Ancona
Incidente in A14: auto si ribalta su un fianco e finisce al centro degli spartitraffico
Incidente stradale nel primo pomeriggio di oggi lungo l'autostrada A14, in direzione nord, nei pressi del casello di Montemarciano. I vigili del fuoco del Comando di Ancona sono intervenuti poco dopo le 14:30 a seguito di una segnalazione che indicava un'auto finita contro lo spartitraffico centrale. Per cause ancora in fase di accertamento, il veicolo ha perso il controllo finendo al centro degli spartitraffico rimanendo sul fianco sinistro. All’interno dell’abitacolo era rimasta una persona, che è stata estratta dalla squadra dei pompieri in collaborazione con il personale sanitario del 118. Una volta liberato l’occupante, i soccorritori hanno provveduto alla messa in sicurezza del mezzo incidentato per evitare ulteriori rischi alla circolazione. Sul posto è intervenuta anche la polizia autostradale, che ha effettuato i rilievi di legge e gestito la viabilità durante le operazioni di soccorso.
Salesi, risonanze e Tac ora in sede: stop ai trasferimenti verso Torrette
Da lunedì scorso tutti i pazienti pediatrici dell’ospedale Salesi potranno effettuare Risonanze magnetiche e Tac direttamente all’interno del presidio, senza più trasferimenti verso l’ospedale di Torrette. Una riorganizzazione che punta a semplificare i percorsi assistenziali e a ridurre disagi per bambini e famiglie. La novità è stata illustrata ad Ancona, nella sede della Regione Marche, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche Armando Marco Gozzini, il professor Andrea Giovagnoni – direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche e della Clinica di Radiologia – e la dottoressa Cecilia Lanza, dirigente medico della Radiologia pediatrica del Salesi. Fino a oggi i trasferimenti dei piccoli pazienti dal Salesi a Torrette per eseguire esami diagnostici avanzati erano quasi quotidiani: in media circa 500 l’anno per Risonanze e Tac. Con la nuova organizzazione, i bambini ricoverati nell’ospedale materno-infantile, quelli che necessitano di esami prima effettuati a Torrette e le donne in gravidanza potranno restare nella stessa struttura, evitando lo spostamento. L’operazione, definita a costo zero e a isorisorse dalla Direzione generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, è stata realizzata attraverso il Dipartimento di Scienze Radiologiche. Tra gli obiettivi indicati: maggiore sicurezza clinica, migliore organizzazione del lavoro e riduzione delle liste d’attesa. “Questo risultato – commenta l’assessore Calcinaro – rappresenta un segnale concreto dell’attenzione che la Regione Marche riserva alla sanità pediatrica e alla tutela delle famiglie. È un atto dovuto e di civiltà verso i pazienti del Salesi. Evitare oltre 500 trasferimenti l’anno significa ridurre disagi, rischi e stress per i piccoli e per i loro genitori. Si tratta di una scelta organizzativa efficace, realizzata senza costi aggiuntivi, che migliora la qualità dell’assistenza e rafforza il ruolo strategico del ‘Salesi’ nel sistema sanitario regionale. Si potrà contare su macchinari di ultima generazione. Stiamo inoltre lavorando per rendere attivo il servizio di guardia per la radiologia h24. Continueremo a investire in innovazione, integrazione dei servizi e potenziamento delle strutture, affinché ogni bambino possa ricevere cure appropriate nel luogo più sicuro e adeguato”. Le nuove apparecchiature comprendono una Risonanza magnetica da 1,5 Tesla finanziata con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), una Tac acquisita tramite procedure di adesione a Invitalia e un sistema polifunzionale per radiologia digitale finanziato con fondi correnti. Il valore complessivo dei macchinari supera 1 milione e 300 mila euro. Soddisfazione è stata espressa dal direttore generale Gozzini: “L'applicazione di questo nuovo protocollo aiuta la nostra azienda a migliorare gli standard qualitativi delle prestazioni e fornisce un segnale importante alla popolazione, anconetana e marchigiana, sulla centralità del presidio ‘Salesi’. Un’ulteriore buona notizia dopo lo svolgimento, nei giorni scorsi, del summit istituzionale con un focus dedicato proprio allo sviluppo del presidio materno-infantile di via Corridoni”. La riorganizzazione consentirà anche di evitare lo spostamento del personale sanitario tra le due strutture. “Parliamo di pazienti con patologie a volte molto complesse e serie – continua Gozzini – neurologiche, chirurgiche, cardiologiche, cardiochirurgiche; bambini spesso addormentati eppure da sottoporre a uno stress non da poco causato dal trasferimento, seppur di pochi chilometri. Così facendo adesso l’apparato radiologico del 'Salesi' sarà attivo tutti i giorni anche con tre sedute pomeridiane”. Secondo il professor Giovagnoni si tratta di “una svolta epocale che garantisce molti vantaggi a partire dalle garanzie di cure di qualità e in piena sicurezza in un ambiente protetto. Tutto ciò non farà che attirare anche famiglie e pazienti da tutte le Marche e anche da fuori regione, contribuendo a un costante abbattimento delle liste d'attesa e dei tempi di intervento nella sfera pediatrica. Tutto ciò darà visibilità, forza ed efficienza alla struttura con il minimo impegno e minori costi gestionali. Il ‘Salesi’ è e deve restare un centro di aggregazione delle patologie materno-infantili”. Sul tema è intervenuto anche il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini: “La possibilità di effettuare gli esami diagnostici, Risonanze Magnetiche e Tac, all'interno del presidio 'Salesi' senza più trasferimenti a Torrette, rappresenta un risultato di grande valore per i piccoli pazienti, per le loro famiglie e per l’intera comunità sanitaria marchigiana. Un cambiamento concreto che, con un impatto organizzativo minimo e un utilizzo intelligente delle risorse, offre un servizio più vicino alle esigenze dei bambini e migliora la capacità assistenziale del nostro sistema. Il Salesi rappresenta una priorità per la nostra Università, un presidio di eccellenza su cui continuiamo a investire per garantire ai cittadini un’assistenza sempre più qualificata, moderna e inclusiva”.
Tragedia al Palazzo della Regione: guardia giurata trovata morta nel gabbiotto di vigilanza
Una guardia giurata di 55 anni, Danilo Graciotti, residente a Osimo, è stata trovata morta questa mattina all’interno di Palazzo Rossini, sede della Regione Marche ad Ancona, in via Gentile da Fabriano. L’uomo, dipendente della società di vigilanza Sicuritalia, che svolge servizio notturno e diurno per conto della Regione, era riverso a terra nel gabbiotto riservato alla sorveglianza dell’edificio. A fare la tragica scoperta sono stati i primi dipendenti regionali arrivati al lavoro poco dopo le 8. Subito è stato lanciato l’allarme e sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia e il personale sanitario. Il medico legale, dopo un primo esame esterno del corpo, ha stimato che il decesso risalisse ad almeno 5-6 ore prima del ritrovamento. Accanto al 55enne è stato trovato un panino, in parte mangiato. Proprio questo elemento ha spinto la Procura di Ancona ad approfondire ogni possibile circostanza. Il pubblico ministero Rosario Lioniello ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita nelle prossime ore, per chiarire con esattezza le cause della morte. L’ipotesi principale resta quella di un malore improvviso, ma gli accertamenti serviranno anche a escludere eventuali altre cause, compresa quella di un possibile avvelenamento alimentare. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti, al momento senza ipotesi di reato, per morte sospetta, un atto dovuto per consentire tutti gli approfondimenti del caso. La salma è stata posta sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’episodio ha suscitato profonda impressione tra i colleghi e tra i dipendenti della Regione, scossi per quanto accaduto in uno dei principali palazzi istituzionali delle Marche.
Province Marche, presentate le candidature: a Macerata è sfida Paoloni-Gentilucci
Si avvicina il momento delle elezioni provinciali nelle Marche, con il voto previsto domenica 15 marzo dalle 8:00 alle 20:00 presso le sedi provinciali. A differenza delle elezioni comunali, queste sono consultazioni di secondo livello, dove a votare non sono i cittadini, ma sindaci e consiglieri comunali dei Comuni interessati. Nelle scorse ore i sindaci del territorio hanno ufficializzato le candidature a presidente degli enti provinciali, ora in fase di verifica da parte degli uffici elettorali. Per la Provincia di Ancona si sfideranno il presidente uscente Daniele Carnevali, sindaco di Polverigi, e Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano. Nella Provincia di Macerata la corsa vede contrapposti Alessandro Gentilucci, sindaco di Pievetorina, e Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno. A Fermo è invece candidato unico Michele Ortenzi, presidente uscente e sindaco di Montegiorgio, mentre ad Ascoli Piceno la sfida sarà tra Sergio Loggi, presidente uscente e sindaco di Monteprandone, e Fabio Salvi, sindaco di Venarotta. La Provincia di Pesaro e Urbino resta esclusa da questa tornata elettorale, con il presidente Giuseppe Paolini ancora in carica. Gli elettori chiamati al voto sono 663 ad Ancona, 696 a Macerata, 470 a Fermo e 404 ad Ascoli Piceno, rappresentando rispettivamente 47, 54, 38 e 32 Comuni votanti. Alcuni comuni commissariati, come Muccia a Macerata o Campofilone e Pedaso a Fermo, non partecipano al voto. Ogni elettore potrà esprimere un solo voto ponderato, calcolato in base alla popolazione del proprio Comune, che rientra in una delle fasce demografiche stabilite dalla normativa provinciale. Il peso di ciascun voto viene determinato dividendo la popolazione della fascia per la popolazione totale della provincia, poi per il numero di elettori della fascia, arrotondando alla terza cifra decimale e moltiplicando per 1.000. Le elezioni di domenica definiranno quindi i nuovi presidenti delle Province, con sfide a due ad Ancona, Macerata e Ascoli, e una candidatura unica a Fermo, determinando la guida degli enti provinciali per i prossimi anni.
Tolentino, rimonta da urlo nel recupero: a Fabriano Lovotti è l'uomo della provvidenza
Pareva un horror, ma il finale è stato dolce come quello delle fiabe. Il Tolentino sbanca Fabriano per 2-1 nella sfida valevole come ottava giornata di ritorno del campionato di Eccellenza Marche. Ai cremisi basta giocare solo un tempo, il secondo, per rimontare i padroni di casa e conquistare tre punti che rivoluzionano il modo di guardare al finale di stagione. Una vittoria arrivata in extremis che, nelle modalità, ricorda da vicino quella conquistata a Monturano un anno fa. Ora la zona playoff dista un solo punto, il terzo posto del Trodica soltanto due. Per i cartari, invece, resta l'amarezza per quel che poteva essere e non è stato con il conseguente ultimo posto solitario in classifica. LE FORMAZIONI - In casa Fabriano debutta in panchina il neo allenatore Marco Bonura, scelto in settimana per provare a risollevare le sorti della squadra. Nessuno stravolgimento nell'undici iniziale rispetto alla formazione di 7 giorni fa a Matelica, con gli unici inserimenti del portiere Palazzo (ex cremisi) e Di Cato sull'out sinistro offensivo. Tolentino senza diversi infortunati e costretto a rinunciare a Fontana, squalificato. Come under viene promosso titolare dal 1' Papavero. Nella linea a tre di difesa viene arretrato Rozzi. LA CRONACA - Al 14' ottima percussione sulla fascia sinistra di Bologna, pescato di prima intenzione da un lancio di Bracciatelli. Il cross del terzino di casa trova indisturbato Gnahe che manda alto il suo colpo di testa da posizione ravvicinata. Replica immediata di Tortelli, con una staffilata da lontano che chiama alla parata con una mano Palazzo. Al 19' i locali passano in vantaggio. Su un cross proveniente dalla trequarti, la difesa cremisi sonnecchia. Ndiaye viene lasciato libero di svettare e beffare Roberto con un'incornata precisa. Tolentino punito da un approccio alla partita troppo molle. Un altro, apparentemente innocuo, lancio lungo mette in crisi la retroguardia ospite al 34'. Stavolta Ndiaye non è impeccabile nel controllo e si allunga la palla: Roberto può uscire in presa bassa. Un debole colpo di testa di Lovotti fotografa la flebile pericolosità ospite (40'). Episodio discusso al tramonto del primo tempo. Diouane sfiora il pareggio colpendo in tuffo. La palla fa la barba al palo, ma nell'occasione il terzino cremisi viene preso per la maglia in maniera abbastanza evidente. Una trattenuta che gli impedisce di coordinarsi al meglio. Per l'arbitro non c'è nulla da eccepire e Strano viene ammonito per eccessive proteste. Al riposo si va col Fabriano avanti 1-0. SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi il Tolentino appare di nuovo troppo impreciso a livello tecnico. Specchio perfetto ne è la prestazione di Giandomenico, molto al di sotto dei suoi consueti standard. Il Fabriano ne approfitta e si invola in contropiede. Al 52' Di Cato fa tutto benissimo, compreso il pungente diagonale che chiama alla parata non semplice Roberto. Al 55' gli ospiti provano a destarsi. Sul corner di Tizi, Strano anticipa l'uscita di Palazzo ma non riesce a inquadrare la porta. Al 67' Giandomenico prova a cancellare una partita poco brillante con una fucilata su punizione che sfiora l'angolino basso alla destra di Palazzo. Un minuto più tardi la conclusione potente di Moscati dà soltanto l'illusione della rete: la palla termina fuori d'un soffio. Tolentino avanti alla garibaldina in questa fase del match. Lovotti tenta di sorprendere Palazzo con un pallonetto al 70': alto. Il Fabriano patisce l'alto ritmo imposto al match nel primo tempo e subisce gli avversari. La volée di Alberione è imprecisa al 74'. Cinque minuti dopo il diagonale masticato di Moscati colpisce la zolla sbagliata del terreno e termina fuori proprio quando sembrava ormai indirizzato in porta. Ospiti padroni del campo e che, oramai, meriterebbero il pari. All'85' Tortelli accomoda la sfera per il più agevole dei piazzati a Nunes all'altezza del dischetto, ma il brasiliano calcia alle stelle. Il momento buono per l'1-1 arriva all'89' con la travolgente percussione personale di Alberione, capace di bucare Palazzo a tu per tu. Al 93' clamorosa chance per il controsorpasso del Fabriano. Sugli sviluppi di punizione Brevi ha tutto il tempo per scaricare in porta da ottima posizione, ma bada soltanto alla potenza e non alla precisione. Non è finita. Al 96' Rozzi si riprende il pallone con grinta leonina sradicandolo agli avversari e mette in mezzo un cioccolatino su cui Tortelli si avventa di testa: la palla colpisce il palo e poi carambola su Lovotti che da due passi non può sbagliare. Sorpasso del Tolentino proprio al fotofinish. Tre punti di platino per nutrire ancora speranze playoff. Tabellino Fabriano - Tolentino 1-2 FABRIANO: Palazzo, Gnahe, Perrini, Malagrida, Brevi, Stortini, Di Cato (60' Palmieri), Bracciatelli (75' Merciari), Ndiaye, Mendes Donzelli (60' Trillini), Bologna (75' Crescentini). All. Bonura TOLENTINO: Roberto, Diouane (55' Nunes), Strano, Rozzi, Alberione, Giandomenico, Tizi, Tortelli, Papavero (64' Romitelli), Lovotti, Moscati. All. Corradini Arbitro: Leonardo Crincoli di Ascoli Piceno Assistenti: Mario Petrone di Pesaro e Andrea Narcisi di San Benedetto del Tronto Reti: 19' Ndiaye (F), 89' Alberione (T), 96' Lovotti (T); ammoniti: Giandomenico, Strano, Brevi, Alberione; espulsi: nessuno; corner 3-4; recupero: 1' e 8'.
Cassonetti incendiati e centro per l’impiego al buio: identificati i presunti responsabili
A due mesi dai fatti, la Polizia Locale ha individuato i presunti responsabili dell’incendio di tre cassonetti avvenuto nella notte di Capodanno nel quartiere Brecce Bianche. Il rogo, appiccato nel sottopasso di piazza Salvo D’Acquisto, aveva provocato anche il danneggiamento della rete elettrica che alimenta il Centro per l’Impiego della zona. Le indagini, condotte dalla squadra antidegrado della Polizia Locale di Ancona, si sono protratte per circa due mesi e hanno portato all’identificazione di cinque ragazzi, quattro dei quali minorenni. Un quinto giovane sarebbe ancora in fase di identificazione. Si tratta, in prevalenza, di residenti nel quartiere. Gli agenti, coordinati dal comandante Marco Ivano Caglioti, avevano effettuato un sopralluogo immediato e acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area. Dalle immagini è emerso che un gruppo composto da circa 15-20 giovani si era radunato nella piazza per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Alcuni di loro avrebbero trascinato i cassonetti nel sottopasso, svuotandoli e dando poi fuoco al materiale. Le fiamme si erano propagate fino ai cavi elettrici, causando un’interruzione della fornitura di energia e danni stimati intorno ai 10mila euro. Il movente non è ancora stato chiarito, ma l’episodio sembrerebbe riconducibile a un gesto goliardico degenerato in vandalismo. I giovani individuati dovranno ora rispondere delle ipotesi di danneggiamento e delle conseguenze legate all’interruzione del servizio elettrico, oltre che del danno ambientale provocato dall’incendio. L’episodio aveva suscitato forte preoccupazione tra i residenti del quartiere, sia per i danni arrecati sia per i rischi legati alla propagazione del fuoco in un’area pubblica.
I Subsonica infiammano il Flame Festival: la band torinese ad Ancona con il tour "Terre Rare"
Ancona si prepara a vivere una serata di musica elettrizzante: i Subsonica, storica band torinese, saranno protagonisti del Flame Festival il prossimo 25 luglio in piazza Cavour, per un concerto che promette di essere uno degli eventi clou dell’estate marchigiana. La loro presenza segue l’annuncio di Francesco Gabbani come primo ospite della rassegna estiva (LEGGI QUI) e segna la seconda grande conferma del festival. Questa sarà l’unica data nelle Marche, Abruzzo e Umbria per il tour "Terre Rare", che attraverserà l’Italia con 17 concerti complessivi, partendo il 26 giugno da Padova e concludendosi il 22 agosto a San Mauro Pascoli. I biglietti saranno disponibili a partire da venerdì 20 febbraio al prezzo unico di 47 euro + diritti di prevendita, offrendo ai fan l’opportunità di vivere dal vivo una delle band più iconiche della scena alternativa italiana. Il tour arriva in concomitanza con l’uscita del loro undicesimo album, “Terre Rare”, prevista per il 20 marzo. La band lo presenta come: “L’album del viaggio, dell’apertura sonora verso geografie reali e immaginarie, in un mondo che si affanna a chiudere confini e armare le frontiere. È anche un viaggio nel tempo, compreso quello presente, tra le sue ferite, le ombre più profonde e i suoi spiragli d’umanità. Le nostre ‘Terre Rare’ sono piene di suoni nuovi, più organici rispetto al passato e di strumenti raccolti nel viaggio sulla sponda opposta del Mediterraneo”. Il nuovo tour promette di portare sul palco sonorità inedite, mescolando elettronica e strumenti più tradizionali, in un concerto che sarà tanto un viaggio musicale quanto un’esperienza sensoriale. I Subsonica si preparano così a infiammare Ancona, regalando al pubblico marchigiano una serata di grande energia e suggestione.
Provincia di Ancona, il centrodestra blinda Paolorossi: "È la figura più forte". Cosa farà ora il sindaco?
Un colpo di scena dopo l'altro nella corsa alla presidenza della Provincia di Ancona, con ripercussioni che interessano l’intero scacchiere politico regionale. A soli due giorni dal video-sfogo con cui annunciava il ritiro della candidatura denunciando "logiche di potere e tavoli di spartizione", Luca Paolorossi viene ufficialmente richiamato in pista dai vertici della coalizione. In una nota congiunta diffusa oggi, i segretari provinciali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno ufficializzato la convergenza sul nome del sindaco di Filottrano. Un annuncio che arriva al termine di ore frenetiche di trattative, volte a ricucire uno strappo che rischiava di minare la stabilità del centrodestra non solo ad Ancona, ma anche nelle vicine province di Macerata, Fermo e Ascoli. "I rappresentanti provinciali del centrodestra hanno individuato in Luca Paolorossi la figura più forte per guidare la Provincia - dichiarano Elena Campagnolo (Lega), Carlo Ciccioli (FdI) e Gianluigi Tombolini (Forza Italia) -. La scelta rappresenta la sintesi di un percorso fondato su responsabilità e coesione. La coalizione è pronta ad assumersi con determinazione questo impegno". L’attenzione si sposta ora tutta sul primo cittadino filottranese. Solo 48 ore fa, Paolorossi era stato durissimo, attaccando i "tavoli regionali" e chiamando in causa direttamente il governatore Acquaroli con un laconico: "Non mi candido, sono affari vostri". Il comunicato dei segretari provinciali sembra voler rispondere punto su punto alle lamentele del sindaco, parlando di "maturità politica della coalizione" e di "volontà di anteporre il bene del territorio a qualsiasi altra considerazione". Di fatto, i partiti hanno "ripulito" il tavolo dalle tensioni, offrendo a Paolorossi la leadership unitaria che lui stesso lamentava mancasse. La partita di Ancona resta strettamente legata ai destini delle altre amministrazioni provinciali marchigiane. Resta da capire se Paolorossi accetterà questo "nuovo" mandato o se le ferite aperte nei giorni scorsi siano troppo profonde per essere sanate da una nota stampa.
Dalla Pac al Mercosur, l’allarme dell’ortofrutta marchigiana
Il comparto ortofrutticolo marchigiano sta attraversando una fase di forte criticità, in linea con il quadro nazionale definito di “transizione violenta” dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto all’apertura di Fruit Logistica a Berlino. Una lettura pienamente condivisa da Cia Marche, che evidenzia come anche "a livello regionale il settore sia stretto tra costi crescenti e marginalità sempre più ridotte". Tra le principali criticità emerge lo squilibrio all’interno delle filiere: il valore riconosciuto ai produttori agricoli resta spesso distante dal prezzo finale pagato dai consumatori. Una forbice che da anni caratterizza il settore e che continua a penalizzare gli agricoltori, senza generare reali vantaggi per chi acquista. Sugli scaffali, infatti, i prezzi non diminuiscono, anzi in molti casi aumentano. "La conseguenza è un progressivo deterioramento della sostenibilità economica delle imprese agricole. Quando i prezzi scendono sotto la soglia di remuneratività, diventa antieconomico perfino raccogliere il prodotto, con il rischio concreto di ridurre l’offerta e compromettere la disponibilità di alcune tipologie ortofrutticole nel medio-lungo periodo". In questo contesto, viene giudicata condivisibile l’ipotesi di istituire un Osservatorio europeo sui prezzi, anche se, a livello comunitario, più che nuove norme sembrano necessari controlli più efficaci e interventi stringenti contro la vendita sottocosto. Un altro nodo cruciale riguarda la frammentazione dell’offerta. "Nelle Marche, come nel resto del Paese, il settore è caratterizzato da una forte disgregazione tra produttori", afferma Cia agricoltori. "Questa debolezza strutturale riduce il potere contrattuale delle aziende agricole e rafforza la posizione degli acquirenti. Le aggregazioni tra produttori vengono quindi indicate come passaggio strategico per riequilibrare i rapporti lungo la filiera". Sul piano europeo, Cia-Agricoltori Italiani ha preso parte alle manifestazioni a Bruxelles contro l’ipotesi di un fondo unico per la Politica Agricola Comune e a Strasburgo contro l’accordo Mercosur, ritenuto poco rassicurante sul piano della reciprocità dei controlli. Restano inoltre criticità legate al fenomeno del “sounding”, che consente a prodotti extraeuropei di transitare formalmente attraverso uno Stato membro per aggirare le normative vigenti, senza garantire gli stessi standard qualitativi richiesti ai produttori europei. "Il quadro marchigiano riflette dunque una pressione crescente sulle imprese agricole, molte delle quali si trovano a dover eliminare merce di elevata qualità perché non collocabile sul mercato a prezzi equi. Quando la competizione si gioca esclusivamente sul costo, a essere penalizzata è la componente più sana ma anche più fragile della filiera: le aziende e le famiglie agricole". "Da qui la necessità di un cambio di prospettiva. La competizione basata unicamente sul prezzo non è più sostenibile: occorre puntare sulla qualità, valorizzarla concretamente e comunicarne i benefici ai consumatori". "In questa strategia assumono un ruolo centrale anche gli accordi trasversali con il settore Horeca. Rafforzare la presenza dell’ortofrutta marchigiana nei canali della ristorazione, dell’ospitalità e della somministrazione significa promuovere un consumo consapevole di prodotti locali e di stagione, sostenere le filiere territoriali e offrire un’alimentazione più sostenibile e di qualità". Una leva che può contribuire a restituire valore economico e prospettiva a un comparto strategico per l’economia regionale.
Fragilità sismica, le Marche al terzo posto in Italia: "Oltre il 74% degli edifici ha più di 40 anni"
Le Marche si confermano una delle aree più vulnerabili del Paese, posizionandosi al terzo posto in Italia per fragilità sismica secondo un monitoraggio ventennale che fotografa una realtà complessa e ancora segnata dalle ferite del passato. Proprio nell’anno in cui ricorre il decennale del sisma del 2016, l'attenzione torna alta sulla sicurezza del patrimonio edilizio e sulle strategie di prevenzione. I dati più recenti diffusi dalla Rete Sismica Nazionale confermano un’attività costante: solo nel mese di gennaio 2026 sono stati registrati 1339 eventi, con una media di circa 43 terremoti al giorno, evidenziando un incremento rispetto alla fine dell'anno precedente. Il quadro regionale emerge con chiarezza dall'ultimo Rapporto Ance-Cresme, che colloca le Marche tra le regioni più interessate dai fenomeni sismici insieme a Toscana, Emilia-Romagna e Campania. La fragilità del territorio è accentuata dalla qualità del patrimonio edilizio nazionale, spesso impreparato a sopportare scosse anche di media entità. Si stima infatti che oltre il 74% degli edifici abbia più di quarant’anni, essendo stati realizzati in un'epoca precedente all'introduzione delle moderne normative antisismiche. Per affrontare questa sfida, l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona ha promosso un evento straordinario previsto per giovedì 26 febbraio presso la Sala Europa di Confindustria. L’iniziativa, organizzata in collaborazione tecnica con Mapei, vedrà la partecipazione del Commissario straordinario del Governo, il senatore Guido Castelli, per fare il punto sullo stato della ricostruzione e sulle soluzioni tecnologiche più all'avanguardia. Il presidente dell’Ordine dorico, Stefano Capannelli, ha ribadito l'urgenza di introdurre l’obbligatorietà della diagnosi sismica e di dotare ogni immobile di un vero e proprio fascicolo del fabbricato, utilizzando la leva delle detrazioni fiscali su un orizzonte di lungo periodo per garantire la messa in sicurezza definitiva delle comunità. L'appuntamento del 26 febbraio, che inizierà alle ore 14:30, non sarà solo un momento tecnico ma un confronto corale sulla cultura della prevenzione. Accanto al Commissario Castelli, interverranno esperti del settore come Massimo Conti, Marco Trovarelli e i tecnici Mapei, azienda leader che ha già contribuito al ripristino di numerosi edifici pubblici e privati. L'obiettivo è tracciare una strada comune che unisca istituzioni e professionisti per ridurre la vulnerabilità del costruito marchigiano, trasformando la ricorrenza del decennale in un'opportunità concreta per investire nella sicurezza strutturale e nella protezione del territorio.
Marche, svolta per la parità di genere: quote del 30% in Giunta e Consiglio, c'è il (primo) via libera
La Regione Marche compie un passo significativo verso la parità di genere nelle istituzioni: dalla prossima legislatura, la composizione della Giunta regionale e dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio dovrà garantire almeno il 30% di rappresentanza per ciascun genere. La novità arriva da una proposta di legge di modifica dello Statuto regionale, a iniziativa dei consiglieri Marta Ruggeri (M5s, prima firmataria), Micaela Vitri e Enrico Piergallini (Pd), pensata per favorire "una più equilibrata rappresentanza di genere negli organi esecutivi e di vertice della Regione". L'Aula ha dato il primo via libera ai provvedimenti, ma sarà necessaria una seconda approvazione a maggioranza assoluta in una seduta che si terrà almeno due mesi dopo quella odierna, come previsto dalla procedura statutaria. Parallelamente, è stata approvata in prima lettura un’altra proposta di modifica dello Statuto, finalizzata a incentivare "l'impiego di un linguaggio consapevole e inclusivo nella denominazione di incarichi e funzioni politiche e amministrative". Questa normativa entrerà in vigore già a partire dalla 12ª legislatura. La proposta, con Marta Ruggeri (M5s) come prima firmataria, è stata sottoscritta anche dai consiglieri Pd Enrico Piergallini, Micaela Vitri, Antonio Mastrovincenzo, Maurizio Mangialardi, da Massimo Seri (Lista civica Ricci), Andrea Nobili (Avs) e Michele Caporossi (Marche Vive). In Aula, le relazioni sui provvedimenti sono state svolte dalle consigliere Jessica Marcozzi (FI) per la maggioranza e Marta Ruggeri (M5s) per la minoranza. Entrambi i provvedimenti hanno ottenuto il primo accoglimento, aprendo la strada a un percorso legislativo che mira a rendere le istituzioni marchigiane più rappresentative e inclusive.
Marche, approvato il calendario della pesca 2026: ecco le date e i divieti
Domenica 22 febbraio si apre ufficialmente la stagione della pesca alla trota nelle acque regionali di categoria A-ZTM, A e B della Marche. Un appuntamento molto atteso dagli appassionati marchigiani che potranno dedicarsi all’attività fino a domenica 4 ottobre, secondo il calendario predisposto per garantire la sostenibilità degli ecosistemi fluviali. «L’apertura della stagione della pesca alla trota rappresenta un momento molto atteso dai tanti appassionati marchigiani – dichiara l’assessore alla Pesca sportiva Giacomo Bugaro –. Come Regione abbiamo lavorato per garantire regole chiare, tutela dell’ecosistema e una gestione responsabile della risorsa ittica. Le semine programmate e il sistema di gestione partecipata testimoniano il nostro impegno per una pesca sostenibile, capace di coniugare passione sportiva, rispetto dell’ambiente e valorizzazione del territorio». Nelle acque di categoria C1 e C2 la pesca resta consentita per tutto l’anno. Dall’apertura fino al 31 marzo, nelle acque di categoria A-ZTM, A e B, la pesca è consentita esclusivamente “a piede asciutto”, quindi senza entrare in acqua. Nelle acque di categoria A e A-ZTM l’attività è vietata nelle giornate di martedì e venerdì. Per esercitare la pesca nelle categorie A-ZTM, A e B è obbligatorio, oltre alla licenza, il tesserino segnacatture su cui annotare i pesci trattenuti. Il documento è disponibile presso gli uffici regionali decentrati e le associazioni piscatorie locali. Per tutte le specie ittiche diverse dalla trota è previsto l’obbligo assoluto di rilascio in tutte le acque regionali. Per quanto riguarda le trote fario o mediterranee, sono consentiti due esemplari, con misura minima di 25 centimetri, nelle acque di categoria A-ZTM. Nelle restanti acque di categoria A, B, C1 e C2 è possibile trattenere fino a tre esemplari, con misura minima di 22 centimetri. Le trote iridee possono essere trattenute fino a un massimo complessivo di otto esemplari, senza misura minima, esclusivamente nelle acque di categoria C1 e C2. Nelle acque di categoria C1 sono in corso le semine di trota iridea sterile per un quantitativo complessivo di 34 quintali. Sono inoltre attive 23 zone in gestione partecipata tra Regione e associazioni piscatorie, dove è possibile praticare la pesca dilettantistica con servizi dedicati e un’organizzazione strutturata. Il calendario regionale di pesca 2026 si applica a tutte le acque regionali. Nel caso di accesso a tratti ricadenti all’interno di parchi nazionali o aree protette, restano valide le prescrizioni specifiche stabilite dagli enti gestori. Si apre dunque una stagione all’insegna della regolamentazione e della sostenibilità, con l’obiettivo di tutelare il patrimonio ittico e valorizzare una delle attività sportive più radicate nel territorio marchigiano.
Provincia di Ancona, Paolorossi si ritira: “Non mi candido più, è tutta una questione di giochi di potere”
Colpo di scena nella corsa alla presidenza della Provincia di Ancona. Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano, annuncia la rinuncia alla candidatura con un video pubblicato sui propri canali social, accompagnato da un messaggio diretto: «Quanti anni sono che la Provincia di Ancona è a sinistra? Praticamente da sempre. Io non chiedevo una poltrona, chiedevo il voto ai consiglieri provinciali solo per cercare di migliorare». Una presa di posizione netta, che arriva dopo giorni di tensioni interne alla coalizione di centrodestra e trattative sui tavoli regionali. Nel messaggio scritto Paolorossi prende atto del nuovo scenario: il nome che emergerebbe come candidato sarebbe quello di Thomas Cillo, espressione civica e sindaco di Monte San Vito. «Benissimo – scrive – daremo tutto il supporto a lui con la speranza che qualcosa cambi». Ma è nel video che il tono si fa ancora più duro. Paolorossi denuncia apertamente logiche di spartizione politica legate anche agli equilibri nelle altre Province marchigiane. «C’è da presentare le firme, il nome di Paolorossi ancora non viene fatto perché è tutta una questione di potere, di tavoli, perché si vota anche in provincia di Macerata, Fermo e Ascoli. Se la giocano sui tavoli». Un attacco diretto alle dinamiche interne al centrodestra, con riferimenti espliciti a Forza Italia e Udc, accusati di voler “bruciare” la sua candidatura. «Io volevo fare il presidente di Provincia per fare ciò che non ha fatto l’attuale presidente del Pd, che per sei anni ha lasciato strade e scuole allo sbando. Volevo dare una mano alla coalizione, ma siccome c’è qualcuno che mi vuole bruciare, allora vi dico che io non mi candido più. Metteteci il vostro, io la faccia non ce la metto». Nel passaggio finale, Paolorossi chiama in causa direttamente il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: «Devo tutelare le 3.540 persone che mi hanno votato e che mi hanno permesso di portare voti ad Acquaroli. Se tu, Francesco, sei tanto bravo ma non riesci a tenere coeso il centrodestra perché tutti ti tirano per la giacca, mi dispiace per te, ti voglio bene, ma io la faccia per voi non la perdo». La conclusione è tranchant: «Non mi candido. Sono affari vostri». Una rinuncia che lascia il segno e che evidenzia tensioni ancora vive dentro la coalizione regionale.
Scossa di terremoto di magnitudo 2.6 con epicentro a Loreto: avvertita anche nel Maceratese
Una scossa di terremoto di magnitudo ML 2.6 è stata registrata oggi martedì 17 febbraio 2026 alle 19:16 (ora italiana) nelle Marche, con epicentro a circa 3 km a nord-est di Loreto e una profondità di 10 km sotto il livello del suolo. Il sisma è stato localizzato dalla Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Roma, che monitora in tempo reale l’attività sismica in Italia. Il movimento tellurico, di intensità moderata, è stato avvertito anche in alcune località della provincia di Macerata, in particolare nei comuni più vicini ai confini territoriali con quella di Ancona, secondo le segnalazioni di residenti e utenti sui social. Non sono stati segnalati danni a persone o cose e non risultano al momento attivazioni dei sistemi di protezione civile.
Eccellenza a Torrette: rimosse due neoplasie in un unico intervento chirurgico
Un intervento straordinario che mette in luce l'altissimo livello dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche: una paziente è stata sottoposta alla rimozione di due tumori distinti, al polmone e alla mammella, durante la stessa seduta operatoria. Un esempio di multidisciplinarietà che ha permesso di abbattere i tempi d'attesa e ridurre drasticamente lo stress fisico e psicologico per la donna, mettendo al centro la strategia operativa dell'azienda. Tutto è iniziato da quella che sembrava una banale influenza, ma un esame radiografico di controllo ha invece rivelato una lesione tumorale al polmone, mentre successivi accertamenti hanno fatto emergere una seconda neoplasia alla mammella. Invece di procedere con due ricoveri e due percorsi separati, i direttori della Chirurgia Toracica, il Dr. Majed Refai, e della Senologia, il Dr. Enrico Lenti, hanno scelto una strategia integrata lavorando in successione per circa quattro ore per asportare entrambe le masse tumorali. Il successo dell'operazione risiede non solo nella contemporaneità, ma anche nelle tecniche d'avanguardia utilizzate, come la chirurgia mininvasiva uniportale per la lesione polmonare, che prevede un’unica incisione di appena 3 centimetri. Grazie all'ottimizzazione del recupero post-operatorio garantita dal protocollo ERAS e al supporto fondamentale della Clinica di Rianimazione e dell'Anatomia Patologica, la paziente è stata dimessa dopo soli tre giorni. I vantaggi di questo approccio combinato sono stati evidenti: oltre a limitare le conseguenze estetiche e salvaguardare le pareti muscolari, la scelta clinica ha permesso di evitare il doppio inserimento nelle liste d'attesa e di accelerare l'iter per individuare le terapie post-operatorie più idonee. Durante la seduta è stata inoltre effettuata una biopsia polmonare contestuale, fondamentale per il prosieguo della storia clinica della paziente, che è già tornata a casa per seguire l'evoluzione delle cure. Questo intervento conferma la Chirurgia Toracica di Torrette come prima in Italia per volumi, ribadendo il ruolo dell'AOUM come centro di riferimento nazionale per la chirurgia complessa.

nubi sparse (MC)



