Sanità

Civitanova, nasce il punto di primo soccorso nella zona portuale

Civitanova, nasce il punto di primo soccorso nella zona portuale

Da domani sabato 16 giugno sarà attivo a Civitanova un nuovo Punto di primo soccorso sanitario grazie ad un accordo di collaborazione siglato questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo Sforza, tra il Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta (Cisom) raggruppamento Marche e l'Associazione nazionale Marinai d'Italia (Anmi) gruppo Civitanova che ha sede nella struttura in legno comunale sita in Largo donatori di sangue. Presenti alla firma dell'accordo il sindaco Fabrizio Ciarapica, il comandante della Capitaneria di Porto Angelo De Tommasi, il capo raggruppamento Cisom Stefano Carnevali, il presidente Anmi gruppo Civitanova Marche Mario Cavalieri e il responsabile sanitario Nicoletta Governatori.All'interno del casotto di legno ubicato nelle vicinanze della Capitaneria di Porto, che da quest'anno sarà struttura di riferimento anche per le partenze del catamarano per la Croazia, il personale volontario del Cisom sarà a disposizione gratuita di chi avesse necessità di primo soccorso, consulenza medica o psicologica. “Sono ben felice che Civitanova possa offrire anche questo servizio – ha detto Ciarapica – che va a vantaggio delle tante persone che raggiungono la nostra città, specialmente il sabato. Non posso che ringraziare gli operatori che garantiscono questa bella realtà mettendosi a disposizione del prossimo in maniera gratuita”. A Civitanova il protocollo legato al progetto “Mare sicuro” della Capitaneria è operativo dal 2012  ed ora viene migliorato grazie alla postazione esterna di cui potrà usufruire tutta la collettività. “Esprimo il mio plauso per questa iniziativa che abbina buona volontà, sinergia e razionalizzazione delle risorse – ha commentato il comandante Angelo De Tommasi. Il Cisom svolge un servizio indispensabile e ottimizzare questo servizio così utile è sicuramente un esempio di buona amministrazione”. Lo svolgimento dei soccorsi avverrà nel pieno rispetto delle norme e in base al protocollo d'intesa in essere con la direzione marittima delle Marche della Guardia costiera.La precedenza assoluta sarà data alle chiamate Sar che dovessero pervenire alla centrale operativa. Questi aspetti sono stati spiegati dal capo raggruppamento Carnevali, che ha precisato le qualifiche degli operatori volontari, medici, infermieri e psicologi e volontari tutti in possesso di brevetti e certificazioni atte a svolgere il ruolo di soccorritori, con uso del defibrillatore. Dopo la consulenza medica, se necessario sarà lanciata allerta immediata alla centrale del 118. L'Amni concede in uso gratuito al Cisom gli spazi all'interno della struttura sita in Largo Donatori di sangue e i soci potranno usufruire del servizio insieme al personale militare dell'Ufficio Circondariale Marittimo della Guardia Costiera.

15/06/2018
Sistema sanitario regionale, avviato il percorso di stabilizzazione per circa 700 persone

Sistema sanitario regionale, avviato il percorso di stabilizzazione per circa 700 persone

La Giunta regionale delle Marche ha approvato una delibera che avvia il percorso di stabilizzazione per circa 700 persone che oggi lavorano nel sistema sanitario regionale. Oltre 400 persone nel comparto e un centinaio nella dirigenza. Con queste linee guida, l'Asur completerà il percorso di stabilizzazione già intrapreso con la delibera del 2016 per altre 140 unità. "Oggi è una giornata importante - spiega il presidente Ceriscioli -. Dopo aver garantito dal 2015 ad oggi 1.200 persone in più che lavorano nella sanità pubblica, ottemperiamo al secondo impegno, quello delle stabilizzazioni. Diamo continuità al servizio più sentito e al centro delle nostre politiche che è quello sanitario. Stabilità nel lavoro, nuove assunzioni e tutto quello che serve per poter rispondere a tanti bisogni che ogni giorno i cittadini ci segnalano". I profili sono 129 infermiere, 268 operatori sociosanitari, 26 ostetriche, 13 fisioterapisti, 5 logopediste, 70 dirigenti medici, 15 dirigenti farmacisti, 12 psicologi, 6 radiologi. (Fonte Ansa)

14/06/2018
Tolentino, realizzato un nuovo ambulatorio cardiologico e riattivato il servizio di radiologia

Tolentino, realizzato un nuovo ambulatorio cardiologico e riattivato il servizio di radiologia

A seguito degli eventi sismici che hanno reso inagibile il corpo centrale dell’Ospedale, al fine di consentire il ripristino di fondamentali attività sanitarie, si sono realizzati nuovi ambulatori nella palazzina denominata “ex Farmacia” situata nel perimetro della struttura principale. Il progetto ha riguardato la realizzazione di nuovi ambulatori, servizi igienici e un’area dedicata all’accettazione e all’attesa degli utenti. Nuovi spazi sono stati dedicati all’Ambulatorio Cardiologico che da pochi giorni si è trasferito dal 3° piano dell’adiacente Distretto Sanitario. L’ambulatorio  è operativo in attività istituzionale tutte le mattine da lunedì a sabato ed in attività Libero professionale tutti i pomeriggi da lunedì a venerdì. Il servizio offre le seguenti prestazioni:•    Visite mediche e ECG; •    Ecocardiografie a soggetti adulti e pediatrici;•    Holter cardiaco a soggetti adulti e pediatrici;•    Test  da sforzo con il cicloergometro e con pedana mobile;•    Visite cardiologiche di controllo;•    Rilascio dei piani terapeutici per i pazienti in trattamento con i nuovi anticoagulanti orali;•    Visite cardiologiche programmate ai donatore AVIS;•    Visite per le donne in gravidanza in preparto;•    Visite cardiologiche per i pazienti oncologici a cui vengono richiesti accertamenti cardiaci durante il trattamento chemioterapico.Nella stessa palazzina saranno inaugurati i nuovi spazi destinati al Servizio di Diagnostica per Immagini sospeso a seguito degli eventi sismici dell’agosto 2016.Il servizio è dotato di nuove e moderne attrezzature quali:1 nuovo sistema radiologico con detettore digitale per esami di routine ossei e del torace;1 nuovo ecografo;1 ortopantomografo per l’esecuzione delle radiografie dentali panoramiche, delle radiografie delle articolazioni temporo/mandibolari e tomografie longitudinali o trasversali delle ossa maxillo facciali;1 nuovo mammografo digitale con Tomosintesi. L’acquisto del mammografo  è molto importante per la diagnosi e la prevenzione del tumore della mammella. Il mammografo, dotato di tomosintesi, permette di eseguire esami mammografici di alta qualità e ad alta definizione e di acquisire immagini in maniera molto più rapida rispetto ai precedenti mammografi analogici, in quanto vengono prodotte immagini digitali direttamente senza passaggi intermedi.La Tomosintesi rispetto all’esame mammografico standard, permette lo studio più dettagliato delle lesioni individuate   e lo studio dei seni ad alta densità.Inoltre con questo nuovo apparecchio viene ridotta la dose di radiazioni erogata alla ghiandola mammaria diminuendo il pericolo di malattie radioindotte. L’acquisto del mammografo digitale fa parte di un progetto ampio e articolato già realizzato che coinvolge tutta l’Area Vasta 3. Infatti nell’ultimo periodo sono stati acquistati  5 mammografi digitali cosi distribuiti:1 presso l’Ospedale di Macerata, sede della Brest Unit dell’Area Vasta 3 che prevede anche in dotazione uno strumento accessorio per gli esami bioptici mediante puntatore elettronico (Stereotassi); 1 destinato all’Ospedale di Civitanova Marche; 1 per l’Ospedale di Comunità di Recanati e infine 1 per l’Ospedale di San Severino.Con il 5° mammografo, installato a Tolentino,  tutto il territorio dell’Area Vasta 3 risulta coperto con tecnologia di ultima generazione. Tutte le apparecchiature  saranno messe in rete.L’investimento complessivo per l’Ospedale di Comunità di Tolentino ammonta  a 651.100 euro di cui euro 362.000 per attrezzature mediche.

14/06/2018
Recanati, un nuovo ambulatorio cardiometabolico e un ortopantomografo per l'ospedale

Recanati, un nuovo ambulatorio cardiometabolico e un ortopantomografo per l'ospedale

Il Centro di Assistenza Cardiometabolica rappresenta per Recanati e per l’Area Vasta un’eccellenza per la prevenzione cardiovascolare, una nuova realtà avviata nel mese di marzo ed ora pienamente operativa all’Ospedale di Comunità.Al primo piano della struttura sono stati realizzati due nuovi ambulatori integrati con la Diabetologia di Area Vasta e dotati di tutta la tecnologia strumentale più avanzata per la diagnosi e la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Grazie all’acquisizione di apparecchiature di alto livello, che consentono di fare una diagnosi accurata negli utenti con problematiche cardiometaboliche come il diabete, è possibile eseguire esami diagnostici e clinici avanzati. Da marzo a maggio sono già stati arruolati 153 pazienti diabetici che sono stati sottoposti a elettrocardiogramma e visita come da protocollo. In approfondimento diagnostico sono stati inoltre erogati in tempo reale: - 22 prove da sforzo- 16 Holter ECG- 15 Holter pressorio- 45 ecocardiogramma- 38 ecodoppler vasi epiaortici Obiettivi fondamentali del nuovo servizio attivato a Recanati sono quelli di  effettuare una diagnosi precoce e un corretto trattamento su tutti i fronti del diabete e della sindrome metabolica, modificare  fattori di rischio quali  obesità,  ipertensione,  inattività fisica, regime dietetico non sano, fumo, dislipidemie,  glicemia  e fattori di stress psicosociali. Nel Centro di Assistenza Cardiometabolica è possibile organizzare più prestazioni nell’arco della stessa giornata per ottenere, in poche ore, un quadro completo della situazione clinica del paziente e fornire indicazioni specifiche alle quali attenersi, sia in termini di terapie che di eventuali ulteriori esami in stretta correlazione con la Cardiologia ospedaliera e l’Emodinamica dell’ Area Vasta 3.Al servizio, attivo dal lunedì al giovedì, sono stati dedicati tre specialisti cardiologi ed una equipe infermieristica espressamente dedicata e formata, non solo per la gestione delle  apparecchiature strumentali ma anche e soprattutto per l’attività di consulenza per l’orientamento del paziente.L’investimento per i lavori ammonta a € 19.572,00  mentre per le attrezzature (ecografo portatile, sistema per le prove da sforzo, plicometro, bilancia) e gli arredi  dell’ambulatorio è stata sostenuta una spesa peri a € 74.003,00.Gli ambulatori di Radiologia della struttura di Recanati sono stati inoltre potenziati con l’acquisizione di un ortopantopmografo digitale (atteso da tempo) per l’esecuzione delle radiografie dentali panoramiche, delle radiografie delle articolazioni temporo/mandibolari e tomografie longitudinali o trasversali delle ossa maxillo facciali. La spesa sostenuta per l’apparecchio radiologico è pari a € 64.416,00.

14/06/2018
San Severino, l'ospedale ha un nuovo mammografo

San Severino, l'ospedale ha un nuovo mammografo

Presso il presidio ospedaliero di San Severino Marche è in funzione un nuovo Mammografo Digitale di ultima generazione. L’acquisto di questa apparecchiatura tecnologicamente avanzata è molto importante per la diagnosi e la prevenzione del tumore della mammella. Il mammografo, dotato di tomosintesi, permette di eseguire esami mammografici di alta qualità e ad alta definizione e di acquisire immagini in maniera molto più rapida rispetto ai precedenti mammografi analogici, in quanto vengono prodotte immagini digitali direttamente senza passaggi intermedi.La Tomosintesi rispetto all’esame mammografico standard, permette lo studio più dettagliato delle lesioni individuate   e lo studio dei seni ad alta densità.Inoltre con questo nuovo apparecchio viene ridotta la dose di radiazioni erogata alla ghiandola mammaria diminuendo il pericolo di malattie radioindotte.Il nuovo mammografo ha in dotazione anche due postazioni di refertazione (Work Station) ed uno strumento chiamato CAD, utile per lo studio mediante sistema automatico per l’individuazione delle zone più critiche.L’attività di diagnostica senologica presso l’ospedale di San Severino Marche, come in altri centri, si svolge prevalentemente in due settori: quello della diagnostica istituzionale (attività esterna per appuntamento) e quello della diagnostica di prevenzione mediante programma di screening mammografico.Presso il Presidio Ospedaliero di San Severino Marche ogni anno vengono eseguiti circa 5000 esami mammografici, di cui circa 3000 in regime di diagnostica istituzionale e circa 2000  per il programma di Screening Senologico.

14/06/2018
Ospedale di Civitanova: la Tac è di nuovo in funzione

Ospedale di Civitanova: la Tac è di nuovo in funzione

In merito al fermo macchina della Tac operante nella struttura ospedaliera di Civitanova Marche, si comunica che dalle ore 12.00 di oggi 12 giugno, l’apparecchiatura ha ripreso la piena operatività con la sostituzione dell’alimentatore. Si ribadisce inoltre che entro l’anno sarà installata la nuova Tac, la cui aggiudicazione tramite procedura CONSIP è prevista per il prossimo mese di luglio.

12/06/2018
Guardia medica pediatrica in provincia di Macerata: Help Sos Salute e Famiglia promuove la raccolta firme

Guardia medica pediatrica in provincia di Macerata: Help Sos Salute e Famiglia promuove la raccolta firme

L’associazione Help Sos Salute e Famiglia Onlus ha promosso la raccolta firme cartacea per l’istituzione della Guardia Medica Pediatrica per tutta la Provincia di Macerata. La presidente Cristina Marcucci sottolinea l’importanza di questa figura come punto di riferimento per le mamme e le famiglie in generale, anche a seguito della chiusura del Reparto Pediatrico di San Severino Marche. Infatti “questa figura garantirebbe la continuitò assistenziale nei giorni festivi, nei fine settimana e nelle ore notturne in cui tale servizio, oggi, è svolto dalla Guardia Medica generica, che sostituisce il medico di base e il pediatra di libera scelta. Molto spesso però, per non dire sempre, così non è. Infatti che succede quando i nostri bambini si ammalano il weekend o durante le festività? Generalmente il primo tentativo è quello di chiamare il proprio pediatra che purtroppo, spesso, non è reperibile. Poi allora si prova a chiamare la guardia medica, che non è pediatrica, e quindi alza le mani quando si trova a dover effettuare una visita a domicilio o a prescrivere farmaci a un neonato/bambino (abbiamo già segnalato diverse volte casi reali). Ultima alternativa: portare il nostro bambino al Pronto Soccorso più vicino sperando di non dover aspettare troppo prima che venga visitato. Chi se lo può permettere invece, chiama un pediatra privato a pagamento”. In molte regioni d’Italia “la voce delle mamme, anche tramite raccolta firme, è stata accolta favorevolmente dalle Aziende Sanitarie (Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Veneto, ecc.), confidiamo quindi in un esito positivo anche nella nostra Regione, che si professa all’avanguardia sul Piano Sanitario.   Chiediamo quindi la massima collaborazione a tutta la provincia e non solo, una vittoria di questa battaglia sarebbe poi per tutta la Regione. Possono firmare tutti i maggiorenni, oltre che nei punti dove sono stati distribuiti i moduli anche scaricandoli nella nostra pagina Facebook o il nostro sito internet www.associazionehelp.com”.

11/06/2018
Area Vasta 3, 5 nuove macchine per la Tac in arrivo. Da domani quella dell'ospedale di Civitanova di nuovo funzionante

Area Vasta 3, 5 nuove macchine per la Tac in arrivo. Da domani quella dell'ospedale di Civitanova di nuovo funzionante

Da domani martedì 12 giugno, la macchina per eseguire la Tac presso l’ospedale di Civitanova Marche sarà nuovamente funzionante dopo l’intervento della ditta produttrice che ha provveduto alla sostituzione di un pezzo importante per il suo funzionamento. “L’ultimo disguido - spiega il direttore dell’Area Vasta 3, Alessandro Maccioni - non è assolutamente ricollegabile all’intervento manutentivo della settimana scorsa. “Si coglie l’occasione per ribadire che entro il mese di luglio si aggiudicherà la gara Consip che consentirà l’avvio della procedura per la sostituzione della Tac attualmente in uso. Tra i tempi della procedura, quelli necessari per l’installazione e il collaudo, si prevede la piena operatività della nuova macchina  entro la fine del corrente anno”.   Con la procedura Consip in Area Vasta 3 si prevede l’acquisto di  5 Tac:  2 destinate all’ospedale di Civitanova, 1 all’ospedale di Macerata, 1 all’ospedale di Camerino e 1 all’ospedale di Comunità di Recanati. “Si precisa - aggiunge ancora - che la seconda Tac di Civitanova sarà installata presso la Radiologia d’Urgenza all’interno al Pronto Soccorso”.  

11/06/2018
A Macerata visite dermatologiche gratuite su prenotazione

A Macerata visite dermatologiche gratuite su prenotazione

Sabato 16 Giugno a Macerata la tappa della Campagna nazionale informativa e di sensibilizzazione sull’idrosadenite suppurativa (HS), denominata “Che nome dai alle tue cisti?”, che prevede visite dermatologiche gratuite su prenotazione. “Che nome dai alle tue cisti?” vede coinvolte 30 strutture ospedaliere ed universitarie su tutto il territorio nazionale in cui gli specialisti dermatologi saranno a disposizione per aiutare chi soffre di HS ad iniziare un percorso di cura presso i centri ospedaliero-universitari che hanno un ambulatorio dedicato ad una patologia ancora oggi misconosciuta e di difficile diagnosi.  L’HS infatti si manifesta con la formazione di cisti, noduli, ascessi  e lesioni dolorose nelle aree inguinale, ascellare, perianale, dei glutei e sotto il seno e, meno frequentemente, sul cuoio capelluto, collo, schiena, viso e addome. Il quadro clinico non è sempre facile da riconoscere e può simulare delle comuni “cisti sebacee”o essere scambiata per altre patologie (acne, follicoliti). L’idrosadenite suppurativa è una patologia misconosciuta, molto dolorosa e difficile da diagnosticare. Proprio la difficoltà di diagnosi causa a volte il peggioramento dei pazienti. Sabato 16 Giugno presso  l’U.O. di Dermatologia dell’Area Vasta 3 Ospedale di Macerata, diretta dalla Dottor Marco Simonacci,  chi soffre di HS potrà usufruire di una visita gratuita, previa prenotazione. Le visite saranno effettuate dall’esperta specialista dermatologa, Dottoressa Rossella Ceschini. Per prenotare telefonare al numero 392 8077216 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 17,00.  “Che nome dai alle tue cisti?” è Patrocinata da Inversa Onlus, l’associazione italiana per i pazienti affetti di idrosadenite suppurativa (HS) nata per sopperire alle necessità e difficoltà dei malati legate alla gestione di una patologia cronica invalidante. L’associazione, fondata nel 2010 da Giusi Pintori, sostiene proattivamente ogni singolo malato, fornendo informazioni e sostegno, con l’obiettivo di aiutare le persone a vivere meglio. La Campagna “Che nome dai alle tue cisti?” è realizzata grazie al contributo incondizionato di Abbvie. Per ulteriori informazioni: www.chenomedaialletuecisti.it  

11/06/2018
Sanità Marche, Pergolesi (M5S): "Nasce la Consulta Regionale della Salute"

Sanità Marche, Pergolesi (M5S): "Nasce la Consulta Regionale della Salute"

La consigliera regionale pentastellata Romina Pergolesi ha riunito a Camerano addetti ai lavori, utenti, associazioni e comitati che operano e usufruiscono dei servizi sanitari marchigiani per iniziare a elaborare una proposta di riforma socio-sanitaria "alternativa alle privatizzazioni in corso".Nasce ufficialmente la Consulta regionale della Salute, con un obiettivo dichiarato:  "Dar vita - spiega Pergolesi - ad una consulta tecnico-civica, senza strumentalizzazioni partitiche, che possa elaborare una concreta ed alternativa proposta di riforma socio-sanitaria regionale, formulare pareri sugli atti della Giunta regionale e denunciare illeciti e mala-gestione al fine di migliorare il servizio sanitario pubblico, mettendolo nelle condizioni di rispondere efficacemente alle necessità dei cittadini. Un sistema che non sia più condizionato dagli interessi economici di privati che della sanità ne fanno il proprio business a discapito della qualità».Romina Pergolesi ha illustrato le finalità della Consulta, "che fungerà anche da argine a quanto, con metodicità e cinismo senza pari, sta facendo l'amministrazione regionale, vale a dire la demolizione del sistema pubblico della sanità marchigiana a favore degli interessi di ben noti operatori privati del settore".La scelta di Camerano non è stata casuale: "Trattasi infatti – ricorda la consigliera regionale M5S - di un Comune che, ormai da più di un anno, soffre dell’isolamento causato dalla lentezza con cui si sta riattivando il ponte autostradale che lo unisce alla statale 16. Camerano è anche il luogo che ospita, alla sua periferia nord, una delle più grandi incompiute della giunta regionale, vale a dire il cantiere del nuovo INRCA".Alla tavola rotonda, in scena ieri, hanno preso la parola in tanti, a conferma che la tematica è molto sentita. "Sono stati esposti differenti punti di vista – sottolinea Pergolesi  - e sono state avanzate interessanti proposte di miglioramenti normativi e di gestione, spesso anche a costo zero per la collettività. «Ci tengo a ringraziare di cuore quanti hanno partecipato all'incontro".

08/06/2018
Il sindaco di Civitanova all'assessore Sciapichetti: "Dichiarazioni incredibili sull'ospedale unico"

Il sindaco di Civitanova all'assessore Sciapichetti: "Dichiarazioni incredibili sull'ospedale unico"

Dal sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica riceviamo Reputo incredibili le dichiarazioni dell’assessore Sciapichetti.Se l’assessore sa già, tramite i suoi canali, che l’area di Montecosaro è inquinata, come mai è stata inserita tra le zone candidate a ospitare l’ospedale unico?Ricordo che Montecosaro è rimasta in ballottaggio fino all’uso del famigerato algoritmo, malgardo la giunta regionale sapesse già che l’area è oggetto dell’annosa vicenda del basso bacino del Chienti.Cittadini e amministratori maceratesi sono stati presi in giro per tutto questo tempo?Come mai Sciapichetti non lo ha comunicato durante le varie conferenze dei sindaci alle quali ha preso parte?Mi chiedo poi perché intervenga Sciapichetti e non il presidente e assessore alla sanità Ceriscioli. Mi preme sottolineare agli amministratori regionali che la conferenza dei sindaci è la sede naturale in cui discutere di questo problema, conferenza che abbiamo richiesto e che dovrebbe essere messa in cima alla lista delle priorità, data la sensibilità dell’argomento.Ritengo che con questi comportamenti così leggeri e con affermazioni rese sui giornali, ancora una volta senza rispetto per gli amministratori del maceratese, sia stata offesa l’intera provincia di Macerata. Non solo la costa, ma anche tutte le altre parti in gioco: i comuni dell’area Montana, San Severino, Tolentino e la stessa Montecosaro.Inoltre, come sottolineato dal collega Malaisi, poiché la Regione è a conoscenza di questo problema per tutelare i cittadini, non può chiudere un occhio e fare finta di niente e deve trovare i fondi per la bonifica che questa zona attende da anni. La salute è un diritto di tutti e deve essere tutelata da ogni punto di vista, impensabile che la Regione Marche chieda questa procedura per la Pieve e non per Montecosaro. Ricordo agli amministratori regionali che non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B.Siamo in attesa di una risposta per la convocazione della Conferenza dei sindaci ed è in quella sede che, come è nostro diritto, io e i miei colleghi sindaci chiederemo con forza di spiegare: a cosa sia servito l’algoritmo e perché questi problemi non sono già emersi nell’organo deputato a discuterne, perché i vertici regionali vi hanno inserito un sito non idoneo alla realizzazione di una struttura tanto importante, qual è la programmazione dell’area vasta nell’ambito della complessiva programmazione sanitaria regionale e ferma all’anno 2014, che venga illustrato lo stato dell’arte dell’ospedale unico, che si presentino i dati dei sopralluoghi dell’Arpam e che si parli, dati i disagi evidenziati, delle strutture ospedaliere e sociosanitarie circostanti, non da ultimo le dichiarazioni di  del direttore sanitario del presidio ospedaliero unico dell’Area vasta 3 Massimo Palazzo che evidenzia le criticità del dipartimento di emergenza urgenza di Macerata.

07/06/2018
Ospedale unico, Sciapichetti: "La Pieve resta la localizzazione migliore. Surreale l'ipotesi Montecosaro"

Ospedale unico, Sciapichetti: "La Pieve resta la localizzazione migliore. Surreale l'ipotesi Montecosaro"

Ospedale unico provinciale, la Pieve resta la localizzazione migliore. A parlare è Angelo Sciapichetti, assessore regionale all’Ambiente. "Il dibattito peraltro trasversale tra tutte le forze politiche e le relative polemiche sulla localizzazione dell’ospedale unico provinciale" dice Sciapichetti "sta diventando davvero surreale per due motivi. Primo: la localizzazione di Montecosaro che viene posta dagli amministratori dei Comuni della costa in alternativa a quella della Pieve, dove ci sono terreni di proprietà dell’Asur perchè quelle aree non potrebbero essere utilizzate in quanto ricadono in pieno nel sito inquinato di interesse (prima nazionale ora regionale), del Basso Bacino del Chienti di cui si parla da oltre un decennio a causa dei  costi esorbitanti della bonifica che ricadrebbero non sullo Stato ma sulla Regione e i Comuni interessati. L’area del basso bacino del Chienti nel 2015 fu oggetto di attenzione anche della Commissione Parlamentare d’inchiesta e comprende pro parte dei Comuni di Morrovalle, Montecosaro,Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio per un totale di oltre 26 Km quadrati.  Per la precisione, quattro delle ipotetiche aree su cui l’ospedale dovrebbe sorgere (di cui una sconfinante nel Comune di Morrovalle) sono interessate da inquinamento delle falde con un indice di contaminazione compreso tra 1 e 20 e “La contaminazione presente nelle acque di falda è dovuta principalmente a composti appartenenti alla classe degli idrocarburi alifatici clorurati (es.Tetracloroetilene). La soggiacenza media della falda va dai 5 agli 8 metri  dal piano campagna” (Dati ARPAM). Due altre aree (ma molto più piccole) risultano essere invece esenti da contaminazione sia per i terreni sia per le acque di falda ma sarebbero inedificabili perché a rischio esondazione in quanto a ridosso del fiume Chienti.Continuare quindi a parlare di Montecosaro  chiedendo la convocazione della conferenza dei sindaci  per ridiscutere la localizzazione del nuovo ospedale non ha   senso e mi stupisce il fatto che anche amministratori di “ lungo corso” non sapessero o avessero fatto finta di non sapere;Secondo. In merito alla Pieve, prima di esprimere giudizi affrettati è necessario attendere i dati ufficiali del piano di caratterizzazione ( che si conosceranno fra circa due mesi), il successivo monitoraggio  e il piano di rischio. Solo allora si potrà esprimere il giudizio definitivo sull’idoneità dell’area.Resto convinto" conclude Sciapichetti "che La Pieve rappresenti la migliore localizzazione per il nuovo ospedale provinciale  in considerazione della sua baricentricità e prossimità all’uscita del nuovo svincolo della superstrada di Campugiano  (la cui realizzazione dovrebbe essere non lontana); inoltre, la zona individuata è sufficientemente ampia da permettere eventualmente l’individuazione di altri appezzamenti di terreno oltre a quelli individuati e sottoposti ad analisi di idoneità".  

06/06/2018
Sanità, la protesta di un cittadino: col Cup visita fra nove mesi, a pagamento fra una settimana

Sanità, la protesta di un cittadino: col Cup visita fra nove mesi, a pagamento fra una settimana

La formula ormai è diventata praticamente fissa: "La lista d’attesa è di diversi mesi. Ma a pagamento può venire già domani". E' una sorta di cortocircuito della sanità pubblica che si conferma in due sole frasi che sempre più spesso gli italiani si sentono ripetere quando si rivolgono ai Cup per prenotare una visita. L'ultima protesta arriva da Tolentino. Un cittadino racconta che proprio stamattina ha chiamato il Cup. "Una voce automatica mi diceo di scegliere tra due opzioni: opzione 1 visita tramite il servizio sanitario nazionale; opzione 2 visita a pagamento.  Scelgo l'opzione 1 e la solita voce mi  dice 'sei in posizione 79, resta in attesa'. Dopo 15 minuti l'operatore risponde, mi dice che per questa visita il primo posto libero è a febbraio 2019. Ok, niente. Rifaccio il numero del CUP scegliendo questa volta l'opzione 2 a pagamento. L'operatore risponde subito e dopo le mie richieste mi dice che ci sono quattro dottori disponibili per questa tipologia di visita entro la metà di questo mese di giugno 2018 con tariffe che vanno da 165 euro a 225 euro a seconda del medico scelto, 225 è il costo per essere visitati dal primario.  Questa è la nostra Italia, queste sono le cose per cui dovremmo lottare: la salute è la cosa più importante, non è possibile continuare con queste liste di attesa e queste tariffe. Sono indignato per tutto questo. La salute è questione di tutti, non ha colore politico, non guarda in faccia nessuno". Va ricordato che gli ultimi dati Censis dicono che nell’ultimo anno 11 milioni di italiani – uno e mezzo in più rispetto all’anno precedente – hanno rinunciato alle terapie a causa dei tempi troppi lunghi e dell’impossibilità di pagare una visita privata o in intramoenia.

06/06/2018
Scuole di Specializzazione di area sanitaria per “i non medici” : passa la "Risoluzione Leonardi – Volpini"

Scuole di Specializzazione di area sanitaria per “i non medici” : passa la "Risoluzione Leonardi – Volpini"

Approvata oggi in Consiglio Regionale una Risoluzione a firma congiunta di Elena Leonardi e Fabrizio Volpini, rispettivamente Vicepresidente e Presidente della Commissione regionale alla Sanità. L'atto originario, proposto dalla Leonardi, di Fratelli d'Italia, era motivato dal fatto che quella Politecnica delle Marche risulta una delle Università italiane che non ha ancora attivato l'iter per l'avvio delle Scuole di Specializzazione per i corsi di “Microbiologia e Virologia”, “Patologia Clinica e Biochimica Clinica”, “Genetica Medica”, “Farmacologia e Tossicologia Clinica”, “Scienza dell'alimentazione” e “Statistica sanitaria e Biometria” per la cosiddetta "area non medica".La Leonardi spiega il fatto evidenziando come tale mancata attivazione sta creando disagi ed aggravi di costi a coloro che si vedono privati della possibilità di dovere effettuare questi corsi nel territorio regionale, tanto da dover rinunciare a completare il proprio percorso formativo o da doversi recare fuori regione presso quelle Università che hanno già attivato tali corsi."Il blocco dell'attivazione delle scuole di specializzazione nei confronti dei soggetti “non medici” - continua la rappresentante del partito di Giorgia Meloni - sta arrecando danno ai tanti giovani biologi che hanno sempre sognato di poter lavorare nei laboratori del sistema sanitario nazionale.Ringrazio il Presidente Volpini – prosegue Leonardi – per il suo diretto interessamento e per l'impegno preso con il Rettore nel verificare la situazione attuale di questi corsi. La risposta dell'Ateneo ha evidenziato la disponibilità ad una apertura in tal senso per i corsi che attualmente sono solamente attivati per l'area medica, tanto da poter così inserire nella Risoluzione stessa un preciso impegno della Regione a stipulare un'intesa tra Università e Giunta Regionale Marche al fine di disciplinare, anche a livello di trattamento economico, il regime degli specializzandi dell'area “non medica”.La medesima Risoluzione chiede al contempo di prevedere, nei successivi anni accademici, anche l'attivazione dei corsi di specializzazione in “Genetica Medica” e “Farmacologia e Tossicologia Clinica”.Accolto pertanto - conclude la Leonardi - l'appello anche dell'Ordine Nazionale dei Biologi lanciato al fine di sbloccare una situazione che sbarra la strada lavorativa e l'accesso ai concorsi pubblici a molti biologi laureati della cosiddetta area "non medica""

05/06/2018
Sanità, i sindaci riuniti a Civitanova: ospedale unico, serve più chiarezza

Sanità, i sindaci riuniti a Civitanova: ospedale unico, serve più chiarezza

Incontro oggi a Palazzo Sforza per fare il punto sull’ospedale unico e sulla situazione della Sanità in genere. Approvata all’unanimità la richiesta di convocazione della Conferenza dei Sindaci.Il sindaco Fabrizio Ciarapica ha ricevuto oggi i sindaci di Montelupone, Monte San Giusto, Morrovalle, Montecosaro, Mogliano, Potenza Picena. Durante la riunione si sono toccati molti temi, non solo l’ospedale Unico che è comunque stato l’argomento principe. Al termine si è stabilito all’unanimità di richiedere la convocazione della conferenza dei sindaci. I sindaci presenti hanno espresso le loro preoccupazioni in merito alla situazione attuale della sanità, evidenziando che il Piano Sanitario Regionale è scaduto nel 2014 e che la Conferenza dei Sindaci è stata riunita sempre e solo per parlare dell’algoritmo dell’Ospedale Unico senza mai porre all’attenzione di essa il piano triennale di Area Vasta. Senza questi strumenti è impossibile parlare con trasparenza dell’Ospedale Unico.Tutti i sindaci sono concordi sul fatto che non ci sia chiarezza da parte del governatore Ceriscioli, in quanto dalle prime conferenze a oggi le carte in tavola sono state rimescolate più volte.Alla fine dell’incontro sono emersi vari dubbi per i quali è indispensabile un approfondimento.  Nello specifico, i sindaci richiedono di essere messi a conoscenza personalmente dei risultati emersi dalle analisi del terreno della Pieve, e non tramite sommarie informazioni riportate dai giornali, e di quali sono stati i criteri per indicare Villa Potenza come possibile scelta senza rientrare nel merito con le parti interessate.È indispensabile anche fornire delucidazioni sulle coperture finanziarie per evitare che si ripeta lo stallo dei lavori che attualmente riguarda l’Ospedale Unico di Fano-Pesaro e Fermo, nonostante gli atti deliberativi di queste strutture risalgano a molti anni prima.“La conferenza dei Sindaci esercita un ruolo importante, come ci ricorda l’art. 20 bis della LR 13/2003- ha commentato il sindaco Ciarapica - e questa non può essere considerata un orpello né essere convocata per valutare un algoritmo. Sembra quasi che si sia voluta creare una spaccatura tra i sindaci, ma tutti noi abbiamo a cuore principalmente, al di fuori di ogni campanilismo, il diritto alla salute dei nostri cittadini. Anche alla luce dei nuovi fatti emersi è bene sedersi a un tavolo e riaprire un confronto su molte tematiche importanti per tutta la nostra provincia, a partire dall’ubicazione dell’Ospedale Unico che non può di certo essere la Pieve”.All’incontro sono stati invitati anche altri sindaci che per impegni personali o istituzionali non hanno potuto partecipare.

01/06/2018

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