Sanità

Angioedema Day a Civitanova: visite e consulenze gratuite all'Allergologia dell'ospedale

Angioedema Day a Civitanova: visite e consulenze gratuite all'Allergologia dell'ospedale

Sabato 16 maggio ricorre la Giornata mondiale dell’angioedema e l’Unità Operativa di Allergologia dell’Ospedale di Civitanova Marche, diretta dal Dr. Stefano Pucci, aderisce all’Angioedema Day organizzato da ITACA (Italian Network for Hereditary and Acquired Angioedema) in collaborazione con l’Associazione pazienti A.A.E.E. Il reparto civitanovese è Centro di Riferimento Regionale e Nazionale della rete ITACA per l’angioedema ereditario o acquisito e nella mattinata di sabato, dalle ore 9 alle 12, le Dottoresse Maria Domenica Guarino e Miriam Cognigni, che si occupano di un ambulatorio dedicato a diagnosi e terapia di questa malattia, saranno a disposizione dei pazienti, offrendo gratuitamente visite e consulenze. I cittadini, il 16 maggio, possono accedere direttamente, senza prenotazione e in maniera gratuita all’ambulatorio dedicato nel reparto di Allergologia negli orari indicati, oppure possono telefonare a partire da domani, dalle ore 12:30 alle 14, e prenotarsi al numero 0733-823229 o mandare una mail all’indirizzo: mariadom.guarino@sanita.marche.it. “L’angioedema è una manifestazione clinicamente caratterizzata da un gonfiore localizzato al di sotto della pelle e delle mucose, e può essere causato da diversi fattori in particolare da assunzione di farmaci, alimenti o da punture di insetti – spiega il Dr. Stefano Pucci, Direttore dell’Allergologia dell’Ast di Macerata. L’angioedema ereditario, malattia rara e geneticamente trasmessa, è la forma più grave e può insorgere spontaneamente o a seguito di stimoli specifici come traumi, stress, procedure medico-chirurgiche. La gestione di questa complessa patologia necessita di un’attenta valutazione specialistica per individuare le possibili cause scatenanti e delineare il necessario percorso terapeutico. “Iniziative come questa ci aiutano a far conoscere una malattia rara e invisibile per i cittadini, per trasformarla in una condizione riconosciuta, diagnosticata prima e trattata meglio” – dichiara il Dr. Alessandro Marini – L’Allergologia dell’ospedale di Civitanova è Centro di Riferimento riconosciuto a livello nazionale e regionale per questa patologia, grazie all’elevata competenza e professionalità dei nostri sanitari.”

13/05/2026 15:50
Macerata, la prevenzione cardiaca scende in piazza: screening gratuito contro la fibrillazione atriale

Macerata, la prevenzione cardiaca scende in piazza: screening gratuito contro la fibrillazione atriale

Sabato 16 maggio pizza della Libertà, nel cuore di Macerata, ospiterà una mattinata dedicata alla prevenzione cardiovascolare con uno screening gratuito per la fibrillazione atriale. L’iniziativa si svolgerà dalle ore 8:30 alle 12:30 e offrirà ai cittadini la possibilità di effettuare una visita medica e il controllo dell’elettrocardiogramma. L’evento è promosso in collaborazione con l’Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati – Sezione di Macerata (A.I.P.A.), l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ast di Macerata, diretta dal dottor Mario Luzi, e il Comitato maceratese della Croce Rossa Italiana. La fibrillazione atriale rappresenta una delle aritmie cardiache più diffuse nella pratica clinica ed è caratterizzata da un battito irregolare e spesso accelerato, provocato da un’attività elettrica disordinata degli atri. Una patologia che interessa soprattutto la popolazione anziana e che può aumentare significativamente il rischio di ictus ischemico e scompenso cardiaco. “A volte la fibrillazione atriale si manifesta senza sintomi evidenti – spiega il dottor Mario Luzi, primario della Cardiologia dell’ospedale di Macerata –. In circa il 15-30% dei casi, soprattutto nei pazienti più anziani, gli episodi possono essere silenziosi ma comportare gli stessi rischi della forma sintomatica, aumentando la possibilità di ictus e mortalità cardiaca”. Lo screening è rivolto in particolare ai cittadini over 65 che non abbiano mai ricevuto una diagnosi di fibrillazione atriale. Sull’importanza della prevenzione è intervenuto anche il direttore generale dell’Ast di Macerata, dottor Alessandro Marini: “Partecipare agli screening gratuiti è fondamentale per individuare precocemente la patologia e prevenire complicanze come ictus e scompenso cardiaco. La fibrillazione atriale, infatti, è spesso silenziosa e può essere scoperta solo attraverso controlli specifici”. L’iniziativa punta dunque a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione cardiovascolare e della diagnosi precoce, strumenti essenziali per tutelare la salute del cuore.    

12/05/2026 15:39
Oncologia San Severino, nuove poltrone per la sala d'attesa: la donazione de "La Voce del Cuore"

Oncologia San Severino, nuove poltrone per la sala d'attesa: la donazione de "La Voce del Cuore"

Un gesto di vicinanza e cura per migliorare l'accoglienza dei pazienti e dei loro familiari. Presso l’ospedale "Bartolomeo Eustachio" di San Severino Marche, si è tenuta la cerimonia di consegna delle nuove poltrone destinate alla sala d’attesa del reparto di oncologia, donate dall’Associazione "La Voce del Cuore per la Chirurgia". Alla cerimonia erano presenti la sindaca di San Severino Rosa Piermattei, la direttrice sanitaria dell’Ast di Macerata Daniela Corsi, il responsabile della direzione medica ospedaliera Massimo Sgattoni, la presidente dell’associazione donante Gabriella Accoramboni, insieme ai medici Nicola Battelli (Direttore Dipartimento Onco-Ematologico) e Luca Faloppi (Responsabile Oncologia Camerino e San Severino). La donazione è stata accolta con profonda gratitudine dai vertici dell'Azienda Sanitaria. "Desidero ringraziare l'associazione per la generosità dimostrata", ha dichiarato la dottoressa Daniela Corsi, sottolineando come questo contributo sia fondamentale per il benessere di chi frequenta quotidianamente la struttura. "Le nuove poltrone rappresentano un invito ad accogliere e a sentirsi a proprio agio, un vero gesto di cura verso il paziente". Per l’associazione "La Voce del Cuore per la Chirurgia", questo intervento non resterà isolato. La presidente Gabriella Accoramboni ha infatti precisato che l'iniziativa "rappresenta la prima fase di un programma che intendiamo sviluppare nel tempo", confermando la volontà di proseguire con ulteriori donazioni a favore dell’ospedale settempedano. Un sostegno concreto, quello del volontariato locale, che si inserisce in un percorso di collaborazione volto a rendere i reparti ospedalieri luoghi sempre più umani e attenti non solo alle terapie mediche, ma anche al comfort emotivo e fisico dei degenti.

11/05/2026 15:20
CRI Macerata, parla il Presidente Raffaele Belogi: "Sostenere noi significa aiutare il territorio"

CRI Macerata, parla il Presidente Raffaele Belogi: "Sostenere noi significa aiutare il territorio"

L’8 maggio celebriamo la Giornata Mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, una data che va ben oltre una semplice ricorrenza. È un momento di riflessione sul valore delle azioni quotidiane dei volontari e sul significato profondo dell’impegno umanitario. La Croce Rossa Italiana è parte del più grande movimento umanitario al mondo formato da 17 milioni di Volontari e presente da oltre 160 anni, nato per prevenire e alleviare la sofferenza umana senza discriminazioni. Questa giornata ci ricorda che ogni gesto, dal più piccolo al più grande, contribuisce a sostenere miliardi di persone vulnerabili. Ne parliamo con il Presidente del comitato di Macerata, avvocato Raffaele Belogi. Presidente, quali sono i principi e gli obiettivi della Croce Rossa Italiana? "L’azione della Croce Rossa Italiana nasce da un principio semplice ma profondissimo: mettere al centro la persona e la sua dignità. Questo si traduce in un impegno costante per proteggere la vita e la salute, per intervenire nelle emergenze, ma anche per supportare chi vive situazioni di fragilità sociale e promuovere una cultura della solidarietà e della prevenzione. Ogni attività, anche quella apparentemente più tecnica, è guidata da un forte senso di umanità, che si manifesta nella capacità di ascoltare, accogliere e stare vicino alle persone in difficoltà. Grazie all’impegno di milioni di volontari nel mondo, la Croce Rossa rappresenta un punto di riferimento fondamentale per le comunità sia in tempo di pace che in tempo di guerra, contribuendo a costruire una società più solidale e resiliente". Qual è il ruolo del Comitato della Croce Rossa Italiana di Macerata? "Il Comitato di Macerata è una realtà storica attiva e radicata nel territorio, impegnata ogni giorno a rispondere ai bisogni della comunità locale. Le attività svolte sono molteplici e vanno dall’emergenza sanitaria al supporto sociale alle persone fragili e vulnerabili; dalla protezione civile alla formazione e sensibilizzazione dei cittadini. Il valore aggiunto del Comitato non è solo nella competenza tecnica, ma soprattutto nell’umanità, nel calore e nella vicinanza dimostrata verso chi ha bisogno. Sono proprio questi aspetti che rendono ogni intervento un’esperienza significativa sia per chi riceve aiuto sia per chi lo offre". Perché è importante sostenere la Croce Rossa Italiana? "Sostenere la Croce Rossa significa contribuire concretamente a mantenere attive tutte queste attività che aiutano quotidianamente persone in difficoltà. I volontari rappresentano il cuore del movimento, ma il supporto della comunità è essenziale per continuare a crescere e a rispondere ai bisogni emergenti. I numerosi ringraziamenti ricevuti testimoniano quanto questo impegno sia fondamentale e apprezzato". Come si può sostenere il Comitato di Macerata e la Croce Rossa Italiana? "Un modo semplice e importante per aiutare è destinare il 5x1000 della propria dichiarazione dei redditi. Non comporta alcun costo aggiuntivo, ma può fare una grande differenza. È sufficiente indicare il codice fiscale 01840800435 nell’area “Sostegno degli enti del terzo settore”. Oltre a questo, è possibile diventare Soci Sostenitori della Croce Rossa. Con un piccolo versamento annuale di venti euro si possono concretamente sostenere i progetti del Comitato. Per avere maggiori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo macerata@cri.it oppure telefonare al numero 0733260207. Questi semplici gesti permettono di sostenere direttamente le attività della Croce Rossa Italiana e del Comitato di Macerata, contribuendo a garantire assistenza, solidarietà e interventi tempestivi sul territorio". Qual è il messaggio per i volontari e la comunità in questa giornata? "Il messaggio è di profonda gratitudine: grazie a tutti i volontari per la loro umanità, per i sacrifici e per non restare indifferenti davanti alla sofferenza. Essere parte della Croce Rossa significa condividere valori, impegno e passione, contribuendo ogni giorno a rendere il mondo un luogo migliore".

10/05/2026 11:00
Infiammazione silenziosa: quando il corpo resta sempre “acceso”

Infiammazione silenziosa: quando il corpo resta sempre “acceso”

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di infiammazione, ma non sempre in modo corretto. Quando pensiamo a un processo infiammatorio immaginiamo febbre, dolore o gonfiore. Esiste però una forma molto diversa e silenziosa di infiammazione, chiamata low grade inflammation o infiammazione cronica di basso grado, che può rimanere attiva per anni senza sintomi evidenti, contribuendo lentamente allo sviluppo di molte malattie croniche moderne. Oggi sappiamo che questa condizione rappresenta uno dei principali punti di collegamento tra alimentazione, stile di vita e salute metabolica. Non si tratta di una malattia vera e propria, ma di uno stato in cui il sistema immunitario rimane costantemente “attivato”, producendo nel tempo piccole quantità di molecole infiammatorie. Diversi studi scientifici hanno mostrato come questo fenomeno sia associato a obesità, diabete tipo 2, steatosi epatica, malattie cardiovascolari e disturbi intestinali. Uno dei fattori più importanti è l’accumulo di grasso viscerale, cioè il grasso localizzato soprattutto nella zona addominale. Oggi sappiamo che il tessuto adiposo non è una semplice riserva energetica: è un organo metabolicamente attivo capace di produrre sostanze infiammatorie. Quando aumenta eccessivamente, soprattutto in presenza di sedentarietà e alimentazione squilibrata, il corpo entra progressivamente in uno stato di “metainfiammazione”, una forma di infiammazione cronica di bassa intensità. Negli ultimi anni si è parlato molto anche degli alimenti ultraprocessati. Con questo termine si indicano prodotti industriali ricchi di ingredienti raffinati, additivi, aromi ed emulsionanti, formulati per essere molto appetibili e facili da consumare in eccesso. Il problema non riguarda soltanto le calorie: sempre più evidenze suggeriscono che un consumo elevato di questi prodotti possa alterare il microbiota intestinale e favorire uno stato infiammatorio persistente. L’intestino, infatti, rappresenta uno dei principali centri di regolazione del nostro metabolismo e del sistema immunitario. Quando la barriera intestinale si altera, alcune molecole pro-infiammatorie possono passare più facilmente nel circolo sanguigno, contribuendo a mantenere attiva l’infiammazione sistemica. È anche per questo che sintomi come gonfiore, stanchezza persistente, sonno non ristoratore o difficoltà di concentrazione vengono oggi studiati con maggiore attenzione nel contesto dello stile di vita moderno. Anche stress cronico, sonno insufficiente e sedentarietà hanno un ruolo importante. Dormire poco altera gli ormoni che regolano fame e sazietà, mentre lo stress protratto nel tempo può influenzare negativamente metabolismo e microbiota. Al contrario, l’attività fisica regolare rappresenta uno dei più potenti strumenti antinfiammatori naturali. La buona notizia è che la low grade inflammation può essere modulata attraverso le abitudini quotidiane. I modelli alimentari più associati a una riduzione dell’infiammazione sono quelli basati su alimenti freschi e minimamente processati: verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce azzurro, olio extravergine di oliva e frutta secca. Non esistono alimenti miracolosi, ma esiste un contesto alimentare che può favorire o ridurre il carico infiammatorio dell’organismo. Oggi la scienza ci mostra con sempre maggiore chiarezza che molte malattie croniche non compaiono improvvisamente, ma si sviluppano lentamente attraverso piccoli squilibri ripetuti nel tempo. Comprendere il ruolo dell’infiammazione cronica di basso grado significa quindi andare oltre il concetto di “dieta” e iniziare a considerare alimentazione, sonno, movimento e gestione dello stress come parti di uno stesso sistema, capace di influenzare profondamente la nostra salute quotidiana.  

09/05/2026 15:40
In fuga dalla guerra, dall’Ucraina al Salesi di Ancona: il sorriso ritrovato della piccola Anghelina

In fuga dalla guerra, dall’Ucraina al Salesi di Ancona: il sorriso ritrovato della piccola Anghelina

 È tornata all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona la piccola Anghelina, la bambina ucraina di 9 anni che due anni fa, insieme alla madre Oksana, era fuggita dalla guerra per poter continuare a curare una grave malformazione urogenitale. Nei giorni scorsi la bambina è stata sottoposta a un nuovo ciclo di controlli endocrinologici e terapie di follow up da parte dell’équipe della Chirurgia Pediatrica diretta dal professor Giovanni Cobellis, che già nel luglio 2024 aveva eseguito con successo un delicato intervento chirurgico. “La bambina sta seguendo un percorso clinico complesso che richiede controlli e trattamenti periodici – spiega Cobellis –. La sua patologia, una sindrome adrenogenitale, è rara e molto delicata da affrontare. L’intervento è perfettamente riuscito e il problema principale è stato risolto. Ora saranno il tempo e la crescita naturale della bambina a fare il loro corso”. Il professore ha voluto ringraziare anche la Direzione generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche per il supporto garantito: “Siamo felici di poter affrontare storie di sofferenza che vanno oltre il singolo quadro clinico”. La permanenza di Anghelina e della madre ad Ancona è durata meno di una settimana. Poi il ritorno a Kalush, cittadina dell’Ucraina occidentale nel distretto di Ivano-Frankivsk, resa celebre anche dal gruppo Kalush Orchestra, vincitore dell’Eurovision Song Contest 2022. È Oksana a ripercorrere il drammatico viaggio che le ha portate in Italia. “Anghelina era in cura in un ospedale pediatrico specializzato di Kyiv, ma la guerra ha interrotto tutto. Nell’autunno del 2023 abbiamo vissuto bombardamenti continui e anche l’ospedale è stato colpito da un missile, diventando inutilizzabile. Tornarci era impossibile”. Quando si è aperta la possibilità di proseguire le cure all’estero, madre e figlia non hanno esitato. “Dopo due anni posso dire che è stata la scelta giusta. Tornare ad Ancona e al Salesi è come tornare a casa. L’accoglienza che riceviamo ogni volta è straordinaria e per noi significa moltissimo”. Dietro alla storia di Anghelina c’è una rete di solidarietà che unisce Italia e Ucraina. Un ruolo fondamentale è stato svolto dall’associazione Patronesse del Salesi, che si è occupata dell’accoglienza logistica della famiglia, supportata anche dalla struttura residenziale di Casa Angelini a Torrette. A coordinare il trasferimento è stato Maurizio Maraschi, volontario falconarese dell’associazione Anteas di Alessandria. “Durante una delle nostre missioni umanitarie in Ucraina abbiamo conosciuto la situazione di Anghelina e in poco tempo abbiamo organizzato il viaggio in Italia. In questi anni di guerra abbiamo aiutato numerosi bambini affetti da patologie oncologiche o malattie rare”. E alla fine, tra i corridoi del Salesi, torna anche il sorriso. Anghelina sale sulla macchinina dei carabinieri donata al reparto di Chirurgia Pediatrica e, per un momento, riesce a lasciarsi alle spalle il peso della guerra e della malattia, tornando semplicemente a essere una bambina.    

09/05/2026 10:07
Neurosviluppo, lunedì 11 maggio ambulatori aperti in tutta la provincia: lo Sferisterio si tinge d'azzurro

Neurosviluppo, lunedì 11 maggio ambulatori aperti in tutta la provincia: lo Sferisterio si tinge d'azzurro

Un bambino su cinque, in Italia, soffre di un disturbo del neurosviluppo o neuropsichico. Numeri che fotografano un’emergenza silenziosa ma crescente. In occasione della Giornata nazionale per la promozione del Neurosviluppo, prevista per lunedì 11 maggio, l’AST di Macerata scende in campo con una serie di iniziative volte a informare, sensibilizzare e facilitare l'accesso ai servizi per le famiglie. Per tutta la mattinata di lunedì, dalle ore 9:00 alle 12:00, l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile aprirà i propri ambulatori alla cittadinanza. Saranno allestiti degli infopoint dedicati dove i professionisti forniranno chiarimenti sui disturbi, sui servizi sanitari disponibili e sulle modalità di accesso alle cure. Gli sportelli informativi saranno attivi presso le sedi UMEE dei Poliambulatori di Tolentino, Civitanova Marche, Potenza Picena e presso il Distretto di Camerino. A sottolineare l’importanza della giornata, lo Sferisterio di Macerata sarà illuminato simbolicamente di azzurro. I dati degli ultimi dieci anni mostrano un trend preoccupante. «In Italia sono circa 2 milioni i minori affetti da questi disturbi, circa il 20% della popolazione tra 0 e 18 anni», spiega la dottoressa Alessandra Amadi, Direttrice della Neuropsichiatria infantile dell’Ast. «Le richieste e gli accessi presso le nostre strutture sono in significativa ascesa. Notiamo un costante aumento per patologie come i disturbi dello spettro autistico, del linguaggio, dell’apprendimento e l’ADHD, ma anche un preoccupante anticipo dell'età di insorgenza per i disturbi più gravi». La sfida principale è quella del tempo. Intervenire tempestivamente durante le specifiche "finestre evolutive" del bambino permette di attivare percorsi di abilitazione efficaci, riducendo drasticamente il rischio di cronicizzazione del disturbo in età adulta. Un impegno condiviso dal Direttore Generale dell’AST di Macerata, il dottor Alessandro Marini: «Questa giornata serve a sensibilizzare genitori, insegnanti ed educatori per un’azione coordinata. L’obiettivo è incrementare i fattori protettivi e diminuire l’impatto dei rischi». Le equipe territoriali UMEE restano il punto di riferimento fondamentale per supportare le famiglie dalla prevenzione fino alla definizione di progetti riabilitativi personalizzati.

08/05/2026 17:30
Monte San Martino, l'Ast rassicura: "Individuato il nuovo medico". Ma esplode lo scontro politico

Monte San Martino, l'Ast rassicura: "Individuato il nuovo medico". Ma esplode lo scontro politico

Dopo l'allarme lanciato dal sindaco Matteo Pompei (leggi qui), l'azienda sanitaria territoriale di Macerata rompe il silenzio sulla criticità del medico di medicina generale a Monte San Martino, annunciando che la soluzione definitiva è ormai vicina. Una nota ufficiale che arriva nel pieno di una bufera politica che vede contrapposti proprio il primo cittadino e l'opposizione consiliare. L'Ast ha voluto precisare come l'impegno per garantire un servizio stabile nel comune montano sia costante sin dal pensionamento del precedente titolare. «La soluzione definitiva è stata ora individuata», fa sapere l'AST, spiegando che l'attivazione della convenzione avverrà non appena sarà concluso l’iter burocratico per il riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero dal professionista che si è reso disponibile. Nell'attesa del passaggio formale, l'Azienda ha predisposto misure per non lasciare scoperti i cittadini: «Al fine di garantire la continuità assistenziale, gli assistiti residenti nel comune di Monte San Martino potranno fare riferimento ai medici ancora disponibili appartenenti all’Aggregazione Funzionale Territoriale di Sarnano». La scelta potrà essere effettuata sia tramite sportelli front-office che online attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico. L’AST assicura inoltre che continuerà a seguire l’evoluzione della situazione per un rapido ripristino del servizio sul territorio. A infuocare il dibattito politico nel comune, intanto, è l’intervento di Raffaele Anselmi, capogruppo di minoranza (Fratelli d’Italia). Anselmi punta il dito contro il sindaco Pompei, definendo le sue recenti denunce come «sparate sui giornali» e «comunicazione emotiva» che hanno prodotto il solo risultato di alimentare allarmi inutili e odio social. «Trovo gravissime le affermazioni del sindaco», attacca Anselmi, sostenendo che la situazione fosse nota e già instradata verso una soluzione anche grazie all’interessamento del senatore Elena Leonardi. «Il Sindaco sapeva che la procedura per il nuovo medico, che sta attendendo i passaggi burocratici imposti dalla legge, non sarebbe stata immediata. Invece di attaccare e sminuire il lavoro dei vertici AST, avrebbe potuto agire con più maturità e lucidità». Il capogruppo di FdI stigmatizza l'atteggiamento della maggioranza, definendolo «strumentale e in malafede», e ricorda come la risoluzione della vicenda sia merito del «senso di responsabilità del dottor Marini e dei suoi colleghi, che non meritano di essere bersagliati».

08/05/2026 16:30
Alzheimer e demenze, formazione a Macerata: “Ruolo chiave dei medici di famiglia”

Alzheimer e demenze, formazione a Macerata: “Ruolo chiave dei medici di famiglia”

Si terrà il 9 maggio a Macerata, presso la Domus San Giuliano dalle ore 8:30 alle 14:00, un corso di formazione dedicato al ruolo dei Medici di Medicina Generale nella gestione dei pazienti affetti da decadimento cognitivo. L’iniziativa vedrà la partecipazione dei dottori Arcangeli, Cirilli, Pesaola, Cernetti e Re e si inserisce in un più ampio percorso formativo rivolto ai Medici di Famiglia, previsto nell’ambito del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze. Responsabili scientifici dell’evento sono il dottor Emanuele Medici, direttore della U.O.C. di Neurologia di Macerata, e la dottoressa Martina Pesallaccia, referente AST per il progetto regionale “Fondo Alzheimer e demenze”. Il Fondo, istituito dal Ministero della Salute con la Legge di Bilancio 178/2020, è finalizzato al miglioramento dell’assistenza e della presa in carico dei pazienti con disturbi neurocognitivi. Tra gli obiettivi della linea strategica dedicata alla diagnosi tempestiva del disturbo neurocognitivo maggiore rientra la formazione dei Medici di Medicina Generale all’utilizzo di strumenti di screening, tra cui il GP-COG (General Practitioner Assessment of Cognition), utile per l’individuazione precoce dei primi segni di deterioramento cognitivo. “La figura del medico di famiglia è centrale nell’individuazione precoce e nell’assistenza dei pazienti con decadimento cognitivo – ha sottolineato la dottoressa Martina Pesallaccia – e il loro contributo sarà ancora più importante con l’arrivo dei nuovi farmaci disease modifying per la malattia di Alzheimer, che risultano più efficaci se somministrati nelle fasi iniziali della patologia”. L’incontro, accreditato ECM, rappresenta un’importante occasione di aggiornamento e confronto tra professionisti, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico dei pazienti e ridurre i tempi di diagnosi dei disturbi cognitivi.

08/05/2026 12:00
Il sindaco Pompei: "Monte San Martino è senza medico, l'Ast ce lo ha comunicato via WhatsApp"

Il sindaco Pompei: "Monte San Martino è senza medico, l'Ast ce lo ha comunicato via WhatsApp"

Un messaggio via WhatsApp, poche parole "gelide e definitive": "Da domani la dottoressa Cristallini non potrà più prestare servizio". È così che, secondo il comunicato inviatoci dal sindaco Matteo Pompei, “il direttore sanitario dell’AST di Macerata, la dottoressa Daniela Corsi, ha deciso di liquidare il diritto alla salute di un’intera comunità montana". L’amministrazione comunale non usa mezzi termini ed esprime "il più fermo e totale sdegno per le modalità e la sostanza di un provvedimento che definire irrispettoso è un eufemismo". Una situazione che si inserisce in un contesto già critico, perché "da oltre tre anni questo Comune vive in un limbo intollerabile, ostaggio di una burocrazia regionale incapace di programmare il turn-over di un medico che ha abbondantemente superato l’età pensionabile". Al centro della denuncia c’è quello che viene definito “un paradosso vergognoso”: “la dottoressa Cristallini, con uno spirito di servizio che dovrebbe far arrossire i vertici sanitari regionali, ha continuato a operare gratuitamente negli ultimi mesi per non lasciare i cittadini privi di assistenza”. Una dedizione che, sempre secondo il comunicato, si è scontrata con un sistema inefficiente, perché "mentre il medico donava il proprio tempo e la propria professionalità alla comunità, l’apparato burocratico dell'Ast e della Regione rispondeva con rassicurazioni puntualmente disattese". Durissime le parole dell’amministrazione: "Ci hanno mentito per mesi. Ci era stato garantito l’imminente arrivo di un sostituto". E ancora: "Oggi scopriamo che non solo non c’è un erede che possa garantire la continuità del servizio, ma che l’unico presidio esistente viene cancellato con un colpo di spugna digitale via WhatsApp". Una gestione che viene definita senza mezzi termini “una gestione della sanità pubblica che non risolve i problemi, ma li crea deliberatamente”. Le conseguenze, si legge, sono pesanti per il territorio: "La sospensione improvvisa del servizio non è solo un disguido tecnico; è un attentato alla tenuta sociale dei nostri piccoli centri". In particolare, "in un territorio montano, dove l'età media è elevata e i collegamenti sono complessi, privare i cittadini del medico di base significa condannarli all'isolamento e alla precarietà sanitaria". Il comune di Monte San Martino chiarisce di non voler accettare passivamente questa situazione, definita una vera e propria “doccia fredda”, e chiede "l'immediata soluzione della problematica attraverso l’invio, entro 24 ore, di un sostituto effettivo", insieme a "un incontro urgente con i vertici dell'AST Macerata e con l'Assessorato alla Sanità della Regione Marche" e "rispetto per una popolazione che non può essere trattata come un numero marginale in un foglio di calcolo". La posizione finale è netta: "La pazienza dei piccoli centri è finita" e "non permetteremo che la burocrazia firmi l’atto di morte dei nostri territori". In assenza di risposte, conclude l’amministrazione, "è pronta a intraprendere ogni azione necessaria, in ogni sede competente, per tutelare la salute e la dignità dei propri cittadini".

06/05/2026 18:00
Macerata, donati due defibrillatori didattici al 118: in memoria della dottoressa Daniela Del Bello

Macerata, donati due defibrillatori didattici al 118: in memoria della dottoressa Daniela Del Bello

Il dottor Paolo Ruggeri ha donato al 118 di Macerata due defibrillatori didattici per trainer. Il gesto di generosità è stato voluto in memoria della moglie,Daniela Del Bello dottoressa in servizio al 118 di Macerata e recentemente scomparsa, che è stata referente del centro di formazione della centrale operativa per B.L.S.D. e primo soccorso. Questa apparecchiatura, insieme ai manichini didattici, rappresenta uno strumento fondamentale per insegnare nei corsi ai discenti una rianimazione cardio-polmonare di alta qualità, attraverso l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Il Centro di Formazione del Servizio Territoriale 118 dell’Ast di Macerata organizza corsi rivolti sia ai dipendenti dell’Ast per incrementare le competenze del personale, che agli operatori esterni e privati che ne facciano richiesta.  “Grazie a questa donazione è possibile diffondere la cultura del primo soccorso, che permette di salvare vite in situazioni di emergenza. Più persone sanno usare un DAE e più aumenta la probabilità che in caso di arresto cardiaco qualcuno intervenga nel minor tempo possibile, entro i primi cinque minuti, che sono decisivi per la persona” –ha affermato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini.  

06/05/2026 13:58
"Il vecchio ospedale ha bisogno di una nuova vita. Una soluzione? Case agevolate per i giovani"

"Il vecchio ospedale ha bisogno di una nuova vita. Una soluzione? Case agevolate per i giovani"

Il destino dell'ospedale "Santa Lucia" torna prepotentemente al centro del dibattito politico a Macerata. Dopo il recente confronto elettorale, l'Ugl Salute interviene per chiedere che le discussioni si trasformino in azioni concrete. Il segretario provinciale, Fabio Angeloro, traccia la rotta per una riqualificazione che sia utile alla cittadinanza e rispettosa del lavoro degli operatori. Pur accogliendo con favore la pluralità di idee emerse – dalle strutture per anziani all'ampliamento della casa di riposo – il sindacato lancia una proposta precisa per evitare il degrado della struttura: «Il vecchio ospedale deve cambiare destinazione d’uso, e quella scelta deve essere lungimirante. Una proposta concreta? Abitazioni agevolate per i giovani. Una risposta a un bisogno reale, che il capoluogo condivide con tutto il territorio, e che darebbe nuova vita a una struttura altrimenti destinata al degrado». Angeloro non risparmia critiche allo stato attuale del presidio, evidenziando problemi strutturali che incidono direttamente sulla qualità del soccorso e del lavoro. Le carenze elencate dal sindacato sono pesanti: «Non poter accedere all’ospedale con un mezzo di soccorso senza una corsia preferenziale, bloccato nel traffico quando ogni minuto conta, avere la pista dell’elisoccorso lontana dalla struttura, fare i conti con un caos parcheggi cronico, operare in edifici che nella parte più antica sfiorano i cento anni di vita». Questi elementi, secondo l'Ugl Salute, dimostrano che «il tempo delle mezze misure è finito» e che la pianificazione della nuova struttura non può prescindere da un approccio tecnico e pratico. La richiesta dell'Ugl alla politica e alle istituzioni è quella di un cambio di metodo radicale. Secondo Angeloro, per evitare errori progettuali, è indispensabile «ascoltare gli operatori sanitari, chi vive l'ospedale e ci dovrà lavorare conoscendo ciò che è utile e dove farlo, cosa può funzionare e cosa no». Il sindacato chiede dunque l'apertura di un confronto reale: «Non come atto formale, ma come metodo di lavoro. Solo così le decisioni sul futuro del vecchio ospedale potranno essere all’altezza delle aspettative dei cittadini e dei lavoratori. Noi siamo pronti. Lo siamo sempre stati».

05/05/2026 15:00
Sanità, 1,2 milioni per la Casa della Comunità di San Severino. Calcinaro: "Non sarà una struttura vuota"

Sanità, 1,2 milioni per la Casa della Comunità di San Severino. Calcinaro: "Non sarà una struttura vuota"

Un importante passo avanti per la sanità territoriale dell'alto maceratese. L’assessore regionale alla sanità, Paolo Calcinaro, ha annunciato il reperimento di nuove risorse per un totale di 1,2 milioni di euro destinati al completamento della Casa della Comunità di San Severino Marche. La struttura, situata strategicamente di fronte all'ospedale "Bartolomeo Eustachio", rischiava di rimanere incompiuta per mancanza di fondi. «Quando ho visitato la struttura un mese fa, mancavano le risorse per completare la restante parte, che sarebbe rimasta grezza, priva di finiture e impianti», ha spiegato l'assessore Calcinaro durante la conferenza stampa. Grazie al nuovo stanziamento reperito dalla Regione, sarà possibile realizzare il secondo stralcio funzionale del progetto, dando una risposta fondamentale alla città e a tutto il territorio attraverso una struttura che rappresenterà il primo punto di accesso ai servizi sanitari per i cittadini. Sulla questione del personale, spesso punto critico delle nuove strutture, l'assessore è stato perentorio, sottolineando che l'edificio non sarà affatto una scatola vuota ma sarà dotato di personale professionale in grado di garantire un’adeguata offerta sanitaria. Calcinaro ha infatti ricordato l’approvazione di un Piano occupazionale straordinario da 116 assunzioni per l’Ast di Macerata, specificamente dedicato a Case e Ospedali di Comunità, che si aggiunge al piano ordinario di assunzioni che già registra un saldo attivo di 177 unità oltre al normale turnover. La nuova struttura si sviluppa su una superficie di 840 metri quadri interamente al piano terra e ospiterà un cortile interno per il benessere degli utenti. Una volta completata, la Casa della Comunità diventerà il vero perno delle cure primarie, accogliendo 20 ambulatori dove opereranno Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e specialisti ambulatoriali. All’interno dell’edificio troveranno spazio anche il Punto Unico di Accesso (PUA), i servizi di assistenza domiciliare e infermieristica, il punto prelievi, i servizi diagnostici di base e la Continuità Assistenziale. Il direttore generale dell'Ast di Macerata, Alessandro Marini, ha ribadito come questo modello organizzativo sia capace di rispondere in prima istanza alle necessità di cura della popolazione, ringraziando la giunta regionale per l’importante stanziamento e l'area tecnica per il costante impegno nella pianificazione e nel monitoraggio dei lavori. L'obiettivo resta quello di integrare queste nuove attività con i servizi già presenti nel distretto sanitario esistente, creando team multidisciplinari pronti a prendersi carico dei bisogni di salute dei cittadini.

04/05/2026 18:50
Malattie professionali in aumento, Isolani (Ast Macerata): "Investire in cultura e nuove tecnologie"

Malattie professionali in aumento, Isolani (Ast Macerata): "Investire in cultura e nuove tecnologie"

Abbiamo festeggiato il 1° maggio, i lavoratori nelle piazze hanno dimostrato il loro orgoglio, rivendicato le conquiste e fatto conoscere le nuove aspettative per poi magari esprimere tutta la loro gioia in spettacoli musicali e di costume. Il 1° maggio festeggia il diritto universale a un luogo di lavoro dignitoso, sano e sicuro, non solo come obbligo morale ed etico, ma come necessità imprescindibile per il benessere individuale e collettivo e per la produttività delle imprese. Abbiamo quotidianamente il dovere di garantire luoghi di lavoro dove i lavoratori non vadano incontro ad infortuni e a malattie professionali e dove la salute e la sicurezza vengano tutelate. Erano queste le tematiche della Giornata Internazionale sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro celebrata il 28 aprile, due date connesse con le considerazioni sul problema salute nel lavoro. Ne parliamo con la dottoresssa Lucia Isolani Direttore UOC Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro - AST Macerata, Professore Medicina del Lavoro presso l’Università degli Studi Carlo Bo' di Urbino. Il suo un impegno va oltre le competenze territoriali per l’organizzazione di un servizio sempre più presente ed utile per tutti i lavoratori, con una visione illuminata che coinvolge l’intero patrimonio medico-scientifico dei territori. Dott.ssa Isolani, quanti sono gli infortuni sul lavoro in Italia? "Nel 2024 sono state registrate 593 mila denunce di infortunio, con un lieve aumento rispetto al 2023: il 68,4% degli infortuni interessa il genere maschile e la classe di età con il maggior numero di infortuni è quella 50-64 anni. Gli infortuni sul lavoro con esito mortale sono stati 1.202. Il settore delle costruzioni e dell’agricoltura si confermano come settori produttivi più pericolosi, dove più frequentemente si verificano infortuni gravi, gravissimi e mortali". Ancora troppi infortuni. E cosa possiamo fare per evitare che accadano? "Sono fondamentali le regole, le procedure, la formazione ed i comportamenti. Nel momento in cui all’interno di un’azienda tutti i lavoratori, colletti bianchi e colletti blu, acquisiscono comportamenti sicuri che diventano naturali ed ordinari gli infortuni non accadono. Si tratta di un processo culturale da costruire assieme, lavorando su modifiche tecniche, organizzative e procedurali, con attenzione anche ai quasi infortuni (near miss), che ci possono far apprendere importanti lezioni di prevenzione. Dovremmo inoltre evitare di avere una visione miope e considerare non solo gli infortuni, ma anche le malattie professionali, di cui ancora si parla poco e che costano molto di più degli infortuni, con costi sanitari, economici e sociali che gravano allo stesso tempo su lavoratore, impresa e stato". Quante e quali sono le malattie professionali? "Nel 2024 le patologie di origine professionale denunciate all’Inail sono salite a oltre 88mila, con un incremento del 21,8% rispetto al 2023, interessando 58mila lavoratori, con un trend in crescita ininterrotto dal 2000. La crescita delle malattie professionali denunciate non è necessariamente conseguenza di un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma può essere attribuita ad una maggiore consapevolezza dei lavoratori e dei medici certificatori in merito alle coperture assicurative e al progressivo ampliamento delle patologie riconoscibili. Le malattie professionali sono prevalentemente muscoloscheletriche (tre su quattro). Seguono le neuropatie come la sindrome del tunnel carpale, le ipoacusie, le dermatopatie e i tumori professionali". Quali sono le priorità attuali e le prospettive future della prevenzione in un luogo di lavoro? "Certamente è prioritario accrescere la cultura della prevenzione nelle scuole, apprendendo fin da piccoli regole e comportamenti che possano garantire sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, con una formazione costante nel tempo. L’attenzione deve essere tenuta alta in settori complessi come l’edilizia e l’agricoltura, dove tradizionalmente i rischi e i pericoli sono numerosi e gli infortuni frequenti, anche in considerazione del lavoro irregolare e dell’impiego di lavoratori stranieri. Bisogna inoltre far emergere malattie professionali ancora oggi sommerse come i tumori, promuovendo screening e vaccinazioni in un’ottica più ampia di sanità pubblica. Le malattie muscoloscheletriche, così frequenti e destinate ad aumentare con il crescere dell’età, dovranno essere affrontate affinché non divengano causa di disabilità, abbattendo barriere, modificando condizioni ambientali sfavorevoli e trovando soluzioni ergonomiche, anche ricorrendo a dispositivi robotici passivi come gli esoscheletri. In considerazione dell’aumento dell’età pensionabile, visto il tempo che si dovrà trascorrere al lavoro, diviene necessario che i lavoratori stiano bene, dal punto di vista sia fisico che psichico, creando sia lavori flessibili in grado di rispondere alle esigenze di vita delle persone, sia luoghi di lavoro che possano favorire il benessere psichico, campagne di screening e stili di vita salutari. Insomma, in prevenzione molto è stato fatto, ma ancora molto certamente si deve fare, costruendo reti solide e definendo collaborazioni valide: la scommessa per il futuro è senz'altro avvincente".

03/05/2026 12:20
Weight regain: perché il corpo tende a recuperare i chili persi

Weight regain: perché il corpo tende a recuperare i chili persi

Molte persone riescono a perdere peso almeno una volta nella vita. Molto più difficile, invece, è riuscire a mantenerlo nel tempo. Spesso chi riprende i chili persi vive questa esperienza come un fallimento personale, come la prova di non avere abbastanza volontà o costanza. In realtà, il recupero del peso dopo un dimagrimento, definito in ambito scientifico weight regain, è un fenomeno molto comune e oggi sappiamo che non dipende soltanto dalla disciplina. Dietro questo processo esistono meccanismi biologici profondi che il nostro organismo mette in atto per difendere il peso corporeo. Quando il corpo perde peso, soprattutto in modo significativo, non interpreta sempre questo cambiamento come qualcosa di positivo. Dal punto di vista evolutivo, una riduzione delle riserve energetiche può essere percepita come una possibile minaccia alla sopravvivenza. Per questo l’organismo tende a reagire cercando di riportare il peso verso il valore precedente. Uno dei primi cambiamenti riguarda il metabolismo, che diventa meno efficiente e consuma meno energia rispetto a prima. Questo significa che, dopo il dimagrimento, il corpo può arrivare a bruciare meno calorie anche svolgendo le stesse attività quotidiane, rendendo più facile recuperare peso. Accanto al metabolismo cambiano anche i segnali ormonali che regolano fame e sazietà. Dopo una perdita di peso si osserva spesso una riduzione della leptina, l’ormone che comunica al cervello la presenza di adeguate riserve energetiche, mentre tende ad aumentare la grelina, che stimola l’appetito. Il risultato è che molte persone, dopo una dieta, non solo consumano meno energia ma avvertono anche più fame. Questo spiega perché mantenere il peso perso può diventare una sfida molto più complessa di quanto appaia dall’esterno. Anche il cervello partecipa a questo processo. Dopo una restrizione calorica prolungata, le aree coinvolte nella ricompensa diventano più sensibili alla vista e al consumo di cibi ricchi di zuccheri e grassi. In pratica, il cibo può diventare più attraente proprio nel momento in cui si sta cercando di controllarlo. Stress, stanchezza e sonno insufficiente possono amplificare ulteriormente questi meccanismi, rendendo più facile tornare gradualmente alle vecchie abitudini. Per questo le diete troppo rigide, anche quando portano a risultati rapidi, spesso aumentano il rischio di ritrovarsi dopo qualche mese al punto di partenza. Una restrizione eccessiva può accentuare l’adattamento metabolico, aumentare la fame e favorire anche la perdita di massa muscolare, che rappresenta una componente essenziale per mantenere attivo il dispendio energetico. Più il corpo percepisce una condizione di privazione, più tenderà successivamente a compensare. Per ridurre il rischio di weight regain è importante cambiare prospettiva. Il vero obiettivo non dovrebbe essere soltanto perdere peso, ma creare condizioni che permettano al corpo di mantenere quel risultato nel tempo. Questo significa evitare approcci estremi, proteggere la massa muscolare, curare il sonno, gestire lo stress e soprattutto non considerare il percorso concluso nel momento in cui si raggiunge il peso desiderato. Un altro aspetto fondamentale è imparare a riconoscere precocemente i piccoli segnali. Il recupero del peso raramente avviene all’improvviso; più spesso inizia con variazioni graduali che, se affrontate subito, possono essere gestite con maggiore facilità. Riprendere peso non significa aver fallito. Significa confrontarsi con una biologia che, in molti casi, cerca naturalmente di difendere il peso precedente. Comprendere questo meccanismo non serve a giustificarsi, ma a smettere di colpevolizzarsi. Perché spesso il successo più grande non è perdere peso velocemente, ma costruire un equilibrio che il corpo possa davvero sostenere nel tempo.

02/05/2026 16:50
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