Macerata e la sua giunta "stalinista" che re-inventa il Diritto Romano
Politica
11/10/2026 13:00

Macerata e la sua giunta "stalinista" che re-inventa il Diritto Romano

Approfitto di un fine settimana a Cracovia per ragionare sulle cose maceratesi e dopo aver visitato il quartiere stalinista di Nova Huta mi sono persuaso che la giunta di Sandro Parcaroli è comunista. Lo scatolismo che scaturisce dai progetti dell’ingegnere capo Tristano Luchetti, pomposamente propagandato dall’assessore Lego (al secolo Andrea Marchiori) sono realizzazioni in perfetto stile stalinista. L’architettura non è mera capacità edificatoria, prima di tutto è pensiero. Il De Architectura di Vitruvio – uno che una paio di migliaia di anni fa ha bazzicato dalle nostre parti – sostiene: “In tutte queste cose che si hanno da fare devesi avere per scopo la solidità, l'utilità, e la bellezza”. Sull’utilità di tanti progetti infilati a forza nel Pnrr ci sarebbe da discutere, sulla solidità pure. Sto ancora aspettando di sapere – per dirne una – se esiste il collaudo delle scuole alla Vergini. Il Comune ha proclamato che godono di ottima salute. Sarebbe interessante sapere chi e quando lo ha constatato. Ma evidentemente quel collaudo è scomodo da trovare, se ne dovrebbe dedurre che il Sindaco e l’assessore Lego hanno mentito ai cittadini. Proprio come faceva il regime comunista che ha compresso in scatole di cemento miglia di persone estirpando in loro ogni spirito critico. Operazione possibile se si contrabbanda il brutto per utile come capita con lo scatolismo, forma di neo-architettura stalinista. Che la giunta Parcaroli sia stalinista lo si evince anche dal comportamento di un altro assessore: quello con la camicia. Il quale in nome e per conto dei suoi (amati o piuttosto utilizzati?) commercianti ormai ha travalicato ogni misura di decoro istituzionale. Il primo approccio è stato una lettera vergata di suo pugno in data 3 agosto in cui si legge: ”La presente per invitare le ditte titolari di attività di somministrazione di alimenti e bevande e artigianali del settore alimentare presenti nel centro storico e zone adiacenti … a mantenere puliti e decorosi gli spazi e le aree antistanti le proprie attività commerciali, evitando situazioni di sporcizia o di danneggiamento, provvedendo, se necessario, anche al lavaggio del suolo pubblico. S’informa che, a tale scopo il personale del Comando di Polizia locale effettuerà le verifiche necessarie a partire dalla settimana successiva al ricevimento della presente”. Non v’è chi non veda – e per primo se n’è accorto il comandante della polizia urbana Danilo Doria che col suddetto commerciante alla moda diventato per grazia di curia e volontà della nazione assessore è ai ferri cortissimi tanto che si narra di ricorsi alla magistratura – che si tratta di una lettera vagamente minatoria che, oltre ad avere un approccio assai approssimativo alla lingua italiana, lumeggia un potere che il suddetto non ha: disporre della polizia urbana. Si comprende come il suddetto non sappia distinguere tra i diktat che elargiva ai suoi “sudditi” nell’Associazione e il ruolo istituzionale che non parla per lettere, ma per determine degli uffici e per deliberazioni. L’assessore con la camicia deve però aver studiato la storia di Macerata e deve aver scoperto che a partire dal 1290 il maestro Giulioso da Montegranaro per designazione del Comune istituì qui una cattedra di giureconsulti. E così oggi a Macerata, a dispetto dell’università istituita nel 1540, s’insegna un nuovo Diritto Romano e ovviamente i titoli per la docenza ce li ha solo lui. Nel suo Diritto Romano usare gli operai pagati dal contribuente per rifarsi il “proprio” ufficio è lecito, ma ancora più lecito è dare una mano a chi ti ha fatto eleggere. Nelle carte del Comune – quelle che questa Giunta in perfetto stile sovietico tende a tenere al riparo dalla curiosità del popolo – si ritracciano alcune perle del Diritto Romano. La prima è questa: aver preso 20 mila euro di contributo elargito dalla Camera di Commercio Marche Sud per inventarsi a coté di Evo, che ha minacciato fuoco e fiamme se fosse fatta confusione tra i due eventi, una sua festa: Evo Pop. Con determina n°1464 del 24 settembre in accoglimento della delibera di giunta del 17 settembre vengono elargiti 20.000 euro alla società Med Events di Ascoli Piceno. Tra i soci di questa Med Events figura anche Niky Nardinocchi che è il segretario dell’onorevole Giorgia Latini, segretaria regionale della Lega con cui l’assessore con la camicia ha fatto la lista che lo ha eletto. In forza del Diritto Romano il titolare di tali pandette è vincolus solutus che in marchigiano vuol dire: faccio come me pare! A cominciare dai parcheggi in area di cantiere. Ebbene ha elargito anche 8 mila euro a un suo candidato di lista che peraltro su Facebook si è molto inorgoglito per “un week end meraviglioso a Macerata! Una piazza piena di vita, di musica e sorrisi. Felicissimi di aver dato il nostro contributo!”. O di averlo ricevuto? Perché sempre nell’ambito di Evo Pop a Euphoria è stato dato l’incarico, per ottomila euro, di organizzare il dj set in piazza della Repubblica. Si scopre che ad animare Euphoria è Michele Miconi che era il candidato numero 8 nella lista Lega-Civici per Parcaroli con cui è stato eletto il titolare della cattedra di Diritto Romano rivisitato in arte l’assessore con la camicia! Anche questo è un tratto dello stalinismo: si procede non per selezione, ma per cooptazione. Alla definizione dell’ideologia stalinista della giunta di Sandro Parcaroli manca però l’ultimo decisivo tassello: la comunicazione. Molti a sinistra dicono che nella giunta di Macerata ci sono nostalgie fasciste. E’ sbagliato. Il fascismo perseguiva con un contenuto criminale abominevole la dittatura, ma aveva a riferimento il popolo; lo stalinismo si è macchiato di crimi orrendi servendosi del popolo per conservare il potere. Ed è questa in ultima analisi la prassi della giunta Parcaroli. Che infischiandosene della volontà espressa dal Consiglio Comunale con un ordine del giorno approvato a maggioranza (che non è quella che sostiene la giunta) prosegue col Sindaco a pretendere il capo di gabinetto ma soprattutto il personale addetto alla comunicazione. Chissà se la sigla CM significherà alla fine “cronache dal municipio”? Pare che si sia predisposto un bando per funzionario di categoria C a tempo pieno (36 ore settimanali) ritagliato su una specifica figura: niente laurea, ma dieci anni d’esperienza nell’informazione civica. Sandro Parcaroli si è accorto che stando alle tabelle di retribuzione la paga era troppa bassa per invogliare il candidato già prescelto cosi ci ha aggiunto 7 mila euro. Domanda dell’ufficio personale: dove li trovo? Pare che il Sindaco pare abbia risposto: li (pa)trassi dal bilancio! Gli hanno detto, ma non si fa così: bisogna fare un concorso. E lui: l’incarico lo do io perché me serve che "fa lo bono" e dunque la pratica me la pa(tra)ssi e soprattutto non mi trapassi i cabasisi: si facciano i necessari pa(tra)ssi perché io di questa comunicazione ho bisogno! Il dialogo è un po’inventato, ma assicurano voci di corridoio non è lontano dal vero. Il Sindaco ha bisogno di una sua comunicazione come facevano i gerarchi, come sommamente ha fatto Stalin perché come diceva Bismarck il popolo meno sa come sono fatte le salsicce (o i collaudi alle scuole materne) e meglio sta. Questo è lo stalinismo a Macerata: lo scatolismo come espressione di un’ideologia tetragona, il favoritismo come prassi di casta, l’imbonimento come cassa di risonanza del potente. Nota a margine. L’assessore al bilancio – che non si è presentata in Consiglio comunale a discutere quello consuntivo: forse doveva fare esercizio sui numeri – Barbara Antolini che è anche segretaria di Forza Italia ha rampognato i consiglieri del suo partito Laura Laviano e Silvano Iommi per aver votato in difformità dai diktat della Giunta sull’ordine del giorno che respingeva l’istituzione del capo di gabinetto e del “megafono ad personam” per il Sindaco. Non si è chiesta se i Consiglieri volessero evitare spese inutili per il Comune? Non si è chiesta se incaricare con lauto riconoscimento di compenso persone vicine all’assessore con la camicia non ledano non il Diritto Romano, ma il diritto italiano? Non si è chiesta se in città non stia manifestandosi una sorta di rassegnata indignazione per la gestione della città con cui si dialoga solo per affermazioni apodittiche senza mostrare né documenti né assunzioni di responsabilità? Ci sta che molti consiglieri comunali, e non solo di minoranza, si stiano chiedendo se il loro ruolo non venga svilito da questo pseudo-stalinismo. E può darsi che fatti i conti il bilancio preventivo non torni!

Macerata e la sua giunta "stalinista" che re-inventa il Diritto Romano

Macerata e la sua giunta "stalinista" che re-inventa il Diritto Romano
11/10/2026 13:00

Approfitto di un fine settimana a Cracovia per ragionare sulle cose maceratesi e dopo aver visitato il quartiere stalinista di Nova Huta mi sono persuaso che la giunta di Sandro Parcaroli è comunista. Lo scatolismo che scaturisce dai progetti dell’ingegnere capo Tristano Luchetti, pomposamente propagandato dall’assessore Lego (al secolo Andrea Marchiori) sono realizzazioni in perfetto stile stalinista. L’architettura non è mera capacità edificatoria, prima di tutto è pensiero. Il De Architectura di Vitruvio – uno che una paio di migliaia di anni fa ha bazzicato dalle nostre parti – sostiene: “In tutte queste cose che si hanno da fare devesi avere per scopo la solidità, l'utilità, e la bellezza”. Sull’utilità di tanti progetti infilati a forza nel Pnrr ci sarebbe da discutere, sulla solidità pure. Sto ancora aspettando di sapere – per dirne una – se esiste il collaudo delle scuole alla Vergini. Il Comune ha proclamato che godono di ottima salute. Sarebbe interessante sapere chi e quando lo ha constatato. Ma evidentemente quel collaudo è scomodo da trovare, se ne dovrebbe dedurre che il Sindaco e l’assessore Lego hanno mentito ai cittadini. Proprio come faceva il regime comunista che ha compresso in scatole di cemento miglia di persone estirpando in loro ogni spirito critico. Operazione possibile se si contrabbanda il brutto per utile come capita con lo scatolismo, forma di neo-architettura stalinista. Che la giunta Parcaroli sia stalinista lo si evince anche dal comportamento di un altro assessore: quello con la camicia. Il quale in nome e per conto dei suoi (amati o piuttosto utilizzati?) commercianti ormai ha travalicato ogni misura di decoro istituzionale. Il primo approccio è stato una lettera vergata di suo pugno in data 3 agosto in cui si legge: ”La presente per invitare le ditte titolari di attività di somministrazione di alimenti e bevande e artigianali del settore alimentare presenti nel centro storico e zone adiacenti … a mantenere puliti e decorosi gli spazi e le aree antistanti le proprie attività commerciali, evitando situazioni di sporcizia o di danneggiamento, provvedendo, se necessario, anche al lavaggio del suolo pubblico. S’informa che, a tale scopo il personale del Comando di Polizia locale effettuerà le verifiche necessarie a partire dalla settimana successiva al ricevimento della presente”. Non v’è chi non veda – e per primo se n’è accorto il comandante della polizia urbana Danilo Doria che col suddetto commerciante alla moda diventato per grazia di curia e volontà della nazione assessore è ai ferri cortissimi tanto che si narra di ricorsi alla magistratura – che si tratta di una lettera vagamente minatoria che, oltre ad avere un approccio assai approssimativo alla lingua italiana, lumeggia un potere che il suddetto non ha: disporre della polizia urbana. Si comprende come il suddetto non sappia distinguere tra i diktat che elargiva ai suoi “sudditi” nell’Associazione e il ruolo istituzionale che non parla per lettere, ma per determine degli uffici e per deliberazioni. L’assessore con la camicia deve però aver studiato la storia di Macerata e deve aver scoperto che a partire dal 1290 il maestro Giulioso da Montegranaro per designazione del Comune istituì qui una cattedra di giureconsulti. E così oggi a Macerata, a dispetto dell’università istituita nel 1540, s’insegna un nuovo Diritto Romano e ovviamente i titoli per la docenza ce li ha solo lui. Nel suo Diritto Romano usare gli operai pagati dal contribuente per rifarsi il “proprio” ufficio è lecito, ma ancora più lecito è dare una mano a chi ti ha fatto eleggere. Nelle carte del Comune – quelle che questa Giunta in perfetto stile sovietico tende a tenere al riparo dalla curiosità del popolo – si ritracciano alcune perle del Diritto Romano. La prima è questa: aver preso 20 mila euro di contributo elargito dalla Camera di Commercio Marche Sud per inventarsi a coté di Evo, che ha minacciato fuoco e fiamme se fosse fatta confusione tra i due eventi, una sua festa: Evo Pop. Con determina n°1464 del 24 settembre in accoglimento della delibera di giunta del 17 settembre vengono elargiti 20.000 euro alla società Med Events di Ascoli Piceno. Tra i soci di questa Med Events figura anche Niky Nardinocchi che è il segretario dell’onorevole Giorgia Latini, segretaria regionale della Lega con cui l’assessore con la camicia ha fatto la lista che lo ha eletto. In forza del Diritto Romano il titolare di tali pandette è vincolus solutus che in marchigiano vuol dire: faccio come me pare! A cominciare dai parcheggi in area di cantiere. Ebbene ha elargito anche 8 mila euro a un suo candidato di lista che peraltro su Facebook si è molto inorgoglito per “un week end meraviglioso a Macerata! Una piazza piena di vita, di musica e sorrisi. Felicissimi di aver dato il nostro contributo!”. O di averlo ricevuto? Perché sempre nell’ambito di Evo Pop a Euphoria è stato dato l’incarico, per ottomila euro, di organizzare il dj set in piazza della Repubblica. Si scopre che ad animare Euphoria è Michele Miconi che era il candidato numero 8 nella lista Lega-Civici per Parcaroli con cui è stato eletto il titolare della cattedra di Diritto Romano rivisitato in arte l’assessore con la camicia! Anche questo è un tratto dello stalinismo: si procede non per selezione, ma per cooptazione. Alla definizione dell’ideologia stalinista della giunta di Sandro Parcaroli manca però l’ultimo decisivo tassello: la comunicazione. Molti a sinistra dicono che nella giunta di Macerata ci sono nostalgie fasciste. E’ sbagliato. Il fascismo perseguiva con un contenuto criminale abominevole la dittatura, ma aveva a riferimento il popolo; lo stalinismo si è macchiato di crimi orrendi servendosi del popolo per conservare il potere. Ed è questa in ultima analisi la prassi della giunta Parcaroli. Che infischiandosene della volontà espressa dal Consiglio Comunale con un ordine del giorno approvato a maggioranza (che non è quella che sostiene la giunta) prosegue col Sindaco a pretendere il capo di gabinetto ma soprattutto il personale addetto alla comunicazione. Chissà se la sigla CM significherà alla fine “cronache dal municipio”? Pare che si sia predisposto un bando per funzionario di categoria C a tempo pieno (36 ore settimanali) ritagliato su una specifica figura: niente laurea, ma dieci anni d’esperienza nell’informazione civica. Sandro Parcaroli si è accorto che stando alle tabelle di retribuzione la paga era troppa bassa per invogliare il candidato già prescelto cosi ci ha aggiunto 7 mila euro. Domanda dell’ufficio personale: dove li trovo? Pare che il Sindaco pare abbia risposto: li (pa)trassi dal bilancio! Gli hanno detto, ma non si fa così: bisogna fare un concorso. E lui: l’incarico lo do io perché me serve che "fa lo bono" e dunque la pratica me la pa(tra)ssi e soprattutto non mi trapassi i cabasisi: si facciano i necessari pa(tra)ssi perché io di questa comunicazione ho bisogno! Il dialogo è un po’inventato, ma assicurano voci di corridoio non è lontano dal vero. Il Sindaco ha bisogno di una sua comunicazione come facevano i gerarchi, come sommamente ha fatto Stalin perché come diceva Bismarck il popolo meno sa come sono fatte le salsicce (o i collaudi alle scuole materne) e meglio sta. Questo è lo stalinismo a Macerata: lo scatolismo come espressione di un’ideologia tetragona, il favoritismo come prassi di casta, l’imbonimento come cassa di risonanza del potente. Nota a margine. L’assessore al bilancio – che non si è presentata in Consiglio comunale a discutere quello consuntivo: forse doveva fare esercizio sui numeri – Barbara Antolini che è anche segretaria di Forza Italia ha rampognato i consiglieri del suo partito Laura Laviano e Silvano Iommi per aver votato in difformità dai diktat della Giunta sull’ordine del giorno che respingeva l’istituzione del capo di gabinetto e del “megafono ad personam” per il Sindaco. Non si è chiesta se i Consiglieri volessero evitare spese inutili per il Comune? Non si è chiesta se incaricare con lauto riconoscimento di compenso persone vicine all’assessore con la camicia non ledano non il Diritto Romano, ma il diritto italiano? Non si è chiesta se in città non stia manifestandosi una sorta di rassegnata indignazione per la gestione della città con cui si dialoga solo per affermazioni apodittiche senza mostrare né documenti né assunzioni di responsabilità? Ci sta che molti consiglieri comunali, e non solo di minoranza, si stiano chiedendo se il loro ruolo non venga svilito da questo pseudo-stalinismo. E può darsi che fatti i conti il bilancio preventivo non torni!

Cronaca

Recanati, minacce di morte e svastica al Centro Fonti San Lorenzo

Recanati, minacce di morte e svastica al Centro Fonti San Lorenzo

10/10/2026 15:20

Minacce di morte rivolte a un educatore, una svastica e gli ambienti messi a soqquadro. È quanto denunciato dal Centro Fonti San Lorenzo APS ETS di Recanati, dove nella notte tra venerdì e sabato ignoti si sono introdotti nella struttura, svuotando due estintori negli spazi interni accessibili. L’associazione ha presentato denuncia alle autorità competenti e lancia un appello alla città: «I luoghi educativi devono restare luoghi sicuri». L’episodio, secondo quanto riferito dal Centro, arriva a pochi giorni da altre minacce analoghe e si inserisce in una serie di fatti che da circa un anno interessano gli spazi dell’associazione. Nel tempo si sono verificati atti vandalici, minacce e aggressioni fisiche, in un contesto di disagio giovanile che coinvolge la città. La struttura dal 2012 ospita anche la Ludoteca comunale e il Centro di aggregazione giovanile. Proprio la convivenza tra la necessità di affrontare i comportamenti problematici e la tutela di chi frequenta quotidianamente gli spazi ha guidato finora l’azione dell’associazione. In accordo con l’amministrazione comunale, il Centro ha cercato di mantenere aperto il dialogo con i gruppi di ragazzi coinvolti negli episodi, puntando sull’educazione e sulla possibilità di favorire un cambiamento. Allo stesso tempo, ha continuato a informare il Comune, la Polizia Locale e i Carabinieri, segnalando quanto accaduto e collaborando con le istituzioni. Per alcuni soggetti è stato inoltre disposto il divieto di accesso alla struttura. Una strategia che, denuncia l’associazione, non ha impedito il ripetersi degli episodi, culminati nelle recenti minacce di morte e nell’irruzione. Il limite, sottolinea il Centro, resta la sicurezza dei tanti bambini, bambine e giovani che utilizzano quotidianamente gli spazi e che non possono essere penalizzati dalle condotte violente di gruppi che li frequentano saltuariamente. L’associazione ribadisce la volontà di proseguire il lavoro educativo e di collaborare con le istituzioni, ma ritiene che la situazione richieda ora una risposta più ampia. Gli atti denunciati, evidenzia il Centro, non colpiscono soltanto chi vi lavora: rischiano anche di compromettere la serenità di chi trova nella struttura un luogo di incontro, crescita e partecipazione. Da qui la richiesta di un sostegno pubblico da parte della comunità recanatese. Il Centro Fonti San Lorenzo si rivolge ad associazioni, scuole, famiglie, istituzioni e cittadini, chiedendo di fare fronte comune per difendere gli spazi educativi dalla violenza e dalle intimidazioni. Nei prossimi giorni l’associazione annuncia nuove iniziative pubbliche per coinvolgere la cittadinanza e raccogliere attorno al Centro un segnale concreto di vicinanza. L’obiettivo è riaffermare il valore di luoghi in cui ragazzi e ragazze possano incontrarsi, costruire relazioni e sviluppare un senso di comunità in condizioni di sicurezza.

Tolentino, morto Renzo Foglia, fondatore della Erreuno

Tolentino, morto Renzo Foglia, fondatore della Erreuno

10/10/2026 13:30

Tolentino perde uno dei protagonisti della propria storia imprenditoriale. Renzo Foglia, fondatore della Erreuno, è morto a 72 anni a causa di una malattia improvvisa. Il suo nome è legato a un’attività che, nata nel 1997 con sei dipendenti, è arrivata a dare lavoro a circa 90 persone, affermandosi nella produzione di rivestimenti in pelle e nella pelletteria artigianale per importanti marchi della moda e del lusso. Il 2025 era stato un anno particolarmente significativo per l’imprenditore, che aveva ricevuto due riconoscimenti per il percorso professionale e il contributo dato alla comunità. A giugno, durante le celebrazioni per la Festa della Repubblica a Macerata, gli era stato conferito il titolo di commendatore. L’onorificenza gli era stata attribuita per l’impegno dimostrato in ambito lavorativo.  "Voglio mantenere vivo nella memoria di tutti noi il ricordo di un uomo molto amato dai suoi dipendenti ma anche così provvido a favore della nostra società perchè aveva una azienda florida e perché era un vero filantropo che aiutava senza farsi vedere, sempre nascosto, senza clamore o pubblicità, era una persona che incarnava il vero significato della carità cristiana. Ci mancheranno il suo esempio, la sua personalità di imprenditore, la sua umanità. Siamo vicini alla famiglia e a tutte le persone care a cui la sua morte crea un vuoto incolmabile", il ricordo del sindaco di Tolentino Mauro Scalvi.    A ottobre era arrivato anche il riconoscimento cittadino: Foglia era stato scelto come Cittadino dell’anno 2025 nell’ambito del premio Ponte del diavolo. Una scelta che aveva valorizzato la sua capacità di fare impresa e di consolidare rapporti destinati a lasciare un segno nel tessuto economico e sociale del territorio. La sua avventura imprenditoriale era cominciata dopo una lunga esperienza da dipendente. Per oltre vent’anni aveva lavorato alla Nazzareno Gabrielli, azienda storica della pelletteria tolentinate. Proprio lì, trascorrendo circa metà di quel periodo nell’ufficio tecnico, aveva acquisito le competenze sui materiali e sui processi produttivi che sarebbero diventate una componente centrale della sua attività. Nel 1997 la decisione di intraprendere una strada autonoma e fondare la Erreuno. La crescita è passata attraverso la ricerca sui materiali, la precisione delle lavorazioni e l’investimento nella qualità, elementi che hanno permesso all’impresa di conquistare commesse di rilievo nel settore della moda. L’azienda è arrivata inoltre a collocarsi tra le prime 150 della provincia di Macerata per volume d’affari. Foglia era presidente del consiglio di amministrazione della Erreuno e guidava anche la Monologo Design Industry, società attiva nella produzione di mobili per l’arredamento domestico, dove ricopriva il ruolo di amministratore unico. La sua scomparsa lascia un vuoto in una realtà produttiva che ha contribuito a mantenere viva la tradizione manifatturiera di Tolentino, accompagnandola verso nuove dimensioni di mercato. Resta il percorso di un imprenditore che ha costruito la propria azienda partendo dall’esperienza sul campo, trasformando un progetto di piccole dimensioni in una realtà capace di offrire occupazione a decine di persone.

Attualità

Giornata per le vittime del lavoro, Anmil Macerata: "Malattie professionali in crescita, serve Procura nazionale"

Giornata per le vittime del lavoro, Anmil Macerata: "Malattie professionali in crescita, serve Procura nazionale"

11/10/2026 18:50

 Si è celebrata oggi, seconda domenica di ottobre, la 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, promossa da ANMIL (Associazione fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro). La manifestazione nazionale si è svolta a Longarone (Belluno), con il patrocinio della Rai e la media partnership delle TGR Rai. In tutta Italia sono state organizzate iniziative, tra cui quella della sede ANMIL di Macerata, aperta all'intera cittadinanza. Il programma. I partecipanti si sono ritrovati alle 10 in piazza Vittorio Veneto. Alle 10.30, nella Cattedrale San Giovanni, è stata celebrata la Santa Messa dedicata ai caduti sul lavoro. Alle 11.45, nella Sala Consiliare del Comune (piazza della Libertà), si è svolta la cerimonia civile con gli interventi di autorità e istituzioni locali. In quell'occasione sono stati nominati i grandi invalidi del lavoro destinatari dei Brevetti e dei Distintivi d'Onore, consegnati dalla Direzione regionale INAIL nelle persone del direttore Edoardo Antuono e dell'assistente sociale Edward Breda. Alle cerimonie hanno preso parte gli assessori del Comune di Macerata Debora Pantana e Pierfrancesco Tasso, il consigliere regionale Leonardo Catena, il presidente del Consiglio comunale di San Severino Marche Sandro Granata, il sindaco di Petriolo Matteo Santinelli e il vicesindaco di Potenza Picena Giuseppe Castagna. Le parole del presidente. «Ogni anno ci ritroviamo la seconda domenica di ottobre ad affrontare un'analisi dell'esistente, tra quanto è stato fatto e quanto ancora è al centro delle nostre battaglie, che poi sono la battaglia di civiltà di un intero Paese», ha dichiarato il presidente territoriale ANMIL di Macerata, Jon Primo Daniele Langston. Il presidente ha commentato i dati: «Alla luce del bilancio infortunistico del 2025, illustrato nella recente Relazione annuale dell'INAIL, i numeri dei primi sette mesi del 2026 non restituiscono la dignità che da 83 anni la nostra Associazione chiede per tutti i lavoratori del Paese e i loro familiari». Nella provincia di Macerata emerge una discrepanza: gli infortuni calano leggermente, mentre le denunce per malattie professionali subiscono un'impennata, in linea con la media regionale, dove l'aumento delle sole malattie professionali tocca il 20,2%. Langston ha quindi chiesto di rimettere in correlazione la stabilità del sistema lavoro con la sua sicurezza: «La precarietà, lo stagnamento dei salari a fronte di una sempre più rapida crescita del costo della vita, il proliferare di nuove tipologie di lavoro sulle quali incombe una normativa sfuggente, i cambiamenti climatici e l'incertezza dello scenario geopolitico devono essere affrontati in maniera strutturale». Il fenomeno degli infortuni, ha ricordato, «nasconde nel lavoro irregolare cifre ben più elevate di quelle riportate mensilmente da INAIL».   Centrale anche il tema delle testimonianze, che ANMIL porta da anni nelle scuole, nelle aziende e nei cantieri: «Raccontano non solo la prevenzione e il post-infortunio, ma anche il prezzo che quotidianamente chi ha vissuto un incidente o una malattia professionale paga spesso senza un concreto supporto da parte dello Stato. Rappresentano anche la deriva sociale verso cui il nostro Paese si sta scontrando, con sempre più persone costrette ad accettare patti di scorrettezza lavorativa che aumentano il rischio infortunistico e le tagliano fuori dalle forme di tutela vigenti».

Bilancio Ue, Cia Marche chiede fondi certi per l’agricoltura

Bilancio Ue, Cia Marche chiede fondi certi per l’agricoltura

10/10/2026 18:00

Le risorse europee destinate all’agricoltura devono essere garantite da norme vincolanti, senza lasciare ai singoli Stati la possibilità di decidere come e quanto finanziare il settore. È la posizione di Cia-Agricoltori Italiani Marche, che esprime preoccupazione per il prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea e chiede garanzie sulla dotazione della Politica agricola comune (Pac). «Gli agricoltori devono sapere su quali risorse potranno contare – afferma il presidente regionale Alessandro Taddei –. Non possiamo considerare acquisiti finanziamenti che dipendono dalla volontà dei singoli Stati di destinarli al settore». Per Taddei, le rassicurazioni politiche devono tradursi in disposizioni legislative chiare, così da permettere alle imprese di programmare investimenti e attività senza incertezze. Al centro della questione c’è la possibilità di destinare all’agricoltura il 10% del target rurale e le risorse previste dalla revisione di medio termine. Secondo quanto evidenziato da Cia nazionale, queste misure potrebbero garantire all’Italia circa un miliardo di euro aggiuntivo rispetto all’attuale dotazione della Pac. Per l’organizzazione agricola, però, i fondi devono essere effettivamente assicurati e non dipendere da decisioni discrezionali. La discussione sul bilancio europeo riporta inoltre l’attenzione sul rischio, segnalato da Cia, che l’inserimento della Pac in un Fondo unico ne riduca l’autonomia e favorisca una maggiore differenziazione delle politiche agricole nazionali. Uno scenario che, secondo l’associazione, potrebbe generare disparità tra gli agricoltori europei e una competizione tra risorse agricole e fondi destinati alla coesione. «Una politica agricola è davvero comune se mette gli agricoltori nelle condizioni di competere con regole e garanzie condivise», prosegue Taddei. Nelle Marche, sottolinea il presidente, la disponibilità di sostegni adeguati è particolarmente importante per le aziende che investono nella qualità e operano in territori dove produrre può risultare più complesso e meno remunerativo. La questione non riguarda soltanto il sostegno economico alle imprese. Le risorse europee incidono anche sulla possibilità di innovare, affrontare gli effetti del cambiamento climatico e favorire il ricambio generazionale. Nelle aree interne, inoltre, l’agricoltura contribuisce a mantenere occupazione, presidiare il territorio e sostenere la permanenza delle comunità. «Alle nostre aziende chiediamo qualità, sicurezza alimentare, sostenibilità e presidio del territorio – aggiunge Taddei –. Sono impegni che hanno un costo e che richiedono prospettive stabili». Senza redditi adeguati e strumenti di sostegno affidabili, avverte il presidente, diventa più difficile incentivare i giovani a investire nel settore e consentire alle imprese di proseguire la propria attività.   Cia Marche ribadisce infine la disponibilità a confrontarsi con la Regione e con le altre organizzazioni agricole, affinché le esigenze delle aziende marchigiane siano rappresentate nel negoziato nazionale ed europeo sul futuro bilancio dell’Unione.

Politica

Robotaxi, treni e navette autonome: Augusto Pellegrini ripropone "Macerata Città Granne"

Robotaxi, treni e navette autonome: Augusto Pellegrini ripropone "Macerata Città Granne"

11/10/2026 14:20

L'intelligenza artificiale e la guida autonoma potrebbero diventare nuovi strumenti per ripensare la mobilità nel Maceratese. È questa la proposta di Augusto Pellegrini, ex consigliere comunale di Treia, che torna sul progetto della “Città Granne”, immaginando un territorio capace di superare gli attuali confini amministrativi attraverso una rete integrata di trasporti, tecnologie e servizi. Di seguito la proposta integrale firmata da Augusto Pellegrini. "Siamo all’inizio di uno tsunami tecnologico guidato dall’intelligenza artificiale, un cambio di paradigma che Macerata non si può permettere di ignorare e che rappresenta un ulteriore fattore abilitante della costruzione di una “Città Granne”, un’unica città provinciale federata che possa rispondere all’esigenza di coordinare ed attrarre risorse per investire sul nostro futuro. In molte città americane sono già realtà servizi di taxi senza conducente che si stanno espandendo molto rapidamente: solo Waymo, il leader, attualmente fa 500.000 corse a settimana con 3.000 veicoli operativi in 8 città, ma sta crescendo vertiginosamente di settimana in settimana. Le statistiche e le stime degli analisti e dei ricercatori ci dicono che la guida autonoma ha tre principali benefici: 1) Costa molto meno rispetto ad un’auto a guida umana: attualmente il 30% in meno del costo tutto compreso, ma ci si attende il 70% in meno nel 2035. 2) È molto più sicura: si stima una riduzione degli incidenti dell’80-90%. 3) Restituisce tempo per fare altro - lavoro, studio, divertimento - al trasportato. Per il territorio maceratese, caratterizzato da un’urbanizzazione policentrica e da un’orografia complessa, in combinazione con una ferrovia che diventasse “metropolitana di superficie”, la guida autonoma sarebbe il collante ideale per accorciare costi e tempi di percorrenza e “avvicinare” ancora di più i vari centri urbani del territorio, rendendoli ancora più compatibili con la partecipazione alla “Città Granne” e con un modello di sviluppo sostenibile. Un sistema di trasporto provinciale integrato si comporrebbe di tre principali elementi. 1) La spina dorsale: velocità e capacità. Il treno elettrico cadenzato lungo la Val di Chienti collega rapidamente la costa, con Civitanova, al capoluogo, Macerata, e all’entroterra, con Tolentino, azzerando il traffico pesante sulla superstrada SS77. 2) I micro-hub di comunità: zero sosta, piena connessione. Le stazioni intermedie non sono più parcheggi dismessi, ma piazze tecnologiche dove i veicoli autonomi arrivano su chiamata, lasciano i passeggeri direttamente al binario e ripartono senza occupare suolo pubblico. 3) L’ultimo miglio intelligente: mobilità per tutti. Dalle frazioni collinari, come Treia, Pollenza e Montecassiano, gli shuttle autonomi a chiamata coprono i dislivelli e le distanze intermedie in tempi certi, tra 10 e 20 minuti, rendendo superfluo il possesso della seconda o terza auto di famiglia. Inutile dire che pensare il trasporto in un’ottica integrata, oltre che sostenibile, porterebbe con ogni probabilità a un risparmio da far tremare i polsi. Solo alcuni dati per far comprendere il fenomeno e l’opportunità. Oggi in provincia si contano in media 1,65 auto per famiglia, per un costo totale di utilizzo annuale “tutto compreso” di circa 7-8.000 euro l’anno: un miliardo di euro all’anno per tutte le famiglie della provincia. Il 70% di costo in meno promesso dai robotaxi - il trasporto su rotaia porterebbe ancora maggiori risparmi - vale 700 milioni complessivi l’anno. E ciò non considera ancora i risparmi e i costi sociali evitabili grazie alla riduzione del numero di incidenti e dei relativi costi sanitari, nell’ordine di milioni di euro, al minore inquinamento, con un parco macchine elettrico e più utilizzato, e alla minore necessità di investire in costosi parcheggi nelle zone congestionate dei centri abitati. Ricordiamo i milioni di euro previsti per il parcheggio a Rampa Zara a Macerata. Come fare? Servono importanti investimenti iniziali, ma soprattutto è necessaria una regia istituzionale con una visione strategica, in grado di unire intorno a un piano università, imprenditoria e filiera istituzionale, al fine di ottenere risorse e creare consenso. Un'ulteriore validazione del fatto che a Macerata occorre pensare in “granne”, evitare di disperdere risorse su progetti potenzialmente anacronistici e, invece, puntare ad innalzare il profilo tecnologico della nostra economia. Se vogliamo difendere la nostra isola felice ed evitare il declino economico e lo spopolamento dobbiamo federare i nostri Comuni, oltre i confini attuali che furono stabiliti a fine Ottocento, quando non c’erano i telefonini e ci si spostava a cavallo: serve creare una “Città Granne”!

Futuro Nazionale, Gianvittorio Galeota responsabile sicurezza nelle Marche

Futuro Nazionale, Gianvittorio Galeota responsabile sicurezza nelle Marche

10/10/2026 11:45

È l’avvocato Gianvittorio Galeota di Porto Sant’Elpidio, figura di alto profilo professionale e giurista di comprovata esperienza con oltre 35 anni di attività forense, il nuovo Responsabile regionale del Dipartimento Sicurezza, Remigrazione e Relazioni con le Forze dell’ordine di Futuro Nazionale nelle Marche. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Urbino Carlo Bo e insignito del titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, Galeota è iscritto dal 1991 all’Albo degli Avvocati dell’Ordine di Fermo e dal 2001 all’Albo speciale per il patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. È Presidente onorario dell’Associazione Europea Protezione Dati Personali e il suo profilo si distingue anche sul fronte accademico e formativo: è stato cultore della materia in Diritto Penale e Diritto Penale dell’Economia presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, professore a contratto all’Università di Macerata e già docente nei master in criminologia dell’Università dell’Aquila. Ha inoltre tenuto corsi di formazione per la Polizia di Stato presso la Questura di Macerata e per investigatori privati Federpol, ed è membro della Commissione Giustizia ex parlamentari a Roma. “L'ingresso dell'Avvocato Gianvittorio Galeota alla guida del Dipartimento Sicurezza rappresenta un valore aggiunto straordinario per Futuro Nazionale Marche – dichiara il Coordinatore regionale Fabrizio Ciarapica – Parliamo di un professionista di altissimo spessore, la cui competenza, autorevolezza e profonda esperienza saranno centrali e determinanti per sviluppare le nostre proposte programmatiche in tema di sicurezza e strutturare una rete territoriale efficiente, radicata e vicina ai cittadini e alle forze dell'ordine. A lui va il mio più sentito e convinto augurio di buon lavoro, certo che saprà interpretare al meglio questo ruolo cruciale”. “Ringrazio il Generale Roberto Vannacci, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, il coordinatore regionale Fabrizio Ciarapica e il Vicario Danilo Zampaloni per la fiducia accordata – dichiara Gianvittorio Galeota –. Ho subito raccolto questa sfida e sono già al lavoro per individuare figure professionali di altissimo profilo che mi affiancheranno in questo percorso. Nello stesso tempo, ho già avviato un proficuo dialogo con l’Avvocato Carta, Responsabile nazionale del Dipartimento, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente in occasione della sua recente visita a Porto San Giorgio. Siamo pronti a lavorare con dedizione per la sicurezza del nostro territorio e per raccogliere le istanze e le necessità delle nostre Forze dell'ordine”.

Sanità

Fibromialgia, 30mila persone nelle Marche: "Siamo usciti dall'invisibilità, ora serve una legge"

Fibromialgia, 30mila persone nelle Marche: "Siamo usciti dall'invisibilità, ora serve una legge"

11/10/2026 12:27

La fibromialgia esce dall'invisibilità, ma la strada per garantire pieno riconoscimento e tutela a chi ne soffre è ancora lunga. Nelle Marche sono circa 30mila le persone che convivono con questa patologia, al centro del convegno pubblico organizzato sabato pomeriggio alla Gran Sala Cesanelli di Macerata da CFU-Italia, sezione Marche, in collaborazione con ACM, l'Associazione commercianti Macerat. L'incontro, intitolato "Fibromialgia, tra dolore e astenia", è stato il primo appuntamento pubblico dopo l'inserimento della malattia nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), avvenuto lo scorso primo ottobre. Un passaggio importante per il riconoscimento della patologia all'interno del Servizio sanitario nazionale, frutto anche dell'impegno portato avanti negli anni da CFU-Italia e dal suo direttivo, presieduto da Barbara Suzzi, attraverso un confronto costante con il legislatore. "Siamo usciti dall'invisibilità", ha dichiarato Suzzi in apertura del convegno, sottolineando però la necessità di proseguire il percorso: "È un passo importante per portare avanti le nostre istanze e raggiungere il vero traguardo, ossia l'approvazione di una legge che tenga in considerazione, tra i molti aspetti, anche quello lavorativo". L'inserimento nei Lea rappresenta infatti una novità significativa per le persone affette da fibromialgia, perché apre la strada a specifiche prestazioni assistenziali nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, sulla base dei criteri previsti. In particolare, il riconoscimento contempla, in presenza dei requisiti di gravità stabiliti, una visita di controllo ogni 12 mesi e un ciclo di dieci sedute di rieducazione motoria di gruppo. Sono inoltre previste cure termali indipendentemente dai criteri di severità e, in caso di comorbilità psichiatrica, una visita psichiatrica annuale. A fare gli onori di casa è stata Barbara Bastianelli, referente di CFU-Italia per Macerata e le Marche, che ha introdotto i temi dell'incontro, dedicato anche alle prassi terapeutiche e alle possibilità di gestione della malattia. "Il fatto che il convegno abbia ricevuto il sostegno di tante realtà del territorio conferma che finalmente si è compreso che la fibromialgia non riguarda solo chi ne è affetto e i familiari, ma la comunità tutta, perché chiama in causa il lavoro, le relazioni sociali, gli aspetti assistenziali e tutti i livelli istituzionali", ha osservato Bastianelli. Un coinvolgimento che si è tradotto nel patrocinio del Comune di Macerata e nella partecipazione di numerose realtà locali e regionali, tra cui Pro Loco, Croce Verde Macerata, Ambalt, Gruppo Fisiomed, Commissione Parità della Regione Marche e Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale. Dopo i saluti di Paolo Perini, presidente di ACM, e di Noemi Ortenzi, in rappresentanza della Commissione Parità della Regione Marche, si sono susseguiti gli interventi di Barbara Suzzi, della vicepresidente Catia Bugli e di Michele Gardarelli, medico, docente universitario di Medicina integrata e presidente del Comitato medico-scientifico dell'associazione. Spazio anche agli approfondimenti di Laura Calza ed Evelin Battistini, in qualità di nutrizioniste, e della psicologa Virginia Brillantini. La fibromialgia è una patologia caratterizzata da dolori muscolo-scheletrici diffusi e persistenti, che possono incidere profondamente sulla qualità della vita. Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità citati da CFU-Italia, interessa circa il 3% della popolazione, una stima che, secondo l'associazione, potrebbe essere inferiore alla reale diffusione della malattia. A esserne colpite sono prevalentemente le donne, ma la patologia interessa anche uomini e bambini in età scolare. Tra le difficoltà segnalate da chi ne soffre figurano la complessità del percorso diagnostico e terapeutico, l'assenza di farmaci specifici e la mancanza di prassi uniformi per la diagnosi e la cura. Proprio per questo, l'inserimento nei Lea viene considerato un primo risultato, ma non un punto di arrivo. La richiesta di CFU-Italia è quella di arrivare a una legge organica che affronti anche le ricadute della fibromialgia sulla vita quotidiana e professionale, riconoscendo le esigenze di chi convive con una condizione spesso difficile da comprendere dall'esterno. Un impegno che ha visto Barbara Suzzi protagonista anche a livello nazionale: nel 2023 la presidente di CFU-Italia è stata insignita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana per la sua attività di sensibilizzazione sulla fibromialgia. Il convegno di Macerata ha così rappresentato un'occasione di confronto tra associazioni, professionisti e istituzioni, con un messaggio condiviso: il riconoscimento nei Lea è un passo avanti, ma la piena tutela delle persone con fibromialgia passa anche attraverso il lavoro, l'assistenza e una maggiore consapevolezza sociale.

Glaucoma e maculopatia, come prevenirli dopo i 50 anni: parla il dottor Cristian Pollio

Glaucoma e maculopatia, come prevenirli dopo i 50 anni: parla il dottor Cristian Pollio

11/10/2026 11:10

Giovedì 8 si è celebrata la Giornata mondiale della vista. La salute dei nostri occhi e la buona conservazione della vista sono argomenti molto importanti per una buona gestione ed una buona qualità della nostra vita. Anche nella comunicazione ed informazione per una cultura generale della salute sono abbastanza le difficoltà di trattazione dell’argomento con la consapevolezza che le fonti di buona informazione devono essere ben verificate. Noi abbiamo l’opportunità di consultare uno specialista oculista di grande esperienza, il Dr. Cristian Pollio, Direttore di un Centro Oculistico di riferimento nazionale a Chieti e consulente del centro medico del nostro territorio Associati Fisiomed. Dott Pollio ci parli della sua specialità: l’oculistica "Ovviamente il medico oculista si occupa dell’occhio e del senso della vista. Spesso si ritiene non necessario un controllo perché si ha la percezione di una buona vista, invece bisogna comunicare che alcune patologie di cui vorrei parlare come il glaucoma e la maculopatia possono essere individuate ancora prima che ci siano dei sintomi negativi evidenti. Quindi una visita oculistica dopo i 50 anni è consigliabile a tutti, ancor più se ci sono episodi di familiarità riscontrabili". Dr. Pollio l’invecchiamento della popolazione, siamo alla media di attesa di vita di circa 86 anni per le donne e 82 per gli uomini, comporta un aumento dell’incidenza di queste patologie dell’occhio? "Sicuramente sì. Nei nostri paesi industrializzati il glaucoma e la maculopatia rappresentano circa il 70% delle patologie oculari riscontrate. La cataratta, che invece è la prima patologia riscontrata nei paesi non industrializzati, ha avuto da noi una particolare attenzione per cui possiamo dire che con un semplice intervento chirurgico è risolvibile. In quei paesi invece è ancora un gravissimo problema per mancanza di strutture sanitarie adeguate per interventi generalizzati. Per noi il problema è la prevenzione del glaucoma e della maculopatia. Lo ripeto ma penso sia utile: è indispensabile una visita oculistica almeno annuale a partire dai 50 anni". Quali sono le ultime indicazioni terapeutiche per il trattamento della maculopatia e del glaucoma? "La maculopatia nella forma secca rappresenta circa il 70% della causa di abbassamento della vista, determina un deterioramento dello spessore della retina che diventa sempre più sottile. Una volta si faceva uso essenzialmente di una simil vitamina, la luteina; oggi abbiamo a disposizione tecniche molto più efficaci come la fotobiomodulazione e la iontoretina, armi che riescono a rallentare o addirittura a fermare il deterioramento dello spessore retinico. I pazienti trattati devono essere già però consapevoli insieme allo specialista che li segue della malattia. Per il glaucoma si utilizza il laser sotto soglia, una sorta di laser freddo che non comporta ustioni e ritarda l’uso di colliri abbassando la pressione oculare preservando il campo visivo. Infine possiamo dire che il protocollo, l’iter per il trattamento di maculopatia inizia con un accertamento tramite OCT, sorta di tac dell’occhio ed angio-OCT. Questi hanno sostituito la fluoroangiografia che utilizzava coloranti in vena. Se l’accertamento rivela una maculopatia secca abbiamo già descritto il protocollo terapeutico, se umida bisogna ricorrere alla sala operatoria con iniezioni intravitreali che hanno anch’esse approfittato di una ricerca che le rendono meno frequenti". Dr. Pollio lei a Chieti è Direttore di un importante centro dove tutto quello che ci ha descritto è possibile. Qui nel nostro territorio lei è consulente di Associati Fisiomed. Siamo nelle stesse condizioni? "A livello diagnostico sicuramente sì, a livello terapeutico stiamo completando la disponibilità delle tecniche citate in attesa che si abbia a disposizione anche il blocco operatorio. Permetterebbe a quel punto di completare tutta l’offerta, siamo davvero a buon punto. La sanità privata deve fare investimenti importanti perché quello che era vero 3 anni fa, spesso in tecnologia sanitaria non è vero oggi. Fortunatamente la ricerca è in continua evoluzione, propone sempre nuove e più efficaci soluzioni. Sono soddisfatto della collaborazione con Associati Fisiomed perché ho la percezione che gli investimenti e l’innovazione vadano di pari passo. Sono anche molto propenso ad aiutare Associati Fisiomed nel loro grande impegno nell’informazione e comunicazione medico-scientifica. Nel nostro colloquio abbiamo sottolineato di quanto sia importante la prevenzione che può essere stimolata da una cultura della salute rivolta a tutti e che deve essere alla base di tutto il servizio sanitario. Ad Associati Fisiomed anche in questo ambito c’è grande impegno".

Sport

Macerata Scherma show ad Ancona: Giorgia Savoia vince la spada Under 20, seconda Alessandra Franco

Macerata Scherma show ad Ancona: Giorgia Savoia vince la spada Under 20, seconda Alessandra Franco

11/10/2026 19:15

Domenica di grandi successi per la Macerata Scherma nelle prove regionali di spada Under 20 e Under 17, disputate ad Ancona e valide per la qualificazione alla fase nazionale. Under 20. A spiccare è il primo posto di Giorgia Savoia, che si aggiudica la finale prevalendo sulla compagna di club Alessandra Franco. Le due schermitrici hanno firmato una prova maiuscola, superando atlete più titolate delle altre società marchigiane: un risultato che corona un periodo di crescita tecnica costante e di maturità tattica. Savoia e Franco si sono così qualificate per la gara nazionale di Catania, in programma il 7 novembre. Nella stessa gara Matilde Spadari chiude al nono posto. In campo maschile, sempre nell'Under 20, Luca Vallerani conclude al sesto posto, Filippo Savoia al nono e Jacopo Foresi al quattordicesimo. Under 17. In mattinata si era svolta la gara Under 17, con altre soddisfazioni per la società maceratese: Luca Vallerani e Alessandra Franco conquistano il terzo posto, mentre Jacopo Foresi è ottavo. Vallerani ha vinto tutti gli assalti del girone di qualificazione, cedendo solo in semifinale allo jesino Davide Barigelli. Franco, che ha mostrato chiari miglioramenti tecnici, si è arresa in semifinale a Francesca Di Dio, anche lei del CS Jesi. Grande soddisfazione nello staff, a cominciare dai maestri Carola Cicconetti e Alfredo Gironelli. Il presidente Alberto Affede sottolinea come gli sforzi per portare la provincia di Macerata a una posizione di rilievo nel panorama schermistico regionale e nazionale stiano dando i loro frutti: in molte categorie di fioretto e spada gli atleti biancorossi si fanno sempre più notare per crescita tecnica e tattica. Parallelamente alla stagione agonistica appena iniziata, la scherma maceratese ospita ragazzi e adulti, anche con disabilità, che vogliono provare gratuitamente questo sport nella nuova palestra di Piediripa, con l'attrezzatura messa a disposizione senza costi: un'occasione per vivere in prima persona l'emozione delle stoccate.

CBF Balducci Hr, esordio casalingo amaro: Milano si impone in quattro set, Egonu show con 21 punti

CBF Balducci Hr, esordio casalingo amaro: Milano si impone in quattro set, Egonu show con 21 punti

11/10/2026 19:00

Esordio casalingo sfortunato per la CBF Balducci HR, che non riesce nell'impresa di strappare punti alla Numia Vero Volley Milano nella seconda giornata d'andata del campionato di LVF A1 Fineco 2026/27. Davanti a un Fontescodella pieno ed entusiasta (1.550 spettatori), la corazzata lombarda vince 1-3 (20-25, 8-25, 27-25, 11-25), ma deve prima fare i conti con il rientro d'orgoglio di Caforio e compagne nel terzo parziale. Per Milano decisiva la prova di Eleonora Fersino, MVP della gara, con una serie di difese che hanno guidato la squadra di Blengini, insieme a 8 ace e 11 muri complessivi. Top scorer del match Egonu con 21 punti, seguita da Lanier con 20. Nella CBF Balducci HR miglior realizzatrice Gardini con 15. Le formazioni. Coach Lionetti sceglie Bonelli-Decortes, Farriol-Mazzon, Schut-Gardini, con Caforio libero. Blengini risponde con Bosio-Egonu, Kurtagic-Danesi, Lanier-Piva e Fersino libero. Primo set. Le arancionere tengono testa alle ospiti e riescono ad agganciarle due volte (11-11 e 16-16). Poi i 6 punti della capitana Egonu (62% in attacco), i 5 di Piva e 4 muri vincenti spingono Milano al 20-25. Secondo set. Milano parte con grande aggressività e Macerata va subito sotto, senza riuscire a rientrare: attacco al 53% per le lombarde contro il 16% delle maceratesi. Lanier protagonista con 8 punti, il parziale si chiude sull'8-25. Terzo set. È la reazione della CBF Balducci HR: partenza lanciata (5-0, poi 14-9) e set in cui le ragazze di coach Lionetti guidano sempre il gioco, grazie agli 8 centri di Gardini (61% in attacco) e ai 6 di Decortes, approfittando anche dei 9 errori milanesi. Dopo un finale punto a punto, il set si chiude sul 27-25.   Quarto set. Milano riprende a giocare ad altissimo livello e chiude i conti con i colpi di Piva, Lanier e Danesi e un altro 60% in attacco: 11-25. (Foto di Roberto Bartomeoli)

Economia

Dal Made in Marche ai mercati esteri: 80 imprese a confronto con 16 Camere di Commercio

Dal Made in Marche ai mercati esteri: 80 imprese a confronto con 16 Camere di Commercio

08/10/2026 19:10

Ottanta imprese marchigiane hanno incontrato 16 Camere di Commercio Italiane all’Estero per confrontarsi sui mercati internazionali, individuare nuovi partner e costruire opportunità commerciali. È il cuore di “Open Marche”, l’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio delle Marche e ospitata all’Hotel Il Casale di Colli del Tronto. Una giornata dedicata all’internazionalizzazione del sistema produttivo regionale, che ha messo direttamente in contatto le aziende con rappresentanti delle Camere italiane presenti nei principali mercati mondiali. «Le adesioni confermano quanto le nostre imprese vogliano confrontarsi direttamente con i mercati internazionali», ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, evidenziando il ruolo del sistema camerale nel sostenere le aziende impegnate sui mercati esteri. L’auspicio del sindaco di Colli del Tronto Luca Morganti è invece che dall’iniziativa possano nascere nuove collaborazioni e iniziative imprenditoriali. Incontri diretti per conoscere i mercati La mattinata è stata dedicata agli incontri individuali tra gli imprenditori e i rappresentanti delle CCIE. Ogni azienda ha potuto indicare fino a cinque mercati di interesse, approfondendo possibilità commerciali, potenziali partner, canali distributivi e modalità di accesso ai diversi Paesi. «Crediamo fortemente che il sistema camerale possa essere un volano importante per l’internazionalizzazione», ha spiegato Sabatini, ricordando la presenza a Colli del Tronto di rappresentanti di Camere attive nei mercati più importanti. L’appuntamento si inserisce nel percorso avviato nel 2023 con la Convention Mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, ospitata proprio a Colli del Tronto. Mario Pozza, presidente di Assocamerestero, ha sottolineato la volontà di consolidare il rapporto con le Marche, definendole un territorio dinamico e fortemente orientato all’export. Secondo Pozza, le opportunità per il Made in Italy sui mercati internazionali sono numerose, soprattutto per le produzioni di qualità. Manifattura, design, agroalimentare e moda rappresentano alcuni dei comparti sui quali le imprese italiane possono continuare a competere. L'export come leva di crescita L’internazionalizzazione è stata indicata come una delle principali sfide per il sistema produttivo anche dal presidente di Confindustria Marche Roberto Cardinali. «È un tema fondamentale per le nostre imprese», ha sottolineato, definendolo uno dei veicoli più importanti per sostenere la crescita del sistema industriale regionale in un contesto internazionale complesso. Un’opportunità che riguarda diversi comparti dell’economia marchigiana, dal legno-arredo alla moda, dall’agroalimentare alla manifattura. Lorena Fulgini, coordinatrice Legno e Arredo di Confindustria Marche, ha evidenziato l’importanza di creare un rapporto diretto con le Camere italiane all’estero per individuare percorsi utili alla competitività delle aziende. Anche Doriana Marini, consigliera della Camera di Commercio delle Marche per l’artigianato e consigliera nazionale Federmoda, ha sottolineato la capacità delle imprese regionali di continuare a investire e crescere nonostante le difficoltà. «Siamo una regione manifatturiera e abbiamo molto da dire», ha osservato, richiamando in particolare le potenzialità del settore della moda e del Made in Marche. Le opportunità nei mercati esteri Il confronto con le Camere italiane all’estero ha permesso alle imprese di entrare in contatto con realtà che operano quotidianamente sui diversi mercati. Gabriele Musto, segretario generale della Camera di Commercio italiana in Guatemala e Honduras, ha ricordato i rapporti avviati con le aziende marchigiane dalla Convention del 2023 e le prime collaborazioni sviluppate nel settore della tecnologia applicata all’agroalimentare. Tra i comparti con prospettive interessanti anche vino, tartufo, moda, costruzioni e infrastrutture. Dalla Polonia, Alessio Racioppoli, business service manager della Camera di Commercio italiana, ha evidenziato il valore dell’incontro diretto con le imprese e la possibilità di offrire loro un supporto concreto nei percorsi di internazionalizzazione. Per la Francia, Simona Manzi, assistente commerciale estero della Camera di Commercio italiana a Lione, ha sottolineato l’interesse delle aziende marchigiane verso il mercato francese. Francia primo mercato, forte crescita negli Usa I dati elaborati dall’Ufficio Statistica e Studi di Camera Marche su fonte ISTAT restituiscono una presenza internazionale diversificata. La Francia si conferma il principale mercato, con un interscambio che nel 2025 ha raggiunto 1,37 miliardi di euro. Nei primi sei mesi del 2026 l’export marchigiano verso il Paese è cresciuto del 12,8%. Positivo anche il dato della Spagna, che nel 2025 ha registrato 789 milioni di euro di export marchigiano, con una crescita dell’8,4% nel primo semestre 2026. In aumento anche il Canada, dove le esportazioni regionali sono cresciute del 20,4%. Tra i mercati più importanti ci sono gli Stati Uniti, che nel 2025 hanno rappresentato 956 milioni di euro di export marchigiano. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni verso gli Usa hanno registrato una forte accelerazione, con macchinari e moda tra i comparti principali. Guardando all’Asia, la Cina vale 296 milioni di euro di export, mentre il Giappone raggiunge quota 101 milioni. Particolarmente significativo il dato del Vietnam, che, pur partendo da valori ancora contenuti, registra una crescita del 62,6% nel primo semestre 2026. Segnali positivi arrivano anche da Australia e Sudafrica, dove nello stesso periodo l’export marchigiano è cresciuto rispettivamente del 21,2% e del 19,7%. Il quadro restituisce una presenza internazionale sempre più articolata. Accanto ai mercati europei consolidati, le imprese marchigiane stanno guardando con crescente interesse alle opportunità offerte da America, Asia, Oceania e Africa. “Open Marche” ha messo così attorno allo stesso tavolo chi produce nelle Marche e chi presidia quotidianamente i mercati internazionali. Un confronto pensato per trasformare informazioni e relazioni in nuove partnership, nuovi sbocchi commerciali e occasioni di crescita per il Made in Marche. L’iniziativa è stata realizzata dalla Camera di Commercio delle Marche, in collaborazione con le Aziende Speciali TECNE, LINEA e LINFA e con Assocamerestero.

Gasolio agricolo alle stelle, Coldiretti Marche: “La Regione intervenga sul prezzo”

Gasolio agricolo alle stelle, Coldiretti Marche: “La Regione intervenga sul prezzo”

07/10/2026 13:38

Il caro carburanti torna a pesare sui bilanci delle aziende agricole marchigiane. Per questo Coldiretti Marche ha scritto alla Regione chiedendo un ulteriore intervento sul costo del gasolio agricolo, da affiancare alle misure già previste a livello nazionale. Secondo l'organizzazione agricola, dall'inizio della guerra in Iran il prezzo del gasolio destinato alle aziende agricole è passato da circa 85 centesimi al litro fino a punte di 1,75 euro, con un impatto significativo sui costi di produzione. La richiesta rivolta alla Regione Marche è quella di prevedere uno stanziamento dedicato per ridurre il costo al litro del gasolio agricolo acquistato dalle imprese, seguendo l'esempio di quanto già messo in campo, con modalità e risorse differenti, da altre Regioni come Lazio, Sardegna e Sicilia. L'obiettivo di Coldiretti è quello di sommare il nuovo eventuale sostegno regionale alle misure già esistenti, riportando il costo effettivamente sostenuto dagli agricoltori verso la soglia di un euro al litro. Un primo intervento contro l'impennata dei prezzi è arrivato da Eni e altre compagnie, che, a seguito del confronto con i vertici nazionali di Coldiretti e con il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, hanno introdotto uno sconto del 20% al netto dell'Iva sui carburanti destinati all'agricoltura e alla pesca. «Da anni guerre e tensioni internazionali hanno ricadute pesantissime sull'agricoltura, incidendo soprattutto sui costi di produzione – sottolinea Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche –. Nel caso del gasolio agricolo, lo sconto del 20% deciso da Eni e altri è un segnale di attenzione verso le imprese agricole e della pesca e consente di dare continuità al processo produttivo, contribuendo a garantire alle famiglie la disponibilità e l'accessibilità di cibo sano e sicuro». Coldiretti Marche ricorda inoltre di aver già ottenuto dalla Giunta Acquaroli un incremento del 30% della quota di gasolio agricolo agevolato che le aziende possono acquistare. Il confronto con le istituzioni prosegue ora con l'obiettivo di individuare ulteriori strumenti di sostegno per il comparto agricolo, alle prese con l'aumento dei costi e con un quadro internazionale caratterizzato da forti tensioni. «È in questo confronto che si inserisce ora la richiesta di un ulteriore intervento regionale sul prezzo – conclude Gardoni – con l'obiettivo di alleggerire una delle voci di costo che maggiormente incidono sui bilanci delle aziende agricole marchigiane».

Scuola e università

UniMC, laurea honoris causa in Francia per Ermanno Calzolaio

UniMC, laurea honoris causa in Francia per Ermanno Calzolaio

10/10/2026 14:40

Un riconoscimento internazionale per la ricerca giuridica dell’Università di Macerata e per il lavoro svolto negli anni nel rafforzare i rapporti con gli atenei europei. Il professor Ermanno Calzolaio, ordinario di Diritto privato comparato nel Dipartimento di Giurisprudenza e direttore della Scuola di Dottorato dell’Ateneo maceratese, ha ricevuto venerdì 9 ottobre la laurea honoris causa in Giurisprudenza dall’Università di Orléans, in Francia. La cerimonia si è svolta nell’ambito delle celebrazioni per i 720 anni dalla fondazione dell’università francese. Alla base del conferimento, le ricerche condotte da Calzolaio nel campo del diritto privato comparato e il contributo offerto allo sviluppo della collaborazione tra le due istituzioni accademiche. L’assegnazione del titolo ha seguito un percorso istituzionale che ha ottenuto l’approvazione del Ministero degli Affari Esteri francese. Per il Dipartimento di Giurisprudenza di UniMC, già riconosciuto come Dipartimento di Eccellenza, il premio rappresenta anche un riconoscimento del percorso scientifico e della proiezione internazionale raggiunti negli ultimi anni. «La laurea honoris causa al collega Calzolaio ci rallegra e ci onora», ha commentato la direttrice Claudia Cesari, sottolineando come il titolo valorizzi sia la carriera del docente sia il prestigio conquistato dal Dipartimento nella ricerca e nella didattica giuridica anche fuori dai confini nazionali. Il ruolo di Calzolaio è stato significativo anche nella costruzione di due percorsi strategici per la crescita della struttura: i progetti ministeriali dedicati ai Dipartimenti di Eccellenza e l’accordo per il doppio titolo con l’Università di Orléans. Quest’ultimo, attivo da oltre dieci anni, permette agli studenti ammessi di svolgere una parte del proprio percorso formativo in Francia e conseguire un titolo riconosciuto da entrambi gli atenei. Si tratta di un’opportunità ancora poco diffusa in Italia nell’ambito degli studi giuridici, che offre una dimensione europea alla formazione universitaria. La visita in Francia era iniziata già giovedì 8 ottobre, quando il docente ha tenuto una conferenza per i professori della Faculté de Droit, Economie, Gestion. Il suo intervento, intitolato “Creare il diritto senza dirlo: il volto del giudice tra civil law e common law”, ha affrontato il tema del ruolo del giudice nei diversi sistemi giuridici. Insieme a Calzolaio, l’Università di Orléans ha conferito la laurea honoris causa anche a Petra Reinke, docente di Scienza e Tecnologia dei Materiali all’Università di Costanza, e a Peter Haring-Bolivar, professore di Elettronica delle Alte Frequenze e Quantistica all’Università di Siegen. Il riconoscimento attribuito al docente maceratese premia dunque il suo percorso accademico e, allo stesso tempo, il lavoro di cooperazione internazionale sviluppato tra i due atenei, con ricadute sulla ricerca e sulle opportunità formative per gli studenti.

Grotte di Frasassi, nuova aula didattica per scuole e laboratori interattivi

Grotte di Frasassi, nuova aula didattica per scuole e laboratori interattivi

10/10/2026 11:00

Le Grotte di Frasassi ampliano la propria offerta dedicata alle scuole con l’apertura della nuova Aula Didattica, realizzata negli spazi al piano inferiore della biglietteria e dell’ufficio informazioni. Ambienti prima inutilizzati sono stati recuperati e trasformati in uno spazio stabile destinato a laboratori, attività interattive e percorsi educativi, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra visita, conoscenza scientifica e tutela dell’ambiente. Tra le attività principali c’è il Frasassi Green Challenge, il progetto che coinvolge bambini e ragazzi sui temi della sostenibilità attraverso giochi, prove pratiche e sfide a squadre. Risparmio idrico, gestione dei rifiuti, inquinamento atmosferico ed economia circolare diventano così contenuti da comprendere e sperimentare in modo diretto. La nuova Aula ospita anche laboratori in realtà virtuale, dedicati alla speleologia, alla geologia e alla scoperta di ambienti delle Grotte normalmente non accessibili al pubblico. Le tecnologie immersive permettono agli studenti di approfondire ciò che hanno osservato durante la visita e di esplorare il mondo sotterraneo da nuove prospettive. Il progetto si integra con il vicino Museo Speleo-Paleontologico e Archeologico di San Vittore, contribuendo a costruire un vero e proprio polo didattico Frasassi, nel quale Grotte, Museo, laboratori e strumenti digitali diventano parti di un unico percorso educativo. L’intervento rappresenta inoltre un investimento nella valorizzazione del patrimonio immobiliare della società: spazi precedentemente inutilizzati acquisiscono oggi una funzione permanente e strategica, destinata a produrre valore nel tempo. «Le Grotte di Frasassi, società controllata dal Comune di Genga, investono per migliorare la qualità dell’offerta didattica rivolta agli insegnanti e agli studenti provenienti da tutta Italia – dichiara il Sindaco di Genga, Avvocato Marco Filipponi –. La nuova Aula offre ambienti moderni e accoglienti, dotati di tecnologie avanzate, dove la visita alle Grotte si arricchisce di esperienze di apprendimento e partecipazione.» Con la nuova Aula Didattica, Frasassi rafforza così il proprio ruolo non soltanto come luogo da visitare, ma come spazio in cui la meraviglia della natura diventa conoscenza, consapevolezza e cura.

Cultura

"Album”, a Palazzo Sangallo l’ultima mostra prima del restauro delle Grotte: sette artisti e oltre 100 opere

"Album”, a Palazzo Sangallo l’ultima mostra prima del restauro delle Grotte: sette artisti e oltre 100 opere

09/10/2026 16:28

TOLENTINO - Sette artisti, oltre cento opere e un legame comune con la città. Si intitola “Album” la mostra che sarà inaugurata giovedì 15 ottobre, alle 18, nelle sale espositive delle Grotte di Palazzo Sangallo, a Tolentino. Un’esposizione che riunisce le esperienze artistiche di sette autori locali, accomunati dalle origini tolentinati e da un percorso di ricerca portato avanti negli anni attraverso tecniche, materiali e sensibilità differenti. Curata da Antonio Mercuri, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e dell’Accademia Filelfica, la mostra resterà aperta fino al 1° novembre. In esposizione le opere di Lanfranco Casadidio, Alberto Cespi, Franca Di Filippo, Elmore Ferretti, Luigi Ferretti, Mauro Miconi e Angelo Tonnarelli. Il titolo richiama l’idea di un album di ricordi, nel quale esperienze e visioni diverse trovano spazio una accanto all’altra, componendo un racconto collettivo dell’arte e del territorio. Le opere esposte restituiscono la varietà dei linguaggi dei sette protagonisti. Lanfranco Casadidio lavora con collage, stele e sculture in legno realizzate anche attraverso materiali di recupero, ai quali restituisce nuova vita, affiancando composizioni pittoriche dalle campiture calde ed equilibrate. Alberto Cespi presenta sculture e dipinti nei quali emerge il legame con la figura, insieme a una costante ricerca nell’ambito dell’informale e dell’astrazione. La pittura di Franca Di Filippo si distingue invece per una tavolozza ricca di cromatismi simbolici, attraverso cui l’artista propone una lettura critica della realtà, affidata a composizioni dal carattere deciso. Elmore Ferretti esplora un linguaggio astratto basato sull’equilibrio tra forme e colori, mentre Luigi Ferretti propone sculture informali che prendono origine dal legno, talvolta trattato con patine scure capaci di conferirgli un aspetto simile al metallo. Il percorso di Mauro Miconi si sviluppa attorno alla rappresentazione realistica e allo studio del rapporto tra gli oggetti e l’ambiente che li circonda. Angelo Tonnarelli, infine, espone disegni a matita e acquerelli dedicati a volti e ambienti particolarmente significativi, nei quali prendono forma le emozioni e le suggestioni del momento. Come sottolinea il curatore nel catalogo, la mostra mette insieme artisti con linguaggi, temi, tecniche e sensibilità differenti, invitandoli a condividere un’esperienza comune, proprio come accade sfogliando un album di ricordi. Tra le particolarità dell’esposizione c’è anche la presenza di un’opera dello stesso Antonio Mercuri, che torna a essere esposta al pubblico a oltre trent’anni dalla sua realizzazione. “Album” avrà inoltre un significato speciale per la sede che la ospita: sarà infatti l’ultima occasione per visitare gli spazi espositivi delle Grotte di Palazzo Sangallo prima dell’avvio dei lavori di restauro. Un appuntamento che unisce così la valorizzazione dell’arte locale alla possibilità di riscoprire uno degli ambienti storici della città, attraverso un percorso che racconta la creatività e le esperienze di sette artisti legati a Tolentino. Il catalogo della mostra sarà disponibile in sede.

“Quello che resta di noi”, il nuovo film di Simone Riccioni ed Emilio Mercanti nasce a Corridonia

“Quello che resta di noi”, il nuovo film di Simone Riccioni ed Emilio Mercanti nasce a Corridonia

09/10/2026 12:00

Una villa cinquecentesca, una contessa misteriosa, sette giovani e un tesoro da scoprire. Ma dietro le atmosfere da ghost story si nasconde una riflessione sulle relazioni umane, sulla memoria e sul valore delle scelte. È questo il cuore di Quello che resta di noi, il nuovo film diretto da Simone Riccioni ed Emilio Mercanti, prodotto da Linfa Crowd 2.0 e presentato ufficialmente questa mattina nella Sala consiliare del Comune di Corridonia. La storia prende avvio quando sette ragazzi, ciascuno spinto da motivazioni differenti, varcano la soglia di un antico maniero appartenuto a una contessa scomparsa nel tempo. Quello che sembra un’avventura alla ricerca di un tesoro si trasforma presto in un’esperienza sospesa tra paura, mistero e realtà. Corridoi bui, stanze abbandonate, antichi ritratti e presenze inquietanti costruiscono un’atmosfera da racconto soprannaturale, mentre il confine tra realtà e spettacolo si fa progressivamente più sottile. Quando il mistero sembra ormai risolto, però, la vicenda prende una nuova direzione: la contessa si rivela e accompagna i protagonisti verso una scoperta destinata a cambiare il significato della loro esperienza. Il vero tesoro, infatti, non è quello che i ragazzi immaginavano di trovare, ma qualcosa di più prezioso: la memoria, la storia condivisa, i legami e la possibilità di comprendere ciò che conta davvero. «Il titolo Quello che resta di noi racchiude il senso più profondo del film – spiega Simone Riccioni –. Quando tutto finisce, quando le luci si spengono e le telecamere non stanno più registrando, ciò che rimane sono le scelte che abbiamo fatto, i legami che abbiamo costruito e il modo in cui abbiamo scelto di comportarci con gli altri». Un messaggio che attraversa l’intera pellicola, nella quale gli elementi del giallo, del mistery e del soprannaturale diventano strumenti per affrontare temi attuali, come il rapporto con la propria immagine, la ricerca del successo e il bisogno di essere osservati. «Con Quello che resta di noi abbiamo voluto raccontare una storia che partisse dal mistero e dall’intrattenimento per arrivare a qualcosa di più profondo – sottolinea il regista Emilio Mercanti –. La villa, la contessa e il tesoro sono gli elementi attraverso cui i protagonisti vengono messi davanti alle proprie paure, alle proprie ambizioni e soprattutto alle proprie scelte». La villa diventa così molto più di una semplice ambientazione: è il luogo in cui i personaggi sono costretti a confrontarsi con se stessi e con il valore delle relazioni umane. Una storia di mistero che lascia spazio a una riflessione sull’amicizia, sulla solidarietà e su ciò che rimane quando lo spettacolo finisce. Il legame con il territorio è uno degli elementi centrali del progetto. Il film è stato girato in gran parte a Corridonia e coinvolge numerosi attori marchigiani, molti dei quali hanno intrapreso il percorso professionale dopo aver frequentato la scuola di recitazione Cinema che passione, diretta da Simone Riccioni proprio nella città. Una scelta che valorizza le competenze artistiche locali e offre ai giovani del territorio l’opportunità di misurarsi con una produzione cinematografica. Alla presentazione è intervenuta anche la sindaca Giuliana Giampaoli, che ha sottolineato il legame tra il film e la comunità. «È un piacere presentare quello che non è solo un film, ma un racconto che, oltre ad avere un legame stretto con la nostra città, spinge a una riflessione profonda sul senso della bellezza e sulla necessità di guardarsi dentro. Una riflessione che deve servire come leva per spingerci a un nuovo legame con gli altri, con la comunità». La sindaca ha quindi rivolto, a nome suo e dell’intera città, un augurio di successo al progetto, capace di credere nelle nuove generazioni. Sull’importanza culturale e sociale dell’iniziativa si è soffermato anche l’assessore alla Cultura Massimo Cesca. «In questa società che mette da parte i dubbi c’è bisogno di “testimoni”. Questo film cerca di dare delle risposte senza dover per forza anestetizzare le domande», ha affermato, ringraziando la produzione e i registi per aver scelto Corridonia come luogo delle riprese. «Sono convinto che oggi più che mai il cinema possa essere un volano per la promozione dei nostri territori». Il debutto di Quello che resta di noi è fissato per il 24 ottobre a Roma, nell’ambito del festival Alice nella Città. Nei giorni successivi il film arriverà anche nelle sale della provincia di Macerata, con tre appuntamenti dedicati al pubblico marchigiano. Il 25 ottobre sono previste due proiezioni: alle 18 al Cinema Giometti di Tolentino e alle 20.45 al Cinema Giometti di Matelica. Il giorno successivo, 26 ottobre, sarà la volta del Cinema Multiplex di Macerata, con inizio alle 20.45. Un percorso che parte da Corridonia e porta sul grande schermo una storia capace di intrecciare mistero, crescita personale e relazioni umane, dando spazio anche ai talenti e alle professionalità del territorio. Perché, come suggerisce il titolo, quando le luci si spengono e la scena si svuota, a fare la differenza sono le scelte compiute e i legami che restano.

Eventi

Overtime, Lauro Rossi sold out per Rocco Papaleo. Oggi ultimo atto tra pugilato, Pasquale Luiso e Galeano

Overtime, Lauro Rossi sold out per Rocco Papaleo. Oggi ultimo atto tra pugilato, Pasquale Luiso e Galeano

11/10/2026 15:05

Rocco Papaleo e Overtime chiamano, Macerata risponde presente con lo straordinario colpo d'occhio del Teatro Lauro Rossi, tutto esaurito per la serata di gala del Festival nazionale del racconto, dell'etica e del giornalismo sportivo. Al termine di una giornata come di consueto ricca di appuntamenti con i grandi protagonisti dello sport, vissuto e raccontato, sabato 10 ottobre il pubblico di Overtime ha accolto a Macerata l'amatissimo attore e regista lucano per uno degli eventi più attesi di questa sedicesima edizione, promosso in collaborazione con il main sponsor Banco Marchigiano. Insieme all'autore e conduttore Rai Marco Ardemagni, Rocco Papaleo ha incantato il Teatro Lauro Rossi, tutto esaurito in ogni ordine di posti, raccontando il suo splendido viaggio artistico con ironia, intelligenza e lo sguardo poetico di chi non ha mai dimenticato le proprie radici. Spaziando dal mondo dello spettacolo a quello, ovviamente, dello sport, da autentico fuoriclasse del palcoscenico, Papaleo ha condiviso con il pubblico le avventure giovanili da centravanti di manovra sui campi da calcio, ma anche nell'atletica leggera e nella pallavolo, così come le iniziali simpatie per l'Inter e il Napoli di Maradona, prima che l'amore per il teatro e la passione per Francesco Totti e la sua Roma divampassero. In un costante dialogo tra sport, valori e cultura, il palco non poteva non lasciare spazio alle strepitose doti attoriali di Papaleo, protagonista di tre toccanti monologhi, accompagnati dall'applauso scrosciante del pubblico maceratese, e di un simpatico siparietto con Nicola Calzaretta, collaboratore del Guerin Sportivo nonché grande amico del Festival. Decisamente meritato, al termine dell'incontro, il premio realizzato dall'artista civitanovese Mauro Cicarè, consegnato a Papaleo dal direttore artistico di Overtime, Michele Spagnuolo. Per i suoi valori autentici e la capacità di costruire una carriera straordinaria partendo da zero, Papaleo si è confermato come figura ideale per celebrare il sodalizio tra Overtime e Banco Marchigiano, main sponsor del Festival e partner della serata. A confermarlo, dal palco, è stato Massimo Tombolini, direttore generale di Banco Marchigiano, che nel suo intervento ha ringraziato personalmente la famiglia Spagnuolo, sottolineando la passione e la competenza alla base di un Festival che continua a crescere edizione dopo edizione, per il bene di Macerata e delle Marche. Come evidenziato dal dg Tombolini, il "desiderio" di Banco Marchigiano è scendere in campo con testa e cuore, continuando a investire sul territorio al fianco di imprese, giovani e comunità e valorizzando le eccellenze locali, a cominciare da Overtime. «Se sono qui oggi è perché, da bambino, ho avuto la fortuna di ascoltare chi ha saputo trasmettermi l'amore per lo sport», afferma Michele Spagnuolo, direttore artistico di Overtime. «Per questo, da 16 edizioni il nostro obiettivo è raccontare l'etica sportiva e il desiderio di sport a 360 gradi, nelle piazze, nelle scuole e nei teatri, in un Festival che anno dopo anno è sempre più eterogeneo, generalista e partecipato. Tengo particolarmente a ringraziare i partner che sono al nostro fianco e gli oltre 100 ospiti di questa edizione, grandi giornalisti e grandi persone che negli anni sono entrati a far parte della famiglia di Overtime». «Partendo dallo sport e dai suoi valori, Overtime ha saputo creare un caleidoscopio che coinvolge ogni ambito della vita, con il racconto e la pratica sportiva come punto di riferimento costante», dichiara Riccardo Sacchi, assessore comunale allo Sport, al Turismo e ai Grandi eventi. «In queste 16 edizioni il Festival ha saputo imporsi come una realtà conosciuta e apprezzata in tutta Italia, riempiendo di entusiasmo e amore per lo sport tutti gli spazi della nostra città». IL PROGRAMMA - Oggi, domenica 11 ottobre, calerà ufficialmente il sipario sull’edizione 2026 del Festival. Archiviati i primi appuntamenti della mattinata, nel pomeriggio, alle 17, il Macerata Boxing Club di via Roma ospiterà “Il desiderio sul ring”, l’incontro promosso in collaborazione con la società maceratese che vedrà protagonista la pugile Pamela Malvina Noutcho Sawa, intervistata da Alberto Facchinetti (Il Foglio). Alle 18 appuntamento agli Antichi Forni per l’ultima presentazione di Overtime 2026, in anteprima nazionale, di “Pasquale Luiso. Il guerriero del gol”, con il “Toro di Sora” intervistato da Andrea Capretti. A chiudere il cerchio sul ricchissimo programma di Overtime sarà il reading “Splendori e miserie del gioco del calcio”, in programma alle 19 al Teatro della Filarmonica. Per l’occasione, Fabrizio Gabrielli leggerà e racconterà i testi di Eduardo Galeano, prima del tradizionale brindisi di chiusura che anticiperà il tema di Overtime Festival 2027.  

"Cercate nei cassetti di casa": appello ai cittadini per ricostruire la storia della Cecchetti

"Cercate nei cassetti di casa": appello ai cittadini per ricostruire la storia della Cecchetti

11/10/2026 12:40

Fotografie, lettere, libretti di lavoro e vecchi documenti aziendali custoditi nei cassetti di casa potrebbero contribuire a ricostruire un pezzo importante della storia di Civitanova Marche. È l'appello rivolto agli ex dipendenti della Cecchetti e ai loro familiari durante l'incontro dedicato al progetto Teatro d'Indagine, che continua a riportare alla luce vicende e testimonianze legate alla storica fabbrica e al suo fondatore, Adriano Cecchetti. L'iniziativa, promossa dall'associazione culturale "Amici di Adriano", ha registrato una grande partecipazione alla Biblioteca comunale "Silvio Zavatti". L'incontro è stato organizzato da Piero Sparapani, in collaborazione con Amedeo Regini, nell'ambito di un percorso di ricerca e valorizzazione della memoria storica cittadina. All'appuntamento ha preso parte anche il consigliere comunale Gianluca Crocetti, che ha seguito le diverse tappe della rassegna, esprimendo apprezzamento per il lavoro portato avanti dagli organizzatori e per il contributo offerto alla ricostruzione della storia industriale civitanovese. "Ho seguito con grande interesse questi appuntamenti, perché la storia della Cecchetti rappresenta una parte fondamentale dell'identità della nostra città", ha dichiarato Crocetti, che ha voluto ringraziare pubblicamente Sparapani e Regini "per l'impegno, la passione e il lavoro che stanno portando avanti, insieme all'Associazione Amici di Adriano". Il consigliere ha inoltre sottolineato il valore di un'attività di ricerca e divulgazione realizzata senza chiedere contributi economici all'Amministrazione comunale: "Un'attività di ricerca e divulgazione svolta senza richiedere contributi economici all'amministrazione comunale, che dimostra come la cultura e il volontariato possano produrre valore per l'intera comunità". Da qui l'invito a chiunque conservi materiali legati alla fabbrica a contribuire al progetto. "Fotografie, lettere, libretti di lavoro, documenti aziendali, registri, testimonianze personali e qualsiasi altro materiale legato alla vita della fabbrica potrebbero contribuire ad arricchire il patrimonio documentale cittadino", ha evidenziato Crocetti, rivolgendosi agli ex lavoratori della Cecchetti, ai figli, ai nipoti e agli altri familiari. Un patrimonio privato che potrebbe rivelarsi prezioso per completare la ricostruzione storica, affiancando ai documenti d'archivio i ricordi di chi ha vissuto direttamente la vita dello stabilimento o ne ha raccolto le testimonianze in famiglia. Le prime quattro puntate del progetto Teatro d'Indagine hanno già approfondito alcuni passaggi significativi della storia di Civitanova Marche. Attraverso fonti archivistiche, documenti e testimonianze, il percorso ha ripercorso vicende che vanno dall'arresto di Adriano Cecchetti nel febbraio 1944 agli anni della Seconda guerra mondiale, passando per i giorni della Liberazione e la successiva ricostruzione industriale. Tra gli aspetti emersi durante gli incontri c'è anche la ripresa produttiva del dopoguerra. Secondo la documentazione presentata dagli organizzatori, Adriano Cecchetti avrebbe impegnato risorse personali per garantire lavoro e salario a centinaia di operai, contribuendo alla ripartenza economica e sociale del territorio in una fase particolarmente difficile per il Paese. Il progetto punta dunque a preservare e trasmettere alle nuove generazioni una memoria che non riguarda soltanto la storia di un'azienda, ma anche il lavoro, le famiglie e lo sviluppo della comunità civitanovese. La partecipazione registrata agli appuntamenti conferma l'interesse verso questa pagina della storia locale. Il percorso proseguirà con la quinta e la sesta puntata, già in fase di allestimento, che saranno dedicate a nuovi approfondimenti e a documenti storici inediti. Nel frattempo, l'appello ai cittadini resta aperto: recuperare e condividere le tracce del passato può contribuire a conservare una parte dell'identità di Civitanova Marche, restituendo valore alle storie di chi ha lavorato alla Cecchetti e di chi, attraverso i propri ricordi, può ancora aiutare a ricostruirne la vicenda.

Curiosità

Ragazzo di 17 anni riportato a casa: San Severino premia la squadra dei vigili del fuoco

Ragazzo di 17 anni riportato a casa: San Severino premia la squadra dei vigili del fuoco

08/10/2026 12:40

A un mese circa dal delicato intervento conclusosi con il ritorno a casa di un 17enne, il comune di San Severino Marche ha accolto e premiato la squadra dei vigili del fuoco protagonista del soccorso. La cerimonia si è svolta nella Sala del Consiglio di Palazzo Comunale, dove il sindaco Rosa Piermattei ha voluto tributare un riconoscimento all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco per il lavoro svolto quotidianamente a tutela della comunità. All'incontro hanno partecipato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Macerata, il primo dirigente ingegner Leonardo Rampino, il Direttore Coordinatore Speciale, ingegner Carlo Iammarino, e i componenti della squadra intervenuta nell'operazione: il capo squadra esperto Michele Sciapichetti, i vigili del fuoco coordinatori Roberto Savoretti e Federico Girolimini e la giovane settempedana Nicoletta Raggi, prima donna vigile del fuoco nella storia di San Severino Marche. Proprio Raggi, insieme ai colleghi, era stata protagonista dell'intervento che aveva permesso di riportare a casa il ragazzo, con sindrome dello spettro autistico, allontanatosi dalla propria abitazione di Villa Potenza. Dopo essere stato individuato dai soccorritori, il 17enne non era stato immediatamente convinto a seguirli. Era stata quindi la giovane vigile del fuoco ad avvicinarsi con cautela, rispettando i suoi tempi e conquistandone progressivamente la fiducia attraverso il dialogo, fino a convincerlo a tornare verso casa e a ricongiungersi con la famiglia. Un approccio basato sulla pazienza e sulla sensibilità che aveva permesso di portare a termine positivamente una fase particolarmente delicata del soccorso. Nel corso della cerimonia, alla presenza anche del comandante della Polizia Locale, vice commissario Adriano Bizzarri, il sindaco Piermattei ha espresso la gratitudine della comunità settempedana all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. "Si è colta l'occasione di questa ennesima operazione conclusasi positivamente per tutti per presentare un ringraziamento sentito all'intero Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco da cui la nostra comunità ha ricevuto sempre tantissimo – ha sottolineato il primo cittadino -. Sapere che voi ci siete sempre mette sicurezza e dà tranquillità, anche nelle situazioni più difficili". Piermattei ha quindi consegnato ai componenti della squadra una speciale pergamena di encomio, come riconoscimento per la professionalità, il coraggio e la sensibilità dimostrati nell'intervento e, più in generale, per il servizio quotidiano svolto a tutela della collettività. Un attestato che il Comune ha voluto rivolgere non soltanto ai protagonisti dell'operazione, ma simbolicamente all'intero Corpo dei Vigili del Fuoco, indicato dall'amministrazione come un presidio costante di sicurezza e un esempio di dedizione al bene comune. Al comandante Rampino e all'ingegner Iammarino, infine, il sindaco ha consegnato una guida della città, come segno di accoglienza e di riconoscenza da parte dell'intera comunità di San Severino Marche.

San Severino, al via il corso per il tesserino dei funghi: iscrizioni aperte fino al 31 ottobre

San Severino, al via il corso per il tesserino dei funghi: iscrizioni aperte fino al 31 ottobre

08/10/2026 11:00

Al via le iscrizioni al corso di formazione per il riconoscimento dei funghi epigei organizzato dall'Unione Montana Potenza Esino Musone. L'iniziativa, prevista dalla Legge Regionale n. 18/2022, è rivolta a tutti i cittadini interessati e punta a preparare i partecipanti all'esame necessario per ottenere l'abilitazione alla raccolta dei funghi. Il corso avrà una durata complessiva di 21 ore e si svolgerà nel mese di novembre. Le lezioni in presenza sono state fissate per le serate dell'11, 12, 13, 18, 19, 24 e 25 novembre e si terranno a San Severino Marche, al teatro Italia di via Roma 24. L'obiettivo è fornire ai partecipanti le conoscenze necessarie per affrontare e superare l'esame di abilitazione previsto dalla normativa regionale, passaggio propedeutico e obbligatorio per il successivo rilascio del tesserino che consente la raccolta dei funghi. La partecipazione è aperta a tutti. Nel caso in cui le domande dovessero superare la capienza massima della sala, sarà data priorità ai residenti nei Comuni che fanno parte dell'Unione Montana Potenza Esino Musone. Per iscriversi è necessario compilare l'apposito modulo, richiedibile all'ufficio competente, e inviarlo entro e non oltre il 31 ottobre all'indirizzo email demanio@umpotenzaesino.it. Per ulteriori informazioni e chiarimenti è possibile rivolgersi allo stesso indirizzo di posta elettronica oppure contattare il numero 0733 637245 (interno 6) negli orari di apertura al pubblico degli uffici.

Varie

Ddl antisemitismo: un progetto osceno, per silenziare la critica a USraele

Ddl antisemitismo: un progetto osceno, per silenziare la critica a USraele

11/10/2026 13:20

Era decisamente prevedibile. Il disegno di legge sull’antisemitismo ha suscitato un dibattito assai animato, contrassegnato dalla divisione nettissima tra sostenitori e oppositori. Per parte nostra, affermiamo senza ambagi e senza perifrasi edulcoranti che il disegno di legge è semplicemente vergognoso e inqualificabile. Proviamo celermente a chiarire perché, in modo semplicissimo e accessibile a chiunque sia ancora in grado di utilizzare sovranamente la propria testa. L’obiettivo reale del disegno di legge non è perseguire penalmente l’antisemitismo, ma silenziare ogni critica alle politiche estere genocidarie di Netanyahu. Il trucco, ça va sans dire, è, come sempre, l’identificazione irriflessa della critica delle politiche imperialistiche e sanguinarie di Israele con l’antisemitismo. L’obiettivo ultimo è immunizzare Israele rispetto a ogni possibile critica e, dunque, giustificarne sempre e comunque l’operato, quand’anche esso si traduca in pulizie etniche e in genocidi, come sta appunto avvenendo a Gaza. In sostanza, il ddl in questione introduce il reato di opinione, mettendo al bando la possibilità di criticare Israele, quali che siano le sue azioni. Anche un bambino delle scuole elementari può agevolmente comprendere che l’antisemitismo e la critica delle politiche di Israele non hanno alcuna connessione tra loro. Come non si arresta il ladro per la sua religione o per la sua nazionalità, ma in quanto ha rubato, così si critica Israele non per questioni etniche o religiose, ma per le sue malefatte nella politica estera, come si criticherebbe qualsiasi altro Stato del mondo se si comportasse in maniera analoga. Identificare l’antisemitismo con la critica delle politiche estere di Israele è quel che resta del ragionamento quando si è tolto il ragionamento. È chiaro come il sole che si può e, a nostro giudizio, si deve avversare radicalmente l’antisemitismo, come si può e si deve avversare radicalmente il criminale di guerra Netanyahu. Sarebbe, del resto, un puro non sequitur criticare un orrore, l’antisemitismo, per poi accettarne a cuor leggero un altro, l’agire genocidario e assassino di Netanyahu. Il richiamo ossessivo al passato novecentesco svolge in questo caso una parte quintessenzialmente ideologica, volta a garantire, come ricordavo, una permanente impunità a Israele per le sue malefatte. In questo modo, le vittime del 900 vengono oltraggiate e, per così dire, uccise una seconda volta, dacché sono incorporate in un progetto ideologico di santificazione della nuova violenza e dei nuovi stermini. Peraltro, l’antisemitismo è già, giustamente, punito penalmente in tutta Europa, quindi non si capisce a cosa serva detto ddl, se non a perseguitare chi critichi Israele facendolo passare per antisemita. Ciò detto, il ddl antisemitismo, tra l’altro, condanna come antisemitismo il paragone tra le politiche di Israele e quelle del nazismo. Converrete con me che è un puro controsenso, dato che nella storia può effettivamente accadere che uno Stato, compreso quello di Israele, possa effettivamente attuare politiche paragonabili a quelle del nazismo (o magari addirittura direttamente ispirate a queste ultime). Con il ddl in questione, però, si criminalizza a priori un’interpretazione storica possibile di eventi possibili, ponendo di fatto in essere un reato di opinione ma poi anche un reato di interpretazione storica. Spinoza si starà sicuramente rivoltando nella tomba, come si suol dire. In un regime democratico, spiegava il filosofo, ciascuno deve essere libero di interpretare la realtà e perfino i Testi Sacri come meglio crede: se le sue idee sono false, verranno confutate da quelle vere, poiché il contrario di falsità è verità, non censura. Il passaggio che ho poc’anzi evocato del ddl antisemitismo istituisce una sorta di blocco ermeneutico, in forza del quale una possibile interpretazione viene disabilitata aprioricamente e giudicata antisemita a prescindere dai fatti storici che si stanno svolgendo o che potranno svolgersi in futuro. Quanto poi al fatto che si debba perseguitare penalmente chi identifichi la critica delle politiche di Israele con l’intero popolo ebraico, non si capisce perché questo principio debba valere solo per un popolo e non per tutti: forse che è lecito identificare l’intero popolo americano con le malefatte compiute dal governo USA o l’intero popolo tedesco con i crimini a suo tempo compiuti da Hitler? Per dirla ancora con lo Spinoza del “Trattato teologico-politico”, non esistono popoli eletti che, in quanto tali, debbano essere trattati diversamente rispetto agli altri, perché tutti i popoli, come del resto tutti gli enti, sono estrinsecazioni immanenti dell’unica sostanza esistente, Deus sive natura. Insomma, basterebbe leggere Spinoza per capire l'assurdità del DDL.

Quando l'attesa diventa resa alla vita

Quando l'attesa diventa resa alla vita

Aspettiamo di sentirci pronti, di aver risolto i nostri irrisolti, di essere «guariti» dalle ferite del passato. Aspettiamo di essere amati, di accumulare una quantità minima di certezze prima di compiere un solo passo. Nel frattempo consumiamo la vita nell'ombra di un'inconsapevole sala d'attesa. È una forma di miopia che rinvia l'esistenza ad un ipotetico “dopo” che si realizzerà solo quando saremo «all’altezza». Una costante sensazione di incompletezza che, spesso, altro non è che un elegante alibi per le nostre paure. La trappola dell'attesa diventa ancora più insidiosa nelle relazioni sentimentali. Quante volte mettiamo la nostra vita in pausa per un «prima o poi» dai confini indefinibili? Rimaniamo sospesi, aspettando che l’altro impari ad amarci con la profondità e la presenza che desideriamo. Ci raccontiamo che questa pazienza sia una prova d’amore o un atto di maturità. In realtà, è una forma mascherata di resa, fonte di frustrazione. Aspettare che sia la decisione o la maturazione di qualcun altro a dare forma alla nostra realtà significa silenziare i nostri bisogni fondamentali, abdicando al timone della nostra esistenza. Una relazione autentica non si fonda sulla speranza di ciò che l'altro potrebbe diventare un giorno, ma su ciò che c'è oggi: sulla presenza reale, sui piccoli passi compiuti nel quotidiano e su una progettualità condivisa nel presente. Ciò che ci spinge a rimanere incastrati in queste sospensioni sentimentali, professionali o personali è spesso l'incapacità di rinunciare a un'aspettativa che non risponde alla realtà. Ci adattiamo a legami che ci prosciugano, ad amicizie in cui siamo costretti a recitare una parte, a occupazioni che soffocano chi siamo. Finiamo per commettere il tradimento più grave a noi stessi: ci rimpiccioliamo per adattarci agli altri. Comprendere, invece, che la solitudine non è una condanna, ma la più alta forma di fedeltà a se stessi, è un passo doloroso ma necessario. Richiede coraggio, ma restituisce libertà. Sconnettersi da ciò che ci spegne e ci tiene in sospeso non è un gesto di superbia, ma un atto d'amore verso la propria vita. Riprendersi il piacere della solitudine significa darsi la possibilità di svuotare il contenitore per poter accogliere il nuovo. L’evoluzione personale è, in fondo, un esercizio di sottrazione. Si cresce togliendo il superfluo e le aspettative in un’attesa inerme di felicità che possa arrivare dagli altri. Siamo già esseri interi. Non abbiamo bisogno di conferme o di permessi per esistere pienamente. La svolta non arriva quando le circostanze esterne si compiono, ma nell'istante in cui smettiamo di attendere il domani e iniziamo ad abitare, con coraggio e pienezza il presente.

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