Economia

Da New York a Tokyo, Camera di commercio Marche porta nella regione le Camere di commercio italiane all'estero

Da New York a Tokyo, Camera di commercio Marche porta nella regione le Camere di commercio italiane all'estero

Il 7 ottobre a Colli del Tronto una giornata di incontri B2B tra i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e le imprese. Un’occasione di confronto diretto sui mercati internazionali per le aziende. Rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero incontreranno il 7 ottobre le imprese marchigiane all’Hotel Il Casale di Colli del Tronto. La giornata prevede incontri B2B tra imprese e interlocutori della rete camerale italiana all’estero. Hanno già confermato la propria presenza i rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane all’Estero di Città del Guatemala, Ho Chi Minh City, Hong Kong, Izmir, Johannesburg, Lione, Londra, Melbourne, Montreal, New York, Pechino, Tokyo e Varsavia. Sono inoltre in fase di conferma altre adesioni. La giornata sarà anche occasione di incontro e scambio tra i Segretari Generali delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, riuniti a Colli del Tronto per la Convention. L’iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con le Aziende Speciali TECNE, LINEA e LINFA e con Assocamere Estero, ed è rivolta a tutte le imprese marchigiane interessate ad avviare o consolidare percorsi di internazionalizzazione. "Il rapporto diretto con le reti camerali italiane all’estero rappresenta un'opportunità concreta per le nostre imprese, perché consente di conoscere meglio i mercati, intercettare interlocutori e costruire relazioni utili ai percorsi di internazionalizzazione", sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. "Con Open Marche vogliamo mettere a disposizione delle imprese marchigiane un'occasione di confronto diretto e qualificato, rafforzando il ruolo della Camera di Commercio come punto di riferimento per chi guarda ai mercati internazionali". La partecipazione agli incontri è gratuita e sarà subordinata all'iscrizione. Seguiranno nei prossimi giorni ulteriori informazioni sulle Camere partecipanti, sulle modalità di adesione e sul programma della giornata.

29/09/2026 10:50
Prestiti, quanto chiedono i maceratesi e in quanto tempo li restituiscono?

Prestiti, quanto chiedono i maceratesi e in quanto tempo li restituiscono?

A settembre i cittadini della provincia di Macerata che hanno richiesto un prestito personale hanno chiesto, in media, 9.767 euro. È uno dei dati che emergono dall’Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, che fotografa l’andamento del credito al consumo nel mese di settembre 2026. Il dato maceratese è inferiore alla media regionale, che si attesta a 10.148 euro. La differenza è di 381 euro. In provincia il piano di rimborso medio è di 5 anni e 1 mese, mentre l’età media di chi presenta la richiesta è di 43 anni e 3 mesi. A livello regionale, la liquidità rappresenta la principale finalità per cui viene richiesto un prestito, con il 43% delle domande. Seguono l’acquisto di un’auto usata, al 18%, e il consolidamento dei debiti, al 16,8%. Il dato disponibile non consente invece di attribuire queste percentuali nello specifico alla provincia di Macerata. Guardando agli importi, nelle Marche le richieste più consistenti riguardano la ristrutturazione della casa, con una media di 18.095 euro, seguita dal consolidamento, con 17.241 euro, e dal motoveicolo usato, con 12.600 euro. Per un motoveicolo nuovo la richiesta media scende invece a 3.533 euro. Il quadro regionale arriva in un momento nel quale il costo dei prestiti personali mostra una lieve inversione di tendenza. A settembre il TAEG medio scende all’8,38%, 14 punti base in meno rispetto ad agosto. Nel terzo trimestre, invece, la media era stata dell’8,49%, secondo l'Osservatorio di Segugio.it.  Diverso l’andamento della cessione del quinto. A Macerata l’importo medio richiesto raggiunge 16.937 euro, con una durata media di 6 anni e 8 mesi e un’età media dei richiedenti di 46 anni e 4 mesi. Anche in questo caso il dato provinciale si colloca sotto la media regionale: nelle Marche l’importo medio richiesto per la cessione del quinto è infatti di circa 20.360 euro. I pensionati rappresentano il 35,5% delle richieste regionali, mentre dipendenti privati e pubblici sono entrambi al 32,3%. Sul fronte dei tassi, a settembre la cessione del quinto per i dipendenti privati si mantiene al 7,13%, mentre quella destinata ai dipendenti pubblici scende al 5,35%. Per i pensionati, invece, il TAEG medio sale dal 7,42% al 7,69%. La fotografia di settembre restituisce dunque, per la provincia di Macerata, richieste di prestiti personali mediamente inferiori rispetto al dato marchigiano, con finanziamenti che vengono rimborsati in poco più di cinque anni. Per la cessione del quinto, invece, l’importo medio richiesto sfiora i 17mila euro, con piani di rimborso che si avvicinano ai sette anni. I dati dell’Osservatorio si riferiscono alle richieste elaborate attraverso il portale Segugio.it e rappresentano quindi il comportamento degli utenti che utilizzano il comparatore, non l’intero mercato del credito della provincia

28/09/2026 14:48
Calzature, nelle Marche export in calo del 9,9%: persi 73 aziende e 1.356 posti di lavoro

Calzature, nelle Marche export in calo del 9,9%: persi 73 aziende e 1.356 posti di lavoro

Il calzaturiero marchigiano chiude il primo semestre del 2026 con un bilancio ancora difficile. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, l’export delle Marche è sceso del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, fermandosi a 540,3 milioni di euro. A pesare sono soprattutto le difficoltà sui principali mercati internazionali, mentre sul fronte produttivo si registra una contrazione sia del numero delle imprese sia degli occupati. Il dato regionale si inserisce in uno scenario internazionale ancora caratterizzato da instabilità e tensioni geopolitiche. A livello nazionale, il settore calzaturiero ha chiuso il primo semestre con un fatturato in calo del 2,3%, mentre l’export nei primi cinque mesi dell’anno ha segnato una flessione del 2,4%. Nonostante il rallentamento delle vendite all’estero, il saldo commerciale è invece cresciuto del 9,6%, raggiungendo 2,16 miliardi di euro. Per le Marche il quadro appare più complesso. Le prime cinque destinazioni dell’export, che complessivamente rappresentano il 48,1% del totale, mostrano andamenti differenti. La Francia cresce del 4,3%, mentre diminuiscono le esportazioni verso Germania (-3,8%), Stati Uniti (-8,6%), Cina (-19,7%) e Paesi Bassi (-10,7%). Particolarmente pesante è la contrazione registrata verso alcuni mercati extraeuropei. L’export marchigiano di calzature verso il Medio Oriente è diminuito del 33,8%, mentre quello verso la Russia ha registrato un -43,5%. Alle difficoltà sui mercati si aggiunge la contrazione della struttura produttiva. Secondo le stime del Centro Studi Confindustria Accessori Moda, elaborate su dati Infocamere-Movimprese, tra industria e artigianato il numero delle imprese attive – considerando calzaturifici e produttori di parti per calzature – è diminuito di 73 aziende rispetto a dicembre scorso. Ancora più significativo il dato relativo all'occupazione: il saldo è negativo per 1.356 addetti. Sul fronte degli ammortizzatori sociali arriva invece un segnale meno negativo. Le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera della pelle sono diminuite del 20,5%, attestandosi a circa 2,4 milioni di ore. A livello nazionale, Assocalzaturifici sottolinea comunque la capacità del comparto di mantenere una forte presenza sui mercati internazionali. «Il settore calzaturiero italiano continua ad affrontare una congiuntura economica complessa in continuità con il 2025 – commenta la presidente di Assocalzaturifici, Giovanna Ceolini – tiene comunque un certo posizionamento nella manifattura e continua a dimostrare capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale». Secondo Ceolini, le imprese stanno reagendo alle tensioni geopolitiche, al rallentamento della domanda e all'aumento dei costi. A rappresentare un elemento di forza resta il saldo commerciale, cresciuto del 9,6% nei primi cinque mesi dell’anno. «È un risultato che testimonia la competitività delle nostre imprese e la capacità del Made in Italy di continuare a creare valore anche in una fase particolarmente difficile», sottolinea la presidente. Qualche segnale positivo arriva anche dal mercato interno. Nel primo semestre gli acquisti delle famiglie italiane di calzature sono aumentati di circa il 2%, sia in volume sia in valore. A trainare la ripresa sono soprattutto le calzature da donna, che registrano una crescita del 4% sia nelle quantità acquistate sia nella spesa. In aumento anche le calzature sportive e le sneakers, che segnano un +1,5% e rappresentano ormai oltre il 42% della spesa complessiva. Per il comparto, dunque, il quadro resta caratterizzato da luci e ombre. Da una parte la capacità del sistema calzaturiero italiano di mantenere un saldo commerciale positivo e di intercettare alcuni segnali di ripresa dei consumi; dall'altra, per le Marche, una contrazione significativa dell’export e un ridimensionamento della base produttiva e occupazionale. Per Assocalzaturifici, la priorità è ora sostenere le imprese attraverso interventi in grado di rafforzare competitività, investimenti e occupazione, così da preservare il ruolo del settore tra le eccellenze del Made in Italy.

28/09/2026 11:38
Caro carburanti, l’allarme degli autotrasportatori: “Rischiamo di non avere liquidità per fare rifornimento”

Caro carburanti, l’allarme degli autotrasportatori: “Rischiamo di non avere liquidità per fare rifornimento”

Il caro carburanti torna a mettere sotto pressione il settore dell’autotrasporto. Una situazione che interessa direttamente anche la provincia di Macerata, dove sono 394 le imprese attive nel trasporto merci, sulle 2.074 complessivamente presenti nelle Marche. Un comparto composto in larga parte da piccole imprese, per le quali il gasolio rappresenta una delle principali voci di costo. Ogni aumento, spiegano gli operatori, si ripercuote quindi immediatamente sulla gestione finanziaria delle aziende. A lanciare l’allarme è Cna Fita, che a livello nazionale chiede al Governo un patto sociale sui carburanti, con misure immediate e strutturali per evitare che l'aumento dei costi finisca per compromettere la continuità operativa delle imprese. «Per un autotrasportatore il carburante non è un costo che può essere rinviato: bisogna fare rifornimento ogni giorno per poter lavorare», sottolinea Nazzareno Latini, imprenditore e presidente degli autotrasportatori Cna Macerata. Il problema, secondo Latini, riguarda soprattutto la liquidità delle aziende di dimensioni più contenute. «Nelle piccole imprese gli aumenti si scaricano immediatamente sui conti e sulla disponibilità finanziaria. Non parliamo quindi soltanto di margini che si riducono: se questa situazione prosegue, per alcune aziende il problema può diventare avere la liquidità sufficiente per mettere il gasolio nei mezzi e continuare a garantire i trasporti». L’autotrasporto rappresenta un anello fondamentale della filiera economica. Ogni giorno garantisce la movimentazione delle merci e collega imprese manifatturiere, artigiane e commerciali, oltre ai settori dell’edilizia e dell’agroalimentare. Per questo Cna Fita riconosce gli interventi già adottati dal Governo, tra crediti d’imposta e misure sulle accise, ma ritiene necessario rafforzare il sostegno al comparto e renderlo maggiormente strutturale. L’allarme dell’associazione non riguarda, in questa fase, l’ipotesi di un fermo organizzato della categoria, considerata una soluzione estrema. Il rischio indicato è piuttosto quello di imprese che, non riuscendo a sostenere i costi anticipati del carburante, possano essere costrette a lasciare i mezzi fermi nei piazzali. Sono sei, secondo Cna Fita, gli interventi prioritari da mettere in campo. La prima richiesta riguarda l’introduzione del fuel surcharge, un meccanismo che consenta di adeguare il prezzo del trasporto all’andamento del costo del carburante, sulla base di criteri pubblici e trasparenti. L’associazione chiede inoltre risorse straordinarie per sostenere la liquidità delle imprese, senza escludere quelle che utilizzano veicoli di minore massa, e procedure più semplici e rapide per l’utilizzo dei crediti d’imposta. Tra le proposte figura anche l’aggiornamento dei valori di riferimento dei costi dell’autotrasporto, con una maggiore precisione nell’indicazione dell’incidenza del carburante e considerando anche i costi dei noli marittimi. Un altro capitolo riguarda la sicurezza: Cna Fita chiede maggiori controlli e tutele nelle aree di sosta e nei parcheggi autostradali per contrastare anche i furti di gasolio. Infine, l’associazione sollecita il Governo a intervenire in sede europea per ottenere misure temporanee sulla tassazione dei carburanti, riducendone il peso fiscale e rivedendo anche le regole relative al gasolio commerciale. «L’aumento del carburante non può ricadere solo ed interamente sull’autotrasportatore», conclude Latini. «Serve una corretta ripartizione dei maggiori costi tra committenti, operatori della logistica e imprese di trasporto, insieme a strumenti rapidi per sostenere la liquidità, soprattutto delle aziende più piccole». Per Cna Macerata, dunque, la priorità è un intervento rapido che consenta di preservare la continuità operativa delle imprese. Una questione che non riguarda soltanto gli autotrasportatori, ma l’intero sistema produttivo, considerando il ruolo che il trasporto su gomma svolge nel garantire ogni giorno la circolazione delle merci.

25/09/2026 13:15
Da Cinecittà al Gruppo Rainbow: Nicola Maccanico assume la guida di Colorado Film

Da Cinecittà al Gruppo Rainbow: Nicola Maccanico assume la guida di Colorado Film

Importante novità ai vertici dell’industria cinematografica italiana: il Gruppo Rainbow ha annunciato la nomina di Nicola Maccanico nel ruolo di amministratore delegato di Colorado Film, la celebre società di produzione e distribuzione controllata dal gruppo. Figura di riferimento nel panorama dell’intrattenimento nazionale, Maccanico vanta una consolidata traiettoria manageriale tra distribuzione, produzione audiovisiva e gestione strategica. Il suo percorso inizia in Sky Italia come European Affairs Manager, per poi proseguire nel 2004 in Warner Bros. Pictures, dove ricopre il ruolo di Marketing Director e, dal 2009 al 2016, quello di managing director theatrical, posizionando la major tra i leader di mercato in Italia e sostenendo rilevanti produzioni locali. Successivamente, dal 2016 al 2021, guida in veste di Ceo Vision Distribution — la realtà nata dall'alleanza tra Sky Italia e importanti produttori indipendenti —, ricoprendo parallelamente la carica di executive vice president programming di Sky Italia. Tra il maggio 2021 e il giugno 2024, Maccanico ha guidato Cinecittà S.p.A. nel ruolo di amministratore delegato, gestendo il piano di rilancio e valorizzazione industriale degli iconici studi romani. L'innesto di Maccanico si colloca nella strategia di crescita del Gruppo Rainbow, con l'intento di consolidare la presenza di Colorado Film sia sul mercato italiano che su quello internazionale, incrementando la capacità produttiva e valorizzandone il patrimonio d'autore. «L’arrivo di Nicola Maccanico è il motore di una nuova fase strategica per il futuro di Colorado Film», ha dichiarato Iginio Straffi, presidente del Gruppo Rainbow. «La sua competenza e la capacità di coniugare visione creativa e strategia industriale saranno fondamentali per la nostra espansione. Continueremo a puntare sull’eccellenza e sul talento italiano per farli emergere anche all'estero. Un sincero ringraziamento va a Thomas J. Ciampa per l’eccellente lavoro svolto in questi anni». Entusiasta anche il commento del neo Ad Nicola Maccanico: «Contribuire allo sviluppo di Colorado Film è una sfida importante, e farlo al fianco di un imprenditore visionario come Iginio Straffi è un privilegio. Il settore audiovisivo necessita di case di produzione italiane con una forte vocazione industriale, capaci di competere a livello globale. È esattamente questo il ruolo che intendiamo consolidare per Colorado Film». Con questo nuovo assetto manageriale, la società conferma la volontà di investire su racconti d'impatto, innovazione linguistica e produzioni di alta qualità rivolte al pubblico globale.

21/09/2026 17:35
ViviAmo Civitanova: "Il commercio tiene, ma manca una politica capace di sostenerlo"

ViviAmo Civitanova: "Il commercio tiene, ma manca una politica capace di sostenerlo"

"A Civitanova Marche le imprese attive sono aumentate di 30 unità in un anno, passando dalle 4.466 di agosto 2025 alle 4.496 di agosto 2026". Un dato che, secondo ViviAmo Civitanova, racconta di una città che continua a fare impresa nonostante le difficoltà del commercio urbano. L'associazione presieduta da Manola Gironacci accende però i riflettori sulle dinamiche interne al settore e chiede all'amministrazione comunale maggiore attenzione alle attività commerciali. "I dati mostrano una città che continua a fare impresa", sottolinea ViviAmo Civitanova, invitando però a leggere più nel dettaglio i numeri relativi al commercio. Il settore G, che comprende commercio all'ingrosso e al dettaglio, tra agosto 2025 e agosto 2026 è infatti passato da 1.164 a 1.131 imprese, con una diminuzione di 33 unità. L'associazione ha quindi approfondito il dato prendendo in considerazione la situazione al 30 giugno 2026 e confrontandola con quella dello stesso periodo dell'anno precedente. Il commercio complessivo è passato da 1.165 a 1.133 imprese, con un calo di 32 unità. La flessione, però, riguarda soprattutto il commercio all'ingrosso, sceso da 559 a 522 imprese, mentre il commercio al dettaglio è cresciuto da 606 a 611 attività, con un saldo positivo di cinque imprese. Anche nei singoli comparti del dettaglio emergono andamenti differenti. L'abbigliamento resta stabile a quota 116 imprese, mentre calzature e articoli in pelle passano da 30 a 31, orologi e gioielleria da 5 a 6 e gli articoli sportivi da 5 a 8. In diminuzione, invece, il comparto del pesce, da 30 a 28 imprese, e quello delle farmacie, da 12 a 10. Le altre categorie risultano nel complesso sostanzialmente stabili. Numeri che, precisa ViviAmo Civitanova, devono essere letti con attenzione. Si tratta infatti di imprese registrate e classificate in base all'attività economica e non necessariamente di singoli negozi o vetrine fisiche presenti nelle strade della città. "Proprio per questo", evidenzia l'associazione, "l'approfondimento consente di comprendere meglio ciò che sta accadendo all'interno del settore". E il dato che viene considerato più significativo è quello relativo alla capacità del commercio al dettaglio di mantenere una sostanziale tenuta in un contesto nazionale caratterizzato da difficoltà per i centri urbani. "Nonostante un contesto nazionale difficile per il commercio urbano, Civitanova conserva una struttura commerciale e imprenditoriale capace di resistere e trasformarsi", sostiene ViviAmo Civitanova. Da qui la richiesta di una strategia più strutturata da parte dell'amministrazione. L'associazione indica tra le priorità "una programmazione costante, un confronto con le categorie, interventi sull'accessibilità e sui parcheggi, la promozione commerciale e iniziative in grado di portare persone in città durante tutto l'anno". "Civitanova possiede tutte le potenzialità per andare ben oltre il ruolo di città commerciale di riferimento delle Marche e per diventare uno dei punti di riferimento del commercio urbano del Centro Italia", afferma ViviAmo Civitanova. "La forza imprenditoriale c'è. Quello che manca è una politica capace di riconoscerla, sostenerla e accompagnarla". L'associazione presieduta da Manola Gironacci torna quindi a chiedere che il commercio urbano venga riportato tra le priorità della programmazione cittadina. "Le strategie - conclude ViviAmo Civitanova - devono essere costruite insieme a chi ogni giorno investe, lavora e alza una serranda a Civitanova". I dati citati nel comunicato provengono dalla Camera di Commercio delle Marche – InfoCamere, Registro delle Imprese, con elaborazione di ViviAmo Civitanova APS.

20/09/2026 11:50
Creator internazionali alla scoperta del distretto calzaturiero marchigiano

Creator internazionali alla scoperta del distretto calzaturiero marchigiano

Quattro giorni per scoprire da vicino competenze, lavorazioni e cultura produttiva che rendono unico il Made in Italy. Prosegue il percorso di promozione internazionale avviato da Assocalzaturifici e Regione Marche, con il supporto di ATIM, per valorizzare sui mercati esteri uno dei principali distretti manifatturieri italiani. Dal 15 al 18 settembre una delegazione di influencer e digital creator provenienti da Germania, Canada e Spagna è protagonista di un viaggio esperienziale nel cuore del distretto marchigiano della calzatura, della pelletteria e degli accessori. L'iniziativa nasce nell'ambito del protocollo d'intesa tra Assocalzaturifici e Regione Marche, in collaborazione con Confindustria Marche e con il supporto delle sezioni calzaturiere territoriali delle associazioni confindustriali di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Il progetto punta a promuovere a livello internazionale il valore della cultura manifatturiera regionale attraverso nuovi strumenti di comunicazione capaci di raggiungere il pubblico globale in modo autentico e diretto. I creator coinvolti, attivi nei segmenti fashion, lifestyle, menswear, luxury, sostenibilità e artigianalità, hanno già visitato e stanno visitando alcune aziende delle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno per osservare da vicino le diverse fasi della produzione e scoprire le competenze, le lavorazioni e il know how che hanno reso questo distretto un punto di riferimento internazionale per la qualità manifatturiera. Tra i protagonisti dell'incoming figurano creator e influencer di rilievo provenienti da Germania, Canada e Spagna, capaci di intercettare pubblici eterogenei e altamente qualificati attraverso contenuti dedicati alla moda, al lifestyle, alla qualità dei materiali, all'artigianalità e alle nuove tendenze del consumo consapevole. A completare il programma è stata allestita un'area espositiva dedicata ai prodotti del distretto, che offre ai creator l'opportunità di conoscere e apprezzare la varietà stilistica e qualitativa delle produzioni marchigiane. L'elemento distintivo dell'iniziativa consiste nella volontà di raccontare non i singoli marchi, ma l'intero ecosistema produttivo del territorio: un sistema fatto di competenze specialistiche, innovazione, ricerca, tradizione manifatturiera e capacità di fare rete. I contenuti realizzati durante le visite mettono infatti al centro i processi produttivi, le lavorazioni e le persone che ogni giorno contribuiscono alla creazione di prodotti riconosciuti e apprezzati sui mercati internazionali. “Le eccellenze marchigiane hanno una storia straordinaria da raccontare e oggi possiamo farlo attraverso linguaggi nuovi, capaci di raggiungere direttamente milioni di persone in tutto il mondo – evidenzia Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici - Con questa iniziativa vogliamo offrire a creator autorevoli l'opportunità di conoscere da vicino il valore autentico della nostra manifattura, entrando nelle aziende e vivendo un'esperienza immersiva tra competenze, tradizione e innovazione. Il nostro obiettivo è raccontare non soltanto il prodotto finale, ma tutto ciò che lo rende unico: le persone, il territorio, la cultura del lavoro ben fatto e la capacità di creare eccellenza. Ogni paio di scarpe ha alle spalle un patrimonio di ricerca, manualità e tecnologie. Il distretto marchigiano rappresenta uno dei simboli più autentici del Made in Italy e merita di essere conosciuto e riconosciuto a livello globale per il suo straordinario patrimonio di professionalità e conoscenze”. Dichiarazione Assessore della Regione Marche, Giacomo Bugaro: “Il distretto calzaturiero marchigiano rappresenta una delle espressioni più autentiche e riconosciute del nostro saper fare. Con questa iniziativa vogliamo raccontarlo al mondo attraverso linguaggi nuovi e immediati, mostrando non soltanto la qualità del prodotto finale, ma anche il lavoro, le competenze e l’innovazione che lo rendono unico. Portare influencer e digital creator direttamente nelle nostre aziende significa offrire loro la possibilità di conoscere e raccontare un intero ecosistema produttivo, fatto di imprese, artigiani e professionalità di altissimo livello. È un’azione concreta della strategia regionale per rafforzare l’internazionalizzazione delle imprese e la presenza delle eccellenze marchigiane sui mercati esteri”. L'incoming rappresenta una nuova tappa della strategia di internazionalizzazione sviluppata da Assocalzaturifici per sostenere la competitività delle imprese e rafforzare il posizionamento del distretto marchigiano sui mercati esteri, valorizzando il patrimonio manifatturiero, creativo e culturale che rende la filiera italiana della moda una delle più apprezzate al mondo.

17/09/2026 12:00
Micam 2026, la sfida del Made in Marche: "Ora fare rete e conquistare nuovi mercati” (VIDEO)

Micam 2026, la sfida del Made in Marche: "Ora fare rete e conquistare nuovi mercati” (VIDEO)

Anche quest’anno il Micam, arrivato alla sua 102ª edizione, ha riunito a Fiera Milano Rho 758 marchi di cui 378 italiani e 380 internazionali. La manifestazione si conferma l’appuntamento internazionale di riferimento per il settore calzaturiero e anche quest’anno il Made in Marche è protagonista, con una forte presenza di imprese, tra cui diverse realtà della provincia di Macerata. Una fiera che per le aziende rappresenta soprattutto un’occasione per incontrare buyer internazionali, consolidare i rapporti con i mercati già acquisiti e cercare nuove opportunità. Le sensazioni raccolte tra gli espositori sono di un cauto ottimismo, con una buona presenza di operatori stranieri, soprattutto dal Nord Europa. Per la prossima stagione emergono il ritorno dell’heritage e del vintage, insieme a linee più semplici e femminili, senza rinunciare a colore e sperimentazione. Segnali positivi arrivano anche da Mipel, dove la pelletteria guarda soprattutto a Europa, Nord Africa e Stati Uniti. Ed è proprio l’internazionalizzazione a essere al centro della sfida per il comparto marchigiano. Un tema sul quale interviene anche la Regione: l’assessore Bugaro ha annunciato un nuovo sportello per il credito da 11,2 milioni di euro, oltre 500 le domande già arrivate, e il prossimo avvio del mini basket bond. Sul fronte dell’estero, invece, è previsto un nuovo strumento destinato a sostenere la creazione di reti commerciali nei mercati internazionali. A Milano il punto di vista di Confindustria Macerata, con il presidente Marco Ragni e il direttore Gianni Niccolò, che sottolineano il valore del Micam non soltanto come vetrina, ma come vera e propria piattaforma commerciale per le imprese. «Questa non è solo un’esposizione di prodotti, ma il Micam costituisce proprio una struttura commerciale per le nostre aziende», spiega Marco Ragni, che evidenzia alcuni segnali di ripresa nonostante un contesto ancora complesso. La direzione, secondo il presidente, è quella di organizzarsi per affrontare nuovi mercati e fare sistema. Una necessità condivisa anche da Gianni Niccolò, che richiama l’importanza di rafforzare la collaborazione tra i territori: «Bisogna fare rete, bisogna fare squadra». In questo senso, la sinergia tra Macerata, Ancona e Fermo viene indicata come fondamentale, insieme alla necessità di ampliare l’attività di incoming, coinvolgendo sempre più buyer professionali e grandi catene con maggiore capacità di acquisto. Ma il segnale più incoraggiante, secondo il direttore di Confindustria Macerata, arriva direttamente dagli imprenditori: «Nonostante le difficoltà, vedi negli occhi dell’imprenditore un coraggio, una voglia di investire ancora importante». Perché questa voglia possa tradursi in crescita, però, serve il sostegno delle istituzioni. Regione ed enti pubblici, sottolinea Ragni, devono facilitare i processi di innovazione di prodotto e di processo, la ricerca e la qualificazione delle maestranze, sostenendo soprattutto le imprese che continuano a investire. Dal Micam 2026 arriva così un segnale di fiducia prudente. La sfida per il Made in Marche, e in particolare per il distretto maceratese, è ora trasformare i contatti della fiera in nuove occasioni commerciali e continuare a conquistare spazio sui mercati internazionali.  

16/09/2026 10:16
Rainbow acquisisce la maggioranza di 247 Production, la società fondata dai PanPers

Rainbow acquisisce la maggioranza di 247 Production, la società fondata dai PanPers

Rainbow acquisisce la maggioranza di 247 Production, società di digital entertainment fondata nel 2017 da Nicola Bertona insieme ad Andrea Pisani e Luca Peracino, il duo comico dei PanPers. L’operazione segna un nuovo passo nella strategia di crescita e diversificazione del gruppo guidato da Iginio Straffi e punta a rafforzarne il ruolo nei settori del digital content, della creator economy e del branded entertainment. L’acquisizione si inserisce nel percorso di sviluppo avviato da Rainbow dopo l’ingresso nel capitale di Tec Movie, veicolo indipendente costituito dai soci aderenti all’iniziativa di The Equity Club, club deal che opera in partnership con Mediobanca. L’integrazione tra le due realtà mira a creare nuove sinergie tra produzione audiovisiva, creatività, talent management e progetti destinati ai brand, ampliando ulteriormente il perimetro di attività del gruppo. Fondata nel 2017, 247 Production si è affermata nel mercato del digital entertainment grazie a un modello che combina produzione di contenuti, competenze manageriali, gestione di talent e creator e sviluppo di progetti di branded content e format originali. Nel solo 2025, la società ha realizzato oltre 100 progetti e più di 3.500 contenuti, operando in diversi ambiti, dalla comedy alla divulgazione, passando per food, musica e intrattenimento. Bertona resta alla guida L’operazione non comporterà un cambio al vertice di 247 Production. Nicola Bertona resterà infatti Ceo della società, garantendo continuità al percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni. Contestualmente, Bertona assumerà anche l’incarico di vice president of Strategy & Commercial Development del Gruppo Rainbow, all’interno della struttura TV, Digital and Talent guidata da Gian Paolo Tagliavia. Il suo compito sarà individuare e sviluppare nuove opportunità di business nel settore del digital entertainment. «L’acquisizione di 247 Production rappresenta un ulteriore passo nel percorso di evoluzione del gruppo Rainbow», commenta Iginio Straffi, fondatore e presidente di Rainbow. L’obiettivo, spiega, è unire l’esperienza maturata dal gruppo nei contenuti media e audiovisivi alla capacità di 247 Production di interpretare i nuovi linguaggi digitali. Soddisfatto anche Nicola Bertona, che definisce l’accordo «un’occasione di grande crescita» per il team di 247 Production, per i clienti e per le agenzie partner. Secondo Bertona, l’integrazione potrà contribuire a trasformare Rainbow in un punto di riferimento anche nel campo dei contenuti digitali e del branded entertainment. Nel progetto continueranno inoltre a essere coinvolti come partner Alberto Zilli e Lorenzo Cocco, che metteranno a disposizione esperienza e competenze strategiche maturate nel settore digitale. Il loro contributo sarà rivolto anche al consolidamento della società sul mercato italiano e internazionale, attraverso possibili operazioni di acquisizione e fusione con altre realtà del comparto. L'operazione rappresenta quindi un ulteriore tassello nel percorso di espansione di Rainbow, che amplia così il proprio raggio d'azione dal mondo dell'animazione e della produzione audiovisiva verso un mercato sempre più centrale come quello dei creator, dei contenuti digitali e delle collaborazioni tra entertainment e brand.

15/09/2026 17:44
Sostenibilità e greenwashing, un webinar per le Pmi delle Marche

Sostenibilità e greenwashing, un webinar per le Pmi delle Marche

 La sostenibilità rappresenta sempre più un fattore competitivo per le imprese, ma comunicare correttamente il proprio impegno sul fronte ambientale è diventato altrettanto importante. Da un lato, infatti, una comunicazione ESG trasparente può rafforzare la credibilità delle aziende e contribuire alla creazione di valore; dall’altro, le nuove regole europee per contrastare il fenomeno del greenwashing chiedono alle imprese maggiore attenzione, imponendo che le dichiarazioni ambientali siano verificabili e adeguatamente documentate. È in questo scenario che il Laboratorio ESG Marche, attivato nel 2024 da Intesa Sanpaolo, Confindustria Macerata e Fondazione Marche con l’obiettivo di accelerare la crescita sostenibile delle piccole e medie imprese marchigiane, propone un appuntamento dedicato proprio al tema dei green claim, le dichiarazioni attraverso le quali le aziende comunicano i benefici ambientali dei propri processi, investimenti, prodotti e servizi. Il webinar, in programma mercoledì 16 settembre alle ore 16, sarà trasmesso in live streaming e offrirà alle Pmi marchigiane l’opportunità di approfondire gli aspetti normativi e operativi legati alla comunicazione della sostenibilità. Al centro dell’incontro ci sarà la necessità di individuare modalità di comunicazione capaci di valorizzare gli investimenti ambientali delle imprese senza incorrere in dichiarazioni potenzialmente fuorvianti o non adeguatamente supportate da dati e documentazione. Ad aprire i lavori e a concludere l’appuntamento saranno Paola Bara, responsabile Ambiente, Economia Circolare e Sostenibilità di Confindustria Macerata, e Monica Roncato, direttrice Area Imprese Marche nell’ambito della Direzione Regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo. La sessione plenaria sarà affidata agli esperti di Nativa, società benefit specializzata nel supporto alle aziende nel percorso di evoluzione dei propri modelli di business. Il focus dell’incontro sarà “Comunicare la sostenibilità in modo conforme ed efficace: dalla normativa ai processi di gestione e controllo dei green claim”. A sviluppare il tema saranno Federica Bombacci, Evolution Guide, Guido Ferrari Bravo, Regenerative Finance Catalyst, e Silvia Zanazzi, Chief Regenerative Scientist. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la crescente attenzione dei consumatori e dei mercati verso la sostenibilità richiede alle imprese non soltanto di adottare comportamenti e investimenti coerenti con gli obiettivi ambientali, ma anche di essere in grado di comunicarli in maniera corretta, trasparente e documentabile. Per le piccole e medie imprese marchigiane, il webinar rappresenta quindi un'occasione per comprendere meglio come affrontare le nuove sfide legate alla comunicazione ambientale e trasformare la sostenibilità in un elemento concreto di competitività, evitando al tempo stesso i rischi connessi al greenwashing. Per partecipare all'appuntamento in live streaming è possibile scrivere all'indirizzo laboratorioesg.marche@intesasanpaolo.com.

14/09/2026 13:28
Opportunità e strumenti per le imprese: fa tappa a Macerata "Finanza per la crescita"

Opportunità e strumenti per le imprese: fa tappa a Macerata "Finanza per la crescita"

La Camera di Commercio delle Marche ha ospitato ieri, nella sede di Macerata, il secondo appuntamento di "Finanza per la crescita", il ciclo di incontri su credito e finanza per piccole e medie aziende, startup e nuove imprese realizzato dall'Ente camerale congiuntamente alla Regione Marche e a SVEM, Sviluppo Europa Marche. Per la parte istituzionale dell'incontro, dedicato al tema "Sostenere gli investimenti", sono intervenuti il presidente Gino Sabatini, l'assessore regionale allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro e il consigliere di amministrazione di Svem Giorgio Menichelli. Tra il pubblico erano presenti rappresentanti di istituti di credito, imprese e professionisti, oltre alle associazioni di categoria Confcommercio Marche, Coldiretti Macerata, Confartigianato Imprese Macerata Ascoli Piceno Fermo, Cna Macerata, Confindustria Ancona e Confindustria Macerata. "Per una piccola e media impresa - afferma Sabatini - la possibilità di investire dipende anche dalla capacità di conoscere e usare gli strumenti finanziari disponibili. È questa la ragione per cui gli incontri hanno la natura di approfondimenti tecnici. Vogliamo dare agli imprenditori un supporto concreto che renda più semplice l'accesso a queste opportunità e li aiuti a riconoscere le misure più adatte ai propri progetti. La Camera di Commercio delle Marche offre così occasioni di confronto utili alle scelte da cui passano la crescita e la competitività delle loro aziende". Il ciclo accompagna i nuovi strumenti per il credito presentati a luglio, sostenuti da oltre 24 milioni di euro della Regione e da un contributo di 4,5 milioni della Camera. Dopo la tappa inaugurale di Ancona, tutti gli incontri sono ospitati dalle sedi camerali delle province. Invitalia ha presentato gli incentivi nazionali per la competitività e l'innovazione, a partire da Nuova Sabatini e Brevetti+. Pietro Alù di Innexta Finance e Unioncamere ha affrontato il rapporto fra Pmi e banche e la finanza sostenibile, mentre Paolo Mariani di Unico Confidi, capofila del raggruppamento di Credito Futuro Marche, ha illustrato le misure del programma per gli investimenti aziendali. Hanno portato la propria testimonianza tre realtà produttive, CO.A.CI Cooperativa Autonoleggiatori Cingolani, Del Mastro Service e l'azienda Fabrizio Tobaldi. Il ciclo proseguirà a Pesaro il 1° ottobre, ad Ascoli Piceno il 15 e a Fermo il 29 ottobre.  

11/09/2026 12:00
Firma digitale e identità digitale: torna il servizio allo sportello della Camera di Commercio

Firma digitale e identità digitale: torna il servizio allo sportello della Camera di Commercio

Dal 15 settembre torna attivo in presenza il servizio per il rilascio della firma digitale e dell'identità digitale presso gli sportelli della Camera di Commercio delle Marche. Dopo tre anni di attività esclusivamente telematica, sarà nuovamente possibile rivolgersi direttamente agli uffici nelle cinque sedi provinciali di Ancona, Pesaro, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Il servizio non sarà riservato alle imprese, ma sarà accessibile a tutti i cittadini, italiani e stranieri, purché in possesso di un codice fiscale italiano. Tra le categorie che possono usufruirne rientrano imprenditori e aspiranti imprenditori, operatori economici, professionisti e anche studenti che abbiano la necessità di firmare documenti digitalmente. Per ottenere il servizio sarà necessario prenotare un appuntamento online a partire dal 14 settembre. La riattivazione degli sportelli rappresenta un ritorno al contatto diretto dopo il periodo in cui, per ragioni legate all'emergenza, il rilascio era stato gestito esclusivamente attraverso modalità telematiche. L'obiettivo è affiancare all'offerta digitale un'assistenza fisica sul territorio, facilitando l'accesso agli strumenti di identità e firma digitale. La firma digitale costituisce infatti l'equivalente informatico della firma autografa su carta e consente di garantire autenticità, integrità e valore legale dei documenti informatici. "Nel 2026 celebriamo il trentennale del Registro Imprese, un traguardo che ci ricorda quanto il nostro sistema sia evoluto con la digitalizzazione" sottolinea il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini. La riapertura del servizio allo sportello, aggiunge, rappresenta "un ulteriore passo avanti" perché consente di integrare il digitale con la presenza fisica sul territorio, contribuendo a ridurre i divari territoriali e a garantire un'assistenza personalizzata. "È questa, oggi, la sfida di una digitalizzazione davvero accessibile - conclude Sabatini - capace di mettere ogni impresa e ogni cittadino nelle condizioni di utilizzare con semplicità gli strumenti digitali".

10/09/2026 12:10
Quasi un imprenditore su sei ha più di 70 anni, Balducci: "Il ricambio è una scelta di futuro"

Quasi un imprenditore su sei ha più di 70 anni, Balducci: "Il ricambio è una scelta di futuro"

"Il ricambio generazionale non è un traguardo. È una scelta di futuro". Massimiliano Balducci, Ceo di CBF Balducci Group e presidente di Confindustria Giovani Macerata, interviene sul tema del passaggio generazionale nelle imprese, tornato al centro del dibattito alla luce dei dati sull'invecchiamento della classe imprenditoriale. Un fenomeno particolarmente rilevante anche nelle Marche e in provincia di Macerata, dove una quota significativa degli imprenditori ha più di 70 anni, mentre nel territorio si è progressivamente ridotta la platea di giovani potenziali successori. In questo scenario, Balducci porta l'esperienza della propria azienda come esempio concreto di un percorso già affrontato. In CBF Balducci Group il ricambio generazionale è stato infatti completato e la continuità dell'impresa è oggi affidata a una nuova generazione. "Abbiamo scelto di affrontare questa sfida per tempo - spiega Balducci -. Il ricambio generazionale è già stato completato e oggi la continuità dell'azienda passa attraverso una nuova generazione, chiamata non semplicemente a raccogliere un'eredità, ma a costruire il futuro dell'impresa con nuove competenze, nuove responsabilità e una visione aperta al cambiamento". Un passaggio che, sottolinea il presidente di Confindustria Giovani Macerata, non si esaurisce nel semplice trasferimento della proprietà o della guida aziendale. "È stata una scelta impegnativa, che ha richiesto tempo, confronto e soprattutto la consapevolezza che un'azienda non si trasferisce semplicemente da una generazione all'altra: si trasferiscono valori, cultura, competenze e responsabilità". È proprio nella capacità di mettere insieme esperienza e innovazione che, secondo Balducci, si trova una delle chiavi per affrontare il futuro del tessuto produttivo. "Il ricambio generazionale non dovrebbe essere vissuto come la fine di un percorso, ma come l'inizio di una nuova fase, capace di mettere insieme l'esperienza di chi ha costruito l'azienda e l'energia di chi dovrà farla crescere domani", osserva. L'esperienza maturata all'interno di CBF Balducci Group diventa così, nelle parole di Balducci, non soltanto un risultato della storia aziendale, ma un investimento sul futuro. Da qui la proposta rivolta al mondo imprenditoriale del territorio. In qualità di presidente di Confindustria Giovani Macerata, Balducci intende proporre ai consiglieri la costituzione di un tavolo permanente dedicato al ricambio generazionale. L'idea si inserisce nel solco del progetto nazionale "GenerAZIONI 2026", dedicato proprio al passaggio generazionale. L'obiettivo, spiega Balducci, è andare oltre la formula del convegno occasionale e creare uno spazio in grado di accompagnare concretamente le imprese che devono affrontare il passaggio di testimone. "Non un convegno una tantum, ma un luogo dove accompagnare realmente le aziende", sottolinea. La proposta comprende anche la possibile costituzione di un "Osservatorio sul ricambio generazionale", con l'obiettivo di raccogliere informazioni più approfondite e avere una fotografia costantemente aggiornata di un fenomeno destinato ad avere un peso sempre maggiore sul futuro economico del territorio. Il tema, del resto, non riguarda soltanto la continuità delle singole aziende, ma la capacità del sistema produttivo di conservare competenze, occupazione e know-how, favorendo al tempo stesso l'ingresso di nuove energie e nuove competenze.  

08/09/2026 10:10
Imprese senza eredi: a Macerata quasi un titolare su sei ha più di 70 anni

Imprese senza eredi: a Macerata quasi un titolare su sei ha più di 70 anni

A Macerata quasi un titolare di impresa individuale su sei ha almeno 70 anni. Sono 2.977 gli imprenditori ultrasettantenni, pari al 16,3% del totale: un dato che porta la provincia al settimo posto in Italia per incidenza degli over 70 e al primo nelle Marche. È il dato che emerge dal dossier CNA “Imprese senza ricambio”, dedicato al rischio di mancato passaggio generazionale che interessa il tessuto produttivo italiano. Un fenomeno particolarmente evidente nel Maceratese, dove la quota di imprenditori anziani supera sia la media nazionale, ferma al 10,7%, sia quella regionale, pari a circa 14,2%. Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con quello di dieci anni fa. Nel 2015 i titolari con almeno 70 anni erano 3.486, il 14,6% del totale. Oggi sono diminuiti in valore assoluto, ma la loro incidenza è aumentata di 1,7 punti percentuali, arrivando al 16,3%. Alle spalle dell'invecchiamento degli imprenditori c'è anche una platea sempre più ridotta di potenziali successori. Tra il 2015 e il 2026, infatti, in provincia di Macerata i residenti tra i 20 e i 39 anni sono diminuiti del 15,5%. Il problema riguarda un territorio nel quale le piccole imprese hanno un peso particolarmente rilevante: quasi tre imprese attive su dieci sono artigiane. E il ricambio generazionale appare complicato anche guardando al dato regionale: nelle Marche, nell'arco di dieci anni, le imprese giovanili sono diminuite del 36,7%. A livello nazionale, tra i settori maggiormente esposti all'invecchiamento dei titolari ci sono il manifatturiero, con il 9,6% di ultrasettantenni, il trasporto e magazzinaggio con l'8,4% e il commercio con il 7,8%. Nello stesso periodo, le imprese giovanili sono calate del 38,7% nelle costruzioni, del 36,2% nel commercio e del 35,9% nell'industria. Il rischio, secondo CNA Macerata, non è soltanto quello della chiusura di una singola attività. «Quando un'impresa sana chiude perché non c'è qualcuno nelle condizioni di continuarla non perdiamo soltanto un'attività economica», sottolinea il presidente CNA Macerata Simone Giglietti. A sparire possono essere competenze, professionalità, rapporti con clienti e fornitori e, soprattutto nel mondo dell'artigianato, mestieri costruiti in decenni di lavoro. Da qui la richiesta di una politica strutturata per favorire il passaggio delle imprese dalle generazioni più anziane a giovani imprenditori o ad altri soggetti interessati a rilevarle. CNA propone incentivi per chi subentra, credito agevolato, garanzie, sostegno agli investimenti e strumenti per accompagnare il trasferimento delle competenze. Tra le ipotesi anche la possibilità di favorire il subentro dei dipendenti nelle aziende. L'associazione guarda in particolare al modello già utilizzato nel settore agricolo per favorire l'ingresso dei giovani. «Servirebbe un vero e proprio “Pacchetto ricambio d'impresa”», propone Giglietti, con risorse dedicate a chi rileva un'attività esistente e strumenti per consentirne il rilancio. Per il presidente di CNA Macerata la questione riguarda quindi non soltanto le singole famiglie imprenditoriali, ma il futuro economico del territorio. «Favorire il ricambio generazionale significa difendere capacità produttiva e occupazione», afferma Giglietti, ma anche «preservare il tessuto economico dei piccoli Comuni e delle aree interne».

07/09/2026 10:19
Fatar, 70 anni di eccellenza. Anche Porro celebra l’azienda di Recanati: “Un grande segnale per tutta Italia" (FOTO)

Fatar, 70 anni di eccellenza. Anche Porro celebra l’azienda di Recanati: “Un grande segnale per tutta Italia" (FOTO)

“Noi abbiamo scelto di focalizzarci in un segmento di mercato che è quello degli esperti della meccanica e del tocco. Noi non vogliamo fare tutto, ma vogliamo fare bene. In maniera eccellente”. Un tocco lungo 70 anni, fatto di passione, impegno e innovazione. Fatar, realtà imprenditoriale specializzata nella produzione di strumenti musicali elettronici e nata in una piccola bottega recanatese nel 1956, arriva ad un traguardo che riempie di orgoglio Marco Ragni, attuale amministratore delegato, nonché figlio del fondatore Lino Ragni. “Con grande orgoglio siamo arrivati a festeggiare questo momento importante per l'azienda e anche per la famiglia, che da settant'anni si è impegnata nella sviluppo di strumenti musicali ed è riuscita a portare prodotti di eccellenza in tutto il mondo” dice l’amministratore delegato, festeggiando in concomitanza con i settant’anni dell’impresa, anche suoi vent’anni come direttore. Per l’occasione, le porte dell’azienda si sono aperte per rendere visibili gli spazi in cui ogni giorno si crea la meccanica che scompare sotto le dita di chi suonerà quegli strumenti: un percorso che ne ha rievocato la storia, lo sviluppo e l’innovazione. “Innovazione – io dico sempre – “non significa cambiare le cose, ma significa riuscire a capire quello che va conservato, perché il nostro mercato è fatto di strumenti musicali, strumenti di tradizione. Quindi dobbiamo capire questa tradizione e riuscire ad utilizzare le tecnologie innovative per portare il prodotto al tocco eccellente” continua Ragni. A intervenire per l'occasione è stato anche il giornalista Nicola Porro, che in seguto ha aperto il talk: “Il traguardo di Fatar è un grande segnale per tutta Italia, perché noi ci siamo dimenticati – parlando di grandi temi come le guerre e l'intelligenza artificiale che incombe – che l'Italia è maniifatturiera e che ci sono grandissime piccole realtà che rendono ricco il nostro Paese. E una di queste ha compiuto settant'anni”. Presente alla tavola rotonda tenutasi in occasione dei settant’anni di attività, anche il sindaco di Recanati, Emanuele Pepa: “Ringrazio la famiglia Ragni per aver creduto in un gran progetto che è nato dalle botteghe e che, proprio grazie alla famiglia ha avuto la forza di poter crescere e far crescere una bella realtà nel territorio e anche all’estero, con la stessa Tunisia che ci ha creduto tantissimo ed è cresciuta in maniera esponenziale”. Special guest della serata, inoltre, il responsabile della logistica di Amazon Italia Lorenzo Barbo, che vent’anni fa ha incrociato la sua strada con quella di Fatar come consulente dell’azienda nell’ambito di un percorso di ristrutturazione aziendale: “Mi lega un rapporto di amicizia con Marco e di affetto nei confronti dell’azienda; quindi, sono veramente onorato di essere stato invitato in un momento in cui si incrociano due strade” – dice Barbo, riferendosi all’apertura del nuovo magazzino nelle Marche, nonché polo logistico Amazon più grande d’Italia. Il Ceo di Fatar riconosce che il cambiamento e l’innovazione, in questi settant' anni, non hanno riguardato solo la sua realtà. È proprio davanti all’innovazione esterna che lui stesso vede la sfida più grande, perché i nuovi macchinari e le nuove tecnologie oggi sono alla portata di tutti. La risorsa che Ragni mette al centro è quella umana, quella della cultura, del saper fare e della conoscenza dello strumento che da sempre permette di “portare sul mercato un oggetto che ha il valore proprio del territorio”. Nonostante la nascita e lo sviluppo all’interno del distretto industriale tra Recanati, Osimo e Castelfidardo e il superamento della crisi del settore degli strumenti musicali negli anni Ottanta che ha visto Fatar resistere ed evolvere, l’amministratore delegato non risparmia una riflessione sul ruolo delle istituzioni: “Abbiamo bisogno che qualcuno apra quello zaino pieno di sassi pesanti che abbiamo sulle spalle e inizi a togliere qualcosa. Abbiamo bisogno di semplificare la burocrazia. Preferirei poter sviluppare aziende in un quadro normativo molto più semplificato”. Non è mancato, infine, il ricordo al padre Lino: “Questi settant’anni li devo dedicare al fondatore, nonché mio padre. Il ricordo che mi rimane è di lui vestito sempre di verde – il colore di Fatar – al tavolo al centro del reparto, che crea a mano i suoi prototipi e che con la lima e gli altri utensili li tasta, alla ricerca del tocco”.

05/09/2026 10:34
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