Economia

Finanza: informazione e analisi vincono la dea bendata

Finanza: informazione e analisi vincono la dea bendata

Utilità del calendario utiliÈ ormai noto, anche ai tanti che non sono addetti ai lavori, che le vicende finanziarie a livello mondiale e, di conseguenza, la vita degli addetti ai lavori, siano essi analisti o investitori, si sviluppano secondo un sistema di informazioni, conoscenze, previsioni e analisi che poco hanno a che fare con la mitica dea bendata, meglio conosciuta come “fortuna”. Se è accertato che per sopravvivere e, ancora meglio, per avere successo nel mondo della finanza occorrono doti di destrezza e capacità decisionale, una certa attitudine al rischio e molta passione, è altrettanto vero che la conoscenza degli strumenti, il tempismo nell’ informazione e l’analisi dei dati fanno la differenza. Nel caso specifico delle attività che si debbano intraprendere in relazione a società quotate in borsa, uno degli strumenti adeguati e consigliabili è il calendario utili. E già il nome stesso, calendario, evoca un senso rassicurante di ordine e precisione, crea un link con la tradizione/convenzione più antica nella storia dell’umanità. Da sempre, infatti, vengono messi a calendario gli impegni personali e/o associativi, aziendali, politici più importanti a breve, medio e lungo termine. Così, nell’ universo dei mercati finanziari, si è radicata la convenzione da parte delle aziende quotate in borsa di pubblicare i propri utili semestrali/trimestrali che hanno un peso significativo nel calcolo previsionale degli investitori. Ci vuole una bussola Le relazioni sugli utili pubblicate dalle aziende sono molto attese, perché influiscono sulle previsioni di mercato che gli analisti devono realizzare e sono, in certa misura, anche un indicatore dello stato dell’economia in generale e del mercato azionario in particolare. Le aziende possono anche fornire dati ulteriori rispetto al reddito netto, sanno, infatti, che molti attendono questi reports per intraprendere la propria strategia di investimento e offrono dati e informazioni per tenere alto il loro interesse. Se, ad esempio, guardiamo il report di Ferrari il primo giorno dopo la scomparsa di Sergio Marchionne,  vediamo che oltre ai risultati del secondo trimestre l’azienda conferma gli obiettivi aziendali fino alla fine del 2018 e fissa l’appuntamento al Capital Markets Day di Maranello il 17 e 18 settembre 2018,  per illustrare i piani in essere per il raggiungimento degli obiettivi di medio termine al 2022.  L’esempio recentissimo di Ferrari è paradigmatico per avere una visione di come gli eventi possano determinare reazioni del titolo e degli investitori. Ci vuole, quindi, una sorta di bussola per navigare nella vasta eterogeneità dei mercati finanziari e il calendario utili è appunto questo strumento che consente di essere aggiornati sugli utili delle aziende e sui principali eventi che potrebbero influenzarne l’andamento. Differenza fra calendario utili e calendario economicoIl calendario utili può essere considerato come un sottoinsieme del calendario economico.  La differenza fra i due sta nel fatto che il calendario economico riporta eventi legati all’economia in generale. Un esempio potrebbe chiarire la differenza in maniera semplice. Si pensi al tasso di disoccupazione. Chiaramente, il tasso di disoccupazione non appare nel calendario utili ma nel calendario economico poiché questo indice viene influenzato dalla situazione economica generale piuttosto che dall’andamento di una singola azienda. In genere il calendario economico elenca giornalmente le informazioni utili per la pianificazione finanziaria su tutti gli indici dei mercati nazionali ed internazionali. Punti chiave del calendario utiliGrazie all’utilizzo di un calendario utili, un investitore ha la possibilità di avere una panoramica sull’andamento economico delle aziende elencate. Vi sono alcuni punti chiave da tenere in considerazione.•    Controllo giornaliero. Il calendario utili rappresenta la situazione giornaliera e dovrebbe essere considerato di giorno in giorno. È anche possibile selezionare alcune aziende che sono rilevanti e focalizzarsi solamente sugli eventi che le riguardano. •    Timing. È opportuno ricordare che molte aziende sono basate in un diverso fuso orario rispetto a quello in cui vi trovate ad operare. Se la vostra intenzione riguarda le strategie di investimento a breve e brevissimo termine, è opportuno tenere in considerazione il timing. Come molti investitori sanno, un buon investimento è estremamente influenzato dal momento in cui si entra o si esce dalla posizione.•    Interpretazione. Oltre a quanto detto, l’interpretazione è sicuramente uno dei fattori più importanti. Per questo motivo, il calendario utili dovrebbe essere utilizzato come uno strumento complementare ad un’analisi dell’azienda. Perché il calendario utili è uno strumento complementare?Per fare un esempio si potrebbe affermare che due aziende con un simile incremento delle vendite potrebbero spingere i rispettivi titoli in borsa in direzioni opposte. Supponiamo che dal calendario utili, l’azienda A e l’azienda B incrementino le vendite del 10% rispetto al trimestre precedente. L’azienda A vede il titolo decollare e l’azienda B vede il suo titolo scendere. Perché?  Una possibile spiegazione potrebbe riguardare la profittabilità delle vendite e questo non viene espresso semplicemente dall’aumento delle vendite, pertanto non può essere dedotto dal calendario utili.Per concludere, utilizzando il calendario utili l’investitore può misurare il polso dell’azienda, valutare la sua forza e il suo potenziale in maniera celere ma superficiale. Per questo motivo è un ottimo strumento complementare ad un’analisi più approfondita.

03/08/2018
UBI Banca, nella regione Marche concessi nel primo semestre 2018 finanziamenti per 380 milioni di euro

UBI Banca, nella regione Marche concessi nel primo semestre 2018 finanziamenti per 380 milioni di euro

Nel primo semestre 2018 UBI Banca nelle Marche ha erogato ai privati 70 milioni di euro di prestiti personali e 61 milioni di euro di mutui per l’acquisto della casa. Sul fronte imprese, sempre nel primo semestre, UBI Banca ha concesso finanziamenti a medio-lungo termine per 118 milioni di euro alle aziende medio piccole, quelle fino a 10 milioni di euro di fatturato, e per 130 milioni di euro a quelle più grandi, cioè con fatturati compresi fra i 10 e i 250 milioni di euro. Globalmente nelle Marche UBI Banca ha erogato, fra privati e imprese, finanziamenti per circa 380 milioni di euro. Positivi, nel primo semestre,  anche i dati di collocamento dei prodotti d’investimento, con oltre 365 milioni di euro di prodotti di risparmio gestito e 320 milioni di risparmio assicurativo. UBI Banca è la prima banca per quote di mercato nella regione Marche con 246 filiali, frutto dell’integrazione di Banca Popolare di Ancona, Banca Marche, Banca Etruria, CariLoreto e CariChieti.   “Il punto di osservazione di UBI Banca, presente in tutta Italia e in particolare nelle aree economicamente più attive del Paese, ci permette di rilevare come i dati di raccolta positivi inseriscano il sistema marchigiano nel più ampio quadro di fiducia dei risparmiatori italiani dopo gli anni di crisi” commenta Nunzio Tartaglia, responsabile della Macro Area Marche e Abruzzo di UBI Banca. “Sul fronte degli impieghi, rileviamo segnali positivi con la riattivazione del circuito delle concessioni creditizie nei confronti dei privati e delle aziende più grandi, mentre per le Pmi siamo ancora in fase di assestamento. Dal punto di vista operativo” conclude Tartaglia “il processo di integrazione delle tre banche acquisite nel 2017 può dirsi sostanzialmente completato".   

03/08/2018
Presentato a Potenza Picena un progetto di ospitalità diffusa

Presentato a Potenza Picena un progetto di ospitalità diffusa

Partecipazione ed entusiasmo per la presentazione del progetto di ospitalità diffusa, organizzata dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con la start-up Expirit – L’Italia Autentica. Affittacamere, B&B e proprietari di immobili del centro storico hanno preso parte alla serata confermando la disponibilità di fare sistema sviluppando sinergie tra operatori, Amministrazione e tessuto produttivo ed associativo della Città. “Prende corpo e sostanza il percorso di sostegno e rilancio del borgo Montesanto, che raccoglie tutte le scelte fin qui intraprese dall’Amministrazione e si arricchisce oggi del supporto professionale di Expirit -  ha affermato Tommaso Ruffini - ma soprattutto della chiara volontà e partecipazione degli operatori e della Città, che si riconosce sempre più in questa difficile ma entusiasmante sfida.” “Fare rete, costruire e promuovere un’offerta turistica capace di attrarre e soddisfare viaggiatori che desiderano riscoprire la cultura e le tradizioni locali sono gli obiettivi del progetto - ha continuato Marco Cocciarini, amministratore di Expirit -. Partiremo da una nuova organizzazione della ricettività, che possa dare e al tempo stesso trarre valore e nuova spinta alla filiera dell’agroalimentare, dell’artigianato e commercio locali”. L’incontro rappresenta un primo step all’interno di un percorso strutturato con altri importanti appuntamenti quali: un incontro rivolto ai proprietari di strutture ricettive interessati alla formazione della rete e del sistema di ricettività e il 22 settembre Workshop in collaborazione con l’UniMc con laboratori per sviluppare iniziative e strategie sulla base di un analisi dei flussi turistici, ad oggi in corso sul territorio, tramite dei questionari distribuiti presso le strutture ricettive della Città.   

03/08/2018
Le migliori app per i tuoi investimenti online

Le migliori app per i tuoi investimenti online

Fino a pochi anni fa, l’'acquisto e la vendita di investimenti azionari richiedevano una telefonata a un agente di cambio o una lunga procedura che richiedeva la tua presenza in banca o nell’ufficio dell’intermediario finanziario.Ad oggi, tutto questo è cambiato grazie alla tecnologia ed è possibile gestire gran parte degli investimenti attraverso il sito web di una banca o di un intermediario detto broker. Tutto questo può essere svolto sia da desktop che da mobile attraverso app di trading azionario. Di seguito riportiamo le recensioni delle migliori applicazioni per gli investimenti azionari.Recensione di RobinhoodRobinhood ha lanciato la sua app mobile prima del suo sito Web e questo ha reso questa app la migliore app di trading azionario. Ecco alcune caratteristiche positive e limitazioni che dovreste conoscere prima di installare Robinhood.•    permette scambi di azioni gratuitamente•    offre monitoraggio delle azioni nel tuo portafoglio e una watchlist.•    non dà accesso a una gamma completa di investimenti come fondi comuni di investimento. Tuttavia supporta le azioni e gli ETF, nonché Bitcoin. Nella recensione di Vestle si noterà la differenza nell’offerta di strumenti.•    semplicità di utilizzo. Per fare trading basta cercare un’azione e inserire il comando. Tutto questo non implica commissioni.L’opzione Gold premium estende le possibilità’ e consente di accedere al trading sui margini e a molte altre funzionalità. Nonostante la scelta limitata rispetto ad altre app che elencheremo, la possibilità di trading gratuito compensa questa lacuna. Recensione di StashStash è un app che potrebbe interessare a molti poiché consente di investire a partire da soli $5 e aiuta a scegliere gli investimenti con un tocco di formazione. Ecco alcune caratteristiche:•    Stash è un'app di trading con un focus sull’apprendimento•    Offre articoli e suggerimenti per aiutarti a migliorare •    Stash categorizza gli investimenti in vati temi come l'innovazione o l'ambiente•    L’app presenta un investment coach integrato Generalmente molto buona per chi è disposto a spendere un po’ di tempo per imparare nozioni interessanti e utili sull’investimento azionario. Recensione di AcornsAnche Acorns si focalizza su un pubblico di principianti. Questa app tuttavia opera in maniera diversa dalle altre e una volta collegata al tuo conto bancario monitora le tue spese regolari per poi arrotondare gli acquisti alla somma intera più vicina, che verrà poi trasferita sul tuo account Acorns. La somma trasferita oppure una somma trasferita manualmente verrà investita.  Acorns crea un portafoglio automaticamente. Questo è basato su investimenti azionari e obbligazionari sulla base di un breve questionario che dovrai completare. Recensione di VestleVestle è un app semplice e intuitiva che permette di investire su una variegata scelta di strumenti finanziaria grazie all’investimento su CFD. L’app ha le seguenti caratteristiche:•    Supporto in lingua italiana 24/7•    Grande varietà di strumenti finanziari•    Possibilità di formazione attraverso materiale didattico, sessioni formative 1-a-1 e guide•    Conto demo con la possibilità di praticare senza nessun rischio fino a 5000 euro•    Una forte storia ventennale derivante dal gruppo iForex La recensione di Vestle non potrebbe che concludersi con un suggerimento. Nonostante le app elencate siano tutte molto buone, ci sentiamo di consigliare Vestle per il supporto in lingua italiana. L’app offre formazione come Stash ma un portafoglio più ampio di Robinhood e Acorns.

02/08/2018
Ricostruzione post sisma: approvate le richieste di Confartigianato per l’innalzamento della soglia SOA

Ricostruzione post sisma: approvate le richieste di Confartigianato per l’innalzamento della soglia SOA

"Esprimiamo grande soddisfazione per l’importante risultato che Confartigianato Imprese è riuscita ad ottenere grazie alla sua perseveranza e grande impregno – afferma il Presidente Provinciale Renzo Leonori. Dopo molte richieste infatti, è stata finalmente apportata una sostanziale modifica alla normativa che disciplina la SOA, ovvero l’innalzamento della soglia oltre alla quale vige l’obbligo di possedere tale attestazione da parte delle imprese che desiderano eseguire lavori privati per la ricostruzione post sisma". "Con l’art.6 della legge n.89 del 24 Luglio 2018 - continua - la soglia, che prima era fissata per i lavori di importo superiore a  150.000 euro, da oggi è stata alzata a 258.000 euro. Nelle Marche l’80% delle imprese del settore costruzioni sono piccole imprese artigiane che danno occupazione al 73% degli addetti e, anche a causa della crisi che ha colpito il settore, è per loro molto difficile e costoso ottenere l’attestazione SOA. L’alzamento della soglia era pertanto un diritto sacrosanto, fortemente richiesto da Confartigianato. Se possiamo dirci soddisfatti per questo miglioramento, dobbiamo però ricordare che persistono altre difficoltà per le imprese che intendono richiedere l’attestato SOA, una su tutte la quantità di documentazione da produrre alla Società di Attestazione per la prima classifica (258.000 euro), che è ancora la stessa della classifica illimitata. Occorre quindi ridurre i costi e semplificare le procedure e la documentazione da produrre, almeno per le prime due classifiche, ovvero per i lavori fino a 516.000 euro. Proponiamo – conclude Leonori - di eliminare l’obbligo di allegare alla domanda le planimetrie autenticate e le fatture di acquisto del materiale in cantiere per i lavori in conto proprio, ripristinare il pieno valore legale del “silenzio assenso” per le verifiche della documentazione inviata ai Comuni per quanto riguarda gli atti amministrativi e abolire la presentazione dei versamenti Inps (DM 10-Uniemens), in quanto ogni verifica di regolarità per gli enti previdenziali è già ampiamente comprovata con il Durc".

31/07/2018
Gerolamo Caccia Dominioni è il nuovo Direttore Generale della Finproject

Gerolamo Caccia Dominioni è il nuovo Direttore Generale della Finproject

Finproject, gruppo industriale italiano leader nella produzione di materiali plastici speciali, annuncia la nomina a Direttore Generale di Gerolamo Caccia Dominioni, che entra a far parte anche del Consiglio di Amministrazione della Società. Contestualmente, Euro Vecchiola, fondatore del Gruppo, è stato nominato Presidente Onorario. Con l’incarico affidato a Caccia Dominioni, Finproject, già presente in Italia, Romania, India, Cina, Vietnam, Messico, Canada, Turchia e Brasile ha l’obiettivo di consolidare e sviluppare il gruppo attraverso una ulteriore fase di internazionalizzazione, in particolare verso i mercati di Asia e Centro America. Il programma preparerà inoltre l’azienda alla quotazione in Borsa Italiana prevista nel 2019. Gerolamo Caccia Dominioni riporterà direttamente a Maurizio Vecchiola, Amministratore Delegato di Finproject. “È un grande piacere avere con noi un professionista come Gerolamo” – afferma Maurizio Vecchiola – “La sua lunga esperienza internazionale lo rende la persona più adatta a ricoprire questo ruolo in un’azienda simbolo del Made in Italy, che intende affrontare sfide importanti e impegnative per ampliare le sue prospettive di crescita”. Gerolamo Caccia Dominioni ha ricoperto il ruolo di Amministratore Delegato del Gruppo Benetton. In precedenza, è stato per 10 anni ai vertici di Warner Music, prima come presidente Sud Europa, poi in qualità di presidente Europa, fino ad assumere la carica di Executive Vice President di Warner Music International. Prima di entrare in Warner Music, ha ricoperto incarichi di responsabilità in Time Warner e Philips Italia. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano, Gerolamo Caccia Dominioni, ha 63 anni, è sposato e ha 3 figli. Finproject è un’impresa verticalmente integrata, presente in 9 Paesi con oltre 1.000 dipendenti in 11 stabilimenti e 2 showroom. L’azienda ha sede nelle Marche, dove opera da più di 50 anni, ed è nota in tutto il mondo per XL EXTRALIGHT®, materiale espanso ultraleggero alla base di prodotti di successo globale come le calzature Crocs e le borse O Bag.  

26/07/2018
Confesercenti Marche e Federagit Marche: "Professionisti vs abusivi, uno, nessuno e centomila"

Confesercenti Marche e Federagit Marche: "Professionisti vs abusivi, uno, nessuno e centomila"

Roberto Borgiani, direttore di Confesercenti Marche, e Carla Rossi, presidente di Federagit Marche E ci risiamo!!!!.......ogni estate è la stessa storia: iniziative turistiche frammentate, tour guidati da non si sa chi, proposte mare-monti al costo di 10/15€ con assaggi di prodotti tipici e personaggi non meglio identificati che si spacciano per accompagnatori e per guide turistiche e che, puntualmente, rastrellano soldi a turisti ignari e tutto con la benedizione di amministrazioni locali e di fondi erogati su misura! Federagit Confesercenti Marche, da anni impegnata nella denuncia dell’abusivismo dilagante nel settore turistico, lancia l’ennesimo allarme verso la crescita esponenziale di un’accoglienza turistica fatta da improvvisatori che, senza nessuna qualifica, inventano intrattenimenti ed iniziative volti a conquistare i singoli turisti che hanno voglia e curiosità di scoprire l’entroterra marchigiano. Pensionati, insegnanti, piccoli ciceroni, neo laureati allo sbaraglio, casalinghe, ma anche avvocati, ingegneri, architetti si cimentano nell’accoglienza turistica togliendo lavoro ai veri professionisti del turismo che subiscono una vera e propria concorrenza sleale con grave danno economico. Nell’era in cui si parla di legalità e di dignità del lavoro, niente sembra fermare questo esercito di abusivi che spunta sempre più numeroso e bulimico pronto ad alimentare la sua voracità con la tracotanza tipica di chi esercita abusivamente sotto l’egida di qualche sponsor dichiarandosi digiuno di qualsiasi regola e norma presenti nel settore turistico. La battaglia verso l’educazione al rispetto del lavoro altrui per un corretto sviluppo turistico locale, si fa sempre più dura per i professionisti del settore, soprattutto quando tali iniziative vedono la partecipazione e il supporto economico di enti e amministrazioni locali che, avendo l’obbligo di legge di tutelare i professionisti in regola che già operano nel territorio, sostengono, al contrario, l’illusoria convinzione che associazioni, cooperative, consorzi e quant’altro possano costruire, nella frammentazione e nell’occasionalità, una granitica economia turistica locale. Federagit Confesercenti Marche ricorda alle istituzioni, agli operatori e ai singoli cittadini che un serio sviluppo turistico si attua solo ed esclusivamente attraverso l’applicazione delle norme che tutelano gli operatori qualificati, certificati e fiscalmente in regola, che hanno le competenze e l’esperienza per poter sviluppare un sistema economico a beneficio di tutti.  

26/07/2018
Imprese Artigiane maceratesi, segno positivo nel terzo trimestre 2018 fra iscrizioni e cessazioni

Imprese Artigiane maceratesi, segno positivo nel terzo trimestre 2018 fra iscrizioni e cessazioni

L’Ufficio Studi di Confartigianato ha condotto un’analisi relativa alla situazione regionale e provinciale del comparto artigiano in riferimento al II° trimestre 2018 che, rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, ha registrato un bilancio positivo tra iscrizioni e cessazioni d’imprese.Nel II trimestre 2018 nella regione Marche infatti, sono state 721 le imprese artigiane iscritte e 672 le cessate non d’ufficio, con un saldo positivo per 49 unità (in peggioramento rispetto al saldo del II trimestre 2017 che era di +119 imprese). In provincia di Macerata, nel corso del II° trimestre 2018, si sono avute 175 nuove iscrizioni e 141 cessazioni, con un totale di 10.608 imprese artigiane registrate al 30 giugno di quest’anno.Nel dettaglio provinciale, Macerata si colloca al secondo posto con +34 imprese in linea al II trimestre 2017, preceduta da Pesaro-Urbino con un saldo di +36 e seguita da Fermo con +9, in attenuazione al confronto con il II trimestre 2017 (+19). Saldo negativo invece per Ascoli Piceno dove si registrano 20 imprese in meno, in peggioramento rispetto al II trimestre 2017 (-14), e Ancona con -10 a fronte del +48 nel II trimestre 2017.Tenendo conto anche cancellazioni ad opera delle Camere di Commercio (ovvero le cancellazione d’ufficio dal Registro delle Imprese di aziende non più operative da almeno tre anni), la variazione delle registrate al 30 giugno 2018, evidenzia una maggiore tenuta della dinamica nella provincia di Macerata con una flessione dello 0,5% (-1,3% al 30 giugno 2017). Seguono Ancona con il -1,0% (era -0,7% al 30 giugno 2017), PesaroUrbino con il -1,3% (-1,2% al 30 giugno 2017), Ascoli Piceno con il -2,3% (-3,1% al 30 giugno 2017) e Fermo con il -3,7% (-3,7% al 30 giugno 2017).Per quanto riguarda i macrosettori, la dinamica è positiva in tutti i settori tranne nei Servizi alle imprese dove si registrano -20 imprese artigiane, in contro tendenza rispetto alla crescita osservata nel II trimestre 2017 (+19). Negli altri settori la crescita più intensa si registra nei Servizi alle persone con +39 imprese, nelle Costruzioni (+24), in attenuazione rispetto al +51 dello stesso periodo dell’anno precedente, e nel Manifatturiero con +10 imprese (era +20 nel II trimestre 2017). In particolare, nella provincia di Macerata l’aumento delle 34 unità è così suddiviso: Costruzioni +25 imprese, Servizi alle persone +7, Manifatturiero +4, Servizi alle imprese -1.“Le difficoltà che stanno attraversando le nostre imprese sono ancora tante e complesse – dichiara il Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Macerata, Renzo Leonori. Arrivano comunque dei piccoli segnali positivi almeno dalla nostra provincia, con dati moderatamente incoraggianti come ad esempio quelli relativi al comparto delle Costruzioni che, se nel I° trimestre di quest’anno ha registrato un calo di -96 imprese, ad oggi invece è in lieve crescita. Contiamo e speriamo che questo settore, come altri, torni quindi a crescere facendo da traino all’interno sistema economico provinciale”.

26/07/2018
Matelica, taglio del nastro per il nuovo ufficio CNA e incontro su welfare e coesione sociale

Matelica, taglio del nastro per il nuovo ufficio CNA e incontro su welfare e coesione sociale

Taglio del nastro lo scorso martedì 24 luglio per l’ufficio CNA di Matelica in via Cesare Battisti 44-46, alla presenza del Sindaco Alessandro Delpriori, del Presidente della CNA Territoriale di Macerata Giorgio Ligliani, del Presidente CNA di Matelica e di CNA Servizi Imprese Maurizio Tritarelli e del responsabile dell’ufficio Graziano Cingolani. Nell’ambito dell’evento, la CNA di Macerata ha organizzato una tavola rotonda per discutere di welfare e coesione sociale, alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei principali enti erogatori di servizi sul territorio. “Dal confronto – riferisce il Presidente Maurizio Tritarelli  – è emersa la necessità di studiare nuove modalità di integrazione tra cura e assistenza alla persona. I sistemi per renderle realmente applicabili devono essere sviluppati: si tratta di una trasformazione che richiede un coordinamento e una risposta multisettoriale efficace”. Per  questo motivo CNA  ha dato vita, insieme a Confesercenti, il Patronato EPASA - ITACO Cittadini e Imprese che in Italia conta 750 operatori, 387 sedi e per produzione e capillarità territoriale, si colloca tra i principali patronati italiani. Dopo l’introduzione di Michela Rossi, funzionaria CNA Macerata, sul tema si sono alternati gli interventi di Alessandro Ciglieri di COOS Marche e Valerio Valeriani, Coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale XVII.Quest’ultimo ha sottolineato come negli ambiti territoriali di San Severino, Camerino e San Ginesio che contano 27 comuni, stiano affrontando tagli della spesa relativa al sociale per un 30%, proprio in una fase in cui aumentano le povertà e i bisogni di assistenza, aggravati dal sisma: “E’ fondamentale – ha dichiarato – fare squadra con associazioni datoriali come la CNA, al fine di progettare ed attingere risorse dedicate al sociale e all’invecchiamento attivo sui fondi sociali ed europei”.

26/07/2018
Credito Cooperativo, Bindelli (Bcc Civitanova): "Passi in avanti nel discorso del ministro Fraccaro"

Credito Cooperativo, Bindelli (Bcc Civitanova): "Passi in avanti nel discorso del ministro Fraccaro"

In merito all’intervento del ministro Riccardo Fraccaro presso la federazione trentina delle cooperative del 23 luglio scorso, abbiamo sentito il parere del dott. Marco Bindelli, vice presidente e amministratore delegato ai rapporti con il credito cooperativo della Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro, Dott. Bindelli come interpreta l’intervento dell’altro ieri del Ministro Fraccaro presso la Federazione trentina delle cooperative?Rispetto agli interventi precedenti vedo un passo avanti nell’interesse generale delle Bcc/Cr e penso che le sue dichiarazioni siano maggiormente in linea con la posizione espressa dal Ministro Tria la scorsa settimana e con le modifiche alla Legge di riforma delle Bcc deliberate ieri (24 luglio 2018) dal Consiglio dei Ministri. Innanzitutto, il Ministro ai rapporti con il Parlamento non ha parlato di sospensione e azzeramento della riforma delle Bcc ma di moratoria, ossia del solo prolungamento del termine entro il quale le Bcc/Cr potranno aderire alla capogruppo mediante sottoscrizione del contratto di coesione e modifica dei propri statuti sociali, aspetto che è stato puntualmente recepito ieri dal Governo con le modifiche apportate alla Legge di riforma. Inoltre, il fatto stesso di aver preso coscienza della difficoltà, se non impossibilità, di ripartire da zero (in effetti ha parlato di tempi molto stretti per apportare modifiche normative importanti) denota, a mio avviso, la consapevolezza di non poter rimettere in discussione tutto a scapito e a danno di famiglie e piccole imprese (e a vantaggio solo di alcune Bcc/Cr e Federazioni). Ma è soprattutto l’annuncio conclusivo di Fraccaro, quando dice che si batterà affinché la vigilanza del credito cooperativo sia posta in capo alla Banca d’Italia (e non alla Bce), che va letto in senso molto positivo. Se, invece, devo rilevare l’elemento che non mi ha convinto nelle dichiarazioni di Fraccaro, oltre al paradosso che, ancora una volta, un esponente di una formazione politica che ama proclamare il valore della democrazia diretta preferisce incontrare i rappresentanti (le federazioni) e non il popolo (ossia le Bcc/Cr), esso è riconducibile all’assimilazione della capogruppo alle altre banche di affari società per azioni e, a suo dire, la conseguente perdita della cooperazione. Su questo aspetto è, tuttavia, difficile rimproverare il Ministro Fraccaro quando anche diverse Bcc/Cr e federazioni hanno dimostrato di non aver ben compreso (o forse di non aver letto) la legge di riforma e le disposizioni attuative emanate a novembre 2016 dall’Organo di Vigilanza in merito ai gravosi doveri ed obblighi imposti alle capogruppo circa il mantenimento in seno alle Bcc/Cr dei valori della cooperazione e del mutualismo, oltre a quelli di garantire efficienza e competitività alle stesse. In che senso interpreta positivamente la battaglia annunciata da Fraccaro per assoggettare il credito cooperativo alla vigilanza della Banca d’Italia?Non posso immaginare che il M5S sia divenuto, di colpo, il difensore degli interessi di Banca d’Italia o dei soggetti che ci lavorano (i quali potrebbero vedere minato il proprio posto di lavoro qualora la vigilanza del credito cooperativo passasse alla Bce), ovvero, peggio ancora, che intenda introdurre nelle Bcc/Cr lo stesso meccanismo di politicizzazione delle Sparkassen tedesche. Conseguentemente, ritengo che l’intervento di Fraccaro possa essere interpretato nell’interesse delle Bcc/Cr e, quindi, delle micro imprese, degli artigiani e delle famiglie. Credo, cioè, che il Ministro intendesse riferirsi alla non applicazione del Comprehensive Assessment alle capogruppo, dal momento che queste, avendo attivi superiori ai 30 miliardi di euro, sarebbero considerate “Banche Significative” soggette alla vigilanza diretta della Bce. In altri termini, credo che Fraccaro, riferendosi alla volontà di mantenere la vigilanza del credito cooperativo presso la Banca d’Italia, abbia voluto dire che farà del tutto per evitare che ai clienti delle Bcc/Cr vengano applicati quei criteri rigidi e complessi pensati per le grandi aziende industriali e multinazionali che mal si adattano alle micro imprese e agli artigiani, che rappresentano i clienti-tipo delle Bcc/Cr. Anche perché, è bene ricordare, che il Meccanismo di Vigilanza Unico (MVU), operativo dal 4 novembre 2014, prevede già espressamente che tutte le banche europee siano assoggettate alla vigilanza unica, esercitata direttamente dalla Bce sulle “Banche Significative” e, indirettamente, per il tramite delle Banche Centrali di ciascun Paese, sulle “Banche meno Significative”; quindi, anche il mantenimento della vigilanza presso la Banca d’Italia potrebbe avere i medesimi effetti qualora la Bce imponesse determinati criteri.E cosa potrebbe fare il Ministro o il nuovo Governo affinché il credito cooperativo sia assoggettato alla vigilanza della Banca d’Italia nonostante le capogruppo abbiano attivi superiori ai 30 miliardi di euro ?Potrebbero aiutare la Banca d’Italia nel tentativo, probabilmente già in atto, di convincere Ue e Bce che non ha senso applicare le medesime regole, giustamente previste per i clienti delle grandi banche europee (mega industrie e multinazionali), ai clienti delle Bcc/Cr appartenenti ai Gruppi Bancari Cooperativi, ossia ad artigiani e micro imprese.Tecnicamente, l’art. 70 del Meccanismo di Vigilanza Unico prevede che, qualora ricorrano circostanze particolari, può essere disapplicata la classificazione prevista dallo stesso MVU che identifica i soggetti come “Significativi” in base alla loro dimensione. Se si comprendono l’originalità e le peculiarità dei Gruppi Bancari Cooperativi difficilmente non si potrà riconoscere l’esistenza delle citate circostanze particolari in grado di classificarli come “Meno Significativi”.Questa battaglia, insieme ad altre minori modifiche che sono state annunciate, rappresenterebbe la più importante attestazione di interesse della nuova maggioranza di Governo nei confronti delle Bcc/Cr.

25/07/2018
Le offerte della rete fanno gola agli italiani

Le offerte della rete fanno gola agli italiani

Si sa e lo certificano i dati: il business dell'e-commerce è in crescita in tutto il mondo, inclusa l'Italia (anche se nel nostro paese sembra che faccia leggermente più fatica ad affermarsi). I motivi di questo boom sono diversi: abbiamo sempre meno tempo per fare acquisti e allo stesso tempo pretendiamo sempre di più, per cui non ci accontentiamo più del negozietto sotto casa; abbiamo meno soldi e in ogni caso siamo più attenti a spenderli; possediamo tutti ormai dei dispositivi connessi a internet, soprattutto gli smartphone che sono sempre con noi.   Insomma, il modo in cui gli italiani comprano sta cambiando. Merito anche delle possibilità di risparmio che ci sono su internet. Le offerte dei siti di e-commerce e dei venditori di servizi online fanno sempre più gola agli italiani.   Facciamo qualche esempio: fino a un paio di decenni fa, a quanti di voi sarebbe venuto in mente di aprire un conto corrente online senza mai aver visto la sede della banca o parlato con nessuno degli impiegati di persona? Scommettiamo a nessuno. Sarebbe sembrata una follia. Invece oggi i conti online spopolano. Merito di un cambiamento culturale, e anche nel notevole risparmio nei costi. Il 28% degli italiani ormai si serve dei servizi di internet banking (che siano erogati da banche online o meno). Una cifra enormemente più bassa rispetto ad altri paesi (ad esempio in Danimarca sono all'85%), ma comunque significativa.   Anche gli acquisti nella tecnologia sono molto cambiati negli ultimi anni. Tutti i grandi rivenditori di elettronica vendono ormai anche online e hanno delle politiche di restituzione dei dispositivi difettosi molto vantaggiose. Per questo, la tecnologia è il primo settore per volume d'affari nell'e-commerce italiano.   Anche nel mondo dell'intrattenimento e del divertimento gli italiani amano le offerte della rete. È evidente quando si guarda a un settore in cui l'amministrazione oculata del denaro è fondamentale, come quello delle scommesse online. Nel web italiano ormai sono presenti diversi casino bonus senza deposito immediato, cioè casinò in cui si può giocare – anche se per breve tempo – gratuitamente con soldi veri (anche se poi, bisogna dire, è molto difficile ritirarli). Gli italiani non si fanno certo sfuggire una simile opportunità, e infatti mostrano di essere ben felici di approfittarne.   In definitiva, noi italiani ci dimostriamo molto attenti alle occasioni di risparmio che internet ci mette a disposizione. Sarà la crisi, o sarà che le offerte ci piacciono punto e basta?

20/07/2018
UBI Banca, i dipendenti regalano 5000 giornate di ferie

UBI Banca, i dipendenti regalano 5000 giornate di ferie

L’iniziativa, avviata con una fase pilota nel 2014, in un quinquennio ha interessato oltre 100  Organizzazioni Non Profit in tutta Italia. Nei cinque anni oltre 2.700 dipendenti del Gruppo hanno animato circa 5.000 giornate di impegno volontario e la banca ha destinato circa 500.000 € in erogazioni liberali alle ONP.  Milano, 19 luglio 2018 - UBI Banca si conferma partner di riferimento del Terzo Settore non solo con le proposte commerciali dedicate, ma anche con una partecipazione diretta del personale alla vita delle Organizzazioni Non Profit: 1.171 dipendenti hanno infatti aderito all’edizione 2018 di “Un giorno in dono”, un progetto di solidarietà attraverso il quale è stato offerto a tutto il personale la possibilità di impegnarsi in un’attività di volontariato sui territori di riferimento del Gruppo. UBI Banca  è stata supportata dagli specialisti di Istituto Italiano della Donazione e di Fondazione Sodalitas nella fase di preparazione dei progetti con le 90 organizzazioni non profit.  Cinquemila giornate di volontariato donate in cinque anni dai dipendenti del gruppo UBI  L’iniziativa, dopo un test del 2014 limitato all’area milanese, è stata estesa all’intero territorio nazionale dal 2015 totalizzando circa 5.000 giornate di volontariato erogate nel quinquennio, corrispondenti a circa 40.000 ore di lavoro svolto presso le ONP partecipanti, oltre 100 nell’arco dei 5 anni.  Partecipando, ogni dipendente aderente ha donato un proprio giorno di ferie, trascorrendolo presso una associazione e impegnandosi in una tra le 170  attività di volontariato proposte. In funzione del numero di partecipanti la somma che il Gruppo UBI Banca riconoscerà per il 2018 alle diverse ONP è di complessivi € 117.100 (pari a 100 € per ogni giornata di volontariato erogata).  L’iniziativa Un giorno in dono si è svolta in tutta Italia coinvolgendo tutte le società del Gruppo e si è conclusa lo scorso 29 giugno. 90 organizzazioni non profit hanno accolto i dipendenti di UBI nelle loro sedi in 42 diverse città e province italiane: Alessandria, Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Bari, Bergamo, Bologna, Breno, Brescia, Como, Cosenza, Crotone, Cuneo, Fermo, Firenze, Genova, Grosseto, Lecce, Livorno, Macerata, Matera, Milano, Monza, Napoli, Pavia, Perugia, Pesaro, Pescara, Piacenza, Pordenone, Potenza, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Salerno, Siena, Sondrio, Torino, Treviso, Varese, Verona e Viterbo. L’organizzazione che ha accolto il maggior numero di dipendenti UBI è stata quest’anno Touring Club Italiano, con 91 partecipanti.   “La cultura della solidarietà che è così diffusa tra i nostri dipendenti ed è una caratteristica distintiva della società civile dei nostri territori” - afferma Mario Napoli, Responsabile Risorse Umane di UBI Banca -  “è alla base del successo dell'iniziativa ‘Un giorno in Dono’, che prosegue ormai da qualche anno e che unisce questo tratto delle persone di UBI all’azione costante delle organizzazioni non profit, molto spesso anche nostre partner in progetti a valenza sociale, e all’azione stessa del nostro istituto. UBI Banca infatti - conclude Napoli - ha tra le sue  caratteristiche la capacità di interagire in maniera creativa e innovativa anche con gli enti non profit, realtà di ormai riconosciuta rilevanza sia sociale che economica nel nostro Paese”.  Le testimonianze dei dipendenti    Gianpietro Cesana lavora presso la gestione del personale UBI a Bergamo, e ha svolto la sua giornata di volontariato a Milano, presso la pediatria dell’ospedale Buzzi, dove, vestito da clown, ha animato momenti di gioco con i giovanissimi pazienti. “Ci sono occasioni nella vita dove un evento o una parola scatenano in noi qualcosa di imprevedibile” – afferma Cesana – “Il primo spot UBI su ‘Un giorno in dono’, nel 2014, mi diede il via; scorsi velocemente le onlus presenti fino a trovare ‘Associazione Veronica Sacchi Milano’. Fare il clown in ospedale era un mio ‘sogno nel cassetto’. Edizione dopo edizione ho sempre scelta questa attività. Anche quest’anno, dopo una mattinata di training, siamo partiti per l’ospedale Buzzi, reparto pediatria. I volontari  aiutano noi ‘ubini’ a superare l’impasse iniziale e la paura di non essere all’altezza. Poi tutto fila e ‘si vola’. Non siamo supereroi, proviamo a donare momenti di normalità quotidiana anche solo per una decina di minuti a genitori che da settimane vivono in ospedale accanto ai figli con le patologie più diverse, parlando ai ragazzi o tenendoli occupati con i nostri buffi abbigliamenti e i nostri sorrisi. Dalla prima volta sono passati anni e non ho mai perso un appuntamento con A.V.S.. Ho nuovi amici e ho scoperto tra i colleghi persone vere, delle quali la banca può essere fiera. Sicuramente ogni esperienza di volontariato è  un mondo a sé, ognuno può farlo senza alibi o scuse dove crede e per le ragioni più disparate, ma quello che lascia in noi non ha prezzo e resta per sempre. Non vedo l’ora di poter rimettere il naso rosso che custodisco gelosamente in tasca. ‘Provateci’,  dico sempre a tutti. E senza pensarci state già sorridendo”.  ”Sarà perché credo sia fondamentale confrontarsi con situazioni di vita e contesti assolutamente differenti dai miei, o perché in una società così frenetica non si trova mai abbastanza tempo per fare del volontariato’ – racconta Karin Ronzoni, che lavora a Bergamo presso la struttura multichannel di UBI Sistemi e Servizi, società del Gruppo UBI – ‘Fatto sta che, sin da subito, ho colto l’occasione che la nostra azienda ha proposto a noi dipendenti: prendere parte proattivamente ad iniziative sociali. Questa volta ho scelto di partecipare ad un progetto per il quale sarebbe stato necessario anche un impegno fisico: ‘Agricoltura Sociale’ presso la Cooperativa Biplano, una Onlus che, nel territorio bergamasco, promuove l’integrazione dei cittadini più fragili e l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. E’ stata una giornata ovviamente diversa dallo standard, che ha catapultato me e i colleghi Alberto e Alice in un mondo fino a quel momento a noi sconosciuto: armati di tanta buona volontà, abbiamo lavorato la terra, raccolto pomodori, peperoncini e fagiolini; abbiamo piantato melanzane e zucchine; pulito cipolle, aglio e scalogno e preparato le casse di frutta e verdura da portare ai mercati il giorno successivo. E in tutto questo, abbiamo avuto il piacere di conoscere e collaborare con alcuni ragazzi che lavorano nelle serre tutti i giorni per riuscire a trovare il loro spazio nel mondo e riacquistare un po’ di fiducia in loro stessi. A fine giornata, dopo il doveroso giro di saluti, ce ne siamo andati stanchi, sporchi, affaticati ma molto felici. Un’esperienza che riempie il cuore e che sicuramente arricchisce l’anima”. Nicoletta Arrigo, che lavora nella filiale di Beinette, in provincia di Cuneo, ha svolto la sua giornata di volontariato aziendale a Torino, presso la sede UNICEF, e ricorda così la sua esperienza: ”Ho scelto di partecipare a ‘Un giorno in dono’ insieme a Serena, la mia collega di filiale, trascorrendo una giornata a Torino, nella sede regionale dell’Unicef. Per entrambe è stata la prima occasione di prendere parte al progetto.  Abbiamo incontrato persone disponibili, che ci hanno insegnato a realizzare le famose ‘Pigotte’: bambole di pezza create esclusivamente da volontarie di ogni età, che ne curano l’allestimento sin nei minimi particolari. Queste bambole vengono poi vendute, destinando il ricavato alle vaccinazioni dei bambini meno fortunati.  A fine giornata ero felice, stavo bene perché avevo dedicato un po’ del mio tempo ad altri. Sicuramente consiglio a tutti l’esperienza, che spero di poter ripetere l’anno prossimo”. Michele Rossi, che lavora a Brescia presso UBI Sistemi e Servizi, ha donato la sua giornata da volontario a Ospitaletto, nel bresciano. Questa la sua testimonianza: ”Partecipo all’iniziativa ‘Un Giorno in Dono’ dal 2015 e in questi quattro anni ho scelto di donare la giornata presso la Cooperativa Fraternità Impronta, Cascina Cattafame; ho deciso di aderire all’iniziativa in quanto mi piaceva l’idea di poter fare qualcosa di utile nell’ambito del volontariato, consapevole inoltre che la mia scelta avrebbe anche comportato un contributo da parte dell’Azienda a favore della Cooperativa, che gestisce servizi educativi rivolti a minori in situazione di disagio. La giornata si è svolta in due momenti: il mattino dedicato ad aiutare i ragazzi ospitati dalla Cooperativa nell’organizzazione delle attività per i bambini delle scuole dell’infanzia ed elementari con i laboratori manuali (dove possono preparare sapone, pizzette, dolcetti) e la visita alla fattoria didattica, e il pomeriggio, dedicato ad aiutare gli educatori e gli ospiti della Comunità nei lavori giornalieri della cascina: riassetto dei laboratori, taglio dell’erba, foraggiamento degli animali. Grazie all’iniziativa ho conosciuto una bella realtà ed ora partecipo anche con la mia famiglia agli eventi che vengono periodicamente proposti, come sagre, feste per bambini, o altre. Non posso che consigliare l’esperienza a tutti i colleghi del Gruppo; anche il prossimo anno io parteciperò!”.  

19/07/2018
Il gruppo cooperativo CGM entra nei servizi welfare di UBI Banca

Il gruppo cooperativo CGM entra nei servizi welfare di UBI Banca

Accordo fra l’istituto di credito e il Consorzio Nazionale della Cooperazione Sociale CGM, che conta oltre 700 imprese sociali. I clienti che usufruiscono della piattaforma UBI Welfare avranno a disposizione servizi di alta qualità in particolare nei campi dell’educazione (asili nido, scuole dell’infanzia, centri estivi, doposcuola e supporto ai compiti) e della cura alla persona (assistenza a minori, anziani e disabili).  UBI Banca e il Consorzio Nazionale della Cooperazione Sociale CGM hanno firmato questa mattina un accordo che consente al gruppo cooperativo di entrare a far parte della piattaforma UBI Welfare. La partnership consentirà ai clienti, che hanno scelto il servizio welfare dell’istituto di credito, di poter contare sulle cooperative attive su scala nazionale nei servizi dedicati alla cura alla persona, alla salute e all’educazione. CGM è un’organizzazione che raggruppa 58 consorzi territoriali, distribuiti in tutta Italia, che coordinano l’attività di oltre 700 imprese sociali. E' attivo sia nei campi dell’educazione e della cura alla persona che in settori emergenti e di frontiera (ambiente, abitare, tecnologia, arte e cultura, turismo, sostegno al lavoro). Il ruolo principale è quello di supportare l’azione delle reti locali, sia attraverso la fornitura di servizi aziendali qualificati e avanzati, sia attraverso azioni imprenditoriali di apertura di mercato sulle nuove filiere.  UBI Banca, grazie alla divisione specializzata UBI Welfare, attiva da oltre un anno, offre un servizio di consulenza evoluta e completa, con soluzioni integrate e personalizzate per la realizzazione di piani di welfare  per imprese di grandi, medie e piccole dimensioni. CGM contribuirà all’identificazione di una rete di servizi di welfare di qualità che saranno inseriti nella piattaforma UBI Welfare solo dopo un’accurata verifica del possesso dei requisiti legati alla qualità del servizio, dei professionisti utilizzati e dei fornitori che li gestiscono a totale garanzia del fruitore finale. “Per CGM questa partnership con UBI si dimostra un autentico driver strategico per la crescita della nostra rete e per la contestuale apertura ai mercati privati”, dichiara Stefano Granata Presidente CGM “Riteniamo importante che UBI abbia trovato in noi un player capace di offrire su tutto il territorio nazionale servizi dedicati alla cura della persona e all’educazione. Nostro ulteriore impegno sarà legato alla garanzia della qualità dei servizi offerti attraverso una selezione attenta degli operatori sul territorio”, conclude Granata.   “Questa partnership è molto importante - spiega Rossella Leidi Chief Wealth and Welfare Officer e Vice Direttore Generale di UBI Banca - in quanto perfettamente coerente con la visione del welfare aziendale di UBI Banca, che vede nella creazione di ecosistemi territoriali sussidiari di welfare  e nella valorizzazione e supporto al terzo settore, elementi qualificanti e distintivi a vantaggio dei lavoratori, delle imprese e dei territori.”

18/07/2018
Cessapalombo: rilasciata la prima Carta della famiglia

Cessapalombo: rilasciata la prima Carta della famiglia

Rilasciata dal Comune di Cessapalombo la prima Carta della Famiglia nella regione Marche.  Si tratta di una misura economica dedicata a sostenere le famiglie con almeno 3 figli minori a carico con dichiarazione ISEE non superiore a 30.000 €, attraverso la fruizione di sconti o riduzioni o agevolazioni.L’Amministrazione Comunale, che si è attivata per coinvolgere gli esercizi commerciali del proprio territorio che hanno dato la loro disponibilità e sono stati convenzionati, auspica che sia solo un inizio e che altre organismi pubblici e privati, anche a livello sovracomunale, possano dare diffusione ad una misura di importante sostegno per le famiglie numerose.

16/07/2018
Pesca, Coldiretti: "Il fermo va cambiato"

Pesca, Coldiretti: "Il fermo va cambiato"

"In 33 anni di fermo biologico le importazioni di pesce dall'estero sono passate dal 27 all'80%, le aziende sono in difficoltà nonostante la flotta si sia ridotta di un terzo con la relativa diminuzione della forza lavoro". Lo afferma Coldiretti Impresapesca nel commentare sia le intenzioni del Ministero di definire un fermo uniforme per tutto l'Adriatico, sia la richiesta della Regione Marche di mantenere il fermo scaglionato a zone e periodi. "A nostro avviso - dice Tonino Giardini, responsabile nazionale e Marche di Impresapesca - il fermo pesca così come è stato concepito non va: non ha dato risultati e va completamente rivisto. La nostra proposta è quella di ampliare la linea di tutela dalle attuali 3 a 6 miglia dalla costa da giugno a ottobre. È quello il periodo di riproduzione e questa fascia più diventare un'area nursery. In questo arco di tempo le aziende possono scegliere autonomamente il periodo in cui fermarsi per ferie del personale e manutenzione delle imbarcazioni". (Fonte Ansa)

14/07/2018

Quotidiano Online Picchio News

Indirizzo: Corso della Repubblica 10, 62100, Macerata, MC, ITALIA

Direttore Responsabile: Roberto Scorcella

Copyright © 2018 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433