Economia

Infinito Vita, Laura Salvi è la nuova presidente: prima donna al vertice della Mutua

Infinito Vita, Laura Salvi è la nuova presidente: prima donna al vertice della Mutua

RECANATI / COLMURANO – Si apre una nuova, storica fase per Infinito Vita. Nel corso di un'affollata assemblea dei soci, la Mutua ha approvato il bilancio d’esercizio, definito la programmazione delle future attività e rinnovato integralmente i propri organi sociali. Un passaggio cruciale che ha sancito un cambio della guardia storico al vertice dell'associazione. L'assemblea ha segnato la conclusione del mandato di Gabriele Brandoni, che ha guidato Infinito Vita negli ultimi quattordici anni e che ha recentemente assunto la presidenza della Banca di Credito Cooperativo (BCC) di Recanati e Colmurano. Sotto la sua direzione, la Mutua ha vissuto un periodo di costante sviluppo, vedendo crescere la base sociale da 1.800 agli attuali 2.600 soci e registrando un incremento del 40% delle convenzioni attivate con strutture sanitarie, attività commerciali e servizi del territorio. Numeri importanti che hanno permesso di consolidare la missione mutualistica dell'associazione, offrendo risposte concrete alle famiglie specialmente su capitoli di spesa delicati come la sanità, i libri di testo scolastici e i servizi di utilità quotidiana. A raccogliere questa importante eredità sarà Laura Salvi, la cui elezione rappresenta una doppia prima volta per Infinito Vita: è infatti la prima donna a ricoprire la carica di presidente e, contemporaneamente, la prima espressione della comunità di Colmurano alla guida della Mutua. Una scelta che sposa una governance fondata sull'equilibrio di genere e sulla valorizzazione della diversità territoriale. Ad affiancarla nel ruolo di vicepresidente sarà Enrico Marconi, mentre Massimo Agostinelli ricoprirà la carica di consigliere delegato. Il nuovo Consiglio di amministrazione si completa con i consiglieri Paolo Coppari, Francesca Raponi, Simonetta Fiorentini, Sharon Morgoni, Aldo Ruffini e Giordano Filipponi. Rinnovato anche il Collegio sindacale, guidato dal presidente Stefano Pecorari e dai sindaci Lina De Angelis e Alessandro Splendiani. «Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità e profonda gratitudine per la fiducia che mi è stata accordata», ha dichiarato la neo-presidente Laura Salvi nel suo primo intervento ufficiale. «Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a Gabriele Brandoni, che ha guidato Infinito Vita con competenza, passione e lungimiranza, contribuendo in modo determinante alla nostra crescita». Tracciando le linee guida del suo mandato, Salvi ha confermato di voler operare nel segno della continuità e dell'innovazione: «Il nostro obiettivo sarà quello di consolidare quanto realizzato, ampliare ulteriormente la rete delle convenzioni e sviluppare nuovi servizi e opportunità capaci di rispondere ai bisogni delle persone e delle famiglie, mantenendo sempre al centro i valori della mutualità, della solidarietà e della vicinanza al territorio. Essere la prima donna alla presidenza è un motivo di orgoglio, ma soprattutto una responsabilità che intendo portare avanti lavorando con spirito di servizio, ascolto e collaborazione».

09/07/2026 18:26
Marche, oltre 84 milioni per agricoltura e giovani imprese: via ai nuovi bandi

Marche, oltre 84 milioni per agricoltura e giovani imprese: via ai nuovi bandi

La Regione Marche mette in campo una nuova programmazione di risorse per sostenere il settore agricolo, forestale e zootecnico. Sono oltre 84 milioni di euro il valore dei nuovi bandi che verranno attivati nell’ambito della riprogrammazione del Complemento di sviluppo rurale (Csr), all’interno di un Piano strategico integrato dedicato alla competitività rurale, alla forestazione, alla zootecnia e alla liquidità delle imprese. La manovra complessiva riguarda risorse per 209,88 milioni di euro e prevede interventi su diversi fronti: un terzo pacchetto dedicato ai giovani agricoltori da 7 milioni di euro, 20 milioni per l’ammodernamento delle aziende agricole, 13 milioni per il potenziamento degli impianti irrigui, oltre 2,4 milioni per la filiera forestale, 20 milioni per montagna e benessere animale e più di 4 milioni di euro per sostenere la liquidità delle imprese. La manovra è stata presentata a Palazzo Raffaello dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e dal vicepresidente Enrico Rossi, assessore con deleghe ad Agricoltura, Sviluppo rurale e zootecnia. Nel dettaglio, la programmazione comprende circa 41,3 milioni di euro destinati alle graduatorie dei bandi 2025 per interventi strutturali e di diversificazione, oltre 7,7 milioni di euro per integrare le risorse già disponibili e consentire lo scorrimento delle graduatorie fino al finanziamento di tutte le domande ammissibili. A queste si aggiungono oltre 76,5 milioni di euro per la conferma degli interventi legati al Sistema integrato di gestione e controllo (Sigc) dell’Unione europea, utilizzato per monitorare l’erogazione dei fondi della Politica agricola comune (Pac), e gli oltre 84,2 milioni di euro destinati ai nuovi bandi. Durante la presentazione, il vicepresidente Rossi ha evidenziato anche il risultato raggiunto nell’utilizzo delle precedenti risorse del Piano di sviluppo rurale 2014-2022. Nonostante alcune criticità emerse alla fine del 2025, la Regione Marche ha chiuso il programma tra le prime regioni italiane per capacità di impiego dei fondi. Rossi ha sottolineato il lavoro svolto dalla struttura regionale e dalle organizzazioni di categoria per raggiungere questo obiettivo. Per il periodo 2026-2028, giovani e modernizzazione delle imprese rappresentano due priorità strategiche. L’obiettivo è affiancare alle risorse del Csr anche altri strumenti capaci di offrire garanzie finanziarie agli investimenti e favorire l’ingresso dei giovani nel settore agricolo, attraverso meccanismi in grado di moltiplicare l’effetto degli investimenti. Il presidente Acquaroli ha evidenziato come stia cambiando l’approccio europeo verso l’agricoltura, con una maggiore attenzione alla necessità di costruire un modello che sia allo stesso tempo custode del territorio e competitivo dal punto di vista economico. Secondo Acquaroli, la redditività delle imprese agricole è un elemento fondamentale per rendere il settore nuovamente attrattivo, soprattutto per le nuove generazioni. Nonostante un contesto internazionale complesso, l’agricoltura italiana continua a crescere sul fronte dell’export e anche quella marchigiana sta registrando risultati positivi in alcuni comparti grazie all’aumento del valore aggiunto. La Regione punta ora a rafforzare ulteriormente questa strategia, sostenendo i settori maggiormente in difficoltà, favorendo l’innovazione e creando le condizioni per un’agricoltura marchigiana più forte, capace di trattenere i giovani e valorizzare il territorio. (foto Ansa)

07/07/2026 13:00
Amazon attivo il centro di distribuzione di Jesi: investimento da 180 milioni e 1.000 posti di lavoro

Amazon attivo il centro di distribuzione di Jesi: investimento da 180 milioni e 1.000 posti di lavoro

JESI – È ufficialmente operativo da questa mattina il nuovo centro di distribuzione Amazon di Jesi, il primo nelle Marche e il nono in Italia. Un investimento da 180 milioni di euro che punta a rafforzare la rete logistica dell'azienda nel Centro Italia e che porterà alla creazione di 1.000 posti di lavoro a tempo indeterminato entro i prossimi tre anni. Il nuovo hub ha ricevuto oggi il suo primo prodotto, un set della collezione Lego Botanicals, dando così il via alle attività del sito logistico. La struttura si sviluppa su una superficie di circa 60.000 metri quadrati ed è dotata di oltre 1.000 posti auto, tra cui 54 riservati alle persone con disabilità e 108 predisposti per la ricarica di veicoli elettrici, a testimonianza dell'attenzione dedicata all'accessibilità e alla sostenibilità ambientale. Con l'apertura del centro di Jesi, Amazon consolida la propria presenza nella regione adriatica e punta a migliorare i tempi di consegna ai clienti del Centro Italia, offrendo allo stesso tempo nuove opportunità alle piccole e medie imprese marchigiane che utilizzano la piattaforma per raggiungere il mercato nazionale ed europeo. Il nuovo centro rappresenta anche un'importante opportunità occupazionale. Amazon prevede infatti di assumere 1.000 dipendenti a tempo indeterminato entro i prossimi tre anni, che si aggiungeranno agli oltre 19.000 lavoratori già impiegati stabilmente nelle oltre 60 sedi presenti sul territorio nazionale. All'interno del sito sono presenti oltre 60 differenti profili professionali, che spaziano dagli operatori di magazzino agli specialisti IT, dai tecnici della manutenzione agli addetti alla sicurezza, fino ai professionisti delle risorse umane, della finanza e del procurement. Il centro è stato progettato con particolare attenzione alla sicurezza e all'ergonomia. Le postazioni di lavoro sono studiate per ridurre lo sforzo fisico e i movimenti ripetitivi grazie all'impiego di tecnologie assistive che svolgono le attività più gravose, consentendo agli operatori di concentrarsi sulle mansioni che richiedono competenze e capacità decisionali. «Con l'apertura di Jesi rafforziamo la nostra presenza nelle Marche e nella regione adriatica, un territorio con un tessuto imprenditoriale vivace e una forte vocazione manifatturiera – ha dichiarato Giorgio Busnelli, Country Manager di Amazon.it –. Questo sito ci permetterà di servire più velocemente i clienti del Centro Italia e di offrire alle piccole e medie imprese marchigiane un nuovo punto di accesso verso milioni di clienti in Italia e in Europa». Sulla stessa linea Lorenzo Barbo, amministratore delegato di Amazon Italia Logistica: «Chi entra a Jesi oggi trova un ambiente di lavoro progettato intorno alle persone. Mi entusiasma soprattutto la varietà delle professionalità presenti nel centro e le concrete opportunità di crescita offerte anche a chi inizia senza esperienza». Dal suo arrivo in Italia nel 2010 Amazon ha investito oltre 25 miliardi di euro, di cui 4 miliardi nel solo 2024. L'azienda sottolinea inoltre il proprio impegno sul fronte delle condizioni economiche dei dipendenti. Da gennaio 2026, infatti, la retribuzione lorda mensile di ingresso per i ruoli logistici è pari a 1.914 euro, un importo che l'azienda evidenzia essere superiore dell'8% rispetto al minimo previsto dal CCNL Logistica e Trasporti per il quinto livello e in crescita del 23,5% rispetto al 2020. Con l'apertura del polo di Jesi, Amazon aggiunge così un nuovo tassello al proprio piano di sviluppo in Italia, rafforzando la rete logistica nazionale e creando nuove opportunità occupazionali nelle Marche.

06/07/2026 11:13
Al via i saldi estivi nelle Marche: spesa media 200 euro a famiglia

Al via i saldi estivi nelle Marche: spesa media 200 euro a famiglia

Prendono il via domani, sabato 4 luglio, i saldi estivi 2026 nelle Marche. La stagione delle vendite di fine stagione proseguirà fino al 1° settembre, rappresentando uno dei momenti più attesi da famiglie e operatori del commercio. In un contesto ancora caratterizzato da una certa prudenza nei consumi, i saldi vengono considerati un’occasione importante di sostegno soprattutto per il commercio di prossimità. Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio Marche, la spesa media prevista è di circa 200 euro a famiglia, pari a circa 90 euro pro capite sul territorio regionale. «I saldi continuano a rappresentare uno strumento importante sia per le imprese sia per i consumatori – afferma Giacomo Bramucci, presidente di Confcommercio Marche e di Federazione Moda Italia Confcommercio Marche Centrali –. Oggi il mercato è sempre più competitivo e le promozioni sono presenti tutto l’anno, ma ciò che distingue i negozi fisici è la qualità del servizio, la competenza e il rapporto di fiducia con il cliente, valori che nessuna piattaforma online può sostituire». Le vendite di fine stagione, sottolinea l’associazione, consentono di acquistare prodotti di qualità a prezzi ridotti, favorendo al tempo stesso sostenibilità e durata nel tempo dei capi. Il periodo dei saldi coincide inoltre con la fase di maggiore afflusso turistico nella regione. L’auspicio delle associazioni di categoria è che una quota significativa della spesa di residenti e visitatori venga destinata alle attività commerciali locali, contribuendo alla vitalità economica dei centri urbani, dei borghi e delle località turistiche. Confcommercio ricorda anche le principali regole a tutela dei consumatori: i prodotti in saldo devono indicare prezzo originario, percentuale di sconto e prezzo finale. In base alla Direttiva Omnibus, il prezzo di riferimento deve essere il più basso applicato nei 30 giorni precedenti l’avvio dei saldi. I pagamenti elettronici devono essere accettati, salvo impossibilità tecnica. La prova dei capi e le sostituzioni restano a discrezione del commerciante, mentre per i prodotti difettosi restano valide le tutele previste dal Codice del Consumo, con diritto a riparazione o sostituzione.

03/07/2026 14:00
Confindustria Macerata sceglie il futuro: via libera al percorso di aggregazione regionale

Confindustria Macerata sceglie il futuro: via libera al percorso di aggregazione regionale

L'Assemblea generale di Confindustria Macerata ha approvato a larghissima maggioranza il documento di indirizzo che avvia il percorso verso una rappresentanza più forte, moderna e autorevole delle imprese marchigiane. Una decisione che conferma la volontà degli imprenditori del territorio di essere protagonisti di una nuova fase del sistema confindustriale regionale. La delibera ratifica il percorso già condiviso all'unanimità dal Consiglio di Presidenza e dal Consiglio Generale dell'associazione e rappresenta un passaggio significativo anche dal punto di vista storico. Dopo aver assunto in passato posizioni differenti rispetto ad analoghi progetti di aggregazione, Confindustria Macerata sceglie oggi di sostenere un modello che punta a coniugare identità territoriale, maggiore massa critica, competenze specialistiche e una più incisiva capacità di rappresentanza. Il percorso nasce dall'accordo sottoscritto dalle presidenze di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata, con l'obiettivo di rafforzare il peso delle imprese marchigiane, migliorare i servizi agli associati e valorizzare le peculiarità dei singoli territori all'interno di una visione condivisa. «Macerata sceglie di contribuire alla guida del cambiamento», afferma il presidente Marco Ragni. «Lo fa con senso di responsabilità e insieme agli altri territori che hanno deciso di condividere questo cammino. La complessità del contesto economico richiede organizzazioni più forti, più competenti e capaci di incidere nei luoghi in cui si determinano le condizioni di competitività delle nostre imprese». Nel corso dell'assemblea, Ragni ha illustrato la relazione dal titolo "Il paradosso dell'aggregazione necessaria", soffermandosi sulla necessità di superare logiche di conservazione e affrontare con pragmatismo le sfide future della rappresentanza industriale nelle Marche. «Dobbiamo distinguere tra identità e immobilismo», ha sottolineato. «L'identità di un territorio è un valore da preservare, mentre l'immobilismo rischia di far coincidere ciò che siamo con il modo in cui siamo organizzati oggi». Il voto dell'assemblea evidenzia una forte compattezza del sistema imprenditoriale maceratese e rafforza il mandato a proseguire il percorso di aggregazione attraverso il confronto e una visione condivisa. In un contesto caratterizzato dalle trasformazioni tecnologiche, dall'intelligenza artificiale, dalla transizione energetica e dai nuovi equilibri geopolitici, la qualità della rappresentanza viene considerata un elemento strategico per sostenere la competitività delle imprese e lo sviluppo del territorio. «Il futuro della rappresentanza non può essere costruito limitandosi a difendere gli assetti esistenti», conclude Ragni. «Serve il coraggio di aprire strade nuove, mantenendo saldo il legame con le nostre comunità produttive. L'identità è un patrimonio da custodire. L'immobilismo è un rischio da evitare. I territori non si indeboliscono quando scelgono di costruire insieme il futuro, ma quando smettono di interpretare il cambiamento».

26/06/2026 11:18
La BCC Recanati e Colmurano premia il merito: aperto il bando 2026 per le borse di studio agli studenti

La BCC Recanati e Colmurano premia il merito: aperto il bando 2026 per le borse di studio agli studenti

La Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano rinnova anche per il 2026 il proprio sostegno ai giovani del territorio, confermando il bando per l’assegnazione delle borse di studio riservate ai soci, ai figli dei soci, ai dipendenti e ai figli dei dipendenti che si siano distinti nel percorso scolastico o universitario. L’iniziativa, ormai consolidata, punta a valorizzare il merito e l’impegno nello studio, premiando i risultati raggiunti dagli studenti e rafforzando al tempo stesso il legame mutualistico che unisce la banca alla propria compagine sociale. Un’azione che si inserisce pienamente nei principi statutari dell’istituto, orientati alla crescita culturale e morale dei soci e delle comunità locali. Le borse di studio saranno assegnate in base al titolo di studio conseguito e alla votazione ottenuta. Per gli studenti che hanno completato la scuola secondaria di primo grado sono previsti 100 euro per chi ha ottenuto una votazione pari a 9 e 150 euro per chi ha conseguito il 10 o il 10 e lode. Per i diplomati della scuola secondaria di secondo grado, il contributo sarà di 150 euro con votazioni comprese tra 95 e 100 e di 200 euro in caso di 100 e lode. Per quanto riguarda il percorso universitario, le lauree triennali, magistrali, specialistiche e a ciclo unico conseguite nell’anno accademico 2024-2025 daranno diritto a una borsa di studio di 250 euro per votazioni comprese tra 108 e 110 e di 300 euro per chi ha ottenuto il massimo dei voti con lode. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 agosto 2026 esclusivamente tramite posta elettronica all’indirizzo eventi@recanati.bcc.it, utilizzando il modulo disponibile sul sito della banca o presso le filiali. Alla richiesta dovranno essere allegati un documento di identità in corso di validità e la documentazione attestante il titolo di studio conseguito o una certificazione sostitutiva riportante la votazione e l’anno di conseguimento. Nell’oggetto della mail dovrà essere indicata la dicitura “Borse di studio 2026_Cognome Nome”. L’assegnazione dei contributi avverrà sulla base delle domande pervenute e della documentazione presentata, secondo quanto previsto dal regolamento, a insindacabile giudizio del Consiglio di Amministrazione. Tutte le informazioni, il modulo di domanda e il regolamento completo sono disponibili sul sito della banca.

25/06/2026 17:09
Macerata, affitti in crescita del 19%: il trasferimento in periferia non sempre conviene

Macerata, affitti in crescita del 19%: il trasferimento in periferia non sempre conviene

MACERATA – Il crescente costo delle abitazioni e quello, sempre più pesante, della mobilità stanno cambiando le scelte di famiglie, lavoratori e imprese. Sempre più persone lasciano i centri urbani alla ricerca di affitti più accessibili, ma il risparmio ottenuto sul canone rischia di essere assorbito dalle spese necessarie per raggiungere ogni giorno il posto di lavoro. È quanto emerge da una nuova analisi della CNA che approfondisce il legame tra mercato immobiliare, trasporti e occupazione, evidenziando come la distanza crescente tra luogo di residenza e luogo di lavoro stia generando un nuovo costo fisso per le famiglie e incidendo sulla competitività delle imprese. A Macerata il fenomeno è particolarmente evidente. Tra il 2019 e il 2025 il canone medio di un appartamento di 70 metri quadrati è salito da 520 a 620 euro al mese, registrando un aumento del 19,2%, più che doppio rispetto alla crescita delle retribuzioni nette. Oggi l’affitto assorbe il 35,4% di uno stipendio medio e corrisponde a circa 4,3 mensilità nell’arco di un anno. La conseguenza è che molte famiglie valutano il trasferimento nei comuni limitrofi o nelle aree più periferiche della provincia. Una scelta che, però, non garantisce sempre un reale vantaggio economico. I costi per gli spostamenti quotidiani, tra lavoro, scuola e servizi, possono infatti ridurre sensibilmente il risparmio ottenuto sull’affitto. Secondo le elaborazioni della CNA, una famiglia che decide di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sul canone può arrivare a sostenere oltre 2.000 euro annui aggiuntivi per la mobilità. Ad Ancona, unico capoluogo marchigiano incluso nell’analisi nazionale, i costi degli spostamenti assorbono fino al 75% del beneficio economico derivante da un affitto più basso. «Il dato non può essere trasferito automaticamente a Macerata – spiega la direttrice di CNA Macerata, Lucia Pistelli – ma descrive una dinamica che interessa anche il nostro territorio, caratterizzato da una forte mobilità tra il capoluogo, i centri della provincia, le aree produttive e i comuni dell’entroterra. In molte zone l’automobile rappresenta ancora una necessità, soprattutto dove il trasporto pubblico non riesce a soddisfare pienamente le esigenze di lavoratori e famiglie». Per l’associazione di categoria, il problema non riguarda soltanto il costo della casa, ma l’intero sistema di accessibilità del territorio. «Spostarsi alla ricerca di un’abitazione meno costosa non risolve necessariamente il problema – sottolinea Pistelli –. Una parte consistente del risparmio può essere cancellata dalle spese per carburante, manutenzione del veicolo e dal tempo trascorso ogni giorno sulla strada. Casa, mobilità e lavoro devono essere affrontati attraverso politiche coordinate». L’impatto è particolarmente significativo sul lavoro femminile. La gestione della cura dei figli, degli anziani e della famiglia continua infatti a gravare prevalentemente sulle donne. In assenza di collegamenti efficienti e servizi di supporto adeguati, la necessità di vivere lontano dai principali centri urbani può ridurre ulteriormente le opportunità professionali. «Quando lavorare lontano da casa comporta costi e tempi di spostamento troppo elevati e mancano servizi adeguati per la gestione familiare – evidenzia la direttrice della CNA – sono spesso le donne a rinunciare alla mobilità lavorativa. Carriere discontinue e minore mobilità geografica sono aspetti strettamente collegati». Il peso della mobilità si fa sentire anche sulle imprese artigiane. Installatori, elettricisti, termoidraulici, manutentori e serramentisti operano quotidianamente tra cantieri, clienti, fornitori e interventi di assistenza, trasformando il veicolo aziendale in uno strumento essenziale di lavoro. Secondo le stime della CNA, un serramentista percorre mediamente circa 20 mila chilometri all’anno, sostenendo costi superiori a 4.500 euro per veicolo. Per un elettricista la spesa può raggiungere i 5.600 euro, mentre termoidraulici e manutentori arrivano fino a 6.700 euro. Gli installatori di impianti, con percorrenze che possono toccare i 35 mila chilometri annui, affrontano costi vicini agli 8 mila euro per ogni mezzo operativo. «Per molte imprese artigiane il veicolo non è un semplice mezzo di trasporto, ma parte integrante dell’attività produttiva – osserva Pistelli –. Ogni aumento dei costi di gestione si riflette direttamente sulla sostenibilità economica dell’impresa. In una provincia vasta e caratterizzata da un sistema produttivo diffuso come quella di Macerata, questi oneri rischiano di penalizzare attività che garantiscono servizi fondamentali alle comunità». Per la CNA la risposta deve passare da una strategia integrata che affronti contemporaneamente la questione abitativa e quella della mobilità. Tra le priorità indicate figurano l’aumento dell’offerta di alloggi a canone sostenibile, il recupero degli immobili inutilizzati, la rigenerazione urbana e il potenziamento delle infrastrutture e del trasporto pubblico locale. «Non possiamo valutare il prezzo di una casa senza considerare quanto costa raggiungere il luogo di lavoro – conclude Pistelli –. La vera accessibilità di un territorio dipende dalla possibilità di trovare un’abitazione sostenibile, muoversi a costi ragionevoli e contare su servizi adeguati. È una sfida che riguarda la qualità della vita, le pari opportunità, la capacità delle imprese di trovare personale e, più in generale, la competitività e la coesione dell’intera provincia».

20/06/2026 14:52
Bcc di Recanati e Colmurano sul podio: primo posto assoluto tra le "Banche medie" del Gruppo Iccrea

Bcc di Recanati e Colmurano sul podio: primo posto assoluto tra le "Banche medie" del Gruppo Iccrea

La BCC di Recanati e Colmurano si è classificata al 1° posto nella categoria “Banche medie” del Gruppo BCC Iccrea per lo sviluppo dei prodotti e dell’attività commerciale realizzata con BCC Vita, società del Gruppo specializzata in soluzioni assicurative. Il riconoscimento conferma l'impegno della Banca nel contribuire alla crescita del territorio e la sua capacità di accompagnare famiglie, imprese, soci e clienti con servizi sempre più completi. Anche grazie alla collaborazione con BCC Vita, la BCC di Recanati e Colmurano offre alla clientela un’ampia gamma di soluzioni pensate per rispondere alle esigenze di sicurezza, tutela, risparmio e investimento. Il premio è stato consegnato nell’ambito dell’Expo Commerciale, evento dedicato ai referenti commerciali delle BCC del Credito Cooperativo, tenutosi a Pula, in provincia di Cagliari, e organizzato dal Gruppo BCC Iccrea per valorizzare le Banche che hanno raggiunto importanti obiettivi nelle diverse aree di business. Il ruolo della BCC di Recanati e Colmurano quale punto di riferimento per il territorio viene ulteriormente rafforzato da questo riconoscimento, che testimonia il percorso di crescita intrapreso dalla Banca nell’interpretare le esigenze del mercato attuale e valorizza la sinergia costruita con il Gruppo e le sue società. Alla base di questo traguardo vi sono la fiducia della clientela e la qualità della relazione che i collaboratori della Banca hanno saputo consolidare nel tempo.

19/06/2026 15:22
Vertenza Electrolux: c'è lo stop di 50 giorni al piano aziendale. Acquaroli: "Va salvaguardata l'occupazione"

Vertenza Electrolux: c'è lo stop di 50 giorni al piano aziendale. Acquaroli: "Va salvaguardata l'occupazione"

Uno spiraglio si apre sul caso Electrolux, decretato uno stop di 50 giorni al piano aziendale. Si è svolto oggi a Roma, presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), l'atteso tavolo istituzionale dedicato alla vertenza Electrolux. Un incontro strategico che ha visto la partecipazione attiva delle organizzazioni sindacali nazionali, del presidente della regione Marche Francesco Acquaroli e dell'assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli. Nel corso del vertice ministeriale è stata ufficialmente annunciata una tregua di 50 giorni, un lasso di tempo durante il quale l'azienda multinazionale sospenderà temporaneamente il piano di licenziamenti e chiusure precedentemente paventato, impegnandosi a non procedere in via unilaterale all'attuazione delle rigide misure strutturali previste. Questo blocco temporaneo permette l'avvio immediato di una nuova e fitta fase di confronto bilaterale che vedrà cooperare l'azienda, le sigle sindacali, il Governo e le istituzioni locali, con il preciso obiettivo di verificare e mettere sul tavolo possibili soluzioni industriali alternative che possano tutelare appieno i livelli occupazionali e la capacità produttiva dello stabilimento. Il presidente Francesco Acquaroli, nel corso del suo intervento al Ministero ha sottolineato: "Oggi siamo qui con spirito costruttivo, consapevoli della complessità della situazione ma anche della responsabilità che tutti abbiamo nei confronti dei lavoratori, delle loro famiglie e del territorio. La Regione Marche è pronta a fare la propria parte, mettendo a disposizione ogni strumento utile e offrendo il proprio contributo all'interno del tavolo tecnico e istituzionale. Per noi ci sono due principi che non possono essere messi in discussione: la salvaguardia dell'occupazione e la tutela della capacità produttiva e industriale che questo sito rappresenta. Sappiamo che il percorso che ci attende non sarà semplice e che resta ancora molto lavoro da fare. Tuttavia riteniamo importante che si sia aperta una fase di confronto concreta, nella quale tutti i soggetti coinvolti possano contribuire alla ricerca di soluzioni sostenibili e condivise". Il presidente regionale ha poi voluto ribadire la rilevanza strategica dell'azienda, ricordando che "Electrolux rappresenta una realtà che ha avuto e continua ad avere un ruolo significativo sia sotto il profilo occupazionale sia sotto quello della competitività industriale. Per questo è necessario lavorare affinché ogni scelta tenga conto del valore strategico che questo insediamento esprime per il territorio, per la filiera produttiva e per il sistema manifatturiero nazionale. La Regione Marche continuerà a sostenere con determinazione le ragioni dei lavoratori e del territorio, convinta che il confronto debba proseguire con l'obiettivo di individuare soluzioni capaci di garantire prospettive industriali e occupazionali solide e durature".  

15/06/2026 18:30
Caro affitti a Macerata, Cna lancia l'allarme: "Dal 2019 i canoni crescono il doppio degli stipendi"

Caro affitti a Macerata, Cna lancia l'allarme: "Dal 2019 i canoni crescono il doppio degli stipendi"

Dal 2019 al 2025 a Macerata i canoni di locazione sono cresciuti più del doppio rispetto alle retribuzioni. Per un appartamento standard da 70 metri quadrati, l’affitto medio è passato da 520 a 620 euro al mese, con un aumento del 19,2%, mentre nello stesso periodo lo stipendio netto medio è cresciuto appena dell’8%. Oggi l’affitto assorbe il 35,4% di una retribuzione media mensile e, su base annua, equivale a ben 4,3 mensilità. È quanto emerge dall’elaborazione Cna Macerata sui dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette. Il dato di Macerata è meno critico rispetto a quello delle grandi città italiane, ma conferma anche nel nostro territorio una tendenza preoccupante in cui gli affitti crescono più rapidamente dei redditi e pesano sempre di più su famiglie, giovani e lavoratori, con ricadute dirette sulla competitività delle imprese. Nel confronto regionale, Macerata presenta un aumento dei canoni inferiore ad Ancona, dove gli affitti sono cresciuti del 27,6% passando da 580 a 740 euro, e leggermente sotto Pesaro, che registra un incremento del 19,6% da 560 a 670 euro. Valori molto vicini si registrano ad Ascoli Piceno, con un aumento del 19% da 500 a 595 euro, mentre Fermo si attesta al 18,4% da 490 a 580 euro. Anche l’incidenza dell’affitto sullo stipendio colloca Macerata in una fascia intermedia tra i capoluoghi marchigiani. Ad Ancona il canone pesa per il 37% dello stipendio netto medio, a Pesaro per il 36,2%, a Macerata per il 35,4%, ad Ascoli Piceno per il 34,6% e a Fermo per il 34,1%. La fotografia è quella di una regione in cui il problema è meno esplosivo rispetto ai grandi poli universitari, turistici e produttivi italiani, ma è già evidente. Per Macerata il tema assume un rilievo specifico perché riguarda una città che deve continuare a essere attrattiva per studenti, lavoratori e professionalità necessarie al sistema delle imprese. Il confronto con altre città universitarie e produttive mostra quanto il profilo urbano possa incidere sulla dinamica degli affitti. In realtà più grandi e sottoposte a una pressione abitativa più forte, come Bologna, Padova e Bari, l’incidenza del canone sullo stipendio raggiunge rispettivamente il 57,9%, il 54,5% e il 46,5%. Macerata resta su valori più contenuti, vicini a quelli di Trento, dove l’incidenza è pari al 35%, ma conferma una tendenza da monitorare. Nei territori in cui università, lavoro e sistema produttivo convivono, la disponibilità di alloggi accessibili diventa un fattore decisivo di attrattività. "Il dato di Macerata va letto con attenzione – afferma la direttrice di Cna Macerata Lucia Pistelli – perché racconta una dinamica che riguarda direttamente il futuro del nostro territorio. Il caro affitti non è più soltanto un tema abitativo o sociale, ma incide anche sulla capacità del territorio di restare attrattivo per studenti, lavoratori e nuove professionalità". Per CNA Macerata questa dinamica riguarda da vicino anche le imprese, perché la disponibilità di alloggi accessibili è sempre più legata alla possibilità di reperire personale qualificato e trattenere competenze. "Le micro e piccole imprese hanno bisogno di lavoratori, professionalità e continuità – prosegue Pistelli – ma casa, lavoro e sviluppo locale sono elementi collegati. Se per un giovane, uno studente, un lavoratore o una famiglia diventa difficile sostenere un affitto, anche il sistema produttivo ne risente, perché si riduce la mobilità professionale e si indebolisce la capacità del territorio di crescere". Secondo CNA Macerata, servono politiche strutturali per aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, favorire il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato e incentivare la rigenerazione urbana. Un tema che riguarda anche le città di medie dimensioni e le aree interne, dove la qualità dell’abitare può diventare una leva decisiva per contrastare lo spopolamento, sostenere il lavoro e rafforzare il tessuto produttivo. "Il tema dell’abitare – conclude Pistelli – rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale. Anche nelle Marche e nella provincia di Macerata è necessario intervenire per tempo. Un Piano casa efficace e adeguati incentivi alla riqualificazione immobiliare possono aumentare l’offerta di alloggi sostenibili, recuperare immobili oggi inutilizzati, favorire la rigenerazione urbana e costruire un equilibrio più solido tra sviluppo economico e sostenibilità sociale. È una sfida che riguarda famiglie, giovani, studenti, lavoratori e imprese".

09/06/2026 10:10
San Severino, il Gruppo Teloni cresce del 35% e avvia una maxi campagna di assunzioni

San Severino, il Gruppo Teloni cresce del 35% e avvia una maxi campagna di assunzioni

Una crescita del 35% nei primi quattro mesi del 2026 e una nuova campagna di reclutamento su scala nazionale. Il Gruppo Teloni, realtà nata tra Marche e Umbria e oggi punto di riferimento nel turismo esperienziale italiano, continua a consolidare il proprio percorso di sviluppo puntando su innovazione, personalizzazione e valorizzazione del territorio. L'azienda, che ha mosso i primi passi proponendo l'affitto settimanale di ville con piscina e dimore storiche a una clientela internazionale, si è progressivamente trasformata in un modello di business capace di operare su tutto il territorio nazionale. Una crescita che negli ultimi anni ha portato il gruppo a distinguersi nel settore turistico come una delle realtà più dinamiche del panorama italiano. I numeri confermano il trend positivo. Nel primo quadrimestre del 2026 il Gruppo Teloni ha registrato un incremento del 35% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, grazie soprattutto all'espansione del comparto degli eventi aziendali e del settore wedding. Sempre più imprese scelgono infatti esperienze personalizzate per attività di team building, incentive e presentazioni di prodotto, mentre matrimoni ed eventi privati continuano ad attirare clienti provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Nord Europa e dalla stessa Italia, affascinati dalle dimore storiche e dalle location esclusive del Bel Paese. Un risultato particolarmente significativo in un contesto internazionale nel quale il comparto turistico continua a confrontarsi con numerose incertezze e cambiamenti di mercato. Per sostenere questa fase di espansione, il gruppo ha deciso di investire sulle persone, avviando una campagna di selezione destinata a rafforzare la propria presenza sull'intero territorio nazionale, con particolare attenzione al Centro Italia. Al centro del progetto ci sono gli Experience Manager, figure professionali che rappresentano uno degli elementi distintivi del modello Teloni. Si tratta di professionisti in grado di conoscere a fondo il territorio, ascoltare le esigenze dei clienti e costruire esperienze su misura, trasformando ogni soggiorno, evento aziendale o matrimonio in un progetto unico. Le opportunità sono rivolte sia a giovani che desiderano intraprendere un percorso professionale nel turismo, sia a operatori già esperti del settore, come ex agenti di viaggio, organizzatori di eventi e professionisti dell'accoglienza interessati a valorizzare le proprie competenze all'interno di una realtà strutturata e in forte crescita. Tra le caratteristiche richieste figurano curiosità, spirito di iniziativa, passione per i viaggi e soprattutto una profonda conoscenza del proprio territorio e delle sue peculiarità culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche. A supporto dell'attività degli Experience Manager opera l'Osservatorio Teloni, un centro interno di analisi che monitora costantemente l'evoluzione dei mercati turistici nazionali e internazionali. Secondo l'ultimo report elaborato dal gruppo, emergono segnali particolarmente interessanti, come la forte crescita dei flussi provenienti dal Giappone (+34,6%) e il consolidamento del mercato statunitense. Parallelamente aumenta l'interesse verso destinazioni italiane meno tradizionali, con incrementi significativi delle ricerche online per località come Costa Rei, Cosenza e il Gargano. «In Teloni la tecnologia incontra l'uomo – spiega il fondatore Sandro Teloni –. Il nostro Osservatorio individua i trend e analizza i dati, mentre gli Experience Manager trasformano queste informazioni in esperienze autentiche e personalizzate sul territorio». Una filosofia condivisa anche dal general manager Alessandro Teloni, che sottolinea come il capitale umano rappresenti il principale fattore di crescita dell'azienda. «Siamo partiti da un progetto locale e oggi operiamo su scala nazionale. Il nostro successo è costruito sulle persone e sulla loro capacità di valorizzare i territori. Per questo continuiamo a investire negli Experience Manager e ad aprire le porte sia ai giovani che desiderano costruire il proprio futuro nel turismo, sia ai professionisti che vogliono mettere a frutto la loro esperienza in un contesto innovativo e dinamico».

05/06/2026 11:25
"Giugno fiscale da incubo, oltre 90 scadenze per famiglie e imprese"

"Giugno fiscale da incubo, oltre 90 scadenze per famiglie e imprese"

Il calendario fiscale del 2026 si apre con un mese di giugno particolarmente impegnativo per contribuenti, professionisti e imprese. Secondo le indicazioni diffuse dall’Agenzia delle Entrate, nelle prossime settimane saranno oltre novanta gli appuntamenti tributari da rispettare, senza considerare ulteriori adempimenti come Imu, modello 730 e definizioni agevolate. Una situazione che, secondo Giuseppe Tosoni, presidente dell’associazione Tutela Impresa con sede a Civitanova Marche, "rischia di mettere ulteriormente sotto pressione famiglie, lavoratori autonomi e aziende". “Nonostante le consuete promesse politiche ed elettorali – sottolinea Tosoni – ci troviamo ancora una volta di fronte a un sistema caratterizzato da un numero eccessivo di scadenze, spesso difficili da sostenere anche sotto il profilo finanziario”. Tra gli appuntamenti più rilevanti del mese figurano i versamenti periodici IVA, le ritenute fiscali operate dai sostituti d’imposta e i contributi previdenziali. Particolare attenzione dovrà inoltre essere riservata agli obblighi collegati alle dichiarazioni fiscali e ai pagamenti rateizzati derivanti dalle precedenti sanatorie. Uno dei temi più delicati riguarda la gestione delle rate della cosiddetta “rottamazione” delle cartelle. "Per alcuni contribuenti saranno previsti pochi giorni di tolleranza in caso di pagamento effettuato oltre la scadenza prevista, ma il mancato rispetto dei termini potrebbe comportare la perdita dei benefici concessi dalla definizione agevolata". Proprio su questo aspetto, l’associazione Tutela Impresa torna a chiedere nuovi strumenti di definizione agevolata dei debiti fiscali, includendo eventualmente anche annualità più recenti, al fine di consentire a imprese e cittadini di regolarizzare la propria posizione senza aggravare ulteriormente le difficoltà economiche. L’associazione invita quindi i contribuenti a programmare con largo anticipo pagamenti e adempimenti, così da evitare sanzioni, interessi e ulteriori problematiche amministrative. Giugno sarà inoltre un mese cruciale per le partite IVA e per le aziende chiamate a monitorare con precisione i termini relativi ai versamenti delle imposte dirette e degli acconti fiscali. Sul fronte normativo, prosegue intanto il processo di digitalizzazione del sistema tributario italiano. L’amministrazione finanziaria punta sempre più su controlli automatizzati, interoperabilità delle banche dati e strumenti digitali finalizzati a semplificare i rapporti con i contribuenti e a rendere più efficiente il sistema di riscossione. Secondo gli esperti, il 2026 rappresenta un anno di transizione per il fisco italiano, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza del sistema e contrastare l’evasione fiscale. Nel frattempo, però, giugno si conferma uno dei mesi più complessi dell’intero calendario tributario. "L’associazione Tutela Impresa resta a disposizione di cittadini e imprese per fornire chiarimenti e assistenza sugli adempimenti fiscali previsti nelle prossime settimane".

28/05/2026 17:00
Tod’s, lascia il Ceo John Galantic dopo meno di due anni

Tod’s, lascia il Ceo John Galantic dopo meno di due anni

Il gruppo Tod’s registra un cambio ai vertici. L’amministratore delegato John Galantic ha lasciato l’incarico dopo meno di due anni dalla nomina. La notizia è stata riportata dall’agenzia Bloomberg e confermata da una fonte interna all’azienda. Galantic, che aveva assunto la carica nel settembre 2024, ha lasciato il gruppo alla fine di aprile, adducendo motivi personali. Al momento, Tod’s non ha ancora nominato un successore. Prima di approdare alla guida della casa di moda italiana, il manager statunitense ha lavorato per circa 16 anni in Chanel, dove ha ricoperto diversi incarichi di rilievo, tra cui quello di responsabile per il mercato degli Stati Uniti. La sua nomina era avvenuta in una fase delicata per il gruppo guidato dalla famiglia Della Valle, dopo il processo di delisting dalla Borsa italiana. Tod’s, noto a livello internazionale per i suoi mocassini e per la produzione di lusso “Made in Italy”, è oggi controllato per circa il 54% dalla famiglia Della Valle, mentre il 36% del capitale è detenuto da L Catterton, uno dei principali fondi globali di private equity nel settore dei beni di consumo, nato dalla fusione tra Catterton e L Capital, quest’ultimo legato al gruppo LVMH e alla famiglia Arnault. Il gruppo, dunque, si trova ora ad affrontare una nuova fase di transizione in attesa della nomina del prossimo amministratore delegato.

27/05/2026 13:15
Confindustria Macerata, incontro con le nuove associate: “Rafforzare la rete imprenditoriale

Confindustria Macerata, incontro con le nuove associate: “Rafforzare la rete imprenditoriale

Si è tenuto presso la sede di Confindustria Macerata il “Welcome Day”, l’evento dedicato all’accoglienza delle nuove aziende associate. Un appuntamento pensato per favorire la conoscenza reciproca tra imprenditori e rafforzare il legame con l’Associazione, nel segno della condivisione di valori, visione e progettualità comune. Ad aprire i lavori sono stati i saluti del presidente Marco Ragni, seguiti dall’introduzione del direttore Gianni Niccolò. Sono poi intervenuti Federico Maccari, presidente della Piccola Industria, e il vicepresidente Bruno Tanoni. Momento centrale dell’iniziativa è stata la presentazione dei nuovi associati, a testimonianza della vitalità imprenditoriale del territorio e della continua crescita del sistema produttivo locale. Nel corso dell’evento, i responsabili delle aree Finanza Agevolata, Ambiente e Sostenibilità, Persone e Lavoro, Internazionalizzazione, Appalti e Governo del Territorio di Confindustria Macerata hanno illustrato i servizi e le opportunità messi a disposizione delle imprese, evidenziando l’importanza di un approccio integrato e collaborativo. Il Welcome Day ha rappresentato un’occasione significativa per ribadire il valore dell’adesione all’Associazione, intesa come una comunità di imprese unita da principi condivisi e orientata allo sviluppo, all’innovazione e alla crescita del territorio.   A conclusione dell’incontro, un aperitivo di benvenuto ha favorito ulteriori momenti di networking e confronto tra i partecipanti, rafforzando le relazioni tra le aziende associate.

27/05/2026 12:24
Vertenza Electrolux, Acquaroli boccia il piano al Ministero: "Chiusura inaccettabile"

Vertenza Electrolux, Acquaroli boccia il piano al Ministero: "Chiusura inaccettabile"

Rifiuto netto del Piano industriale presentato dalla Electrolux, il quale prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento di 170 dipendenti. Questo è quanto è stato ribadito con forza da parte delle istituzioni regionali nel pomeriggio a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al tavolo nazionale dedicato alla crisi del gruppo svedese dell'elettrodomestico, convocato d'urgenza per affrontare i dettagli del piano industriale avanzato dal management aziendale. Sulla delicata vertenza che sta scuotendo l'entroterra anconetano è intervenuto direttamente il governatore delle Marche. "Per quanto ci riguarda questo piano industriale è irricevibile e inaccettabile", ha dichiarato con fermezza il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. "Al tavolo del Mimit abbiamo chiesto con forza il ritiro del piano presentato dall’azienda, che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento di 170 lavoratori. Le difficoltà che il comparto manifatturiero europeo sta attraversando, dai costi energetici alla logistica fino alle tensioni internazionali, sono criticità reali. Ma una crisi di sistema deve essere affrontata in modo strutturato e condiviso, non scaricando sui territori e sui lavoratori il peso di queste dinamiche".  L’incontro ministeriale si è svolto alla presenza del ministro Adolfo Urso e del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Al tavolo del confronto hanno partecipato, oltre al presidente Acquaroli, l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli, la sindaca di Fabriano Daniela Ghergo, le segreterie e le rappresentanze sindacali, i rappresentanti istituzionali e territoriali coinvolti nella vertenza, e i vertici della proprietà aziendale. Al vertice hanno preso parte anche il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava e il sottosegretario al Mimit Fausta Bergamotto. Nel corso del teso confronto è stata espressa la massima preoccupazione per un piano industriale che rischia di compromettere definitivamente il futuro produttivo e occupazionale del sito marchigiano, con pesanti ripercussioni sociali ed economiche per i lavoratori, le loro famiglie e l’intero tessuto economico e manifatturiero del Fabrianese. La Regione Marche, d'intesa con gli enti locali e le organizzazioni sindacali, ha ribadito con fermezza la richiesta di un immediato ritiro del piano aziendale e l’apertura di un confronto concreto per individuare soluzioni alternative in grado di salvaguardare la continuità produttiva e occupazionale della fabbrica. "Non si può pensare di risolvere una fase complessa attraverso lo smantellamento di un presidio produttivo come quello di Cerreto d'Esi", ha proseguito Acquaroli nel suo duro intervento, "che rappresenta oltre cinquant’anni di storia industriale, professionalità, competenze e un contributo concreto alla competitività dell’azienda e dell’intero settore dell’elettrodomestico. Parliamo di 170 lavoratori, di famiglie e di un territorio che non può essere considerato una semplice variabile di bilancio". Il presidente marchigiano ha poi ricordato il valore storico e strategico dell'area industriale coinvolta: "Abbiamo rappresentato al Ministero, insieme alle altre Regioni, ai sindacati, ai rappresentanti istituzionali e ai lavoratori, le istanze di un distretto che è stato uno dei luoghi simbolo della nascita e dello sviluppo dell’industria dell’elettrodomestico, patrimonio di orgoglio per le Marche, per l’Italia e per l’Europa. Noi riteniamo che le difficoltà si affrontino diversamente: con la sinergia, la concertazione, il dialogo, mettendo a sistema tutte le informazioni e costruendo soluzioni sostenibili e competitive per il territorio, per il Paese e per il sistema industriale europeo". Il messaggio finale spedito ai vertici di Electrolux punta a riaprire la trattativa su basi totalmente diverse: "Per questo chiediamo all’azienda un’assunzione di responsabilità: il ritiro del piano e l’avvio immediato di una fase di confronto reale con istituzioni, sindacati e territori. La chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi e il licenziamento dei lavoratori non rappresentano un piano industriale né una riorganizzazione aziendale, ma l'inizio di un percorso che non intendiamo neppure lontanamente prendere in considerazione". Durante il tavolo romano è stata inoltre evidenziata la necessità di un impegno congiunto e condiviso tra Governo, Regione, enti locali e parti sociali per affrontare una crisi che non riguarda soltanto un singolo stabilimento, ma investe un’intera comunità produttiva e un territorio con una consolidata tradizione industriale. La Regione Marche, le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali hanno confermato al termine dell'incontro la massima determinazione nel sostenere le lavoratrici e i lavoratori e nel promuovere ogni iniziativa utile a scongiurare la chiusura definitiva del sito di Cerreto d’Esi.

25/05/2026 19:00
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