Sanità

Regione, piano sociosanitario 2019-2021: riprende l'esame in commissione

Regione, piano sociosanitario 2019-2021: riprende l'esame in commissione

Riprende in Commissione consiliare Sanità, presieduta da Fabrizio Volpini (Pd),  l'esame del Piano sociosanitario 2019-2021. Nella prima seduta dopo la pausa estiva, discussi e approfonditi gli emendamenti all'atto firmati dal Presidente della Giunta, Luca Ceriscioli. “Dopo aver concluso, a luglio, la fase delle audizioni che ci ha visto impegnati per circa quattro mesi – evidenzia Volpini – adesso entriamo nel vivo della discussione del documento di programmazione sanitaria. Abbiamo già definito il calendario delle prossime sedute, nel corso delle quali verranno discusse le proposte di integrazione e modifica dell'atto avanzate dai singoli consiglieri. Faremo in modo di concludere l'iter dei lavori in commissione nei tempi stabiliti e trasmettere, quindi, il documento all'Aula per aprirlo al contributo di tutta l'assise regionale”. Per la Vicepresidente della Commissione, Elena Leonardi (FdI), è necessario “prestare molta attenzione ai contributi pervenuti nel corso della lunga fase di ascolto conclusosi prima della pausa estiva, per riuscire a modellare in maniera più vicina alle esigenze di territori e degli operatori i contenuti del piano stesso, che rappresenta il più importante strumento della programmazione sanitaria regionale, sebbene arrivi di fatto a fine legislatura”.

10/09/2019
“La violenza sugli operatori sanitari”, venerdì 13 la tavola rotonda a Macerata: "Bisogna denunciare" (FOTO)

“La violenza sugli operatori sanitari”, venerdì 13 la tavola rotonda a Macerata: "Bisogna denunciare" (FOTO)

L’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Macerata organizza, per venerdì 13 settembre, alle ore 17:00, presso il Teatro della Filarmonica, l’incontro “La violenza sugli operatori sanitari”, una tavola rotonda tra le professioni sanitarie e sociali e i rappresentanti delle istituzioni per discutere un fenomeno che troppo spesso si verifica nelle strutture sanitarie e che, dalla violenza verbale può sfociare in quella fisica, come accaduto il 4 settembre del 2013, a Bari, alla Dottoressa Paola Labriola, uccisa con 70 coltellate da un paziente. “Una tematica cogente in quanto la violenza è presente ed evidente in tutte quelle strutture dove operano le persone che hanno a che fare con l’emergenza/urgenza – le parole del Presidente dell’Ordine dei Medici di Macerata Romano Mari -. Un fenomeno che si manifesta moltissimo e che coinvolge soprattutto le donne, le quali rappresentano un grande arricchimento per la nostra professione. Parliamo di un vero e proprio disagio ed è nostro compito comprendere i fenomeni dai quali hanno origine questi comportamenti. La presenza quest’oggi del Direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni e della Direttrice del Distretto di Macerata Giovanna Faccenda è molto importante e ci permetterà di individuare insieme le misure preventive da offrire alle persone offese e da porre in essere.” Il Dottor Mari ha infine ringraziato Mediolanum e la Fondazione Carima per il supporto dimostrato all’iniziativa messa in campo. “Un fenomeno, quello che andremo a discutere, che è sempre esistito e che viene perpetrato nei confronti di chi porta aiuto abolendo ogni forma di disuguaglianza – ha aggiunto Cristina Monachesi, Presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Macerata -. La violenza sugli operatori sanitari è un problema molto sentito che richiede la formazione degli stessi ma anche l’educazione dei pazienti.” Le lunghe liste di attesa, l’incapacità di accesso ai servizi per i quali si ha diritto, il diniego di un farmaco in mancanza di ricetta e il ricevere un paziente da soli e in luoghi altrettanti isolati. Sono alcuni dei motivi illustrati oggi che espongono gli operatori sanitari ad atteggiamenti di violenza verbale e fisica. “Il tavolo di confronto che partirà con l’appuntamento di venerdì 13 settembre ci auguriamo che diventi un tavolo di lavoro al quale potranno sedersi anche i rappresentanti delle associazioni di volontariato, insieme agli ordini professionali – ha aggiunto Monachesi -. C’è bisogno di rivisitare il rapporto tra medico e paziente ed entrambe le figure devono fare la propria parte: anche i professionisti devono essere portatori di maggiore umiltà ed empatia.” “Con la caduta del Governo si è interrotto un percorso legislativo che era stato avviato per identificare il medico come pubblico ufficiale e per intensificare i supporti di controlli - ha concluso Monachesi -. Per la giornata della violenza sugli operatori sanitari è stata scelta dal dottor Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, la data del 13 settembre perché ricade nello stesso mese in cui fu uccisa la psichiatra barese Paola Labriola: il 4 settembre 2013”. “Abbiamo messo in campo un investimento notevole per la sicurezza degli operatori sanitari al pronto soccorso di Civitanova Marche dove è presente il servizio di vigilanza privata – ha spiegato il Direttore Maccioni -. Voglio sottolineare a gran voce una cosa importante: bisogna denunciare perché è un dovere e perché in questo modo è possibile quantificare il fenomeno, averne contezza e combatterlo.” Un rilevamento del 2015 dimostra infatti come solo il 13% degli operatori sanitari che subisce violenza denuncia l'episodio. “Spesso le persone credono che la sanità debba risolvere tutti i problemi della nazione, non è così – stigmatizza Maccioni -. L’ospedale è inoltre un luogo “indifeso” dove chiunque entra ed esce a proprio piacimento. Dobbiamo lavorare e fare formazione su come approcciare il paziente e soprattutto ai front office devono inserirsi persone preparate, professionali ed empatiche; non bisogna esasperare la situazione ma dovremmo essere tutti un po’ più ragionevoli.” Presenti alla conferenza stampa anche Sandro Di Tuccio, presidente dell’Ordine degli Infermieri, Luciano Diomedi, presidente dell’Ordine dei Farmacisti e il Dottor Americo Sbriccoli. All’incontro di venerdì, oltre ai due presidenti Romano Mari e Cristina Monachesi, interverranno il Prefetto Iolanda Rolli, la presidente del Comitato Croce Rossa Italiana di Macerata Rosaria Del Balzo Ruiti, il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Macerata Luciano Diomedi, il presidente dell’Ordine degli Infermieri di Macerata Sandro Di Tuccio, la presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Marche Marzia Lorenzetti, il presidente dell’Ordine delle Ostetriche di Macerata Diana Pica e il presidente dell’Ordine degli Psicologi delle Marche Luca Pierucci.  Nel corso dell’incontro, moderato da Patrizia Ginobili, è previsto anche un omaggio musicale in memoria della dottoressa Paola Labriola con Loredana Giacobbi (voce) e Mauro Rosati (pianoforte).

10/09/2019
Disinfestazione agli ospedali di Treia e Macerata: ecco quando

Disinfestazione agli ospedali di Treia e Macerata: ecco quando

È stato previsto un nuovo ciclo di derattizzazione e disinfestazione nei Comuni dell’Area Vasta 3 che avrà il seguente calendario, come previsto dalla Direzione dell'Area Marche: mercoledì 11 settembre il servizio si svolgerà all'Ospedale di Treia, mentre giovedì 26 settembre all'Ospedale di Macerata Si precisa che, se le condizioni meteo rimarranno avverse, verrà eseguito il servizio di disinfestazione. Si invita la popolazione residente nelle vie circostanti a tenere le finestre chiuse e a prendere le precauzioni opportune. L'ASUR 3 si scusa per il disagio.  

04/09/2019
Test d’ingresso a Medicina, Mercante: “Il problema sono gli specializzati, non i laureati”

Test d’ingresso a Medicina, Mercante: “Il problema sono gli specializzati, non i laureati”

Nel giorno dei test d’ingresso alla Facoltà di Medicina, Anaao Assomed Marche, principale sindacato regionale di medici e dirigenti sanitari, ha ribadito che “non è il numero dei laureati ma degli specializzati a creare le carenze di personale”.  A dirlo è Oriano Mercante, segretario regionale. “Siamo da sempre favorevoli al numero chiuso per l’accesso al corso di laurea in Medicina e convinti che inserendo in organico gli specializzandi come previsto dal Decreto Calabria si sostenga il settore coprendo in parte le carenze di organico e si consenta loro di maturare la necessaria esperienza accanto ai colleghi più esperti”.  “Le università per ovvi motivi di interesse stanno andando in una direzione diversa ampliando il numero degli immatricolati ammessi al corso di studi in Medicina” puntualizza Mercante.  Secondo i dati di Anaao Assomed Marche, nel triennio 2019-2021, che interesserà secondo le regole “Fornero” essenzialmente i nati dal 1954 al 1956, sono previste uscite tra 6000 e 7000 medici l'anno, per un totale di circa 20.000 unità. Nelle Marche la gobba pensionistica fino al 2025 prevede un’uscita di 937 medici ospedalieri. Le carenze principali riguarderanno medicina d’emergenza con 148 medici, pediatria 132, cardiologia 74, psichiatria 71, radiodiagnostica 64, anestesia e rianimazione 62 e chirurgia generale 53 medici. Da un confronto tra bisogni dichiarati dalla regione Marche e ammanco per il periodo 2018-2025, risulta sottostimato il fabbisogno totale.  “Attendiamo lo sviluppo delle vicende politiche per capire se ci saranno delle novità su “Quota 100” di cui usufruiranno per andare in pensione solo pochissimi medici nelle Marche – ricorda Mercante -. Il punto centrale della questione è che occorre finanziare più borse di specializzazione così da sanare nei prossimi anni le carenze di personale altrimenti dalle università continueranno a uscire laureati che, pur essendo medici, non troveranno posto nelle scuole di specializzazione e non potranno mai trovare un lavoro stabile” ha concluso il segretario regionale di Anaao Assomed Marche.  

03/09/2019
Disinfestazione all'ospedale di Matelica: ecco quando

Disinfestazione all'ospedale di Matelica: ecco quando

La Direzione dell'Area Vasta 3 comunica che mercoledì 4 settembre verrà effettuato un servizio di disinfestazione adulticida presso l’Ospedale di Matelica. Si precisa che se le condizioni meteo rimarranno avverse, verrà eseguito il servizio di disinfestazione larvidica per ottimizzare l’efficacia del servizio stesso. Si invita la popolazione reisidente nelle vie circostanti a tenere le finestre chiuse e a prendere le precauzioni opportune. L'ASUR 3 si scusa per il disagio. (Immagine di repertorio)

03/09/2019
Pronto Soccorso di Fermo, esposto degli infermieri all'Asur: "Situazione invivibile"

Pronto Soccorso di Fermo, esposto degli infermieri all'Asur: "Situazione invivibile"

"Sembra l’inizio di una barzelletta ma anche qui siamo di fronte ad una storia vera. 42 infermieri del Pronto Soccorso di Fermo decidono di prendere carta e penna per denunciare la situazione invivibile in cui versa il punto di primo soccorso del Murri. File interminabili, poco personale e pazienti triplicati per via dell’estate, sono la ricetta esplosiva che ha fatto saltare il tappo. E se non bastassero le attese bibliche, attestate attorno alle 7 ore di media, a far paura è la qualità delle cure prestate. Sempre più spesso, raccontano gli infermieri, mancano le risorse umane per fronteggiare tutte le emergenze che non vengono trattate con la dovuta perizia." A lanciare l'allarme è Emanuele Morese, segretario di Porto San Giorgio di Fratelli d'Italia. "Se lo avesse detto la politica ne avremmo potuto discutere, ma se sono gli infermieri a raccontarci questa apocalisse, la paura di doversi trovare a ricevere cure in un quadro così compromesso è tanta - prosegue Morese -. Un esposto degli infermieri contro il loro datore di lavoro, l'Asur, meriterebbe maggiore attenzione se non addirittura stupore. Ma la politica tace in questo agosto bollente. Un silenzio che equivale alla vergogna di non essere all’altezza del nostro diritto alla salute. troppo impegnati con le nomine dimenticano che la sanità è al servizio dei cittadini e non viceversa."

20/08/2019
Recanati, il Comitato a difesa dell'Ospedale: "Dov'erano i nostri politici quando si discuteva di piano socio-sanitario?"

Recanati, il Comitato a difesa dell'Ospedale: "Dov'erano i nostri politici quando si discuteva di piano socio-sanitario?"

Un atto deliberativo della Giunta Regionale del 28 gennaio 2019, un lungo lavoro della IV Commissione Regionale e un’infinità di audizioni, fra cui quella richiesta ed ottenuta dai sindaci di Loreto e Cingoli, per il Nuovo Piano Socio Sanitario Regionale. E Recanati dov’era? Certamente non in Regione, non in audizione in Commissione, non con i cittadini a discutere di quelle che saranno le nuove linee direttive della sanità regionale per i prossimi anni". Questa l'accusa contenuta in un comunicato stampa a firma di Marco Buccetti, a rappresentanza del Comitato a difesa del Punto di Primo Intervento di Recanati.  "La discussione del nuovo Piano Socio Sanitario è passata completamente sotto silenzio in città - si legge nella nota - a parte le promesse elettorali di chi oggi governa e ha il potere di fare e decidere. Ma tutto tace. Non ci si dica ancora “il sistema sanitario dipende da Stato e Regione, con voce in capitolo pressoché nulla per i Comuni” perché allora non capiamo che cosa sia andato a fare e a dire il sindaco di Loreto, che cosa abbiano scritto a tal proposito alla Commissione regionale le Amministrazioni comunali di Fabriano, Fossombrone, Sassoferrato, Sefro, la Comunità montana dei Monti Azzurri, solo per citarne alcuni". Il Comitato sottolinea come nessun eco in città si sia registrato nemmeno a seguito della denuncia, che risale allo scorso luglio, da parte dei sindacati della provincia di Macerata che hanno evidenziato chiaramente come manchino "posti letto a Recanati e Tolentino” e come “il territorio abbia bisogno di una rete dell’emergenza-urgenza che funzioni, altrimenti i pronti soccorso ospedalieri continueranno ad essere congestionati”. "A Recanati c’è un problema sanità e la nuova Amministrazione Comunale non può far finta di nulla" sottolinea Buccetti.  Il Comitato individua  cinque punti che caratterizzano le mancanze riscontrate sinora e per le quali chiede la mobilitazione di tutte le forze politiche, in primis di quelle della maggioranza, e dei cittadini: 1) Servizi sanitari di emergenza adeguati ed equamente distribuiti su tutto l’ambito territoriale regionale, con facile accessibilità e fruibilità da parte degli utenti. Quindi il mantenimento del Punto di Primo Intervento di Recanati con personale sanitario e parasanitario dedicato, cioè medici ed infermieri esclusivamente addetti a tale servizio di emergenza 24 ore su 24 (evitando così quella attuale, innaturale e pericolosa staffetta del doppio carico lavorativo tra ospedale di comunità e P.P.I., con inevitabile danno agli utenti di entrambe le strutture). E’ necessario dotare a tal fine l’ospedale di un servizio di radiologia h24. 2) Potenziamento delle strutture ospedaliere già esistenti e degli ambulatori territoriali, eventualmente con suddivisione delle specializzazioni in una ottica di “Ospedale di Rete Regionale”. Ciò si potrà ottenere anche con il potenziamento dei posti letto gestiti dal personale sanitario “interno” dell’Ospedale di Comunità di Recanati attraverso una vera esclusività del servizio del personale stesso e un giusto adeguamento del loro numero. Istituzione, inoltre, di alcuni posti letto di lungodegenza per far riacquisire al Santa Lucia la qualifica di vero ospedale ingiustamente rimossa.   3) Riapertura di alcuni posti letto per la chirurgia a ciclo breve, che può essere tranquillamente svolta a Recanati dotata da tempo di efficienti di sale operatorie. Anche questo servizio potrà assicurare al Santa Lucia il mantenimento del Punto di Primo Intervento.  4) Modifica dei protocolli di invio alle strutture Ospedaliere Provinciali, in particolare Recanati e Montefano dovranno afferire per protocollo a Macerata e non a Civitanova Marche, poiché la prima è logisticamente più vicina ed accessibile da dette località. 5) Cooperazione con le altre amministrazioni comunali e con i vari comitati spontanei al fine di progettare un nuovo progetto di Sanità Regionale più a misura del territorio e nel rispetto delle strutture ambulatoriali ed ospedaliere già esistenti, quindi senza ulteriori sprechi dovuti alla progettazione di nuove inutili costruzioni.  

12/08/2019
Tolentino, Pezzanesi: "Il Punto di Primo Intervento è pienamente operativo"

Tolentino, Pezzanesi: "Il Punto di Primo Intervento è pienamente operativo"

 “Voglio rassicurare tutti i cittadini e la popolazione dei territori di riferimento, sulla piena funzionalità del PPI (Punto di Primo Intervento) dell’Ospedale di Tolentino. Infatti il pronto soccorso eroga tutti i servizi previsti h24 con la presenza di medici e infermieri”. A tornare sul tema è il primo cittadino di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, anche in seguito alle dichiarazioni dell'associazione “Città in Comune” (Leggi qui). “Nel corso della giornata di venerdì 9 agosto ho avuto diversi colloqui con il Direttore dell’Asur Area Vasta n. 3 Alessandro Maccioni – prosegue il sindaco in una nota -   per risolvere quella che era evidentemente una mancanza venutasi a creare a seguito, probabilmente, di una semplice dimenticanza. Infatti nella nuova app, facilmente scaricabile sul proprio smartphone, messa a disposizione dei cittadini per informare sui servizi, anche con l’intento di ridurre le file di attesa, non figurava il PPI di Tolentino”. “Immediatamente, insieme al direttore Maccioni, che ringrazio per la consueta collaborazione, ci siamo attivati per risolvere il problema che, nel giro di poche ore è stato risolto, inserendo all’interno dello sportello informatico anche il pronto soccorso tolentinate. Come abbiamo ampiamente dimostrato, su temi come sanità, lavoro, servizi sociali e terremoto, solo per citarne alcuni, tutti ritenuti da questa Amministrazione di vitale importanza, non abbassiamo mai la guardia, anzi al contrario, lavoriamo quotidianamente per dare risposte certe ai cittadini.  Ringraziamo anche chi, insieme a noi si è accorto di questa questione ma invitiamo a non confondere il virtuale con il reale… nessun “giallo”. Seppur assente nella app, il Punto di Primo Intervento era e continuerà ad essere operativo 24 ore su 24, a servizio della Comunità. Grazie alle nostre “battaglie” siamo riusciti, di concerto con la Direzione dell’Asur, a mantenere funzionante il pronto soccorso e altri servizi, assicurando a Tolentino e a tutti i Comuni limitrofi, la ricostruzione dello stabile dell’ospedale e quindi il mantenimento di una serie di prestazioni sanitarie molto importanti. Basti ricordare che in questo periodo, anche con la collaborazione di Assm, abbiamo messo a disposizione dell’Asur diversi locali che, essendo venuti a mancare gli spazi dell’ospedale danneggiato dal sisma, sono stati molto utili per l’erogazione di vari servizi sanitari”. “Quindi attenzione continua e soprattutto interazione costruttiva con Regione Marche e vertici Asur  -conclude Pezzanesi - per la difesa e il mantenimento di tutti quei presidi, a partire dal pronto soccorso, indispensabili per la sanità”.  

10/08/2019
Area Vasta 3, nuovo servizio di disinfestazione: dove e quando

Area Vasta 3, nuovo servizio di disinfestazione: dove e quando

L'Area Vasta 3 comunica che nei prossimi giorni verrà effettuato un nuovo ciclo di derattizzazione e disinfestazione nei Comuni dell'azienda ospedaliera con il seguente calendario : Giovedì 8 agosto: Ospedale di Civitanova Marche, ASUR di Recanati, SERT di Civitanova Marche, Poliambulatorio di Civitanova, Gruppo Appartamenti di Civitanova, Ospedale di Recanati Martedi 27 agosto: Ospedale di Macerata, ASUR di Piediripa, Ospedale di Corridonia, Via Verga, CRAS di Macerata Giovedi’ 29 agosto: Ospedale di San Ginesio, Ospedale di Matelica. L'Area Vasta 3 precisa che se le condizioni meteo rimarranno avverse verrà eseguito il servizio di disinfestazione e invita la popolazione abitante nelle vie circostanti a tenere le finestre chiuse e a prendere le precauzioni opportune, scusandosi per il disagio.

07/08/2019
Area Vasta 3 impegnata al Montelago Celtic Festival con le attività di prevenzione

Area Vasta 3 impegnata al Montelago Celtic Festival con le attività di prevenzione

L’Area Vasta 3, attraverso i due progetti “alza la testa, non il gomito” e “ stammi bene” è stata impegnata in una importante attività di prevenzione al Celtic Festival di Montelago. Sabato 3 agosto, dal pomeriggio all’alba, otto operatori di cooperative, con il coordinamento del Servizio Dipendenze patologiche dell’AV3 di Macerata hanno incontrato tantissimi ragazzi e ragazze per informarli sui rischi connessi all’abuso di sostanze alcoliche, di sostanze stupefacenti e per fornire il fondamentale servizio dell’”etilotest” che permette di avere un’adeguata informazione rispetto al rapporto tra alcol ingerito e tasso alcolemico, per potere scegliere in maniera consapevole se mettersi o no alla guida. Sono stati registrati ben 242 contatti allo Stand “spazio salute" ed effettuati 178 etilotest. Gli operatori hanno potuto toccare con mano come alcuni messaggi di prevenzione nella lunga storia di collaborazione con gli organizzatori dell’evento, siano effettivamente arrivati ai giovani, e più in generale ai destinatari del progetto. Molto spesso il gruppo sceglie un guidatore designato per la serata, che si impegna a non bere alcolici e può riaccompagnare gli altri a casa in sicurezza, oppure altri gruppi di ragazzi scelgono di trascorrere la notte in tenda, approfittando del campeggio a disposizione, per non correre rischi legati all’eccesso di alcol o stanchezza. D’altra parte, l’assenza di una conoscenza specifica e consolidata sui temi del progetto rivela quanto sia necessario continuare l’opera di informazione proprio nei luoghi del divertimento , mettendosi in sintonia con l’evento stesso, come avviene da anni in questa occasione (il festival quest’anno è giunto alla XVII edizione).  

05/08/2019
Civitanova, nuova Tac e nuova risonanza magnetica per l'ospedale. La soddisfazione di Micucci

Civitanova, nuova Tac e nuova risonanza magnetica per l'ospedale. La soddisfazione di Micucci

È già stata consegnata ieri (1 agosto) e sarà operativa tra un mese esatto, dopo il necessario collaudo e la necessaria formazione degli operatori. Si tratta della nuova Tac di ultima generazione destinata al pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche. Ed il processo rinnovo e potenziamento della strumentazione diagnostica per il presidio ospedaliero civitanovese, sempre nella giornata di ieri, ha aggiunto un ulteriore tassello: l'adozione degli atti necessari all'avvio del cantiere per la messa in opera di una risonanza magnetica. Per questa l'apertura dei lavori, che dureranno circa 8 mesi, è prevista per il prossimo 10 settembre. «Segni tangibili che, come sempre detto, si sta lavorando per il rafforzamento ed il miglioramento dei servizi all'ospedale di Civitanova a favore della salute dei cittadini – commenta il vice capogruppo in Consiglio regionale, Francesco Micucci –. Un ringraziamento al direttore Alessandro Maccioni che sta portando avanti questa strategia di potenziamento. La tac nel brevissimo periodo e la risonanza magnetica fra qualche mese – prosegue Micucci – saranno in grado di dare maggiori risposte e più rapide ai cittadini che potranno contare su una diagnostica d'avanguardia e su personale altamente specializzato». La nuova Tac ha visto un investimento di 293mila euro per l'acquisto della sola apparecchiatura, più altri 120mila per la sua installazione. Il tutto all'interno di un quadro di lavori per la realizzazione della Radiologia d'Urgenza, la cui spesa è stata di circa 320mila euro. Più ingente l'investimento per la realizzazione della risonanza magnetica, donata dalla Fondazione Carima, con un importo lavori, direzione e collaudo, di un milione e 66mila euro.   

02/08/2019
Macerata, il Consiglio approva la variante per l'Ospedale unico

Macerata, il Consiglio approva la variante per l'Ospedale unico

17 voti a favore, 3 contrari e 3 astenuti. Ieri sera il Consiglio Comunale di Macerata ha approvato l’avvio della procedura per la variante al piano regolatore per destinare ad attrezzature collettive l’area, attualmente agricola, scelta per la realizzazione del nuovo Ospedale Unico alla Pieve. Presenti alla seduta comunale anche tre consiglieri regionali: Elena Leonardi (Fratelli d’Italia), Romina Pergolesi (Movimento 5 Stelle) e Franco Zaffiri (Lega). “Per la realizzazione del nuovo Ospedale è stata scelta un’area di 23 ettari più estesa del necessario in vista anche di investimenti futuri. Abbiamo applicato un indice edificatorio più basso per evitare speculazioni edilizie – ha illustrato l’Assessore all’Urbanistica Paola Casoni -. La delibera odierna è composta da tre atti: l’adozione della variante provvisoria che stabilisce i confini del nuovo Ospedale, l’avvio della procedura Vas e la variazione della classificazione acustica. Molta attenzione sarà dedicata al verde e ai parcheggi che verranno destinati agli utenti e ai lavoratori della struttura – ha proseguito la Casoni -. Poi ancora i sistemi di riutilizzo delle acque, il beneficio che arriverà alla frazione di Sforzacosta, il potenziamento della ferrovia, la metropolitana di superficie e l’elisuperficie. Nell’area non ci sono inoltre industrie che possono essere danneggiate e il progetto porterà nuove strutture per l’Area Vasta ma anche per tutta la comunità.” L’orgoglio dell’Amministrazione Comunale è stato condiviso anche dai consiglieri di maggioranza intervenuti durante l’assise pubblica: Ivano Tacconi (Udc) e Renato Rocchi (Pd). “Una struttura sanitaria moderna e in linea con i bisogni del territorio” ha osservato il consigliere Pd. Di tutt’altro avviso, nelle file dell’opposizione, la consigliera Anna Menghi. “Rompiamo il buonismo che regna in quest’aula perché il Pd ha fatto scempio della sanità regionale”. Dall’inchiesta che vede coinvolto il direttore regionale dell’Asur, al concorso che ha interessato l’Area Vasta 4 fino alla “possibilità di far lavorare le macchine di pomeriggio e di sera come succede al Nord”: la Menghi non si è risparmiata nel suo intervento attaccando l’Amministrazione Comunale. “Ci vuole credibilità quando si parla di sanità” ha concluso la consigliera di minoranza. La replica del primo cittadino Romano Carancini non è stata da meno. “Quello della consigliera Menghi è l’intervento di chi vuole fermare e arretrare la Città, di un odiatore della Comunità. La sanità appartiene alle persone e bisogna essere onesti quando se ne parla – ha proseguito il Sindaco -; non racconti (riferito alla Menghi, ndr.) genericamente senza dire nulla. L’Ospedale porterà valore ai cittadini e rappresenterà un cambiamento rivoluzionario per la comunità: un progetto sostenuto da tutti i sindaci maceratesi, dalla Regione e dal Governo.”

30/07/2019
Sanità Marche, concorso per collaboratore amministrativo: 3500 domande per 56 posti

Sanità Marche, concorso per collaboratore amministrativo: 3500 domande per 56 posti

Sono ben 3500, per i due terzi marchigiani, coloro che hanno presentato domanda per il concorso per collaboratore amministrativo professionale in ambito sanitario a tempo indeterminato. Un concorso atteso da tempo e fortemente sollecitato dai sindacati. Cinquantasei i posti complessivi: 10 all'Azienda Ospedaliera Ancona, 42 all'Asur e 4 Marche Nord. Quasi la metà dei candidati ha meno di 40 anni ed il 67 % sono donne a dimostrazione di come nelle Marche la disoccupazione colpisca soprattutto giovani e donne, e , soprattutto per i laureati , sia complicato trovare un posto di lavoro consono al percorso di studi effettuato. Il concorso molto atteso da tanti giovani si propone l'obiettivo di fornire una parziale risposta ai pensionamenti previsti con quota 100.  Al fine di fornire i partecipanti di strumenti formativi adeguati sulle materie oggetto del corso (Diritto Costituzionale/amministrativo /civile/ penale/ legislazione sanitaria) la Fp Cisl Marche organizza un corso di formazione coordinato dal Prof.Giovanni Di Cosimo, ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università di Macerata. Da lunedì 29 luglio 2019 sarà possibile dare l'adesione al corso scrivendo alla referente organizzativa ~Simona Cristofanelli (~s.cristofanelli@cisl.it~) oppure telefonando al 39212006067

27/07/2019
Meningite virale: sintomi e trasmissione. Parola al Primario di Malattie Infettive il Dottore Chiodera

Meningite virale: sintomi e trasmissione. Parola al Primario di Malattie Infettive il Dottore Chiodera

Nessun caso di meningite virale all'Ospedale di Macerata. Se ne registrano invece dieci nel capoluogo di Regione (i pazienti sono ricoverati presso i reparti di neurologia di Jesi e Senigallia e presso il reparto di malattie infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona) e uno presso il nosocomio Fermano. I Direttori Sanitari, in tutti e undici i casi, tranquillizzano la popolazione e chiedono di non creare allarmismo su una malattia che "può presentarsi normalmente, soprattutto in questo periodo dell'anno." In seguito alle analisi di laboratorio e all'indagine epidemiologica sui luoghi frequentati e sulle attività svolte recentemente dalle persone che hanno contratto la meningite virale non è stato riscontrato alcun fattore espositivo comune che potesse indirizzare le autorità sanitarie verso una causa ben definita ed è stato escluso il rischio di epidemia. "I principali sintomi della meningite virale sono il forte mal di testa, la febbre alta e, in alcuni casi, il vomito: generalmente il paziente colpito fa anche fatica a muovere il capo" è il Primario dell'Unità Operativa di Malattie Infettive dell'Ospedale di Macerata, il Dottor Alessandro Chiodera, a trattare l'argomento e spiegare, nel dettaglio, quali sono i sintomi della malattia e in quale caso è necessario recarsi dal medico. "Le meningiti virali infettive sono moltissime e aumentano soprattutto in questo periodo dell'anno: d'estate infatti i casi sono maggiori proprio perché il contagio avviene, solitamente, con la trasmissione del Virus Toscana, trasmesso a sua volta da insetti pappataci o dagli enterovirus - ha proseguito il Dottor Chiodera -. Il virus Toscana è un tipo di virus non molto conosciuto, trasmesso da flebotomi (pappataci) e associato a casi di meningite e di meningoencefalite nell'uomo, soprattutto nei mesi estivi. Non c'è però mai una epidemia perché il virus può attaccarsi come può non farlo: c'è dunque chi può avere un'infezione mentre ad altri la puntura può non causare alcun effetto.""Quando in Reparto arriva un paziente con una sospetta meningite, la prima cosa da fare per diagnosticare la malattia è la puntura lombare - conclude il Primario -. La meningite virale si cura da sola e nel giro di una settimana: non ci sono infatti delle specifiche terapie e i pazienti guariscono spontaneamente. Solo in rari casi, la malattia può peggiorare e interessare il cervello."  

24/07/2019
Dieci casi di meningite nelle Marche: uno dei pazienti è di Cingoli

Dieci casi di meningite nelle Marche: uno dei pazienti è di Cingoli

L'Asur Marche ha accertato, nelle ultime settimane, dieci casi di meningite virale nella Regione: a darne notizia è il dipartimento di malattie infettive che sta monitorando la situazione dopo i primi quattro casi registrati dalla fine di giugno al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Senigallia. A essere colpiti nove persone, tra i 22 e i 40 anni, residenti a Camerata Picena, Castelleone di Suasa, Chiaravalle, Cingoli, Ostra, Rosora e Senigallia. A questi si aggiunge il caso di una bambina di 8 anni. I pazienti sono ricoverati presso i reparti di neurologia di Jesi e Senigallia e presso il reparto di malattie infettive degli Ospedali Riuniti di Ancona.  In seguito alle analisi di laboratorio e all'indagine epidemiologica sui luoghi frequentati e sulle attività svolte recentemente dalle persone, non è stato riscontrato alcun fattore espositivo comune che potesse indirizzare le autorità sanitarie verso una causa ben definita. Si esclude anche il rischio di epidemia. (Fonte ANSA Marche)

23/07/2019

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