Castelsantangelo sul Nera

Struttura per Castelsantangelo, il sindaco: "Nessun mistero: dobbiamo sgomberare l'area dalla neve"

Struttura per Castelsantangelo, il sindaco: "Nessun mistero: dobbiamo sgomberare l'area dalla neve"

Nessun mistero: la struttura non viene montata e non viene fatta arrivare a Castelsantangelo per il semplice fatto che l'area dove andrà posizionata deve essere sgomberata dalla neve. Il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci non ci sta e, malgrado il Comune non sia mai stato chiamato in causa come responsabile di questa situazione, spiega che il fatto avrebbe dovuto essere approfondito preventivamente.  Infatti, a seguito del nostro articolo (qui), il sindaco ha ritenuto opportuno fare chiarezza. "Le strutture innanzitutto sono due e non una. In secondo luogo, non sono ancora arrivate e non sono state montate perchè l'area che abbiamo individuato deve essere liberata dalla neve. Quindi, non c'è nessun mistero nè alcun impedimento burocratico. Aggiungo anche che i rapporti con il Comune di Livo econ il sindaco Ferruccio Zanotelli sono stretti da diverso tempo e ci hanno aiutato tantissimo nei momenti tremendi che abbiamo passato".  Prendiamo atto con piacere dei chiarimenti del sindaco Falcucci, fin da subito impegnatissimo in prima persona ad aiutare i suoi concittadini in uno dei Comuni maggiormente colpiti dal sisma, e ne riportiamo quindi le dichiarazioni. Aggiungendo che la notizia, evidentemente non campata in aria ma incompleta, era stata diramata da un gruppo Facebook che porta il nome del suo Comune.

23/01/2017
Una struttura da 120 metri quadrati donata a Castelsantangelo ferma da un mese e mezzo in Trentino: "Non sappiamo perchè..."

Una struttura da 120 metri quadrati donata a Castelsantangelo ferma da un mese e mezzo in Trentino: "Non sappiamo perchè..."

Pronta una struttura da 120 metri quadrati per Castelsantangelo sul Nera donata da un Comune del Trentino, ma dall'8 dicembre è ferma e deve partire verso le Marche per motivi ancora sconosciuti. A comunicarlo è il gruppo "Un aiuto concreto per Castelsantangelo sul Nera". "Abbiamo appena saputo che un generoso gruppo di Vigili del Fuoco di Livo (Trento), dopo aver prestato servizio durante il mese di novembre a Castelsantangelo sul Nera" si legge nella nota pubblicata sulla pagina Facebook del gruppo "sono rientrati nella loro terra coinvolgendo il loro Comune, la Pro Loco, le Associazioni e privati cittadini in un aiuto concreto per noi. Si sono impegnati sia finanziariamente, sia offrendo le proprie braccia per costruire una bellissima struttura in legno di ben 120 metri quadri. Struttura adatta a ospitare una mensa, un’area di ritrovo e una Chiesa. Un vero miracolo, queste persone ci hanno regalato la possibilità di un luogo di ritrovo utile a ricostruire la nostra comunità. Hanno fatto del loro meglio per finirla entro l’8 dicembre, e così è stato. Ancora oggi 23 gennaio, la struttura è pronta e ferma a Livo appunto dall’8 dicembre, ferma per cause che nessuno spiega. Non si comprende se siano problemi burocratici, organizzativi o altro. Qualunque siano i problemi, preghiamo la Regione, la Protezione Civile, l’Esercito e chiunque possa intervenire per aiutarci di farlo. Preghiamo anche voi, perché abbiamo un immenso bisogno che condividiate questo post, facciamolo girare il più possibile, per favore. Riuscire a posizionare questa struttura significherebbe un inizio, un buon inizio per tutti noi. Chiunque volesse visitare il nostro paesino, residente o no, avrebbe un posto dove fermarsi, rifocillarsi e confrontarsi con gli altri. Ringraziamo davvero di cuore il Comune di Livo, i Vigili del Fuoco, la Pro Loco, le Associazioni di cittadini, il CAI, la Cooperativa frutticola SCAF, La Cassa Rurale, le Asuc, tutti i volontari e i cittadini di Livo che con tanto affetto, dedizione e lavoro ci hanno costruito non solo una casa, ma una parte di futuro concreto.Aiutateci a far arrivare a Castelsantangelo questo dono immenso, grazie a tutti".

23/01/2017
Gentiloni: rafforzato l'impegno dell'esercito nelle zone terremotate

Gentiloni: rafforzato l'impegno dell'esercito nelle zone terremotate

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in contatto continuo con la Protezione Civile e il Commissario Errani, ha chiesto al Ministro Pinotti un ulteriore, rafforzato impegno dell'esercito - assieme alla strutture operative già presenti - per garantire la massima presenza e prossimità dello Stato nei luoghi già colpiti dal sisma e oggi interessati dalle nuove scosse. (Fonte: Ansa)

18/01/2017
"Tutti agibili per un giorno": iniziative a Castelsantangelo, Visso e Ussita

"Tutti agibili per un giorno": iniziative a Castelsantangelo, Visso e Ussita

Cento stand e un grande palco per cantare all'ombra del santuario di Macereto, nel comune di Visso. E' qui che l'associazione 'Un aiuto concreto per Castelsantangelo sul Nera' dà appuntamento all'evento 'Tutti agibili per un giorno', in programma il 24 giugno "a cui sono invitati tutti gli imprenditori, commercianti, allevatori e in generale a tutte le partite Iva di Castelsantangelo, Visso e Ussita perché questo possa diventare un giorno che segni la rinascita economica delle nostre terre". A dirlo è la vicepresidente della neo associazione, Federica Pedanesi, intenta assieme a tutto il gruppo a risollevare "le sorti dei nostri borghi distrutti dal sisma, ma noi non ci arrendiamo e vogliamo essere protagonisti del nostro futuro". L'evento, a cui hanno già aderito le amministrazioni comunali dei tre centri, "non nasce per raccogliere fondi - spiega Pedanesi - ma vuole essere una grande occasione per far sapere che qui c'è voglia di ricominciare e lo vogliamo fare attraverso il lavoro". (Ansa)

17/01/2017
Dalla Geologia di Unicam un progetto per riaprire la Valnerina: "Ma la Regione non risponde..."

Dalla Geologia di Unicam un progetto per riaprire la Valnerina: "Ma la Regione non risponde..."

A partire dal 24 agosto 2016, oltre alle tante perdite di vite umane e ai danni sul patrimonio edilizio, il sisma ha prodotto delle modificazioni permanenti sulla superficie terrestre in un’area ampia migliaia di chilometri quadrati che si estende da Amatrice fino a Muccia, per spingersi anche, con modesti risentimenti ma comunque significativi per l’economia regionale, anche in aree prossime alla costa. Tali modificazioni sono costituite soprattutto da grandi frane e da instabilità delle pareti rocciose verticali che vanno ad interessare soprattutto la viabilità comunale fino a quella regionale. E’ il caso della Strada Provinciale n. 209 Valnerina che, alcuni chilometri dopo l’abitato di Visso, è stata interessata da una frana che ha ostruito il corso del fiume Nera. A quattro mesi dall’evento ancora non è stato fatto nulla. In più le condizioni meteo che si stanno verificando, con piogge e neve e gelo, fanno temere l’evoluzione di molti dei fenomeni franosi prodotti soprattutto quelli che interessano i versanti calcarei, particolarmente fratturati anche per effetto della sequenza sismica. Spiega infatti il prof. Farabollini, della Sezione di Geologia dell’Università degli studi di Camerino che “la pioggia infiltrandosi all’interno delle fratture prodotte dal terremoto, sia sui versanti rocciosi che anche sulle infrastrutture viarie, gelando potrebbero innescare importanti fenomeni franosi con il collasso anche di importanti porzioni di versante. Situazioni simili sono state riscontrate in tantissime località (Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Casali, Gualdo di Castelsantangelo e molte altre), senza ovviamente dimenticare il crollo già avvenuto nella Valnerina e che potrebbe continuare ad evolvere se non si corre ai ripari”. “Proprio per questo motivo - continua il dott. Scalella, della Regione Marche che ha effettuato sopralluoghi sulla Valnerina e sulle infrastrutture viarie comunali sopra menzionate - insieme al collega Farabollini, abbiamo presentato un progetto per il ripristino della viabilità utilizzando il materiale proveniente dalla frana della Valnerina e dagli altri materiali calcarei derivanti dalle numerose frane di crollo che si sono prodotte durante il terremoto, ma volendo anche utilizzando tutto il materiale prodotto e contenuto nelle reti paramassi in molti casi non vuotate da oltre 10 anni!!. Questi materiali, che possono essere stimati in circa 800.000 metri cubi infatti verrebbero utilizzati innanzitutto per rispristinare la viabilità di una arteria molto importante sia dal punto di vista del collegamento con l’Umbria ma anche dal punto di vista degli scambi economico-commerciali, e sarebbero anche “riutilizzati” per il ripristino della funzionalità delle arterie stradali sia provinciali che comunali dell’intera area coinvolta dal recente sisma e pertanto possono essere considerati come cave temporanee di prestito che quindi andrebbero assoggettate alla normativa vigente. I materiali recuperati da tali “cave di prestito temporanee” possono essere posizionati in “aree temporanee di abbancamento” che ogni comune o raggruppamenti di comuni potranno mettere a disposizione sul loro territorio facilitando quindi anche il successivo iter tecnico-amministrativo di gestione dell’attività estrattiva e della successiva attuazione del piano di ripristino della viabilità.” “L’indotto economico che ne deriverebbe, soprattutto per queste aree montane particolarmente colpite dal sisma,  -  continua Farabollini - potrebbe essere esteso ad un piano decennale che preveda pertanto la possibilità della gestione del materiale litoide, della sua lavorazione per la realizzazione di inerti opportunamente classati per le esigenze specifiche e l’utilizzo fino al completamento del ciclo che potrebbe chiudersi una volta ripristinate le funzionalità della viabilità. Tale proposta, presentata alla Regione Marche agli assessorati competenti già a metà dicembre, ancora non ha avuto risposta. Chissà... la rete infrastrutturale compromessa dal sisma probabilmente avrà reso impraticabile anche la rete internet!”

16/01/2017
Castelsantangelo, i vigili del fuoco portano il cibo agli animali nella zona rossa - FOTO E VIDEO

Castelsantangelo, i vigili del fuoco portano il cibo agli animali nella zona rossa - FOTO E VIDEO

Il lavoro svolto dai vigili del fuoco nella situazione di estrema emergenza nelle zone colpite dal terremoto è stato enorme. Ed è tuttora, oltre che imponente, fondamentale non solo per la popolazione, ma anche per gli animali. In questo caso, i vigili del fuoco hanno aiutato entrambi: popolazione e animali. Infatti, grazie al loro straordinario lavoro, nella frazione Gualdo di Castelsantangelo sul Nera, hanno aiutato la gente del posto a portare gli alimenti agli animali rimasti in zona rossa.

15/01/2017
Neve sulle zone terremotate: Visso rischia di restare isolata

Neve sulle zone terremotate: Visso rischia di restare isolata

Forte nevicata sull'Appennino marchigiano e sulle zone terremotate. Visso, Ussita e gli altri borghi dell'epicentro del sisma di fine ottobre sono imbiancati e iniziano i primi disagi alla circolazione. "Ancora una volta l'unica strada che collega Visso alla Val di Chienti è completamente ricoperta di neve ed è difficoltoso percorrerla, rischiamo di rimanere isolati". A dirlo il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini, intento proprio a raggiungere Muccia dopo essere partito dal paese che amministra. Il tratto di strada in questione è la ex statale 209, più nota come "Valnerina".    "L'Anas ci deve garantire un servizio puntuale in queste circostanze, è impensabile che i nostri paesi restino isolati dal mondo con tutto quello che stanno vivendo nel post terremoto" sottolinea Pazzaglini. Le precipitazioni nevose in atto sono destinate a proseguire anche nella notte e nella giornata di domani, stando alle previsioni meteo emesse dai centri funzionali di Protezione civile. Non solo le zone terremotate del Maceratese sono colpite da un'ondata di gelo, già annunciata dalla Protezione civile: nevica in tutto l'entroterra delle Marche, da un'altitudine di 400 metri in su. In provincia di Pesaro Urbino si sta formando ghiaccio sul manto stradale ai valichi. A Serravalle, nei pressi della seggiovia del Monte Nerone, i vigili del fuoco sono intervenuti per prestare soccorso ad una quindicina di auto che non riescono a scendere a valle a causa del ghiaccio. Un'altra auto è bloccata nei pressi dell'eremo di Carpegna. In provincia di Ancona, una fitta nevicata ha provato disagi alla circolazione lungo la SS76 a Fabriano. Disagi anche ad Arcevia, dove le strade sono completamente imbiancate. Nel Maceratese, oltre alle zone terremotate (Visso, Muccia, Castelsantagelo sul Nera, Ussita) ci sono disagi alla circolazione anche sul versante del Monte San Vicino verso Apiro e Esanatoglia, dove ci sono piccoli incidenti Piove invece lungo la costa. (Ansa)

15/01/2017
Donata una Panda 4x4 al Comune di Castelsantangelo

Donata una Panda 4x4 al Comune di Castelsantangelo

Continuano le azioni positive a favore delle popolazioni terremotate. Oggi pomeriggio, una delegazione dei Comuni di Serra de’ Conti e Barbara della Provincia di Ancona, guidata dai rispettivi Sindaci Arduino Tassi e Raniero Serrani e composta dai rappresentanti delle Associazioni e dei Gruppi Comunale di Protezione Civile dei due Enti, hanno consegnato una Panda 4x4 al Sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci. Il rapporto dei due Comuni dell’anconetano e Castelsantangelo sul Nera si era già stretto dopo l’evento sismico del 24/08/2016 e la vicinanza e il supporto è continuato anche dopo le devastanti e distruttive scosse del 26 e 30 ottobre 2016, tanto che tra Castelsantangelo sul Nera, Serra de’ Conti e Barbara si sono, con atti consiliari votati all’unanimità, recentemente gemellati ufficialmente. Il mezzo è stato acquistato con i fondi raccolti in questi mesi dalle due Comunità con iniziative e sottoscrizioni finalizzate alla solidarietà che oggi hanno trovato concreta realizzazione. Mauro Falcucci ha espresso sentimenti di profonda gratitudine a nome della Comunità ed ha consegnato un attestato e lo stemma del Comune quale segno di un forte rapporto che continuerà nel tempo e quale indelebile segno in ricordo di un dono che in questo momento e per il futuro del Paese montano si rivela molto utile per tutte le attività tecnico-amministrative che dovranno essere intraprese. E’ stato altresì sottolineato che il Volontariato e il grande cuore dei cittadini marchigiani chiamati ad essere vicini ad altre comunità in momenti di grande difficoltà, sono espressioni di un popolazione che ha valori invidiabili perchè sempre pronti a manifestare vicinanza e affetto. A Casette installate e quindi al ritorno della popolazione oggi ospitata lungo la costa, si è convenuto di individuare una data per un incontro delle tre Comunità finalizzato a consolidare i rapporti ed a iniziare un nuovo cammino insieme di sostegno e amicizia. 

14/01/2017
Sisma, sindaco Falcucci: "Amareggiato per consegna prime casette a Norcia"

Sisma, sindaco Falcucci: "Amareggiato per consegna prime casette a Norcia"

E' "amareggiato e sorpreso" per la consegna delle prime casette ai terremotati di Norcia Mauro Falcucci,sindaco di Castelsantangelo sul Nera. "La consegna a Norcia riguarda il terremoto del 24 agosto - dice -, ma noi dopo quel primo sisma avevamo già individuato un fabbisogno di 11 SAE e l'area, nella disponibilità del Comune, nella frazione di Nocria, dove posizionarle". "Era stato fatto tutto. Non ci possono essere terremotati di serie A e di serie B, confido che la Regione Marche si attiverà immediatamente per sanare questa disparità di trattamento inaccettabile". Nessuna polemica da parte dell'assessore alla Protezione civile Sciapichetti: "i sindaci sono in prima linea dal 24 agosto. La Regione sta lavorando 24 ore su 24, stanno partendo gli appalti per i lavori di urbanizzazione delle aree indicate dai Comuni. E questa è una partita che si vince con il gioco di squadra, lavorando tutti insieme" (ANSA).

12/01/2017
"Per riaprire la Valnerina ci vorranno tempi lunghi": l'assessore Sciapichetti spiega la situazione

"Per riaprire la Valnerina ci vorranno tempi lunghi": l'assessore Sciapichetti spiega la situazione

"Inutile girarci intorno: per riaprire la Valnerina occorrerà ancora diverso tempo": così l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, in un intervento nel quale spiega la difficile situazione dell'arteria che funge da collegamento determinante per i paesi devastati dal sisma. "Oggi la Valnerina purtroppo non è una strada attraversata da un fiume, ma come si vede dalle immagini si è staccata una parte consistente della montagna dando vita ad una enorme frana che ha formato un grande lago laddove c’era la carreggiata. Speriamo che lo sciogliersi delle nevi nei prossimi giorni non aumenti il pericolo. Tutti vorremmo riaprire la Valnerina il prima possibile, ma ci rendiamo conto di fronte a queste drammatiche immagini di quello che è successo? Non credo possa sfuggire a nessuno la gravità della situazione e il rischio per l’incolumità della persone che eventualmente dovrebbero andarci a lavorare. Sono pertanto necessari studi accurati da parte di geologi e di gruppi di esperti altamente specializzati (studi già avviati) per appurare prima di tutto il grado di sicurezza e quali e quante opere occorrerà realizzare. Ecco perché se non vogliamo prenderci in giro, dobbiamo dirci realisticamente parlando come stanno le cose: per la riapertura, ci vorranno purtroppo tempi molto più lunghi di quanto ognuno di noi possa immaginare".

08/01/2017
Sisma, allevamenti a rischio per il maltempo: l'allarme di Coldiretti

Sisma, allevamenti a rischio per il maltempo: l'allarme di Coldiretti

Di notte il termometro segna anche -10 gradi sui Monti Sibillini coperti di neve, e ''nei territori colpiti dal sisma la situazione degli animali è drammatica. Gli allevatori non sanno dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti a stare fuori al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti''. E' l'allarme lanciato da Acquasanta Terme (Ascoli Piceno) dal presidente della Coldiretti di Ascoli Fermo Paolo Mazzoni, che ha incontrato agricoltori e allevatori nella tradizionale Giornata del Ringraziamento. La notte scorsa a Bolognola e Ussita la colonnina di mercurio è scesa a -8 gradi. "Dobbiamo recuperare i ritardi nella consegna delle stalle mobili e salvare gli animali che rischiano di morire per il freddo, con le temperature scese ampiamente sotto lo zero" ha detto. L'iter burocratico per l'accertamento degli allevatori che hanno diritto diritto alle strutture mobili e i ritardi nella posa di quelle già approvate stanno causando gravi disagi (ANSA).

08/01/2017
Parte male l'anno nuovo: la politica è già in difficoltà

Parte male l'anno nuovo: la politica è già in difficoltà

Speravamo tutti che l’arrivo della prima neve fosse uno sfoggio di celerità ed efficienza. Una medaglia al merito da appuntare sul petto da ostentare in ogni dove a dimostrazione delle capacità organizzative della locale classe politica. Gelo e neve erano annunciati da lungo tempo. Prevedibili ed infatti previsti da tutti i meteorologi dell’orbe, sono puntualmente arrivati. Immaginavamo spazzaneve già revisionati che scalpitavano e pronti per la partenza. Depositi di sacchi di sale sparpagliati per tutto il territorio. I mezzi del soccorso alpino, con al seguito troupe televisive, pronte a documentare il trasporto di foraggio in stalle provvisorie per alimentare il bestiame degli allevatori, messo al sicuro in ricoveri di fortuna. Fatti e non parole, pensavo fosse pure lo slogan di tanta operosità. Invece niente. È stata la solita debacle. Una Caporetto politica prima che organizzativa. Gli spazzaneve dell’ANAS (almeno dalle mie parti) non sono passati. O se sono passati lo hanno fatto veramente male. Non ricordo a mia memoria una performance peggiore. Eppure stavamo parlando di zone terremotate. Dell’epicentro o a due passi da esso. Quello che in televisione e sui giornali chiamano il “cratere”.   Quando c’era la Provincia da Pettinari assessore ai lavori pubblici (praticamente preistoria) a Pettinari presidente (l’altro ieri) se c’era un ritardo di anche solo un’ora, partivano telefonate a raffica anche in piena notte, per lamentarsi direttamente col presidente di turno. Poi però, in giro per le strade, c’erano più spazzaneve che automobili. E di notte viaggiavano camion con sale e breccia. Il risultato del passaggio all’ANAS è sotto gli occhi di tutti. Un condensato di ritardi, inefficienze, lavori svolti male, oppure neanche fatti. In un territorio, lo ripeto, che avrebbe dovuto essere particolarmente tenuto in considerazione in questo post terremoto. Ringraziamo il ministro Del Rio e la sua riforma - aborto. Se non fosse stato per lui e quelli che gli sono andati appresso, oggi avremmo strade pulite e una viabilità normale e non da terzo mondo come ci hanno ampiamente dimostrato. Nelle zone di montagna il sisma ha fatto i suoi gravi danni sin dal 24 agosto. Quattro mesi. Ebbene in centotrenta giorni, questi governanti qui – tra commissari straordinari, vice, capi della protezione civile, sono una dozzina di persone - non sono stati capaci di portare sui pascoli e sugli alpeggi una cinquantina di stalle prefabbricate. Dieci, venti pannelli per stalla da caricare su di un camion e da far montare ai militari. Oppure un semplice tendone, ma che oggi chiamano pomposamente tensostruttura. Invece niente. Bastava un mese lavorandoci con tutta calma. In quattro mesi non hanno combinato niente. Non hanno messo in piedi nemmeno una capanna. Eppure i sindaci sono mesi e mesi che si sgolano a chiederle. Il freddo e la prima neve in montagna era caduta già a metà novembre. Non hanno letteralmente mosso una paglia. Ed oggi il bestiame, grazie alla loro incapacità, sta a due cifre sottozero. La verità è che sono solo capaci di produrre burocrazia: ordinanze, decreti, regolamenti, prezziari, tabelle. O al massimo nominare dirigenti i loro compagni e sodali. I quali a loro volta dovrebbero essere quelli che risolvono concretamente i problemi. Ma siccome pure loro non ne sono all’altezza eccoci qui con questo risultato: un assoluto disastro su tutti i fronti. Sarebbe bastato prendere a modello il sisma del ’97 e valorizzare gli uomini che governavano allora. Invece che rottamarli sdegnosamente manco fossero indegni. Per fare un Mario Conti (il segretario generale delle giunte D’Ambrosio e Spacca) non basta tutto il battaglione di dirigenti della Regione Marche messi assieme. In questo squallido e penoso quadro chi ci rimette in ultima istanza è il cittadino. Dopo aver avuto contro le forze della natura, oggi si trova pure contro chi, viceversa, dovrebbe sostenerlo ed aiutarlo, per dovere istituzionale. Guardate che così non funziona. Non si va da nessuna parte. Il presidente della Repubblica, Mattarella, sul terremoto ci ha messo la propria faccia. Piuttosto che lodarlo ad ogni parola che dice, sarebbe meglio per tutti che ciascuno facesse il proprio mestiere. Possibilmente bene, o almeno facendo ogni sforzo possibile.  Tra l’altro i politici, per arrivare al governo e dare prova di efficienza, hanno sgomitato parecchio. E non glielo ha ordinato il medico.   E soprattutto non pensino di poter sfruttare l’occasione del terremoto solo per poter appaltare i lavori più facili e redditizi alle cooperative pesaresi o ravennati e lasciare quelli più improbi e difficili alle ditte locali. A buon intenditor poche parole...          

07/01/2017
Entro l’estate 1.599 volontari da impiegare nelle aree terremotate: pubblicato il bando

Entro l’estate 1.599 volontari da impiegare nelle aree terremotate: pubblicato il bando

Anche il volontariato nell’ambito del Servizio Civile Nazionale riguarderà le zone colpite dal terremoto 2016. Il Bando “Avviso agli Enti: Presentazione dei progetti di Servizio civile nazionale per 1599 volontari da impiegare nelle aree terremotate delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria” pubblicato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale prevede l’impiego di 1.599 volontari nelle aree terremotate delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. I progetti dovranno essere trasmessi dagli enti esclusivamente alle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria entro le ore 14,00 del 10 marzo 2017. Il bando si riferisce alla presentazione dei progetti di Servizio civile nazionale finalizzati alla ripresa della vita civile delle comunità colpite dagli eventi sismici ed a favorire il ritorno delle popolazioni alla normalità.  I destinatari del bando sono: gli enti iscritti all’Albo nazionale ed agli Albi delle Regioni e delle Province autonome, aventi sedi di attuazione progetto nei comuni colpiti dal sisma 2016, di cui all’Allegato 1 del Bando e nei Comuni costieri che ospitano temporaneamente i terremotati.   I volontari saranno così ripartiti: Abruzzo 207 volontari; Lazio 453 volontari; Marche 617 volontari; Umbria 322 volontari.   Le Regioni interessate, una volta sentite le strutture del Commissario straordinario per le zone terremotate, coordinano i progetti per ciascun settore/ambito di intervento individuati dal bando, promuovendo la cooprogettazione degli stessi tra i diversi enti presenti sul territorio. Ciò può avvenire anche attraverso appositi incontri con i Sindaci dei comuni colpiti e con i responsabili degli enti, in modo da redigere uno, al massimo due progetti per ogni settore/ambito di intervento individuato. Per ogni raggruppamento di enti, che darà luogo alla cooprogettazione, dovrà essere individuato un ente capofila avente una capacità organizzativa sufficiente a supportare la complessità degli interventi proposti. La cooprogettazione è possibile tra enti appartenenti allo stesso Albo, ovvero tra enti iscritti all’Albo nazionale e ad uno degli Albi regionale e delle Province autonome.   I progetti dovranno realizzarsi esclusivamente in una singola Regione e nei seguenti settori/aree di intervento: a) Assistenza, con particolare riguardo alle fasce deboli b) Protezione Civile c) Patrimonio Artistico e Culturale d) Educazione e Promozione culturale, con particolare riferimento al supporto alle Amministrazioni Locali impegnate nei processi di ricostruzione e di ritorno alla normalità.   I progetti devono essere redatti secondo il modello di cui all’allegato 1 del Prontuario (parag. 3.3 e 4.6 del “Prontuario contenente le caratteristiche e le modalità per la redazione e la presentazione dei progetti di servizio civile nazionale da realizzare in Italia e all’estero, nonché i criteri per la selezione e la valutazione degli stessi” approvato con D.M. 5 maggio 2016) , concernente i progetti da realizzarsi in Italia, essere firmati digitalmente dal legale rappresentante dell’ente capofila o dal responsabile del servizio civile nazionale del predetto ente indicati in sede di accreditamento e devono essere presentati esclusivamente in modalità online. Ogni progetto deve indicare un capofila, essere redatto per uno solo dei settori/aree intervento innanzi indicati e per una singola Regione.   Tutti i progetti presentati saranno esaminati dalle Regioni competenti e sottoposti ad una valutazione di idoneità riguardante la conformità degli stessi alle finalità stabilite dall’art. 1 della Legge 6 marzo 2001, n. 64, nonché alle modalità di redazione degli stessi previste dal Prontuario. I progetti risultati idonei sono pubblicati in appositi bandi regionali per la selezione dei volontari. Questo il link a cui trovare il bando: http://www.serviziocivile.gov.it/menusx/bandi/progetti-scn/2016_bandoprogsisma/

07/01/2017
Il sindaco di Monte Cavallo regala a Papa Francesco il calendario di Picchio News - VIDEO

Il sindaco di Monte Cavallo regala a Papa Francesco il calendario di Picchio News - VIDEO

E' stata una giornata particolare, sicuramente emozionante. Sono arrivati in tanti e da tutte le zone del centro Italia, colpite dalle forti scosse di terremoto di agosto e ottobre. Papa Francesco ha ricevuto tutti nell’aula Paolo VI, in Vaticano. "Una parola che è stata usata come un ritornello è ricostruire. Ricostruire i cuori ancor prima delle case": così Bergoglio durante l’udienza con le popolazioni giunte da Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. E poi ha aggiunto: "Il vostro è un dolore grande". L'udienza straordinaria di Papa Francesco è stata anche l'occasione per consegnargli una copia del calendario 2017 realizzato da Picchio News con le immagini dei luoghi del sisma. E' stato il sindaco di Monte Cavallo, Pietro Cecoli, a regalare al Pontefice il calendario di Picchio News, mostrato al Papa anche dal rettore di Unicam, Flavio Corradini. 

06/01/2017
I Sindaci del terremoto in udienza straordinaria dal Papa - VIDEO - FOTO

I Sindaci del terremoto in udienza straordinaria dal Papa - VIDEO - FOTO

"Ricostruire, ricominciare, ricominciare da capo, ma anche ricominciare senza perdere la capacità di sognare, sognare, avere il coraggio di sognare una volta di più". Lo ha detto il Papa a migliaia di terremotati del centro Italia - dalle diocesi di Rieti, Spoleto-Norcia, Macerata e Ascoli Piceno, accompagnati dai loro vescovi - ricevuti in aula Paolo VI, dopo aver ascoltato le testimonianze di due di loro.    Bergoglio si è quindi detto orgoglioso dei suoi parroci "che non hanno lasciato la terra, è buono avere pastori che se vedono il lupo non corrono". Ricordando di aver già ringraziato sia autorità che vigili del fuoco che volontari, il Pontefice ha, infine, rivolto un grazie anche a "tutti quelli che si sono immischiati in questo dolore vostro perché quando uno fa la lista sempre si vede chi non ha detto, no, a tutti". (Ansa) Nota del Comune di Castelraimondo Il sindaco di Castelraimondo, Renzo Marinelli, accompagnato dall’assessore Elisabetta Torregiani e da una delegazione di cittadini ha partecipato oggi all’udienza speciale per i terremotati di Papa Francesco, che si è svolta questa mattina in Vaticano. Il sindaco ha portato in dono al Pontefice una copia del libro che narra la storia dei 700 anni dalla fondazione di Castelraimondo, consegnato nelle sue mani al momento del saluto. Con grande sorpresa, il Santo Padre ha subito ricordato di aver conosciuto, quando si trovava in Argentina, un padre cappuccino originario proprio di Castelraimondo. Si tratta di Padre Giuseppe Gaggiotti, uomo di chiesa nonché storico della cittadina, autore del primo libro su Castelraimondo la cui prima edizione fu scritta a metà degli anni Settanta. “Una forte emozione – ha affermato il sindaco Marinelli – e una inaspettata sorpresa la lucidità con cui il Santo Padre ha immediatamente ricordato il nostro concittadino, conosciuto quando entrambi si trovavano in Argentina, un incontro che secondo alcune memorie deve essere avvenuto verso la fine degli anni Ottanta”. 

05/01/2017

Quotidiano Online Picchio News

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