Attualità

Macerata, Carisma abbassa la saracinesca: dopo oltre 40 anni chiude la storica boutique

Macerata, Carisma abbassa la saracinesca: dopo oltre 40 anni chiude la storica boutique

Un'altra storica attività si prepara ad abbassare definitivamente la saracinesca nel centro di Macerata. Dopo oltre quarant'anni di attività, Carisma, boutique di moda femminile sita in piazza Garibaldi 5, chiude il punto vendita cittadino. A lasciare l'attività è la titolare Cristina Bentivoglio, che nel corso di questi decenni ha accompagnato generazioni di clienti nella scelta dell'abbigliamento. Una decisione che porta con sé inevitabilmente emozione e malinconia, ma anche la consapevolezza di aver costruito nel tempo un rapporto speciale con la clientela. «Vogliamo ringraziare tutte le clienti che ci hanno seguito in questi anni e che ci stanno facendo visita in questi giorni in occasione degli sconti per la chiusura dell'attività – spiegano –. Sentiamo affetto e gratitudine, oltre a un po' di malinconia per un capitolo della nostra vita che si conclude». Tra le motivazioni che hanno portato alla decisione di chiudere il negozio maceratese c'è anche l'assenza di un passaggio generazionale: nessuno in famiglia ha scelto di proseguire l'attività nel punto vendita di Macerata. Per la clientela, dunque, è arrivato il momento dell'ultimo saluto. In questi giorni è infatti in corso un “svuota tutto”, con sconti che arrivano fino all'80 per cento, prima della chiusura definitiva. L'attività Carisma, tuttavia, non scompare. Restano infatti attivi altri due punti vendita: uno a Montecassiano, in via Mainini, gestito dal figlio di Cristina Bentivoglio, e uno a Porto Recanati, in corso Matteotti. La chiusura del negozio di Macerata rappresenta comunque la fine di un capitolo lungo più di quattro decenni. Un'attività che ha fatto parte del tessuto commerciale cittadino e che ora si prepara a salutare le proprie clienti dopo una lunga storia fatta di moda, lavoro e rapporti personali. E proprio le clienti sono state protagoniste degli ultimi giorni di apertura, con tante persone che stanno entrando ancora una volta in negozio per approfittare delle occasioni della vendita di fine attività, ma anche per rivolgere un ultimo saluto a Cristina e al suo staff.

08/10/2026 17:00
"Entusiasta dell'incarico, saremo tra la gente": si presenta Barbara Strappato, nuovo questore di Macerata (VIDEO)

"Entusiasta dell'incarico, saremo tra la gente": si presenta Barbara Strappato, nuovo questore di Macerata (VIDEO)

"Sono entusiasta di questo mio incarico". Si presenta così Barbara Strappato, nuovo questore di Macerata, che ha incontrato la stampa per tracciare le prime linee del suo lavoro sul territorio. Un approccio improntato alla presenza, alla prevenzione e alla collaborazione, con l'obiettivo di rendere la sicurezza un bene condiviso tra forze dell'ordine, cittadini, associazioni e istituzioni. "Ho trovato un gruppo di funzionari, colleghi e dirigenti che condividono questa mia stessa passione e questo mio stesso entusiasmo – ha spiegato – e quindi devo dire che comincio bene, ma proprio bene". Strappato ha definito quello maceratese "un territorio straordinario", sottolineando però la necessità di una presenza costante della Polizia. "Bisogna essere presenti per comunicare che la polizia è realmente al servizio dei cittadini", ha detto, assicurando disponibilità e ascolto per chiunque abbia bisogno di rivolgersi alla Questura. Una presenza che dovrà essere particolarmente attenta nei periodi dell'anno più delicati, a partire dalle festività natalizie e dalla stagione estiva. Ma il lavoro della Questura, nelle intenzioni del nuovo questore, non dovrà limitarsi alla gestione dell'emergenza o della cronaca. Strappato ha, infatti, annunciato l'intenzione di incontrare periodicamente la stampa anche per raccontare le campagne di prevenzione e le attività portate avanti dalla Polizia. Un rapporto con i giornalisti che considera importante anche per costruire una corretta percezione della sicurezza. Il nuovo questore ha, infatti, rivolto un invito a raccontare ciò che accade in maniera "equilibrata" e "realistica", evitando di alimentare una percezione di pericolo superiore rispetto a quella effettiva. "Le cose accadono dappertutto, non c'è un rischio sicurezza pari a zero da nessuna parte", ha spiegato, sottolineando però che una narrazione eccessivamente allarmistica può avere conseguenze negative sui cittadini e sulle stesse vittime dei reati. Tra le priorità di Barbara Strappato c'è soprattutto la tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione, a partire da minori, donne e anziani. "Ho delle passioni da poliziotto che sono la protezione dei minori, la protezione in genere di quelle fasce della popolazione che hanno bisogno che noi siamo più vicini rispetto ad altre", ha detto. Per quanto riguarda le donne, l'obiettivo è favorire una maggiore fiducia nelle istituzioni e aumentare il numero delle denunce, perché, ha sottolineato Strappato, "denunciano ancora troppo poco quello che accade". Per gli anziani, invece, il questore punta a rafforzare il rapporto con le associazioni che operano sul territorio, anche attraverso incontri diretti per capire quali siano le esigenze e come migliorare gli interventi. Grande attenzione anche alla sicurezza informatica e alla prevenzione delle truffe. Barbara Strappato arriva infatti a Macerata dopo una lunga esperienza nella Polizia Postale, dove si è occupata di diversi settori, dal cyberterrorismo alla pedopornografia, fino alle attività di prevenzione. "Un percorso antitruffe certamente lo porteremo qui, perché serve a tutti – ha spiegato –. Tutti noi siamo esposti a truffe informatiche continuamente". Un'attività che dovrà quindi coinvolgere direttamente i cittadini, chiamati a conoscere i rischi e ad adottare comportamenti più sicuri. Il tema della sicurezza partecipata è uno dei concetti centrali della sua presentazione. "La sicurezza la si gestisce insieme - ha detto il questore -. Non avremo mai un poliziotto, un carabiniere, un finanziere per ogni cittadino. Impossibile". Da qui la necessità di coinvolgere la popolazione: "Dobbiamo fare in modo che anche le persone comprendano che loro sono i primi veri poliziotti di se stessi". Un principio particolarmente importante proprio sul fronte dei reati informatici e della prevenzione. Prima di arrivare a Macerata, Barbara Strappato ha costruito la propria carriera tra Squadra Mobile e Polizia Postale. Originaria della Basilicata, dopo gli studi a Roma e una prima esperienza come cancelliere al Tribunale penale della capitale, è entrata in Polizia nel 2000. Ha lavorato in Calabria, a Bari, Potenza e Napoli, ricoprendo diversi incarichi investigativi. A Potenza ha diretto la Squadra Mobile e seguito anche il caso di Elisa Claps, mentre successivamente è passata alla Polizia Postale, dove si è occupata, tra gli altri ambiti, di cyberterrorismo, pedopornografia e tutela dei minori. Un'esperienza che ora Strappato intende mettere a disposizione della Questura di Macerata, rafforzando anche la collaborazione tra i diversi settori della Polizia. "L'unione fa sempre la forza e insieme si raggiungono sempre obiettivi che da soli non si possono raggiungere", ha sottolineato. Il nuovo questore ha anche riconosciuto le difficoltà legate alle risorse disponibili, ma ha assicurato massimo impegno: "So che non siamo moltissimi qui dentro, ma faremo per tre". Il messaggio con cui Barbara Strappato ha scelto di presentarsi a Macerata è dunque quello di una Questura presente sul territorio, attenta alla prevenzione e alle fasce più fragili e aperta al confronto con cittadini, associazioni e stampa. "Raccontare le cose che si fanno è uno dei modi per far capire alle persone che la polizia c'è sempre, che c'è anche quando non si vede", ha concluso. Più prevenzione, più prossimità e una sicurezza costruita insieme: è questa la direzione indicata dal nuovo questore di Macerata per l'inizio del suo incarico.

08/10/2026 15:50
Marche, meno 20 cent per il gasolio agricolo. Esulta Coldiretti: "La Regione ci ha ascoltato"

Marche, meno 20 cent per il gasolio agricolo. Esulta Coldiretti: "La Regione ci ha ascoltato"

Altri 20 centesimi in meno per il gasolio agricolo grazie alla Regione Marche che, accolta la richiesta inviata dalla Coldiretti regionale, ha annunciato la nuova misura per far fronte al rincaro dei carburanti. È stato lo stesso presidente Francesco Acquaroli, nella serata di ieri, ad annunciare sui social l’atteso provvedimento. "Una risposta concreta alle esigenze delle imprese agricole marchigiane - dicono oggi da Coldiretti Marche - e che abbasserà di 20 centesimi al litro il costo del carburante acquistato dalle aziende agricole nei mesi di giugno, luglio e agosto 2026, interessati dal brusco rialzo dei costi energetici. Un risultato straordinario, frutto dell’azione di concertazione portata avanti dalla presidente Maria Letizia Gardoni e dal direttore Alberto Frau. Il governatore Acquaroli e l'assessore all'Agricoltura Enrico Rossi hanno immediatamente raccolto le istanze della principale associazione di categoria agricola marchigiana”. Proprio nei giorni scorsi Coldiretti aveva inviato una lettera alla Regione per chiedere interventi sulla base di precisi conteggi. Il nuovo provvedimento permetterà al costo del gasolio acquistato dalle aziende agricole di tornare a circa 1 euro al litro. “Il costo del gasolio è una questione delicata che impatta su tutta la filiera produttiva - ha detto la presidente Gardoni - non parliamo solo della sostenibilità delle imprese agricole, dell’anello produttivo, ma riguarda tutti i cittadini perché è direttamente collegato all’aumento del costo del carrello della spesa. Da parte della Regione Marche abbiamo trovato subito disponibilità nel trovare soluzioni e arrivare all’obiettivo”. (Foto di repertorio)

08/10/2026 13:10
Alle Vergini i bambini vanno in una scuola mai collaudata

Alle Vergini i bambini vanno in una scuola mai collaudata

Il 14 settembre c’erano tutti: il Sindaco con la fascia tricolore, l’assessore Lego (indicato come futuro primo cittadino semmai dovesse capitare qualcosa alla maggioranza e si rivota: il calcolo che fanno ad Ancona è che in caso di sconfitta meglio che perda un leghista di punta che uno di Fratelli d’Italia) e pure l’assessore Paolo Renna con un pattuglione di vigili urbani. Si stava inaugurando la scuola materna del nuovo plesso scolastico delle Vergini: uno dei più alti esempi di scatolismo, il nuovo ordine architettonico generato dalle opere pubbliche gestite dall’ingegnere capo comunale Tristano Luchetti (nomen omen visto che predilige le forme squadrate e il grigio funereo). I tanti vigili erano lì per dirigere il traffico visto che per finire (oddio finire…) la scuolina si è cercato di fare più in fretta possibile. Per una volta Sandro Parcaroli, al secolo una lacrima sul viso, s’è buttato dalla parte del sicuro e disse: stiamo agendo per regolare il traffico davanti alle scuole, tranquilli va tutto bene. Ma la ribalta l’ha voluta l’assessore Lego al secolo avvocato Andrea Marchiori che scandì queste parole: “La scuola si presenta bene ed è perfettamente idonea ad accogliere i bambini”. Ne è certo assessore Lego? Perché pare che proprio così non sia. La scuola materna delle Vergini che ospita 50 bambini dai 3 ai 5 anni non è mai stata collaudata. Le mamme e i papà affidano i bambini al Comune senza nessuna garanzia "ufficiale" sulla sicurezza dell’immobile. Non ci sono i collaudi dell’impianto elettrico, degli infissi, dell’antincendio e la cosa in assoluto più eclatante è che nella nuova scuola sono stati trasferiti i mobili della vecchia materna e questo non si può fare se non in presenza di specifiche prove di carico dei mobili stessi che devono essere perfettamente ancorati per evitare che cadano. Ma – come disse l’assessore Andrea Marchiori – "C’è anche un bello spazio interno che potrà essere utilizzato anche d’inverno in sicurezza". E chi lo dice, stimatissimo e attivissimo assessore Lego con un futuro attoriale visto che non perde occasione per mostrarsi e filmarsi, se non c’è un collaudo né degli edifici, né degli impianti, né delle suppellettili? Andiamo avanti con l’ipse dixit: “Siamo arrivati proprio in prossimità dell’apertura con i lavori, ma questo era inevitabile, visto che le cose da fare sono tante. Siamo comunque in linea con le tempistiche del Pnrr tanto che il ministero ci ha preso come modello per la rendicontazione. Questo ci rende contenti e tranquilli”. Parola di Andrea Marchiori. Sarebbe interessante sapere se i genitori dei piccolini che vanno a scuola alle Vergini sono altrettanto sereni e tranquilli ora che sanno che quella scuola non è collaudata. E sarebbe interessante sapere che ne pensano i sindacati del personale scolastico mandato a lavorare in un edificio privo di "certificazione" dei dispositivi di sicurezza atteso che un collaudo ha anche questa finalità. Giova, infatti, ricordare che il collaudo serve almeno a: verificare la sicurezza delle strutture portanti, laconformità normativa e progettuale, la qualità dei materiali e l’idoneità all'uso. Nel caso delle scuole ci sono inoltre altri controlli. A quel che pare all’ufficio lavori pubblici del Comune di Macerata è però prassi non fare i collaudi. L’esempio più eclatante è quello del Centro Fiere non ancora finito, mai collaudato e però già aperto in più occasioni a manifestazioni col pubblico (ovviamente non la Raci perché dalle porte del Centro fiere non passano i camion e non c’è lo spazio attrezzato per la fiera zootecnica, ma ce ne occuperemo in altra occasione). Sorge la domanda: come fanno? Sembra – ma è voce di corridoio – che sia il prode ingegner Luchetti ad assumersi tutte le responsabilità. Se sia regolare o meno non è dato sapere. Ma il dubbio che proprio tutto non quadri è venuto da quel che si sa alle minoranze che avrebbero fatto in questi giorni accesso agli atti sui lavori eseguiti su sei scuole che sarebbero tutte prive di collaudo. Rispetto al polo scolastico delle Vergini, alto esempio di realizzazione di progetti rientranti nel Pnr così come magnificato dall’assessore, però ci sono alcune cosucce da spiegare. Il Pnrr per questa realizzazione ha dotato il Comune di Macerata di 3 milioni e 345 mila euro circa. Con quei soldi si devono realizzare tre scuole: la materna inaugurata senza collaudo il 14 settembre, le elementari e le medie non ancora finite. Tutto questo alto esempio di scatolismo architettonico è stato appaltato alla ditta ANT 2 srl di Pollenza per un importo base di 2 milioni e 498 mila euro. Com’è prassi dell’ufficio diretto dall’ingegner Tristano Luchetti non si fa in tempo ad aggiudicare i lavori che ecco il 24 settembre 2025 la prima variazione di prezzo che sale a 2 milioni e 596 mila. Passano ancora nove mesi e la situazione è gravida di altri costi: altra variante al rialzo decretata il 25 giugno 2026 col costo che arriva 2 milioni 674 mila euro e spiccioli. Sono 176 mila euro in un anno, neppure il costo di un cappuccino e brioche! Il fatto è che il solerte e coraggioso Luchetti - come detto, da quel che si sa, si è assunto tutte le responsabilità di aprire la scuola senza collaudo, ma, diciamocelo, per il bene della comunità questo ed altro - ha accordato nel corso di cantiere ben sette anticipi a stato di avanzamento lavori alla ditta, l’ultimo dei quali concesso il 28 agosto 2026 senza aver verificato, perché in assenza di collaudo, se i lavori sono stati fatti a regola d’arte. Poi dice perché all’ortofrutticolo e alla palestra di scherma ci piove dentro, perché alle nuove piscine (ma anche di queste ci occuperemo) l’acqua non defluisce. La ragione è semplice: hanno fatto lo scarico invece che nel punto più basso della vasca, nel punto più alto. Ma era evidentemente una prova di autostima di Tristano Luchetti e di Andrea Marchiori: vogliono dimostrare di essere capaci di mandare l’acqua per in su! Tornando allo scatolismo scolastico delle Vergini è accaduto nella giusta ansia di operare il più in fretta possibile per il bene pubblico che abbiano scambiato i bagni. Hanno messo nelle scuole destinate ai bambini delle elementari i lavandini e i wc destinati ai bambini della materna e viceversa. Risultato se e quando entreranno a scuola i bambini delle elementari delle Vergini dovranno lavarsi e fare i bisognini in ginocchio, mentre i “cuccioli” della materna devono arrampicarsi in cerca di sollievo. Viene il dubbio che sia una scelta montessoriana visto che Maria Montessori sosteneva che il "lavoro" del bambino non è fatica o produzione economica, ma un'attività vitale e istintiva attraverso cui il bambino costruisce la propria personalità, la mente e il corpo. Che però a causa dei bagni delle “Vergini” pare un po’ più difficile da liberare. Almeno si potrà dire che per come sono stati fatti i lavori - anche se lo scatolismo si presta a contrastanti giudizi estetici - non c’è un effetto lassativo. Ma anche sulla rendicontazione del Pnrr ci sarebbe qualcosa da eccepire. Come detto il finanziamento per il polo delle Vergini assomma a 3 milioni e 345 mila euro circa, ma alla ANT 2 - 15 dipendenti, fatturato secondo i dati camerali di poco superiore ai 5 milioni (cioè l’appalto Lego-Luchetti rappresenta oltre il 52% del volume di affari di questa ditta che ha come oggetto sociale l’installazione di impianti di riscaldamento) – verrebbero corrisposti circa 2 milioni 674 mila euro. E gli altri 671 mila euro che fine hanno fatto visto che giura l’assessore Andrea Marchiori in arte Lego ha affermato: "Il ministero ci ha preso come modello per la rendicontazione”? Pare, ma queste sono voci di corridoio, che l’ingegner Tristano Luchetti si fosse dimenticato di un particolare trascurabile. Del resto, come dice il suo assessore di fedele riferimento, le cose da fare sono tante. Il particolare trascurabile è la demolizione della vecchia scuola perché il Pnrr impone per legge che quando si costruisce un nuovo edificio con i soldi del finanziamento del Recovery bisogna demolire il vecchio per dare il senso appunto della riqualificazione che è lo scopo ultimo del "piano". E allora l’affannato capo dell’ufficio lavori pubblici del Comune ha dovuto mettere in moto le ruspe nelle ultime settimane. Forse quei 671 mila euro sono serviti a fare il pieno. Con quello che costa oggi il gasolio! Resta il fatto che su molti dei lavori del Pnrr incompiuti ci sono diverse osservazioni da fare. Pure il polo delle Vergini non è finito perché di tre edifici scolastici ne è stato aperto uno solo e - a quanto pare - senza collaudo. Gli altri, of cours, sono ancora vergini!

08/10/2026 10:00
Camerino, dopo dieci anni riapre Rocca Varano: fissata la data di inaugurazione

Camerino, dopo dieci anni riapre Rocca Varano: fissata la data di inaugurazione

Dopo dieci anni di attesa, Rocca Varano riapre le sue porte. Uno dei luoghi simbolo di Camerino tornerà ufficialmente accessibile lunedì 12 ottobre, con la cerimonia di inaugurazione in programma alle 11:30. Un momento atteso dalla comunità camerte, che segna la restituzione alla città di uno dei complessi fortificati più significativi del territorio. La riapertura arriva al termine di un importante intervento di ristrutturazione e valorizzazione, che ha consentito di mettere in sicurezza la Rocca e procedere al recupero conservativo della struttura. I lavori hanno inoltre permesso di realizzare un nuovo percorso turistico pensato per accompagnare cittadini e visitatori alla scoperta della storia e delle caratteristiche del complesso. Rocca Varano torna così a essere non soltanto un luogo della memoria, ma anche uno spazio destinato a svolgere un ruolo nella promozione turistica e culturale di Camerino, con nuove opportunità per la didattica e per la conoscenza del patrimonio storico del territorio. "La riapertura di Rocca Varano è un giorno che aspettavamo da tempo - dichiara il sindaco -. Non è solo la restituzione di un monumento, è la restituzione di un pezzo della nostra identità". "Dopo dieci anni, riconsegnare questo simbolo alla Città, grazie ad un finanziamento ottenuto attraverso un bando della Regione Marche, significa guardare avanti con orgoglio e con la consapevolezza del valore di ciò che siamo", aggiunge il primo cittadino. La cerimonia di inaugurazione si terrà lunedì 12 ottobre alle 11:30 a Rocca Varano. L'amministrazione comunale invita la cittadinanza a partecipare all'appuntamento, che rappresenta il momento ufficiale della riapertura di uno dei luoghi più rappresentativi della storia di Camerino.

06/10/2026 16:10
L'arte della luce trasforma l'Anfiteatro di Urbisaglia: successo per le geometrie visive di Javier Riera

L'arte della luce trasforma l'Anfiteatro di Urbisaglia: successo per le geometrie visive di Javier Riera

L'Anfiteatro romano di Urbisaglia si è trasformato per tre sere in un'opera d'arte a cielo aperto. Dal 17 al 19 settembre, le geometrie luminose dell'artista spagnolo Javier Riera hanno attraversato la pietra dell'antico monumento nell'ambito di "Urbs/Alive 2026", creando un dialogo tra archeologia, paesaggio e linguaggi dell'arte contemporanea. Per l'occasione l'Anfiteatro non è stato utilizzato come semplice sfondo per le proiezioni, ma è diventato parte integrante dell'opera. Le forme geometriche disegnate dalla luce hanno seguito l'architettura del monumento, confrontandosi con le irregolarità della pietra e con le tracce lasciate dal tempo. Il progetto nasce dalla ricerca che Riera porta avanti da anni sul rapporto tra geometria, natura, paesaggio e spazio. La proiezione geometrica diventa così uno strumento per rileggere luoghi conosciuti, facendo emergere volumi, prospettive e relazioni normalmente meno evidenti. A Urbisaglia, questa ricerca ha incontrato uno dei luoghi più significativi dell'antica Urbs Salvia. L'intervento, per sua natura effimero, non ha modificato fisicamente il monumento, ma ne ha proposto una lettura diversa, mettendo in relazione la permanenza della pietra con l'immaterialità della luce. "L'intervento di Javier Riera ha consentito di osservare l'Anfiteatro attraverso una prospettiva inconsueta - sottolinea Sofia Cingolani, direttrice del Parco Archeologico di Urbisaglia -. La luce ha instaurato un dialogo rispettoso con le architetture antiche, senza utilizzarle come semplice scenario, ma facendole diventare parte dell'opera". "È particolarmente interessante la possibilità di mettere il patrimonio archeologico in relazione con i linguaggi del presente: il sito conserva la memoria della propria storia, ma continua allo stesso tempo a essere uno spazio vivo, capace di generare nuove interpretazioni ed esperienze". "URBS/ALIVE 2026" è stato prodotto da PlayMarche srl e promosso da Palazzo Ducale di Urbino - Direzione Regionale Musei Nazionali delle Marche, in collaborazione con il Comune di Urbisaglia e il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Macerata. Il progetto ha ricevuto il contributo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, nell'ambito dell'Avviso 2026 per la valorizzazione dello spettacolo dal vivo negli istituti e luoghi della cultura. Una collaborazione tra istituzioni, ricerca, competenze artistiche e realtà produttive che ha portato il patrimonio archeologico al centro del processo creativo. L'obiettivo è stato quello di sperimentare nuovi linguaggi senza alterare l'identità del luogo, utilizzando la tecnologia per creare una nuova relazione tra il monumento e il pubblico. "Per la nostra comunità è stata un'occasione importante e di grande suggestione - dichiara il sindaco di Urbisaglia Riccardo Natalini -. Abbiamo visto uno dei luoghi più rappresentativi della nostra storia trasformarsi temporaneamente attraverso lo sguardo di un artista internazionale, senza perdere la propria identità". "Iniziative come questa permettono di avvicinare pubblici diversi al patrimonio e di far conoscere Urbisaglia attraverso proposte culturali di qualità. Il valore aggiunto sta proprio nella capacità di mettere insieme istituzioni, ricerca, competenze e territorio, facendo dei nostri luoghi non soltanto testimonianze da conservare, ma spazi nei quali continuare a produrre cultura". A rendere possibile l'intervento è stato il lavoro di PlayMarche, che ha affiancato la ricerca artistica di Riera nella progettazione e nella realizzazione dell'installazione, dallo studio delle superfici e dei punti di proiezione fino alla gestione del sistema audiovisivo. La società sviluppa da anni progetti che mettono in relazione arte, patrimonio culturale e innovazione tecnologica, attraverso videomapping, installazioni immersive e multimediali, realtà virtuale e aumentata e nuove forme di storytelling. Nel progetto di Urbisaglia, però, la tecnologia è rimasta volutamente sullo sfondo, lasciando che a emergere fossero soprattutto la luce e l'architettura dell'Anfiteatro. "Con Javier siamo partiti dall'Anfiteatro, dalla sua architettura e dal rapporto con il paesaggio - spiega Michele Spagnuolo, amministratore delegato di PlayMarche -. Non volevamo trasformare il monumento in uno schermo, ma creare le condizioni perché la luce potesse entrare in relazione con la materia e con la storia". "Il nostro lavoro sul videomapping e sui linguaggi immersivi parte sempre dai luoghi e dai contenuti. La tecnologia non è il fine, ma uno strumento attraverso il quale artisti, istituzioni e territori possono sperimentare nuove forme di racconto. Lavorare con Javier Riera in un contesto straordinario come Urbisaglia ha significato portare questo principio alla sua essenza: utilizzare strumenti tecnologici complessi per arrivare a un gesto visivo puro, rispettoso e profondamente legato allo spazio che lo accoglie".

06/10/2026 15:00
43 anni al servizio della Provincia: in pensione il comandante Attilio Sopranzetti

43 anni al servizio della Provincia: in pensione il comandante Attilio Sopranzetti

Ci sono carriere professionali che raccontano molto più di un lavoro. Raccontano una vita dedicata a un’istituzione, un legame profondo con il territorio e un senso del dovere che, giorno dopo giorno, diventa testimonianza. È questo il significato dei 43 anni di servizio nella Provincia del comandante della Polizia Provinciale Attilio Sopranzetti, andato in pensione dal 1° ottobre scorso. A riceverlo per un momento di saluto e di ringraziamento è stato il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci, che ha voluto esprimere a nome dell’Ente la gratitudine per un’attività lunga oltre quattro decenni, sempre vissuta con responsabilità, disciplina e spirito di servizio. “Attilio Sopranzetti è una bandiera della Provincia – ha sottolineato il presidente Gentilucci –. Quarantatré anni trascorsi all’interno dello stesso Ente significano averne accompagnato la storia, i cambiamenti e la crescita, mettendo ogni giorno le proprie competenze e il proprio impegno a disposizione dell’istituzione e del territorio. Il suo è stato un lavoro svolto con disciplina e onore, con quel senso del dovere che contraddistinguere chiunque sceglie di servire una comunità attraverso un’istituzione pubblica. Grazie Attilio perché hai rappresentato la Provincia con professionalità, equilibrio e grande senso di appartenenza”. Nel momento del congedo, il presidente ha voluto sottolineare soprattutto il valore umano di un percorso così lungo. “Quando una persona lascia un Ente dopo 43 anni, non si chiude semplicemente una carriera. Si conclude un pezzo di storia dell’istituzione. Il comandante Sopranzetti lascia un segno importante, fatto di esperienza, impegno e presenza quotidiana. Per questo oggi la parola che sentiamo più forte è grazie: grazie per il servizio prestato, per la dedizione, per la professionalità e per tutto ciò che ha rappresentato per la Provincia”. Un ringraziamento che arriva anche dall’intero Consiglio provinciale, dai dirigenti, dai colleghi e da tutto il personale dell’Ente, che hanno voluto unirsi al saluto al comandante e riconoscere il valore del lungo servizio prestato.

06/10/2026 15:00
Macerata, lo storico Bar Romcaffè riapre la prossima settimana: nuova gestione, ma Pierino resta al bancone

Macerata, lo storico Bar Romcaffè riapre la prossima settimana: nuova gestione, ma Pierino resta al bancone

Sciolto il dilemma che si stavano ponendo tanti maceratesi: il Bar Romcaffè riaprirà la prossima settimana, ma con una nuova gestione. Dopo circa una settimana di chiusura, lo storico locale di Macerata si prepare a riaprire i battenti, mantenendo però la denominazione e, soprattutto, una presenza che rappresenta una certezza per tanti clienti: Pierino Camertoni resterà nel locale anche con il nuovo corso. Il bar continuerà, inoltre, a proporre le attività che da sempre ne caratterizzano l'offerta, dalla colazione all'aperitivo, passando per la vendita di caffè sfuso. A cambiare sarà la gestione dell'attività, con un nuovo assetto e l'inserimento di nuovo personale, mentre sono previsti anche alcuni interventi di sistemazione e una rinfrescata degli ambienti prima della riapertura. A rappresentare il principale elemento di continuità sarà Pierino Camertoni, storico volto del Romcaffè. Per i clienti, dunque, il cambiamento nella gestione non coinciderà con la scomparsa di una delle figure più conosciute dello storico bar maceratese. Resteranno, inoltre, le paste già proposte dal locale, mentre il nuovo assetto nasce dalla collaborazione tra la realtà che continuerà a occuparsi del caffè e un'altra attività del settore. I dettagli saranno resi noti nei prossimi giorni.  La chiusura di questi giorni era già stata programmata da tempo, indicativamente dall'inizio dell'estate, e si è resa necessaria per consentire il passaggio al nuovo assetto e gli interventi di sistemazione in vista della riapertura. Per il Bar Romcaffè, quindi, non si tratta di un addio: il locale tornerà operativo la prossima settimana, conservando il suo nome e una parte della sua identità storica, con Pierino ancora dietro al bancone e una nuova gestione pronta a dare continuità all'attività.

06/10/2026 12:40
Caldarola, allarme truffe: tre famiglie prese di mira in un giorno

Caldarola, allarme truffe: tre famiglie prese di mira in un giorno

Tre famiglie di Caldarola sono state prese di mira nella stessa giornata da una truffa telefonica con falsi carabinieri. In tutti i casi i malviventi hanno contattato le vittime presentandosi come appartenenti all'Arma e cercando di ottenere denaro, beni di valore o informazioni personali. Il fenomeno ha spinto il comune di Caldarola e la locale stazione dei carabinieri a lanciare un appello alla massima attenzione, soprattutto nei confronti delle persone anziane. Fortunatamente, in due dei tre episodi segnalati le persone contattate hanno capito rapidamente che qualcosa non tornava e si sono rivolte ai carabinieri. Nel terzo caso, una donna molto anziana ha invece interrotto la telefonata senza dare seguito alle richieste ricevute. Il meccanismo è quello ormai noto delle telefonate in cui il truffatore si presenta come un carabiniere, facendo leva sull'urgenza per convincere la vittima a consegnare denaro o oggetti di valore oppure a fornire informazioni personali. "È fondamentale ricordare che i carabinieri non telefonano per chiedere denaro, gioielli o altri beni, né per chiedere di effettuare pagamenti o consegne per conto di familiari. Di fronte a una richiesta di questo tipo bisogna interrompere immediatamente la conversazione e contattare le forze dell'ordine", è la raccomandazione del comandante della stazione dei carabinieri di Caldarola, Patrizio Tosti. A rivolgersi alla cittadinanza è anche il sindaco Giuseppe Fabbroni, che invita a prestare particolare attenzione agli anziani e a fare passaparola all'interno della comunità: "In questo momento è necessario prestare la massima attenzione. Il fatto che in una sola giornata siano state prese di mira tre famiglie del nostro territorio dimostra quanto sia importante non sottovalutare il fenomeno. Chiediamo a tutti di fare attenzione e, soprattutto, di fare passaparola", sottolinea il primo cittadino. Fabbroni si rivolge in particolare a figli, nipoti, familiari e vicini di casa delle persone anziane, invitandoli a informarle sui possibili tentativi di truffa. "Chi ha accanto un anziano che magari non utilizza i social o non è informato su questi fenomeni, lo avverta. Una semplice telefonata, una visita o una parola di attenzione possono davvero evitare che una persona cada nella trappola", aggiunge il sindaco. Le forze dell'ordine ricordano di non fidarsi di telefonate nelle quali qualcuno si presenta come carabiniere e chiede denaro o beni di valore, così come di non fornire informazioni personali o bancarie. Non bisogna inoltre consegnare contanti, gioielli o altri oggetti a persone che si presentano alla porta con richieste di questo tipo. In caso di telefonate sospette, la raccomandazione è di interrompere immediatamente la conversazione e contattare direttamente le forze dell'ordine, senza seguire le indicazioni fornite dall'interlocutore. È importante mantenere la calma e verificare autonomamente la situazione prima di compiere qualsiasi azione.

05/10/2026 18:50
Messaggio alle 22.47, risposta pretesa alle 22.49: l'assurdo galateo delle chat

Messaggio alle 22.47, risposta pretesa alle 22.49: l'assurdo galateo delle chat

Per anni abbiamo imparato una strana forma di educazione digitale: se qualcuno ti scrive, devi rispondere, e possibilmente anche in fretta, perché il telefono ha già comunicato all’altro che il messaggio è arrivato, che forse lo hai letto e magari eri anche online. Così una possibilità tecnica è diventata quasi un obbligo sociale. Hai visualizzato alle 22.47? Perché non hai risposto? Eri su Instagram? Hai pubblicato una storia? Quindi il telefono lo stavi usando. Il problema è tutto qui: essere raggiungibili non significa essere disponibili. Forse la nuova educazione digitale dovrebbe ripartire proprio da questo principio. Viviamo con notifiche continue, gruppi WhatsApp, email, Messenger, DM e chat professionali che arrivano a qualsiasi ora. La tecnologia ha cancellato molti confini tra tempo personale e tempo di lavoro. Sta a noi rimetterli. Scrivere a qualcuno alle 22.47 può essere perfettamente legittimo. Pretendere una risposta alle 22.49 è un’altra cosa. Nel lavoro il fenomeno è ancora più evidente: il cliente che scrive la domenica, la mail serale seguita dal messaggio “ti ho mandato una mail”, il sollecito dopo pochi minuti, il classico “ci sei?” accompagnato magari da due punti interrogativi. Nessuno dice apertamente “devi rispondermi subito”. Eppure spunte blu, accessi e stato online hanno creato una nuova pressione: se hai letto, devi reagire. Se sei connesso, devi esserci. Nel mondo analogico sarebbe impensabile. Nessuno suonerebbe al campanello di casa di un professionista alle undici di sera solo perché vede la luce accesa. Online, invece, sembriamo aver perso questa misura. Anche i vocali interminabili appartengono alla stessa cultura. Cinque minuti di audio possono essere comodissimi per chi li manda, ma sono cinque minuti del tempo di chi li riceve. Una piccola differenza che dice molto: il nostro tempo non vale più di quello degli altri. Il punto non è demonizzare la tecnologia. Le piattaforme sono costruite per richiamare continuamente la nostra attenzione attraverso notifiche, badge, reazioni e indicatori di lettura. Proprio per questo diventa importante recuperare la capacità di decidere quando esserci. Non tutto è urgente. Una persona può essere online senza essere disponibile per noi. Può leggere, guardare un video, pubblicare una foto o semplicemente perdere tempo senza dover rispondere a nessuno. Vale anche professionalmente. Stabilire dei confini non significa essere meno efficienti o meno attenti ai clienti, significa riconoscere che la rapidità non è l’unico parametro della qualità di una relazione. Una risposta data il giorno dopo non è necessariamente disinteresse. Una domenica senza WhatsApp di lavoro non è scarsa professionalità. Un messaggio letto e lasciato lì per qualche ora non è maleducazione. Forse dovremmo iniziare a considerare elegante anche il silenzio digitale: quello che non pretende, non sollecita e lascia all’altro il diritto di scegliere quando tornare disponibile. Per anni abbiamo pensato che la buona educazione online consistesse nel rispondere velocemente. Forse oggi dovremmo insegnare qualcosa di più evoluto: saper aspettare. La tecnologia ci ha resi tutti raggiungibili, siamo stati noi a trasformare la raggiungibilità in reperibilità permanente. CHIC: rispettare il tempo digitale degli altri.NON CHIC: considerare “online” sinonimo di “disponibile”.  

03/10/2026 12:30
Centro Servizi Volontariato, Paolo Gobbi confermato presidente

Centro Servizi Volontariato, Paolo Gobbi confermato presidente

Paolo Gobbi è stato riconfermato alla guida del Csv, il Centro servizi per il volontariato. Maceratese, 43 anni, ingegnere e docente, da sempre attivo nell'Avis cittadina, è donatore dall'età di 18 anni. Gobbi è stato rieletto dal nuovo direttivo, in carica da maggio 2025, e resterà al vertice dell'organizzazione per i prossimi quattro anni. Confermata anche la vicepresidente vicaria Sonia Brunetti, della Pubblica assistenza Avis Montemarciano, mentre il nuovo tesoriere è Giacomo Di Marco, dell'Avis provinciale di Pesaro. Il Csv è un'associazione di secondo livello, composta da oltre 450 enti del Terzo settore (Ets), che gestisce l'omonimo ente, attivo nelle Marche da 28 anni. Il suo compito è organizzare, gestire e fornire supporto alle organizzazioni di volontariato presenti sul territorio. Una platea ampia: nella regione si contano oggi oltre 4.800 Ets e più di 91.000 volontari.

03/10/2026 12:30
Dalla tavola all’inclusione: a Civitanova Sandwich Time e Gabbiano sostengono Ristoranti Solidali

Dalla tavola all’inclusione: a Civitanova Sandwich Time e Gabbiano sostengono Ristoranti Solidali

Quando scegliere cosa portare in tavola significa anche scegliere di sostenere un percorso di inclusione. È questa la filosofia che accomuna Sandwich Time e ristorante Gabbiano, due realtà della ristorazione civitanovese che hanno aderito a “Ristoranti Solidali – L’orto a tavola”, il progetto promosso dalla Cooperativa sociale Tarassaco di Fermo per mettere in relazione ristorazione, agricoltura sociale e territorio. Due attività diverse per storia e proposta gastronomica, ma unite dalla volontà di sostenere un modello nel quale il cibo diventa anche uno strumento concreto di inclusione. Per celebrare il primo anno di adesione, a entrambe le realtà è stata consegnata una targa di ringraziamento, a testimonianza del sostegno garantito al progetto. Il meccanismo di “Ristoranti Solidali – L’orto a tavola” è semplice, ma racchiude una precisa scelta sociale. Il ristoratore che aderisce al progetto dispone di una porzione di orto e può decidere quali ortaggi stagionali coltivare, sulla base delle esigenze della propria cucina. A occuparsi della coltivazione sono gli agricoltori della Cooperativa Tarassaco, persone che vivono situazioni di svantaggio sociale e che, attraverso il lavoro agricolo, possono intraprendere un percorso di autonomia e inclusione in un ambiente protetto. Gli ortaggi vengono seminati, coltivati e raccolti e, una volta pronti, arrivano direttamente al ristorante. Una filiera corta che garantisce prodotti freschi e di qualità, ma che soprattutto mette al centro le persone. Dietro ogni verdura consegnata, infatti, c'è molto più di un prodotto a chilometro zero. C'è un'opportunità di lavoro, un percorso verso l'autonomia economica e un'occasione per rafforzare autostima, benessere e dignità. Per Sandwich Time, bar e ristorante diventato un punto di riferimento per le pause pranzo a Civitanova Marche, il progetto rappresenta un modo concreto di coniugare attività imprenditoriale e attenzione al sociale. “Pensiamo che ogni imprenditore dovrebbe far emergere la propria parte solidale. Gestire un'azienda dovrebbe avere come obiettivo non solo creare profitto, ma anche dare un contributo concreto alle realtà sociali locali”, spiegano i titolari Andrea e Marco. “Siamo sempre stati sensibili alle attività a favore di persone svantaggiate e, quando nel tempo si instaurano relazioni davvero significative, ti accorgi che quello che fai è qualcosa che dai ma che ti ritorna indietro moltiplicato. Questo ti fa sentire davvero grato”, aggiungono. Anche il ristorante e hotel Gabbiano, attività con oltre cinquant'anni di storia e ancora fortemente legata alla cucina tradizionale, ha scelto di sposare il progetto. Dalle tagliatelle fatte a mano al pesce alla brace, la proposta del locale incontra così i prodotti coltivati nell'ambito dell'agricoltura sociale. “È stata una piacevole scoperta, mi trovo benissimo. È la prima volta che partecipiamo a un'iniziativa di questo tipo e sta andando davvero bene”, racconta la titolare Rosanna. L'esperienza ha avuto ricadute positive anche sul piano gastronomico: “Grazie ad alcuni ortaggi che ci sono stati consegnati abbiamo anche creato dei nuovi piatti, quindi per noi è stato stimolante e positivo anche dal punto di vista lavorativo”. Le esperienze di Sandwich Time e del Gabbiano raccontano concretamente l'obiettivo di “Ristoranti Solidali”: costruire un collegamento tra il mondo della ristorazione e le persone che, attraverso il lavoro agricolo, stanno cercando di costruire un nuovo percorso di vita. Il progetto della Cooperativa sociale Tarassaco punta così a tenere insieme diversi elementi: valorizzazione del territorio, prodotti freschi a chilometro zero, agricoltura sostenibile e inclusione sociale. “Dietro i piatti che i ristoratori preparano con le nostre verdure ci sono storie di persone che ritrovano la speranza di una vita migliore”, sottolinea la presidente della Cooperativa, Daniela Marilungo. “Chi sceglie di aderire a Ristoranti Solidali diventa davvero parte attiva di un cambiamento concreto”. Un modello nel quale la distanza tra campo e tavola si accorcia e, insieme ai chilometri, si riduce anche quella tra il mondo dell'impresa e la comunità. Perché dietro un piatto preparato con prodotti dell'orto può esserci una storia di lavoro, dignità e nuove opportunità.

02/10/2026 12:15
Carabinieri Macerata, dopo 37 anni di servizio va in congedo il brigadiere capo Arturo Sgueo

Carabinieri Macerata, dopo 37 anni di servizio va in congedo il brigadiere capo Arturo Sgueo

Dopo oltre 37 anni di servizio nell’Arma dei Carabinieri, il brigadiere capo Arturo Sgueo ha lasciato il servizio attivo. Il congedo è arrivato al termine di una lunga carriera che lo ha visto impegnato in diverse Stazioni e reparti, prima in Puglia e poi, dal 2000, nella provincia di Macerata. Sgueo ha concluso il proprio percorso professionale alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Macerata, dove era in servizio dal 2020. Segueo, nato a Napoli nel 1970, si era arruolato nel giugno del 1989. Dopo il corso di formazione, i primi incarichi lo hanno portato in Puglia: dal 1990 al 2000 ha prestato servizio alla Stazione Carabinieri di Canosa di Puglia, quindi al Nucleo Radiomobile di Barletta e successivamente a quello di Andria. Nell’agosto del 2000 l’arrivo nelle Marche, con la destinazione al Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Macerata. Da quel momento il suo percorso professionale si è sviluppato prevalentemente nel territorio maceratese, dove ha ricoperto diversi incarichi. Dal 2006 al 2013 è stato in servizio alla Stazione Carabinieri di Appignano, per poi tornare al Nucleo Radiomobile della Compagnia di Macerata, dove è rimasto fino al 2015. Nel 2016 ha prestato servizio al Nucleo Comando della stessa Compagnia, prima di passare alla Stazione Carabinieri di Pollenza. Proprio nel 2017 è transitato nel ruolo dei sovrintendenti, assumendo il grado di vice brigadiere. Dal 2020 e fino al giorno del congedo ha prestato servizio presso la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Macerata, uno degli incarichi che lo ha visto quotidianamente impegnato nella gestione delle richieste di intervento e nel coordinamento dei servizi sul territorio. Nel corso della sua lunga carriera, Arturo Sgueo si è distinto per professionalità, dedizione e impegno, diventando un punto di riferimento per superiori e colleghi. Ora, con il congedo, per il brigadiere capo si apre una nuova fase della vita, dopo oltre tre decenni trascorsi al servizio dell’Arma e della comunità. A Sgueo sono arrivati l’affetto e la gratitudine di tutta l’Arma dei Carabinieri della provincia di Macerata, insieme ai migliori auguri per il nuovo capitolo che lo attende.

02/10/2026 10:32
Recanati, lavori alla chiesa di Santa Maria in Varano: ecco come cambia la viabilità

Recanati, lavori alla chiesa di Santa Maria in Varano: ecco come cambia la viabilità

Cambia temporaneamente la viabilità nella zona del civico cimitero di Recanati per consentire i lavori urgenti di messa in sicurezza della chiesa di Santa Maria in Varano. L’intervento è partito oggi, 1° ottobre, e, salvo imprevisti, dovrebbe concludersi nell’arco di circa 15 giorni. Per permettere alle maestranze di operare in condizioni di sicurezza, in via Cupa Madonna di Varano è stato istituito il senso unico di marcia per i veicoli diretti in discesa verso Loreto e Porto Recanati. La modifica interessa il tratto compreso tra via Peruzzi e via Ceccaroni. Di conseguenza, i mezzi che percorrono via Cupa Madonna di Varano in direzione del centro di Recanati dovranno obbligatoriamente svoltare a sinistra in via Ceccaroni. Resta comunque garantito l’accesso all’area di parcheggio del Cimitero Nuovo. Modifiche alla circolazione anche per chi arriva da Loreto e Porto Recanati. Gli automobilisti che percorrono via del Mare e sono diretti verso il centro di Recanati sono invitati a utilizzare via Paolina Leopardi come percorso alternativo. Anche i veicoli provenienti da via Ceccaroni e diretti verso via Cupa Madonna di Varano dovranno seguire una diversa direzione di marcia: sarà infatti obbligatorio svoltare a destra verso Loreto e Porto Recanati. Anche in questo caso sarà possibile raggiungere l’area di parcheggio del Cimitero Nuovo. Le modifiche resteranno in vigore per tutta la durata del cantiere, attualmente prevista in circa due settimane. Il provvedimento si è reso necessario per garantire lo svolgimento in sicurezza dei lavori urgenti sulla chiesa di Santa Maria in Varano. L’intervento costituisce inoltre un passaggio preliminare in vista della successiva ristrutturazione dell’edificio religioso, programmata nei prossimi mesi. Il recupero della chiesa rientra nel più ampio progetto di riqualificazione del civico cimitero, considerato dall’Amministrazione comunale uno degli interventi di rilievo per l’area. Il Comune invita automobilisti e residenti a prestare particolare attenzione alla segnaletica stradale e alle modifiche temporanee alla circolazione per tutta la durata dei lavori.

01/10/2026 18:22
Nuovi orizzonti per il distretto musicale marchigiano: nasce il Tavolo Nazionale dedicato all’Industria degli Strumenti Musicali

Nuovi orizzonti per il distretto musicale marchigiano: nasce il Tavolo Nazionale dedicato all’Industria degli Strumenti Musicali

Nato dalla tradizione della fisarmonica e cresciuto attraverso l’incontro tra abilità artigiane e capacità industriali, il distretto marchigiano degli strumenti musicali, che si sviluppa tra Castelfidardo e Recanati, rappresenta un patrimonio di imprese, competenze e professionalità che ha portato il nome delle Marche sui mercati internazionali. Oggi, di fronte alle sfide della competitività globale, emerge con forza la necessità di riconoscere questa realtà come una componente strategica delle politiche industriali nazionali dedicate al Made in Italy. Proprio il futuro della filiera è stato al centro dell’incontro con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al quale hanno partecipato il Presidente Marco Ragni ed il Direttore Gianni Niccolò per Confindustria Macerata, insieme a Confindustria Ancona, Confindustria Brindisi e DISMAMUSICA. Il confronto ha evidenziato il valore di un territorio che nel tempo ha saputo sviluppare competenze distintive nella lavorazione dei materiali, nella precisione costruttiva e nella capacità di innovare, estendendo le proprie produzioni anche agli strumenti elettrici ed elettronici. La forza del distretto risiede soprattutto nelle relazioni costruite tra imprese, fornitori e lavoratori specializzati. Un ecosistema produttivo che genera valore, occupazione e know-how difficilmente replicabili altrove. Per questo motivo è fondamentale creare condizioni che consentano alle aziende di investire in ricerca e sviluppo, rafforzare la presenza sui mercati internazionali e favorire il ricambio generazionale attraverso percorsi di formazione capaci di trasmettere alle nuove generazioni competenze uniche e altamente specialistiche. Nel confronto con il Ministero sono stati affrontati temi strategici come la tutela dei marchi storici, le indicazioni geografiche per i prodotti non agricoli e la valorizzazione dei musei d’impresa, strumenti essenziali per rafforzare il legame tra territorio, identità produttiva e qualità delle realizzazioni. Un elemento qualificante del percorso è la proficua collaborazione tra Confindustria e DISMAMUSICA, associazione aderente al sistema Confcommercio e rappresentativa della filiera del mercato degli strumenti e delle edizioni musicali. Il lavoro comune ha consentito di avvicinare la conoscenza delle imprese e dei territori alle esigenze della produzione, della distribuzione e del commercio. La convergenza tra queste realtà consente infatti di leggere in modo più completo le esigenze del settore, individuare priorità comuni e rafforzare la rappresentanza nazionale della filiera. L’annunciato Tavolo Nazionale dedicato all’Industria degli Strumenti Musicali rappresenta ora un’opportunità importante per consolidare questo percorso. Per le Marche significa lavorare affinché il distretto, e le eccellenze industriali che la caratterizzano, continuino a essere riconosciute come un patrimonio di tradizione, sostenuto da una vera politica industriale del Made in Italy, capace di valorizzare innovazione, occupazione, competitività internazionale e sviluppo del Paese.

01/10/2026 14:20
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