Attualità

Grande partecipazione alla processione in mare per San Marone

Grande partecipazione alla processione in mare per San Marone

La parola “riconciliazione” è stata al centro dell'omelia del vescovo Luigi Conti che ha celebrato oggi pomeriggio, nella chiesa di Cristo Re, la messa per la festa del patrono San Marone, insieme ai parroci della città. La liturgia precede, come tradizione, la storica processione delle barche in mare e il corteo che accompagna, insieme alla banda cittadina, l'urna del martire ospitata quest'anno dal peschereccio “Il Predatore”. Tantissime le persone che hanno partecipato alla ricorrenza e tra loro, un'ampia rappresentanza di autorità civili e militari, associazioni, volontari della Protezione civile e Croce verde. In prima fila, per la prima volta a questa celebrazione nella veste di Primo cittadino, il sindaco Fabrizio Ciarapica, il vice Fausto Troiani, il presidente del consiglio Claudio Morresi, gli assessori Gabellieri e Capponi, l'ex vicesindaco Giulio Silenzi, il consigliere regionale Francesco Micucci e diversi consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. “E' per me un momento sempre molto affascinante venire a Civitanova – ha detto mons. Conti – una città in crescita e piena di vitalità, ma sappiamo che lo sviluppo porta dietro anche molti problemi, quali la droga, la prostituzione, il riciclaggio, il gioco d'azzardo. Questa è una città di grande richiamo, una grande città. Voglio salutare la nuova Amministrazione comunale, le autorità presenti e chi fino ad oggi ha amministrato, perché su tutti voi pesa questa grande responsabilità di guidare una comunità così complessa. Sono lieto che i parroci, coadiuvati dalla società civile, abbiano ripristinato questa bella tradizione. Ma è necessario andare nel profondo, non prendere a pretesto San Marone per fare poi tutt'altro”. Il Vescovo Conti ha quindi richiamato i fedeli a non legare la festa alla mondanità, alle apparenze, ma a riflettere sul suo significato profondo per la comunità. “San Marone – ha detto – è morto martire per la cristianità e a questo dobbiamo pensare nel nostro cammino simbolico verso il mare, in memoria delle persone che in mare hanno perso la vita e di chi con il mare lavora. Occorre impegnarsi verso la riconciliazione. Gesù ce lo ha detto nel Vangelo, e noi dobbiamo seguire il suo insegnamento. Non sarebbe male ci fosse anche in Giunta un assessore alla riconciliazione, al Sindaco affido questo compito: la pace è un dono che viene dall'alto e che dobbiamo chiedere e se lo chiediamo unendoci agli altri, ci sarà dato”. A fine messa il corteo religioso con l'urna del santo ha percorso viale Matteotti, via Trento verso il molo sud dove erano posizionate le imbarcazioni che hanno preso il largo. Lasciato il porto ad un miglio, i parroci hanno benedetto il mare e gettato la corona di fiori per ricordare i caduti in mare. Al ritorno, la processione ha raggiunto dalle vie del centro il santuario di San Marone. Venerdì 18 agosto, il programma dei festeggiamenti proseguirà nella Città Alta e terminerà con il concerto di Luca Barbarossa in piazza della Libertà e i fuochi d'artificio al pincio.

16/08/2017
Non finisce il dramma di Eleonora: "Ancora una volta presa in giro dai servizi sociali"

Non finisce il dramma di Eleonora: "Ancora una volta presa in giro dai servizi sociali"

"Ancora una volta presa in giro dai servizi sociali". E' questa la dichiarazione di Eleonora O., giovane mamma con un bambino di 10 anni senza casa e senza lavoro, aiutata dai militanti di CasaPound Macerata nel cercare di trovare una soluzione sia abitativa che lavorativa, della quale abbiamo già scritto qua nei giorni scorsi. "Sei anni fa i servizi sociali mi suggerirono di rivolgermi alla Diocesi, che mi fece un regolare contratto d'affitto per un appartamento di loro proprietà, pur sapendo che io ero senza lavoro. Chi mi ha fatto il contratto era a conoscenza della mia situazione e ci eravamo accordati perché io fossi aiutata non tanto nel pagamento dell'affitto, ma nella ricerca di un lavoro che non sono mai riuscita a trovare. Ho anche fatto richiesta alla curia per pulire le scale dei loro edifici in cambio del canone d'affitto ma la mia richiesta è stata rifiutata. Quindi dopo essere stati sfrattati da quell'appartamento" continua Eleonora "io e mio figlio siamo stati ospiti di mio cognato, in una casa che però per problemi strutturali è stata dichiarata inagibile e dovrà essere lasciata entro breve." La donna si è così rivolta di nuovo ai servizi sociali, ma a quanto pare con scarso successo. "Ai servizi sociali ho ricevuto la proposta di un 'aiuto' da parte del Comune che consisterebbe nel pagarmi metà dell'affitto per le prime due mensilità qualora riuscissi a trovare un appartamento. Ma come faccio se non ho un lavoro? Quale proprietario di casa affitterebbe un appartamento a queste condizioni? Ciò di cui ho bisogno è di un lavoro che mi permetta di pagare poi l'affitto, non di un palliativo senza senso." Ad aiutare e sostenere Eleonora ci sono i ragazzi di CasaPound Macerata, che nel frattempo hanno anche organizzato delle collette alimentari per la giovane donna e per suo figlio. "Come già capitato in passato, ci ritroviamo di fronte al totale menefreghismo da parte dell'amministrazione comunale nei confronti di una famiglia italiana che ha davvero bisogno d'aiuto", affermano i militanti. "In una città come Macerata, in cui i soldi destinati ai servizi sociali dovrebbero garantire un welfare stile Nord Europa, è inaccettabile che una famiglia in difficoltà si trovi a non avere nessuna prospettiva e nessun aiuto da parte delle istituzioni. Ci rendiamo conto che una donna italiana, laureata, e con un figlio non rappresenti fonte di grande guadagno a differenza dei tanti immigrati che qui trovano facilmente comode sistemazioni, e che quindi non sia così appetibile; ma chiediamo a gran voce" concludono i militanti di CasaPound "che chi di dovere dimostri di tenere ai propri concittadini a differenza di chi guarda solo al proprio portafogli."

16/08/2017
Sisma, il comandante dei Carabinieri Del Sette in visita nelle zone colpite

Sisma, il comandante dei Carabinieri Del Sette in visita nelle zone colpite

Mercoledì 16 agosto il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Tullio Del Sette, è tornato ancora una volta in provincia, per rinnovare il proprio sostegno, vicinanza e solidarietà ai Carabinieri e a tutte le comunità colpite dal sisma ed è stata un’occasione anche per avere un quadro aggiornato sulle attuali problematiche e sulla situazione logistica delle Caserme Carabinieri. Il Comandante Generale, accompagnato dal Comandante della Legione Marche, Generale di Brigata Fernando Nazzaro, e dal Comandante Provinciale di Macerata, Col. Stefano Di Iulio, ha visitato tutti i moduli abitativi provvisori, adibiti a caserma dell’Arma, che sono stati realizzati nelle varie località dell’entroterra maceratese ove le forti scosse hanno reso completamente inagibili gli originari edifici: la sede della Compagnia di Camerino e delle Stazioni CC di Pollenza, Caldarola, Sarnano, Fiastra, Pievebovigliana, Pieve Torina, Matelica, Visso e Ussita.   Il Gen.C.A. Del Sette ha visitato anche le Stazioni dei Carabinieri Forestale di Fiastra, Pieve Torina, Camerino e la sede del Reparto Carabinieri  Parco Nazionale - "Monti Sibillini" di Visso – alla presenza anche del Comandante della Regione dei Carabinieri Forestale, Col. Fabrizio MARI e del Ten. Col. Roberto NARDI, Comandante del citato Reparto CC Parco Nazionale.  Il Comandante Generale si è recato anche a Muccia, ove ha incontrato i militari del Distaccamento dell’11° Battaglione Carabinieri Puglia, dislocati in provincia per incrementare i servizi di prevenzione e repressione del fenomeno predatorio dello sciacallaggio. Il Generale Tullio Del Sette, in ogni caserma, è stato ricevuto dai rispettivi Comandanti di Compagnia e di Stazione, dal personale effettivo ai reparti, dalla rappresentanza militare, incontrando anche i Sindaci dei vari comuni interessati. In tutti i reparti visitati, il Comandante Generale ha rivolto ai militari dell’Arma espressioni di ringraziamento per la preziosa e costante attività che quotidianamente svolgono al servizio della cittadinanza.

16/08/2017
Ferragosto a Macerata, turisti italiani e stranieri apprezzano la città

Ferragosto a Macerata, turisti italiani e stranieri apprezzano la città

“Una città pulita e interessante sotto il profilo artistico”, “sopra ogni misura eccellente” “meraviglioso il contenitore dei musei”, “caratteristica e molto tranquilla durante la pausa pranzo”, “abitanti cordiali e disponibili”. Sono solo alcuni dei commenti lasciati dai 1.300 turisti che nei quattro giorni del weekend di Ferragosto hanno visitato Macerata approfittando del periodo di ferie e dell’apertura dei beni culturali della rete Macerata Musei.    "Ringraziamo i turisti che quest'anno hanno scelto la nostra città. I numeri non sono quelli degli scorsi anni, ma ci danno grande speranza. È un segno di grande vicinanza al nostro territorio e al nostro patrimonio artistico, duramente colpito ma con grande impegno per il rilancio - afferma l'assessore alla Cultura e Turismo Stefania Monteverde. - Insieme a tutto il territorio siamo impegnati a rilanciare il turismo nella Marca Maceratese. Siamo certi che i nostri bellissimi paesaggi e le nostre città d'arte saranno sempre nel cuore dei viaggiatori. Li aspettiamo a braccia aperte ".   Molto apprezzato anche il patrimonio del Museo di Storia naturale nelle tre giornate di apertura; molti i turisti che hanno ammirato anche il Teatro Lauro Rossi e quello romano nell’area archeologica di Helvia Recina.  Tra i turisti che hanno scelto di trascorrere il periodo di Ferragosto a Macerata tanti italiani, in particolar modo marchigiani provenienti da Ancona e Pesaro, dalla Toscana, da Pisa e Firenze, da Roma, ma anche tanti stranieri arrivati da Belgio, Olanda, Germania, Australia, Stati Uniti, Israele, Giappone e Dubai. Molto apprezzato Gustamuseo, l’iniziativa promossa da Macerata Musei e il Comune di Macerata  grazie alla quale i clienti dei ristoranti convenzionati della città ricevono un coupon  per acquistare il biglietto unico a prezzo ridotto di Macerata Musei, o  viceversa, nel senso che il turista che visita le strutture di Macerata Musei può presentare il proprio biglietto, intero o ridotto, nei ristoranti convenzionati e ottenere uno sconto speciale sulla consumazione. Un bel sevizio di accoglienza e di ospitalità. Ora il programma dei concerti di Sferisterio Live, il Festival internazionale del Folklore, Artemigrante e le festività di san Giuliano saranno altre belle opportunità per visitare la città e tutto il territorio.

16/08/2017
Il coordinamento dei terremotati chiude i tavoli interistituzionali e si appella ai sindaci: "Scendete in piazza con noi"

Il coordinamento dei terremotati chiude i tavoli interistituzionali e si appella ai sindaci: "Scendete in piazza con noi"

Il coordinamento dei terremotati non ci sta. A seguito della circolare del 4 agosto scorso del Ministero dello Sviluppo Economico su "Modalità e termini di presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore delle imprese localizzate nella zona franca urbana istituita ai sensi dell’articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016", non ci sono più margini di dialogo. E viene lanciato l'appello a tutti i Sindaci terremotati a scendere in piazza. Infatti, alla luce della circolare del 4 agosto il coordinamento dichiara "siamo profondamente delusi, sono state disattese le nostre istanze denunciate in piazza e presentate ai tavoli interistituzionali".  E vengono elencati numeri impietosi. Dopo un anno nell'intero cratere:1) 10% macerie portate via2) 10% Sae consegnate3) 3% commercianti artigiani imprese ripartite4) Finta No Tax area divenuta credito di imposta "Ora i tavoli interistituzionali sono chiusi! Puntiamo il dito al Governo ed invitiamo tutti i Sindaci a denunciare gli ingiustificabili ritardi e a scendere in piazza sin dalla prossima manifestazione al fianco dei loro cittadini. Il Popolo è stanco da oggi le trattative si faranno per strada!".    (di seguito il link per leggere la circolare integrale del 4 agosto)   http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/Circolare_ZFU_sisma_Centro_Italia.pdf

16/08/2017
Cingoli, proteste per il degrado della statale Cingolana: giovedì manifestazione di pedoni e ciclisti

Cingoli, proteste per il degrado della statale Cingolana: giovedì manifestazione di pedoni e ciclisti

 Il sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini annuncia per domani 17 agosto una manifestazione di protesta di pedoni e ciclisti contro il degrado della strada statale 502 'Cingolana', una delle arterie "più danneggiate all'interno del cratere sismico e che collega l'entroterra terremotato alla costa". ''Ormai - afferma il sindaco - il sedime stradale è così compromesso che anche le auto in transito possono essere danneggiate, per non parlare di ciclisti e motociclisti, a rischio di gravi incidenti soprattutto nel tratto che va verso San Severino Marche''.    Secondo Saltamartini, "Provincia, Regione e Anas si rimpallano le responsabilità in uno scaricabarile che fa della 502 una delle strade più pericolose d'Italia". Se dopo la manifestazione di domani "non ci saranno risposte, daremo vita a proteste anche più clamorose" conclude. (Ansa)

16/08/2017
Unicam progetta il recupero del Complesso San Domenico a Camerino: parla il professor Leoni - VIDEO

Unicam progetta il recupero del Complesso San Domenico a Camerino: parla il professor Leoni - VIDEO

Unicam ha realizzato il progetto per la messa in sicurezza dell'aula Crivelli del Complesso San Domenico, una struttura di proprietà dell'università. Un lavoro complesso, ma fondamentale per Camerino in quanto, una volta concluso, consentirà di riaprire il traffico in uno snodo nevralgico per la città. L'intervento, fra l'altro, viene realizzato interamente da imprese locali. A spiegare la complessità della progettazione e del lavoro è il professor Graziano Leoni di Unicam in una videointervista realizzata dalla nostra redazione.

15/08/2017
Pienone di Ferragosto a Civitanova: task force per garantire la sicurezza, pochissime emergenze - FOTO

Pienone di Ferragosto a Civitanova: task force per garantire la sicurezza, pochissime emergenze - FOTO

Consueto pienone per la notte di ferragosto a Civitanova. La città è stata letteralmente invasa nei due tratti di lungomare e nelle vie del centro. Auto parcheggiate persino nella zona alta di Villa dei Pini. Per tanti il "sacrificio" di percorrere circa un chilometro pur di assistere, nella zona portuale, ai fuochi d’artificio della mezzanotte che hanno consegnato al pubblico col naso all’insù uno spettacolo di trenta minuti senza sosta. La fine dello show pirotecnico ha riportato a casa tantissimi. Il resto della notte è stato appannaggio soprattutto del lungomare nord che ha registrato un gran numero di presenze, di chalet pieni e di veri accampamenti di tende consentiti in due spazi della spiaggia libera, tra lo stabilimento Filippo ed Aloha Beach e a nord di quest’ultimo. Per l’occasione e per mantenere un controllo capillare della città, è stato messo in piedi un nutrito spiegamento di forze dell’ordine: pattuglie di polizia, di carabinieri, polizia municipale, guardia di finanza. Inoltre, una squadra di uomini con cani antidroga ha presidiato i posti con le tende. Se sul lungomare nord c’era una nutrita rappresentanza di giovani, nella zona sud più adulti e famiglie. Qui, lo spazio finale di spiaggia libera compreso tra il Tennis Club e lo stabilimento del Tiro a volo Cluana è stato allegramente occupato da alcune famiglie che hanno imbandito delle tavolate e si sono munite di fari per farsi luce.  Il potenziamento della squadra di sicurezza ha dato i suoi frutti e, nonostante il bagno di folla, nella notte si sono verificati quattro casi di soccorsi per persone che avevano alzato troppo il gomito e nessun altro episodio spiacevole.   (di Raffaella D'Adderio - foto dei fuochi dalla rete)

15/08/2017
Castelraimondo, assegnate le nove Sae

Castelraimondo, assegnate le nove Sae

Assegnate le sae a Castelraimondo. Sono nove in tutto le soluzioni abitative di emergenza ordinate dal Comune di Castelraimondo per gli sfollati del terremoto che ne hanno fatto richiesta. Nei giorni scorsi i tecnici responsabili dell'Ufficio tecnico e dell'ufficio Affari sociali hanno provveduto all'assegnazione delle stesse, mediante un sorteggio a cui hanno partecipato i richiedenti. Le nove casette saranno posizionate vicino agli impianti sportivi e alla piazzola del gruppo comunale di Protezione Civile e la pezzatura è stata stabilita in questo modo, in base alle necessità abitative: sono 3 le casette da 40 metri (per 1-2 persone), 4 quelle da 60 metri (per 3-4 persone), 2 quelle da 80 metri (per 5-6 persone). Nel giugno scorso è stata consegnata l'area e la Regione con il Comune hanno discusso il layout definitivo delle sae. Si è svolta la gara per l'assegnazione dei lavori di urbanizzazione, che anticiperanno il montaggio delle nove strutture. Probabilmente le casette saranno ultimate e potranno essere consegnate entro la fine dell'anno. 

14/08/2017
Castelsantangelo, parlano i residenti: "Non volevamo criticare il nostro Sindaco. Questa polemica fa perdere di vista i veri responsabili dello strazio che viviamo"

Castelsantangelo, parlano i residenti: "Non volevamo criticare il nostro Sindaco. Questa polemica fa perdere di vista i veri responsabili dello strazio che viviamo"

Come avevo avuto modo di scrivere, la polemica (violenta e sinceramente inspiegabile) nata intorno al sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, rischiava di far perdere di vista le vere responsabilità sugli enormi problemi e sulle difficoltà che vivono da un anno i terremotati.  Ed è proprio questo concetto che viene ribadito e sottolineato dai residenti di Castelsantangelo che sottolineano come non c'era alcuna volontà di prendere di mira il sindaco Falcucci e come la lettera scritta per chiedere di evitare passerelle il 24 agosto quando saranno consegnate le prime Sae è cosa distinta dall'episodio relativo al manifestino affisso in cui veniva comunicata la prossima rimozione del bagno nell'area camper. Un po' quello che mi sono permesso di scrivere, conoscendo la serietà e la caparbietà di Falcucci e come in un anno sia stata una delle poche voci di vera protesta verso le istituzioni su ritardi e mancanze verso i terremotati. Ma a questo punto, la cosa più importante è il pensiero della gente, dei residenti di Castelsantangelo, espressi dalla signora Angela Cesaretti, una delle firmatarie della lettera di protesta "Noi qui non vi vogliamo". "Non siamo un gruppo, né un comitato, ne' una associazione. Siamo un gruppo spontaneo" spiega la signora Cesaretti "che ha condiviso e poi sottoscritto la lettera inviata alle istituzioni.Siamo rammaricati per la polemica che si è sollevata, per la confusione a mezzo stampa di due eventi differenti. Il primo la nostra lettera di protesta alle istituzioni "alte", in cui, tra le altre cose, esplicitamente sosteniamo il Sindaco nella sua fatica e nella sua attività. Il secondo, una diatriba già esistente tra il sindaco ed alcuni residenti che "campeggiano" dal 30 ottobre scorso nella unica area camper del paese, circa il pagamento della elettricità e delle altre utenze. Non ne conosco le vicende specifiche, gli antefatti e quindi non mi permetto di entrare nel merito, anche perché non sono portavoce di nessuno, esprimo solo dei chiarimenti rispetto alla lettera condivisa ed inviata.Nella nostra lettera, che vi chiediamo di pubblicare per intero, a scanso di ulteriori equivoci, si parla del malessere di tutti noi terremotati di Castelsantangelo sul Nera, chi è in camper, chi è sulla costa e chi è in affitto in giro per il centro Italia, ed il riferimento a chi è in camper è generico, nulla a che vedere con la questione specifica sopracitata.La lettera è nata su altri presupposti, di certo non quello di criticare il sindaco Falcucci, che in questo dramma del sisma ha fatto quello che il 'sistema' gli ha permesso e gli permette di fare.L'unico riferimento alle utenze dell'area camper della lettera è quello al "fantomatico avviso", visto di persona, circa la rimozione dei bagni, che riportava l'affermazione che la regione Marche rimuoveva i bagni pubblici perché l'emergenza era finita!A quel punto, vista l'assurdità della comunicazione circa la fine dell'emergenza, ripeto, non nei confronti del Sindaco, ma per la responsabilità della Regione, lo abbiamo commentato.Esprimiamo comunque il nostro rammarico, ed in questo caso mi assumo la responsabilità di essermi arrogata il diritto di essere  portavoce del gruppo di sottoscrittori,  perché questa polemica in atto fa perdere di vista i veri responsabili di questo strazio che stiamo vivendo.È la diaspora del popolo dei Sibillini come qualcuno ha già scritto e sta avvenendo nella più totale apatia istituzionale.Ricorda il film "Mediterraneo" quando l'attendente Farina nascosto nel tino delle olive in salamoia non vuole tornare in Italia?Afferma: "Loro si sono scordati di noi? Ecco, noi adesso vogliamo scordarci di loro!"Questo era sinteticamente il pensiero dei sottoscrittori circa la possibile presenza di politici per inaugurare le prime 11 SAE dopo un anno, nel massimo rispetto delle istituzioni dello Stato, ma non delle azioni dei suoi rappresentanti.Leggere la lettera per intero, non per saccenza, può permettere di uscire da questa sterile polemica" conclude la signora Cesaretti "che permette a chi ha le vere responsabilità di rimanere ancora una volta dietro le quinte". Di seguito il testo integrale della letteraAi rappresentanti del Governo, della Regione Marche e dei partiti politici tuttiScriviamo in qualità di residenti e non a Castelsantangelo sul Nera (MC), uno dei 113 comuni colpiti dal sisma.Ci è giunta notizia che per il 24 agosto prossimo alcuni Vostri rappresentanti potrebbero essere presenti QUI nel nostro Comune, per inaugurare ad un anno dall’inizio degli eventi sismici le prime 11 SAE, ancora in fase di costruzione.A questo punto sentiamo la necessità di esprimere la nostra opinione.NOI QUI NON VI VOGLIAMO!Le motivazioni sono le seguenti:NOI QUI, che eravamo 280 esistenze e che ora siamo 280 sfollati, come in tempo di guerra, anonimi numeri di un conteggio istituzionale, senza peso elettorale, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, che viviamo al margine delle sconfinate zone rosse, tra le frane, le macerie immobili da mesi, le strade sbarrate e non possiamo neanche andare a camminare nei nostri sentieri, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, sparpagliati per tutto il centro Italia, che per ritrovare un senso di famiglia e di paese abbiamo solo telefono, sms e whatsapp, e che quando ci sentiamo la prima cosa che ci chiediamo è: “Dove stai?”, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, che ci hanno fermato, controllato ed identificato centinaia di volte per poter circolare nel nostro paese, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, che stiamo vedendo i nostri anziani lasciarsi andare a demenza, tristezza, nostalgia e disperazione, sopraffatti dalla consapevolezza che non torneranno mai più a morire nelle loro case, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, che i nostri bambini sfiniti hanno viaggiato per ore e ore nei pulmini sulla costa per raggiungere la scuola distante troppi chilometri, o che hanno resistito dentro tensostrutture dall’aria densa ed irrespirabile, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, una manciata di ostinati, che sopravvivono in camper e roulotte dal 30 ottobre, a combattere il freddo ed il caldo, a fare i turni per la doccia, perché l’acqua calda nei soli due container della protezione civile non basta per tutti, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, che abbiamo visto morire i nostri animali, imprigionati dalla neve alta e che le stalle le abbiamo viste arrivare a giugno e luglio, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, che abbiamo trascorso le notti invernali di vento e neve senza elettricità ad accendere e spegnere le stufe, dovendo decidere se rimanere intossicati o sentire freddo, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, che chi ve lo ha fatto fare a rimanere in paese? tra le scosse, le macerie e il freddo; potevate andare nei comodi “non luoghi”, alberghi o camping sulla costa;NOI QUI, che quando ci siamo abituati ai “non luoghi” camping e alberghi sulla costa, facendoli diventare le nostre piccole comunità, ci avete trasferito di nuovo e disseminato in altri “non luoghi”, come dei pacchi in consegna ritardata.NOI QUI, a fare centinaia di chilometri al giorno, tutti i giorni, per poter andare a lavorare nelle aziende rimaste in piedi, alzandosi a notte fonda e rientrando a sera inoltrata, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, a viaggiare con le strade ingombre di neve, che “tanto lassù non ci vive più nessuno”, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, paralizzati da studi di fattibilità, ipotesi di progetto, fasi previsionali e niente di concreto, QUI non vi vogliamo;NOI QUI, che ringraziamo gli italiani che ci hanno aiutato e sostenuto concretamente, loro si!  fin da subito e sempre;NOI QUI, che in 11, dopo un anno, primi assegnatari delle prime “casette”,ci sentiamo in imbarazzo nei confronti degli altri compaesani, perché le loro non si sa ancora quando arriveranno, e se arriveranno prima del prossimo inverno;NOI QUI, a vedere i nostri sindaci sfiancati, barcamenarsi tra la rabbia, l’impotenza ed i vostri vacui progetti, nel timore di veder svanire le briciole di promesse che di tanto in tanto gli elargite;NOI QUI, ultima notizia di questi giorni, che ci avete comunicato che l’emergenza è finita! grazie! noi non ce ne eravamo accorti! e che quindi i bagni e le docce pubblici usati da chi è in camper e roulotte verranno portati via!NOI QUI NON VI VOGLIAMO!NOI QUI abbiamo esaurito la pazienza e vostre eventuali visite le vivremmo come una provocazione, quindi vi chiediamo la cortesia di non esasperare oltre i nostri animi.NOI QUI vogliamo le SAE subito per tuttiNOI QUI vogliamo che tornino i bambiniNOI QUI vogliamo che tornino gli anzianiNOI QUI vogliamo che tornino le attività commercialiNOI QUI vogliamo che tornino i proprietari delle seconde case, nostri compaesani di altra generazioneNOI QUI vogliamo che tornino i turistiNOI QUI vogliamo che tornino gli italiani che ci hanno aiutatoNOI QUI vogliamo veder tornare le nostre opere d’arteNOI QUI vogliamo circolare liberamente nelle nostre strade e sulle nostre montagneNOI QUI vogliamo la no tax area, unica possibilità per far ripartire l’economia e scongiurare lo spopolamentoNOI QUI vogliamo piani di ricostruzione chiari, scanditi e definitiNOI QUI, CASTELSANTANGELO SUL NERA, non Sant’Angelo o Castel Sant Angelo, che neanche le istituzioni scrivono correttamente il nostro nomeNOI QUI, E’ CASTELSANTANGELO SUL NERA, PROVINCIA DI MACERATA, MARCHE, ITALIANOI QUI NON VI VOGLIAMO!   NOI QUI NON CE NE ANDIAMONel salutarVi lasciamo a Cesare Pavese, uno dei poeti preferiti dalla nostra compaesana Anna, l’arduo compito di spiegarVi il senso della nostra appartenenza; ancora speriamo possiate capire…"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti".(C.Pavese, La luna e i falò 1950)Anna Maria Alfani, Marco Alfani, Sergio Alfani, Paola Angeli, Antonella Barbonari, Cinzia Blanchi, Franco Brizi, Alessia Brignardello, Massimo Brignardello, Paolo Brignardello, Ada Buschittari, Augusta Caldarelli, Gloria Caprari, Angela Carucci, Eraldo Carucci, Maria Teresa Carucci, Alessandro Cesaretti, Angela Cesaretti, Benedetto Cesaretti, Anna Cianconi, Giulio Cianconi, Adele Costantini, Angelo Cristiani, Mario Davidde, Teresa Di Antonio, Pietro Francioni, Franco Lelli, Roberto Lelli, Antonella Liberti, Giovanni Liberti, Rita Liberti, Mariangelo Marinelli, Valentina Marinelli, Domenico Marzoli, Marisa Marzoli, Domenico Marzoli Capocci, Gianfelice Marzoli Capocci, Nadia Natali, Emanuela Petrucci, Domenico Piccinini, Sonia Pierangeli, Salvatore Piergiovanni, Cinzia Quattrini, Antonio Riccioni, Carlo Riccioni, Eraldo Riccioni, Paolo Riccioni, Angela Ridolfi, Beatrice Rossi, Benedetta Rossi, Emanuele Smarchi, Orlando Smarchi, Anna Tarragoni, Antonello Urbani

14/08/2017
"Continui a prendere il Coumadin, non succede niente. Il referto? Quando torno dalle ferie": la disavventura di una paziente

"Continui a prendere il Coumadin, non succede niente. Il referto? Quando torno dalle ferie": la disavventura di una paziente

Le serve un elettrocardiogramma di controllo in tempi certi dopo essere stata operata al cuore. Chiede appuntamento in una struttura convenzionata, ma quando si tratta di sapere quando ritirare il referto, i tempi si allungano improvvisamente perchè il medico deve andare in ferie. A raccontare la vicenda è la signora Rosanna Appignanesi di Sforzacosta. "Il 2 maggio scorso" racconta la signora Appignanesi "ho subito un intervento cardochirurgico (sostituzione della valvola mitrale con protesi biologica e rivascolarizzazione miocardica mediante anastomosi diretta di AMIS su IVA e fonte venoso su MO), presso l’Azienda ospedaliera “G. M. Lancisi” di Ancona e successivamente sono stata ricoverata per la riabilitazione cardiologica a Villa Serena di Jesi, da dove sono stata dimessa l’8 giugno. Per inciso mi piace comunicare la mia soddisfazione per l’ottima qualità delle prestazioni ricevute, per le quali ringrazio tutto il personale e i responsabili delle suddette strutture. Il mio cardiologo curante e il mio cardiochirurgo, a seguito delle visite di controllo post-operatorio, mi hanno prescritto ECG Holter per la valutazione, a tre mesi dall’intervento (come previsto dai protocolli di cura), della sospensione del farmaco anticoagulante (Coumadin). Per tale esame ho preso appuntamento in una struttura convenzionata di Macerata per il giorno 27 luglio scorso, dato che, al momento della prenotazione, mi è stato comunicato che il referto sarebbe stato consegnato entro 8-10 giorni dall’effettuazione dell’esame. In tale modo la tempistica risultava congrua con le esigenze di controllo espresse dagli specialisti. Il 27 luglio mi sono presentata allo sportello accettazione per timbrare l’impegnativa e l’impiegata mi ha comunicato invece che avrei avuto il referto dopo un mese. Ho spiegato che era un tempo troppo lungo e la stessa mi ha invitato ad andare all’ambulatorio di Cardiologia, per parlare con il cardiologo in servizio quel giorno, Così ho fatto. Ma il cardiologo, con fare - diciamo - assai poco cortese, mi invita a riferire al mio cardiologo che il referto mi verrà consegnato alla fine di agosto perché lui deve andare in ferie, ed ancora che anche lui è un cardiologo, che peraltro esercita da più tempo del mio cardiologo, al quale devo anche dire che se continuo a prendere il Coumadin non succede niente. Sconcertata, non ho risposto e sono tornata a timbrare l’impegnativa. Mentre mi stavo rivestendo dopo l’applicazione dell’Holter da parte del personale infermieristico, il “cortese” cardiologo entra nella stanza, senza peraltro bussare, e mi chiede di cosa mi ero operata, dove abito e come mai “ero capitata” dal mio cardiologo curante che sta all’ospedale di Iesi. Avute le risposte mi dice: “Prenda, prenda il Coumadin Signora, buongiorno”. Il giorno dopo, quando mi sono recata alla Casa di Cura per togliere l’Holter, mi è stata ribadito che per sapere se è pronto il referto dovrò INIZIARE a telefonare non prima del prossimo 20 agosto. Vi sembra plausibile che questa struttura convenzionata al momento dell’appuntamento garantisca certi tempi di risposta, in ragione dei quali il paziente effettua la scelta di accettare il servizio e non cercarlo altrove, e poi li smentisce in funzione della necessità di andare in ferie del medico che dovrà refertare l’esame? Non c’è un medico che sostituisce quello che va in ferie? Se non c’è, perché fanno esami che non possono essere refertati entro i tempi premessi e promessi, o comunque stabiliti. Perché non mi hanno avvertito che non era più possibile avere il referto nei tempi che mi erano stati detti, così che io avrei potuto prenotare altrove l’esame? Sottolineo che, nell’attesa del ritorno dalle ferie del cardiologo refertante, io sono costretta a continuare ad assumere un farmaco – che ovviamente presenta effetti collaterali pari o forse maggiori di quelli di tanti altri - quando potrebbe non essere più necessario. Questo è buona qualità della sanità, è attenzione per il paziente, è efficienza ed efficacia? A mio avviso" conclude la signora Appignanesi "il servizio erogatomi in questa occasione da questa struttura sanitaria convenzionata è pessimo, per più di un motivo".

14/08/2017
Cade nel park Sferisterio e si rompe una gamba. L'ambulanza non riesce ad entrare: parcheggio troppo basso

Cade nel park Sferisterio e si rompe una gamba. L'ambulanza non riesce ad entrare: parcheggio troppo basso

Cade all'interno del parcheggio di via Paladini a Macerata, si rompe una gamba, ma l'ambulanza non riesce a raggiungerla: troppo bassi i pliastri della struttura per consentire il passaggio di un mezzo di soccorso.  La disavventura è capitata la sera della Notte dell'Opera alla signora Rita Perticarari. "La sera della Notte dell'Opera, intorno alle 19.30, sono andata al parcheggio Paladini (parcheggio Sferisterio) per parcheggiare l'auto insieme a mio marito, mia figlia e mia nipote. Scesa dall'auto, sono caduta accidentalmente accorgendomi subito di essermi fatta molto male perchè non riuscivo a muovere la gamba. Mia figlia tempestivamente ha chiamato l'ambulanza. Fin qui tutto normale  Ma purtroppo il seguito dimostra che probabilmente qualcosa in quel parcheggio non è regolare. E se così è, vorrei saperlo. Il problema è che l'ambulanza non entra sotto i pilastri data l'altezza. Il risultato stato che io, fortunatamente ero in compagnia, ma ho comunque dovuto aspettare 40 minuti per terra sul cemento, primo perchè non potevano entrare e seconda cosa importante: non riuscivano a trovarmi! Mi trovavo al secondo livello e quindi i sanitari sono dovuti venire a piedi con la barella per poi trasportarmi piano piano fino all'ambulanza fuori dal parcheggio. Allora chiedo: ma esiste un impianto di videosorveglianza in quel parcheggio, dove potrebbe capitare qualsiasi cosa? Chi lo ha progettato, non ha pensato che forse poteva presentarsi l'esigenza di far entrare mezzi di soccorso? Segnalo questo problema" dice la signora Perticarari "perchè non vorrei che possano ripetersi i problemi che ho dovuto affrontare un prima persona". La signora Perticarari è stata poi operata nel reparto di Ortopedia dell'ospedale di Camerino di cui ringrazia "per la professionalità tutto il personale medico e paramedico".

14/08/2017
Sulla spiaggia di Civitanova immagini e versi per non dimenticare il dramma del terremoto

Sulla spiaggia di Civitanova immagini e versi per non dimenticare il dramma del terremoto

Ieri, le spiagge di Civitanova sono state depositarie delle cartoline double face recanti da un lato un’immagine tra le dieci scattate dal fotografo Pino Scataglini e dall’altro una delle dieci poesie dei vincitori del concorso di poesia e fotografia. Il nome del progetto è “Muove la terra come l’onda il mare” ed è un omaggio ai terremotati del sisma del centro Italia del 24 agosto 2016. L'ideatrice è Veruska Melappioni che ha pensato di creare questo binomio tra rassegna di poesia e ricordo del sisma. La rappresentazione dell’evento ha avuto luogo domenica sulle spiagge di Civitanova dove, i 43 chalet presenti su 7 km di spiaggia, avrebbero dovuto esporre 15mila cartoline fermandole con uno spago a ciascun ombrellone. Non erano così tante, ma molte di esse erano appese agli ombrelloni o adagiate sul porta-bibite da spiaggia o accatastate sui banchetti appositi allestiti dai gestori degli stabilimenti. Sul lungomare sud tra i più presenti all’evento sono stati Onda Blù, Arturo, Antonio e capofila lo Shada Beach dove nessun ombrellone era sprovvisto di cartolina. Tra gli stabilimenti del lungomare nord: La Contessa Attilio, G7, Aloha Beach, lo chalet Galileo. Qui ha aderito all’evento anche un piccolo bistrot di fronte allo stabilimento G7 affiggendo le cartoline fuori dal locale. Per la prima volta, sovvertire gli ordini e quindi esporre altrove dal luogo deputato, è stato un bel gesto. Molti vacanzieri le hanno lette in spiaggia, tanti altri le hanno staccate dallo spago per portarle a casa. Qualche cartolina è caduta sulla sabbia o è diventata gioco nelle manine di un bambino. L’importante è che una collettività ne abbia fruito anche se per alcuni è valsa più l’immagine coi suoi colori, per altri la lettura della poesia. (di Raffaella D'Adderio) 

14/08/2017
Contro ogni strumentalizzazione del dramma dei terremotati, io sto con Mauro Falcucci

Contro ogni strumentalizzazione del dramma dei terremotati, io sto con Mauro Falcucci

No Luca, stavolta non sono d'accordo. Io sto con Mauro Falcucci.  La vicenda relativa alla questione dell'avviso di spostamento del bagno nell'area camper di Castelsantangelo ha subito una strumentalizzazione di portata enorme di cui restano ancora misteriosi i motivi. Innanzitutto, stiamo parlando di uno dei pochissimi sindaci del cratere maceratese che, dal 24 agosto scorso, non solo ci ha sempre messo la faccia ma ha anche avuto la forza e il coraggio di protestare vivacemente contro le istituzioni. Non credo che la memoria mi inganni, ma di tutti i sindaci del cratere, solo Falcucci e Pazzaglini hanno avuto la forza di protestare verso le istituzioni, denunciando ritardi e carenze. Non ne ricordo altri. Se sbaglio correggetemi. Allora, riporto, per correttezza di informazione, alcune dichiarazioni di Mauro Falcucci riportate sul nostro giornale. 2 giugno, festa della Repubblica: Falcucci non va a Roma ma resta a Castelsantangelo: "Il mio 2 giugno sarà qui. E' giusto trascorrere la festa della Repubblica dove le macerie sono ancora intatte, non dove ci hanno dimenticati".   Primo giugno, ipotesi spostamento sede del Parco dei Sibillini a Norcia: "''Visso - scrive il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci in una lettera indirizzata al presidente del Parco nazionale dei Sibillini, al sindaco di Visso, al presidente della Comunità del Parco - è la sede naturale del Parco'' e riportare l'ente a Visso è ''non solo auspicabile, ma necessario per dare un segnale di reale vicinanza e collaborazione". 27 aprile 2017: "'se noi sindaci - dice in una lunga nota Falcucci - siamo inadempienti o incapaci di gestire l'emergenza ci commissarino, altrimenti lo stesso provvedimento venga applicato ad altri, ma quanto prima!''. ''La nostra comunità - continua - non merita di essere strumentalizzata e piegata a esigenze politico elettorali''. Falcucci aveva chiesto un incontro urgente all'assessore regionale alla Protezione civile delle Marche per fare il punto della situazione, ma la convocazione non c'è stata, al contrario di quanto accordato ai Comitati. 10 aprile 2017: "Il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci invita ''il Governo, il Commissario, la Regione a velocizzare gli interventi, per contrastare la desertificazione della montagna''.''Questa - dice - è una guerra, i nostri paesi sono stati 'bombardati' dal terremoto, non si affronta una guerra con procedure ordinarie. Otto mesi dopo le scosse del 24 agosto ''stiamo quasi al punto di partenza. Anche noi sindaci avremo fatto degli errori - ammette - e ci prendiamo le nostre responsabilità, ma abbiamo visto più decreti che casette, i borghi sono svuotati, le chiese di Castelsantangelo tutte crollate o inagibili''. 12 gennaio 2017: "E' "amareggiato e sorpreso" per la consegna delle prime casette ai terremotati di Norcia Mauro Falcucci,sindaco di Castelsantangelo sul Nera. "La consegna a Norcia riguarda il terremoto del 24 agosto - dice -, ma noi dopo quel primo sisma avevamo già individuato un fabbisogno di 11 SAE e l'area, nella disponibilità del Comune, nella frazione di Nocria, dove posizionarle". "Era stato fatto tutto. Non ci possono essere terremotati di serie A e di serie B, confido che la Regione Marche si attiverà immediatamente per sanare questa disparità di trattamento inaccettabile". Nessuna polemica da parte dell'assessore alla Protezione civile Sciapichetti: "i sindaci sono in prima linea dal 24 agosto. La Regione sta lavorando 24 ore su 24, stanno partendo gli appalti per i lavori di urbanizzazione delle aree indicate dai Comuni. E questa è una partita che si vince con il gioco di squadra, lavorando tutti insieme". 31 agosto 2016: "Ci dicano come dobbiamo morire, perchè qui ci viviamo 365 giorni l'anno''. Castelsantangelo sul Nera, a 20 chilometri in linea d'aria da Arquata del Tronto, si ritrova con 300 domande di sopralluogo sugli immobili, tutto inagibile, e una domanda precisa: ''Ci spieghino perchè i nostri paesi non sono stati inseriti nel cratere, anche se mi risulta che la Regione Marche ha inviato alla Presidenza del Consiglio un elenco di 60 comuni marchigiani. Vogliamo sin da subito tutte le esenzioni che ci spettano. Che cosa aspettano?''. Questi sono solo dei flash, ma ce ne sono numerose altre, delle dichiarazioni e delle proteste lanciate da Mauro Falcucci, l'unico che si sta sgolando da mesi per chiedere al governo che all'interno del cratere venga fatta una sacrosanta differenziazione fra i Comuni più colpiti e quelli meno danneggiati dal terremoto. E' oggettivamente inammissibile che tutti i 138 Comuni vengano trattati allo stesso modo. Che poi, Castelsantangelo essendo uno dei Comuni del cratere del 24 agosto non abbia ancora ricevuto una casetta a differenza, ad esempio, di Norcia, è tutto dire. Ma veniamo al caso specifico che ha scatenato una serie di reazioni francamente esagerate e fuori luogo rispetto alla vera portata della questione. Per la quale, personalmente, ritengo che Mauro Falcucci abbia tutte le ragioni del mondo. Di cosa stiamo parlando. Dunque, stiamo parlando di un avviso (grossolano e scritto male, questo è fuor di dubbio) nel quale si avvisavano le persone che occupano l'area camper di Castelsantangelo del fatto che il bagno a disposizione di tutti lì presente sarebbe stato smantellato. Ed era solo un avviso. Subito si è scatenata una campagna del "dagli all'untore" contro Falcucci che, disgraziato, avrebbe privato i terremotati che vivono nei camper del bagno a loro disposizione. E, come ormai consuetudine, dopo ventiquattro ore neanche, Angelo "Cuor di Leone" Sciapichetti, secondo un trend consolidato che caratterizza questa giunta regionale, ha subito fatto dietrofront dicendo che il bagno non sarebbe stato smantellato. A questo punto ho fatto i conti e i paragoni con la mia situazione personale. Sfollato, trovata una autonoma sistemazione, oggi pago le utenze (acqua esclusa, come tutti i residenti del cratere), Tari e quant'altro. Sarebbe bello che oggi qualcuno mi spiegasse, ci spiegasse, per quale motivo chi occupa l'area camper (dove le autorità chiudono entrambi gli occhi, vista la situazione, in quanto l'area è provvisoria e non ci si portebbe certo sostare vitanaturaldurante) dovrebbe avere a disposizione, oltre al contributo di autonoma sistemazione, anche le utenze che, invece, tutti gli altri terremotati del cratere pagano. Fra l'altro, certo che non si tratta di una situazione agevole, ma da quanto abbiamo appreso, si tratta di famiglie che fino a poche settimane fa vivevano negli alberghi e che oggi hanno scelto di spostarsi in camper nell'area di Castelsantangelo. E i camper sono dotati di servizi autonomi che possono essere tranquillamente utilizzati. Dove è lo scandalo? Perchè in tutte le altre aree che erano state attrezzate per gli sfollati, questi bagni provvisori sono stati smantellati e non si è scatenata nessuna caccia all'untore e non ci sono state richieste di dimissioni ai sindaci?  Fra l'altro, Mauro Falcucci ha dichiarato pubblicamente di essere d'accordo con la lettera scritta dai suoi concittadini alle Istituzioni, in cui si invitano politici et similia ad evitare inutili passerelle il 24 agosto all'inaugurazione delle prime undici casette.  Ho la sensazione netta che, più ci si avvicina alle elezioni, più ogni situazione rischia di essere strumentalizzata ad uso e consumo dei giochi politici che qualcuno vuol fare sulla pelle dei terremotati. Personalmente, ho la massima stima verso Mauro Falcucci, uomo e sindaco che dal 24 agosto scorso ogni giorno parte da Fano la mattina per andare nel suo paese (dove ha perso la casa) e si fa 320 chilometri per stare vicino alla sua gente.  Di queste persone dobbiamo chiedere le dimissioni, mentre taciamo supini di sindaci che stanno accettando tutto e di più, mente la gente a un anno dal terremoto ancora non sa di quale morte dovrà morire? No. Io sto con Falcucci e con quei sindaci coi coglioni che chiedono con forza giustizia per la loro gente. Anzi, dico di più. Visto l'andazzo, dimettiti sul serio Sindaco. Goditi la pensione e non avvelenarti il sangue con chi vuol giocare sulla pelle della tua gente. E mentre il focus si sposta (volutamente?) su un sindaco che dal 24 agosto sposta letteralmente le macerie con le sue mani, già non si parla più di chi ha definito i terremotati "gentaccia". Misteri gloriosi. 

14/08/2017
Inaugurato a Sambucheto il nuovo Centro socio educativo

Inaugurato a Sambucheto il nuovo Centro socio educativo

Il Comune di Montecassiano ha restituito alla città il suo Centro socio educativo. Questa mattina si è svolta la cerimonia di inaugurazione in via Ugo La Malfa a Sambucheto. “Con questa opera – ha commentato con soddisfazione il primo cittadino Leonardo Catena – andiamo a sanare in parte la cessione della farmacia comunale e dell’intero stabile che ospitava l’ex scuola elementare”. Il Centro socio educativo è una struttura di 308 metri quadrati distribuiti su due livelli, costata circa 400.000 euro. Al primo piano ospiterà un asilo nido, al secondo un centro civico e dei locali predisposti per accogliere almeno un giorno a settimana gli uffici comunali. L’opera è stata del tutto ridefinita rispetto all’idea originaria che prevedeva soltanto un piano e i cui lavori erano stati finanziati (poco più di 200.000 euro) solo per la parte strutturale con l’esclusione degli impianti. “Voglio ringraziare – ha aggiunto il sindaco Catena – i tecnici e le imprese che vi hanno lavorato realizzando una bella e funzionale struttura, un’opera strategica per Sambucheto che ospiterà importanti servizi e riconsegnerà alla comunità uno spazio civico per le associazioni e per svolgere incontri pubblici. A Sambucheto – ha poi concluso il primo cittadino – viene così riconosciuta pari dignità rispetto al capoluogo e alle altre frazioni, essendo una comunità molto numerosa e un centro nevralgico non solo per Montecassiano ma per l’intera valle del Potenza”. 

12/08/2017

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