Economia

"Occorrono visioni strategiche": il monito della presidente Cna Moda Giuliana Bernardoni

"Occorrono visioni strategiche": il monito della presidente Cna Moda Giuliana Bernardoni

La Cna, insieme ad altri enti datoriali e sindacati, ha inviato al Presidente Draghi e ai Ministri economici del suo governo i numeri allarmanti del settore Moda. Il documento “Politiche per lo sviluppo del settore moda” contiene dati, cifre e proposte per il rilancio del settore. Giuliana Bernardoni, Presidente Cna Moda per la provincia di Macerata, evidenzia i punti più importanti: “I dati ci dicono che il 2020 ha superato in negativo quello che consideravamo come l’anno peggiore per il settore; lo scorso anno il calo di produzione è stato infatti doppio rispetto a quello del pessimo 2009, con -22,6 miliardi di euro di valore della produzione moda e con una previsione di entrate negativa del 31% per i settori tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria”. Questo settore, a dire il vero, è da oltre 10 anni che ha i numeri col segno meno ma il colpo dato dalla pandemia Covid è tremendo. Così la Presidente Cna Moda declina la crisi sul territorio: “se osserviamo il manifatturiero come macro settore, la sezione “C” degli Ateco per capirci, troviamo che in provincia di Macerata al 28 febbraio 2021 sono rimaste attive solo 4.052 ditte, ne mancano 139 rispetto al 1° gennaio dello scorso anno (-3,32%) ed in 10 anni il settore ha perso il 17% delle imprese, cioè 808 ditte in meno”. Prosegue la Bernardoni: “Il settore della fabbricazione di articoli in pelle (codice Ateco 15), al pari del settore delle industrie tessili, rappresenta più di un quarto della base produttiva (26,3%) dell'intero sistema moda; si tratta di una dimensione strategica molto importante che è in sofferenza da molto tempo”. L’appello della presidente Bernardoni: “Dobbiamo credere che ancora si possa fare qualcosa. Il settore si muove sempre con largo anticipo sulle stagionalità; occorre sostenere la riapertura immediata delle fiere di settore, sostenere finanziariamente modellistica, campionari, partecipazioni ad eventi in qualsiasi forma si realizzino". "Alla ripartenza non possiamo arrivare impreparati. Occorre una politica del credito diversa, sono necessari incentivi alle assunzioni e per l’eco-sostenibilità produttiva, sostegni all’internazionalizzazione e per il supporto verso la transizione digitale e l’innovazione tecnologica. - aggiunge Bernardoni -. Ai nostri Parlamentari locali chiederemo di appoggiare le nostre richieste anche in sede legislativa e di intervenire, per esempio, sui costi energetici con una riforma strutturale degli oneri generali di sistema, prevedendone la parziale defiscalizzazione”. La conclusione della dirigente Cna: “per la salvaguardia della filiera moda italiana c’è bisogno degli interventi d’emergenza anticipati sopra, insieme a provvedimenti di prospettiva; su tutti, la necessità di programmare fin da ora una formazione mirata all’innovazione e al ricambio generazionale. Abbiamo una filiera che necessita di una programmazione strategica e di una visione di medio e lungo termine. Siamo già in ritardo, mentre i costi corrono e le imprese chiudono”.  

28/04/2021
Matelica, i locali di via Merloni a disposizione delle aziende per i vaccini

Matelica, i locali di via Merloni a disposizione delle aziende per i vaccini

"La Fidea S.p.a e la Halley Informatica s.r.l. ci hanno comunicato di aver manifestato alla Regione Marche la volontà di aderire alla campagna di vaccinazione in azienda". Ad annunciarlo è l'Amministrazione Comunale di Matelica, attraverso una nota, in cui si informa altresì che saranno messi a disposizione per tale scopo i locali di via Merloni n. 8 (ex Hotel Massi) "dando la possibilità a tutte le aziende di Matelica di poter vaccinare i propri dipendenti". A tal fine la stessa amministrazione matelicese sta stipulando con la KOS care s.r.l. una convenzione per la somministrazione del vaccino al costo  di 18 euro per ogni inoculazione. "Chiaramente la campagna vaccinale sarà subordinata all’effettiva consegna delle dosi da parte della Regione" chiarisce il Comune.  

24/04/2021
Civitanova, zona industriale A 'a misura' di azienda: abbattute del 150% le tariffe sulla pubblicità

Civitanova, zona industriale A 'a misura' di azienda: abbattute del 150% le tariffe sulla pubblicità

Nell’ambito del “Regolamento per la disciplina del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico, di esposizione pubblicitaria e del canone mercatale”, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 30/3/2021, è stato previsto che le vie riferite alla “Zona Industriale A”, tornino ad essere considerate vie ordinarie e non vie speciali come era stato deliberato dalla precedente Amministrazione. Il ritorno al regime di vie ordinarie significa, già a partire dall’anno in corso, un abbattimento dei costi delle tariffe del 150% per tutti gli aspetti legati alla pubblicità (come ad esempio insegne, frecce direzionali e cartelli pubblicitari), a vantaggio degli imprenditori della zona, a lungo tempo costretti a pagare cifre ingenti o a dover rinunciare di avvalersi degli strumenti pubblicitari perché troppo onerosi. La delibera del Consiglio Comunale va quindi incontro alle esigenze degli imprenditori, già stremati dai danni riferiti alla pandemia e riconsidera la natura delle vie della zona impropriamente considerate speciali alla stregua delle grandi vie commerciali o ad alto flusso di persone. “La delibera del Consiglio Comunale – dichiara il Sindaco Ciarapica – con l’abbattimento del 150% delle tariffe è una ulteriore tangibile misura che testimonia la vicinanza dell’attuale Amministrazione verso coloro che sono stati colpiti dagli effetti di questa pandemia. L’auspicio è che la riduzione dei costi spinga gli imprenditori ad incentivare l’esposizione pubblicitaria delle proprie attività per vantaggi non solo economici ma anche morali, in quanto il riconoscimento visivo della propria azienda innalza il vanto e l’orgoglio di persone che con fatica, lavoro e sacrifici hanno costruito le proprie piccole imprese, contribuendo a comporre il tessuto di PMI che caratterizza l’economia complessiva di Civitanova Marche”.    

23/04/2021
Superbonus ristrutturazioni, Cna: "Così com’è non partirà mai, prezzi delle materie prime alle stelle"

Superbonus ristrutturazioni, Cna: "Così com’è non partirà mai, prezzi delle materie prime alle stelle"

Introdotto dal primo Decreto Rilancio, il Superbonus prevede la detraibilità al 110% dei costi sostenuti per quelle ristrutturazioni edili che vanno a migliorare l’efficienza energetica e la tenuta sismica degli edifici. Matteo Petracci, referente per CNA Macerata del settore Costruzioni, inquadra la situazione dell’agevolazione statale: “La misura è stata accolta positivamente da tutti in quanto contribuiva alla rigenerazione urbana, aiutava le famiglie a risparmiare, rimetteva in moto le economie di diversi settori, aumentava la sostenibilità ecologica del Paese e, da ultimo, metteva al sicuro molte abitazioni da eventuali nuovi terremoti”. La teoria che sta dietro al Superbonus è quindi perfetta; tuttavia, secondo i dati pubblicati dall’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, in tutto il territorio nazionale sono appena 6500 i cantieri avviati, meno di 150 quelli nella regione Marche: “Come spesso accade nel nostro Paese - spiega Petracci - la teoria e la pratica hanno distanze siderali. Molti sono i nodi emersi nella realtà applicativa del provvedimento, tanto che la maxi detrazione fiscale è ancora al palo”. Il referente dell’Associazione di categoria maceratese elenca le principali criticità: “Innanzitutto l’aumento indiscriminato dei prezzi delle materie prime che si è innescato; i costi di calcestruzzo, legno, isolanti e vernici sono cresciuti dal 10 al 30%, il ferro e l’acciaio sono più che raddoppiati, tutto ciò che viene impiegato nelle ristrutturazioni oggi costa di più. Di conseguenza, fioccano gli asterischi sui preventivi delle ditte fornitrici che, accanto alla cifra finale, specificano la riserva di poter aumentare i costi al momento dell’effettiva consegna della merce”. Sono quindi comprensibili ed evidenti le difficoltà degli operatori date da questa infinita incertezza: “I costi - sottolinea Petracci - sono diventati superiori ai prezzi stabiliti nei prezziari di riferimento e c’è la forte preoccupazione che questa speculazione possa rallentare la già non veloce ricostruzione post-sisma. Si tratta di un’inflazione settoriale a due cifre che mette a rischio la politica di efficientamento energetico e di rilancio dell’economia che cerca di far leva sulla riqualificazione del patrimonio edilizio, invalidando dal punto di vista nominale anche i massimali stabiliti per legge dei Superbonus oltreché i bilanci delle imprese”. L’occasione dei Bonus e dei Superbonus sembrava aver riacceso le speranze di un comparto penalizzato da più di 10 anni di crisi; ora, alla luce di quanto sta accadendo, l’ottimismo sta svanendo lasciando spazio alle incertezze: “Lo sentiamo dai nostri associati, il risultato prodotto da questa situazione è che oggi le imprese ci pensano bene prima di prendere nuovi lavori perché potrebbero rivelarsi a perdere e, fatto ancor più grave, si sta diffondendo l’idea che sia antieconomico lavorare nella ricostruzione; questo non ce lo possiamo permettere”. La CNA Macerata propone quindi 3 forti interventi da parte del legislatore. Chiede innanzitutto che i prezziari siano rivisti e aggiornati quanto prima possibile. "A questo occorre aggiungere una forte semplificazione delle procedure, accompagnata da una unica interpretazione delle norme e dei regolamenti; troppi attori pubblici coinvolti con proprie interpretazioni, tra Agenzia delle Entrate, Enea e vari Ministeri, si è creata una assurda sequela di discrepanze. Necessario anche far superare la prudenza delle banche nella fase di cessione del credito; questo atteggiamento si traduce in molti istituti nella richiesta di innumerevoli documenti per verificare i presupposti e le condizioni essenziali" conclude Petracci.  

23/04/2021
Marche, il rilancio del turismo parte anche dalla Russia: vertice a Mosca con il consigliere Putzu

Marche, il rilancio del turismo parte anche dalla Russia: vertice a Mosca con il consigliere Putzu

Una delegazione della Regione Marche rappresentata dal consigliere regionale Andrea Putzu (Presidente Commissione Sviluppo Economico) e Gianluca Caramanna (Consulente del Presidente per le Politiche del Turismo) nei giorni scorsi si è recata in Russia per lavorare a sinergie turistiche e commerciali di rilancio. La collaborazione con la Russia è un progetto fortemente voluto e sostenuto dal Presidente Francesco Acquaroli. La delegazione ha partecipato all'iniziativa "La Regione Marche e S7 Airlines verso nuove prospettive in Russia" svoltasi presso l'ambasciata d'Italia a Mosca alla presenza dell'Ambasciatore Pasquale Terracciano e della Responsabile Enit di Mosca Irina Petrenko. L'iniziativa che ha visto tra i relatori anche il Responsabile vendite per l'Europa di S7 Airlines Alexander Martynov ha avuto come scopo quello di promuovere e presentare l’ampia offerta turistica delle Marche ad una platea di selezionati tour operators e giornalisti di settore in Russia, in vista della ripartenza del settore turistico. La collaborazione con la compagnia aerea S7 si propone per sviluppare nuovi flussi turistici e commerciali nelle Marche utilizzando un partner strategico e molto presente in Italia. Appena sarà possibile, sempre in collaborazione con S7, la Regione Marche organizzerà un educational per far scoprire a nuovi operatori le bellezze e le potenzialità della nostra terra. I rappresentanti della Regione Marche hanno anche incontrato la Camera di Commercio Italo-Russa, nella loro sede di Mosca, per rafforzare i rapporti e scambi commerciali tra la nostra Regione e la Federazione Russa, Paese potenzialmente strategico per le nostre imprese.

22/04/2021
La “Ferrero” mette gli occhi su Potenza Picena: in cantiere progetto dedicato al nocciolo

La “Ferrero” mette gli occhi su Potenza Picena: in cantiere progetto dedicato al nocciolo

È stata la Cooperativa Agricola Montesanto, insieme all’Amministrazione Comunale di Potenza Picena, a fare da collegamento tra Regione Marche e l’Impresa agroalimentare Ferrero, per mettere in campo un progetto incentrato sulla coltivazione del nocciolo nelle Marche. Un discorso intrapreso già da qualche tempo con l’interessamento, proprio della Ferrero, alle colline marchigiane e in particolare alla zona del maceratese, con contatti avviati direttamente con la Cooperativa Agricola Montesanto di Potenza Picena. Un interesse che si sta concretizzando e allargando a tutto il territorio regionale: nei giorni scorsi si è tenuto un incontro a cui hanno preso parte il vicepresidente di Regione Marche ed assessore con delega all’Agricoltura Mirco Carloni, l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Potenza Picena Paolo Scocco, il Direttore e il Presidente di CAM Paolo Berardi e Filippo Degli Azzoni, il Presidente del Consorzio Agrario Provinciale di Ancona Alessandro Alessandrini e i rappresentanti della Ferrero.  “Primario interesse di Regione Marche - dichiara Carloni - è far coesistere sostenibilità ecologica ed economica delle nostre Aziende agricole. Per tale motivo è prioritario valorizzare il sapiente lavoro dei nostri agricoltori, valutando con attenzione le opportunità da cogliersi, mantenendo fede ai valori di biodiversità e tutela dell’ecosistema che rappresentano una eccellenza della nostra terra. Regione Marche è fortemente interessata ad approfondire le potenzialità della filiera, valutando con i dirigenti regionali, la possibilità di implementare misure di supporto all’interno del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) in grado di favorire il più ampio sviluppo della progettualità nell’ottica di un coinvolgimento di tutte le aree regionali vocate alla coltura”. Il prossimo mese di settembre ci sarà un nuovo bando regionale per le filiere agricole per il quale lo stesso Carloni ha garantito procedure più snelle e rapide atte a favorire un rilancio concreto dell’agricoltura territoriale. Da parte sua la Ferrero ha ribadito il proprio interesse prospettando un importante piano di investimenti che coinvolgerebbe svariate aree della nostra Regione, selezionate per le proprie caratteristiche vocate a produzioni di alta qualità.

21/04/2021
Nasce Cna Restauratori: Alessandara Bellucci presidente

Nasce Cna Restauratori: Alessandara Bellucci presidente

Prosegue l’ampliamento dell’attività di rappresentanza che la CNA Macerata sta ponendo in essere sia sui territori sia nei vari settori produttivi. Ultimo tassello in ordine di tempo la creazione del nuovo raggruppamento di mestiere dedicato ai restauratori della provincia di Macerata Si è quindi svolta ieri, in modalità on-line, la prima assemblea elettiva dei restauratori CNA che ha individuato la composizione e le priorità della presidenza provinciale di mestiere. In avvio di conferenza sono stati condivise con gli artigiani presenti le novità riguardanti il protocollo di sicurezza anti Covid per le imprese e le disposizioni in merito alle vaccinazioni in azienda, raccogliendo le necessità e le proposte specifiche del settore. Gli associati restauratori CNA Macerata hanno quindi individuato Alessandra Bellucci come nuova presidente che guiderà il gruppo di lavoro composto, oltre che dalla stessa presidente, da Adriana Malpiedi, Maria Pia Topa e Milko Morichetti. La neo presidente ha esposto le priorità del suo programma per il quadriennio che ha difronte: “dobbiamo riuscire a fare riconoscere alla figura del restauratore tutta la professionalità che incontestabilmente ha. Troppo spesso negli appalti pubblici si tenta di escludere la nostra figura senza badare al valore qualitativo dell’opera. Occorre che le amministrazioni pubbliche tengano sempre conto di questo aspetto se vogliamo mantenere intatte nel tempo le nostre bellezze”. Milko Morichetti ha quindi sottolineato la necessità di fare rete: “come restauratori ci dobbiamo integrare nel sistema economico più ampio presente sul territorio; auspico pertanto la costituzione di una rete con il sistema imprenditoriale che ruota intorno alla ricostruzione post sisma, con le imprese edili, con le amministrazioni pubbliche, con la Curia e con il Sovrintendente. Far parte di reti è anche un requisito indispensabile per non precluderci la partecipazione agli appalti più grandi. Avvertiamo per questo - prosegue Morichetti - la necessità di sviluppare un servizio informativo più efficace e capillare sulle procedure di gare ed appalti in essere”. Il mestiere del restauratore, come è emerso chiaramente dall’assemblea, è strettamente collegato con la cultura e quindi con il settore turistico: “il turismo – ha concluso la neo presidente Alessandra Bellucci -  sarà uno dei motori della ripresa economica post-pandemia; dobbiamo fare in modo che quando i turisti torneranno, trovino il nostro territorio più bello che mai”. I restauratori che vogliono aderire al progetto CNA possono contattare gli uffici dell’Associazione su tutto il territorio provinciale.  

16/04/2021
Macerata, preoccupa la scadenza delle moratorie bancarie del 30 giugno: l'analisi di Confindustria

Macerata, preoccupa la scadenza delle moratorie bancarie del 30 giugno: l'analisi di Confindustria

Forte preoccupazione per la scadenza delle moratorie bancarie del 30 giugno:  analisi e proposte di Confindustria Macerata:  “In questi mesi abbiamo visto come la pandemia abbia colpito tutto il sistema economico/sociale del Paese, una crisi di proporzione epocale. In particolare a risentire di questa grave difficoltà congiunturale è stato il settore dei servizi e dell’industria,  basti pensare alla filiera della moda e  dell’automotive. Ad esempio nelle Marche il settore calzaturiero ha registrato una forte contrazione dei livelli produttivi - 50% nel secondo trimestre dell’anno (il settore della Moda si è attestato attorno al 25%), in media cioè ha subito nel 2020 una variazione negativa del 21,9, inoltre l’andamento dell’attività commerciale delle imprese regionali rispetto al 2019 vede una flessione delle vendite del 25,5% sul mercato interno e del 25,8% sull’estero.Anche i livelli occupazionali di entrambi i comparti sono in calo (tra -1,5%) ed è invece in forte aumento nel 2020 il ricorso alla CIG: da 2,7 milioni a 12,7 milioni. Nello scorso anno tuttavia i prestiti bancari con garanzie pubbliche hanno attenuato la crisi di liquidità subita dalle imprese per il crollo dei fatturati. Il 30 giugno però scadranno le moratorie sui prestiti ed i fidi sospesi per € 130 mld (nelle Marche € 5 mld); le imprese  dovranno rimborsare i prestiti “emergenziali” assistiti dalle garanzie pubbliche ottenuti dopo l’inizio pandemia. D’altra parte, nel rinnovare i fidi, gli addetti all’istruttoria delle banche si troveranno a valutare bilanci per lo più in perdita a causa dei cali di fatturato registrati nel 2020 e tutto ciò in un contesto economico che permane sfavorevole e che risente pesantemente dei blocchi produttivi, in sintesi la situazione non è cambiata rispetto al 2020 anzi si è aggravata perché risente di più di un anno di enormi difficoltà. La scadenza delle moratorie rischia di fare precipitare una condizione già fortemente a rischio sia per le imprese che per le famiglie, in questo contesto allarmante gravano poi le regole emanate dall’EBA (Autorità Bancaria Europea) che impongono la classificazione automatica dell’impresa in “default” in presenza di una rata insoluta o di uno sconfino protratto per oltre 90 giorni consecutivi  e che rappresenti più dell’1% dell’ esposizione verso la banca, anche se di poche centinaia di euro. Si stima che circa il 20%  dei crediti sospesi è a rischio di classificazione a sofferenza. Confindustria Macerata esprime una forte preoccupazione per gli effetti che potrebbero determinarsi con la fine delle misure di sostegno al credito, un provvedimento che a nostro avviso non è gestito ne’ adeguatamente supportato da interventi istituzionali. La preoccupazione di Confindustria Macerata aumenta con la consapevolezza che se ogni liquidità sarà “assorbita” nella restituzione dei prestiti non ci sarà spazio per gli investimenti nel 2021. Problemi di liquidità si avvertono anche nel settore dell’Edilizia determinati dal fatto che nella ricostruzione cosiddetta “Leggera post sisma” le imprese edili hanno finanziato la riedificazione, ciò a causa di un sistema di stato di avanzamento dei lavori penalizzante che ha determinato importanti ritardi nell’esecuzione degli stessi e appesantimenti finanziari per le imprese stesse. Sono più di 4 anni che chiediamo ai Commissari che si sono avvicendati di porre rimedio a questo sistema di pagamento.Per ovviare a tale situazione di grave crisi è necessario predisporre con il Legislatore ed il Sistema Bancario una strategia condivisa di uscita graduale dal regime delle moratorie che nella nostra proposta si dettaglia nei seguenti punti: - la proroga delle misure in scadenza a giugno e l’estensione della durata dei prestiti garantiti dallo stato superiori a 30 mila euro; - la concessione da parte dell’EBA di maggiore elasticità alle banche nel trattamento dei crediti oggetto di moratoria; - la valutazione da parte delle banche dei dati di bilancio pre-covid, anche alla luce delle proiezioni di settore e ponderando gli aspetti qualitativi delle imprese e dei loro progetti; - il mantenimento dei fidi, acquisendo garanzie statali e con controgaranzia confidi, la previsione di periodi di pre-ammortamento nell’erogazione di nuova liquidità e l’allungamento delle scadenze. Confindustria Macerata chiede l’attenzione della politica regionale e nazionale. Occorre da subito creare i presupposti per non trovarsi impreparati o fuori dai “giochi” nel momento in cui il mercato interno ed estero ripartirà, se ciò dovesse accadere è a rischio un sistema economico, sociale e valoriale che ha caratterizzato per molti anni la nostra comunità determinando il  benessere del territorio.”

14/04/2021
Marche, 15 milioni per i settori messi in ginocchio dal Covid: “Fino a 7500 euro a dipendente”

Marche, 15 milioni per i settori messi in ginocchio dal Covid: “Fino a 7500 euro a dipendente”

Sarà pubblicato domani 15 aprile sul Bollettino Ufficiale l’Avviso per i contributi a fondo perduto che la Regione destinerà alle aziende dei settori messi più in difficoltà dalla crisi sanitari. Ben 15 milioni di contributi per il 100% a fondo perduto destinati alle aziende marchigiane localizzate nelle aree di crisi industriale e del sisma per un intervento che mira alla continuità occupazionale post-Covid, nonché alla ripartenza dell’attività aziendale delle micro, piccole e medie imprese locali. Requisito base affinché l’impresa ottenga il contributo, infatti, è la stabilità per almeno tre mesi dei propri dipendenti. L’intervento, fortemente voluto dall’assessore con deleghe alla Ricostruzione e alle Aree di crisi industriale Guido Castelli, d’intesa con il presidente Francesco Acquaroli, dà attuazione alla Delibera di Giunta (n.328) del 22 marzo 2021 e si avvarrà delle risorse del Por FSE 2014/2020 con l’obiettivo di dare continuità alla rete di sostegno che, grazie agli ammortizzatori, la normativa Covid ha fornito alle imprese a partire dal febbraio 2020. “Con questi fondi – spiega Castelli – la Regione punta a dare concreto respiro a tutte quelle piccole e micro attività di territori già svantaggiati messe ancor più in difficoltà dalla crisi economica provocata dal Covid. Interi comparti, come il commercio al dettaglio, la cultura, lo sport e la convegnistica, hanno dovuto fare i conti con lunghi periodi di chiusura o forte limitazione con conseguenze economiche drammatiche”. Nello specifico, l’avviso è destinato a micro, piccole e medie imprese del commercio, delle attività ricettive, dei servizi alla persona e alla produzione, delle attività culturali, creative, sportive e di intrattenimento, della filiera della convegnistica e organizzazione di eventi, oltre a tanti altri. Ogni azienda potrà beneficiare di un contributo a fondo perduto per ciascun lavoratore che, nel periodo dal 23 febbraio 2020 fino alla data di presentazione della domanda (tramite piattaforma Siform), ha fruito di ammortizzatori sociali ordinari o in deroga, con causale Covid-19, per almeno tre mesi anche non continuativi, è rientrato in servizio da almeno 6 mesi, anche in questo caso non continuativi, e che risulta ancora in forza all’azienda. L’agevolazione sarà di importo forfettario, parametrata alla tipologia di contratto a tempo indeterminato, full time o part time non inferiore al 30%, e compresa, per ogni lavoratore, tra un minimo di 2.250 ed un massimo di 7500 euro, fino ad un importo complessivo di 50.000 euro per ogni azienda. “Per dare una risposta tempestiva alle imprese che avranno diritto - continua l’Assessore - la procedura sarà valutativa a sportello e articolata in tre finestre di presentazione delle domande: la prima partirà il 26 aprile e durerà fino al 15 luglio, la seconda dal 16 luglio al 15 settembre, l’ultima dal 16 settembre al 30 novembre 2021”. Condizione essenziale per beneficiare dei fondi, data dallo scopo dell’Avviso di salvaguardare la continuità occupazionale, è il mantenimento per ulteriori tre mesi da parte dell’impresa dei lavoratori per i quali hanno ricevuto il contributo.

14/04/2021
Confcommercio Marche alza la voce e chiede le riaperture: "Nel 2020 persi oltre 4 miliardi di euro"

Confcommercio Marche alza la voce e chiede le riaperture: "Nel 2020 persi oltre 4 miliardi di euro"

"Una data certa per le riapertura delle attività della ristorazione e della somministrazione, delle imprese dell’intrattenimento da ballo, delle imprese balneari e delle imprese che operano nel catering e banqueting" E’ la richiesta forte e chiara emersa nel corso della manifestazione Confcommercio Marche-Fipe (la Federazione dei Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio) che si è tenuta questa mattina, sotto una pioggia che via via si è fatta più insistente, nel piazzale della Sede Direzionale Confcommercio Marche Centrali di Ancona in via Sandro Totti luogo individuato per motivi di sicurezza. La mobilitazione, di carattere nazionale, è stata indetta per protestare contro i provvedimenti del Governo che oltre a non sostenere adeguatamente il settore sta tentennando pericolosamente sul tema delle riaperture come ha ricordato il Direttore Confcommercio Marche prof.Massimiliano Polacco presentando l’iniziativa: “La crisi generale che sta colpendo la categoria non è più sostenibile – le sue parole –. Per questo siamo qui a richiedere un impegno preciso al Governo e alla Politica: vogliamo una data certa per ripartire in sicurezza”. Il cuore della manifestazione nazionale è stato Roma dove hanno parlato il Presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia Carlo Sangalli e il Presidente Fipe-Confcommercio, nonché Vice Presidente Vicario di Confcommercio, Lino Stoppani che hanno ribadito le ragioni di una protesta civile ma determinata. All’ ‘Assemblea in piazza’, come è stata denominata questa mobilitazione, di Ancona hanno partecipato anche alcuni rappresentanti istituzionali per supportare le richieste di Confcommercio Marche. Presenti il Vice Presidente della Regione Marche Mirco Carloni, il Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli e il Presidente della Camera di Commercio Gino Sabbatini che hanno dato il loro contributo esprimendo il sostegno al mondo dell’imprenditoria. Poi la parola è passata agli imprenditori e ai collegamenti diretti con le città e tra queste Ancona oltre a Genova, Napoli, Firenze. “Abbiamo voluto dare voce a tutte le Imprese che sono rappresentate dalla Fipe-Confcommercio – ha detto lo Chef stellato Moreno Cedroni Presidente di Confcommercio Marche-Fipe –, per dare un segnale forte al Governo. Per noi #ILFUTURONONsiCHIUDE, per questo Vogliamo riaprire subito in sicurezza!”. Nel corso della manifestazione sono stati resi noti alcuni dati regionali inerenti il settore. Un quadro drammatico se si pensa che secondo l’Ufficio Studi Confcommercio Marche nel 2020 sono stati persi 4 miliardi E 700 mila euro , con una flessione del -12% del PIL. Solo il comparto della ristorazione ha perso 1 miliardodi euro di PIL. Il crollo dell’occupazione nel territorio è di 65.000 unità di cui 38 mila del settore Turismo e Ristorazione. (anno 2020). Per i primi 3 mesi del 2021 si ipotizza una perdita di 2 miliardi di euro (per il settore Terziario) nel territorio delle Marche (i saldi e la Pasqua incidono pesantemente in tutto il settore commercio e ristorazione, in particolare per il comparto Abbigliamento Moda). La ristorazione nelle Marche ha perso oltre 450 milioni di euro nei primi 3 mesi del 2021. Dati che definire allarmanti è riduttivo, per questo l’appello del Presidente Confcommercio Marche Centrali Giacomo Bramucci è sembrato una vera e propria esortazione alla Politica: “E’ necessario – ha detto Bramucci a chiusura della mobilitazione –, far ripartire l’intero comparto del Terziario definendo e programmando le aperture in maniera chiara e definitiva”.

13/04/2021
Il titolo Tod's continua a volare in Borsa: è ancora "effetto Chiara Ferragni"

Il titolo Tod's continua a volare in Borsa: è ancora "effetto Chiara Ferragni"

Segnano ancora un forte rialzo le azioni Tod's che a Piazza Affari al momento passano di mano intorno al +8% a 35,6 euro per azione. Il titolo è sotto i riflettori dall'annuncio, lo scorso 9 aprile, dell'ingresso in cda di Chiara Ferragni. Rispetto al valore della chiusura in Borsa alla vigilia, l'8 aprile, gli acquisti sul titolo hanno portato ad oggi ad un rialzo intorno al 24%. Già nel 2017 Chiara Ferragni aveva lavorato con Tod's per una mini-collezione (#chiaralovestods) dedicata all'estate in cui aveva reinterpretato due dei campioni d’incassi del gruppo. Ma la capsule collection dai toni del rosa cipria non era bastata, da sola, a risollevare i conti. Tod's, infatti, è passata dai 963 milioni di vendite del 2017 con utile netto di 71 milioni e una posizione finanziaria positiva per 9,3 milioni, ai 940 milioni di ricavi del 2018 con un utile di 47,1 milioni, fino a chiudere il 2020 con 637 milioni di fatturato (-30% sul 2019), un rosso di 73 milioni (46 milioni di profitti un anno prima) e un debito di 124,9 milioni (escludendo i 396,4 milioni delle passività per i contratti di affitto dei negozi). Ecco, quindi, che quattro anni dopo, per l’imprenditrice ed influencer  si è spalancata la porta dei vertici di Tod's. (Fonte Ansa) 

13/04/2021
CNA Macerata, il nuovo presidente del settore autotrasporto sarà Nazzareno Latini

CNA Macerata, il nuovo presidente del settore autotrasporto sarà Nazzareno Latini

L'assemblea territoriale della CNA FITA di Macerata, alla conclusione della parte convegnistica intitolata provocatoriamente “In attesa dei droni, ascolto e confronto sui problemi del trasporto merci e persone” ha eletto presidente di mestiere del settore autotrasporto per il nuovo quadriennio associativo, Nazzareno Latini imprenditore autotrasportatore di Appignano. Il gruppo di lavoro che per l'occasione si è costituito in affiancamento al nuovo presidente vede la presenza di Simone Antolini, già portavoce provinciale della categoria per il quadriennio appena concluso ed ora anche designato delegato all'assemblea regionale FITA Marche, Paolo Cardarelli titolare dell'impresa di autotrasporti con sede a Sant'Angelo in Pontano e Mattia Camilli operatore del trasporto merci di Civitanova Marche. L'assemblea, che si è svolta congiuntamente alle CNA di Fermo ed Ascoli Piceno, ha visto gli interventi del presidente regionale della CNA e Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, del portavoce regionale trasporto persone della CNA Marche Simone Magellano, di Riccardo Battisti responsabile regionale del settore autotrasporto della CNA, di Massimo Capriotti, direttore territoriale del confidi Uni.Co. All'evento, seguitissimo on-line da imprenditrici e imprenditori del settore, sono intervenuti il professor Stefano Pollastrelli direttore del dipartimento di giurisprudenza dell'università di Macerata e docente ordinario di diritto della navigazione e dei trasporti, l'assessore regionale Guido Castelli coinvolto nella sua molteplicità di deleghe ed in particolare quelle riferite ai trasporti e alle reti regionali di trasporto, bilancio e credito. La presenza dell’Assessore Castelli è stata occasione per la CNA di rappresentare approfonditamente le difficoltà specifiche del settore, problemi che la pandemia ha esasperato. Il neo presidente Nazzareno Latini ha fatto il punto della situazione del settore: “Il trasporto persone è fermo da ben prima del lockdown di marzo 2020, con i viaggi di istruzione sospesi sin dall’inizio del vecchio anno scolastico ed inoltre poco ha funzionato l’integrazione con il complessivo del Trasporto Pubblico Locale. Pochi e modesti i ristori che, peraltro, non possono rappresentare la soluzione per la sopravvivenza delle imprese. La CNA, con l’occasione, ha ribadito la richiesta di esonero della tassa di possesso per le imprese di trasporto persone”. Anche sul versante del trasporto merci la situazione non è molto diversa: “siamo in continua contrazione nel numero di imprese – sottolinea Latini - con diminuzione superiore alle medie degli altri settori economici; qui si scontano anche tutte le difficoltà che il rallentamento complessivo dell’economia territoriale sta registrando e che si aggiungono a quelle logistiche della carenza di infrastrutture, di minaccia ai bilanci aziendali derivante dagli aumenti incontrollati del costo del gasolio. Speriamo solo di non dover ricordare anche la sciagura, perché tale sarebbe, dell’azzeramento dei rimborsi delle accise sul gasolio stesso”. L’attenzione che l’Assessore Castelli ha riservato alla vasta e molteplice rassegna di criticità e problemi lascia ben sperare nel fattivo sostegno dell’azione sia politica, sul fronte delle scelte strategiche per porto, aeroporto e rete di viabilità nazionale e locale, sia amministrativa con la verifica di decontribuzioni per il settore. Riccardo Battisti, responsabile regionale del settore autotrasporto della CNA, apre il grande tema dei rinnovi dei piani di trasporto pubblico: “Sarà interessante proseguire nell’offerta di contributi ed idee per cogliere, nella ridefinizione degli obiettivi e modalità, alcune possibilità di miglioramento e redistribuzione del servizio ai cittadini marchigiani riavvicinandoli a trasporto collettivo”.  

12/04/2021
Regione Marche mette sul piatto 1,5 milioni di euro. Carloni: "Oltre ai ristori, puntiamo sugli investimenti"

Regione Marche mette sul piatto 1,5 milioni di euro. Carloni: "Oltre ai ristori, puntiamo sugli investimenti"

La Regione Marche investe 1,5 milioni di euro per rilanciare il settore del commercio nel 2021. Su proposta del vicepresidente Mirco Carloni, la Giunta regionale ha approvato e trasmesso alla competente Commissione consiliare dell’Assemblea legislativa, per il previsto parere, il programma di utilizzo delle risorse. “La situazione che stiamo vivendo e affrontando è veramente difficile. Tra i comparti più colpiti dalle restrizioni imposte dal Covid-19 figura sicuramente quello del commercio che vogliamo sostenere e rilanciare con tutte le opportunità disponibili – afferma il vicepresidente - Oltre ai ristori, previsti da altri provvedimenti, con il Programma 2021 puntiamo anche sugli investimenti. Nostro intendimento è quello di aumentare ulteriormente le risorse nel corso dell’anno, in modo da favorire più imprese commerciali possibili in questa operazione di rilancio post pandemia”. Il Programma si articola in cinque settori di intervento. I primi due finanziano le piccole e medie imprese commerciali che realizzano ristrutturazioni, ampliamenti e acquisto di attrezzature. A disposizione avranno 1,3 milioni di euro a fondo perduto, parte dei quali riservati alle attività svolte nei comuni sotto i cinquemila abitanti. Il terzo interviene, sempre con contributi a fondo perduto, rafforza la sicurezza delle attività sottoposte al rischio di criminalità con l’installazione di sistemi antintrusione. Il quarto e il quinto intervento promuovono, da un lato, il settore fieristico e, dall’altro, la diffusione dei negozi di vendita dei prodotti sfusi e alla spina. Sono queste attività che valorizzano, in particolare, le produzioni biologiche, naturali e da filiera corta, con una trasparenza dei prezzi sempre apprezzata dai consumatori. L’ultimo intervento prevede contributi alle attività iscritte nel registro regionale del commercio equo e solidale per adeguare gli spazi di vendita.

12/04/2021
Bandi per la creazione di impresa: come partecipare, incontro tra i sindaci e Cna

Bandi per la creazione di impresa: come partecipare, incontro tra i sindaci e Cna

Nonostante la forte crisi economica in atto, sono molti i beneficiari che negli ultimi mesi hanno presentato domanda per aprire una nuova partita iva. Giovani e meno giovani residenti in diversi territori e con diverse idee imprenditoriali in testa, usufruiranno del contributo a fondo perduto di almeno 15.000 euro per avviare la loro impresa. Pochi i requisiti richiesti da questi bandi che individuano come beneficiari i disoccupati iscritti regolarmente ai Centri per l’impiego, residenti in alcune zone specifiche della nostra regione. Le aree geografiche incluse nelle varie pubblicazioni del bando “Creazione di impresa” sono di volta in volta cambiate: dalla già citata Area di crisi complessa fermano-maceratese, ai Comuni della Regione Marche ricadenti nella Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) o nei Comuni capoluoghi di provincia individuati come aree di ITI (Investimenti Territoriali Integrati). Tutte le disponibilità di risorse destinate alle diverse aree sono state impiegate rapidamente, tranne quelle riservate ai Comuni ricadenti nella Strategia Nazionale Aree Interne, che ammontano a 270.000 euro ed un nuovo bando per la creazione di impresa riservato ai residenti disoccupati nell’area di “Crisi AdP Merloni”. Per illustrare le modalità di partecipazione a questi bandi, la CNA Macerata ha organizzato un incontro on-line in programma sulla piattaforma zoom e in diretta tv sul Canale 14 Marche, lunedì 12 aprile alle ore 19:15 (collegamenti zoom dalle 19,00). A presentare il bando sarà il direttore del confidi regionale Uni.Co. di Macerata Massimiliano Moriconi. Ospiti dell’incontro saranno: Alessandro Gentilucci, Presidente dell’Unione montana Marca di Camerino e Presidente capofila per l’area SNAI di Macerata, Luca Piergentili Sindaco di Sarnano, Giuliano Ciabocco Sindaco di San Ginesio, Matteo Pompei Sindaco di Monte San Martino, Stefania Cardinali vice a Penna San Giovanni. Per partecipare all’iniziativa su zoom è necessario scrivere le proprie generalità via mail all’indirizzo comunicazione@mc.cna.it, mentre sul sito internet di CNA Macerata www.mc.cna.it è disponibile l’elenco completo dei Comuni i cui residenti posso presentare domanda.  

11/04/2021
Autotrasportatori Cna a convegno: appuntamento per il prossimo 10 aprile

Autotrasportatori Cna a convegno: appuntamento per il prossimo 10 aprile

La Fita, storica sigla della Cna nel mondo dell’autotrasporto, si dà convegno per il prossimo 10 aprile per fare un “pit stop” sul settore del trasporto merci e persone e per rinnovare le cariche sociali dei direttivi di mestiere nelle rispettive realtà territoriali delle CNA di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Un evento congiunto on line, come ormai di questi tempi anche gli autotrasportatori si sono abituati a fare, per un appuntamento che vuole rappresentare, al di là degli adempimenti statutari, un’opportunità di incontro da parte di imprenditori alle prese con problemi vecchi e nuovi nel trasporto di persone e cose. “In attesa dei droni, ascolto e confronto sui temi dell’autotrasporto merci e persone”: è il titolo in parte provocatorio che verrà affrontato negli interventi di Luciano Barattini, Portavoce nazionale Fita CNA trasporto merci e Riccardo Battisti, responsabile regionale della Fita CNA delle Marche; è previsto l’intervento dell’assessore regionale Guido Castelli che, tra le altre deleghe, ha quella ai trasporti e reti regionali di trasporto. Un’occasione per condividere situazioni che, sempre più esasperate, caratterizzano il settore e per cercare insieme la ragionevolezza di proposte ed azioni in grado di affrontare alcuni dei nodi che la categoria quotidianamente si trova ad affrontare. La preoccupazione generale è quella che, nel vedere i camion in attività, si possa pensare che, alla fine, il settore stia reggendo. Non è così, purtroppo: viaggiare con autocarri vuoti per metà o del tutto nei viaggi di rientro non solo è diseconomia, ma diventa fallimento; vedere la risalita vertiginosa del costo del gasolio che si scarica tutto sul trasportatore è una rimessa continua che si evidenza ancora di più con il lavoro, se e quando c’è, ridotto al lumicino; la paralisi del traffico per cantieri ed inefficienze del sistema della viabilità autostradale ed ordinaria è un ulteriore elemento che concorre ad appesantire un’impresa di trasporto con il rischio che, quando si parla di futuro in poche potranno vederlo. I dati sono rappresentativi di una realtà di impresa che, se da un lato ha bisogno di ammodernamenti, dall’altro non riesce a programmare il futuro e gli investimenti. Se poi si dovesse eliminare il recupero delle accise, un parziale rimborso del maggior costo, oltre il costo industriale, che mette l’Italia ai primi posti per il prezzo di gasolio in Europa, allora sarebbe la disfatta per la maggior parte delle imprese. Le tre realtà provinciali sono tutte caratterizzate, come la regione Marche, dal segno meno nel confronto dei dati al 28 febbraio 2021 rispetto alla stessa data del 2011: un periodo di osservazione di 10 anni che non lascia troppo spazio alla fantasia e che ha dinamiche negative differenti nei tre territori provinciali osservati. C’è una perdita di peso specifico del segmento trasporto nel quadro delle singole economie provinciali che va ben indagata per garantire la tenuta di un settore che resta fondamentale per far girare l’economia. Al termine della parte convegnistica, anche la Fita Cna di Macerata con il suo presidente del settore procederà al rinnovo dei quadri dirigenti e dei rispettivi gruppi di lavoro territoriali, come previsto dal rinnovato statuto della CNA. Per partecipare alla parte pubblica, le credenziali di accesso vanno richieste a mezzo mail a: comunicazione@mc.cna.it.                  

09/04/2021
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