Sanità

Ospedale Civitanova, la lettera di un paziente: "Esempio di efficienza, ma..."

Ospedale Civitanova, la lettera di un paziente: "Esempio di efficienza, ma..."

Una lunga lettera inviata da un nostro lettore alla redazione di Picchio News con oggetto l'ospedale di Civitanova Marche. Paolo Piccinelli, generale dei carabinieri in pensione, è stato vittima di un brutto infortunio domestico alcune settimane fa. Un infortunio che gli è costato ricovero e intervento presso il reparto di Ortopedia dell'ospedale locale. Una fotografia chiara tra pro e contro della sanità pubblica.  Di seguito la lettera inviata: "Uno dei sensori del livello di civiltà e dello stato di benessere di un’area è sicuramente l’efficienza del sistema sanitario. Il sistema sanitario nazionale non esiste da sempre, ma è anzi una conquista relativamente recente. È stato infatti istituito nel 1978. Alla sua base, fin dalla sua nascita, il sistema sanitario nazionale italiano ha tre princìpi fondamentali: l’universalità (ossia l’estensione delle prestazioni sanitarie a tutta la popolazione), l’uguaglianza (l’accesso alle cure senza nessuna discriminazione) e l’equità (la parità di accesso in relazione a uguali bisogni di salute). Recentemente ho dovuto verificare sulla mia pelle lo “stato di salute” dell’Ospedale di Civitanova Marche. Laceratomi completamente il legamento del quadricipite femorale, proprio quello di Ronaldo il fenomeno (tra le tante differenze, lui giocando a calcio, io scivolando uscendo di casa….), sono dovuto ricorrere alle cure del personale del Reparto di Ortopedia. C’è stato qualche (rarissimo) scetticismo sul perché mi affidassi alla sanità pubblica e non a qualche centro specializzato o a qualche luminare nello specifico settore: ho sempre confidato nell’eccellenza della sanità pubblica (è il mio 5° intervento), la stessa che, in più circostanze, ha salvato mia madre e mio padre da una morte prematura. Paradossalmente, più piccola la struttura, più accurato il livello di tutto il personale medico, infermieristico, amministrativo, persino il vitto era migliore! Tornando al Reparto diretto dal Dott. Maurizio Belletti, devo dire che la mia fiducia nel sistema sanitario nazionale è stata ben riposta. Ho condiviso la stanza, per poco più di tre giorni, con Otello, anch’egli con ginocchio da “sistemare”, ed insieme abbiamo potuto constatare e commentare l’elevata efficienza di tutto il reparto: medici (e primario) molto presenti in corsia (quando non impegnati in sala operatoria), infermieri costantemente disponibili e di una pazienza lodabile, tutto il personale impegnato sempre cordiale. Ma oltre al lato umano, l’efficienza e l’efficacia la danno anche il materiale che si ha a disposizione. E qui forse qualcuno che gestisce la parte del PIL destinata alla sanità dovrebbe essere più oculato. A partire dai letti di ricovero, che hanno l’unica opzione di regolamento dello schienale tramite una manovella (e chi si opera o è in genere ricoverato tribola molto nel trovare la giusta posizione di decubito). Ma soprattutto l’aspetto che a parere di scrive stupisce è la gestione del paziente che è fatta ancora in modalità cartacea.  Vi sono strutture ospedaliere che hanno adottato efficaci sistemi operativi che consentono la gestione informatizzata del paziente e della relativa cura, con notevoli vantaggi in termini di correttezza della terapia (l’infermiere, tramite un codice univoco assegnato ad ogni paziente sa costantemente, tramite un palmare, la storia medica e che tipo di farmaci deve essere somministrato, senza possibilità di errore, a seguito delle informazioni inserite dal medico nel sistema) e di risparmio sul costo dei farmaci (vengono forniti i farmaci necessari per ogni paziente, oltre ad una piccola scorta di quelli indispensabili, senza necessità di effettuare costose scorte degli stessi nei magazzini degli ospedali, che comportano il mancato utilizzo a seguito della scadenza o per altri motivi meno nobili). Questa gestione informatizzata è stata di recente, oggetto di uno specifico studio accademico del Politecnico di Torino, dal titolo “La logistica farmaceutica in tempi di spending review”, nel quale, dopo esser stato analizzato tale modello e la sua concreta attuazione, viene sottolineato, nelle sue conclusioni, che: “per quanto concerne la valutazione economica complessiva si rileva che l’A.O. ha avuto un risparmio complessivo, che corrisponde al 28 % circa”.  Ed essendo la spesa sanitaria probabilmente una delle più onerose del Paese Italia (per il triennio 2019-2021 erano stati stanziati per il fabbisogno sanitario nazionale una media di oltre 116.000 milioni di euro annui, poi incrementati a seguito dell’emergenza COVID), si comprende l’entità dei soldi che potrebbero essere risparmiati e reinvestiti in altri settori sanitari. Comunque, il mio intervento, e anche quello di Otello, è perfettamente riuscito. Ora ci aspetta un lungo periodo di riabilitazione!"              

21/06/2022 11:25
A Roma un convegno sul futuro della sanità: medici maceratesi in prima linea

A Roma un convegno sul futuro della sanità: medici maceratesi in prima linea

Circa 200 medici si confronteranno a Roma al Meeting Saqure 2022, organizzato dal Sindacato dei Medici Anestesisti Rianimatori e dell’Emergenza-Urgenza che si svolgerà a "Roma Eventi – Fontana di Trevi" il 21 e il 22 giugno. Parteciperanno cattedratici di varie università italiane e primari di importanti strutture sanitarie nazionali. Significativa la presenza di medici marchigiani e in particolare maceratesi, a cominciare dal responsabile Scientifico del Congresso, Emanuele Iacobone, responsabile della Rianimazione dell’Ospedale Civile di Macerata, istruttore al centro 'Simulearn' di Bologna, in prima linea al Covid Hospital di Civitanova Marche nel 2021. “La pandemia da Sars Cov 2 - afferma Emanuele Iacobone - ha sconvolto la vita delle persone, imponendo profondi cambiamenti al mondo sanitario. Ricorderemo sempre un prima e un dopo non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche nell’organizzazione e nella gestione ospedaliera, non solo durante l’impatto pandemico, ma anche e soprattutto in prospettiva post-pandemica. È il motivo per cui la terza edizione di Saqure mai come questa volta, è fortemente proiettata nel futuro". Nell’ottica di una condivisione multidisciplinare delle problematiche che verranno prese in esame tra i medici marchigiani sono stati invitati come relatori il ginecologo Stefano Cecchi, che illustrerà nell’ambito del governo clinico e Risk Management lo stato dell’arte sulla pianificazione dei punti nascita, il chirurgo Massimo Sartelli, presidente e fondatore della “Global Alliance for Infections in Surgery”. Inoltre, il responsabile del blocco operatorio di Macerata, l’anestesista Daniele Elisei, anche lui istruttore al centro Simulearn di Bologna, evidenzierà gli aspetti organizzativi e di management del percorso chirurgico del paziente, mettendo in risalto anche esperienze locali. Tra gli altri relatori marchigiani ci saranno il presidente del comitato etico regionale Paolo Pelaia, sotto i riflettori per i primi due casi di suicidio assistito in Italia, la dottoressa Cristina Scala dell’ospedale di Senigallia e i direttori di Anestesia e Rianimazione del Salesi e di Torrette, Alessandro Simonini e Abele Donati, insieme al presidente Regionale Aroi-Emac Marco Chiarello. Tema centrale del meeting è la sicurezza intesa come sicurezza degli operatori sanitari e dei pazienti e del rapporto medico-paziente. Non a caso, argomento di primo piano del meeting è la comunicazione, da considerarsi come risorsa di qualità e sicurezza. “Essere in grado di comunicare un evento avverso in Area Critica – sottolinea Iacobone –, così come parlare e condividere il fine vita con un familiare deve far parte del bagaglio professionale e umano di ogni medico, in particolare di un anestesista rianimatore". "Ed è per questo che nel corso della sessione verranno ascoltati anche i punti di vista dei familiari, con la testimonianza di un familiare e di un paziente che ha vissuto la terapia intensiva, mentre le tematiche più delicate della bioetica e le loro controversie giuridiche verranno affrontate da esperti del settore”. Trovare soluzioni condivise per temi così complessi costituisce un obiettivo molto ambizioso, ma l’importanza dei relatori rende conseguibile tale difficile risultato.  

20/06/2022 18:01
Sofia Raffaeli nella storia: è la prima ginnasta italiana a vincere 2 ori agli Europei

Sofia Raffaeli nella storia: è la prima ginnasta italiana a vincere 2 ori agli Europei

Storico doppio oro dell'azzurra Sofia Raffaeli agli Europei di ginnastica ritmica in corso a Tel Aviv. La diciottenne marchigiana si è laureata campionessa europea al cerchio e alle clavette, oltre a conquistare un argento alla palla. La ritmica azzurra nelle 37 edizioni passate della rassegna continentale non aveva mai raggiunto il podio individuale. L'atleta delle Fiamme Oro - già medaglia di bronzo al cerchio al mondiale di Kitakyushu - nella sua prima finale di specialità è salita sul primo gradino del podio con 36 punti netti davanti all'israeliana Daria Atamanov - vincitrice dell'All Around di ieri - argento con 34.900 punti e alla bulgara Boryana Kaleyn, bronzo con 33.900. Nella palla Raffaeli, reduce dall'amaro quarto posto nel concorso generale europeo, ha fatto segnare il suo personale con 34.250 e ha conquistato la medaglia d'argento. Davanti a lei la bulgara Boryana Kaleyn con 35.350 punti e dietro la tedesca Darja Varfolomeev con 33.750 punti. Settimo posto per l'altra azzurra in gara, Baldassarri. Le clavette hanno chiuso la presenza delle italiane sulla pedana dell'Expo. In questa finale la ginnasta di Chiaravalle, allenata da Julieta Cantaluppi alla Ginnastica Fabriano, ha messo insieme 34.550 punti validi per la prima posizione davanti alla padrona di casa Atamanov, argento con 34.250 punti e alla slovena Ekaterina Vedeneeva, bronzo con 32.550. "Un oro storico.Congratulazioni Sofia! #LaPrimaDonna". Lo scrive la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti in un tweet riferendosi alla medaglia conquistata da Sofia Raffaeli nella finale di Specialità al cerchio agli Europei di Ginnastica Ritmica    

19/06/2022 13:03
Covid Marche,  aumentano i ricoveri nelle ultime 24 ore

Covid Marche, aumentano i ricoveri nelle ultime 24 ore

Balzo dei  ricoveri legati al Covid nelle Marche, sono 74, +12 rispetto a ieri: 5 in terapia intensiva, 7 in semi intensiva, 62 in reparti non intensivi. L'occupazione dei posti letto da parte di malati covid nelle intensive è, però, invariata al 2,2%, nei non intensivi invece in  crescita al 7%. Questo ciò che emerge da i dati resi noti dalla Regione Marche I nuovi positivi rilevati nell'ultima giornata sono 800, con il tasso di incidenza cumulativo che sale al 315,56 (ieri 294,88) su 100mila abitanti. Nelle ultime 24 ore è stato segnalato un solo decesso legato al covid, che porta il totale a 3.924. Le persone in quarantena o isolamento domiciliare sono 6.835, di cui 129 con sintomi.

18/06/2022 19:12
Prevenzione malattie genetiche, il PD Marche presenta tre proposte di legge

Prevenzione malattie genetiche, il PD Marche presenta tre proposte di legge

Sono ben tre le proposte di legge depositate dal gruppo assembleare del Partito Democratico a prima firma della consigliera Manuela Bora volte a prevenire e contrastare lo sviluppo delle malattie genetiche nei bambini. A presentarle alla stampa sono stati questa mattina la stessa consigliera, il commissario regionale Alberto Losacco, Fabiano Amati, consigliere dem del Consiglio regionale della Puglia, promotore di analoghi provvedimenti nella sua regione, e i consiglieri Romano Carancini e Antonio Mastrovincenzo. La prima proposta di legge mira a rendere obbligatorio lo screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale (Sma) attraverso l’attivazione di un “progetto pilota”. Attualmente è disponibile una terapia che dà risultati eccellenti se iniziata il più precocemente possibile, ma per farlo è necessario diagnosticare la malattia genetica sin dalle prime ore di vita del bambino grazie a un test neonatale. La seconda proposta di legge si inserisce sulla scia della precedente e punta a estendere lo screening neonatale a tutte alle immunodeficienze congenite severe e alle malattie da accumulo lisosomiale che colpiscono il sistema immunitario e si manifestano con la tendenza a contrarre infezioni frequenti e particolarmente gravi. La terza e ultima proposta di legge, infine, intende istituire un Servizio di analisi genomica avanzata con sequenziamento della Regione codificante individuale come previsto dal Piano per l'innovazione del sistema sanitario basato sulle scienze omiche in totale esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria. L’obiettivo è un Centro dedicato, capace di erogare un numero di analisi esomiche all’anno più consistente rispetto a quelle erogate attualmente.  “Il Pd - ha affermato il Commissario regionale Losacco - ribadisce ancora una volta il suo impegno per la salute e lo fa con tre proposte di grande valore. Tutti conosciamo la straordinaria importanza dei percorsi di accompagnamento e di prevenzione durante la nascita di un figlio. Le tre proposte consolidano questo quadro e puntano a migliorare la qualità complessiva dell’offerta sanitaria regionale. Spero quindi che trovino riscontro in Consiglio e Giunta Regionale, perché su certi temi non deve mancare l’impegno di tutti.” “L’approvazione di queste proposte di legge – ha aggiunto Bora – può significare salvare vite umane, di neonati che rischiano di andare incontro a una esistenza breve e soffocata da indicibili sofferenze. Rappresenta anche un atto di civiltà nei confronti dei soggetti economicamente più fragili, quelli che non possono autonomamente permettersi di accedere ad indagini diagnostiche più approfondite e molto costose in quanto, ad oggi, non garantite dal sistema sanitario nazionale e quindi ancora a completo carico del cittadino”.  “La storia naturale delle malattie gravi e rare può essere cambiata solo attraverso la diagnosi precoce e il relativo utilizzo delle terapie più innovative”, ha dichiarato il consigliere Amati. “Per raggiungere questo obiettivo c’è solo il potenziamento della genetica, disciplina ancora allo stato di Cenerentola. Purtroppo. E allora non ci resta che attivare una gara di virtù tra le regioni italiane, introducendo percorsi di legislazione d’avanguardia”. “Siamo reduci da un tempo straordinario, quello pandemico – ha aggiunto Carancini - che se da una parte ha messo in luce le carenze del sistema sanitario nazionale, d’altro canto ha confermato l'intoccabile valore di un impianto pubblico, che, se ben organizzato e ben alimentato, rappresenta una delle forme più alte di democrazia e parità di un Paese. E’ doveroso da parte della politica e dei governi unire alla rivoluzione sanitaria disegnata dal Pnrr anche un approccio più tempestivo, innovativo e capillare della prevenzione alle malattie genetiche nei bambini e della conseguente necessaria cura”. “In questi primi due anni di legislatura – ha concluso Mastrovincenzo – quasi mai la maggioranza ha accolto le proposte che il Pd, con lealtà e spirito di collaborazione, ha portato in Assemblea. Qui stiamo parlando di leggi che riguardano la salute pubblica, in particolare dei bambini; spero quindi che le tre Pdl possano diventare patrimonio di tutto il consiglio regionale e trovino unanime consenso”

17/06/2022 17:44
Potenza Picena, donati mille tamponi al Comune. "Saranno utilizzati per lo screening Covid"

Potenza Picena, donati mille tamponi al Comune. "Saranno utilizzati per lo screening Covid"

Nei giorni scorsi, nella sala giunta del Palazzo Comunale, l’azienda Ausilia, che si occupa di produzione e distribuzione di presidi medici, sanitari e DPI, ha donato all’amministrazione comunale mille tamponi tra test salivari e per il controllo degli anticorpi da Covid 19. La consegna è avvenuta alla presenza del sindaco di Potenza Picena, Noemi Tartabini, dell’assessore al Bilancio, Marco Mazzoni, di Aldo Faraldo, fondatore dell’azienda e di Enrico Faraldo.  Nel corso dell’incontro, il sindaco ha ringraziato i referenti di Ausilia sottolineando “l’importanza di una tale donazione, che verrà impiegata a supporto dello screening nelle strutture di competenza e sull’intero territorio comunale”. Un’iniziativa, quella dell’azienda con sede a Serrungarina (PU), pensata proprio per supportare la pubblica amministrazione “nel delicato e gravoso processo di gestione della diffusione del Covid"– hanno commentato Aldo ed Enrico Faraldo, confermando la completa disponibilità della realtà da loro rappresentata rispetto ad iniziative di prevenzione a tutela della salute della cittadinanza potentina.

17/06/2022 11:30
Addio a 'Mario', fu il primo caso di Suicidio Assistito in Italia. "Lo Stato non l'ha aiutato"

Addio a 'Mario', fu il primo caso di Suicidio Assistito in Italia. "Lo Stato non l'ha aiutato"

È morto questa mattina Federico Carboni, alias ‘Mario’ (nome di fantasia con il quale volle farsi conoscere dall’opinione pubblica, per motivi di privacy), 44enne di Senigallia (AN), tetraplegico da 12 anni – in seguito ad un incidente stradale – e che aveva nei mesi scorsi richiesto e ottenuto, attraverso il sostegno dell’Associazione Luca Coscioni, il via libera a procedere con il trattamento per il fine vita. Ma nonostante il riconoscimento a fine novembre 2021 da parte del comitato etico dell'Asl delle Marche (Asur) - in merito ai requisiti necessari all’eutanasia legale – lo Stato italiano ha scelto di non coprire il costo della procedura, indipendentemente dal valore della sentenza Cappato / Dj Fabo già approvata dalla Corte Costituzionale. "Lo Stato non ha erogato il farmaco, né fornito la strumentazione idonea e il medico", aveva sottolineato nei giorni scorsi l’Ass. Coscioni, che si è trovata costretta a una raccolta fondi per aiutare Federico. "Per poter finalmente scegliere sulla propria vita, 'Mario' ha dovuto sostenere una spesa di circa 5mila euro in apparecchiature e farmaci: in particolare, uno strumento infusionale del valore di 4.147,50 euro" (leggi qui). Dopo il ‘no’ della Consulta lo scorso febbraio e gli sviluppi del caso Fabio Ridolfi (scomparso il 13 giugno scorso, senza ricevere anche lui assistenza dallo Stato, leggi qui), il tema dell’Eutanasia Legale torna nuovamente al centro del dibattito sociopolitico, oltre che del contesto più ampio riferito ai diritti civili per i quali molti sostenitori continuano a battersi. “Non nego che mi dispiace congedarmi dalla vita – l’ultimo messaggio di Federico ‘Mario’ - sarei falso e bugiardo se dicessi il contrario perché la vita è fantastica e ne abbiamo una sola. Ma purtroppo è andata così. Ho fatto tutto il possibile per riuscire a vivere il meglio possibile e cercare di recuperare il massimo dalla mia disabilità, ma ormai sono allo stremo sia mentale sia fisico. Non ho un minimo di autonomia della vita quotidiana, sono in balìa degli eventi, dipendo dagli altri su tutto, sono come una barca alla deriva nell'oceano". "Sono consapevole delle mie condizioni fisiche e delle prospettive future - ha concluso - quindi sono totalmente sereno e tranquillo di quanto farò. Con l'Associazione Luca Coscioni ci siamo difesi attaccando e abbiamo attaccato difendendoci, abbiamo fatto giurisprudenza e un pezzetto di storia nel nostro paese e sono orgoglioso e onorato di essere stato al vostro fianco. Ora finalmente sono libero di volare dove voglio”.  

16/06/2022 12:52
Laboratorio analisi Tolentino, lo sfogo di un cittadino: "Procedura inadeguata per la prestazione del servizio"

Laboratorio analisi Tolentino, lo sfogo di un cittadino: "Procedura inadeguata per la prestazione del servizio"

"Non voglio innescare alcuna polemica, ma raccontare la mia esperienza in modo che si possa prendere coscienza dello stato di attenzione nei confronti dei cittadini che pagano le tasse per garantirsi servizi efficienti". A scriverlo, in una lettera inviata alla nostra redazione, è il tolentinate Massimo Marcheggiani, che ha voluto rendere pubblica la lunga e infruttuosa trafila affrontata per avvalersi dei servizi del laboratorio analisi di Tolentino. "Circa una settimana fa ho telefonato all'ex ospedale di Tolentino per prenotare analisi prescrittemi dal mio medico di medicina generale - racconta Massimo -. Sono stato informato che la prenotazione può essere effettuata solo presentandosi di persona allo sportello per il pubblico presso la struttura stessa. Così il giorno dopo mi reco presso lo sportello e ottengo la prenotazione". "Mi viene consegnata a mano: 14 giugno, ore 7.39, numero di chiamata BC300", spiega il cittadino.  Ieri, quindi, Massimo si reca presso il laboratorio: "Scopro che il numero di prenotazione, BC300, non serve a nulla. C'é un distributore di 'numeretti' e questi fanno 'fede'. Prendo con pazienza il mio (79), mentre stanno servendo il 60. Allo sportello di accettazione c'è un solo operatore che non riesce a smaltire efficacemente la fila, tanto che gli operatori addetti ai prelievi vengono continuamente nella sala accettazione a 'prelevare' clienti in fila che hanno l'esenzione dal ticket".  "Noto inoltre che molti miei concittadini non hanno nemmeno la prenotazione di chiamata col numero BC300 - aggiunge Massimo -. Alle 8.30 arriva finalmente il mio turno: sfortunatamente il mio medico di medicina generale ha sbagliato un codice sulla ricetta". "Dopo brevi consultazioni fra accettazione e laboratorio vengo invitato a richiedere al medico la prescrizione esatta, a ripetere la prenotazione di persona e a ripresentarmi. Sono quindi andato finalmente al lavoro, e mi sono ri-prenotato presso una struttura privata convenzionata" conclude amareggiato il cittadino tolentinate.  

15/06/2022 20:17
Green pass fino al 2023 e mascherine per tutta l'estate. Ecco le nuove regole

Green pass fino al 2023 e mascherine per tutta l'estate. Ecco le nuove regole

Con l’estate alle porte e il timore di una nuova ricaduta sul fronte dei contagi da Covid 19, Italia e Ue hanno deciso di correre ai ripari con un nuovo aggiornamento delle restrizioni sanitarie: in particolare, per quel che riguarda l’uso della mascherina e il possesso del green pass. Mezzi di trasporto, ospedali e Rsa: sono questi i luoghi dove il presidio medico di protezione sarà ancora obbligatorio fino al 30 settembre, in attesa della norma ufficiale che entro le prossime ore verrà pronunciata direttamente dal Consiglio dei Ministri - in aggiornamento dell’art 11 della legge 18/02/2022 riferita alla «Proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19». Allo stesso tempo, non sarà più necessario indossare la mascherina presso cinema, teatri, eventi musicali e sportivi al chiuso già a partire da domani 16 giugno (in concomitanza con la scadenza dell’ordinanza del Ministero della Salute dello scorso aprile). L’obbligo, tuttavia, rimane ancora oggetto di dibattito per quel che concerne gli esami di Stato di quest’anno. Al momento – sia per la terza media che per il quinto liceo – la possibilità rimane a discrezione del sistema scolastico: sarà una circolare esplicativa, infatti, a fornire alle varie strutture tutte le raccomandazioni del caso. I vari istituti dovranno ad ogni modo aspettare il via libera definitivo prima di sospendere l'uso delle mascherine, sebbene in alcuni siano già partiti gli esami di terza media. Un orientamento, quello ipotizzato in modo specifico per i mezzi di trasporto (aerei, treni, autobus, metropolitane ecc), confermato nei giorni scorsi dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa, e in linea con le decisioni prese dalla stessa Commissione Europea. E proprio quest’ultima ha raggiunto nelle ultime ore l’accordo con il Parlamento Europeo e il Consiglio sulla proroga dell’utilizzo del green pass. Dall’originaria scadenza prevista per la fine del mese, si passerà direttamente al 30 giugno 2023: si potrà continuare ad utilizzare il proprio certificato verde per viaggiare all’interno dell’Ue (ladove richiesto), sebbene alcuni paesi come la Francia abbiamo del tutto revocato le restrizioni anti-Covid e, più in generale, non sussista l’obbligo di fornire all’ingresso di un altro Stato prove di vaccinazione, guarigione, o risultati negativi dei test. Nel frattempo, a dispetto del generale calo dei contagi, gli esperti raccomandano prudenza in virtù delle potenzialmente pericolose sottovarianti Omicron BA.4 e BA.5 già presenti in Europa. "Queste mutazioni – spiega il Centro europeo per il controllo delle malattie Ecdc - diventeranno dominanti in tutta l’Ue probabilmente con conseguente aumento dei casi di Covid nelle prossime settimane. Ma non ci sono prove che siano associate a una maggiore gravità dell’infezione". "Tuttavia - aggiunge l’Ecdc - come nelle ondate precedenti, un aumento complessivo dei casi può comportare un aumento di ricoveri ordinari, di quelli in terapia intensiva e di decessi".    

15/06/2022 13:31
Covid Marche, 489 positivi e zero decessi. Continua a calare l'incidenza

Covid Marche, 489 positivi e zero decessi. Continua a calare l'incidenza

Sono 489 i nuovi positivi al Covid rilevati nell'ultima giornata nelle Marche, con l'incidenza in calo a 219,68 su 100mila abitanti (ieri 223,60). Secondo i dati resi noti dalla Regione sono in calo anche i ricoverati che scendono a 54 (-2 su ieri): 3 in terapia intensiva, 5 in semi intensiva, 46 in reparti non intensivi.  L'occupazione delle terapie intensive da parte di pazienti Covid è invariato a 1,3%, in diminuzione a 5,2% per i non intensivi. Ci sono poi 4 persone in osservazione nei pronto soccorso e 17 ospiti di strutture territoriali (post critiche) a Galantara (PE) e Ripatransone (AP). Nessun decesso nelle ultime 24ore: il totale delle vittime resta fermo a 3.919. Le persone in quarantena o isolamento domiciliare sono 10.580, di cui 280 con sintomi.

11/06/2022 19:34
“Mia madre con un ictus lasciata senza posto letto per tre giorni”. Il caso di Barbara (FOTO)

“Mia madre con un ictus lasciata senza posto letto per tre giorni”. Il caso di Barbara (FOTO)

Il dramma del covid ha messo a dura prova il sistema sanitario nazionale, facendo emergere in maniera ancor più evidente le varie criticità figlie dei tagli operati con l’ultima 'spending review' (una cifra che si aggira intorno ai 40 mld di euro in 10 anni). Le ripercussioni sul piano locale sono state inevitabili, come testimoniato anche dalla regione delle Marche, dove ospedali e pronto soccorso hanno più volte sfiorato negli ultimi due anni il collasso totale. Carenza di personale, dei posti letto, insufficienza delle strutture: si tratta delle maggiori problematiche cui ancora oggi – nonostante la discesa dei contagi e dei ricoveri da coronavirus – si ritrovano a dover fare i conti soprattutto i cittadini. Insieme a quelli rimasti nel frattempo in lista d’attesa – per terapie di vario genere o interventi chirurgici urgenti – si aggiungono, inevitabilmente, i casi emergenziali più estemporanei, spesso “parcheggiati” per l’indisponibilità dei nosocomi. È il caso della mamma di Barbara Piergentili, di 75 anni e originaria di Apiro, vittima dell’ennesimo caso di malasanità all’interno della Provincia di Macerata: colta da malore nella mattinata del 2 giugno scorso, è iniziata così la sua disavventura che ha richiesto l’intervento diretto persino dell’assessore Filippo Saltamartini. “Eravamo dalle parti di Serrapetrona – racconta Barbara – quando mia madre si è sentita male. Siamo corsi all’Ospedale di San Severino e lì i medici hanno confermato con una TAC che si trattava di ictus ischemico. Purtroppo non avevano il farmaco che solitamente viene subito somministrato in quei casi per evitare peggioramenti, e solo dopo 5 ore di attesa ci è stato disposto il trasferimento d’urgenza al Pronto Soccorso di Macerata”. Da qui in poi la situazione assume contorni ancor più surreali: la donna anziana viene ricevuta nella struttura, sottoposta alle prime cure farmacologiche e, infine, “parcheggiata” nei corridoi dell’ospedale senza più un’assistenza costante. “I medici ci hanno detto che non c’erano posti letto liberi in tutta la provincia – prosegue Barbara - e quindi siamo rimasti per 3 giorni senza ricevere più indicazioni precise nemmeno dal neurologo: non sapevo come dar da mangiare a mia madre, che tipo di terapie dovesse seguire. Dovevo persino misurarle da sola la pressione per tenerla sotto controllo, quando non ero costretta ad aspettare nella sala d’attesa (in pessime condizioni) o direttamente fuori all’entrata col rischio di finire sotto qualche autoambulanza che arriva di corsa”. Un vero e proprio “girone infernale” come lo ha definito la donna, cui è capitato nell’arco dello stesso weekend di assistere ad ulteriori episodi incresciosi: pazienti senza posti letto anche per 5 giorni, indisponenza del personale infermieristico, carabinieri allertati per una diciotenne “infuriata” del fatto che non fosse seguito e curato a dovere il fratello afflitto da forti dolori. Indecisa sul trasferimento ulteriore della madre al Torrette di Ancona, Barbara ha scelto nella giornata di sabato 4 giugno di alzare la voce: telefonando direttamente l’assessore alla Sanità regionale Filippo Saltamartini. “Ho chiamato l’assessore intorno alle 19.30", spiega. "Era molto risentito per l’accaduto e nell’arco di pochi minuti si è messo in contatto con l’ospedale disponendo 'come d'incanto' che mia madre fosse ricoverata al reparto di neurologia, dove tuttora si trova in cura. Nonostante le tempistiche, la vicenda si è conclusa nel migliore dei modi. Ma nessun cittadino dovrebbe vivere una simile vicenda: per risolvere certi problemi occorre farsi sentire in prima persona, altrimenti non cambierà nulla”.  

07/06/2022 20:00
"Da 4 mesi senza stipendio, situazione surreale": la denuncia dei lavoratori della casa di riposo

"Da 4 mesi senza stipendio, situazione surreale": la denuncia dei lavoratori della casa di riposo

"Abbiamo la necessità di rompere l'assordante silenzio in merito alla surreale situazione degli ultimi anni. Non vogliamo entrare in polemiche sterili viste le imminenti elezioni, ma la politica avrebbe dovuto chiarire e accompagnare circa 20 persone senza stipendio da aprile". A dichiararlo, in una lettera, sono i lavoratori della casa di riposo “Casa Amica" di Camerino. A firmare la nota sono Giuseppina Poddighe, Antonella Pelosi, Dorina Stroe, Fernando Libretti, Silvia Murseli, Viorica Dumitru, Antonio Bendia, Maura Gentilucci, Adele Mariani, Klotilda Brahimi, Regjin Bari, Inva Muco, Giusy Andreassi, Marica Boldrini e Nancy Bianconi.  "Già dal febbraio 2020, la cooperativa Eurotrend che gestisce il servizio per conto del Comune di Camerino, ci ha dato avvisaglie di cedimento economico, congelando le ferie dell'anno 2020 e chiedendoci il sacrificio di trattenute in busta paga" raccontano i lavoratori.  "Non si capisce come mai la vecchia gestione, dal 2018, non abbia indetto una nuova gara d'appalto per revocare il mandato alla Eurotrend, 'regalandole' anzi una proroga a tempo indeterminato", aggiungono i dipendenti che precisano: "Ad oggi non è ancora stata avviata alcuna gara d'appalto".  "Con giugno e con la tredicesima pagata solo per metà, siamo a 4 mensilità non ancora ricevute e nessuno ci offre rassicurazioni in merito. Non solo in merito alle nostre mensilità, ma anche al nostro destino" aggiungono i lavoratori, che nonostante ciò stanno svolgendo il loro compito "con dignità e abnegazione, assicurando il servizio agli ospiti della struttura". "Ma fino a quando potremo farlo?" si chiedono preoccupati e proseguono: "Dietro ogni persona ci sono famiglie, problemi e incombenze che non possono attendere e, soprattutto, c'è la dignità e la professionalità che va pagata, e riconosciuta".  "Se responsabilità ci sono a questa scellerata gestione della casa di riposo che emergano e che, soprattutto, ci venga riconosciuto a breve quanto da noi dovuto e lavorato, che la silente politica camerte si faccia carico di una insostenibile situazione" concludono i lavoratori.     

07/06/2022 17:30
Civitanova, la prevenzione scende in piazza: l'esame delle carotidi è senza prenotazione

Civitanova, la prevenzione scende in piazza: l'esame delle carotidi è senza prenotazione

Parola d’ordine: prevenzione. Sarà dedicata all'Aterosclerosi la giornata dell’11 giugno nelle Marche. A Fano, Fabriano, Civitanova Marche, Fermo e Ascoli Piceno si svolgerà "Carotidi in Piazza": a partire dalle ore 9 sarà possibile effettuare uno screening con EcoColor-Doppler delle carotidi grazie all’organizzazione di Asur e Marche Nord.  L’aterosclerosi è ancora la prima causa di malattia e mortalità del mondo occidentale; il riconoscimento precoce e la cura tempestiva possono permettere di prevenire malattie gravi come l’ictus e l’infarto. E’ caratterizzata da alterazioni della parete delle arterie, che perdono elasticità per molteplici cause tra cui l'accumulo di calcio, colesterolo, cellule infiammatorie. Lo screening, veloce e non invasivo che si effettua con una sonda ai due lati del collo in posizione supina, sarà condotto senza necessità di prenotazione da personale medico e infermieristico di Medicina Interna degli ospedali di Fano, Senigallia, Fabriano, Civitanova, Macerata, Fermo, Ascoli e San Benedetto. Al termine della valutazione verrà rilasciato il risultato degli accertamenti: qualora fosse necessario, verrà consigliato un ulteriore approfondimento presso la Medicina Interna dell’ospedale di riferimento. “Le Marche sono sempre in prima linea per la prevenzione - ha affermato l’Assessore alla Sanità Filippo Saltamartini - gli screening nelle piazze sono il modo migliore per raggiungere il numero maggiore di persone possibile. Per quasi due anni la pandemia ci ha imposto di rallentare, ma è nostra intenzione ricominciare a pieno ritmo. L’aterosclerosi resta asintomatica spesso per decenni, e quando si manifesta è troppo tardi: gli effetti sono gravissimi. Ringrazio quindi il personale di Asur e Marche Nord che scenderà in piazza l’11 giugno”.  La dottoressa Nadia Storti, direttore generale di Asur Marche, ha sottolineato: “E’ un esame semplice e indolore che permette di valutare lo stato di salute dei vasi del collo per ricercare malformazioni o ostruzioni che provocano ridotto flusso di sangue al cervello. L’ostruzione delle carotidi può causare vertigini, difficoltà alla visione fino ad arrivare all’ictus. La prevenzione è quindi molto importante soprattutto nei soggetti di età superiore ai 50 anni e in particolare con malattie quali diabete, pressione alta, colesterolo e abitudine al fumo". "Ringrazio tutto il personale della Medicina Interna che ha creduto fortemente in questo progetto – ha dichiarato il direttore generale di Marche Nord Maria Capalbo – per l’impegno, la competenza e la professionalità con cui si distinguono in iniziative di questa portata. Confidiamo in una grande partecipazione da parte di tutta la cittadinanza ed auspichiamo future iniziative e collaborazioni".   Di seguito, nel dettaglio, luoghi e orari degli screening:   

07/06/2022 13:35
Suicidio assistito, Fabio chiede di morire con sedazione profonda: "Lo Stato mi ignora"

Suicidio assistito, Fabio chiede di morire con sedazione profonda: "Lo Stato mi ignora"

Fabio Ridolfi, 46enne di Fermignano (Pesaro), immobilizzato da 18 anni a letto a causa di una tetraparesi, "ha scelto di porre fine alle sue sofferenze tramite la sedazione profonda e continua". Lo ha comunicato lui stesso, fa sapere l'associazione Luca Coscioni, tramite il puntatore oculare, in un video in cui spiega: "Da due mesi la mia sofferenza è stata riconosciuta come insopportabile. Ho tutte le condizioni per essere aiutato a morire. Ma lo Stato mi ignora. A questo punto scelgo la sedazione profonda e continua anche se prolunga lo strazio per chi mi vuole bene". La decisione, spiega l'associazione Coscioni, "arriva a seguito della mancata risposta da parte del Servizio Sanitario Regionale delle Marche che, dopo aver comunicato con 40 giorni di ritardo il parere del Comitato Etico con il via libera per l'aiuto medico alla morte volontaria, non ha mai indicato il parere sul farmaco e sulle relative modalità di somministrazione". Per questo motivo Fabio il 27 maggio aveva anche diffidato formalmente l'Asur Marche a effettuare in tempi brevi le verifiche sul farmaco. Una diffida cui, però, ricorda l'Associazione, "l'Asur ad oggi non ha mai risposto; decorsi i termini, i legali di Fabio avrebbero potuto legittimamente procedere con un'azione penale nei confronti dei responsabili dell'inadempimento per omissione di atti d'ufficio". "Fabio aveva un diritto, - dichiarano l'avvocato Filomena Gallo, segretario nazionale associazione Luca Coscioni e coordinatrice del collegio difensivo di Fabio Ridolfi, e Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione -, quello di poter scegliere l'aiuto medico alla morte volontaria, legalmente esercitabile sulla base della sentenza 242 della Corte Costituzionale (Cappato\Dj Fabio). Un diritto che gli è stato negato a causa dei continui ritardi e dell'ostruzionismo di uno Stato che, pur affermando che ha tutti i requisiti previsti dal giudicato costituzionale e riconoscendo che le sue sofferenze sono insopportabili, gli impedisce di dire basta". "Fabio merita rispetto - aggiungono - e non di essere ignorato da uno Stato che crudelmente lo costringe a una sofferenza continua e non garantisce la sua scelta legalmente attuabile. Ogni giorno che passa per Fabio è un giorno di sofferenza in più, per questo ha deciso di non voler più aspettare e di procedere con sedazione profonda e sospensione dei trattamenti di sostegno vitale. È da oltre due mesi che aspetta e l'Asur continua a ignorare la sua richiesta, dopo aver tenuto per 40 giorni in un cassetto un parere che affermava la presenza dei requisiti per accedere legalmente al suicidio assistito. Non possiamo non notare anche il silenzio assoluto della politica nazionale, impegnata nell'insabbiamento al Senato del testo di legge sull'aiuto al suicidio, dopo che la Corte costituzionale ha impedito al popolo di esprimersi sul referendum". "Il parere favorevole del Comitato Etico sulla sussistenza delle condizioni necessarie per procedere con l'aiuto medico alla morte volontaria - ricordano - incompleto perché mancante della indicazione del farmaco e delle modalità di somministrazione, era arrivato all'indomani di un appello pubblico di Fabio Ridolfi e dopo essere stato bloccato per 40 giorni dalla Asur Marche".

06/06/2022 12:44
Sanità Marche, Bisonni attacca: "Dalla destra soltanto promesse, nessuna riforma concreta"

Sanità Marche, Bisonni attacca: "Dalla destra soltanto promesse, nessuna riforma concreta"

“Al grido 'hanno distrutto la sanità' il centro destra e molti comitati, negli anni scorsi hanno attaccato chi prima governava. Avevano ragione nel merito, peccato che l'accusa era solo uno strumento per salire al comando della Regione e nient'altro. Si perché delle promesse che hanno fatto, di una sanità territoriale senza tagli, nessuna di queste è stata mantenuta”. Così l’ex consigliere regionale e attuale portavoce maceratese di Europa Verde, Sandro Bisonni, riguardo la paventata riforma sanitaria (leggi qui). “L'Assessore Saltamartini recentemente ha annunciato la sua grande innovazione, non ci sarà più l'azienda unica ma si ritornerà al modello precedente con 5 aziende sanitarie, continua Bisonni. Una riforma più di facciata che di sostanza, a nostro modo di vedere, sia perché il vecchio modello negli anni passati non ha eliminato i tagli, anzi, sia perché oggi si continua a tagliare indiscriminatamente”. “La destra, una volta salita al potere, ha subito sbattuto il muso con la realtà, una realtà in cui i medici scarseggiano e le risorse statali pure. Questo accadeva prima e accade oggi, solo che prima la scarsità era usata strumentalmente per accusare di incompetenza chi governava e gridare allo scandalo, oggi si sbandiera ai quattro venti per giustificare la loro impossibilità di fare”. Ci vengono in mente situazioni critiche come quella della pediatria a San Severino Marche dove non si riesce a sostituire la pediatra che va in pensione. Se poi a questo si aggiungono scelte incomprensibili come quella, di cui si vocifera, di spostare un medico del 118 da Matelica (dove era sempre stato) a Castelraimondo, solo per opportunità politica, allora il quadro è completo, incalza il portavoce di Europa Verde che poi si rivolge direttamente all’assessore Filippo Saltamartini. “È stato troppo facile protestare e gridare allo scandalo, molto più difficile vi risulta governare e mantenere le promesse fatte. All'assessore alla sanità, forse intriso nei fumi dell'idrossiclorochina e troppo preso a cercare di capire da cosa derivi l'intelligenza umana, facciamo la richiesta di ripristinare i servizi sanitari che stanno scomparendo nel territorio; meno chiacchiere e più sostanza ci verrebbe da dire. Ai tanti comitati che si interessano di sanità, che prima si strappavano le vesti e ora tacciono, chiediamo di tornare con forza a far valere le giuste ragioni per cui erano sorti”.

05/06/2022 11:34
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