È stata trasferita nella tarda serata di ieri all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, la ragazza di 15 anni investita intorno alle 20 lungo la strada provinciale 485, nella zona di San Claudio, a Corridonia, all'altezza della Braceria Morica.
Le condizioni della giovane, inizialmente soccorsa e trasportata all'ospedale di Macerata in codice rosso, hanno richiesto il trasferimento nel nosocomio anconetano. La quindicenne è arrivata a Torrette intorno alle 23, intubata e con politraumi e diverse fratture.
Per lei si è reso necessario il ricovero tra la sala operatoria e la rianimazione, dove è attualmente affidata alle cure dei sanitari. La prognosi resta riservata.
L'incidente si era verificato nella serata di ieri, quando la ragazza era stata travolta da un'automobile condotta da un giovane. Sul posto erano intervenuti i soccorritori e i carabinieri per gli accertamenti sulla dinamica dell'investimento.
È stata trasferita nella tarda serata di ieri all'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, la ragazza di 15 anni investita intorno alle 20 lungo la strada provinciale 485, nella zona di San Claudio, a Corridonia, all'altezza della Braceria Morica.
Le condizioni della giovane, inizialmente soccorsa e trasportata all'ospedale di Macerata in codice rosso, hanno richiesto il trasferimento nel nosocomio anconetano. La quindicenne è arrivata a Torrette intorno alle 23, intubata e con politraumi e diverse fratture.
Per lei si è reso necessario il ricovero tra la sala operatoria e la rianimazione, dove è attualmente affidata alle cure dei sanitari. La prognosi resta riservata.
L'incidente si era verificato nella serata di ieri, quando la ragazza era stata travolta da un'automobile condotta da un giovane. Sul posto erano intervenuti i soccorritori e i carabinieri per gli accertamenti sulla dinamica dell'investimento.
Ha approfittato del momento di maggiore affluenza in un bar per mettere a segno una truffa con la cosiddetta "tecnica del resto". È successo nel centro di Appignano, dove una commerciante è stata raggirata da una donna di 26 anni, identificata e denunciata dai carabinieri.
La vicenda risale al pomeriggio di alcuni giorni fa, quando la giovane, cittadina romena senza fissa dimora e già nota alle forze dell'ordine, è entrata in un bar del paese acquistando alcuni generi alimentari di modesto valore. Al momento di pagare, ha mostrato all'esercente una banconota da 100 euro.
A quel punto, approfittando della presenza di diversi clienti all'interno del locale, avrebbe messo in atto una tecnica di distrazione basata su una serie di espedienti comunicativi, riuscendo a indurre la commerciante a consegnarle il resto senza aver mai effettivamente ricevuto la banconota da 100 euro. La donna ha così fatto credere alla titolare di aver pagato regolarmente, allontanandosi con il denaro.
La commerciante si è accorta poco dopo dell'ammanco in cassa e ha presentato denuncia alla locale stazione dei carabinieri. I militari hanno avviato immediatamente le indagini, riuscendo a risalire all'identità della presunta responsabile grazie all'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e alle testimonianze raccolte tra alcuni cittadini.
La 26enne è stata denunciata in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria per truffa aggravata.
Otto spettacoli tra prosa e musica e quattro appuntamenti con le “Letture a colazione”. È il programma della stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Comunale di Penna San Giovanni, intitolata “Oltre la scena” e organizzata dall'Associazione Centro Studi Giuseppe Colucci con il supporto del Comune e il patrocinio della Regione Marche e di Fondazione Marche Cultura. Un cartellone, dal 15 novembre 2026 al 7 marzo 2027, che invita a scoprire le storie, le contraddizioni e le sfumature umane che si nascondono dietro ogni personaggio.
La presentazione si è svolta alla presenza del sindaco Stefano Burocchi, della sottosegretario alla Presidenza della regione Marche Silvia Luconi, del direttore artistico Carlo Vitale e dell'assessore Luana Bassetti.
«Sono orgoglioso perché siamo all'interno di uno di quei luoghi che storicamente rappresentavano un punto di ritrovo per la comunità – ha dichiarato il sindaco Burocchi –. La cultura è segno di crescita, libertà e consapevolezza: noi vogliamo investire su questo, perché curare la dimensione umana significa costruire una ricchezza per tutti».
A sottolineare il valore dei teatri storici marchigiani è stata Silvia Luconi: «Siamo in uno dei 65 teatri della Regione Marche riconosciuti come patrimonio mondiale dell'Unesco. Sono luoghi di aggregazione e socialità, parte integrante della storia delle nostre comunità e della promozione del territorio».
Il direttore artistico Carlo Vitale ha illustrato un programma che alterna linguaggi e generi, dalla commedia nera alla drammaturgia contemporanea, dal teatro civile ai ritratti d'artista. Sette gli spettacoli serali in abbonamento, ai quali si aggiunge un appuntamento fuori abbonamento. «Questa stagione non sarà da meno rispetto alle precedenti: abbiamo cercato di costruire un percorso capace di raccontare personalità diverse e le tante sfaccettature dell'essere umano». Accanto al cartellone serale tornano le “Letture a colazione”, quattro incontri domenicali tra testi e musica, seguiti da una colazione offerta ai partecipanti. «Il teatro non è soltanto uno spazio fisico, ma un crocevia di anime», ha concluso Vitale.
Il filo conduttore è racchiuso anche nei due sottotitoli scelti per la rassegna: “Personalità imperfette” per gli spettacoli serali e “Storie leggendarie” per gli appuntamenti mattutini. «Un invito ad andare oltre la scena e a scoprire le numerose personalità imperfette che incontreremo, lasciandosi guidare dalla curiosità», ha spiegato l'assessore Luana Bassetti.
«Il teatro non è soltanto uno spazio fisico, ma un crocevia di anime», ha concluso Vitale, ricordando come il Teatro Comunale di Penna San Giovanni custodisca un'anima autentica, fatta di storia e della passione di un'intera comunità.
Il programma serale si apre il 21 novembre con Note di cinema, con il Your Songs Ensemble, Cinzia Paoletti e Carlo Piergallini. Si prosegue il 5 dicembre con Piccoli crimini condominiali, con Chiara Di Stefano e Mirella Dino; il 19 dicembre con Totò e Vicè, interpretato da Enzo Vetrano e Stefano Randisi; il 9 gennaio con Le volpi, con Antonella Attili, Giorgio Colangeli e Federica Ombrato.
Il 23 gennaio sarà la volta di Salam/Shalom – Due padri, con Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana; il 6 febbraio di Sottobanco, con Mara Di Maio; il 20 febbraio di La perla, il porco... e l'amore che dipingeva parole, di e con Patrizia Di Martino. Chiude il cartellone, il 7 marzo alle 18, Faraualla – Culla e tempesta, spettacolo fuori abbonamento del quartetto vocale femminile, in collaborazione con Riverberi by RisorgiMarche.
Quattro anche gli appuntamenti con le “Letture a colazione”, tutti alle 9:30: il 15 novembre Achille Campanile, con Mara Di Maio e Carlo Vitale (ingresso libero); il 17 gennaio Marilyn, cento di questi anni, con Talia Donato e Cinzia Paoletti; il 31 gennaio Mozart, Davis e Mercury, con Carlo Vitale e Marco Brandizi; infine il 14 febbraio San Valentino, con Carlo Vitale e Cinzia Paoletti.
Per quanto riguarda i biglietti, gli abbonamenti saranno disponibili su Ciaotickets dal 9 al 15 novembre al costo di 110 euro, più diritti di prevendita, e comprenderanno i sette spettacoli serali in abbonamento e tre Letture a colazione. I biglietti singoli, al costo di 18 euro, saranno acquistabili dal 16 novembre fino all'orario di inizio di ciascuno spettacolo.
L’endocrinologia è la branca della medicina che studia il sistema endocrino, l’insieme delle ghiandole che producono e rilasciano gli ormoni. Questi stimolano, regolano e conservano la funzionalità dei nostri organi e dalla loro efficienza dipende la nostra buona salute, la loro mancanza e a volte il loro eccesso causano malattie o stati patologici più o meno gravi.
Da quanto descritto si può dedurre la complessità del lavoro specialistico dell’endocrinologia sia nella ricerca, sia nella diagnosi e nella cura di patologie che possono avere nessuna attinenza tra di loro. La clinica di endocrinologia dell’Università Politecnica delle Marche ha sempre avuto un ruolo di prim’ordine nell’ambito di attività di ricerca e clinica locale e nazionale.
Chi ha diretto l’istituto negli ultimi tredici anni, il Professor Giancarlo Balercia, proprio il 31 ottobre ha raggiunto l’età della pensione ed è stato salutato con affetto da tutti i suoi collaboratori e dal mondo scientifico ed accademico. Il Prof. Balercia comunque vuole mettere a disposizione la sua cultura e la sua esperienza a favore della comunità, riservando la sua collaborazione con strutture sanitarie che abbiano un ruolo ed un modello di intervento nel territorio, stimolando sia l’educazione sanitaria che la prevenzione, oltre alla diagnosi e cura della malattia.
Nel centro-sud delle Marche la sua consulenza sarà riservata al gruppo medico Associati Fisiomed, che da sempre ha coltivato e raggiunto ottimi risultati nella visione di sanità che abbia quei requisiti. Approfittiamo della disponibilità del Prof. Balercia per approfondire due argomenti importanti della salute che fanno parte della miriade riservata alla sua specialità.
Parliamo con lui della tiroide e di una patologia molto diffusa nel genere femminile: l’osteoporosi. Ci riserviamo di interloquire con lui per la divulgazione su altri argomenti di endocrinologia.
Prof. Balercia qual è la funzione della tiroide?
"La tiroide è una ghiandola endocrina situata nella regione anteriore del collo, ipofisario tramite il meccanismo di feedback negativo esercitato dall'ormone tireostimolante (TSH).Gli ormoni tiroidei agiscono sul metabolismo basale, sulla regolazione cardiovascolare, sull'omeostasi termica e sul consumo di ossigeno tessutale deputata alla sintesi degli ormoni iodati tetraiodotironina (T4) e triiodotironina (T3) a partire dallo iodio. La secrezione ormonale è finemente regolata dall'asse ipotalamo".
Quali sono le patologie più frequente ascritte a questa ghiandola?
“Le patologie più frequenti a carico della tiroide sono:
1) Ipotiroidismo: Condizione caratterizzata da una ridotta produzione di ormoni tiroidei. Si manifesta con disturbi quali astenia, rallentamento ideo-motorio, incremento ponderale, intolleranza al freddo, secchezza cutanea, diradamento dei capelli e bradicardia. La causa più frequente nell'adulto è la tiroidite cronica autoimmune (tiroidite di Hashimoto).
2) Ipertiroidismo: Condizione determinata dall'eccesso di ormoni tiroidei in circolo, con conseguente stato ipermetabolico. I sintomi cardine comprendono tachicardia,palpitazioni, calo ponderale con appetito conservato, tremori agli arti superiori, intolleranza al caldo, insonnia e ansia. Le cause più frequenti sono il morbo di Basedow-Graves, l'adenoma di Plummer e il gozzo multinodulare tossico.
3) Patologia Nodulare: I noduli tiroidei sono frequentemente riscontrati nella popolazione e si stima che il gozzo tiroideo riguardi il 10% della popolazione italiana; sebbene la maggior parte delle lesioni sia di natura benigna, è fondamentale l'inquadramento ecografico per stimare il rischio di malignità e, in alcuni casi, l’esecuzione dell’esame citologico da agoaspirato. Una diagnosi precisa e un monitoraggio specialistico consentono di individuare precocemente eventuali alterazioni funzionali o morfologiche della tiroide, permettendo di impostare terapie mirate e personalizzate che prevengono le complicanze a lungo termine e garantiscono il mantenimento dell'ottimale equilibrio metabolico e psicofisico del paziente".
Parliamo di un altro argomento importante della sua specialità. Che cos’è Prof Balercia l’osteoporosi?
"L'osteoporosi è una patologia caratterizzata da una progressiva riduzione della densità minerale ossea dello scheletro e/o da alterazioni della microarchitettura del tessuto osseo, con conseguente predisposizione a fratture spontanee o da trauma di lieve entità. I segmenti ossei più colpiti sono i corpi vertebrali, del femore prossimale e del radio distale.
L'osso è un tessuto dinamico, risultante dall'equilibrio dell’attività di neo-apposizione ossea ad opera degli osteoblasti e del riassorbimento della matrice ad opera degli osteoclasti. In condizioni patologiche (terapia cortisonica prolungata, menopausa precoce, sottopeso corporeo) l’equilibrio tra neo-apposizione e riassorbimento viene perso, con il progressivo assottigliamento delle trabecole ossee e riduzione dello spessore dell'osso corticale”.
Chi è maggiormente colpito da questa patologia?
"L’osteoporosi rappresenta un problema di salute particolarmente rilevante, soprattutto nella popolazione femminile: secondo le stime epidemiologiche, interessa circa una donna su tre dopo i 50 anni e quasi una donna su due oltre i 70 anni.
Uno degli aspetti più caratteristici della malattia è il suo decorso spesso asintomatico, senza manifestazioni dolorose, che si presentano solo in seguito all’evento fratturativo. Per tale motivo, l'identificazione precoce dei soggetti a rischio è fondamentale e si avvale della mineralometria ossea computerizzata (MOC), che rappresenta il gold standard per la diagnosi di osteoporosi, coadiuvata dal dosaggio ematochimico dei parametri del metabolismo calcio-fosforo".
Come curarla?
"L'approccio terapeutico non si limita al trattamento farmacologico, ma prevede una gestione complessiva del paziente, che comprende la correzione degli stili di vita e un adeguato apporto di calcio e vitamina D, anche tramite supplementazione. Infine, in casi selezionati, si ricorre ad una terapia anti-osteoporotica mirata, che comprende sia agenti antiriassorbitivi che agenti anabolici, volti a stimolare la neoformazione di tessuto osseo nei quadri a più elevata severità.
Una valutazione densitometrica e clinica consente di intercettare la perdita di massa ossea prima che si verifichino gli eventi fratturativi, permettendo di impostare strategie terapeutiche e preventive personalizzate in grado di preservare l'integrità dello scheletro, ridurre il rischio di complicanze e garantire la qualità della vita e l'autonomia del paziente".
Ringraziamo il Prof. Balercia; gli argomenti sono tanti e lo coinvolgeremo ancora in questa rubrica.
Una presenza che si rinnova da circa 28 anni. La Trasporti Ecologici Cirioni Arduino di Macerata è anche quest'anno a Ecomondo, la manifestazione di riferimento per il settore ambientale e dell'economia circolare, che riunisce a Rimini aziende e operatori provenienti da tutta Italia e dall'estero.
A raccontare il significato della partecipazione è Adrio Cirioni, che insieme al fratello Demetrio porta avanti l'azienda fondata dal padre Arduino nel 1967 e specializzata nel trasporto e nella gestione dei rifiuti.
«Ormai è un appuntamento fisso Ecomondo, siamo presenti da circa 28 anni con il nostro stand. È un momento dove tutte le aziende del settore si ritrovano per cercare di ottimizzare un lavoro molto particolare dove le innovazioni sono sempre presenti e si riesce a trovare situazioni e risultati sempre più soddisfacenti», spiega Cirioni.
La fiera rappresenta anche un'occasione per incontrare clienti e collaboratori con i quali l'azienda maceratese lavora da anni, consolidando rapporti e confrontandosi sulle novità del comparto. «Siamo presenti qua con le nostre aziende, i nostri clienti ci vengono a trovare perché ormai sono tanti anni che collaboriamo sperando di essere un punto di riferimento a livello nazionale per tutto il settore».
Un appuntamento che, secondo Cirioni, continua a confermarsi centrale per il settore: «Ci sono convegni, situazioni molto interessanti. Sta riuscendo come tutti gli anni, è una fiera che ormai penso sia la fiera a livello nazionale più importante. Ci fa piacere esserci e essere parte integrante della stessa».
Tra i temi al centro della manifestazione c'è anche la sostenibilità dell'autotrasporto, un settore chiamato a ridurre il proprio impatto ambientale senza rinunciare all'efficienza dei servizi. Una sfida che Cirioni affronta attraverso investimenti tecnologici e attenzione alla gestione dei mezzi.
«Ormai sono tanti anni che puntiamo sull'innovazione. Siamo stati a livello nazionale tra i primi a usare l'LNG, il metano liquido. Ovviamente con Euro 6, facendo tutto quello che è possibile fare per essere ecosostenibile abbinare il più possibile con una logistica sempre pronta e molto efficace, riuscendo a ottimizzare».
Non soltanto, quindi, l'utilizzo di carburanti alternativi e mezzi con standard emissivi più recenti, ma anche una logistica capace di contenere consumi e costi, migliorando allo stesso tempo il servizio offerto ai clienti.
«Ottimizzare vuol dire ottimizzare per i costi, per i consumi e per i clienti. Questo ci ha premiato nel tempo, speriamo con il mio gruppo, di essere sempre più intraprendenti».
La partecipazione a Ecomondo diventa così un'occasione per confermare la direzione intrapresa dall'azienda maceratese: continuare a investire nell'innovazione e nell'efficienza, con l'obiettivo di rendere il trasporto sempre più sostenibile e competitivo.
Un grado tubolare della Marina Militare con l'insegna di Guardiamarina, manette in metallo prive di matricola e 1,8 grammi di hashish. È quanto hanno trovato i carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Fabriano durante un controllo stradale effettuato nel primo pomeriggio di ieri.
Due persone, di 40 e 30 anni, entrambe residenti fuori provincia e già gravate da precedenti di polizia, sono state denunciate per concorso nel reato di possesso di segni distintivi contraffatti.
L'episodio è avvenuto durante un servizio perlustrativo, quando l'attenzione dei militari è stata attirata da un'autovettura che procedeva in modo sospetto. I carabinieri hanno quindi deciso di fermare il veicolo per effettuare gli accertamenti.
A bordo si trovavano i due uomini, il cui atteggiamento particolarmente preoccupato ha spinto i militari ad approfondire il controllo, procedendo a una perquisizione personale e del mezzo.
Proprio durante le verifiche sono stati rinvenuti gli oggetti: un grado tubolare della Marina Militare recante l'insegna di Guardiamarina, potenzialmente idoneo a simulare l'appartenenza alle istituzioni militari, alcune manette metalliche prive di matricola e una modica quantità di sostanza stupefacente, pari a 1,8 grammi di hashish.
Al termine degli accertamenti, i due occupanti sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per il possesso in concorso di segni distintivi contraffatti. Gli oggetti rinvenuti sono stati sottoposti agli accertamenti e ai provvedimenti di rito.
Grave investimento intorno alle ore 20 lungo la strada provinciale 485, nella zona di San Claudio, a Corridonia. Una giovane ragazza di 15 anni è stata travolta da un veicolo all'altezza della Braceria Morica.
Immediato l'intervento dei soccorsi. Alla guida dell'automobile c'era un giovane. La ragazza è stata classificata in codice rosso. Al momento non è ancora stata definita la destinazione del trasferimento in ospedale: l'elisoccorso Icaro, infatti, non è operativo. Per questo è stata portata alla sala rianimazione dell'ospedale di Macerata, dove i medici stanno cercando di stabilizzarla. Avrebbe riportato alcune fratture.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri. In tarda serata la 15enne è stata trasferita a Torrette: leggi tutti gli aggiornamenti.
Civitanova piange la scomparsa di Annalisa Pinesi, morta giovedì sera all'età di 48 anni all'ospedale Torrette di Ancona, dove si trovava ricoverata a causa di alcune complicazioni cardiache che purtroppo non le hanno lasciato scampo.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio in città, dove Annalisa era conosciuta e stimata, così come la sua famiglia, da tempo legata al mondo della pesca e del commercio ittico.
Nel corso della sua vita aveva maturato anche un'esperienza nel settore della ristorazione. Circa dieci anni fa aveva infatti gestito una trattoria nel cuore del borgo marinaro, in vicolo Venere, un'attività che le aveva permesso di farsi conoscere ulteriormente nella comunità civitanovese. Aveva inoltre collaborato nell'impresa della famiglia Pinesi, impegnata da anni nella lavorazione e nel commercio del pesce.
La sua scomparsa lascia un grande vuoto tra i familiari e le persone che le hanno voluto bene. Annalisa lascia i due figli Matteo e Santiago, i genitori Nadia e Pino e tanti altri parenti e amici che oggi si stringono nel dolore per una perdita così prematura.
Il funerale sarà celebrato questo pomeriggio, alle ore 15, nella chiesa di Cristo Re, dove familiari, amici e conoscenti potranno riunirsi per accompagnarla nel suo ultimo viaggio.
Una mobilitazione per chiedere al Consiglio regionale delle Marche di discutere e approvare una legge sul fine vita. Si è svolta ieri, sabato 7 novembre, a Macerata, Ancona e Pesaro, la giornata promossa da Radicali Marche per raccogliere le firme a sostegno di una petizione rivolta all'assemblea legislativa regionale.
L'iniziativa, ideata e lanciata da Radicali Marche, ha raccolto per questa prima giornata di mobilitazione anche l'adesione della Cellula Luca Coscioni Pesaro e del Partito Liberal Democratico.
Al centro della petizione c'è la richiesta di calendarizzare e discutere la proposta di legge regionale n. 8/2025, dal titolo "Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito". Il testo, depositato il 21 novembre 2025 con prima firma del consigliere del Partito Democratico Maurizio Mangialardi, risulta ancora fermo in Aula e punta a dare attuazione alle sentenze della Corte Costituzionale n. 242/2019 e n. 135/2024, definendo tempi e procedure per le persone che si trovano nelle condizioni individuate dalla Consulta.
A spiegare le ragioni della mobilitazione è la coordinatrice di Radicali Marche, Veronica Petroncelli, che sottolinea la necessità di coinvolgere l'opinione pubblica per sollecitare una presa di posizione da parte della Regione.
"La linea conservatrice del Consiglio Regionale rende tutt'altro che scontata l'approvazione della proposta. Per questo è fondamentale la pressione dell'opinione pubblica, per far comprendere da quale parte sia schierata la cittadinanza - osserva Petroncelli -. Come mostrano i sondaggi, i cittadini vogliono poter decidere sul proprio corpo fino alla fine della propria esistenza. Da qui l'importanza di iniziative come questa, che uniscono sensibilizzazione e raccolta firme per una petizione che dia voce alla maggioranza silenziosa".
Petroncelli richiama anche il percorso intrapreso da altre amministrazioni regionali. Emilia-Romagna, Veneto e, più recentemente, Umbria si sono già dotate di una normativa sul fine vita. Un quadro che, secondo la coordinatrice, dimostra come il tema non debba essere ricondotto esclusivamente a una contrapposizione politica: "Non è una questione di schieramento: anche le regioni a guida centrodestra possono e devono essere al passo con le esigenze e la sensibilità dei propri cittadini. Anche nelle Marche è tempo per approvare tale provvedimento di civiltà".
Sciopero in vista per i lavoratori dell'Azienda dei Teatri di Civitanova Marche. Le maestranze tecniche e amministrative hanno annunciato la propria adesione allo stato di agitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali a livello nazionale, dopo l'interruzione delle trattative con Federvivo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Ad annunciare la mobilitazione, attraverso una nota, è la Slc Cgil Macerata – Rsa – Lavoratori. Lo sciopero è previsto per lunedì 9 novembre e coinvolgerà il personale impiegato al Teatro Annibal Caro, al cinema teatro Rossini e al cinema teatro Cecchetti, insieme ai lavoratori del settore mobilitati in tutta Italia.
Al centro della vertenza c'è il mancato accordo sull'adeguamento delle retribuzioni. Secondo quanto evidenziato nella nota, la controparte non avrebbe manifestato la disponibilità a riconoscere aumenti salariali adeguati a recuperare l'inflazione e il conseguente potere d'acquisto perso negli ultimi anni.
Una situazione giudicata particolarmente penalizzante, considerando che l'ultimo rinnovo del contratto nazionale risale al 2018.
«Appare incomprensibile voler rinnovare un contratto nazionale e non prevedere retribuzioni che tengano conto dell'aumento del costo della vita», sottolineano i lavoratori, evidenziando la necessità di riconoscere anche sul piano economico il valore delle professionalità che operano nel mondo dello spettacolo e della cultura.
La protesta punta a richiamare l'attenzione sulle condizioni di chi lavora quotidianamente dietro le quinte e negli uffici delle strutture teatrali, contribuendo al funzionamento e alla realizzazione delle attività culturali.
«Le professionalità del teatro lavorano per vivere e non fanno certo parte di un'élite», è il messaggio lanciato dalle maestranze, che chiedono un rinnovo contrattuale capace di garantire condizioni economiche più adeguate.
La mobilitazione di lunedì si inserisce dunque in una vertenza nazionale che coinvolge il personale tecnico e amministrativo del settore, con l'obiettivo di ottenere risposte concrete sul rinnovo del contratto e sul riconoscimento salariale delle professionalità impiegate nei teatri italiani.
L'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sugli appalti legati alla ricostruzione post sisma continua ad alimentare il confronto politico in Consiglio regionale delle Marche. Dopo gli arresti di otto persone, tra cui Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente Francesco Acquaroli, il dibattito si concentra sulle eventuali responsabilità politiche e istituzionali della vicenda.
A intervenire è il consigliere regionale del Partito democratico Fabrizio Cesetti, che ha presentato un'interrogazione a risposta immediata, chiedendo al governatore se abbia ancora l'autorevolezza necessaria per esercitare pienamente il proprio ruolo.
«Il presidente della Regione Marche ha ancora la capacità e l'autorevolezza politico-istituzionale per esercitare i poteri, i doveri e le responsabilità di direzione che la Costituzione e lo Statuto gli attribuiscono?», domanda l'esponente dem.
Per Cesetti, infatti, la questione non può essere rimandata esclusivamente agli accertamenti della magistratura. Pur riconoscendo che spetterà agli inquirenti individuare eventuali responsabilità penali, il consigliere ritiene necessario affrontare subito anche il piano politico e istituzionale.
«Sarà compito della magistratura accertare e perseguire le responsabilità penali. A noi spetta la valutazione e il giudizio politico e istituzionale dei fatti che stanno via via emergendo. E lo dobbiamo fare in fretta, senza rifugiarci nel dire che l'inchiesta farà il suo corso: ne va della credibilità dell'istituzione Regione che tutti insieme abbiamo l'onore di rappresentare», afferma Cesetti.
Il consigliere del Pd punta quindi l'attenzione sul ruolo di vigilanza e direzione politica del presidente Acquaroli, sostenendo che, qualora il governatore non fosse stato a conoscenza di quanto sarebbe accaduto all'interno della struttura regionale, emergerebbero comunque interrogativi sulla gestione amministrativa e politica.
«Se il Governatore non ha avuto contezza di quanto accadeva da anni a pochissimi metri dalla sua stanza significa che è mancata la capacità di vigilanza e di direzione politica della Giunta e della macchina amministrativa», incalza.
Non si è fatta attendere la replica di Silvia Luconi, consigliera regionale di Fratelli d'Italia e sottosegretaria alla Presidenza della Regione, che contesta l'atteggiamento delle opposizioni e, in particolare, quello dello stesso Cesetti.
«Fa un certo effetto sentire Fabrizio Cesetti parlare di responsabilità istituzionale, vigilanza e ricostruzione», dichiara Luconi, ricordando che durante il Consiglio regionale svoltosi a Muccia le opposizioni avevano scelto di abbandonare l'aula.
«Proprio lui che, insieme a tutte le opposizioni, durante il Consiglio regionale a Muccia ha scelto di abbandonare l'aula, sottraendosi a un confronto che avrebbe meritato rispetto, attenzione e senso delle istituzioni», aggiunge.
Luconi respinge inoltre le accuse rivolte alla maggioranza e sottolinea che il presidente Acquaroli ha già riferito sulla vicenda. «Sono giorni che sentiamo ripetere che Acquaroli deve riferire. Acquaroli ha riferito, Cesetti se n'era già andato», afferma la consigliera regionale.
Nel suo intervento richiama anche la delicatezza del tema della ricostruzione, invitando a non trasformare le difficoltà delle comunità colpite dal terremoto in uno strumento di contrapposizione politica.
«La ricostruzione non può diventare un argomento da tirare fuori all'occorrenza per confezionare titoli e attacchi politici. Lo dico da terremotata, prima ancora che da consigliere regionale. Le comunità colpite dal sisma non hanno bisogno di essere utilizzate come sfondo di una polemica, ma di istituzioni presenti, credibili e capaci di lavorare insieme».
La rappresentante di Fratelli d'Italia conclude invitando tutte le forze politiche a mantenere un atteggiamento responsabile, distinguendo il giudizio politico dagli accertamenti giudiziari.
«Invocare un giudizio sommario prima di una sentenza non fa il bene delle istituzioni, ma le indebolisce», conclude Luconi.
Lo scontro tra maggioranza e opposizione resta dunque aperto. Sullo sfondo, l'inchiesta sugli appalti post sisma e la richiesta, da parte delle opposizioni, di fare chiarezza non soltanto sul piano giudiziario, ma anche su quello politico e amministrativo.
«Se le infrastrutture si potessero costruire con le parole, le chiacchiere e le polemiche, noi marchigiani avremmo già una rete infrastrutturale degna del miglior film di fantascienza». È una provocazione che racchiude la posizione della Uil Marche sul tema dei collegamenti e delle grandi opere attese nella regione. A lanciarla è Giorgio Andreani, segretario regionale del sindacato con delega ai trasporti, che torna a sollecitare Regione e Governo affinché si passi finalmente dagli annunci alle realizzazioni.
Secondo Andreani, infatti, il problema delle infrastrutture marchigiane continua a essere caratterizzato da progetti presentati, opere promesse e interventi annunciati che, nonostante la loro importanza strategica, faticano a tradursi in cantieri e risultati concreti.
«Le infrastrutture non si realizzano con gli annunci, né tantomeno con le dichiarazioni di circostanza. Puntualmente ci ritroviamo a fare il punto su opere che avrebbero dovuto cambiare il volto della nostra regione e che, invece, continuano a rimanere sulla carta», osserva il segretario regionale.
Al centro della riflessione c'è soprattutto il rapporto tra infrastrutture, sviluppo economico e competitività del sistema produttivo. Per la Uil, non è possibile chiedere alle imprese marchigiane di innovare, investire e competere sui mercati internazionali senza garantire collegamenti moderni ed efficienti.
«Se vogliamo davvero rilanciare l'economia marchigiana, sostenere il nostro sistema industriale e rafforzare la competitività delle imprese, dobbiamo avere il coraggio di dire che senza infrastrutture moderne, efficienti e integrate tutto questo rimarrà soltanto propaganda», sottolinea Andreani, evidenziando in particolare le criticità del sistema ferroviario regionale.
Tra le questioni che attendono risposte c'è innanzitutto il potenziamento della linea ferroviaria Falconara-Orte, considerata una direttrice fondamentale per i collegamenti tra il versante adriatico e quello tirrenico. La Uil chiede di sapere se l'opera rappresenti effettivamente una priorità per la Regione Marche e per il Governo nazionale.
Altro tema centrale è quello dell'alta velocità lungo la dorsale adriatica. «È una priorità oppure soltanto un argomento buono per riempire qualche dichiarazione pubblica?», domanda il segretario, chiedendo che, in caso di reale volontà di realizzazione, vengano indicati con chiarezza finanziamenti, progetti e tempi.
Andreani richiama inoltre il ruolo delle Marche all'interno dei corridoi europei della logistica e dei trasporti, sottolineando l'importanza della direttrice adriatica e del collegamento ferroviario Ancona-Roma. «È davvero così difficile comprendere che Falconara-Orte e dorsale adriatica sono infrastrutture strategiche per il futuro economico e produttivo della nostra regione? Oppure dobbiamo rassegnarci all'idea che le Marche siano destinate a restare ai margini delle grandi direttrici dello sviluppo nazionale ed europeo?».
Nel suo intervento il segretario regionale pone l'attenzione anche sul bypass ferroviario dell'area Api, un'altra opera sulla quale, secondo il sindacato, è necessario fare chiarezza. Andreani chiede di conoscere lo stato del progetto e le ragioni dell'attuale situazione: «È stato accantonato? Non ci sono più le risorse? È cambiata la programmazione? Qualcuno ritiene che non sia più necessario?». Per la Uil, non è accettabile che su un intervento considerato strategico per la mobilità, la logistica e lo sviluppo industriale del territorio continui a esserci incertezza.
Da qui la richiesta di un'assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni. La Regione, secondo Andreani, deve illustrare la propria strategia infrastrutturale e dimostrare di essere pronta a far valere il peso politico delle Marche nei confronti del Governo e degli organismi nazionali competenti.
«Non basta rivendicare le opere: bisogna saperle portare a casa. E il Governo nazionale deve smettere di considerare le Marche una periferia sacrificabile nelle proprie scelte infrastrutturali», afferma.
La richiesta del sindacato è quella di garantire alla regione pari dignità e opportunità rispetto agli altri territori, superando una condizione di ritardo che rischia di penalizzare imprese, lavoratori e cittadini.
«È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Vogliamo un piano infrastrutturale per le Marche, con opere definite, finanziamenti certi, responsabilità individuate e cronoprogrammi verificabili. Tutto il resto è propaganda. E di propaganda, francamente, questa regione ne ha già ascoltata abbastanza», conclude Andreani.
Importante traguardo accademico e professionale per Rodrigo Scagnetti, medico originario di Tolentino, che lo scorso mercoledì 4 novembre ha conseguito la specializzazione in Cardiologia all'Università Politecnica delle Marche, ottenendo il massimo dei voti e la lode.
Un risultato che corona un percorso di studi valutato brillantemente dalla commissione esaminatrice. Il lavoro di tesi è stato seguito dal professor Antonio Dello Russo, in qualità di relatore, e dal professor Giovanni Volpato, come correlatore.
Il dottor Scagnetti è già impegnato professionalmente presso il reparto di Cardiologia dell'ospedale pubblico di Senigallia, dove mette le proprie competenze cliniche e scientifiche al servizio della sanità pubblica e dei pazienti.
La notizia è stata accolta con soddisfazione da familiari, parenti e amici, che hanno voluto rivolgergli un messaggio di congratulazioni per il risultato raggiunto, augurandogli di proseguire il proprio percorso professionale e personale con la stessa dedizione, curiosità e impegno dimostrati durante gli anni di studio. Un riconoscimento che premia il lavoro svolto e segna un nuovo importante capitolo nella carriera del giovane medico tolentinate.
Le Marche sono la prima regione in Italia a introdurre un percorso strutturato per individuare precocemente il rischio di scompenso cardiaco nelle persone con diabete di tipo 2. L'obiettivo è intercettare i pazienti prima della comparsa dei sintomi, attraverso un semplice esame del sangue, e avviare tempestivamente gli approfondimenti cardiologici e le eventuali cure.
Il nuovo protocollo, definito dall'Agenzia regionale sanitaria (Ars), introduce un percorso comune su tutto il territorio marchigiano per prevenire una delle complicanze più frequenti e gravi del diabete. Il rischio di sviluppare uno scompenso cardiaco nelle persone diabetiche è, infatti, da due a quattro volte superiore rispetto alla popolazione generale e la patologia interessa circa il 30% dei pazienti con diabete di tipo 2. Nelle fasi iniziali, inoltre, può non manifestare sintomi evidenti, rendendo più difficile una diagnosi tempestiva.
Lo strumento individuato è il dosaggio dell'NT-proBNP, un esame del sangue che permette di rilevare eventuali segnali di sofferenza cardiaca. In presenza di valori che indicano un rischio intermedio o elevato, il paziente viene inserito in un percorso di approfondimento cardiologico.
"Con questo percorso le Marche compiono un passo importante sul fronte della prevenzione e della presa in carico delle persone con diabete - sottolinea l'assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro -. L'obiettivo è semplice: individuare prima i pazienti che presentano un maggiore rischio di sviluppare uno scompenso cardiaco e intervenire in tempo. Mettiamo in collegamento diabetologia, medicina generale e cardiologia attraverso un percorso definito e uguale su tutto il territorio".
"Significa accompagnare il paziente da un professionista all'altro senza lasciarlo solo di fronte a una possibile complicanza e, allo stesso tempo, cercare di evitare che la malattia arrivi a uno stadio tale da rendere necessario il ricovero", aggiunge Calcinaro.
Sono circa 82mila i marchigiani che dichiarano di avere il diabete, pari al 5,5% della popolazione regionale secondo i dati Istat del 2022. La rete diabetologica marchigiana, attiva dal 2003, conta 16 centri, di cui 15 per adulti e uno pediatrico, distribuiti sul territorio. Tra i suoi punti di forza figura la cartella clinica elettronica condivisa, collegata a un unico database regionale: un sistema che consente ai diversi centri di consultare le informazioni cliniche dei pazienti, favorendo la continuità assistenziale anche quando vengono seguiti in strutture differenti.
Il nuovo screening partirà proprio dai Centri diabetologici e riguarderà le persone con diabete di tipo 2 con più di 55 anni e almeno un ulteriore fattore di rischio. Tra questi figurano ipertensione di lunga durata, cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, ridotta funzionalità renale, obesità marcata e microalbuminuria.
Per i pazienti che rientrano nei criteri previsti viene effettuato il dosaggio dell'NT-proBNP. In assenza dei codici di esenzione, l'esame ha un costo a carico dell'utente di 16,55 euro, secondo il tariffario regionale.
Qualora il risultato evidenzi un rischio intermedio o alto, il medico di medicina generale o il Centro diabetologico provvederà a prenotare una visita cardiologica dedicata. Sarà quindi lo specialista a effettuare gli approfondimenti necessari e, quando indicato, a impostare la terapia prevista dal protocollo.
Il sistema punta così a evitare che un risultato anomalo rimanga senza un seguito assistenziale, mettendo in rete diabetologo, medico di famiglia e cardiologo. Il traguardo è riconoscere la possibile complicanza prima che compaiano i sintomi e intervenire per ridurre il rischio di progressione della malattia e di ricovero ospedaliero.
Il protocollo prevede anche un monitoraggio ogni sei mesi, per verificare che il percorso venga applicato in maniera omogenea in tutte le strutture regionali.
Proprio al rapporto tra diabete e scompenso cardiaco sarà dedicato un corso di formazione rivolto ai professionisti sanitari, in programma sabato 7 novembre ad Ancona, al SeePort Hotel, a partire dalle ore 9. Tra i responsabili scientifici dell'iniziativa figura Massimiliano Donato Petrelli dell'Ars Marche. All'appuntamento prenderà parte anche l'assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro.
Dopo sette successi consecutivi, la Settempeda rallenta al Soverchia e divide la posta con il Corridonia. L'1-1 finale interrompe anche la lunga imbattibilità del portiere Giachetta, che si ferma a 630 minuti senza subire gol. Un pareggio maturato al termine di una gara intensa ed equilibrata, con un tempo a testa: meglio gli ospiti nella prima frazione, più determinati i padroni di casa nella ripresa, giocata quasi interamente in inferiorità numerica.
Il risultato lascia i biancorossi al secondo posto in classifica, ora a tre lunghezze dalla capolista, ma offre alla squadra di Pierantoni indicazioni importanti in vista del finale del girone d'andata. La reazione mostrata dopo l'espulsione di Romagnoli, arrivata a inizio secondo tempo, conferma carattere e solidità mentale di un gruppo chiamato ad affrontare le ultime cinque giornate con fiducia.
LA CRONACA
La decima giornata mette di fronte Settempeda e Corridonia, con entrambe le squadre pronte ad affrontarsi a viso aperto. Il ritmo è subito alto e le occasioni non tardano ad arrivare. Al 5' Cappelletti recupera palla e calcia in diagonale, trovando sulla traiettoria Andrea Del Moro. Due minuti più tardi è Ruzzier a provarci dalla distanza, senza impensierire Giachetta.
La Settempeda mantiene il predominio territoriale e al 12' sfiora il vantaggio con Cicconetti, che si libera in area ma non riesce a dare forza alla conclusione. Il Corridonia, però, si dimostra pericoloso nelle ripartenze e al 14' passa in vantaggio: Atzori mette al centro un cross teso dalla destra e Ruzzier anticipa i difensori, battendo Giachetta con una girata al volo di destro.
I padroni di casa provano a reagire ancora con Cicconetti, ma il portiere ospite risponde presente. Dall'altra parte, il Corridonia continua a sfruttare gli spazi e al 25' va vicino al raddoppio: Monachesi serve Atzori, che in corsa colpisce in pieno la traversa. Pierantoni prova allora a cambiare assetto, ridisegnando la squadra con la difesa a quattro e Farroni sulla trequarti. Prima dell'intervallo, Giachetta è decisivo su una conclusione ravvicinata di Pagliari, deviata sotto la traversa dopo un'azione dell'ex Salvatelli.
La ripresa si apre nel peggiore dei modi per la Settempeda. Dopo appena due minuti Romagnoli, già ammonito, trattiene Atzori lanciato in velocità: il secondo giallo lascia i biancorossi in dieci uomini. Nonostante l'inferiorità numerica, la squadra di casa non rinuncia a cercare il pareggio. Pierantoni inserisce Sfrappini e il nuovo arrivato Pierluigi, mentre al 24' è Pagliari a impegnare Andrea Del Moro con un destro dal limite.
La Settempeda cresce con il passare dei minuti e alza la pressione. Al 38' arriva il meritato pareggio: un lancio di Monachesi viene prolungato di testa da Cicconetti, Pierluigi si inserisce in area e finisce a terra dopo il contrasto con un difensore. L'arbitro indica il dischetto e Cicconetti si incarica della trasformazione, spiazzando il portiere con un preciso rasoterra.
Sull'1-1 i biancorossi provano persino a completare la rimonta. Ceesay ci prova dalla distanza al 41', ma Andrea Del Moro blocca in due tempi. Nel finale, una punizione di Cicconetti da posizione centrale supera la barriera senza però avere la potenza necessaria per sorprendere l'estremo difensore ospite.
Finisce così in parità una sfida combattuta, nella quale la Settempeda ha saputo reagire alle difficoltà e conquistare un punto prezioso anche in inferiorità numerica. Ora lo sguardo è già rivolto alla prossima giornata: domenica 15 novembre, alle 15, i biancorossi saranno attesi dall'importante trasferta sul campo della Civitanovese.
TABELLINO
MARCATORI: pt 14’ Ruzzier; st 38’ Cicconetti su rigore
SETTEMPEDA: Giachetta, Brandi(35’st Codoni), Romagnoli, Pagliari, Pepi, Dutto(19’st Zappasodi),
Farroni(11’st Sfrappini), Paciaroni(19’st Monachesi), Cappelletti(11’st Pierluigi), Cicconetti, Ceesay. A disp.
Giulietti, Uncini, Massacci, Scocco. All. Pierantoni
CORRIDONIA: Del Moro Andrea, Antolini, Salvatelli, Marengo(40’st Ercoli), ciccalè, Del Moro Riccardo,
Atzori(28’st Marinelli), Bellesi(11’st Bedetta Nicola), Ruzzier, Pucci, Monachesi(35’st Borra). A disp. Mallozzi,
Bedetta Filippo, Da Col, Mitillo, Vico. All. Martinelli
ARBITRO: Barchetta di Fermo. ASSISTENTI: Falgiani di Ascoli e Buttafoco di San Benedetto
NOTE: espulsi: 2’ st Romagnoli per somma di ammonizioni. Ammoniti: Romagnoli, Marengo, Brandi,
Pierluigi, Del Moro Riccardo. Angoli: 6-3. Recupero: pt 1’; st 5’
Sante Alfonsi parla così nel pre-match di Lanciano Maceratese: "Dobbiamo dare per forza continuità ai risultati, potrebbe essere una partita importantissima per noi per tirarci fuori dalle zone calde e avere più di tranquillità. Abbiamo lavorato bene, veniamo da due risultati utili, il primo un po' più sofferto naturalmente, mentre nel secondo siamo stati bravi e adesso dobbiamo dare continuità ai risultati".
Alfonsi poi continua parlando del Lanciano: "Incontriamo una squadra attrezzata che può fare un altro tipo di campionato, adesso sta lì con noi, però ha giocatori molto importanti. Dobbiamo essere decisi, convinti di quello che siamo".
Il tecnico della Rata poi chiude così: "Siamo contenti di andare a Lanciano come di giocare tutte le domeniche, dobbiamo essere decisi, convinti per dare gioia ai nostri tifosi. Abbiamo un bel gruppo e lavoriamo bene sia con chi gioca di più, sia con quelli che giocano un po' di meno. Domani è un banco di prova per tutti e lo affronteremo al meglio".
Anche quest'anno è stata elaborata la classifica delle principali imprese marchigiane, esposta nel rapporto presentato nella sede di Confindustria di Ancona lo scorso 29 ottobre. Il rapporto, promosso dalla fondazione Aristide Merloni è realizzato in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche e rappresenta uno strumento importante per l'analisi dell'economia regionale.
I criteri su cui si basa la classifica sono quello dimensionale (valore delle vendite) e quello territoriale (principale sede operativa nelle Marche). La classifica prende in considerazione le prime 500 imprese per valore delle vendite nel 2025. Ovviamente queste ultime possono subire variazioni in base al cambiamento del valore delle vendite. Inoltre, per realtà come cantieristica navale, impiantistica e costruzioni viene preso in considerazione il valore della produzione e non quello delle vendite.
Nella classifica, occupano le prime quattro posizioni in ordine: Ariston Group (2,7 miliardi di fatturato), Conad Adriatico (1,4 miliardi di fatturato), Magazzini Gabrielli (1,3 miliardi) e Tod's (quasi un miliardo di fatturato). Di queste, le prime tre superano un miliardo di euro di vendite, mentre nelle prime dieci posizioni rientrano le imprese che superano i 500 milioni di euro di vendite. Sono, invece, 74 le imprese che superano i 100 milioni di euro di vendite.
Per quanto riguarda la provincia di Macerata, sono 98 le aziende che rientrano all'interno della classifica, con una vendita complessiva che raggiunge i 5,6 miliardi. I settori delle società maceratesi mostrano una grande diversificazione: tessile e abbigliamento, legno, mobili e arredamento, commercio, gomma e plastica, impianti e costruzioni, agenzie e servizi, apparecchi elettrici. Le prime posizioni della graduatoria sono occupate da Rema Tarlazzi (358,1 milioni), Lube Industries (273.1 milioni) e Finproject (265 milioni).
Nella prime dieci posizioni della provincia (quinta classificata) è presente anche la ditta Crucianelli Rest/Edile, con vendite pari a 244.168 milioni e una crescita del 63,9% rispetto al 2024 che la porta a salire di quattro posizioni rispetto allo scorso anno.
La lista delle 10 imprese marchigiane è la seguente:
L'innovazione nelle Marche
Un tema importante che ha caratterizzato l'analisi è quello dell'innovazione e della performance innovativa delle imprese, fattori fondamentali per mantenere competitività e crescita economica. Lo studio si è concentrato, quindi, anche sull'apporto che le aziende marchigiane forniscono nell'attività innovativa. Gli elementi presi in considerazione sono prevalentemente quelli della ricerca e dello sviluppo e l'attività brevettuale.
La spesa regionale in ricerca e sviluppo in rapporto al PIL e dello 0,94%, valore distante sia dalla media italiana (1,37%) che da quella dell'Unione Europea (2,2%). Nel periodo 2000-2023 le domande per brevetti industriali sono state 7.517 (di cui risulta concesso circa il 63%) e 2.382 per brevetti europei.
Il sistema brevettuale regionale appare relativamente diffuso e poco concentrato, dove piuttosto che l'intensità brevettuale, prevale la presenza di una base ampia di soggetti che accedono alla tutela brevettuale. Nel periodo 2000-2008 la crescita brevettuale era diffusa, mentre nel 2009-2022 viene sostenuta dalle imprese maggiormente brevettanti e la propensione a innovare e brevettare si è arrestata.
Per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo, invece, fino al 2015 la regione ha evidenziato una crescita superiore alla media nazionale ed europea che ha visto un forte arresto dopo la crisi pandemica e una conseguente diminuzione della dinamica di crescita.
Ciò che preoccupa maggiormente, in ogni caso, non è il divario che può essere presente rispetto alla media nazionale o europea (che dipende dalle caratteristiche strutturallil del sistema produttivo regionale) ma piuttosto il poco margine di evoluzione registrato nell'ultimo decennio.
Il Sal zero rappresenta uno strumento importante per garantire liquidità alle imprese impegnate nella ricostruzione post sisma e permettere anche alle piccole aziende artigiane di partecipare ai lavori. A sottolinearne il valore è Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata, che interviene nel dibattito sull'utilizzo del meccanismo, invitando a valutarne la funzione originaria e le esigenze concrete a cui risponde.
Il cosiddetto SAL zero, acronimo di Stato di Avanzamento Lavori, si differenzia dai normali Sal perché consente alle imprese di ottenere un'anticipazione su un contributo già concesso, prima che siano raggiunti i consueti livelli di avanzamento delle lavorazioni. L'erogazione è subordinata alla presentazione di una garanzia fideiussoria.
Introdotto nel dicembre 2016 per gli interventi relativi ai danni lievi e successivamente esteso, dall'aprile 2017, anche a quelli gravi, il meccanismo prevedeva inizialmente un'anticipazione massima del 20%. La percentuale è stata portata al 30% nel settembre 2021, per poi tornare al 20% con la modifica dell'8 maggio scorso.
Alla base della sua introduzione c'è una necessità concreta: evitare che le imprese debbano sostenere interamente con risorse proprie i costi iniziali dei cantieri, aspettando mesi prima di ricevere i primi pagamenti.
«Il Sal zero è nato per rispondere a un problema concreto: consentire alle imprese di lavorare senza dover anticipare per mesi, con risorse proprie, tutti i costi di avvio e delle prime lavorazioni nei cantieri», spiega Giglietti. La disponibilità immediata di liquidità permette di acquistare materiali, pagare i dipendenti, saldare i fornitori e remunerare gli artigiani coinvolti nelle diverse fasi degli interventi.
Il nodo principale riguarda la differenza tra i tempi di pagamento delle spese sostenute dalle aziende e quelli necessari per ottenere la liquidazione dei normali stati di avanzamento. Secondo quanto riferito da Cna sulla base dell'esperienza delle imprese, fornitori e artigiani vengono generalmente pagati entro 60-90 giorni, mentre per incassare un SAL ordinario possono trascorrere anche più di otto mesi.
Un'attesa legata ai diversi passaggi burocratici e tecnici: dall'esecuzione e contabilizzazione delle lavorazioni alla predisposizione della documentazione, fino alle istruttorie degli uffici della ricostruzione e alle successive procedure bancarie.
Una situazione che pesa soprattutto sulle realtà di dimensioni ridotte. «Una grande impresa strutturata ha generalmente maggiori disponibilità finanziarie per sostenere queste anticipazioni, mentre una piccola impresa edile artigiana spesso non dispone di tutte le risorse necessarie», osserva il presidente di CNA Macerata.
Il SAL zero, inoltre, può agevolare anche l'accesso al credito bancario, offrendo maggiore prevedibilità ai flussi finanziari. I benefici non riguardano soltanto le imprese edili, ma l'intera filiera della ricostruzione: elettricisti, termoidraulici, falegnami, fabbri e tutte le attività artigiane che contribuiscono alla realizzazione degli interventi.
Questo, tuttavia, non significa che il sistema non debba essere accompagnato da verifiche adeguate. Cna Macerata riconosce la necessità di controlli rigorosi ed efficaci, soprattutto alla luce delle criticità emerse nel dibattito sul funzionamento dello strumento.
«Alcuni strumenti di verifica erano previsti e sono tuttora presenti. Occorre accertare dove e perché non abbiano funzionato adeguatamente e, se necessario, rafforzarli», sottolinea Giglietti.
Tra le possibili soluzioni indicate dall'associazione ci sono anche una revisione al ribasso del tetto massimo dell'anticipazione, qualora ritenuto eccessivo, e controlli più puntuali sull'effettivo avanzamento delle attività, sulla capacità operativa delle imprese, sul numero di cantieri gestiti contemporaneamente e sulla filiera dei subappalti.
La posizione di Cna è dunque quella di preservare la funzione dello strumento, intervenendo sulle eventuali criticità senza penalizzare l'intero sistema produttivo. «Non bisogna confondere l'utilità di uno strumento con gli eventuali utilizzi irregolari che ne possono essere stati fatti», precisa il presidente.
In gioco, secondo l'associazione, c'è anche la possibilità di mantenere sul territorio le ricadute economiche e occupazionali della ricostruzione, favorendo la partecipazione delle piccole imprese locali e sostenendo l'indotto artigiano.
«Senza uno strumento come il SAL zero, la ricostruzione rischierebbe di diventare appannaggio quasi esclusivo delle grandi imprese, le sole con la capacità finanziaria di sostenere per mesi e mesi i costi dei cantieri. A farne le spese sarebbero le piccole aziende del territorio e tutto l'indotto artigiano, con gravi conseguenze per l'economia locale», conclude Giglietti.
Spegnere il telefono, mettere da parte gli impegni quotidiani e riscoprire il piacere della lettura. È l'invito dell'Università di Macerata che, dopo il successo delle precedenti iniziative, rilancia "Silenziando. Silent Reading Party in biblioteca", un appuntamento dedicato alla lettura individuale e alla condivisione culturale.
L'iniziativa è in programma martedì 10 novembre, dalle 17:30 alle 20, nella Sala Sbriccoli della Biblioteca Didattica d'Ateneo, in piazza Oberdan 4.
Il format propone ai partecipanti una pausa dalla frenesia digitale e dagli impegni universitari: all'ingresso sarà chiesto di spegnere o silenziare i telefoni cellulari, per dedicarsi esclusivamente alle pagine di un libro.
La regola è semplice: niente manuali universitari o testi d'esame, ma spazio alla narrativa, alla saggistica pop e alle graphic novel. Chi non avesse un volume da portare potrà scegliere tra le proposte messe a disposizione dalla biblioteca attraverso un apposito carrello di letture.
La novità di questa edizione sarà l'incontro tra letteratura e musica. Durante l'intervallo delle 18:30, lo scrittore Adrian Bravi leggerà alcuni brani tratti dal suo nuovo libro "Trilogia delle ossessioni", accompagnato dalla chitarra di Giacomo Palazzesi. Seguirà una pausa tè, pensata per favorire la conversazione e lo scambio di impressioni tra i partecipanti.
L'appuntamento si inserisce nelle celebrazioni per il ventennale delle Edizioni Università di Macerata (EUM). Ai primi partecipanti saranno distribuiti alcuni libri delle collane EUM in omaggio, insieme al segnalibro ufficiale dell'evento.
Un'occasione per rallentare, ritagliarsi uno spazio lontano dagli schermi e riscoprire il valore della lettura come esperienza personale, ma anche come momento di incontro e condivisione.
MACERATA- Si è svolta mercoledì scorso la prima conferenza del ciclo “Scienza in Città”, dedicata all’Intelligenza Artificiale. L’iniziativa è stata organizzata dagli “Amici del Liceo Galilei” in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche, Comunicazione e Relazioni Internazionali dell’Università di Macerata. Relatore il professor Emanuele Frontoni, ordinario di Informatica a Unimc e co-director del VRAI Lab (Vision Robotics & Artificial Intelligence), inserito dal 2021 nella lista “World’s Top 2% Scientists” curata da Stanford University ed Elsevier, che raccoglie il 2% degli scienziati più citati al mondo.
Dopo l’introduzione del presidente degli Amici del Liceo Galilei, Stefano Perugini, e il saluto della dirigente scolastica Roberta Ciampechini, ha preso la parola Frontoni. Il docente ha spiegato come l’affermazione degli Agenti AI rappresenti un salto di qualità rispetto ai sistemi tradizionali: non più strumenti che rispondono a una richiesta precisa, ma entità in grado di pianificare, decidere e agire all’interno di processi complessi, interagendo con dati, applicativi e persone. Un passaggio che, ha osservato, porta il rapporto tra esseri umani e algoritmi oltre la semplice delega dei compiti ripetitivi, verso una collaborazione fondata sulla complementarità tra capacità di calcolo e giudizio umano.
L’intervento ha poi offerto una lettura critica dello scenario, partendo dai risultati della ricerca su visione artificiale, analisi del comportamento umano e spazi sensibili, per interrogarsi su come progettare sistemi agentici affidabili, interpretabili e coerenti con il contesto in cui operano. Tra le sfide aperte sono state affrontate la definizione dei limiti di autonomia, la verificabilità delle decisioni, la gestione dell’incertezza e la costruzione di una fiducia calibrata, insieme alle implicazioni organizzative e formative dell’adozione di agenti intelligenti in ambiti ad alta responsabilità, come quello sanitario e industriale.
Il messaggio finale è che il valore degli Agenti AI non sta nel sostituire l’intelligenza umana, ma nell’amplificarla: una collaborazione da progettare con metodo, in cui all’essere umano restano la definizione degli obiettivi, l’esercizio del giudizio e l’assunzione delle responsabilità. Al termine, vivace dibattito con il pubblico, che ha rivolto numerose domande al relatore.
Il prossimo appuntamento: la Route 66. Il ciclo prosegue mercoledì 11 novembre, alle 17, alla Biblioteca Statale di Macerata (via Garibaldi 20), con la seconda conferenza. La professoressa Tatiana Petrovich Njegosh, docente di Letteratura e cultura anglo-americana a Unimc, parlerà di “La Route 66 (1926-2026): storia culturale di un mito USA”.
Cosa trasforma una strada in un mito? Perché un’arteria asfaltata si imprime nell’immaginario fino a far desiderare di percorrerla anche a chi non è americano? La U.S. Highway 66, inaugurata proprio l’11 novembre di cento anni fa, collegava Chicago alla California. Diventata metafora della nazione, richiama ancora oggi i temi centrali della storia e dell’identità statunitensi: mobilità, libertà individuale, progresso e movimento rigeneratore verso Ovest.
Attraverso una prospettiva storico-culturale e con il supporto di letteratura, cinema e musica, la conferenza permetterà di scoprire luci e ombre di uno dei simboli più noti, e meno conosciuti, del Sogno americano.
Sette anni di concerti, collaborazioni e iniziative solidali, con circa 130mila euro raccolti e interamente devoluti in beneficenza. L'Orchestra "Insieme per gli Altri" festeggia il proprio anniversario con una nuova iniziativa: un calendario celebrativo stampato in 3mila copie, il cui ricavato sarà destinato interamente al sostegno di progetti e attività benefiche.
La pubblicazione rappresenta la settima edizione del calendario solidale promosso dall'orchestra, che anche quest'anno ha scelto di utilizzare la musica come strumento di vicinanza e sostegno alle realtà del territorio. Le copie saranno distribuite in occasione dei concerti, attraverso un'offerta libera. L'auspicio dei componenti è che il calendario possa portare nelle case un messaggio di serenità e di augurio, accompagnando il periodo natalizio e le festività di fine anno.
L'anniversario diventa anche l'occasione per tracciare un bilancio dei primi sette anni di attività. I numeri raccontano un percorso che ha raggiunto diverse regioni italiane: 286 concerti in 92 località del territorio nazionale, con collaborazioni e sinergie insieme a 158 associazioni benefiche ed enti istituzionali.
Attraverso le esibizioni, l'orchestra ha permesso di raccogliere circa 130mila euro, interamente devoluti alle associazioni che hanno richiesto la partecipazione del gruppo. A questo risultato si aggiunge la produzione di un cd, realizzato in 5mila copie, il cui ricavato è stato destinato interamente alla Lega del Filo d'Oro.
Tra le collaborazioni più recenti figura anche quella con Avis Regionale Abruzzo, con la quale è stato sottoscritto un protocollo d'intesa che coinvolge l'intera rete associativa territoriale abruzzese. Una partnership che ha già portato l'orchestra a partecipare a diversi appuntamenti nella regione.
Nel percorso dei sette anni rientrano inoltre le diverse edizioni del calendario solidale, che hanno raggiunto complessivamente le 10mila copie, il riconoscimento del "Premio Città di Staffolo 2024" e la nomina a socio onorario della Fondazione "Gaspare Spontini".
Anche nei prossimi mesi l'attività proseguirà con un calendario di appuntamenti, tra cui diversi concerti nella provincia di Macerata. Il primo è in programma il 20 novembre alle 21 nella chiesa del Redentore di Recanati, seguito il giorno successivo, alla stessa ora, dal concerto al Santuario del Santissimo Crocifisso di Treia.
Il 3 dicembre alle 16 l'orchestra sarà invece a Osimo, nella sede nazionale della Lega del Filo d'Oro, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità. Il 9 dicembre, alle 21, appuntamento al Teatro La Rondinella di Montefano per celebrare il settimo anniversario dell'associazione.
Il programma proseguirà il 19 dicembre alle 21 all'Auditorium San Rocco di Senigallia e il 29 dicembre alle 21.15 nella chiesa di San Domenico a San Severino Marche. Nel nuovo anno sono già fissati altri due concerti: il primo gennaio alle 18 all'Auditorium San Marco di Montecassiano e il 6 gennaio a Castelbellino.
L'orchestra invita infine a seguire la propria pagina Facebook "Orchestra Insieme Per Gli Altri", dove vengono pubblicati gli aggiornamenti sulle iniziative e sui prossimi appuntamenti. Sette anni dopo la sua nascita, il progetto continua così a mettere la musica al servizio della solidarietà, trasformando ogni concerto in un'occasione concreta per sostenere chi ha bisogno.
Approfondimento e teatro per parlare di relazioni e di violenza. Domenica 22 novembre, alle 16.30, la Rassegna delle Relazioni e dell’Amore Consapevole fa tappa al Teatro Vaccaj di Tolentino con un appuntamento organizzato dall’Assessorato alle Politiche sociali del Comune.
Ospite della giornata sarà Roberta Bruzzone, psicologa e criminologa, che guiderà il pubblico alla scoperta dei meccanismi delle relazioni violente e di quelle dinamiche che troppo spesso vengono riconosciute solo quando sono ormai evidenti.
Subito dopo, dagli spunti dell’incontro si passerà alla scena con lo spettacolo teatrale “Iceberg”, che porterà sul palco le stesse dinamiche, offrendo al pubblico un altro modo per leggerle e comprenderle.
L’iniziativa si inserisce nel percorso della Rassegna, pensato per promuovere una maggiore consapevolezza nelle relazioni e imparare a riconoscere per tempo i segnali di comportamenti violenti.
Il grande cinema torna protagonista a Civitanova Marche. Come da tradizione, con l'arrivo della stagione invernale l'Azienda dei Teatri rilancia la programmazione cinematografica, affiancando alla consueta offerta della sala Cecchetti anche il ritorno del Grande Schermo del Rossini.
Una doppia proposta pensata per soddisfare gusti e sensibilità differenti, con un calendario che accompagnerà gli spettatori nelle prossime settimane, fino al periodo delle festività natalizie, attraverso alcune delle uscite più attese della stagione.
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 12 novembre, alle 21.15, quando il sipario del Rossini si alzerà su Quello che resta di noi, ultima opera di Simone Riccioni, che firma la regia insieme a Emilio Mercanti. Per l'occasione è previsto anche un evento speciale con la partecipazione del cast, i cui dettagli saranno comunicati nei prossimi giorni.
Da lì prenderà il via una programmazione ricca di titoli di primo piano. Tra le pellicole annunciate figurano La notte delle fragole di Alessandro Genovesi, con Ficarra e Picone, Anna Foglietta e Vittoria Puccini, la commedia Ti presento i Fotter e il nuovo atteso film di Nanni Moretti, Succederà questa notte.
Grande attesa anche per il periodo natalizio, quando ad arrivare sul grande schermo sarà Bentornati al Sud, con Alessandro Siani e Claudio Bisio, uno dei titoli di punta della proposta cinematografica delle festività.
La ripartenza della stagione si inserisce in un momento particolarmente positivo per il settore cinematografico, caratterizzato da un rinnovato interesse da parte del pubblico. Un andamento che trova riscontro anche a Civitanova, come sottolinea la presidente dell'Azienda dei Teatri, Maria Luce Centioni.
«Ci apprestiamo a vivere una stagione invernale di cinema con un pubblico e un interesse in forte e sensibile aumento, in perfetta sintonia con il trend positivo che si registra a livello nazionale», dichiara Centioni. «È un momento bellissimo per il cinema e, come da tradizione consolidata, affrontiamo l'inverno puntando forte sulla nostra doppia sala».
La presidente evidenzia inoltre il ruolo complementare delle due strutture cittadine, con particolare attenzione alla vocazione del Cecchetti: «Non dobbiamo infatti dimenticare la voce fondamentale del cine-teatro Cecchetti, che da sempre si differenzia rispetto al Rossini mantenendo un occhio di riguardo verso il cinema d'essai e rivolgendosi a un pubblico alla ricerca di pellicole più particolari e ricercate».
Il ritorno del Grande Schermo al Rossini conferma dunque la volontà dell'Azienda dei Teatri di investire su un'offerta cinematografica articolata, capace di intercettare pubblici diversi e valorizzare entrambe le sale cittadine. Un inverno all'insegna del cinema, tra grandi produzioni, commedie, autori e appuntamenti speciali.
Tolentino ha celebrato il 4 Novembre, ricorrenza dell'Anniversario della Vittoria, della Festa delle Forze Armate e dell'Unità nazionale. La cerimonia commemorativa si è svolta sabato 7 novembre, in occasione del 108° anniversario della ricorrenza, con la partecipazione delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d'arma, degli studenti e di numerosi cittadini.
La manifestazione si è aperta con la Santa Messa celebrata nella chiesa di San Francesco. Al termine della funzione religiosa è stato formato il corteo che, a causa delle condizioni meteorologiche avverse, ha raggiunto la galleria di Palazzo Europa, dove si è svolto il momento istituzionale della commemorazione.
Dopo l'esecuzione dell'Inno nazionale e del tradizionale “Silenzio”, a cura dei musicisti del Corpo bandistico “N. Simonetti” dell'Associazione musicale “N. Gabrielli – Città di Tolentino”, sono intervenuti il sindaco Mauro Sclavi e il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj.
Un momento significativo è stato dedicato anche alle giovani generazioni, con la partecipazione dei rappresentanti del Consiglio comunale dei Ragazzi: la sindaca junior Rebecca Cingolani e il presidente del Consiglio comunale junior Niccolò Gentili.
Alla cerimonia hanno preso parte il sottosegretario della Giunta regionale Luconi, gli assessori comunali Pupo e Tiberi, i consiglieri Colosi, Montemarani, Prioretti e Pucciarelli, oltre ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d'arma. Presenti anche il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Tolentino Petruccelli, il presidente dell'Associazione nazionale Carabinieri Losito e, per l'Anpi, Vittorio Luciani e Stefania Francioni.
Numerosa anche la partecipazione degli studenti delle scuole cittadine e dei cittadini, a testimonianza del valore di una ricorrenza che continua a rappresentare un importante momento di memoria collettiva e di condivisione dei principi di unità nazionale e libertà.
La commemorazione è proseguita nel corso della mattinata con la tradizionale deposizione delle corone di alloro in alcuni luoghi simbolo della memoria cittadina: il Famedio dei Caduti al Cimitero comunale, il monumento di via 4 Novembre, il piazzale dedicato ai Caduti di Kindu e il Monumento alla Vittoria.
A concludere la manifestazione è stata l'esecuzione del “Piave”, brano simbolo della memoria della Prima Guerra Mondiale e della Vittoria.
L'iniziativa è stata promossa dall'Amministrazione comunale di Tolentino insieme all'Associazione nazionale Combattenti e Reduci, sezione “Cav. VV. Luigi Adelmo Lodovici”, e alle associazioni combattentistiche e d'arma.
Una giornata dedicata al ricordo di quanti hanno sacrificato la propria vita per la Patria e alla trasmissione dei valori della memoria, della pace e dell'unità alle nuove generazioni.
C’è anche un riconoscimento per la provincia di Macerata alla finale nazionale di Miss Blumare 2026. La protagonista è Aurora Corradini, 17enne di San Severino Marche e studentessa di danza, che ha conquistato la fascia di Miss Blumare Immagine, classificandosi al 13° posto su 60 aspiranti Miss provenienti da tutta Italia.
La finale della 18ª edizione del concorso nazionale di moda e bellezza si è svolta nella serata di ieri a bordo della nave da crociera MSC Magnifica. La giovane settempedana ha rappresentato le Marche dopo aver già ottenuto, lo scorso ottobre, il titolo di Miss Blumare Umbria 2026.
Un percorso che l'ha portata fino all'appuntamento nazionale, dove Aurora ha ottenuto un piazzamento tra le prime tredici concorrenti e un riconoscimento dedicato alla sua immagine. Insieme a lei ha partecipato alla finale anche l'anconetana Sophia Domestico, 17 anni, che ha chiuso al 15° posto, conquistando la fascia di Miss Blumare Fashion.
Entrambe condividono la passione per il mondo della moda, ma coltivano aspirazioni differenti: Aurora sogna di diventare una ballerina, mentre Sophia guarda al mondo della televisione e vorrebbe intraprendere la carriera di presentatrice. L'organizzazione di Miss Blumare Marche-Umbria è affidata alla BC Events Ancona di Cristiano Belfiore e Giorgio Borsini, con Alen nel ruolo di art director.
Dalle ferite del terremoto del 2016 a un progetto turistico capace di portare l'entroterra maceratese su uno dei palcoscenici internazionali più importanti del mondo fantasy. "Keemar – Le Marche Fantastiche" è stata tra le realtà ospiti della 60ª edizione del Lucca Comics & Games. Un riconoscimento importante per il progetto nato con l'obiettivo di rilanciare turisticamente le zone colpite dal sisma, trasformandole in un luogo da scoprire attraverso un'esperienza diversa dai tradizionali itinerari.
L'uomo dietro Keemar è Gregorio Antonuzzo, autore dell'omonima trilogia fantasy. Dopo averne recuperato i diritti, ha deciso di trasformare l'universo narrativo immaginato nei suoi libri in qualcosa di più 'reale': un progetto capace di mettere in relazione la letteratura fantasy con le tradizioni, la cultura e i paesaggi dei comuni dell'area dei Monti Azzurri e di Fiastra. "Sono nato e cresciuto in Germania, ma quando sono arrivato nelle Marche ho sempre guardato queste zone con ammirazione, considerandole un territorio bellissimo in cui ambientare storie fantastiche", racconta Antonuzzo.
La trilogia riprende anche elementi della tradizione locale, a partire dalla figura della Sibilla, reinterpretata in chiave fantasy. Al centro della narrazione c'è un tema particolare: la libertà di scelta, affidata persino a personaggi tradizionalmente considerati negativi. È il caso del negromante, figura che nella storia di Keemar assume un ruolo centrale offrendo agli altri personaggi la possibilità di scegliere tra la morte e una vita eterna. Un universo narrativo che diventa il punto di partenza per coinvolgere i visitatori e accompagnarli alla scoperta dei luoghi che ne hanno ispirato le ambientazioni.
Negli ultimi dieci anni Keemar ha dato vita a eventi e iniziative sul territorio, tra cui il Fiastra Fantasy, manifestazione che richiama migliaia di visitatori, molti dei quali provenienti da fuori regione. Un appuntamento cresciuto anche grazie alla partecipazione della comunità locale: nell'ultima edizione sono stati coinvolti 186 figuranti tra le persone legate al progetto e quelle del territorio. Antonuzzo ricorda in particolare il ruolo del comune di Fiastra, "il primo ad aver creduto nell'iniziativa e ad aver contribuito concretamente alla sua realizzazione".
Proprio il lavoro svolto negli anni, insieme alla particolarità della proposta, ha attirato l'attenzione degli organizzatori del Lucca Comics & Games, che hanno invitato Keemar alla manifestazione. Per il gruppo, sbarcato in Toscana con 18 persone, si è trattato di un'esperienza del tutto nuova, con 11 spazi di presentazione (slot, ndr) e un appuntamento ufficiale dedicato al progetto e al libro, oltre a momenti di musica, letture e racconti per far conoscere il mondo fantastico costruito attorno alle Marche.
"L'emozione è stata immensa, per noi è stato come un sogno. Faccio sempre questo esempio: è come se mi avesse chiamato Zeus, mentre ero un soldato oplita che combatteva contro i persiani, per invitarmi alla sua festa - racconta Antonuzzo -. Ti chiama il Gotha, l'evento più grande del mondo, e ti dice che sei un suo ospite, mettendoti a disposizione degli spazi per presentarti. Ci siamo ritrovati in mezzo a una folla oceanica, una situazione difficile persino da immaginare".
La risposta del pubblico, nonostante le dimensioni enormi della manifestazione, è stata positiva. I libri hanno registrato un buon interesse e numerosi visitatori si sono fermati per conoscere il progetto e la possibilità di esplorare le Marche attraverso il linguaggio del fantasy. "Quello che proponiamo è un modo diverso di scoprire il territorio. Vogliamo creare qualcosa di unico in Italia: un'area interamente dedicata al fantasy, da visitare diventando protagonisti di una storia fantastica. Se un turista vuole vivere un'esperienza di questo tipo, può venire nelle Marche e nell'entroterra terremotato: è proprio questa unicità che ci ha permesso di attirare l'attenzione del Lucca Comics", spiega l'ideatore.
Ma la partecipazione alla kermesse toscana potrebbe rappresentare soltanto una tappa di un percorso più ampio. L'obiettivo è trasformare Keemar in una realtà stabile, con eventi e itinerari permanenti distribuiti nei comuni dell'Unione Montana dei Monti Azzurri. In questa prospettiva si inserisce la collaborazione con il presidente dell'Unione Montana, Giampiero Feliciotti, che ha messo a disposizione una sede per l'associazione - a Belforte del Chienti - e con il quale sono in corso interlocuzioni per sviluppare il progetto sul territorio.
Tra le idee allo studio c'è anche la realizzazione di un'applicazione geolocalizzata, utilizzabile direttamente nei luoghi interessati dai percorsi. Il funzionamento sarebbe legato proprio alla presenza fisica dei visitatori sul territorio, spiega Antonuzzo: "Non basterebbe scaricarla e accedervi da altre regioni, perché l'esperienza di gioco sarebbe attivata soltanto raggiungendo le località maceratesi".
Il progetto immaginato prevede itinerari con partenza da Fiastra, un percorso attraverso i comuni dell'Unione Montana Monti Azzurri e un ritorno alla manifestazione che ha contribuito a far conoscere Keemar: il Fiastra Fantasy.
Dal racconto fantastico alla promozione turistica, Keemar punta così a trasformare il patrimonio paesaggistico e culturale delle terre del sisma in un'esperienza riconoscibile anche fuori dai confini regionali. La vetrina del Lucca Comics ha acceso i riflettori su questa possibilità: ora la sfida è portare sempre più visitatori a vivere le Marche fantastiche direttamente nei luoghi che le hanno ispirate.
Così ha recentemente dichiarato Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa: "L’Europa vuole la guerra entro il 2030, la Russia è pronta". Con queste parole, Putin ha smascherato una volta di più il subdolo agire di una Unione Europea che dice di volersi armare in vista della propria difesa, quando in realtà si sta adoperando in ogni modo per produrre il conflitto con la Russia.
Ormai infinite volte Putin ha chiarito di non avere alcuna volontà e alcun interesse a guerreggiare con l’Europa, la quale continua a ripetere con zelo e con stile ipnotico che Mosca è pronta a invaderla. Si tratta, come non mi stanco di sottolineare, di una propaganda cinica e deplorevole, con la quale Bruxelles inganna la popolazione europea, facendole credere che a volere la guerra sia Mosca quando in realtà, come ricordavo, a cercare in ogni modo il conflitto è proprio Bruxelles.
Si tratta di un caso piuttosto raro di una potenza palesemente debole, per usare scientemente un ossimoro, che cerca il conflitto con una potenza decisamente forte: un gesto suicidario sotto ogni profilo. Ciò rivela, se ancora ve ne fosse bisogno, che l’Unione Europea è allo stato dell’arte una gabbia di matti, un treno in corsa verso l’abisso, amministrato da nostromi senza mappe nautiche e, per dirla con Weber, da edonisti senza cuore e da specialisti senza intelligenza.
Chissà, forse la famosa agenda 2030 contemplava sottotraccia anche questo punto, voglio dire il conflitto con la Russia di Putin. La quale comunque, per bocca del suo presidente, è pronta ad affrontare l’eventuale attacco di Bruxelles, simile a un chihuahua che ringhia livoroso contro un nobile alano.
E, intanto, Giorgia Meloni, presidente del consiglio italiano ed esponente della giullaresca destra bluette neoliberale, ha recentemente ribadito che l’Italia non cambia la sua posizione sull’Ucraina, alla quale continuerà a fornire supporto sia economico, sia militare. Ha altresì dichiarato che lo fa per il bene dell’Italia, per evitare scenari decisamente peggiori. Queste dichiarazioni meritano un pur celere commento, dacché sono, a modo loro, un capolavoro di propaganda e di insipienza politica.
Anzitutto, emerge con adamantino profilo come Giorgia Meloni sia del tutto genuflessa a Bruxelles e alla sua linea, voglio dire al suo supporto indefesso alle irragionevoli ragioni del guitto piantagrane di Kiev, l’attore Nato Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. Con folle ostinazione, Bruxelles seguita infatti a difendere il guitto, ossia il principale nemico del popolo ucraino, nonché il massimo responsabile della continuazione del conflitto. Non sfugga nemmeno l’ipocrisia racchiusa nella locuzione secondo cui il governo sta dalla parte di Kiev per il bene dell’Italia: tutt’al contrario, stare dalla parte di Kiev significa andare in direzione opposta rispetto all’interesse nazionale italiano.
Tanto per cominciare, l’Italia non aveva e non ha alcun motivo di ostilità con la Russia di Putin, con la quale anzi intratteneva ottimi rapporti, beneficiando oltretutto di un approvvigionamento energetico di primaria importanza. L’inimicizia che volgarmente l’Italia, come del resto tutta l’Unione Europea, sta mostrando nei confronti della Russia di Putin, con tanto di demenziali sanzioni che recano danno all’Europa stessa e non certo alla Russia, rappresenta plasticamente il famoso gesto di Tafazzi: tutta l’Europa, compreso ovviamente la nostra Italia, sta sprofondando nell’abisso, come peraltro è suffragato dalle proteste che stanno divampando sulle piazze di mezza Europa.
E dire che Giorgia Meloni si era per lungo tempo riempita la bocca di parole come patriottismo e difesa dell’interesse nazionale, salvo poi rivelarsi nemica giurata di questi ideali non appena divenuta presidente del consiglio: a tal punto che ormai il suo partito dovrebbe ribattezzarsi fratelli d’Ucraina. Ancora una volta destra e sinistra rappresentano l’alternanza senza alternativa, le due ali dell’aquila neoliberale o, se preferite, le propaggini del Partito Unico fintamente articolato del capitalismo senza frontiere, tema di cui mi sono estesamente occupato nel mio studio "Demofobia".
Se chiudo gli occhi, ancora sento le mani di mia madre: erano la mia guida, il confine sicuro che separava il mondo fuori dalla quiete del sentirmi protetta. Anche oggi, nonostante la sua assenza, quel contatto continuo a sentirlo, una presenza che sa ancora dove orientarmi.
Allora era un atto di affidamento naturale; nel caos della vita, quella mano tracciava un argine protettivo contro il senso di smarrimento e, in questo modo, mi riconoscevo attraverso lo specchio della sua guida sicura.
Poi si diventa grandi e un gesto naturale, che racchiude in sé un legame così immediato, si trasforma in una frontiera. Nelle coppie mature, persino in quelle giovani, il contatto fisico nello spazio pubblico si è ritirato in una zona d’ombra.
Concedersi la vulnerabilità di camminare per strada mano nella mano significa rinunciare a quell’immagine di autonomia a tutti i costi; è più semplice, piuttosto, manifestare desiderio o passione. Abbiamo sdoganato quasi ogni forma di esposizione emotiva digitale, ma viviamo un forte imbarazzo nel mostrare la nostra tenerezza.
Camminare accanto a qualcuno e cercare il suo palmo senza un motivo preciso è il modo più antico per dire: «Voglio condividere con te questo tratto di strada». Non è soltanto un contatto fisico; è un atto di fiducia. Quando le dita si intrecciano, i confini tra i corpi sfumano.
Nel momento in cui quel gesto viene accolto senza giudizio, si assiste all’abbandono di ogni resistenza, per immergersi nel mondo dell’altro. Tenere una mano lungo il cammino significa esserci senza controllare nulla, aprirsi e accettare che la vicinanza comporti un'inevitabile esposizione.
È una dichiarazione che va oltre ogni parola; è il modo attraverso cui il corpo decide l’appartenenza.Abbiamo bisogno di riabilitare questo gesto dimenticato. Di smettere di considerarlo un residuo dell’infanzia o un eccesso di romanticismo.
Finché saremo capaci di cercare la mano di qualcuno per attraversare la strada o percorrere insieme un tratto della nostra vita,vorrà dire che non abbiamo smesso di credere nella possibilità di salvarci a vicenda.