Sanità

Recanati, la consigliera Mariani e il dottor Vitali spiegano la situazione sanitaria della RSA e Ospedale di Comunità

Recanati, la consigliera Mariani e il dottor Vitali spiegano la situazione sanitaria della RSA e Ospedale di Comunità

"L'emergenza Covid -19 ha colto tutti noi, sanitari e cittadini, impreparati. Sapevamo dell'allarme dato dal nuovo Coronavirus ma nessuno, neppure tra gli organi di governo superiori, aveva previsto che sarebbe arrivato nelle nostre vite e nelle nostre case con tale velocità ed intensità. Non ho potuto, letteralmente, fare alcuna dichiarazione prima perché costantemente impegnata nella titanica impresa di seguire i malati di sempre, che pure ci sono, e i "nuovi" pazienti. Individuare i casi sospetti, monitorarli, alcune volte visitarli e attivare le procedure del caso, con una casella email ogni giorno piena di un protocollo differente o di nuove indicazioni, è stato ed è un lavoro molto impegnativo. Il giorno 26 marzo mi sono recata in Ospedale di Comunità, per svolgere il mio turno in corsia, dove erano stati spostati tutti i quattro anziani positivi e gli altri ancora in attesa di risposta del tampone. Subito mi sono adoperata affinché fossero prese, viste l'urgenza delle situazioni createsi, le precauzioni volte alla sicurezza degli infermieri, delle O.S.S. e alla individuazione di percorsi puliti. Il responsabile del servizio territoriale ha indetto una riunione per informare il personale sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione e per individuare i percorsi considerati puliti. Si è inoltre deciso di mantenere i covid positivi e di dimettere appena possibile i pazienti negativi o a domicilio o in altre strutture disponibili come ad esempio Villa dei Pini. La nostra preoccupazione, a livello personale in qualità di medici, è di proteggere nel miglior modo possibile il servizio di dialisi che si è organizzato per seguire, tramite percorsi puliti, i malati da tutta la Regione. Allo stato attuale il personale già presente all'Ospedale di Comunità è sufficiente a seguire i malati in esso ricoverati, non dovendo più scendere al Punto di Primo Intervento, dove le richieste si sono praticamente azzerate. Noi, medici di medicina generale, ci siamo resi disponibili ad assicurare la nostra presenza nella RSA per un attento monitoraggio sia dei pazienti covid che non-covid nell'intento primario di garantire la salute dei ricoverati e tranquillizzare i loro familiari.  Il Sindaco Antonio Bravi, che sta seguendo con grande attenzione e preoccupazione l'evolversi della situazione nelle due strutture sanitarie della Città, RSA e Ospedale di Comunità, esprime il pieno sostegno alla soluzione adotta che migliorerà la situazione sanitaria all'interno della RSA e il più sincero ringraziamento ai medici di medicina generale per la loro disponibilità, preziosissima in questo momento di difficoltà" Dott.ssa Antonella Mariani -  Consigliere con delega alla Sanità del Comune di Recanati Dr. Maurizio Vitali - Coordinatore Medici di Medicina Generale all’Ospedale di Comunità  

28/03/2020
Emergenza Covid-19: si intensifica il rapporto tra Ospedali Riuniti di Ancona e Taizhou Enze Medical Center

Emergenza Covid-19: si intensifica il rapporto tra Ospedali Riuniti di Ancona e Taizhou Enze Medical Center

Mentre si attende che tutte le procedure di autorizzazione vengano portate a termine e i sanitari possano così partire alla volta del capoluogo dorico, tra le due realtà è già iniziato uno scambio di informazioni utili a contrastare il Covid-19.  Nel corso di una  videoconferenza, alla quale erano presenti il Dott. Michele Caporossi (Direttore Generale di Ospedali Riuniti Ancona), il Prof. Marcello D'Errico (Direttore SOD Igiene Ospedaliera), il Dott. Marcello Tavio (Direttore SOD Malattie Infettive), il Prof. Abele Donati (Direttore SOD Clinica Anestesia e Rianimazione) e i direttori e gli esperti del Gruppo Enze, presente anche Xiaomei Yin president International Medical Exchange Center- Italy,  sono state affrontate diverse questioni. "Adesso è il momento più duro per l’Italia, ha detto Chen Haixiao, Direttore del Gruppo Enze:  noi lo abbiamo vissuto 6 settimane fa. Ne abbiamo fatto esperienza nell'arco di oltre 50 giorni, dal ricovero del primo caso sospetto alla dismissione di tutti i pazienti. E oggi tutti i nostri esperti combattono in prima linea per eliminare il virus." Quella del tempo decorso dall’esordio dell’emergenza in Cina al decadimento della stessa è una delle informazioni acquisite tra le più interessanti, i medici cinesi hanno parlato di 55 giorni per quanto riguarda la loro esperienza. Lo scorso 24 marzo sono state inviate alla volta di Ancona 27 scatole contenenti tute protettive, occhiali di protezione, mascherine mediche e guanti. La videoconferenza, che è durata circa un'ora e mezza, si è conclusa con un augurio da parte dei medici dell’Ospedale Taizhou, che ai loro colleghi del Bel Paese hanno detto, in italiano: "Forza Italia, forza Ancona!" NOTA Il Gruppo Enze ha firmato un accordo collaborativo con l’Ospedale di Ancona nel settembre 2013 e finora ha inviato 81 operatori medici in 33 reparti in Italia per la formazione, stringendo un'amicizia profonda con l’ospedale di Ancona

28/03/2020
San Ginesio, Ciabocco: "I nostri medici lavorano in condizioni di precarietà, l'Asur deve far loro i tamponi"

San Ginesio, Ciabocco: "I nostri medici lavorano in condizioni di precarietà, l'Asur deve far loro i tamponi"

Il Sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco, si fa  portavoce della difficile situazione che stanno vivendo i medici del distretto sanitario di San Ginesio. "È assurdo- afferma il Sindaco- che entrambi i medici operanti nel nostro comune, il dottor Pietro Enrico Parrucci e la dottoressa Orietta Lattanzi, si trovino a lavorare in situazioni di estrema precarietà dovuta sia alla carenza dei dispositivi di sicurezza sia alla mancanza di collaborazione da parte della Asur di competenza territoriale, che sembra non voler rispondere alle loro richieste di aiuto.  Sono gli stessi medici, Parrucci e Lattanzi, ad aver rivolto al Sindaco il loro grido d’allarme dove la principale preoccupazione risiede nel fatto che l’Azienda sanitaria nega loro la possibilità di potersi sottoporre ai tamponi in assenza di sintomi ma pur essendo stati in contatto con pazienti risultati positivi, e in considerazione del fatto che già un medico di medicina generale residente a San Ginesio, il dott. Sauro Bruè è risultato positivo al COVID 19 ed è attualmente ricoverato. Dovrebbe essere un imperativo proteggere il personale medico non solo per salvaguardare la continuità delle cure e garantire l’indispensabilità del loro operato, ma per assicurarsi che i professionisti in questione non diventino essi stessi veicolo d’infezione. Il Sindaco Ciabocco in qualità di responsabile della tutele della salute di tutti i suoi cittadini rivolge alla Asur l’impellente richiesta di sottoporre i medici al controllo del virus per mezzo dei tamponi, anche se asintomatici.  “Si legge continuamente- rincara il Sindaco- di come con tanta celerità vengano effettuati i tamponi su personaggi di svariati ambiti professionali, dai politici ai VIP, dagli sportivi alle rappresentanze istituzionali ed è assurdo di come i nostri medici vivano nel paradosso: coloro che curano sono i primi a non essere curati”. "San Ginesio è un meraviglioso borgo di circa 3500 abitanti – per lo più anziani- ancora in piena emergenza post sisma a causa di una ricostruzione che non decolla e ora nuovamente sottoposto a doverne affrontare un’altra di più grande entità. L’Amministrazione comunale si è da subito adoperata per venire in soccorso delle fasce più deboli della popolazione: ha attivato il C.O.C. comunale e garantisce il servizio a domicilio per quanto riguarda la spese di generi alimentari e medicine, ma i nostri medici devono continuare a svolgere il loro lavoro in assoluta sicurezza e tranquillità sia per quanto riguarda gli orari di visita in ambulatorio che l’assistenza domiciliare", conclude il primo cittadino.

27/03/2020
Civitanova, la Fiera come struttura per i 100 posti di terapia intensiva: avviati i sopralluoghi

Civitanova, la Fiera come struttura per i 100 posti di terapia intensiva: avviati i sopralluoghi

Continua il lavoro dei tecnici che stanno valutando altre soluzioni, che possano garantire velocemente, senza interventi strutturali importanti, un'area di 5000 metri quadri sviluppata su un unico piano per ospitare la collocazione dei 100 posti letto di terapia intensiva ,indispensabili per la Regione Marche, per trattare i casi dei pazienti positivi al Coronavirus. Una decisione da prendere in tempi stretti ma anche con tutte le accortezze del caso ,dopo che l'esame di fattibilità, svolto nel tardo pomeriggio di ieri, aveva bocciato il Palaindoor di Ancona, in quanto i tempi per l'adeguamento della struttura sarebbero stati troppo lunghi rispetto alle attuali condizioni di emergenza. In tutto il territorio regionale si stanno cercando delle possibili strutture adeguate che rispettino tutti i canoni richiesti e una di queste, in cui è stato fatto un sopralluogo da parte dei tecnici specializzati, è stata la Fiera di Civitanova Marche. A renderlo noto è stato il Consigliere Regionale Francesco Micucci tramite un post pubblicato sulla propria pagina Facebook: "Proseguono a ritmo serratissimo i sopralluoghi per individuare nelle Marche lo spazio idoneo per un grande reparto di rianimazione con 100 posti disponibile da realizzare in tempi strettissimi, che aiuterà a salvare la vita di molte persone. Una struttura che, chiedono i tecnici per ovvii motivi, deve essere su un unico piano, vicina alle grandi vie di comunicazione, a ridosso di un ospedale, baricentrica a livello regionale e con altre strutture tecniche che purtroppo i vecchi ospedali chiusi o riconvertiti non hanno! Stamane è stata visitata anche la Fiera di Civitanova. I tecnici ne valuteranno l'eventuale fattibilità tecnica e funzionale. Un grazie al Sindaco e alla Protezione Civile di Civitanova che pur con tempi contingentati, si sono immediatamente messi a disposizione per il sopralluogo”  

27/03/2020
Coronavirus Marche, 100 posti letto in più: niente Palaindoor, l'esame di fattibilità lo boccia

Coronavirus Marche, 100 posti letto in più: niente Palaindoor, l'esame di fattibilità lo boccia

Dall'esame di fattibilità svolto nel pomeriggio con un sopralluogo al Palaindoor di Ancona, in base alle planimetrie e alla documentazione consegnata, il team di tecnici incaricati ha comunicato che neanche questa struttura può essere considerata idonea al progetto. I tempi necessari per l'adeguamento degli spazi alla collocazione dei 100 posti letto di terapia intensiva indispensabili per la regione Marche risulterebbero troppo lunghi rispetto alle attuali condizioni di emergenza. I tecnici stanno già valutando altre soluzioni, che possano garantire velocemente, senza interventi strutturali importanti, un'area di 5000 metri quadri sviluppata su un unico piano.

26/03/2020
Matelica, il sindaco scrive all'Asur: "Tampone per tutti gli ospiti della casa di riposo"

Matelica, il sindaco scrive all'Asur: "Tampone per tutti gli ospiti della casa di riposo"

Il sindaco di Matelica Massimo Baldini, insieme all'assessore alla sanità Rosanna Procaccini, hanno fatto richiesta al direttore Asur Marche Area Vasta 3 Dott. Alessandro Maccioni, per effettuare tamponi agli ospiti della Casa di Riposo T.De Luca-E.Mattei di Matelica.  La struttura, ad oggi, ospita 90 persone oltre al personale di servizio. "In questi giorni di emergenza sono state prese tutte le precauzioni previste dalle norme di legge per evitare il contagio dal virus Covid-19 - si legge nella richiesta formale inoltrata dal sindaco Baldini e dall'assessore Procaccini -, tuttavia alcuni pazienti sono rientrati da ricoveri ospedalieri dove si sono registrati casi di positività al virus".  "Per questo motivo, al fine di preservare la salute delle persone anziane e scongiurare casi di positività, si richieda che venga effettuato il tampone a tutti gli ospiti e al persone della struttura" concludono sindaco e assessore nella loro richiesta. 

26/03/2020
Attiva una raccolta fondi a favore della Croce Verde Macerata: come donare

Attiva una raccolta fondi a favore della Croce Verde Macerata: come donare

La Croce Verde di Macerata in questo difficile periodo è impegnata più che mai a garantire, oltre le sue normali attività di assistenza e di trasporto sanitario, anche le richieste del territorio che si traducono per esempio nell’attività di consegna di spesa e medicinali a casa. Lo sforzo che i dipendenti e i volontari della nota associazione benefica maceratese stanno compiendo è alto ma lo spirito è forte e la consapevolezza di poter aiutare i cittadini in questa fase così tragica e problematica rappresenta una motivazione che dà la spinta per tutto. È stata attivata una raccolta fondi a favore della Croce Verde proprio per sostenere questa attività. I fondi raccolti saranno utilizzati per l’acquisto di materiale sanitario (mascherine o detergenti) e per la sanificazione dei mezzi utilizzati, che in questa fase richiede degli interventi maggiori e più profondi. Tutti possono donare utilizzando l’iban che è indicato (vedi foto sotto e in copertina); anche piccole cifre rappresenteranno la testimonianza di chi nel territorio, vuol essere vicino alla Croce Verde. 

24/03/2020
Coronavirus, Ceriscioli annuncia: "Nelle Marche ci sono i primi due guariti"

Coronavirus, Ceriscioli annuncia: "Nelle Marche ci sono i primi due guariti"

 “Oggi possiamo dare una buona notizia: nelle Marche ci sono i primi due guariti”. Lo ha annunciato il presidente Luca Ceriscioli, dopo aver ricevuto dal Gores la comunicazione ufficiale. La prima persona guarita è un anziano di Pesaro, di 88 anni, uno dei primi casi delle Marche, risultato positivo il 29 febbraio, ricoverato in rianimazione, poi trasferito in un reparto dedicato ai malati Covid e infine dimesso.  La seconda persona guarita è una signora, anche lei di Pesaro, di 55 anni, anch’essa risultata positiva il 29 febbraio e da quella data in isolamento domiciliare.  Le indicazioni nazionali del Ministero della Salute e del Consiglio Superiore di Sanità stabiliscono che una persona è dichiarata guarita dopo la scomparsa dei sintomi e avendo eseguito due tamponi risultati negativi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro.  Nelle Marche, fino a ieri, i dimessi erano 45. 

21/03/2020
Civitanova, l'a.d. di Villa Pini Brizioli: "Abbiamo ampliato l'area dedicata ai contagiati"

Civitanova, l'a.d. di Villa Pini Brizioli: "Abbiamo ampliato l'area dedicata ai contagiati"

Enrico Brizioli, amministratore delegato di KOS Care e della Casa di Cura Villa dei Pini, ripercorre l’evoluzione della attività della Casa di Cura Villa dei Pini in questi giorni. “Nel momento in cui abbiamo deciso di mettere a disposizione la Clinica prima per accogliere i pazienti non contagiati che dovevano essere trasferiti dagli ospedali e poi per ricevere anche pazienti contagiati dal COVID-19, eravamo perfettamente consapevoli di dover affrontare questa emergenza con le stesse variabili che devono affrontare gli ospedali pubblici. Rispetto alle previsioni inziali le esigenze degli ospedali regionali ci hanno portato ad accogliere non più 8 ma 12 pazienti già classificati COVID-19 e poi a dover rilevare che anche diversi di quelli trasferiti dagli ospedali come non infetti si sono invece rivelati contagiati. Questi sono fenomeni che oggi avvengono correntemente nelle strutture sanitarie e cui dobbiamo essere preparati nella consapevolezza di dover far fronte ad una epidemia che si sta diffondendo ovunque e che dobbiamo affrontare con fermezza e professionalità. Si tratta quindi, nella eccezionalità del momento, di una situazione di sostanziale “normalità”. Di conseguenza abbiamo ampliato l’area destinata al contagio, che è comunque presidiata in sicurezza da personale fortemente motivato che voglio ringraziare per l’impegno che sta profondendo in questa situazione e cui assicuriamo di poter lavorare nel pieno rispetto delle procedure di tutela individuale. Nel contempo la Casa di Cura sta proseguendo anche la sua attività ordinaria, clinica e diagnostica, per assicurare tutte quelle prestazioni indifferibili necessarie a mantenere la funzionalità del servizio sanitario in un momento in cui molti ospedali hanno difficoltà a garantire la normale operatività”.  

20/03/2020
Civitanova, dal Covid-Hospital a Villa Pini: tampone ai pazienti trasferiti, reparto isolato

Civitanova, dal Covid-Hospital a Villa Pini: tampone ai pazienti trasferiti, reparto isolato

Protocollo di sicurezza, stamane, presso la Clinica Villa dei Pini di Civitanova Marche. La procedura è stata attivata a seguito del ricovero di alcuni pazienti, trasferiti dall’Ospedale civile di Civitanova per consentire a quest’ultimo la conversione in Covid-Hospital. A seguito di informazioni circolate per vie informali, infatti, questi pazienti (non Covid) precedentemente al ricovero presso la Clinica di Viale dei Pini potevano aver avuto contatti potenzialmente contagiosi. In via prudenziale, dunque, sono scattati tutti i controlli del caso con tamponi per accertare l’eventuale positività al Coronavirus di questi pazienti. Isolato, come da protocollo, il reparto di Villa dei Pini dove i pazienti erano stati da poco ricoverati. Ricordiamo che la Clinica, in questo periodo segnato dall’epidemia da Covid19, si è attivata con la massima attenzione per la salute di tutti, pazienti e personale, con personale formato e predisponendo tutte le misure e i dispositivi di protezione individuale necessari per la tutela del personale.  

20/03/2020
Nuovo ospedale ad Amandola: al via d'urgenza i lavori

Nuovo ospedale ad Amandola: al via d'urgenza i lavori

Si avviano oggi d’urgenza i lavori dell’Ospedale dei Sibillini. Sono terminate, infatti, regolarmente, tutte le procedure di appalto. Il 17 marzo c’è stata l’aggiudicazione per l’affidamento dei lavori di ricostruzione del Nuovo Ospedale nel Comune di Amandola alla ditta Torelli & Dottori Spa di Cupramontana. “Questo passo avanti per il nuovo nosocomio ha un valore ancora più importante per le nostre comunità in un momento di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo. E’ fondamentale l’avvio delle attività di cantierizzazione e della progettazione delle migliorie offerte, in fase di gara, dalla ditta marchigiana che ha vinto l’appalto e che realizzerà questa opera in soli 19 mesi invece dei 24 previsti dal progetto - commenta il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli –. Abbiamo bisogno di presidi che possano rispondere alle esigenze delle nostre Comunità provate dalla duplice emergenza del virus e delle difficoltà della ricostruzione. Il nuovo ospedale rappresenta uno dei punti di riferimento per la salute nelle aree interne e nelle zone terremotate. Sarà un’opera in acciaio, un’opera sicura e moderna”.   "Siamo veramente molto felici, oggi è un grande giorno per tutto il territorio montano, finalmente si completa un sogno da anni rincorso e si rispettano soprattutto le promesse fatte ai cittadini in un momento ancora più difficile e preoccupante dove avere un'assistenza sanitaria completa ed efficiente è di assoluta importanza - commenta il Sindaco di Amandola Marinangeli -  Siamo riusciti a completare l'iter burocratico-progettuale in tempi incredibilmente veloci e finalmente oggi sono stati aggiudicati i lavori della più grande opera pubblica della Ricostruzione post-sisma che riconsegna al Territorio dei Sibillini un presidio Ospedaliero di grande importanza. "  Il costo complessivo previsto per la struttura è di 18,8 milioni di euro: 13,8 milioni saranno finanziati grazie alle risorse della Ricostruzione Sisma che la Regione Marche ha deciso di destinare alle opere sanitarie e gli altri 5 milioni sono una donazione della Compagnia petrolifera Rosneft. In merito al progetto il Gruppo Kos Santo Stefano ha presentato una proposta di sponsorizzazione che ha permesso di accelerare di molto i tempi relativi all'incarico di progettazione e di andare subito a bando, appena terminata la progettazione esecutiva, risparmiando molti mesi. La nuova struttura di Amandola sarà un ospedale innovativo a misura d’uomo e di territorio con una struttura leggera di circa 9.000 metri quadrati, piani «scalettati» che si adattano all’andamento del terreno, massima altezza di 2 piani, sezione ispirata all’abitato storico. Sono 80 i posti letto previsti (7 tecnici) di cui 40 per la RSA. Ci saranno il blocco operatorio con due sale, il punto di primo intervento, Potes, l’area diagnostica e di terapia (Tac, radiologia , risonanza magnetica e ambulatori prelievi). L’area degenza avrà 23 posti letto per acuti e 10 posti letto per post acuti, un’area diurna e ambulatoriale (ambulatori chirurgici, medici, diagnostici, dialisi e riabilitazione) i servizi territoriali, l’area dei servizi sanitari e non (farmacia e cup), con un ampio parcheggio. Il nuovo edificio sarà spostato in pianura nella nuova Area di Pian di Contro in modo da essere più sicuro grazie alla scelta del terreno e lungo una strada più facilmente raggiungibile da parte di tutti i Residenti dell'area Montana dei Sibillini. Inoltre in questo modo i lavori avranno minori interferenze con la vita cittadina.

20/03/2020
Covid-19,il Banco Marchigiano vicino alla sanità pubblica: donati 30 mila euro

Covid-19,il Banco Marchigiano vicino alla sanità pubblica: donati 30 mila euro

Il Consiglio di Amministrazione del Banco Marchigiano ha deliberato un intervento di 30 mila euro da destinare alla sanità pubblica marchigiana per far fronte all’emergenza Covid-19. A questo intervento si è affiancata anche una donazione personale degli stessi componenti del CDA e dei Sindaci della Banca attraverso la rinuncia di un loro “gettone di presenza”. “Mai come in questo momento – dice il Presidente, Sandro Palombini – la nostra sanità ha necessità di un supporto anche esterno per far fronte a una emergenza che non si era mai verificata prima con queste proporzioni e con questo impatto sull’intero sistema sanitario nazionale e regionale. E’ pertanto nostra intenzione, come Banco Marchigiano, contribuire direttamente a supportare la sanità marchigiana e quindi le nostre popolazioni”. Nello specifico l’importo verrà distribuito tra la Fondazione Ospedali Riuniti Torrette di Ancona e l’Ospedale civile di Civitanova Marche. “Siamo accanto a tutti coloro, medici, infermieri, operatori della sanità, che stanno lottando in prima linea per questa emergenza – dice il Direttore Generale Marco Moreschi – e a tutti coloro che stanno soffrendo per questo virus o che hanno perso i loro cari”.  

19/03/2020
Dalla Cina in arrivo 85.000 mascherine dirette verso la provincia di Macerata grazie a ViaSoccer

Dalla Cina in arrivo 85.000 mascherine dirette verso la provincia di Macerata grazie a ViaSoccer

La ViaSoccer LLC ha organizzato una donazione che consiste in 85.000 mascherine (sia di tipo chirurgico, medico che regolare) provenienti dai comuni e settori privati cinesi per sostenere la provincia di Macerata nella lotta contro il COVID-19. In seguito a numerosi tentativi, è stata trovata una soluzione per spedire i prodotti in tre partite: 1. Al comune di Macerata, al reparto di oncologia dell’ospedale di Macerata, l’ospedale di Civitanova, l’ospedale di Camerino e l’Ufficio Scolastico Provveditorato della provincia di Macerata 2. Al comune di Recanati 3. All’Ordine deg li Architetti di Macerata Tra i donatori ci sono il comune di Taicang (unita da un patto di amicizia con la città di Macerata) il distretto Xiangcheng di Suzhou (unita da un patto di amicizia con la città di Recanati), l’Ordine degli Architetti di Taicang (legato da un accordo con l’ordine degli architetti di Macerata), alcuni imprenditori di Taicang, gli insegnanti di educazione fisica che hanno appreso tecniche di allenamento di calcio dagli allenatori italiani mandati dalla ViaSoccer e persone che hanno partecipato ai nostri scambi culturali tra le Marche e la provincia di Suzhou, “Apprezziamo l’azione rapida e l’amore da parte della gente di Taicang e di Xiangcheng, soprattutto da quelli che hanno visitato la provincia e si sono innamorati della regione. In Cina più di 100 persone hanno collaborato con noi per raccogliere queste donazioni. La loro gentile donazione mostra come i semi dell’amicizia piantati attraverso gli scambi culturali stiano germogliando in buone azioni” ha detto Sue Su, Presidentessa di ViaSoccer. Dietro l’urgente richiesta da parte degli ospedali nella provincia di Macerata, ViaSoccer ha agito per beneficienza e con tempi e risorse limitati. Queste spedizioni sono i primi tentativi per aprire un canale per future donazioni o importazioni necessarie. “Siamo felici di condividere le informazioni relative ai fornitori di risorse mediche soltanto con le amministrazioni pubbliche e gli ospedali che abbiano necessità. La ViaSoccer desidera aiutare le città e le persone per scopi puramente umanitari” ha detto Dario Marcolini, Vicepresidente di ViaSoccer, “anche perché attualmente c’è molta difficoltà nel riuscire a far arrivare fisicamente in Italia qualsiasi tipo di materiale, a causa dello stop di tutti i voli diretti giornalieri e delle restrizioni alle dogane, il che ci obbliga a focalizzarci agli enti che hanno un reale bisogno”.  

19/03/2020
Coronavirus, il sindacato degli Oss: "Servono dispositivi di protezione per gli operatori sanitari"

Coronavirus, il sindacato degli Oss: "Servono dispositivi di protezione per gli operatori sanitari"

“In questo momento di difficoltà per tutti vorremmo porre l’attenzione sulla nostra figura che nonostante il duro lavoro che si trova a svolgere ogni giorno negli ospedali, case di riposo o altre strutture spesso non si sente valorizzata quanto dovrebbe. Questa non vuol essere una critica ma un invito ad informarsi sul ruolo e sul contributo non meno importante che essa da al malato”. È l’appello  dei rappresentanti aziendali del sindacato Oss “SHC Human caring” dell’Area Vasta 3 Macerata. “In questo momento di emergenza credo sia giusto far sentire la gratitudine e la stima verso chi ogni giorno affronta questa situazione e non dimenticare che dietro ogni operatore c’è una persona,un essere umano, una famiglia”, affermano i rappresentanti del sindacato Mario Lippolis e Mauro Menichelli. “Per svolgere al meglio il proprio lavoro ogni figura deve essere fornita di tutti i dispositivi di protezione indispensabili per salvaguardare la propria salute e quella di chi ha di fronte e di essere informato. Crediamo che questo sia uno degli obblighi principali che il datore di lavoro deve adempiere per far si che il lavoratore si senta maggiormente preso in considerazione e tutelato. Negli ultimi dati diverse tra le persone contagiate nelle Marche sono operatori sanitari e questo deve farci riflettere. Ora come ora non possiamo permetterci che questo accada per di più non dovuta ad una sopravvalutazione dell’operatore ma ad una mancanza vera e propria dei presidi giusti. Si invita quindi ad una maggiore attuazione del senso di responsabilità che deve avvenire però da entrambe le parti. In ultimo ci sentiamo di incoraggiare la nostra figura e di ringraziare tutti gli operatori sanitari per il lavoro e il sacrificio che stanno facendo in questo periodo, augurandoci di vedere il prima possibile dei miglioramenti”, concludono.  

19/03/2020
Ospedale di Macerata, l'emergenza Covid-19 non ferma le nascite: 18 neonati in 3 giorni

Ospedale di Macerata, l'emergenza Covid-19 non ferma le nascite: 18 neonati in 3 giorni

L'emergenza Covid-19, con tutti i cambiamenti imposti sulle abitudini di ognuno di noi, non incide sulle nascite e l'inizio di settimana che si è vissuto all’Ospedale Civile di Macerata ne è la più felice delle dimostrazioni: "Tra lunedì e mercoledì abbiamo assistito a 16 parti di cui 2 gemellari per un totale di 18 neonati -ad annunciarlo è il dottor Roberto Castellini, direttore del reparto di Pediatria e Neonatologia-. 2 gemelli sono nati prematuramente, ma godono di buona salute e sono seguiti dal personale del reparto di Patologia Neonatale" La paura che sta un po’ attanagliando la gente in questo periodo non sembra comunque far scemare la gioia che da sempre accompagna le nuove nascite come ci ha spiegato il dottor Castellini che, insieme alla sua equipe, in questi giorni ha potuto assistere a tanti raggi di sole che hanno reso meno grigio un momento realmente difficile soprattutto per quel personale sanitario impegnato ad affrontare questa emergenza  in prima linea: " Assistere a tante nascite in un periodo così duro è sicuramente un dato positivo e che da speranza - spiega il dott. Castellini - fortunatamente di nuovi nati c'è ne sono e sono sempre tanti; per me e la mia squadra c'è un gran lavoro da fare ma la soddisfazione è tanta ,anche cosiderando che tutto ciò sta accadendo a Macerata e questo senza dubbio è un valore aggiunto"- "La Pediatria può contare su una equipe medica e infermieristica formata da componenti molto validi che forse a volte non vengono apprezzati abbastanza – conclude Castellini - sicuramente in questo momento il loro impegno è minore rispetto a quello di altri che lavorano nelle terapie intensive degli ospedali dove in quei reparti il personale è sottoposto ad uno stress importante. La tensione derivante dal nostro lavoro è senza dubbio in positivo ma è sempre una pressione che va gestita nella miglior maniera possibile".

19/03/2020

Quotidiano Online Picchio News

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