
Sanità

"I virus della nostra mente più letali di quelli naturali": come la società può guarirsi dalla violenza
Ogni volta che la cronaca ci propone tragedie immense come quella della guerra in Ucraina, in Israele, a Gaza e in tante altre parti del mondo, non ci resta che piegarci su noi stessi e, se ne siamo capaci, riflettere sulla nostra natura umana così piena di risorse, di continuo sviluppo tecnologico, economico e sociale, del pensiero, ma anche così fragile, intrisa di soprusi, odio e dolore. Sono passati millenni, ma ancora l’uomo non riesce a liberarsi della sua carica di aggressività, violenza, voglia di sopraffazione sugli altri. I virus della nostra mente che facciamo fatica ad estirpare o a controllare e che spesso prendono il sopravvento sia individualmente che collettivamente seminando disagi, sofferenze, terrore, morte. Quando la nostra riflessione si fa più attenta stimolata da quei fatti orrendi, non possiamo non rilevare che l’uomo, tra gli esseri viventi, è l’animale che da sempre ha la maggiore propensione ad eliminare fisicamente i suoi simili. La storia passata come quella recente è stracolma di omicidi: un uomo che per qualche motivo decide di uccidere un altro uomo. Le organizzazioni sociali, che siano quelle tribali della storia antica o che siano quelle organizzate per Stati e Nazioni della storia moderna, hanno sempre contemplato la possibilità di uccidere e non solo per legittima difesa, ma anche per una più generica difesa degli interessi delle comunità. Le guerre hanno fatto la storia, se ne sono combattute un numero illimitato nello svolgere dei tempi, con un numero ancora più illimitato di morti ammazzati. Tutt’ora nel mondo, oltre a quelle citate, sono decine le guerre che si combattono circoscritte magari in territori limitati, ma dove ogni giorno muoiono donne, uomini e bambini. Sono riscontrabili tante testimonianze della Prima Guerra Mondiale ed ancora testimoni viventi che hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale, le tragedie del secolo scorso che hanno interessato il mondo occidentale. Esse hanno procurato milioni di morti, la maggior parte giovani, deceduti in battaglia, sotto i bombardamenti e poi le deportazioni, i campi di sterminio, persino le bombe atomiche. Una lotta fratricida che percorre senza interruzioni la storia dell’uomo. Le guerre sono state anche regolamentate con varie convenzioni internazionali, una specie di codificazione del diritto di uccidere circoscritto con delle regole, visto che non siamo mai stati capaci di additare la guerra come un male assoluto da estirpare. L’umanità composta da miliardi di esseri pensanti, tra essi geni del pensiero, artisti capaci di esaltare la bellezza della natura umana e dell’universo intero, uomini capaci di altruismo, generosità, amore. L’umanità però è sempre piena di violenza e con una intrinseca voglia strisciante ma sempre presente del dominio sugli altri. L’idea di Dio che ogni uomo ricerca, immaginandolo come autore delle meraviglie dell’universo e come meta dopo il cammino terreno non è riuscita ad esorcizzare la parte oscura ed infetta della nostra mente. Nel nome di Dio anzi si sono combattute nella storia guerre definite sacre e giuste, senza pensare che portare morte non è mai giusto. A volte uccidere può essere necessario per legittima difesa, per difendere la libertà e l’integrità di una collettività, ma “giusto” vuol dire qualcosa di più. Procurare a tutti il necessario per vivere è giusto, fornire istruzione e cultura a tutti è giusto, procurare gli stessi diritti sociali a tutti è giusto, tutelare l’uguaglianza e la libertà delle donne è giusto. Perché la società umana sia giusta c’è bisogno che ognuno cerchi dentro di sé la sua parte migliore e si spenda per tutti quei principi che sono stati prima elencati. Chi organizza le guerre, chi specula sul commercio delle armi, chi indottrina e arma i giovani per spingerli al terrorismo non può mai essere giusto. Seminare morte tra la gente dell’Ucraina, d’Israele e di Gaza, fare esplodere una bomba in un aereo o in una piazza, non può essere definito umano se non nella consapevolezza del tanto che dobbiamo fare ancora per migliorarci, sia individualmente che nell’organizzazione delle comunità. Pensate agli sforzi che tanti uomini fanno per far evolvere la scienza medica, sforzi per cercare di far vivere meglio e più a lungo. Pensate a tutti quelli che fanno onestamente il loro lavoro per far crescere la società e dare buone opportunità a tutti, pensate a quelli che si occupano degli indigenti, dei bisognosi, dei disabili per dare un senso alla propria vita e a quella degli altri. Episodi drammatici di guerra e violenza non tolgono la vita a quelli che casualmente vi capitano, ma uccidono anche un po’ tutti gli uomini di buona volontà, chi non si rassegna a perdere la speranza che la nostra umanità può essere migliorata e guarita da quei virus virtuali che minano la nostra mente più di quanto facciano quelli naturali per il nostro corpo. I virus si chiamano arrivismo, egocentrismo, narcisismo, fame di potere e di denaro, prepotenza, disprezzo e sfruttamento dei più deboli. Gli anticorpi si chiamano generosità, altruismo, solidarietà, tolleranza, cultura, amore. La lotta è da sempre dura, ma gli anticorpi potrebbero sopraffare i virus, bisogna stimolare l’opera di bonifica in ognuno di noi con l’intento di raggiungere un Dio vero e buono per chi ci crede, o comunque elaborare un uomo sano e giusto.

Oltre 3 milioni di italiani con disturbi alimentari, età d'esordio sempre più bassa: Giornata del Fiocchetto lilla
Ogni anno, il 15 marzo, si celebra la Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, un’occasione dedicata alla sensibilizzazione sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). Questa giornata nasce con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza su patologie come anoressia nervosa, bulimia nervosa, binge eating disorder e altre forme di disagio legate all’alimentazione, promuovendo al contempo la prevenzione e l’informazione. I disturbi dell’alimentazione e della nutrizione si manifestano attraverso un rapporto disfunzionale con il cibo, un'alterata percezione del proprio corpo e una costante preoccupazione per il peso e l’aspetto fisico. Le conseguenze possono essere molto serie, con impatti sulla salute che spaziano dai problemi gastrointestinali e cardiovascolari fino a gravi squilibri endocrini. Nei casi più estremi, purtroppo, possono portare anche alla morte. Questi disturbi sono una realtà che coinvolge oltre 55 milioni di persone nel mondo, di cui circa 3 milioni solo in Italia. Sebbene siano più comuni tra gli adolescenti (in particolar modo nelle ragazze), negli ultimi anni l’età di insorgenza si è abbassata drasticamente: se un tempo si manifestavano tra i 14 e i 16 anni, oggi si riscontrano già tra gli 11 e i 13 anni. La pandemia ha avuto un ruolo significativo nell’accentuare questa tendenza, contribuendo all’aumento dei casi e all’abbassamento dell’età di esordio. Chi soffre di DCA sviluppa comportamenti dannosi che compromettono seriamente la qualità della vita. Alcuni esempi includono diete estremamente rigide, la paura di determinati alimenti, abbuffate segrete seguite da episodi di vomito autoindotto, il conteggio ossessivo delle calorie, l’esercizio fisico eccessivo per "bruciare" ogni caloria ingerita, l’uso di lassativi o diuretici e il controllo costante del proprio peso o della propria immagine corporea. Tuttavia, i DCA non riguardano solo il cibo: chi ne soffre tende ad avere un'immagine distorta di sé stesso, accompagnata da pensieri svalutanti e un’autocritica incessante che va ben oltre l’alimentazione. Per affrontare questi disturbi è necessario un approccio multidisciplinare, che coinvolge il supporto medico, psicologico e nutrizionale. Il trattamento può includere cure specifiche per eventuali problemi di salute fisica, percorsi di terapia cognitivo-comportamentale o familiare, oltre a un supporto nutrizionale che aiuti a ristabilire un rapporto equilibrato con il cibo. La Giornata del Fiocchetto Lilla è un'opportunità per superare pregiudizi e stereotipi, ricordando che i DCA possono colpire chiunque, indipendentemente da età, genere o background culturale. Celebrare questa giornata significa sostenere chi sta affrontando il percorso di guarigione, offrendo ascolto, comprensione e vicinanza. È un momento per educare, sensibilizzare e diffondere un messaggio di speranza, ricordando quanto sia fondamentale prendersi cura della propria salute mentale.

Emergenza guardia medica, sedi scoperte a Potenza Picena e Porto Recanati
Modifiche temporanee ai turni di Guardia Medica nel Distretto di Civitanova Marche, Garantire la continuità dell’assistenza sanitaria è un impegno fondamentale che deve conciliare le necessità di salute della popolazione con le risorse umane disponibili. Tuttavia, a causa di alcune difficoltà nel reperire medici sostituti per la guardia medica, la Ast di Macerata, U.O.C. distretto di Civitanova Marche, ha disposto delle modifiche temporanee ai turni di guardia medica per il mese di marzo 2025. In particolare, le postazioni di Porto Recanati e Potenza Picena saranno operative solo nei turni notturni dei giorni 21, 23 e 30 marzo, con la sede di Porto Recanati che garantirà l’assistenza in quelle date. In tutti gli altri giorni, l’assistenza sanitaria sarà fornita dalla Guardia Medica di Recanati, presso l’ospedale di Recanati, in Piazzale A. da Recanati 2. Per la Guardia Medica di Recanati, i turni sono regolarmente coperti, ad eccezione di due date: domenica 16 marzo, durante il turno notturno (ore 20-8), e sabato 29 marzo, durante il turno diurno (ore 10-20). Durante questi turni non coperti, gli utenti possono rivolgersi al Punto di Primo Intervento (PPI) per le necessità urgenti o contattare il servizio 118. I cittadini sono invitati a prendere nota di questi cambiamenti e a rivolgersi ai punti di assistenza indicati nei giorni di turni scoperti.

Macerata, nuovi ambulatori e studi medici: nasce la casa di comunità nel padiglione "Morselli"
È stato approvato il progetto esecutivo dei lavori di realizzazione della casa della comunità di Macerata, finanziato con fondi Pnrr per un importo di 1.872.900 euro e che riguarda la ristrutturazione del Padiglione "Morselli", situato in zona ex Crass in Largo Belvedere Raffaello Sanzio, nelle immediate vicinanze del Distretto di Macerata. La casa della comunità di Macerata si estende su una superficie di 910 metri quadrati e si sviluppa su tre piani costituiti da piano terra, primo piano e sottotetto e un piano seminterrato di minore superficie. All’interno del Padiglione Morselli troveranno spazio al piano terra gli ambulatori dedicati alla neuropsichiatria pediatrica, al primo piano gli studi dei medici di medicina generale, mentre al secondo piano il consultorio familiare. Alla zona si accede mediante un ingresso principale prospiciente la pubblica via Spalato, mentre un secondo ingresso all’area si trova su Viale dell'Indipendenza. Nel corso degli anni la struttura ha cambiato più volte destinazione d’uso subendo modifiche interne, mentre diversi sono stati gli interventi strutturali, di restauro e adeguamento sismico che si sono susseguiti nel tempo. Lo stile eclettico, infatti, è facilmente riconoscibile sui quattro fronti esterni. Le facciate, completamente intonacate e caratterizzate da lesene, presentano sugli stipiti e sugli architravi dei portali d’ingresso e delle finestre elementi decorativi in cotto successivamente verniciati. Al piano terra, sui fronti nord e sud, sono presenti delle aperture con archi di gusto moresco che caratterizzano sia gli ingressi che le finestre laterali, mentre le altre finestre sono di forma rettangolare. La fascia marcapiano, in cotto verniciato, presenta un elaborato fregio composto da elementi decorativi in terracotta e medaglioni in ceramica colorata smaltata e anche il cornicione, formato da una serie di piccoli archetti a sesto acuto, è completamente intonacato e presenta medaglioni in ceramica. La ristrutturazione dell’immobile permetterà di rendere la struttura idonea dal punto di vista dei requisiti igienico-sanitari, della salubrità degli ambienti e sul fronte dell’accessibilità. Considerata la valenza artistica dell’edificio, gli interventi che si andranno a realizzare sono volti alla conservazione degli elementi di pregio e delle caratteristiche architettoniche e storiche dello stesso. "Con la realizzazione delle case di comunità rendiamo la sanità più vicina ai cittadini, più prossima ai loro bisogni assistenziali e di cura per garantire risposte rapide ed efficaci al diritto alla salute di ciascuno" dichiara il direttore generale dell'Ast di Macerata Alessandro Marini. "Con la casa di comunità di Macerata - dichiara il vicpresidente della Giunta e assessore alla sanità della regione Marche, Filippo Saltamartini - andremo a garantire risposte ai bisogni di salute della popolazione fragile e affetta da cronicità, oltre che alla domanda crescente di assistenza sul territorio. L'obiettivo è quello di rafforzare i servizi sanitari e ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere e in particolare sui pronto soccorso".

Nuovo medico di base Fiastra, il dottor Guido Marcucci lascia dopo vent'anni di servizio
A fine mese, il dottor Guido Marcucci, medico di medicina generale che da circa vent’anni presta servizio a Fiastra, lascerà il posto al dottor Alfredo Mattii. A ringraziarlo e salutarlo è il sindaco di Fiastra, Giancarlo Ricottini: «L’amministrazione tutta vuole rendere omaggio al dottor Guido Marcucci per questi venti anni di umana e professionale attività rivolta a tutti i cittadini di Fiastra, nonché ai molti anziani che sono fetta importante e sostanziale di questa comunità. In qualità di sindaco e, ancor più di amico, sento di dover ringraziare in maniera universale il dottor Marcucci per le grandi qualità umane, per il suo lavoro svolto con garbo, dedizione e, sempre dietro le righe, in maniera timida ma sostanziale. Non va dimenticato che il dottor Marcucci, viste le difficoltà operative dei sistemi sanitari regionale e nazionale, nonostante sia in pensione da circa tre anni, si è offerto di proseguire l’attività di medico di famiglia nel nostro comune malgrado non avesse obblighi in merito. Da amico, lo ringrazio anche per l’ottimo comportamento che ha sempre avuto nei miei confronti in tutto il periodo della sua lunga permanenza a Fiastra, Acquacanina e Bolognola, periodo che ha coinciso anche con le mie attività amministrative, durante il quale ha sempre risposto positivamente ad ogni nostra necessità». A sostituire il dottor Marcucci, come detto, sarà il dottor Alfredo Matti, originario di Montegiorgio: «Colgo l’occasione per ringraziare anche il dottor Alfredo Mattii – commenta il primo cittadino, Giancarlo Ricottini – che, alla sua matura età di 68 anni, ha accolto la nostra supplica di mettersi a disposizione per sostituire il dottor Marcucci, garantendoci altri due o tre anni di certezze sanitarie per il nostro comune. Anche in questo caso, trovare la soluzione non era affatto cosa scontata in quanto, a causa delle enormi carenze di medici di base disponibili, ci sono Comuni ben più grandi e invitanti del nostro che sono attualmente senza medico». «Ritengo questa soluzione molto positiva per i nostri cittadini, in quanto anche in dottor Mattii è figura di notevole personalità umana e professionale e lo ringrazio infinitamente di aver accettato l’incarico, soprattutto per i suoi già noti legami con il nostro territorio. Voglio, infine, rinnovare l’invito a tutti i cittadini di Bolognola, Fiastra e Valfornace, qualora non fossero iscritti con il medico di base della nostra competenza territoriale, a farlo, in quanto darebbe ulteriore forza e sostegno alla difesa di uno dei ruoli più importanti di cui le nostre già ferite comunità necessitano». Il sindaco Ricottini non manca di far sentire la sua voce sulle problematiche legate alla sanità, che riguardano le comunità montane del territorio «La nostra amministrazione è intenzionata a portare avanti la battaglia per difendere e mantenere, in una comunità già martoriata dal sisma, i servizi sanitari in loco, diritto inalienabile di ogni cittadino».

Giornata Mondiale del Rene: Open Day con visite nefrologiche gratuite a Civitanova e Recanati
In occasione della Giornata Mondiale del rene, che ricorre giovedì 13 marzo, l’Ast di Macerata organizza un Open Day con visite nefrologiche gratuite presso i Centri dialisi degli ospedali di Civitanova Marche e Recanati. L’iniziativa è organizzata dall’Unità Operativa di Nefrodialisi di Civitanova Marche, diretta dal dottor Angelo Santoferrara, in collaborazione con la Società Italiana di Nefrologia e la Fondazione Italiana del Rene. La giornata mondiale del rene di quest’anno è dedicata alla prevenzione e richiama l’importanza del ruolo della diagnosi precoce sottolineando la necessità che i cittadini siano consapevoli dei fattori di rischio della malattia renale e delle misure di prevenzione e protezione che possono salvaguardare i reni da un’evoluzione della patologia. “La malattia renale cronica si calcola colpisca in Italia circa il 10% della popolazione adulta e rappresenta l’ottava causa di morte. Ipertensione arteriosa, diabete mellito, malattia cardiovascolare, obesità, familiarità per malattia renale sono i principali fattori di rischio” – spiega il primario dell’ospedale costiero dottor Santoferrara. La U.O.C. Nefrodialisi di Civitanova Marche aderisce all’iniziativa “Porte aperte in Nefrologia”, la campagna nazionale di sensibilizzazione che vede coinvolti numerosi Centri Nefrologici in Italia proponendo attività di screening con visite, misurazione della pressione arteriosa, esame delle urine e distribuzione di materiale informativo. Le visite nefrologiche verranno effettuate presso i Centri dialisi dell’ospedale di Civitanova Marche e dell’ospedale di Recanati nel pomeriggio di giovedì 13 marzo, dalle ore 15.00 alle 17.45. Sono previste 12 visite per ciascun Centro, ma è obbligatoria la prenotazione telefonando nei giorni 11 e 12 marzo, dalle ore 9.30 alle 11, ai seguenti numeri: per il Centro dialisi dell’Ospedale di Civitanova Marche 0733 - 823032, per il Centro dialisi di Recanati 071-7583509. “L’Open day organizzato dall’Ast per la Giornata mondiale del rene è un’iniziativa di prevenzione gratuita per i cittadini, che mira ad educare sull’importanza della salute renale, facendo conoscere i corretti stili di vita da adottare per prevenire l’insorgenza delle malattie renali – dichiara il direttore Generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini. "Come Regione siamo fortemente impegnati nel promuovere la cultura della prevenzione - dichiara il vicepresidente della Giunta e assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini - Questa iniziativa è l'ennesima dimostrazione del lavoro che stiamo portando avanti per la tutela della salute dei cittadini. La diagnosi precoce e la corretta informazione sono fondamentali nel contrastare le malattie renali e nel garantire trattamenti tempestivi per una prognosi migliore".

Medicina dello sport, il Maceratese è all'avanguardia: intervista alla dottoressa Laura Pecilli
La medicina dello sport è sicuramente la specialità medica che ha maggiore aderenza con la prevenzione e la sicurezza dei suoi assistiti nello svolgimento dell’attività fisico-sportiva. Atleti professionisti, dilettanti, amatoriali, ma anche semplici frequentatori più o meno occasionali di strutture sportive e della attività fisica come per esempio piscine, campi da tennis, palestre, devono avere un pass sanitario, diversificato magari nell’approfondimento a seconda dell’intensità dell’impegno fisico, ma comunque sempre tenendo conto della verifica di parametri fisiologici per una serena e sicura attività. È un esempio di grande efficienza, modernità e civiltà della nostra cultura della salute che coinvolge il servizio sanitario pubblico e tante strutture sanitarie private per ottemperare ad un dovere legislativo per la tutela della salute dei cittadini. Per meglio conoscere il Servizio ne parliamo con la dottoressa Laura Pecilli, specializzata in Medicina dello Sport presso l’Università di Chieti fondata dal prof. Vecchiet e da poco tempo alla direzione del servizio di Medicina dello Sport delle Terme Santa Lucia di Tolentino già diretto dal dott. Danilo Compagnucci arrivato alla pensione. Il territorio del maceratese è ben coperto da ottimi servizi della medicina dello sport. Un altro esempio è quello di Associati Fisiomed che sta sviluppando un inedito modello di cooperazione con diverse società ed associazioni sportive. Dottoressa Pecilli, come nasce la medicina sportiva? "Si potrebbe risalire addirittura alla Grecia classica, se già Ippocrate sosteneva che l’esercizio di un organo o di una funzione potenzia il loro rendimento e ne ritarda il naturale invecchiamento, ma lo sviluppo della medicina sportiva si ha solo nei tempi moderni, quando, con la sostituzione della macchina al lavoro manuale, nasce la società del tempo libero (leisure society) e masse crescenti di popolazione si riversano nelle attività fisiche e sportive. In Italia la Federazione medico-sportiva, affiliata al CONI, nasce nel 1929 sotto la direzione di Augusto Turati (da non confondere con Filippo Turati), il gerarca fascista che interpretava così, per la gioventù italiana, il nuovo clima attivistico-sportivo del fascismo. Nel dopoguerra la FMSI (Federazione Medicina dello Sport Italiana) viene confermata come federazione del CONI e, intorno agli anni ‘80, viene regolamentata la legislazione medico-sportiva, con l’obbligo delle certificazioni di idoneità, particolarmente rigorose per le attività agonistiche, come volle Leonardo Vecchiet. Nel 1957 nasce la prima Scuola di specializzazione in medicina dello sport presso l’Università di Milano". Qual è l’attività del medico dello sport? "L’attività fisica mette in movimento diversi apparati fisiologici, che vengono particolarmente sollecitati nell’attività sportiva: sistema respiratorio, cardio-circolatorio, muscolo scheletrico ecc. Al medico dello sport si richiede di conseguenza una competenza per così dire multidisciplinare, riferibile alle diverse specializzazioni della medicina. Se in passato al medico si richiedeva sostanzialmente di migliorare le prestazioni atletiche degli sportivi, anche attraverso l’uso di farmaci, oggi il medico dello sport deve essere in grado di effettuare una valutazione clinico-strumentale complessiva dello sportivo, sia a riposo che sotto sforzo, anche sotto l’aspetto psicologico e motivazionale, specie nel periodo dell’età evolutiva. In sostanza la medicina sportiva è oggi rivolta a tutelare e a promuovere il benessere dello sportivo, sia sotto l’aspetto fisico, che sotto l’aspetto psicologico". Cosa si intende per certificazione medico-sportiva? "La certificazione di idoneità sanitaria in Italia è obbligatoria per qualsiasi attività fisico-sportiva, agonistica e non agonistica. Praticamente restano escluse dall’obbligo unicamente le attività fisiche scolastiche e quelle svolte in forma privata e individuale. C’è tuttavia una differenza fra le attività sportive non agonistiche e quelle agonistiche. Per queste ultime, svolte in società affiliate o riconosciute dal CONI, la certificazione di idoneità richiede accertamenti più complessi e mirati, in considerazione del maggiore impegno fisico e psicologico che la prova agonistica comporta. Per essa si richiede quindi la raccolta dei dati antropometrici, la misurazione della pressione arteriosa, l’ECG da sforzo, la spirometria, l’esame delle urine e gli accertamenti ritenuti utili dal medico, che in questo caso è il medico sportivo". Qual è la situazione e ruolo della medicina dello sport in Italia? "L’Italia è l’unico Paese europeo che richiede la certificazione medica obbligatoria (e ne precisa gli esami da eseguire) per lo svolgimento dell’attività sportiva agonistica. Negli altri paesi ci si affida alle dichiarazioni liberatorie degli atleti o al massimo ci si accontenta di una assicurazione contro gli infortuni. Il sistema italiano dello screening obbligatorio, introdotto intorno agli anni ’80, ha dimostrato la sua validità riducendo il numero dei decessi per cause sportive dal 3,6 allo 0,4 per 100.000 atleti. In Italia sono attualmente operanti circa 4.000 medici dello sport, riuniti nella FMSI, che operano per lo più in centri e strutture organizzate generalmente dotate di strumentazioni moderne e adeguate". Ringraziamo la dott.ssa Pecilli per il suo contributo e ci ripromettiamo di approfondire alcuni aspetti della materia con lei stessa, con il dott. Danilo Compagnucci, medico sociale della Lube Volley e con specialisti ed organizzatori del servizio di medicina dello sport del centro medico Associati Fisiomed.

Alimentazione e benessere femminile: come nutrirsi in ogni fase della vita
L’8 marzo si celebra la Giornata Internazionale della Donna, un’occasione non solo per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche del genere femminile, ma anche per riflettere sull’importanza della salute e del benessere. Tra i pilastri fondamentali di uno stile di vita sano, l’alimentazione gioca un ruolo essenziale nel supportare le esigenze del corpo femminile nelle diverse fasi della vita. Dall’adolescenza alla gravidanza, fino alla menopausa, ogni fase richiede attenzioni nutrizionali specifiche. Le pubblicazioni scientifiche evidenziano sempre più le differenze tra uomo e donna, in particolare per quanto riguarda i fabbisogni alimentari. Il corpo femminile attraversa numerosi cambiamenti nel corso della vita e adattare l’alimentazione a queste trasformazioni può favorire energia, benessere e contribuire alla prevenzione di alcune patologie. Se nei primi anni di vita le esigenze nutrizionali di bambine e bambini sono simili, le differenze emergono già con l’adolescenza. Con l’arrivo del ciclo mestruale, ad esempio, il fabbisogno di ferro aumenta. Questo minerale essenziale si trova non solo nella carne rossa, ma anche in alimenti di consumo più frequente, come frutta a guscio, legumi e verdure a foglia verde. Per migliorarne l’assorbimento, è utile abbinarlo a una fonte di vitamina C, presente negli agrumi, nel peperoncino fresco (da aggiungere a crudo a fine cottura) o in frutti come kiwi, arance e frutti di bosco. Un altro nutriente fondamentale per la salute femminile è il calcio. Poiché il rischio di osteoporosi aumenta dopo la menopausa, è importante costruire una buona riserva sin dall’infanzia, consumando regolarmente yogurt, latticini, ma anche legumi, spinaci, semi e frutta secca. Per la salute delle ossa, inoltre, non può mancare un adeguato apporto di vitamina D, che si assume in piccola parte con la dieta (presente soprattutto nel pesce azzurro, nel latte intero e nel tuorlo d’uovo) e si sintetizza principalmente grazie all’esposizione al sole. Anche la fertilità e la gravidanza sono fortemente influenzate dall’alimentazione. Già a partire dal periodo pre-concezionale, una dieta equilibrata aiuta a portare avanti la gravidanza nelle migliori condizioni, riducendo il rischio di parto pretermine e diabete gestazionale, con benefici anche per il nascituro. Mantenere un peso adeguato è fondamentale per la fertilità, poiché sia l’eccesso che la carenza di peso possono comprometterla. Inoltre, alcuni nutrienti svolgono un ruolo chiave, come l’acido folico, essenziale per la crescita e la riproduzione cellulare, in particolare per la formazione del sistema nervoso centrale nell’embrione e nel feto. Infine, durante la menopausa, è comune un aumento di peso accompagnato da una diversa distribuzione del grasso corporeo, che tende ad accumularsi soprattutto a livello addominale. Per mantenere un peso equilibrato, oltre a uno stile di vita attivo, potrebbe essere utile ridurre leggermente l’apporto calorico quotidiano, senza però sacrificare la qualità e la varietà della dieta. Il principio guida deve essere la moderazione nella scelta e nelle quantità degli alimenti, favorendo quelli ricchi di fibre, come cereali integrali, frutta e verdura, e prediligendo grassi insaturi, come l’olio extravergine d’oliva, limitando invece il consumo di grassi saturi e cibi eccessivamente salati. Adottare un’alimentazione equilibrata e consapevole è fondamentale per supportare il benessere femminile in ogni fase della vita. Prendersi cura della propria alimentazione non significa solo prevenire patologie, ma anche valorizzare il proprio benessere, celebrando ogni giorno la propria salute con scelte alimentari sane e bilanciate.

Ridurre al minino gli artefatti metallici: il Gruppo Fisiomed rivoluziona la sua Tac 128 strati con l'algoritmo 0-Mar-Tc
Quante volte vi è capitato di sentirvi dire che un esame non può essere eseguito correttamente o che la sua attendibilità diagnostica è ridotta a causa di protesi, viti o placche ortopediche impiantate durante un intervento? Questa problematica, comune a molti pazienti, è destinata a diventare un ricordo del passato grazie alle nuove tecnologie implementate nella sede di Fisiomed di via Giovanni XXIII, a Sforzacosta di Macerata, dove è stato introdotto il sistema 0-MAR e la TAC 128 strati. Il potere di 0-MAR L’innovazione principale che Fisiomed offre ai suoi pazienti è il nuovo algoritmo di ricostruzione 0-MAR (Zero-Metal Artifact Reduction), un filtro che migliora la visibilità delle immagini radiologiche, riducendo drasticamente gli artefatti metallici causati da protesi e altri dispositivi ortopedici impiantati nel corpo. Questo sistema, applicato alla TAC 128 strati, migliora la qualità delle immagini fino al 93%, consentendo ai medici radiologi e specialisti di ottenere immagini nitide e dettagliate, anche in presenza di materiali metallici. Il principale vantaggio di 0-MAR è la sua capacità di ridurre gli artefatti metallici a forma di striature, migliorando la visibilità di strutture anatomiche precedentemente nascoste. Questo consente ai medici di formulare diagnosi più accurate e affidabili, specialmente in ambito ortopedico e oncologico, dove la visibilità delle strutture ossee o dei tumori è cruciale. Grazie a questa tecnologia, è possibile osservare in dettaglio l'integrità dell'osso e rilevare eventuali segni di osteolisi o osteorarefazione, anche in caso di protesi. Vantaggi nella Radioterapia e in Chirurgia Ortopedica O-MAR non solo migliora l’accuratezza diagnostica, ma facilita anche l’analisi di tumori e strutture critiche, ottimizzando il flusso di lavoro nelle applicazioni di radioterapia. Gli specialisti possono ora visualizzare con maggiore chiarezza e precisione le aree da trattare, consentendo trattamenti più mirati e efficaci. Inoltre, grazie a O-MAR, la possibilità di valutare l’integrità ossea in pazienti con protesi ortopediche è fortemente migliorata, riducendo il rischio di errori diagnostici. L’Innovazione della TAC 128 strati. In aggiunta al sistema 0-MAR, Fisiomed ha introdotto una TAC 128 strati ad altissima risoluzione, che rappresenta una vera e propria rivoluzione nella diagnostica per immagini. Questo dispositivo permette di effettuare esami ad alta definizione con un basso dosaggio di raggi X, riducendo la dose di radiazioni fino al 90%. Grazie alla capacità di acquisire migliaia di sottilissimi strati, la TAC 128 strati fornisce immagini estremamente dettagliate e precise, migliorando significativamente la qualità diagnostica. I principali benefici della TAC 128 strati includono: "Riduzione della dose di radiazioni erogata, con una diminuzione fino al 90%; immagini ad alta definizione acquisite e elaborate in tempo reale; tempi di esecuzione rapidi, riducendo i tempi di attesa per i pazienti; ricostruzione 3D degli organi interni, che consente di visualizzare in modo dettagliato l’anatomia del corpo umano", spiega il Gruppo Fisiomed. "Grazie all’introduzione della tecnologia 0-MAR e della TAC 128 strati, Fisiomed è oggi in grado di offrire esami diagnostici all’avanguardia, risolvendo problematiche legate alla presenza di protesi ortopediche e altri dispositivi metallici nel corpo. La combinazione di queste tecnologie permette di ottenere immagini più nitide e accurate, riducendo al minimo gli artefatti e migliorando la capacità di formulare diagnosi precise". "Se stai cercando un servizio diagnostico avanzato, rapido ed efficiente, la nuova sede di Fisiomed è il luogo ideale per te. Con la TAC 128 strati e 0-MAR, la sicurezza e la qualità delle cure sono garantite, consentendo ai medici di trattare i pazienti con maggiore precisione e efficacia".

"Prevenzione delle infezioni post operatorie": l'Agenas premia l'Ast di Macerata
L’Ast di Macerata nel 2024 ha ottenuto dall’Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, il riconoscimento a livello nazionale per una buona pratica clinica che riguarda la prevenzione delle infezioni del sito chirurgico, che permette di garantire la sicurezza delle cure al paziente che si opera nelle strutture ospedaliere dell’azienda sanitaria. Le infezioni del sito chirurgico (ISC) sono potenziali complicanze associate a qualunque tipo di procedura chirurgica e nonostante si collochino tra le infezioni correlate all’assistenza più prevenibili, hanno ancora un significativo impatto sulla morbilità e mortalità del paziente e sui costi supplementari a carico dei sistemi sanitari. Evidenze di letteratura scientifica hanno dimostrato una potenziale riduzione del tasso di ISC che va dal 35 al 55% implementando semplici misure di prevenzione. La buona pratica clinica attuata dall’Ast ha come referente il dottor Massimo Sartelli, noto chirurgo dell’ospedale di Macerata, direttore della Global Alliance for Infections in Surgery (GAIS) e presidente della Società Italiana per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie (SIMPIOS), che ci ha spiegato nel dettaglio la portata del riconoscimento. Dottore, quali vantaggi derivano al paziente dalla buona pratica clinica riconosciuta dall’Agenas? "Lo scopo di una buona pratica è quello di migliorare la sicurezza del paziente. Si tratta di una procedura che riguarda i percorsi assistenziali e si basa su standard di qualità e sicurezza, che hanno origine da evidenze, letteratura scientifica e/o da organizzazioni sanitarie. Negli ultimi anni ho dedicato molto del mio tempo libero a studiare i principi di prevenzione e controllo delle infezioni, concentrandomi in modo particolare sullo studio dei determinanti che spingono spesso il sanitario a trascurare questo aspetto così importante nel percorso delle cure. Insieme con l’ex responsabile del Rischio Clinico di questo ospedale, il dottor Massimo Palazzo che ora è in pensione, abbiamo redatto un documento che raccoglie tutte le misure per prevenire le infezioni del sito chirurgico, che dovrebbe essere rispettato da ogni struttura ospedaliera in Italia. Un argomento importante, ma poco discusso sulle infezioni del sito chirurgico è rappresentato dagli effetti che possono avere sui pazienti oncologi operati, che quando incorrono in queste complicanze rischiano di ritardare i trattamenti adiuvanti. I batteri stanno diventando sempre più resistenti agli antibiotici rendendo la prevenzione delle infezioni acquisite in ospedale ancora più importante al giorno d'oggi. Spesso queste infezioni sono causate, infatti, da batteri resistenti ai comuni antibiotici. Negli ultimi anni le misure per prevenire le infezioni del sito chirurgico hanno migliorato la sicurezza delle cure dei pazienti, tuttavia, esse rimangono un importante indicatore di qualità per le grosse implicazioni che hanno per i pazienti, i chirurghi e le istituzioni sanitarie. Le misure per prevenire queste infezioni comprendono semplici precauzioni da applicare in fase pre, intra e post operatoria, come garantire che i pazienti si facciano il bagno o la doccia prima dell'intervento chirurgico, il non eseguire la tricotomia o eseguirla, se necessaria, con un rasoio elettrico, l’igienizzarsi adeguatamente le mani, l’effettuare l’antibiotico profilassi nel giusto momento, con gli antibiotici appropriati e per la giusta durata, l’eseguire una antisepsi accurata della cute con soluzioni a base alcolica prima dell'incisione nel sito chirurgico e l’utilizzare le giuste suture. La procedura accettata come buona pratica da Agenas comprende tutte queste misure, si adatta a tutti i tipi di chirurgia e rappresenta una sorta di aggiornamento di precedenti linee guida pubblicate qualche anno fa. L’Ast di Macerata ancora una volta fa scuola a livello nazionale per gli elevati standard di qualità che riesce a garantire al paziente in termini di sicurezza delle cure. Nel reparto di Chirurgia Generale dell’ospedale di Macerata, la grossa cultura di prevenzione e controllo delle infezioni che tutta l’equipe, sia in reparto che in sala operatoria, ha ormai consolidato nella pratica i tutti i giorni, abbinate ai principi di Eras (Enhanced Recovery After Surgery) e alla mini-invasività dell’approccio laparoscopico, implementato qualche anno fa dall’arrivo del dottor Walter Siquini, hanno permesso di raggiungere risultati alquanto virtuosi nel campo della prevenzione delle infezioni. Da qui l’idea, in collaborazione con l’Unità Operativa di Rischio Clinico di redigere una buona pratica che potesse essere d’esempio non solo per la nostra Ast, ma per tutti i reparti chirurgici italiani dove, in generale, l’adesione alle misure di prevenzione è ancora troppo bassa". “Desidero ringraziare il dottor Sartelli e tutta l’équipe della Chirurgia Generale di Macerata perché con il riconoscimento della buona pratica clinica da parte dell’Agenas vengono certificate le competenze e la qualità dei nostri sanitari, che ogni giorno lavorano con passione e abnegazione per garantire la sicurezza delle cure ai pazienti che si rivolgono ai nostri ospedali” – dichiara il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini. “Questo riconoscimento rappresenta un’ulteriore conferma dell’eccellenza della nostra sanità e rende merito all’impegno e alla competenza dei nostri professionisti” - dichiara il vicepresidente della Giunta e assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini.

Castelraimondo armonizza il benessere: al via la musicoterapia nella casa di ospitalità per anziani
Iniziato il progetto di musicoterapia con il metodo Rusticucci presso la casa di ospitalità per anziani del Comune di Castelraimondo. L’amministrazione comunale mediante l’ufficio servizi sociali ha dato vita ad un’importante novità, finanziando il progetto dell’APS metodo Rusticucci, il quale realizzerà un percorso educativo/riabilitativo denominato “la musicoterapia per il benessere dell'anziano" che racchiude diversi servizi: incontri di formazione rivolti a tutto il personale della struttura, interventi individuali per ogni anziano della struttura e incontri con i familiari degli ospiti. Il sindaco del Comune di Castelraimondo Patrizio Leonelli ha espresso tutta la sua soddisfazione per questa iniziativa: “Si tratta di un’importante attività che può allietare e fare piacere ai nostri anziani a cui tutti dobbiamo tenere particolarmente”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore alle Politiche Sociali Ilenia Cittadini: “Nei servizi residenziali è importante prestare attenzione all’occupazione del tempo libero, facendo sì che non sia un tempo vuoto, ma bensì che sia occupato da tanti stimoli che possano essere riabilitativi e socializzanti, dunque di piacere. Ciò è fondamentale inoltre per il mantenimento delle competenze e delle capacità degli anziani. Da sottolineare inoltre, che le canzoni che hanno accompagnato la vita dei nostri nonni, hanno un grande potere rievocativo, che permette un grande impatto rispetto ai ricordi, al vissuto degli anziani. Ringraziamo particolarmente il personale bambini dell’asilo nido che ha partecipato insieme ai nostri anziani al primo incontro che si è tenuto”.

Festa della donna: visite gratuite per la prevenzione della salute femminile a Macerata e Civitanova
In occasione dell'8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, l'Ast di Macerata organizza una serie di iniziative gratuite dedicate esclusivamente alla popolazione femminile all’interno degli ospedali di Macerata e Civitanova. La giornata della Festa della donna rappresenta l’occasione per sensibilizzare la popolazione femminile sull’importanza della prevenzione e del prendersi cura di se stesse per costruire una società più forte e consapevole sull’importanza della salute, sia come bene individuale che collettivo. Tutte le visite gratuite necessitano di prenotazione obbligatoria. Il programma organizzato dalla struttura ospedaliera di Civitanova per sabato 8 marzo prevede: 10 visite ginecologiche, a cura dello specialista, che si effettueranno presso l’ambulatorio ubicato al secondo piano del Reparto di Ginecologia. Per effettuare le visite gratuite è necessario prenotare al numero 0733- 823052 nei giorni 5 e 6 marzo, dalle ore 11:30 alle 13:30; 6 visite proctologiche, a cura dello specialista chirurgo, che si effettueranno presso l’ambulatorio chirurgico situato al piano terra. È obbligatorio prenotare al numero 0733-823613 nei giorni 5 e 6 marzo dalle ore 10 alle 11:30; 4 visite uro-ginecologiche, a cura dello specialista, che si effettueranno presso l’ambulatorio urologico sito al piano terra. È obbligatorio prenotare al numero 0733-823613 nei giorni 5 e 6 marzo dalle ore 9 alle 10. L’ospedale di Macerata, attraverso le Unità Operative di Senologia, Radiologia e Oncologia, in associazione con la Sezione provinciale della Lega Italiana Lotta contro i Tumori (Lilt), organizza visite senologiche e ecografie mammarie gratuite. Le prenotazioni verranno effettuate, per le non iscritte Lilt, dalla segreteria della Direzione Medica Ospedaliera chiamando lunedì10 marzo al numero 0733-2572311, dalle ore 9 alle 10. Per le iscritte Lilt è obbligatorio prenotarsi inviando una mail all’indirizzo: macerata@lilt.it e indicando nome, cognome, telefono e tipo di visita da prenotare (ecografia o visita senologica) e si verrà ricontattati. Le visite gratuite saranno effettuate martedì 11 marzo come da programma: 4 visite senologiche per non iscritte Lilt presso il Reparto di Senologia, dalle ore 12:30 cadenzate ogni 15 minuti, al secondo piano ala vecchia ospedale; 4 visite senologiche per iscritte Lilt dalle ore 12 cadenzate ogni 15 minuti, presso il Reparto di Oncologia, terzo piano ala nuova ospedale; 4 visite senologiche per non iscritte Lilt dalle ore 13 cadenzate ogni 15 minuti, presso il Reparto di Oncologia, terzo piano ala nuova ospedale 3 ecografie mammarie presso il Reparto di Radiologia per iscritte Lilt dalle ore 12:30 cadenzate ogni 20 minuti, al piano terra; 3 ecografie mammarie per non iscritte Lilt dalle ore 13:30 cadenzate ogni 20 minuti, al piano terra. "Le iniziative organizzate dall’Ast in occasione delle Festa della donna intendono focalizzare l'attenzione sull’importanza della prevenzione, sensibilizzando la popolazione femminile sulla necessità di prendersi cura ogni giorno della propria salute", dichiara il direttore generale dell'Ast di Macerata Alessandro Marini. "Queste iniziative confermano l'impegno e l'attenzione della Regione alla salute femminile - dichiara il vicepresidente della Giunta e Assessore alla Sanità della Regione Marche, Filippo Saltamartini -. Promuoviamo la cultura della prevenzione, una strategia fondamentale per garantire il diritto alla salute. Grazie all'importante opera di rinnovamento del parco tecnologico, con nuove grandi apparecchiature sanitarie all'avanguardia, la diagnosi è ancora più accurata. Desidero ringraziare gli operatori sanitari coinvolti, perché è anche grazie al loro impegno che possiamo potenziare la prevenzione".

I picchi glicemici sono una reale minaccia? Da cosa dipendono e come gestirli
Negli ultimi tempi si è parlato sempre più spesso di picchi glicemici e delle strategie per evitarli. Ma è davvero così importante preoccuparsene? Il picco glicemico rappresenta il massimo livello di glucosio nel sangue dopo un pasto. Si verifica in risposta alla digestione e all’assorbimento dei macronutrienti energetici presenti negli alimenti, non solo zuccheri e amidi. Dopo l’assunzione di cibo, l’organismo risponde producendo insulina, un ormone che facilita l’immagazzinamento del glucosio nei tessuti, come il tessuto muscolare, riportando così la glicemia a livelli normali. Questo processo di aumento e successiva riduzione della glicemia è del tutto fisiologico. Eppure, c’è chi lo teme al punto da strutturare la propria dieta cercando di evitarlo a ogni costo, un obiettivo che, peraltro, è quasi impossibile da raggiungere. Il motivo per cui si discute così spesso dei picchi glicemici risiede nei loro possibili effetti negativi quando si verificano in maniera frequente e brusca, specialmente in associazione a una dieta sbilanciata e a uno stile di vita sedentario. Un'eccessiva produzione di insulina nel tempo può portare a resistenza insulinica, una condizione in cui le cellule diventano meno sensibili all'azione dell'insulina, aumentando così il rischio di diabete di tipo 2. Inoltre, l'insulina favorisce l’accumulo di grasso, quindi picchi glicemici ricorrenti possono contribuire all’aumento di peso e all’obesità. C’è poi un altro effetto da considerare. Dopo un picco glicemico, la glicemia può scendere rapidamente, causando fame improvvisa e inducendo a mangiare più spesso, con una predilezione per cibi dolci e raffinati. Questo può creare un circolo vizioso che porta a un consumo eccessivo di zuccheri e calorie. Il picco glicemico in sé non è un problema e non rappresenta una condizione patologica, né va evitato a tutti i costi. Piuttosto, è importante monitorare situazioni specifiche, come l’iperglicemia a digiuno o livelli glicemici elevati per tempi prolungati dopo i pasti, una condizione nota come pre-diabete. Anche una produzione insufficiente di insulina o una sua iperproduzione inefficace, ovvero la resistenza insulinica, può essere un segnale da non sottovalutare. Inoltre, quando alcune proteine del sangue vanno incontro a glicazione, possono favorire l’invecchiamento cellulare e complicanze metaboliche. Non è necessario ossessionarsi con il controllo dei picchi glicemici. La chiave per mantenere una glicemia stabile e un metabolismo sano è adottare uno stile di vita attivo e una dieta equilibrata, con un’adeguata presenza di carboidrati complessi e ricchi di fibre, come cereali integrali, legumi e verdure, e un corretto apporto di proteine e grassi sani, che rallentano l’assorbimento degli zuccheri nel sangue. Un’alimentazione varia e bilanciata, evitando eccessi di zuccheri raffinati e cibi ultraprocessati, permette di ridurre i rischi metabolici senza inutili restrizioni. E se ogni tanto ci concediamo una fetta di torta? Nessun problema. I picchi glicemici occasionali non sono una minaccia per la salute.

Guardia di Finanza sempre più all'avanguardia: nuovo defibrillatore a bordo dell'Alfa Tonale
Un nuovo defibrillatore all’avanguardia è a disposizione dei militari della Guardia di Finanza di Macerata e potrà essere utilizzato per soccorrere le persone colpite da arresto cardiaco. Questa mattina il Presidente Provinciale dell'Andi Associazione Nazionale Dentisti Italiani – Sezione Macerata, Michele D’Angelo, ha fatto visita al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Macerata e ha consegnato al Comandante Provinciale, Colonello Ferdinando Mazzacuva, un dispositivo salvavita Dae semi-automatico. Si evidenzia che il modello donato garantisce una straordinaria prontezza operativa perché gestisce tutte le operazioni autonomamente, informando il soccorritore delle attività che il dispositivo esegue e perché l’azionamento delle scariche avviene in modo semi-automatico con l’intervento dell’operatore, previo avviso verbale da parte del sistema. Alla consegna era presente anche il Tenente Colonnello Giuseppe Perrone, Comandante del Gruppo di Macerata, in quanto il defibrillatore in questione andrà ad incrementare la dotazione della nuova autovettura Alfa Romeo Tonale Benzina Hybrid, da poco assegnata a quel Reparto, per essere prevalentemente impiegata nell’ambito delle operazioni di controllo economico del territorio, 117 e, più in generale, di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. La Tonale della Guardia di Finanza è caratterizzata da elevati livelli prestazionali in quanto dispone di un propulsore termico da 1500 cc che, unitamente ad un motore elettrico, è in grado di erogare 160 cv. La vettura, il cui cambio automatico è a doppia frizione a sette rapporti, è dotata dei più moderni e funzionali equipaggiamenti di polizia come, ad esempio, un microfono “parla/ascolta” che permette di effettuare comunicazioni di messaggi all’esterno. Nella parte posteriore dell’abitacolo è ricavata una monocellula in policarbonato nella quale può trovare posto la persona fermata/arrestata da trasportare, sorvegliata in sicurezza dai militari operanti attraverso il divisorio trasparente che la separa dalla zona anteriore. I finanzieri di Macerata, grazie al design moderno e funzionale e alle avanzate dotazioni della nuova autovettura operativa, avranno la possibilità di operare il controllo economico del territorio con maggiore efficacia e nella massima sicurezza, e ora, con il defibrillatore donato dall’Associazione Dentisti, di prestare anche assistenza e tempestivo soccorso agli utenti della strada. Al termine della visita, il Colonnello Ferdinando Mazzacuva ha ringraziato il Dott. Michele D’Angelo per il prezioso dono consegnato, in quanto la disponibilità di questi strumenti salvavita e il loro pronto utilizzo nei primi minuti del soccorso risultano essere fondamentali per la sopravvivenza di una persona vittima di arresto cardiaco.

Primavera della prevenzione in provincia di Macerata: tutti gli screening gratuiti previsti
Marzo è il mese dedicato alla prevenzione oncologica e l'azienda sanitaria territoriale di Macerata, in occasione anche della giornata internazionale della donna che ricorre il giorno 8 marzo, promuove un’importante campagna di screening gratuiti. In linea con la programmazione della regione Marche che, da anni, ha attivato tre percorsi specifici di screening per il tumore della mammella, della cervice uterina e del colon retto, l'azienda sanitaria maceratese spedisce periodicamente gli inviti alla popolazione per le campagne di prevenzione, chi non li avesse ricevuti può contattare il numero verde 800/178008. Per la diagnosi precoce del tumore della mammella, l'invito è rivolto alle donne di età compresa tra i 45 - 74 anni, per quella della cervice uterina alle donne tra 25-64 anni, mentre per il tumore del colon retto la diagnosi precoce dal 2025 riguarderà uomini e donne di età compresa tra i 50 e i 74 anni, come previsto dalla delibera di Giunta Regionale numero 4 del 13 gennaio 2025 che ha esteso la fascia target dello screening del colon retto dai 70 ai 74 anni. "Invito ogni cittadino ad aderire ai programmi di screening oncologici gratuiti organizzati dalla nostra azienda e dal sistema sanitario regionale - afferma il direttore generale dell’azienda sanitaria territoriale di Macerata, Alessandro Marini - perché la diagnosi precoce in questi casi permette di affrontare la malattia allo stadio iniziale, garantendo maggiori probabilità di guarigione per il paziente". "Sono sempre di più i cittadini residenti nella regione Marche che hanno dimostrato di volersi prendere cura della propria salute partecipando ai percorsi di screening oncologici, - evidenzia la responsabile degli screening dell’azienda sanitaria territoriale Lucia Marinelli - infatti, da un confronto tra i dati del 2023 e quelli del 2024 si registra un incremento delle adesioni. Questo testimonia una sempre maggiore consapevolezza della popolazione nei confronti di patologie gravi e diffuse". L'azienda sanitaria territoriale di Macerata rinnova l’impegno nella campagna di prevenzione delle tre tipologie di tumori nei confronti di tutti gli aventi diritto, per il tramite della segreteria organizzativa degli screening oncologici a cui i cittadini possono rivolgersi, sia attraverso i numeri verdi gratuiti che le mail dedicate. "I programmi gratuiti di screening oncologici attraverso la diagnosi precoce consentono di aumentare le possibilità di guarigione e di sopravvivenza e di accedere a cure meno invasive", sottolinea il vicepresidente della Giunta e assessore alla sanità della regione Marche, Filippo Saltamartini. "Come Regione abbiamo intensificato le campagne di promozione della cultura della prevenzione, una strategia che si sta rivelando efficace nel diffondere una maggiore consapevolezza nella popolazione, come dimostrano i dati di adesione agli screening in crescita. Voglio ringraziare tutto il personale sanitario impegnato nei programmi di screening, perché grazie alle loro grandi competenze ci consentono di raggiungere risultati importanti e di migliorare la qualità di vita dei pazienti", conclude Saltamartini.