Economia

Marche, 33.746 imprese femminili: quasi un’azienda su quattro è guidata da donne

Marche, 33.746 imprese femminili: quasi un’azienda su quattro è guidata da donne

Nelle Marche sono 33.746 le imprese femminili registrate al 31 dicembre 2025, dato sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente (-0,2%). Il tasso di femminilizzazione regionale è del 23,2%, superiore alla media nazionale del 22,3%: quasi un'impresa su quattro è guidata da donne. Lo rileva la Camera di Commercio delle Marche, che ha anche pubblicato il bando "Impronta d'Impresa Marche 2025", giunto alla terza edizione. Il bando - promosso dal Comitato per l'imprenditoria femminile - premia imprese guidate da donne che hanno introdotto innovazioni nei campi del turismo, del Made in Italy, della sostenibilità e della digitalizzazione. Il budget è di 40.000 euro. Le domande presentate sono state 106, di cui 59 ammesse nelle quattro categorie previste. Le candidature provengono soprattutto dalle province di Ancona e Pesaro Urbino. Nelle tre edizioni complessivamente saranno premiate 54 imprese, per un totale di 126.000 euro. "Le donne imprenditrici dimostrano dinamismo e capacità di innovazione anche in una fase di trasformazione del tessuto produttivo", dice il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. "Il bando 'Impronta d’Impresa' vuole valorizzare quelle imprenditrici che stanno innovando il modo di fare impresa nelle Marche, creando valore per il territorio e per la comunità. Le candidature ricevute dimostrano quanta creatività, competenza e visione strategica siano presenti nelle imprese femminili marchigiane, soprattutto nei campi della sostenibilità, della digitalizzazione e della valorizzazione del Made in Italy", evidenzia Federica Capriotti, presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio delle Marche.

06/03/2026 17:30
Tasse, Tutela Impresa al fianco di Vince Civitanova: "Il Comune aderisca alla sanatoria, atto di giustizia fiscale"

Tasse, Tutela Impresa al fianco di Vince Civitanova: "Il Comune aderisca alla sanatoria, atto di giustizia fiscale"

Un fronte comune per alleggerire la pressione fiscale su famiglie e piccole imprese civitanovesi. L’Associazione Nazionale "Tutela Impresa", presieduta da Giuseppe Tosoni, ha espresso pieno sostegno alla proposta lanciata dalla lista civica Vince Civitanova, guidata da Fausto Troiani. L’obiettivo è chiaro: spingere l’Amministrazione Comunale ad aderire alla "Rottamazione Quinquies", la nuova sanatoria che permette di regolarizzare i debiti tributari eliminando il peso di sanzioni e interessi. Secondo l’analisi di "Tutela Impresa", il tessuto economico locale sta soffrendo per carichi fiscali diventati insostenibili non tanto per il debito originario, quanto per le somme accessorie: interessi di mora, aggio di riscossione e sanzioni che, negli anni, gonfiano a dismisura le cifre dovute. La rottamazione quinquies rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per chi ha pendenze affidate alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Se il Comune decidesse di predisporre un proprio piano di adesione, i cittadini potrebbero estinguere i debiti legati a IMU, TARI e multe stradali versando esclusivamente la quota capitale e le spese di notifica. Non si tratta solo di una misura a favore dei contribuenti. Giuseppe Tosoni e il segretario zonale dell’associazione, Gianluca Vitali, sottolineano come l’operazione sia vantaggiosa anche per le casse comunali. "L'attivazione della rottamazione — spiegano i rappresentanti di Tutela Impresa — consentirebbe all'ente pubblico di incassare risorse che oggi risultano difficilmente esigibili, ripulendo i bilanci dai residui attivi di lungo periodo e riducendo drasticamente il contenzioso legale con i cittadini." In un momento di perdurante incertezza economica, l’Associazione invita formalmente la Giunta a non lasciarsi sfuggire questa opportunità. L’adozione della sanatoria permetterebbe a molti civitanovesi di uscire definitivamente dal regime di insolvenza, rientrando in un percorso di legalità fiscale con costi accessibili. L’invito rivolto ai vertici di Palazzo Sforza è dunque quello di "accogliere l’istanza politica di Vince Civitanova, trasformandola in una delibera concreta a tutela della cittadinanza e del bilancio dell'ente".  

04/03/2026 18:35
Crisi in Medio Oriente e caro energia, Cna Macerata: "Aumenti speculativi, servono misure urgenti"

Crisi in Medio Oriente e caro energia, Cna Macerata: "Aumenti speculativi, servono misure urgenti"

Le recenti tensioni militari tra Stati Uniti, Israele e Iran stanno già innescando turbolenze sui mercati energetici internazionali, con ripercussioni dirette sui prezzi di petrolio, gas ed elettricità. La Cna Macerata esprime forte preoccupazione per una dinamica che rischia di gravare pesantemente sul tessuto delle piccole e medie imprese locali, già penalizzate da costi energetici strutturalmente più alti rispetto alla media europea. Secondo l'associazione di categoria, gli incrementi registrati negli ultimi giorni non sarebbero giustificati da un’effettiva scarsità di risorse, quanto da manovre speculative alimentate dall'incertezza geopolitica. "I mercati stanno reagendo preventivamente ad aspettative e timori - spiega Simone Giglietti, Presidente della Cna Macerata - perché, al momento, non esiste una reale carenza di materia prima". La situazione appare particolarmente critica poiché i rincari energetici si sovrappongono al riallineamento delle accise sul gasolio, entrato in vigore il 1° gennaio 2026. Questa combinazione colpisce duramente il trasporto leggero e la distribuzione urbana, settori privi di meccanismi di rimborso fiscale. Il rischio concreto, segnalato da Giglietti, è un effetto domino sui prezzi finali dei beni di consumo, dai prodotti alimentari a quelli industriali, con una contrazione dei margini per le imprese che stanno ancora recuperando dopo le crisi degli anni passati. Per fronteggiare lo scenario attuale, la Cna Macerata sollecita le istituzioni ad adottare provvedimenti rapidi a tutela della liquidità aziendale. Tra le misure proposte figurano la reintroduzione del credito d’imposta sull’energia, strumento già utilizzato nel 2022, e la sospensione temporanea dell'aumento delle accise sul gasolio. L'associazione chiede inoltre un monitoraggio rigoroso dei mercati per arginare i fenomeni speculativi che alimentano artificialmente i listini. "Non possiamo permettere che l’instabilità internazionale si trasformi in nuovi costi insostenibili per le piccole imprese", conclude Giglietti, ribadendo la necessità di un intervento strutturale per stabilizzare il sistema dei trasporti e della produzione e impedire che i rincari si scarichino interamente sulla filiera e sui consumatori finali.

04/03/2026 16:30
Transizione energetica, Artigiana Elettrika entra nel Gruppo SGR: acquisita la maggioranza delle quote

Transizione energetica, Artigiana Elettrika entra nel Gruppo SGR: acquisita la maggioranza delle quote

Importante novità nel panorama industriale dell’efficienza energetica. Il gruppo Artigiana Elettrika, realtà marchigiana con sedi a Jesi, Staffolo, Cingoli e Pesaro, entra ufficialmente nel perimetro del Gruppo SGR. L'operazione è stata siglata attraverso la controllata SGR Efficienza Energetica, che ha acquisito l’80% delle quote della società, puntando a consolidare una sinergia basata su innovazione e radicamento territoriale. Il Gruppo Artigiana Elettrika, che comprende anche i brand Alltecs, Aplomb ed Efesto, è specializzato nell'impiantistica elettrica e termica e nella progettazione integrata "chiavi in mano". L'integrazione in SGR, storica realtà italiana protagonista nei settori della distribuzione di energia e delle rinnovabili, nasce dalla volontà di unire le competenze tecniche marchigiane con la solidità industriale di un grande player nazionale. L’amministratore delegato di Artigiana Elettrika, Sandro Bonvecchi, ha sottolineato come questo passaggio sia strategico per rafforzare il percorso di crescita della società e sostenere nuovi investimenti, mantenendo però intatti i valori e l'attenzione alle comunità locali. Sulla stessa linea Marco Cardinali, General Manager di SGR Efficienza Energetica, che ha evidenziato come la scelta sia ricaduta su Artigiana Elettrika proprio per l’approccio concreto e l’elevata qualità delle sue maestranze. Nonostante il cambio dell'assetto societario, l’accordo garantisce una forte continuità operativa e la permanenza della governance locale, elementi ritenuti distintivi per affrontare le sfide della sostenibilità e della transizione energetica. L'operazione è stata supportata da un team di esperti: Sirecapital ha operato come advisor assistendo Artigiana Elettrika nella costruzione del piano industriale e negli aspetti negoziali, mentre lo Studio Mastri & Partners ha gestito gli aspetti fiscali e contrattuali per i soci venditori. Il Gruppo SGR si è invece avvalso dei propri team interni legali e di M&A.

03/03/2026 11:01
Nuova classificazione montana, Cna Macerata: “Rivedere i criteri, rischio territori di serie A e B”

Nuova classificazione montana, Cna Macerata: “Rivedere i criteri, rischio territori di serie A e B”

La Cna Macerata esprime forte preoccupazione per l’esclusione di alcuni Comuni del territorio maceratese – tutti ricompresi nel cratere sismico – dalla nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla recente Legge 131/2025. Il presidente Simone Giglietti riconosce il valore dell’impianto normativo, sottolineando come la riforma rappresenti un intervento significativo a sostegno delle aree interne, con strumenti e risorse finalizzati a contrastare lo spopolamento, sostenere lo sviluppo locale e garantire servizi essenziali. Tuttavia, avverte, l’esclusione di alcuni territori rischia di produrre effetti fortemente penalizzanti, aggravando fragilità già evidenti. La normativa potenzia i fondi strutturali destinati allo sviluppo delle zone montane, introduce incentivi per attrarre personale sanitario e scolastico, consente deroghe per il mantenimento dei plessi scolastici e assegna priorità alla copertura digitale nelle aree più isolate. Lo status di Comune montano, inoltre, permette di accedere a risorse fondamentali per la manutenzione del territorio e delle infrastrutture, per il sostegno all’agricoltura e per il rilancio economico post-sisma. Secondo Cna Macerata, perdere tale riconoscimento significa rinunciare a opportunità concrete. Senza le deroghe sui numeri minimi di alunni, ad esempio, alcune scuole potrebbero essere accorpate o chiuse. Anche la sanità territoriale rischierebbe di indebolirsi, venendo meno strumenti utili ad attrarre medici e personale sanitario. L’associazione contesta in particolare i criteri adottati per la classificazione, ritenuti troppo legati a parametri morfologici e soglie quantitative che non riflettono pienamente la complessità dell’Appennino maceratese. Isolamento infrastrutturale, fragilità dei servizi, costi di gestione elevati e persistente spopolamento sono elementi che, secondo CNA, non possono essere valutati esclusivamente attraverso indicatori statistici. Altro timore riguarda il rischio di creare disparità tra territori limitrofi: i Comuni che manterranno lo status di montani potranno beneficiare di incentivi fiscali, contributi e premialità nei bandi, risultando più attrattivi per imprese e residenti, mentre quelli esclusi potrebbero subire un ulteriore svantaggio competitivo. Cna Macerata si unisce all’appello dei sindaci e delle comunità locali affinché vengano rivisti i criteri adottati e si apra un confronto istituzionale più ampio. L’associazione propone l’introduzione di una deroga specifica che consenta l’ammissione tra i Comuni montani dei territori ricompresi nel cratere sismico, anche in assenza dei parametri previsti, riconoscendo le condizioni straordinarie legate alla ricostruzione e al rilancio socio-economico.   “Difendere questi territori – conclude il presidente Giglietti – significa tutelare lavoro, servizi, coesione sociale e futuro delle nostre aree interne”.

28/02/2026 11:15
"Sistema bancario solido, piccole imprese in difficoltà: due Italie a confronto"

"Sistema bancario solido, piccole imprese in difficoltà: due Italie a confronto"

Bilanci da record per i principali istituti di credito italiani e una pronuncia europea destinata a incidere sul rapporto tra banche e clienti. È questo il quadro delineato da Giuseppe Tosoni, presidente dell'associazione Tutela Impresa, che evidenzia le profonde differenze tra l’andamento del sistema bancario e quello del tessuto produttivo italiano. I numeri confermano la solidità del settore. Intesa Sanpaolo, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Bper Banca, Banco BPM e Credem hanno chiuso il 2025 con utili complessivi pari a 27,74 miliardi di euro, in crescita del 16,2% rispetto ai 23,86 miliardi dell’anno precedente. Nel dettaglio, i primi cinque gruppi hanno registrato utili record per oltre 27,8 miliardi (+10,6% sul 2024), con un Roe del 14,7%. La flessione del margine di interesse (-5,1%) è stata compensata dall’aumento delle commissioni (+6%) e delle attività assicurative (+17,1%), che oggi rappresentano circa il 39% dei ricavi, un dato superiore alla media europea. Risultati che hanno sostenuto anche le quotazioni in Borsa, consolidando una redditività ormai strutturale. In questo contesto di rafforzamento patrimoniale, si inserisce anche la sentenza del 12 febbraio 2026 (causa C-471/24) della Corte di giustizia dell'Unione europea. La terza sezione ha chiarito che il diritto europeo non impone alle banche di fornire spiegazioni tecniche approfondite sul metodo di calcolo degli indici di riferimento nei contratti. Gli obblighi informativi gravano principalmente sul soggetto che elabora l’indice, il quale deve rendere accessibili gli elementi essenziali del metodo adottato. Le banche possono limitarsi a rinviare a tali informazioni, senza doverle riprodurre analiticamente nei contratti. Una decisione che, osserva Tosoni, "ridimensiona le pretese di nullità automatica delle clausole sui tassi variabili e rafforza ulteriormente la posizione degli istituti di credito in un quadro normativo già dettagliato". Parallelamente, il mondo delle piccole imprese presenta dinamiche molto diverse. Secondo i dati di Unioncamere e Movimprese, nel 2025 lo stock di imprese artigiane in Italia supera 1,23 milioni, ma nel lungo periodo il comparto ha perso circa 128 mila imprese nell’arco di dieci anni. Il quadro che emerge è quello di un sistema bancario sempre più solido, redditizio e tutelato anche sul piano giuridico, a fronte di un tessuto di piccole imprese che resiste ma si riduce numericamente nel tempo.   «Servono politiche di sostegno e modernizzazione – sottolinea Tosoni – per mantenere competitivo un comparto essenziale per l’economia italiana, evitando che il divario tra finanza e produzione reale continui ad ampliarsi».

20/02/2026 11:00
Dalla Pac al Mercosur, l’allarme dell’ortofrutta marchigiana

Dalla Pac al Mercosur, l’allarme dell’ortofrutta marchigiana

Il comparto ortofrutticolo marchigiano sta attraversando una fase di forte criticità, in linea con il quadro nazionale definito di “transizione violenta” dal presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto all’apertura di Fruit Logistica a Berlino. Una lettura pienamente condivisa da Cia Marche, che evidenzia come anche "a livello regionale il settore sia stretto tra costi crescenti e marginalità sempre più ridotte". Tra le principali criticità emerge lo squilibrio all’interno delle filiere: il valore riconosciuto ai produttori agricoli resta spesso distante dal prezzo finale pagato dai consumatori. Una forbice che da anni caratterizza il settore e che continua a penalizzare gli agricoltori, senza generare reali vantaggi per chi acquista. Sugli scaffali, infatti, i prezzi non diminuiscono, anzi in molti casi aumentano. "La conseguenza è un progressivo deterioramento della sostenibilità economica delle imprese agricole. Quando i prezzi scendono sotto la soglia di remuneratività, diventa antieconomico perfino raccogliere il prodotto, con il rischio concreto di ridurre l’offerta e compromettere la disponibilità di alcune tipologie ortofrutticole nel medio-lungo periodo". In questo contesto, viene giudicata condivisibile l’ipotesi di istituire un Osservatorio europeo sui prezzi, anche se, a livello comunitario, più che nuove norme sembrano necessari controlli più efficaci e interventi stringenti contro la vendita sottocosto. Un altro nodo cruciale riguarda la frammentazione dell’offerta. "Nelle Marche, come nel resto del Paese, il settore è caratterizzato da una forte disgregazione tra produttori", afferma Cia agricoltori. "Questa debolezza strutturale riduce il potere contrattuale delle aziende agricole e rafforza la posizione degli acquirenti. Le aggregazioni tra produttori vengono quindi indicate come passaggio strategico per riequilibrare i rapporti lungo la filiera". Sul piano europeo, Cia-Agricoltori Italiani ha preso parte alle manifestazioni a Bruxelles contro l’ipotesi di un fondo unico per la Politica Agricola Comune e a Strasburgo contro l’accordo Mercosur, ritenuto poco rassicurante sul piano della reciprocità dei controlli. Restano inoltre criticità legate al fenomeno del “sounding”, che consente a prodotti extraeuropei di transitare formalmente attraverso uno Stato membro per aggirare le normative vigenti, senza garantire gli stessi standard qualitativi richiesti ai produttori europei. "Il quadro marchigiano riflette dunque una pressione crescente sulle imprese agricole, molte delle quali si trovano a dover eliminare merce di elevata qualità perché non collocabile sul mercato a prezzi equi. Quando la competizione si gioca esclusivamente sul costo, a essere penalizzata è la componente più sana ma anche più fragile della filiera: le aziende e le famiglie agricole". "Da qui la necessità di un cambio di prospettiva. La competizione basata unicamente sul prezzo non è più sostenibile: occorre puntare sulla qualità, valorizzarla concretamente e comunicarne i benefici ai consumatori". "In questa strategia assumono un ruolo centrale anche gli accordi trasversali con il settore Horeca. Rafforzare la presenza dell’ortofrutta marchigiana nei canali della ristorazione, dell’ospitalità e della somministrazione significa promuovere un consumo consapevole di prodotti locali e di stagione, sostenere le filiere territoriali e offrire un’alimentazione più sostenibile e di qualità". Una leva che può contribuire a restituire valore economico e prospettiva a un comparto strategico per l’economia regionale.

19/02/2026 16:03
Distretto calzaturiero tra tradizione e AI, Acquaroli: "Un valore da promuovere per il futuro" (FOTO e VIDEO)

Distretto calzaturiero tra tradizione e AI, Acquaroli: "Un valore da promuovere per il futuro" (FOTO e VIDEO)

Nell’ambito della mostra “Scarpe da Amare”, inaugurata lo scorso 7 febbraio negli spazi del Lido Cluana e visitabile fino al 15 febbraio (LEGGI QUI), si è tenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 12 febbraio il convegno “AI e manifattura calzaturiera”. Un appuntamento di grande rilievo, inserito all’interno di un racconto corale che custodisce la memoria ma guarda con decisione al futuro di un distretto produttivo unico al mondo. L’incontro, organizzato da Confindustria Macerata insieme alle sezioni di Ascoli Piceno e Fermo, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese per riflettere sulle sfide che attendono il distretto calzaturiero marchigiano, oggi chiamato a confrontarsi con la trasformazione digitale e l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale. Tra i presenti, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il prefetto di Macerata Giovanni Signer, la senatrice Elena Leonardi, il vicesindaco di Civitanova Marche Claudio Morresi, e i presidenti provinciali di Confindustria Marco Ragni e Simone Ferraioli. Ad aprire i saluti istituzionali è stato il prefetto Giovanni Signer, che ha sottolineato il valore strategico del comparto calzaturiero per l’economia regionale:“Il distretto calzaturiero è una realtà economica che caratterizza le Marche. Sta vivendo difficoltà imposte dalle tensioni internazionali e solo la visione imprenditoriale permetterà di superare questo momento”. Un passaggio anche sull’intelligenza artificiale, vista come strumento di supporto e non di sostituzione: “Non riuscirà a copiare la creatività e l’intelligenza imprenditoriale tipica dei marchigiani”. È quindi intervenuto il presidente Francesco Acquaroli, che ha ribadito l’importanza della manifattura per l’identità e l’economia regionale:“La manifattura è un nostro orgoglio, una potenzialità enorme espressa in tutti i mercati internazionali. È insostituibile dal punto di vista economico ma è anche un valore da promuovere e sostenere per il futuro, insieme alle tecnologie, alla ricerca di materiali sempre più all’avanguardia e all’utilizzo della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale”. Il presidente ha poi ricordato le politiche regionali a sostegno dell’internazionalizzazione e dell’innovazione, sottolineando la capacità delle eccellenze marchigiane di resistere anche in una fase di forte complessità geopolitica. Di grande interesse i contributi del mondo accademico, con gli interventi di Michele Germani, docente di Disegno e Progettazione industriale dell’Università Politecnica delle Marche, e di Marina Paolanti, docente dell’Università di Macerata e co-founder di Moda Metrics. Particolarmente significativo l’intervento di Paolanti, che ha portato all’attenzione della platea l’esperienza maturata a fianco dei brand del lusso nell’applicazione dell’intelligenza artificiale ai processi creativi e produttivi. La docente Unimc ha evidenziato come l’AI possa rappresentare un alleato strategico per le imprese del fashion e della calzatura, soprattutto nella previsione della domanda, nell’analisi dei dati di vendita, nell’ottimizzazione delle collezioni e nella riduzione degli sprechi. Un punto centrale del suo intervento ha riguardato il rapporto tra tecnologia e creatività: “Gli algoritmi devono supportare la creatività umana, non sostituirla. Non basta che siano performanti: devono essere anche affidabili e inseriti all’interno di un framework etico”. In chiusura, la parola è passata alle imprese, con gli interventi di Riccardo Achilli del calzaturificio Marcos Nalini, Valentino Fenni del calzaturificio Dada, ed Enrico Ciccola del calzaturificio Romit. Un confronto concreto sulle criticità del settore, ma anche sulle opportunità offerte dall’innovazione, nella consapevolezza che il futuro del distretto passa dalla capacità di evolversi senza snaturare il proprio DNA artigianale e produttivo. Un dialogo aperto e costruttivo, che ha confermato come il connubio tra tradizione manifatturiera e nuove tecnologie rappresenti una delle sfide decisive per il futuro del sistema calzaturiero marchigiano.

13/02/2026 16:29
Bonus Zes, arrivano le istruzioni Inps: nelle Marche incentivi al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato

Bonus Zes, arrivano le istruzioni Inps: nelle Marche incentivi al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato

Con la circolare 10/2026, l’Inps fornisce finalmente le indicazioni operative per usufruire del bonus per assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025 nei territori Zes, comprendenti Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, a cui si aggiungono Marche e Umbria. Per queste ultime regioni, tuttavia, il beneficio è valido solo per le assunzioni successive al 20 novembre 2025, data di entrata in vigore della legge 171/2025 che ha esteso la Zes. L’incentivo, previsto dall’articolo 24 del Dl 60/2024, consiste in un esonero contributivo del 100% sui contributi previdenziali (escluso il premio Inail), fino a un massimo di 650 euro al mese. Possono beneficiarne i lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi, assunti da aziende private con un massimo di 10 dipendenti al momento dell'assunzione, nelle sedi operative delle regioni indicate. L’esonero ha una durata massima di 24 mesi e non riguarda dirigenti, apprendisti o lavoratori domestici. Per ottenere il bonus, il datore di lavoro deve garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media degli ultimi 12 mesi, calcolato sull’intera organizzazione e non solo sulla singola unità produttiva. La circolare sottolinea inoltre che il beneficio può riguardare anche soggetti già occupati a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro che abbia usufruito parzialmente dello stesso incentivo. Sono richiesti il Durc e il rispetto dei principi contenuti nell’articolo 31 del Dlgs 150/2015. Le domande vanno presentate preventivamente online tramite il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), indicando i dati del lavoratore, il rapporto di lavoro, la retribuzione media mensile, il numero di dipendenti dell’azienda e la sede di lavoro. Dopo i controlli e la verifica dei fondi disponibili, l’Inps autorizza l’accesso all’agevolazione, che sarà riconosciuta nei flussi Uniemens a partire da febbraio 2026. Per recuperare gli arretrati da settembre 2024 a gennaio 2026, si potranno utilizzare i flussi UniEmens di febbraio, marzo e aprile 2026, inserendo i nuovi codici L619-L620 nella sezione “EZES”. L’esonero può essere applicato anche alle assunzioni a tempo indeterminato tramite somministrazione, a condizione che il limite occupazionale e la sede di lavoro facciano riferimento all’utilizzatore.

04/02/2026 16:30
Asse Civitanova-Tolentino contro i 'furbetti' del credito: "Trecento società allo stesso indirizzo"

Asse Civitanova-Tolentino contro i 'furbetti' del credito: "Trecento società allo stesso indirizzo"

Parte dal cuore della provincia di Macerata una battaglia legale che promette di avere risonanza nazionale, mirata a tutelare chi si trova schiacciato da procedure esecutive e pignoramenti avviati dalle cosiddette società di recupero crediti. L’azione, nata dalla collaborazione tra l’associazione Tutela Impresa di Civitanova e la collaboratrice Loredana Bonfigli di Tolentino, ha portato alla presentazione di un esposto dettagliato presso la Guardia di Finanza di Conegliano Veneto. Al centro della segnalazione c'è un'anomalia che ha destato forti sospetti: circa trecento società cessionarie di crediti risultano avere tutte la medesima sede legale a Conegliano Veneto, precisamente in via Vittorio Alfieri 1. Un "condominio" di società che gestiscono migliaia di posizioni debitorie in tutta Italia, ma sulla cui trasparenza si chiede ora di fare luce. Il problema sollevato riguarda la legittimità delle richieste di pagamento. Molti cittadini maceratesi hanno ricevuto atti di precetto o pignoramenti da società che dichiarano di aver acquistato crediti bancari deteriorati (i cosiddetti NPL). Tuttavia, analizzando le carte, emerge spesso che il credito è passato attraverso una giungla di cessioni tra diversi soggetti, senza che venga fornita la prova documentale definitiva della reale titolarità del credito. In sostanza, se la società che batte cassa non dimostra in modo inoppugnabile di avere il diritto di riscuotere quella somma, l'azione esecutiva è nulla. "L’obiettivo della nostra iniziativa - spiegano i promotori - è dimostrare che il debitore ha il diritto di opporsi a procedure che rischiano di portare persino alla perdita dell'abitazione, qualora manchino prove adeguate della legittimazione alla riscossione". L'analisi dei decreti ingiuntivi e degli atti di pignoramento ha rivelato gravi irregolarità procedurali che, se sollevate correttamente davanti a un giudice, possono portare alla sospensione immediata delle richieste avanzate. Questa azione non vuole essere una difesa dell'insolvenza, ma una pretesa di legalità: le procedure esecutive devono seguire regole ferree e trasparenti. La denuncia alle Fiamme Gialle venete rappresenta solo il primo passo di una strategia volta a garantire una protezione reale a famiglie e imprese sottoposte a pressioni considerate illegittime. L'Associazione Tutela Impresa e Loredana Bonfigli restano a disposizione per fornire informazioni gratuite a chiunque si trovi in difficoltà con procedure esecutive sospette.

03/02/2026 12:45
Viviamo Civitanova: "Senza parcheggi e accessibilità il commercio rischia”

Viviamo Civitanova: "Senza parcheggi e accessibilità il commercio rischia”

Civitanova Marche conferma il suo ruolo di principale polo commerciale della provincia di Macerata. I dati ufficiali sulle imprese attive mostrano numeri inequivocabili: la città conta circa 4.500 imprese, di cui 1.150 nel settore commercio, superando anche Macerata, che ne registra circa 3.800 complessive e 856 nel comparto commerciale. A commentare questi numeri è il gruppo Viviamo Civitanova, che sottolinea l’importanza della centralità commerciale della città. “Civitanova non è una città come le altre della provincia – affermano –. La nostra vocazione è chiara: attrazione, consumo e commercio. È questa capacità di attrarre flussi di persone che rende la città strategica, ma anche più esposta a sfide legate all’accessibilità e all’accoglienza”. Secondo Viviamo Civitanova, il bacino reale di utenza della città supera le 100.000 persone, considerando i residenti dei comuni limitrofi e delle aree raggiungibili in 15-25 minuti. “Non siamo solo 42.000 abitanti: ogni giorno Civitanova serve più del doppio della sua popolazione residente”, sottolineano i rappresentanti dell’associazione. Il gruppo evidenzia come la tenuta del commercio cittadino sia legata alla capacità della città di accogliere visitatori. “Chi sceglie Civitanova lo fa perché trova più offerta, più servizi e più vitalità – spiegano –. Ma senza parcheggi adeguati e senza una città pensata per accogliere i flussi sovracomunali, il rischio è che l’utenza si sposti altrove, e la crescita graduale diventi un declino”.   Viviamo Civitanova lancia quindi un chiaro appello all’amministrazione: “Lavorare su accoglienza, accessibilità e parcheggi non è una scelta, ma una necessità se vogliamo continuare a essere il bacino commerciale della provincia. Mettere oggi le basi per politiche concrete significa proteggere il commercio di domani.

02/02/2026 12:33
Zes e agricoltura, Coldiretti illustra le opportunità alle imprese marchigiane

Zes e agricoltura, Coldiretti illustra le opportunità alle imprese marchigiane

La Zona Economica Speciale può incidere anche sul comparto agricolo marchigiano. Per questo Coldiretti Marche ha avviato una serie di incontri informativi sul territorio, rivolti alle imprese, per illustrare contenuti, strumenti e ricadute operative della Zes, con il supporto di tecnici ed esperti del settore.  Una delle tappe si è svolta all’Abbadia di Fiastra, dove Coldiretti Macerata, con il presidente Francesco Fucili e il direttore David Donninelli, ha approfondito temi centrali come lo sportello unico, il credito d’imposta Zes, il piano Industria 4.0, l’iperammortamento e le opportunità legate all’innovazione tecnologica. “In vista dell’apertura dei nuovi bandi – ha spiegato il presidente Fucili – abbiamo voluto avviare questo percorso di incontri insieme ai nostri fiscalisti per far comprendere fino in fondo la portata di uno strumento strategico, capace di sostenere la crescita e la competitività dei territori e rafforzare il ruolo dell’agricoltura come motore di sviluppo economico, occupazionale e ambientale”.  Oltre alle semplificazioni amministrative valide su tutto il territorio marchigiano, le PMI agricole con sede nei Comuni ricadenti nelle aree più svantaggiate – 48 solo nella provincia di Macerata – possono accedere a un credito d’imposta pari al 58,78% per investimenti in macchinari agricoli, tecnologie 4.0, impianti di irrigazione, laboratori di trasformazione, energie rinnovabili ed efficientamento energetico.  Gli esempi concreti illustrati durante l’incontro rendono evidente l’impatto della misura: a fronte di un investimento di 250mila euro per trattore e attrezzature, l’azienda può ottenere un beneficio fiscale di 146.950 euro, riducendo il costo reale a poco più di 103mila euro. Ancora più vantaggioso il caso di un trattore 4.0 interconnesso da 150mila euro, che consente di cumulare il credito Zes con Industria 4.0, arrivando a un recupero complessivo di oltre 118mila euro, pari a quasi il 79% dell’investimento.  “Le imprese agricole – ha sottolineato il direttore Donninelli – avranno la possibilità di programmare gli investimenti con una visione di medio-lungo periodo, ammodernando il settore nel segno dell’innovazione tecnologica, al servizio dell’imprenditore e di una gestione sempre più efficiente”.

30/01/2026 15:44
CBF Balducci vola oltre i 50 milioni e guarda a Oriente: "L'India è la nuova frontiera per il nostro export"

CBF Balducci vola oltre i 50 milioni e guarda a Oriente: "L'India è la nuova frontiera per il nostro export"

Un ponte commerciale tra le colline maceratesi e le metropoli indiane. Il Gruppo CBF Balducci di Montecassiano, punto di riferimento europeo nell’abbigliamento professionale, consolida la sua strategia di espansione globale puntando con decisione sul mercato asiatico. Una scommessa che i numeri premiano: il 2025 si è chiuso con un fatturato di 51,5 milioni di euro, segnando una crescita record del 20% rispetto all'anno precedente. Al centro di questa visione internazionale c'è l'acquisizione, avvenuta nel luglio 2024, del 49,5% di P&P Loyal, azienda di La Spezia (da 20 milioni di fatturato) che controlla una filiera tessile integrata a Chennai e in altre tre città indiane: Sattur, Kovilpatti e Cuddalore. "L'accordo commerciale siglato tra UE e India apre nuove frontiere e rappresenta una straordinaria opportunità sia per l’import che per l’export", spiega Massimiliano Balducci, Ceo di CBF Balducci Group. Secondo l'imprenditore, il nuovo trattato di libero scambio, che porterà i dazi vicino allo zero, garantirà un risparmio consistente e una maggiore competitività per le imprese del territorio che scelgono di internazionalizzarsi. L'operazione, tuttavia, non guarda solo ai profitti ma anche all'etica del lavoro. "Sotto l’aspetto sociale vi sono ancora disuguaglianze da sanare – aggiunge Balducci – e noi abbiamo preteso negli stabilimenti standard di sicurezza per la manodopera in linea con quelli europei. Per chi produce abbigliamento antinfortunistico, era inaccettabile qualsiasi compromesso".   Il futuro del Gruppo è già tracciato: l'India non sarà più solo un centro produttivo, ma un mercato di destinazione dove il know-how italiano sarà fondamentale. "Molto presto il settore tessile indiano richiederà la nostra qualità, così come già accade per la meccanica e la chimica", conclude Balducci, sottolineando come l’eccellenza di Montecassiano sia pronta a rispondere alle sfide di un mondo che cambia velocemente.

28/01/2026 18:50
Borghi terremotati, Federcontribuenti Marche al Governo:"Occorrono atti concreti. Qui c'è potenziale  di crescita"

Borghi terremotati, Federcontribuenti Marche al Governo:"Occorrono atti concreti. Qui c'è potenziale di crescita"

"Il Governo deve occuparsi di quel 96% di territorio che non è ancora una destinazione turistica. È in quelle aree che c’è il vero potenziale di crescita”: parole condivisibili della ministra Santanchè, ma che devono tradursi in atti concreti verso i territori più fragili e dimenticati, come i borghi dell’Italia centrale colpiti dal sisma del 2016 e 2017". E' il commento della Segretaria Regionale Marche di Federcontribuenti, Maria Teresa Nori, alle parole della ministra del turismo in una conferenza stampa al Forum internazionale di Milano soffermandosi sulla bellezza dei borghi storici.  "Visso, Ussita, Castelsant’Angelo e tanti altri piccoli comuni in particolare del maceratese - fa presente Maria Teresa Nori - non sono solo “punti sulla mappa”, ma comunità che resistono ogni giorno alla crisi, alla burocrazia, allo spopolamento. La resilienza di commercianti, operatori economici, presìdi sanitari come le piccole farmacie, è l’anima viva di questi borghi".  Federcontribuenti sottolinea infine "l'ottimo lavoro del Commissario alla Ricostruzione Guido Castelli" ma chiede al Governo "di non dimenticare questo pezzo d’Italia sventrato ma mai arreso. Investire qui non è solo doveroso, è un’occasione di rilancio per un’Italia più equa, coesa e viva".

25/01/2026 15:00
Viviamo Civitanova incontra Confcommercio: “Affitti troppo alti, attività storiche con le spalle al muro”

Viviamo Civitanova incontra Confcommercio: “Affitti troppo alti, attività storiche con le spalle al muro”

Si è svolto nella giornata di venerdì un importante tavolo di confronto tra l’Associazione Viviamo Civitanova APS e Confcommercio Marche, dedicato alle principali criticità che interessano il commercio di vicinato e i centri urbani, con particolare riferimento alla realtà di Civitanova Marche. All’incontro, ospitato presso la sede di Confcommercio Marche, ha partecipato una delegazione dell’Associazione composta dalla presidente Manola Gironacci, dalla vicepresidente Barbara Martinarelli e da Vitaliana Acciarri. Per Confcommercio erano presenti il direttore generale di Confcommercio Marche e Confcommercio Marche Centrali, Massimiliano Polacco, la responsabile dell’Area sindacale, marketing e territorio, Federica Polacco, la responsabile del Servizio credito, Katia Cicola, e il referente sindacale per il settore commercio, Andrea Curtatoni. Il confronto, durato oltre due ore, si è svolto in un clima di ascolto e dialogo approfondito. L’Associazione Viviamo Civitanova ha portato al tavolo le istanze raccolte quotidianamente sul territorio, restituendo un quadro concreto delle difficoltà che oggi affrontano i commercianti locali. Il primo tema affrontato è stato quello della carenza cronica di parcheggi, considerata una delle principali cause di penalizzazione dell’accessibilità ai centri urbani. "È stato ribadito come nessuna misura di sostegno, incentivo o bando possa produrre effetti reali se cittadini e visitatori non hanno la possibilità concreta di raggiungere agevolmente le attività commerciali. Senza accessibilità, ogni politica di rilancio rischia di restare inefficace",spiega l'associazione. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dei canoni di locazione elevati, che colpiscono soprattutto le attività già insediate da anni. Se per le nuove aperture il mercato tende a riequilibrarsi in base alla domanda, per i commercianti storici il problema principale resta la difficoltà di rinegoziare i contratti. "Molti esercenti si trovano “con le spalle al muro”, consapevoli che un cambio di sede comporterebbe costi insostenibili legati al nuovo civico, all’allestimento dei locali e alla perdita dell’avviamento commerciale". L’Associazione ha inoltre sottolineato la necessità di un sostegno mirato alle attività storiche dei centri urbani, vere e proprie sentinelle di identità, vivibilità e qualità urbana. Imprese che hanno resistito nel tempo e che hanno attraversato anche il periodo più critico della pandemia. Proprio durante l’emergenza Covid, molte di queste attività hanno dovuto ricorrere a finanziamenti bancari, spesso garantiti dal Medio Credito, per far fronte ai pagamenti dei fornitori in una fase di totale blocco delle vendite. "Oggi quei mutui, sommati alla riduzione dei consumi, all’aumento dei costi e alla rigidità delle spese fisse, rappresentano un peso enorme sulla gestione quotidiana delle imprese decennali, rendendo urgente l’attivazione di strumenti di sostegno strutturali e specifici", prosegue l'associazione. Il confronto con Confcommercio Marche è stato definito dall’Associazione come reale, costruttivo e approfondito. Le criticità emerse sono state pienamente condivise e riconosciute come centrali, entrando a far parte delle analisi e delle linee di lavoro dell’Associazione di categoria, che ha espresso la volontà di muoversi in maniera coordinata su questi temi. Dall’incontro nasce dunque un percorso comune tra Confcommercio Marche e Viviamo Civitanova Aps, con l’obiettivo di condividere priorità, strategie e azioni da portare sui tavoli istituzionali, a tutela del commercio di vicinato e della vitalità dei centri urbani. L’Associazione Viviamo Civitanova ha infine espresso sincera gratitudine per l’ospitalità e il confronto, ribadendo la convinzione che solo attraverso un lavoro condiviso e coordinato sia possibile costruire risposte efficaci e durature per il commercio locale.

24/01/2026 11:00
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