Treia

Treia, l'Asd Carlo Didimi in finale a Firenze per il Campionato Italiano Femminile di Pillotta

Treia, l'Asd Carlo Didimi in finale a Firenze per il Campionato Italiano Femminile di Pillotta

Domenica 22 ottobre allo Sferisterio delle Cascine di Firenze si disputerà la finale di Pillotta Femminile e l'Asd Carlo Didimi di Treia è una delle tre squadre finaliste, insieme alla Libertas Murialdo di Savona e al Comitato delle Contrade di Chiusi, quest'ultime attualmente campionesse in carica.  Dopo il girone all'italiana, con inizio alle ore 10, nel pomeriggio la seconda e la terza classificata si affronteranno in uno scontro diretto che decreterà l'avversaria della prima classificata. Una sfida all'ultimo lancio per arrivare a vincere lo Scudetto del Campionato Italiano Femminile Seniores di Pillotta. Si tratta dell'ultimo capitolo di questa lunga stagione sportiva, dopo le finali giovanili a Chianciano, la serie B a Faenza e la serie A in Piemonte. La manifestazione è organizzata dall'Associazione Nazionale Gioco Pallone col Bracciale e il patrocinio del Club Sportivo Firenze.          

15/10/2017
Una nuova Sala di Lettura per Treia: il progetto dell'Associazione Auser prende forma

Una nuova Sala di Lettura per Treia: il progetto dell'Associazione Auser prende forma

Una nuova Sala di Lettura per la città. E' l'obiettivo dell'Associazione Auser Treia per incentivare lo studio e l'attenzione sulle espressioni culturali del territorio.  Al momento le attività dell'associazione sono quelle di allestire i locali della propria sede con nuova scaffalature e di raccogliere diversi testi con l'aiuto dei soci.  Entro la fine del 2017 si conta di poter mettere in piedi una piccola "Biblioteca", alla quale poter attingere liberamente e gratuitamente. Inoltre si pensa di poter organizzare incontri con scrittori e poeti del luogo, come ad esempio Maurizio Angeletti e Lucia Nardi, o come il narratore di detti popolari Luciano Capparrucci autore di "Passo Treia... che spasso",  o lo storico Alberto Meriggi che ha prodotto una mole notevole di testi, o il giornalista Fernando Pallocchini direttore della rivista cartacea "La Rucola" in cui appaiono diversi articoli su Treia e sulla storia marchigiana.  "Anche io, sia pur treiese oriundo, ho composto degli scritti su Treia - dichiara Paolo D'Arpini Presidente di Auser Treia - in particolare nel mio libro "Treia, storie di vita bioregionale"  in cui racconto la vita di Treia giorno per giorno, vista con gli occhi di un ri-abitante". Un progetto per avvicinare i cittadini alla cultura e all'espressione letteraria del territorio treiese e maceratese.    

Treia, reunion della classe 1967 per festeggiare insieme i 50 anni

Treia, reunion della classe 1967 per festeggiare insieme i 50 anni

Grande reunion per i nati del 1967 di Treia, Passo di Treia e Chiesanuova. Sabato sera hanno deciso di festeggiare tutti insieme i loro primi 50 anni. Ad aprire il ritrovo c'è stata la messa celebrata da Padre Luciano Genga nel nuovo Santuario del SS. Crocifisso e poi una grande festa al Casolare dei Segreti con l'animazione di Samuele Tamburri. Evento divertente che ha visto una grande partecipazione.    

15/10/2017
Il cordoglio di Treia per la scomparsa di Viscardo Roscetti, il Mancino del Bracciale

Il cordoglio di Treia per la scomparsa di Viscardo Roscetti, il Mancino del Bracciale

E' morto Viscardo Roscetti, il mancino del famoso gioco del Bracciale della città di Treia.   Roscetti è nato a Mondolfo nel 1925. Nel settembre 1949 allo Sferisterio delle Cascine di Firenze vince con Sorcinelli e Franco Silimbani il titolo italiano con i colori del Faenza e di nuovo l’anno successivo a Cesena, gareggiando con Rondini per il Mondolfo. Nel 1959, a conclusione di un torneo equilibrato e combattuto, insieme al battitore Giulianelli e il terzino Massi, porta lo scudetto tricolore a Macerata, dove si è trasferito definitivamente dopo la sua assunzione presso il locale Consorzio Agrario.   La città di Treia si unisce alla famiglia e saluta il suo cittadino illustre.  

14/10/2017
Chiesanuova, terza vittoria consecutiva per la categoria Juniores

Chiesanuova, terza vittoria consecutiva per la categoria Juniores

Il Chiesanuova FC cat. Juniores Regionali centra la 3^ vittoria consecutiva, dopo Porto Recanati, Vigor Castelfidardo, anche il Montefano è caduto al comunale Sandro Ultimi per 5 – 2. La formazione di mister Tassi sicuramente ha disputato una buona gara, sia sotto il profilo del gioco sia nella determinazione nel derby con il Montefano. La formazione biancorossa vanta il miglior attacco e la seconda miglior difesa. Sicuramente i ragazzi del Presidente Luciano Bonvecchi e del Responsabile Silvano Sacchi dispone un ottimo organico che di anno in anno si perfeziona e sforna a ripetizione campioncini che vanno ad esprimersi conseguentemente in prima squadra Promozione Regionale, là dove sono proprio gli Under a fare la differenza (lo scorso anno la società è stata insignita proprio dalla Federazione quale più giovane espressione del campionato disputato). Sabato 14 ottobre alle ore 18 i ragazzi di mister Samuele Tassi andranno a cimentarsi ad Osimo contro la Osimostazione.    

10/10/2017
Terremoto, a piedi per rinascere: escursione lungo l'antica via Romano - Lauretana

Terremoto, a piedi per rinascere: escursione lungo l'antica via Romano - Lauretana

Cento e più, tutti a piedi per rinascere sull’antica via Romano – Lauretana. E’ stata corale la risposta alla manifestazione promossa dall’Università degli Studi di Camerino in collaborazione, fra gli altri, con i Comuni di San Severino Marche e Treia, la sezione Club Alpino Italiano di San Severino Marche, la Pro Loco di San Severino Marche, l’Unione Montana delle Alte Valli del Potenza e dell’Esino, il Gruppo Scouts San Severino Marche, il circolo di Legambiente “Il Grillo” e molti altri Enti, Istituzioni e Associazioni e ospitata domenica in occasione della Giornata nazionale del Camminare. L’iniziativa, lanciata per promuovere la riscoperta del vero percorso della direttrice viaria che collegava Roma alle Marche fra Medioevo ed età moderna, ha visto la partecipazione di ben 115 camminatori che sono stati guidati dal presidente della sezione settempedana del Cai, Marino Scattolini. Dopo essersi ritrovati nella centralissima piazza Del Popolo, i partecipanti sono arrivati fino a Treia passando per la chiesa di Santa Maria del Glorioso poi per la zona panoramica della rupe del Sasso, in direzione di Cesolo, fino ad arrivare a Colmone per poi proseguire per Pitino, dove si è consumato un piccolo ristoro presso l’agriturismo Villanova. Da qui il gruppone ha raggiunto Valcerasa e poi la zona panoramica di Villa Spada di Treia. Infine l’arrivo, festoso, in piazza della Repubblica, a Treia, per il pranzo. Nel pomeriggio alcuni partecipanti hanno anche preso parte all’inaugurazione della nuova chiesa in legno presso il santuario del Santissimo Crocifisso. Presenti alla partenza il Sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e l’Assessore Comunale Vanna Bianconi oltre che il Primo Cittadino di Treia, Franco Capponi, insieme a rappresentanti dei vari Enti, Associazioni e Comitati promotori. La via Romano – Lauretana è una strada che ha segnato indissolubilmente la storia religiosa, economica e culturale delle nostre comunità e che, solo nei decenni più recenti, è stata completamente abbandonata. Quella che per molti secoli aveva rappresentato lo snodo cruciale della “via dritta”, vale a dire un asse strategico che collegava il santuario di Loreto e la Capitale pontificia, è stata ora ripresa, sulla scia di accurate ricerche storiche, dai membri delle sezioni camerte e settempedana del Cai, il Club Alpino Italiano.  

Treia, lutto per la scomparsa del Maresciallo Giuseppe Salvatori

Treia, lutto per la scomparsa del Maresciallo Giuseppe Salvatori

Treia si unisce al dolore della famiglia del Maresciallo in congedo Giuseppe Salvatori. Lo scorso aprile, Giuseppe era stato omaggiato dal Sindaco Franco Capponi per aver raggiunto l'importante traguardo dei 100 anni. Il Sindaco insieme ad una rapprsentanza dei Carabinieri di Treia e ad una delegazione di Carabinieri in congedo, aveva portato i migliori auguri a nome di tutta l'Amministrazione Comunale e di tutti i cittadini del comune. Il maresciallo Salvatori è stato infatti nel corso della sua lunga vita lavorativa una figura sempre al servizio della comunità e delle istituzioni, apprezzata da tutti per le sue elevate qualità morali e professionali. Pertanto, il Sindaco, l'Amministrazione Comunale e tutta la cittadinanza si stringono attorno al dolore della famiglia Salvatori.

09/10/2017
Pio VI e la Città di Treia: un legame antico in un ricordo dell’Accademia Georgica nel 300° dalla nascita del pontefice

Pio VI e la Città di Treia: un legame antico in un ricordo dell’Accademia Georgica nel 300° dalla nascita del pontefice

Il 247° pontefice romano, cesenate di nascita, da sempre amato dai treiesi un’importante monumento a lui dedicato domina la piazza treiese Nel 2017 ricorre il trecentesimo anno della nascita di Papa Pio VI, al secolo Giovanni Angelo Braschi, nato a Cesena il giorno di Natale nell’anno 1717. Lo stesso Papa Francesco, la scorsa domenica 1° ottobre, ha voluto ricordare questa figura con una vista pastorale a Cesena, la città malatestiana successivamente legata a Treia anche per il Gioco del Pallone col Bracciale, l’antico sport italiano praticato a livello agonistico sino agli anni ’60 ed attualmente tornato in auge. Papa Braschi, dopo una brillante carriera nei quadri della burocrazia curiale, era stato eletto Papa nel 1775 con l'appoggio della diplomazia francese. Aveva inaugurato il suo pontificato con la celebrazione dell'Anno Santo. Il suo governo si distinse per i progetti di riassetto economico e commerciale del lo Stato con vari tentativi di riforma finanziaria, catastale, legislativa e giudiziaria. Tra i programmi attuati va ricordata la bonifica delle paludi dell'Agro romano, da lui stesso patrocinata nell'intento di creare nuovi spazi e nuovi stimoli per lo sviluppo dell'agricoltura. Il frenetico susseguirsi degli avvenimenti, soprattutto in seguito alla rivoluzione del 1789, lo colse impreparato e lo travolse. I rapporti del Papa col Direttorio di Parigi divennero tesi sopraflutto dopo la discesa delle truppe francesi in Italia. Nel 1796, con l'armistizio di Bologna, Pio VI si vide costretto a riconoscere la Repubblica Francese. Un tentativo del Papa di sottrarsi all'egemonia dei vincitori portò alle dure condizioni imposte dalla pace di Tolentino del 1797. I successivi fatti di Roma provocarono l'occupazione militare dello Stato della Chiesa e la proclamazione della repubblica romana. Il Papa fu deposto come sovrano temporale e condotto prigioniero in Toscana, da dove, attraverso Panna, Torino e Briançon, raggiunse Yalence, nel Delfinato, e lì, sempre in stato di arresto, morì nell'agosto del 1799. La salma fece ritorno a Roma nel 1801. Anche la Città di Treia è da sempre legata a questo Pontefice tanto da dedicargli il più importante monumento che fa da contorno all’armonica piazza cittadina. La riconoscenza dei treiesi a Papa Braschi rimanda a tre fatti importantissimi che hanno segnato la storia locale. L’appoggio e la condivisione della trasformazione dell’antica Accademia dei Sollevati di Montecchio in Accademia Georgica e l’istituzione delle Case di Correzione e Lavoro Nonostante i travagli politici che occuparono fin dall'inizio il pontificato, non furono trascurati alcuni primi provvedimenti per l'incremento delle attività produttive con particolari attenzioni dell'agricoltura. In tal senso va visto l'appoggio dato dal papa, nel 1778, alla trasformazione dell'antica Accademia dei Sollevati di Montecchio, in Accademia Georgica, con obbiettivi miranti allo sviluppo degli studi economici per il rinnovamento del settore agricolo. Così Montecchio ebbe l'onore di ospitare tra le sue mura la prima istituzione di tal genere dello Stato Pontificio. L'Accademia Georgica svolse una intensa attività di ricerca e di sperimentazione, con buoni risultati che la resero famosa in tutta Europa. Pio VI seguì sempre con molta attenzione il progredire scientifico degli studi accademici accordando i mezzi e gli strumenti necessari per le attività sperimentali. Nel contesto di una politica tesa al rilancio delle manifatture dello Stato pontificio va anche inquadrato uno dei primi tentativi di industrializzazione dello Stato stesso con la realizzazione a Montecchio delle Case di Correzione e Lavoro. Il progetto maturò nell'ambito di un gruppo di nobili locali legati all'Accademia Georgica e aperti alle idee illuministiche. Costoro predisposero un programma per la formazione professionale dei giovani e nel contempo per lo sviluppo dell'industria e del commercio. Il 15 novembre del 1781 il Papa approvò il programma presentatogli dagli accademici Benigni e Riccomanni in cui si prevedeva l'istituzione a Montecchio di un reclusorio dove i giovani detenuti sarebbero stati impiegati in attività di tipo industriale. Il principio ideologico che governava l’ideazione e la realizzazione dei due stabilimenti è figlio di una identica concezione dell’ordine pubblico e del ruolo dello Stato nel controllo delle devianze e della marginalità. Il fondamento teoretico in base al quale il lavoro nobilità l’uomo e lo redime, si sposa con il principio utilitaristico che non trova nulla di moralmente ineccepibile nello sfruttamento del lavoro coatto a basso costo. Pertanto la disponibilità del Papa permise il sorgere a Montecchio nel 1782 di una scuola di filatura a cui fu aggiunta nel 1784 una scuola di tessitura. Il progetto di reclusorio trovò attuazione solo nel 1797. Lo scopo degli accademici era quello di tentare, per la prima volta nello Stato pontificio, la produzione di manufatti di lusso in grado di competere con quelli stranieri. Il tentativo non ebbe l'atteso successo e rimase allo stato di piccolo opificio senza la forza di tramutarsi in una grande fabbrica moderna. L'unico elemento di successo fu rappresentato dalla straordinaria qualità del prodotto consistente soprattutto in merletti e filati di gran pregio. In segno di riconoscenza per l’apertura delle Pie Case di Correzione e Lavoro, le autorità di Montecchio deliberarono di erigere nella piazza principale un tempietto, sostenuto da colonne di travertino, destinato a contenere un busto di Pio VI, modellato dallo scultore romano Tommaso Righi e fuso in bronzo dal montecchiese Antonio Calamanti. Il monumento fu inaugurato la sera del 20 novembre del 1785 con manifestazioni solenni accompagnate da “fuochi artificiali e banda de’ sonatori”. La “Relazione delle pubbliche feste celebrate… in onore della Santità di Papa Pio Sesto” conservata nell’achivio dell’Accademia descrive i palazzi della piazza completamente illuminati a cera, la balaustra circondata da soldati e munita di un gran numero di fiaccole accese, e mentre la folla inneggiava al grido di “viva il Santo Padre” nell’aria risuonava il giubilo di tutte le campane e degli strumenti musicali, nonché di spari di mortari. I festeggiamenti durarono per ben tre giorni. Furono composti diversi sonetti alla santità di Pio VI e la riconoscenza per l’apertura delle Pie Case di Lavoro (localizzate presso l’odierno ospedale cittadino) e quelle di Correzione (edificio, oggi demolito, ubicato nelle immediate vicinanze e di fronte al nosocomio) fu immortalata nel 1785 anche grazie al conio di una serie di medaglie pontificie commemoriative che raffiguravano sul rovescio proprio l’edificio del reclusorio contornato dalla scritta “Morib. Castigand. Jvvandis Artib Trejenses – Ex. Avctorit. O.P.” e il profilo di Pio VI con berrettino, mozzetta e stola sul lato dritto (autore Ferdinando Hamerani). I progetti architettonici delle due Case furono affidati ad Andrea Vici e risultano particolarmente preziosi per poter documentare visivamente soprattutto la casa di Correzione che, come si è detto, è stata demolita. L’Accademia Georgica treiese che sin dalla sua istituzione nell’anno 1778, ha sempre sostento l’innovazione tecnologica e sociale in particolare a suo tempo nel campo agricolo promuovendo e sostenendo ricerche, studi e innovazioni tendenti a modificare nel tempo le condizioni sociali dei treiesi, anche oggi con tutte le difficoltà, anche economiche, del momento ha avviato un serie di progetti tendenti alla maggiore fruibilità del patrimonio culturale posseduto e conservato attraverso sistemi innovativi e attuali consentendo altresì la messa in sicurezza degli stessi anche da eventi calamitosi. La bolla "Emixum animi nostri stadium" con cui nell’anno 1790 eresse Montecchio al rango di "Città" restituendo l'antico nome di Treja Il più atteso privilegio che il Papa potesse concedere ai Montecchiesi era il ripristino del grado di Città e la restituzione dell'antico nome di Treja. Ciò avvenne con l'emanazione della bolla Emixum animi nostri stadium del 2 luglio 1790 in cui il Papa ricordava la gloriosa terra di Montecchio dove nel IX secolo si erano rifugiati i Trejesi sfuggiti al furore dei barbari, terra cresciuta nel corso dei secoli tanto da essere considerata una delle più importanti del Piceno. Il Comune aveva raggiunto un buon numero di abitanti, più di settemila unità, il centro abitato si era rinnovato e vantava splendidi edifici pubblici e privati. La fertilità dei suoli e l'operosità dei coloni, la vastità del territorio e la presenza di una illustre e ricca classe nobiliare, erano ulteriori motivi giustificanti la riqualificazione di Montecchio alla pari delle altre città picene. Nella bolla il papa dava il giusto risalto anche alla religiosità della popolazione espressa nella presenza di numerose ed insigni chiese, di sette parrocchie, delle quali tre urbane e quattro nelle campagne, di conventi e di monasteri, di opere pie e di istituzioni create per l'istruzione, il commercio e la cultura. Alla pubblicazione del documento, oggi conservato presso l’Accademia Georgica, fu data grande rilevanza perché ritenuto subito significativo segno di riconoscimento dei progressi realizzati fino a quel momento. E così, da allora in poi, coloro che si sono interessati di patrie memorie hanno individuato in quell'occasione una importante tappa foriera di orizzonti nuovi per il futuro della comunità locale. L'evento fu festeggiato con solennità e per ricordare l'avvenimento le autorità locali decisero la coniazione di una medaglia che raffigurava da un lato l’immagine del Papa in mozzetta e stola, mentre nel rovescio la figura di una donna col capo turrito e col corno dell’abbondanza, simboleggiante Treia genuflessa al cospetto del pontefice, il quale, in piviale e triregno, le porgeva la mano destra per aiutarla a risollevarsi; il tutto contornato dalla scritta “Trejenses Restitutori Municipii MDCCXC” (incisore Gioacchino Hamerani). I treiesi ricorderanno anche le celebrazioni del secondo centenario avvenuto nel 1990. Per l’occasione l’Amministrazione Comunale ha fatto coniare delle medaglie commemorative in oro, argento e bronzo, oggi dei preziosi oggetti da collezione, il cui conio è stato realizzato dall’incisore Wulman Ricottini riutilizzando l’antico conio settecentesco custodito dall’Accademia Georgica. La beatificazione del Beato Pietro di Treia Avendo nel tempo operato vari miracoli, il Beato Pietro da Treia fu sempre circondato di venerazione, onorato e amato per quell'alone di santità che da lui promanava, finché il 31 agosto 1793 il Pio VI confermò il culto e il titolo di Beato, e concesse l'Ufficio e la Messa propri in suo onore. Il Beato Pietro nacque a Treia, allora Montecchio intorno all’anno 1230 discendendo della nobile famiglia Marchionni (De Marchionibus) resa insigne per fama di dottrina e per gloria di armi. Colpito dai meravigliosi esempi e più ancora dal divino fascino di San Francesco, giovanissimo entrò nell'Ordine Francescano dei Frati Minori desideroso di imitarne le virtù anche se non ebbe la fortuna di conoscere personalmente il Santo di Assisi ma sentì aleggiare nel suo paese e nella sua giovinezza quel profumo, quel fascino irresistibile che lo portò a seguirne materialmente le orme. Una volta divenuto Frate Minore, il Beato Pietro si diede alla predicazione del Vangelo nella sua città natale: e fu uno di quegli araldi della Parola di Dio che non lascia indifferenti, che trasforma le situazioni e che cambia il cuore. Fu poi trasferito nel Convento antico di S. Francesco ad Alto, ad Ancona, fondato da S. Francesco nel 1219, in occasione del suo ritorno dalla visita ai luoghi santi della terra del Signore. Nella Chiesa del Convento di Ancona il Beato Pietro ebbe, secondo il racconto dei Fioretti, l'estasi del Crocifisso: fu visto, infatti, "elevato da terra cinque o sei braccia (ossia 2 metri e mezzo) insino appiè del Crocifisso della chiesa, dinanzi al quale stava in orazione" (Fioretti, cap. 42). Qui il Beato Pietro conobbe e visse insieme al Beato Corrado da Offida (1241-1306), col quale si legò con vincolo di speciale amicizia. Da qui il Beato Pietro, insieme al Beato Corrado da Offida, fu mandato nel luogo di Sirolo (AN), dove il Beato Corrado guarì una povera donna, pregando per lei tutta la notte e liberandola, così, dal demonio e dove il Beato Pietro ebbe la visione di San Michele Arcangelo, il quale in segno di gratitudine per la Quaresima che il Beato praticava in preparazione della sua festa del 29 settembre, gli procurò la grazia dell'esperienza impareggiabile della certezza del perdono dei peccati. Dal luogo di Sirolo i due santi frati andarono in quello di Forano nel Comune di Appignano (MC), anch'esso visitato da San Francesco nel 1215, essendo ospizio e chiesa dei monaci cistercensi della vicina abbazia di Fiastra: il luogo era circondato da una bella selva, per cui ci si poteva dedicare abbondantemente alla preghiera nel silenzio e nella discrezione. Qui entrambi ebbero visioni celestiali, dedicandosi con lo spirito tipico dei figli del Poverello alla meditazione della Parola di Dio e dei misteri fondamentali della salvezza, ossia l'umiltà dell'incarnazione e l'amore e la sofferenza della Croce. Dopo varie esperienze legate alle vicende della Chiesa e dell'Ordine del tempo, il Beato Pietro ritornò al Convento di Sirolo, dove il 19 febbraio 1304 concluse la sua esperienza mortale. "Stella lucente e uomo celestiale", come lo chiamano i Fioretti, il Beato Pietro era ritenuto santo, già nella sua vita terrena.        

Grande festa a Treia per il “miracolo” della nuova chiesa in legno al Santuario del SS. Crocifisso

Grande festa a Treia per il “miracolo” della nuova chiesa in legno al Santuario del SS. Crocifisso

A distanza di poco più di un anno dall’inizio della grande crisi sismica che ha colpito duramente anche il maceratese, soprattutto con le fortissime scosse del 26 e del 30 ottobre scorsi, che hanno ferito in maniera indelebile il nostro bellissimo territorio, un evento che porta pace, speranza e tanta voglia di guardare al futuro con più serenità: l’inaugurazione della nuova chiesa in legno presso il santuario del SS. Crocifisso, gravemente danneggiato e reso inagibile dal terremoto. Una grande festa, quella che si è tenuta sabato pomeriggio, con un vero e proprio bagno di folla: tantissimi fedeli treiesi, ma anche moltissimi provenienti dai comuni vicini, a testimonianza del profondo affetto che lega le nostre comunità al Santuario francescano. Subito dopo il taglio del nastro, con un commosso saluto iniziale, padre Luciano Genga ha espresso tutta la sua gratitudine, rinnovandola anche al termine della cerimonia, a quanti, con il loro impegno instancabile, hanno permesso che questo grande miracolo si compisse. “Buona serata e benvenuti a questa bellissima festa !!!” Con queste parole ha esordito il Sindaco di Treia, Franco Capponi, ringraziando e salutando il Vescovo Nazzareno Marconi, il Ministro Provinciale della Provincia Picena San Giacomo della Marca, Padre Ferdinando Campana, il Vicario Don Gabriele Crucianelli, tutti i parroci presenti, le autorità civili e militari intervenute, il Corpo di protezione civile, i Vigili Urbani della Città e tutti coloro che con il loro impegno hanno consentito che questo miracolo si compisse. Un saluto particolare rivolto al Presidente della Provincia, all’Assessore Regionale Angelo Sciapichetti ed ai Sindaci presenti alla cerimonia. Nel suo intervento, Capponi ha ricordato l’episodio biblico della Città di Babele, Città incompiuta, devastata, destinata a restare nella memoria umana come simbolo di confusione e smarrimento, di divisione delle genti e di quella incapacità di capirsi che rende impossibile la realizzazione di qualsiasi opera comune. Così è apparsa la situazione dopo la grave scossa del 24 agosto 2016 e, ancor piu’, dopo quelle del 26 e del 30 ottobre, quando circa 300 famiglie treiesi hanno dovuto lasciare le proprie case; 20 Chiese sulle 22 presenti a Treia sono state chiuse perché inagibili, chiusi diversi plessi scolastici e chiuso anche il Palazzo Municipale. Tutto questo a Treia, che potrebbe sembrare, ad un osservatore poco attento, non essere stata poi così devastata. Si è cercato, con forza e determinazione, ma anche con razionalità, di tornare al più presto alla normalità, grazie alla vera solidarietà e ad una grande collaborazione di molti cittadini, del Corpo di Protezione Civile e al lavoro instancabile dei funzionari comunali e di tanti giovani del servizio Civile, oltre al grandissimo impegno delle imprese locali che hanno messo in sicurezza strade, chiese, abitazioni e soprattutto sistemato le scuole. La struttura per il culto, appena inaugurata è bellissima e rappresenta il segno di una Comunità molto unita; questa è il frutto di una azione sinergica portata avanti da Padre Luciano, dalla Comunità Francescana del Santuario del SS. Crocifisso e dell’amministrazione comunale che, insieme, hanno valutato la fattibilità di questo progetto, tenendo conto anche dell’incoraggiamento proveniente da cittadini e imprese. La struttura in legno sostituisce la tensostruttura utilizzata dopo il sisma: era, infatti, apparso fin da subito impossibile continuare ad ospitare centinaia e centinaia di fedeli sotto un tendone, asfissiante per il caldo in estate e difficile da riscaldare in inverno, né si poteva sperare in un intervento immediato di recupero del Santuario, data la gravità delle lesioni e la complessità del processo di ricostruzione. Ingenti le spese da sostenere, enormi le difficoltà finanziarie, alleviate in parte dal sostegno unanime del consiglio comunale della Città di Treia, con l’incrollabile ed incondizionata fiducia di padre Luciano verso la Provvidenza. Si può parlare di un miracolo, “di piccolo miracolo”, anche di Bellezza! Via via il progetto ha preso forma e la realizzazione e’ stata rapidissima: in soli tre mesi l’opera è giunta al termine, grazie alla generosa collaborazione di cittadini e imprese che hanno messo a disposizione un po’ delle loro produzioni, degli impianti, le opere edili principali, le fondazioni e molto altro. Gran parte della spesa per la realizzazione dell’opera e’ stata coperta; il Comune ha fatto un grande sforzo e ha messo quel che poteva e oggi si può contare anche sulla promessa di un contributo da parte della Regione. Manca l’ultimo passo, un ultimo piccolo sforzo per riuscire a coprire tutti i costi dell’opera. E’ un obiettivo facile da raggiungere: basterebbe un piccolo contributo di 5 Euro a testa da parte dei treiesi per dire di aver la somma necessaria a coprire tutte le spese. Inoltre dal prossimo 15 Novembre fino al 6 gennaio, grazie ad EPPELA, una società di Crown Founding a cui fa riferimento ANCI (l’Associazione dei Comuni italiani), verrà lanciata una ulteriore raccolta fondi, coadiuvata dai messaggi di TV2000, canale 28 del Digitale Terrestre, che, grazie al conduttore Daniele Morini, racconta questa bellissima storia, con 5 trasmissioni di circa 6/7 minuti ogni giorno proprio dal Santuario del SS. Crocifisso. Attraverso la rete EPPELA sarà, dunque, possibile donare contributi per la realizzazione di quest’opera da tutta Italia, godendo anche degli sgravi fiscali previsti come per l’Art Bonus. La nuova Chiesa in legno simboleggia la grande voglia di rinascere che, nonostante le difficoltà, non è mai venuta meno nel tempo; rappresenta, però anche la prova che insieme e uniti si può fare molto per il bene della comunità.   I festeggiamenti per l’inaugurazione della nuova chiesa in legno, simbolicamente intitolati “Questa è … perfetta letizia” proseguiranno domenica 8 ottobre e termineranno domenica 15 ottobre con il concerto del piccolo coro dell’Antoniano di Bologna.

Operazione "Ramon Loco": in manette un'operaia 37enne insospettabile

Operazione "Ramon Loco": in manette un'operaia 37enne insospettabile

I carabinieri di Osimo e Filottrano, in collaborazione con i colleghi di Montecassiano e del Nucleo cinofilo di Pesaro, hanno concluso l'operazione antidroga denominata 'Ramon Loco', smantellando definitivamente un'organizzazione criminale attiva tra le province di Ancona e Macerata. Dopo gli arresti, il 30 aprile e il 18 maggio scorsi, del presunto capo e del corriere della banda, è finita in manette un'insospettabile operaia di 37 anni, incensurata. La donna è stata bloccata ieri sera all'uscita della propria abitazione, dove sono stati poi rinvenuti, nascosti in camera da letto all'interno di un lettore Dvd, 310 grammi di hashish, un bilancino di precisione, un cellulare, un'agendina con i nominativi di acquirenti e 1.000 euro provento di spaccio. Nel corso dell'operazione è stato individuato e denunciato un 35enne di Treia, anche lui operaio e incensurato, considerato dagli investigatori acquirente e complice dell'arrestata. (Ansa)

07/10/2017
Carambola fra tre auto lungo la strada dei Rotelli: in due finiscono in ospedale

Carambola fra tre auto lungo la strada dei Rotelli: in due finiscono in ospedale

Grave incidente questa mattina lungo la strada provinciale Rotelli nei pressi di Passo di Treia. Tre le autovetture coinvolte: un furgone, un'Alfa e una Mercedes. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e due ambulanze, oltre ai carabinieri per i rilievi di rito.  Due delle persone coinvolte nel sinistro sono state trasportate in ospedale: le loro condizioni non sarebbero gravi. Ingenti, invece, i danni riportati nello scontro dai mezzi.

07/10/2017
Chiesanuova, il campionato Regionale Juniores entra nel vivo: sabato in campo contro il Montefano

Chiesanuova, il campionato Regionale Juniores entra nel vivo: sabato in campo contro il Montefano

Il campionato Regionale Juniores entra nel vivo e già lil Chiesanuova guidato da mister Samuele Tassi ha dato dimostrazione del proprio potenziale, andando a vincere nell’ultimo incontro per 3 – 1 sul terreno della Vigor Castelfidardo. Centrando due vittorie consecutive, segnando 9 reti e subìto un solo gol, si candida sicuramente anche quest’anno fra le protagoniste del campionato, una formazione plasmata dall’inossidabile Responsabile Tecnico del Settore Giovanile e più specificatamente della Juniores Regionale Silvano Sacchi che negli ultimi 4 anni, ricordiamo, ha vinto il campionato in due stagioni e terminato al 4° posto, lo scorso anno. Ha dunque motivo di orgoglio la frazione Chiesanuova, confrontandosi con realtà calcistiche di ben altro spessore, in fatto di bacino di utenza e strutture. Sabato alle 18,30 giocherà in campo al “Sandro Ultimi” di Chiesanuova contro il Montefano, un derby sicuramente avvincente come tutte le precedenti occasioni.

06/10/2017
Il Gruppo Lube inaugura un nuovo store monomarca a Milano dedicato a Creo Kitchens

Il Gruppo Lube inaugura un nuovo store monomarca a Milano dedicato a Creo Kitchens

Il Gruppo Lube rivoluziona il mondo delle cucine e della distribuzione con l’inaugurazione a Milano, in Via Bianca Maria 2, del nuovo store monomarca dedicato a CREO Kitchens. Un evento della durata di quattro giorni, da giovedì 5 a domenica 8 ottobre, che segna l’inizio della nuova strategia commerciale annunciata dall’amministratore delegato Fabio Giulianelli, in occasione dell’evento per i 50 anni dell’azienda. L’azienda marchigiana ha chiuso il 2016 con un fatturato di 169 milioni superando tutti i competiors, e una produzione di oltre 300 cucine al giorno. Risultati straordinari, ottenuti grazie alla crescita continua del giovane brand CREO Kitchens, che ha portato il Gruppo Lube ad ottenere il primato nel mercato nazionale. Nonostante il contesto economico anche quest’anno il nuovo brand marchigiano ha ottenuto una crescita percentuale del +2,5%, con una previsione del +3% entro la fine dell’anno. Un traguardo importante che ha permesso un aumento delle assunzioni fino a determinare un gruppo di oltre 618 dipendenti. Il brand CREO Kitchens si basa su un modello di vendita fondato sulla convenienza e sulla qualità certificata da Lube, con un offerta molto superiore a quella dei grandi magazzini e ad un prezzo concorrenziale. «Con CREO – afferma l’ ad. Fabio Giulianelli - intercettiamo tutti quei consumatori che si sarebbero rivolti non più a un negozio tradizionale, ma alla grande distribuzione. Si aggiunge poi un senso di appartenenza, di “importanza”, perché come si può dire con un certo orgoglio di aver comprato un capo da Zara, allo stesso modo sentiamo affermare: “ho comprato una cucina CREO”, mentre difficilmente un consumatore “si vanta” di aver acquistato un arredo presso la Gd». La specializzazione rappresenta per il Gruppo LUBE l’evoluzione dei consumi ed ha l’obiettivo di collocare l’azienda, il brand, il negozio al primo posto nella mente del consumatore. In questi anni si è passati da un sistema di offerta dove le differenze non determinavano in modo sostanziale le scelte di acquisto ad un contesto in cui si ricerca con sistematicità la proposta migliore, caratterizzata da un insieme di attributi significativi che la rendono distinguibile ed unica rispetto alle altre. Il negozio quindi dovrà essere in grado di presentarsi come il “migliore”, capace cioè di offrire il miglior prodotto e il miglior servizio. Il brand CREO di muove proprio in questa stessa direzione, differenziandosi dalla grande distribuzione anche nelle logiche di comunicazione. "Con il lancio di CREO Kitchens – continua l’ ad. Fabio Giulianelli - abbiamo dato vita a una nuova strada per il mercato, e i nostri clienti rivenditori che hanno scelto di sposare la causa della specializzazione stanno crescendo del 30-35% in termini di fatturato nel Nord Italia, al Centro del 10-12%. Il Sud invece deve ancora recepire il cambiamento: ci vorrà più tempo, ma accadrà, e allora vedremo incrementare ulteriormente le vendite. L’apertura di Milano per noi è la consacrazione di CREO Kitchens nel panorama sia nazionale che internazionale, se consideriamo che Milano rappresenta in tutto il mondo una vetrina d’eccellenza; resa ancora più importante in quanto realizzata con lo stesso retailer protagonista l’anno scorso dell’apertura del “negozio icona” di Lube in Corso Sempione; questo a dimostrazione e testimonianza delle enormi opportunità di mercato che i due brand LUBE e CREO offrono".

05/10/2017
Domenica tutti in cammino sull'antica via Romano - Lauretana

Domenica tutti in cammino sull'antica via Romano - Lauretana

In occasione della Giornata nazionale del Camminare, domenica prossima (8 ottobre)  si svolgerà la terza passeggiata a piedi lungo lantica via Romano - Lauretana, loriginaria direttrice viaria che collegava Roma alle Marche fra Medioevo ed età moderna. Lescursione, dopo quelle del  25 giugno e il 17 settembre nei tratti Serravalle di Chienti-Camerino-San Severino, partirà da piazza Del Popolo alle 8 del mattino per raggiungere la città di Treia intorno alle 15, percorrendo un itinerario di 22 chilometri complessivi aperto a tutti e di difficoltà turistica. L'iniziativa è promossa dallUniversità degli studi di Camerino in collaborazione, fra gli altri, con i Comuni di San Severino Marche e Treia, la sezione Club Alpino Italiano di San Severino Marche, la Pro Loco di San Severino Marche, lUnione Montana delle Alte Valli del Potenza e dellEsino, il Gruppo Scouts San Severino Marche, il circolo di Legambiente Il Grillo e molti altri enti, istituzioni e associazioni. A guidare la camminata sarà il presidente della sezione settempedana del Cai, Marino Scattolini. Dopo la partenza da piazza Del Popolo si proseguirà fino alla chiesa di Santa Maria del Glorioso poi per la zona panoramica della rupe del Sasso in direzione di Cesolo. Da qui si raggiungerà Colmone e si proseguirà per Pitino dove si consumerà un piccolo ristoro presso lagriturismo Villanova. Un secondo ristoro si terrà a Roccolo di Valcerasa per poi raggiungere la zona panoramica di Villa Spada di Treia. Larrivo è previsto per le ore 15 in piazza della Repubblica, a Treia, per il pranzo. Nel pomeriggio, alle ore 17, i partecipanti alla camminata potranno prendere parte anche allinaugurazione della nuova chiesa in legno presso il santuario del Santissimo Crocifisso. La Contram Spa garantirà anche un servizio di bus navetta con partenza alle ore 7,30 da Treia, porta Cassara, diretto a San Severino Marche. Il rientro è poi previsto, sempre da Treia per San Severino Marche, alle 16,30. Un secondo rientro è in programma per le ore 18,30 partendo dal santuario treiese.  A San Severino Marche per loccasione sarà anche possibile visitare la pinacoteca civica P. Tacchi Venturi, il teatro Feronia, le chiese di San Lorenzo in Doliolo e San Rocco, larea archeologica di Septempeda. Per informazioni ci si può rivolgere ai numeri di telefono 3396938966 oppure 3397385719. Ai partecipanti verrà chiesto un contributo per il ristoro, il pranzo e il servizio navetta di 5 euro. Il cammino si svolgerà anche in caso di maltempo. La via Romano - Lauretana è una strada che ha segnato indissolubilmente la storia religiosa, economica e culturale delle nostre comunità e che, solo nei decenni più recenti, è stata completamente abbandonata. Quella che per molti secoli aveva rappresentato lo snodo cruciale della via dritta, vale a dire un asse strategico che collegava il santuario di Loreto e la Capitale pontificia, è stata ora ripresa, sulla scia di accurate ricerche storiche, dai membri delle sezioni camerte e settempedana del Cai, il Club Alpino Italiano.

Treia, assaltano il bancomat ma l'allarme li mette in fuga

Treia, assaltano il bancomat ma l'allarme li mette in fuga

Tentano l'assalto al bancomat, ma l'allarme li ha fatti scappare. E' successo a Treia la notte scorsa alla Bncas Intesa San Paolo - Banca Veneta Agenzia di Chiesanuova di Treia.  Il colpo non è andato a segno, dal momento che sul posto stavano arrivando i Carabinieri, allertati dall'allarme, così i malviventi si sono spaventati e sono scappati, lasciando sul posto gli attrezzi per lo scasso. Indagini in corso. 

03/10/2017

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