Economia

Forex, una rete essenziale: ecco di cosa si tratta e come sfruttarlo per il trading

Forex, una rete essenziale: ecco di cosa si tratta e come sfruttarlo per il trading

Esistono tante cose da imparare quando si inizia a fare trading e, per la precisione, trading online. Il mondo degli investimenti ha sempre interessato gli scambi tra paesi stranieri e questo ha dato vita a ciò che oggi chiamiamo “forex”. Gli investimenti nel Forex  o l’ investimento in obbligazioni sono forse le prime cose con cui avere a che fare, se si vuole capirci qualcosa di investimenti e Borsa. Per cominciare, sappi che il Forex altro non è che il luogo dove avvengono gli scambi tra valute straniere. Questi scambi avvengono grazie a dei valori prestabiliti arbitrariamente, per i quali sappiamo ad esempio che un dollaro statunitense equivale a ottantacinque centesimi di euro.  Forex vuol dire letteralmente foreign exchange (valuta straniera in italiano) ed è sostanzialmente la rete nella quale avvengono appunto questi scambi di cui parlavamo. Le valute sono monete, denaro contante o digitale, che serve ad acquistare titoli e azioni in tutto il mondo.  Molto spesso, un trader è costretto a cambiare la sua valuta per un’altra in modo tale da poter operare un acquisto in un determinato paese (diverso dal proprio). A volte, però, cambiare valuta può servire per vedere subito dei profitti: infatti, nell’immediato, alcune monete, in altre nazioni, possono tramutarsi in soldi dal valore maggiorato.  In parole più semplici, quel che possiamo comprare qui in Italia con un euro non è quello che possiamo comprare in … Sud Africa, sia qualitativamente che quantitativamente.  Al contrario rispetto ad altri tipi di operazioni, tutte quelle che si svolgono nel Forex non hanno a che fare con la Borsa (che tratta solamente titoli azionari). La Borsa è un palcoscenico sul quale giocano più attori, e anche più ruoli; mentre il Forex mette in campo soltanto due giocatori, le due parti tra le quali avviene lo scambio. Questo tipo di rapporto si chiama OTC (over the counter). Gli attori che ruotano all’interno della scena sono le Banche.  I tre tipi di mercati Forex sono: - Lo scambio materiale della moneta con un’altra dello stesso valore (si chiama “spot”)- L’accordo di vendita futura (non legalmente vincolante) di una somma di denaro prestabilita per un’altra (si chiama “forward”)- Il contratto di vendita futura (legalmente vincolante) di una somma di denaro prestabilita per un’altra (si chiama “future”) Molto importante da sapere è la definizione di valuta base. Quest’ultima la si può definire come la prima mostrata nella coppia valutaria e invece la seconda si chiama valuta quotata:ricordiamo che nel forex trading  se si vende una bisogna comprare l’altra. La valuta in coppia viene indicata attraverso un codice di tre lettere, che unito alla sigla di due della regione, va a formare la sigla valutaria:un esempio è GBP-USD in America.  Ora invece andremo a descrivere in maniera breve e speriamo chiara i 4 modi per fare trading sul forex. Forse non tutti sanno che gli scambi nel forex spesso avvengono tra le banche e gli istituti finanziari:questi ultimi ogni giorno comprano o vendono molte valute. Trading forex:come funziona con le vanilla options e le barrier? Attraverso questi due strumenti un investitore può effettuare delle operazioni sfruttando i cambiamenti di prezzo della valuta forex, senza però possederla per forza dal punto di vista fisico. Ricordiamo che rispetto al mercato il prezzo delle barrier tende a muoversi con un rapporto 1 a 1:verranno chiuse solo nel momento in cui il prezzo andrà a raggiungere il livello già stabilito di knock out. Invece per quanto riguarda le vanilla options offrono la possibilità di vendere o comprare asset a un prezzo fisso entro un determinato giorno. Trading Forex con turbo 24 Essi sono titoli fisici che si possono trasferire e il cui prezzo deve seguire quello che è il valore dell’asset sottostante:grazie ad essi si può operare sul forex e gli altri mercati con la leva flessibile e rischiando poco. Trading Forex con i CFD Cfd cos è?In pratica è un contratto per differenza che fa si che si possa scambiare, in mezzo all’apertura e la chiusura della posizione, la differenza di prezzo di una coppia valutaria. Trading Forex con broker Simile al precedente permette di investire anche senza possedere l’asset reale, sui cambiamenti di prezzo delle coppie valutarie. Però tramite questo metodo non è possibile accedere ad altri mercati e inoltre bisogna pagare una tassa sui profitti fatti.

06/09/2020
Abbadia di Fiastra, tavola rotonda dedicata al Made in Italy con un focus sulla fiera di Shanghai

Abbadia di Fiastra, tavola rotonda dedicata al Made in Italy con un focus sulla fiera di Shanghai

Guardare al mercato cinese con occhi nuovi e con molta prudenza, perché il Paese è uscito per primo dalla crisi sanitaria e sta investendo molto per sostenere la ripresa dei consumi e delle produzioni. Segnali che lasciano intendere che la Cina potrebbe essere la sola grande economia al mondo a non essere vittima della recessione post Covid-19 o a subirla in modo più leggero. È positivo il messaggio che esce dall'Abbadia Fiastra, dove ieri si sono confrontati imprenditori, export manager, consulenti (non solo marchigiani) e direttori di istituti di credito: il focus era dedicato al 'China International Import Expo' di Shanghai, gigantesco appuntamento fieristico post emergenza dedicato esclusivamente all’importazione di prodotti e servizi. Non usa paradossi l'avvocato Francesca Papitto, esperta in Diritto Internazionale e Commercio con l'Estero, che ha organizzato la tavola rotonda: “Stiamo parlando di un mercato insidioso, dove la debolezza dell'economia italiana potrebbe essere facilmente preda dei cinesi. Va difeso il Made in Italy, tutelate le nostre produzioni di fronte alla loro aggressività economica e a eventuali attacchi informatici”. Senza contare che la pandemia ha modificato il mercato cinese, “oggi diverso da quello che avevamo conosciuto fino a settembre dello scorso anno”. Più varietà, più qualità, più tecnologia e più prudenza, “perché è rimasto immutato l’obiettivo portare la Cina, entro il 2049, a essere al massimo della sua forza economica”. Cosa significa, più concretamente, per le imprese della nostra regione? “Che non devono essere vittime dei cinesi, ma piuttosto, sfruttando le buone relazioni che sono state costruite tra Marche e Pechino, essere in grado di ricostruire prima dei competitor nuove e corrette relazioni commerciali”. Dodicesimo mercato di sbocco per i prodotti della nostra regione e anche uno dei Paesi dove il made in Marche è arretrato più sensibilmente nel primo trimestre di quest’anno (53,3 milioni di euro, -15 % rispetto allo stesso periodo del 2019), per esperti e consulenti la Cina, pur di fronte a un rallentamento della sua crescita, mantiene inalterate le potenzialità di partner commerciale, anzi la pandemia e la chiusura forzata hanno portato al termine del lockdown uno stimolo nei consumi: se ne sono accorti alcune nicchie della manifattura marchigiana, a cominciare dai produttori di beni di lusso della calzatura e della pelletteria, sia con brand propri sia per conto terzi. Come riprendere il filo del business, dunque? Dall'Abbadia di Fiastra arrivano due leve da attivare possibilmente in contemporanea: la partecipazione alle fiere fisiche più importanti che si svolgono in quel Paese e una spinta decisa e definitiva verso le piattaforme di vendita online. Nessuno si nasconde le difficoltà del momento, a cominciare dal blocco dei visti voluto dal governo cinese: “Ma il Padiglione Italia alla fiera Shangai è stato confermato e confido che entro novembre si possa riprendere a viaggiare, altrimenti bisognerà affidarsi a contatti locali”. È ottimista Marco Bettin, segretario generale della camera di commercio italo-cinese, che ricorda a tutti quanto sino importanti soprattutto in questo momento gli investimenti su progetti di internazionalizzazione, tra l'altro sostenuti per il 50% a fondo perduto da Simest. Risorse che si possono utilizzare anche sul fronte della digitalizzazione dei processi di internazionalizzazione, visto che la pandemia ha cambiato le modalità di acquisto di beni e servizi e non solo in Italia: i consumatori sono passati dall'offline all'online e conviene che anche gli imprenditori marchigiani ne prendano atto velocemente.  

29/08/2020
L'impatto della pandemia sulle impresi maceratesi, Cna: "Timidi segnali di ripartenza"

L'impatto della pandemia sulle impresi maceratesi, Cna: "Timidi segnali di ripartenza"

Il Direttore di CNA Macerata Luciano Ramadori commenta i dati Unioncamere-Anpal, elaborati dal Centro Studi CNA Marche, dell’impatto della pandemia sulle imprese: “Non siamo ancora usciti del tutto dall’emergenza ed eventuali nuovi provvedimenti di chiusura avrebbero effetti pesantissimi sul sistema produttivo provinciale. Nonostante lo sforzo degli imprenditori per tentare di recuperare lo stop produttivo, anche sacrificando parte delle ferie, le imprese maceratesi sono ancora alle prese con la ripartenza della attività dopo il lungo lockdown e la ripresa dei contagi da Covid preoccupa”. Ramadori illustra quindi le priorità di cui tener conto da qui in avanti: “Per rilanciare il sistema produttivo è necessario frenare la curva dei contagi con la prevenzione e con provvedimenti mirati e limitati ai focolai e alle situazioni a rischio. Per favorire il ritorno ai livelli produttivi pre-Covid occorre garantire più credito alle imprese e incentivarne la digitalizzazione per poter affrontare meglio eventuali nuovi provvedimenti restrittivi”. D’altro canto, secondo l’analisi Unioncamere, è proprio dal digitale che emerge la miglior nota positiva del rapporto, a conferma di come l’emergenza sanitaria abbia accelerato la necessaria ed auspicata trasformazione digitale. Questi i risultati dell’indagine di CNA sulla ripartenza. Il campione analizzato conta quasi 9 mila imprese del territorio provinciale. Di queste, rileva il Centro Studi, il 64,4% ha ripreso l’attività a regime ridotto, mentre il 28,1% è già tornato a regimi simili a quelli precedenti il lockdown. Più di sette imprese su cento, invece, faticano a ripartire e valutano la chiusura delle attività (7,5%). Una percentuale che nel manifatturiero è del 2,3% ma che nei servizi sale al 10,6%; tutte sono micro e piccole imprese con meno di 50 addetti. A Macerata, però, la percentuale di imprese in seria difficoltà è molto più bassa rispetto alla media regionale, che supera l’8% e, soprattutto, della media nazionale, dove una impresa su 10 sta valutando se chiudere o meno. Complice il super bonus per le ristrutturazioni e forse una ricostruzione post-sisma che finalmente sembra essere partita, il settore che in provincia ha ingranato meglio e prima degli altri è quello delle costruzioni, con il 45% delle imprese che ha già ripreso il ritmo pre-covid. Per una ripartenza vera e completa, delle 7.850 imprese maceratesi che hanno subito una riduzione di attività, metà prevede di tornare ai livelli precedenti l’emergenza già entro la fine del 2020 (51%), l’altra metà spera di farcela entro i primi 6 mesi del 2021 (49%). Di diverso avviso le imprese del settore turistico, che per un abbondante 65% contano di tornare a pieno regime non prima del mese di giugno del prossimo anno. Sul versante occupazionale, l’emergenza sanitaria avrà ripercussioni per il 16,9% delle imprese che già prevedono una diminuzione degli addetti nei prossimi mesi (19% la media nazionale e oltre il 21% quella nazionale). Confortante il restante 82% che prevede un andamento stazionario e quell’1,1% che, in contro tendenza, conta addirittura di aumentare il numero dei suoi addetti. Per le imprese con andamento occupazionale stazionario o in aumento, poter far ricorso ad ammortizzatori sociali (55,2%) ed a strumenti di lavoro agile (12,5%), sono stati i fattori decisivi che hanno consentito di fronteggiare la crisi.

29/08/2020
Civitanova, nuovi contributi a sostegno di famiglie e imprese per l'emergenza Covid: pubblicati i bandi

Civitanova, nuovi contributi a sostegno di famiglie e imprese per l'emergenza Covid: pubblicati i bandi

Il Comune di Civitanova Marche ha pubblicato i nuovi bandi relativi agli interventi a predisposti favore delle imprese e delle famiglie. In un’ottica di semplificazione, le richieste possono essere presentate da domani, accedendo al sito Internet del Comune, entro il 14 settembre 2020. “Le agevolazioni – riferisce l’assessore al Bilancio Roberta Belletti - riguardano la tassa rifiuti, il servizio idrico, Tosap, imposta di pubblicità, impianti sportivi e sospensione affitti; tutte misure messe in atto dall’Amministrazione comunale per affrontare le conseguenze della lunga sospensione di molte attività produttive e per fornire aiuti alle famiglie in difficoltà”. Nello specifico, l’Amministrazione comunale propone per la Tari una riduzione del 25% dell’intera tassa annuale per le aziende che hanno sospeso l’attività per decreti Covid-19 oppure un contributo del 15%, per quelle imprese con ricavi 2019 inferiori ad Euro 150.000 che, pur rimaste aperte, hanno subito nel primo semestre 2020 una contrazione del fatturato di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per la Tosap (tassa occupazione spazi e aree pubbliche), l’Amministrazione ha previsto un contributo pari al 90% dell’imposta dovuta nel 2020 dagli esercizi commerciali rispetto agli stessi spazi occupati negli anni precedenti e gratuità degli ulteriori spazi concessi nell’anno in corso. Per l’imposta di pubblicità, la Giunta ha previsto una riduzione del 25% per quelle aziende con ricavi 2019 inferiori ad Euro 150.000 che sono state chiuse e/o, rimanendo aperte, hanno subìto nel primo semestre 2020 una contrazione del fatturato di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le aziende potranno ottenere un contributo del 40% sulle utenze dell’acqua del secondo semestre 2020 se hanno dovuto sospendere la propria attività per i provvedimenti Covid-19. Posso farne richiesta anche le imprese rimaste aperte se hanno subìto nel 2019 ricavi inferiori a 150 mila euro e che nel primo semestre 2020 hanno subìto una contrazione del fatturato di oltre il 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Alle famiglie lo sconto sarà riconosciuto senza necessità di farne richiesta: il contributo è pari al 20% dell’importo delle bollette del secondo semestre del 2020. Per quanto riguarda gli affitti di immobili di proprietà del Comune, la Giunta ha concesso una sospensione dei canoni relativi al periodo di chiusura di tre mesi. Gli impianti sportivi hanno ricevuto un contributo pari al canone di concessione 2020 dovuto dai gestori delle stesse strutture sportive comunali. Le recenti misure vanno a sommarsi alle precedenti già erogate, quali la sosta gratuita dei parcheggi da marzo a giugno; la sospensione dell’imposta di soggiorno fino a fine anno; la sospensione delle rate dei tributi comunali di marzo ad aprile. L’Amministrazione comunale ha poi stanziato ulteriori 500 mila euro per gli interventi a favore delle famiglie sotto forma di erogazione buoni spesa delle famiglie in difficoltà, voucher family, contributi affitti e interventi emergenziali a favore delle famiglie dei minori.  

11/08/2020
Valfornace, esenzione della Tari per le attività economiche bloccate dal coronavirus

Valfornace, esenzione della Tari per le attività economiche bloccate dal coronavirus

Il Consiglio Comunale di Valfornace, tenutosi lo scorso giovedì 30 luglio, ha approvato l’assestamento generale di bilancio e la salvaguardia degli equilibri per l’anno corrente. Un atto importante anche alla luce del pesante periodo di quarantena che ha avuto conseguenze sulla gestione finanziaria dell’ente. Tra i provvedimenti che sono stati adottati, il principale riguarda l’approvazione delle tariffe della TARI per il 2020. In particolare, è stata deliberata l’estensione dell’esenzione prevista da una delibera ARERA dal 25% al 100% della quota variabile della tariffa rifiuti, per l’intero anno 2020, a favore delle attività economiche che durante l’emergenza COVID-19 sono state sottoposte a chiusura obbligata. L’esenzione concessa viene finanziata con fondi del bilancio comunale senza, quindi, dover aumentare le tariffe a carico delle altre utenze, come prevede la legge, e senza dover recupere le somme nelle tre annualità successive. "In tal modo vengono liberate risorse per le aziende nell’ottica di favorirle nella fase di “ripartenza”, senza introdurre ulteriori aggravi o ulteriori scadenze tributarie a carico della generalità degli utenti" sottolinea in una nota l'amministrazione comunale.      

10/08/2020
Confartigianato settore Moda: in arrivo il credito d’imposta sulle rimanenze di magazzino

Confartigianato settore Moda: in arrivo il credito d’imposta sulle rimanenze di magazzino

“Con la conversione in legge del Decreto Rilancio - spiega il Presidente regionale di Confartigianato Imprese, Giuseppe Mazzarella - il nostro Governo prevede un credito d’imposta sulle rimanenze di magazzino per il settore tessile, moda ed accessori, un’importante misura che incontra le esigenze di moltissime imprese” Al fine di contenere gli effetti causati dell’emergenza Covid-19 sulle rimanenze finali nel settore moda, con l’art. 48-bis introdotto dal decreto Rilancio nella sua conversione in legge, viene riconosciuto, ai soggetti esercenti attività d’impresa operanti nei detti comparti, un credito d’imposta, nella misura del 30% del valore delle rimanenze finali di magazzino eccedente la media del medesimo valore registrato nei 3 periodi d’imposta precedenti il 2020. Pertanto, considerato che il credito d’imposta spetta per il 2020, il valore delle rimanenze finali di magazzino di tale periodo deve essere confrontato con la media del valore dei periodi d’imposta 2017-2018-2019. “Come di consueto – aggiunge Paolo Capponi Responsabile settore Moda di Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, occorrerà attendere il decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze che definirà i criteri per la corretta individuazione dei settori economici in cui operano i soggetti beneficiari dell’agevolazione oltre che le modalità ed i criteri attuativi”. A livello normativo sarà invece sicuramente previsto che per i soggetti con bilancio certificato, la verifica delle rimanenze verrà fatta sulla base di detti bilanci. Mentre le imprese non soggette a revisione dei conti e senza collegio sindacale dovranno avvalersi di una certificazione della consistenza delle rimanenze rilasciata da un revisore o da una società di revisione. Come per la generalità dei crediti d’imposta, anche per questo l’utilizzo potrà avvenire esclusivamente in compensazione e ciò potrà essere fatto nel periodo d‘imposta 2021: “Confartigianato - conclude Paolo Capponi - tramite i propri Uffici monitorerà la norma al fine di mettere a disposizione di tutti i propri soci le informazioni utili per utilizzare l’importante credito previsto”.  

08/08/2020
Screening con test rapidi per la Sars Cov2 su pazienti oncologici: Banco Marchigiano partner di Ospedali Riuniti

Screening con test rapidi per la Sars Cov2 su pazienti oncologici: Banco Marchigiano partner di Ospedali Riuniti

Un progetto di grande impatto e innovazione che rappresenta un unicum a livello nazionale.  Uno screening di 4 mesi, reso possibile a costo zero per il sistema sanitario regionale grazie al supporto del Banco Marchigiano e all’azienda di Ancona Innoliving, rivolto a pazienti e operatori sanitari della Clinica Oncologica dell’Università Politecnica delle Marche - Ospedali Riuniti di Ancona, finalizzato a rilevare, attraverso l’utilizzo dei test rapidi, la presenza degli anticorpi del Sars Cov2 nel sangue di pazienti oncologici e gli stessi operatori sanitari della Clinica Oncologica.  "Non solo con le parole – dice il DG del Banco Marchigiano, Marco Moreschi – ma soprattutto con i fatti intendiamo dare seguito al nostro obiettivo di diventare una Banca di riferimento per il sistema economico, produttivo, sociale delle Marche. E pertanto abbiamo voluto supportare questo progetto di eccellenza, promosso da Ospedale Riuniti di Ancona, che è da tutti riconosciuto come centro regionale di qualità, dalla Clinica Oncologica dell’Università Politecnica delle Marche e dalla Fondazione Ospedali Riuniti Onlus. Da noi particolarmente apprezzato il fatto che questo progetto si rivolga ad una categoria fragile della popolazione ed alle figure professionali che si occupano della loro salute".    I rapid test Orient Gene, considerati tra i più affidabili sul mercato, tanto da essere scelti, tra gli altri, dall’Ospedale Sacco di Milano, sono stati donati gratuitamente dall’azienda di Ancona Innoliving.  Un’iniziativa ribattezzata “Procedura TACCO” (Test sierologici per Anticorpi anti-sars-Cov-2 all’interno della Clinica Oncologica di Ancona), promossa dalla Prof.ssa Rossana Berardi, Direttrice della Clinica stessa, con l’obiettivo di tutelare lo stato di salute già compromesso dei suoi pazienti, facile bersaglio biologico del Covid–19 a causa della forte fragilità immunologica. “Mai come in questo momento storico - conclude il DG - la sanità ha necessità di un supporto anche esterno per mettere in campo interventi di prevenzione e contenimento del Sars Cov2, nella prospettiva di scongiurare una recrudescenza dello stesso e, nel caso si verificasse, farci trovare tutti pronti a far di nuovo fronte a una emergenza che non si era mai verificata prima con queste proporzioni e con questo impatto sull’intero sistema sanitario nazionale e regionale".   

07/08/2020
Area di crisi fermano-maceratese, firmato l’Accordo di Programma: 30 milioni per la ripartenza

Area di crisi fermano-maceratese, firmato l’Accordo di Programma: 30 milioni per la ripartenza

E’ stato firmato l’Accordo di Programma per l’area di crisi complessa fermano-maceratese. Lo annuncia l’assessore Fabrizio Cesetti: “Oggi abbiamo finalmente appreso la notizia da fonti del Ministero dello Sviluppo economico. Dopo una lunga attesa, questo ultimo fondamentale passaggio istituzionale rende possibile dare l’avvio a tutti gli interventi di sostegno agli investimenti delle imprese e alle misure di politica attiva del lavoro previsti nel Progetto di riconversione e riqualificazione industriale oggetto dell’Accordo”. Ingenti le risorse messe in campo: 30 milioni complessivamente. Il Ministero dello Sviluppo economico concorrerà agli adempimenti finanziari di propria competenza nel limite di 15 milioni di euro, a valere sulle risorse della legge n. 181/1989, per l’agevolazione di investimenti produttivi di dimensioni superiori a 1 milione di euro. Anche la Regione Marche garantirà risorse per 15 milioni di euro finalizzate ad agevolare investimenti produttivi e di supporto all’innovazione di dimensione inferiori a 1 milione di euro per il sostegno alla creazione di impresa e per gli incentivi all’occupazione. “La data di oggi – continua l’assessore - rappresenta la conclusione di un percorso virtuoso iniziato a maggio 2018 e fortemente condiviso tra tutte le istituzioni e le associazioni e organizzazioni rappresentative di interessi sul territorio, con l’obiettivo comune di costruire una strategia complessiva di sviluppo e rilancio dell’area. Ma è anche l’inizio della fase in cui è il tessuto produttivo a dover cogliere, con coraggio e determinazione, le opportunità offerte dall’Accordo per mettere in campo nuove progettualità, per ampliare e diversificare i propri investimenti e le proprie linee produttive, per esplorare nuove vie di sviluppo, creando nel contempo occupazione. Sarà data priorità a tutta la filiera delle pelli e calzature, essendo il settore di specializzazione produttiva prevalente ma, nell’ottica della diversificazione delle attività, della riconversione e della riqualificazione del sistema produttivo dell’area, verranno incentivati anche il turismo e l’agroalimentare, alcuni servizi e la logistica”. I primi a partire saranno i bandi regionali di sostegno agli investimenti produttivi aziendali  e di supporto all’autoimprenditorialità, contestualmente quello della legge 181/89 di competenza nazionale diretto agli investimenti superiori a 1 mil di euro, verosimilmente già dalla prima settimana di settembre. Poi a seguire verranno banditi gli altri interventi programmati all’interno del Progetto di riqualificazione e riconversione industriale, tra cui gli incentivi alla digitalizzazione dei processi produttivi e gli aiuti all’innovazione delle imprese. “Un doveroso ringraziamento al ministro Patuanelli, al sottosegretario Alessia Morani e al senatore Francesco Verducci che, nell’ambito delle rispettive competenze, hanno favorito la positiva conclusione del percorso” dichiara infine l’assessore.

05/08/2020
iGuzzini illumina il nuovo Ponte di Genova progettato da Renzo Piano

iGuzzini illumina il nuovo Ponte di Genova progettato da Renzo Piano

iGuzzini, azienda leader nel settore dell’illuminazione architetturale, prende parte alla costruzione del nuovo viadotto sul Polcevera (ora Ponte Genova San Giorgio), mettendo le sue soluzioni tecnologiche al servizio del progetto ideato e donato alla città dall’architetto Renzo Piano. La nuova struttura, lunga 1.067 metri, che verrà inaugurata il prossimo 3 agosto alle ore 18.30, sostituirà lo storico Ponte Morandi a seguito del crollo del 14 agosto 2018, un episodio tragico nel quale persero la vita 43 persone. A seguito dei fatti, il pronto intervento del sindaco Marco Bucci, nominato Commissario Straordinario alla Ricostruzione del Ponte, ha consentito la demolizione e il rapido avvio dei lavori di ricostruzione di un nuovo viadotto che potesse tornare a connettere le due parti della città. Prendendo a prestito le parole dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano, nel nuovo ponte “c'è il sapore di una prima cosa bella dopo tanta tragedia, di una ricompensa. E c'è il senso di una lezione: i ponti non possono e non devono crollare. E questo è già parte della vallata, sarà paesaggio e vita, non parlerà di noi che l'abbiamo fatto ma di chi ci passerà sopra e di chi ci passeggerà sotto. Lo sento già amato e accudito dagli sguardi futuri". “Il nuovo Ponte dovrà essere semplice e parsimonioso, ma non banale. Sembrerà una nave ormeggiata nella valle; un ponte in acciaio chiaro e luminoso. Di giorno rifletterà la luce del sole ed assorbirà energia solare e di notte la restituirà. Sarà un ponte sobrio, nel rispetto del carattere dei genovesi” ha commentato ancora l’architetto Renzo Piano. La luce svolge un ruolo fondamentale nel favorire l’inserimento dell’infrastruttura nel contesto cittadino. Di giorno, la luce naturale evidenzia il senso di leggerezza della ‘nave’, sottolineando l’effetto di levitazione dell’impalcato e la ‘sfrangiatura’ del bordo ponte. Di notte, la luce artificiale, ideata da Renzo Piano e ottenuta con apparecchi iGuzzini (sia standard, sia speciali, appositamente ideati e realizzati per l’illuminazione stradale e architetturale del ponte), è in perfetto equilibrio con la luce naturale, enfatizzando così la leggerezza del nuovo Ponte nonché il suo richiamo alle forme navali. Inoltre, mediante l’utilizzo di apparecchi installati su alti pali al centro della carreggiata, che rievocano gli ‘alberi delle navi’, viene esaltata l’idea di un ‘vascello bianco’ che attraversa la Valle ricollegando la sponda di Levante con quella di Ponente. “Il Ponte Genova San Giorgio è un forte segnale di speranza per la città di Genova e per il Paese intero, e siamo davvero orgogliosi di aver partecipato al progetto di ricostruzione affiancando eccellenze italiane di livello internazionale come l'architetto Renzo Piano, a cui ci lega una collaborazione trentennale, e le grandi aziende coinvolte, dal know-how unico, costruito in anni di esperienza in tutto il mondo. Un lavoro corale, dovuto, simbolo del saper fare italiano”, ha dichiarato Adolfo Guzzini, Presidente Emerito di iGuzzini illuminazione. Credit foto: Shunji Ishida

31/07/2020
Astea spa, approvato il bilancio 2019: aumentano gli investimenti a 8,4 milioni di euro

Astea spa, approvato il bilancio 2019: aumentano gli investimenti a 8,4 milioni di euro

L’assemblea dei soci Astea ha approvato entro i termini di legge il bilancio di esercizio 2019 e la presa d’atto del bilancio consolidato del Gruppo. Il risultato economico di Astea Spa dell’anno scorso ha registrato un risultato positivo di 2.868.342 euro, con un margine operativo lordo pari a 7.398.021 euro, in aumento dell’1,35% rispetto al 2018. Dal bilancio 2019 emerge che il numero di dipendenti di Astea è passato da 200 a 204 e gli investimenti dell’esercizio ammontano a 8.442.851 euro, in aumento del 28%. Il bilancio consolidato invece, che tiene conto di tutto il Gruppo Astea, riporta un risultato positivo di 3.560.327 euro, con margine operativo lordo pari a 11.375.306 euro. Per sostenere i vari piani di investimento, il Gruppo ha contratto nuovi finanziamenti per 12,44 milioni di euro, in particolare 5,94 milioni sono stati contratti dalla capogruppo Astea, 3 milioni dalla controllata Dea e altri 3,5 milioni dalla controllata En Ergon. Grazie a questo, gli investimenti del Gruppo sono saliti a 14,9 milioni mentre i dipendenti complessivi sono pari a 247 unità. Per quanto riguarda le singole linee, quella idrica registra un aumento dei clienti dello 0,4% dovuto ad un incremento dell’indice demografico della zona servita. Il fatturato è in linea con quello precedente, ma ad aumentare considerevolmente sono gli investimenti, 2 milioni in più rispetto al 2018, per un complessivo di 6.763.827 euro per rinnovo, estensione e potenziamento delle reti e degli impianti idrici. Il settore gas, che si mantiene in linea con il 2018 per fatturato e clienti, registra 635.432 euro di investimenti per miglioramento degli impianti in termini di sicurezza e affidabilità, ma anche piccole estensioni di rete. La linea di produzione calore ed energia elettrica ha realizzato il rinnovo tecnologico degli impianti per 401.694 euro. Sulla linea igiene urbana infine si è in attesa di novità in materia di affidamento a gestore unico d’ambito, ma nel frattempo l’Ato 2 ha prorogato le gestioni attuali fino al 31 dicembre 2020. La novità in questo settore è la delibera di Arera contenente il nuovo metodo tariffario rifiuti da applicare a partire dal 2020. Il fatturato è in linea con il 2018 mentre gli investimenti sono stati 299.522 euro per la manutenzione dei mezzi e la sostituzione e integrazione dei contenitori della raccolta. “Il Covid -ha spiegato l’amministratore delegato Fabio Marchetti- ha richiesto tutta una serie di interventi per mettere in sicurezza i nostri sportelli, che hanno riaperto ma con misure precauzionali. Da un punto di vista gestionale, la pandemia ha comportato un rallentamento degli investimenti per il fermo dei cantieri e un aumento seppur modesto dei crediti dovuto alle dilazioni di pagamento delle fatture concesse agli utenti e alle sospensioni dei distacchi come previsto da Arera. L’ad Marchetti ha evidenziato poi la suddivisione dell’utile proposta dal Cda e approvata dall’assemblea dei soci: 143mila euro sono stati destinati a riserva legale, 1.624.925 euro a riserva del Gruppo e infine 1.100.000 euro distribuiti come dividendo ai soci. “Una distribuzione minore rispetto al 2018 ma -spiega Marchetti- per evidenti motivi di cautela visti i tempi e le incertezze, tuttavia il milione di euro diviso tra i soci, essendo enti pubblici e Comuni, saranno riversati sui propri territori e cittadini sotto forma di servizi”.

30/07/2020
Macerata, parla Alfredo Cesarini, ex presidente BdM: "Nelle Marche non si fa più banca"

Macerata, parla Alfredo Cesarini, ex presidente BdM: "Nelle Marche non si fa più banca"

Termina oggi l'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi banca. Sì prevede un successo ancora più ampio con oltre l'80% delle adesioni che questa mattina avevano fatto registrare già la quota del 75,6%. Nasce così la settima banca europea con 5 miliardi di utili e 1,1 trilioni di risparmio gestito. Brinda alla nascita del colosso anche Bper che acquisirà, in forza ad un accordo già firmato e dunque imprescindibile anche per l'antitrust, da Carlo Messina 532 filiali da Ubi Banca che ne conta 1.598 in tutt'Italia. Che, come ha dichiarato al Sole 24 Ore Alessandro Vandelli, numero uno della banca emiliana: "Sono state già identificate una per una.  La prevalenza, circa il 70% degli impieghi e della raccolta da clientela, è nel nord del Paese, soprattutto in Lombardia. E poi in Piemonte, Liguria e Marche. Meno nelle altre parti della Penisola".  Per l'ex Banca Marche, travolta dal default, poi assorbita da Ubi, é in buona parte l'ennesimo travaso e cambio di ragione sociale. La cessione all'istituto di credito emiliano riguarderebbe circa 60 sportelli. Per i dipendenti ancora un cambio di casacca entro l'anno: la cessione del ramo d'azienda dopo la fusione, a seguito dell'Opas, dovrà infatti avvenire obbligatoriamente per accordi con l'antitrust entro sei mesi. A Bper andrà anche il megacentro jesino di Fontadamo, gia' quartier generale di Bdm? Da parte Intesa Sanpaolo, che nelle Marche conta un centinaio di filiali, qualche 'vibrazione' e' inevitabilmente attesa in una regione dove la presenza di Ubi, erede di Bdm, e' cospicua nonostante le economie di scala e gli accorpamenti già effettuati nell'ultimo passaggio (vedi Macerata). Vibrazioni che interesseranno anche la struttura logistica e le competenze territoriali della direzione bi-regionale Emilia Romagna-Marche? L'accordo con Bper scombussolerà' qualche carta sul tavolo ormai così ampio della nuova super banca europea? Staremo a vedere. Se Bper brinda, è preoccupato il dottor Alfredo Cesarini, protagonista della fondazione e primo presidente (Per due mandati) di Banca Marche nata dalle casse di Macerata, Jesi e Pesaro. "Nella nostra regione non si fa più banca, ed è ormai sempre piu' considerata come un bacino di raccolta di risparmi da gestire. Uno dei tanti e non tra i maggiori, anzi ....considerato il declino di una regione che fino a poco fa era considerata a livello industriale tra le più manifatturiere d'Italia". Pesano gli errori, chiamiamoli così, di BdM.. "Non lo metto in dubbio, certamente. Sono agli atti. Tuttavia l'esperienza che, pure al contributo eccezionale di un diplomatico illustre come il presidente della Fondazione Carima, il compianto Giorgio Pagnanelli (venerdì scorso gli è stato intitolato un viale a Macerata ndr), fu avviata e realizzata 25 anni fa con Carisj e Caripe ha precorso i tempi italiani ed europei di almeno 25 anni". Ed ora? "Ora qualcosa pur resta da fare....". E la voce insistente, adesso, è quella di nuovi 'consorti', è cioè una cordata di azionariato popolare, pronta ad acquisire qualche filiale di ciò che resterà nel maceratese e nelle Marche dopo la fusione della banca guidata da Letizia Moratti, partecipando all'asta di 17 sportelli bancari targati Ubi, fuori dal pacchetto dei 532 assegnati a Bper.      

30/07/2020
Zona economica speciale del Cratere, delegazione del territorio maceratese ricevuta al Ministero

Zona economica speciale del Cratere, delegazione del territorio maceratese ricevuta al Ministero

Si è svolto ieri mattina presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico di via Veneto a Roma, l’incontro di presentazione e valutazione per l’istituzione delle Zone Economiche Speciali nelle aree del sisma. A presentare il progetto una folta delegazione maceratese composta dai professori Giuseppe Rivetti (Unimc) e Francesco Rizzo (Unicam), dai Sindaci del territorio Sandro Sborgia (Camerino) e Mauro Falcucci (Castelsantangelo sul Nera), da rappresentati delle associazioni datoriali e dal Direttore della CNA di Macerata Luciano Ramadori. A fare gli onori di casa e ad accogliere i conterranei marchigiani la Sottosegretaria on. Alessia Morani. Presente e ovviamente molto interessato alla questione anche il Commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini. Sul tavolo la Proposta di Legge “ZES Sisma” completa di dati e tabelle statistiche, obiettivi chiari e ben definiti e con diverse forme di regimi economici speciali ipotizzabili per l’area. “La proposta di istituzione di una Zona Economica Speciale nell’area del Cratere sismico – racconta Ramadori - ha trovato particolarmente coinvolta ed attenta l’on. Morani che si è detta disponibile ad esaminarla con il Ministro per la coesione territoriale Giuseppe Provenzano. A breve, si verificherà l’operatività dello strumento e la sua integrabilità con altri piani di rilancio del territorio”. Il Direttore CNA si dice quindi soddisfatto per quanto è stato possibile condividere: “Sono convinto che si è finalmente imboccata la strada giusta e che questo approccio possa a breve portare i primi benefici. Come CNA abbiamo chiesto una norma che preveda una fiscalità di vantaggio che possa essere attivata subito. Saremo presenti a questi tavoli tecnici per portare la voce dei piccoli imprenditori in fortissima difficoltà da oramai 4 anni e per fare in modo che si pongano le basi per la rigenerazione delle nostre aree interne nel più breve tempo possibile”. L’onorevole Morani si è detta convinta sulla necessità di un intervento ad hoc per garantire la ripresa economica delle zone del Centro Italia da tempo alle prese con la crisi determinata dal sisma del 2016 e ulteriormente aggravata dall'emergenza Covid-19. La sottosegretaria allo sviluppo economico, potendo contare sull’apporto tecnico del disponibilissimo Commissario Legnini, ha preso quindi l'impegno di introdurre misure speciali per alleggerire la fiscalità e favorire la semplificazione amministrativa in modo da riattivare il tessuto economico dei territori del Cratere. A breve il tavolo si riunirà nuovamente per fare il punto.      

30/07/2020
Civitanova, ICA Group: 2019 positivo, fatturato a 123 milioni di euro

Civitanova, ICA Group: 2019 positivo, fatturato a 123 milioni di euro

Ormai è una costante. Quando la crescita parla italiano, non può mancare il nome di ICA Group. L’azienda marchigiana della famiglia Paniccia, leader mondiale nel mercato di vernici per legno, conferma, anche nel 2019, il trend con il segno più. Il fatturato sale a 122,8 milioni: merito di una bilancia delle esportazioni che tocca quota 57% e di una posizione nazionale che si consolida sensibilmente. Sono oltre 28 milioni i kg di vernice prodotta, quattro impianti produttivi e più di 15mila i clienti su scala mondiale. “Le nostre vernici sono presenti in 80 diversi Paesi del mondo - afferma il presidente Sandro Paniccia - e si fanno riconoscere per il carattere innovativo e per la sostenibilità. Tecnologia, conoscenza e ricerca sono le parole che guidano il nostro percorso fin dagli anni Settanta, quando mio padre fondò l’azienda a Civitanova e con essa il primo centro di Ricerca & Sviluppo". "Se oggi siamo ai vertici mondiali - prosegue Panicca - è perché negli anni abbiamo sempre puntato sullo sviluppo, per garantire alta qualità e massima attenzione all’ambiente e alla salute delle persone. Il risultato ottenuto con la nuova formulazione di vernici bio, che non utilizzano petrolio, è straordinario e apre nuovi scenari mondiali”. Il lockdown Il centro di Ricerca & Sviluppo si è rivelato preziosissimo durante il periodo di lockdown per il coronavirus, in cui ICA ha scelto di mettersi a disposizione del territorio. L’impresa marchigiana, la cui sede centrale si trova a Civitanova, ha adottato immediatamente misure di sicurezza straordinarie per tutelare la salute dei dipendenti e dei collaboratori, prima ancora del decreto dell’otto marzo, tra cui lo smart working per oltre 100 persone, l’attivazione di polizze assicurative gratuite e i test sieriologici ad adesione volontaria (tutti negativi). Nei mesi di marzo ed aprile il laboratorio ha formulato gel e spray igienizzante e, dopo una ricerca da parte dell’ufficio acquisti di materie prime necessarie e del packaging adatto, è partita la produzione. La famiglia Paniccia ha scelto di donare tutti gli igienizzanti prodotti agli ospedali dell’Asur Marche Area Vasta 3 che, dopo Milano ha realizzato un centro Covid proprio a Civitanova Marche. Internazionalizzazione Dal locale al globale: l’azienda, infatti, è presente anche all’estero con sei società. L’accorta e dinamica policy della compagnia, infatti, ha consentito un proficuo percorso di internazionalizzazione, in grado di guadagnare considerevoli successi oltre confine e di conquistare i mercati più floridi. Infatti, dopo l’apertura dello stabilimento produttivo in India nel Gujarat, nato dalla joint venture con la Pidilite (un investimento di 11 milioni di euro), nel 2019 si è registrato l’avvio della controllata ICA North America, con sede a Toronto in Canada. È recente la fondazione, nello scorso aprile, di ICA USA, con sede amministrativa in Delaware. Le nuove aperture rafforzano la posizione della società italiana tra le regine del settore e completano un percorso decennale che ha corroborato la leadership internazionale di un marchio oggi presente anche in Cina, Germania, Polonia e Spagna con aziende create sul posto. Per rispondere tempestivamente alle richieste del mercato, in tempi di Covid-19, ICA ha avviato un servizio di assistenza tecnica super veloce, destinato agli utilizzatori professionali che hanno bisogno del supporto di esperti, anche a distanza. Con consulenze, consigli, opinioni, l’azienda è così vicina non solo ai clienti, ma a tutto il mondo del B2B. La formazione Dal punto di vista della formazione, ICA Academy, ente formativo della top company nato dalla volontà della terza generazione - Andrea, Claudio e Lorenzo Paniccia - e accreditato presso la Regione Marche, solo nel 2019, ha organizzato e realizzato 10.000 ore di alta formazione specialistica e vanta 40 corsi erogati a 170 aziende. Tredici è il numero di workshop con crediti formativi offerti a numerosi ingegneri e architetti della penisola e realizzati in sedi prestigiose; 2 sono gli International Career Master che hanno portato in azienda giovani promettenti in sintonia con la mission di questo gruppo capace di crescere ogni anno.   

25/07/2020
Finproject - Il 40% delle quote passa a Versalis, società chimica di Eni: siglato il closing

Finproject - Il 40% delle quote passa a Versalis, società chimica di Eni: siglato il closing

La partnership industriale fra Finproject e Versalis (società chimica di Eni) era stata una delle ultime operazioni annunciate nei giorni immediatamente precedenti al lockdown che ha fermato il Paese. Il lavoro per portare a termine questo importante accordo però non si è mai fermato e oggi Finproject, gruppo industriale marchigiano leader nella produzione di compounds reticolabili e termoplastici e nello stampaggio di prodotti per il settore calzaturiero e manufatti in materiali ultraleggeri con il brand XL EXTRALIGHT®, annuncia di aver ufficializzato l’ingresso nel suo capitale di per una quota del 40%. “Credo che oggi il significato di questa operazione sia ancora più forte” – dichiara Maurizio Vecchiola, Presidente e Amministratore delegato di Finproject - In uno scenario complesso, come quello del post Covid, la creazione di un polo completamente italiano dei Materiali plastici innovativi è una notizia che fa bene al sistema industriale del Paese e rimane di buon auspicio per chi come noi immagina il futuro in modo propositivo. Finproject aveva già attuato un primo processo di integrazione nel 2017 con l’acquisizione di Padanaplast, tornata tricolore nazionale dopo la gestione belga di Solvay”. “Numerosi analisti – continua Maurizio Vecchiola - sostengono che nei prossimi mesi alcuni dei gioielli industriali italiani potrebbero passare in mano straniera a causa della crisi in atto. Noi siamo la dimostrazione che si può pensare in grande e ambire a cambiare dimensione del proprio business mantenendo salde le radici italiane, facendo squadra fra le eccellenti competenze e professionalità che vanta il nostro Paese nei diversi distretti”. L’operazione Finproject - Versalis crea di fatto un nuovo centro di competenza industriale sui materiali plastici speciali che rivestirà un ruolo da protagonista per lo sviluppo del settore in Italia e nel mondo. Il posizionamento di Finproject sul mercato per le applicazioni ad alto valore aggiunto, si integra con la leadership tecnologica e industriale di Versalis nella chimica creando una catena di indubbio valore. Insieme svilupperanno nuovi materiali con un approccio teso alla sostenibilità e alla circolarità, per dare vita a soluzioni in grado di portare innovazione in innumerevoli settori strategici come il wire and cable, il footwear, l’automotive, il design e molte altre industrie in fase di sviluppo. Il tutto per guardare al futuro in un’ottica di crescita sociale, ambientale ed economica.  La recente crisi ha peraltro dimostrato quanto lo sviluppo di materiali plastici speciali, con particolari caratteristiche antibatteriche, possa rivestire importanza per la salute e la sicurezza delle persone: si è dunque aperto un nuovo filone di ricerca anche in questo ambito. 

24/07/2020
Scadenze fiscali, Confartigianato: "Necessaria proroga al 30 settembre"

Scadenze fiscali, Confartigianato: "Necessaria proroga al 30 settembre"

“Nonostante le preoccupazioni e le proteste di questi giorni, la proroga delle scadenze fiscali del 20 luglio è stata purtroppo disattesa. Secondo i nostri dati ad oggi, solo il 10% delle nostre imprese associate, ha provveduto agli adempimenti previsti. Ciò significa che dell’importo dovuto al 20 luglio, ovvero circa 5 milioni di euro, sono stati versati solo 472 mila euro di imposte". È quanto afferma il presidente di Confartigianato Macerata-Ascoli Piceno-Fermo Renzo Leonori, il quale aggiunge come sia "indispensabile" la proroga della scadenza "almeno al 30 settembre prossimo".  Leonori, in questo senso, chiede anche l'eliminazione di interessi e sanzioni che ammonterebbero al 3% del tributo, se il pagamento avviene con il ravvedimento breve entro 30 giorni dalla violazione, e al 3,75% dal 31° giorno in poi. "Rappresentiamo migliaia di imprese e affrontiamo quotidianamente con loro difficoltà sempre maggiori - conclude il presidente di Confartigianato -, facendoci per quanto possibile portavoce delle loro istanze. Questa protesta unanime di imprenditori, professionisti e operatori è frutto di un’estenuante e logorante situazione di crisi che, se non adeguatamente affrontata, non potrà far altro che peggiorare”.  

23/07/2020

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