Attualità
Macerata, restauratori d’arte ostaggio della burocrazia: "Lavori finiti, ma i pagamenti restano fantasma"
MACERATA - Pagamenti fermi, cantieri conclusi ma corrispettivi che non arrivano. È la denuncia lanciata dai restauratori di beni culturali Milko Morichetti e Mariano Angeletti, che, a nome delle imprese artigiane del settore della provincia di Macerata, puntano il dito contro la Cassa Edile di Macerata, sostenendo che il mancato rilascio del DURC di congruità starebbe creando gravi difficoltà economiche alle aziende impegnate nei lavori di restauro del patrimonio storico e artistico. Secondo quanto riportato nel comunicato, le imprese contestano alla Cassa Edile «la richiesta di adempimenti non previsti da alcuna norma», una situazione che, a loro dire, rischia di compromettere la sopravvivenza di numerose piccole e medie aziende impegnate nella tutela dei beni culturali. Il documento al centro della vicenda è il DURC di congruità, necessario affinché le stazioni appaltanti possano procedere alla liquidazione dei lavori eseguiti. «I restauri vengono conclusi, i beni culturali recuperati, ma i pagamenti rimangono bloccati», affermano i firmatari. Nel comunicato viene ricordato che dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO e che la Camera di Commercio ha aggiornato d'ufficio le imprese iscritte all'Albo speciale dell'artigianato artistico, attribuendo loro il codice ATECO 91.30.01, dedicato alla "Conservazione e restauro del patrimonio culturale". «Non si tratta di imprese edili», sottolineano Morichetti e Angeletti, evidenziando come le aziende operino attraverso restauratori qualificati secondo la normativa del Ministero della Cultura e intervengano su chiese, palazzi storici, affreschi, dipinti, opere lignee e altri beni sottoposti a tutela. I restauratori ricordano inoltre che anche il Codice dei contratti pubblici distingue le lavorazioni di restauro attraverso la categoria specialistica OS2-A, separandola dalla categoria OG2, relativa invece ai lavori edilizi sugli immobili vincolati. «Una distinzione che è tecnica, professionale e giuridica», sostengono. Secondo le imprese, nonostante il riconoscimento della specificità del settore, la Cassa Edile di Macerata richiederebbe anche l'acquisizione di un ulteriore codice ATECO riconducibile all'edilizia. «Tale obbligo non troverebbe alcun fondamento nella legislazione vigente», affermano i restauratori, spiegando di aver chiesto più volte all'ente di indicare «la norma di legge, il regolamento o qualsiasi altra fonte giuridica» che giustifichi tale richiesta. «Una risposta nel merito non è mai arrivata», sostengono. La questione, secondo i firmatari, avrebbe ricadute concrete sulla liquidità delle imprese. «Il mancato rilascio del DURC di congruità impedisce alle amministrazioni pubbliche di procedere ai pagamenti. Nel frattempo le imprese continuano a sostenere stipendi, contributi, fornitori, materiali, assicurazioni e oneri finanziari, senza poter incassare quanto maturato», si legge nel comunicato. Una situazione che, secondo le aziende, rischia di mettere in difficoltà soprattutto le piccole e medie imprese impegnate nei cantieri della ricostruzione post-sisma e del restauro del patrimonio culturale. Nel documento viene chiesto un chiarimento pubblico sull'interpretazione della normativa e un intervento delle istituzioni. «Le aziende non chiedono deroghe né trattamenti privilegiati. Chiedono semplicemente che venga applicata la normativa vigente e che sia chiarito pubblicamente se esista una disposizione di legge che imponga ai restauratori dei beni culturali di assumere un ulteriore inquadramento edilizio», dichiarano i firmatari. Morichetti e Angeletti sollecitano inoltre «un intervento urgente del Commissario Straordinario alla Ricostruzione, chiamato a garantire il corretto funzionamento del sistema degli appalti e la tempestiva esecuzione degli interventi finanziati con risorse pubbliche». Il comunicato si conclude con una serie di interrogativi rivolti alle istituzioni e alle associazioni di categoria: «Dove sono le associazioni dell'artigianato chiamate a rappresentare e difendere le piccole imprese? Perché nessuno interviene a tutela di aziende che operano in un settore strategico per il patrimonio culturale nazionale?». Infine, la domanda che i restauratori definiscono centrale: «Chi tutela chi tutela il patrimonio culturale italiano?».
C'era una volta l'Italia che vinceva i Mondiali: 20 anni fa, l'indimenticabile estate 2006 (FOTOGALLERY)
Ci sono notti che non appartengono soltanto allo sport, ma alla memoria di un Paese. Il 9 luglio 2006 è una di quelle. Vent'anni fa l'Italia conquistava il suo quarto titolo mondiale, battendo la Francia ai calci di rigore al termine di una finale entrata nella storia. Una vittoria che trasformò strade e piazze in un'unica, immensa festa. Riguardare oggi quelle immagini significa fare un viaggio in un'epoca che sembra lontanissima, vista anche la tripla esclusione consecutiva dai Mondiali della nostra Nazionale di calcio, tristemente spettatrice della rassegna in corso negli Usa, in Canada e in Messico. Nelle fotografie che vi proponiamo ci sono i volti sorridenti di chi si abbraccia senza conoscersi, bambini avvolti nel tricolore, cani "vestiti" a festa, famiglie intere scese in strada e automobili che oggi sembrano quasi reperti di un'altra epoca, sommerse da bandiere e cortei festanti. Scatti che raccontano non solo un trionfo sportivo, ma anche un modo diverso di vivere la città, condividere la gioia e sentirsi parte di una comunità. Il direttore Guido Picchio, allora come oggi, era tra la gente con la macchina fotografica. I suoi scatti immortalano i luoghi simbolo di Macerata invasi da migliaia di persone, tra cori, fumogeni, clacson e un entusiasmo che sembra uscire dalle fotografie anche a distanza di vent'anni. La galleria che proponiamo raccoglie le immagini di quei giorni indimenticabili: non solo la notte della finale del 9 luglio, ma anche l'esplosione di felicità dopo la semifinale vinta contro la Germania, quando la città aveva già iniziato a sognare. Un patrimonio di immagini che restituisce l'atmosfera di un'estate destinata a rimanere nella storia e nel cuore di un'intera generazione. Per la galleria fotografica completa scorri in fondo all'articolo, sotto la sezione pubblicitaria!
Disoccupati tra i 60 e i 66 anni? Scatta il progetto "Over 60": bando per 10 posti
Offrire un'opportunità di reinserimento professionale coniugando il sostegno economico con la cura e il servizio a favore della collettività. È questo l'obiettivo del nuovo progetto denominato "Over 60. Un’opportunità di lavoro per la comunità", un'iniziativa promossa e finanziata in sinergia da Regione Marche, Ministero del Lavoro, Unione Montana Potenza Esino Musone e dall'Ats 17. Il bando mette a disposizione complessivamente 10 posti per lo svolgimento di attività temporanee e straordinarie di pubblica utilità, rivolgendosi specificatamente ai cittadini in stato di disoccupazione che siano residenti sul territorio regionale e che abbiano un’età compresa tra i 60 e i 66 anni. Le mansioni previste dal piano di inserimento si divideranno in due macro-aree di intervento volte a potenziare i servizi dei municipi coinvolti. Quattro partecipanti saranno infatti destinati alla cura, alla custodia e alla manutenzione ordinaria degli spazi pubblici e delle aree verdi comunali, mentre gli altri sei profili saranno impiegati nel supporto diretto alla cittadinanza attraverso attività di accoglienza, servizi di trasporto sociale e assistenza logistica all'interno dei centri per le famiglie e dei centri di aggregazione pomeridiana. Il progetto garantisce un rapporto occupazionale della durata di 12 mesi, strutturato su un impegno di 25 ore settimanali distribuite nell'arco di cinque giorni lavorativi. Le sedi operative delle attività saranno dislocate nei diversi comuni dell’Ambito territoriale sociale 17, toccando i territori di Castelraimondo, Esanatoglia, Fiuminata, Gagliole, Matelica, Pioraco, San Severino Marche e Sefro. Per poter accedere alla selezione e presentare la propria candidatura, gli aspiranti lavoratori devono risultare regolarmente iscritti al centro per l’impiego muniti di patto di servizio personalizzato sottoscritto e, contestualmente, non essere beneficiari di trattamenti di pensione previdenziale, ammortizzatori sociali o di altre misure di politica attiva del lavoro finanziate da enti pubblici. Un'occasione di welfare attivo che il sindaco di Matelica Denis Cingolani e il vicesindaco e assessore ai servizi sociali Rosanna Procaccini hanno voluto promuovere con forza, definendola un sostegno concreto per chi si trova in una fase complessa della propria vita lavorativa. La scadenza per l’invio delle domande è fissata per il prossimo 30 luglio, e gli interessati possono richiedere informazioni dettagliate contattando gli uffici dell'unione montana.
Tolentino, un sostegno alle attività commerciali: il Comune stanzia contributi per chi ha subito cali di ricavi
TOLENTINO – Un sostegno concreto alle attività economiche che continuano a fare i conti con le difficoltà legate alla ricostruzione post-sisma. Il Comune di Tolentino ha pubblicato un avviso pubblico per la concessione di contributi a fondo perduto destinati alle imprese che hanno subito una riduzione dei ricavi a causa degli interventi di ricostruzione successivi al terremoto del 2016. L'obiettivo dell'iniziativa è favorire la prosecuzione e la graduale ripresa delle attività imprenditoriali presenti sul territorio, sostenendo quelle realtà che hanno risentito degli effetti economici e sociali provocati dal sisma e dalla complessa fase di ricostruzione ancora in corso. Per il bando è stata prevista una dotazione iniziale di 100 mila euro, finanziata dal Comune di Tolentino. L'Amministrazione si riserva inoltre la possibilità di incrementare le risorse disponibili con ulteriori fondi che dovessero rendersi disponibili a bilancio, destinandoli agli eventuali soggetti ammessi ma non finanziati per esaurimento delle risorse. Il contributo è rivolto alle imprese che operano nel territorio comunale nei settori del commercio al dettaglio, della somministrazione di alimenti e bevande e delle attività artigianali aperte al pubblico. Possono presentare domanda le imprese individuali, le società di persone e le società di capitali che svolgono attività commerciali in esercizi di vicinato o medie strutture di vendita, attività di ristorazione e somministrazione, oppure attività artigianali che vendono prodotti realizzati nei propri laboratori o forniscono servizi direttamente al pubblico. Tra i requisiti richiesti figurano la presenza di una sede legale, operativa o unità locale nel Comune di Tolentino, l'iscrizione al Registro delle Imprese come impresa attiva e l'assenza di procedure concorsuali in corso. "L'intervento punta a sostenere il tessuto economico cittadino - si legge in una nota - preservando le attività presenti sul territorio e contribuendo alla rivitalizzazione del centro urbano e delle zone maggiormente interessate dagli effetti della ricostruzione". Il bando rappresenta quindi uno strumento per accompagnare le imprese nella fase di ripartenza, favorendo la continuità dei servizi offerti ai cittadini e il mantenimento della vitalità commerciale della città.
Marche, guida ai saldi 2026 : cinque regole per risparmiare davvero (Video)
I saldi estivi sono tornati puntuali anche quest'anno. Nelle Marche la stagione degli sconti ha preso ufficialmente il via il 4 luglio e, come da tradizione, le vetrine si sono riempite di cartelli colorati che promettono ribassi dal 20 al 70 per cento. Entrare in un negozio, però, può trasformarsi rapidamente in una vera e propria caccia al tesoro: centinaia di articoli, offerte apparentemente imperdibili e percentuali diverse che rischiano di confondere anche i consumatori più attenti. Per il commercio marchigiano i saldi restano comunque un momento importante. Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio Marche, la spesa media prevista per questa stagione si aggira intorno ai 200 euro a famiglia, circa 90 euro a persona. Un appuntamento che coinvolge sia i consumatori, alla ricerca di prezzi più convenienti, sia i negozianti, che vedono nei saldi un'occasione per sostenere le vendite e rinnovare il magazzino. Ma cosa conviene davvero acquistare durante i saldi? Per aiutare i lettori a orientarsi nel mare delle promozioni estive, abbiamo raccolto alcuni consigli utili per fare acquisti consapevoli e sfruttare al meglio la stagione degli sconti. Ecco cinque regole per evitare spese inutili e trasformare lo shopping in un vero risparmio La prima regola è non farsi conquistare solo dallo sconto. Un -50% o un -70% fa sempre effetto, ma la percentuale da sola non basta. Prima di acquistare è importante guardare il prezzo finale e chiedersi se il prodotto valga davvero quella cifra. La seconda è scegliere la qualità, non soltanto la quantità. I saldi sono il momento ideale per comprare quei capi destinati a durare nel tempo: una buona giacca, un paio di scarpe resistenti o un capo passe-partout possono rivelarsi investimenti più intelligenti rispetto a tanti acquisti dettati solo dall'entusiasmo del momento. La terza regola è comprare solo ciò che verrà realmente utilizzato. La domanda da porsi è semplice: "Lo avrei comprato anche senza lo sconto?". Se la risposta è no, probabilmente non si tratta di un vero affare, ma solo di una spesa in più. La quarta riguarda l'attenzione al prodotto, oltre che al cartellino. Prima di pagare è sempre bene controllare tessuti, cuciture e condizioni del capo. Un prezzo basso non deve mai significare rinunciare alla qualità. Infine, è importante entrare in negozio con un piano. Una lista di ciò che serve e un budget stabilito sono i migliori alleati contro gli acquisti impulsivi. I saldi premiano chi cerca occasioni, non chi si lascia trascinare dalle offerte. I saldi restano un'occasione interessante per risparmiare, soprattutto su prodotti di qualità che avremmo acquistato comunque. Con qualche controllo in più e un po' di pianificazione, anche il giro tra le vetrine può trasformarsi in un affare davvero vantaggioso.
Recanati, al via la sperimentazione dei nuovi orari di ZTL
RECANATI – Cambiano gli orari della Zona a traffico limitato nel centro storico. Da lunedì 13 luglio fino al prossimo 14 settembre prenderà il via la sperimentazione del nuovo calendario di chiusure al traffico, un provvedimento pensato dall'amministrazione comunale con l’obiettivo di migliorare la sicurezza dei pedoni, favorire una maggiore vivibilità degli spazi del centro e accompagnare il previsto aumento delle presenze turistiche durante i mesi estivi. La decisione arriva dopo le valutazioni condivise tra l'amministrazione comunale, il Comando di Polizia Locale e le richieste arrivate nel tempo da residenti e attività commerciali del centro storico. L’intento è quello di trovare un equilibrio tra le esigenze di chi vive e lavora nelle vie interessate dalla ZTL e la necessità di valorizzare i luoghi più caratteristici della città, soprattutto nelle giornate e negli orari di maggiore affluenza. Nel dettaglio, la chiusura al traffico sarà attiva dal giovedì al sabato dalle ore 20:30 fino alle 2:00 del giorno successivo, mentre la domenica la Ztl sarà in vigore dalle ore 15:00 alle ore 2:00. Si tratta delle fasce individuate come più adatte per garantire una maggiore fruizione del centro storico da parte di cittadini, visitatori e turisti, limitando il passaggio dei veicoli nelle ore caratterizzate da una maggiore presenza di persone. Negli altri giorni della settimana, invece, la Ztl resterà normalmente aperta, consentendo il transito secondo le modalità abituali. L'amministrazione ha comunque previsto la possibilità di introdurre ulteriori limitazioni anche al di fuori degli orari stabiliti, qualora si presentino particolari esigenze di servizio. Tra queste rientrano, ad esempio, l’organizzazione di eventi civili e culturali che potrebbero richiedere temporanee modifiche alla viabilità o ulteriori restrizioni per motivi di sicurezza e gestione degli spazi pubblici. La sperimentazione proseguirà quindi per tutta l’estate, fino al 14 settembre, periodo nel quale verranno valutati gli effetti del nuovo assetto della viabilità. L’obiettivo è monitorare la risposta della città e verificare l’efficacia delle nuove fasce orarie, tenendo conto delle esigenze dei residenti, delle attività economiche e dei numerosi visitatori che scelgono Recanati durante la stagione estiva.
Rinnovabili, le Marche inseguono il target 2030: il fotovoltaico traina ma non basta
Nelle Marche il traguardo previsto dal burden sharing, ovvero l’obiettivo di installare 2,3 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili entro il 2030, resta ancora distante. Secondo i dati dell’Osservatorio REgions 2030, curato da Elemens e Public Affairs Advisors, sono attualmente in attesa della valutazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) quattro progetti fotovoltaici per complessivi 108 MW e otto impianti eolici per 470 MW. La Regione Marche, che negli ultimi mesi ha espresso parere negativo su quattro progetti eolici nell’area appenninica, sta esaminando attraverso la procedura autorizzativa unica regionale (Paur) altri interventi per 235 MW di fotovoltaico e 90 MW di eolico. Tuttavia, secondo l’analisi, anche questi progetti avrebbero ridotte possibilità di trasformarsi in impianti operativi. L’indirizzo scelto da Palazzo Raffaello emerge dai numeri: dal 2020 fino allo scorso maggio sono stati autorizzati 182 impianti fotovoltaici, di cui 165 di piccola taglia, generalmente tra 4 e 5 MW, mentre nello stesso periodo non è stato autorizzato alcun impianto eolico. La strategia regionale punta quindi soprattutto sul solare come principale fonte per aumentare la produzione energetica rinnovabile e contribuire agli obiettivi europei. Il rischio, però, è quello di procedere con un ritmo insufficiente: rispetto al target intermedio del 2026, fissato a 930 MW, mancano ancora 114 MW, mentre per arrivare al traguardo del 2030 la distanza da colmare è di 1,68 GW. L’assessore regionale allo Sviluppo economicoGiacomo Bugaro ha evidenziato come le installazioni eoliche incontrino forti resistenze a causa della concentrazione delle aree più ventose in due zone dell’Appennino marchigiano caratterizzate da un elevato valore ambientale e paesaggistico. Anche il fotovoltaico, secondo l’assessore, deve fare i conti con le opposizioni legate all’inserimento degli impianti in aree agricole, dove il paesaggio collinare rappresenta un elemento fortemente identitario per il territorio. Secondo Tommaso Barbetti, partner di Elemens, le Marche non solo hanno mostrato difficoltà nell’approvazione dei progetti presentati, ma non sono riuscite nemmeno ad attrarre l’interesse degli operatori. Negli ultimi anni, infatti, solo Trentino, Valle d’Aosta e Umbria hanno registrato un numero inferiore di richieste di autorizzazione. Le caratteristiche territoriali rappresentano un elemento da considerare, ma anche la percezione di un contesto poco favorevole agli investimenti potrebbe aver inciso. Attualmente la produzione locale da fonti rinnovabili copre meno di un terzo dei consumi annuali regionali: 2.381 GWh prodotti rispetto a un fabbisogno di 7.400 GWh. A trainare il settore è soprattutto il fotovoltaico, che rende le Marche la regione con il maggior numero di impianti in rapporto alla popolazione: sono 59mila, con una produzione annua di 1.602 GWh, pari al 67,3% dell’energia rinnovabile prodotta sul territorio. Uno studio della Politecnica delle Marche ha evidenziato inoltre la possibilità di raddoppiare le superfici disponibili per il fotovoltaico, arrivando a circa 900 ettari, pari a circa lo 0,1% del territorio regionale. Le opportunità riguardano soprattutto coperture di edifici industriali e urbani e aree già compromesse, come terreni abbandonati o cave dismesse, anche se permangono ostacoli legati a procedure burocratiche e opposizioni locali. Per quanto riguarda le altre fonti, l’eolico nelle Marche produce 27,8 GWh, mentre l’idroelettrico, ormai quasi completamente sfruttato, raggiunge 255,1 GWh, con una riduzione del 55,1% tra il 2024 e il 2025. Il termoelettrico arriva a 495,2 GWh, mentre non risultano presenti impianti di geotermia ad alta entalpia. Secondo Giovanni Galgano, amministratore delegato di Public Affairs Advisors, gli scenari futuri dei consumi richiederanno alle Marche uno sforzo maggiore nell’accoglienza di impianti rinnovabili di media e grande dimensione. Gli impianti piccoli e diffusi sul territorio restano importanti, ma da soli non sono sufficienti ad accelerare il processo di decarbonizzazione dei consumi civili e industriali. Una posizione condivisa anche da Massimo Cecchini, responsabile delle politiche energetiche per Confindustria Marche, che auspica che il nuovo Piano Regionale Energia e Clima (Prec) 2030 definisca criteri chiari per attirare grandi investitori con una prospettiva di lungo periodo. L’obiettivo è intercettare anche gli operatori interessati, entro il 2027, alla realizzazione di impianti rinnovabili nell’ambito del progetto nazionale Energy Release. Nel frattempo proseguono il percorso della proposta di legge sulle aree idonee, presentata dalla giunta regionale e avviata al confronto con province, comuni e associazioni di categoria, e la revisione del Prec 2030, che dopo il parere della Valutazione ambientale strategica sarà trasmessa dalla giunta al Consiglio regionale. Bugaro ha infine sottolineato la necessità di monitorare ogni anno l’andamento degli obiettivi, intervenendo nei limiti delle competenze regionali. La Regione, ha spiegato l’assessore, sta già operando attraverso bandi di finanziamento rivolti a imprese e comunità energetiche. (Fonte: Il Sole 24 Ore; Foto: Regione Marche)
Visso, la segnalazione di un cittadino: “Erba alta e rischio incendi, situazione da risolvere”
Una segnalazione è stata inviata alla redazione da un cittadino residente nella frazione di Villa Sant’Antonio, nel Comune di Visso (MC), che denuncia una situazione di presunto disagio legata alla mancata manutenzione del verde nelle aree circostanti la propria abitazione. Nel testo, firmato da Corrado Sala, viene descritta la presenza di erba alta e vegetazione incolta, condizione ritenuta particolarmente critica in un periodo caratterizzato da elevate temperature e condizioni climatiche secche. Secondo quanto segnalato, tale situazione potrebbe favorire la presenza di animali potenzialmente pericolosi, come rettili, e aumentare il rischio di incendi, soprattutto in presenza di sterpaglie secche. Il cittadino richiama inoltre il rispetto delle normative e delle ordinanze estive in materia di manutenzione e pulizia dei terreni, evidenziando la necessità di un maggiore controllo sia da parte dei proprietari privati sia degli eventuali enti competenti sul territorio. Nella segnalazione viene infine richiesto un intervento urgente per il taglio dell’erba nelle aree interessate, al fine di ripristinare condizioni di sicurezza adeguate per i residenti e per l’ambiente circostante. La redazione prende atto della segnalazione ricevuta e la pubblica integralmente per opportuna conoscenza.
Truffa ad anziana sventata a Porto Recanati: UNARMA elogia i Carabinieri di Osimo e Loreto
La Segreteria Regionale di UNARMA Associazione Sindacale Carabinieri Marche esprime il più sentito ringraziamento e il più vivo apprezzamento ai militari della Stazione Carabinieri di Loreto (AN) e a quelli dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Osimo (AN), che con un'operazione congiunta hanno arrestato in flagranza di reato due uomini, responsabili di una truffa aggravata ai danni di una persona anziana. L'intervento, scaturito nel primo pomeriggio di ieri, 3 luglio, ha permesso ai militari di bloccare i due malviventi durante la fuga, evidenziando ancora una volta l'altissima professionalità dei Carabinieri della Compagnia di Osimo e il loro incessante e quotidiano impegno nel presidio del territorio a tutela della cittadinanza. I malfattori avevano messo in atto un piano criminoso ben orchestrato. Hanno contattato telefonicamente un'anziana di Porto Recanati, approfittando del fatto che si trovasse da sola in casa. Uno di loro si è finto un Maresciallo dei Carabinieri e, per terrorizzare la donna, le ha fatto credere che il marito fosse gravemente coinvolto in una rapina e che l'auto utilizzata per il colpo risultasse intestata a lui. Sfruttando il profondo stato di shock e agitazione della vittima, i truffatori l'hanno convinta a radunare tutti i gioielli di famiglia e a disporli su un panno bianco, con il falso pretesto di doverli confrontare con la refurtiva. Successivamente, con un'ulteriore scusa, hanno persuaso la signora a consegnare i preziosi direttamente a un loro "incaricato", che si è recato sul posto per ben due volte. In totale, i truffatori sono riusciti a farsi consegnare gioielli e denaro contante per un valore superiore ai 5.000 euro, per poi darsi alla fuga. È proprio in questa fase che l'intuito investigativo dei militari, la presenza capillare sul territorio e il perfetto coordinamento tra i reparti hanno consentito di individuare il veicolo con cui i truffatori stavano tentando di allontanarsi. I Carabinieri si sono coordinati tempestivamente riuscendo a bloccare l'autovettura prima che imboccasse l'autostrada al casello di Loreto-Porto Recanati. Il fulmineo intervento dei Carabinieri di Loreto e Osimo ha consentito di recuperare integralmente il bottino sottratto alla vittima. I due malviventi, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, sono stati assicurati alla giustizia e tradotti in carcere. "Torniamo con estremo piacere ed orgoglio a complimentarci vivamente con i militari operanti, ringraziandoli per la perfetta riuscita dell'operazione, che ha permesso di sventare l'ennesima truffa nei confronti di una persona anziana. Questo avviene a distanza di poche settimane da un'altra brillante operazione a contrasto del medesimo e vile reato. Un risultato che, se da un lato denota la presenza costante e la dedizione dei militari della Compagnia di Osimo, dall'altro evidenzia quanto questo crimine sia purtroppo frequente e quanto meriti ogni nostro sforzo per informare i cittadini su come difendersi", ha dichiarato in una nota il Segretario Regionale UNARMA Marche, Marco Campetella. "Rinnoviamo il nostro appello a tutti i cittadini a mantenere alta la guardia contro queste truffe, che iniziano sempre con un contatto telefonico", prosegue il Segretario UNARMA Marche, Giuseppe Palermo. "Ribadiamo con forza che mai nessuna Forza di Polizia chiederà soldi o gioielli a domicilio. Esortiamo i cittadini, qualora ricevessero telefonate di questo tipo, a interrompere immediatamente la comunicazione e a segnalare tempestivamente l'accaduto chiamando il 112."
Il nuovo lusso della porta accanto: perché gli italiani scelgono la "vacanza satellite"
Meno voli intercontinentali, più borghi e turismo a corto raggio. I dati della stagione inaugurano l'era dello «slow travel»: la riscoperta del tempo ritrovato e la fine dello stress da grande partenza. L'immagine dei grandi esodi estivi sta cambiando pelle. C’è stata un’epoca in cui la riuscita di una vacanza si misurava in fusi orari attraversati e timbri sul passaporto. Oggi, la fotografia scattata a inizio estate ci mostra qualcosa di profondamente diverso. Le code estenuanti ai check-in degli aeroporti cedono il passo a un caricamento bagagli decisamente più rilassato. La meta non è più una capitale asiatica o un atollo caraibico, ma un borgo medievale a due ore di auto da casa . È l’inizio dell'era della «vacanza satellite». A confermare il cambio di rotta sono i numeri. L’ultima indagine condotta da Federalberghi in collaborazione con Tecnè rivela che ben 16 milioni di italiani si sono messi in viaggio subito dopo la chiusura delle scuole, prediligendo i confini nazionali. Di questi, circa il 90% ha scelto le cosiddette mete satellite: borghi secondari, località di campagna e laghi minori, preferendo accorciare la durata dei singoli soggiorni. Da questi dati emerge una chiara tendenza: gli italiani stanno imparando a viaggiare in modo più intelligente, flessibile e, soprattutto, meno stressante. Questo nuovo modello di consumo trova una sponda economica precisa nell'ultimo monitoraggio dell'Osservatorio Turismo di Confcommercio. I dati della confederazione rivelano infatti che la spesa media pro capite per chi si è messo in viaggio a giugno è stata di 468 euro, per un giro d’affari complessivo che ha già toccato i 7,5 miliardi di euro. A spingere questa micro-mobilità è soprattutto l'auto propria, scelta come mezzo di trasporto da ben il 73,9% dei viaggiatori. L'automobile si riprende così il ruolo di passaporto per la libertà, permettendo spostamenti agili, tappe impreviste e una gestione del tempo totalmente autonoma. Si riduce la durata del viaggio, è vero, ma si moltiplicano le partenze durante l’anno. Non è una rinuncia, bensì una scelta consapevole. Le mete satellite sono quelle località che orbitano intorno ai grandi attrattori turistici, ma che mantengono intatto un ritmo di vita autentico. Se le grandi città d'arte registrano il tutto esaurito, i viaggiatori scivolano spontaneamente verso territori capaci di offrire una pluralità di paesaggi in pochi chilometri. In tale scenario, le Marche emergono come il laboratorio ideale di questo nuovo turismo. È una regione dove il concetto di prossimità trova la sua massima expressione. Chi cerca il silenzio e la disconnessione può trovarla tra i sentieri dei Monti Sibillini, camminando tra leggende e crinali sospesi; a pochi chilometri di distanza, la stessa giornata può concludersi in una caletta nascosta della costa adriatica, magari all'ombra del Conero. Questo dinamismo è sostenuto anche da precise politiche di riqualificazione e valorizzazione della bellezza del territorio. Località che fino a pochi anni fa erano considerate semplici tappe di passaggio o mete "minori", oggi si riscoprono protagoniste di una nuova accoglienza, fatta di ospitalità diffusa e turismo esperienziale. Dietro il nuovo trend non c'è solo una saggia gestione del budget economico, ma un mutamento psicologico. Abbiamo capito che la vacanza non può trasformarsi nell'ennesima fonte di ansia, scandita da tabelle di marcia forzate. Lo slow travel risponde a un bisogno terapeutico di disconnessione reale. Tre giorni passati in un agriturismo a chilometro zero, tra le colline marchigiane coltivate a vite e ulivi, hanno oggi il potere di rigenerare lo spirito e il corpo più di una forsennata rincorsa alla coincidenza aerea perfetta. Siamo di fronte a una piccola rivoluzione culturale. Per decenni abbiamo associato il riposo alla distanza, convinti che la qualità dell'esperienza fosse direttamente proporzionale ai chilometri percorsi. Questo inizio d'estate ci dimostra il contrario: l’esotico non è necessariamente lontano, ma risiede nella nostra capacità di guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda. Scegliere la prossimità significa fare pace con il tempo, trasformando il viaggio da una prestazione geografica a una riscoperta interiore. La vacanza, finalmente, sta tornando a essere ciò che era in origine: non una fuga verso un altrove indefinito, ma uno stato d’animo da ritrovare a pochi passi da casa.
Caldo record e corrente a singhiozzo: serata di blackout a Macerata
Nella serata di oggi a Macerata si stanno registrando ripetuti sbalzi nell'erogazione dell'energia elettrica. La corrente va e viene a intervalli irregolari, con brevi interruzioni che si stanno ripetendo nel corso della serata. Al momento non sono state diffuse comunicazioni ufficiali sulle cause del fenomeno. Tra le ipotesi c'è il forte carico sulla rete elettrica dovuto alle alte temperature di questi giorni e al conseguente maggiore utilizzo di ventilatori e impianti di climatizzazione. Un'altra possibile spiegazione potrebbe essere legata ai temporali che stanno interessando alcune zone limitrofe alla città, anche se al momento non vi sono conferme che i due fenomeni siano collegati. Per il momento non resta che attendere eventuali comunicazioni del gestore della rete elettrica, che potrebbero chiarire l'origine delle interruzioni e fornire aggiornamenti sulla situazione. (Foto di repertorio)
San Severino saluta Veronica De Angelis: per l'appuntato dei Carabinieri prestigiosa missione all'Onu
Un riconoscimento istituzionale per celebrare un traguardo professionale di grande prestigio. Nei giorni scorsi, nella sala del Consiglio comunale di San Severino Marche, il sindaco Rosa Piermattei ha consegnato una pergamena all'appuntato dei Carabinieri Veronica De Angelis, in vista del suo prossimo incarico presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York. A nome dell'Amministrazione comunale e dell'intera comunità settempedana, il primo cittadino ha espresso gratitudine e apprezzamento per il percorso professionale della militare, sottolineando come il nuovo incarico rappresenti il meritato coronamento di una carriera vissuta al servizio delle istituzioni, della legalità e della sicurezza dei cittadini. Alla cerimonia hanno preso parte anche il comandante della Compagnia Carabinieri di Tolentino, maggiore Giulia Maggi, il comandante della Stazione di San Severino Marche, luogotenente carica speciale Massimiliano Lucarelli, e numerosi colleghi dell'Arma. Originaria dell'Abruzzo, diplomata in Ragioneria e laureata in Scienze Politiche, Veronica De Angelis ha iniziato il proprio percorso nelle Forze Armate prestando servizio nell'Esercito Italiano, partecipando anche a una missione internazionale di pace in Libano. Entrata nell'Arma dei Carabinieri nel 2014, ha prestato servizio prima a Roma e Ravenna, per poi approdare nel 2015 alla Stazione di San Severino Marche, diventando la prima donna carabiniere in servizio nel presidio cittadino. In undici anni di attività sul territorio, De Angelis è diventata un punto di riferimento per la comunità locale, distinguendosi per professionalità, disponibilità e spirito di servizio. Ha vissuto in prima linea anche i difficili mesi dell'emergenza sismica del 2016, affiancando la popolazione nelle attività di assistenza e soccorso. Per l'impegno dimostrato durante il terremoto, nel 2017 ricevette un encomio solenne. Il trasferimento all'Onu rappresenta un importante riconoscimento professionale e porterà l'esperienza maturata a San Severino Marche in un contesto internazionale di alto livello. Con la consegna della pergamena, la città ha voluto salutare una delle figure più apprezzate dell'Arma, augurandole buon lavoro per la nuova esperienza oltreoceano.
Una colazione in discarica: 300 persone a Montefano, quasi 4mila firme contro il progetto
Una colazione all'aperto per ribadire il no alla nuova discarica. È l'iniziativa organizzata domenica mattina, alle 8.30, dal comitato contrario alla realizzazione dell'impianto nell'area di Montefano individuata come possibile sede del sito. All'appuntamento, chiamato "Una colazione in discarica prima della monnezza" hanno preso parte circa 300 persone. L'incontro si è svolto direttamente nell'area interessata dalla proposta, scelta simbolicamente per mostrare ai partecipanti i terreni individuati dopo la revisione dei criteri successiva allo studio affidato all'Università Politecnica delle Marche. Alla manifestazione hanno partecipato anche la sindaca di Montefano Angela Barbieri, la sindaca di Montecassiano Barbara Vecchi, l'assessore del Comune di Osimo Antonio Spilli, i consiglieri regionali Paolo Caporossi e Leonardo Catena, oltre ad alcuni esponenti dell'opposizione del Comune di Filottrano. Nel corso dell'iniziativa il comitato ha ribadito le proprie preoccupazioni rispetto alla localizzazione dell'impianto. Prosegue intanto la raccolta firme promossa dal comitato, che ha annunciato di essere ormai vicino alla quota di 4mila sottoscrizioni. Le firme saranno consegnate il 7 luglio al Consiglio regionale delle Marche. Secondo gli organizzatori le criticità sono molteplici. L'area sarebbe soggetta a problemi idrogeologici, nelle vicinanze ci sono abitazioni, strutture ricettive e aziende agricole di pregio. Tra gli elementi evidenziati dal comitato figura anche la presenza di residuati bellici nell'area. Gli organizzatori avevano inoltre invitato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l'assessore regionale all'Ambiente Stefano Aguzzi, "per fargli verificare di persona e comprendere le ragioni della nostra contrarietà", ha dichiarato il comitato. Nel corso della manifestazione è intervenuto anche il consigliere regionale Leonardo Catena, che ha espresso sostegno alla mobilitazione e ha criticato il percorso che ha portato all'individuazione del sito. "Per manifestare la nostra solidarietà rispetto a una vicenda davvero grave e vergognosa, ossia la decisione dell'Ata di Macerata di rovesciare la graduatoria elaborata dalla Politecnica delle Marche, dopo che questa era stata incaricata dalla stessa Provincia di Macerata, introducendo criteri politici che hanno sovvertito l'ordine dei siti dove dovrebbe essere realizzata la discarica provinciale di Macerata. Troviamo questa decisione davvero vergognosa, così come è vergognosa l'assenza delle istituzioni, dal presidente della Regione Acquaroli al presidente della Provincia Gentilucci, che con un atto di bullismo vanno a punire un Comune politicamente orientato in maniera diversa, finendo per danneggiare un'intera comunità", ha dichiarato Catena. "La battaglia ora si sposta su due fronti. Dal punto di vista amministrativo aspettiamo il ricorso al Tar, dato che ci sono probabilmente profili di illegittimità, ma la cosa più importante è la lotta politica. Porteremo la discussione in Consiglio regionale e fondamentale è la vicinanza delle persone che in queste settimane hanno raccolto migliaia di firme. Cerchiamo di contrastare questa ingiustizia", ha concluso il consigliere regionale.
Adriano Ciaffi, il ricordo di Andrea Angeli: "Impegno fino all'ultimo giorno"
La città di Macerata continua a rendere omaggio ad Adriano Ciaffi, mentre nella sala consiliare del Palazzo Comunale prosegue il via vai di cittadini, amministratori ed esponenti delle istituzioni arrivati per un ultimo saluto. Una giornata di raccoglimento che precede i funerali, in programma domani, mercoledì 1 luglio, e che sta riportando alla memoria il lungo percorso umano e politico di una delle figure più autorevoli della storia recente del territorio. Tra le testimonianze di queste ore c'è anche quella dell'ex funzionario delle Nazioni Unite Andrea Angeli, che ha voluto ricordare Ciaffi soffermandosi soprattutto sulla sua costante presenza nella vita pubblica, sulla capacità di rappresentare un punto di riferimento per più generazioni e sullo sguardo che ha sempre mantenuto anche verso le questioni internazionali. «Quello che colpisce e che ricorderemo sempre di Adriano Ciaffi è stato l'impegno civile e politico fino all'ultimo giorno, fino a 90 anni. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a politici che vedono l'incarico con una parentesi e poi lasciano e tornano le occupazioni. Adriano Ciaffi è sempre stato presente fino a pochi giorni prima della sua scomparsa. Quello è un ricordo che non dimenticheremo mai di Adriano Ciaffi. È stato sempre lui, fino alla fine si è speso, non si è mai tirato indietro. È stato un punto di riferimento per tante generazioni di politici della zona e non solo. Io mi ricordo quanta stima aveva, ad esempio, Francesco Rutelli quando Adriano Ciaffi era il sottosegretario all'Interno, quando fu autore della legge per le autonomie. Era una figura che sicuramente mancherà. È sempre stato molto vicino anche alle questioni internazionali. Io ricordo la sua profonda amicizia con Giorgio Pagnanelli. Erano pressoché coetanei e non ha fatto mai mancare la solidarietà, l'attenzione per le tematiche internazionali, pur avendo le sue radici e il fuoco della sua attività politica all'interno dei confini nazionali. È veramente una grande perdita. Era l'ultimo dei grandi politici della provincia. Non possiamo non ricordare Rodolfo Zambroni, Franco Foschi, Domenico Valori. È una generazione che non c'è più e che ci manca». I funerali di Adriano Ciaffi saranno celebrati domani, mercoledì 1 luglio.
Recanati, aperto il cantiere della chiesa di San Leopardo: sarà pronta nel 2028
È stato inaugurato il cantiere per il recupero della chiesa di San Leopardo, uno dei luoghi più rappresentativi della storia religiosa e culturale di Recanati, profondamente legato anche alla famiglia Leopardi. A benedire l'avvio dei lavori è stato il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il sindaco Emanuele Pepa, la contessa Olimpia Leopardi e il soprintendente per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, Giovanni Issini. L'intervento rientra nel programma della ricostruzione post-sisma del 2016 ed è finanziato con 935.858,81 euro grazie alle ordinanze commissariali 105/2020 e 132/2022 e al decreto n. 449 approvato lo scorso maggio dalla Struttura commissariale. Il soggetto attuatore sarà la Diocesi di Macerata, proprietaria dell'edificio. «L'avvio del cantiere rappresenta un altro passo concreto nel percorso di ricostruzione e rinascita del territorio», ha sottolineato il commissario Guido Castelli, ricordando come la sicurezza dei luoghi di culto costituisca una priorità della ricostruzione. «San Leopardo porta ancora i segni del terremoto, ma oggi possiamo finalmente intervenire per restituire alla comunità un luogo che custodisce fede, storia, identità e bellezza». Il commissario ha inoltre evidenziato il forte valore simbolico della chiesa, strettamente legata alla famiglia Leopardi e alla città natale di Giacomo Leopardi. «Ricostruire significa anche conservare la memoria e il patrimonio storico e artistico dei nostri territori, consegnandolo più sicuro alle future generazioni», ha aggiunto. Soddisfazione è stata espressa anche dal vescovo Marconi, che ha definito San Leopardo «un luogo di culto particolarmente significativo per la storia religiosa e culturale del territorio». Il presule ha ricordato che la tradizione collega proprio al culto di San Leopardo l'origine del cognome della famiglia Leopardi, sottolineando come il recupero dell'edificio rappresenti non solo un intervento di ricostruzione, ma anche la restituzione alla comunità di una preziosa testimonianza di fede e identità. Per il sindaco Emanuele Pepa il recupero della chiesa costituisce uno degli obiettivi più importanti dell'amministrazione comunale. «Questo luogo rappresenta un simbolo della fede dei recanatesi e custodisce le nostre radici storiche e culturali. Siamo grati alla Struttura commissariale, alla Diocesi e a tutti coloro che lavoreranno per riconsegnarlo quanto prima ai cittadini, ai fedeli e ai visitatori». Nel dettaglio, i lavori prevedono la riparazione dei danni strutturali causati dal terremoto del 2016 e la messa in sicurezza degli apparati decorativi. Il progetto è stato redatto dall'architetto Paolo Canullo, affiancato da un team di professionisti specializzati per gli aspetti strutturali, impiantistici, geologici e della sicurezza, con il coordinamento dell'Ufficio Sisma della Diocesi di Macerata. L'esecuzione sarà affidata all'ATI composta da Impresa Edile Paolini, Systab e Boing. La conclusione dell'intervento è prevista per il 29 giugno 2028. L'apertura del cantiere è avvenuta all'indomani del 228° anniversario della nascita di Giacomo Leopardi, una scelta dal forte valore simbolico che testimonia la volontà di restituire uno dei più significativi luoghi leopardiani. «Sono molto felice che finalmente si metta mano alla ricostruzione di questa chiesa, così importante per la mia famiglia e per me, dove ho ricevuto anche la Prima Comunione», ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi. «Mi auguro che questo intervento possa rappresentare un impulso per il recupero di tutta questa parte di campagna tanto cara a Giacomo e spesso ricordata nelle sue opere». La chiesa, nella configurazione attuale progettata dall'architetto Gaetano Koch, conserva nella cripta le sepolture della famiglia Leopardi. Al suo interno custodisce inoltre gli affreschi del catino absidale e della lunetta del portale realizzati agli inizi del Novecento da Biagio Biagetti, futuro direttore della Pinacoteca Vaticana. A sottolineare il valore culturale dell'intervento è stato infine il soprintendente Giovanni Issini: «Il restauro della chiesa rappresenta un importante segnale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico di Recanati. Insieme alla vicina villa e al paesaggio rurale affacciato sul fiume Potenza, San Leopardo potrà entrare a pieno titolo nel percorso dei luoghi leopardiani, arricchendolo di nuovi contenuti e opportunità di conoscenza».

nubi sparse (MC)



