Cingoli

Coronavirus, Fileni aumenta paga oraria del 10% al personale in produzione: "Donati 500mila euro"

Coronavirus, Fileni aumenta paga oraria del 10% al personale in produzione: "Donati 500mila euro"

Fileni, leader nella produzione di prodotti biologici in Italia, ha deciso di effettuare una donazione di 500.000 euro in favore dei dipendenti, della Regione Marche e dei Comuni di Cingoli, Jesi e Castelplanio per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. È solo grazie all’impegno quotidiano e ai sacrifici dei suoi 2000 collaboratori che Fileni riesce a far fronte alla sempre crescente domanda dei suoi prodotti di alta qualità da parte di clienti e consumatori. Cosciente di questo, l’Azienda, dopo aver introdotto tutti i provvedimenti possibili per garantire la salute e la sicurezza dei propri lavoratori - adeguandosi alle prescrizioni governative - ha compiuto enormi sforzi per riprogettare in brevissimo tempo le linee produttive, distanziando i propri dipendenti per garantirne la sicurezza. Fileni è, infatti, convinta che la tutela dei propri collaboratori sia la principale priorità perché sono proprio loro il reale valore aggiunto di una realtà che si fa portavoce di una vera e propria comunità composta dagli operai delle linee, dagli allevatori degli animali e dagli agricoltori che coltivano i cereali usati per il mangime. Consapevole della centralità del proprio ruolo in un Paese in difficoltà, Fileni non si è tirata indietro e, una volta di più, ha voluto dimostrare il proprio impegno nel sostenere il territorio che la ospita e con cui si identifica, scegliendo di investire 500.000 euro. Parte della donazione sarà dedicata al sostegno dei propri lavoratori e delle loro famiglie con l’adozione di misure specifiche per i dipendenti tra le quali: un’assicurazione, integrativa rispetto a quella obbligatoria, che tuteli il lavoratore che abbia contratto il Coronavirus e che prevede indennità da ricovero e da convalescenza e un bonus del 10% della paga oraria per il periodo dell’emergenza sanitaria, dedicato al personale che opera in produzione. Un’altra parte cospicua della donazione sarà devoluta al sistema sanitario della Regione Marche affinché la utilizzi in ambito medico-sanitario e ai Comuni di Cingoli, Jesi e Casteplanio, in modo che le amministrazioni locali possano contare su fondi da allocare per l’emergenza Covid-19. “Noi di Fileni non siamo un’azienda come le altre - afferma Giovanni Fileni, Presidente di Fileni - Ci siamo sempre considerati come una grande famiglia, una grande comunità inserita nelle Marche in cui viviamo da sempre e che, da sempre, ci caratterizza con i suoi territori. La passione e l’amore per il nostro lavoro e per i membri della nostra comunità, ci spinge in un momento difficile come questo a stringerci attorno ai nostri collaboratori e a tutti gli abitanti delle nostre terre e, per questo, abbiamo deciso di agire in prima persona, con la spontaneità e la trasparenza che ci ha sempre contraddistinto con un’unica convinzione: uniti ce la faremo”.    

23/03/2020
Coronavirus, Lega Marche: "100 posti letto negli ospedali di Matelica e Cingoli per pazienti no-Covid"

Coronavirus, Lega Marche: "100 posti letto negli ospedali di Matelica e Cingoli per pazienti no-Covid"

Il gruppo consiliare regionale della Lega segnala l’opportunità di liberare circa cento posti letto per le cure no-covid negli Ospedali delle due città di Cingoli e Matelica. Proposto anche il potenziamento delle cure intermedie, sempre no-covid, presso l’Ospedale di Recanati. Una zona franca, un asse ospedaliero strategico che unisce le città di Cingoli e di Matelica. E’ quanto immaginato dai consiglieri regionali della Lega, Sandro Zaffiri, Mirco Carloni, Marzia Malaigia e Luigi Zura Puntaroni, nell’ottica di organizzare al meglio la grande sfida al coronavirus. “È una proposta che nasce dall’analisi dell’attuale – affermano i consiglieri – ospedali medi e grandi impegnati giorno e notte con pazienti affetti dal virus, l’arrivo di Bertolaso per creare una struttura di riferimento regionale, la doverosa necessità di organizzare la cura delle situazioni estranee al contagio, dei cronici e degli anziani in totale sicurezza per loro e per il personale medico. Ecco, dunque, che gli ospedali di Cingoli e di Matelica potrebbero divenire importanti presidi di medicina generale no-covid. A Cingoli – rilevano gli esponenti del Carroccio – potrebbero essere messi a disposizione circa 40 posti di degenza, mentre a Matelica sarebbero 50 i posti letto che si potrebbero creare, trasferendo le attuali circa 20 presenze costituite dagli ospiti di una casa di riposo, ivi collocati per motivi legati al terremoto, in una struttura più adeguata alle loro esigenze. Anche l’ospedale di Recanati potrebbe rientrare in questa strategia, potenziandone le funzioni di cura intermedia del malato, sempre no-covid. Quella che l’emergenza ci sta offrendo – concludono i consiglieri della Lega – rappresenta anche un’opportunità di ripensare all’organizzazione della sanità regionale con uno sguardo al futuro, immaginando in che modo i presidi ospedalieri dei centri più piccoli potrebbero essere messi a disposizione delle comunità locali.

23/03/2020
Cingoli, quarta vittima nella casa di riposo

Cingoli, quarta vittima nella casa di riposo

Cingoli piange la quarta vittima da Covid-19 nella casa di riposo. È il 72enne Elio Sorana, celibe ed ex operaio, che da molto tempo era ospite nella struttura e che verosimilmente è deceduto per una polmonite intestiziale bilaterale da coronavirus.  Il vice-sindaco Filippo Saltamartini riferisce anche di una seconda vittima nella notte, risultata negativa al Covid-19 e probabilmente scomparsa per pregresse malattie.  "Gli altri ospiti sono descritti come stabili" ha aggiunto Saltamartini.   

22/03/2020
Cingoli, Saltamartini: "Arrivate 47 mascherine, grazie a chi ci aiuta con le donazioni"

Cingoli, Saltamartini: "Arrivate 47 mascherine, grazie a chi ci aiuta con le donazioni"

“Oggi abbiamo avuto un'altra donazione di 47 mascherine categoria  FFp2 e FFp3. Stamani i vigili hanno ritirato il prezioso pacco che si aggiunge ad altre 100 donate nei giorni scorsi con cui abbiamo potuto far fronte all'emergenza”. Ad annunciarlo, via social, è il vicesindaco di Cingoli Filippo Saltamartini che ne approfitta per ringraziare coloro che generosamente hanno fatto donazioni al Comune che sta affrontando  l’emergenza, per via del focolaio di Coronavirus che ha coinvolto la Casa di riposo. le mascherine in questione, infatti, saranno destinate al personale della struttura per anziani. “Al termine – prosegue Saltamartini nel post -  faremo un'iniziativa per informare sulla generosità delle persone e delle Aziende che ci stanno aiutando. Infatti, né dalla protezione civile regionale-nazionale, né dall'Asur abbiamo potuto recuperare nulla. Non ne sono in possesso e dal quel che risulta, scarseggiano pesantemente anche negli ospedali. Due giorni fa, alcune tute di quelle pesanti che non lasciano trapassare nulla, sono state consegnate al personale della Casa di riposo. Ieri, 4 tute, sempre di questo tipo, sono state donate da una ditta e consegnate agli operai del Comune chiamati a fare le tumulazioni dei nostri morti. Abbiamo anche recuperato 100 calzari e 4 tute bianche, anche queste di plastica che possono essere utilizzate per questa missione. Stiamo cercando di prevenire la possibile carenza di ossigeno per i prossimi giorni e settimane. A Brescia e Bergamo hanno detto ai tg che non hanno l'ossigeno. Stiamo vedendo come rifornirci per noi a Cingoli”. “Il Comune – spiega Saltamartini -  persegue ancora l'idea di poter acquistare dei respiratori, gli unici strumenti capaci di far vivere le persone con polmonite interstiziale bilaterale ( entrambi i polmoni ammalati) perché negli ospedali mancano. Il grossista di nazionalità svizzera ha detto che la prossima settimana potrebbe avere qualche disponibilità. Infine, e non per ultimo stiamo seguendo la partita delle mascherine per tutta la popolazione. Il sindaco Vittori ne ha ordinate oltre 10.000 per ogni abitante. Anche per le mascherine se ne riparla la prossima settimana, conclude il vicesindaco di Cingoli”.  

21/03/2020
Cingoli, medico di famiglia muore a 67 anni: aveva contratto il Coronavirus

Cingoli, medico di famiglia muore a 67 anni: aveva contratto il Coronavirus

La città di Cingoli piange il dottor Francesco Foltrani, medico di famiglia, scomparso ieri all'ospedale di Jesi: aveva 67 anni ed era affetto da Covid-19.  Il vicesindaco Filippo Saltamartini ha voluto ricordarlo attraverso una nota ufficiale, esprimendo il proprio dolore per la perdita di quello che definisce "un amico, un consigliere prezioso".  "Siamo veramente sgomenti per una notizia che mai avremmo potuto immaginare - scrive Saltamartini -. Il killer Covid-19 ci ha privati di un nostro angelo custode, di uno che ci ha difeso dall'infezione. Non ci sono parole per descrivere il dolore che ci attanaglia. Siamo sicuri però che da lassù starà dicendo di restare a casa e di essere vigili e attenti, perchè molti nella negligenza dei comportamenti procurano ingiusti pericoli di vita agli altri. È caduto da eroe". Saltamartini ha anche aggiornato i propri concittadini sulla situazione relativa alla casa di riposo. "La Marina militare ha mandato i suoi Angeli. Un medico con 2 infermieri che affiancheranno il dottor Luigi Ippoliti che da giorni curava insieme a un'infermiera dell'Ospedale i nostri pensionati. Abbiamo avuto anche il piacere di apprezzare le prestazioni di un'infettivologa inviata dall'Asur". "Le previsioni metereologiche preannunciano qualche problema nei prossimi giorni. Ma anche per ragioni di sicurezza, abbiamo predisposto una tenda, davanti alla Casa di riposo all'interno della quale il personale potrà vestirsi con le tute asettiche necessarie in un ambiente contaminato dal Covid-19 - ha proseguito il vicesindaco -. Un lavoro fatto dai Volontari del gruppo comunale di protezione civile che con poco tempo e grande professionalità oltrechè altruismo, hanno predisposto e montato il tutto". Il vice-sindaco Saltamartini è anche intervenuto questa mattina, in collegamento telefonico, alla trasmissione "Agorà" su Rai 3 (clicca qui). 

20/03/2020
Cingoli, la Procura apre un fascicolo sulla casa di riposo

Cingoli, la Procura apre un fascicolo sulla casa di riposo

Non c'é pace per la casa di riposo di Cingoli.  Dopo che il premier Conte quest'oggi ha inviato due medici Ufficiali della Marina Militare nella struttura, su sollecitazione dell'amministrazione comunale cingolana e successivamente del senatore Matteo Salvini, la situazione resta ancora drammatica. Come affermato dallo stesso sindaco Michele Vittori in vari appelli televisivi, infatti, i contagiati al momento sono 34, con due operatrici sanitarie malate. Due purtroppo le persone decedute tra gli anziani ospiti della struttura. Nel frattempo il Procuratore di Macerata , Giovanni Giorgio,  ha aperto un fascicolo per l'ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo aggravato da lesioni personali. Al momento non ci sono indagati, ma spetterà ai carabinieri svolgere accertamenti per verificare ciò che sia avvenuto all'interno della casa di riposo e verificare se ci siano ipotesi di reato.  

18/03/2020
Cingoli, due medici della Marina Militare alla casa di riposo. Saltamartini:"Grazie a Salvini per l'aiuto"

Cingoli, due medici della Marina Militare alla casa di riposo. Saltamartini:"Grazie a Salvini per l'aiuto"

“Questo pomeriggio, abbiamo avuto il grande piacere di ricevere due Ufficiali medici della Marina Militare. Domani, sapremo quale sarà il contributo in termini di risorse umane fornito dalla Marina Militare. Abbiamo così la forte speranza che tutti i nostri ammalati potranno essere curati in modo professionale e continuativo”. Lo comunicano, via social, il sindaco di Cingoli Michele Vittori e il vicesindaco Filippo Saltamartini in merito alla drammatica vicenda della casa di riposo, dove sono giunti questo pomeriggio due medici militari, come richiesto nei giorni scorsi dalla stessa Amministrazione comunale.(LEGGI QUI)  Il premier Giuseppe Conte, infatti,  ha inoltrato la richiesta alla Protezione Civile, che oggi ha sbloccato la situazione inviando i primi due rinforzi presso la struttura. “Quando abbiamo constatato che il servizio sanitario nazionale Asur non era in grado di affrontare l'epidemia all'interno della casa di riposo – afferma Saltamartini nel post -  abbiamo subito pensato agli angeli con la divisa, ed abbiamo chiesto l'intervento dell'Esercito. Lo abbiamo chiesto alla Prefettura, al Governo, al Ministero dell'Interno, ma senza avere risposte. Ieri l'intervento di Salvini ha sbloccato la situazione che rischiava di impantanarsi tra polemiche dei responsabili della sanità marchigiana chiamati a rispondere del loro operato”. “Ringraziamo Salvini, per averci aiutati”, prosegue Saltamartini. Ma anche i volontari della Croce rossa e soprattutto il personale della cooperativa e gli infermieri dell'Asur che da ieri mattina lavorano all'interno di una struttura che ha 34 malati di coronavirus. Non per ultimi ma per primi tutti i medici di ogni disciplina e grado. Quando sei di fronte al rischio della vita, comprendi bene chi sono e che cosa fanno.Grazie, questa è l'Italia che ci piace, pur nelle avversità dell'epidemia", ha concluso il vicesindaco di Cingoli.    (Foto tratta dal post facebook del vicesindaco Filippo Saltamartini)      

18/03/2020
Casa di riposo Cingoli, il sindaco a La7: "34 contagiati, abbiamo bisogno di supporto" (VIDEO)

Casa di riposo Cingoli, il sindaco a La7: "34 contagiati, abbiamo bisogno di supporto" (VIDEO)

"Situazione drammatica, stiamo vivendo un incubo. Su 41 ospiti iniziali, ne abbiamo 34 positivi al coronavirus e 2 purtroppo sono morti. Viviamo in una grande difficoltà". Torna a ribadirlo il sindaco di Cingoli Michele Vittori in collegamento con la trasmissione di La7 "Tagadà", nel pomeriggio di oggi.  "I familiari degli anziani ospiti sono tutti preoccupati e lo sono anche io come loro, come se fossero miei nonni - prosegue il sindaco -. Abbiamo bisogno del supporto del Sistema sanitario nazionale per poterli assistere. Ad ora l'emergenza è gestita solamente dal personale della cooperativa, ma non è sufficiente in quanto si tratta di personale non formato per questo tipo di situazioni. Abbiamo richiesto l'invio del personale medico/infermieristico dell'Esercito. Ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta".  "Dei 34 anziani positivi, sono 5 o 6 le situazioni più gravi e 10 le situazioni meno gravi. Ciò che mi preoccupa di più è il personale che sta operando senza dispositivi di sicurezza individuale adeguati: il mio timore è che possano veicolare il virus verso l'esterno. Siamo riusciti a fornire agli operatori una quantità pari a circa un centinaio di mascherine che ci sono state donate da un'azienda locale, ma non basta" conclude nel suo appello il sindaco. 

18/03/2020
Casa di riposo Cingoli, il vice-sindaco Saltamartini a "Mi Manda Rai 3" (VIDEO)

Casa di riposo Cingoli, il vice-sindaco Saltamartini a "Mi Manda Rai 3" (VIDEO)

Il vicesindaco del Comune di Cingoli, Filippo Saltamartini, è intervenuto nella mattinata odierna alla trasmissione "Mi Manda Rai 3" per chiedere assistenza ospedaliera per gli anziani ospiti della casa di riposo, divenuta un focolaio di coronavirus.  A chiarire come il Covid-19 si sia diffuso all'interno della struttura è lo stesso Saltamartini: "Dieci giorni fa una delle signore che si trovava nella casa di riposo si è sentita male ed è stata portata in ospedale. Quando è tornata, ha contratto il virus. Il giorno seguente ha avuto la febbre, ed è stata portata in una struttura ospedaliera. Siccome gli altri ospiti non avevano la febbre, non è stata adottata nessun'altra misura. Dopo 3 giorni si sono ammalati altri 5 ospiti, e quindi a quel punto abbiamo chiesto che fossero trasferiti da quella struttura. La prescrizione che c'è stata data è stata quella di isolarli: da quel momento si sono infettati tutti quanti. Purtroppo, sinora, abbiamo anche avuto 2 decessi".  "Il problema è gravissimo, perché non si vuole riconoscere la casa di riposo come un ospedale - prosegue Saltamartini - e quindi noi stiamo implorando il Servizio sanitario nazionale di organizzare un servizio medico con infermieri e sanitari affinché queste persone siano curate. Non possono essere abbandonate. Da alcuni giorni questo servizio viene svolto da un medico di famiglia: il dottor Ippoliti. Abbiamo chiesto l'invio dei medici militari, nel caso in cui il Servizio sanitario nazionale non possa occuparsi di queste persone". 

18/03/2020
Casa di riposo Cingoli, Maccioni: "Falsità dal sindaco". Sciapichetti: "Salvini sciacallo politico" (FOTO e VIDEO)

Casa di riposo Cingoli, Maccioni: "Falsità dal sindaco". Sciapichetti: "Salvini sciacallo politico" (FOTO e VIDEO)

"Ci troviamo costretti a replicare alle inesattezze comunicate dal sindaco di Cingoli Michele Vittori e dal vice-sindaco Filippo Saltamartini in merito ai gravi fatti che stanno avvenendo alla casa di riposo di Cingoli". Così il direttore dell'Av3 Alessandro Maccioni in una conferenza stampa convocata d'urgenza presso la sede dell'Area Vasta 3 di Piediripa, alla presenza dell'assessore regionale Angelo Sciapichetti, del direttore dell'Av2 Giovanni Guidi e della dottoressa Gabriella Beccaceci, direttrice del distretto di Jesi. "Bisogna ristabilire la verità e la correttezza - sottolinea Maccioni -. La gestione della struttura è esclusivamente a carico del Comune di Cingoli, che l'ha affidata all'Asp (Azienda pubblica servizi alla persona, ndr) Ambito 9 diretta da Franco Pesaresi. La stessa Asp ha subappaltato alcuni servizi della casa di riposo ad una cooperativa. Da parte nostra consegniamo al Comune 33,51 euro al giorno per l'assistenza sanitaria di ciascun paziente: si tratta di soldi pubblici. Siamo venuti a conoscenza della presenza nella struttura di soli 4 operatori a fronte di 39 ospiti. Una situazione incresciosa, ma sottolineiamo come non spetti alle Aree Vaste il compito di integrare il servizio e trovare nuovi operatori: si tratta di un onere a carico dell'Asp Ambito 9 o della cooperativa che gestisce il servizio".  "Nonostante ciò, quando c'è stato richiesto un aiuto abbiamo immediatamente provveduto a rifornire il personale della casa di riposo con le nostre mascherine - prosegue Maccioni -. Non saremmo stati noi dell'Asur a doverlo fare, ma l'abbiamo fatto lo stesso. Non accetto che si getti fango, con menzogne e strumentalizzazioni politiche, su chi sta facendo di tutto per dare una mano. Bisogna collaborare in situazioni come queste, non dire fesserie. Il sindaco non ha fatto nulla per risolvere il problema, dovrebbe studiare di più". "Non è vero che a Cingoli non è venuto nessuno - tuona l'assessore regionale Angelo Sciapichetti - Non si può dare colpe alla Regione per tutto, mistificando la realtà. È il Comune il primo responsabile dalla vicenda. Sono stati fatti comunicati senza senso, in cui si chiede addirittura l'intervento dell'Esercito (leggi qui). Cerchiamo, piuttosto, di dare risposta ai pazienti".  Non manca anche una stoccata a Matteo Salvini, che nel pomeriggio ha dedicato alla vicenda un post sulla propria pagina Facebook (leggi qui): "È un professionista dello sciacallaggio politico, commenti senza senso - ha affermato Sciapichetti -. Noi siamo disposti a collaborare con tutti per risolvere il problema, ma speriamo che le polemiche finiscano qui altrimenti saremo costretti a rivolgerci alla Procura della Repubblica".  "Peraltro sono in grado di confermare che, entro il 30 marzo, all'ospedale di Cingoli verranno re-integrati 20 posti letto, come da impegno preso precedentemente all'emergenza coronavirus" ha aggiunto Sciapichetti nel suo intervento.  "Dal 9 marzo, data in cui è arrivata una segnalazione al nostro dipartimento di prevenzione - sottolinea il direttore dell'Av 2 Giovanni Guidi -, ci siamo mossi come da protocollo e in maniera tempestiva. Sono state fornite indicazioni specifiche a tutti gli operatori presenti, oltre all'invio nella casa di riposo di infettivologi e medici di medicina generale per le valutazioni del caso. Si è deciso di isolare i pazienti positivi sintomatici e quelli positivi asintomatici all'interno della struttura. Il supporto medico è stato garantito sin da subito".  La decisione di non trasferire i pazienti dalla casa di riposo in altre strutture è stata spiegata dalla dottoressa Gabriella Beccaceci: "Si tratta di pazienti che, in base ai sintomi sinora riscontrati, non possiedono i requisiti per essere ricoverati, specie in una situazione come quella attuale negli ospedali marchigiani: abbiamo pazienti nelle ambulanze che si trovano in attesa di un posto. Non si possono trasferire 29 pazienti col 118 in una sola volta. Peraltro un trasferimento procurerebbe disagi agli stessi ospiti".  "A seguito dell'allontanamento degli operatori risultati positivi al coronavirus, nella struttura restano soltanto 4 Oss e una infermiera, che si trovano a gestire 39 anziani. A mancare sono proprio gli infermieri" ha confermato la dottoressa Beccaceci.   

17/03/2020
Cingoli, terzo decesso nella casa di riposo: una anziano ospite della struttura

Cingoli, terzo decesso nella casa di riposo: una anziano ospite della struttura

Pochi minuti fa si è appreso del terzo decesso nella casa di riposo di Cingoli, dove risultano 33 le persone positive al coronavirus. Si tratta di una 94enne anziana ospite della struttura.  Maggiori dettagli su quali interventi saranno presi all'interno della casa di riposo verranno comunicati in una conferenza stampa in cui presenzieranno il direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni, l'assessore provinciale Angelo Sciapichetti e il direttore dell'Area Vasta 2 il dottor Giovanni Guidi.  CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO SULLA CONFERENZA STAMPA

17/03/2020
Salvini sulla casa di riposo di Cingoli: "Servono medici militari, nessuna risposta dalla Regione"

Salvini sulla casa di riposo di Cingoli: "Servono medici militari, nessuna risposta dalla Regione"

"Aiutiamo i nostri cari nelle case di riposo". Anche il leader della Lega Matteo Salvini interviene in merito alla drammatica vicenda della casa di riposo di Cingoli e lo fa attraverso facebook. "Abbiamo segnalazioni preoccupanti di case di riposo, come quella di Cingoli in provincia di Macerata, dove tutti i 40 ospiti hanno contratto il Coronavirus - scrive Salvini in un post -   ma mancano medici, mascherine, guanti e altri presidi per evitare ulteriori contagi. Ci risulta - ne ho parlato personalmente con il vicesindaco Filippo Saltamartini -, che sia stato chiesto aiuto da giovedì scorso ma né dalla regione Marche, né dalla Protezione civile sono arrivate risposte concrete.Bisogna intervenire subito a tutela di tutti i nostri cari che sono più fragili e indifesi. Servono medici, anche militari, e invio immediato delle protezioni contro il contagio. Scriverò anche al presidente del Consiglio per sensibilizzarlo sulla questione", conclude il leader del Carroccio.

17/03/2020
Cingoli, il sindaco Michele Vittori a La7: "Stiamo vivendo un incubo" (VIDEO)

Cingoli, il sindaco Michele Vittori a La7: "Stiamo vivendo un incubo" (VIDEO)

"Stiamo vivendo un incubo da giorni perché nella nostra casa di riposo abbiamo accertato 33 casi di positività al coronavirus, tra ospiti e operatori. Il mio appello è che questa struttura non venga più trattata come casa di riposo, ma è necessario un intervento dell'Azienda Sanitaria Regionale in modo che venga trattata come ospedale". Così il sindaco di Cingoli, Michele VIttori, è intervenuto in collegamento alla trasmissione di La7 "L'Aria che Tira" per segnalare l'emergenza presente nella casa di riposo comunale, per cui denuncia di non aver ancora ricevuto alcuna risposta.  "Ci sono stati purtroppo due morti - prosegue il sindaco  -, tra cui la signora di 88 anni che è stata la prima contagiata. Molto probabilmente il virus è stato preso da un ospedale regionale, in quanto la signora è stata trasferita in ospedale a seguito di uno svenimento".  Una delle principali problematiche riguarda le condizioni in cui si trovano a lavorare gli operatori della casa di riposo: "Il personale affronta questa emergenza senza le protezioni adeguate, la mia più grande preoccupazione è che si possano infettare tutti gli operatori e che ci sia un veicolo di contagio per tutta la popolazione".  LEGGI ANCHE: IL SINDACO CHIEDE L'INVIO DI MEDICI MILITARI "Sono molto preoccupato per il destino dei miei concittadini più fragili" ha concluso il sindaco. Ecco il video del suo intervento a La7: 

17/03/2020
Cingoli, primo decesso nella casa di riposo: nuove misure restrittive del sindaco

Cingoli, primo decesso nella casa di riposo: nuove misure restrittive del sindaco

Si registra il primo decesso tra gli anziani della casa di riposo di Cingoli, dove sono 29 gli ospiti che hanno contratto il coronavirus. Si tratta di un'anziana. La situazione, all'interno della struttura, è emergenziale: mancano infermieri e operatori, come sottolineato dal sindaco Michele Vittori (leggi qui).  Il primo cittadino, nella giornata odierna, ha deciso di adottare nuove misure di contenimento, valide sino al 15 gennaio in tutto il territorio comunale:  1) tutte le persone che a qualsiasi titolo sono entrate all’interno dei locali della Casa di riposo, dal giorno 20 febbraio 2020, sono tenute a comunicare al C.O.C. comunale – 3316906665-  la data dell’avvenuta visita e ad  osservare un periodo di isolamento volontario presso la propria abitazione di 15 giorni, dalla predetta data. E’ escluso dall’osservanza di questo obbligo il personale sanitario e quello dipendente dalla società gestrice della struttura, i fornitori di materiali e di generi alimentari e medicinali; 2) tutte le persone che a qualsiasi titolo dovranno far ritorno nella propria abitazione, domicilio o dimora ubicata nel territorio del Comune di Cingoli, provenienti da altre Regioni, dovranno preventivamente informare il C.O.C. comunale – 3356906665-  per l’eventuale osservanza, disposto dall’Autorità comunale, di un periodo di isolamento volontario presso la propria abitazione di 15 giorni. L’obbligo dell’avviso del rientro ha efficacia dalla data odierna, 16 marzo. È, inoltre, disposto tramite apposita ordinanza sindacale:  1) l’accesso ai negozi per la vendita di alimentari e alle farmacie è consentito per un numero di clienti pari ai dipendenti in servizio all’interno ed i restanti avventori dovranno permanere all’esterno ad una distanza superiore a 2 metri; 2) è richiesto per l’accesso, possibilmente, l’uso di guanti, di mascherine e occhiali di protezione. I titolari dei predetti esercizi sono responsabili dell’adempimento della presente norma e in caso di disponibilità, sono tenuti anche alla fornitura dei presidi necessari a chi ne fosse sprovvisto. 3)le disposizioni di cui al punti 1) e 2), si applicano, in quanto compatibili, con gli spazi pubblici in cui si svolgono attività di mercato. 4) si consiglia che il denaro con cui si paga la merce dovrà essere a cura degli acquirenti successivamente sterilizzato con normali prodotti a base di alcool, per evitare che le transazioni possano costituire veicolo del contagio; 5) si consiglia al ritorno presso la propria abitazione ed in caso di disponibilità di sgomberi, garage e simili, di lasciare scarpe e vestiti custoditi all’interno degli stessi locali al fine di non introdurli all’interno della dimora domestica ove vivono altri familiari; 6) l’Amministrazione comunale avvierà un programma di disinfestazione delle principali strade che sarà curato dalla Società partecipata COSMARI, che richiede, per quanti ne hanno la possibilità, di parcheggiare le auto in garage, pertinenze private e comunque in modo da non ostacolare la predetta disinfestazione.  

16/03/2020
Cingoli, annullamento della 23^ edizione della "9 Fossi" Gran Fondo di Mountain Bike

Cingoli, annullamento della 23^ edizione della "9 Fossi" Gran Fondo di Mountain Bike

Vista la grave situazione sanitaria in cui versa il Paese ad oggi, si comunica che la 23^ edizione della "9 Fossi" Gran Fondo di Mountain Bike di Cingoli, con tutte le sue manifestazioni collaterali non si terrà in data 26 aprile come era stato previsto. Si aspetta l'evolversi della situazione almeno fino al 3 aprile per decidere se l'evento verrà annullato definitivamente per il 2020 oppure posticipato a dopo l'estate se ci sarà un miglioramento della situazione ed una disponibilità di date, personale, permessi e infrastrutture. Ai numerosi iscritti e abbonati, in accordo anche con i CO dei circuiti, saranno comunicate le modalità di recupero delle quote versate. Il Presidente Primo Ciattaglia: "La 9 Fossi è da anni una vera festa dello sport ed un momento di aggregazione, che a quanto pare in questo momento il maledetto virus ci vuole togliere. Ma dobbiamo guardare fiduciosi al futuro perchè è solo una questione di tempo il ritorno in sella alle nostre beneamate bici. Viva l'Italia e viva la bici!"

16/03/2020

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