Dieci anni non bastano per colmare il dolore, ma sono un tempo sufficiente per misurare la forza di chi ha deciso di non arrendersi. Alle 3.36 del 24 agosto 2016 la terra tremò e il Centro Italia sprofondò nell'incubo: 299 vittime, paesi rasati al suolo e un’intera comunità ferita al cuore. A un decennio da quella notte, Amatrice, Accumoli, Arquata e tutti i borghi del cratere ricordano chi non c’è più, ma guarda avanti. Nel più grande cantiere d’Europa, la ricostruzione ha finalmente ingranato la marcia giusta, trasformandosi in una storia di riscatto e dignità.
I numeri del Rapporto 2026 raccontano una svolta concreta, ma ancora molta strada c'é da percorrere. "Quasi il 98 per cento delle opere pubbliche programmate è stato sbloccato e oltre 14 mila cantieri privati sono già stati completati", spiega il commissario sisma Guido Castelli. "Le gru dominano ancora il paesaggio, ma oggi restituiscono case sicure, scuole moderne come l'istituto Betti di Camerino e il Divini di San Severino, ed edifici simbolici della nostra identità spirituale, primo tra tutti la Basilica di San Benedetto a Norcia".
Ma la sfida vera, come sottolinea il commissario straordinario non è stata soltanto posare mattoni, bensì "ricucire il tessuto sociale ed economico di un territorio che rischiava lo spopolamento definitivo. Attraverso i fondi dedicati e la strategia di riparazione economica, l'Appennino centrale sta difendendo con le unghie il diritto a restare. I dati confermano una ripartenza reale: l'occupazione cresce a ritmi superiori alla media nazionale, mentre la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano è crollata, toccando ad Ascoli e Macerata valori tra i più bassi d'Italia".
"Il punto di riferimento resta lo storico modello del Friuli del 1976, ma con la consapevolezza di dover gestire un territorio vastissimo diviso tra quattro regioni. A metà strada da quel traguardo, la rinascita procede a passo spedito. Ogni cantiere che chiude, ogni famiglia che rientra a casa e ogni attività che riapre i battenti rappresentano la vittoria della speranza sulla tragedia, l'omaggio più bello a chi ha perso la vita in quella terribile notte di fine estate".
Sono fuori pericolo i cinque operai rimasti intossicati questa mattina in un cantiere di Ancona. I lavoratori, impegnati nella ristrutturazione di un condominio in via Rupi di via XXIX Settembre, sono stati soccorsi dopo aver accusato un malore mentre si trovavano in una zona esterna dell'edificio. Due di loro erano stati trovati privi di coscienza e inizialmente trasferiti in codice rosso al Pronto soccorso di Torrette.
Gli accertamenti sanitari hanno però evidenziato un elemento che ha fatto scattare ulteriori verifiche: nei corpi dei cinque operai sono state rilevate elevate concentrazioni di monossido di carbonio. Per questo motivo, dopo il primo intervento sanitario ad Ancona, tutti e cinque sono stati trasferiti a Fano, dove proseguiranno le cure e gli accertamenti.
I lavoratori, di età compresa tra 29 e 51 anni, sono di nazionalità rumena, tunisina, pakistana, nigeriana e italiana.
Stavano sverniciando una parete
Secondo le prime ricostruzioni, gli operai erano al lavoro in una intercapedine profonda circa tre metri, situata tra il piano stradale e la parete del condominio in ristrutturazione.
Il gruppo stava effettuando delle operazioni di sverniciatura di una parete dell'edificio quando si è verificato l'incidente.
L'allarme è scattato poco dopo le 8 di questa mattina. Sul posto sono intervenuti il personale sanitario del 118, i Vigili del fuoco, i Carabinieri e la Polizia locale.
Al lavoro la squadra NBCR dei Vigili del fuoco
La squadra dei Vigili del fuoco di Ancona ha provveduto al recupero dei due operai trovati privi di coscienza, affidandoli successivamente alle cure del personale sanitario.
Considerata la possibile presenza di sostanze pericolose, sul posto sono intervenuti anche il funzionario dei Vigili del fuoco e la squadra NBCR, specializzata negli interventi in presenza di rischi nucleari, biologici, chimici e radiologici.
I pompieri stanno effettuando operazioni di campionatura all'interno dell'area di lavoro per individuare la sostanza nociva o tossica all'origine dell'intossicazione. Le verifiche dovranno chiarire anche come si sia determinata la presenza di monossido di carbonio nell'ambiente e quale sia stata l'esatta dinamica dell'incidente.
L'edificio interessato dai lavori è sviluppato su due livelli stradali. L'area è stata sottoposta alle verifiche e alle operazioni necessarie per garantirne la messa in sicurezza.
Dalla missione diretta verso Gaza alla protesta in Albania. Cinque attivisti marchigiani partecipano alla nuova iniziativa della Global Sumud Flotilla, dopo aver preso parte alla precedente missione diretta verso la Striscia e fermata dalla Marina israeliana in acque internazionali lo scorso 18 maggio.
Si tratta di Marco Montenovi, Maurizio Menghini e Vittorio Sergi, già protagonisti della precedente missione, ai quali in questa occasione si sono aggiunti Daniele Randelli e Valeria Tinti.
Le imbarcazioni, recuperate e riparate dai volontari dopo l'episodio dello scorso maggio, sono partite il 16 agosto da Augusta con destinazione Valona, in Albania, dove è previsto l'arrivo dopo una tappa a Brindisi, il 20 agosto.
La nuova missione non avrà come destinazione Gaza. L'obiettivo è infatti raggiungere l'isola di Sazan e la zona della laguna di Narta e Zvernec, dove da mesi è in corso una mobilitazione ribattezzata «rivoluzione dei fenicotteri», nata in opposizione a un progetto immobiliare che coinvolge una società legata a Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Tra i partecipanti ci sono anche esponenti del Coordinamento Marche per la Palestina. Montenovi, Sergi e Tinti fanno parte del coordinamento e prenderanno parte alle iniziative previste in Albania nelle giornate del 21 e 22 agosto.
Il programma prevede anche la partecipazione al corteo contro il governo di Edi Rama, in programma nella serata del 22 agosto a Tirana.
La missione rappresenta dunque una nuova tappa dell'impegno degli attivisti marchigiani, dopo l'esperienza dello scorso maggio. Le imbarcazioni utilizzate nella precedente iniziativa erano state recuperate e successivamente riparate dai volontari, tornando ora in mare per una nuova mobilitazione.
Il rientro nelle Marche dei cinque attivisti è previsto entro la fine di agosto.
(Foto Ansa)
La presenza di Ostreopsis ovata, la cosiddetta “alga tossica”, ha raggiunto il livello di allerta nelle acque del Passetto di Ancona, all’altezza dell’ascensore.
A comunicarlo è l’Arpam, che, a seguito di una serie di campionamenti effettuati nella zona, ha rilevato una significativa concentrazione dell’alga.
Alla luce dei risultati, viene sconsigliato lo stazionamento lungo la battigia, in particolare alle persone che soffrono di patologie respiratorie e che possono essere maggiormente esposte agli effetti irritanti dell’alga.
Tra i disturbi associati alla presenza di Ostreopsis ovata figurano tosse, irritazione delle vie respiratorie e bruciore agli occhi. I sintomi possono manifestarsi quando le tossine prodotte dall’alga vengono disperse nell’aria attraverso l’aerosol marino, soprattutto nelle immediate vicinanze della battigia.
L’invito, dunque, è alla prudenza e a evitare di trattenersi a lungo sulla spiaggia nella zona interessata, in attesa dei successivi monitoraggi e delle indicazioni delle autorità competenti.
(Foto di Claudio Stanco da Wikipedia)
FALCONARA MARITTIMA - È morto nella giornata di domenica, all'età di 72 anni, Kruger Agostinelli, uno dei volti più noti e amati dell’intrattenimento marchigiano. Dj, giornalista, fotografo, organizzatore di eventi e comunicatore, Agostinelli si è spento dopo una lunga malattia. Era ricoverato all’ospedale di Chiaravalle.
La notizia ha scosso l’intera riviera e il mondo della notte marchigiana, dove per decenni Kruger era stato un punto di riferimento per generazioni di appassionati, professionisti e artisti.
Nato a Roma il 21 novembre 1953 e cresciuto nel quartiere di Monteverde, dove da ragazzo giocava in parrocchia anche con Francesco De Gregori, Agostinelli era arrivato giovanissimo nelle Marche. Qui avrebbe costruito una lunga e intensa carriera nel mondo della musica e dell’intrattenimento.
Il suo nome è rimasto indissolubilmente legato alla stagione d’oro delle discoteche marchigiane. Ha fatto ballare intere generazioni in locali come il Krakatoa, il Carillon, il Papagayo, il Covo Nord Est e soprattutto il mitico Piranha di Falconara, di cui amava ricordare la leggendaria inaugurazione con il concerto di Donna Summer.
Nel corso della sua carriera aveva incontrato e lavorato accanto ad artisti di fama internazionale come Ray Charles, Gloria Gaynor e Sister Sledge. Capogruppo per le Marche dell’Associazione Italiana Disk Jockey, nel 2016 aveva ricevuto il Disco Diva Award, riconoscimento a coronamento di una vita dedicata alla musica e alla consolle.
A Falconara Marittima, la città dove viveva, Agostinelli aveva fondato Disco Fantasia, storico negozio di dischi diventato nel tempo molto più di un'attività commerciale: un vero punto di incontro per appassionati, dj, musicisti e addetti ai lavori.
Ma Kruger non è stato soltanto un uomo della notte. La sua curiosità e la sua energia lo avevano portato a cimentarsi nel giornalismo, nella fotografia, nell’organizzazione di eventi e nella comunicazione. Una personalità istrionica, poliedrica e creativa, capace di attraversare epoche e linguaggi diversi senza perdere il contatto con il suo pubblico.
Negli ultimi anni aveva continuato a raccontare il mondo dei locali, la musica e il territorio attraverso i social, mantenendo quella ironia e quella capacità di coinvolgere che lo avevano sempre contraddistinto.
Tra i tanti messaggi di cordoglio c’è quello di Aldo Ascani, che con Agostinelli aveva condiviso dal 2012 un lungo percorso professionale nel mondo dell’intrattenimento.
«Oggi se ne va un grande personaggio, ma soprattutto una persona per me davvero speciale: Kruger Agostinelli», scrive Ascani, ricordando un rapporto nato nel mondo degli eventi dedicati a un pubblico adulto e sviluppatosi attraverso numerosi locali e progetti.
«Tra noi esisteva un’intesa unica: bastava uno sguardo per comprenderci, poche parole per dare forma a un’idea e trasformarla in un nuovo progetto», racconta Ascani, ricordando le esperienze vissute insieme al Babaloo, al Deep Blue, a Villa Taunus, al Sottovento di Numana e poi allo Shada.
Insieme avevano dato vita a diversi format, tra cui “Love is in the Air” e “Legati a un granello di sabbia”, contribuendo, come sottolinea Ascani, a sviluppare e in qualche modo rivoluzionare il concetto degli eventi over 30.
«Kruger è stato il mio braccio destro, il compagno di un percorso costruito realmente a due. Oggi perdo quasi un fratello professionale», scrive ancora Ascani, definendolo un uomo «creativo, brillante e generoso», capace di lasciare un segno profondo nelle persone e nei progetti ai quali aveva dedicato la sua passione.
Particolarmente toccante uno degli ultimi messaggi pubblicati da Agostinelli sui social. Era il primo agosto e, dalla struttura di Chiaravalle dove stava affrontando il suo percorso di cura, aveva scritto: «Ho voglia di darvi un buon week end… ho cambiato struttura, sono a Chiaravalle e ho voglia di ritornare a voi».
Anche durante la malattia aveva cercato di rassicurare familiari, amici e le tante persone che lo seguivano, raccontando con ironia e leggerezza la quotidianità e i piccoli progressi.
Fino alla fine aveva mantenuto quella voglia di vivere, comunicare e guardare avanti che aveva accompagnato tutta la sua esistenza.
Con Kruger Agostinelli se ne va un pezzo della storia della musica, della radio, delle discoteche e della notte marchigiana. Ma resta il ricordo di una figura capace di attraversare più generazioni, sempre con un microfono, una macchina fotografica, un disco o una nuova idea tra le mani.
Il funerale si svolgerà mercoledì 19 agosto, alle ore 10, nella chiesa San Giuseppe a Falconara Marittima.
La redazione di Picchio News si unisce al cordoglio di amici e familiari.
Sofia Raffaeli conquista un'altra medaglia mondiale e porta a casa l'argento nella finale al cerchio ai Mondiali di ginnastica ritmica di Francoforte. La campionessa di Chiaravalle ha chiuso la prova con 30.500 punti, fermandosi ad appena due decimi dall'ucraina Taisiia Onofriichuk, nuova campionessa del mondo con 30.700. Sul terzo gradino del podio la padrona di casa e campionessa olimpica Darja Varfolomeev, a quota 30.400.
Per Raffaeli si tratta della seconda medaglia conquistata in questa edizione dei Mondiali, dopo il bronzo nell'All Around che le ha permesso anche di staccare il pass olimpico per Los Angeles 2028. Un risultato che conferma ancora una volta la ginnasta marchigiana ai vertici della ritmica internazionale.
Sfuma il bis mondiale al cerchio
La medaglia d'argento arriva a un anno di distanza dal trionfo ottenuto da Raffaeli nella stessa specialità. Nel 2025, infatti, l'azzurra aveva conquistato l'oro mondiale al cerchio, imponendosi nella finale di Rio de Janeiro.
A Francoforte il successo è sfumato per appena 0.200 punti, con Onofriichuk capace di precedere l'italiana al termine di una finale estremamente equilibrata. Alle loro spalle Varfolomeev, sostenuta dal pubblico di casa, ha completato il podio.
Quinto posto nella finale alla palla
La giornata di Raffaeli non si è però conclusa con il podio al cerchio. L'azzurra è tornata infatti in pedana nella finale alla palla, dove difendeva il bronzo conquistato nell'edizione precedente.
La prova, però, non le ha permesso di ripetersi. Due sbavature hanno frenato la rincorsa al podio e Raffaeli ha chiuso al quinto posto con 28.450 punti, preceduta dalla tedesca Darja Varfolomeev, oro con 30.350, dall'ucraina Sofiia Ilteriakova, argento con 29.800, e dalla connazionale Mariia Borisova, bronzo con 29.150.
Quarta l'altra azzurra Tara Dragas, che ha terminato la finale con 28.800 punti, appena davanti a Raffaeli. Resta comunque un Mondiale di altissimo livello per Sofia Raffaeli, capace di salire sul podio nell'All Around e di conquistare poi l'argento al cerchio, confermandosi tra le protagoniste assolute della ginnastica ritmica mondiale.
(Credit foto: Facebook Federazione Ginnastica d'Italia)
Tragedia nel primo pomeriggio di Ferragosto a Senigallia, sul lungomare Mameli. Un uomo di 47 anni è stato colto da un malore mentre si trovava a pranzo in un bar insieme ad amici e parenti. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori e i tentativi di rianimazione, per Giovanni Picchio, 47enne di Fabriano, non c'è stato nulla da fare.
Alla richiesta di intervento, la centrale operativa ha inviato sul posto un'ambulanza del 118 e un'automedica con personale sanitario specializzato. I soccorritori sono intervenuti tempestivamente, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano.
Giovanni Picchio è morto sul posto. Lascia la moglie e un figlio. I funerali dovrebbero svolgersi nella giornata di domani. La notizia ha suscitato profondo cordoglio nella comunità di Fabriano, dove il 47enne era conosciuto anche per il suo impegno nel mondo dello sport giovanile.
"A nome dell'Amministrazione comunale e dell'intera comunità di Fabriano - ha dichiarato la sindaca Daniela Ghergo - esprimo il più profondo e sentito cordoglio per l'improvvisa e prematura scomparsa di Giovanni Picchio".
Il 47enne era infatti un punto di riferimento per la Scuola Calcio Fortitudo, settore giovanile della Asd Fabriano Cerreto. La sindaca ne ha ricordato la dedizione, la passione e il costante impegno educativo al fianco di tanti giovani della città.
"Con la sua dedizione, la sua passione e il suo costante impegno educativo, ha accompagnato la crescita di tanti giovani della nostra città, insegnando loro non soltanto i valori del gioco di squadra e della lealtà sportiva, ma anche quelli dell'integrazione e del rispetto reciproco - ha aggiunto Ghergo -. La sua assenza lascia un grande vuoto nel mondo dello sport fabrianese e in quanti lo hanno conosciuto, condividendone l'impegno e la passione sportiva".
Stava rientrando da una serata a Senigallia quando, all'altezza di Marzocca, ha notato una ragazza quindicenne in bilico su una finestra al primo piano.
Il 22enne non ci ha pensato a lungo, ha parcheggiato l'auto della mamma come meglio poteva ed è subito corso ai piedi del palazzo. Sopra di lui una giovane quindicenne pericolosamente in bilico fuori dalla finestra della sua casa al primo piano con le gambe penzolanti.
Il ragazzo ha iniziato a parlare con la giovane guadagnando la sua fiducia e ascoltando il suo sfogo. Grazie a questo contatto umano, il ragazzo ha convinto la giovane a rientrare in casa e a scendere da lui.
Nel frattempo una pattuglia della polizia locale era giunta sul posto per altre ragioni e successivamente, interpellata da ragazzo, si era resa conto dell'accaduto consigliando al giovane automobilista di chiamare il 112.
Sul posto è così giunto il personale sanitario che ha trasportato la ragazza al nosocomio locale unitamente al padre che nel frattempo era sceso in strada allertato dai soccorsi.
Tutto bene quel che finisce bene ma l'amara sorpresa era dietro l'angolo.
Tornado alla vettura, il giovane eroe si è trovato un verbale di divieto di sosta sul parabrezza della sua auto messo poco prima dagli agenti della polizia locale poi intervenuti.
Alle rimostranze del giovane gli agenti si sono dimostrati costernati ed hanno chiarito che quando hanno elevato il verbale non erano a conoscenza della situazione. Ciò non cambiava purtroppo la situazione perché gli agenti hanno chiarito che non avrebbero potuto fare nulla in quanto il verbale era stato scritto.
Hanno comunque garantito al ragazzo che avrebbero chiarito gli eventi con il comandante.
I familiari del ragazzo, precauzionalmente, si sono prontamente rivolti all'avvocato Cristina Barboni per far annullare il verbale perché, come sostenuto dall'avvocato, è evidente che il ragazzo avrebbe agito in stato di necessità.
Ma secondo molti non servirà procedere perché sembra scontato che il verbale verrà annullato in autotutela direttamente dal corpo di Polizia Locale
MARCELLI DI NUMANA – Una terrazza affacciata sulla spiaggia di Marcelli e, lì accanto, il Monte Conero con la sua maestosa presenza. Ieri sera l’evento della rassegna “FilosofARTE” si è svolto qui, al White Beach Club, il nuovo concept firmato da Arturo Neumann, imprenditore e figura storica dell’accoglienza e dello sviluppo turistico della Riviera del Conero (erede della celebre tradizione di famiglia che ha legato il proprio nome alla nascita e allo sviluppo del prestigioso Villaggio Taunus).
Con il White, Neumann ha lanciato una location che si distingue non solo per una proposta enogastronomica di alta qualità, ma anche per la sua atmosfera suggestiva: un salotto sotto le stelle di fronte al mare.
A fare gli onori di casa e ad introdurre la serata è stato Gianluca Crocetti, ideatore e fondatore del format culturale FilosofARTE, affiancato dallo stesso Arturo Neumann. L'imprenditore si è detto particolarmente sensibile e vicino alle tematiche di attualità, libertà d'espressione e dibattito civile portate avanti con veemenza da Giuseppe Cruciani. Tra le prime file del numeroso pubblico presente ha assistito all'incontro anche l’assessore al turismo di Civitanova Marche, Mara Orazi.
In questo scenario suggestivo, la serata di mercoledì 12 agosto ha visto protagonista Giuseppe Cruciani, intervistato dal giornalista Gianmarco Landi, per la presentazione del suo ultimo libro: “Libertà. Tutto Cruciani dalla A alla Z – L’alfabeto del politicamente scorretto” (Cairo).
Con il consueto tono provocatorio e senza filtri, il conduttore de La Zanzara ha aperto il suo intervento analizzando l'attuale scenario politico e concentrandosi su Roberto Vannacci. Per Cruciani, il generale rappresenta «un politico anomalo, di vecchio stampo, che sa stare in mezzo alla gente facendo una campagna elettorale porta a porta».
Il suo successo, ha sottolineato l'autore, è il sintomo di qualcosa che non ha funzionato nelle dinamiche tradizionali del centrodestra. La ricetta per la vittoria alle urne? «Un’alleanza tra la Meloni e Vannacci», figura quest’ultima che ha proposto, come nuovo sindaco di Milano, un generale che preveda soluzioni drastiche come il «rastrellamento di Rogoredo e fare piazza pulita dei maranza».
Cruciani non ha risparmiato stoccate al sistema politico nel suo complesso: «La politica non è una cosa seria: vende sogni e cavalca le emozioni dell’elettorato. Per vincere spesso si vende fumo, e chi sceglie di non farlo, alla fine, non raccoglie risultati», riferendosi in particolare a Carlo Calenda.
Sui temi dell'ordine pubblico, il giornalista ha espresso una critica diretta all'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, considerata rea di non essere riuscita a portare avanti una campagna sulla sicurezza davvero incisiva. Secondo Cruciani serve una linea dura: «Bisogna militarizzare le stazioni delle grandi città come Milano e Roma, presidiando non solo i piazzali antistanti, ma soprattutto le vie limitrofe».
Sul fronte immigrazione, la polemica si è concentrata contro quello che definisce il «finto buonismo» delle sinistre, ribadendo la necessità del blocco dei flussi clandestini: «Considero l’Italia come casa mia: non posso fare entrare a casa mia chi non conosco, persone di cui si ignorano identità, data di nascita o se abbiano un lavoro».
Sollecitato da Landi, Cruciani ha poi attaccato le derive del femminismo militante, colpevole a suo dire di «attaccarsi a ogni singola parola o atteggiamento per usarlo in chiave anti-maschile, arrivando al paradosso di giudicare perfino un semplice sguardo come una molestia».
Sulla questione dei diritti omosessuali, pur rifiutando categoricamente le classificazioni basate sugli orientamenti personali («Ognuno è libero di fare ciò che vuole e la classificazione è del tutto inutile»), ha ribadito un principio per lui fondamentale: «Affinché uno Stato possa prosperare, alla base della società deve esserci una struttura composta da un uomo e una donna che fanno figli».
Un passaggio importante dell'incontro è stata la difesa di Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione (con un risarcimento di 3 milioni di euro) per aver reagito a una rapina. Cruciani, che ha perorato la sua causa per oltre due anni, precisa: «Non lo considero un eroe, né un modello da seguire. È un anti-eroe, un borghese che desiderava solo lavorare, non amato dalla stampa o dai VIP. Ma Pannella mi ha insegnato che portando avanti casi estremi si possono cambiare le cose».
Per il giornalista è inaccettabile che chi subisce un'aggressione nel proprio luogo di lavoro non venga tutelato: «È assurdo non essere protetti dallo Stato. Servono riforme immediate sulla legittima difesa: al momento dell'aggressione non si può misurare con il bilancino lo stato di turbamento psicologico della vittima».
Cruciani chiude l’intervento affrontando il tema ambientale, con un attacco frontale alle politiche europee di transizione ecologica: «L’ideologia green sta distruggendo il tessuto industriale e le aziende italiane. Per me l'ambientalismo radicale non è altro che un volto del comunismo».
Ha ottenuto consensi unanimi l’edizione “zero” del concorso “RubbishArt” promosso dagli organizzatori di Montelago Celtic Festival e da Cosmari che da anni collaborano insieme per la preservazione e la puliza dei luoghi che ospitano l’evento.
L’iniziativa è nata con l’intento di promuovere e preservare il patrimonio ambientale e culturale proprio di Montelago e delle terre alte della Marca come elemento fondante per uno sviluppo inclusivo e sostenibile della comunità, valorizzare il talento e la creatività, promuovere la consapevolezza dell’importanza della raccolta differenziata e della minor produzione dei rifiuti.
Il concorso prevedeva la realizzazione di opere, installazioni e scultore eseguite obbligatoriamente con rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, in piena libertà stilistica.
Le opere partecipanti sono state valutate da una giuria composta da: Maurizio Serafini ideatore di Montelago, Paolo Gattafoni Presidente Cosmari, Marzia Mattioli Direttore Legambiente Marche, Michela Bussolotto e Andrea Bernabei di Cosmari. Organizzazione e segreteria Luca Romagnoli Ufficio Stampa Cosmari.
E’ stato deciso di fare una classifica a parte per gli under 10 Leone e Ettore Magnaterra che hanno realizzato un “bigliardino pazzo” e una “spada” utilizzando cartone cannucce, posate, colori lattine e bottiglie.
Tra gli adulti, ai primi posti, il simpatico cane “Whiskey”, ormai adottato come mascotte del festival, di razza “best bau”, realizzato con lattine di alluminio e plastica da Riccardo Serafini, seguita da “Perlifica”, un’opera di Elisa Sezlini, ispirata alla canzone di Caparezza, composta da lattine, filo di cotone, plastica e scotch.
Molto apprezzato l’ecosistema fantasy intitolato “”Eco-Lives” fabbricato con semi, fil di ferro, the scaduto, carta, tela, cartone, gusci, bottiglie, fiammiferi usati, sale grosso e altri materiali usati.
Al terzo posto la giuria ha voluto premiare “Il suono della fratellanza”, un’arpa ideata da Manolo Veroli e Cinzia Scarponi con l’intento di richiamare con gli elementi della natura tutti i fratelli del popolo di Montelago, utilizzando legno, alluminio e plastica.
Al secondo posto la “Rinascita dopo il temporale” realizzata dopo la tempesta che ha distrutto 3 gazebi si 4 che come una fenice sono rinati sotto una nuova forma, usando proprio i resti di gazebo, nastro adesivo e “tanta speranza” dal gruppo capitanato da Stefano Bisonni.
A vincere il concorso “RubbishArt” è stato il gruppo proveniente da La Spezia di Raffaele Biancalani che ha realizzato un maestoso “Trono di gazebi”, una originale istallazione fatta di bancali di legno, alluminio, acciaio e plastica dei gazebi “sacrificati dalla furia di Thor”. L’opera è stata particolarmente apprezzata tanto che moltissime persone hanno voluto sedersi sul trono per farsi fotografare.
Abbiamo voluto promuovere questa originale iniziativa – sottolinea il Presidente di Cosmari Paolo Gattafoni – insieme agli amici di Montelago con i quali abbiamo una partnership importante da diversi anni per questo grande evento considerato eco-green per sensibilizzare i partecipanti sulle tematiche ambientali, sulla raccolta differenziata e sul riuso dei rifiuti e soprattutto sul rifiuto dei luoghi che ospita la manifestazione. Siamo certi che il nostro concorso “RubbishArt” sarà, negli anni a venire, istituzionalizzato all’interno del programma ufficiale di Montelago.
Il concetto del contest voluto dal Cosmari a Montelago ha l'intento di trasformare in arte il rifiuto del festival – aggiunge Maurizio Serafini –, sviluppare creatività e riciclo è stato sempre un obiettivo da perseguire e quest' anno è stato lanciata la prima edizione del concorso tra il popolo di Montelago. Non avevo dubbi che avrebbe risposto alla grande. Dieci concorrenti per dieci opere, tutte profondamente legate allo spirito del festival. Ha vinto quella che reputavo più vicina alla filosofia che unisce i partecipanti, ovvero un trono (non di spade) realizzato con i resti della paletteria di un gazebo distrutto da un’improvvisa tempesta di pioggia e vento. Rappresenta la capacità di saper vedere oltre la disgrazia, la capacità di ricostruire, di dare un senso alle macerie e allo scarto. È una forma liquida di pensiero che simboleggia il valore effimero delle cose e la transitorietà della vita e della stessa città nomade.
Interviene per difendere una donna vittima di molestie, ma finisce lui stesso in ospedale dopo essere stato scambiato per l'aggressore e colpito al volto con una bottiglia. È quanto accaduto nella notte di martedì ad Ancona, in via Giordano Bruno.
L'allarme è scattato quando una Volante della polizia, all'altezza di Piazza Rosselli, è stata fermata da un uomo che ha segnalato un'aggressione ai danni di una donna avvenuta poco distante.
Gli agenti hanno quindi rintracciato la donna, che ha raccontato di essere stata avvicinata con atteggiamento molesto da un suo connazionale, già conosciuto, arrivato a bordo di un'auto. Spaventata, la donna ha iniziato a chiedere aiuto.
In suo soccorso è intervenuto un amico, mentre il presunto molestatore si è allontanato in automobile. Proprio in quel momento è sopraggiunto un altro uomo, completamente estraneo alla vicenda, che, avendo sentito le urla della donna ma senza aver assistito alla scena, ha erroneamente ritenuto che l'amico fosse l'aggressore.
L'uomo lo ha quindi colpito al volto con una bottiglia, ferendolo. Il malcapitato è stato soccorso dal personale della Croce Gialla e trasportato all'ospedale di Ancona per le cure del caso. Gli agenti hanno identificato tutte le persone coinvolte e le hanno informate delle facoltà previste dalla legge.
Un'autopsia per chiarire le cause del decesso e accertamenti tecnici sul funzionamento del taser in dotazione ai carabinieri. Sono i due principali filoni dell'indagine aperta dalla Procura di Ancona sulla morte di un 35enne di nazionalità ucraina, deceduto per arresto cardiaco a bordo di un'ambulanza dopo un pericoloso inseguimento in auto e una violenta colluttazione con i militari a Senigallia.
Il fascicolo, affidato alla pm Valeria Cigliola e sotto la guida del procuratore capo Monica Garulli, verrà iscritto con la formula dell'annotazione preliminare, procedura adottata quando sussiste un fatto compiuto in presenza di una causa di giustificazione, senza procedere per ora all'iscrizione immediata nel registro degli indagati.
Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo, in forte stato di alterazione, avrebbe iniziato una serie di manovre azzardate a bordo di una Bmw bianca tra Fano e Marotta, guidando contromano e urtando diversi veicoli. Intercettato a Senigallia, ha speronato una gazzella dell'Arma prima di tentare la fuga a piedi.
Raggiunto dalle forze dell'ordine, ne è nata una violenta colluttazione nella quale il 35enne ha morso un dito a un militare. I carabinieri hanno fatto ricorso al dispositivo taser, ma gli inquirenti intendono verificare se l'apparecchiatura abbia funzionato correttamente, dato che l'uomo avrebbe continuato a reagire con aggressività.
I soccorritori del 118 e della Croce Rossa sono intervenuti sedando l'uomo le cui condizioni iniziali e i cui parametri vitali risultavano sotto controllo; tuttavia, durante il tragitto verso l'ospedale, si è verificato il repentino ed esiziale arresto cardiaco. L'esame autoptico verrà eseguito nei prossimi giorni all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona.
Nove marchigiani su dieci sono insoddisfatti della riduzione o della chiusura delle filiali bancarie nel proprio territorio. È uno dei dati più significativi che emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”, che fotografa le conseguenze della progressiva riduzione della presenza degli istituti di credito nelle comunità locali.
Secondo l’indagine, nelle Marche il 91,4% dei cittadini considera negativa la diminuzione degli sportelli bancari nei luoghi in cui vive. La presenza di un bancomat, sottolinea il rapporto, non viene percepita come una sostituzione adeguata del rapporto diretto con il personale bancario.
I numeri raccontano una trasformazione profonda del sistema bancario regionale. Tra il 2020 e il 2025 i comuni marchigiani serviti da banche sono passati da 184 a 143, con una riduzione del 22,3%. Nello stesso periodo le filiali sono scese da 790 a 585, con un calo del 25,9%: significa che in cinque anni sono stati chiusi 205 sportelli, con una media di 3,4 chiusure al mese.
La conseguenza è che oggi 103.439 cittadini marchigiani risiedono in comuni privi di uno sportello bancario.
Una situazione che, secondo Uilca, non riguarda soltanto la comodità di effettuare operazioni bancarie, ma coinvolge anche il ruolo sociale delle banche nei territori. “Dietro ogni sportello chiuso – evidenzia il segretario generale Uilca Fulvio Furlan – c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia”.
Il fenomeno viene collegato anche al rischio di ulteriore spopolamento delle aree interne e dei piccoli centri. Per il 63,4% dei cittadini marchigiani, infatti, la presenza di una filiale bancaria rappresenta un elemento che può influenzare la scelta di vivere o meno in un territorio. Inoltre, l’82,3% degli intervistati ritiene che la chiusura degli sportelli contribuisca alla marginalizzazione delle comunità locali.
Tra le criticità evidenziate dal rapporto c’è anche il tema della sicurezza. La riduzione del rapporto diretto con gli operatori bancari potrebbe aumentare la vulnerabilità dei cittadini più fragili rispetto a truffe e frodi. Nelle Marche il 79% delle persone intervistate ritiene che la scomparsa delle filiali favorisca il rischio usura, mentre l’86,6% considera la presenza del personale bancario importante per aiutare i cittadini a difendersi da phishing e truffe online.
La Uilca chiede quindi un cambio di prospettiva: non solo una rete bancaria basata sull’efficienza economica, ma anche un presidio vicino alle persone e ai territori.
“La banca – conclude Furlan – deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone”.
Il guasto alla Pet-Tc dell’ospedale di Torrette non è ancora completamente risolto, ma l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche assicura che sono in corso tutte le azioni necessarie per garantire la continuità degli esami diagnostici.
Il sistema, spiega la direzione dell’Aou Marche, presenta “un’anomalia tecnica intermittente” sulla quale sono già intervenuti sia il personale del servizio di manutenzione sia i tecnici della casa produttrice. Il problema è legato alla necessità di reperire un componente di ricambio, la cui disponibilità consentirà il ripristino definitivo della piena funzionalità del macchinario.
Nel frattempo l’azienda sanitaria ha predisposto una serie di misure organizzative per evitare disagi ai pazienti. Tra le soluzioni individuate c’è la definizione di accordi con altre aziende sanitarie regionali, in particolare con Ast Macerata, che in passato aveva già collaborato con Torrette per prestazioni della stessa tipologia.
L’obiettivo è garantire la presa in carico dei pazienti esterni e di quelli provenienti da fuori provincia, mantenendo attivi i percorsi assistenziali stabiliti dalle strutture competenti.
L’Aou Marche precisa inoltre che la gestione dei pazienti prosegue anche attraverso le modalità alternative disponibili, compreso l’utilizzo della Risonanza magnetica Pet (Rmn Pet) quando appropriato per i percorsi clinici individuati.
Parallelamente, l’azienda ha valutato positivamente anche l’ipotesi di ricorrere temporaneamente a una Pet-Tc mobile, ovvero un’apparecchiatura installata su un mezzo dedicato che potrebbe essere utilizzata fino al completo ripristino del sistema fisso.
Sono infine in corso ulteriori verifiche e acquisizioni dal mercato per individuare le soluzioni più rapide ed efficaci.
In arrivo chiusure notturne lungo il tratto marchigiano dell'autostrada A14 per permettere l'esecuzione dei lavori di rifacimento del manto stradale. Per consentire, infatti, gli interventi di asfaltatura sulla A14 Bologna-Taranto, la società Autostrade per l'Italia ha disposto l'interruzione temporanea del traffico nel tratto compreso tra le stazioni di Loreto-Porto Recanati e Ancona Sud in direzione Bologna.
Le limitazioni alla circolazione veicolare avverranno esclusivamente in orario notturno in due distinte giornate. La prima chiusura è programmata dalle ore 22:00 di lunedì 3 agosto alle ore 6:00 di martedì 4 agosto, mentre il secondo stop scatterà dalle ore 22:00 di mercoledì 5 agosto per concludersi alle ore 6:00 di giovedì 6 agosto. Negli stessi intervalli orari si renderà necessaria anche la contestuale chiusura dell'area di servizio Conero Est, situata all'interno del tratto interessato dai lavori.
Per i veicoli diretti verso nord e verso Ancona, dopo l'uscita obbligatoria al casello di Loreto-Porto Recanati, il percorso alternativo consigliato prevede di proseguire lungo la SS16 Adriatica per poi rientrare in autostrada A14 attraverso la stazione di Ancona Sud.
Era alla guida di un'auto nonostante la patente gli fosse stata revocata ben 14 anni fa. Un uomo di 45 anni, residente in un comune dell'entroterra senigalliese e già noto alle forze dell'ordine, è stato denunciato a piede libero dai Carabinieri di Senigallia per guida senza patente.
Il controllo è scattato durante un servizio notturno predisposto dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile lungo le strade della fascia costiera, nell'ambito dei controlli straordinari intensificati nel periodo estivo per garantire maggiore sicurezza alla circolazione stradale.
Fermato mentre era alla guida di un'utilitaria, l'uomo è stato sottoposto agli accertamenti di rito. Dai controlli è emerso che il 45enne non avrebbe potuto mettersi al volante: nei suoi confronti, infatti, era stato emesso un provvedimento prefettizio di revoca della patente nel 2012.
Non si sarebbe trattato, inoltre, della prima violazione. Lo scorso anno l'uomo era già stato sanzionato per la stessa infrazione. La recidiva ha fatto scattare la denuncia all'autorità giudiziaria.
La società Quadrilatero Marche-Umbria, controllata da Anas, ha aperto ufficialmente al traffico in configurazione definitiva a quattro corsie l’ultimo tratto della strada statale 76 "della Val d’Esino" lungo la direttrice Perugia-Ancona, nel segmento compreso tra gli svincoli di Borgo Tufico e Genga/Valtreara, in provincia di Ancona.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco del comune di Genga Marco Filipponi, l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme e l’amministratore delegato e direttore generale di Quadrilatero Marche Umbria s.p.a. Eutimio Mucilli.
L'opera restituisce alla collettività un tracciato ammodernato di 2,2 chilometri che include il viadotto "Mariani" (lungo circa 170 metri) e le due gallerie Sassi Rossi 1 (141 metri) e Sassi Rossi 2 (572 metri). Gli interventi, realizzati per un importo complessivo di 13,7 milioni di euro, dei quali oltre un milione destinato specificamente agli impianti tecnologici all'interno dei tunnel, hanno compreso anche i raccordi tra le due carreggiate, l'asfaltatura della sede stradale e l'aggiornamento della segnaletica.
I lavori giungono a compimento dopo lo stop forzato causato dal ritrovamento nel cantiere di rifiuti speciali, una criticità risolta grazie alla sinergia tra enti locali e istituzioni nazionali.
"Oggi si completa un percorso complesso per l’ammodernamento di questa importante direttrice. Il ritrovamento di rifiuti speciali durante i lavori aveva reso necessaria la sospensione delle attività che, grazie alla collaborazione tra le varie istituzioni, sono riprese secondo le procedure di legge fino al risultato di oggi che consente di restituire alla collettività un’infrastruttura interamente a quattro corsie con benefici rilevanti in termini di sicurezza stradale, tempi di percorrenza e accessibilità delle aree interne. Nelle Marche Anas ha in corso investimenti per 5,8 miliardi di euro tra nuove opere e manutenzione della rete stradale. Siamo impegnati su direttrici strategiche con l’obiettivo di rendere i territori sempre più accessibili con infrastrutture sicure per agevolare lo sviluppo economico e la qualità della vita dei cittadini", ha dichiarato l'amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme.
L'apertura dell'arteria marchigiana si inserisce in un quadro di generale completamento dell'opera: sul versante umbro della medesima arteria sono in fase di ultimazione i lavori di raddoppio a quattro corsie di un breve tratto della strada statale 318 "di Valfabbrica" tra le località di Valfabbrica e Casacastalda. Entro il prossimo autunno, dunque, l'intero collegamento strategico Perugia-Ancona sarà percorribile a quattro corsie su tutta la sua estensione.
Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. L'annuncio è arrivato nel corso del Consiglio federale, dove il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha comunicato la scelta, ponendo così fine alle indiscrezioni circolate negli ultimi giorni.
Secondo quanto emerso, nelle prossime ore dovrebbe essere ufficializzato anche l'incarico di Claudio Ranieri come direttore tecnico della Nazionale, completando così il nuovo assetto dell'area tecnica azzurra.
A commentare la nomina è stato il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, che ha definito Mancini «un tecnico di qualità», spiegando che si tratta di una scelta compiuta dal presidente federale «in sintonia con il direttore tecnico».
Interpellato sul consenso della Serie A rispetto alla decisione, Abete ha precisato che la domanda andrebbe rivolta al presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, collegato da remoto durante il Consiglio federale.
«L'indicazione è stata chiara, la scelta è stata individuata e comunicata da Malagò. Non c'erano altre opzioni – ha aggiunto Abete –. Parliamo di un allenatore che ha conquistato il Campionato Europeo alla guida della Nazionale».
Per quanto riguarda la figura del direttore tecnico, Abete ha infine spiegato che l'argomento non è stato approfondito nel corso del Consiglio federale.
Ci sono luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato, dove le tracce della storia della Terra convivono con quelle lasciate dall’uomo nei secoli. Uno di questi è il Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, nelle Marche, un territorio capace di custodire ambienti unici e forme di vita che affondano le proprie origini in epoche lontanissime.
Tra cavità sotterranee, boschi, praterie e paesaggi montani, il parco rappresenta un autentico scrigno di biodiversità: un ecosistema che ospita oltre 105 specie di uccelli nidificanti, 40 specie di mammiferi – tra cui 14 specie di chirotteri – 29 tra rettili e anfibi e più di 1.250 specie vegetali.
L’area protetta si estende lungo il territorio dei comuni di Arcevia, Cerreto d’Esi, Fabriano, Genga e Serra San Quirico, offrendo un ambiente preappenninico di straordinaria ricchezza naturalistica.
A rendere ancora più affascinante questo territorio è la presenza della Gola di Frasassi, modellata nel corso dei millenni dall’azione erosiva del fiume Sentino. Le acque hanno scavato nella roccia un complesso sotterraneo di rara bellezza, dando origine a un mondo nascosto dove sopravvivono specie adattate a condizioni ambientali particolari.
Tra gli abitanti più sorprendenti delle grotte c’è il Niphargus ictus, un piccolo crostaceo dalle caratteristiche uniche. Il suo nome deriva dal greco e richiama il significato di “splendente come la neve”, per il suo aspetto chiaro e la particolare luminosità osservabile al microscopio.
Questa specie, endemica degli ambienti ipogei, vive esclusivamente nelle acque sotterranee delle grotte, raggiunge dimensioni comprese tra i 12 e i 30 millimetri e svolge un ruolo importante nell’equilibrio dell’ecosistema. Essendo un organismo saprofago, contribuisce alla decomposizione della materia organica e al riciclo delle sostanze nutritive.
La presenza del Niphargus ictus è considerata anche un importante indicatore ambientale: la sua sopravvivenza è infatti legata alla qualità delle acque e viene utilizzata negli studi di ecotossicologia e fisiologia per valutare lo stato degli ecosistemi sotterranei.
Ma il fascino del Parco non si ferma al mondo naturale. Sopra il livello delle grotte, il paesaggio unisce natura e storia, accompagnando il visitatore tra antichi borghi, abbazie e castelli. Tra i luoghi più suggestivi troviamo il Santuario di Frasassi, le abbazie di Sant’Elena, San Vittore delle Chiuse e Valdicastro, oltre ai castelli di Genga, Pierosara, Avacelli e Castelletta.
Un territorio dove geologia, biodiversità e memoria storica si incontrano, offrendo un viaggio attraverso milioni di anni di evoluzione e secoli di cultura. Il Parco della Gola della Rossa e di Frasassi è così un luogo in cui la natura non è soltanto da osservare, ma da ascoltare: una testimonianza vivente della lunga storia della Terra.
Il comitato del patrimonio mondiale dell'Unesco, riunito a Busan in Corea del Sud per la sua quarantottesima sessione, ha iscritto ufficialmente nella Lista dei beni protetti "Il sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale". Il verdetto, giunto nella giornata di domenica 26 luglio, riconosce il valore storico e architettonico di una rete di strutture diffusa in particolare nel territorio marchigiano. Con questo nuovo inserimento, l'Italia consolida il primato per il maggior numero di siti registrati all'interno della lista internazionale, raggiungendo una quota complessiva di sessantadue beni.
Il progetto di candidatura, avviato nel 2020, ha visto come capofila la Regione Marche, affiancata dalle amministrazioni regionali di Umbria ed Emilia-Romagna, in collaborazione con numerosi enti locali e sotto il coordinamento tecnico-scientifico del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri. Alla sessione coreana del comitato, per la delegazione italiana, hanno preso parte la dirigente della Direzione Cultura regionale Daniela Tisi e la sottosegretaria alla presidenza delle Marche Silvia Luconi, insieme all'ambasciatore Liborio Stellino, rappresentante permanente d’Italia presso l’Unesco, e all'ambasciatrice a Seul Emilia Gatto.
In una nota ufficiale, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha espresso soddisfazione per il traguardo istituzionale raggiunto, definendolo il compimento di un percorso formale lungo e rigoroso. Il governatore ha sottolineato come il provvedimento dell'agenzia ONU ratifichi la peculiarità di un territorio che presenta un'elevata densità di questo tipo di strutture storiche, rivolgendo un ringraziamento alle strutture tecniche regionali, al Ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli e alle iniziative avviate nella precedente legislatura con l'allora assessora Giorgia Latini. Da Busan, il sottosegretario Luconi ha evidenziato come il riconoscimento non costituisca un punto d'arrivo, bensì l'inizio di una fase che richiederà nuovi impegni sul fronte della tutela, della conservazione e della gestione cooperativa del sito seriale.
La designazione Unesco si concentra sulle caratteristiche specifiche del teatro condominiale, un modello architettonico e gestionale sviluppatosi tra il diciassettesimo e il diciannovesimo secolo. In base a questa formula, la costruzione e la manutenzione degli edifici venivano finanziate direttamente dalle famiglie residenti nei borghi e nelle città attraverso l'acquisto e la proprietà dei singoli palchi. Secondo i dati tecnici presentati nel dossier, tali istituzioni hanno storicamente svolto una funzione di aggregazione civica e sociale per le comunità locali, oltre a quella strettamente legata all'attività culturale. Nelle intenzioni dei promotori, l'inserimento nella lista globale mira ora a incrementare la tutela del patrimonio immobiliare diffuso, favorire lo studio accademico di queste strutture e razionalizzare i flussi turistici legati ai beni storici dell'Italia centrale.