognitivi legati alla carenza di riposo. Un’ulteriore conferma che dormire bene non è un lusso, ma una necessità biologica essenziale.

Cultura

San Severino riscopre il suo Seicento: il Rotary Tolentino accende i riflettori sul pittore Paolo Marini

San Severino riscopre il suo Seicento: il Rotary Tolentino accende i riflettori sul pittore Paolo Marini

22/01/2026 11:30

Il Seicento marchigiano, e in particolare quello del territorio maceratese, è uno scrigno di tesori ancora in parte da svelare. Ne è convinto il Rotary Club Tolentino, che sotto la presidenza di Iole Rosini ha promosso un importante momento di approfondimento culturale dedicato alla figura di Paolo Marini, pittore settempedano di rilievo nel panorama artistico del XVII secolo. L’incontro, svoltosi nella cornice di Villa Berta a San Severino Marche e curato dal socio Giuseppe Moretti, ha visto come protagonista la relatrice Michela Sacchi. Attraverso un’analisi dettagliata, la studiosa ha guidato i presenti in un viaggio nella vita e nelle opere di Marini, artista che seppe farsi valere non solo nelle Marche ma anche nella Roma barocca, lasciando tracce significative del suo talento in numerosi comuni della provincia. «È bello riscoprire il Seicento del maceratese – ha dichiarato Michela Sacchi durante il suo intervento – perché è forse una delle poche realtà in Italia che non ha ancora pienamente valorizzato questo secolo». La studiosa ha lanciato una proposta ambiziosa: andare oltre Marini per indagare la Bottega dei Lazzarelli e la figura di Cipriano Divini, con l’obiettivo di organizzare una grande mostra dedicata ai pittori che hanno segnato l’epoca d’oro del Barocco settempedano. Un’idea che ha trovato immediata accoglienza da parte dell’amministrazione comunale. Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha sottolineato come i dettagli emersi dalla relazione siano stati una novità per molti concittadini: «Riscoprire il valore di un pittore come Marini è fondamentale. L'idea di una mostra è assolutamente interessante e la prenderemo in esame: è doveroso valorizzare gli artisti che hanno fatto la storia della nostra città». Nel corso del dibattito è intervenuto anche l’architetto Luca Maria Cristini, ricordando come il percorso di riscoperta del Barocco locale abbia avuto un punto di svolta nella mostra del 2010. Da quel momento, un’epoca a lungo trascurata ha iniziato a riemergere con forza anche grazie ad azioni concrete. Proprio il Rotary Club Tolentino, infatti, è stato protagonista del restauro di due opere fondamentali: la pala d’altare della chiesa di San Giuseppe e quella della chiesa di San Rocco, quest'ultima tornata a San Severino dopo oltre due secoli di assenza a seguito delle requisizioni napoleoniche.  

Dal 1945 alle sfide attuali: a Cupra Marittima una riflessione sulla pace e la storia con Davide Rossi

Dal 1945 alle sfide attuali: a Cupra Marittima una riflessione sulla pace e la storia con Davide Rossi

20/01/2026 14:50

In un presente segnato da conflitti internazionali sempre più aspri e tensioni latenti, la memoria del passato diventa uno strumento indispensabile per decifrare la complessità del nostro tempo. È questo lo spirito con cui l’associazione Marche Terre Libere, con il patrocinio del Comune di Cupra Marittima, invita la cittadinanza a un incontro di profonda riflessione in occasione della Giornata della Memoria. L’appuntamento, fissato per sabato 24 gennaio alle ore 17:45 presso la Sala Consiliare del Comune, vedrà come protagonista Davide Rossi, stimato storico e profondo conoscitore delle relazioni internazionali. Al centro del dibattito ci sarà il biennio 1945-1946, un periodo cruciale che vide l'Europa affacciarsi al suo primo anno senza guerra dopo l'immane tragedia del secondo conflitto mondiale. Ottantuno anni dopo quel 1945, segnato dalla liberazione del campo di Auschwitz il 27 gennaio, l'incontro mira a indagare la genesi della "rinascita" europea. Fu un’epoca di scoperte atroci, in cui il mondo dovette fare i conti con l'orrore dei campi di sterminio e il genocidio di ebrei, sinti, rom, testimoni di Geova e oppositori politici. Mentre le nazioni avviavano la ricostruzione materiale dalle macerie dei bombardamenti, si apriva parallelamente il Processo di Norimberga per giudicare i responsabili dei crimini di guerra, segnando un tentativo di ricostruzione morale e psicologica dell'umanità intera. Davide Rossi condurrà il pubblico attraverso le complesse dinamiche di quegli anni, fatte di sofferenze, accese dialettiche politiche e tensioni etniche, senza tralasciare un'analisi delle dinamiche geopolitiche attuali. L'obiettivo è tracciare un filo rosso che colleghi i fatti del secondo dopoguerra alle sfide del 2026, ribadendo l'importanza della pace e della consapevolezza storica come unici antidoti al ripetersi della violenza tra i popoli.

Eventi

Civitanova sotto scacco della cocaina: "Esiste una cupola tra affari e clan"

Civitanova sotto scacco della cocaina: "Esiste una cupola tra affari e clan"

25/01/2026 12:00

Un Teatro Cecchetti gremito, con oltre cento persone rimaste all’esterno, ha fatto da cornice a uno dei momenti di confronto più crudi e necessari degli ultimi anni sulla realtà civitanovese. Non è stato un semplice convegno, ma un atto d’accusa e, al contempo, un grido d’aiuto quello lanciato dall’avvocato Giuseppe Bommarito, dal dottor Gianni Giuli (responsabile del dipartimento dipendenze, rappresentato dai dati del dott. De Rosa) e dal dottor Foglia. L’intervento dell’avvocato Giuseppe Bommarito ha scosso la platea, ricevendo un applauso interminabile. Con dati alla mano, ha descritto Civitanova come uno dei centri nevralgici dello spaccio sulla costa adriatica: "Un vero fiume di cocaina si riversa in città". Ma il dato più allarmante riguarda il "riuso" di questo denaro sporco. Bommarito ha parlato apertamente di una "Cupola" composta da funzionari, alcuni amministratori locali e clan pericolosi, capace di trasformare i proventi della droga in appartamenti di lusso attraverso i piani casa, riciclando così capitali illeciti nel settore dell’edilizia. Il quadro clinico tracciato dal dott. De Rosa (operativo in città dal 2003) è impietoso: in vent’anni l’uso di sostanze a Civitanova è aumentato del 35-40%, con un passaggio sistematico dall'eroina alla cocaina. Una deriva figlia di una visione "vuota" della società, dove la ricerca di affermazione personale avviene oltre ogni misura. Su questo punto è stato durissimo il dott. Foglia, che ha richiamato gli adulti alle proprie responsabilità: "Come possiamo pretendere determinati comportamenti dai ragazzi se gli adulti insegnano che si può fare tutto a tutte le ore?". In prima fila, insieme ai vertici di Polizia e Guardia di Finanza, sedeva il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Colonnello Raffaele Ruocco. Accolto da un lungo applauso per la recente operazione che ha smantellato una famiglia criminale attiva da decenni sulla costa, Ruocco ha voluto rassicurare i cittadini: "Spesso lavoriamo in apnea per mesi. I cittadini possono pensare che alcuni territori siano franchi, ma lo Stato c'è e arriva sempre il momento di emergere in superficie per restituire sicurezza e legalità". L'iniziativa, promossa dal consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli e dai consiglieri comunali Pierpaolo Turchi e Fabiola Polverini, ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui il Presidente della Fondazione Carima Francesco Sabattucci, l’assessore Pantella e l'imprenditore Germano Ercoli, rimasto in ascolto per l'intera serata. "Abbiamo voluto donare alla città un confronto serio – hanno spiegato i promotori – perché chi amministra ha il dovere di garantire ai giovani un ambiente sano e modelli corretti". I lavori sono stati arricchiti dalle testimonianze della dott.ssa Sabrina Tosi (Tribunale per i minorenni) e dell’avvocato Luisella Cellini. A chiudere l'incontro, la musica: la canzone “Tutto si può fare”, scritta dal giovane civitanovese Federico Baiocco insieme a Morreale, un titolo che suona come una provocazione e una speranza per una città che cerca faticosamente di ritrovare la propria rotta.

Storia e ricordi di Radio Aut Marche in una serata dedicata

Storia e ricordi di Radio Aut Marche in una serata dedicata

24/01/2026 16:42

Martedì 27 gennaio, a partire dalle ore 22:15, l’emittente maceratese Radio Nuova in Blu renderà omaggio a Radio Aut Marche nel cinquantesimo anniversario della sua fondazione (1976). Tra le prime radio libere non solo della regione Marche ma anche d’Italia, Radio Aut Marche nacque dall’iniziativa di Giancarlo Guardabassi, dj, cantante e autore di testi per nomi celebri come Gianni Morandi, Claudio Villa e Sergio Ranieri, nonché inventore dei programmi radiofonici Dischi Caldi e Count Down su Radio Rai. Nel 1976 fu anche presentatore del Festival di Sanremo. I coniugi Rosanna e Goffredo Luciani, amici di Guardabassi, furono i cofondatori dell’emittente, che ha rappresentato un capitolo storico della radiofonia locale fino alla chiusura delle trasmissioni nel 2019. Nel corso della puntata speciale di Radio Nuova in Blu saranno ospiti in studio il professor Pasquale Girotti e Claudio Luchetti, mentre la conduzione sarà affidata al programma “Il Grillo Parlante”. Sono previsti numerosi collegamenti, tra cui quello con Fabio Guardabassi, uno dei figli di Giancarlo.   Recentemente è stato pubblicato il volume “Radio Aut Marche: una cento mille voci. Ricordi e testimonianze (1976-2019)”, edito da Livi Editore, che raccoglie aneddoti, storie e ricordi legati alla storica emittente. L’appuntamento di martedì rappresenta dunque un’occasione per celebrare una voce storica della radiofonia marchigiana e italiana, portando alla memoria dei cittadini il contributo culturale e sociale di Radio Aut Marche.

Curiosità

Pioraco in festa per Tullia Memè: la cittadina più anziana compie 105 anni

Pioraco in festa per Tullia Memè: la cittadina più anziana compie 105 anni

23/01/2026 18:30

Una vita intera dedicata al lavoro, alla famiglia e alla sua comunità: Pioraco si stringe con affetto attorno alla sua cittadina più longeva, Tullia Memè, che ha tagliato il traguardo dei 105 anni. Un compleanno straordinario che è diventato una festa per tutto il borgo.  Il sindaco Matteo Cicconi ha voluto omaggiare personalmente la signora Tullia, facendole visita per consegnarle un mazzo di fiori e una medaglia celebrativa, simbolo del riconoscimento ufficiale del Comune verso la sua "nonnina". Durante l'incontro, il primo cittadino ha letto un messaggio a nome di tutta la cittadinanza, esprimendo profonda "stima e riconoscenza per il valore umano e la preziosa memoria che una vita così ricca e significativa rappresenta per tutta la comunità". Nonostante l'età record, la signora Tullia conserva una memoria nitida, testimone di un’epoca di grandi sacrifici. Ha iniziato a lavorare giovanissima, a soli 10 anni, trasferendosi a Roma come collaboratrice domestica. A 13 anni è tornata nella sua Pioraco per entrare in cartiera, il cuore pulsante dell'economia locale, dove è rimasta per gran parte della sua vita lavorativa. Proprio ricordando quegli anni, Tullia ha offerto uno spaccato delle fatiche del passato e delle disparità sociali del tempo: "Noi donne prendevamo molto meno degli uomini all'epoca", ha sottolineato, rievocando una realtà fatta di duro impegno e poche concessioni. Oggi, quella forza e quella determinazione le sono valse l'affetto di un intero paese. "Tanti tanti auguri alla nostra concittadina Tullia per i suoi fantastici 105 anni! Buon compleanno da tutta la cittadinanza!", è stato il coro unanime guidato dal sindaco Cicconi, che ha voluto suggellare con la medaglia il primato di cittadina più anziana del comune. Un esempio di resilienza e di valori che continua a essere un pilastro fondamentale per la memoria storica di Pioraco.

Scapezzolate: la sigla ufficiale del FantaSanremo 2026 firmata dal fenomeno musicale TonyPitony

Scapezzolate: la sigla ufficiale del FantaSanremo 2026 firmata dal fenomeno musicale TonyPitony

23/01/2026 17:16

Dopo il grande successo dello scorso anno con Occhi di FantaSanremo, cantata da Cristina D’Avena e arrangiata dal maestro Enrico Melozzi, il FantaSanremo presenta oggi una nuova sorpresa per gli appassionati. Esce infatti “Scapezzolate”, la sigla ufficiale del FantaSanremo 2026, firmata da TonyPitony, uno degli artisti più originali, ironici e imprevedibili della scena musicale italiana. Il momento per il FantaSanremo è particolarmente caldo: a trenta giorni dall’inizio del Festival, il fantasy game registra già un incremento del 20% delle squadre rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche TonyPitony vive un periodo di grande visibilità: negli ultimi mesi si è affermato come fenomeno social e live, mescolando pop sofisticato, teatro musicale e comicità surreale. Il suo stile sopra le righe, i testi dissacranti e l’attitudine da entertainer totale lo hanno reso una presenza riconoscibile e amata nel panorama musicale italiano. “Scapezzolate” racconta, nello stile unico di TonyPitony, la serata tipo di un fantallenatore davanti alla TV: dall’attesa spasmodica delle esibizioni, alle strategie dell’ultimo minuto, fino alle esultanze per i bonus e le delusioni per i malus. Un brano che cattura perfettamente lo spirito del FantaSanremo, trasformando il rito collettivo della visione in una vera festa musicale. Il team di FantaSanremo racconta: «Durante la scorsa estate abbiamo scoperto le canzoni di TonyPitony e siamo rimasti subito colpiti dal personaggio. Dopo aver assistito ai suoi concerti, è nata una sintonia immediata che si è concretizzata con questa sigla, e chissà che non possano nascere altre collaborazioni». Con “Scapezzolate” si torna a proporre un brano completamente inedito, dopo la prima sigla degli Eugenio in Via Di Gioia del 2023, “C’è un tam-tam”. Nella playlist delle sigle del FantaSanremo figurano anche Occhi di FantaSanremodello scorso anno e FantaSanremo – Official Anthem 2024, cantata da Naska. Il video ufficiale di “Scapezzolate” è già disponibile sui canali social di FantaSanremo e TonyPitony e sarà presto ascoltabile su tutte le piattaforme digitali. Con questo brano, FantaSanremo 2026 si prepara a partire con una nuova stagione piena di ironia, energia e sana follia, confermando ancora una volta il suo carattere unico nel mondo dei fantasy game musicali.

Varie

Trump vuole la Groenlandia: Draghi mette in guardia dai nemici della UE

Trump vuole la Groenlandia: Draghi mette in guardia dai nemici della UE

25/01/2026 11:30

La Groenlandia è parte della Danimarca: con queste parole semplicissime, inconfutabili e di buon senso, Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, prende posizione sulla controversa questione della Groenlandia. Come è noto, Donald Trump, il presidente della civiltà del dollaro, già da tempo ha deciso di mettere le mani sulla Groenlandia e di annetterla agli Stati Uniti d’America:”la Groenlandia ci serve”, così ha dichiarato Trump, candidamente facendo ammissione dello jus sive potentia. Per parte sua, l’Unione Europea si trova decisamente spiazzata: in quanto colonia senza dignità al traino di Washington, è naturalmente indotta ad accettare cadavericamente le decisioni del padrone a stelle e strisce; ma questa volta, per la prima volta, si tratterebbe di una aggressione militare imperialistica statunitense contro la stessa Europa. Non per caso, Francia e Germania hanno già mandato le loro truppe in Groenlandia. Il paradosso della situazione sta nel fatto che Trump, che sulla carta dovrebbe essere amico dell’Europa, le sta di fatto dichiarando guerra, laddove Putin, che sulla carta dovrebbe essere il principale nemico dell’Europa, ne prende almeno teoricamente le difese ricordando l’ovvio, ovvero che la Groenlandia è parte della Danimarca. Ci hanno raccontato per mesi che la Russia voleva invadere l’Europa e poi l’invasione arriva invece da Washington, che i media occidentali hanno sempre celebrato come il baluardo della Libertà, della democrazia e dei diritti. Forse adesso le cose diverranno più chiare a tutti: Il nemico è e resta Washington, non certo Mosca. Gli euroinomani di Bruxelles stentano a prenderne coscienza ma in ogni caso hanno già cambiato indirizzo, dato che hanno ammesso recentemente l’esigenza di dialogare con quel Putin che fino al giorno prima era considerato il nemico irriducibile con il quale era d’uopo guerreggiare. Intanto così ha dichiarato Draghi: “l’Europa non ha mai avuto così tanti nemici, sia interni, sia esterni”. Queste le recenti dichiarazioni dell’unto dai mercati, l’euroinomane delle brume di Bruxelles, l’uomo nato per comandare senza mai dover essere votato da qualcuno. Secondo l’ex Goldman Sachs ed ex BCE, l’Unione Europea si trova a un tornante storico della propria esistenza, vivendo un momento di crisi senza precedenti per via dei troppinemici che le si parano dinanzi o che vivono al suo interno: tanti nemici, poco onore; così bisognerebbe forse dire in relazione alla tecnocrazia repressiva e depressiva di Bruxelles, tempio vuoto che santifica il turbocapitale sans frontières. Per quel che ci riguarda, ci corre l’obbligo di far notare all’euroinomane di Bruxelles che il principale nemico dell’Europa è la stessa Unione Europea, culmine del neoliberismo e della distruzione preordinata dei diritti sociali dei popoli europei. Per quel che riguarda i nemici esterni, va detto che, a rigore, l’Unione Europea ha fatto di tutto per crearseli: prendiamo il caso della Russia di Putin, un tempo amica dell’Europa, fino aquando l’Europa stessa non decise scelleratamente di interrompere le relazioni e di assumere una ridicola postura bellica, fingendo però che fosse quest’ultima a cercare il conflitto. E che dire, poi, di Donald Trump e dell’America, ora pronti a occupare la Groenlandia? Non erano i nostri amici e preziosi alleati? In verità, Washington non è mai stata amica e alleata dell’Europa, essendo da sempre invece dominatrice dell’Europa intesa e trattata come colonia e come serva sciocca della civiltà del dollaro. Come non mi stanco di ripetere a tambur battente, il nostro nemico oggi non è a Mosca o a Pechino, ma a Bruxelles e a Washington. Non va dimenticato. Se vuoi, nel prossimo passaggio posso ridurre o aumentare l’intensità dei grassetti (più neutri o più polemici) a seconda della piattaforma di pubblicazione.

L’amore tra razionalità stoica e follia platonica

L’amore tra razionalità stoica e follia platonica

Gli stoici concepivano l’amore come un’illusione pericolosa, un velo da dissipare, per abbracciare una vita più sicura e razionale. L’amore annebbia la mente, devia il cammino. Ci allontana da un percorso virtuoso verso i nostri obiettivi e ci priva di quella lucidità indispensabile alla nostra evoluzione. Esso genera aspettative infondate e fantasie che innescano passioni incontrollabili. Restare radicati nei propri confini - ovvero nel dominio della ragione – ci consente di esercitare un controllo sulle relazioni, preservandoci dagli imprevisti e dalle tempeste emotive. Per il filosofo greco Epitteto l’amore romantico e passionale è un inganno che sottrae all’uomo la sua libertà. Concedersi emotivamente ad un altro, che non possiamo dominare, significa consegnare la propria felicità al volere di terzi, esponendoci ad un dolore e ad una smarrimento inevitabile. Le relazioni affettive vanno dunque gestite per coltivare le proprie virtù: un’opportunità per affinare il controllo sulle nostre azioni, intenzioni e reazioni; le uniche che possiamo governare, dal momento che non abbiamo alcuna facoltà sui pensieri e sui sentimenti altrui. Non è saggio lasciarsi andare all’amore cieco, poiché ogni legame ha un inizio ed una fine: accettare questa impermanenza ci preserva dall’ansia della perdita e dell’abbandono, fattori estranei al nostro potere. Bisognerebbe coltivare relazioni svincolate dal possesso: lasciare l’altro libero, senza legare la propria felicità alla sua presenza. Solo la ragione può indicare la via, poiché cedere il timone al cuore significa arrendersi alla follia. Lo stoico riconosce il conflitto inevitabile nelle relazioni e lo accoglie con calma, trasformandolo in opportunità di crescita. Questo sentimento equilibrato, affrancato da ogni attaccamento si discosta radicalmente dall’approccio platonico, che celebra l’amore come forza cosmica e necessaria. Platone celebra l’amore come slancio verso il divino, un’ascensione che infonde alla nostra esistenza un senso più profondo. In questa visione, la passione non confonde, ma illumina! L’esperienza amorosa richiede un impegno diverso: un cammino di crescita che ci rivela l’altra metà di noi stessi, smascherando desideri repressi e paure abissali. Ci invita ad un’opera di consapevolezza attraverso il caos che un sentimento così forte provoca in noi. Si compie una discesa negli abissi interiori, per riemergere trasformati. Per Platone, la “pazzia” dell’amore è sacra, poiché salva l’uomo: Eros semina trambusto nell’anima per temprarla e liberarla. La razionalità ci allontana dal divino, l’amore, invece, ci eleva: “l’amore impazzisce per riscattarci dalla prigione di una mente sterile”. Se da un lato gli stoici predicano il distacco per sottrarsi al tormento della passione, con una vita equilibrata e autonoma, dall’altro Platone esalta l’estasi trasformatrice dell’amore. A questo punto ci chiediamo: l’amore è il senso della vita, oppure energia caotica che ci allontana da noi stessi? Oggi potremmo vedere l’amore come un cammino razionale e sublime insieme, perché l’essere umano ha bisogno di cuore e mente, di intensità e di sicurezza.

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