Una drammatica fatalità ha sconvolto il tardo pomeriggio nelle campagne civitanovesi. Intorno alle 18:45 di oggi, un uomo di 73 ann, Enzo Mei, ha perso la vita in un terribile incidente agricolo verificatosi in contrada San Savino.
Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, il 73enne si trovava alla guida del suo trattore quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha improvvisamente perso il controllo del veicolo. Tra le ipotesi al vaglio delle autorità c'è quella di un malore improvviso che potrebbe aver colto l'uomo, rendendogli impossibile governare il mezzo. Il trattore, ormai fuori controllo, è uscito di strada finendo prima in un fosso e poi contro un albero, per poi semiribaltarsi. L'impatto è stato fatale: il 73enne è stato sbalzato violentemente dal mezzo.
L'allarme è scattato immediatamente, mobilitando i soccorsi in una corsa contro il tempo. Sul luogo della tragedia sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 e le squadre dei Vigili del Fuoco. Nonostante il rapido intervento e i disperati tentativi di rianimazione, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 73enne. I Vigili del Fuoco hanno lavorato a lungo per mettere in sicurezza l'area e rimuovere il pesante mezzo agricolo. Le forze dell'ordine sono ora impegnate nei rilievi di rito per ricostruire con esattezza la dinamica del tragico sinistro.
Una drammatica fatalità ha sconvolto il tardo pomeriggio nelle campagne civitanovesi. Intorno alle 18:45 di oggi, un uomo di 73 ann, Enzo Mei, ha perso la vita in un terribile incidente agricolo verificatosi in contrada San Savino.
Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, il 73enne si trovava alla guida del suo trattore quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha improvvisamente perso il controllo del veicolo. Tra le ipotesi al vaglio delle autorità c'è quella di un malore improvviso che potrebbe aver colto l'uomo, rendendogli impossibile governare il mezzo. Il trattore, ormai fuori controllo, è uscito di strada finendo prima in un fosso e poi contro un albero, per poi semiribaltarsi. L'impatto è stato fatale: il 73enne è stato sbalzato violentemente dal mezzo.
L'allarme è scattato immediatamente, mobilitando i soccorsi in una corsa contro il tempo. Sul luogo della tragedia sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 e le squadre dei Vigili del Fuoco. Nonostante il rapido intervento e i disperati tentativi di rianimazione, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 73enne. I Vigili del Fuoco hanno lavorato a lungo per mettere in sicurezza l'area e rimuovere il pesante mezzo agricolo. Le forze dell'ordine sono ora impegnate nei rilievi di rito per ricostruire con esattezza la dinamica del tragico sinistro.
Una mattinata di sangue sulle strade del Maceratese. Intorno alle ore 9:45 di questa mattina, si è verificato un drammatico incidente mortale lungo la Strada Provinciale 77, nel territorio comunale di Recanati, che ha visto coinvolti un'automobile e una moto. La tragedia si è consumata nei pressi del distributore di carburante Is, nel tratto che dal quartiere delle Grazie conduce verso Macerata.
Per cause ancora in corso di accertamento da parte delle autorità, una Fiat Panda di colore nero e una moto BMW GS si sono scontrate violentemente. Ad avere la peggio è stato il centauro, il 62enne Federico Magnarelli, per il quale purtroppo non c'è stato nulla da fare.
Magnarelli era una figura estremamente stimata e conosciuta a Recanati: storico dipendente del Comune di Recanati, era andato in quiescenza da pochissimo tempo dopo aver prestato ben 38 anni di servizio nel ruolo di falegname per l'amministrazione locale. L'uomo era un grande appassionato di due ruote e amava dedicare il proprio tempo libero ai viaggi in sella alla sua amata motocicletta.
A testimoniare la violenza dello scontro, gli ingenti danni visibili sulla parte anteriore sinistra della Fiat Panda. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi del 118, per l'uomo non c'è stato nulla da fare: i sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. La salma è stata coperta con un lenzuolo bianco in attesa delle disposizioni dell'autorità giudiziaria.
Sul luogo della tragedia sono intervenuti gli agenti della polizia locale di Recanati per effettuare i rilievi di legge necessari a ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente e per gestire la viabilità, pesantemente rallentata a causa del sinistro. Sul posto è arrivato anche un carro funebre dell'agenzia Bamo di Recanati per prendere in carico il corpo della vittima. Presente anche il sindaco di Recanati, Emanuele Pepa.
La salma di Magnarelli è stata successivamente trasferita presso l'obitorio dell'ospedale di Civitanova Marche dove resta a disposizione per i successivi ed eventuali riscontri disposti dall'autorità giudiziaria.
L’Amministrazionedi Recanati esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa diell'uomo, ex dipendente comunale. "Per 38 anni Federico ha prestato servizio al Comune di Recanati con impegno, competenza e grande disponibilità, si legge in una nota. Era una persona stimata da tutti, sempre pronta ad aiutare, a trovare una soluzione, a esserci quando c’era bisogno".
"Un vero punto di riferimento, ricordato con affetto da colleghi e cittadini per la sua umanità e per quel modo concreto e generoso di affrontare ogni situazione. Alla famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va la vicinanza dell’Amministrazione e dell’intera comunità recanatese".
Tra i tanti messaggi di cordoglio anche quello del comandante della Polizia Locale di Macerata, Danilo Doria, che aveva lavorato con Magnarelli negli anni trascorsi a Recanati. «Federico Magnarelli era una persona straordinaria, un dipendente pubblico modello. Ho avuto l'onore di averlo come collega dal 2011 al 2019 e ho sempre apprezzato la sua disponibilità, la sua professionalità e il suo sorriso. Era una risorsa preziosa per la comunità recanatese, sempre pronto a dare una mano dove ce n'era bisogno. La notizia della sua scomparsa è stata un vero fulmine a ciel sereno e lascia un grande vuoto in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo».
(Servizio in aggiornamento)
È stata presentata oggi, 11 giugno, la nuova Sala degli Antichi, il cui allestimento nasce da una scoperta emersa nel 2024 durante i lavori di consolidamento della Biblioteca di Palazzo Leopardi. Sotto gli strati di intonaco che rivestivano le pareti sono affiorati due antichi cicli decorativi, il più antico dei primi del Cinquecento e il secondo, databile tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, restituendo alla dimora leopardiana un inedito patrimonio storico e artistico.
«Le case antiche riservano sempre sorprese», ha ricordato la contessa Olimpia Leopardi, spiegando come l'intervento fosse nato con l'intenzione di recuperare una semplice decorazione ottocentesca della storica Sala dei Manoscritti, senza immaginare il tesoro che si celava al di sotto. Una scoperta che la famiglia ha voluto dedicare al conte Vanni Leopardi, ricordato dalla nipote Diana Rufini Leopardi come «un uomo curioso e appassionato di viaggi, storia e storie».
Il professor Stefano Papetti, curatore delle collezioni comunali di Ascoli Piceno e presidente della Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative, ha sottolineato il valore storico della scoperta. Il ciclo decorativo, caratterizzato da un raffinato illusionismo prospettico, presenta cariatidi in bronzo dorato, figure allegoriche e scene sacre e profane che testimoniano un linguaggio artistico di alto livello. Tra le immagini meglio conservate spicca la Cacciata di Adamo dal Paradiso Terrestre, affiancata da scene di caccia, pellegrinaggio e da una veduta marina con il motto biblico In te confido.
Più che le possibili attribuzioni, Papetti ha voluto evidenziare il significato storico del ritrovamento. Questi affreschi dimostrano infatti che il territorio marchigiano di fine Cinquecento non era una periferia culturale, ma una realtà pienamente inserita nello Stato Pontificio e aggiornata sui gusti artistici dei grandi centri dell'epoca. «Era una provincia che provincia non era», ha osservato, sottolineando come questa scoperta apra nuove prospettive di studio sul patrimonio pittorico e iconografico del territorio.
La scoperta assume un fascino particolare anche per il possibile legame con Giacomo Leopardi. Gli affreschi furono infatti coperti soltanto nel 1841, come annotò Monaldo Leopardi nel suo diario, rendendo plausibile che il poeta abbia potuto ammirarli prima che scomparissero sotto le successive trasformazioni dell'ambiente.
Fondamentale il lavoro di restauro, illustrato dalla restauratrice Federica Camilletti che ha raccontato il complesso lavoro di recupero, durante il quale sono state riportate alla luce anche le numerose picconature praticate nei secoli, tracce che, nel rispetto dei principi del restauro conservativo, sono state volutamente mantenute perché parte della storia dell'opera. Da quei colpi si sarebbe salvato soltanto il volto di Dio, un particolare che Camilletti interpreta come un segno di rispetto da parte di chi, pur coprendo gli affreschi, avrebbe scelto di non intaccare l'immagine sacra.
La nuova Sala degli Antichi rappresenta oggi un ulteriore tassello del percorso di visita di Casa Leopardi. Come ha spiegato Gregorio Rufini Leopardi, discendente della famiglia, la stanza esisteva già «ma ha sempre avuto un aspetto un po' cupo, una nota un po' stonante» rispetto agli altri ambienti della biblioteca. Il ritrovamento e il restauro le hanno restituito un'anima e una funzione, trasformandola in uno spazio capace di raccontare cinque secoli di storia della dimora leopardiana e di offrire ai visitatori una nuova prospettiva sul patrimonio artistico e culturale di Casa Leopardi.
Con la chiusura delle verifiche e la firma apposta sui verbali dell’Ufficio centrale elettorale, è arrivata l'ufficialità definitiva sulla composizione del nuovo Consiglio comunale di Macerata. Il documento dell'organo elettorale, oltre a validare formalmente i pesi delle rispettive forze politiche usciti dalle urne, introduce immediate e importanti variazioni di rilievo strategico tra i banchi dell'opposizione, certificando il conteggio matematico e istituzionale dei seggi tra la coalizione del confermato sindaco Sandro Parcaroli e lo schieramento dello sfidante Gianluca Tittarelli.
Proprio la pubblicazione dei verbali ufficiali dell'Ufficio centrale elettorale ha sancito un'importante novità nell'assise cittadina: applicando le normative vigenti per i candidati alla carica di sindaco non risultati eletti, Gianluca Tittarelli entra ufficialmente in Consiglio comunale "togliendo" il posto a Marco Sigona, suo alleato in occasione del ballottaggio ed esponente di "Officina delle Idee". Questo innesto istituzionale fa salire il totale complessivo dei seggi riservati alla coalizione di centrosinistra a quota 12.
Un'opposizione che si presenta profondamente rinnovata e che registra anche un'altra novità: il candidato del Movimento 5 Stelle, Roberto Cherubini, ha ufficializzato la rinuncia al proprio seggio in luogo di Alice Verdicchio (leggi qui), che siederà dunque in aula in rappresentanza dei pentastellati.
Scorrendo la composizione ufficiale validata dall'Ufficio centrale elettorale, la coalizione di centrodestra a supporto di Sandro Parcaroli blinda la propria maggioranza con Fratelli d’Italia che fa la parte del leone ottenendo 8 seggi con gli eletti Francesca d’Alessandro, Paolo Renna, Pierfrancesco Tasso, Andrea Blarasin, Simone Livi, Lorella Benedetti, Francesco Castiglioni e Marco Bravi.
Seguono la civica Parcaroli sindaco - Lega con 5 consiglieri (Andrea Marchiori, Giuseppe Romano, Tommaso Lorenzini, Maria Oriana Piccioni e Laura Fortuna), Forza Italia con 3 seggi (Riccardo Sacchi, Laura Laviano e Sandro Montaguti), la civica I Marchigiani – I Maceratesi per Parcaroli con 2 rappresentanti (Francesco Luciani e Sandro di Tuccio), mentre chiudono la fila con un seggio a testa Macerata Unica (Deborah Pantana) e l'Unione di Centro (Marco Caldarelli).
Sul fronte della minoranza guidata da Gianluca Tittarelli, il perno centrale resta il Partito Democratico che conquista 6 scranni portando in Consiglio Narciso Ricotta, Andrea Perticarari, Ninfa Contigiani, Tommaso Domizi, Giorgia Berardinelli e Silvia Cicconi. La civica Tittarelli Sindaco - Uniamo Macerata ottiene 2 seggi assegnati a Luciano Pantanetti e Laura Copparoni, mentre completano la griglia dell'opposizione con un seggio ciascuno l’Altra Macerata (Michele Lattanzi), Strada Comune (Alberto Cicarè) e il già citato Movimento 5 Stelle con Alice Verdicchio.
Marco Sigona non siederà tra i banchi del Consiglio comunale di Macerata. Dopo le verifiche definitive sull'assegnazione dei seggi e l'applicazione del metodo D'Hondt, il candidato sindaco di Officina delle Idee, che al secondo turno aveva sostenuto Gianluca Tittarelli, resta fuori dall'assise cittadina nonostante le aspettative maturate nelle settimane successive al primo turno.
«Purtroppo, per un calcolo di percentuali, sembra che questo metodo D'Hondt penalizzi nella minoranza quelle forze che probabilmente non hanno raggiunto una percentuale sufficiente per ottenere il seggio. È l'unica spiegazione che, da un punto di vista amministrativo, riesco a dare per la nostra assenza in Consiglio comunale».
Sigona non nasconde il rammarico per un esito che sembrava poter essere diverso, ma rivendica il percorso politico compiuto durante la campagna elettorale.
«Ho fatto una bella campagna elettorale e sono soddisfatto del risultato ottenuto da Officina delle Idee. Siamo partiti con una piccola lista civica e, in poco tempo, siamo riusciti a presentare 23 candidati al Consiglio comunale. Siamo stati l'ago della bilancia fino all'ultimo momento del ballottaggio. Credo di aver portato avanti un percorso riconoscibile in città e mi viene riconosciuto di essere sempre stato una persona coerente e corretta. Questa, per me, è comunque una gratificazione».
L'esclusione dall'assise cittadina lascia l'amaro in bocca, soprattutto per il contributo che avrebbe voluto offrire dall'opposizione: «Non essere in Consiglio comunale dispiace, anche perché sarei stato tra i banchi della minoranza. Avrei potuto portare idee e contributi legati alle mie competenze, alla mia professione e alla mia esperienza personale. Questo non avverrà, ma continueremo ad andare avanti».
Per il candidato civico non è il momento di abbandonare il progetto politico nato attorno a Officina delle Idee: «Le cose, a volte, tendono a perdere entusiasmo con il passare del tempo, ma ho la volontà di portare avanti un percorso nato da un bel progetto. Non mi allontano dalla politica. Sarò spettatore, ma anche una persona attiva rispetto alle progettualità future. Bisogna costruire un programma per le prossime amministrative, far crescere figure nuove, puntare sui giovani e analizzare ciò che è accaduto, compresa la sconfitta del centrosinistra. Sono passaggi necessari».
Sigona preferisce parlare di continuità piuttosto che di ripartenza: «Non credo si tratti di ripartire, ma di continuare. Quando c'è un obiettivo immediato, l'entusiasmo ti porta a investire tante energie. Ora l'orizzonte si è spostato alle prossime amministrative, tra cinque anni, e inevitabilmente l'entusiasmo cambia. Sarebbe però sbagliato disperdere tutto ciò che è stato costruito. Ci sono persone che hanno creduto in questo progetto e circa 700 elettori che hanno dato fiducia a me e ai candidati della lista. È giusto mantenere viva questa realtà».
Infine, uno sguardo al ruolo che dovrà svolgere il centrosinistra nei prossimi anni: «Una delle prime dichiarazioni di Sandro Parcaroli è stata quella di voler rispettare anche le idee dell'opposizione senza bocciarle a priori. Questo deve rappresentare uno stimolo per il centrosinistra a continuare a proporre idee e a difendere i contenuti che hanno caratterizzato la campagna elettorale. Dietro quel programma (di centrosinistra, ndr) c'era una visione della città e, a mio avviso, si trattava di un progetto forte. Certo, bisogna analizzare le criticità che hanno portato alla sconfitta e correggere ciò che non ha funzionato, ma serve il coraggio di insistere su quella proposta e la determinazione di portarla avanti anche dai banchi dell'opposizione».
C’è anche la provincia di Macerata al centro di una maxi operazione contro le frodi fiscali legate al Superbonus 110%, che ha portato al sequestro preventivo d'urgenza di circa 560 milioni di euro di crediti fittizi. L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa ed eseguita dai Finanzieri del Comando Provinciale aretuseo, ha svelato un sofisticato e pericoloso sistema illecito ordito da un'organizzazione criminale con ramificazioni in tutta Italia, capace di muoversi indisturbata tra i cassetti fiscali di ignari contribuenti.
Il bilancio dell'operazione conta attualmente 12 indagati a vario titolo, accusati di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio, autoriciclaggio e false fatturazioni. Le indagini, sviluppate in stretta collaborazione con il Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali di Roma e il settore Contrasto Illeciti dell'Agenzia delle Entrate, hanno permesso di mappare le attività di oltre 60 società fantasma.
Queste imprese avrebbero falsamente dichiarato di aver eseguito interventi milionari di riqualificazione edilizia su 22 grandi condomini sparsi in diverse zone d'Italia, tra cui figura proprio il territorio maceratese, oltre alle aree di Bergamo, Como, Messina, Monza Brianza, Padova, Pavia, Roma, Salerno, Siracusa, Varese, Vercelli e Verona.
La peculiarità del meccanismo fraudolento risiede nel fatto che gli immobili inseriti nelle carte erano effettivamente esistenti e, in molti casi, sui medesimi erano in corso o erano già stati realizzati dei reali lavori di efficientamento da parte di ditte serie e completamente estranee al giro d'affari illegale.
Il sodalizio criminale è riuscito a carpire i dati catastali di questi stabili utilizzandoli all'insaputa di proprietari e amministratori di condominio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il vertice della piramide faceva capo ad alcuni professionisti attivi in Lombardia, responsabili del reclutamento di prestanome a cui intestare legalmente le società coinvolte.
L'anello esecutivo era invece rappresentato da due professionisti della provincia di Chieti che, abilitati ad accedere alla piattaforma telematica "cessione crediti" dell'Agenzia delle Entrate e dietro compenso per ogni singola pratica, hanno inviato oltre 2.000 comunicazioni false, generando i crediti fantasma.
L'immediato intervento della magistratura siciliana, con l'emissione di cinque decreti di sequestro convalidati dal Gip e il contestuale blocco telematico, ha evitato che le centinaia di milioni di euro venissero monetizzate o disperse irreversibilmente nei circuiti finanziari.
MACERATA – Nuova giornata di forti disagi alla circolazione nel capoluogo, dove il traffico è tornato in tilt con diverse arterie principali completamente congestionate.
Dopo il blocco dei giorni scorsi in via Compagnoni, la criticità si è spostata su viale Indipendenza, interessata da un restringimento della carreggiata a causa dei lavori in corso in vicolo Santa Croce, nei pressi della chiesa. L’intervento ha comportato la chiusura di metà della sede stradale, con conseguente stop al transito sia veicolare sia pedonale nella porzione interessata.
Alle ore 19 nell’area di cantiere erano presenti soltanto un bobcat e un sistema di semafori provvisori che, nonostante il loro funzionamento, non sono riusciti a gestire l’intenso flusso di traffico che insiste sulla zona.
In breve tempo la situazione si è aggravata, con automobilisti bloccati e code estese che hanno interessato anche le principali vie di collegamento della città. Viale Martiri della Libertà, viale Carradori, via dei Velini, via Trento e via Ghino Valenti sono risultate fortemente congestionate, trasformandosi di fatto in una lunga colonna di veicoli quasi fermi.
La situazione è rimasta critica per oltre un’ora, con la parte ovest della città sostanzialmente paralizzata e il traffico indicato su alcuni sistemi di navigazione come fortemente congestionato.
Tra gli automobilisti cresce il malcontento per l’impatto del cantiere sulla viabilità cittadina e per la gestione del traffico in un’arteria considerata strategica. Non sono mancate osservazioni sulla possibilità di una regolazione manuale del flusso veicolare, mentre altri sottolineano la necessità che interventi così invasivi vengano gestiti con tempi di lavorazione più rapidi per ridurre i disagi.
A distanza di oltre un’ora dall’inizio delle criticità, la situazione resta sostanzialmente invariata, con la circolazione ancora fortemente rallentata nella zona ovest della città.
RECANATI – Scatta a Recanati un intervento straordinario di disinfestazione dopo l’accertamento di un caso di Dengue in città. La segnalazione è arrivata dall’Ast di Macerata, che ha confermato la presenza dell’infezione in un soggetto residente in via degli Alpini.
A seguito della conferma, il sindaco Emanuele Pepa ha disposto misure urgenti di prevenzione per limitare il rischio di diffusione della malattia, trasmessa all’uomo attraverso la puntura della zanzara tigre.
Le operazioni di disinfestazione interesseranno l’area compresa tra via Loreto, via Beato Benvenuto da Recanati, via Loreto Prima Traversa e via Offagna e saranno effettuate nelle ore notturne, dalle 23 alle 5 del mattino, nelle seguenti notti: tra giovedì 11 e venerdì 12 giugno, tra venerdì 12 e sabato 13 giugno e tra sabato 13 e domenica 14 giugno.
Gli interventi saranno eseguiti dal Cosmari e, in caso di condizioni meteorologiche avverse, verranno rinviati alla prima notte utile successiva. Il sindaco invita inoltre i residenti e i titolari di attività presenti nella zona interessata ad adottare una serie di precauzioni: "Rimuovere contenitori con acqua stagnante, proteggere o svuotare vasi e recipienti che possano favorire la formazione di focolai larvali e collaborare alle operazioni di prevenzione".
"Durante i trattamenti, la popolazione è invitata a rimanere all’interno delle abitazioni con porte e finestre chiuse, sospendere eventuali sistemi di ventilazione e condizionamento, evitare di esporre all’esterno alimenti, biancheria e oggetti sensibili e tenere al riparo gli animali domestici".
L’intervento si inserisce nelle attività di prevenzione sanitaria attivate per contenere il rischio di diffusione della malattia e garantire la tutela della salute pubblica.
Criticità organizzative e ritardi nella gestione degli esami di idoneità da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche. È quanto denuncia la Filins, attraverso il proprio delegato per Marche, Abruzzo e Molise e componente del direttivo nazionale, Salvatore Iorio, che segnala una situazione definita di “grave disorganizzazione” con possibili ricadute su candidati, famiglie e istituzioni scolastiche.
Secondo quanto riportato dall’associazione, solo l’11 maggio 2026 l’Usr Marche avrebbe richiesto alle scuole paritarie l’elenco dei candidati agli esami, fissando la scadenza per la trasmissione al 18 maggio, a distanza di diversi mesi dall’entrata in vigore del decreto ministeriale di riferimento. Le nomine dei presidenti di commissione sarebbero poi state effettuate soltanto il 3 giugno 2026, a ridosso dell’avvio delle sessioni d’esame già programmate dagli istituti.
Filins sottolinea come tale tempistica abbia creato difficoltà organizzative, anche perché diversi dirigenti scolastici nominati risulterebbero già impegnati in altre attività istituzionali. L’associazione ritiene che una programmazione anticipata avrebbe potuto evitare le criticità, evidenziando inoltre la possibilità di ricorrere a soluzioni alternative per la nomina dei presidenti di commissione.
Ulteriori perplessità riguardano il criterio adottato per la distribuzione delle nomine, che avrebbe previsto un presidente ogni 35 candidati. Secondo FILINS, tale parametro non risulterebbe esplicitamente previsto dalla normativa vigente e non avrebbe ricevuto chiarimenti da parte dell’amministrazione, nonostante le richieste formali avanzate dalle istituzioni scolastiche.
L’associazione richiama inoltre il quadro normativo di riferimento, sottolineando come il decreto ministeriale n. 218 dell’11 novembre 2025 non preveda un criterio numerico specifico per la composizione delle commissioni. Viene inoltre ricordato che il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione aveva inizialmente proposto un parametro numerico, poi non recepito dal Ministero.
Secondo Filins, la situazione determinatasi nelle Marche sta generando disagi organizzativi e incertezze per studenti e famiglie, oltre a difficoltà operative per le scuole già impegnate nella predisposizione delle attività d’esame.
L’associazione ritiene pertanto necessario un intervento chiarificatore da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito, al fine di verificare le criticità segnalate e garantire il regolare svolgimento delle prove su tutto il territorio regionale.
La Filins, tramite il delegato Salvatore Iorio, auspica infine una maggiore programmazione nelle procedure amministrative, "per evitare il ripetersi di situazioni analoghe in futuro".
Mercoledì 10 giugno scatta il divieto di transito veicolare in via Barletta, in località Colmone, per l'asfaltatura del tratto che va dall’intersezione con la Strada 502 di Cesolo e fino alla strada vicinale Borgianelle. Lo prevede un'ordinanza dell'Area Vigilanza del comune di San Severino Marche.
Il provvedimento si è reso necessario per concludere l'esecuzione in sicurezza di lavori stradali di rifacimento della pavimentazione ammalorata, coordinati dall'Ufficio Manutenzioni. Dalle ore 8, e per tutta la durata del cantiere stradale, sarà in vigore il divieto di transito veicolare in via Barletta, limitatamente al tratto compreso tra l'intersezione con la S.R. 502 (Cesolo) e l'intersezione con la strada vicinale "Borgianelle".
Per chi proviene da Cesolo (incrocio S.R. 502 Cingolana) in direzione Colmone, la strada risulterà interrotta al km 1+500, nei pressi della struttura ricettiva "Villa Rosetta". In direzione Cesolo, il divieto di transito scatterà invece a partire dal km 2+750, all'altezza dell'incrocio con la strada vicinale "Borgianelle" (nei pressi del civico n. 11).
Con la conclusione delle procedure elettorali prende forma il nuovo mandato amministrativo guidato dal sindaco Sandro Parcaroli. Nella giornata di ieri la Prefettura ha trasmesso la proclamazione ufficiale degli eletti in Consiglio comunale, mentre oggi consiglieri e sindaco hanno firmato gli atti necessari per ratificare il loro ingresso nell'assemblea cittadina.
Ma quando si terrà la prima seduta del nuovo Consiglio comunale?
A chiarire i tempi è quanto riportato sul sito istituzionale del Comune. Il sindaco entrerà formalmente nelle sue funzioni subito dopo la proclamazione da parte dell'Ufficio elettorale centrale, avvenuta oggi.
Entro dieci giorni dalla proclamazione dovrà essere convocata la prima seduta del Consiglio comunale, mentre la riunione dovrà tenersi entro i dieci giorni successivi alla convocazione.
Questo significa che il debutto ufficiale del Consiglio comunale del Parcaroli bis avverrà nelle prossime settimane, nel rispetto delle tempistiche previste dalla normativa, ipotizzando che avverrà entro la fine di giugno. Sarà l'occasione per l'insediamento della nuova assemblea cittadina e per l'avvio formale della nuova consiliatura.
In questi giorni si scopriranno poi i nomi degli assessori, che modificheranno anche la composizione dell'assise cittadino.
Non si è fatta attendere la replica di Gianluca Tittarelli, chiamato in causa dall'imprenditore Alberto Simonetti sul caso del centro commerciale di Piediripa dopo il recente pronunciamento del Tar. Tittarelli, ex candidato sindaco per il centrosinistra, interviene con una nota netta per chiarire la propria posizione e spostare il focus del dibattito dal terreno politico a quello tecnico e territoriale.
"Non ho mai avuto il piacere di parlare con il sig. Simonetti, né di persona né al telefono", esordisce Tittarelli, stigmatizzando la scelta di sollevare la questione a mezzo stampa all'indomani dell'esito elettorale a Macerata. "Replico alle farneticanti affermazioni apparse sui giornali premettendo una cosa fondamentale: i fatti relativi alla votazione del consiglio comunale di Macerata sono avvenuti a maggio del 2025, più di un anno fa, quando per quel che mi riguarda non c’era nessun progetto politico all’orizzonte. La mia candidatura è emersa solo molti mesi dopo, nell'ottobre dello scorso anno".
Tittarelli rivendica poi il proprio diritto alla partecipazione civica, respingendo le accuse sulla sua presenza in aula durante le sedute comunali: "Non ero l’unico uditore, c’erano residenti di Piediripa e altri maceratesi. Seguire l’assise è un diritto sacrosanto di ogni cittadino. Riguardo poi a presunte campagne e fantomatici striscioni contrari all'iniziativa, vorrei capire a cosa alluda Simonetti: non è mai esistito nulla di tutto ciò. Ho sempre e solo espresso la mia opinione da cittadino e da professionista".
Tittarelli entra poi nel merito economico della vicenda: "Siamo abituati alle cifre propagandistiche, ma parliamo di fatti. In passato è stato dichiarato che i negozi del nuovo centro sarebbero in buona parte provenienti dalle strutture esistenti sul territorio, come il Val di Chienti o il Corridomnia. Se così fosse, i 400 posti di lavoro tanto sbandierati risulterebbero a saldo zero: si tratterebbe solo di un trasferimento di attività".
Una logica che, secondo l'esponente di centrosinistra, si scontra anche con la realtà proprietaria del territorio: "Molti operatori commerciali del Val di Chienti sono proprietari delle mura del proprio negozio. Sarebbe antieconomico lasciare vuoto un locale di proprietà per andare ad aprirne uno identico nel nuovo centro pagando l'affitto".
La nota si sposta poi sulla sostenibilità complessiva dell'opera. Tittarelli chiede al promotore del progetto di fare chiarezza sui reali players e sulle catene commerciali concretamente interessate, in un territorio che - nel raggio di 30 chilometri - conta già 8 strutture commerciali. "Si tratta davvero di un'opportunità o dell'ennesimo consumo di suolo senza un chiaro piano commerciale?", incalza Tittarelli.
L'affondo finale riguarda la vivibilità di Piediripa, quartiere in cui Tittarelli vive e lavora: "Simonetti ha pensato a come garantire la viabilità? È previsto un investimento importante in tal senso? Chi parla non vive i problemi quotidiani di Piediripa, dove la mattina e dopo le 17:30 si creano file interminabili di auto. Pensare di risolvere tutto con l'allargamento del tratto finale di via Bramante è un'illusione, le due rotatorie vicine farebbero comunque da tappo".
"Io non respingo gli investimenti - conclude Tittarelli - ma favorisco quelli che hanno un riscontro positivo effettivo sulla comunità. Un progetto del genere poteva avere senso 12 o 15 anni fa. Oggi, con la contrazione dei consumi e un mercato già maturo, non è attuabile. Se la stragrande maggioranza dei cittadini non sente il bisogno di questo nuovo centro, una domanda bisognerebbe farsela".
La Rianimazione dell’ospedale di Macerata celebra i suoi 50 anni di attività con un congresso in programma venerdì 12 giugno presso il Polo Pantaleoni dell’Università di Macerata, che vedrà la partecipazione dei principali esperti italiani di Medicina Intensiva.
L’iniziativa è presieduta dal direttore della U.O.C. di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Macerata, dottor Diego Gattari, con la direzione scientifica del dottor Emanuele Iacobone. L’evento rappresenta un importante momento di confronto multidisciplinare rivolto ai professionisti sanitari impegnati nella gestione del paziente critico.
Il congresso ripercorrerà l’evoluzione della Rianimazione negli ultimi cinquant’anni, una disciplina che ha profondamente trasformato la medicina moderna grazie ai progressi scientifici, all’innovazione tecnologica e allo sviluppo di nuovi modelli organizzativi.
Ampio spazio sarà dedicato alle sfide attuali della Terapia Intensiva, tra cui la prevenzione e il trattamento dello shock settico, le nuove prospettive dell’immunomodulazione, la ventilazione meccanica personalizzata, la nutrizione del paziente critico e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto dei processi decisionali clinici.
Il pomeriggio sarà invece dedicato alla storia della Rianimazione maceratese, con testimonianze e contributi dei protagonisti che ne hanno seguito e accompagnato la crescita nel corso dei decenni.
La giornata si concluderà con il ricordo del dottor Giuseppe Tappatà, figura storica dell’Anestesia e Rianimazione e protagonista della sanità maceratese, al quale sarà dedicata una targa commemorativa.
L’iniziativa rappresenta non solo la celebrazione di un importante traguardo, ma anche un’occasione di riflessione sul futuro della Medicina Intensiva e sul ruolo centrale della Rianimazione nella cura del paziente critico.
Cambiano le modalità di accesso al Laboratorio Analisi dell'ospedale di Macerata. A partire da mercoledì 10 giugno 2026, l'accettazione delle prestazioni sarà effettuata dagli operatori degli sportelli Cup/Cassa situati all'ingresso principale della struttura sanitaria.
La novità rientra in un percorso di riorganizzazione promosso dall'Ast di Macerata con l'obiettivo di migliorare l'accoglienza degli utenti e rendere più efficiente la gestione dei servizi. Il nuovo sistema punta a semplificare il percorso dei cittadini all'interno dell'ospedale, favorendo un accesso più ordinato e riducendo i tempi di attesa.
Per accompagnare gli utenti in questa fase di cambiamento, l'Azienda sanitaria ha predisposto un servizio di assistenza e orientamento che vedrà impegnato sia il personale dipendente sia i volontari dell'Avulss, appositamente formati per fornire informazioni e supporto ai cittadini.
Particolare attenzione viene riservata anche all'utilizzo delle tecnologie digitali. L'Ast invita infatti la popolazione a prenotare il proprio accesso attraverso la piattaforma regionale Zero Coda, il servizio online gratuito che consente di programmare l'orario di presentazione evitando lunghe attese agli sportelli. Per garantire un'accoglienza più rapida a chi utilizza questo strumento, è stato inoltre individuato un operatore dedicato esclusivamente alla gestione dei pazienti prenotati online.
«L'obiettivo di questa riorganizzazione – spiega il direttore generale dell'Ast di Macerata, Alessandro Marini – è migliorare il servizio erogato ai cittadini, rendendo più agevole l'accesso al Laboratorio Analisi dell'ospedale di Macerata e riducendo le attese».
Marini ha inoltre ringraziato il personale coinvolto nel progetto e i volontari dell'Avulss per la disponibilità e l'impegno dimostrati nel supportare i cittadini durante questa fase di transizione verso un servizio sempre più efficiente e vicino alle esigenze dell'utenza.
TRODICA – Il Trodica Calcio riabbraccia uno dei suoi ragazzi. La società biancazzurra ha infatti ufficializzato il ritorno di Vincenzo Fatone, portiere classe 2003 che torna a vestire i colori del club dopo l'esperienza già vissuta nella stagione 2022/2023.
Per l'estremo difensore si tratta di un ritorno particolarmente significativo, perché coincide con il rientro nella squadra del proprio paese, dove avrà l'opportunità di mettere nuovamente a disposizione qualità, esperienza e senso di appartenenza.
Fatone arriva al Trodica dopo le positive stagioni disputate in Eccellenza con il Chiesanuova, formazione nella quale si è distinto per affidabilità, personalità e sicurezza tra i pali. Prestazioni che hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi della squadra e che ne hanno confermato la crescita tecnica e caratteriale.
Il club biancazzurro punta così su un profilo giovane ma già dotato di una significativa esperienza maturata in categorie importanti, convinto che il portiere possa rappresentare un valore aggiunto per il nuovo progetto tecnico.
Per Fatone non si tratta soltanto di una nuova sfida sportiva, ma di un vero e proprio ritorno alle origini, con la possibilità di difendere ancora una volta i colori della propria comunità.
La società Trodica Calcio ha accolto con entusiasmo il suo ritorno, augurandogli una stagione ricca di soddisfazioni personali e di squadra.
Il verdetto per il salto di categoria è rimandato all'ultimo, definitivo atto. Davanti a una cornice di pubblico straordinaria, che ha letteralmente assiepato il Pala Chierici di Tolentino, stracolmo in ogni ordine di posto e ben oltre la capienza regolamentare, il Basket Macerata riscatta il passo falso del debutto e si aggiudica gara-2 della finale playoff di DR1.
I ragazzi di coach Pepi espugnano il parquet del team biancorosso con il punteggio finale di 63-74, impattando la serie sull'1-1 e guadagnandosi l'opportunità di giocare la sfida decisiva tra le mura amiche. Sarà infatti l'attesissima gara-3, in programma domani, venerdì 12 giugno alle ore 21:00 al Pala Virtus di Macerata, a decretare ufficialmente quale delle due formazioni conquisterà il campionato e la tanto agognata promozione in Serie C.
A differenza dell'estremo equilibrio che aveva caratterizzato la prima sfida, la contesa del Pala Chierici ha visto gli ospiti prendere in mano il pallino del gioco dopo pochissimi minuti. Eppure l'avvio era stato di marca locale, con qualche distrazione iniziale che aveva costretto Macerata a inseguire. La reazione ospite, orchestrata dalle giocate di un monumentale Tiberi (top scorer del match con 21 punti), ha propiziato il primo sorpasso sull'11-13, prima che le iniziative di Severini (12 punti) e compagni scavassero il primo solco sul 13-20, parzialmente ricucito in chiusura di frazione da Marconi (16 punti totali) per il 18-22 del primo quarto.
Nel secondo periodo Tolentino ha provato a sfruttare una temporanea superiorità sotto i tabelloni per rifarsi sotto, ma la lucidità della truppa di coach Pepi ha tenuto la scialuppa a distanza di sicurezza per poi piazzare la zampata a ridosso dell'intervallo lungo, siglando il break del 30-40 con cui le due squadre sono andate al riposo.
Al rientro dagli spogliatoi l'inerzia del match è rimasta interamente nelle mani dei biancorossi. Macerata ha mostrato percentuali al tiro sensibilmente migliorate rispetto a sabato scorso, trovando in rapida successione due pesantissime triple consecutive di Tiberi che hanno fatto sprofondare Tolentino sul 32-51. Il canovaccio della terza frazione è scivolato via mantenendo inalterato il divario fino al 42-60 della sirena.
Negli ultimi dieci minuti i padroni di casa hanno tentato il tutto per tutto: Macerata è stata subito penalizzata da ben quattro falli di squadra spesi nei primi trenta secondi, permettendo ai ragazzi di coach Picotti di affidarsi ai frequenti viaggi in lunetta di Ponti (11 punti) per rosicchiare punti. In questa fase calda ci ha pensato tuttavia Illuminati (10 punti) a togliere le castagne dal fuoco con canestri pesantissimi dalla media e lunga distanza, mantenendo il controllo fino al 50-68.
Subito dopo un time-out, Tolentino ha tentato l'ultimo disperato assalto: prima un break di 6-0 e successivamente una striscia di 5 punti firmata da Cobanaj (11 punti) hanno riportato i locali fino al -9 sul 63-72. Nonostante il forcing finale e le fiammate del tifo di casa, il tempo residuo sul tabellone si è rivelato troppo ridotto per completare la rimonta.
Macerata ha stretto le maglie nell'ultimo paio di possessi difensivi, trovando anche i punti della sicurezza con Boffini (11 punti) e blindando il definitivo 63-74. Ora la palla passa al Pala Virtus per la notte più importante dell'anno.
Il tabellino ufficiale della sfida:
Basket Tolentino: Tiranti 2, Marconi 16, Ancillai 10, Nobili 4, Ponti 11, Marilungo 4, Pelliccioni 1, Bedetta ne, Gismondi ne, Salvatelli ne, Cobanaj 11, Giuliani 4. Allenatore: Picotti.
Basket Macerata: Boffini 11, Spina, Tiberi 21, Severini 12, Iacobone ne, Soricetti 2, Torresi, Formentini 9, De Pompeis ne, Montanari 9, Illuminati 10, Panaro. Allenatore: Pepi.
I punteggi parziali dei quarti sono stati di 18-22, 12-18, 12-20 e 21-14, con i progressivi fissati sul 18-22, 30-40, 42-60 e 63-74.
Dal 2019 al 2025 a Macerata i canoni di locazione sono cresciuti più del doppio rispetto alle retribuzioni. Per un appartamento standard da 70 metri quadrati, l’affitto medio è passato da 520 a 620 euro al mese, con un aumento del 19,2%, mentre nello stesso periodo lo stipendio netto medio è cresciuto appena dell’8%. Oggi l’affitto assorbe il 35,4% di una retribuzione media mensile e, su base annua, equivale a ben 4,3 mensilità.
È quanto emerge dall’elaborazione Cna Macerata sui dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette. Il dato di Macerata è meno critico rispetto a quello delle grandi città italiane, ma conferma anche nel nostro territorio una tendenza preoccupante in cui gli affitti crescono più rapidamente dei redditi e pesano sempre di più su famiglie, giovani e lavoratori, con ricadute dirette sulla competitività delle imprese.
Nel confronto regionale, Macerata presenta un aumento dei canoni inferiore ad Ancona, dove gli affitti sono cresciuti del 27,6% passando da 580 a 740 euro, e leggermente sotto Pesaro, che registra un incremento del 19,6% da 560 a 670 euro. Valori molto vicini si registrano ad Ascoli Piceno, con un aumento del 19% da 500 a 595 euro, mentre Fermo si attesta al 18,4% da 490 a 580 euro. Anche l’incidenza dell’affitto sullo stipendio colloca Macerata in una fascia intermedia tra i capoluoghi marchigiani.
Ad Ancona il canone pesa per il 37% dello stipendio netto medio, a Pesaro per il 36,2%, a Macerata per il 35,4%, ad Ascoli Piceno per il 34,6% e a Fermo per il 34,1%. La fotografia è quella di una regione in cui il problema è meno esplosivo rispetto ai grandi poli universitari, turistici e produttivi italiani, ma è già evidente. Per Macerata il tema assume un rilievo specifico perché riguarda una città che deve continuare a essere attrattiva per studenti, lavoratori e professionalità necessarie al sistema delle imprese.
Il confronto con altre città universitarie e produttive mostra quanto il profilo urbano possa incidere sulla dinamica degli affitti. In realtà più grandi e sottoposte a una pressione abitativa più forte, come Bologna, Padova e Bari, l’incidenza del canone sullo stipendio raggiunge rispettivamente il 57,9%, il 54,5% e il 46,5%. Macerata resta su valori più contenuti, vicini a quelli di Trento, dove l’incidenza è pari al 35%, ma conferma una tendenza da monitorare. Nei territori in cui università, lavoro e sistema produttivo convivono, la disponibilità di alloggi accessibili diventa un fattore decisivo di attrattività.
"Il dato di Macerata va letto con attenzione – afferma la direttrice di Cna Macerata Lucia Pistelli – perché racconta una dinamica che riguarda direttamente il futuro del nostro territorio. Il caro affitti non è più soltanto un tema abitativo o sociale, ma incide anche sulla capacità del territorio di restare attrattivo per studenti, lavoratori e nuove professionalità". Per CNA Macerata questa dinamica riguarda da vicino anche le imprese, perché la disponibilità di alloggi accessibili è sempre più legata alla possibilità di reperire personale qualificato e trattenere competenze.
"Le micro e piccole imprese hanno bisogno di lavoratori, professionalità e continuità – prosegue Pistelli – ma casa, lavoro e sviluppo locale sono elementi collegati. Se per un giovane, uno studente, un lavoratore o una famiglia diventa difficile sostenere un affitto, anche il sistema produttivo ne risente, perché si riduce la mobilità professionale e si indebolisce la capacità del territorio di crescere".
Secondo CNA Macerata, servono politiche strutturali per aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, favorire il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato e incentivare la rigenerazione urbana. Un tema che riguarda anche le città di medie dimensioni e le aree interne, dove la qualità dell’abitare può diventare una leva decisiva per contrastare lo spopolamento, sostenere il lavoro e rafforzare il tessuto produttivo.
"Il tema dell’abitare – conclude Pistelli – rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale. Anche nelle Marche e nella provincia di Macerata è necessario intervenire per tempo. Un Piano casa efficace e adeguati incentivi alla riqualificazione immobiliare possono aumentare l’offerta di alloggi sostenibili, recuperare immobili oggi inutilizzati, favorire la rigenerazione urbana e costruire un equilibrio più solido tra sviluppo economico e sostenibilità sociale. È una sfida che riguarda famiglie, giovani, studenti, lavoratori e imprese".
Una crescita del 35% nei primi quattro mesi del 2026 e una nuova campagna di reclutamento su scala nazionale. Il Gruppo Teloni, realtà nata tra Marche e Umbria e oggi punto di riferimento nel turismo esperienziale italiano, continua a consolidare il proprio percorso di sviluppo puntando su innovazione, personalizzazione e valorizzazione del territorio.
L'azienda, che ha mosso i primi passi proponendo l'affitto settimanale di ville con piscina e dimore storiche a una clientela internazionale, si è progressivamente trasformata in un modello di business capace di operare su tutto il territorio nazionale. Una crescita che negli ultimi anni ha portato il gruppo a distinguersi nel settore turistico come una delle realtà più dinamiche del panorama italiano.
I numeri confermano il trend positivo. Nel primo quadrimestre del 2026 il Gruppo Teloni ha registrato un incremento del 35% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, grazie soprattutto all'espansione del comparto degli eventi aziendali e del settore wedding.
Sempre più imprese scelgono infatti esperienze personalizzate per attività di team building, incentive e presentazioni di prodotto, mentre matrimoni ed eventi privati continuano ad attirare clienti provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Nord Europa e dalla stessa Italia, affascinati dalle dimore storiche e dalle location esclusive del Bel Paese.
Un risultato particolarmente significativo in un contesto internazionale nel quale il comparto turistico continua a confrontarsi con numerose incertezze e cambiamenti di mercato.
Per sostenere questa fase di espansione, il gruppo ha deciso di investire sulle persone, avviando una campagna di selezione destinata a rafforzare la propria presenza sull'intero territorio nazionale, con particolare attenzione al Centro Italia.
Al centro del progetto ci sono gli Experience Manager, figure professionali che rappresentano uno degli elementi distintivi del modello Teloni. Si tratta di professionisti in grado di conoscere a fondo il territorio, ascoltare le esigenze dei clienti e costruire esperienze su misura, trasformando ogni soggiorno, evento aziendale o matrimonio in un progetto unico.
Le opportunità sono rivolte sia a giovani che desiderano intraprendere un percorso professionale nel turismo, sia a operatori già esperti del settore, come ex agenti di viaggio, organizzatori di eventi e professionisti dell'accoglienza interessati a valorizzare le proprie competenze all'interno di una realtà strutturata e in forte crescita.
Tra le caratteristiche richieste figurano curiosità, spirito di iniziativa, passione per i viaggi e soprattutto una profonda conoscenza del proprio territorio e delle sue peculiarità culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche.
A supporto dell'attività degli Experience Manager opera l'Osservatorio Teloni, un centro interno di analisi che monitora costantemente l'evoluzione dei mercati turistici nazionali e internazionali.
Secondo l'ultimo report elaborato dal gruppo, emergono segnali particolarmente interessanti, come la forte crescita dei flussi provenienti dal Giappone (+34,6%) e il consolidamento del mercato statunitense. Parallelamente aumenta l'interesse verso destinazioni italiane meno tradizionali, con incrementi significativi delle ricerche online per località come Costa Rei, Cosenza e il Gargano.
«In Teloni la tecnologia incontra l'uomo – spiega il fondatore Sandro Teloni –. Il nostro Osservatorio individua i trend e analizza i dati, mentre gli Experience Manager trasformano queste informazioni in esperienze autentiche e personalizzate sul territorio».
Una filosofia condivisa anche dal general manager Alessandro Teloni, che sottolinea come il capitale umano rappresenti il principale fattore di crescita dell'azienda.
«Siamo partiti da un progetto locale e oggi operiamo su scala nazionale. Il nostro successo è costruito sulle persone e sulla loro capacità di valorizzare i territori. Per questo continuiamo a investire negli Experience Manager e ad aprire le porte sia ai giovani che desiderano costruire il proprio futuro nel turismo, sia ai professionisti che vogliono mettere a frutto la loro esperienza in un contesto innovativo e dinamico».
L’Università di Camerino si conferma una delle eccellenze del panorama universitario italiano, capace di coniugare una formazione di qualità con risultati concreti per il futuro dei propri laureati. A testimoniarlo sono i dati del Rapporto AlmaLaurea 2026 sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati, presentato ieri, che premiano Unicam su più fronti: dall’occupabilità alla soddisfazione delle studentesse e degli studenti, fino all’apertura internazionale e all’efficacia del titolo nel mondo del lavoro.
Il 92,8% dei laureati magistrali biennali di Unicam, infatti, a cinque anni dal conseguimento del titolo di studio è occupato, mentre ad un anno dal conseguimento del titolo ad essere occupato è l’82% dei laureati magistrali biennali, percentuale superiore alla media nazionale. La retribuzione mensile netta a cinque anni, poi, è pari a 1.903 euro, esattamente uguale alla cifra media nazionale.
Molto positivi sono anche i dati relativi all’occupabilità dei laureati triennali Unicam. Il tasso di occupazione dei laureati di primo livello che, dopo la conquista del titolo, hanno scelto di non proseguire gli studi universitari e di immettersi direttamente nel mercato del lavoro, è infatti pari al 79,1%.
Molto significativo è inoltre il dato relativo alla efficacia della laurea: l’83,2% dei laureati Unicam ad un anno dalla laurea e l’85,1% a cinque anni dal conseguimento del titolo ritiene la propria laurea utile e spendibile nel contesto professionale, percentuali ben al di sopra della media nazionale.
Dai dati riportati nel rapporto, Unicam viene premiata anche per i risultati sulla valutazione dell’esperienza universitaria e sulla soddisfazione espressa dalle laureate e dai laureati.
Il 91,8% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente, l’87,4% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso ed il 90,5% si dichiara soddisfatto delle attività didattiche svolte. Più in generale, il 93,9% dei laureatisi dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso.
E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università? Il 74,5% delle laureate e dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo.
“I risultati del Rapporto AlmaLaurea – sottolinea il rettore Unicam Graziano Leoni – rappresentano una conferma importante del lavoro che ogni giorno svolgiamo all’Università di Camerino. La nostra priorità è formare laureate e laureati competenti, in grado di affrontare con successo il mondo del lavoro, e questi dati dimostrano che stiamo andando nella direzione giusta. Investiamo costantemente nella qualità e nella innovazione della didattica e nella relazione diretta con studenti e studentesse, ascoltando le esigenze reali del mondo imprenditoriale e del territorio. I dati testimoniano ancora una volta che la laurea rappresenta un grande investimento per il proprio futuro. Vedere che le nostre laureate ed i nostri laureati trovano una adeguata occupazione, sono soddisfatti dell’esperienza vissuta e sceglierebbero ancora Unicam è per noi motivo di grande orgoglio e un forte stimolo a continuare su questa strada”.
Per quanto riguarda la provenienza degli stranieri, la percentuale di laureati stranieri di Unicam (11,6%) si mantiene su un livello molto superiore alla media sia regionale che nazionale. La percentuale di laureati stranieri nelle lauree magistrali è pari al 21,4%.
La percentuale di laureati che non risiedono nella Regione Marche è del 28,4%, mentre le provenienze scolastiche dei laureati evidenziano la capacità di Unicam di accogliere e supportare al meglio sia gli studenti che provengono da istituti liceali sia quelli con orientamento tecnico.
Unicam si distingue per un’alta percentuale di laureati, il 77,7%, che hanno svolto tirocini o stage riconosciuti durante il proprio percorso di studio. Anche la quota di studenti che hanno svolto esperienze di studio all’estero (13,7%) è superiore alla media complessiva degli atenei italiani, con una percentuale particolarmente elevata tra gli iscritti ai corsi di laurea magistrale.
Il Master universitario di secondo livello in "Manager di Dipartimenti farmaceutici" dell'Università di Camerino inaugura la 24ma edizione, un traguardo che ne fa, a oggi, l'unico Master in Italia ad avere raggiunto questa continuità nella formazione manageriale specifica per il farmacista del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), una categoria di operatori sanitari di grande rilevanza decisionale e strategica per le sorti del SSN.
Alla presenza di 300 partecipanti provenienti da 19 regioni italiane, di tutta la governance dell’Ateneo, del Senatore Guido Castelli, del Sindaco di San Benedetto del Tronto, del Direttore Generale e del Direttore della Farmacia dell’AST Ascoli Piceno, dell’Assessore al Bilancio della Regione Marche, della Presidentessa CUP, di membri di Istituzioni Sanitarie Regionali e Nazionali e del Presidente della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO), ha preso il via ieri a San Benedetto del Tronto la nuova edizione del Master.
“L'introduzione continua di tecnologie innovative in ambito sanitario, i cambiamenti del quadro normativo e la necessità di rendere più efficienti i modelli organizzativi, anche attraverso una maggiore diffusione dell'assistenza domiciliare, pongono nuove sfide al farmacista SSN” sottolinea il prof. Carlo Cifani, Direttore del Master e della Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera. In un contesto economico caratterizzato dalla costante ricerca di sostenibilità, questa figura professionale è chiamata a sviluppare competenze manageriali sempre più avanzate nella gestione di farmaci e dispositivi medici, contribuendo in modo significativo ai processi decisionali delle aziende sanitarie e delle Regioni.
“Partendo da questa visione, il Master, edizione dopo edizione, ha aggiornato il proprio impianto didattico così da permettere ai farmacisti che operano nel SSN di arricchire le proprie competenze e le proprie esperienze professionali per affrontare le sfide emergenti: innovazione ed evoluzione dei percorsi di cura, delle tecnologie e dei ruoli organizzativi e di governance. Una longevità costruita sull'aggiornamento continuo in collaborazione con le società scientifiche di riferimento e garantita da una costante apertura ai temi emergenti tra cui l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella pratica clinica e gestionale” evidenzia la prof.ssa Maria Vittoria Micioni Di Bonaventura, ViceDirettrice del Master e Membro della Commissione di Ateneo per l’Alta Formazione.
In un contesto caratterizzato da differenti modelli regionali di organizzazione e gestione dei servizi sanitari, risulta essenziale conoscere e analizzare esperienze di eccellenza per promuovere l'adozione di elevati standard di governance all'interno delle aziende sanitarie. Con questo obiettivo è stata confermata, anche per la presente edizione del Master, la collaborazione con l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale “Papa Giovanni XXIII”. Una specifica sessione formativa si svolgerà presso l’Ospedale di Bergamo, struttura riconosciuta a livello europeo per l'elevato grado di innovazione tecnologica. Accanto alle attività didattiche tradizionali, i partecipanti avranno l'opportunità di approfondire sul campo gli aspetti applicativi attraverso visite guidate e momenti di confronto diretto, con particolare attenzione all'analisi del modello dipartimentale della farmacia ospedaliera, articolato in unità centrali e periferiche e caratterizzato da una marcata integrazione con i percorsi assistenziali e clinici.
Come afferma il Rettore prof. Graziano Leoni, il Master è stato progettato per rispondere in modo efficace alle esigenze sempre più complesse che caratterizzano l'attività professionale del farmacista nelle strutture ospedaliere. La sua consolidata presenza nel panorama formativo di Unicam è il risultato della capacità di adattarsi tempestivamente ai continui cambiamenti delle competenze richieste dalla professione, garantendo un'offerta didattica costantemente aggiornata.
Il numero così rilevante di edizioni rappresenta un risultato unico a livello nazionale nel settore farmaceutico che testimonia l’interesse dei farmacisti ospedalieri alle attività formative erogate dalla Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute – evidenzia il prof. Gianni Sagratini, Direttore della Scuola.
In un panorama formativo sempre più orientato al digitale, il Master Unicam ha consapevolmente mantenuto la formula in presenza. "Una scelta che, spiega il prof. Cifani, è parte integrante del valore dell'iniziativa: garantisce non solo un approfondimento delle diverse materie sostenuto da continui confronti e dibattiti, ma anche, elemento oggi assai prezioso, un'esperienza di gruppo, di networking, di comunità: facilita lo scambio tra esperienze diverse e si trasforma in una risorsa preziosa per le carriere future”.
Il questionario di valutazione del Master da parte degli iscritti della precedente edizione ha evidenziato eccellenti risultati, sottolinea il Delegato del Rettore per l’Alta Formazione prof. Riccardo Petrelli: il 98% dei partecipanti è completamente soddisfatto dal Master erogato, per il 97,5% degli iscritti il livello di competenza dei docenti ed i contenuti didattici hanno risposto pienamente alle aspettative ed il 98,8% suggerirebbe ad un collega di iscriversi a questo Master.
Il successo di questa iniziativa – sottolinea la prof.ssa Giulia Bonacucina, ProRettrice alla Didattica – si fonda su tre pilastri fondamentali: una stretta sinergia con le società scientifiche e le istituzioni, un costante aggiornamento rispetto alle tematiche emergenti, in particolare quelle di carattere manageriale, e un forte coinvolgimento di professionisti che operano quotidianamente nei settori oggetto della formazione.
La crescente complessità delle funzioni attribuite oggi al farmacista rende indispensabile una figura professionale capace di integrare competenze tecnico-scientifiche e capacità gestionali – rimarca il Direttore Generale ing. Andrea Braschi. In particolare, quando il farmacista assume incarichi di coordinamento o responsabilità a livello dipartimentale, alle tradizionali conoscenze specialistiche devono affiancarsi solide competenze manageriali, fondamentali per affrontare efficacemente le sfide organizzative e decisionali del contesto sanitario.
MACERATA – Nasce a Macerata “Altre Armonie”, un nuovo festival dedicato alla musica e al teatro contemporanei che dal 15 al 17 giugno animerà l'Orto dei Pensatori, suggestivo spazio nel centro storico cittadino messo a disposizione dall'Università degli Studi di Macerata. La manifestazione è dedicata alla memoria di Rodolfo Craia, attore, regista, insegnante di recitazione e instancabile promotore culturale che ha lasciato un segno profondo nella vita artistica della città.
L'iniziativa è promossa dalla Fondazione Nori Grelloni e dalla cooperativa Milano Classica, con la consulenza artistica di Andrea Trettaccone e il coinvolgimento della famiglia Craia. Collaborano inoltre l'Anffas Macerata, partner sociale dell'evento, e il ristorante Off/Officina.
Più che un semplice festival, “Altre Armonie” si presenta come un laboratorio di linguaggi artistici contemporanei. Musica, teatro, narrazione e arti visive convivranno infatti in un programma che punta sulla contaminazione tra generi e sulla presenza di artisti di rilievo nazionale e internazionale. Una proposta culturale che colma una lacuna nell'offerta cittadina, riportando a Macerata spettacoli dedicati alla ricerca musicale e teatrale contemporanea.
Altro elemento distintivo è il modello di finanziamento. L'intera manifestazione è sostenuta da erogazioni liberali di privati e studi professionali attraverso l'Art Bonus, lo strumento che favorisce il mecenatismo culturale. Anche la formula organizzativa guarda all'innovazione: gli eventi si svolgeranno tra lunedì e mercoledì, giornate generalmente meno interessate da programmazioni di spettacolo, con due appuntamenti ogni sera e biglietti dal costo simbolico di cinque euro, mentre la serata conclusiva sarà a ingresso gratuito.
Il festival prenderà il via il 15 giugno con “Nakba. I nostri occhi sono i nostri nomi”, spettacolo di Enrico Frattaroli interpretato da Franco Mazzi. Un racconto teatrale che intreccia parole, immagini e musica per affrontare il tema dell'esodo palestinese del 1948 attraverso venti calligrammi poetici. A seguire salirà sul palco il pianista Roberto Prosseda, tra i più apprezzati interpreti italiani sulla scena internazionale, che presenterà un programma comprendente una prima esecuzione assoluta di Mario Castelnuovo-Tedesco, musiche di Ennio Morricone, Franz Liszt e una composizione di Luca Lombardi ispirata alla Shoah.
La seconda serata sarà dedicata alle sonorità della musica contemporanea con “Minimalismo”, omaggio ai novant'anni di Steve Reich proposto dall'Ensemble Ars Ludi, una delle più prestigiose formazioni europee specializzate nel repertorio contemporaneo. Successivamente spazio a “Nica's Dream”, spettacolo multimediale dedicato alla figura di Pannonica de Koenigswarter, mecenate e musa del jazz del Novecento. Sul palco il narratore Valerio Corzani, il musicista Giorgio Li Calzi e il visual performer Andrea Daddi, che utilizzerà anche strumenti di intelligenza artificiale per animare le immagini storiche della protagonista.
Gran finale il 17 giugno con una vera e propria festa musicale dedicata agli amici di Rodolfo Craia. Sul palco si alterneranno il maestro uruguaiano Héctor Ulises Passarella, tra i più importanti interpreti del bandoneón contemporaneo, i Gang dei fratelli Severini, storica band marchigiana del rock folk italiano, il cantautore italo-argentino Julián Corradini Julico e il gruppo brasiliano Vivendo do Ócio, formazione di riferimento della scena indie rock di Salvador de Bahia. La serata sarà a ingresso libero con offerte destinate alle attività dell'Anffas.
“Altre Armonie” nasce così nel segno della curiosità, della sperimentazione e dell'incontro tra linguaggi diversi, valori che hanno accompagnato per tutta la vita il percorso umano e artistico di Rodolfo Craia. Un omaggio che guarda al futuro e che punta a diventare un nuovo punto di riferimento per la proposta culturale maceratese.
Riparte da uno dei luoghi simbolo della rinascita dell'entroterra maceratese la sesta edizione di "CROC - Una specie di cinema", la rassegna all’aperto promossa dall’associazione C.A.S.A. per restituire il grande schermo e uno spazio di fondamentale socialità alla comunità locale.
Da sabato 4 luglio a venerdì 28 agosto, la suggestiva Area Caraceni di Ussita, situata nei pressi delle nuove aree abitative post-sisma nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ospiterà un ricco cartellone di 11 appuntamenti. In un anno particolarmente simbolico per l’Alta Valle del Nera, che segna il decimo anniversario del terremoto, la kermesse offrirà proiezioni di film e incontri alle ore 21:15, sempre preceduti a partire dalle ore 19:00 dall'apertura del "Barcroc" per cene e aperitivi e dal mercatino degli artigiani del territorio.
Il momento più atteso della stagione è fissato per venerdì 10 luglio, quando Ussita accoglierà come ospite d’onore il pluripremiato attore Elio Germano, che accompagnerà la proiezione della pellicola "Ritorno al tratturo", incentrata sulla vita nel Molise interno. Il festival si aprirà invece il 4 luglio con l’anteprima nazionale del film "Le cose leggere" per la regia di Adriano Theill e prodotto dall’Accademia del Cinema di Berlino, un progetto cinematografico che ha visto il coinvolgimento diretto, sia come protagonisti che come maestranze, degli abitanti di Ussita, Visso, Castelsantangelo sul Nera e Pievetorina.
Tra gli altri titoli di rilievo legati alle terre alte figurano "Per silenzio e vento" di Matteo Righetto, "Il canto della foresta" e "Le note della Terra", quest'ultimo anticipato dalle musiche tradizionali dell'organettista Federico Cippitelli. Non mancherà lo spazio per i diritti umani con i documentari "La voce di Hind Rajab" e "Giulio Regeni - tutto il male del mondo", oltre a una serata speciale a Ferragosto dedicata al film cult "Stand by me" in omaggio al regista Rob Reiner.
La grande novità di questa stagione 2026 è rappresentata dal format "Finché c'è luce", una striscia di conversazioni organizzata in collaborazione con Selvatica Libreria Nomade che anticiperà le proiezioni serali per dare spazio a libri, letture e podcast dedicati a temi cruciali come la memoria, i conflitti e i modi di abitare la montagna.
Tra gli ospiti figureranno la giornalista Anna Maria Selini e lo scrittore Luigi Nacci. Inoltre, la macchina organizzativa di CROC scalderà i motori già dal 26 al 28 giugno curando la sezione cinematografica di Fiastrapalooza, il festival outdoor organizzato da La Catasta e dal Comune di Fiastra, che proporrà tre serate di cinema dedicate al tema dell'acqua nella splendida cornice dei Giardini di San Lorenzo al Lago.
In occasione della Macerata-Loreto torna il passaggio nel centro abitato di Villa Potenza, ripristinando uno dei tratti storici della manifestazione che mancava da prima del periodo pandemico. A spiegare le novità organizzative è il comandante della Polizia Locale di Macerata, Danilo Doria, che sottolinea il lavoro svolto per garantire sicurezza e viabilità lungo il percorso.
«Si torna al percorso che era previsto qualche anno fa, con il passaggio all'interno di Villa Potenza, proprio davanti alla chiesa. È un ritorno al percorso storico e rappresenta un segnale di massima vicinanza alla comunità di Villa Potenza e a tutti i maceratesi».
La scelta di riportare il pellegrinaggio all'interno del centro abitato ha richiesto una complessa attività di pianificazione, soprattutto sul fronte della sicurezza e della gestione del traffico.
«È stato predisposto un particolare piano di viabilità e sicurezza perché il passaggio all'interno del centro di Villa Potenza comporta inevitabilmente alcune criticità. Durante il transito dei pellegrini saranno attivi percorsi alternativi per i mezzi di emergenza. Tutto è stato organizzato insieme al 118, ai Vigili del Fuoco, alla Polizia di Stato e ai Carabinieri, con un lavoro condiviso in Prefettura e Questura».
Doria evidenzia come il passaggio nel cuore della frazione presenti difficoltà maggiori rispetto a un tragitto esterno: «Non era semplice organizzarlo perché le strade della zona si intersecano tra loro e, nel momento in cui il percorso attraversa il centro abitato, ci sono inevitabilmente momenti in cui la viabilità viene completamente interrotta. Per questo motivo è stato necessario predisporre tutte le procedure necessarie per garantire eventuali interventi di emergenza durante il passaggio. È un aspetto importante che va sottolineato e che è stato previsto all'interno del piano di sicurezza».
Secondo il comandante della Polizia Locale, il ritorno al percorso storico rappresenta anche una risposta alle richieste del territorio: «Da quando sono a Macerata è la prima volta che viene riproposto questo tracciato. L'ultima volta risale a prima del Covid. Il passaggio all'interno del centro abitato, davanti alla chiesa di Villa Potenza, è stato accolto molto positivamente dalla comunità. Mi ha fatto particolarmente piacere vedere quanto questa scelta sia stata apprezzata dai residenti».
Un consenso che, secondo Doria, ripaga l'impegno organizzativo richiesto: «Per noi significa sicuramente più lavoro, ma siamo contenti di poter andare incontro alle esigenze della comunità. Come Polizia Locale siamo soddisfatti di poter gestire questo evento insieme a tutte le altre istituzioni coinvolte. È giusto riconoscere il lavoro svolto da tutte le forze dell'ordine, dal 118 e dai Vigili del Fuoco, perché grazie a una pianificazione condivisa siamo riusciti a predisporre un piano di sicurezza che ha permesso il ritorno a questo percorso storico».
MACERATA – Prende il via sabato 13 giugno la 48ª edizione del Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, uno degli appuntamenti di fede più partecipati e significativi del panorama nazionale, che ogni anno richiama decine di migliaia di pellegrini da tutta Italia e anche dall’estero.
L’edizione 2026 è guidata dal tema “Come mi conosci?”, la domanda che Natanaele rivolge a Gesù e che diventa il filo conduttore del cammino notturno. Un interrogativo che, come spiegato dal presidente del Comitato organizzatore, il professor Ermanno Calzolaio, esprime il desiderio profondo di ogni persona di essere accolta e riconosciuta nella propria verità, superando chiusure, diffidenze e conflitti interiori. Un’esperienza che, lungo il percorso verso Loreto, si trasforma in segno di speranza e di pace.
La partenza è fissata allo Stadio Helvia Recina di Macerata, al termine della Santa Messa delle ore 20.30 celebrata dal cardinale Baldassarre Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma. Negli ultimi due anni la partenza era avvenuta al Centro Fiere di Villa Potenza, ma quest’anno si torna allo storico punto di avvio del pellegrinaggio.
Ad aprire simbolicamente il cammino sarà anche la tradizionale Fiaccola della Pace, accesa da Papa Leone XIV al termine dell’Udienza Generale del 3 giugno. La fiaccola ha percorso oltre 250 chilometri attraversando Umbria e Marche, da Orvieto fino a Macerata, con staffette di atleti e volontari lungo un itinerario che ha toccato Terni, Assisi, Colfiorito, Camerino, San Severino Marche, Caldarola e Tolentino.
Il pellegrinaggio conferma anche quest’anno una forte attenzione al tema della pace, testimoniata dagli interventi e dai contributi che accompagneranno il cammino. Tra questi il videomessaggio di monsignor Maksym Ryabukha, vescovo greco-cattolico ucraino ed esarca di Donetsk, e la testimonianza del giornalista Simone Tropea, che porterà la propria esperienza dai conflitti in Ucraina e in Terra Santa.
Il significato del tema è stato approfondito anche dal vescovo di Macerata e presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana, mons. Nazzareno Marconi, che ha sottolineato come la domanda di Natanaele sia attualissima in un tempo segnato da sovrabbondanza di informazioni e dall’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Una domanda che diventa ricerca di verità e desiderio di uno sguardo capace di andare al cuore della persona.
Mons. Giancarlo Vecerrica, ideatore del pellegrinaggio e vescovo emerito di Fabriano, ha ricordato le origini dell’iniziativa e il sostegno ricevuto negli anni, citando anche l’incontro con San Giovanni Paolo II che ne avrebbe riconosciuto il valore come esperienza di testimonianza per la Chiesa.
L’Amministrazione comunale di Macerata, attraverso il saluto di Francesca D’Alessandro, ha evidenziato il valore universale dell’evento come segno di speranza rivolto a credenti e non credenti.
Le adesioni confermano una partecipazione imponente, con pellegrini provenienti da tutta Italia e dall’estero. Migliaia anche le persone che, pur non potendo partecipare fisicamente, affidano le proprie intenzioni di preghiera attraverso il sito e le parrocchie. Tutte saranno portate a Loreto e successivamente bruciate nel tradizionale braciere davanti alla statua della Madonna.
L’organizzazione sarà supportata da oltre 1.100 volontari, impegnati nei servizi di assistenza, sicurezza, illuminazione, comunicazione e accoglienza. Previsti anche servizi di trasporto con bus navetta dallo Stadio Helvia Recina e dal Centro Fiere di Villa Potenza nella giornata di sabato, e collegamenti di ritorno da Loreto nella mattinata di domenica.
SARNANO (MC) - Inaugura nel cuore delle Marche INOOUT Design, uno spazio innovativo dedicato al design contemporaneo che fonde l'esposizione dello showroom alla ricerca del concept store. Il progetto nasce dal dialogo culturale tra Italia e Olanda ed è firmato dalla coppia olandese Jeroen Bults e Marleen Tijdeman, stabilitisi nella regione quindici anni fa dove si sono reinventati come interior designer ed esperto nella lavorazione del legno.
"Ci siamo innamorati delle Marche e della sua cultura durante una vacanza, scegliendo di stabilirci a Gualdo", spiegano i fondatori. "La pandemia ha ridefinito il nostro percorso spingendoci a unire le nostre competenze. Oggi siamo orgogliosi di lanciare INOOUT Design a Sarnano per celebrare la terra che ci ha adottato".
Sostenibilità e produzione su misura
La proposta commerciale unisce brand internazionali e realtà locali a forte valore etico. All'arredo di storici marchi olandesi come Fatboy e Quooker si affianca Wudesto e la produzione interna di Joefster & Co., azienda d'avanguardia dei due titolari, specializzata in cucine e mobili su misura realizzati tramite progettazione digitale.
Ogni pezzo nasce da un dialogo diretto con il cliente e si traduce in soluzioni personalizzate, dove design e funzionalità si incontrano in modo essenziale. Lo spazio ospita anche il factory store di Paul Meccanico, marchio nativo di Sarnano che realizza borse e accessori animal-free utilizzando teloni di camion e similpelle.
Un ponte culturale
INOOUT Design supera il retail tradizionale per proporsi come un laboratorio creativo permanente. La sensibilità mitteleuropea dei fondatori si intreccia con l'eccellenza del design italiano e la tradizione manifatturiera locale, dando vita a un linguaggio di "artigianato contemporaneo" radicato nel territorio ma aperto al mondo.
In occasione dell’inaugurazione, lo spazio ospiterà anche "Papaveri Eterni", installazione di sculture tessili sostenibili della designer marchigiana e collaboratrice Monia Giannini, un progetto che trasforma materiali di recupero in elementi scultorei dal forte valore simbolico ed estetico, in dialogo con la filosofia creativa di INOOUT Design.
La movida maceratese conquista la ribalta nazionale grazie ad Aldo Ascani, premiato come miglior direttore artistico d’Italia nel corso dell’11ª edizione dei Dance Music Awards, gli ormai celebri Oscar del divertimento dedicati al mondo dell’intrattenimento e della nightlife.
La cerimonia di premiazione si è svolta al Lamborghini Money Club di Milano e ha visto la partecipazione dei protagonisti del settore provenienti da tutta la penisola. Dopo settimane di votazioni, concluse a metà maggio, Ascani ha avuto la meglio su una nutrita concorrenza composta da circa 250 candidati suddivisi in 27 categorie.
Direttore artistico della discoteca estiva Shada e del risto-show La Serra, Ascani rappresenta da anni uno dei punti di riferimento dell’intrattenimento nelle Marche. Un percorso professionale costruito con passione, esperienza e una costante attenzione alle nuove tendenze del settore, qualità che gli hanno permesso di conquistare il prestigioso riconoscimento nazionale.
Affidando ai social il proprio ringraziamento, Ascani ha espresso tutta la soddisfazione per il traguardo raggiunto: «Un premio che mi rende orgoglioso e che desidero condividere con tutte le persone che hanno creduto nel mio lavoro, mi hanno sostenuto e soprattutto hanno scelto di votarmi».
Parole che raccontano il valore di un riconoscimento che va oltre il risultato personale. «Questo riconoscimento non rappresenta soltanto un risultato personale, ma il percorso costruito in tanti anni di passione, sacrifici, intuizioni, collaborazioni e amore per l’intrattenimento», ha aggiunto.
Un pensiero speciale è stato rivolto alla famiglia, ai collaboratori, agli artisti, alle strutture con cui lavora e al pubblico che continua a seguirlo. «Grazie alla mia famiglia, ai miei collaboratori, agli artisti, ai nostri locali e al pubblico che continua a seguirci con affetto e fiducia».
Infine, una riflessione sul significato del premio ricevuto: «I premi sono importanti, ma ancora più importante è continuare a meritarseli ogni giorno».
Un successo che porta in alto il nome di Macerata e conferma il ruolo sempre più rilevante della movida marchigiana nel panorama nazionale dell’intrattenimento.
ROMA – Il modello marchigiano di resilienza idrica approda nella capitale e si propone come riferimento europeo per la gestione delle infrastrutture strategiche. È l’Anello acquedottistico antisismico dei Sibillini, protagonista del convegno internazionale “A prova di terremoto”, promosso da CIIP S.p.A. insieme al Comitato Italiano One Water, al BIM Tronto, alla Fondazione Earth and Water Agenda e al Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, ospitato a Palazzo Wedekind.
Al centro dell’incontro, dedicato ai temi della sicurezza idrica, dell’innovazione tecnologica e della resilienza infrastrutturale, l’esperienza di un’opera considerata unica in Europa. L’Anello dei Sibillini rappresenta infatti un sistema di interconnessione delle reti acquedottistiche delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, progettato per garantire continuità del servizio anche in caso di eventi sismici o emergenze ambientali.
L’infrastruttura integra diverse modalità di captazione e alimentazione della risorsa idrica, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza del sistema e rispondere alla crisi idrica che da anni interessa il territorio, aggravata dal sisma del 2016.
All’evento hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni nazionali e internazionali, tra cui i ministri Nello Musumeci, Gilberto Pichetto Fratin e Francesco Lollobrigida, insieme al Commissario straordinario Guido Castelli e a esponenti di organismi europei e mediterranei.
Proprio il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato il valore strategico dell’opera, evidenziando il ruolo sempre più centrale dell’acqua come risorsa fondamentale e la necessità di infrastrutture capaci di garantire funzionalità anche in condizioni di emergenza.
Il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci ha invece richiamato l’importanza della prevenzione e dell’innovazione tecnologica, ricordando come una larga parte del territorio italiano sia esposta al rischio sismico e come sia necessario ridurre la vulnerabilità delle comunità attraverso soluzioni avanzate e una maggiore consapevolezza collettiva.
Per il Commissario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, l’Anello dei Sibillini rappresenta una delle opere più significative nate nel percorso di ricostruzione dell’Appennino centrale, simbolo di un cambio di approccio che punta non solo alla riparazione dei danni ma alla prevenzione e alla qualità delle infrastrutture.
Il presidente di CIIP S.p.A. Marco Perosa ha evidenziato come il progetto rappresenti una svolta nella gestione delle risorse idriche, basata su programmazione, dati e innovazione, con l’obiettivo di superare la logica dell’emergenza e garantire un servizio moderno e resiliente.
Il convegno ha offerto anche un momento di confronto internazionale con focus sugli acquedotti antisismici nel mondo e sul tema della “Water Intelligence”, dedicato all’uso delle nuove tecnologie per il monitoraggio e la gestione delle risorse idriche.
Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato il Forum Euromediterraneo dell’Acqua, in programma a Roma nel 2026 presso La Nuvola, ulteriore occasione di confronto sulle sfide globali legate alla gestione sostenibile della risorsa idrica.
Il cervello umano è una macchina progettata per trovare un ordine nel caos e prevedere il futuro, una necessità biologica che si attiva ogni volta che occorre prendere una decisione in condizioni di totale incertezza. Per studiare da vicino questo meccanismo, le neuroscienze moderne utilizzano spesso i giochi di logica e di carte, poiché si tratta di veri e propri laboratori in miniatura che riproducono i dilemmi della vita quotidiana. All'interno di una partita si attivano infatti gli stessi identici processi mentali che una persona mette in atto quando deve pianificare un investimento finanziario o scegliere un percorso di studi, dimostrando come la mente utilizzi regole fisse per abituarsi a gestire l'imprevisto e calcolare i rischi.
Memoria di lavoro e sforzo mentale nella pianificazione
Durante un'attività che richiede il rispetto di regole precise, il cervello attiva la memoria di lavoro. Questo sistema temporaneo serve a conservare i dati utili per il tempo necessario a compiere un'azione logica. Lo sforzo non è indifferente: la mente deve isolare i rumori di sottofondo e concentrarsi su pochi dettagli, come il calcolo delle probabilità o il ricordo delle mosse passate dell'avversario. Molte ricerche scientifiche dimostrano che mantenere allenate queste funzioni aiuti a conservare la flessibilità cerebrale anche in età avanzata, rallentando l'invecchiamento delle cellule nervose grazie a un continuo esercizio di concentrazione.
Il funzionamento dell'effetto Zeigarnik nei calcoli mentali
Gli psicologi cognitivi studiano spesso un fenomeno curioso: la tendenza della mente a ricordare molto meglio i compiti lasciati a metà rispetto a quelli già conclusi. Questo meccanismo, noto come effetto Zeigarnik, si nota chiaramente quando si analizzano le persone impegnate a riorganizzare gruppi di numeri o sequenze geometriche non ancora completate. Un esempio perfetto si trova nei moderni portali dedicati a Scala 40, un passatempo in cui l'utente deve catalogare visivamente e aggiornare di continuo le informazioni in proprio possesso, basando ogni mossa sul ricordo delle carte già scartate e sul calcolo delle combinazioni matematiche rimaste nel mazzo.
L'importanza del fattore emotivo sotto pressione
Un altro elemento centrale nell'analisi cognitiva riguarda la gestione dello stress e delle emozioni durante una scelta strategica. Quando la mente si trova davanti a un bivio, la corteccia prefrontale deve collaborare con l'amigdala per evitare che l'ansia da prestazione comprometta la lucidità del calcolo numerico. Saper mantenere il controllo emotivo permette di non agire d'impulso, bloccando quelle reazioni automatiche che spesso portano a sottovalutare i pericoli evidenti. Questa capacità di autoregolazione è una delle competenze trasversali più preziose, poiché insegna a tollerare la frustrazione di un errore e a riformulare la propria tattica senza farsi condizionare dai fallimenti precedenti.
Razionalità e teoria dei giochi nelle scelte di tutti i giorni
Questi schemi mentali sono finiti al centro della teoria dei giochi, una branca della matematica e dell'economia che analizza le scelte strategiche di persone razionali in situazioni competitive. Davanti a diverse opzioni, la mente umana non sceglie quasi mai a caso. Al contrario, segue percorsi precisi per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo logico. Studiare questi comportamenti aiuta a capire come si sviluppi l'intelligenza pratica e come i modelli tecnologici attuali riescano a replicare questi scenari, creando ambienti digitali dove l'unica variabile che conta davvero è l'abilità di calcolo dell'individuo.