"Non serve cadere nel pietismo per spiegare quello che facciamo". Emanuele Tacconi racconta 30 anni di aiuti umanitari (VIDEO)
Attualità
23/10/2026 12:00

"Non serve cadere nel pietismo per spiegare quello che facciamo". Emanuele Tacconi racconta 30 anni di aiuti umanitari (VIDEO)

Quando si parla di organizzazioni internazionali sembra sempre difficile mettere a fuoco ciò che fa quotidianamente chi lavora in questo settore. Abbiamo avuto la possibilità di avvicinarci e conoscere meglio le dinamiche di un campo di cui, pur comprendendone la rilevanza, molto spesso se ne ignorano gli attori e le dinamiche. Emanuele Tacconi, attualmente impegnato nella Striscia di Gaza per il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, specificatamente nella logistica degli aiuti umanitari, racconta la sua esperienza, partendo da ciò che lo ha spinto a intraprendere questa carriera professionale. È già su questo termine che Tacconi si sofferma. Si tratta di una carriera professionale a tutti gli effetti, è vero, ma per lui l’interesse di 'fare carriera' non c’è mai stato. Quello che lo ha portato a iniziare nel 1997 è stato piuttosto il desiderio di viaggiare, di conoscere il mondo e di avere uno scambio interculturale con i Paesi. Inizia con la Somalia, lasciandosi alle spalle una posizione da dipendente dell’ENI e intraprendendo un percorso con una ONG che porterà avanti fino al 2002. Poi l’ingresso nell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dove resta fino al 2023, quando inizia a lavorare per un’altra agenzia delle Nazioni Unite, l’UNFPA, che si occupa di salute sessuale e riproduttiva.  Un percorso che inizia, quindi, trent'anni fa con decine di lettere scritte per fare domanda e formulari compilati nella speranza che tornasse indietro una risposta positiva. Risposta che, con la perseveranza, arriva e che permette a Tacconi di viaggiare non solo in Somalia, ma anche in Kenya, Sud Sudan, Balcani, Afghanistan. Operare in questo settore non significa solamente "partire per l’Africa e far giocare i bambini”, ci tiene a sottolineare Tacconi. La professione di è impiegato nell’ambito degli aiuti umanitari è largamente eterogenea, e si dirama in progetti differenti nei campi dell' agricoltura, dell'educazione e della sanità. Sono richieste professionalità ben precise e chi decide di finanziare determinati progetti vuole sapere da chi sono gestiti e portano avanti monitoraggi costanti. “Il nostro lavoro ha come obiettivo il benessere e il miglioramento della vita, e il salvare delle vite umane. Con quello che noi facciamo, se lo facciamo bene, possiamo migliorare la vita di tante persone”. Nell’ambito della logistica, dell’amministrazione e degli acquisti per i Paesi in via di sviluppo e in guerra, le difficoltà a cui ci si interfaccia sono molteplici: “Innanzitutto bisogna acquistare, e molto spesso non è possibile farlo in loco. Quindi per risparmiare in termini di costi di trasporto si scelgono i paesi limitrofi. Poi una volta che i materiali sono stati acquistati bisogna riceverli e stoccarli in un luogo quanto più possibile idoneo, cercando di mantenere anche una certa sicurezza per poi distribuirli ai vari partner”. In questi scenari, infatti, la frustrazione e la miseria rendono molto spesso i carichi di aiuti umanitari preda di attacchi mirati e assalti. Non solo difficoltà nell’approvvigionamento, ma anche nella comunicazione. Quando Tacconi ha iniziato a svolgere questo lavoro era impossibile avere una connessione Internet nei luoghi in cui operava, per cui le comunicazioni avvenivano via radio, nelle ore in cui questo era possibile. Altre volte era necessario ricorrere al passaparola, istruendo le persone in loco. “Ora - dice Tacconi - la comunicazione è un po’ più semplice, tuttavia spesso i telefoni non funzionano perché i satelliti vengono disattivati o non ti permettono di portare ripetitori”. Anche la comunicazione fatta dai media e dalle raccolte fondi è un tema importante e da prendere in considerazione secondo Tacconi, perché se si arriva in questi luoghi e vi si resta per meno tempo del necessario, non si può pretendere di capire tutto. Questo porta a scrivere in modo non veritiero: "Trattare un Paese e i suoi aspetti politici e sociali ed evitare che la realtà venga distorta richiede tempo". L’elemento su cui per Tacconi è necessario lavorare è quello del pietismo che molto spesso caratterizza le campagne di comunicazione. Sarebbe necessario, piuttosto, soffermarsi su “come funzionano i progetti e su quello che realmente si sta facendo”, lasciando spazio ad un maggiore pragmatismo e più delucidazioni tecniche. Una professione in cui serve trovare un equilibrio tra emotività e lucidità, cosa che Tacconi è riuscito a mantenere, anche se non sempre è stato facile. “Quando si sceglie fare questo mestiere, si mettono da parte i sentimenti e l'emotività. Poi magari si piange dopo ci si dispera dopo, si impreca dopo”.  Nonostante questo, il desiderio di Tacconi rimane quello di far scoprire questa professione a chi è spinto dalle stesse motivazioni che 30 anni fa lo hanno portato ad intraprenderla; non evidenziandone unicamente gli aspetti positivi, ma anche i difetti e le difficoltà che potrebbero far parte del percorso.

"Non serve cadere nel pietismo per spiegare quello che facciamo". Emanuele Tacconi racconta 30 anni di aiuti umanitari (VIDEO)

"Non serve cadere nel pietismo per spiegare quello che facciamo". Emanuele Tacconi racconta 30 anni di aiuti umanitari (VIDEO)
23/10/2026 12:00

Quando si parla di organizzazioni internazionali sembra sempre difficile mettere a fuoco ciò che fa quotidianamente chi lavora in questo settore. Abbiamo avuto la possibilità di avvicinarci e conoscere meglio le dinamiche di un campo di cui, pur comprendendone la rilevanza, molto spesso se ne ignorano gli attori e le dinamiche. Emanuele Tacconi, attualmente impegnato nella Striscia di Gaza per il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, specificatamente nella logistica degli aiuti umanitari, racconta la sua esperienza, partendo da ciò che lo ha spinto a intraprendere questa carriera professionale. È già su questo termine che Tacconi si sofferma. Si tratta di una carriera professionale a tutti gli effetti, è vero, ma per lui l’interesse di 'fare carriera' non c’è mai stato. Quello che lo ha portato a iniziare nel 1997 è stato piuttosto il desiderio di viaggiare, di conoscere il mondo e di avere uno scambio interculturale con i Paesi. Inizia con la Somalia, lasciandosi alle spalle una posizione da dipendente dell’ENI e intraprendendo un percorso con una ONG che porterà avanti fino al 2002. Poi l’ingresso nell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dove resta fino al 2023, quando inizia a lavorare per un’altra agenzia delle Nazioni Unite, l’UNFPA, che si occupa di salute sessuale e riproduttiva.  Un percorso che inizia, quindi, trent'anni fa con decine di lettere scritte per fare domanda e formulari compilati nella speranza che tornasse indietro una risposta positiva. Risposta che, con la perseveranza, arriva e che permette a Tacconi di viaggiare non solo in Somalia, ma anche in Kenya, Sud Sudan, Balcani, Afghanistan. Operare in questo settore non significa solamente "partire per l’Africa e far giocare i bambini”, ci tiene a sottolineare Tacconi. La professione di è impiegato nell’ambito degli aiuti umanitari è largamente eterogenea, e si dirama in progetti differenti nei campi dell' agricoltura, dell'educazione e della sanità. Sono richieste professionalità ben precise e chi decide di finanziare determinati progetti vuole sapere da chi sono gestiti e portano avanti monitoraggi costanti. “Il nostro lavoro ha come obiettivo il benessere e il miglioramento della vita, e il salvare delle vite umane. Con quello che noi facciamo, se lo facciamo bene, possiamo migliorare la vita di tante persone”. Nell’ambito della logistica, dell’amministrazione e degli acquisti per i Paesi in via di sviluppo e in guerra, le difficoltà a cui ci si interfaccia sono molteplici: “Innanzitutto bisogna acquistare, e molto spesso non è possibile farlo in loco. Quindi per risparmiare in termini di costi di trasporto si scelgono i paesi limitrofi. Poi una volta che i materiali sono stati acquistati bisogna riceverli e stoccarli in un luogo quanto più possibile idoneo, cercando di mantenere anche una certa sicurezza per poi distribuirli ai vari partner”. In questi scenari, infatti, la frustrazione e la miseria rendono molto spesso i carichi di aiuti umanitari preda di attacchi mirati e assalti. Non solo difficoltà nell’approvvigionamento, ma anche nella comunicazione. Quando Tacconi ha iniziato a svolgere questo lavoro era impossibile avere una connessione Internet nei luoghi in cui operava, per cui le comunicazioni avvenivano via radio, nelle ore in cui questo era possibile. Altre volte era necessario ricorrere al passaparola, istruendo le persone in loco. “Ora - dice Tacconi - la comunicazione è un po’ più semplice, tuttavia spesso i telefoni non funzionano perché i satelliti vengono disattivati o non ti permettono di portare ripetitori”. Anche la comunicazione fatta dai media e dalle raccolte fondi è un tema importante e da prendere in considerazione secondo Tacconi, perché se si arriva in questi luoghi e vi si resta per meno tempo del necessario, non si può pretendere di capire tutto. Questo porta a scrivere in modo non veritiero: "Trattare un Paese e i suoi aspetti politici e sociali ed evitare che la realtà venga distorta richiede tempo". L’elemento su cui per Tacconi è necessario lavorare è quello del pietismo che molto spesso caratterizza le campagne di comunicazione. Sarebbe necessario, piuttosto, soffermarsi su “come funzionano i progetti e su quello che realmente si sta facendo”, lasciando spazio ad un maggiore pragmatismo e più delucidazioni tecniche. Una professione in cui serve trovare un equilibrio tra emotività e lucidità, cosa che Tacconi è riuscito a mantenere, anche se non sempre è stato facile. “Quando si sceglie fare questo mestiere, si mettono da parte i sentimenti e l'emotività. Poi magari si piange dopo ci si dispera dopo, si impreca dopo”.  Nonostante questo, il desiderio di Tacconi rimane quello di far scoprire questa professione a chi è spinto dalle stesse motivazioni che 30 anni fa lo hanno portato ad intraprenderla; non evidenziandone unicamente gli aspetti positivi, ma anche i difetti e le difficoltà che potrebbero far parte del percorso.

Cronaca

Inchiesta sulla ricostruzione, Pistarelli respinge le accuse: la difesa valuta il ricorso al Riesame

Inchiesta sulla ricostruzione, Pistarelli respinge le accuse: la difesa valuta il ricorso al Riesame

23/10/2026 19:10

Fabio Pistarelli respinge ogni accusa nell'ambito della maxi-inchiesta sulla ricostruzione post-sisma che ha scosso le Marche. L'ex capo di gabinetto del presidente della Regione Francesco Acquaroli, arrestato con l'accusa di corruzione, sta preparando con il proprio difensore la strategia in vista dell'interrogatorio e la difesa valuta un ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca della custodia cautelare. Gli ultimi aggiornamenti arrivano dal carcere di Montacuto, ad Ancona, dove nella mattinata di oggi l'indagato ha incontrato il suo legale, l'avvocato Gabriele Cofanelli. Al termine del colloquio, il difensore ha riferito di aver trovato il proprio assistito in condizioni migliori: "Fabio l'ho trovato meglio". L'incontro è servito anche per iniziare l'esame dell'ordinanza di custodia cautelare, un documento di oltre 800 pagine. Il lavoro difensivo proseguirà in vista dell'interrogatorio fissato per lunedì 26 ottobre alle ore 10, nel carcere di Montacuto. Sul possibile ricorso al Riesame, Cofanelli non ha escluso questa strada: "Lo stiamo valutando". Tra gli elementi che la difesa intende sottoporre all'attenzione dei giudici c'è il fatto che Pistarelli abbia lasciato l'incarico di capo di gabinetto di Acquaroli circa un anno fa. Secondo il legale, questa circostanza potrebbe incidere sulla valutazione del rischio di inquinamento delle prove, uno degli aspetti rilevanti ai fini della misura cautelare. "È un tema che merita di essere approfondito", ha aggiunto l'avvocato, indicando così uno dei punti su cui potrebbe concentrarsi la richiesta di riesame.  

Ubriaco irrompe nell’hospice e mangia in cucina, operatrici barricate in una stanza. Denunciato 45enne

Ubriaco irrompe nell’hospice e mangia in cucina, operatrici barricate in una stanza. Denunciato 45enne

23/10/2026 16:15

Momenti di tensione all’interno dell’hospice di Montegranaro, il reparto riservato ai malati oncologici, dove un uomo in stato di alterazione alcolica si è introdotto senza autorizzazione, spaventando il personale e costringendolo a interrompere l’assistenza ai degenti. I carabinieri hanno denunciato un 45enne italiano, senza fissa dimora, per interruzione di pubblico servizio, violazione di domicilio e furto. L’intervento dei militari è scattato su richiesta del personale del distretto sanitario, che aveva segnalato la presenza di una persona molesta. L’uomo, poco prima, era entrato nella struttura sostenendo di dover far visita a un parente ricoverato. Una volta dentro, però, ha cambiato direzione e si è diretto verso la cucina del reparto, dove ha consumato cibo e bevande che non gli appartenevano. Il comportamento del 45enne ha messo in allarme le operatrici sanitarie presenti, che per timore si sono rifugiate in una stanza. Vi sono rimaste chiuse per circa dieci minuti, in attesa dell’arrivo dei carabinieri, e in quel lasso di tempo non hanno potuto prendersi cura dei pazienti, con una temporanea interruzione di un servizio essenziale. Con l’arrivo della pattuglia l’uomo è stato bloccato e la situazione è tornata alla normalità. Per lui è scattata la denuncia.  Nei giorni scorsi, il comando provinciale dei carabinieri di Fermo ha inoltre accolto cinque giovani marescialli allievi, che svolgeranno un tirocinio operativo di tre mesi presso le caserme di Fermo, Pedaso, Sant’Elpidio a Mare, Porto Sant’Elpidio e Montegranaro.

Attualità

Enrico Crucianelli si autosospende da presidente, Ance Macerata: "Profondo senso di responsabilità"

Enrico Crucianelli si autosospende da presidente, Ance Macerata: "Profondo senso di responsabilità"

23/10/2026 16:50

Enrico Crucianelli si autosospende dalla carica di presidente di Ance Macerata. La decisione arriva dopo il coinvolgimento dell'imprenditore nell'inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione post-sisma, che ha portato all'esecuzione di misure cautelari nell'ambito di un'indagine su presunti illeciti negli appalti pubblici e nei cantieri del terremoto. A comunicarlo sono Ance Macerata e Ance Marche, che hanno ricevuto la decisione del presidente di sospendere autonomamente il proprio incarico. La scelta, si legge in una nota, è stata assunta "con profondo senso di responsabilità" per "consentire il miglior svolgimento dell'attività dell'associazione". Le due organizzazioni ribadiscono inoltre il proprio impegno "al fianco delle istituzioni, della magistratura e delle forze dell’ordine nella difesa della legalità nell’interesse dei territori e delle imprese". L'autosospensione arriva in una fase delicata per il settore delle costruzioni, mentre proseguono gli sviluppi dell'inchiesta che riguarda, tra gli altri aspetti, presunte irregolarità legate agli affidamenti e ai subappalti nella ricostruzione. La decisione riguarda la carica associativa di Crucianelli e, nella comunicazione diffusa da Ance Macerata e Ance Marche, non vengono forniti ulteriori dettagli sulle modalità o sulla durata dell'autosospensione.

Lesione midollare dopo il grave incidente in bici: gara di solidarietà per il ciclista Pietro Pavoni

Lesione midollare dopo il grave incidente in bici: gara di solidarietà per il ciclista Pietro Pavoni

23/10/2026 16:00

Dalla maglia azzurra ai Mondiali di ciclocross del 2004 a una nuova, difficile sfida da affrontare con la stessa determinazione di sempre. Pietro Pavoni, ciclista di San Severino Marche, è rimasto vittima di un gravissimo incidente in bicicletta che gli ha causato una lesione midollare con conseguente tetraplegia. Per affrontare le spese legate alla riabilitazione e garantire a lui e alla sua famiglia la maggiore autonomia possibile, la moglie Carolina Anahí Vicentini e i loro tre figli hanno avviato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe. Pavoni è conosciuto nel mondo del ciclismo per aver indossato la maglia della Nazionale italiana ai Campionati del mondo di ciclocross disputati nel 2004 a Pontchâteau, in Francia. Una carriera e una passione sportiva segnate dalla capacità di affrontare le difficoltà senza arrendersi, una qualità che oggi la famiglia vuole trasformare in una risorsa per fronteggiare una realtà completamente nuova. "Nonostante la diagnosi, la determinazione di Pietro e lo spirito della nostra famiglia non sono cambiati", scrivono i familiari nella presentazione della raccolta. La volontà è quella di affrontare il percorso con la stessa grinta che ha sempre contraddistinto il ciclista, cercando di costruire le condizioni necessarie per continuare a vivere una quotidianità il più possibile piena, dinamica e autonoma. L'obiettivo della raccolta è sostenere le spese per la riabilitazione neurologica avanzata, con cicli continuativi di terapia che possano favorire ogni possibile progresso, e per gli eventuali interventi chirurgici, comprese le trasferte e le necessità logistiche legate ai trattamenti. Una parte importante del sostegno sarà destinata anche all'acquisto e all'adattamento di un veicolo accessibile, che consenta a Pietro di spostarsi insieme alla moglie e ai tre figli. Tra le necessità indicate ci sono, inoltre, l'abbattimento delle barriere architettoniche nell'abitazione e l'acquisto delle attrezzature necessarie per affrontare la tetraplegia, con costi che spesso non sono coperti dal Servizio sanitario nazionale. La raccolta è organizzata e gestita direttamente dalla famiglia, che ha scelto di rivolgersi alla solidarietà per far fronte alle esigenze concrete legate alla nuova condizione di Pietro e alla riorganizzazione della vita quotidiana. La risposta, intanto, ha già superato le duecento donazioni, con 17mila euro raccolti. Un aiuto che può contribuire ad affrontare le spese future e a costruire un percorso verso una maggiore autonomia. Chi desidera sostenere Pietro e la sua famiglia può effettuare una donazione attraverso la pagina GoFundMe dedicata: Pietro Pavoni Family.

Politica

Putzu e Bugaro fanno quadrato su Acquaroli: "Pd, attacco vergognoso. Su Matteo Ricci garantisti, ora forcaioli"

Putzu e Bugaro fanno quadrato su Acquaroli: "Pd, attacco vergognoso. Su Matteo Ricci garantisti, ora forcaioli"

23/10/2026 19:30

Fratelli d'Italia fa quadrato attorno a Francesco Acquaroli dopo le richieste di dimissioni avanzate dalle opposizioni in seguito alla maxi-inchiesta sulla ricostruzione post-sisma. A intervenire sono l'assessore regionale Giacomo Bugaro e il capogruppo del partito in Consiglio regionale, Andrea Putzu, che contestano le critiche rivolte al governatore e accusano il centrosinistra di applicare un doppio criterio nel richiamo alla presunzione di innocenza. "Utilizzare le sue dichiarazioni per chiederne le dimissioni è un vergognoso atto di sciacallaggio politico", afferma Bugaro, riferendosi alle parole pronunciate da Acquaroli in conferenza stampa.  Bugaro riconosce la gravità delle ipotesi investigative: "Se qualcuno ha commesso illeciti, dovrà risponderne senza sconti né protezioni". "Le minoranze domandano perché sia stato chiesto a Pistarelli un passo indietro, se come oggi il presidente ha chiarito con grande trasparenza che dalle verifiche effettuate internamente non era emerso nulla di concreto - prosegue -. Nella loro foga accusatoria hanno considerato che un rapporto fiduciario possa esaurirsi anche per l’insoddisfazione verso l’impegno e il modo di svolgere un incarico? Presentare la conclusione dell’incarico come la prova della conoscenza di presunti illeciti è dunque una lettura arbitraria e fuorviante. Ma da parte della sinistra di certo non ci stupisce. L’opposizione ha pieno diritto di fare politica, ma pretendiamo che lo faccia con correttezza". "Pretendere le dimissioni di Acquaroli senza indicare elementi concreti di un suo coinvolgimento è una pretesa lunare, espressione di quel moralismo a senso unico che troppo spesso prende il posto del confronto politico. E, seguendo il metro oggi adottato dalle opposizioni, che cosa avremmo dovuto dire noi lo scorso anno di fronte all’indagine che coinvolge Matteo Ricci? I principi devono valere sempre. Non si può invocare il garantismo per la propria parte politica e pretendere le dimissioni degli avversari addirittura per le presunte condotte di un ex collaboratore. Il metro non può cambiare secondo la convenienza", conclude Bugaro.  Sulla stessa linea Putzu, che parla di "doppiopesismo della sinistra" e di "garantismo a targhe alterne". Il capogruppo regionale di Fratelli d'Italia sostiene che Acquaroli non sia indagato né coinvolto nell'inchiesta e contesta il fatto che venga chiamato a rispondere politicamente delle presunte condotte di un ex collaboratore. Nel suo intervento, anche Putzu richiama la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Matteo Ricci, europarlamentare del Partito democratico, per evidenziare quella che considera una disparità di trattamento da parte delle opposizioni. "Sono garantisti per il loro eurodeputato indagato da oltre un anno, e sono forcaioli con il presidente della Regione chiedendo addirittura le dimissioni?", domanda. Il capogruppo di Fratelli d'Italia precisa, comunque, che la contestazione politica non intende ridimensionare la portata dell'inchiesta: "Nessuno intende minimizzare la gravità delle ipotesi investigative emerse nell'inchiesta sulla ricostruzione. La giustizia deve fare il proprio corso, senza interferenze e senza strumentalizzazioni". "Le istituzioni hanno il dovere di garantire trasparenza, legalità e tutela delle risorse pubbliche", conclude Putzu. 

Dieci anni dal sisma, il Consiglio regionale si riunisce a Muccia: seduta aperta il 28 ottobre

Dieci anni dal sisma, il Consiglio regionale si riunisce a Muccia: seduta aperta il 28 ottobre

23/10/2026 18:40

A dieci anni dal terremoto del 2016, il Consiglio regionale delle Marche si riunirà a Muccia per una seduta aperta dedicata alle comunità colpite dal sisma e al futuro dell'Appennino marchigiano. L'appuntamento è fissato per mercoledì 28 ottobre, alle ore 12, al Centro polifunzionale "Prof. Cesare Lami Angelucci", in via Pian di Giove. La seduta si svolgerà mentre è al centro dell'attenzione la maxi-inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione post-sisma, che ha portato all'esecuzione di misure cautelari nell'ambito di un'indagine su presunti illeciti negli appalti pubblici e nei cantieri del terremoto. Portare l'assemblea legislativa a Muccia offrirà l'occasione, come sottolineato dalla Regione in una nota, "per ricordare quanto accaduto, rendere omaggio alle comunità coinvolte e a quanti hanno operato nell'emergenza". Il programma prevede in apertura gli interventi del presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui e del sindaco di Muccia Stefano Antonelli. Seguiranno quelli del presidente della Giunta regionale Francesco Acquaroli, dell'assessore regionale alla Protezione civile Tiziano Consoli e del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli. Sono previsti anche gli interventi dei presidenti delle Province marchigiane e, in chiusura, quelli dei presidenti dei gruppi consiliari.  

Sanità

Liste d'attesa, le Marche con performance sopra il 90% per prime visite ed esami diagnostici

Liste d'attesa, le Marche con performance sopra il 90% per prime visite ed esami diagnostici

23/10/2026 18:20

Il Bollettino trimestrale Agenas ha fornito i dati della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA) relativi ai primi nove mesi del 2026. I risultati forniti sono comparati allo stesso periodo del 2025. Il rispetto dei tempi massimi di attesa per le classi prioritarie U (Urgente), B (Breve), D (Differito) e P (Programmata) sulle prenotazioni effettuate nelle ASL di appartenenza dell’assistito, sono monitorati da PNLA rispettando il Decreto Legge 73/2024. Il Bollettino attuale si riferisce all'analisi di un numero preciso di prestazioni, ovvero 14 prime visite specialistiche e 22 accertamenti diagnostici del PNGLA relativo al 2019-2021. IL DATO NAZIONALE - Il primo dato presentato dal bollettino è quello relativo al numero delle prenotazioni, che vede un aumento di 2,1 milioni passando dai 19,7 milioni del 2025 a 21,8 milioni nel 2026. Le prime visite rimangono quelle maggiormente prenotate rispetto agli esami diagnostici: le prime infatti nel 2026 arrivano a 12,3 milioni (+8,3% rispetto al 2025), mentre i secondi salgono a 9,5 milioni (+13,3% rispetto al 2025). In crescita la percentuale del rispetto dei tempi di attesa per entrambi i servizi presi in considerazione: rispetto all’anno precedente le prime visite vedono un rispetto dei tempi di attesa pari al 78,6% e gli esami diagnostici dell’85%, osservando un incremento in entrambi i casi dell’1,7%. Questi dati si traducono in termini di volumi nella garanzia di 9,6 milioni di prime visite entro i tempi, con la presenza di 935 mila prestazioni in aggiunta rispetto al 2025. Per quanto riguarda gli esami diagnostici, ad essere previsti entro i tempi sono 8,1 milioni, 1,1 milioni in più rispetto allo scorso anno. Relativamente alle prenotazioni effettuate con tempi prossimi alla soglia di garanzia, queste aumentano fino a 853 mila, mentre nello stesso periodo del 2025 erano 795 mila. Infine, le prenotazioni che scavallano i tempi di garanzia evidenziano una diminuzione in entrambi i servizi presi in considerazione: per le prime visite si passa da 2,14 milioni a 2,11 milioni, mentre per gli esami diagnostici da 1,089 milioni a 1,084 milioni. Il Bollettino analizza anche la situazione relativa all’andamento delle classi di priorità. Le richieste urgenti rientrano in quelle prestazioni che andrebbero erogate entro 3 giorni, quelle brevi entro 10 giorni, le differite entro 30 giorni e quelle programmate entro 120 giorni. Il miglioramento di queste erogazioni sono presenti nelle prime tre tipologie nel settore delle prime visite, mentre per le prestazioni programmate si vede una stabilità rispetto all’anno precedente. Gli esami diagnostici invece osservano un miglioramento sotto tutte e quattro le classi di priorità, con una maggiore rilevanza per quelle urgenti, il cui rispetto dei tempi di garanzia passa dal 74,2% al 77,3%. Sulle tipologie di visite che vedono la percentuale più alta di rispetto tempi di attesa primeggiano quelle oncologiche, con il 95,3%. A vedere dei miglioramenti importanti sono le visite dermatologiche (da 65,8% a 69,9%), le visite di medicina fisica e riabilitazione (da 79,3% a 83%) e anche quelle di pneumologia (da 79,7% a 82,1%). Dal lato degli esami diagnostici è presente un peggioramento, la risonanza magnetica infatti passa dall’84,8% all’82,4%. Migliora invece il rispetto dei tempi di attesa per le altre prestazioni, in particolare per la colonscopia (da 62,8% a 69,3%), per l’ecografia dell’addome (da 84,7% all’87%) e la gastroscopia (da 68,6% a 72,6%). I dati nazionali fin qui presentati sono sicuramente un elemento positivo, anche se fotografano solamente una piccola parte della situazione della sanità nazionale. Il quadro del rispetto dei tempi di attesa di prime visite ed esami diagnostici, tra l'altro, varia fortemente tra le regioni italiane. IL DATO REGIONALE - La regione Marche figura tra le prime quattro regioni all’interno della categoria con performance oltre il 90% per ciò che riguarda entrambe le prestazioni, posizionandosi terza in quella delle prime visite con il 94,7% (+1,5% rispetto al 2025) e quarta in quella degli esami diagnostici con il 92,5% (+2,5% rispetto al 2025). Insieme alle Marche, anche Basilicata, Lazio, Veneto, Campania e Toscana. Quelle che invece si posizionano sotto il 70% sono, unendo le categorie delle prime visite e esami diagnostici Puglia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Valle d’Aosta. Un altro elemento da prendere in considerazione è l’appropriatezza prescrittiva e la distribuzione delle richieste tra le varie classi di priorità. Ciò che si evince è un utilizzo non appropriato della classe di priorità P. Questo tipo di classe di priorità è spesso riconducibile ad attività di controllo e follow-up che tendenzialmente rientrano nei secondi accessi e questo evidenzia pertanto criticità nei processi di presa in carico dei pazienti e sulla capacità di programmazione del sistema sanitario. All’interno del Bollettino si evidenzia anche un’iniziativa presa da parte della regione Marche per cercare di migliorare la gestione delle liste di attesa, focalizzando l’attenzione sull’organizzazione dei servizi e sull’appropriatezza delle prescrizioni. Quanto sviluppato è collegato al Sistema di Accoglienza Regionale che raccoglie quotidianamente le ricette di visite specialistiche e esami diagnostici, analizzandole e individuandone eventuali incoerenze, in modo tale da permettere alle Aziende sanitarie di potersi confrontare con i medici prescrittori. L’obiettivo è verificare una corretta coerenza tra quesito diagnostico, prestazione, tipo di accesso e classi di priorità. Sono state oltre 18 milioni le ricette analizzate a partire dal gennaio 2025 e tra queste analisi sono risultate incoerenti con il primo accesso più di 50 mila prescrizioni di visite specialistiche con quesito diagnostico. Tra i mesi di agosto e settembre 2026, inoltre, sono state circa 200 le comunicazioni ai medici per vagliare la correttezza di alcune prescrizioni.

Sanità, altri 2 milioni per le assunzioni nelle Marche: 205mila euro all'Ast di Macerata

Sanità, altri 2 milioni per le assunzioni nelle Marche: 205mila euro all'Ast di Macerata

20/10/2026 11:30

Altri 2 milioni di euro per aumentare la capacità di assunzione della sanità marchigiana. La Giunta regionale ha approvato un nuovo incremento del tetto di spesa per il personale delle aziende sanitarie e ospedaliere, portando a oltre 970 milioni di euro il limite complessivo del Servizio sanitario regionale. Per l’Ast di Macerata sono previsti 205.185 euro aggiuntivi, destinati a sostenere il potenziamento dei servizi sul territorio. Si tratta del terzo intervento del 2026, dopo i 9,5 milioni di euro approvati a gennaio e i 4,6 milioni di giugno. Con l’ultimo provvedimento, l’aumento complessivo del tetto di spesa autorizzato nel corso dell’anno supera così i 16 milioni di euro. Le risorse sono ripartite tra le cinque Aziende sanitarie territoriali, l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche e l’Inrca. Nel dettaglio, 335.100 euro sono destinati all’Ast di Pesaro Urbino, 610.323 euro a quella di Ancona, 205.185 euro a Macerata, 313.208 euro a Fermo e 236.184 euro ad Ascoli Piceno. All’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche spettano 250mila euro, mentre all’Inrca sono assegnati 50mila euro. L’obiettivo è rafforzare la sanità territoriale, sostenere l’attivazione delle Case della Comunità e potenziare i nuovi ambulatori dedicati ai bisogni non differibili, collegati con i pronto soccorso. Per queste strutture sono previste anche risorse aggiuntive destinate alle Case della Comunità di Vallefoglia, Cupramontana, Sassoferrato, Arcevia, Porto Sant’Elpidio, Montegiorgio e Ripatransone, che si aggiungono alle 29 inizialmente individuate con personale già finanziato. «Con questo provvedimento diamo ulteriore sostegno alla sanità marchigiana. È il terzo intervento della Giunta dall’inizio dell’anno per aumentare la capacità di assunzione delle aziende del Servizio sanitario regionale», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, sottolineando la necessità di rafforzare i servizi negli ospedali e sul territorio. Tra gli esempi citati dall’assessore figura Montegiorgio, dove il personale aggiuntivo dovrà contribuire anche al progetto Smart Village: un modello di welfare e assistenza sociosanitaria domiciliare personalizzata rivolto soprattutto agli over 75, con l’obiettivo di favorire l’autonomia delle persone anziane e la permanenza nella propria abitazione. L’aumento delle risorse si inserisce in un percorso che, nei mesi scorsi, ha già interessato anche l’Ast di Macerata. Ad aprile la Regione aveva approvato i nuovi piani occupazionali per le aziende sanitarie di Macerata e Fermo, programmando rispettivamente 172 e 104 nuove assunzioni. I posti riguardano in larga parte personale sanitario, tra medici, infermieri, tecnici e operatori sociosanitari, oltre a figure amministrative. Resta tuttavia da verificare in quale misura gli incrementi del tetto di spesa si traducano in nuovi ingressi e in un effettivo rafforzamento dei servizi. Il tema è stato sollevato anche dalla Cisl Fp Marche, che il 14 ottobre, dopo un incontro con la Regione, ha definito positivo l’aumento delle risorse per il personale, giudicandolo però ancora parziale rispetto al fabbisogno delle aziende sanitarie. Il sindacato ha chiesto di conoscere i dati sulle assunzioni già effettuate e ha espresso la preoccupazione che una parte dei reclutamenti possa essere stata assorbita dalle necessità della rete ospedaliera, anziché essere destinata al potenziamento dell’assistenza territoriale. Una questione rilevante soprattutto in vista dell’operatività delle Case della Comunità e dei nuovi servizi che dovrebbero contribuire a garantire risposte più vicine ai cittadini. L’incremento del tetto di spesa rappresenta quindi un margine economico aggiuntivo per il reclutamento del personale. La sua ricaduta concreta dipenderà dalle procedure di assunzione, dalla disponibilità dei professionisti e dalla capacità delle aziende sanitarie di destinare le nuove risorse ai servizi che ne hanno maggiore necessità.

Sport

Aurora Treia, una Manna dal cielo: "La società più struttura che ho incontrato. C'è voglia di vincere"

Aurora Treia, una Manna dal cielo: "La società più struttura che ho incontrato. C'è voglia di vincere"

23/10/2026 17:30

Domenica ci sarà la giornata numero 8 di Eccellenza Marche. L'Aurora Treia, seconda in graduatoria con 16 punti, giocherà la sua partita del turno sfidando a domicilio il Tolentino (cinque lunghezze in meno), per una sfida molto suggestiva. Allo stadio Capponi, orario d'inizio 15:00, andrà in scena il terzo match in un mese tra biancorossi e cremisi. Lo score stagionale in realtà è positivo per i biancorossi, dato che in Coppa hanno eliminato i futuri avversari e vinto in casa con un netto 4-0, ma come spiega, il centrocampista Diego Manna, stavolta sarà tutta un’altra gara: "Sicuramente col Tolentino sarà una partita complicata, come in questo campionato lo sono tutte. Del Tolentino abbiamo avuto un assaggio in Coppa di come potrà essere la sfida, ma domenica sarà diverso rispetto l’andata di coppa dove abbiamo vinto 4-0". Manna, uno degli ex della gara, continua poi così: "Avremo davanti una squadra organizzata a cui piace il dominio del gioco, cosa che ho visto avendo conosciuto già l’ambiente e il mister Passarini giocandoci insieme. Rispetto alle gare precedenti loro cercheranno di imporre il gioco: noi dovremo farci trovare dalla nostra ed essere pronti anche a ripartire con le nostre prime punte di attacco". È il primo anno per Manna allo stadio Capponi ma sin da subito il ragazzo si è trovato bene con il club cuciniero: "Mi sto trovando molto bene: l'Aurora è una società molto organizzata e mi sento di poter dire che credo, per ora, di non aver mai incontrato una società così ben strutturata. Ho visto nella dirigenza una grande convinzione e voglia di vincere del patron Giulianelli. Questi due elementi sono stati fondamentali per decidere ad inizio anno di approdare nell'Aurora quando sono stato contattato dalla società". Arbitra Ballarò di Pesaro, assistenti Federici di Ascoli Piceno e Negusanti di Pesaro.

Maceratese, ecco Mbaye: dalla Recanatese arriva un nuovo centrocampista

Maceratese, ecco Mbaye: dalla Recanatese arriva un nuovo centrocampista

23/10/2026 17:00

Nuovo innesto per la Maceratese. La società biancorossa ha ufficializzato nelle scorse ore l’ingaggio del centrocampista Alioune Mbaye, classe 2004 originario del Senegal. Il suo nome circolava da qualche tempo tra le indiscrezioni di mercato. Il club continua così a muoversi tra entrate e uscite: Mbaye si aggiunge a Tardini, già arrivato, mentre Branco ha lasciato la squadra. Il giovane centrocampista ha un passato nel Morro d’Oro, nella Sambenedettese, nel Giulianova e nel Chieti. Arriva dalla Recanatese, con cui ha disputato la prima parte della stagione collezionando 9 presenze tra campionato e coppa. Tra queste anche la sfida di coppa dello scorso agosto, vinta dai leopardiani proprio contro la Maceratese. Queste le sue prime parole da biancorosso: «Sono contento di approdare in una piazza importante e in una squadra storica come la Maceratese. Sono pronto a lottare e dare tutto per questi colori». Mbaye è un rinforzo in più per mister Alfonsi, che lo avrà a disposizione nei prossimi impegni casalinghi all’Helvia Recina “Pino Brizi”, contro K-Sport Montecchio Gallo e Angelana. Per la squadra sono due occasioni per risalire in classifica. Prevendite e arbitri. In vista della gara sono già disponibili i biglietti online su Vivaticket. In alternativa si possono acquistare presso la tabaccheria Monachesi, fino alle 20:00 di sabato 24 ottobre.   Il derby di domenica sarà diretto da Fresu di Sassari, coadiuvato dagli assistenti Rotatori di Ciampino e Del Prete di Frattamaggiore.

Economia

Marche, imprese in crescita: 251 attività in più nel terzo trimestre. Macerata segna +77

Marche, imprese in crescita: 251 attività in più nel terzo trimestre. Macerata segna +77

22/10/2026 13:00

Il sistema imprenditoriale marchigiano chiude il terzo trimestre del 2026 con 251 imprese in più, di cui 77 nella provincia di Macerata. Tra luglio e settembre le iscrizioni al Registro delle imprese sono state 1.425, a fronte di 1.174 cessazioni nette. Il tasso di crescita regionale si attesta così allo 0,17%, al di sotto della media nazionale dello 0,32%. È quanto emerge da Movimprese, l’elaborazione statistica trimestrale di Unioncamere basata sui dati del Registro delle imprese, con l’approfondimento regionale curato dalla Camera di Commercio delle Marche. Il risultato conferma una dinamica positiva per il tessuto economico regionale, seppure con un ritmo più contenuto rispetto al dato italiano. L’andamento del 2026 mostra due trimestri in crescita, dopo la partenza negativa dei primi tre mesi dell’anno: al -0,26% del primo trimestre sono seguiti il +0,51% del secondo e il +0,17% del terzo. Nel Maceratese il saldo è positivo per 77 imprese, con un tasso di crescita dello 0,23%. Un risultato che colloca la provincia al secondo posto nelle Marche per incremento percentuale, dietro ad Ascoli Piceno, che registra 88 attività in più e una crescita dello 0,41%. Segue Pesaro e Urbino, con 81 imprese aggiuntive e un tasso dello 0,24%. Più contenuta la crescita di Ancona, che chiude il trimestre con un saldo positivo di 25 imprese e una variazione dello 0,07%. L’unica provincia in controtendenza è Fermo, dove si registra una perdita di 20 attività e un tasso negativo dello 0,11%. Al 30 settembre 2026, le imprese registrate nelle Marche sono complessivamente 145.704, delle quali 131.128 attive. A trainare la crescita sono soprattutto le società di capitali, che nel trimestre fanno segnare un saldo positivo di 330 imprese, con un tasso dello 0,73%, in linea con quello nazionale. Un dato che conferma una tendenza ormai consolidata verso forme societarie più strutturate. Sul fronte dei settori economici, gli aumenti più consistenti riguardano i servizi di alloggio e ristorazione, con 76 imprese in più, seguiti dalle costruzioni (+65) e dalle attività immobiliari (+62). Positivi anche i risultati delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+49) e dei servizi finanziari e assicurativi (+48). Segnali favorevoli arrivano inoltre dagli altri servizi, dalle attività amministrative e di supporto, dai comparti artistici e sportivi e dai servizi informatici. Non mancano, tuttavia, le criticità. Il commercio registra una flessione di 13 imprese, l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca perdono 12 attività, mentre il manifatturiero segna un saldo negativo di cinque imprese. "I dati restituiscono un quadro articolato: il sistema imprenditoriale marchigiano mantiene un saldo positivo, ma con differenze significative tra settori e territori", commenta Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche. "Le variazioni negative di comparti tradizionali richiedono attenzione. Il nostro impegno è accompagnare le imprese nelle sfide della competitività, sostenendole nell’apertura ai mercati internazionali attraverso incontri B2B e iniziative di internazionalizzazione, nei percorsi di digitalizzazione e nell’adozione di modelli di sviluppo sostenibili, capaci di coniugare solidità economica, responsabilità sociale e attenzione all’ambiente", aggiunge Sabatini. L’obiettivo, sottolinea il presidente, è mettere a disposizione strumenti concreti per rafforzare la capacità delle imprese di affrontare i cambiamenti e cogliere nuove opportunità di crescita.

Energia e carburanti, stangata da 918 milioni nelle Marche: "A rischio investimenti e occupazione"

Energia e carburanti, stangata da 918 milioni nelle Marche: "A rischio investimenti e occupazione"

19/10/2026 11:22

Il caro energia torna a pesare sui bilanci di famiglie e imprese, con una stangata che, nelle Marche, potrebbe avvicinarsi ai 918 milioni di euro nel 2026. È la stima elaborata dal Centro Studi Cna Marche sulla base di un aumento medio del 20% dei prezzi di energia e carburanti. Un rincaro che rischia di sottrarre risorse ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle aziende, mettendo sotto pressione la competitività del sistema produttivo regionale. Secondo l'analisi della Cna che proietta sull'intero anno l'andamento dei consumi e della spesa energetica, a livello nazionale il conto complessivo per benzina, gasolio, elettricità e gas potrebbe raggiungere i 206 miliardi di euro. Si tratta di oltre 33 miliardi in più rispetto al 2025 e di una cifra superiore anche ai 202 miliardi registrati nel 2022, durante la precedente crisi energetica. Le conseguenze sarebbero significative sia per le famiglie, con un aggravio medio superiore ai 500 euro annui, sia per le imprese, per le quali il costo aggiuntivo medio supererebbe i 4.500 euro. Nel dettaglio regionale, la maggiore spesa stimata ammonta a circa 918 milioni di euro. Di questi, oltre 328 milioni ricadrebbero sulle famiglie marchigiane, mentre circa 589 milioni graverebbero sulle imprese. Un impatto rilevante per un territorio in cui il tessuto economico è composto in larga parte da piccole e medie attività, spesso particolarmente esposte alle variazioni dei costi energetici. A incidere è soprattutto la dinamica dei carburanti. Nei primi otto mesi del 2026, secondo i dati richiamati dalla CNA, i consumi di gasolio per autotrazione sono diminuiti del 4,3%, ma la spesa è aumentata del 12,6%. Per la benzina si registra invece una crescita dei consumi del 4,8%, accompagnata da un incremento della spesa del 9,6%. Se la tendenza dovesse proseguire, il conto annuale dei carburanti arriverebbe a 74,4 miliardi di euro, contro i 66,6 miliardi dell'anno precedente. La pressione sui bilanci si avverte anche nel Maceratese, dove i prezzi dei carburanti restano elevati. In base ai dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 13 ottobre, la benzina self-service costa in media 2,020 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge i 2,224 euro. Valori che incidono direttamente sui costi di esercizio di numerose attività economiche del territorio, dal manifatturiero al sistema casa, dall'agroalimentare all'autoriparazione, fino al settore dei trasporti. Per queste imprese, l'aumento delle spese per carburanti, elettricità e gas rischia di comprimere i margini e ridurre la capacità di investire. «Ogni misura che contribuisce a ridurre il prezzo alla pompa è positiva – sottolinea Simone Giglietti, presidente di Cna Macerata – ma occorre prestare attenzione a come viene distribuito lo sforzo lungo la filiera. Non sarebbe equilibrato se una parte rilevante della calmierazione finisse per gravare proprio sui gestori degli impianti, spesso piccole imprese che rappresentano l'ultimo anello della catena. È necessario che il contributo alla riduzione dei prezzi sia sostenibile e proporzionato lungo tutti i passaggi della filiera». Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i carburanti. Anche le bollette di elettricità e gas continuano a rappresentare una voce di spesa critica, rendendo necessario un intervento che vada oltre le misure temporanee. Per la CNA, la riduzione strutturale del costo dell'energia deve diventare una priorità della politica economica. Tra le proposte avanzate a livello nazionale figura l'istituzione, nella prossima legge di bilancio, di un fondo da un miliardo di euro all'anno per sostenere la realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici destinati all'autoproduzione delle imprese. L'obiettivo è ridurre la spesa energetica e limitare la dipendenza dalle oscillazioni dei mercati. «Per le nostre imprese bollette e carburanti più cari significano meno risorse per investire, innovare e creare occupazione – conclude Giglietti –. Servono interventi immediati, ma anche strumenti che consentano alle aziende di diventare progressivamente meno dipendenti dalle oscillazioni dei mercati energetici. Per un territorio produttivo come il nostro è una questione di competitività e di capacità di programmare il futuro».

Scuola e università

Giovanni Amoroso torna a Macerata: "La Costituzione è il patto che ci tiene insieme" (FOTO e VIDEO)

Giovanni Amoroso torna a Macerata: "La Costituzione è il patto che ci tiene insieme" (FOTO e VIDEO)

22/10/2026 18:30

Questa mattina alla Loggia del Grano apertura dell’anno accademico per il dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali. Una mattinata che ha avuto l’onore di ospitare il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e che ha concentrato la sua attenzione su due importanti anniversari; quello degli ottanta anni dalla nascita della Repubblica Italiana e quello dei settanta anni dall’istituzione della Corte Costituzionale. "La Costituzione è in buona salute, oggi voglio portare un messaggio di ottimismo" - afferma il presidente -. "Parlare agli studenti della Costituzione è importante perché è il patto fondativo che ci tiene assieme e che fa comunità, quindi è importante che la conoscano e che sappiano come è nata". Per il presidente un ritorno nella città di Macerata, dove alla fine degli anni Ottanta è stato professore di diritto civile: "Ritorno molto volentieri e ricordo che quando venivo qui stavo bene, perché sentivo una città universitaria, incontravo gli studenti e sentivo questa sensazione di vicinanza e di college che mi ha lasciato proprio un bel ricordo". Nel corso degli interventi si è ricordato il valore che il voto di ottanta anni fa ebbe per il nostro paese, conferendo alla “nascente Repubblica una legittimazione pienamente popolare” per riprendere le parole della professoressa Laura Vagni, prorettrice per la Didattica, che continua: “Oggi il referendum resta uno strumento prezioso di democrazia”. La professoressa ha anche annunciato l’avvio di un corso di formazione in collaborazione con la Prefettura di Macerata, che unisce i principi costituzionali alla pratica del seggio elettorale, aperto agli studenti e alle studentesse. A intervenire anche il professor Ronald Car, presidente del Consiglio della Classe LM-52 che ha ricordato il traguardo dei quindici anni del corso di laurea e le soddisfazioni raccolte sotto il punto di vista dell’accoglienza degli studenti stranieri arrivati a Macerata tramite programmi di mobilità. Il professor Uoldelul Chelati Dirar, delegato della presidente del Consiglio unificato delle Classi L-36 e LM-62 si è invece soffermato sulla trasformazione che è stata fatta al corso di studi di scienze politiche ed internazionali, ricalibrando la centralità del percorso formativo sulla realtà contemporanea e sulle sue sfide. Linguaggio e comunicazione, le parole al centro dell’intervento della professoressa Alessia Bertolazzi, presidente del Consiglio Unificato delle Classi L-20 e LM-19, che ha ripreso l’articolo 3 della Costituzione definendolo “un testo che ha immaginato un paese più giusto di quello che esisteva precedentemente e ha chiesto alla Repubblica di raggiungerlo”. "Più domande farete, più dubbi solleverete, più conoscerete ciò che vi circonda, più sarete liberi, perché la libertà è sempre libertà di scelta", ha detto rivolgendosi agli studenti il direttore del Dipartimento Angelo Ventrone. Infine, la parola anche al rappresentante della Comunità Studentessa, il dottor Stefano di Carlo che ha ribadito l’importanza della garanzia di quei diritti costituzionali: “La presenza del presidente della Consulta ci ricorda che la Costituzione è stata pensata proprio per questo, per impedire che si travalichino i diritti. La Costituzione è un testo vivo, scritto con la resistenza, con le lotte per il suffragio e per la giustizia sociale, e vive solo se la difendiamo nelle aule, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e nella vita di ogni giorno”. Nella seconda parte dell’incontro la proiezione di filmati dell’Archivio storico dell’Istituto Luce sulle date storiche del 1946 e 1956 e la lectio inaugurale del presidente Giovanni Amoroso che ne ha ripercorso le tappe fondamentali per il loro raggiungimento.

Ex compagni di classe si ritrovano dopo 40 anni: la rimpatriata degli ex studenti del "Corridoni"

Ex compagni di classe si ritrovano dopo 40 anni: la rimpatriata degli ex studenti del "Corridoni"

21/10/2026 20:10

Quarant’anni dopo il diploma, il registro è ancora aperto. Qualche capello è sparito, qualcuno è diventato bianco e gli occhiali sono ormai quasi indispensabili, ma lo spirito è rimasto quello dei ragazzi del 1986. Da luglio 1986 a ottobre 2026: gli ex studenti dell’Istituto tecnico commerciale “F. Corridoni” si sono ritrovati per festeggiare i 40 anni dal diploma di ragioniere, in una rimpatriata che, più che una cena, si è trasformata in un viaggio nel tempo. C’è chi ha percorso centinaia di chilometri pur di non mancare all’appello. Perché certi appuntamenti non si possono perdere, soprattutto quando ad aspettarti ci sono persone con cui hai condiviso cinque anni di scuola e una quantità imprecisata di marachelle. È bastato sedersi a tavola perché tornassero a galla interrogazioni da incubo, compiti in classe, episodi esilaranti e gli indimenticabili professori e professoresse. Quelli che quarant’anni fa facevano tremare le ginocchia e che oggi, incredibilmente, fanno sorridere al solo ricordo. Tra un aneddoto e l’altro, qualcuno ha dimostrato una memoria sorprendente, riportando alla luce episodi che altri avrebbero volentieri lasciato sepolti nel 1986. Qualcun altro, invece, ha continuato a negare ogni responsabilità. Proprio come allora. Ma dietro le risate e le immancabili prese in giro c’è qualcosa che va ben oltre la nostalgia. Quei ragazzi, infatti, non sono rimasti soltanto ex compagni di scuola: sono diventati amici, per alcuni amici veri, di quelli che ci sono sempre, nei momenti belli e in quelli difficili. Legami costruiti sulla fiducia e sul sostegno reciproco, che nemmeno quarant’anni sono riusciti a scalfire. Anche chi non ha potuto partecipare ha voluto essere presente con messaggi e abbracci a distanza. Un segno che, in fondo, quella classe non si è mai davvero sciolta. A rispondere all’appello, questa volta senza il timore di un’interrogazione, sono stati Alfredo Benedetti, Paolo Carpineti, Tonino Marini, Paolo Sciocchetti, Claudio Santini, Gianluca Bevilacqua, Antonio Santini, Bibiana Vagni, Sabina Boschi, Fabio Scoponi, Silvia Biondi, Giuseppe Berrettoni, Simona Tassetti, Franco Moschini, Fabio Compieta e Paola Gnocchini. Un elenco che, quarant’anni dopo, somiglia ancora a quello del vecchio registro di classe. Con una differenza: stavolta nessuno rischiava un brutto voto, al massimo qualche presa in giro. E quando è arrivata la torta con quel numero, 40, qualcuno avrà certamente pensato a un errore di contabilità. Possibile che sia passato tutto questo tempo? Eppure è bastata una serata per ritrovarsi di nuovo diciottenni, con la stessa voglia di ridere, scherzare e stare insieme. Una cosa ha messo tutti d’accordo: mai più aspettare così tanto per rivedersi. Meglio organizzare incontri più frequenti, prima che per riconoscersi servano le fotografie dell’album di classe. Del resto, dopo quarant’anni di bilanci, dare e avere, entrate e uscite, questi ragionieri un conto lo sanno ancora fare benissimo: 40 anni trascorsi, migliaia di ricordi, infinite risate e amicizie che non hanno prezzo. Il bilancio? Decisamente in attivo.

Cultura

"Torquato Tasso" di Cingolani torna a splendere: firmata la convenzione per il restauro

"Torquato Tasso" di Cingolani torna a splendere: firmata la convenzione per il restauro

23/10/2026 15:12

Una pagina della storia culturale di Macerata si prepara a tornare alla bellezza originaria grazie alla collaborazione tra istituzioni e imprese. È stata firmata la convenzione tra la Provincia, il Comune di Macerata e la ditta Sardellini Costruzioni per il restauro della tela Torquato Tasso che sottopone la Gerusalemme liberata all’Accademia dei Catenati di Macerata, realizzata nel 1903 dal pittore maceratese Giovanni Cingolani e di proprietà della Provincia. L’iniziativa nasce dalla volontà della Sardellini che, per celebrare gli 80 anni di attività, ha chiesto alla Provincia di poter restaurare gratuitamente il dipinto. La tela racconta il 1° novembre 1587, quando Torquato Tasso, durante un breve soggiorno a Macerata, sottopose il poema Gerusalemme liberata agli accademici dei Catenati. Un episodio che testimonia il ruolo della città nella vita culturale dell’epoca e che Cingolani ha tradotto in una preziosa testimonianza pittorica. Il restauro sarà realizzato dai restauratori della Sardellini Costruzioni, coordinati dalla direzione tecnica del restauratore Alfredo Beleggia. Per l’intervento sono stati acquisiti tutti i pareri della Soprintendenza. Una volta concluso, il dipinto sarà esposto a Palazzo Buonaccorsi, grazie alla collaborazione con il Comune e con i Musei Civici, e vi resterà visibile al pubblico fino al termine dei lavori alla Prefettura. La valorizzazione della tela si inserisce in un quadro avviato dalla Provincia, promotrice nel 2024 di un accordo di collaborazione scientifica con l’Università di Macerata per catalogare le opere d’arte mobili della Prefettura, in vista dei lavori di miglioramento sismico. Le responsabili scientifiche per l’ateneo sono state le professoresse Francesca Coltrinari e Patrizia Dragoni, del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del Turismo. «Questa operazione rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni e imprese possa tradursi in un risultato importante per l’intera comunità», sottolinea il presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci. Per lui non si tratta solo di riportare allo splendore una tela di grande valore, ma di restituirla ai cittadini e ai visitatori: «Prendersene cura significa investire nella cultura e rafforzare il legame con la storia del nostro territorio». Gentilucci ha ringraziato il Comune per la disponibilità e la Sardellini per la scelta di celebrare i suoi 80 anni con «un gesto di autentico mecenatismo». Soddisfazione anche dal sindaco Sandro Parcaroli, secondo cui la collaborazione tra enti pubblici e imprese è «la chiave vincente per la cura del nostro patrimonio». La tela di Cingolani, aggiunge, «tornerà così a splendere e a essere pienamente fruibile da parte di cittadini e visitatori».   Tobia Sardellini, direttore tecnico e commerciale dell’azienda, spiega che la scelta nasce dal «profondo legame» con il territorio maceratese e si inserisce in un percorso di specializzazione nel restauro dei beni culturali, che l’azienda intende ora estendere alle opere d’arte mobili, come i dipinti su tela. Celebrare gli 80 anni con un gesto concreto per la comunità, conclude, significa «dare continuità alla nostra storia imprenditoriale».

Tolentino, chiusa la settima edizione del diVento Festival: Tarkovskij e Bianco conquistano il pubblico

Tolentino, chiusa la settima edizione del diVento Festival: Tarkovskij e Bianco conquistano il pubblico

22/10/2026 17:46

Calato il sipario sulla settima edizione del diVento Festival, andata in scena lo scorso weekend a Tolentino. Il tema scelto, «Il tempo è quando ci sei tu», ha trovato riscontro nelle giornate di festival: organizzatori, artisti e pubblico parlano di un clima di accoglienza e di attenzione reciproca, in cui gli incontri culturali hanno lasciato spazio anche alla condivisione e alla nascita di nuove amicizie. Sabato. La giornata si è aperta con la riapertura di Fabrica City, spazio restituito alla comunità e pensato come luogo di incontro. Qui il pubblico ha ascoltato lo scrittore Giancarlo Pontiggia, protagonista di un intenso approfondimento sul cinema di Tarkovskij. Spazio poi a un lavoro teatrale e sonoro dedicato ad Anna Claudi, figura anticonformista la cui opera pittorica e il cui pensiero, è stato sottolineato, hanno ancora molto da dire all’oggi. In serata il concerto del musicista torinese Bianco, che ha alternato canzoni e racconti personali, coinvolgendo la platea con un registro semplice e diretto. Domenica. Al Politeama Franco Moschini la giornata è iniziata con Sara Cipolletti e il suo studio sul paesaggio, sulle ferite che lo segnano e sulle trasformazioni nel tempo. Poi il momento più atteso, dedicato a Andrej Tarkovskij. Moderati dal direttore artistico Gianfranco Lauretano, sono intervenuti l’editore e fotografo Andrea Ulivi, la docente Giuseppina Larocca e Andrej Andreevič Tarkovskij, figlio del regista. È stato proiettato il film-documentario da lui realizzato,"Andrej Tarkovskij. Il cinema come preghiera", che ripercorre una biografia segnata da sofferenze, difficoltà storiche e dalla lontananza forzata dagli affetti e dalla patria, trasformata in arte e testimonianza universali. Tra gli interventi, quello di Ulivi, che ha raccontato il proprio legame con il regista: «Tarkovskij e i suoi film mi hanno cambiato la vita». Un cinema, è stato ricordato nel corso della serata, che abbraccia spiritualità, affetti, natura e politica e che mette lo spettatore davanti al contrasto tra bene e male e alla libertà della scelta.   Il bilancio. L’associazione «Tolentino Arte e Cultura» e lo staff del festival chiudono l’edizione con un ringraziamento a quanti hanno partecipato. Per gli organizzatori il diVento Festival si conferma un appuntamento importante per la crescita del territorio, un progetto che «vince la scommessa» quando arte e conoscenza si mettono al servizio delle relazioni umane.

Eventi

Recanati, "Oltre i confini": l'oro olimpico Deromedis e la paralimpica Sileoni incontrano gli studenti

Recanati, "Oltre i confini": l'oro olimpico Deromedis e la paralimpica Sileoni incontrano gli studenti

23/10/2026 15:50

Superare i propri limiti, credere in se stessi e affrontare le difficoltà senza perdere di vista i valori fondamentali. È il messaggio al centro di "Oltre i confini", l'incontro che ha portato nell'Aula Magna del Palazzo comunale di Recanati Simone Deromedis, campione olimpico di ski cross, e Federica Sileoni, atleta paralimpica recanatese di paradressage. Due percorsi sportivi differenti, accomunati dalla capacità di trasformare impegno, sacrificio e determinazione in strumenti per affrontare le sfide, dentro e fuori dalle competizioni. L'iniziativa è stata promossa dal consigliere comunale Enrico Gelosi Enrici, con il sostegno dell'amministrazione comunale e in collaborazione con lo Sci Club di Recanati. All'incontro sono stati invitati gli studenti del liceo “Leopardi” e dell'IIS “Bonifazi”, con l'obiettivo di trasmettere ai più giovani il valore della conoscenza di sé e della scoperta delle proprie risorse, mostrando come il percorso verso un obiettivo sia importante tanto quanto il risultato finale. Deromedis, atleta delle Fiamme Gialle, è reduce dalla medaglia d'oro nello ski cross alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Nel suo palmarès figura anche il titolo mondiale conquistato nel 2023 in Georgia, mentre oggi occupa il vertice della classifica mondiale della sua disciplina. Accanto a lui, Federica Sileoni, atleta paralimpica originaria di Recanati, che ha partecipato ai Giochi di Tokyo 2020 e Parigi 2024 nel paradressage. "Sono molto orgoglioso di questo incontro che unisce lo sport olimpico con quello paralimpico e di aver portato a Recanati un atleta medaglia d'oro", ha dichiarato il consigliere Enrico Gelosi Enrici, ringraziando gli assessori Maurizio Paoletti ed Emanuela Pergolesi per il sostegno all'iniziativa. "Il messaggio di questo evento è molto legato ai ragazzi e vuole ricordare come essere guidati da valori sani come la lealtà, la correttezza, la fiducia in se stessi, l'impegno e il lavoro quotidiano paghi nella vita come nello sport, anche se non tutti possono vincere una medaglia d'oro. L'importante è poter agire perseguendo questi valori tutti i giorni", ha aggiunto. A raccontare il proprio percorso è stata anche Sileoni, che ha condiviso con gli studenti le scelte, i sacrifici e le esperienze che l'hanno accompagnata nella carriera sportiva. "È un piacere per me essere stata invitata all'evento e poter raccontare e condividere la mia passione e il mio percorso, fatto di scelte sportive ma anche di vita e di sacrifici che mi hanno portato a superare ogni limite", ha spiegato l'atleta recanatese. "Nello sport, paralimpico e non, noi sportivi ci troviamo spesso a superare i limiti, in primis i nostri, per migliorare di gara in gara. Il mondo paralimpico mi ha permesso a maggior ragione di vivere e conoscere storie di vita dove la voglia di arrivare è molto più grande delle difficoltà da superare", ha aggiunto Sileoni. Sulla stessa linea il messaggio di Deromedis, che ha sottolineato come la pratica sportiva rappresenti un'occasione continua per riconoscere le proprie capacità e lavorare sui punti deboli: "Lo sport è la disciplina per eccellenza per provare a superare i propri limiti. Siamo chiamati a farlo in ogni prova, negli allenamenti, cercando di riconoscerli prima e poi di attivarsi per andare oltre di loro". Per il campione olimpico, il valore dello sport non si esaurisce nella vittoria: "Può essere anche maestro di vita, insegnarci a farci condurre dai valori come l'impegno, la lealtà, la forza d'animo per affrontare le prove, sportive e della vita. Poi non è necessario vincere un'Olimpiade, basta riuscire a trovare un proprio equilibrio ed essere in pace con noi stessi". A chiudere l'incontro è stato l'assessore allo Sport Maurizio Paoletti, che ha evidenziato il ruolo educativo dei due atleti e l'importanza di proporre ai giovani esempi positivi. "Deromedis e Sileoni sono esempi importanti di come attraverso il lavoro, ma anche la lealtà verso gli avversari, si possano raggiungere risultati importanti nello sport, che poi possono tradursi anche in un atteggiamento positivo nella vita quotidiana", ha affermato. Paoletti ha quindi ringraziato lo Sci Club e il consigliere Gelosi Enrici per aver organizzato l'appuntamento, sottolineando come lo sport possa diventare uno strumento per conoscere i propri limiti e le proprie risorse, ben oltre la dimensione della competizione. Alla giornata hanno preso parte anche il vicesindaco Roberto Bartomeoli, l'assessore alla Scuola Emanuela Pergolesi, il presidente del Coni Marche Fabio Luna, la senatrice Elena Leonardi e il campione di motociclismo Franco Uncini, insieme agli studenti degli istituti coinvolti.

Tolentino, Millimetri riparte con "Essi vivono": cinema e serigrafia al Politeama

Tolentino, Millimetri riparte con "Essi vivono": cinema e serigrafia al Politeama

23/10/2026 15:00

Il cinema di John Carpenter incontra la stampa serigrafica per inaugurare la seconda edizione di Millimetri, la rassegna che esplora il rapporto tra cinema e design. L'appuntamento è per venerdì 30 ottobre al Politeama Franco Moschini di Tolentino, dove alle 21:15 sarà proiettato in 4K Essi vivono, il celebre film del regista statunitense. Ad anticipare la visione, alle 18:30, sarà un laboratorio di stampa serigrafica dal vivo a cura di MarcheLove. La manifestazione torna con un programma che punta a «misurare i limiti del visibile», attraversando generi e linguaggi diversi, dall'horror all'animazione fino al cinema d'autore. L'obiettivo è raccontare il design nelle sue molteplici forme attraverso la lente cinematografica, mettendo in relazione temi di attualità, sperimentazione e nuove progettualità. Sono sei gli appuntamenti previsti, con proiezioni affiancate da incontri, performance e laboratori per un'esperienza che va oltre la visione sullo schermo. Ad aprire la rassegna sarà Essi vivono, film diventato un cult che, a quasi quarant'anni dall'uscita, torna nelle sale in versione restaurata in 4K. La storia segue John Nada, un uomo che arriva a Los Angeles in cerca di lavoro, in una città segnata da povertà, disoccupazione e profonde disuguaglianze. Il ritrovamento di un paio di strani occhiali da sole gli permette di vedere ciò che normalmente resta nascosto: messaggi subliminali che invitano a obbedire, consumare e accettare il potere senza metterlo in discussione. La scoperta più inquietante riguarda però chi governa la società, perché dietro le sembianze umane si celano esseri extraterrestri. Un racconto che, attraverso il linguaggio della fantascienza, affronta temi come il controllo sociale, il consumismo e la manipolazione della realtà, in linea con il filo conduttore scelto per questa edizione di Millimetri: esplorare ciò che si nasconde oltre le apparenze. Prima della proiezione, spazio alla creatività con il laboratorio di stampa serigrafica live organizzato da MarcheLove, in programma alle 18:30. I partecipanti potranno portare una propria t-shirt o una tote bag da personalizzare oppure realizzare una stampa su carta da conservare. Al centro dell'attività ci sarà Strolleche, una delle grafiche originali del progetto MarcheLove, realtà creativa e culturale nata nelle Marche che rielabora parole, espressioni e immaginari del territorio attraverso il design e l'arte contemporanea. Il biglietto costa 7 euro e comprende sia il laboratorio sia la proiezione del film. Per partecipare al laboratorio, che prevede posti limitati, è obbligatoria la prenotazione attraverso il modulo online. I biglietti sono disponibili al botteghino del Politeama, in corso Garibaldi 80 a Tolentino, aperto dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e da tre ore prima di ogni spettacolo, oppure sul sito politeama.org/biglietti. Per l'occasione, venerdì 30 ottobre sarà aperta anche la Caffetteria del Politeama, dove sarà possibile concedersi un aperitivo o un cocktail prima o dopo la proiezione. Millimetri è organizzata dalla Fondazione Franco Moschini in collaborazione con la Fondazione Design Terrae, con il patrocinio della Fondazione Marche Cultura e della Marche Film Commission e il contributo di Estra Prometeo. Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 7 dicembre con "ERASERHEAD XIU XIU", live performance che farà tappa nelle Marche con un'unica data regionale del tour.

Curiosità

La Nicchia dei Sapori sbarca a Castelraimondo: inaugurata la nuova sede

La Nicchia dei Sapori sbarca a Castelraimondo: inaugurata la nuova sede

23/10/2026 14:00

La Nicchia dei Sapori cresce e apre una seconda sede a Castelraimondo, in piazza della Repubblica 20-21. Il nuovo locale è stato inaugurato giovedì 22 ottobre, con una serata molto partecipata: tante persone hanno assistito al taglio del nastro e hanno festeggiato con i titolari, approfittando dell’occasione per conoscere i nuovi spazi. L’attività è nata sette anni fa a Sefro dalla volontà dei titolari di realizzare un progetto nel proprio territorio, valorizzandone i prodotti e le tradizioni gastronomiche. Bistrot, gastronomia e alimentari, propone una selezione di prodotti prevalentemente locali e tipici, affiancata da specialità a base di trota a chilometro zero. Il lavoro quotidiano e la fiducia dei clienti hanno accompagnato la crescita dell’attività, fino alla scelta di aprire a Castelraimondo. La sede di Sefro continua regolarmente a funzionare, mentre il nuovo locale porta nel paese la stessa cura nella scelta dei prodotti e nella preparazione dei piatti. «A Sefro, casa nostra, abbiamo visto nascere e crescere la nostra attività e il rapporto con i clienti: quest’anno abbiamo festeggiato il settimo anniversario dell’apertura», racconta Paolo, titolare. «Nell’ultimo periodo nutrivamo il desiderio di far crescere ulteriormente la nostra realtà e sentivamo che era il momento giusto per farlo: abbiamo così deciso di rimboccarci le maniche e aprire una seconda sede, per essere ancora più presenti nel territorio e farci conoscere da sempre più persone». «Siamo felicissimi di iniziare questa nuova avventura e la partecipazione all’inaugurazione ci dà sicuramente una bella spinta per partire nel modo giusto», aggiunge. Poi i ringraziamenti a chi è passato a salutarli e a chi ha dato loro fiducia in questi anni, e l’invito ai clienti: «Ora non ci resta che rinnovare a tutti l’invito anche alla sede di Castelraimondo, vi aspettiamo».

Mangia il Carolina Reaper e sorride: Milena Magrini di Muccia campionessa italiana Superhot

Mangia il Carolina Reaper e sorride: Milena Magrini di Muccia campionessa italiana Superhot

22/10/2026 20:00

Una maceratese è campionessa italiana di peperoncino estremo. Sabato 17 ottobre, a Jesolo, durante la festa «M’illumino di spezie» nel centro storico, Milena Magrini, di Muccia, ha conquistato il titolo Superhot a pari merito con il pluricampione Carmelo Francavilla, detto il «Gladiatore», di Mesagne. La strada verso la finale era cominciata ad agosto a Serravalle di Chienti, durante la Festa del Peperoncino, dove si disputava una tappa di qualificazione. Il favorito era il campione uscente Andrea Liberati, ma a imporsi è stata Magrini, che ha affrontato il Carolina Reaper (oltre due milioni di unità Scoville) addirittura sorridendo. Liberati si è classificato secondo e lei ha ottenuto il pass per Jesolo. Anche in finale i pronostici erano per Francavilla, già vincitore di numerosi titoli nel circuito Superhot Italia e in altre competizioni. Il testa a testa è andato avanti fino agli ultimi peperoncini: Francavilla si è alzato un attimo prima della sfidante, ma giudici e pubblico hanno deciso di assegnare il primo posto a entrambi. Magrini è iscritta alla Delegazione Strampelli dell’Accademia Italiana del Peperoncino, la prima delegazione marchigiana, nata a Serravalle di Chienti. In gara ha avuto il sostegno dei Balacco’s Pepper di Grottazzolina, produttori legati alla stessa delegazione. Compagni e amici hanno seguito la finale in diretta Facebook. La delegazione Strampelli ha contribuito anche alla parte espositiva dell’evento, inviando alla mostra «Spezie di Fuoco» circa cento varietà di peperoncino da tutto il mondo, ognuna con una scheda informativa curata da Mirco Santacchi e Marco D’Ercole, che da anni si occupano della cultura e della coltivazione di queste piante.   Il campionato, giunto alla quinta edizione, è organizzato da Jack Pepper e Adriano Pepper De Luca che, con Daniele Berto, hanno fondato il marchio The Chilli Pirates, specializzato in eventi dedicati al peperoncino.

Varie

Sanità, a Macerata il confronto tra pubblico e privato: territorio, prevenzione e intelligenza artificiale al centro

Sanità, a Macerata il confronto tra pubblico e privato: territorio, prevenzione e intelligenza artificiale al centro

23/10/2026 19:45

Dalla medicina di prossimità al ruolo della sanità privata, passando per la prevenzione, la formazione e le nuove tecnologie. Si è svolto venerdì 23 ottobre, alla Filarmonica di Macerata, l’incontro “Territorio, Salute, Sostenibilità e Investimenti: il Futuro della Sanità”, un momento di confronto tra istituzioni, professionisti e realtà imprenditoriali per discutere le prospettive del sistema sanitario e le possibili sinergie tra pubblico e privato. L’iniziativa, ideata da Giovanni Torresi, titolare di TS Commercial e socio del Poliambulatorio Paidos, insieme a System Cleaning di Camerino, azienda attiva nel settore dei prodotti e delle sanificazioni, ha messo al centro le trasformazioni che interessano la sanità, con particolare attenzione alle esigenze del territorio, all’innovazione e alla sostenibilità dei servizi. «Abbiamo ideato insieme questa giornata in ambito sanitario, ma che va a relazionarsi con tutto il territorio, con l’idea di lasciare degli spunti interessanti per chi interviene e per chi ascolta», ha spiegato Torresi. Tra i temi affrontati, il ruolo delle Case della comunità e il possibile contributo del settore privato, non soltanto sul versante medico, ma anche per quanto riguarda l’igiene ambientale, l’intelligenza artificiale e le infrastrutture necessarie a garantire servizi capillari. «Dobbiamo capire quale potrebbe essere il supporto in ambito privato», ha aggiunto, sottolineando l’importanza di ragionare sulle necessità emerse con particolare evidenza negli ultimi anni. Tra gli interventi della serata quello di Paolo Calcinaro, assessore regionale alla Sanità, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare i servizi territoriali per alleggerire la pressione sugli ospedali. «In questo momento siamo di fronte a una sorta di controrivoluzione», ha osservato Calcinaro, riferendosi al passaggio da un modello progressivamente accentrato sugli ospedali alla necessità di riportare i servizi più vicino ai cittadini. Dopo una fase in cui, secondo l’assessore, il territorio ha visto ridursi il proprio peso, la direzione intrapresa è quella di sviluppare le Case della comunità e gli ospedali di comunità. L’obiettivo è offrire alternative al ricorso massiccio alle strutture ospedaliere, che da sole rischiano di non riuscire a sostenere la domanda, sia nei pronto soccorso sia nei reparti per acuti. Un tema strettamente collegato a quello delle liste d’attesa, definito da Calcinaro una questione di rilevanza nazionale. «Dobbiamo approntare un territorio che porti alternative al ricorso all’ospedale massivo», ha spiegato l’assessore, indicando nei prossimi mesi una fase di ulteriore sviluppo del modello territoriale, accompagnata da un’attività di informazione capillare. Al confronto ha partecipato anche Elena Leonardi, senatrice, che ha posto l’accento sulla pluralità degli attori coinvolti nella tutela della salute pubblica e sulla necessità di affiancare agli investimenti economici una maggiore attenzione alla prevenzione. Leonardi ha richiamato gli interventi del Governo sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale, sostenendo che gli investimenti abbiano raggiunto livelli record, e ha evidenziato l’importanza di promuovere una collaborazione tra sistema pubblico e privato. «Insieme a questo dobbiamo guardare alla prevenzione e quindi anche a una collaborazione che si va formando con il sistema pubblico, con il sistema privato e anche a guardare quelli che sono i corretti stili di vita», ha dichiarato la senatrice. Un percorso che, secondo Leonardi, deve partire anche dalle nuove generazioni. In quest’ottica ha ricordato l’intervento legislativo volto a promuovere i corretti stili di vita nelle scuole, sottolineando il valore dell’educazione alla salute fin dall’età giovanile. Uno sguardo internazionale è arrivato da Aroldo Curzi Mattei, presidente della Fondazione Social Economic Development Enrico Mattei, che ha illustrato il contributo che l’esperienza marchigiana può offrire nella costruzione di modelli sanitari destinati anche a contesti caratterizzati da una minore densità abitativa. «Quello che io posso dare è la mia esperienza nell’ambito della costruzione di macromodelli, soprattutto destinati al continente africano dove noi operiamo», ha spiegato Curzi Mattei. Il presidente della Fondazione ha evidenziato le potenzialità della Regione Marche nel trasferimento di competenze, nella formazione e nello sviluppo di modelli di servizio adatti ai territori meno densamente popolati. «Reputiamo che la Regione Marche abbia molto da offrire, soprattutto nel trasferimento di competenze, nell’ambito della formazione, nell’ambito dei modelli a servizio di aree poco densamente popolate», ha aggiunto, precisando che l’attività della Fondazione resta concentrata sul proprio ambito di competenza. Il programma ha affrontato anche il rapporto tra innovazione tecnologica e qualità dei servizi sanitari, con approfondimenti sulla sicurezza degli ambienti, sulla formazione professionale e sulla conservazione delle competenze cliniche nell’era dell’intelligenza artificiale. Tra gli argomenti in agenda, il rischio che il ricambio generazionale dei medici possa disperdere conoscenze maturate in decenni di pratica professionale, un patrimonio che non può essere ricostruito automaticamente attraverso i modelli linguistici e che rende centrale la formazione sul campo. Spazio anche alla presentazione di Affianco Salute, un sistema di risposta alle chiamate per i centri medici in grado di verificare l’agenda e gestire le prenotazioni, senza intervenire nell’ambito clinico. L’incontro ha così riunito prospettive differenti attorno a una questione comune: come costruire un sistema sanitario capace di rispondere alle esigenze dei cittadini, valorizzando il territorio e le competenze professionali e integrando innovazione, prevenzione e collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

Macerata, "Quello che resta di noi" arriva al cinema: il film di Riccioni e Mercanti vola a Roma

Macerata, "Quello che resta di noi" arriva al cinema: il film di Riccioni e Mercanti vola a Roma

23/10/2026 17:30

Dal legame con il territorio maceratese alla vetrina nazionale di "Alice nella Città", fino all'arrivo nelle sale italiane. "Quello che resta di noi", il nuovo film diretto da Simone Riccioni ed Emilio Mercanti, è stato presentato alla Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata e si prepara a raggiungere il pubblico con una storia che intreccia mistero, commedia e riflessioni sul rapporto tra immagine, successo e relazioni umane. La pellicola, prodotta da Linfa Crowd 2.0, sarà protagonista a Roma il 24 ottobre nell'ambito di “Alice nella Città”, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle giovani generazioni, ai nuovi talenti e al cinema per le scuole. L'uscita nelle sale è prevista dal 29 ottobre, mentre a Macerata è in programma una proiezione al Multiplex domenica 26 ottobre, alle 21. Al centro della storia c'è una villa cinquecentesca appartenuta a un'antica contessa, nella quale sette giovani decidono di entrare, spinti da motivazioni diverse e dalla ricerca di un misterioso tesoro. Tra corridoi, stanze abbandonate e situazioni imprevedibili, l'avventura si sviluppa sul confine tra realtà e soprannaturale, mescolando i linguaggi del mystery-comedy, della ghost story e del reality show.   Ma dietro gli elementi del giallo e le atmosfere della storia si nasconde una riflessione più ampia sulla società contemporanea. Il film affronta il bisogno di apparire, la ricerca del successo e il desiderio di essere costantemente osservati, interrogandosi su ciò che resta quando le telecamere si spengono e viene meno la ribalta. A emergere sono così la memoria, le scelte individuali e il valore dei legami costruiti nel tempo. Un messaggio che, durante la presentazione maceratese, è stato sottolineato anche dalla vicesindaca e assessore alle Politiche giovanili Francesca D'Alessandro. «Questa iniziativa è importante per più motivi: innanzitutto ribadisce il valore pedagogico ed educativo del cinema, un linguaggio dell'immagine forte ed efficace per comunicare con le nuove generazioni», ha affermato. D'Alessandro ha evidenziato anche il legame della produzione con il territorio: «È motivo di grande orgoglio presentare un film fortemente legato al nostro territorio e con un cast in gran parte della nostra provincia». L'assessore ha quindi richiamato le difficoltà che caratterizzano il rapporto tra giovani e socialità nell'epoca digitale: «La sfida oggi riguarda proprio i giovani, che vivono in un'epoca complessa in cui si è molto “social” ma si rischia di essere sempre meno sociali». Un tema sul quale, secondo la vicesindaca, istituzioni, scuola e famiglia sono chiamate a collaborare, anche attraverso il contributo dell'arte e del cinema. Sulla stessa linea l'assessore alle Politiche giovanili Pierfrancesco Tasso, che ha definito il film uno strumento di dialogo con le nuove generazioni. La pellicola affronta, secondo Tasso, questioni centrali come l'ambizione, la paura e il valore dei rapporti autentici in una società dominata dall'immagine. Il patrocinio all'iniziativa rappresenta quindi un sostegno a un cinema capace di educare, emozionare e stimolare il senso critico dei più giovani. A entrare nel significato del progetto è stato Simone Riccioni, regista e produttore, che ha spiegato come il titolo racchiuda il cuore della storia: «Quando tutto finisce e le telecamere non registrano più, ciò che rimane sono le scelte che abbiamo fatto e i legami che abbiamo costruito». Il regista Emilio Mercanti ha invece sottolineato il ruolo degli elementi narrativi che accompagnano i protagonisti nel corso dell'avventura: «La villa, la contessa e il tesoro sono gli elementi attraverso cui i protagonisti vengono messi davanti alle proprie paure, alle proprie ambizioni e soprattutto alle proprie scelte». Tra momenti comici, atmosfere misteriose e interrogativi sulle relazioni umane, “Quello che resta di noi” si prepara dunque a raggiungere il pubblico, portando sullo schermo una storia che guarda ai giovani e alle contraddizioni del mondo contemporaneo, con un forte legame con il territorio maceratese.

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