Fermo

Amandola capitale della formazione: al via la Masterclass Unicam sull'agricoltura innovativa

Amandola capitale della formazione: al via la Masterclass Unicam sull'agricoltura innovativa

Amandola si conferma punto di riferimento per la formazione universitaria e il dialogo tra istituzioni, mondo accademico e sistema produttivo. Nei giorni scorsi, nella Ex Collegiata, è stata presentata la Masterclass del Master "Manager delle imprese agricole innovative" dell'Università di Camerino, promosso dalla Scuola di Giurisprudenza nell'ambito del progetto "Formazione per l'innovazione dei sistemi dell'agricoltura e del terzo settore". La Masterclass rappresenta il momento centrale del percorso formativo, avviato lo scorso maggio e in programma fino a dicembre. Una settimana di lezioni intensive dedicata ai temi del management, del marketing, della progettazione e dell'innovazione nelle imprese agricole, con l'obiettivo di fornire competenze avanzate a professionisti e operatori del settore. L'incontro inaugurale, moderato dalla giornalista di Linea Verde Monica Caradonna, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, docenti, studenti e imprenditori. In apertura è intervenuto in collegamento il commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, senatore Guido Castelli, che ha evidenziato come formazione e capitale umano rappresentino elementi fondamentali per il rilancio delle aree interne colpite dal sisma. A portare il saluto dell'Università di Camerino è stata la prorettrice alla Didattica, professoressa Giulia Bonacucina, che ha ribadito, anche a nome del rettore Graziano Leoni, l'impegno dell'Ateneo nella costruzione di percorsi formativi capaci di rispondere alle esigenze delle imprese e dei territori. Tra gli interventi istituzionali anche quelli del sindaco di Amandola, Adolfo Marinangeli, che ha sottolineato la vocazione della città come sede di iniziative universitarie, del presidente del Consiglio regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, che ha richiamato l'importanza della collaborazione tra Università, Regione ed enti locali per lo sviluppo delle aree interne, e del prefetto di Fermo, Edoardo D'Alascio, che ha espresso l'auspicio di vedere nascere nuove iniziative accademiche sul territorio. La direttrice della Scuola di Giurisprudenza, professoressa Lucia Ruggeri, ha illustrato il ruolo del diritto come leva di innovazione per il mondo delle imprese, mentre i condirettori del Master, i professori Luca Petrelli e Francesco Casale, hanno approfondito rispettivamente le prospettive economiche del comparto agricolo e il valore di un approccio interdisciplinare per favorire lo sviluppo dei territori. Il coordinatore della Masterclass, Alberto Monachesi, ha presentato il programma della settimana di alta formazione, mentre il responsabile scientifico del progetto, professor Sauro Vittori, ha ricordato che il Master è finanziato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La giornata si è conclusa al Museo del Paesaggio dei Sibillini con la presentazione e la degustazione delle eccellenze agroalimentari locali, in un momento di incontro tra mondo universitario e imprese che ha messo in evidenza il valore della formazione come motore di innovazione e valorizzazione delle produzioni del territorio.

24/07/2026 10:30
Grandine come albicocche sulle Marche, vigneti e uliveti devastati: "Danni fino al 90% alle colture"

Grandine come albicocche sulle Marche, vigneti e uliveti devastati: "Danni fino al 90% alle colture"

  Chicchi di grandine grandi anche quanto albicocche, vigneti e uliveti colpiti, impianti fotovoltaici distrutti e strutture agricole danneggiate. È pesantissimo il primo bilancio dell’ondata di maltempo che nella notte ha investito gran parte delle Marche, interessando in particolare le province di Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. La conta dei danni è iniziata già dalle prime ore del mattino con gli uffici territoriali di Coldiretti impegnati nel contattare le aziende agricole e raccogliere le prime segnalazioni. Un quadro definitivo sarà possibile soltanto nei prossimi giorni, ma le prime stime delineano una situazione critica, soprattutto per le colture di pregio. A pagare il prezzo più alto sono stati infatti vigneti e oliveti, già provati dalle precedenti ondate di maltempo. Nel Maceratese la situazione appare particolarmente difficile: la violenta perturbazione ha interessato le aree agricole di Matelica e Serrapetrona, colpendo i vigneti, ma anche i territori di Tolentino, Belforte del Chienti, Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio. Il fronte temporalesco ha poi proseguito verso il Fermano e l’Ascolano, coinvolgendo numerosi comuni tra cui Servigliano, Falerone, Belmonte Piceno, Monsampietro Morico, Montottone, Ortezzano, Montalto delle Marche e Ripatransone, prima di tornare verso la costa interessando anche le coltivazioni di Petritoli e i vivai della zona di Grottammare e San Benedetto del Tronto. Secondo le prime valutazioni, i danni alle colture potrebbero oscillare tra il 60% e il 90% per frutteti, vigneti, oliveti e ortaggi. Per i seminativi, invece, le perdite stimate si attestano tra il 50% e il 70%. Una situazione che ha spinto Coldiretti Marche a chiedere alla Regione Marche il riconoscimento dello stato di calamità naturale, alla luce della gravità dei danni subiti dalle imprese agricole. Non solo coltivazioni: la grandine ha provocato problemi anche alle strutture aziendali. Sono stati segnalati danni agli impianti fotovoltaici installati sui tetti, alle coperture agricole e alle tensostrutture utilizzate per il ricovero degli animali, in particolare nelle aree terremotate. In alcuni casi i crolli hanno provocato il ferimento degli animali, colpiti anche direttamente durante il pascolo. Per gli agricoltori marchigiani si tratta dell’ennesimo duro colpo in una stagione segnata da eventi climatici estremi, con aziende chiamate ora a fare la conta delle perdite e a valutare gli interventi necessari per ripartire.    

22/07/2026 12:54
Marche, via libera alla legge "anti Kebab": la maggioranza parla di identità, l’opposizione attacca

Marche, via libera alla legge "anti Kebab": la maggioranza parla di identità, l’opposizione attacca

ANCONA – Dopo settimane di polemiche, il Consiglio regionale delle Marche ha approvato la proposta di legge presentata dalla Giunta guidata dal presidente Francesco Acquaroli, ribattezzata nel dibattito politico e mediatico "legge anti kebab". Il provvedimento, approvato con 19 voti favorevoli e 9 contrari, punta a fornire ai Comuni nuovi strumenti per la valorizzazione dei centri storici, favorendo le attività considerate espressione dell'identità del territorio e limitando l'insediamento di alcune tipologie commerciali ritenute non coerenti con il contesto urbano. La norma nasce con l'obiettivo dichiarato di contrastare il progressivo impoverimento commerciale dei centri cittadini, sostenendo botteghe artigiane, produzioni locali, attività legate alla tradizione marchigiana e iniziative capaci di preservare il decoro urbano. Per la maggioranza si tratta di una risposta concreta a un fenomeno che negli ultimi anni ha visto molti negozi storici chiudere i battenti, lasciando spazio a serrande abbassate e locali sfitti. A difendere il testo in Aula è stato Marco Ausili, consigliere regionale di Fratelli d'Italia e relatore di maggioranza. «La legge approvata oggi serve a ridare identità, qualità e futuro ai nostri centri storici, non a discriminare nessuno», ha dichiarato, respingendo le accuse rivolte dalle opposizioni. Secondo Ausili, il provvedimento mette a disposizione dei Comuni strumenti per programmare meglio lo sviluppo commerciale e salvaguardare le caratteristiche delle città marchigiane. Di segno opposto la posizione del centrosinistra, che ha contestato il provvedimento sia nel metodo sia nel merito. Le opposizioni hanno criticato l'assenza di risorse economiche dedicate, ritenendo difficile rilanciare davvero il commercio senza investimenti concreti, e hanno evidenziato il mancato coinvolgimento delle associazioni di categoria e degli operatori economici nella fase di elaborazione della legge. Per Massimo Seri, consigliere della lista Ricci Presidente e relatore di minoranza, il testo non offre risposte efficaci alle difficoltà dei Comuni e delle imprese. «Mi aspettavo qualche elemento innovativo che aiutasse concretamente amministrazioni e operatori economici, ma non lo ritrovo», ha affermato, tornando a sottolineare anche il tema delle coperture finanziarie. Il confronto si è concentrato anche su uno degli aspetti più discussi della norma: la possibilità di limitare l'apertura di attività commerciali legate a prodotti etnici o non riconducibili alle produzioni tipiche locali. Un punto che ha alimentato il dibattito politico fin dalla presentazione della proposta e che ha portato il provvedimento a essere definito, dai suoi critici, "legge anti kebab". Con l'approvazione in Consiglio regionale si chiude l'iter legislativo della norma. Ora l'attenzione si sposterà sulla sua attuazione concreta e sul ruolo dei Comuni, chiamati a tradurre le nuove disposizioni in strumenti urbanistici e regolamenti locali. Sullo sfondo resta un confronto politico destinato a proseguire, tra chi vede nella legge un'opportunità per rilanciare i centri storici e chi, invece, la considera un intervento privo delle risorse necessarie per affrontare la crisi del commercio di prossimità.

21/07/2026 19:09
Incendio al tetto del convento di San Lorenzo: evacuate religiose

Incendio al tetto del convento di San Lorenzo: evacuate religiose

Momenti di apprensione nel primo pomeriggio di oggi ad Amandola, dove un incendio ha interessato il tetto del convento di San Lorenzo. L'allarme è scattato poco dopo le 13.30, facendo intervenire sul posto la squadra dei vigili del fuoco di Amandola. Vista la complessità dell'intervento, sono stati mobilitati anche una seconda squadra del comando provinciale di Fermo, con autobotte e autoscala, e una squadra del comando dei vigili del fuoco di Ascoli Piceno. Le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza dell'edificio hanno permesso di contenere la propagazione delle fiamme, evitando che l'incendio si estendesse ad altre parti della struttura. Per motivi precauzionali sono state evacuate una decina di religiose che si trovavano all'interno del convento al momento dell'incendio. Fortunatamente non si registrano feriti. Al termine delle operazioni saranno avviati gli accertamenti per chiarire le cause che hanno provocato il rogo.

18/07/2026 16:33
Autovelox, nelle Marche spenti 15 dispositivi dopo la riforma: 76 quelli omologati

Autovelox, nelle Marche spenti 15 dispositivi dopo la riforma: 76 quelli omologati

La nuova disciplina sugli autovelox entra in vigore e nelle Marche scatta la revisione dei dispositivi presenti sul territorio. Dopo la riforma voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, sono stati 15 gli autovelox disattivati perché non ancora in possesso dei requisiti previsti dalla nuova normativa. A comunicarlo è lo stesso Ministero, che fa il punto sulla situazione regionale: attualmente risultano 76 dispositivi omologati sui 91 complessivamente installati nelle Marche. La riforma punta a introdurre criteri uniformi per tutti gli strumenti di rilevazione automatica della velocità, mettendo ordine in un sistema che, secondo il Ministero, è rimasto senza regole comuni per oltre trent'anni. "Dopo 34 anni si è dunque messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all'individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati", si legge nella nota del dicastero. Il ministro Salvini ha sottolineato come il controllo della velocità debba avere come obiettivo principale la sicurezza degli automobilisti e non possa trasformarsi in un semplice strumento per aumentare gli incassi degli enti locali. "Se da un lato è fondamentale garantire la sicurezza stradale con misure chiare che devono essere rispettate dagli automobilisti, dall'altra il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini", ha ribadito il ministro. La revisione degli autovelox proseguirà anche nei prossimi mesi con l'obiettivo di uniformare il sistema nazionale e garantire maggiore chiarezza sulle modalità di utilizzo degli apparecchi di controllo della velocità.

18/07/2026 12:00
Pd Marche, Thomas Braconi è il nuovo segretario regionale

Pd Marche, Thomas Braconi è il nuovo segretario regionale

Il Partito Democratico delle Marche riparte da Thomas Braconi, eletto all'unanimità nuovo segretario regionale nel corso dell'assemblea del partito. L'elezione arriva dopo le dimissioni dell'ex segretaria Chantal Bomprezzi, rassegnate all'indomani delle ultime elezioni amministrative. Braconi, già eletto un anno fa alla guida del PD della provincia di Ancona, assume ora la responsabilità di guidare il partito marchigiano in una fase considerata cruciale per il rilancio dell'organizzazione e per la preparazione delle prossime sfide politiche. Soddisfazione è stata espressa da Matteo Ricci, che ha definito l'elezione il risultato di un lungo lavoro di ricomposizione interna. «Finisce l'era delle divisioni. È stato un lungo mese di faticosa tessitura unitaria e sono molto soddisfatto del risultato raggiunto. Finalmente è prevalsa la responsabilità di tutti e la voglia di ricostruire e rilanciare il partito marchigiano, che viene da almeno dieci anni di grandi difficoltà. L'unità è la precondizione per tornare a vincere», ha dichiarato. Ricci ha inoltre sottolineato come l'accordo raggiunto abbia consentito di evitare il commissariamento del partito regionale. «Oggi non abbiamo solo evitato un commissariamento, che avrebbe avvilito ulteriormente il nostro elettorato, ma abbiamo posto le basi per tornare a essere forti in vista delle prossime sfide e per costruire un'opposizione efficace al sempre più mediocre governo della Regione», ha aggiunto. Con l'elezione di Thomas Braconi si apre dunque una nuova fase per il Partito Democratico delle Marche, chiamato a ritrovare compattezza interna e a rafforzare la propria azione politica sul territorio in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. 

18/07/2026 10:13
Marche - Allarme giovani, persi 28 mila under 35 in sei anni. Cisl: "La sfida è rendere la regione attrattiva"

Marche - Allarme giovani, persi 28 mila under 35 in sei anni. Cisl: "La sfida è rendere la regione attrattiva"

  ANCONA – Una regione che perde giovani, cresce meno delle aree più dinamiche del Paese e fatica a garantire salari competitivi, ma che continua a possedere un tessuto produttivo solido, una buona qualità della vita e un capitale umano di valore. È questa la fotografia delle Marche scattata dalla seconda edizione del Report dell'Ufficio Studi della CISL Marche, presentata al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona nel corso dell'incontro dedicato al tema "Per lo sviluppo delle Marche. Il ruolo delle giovani generazioni". Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della CISL Marche, Marco Ferracuti, che ha posto al centro del dibattito la questione giovanile. Il dato più preoccupante riguarda proprio la demografia. Negli ultimi sei anni le Marche hanno perso oltre 28 mila residenti tra gli 0 e i 34 anni e, secondo le proiezioni, entro il 2050 potrebbero venir meno oltre 100 mila giovani, con inevitabili ripercussioni sul mercato del lavoro, sulla sostenibilità del welfare e sulla competitività dell'intero sistema economico regionale. A illustrare il rapporto è stato il coordinatore dell'Ufficio Studi della CISL Marche, Matteo Moretti, che ha evidenziato una serie di criticità strutturali. Tra queste emergono una crescita del PIL inferiore rispetto alle regioni più dinamiche del Nord-Est, investimenti fermi da oltre vent'anni, livelli di produttività inferiori ai principali territori concorrenti, salari medi sotto la media nazionale, aumento della povertà relativa, crescita dei giovani Neet e del disagio psicologico, oltre a un utilizzo ancora limitato del trasporto pubblico locale e a un ricorso eccessivo alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Il report, tuttavia, mette in luce anche gli elementi positivi su cui costruire il rilancio della regione. Le Marche possono infatti contare su un diffuso sistema di piccole e medie imprese, una buona qualità della vita e un capitale umano qualificato, con una significativa presenza di laureati e punte di eccellenza nella formazione tecnica. Ad arricchire il confronto, moderato dalla giornalista Chiara Cuccinella, sono state le testimonianze di Raffaello Cesoni, Maria Laura Berti, Guido Mancini, Simone Neri, Tamara Smolina e Ledjana Sula, giovani che hanno deciso di restare o tornare nelle Marche. Esperienze differenti, ma accomunate dagli stessi valori: il forte legame con il territorio, l'importanza della formazione, la qualità della vita e la convinzione che la regione possa ancora rappresentare un luogo capace di attrarre competenze e opportunità. Nel suo intervento, Marco Ferracuti ha ribadito come il vero nodo non sia trattenere i giovani, ma creare le condizioni affinché scelgano di vivere e lavorare nelle Marche. "Abbiamo incontrato ragazze e ragazzi preparati, consapevoli e competenti. La domanda non è se siano all'altezza delle sfide del futuro, ma se le Marche saranno all'altezza dei loro giovani", ha affermato. Secondo il segretario della CISL Marche, senza lavoro di qualità diventa difficile costruire qualsiasi progetto di vita. I salari, ha spiegato, dipendono dalla competitività del sistema produttivo, ma il lavoro significa anche benessere e qualità della vita. Ferracuti ha inoltre ricordato il Protocollo sul benessere lavorativo, annunciato dall'assessore regionale Giacomo Bugaro e in programma per la firma il prossimo 31 luglio con la Regione Marche, definendolo un passo importante verso un nuovo modello di sviluppo. Fondamentale, infine, il tema della formazione: "La vera tutela non è soltanto conservare un posto di lavoro, ma possedere le competenze per trovarne sempre uno nuovo. Il futuro non si aspetta: si costruisce", ha concluso. Il presidente del Comitato Scientifico del Report, Gian Luca Gregori, già rettore dell'Università Politecnica delle Marche, ha sottolineato la necessità di una strategia di lungo periodo. "Serve un modello di sviluppo coerente. Il fattore decisivo resta il capitale umano: senza capitale umano non c'è competitività", ha evidenziato. L'assessore regionale Giacomo Bugaro ha ricordato le difficoltà affrontate negli ultimi anni dalla regione, dal fallimento di Banca Marche e della Antonio Merloni fino alle conseguenze del terremoto. Oggi, ha osservato, in uno scenario internazionale complesso e altamente competitivo, le Marche hanno bisogno di un autentico piano industriale capace di rilanciare il sistema economico regionale. Il presidente dell'ISTAT, Francesco Maria Chelli, ha richiamato l'importanza delle analisi statistiche come base delle politiche pubbliche. "Senza dati non si governa", ha affermato, ricordando anche come le Marche presentino un saldo migratorio positivo, segnale che la regione continua ad attrarre nuovi residenti, compresi giovani provenienti da altri territori. A chiudere l'incontro è stata la segretaria generale della CISL nazionale, Daniela Fumarola, che ha indicato le priorità per rendere le Marche una regione capace di trattenere e attrarre nuove generazioni. "Un giovane resta, o torna, se trova lavoro di qualità, formazione, servizi efficienti, trasporti, sanità, casa e opportunità per costruire il proprio progetto di vita", ha dichiarato. Fumarola ha riconosciuto il valore del sistema produttivo marchigiano, fondato su manifattura, artigianato, agricoltura, turismo e università, ma ha anche ricordato le difficoltà ancora aperte: la crisi dell'industria, il rallentamento dell'export delle piccole imprese e il recupero ancora incompleto del potere d'acquisto dei salari. Particolare attenzione è stata dedicata alle aree interne, per le quali la leader della CISL ha invocato una strategia integrata che metta insieme sanità, scuola, formazione, trasporti, infrastrutture, sostegno alle imprese e incentivi fiscali. Infine, il riferimento all'estensione della Zona Economica Speciale (ZES) a Marche e Umbria, considerata un'opportunità importante, ma solo se accompagnata da investimenti, infrastrutture, risorse europee, sviluppo delle filiere produttive e occupazione di qualità. Il messaggio emerso dal confronto è chiaro: le Marche possiedono ancora le risorse per costruire il proprio futuro, ma sarà necessario un progetto condiviso che metta al centro giovani, lavoro, formazione e innovazione, trasformando le criticità evidenziate dal Report in occasioni di crescita e sviluppo sostenibile.    

18/07/2026 10:05
Maltempo Marche, alberi e rami caduti: 70 interventi dei Vigili del fuoco nella notte

Maltempo Marche, alberi e rami caduti: 70 interventi dei Vigili del fuoco nella notte

È stata una notte di intenso lavoro per i Vigili del fuoco delle Marche, impegnati in circa 70 interventi a causa del forte vento che ha interessato gran parte della regione. Le richieste di soccorso hanno riguardato soprattutto alberi e rami caduti sulla carreggiata, oltre alla messa in sicurezza di elementi pericolanti che rappresentavano un rischio per la circolazione e la pubblica incolumità. La provincia maggiormente interessata è stata quella di Macerata, dove sono stati effettuati 30 interventi. Seguono Ancona con 21, Pesaro Urbino con 10, Fermo con 6 e Ascoli Piceno con 5. Nel frattempo, i Vigili del fuoco marchigiani sono stati chiamati a fornire supporto anche fuori regione. Nella serata di ieri personale dei Comandi delle Marche è partito alla volta di Reggio Emilia per affiancare i colleghi emiliani, impegnati a far fronte alle numerose richieste di soccorso provocate dall'ondata di maltempo che ha colpito il territorio.

16/07/2026 09:30
Andrea Passacantando eletto presidente del Crel Marche, Giorgio Andreani è il vicepresidente

Andrea Passacantando eletto presidente del Crel Marche, Giorgio Andreani è il vicepresidente

Si è insediato il nuovo Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro (Crel) delle Marche che, nella prima seduta ospitata nell'Aula del Consiglio regionale, ha provveduto all'elezione del presidente e del vicepresidente dell'organismo. A guidare il Crel sarà Andrea Passacantando, che succede a Luca Talevi, mentre la vicepresidenza è stata affidata a Giorgio Andreani, chiamato a raccogliere il testimone di Gilberto Gasparoni. Andrea Passacantando, nato a Tolentino nel 1968, è laureato in Giurisprudenza con una specializzazione in diritto comunitario. Titolare di un'azienda agricola nel Maceratese, vanta una consolidata esperienza nel settore agricolo e nell'associazionismo di categoria. «Intendo mettere la mia esperienza al servizio del Crel – ha dichiarato il neo presidente – affinché questo organismo diventi sempre più centrale e dinamico, capace di contribuire concretamente allo sviluppo economico e sociale della nostra regione». Il nuovo vicepresidente Giorgio Andreani, segretario organizzativo della Uil Marche, da anni impegnato nei settori delle infrastrutture e dei trasporti, ha sottolineato la volontà di rafforzare ulteriormente il ruolo dell'organismo. «L'obiettivo è offrire il mio contributo perché il Crel possa diventare un organismo sempre più autorevole e punto di riferimento per il territorio», ha affermato. Alla seduta inaugurale ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui, che ha evidenziato il valore del Consiglio regionale dell'Economia e del Lavoro quale organismo consultivo a supporto dell'attività istituzionale della Regione. «Il Crel rappresenta un luogo di confronto capace di mettere a disposizione competenze, analisi e proposte qualificate a sostegno dell'attività legislativa e della programmazione regionale», ha sottolineato Pasqui. Il Crel, istituito dalla legge regionale n. 15 del 2008, è composto da 35 rappresentanti delle categorie economiche, sociali e degli ordini professionali marchigiani. L'organismo resterà in carica per l'intera durata della legislatura regionale, mentre per il presidente e il vicepresidente è prevista una verifica di metà mandato, trascorsi 30 mesi dall'elezione.

14/07/2026 18:00
Benedetta Rossi diventa mamma: “Il viaggio più bello della nostra vita comincia adesso”

Benedetta Rossi diventa mamma: “Il viaggio più bello della nostra vita comincia adesso”

Benedetta Rossi diventa mamma. La cuoca e blogger marchigiana ha annunciato sui social l'inizio di un nuovo capitolo della sua vita, questa volta lontano dagli impegni professionali e dedicato alla famiglia. "Il viaggio più bello della nostra vita comincia adesso. Ci vediamo al ritorno, quando la nostra famiglia sarà finalmente al completo", ha scritto Rossi nel messaggio condiviso con i suoi milioni di follower, raccontando un percorso lungo e intenso fatto di attesa, speranze e momenti difficili. "È stato un percorso durato anni, anni di attesa, silenzi e speranze – ha spiegato la blogger –. Abbiamo compilato carte, superato esami e affrontato le montagne russe del cuore. Abbiamo imparato ad aspettare con una pazienza che non sapevamo di avere e siamo riusciti a proteggere un sogno che oggi è a un passo dal diventare realtà". Un momento importante che Benedetta Rossi e il marito Marco Gentili hanno scelto di vivere con grande riservatezza. Nel suo messaggio, infatti, la cuoca ha spiegato che nei prossimi giorni la coppia si allontanerà temporaneamente dai social per dedicarsi completamente alla nuova fase della loro vita. "Ora dovremo affrontare ancora dei passaggi formali ma delicati e poi mancheranno solo gli ultimi passi, quelli più importanti, che richiederanno ogni grammo della nostra presenza, del nostro amore e della nostra attenzione", ha scritto. "Durante questo periodo spegneremo gli schermi e terremo i telefoni in tasca, saremo lontani da qui e dalla dimensione pubblica. Abbiamo bisogno di silenzio intorno a noi per ascoltare e accogliere tutte le emozioni che vivremo mentre nasce la nostra nuova famiglia". La blogger ha poi voluto ringraziare le tante persone che da anni la seguono e le dimostrano affetto, chiedendo rispetto per questo momento privato: "Sappiamo quanto ci volete bene ed è per questo che vi facciamo una promessa: saremo noi, a tempo debito e quando saremo pronti, a condividere con voi il racconto di questa meravigliosa avventura". L'annuncio ha immediatamente raccolto migliaia di messaggi di auguri e partecipazione sui social. Tra i primi commenti anche quello di Antonella Clerici, che ha voluto esprimere pubblicamente la propria gioia per la notizia. Dopo il grande successo conquistato nel mondo della cucina e del web, per Benedetta Rossi si apre ora una nuova fase personale: quella dell'arrivo di un figlio e della nascita di una nuova famiglia.

10/07/2026 16:12
Confagricoltura Marche: "Grano duro, prezzi sotto i costi e aziende a rischio"

Confagricoltura Marche: "Grano duro, prezzi sotto i costi e aziende a rischio"

La campagna del grano duro 2026 si apre con forti preoccupazioni per le imprese agricole del Maceratese. A lanciare l'allarme è Confagricoltura, che denuncia prezzi di mercato ancora ben al di sotto dei costi di produzione, una situazione che mette a rischio la redditività delle aziende cerealicole e la tenuta di un comparto considerato strategico per l'agricoltura provinciale. Secondo l'associazione, il quadro non è migliorato neppure con l'avvio della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro, uno strumento sul quale, nei mesi scorsi, erano state riposte aspettative che si sono rivelate infondate. Confagricoltura chiarisce che la CUN non è stata istituita per fissare prezzi remunerativi o garantire il reddito degli agricoltori, ma esclusivamente per rilevare in modo trasparente l'andamento del mercato attraverso il confronto tra i diversi soggetti della filiera. L'associazione sottolinea inoltre come la composizione della Commissione non sia equilibrata, dal momento che gli stoccatori, ovvero coloro che materialmente immagazzinano il grano, ne sono rimasti esclusi. Per questo motivo, secondo Confagricoltura, attribuire alla Commissione il compito di risolvere la crisi del comparto ha significato alimentare aspettative non realistiche tra gli agricoltori. La delusione odierna, evidenzia l'organizzazione, non deriva dal funzionamento della CUN, che si limita a svolgere il ruolo previsto dalla normativa, ma dall'aver presentato questo organismo come la soluzione ai problemi del settore. Il nodo resta invece rappresentato dalle dinamiche del mercato, sulle quali la Commissione non ha alcun potere di intervento. L'associazione individua la principale criticità nella mancanza di una strategia politica di lungo periodo, a livello europeo, nazionale e locale, a sostegno della cerealicoltura. Negli ultimi anni, sostiene Confagricoltura, si è fatto ricorso prevalentemente a interventi emergenziali e contributi occasionali, spesso destinati esclusivamente ai produttori, senza costruire strumenti capaci di rafforzare in modo strutturale la competitività delle imprese. Una situazione che, secondo l'organizzazione, non riguarda soltanto il Maceratese ma interessa l'intero Centro Italia. Per questo Confagricoltura Abruzzo, Confagricoltura Lazio, Confagricoltura Marche e Confagricoltura Umbria chiedono di investire nel rafforzamento delle relazioni tra tutti gli anelli della filiera, dalla produzione allo stoccaggio, dalla trasformazione all'industria fino alla grande distribuzione organizzata. Le associazioni ritengono fondamentale incentivare strumenti di aggregazione dell'offerta, come Organizzazioni di Produttori e cooperative agricole, affinché le imprese possano acquisire maggiore forza contrattuale, programmare meglio la produzione e gestire con maggiore efficienza gli equilibri tra domanda e offerta. Tra le richieste figurano anche un maggiore ricorso ai contratti di filiera, investimenti nella qualità delle produzioni, nello stoccaggio e nell'innovazione, oltre alla piena attuazione del decreto-legge 63/2024 sui costi di produzione, evitando che il peso delle misure ricada esclusivamente sulle aziende agricole. Per Confagricoltura il comparto cerealicolo italiano ha bisogno di una strategia di lungo periodo e non di interventi occasionali. L'associazione richiama inoltre l'attenzione sul forte squilibrio esistente tra il prezzo riconosciuto al grano e quello dei prodotti derivati, come la pasta, una volta arrivati sugli scaffali della grande distribuzione, ritenendo necessario costruire una filiera più moderna, competitiva e capace di distribuire il valore in modo più equilibrato tra tutti gli operatori. Solo attraverso un cambio di impostazione, conclude Confagricoltura, sarà possibile garantire un futuro alla coltivazione dei cereali e alla sostenibilità economica delle imprese agricole.

07/07/2026 16:40
Trovato il cadavere di una donna tra gli scogli: indagini in corso

Trovato il cadavere di una donna tra gli scogli: indagini in corso

Il corpo senza vita di una donna è stato rinvenuto questa mattina in mare, all’altezza della scogliera di Marina Palmense, nel territorio di Fermo. La segnalazione è arrivata intorno alle 7.30 da una persona che, transitando sulla spiaggia, ha notato la presenza di una sagoma in acqua, vicino alla scogliera. Sul posto sono intervenuti i militari della Capitaneria di porto, che a bordo di un gommone hanno raggiunto il punto indicato e recuperato il corpo. Per la donna non c’era ormai nulla da fare. Successivamente la Guardia costiera ha provveduto al recupero della salma, poi trasportata a terra e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria e del medico legale, che dovranno accertare le cause e l’orario del decesso. Dalle prime informazioni, la vittima indossava una maglietta e dei pantaloni, elemento che lascia ipotizzare che non si trovasse in acqua per un bagno. Al momento non è ancora stata identificata: la donna non aveva con sé documenti e sono in corso verifiche per accertare eventuali segnalazioni di persone scomparse.

01/07/2026 13:10
Montegranaro, fiamme vicino agli uliveti: evacuate tre case, intervengono due elicotteri (Video)

Montegranaro, fiamme vicino agli uliveti: evacuate tre case, intervengono due elicotteri (Video)

Tre abitazioni evacuate in via precauzionale e un massiccio dispiegamento di mezzi, anche aerei: è il bilancio del tempestivo intervento scattato nella tarda mattinata di oggi a Montegranaro per un incendio di sterpaglie. I vigili del fuoco sono entrati in azione a partire dalle ore 11:30 circa nel territorio comunale per un rogo di vegetazione che ha rapidamente interessato un'ampia area situata in prossimità di case e uliveti. Data la vicinanza del fronte del fuoco e a scopo puramente precauzionale, le autorità hanno disposto l'evacuazione immediata di tre abitazioni. Sul posto sono confluite d'urgenza le squadre dei vigili del fuoco di Fermo, supportate dal personale del distaccamento di Civitanova Marche, dal Dos (Direttore delle Operazioni di Spegnimento) e dal mezzo aereo Elimarche. Per domare le fiamme nelle aree più impervie e impercorribili da terra, è stato necessario anche il successivo intervento dell'elicottero del Nucleo dei vigili del fuoco di Arezzo, che ha effettuato numerosi e ripetuti lanci d'acqua. Grazie al massiccio spiegamento di forze, l'incendio di vegetazione è stato infine messo sotto controllo, permettendo alle squadre di terra di procedere allo spegnimento degli ultimi focolai residui e di autorizzare il rientro in casa dei residenti precedentemente evacuati. Cessata la fase critica dell'emergenza, per le forze dell'ordine e i pompieri sono scattate le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell'intera superficie colpita, necessarie a scongiurare pericolosi colpi di coda del fuoco alimentati dalle temperature estive.

26/06/2026 15:30
Fuori kebab e ristoranti etnici dai centri storici? La proposta di legge regionale accende il dibattito

Fuori kebab e ristoranti etnici dai centri storici? La proposta di legge regionale accende il dibattito

La giunta regionale delle Marche ha approvato una proposta di legge che interviene sulla riqualificazione dei centri storici e sulla regolazione delle attività commerciali nelle aree urbane. Il provvedimento punta a definire strumenti di programmazione urbana che, nell’ambito dei processi di valorizzazione dei centri cittadini, possano includere anche eventuali limitazioni all’apertura di determinate attività economiche. Nel dibattito attorno al testo vengono richiamate, anche in chiave simbolica, le diverse tipologie di offerta gastronomica presenti sul territorio: da un lato i prodotti della tradizione locale come olive all’ascolana, vincisgrassi, brodetto e ciauscolo, dall’altro la crescente presenza di attività legate alla ristorazione internazionale come kebab, falafel, sushi e cucina asiatica. Secondo quanto trapela, la proposta prevedrebbe la valorizzazione delle attività commerciali e artigianali considerate legate all’identità dei luoghi, anche attraverso possibili agevolazioni fiscali e strumenti di sostegno economico. Il testo richiama inoltre il rispetto dei principi costituzionali e della normativa europea in materia di concorrenza, non discriminazione e proporzionalità, con l’obiettivo dichiarato di evitare contrasti con l’articolo 41 della Costituzione e con la direttiva Bolkestein. Le associazioni di categoria "avevano da tempo sollecitato interventi per contrastare la trasformazione dei centri storici e favorire la permanenza delle attività tradizionali, considerate parte del tessuto economico e identitario delle città". Nel confronto politico viene infine ricordato come strumenti analoghi siano stati adottati anche in passato da diverse amministrazioni locali, con finalità simili di regolazione e riqualificazione urbana.

24/06/2026 12:00
Fermo, ischemia intestinale acuta: intervento d’urgenza salva una donna, “decisivi rapidità e lavoro di squadra”

Fermo, ischemia intestinale acuta: intervento d’urgenza salva una donna, “decisivi rapidità e lavoro di squadra”

Una colica addominale apparentemente banale che, nel giro di poche ore, si trasforma in una grave emergenza chirurgica. È quanto accaduto la sera del 13 maggio a una donna poi ricoverata d’urgenza all’ospedale di Fermo, in un intervento che il compagno, Fabrizio Romozzi di Macerata, descrive come “una corsa contro il tempo” in cui determinanti sono stati la tempestività dei soccorsi e la collaborazione tra professionisti sanitari. Tutto inizia intorno alle 21, quando la donna avverte forti dolori addominali mentre si trova a Marina Palmense. In un primo momento il quadro sembra riconducibile a episodi già avuti in passato, ma nel giro di poco la situazione peggiora rapidamente fino a diventare insostenibile. "Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo, racconta Romozzi . Ho immediatamente allertato il 112 e, contemporaneamente, ho contattato Vincenzo Flaiani, che le abita d fronte e che aveva le chiavi dell'appartamento. Senza perdere un istante è entrato in casa trovando la mia compagna in condizioni gravissime, incapace persino di alzarsi dal letto a causa dei dolori. Con grande prontezza e senso di responsabilità si è subito adoperato per prestarle assistenza e per agevolare l'intervento dei soccorritori. "Successivamente, insieme a Roberta Ramadori, l'ha accompagnata al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Fermo, rimanendole accanto e garantendole supporto fino al mio arrivo da Macerata. In quelle ore drammatiche la loro presenza, il loro aiuto concreto e la loro umanità hanno rappresentato un sostegno prezioso che non dimenticherò mai". Nonostante la forte pressione sul reparto, il personale sanitario individua rapidamente la gravità della situazione. Il dolore, riferito come estremamente intenso, richiede anche una doppia somministrazione di morfina per essere controllato. La svolta arriva con l’intuizione clinica che porta all’esecuzione immediata di una Tac, disposta dal dottor Marco Ercoli insieme al personale infermieristico. L’esame evidenzia un quadro critico: una grave ischemia intestinale massiva da volvolo, con ostruzione del circolo arterioso e rischio imminente di necrosi intestinale. A quel punto si attiva in tempi rapidissimi la macchina chirurgica. In circa mezz’ora viene predisposta la sala operatoria e richiamata l’équipe composta dai chirurghi Sergio Grani e Marco Massa, insieme al primario dell’Unità di Anestesia e Rianimazione Daniele Elisei, sotto il coordinamento della struttura chirurgica diretta da Silvio Guerriero. L’intervento, durato circa tre ore, affronta una situazione definita dagli operatori estremamente critica. Il volvolo aveva compromesso in modo severo la vascolarizzazione intestinale. Grazie all’azione chirurgica, viene progressivamente ripristinata la circolazione sanguigna e recuperata la funzionalità dell’intestino, evitando l’esito più grave. Il decorso post-operatorio prevede anche una fase di coma farmacologico, gestita in terapia intensiva con un monitoraggio costante. Nel racconto viene sottolineato il ruolo centrale non solo dei medici, ma dell’intera équipe sanitaria: infermieri, anestesisti, rianimatori e operatori che hanno garantito continuità assistenziale in tutte le fasi dell’emergenza. Un ringraziamento viene rivolto da Romozzi anche ai professionisti Catalini e Ferrini, descritti come "figure di riferimento nel supporto informativo e umano durante l’intero percorso". Il compagno della paziente, che ha raccontato l’intera vicenda, sottolinea come "l’esperienza abbia mostrato che l’efficacia di una struttura sanitaria non dipende solo dalle tecnologie disponibili, ma soprattutto dalla capacità di coordinamento tra professionisti nei momenti di massima emergenza". “È stata una corsa contro il tempo”, si legge nel suo racconto, “e se oggi possiamo parlarne è grazie alla competenza, alla prontezza e all’umanità di chi è intervenuto”.

24/06/2026 11:29
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