Economia

L’importanza del credito per il ciclo economico del nostro territorio e del paese

L’importanza del credito per il ciclo economico del nostro territorio e del paese

È fuor di dubbio che il credito alle imprese e alle famiglie rappresenta uno strumento determinante per lo sviluppo economico del nostro territorio e del nostro Paese. Senza l’offerta di credito, da parte di banche e società finanziarie, i consumi soffrirebbero e le imprese non potrebbero reperire i fondi  necessari per effettuare investimenti, finanziare l’innovazione e creare posti di lavoro. È pertanto evidente l’importanza del mercato del credito per la nostra economia. Oggi accade che imprese, privati e famiglie chiedono più credito ma, in realtà, ne ottengono meno. Perché avviene questo, e, soprattutto, che cosa fare per migliorare la situazione? Le forti tensioni che la crisi finanziaria ha causato nel sistema bancario italiano e le gravose difficoltà in cui in cui si sono trovati gli intermediari patrimoniali e finanziari, si sono inevitabilmente riflesse in un inasprimento delle condizioni di offerta del credito, alle imprese ed alle famiglie. A questo contesto non è di certo estranea la pressione che le Banche Italiane sentono da parte della BCE, che ha chiesto e continua a chiedere lo smaltimento dei crediti deteriorati (cioè dei crediti “persi”... che non verranno mai rimborsati), ossia dei crediti “spazzatura”. È qui che sorge il problema. Ci troviamo, cioè, di fronte al più grande dei dilemmi del sistema creditizio attuale ovvero concedere credito per incrementare lo sviluppo economico del nostro territorio badando tuttavia, in pari tempo, a non creare, come qualcuno ha già autorevolmente osservato, altri “rifiuti tossici”. Ecco perché le banche chiedono adeguate garanzie, perché non possono sottrarsi alle esigenze dei sistemi di vigilanza e perché debbono ancora smaltire una non trascurabile mole di “rifiuti tossici”. Occorre trovare pertanto un punto di equilibrio, tenendo sempre presente la funzione sociale del credito cooperativo, individuando strumenti quantitativi innovativi capaci di valutare l’evoluzione dei prestiti nel settore privato e di prevederne gli andamenti. Del resto, dal rapporto di Bankitalia sull’andamento del quarto trimestre 2018, emerge come la domanda di prestiti sia invece in aumento, sia per i mutui che per gli investimenti, sia perché si registra anche un certo ottimismo sulla ripresa del mercato immobiliare. Da qui occorre ripartire, con la consapevolezza che lo sviluppo del credito al settore privato continua ad essere una sfida per la maggior parte dei paesi proprio per le implicazioni sulla stabilità economica e finanziaria, senza mai dimenticare che il sistema finanziario riveste un ruolo fondamentale per il funzionamento dell’economia e per lo sviluppo della società. È importante che il sistema sia sano, efficiente e stabile e che gli intermediari operino in modo corretto e trasparente. È la nostra stessa Repubblica che incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’ESERCIZIO DEL CREDITO ponendolo a fondamento nell’art. 47 della nostra Costituzione Italiana. Articolo a firma dell'avvocato Paolo Maggini (Vice Presidente Vicario BCC di Recanati e Colmurano)     

11/09/2019
Analisi e prospettive della BCC: intervista al direttore generale Fabio Di Crescenzo

Analisi e prospettive della BCC: intervista al direttore generale Fabio Di Crescenzo

Terminato il periodo del risanamento è giun- to il momento per recuperare la posizione che la BCC merita? Il periodo più buio della Banca è alle nostre spalle ma quello del completo risanamento non è ancora terminato perché la Banca ha ancora delle scorie da smaltire: si pensi che a settembre dello scorso anno il rapporto che misura la percentuale del credito deteriorato rispetto al totale dei prestiti alla clientela era attestato al 33%, che è sceso al 23% a fine 2018, che dovrà scendere al di sotto del 16% a fine 2019 per poi mettere nel mirino il 10% o addirittura, negli anni a venire, percentuali ancora più basse come richiede la Banca Centrale Europea. Si tratta quindi di un percorso ancora impegnativo al quale però possiamo guardare con un certo ottimismo, tenendo conto dei buoni risultati che abbiamo ottenuto in questi ultimi mesi relativamente alla crescita degli impieghi commerciali ed alla redditività della Banca ma anche considerando il grande supporto che ci sta dando e potrà darci la nostra Capogruppo ICCREA Il trend di crescita confermato nell’ultimo periodo quali benefici porterà in futuro? Sotto il profilo tecnico la crescita contribuirà a ristabilire accettabili equilibri negli indici più significativi. Per quanto riguarda l’altro aspetto, non meno importante, del ruolo che la BCC di Recanati e Colmurano può e deve giocare nel contesto in cui opera, la forte ripresa dell’attività caratteristica della Banca potrà essere il motore di un rilancio dell’economia dei nostri territori. Il primo semestre 2019 sta confermando la validità delle scelte fatte nell’ultimo periodo dello scorso anno? Si, tutti gli indicatori più importanti si presentano con un segno positivo, a conferma delle grandi potenzialità della Banca e delle comunità locali: la BCC di Recanati e Colmurano vuole e sta tornando ad essere un moltiplicatore di ricchezza dei territori in cui opera, l’assistenza ed il supporto a famiglie ed imprese. Qual è allo stato attuale il livello dei depositi e dei conti correnti? Come ho già detto tutti gli aggregati principali fanno registrare importanti crescite ed intendendo i depositi come la raccolta della Banca ed i conti correnti come gli impieghi commerciali posso dire di essere molto soddisfatto dei risultati ottenuti: e colgo questa occasione per sensibilizzare tutti coloro che hanno a cuore i nostri territori affinchè partecipino concretamente a questo rilancio delle economie locali incrementando i depositi  presso la nostra BCC ed alimentando così quel circolo virtuoso di cui parlavo prima: una Banca locale che raccoglie ed investe sullo stesso territorio. Quali sono gli obiettivi da qui a fine anno? Sono obiettivi molto ambiziosi ma che io sono fiducioso di poter conseguire e che in buona sostanza si possono sintetizzare con una crescita dei volumi dell’operatività e della redditività: una Banca più presente, più efficiente e più solida è una ricchezza dei nostri territori, è una ricchezza che le nostre Comunità devono sentire propria, difendere e sostenere in tutti i modi. Ultimamente è la Banca a servizio del cliente e lo va a trovare a casa sua. Questo rapporto di collaborazione sta soddisfacendo soci e clientela? Le piccole banche, gestendo tradizionalmente mercati di nicchia, non avevano in passato sviluppato questa modalità di vendita. Ma il mondo è cambiato ed in questi ultimi anni anche le BCC come la nostra hanno saputo adeguarsi ai mutamenti dei contesti. Però con una differenza importante rispetto alle Banche di media e grande dimensione: le BCC non hanno posto al centro della propria attività la redditività come fine unico ma un concetto sano di redditività, una redditività che non può prescindere dalla soddisfazione del cliente e dal rispetto delle caratteristiche, delle prerogative e delle aspettative della clientela delle BCC; non bisogna mai dimenticare che la nostra clientela è fatta principalmente di famiglie e di piccole imprese, organismi che in tanti casi e nel tempo hanno saputo, con dedizione e sacrifici, accumulare risparmi e costruire aziende dinamiche ed innovative, una clientela che merita assistenza e sostegno con una grande attenzione alle prossime generazioni che dovranno affrontare un futuro sempre più difficile e complesso. A quali iniziative state pensando per rafforzare il rapporto con il territorio? La Banca ha ripreso a valorizzare il rapporto con il territorio mostrandosi con un approccio di maggiore simpatia e disponibilità, dando impulso e forza ad una presenza qualificata e costante presso la clientela ed attivando importanti canali di comunicazione e di informazione che aveva da tempo abbandonato: solo nell’ultimo mese ha organizzato 2 importanti convegni che hanno fatto registrare un’ampia ed interessata partecipazione; uno, il 29 maggio, incentrato sulla riforma dell’MCC, destinato principalmente agli imprenditori ed ai commercialisti e l’altro, il 19 giugno, che ha avuto come oggetto “Una finanza sostenibile” indirizzato essenzialmente ai nostri risparmiatori. Inoltre, proprio in questi giorni, anche per confermare una particolare vicinanza con le comunità “Leopardiane”, stiamo emettendo dei libretti di deposito a tassi particolarmente appetibili che, richiamando il bicentenario della scrittura di quella che è stata definita come “La poesia perfetta”, abbiamo voluto chiamare proprio con lo stesso nome “D/R Infinito”, un prodotto che si affiancherà agli altri della stessa fami- glia: il c/c “Infinito” e la Cassa Mutua “Infinito Vita”. Insomma, il territorio deve  sentire e deve avere la consapevolezza di avere al proprio fianco una Banca, la BCC di Recanati e Colmurano, che avendo il supporto della Capogruppo ICCREA saprà trarre da questo connubio il meglio della Banca Locale ed il meglio di un Gruppo che è oggi il 4° Gruppo Bancario Nazionale, offrendo alle proprie Comunità assistenza, consulenza e sostegno.    

11/09/2019
Export Marche in crescita del +3,6%, ma la provincia di Macerata soffre

Export Marche in crescita del +3,6%, ma la provincia di Macerata soffre

"Resto fiducioso e ottimista, ma anche consapevole che non basta un risultato medio positivo per parlare di una solida ripresa delle nostre esportazioni”. Lo ha detto il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, commentando i dati dell’export regionale relativi al primo semestre 2019,  elaborati dall'Ufficio Statistica e Studi della Camera di Commercio delle Marche su base ISTA: +3,6% nel periodo gennaio-giugno, contro il 2,7% della media nazionale. Tra le province, quella di Pesaro-Urbino ha ottenuto la migliore performance: +18,4% (a 1,5 mld.), fortemente condizionata dal comparto della nautica, che ha chiuso il semestre con una crescita esponenziale grazie al risultato ottenuto sul mercato cipriota con una transazione commerciale, probabilmente di natura straordinaria. Bene anche Ascoli Piceno (+4.5% a 1,2 mld.), spinta al rialzo in particolare dal settore farmaceutico. “La crescita è a macchia di leopardo – fa notare Sabatini – e ci spinge come ente camerale a guardare in una sola direzione: continuare a creare le condizioni perché i diversi segni negativi possano velocemente diventare positivi. Solo allora si potrà parlare di ripresa effettiva”. Un riferimento quello del presidente della Camera di Commercio, in particolare, ai risultati di Fermo (-9,2% a 554 milioni), Ancona (-0,8%, ma che con circa 2 miliardi di euro detiene il primato regionale del valore delle esportazioni) e Macerata (-0,4% a 825 mln.). Il settore dei prodotti della moda (tessile, abbigliamento, pelli e accessori) continua a essere quello con la più alta vocazione all’export (1.1 mld. nel semestre, ma -8,5% rispetto al medesimo periodo scorso anno), seguito da quello dei macchinari e apparecchi meccanici (970,4 mln., +4%); seguono il comparto dei metalli di base e prodotti in metalli (695,7 mln., +2.8%). Un contributo positivo alla performance media regionale del primo semestre l’hanno dato anche il comparto dei mezzi di trasporto (375,1 mln. e + 225%) e l’agroalimentare (189,3 mln. e +9%), che secondo Sabatini “sta tornando ad avere un ruolo di leader internazionale della qualità” come visto anche in occasione della recente collettiva organizzata da Regione Marche e Camera Commercio delle Marche al SANA di Bologna. Quanto ai principali paesi di sbocco, l’Europa resta la prima area geografica di destinazione (4,5 mld. e +3,1%): la Germania continua a essere il miglior cliente dei prodotti marchigiani (634,8 mln. e -4,7%), “ma già nel primo semestre c’è stato un impatto significativo della frenata dell’economia tedesca, che potrebbe diventare ancora più consistente nella seconda parte dell’anno”, ha osservato Sabatini, che ha auspicato “una strategia di differenziazione da parte delle imprese”. La Francia resta il secondo mercato di riferimento (584,7 mln. e +1,7%), seguita da Belgio (540,7 mln. e + 23,9%) e Stati Uniti (450,3 mln. e +19,1%). Nel primo semestre dell’anno, la maggior crescita dell’export regionale si è avuta in Giappone: 68 mln. e +31,2%. Per il presidente Sabatini si tratta di “un mercato ciclico, ma ora il Pil è tornato a crescere e la popolazione, come quella marchigiana, ha un’età media molto alta: il know how delle nostre aziende, soprattutto quello specialistico legato alla silver economy, può essere un ottimo passepartout per migliorare i fatturati anche nell'estremo Oriente”.  

11/09/2019
18 milioni di investimenti per l'Eurosuole che guarda al futuro, Ercoli: "Passione, amore, audacia e incoscienza" (FOTO E VIDEO)

18 milioni di investimenti per l'Eurosuole che guarda al futuro, Ercoli: "Passione, amore, audacia e incoscienza" (FOTO E VIDEO)

7 settembre 2019. Una data spartiacque per la Eurosuole spa di Civitanova, guidata dall’Amministratore Delegato Germano Ercoli che ieri, nei locali della sua azienda, insieme a dipendenti, amici e imprenditori, ha voluto festeggiare il coronamento di cinque lunghi anni di lavoro e di sacrificio ma anche di passione e amore. Presenti il primo cittadino della città rivierasca Fabrizio Ciarapica, il presidente di Confindustria Macerata Gianluca Pesarini, il direttore Gianni Niccolò e anche la giornalista del Tg1 e amica del patron della Eurosuole Barbara Capponi. Arriva nel 2013, con “l’illuminazione di una notte, l’idea un po’ incosciente e un po’ istintiva” di investire oltre 18 milioni di euro in strutture e impianti sofisticati e automatizzati, perché “la fortuna aiuta gli audaci” ha sottolineato il numero uno di Eurosuole, e “ciò ci ha permesso di essere leader nel settore con un’azienda modernissima e con attrezzature e impianti all’avanguardia.” Un nuovo magazzino specifico per le materie prime gomma, un impianto di spegnimento automatico, la terza linea di mescolazione gomma, l’acquisto di ulteriori 8 presse monostampo bicolore a compressione che si aggiungono alle 16 già attive dello scorso anno, una palestra per i dipendenti. Il tutto su 55mila metri quatri di cui 30 coperti. Lavori che sono stati eseguiti in questi cinque anni senza che la macchina aziendale smettesse di camminare e di produrre. Ercoli però, se da una parte trova al suo fianco il supporto della famiglia e dei dipendenti, che lo hanno sempre appoggiato, dall’altra condanna aspramente coloro che gestiscono, oggi, la “Res Publica”. “Il politico di razza, quello che viene eletto dal popolo e si impegna e si batte per i bisogni del suo Paese, non esiste più" – sottolinea a gran voce ma anche con rammarico Ercoli, che ha condannato anche l’e-commerce e, in generale, la cultura massificata. Perché un appello del genere da un imprenditore? “Perché da tanti anni vivo al fronte, perché impiego e rischio le mie sostanze per produrre beni e servizi a beneficio di chi li può acquistare, perché nonostante tutto c’è ancora tanta passione. Ma nonostante ciò e nonostante tutte le angherie che ci propinano i nostri partner europei, la nostra fantasia, la nostra manualità e il nostro know-how non sono facilmente ripetibili e quindi sarà molto difficile stari dietro.” "Per sancire la conclusione di questi lavori, ho deciso che questa data, il 7 settembre 2019, sarà considerata come una sorta di spartiacque tra passato e futuro, dall'età giovanile all'età matura, sia aziendale sia personale" ha concluso Ercoli. "Si rinsalda ogni giorno di più il legale di stima e di solidarietà tra Euorosuole e la Città - sono state le parole del sindaco Ciarapica -. Sento sempre, nelle parole di Germano, questo spirito di fierezza e di appartenenza a una squadra di cui mi sento parte e che ha collezionato un successo dietro l'altro. Credo che sia nostro dovere sostenere un'Azienda che investe a Civitanova, che crea occupazione e che cresce sempre di più." "Germano ci ha oggi dato l'esempio di imprenditore coraggioso che ha voglia di realizzare i propri sogni - ha aggiunto Pesarini -. Si sente dalle sue parole la voglia di lottare e di guardare avanti, prerogativa di noi imprenditori.  

08/09/2019
DATI CNA - Nelle Marche chiuse 1.360 imprese negli ultimi 6 mesi: provincia di Macerata in controtendenza

DATI CNA - Nelle Marche chiuse 1.360 imprese negli ultimi 6 mesi: provincia di Macerata in controtendenza

Lieve ripresa del numero delle imprese nella Regione Marche, ma gli artigiani continuano a chiudere bottega. Tra aprile e giugno hanno avviato l’attività 2.222 imprese a fronte di 2.134 cessazioni con un saldo positivo di 88 imprese. A comunicarlo il Centro Studi Cna Marche, che ha elaborato i dati Infocamere. Gli artigiani che hanno deciso di mettersi in gioco sono stati 733, ma in 752 hanno gettato la spugna e tirato giù per sempre la serranda della loro azienda. Complessivamente, nei primi sei mesi dell’anno, il sistema produttivo marchigiano ha perso 1.360 imprese di cui 573 artigiane.  Per quanto riguarda i dati delle singole, spicca la crescita delle imprese nel maceratese (+141). Positivi anche i dati di Pesaro e Urbino (+93) e di Ascoli Piceno (+14). In calo le imprese nel fermano (-98) e nella provincia di Ancona (-62). Guardando ai principali settori si ha una crescita delle imprese attive dell’alloggio e della ristorazione (+112) ed in genere di tutti i servizi alle imprese e alla persona. In calo le imprese del commercio (-102), del manifatturiero (-69) e delle costruzioni (-65). Tra le attività del manifatturiero, proseguono le difficoltà del calzaturiero (-65). Sostanzialmente stabili gli altri settori.

20/08/2019
Continua la crescita in Italia delle SRL: nelle Marche aumentano addetti e fatturato

Continua la crescita in Italia delle SRL: nelle Marche aumentano addetti e fatturato

Le SRL italiane sono in salute: crescono gli addetti (+4,3%), il fatturato (+6,9%) e il valore aggiunto (+6,5%). Nelle Marche in particolare, gli addetti aumentano del +3,4%  e il fatturato sale del +6,5%.  I dati emergono dall’ “Osservatorio sui bilanci delle SRL” per il Triennio 2015-2017 realizzato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Lo studio, che ha riguardato 620.155 Srl, propone un’elaborazione dei principali indicatori economici per provincia, ed ha confermato il trend emerso nell’autunno scorso (erano 413 mila le srl monitorate a fine ottobre 2018). Tra i settori, ottime performance dei trasporti (+8,3%) e del commercio (+8,1% per il 2017), seguiti dal comparto dei servizi professionali, finanziari e assicurativi (+6,7%).  Nel dettaglio, la quota di Srl che chiudono il bilancio in utile passa dal 69,1% del 2016 al 70,3% del 2017 (+1,2 punti percentuali), un po’ meno rispetto a quanto rilevato ad ottobre 2018 (+72,8%).Il ROE (Return on Equity), ovvero l’indice di redditività del capitale proprio, sale dall’8,5% del 2016 al 10,1% del 2017 (+1,6 punti percentuali), in linea con quanto rilevato ad ottobre 2018, mentre il ROI (Return on Investment), ovvero l’indice di redditività del capitale investito, passa dal 9,1% del 2016 al 12,0% del 2017 (+2,9 punti percentuali), manifestando una tendenza migliore rispetto a quella rilevata in autunno. Soprattutto in relazione al valore aggiunto, sono le medie e grandi imprese a trainare la crescita (+5,9% e +9,9% rispettivamente l’incremento nel 2017), mentre le piccole crescono di meno (+3,1%) e le micro sono in calo (-0,9%). Una dinamica simile si riscontra per ciò che concerne le variazioni di fatturato, valore della produzione e numero di addetti. Dall’analisi geografica emerge una crescita particolarmente sostenuta degli addetti in Molise (+8,4%) ed Emilia-Romagna (+6,3%), con particolare attenzione alla provincia di Modena (+10,8%) Per quanto riguarda il fatturato, invece, è il Nord-Est a far registrare i migliori risultati: in particolare, il Friuli Venezia Giulia (+9,1%), l’Emilia Romagna (+9%) e il Trentino Alto Adige (+8,6%) presentano tassi di crescita più significativi. Infine, in termini di valore aggiunto, le dinamiche più elevate si registrano in Trentino (+9,4%) Emilia Romagna (8,4%), Lazio (8,4%), Umbria (+8,4%), Veneto (+7,2%) e Lombardia (+7%). Al sud le regioni più dinamiche sono l’Abruzzo (+6,4%)e la Campania (+6,1%).

20/08/2019
Spese per l'istruzione universitaria: nelle Marche una delle medie più basse d'Italia

Spese per l'istruzione universitaria: nelle Marche una delle medie più basse d'Italia

L'A.N.CO.T. Associazione Nazionale Consulenti Tributari ha analizzato quanto hanno indicato i contribuenti italiani nelle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2018, relative ai redditi del 2017, nella sezione relativa agli oneri detraibili al 19% in relazione alle spese per l’istruzione universitaria: i contribuenti marchigiani risultano avere, nel complesso, una delle medie più basse, superiore solo ai contribuenti dell’Abruzzo e della Sardegna.  La scelta del percorso accademico è sempre importante. In questo periodo, gli studenti valutano le diverse offerte proposte dalle Università italiane e straniere per poi decidere l'indirizzo che segnerà, nella maggior parte dei casi, anche il loro futuro professionale.  Sono stati complessivamente 1.538.387 i contribuenti che hanno indicato le spese per l'istruzione universitaria nel proprio modello di dichiarazione dei redditi per un ammontare di 1.799.001.000 euro e una media per ogni dichiarazione pari a 1.170 euro.  Analizzando la situazione nelle diverse regioni italiane emerge che in Lombardia, al primo posto della graduatoria, sono stati 234.747 i contribuenti che hanno dichiarato le spese per l'istruzione universitaria, per un importo pari a 338.574.000 euro e una media di 1.144 euro. Osservando proprio le medie rilevate nelle altre regioni italiane emerge che dopo la Lombardia figurano: Liguria 1.420 euro; Trentino Alto Adige (Provincia Autonoma di Trento) 1.350 euro; Valle d'Aosta 1.340 euro; Veneto 1.280 euro; Piemonte 1.250 euro; Friuli Venezia Giulia 1.230 euro; Toscana 1.150 euro; Lazio 1.150 euro; Umbria 1.130 euro; Trentino Alto Adige (Provincia Autonoma di Bolzano) 1.120 euro; Campania 1.080 euro; Sicilia 1.080 euro; Calabria 1.050 euro; Basilicata 1.040 euro; Molise 1.020 euro; Puglia 1.020 euro; Emilia Romagna 1.010 euro; Marche 990 euro; Abruzzo 960 euro e Sardegna 890 euro.  “La detrazione delle spese universitarie – ha detto Celestino Bottoni presidente nazionale dell'A.N.CO.T. Associazione Nazionale Consulenti Tributari – anche nel 2019 è rimasta pari al 19% della spesa sostenuta per tasse, soprattasse per esami di profitto e di laurea, partecipazione a test d’accesso ai corsi di laurea senza limiti di importo per le università statali. A partire dalle spese sostenute nel 2018 sarà inoltre possibile beneficiare della detrazione degli oneri sostenuti per l’acquisto di strumenti didattici o sussidi tecnici ed informatici che facilitano lo studio”.

Porto Recanati, la Dimsport acquisisce la Ghergo. Chiusa la crisi: salvi 50 posti di lavoro

Porto Recanati, la Dimsport acquisisce la Ghergo. Chiusa la crisi: salvi 50 posti di lavoro

La Dimsport Srl, società leader nel tuning elettronico per il settore Automotive della provincia di Alessandria, entra nella maggioranza del capitale della GLF Turbine SRL, acquisendo in questo modo il ramo d'azienda “Hot Parts” dal fallimento della storica GI&E, società che era stata fondata dalla famiglia Ghergo.  Con la business unit passano di mano gli asset delle turbine, la tecnologia, una parte dell'impianto e plesso produttivo di Porto Recanati, nonchè 50 dipendenti sui 67 totali. Il fatturato della divisione è di circa 15 milioni di euro. L'azienda GI&E, da tempo, in crisi è una storica fornitrice di componenti per le turbine della multinazionale General Electric e molte altre grandi società nel mondo. Tale operazione ha consentito la non interruzione delle commesse in corso.  L'azienda era stata acquisita già circa 50 anni fa dalla Nuovo Pignone, una controllata del gruppo ENI che la voleva dismettere. Ha conosciuto nei decenni passati uno sviluppo importante ed era un concentrato di alta tecnologia e di commesse di qualità per turbine.  "Si tratta di un'operazione che consente il mantenimento nel territorio delle Marche di un importante plesso produttivo con grandi capacità tecnologiche per quello che riguarda il settore della componentistica Oil&Gas - ha detto l'avvocato Roberto Catani, advisor legale della parte compratrice - Tale operazione ha consentito non solo la continuità produttiva nei confronti dei principali player del settore, ma anche la salvaguardia della maggior parte dei posti di lavoro. Dobbiamo anche ringraziare un imprenditore illuminato come Giovanni Deregibus (Presidente del Gruppo DimSport) che svilupperà nella maniera migliore le potenzialità dell'azienda".  

09/08/2019
Turismo: "Ad agosto previste nelle Marche presenze per 2,5 milioni dopo un avvio altalenante"

Turismo: "Ad agosto previste nelle Marche presenze per 2,5 milioni dopo un avvio altalenante"

Un inizio di stagione altalenante, complice anche il maltempo, e una forte ripresa nel cuore dell’estate. È l’andamento del stagione turistica 2019 ormai entrata nel vivo da parecchi giorni e giunta a quasi alla metà di agosto con riscontri positivi come spiega il direttore Confcommercio Imprese per l’Italia Marche e Segretario Generale Federalberghi Marche: “La stagione 2019 non ha avuto un andamento costante – spiega il prof. Massimiliano Polacco –. Il mese di maggio è stato caratterizzato da tempo instabile e questo ha creato molte incertezze con effetti negativi anche su giugno rafforzando la tendenza, già consolidata, della prenotazione all’ultimo minuto per la verifica del meteo. Nonostante queste difficoltà ci aspettiamo un buon mese di agosto che rispecchi gli ottimi riscontri degli anni passati. Secondo il Centro studi Confcommercio Federalberghi nel mese di agosto la regione Marche avrà presenze, tra turisti italiani e stranieri, per circa 2,5 milioni: un dato molto positivo”. Federalberghi Nazionale stima infatti nelle strutture ricettive marchigiane, oltre 300.000 presenze di stranieri e quasi 2.200.000 presenze di italiani. Il Direttore Confcommercio Marche  analizza anche l’andamento sulle spiagge “che non è stato molto positivo a causa del meteo nei mesi di maggio, e luglio, con l’andamento in flessione rispetto allo scorso anno mentre a giugno, secondo un sondaggio condotto su imprese aderenti al SIB il Sindacato Italiano Balneari, c’è stata nelle Marche una crescita del 15% rispetto al 2018. Ad agosto ci attendiamo numeri con il segno più come per gli altri settori turistici. Sulle spiagge si stanno confermando le abitudini degli ultimi anni con week end da tutto esaurito e con alcune difficoltà durante la settimana”. Analizzate poi dai Centri Studi che fanno riferimento a Confcommercio alcune tendenze dell’estate 2019. Molti italiani, secondo un’indagine che riguarda tutti i tipi di vacanza realizzata da Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions, si dedicheranno a passeggiate (52,2%), escursioni e gite per conoscere il territorio (48%), ad attività legate alla località in cui soggiornano, quali eventi enogastronomici (35,3%), visita al patrimonio artistico (28,6%: monumenti, siti di interesse archeologico, musei e/o mostre) ed eventi tradizionali e folkloristici (21,8%) e sportivi (5,2%). Molta attenzione anche per spettacoli musicali (21,8%), attività sportive (18,2%), terme e centri di benessere (6%) e altri divertimenti in generale (33,8%). Secondo Fipe-Confcommercio per gli italiani è il cibo la prima voce nel budget del turista (6,5 miliardi la spesa per il cibo da parte degli italiani) e il fenomeno dell’estate è il food sharing ovvero la condivisione sui Social di foto di piatti e pietanze, da quelli degli chef a quelli casalinghi.

07/08/2019
Allarme di Confindustria Macerata sull’emergenza rifiuti: "A rischio imprese ed occupazione"

Allarme di Confindustria Macerata sull’emergenza rifiuti: "A rischio imprese ed occupazione"

"Sono sempre più in difficoltà le imprese della Provincia di Macerata che non riescono a collocare i rifiuti speciali prodotti dalle proprie attività negli impianti di destinazione finale". Confindustria vuole lanciare un allarme, richiamando in particolare l’attenzione delle Istituzioni e della collettività sulle preoccupanti ripercussioni al sistema produttivo locale, già fortemente compromesso da una lunga crisi economica e dal sisma 2016/2017:  "Si tratta ormai di una vera e propria emergenza che vede come fattori critici la chiusura di mercati esteri, che per anni avevano assorbito i materiali da rigenerare, e la carenza impiantistica nazionale e locale, dovuta principalmente a leggi confuse e ostative, burocrazia, difficoltà di localizzazione degli impianti, proteste della collettività". Le aziende lamentano - si precisa da Confindustria - un aumento dei costi di smaltimento in media del 50% rispetto allo scorso anno e la difficoltà di tenere in deposito presso il luogo di produzione i rifiuti che non trovano una collocazione finale, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’impresa stessa, con ovvie ripercussioni sui lavoratori e sul sistema produttivo provinciale. Il problema è ancor più sentito nella Regione Marche in cui è molto difficile costruire nuovi impianti di smaltimento e recupero rifiuti e ampliare quelli già esistenti. La principale discarica della Regione che riceve rifiuti speciali chiuderà entro la fine dell’anno, non esistono in Regione discariche per rifiuti inerti in grado di assorbire parte delle macerie del sisma ed è preclusa la possibilità di realizzare termovalizzatori e di produrre energia da CSS. "La localizzazione e realizzazione di qualsiasi tipo di impianto è di fatto ostacolata dai Comitati cittadini e le leggi nazionali bloccano le autorizzazioni al recupero a causa della mancanza dei criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto (c.d. End of Waste). Manca di fatto l’ultimo trattino per chiudere il cerchio - precisano da Confindustria Macerata - tanto auspicato nella nuova politica europea dell’”economia circolare”. Interi settori sono in difficoltà perché le aziende non sanno più come gestire molte tipologie di rifiuti tra cui ad esempio i fanghi di verniciatura e da depurazione, i residui organici a base solvente, i rifiuti plastici; nonché tutte le macerie ed i rifiuti che deriveranno dalla fase di ricostruzione post- sisma. Di fronte ad un simile quadro è evidente che la questione dei rifiuti rischia di diventare esplosiva come sta già accadendo in altre regioni d’Italia, dove depositi clandestini e cassonetti che bruciano mettono a rischio la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente, nonché la sopravvivenza delle imprese stesse". "Già dalla fine dello scorso anno la nostra associazione ha sottoposto all’attenzione delle amministrazione preposte la situazione di emergenza che si stava delineando e la necessità di arrivare all’autosufficienza impiantistica rispetto ai fabbisogni esistenti di collocazione dei rifiuti, in linea con quello che stava accadendo nelle altre Regioni d’Italia. Ad oggi la situazione non si è purtroppo ancora sbloccata e rischia di diventare seriamente pericolosa con l’annunciata chiusura della discarica Sogenus spa". Confindustria Macerata rivolge pertanto un appello alla Regione, alla Provincia, alle Amministrazioni locali ed alla collettività per individuare soluzioni rapide soprattutto sul fronte della programmazione degli interventi.

26/07/2019
Assemblea Cosmari, approvato il bilancio: "Il 2019 è l’anno più importante per porre le basi del futuro societario"

Assemblea Cosmari, approvato il bilancio: "Il 2019 è l’anno più importante per porre le basi del futuro societario"

Si è svolta lunedì 15 luglio, l’Assemblea dei Comuni Soci della Cosmari srl che ha deliberato i principali atti societari: l’approvazione del Bilancio 2018 e il Bilancio di previsione 2019. Presenti 25 comuni su 56 con una quota percentuale del pacchetto azionario superiore al 51%. In apertura di seduta, il Presidente Ciurlanti ha illustrato il raggiungimento degli obiettivi con un utile di esercizio pari ad €183.120,17. "I risultati in termini economico-finanziari sono stati raggiunti grazie a una corretta gestione dell’intero ciclo integrato dei rifiuti, compreso il trattamento delle macerie del sisma 2016 - ha affermato il Presidente -. Due emendamenti al bilancio sono stati posti a votazione dell’Assise: l’erogazione degli eco indennizzi, accantonati ma sospesi dal 2016 ed il riconoscimento del contributo destinato alla ristrutturazione della piccola chiesa di Santa Maria della Cona, nel territorio di Castelsantangelo sul Nera, come supporto alla rinascita ambientale e socio culturale di uno dei Comuni più martoriati dal sisma. Il Presidente Marco Graziano Ciurlanti ha sottolineato inoltre che "il 2019 rappresenta l’anno più importante per porre le basi del futuro societario. Verranno affrontate le complesse dinamiche organizzative relative alla governance interna e all’analisi dei processi sulle economie di gestione - ha affermato Ciurlanti - . Molte dinamiche saranno collegate alla stesura del Piano d’Ambito e relativi investimenti, nonché alla determinazione degli assetti di politica gestionale riguardo la nuova discarica, o ad accordi di smaltimento su altri ambiti. Anche l’analisi degli investimenti industriali avrà un ruolo fondamentale per l’Azienda e sarà preceduta da valutazioni strategiche, tecniche, finanziarie e di mercato. In ultima battuta, ma non per importanza, la definizione del ruolo di Cosmari nella gestione “post macerie pubbliche”, argomento che vuole essere affrontato con tutti gli interlocutori del sistema produttivo del territorio". "Questi temi – ha continuato Ciurlanti - sono oggi indilazionabili e vanno gestiti con la massima determinazione. Il Piano d’Ambito Provinciale, quindi dovrà contenere, sia il Piano degli Investimenti a medio - lungo termine, sia l’evoluzione economico/finanziaria con contestuale  adeguamento tariffario, ragguagliato alle direttive nazionali, quest’ultimo darà la possibilità all’Azienda di sostenere i necessari macro investimenti, migliorando la performance industriale, anche alla luce di un positivo sviluppo degli attuali livelli occupazionali. Analizzando i diversi prospetti presentati all’Assemblea, emerge un notevole minor introito per i materiali da recupero, circa 800/900 mila euro in meno rispetto alle medie storiche, dovuto a più fattori, tra i più incisivi, il calo dei prezzi di mercato e la riduzione della domanda internazionale di materie prime/seconde (come ad esempio la plastica) e la maggiore incidenza degli ammortamenti, dovuti agli importanti investimenti effettuati negli ultimi esercizi soprattutto sulla discarica di Cingoli. Peraltro, effettuando una semplice comparazione quantitativa tra l’anno di previsione 2019 ed il 2014, inizio dell’esercizio concessorio, emerge che l’azienda è riuscita non solo a mantenere ma addirittura a recuperare efficienza, ovviamente non riuscendo a coprire per intero i maggiori costi per gli investimenti non previsti." "Da considerare inoltre gli effetti inflattivi sul maggior fattore di produzione aziendale, cioè il costo del personale, che negli ultimi 6 anni è pari al 40,2% del costi di produzione con una crescita costante. Ingente, altresì, l’investimento pluriennale per l’ammodernamento della flotta veicoli di raccolta, del controllo satellitare e delle certificazioni per la sicurezza - ha concluso Ciurlanti -. Infine, è opportuno evidenziare che, rispetto al 2015, oggi la Società presenta un netto miglioramento del rating (da 8 a 3) e valutazione di affidabilità dell’impresa (Fonte ICCREA). Ciò indica, oltre l’evidente miglioramento della capacità creditizia dall’inizio dell’attuale governance ad oggi, anche l’evoluzione di ulteriori parametri fondamentali alla crescita di un’Azienda sana." Alla spiegazione del Presidente ha fatto seguito l'intervento del Direttore Generale Giuseppe Giampaoli, che ha sottolineato "come la proposta del previsionale 2019 rappresenti fedelmente lo stato dell’azienda, proiettata verso un futuro da grande azienda, con circa 550 unità lavorative e ricavi per oltre 50 milioni di euro. Una crescita esponenziale - ha continuato Giampaoli - destinata a proseguire nell’anno 2019, anche grazie al pieno affidamento in house del servizio d’igiene urbana e dei centri di raccolta comunali da parte di tutti i Comuni soci. Sarà anche l’anno del definitivo superamento dei postumi dell’incendio del 2015, con la completa ricostruzione dell’impianto interamente finanziato dal rimborso assicurativo, e del completamento dell’ultimo stralcio della discarica di Cingoli dove sono iniziate le prime operazioni di chiusura". Tra i progetti presentati da Giampaoli: il nuovo impianto di selezione distrutto dall’incendio del 2015, gli interventi sull’impianto di trattamento della frazione organica e di valorizzazione energetica della FORSU, l’avvio delle opere previste dall’ AIA, prima la nuova viabilità. In cantiere anche l’analisi di due nuovi impianti, quello di recupero materiali provenienti da pannolini e pannoloni, e l’altro sul trattamento dei residui della spazzatura stradale. In questa ottica assume particolare importanza la previsione AIA di smantellamento della vecchia linea di incenerimento. "Si confermano anche gli interventi per rilanciare e riqualificare i centri di raccolta comunali e la cultura del riuso attraverso azioni tese alla qualificazione del loro ruolo, nell’ambito della riduzione dei rifiuti. Nel settore della raccolta differenziata si attueranno progetti innovativi che punteranno ad una decisiva riqualificazione della qualità del servizio attraverso l’introduzione della tariffa puntuale - spiegano i vertici dell'azienda - . La sperimentazione ha già preso il via a Monte San Giusto e Castelraimondo, con l’attivazione di collaborazioni con aziende specializzate, nonché riqualificando la raccolta differenziata con l’introduzione di punti di raccolta informatizzata (Green Point)".    

17/07/2019
Come tenere al sicuro i propri risparmi

Come tenere al sicuro i propri risparmi

La nostra generazione è sicuramente abituata ai cambiamenti. In un mondo sempre più virtuale, i beni fisici stanno perdendo d’importanza a favore di quelli digitali. Siano essi i cd, i dvd, le fotografie, si tende sempre più a conservare i propri beni sotto forma digitale piuttosto che concreta. Anche la finanza si è adattata al trend, passando dai pagamenti in contanti a quelli tramite carta di credito. Il passaggio al denaro virtuale ha portato a molti passi in avanti nella sicurezza e nella gestione delle proprie finanze. Si può ora girare in tranquillità con una carta protetta da PIN, senza aver bisogno di contanti ingombranti e facili prede dei malintenzionati. Riusciamo adesso a spostare denaro a centinaia di chilometri in pochi giorni tramite dei semplici bonifici. Tutte queste innovazioni sono state adottate solo negli ultimi anni, e sarebbe impossibile pensare di tornare indietro ora che sono alla base della nostra vita quotidiana. Ad oggi, il sistema comunemente adottato per le funzioni finanziarie potrebbe trovarsi a un nuovo bivio. Siamo sicuri che la tecnologia che utilizziamo sia la più efficiente e sicura? L’avvento delle criptovalute, il cui exploit si è avuto ormai due anni fa, nel 2017, ha dimostrato tante cose, ma una in particolare: è tempo di cambiamento. Abituati al nostro sistema, ci è difficile comprendere perché si abbia bisogno di passare a uno nuovo. Viviamo sicuri delle certezze dateci da una tecnologia che per anni non sembra averci deluso. Nel nostro mondo finanziario, sebbene la tecnologia sia un punto importante della sicurezza dei nostri beni, facciamo riferimento sempre a un sistema centralizzato. La nostra banca ha accesso a tutte le nostre transazioni, a tutti i nostri dati e a tutti i nostri soldi. L’ascesa di Bitcoin e affini nel mondo finanziario non è avvenuta solamente per una corsa cieca alla speculazione, ma perché qualcuno ci ha visto, e continua a vederci, il futuro della finanza. Perché le criptovalute potrebbero essere il futuro. Quando Satoshi Nakamoto nel 2009 rilasciava il protocollo Bitcoin pubblicamente, non rivelava al mondo solamente la prima criptovaluta ma anche il primo esempio di tecnologia Blockchain. Ma spieghiamo prima in breve cosa sono le criptovalute e come funziona il sistema. La Blockchain è un libro mastro, disponibile pubblicamente, di tutte le transazioni avvenute all’interno di un sistema. Se andassimo a visitare la Blockchain di Bitcoin, disponibile online, potremmo vedere lo storico di tutte le transazioni mai avvenute, sin dal blocco genesi. I blocchi sono insiemi di transazioni in attesa di essere validati per essere aggiunti alla Blockchain. Affinché la transazione all’interno del blocco sia confermata, tutti i partecipanti del network devono acconsentire. Per dare l’ok si andrà prima sulla Blockchain a controllare che il conto che vuole inviare le criptovalute ne abbia ancora abbastanza a bilancio. Questo è possibile ripercorrendo tutte le transazioni in ingresso e in uscita da parte del conto in questione sulla Blockchain. Dove sta la sicurezza in tutto ciò? Pensiamo a come funziona una transazione standard nel nostro sistema finanziario. Se volessi inviare dei soldi a un altro conto, potrei accedere al mio portale di online banking e richiedere un bonifico verso tale iban. Il mio provider bancario osserverebbe la mia situazione contabile per confermarla in breve, nel caso la mia situazione contabile fosse corretta. La differenza sostanziale è qui: l’intermediario. Bitcoin è solo di chi lo possiede. I soldi che abbiamo sui nostri conti in banca sono accessibili non solo a noi, ma anche a quest’ultima. L’esempio di Cipro del 2013, quando la Banca centrale dovette utilizzare i soldi dei risparmiatori per finanziarsi ed evitare il collasso, ci fa capire come sia necessaria una buona dose di fiducia nelle istituzioni per prendere parte al mondo finanziario. Non essendo gestito da un’istituzione centrale, Bitcoin (come qualunque moneta nel mercato criptovalute) non può essere sottratto in alcuna maniera dal portafogli del proprietario. Questo implica non solo una maggiore sicurezza, ma anche una maggiore liquidità del sistema. I pagamenti infatti non posso essere ritirati indietro. Una truffa comune nella vendita di prodotti è quella del compratore che, dopo aver effettuato il pagamento e richiesto il prodotto, può chiamare la banca e annullare la transazione. Questo non può accadere con Bitcoin. Persino le aziende che forniscono servizi di portafogli non hanno in alcun modo accesso ai dati del cliente. Una volta scelto un provider di cui potersi fidare, come Kriptomat che eccelle in sicurezza, si avrà la certezza di essere gli unici in grado di accedere ai propri beni. Transazioni in pochi minuti, ovunque Siamo abituati ad attendere quantomeno un giorno perché una transazione avvenga dopo un bonifico, il tempo medio perché una transazione Bitcoin sia effettuata è di soli 10 minuti. Altre criptovalute hanno portato questo tempo a questione di secondi. Inoltre, queste transazioni possono essere effettuate da qualsiasi parte del mondo il che è un gran vantaggio quando ci si trova in paesi in cui il sistema bancario non è efficiente come potrebbe esserlo il nostro o in cui politiche instabili mettono a rischio i risparmi dei cittadini. A che punto siamo? I tempi di adozione di questa nuova tecnologia non potranno essere brevi, se ci sono voluti più di dieci anni affinché i commercianti si fidassero delle carte di credito forse sarà ancora più difficile per l’opinione pubblica fidarsi di un protocollo che non è rappresentato da nessuno. I successi sono però sotto l’occhio di tutti, la blockchain sta trovando svariate applicazioni in diversi campi data la sua elevata affidabilità e sicurezza. La sfiducia nelle istituzioni che caratterizza la nostra società sin dall’inizio di questa crisi economica potrebbe però essere un catalizzatore importante per cambiare il modo in cui conserviamo e spendiamo i nostri soldi.    

17/07/2019
Recanati, formazione Kaizen per i Giovani Imprenditori di Confindustria Macerata

Recanati, formazione Kaizen per i Giovani Imprenditori di Confindustria Macerata

I Giovani Imprenditori di Confindustria Macerata, guidati dal Presidente Paolo Carlocchia, hanno partecipato alla terza e ultima giornata formativa del corso svolto in collaborazione con il Kaizen Institute che si è tenuto in quest’occasione presso l’Azienda Grafiche Bieffe di Recanati. In particolare il corso si è svolto all’interno della Digitech, la nuova realtà aziendale del gruppo Bieffe dedicata esclusivamente alla stampa digitale, grazie alla disponibilità della giovane imprenditrice Silvia Biagiola, amministratrice di Digitech. Oltre a lei hanno partecipato Paolo Carlocchia (Map) Comunicazione e marketing, Riccardo Bertini (Plados), Lavelli da cucina, Luca Petteruti e Maura Gennaro (Impresa Calzolari) Edilizia, Matteo Piervincenzi (Calzaturificio Lepi) Calzature, Edoardo Giunchi (Baby Ketty) Calzature, Carlo Rotini (Simeg) Materiali da costruzione, Michele Sasso (Ubisive) Informatica. La formazione nell’azienda recanatese costituisce l’ultimo dei tre incontri svolti dal Kaizen Institute e rivolti ai Giovani Imprenditori. Si fonda sui principi giapponesi del miglioramento continuo che investe sia l’organizzazione quotidiana che tutti i processi aziendali nel lungo periodo. Il corso, tenuto dall’ing. Bruno Fabiano, applica una formazione non convenzionale, svolta direttamente in azienda, dove i ragazzi hanno avuto l’opportunità di utilizzare gli strumenti Kaizen per l’area ufficio e sevizi, impostando un piano di azione volto a migliorare l’organizzazione del team e gli standard aziendali.

16/07/2019
Come si effettua la conservazione delle fatture elettroniche pa

Come si effettua la conservazione delle fatture elettroniche pa

Il passaggio dalle tradizionali fatture cartacee alla versione elettronica rende possibile l’archiviazione di questi documenti con minore spreco di spazio. Per quanto riguarda le fatture elettroniche pa, esse sono obbligatorie ormai da lungo tempo, sono infatti disponibili dei programmi che ne permettono la gestione in ogni fase: dalla produzione fino alla conservazione. I software conservazione fatture elettroniche pa quindi in genere svolgono varie funzioni, tra cui anche quella di mantenere una copia di ogni fattura emessa e ricevuta nei rapporti con la pubblica amministrazione. La legislazione in merito Da sempre chi emette e riceve una fattura ha l’obbligo di mantenerne una copia per almeno 10 anni. Tale copia deve essere conforme a quanto previsto dalla legge, in modo che le fatture siano conservate in una versione non modificata né modificabile, quindi identica a quella ricevuta o inviata. Visto che oggi le fatture per i rapporti con la Pa devono essere in formato elettronico, c’è chi ritiene che sia sufficiente averne a disposizione una copia per seguire quanto previsto dalla legge. Per la conservazione fatture elettroniche pa è necessario invece avere a disposizione appositi software, visto che i documenti conservati devono contenere riferimenti che riguardano l’indice delle fatture e una marca temporale rilasciata da un ente certificato. Solo in questo modo la fattura elettronica conservata in un archivio, in azienda o sul cloud, ha il medesimo valore di un documento cartaceo con le apposite firme e marche da bollo, se necessarie. Snellire il processo Partiamo da un concetto di base: poter gestire le fatture completamente in versione elettronica è un importante vantaggio per le aziende. I documenti infatti non devono più essere stampati e conservati in ampi archivi: in alcune aziende di dimensioni da medie a grandi si è resa necessaria la creazione di archivi di dimensioni imponenti, che andranno via via a scomparire. La conservazione delle fatture elettroniche PA consente infatti di snellire ampiamente il processo, non solo dal punto di vista fisico, ma anche da un punto di vista generale; sono infatti disponibili software che consentono di gestire l’intero flusso della fatturazione elettronica, in ognuna delle sue fasi, dalla creazione o ricezione, fino alla conservazione secondo i termini e le forme di legge. Cosa si intende per conservazione sostitutiva Stiamo quindi parlando di un intero processo, che permette di identificare e segnare da un punto di vista temporale ogni singola fattura elettronica, anche in previsione di contenziosi o controlli futuri. Appare chiaro quindi che i software che permettono la conservazione delle fatture elettroniche pa devono anche consentire di applicare ad ogni documento gli appositi certificati che lo rendano non deteriorabile nel tempo. Questi certificati comprendono la marcatura temporale, così come la firma elettronica di tutte le aziende o i professionisti coinvolti. I file dei certificati verranno poi conservati in un database che potrà essere in cloud o in un archivio fisicamente presente in azienda, sottoforma di computer in grado di immagazzinare migliaia di dati. Articolo publi-redazionale 

10/07/2019
Sismabonus – L’Antitrust boccia lo sconto in fattura: va a danno dei piccoli imprenditori

Sismabonus – L’Antitrust boccia lo sconto in fattura: va a danno dei piccoli imprenditori

Confartigianato ha appreso con grande soddisfazione la recente pronuncia dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha riconosciuto e condiviso le ragioni espresse dall’Associazione in merito all’articolo 10 del Decreto Crescita, affermando che lo sconto in fattura per i lavori relativi a ecobonus e sismabonus rischia di distorcere la concorrenza a danno dei piccoli imprenditori. “La misura - afferma Maurizio Laici, Presidente interprovinciale della categoria Impiantisti-Termoidraulici di Confartigianato - prevede che i cittadini che effettuano lavori di riqualificazione energetica o antisismici, possono chiedere, in alternativa alla detrazione fiscale dal 50% all’85% spalmabile in 10 anni, uno sconto immediato sulle fatture da parte dell’impresa che ha realizzato i lavori. Sconto che l’impresa potrà farsi rimborsare dallo Stato tramite un corrispondente credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque anni. Inoltre, l’impresa potrà scegliere di cedere il credito così acquisito ai suoi fornitori di beni e servizi. Non potrà invece cederlo a istituti di credito e intermediari finanziari. Questo meccanismo penalizza le migliaia di piccole imprese del ‘sistema casa’ che non dispongono della capacità finanziaria per ‘anticipare’ lo sconto al cliente e non sono in grado di sopportare l’onerosità dell’operazione di cessione del credito. Di fatto, con la misura del Decreto Crescita rischiano di essere tagliate fuori dal mercato”. L’Antitrust ha infatti sottolineato come la norma, nella sua attuale formulazione, appare suscettibile di creare restrizioni della concorrenza nell’offerta di servizi di riqualificazione energetica a danno delle piccole e medie imprese, favorendo i soli operatori economici di più grandi dimensioni. Inoltre ha evidenziato che il nuovo sistema si pone, in ragione delle modalità prescelte per il trasferimento dei crediti fiscali dai soggetti aventi diritto ai fornitori, quale meccanismo fruibile solo dalle imprese di grande dimensione, che risultano le uniche in grado di praticare gli sconti corrispondenti alle detrazioni fiscali senza confronti concorrenziali, potendo compensare i correlativi crediti d’imposta in ragione del consistente volume di debiti fiscali, godendo anche di un minor costo finanziario connesso al dimezzamento da dieci a cinque anni del periodo di compensazione del credito d’imposta. “La disposizione normativa aspramente contestata da Confartigianato, – ha dichiarato il Presidente Renzo Leonori – introduce a tutti gli effetti una discriminazione fra operatori concorrenti. Per alcuni di essi è infatti impossibile mettere a disposizione tutti i diversi meccanismi di incentivazione previsti per la domanda di lavori di efficientamento energetico, avvantaggiando gli operatori di maggiori dimensioni e capacità finanziaria e rischiando poi di distorcere le dinamiche del mercato restringendo le possibilità di offerta per i consumatori finali. Siamo molto soddisfatti quindi per la pronuncia dell’Autorità Antitrust che ha colto a pieno le nostre rimostranze, volte a tutelare in primis i nostri piccoli imprenditori”.

04/07/2019

Quotidiano Online Picchio News

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