Castelsantangelo sul Nera

Da Castelsantangelo, il ristorante "Dell'Erborista" riapre per un giorno a Roma

Da Castelsantangelo, il ristorante "Dell'Erborista" riapre per un giorno a Roma

Domenico Marzoli Capocci e la sua famiglia, proprietari del ristorante "Dell'erborista" di Gualdo di Castelsantangelo sul Nera, da tutti conosciuto come "i maghetti", per un giorno ha riaperto al pubblico il proprio locale ospite del Ristorante Match in via Melbourne a Roma.  Il progetto, pensato e voluto da Antonio Michelangeli e supportato da un gruppo di persone che si rifanno alla pagina Facebook "ricostruire Castelsantangelo sul Nera", ha trovato immediato consenso da parte di innumerevoli sponsor che hanno generosamente donato ospitalità e materie prime. Il primo ad aderire è stato il proprietario del ristorante Match di Roma; a seguire, l'acqua Nerea e produttori di tartufi, di vino, di pasta e di dolciumi.  Appena pubblicizzato, l'evento in 48 ore ha fatto il sold out: quasi duecento persone hanno aderito immediatamente all'iniziativa. Domenica 12 marzo tante persone legate dalla voglia di supportare le attività in crisi e dall'amore per Castelsantangelo si sono ritrovate a tavola per gustare sapori e odori mai dimenticati.  È una delle tante iniziative organizzate dai ragazzi di "Ricostruire Castelsantangelo sul Nera", un gruppo nato dopo i terribili terremoti che hanno devastato tutto il territorio comunale con l'obiettivo di fare informazione verso residenti e non, organizzare incontri con le istituzioni locali, eventi benefici e soprattutto non far disperdere la comunità Castellana. A breve verrà organizzato un pranzo benefico che vedrà protagonista Ovidio Valentini, figlio de "dal Navigante" altro conosciutissimo ristorante del luogo e a primavera inoltrata ci sarà un grande incontro all'aria aperta con tutti coloro che amano Castelsantangelo. Nel frattempo Enrico Petrucci disc jockey e animatore delle serate al Capannaccio sta lavorando ad una serata disco anni 80 in un locale romano. Il motto del gruppo impresso sulle magliette disegnate da Lucia D'Innocenzo e indossate ovunque con grande orgoglio è "insieme si può".

12/03/2017
Per Castelsantangelo sul Nera un container magazzino da "Aiutiamo e non Crolliamo"

Per Castelsantangelo sul Nera un container magazzino da "Aiutiamo e non Crolliamo"

"Aiutiamo e non Crolliamo ", la pagina facebook capitanata da Alessandro Tinti  insieme a Salvatore Pelella , Luana Torsani e Paolo Scarselletta, ha messo a disposizione per tutto il tempo necessario, con la formula del comodato d'uso gratuito, un container ad uso cucina /magazzino per i ragazzi dell'Associazione "Un aiuto concreto per Castelsantangelo sul Nera". Questa mattina il container è stato consegnato e posizionato alla presenza di alcuni dei componenti dell'associazione stessa . In realtà è dal mese di dicembre 2016 che il container è disponibile e avrebbe potuto essere consegnato e dunque utilizzato. Purtroppo però Castelsantangelo ha problemi idrogeologici importanti derivanti all'ingrossamento del Fiume Nera. A ciò si aggiunge la circostanza che il territorio comunale è stato dichiarato quasi completamente zona rossa.   Per questi motivi la consegna è slittata di qualche mese. Un altro bel gesto di autentica solidarietà emiliana/marchigiana.                          

10/03/2017
Ricostruzione (stavolta pesante): Marche discriminate rispetto al sisma del 2012 in Emilia Romagna?

Ricostruzione (stavolta pesante): Marche discriminate rispetto al sisma del 2012 in Emilia Romagna?

La bozza di ordinanza per la ricostruzione cosiddetta pesante (vale a dire per gli edifici gravemente danneggiati) consegnata ai sindaci del cratere dal Commissario Errani e anticipata da Sibilla on line (qui), segna di nuovo un distinguo tra il trattamento riservato ai territori del Centro Italia colpiti dal recente sisma e quello invece previsto ed applicato nel 2012 nelle zone terremotate dell’Emilia Romagna. Infatti i costi parametrici degli interventi di ricostruzione sono molto più bassi oggi di quelli previsti ben cinque anni fa in Emilia fino ad arrivare a un rapporto pari quasi alla metà. Risultano poi maggiormente penalizzati gli interventi di rafforzamento locale dove si scende addirittura al di sotto della metà concessa nel 2012.  Ridotto rispetto all’Emilia è anche il contributo per gli edifici di valore storico e culturale. Complessivamente si tratta di costi datati e fuori mercato che non corrispondono alle reali esigenze ricostruttive locali e che potrebbero scoraggiare gli interventi con il rischio di un ulteriore abbandono dei territori. Sia per il tempo trascorso, che per l’estensione notevole dell’area colpita dal sisma che infine per la cattiva gestione con gli enormi ritardi che ha portato ad uno spopolamento dei paesi terremotati, ci saremmo aspettati una virata consistente del Commissario nella direzione non di tagli ma di incrementi significativi del costi parametrici ai fini di una vera e propria partenza di una ricostruzione che ad oggi ancora è un fantasma. Si ricorda che nel 1997 la gestione della fase post sisma è avvenuta completamente a livello locale tra Regione Marche, provincia e amministrazioni locali. E dall’esito positivo di quella esperienza se ne deduce che il Commissario per la Ricostruzione deve essere il Presidente della Regione colpita dal terremoto: su questo ormai non dovrebbero più esserci dubbi. Oltre alla conoscenza del territorio e delle sue esigenze ciò che fa la differenza è infatti l’amore per una terra dilaniata ma ricca che deve ripartire. Ci spieghi ora Errani i motivi di un tale discrimine rispetto a un sisma di molto più piccolo quanto a danni ed estensione. 

10/03/2017
Overtime Festival e il giornalismo italiano insieme per Castelsantangelo sul Nera

Overtime Festival e il giornalismo italiano insieme per Castelsantangelo sul Nera

Dopo la fortunata sesta edizione terminata nel mese di ottobre, Overtime Festival torna con il lancio del suo primo progetto editoriale, con il supporto di Università degli Studi di Macerata, Comune di Macerata e Panathlon International. Un progetto unico nel suo genere, creato dalla penna degli amici del festival nazionale del racconto e dell’etica sportiva. “E vissero… sconfitti e vincenti”, il titolo del progetto, un libro fatto di storie, aneddoti, racconti e fantasie. Un libro che ha coinvolto il giornalismo sportivo italiano. Per la prima volta insieme. Tutti in nome della solidarietà e dell'etica sportiva. A fare gli onori di casa nei locali di CreaHub è stato il Magnifico Rettore dell’Università di Macerata professor Francesco Adornato che ha con il Direttore Generale Mauro Giustozzi fortemente appoggiato l’iniziativa volta a sostenere il Comune di Castelsantangelo sul Nera: “Sono particolarmente legato a questo paese, ho trascorso lì molte estati. Lo scorrere del fiume e i suoi odori mi riportavano alla mia infanzia”. Il progetto si fregia della prefazione di Bebe Vio. Bellissime e mai scontate le sue parole, volte al tema ricorrente del libro, quello che emerge nel titolo e che ha caratterizzato Overtime Festival 2016: storie di “Sconfitti & Vincenti”. Un libro fatto anche di fantasie, di interviste possibili e di personaggi sportivi “onirici”. Ventidue gli autori e i giornalisti di fama nazionale che hanno aderito al progetto. Diciannove invece i racconti, di cui molti inediti. Lo sport è trattato a 360 gradi, il “mood” di Overtime Festival. Duecentonove pagine su cui si susseguono tecniche, linguaggi e modalità di racconto completamente diverse: ironia, romanticismo, illustrazione, poesia…ed ovviamente sport! “Oggi non posso nascondere la soddisfazione di aver creato una grande famiglia, fatta di esperienze e vite diverse, accomunate dalla voglia di sostenere un progetto ed un festival che tanto è cresciuto nel tempo” afferma Michele Spagnuolo. “Un festival nato 7 anni fa, con la voglia di dare voce all’etica, allo sport e alla cultura sportiva. Un’idea che anno dopo anno è diventata qualcosa di importante, ma soprattutto è diventata un gruppo di amici, una famiglia. Una famiglia in grado di aiutare e supportare chi è in difficoltà, così come accade in tutte le famiglie. Così come accade oggi ai nostri fratelli di Castelsantangelo sul Nera, terra martoriata da un mostro chiamato terremoto.  Una famiglia, la nostra, che prova a supportare la sua gente e che cerca di regalare speranza con piccoli gesti. Come questo libro”. “Si tratta di un libro nato dopo l’ultima serata di Overtime quando per il maltempo abbiamo dovuto rinunciare alla serata con Teo Teocoli organizzata per raccogliere fondi a sostegno di Castelsantangelo” dice Marco Ardemagni, uno degli autori presenti alla conferenza. “Ci sentivamo frustrati per questo mancato aiuto” - continua il conduttore di Caterpillar AM Rai Radio2 - “ma quando Michel Spagnuolo mi ha chiesto di pensare ad un racconto da inserire in un libro da portare in giro per l’Italia ho aderito con entusiasmo”. Giammarco Menga inviato di Mediaset Premiun, anch’egli autore di un racconto del libro continua “Io sono aquilano. Ho vissuto in prima persona il dramma che sta colpendo il popolo degli Appennini. Fondamentale è mantenere alta l’attenzione mediatica su quei tragici eventi per non dimenticare le popolazioni colpite. Il libro che presentiamo va proprio in questa direzione. Anche io come giornalista farò il possibile per non spegnere i riflettori sul sisma”. Ed ecco i nomi che compongono la famiglia di “E vissero… sconfitti e vincenti”: Bebe Vio (prefazione), Marco Ardemagni, Claudio Arrigoni, Davide Barzi & Oskar, Franco Bragagna, Elisabetta Bucciarelli, Nicola Calzaretta, Angelo Carotenuto, Matteo Cruccu, Luca Ferrara (illustrazione in copertina), Luca Leone, Elvis Lucchese e Vittorio Munari, Paolo Maggioni, Giammarco Menga, Marco Pastonesi, Dario Ricci, Dario Ronzulli, Giorgio Terruzzi, Stefano Vegliani, Furio Zara. Sono già in programma diverse presentazioni in giro per l’Italia, grazie al supporto di Panathlon International e degli autori che hanno aderito al libro. I proventi del libro, decurtati delle spese di realizzazione, saranno devoluti al Sindaco di Castelsantangelo, Mauro Falcucci. Commosso per l’iniziativa, Falcucci dichiara “Questo progetto è stato realizzato con spirito di squadra. Quello che serve per affrontare questo evento catastrofico. Siamo in ritardo ma bisogna andare avanti perché un’intera comunità montana ha il sacrosanto diritto di continuare ad esistere”. “Il titolo del libro è quanto mai attuale. La natura ci ha sconfitti, ma potremo comunque essere vincenti se dimostreremo unità in tutto il nostro territorio” chiosa il Sindaco del Comune di Macerata, Romano Carancini. In occasione della presentazione è stato pubblicamente consegnato al Sindaco Falcucci un assegno gigante (riproduzione) attestante la donazione di Overtime Festival, avvenuta in occasione dell’edizione 2016, nonostante la cancellazione dell’evento di piazza con Teo Teocoli. Presenti all’incontro anche Barbara Morresi, presidente del Panathlon International di Macerata e l’artista e amico di Overtime Festival, Nazareno Rocchetti. Per info e per ordinare il libro: www.overtimefestival.it – http://www.facebook/overtimefestival  

07/03/2017
Per le Marche ordinate 639 soluzioni abitative provvisorie

Per le Marche ordinate 639 soluzioni abitative provvisorie

La Regione Marche ha ordinato 639 soluzioni abitative provvisorie, le cosiddette "casette", per diversi comuni del territorio danneggiati dal terremoto.  Le strutture saranno così distribuite: 137 nel Comune di Arquata del Tronto, 72 a Fiastra, 222 a Visso, 100 a Ussita, 76 a Castelsantantangelo sul Nera. Da un comunicato della Regione pare che si insista a ricostruire anche nella frazione di Pescara del Tronto in cui dopo i lavori di urbanizzazione e di fondazione, entro la prossima settimana verranno montate le casette. I lavori di urbanizzazione inizieranno a breve anche per Visso, Fiastra, Ussita, Castelsantantangelo,San Severino Marche, Amandola, Treia, Bolognola, Camerino, Gualdo, Valfornace, Pievetorina, Muccia, Montegallo, Rotella e altri. Sempre per la metà della prossima settimana la Regione Marche svolgerà le gare per affidare i lavori nelle varie aree. (Fonte ANSA)  

23/02/2017
Terremoto, approvato il primo stralcio del programma di ripristino della viabilità elaborato da Anas: priorità per 408 interventi del valore complessivo di 389 milioni

Terremoto, approvato il primo stralcio del programma di ripristino della viabilità elaborato da Anas: priorità per 408 interventi del valore complessivo di 389 milioni

Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha approvato il primo stralcio del programma definito da Anas, di concerto con le Regioni e i gestori stradali, per gli interventi di ripristino e messa in sicurezza della rete stradale interrotta o danneggiata a causa dei terremoti che hanno colpito il Centro Italia a partire dallo scorso 24 agosto.   Anas, infatti, è stata incaricata dal Governo, con il decreto legge n. 205 del 4 novembre scorso, di provvedere al ripristino ed alla messa in sicurezza della viabilità delle infrastrutture stradali di propria competenza nonché di coordinare e supportare gli interventi su quelle di competenza degli enti territoriali e locali. In particolare, con Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 408 del 15 novembre 2016, l’ingegner Fulvio M. Soccodato di Anas è stato nominato Soggetto Attuatore di Protezione Civile, con il compito di effettuare una puntuale ricognizione del danno e realizzare un Programma complessivo di interventi di ripristino di tutta la rete stradale all’interno del cratere sismico. Successivamente all’approvazione del Programma, il Soggetto Attuatore dovrà coordinare e provvedere alla sua attuazione.   «Per ripristinare la viabilità e le connessioni per il Centro Italia colpito dal sisma – afferma il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio – sono stati considerati sia gli interventi urgenti, sia la definizione di assi prioritari di collegamento con il Paese. Siamo impegnati vicino alle comunità colpite perché senza collegamenti non vi è sviluppo e ripresa dell’attività economica».   In particolare, in fase di programmazione, in un confronto continuo con la Dicomac, si è provveduto alla ricognizione delle criticità sulla rete viabilistica interessata dagli eventi sismici ed all’individuazione degli interventi minimi essenziali per garantire il ripristino della viabilità, redigendo un cronoprogramma di ripristino e messa in sicurezza della rete stradale che indichi anche le priorità di intervento. La successiva fase di attuazione del programma prevede, invece, il coordinamento operativo e il monitoraggio dell’esecuzione degli interventi e, ovviamente, la realizzazione degli interventi di propria competenza e di quelli di competenza dei gestori locali in relazione alla loro effettiva capacità operativa e finanziaria.   Anas, in qualità di Soggetto Attuatore, ha finora effettuato 622 sopralluoghi su 124 strade insieme ai tecnici dei rispettivi enti gestori della rete viabilistica interessata. Si tratta di una superficie complessiva di circa 7.600 kmq che comprende 4 Regioni (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria), 8 Provincie (L’Aquila, Teramo, Rieti, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Perugia), 131 Comuni per una rete stradale di 15.300 km, dei quali 11.000 km di competenza Comunale.   Data l’estensione della rete e la diffusione dei danni, il Soggetto Attuatore ha attribuito un livello di priorità da 1 a 5 per ogni intervento, individuando – di concerto con il territorio – 408 interventi con priorità da 1 a 3, necessari per ripristinare la circolazione o le condizioni di sicurezza lungo la rete stradale principale, da realizzare nel primo stralcio del programma per un importo complessivo stimato in circa 389 milioni di euro. Per gli interventi sulla rete stradale di Anas e per quelli per i quali gli enti gestori richiederanno supporto diretto per l’attuazione, il Soggetto Attuatore utilizzerà, in via di anticipazione, le risorse del Fondo Unico Anas (istituito con legge 208/2015). I gestori delle reti stradali locali che, invece, comunicheranno di voler intervenire direttamente sui tratti di propria competenza, utilizzeranno le proprie risorse, se disponibili, oppure chiederanno l’autorizzazione alla Regione di riferimento per accedere ai fondi di Protezione Civile.   «Il lavoro del soggetto attuatore, in accordo con la nostra Dicomac a Rieti e con i gestori stradali, in questi mesi è stato incessante – ha ribadito il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio. Sappiamo tutti quanto la viabilità sia fondamentale sia per la fase di gestione dell’emergenza sia per quella successiva di ricostruzione a trecentosessanta gradi di queste comunità. Sapere di riuscire a raggiungere, in tempi ragionevoli e in sicurezza, determinate zone del Centro Italia può fare la differenza anche sulle scelte di dove realizzare un’area con le casette piuttosto che la nuova zona commerciale provvisoria di un comune ora deserto. Per questo è davvero importante che il primo stralcio del Programma più complessivo che ho approvato oggi sia stato condiviso con tutti i soggetti interessati, a partire dalle quattro Regioni».   «La rete stradale nella zona del cratere è molto diffusa e frazionata, con la presenza di oltre 1.770 centri urbani. Anas in qualità di Soggetto Attuatore di protezione Civile, ha compiuto un importante lavoro di programmazione degli interventi di ripristino della viabilità – ha spiegato il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani – si tratta di uno step fondamentale per dare il via al progetto di ricostruzione. Il piano nel suo complesso sarà molto articolato e si svilupperà ulteriormente in corso d’opera, secondo le priorità individuate e secondo le esigenze che ci segnalerà il territorio di volta in volta. L’importante è partire, e questo è un primo passo concreto».   Il primo stralcio del Programma di ripristino definito da Anas si inserisce nel più ampio Piano di potenziamento e completamento di infrastrutture viarie nell’Area del cratere sismico previsto nel Contratto di Programma Anas-Ministero delle Infrastrutture, nel quale sono stati programmati investimenti per ulteriori 1,18 miliardi di euro. In particolare, si tratta di lavori in corso per 255 milioni, opere in avvio per 148 milioni e in programma per 785 milioni. Questo Piano, unito al valore degli interventi del Programma di ripristino - tenuto anche conto dei relativi stralci futuri di completamento, eleva l’investimento infrastrutturale nell’area ad oltre 1,7 miliardi di euro. 

14/02/2017
Apprensione fra i terremotati: mancano dodici giorni per richiedere i contributi per la ricostruzione, ma le schede Aedes sono ancora pochissime

Apprensione fra i terremotati: mancano dodici giorni per richiedere i contributi per la ricostruzione, ma le schede Aedes sono ancora pochissime

Il primo passo per la ricostruzione post terremoto è sempre ed ancora la tanto agognata scheda Aedes.  L’ Ocdpc n. 422 del 16 dicembre 2016 all’articolo 1 infatti stabilisce che  “In ragione dell'elevato numero di edifici da sottoporre a verifica a seguito dell'aggravamento della situazione di danneggiamento conseguente agli eventi sismici della fine di ottobre” a decorrere dalla data di pubblicazione della stessa ordinanza lo svolgimento delle verifiche di agibilità post-sismica degli edifici e delle strutture interessate dagli eventi sismici in premessa attraverso la compilazione della scheda AeDES, di cui all'art. 10 del DPCM 8 luglio 2014, disciplinato dall'art. 3 dell'ordinanza n. 392/2016, è sospeso, fatto salvo quanto previsto dai successivi commi". E di seguito chiarisce che allo svolgimento delle verifiche di agibilità post-sismica degli edifici e delle strutture interessate di proprietà privata attraverso la compilazione della scheda AeDES per l'intera unità strutturale, solo a seguito dell'esito di "non utilizzabilità" secondo la scheda FAST, provvedono i tecnici professionisti iscritti agli ordini e collegi professionali abilitati all'esercizio della professione relativamente a competenze di tipo tecnico e strutturale nell'ambito dell'edilizia,  su diretto incarico del proprietario o avente diritto, in ragione del fatto che tale procedimento è previsto quale condizione abilitante per l'ottenimento dei contributi per la ricostruzione privata ai sensi di quanto previsto dall'art. 6 del decreto-legge n. 189/2016. In parole povere: per ottenere il contributo per la ricostruzione in seguito a danni lievi occorrono o la scheda Aedes con una valutazione “B”, quindi di inagibilità temporanea, o una scheda Fast che attesti la “non utilizzabilità” dell’edificio e che viene redatta, per esigenze di celerità, dal proprio tecnico di fiducia. L’ Articolo 6 dell’ordinanza n. 8 sull’ “Avvio dei lavori e concessione del contributo” indica la procedura da seguire per ottenere il contributo: 1.       il tutto si avvia con la comunicazione di inizio lavori che costituisce comunicazione di inizio lavori asseverata. In particolare, con la perizia ivi allegata si assevera che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici, al regolamento edilizio, alle normativa sull’efficientamento energetico e che gli stessi interessano alcune strutture dell’edifico per la loro riparazione e per il rafforzamento locale. 2.       La comunicazione di inizio lavori e tutte le istanze inerenti e conseguenti sono inviate all’Ufficio speciale a mezzo PEC. L’Ufficio speciale, utilizzando la procedura informatica, trasmette immediatamente al comune la comunicazione di inizio lavori per i provvedimenti di competenza. Nel termine di sessanta giorni dalla pubblicazione della stessa ordinanza, quindi entro il 12 febbraio, il soggetto interessato deposita all’Ufficio speciale territorialmente competente la domanda di contributo corredata dalla documentazione necessaria ed entro il medesimo termine, possono altresì presentare domanda di contributo, con le medesime modalità, anche i soggetti che non abbiano già comunicato l’avvio dei lavori. Da quanto sopra, se calcoliamo i termini, in pratica restano soltanto due settimane di tempo per richiedere il contributo. Ma a quanto pare, molti cittadini non sono in possesso ancora di scheda Aedes con una valutazione “B”, quindi di inagibilità temporanea, o di una scheda Fast che attesti la “non utilizzabilità” dell’edificio. Il problema dei tempi rapidi per velocizzare il rientro nelle abitazioni lievemente danneggiate, ma concretamente inutili in quanto non rapportati alle attività concrete da svolgere, si è già verificato per le domande di delocalizzazione delle attività produttive, tanto che nell'art. 5 dell'Ordinanza 9 è stato slittato il termine per la presentazione della domanda di delocalizzazione dai 15 giorni inizialmente previsti a 50 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza . Urge pertanto anche in questo caso una circolare del Commissario che chiarisca che il termine non è perentorio o che lo posticipi.          

31/01/2017
Emessa la quindicesima ordinanza da Errani: creata solo ora la struttura organizzativa

Emessa la quindicesima ordinanza da Errani: creata solo ora la struttura organizzativa

Il Commissario per la Ricostruzione Vasco Errani ha di recente emanato la quindicesima ordinanza del suo mandato per la fase post sisma nel centro Italia. Ricordiamo anche, ai fini di un discorso unitario e senza buchi, che dopo l’Epifania, come i Re Magi, in data 9 gennaio 2017 erano arrivano tre nuove ordinanze del Commissario per la Ricostruzione: le n. 11 – 12 e 13. Riguardavano i seguenti argomenti:  l’istituzione del Comitato Tecnico Scientifico, l’ elenco dei professionisti e i contributi per la riparazione degli immobili ad uso produttivo. La n. 14 del 17/01/2017, già commentata, riguardava l’ “Approvazione del programma straordinario per la riapertura delle scuole per l’anno scolastico 2017-2018”. Il nuovo provvedimento datato 27 gennaio 2017, disciplina l’ “Organizzazione della struttura centrale del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori delle Regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016”. L’ordinanza cioè disciplina l’articolazione interna e l’organizzazione della struttura centrale posta alle dipendenze del Commissario e sono uffici di staff: a) la segreteria tecnica del Commissario straordinario; b) l’ufficio del consigliere giuridico; c) l’ufficio stampa; d) l’ufficio monitoraggio e stato di attuazione dei programmi. Il trattamento economico di tali ultimi soggetti è stabilito con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze su proposta del Commissario straordinario, nel limite massimo di quarantottomila euro annui, comprese le spese. Interessante appare la previsione secondo cui Il Commissario straordinario può altresì conferire incarichi di studio e/o consulenza a soggetti dei quali siano previamente valutate le spiccate e preminenti competenze nelle materie tecnico-scientifiche attinenti alle attività e ai compiti da svolgere e che pertanto possano assicurare un rilevante supporto alla struttura commissariale. Questo ci permette di ricollegarci all’ordinanza n. 11 relativa all’istituzione del Comitato Tecnico Scientifico della Struttura del Commissario straordinario. La prima ordinanza (n. 11 - Istituzione e funzionamento del Comitato Tecnico Scientifico della Struttura del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori dei Comuni delle Regioni di Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria interessati dall’evento sismico del 24 agosto 2016) prevede l’istituzione del Comitato Tecnico Scientifico di cui all’articolo 50 comma 5 del Decreto189/2016 e di cui il  Commissario straordinario si avvale “per la definizione dei criteri di indirizzo, vincolanti per tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nel processo di ricostruzione, per la pianificazione, la progettazione e la realizzazione degli interventi di ricostruzione con adeguamento sismico degli edifici distrutti e di ripristino con miglioramento sismico degli edifici danneggiati, in modo da rendere compatibili gli interventi strutturali con la tutela degli aspetti architettonici, storici e ambientali, anche mediante specifiche indicazioni dirette ad assicurare una architettura ecosostenibile e l'efficientamento energetico”. I componenti del Comitato Tecnico – Scientifico durano in carica fino al 31 dicembre 2018 in ovvia concomitanza  con la scadenza della gestione commissariale. Per la partecipazione al Comitato tecnico - scientifico non è prevista la corresponsione di gettoni di presenza, compensi o altri emolumenti comunque denominati. Sono previsti invece dei rimborsi delle spese documentate di trasferta entro il limite massimo annuo complessivo di € 30.000,00 riferito all’intero Comitato tecnico – scientifico. Come già precendentemente da noi evidenziato, stupisce la circostanza che l’Università di Camerino, l’unica terremotata, abbia nel Comitato un solo rappresentante, nella persona del Prof. Massimo Sargolini, Professore Ordinario di Urbanistica. Il Commissario straordinario può però, con apposita ordinanza nominare componenti del Comitato Tecnico – Scientifico ulteriori e diversi da già quelli individuati. La previsione di cui alla nuova ordinanza secondo cui il Commissario straordinario può altresì “conferire incarichi di studio e/o consulenza a soggetti dei quali siano previamente valutate le spiccate e preminenti competenze nelle materie tecnico-scientifiche attinenti alle attività e ai compiti da svolgere e che pertanto possano assicurare un rilevante supporto alla struttura commissariale” non fa che rafforzare il nostro stupore per l’esclusione dei docenti di Unicam, l’Ateneo maggiormente dotato di competenze scientifiche e tecniche per la ricostruzione, oltre che l’unico direttamente e fortemente colpito dal sisma. Si auspica pertanto un ripensamento nel senso della valutazione in particolare della nomina del Prof. Emanuele Tondi, il cui ruolo in termini di divulgazione nella fase precedente ai sismi e nel periodo attuale dell’emergenza è di indubbio valore sociale oltre che scientifico. Inoltre fa riflettere la circostanza che solo a fine gennaio, a ben 5 mesi dal primo sisma, sia stata istituita la struttura centrale della quale il Commissario deve avvalersi per la ricostruzione. Troppi ritardi, tanta lentezza e burocrazia. Inoltre il mancato coinvolgimento dei protagonisti locali sia amministratori che studiosi: coloro che soli sono in grado di dare un’impronta pratica e veloce alla ricostruzione perché lo fanno con il cuore e con il sudore di vivere sulla propria pelle un’emergenza senza fine. E qui non ci si esime infine dall’evidenziare tutte le responsabilità del Presidente della Regione: una parte significativa della terra che rappresenta sta morendo e viene umiliata da una gestione esterna che esclude i suoi esponenti locali. Non si può non chiedersi dove sia finito l’orgoglio marchigiano del nostro Presidente nonchè Vice Commissario per la ricostruzione. 

29/01/2017
Malaigia, Lega Nord: "Sugli allevamenti colpiti la burocrazia non faccia più danni di terremoto e neve "

Malaigia, Lega Nord: "Sugli allevamenti colpiti la burocrazia non faccia più danni di terremoto e neve "

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del consigliere regionale delle Marche Marzia Malaigia, Lega Nord: "Il consigliere regionale della Lega Nord Marzia Malaigia, di nuovo presente in questi  giorni sui luoghi del sisma, ora flagellati dalle intense e più che annunciate nevicate, interviene sulla situazione degli allevamenti di bestiame distrutti dagli eventi catastrofici. Capisco perfettamente e mi immedesimo empaticamente nel senso di impotenza e di frustrazione di allevatori, come quelli che ho visitato a Gualdo, Sarnano e paesi limitrofi – afferma la Malaigia -  quando assisto all’arrivo di personale che chiede loro di compilare per l'ennesima volta moduli su moduli per avere dati già più volte forniti nell’arco di questi mesi. Il ritardo delle strutture mobili è l’unico vero problema da risolvere: dal terremoto di agosto solo tante parole, ma gli animali sono rimasti al freddo in strutture pericolanti o del tutto crollate. Gli uomini del soccorso, di protezione civile, pompieri, forestali, ecc. sono encomiabili; quello che lascia a dir poco sbigottiti è il fatto che le strutture di ricovero per animali, le famose 370 stalle di cui si parlava fin dall'inizio, sono miraggi lontani. E quello che ancora non è chiaro è questo dietrofront sibillino della Regione, che indirizza le aziende a rivolgersi direttamente alle ditte specializzate, ma sempre facendone richiesta: ovvio, quindi altri castelli di carta! Quello che infatti mi viene comunicato dagli allevatori è che arriveranno di nuovo tecnici regionali per far compilare nuovi moduli e riverificare i danni. Quindi un ulteriore aggravio di spesa per le casse dei cittadini marchigiani e ancora prezioso tempo perso, in condizioni che richiedevano innanzi tutto l'urgenza: se ci sono situazioni nuove non discuto, ma se i sopralluoghi sono stati più volte fatti, perché tornare a riscrivere di nuovo e di nuovo ancora? Basta riaprire la tempistica ed accelerare le procedure o, meglio ancora, semplificarle al massimo. Gli allevatori devono anche far fronte all’emergenza che ha colpito le loro famiglie oltre che la loro attività, con anziani e bambini in case rimaste per giorni senza corrente elettrica e riscaldamento. Così non li si aiuta, si complica loro la vita. Alla faccia dello snellimento della burocrazia! Che la Regione, per quanto di sua competenza, dia e diffonda informazioni chiare e si comporti in maniera snella ed univoca, oltre che rapida: chi sta al gelo non vive più, e la morte di centinaia di capi di bestiame, ne è la macabra rappresentanza".   

24/01/2017
Struttura per Castelsantangelo, il sindaco: "Nessun mistero: dobbiamo sgomberare l'area dalla neve"

Struttura per Castelsantangelo, il sindaco: "Nessun mistero: dobbiamo sgomberare l'area dalla neve"

Nessun mistero: la struttura non viene montata e non viene fatta arrivare a Castelsantangelo per il semplice fatto che l'area dove andrà posizionata deve essere sgomberata dalla neve. Il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci non ci sta e, malgrado il Comune non sia mai stato chiamato in causa come responsabile di questa situazione, spiega che il fatto avrebbe dovuto essere approfondito preventivamente.  Infatti, a seguito del nostro articolo (qui), il sindaco ha ritenuto opportuno fare chiarezza. "Le strutture innanzitutto sono due e non una. In secondo luogo, non sono ancora arrivate e non sono state montate perchè l'area che abbiamo individuato deve essere liberata dalla neve. Quindi, non c'è nessun mistero nè alcun impedimento burocratico. Aggiungo anche che i rapporti con il Comune di Livo econ il sindaco Ferruccio Zanotelli sono stretti da diverso tempo e ci hanno aiutato tantissimo nei momenti tremendi che abbiamo passato".  Prendiamo atto con piacere dei chiarimenti del sindaco Falcucci, fin da subito impegnatissimo in prima persona ad aiutare i suoi concittadini in uno dei Comuni maggiormente colpiti dal sisma, e ne riportiamo quindi le dichiarazioni. Aggiungendo che la notizia, evidentemente non campata in aria ma incompleta, era stata diramata da un gruppo Facebook che porta il nome del suo Comune.

23/01/2017
Una struttura da 120 metri quadrati donata a Castelsantangelo ferma da un mese e mezzo in Trentino: "Non sappiamo perchè..."

Una struttura da 120 metri quadrati donata a Castelsantangelo ferma da un mese e mezzo in Trentino: "Non sappiamo perchè..."

Pronta una struttura da 120 metri quadrati per Castelsantangelo sul Nera donata da un Comune del Trentino, ma dall'8 dicembre è ferma e deve partire verso le Marche per motivi ancora sconosciuti. A comunicarlo è il gruppo "Un aiuto concreto per Castelsantangelo sul Nera". "Abbiamo appena saputo che un generoso gruppo di Vigili del Fuoco di Livo (Trento), dopo aver prestato servizio durante il mese di novembre a Castelsantangelo sul Nera" si legge nella nota pubblicata sulla pagina Facebook del gruppo "sono rientrati nella loro terra coinvolgendo il loro Comune, la Pro Loco, le Associazioni e privati cittadini in un aiuto concreto per noi. Si sono impegnati sia finanziariamente, sia offrendo le proprie braccia per costruire una bellissima struttura in legno di ben 120 metri quadri. Struttura adatta a ospitare una mensa, un’area di ritrovo e una Chiesa. Un vero miracolo, queste persone ci hanno regalato la possibilità di un luogo di ritrovo utile a ricostruire la nostra comunità. Hanno fatto del loro meglio per finirla entro l’8 dicembre, e così è stato. Ancora oggi 23 gennaio, la struttura è pronta e ferma a Livo appunto dall’8 dicembre, ferma per cause che nessuno spiega. Non si comprende se siano problemi burocratici, organizzativi o altro. Qualunque siano i problemi, preghiamo la Regione, la Protezione Civile, l’Esercito e chiunque possa intervenire per aiutarci di farlo. Preghiamo anche voi, perché abbiamo un immenso bisogno che condividiate questo post, facciamolo girare il più possibile, per favore. Riuscire a posizionare questa struttura significherebbe un inizio, un buon inizio per tutti noi. Chiunque volesse visitare il nostro paesino, residente o no, avrebbe un posto dove fermarsi, rifocillarsi e confrontarsi con gli altri. Ringraziamo davvero di cuore il Comune di Livo, i Vigili del Fuoco, la Pro Loco, le Associazioni di cittadini, il CAI, la Cooperativa frutticola SCAF, La Cassa Rurale, le Asuc, tutti i volontari e i cittadini di Livo che con tanto affetto, dedizione e lavoro ci hanno costruito non solo una casa, ma una parte di futuro concreto.Aiutateci a far arrivare a Castelsantangelo questo dono immenso, grazie a tutti".

23/01/2017
Gentiloni: rafforzato l'impegno dell'esercito nelle zone terremotate

Gentiloni: rafforzato l'impegno dell'esercito nelle zone terremotate

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in contatto continuo con la Protezione Civile e il Commissario Errani, ha chiesto al Ministro Pinotti un ulteriore, rafforzato impegno dell'esercito - assieme alla strutture operative già presenti - per garantire la massima presenza e prossimità dello Stato nei luoghi già colpiti dal sisma e oggi interessati dalle nuove scosse. (Fonte: Ansa)

18/01/2017
"Tutti agibili per un giorno": iniziative a Castelsantangelo, Visso e Ussita

"Tutti agibili per un giorno": iniziative a Castelsantangelo, Visso e Ussita

Cento stand e un grande palco per cantare all'ombra del santuario di Macereto, nel comune di Visso. E' qui che l'associazione 'Un aiuto concreto per Castelsantangelo sul Nera' dà appuntamento all'evento 'Tutti agibili per un giorno', in programma il 24 giugno "a cui sono invitati tutti gli imprenditori, commercianti, allevatori e in generale a tutte le partite Iva di Castelsantangelo, Visso e Ussita perché questo possa diventare un giorno che segni la rinascita economica delle nostre terre". A dirlo è la vicepresidente della neo associazione, Federica Pedanesi, intenta assieme a tutto il gruppo a risollevare "le sorti dei nostri borghi distrutti dal sisma, ma noi non ci arrendiamo e vogliamo essere protagonisti del nostro futuro". L'evento, a cui hanno già aderito le amministrazioni comunali dei tre centri, "non nasce per raccogliere fondi - spiega Pedanesi - ma vuole essere una grande occasione per far sapere che qui c'è voglia di ricominciare e lo vogliamo fare attraverso il lavoro". (Ansa)

17/01/2017
Dalla Geologia di Unicam un progetto per riaprire la Valnerina: "Ma la Regione non risponde..."

Dalla Geologia di Unicam un progetto per riaprire la Valnerina: "Ma la Regione non risponde..."

A partire dal 24 agosto 2016, oltre alle tante perdite di vite umane e ai danni sul patrimonio edilizio, il sisma ha prodotto delle modificazioni permanenti sulla superficie terrestre in un’area ampia migliaia di chilometri quadrati che si estende da Amatrice fino a Muccia, per spingersi anche, con modesti risentimenti ma comunque significativi per l’economia regionale, anche in aree prossime alla costa. Tali modificazioni sono costituite soprattutto da grandi frane e da instabilità delle pareti rocciose verticali che vanno ad interessare soprattutto la viabilità comunale fino a quella regionale. E’ il caso della Strada Provinciale n. 209 Valnerina che, alcuni chilometri dopo l’abitato di Visso, è stata interessata da una frana che ha ostruito il corso del fiume Nera. A quattro mesi dall’evento ancora non è stato fatto nulla. In più le condizioni meteo che si stanno verificando, con piogge e neve e gelo, fanno temere l’evoluzione di molti dei fenomeni franosi prodotti soprattutto quelli che interessano i versanti calcarei, particolarmente fratturati anche per effetto della sequenza sismica. Spiega infatti il prof. Farabollini, della Sezione di Geologia dell’Università degli studi di Camerino che “la pioggia infiltrandosi all’interno delle fratture prodotte dal terremoto, sia sui versanti rocciosi che anche sulle infrastrutture viarie, gelando potrebbero innescare importanti fenomeni franosi con il collasso anche di importanti porzioni di versante. Situazioni simili sono state riscontrate in tantissime località (Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Casali, Gualdo di Castelsantangelo e molte altre), senza ovviamente dimenticare il crollo già avvenuto nella Valnerina e che potrebbe continuare ad evolvere se non si corre ai ripari”. “Proprio per questo motivo - continua il dott. Scalella, della Regione Marche che ha effettuato sopralluoghi sulla Valnerina e sulle infrastrutture viarie comunali sopra menzionate - insieme al collega Farabollini, abbiamo presentato un progetto per il ripristino della viabilità utilizzando il materiale proveniente dalla frana della Valnerina e dagli altri materiali calcarei derivanti dalle numerose frane di crollo che si sono prodotte durante il terremoto, ma volendo anche utilizzando tutto il materiale prodotto e contenuto nelle reti paramassi in molti casi non vuotate da oltre 10 anni!!. Questi materiali, che possono essere stimati in circa 800.000 metri cubi infatti verrebbero utilizzati innanzitutto per rispristinare la viabilità di una arteria molto importante sia dal punto di vista del collegamento con l’Umbria ma anche dal punto di vista degli scambi economico-commerciali, e sarebbero anche “riutilizzati” per il ripristino della funzionalità delle arterie stradali sia provinciali che comunali dell’intera area coinvolta dal recente sisma e pertanto possono essere considerati come cave temporanee di prestito che quindi andrebbero assoggettate alla normativa vigente. I materiali recuperati da tali “cave di prestito temporanee” possono essere posizionati in “aree temporanee di abbancamento” che ogni comune o raggruppamenti di comuni potranno mettere a disposizione sul loro territorio facilitando quindi anche il successivo iter tecnico-amministrativo di gestione dell’attività estrattiva e della successiva attuazione del piano di ripristino della viabilità.” “L’indotto economico che ne deriverebbe, soprattutto per queste aree montane particolarmente colpite dal sisma,  -  continua Farabollini - potrebbe essere esteso ad un piano decennale che preveda pertanto la possibilità della gestione del materiale litoide, della sua lavorazione per la realizzazione di inerti opportunamente classati per le esigenze specifiche e l’utilizzo fino al completamento del ciclo che potrebbe chiudersi una volta ripristinate le funzionalità della viabilità. Tale proposta, presentata alla Regione Marche agli assessorati competenti già a metà dicembre, ancora non ha avuto risposta. Chissà... la rete infrastrutturale compromessa dal sisma probabilmente avrà reso impraticabile anche la rete internet!”

16/01/2017
Castelsantangelo, i vigili del fuoco portano il cibo agli animali nella zona rossa - FOTO E VIDEO

Castelsantangelo, i vigili del fuoco portano il cibo agli animali nella zona rossa - FOTO E VIDEO

Il lavoro svolto dai vigili del fuoco nella situazione di estrema emergenza nelle zone colpite dal terremoto è stato enorme. Ed è tuttora, oltre che imponente, fondamentale non solo per la popolazione, ma anche per gli animali. In questo caso, i vigili del fuoco hanno aiutato entrambi: popolazione e animali. Infatti, grazie al loro straordinario lavoro, nella frazione Gualdo di Castelsantangelo sul Nera, hanno aiutato la gente del posto a portare gli alimenti agli animali rimasti in zona rossa.

15/01/2017

Quotidiano Online Picchio News

Indirizzo: Corso della Repubblica 10, 62100, Macerata, MC, ITALIA

Direttore Responsabile: Roberto Scorcella

Copyright © 2017 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433